[{"titolo":"Il gobbo di Notre-Dame","autore":"Victor Hugo","categoria":"Narrativa Storica","contenuto":"CAPITOLO I\n\nIL DIARIO DI JONATHAN HARKER\n\n(_Tenuto in stenografia._)\n\n\n_3 maggio. Bistritz._--Lasciato Monaco alle 20:35 del 1\u00b0 maggio, arrivo a Vienna la mattina presto.\nVienna la mattina presto; sarebbe dovuto arrivare alle 6:46, ma il treno era in ritardo di un'ora.\nun'ora di ritardo. Buda-Pesth sembra un posto meraviglioso, da quello che ho potuto vedere dal treno e dalla\ndal treno e dal poco che ho potuto camminare per le strade.\nstrade. Temevo di allontanarmi molto dalla stazione, visto che eravamo arrivati tardi e saremmo partiti il pi\u00f9 vicino possibile al\ntardi e saremmo partiti il pi\u00f9 vicino possibile all'ora esatta. L'impressione che ho avuto \u00e8 che\nL'impressione che ho avuto \u00e8 che stavamo lasciando l'Occidente per entrare in Oriente.\nOriente; il pi\u00f9 occidentale degli splendidi ponti sul Danubio, che \u00e8\nil pi\u00f9 occidentale degli splendidi ponti sul Danubio, che qui \u00e8 di nobile larghezza e profondit\u00e0, ci portava tra le tradizioni del dominio turco.\nturco.\n\nPartimmo in tempo utile e arrivammo a Klausenburgh dopo il tramonto.\nQui mi fermai per la notte all'Hotel Royale. Per cena, o meglio per cena, ho mangiato\ncena, un pollo fatto in qualche modo con il peperone rosso, che era molto buono ma\n(_Mem._, prendi la ricetta per Mina).\ncameriere e lui mi ha risposto che si chiamava paprika hendl e che, essendo un piatto nazionale, avrei dovuto\nnazionale, avrei potuto trovarlo ovunque lungo i Carpazi.\nCarpazi. Ho trovato la mia infarinatura di tedesco molto utile qui; in effetti, non so come avrei potuto\nnon so come potrei andare avanti senza.\n\nAvendo avuto un po' di tempo a disposizione quando ero a Londra, avevo visitato il British Museum e cercato tra i libri e le mappe della biblioteca.\nBritish Museum e ho cercato tra i libri e le carte geografiche della biblioteca\nTransilvania; mi aveva colpito il fatto che una certa conoscenza del paese\ndel Paese non poteva non avere una certa importanza nel trattare con un\nnobile di quel paese. Ho scoperto che il distretto da lui nominato si trova all'estremo\nestremo est del Paese, proprio ai confini di tre Stati,\nTransilvania, Moldavia e Bucovina, in mezzo ai Carpazi.\nCarpazi; una delle zone pi\u00f9 selvagge e meno conosciute d'Europa. Non sono\nNon sono riuscito a trovare nessuna mappa o opera che fornisca la localit\u00e0 esatta del Castello di\nDracula, poich\u00e9 non esistono ancora mappe di questo Paese da confrontare con quelle del nostro Ordnance Survey.\ncon le nostre mappe dell'Ordnance Survey; ma ho scoperto che Bistritz, la citt\u00e0 di posta nominata dal Conte Dracula, \u00e8\nBistritz, la citt\u00e0 postale nominata dal Conte Dracula, \u00e8 un luogo abbastanza conosciuto. Inserir\u00f2 qui\nqui alcuni dei miei appunti, perch\u00e9 potrebbero rinfrescare la mia memoria quando parler\u00f2 dei miei\nviaggio con Mina.\n\nLa popolazione della Transilvania \u00e8 composta da quattro nazionalit\u00e0 distinte:\nI sassoni nel sud e, insieme a loro, i valacchi, che sono i discendenti dei daci; i magiari a ovest e gli szekki a sud.\ndiscendenti dei Daci; i Magiari a ovest e gli Szekeli a est e a nord.\nOriente e a Nord. Io vado tra questi ultimi, che sostengono di discendere da Attila e dagli Unni.\nda Attila e dagli Unni. Forse \u00e8 cos\u00ec, perch\u00e9 quando i Magiari conquistarono il Paese nell'undicesimo secolo\nconquistarono il Paese nell'XI secolo, trovarono gli Unni insediati in esso. I\nHo letto che tutte le superstizioni conosciute al mondo sono raccolte nel ferro di cavallo dei Carpazi.\ndei Carpazi, come se fosse il centro di una sorta di vortice immaginifico.\nvortice immaginativo; se cos\u00ec fosse, il mio soggiorno potrebbe essere molto interessante. (_Mem._, devo chiedere al\ndevo chiedere al Conte tutto su di loro).\n\nNon ho dormito bene, anche se il mio letto era abbastanza comodo, perch\u00e9 ho fatto sogni\nogni sorta di sogni strani. C'\u00e8 stato un cane che ha ululato tutta la notte sotto la mia\nfinestra, il che potrebbe avere a che fare con questo; oppure potrebbe essere stata la paprika, perch\u00e9 ho dovuto bere tutta l'acqua\npaprika, perch\u00e9 ho dovuto bere tutta l'acqua della mia caraffa e avevo ancora sete.\nsete. Verso mattina ho dormito e sono stata svegliata dal continuo\nbussare alla mia porta, quindi credo di aver dormito profondamente.\nPer colazione ho mangiato altra paprika e una specie di porridge di farina di mais che\ndi farina di mais che dicevano essere mamaliga, e delle melanzane ripiene di carne di forza, un piatto molto\nun piatto molto eccellente, che chiamano \"impletata\".  (_Mem._, trovate la ricetta\nanche di questo). Ho dovuto affrettare la colazione, perch\u00e9 il treno \u00e8 partito un po' prima delle otto.\notto, o meglio, avrebbe dovuto farlo, perch\u00e9 dopo essermi precipitata alla stazione alle 7:30 avevo\nstazione alle 7:30, dovetti rimanere seduta in carrozza per pi\u00f9 di un'ora prima che\nprima che cominciassimo a muoverci. Mi sembra che pi\u00f9 si va a est e pi\u00f9 i treni sono\npi\u00f9 i treni sono poco puntuali. Come dovrebbero essere in Cina?\n\nPer tutto il giorno ci \u00e8 sembrato di attraversare un paese pieno di bellezze di ogni genere.\nbellezza di ogni genere. A volte vedevamo piccole citt\u00e0 o castelli in cima a ripide\ndi colline scoscese, come quelle che si vedono nei vecchi messali; a volte costeggiavamo fiumi e ruscelli che sembravano\nfiumi e torrenti che, dall'ampio margine pietroso su ogni lato, sembravano\nche, dall'ampio margine pietroso su ogni lato, sembravano soggetti a grandi inondazioni. Ci vuole molta acqua, e\nper spazzare via il bordo esterno di un fiume. A ogni\nstazione c'erano gruppi di persone, a volte folle, e in ogni tipo di abbigliamento.\ndi abbigliamento. Alcuni di loro erano proprio come i contadini di casa o come quelli che ho visto arrivare\nFrancia e Germania, con giacche corte, cappelli tondi e pantaloni fatti in casa.\ne pantaloni fatti in casa; ma altri erano molto pittoreschi. Le donne\nsembravano carine, tranne quando ci si avvicinava a loro, ma erano molto goffe\nvita. Avevano tutte maniche bianche piene di un tipo o di un altro,\ne la maggior parte di loro aveva grandi cinture con molte strisce di qualcosa di\ndi qualcosa che svolazzava, come gli abiti di un balletto, ma ovviamente sotto c'erano\nsotto c'erano delle sottovesti. Le figure pi\u00f9 strane che abbiamo visto sono gli\nSlovacchi, che erano pi\u00f9 barbari degli altri, con i loro grandi cappelli da cow-boy\ncappelli da cowboy, grandi pantaloni bianchi e sporchi, camicie di lino bianco ed enormi cinture di cuoio pesante\npesanti cinture di cuoio, larghe quasi un metro, tutte tempestate di chiodi di ottone.\nchiodi di ottone. Indossavano stivali alti, con i pantaloni infilati dentro, e avevano\ncapelli lunghi e neri e pesanti baffi neri. Sono molto\npittoreschi, ma non hanno un aspetto gradevole. Sul palcoscenico sarebbero\nsarebbero stati subito accostati a una vecchia banda di briganti orientali. Sono\nTuttavia, mi \u00e8 stato detto, sono molto innocui e piuttosto privi di naturale\nnaturale autoaffermazione.\n\nQuando siamo arrivati a Bistritz, che \u00e8 un'antica localit\u00e0 molto interessante, era gi\u00e0 buio.\nun vecchio posto molto interessante. Essendo praticamente alla frontiera - perch\u00e9 il\nBorgo conduce in Bucovina, ha avuto un'esistenza molto burrascosa e ne porta i segni.\nun'esistenza molto burrascosa e ne mostra certamente i segni. Cinquant'anni fa si verific\u00f2 una serie\ndi grandi incendi che hanno provocato terribili danni in cinque diverse occasioni.\ncinque diverse occasioni. All'inizio del XVII secolo sub\u00ec un assedio di tre settimane e perse la sua\nun assedio di tre settimane e perse 13.000 persone.\ndi guerra, a cui si aggiunsero la carestia e le malattie.\n\nIl Conte Dracula mi aveva detto di andare all'Hotel Golden Krone, che ho trovato, con mia grande gioia, del tutto antiquato.\ncon mia grande gioia, era assolutamente all'antica, perch\u00e9 ovviamente volevo vedere tutto ci\u00f2 che\nNaturalmente volevo vedere tutto quello che potevo delle abitudini del paese. Evidentemente ero\nevidentemente atteso, perch\u00e9 quando mi avvicinai alla porta mi trovai di fronte una donna anziana dall'aspetto\ndonna anziana dall'aspetto allegro, con il solito vestito da contadina, con\ncon un lungo grembiule doppio, davanti e dietro, di stoffa colorata, quasi troppo stretto per la modestia.\nche le calzava quasi troppo stretto per la sua modestia. Quando mi avvicinai si inchin\u00f2 e disse\ndisse: \"Il signor inglese?   S\u00ec, ho detto, Jonathan Harker.  Lei\nsorrise e diede un messaggio a un uomo anziano in maniche di camicia bianche,\nche l'aveva seguita fino alla porta. Egli se ne and\u00f2, ma torn\u00f2 subito con una lettera\nuna lettera:--\n\n      Amico mio, benvenuto nei Carpazi. Ti sto aspettando con ansia\n     te. Dormi bene stanotte. Alle tre di domani la diligenza partir\u00e0 per la Bucovina.\n     partir\u00e0 per la Bucovina; un posto a bordo \u00e8 riservato a te. Al Borgo\n     Borgo la mia carrozza vi aspetter\u00e0 e vi porter\u00e0 da me. Confido\n     che il vostro viaggio da Londra sia stato felice e che vi piaccia il soggiorno nella mia bella terra.\n     che il vostro soggiorno nella mia bella terra sia stato piacevole.\n\n Il tuo amico,\n\n DRACULA.\n\n\n_4 maggio._--Ho scoperto che il mio padrone di casa aveva ricevuto una lettera dal Conte,\nche gli ordinava di assicurarmi il posto migliore sulla carrozza; ma, chiedendo informazioni sui dettagli, sembrava un po' reticente.\ndi dettagli, sembr\u00f2 alquanto reticente e fece finta di non capire il mio tedesco.\ne fingeva di non capire il mio tedesco. Questo non poteva essere\nnon poteva essere vero, perch\u00e9 fino a quel momento l'aveva capito perfettamente; per lo meno, rispose alle mie domande\nalle mie domande esattamente come se lo capisse. Lui e sua moglie, l'anziana signora che mi aveva\nsignora che mi aveva ricevuto, si guardarono in modo spaventato.\nspaventati. Lui borbott\u00f2 che il denaro era stato inviato per lettera e che era tutto ci\u00f2 che sapeva.\nera tutto ci\u00f2 che sapeva. Quando gli chiesi se conosceva il Conte Dracula e se poteva dirmi qualcosa del suo castello, entrambi\ndel suo castello, sia lui che la moglie si sono allontanati e hanno detto che non sapevano nulla,\ne, dicendo che non sapevano nulla, si rifiutarono semplicemente di parlare\ndi parlare oltre. Era cos\u00ec vicina l'ora di partire che non ebbi il tempo di chiedere a nessun altro, perch\u00e9 era gi\u00e0 tutto pronto.\na nessun altro, perch\u00e9 era tutto molto misterioso e per niente\nconfortante.\n\nPoco prima di andarmene, la vecchia signora sal\u00ec in camera mia e disse in maniera\nmodo molto isterico:\n\n Dovete andare? Oh! giovane Herr, devi andare?  Era in uno stato di tale eccitazione\nche sembrava aver perso la padronanza del tedesco che conosceva e che\ne confondeva il tutto con un'altra lingua che io non conoscevo affatto. I\nriuscivo a seguirla facendo molte domande. Quando le dissi\nche dovevo andare subito e che ero impegnato in un affare importante,\nlei chiese ancora:\n\n Sai che giorno \u00e8?  Risposi che era il 4 maggio.\nLei scosse la testa e ripet\u00e9:\n\n Oh, s\u00ec! Lo so! Lo so, ma sapete che giorno \u00e8?  Quando\nQuando ho detto che non capivo, ha continuato:\n\n \u00c8 la vigilia del giorno di San Giorgio. Non sapete che questa notte, quando\nmezzanotte, tutte le cose malvagie del mondo avranno\npieno dominio? Sai dove stai andando e a cosa stai andando?\nEra in un'angoscia cos\u00ec evidente che ho cercato di confortarla, ma\nsenza effetto. Alla fine si inginocchi\u00f2 e mi implor\u00f2 di non andare, almeno di aspettare un po'.\ndi non partire; almeno di aspettare un giorno o due prima di partire. Era tutto molto\nridicolo, ma non mi sentivo a mio agio. Tuttavia, c'era un lavoro\nda sbrigare e non potevo permettere che nulla interferisse con esso. Pertanto\ncercai di sollevarla e dissi, il pi\u00f9 seriamente possibile, che la ringraziavo, ma che il mio dovere era imperativo e che dovevo andare.\nma che il mio dovere era imperativo e che dovevo andare. Lei si alz\u00f2, si asciug\u00f2 gli occhi e\nsi asciug\u00f2 gli occhi e, prendendo un crocifisso dal collo, me lo offr\u00ec. I\nnon sapevo cosa fare, perch\u00e9, essendo un ecclesiastico inglese, mi era stato\nmi era stato insegnato a considerare queste cose come in qualche modo idolatriche, eppure mi sembrava\nsembrava cos\u00ec poco cortese rifiutare un'anziana signora che voleva dire cos\u00ec bene e in un tale\nstato d'animo. Suppongo che abbia visto il dubbio sul mio volto, perch\u00e9 mi mise il rosario al collo e mi disse\nrosario al collo, disse: \"Per il bene di tua madre\" e usc\u00ec dalla stanza.\ndalla stanza. Sto scrivendo questa parte del diario mentre aspetto la carrozza, che \u00e8, come dire, di\ndella carrozza, che naturalmente \u00e8 in ritardo, e il crocifisso \u00e8 ancora al collo.\nal collo. Che sia la paura della vecchia signora, o le molte tradizioni spettrali di questo luogo, o il crocifisso.\ndi questo luogo, o il crocifisso stesso, non lo so, ma non mi sento cos\u00ec tranquillo nel mio\nnon mi sento tranquillo come al solito. Se questo libro dovesse\ndovesse mai arrivare a Mina prima di me, che mi porti il mio addio. Ecco che arriva la\ncarrozza!\n\n       * * * * *\n\n5 maggio. Il Castello._--Il grigiore del mattino \u00e8 passato e il sole \u00e8 alto sull'orizzonte lontano, che sembra frastagliato da alberi o da\nalto sull'orizzonte lontano, che sembra frastagliato, non so se da alberi o da colline, perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec lontano che le cose grandi e quelle piccole sono\nse con alberi o colline, non so, perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec lontano che le cose grandi e quelle piccole si mescolano.\nmescolate. Non ho sonno e, dato che non devo essere chiamato finch\u00e9 non mi sveglio,\nnaturalmente scrivo finch\u00e9 non arriva il sonno. Ci sono molte cose strane da scrivere\ne, per evitare che chi legge possa pensare che io abbia cenato troppo bene prima di lasciare\nlasciare Bistritz, permettetemi di descrivere esattamente la mia cena. Ho cenato con quella che\nbistecca di rapina: pezzetti di pancetta, cipolla e manzo, conditi con pepe rosso e infilzati su bastoncini.\npepe rosso, infilzati su bastoncini e arrostiti sul fuoco, nel semplice stile della carne di gatto londinese!\nstile della carne del gatto londinese! Il vino era il Golden Mediasch, che\nche produce uno strano bruciore sulla lingua, che tuttavia non \u00e8 sgradevole.\nsgradevole. Ne ho bevuto solo un paio di bicchieri e nient'altro.\n\nQuando sono salito sulla carrozza, l'autista non aveva ancora preso posto e l'ho visto parlare con la padrona di casa.\nparlare con la padrona di casa. Evidentemente parlavano di me, perch\u00e9 di tanto in tanto mi guardavano.\ndi tanto in tanto mi guardavano, e alcune delle persone che erano sedute sulla panchina\nsulla panchina fuori dalla porta - che chiamano con un nome che significa\n parola - sono venuti ad ascoltare e poi mi hanno guardato, la maggior parte con\ncon piet\u00e0. Potevo sentire molte parole ripetute spesso, parole strane, perch\u00e9\nc'erano molte nazionalit\u00e0 nella folla; cos\u00ec presi tranquillamente il mio dizionario poliglotta dalla mia\ndizionario poliglotta dalla mia borsa e le ho cercate. Devo dire che non erano\nrallegrante per me, perch\u00e9 tra queste c'erano Ordog --Satana, pokol --maledetto,\n stregoica - strega, vrolok e vlkoslak - che significano entrambi la stessa cosa.\nslovacco e l'altro serviano per indicare qualcosa che \u00e8\nlupo mannaro o vampiro. (_Mem._, devo chiedere al Conte di queste\nsuperstizioni)\n\nQuando ci siamo avviati, la folla intorno alla porta della locanda, che ormai si era\normai cresciuta in modo considerevole, tutti si fecero il segno della croce e\ne puntarono due dita verso di me. Con qualche difficolt\u00e0 riuscii a farmi dire da un\ncon difficolt\u00e0 un compagno di viaggio a spiegarmi cosa significassero; all'inizio non mi rispose, ma\nall'inizio non volle rispondere, ma quando seppe che ero inglese, mi spieg\u00f2 che si trattava di un\nun incantesimo o una protezione contro il malocchio. Questo non fu molto piacevole per me,\npartire per un luogo sconosciuto per incontrare un uomo sconosciuto; ma tutti sembravano\ntutti sembravano cos\u00ec gentili, cos\u00ec addolorati e cos\u00ec solidali che non potevo\nche non potevo non commuovermi. Non dimenticher\u00f2 mai l'ultimo scorcio che ho avuto della\ndel cortile della locanda e la sua folla di figure pittoresche, che si incrociavano\nsi incrociavano, mentre si trovavano intorno all'ampio arco, con il suo sfondo di\nricco fogliame di oleandri e aranci in vasche verdi raggruppate al centro del cortile.\ncentro del cortile. Poi il nostro autista, i cui ampi cassetti di lino coprivano l'intera parte anteriore del sedile\nl'intera parte anteriore del sedile a cassetta - gotza li chiamano - sferr\u00f2 la sua grande frusta sui quattro piccoli cavalli.\nscosse la sua grande frusta sui quattro piccoli cavalli, che correvano uno accanto all'altro, e ci mettemmo in viaggio.\nil nostro viaggio.\n\nBen presto persi la vista e il ricordo di paure spettrali nella bellezza della\nmentre procedevamo, anche se se avessi conosciuto la lingua, o meglio le lingue, che parlavano i miei compagni di viaggio, forse non avrei potuto\nlingua, o meglio le lingue, che i miei compagni di viaggio stavano parlando, forse non sarei stato in grado di\nnon sarei stato in grado di scacciarle cos\u00ec facilmente. Davanti a noi c'era una terra verde e\ndi boschi e foreste, con qua e l\u00e0 colline scoscese, coronate da ciuffi di alberi o da fattorie.\ndi alberi o di case coloniche, con il timpano vuoto verso la strada.\nstrada. Ovunque c'era una massa sconcertante di frutti in fiore: mele, prugne, pere, ciliegie,\nmela, prugna, pera, ciliegia; e mentre passavamo, potevo vedere l'erba verde sotto gli alberi\nalberi era cosparsa di petali caduti. Dentro e fuori da queste\nverdi colline di quello che qui chiamano Mittel Land, la strada correva,\nperdendosi man mano che percorreva le curve erbose, oppure veniva chiusa dalle estremit\u00e0\ndi boschi di pini, che qua e l\u00e0 scendevano lungo i pendii come\ncolline come lingue di fuoco. La strada era accidentata, ma sembrava\nsembrava che la percorressimo con una fretta febbrile. Non riuscivo a capire allora\nche cosa significasse questa fretta, ma il conducente era evidentemente intenzionato a non perdere tempo per\ntempo per raggiungere Borgo Prund. Mi \u00e8 stato detto che questa strada in estate \u00e8\nd'estate \u00e8 eccellente, ma che non era ancora stata rimessa in ordine dopo le\nneve. Da questo punto di vista \u00e8 diversa dalla rete stradale dei Carpazi.\nCarpazi, perch\u00e9 \u00e8 una vecchia tradizione che non debbano essere tenute in\nin ordine. Un tempo gli Ospadari non le riparavano, per evitare che i Turchi pensassero che si stavano preparando\nturco pensasse che si stavano preparando a far entrare truppe straniere,\ne cos\u00ec accelerare la guerra che era sempre in procinto di iniziare.\n\nAl di l\u00e0 delle verdi e gonfie colline del Mittel Land si ergevano possenti pendii\ndi foresta fino alle alte pendici dei Carpazi. A destra\na destra e a sinistra di noi, con il sole pomeridiano che cadeva pieno su di loro e faceva risaltare tutti i colori\ne faceva risaltare tutti gli splendidi colori di questa splendida catena montuosa,\nblu intenso e viola nelle ombre delle cime, verde e marrone dove si mescolavano erba e roccia, e\nverde e marrone dove l'erba e la roccia si mescolavano, e una prospettiva infinita di rocce frastagliate e\nrocce frastagliate e dirupi appuntiti, fino a perdersi in lontananza, dove\nle cime innevate si ergevano imponenti. Qua e l\u00e0 sembravano esserci potenti spaccature nelle\nmontagne, attraverso le quali, mentre il sole cominciava a scendere, si vedeva di tanto in tanto\nil bianco luccichio dell'acqua che cadeva. Uno dei miei compagni mi tocc\u00f2 il braccio mentre\nalla base di una collina e si apriva l'alta cima innevata di una montagna, che sembrava\ndi una montagna, che sembrava, mentre procedevamo a serpentina, essere proprio davanti a noi.\nproprio davanti a noi:--\n\n Guarda! Isten szek! -- Il posto di Dio! --e si fece il segno della croce con riverenza.\n\nMentre procedevamo nel nostro interminabile cammino, e il sole sprofondava sempre pi\u00f9 in basso dietro di noi\nalle nostre spalle, le ombre della sera cominciarono a farsi strada intorno a noi. Questo era\nsottolineato dal fatto che la vetta innevata della montagna\ntramonto e sembrava risplendere di un delicato e fresco rosa. Qua e l\u00e0\nscek e slovacchi, tutti in abiti pittoreschi, ma notai che il gozzo era dolorosamente diffuso.\nche il gozzo era dolorosamente diffuso. Ai bordi della strada c'erano molte croci,\ne, mentre passavamo, i miei compagni si sono incrociati. Qua e l\u00e0\nc'era un contadino o una donna inginocchiati davanti a un'edicola, che non si \u00e8 nemmeno girato quando ci siamo avvicinati, ma\nnon si girava nemmeno quando ci avvicinavamo, ma sembrava che nell'abbandono della\ndevozione di non avere n\u00e9 occhi n\u00e9 orecchie per il mondo esterno. C'erano\nmolte cose nuove per me: per esempio, i pali di fieno sugli alberi, e qua e l\u00e0\ne qua e l\u00e0 masse molto belle di betulla piangente, i cui steli bianchi\nche brillavano come l'argento attraverso il verde delicato delle foglie. Di tanto in tanto\ndi tanto in tanto passavamo davanti a un carro di leiter, il normale carro dei contadini, con la sua\ncon le sue lunghe vertebre serpentiformi, adatte alle disuguaglianze della strada.\nstrada. Su di esso era sicuramente seduto un bel gruppo di contadini in arrivo, gli\ncontadini in arrivo, i cszeki con le loro pelli di pecora bianche e gli slovacchi con le loro pelli di pecora colorate.\npelli di pecora colorate, questi ultimi portavano a guisa di lancia le loro lunghe\nlance, con l'ascia all'estremit\u00e0. Con il calare della sera cominci\u00f2 a fare molto freddo,\ne il crescente crepuscolo sembrava fondere in un'unica foschia scura la\nnebbia scura il buio degli alberi, delle querce, dei faggi e dei pini, anche se nelle vallate che correvano\ntra i contrafforti delle colline, mentre salivamo attraverso il passo, gli abeti scuri si stagliavano\nPasso, gli abeti scuri si stagliavano qua e l\u00e0 sullo sfondo della\nneve tardiva. A volte, mentre la strada veniva tagliata attraverso le pinete che sembravano\npini che nell'oscurit\u00e0 sembravano chiudersi su di noi, grandi masse di\ngrigie, che qua e l\u00e0 bagnavano gli alberi, producevano un effetto\nun effetto particolare, strano e solenne, che portava avanti i pensieri e le\npensieri e le cupe fantasie suscitate all'inizio della serata, quando il tramonto\nquando il tramonto ha messo in strano risalto le nuvole fantasma che tra i Carpazi sembrano\nCarpazi sembrano serpeggiare incessantemente nelle valli. A volte le\ncolline erano cos\u00ec ripide che, nonostante la fretta del nostro autista, i cavalli potevano andare solo\nandare solo lentamente. Avrei voluto scendere e salire a piedi, come facciamo a casa,\nma il conducente non ne volle sapere.  No, no, disse, non dovete camminare qui.\nNo, no, ha detto, non dovete camminare qui, i cani sono troppo feroci.\ncon quello che evidentemente intendeva essere un tono di cortesia, perch\u00e9 si guard\u00f2 intorno per cogliere il sorriso di approvazione degli altri.\nsorriso d'approvazione degli altri - e che ne avrete abbastanza di queste cose\nprima di andare a dormire.  L'unica sosta che fece fu una pausa per accendere le lampade.\npausa per accendere le sue lampade.\n\nQuando si fece buio sembr\u00f2 che ci fosse un po' di agitazione tra i\npasseggeri, che continuavano a parlare con lui, uno dopo l'altro, come se\ncome se lo esortassero ad accelerare ulteriormente. Sferzava i cavalli senza piet\u00e0\ncon la sua lunga frusta e con selvagge grida di incoraggiamento li incitava a\na ulteriori sforzi. Poi, attraverso l'oscurit\u00e0, riuscii a vedere una specie di\ndi luce grigia davanti a noi, come se ci fosse una fenditura nelle\ncolline. L'eccitazione dei passeggeri aumentava; la carrozza impazzita\ndondolava sulle sue grandi molle di cuoio e ondeggiava come una barca sballottata in un mare\nmare in tempesta. Dovevo tenermi forte. La strada diventava pi\u00f9 pianeggiante e sembrava\nvolare. Poi le montagne sembrarono avvicinarsi a noi da ogni lato e\nlato e accigliarsi su di noi; stavamo entrando nel Passo del Borgo. Uno\npasseggeri mi offrivano doni, che mi imponevano con una seriet\u00e0 che\ncon una seriet\u00e0 che non ammetteva dinieghi; si trattava certamente di\nerano certamente di tipo strano e vario, ma ognuno di essi era dato in semplice buona\nbuona fede, con una parola gentile e una benedizione, e con quello strano miscuglio di paura e di\nmovimenti di paura e di significato che avevo visto fuori dall'albergo di\nBistritz: il segno della croce e la guardia contro il malocchio.\nPoi, mentre volavamo, l'autista si chinava in avanti, e da ogni lato i passeggeri\npasseggeri, sporgendosi oltre il bordo della carrozza, scrutavano avidamente nell'oscurit\u00e0.\nbuio. Era evidente che qualcosa di molto eccitante stava\nqualcosa di molto eccitante, ma sebbene chiedessi a ogni passeggero, nessuno mi dava la minima\nnessuno mi dava la minima spiegazione. Questo stato di eccitazione si protrasse per\ne alla fine vedemmo davanti a noi il Passo che si apriva sul lato orientale.\nlato orientale. Sopra di noi c'erano nuvole scure e ondeggianti e nell'aria c'era un senso pesante e opprimente di\nnell'aria il senso pesante e opprimente del tuono. Sembrava che la catena montuosa\nmontagna avesse separato due atmosfere, e che ora fossimo entrati\nin quella del tuono. Io stesso stavo ora cercando il mezzo di trasporto\nche mi avrebbe portato dal conte. Ogni momento mi aspettavo di vedere il\nbagliore delle lampade attraverso l'oscurit\u00e0; ma tutto era buio. L'unica luce\nluce era costituita dai raggi tremolanti delle nostre lampade, in cui il vapore dei nostri cavalli\ncavalli che si muovevano a fatica si alzava in una nuvola bianca. Ora potevamo vedere la strada sabbiosa che si stendeva\nstrada sabbiosa che si stendeva bianca davanti a noi, ma su di essa non c'era traccia di alcun veicolo.\nI passeggeri si ritrassero con un sospiro di gioia, che sembrava deridere la mia stessa delusione.\nmia delusione. Stavo gi\u00e0 pensando a cosa fosse meglio fare, quando\nquando l'autista, guardando l'orologio, disse agli altri qualcosa che non riuscii a sentire.\nche riuscii a malapena a sentire, tanto era silenzioso e in tono cos\u00ec basso; pensai che si trattasse di un'ora in meno rispetto all'orario di arrivo.\npensai che fosse un'ora in meno rispetto all'orario.  Poi, rivolgendosi a me, disse\nin un tedesco peggiore del mio:--\n\n Non c'\u00e8 nessuna carrozza qui. Il signor Herr non \u00e8 atteso, dopotutto. Egli\nBucovina e torner\u00e0 domani o dopodomani; meglio il giorno dopo.\nil giorno dopo.  Mentre parlava i cavalli cominciarono a nitrire e a\nsbuffare e a precipitare selvaggiamente, tanto che il conducente dovette trattenerli. Poi,\ntra il coro di grida dei contadini e l'attraversamento universale di se stessi, un cal che\nun cal che, con quattro cavalli, arriv\u00f2 dietro di noi, ci sorpass\u00f2 e si accost\u00f2 a noi.\ne si accost\u00f2 alla carrozza. Dal bagliore delle nostre lampade, quando i raggi cadevano\nlampade, mentre i raggi cadevano su di loro, che i cavalli erano neri come il carbone e\nsplendidi animali. Erano guidati da un uomo alto, con una lunga barba marrone e un grande cappello nero.\nbarba e un grande cappello nero che sembrava nasconderci il suo volto. I\ndi un paio di occhi molto luminosi, che sembravano rossi alla luce della lampada.\nalla luce della lampada, mentre si voltava verso di noi. Disse all'autista\n\n Sei in anticipo, amico mio.  L'uomo rispose balbettando:--\n\n L'inglese Herr aveva fretta, e lo straniero rispose:--\n\n Per questo, suppongo, avete voluto che andasse in Bucovina. Non potete\ningannarmi, amico mio; so troppe cose e i miei cavalli sono veloci.  Mentre parlava\nmentre parlava sorrideva, e la luce della lampada cadeva su una bocca dall'aspetto duro, con\nlabbra molto rosse e denti affilati, bianchi come l'avorio. Uno dei miei\ncompagni sussurr\u00f2 a un altro la frase tratta da Lenore di Burger :--\n\n     Denn die Todten reiten schnell --\n    ( Perch\u00e9 i morti viaggiano velocemente).\n\nLo strano autista aveva evidentemente sentito le parole, perch\u00e9 aveva alzato lo sguardo con un\nsorriso smagliante. Il passeggero distolse il viso, al tempo stesso\ndue dita e incrociando le dita.  Dammi il bagaglio di Herr\nbagagli del signore, disse l'autista; e con estrema alacrit\u00e0 le mie valigie furono\ncon estrema facilit\u00e0 le mie valigie vennero consegnate e messe nella cal che. Poi scesi dal lato della carrozza\ncarrozza, mentre il calesse si avvicinava, l'autista mi aiut\u00f2 con una mano che mi prese il braccio\nmano che mi ha afferrato il braccio con una presa d'acciaio; la sua forza doveva essere\nprodigiosa. Senza una parola scosse le redini, i cavalli si girarono e noi ci inoltrammo nell'oscurit\u00e0 del\nnell'oscurit\u00e0 del Passo. Guardando indietro vidi il vapore dei cavalli\ndei cavalli della carrozza alla luce delle lampade, e su di esso si proiettavano le figure dei miei compagni di viaggio.\ncontro di esso le figure dei miei ultimi compagni che si incrociavano. Poi\nil conducente fece schioccare la frusta e chiam\u00f2 i suoi cavalli, che si allontanarono\nverso la Bucovina. Mentre sprofondavano nell'oscurit\u00e0 sentii uno strano brivido\nfreddo e una sensazione di solitudine mi assal\u00ec; ma un mantello mi fu gettato sulle spalle e un tappeto\nun mantello sulle spalle e un tappeto sulle ginocchia, e il conducente disse in un eccellente tedesco\neccellente tedesco:--\n\n La notte \u00e8 fredda, mein Herr, e il mio padrone, il conte, mi ha ordinato di prendermi cura di voi.\ncura di voi. C'\u00e8 una fiaschetta di slivovitz (l'acquavite di prugne del paese) sotto il sedile, se dovesse averne bisogno.\nsotto il sedile, se dovesse averne bisogno.  Non ne ho preso\nma mi consolava sapere che c'era lo stesso. Mi sentivo un po\nun po' strana e non poco spaventata. Credo che se ci fosse stata un'alternativa\nalternativa avrei dovuto prenderlo, invece di proseguire quel\nviaggio notturno sconosciuto. La carrozza procedeva a passo spedito,\npoi abbiamo fatto una svolta completa e abbiamo percorso un'altra strada dritta. Mi sembrava\nmi sembr\u00f2 che stessimo semplicemente ripercorrendo lo stesso terreno\ne cos\u00ec presi nota di qualche punto saliente e scoprii che era proprio cos\u00ec.\ncos\u00ec. Avrei voluto chiedere all'autista il significato di tutto questo, ma\nma temevo davvero di farlo, perch\u00e9 pensavo che, cos\u00ec com'ero, qualsiasi protesta\nprotesta non avrebbe avuto alcun effetto nel caso in cui ci fosse stata l'intenzione di\nritardare. Tuttavia, poich\u00e9 ero curioso di sapere come passava il tempo, accesi un fiammifero e\ntempo, accesi un fiammifero e dalla sua fiamma guardai l'orologio: era\npochi minuti prima della mezzanotte. Questo mi diede una specie di shock, perch\u00e9 suppongo che la superstizione generale sulla mezzanotte\nsuppongo che la superstizione generale sulla mezzanotte fosse aumentata dalle mie\nrecenti esperienze. Aspettai con un senso di malata suspense.\n\nPoi un cane cominci\u00f2 a ululare da qualche parte in una casa colonica in fondo alla strada.\nun lungo e agonizzante lamento, come se avesse paura. Il suono fu ripreso da\nun altro cane, e poi un altro e un altro ancora, finch\u00e9, trasportato dal vento che ora\nche ora sospirava dolcemente attraverso il Passo, inizi\u00f2 un ululato selvaggio, che sembrava\nche sembrava provenire da tutto il paese, per quanto l'immaginazione potesse coglierlo\nattraverso il buio della notte. Al primo ululato i cavalli cominciarono a\na sforzarsi e a indietreggiare, ma il conducente parl\u00f2 loro in modo tranquillizzante ed essi si calmarono.\nsi calmarono, ma tremavano e sudavano come dopo una fuga per\nspavento improvviso. Poi, in lontananza, dalle montagne su entrambi i lati, inizi\u00f2 un rumore pi\u00f9 forte e pi\u00f9\nmontagne ai nostri lati, inizi\u00f2 un ululato pi\u00f9 forte e acuto, quello dei lupi, che\nche colp\u00ec sia i cavalli sia me allo stesso modo, perch\u00e9 mi venne in mente di\nsaltare dalla sella e correre, mentre loro si rialzavano di nuovo e si tuffavano\nfollemente, tanto che il guidatore dovette usare tutta la sua forza per impedire che\nper non farli scappare. In pochi minuti, per\u00f2, le mie stesse orecchie si abituarono al\ne i cavalli si tranquillizzarono a tal punto che il conducente pot\u00e9 scendere e mettersi davanti a loro.\nscendere e mettersi davanti a loro. Li accarezz\u00f2 e li calm\u00f2, sussurrando loro qualcosa all'orecchio.\ne sussurr\u00f2 loro qualcosa all'orecchio, come ho sentito fare dai domatori di cavalli.\ne con un effetto straordinario, perch\u00e9 sotto le sue carezze diventarono di nuovo\ndiventarono di nuovo maneggevoli, anche se tremavano ancora. Il conducente si sedette di nuovo\nprese posto e, scuotendo le redini, part\u00ec a gran velocit\u00e0. Questa volta\nQuesta volta, dopo aver superato l'estremit\u00e0 del Passo, svolt\u00f2 improvvisamente in una\nstrada stretta che correva bruscamente a destra.\n\nBen presto fummo circondati da alberi, che in alcuni punti si inarcavano sopra la carreggiata\nstrada fino a farci passare come in un tunnel; e ancora grandi rocce accigliate\nrocce accigliate ci proteggevano audacemente da entrambi i lati. Nonostante fossimo al riparo, potevamo\nvento, che gemeva e fischiava tra le rocce e i rami degli alberi.\nrocce, e i rami degli alberi si scontravano mentre avanzavamo.\nFaceva sempre pi\u00f9 freddo e cominci\u00f2 a cadere neve fine e polverosa,\ne cominci\u00f2 a cadere neve fine e polverosa, tanto che ben presto noi e tutto intorno a noi fummo coperti da una coltre bianca. Il vento\nvento impetuoso portava ancora l'ululato dei cani, anche se questo si affievoliva\npi\u00f9 flebile man mano che proseguivamo il cammino. Il latrato dei lupi si sentiva sempre pi\u00f9 vicino, come se\nsempre pi\u00f9 vicino, come se si stessero avvicinando a noi da ogni parte. I\npaura, e i cavalli condivisero la mia paura. Il conducente,\nIl conducente, tuttavia, non era minimamente turbato; continuava a girare la testa a destra e a sinistra.\na destra e a sinistra, ma non riuscivo a vedere nulla attraverso l'oscurit\u00e0.\n\nImprovvisamente, alla nostra sinistra, vidi una debole fiamma blu tremolante. Il\nIl conducente se ne accorse nello stesso momento; fece subito fermare i cavalli e, saltando a terra, scomparve nell'oscurit\u00e0,\ne, saltando a terra, scomparve nell'oscurit\u00e0. Non sapevo\ncosa fare, tanto pi\u00f9 che l'ululato dei lupi si faceva sempre pi\u00f9 vicino; ma mentre mi interrogavo\nmentre mi interrogavo, il conducente ricomparve all'improvviso e, senza dire una parola, prese posto.\nsenza dire una parola, prese posto e riprendemmo il viaggio. Credo di essermi addormentato\ne aver continuato a sognare l'incidente, perch\u00e9 sembrava che si ripetesse\nall'infinito, e ora, ripensandoci, \u00e8 come una sorta di terribile incubo.\nUna volta la fiamma \u00e8 apparsa cos\u00ec vicina alla strada che, anche nell'oscurit\u00e0\nintorno a noi potevo osservare i movimenti del conducente. Si avvicin\u00f2 rapidamente al punto in cui\nfiamma blu - doveva essere molto debole, perch\u00e9 non sembrava illuminare il luogo\nnon sembrava illuminare affatto l'ambiente circostante e, raccogliendo alcune pietre,\ne le form\u00f2 in qualche congegno. Una volta apparve uno strano effetto ottico\neffetto ottico: quando si mise tra me e la fiamma, non la ostacol\u00f2,\nma potevo vedere lo stesso il suo tremolio spettrale. Questo mi spavent\u00f2, ma\nma dato che l'effetto era solo momentaneo, pensai che i miei occhi mi avessero ingannato\nnell'oscurit\u00e0. Poi, per un po' di tempo, non ci furono pi\u00f9\nfiamme azzurre, e avanzammo nel buio, con l'ululato dei lupi intorno a noi, come se\nlupi intorno a noi, come se ci seguissero in un cerchio in movimento.\n\nAlla fine arriv\u00f2 un momento in cui il conducente si spinse pi\u00f9 lontano di quanto\ne durante la sua assenza i cavalli cominciarono a tremare pi\u00f9 che mai e a sbuffare e urlare di paura.\ndi sempre e a sbuffare e urlare per lo spavento. Non riuscivo a vederne la causa\nperch\u00e9 l'ululato dei lupi era cessato del tutto; ma proprio in quel momento la luna, attraversando il cielo nero\nMa proprio in quel momento la luna, navigando tra le nuvole nere, apparve dietro la cresta frastagliata di un\nfrastagliata di una roccia ricoperta di pini e, alla sua luce, vidi intorno a noi un cerchio di lupi\nintorno a noi una schiera di lupi, con denti bianchi e lingue rosse e pendenti,\ncon arti lunghi e snodati e peli ispidi. Erano cento volte pi\u00f9\nterribili nel cupo silenzio che li avvolgeva che quando ululavano.\nPer quanto mi riguarda, provai una sorta di paralisi da paura. \u00c8 solo quando un uomo\nsolo quando un uomo si trova faccia a faccia con tali orrori pu\u00f2 comprendere\nla loro vera portata.\n\nTutti insieme i lupi cominciarono a ululare come se la luce della luna avesse avuto\nqualche effetto particolare su di loro. I cavalli saltarono e si drizzarono, e\nguardavano intorno impotenti con occhi che si roteavano in un modo doloroso da vedere;\nma l'anello vivente del terrore li circondava da ogni lato, ed erano\ndovevano per forza rimanere al suo interno. Chiamai il cocchiere perch\u00e9 venisse, perch\u00e9 mi sembrava che\nmi sembrava che la nostra unica possibilit\u00e0 fosse quella di cercare di uscire dall'anello e di\ne favorire il suo avvicinamento. Gridai e picchiai sul fianco del\ncal che, sperando con il rumore di spaventare i lupi da quel lato, in modo da dargli la possibilit\u00e0 di raggiungere la\ndi spaventare i lupi da quel lato, in modo da dargli la possibilit\u00e0 di raggiungere la trappola. Come sia arrivato l\u00ec, non lo so\nnon so, ma sentii la sua voce alzata in tono di comando imperioso e, guardando verso il suono, lo vidi in piedi\nguardando verso il suono, lo vidi in piedi sulla carreggiata. Mentre spazzava le lunghe braccia, come se\nlunghe braccia, come se spazzasse via qualche ostacolo impalpabile, i lupi\nindietreggiarono e indietreggiarono ancora di pi\u00f9. Proprio allora una nuvola pesante attravers\u00f2\nluna, cosicch\u00e9 ci ritrovammo di nuovo nell'oscurit\u00e0.\n\nQuando riuscii a vedere di nuovo, l'autista stava salendo sul cal che, e i lupi erano scomparsi.\nlupi erano scomparsi. Tutto questo era cos\u00ec strano e inquietante che una\npaura e avevo paura di parlare o di muovermi. Il tempo\nsembrava interminabile mentre proseguivamo il nostro cammino, ora nella quasi completa\noscurit\u00e0, perch\u00e9 le nuvole oscuravano la luna. Continuammo a\ncon occasionali periodi di rapida discesa, ma soprattutto\nsempre in salita. Improvvisamente mi resi conto che l'autista stava per\ndi un vasto castello in rovina, dai cui alti steli usciva un'alta colonna\nun vasto castello in rovina, dalle cui alte finestre nere non usciva alcun raggio di luce,\ne le cui merlature spezzate mostravano una linea frastagliata contro il cielo lunare.\ncielo lunare.\n\n\n\n\nCAPITOLO II\n\nGIORNALE DI JONATHAN HARKER--_continuato_\n\n\n_5 maggio._--Devo essermi addormentato, perch\u00e9 certamente se fossi stato completamente sveglio\nsveglio avrei notato l'avvicinarsi di un luogo cos\u00ec straordinario. Nella\nNella penombra il cortile sembrava di dimensioni considerevoli e, dato che diverse vie buie\nscuri che conducevano da esso sotto grandi archi a tutto sesto, forse sembrava pi\u00f9 grande di quanto\ndi quanto non sia in realt\u00e0. Non sono ancora riuscito a vederlo alla luce del giorno.\n\nQuando il cal che si ferm\u00f2, l'autista salt\u00f2 gi\u00f9 e mi tese la mano per aiutarmi a scendere.\nper aiutarmi a scendere. Anche in questo caso non potei fare a meno di notare la sua prodigiosa forza.\nforza. La sua mano sembrava davvero una morsa d'acciaio che avrebbe potuto\nschiacciare la mia se avesse voluto. Poi tir\u00f2 fuori le mie trappole e le pose a terra accanto a me.\na terra accanto a me, mentre ero in piedi vicino a una grande porta, vecchia e\nchiodi di ferro e inserita in una porta sporgente di pietra massiccia.\npietra massiccia. Potevo vedere, anche nella luce fioca, che la pietra era\nmassicciamente scolpita, ma che l'intaglio era stato molto consumato dal tempo e dagli agenti atmosferici.\ntempo e dalle intemperie. Mentre ero in piedi, il conducente salt\u00f2 di nuovo sul suo sedile e agit\u00f2 le redini.\nle redini; i cavalli partirono in avanti, e trappola e tutti sparirono in una\ndelle aperture scure.\n\nRimasi in silenzio dove mi trovavo, perch\u00e9 non sapevo cosa fare. Di campanello\ncampanello o di bussare non c'era traccia; attraverso queste pareti accigliate e le buie\nfinestre non era probabile che la mia voce potesse penetrare. Il tempo\ntempo che aspettavo sembrava interminabile e sentivo dubbi e paure affollarsi su di me.\nsu di me. In che razza di posto ero arrivato e tra che tipo di persone?\nChe tipo di cupa avventura era quella in cui mi ero imbarcato? Si trattava di un\nun incidente abituale nella vita di un impiegato di un avvocato mandato a spiegare\ndi un avvocato inviato a spiegare l'acquisto di una propriet\u00e0 a Londra a uno straniero? Avvocato\nimpiegato! A Mina non piacerebbe. Avvocato... perch\u00e9 poco prima di lasciare\nLondra ho saputo che il mio esame \u00e8 stato superato; e ora sono un avvocato a tutti gli effetti!\navvocato a tutti gli effetti! Cominciai a strofinarmi gli occhi e a darmi dei pizzicotti per vedere se ero\nse fossi sveglio. Tutto mi sembrava un orribile incubo e mi aspettavo di svegliarmi all'improvviso.\nmi aspettavo di svegliarmi all'improvviso e di ritrovarmi a casa, con\nl'alba che entrava a fatica dalle finestre, come mi era capitato altre volte di sentirmi\nal mattino dopo una giornata di superlavoro. Ma la mia carne rispose alla\npizzicore e i miei occhi non si lasciarono ingannare. Ero davvero sveglio\ne tra i Carpazi. Tutto ci\u00f2 che potevo fare ora era avere pazienza e\naspettare l'arrivo del mattino.\n\nProprio mentre ero giunto a questa conclusione, sentii un passo pesante avvicinarsi\ndietro la grande porta e vidi attraverso le fessure il bagliore di una luce che stava per\nluce. Poi ci fu un rumore di catene che tintinnavano e lo sferragliare di massicci catenacci.\nmassicci catenacci tirati indietro. Una chiave venne girata con il forte rumore di grattugia\ndi un lungo disuso, e la grande porta si apr\u00ec all'indietro.\n\nAll'interno, si trovava un uomo alto e anziano, rasato, tranne che per i lunghi baffi bianchi, e vestito di nero dalla testa ai piedi, senza una sola macchia.\nbaffi, e vestito di nero dalla testa ai piedi, senza un solo puntino di colore\ndi colore da nessuna parte. Teneva in mano un'antica lampada d'argento\nd'argento, in cui la fiamma ardeva senza camino o globo di alcun tipo,\nche proiettava lunghe ombre tremolanti mentre tremolava nella corrente d'aria della porta aperta.\nporta aperta. Il vecchio mi fece cenno di entrare con la mano destra con un gesto cortese, dicendo in un ottimo inglese, ma\ncon un gesto cortese, dicendo in un ottimo inglese, ma con una strana intonazione: --\n\n Benvenuti nella mia casa! Entrate liberamente e di vostra volont\u00e0!  Non fece alcun\ndi fare un passo per venirmi incontro, ma rimase in piedi come una statua, come se il suo\ngesto di benvenuto lo avesse fissato nella pietra. Tuttavia, nell'istante in cui\nche avevo varcato la soglia, si mosse impulsivamente in avanti, e\ne, tendendo la mano, afferr\u00f2 la mia con una forza che mi fece trasalire,\nun effetto che non fu attenuato dal fatto che sembrava fredda come il ghiaccio.\npi\u00f9 la mano di un morto che quella di un uomo vivo. Di nuovo disse:--\n\n Benvenuti nella mia casa. Venite liberamente. Andate con prudenza; e lasciate qualcosa della\nfelicit\u00e0 che porti!  La forza della stretta di mano era cos\u00ec simile a quella che avevo notato nel\na quella che avevo notato nell'autista, di cui non avevo visto il viso, che\nper un attimo ho dubitato che non fosse la stessa persona a cui stavo parlando.\nper essere sicuro, dissi in modo interrogativo: --\n\n Il conte Dracula?  Si inchin\u00f2 in modo cortese e rispose:--\n\n Sono Dracula e vi do il benvenuto a casa mia, signor Harker. Entrate;\nl'aria notturna \u00e8 fredda e voi dovete mangiare e riposare.  Mentre parlava\nmentre parlava, mise la lampada su una mensola alla parete e usc\u00ec,\nprese il mio bagaglio; lo aveva portato dentro prima che potessi impedirglielo. I\nprotestai, ma lui insistette: --\n\n No, signore, siete mio ospite. \u00c8 tardi e i miei uomini non sono\ndisponibili. Lasciate che mi occupi io stesso del vostro benessere\".  Insistette per portare le\nlungo il corridoio, poi su per una grande scala a chiocciola e lungo un altro grande corridoio.\nlungo un altro grande passaggio, sul cui pavimento di pietra i nostri passi risuonavano\npesantemente. Alla fine di questo, apr\u00ec una pesante porta e mi rallegrai di vedere all'interno una stanza ben illuminata.\ndi vedere all'interno una stanza ben illuminata in cui era stata imbandita una tavola per la cena,\ne sul cui possente focolare ardeva un grande fuoco di ceppi, appena rifornito,\nfiammeggiava e divampava.\n\nIl conte si ferm\u00f2, pos\u00f2 le mie valigie, chiuse la porta e, attraversando la stanza, apr\u00ec un'altra porta che conduceva in una piccola stanza ottagonale illuminata.\ne, attraversando la stanza, apr\u00ec un'altra porta che conduceva in una piccola stanza ottagonale illuminata da un'unica lampada e apparentemente\nilluminata da un'unica lampada e apparentemente priva di qualsiasi tipo di finestra. Passando\nattraverso di essa, apr\u00ec un'altra porta e mi fece cenno di entrare. Fu una vista\nuna grande camera da letto ben illuminata e riscaldata da un altro fuoco a legna.\nun altro fuoco a legna - anch'esso aggiunto di recente, poich\u00e9 i ceppi superiori erano\nche mandava un rombo vuoto su per l'ampio camino. Il conte stesso\nha lasciato il mio bagaglio all'interno e si \u00e8 ritirato, dicendo, prima di chiudere la porta\nporta:--\n\n Dopo il viaggio \u00e8 necessario rinfrescarsi facendo la propria\ntoilette. Confido che troverete tutto ci\u00f2 che desiderate. Quando sarete pronti, venite\nnell'altra stanza, dove troverete la cena pronta.\n\nLa luce, il calore e la cortese accoglienza del conte sembravano aver dissipato\ntutti i miei dubbi e le mie paure. Avendo poi raggiunto il mio stato normale,\nscoprii che ero mezzo affamato di fame; cos\u00ec, facendo una toilette frettolosa, andai nell'altra stanza.\ntoilette, andai nell'altra stanza.\n\nHo trovato la cena gi\u00e0 pronta. Il mio ospite, che stava su un lato del grande camino, appoggiato alla\ngrande camino, appoggiato alla muratura, fece un grazioso gesto della mano verso il tavolo e disse\ndella mano verso la tavola e disse\n\n Vi prego di sedervi e di mangiare come meglio credete. Confido che mi scuserete se non mi unir\u00f2 a voi.\nche io non mi unisca a voi; ma ho gi\u00e0 cenato e non voglio mangiare.\n\nGli consegnai la lettera sigillata che il signor Hawkins mi aveva affidato.\nLa apr\u00ec e la lesse con attenzione; poi, con un sorriso incantevole, la porse a me perch\u00e9 la leggessi.\nme per leggerla. Almeno un passaggio della lettera mi fece provare un brivido di piacere.\npiacere.\n\n Devo constatare che un attacco di gotta, di cui soffro costantemente, mi impedisce di viaggiare per un po' di tempo.\nun attacco di gotta, di cui soffro costantemente, mi impedisce di viaggiare per un po' di tempo.\nma sono felice di poter inviare un sostituto sufficiente, di cui ho piena fiducia.\nin cui ho tutta la fiducia possibile. \u00c8 un giovane uomo, pieno di energia\ne di talento a modo suo, e di indole molto fedele. \u00c8\ndiscreto e silenzioso, ed \u00e8 diventato uomo al mio servizio. Dovr\u00e0\nsar\u00e0 pronto a seguirvi quando lo vorrete durante il suo soggiorno, e prender\u00e0\nistruzioni in tutte le questioni.\n\nIl Conte in persona si fece avanti e tolse il coperchio di un piatto, e io mi buttai subito su un eccellente pollo arrosto.\nun eccellente pollo arrosto. Questo, con del formaggio\ninsalata e una bottiglia di vecchio Tokay, di cui bevvi due bicchieri, fu la mia cena.\nla mia cena. Mentre mangiavo, il conte mi fece molte domande sul mio viaggio.\ndomande sul mio viaggio e io gli raccontai per gradi tutto quello che avevo vissuto.\nesperienze.\n\nA questo punto avevo finito di cenare e, per desiderio del mio ospite, avevo preso una sedia accanto al fuoco e avevo iniziato a fumare un sigaro che mi aveva offerto.\nuna sedia accanto al fuoco e cominciai a fumare un sigaro che mi offr\u00ec,\nallo stesso tempo si scusava di non fumare. A questo punto ebbi l'opportunit\u00e0 di\ndi osservarlo e l'ho trovato di una fisionomia molto\nfisionomia molto marcata.\n\nIl suo viso era forte, molto forte, aquilino, con il ponte del naso alto e sottile e le narici particolarmente arcuate.\nnaso sottile e narici particolarmente arcuate; con la fronte a cupola alta e i capelli che crescevano\ncapelli che crescevano scarsi intorno alle tempie ma abbondanti altrove. Le sue\nsopracciglia molto massicce, che quasi si incontravano sul naso, e con i capelli cespugliosi che sembravano\ncapelli cespugliosi che sembravano arricciarsi nella loro stessa profusione. La bocca, per quanto potessi vederla\nsotto i pesanti baffi, era fissa e piuttosto crudele.\ncrudele, con denti bianchi e particolarmente affilati; questi sporgevano sulle\nlabbra, la cui notevole rozzezza mostrava una vitalit\u00e0 sorprendente in un uomo di\nun uomo della sua et\u00e0. Per il resto, le sue orecchie erano pallide e\nestremamente appuntite; il mento era largo e forte, e le guance sode\nanche se sottili. L'effetto generale era di un pallore straordinario.\n\nFinora avevo notato i dorsi delle sue mani mentre erano appoggiate sulle ginocchia\nalla luce del fuoco, e mi erano sembrate piuttosto bianche e fini; ma vedendole ora vicino a me, non potei fare a meno di notare che erano piuttosto\nora vicino a me, non potei fare a meno di notare che erano piuttosto\ngrossolane, larghe e con dita tozze. Strano a dirsi, c'erano peli al centro del palmo.\nal centro del palmo. Le unghie erano lunghe e sottili e tagliate a punta\npunta. Quando il conte si chin\u00f2 su di me e le sue mani mi toccarono, non riuscii a reprimere un brivido.\nun brivido. Forse perch\u00e9 il suo alito era pesante, ma un'orribile sensazione di nausea\nun'orribile sensazione di nausea che, per quanto volessi, non riuscii a nascondere.\nnon riuscii a nascondere. Il conte, evidentemente accortosi della cosa, si ritrasse e con una specie di\nsorriso truce, che mostrava pi\u00f9 di quanto non avesse ancora fatto i suoi\ndenti protuberanti, si sedette di nuovo dalla sua parte del\ncamino. Rimanemmo entrambi in silenzio per un po', e mentre guardavo verso la finestra\nverso la finestra vidi il primo fioco raggio dell'alba imminente. Sembrava esserci una\nstrana quiete su tutto; ma mentre ascoltavo sentivo come da\ngi\u00f9 nella valle l'ululato di molti lupi. Gli occhi del conte\nbrillavano, e disse: --\n\n Ascoltateli, i bambini della notte. Che musica fanno!\nVedendo, suppongo, una qualche espressione del mio viso a lui sconosciuta, aggiunse\naggiunse:--\n\n Ah, signore, voi abitanti della citt\u00e0 non potete immedesimarvi nei sentimenti del cacciatore.\ncacciatore.  Poi si alz\u00f2 e disse:--\n\n Ma devi essere stanco. La vostra camera da letto \u00e8 gi\u00e0 pronta e domani potrete\ndormire fino a tardi. Devo assentarmi fino al pomeriggio;\nquindi dormi bene e sogna bene!  Con un cortese inchino, mi apr\u00ec lui stesso\nlui stesso la porta della stanza ottagonale, e io entrai nella mia camera da letto....\n\nSono tutto in un mare di meraviglie. Dubito, temo, penso cose strane,\nche non oso confessare alla mia stessa anima. Dio mi protegga, anche solo per\nbene di coloro che mi sono cari!\n\n       * * * * *\n\n7 maggio _-- \u00c8 di nuovo mattina presto, ma ho riposato e goduto delle ultime ventiquattro ore.\nultime ventiquattro ore. Ho dormito fino a tardi e mi sono svegliato di mia volont\u00e0.\nmia volont\u00e0. Quando mi sono vestita sono andata nella stanza dove avevamo cenato e ho trovato una colazione fredda.\ne ho trovato una colazione fredda, con il caff\u00e8 mantenuto caldo dalla caffettiera posta sul focolare.\ncaff\u00e8 tenuto caldo dalla caffettiera posta sul focolare. C'era un biglietto sul tavolo, su cui era scritto\nera scritto:--\n\n Devo assentarmi per un po'. Non aspettatemi.  Mi misi a tavola e\ne mi gustai un pasto abbondante. Quando ebbi finito, cercai un campanello, in modo da poter\nper far sapere alla servit\u00f9 che avevo finito; ma non l'ho trovato.\nCi sono certamente strane carenze nella casa, considerando le straordinarie\nstraordinarie testimonianze di ricchezza che mi circondano. Il servizio da tavola\n\u00e8 d'oro e cos\u00ec ben lavorato che deve avere un valore immenso.\nLe tende e le tappezzerie delle sedie e dei divani e i rivestimenti del mio letto sono dei pi\u00f9 costosi.\ndel mio letto sono dei tessuti pi\u00f9 costosi e pi\u00f9 belli, e devono aver avuto un valore\ndi valore favoloso quando sono stati realizzati, perch\u00e9 sono vecchi di secoli,\nanche se in ottimo stato. Ho visto qualcosa di simile a Hampton Court,\nma l\u00ec erano logori, sfilacciati e tarlati. Ma in nessuna delle stanze c'\u00e8 uno specchio.\nstanze c'\u00e8 uno specchio. Non c'\u00e8 nemmeno un bicchiere da toilette sul mio\ne ho dovuto prendere il bicchierino da barba dalla mia borsa prima di potermi radere o spazzolare i capelli.\nprima di potermi radere o spazzolare i capelli. Non ho ancora visto un servo da nessuna parte\nn\u00e9 ho sentito alcun suono nei pressi del castello, se non l'ululato dei lupi.\nQualche tempo dopo aver finito il mio pasto - non so se chiamarlo colazione o cena, perch\u00e9 era tra la colazione e la cena.\ncolazione o cena, perch\u00e9 erano le cinque e le sei quando l'ho consumato.\nnon so se chiamarla colazione o cena, perch\u00e9 erano tra le cinque e le sei quando l'ho consumata.\ncastello prima di aver chiesto il permesso al conte. Non c'era\nassolutamente nulla nella stanza, n\u00e9 libri, n\u00e9 giornali, n\u00e9 tantomeno materiale per scrivere.\ndi libri, giornali e nemmeno materiale per scrivere; cos\u00ec aprii un'altra porta della stanza e trovai una specie di biblioteca.\nbiblioteca. Provai la porta di fronte alla mia, ma la trovai chiusa.\n\nNella biblioteca trovai, con mia grande gioia, un gran numero di libri inglesi, interi scaffali pieni, e volumi rilegati di riviste e di\nlibri inglesi, interi scaffali pieni, e volumi rilegati di riviste e giornali.\ngiornali. Un tavolo al centro era pieno di riviste e giornali inglesi, anche se non erano\ne giornali inglesi, anche se nessuno di essi era di data molto recente. I libri\nerano dei tipi pi\u00f9 disparati: storia, geografia, politica, economia\neconomia politica, botanica, geologia, diritto... tutti relativi all'Inghilterra e alla vita inglese.\ne ai costumi e alle maniere inglesi. C'erano anche libri di consultazione come il\nLondon Directory, i libri Rosso e Blu, l'Almanacco di Whitaker, gli elenchi dell'esercito e della marina e...\ndell'esercito e della marina e, cosa che in qualche modo mi rallegr\u00f2 il cuore a vederla, l'elenco delle leggi.\nElenco delle leggi.\n\nMentre guardavo i libri, la porta si apr\u00ec ed entr\u00f2 il conte.\nConte. Mi salut\u00f2 in modo cordiale e si augur\u00f2 che avessi riposato bene.\nnotte di riposo. Poi continu\u00f2:--\n\n Sono felice che abbiate trovato il modo di entrare qui, perch\u00e9 sono sicuro che ci sono molte cose che\nche vi interesseranno. Questi compagni - e pos\u00f2 la mano su alcuni\nlibri, sono stati miei buoni amici e per alcuni anni, da quando ho avuto l'idea di andare a Londra, mi hanno regalato\nda quando ho avuto l'idea di andare a Londra, mi hanno regalato molte, molte ore di\ndi piacere. Attraverso di loro ho conosciuto la vostra grande Inghilterra; e conoscerla significa amarla.\nconoscerla \u00e8 amarla. Desidero ardentemente attraversare le strade affollate della vostra\ndella vostra potente Londra, per essere in mezzo al turbinio e alla corsa dell'umanit\u00e0, per condividere la sua vita, la sua\ndell'umanit\u00e0, per condividere la sua vita, il suo cambiamento, la sua morte e tutto ci\u00f2 che la rende\nche la rende ci\u00f2 che \u00e8. Ma ahim\u00e8, per ora conosco la tua lingua solo attraverso i libri.\nA te, amico mio, guardo per parlare.\n\n Ma, Conte, ho detto, voi conoscete e parlate bene l'inglese!  Si \u00e8 inchinato\ngravemente.\n\n Ti ringrazio, amico mio, per la tua stima fin troppo lusinghiera, ma temo di essere solo un po' lontano dalla strada che vorrei percorrere.\ntemo di essere solo un po' lontano dalla strada che vorrei percorrere. \u00c8 vero, conosco\nla grammatica e le parole, ma non so come pronunciarle.\n\n In effetti, ho detto, lei parla in modo eccellente.\n\n Non \u00e8 cos\u00ec, rispose.  So bene che, se mi muovessi e parlassi nella vostra Londra, non ci sarebbe nessuno che non mi riconoscerebbe per un estraneo.\nLondra, non c'\u00e8 nessuno che non mi riconoscerebbe per un estraneo. Questo non \u00e8\nabbastanza per me. Qui sono nobile; sono _boyar_; la gente comune mi conosce,\ne sono il padrone. Ma uno straniero in terra straniera non \u00e8 nessuno, gli uomini non lo conoscono.\nnon lo conoscono, e non conoscerlo significa non curarsene. Mi accontento di essere come\ncome gli altri, in modo che nessuno si fermi se mi vede, o si fermi a parlare se sente le mie parole.\nparlare se sente le mie parole: \"Ah, ah! Uno straniero!  Sono stato cos\u00ec a lungo\npadrone che vorrei esserlo ancora, o perlomeno che nessun altro\nessere padrone di me. Siete venuto da me non solo come agente del mio amico Peter\nHawkins, di Exeter, per dirmi tutto sulla mia nuova propriet\u00e0 a Londra. Voi\nSpero che vi fermerete qui con me per un po', in modo che parlando io possa imparare l'intonazione inglese.\nimparare l'intonazione inglese; e vorrei che mi dicesse quando commetto un errore, anche minimo, di\nerrori, anche minimi, nel mio parlare. Mi dispiace di essere stata via cos\u00ec\ndi assentarmi cos\u00ec a lungo oggi; ma so che perdonerete una persona che ha cos\u00ec tante\nimportanti affari da sbrigare.\n\nNaturalmente dissi tutto quello che potevo sulla mia disponibilit\u00e0 e chiesi se potevo entrare in quella stanza quando volevo.\nentrare in quella stanza quando volevo. Lui rispose:  S\u00ec, certamente, e\ne aggiunse:--\n\n Potete andare ovunque vogliate nel castello, tranne nei luoghi in cui le porte sono\nchiuse, dove ovviamente non vorrete andare. C'\u00e8 una ragione per cui\ntutte le cose sono come sono, e se vedeste con i miei occhi e sapeste con la mia conoscenza, forse capireste meglio.\nmia conoscenza, forse capireste meglio.  Ho detto che ero sicuro di\ndi questo, e allora lui continu\u00f2:--\n\n Siamo in Transilvania, e la Transilvania non \u00e8 l'Inghilterra. Le nostre vie non sono\nnon sono le vostre, e vi saranno molte cose strane. Anzi, da\nda quello che mi avete gi\u00e0 raccontato delle vostre esperienze, sapete gi\u00e0 qualcosa di\nche cose strane possono esserci.\n\nQuesto port\u00f2 a una lunga conversazione e, dato che era evidente che voleva\nparlare, anche se solo per parlare, gli feci molte domande su cose\ncose che mi erano gi\u00e0 successe o di cui ero venuto a conoscenza.\nA volte si sottraeva all'argomento o cambiava discorso fingendo di non capire.\nfingendo di non capire; ma in genere rispondeva a tutte le mie domande con la massima\nfrancamente a tutte le mie domande. Poi, con il passare del tempo e con l'aumentare dell'audacia, gli chiesi di alcune\ndi alcune cose strane della notte precedente, come, per esempio, perch\u00e9\nperch\u00e9 il cocchiere si fosse recato nei luoghi in cui aveva visto le fiamme blu.\nfiamme blu. Mi spieg\u00f2 allora che si credeva comunemente che in una certa notte dell'anno...\nnotte dell'anno - l'ultima, in effetti, in cui si suppone che tutti gli spiriti maligni\nsi suppone che tutti gli spiriti maligni abbiano un'influenza incontrollata.\ndove \u00e8 stato nascosto un tesoro.  Quel tesoro \u00e8 stato nascosto, ha proseguito, nella regione\nnella regione attraverso la quale siete passati ieri sera, non ci sono dubbi.\ndubbio; perch\u00e9 \u00e8 stato il terreno conteso per secoli dai\nvalacchi, dai sassoni e dai turchi. Non c'\u00e8 quasi un piede di terra\nin tutta questa regione che non sia stato arricchito dal sangue di uomini,\npatrioti o invasori. Nei tempi passati ci sono stati momenti di agitazione, quando gli\naustriaci e ungheresi arrivavano in orde e i patrioti andavano ad affrontarli.\nuomini e donne, anziani e bambini, e aspettavano il loro arrivo sulle rocce sopra i passi.\nsulle rocce sopra i passi, perch\u00e9 potessero spazzare la distruzione\ndistruzione con le loro valanghe artificiali. Quando l'invasore\ntrionfante trov\u00f2 ben poco, perch\u00e9 tutto quello che c'era era stato\nriparato nel terreno amico.\n\n Ma come, mi sono detto, pu\u00f2 essere rimasto cos\u00ec a lungo sconosciuto, quando\nquando c'\u00e8 un indice sicuro se gli uomini si prendono la briga di guardare?\nIl Conte sorrise e, mentre le labbra tornavano sulle gengive, i lunghi e affilati denti canini si mostravano in modo strano,\ndenti canini e affilati si mostravano in modo strano; rispose: --\n\n Perch\u00e9 il vostro contadino \u00e8 in fondo un vigliacco e uno sciocco! Quelle fiamme appaiono solo\nappaiono solo in una notte; e in quella notte nessun uomo di questa terra, se pu\u00f2\nse pu\u00f2 evitarlo, si muover\u00e0 fuori dalle sue porte. E, caro signore, anche se lo facesse non saprebbe\nnon saprebbe cosa fare. Perch\u00e9, anche il contadino di cui mi parlate che ha\nche ha segnato il luogo della fiamma non saprebbe dove cercare alla luce del giorno\nnemmeno per il suo lavoro. Nemmeno voi, oserei giurarlo, sareste in grado di\nritrovare questi luoghi?\n\n Hai ragione, ho detto.  Non so pi\u00f9 dei morti dove cercarli.\ncercarli.  Poi ci siamo addentrati in altre questioni.\n\n Vieni, disse infine, raccontami di Londra e della casa che mi hai\nche mi avete procurato.  Con le mie scuse per la mia negligenza, andai nella mia\nstanza per prendere i documenti dalla mia borsa. Mentre li stavo mettendo in ordine\nmentre li mettevo in ordine, ho sentito un tintinnio di porcellane e argenteria nella stanza accanto e, passando, ho notato che il tavolo era stato\ne, passando, notai che il tavolo era stato sparecchiato e la lampada accesa.\naccesa, perch\u00e9 ormai era buio fitto. Le lampade erano accese anche\nnello studio o nella biblioteca, e trovai il Conte sdraiato sul divano,\nleggendo, tra tutte le cose del mondo, una guida inglese di Bradshaw. Quando\nQuando entrai, egli sgombr\u00f2 i libri e le carte dal tavolo; e con lui mi addentrai in piani, atti e figure.\ncon lui mi addentrai in progetti, atti e cifre di ogni genere. Era interessato a\ntutto e mi fece una miriade di domande sul posto e sui dintorni.\ndintorni. \u00c8 evidente che aveva studiato in precedenza tutto ci\u00f2 che poteva trovare\nsull'argomento del quartiere, perch\u00e9 evidentemente alla fine sapeva molto\nmolto pi\u00f9 di me. Quando glielo feci notare, rispose:--\n\n Ma, amico mio, non \u00e8 forse necessario che lo faccia? Quando andr\u00f2 l\u00ec\nsar\u00f2 tutto solo, e il mio amico Harker Jonathan - anzi, perdonatemi, ho l'abitudine di mettere il vostro patronimico per primo.\nl'abitudine del mio paese di mettere il tuo patronimico per primo - il mio amico\nJonathan Harker non sar\u00e0 al mio fianco per correggermi e aiutarmi. Sar\u00e0\na Exeter, a chilometri di distanza, probabilmente a lavorare a documenti di legge con l'altro mio amico, Peter Hawkins.\nmio altro amico, Peter Hawkins. Quindi!\n\nCi siamo occupati a fondo dell'acquisto della tenuta di\nPurfleet. Quando gli ebbi raccontato i fatti e ottenuto la sua firma sui documenti\ndocumenti necessari, e avevo scritto una lettera pronta per essere spedita a Mr.\nHawkins, cominci\u00f2 a chiedermi come avessi fatto a trovare un posto cos\u00ec adatto.\nluogo cos\u00ec adatto. Gli lessi gli appunti che avevo preso in quel momento e che trascrivo qui di seguito.\nqui trascritte: --\n\n A Purfleet, su una strada secondaria, mi imbattei proprio in un posto che sembrava essere necessario.\nrichiesto, e dove era esposto un avviso fatiscente che indicava che il posto era\nin vendita. \u00c8 circondato da un alto muro, di antica struttura,\ndi antica struttura, costruito con pietre pesanti, e non \u00e8 stato riparato da molti anni.\nanni. I cancelli chiusi sono di vecchia e pesante quercia e ferro, tutti corrosi dalla ruggine.\nruggine.\n\n La tenuta \u00e8 chiamata Carfax, senza dubbio una corruzione dell'antico _Quatre\nfaccia_, dato che la casa \u00e8 a quattro lati, in corrispondenza dei punti cardinali della bussola.\ndella bussola. Comprende in tutto una ventina di ettari, circondati dal\nil solido muro di pietra di cui sopra. Ci sono molti alberi, che lo rendono\nche lo rendono a tratti cupo, e c'\u00e8 uno stagno o un laghetto profondo e dall'aspetto scuro, evidentemente alimentato da qualche\nun laghetto profondo e scuro, evidentemente alimentato da qualche sorgente, dato che l'acqua \u00e8 limpida e scorre in un ruscello di discrete dimensioni.\nacqua \u00e8 limpida e scorre via in un ruscello di discrete dimensioni. La casa \u00e8 molto grande e di tutte le epoche\nperiodi, direi che risale ai tempi del medioevo, perch\u00e9 una parte \u00e8 di pietra\nimmensamente spessa, con solo alcune finestre in alto e pesantemente sbarrate con\nferro. Sembra parte di un torrione e si trova vicino a una vecchia cappella o chiesa.\nchiesa. Non potevo entrarci, perch\u00e9 non avevo la chiave della porta che conduceva\nche conduce ad essa dalla casa, ma ho scattato con la mia kodak delle foto da diversi punti.\nvari punti. La casa \u00e8 stata ampliata, ma in modo molto\nin modo molto irregolare, e posso solo immaginare la quantit\u00e0 di terreno che copre, che deve essere\nche deve essere molto grande. Ci sono poche case a portata di mano, una delle quali \u00e8 una casa molto grande\nuna casa molto grande, aggiunta di recente e trasformata in un manicomio privato.\nmanicomio privato. Tuttavia, non \u00e8 visibile dal terreno.\n\nQuando ebbi finito, mi disse:--\n\n Sono felice che sia vecchio e grande. Io stesso appartengo a una famiglia anziana e vivere in una casa nuova\nvivere in una casa nuova mi ucciderebbe. Una casa non pu\u00f2 essere resa abitabile in un\ngiorno; e, dopo tutto, quanti pochi giorni fanno un secolo. Mi rallegro\nanche del fatto che c'\u00e8 una cappella d'altri tempi. Noi nobili transilvani amiamo\nnon pensare che le nostre ossa possano giacere tra i morti comuni. Non cerco\nl'allegria e il divertimento, non la volutt\u00e0 luminosa di tanto sole e di\nacque scintillanti che piacciono ai giovani e agli allegri. Non sono pi\u00f9 giovane;\ne il mio cuore, a causa degli anni di lutto per i morti, non \u00e8\nnon \u00e8 in sintonia con l'allegria. Inoltre, le mura del mio castello sono rotte; le ombre sono molte e il vento\nombre sono molte, e il vento soffia freddo attraverso le\nmerli e le finestre rotte. Amo l'ombra e la penombra e vorrei essere\nessere sola con i miei pensieri quando posso\".  In qualche modo le sue parole e il suo sguardo\nparole e il suo sguardo non sembravano accordarsi, oppure il suo volto faceva sembrare il suo sorriso\nsorriso maligno e saturnino.\n\nPoi, con una scusa, mi lasci\u00f2, chiedendomi di mettere insieme tutte le mie carte.\ninsieme. Si assent\u00f2 per un po' di tempo e io cominciai a guardare alcuni\nlibri intorno a me. Uno era un atlante, che trovai aperto naturalmente sull'Inghilterra, come se quella mappa fosse stata molto usata.\nInghilterra, come se quella mappa fosse stata molto usata. Guardandolo, trovai in alcuni punti\nin alcuni punti dei piccoli anelli segnati, e esaminandoli notai che\nche uno era vicino a Londra, sul lato est, dove evidentemente si trovava la sua nuova propriet\u00e0.\npropriet\u00e0; gli altri due erano Exeter e Whitby, sulla costa dello Yorkshire.\ncosta dello Yorkshire.\n\nEra quasi un'ora quando il conte torn\u00f2.  Aha!\ndisse; ancora ai libri? Bene! Ma non devi lavorare sempre. Vieni; mi hanno informato che\nsono stato informato che la tua cena \u00e8 pronta.  Mi prese il braccio e andammo nella\nnella stanza accanto, dove trovai un'ottima cena pronta sul tavolo. Il\nIl conte si scus\u00f2 di nuovo, perch\u00e9 aveva cenato fuori, essendo lontano da casa.\ncasa. Ma si sedette come la sera precedente e chiacchier\u00f2 mentre io mangiavo.\nDopo cena ho fumato, come l'altra sera, e il conte \u00e8 rimasto con me, chiacchierando e facendo domande.\ncon me, chiacchierando e facendo domande su ogni argomento immaginabile, ora dopo ora.\nora dopo ora. Sentivo che si stava facendo davvero molto tardi, ma non dissi nulla, perch\u00e9 mi sentivo in dovere di\nnon dissi nulla, perch\u00e9 mi sentivo obbligato a soddisfare in ogni modo i desideri del mio ospite.\nogni modo di soddisfare i desideri del mio ospite. Non avevo sonno, perch\u00e9 il lungo sonno di ieri mi aveva fortificato.\nma non potevo fare a meno di avvertire quel brivido che si prova al sorgere dell'alba, che\nall'arrivo dell'alba, che \u00e8 come, a suo modo, l'inversione della marea.\nSi dice che le persone vicine alla morte muoiano in genere al passaggio all'alba o al\nall'alba o all'inversione della marea; chi \u00e8 stanco e legato per cos\u00ec dire al proprio posto\nstanco e legato per cos\u00ec dire alla sua postazione, ha sperimentato questo cambiamento di atmosfera\npu\u00f2 ben crederci. All'improvviso sentimmo il canto di un gallo che si alzava\ncon stridore preternaturale nell'aria limpida del mattino; il conte Dracula, saltando in piedi, si alz\u00f2 in piedi.\nDracula, saltando in piedi, disse: --\n\n Ecco di nuovo il mattino! Come sono stato negligente a lasciarti sveglia cos\u00ec a lungo!\na lungo. Dovete rendere meno interessante la vostra conversazione sul mio nuovo e caro paese d'Inghilterra.\nInghilterra, in modo che non dimentichi come il tempo vola tra noi\".\ne, con un cortese inchino, mi lasci\u00f2 rapidamente.\n\nAndai nella mia stanza e tirai le tende, ma non c'era molto da notare; la mia finestra si apriva sul cortile, e tutto ci\u00f2 che potevo vedere era il cortile.\nLa mia finestra si apriva sul cortile, e tutto ci\u00f2 che potevo vedere era il grigio caldo del cielo\ngrigio caldo del cielo che si avvicinava. Allora ho tirato di nuovo le tende e ho scritto di questo giorno.\nscritto di questo giorno.\n\n       * * * * *\n\n_8 maggio._--Iniziavo a temere, mentre scrivevo in questo libro, di diventare troppo\nma ora sono contento di essere entrato nei dettagli fin dal primo momento, perch\u00e9\nc'\u00e8 qualcosa di cos\u00ec strano in questo posto e in tutto ci\u00f2 che vi si trova che non posso che\nnon posso che sentirmi a disagio. Vorrei esserne al sicuro o non essere mai venuta.\nnon fossi mai venuta. Pu\u00f2 darsi che questa strana esistenza notturna mi stia\nma vorrei che fosse tutto qui! Se ci fosse qualcuno con cui parlare\npotrei sopportarlo, ma non c'\u00e8 nessuno. Ho solo il Conte con cui parlare,\ne lui! - Temo di essere l'unica anima vivente in questo posto. Permettetemi di essere\nche io sia prosaico, per quanto i fatti possano esserlo; mi aiuter\u00e0 a sopportare, e\nl'immaginazione non deve scatenarsi con me. Se lo fa, sono perduto. Lasciatemi dire\nsubito la mia posizione, o quella che sembra tale.\n\nHo dormito solo poche ore quando sono andata a letto e, sentendo che non potevo pi\u00f9 dormire, mi sono alzata.\ndi non poter pi\u00f9 dormire, mi alzai. Avevo appeso il mio bicchiere da barba alla finestra,\ne stavo iniziando a radermi. Improvvisamente sentii una mano sulla spalla,\ne sentii la voce del conte che mi diceva: \"Buongiorno\".  Mi sono alzato, perch\u00e9\nmi stup\u00ec di non averlo visto, dato che il riflesso del vetro\ncopriva tutta la stanza dietro di me. Nel partire mi ero leggermente tagliato,\nma non me ne accorsi al momento. Dopo aver risposto al saluto del conte\nconte, mi voltai di nuovo verso il vetro per vedere come mi ero sbagliato.\nQuesta volta non ci fu alcun errore, perch\u00e9 l'uomo era vicino a me e potevo vederlo sopra le mie spalle.\ne potevo vederlo al di sopra delle mie spalle. Ma nello specchio non c'era il suo riflesso!\nspecchio! L'intera stanza dietro di me era stata visualizzata, ma non c'era alcun\ndi un uomo, tranne che di me stesso. Questo era sconcertante e, aggiungendosi a tante cose strane, cominciava a\ndi tante cose strane, cominciava ad aumentare quella vaga\nsensazione di inquietudine che ho sempre quando il Conte \u00e8 vicino; ma nell'istante in cui vidi che la ferita era stata tagliata\nin quell'istante vidi che il taglio aveva sanguinato un po' e il sangue stava\nsangue sul mento. Posai il rasoio, girandomi mentre lo facevo per cercare\nper cercare un cerotto. Quando il conte mi vide in faccia, i suoi\nocchi si accesero di una sorta di furia demoniaca e all'improvviso mi afferr\u00f2 alla gola.\ngola. Mi ritrassi e la sua mano tocc\u00f2 il filo di perline che reggeva il crocifisso.\nche reggeva il crocifisso. La cosa cambi\u00f2 immediatamente in lui, perch\u00e9 la furia pass\u00f2 cos\u00ec rapidamente che non potevo credere\ncos\u00ec rapidamente che stentavo a credere che ci fosse mai stato.\n\n Attenzione, ha detto, fate attenzione a come vi tagliate. \u00c8 pi\u00f9\npericoloso di quanto si pensi in questo Paese.  Poi, afferrando il bicchiere da barba\nvetro da barba, continu\u00f2:  E questo \u00e8 il misero oggetto che ha fatto il\nmale. \u00c8 un orribile gingillo della vanit\u00e0 dell'uomo. Via! e\ne aprendo la pesante finestra con un colpo di mano terribile, scagli\u00f2 fuori il vetro, che and\u00f2 in frantumi.\nil vetro, che si frantum\u00f2 in mille pezzi sulle pietre del cortile\ndel cortile sottostante. Poi si ritir\u00f2 senza una parola. \u00c8 molto\nfastidioso, perch\u00e9 non vedo come posso farmi la barba, se non nel mio portaorologio o nel\nil fondo del vaso da barba, che per fortuna \u00e8 di metallo.\n\nQuando andai in sala da pranzo, la colazione era pronta, ma non trovai il conte da nessuna parte.\ntrovare il conte da nessuna parte. Cos\u00ec ho fatto colazione da sola. \u00c8 strano che\nche non abbia ancora visto il Conte mangiare o bere. Deve essere un uomo molto\nuomo molto particolare! Dopo la colazione ho esplorato un po' il castello. I\nSono uscito dalle scale e ho trovato una stanza che guardava verso sud. La vista era magnifica\nvista era magnifica e da dove mi trovavo c'era ogni possibilit\u00e0 di vederla.\ndi vederla. Il castello si trova sull'orlo di un terribile precipizio. A\ndalla finestra cadrebbe per mille metri senza toccare nulla!\ntoccare nulla! A perdita d'occhio c'\u00e8 un mare di verdi cime di alberi, con ogni tanto una profonda fenditura\ncime degli alberi, con ogni tanto una profonda spaccatura dove c'\u00e8 un baratro. Qui e\nd'argento dove i fiumi si snodano in gole profonde attraverso le foreste.\nle foreste.\n\nMa non sono in grado di descrivere la bellezza, perch\u00e9 quando ho visto il panorama ho esplorato ulteriormente.\nesplorato ulteriormente: porte, porte, porte dappertutto, e tutte chiuse a chiave.\nsprangate. In nessun luogo, a parte le finestre sulle mura del castello, c'\u00e8 un'uscita disponibile.\nun'uscita disponibile.\n\nIl castello \u00e8 una vera e propria prigione e io sono prigioniero!\n\n\n\n\nCAPITOLO III\n\nGIORNALE DI JONATHAN HARKER--_continuato_\n\n\nQuando scoprii di essere prigioniero, una specie di sensazione selvaggia mi assal\u00ec.\nMi precipitai su e gi\u00f9 per le scale, cercando ogni porta e sbirciando da ogni finestra che riuscivo a trovare.\nfinestra che riuscivo a trovare; ma dopo poco la convinzione della mia\nimpotenza ebbe il sopravvento su tutti gli altri sentimenti. Quando mi guardo indietro dopo qualche\nqualche ora penso che dovevo essere impazzita, perch\u00e9 mi comportavo come un topo in trappola.\ncome un topo in una trappola. Quando per\u00f2 mi convinsi che ero impotente, mi sedetti.\nche ero impotente, mi sono seduto tranquillamente, come non ho mai fatto nulla in vita mia.\nin vita mia - e cominciai a pensare a cosa fosse meglio fare. I\nsto ancora pensando e non sono ancora giunto a una conclusione definitiva. Di\nuna sola cosa sono certa: che non serve a nulla rendere note le mie idee al\nal Conte. Lui sa bene che sono imprigionato e, dato che l'ha fatto lui stesso e ha senza dubbio le sue ragioni per farlo.\ne ha senza dubbio le sue motivazioni, non farebbe altro che ingannarmi se gli confidassi\nse gli confidassi tutti i fatti. Per quanto posso vedere, il mio unico\nper me e per i miei timori e tenere gli occhi aperti.\naperti. So di essere ingannato, come un bambino, dalle mie stesse paure,\noppure mi trovo in una situazione disperata; e se \u00e8 cos\u00ec, ho bisogno, e avr\u00f2 bisogno, di tutto il mio cervello per\nbisogno di tutto il mio cervello per andare avanti.\n\nNon ero ancora arrivato a questa conclusione quando sentii il grande portone di sotto\nchiusa e capii che il conte era tornato. Non entr\u00f2 subito in biblioteca\nbiblioteca, cos\u00ec andai cautamente nella mia stanza e lo trovai che stava preparando il letto.\nil letto. Questo era strano, ma non faceva altro che confermare ci\u00f2 che avevo sempre\nche non c'erano domestici in casa. Quando poi lo vidi\nattraverso lo spiraglio dei cardini della porta che apparecchiava la tavola in sala da pranzo, ebbi la certezza che non c'erano servi in casa.\nsala da pranzo, ne ebbi la certezza; perch\u00e9 se si occupa da solo di tutti questi\nse fa da solo tutti questi lavori umili, sicuramente \u00e8 la prova che non c'\u00e8 nessun altro a farli.\nQuesto mi ha spaventato, perch\u00e9 se non c'\u00e8 nessun altro nel castello, deve essere stato il conte in persona a\nse non c'\u00e8 nessun altro nel castello, dev'essere stato il Conte stesso a guidare la carrozza che\nche mi ha portato qui. Questo \u00e8 un pensiero terribile, perch\u00e9 se cos\u00ec fosse, che cosa significa\nche cosa significa che ha potuto controllare i lupi, come ha fatto, solo tenendo la sua\nmano in silenzio. Come mai tutte le persone che si trovavano a Bistritz e sulla carrozza\ncarrozza avevano una terribile paura per me? Cosa significava la consegna del\ncrocifisso, dell'aglio, della rosa selvatica, del frassino di montagna? Che sia benedetta\nquella buona, buona donna che mi ha appeso il crocifisso al collo! Perch\u00e9 \u00e8 un conforto e una forza per me ogni volta che\nconforto e forza ogni volta che lo tocco. \u00c8 strano che una cosa\nche mi \u00e8 stato insegnato a considerare con disprezzo e come idolatra\nmi sia di aiuto in un momento di solitudine e di difficolt\u00e0. \u00c8 forse che c'\u00e8\nqualcosa nell'essenza della cosa stessa, o che sia un mezzo,\nun aiuto tangibile per trasmettere ricordi di simpatia e conforto? Un po' di tempo\ntempo, se sar\u00e0 possibile, dovr\u00f2 esaminare la questione e cercare di decidere\nmente su di essa. Nel frattempo devo scoprire tutto quello che posso sul Conte Dracula.\nDracula, perch\u00e9 potrebbe aiutarmi a capire. Stasera potrebbe parlare di\ndi se stesso, se volger\u00f2 la conversazione in quella direzione. Devo stare molto attento,\na non destare i suoi sospetti.\n\n       * * * * *\n\nHo parlato a lungo con il conte. Gli ho fatto alcune\ndomande sulla storia della Transilvania, e lui si \u00e8 scaldato\nmeravigliosamente. Parlando di cose e persone, e soprattutto di battaglie, parlava come se fosse stato\nbattaglie, parlava come se fosse stato presente a tutte. Questo lo ha\nspieg\u00f2 in seguito dicendo che per un _boyar_ l'orgoglio della propria casa e del proprio nome\nnome \u00e8 il suo stesso orgoglio, che la loro gloria \u00e8 la sua gloria, che il loro destino \u00e8 il suo destino.\ndestino \u00e8 il suo destino. Ogni volta che parlava della sua casa diceva sempre noi,\ne parlava quasi al plurale, come un re. Vorrei poter scrivere\ntutto quello che diceva esattamente come lo diceva, perch\u00e9 per me era molto\naffascinante. Sembrava che ci fosse dentro tutta la storia del Paese. Egli\nmentre parlava, e camminava per la stanza tirando i suoi grandi baffi bianchi e afferrando tutto ci\u00f2 che gli capitava a tiro.\nbaffi bianchi e afferrando qualsiasi cosa su cui posava le mani come se volesse\ncome se volesse schiacciarla con la sua forza. Una cosa che disse e che\nriporter\u00f2 il pi\u00f9 fedelmente possibile, perch\u00e9 racconta a suo modo la storia della sua razza\ndella sua razza:--\n\n Noi Szekeli abbiamo il diritto di essere orgogliosi, perch\u00e9 nelle nostre vene scorre il sangue di molte razze coraggiose che hanno combattuto\ndi molte razze coraggiose che hanno combattuto come combatte il leone, per la signoria. Qui,\nnel vortice delle razze europee, la trib\u00f9 ugrofinnica port\u00f2 dall'Islanda lo spirito combattivo che Thor e Wodin\ndall'Islanda lo spirito combattivo che Thor e Wodin hanno trasmesso loro, che i loro\nBerserker hanno sfoggiato con tale intento sulle coste dell'Europa, ay,\ndell'Asia e dell'Africa, tanto che i popoli pensarono che fossero venuti i lupi mannari.\nlupi mannari stessi fossero arrivati. Anche qui, quando arrivarono, trovarono gli Unni, la cui furia bellicosa\ngli Unni, la cui furia bellicosa aveva spazzato la terra come una fiamma viva,\nfino a quando i popoli morenti ritennero che nelle loro vene scorresse il sangue di quelle\nvecchie streghe che, cacciate dalla Scizia, si erano accoppiate con i diavoli nel deserto.\ndeserto. Stupidi, stupidi! Quale diavolo o quale strega fu mai cos\u00ec grande come\nAttila, il cui sangue \u00e8 in queste vene?  Alz\u00f2 le braccia.  C'\u00e8 da meravigliarsi\nche fossimo una razza conquistatrice, che fossimo orgogliosi, che quando il magiaro, il longobardo, l'avaro, l'avaro\nMagiaro, il Longobardo, l'Avaro, il Bulgaro o il Turco si riversavano a migliaia sulle nostre frontiere, noi\nmigliaia di persone alle nostre frontiere, li abbiamo respinti? \u00c8 strano che quando\nArpad e le sue legioni hanno attraversato la madrepatria ungherese, ci ha trovato qui\nqui quando raggiunse la frontiera; che l'Honfoglalas sia stato completato\nl\u00ec? E quando l'alluvione ungherese dilag\u00f2 verso est, gli Szekeli furono\nSzekelys furono rivendicati come parenti dai Magiari vittoriosi, e a noi per secoli fu affidata la guardia\nper secoli ci \u00e8 stata affidata la guardia della frontiera della Turchia; e ancora di pi\u00f9, l'infinito\ne soprattutto il compito infinito della guardia di frontiera, perch\u00e9, come dicono i turchi,\n l'acqua dorme e il nemico non ha sonno.  Chi pi\u00f9 volentieri di noi\ndelle Quattro Nazioni ha ricevuto la spada insanguinata, o al suo richiamo guerresco \u00e8 accorso pi\u00f9 rapidamente di noi\nal suo richiamo bellicoso si accalcava pi\u00f9 velocemente allo stendardo del Re? Quando fu\nriscattata la grande vergogna della mia nazione, la vergogna di Cassova, quando le bandiere dei Wallach e dei\nbandiere dei Valacchi e dei Magiari sono scese sotto la Mezzaluna? Chi\nchi \u00e8 stato se non uno della mia stessa razza che come Voivoda ha attraversato il Danubio e ha battuto\nil Turco sul suo stesso terreno? Questo era davvero un Dracula! Guai a dire che\nsuo stesso indegno fratello, una volta caduto, vendette la sua gente al\nTurco e li avesse fatti cadere nell'onta della schiavit\u00f9! Non fu forse questo Dracula,\nche ispir\u00f2 quell'altro della sua razza che, in un'epoca successiva, port\u00f2 pi\u00f9 e pi\u00f9 volte le sue forze oltre il grande fiume.\npi\u00f9 volte le sue forze oltre il grande fiume nella terra dei Turchi; che,\nquando fu respinto, torn\u00f2 di nuovo, e di nuovo, e di nuovo, anche se dovette venire da solo dal campo insanguinato.\nanche se dovette venire da solo dal campo insanguinato dove le sue truppe venivano massacrate, poich\u00e9 sapeva che\nmassacro delle sue truppe, poich\u00e9 sapeva che solo lui avrebbe potuto trionfare! Essi\nDicevano che pensava solo a se stesso. Bah! A cosa servono i contadini\nsenza un capo? Dove va a finire la guerra senza un cervello e un cuore che la\nche la conduca? Anche quando, dopo la battaglia di Moh cs, ci siamo liberati del giogo ungherese, noi del sangue di Dracula eravamo tra i loro capi.\ngiogo ungherese, noi del sangue di Dracula eravamo tra i loro leader, perch\u00e9\nil nostro spirito non tollerava che non fossimo liberi. Ah, giovane signore, gli\nSzekelys - e il sangue di Dracula come il loro cuore, il loro cervello e le loro spade - possono vantare\nle loro spade, possono vantare un primato che crescite di funghi come gli\nAsburgo e i Romanoff non potranno mai raggiungere. I giorni della guerra sono finiti.\nIl sangue \u00e8 una cosa troppo preziosa in questi giorni di pace disonorevole; e\nle glorie delle grandi razze sono come una storia che viene raccontata.\n\nOrmai era quasi mattina e andammo a letto (_Mem._, questo diario sembra orribilmente l'inizio delle Mille e una notte).\nquesto diario sembra terribilmente simile all'inizio delle Mille e una notte, perch\u00e9\ntutto deve interrompersi al canto del gallo - o come il fantasma del padre di Amleto).\npadre di Amleto).\n\n       * * * * *\n\n_12 maggio._--Inizio con i fatti, nudi e scarni, verificati da libri e cifre, di cui non si pu\u00f2 dubitare.\nlibri e cifre, e di cui non si pu\u00f2 dubitare. Non devo\nconfonderli con le esperienze che dovranno basarsi sulla mia\nosservazione o sulla mia memoria. Ieri sera, quando il conte \u00e8 uscito dalla sua\ndalla sua stanza, ha iniziato facendomi domande su questioni legali e sulla\ndi alcuni tipi di affari. Avevo trascorso la giornata a studiare\nlibri e, semplicemente per tenermi occupata la mente, ho ripassato alcune delle questioni\nmaterie che avevo esaminato al Lincoln Inn. C'era un certo\nmetodo nelle indagini del conte, per cui cercher\u00f2 di metterle in sequenza; le conoscenze possono in qualche modo o\nin sequenza; la conoscenza potrebbe in qualche modo o in qualche momento essermi utile.\n\nIn primo luogo, mi ha chiesto se un uomo in Inghilterra pu\u00f2 avere due o pi\u00f9 avvocati. I\nGli risposi che poteva averne una dozzina, se lo desiderava, ma che non sarebbe stato saggio\nsaggio avere pi\u00f9 di un avvocato impegnato in una stessa transazione, poich\u00e9 solo\nuno solo alla volta, e che cambiare sarebbe stato sicuramente\ncontro i suoi interessi. Sembrava che avesse capito bene e continu\u00f2 a chiedere se ci fossero state\nse ci fosse qualche difficolt\u00e0 pratica nell'avere un uomo che si occupasse\nbancario e un altro che si occupi di spedizioni, nel caso in cui fosse necessario un aiuto locale in un luogo lontano.\nnel caso in cui fosse necessario un aiuto locale in un luogo lontano dal domicilio dell'avvocato bancario.\nbancario. Gli chiesi di spiegarmi meglio, in modo da non essere per caso fuorviato.\nper non essere per caso fuorviato, e cos\u00ec mi disse\n\n Vi illustrer\u00f2. Il vostro amico e mio amico, il signor Peter Hawkins, da sotto\nall'ombra della vostra bella cattedrale di Exeter, che \u00e8 lontana da Londra.\nLondra, compra per me, tramite la vostra persona, il mio posto a Londra. Bene! Ora\nLasciate che vi dica francamente, per evitare che pensiate che sia strano che io abbia cercato\nche io abbia cercato i servizi di una persona cos\u00ec lontana da Londra invece che di una persona\nLondra invece di uno che vi risiede, che il mio motivo era che nessun interesse locale poteva essere\nche non si potesse servire alcun interesse locale, se non il mio desiderio; e poich\u00e9 uno che risiede a Londra potrebbe, forse,\navere qualche scopo suo o di un amico da servire, mi sono recato cos\u00ec lontano per\ncercare il mio agente, il cui lavoro sarebbe stato solo nel mio interesse. Ora, supponiamo\nche io, che ho molti affari, voglia spedire delle merci, per esempio, a Newcastle, o a\nDurham, o Harwich, o Dover, non \u00e8 forse possibile farlo con pi\u00f9 facilit\u00e0\npi\u00f9 facilmente spedendo a uno di questi porti?  Ho risposto che\ncertamente sarebbe stato molto facile, ma che noi avvocati avevamo un sistema di\nagenzia per l'altro, in modo che il lavoro locale potesse essere svolto in loco su\ndi un qualsiasi avvocato, in modo che il cliente, affidandosi semplicemente a un uomo, potesse\nsemplicemente nelle mani di un uomo, potesse far eseguire i suoi desideri da\nsenza ulteriori problemi.\n\n Ma, disse, potrei essere libero di dirigere me stesso. Non \u00e8 cos\u00ec?\n\n Certo, risposi; e questo \u00e8 spesso fatto dagli uomini d'affari, che non amano che tutti i loro affari siano conosciuti da una sola persona.\nche non vogliono che tutti i loro affari siano conosciuti da una sola persona.\n\n Bene! ha detto, e poi ha continuato a chiedere informazioni sui mezzi per effettuare\nspedizioni e dei moduli da compilare, e di ogni sorta di difficolt\u00e0 che potrebbero sorgere, ma che\ndifficolt\u00e0 che potevano sorgere, ma che con la dovuta cautela potevano essere evitate.\ncontro di esse. Gli ho spiegato tutte queste cose al meglio delle mie possibilit\u00e0,\ne lui mi ha lasciato l'impressione che sarebbe stato un ottimo avvocato, poich\u00e9\nun ottimo avvocato, perch\u00e9 non c'era nulla che non avesse pensato o\nprevedere. Per un uomo che non era mai stato in campagna e che evidentemente non faceva\nevidentemente non si occupava molto di affari, la sua conoscenza e il suo acume erano\nmeravigliosi. Quando si fu accertato di questi punti di cui aveva parlato e io avevo verificato tutto come\ne io avevo verificato il tutto nel modo migliore possibile con i libri a disposizione, si alz\u00f2 improvvisamente\na disposizione, si alz\u00f2 improvvisamente e disse: --\n\n Dopo la sua prima lettera, ha scritto al nostro amico Mr.\nHawkins, o ad altri?  \u00c8 stato con una certa amarezza nel mio cuore che ho risposto che non l'avevo fatto.\nrisposi che non l'avevo fatto, che per il momento non avevo visto alcuna occasione di\ndi inviare lettere a qualcuno.\n\n Allora scrivi ora, mio giovane amico, mi disse, posandomi una mano pesante sulla spalla.\nscrivi al nostro amico e a qualsiasi altro; e d\u00ec, se ti fa piacere, che resterai con me fino a un mese da oggi.\nse vi fa piacere, che resterete con me fino a un mese da oggi.\n\n Volete che rimanga cos\u00ec a lungo?  Chiesi, perch\u00e9 il mio cuore si raffreddava al pensiero.\npensiero.\n\n Lo desidero molto; anzi, non accetter\u00f2 alcun rifiuto. Quando il vostro padrone,\ndatore di lavoro, o quello che volete, si \u00e8 impegnato a far venire qualcuno per suo conto,\nera inteso che dovevano essere consultate solo le mie esigenze. Non ho\nrisparmiato. Non \u00e8 cos\u00ec?\n\nCosa potevo fare se non inchinarmi all'accettazione? Era l'interesse del signor Hawkins, non il mio.\nHawkins, non il mio, e dovevo pensare a lui, non a me stesso; e poi, mentre il Conte Dracula parlava, c'era quel che si leggeva nei suoi occhi e nel suo portamento.\nDracula parlava, c'era qualcosa nei suoi occhi e nel suo portamento che mi faceva ricordare\nche mi fecero ricordare che ero prigioniera e che, se lo avessi voluto, non avrei avuto scelta.\nnon potevo avere scelta. Il Conte vedeva la sua vittoria nel mio inchino e la sua padronanza nel\nnel mio arco, e la sua maestria nel turbamento del mio viso, perch\u00e9 cominci\u00f2 subito a usarli, ma\nnel suo modo morbido e senza resistenza:--\n\n Ti prego, mio buon giovane amico, di non parlare di cose\ndi cose diverse dagli affari nelle tue lettere. Senza dubbio far\u00e0 piacere ai tuoi\namici sapere che stai bene e che non vedi l'ora di tornare a casa da loro.\ntornare a casa da loro. Non \u00e8 cos\u00ec?  Mentre parlava mi ha consegnato tre fogli di carta da\ncarta per appunti e tre buste. Erano tutte della pi\u00f9 sottile\ne guardandoli, poi guardando lui e notando il suo sorriso tranquillo,\ncon i denti affilati e canini che si posavano sulle labbra rosse, capii\nche dovevo fare attenzione a ci\u00f2 che scrivevo, perch\u00e9 sarebbe stato in grado di leggerlo.\nperch\u00e9 sarebbe stato in grado di leggerlo. Cos\u00ec decisi di scrivere solo appunti formali\nma di scrivere in segreto a Mr. Hawkins e anche a Mina, perch\u00e9 a lei potevo scrivere in stenografia.\na lei potevo scrivere in stenografia, cosa che avrebbe sconcertato il conte, se l'avesse vista.\nse l'avesse visto. Quando ebbi scritto le due lettere, mi sedetti tranquillamente a leggere un libro, mentre il conte scriveva diversi appunti.\nlibro, mentre il conte scriveva diversi appunti, facendo riferimento, mentre li scriveva, a\nad alcuni libri sul suo tavolo. Poi prese le mie due lettere e le mise insieme alle sue, e mise vicino al suo\ne mise da parte il suo materiale per scrivere, dopodich\u00e9, nel momento in cui la porta si chiuse alle sue spalle, mi chinai\nsi chiuse alle sue spalle, mi chinai e guardai le lettere, che erano\nerano a faccia in gi\u00f9 sul tavolo. Non mi sentivo in colpa nel farlo, perch\u00e9\ncircostanze sentivo di dovermi proteggere in ogni modo possibile.\npossibile.\n\nUna delle lettere era indirizzata a Samuel F. Billington, No. 7, The\nCrescent, Whitby, un'altra a Herr Leutner, Varna, la terza a Coutts & Co.\nCoutts & Co., Londra, e la quarta a Herren Klopstock & Billreuth,\nbanchieri, Buda-Pesth. La seconda e la quarta non sono state sigillate. Stavo per\nstavo per guardarli quando vidi la maniglia della porta muoversi. Sono sprofondato nella mia\nappena il tempo di rimettere a posto le lettere e di riprendere il mio libro prima che il Conte\ndi riprendere il mio libro prima che il conte, con un'altra lettera in mano, entrasse nella stanza.\nin mano un'altra lettera, entr\u00f2 nella stanza. Prese le lettere sul tavolo e le timbr\u00f2 accuratamente.\ntimbr\u00f2 con cura e poi, rivolgendosi a me, disse: --\n\n Confido che mi perdonerete, ma ho molto lavoro da fare in privato questa sera.\nsera. Spero che troverete tutto come desiderate.  Alla porta si volt\u00f2\nsi volt\u00f2 e dopo un attimo di pausa disse: --\n\n Permettetemi di consigliarvi, mio caro giovane amico, anzi, di avvertirvi con tutta la\nseriamente, che se lasciate queste stanze non andrete per nessun motivo a\nper nessun motivo andrete a dormire in un'altra parte del castello. \u00c8 vecchio, ha molti ricordi e\nmolti ricordi, e ci sono brutti sogni per coloro che dormono in modo incauto. Siate\navvertiti! Se ora o mai il sonno dovesse sopraffarvi, o fosse in procinto di farlo, affrettatevi a raggiungere la vostra camera o queste stanze.\naffrettatevi a raggiungere la vostra camera o queste stanze, perch\u00e9 il vostro riposo sar\u00e0 sicuro.\nsicuro. Ma se non farete attenzione a questo proposito, allora...\ndiscorso in modo raccapricciante, perch\u00e9 fece un movimento con le mani come se le stesse lavando.\ncome se le stesse lavando. Capii perfettamente; il mio unico dubbio era se un sogno potesse essere pi\u00f9\nsogno potesse essere pi\u00f9 terribile di quella rete innaturale e orribile di tenebre e mistero\ne mistero che sembrava chiudersi intorno a me.\n\n       * * * * *\n\n_Pi\u00f9 tardi._--Accetto le ultime parole scritte, ma questa volta non c'\u00e8 nessun\ndubbio. Non avr\u00f2 paura di dormire in un posto dove non c'\u00e8 lui.\nnon c'\u00e8. Ho messo il crocifisso sopra la testata del mio letto - immagino che cos\u00ec il mio riposo sia pi\u00f9 libero dai sogni.\nche il mio riposo sia pi\u00f9 libero dai sogni; e l\u00ec rimarr\u00e0.\n\nQuando mi lasci\u00f2 andai in camera mia. Dopo un po', non sentendo alcun\nsuono, uscii e salii la scala di pietra dove potevo guardare verso\nverso sud. C'era un senso di libert\u00e0 in quella vasta distesa,\nper quanto fosse inaccessibile per me, rispetto alla stretta oscurit\u00e0 del cortile.\ndel cortile. Guardando questo, mi sembrava di essere davvero in\nprigione e mi sembrava di desiderare una boccata d'aria fresca, anche se era\nnotte. Comincio a sentire il peso di questa esistenza notturna.\nMi sta distruggendo i nervi. Mi spavento di fronte alla mia stessa ombra e sono pieno di\ndi ogni sorta di orribile immaginazione. Dio sa che c'\u00e8 un motivo per la mia\nterribili paure in questo luogo maledetto! Ho guardato la bella distesa\ndistesa, inondata dalla luce gialla e soffusa della luna, fino a che non fu quasi\ngiorno. Nella luce soffusa le colline lontane si fondevano, e le ombre nelle valli e nelle gole\nnelle valli e nelle gole di un nero vellutato. La semplice bellezza sembrava\nmi rallegrava; c'era pace e conforto in ogni respiro che facevo. Mentre\nsporgendomi dalla finestra il mio sguardo fu catturato da qualcosa che si muoveva un piano\npiano sotto di me e un po' alla mia sinistra, dove immaginavo, dall'ordine delle stanze, che le finestre del\nstanze, che si affacciassero le finestre della camera del conte. La finestra\nfinestra a cui mi affacciavo era alta e profonda, con le bifore in pietra e, anche se\nlogorata dalle intemperie, era ancora completa; ma evidentemente era passato molto tempo da quando\nla valigetta era stata l\u00ec. Mi ritirai dietro la pietra e guardai attentamente fuori.\nattentamente l'esterno.\n\nQuello che vidi fu la testa del Conte che usciva dalla finestra. Non ho visto\nviso, ma conoscevo l'uomo dal collo e dal movimento della schiena e delle braccia.\nschiena e delle braccia. In ogni caso non potevo sbagliare le mani che avevo avuto\ntante occasioni di studio. All'inizio ero interessato e\nun po' divertito, perch\u00e9 \u00e8 meraviglioso come una piccola questione possa interessare\ne divertire un uomo quando \u00e8 prigioniero. Ma i miei sentimenti cambiarono in\nrepulsione e terrore quando vidi l'uomo intero emergere lentamente dalla\nfinestra e iniziare a strisciare lungo il muro del castello su quel terribile abisso,\na faccia in gi\u00f9, con il mantello che gli si stendeva intorno come grandi ali. All'inizio\nall'inizio non potevo credere ai miei occhi. Pensavo che fosse un trucco della\ndella luna, uno strano effetto dell'ombra; ma continuai a guardare, e non poteva essere\nnon era un'illusione. Vedevo le dita delle mani e dei piedi afferrare gli angoli delle pietre\npietre, consumate dalla malta per lo stress degli anni, e cos\u00ec facendo\nutilizzando ogni sporgenza e disuguaglianza si muovevano verso il basso con notevole\nvelocit\u00e0, proprio come una lucertola si muove lungo un muro.\n\nChe tipo di uomo \u00e8 questo, o che tipo di creatura \u00e8 sotto l'aspetto di uomo?\nsembianze di uomo? Sento il terrore di questo luogo orribile che mi sovrasta.\nsono terrorizzato, terribilmente terrorizzato, e non c'\u00e8 scampo per me; sono avvolto da terrori che non oso pensare.\nsono avvolto da terrori a cui non oso pensare....\n\n       * * * * *\n\n_15 maggio._--Un'altra volta ho visto il Conte uscire alla sua maniera di lucertola.\nSi muoveva verso il basso in modo laterale, a qualche centinaio di metri di profondit\u00e0, e un buon\na sinistra. \u00c8 sparito in qualche buco o finestra. Quando la sua testa\nQuando la sua testa scomparve, mi sporsi per cercare di vedere meglio, ma senza successo.\nsenza successo: la distanza era troppo grande per consentire un angolo di visuale adeguato. I\nsapevo che ormai aveva lasciato il castello e pensai di sfruttare l'occasione per\nesplorare pi\u00f9 di quanto avessi ancora osato fare. Tornai nella stanza e\ne, prendendo una lampada, provai tutte le porte. Erano tutte chiuse, come mi aspettavo\ncome mi aspettavo, e le serrature erano relativamente nuove; ma scesi le scale di pietra fino alla sala dove avevo\nscale di pietra fino al corridoio da cui ero entrato. Scoprii che potevo\ntirare i catenacci abbastanza facilmente e sganciare le grandi catene; ma la porta era chiusa e la chiave era\nporta era chiusa e la chiave era sparita! Quella chiave deve essere nella stanza del conte\nConte; devo fare attenzione se la sua porta viene aperta, in modo da poterla prendere e fuggire.\nfuggire. Ho continuato a esaminare a fondo le varie scale e i passaggi.\ne dei passaggi, e di provare le porte che si aprivano da essi. Una o due\npiccole stanze vicino all'ingresso erano aperte, ma non c'era nulla da vedere in\nma non c'era nulla da vedere se non vecchi mobili, impolverati dall'et\u00e0 e dalle tarme. Alla fine,\nFinalmente, per\u00f2, trovai una porta in cima alle scale che, sebbene sembrasse chiusa a chiave, dava un po' di\nsembrava chiusa a chiave, cedette un po' alla pressione. La provai pi\u00f9 a fondo,\ne scoprii che non era davvero chiusa, ma che la resistenza derivava dal fatto che i cerniere\nche la resistenza derivava dal fatto che i cardini erano caduti e la pesante porta poggiava sul pavimento.\npesante poggiava sul pavimento. Era un'opportunit\u00e0 che forse non avrei pi\u00f9 avuto\ncos\u00ec mi sforzai e, con molti sforzi, la costrinsi a rientrare in modo da poter entrare.\nentrare. Mi trovavo ora in un'ala del castello pi\u00f9 a destra rispetto alle stanze che conoscevo\ndelle stanze che conoscevo e un piano pi\u00f9 in basso. Dalle finestre potevo vedere\ndalle finestre potevo vedere che l'insieme di stanze si estendeva a sud del castello, le\nfinestre della stanza in fondo guardavano sia a ovest che a sud. Su quest'ultimo\nlato, cos\u00ec come sul primo, c'era un grande precipizio. Il castello\nIl castello era costruito sull'angolo di una grande roccia, cos\u00ec che su tre lati era\nIl castello era costruito sull'angolo di una grande roccia, cos\u00ec da essere inespugnabile su tre lati.\ndove la fionda, o l'arco, o il culverin non potevano arrivare, e di conseguenza la luce e il comfort,\nimpossibile in una posizione che doveva essere sorvegliata, la luce e il comfort erano assicurati. A ovest\novest c'era una grande vallata, e poi, in lontananza, grandi\nfrastagliate, che si innalzavano di picco in picco, con le rocce a picco tempestate di frassini e spine\ndi cenere di montagna e di spine, le cui radici si aggrappavano alle fessure e alle crepe della pietra.\nfessure e fessure della pietra. Questa era evidentemente la parte del castello\noccupata dalle dame in tempi passati, perch\u00e9 l'arredamento aveva un'aria pi\u00f9\ndi comfort rispetto a tutti quelli che avevo visto. Le finestre erano prive di tende e la\nluce gialla della luna, che entrava attraverso i vetri di diamante, permetteva di vedere\ndi vedere anche i colori, mentre ammorbidiva la polvere che ricopriva tutto\npolvere che ricopriva tutto e che mascherava in qualche modo le ingiurie del tempo e delle tarme. La mia\nlampada sembrava essere di scarso effetto nella brillante luce lunare, ma ero felice di averla con me, perch\u00e9\nero contenta di averla con me, perch\u00e9 c'era una spaventosa solitudine in quel posto\nche mi raggelava il cuore e mi faceva tremare i nervi. Tuttavia, era meglio\nmeglio che vivere da sola in quelle stanze che avevo imparato a odiare dalla\npresenza del conte e, dopo aver cercato di calmare i miei nervi, trovai una morbida tranquillit\u00e0\nuna morbida quiete mi avvolse. Eccomi qui, seduto a un tavolino di quercia\ndi quercia dove in tempi passati forse qualche bella signora si sedeva per scrivere, con molti\ncon molti pensieri e arrossamenti, la sua lettera d'amore mal scritta, e scrivo nel mio diario in stenografia tutto ci\u00f2 che\nstenografia tutto ci\u00f2 che \u00e8 accaduto dall'ultima volta che l'ho chiuso. \u00c8\n\u00e8 il diciannovesimo secolo aggiornato con una vendetta. Eppure, a meno che i miei\ni miei sensi non mi ingannino, i vecchi secoli avevano, e hanno, dei poteri propri\nche la semplice modernit\u00e0 non pu\u00f2 uccidere.\n\n       * * * * *\n\n_Pi\u00f9 tardi: la mattina del 16 maggio._--Dio preservi la mia sanit\u00e0 mentale, perch\u00e9 a questo mi sono\nsono ridotto. La sicurezza e la certezza della sicurezza sono cose del passato.\nFinch\u00e9 vivo qui c'\u00e8 solo una cosa in cui sperare: che non impazzisca.\nimpazzire, se non sono gi\u00e0 pazzo. Se sono sano di mente, allora \u00e8 sicuramente\n\u00e8 sconcertante pensare che, tra tutte le cose turpi che si annidano in questo\nluogo odioso, il Conte sia il meno temibile per me; che solo a lui io possa\na lui solo posso guardare per la sicurezza, anche se questo \u00e8 solo mentre posso servire il suo\nscopo. Grande Dio! Dio misericordioso! Lasciatemi stare tranquillo, perch\u00e9 da quella strada\n\u00e8 la follia. Comincio a vedere nuove cose che mi lasciano perplesso.\nmi hanno lasciato perplesso. Finora non avevo mai capito bene cosa intendesse Shakespeare\nquando ha fatto dire ad Amleto: --\n\n     Le mie tavolette! Presto, le mie tavolette!\n     E' ora che lo metta gi\u00f9, ecc,\n\nperch\u00e9 ora, sentendomi come se il mio cervello fosse scardinato o come se fosse arrivato lo shock che deve\ncome se fosse arrivato lo shock che deve portare alla sua distruzione, mi rivolgo al mio diario per riposare.\nL'abitudine di scrivere con precisione deve aiutarmi a tranquillizzarmi.\n\nIl misterioso avvertimento del conte mi spavent\u00f2 allora; mi spaventa ancora di pi\u00f9 ora, quando ci penso, perch\u00e9 in futuro\nmi spaventa ancora di pi\u00f9 ora che ci penso, perch\u00e9 in futuro avr\u00e0 una presa spaventosa su di me.\nsu di me. Avr\u00f2 paura di dubitare di ci\u00f2 che potr\u00e0 dire!\n\nDopo aver scritto il mio diario e aver fortunatamente rimesso in tasca il libro e la penna, mi sentivo assonnato.\npenna in tasca, mi sentivo assonnato. Mi venne in mente l'avvertimento del conte,\nma provai piacere nel disobbedire. Il senso del sonno mi assaliva,\ne con esso l'ostinazione che il sonno porta con s\u00e9 come battistrada. La tenue\nluce della luna mi tranquillizzava, e l'ampia distesa circostante dava una sensazione di libert\u00e0\nche mi rinfrancava. Decisi di non ritornare stanotte nelle stanze\nstanze infestate dalle tenebre, ma di dormire qui, dove un tempo le signore si erano sedute e avevano cantato\ne cantato e vissuto dolci vite, mentre i loro petti gentili erano tristi per\ni loro uomini lontani nel mezzo di guerre spietate. Ho tirato fuori un grande\ndivano dal suo posto vicino all'angolo, in modo che, mentre mi sdraiavo, potessi guardare\nla bella vista a est e a sud e, senza pensare e senza curarmi della polvere, mi preparai a dormire.\ndella polvere, mi preparai a dormire. Suppongo di essermi addormentato\nspero, ma temo, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che segu\u00ec fu sorprendentemente reale.\nreale, cos\u00ec reale che ora, seduto qui alla piena luce del sole del mattino, non riesco a credere\nmattina, non posso minimamente credere che sia stato tutto sonno.\n\nNon ero solo. La stanza era la stessa, immutata in tutto e per tutto da quando vi ero entrato.\ndi quando vi ero entrato; potevo vedere lungo il pavimento, alla luce brillante della luna,\ni miei passi segnare dove avevo disturbato il lungo accumulo di polvere.\npolvere. Al chiaro di luna di fronte a me c'erano tre giovani donne, signore per\ndal vestito e dal modo di fare. In quel momento pensai che dovevo aver sognato quando le vidi.\nquando le vidi, perch\u00e9, sebbene la luce della luna fosse alle loro spalle, non proiettavano\nnon facevano ombra sul pavimento. Si avvicinarono a me e mi guardarono per un po' di tempo.\ne mi guardarono per un po' di tempo, poi sussurrarono insieme. Due erano scuri, con un naso alto e aquilino, come il conte.\nnaso aquilino, come il Conte, e grandi occhi scuri e penetranti che sembravano quasi\nquasi rossi in contrasto con il giallo pallido della luna. L'altro era\nchiaro, il pi\u00f9 chiaro possibile, con grandi masse ondulate di capelli d'oro e occhi come zaffiri chiari.\ncome zaffiri chiari. Mi sembrava in qualche modo di conoscere il suo volto, e di conoscerlo\nin relazione a una qualche paura onirica, ma al momento non riuscivo a ricordare\ncome e dove. Tutte e tre avevano denti bianchi e brillanti che brillavano come\nperle contro il rubino delle loro labbra voluttuose. C'era qualcosa\nc'era qualcosa in loro che mi metteva a disagio, un po' di desiderio e allo stesso tempo un po' di\npaura mortale. Sentivo nel mio cuore il desiderio malvagio e bruciante che mi baciassero con quelle\nbaciarmi con quelle labbra rosse. Non \u00e8 bene annotarlo, per evitare che un giorno\nun giorno possa incontrare gli occhi di Mina e causarle dolore; ma \u00e8 la verit\u00e0.\nSussurrarono insieme e poi risero tutti e tre: una risata argentea e musicale, ma come\nargenteo, musicale, ma duro come se il suono non avesse mai potuto\ncome se il suono non fosse mai potuto passare attraverso la morbidezza delle labbra umane. Era come l'insopportabile\ndolcezza formicolante dei bicchieri d'acqua quando una mano astuta ci gioca.\nLa bella ragazza scosse la testa con fare civettuolo e le altre due la incitarono ad andare avanti.\na continuare. Uno disse:--\n\n Avanti! Voi siete i primi, e noi vi seguiremo; a voi il diritto di iniziare.\niniziare.  L'altro aggiunse:--\n\n \u00c8 giovane e forte; ci sono baci per tutti noi.  Io rimango in silenzio,\nguardando sotto le ciglia in un'agonia di deliziosa attesa.\nLa bella ragazza avanz\u00f2 e si chin\u00f2 su di me fino a quando potei sentire il movimento\ndel suo respiro su di me. Era dolce in un certo senso, dolce come il miele, e mandava\nstesso formicolio attraverso i nervi della sua voce, ma con un fondo di amarezza, un'offesa amara.\ndolce, un'offensivit\u00e0 amara, come quella che si sente nel sangue.\n\nAvevo paura di alzare le palpebre, ma guardai fuori e vidi perfettamente sotto le ciglia.\nle ciglia. La ragazza si mise in ginocchio e si chin\u00f2 su di me, semplicemente\ngongolando. C'era una volutt\u00e0 deliberata che era al tempo stesso eccitante e ripugnante.\ne ripugnante, e mentre inarcava il collo si leccava le labbra come un animale.\ncome un animale, fino a quando non riuscii a vedere al chiaro di luna l'umidit\u00e0 che brillava\nsulle labbra scarlatte e sulla lingua rossa che lambiva i denti bianchi e affilati.\ndenti aguzzi. La testa si abbassava sempre di pi\u00f9, mentre le labbra scendevano sotto il raggio d'azione della mia bocca e del mio mento.\ndella mia bocca e del mio mento e sembravano sul punto di attaccarsi alla mia gola. Poi\nPoi si ferm\u00f2 e potei sentire il rumore della sua lingua che leccava i denti e le labbra.\ndenti e le labbra, e potevo sentire il suo respiro caldo sul mio collo. Poi la\ngola cominci\u00f2 a formicolare come fa la carne quando la mano che deve solleticarla si avvicina.\nche la solletica si avvicina... pi\u00f9 vicino. Sentivo il tocco morbido e\nbrivido delle labbra sulla pelle super-sensibile della mia gola,\ne le dure ammaccature di due denti affilati, che si limitavano a sfiorare e a soffermarsi l\u00ec.\nChiusi gli occhi in un'estasi languida e aspettai... aspettai con il cuore che batteva forte.\ncuore.\n\nMa in quell'istante, un'altra sensazione mi attravers\u00f2 rapida come un lampo.\nun lampo. Ero cosciente della presenza del conte e del suo essere\nessere come lambito da una tempesta di furia. Quando i miei occhi si aprirono involontariamente, vidi\nvidi la sua mano forte afferrare l'esile collo della bella donna e con la forza di un gigante\ncon la forza di un gigante, gli occhi azzurri trasformati dalla furia, i denti\ndenti bianchi che scalpitavano di rabbia e le belle guance rosse di passione.\npassione. Ma il conte! Mai avrei immaginato una tale ira e un tale furore, anche per\ndemoni della fossa. I suoi occhi erano decisamente ardenti. La luce rossa\nrossa in essi era lurida, come se le fiamme dell'inferno ardessero dietro di loro. Il suo\nviso era mortalmente pallido e le sue linee erano dure come fili tirati;\nle folte sopracciglia che si incrociavano sul naso sembravano ora una sbarra\ndi metallo incandescente. Con un gesto feroce del braccio, scagli\u00f2 la donna\nda lui e poi fece un cenno agli altri, come se li stesse respingendo.\nEra lo stesso gesto imperioso che avevo visto fare ai lupi.\nlupi. Con una voce che, sebbene bassa e quasi sussurrata, sembrava tagliare l'aria e risuonare\ntagliare l'aria e poi risuonare per la stanza, disse: --\n\n Come osate toccarlo, chiunque di voi? Come avete osato guardarlo quando\nIo ve l'ho proibito? Indietro, vi dico! Quest'uomo mi appartiene! Attenti\na come vi immischiate con lui, o dovrete vedervela con me.  La bella ragazza,\ncon una risata di civetteria, si volt\u00f2 per rispondergli.\n\n Tu stessa non hai mai amato, non hai mai amato!  A questo si unirono le altre donne\nsi unirono, e una risata cos\u00ec spensierata, dura e senz'anima, risuon\u00f2 nella stanza\nche mi fece quasi svenire nell'ascoltarlo; sembrava il piacere\ndei demoni. Poi il conte si volt\u00f2, dopo avermi guardato attentamente in faccia,\ne disse in un sussurro sommesso\n\n S\u00ec, anch'io posso amare; voi stessi potete dirlo dal passato. Non \u00e8\nnon \u00e8 cos\u00ec? Ebbene, ora vi prometto che quando avr\u00f2 finito con lui lo\nbaciarlo a vostro piacimento. Ora andate! Andate! Devo svegliarlo, perch\u00e9 c'\u00e8 del lavoro da fare.\nda fare.\n\n Non avremo nulla per stasera? disse una di loro, con una risata bassa,\nmentre indicava la borsa che lui aveva gettato a terra e che si muoveva come se\nsi muoveva come se al suo interno ci fosse un essere vivente. Per tutta risposta\nfece un cenno con la testa. Una delle donne si fece avanti e la apr\u00ec. Se le mie\nse le mie orecchie non mi ingannavano, si ud\u00ec un rantolo e un basso lamento, come di un\nbambino mezzo soffocato. Le donne si strinsero intorno, mentre io ero sconvolto dall'orrore.\norrore; ma mentre guardavo, scomparvero e con loro la terribile borsa.\nborsa. Non c'era nessuna porta vicino a loro e non avrebbero potuto passarmi davanti\nsenza che io me ne accorgessi. Sembrarono semplicemente svanire tra i raggi della\nluna e uscire dalla finestra, perch\u00e9 per un attimo riuscii a vedere all'esterno le\nforme tenui e ombrose per un attimo, prima che svanissero del tutto.\n\nPoi l'orrore mi ha sopraffatto e sono sprofondato a terra privo di sensi.\n\n\n\n\nCAPITOLO IV\n\nGIORNALE DI JONATHAN HARKER--_continuato_\n\n\nMi svegliai nel mio letto. Se non ho sognato, il conte deve avermi portato qui.\nmi ha portato qui. Cercai di convincermi dell'argomento, ma\nma non riuscii a giungere a nessun risultato indiscutibile. Certo, c'erano alcune\nalcune piccole prove, come il fatto che i miei vestiti erano piegati e\nin un modo che non era la mia abitudine. Il mio orologio era ancora srotolato, mentre io sono\nrigorosamente abituato a caricarlo l'ultima cosa prima di andare a letto, e\nmolti altri dettagli del genere. Ma queste cose non sono una prova, perch\u00e9 potrebbero essere state\nche la mia mente non era come al solito e, per una causa o per l'altra, ero certamente molto turbata.\nper una causa o per l'altra, ero certamente molto turbata. Devo cercare una prova. Di una cosa\ndi una cosa sono contento: se \u00e8 stato il Conte a portarmi qui e a spogliarmi, deve aver avuto fretta\ndeve aver affrettato il passo, perch\u00e9 le mie tasche sono intatte. I\nsono sicuro che questo diario sarebbe stato per lui un mistero che non avrebbe\navrebbe sopportato. L'avrebbe preso o distrutto. Guardando questa stanza\nquesta stanza, sebbene sia stata per me cos\u00ec piena di paura, ora \u00e8 una sorta di\nrifugio, perch\u00e9 non c'\u00e8 nulla di pi\u00f9 spaventoso di quelle donne terribili, che\nche erano, che sono, in attesa di succhiare il mio sangue.\n\n       * * * * *\n\n_18 maggio._--Sono sceso a vedere di nuovo quella stanza alla luce del giorno, perch\u00e9\ndevo sapere la verit\u00e0. Quando sono arrivata all'ingresso in cima alle scale\nscale l'ho trovata chiusa. Era stata spinta con tanta forza contro lo stipite che\nstipite che parte del legno era scheggiato. Vidi che il chiavistello della serratura\ndella serratura non era stato colpito, ma la porta era chiusa dall'interno.\nTemo che non si tratti di un sogno, e devo agire in base a questa supposizione.\n\n       * * * * *\n\n_19 maggio._--Sono sicuramente nelle fatiche. Ieri sera il Conte mi ha chiesto con\ntoni soavi di scrivere tre lettere, una delle quali diceva che il mio lavoro qui\nche il mio lavoro qui era quasi finito e che sarei partito per casa entro pochi giorni,\nun'altra che sarei partito l'indomani mattina dal momento della\nlettera, e la terza che avevo lasciato il castello ed ero arrivato a\nBistritz. Avrei voluto ribellarmi, ma sentivo che, allo stato attuale delle cose, sarebbe stata una follia\nstato delle cose sarebbe stata una follia litigare apertamente con il conte mentre sono\nassolutamente in suo potere; e rifiutarmi sarebbe stato come eccitare il suo\nsospetto e suscitare la sua ira. Sa che so troppe cose e che non devo vivere\nche non devo vivere, per non essere pericoloso per lui; la mia unica possibilit\u00e0 \u00e8 di\nprolungare le mie opportunit\u00e0. Potrebbe accadere qualcosa che mi dia la possibilit\u00e0 di\npossibilit\u00e0 di fuggire\". Vidi nei suoi occhi qualcosa di quell'ira crescente che si era manifestata\nche si era manifestata quando aveva scagliato via da lui quella bella donna. Mi spieg\u00f2\nmi spieg\u00f2 che i posti erano pochi e incerti, e che il mio scrivere adesso avrebbe\nche il mio scrivere ora avrebbe assicurato tranquillit\u00e0 ai miei amici; e mi assicur\u00f2 con tanta\nche avrebbe annullato le lettere successive, che sarebbero state\nche sarebbero state conservate a Bistritz fino a tempo debito, nel caso in cui il caso avesse permesso di prolungare il mio soggiorno.\ndi prolungare il mio soggiorno, che opporsi a lui sarebbe stato come creare un nuovo\nsospetti. Feci quindi finta di essere d'accordo con lui e gli chiesi quali date avrei dovuto apporre sulla\ngli chiesi quali date avrei dovuto apporre sulle lettere. Lui calcol\u00f2 un minuto e poi disse\npoi disse:--\n\n Il primo dovrebbe essere il 12 giugno, il secondo il 19 giugno e il terzo il 29 giugno.\n29.\n\nOra conosco l'arco della mia vita. Dio mi aiuti!\n\n       * * * * *\n\n_28 maggio._--C'\u00e8 la possibilit\u00e0 di fuggire, o comunque di essere in grado di\nmandare notizie a casa. Una banda di Szgany \u00e8 giunta al castello e si \u00e8 accampata nel cortile.\naccampati nel cortile. Questi Szgany sono zingari; ho delle note di\ndi loro nel mio libro. Sono particolari di questa parte del mondo, anche se\nalleati con i comuni zingari di tutto il mondo. Ce ne sono migliaia\ndi loro in Ungheria e in Transilvania, che sono quasi al di fuori di ogni legge.\nDi norma si legano a qualche grande nobile o _boyar_ e si chiamano con il suo nome.\ne si chiamano con il suo nome. Sono senza paura e senza religione,\ne parlano solo le loro variet\u00e0 di lingua rom.\nlingua rom.\n\nScriver\u00f2 alcune lettere a casa e cercher\u00f2 di farle affiggere.\naffisse. Ho gi\u00e0 parlato loro attraverso la mia finestra per iniziare a\nconoscenza. Si sono tolti il cappello, hanno fatto l'obbedienza e molti segni, che per\u00f2 non ho capito pi\u00f9 di quanto non abbia capito io.\nsegni, che per\u00f2 non sono riuscito a capire pi\u00f9 di quanto non abbia capito\nla loro lingua parlata....\n\n       * * * * *\n\nHo scritto le lettere. Mina s \u00e8 in stenografia, e chiedo semplicemente al Sig.\nHawkins di comunicare con lei. A lei ho spiegato la mia situazione,\nma senza gli orrori che posso solo immaginare. Sarebbe scioccante e\nspaventata a morte se le esponessi il mio cuore. Se le\nlettere non dovessero arrivare, allora il Conte non conoscer\u00e0 ancora il mio segreto o la\nmia conoscenza....\n\n       * * * * *\n\nHo consegnato le lettere; le ho lanciate attraverso le sbarre della mia finestra con un pezzo d'oro.\ncon un pezzo d'oro, e ho fatto tutti i segni possibili per farle affiggere. L'uomo che le ha prese\nuomo che le ha prese se le \u00e8 strette al cuore e si \u00e8 inchinato, poi le ha messe\nnel suo cappello. Non potevo fare altro. Tornai nello studio e cominciai a leggere.\nleggere. Poich\u00e9 il conte non \u00e8 entrato, ho scritto qui....\n\n       * * * * *\n\nIl conte \u00e8 arrivato. Si \u00e8 seduto accanto a me e ha detto, con la sua voce pi\u00f9 soave, mentre apriva due lettere\nvoce mentre apriva due lettere\n\n Lo Szgany mi ha dato questi, di cui, anche se non so da dove provengano, mi prender\u00f2 cura.\nda dove provengano, ne avr\u00f2 naturalmente cura. Vedete! - deve averle guardate\nuna \u00e8 da parte tua e per il mio amico Peter Hawkins; l'altra - qui\nha intravisto gli strani simboli mentre apriva la busta, e\nlo sguardo cupo sul suo volto e gli occhi fiammeggianti di malvagit\u00e0.\nl'altra \u00e8 una cosa ignobile, un oltraggio all'amicizia e all'ospitalit\u00e0! Non \u00e8\nnon \u00e8 firmata. Bene! Allora non ha importanza per noi.  E con calma tenne lettera e busta\nlettera e busta alla fiamma della lampada finch\u00e9 non si consumarono. Poi\ncontinu\u00f2:--\n\n La lettera a Hawkins... che ovviamente invier\u00f2, visto che \u00e8\nvostra. Le vostre lettere sono sacre per me. Ti chiedo scusa, amico mio, se\ninconsapevolmente ho rotto il sigillo. Non la coprirete di nuovo?  Mi porse la\nla lettera e con un cortese inchino mi porse una busta pulita.\nbusta pulita. Non potei che ricomporla e consegnargliela in silenzio. Quando\nusc\u00ec dalla stanza sentii la chiave girare dolcemente. Un minuto dopo\nUn minuto dopo andai a provarla e la porta era chiusa a chiave.\n\nQuando, un'ora o due dopo, il conte entr\u00f2 silenziosamente nella stanza, la sua venuta mi svegli\u00f2, perch\u00e9 ero andato a dormire sul divano.\nmi svegli\u00f2, perch\u00e9 mi ero addormentato sul divano. Era molto\ncortese e molto allegro nei suoi modi e, vedendo che stavo dormendo, mi disse\nsonno, disse:--\n\n Allora, amico mio, sei stanco? Vai a letto. L\u00ec c'\u00e8 il riposo pi\u00f9 sicuro. I\nforse non avr\u00f2 il piacere di parlare questa notte, poich\u00e9 ci sono molte fatiche\nper me; ma tu dormirai, ti prego.  Andai in camera mia e mi misi a letto,\ne, strano a dirsi, dormii senza sognare. La disperazione ha i suoi calmieri.\n\n       * * * * *\n\n_31 maggio._--Questa mattina, al risveglio, ho pensato di procurarmi carta e buste dalla mia borsa e di tenerle in tasca.\ncarta e buste dalla mia borsa e di tenerle in tasca, in modo da poter scrivere\nper poter scrivere nel caso ne avessi avuto l'occasione, ma di nuovo una sorpresa, di nuovo uno shock!\nsorpresa, di nuovo uno shock!\n\nOgni brandello di carta era sparito, e con esso tutti i miei appunti, i miei memorandum,\ndi viaggio e di ferrovia, la mia lettera di credito, in realt\u00e0 tutto ci\u00f2 che\ntutto ci\u00f2 che poteva essermi utile se fossi uscito dal castello. Rimasi seduto a riflettere\nPoi mi venne in mente un'idea e cercai nella mia valigetta e nell'armadio\ne nell'armadio dove avevo riposto i miei vestiti.\n\nIl vestito con cui avevo viaggiato era sparito, cos\u00ec come il cappotto e il tappeto.\ntappeto; non ne trovai traccia da nessuna parte. Sembrava un nuovo\npiano di malvagit\u00e0....\n\n       * * * * *\n\n_17 giugno._--Questa mattina, mentre ero seduto sul bordo del mio letto\na scervellarmi, ho sentito senza problemi uno scricchiolio di fruste e uno scalpitare\ne lo scalpiccio dei piedi dei cavalli sul sentiero roccioso oltre il cortile.\nCon gioia mi precipitai alla finestra, e vidi entrare nel cortile due grandi carri\nleiter, ciascuno trainato da otto robusti cavalli, e alla testa di ogni coppia uno slovacco, con il suo\nogni coppia uno slovacco, con il suo ampio cappello, la grande cintura chiodata, la pelle di pecora sporca e gli stivali alti.\npelle di pecora e stivali alti. Avevano anche i loro lunghi bastoni in mano. I\ncorsi alla porta, con l'intenzione di scendere e cercare di raggiungerli attraverso la sala principale, perch\u00e9 pensavo che in quel modo\nsala principale, poich\u00e9 pensavo che quella via potesse essere aperta per loro. Di nuovo uno\nshock: la mia porta era chiusa all'esterno.\n\nPoi sono corsa alla finestra e ho pianto per loro. Mi guardarono stupidamente\nstupidamente e mi indicavano, ma proprio in quel momento usc\u00ec l'hetman dello Szgany,\ne vedendoli indicare la mia finestra, disse qualcosa e loro risero.\nrisero. D'ora in poi nessun mio sforzo, nessun pianto o supplica agonizzante\nimplorazione, li avrebbe indotti anche solo a guardarmi. Si voltarono risolutamente dall'altra parte.\nI carri di leiter contenevano grandi casse quadrate, con manici di spessa corda; erano evidentemente vuote per la\ndi corda spessa; queste erano evidentemente vuote dalla facilit\u00e0 con cui gli slovacchi le maneggiavano\ncon cui gli slovacchi le maneggiavano e dal loro risuonare quando venivano mosse bruscamente. Quando\nscaricate e impacchettate in un grande mucchio in un angolo del cortile, gli slovacchi furono\nslovacchi ricevettero un po' di denaro dagli Szgany e, sputandoci sopra per scaramanzia, si avviarono pigramente\nper scaramanzia, si diressero pigramente ognuno alla testa del proprio cavallo. Poco dopo, sentii\nsentii in lontananza lo scricchiolio delle loro fruste.\n\n       * * * * *\n\n24 giugno, prima del mattino. Ieri sera il conte mi ha lasciato presto e si \u00e8 chiuso nella sua stanza.\nsi \u00e8 chiuso nella sua stanza. Appena ho avuto il coraggio di correre su per le\nscala a chiocciola e mi sono affacciata alla finestra, che si apriva a sud. I\nHo pensato di cercare il conte, perch\u00e9 c'\u00e8 qualcosa che sta succedendo.\nGli Szgany sono acquartierati da qualche parte nel castello e stanno svolgendo un lavoro di\nqualche tipo di lavoro. Lo so, perch\u00e9 di tanto in tanto sento un rumore lontano e ovattato\ncome di una zappa e di una vanga e, qualunque cosa sia, deve essere la fine di qualche\nspietata malvagit\u00e0.\n\nEro alla finestra da meno di mezz'ora, quando vidi qualcosa che usciva dalla finestra del conte.\nqualcosa che usciva dalla finestra del conte. Mi sono tirato indietro e ho osservato\nattentamente e vidi emergere l'uomo intero. Fu un nuovo shock per me scoprire che\nche aveva l'abito che avevo indossato durante il viaggio qui\nviaggiando qui, e aveva sulle spalle la terribile borsa che avevo visto\navevo visto portare via dalle donne. Non c'erano dubbi sulla sua ricerca,\ne per di pi\u00f9 con i miei abiti! Questo, dunque, \u00e8 il suo nuovo piano del male: lasciare che altri mi\nche permetta ad altri di vedermi, come credono, in modo da lasciare la prova\nlasciare la prova che sono stato visto nelle citt\u00e0 o nei villaggi, imbucando le mie lettere.\nlettere, e che qualsiasi malvagit\u00e0 che possa fare sar\u00e0 attribuita a me dalla gente del luogo.\ngente del luogo attribuisca a me qualsiasi malvagit\u00e0.\n\nMi fa rabbia pensare che tutto questo possa continuare e che io sia rinchiuso qui, un vero e proprio prigioniero, ma senza quella protezione della legge che\nqui, un vero e proprio prigioniero, ma senza quella protezione della legge che\n\u00e8 un diritto e una consolazione anche per un criminale.\n\nPensai di aspettare il ritorno del conte e per molto tempo rimasi\nalla finestra. Poi cominciai a notare che c'erano alcuni\npiccole macchioline pittoresche che fluttuavano tra i raggi della luna. Erano\ncome i pi\u00f9 piccoli granelli di polvere, e vorticavano e si radunavano in\nin modo nebuloso. Li osservai con un senso di\nrilassante e una sorta di calma mi invase. Mi appoggiai all'indietro nella\nposizione pi\u00f9 comoda, in modo da poter godere meglio del\ndi godermi meglio il gioco del rial.\n\nQualcosa mi fece alzare di scatto, un basso e lamentoso ululato di cani da qualche parte molto\nvalle, che era nascosta alla mia vista. Pi\u00f9 forte sembrava\nrisuonare nelle mie orecchie, e i puntini di polvere fluttuanti prendere nuove forme al\nal suono mentre danzavano alla luce della luna. Mi sentivo lottare per\nrisvegliare il richiamo dei miei istinti; anzi, la mia stessa anima stava lottando,\ne la mia sensibilit\u00e0 semidimenticata si sforzava di rispondere al richiamo. I\nstavo diventando ipnotizzato! La polvere danzava sempre pi\u00f9 velocemente; i raggi della luna sembravano\nraggi di luna sembravano fremere mentre passavano davanti a me nella massa di tenebra\noltre. Sempre di pi\u00f9 si radunavano, fino a quando sembravano assumere\nforme fantasma. A quel punto mi alzai di scatto, completamente sveglio e in pieno possesso dei miei\nsensi, e corsi via urlando da quel luogo. Le forme fantasma, che si stavano\nche si materializzavano a poco a poco dai raggi lunari, erano quelle delle tre donne\ntre donne fantasma a cui ero condannato. Fuggii e mi sentii un po' pi\u00f9\npi\u00f9 al sicuro nella mia stanza, dove non c'era la luce della luna e dove la lampada\ndove la lampada ardeva forte.\n\nQuando furono passate un paio d'ore, sentii qualcosa che si agitava nella stanza del conte.\nConte, qualcosa di simile a un forte lamento rapidamente soppresso; e poi\nsilenzio, un silenzio profondo e terribile, che mi agghiacci\u00f2. Con il cuore\ncon il cuore che batteva, cercai di aprire la porta, ma ero chiusa nella mia prigione e non potevo fare nulla.\nnon potevo fare nulla. Mi sedetti e mi misi a piangere.\n\nMentre ero seduto, sentii un rumore nel cortile esterno: il grido agonizzante di una donna.\ndonna. Mi precipitai alla finestra e, alzandola, sbirciai tra le sbarre.\nle sbarre. C'era davvero una donna con i capelli scompigliati, che si teneva le mani sul cuore come una persona\nmani sul cuore come chi \u00e8 angosciato dalla corsa. Era appoggiata\nappoggiata a un angolo del portone. Quando vide il mio volto alla finestra si\nsi gett\u00f2 in avanti e grid\u00f2 con voce carica di minaccia:--\n\n Mostro, dammi il mio bambino!\n\nSi gett\u00f2 in ginocchio e, alzando le mani, grid\u00f2 le stesse parole con toni che mi straziarono il cuore.\nparole con toni che mi straziarono il cuore. Poi si strapp\u00f2 i capelli e si batt\u00e9 il petto\npetto e si abbandon\u00f2 a tutte le violenze di un'emozione stravagante.\nstravaganti emozioni. Infine, si gett\u00f2 in avanti e, sebbene non potessi vederla, potei sentire il battito\nnon potevo vederla, potevo sentire il battito delle sue mani nude contro la porta.\n\nDa qualche parte in alto, probabilmente sulla torre, sentii la voce del Conte che chiamava con il suo sussurro aspro e metallico.\nConte che chiamava con il suo sussurro roco e metallico. Il suo richiamo sembrava essere\nrisposta da lontano con l'ululato dei lupi. Prima che passassero molti minuti\nprima che fossero trascorsi molti minuti, un branco di lupi si rivers\u00f2, come una diga repressa quando viene liberata,\nattraverso l'ampio ingresso del cortile.\n\nLa donna non grid\u00f2 e l'ululato dei lupi fu breve.\nbreve. In breve tempo si allontanarono singolarmente, leccandosi le labbra.\n\nNon riuscivo a compatirla, perch\u00e9 ora sapevo cosa ne era stato di suo figlio, e\nera meglio che fosse morta.\n\nCosa devo fare? Cosa posso fare? Come posso sfuggire a questa terribile\nnotte, dall'oscurit\u00e0 e dalla paura?\n\n       * * * * *\n\n25 giugno, mattina._--Nessun uomo sa, finch\u00e9 non ha sofferto per la notte\nquanto possa essere dolce e caro al suo cuore e ai suoi occhi il mattino. Quando il\nsole \u00e8 cresciuto cos\u00ec in alto stamattina da colpire la cima del grande\ndi fronte alla mia finestra, il punto pi\u00f9 alto che ha toccato mi \u00e8 sembrato\ncome se la colomba dell'arca vi avesse fatto luce. La mia paura \u00e8 caduta da me come\ncome se fosse stata una veste vaporosa che si \u00e8 dissolta nel calore. Devo\nagire in qualche modo mentre il coraggio del giorno \u00e8 su di me. Ieri sera\nieri sera \u00e8 stata spedita una delle mie lettere postdatate, la prima di quella fatale\nfatale che canceller\u00e0 le tracce della mia esistenza dalla terra.\nterra.\n\nNon voglio pensarci. Azione!\n\n\u00c8 sempre stato di notte che sono stata molestata o minacciata, o in qualche modo in pericolo o in preda alla paura.\nminacciata, o in qualche modo in pericolo o in preda alla paura. Non ho ancora visto il\nConte alla luce del giorno. Pu\u00f2 essere che dorma quando gli altri si svegliano, in modo che\nche sia sveglio mentre loro dormono? Se solo potessi entrare nella sua stanza!\nMa non c'\u00e8 modo. La porta \u00e8 sempre chiusa, non c'\u00e8 modo di entrare.\n\nS\u00ec, c'\u00e8 una strada, se si ha il coraggio di percorrerla. Dove \u00e8 andato il suo corpo\nperch\u00e9 non pu\u00f2 andare un altro corpo? L'ho visto io stesso strisciare dalla sua\nfinestra. Perch\u00e9 non dovrei imitarlo ed entrare dalla sua finestra? Le\npossibilit\u00e0 sono disperate, ma il mio bisogno \u00e8 ancora pi\u00f9 disperato. Rischier\u00f2\nrischier\u00f2. Nel peggiore dei casi non pu\u00f2 che essere la morte; e la morte di un uomo non \u00e8 quella di un\nvitello, e il temuto Aldil\u00e0 potrebbe ancora essere aperto per me. Dio mi aiuti\nnel mio compito! Addio, Mina, se fallisco; addio, mio fedele amico e secondo padre; addio a tutti i miei figli.\nmio fedele amico e secondo padre; addio a tutti, e per ultimo a Mina!\n\n       * * * * *\n\nLo stesso giorno, pi\u00f9 tardi... Ho fatto lo sforzo e Dio, aiutandomi, sono tornato sano e salvo in questa stanza.\nsono tornato sano e salvo in questa stanza. Devo mettere in ordine ogni dettaglio. I\nSono andato, mentre il mio coraggio era fresco, dritto alla finestra sul lato sud.\nlato sud, e subito sono uscita sullo stretto cornicione di pietra che corre\nche circonda l'edificio su questo lato. Le pietre sono grandi e tagliate grossolanamente,\ne la malta \u00e8 stata lavata via dal tempo. I\nmi sono tolto gli stivali e mi sono avventurato sulla via della disperazione. Ho guardato gi\u00f9\nuna volta, per essere sicuro che un'improvvisa visione dell'orribile profondit\u00e0 non mi avrebbe\ndi un'improvvisa visione dell'orribile profondit\u00e0, ma poi tenni gli occhi lontani da essa. Conoscevo abbastanza bene\ndirezione e la distanza della finestra del conte, e mi diressi verso di essa\ne mi diressi verso di essa nel modo migliore possibile, tenendo conto delle opportunit\u00e0 disponibili. Non mi sentivo\nnon mi sentivo stordito - suppongo che fossi troppo eccitato - e il tempo mi sembr\u00f2 ridicolmente breve prima di ritrovarmi\nridicolmente breve finch\u00e9 non mi ritrovai in piedi sul davanzale della finestra e\nfinestra e a cercare di sollevare l'anta. Tuttavia, ero pieno di agitazione quando\nmi chinai e scivolai a piedi uniti attraverso la finestra. Poi mi guardai\nintorno alla ricerca del conte, ma, con sorpresa e gioia, feci una scoperta.\nLa stanza era vuota! Era arredata a malapena con cose strane, che sembravano\nche sembravano non essere mai state usate; i mobili erano dello stesso stile di quelli\nstile di quelli delle stanze a sud, ed erano coperti di polvere. Cercai\nla chiave, ma non era nella serratura e non la trovai da nessuna parte.\nda nessuna parte. L'unica cosa che trovai fu un grande mucchio d'oro in un angolo.\nd'oro di tutti i tipi, romano, inglese, austriaco, ungherese, greco e turco.\nungherese, greco e turco, coperto da una pellicola di polvere, come se avesse\npolvere, come se avesse riposato a lungo nel terreno. Nessuno di essi, a quanto ho notato, aveva meno di trecento anni.\nmeno di trecento anni. C'erano anche catene e ornamenti,\nalcuni gioielli, ma tutti vecchi e macchiati.\n\nIn un angolo della stanza c'era una pesante porta. La provai, perch\u00e9, non trovando la chiave della\nnon riuscivo a trovare la chiave della stanza o quella della porta esterna, che era l'oggetto principale della mia ricerca.\noggetto principale della mia ricerca, dovevo fare un ulteriore esame, o\ntutti i miei sforzi sarebbero stati vani. Era aperta e conduceva, attraverso un passaggio di pietra\npassaggio in pietra a una scala circolare che scendeva ripidamente. Scesi,\nscesi, facendo attenzione a dove andavo, perch\u00e9 le scale erano buie, essendo illuminate solo da\nilluminate solo da feritoie nella pesante muratura. In fondo c'era un passaggio buio\ncunicolo, attraverso il quale si sprigionava un odore mortale e nauseabondo, l'odore\nodore di terra vecchia appena trasformata. Mentre attraversavo il passaggio, l'odore\nsempre pi\u00f9 vicino e pesante. Alla fine aprii una pesante porta socchiusa e mi ritrovai in un ambiente\nsocchiusa e mi ritrovai in una vecchia cappella in rovina, che era stata evidentemente\nera stata usata come cimitero. Il tetto era rotto e in due punti c'erano dei gradini\nin due punti c'erano dei gradini che conducevano a delle volte, ma il terreno era stato scavato di recente e\nterra era stata scavata di recente e la terra era stata messa in grandi casse di legno, evidentemente quelle\nsioni di legno, evidentemente quelle portate dagli slovacchi. Non c'era nessuno in giro e cercai qualsiasi altro sbocco, ma non ce n'era nessuno.\ndi un'altra uscita, ma non ce n'era nessuna. Allora passai in rassegna ogni centimetro del\ndel terreno, per non perdere nessuna occasione. Sono sceso anche nelle\nvolte, dove la luce fioca arrancava, anche se farlo era una paura per\nla mia stessa anima. In due di queste entrai, ma non vidi nulla, se non frammenti di vecchie bare e mucchi\ndi vecchie bare e mucchi di polvere; nel terzo, invece, feci una scoperta.\nscoperta.\n\nL\u00ec, in una delle grandi casse, che erano in tutto cinquanta, su un mucchio di terra appena scavata, giaceva il conte!\nmucchio di terra appena scavata, giaceva il Conte! Era morto o dormiva, non saprei dire quale\nnon saprei dire quale, perch\u00e9 gli occhi erano aperti e di pietra, ma senza la vitrea\nvitreo della morte, e le guance avevano il calore della vita attraverso il\npallore; le labbra erano rosse come sempre. Ma non c'era alcun segno di\nmovimento, n\u00e9 polso, n\u00e9 respiro, n\u00e9 battito del cuore. Mi chinai su di lui\ne cercai di trovare qualche segno di vita, ma invano. Non poteva essere rimasto l\u00ec a lungo\nNon poteva essere rimasto l\u00ec a lungo, perch\u00e9 l'odore di terra sarebbe svanito in poche ore.\nAccanto alla scatola c'era il coperchio, bucherellato qua e l\u00e0.\nPensai che potesse avere con s\u00e9 le chiavi, ma quando andai a cercarle vidi gli occhi morti e, in essi, le chiavi.\ngli occhi morti e in essi, per quanto morti, un tale sguardo di odio,\ndi odio, anche se inconsapevole di me o della mia presenza, che sono fuggito da quel luogo, e\nlasciando la stanza del conte dalla finestra, strisciai di nuovo su per il muro del castello.\nmuro del castello. Ritrovata la mia stanza, mi gettai ansimante sul letto e cercai di\ndi pensare....\n\n       * * * * *\n\n_29 giugno._--Oggi \u00e8 la data della mia ultima lettera, e il conte ha fatto in modo di dimostrare che era autentica.\nche il conte si \u00e8 adoperato per dimostrare che era autentica, perch\u00e9 l'ho visto di nuovo uscire dal castello\ndalla stessa finestra e con i miei vestiti. Mentre scendeva lungo il muro,\ncome una lucertola, avrei voluto avere una pistola o un'arma letale per poterlo distruggere.\nma temo che nessun'arma creata dalla sola mano dell'uomo avrebbe avuto\navrebbe avuto effetto su di lui. Non osavo aspettare di vederlo tornare, perch\u00e9 temevo\ndi vedere quelle strane sorelle. Tornai in biblioteca e lessi fino ad addormentarmi.\nfinch\u00e9 non mi addormentai.\n\nFui svegliato dal conte, che mi guard\u00f2 con lo sguardo pi\u00f9 torvo che un uomo possa avere, mentre diceva\nguardare mentre diceva:--\n\n Domani, amico mio, dobbiamo separarci. Voi tornate alla vostra bella\nInghilterra, io a un lavoro che potrebbe avere una fine tale da non farci pi\u00f9 incontrare.\nincontrarci. La tua lettera a casa \u00e8 stata spedita; domani non sar\u00f2 qui, ma tutto sar\u00e0 pronto per il tuo viaggio.\ndomani non sar\u00f2 qui, ma tutto sar\u00e0 pronto per il vostro viaggio. Al mattino arriveranno gli\nSzgany, che hanno alcuni lavori da fare qui, e vengono anche alcuni slovacchi.\nSlovacchi. Quando se ne saranno andati, verr\u00e0 a prendervi la mia carrozza, che vi porter\u00e0\ne vi porter\u00e0 al Passo del Borgo per incontrare la diligenza che dalla Bucovina porta a Bistritz.\nBistritz. Ma spero di vedervi di pi\u00f9 al Castello di Dracula.\nDracula.  Sospettai di lui e decisi di mettere alla prova la sua sincerit\u00e0.\nSincerit\u00e0! Sembra una profanazione della parola scriverla in relazione a un simile mostro.\ncon un tale mostro, cos\u00ec gli ho chiesto a bruciapelo: --\n\n Perch\u00e9 non posso andare stasera?\n\n Perch\u00e9, caro signore, il mio cocchiere e i miei cavalli sono in missione.\n\n Ma camminerei con piacere. Voglio andarmene subito.  Sorrise,\nun sorriso cos\u00ec morbido, levigato e diabolico che sapevo che c'era qualche trucco\ndietro la sua morbidezza. Disse:--\n\n E il suo bagaglio?\n\n Non mi interessa. Posso inviarlo un'altra volta.\n\nIl conte si alz\u00f2 e disse, con una dolce cortesia che mi fece stropicciare gli occhi, che sembrava cos\u00ec vera\nocchi, tanto sembrava vero:--\n\n Voi inglesi avete un detto che mi sta a cuore, perch\u00e9 il suo spirito \u00e8 quello che governa i nostri _boyar_.\nche governa i nostri _ragazzi_:  Accogliete l'ospite che viene; affrettate la partenza\nospite.  Vieni con me, mio caro giovane amico. Non un'ora di attesa in casa mia\nin casa mia contro la tua volont\u00e0, anche se mi rattrista la tua partenza, e che\nche tu lo desideri cos\u00ec all'improvviso. Vieni!  Con una gravit\u00e0 maestosa, egli, con la lampada\nlampada, mi precedette gi\u00f9 per le scale e lungo il corridoio. Improvvisamente\nsi ferm\u00f2.\n\n Udite!\n\nA poca distanza si sentiva l'ululato di molti lupi. Era quasi come se il suono\nsuono sorgesse al sollevarsi della sua mano, proprio come la musica di una grande orchestra sembra\norchestra sembra saltare sotto i colpi del direttore. Dopo una pausa\ndi un attimo, procedette, con il suo modo maestoso, verso la porta, tir\u00f2 indietro\ni ponderosi catenacci, sganci\u00f2 le pesanti catene e inizi\u00f2 ad aprirla.\nad aprirla.\n\nCon mio grande stupore vidi che non era chiusa a chiave. Con sospetto, guardai intorno\nguardai intorno, ma non vidi alcun tipo di chiave.\n\nQuando la porta cominci\u00f2 ad aprirsi, l'ululato dei lupi di fuori si fece pi\u00f9 forte e pi\u00f9 rabbioso.\ne pi\u00f9 rabbioso; le loro fauci rosse, con i denti che mordono, e i loro piedi con gli artigli\npiedi che saltavano, entrarono dalla porta che si apriva. Sapevo allora che\nche lottare in quel momento contro il Conte era inutile. Con tali\nalleati come quelli ai suoi ordini, non potevo fare nulla. Ma la porta\ncontinuava ad aprirsi lentamente e solo il corpo del conte rimaneva nel vuoto.\nImprovvisamente mi venne in mente che quello poteva essere il momento e il mezzo della mia\ndestino; stavo per essere dato in pasto ai lupi, e per mia stessa istigazione. C'era\nc'era una diabolica malvagit\u00e0 nell'idea, grande abbastanza per il Conte, e\ncome ultima possibilit\u00e0, gridai: --\n\n Chiudete la porta; aspetter\u00f2 fino al mattino! e mi coprii il viso con le mani per nascondere le lacrime di amara delusione.\nmani per nascondere le lacrime di amara delusione. Con un solo gesto del suo\npotente braccio, il conte chiuse la porta, e i grandi catenacci fecero rumore e risuonarono nel corridoio\ned echeggiarono per la sala mentre tornavano al loro posto.\n\nIn silenzio tornammo in biblioteca e dopo un paio di minuti andai nella mia stanza.\nnella mia stanza. L'ultima volta che vidi il Conte Dracula fu il suo bacio della mano\ncon una luce rossa di trionfo negli occhi e con un sorriso di cui Giuda all'inferno sarebbe stato orgoglioso.\nGiuda all'inferno sarebbe stato orgoglioso.\n\nQuando ero nella mia stanza e stavo per coricarmi, mi \u00e8 sembrato di sentire un\nsussurrare alla mia porta. Mi avvicinai dolcemente e ascoltai. Se le mie orecchie non mi hanno\nnon mi abbiano ingannato, ho sentito la voce del Conte:--\n\n Tornate, tornate, a casa vostra! Il vostro tempo non \u00e8 ancora arrivato. Aspettate! Abbiate\npazienza! La notte di oggi \u00e8 mia. La notte di domani \u00e8 tua!  Ci fu un basso\ndolce increspatura di risate, e in preda alla rabbia aprii la porta e vidi\nsenza le tre terribili donne che si leccavano le labbra. Al mio apparire si unirono\nsi unirono in un'orribile risata e scapparono via.\n\nTornai nella mia stanza e mi buttai in ginocchio. \u00c8 dunque cos\u00ec vicina\nla fine? Domani! Domani! Signore, aiuta me e coloro a cui sono cara!\ncari!\n\n       * * * * *\n\n30 giugno, mattina... Queste potrebbero essere le ultime parole che scrivo in questo diario.\ndiario. Ho dormito fino a poco prima dell'alba, e quando mi sono svegliato mi sono gettato in ginocchio, perch\u00e9 ho deciso che se la Morte fosse venuta mi avrebbe trovato.\nin ginocchio, perch\u00e9 avevo deciso che se la Morte fosse arrivata mi avrebbe trovato\npronto.\n\nFinalmente sentii quel sottile cambiamento nell'aria e capii che era arrivato il mattino.\nera arrivato. Poi arriv\u00f2 il benvenuto canto del gallo e sentii che ero al sicuro.\nCon il cuore felice, aprii la porta e corsi gi\u00f9 in corridoio. Avevo visto\nche la porta era aperta e ora la fuga era davanti a me. Con le mani\nmani che tremavano per l'impazienza, sganciai le catene e tirai indietro i massicci catenacci.\nmassicci catenacci.\n\nMa la porta non si muoveva. La disperazione mi colse. Tirai, e tirai, la porta\nla porta, e la scossi finch\u00e9, massiccia com'era, non tintinn\u00f2 nel suo\nbattente. Vedevo il chiavistello sparato. Era stata chiusa a chiave dopo che avevo lasciato il\nConte.\n\nAllora mi prese un desiderio sfrenato di ottenere quella chiave ad ogni costo, e decisi allora di scalare di nuovo il muro e di conquistare il Conte.\ndecisi di scalare di nuovo il muro e raggiungere la stanza del conte.\nConte. Avrebbe potuto uccidermi, ma la morte ora mi sembrava la scelta pi\u00f9 felice del\ndei mali. Senza fermarmi, mi precipitai alla finestra di levante e scesi dal muro, come prima, per entrare nella stanza del conte.\ne scesi dal muro, come prima, nella stanza del conte. Era vuota, ma era come\nera come mi aspettavo. Non riuscivo a vedere una chiave da nessuna parte, ma il mucchio d'oro\nd'oro. Attraversai la porta nell'angolo e scesi la scala a chiocciola e il passaggio buio\nscala a chiocciola e lungo il passaggio buio fino alla vecchia cappella. Ora sapevo bene\nabbastanza bene dove trovare il mostro che cercavo.\n\nLa grande cassa era nello stesso posto, vicino al muro, ma il coperchio era appoggiato su di essa, non fissato, ma con i chiodi pronti nella loro sede.\nera appoggiato su di essa, non fissato, ma con i chiodi pronti al loro posto per essere\nchiodi pronti per essere piantati a martellate. Sapevo che dovevo raggiungere il corpo per prendere la chiave, cos\u00ec\nsollevai il coperchio e lo appoggiai al muro; poi vidi qualcosa che mi riemp\u00ec l'anima di orrore.\nqualcosa che mi riemp\u00ec l'anima di orrore. Il Conte giaceva l\u00ec,\nma con un aspetto come se la sua giovinezza fosse stata per met\u00e0 rinnovata, perch\u00e9 i capelli e i baffi bianchi erano cambiati in\ne i baffi erano cambiati in grigio ferro scuro, le guance erano pi\u00f9 piene,\ne la pelle bianca sembrava rosso rubino; la bocca era pi\u00f9 rossa che mai, perch\u00e9 sulle labbra c'erano\nbocca era pi\u00f9 rossa che mai, perch\u00e9 sulle labbra c'erano gocce di sangue fresco, che gocciolavano dagli angoli della\nangoli della bocca e scorrevano sul mento e sul collo. Anche i profondi\nocchi brucianti sembravano incastonati tra la carne gonfia, perch\u00e9 le palpebre e le tasche\nsotto erano gonfie. Sembrava che l'intera orribile creatura fosse\nsemplicemente ingozzata di sangue. Giaceva come una lurida sanguisuga, sfinita dal suo\nsaziet\u00e0. Rabbrividii quando mi chinai per toccarlo e ogni senso in me si ribell\u00f2 al contatto.\nogni senso si ribellava al contatto; ma dovevo cercare, o ero perduto. La notte\nLa notte a venire avrebbe potuto vedere il mio stesso corpo banchettare in modo simile a quelle\norribili tre. Cercai in tutto il corpo, ma non trovai traccia della chiave.\nchiave. Poi mi fermai e guardai il conte. C'era un sorriso beffardo\nsul volto gonfio che sembrava farmi impazzire. Questo era l'essere che stavo\nstava aiutando a trasferirsi a Londra, dove, forse, per i secoli a venire\navrebbe potuto, tra i milioni di persone che brulicavano, saziare la sua sete di sangue e\ncreare una nuova e sempre pi\u00f9 ampia cerchia di semidemoni che si cibino di\nindifesi. Il solo pensiero mi faceva impazzire. Un terribile desiderio mi assal\u00ec\ndi liberare il mondo da un simile mostro. Non c'erano armi letali a portata di mano,\nma afferrai una pala che gli operai stavano usando per riempire le casse e, sollevandola in alto, la colpii con il bordo rivolto verso il basso.\ncasse e, sollevandola in alto, colpii, con il bordo rivolto verso il basso, l'odioso volto.\nvolto odioso. Ma mentre lo facevo, la testa si gir\u00f2 e gli occhi si posarono su di me, con tutta la loro\nsu di me, con tutto il loro splendore di orrore basilicale. La vista sembr\u00f2\nparalizzarmi, e la pala si gir\u00f2 nella mia mano e si allontan\u00f2 dal volto,\nche si limit\u00f2 a fare un profondo squarcio sopra la fronte. La pala mi cadde di mano\nmano sulla scatola e, mentre la tiravo via, la flangia della lama\nl'orlo del coperchio, che cadde di nuovo e nascose alla mia vista l'orrendo\ncosa alla mia vista. L'ultimo sguardo che ebbi fu quello del volto gonfio,\nmacchiato di sangue e fissato con un ghigno di malignit\u00e0 che avrebbe retto\nun ghigno di malvagit\u00e0 che avrebbe retto anche nell'inferno pi\u00f9 remoto.\n\nPensai e ripensai a quale sarebbe stata la mia prossima mossa, ma il mio cervello sembrava in fiamme e aspettai con un senso di disperazione che mi assaliva.\nfuoco, e aspettai con un senso di disperazione che mi assaliva. Mentre\nattesa sentivo in lontananza una canzone zingara cantata da voci allegre che si avvicinavano\ne, attraverso il loro canto, il rullo di ruote pesanti e lo schiocco di fruste.\nscricchiolio di fruste; gli Szgany e gli Slovacchi di cui aveva parlato il conte stavano arrivando.\nparlato. Con un'ultima occhiata intorno e alla scatola che conteneva\nche conteneva l'ignobile corpo, scappai da quel posto e raggiunsi la stanza del conte, deciso a uscire di corsa\nConte, deciso a precipitarmi fuori nel momento in cui la porta si sarebbe aperta.\nCon le orecchie tese, ascoltai e sentii di sotto il ticchettio della chiave nella grande serratura e la caduta del\nchiave nella grande serratura e il cedimento della pesante porta. Doveva esserci\ndoveva esserci un altro modo per entrare, oppure qualcuno aveva la chiave di una delle\ndelle porte chiuse. Poi giunse il rumore di molti piedi che calpestavano e\ne che si spegneva in un passaggio che faceva un'eco sferragliante. Mi voltai per\nscendere di nuovo verso la volta, dove avrei potuto trovare il nuovo ingresso;\nma in quel momento sembr\u00f2 arrivare un violento soffio di vento, e la porta della scala a chiocciola\nporta della scala a chiocciola salt\u00f2 con una scossa che fece volare la polvere dagli\npolvere degli architravi. Quando corsi a spingerla per aprirla, mi accorsi che era\nirrimediabilmente bloccata. Ero di nuovo prigioniero e la rete del destino si stringeva sempre di pi\u00f9 intorno a me.\nintorno a me sempre pi\u00f9 stretta.\n\nMentre scrivo, nel passaggio sottostante si sente il rumore di molti piedi che camminano\ne lo schianto di pesi che vengono posati pesantemente, senza dubbio le casse,\ncon il loro carico di terra. C'\u00e8 un suono di martellate; \u00e8 la scatola che viene\ninchiodata la cassa. Ora sento di nuovo il calpestio pesante dei piedi\nlungo il corridoio, con molti altri piedi inattivi che li seguono.\n\nLa porta viene chiusa e le catene tintinnano; si sente il rumore della chiave nella serratura.\nnella serratura; sento la chiave ritirarsi: poi un'altra porta si apre e si chiude; sento lo scricchiolio di serratura e catenaccio.\nsi chiude; sento lo scricchiolio della serratura e del catenaccio.\n\nNel cortile e lungo la strada rocciosa si sente il rullo delle ruote pesanti,\nlo scricchiolio delle fruste e il coro degli Szgany che passano in\ndistanza.\n\nSono solo nel castello con quelle donne orribili. Faugh! Mina \u00e8 una donna,\ne non c'\u00e8 nulla in comune. Sono diavoli della fossa!\n\nNon rester\u00f2 solo con loro; cercher\u00f2 di scalare le mura del castello\npi\u00f9 di quanto non abbia mai tentato. Porter\u00f2 con me parte dell'oro\ncon me, per evitare che mi serva in seguito. Potrei trovare una via d'uscita da questo luogo terribile.\n\nE poi via verso casa! Via verso il treno pi\u00f9 veloce e pi\u00f9 vicino! Via da questo luogo maledetto, da questa terra maledetta, dove il diavolo e i suoi amici sono stati uccisi.\nda questo luogo maledetto, da questa terra maledetta, dove il diavolo e i suoi figli\nfigli camminano ancora con piedi terreni!\n\nAlmeno la misericordia di Dio \u00e8 migliore di quella di questi mostri, e il precipizio \u00e8 ripido e alto.\nprecipizio \u00e8 ripido e alto. Ai suoi piedi un uomo pu\u00f2 dormire, come un uomo.\nAddio a tutti! Mina!\n\n\n\n\nCAPITOLO V\n\nLettera di Miss Mina Murray a Miss Lucy Westenra.\n\n\n 9 maggio.\n\n Mia carissima Lucy...\n\n Perdonate il mio lungo ritardo nello scrivere, ma sono stato semplicemente sommerso di\ndal lavoro. La vita di un'assistente scolastica \u00e8 a volte provante.\nHo voglia di stare con te, e in riva al mare, dove possiamo parlare insieme\nliberamente e costruire i nostri castelli in aria. Ho lavorato molto duramente\nperch\u00e9 voglio tenermi al passo con gli studi di Jonathan, e mi sono esercitata molto\nstenografia molto assiduamente. Quando saremo sposati potr\u00f2 essere\nQuando saremo sposati potr\u00f2 essere utile a Jonathan e se sapr\u00f2 stenografare abbastanza bene potr\u00f2\nstenografare abbastanza bene potr\u00f2 annotare ci\u00f2 che vuole dire in questo modo e scriverlo per\nstenografare quello che vuole dire in questo modo e scriverlo per lui sulla macchina da scrivere, cosa in cui mi sto esercitando molto. Lui\na volte io e lui scriviamo lettere in stenografia, e sta tenendo un\nstenografico dei suoi viaggi all'estero. Quando sar\u00f2 con voi, terr\u00f2 un\nter\u00f2 un diario allo stesso modo. Non intendo uno di quei\ndiario di due pagine alla settimana con la domenica schiacciata in un angolo, ma una sorta di diario\nuna sorta di diario su cui scrivere ogni volta che ne ho voglia. Non credo che\nnon credo che ci sar\u00e0 molto di interessante per le altre persone; ma non \u00e8\ndestinato a loro. Potrei mostrarlo a Jonathan un giorno, se c'\u00e8 qualcosa che vale la pena condividere.\nse c'\u00e8 qualcosa che vale la pena condividere, ma in realt\u00e0 \u00e8 un quaderno. Cercher\u00f2 di\ndi fare quello che vedo fare alle giornaliste: intervistare e scrivere\ndescrizioni e cercando di ricordare le conversazioni. Mi hanno detto che, con\nun po' di pratica, si pu\u00f2 ricordare tutto quello che succede o che si sente dire durante una\ndetto durante una giornata. Comunque, vedremo. Vi parler\u00f2 dei miei piccoli\nprogetti quando ci incontreremo. Ho appena ricevuto alcune righe frettolose da Jonathan\ndalla Transilvania. Sta bene e torner\u00e0 tra una settimana. I\nSono ansiosa di sentire tutte le sue notizie. Deve essere cos\u00ec bello vedere paesi\npaesi. Mi chiedo se noi, cio\u00e8 Jonathan e io, riusciremo mai a vederli\ninsieme. La campana delle dieci sta suonando. Arrivederci.\n\n Il vostro amore\n\n MINA.\n\n Quando mi scrivi, raccontami tutte le novit\u00e0. Non mi hai detto nulla per\nmolto tempo. Ho sentito delle voci, e in particolare di un uomo alto, bello,\nuomo dai capelli ricci?\n\n\nLettera di Lucy Westenra a Mina Murray.\n\n 17, Chatham Street_,\n\n Mercoled\u00ec.\n\n Mia carissima Mina...\n\n Devo dire che mi tassate _molto_ ingiustamente di essere un cattivo corrispondente. I\ndue volte da quando ci siamo lasciati, e la sua ultima lettera \u00e8 stata solo la seconda.\nseconda. Inoltre, non ho nulla da dirvi. Non c'\u00e8 davvero nulla\nche ti interessi. La citt\u00e0 \u00e8 molto piacevole in questo periodo, e andiamo spesso\nalle pinacoteche e a fare passeggiate e giri nel parco. Per quanto riguarda il\nuomo alto e con i capelli ricci, suppongo che sia quello che era con me all'ultimo Pop.\nultimo Pop. Evidentemente qualcuno ha raccontato delle storie. Era il signor\nHolmwood. Viene spesso a trovarci e lui e la mamma vanno molto d'accordo.\nlui e la mamma vanno molto d'accordo; hanno tante cose in comune di cui parlare. Qualche tempo fa abbiamo conosciuto\ntempo fa un uomo che farebbe proprio al caso tuo, se non fossi gi\u00e0\nfidanzata con Jonathan. \u00c8 un ottimo partito, bello, benestante e di buona famiglia.\nbenestante e di buona famiglia. \u00c8 un medico e molto intelligente. Pensa un po'! Ha\nha solo nove anni e venti, e ha un immenso manicomio tutto sotto\nsuo personale. Il signor Holmwood me l'ha presentato e lui \u00e8 venuto qui a trovarci.\ne ora viene spesso. Credo che sia uno degli uomini pi\u00f9 risoluti che abbia mai visto.\nche abbia mai visto, e allo stesso tempo il pi\u00f9 calmo. Sembra assolutamente imperturbabile. I\nimmagino quale meraviglioso potere debba avere sui suoi pazienti. Ha\nha la curiosa abitudine di guardare dritto in faccia, come se cercasse di\nleggere i pensieri. Ci prova molto con me, ma sono convinto che abbia\ndi me stesso che ha un osso duro da risolvere. Lo so dal mio bicchiere. Avete mai\nAvete mai provato a leggere il vostro volto? Io s\u00ec, e posso dirvi che non \u00e8 un brutto studio.\nuno studio difficile, e d\u00e0 pi\u00f9 problemi di quanto si possa immaginare se non si \u00e8 mai provato.\nse non si \u00e8 mai provato. Dice che gli offro un curioso studio psicologico\nstudio psicologico, e io penso umilmente di s\u00ec. Come sapete, non mi interesso sufficientemente di\ninteresse per l'abbigliamento da poter descrivere le nuove mode. L'abbigliamento \u00e8 una\nnoia. \u00c8 di nuovo gergo, ma non importa; Arthur lo dice tutti i giorni.\nEcco, \u00e8 tutto chiaro. Mina, ci siamo raccontati tutti i nostri segreti\nfin da quando eravamo bambini; abbiamo dormito e mangiato insieme, abbiamo riso e pianto insieme.\nAbbiamo dormito insieme e mangiato insieme, riso e pianto insieme.\nparlare di pi\u00f9. Oh, Mina, non potevi immaginare? Io lo amo. Arrossisco\narrossisco mentre scrivo, perch\u00e9 anche se penso che mi ami, non me l'ha detto a parole.\nparole. Ma oh, Mina, io lo amo, lo amo, lo amo! Ecco, questo\nmi fa bene. Vorrei essere con te, cara, seduta accanto al fuoco a svestirmi, come facevamo una volta.\nsvestita, come eravamo solite sederci; e vorrei provare a dirti quello che provo.\nNon so come faccio a scriverti queste cose. Ho paura di fermarmi,\ndi smettere, altrimenti strapperei la lettera, e non voglio smettere, perch\u00e9 ho tanta voglia di dirti tutto.\nvoglio dirvi tutto. Fammi sapere da te _in una sola volta_, e dimmi tutto ci\u00f2 che\nche ne pensi. Mina, devo fermarmi. Buonanotte. Beneditemi nelle vostre\npreghiere; e, Mina, prega per la mia felicit\u00e0.\n\n LUCY.\n\n P.S.--Non c'\u00e8 bisogno di dirvi che questo \u00e8 un segreto. Ancora buona notte.\n\n L.\n\nLettera di Lucy Westenra a Mina Murray.\n\n _24 maggio_.\n\n Mia carissima Mina...\n\n Grazie, e grazie, e grazie ancora per la sua dolce lettera. \u00c8 stato cos\u00ec\nbello potervelo dire e avere la vostra solidariet\u00e0.\n\n Mia cara, non piove mai ma diluvia. Come sono veri i vecchi proverbi.\nEccomi qui, che compir\u00f2 vent'anni a settembre, eppure non ho mai avuto una proposta fino ad oggi, non una vera proposta, e oggi ne ho avute tre.\nproposta di matrimonio fino ad oggi, non una vera proposta, e oggi ne ho avute tre.\nChe fantasia! Tre proposte in un giorno! Non \u00e8 terribile? Mi dispiace,\nveramente e sinceramente dispiaciuta per due di quei poveretti. Oh, Mina, sono cos\u00ec\nfelice che non so come comportarmi. E tre proposte!\nMa, per carit\u00e0, non ditelo a nessuna delle ragazze, o si farebbero venire in mente ogni sorta di\ndi idee stravaganti e si immaginerebbero ferite e offese se\ne di sentirsi ferite e offese se nel loro primo giorno a casa non ne ricevessero almeno sei.\nalmeno sei. Certe ragazze sono cos\u00ec vanitose! Io e te, Mina cara, che siamo fidanzate e che\ne che presto diventeremo sobriamente donne sposate, possiamo disprezzare la vanit\u00e0.\ndisprezzare la vanit\u00e0. Ebbene, devo parlarti dei tre, ma devi mantenere il segreto, cara.\nsegreto, cara, a _tutti_, tranne, naturalmente, a Jonathan. Tu\nperch\u00e9 io, se fossi al tuo posto, lo direi certamente ad Arthur.\nArthur. Una donna dovrebbe dire tutto a suo marito, non credi?\nNon lo pensi anche tu, cara? E devo essere onesta. Agli uomini piace che le donne, e certamente le loro mogli, siano\nche siano giuste come lo sono loro; e le donne, temo, non sono sempre\ngiuste come dovrebbero essere. Beh, mia cara, il numero uno \u00e8 arrivato\nprima di pranzo. Vi ho parlato di lui, il dottor John Seward, il manicomio\nmanicomio, con la mascella forte e la bella fronte. Era molto freddo\nesteriormente, ma era comunque nervoso. Evidentemente si era istruito\ndi ogni genere di piccole cose e le ricordava; ma riusc\u00ec quasi a sedersi sulla sua seta.\nma riusc\u00ec quasi a sedersi sul suo cappello di seta, cosa che gli uomini in genere non fanno quando sono freschi\nQuando voleva apparire a suo agio, continuava a giocare con la lancetta di una lampada\ncon una lancetta in un modo che mi fece quasi urlare. Mi ha parlato\nMina, in modo molto diretto. Mi disse quanto gli ero cara,\nanche se mi conosceva cos\u00ec poco, e di come sarebbe stata la sua vita con me ad aiutarlo e a rallegrarlo.\naiuto e di sostegno. Stava per dirmi quanto sarebbe stato infelice se non mi fossi presa cura di lui.\nnon mi fossi presa cura di lui, ma quando mi ha visto piangere ha detto che era un bruto\ne che non avrebbe aggiunto altro ai miei attuali problemi. Poi si interruppe e mi chiese se\nse potevo amarlo in tempo; e quando ho scosso la testa le sue mani hanno tremato,\ne poi, con una certa esitazione, mi chiese se mi importava gi\u00e0 di qualcun altro.\nqualcun altro. La mise in modo molto gentile, dicendo che non voleva strapparmi la fiducia\nfiducia, ma solo sapere, perch\u00e9 se il cuore di una donna fosse stato libero\ndonna fosse libero, un uomo avrebbe potuto avere una speranza. E allora, Mina, ho sentito una sorta di dovere di\ndirgli che c'era qualcuno. Gli dissi solo questo, poi lui si alz\u00f2 e sembrava molto\nsi \u00e8 alzato e aveva un'aria molto forte e molto seria quando ha preso entrambe le mie\nmani e mi disse che sperava che sarei stata felice e che se mai avessi voluto un amico dovevo annoverarlo tra\nun amico, dovevo considerarlo uno dei miei migliori amici. Oh, Mina cara, non posso\nnon posso fare a meno di piangere: e devi scusare questa lettera che \u00e8 tutta macchiata. Essere\n\u00e8 tutto molto bello, ma non \u00e8 affatto una cosa felice quando si deve\nnon \u00e8 affatto una cosa felice quando si deve vedere un povero ragazzo, che si sa\nti ama onestamente, andarsene con il cuore spezzato e sapere che, a prescindere da ci\u00f2 che potr\u00e0 fare.\nsapere che, a prescindere da ci\u00f2 che pu\u00f2 dire al momento, stai per uscire dalla sua vita.\ndalla sua vita. Mia cara, devo fermarmi qui per ora, mi sento cos\u00ec\ninfelice, anche se sono cos\u00ec felice.\n\n _Sera._\n\n Arthur se n'\u00e8 appena andato e io mi sento pi\u00f9 di buon umore di quando sono partita.\nquindi posso continuare a raccontarvi la giornata. Beh, mia cara, il numero due\n\u00e8 arrivato dopo pranzo. \u00c8 un tipo cos\u00ec simpatico, un americano del Texas, e ha un aspetto cos\u00ec giovane e fresco che sembra\ne ha un aspetto cos\u00ec giovane e fresco che sembra quasi impossibile che sia stato\nche sia stato in cos\u00ec tanti posti e abbia vissuto cos\u00ec tante avventure. Sono solidale con\ncon la povera Desdemona quando le \u00e8 stato versato all'orecchio un ruscello cos\u00ec pericoloso, persino\nall'orecchio, anche da parte di un uomo nero. Suppongo che noi donne siamo cos\u00ec vigliacche che\nche pensiamo che un uomo ci salver\u00e0 dalle paure e lo sposiamo. Ora so\ncosa farei se fossi un uomo e volessi farmi amare da una ragazza. No, io\nperch\u00e9 c'era il signor Morris che ci raccontava le sue storie e Arthur non ne raccontava mai nessuna.\nArthur non ne ha mai raccontata una, eppure---- Mia cara, sono un po' precedente. Il signor Quincey P.\nMorris mi ha trovata sola. Sembra che un uomo trovi sempre una ragazza\nda sola. No, non \u00e8 vero, perch\u00e9 Arthur ha tentato due volte di avere una possibilit\u00e0, e io l'ho aiutato quanto ho potuto.\naiutarlo per quanto possibile; non mi vergogno di dirlo ora. Devo dirvi\nprima che Mr. Morris non parli sempre in gergo, cio\u00e8,\ncio\u00e8 non lo fa mai con gli estranei o davanti a loro, perch\u00e9 \u00e8 davvero ben\neducato e dai modi squisiti - ma ha scoperto che mi divertiva sentirlo parlare\nche mi divertiva sentirlo parlare in slang americano, e ogni volta che ero presente e non c'era nessuno che si scandalizzasse\nnessuno che si scandalizzasse, diceva cose cos\u00ec divertenti. Temo, mia cara\ntemo, mia cara, che debba inventare tutto, perch\u00e9 si adatta perfettamente a qualsiasi altra cosa abbia\nche ha da dire. Ma questo \u00e8 un modo di dire gergale. Io stessa non so se parler\u00f2 mai\nnon so se parler\u00f2 mai in gergo; non so se ad Arthur piaccia, visto che non l'ho mai\nnon l'ho mai sentito usare. Bene, Mr. Morris si sedette accanto a me e sembrava\nfelice e allegro, ma si vedeva che era molto nervoso.\nmolto nervoso. Mi prese la mano e mi disse con tanta dolcezza: - \"Non \u00e8 vero che non mi piace...\".\n\n Signorina Lucy, so di non essere abbastanza brava per regolare le\nscarpe, ma credo che se aspetti di trovare un uomo che sia tu\nandrai ad unirti a quelle sette giovani donne con le lampade quando smetterai. Non vuoi\nnon ti aggancerai a me e faremo la lunga strada insieme?\ninsieme, guidando in doppia fila?\n\n Beh, aveva un'aria cos\u00ec buona e cos\u00ec allegra che non mi sembrava\nrifiutare, come invece era successo al povero dottor Seward; cos\u00ec dissi, con la massima leggerezza possibile, che non sapevo niente di\ncon la massima leggerezza possibile, che non sapevo nulla dell'aggancio e che non ero ancora\nche non ero ancora abituato a fare l'imbracatura. Allora lui disse che aveva parlato in\nin modo leggero e che sperava che se avesse commesso un errore nel farlo\nin un'occasione cos\u00ec grave, cos\u00ec importante per lui, lo avrei perdonato. Aveva\nsembrava davvero serio mentre lo diceva, e anch'io non potevo fare a meno di sentirmi un po' serio.\nun po' seria anch'io - lo so, Mina, penserai che sono un orrendo\nanche se non ho potuto fare a meno di provare una sorta di esultanza per il fatto che lui fosse\nnumero due in un solo giorno. E poi, mia cara, prima che potessi dire una sola parola, lui\nprima che potessi dire una parola, inizi\u00f2 a riversare un perfetto torrente d'amore, mettendo il suo cuore e la sua\ncuore e l'anima ai miei piedi. Aveva un'aria cos\u00ec seria che non penser\u00f2 pi\u00f9\nche non penser\u00f2 mai pi\u00f9 che un uomo debba essere sempre giocoso e mai serio,\nperch\u00e9 a volte \u00e8 allegro. Suppongo che abbia visto qualcosa nel mio viso\nche l'ha fermato, perch\u00e9 all'improvviso si \u00e8 fermato e ha detto con una specie di\nfervore virile per cui avrei potuto amarlo se fossi stata libera:--\n\n Lucy, tu sei una ragazza dal cuore sincero, lo so. Non sarei qui\na parlarti come sto facendo ora se non credessi che tu abbia una grinta pulita, proprio\nfino in fondo all'anima. Dimmi, come un bravo ragazzo\nall'altro, c'\u00e8 qualcun altro a cui tieni? E se c'\u00e8\nnon ti disturber\u00f2 pi\u00f9 per un soffio, ma sar\u00f2, se me lo permetterai, un amico molto fedele.\nse me lo permetterete, un amico molto fedele.\n\n Mia cara Mina, perch\u00e9 gli uomini sono cos\u00ec nobili quando noi donne siamo cos\u00ec poco degne\ndi loro? Stavo quasi per prendermi gioco di questo gentiluomo dal cuore grande e vero.\ngentiluomo. Sono scoppiata in lacrime - temo, mia cara, che penserai\nche questa sia una lettera molto sciatta, sotto pi\u00f9 punti di vista, e mi sono sentita davvero molto\nmale. Perch\u00e9 non possono lasciare che una ragazza sposi tre uomini, o quanti ne vuole, e risparmiare tutti questi problemi?\ne risparmiarsi tutti questi problemi? Ma questa \u00e8 un'eresia e non devo dirlo.\nnon devo dirlo. Sono contenta di dire che, pur piangendo, sono riuscita a guardare negli occhi coraggiosi di Mr.\nMr. Morris e glielo dissi chiaro e tondo:--\n\n S\u00ec, c'\u00e8 qualcuno che amo, anche se non mi ha ancora detto di amarmi.\ndi amarmi.  Ho fatto bene a parlargli cos\u00ec francamente, perch\u00e9 il suo volto si \u00e8 illuminato e ha allungato entrambe le mani e ha preso le mie.\nluce sul suo volto, e ha allungato entrambe le mani e ha preso le mie - credo di averle messe nelle sue - e ha detto in tono cordiale.\ncredo di averle messe nelle sue - e disse in modo cordiale: --\n\n Questa \u00e8 la mia ragazza coraggiosa. Vale la pena di arrivare in ritardo per avere la possibilit\u00e0 di\ndi conquistarti che essere in tempo per qualsiasi altra ragazza al mondo. Non\npiangere, mia cara. Se \u00e8 per me, sono un osso duro da rompere; e lo prendo\nin piedi. Se quell'altro non conosce la sua felicit\u00e0, beh, \u00e8 meglio che la cerchi presto.\nmeglio che la cerchi presto, o dovr\u00e0 vedersela con me. Bambina mia,\nla tua onest\u00e0 e il tuo coraggio mi hanno fatto diventare un'amica, e questo \u00e8 pi\u00f9 raro di un'amante.\namante; \u00e8 comunque pi\u00f9 disinteressato. Mia cara, avr\u00f2 un cammino molto\ncammino solitario tra questo e il Regno che verr\u00e0. Non vuoi darmi un bacio?\nSar\u00e0 qualcosa per tenere lontane le tenebre di tanto in tanto. Puoi farlo, se\nse vuoi, per quell'altro bravo ragazzo... deve essere un bravo ragazzo, mia cara,\nmio caro, e un bravo ragazzo, o non potresti amarlo - non ha ancora parlato.\nancora.  Questo mi ha conquistato, Mina, perch\u00e9 \u00e8 stato coraggioso e dolce da parte sua, e anche nobile, nei confronti di un rivale...\nnobile, anche nei confronti di un rivale, non \u00e8 vero?\nbaciarlo. Si alz\u00f2 in piedi con le mie due mani nelle sue, e mentre mi guardava in faccia.\nnel mio viso - temo di essere arrossita molto - mi disse: --\n\n Bambina, ti tengo la mano e tu mi hai baciato, e se queste cose non ci rendono amiche, niente lo far\u00e0 mai.\nqueste cose non ci rendono amici, niente lo far\u00e0 mai. Grazie per la tua dolce\nonest\u00e0 nei miei confronti e arrivederci.  Mi strinse la mano e, prendendo il suo cappello,\nusc\u00ec dalla stanza senza voltarsi, senza una lacrima, un fremito o una pausa.\nsenza una lacrima, un fremito o una pausa; e io sto piangendo come un bambino. Oh, perch\u00e9 un uomo come\nuomo come quello deve essere reso infelice, quando ci sono tante ragazze che\nadorare la terra che lui calpesta? So che lo farei se fossi libera... solo che...\nNon voglio essere libero. Mia cara, questo mi ha sconvolto e sento che non posso\ndi non poter scrivere di felicit\u00e0 subito, dopo avervelo raccontato; e non voglio raccontare il numero di\nnon voglio parlare del numero tre finch\u00e9 non sar\u00e0 tutto felice.\n\n Sempre il tuo amore\n\n LUCY.\n\n P.S. - Oh, a proposito del numero tre... Non devo parlarvi del numero tre, vero?\nI? Inoltre, \u00e8 stato tutto cos\u00ec confuso; \u00e8 sembrato solo un momento dal suo\nentrare nella stanza fino a quando entrambe le sue braccia mi hanno circondato e mi stava\nbaciandomi. Sono molto, molto felice e non so cosa ho fatto per meritarmelo.\nmeritarlo. Devo solo cercare, in futuro, di dimostrare che non sono\nDio per tutta la sua bont\u00e0 nel mandarmi un tale amante, un tale marito e un tale\namante, un tale marito e un tale amico.\n\n Addio.\n\n\nDiario del dottor Seward.\n\n(Conservato nel fonografo)\n\n25 maggio - Oggi c'\u00e8 una marea di appetito. Non posso mangiare, non posso riposare, quindi\ne allora scrivo il diario. Dopo il mio rifiuto di ieri ho una sorta di sensazione di vuoto.\nsensazione di vuoto; nulla al mondo sembra di sufficiente importanza da valere la pena di\nil fare.... Siccome sapevo che l'unica cura per questo genere di cose era il\nlavoro, scesi tra i pazienti. Ne ho scelto uno che mi ha\nmi ha offerto uno studio di grande interesse. \u00c8 cos\u00ec pittoresco che sono\ndeciso a capirlo il pi\u00f9 possibile. Oggi mi \u00e8 sembrato di avvicinarmi\npi\u00f9 vicino che mai al cuore del suo mistero.\n\nLo interrogai pi\u00f9 a fondo di quanto avessi mai fatto, allo scopo di rendermi conto dei fatti della sua allucinazione.\ndi rendermi conto dei fatti della sua allucinazione. Nel mio modo di fare\nc'era, ora lo vedo, qualcosa di crudele. Sembrava che volessi tenerlo\ndi tenerlo fino al punto della sua follia, cosa che evito con i pazienti\ncome la bocca dell'inferno.\n\n(_Mem._, in quali circostanze non eviterei la fossa dell'inferno?).\nL'inferno ha il suo prezzo! Se c'\u00e8 qualcosa dietro questo istinto.\nSe c'\u00e8 qualcosa dietro questo istinto, sar\u00e0 prezioso rintracciarlo in seguito\n_accuratamente_, quindi \u00e8 meglio che cominci a farlo, perci\u00f2...\n\nR. M. Renfield, 59 anni - Temperamento sanguigno; grande forza fisica;\nmorbosamente eccitabile; periodi di malinconia, che terminano con un'idea fissa che non riesco a\nnon riesco a capire. Presumo che il temperamento sanguigno in s\u00e9 e l'influenza disturbante\ninfluenza inquietante si concludano con un risultato mentale; un uomo forse pericoloso, probabilmente\nun uomo pericoloso, probabilmente pericoloso se disinteressato. Negli uomini egoisti la cautela\n\u00e8 un'armatura sicura sia per i loro nemici che per loro stessi. Quello che penso\na questo punto \u00e8 che quando l'egoismo \u00e8 il punto fisso, la forza centripeta \u00e8 bilanciata da quella centrifuga.\ncentrifuga; quando il punto fisso \u00e8 il dovere, una causa, ecc.\nquando il punto fisso \u00e8 il dovere, una causa, ecc.\nincidenti possono bilanciarla.\n\n\nLettera di Quincey P. Morris all'onorevole Arthur Holmwood.\n\n _25 maggio._\n\n Mio caro Art,--\n\n Abbiamo raccontato barzellette davanti al fuoco nelle praterie, ci siamo medicati a vicenda le ferite\nferite dopo aver tentato uno sbarco alle Marchesi; e bevuto salute sulle rive del Titicaca.\nsalute sulle rive del Titicaca. Ci sono altre storie da raccontare e altre ferite da curare.\naltre ferite da curare e un'altra salute da bere. Non volete lasciare che\nche questo avvenga al mio fuoco di domani sera? Non ho esitazioni a chiederlo\nso che una certa signora \u00e8 impegnata in una certa cena e che voi siete liberi.\nche tu sei libero. Ci sar\u00e0 solo un'altra persona, il nostro vecchio amico di\nCorea, Jack Seward. Verr\u00e0 anche lui e vogliamo entrambi unire le nostre\npiangere sulla coppa di vino e brindare con tutto il cuore all'uomo pi\u00f9 felice di tutto il mondo.\nall'uomo pi\u00f9 felice di tutto il mondo, che ha conquistato il pi\u00f9 nobile cuore\nche Dio abbia creato e il migliore che valga la pena di conquistare. Vi promettiamo un caloroso\nbenvenuto, un saluto affettuoso e una salute vera come la vostra mano destra.\nmano. Giureremo entrambi di lasciarvi a casa se berrete troppo a un certo paio di occhi.\nun certo paio di occhi. Venite!\n\n Il vostro, come sempre e per sempre,\n\n QUINCEY P. MORRIS.\n\n\nTelegramma di Arthur Holmwood a Quincey P. Morris.\n\n _26 maggio._\n\n Contate su di me ogni volta. Sono portatore di messaggi che vi faranno\ntare entrambe le vostre orecchie.\n\n ARTE.\n\n\n\n\nCAPITOLO VI\n\nDIARIO DI MINA MURRAY\n\n\n24 luglio. Whitby._--Lucy mi ha raggiunto alla stazione, pi\u00f9 dolce e pi\u00f9 bella che mai.\npi\u00f9 bella che mai, e abbiamo guidato fino alla casa di Crescent in cui\ndove hanno delle stanze. \u00c8 un posto incantevole. Il piccolo fiume, l'Esk\nEsk, scorre in una valle profonda, che si allarga quando si avvicina al porto.\nporto. Un grande viadotto attraversa la zona, con alti piloni, attraverso i quali il panorama sembra in qualche modo\nvista sembra in qualche modo pi\u00f9 lontano di quanto non sia in realt\u00e0. La valle \u00e8\nLa valle \u00e8 splendidamente verde ed \u00e8 cos\u00ec ripida che quando si \u00e8 sulle alture ai lati\nda una parte e dall'altra la si guarda dall'altra parte, a meno che non si sia abbastanza vicini da vedere\nvedere in basso. Le case della vecchia citt\u00e0 - il lato pi\u00f9 lontano da noi - sono tutte\ntetti rossi e sembrano comunque ammassate l'una sull'altra, come nelle foto di Norimberga.\nimmagini di Norimberga. Proprio sopra la citt\u00e0 c'\u00e8 la rovina dell'Abbazia di Whitby, che fu saccheggiata.\nWhitby, che fu saccheggiata dai danesi, e che \u00e8 la scena di una parte di\n Marmion, dove la ragazza \u00e8 stata costruita nel muro. \u00c8 una nobilissima\nnobile rovina, di dimensioni immense, e piena di pezzi belli e romantici; c'\u00e8 una leggenda secondo la quale una dama bianca\nleggenda che in una delle finestre si veda una dama bianca. Tra questa e la\ncitt\u00e0 c'\u00e8 un'altra chiesa, quella parrocchiale, intorno alla quale c'\u00e8 un grande cimitero, pieno di tombe.\ncimitero, pieno di lapidi. Questo \u00e8, a mio avviso, il posto pi\u00f9 bello di\nWhitby, perch\u00e9 si trova proprio sopra la citt\u00e0 e ha una vista completa del porto e di tutta la baia fino\nporto e di tutta la baia fino al punto in cui il promontorio chiamato Kettleness\nsi protende nel mare. Scende cos\u00ec ripidamente sopra il porto che\nparte della riva \u00e8 caduta e alcune tombe sono state distrutte.\ndistrutte. In un punto, parte delle pietre delle tombe si estende\nsul sentiero sabbioso molto pi\u00f9 in basso. Ci sono passeggiate, con sedili accanto\nIl cimitero \u00e8 attraversato da passeggiate, con sedili accanto, e la gente vi si siede tutto il giorno\nguardando il bel panorama e godendosi la brezza. Verr\u00f2 a sedermi qui\nvenire a sedermi qui molto spesso e a lavorare. Infatti, sto scrivendo ora, con il mio\nlibro sulle ginocchia e sto ascoltando le chiacchiere di tre vecchietti che sono\nseduti accanto a me. Sembra che tutto il giorno non facciano altro che stare seduti qui e\nparlare.\n\nIl porto si trova sotto di me, con, sul lato opposto, una lunga parete di granito\nche si protende nel mare, con una curva verso l'esterno all'estremit\u00e0, al centro della quale c'\u00e8 un faro.\nal centro del quale si trova un faro. Un pesante muro di cinta corre all'esterno\ndi esso. Sul lato vicino, il muro di cinta fa un gomito storto in senso inverso,\ne anche la sua estremit\u00e0 ha un faro. Tra i due moli c'\u00e8 una\nstretta apertura sul porto, che poi si allarga improvvisamente.\n\n\u00c8 bello quando c'\u00e8 l'alta marea, ma quando la marea \u00e8 bassa non c'\u00e8 pi\u00f9 nulla.\nnulla, e c'\u00e8 solo la corrente dell'Esk, che scorre tra\nbanchi di sabbia, con rocce qua e l\u00e0. Al di fuori del porto, su questo\nlato si erge per circa mezzo miglio una grande barriera corallina, il cui bordo tagliente\nche si estende direttamente da dietro il faro sud. All'estremit\u00e0\nuna boa con una campana che oscilla in caso di maltempo e che emette un suono luttuoso\nsuono luttuoso con il vento. Qui esiste una leggenda secondo cui quando una nave viene persa\nperduta si sentono le campane in mare. Devo chiederlo al vecchio, che sta venendo da queste parti.\nsta venendo da questa parte....\n\n\u00c8 un vecchio buffo. Deve essere molto vecchio, perch\u00e9 il suo viso \u00e8 tutto\nnodoso e contorto come la corteccia di un albero. Mi dice che ha quasi cent'anni\nquasi cent'anni e che era un marinaio della flotta da pesca della Groenlandia quando\nflotta peschereccia della Groenlandia quando fu combattuta Waterloo. Temo che sia una persona molto scettica.\nscettico, perch\u00e9 quando gli ho chiesto delle campane in mare e della Dama Bianca nell'abbazia, ha risposto in modo brusco\nall'abbazia ha risposto in modo molto brusco: --\n\n Io non mi preoccuperei di loro, signorina. Quelle cose sono tutte consumate.\nNon dico che non lo siano mai state, ma dico che non lo erano ai miei tempi.\nmio tempo. Vanno bene per chi arriva, per chi viaggia e simili,\nma non per una bella signorina come voi. Quei piedi di York e Leeds che mangiano sempre\nLeeds che mangiano sempre aringhe stagionate, bevono t\u00e8 e cercano di comprare\ndi comprare jet a buon mercato, non avrebbero creduto a nulla. Mi chiedo chi si prenda la briga di\nraccontare loro bugie... anche i giornali, che sono pieni di\ndi sciocchezze.  Ho pensato che sarebbe stata una buona persona da cui imparare\ncose interessanti, cos\u00ec gli ho chiesto se gli sarebbe dispiaciuto raccontarmi qualcosa sulla\ndella pesca delle balene ai vecchi tempi. Si stava preparando per iniziare\nquando l'orologio suon\u00f2 le sei, al che si alz\u00f2 faticosamente e disse: --\n\n Ora devo andare a casa, signorina. A mia nipote non piace essere\ndi essere fatta aspettare quando il t\u00e8 \u00e8 pronto, perch\u00e9 mi ci vuole tempo per\nper preparare i grassi, perch\u00e9 ce ne sono molti; e, signorina, mi manca la legna della pancia\ndi pancia, e poi, signorina, mi manca proprio la legna per l'orologio.\n\nSi allontan\u00f2 zoppicando e lo vidi affrettarsi, come meglio poteva, a scendere i\ni gradini. I gradini sono una grande caratteristica del luogo. Portano dalla citt\u00e0\ncitt\u00e0 fino alla chiesa, ce ne sono centinaia, non so quante, e si snodano in una curva delicata.\nnon so quanti, e si snodano in una curva delicata; la pendenza \u00e8 cos\u00ec dolce che\nche un cavallo potrebbe facilmente camminare su e gi\u00f9. Credo che in origine dovessero\navere a che fare con l'abbazia. Andr\u00f2 anch'io a casa. Lucy \u00e8 andata\nLucy \u00e8 andata a far visita a sua madre e, dato che si trattava solo di visite di servizio, io non sono andata.\nnon sono andata. Saranno gi\u00e0 a casa.\n\n       * * * * *\n\n_1 agosto._--Sono salito qui un'ora fa con Lucy, e abbiamo fatto una chiacchierata molto interessante con il mio vecchio amico e gli altri due che vengono sempre qui.\ninteressante con il mio vecchio amico e con gli altri due che vengono sempre\ne si uniscono a lui. \u00c8 evidentemente il Sir Oracle di tutti loro, e credo che\nche sia stato a suo tempo una persona molto dittatoriale. Non ammette\nnon ammette nulla e sminuisce tutti. Se non riesce a far valere le sue ragioni, le maltratta.\ne poi prende il loro silenzio come un accordo con le sue idee. Lucy\nera molto carina nel suo abito bianco; ha un bel colorito da quando \u00e8 qui.\nha preso un bel colorito da quando \u00e8 qui. Ho notato che i vecchi non hanno perso tempo\nnon hanno perso tempo ad avvicinarsi e a sedersi vicino a lei quando ci siamo seduti.\n\u00c8 cos\u00ec dolce con le persone anziane; credo che tutti si siano innamorati di lei\nsul posto. Anche il mio vecchio ha ceduto e non l'ha contraddetta, ma mi ha dato la doppia parte.\nmi ha dato il doppio della sua parte. L'ho convinto a parlare delle leggende,\ne lui si lanci\u00f2 subito in una specie di sermone. Devo cercare di ricordarlo\ne metterlo per iscritto:--\n\n Sono tutte sciocchezze, tutte cose che si possono fare, e non c'\u00e8 nient'altro.\nnient'altro. Questi divieti e soffi di vento, fantasmi, barbagianni e bogles\ne tutto il resto \u00e8 adatto solo a far impazzire i bambini e le donne stordite.\na-belderin. Non sono altro che bombe d'aria. Essi, cos\u00ec come tutti i segnali e gli avvertimenti\ne gli avvertimenti, sono tutti inventati da parsoni e da malvagi personaggi e da\nferroviari per spaventare e spaventare i clienti, e per indurre la gente a fare\nqualcosa a cui non sono inclini. Mi fa arrabbiare pensarci.\na loro. Perch\u00e9 sono loro che, non contenti di stampare bugie sulla carta\ne di predicarle dai pulpiti, vogliono inciderle sulle lapidi.\nlapidi. Guardate qui intorno a voi, in qualsiasi aria vogliate: tutti quei\nstean, che tengono alta la testa come possono per il loro orgoglio,\nsono cadute a terra con il peso delle bugie scritte su di esse.\nQui giace il corpo o Sacro alla memoria, scritto su tutti loro.\neppure in quasi la met\u00e0 di essi non c'\u00e8 alcun corpo; e i ricordi di essi non si preoccupano di\ni loro ricordi non si curavano di un pizzico di tabacco da fiuto, tanto meno\nsacro. Tutte bugie, nient'altro che bugie di un tipo o dell'altro! Il mio\ngog, ma sar\u00e0 un vero spavento nel giorno del giudizio quando\nquando salteranno fuori con i loro scudi mortali, tutti insieme e cercheranno di\ndi trascinare con s\u00e9 le loro tombe per dimostrare quanto erano bravi; alcuni di loro\ncon le mani che sono diventate viscide e scivolose per essere rimaste in mare.\nche non riescono nemmeno a tenere il loro gruppo.\n\nDall'aria autocompiaciuta del vecchio e dal modo in cui si guardava intorno per avere l'approvazione dei suoi compari, capii che era\nche si guardava intorno per ottenere l'approvazione dei suoi amici.\n cos\u00ec ho detto una parola per farlo andare avanti:--\n\n Oh, signor Swales, non pu\u00f2 essere serio. Sicuramente queste lapidi non sono\ntutte sbagliate?\n\n Yabblins! Ci possono essere pochi poveri che non si sbagliano, se non per il fatto che fanno\ntroppo buoni; perch\u00e9 c'\u00e8 gente che pensa che una ciotola di balsamo sia\ncome il mare, se solo fosse la loro. Tutto questo \u00e8 solo menzogna. Ora\nguarda qui; sei venuto qui come uno straniero, e vedi questo kirk-garth.  I\nannuii, perch\u00e9 ritenevo fosse meglio assentire, anche se non capivo bene il suo\nnon capivo bene il suo dialetto. Sapevo che aveva a che fare con la chiesa.\nContinu\u00f2:  E tu credi che tutte queste storie riguardino persone che sono\nche sono accaduti qui, snod e snog?  Io assentii di nuovo.  Allora \u00e8 proprio qui che\nla menzogna. Perch\u00e9, ci sono decine di questi letti a sdraio che sono pieni come\ncome il vecchio Dunca-box il venerd\u00ec sera\".  Diede una gomitata a uno dei suoi compagni,\ne tutti si misero a ridere.  E, perbacco, come potrebbero essere altrimenti? Guardate\nquello, l'ultimo a poppa della bara: leggilo!  Mi sono avvicinato e ho letto\nleggere:--\n\n Edward Spencelagh, capitano di vascello, ucciso dai pirati al largo della costa di Andres, aprile 1854.\nAndres, aprile 1854, t. 30.  Quando sono tornato il signor Swales ha continuato: --\n\n Chi l'ha portato a casa, mi chiedo, per farlo finire qui? Assassinato al largo della costa\ndi Andres! E voi avete pensato che il suo corpo giaceva sottoterra! Potrei citarne una dozzina le cui ossa giacciono\nuna dozzina di ossa che giacciono nei mari della Groenlandia - indic\u00f2\nverso nord - o dove le correnti possono averle portate alla deriva. Ci sono le\nstean intorno a voi. Potete, con i vostri giovani occhi, leggere le scritte in piccolo delle\ndelle bugie da qui. Questo Braithwaite Lowrey... conoscevo suo padre, disperso nel\nal largo della Groenlandia nel 20; o Andrew Woodhouse, annegato negli stessi mari nel 1777; o John Woodhouse, annegato nel 1777.\nstesso mare nel 1777; o John Paxton, affogato al largo di Cape Farewell un anno\no il vecchio John Rawlings, il cui nonno navigava con me, annegato al largo di Cape Farewell un anno dopo.\nnel Golfo di Finlandia nel 50. Pensate che tutti questi uomini dovranno\ncorrere a Whitby quando suoner\u00e0 la tromba? Ho le mie antere\na proposito! Vi dico che quando arriveranno qui, si metteranno a giocare e\nsi scontreranno l'un l'altro in modo tale che sar\u00e0 come una lotta sul ghiaccio\nai vecchi tempi, quando ci si picchiava l'un l'altro dall'alba al tramonto e si cercava di\ncercando di legare i nostri tagli alla luce dell'aurora boreale.  Questo era\nevidentemente un'idea piacevole per la gente del posto, perch\u00e9 il vecchio si mise a ridere e i suoi\ncompagni si unirono con gusto.\n\n Ma, ho detto, sicuramente non siete del tutto corretti, perch\u00e9 partite dal presupposto che tutti i poveri, o i loro spiriti, dovranno\nche tutti i poveri, o i loro spiriti, debbano portare con s\u00e9 le loro lapidi nel Giorno del Giudizio.\nportare con s\u00e9 le loro lapidi nel Giorno del Giudizio. Pensate che\nche questo sia davvero necessario?\n\n Beh, a cos'altro servono le lapidi? Mi risponda, signorina!\n\n Per compiacere i loro parenti, suppongo.\n\n Per compiacere i loro parenti, si suppone!  Questo disse con intenso\ndisprezzo.  Come far\u00e0 piacere ai loro parenti sapere che sono state scritte delle bugie\nsu di loro e che tutti in quel luogo sanno che sono bugie?  Egli\nindic\u00f2 una pietra ai nostri piedi che era stata posata come una lastra, sulla quale era\nsu cui era stato appoggiato il sedile, vicino al bordo della scogliera.  Leggi le\nbugie su quella lastra, disse. Per me le lettere erano capovolte\nda dove ero seduto, ma Lucy era pi\u00f9 di fronte a loro, cos\u00ec si chin\u00f2 e lesse\ne lesse:--\n\n Sacro alla memoria di George Canon, che mor\u00ec, nella speranza di una gloriosa resurrezione, il 29 luglio 1873, cadendo dalle rocce presso la localit\u00e0 di\nresurrezione gloriosa, il 29 luglio 1873, cadendo dalle rocce di Kettleness.\nKettleness. Questa tomba \u00e8 stata eretta dalla madre addolorata per il suo caro figlio.\namato figlio.  Era l'unico figlio di sua madre, e lei era vedova.\nDavvero, signor Swales, non ci vedo nulla di divertente!  La signora pronunci\u00f2\ncommento molto serio e un po' severo.\n\n Non vedi nulla di divertente! Ah! Ah! Ma questo \u00e8 perch\u00e9 non capite che la madre\nmadre addolorata era un gatto infernale che lo odiava perch\u00e9 era\nun vero e proprio lamerista, e la odiava a tal punto che si era suicidato\nsuicidarsi per non farle pagare l'assicurazione che aveva messo sulla sua\nsulla sua vita. Si \u00e8 fatto saltare quasi la testa con un vecchio moschetto che avevano\navevano per spaventare i corvi.  Allora non era per i corvi, perch\u00e9\ngli port\u00f2 le tacche e le piume. Fu cos\u00ec che cadde dalle\nrocce. E, per quanto riguarda le speranze di una gloriosa resurrezione, l'ho sentito spesso dire che sperava\nche sperava di andare all'inferno, poich\u00e9 sua madre era cos\u00ec pia\nche era sicura di andare in paradiso, e lui non voleva sapere dove fosse.\nlei. Ora, quello stean non \u00e8 in ogni caso - lo martellava con il suo bastone mentre parlava\nun mucchio di menzogne? E non far\u00e0 venire il mal di pancia a Gabriel quando\nquando Geordie arriver\u00e0 ansimando su per il grees con il tombstean in bilico sulla\nsulla gobba, e chieder\u00e0 che venga preso come prova!\n\nNon sapevo che cosa dire, ma Lucy cambi\u00f2 la conversazione e disse, alzandosi\ndisse, alzandosi:--\n\n Oh, perch\u00e9 ce ne hai parlato? \u00c8 il mio posto preferito e non posso lasciarlo.\ne ora mi accorgo che devo continuare a sedermi sulla tomba di un\nsuicidio.\n\n Non ti far\u00e0 male, mia cara; e forse render\u00e0 felice il povero Geordie\ndi avere una ragazza cos\u00ec carina seduta sulle sue ginocchia. Questo non ti far\u00e0 male. Perch\u00e9, io sono\nseduto qui di tanto in tanto da quasi vent'anni, e non mi ha fatto\nnessun danno. Non preoccuparti di chi sta sotto di te o di chi non sta l\u00ec!\no che non giace nemmeno l\u00ec! Sar\u00e0 il momento di farsi prendere dalla paura quando vedrete che le\ntombe sono state tutte portate via e il posto \u00e8 spoglio come un campo di stoppie.\nEcco l'orologio, devo andare. Il mio servizio a voi, signore!  E via\na piedi.\n\nLucy ed io ci sedemmo per un po', ed era tutto cos\u00ec bello davanti a noi che ci prendemmo per mano.\nci siamo prese per mano mentre eravamo sedute; e lei mi ha raccontato ancora una volta di Arthur e del\ndel loro imminente matrimonio. Questo mi ha fatto venire un po' di mal di cuore, perch\u00e9 non ho avuto\nnon ho avuto notizie di Jonathan per un mese intero.\n\n       * * * * *\n\nSono venuta qui da sola, perch\u00e9 sono molto triste. Non c'era nessuna\nlettera per me. Spero che Jonathan non abbia alcun problema.\nL'orologio ha appena suonato le nove. Vedo le luci sparse per tutta la\ncitt\u00e0, a volte in fila dove ci sono le strade, a volte singolarmente;\ncorrono lungo l'Esk e si spengono nella curva della valle. Alla mia\nsinistra la vista \u00e8 tagliata dalla linea nera del tetto della vecchia casa accanto all'abbazia.\nall'abbazia. Le pecore e gli agnelli belano nei campi dietro di me e c'\u00e8 uno sferragliare di pecore e agnelli.\ndietro di me, e si sente lo sferragliare degli zoccoli di un asino sulla strada asfaltata sottostante.\nLa banda sul molo sta suonando un valzer stridente a tempo di musica, e pi\u00f9 in l\u00e0, lungo la banchina, c'\u00e8 un Salvadanaio.\nlungo la banchina c'\u00e8 una riunione dell'Esercito della Salvezza in una strada secondaria.\nNessuna delle due bande sente l'altra, ma quass\u00f9 le sento e le vedo entrambe.\nentrambi. Mi chiedo dove sia Jonathan e se stia pensando a me! Vorrei che\nfosse qui.\n\n\nDiario del dottor Seward.\n\n_5 giugno._--Il caso di Renfield diventa sempre pi\u00f9 interessante quanto pi\u00f9 riesco a capire\ncapire l'uomo. Ha alcune qualit\u00e0 molto sviluppate;\nl'egoismo, la segretezza e il proposito. Vorrei riuscire a capire qual \u00e8 l'obiettivo\noggetto di quest'ultimo. Sembra che abbia un suo progetto ben definito,\nma non so ancora quale sia. La sua qualit\u00e0 di riscatto \u00e8 l'amore per gli\nanimali, anche se, in effetti, ha dei risvolti cos\u00ec curiosi che a volte immagino\na volte immagino che sia solo anormalmente crudele. I suoi animali domestici sono di\ntipi strani. In questo momento il suo hobby \u00e8 catturare mosche. Al momento ne ha una tale quantit\u00e0\nquantit\u00e0 di mosche che mi sono trovata a discutere. Con mio grande stupore, non si \u00e8\nnon \u00e8 scoppiato in una furia, come mi aspettavo, ma ha preso la questione con\nsemplice seriet\u00e0. Riflett\u00e9 un attimo e poi disse:  Posso avere\ntre giorni? Li far\u00f2 sparire.  Naturalmente ho detto che andava bene. I\ndevo tenerlo d'occhio.\n\n       * * * * *\n\n_18 giugno._-- Ora si \u00e8 dedicato ai ragni e ha messo diversi esemplari molto grandi in una scatola.\nragni molto grandi in una scatola. Continua a nutrirli con le sue mosche e il numero di questi ultimi sta diminuendo sensibilmente.\nil numero di questi ultimi sta diminuendo sensibilmente, anche se ha\nha usato met\u00e0 del suo cibo per attirare altre mosche dall'esterno alla sua stanza.\nstanza.\n\n       * * * * *\n\n1 luglio._--I suoi ragni stanno diventando una seccatura come le mosche.\nmosche, e oggi gli ho detto che deve sbarazzarsene. Sembrava\nmolto triste, cos\u00ec gli ho detto di eliminarne alcuni, in ogni caso.\nin ogni caso. Ha accettato di buon grado e gli ho dato lo stesso tempo di prima per la riduzione.\ncome prima per la riduzione. Mi ha disgustato molto mentre era con lui, perch\u00e9 quando un\nun orrido moscerino, gonfio di cibo di carogna, ronzava nella stanza,\nlo prendeva, lo teneva esultante per qualche istante tra il dito e il pollice e, prima che io potessi\ndito e il pollice e, prima che io capissi cosa volesse fare, lo mise in bocca e lo mangi\u00f2.\nbocca e lo mangi\u00f2. Lo rimproverai per questo, ma lui sostenne tranquillamente che era molto buono e molto sano.\nera molto buono e molto salutare; che era vita, vita forte, e che gli dava vita.\nvita, vita forte, e che gli dava vita. Questo mi diede un'idea, o l'abbozzo di un'idea. Devo\nosservare come si sbarazza dei suoi ragni. Evidentemente ha qualche problema profondo\nnella sua mente, perch\u00e9 tiene un piccolo quaderno in cui annota sempre qualcosa.\nannotare qualcosa. Intere pagine sono piene di cifre, in genere singoli numeri\ncifre, in genere numeri singoli sommati in gruppi, e poi i\ntotali, come se stesse mettendo a fuoco un conto, come dicono i revisori dei conti.\nconto, come dicono i revisori dei conti.\n\n       * * * * *\n\n8 luglio._--C'\u00e8 un metodo nella sua follia, e l'idea rudimentale nella mia mente sta crescendo.\nmia mente sta crescendo. Presto sar\u00e0 un'idea completa, e allora, oh,\ncerebrazione inconscia, dovrai cedere il muro al tuo fratello consapevole.\nfratello cosciente. Mi sono tenuta lontana dal mio amico per qualche giorno, in modo da poter\nper notare se ci fosse stato qualche cambiamento. Le cose sono rimaste come prima, tranne\nche si \u00e8 separato da alcuni dei suoi animali domestici e ne ha preso uno nuovo. \u00c8\n\u00e8 riuscito a procurarsi un passero, che ha gi\u00e0 parzialmente addomesticato. I suoi mezzi\ndi addomesticamento \u00e8 semplice, perch\u00e9 i ragni sono gi\u00e0 diminuiti. Quelli che\nche rimangono, tuttavia, sono ben nutriti, perch\u00e9 continua a portare le mosche tentandole con il suo cibo.\nmosche tentandole con il suo cibo.\n\n       * * * * *\n\n_19 luglio._-- Stiamo facendo progressi. Il mio amico ha ora un'intera colonia di\npasseri, e le mosche e i ragni sono quasi cancellati. Quando sono arrivato\nQuando sono entrato \u00e8 corso da me e mi ha detto che voleva chiedermi un grande favore, un favore molto,\nun favore molto, molto grande; e mentre parlava mi adulava come un cane. Gli chiesi\ne lui rispose, con una sorta di estasi nella voce e nel portamento: \"Non \u00e8 un favore da poco.\nportamento:--\n\n Un gattino, un bel gattino elegante e giocherellone, con cui poter giocare,\ne insegnare, e nutrire... e nutrire... e nutrire!  Non ero impreparata a questa\nrichiesta, perch\u00e9 avevo notato come i suoi animali domestici continuassero a crescere in dimensioni e vivacit\u00e0.\nvivacit\u00e0, ma non mi interessava che la sua bella famiglia di passeri addomesticati\ndi passeri addomesticati venisse spazzata via allo stesso modo delle mosche e dei ragni.\ndissi che avrei provveduto e gli chiesi se non preferiva avere un gatto piuttosto che un gattino.\nun gatto piuttosto che un gattino. La sua impazienza lo trad\u00ec quando rispose:--\n\n Oh, s\u00ec, vorrei un gatto! Ho chiesto solo un gattino, per evitare che tu mi\nrifiutarmi un gatto. Nessuno mi rifiuterebbe un gattino, vero?  Ho scosso\nscossi la testa e dissi che al momento temevo che non fosse possibile, ma che\nche avrei provveduto. Il suo volto si abbass\u00f2 e vi scorgevo un'avvisaglia di pericolo, perch\u00e9 c'era un'ombra di\npericolo, perch\u00e9 c'era un improvviso sguardo feroce e laterale che significava\nuccidere. Quell'uomo \u00e8 un maniaco omicida non sviluppato. Lo metter\u00f2 alla prova\ncon la sua attuale voglia e vedr\u00f2 come andr\u00e0 a finire; poi ne sapr\u00f2 di pi\u00f9.\ndi pi\u00f9.\n\n       * * * * *\n\n_10 p.m._-- Sono andata a trovarlo di nuovo e l'ho trovato seduto in un angolo a\na rimuginare. Quando sono entrato si \u00e8 inginocchiato davanti a me e mi ha\ne mi ha implorato di lasciargli prendere un gatto; che da questo dipendeva la sua salvezza.\nMa io fui ferma e gli dissi che non poteva averlo.\nsenza dire una parola e si sedette, rosicchiandosi le dita, nell'angolo dove l'avevo trovato.\ndove l'avevo trovato. Lo vedr\u00f2 domattina presto.\n\n       * * * * *\n\n20 luglio - Visita a Renfield molto presto, prima che il custode faccia il suo giro.\ngiro. L'ho trovato in piedi che canticchiava una canzone. Stava stendendo il suo zucchero,\nche aveva conservato, alla finestra, e stava evidentemente ricominciando a catturare le\ndi nuovo a catturare le mosche; e lo stava facendo con allegria e con buona grazia. I\nHo cercato i suoi uccelli e, non vedendoli, gli ho chiesto dove fossero.\nerano. Mi rispose, senza voltarsi, che erano tutti volati via.\nC'erano alcune piume in giro per la stanza e sul cuscino una goccia di sangue.\nsangue. Non dissi nulla, ma andai a dire al custode di riferirmi se ci fosse stato qualcosa di strano in lui durante il\nse durante il giorno ci fosse stato qualcosa di strano in lui.\n\n       * * * * *\n\n_11 del mattino _-- L'inserviente \u00e8 appena stato da me per dirmi che Renfield \u00e8 stato molto male e ha\n\u00e8 stato molto male e ha vomitato un sacco di piume.  Io credo,\ndottore, ha detto, che abbia mangiato i suoi uccelli, e che li abbia presi e mangiati\ne li ha mangiati crudi!\n\n       * * * * *\n\n_11 p.m._--Ho dato a Renfield un forte oppiaceo questa notte, sufficiente a far dormire\ne gli ho tolto il libretto per guardarlo. Il pensiero\nche mi ronzava per il cervello ultimamente \u00e8 completo, e la teoria\ndimostrata. Il mio maniaco omicida \u00e8 di un tipo particolare. Dovr\u00f2\ninventare una nuova classificazione e chiamarlo \"maniaco zoofago\".\n(divoratore di vite); ci\u00f2 che desidera \u00e8 assorbire quante pi\u00f9 vite possibile.\ne si \u00e8 organizzato per raggiungere questo obiettivo in modo cumulativo. Ha\nha dato molte mosche a un ragno e molti ragni a un uccello, e poi ha voluto che un gatto mangiasse i molti uccelli.\nun gatto per mangiare i molti uccelli. Quali sarebbero stati i suoi passi successivi?\npassi successivi? Sarebbe quasi utile completare l'esperimento. Si potrebbe\npotrebbe essere fatto se solo ci fosse una causa sufficiente. Gli uomini sogghignavano\nvivisezione, eppure guardate i suoi risultati oggi! Perch\u00e9 non far progredire la scienza\nnel suo aspetto pi\u00f9 difficile e vitale: la conoscenza del cervello? Se avessi\nse avessi anche solo il segreto di una di queste menti, se avessi la chiave della fantasia di un solo pazzo.\nanche di un solo pazzo, potrei far progredire il mio ramo della scienza a un livello\nrispetto al quale la fisiologia di Burdon-Sanderson o la conoscenza del cervello di Ferrier\nFerrier non sarebbero nulla. Se solo ci fosse una causa sufficiente\ncausa! Non devo pensarci troppo, o potrei essere tentato; una buona causa potrebbe far pendere l'ago della bilancia dalla mia parte.\nuna buona causa potrebbe far pendere l'ago della bilancia verso di me, perch\u00e9 non \u00e8 detto che anch'io abbia un cervello\ncervello eccezionale, congenitamente?\n\nCome ragionava bene quell'uomo; i pazzi lo fanno sempre nel loro ambito. I\nMi chiedo quante vite valga un uomo, o se ne valga una sola. Ha\nchiuso il conto con la massima precisione e oggi ha iniziato un nuovo record. Quanti\nquanti di noi iniziano un nuovo record ogni giorno della loro vita?\n\nMi sembra solo ieri che tutta la mia vita \u00e8 finita con la mia nuova speranza,\ne che veramente ho iniziato un nuovo record. E cos\u00ec sar\u00e0 fino a quando il Grande\nRegistratore non mi tirer\u00e0 le somme e non chiuder\u00e0 il mio conto con un saldo in\nprofitto o perdita. Oh, Lucy, Lucy, non posso essere arrabbiata con te, n\u00e9 con la mia amica la cui felicit\u00e0 \u00e8 tua.\narrabbiarmi con la mia amica la cui felicit\u00e0 \u00e8 la tua; ma devo solo aspettare\nsenza speranza e lavorare. Lavorare! Lavorare!\n\nSe solo potessi avere una causa forte come quella del mio povero amico pazzo - una causa buona e disinteressata che mi faccia lavorare - sarebbe davvero una felicit\u00e0.\nuna causa buona e disinteressata che mi faccia lavorare, sarebbe davvero una felicit\u00e0.\n\n\nIl Diario di Mina Murray.\n\n_26 luglio._--Sono ansioso, e mi tranquillizza esprimermi qui; \u00e8 come sussurrare a se stessi e ascoltare allo stesso tempo.\n\u00e8 come sussurrare a se stessi e ascoltare allo stesso tempo. E\nc'\u00e8 anche qualcosa nei simboli stenografici che lo rende diverso dalla scrittura.\ndiverso dallo scrivere. Sono infelice per Lucy e per Jonathan. I\nJonathan da un po' di tempo, ed ero molto preoccupata; ma ieri il caro Mr.\nieri il caro Mr. Hawkins, che \u00e8 sempre cos\u00ec gentile, mi ha mandato una sua lettera.\nlui. Gli avevo scritto chiedendogli se aveva avuto notizie, e lui mi ha detto che l'accluso era stato appena ricevuto.\nera appena stata ricevuta. \u00c8 solo una riga datata da Castle Dracula,\ne dice che sta per tornare a casa. Non \u00e8 da Jonathan;\nNon lo capisco e mi mette a disagio. E poi, Lucy,\nanche se sta cos\u00ec bene, ultimamente ha ripreso la sua vecchia abitudine di camminare nel sonno.\nnel sonno. Sua madre ne ha parlato con me e abbiamo deciso che\nche chiuder\u00f2 a chiave la porta della nostra stanza ogni notte. La signora Westenra ha\nWestenra si \u00e8 fatta l'idea che chi cammina nel sonno vada sempre sui tetti delle case e\nlungo i bordi delle scogliere, per poi essere svegliati all'improvviso e cadere\ncon un grido di disperazione che riecheggia dappertutto. Povera cara, \u00e8\nnaturalmente in ansia per Lucy, e mi dice che suo marito, il padre di Lucy, aveva la stessa abitudine.\npadre di Lucy, aveva la stessa abitudine; che si alzava di notte, si vestiva da solo e usciva, se era in casa.\ndi notte, si sarebbe vestito da solo e sarebbe uscito, se non fosse stato fermato. Lucy si sposer\u00e0 in autunno\nautunno e sta gi\u00e0 pianificando i suoi abiti e la sistemazione della casa.\ncasa. Sono solidale con lei, perch\u00e9 anch'io faccio lo stesso, solo che io e Jonathan\nJonathan e io inizieremo la nostra vita in modo molto semplice e dovremo cercare di\ndi far quadrare i conti. Il signor Holmwood, l'onorevole Arthur Holmwood, figlio unico di Lord Godalming.\nfiglio di Lord Godalming, verr\u00e0 qui a breve, non appena potr\u00e0 lasciare la citt\u00e0.\nlasciare la citt\u00e0, perch\u00e9 suo padre non sta molto bene, e credo che la cara Lucy stia\nLucy stia contando i momenti che mancano al suo arrivo. Vuole portarlo sul seggio\nsulla scogliera della chiesa e mostrargli la bellezza di Whitby. Oserei dire che \u00e8\nche sia l'attesa a turbarla; star\u00e0 bene quando lui arriver\u00e0.\narriver\u00e0.\n\n       * * * * *\n\n27 luglio - Nessuna notizia di Jonathan. Sto diventando piuttosto inquieta per lui,\nanche se non so perch\u00e9; ma vorrei che mi scrivesse, anche solo una riga.\nfosse anche solo una riga. Lucy cammina pi\u00f9 che mai, e ogni notte sono\nogni notte vengo svegliata dal suo muoversi per la stanza. Per fortuna il tempo \u00e8 cos\u00ec caldo che\ncaldo che non pu\u00f2 raffreddarsi; ma comunque l'ansia e il fatto di essere continuamente\ndi essere svegliata cominciano a farsi sentire su di me e io stessa sto diventando nervosa e\nnervosa e sveglia anch'io. Grazie a Dio, la salute di Lucy si mantiene. Il signor Holmwood \u00e8 stato\nHolmwood \u00e8 stato chiamato all'improvviso a Ring per vedere suo padre, che si \u00e8 ammalato gravemente.\nmalato. Lucy si preoccupa per il rinvio della visita, ma non ne risente l'aspetto.\nil suo aspetto: \u00e8 un po' pi\u00f9 robusta e le sue guance sono di un bel rosa\nrosa. Ha perso l'aria da micio che aveva. Prego che sia\nche tutto questo duri.\n\n       * * * * *\n\n3 agosto._--Un'altra settimana passata e nessuna notizia di Jonathan, nemmeno di Mr.\nMr. Hawkins, da cui ho avuto notizie. Spero proprio che non sia malato. Sicuramente\nsicuramente avrebbe scritto. Guardo quella sua ultima lettera, ma\nin qualche modo non mi soddisfa. Non sembra lui, eppure \u00e8 la sua scrittura.\nla sua scrittura. Non c'\u00e8 dubbio. Lucy non ha camminato molto nel\nnell'ultima settimana, ma c'\u00e8 una strana concentrazione in lei che non capisco.\nche non capisco; anche nel sonno sembra che mi osservi.\nme. Tenta di aprire la porta e, trovandola chiusa, gira per la stanza\nalla ricerca della chiave.\n\n6 agosto - Altri tre giorni e nessuna notizia. Questa suspense sta diventando\nterribile. Se solo sapessi a chi scrivere o dove andare, mi sentirei pi\u00f9 tranquilla.\nma nessuno ha sentito una parola di Jonathan dall'ultima lettera.\nlettera. Devo solo pregare Dio di avere pazienza. Lucy \u00e8 pi\u00f9 eccitabile\nche mai, ma per il resto sta bene. La scorsa notte \u00e8 stata molto minacciosa e\ni pescatori dicono che ci aspetta una tempesta. Devo cercare di osservarla e di\nimparare i segni del tempo. Oggi \u00e8 una giornata grigia, e il sole mentre scrivo \u00e8\nnascosto da spesse nuvole, sopra Kettleness. Tutto \u00e8 grigio, tranne l'erba\nl'erba verde, che sembra uno smeraldo; la roccia grigia e terrosa;\nnuvole grigie, sfumate dal raggio di sole in lontananza, pendono sopra il\nmare grigio, in cui le punte di sabbia si allungano come dita grigie. Il mare\nsi sta riversando sulle secche e sulle piane sabbiose con un ruggito,\novattato dalle nebbie marine che si spostano verso l'interno. L'orizzonte si perde in una grigia\nnebbia. Tutto \u00e8 immenso; le nuvole sono ammassate come rocce giganti, e c'\u00e8 un brodino sul mare.\nc'\u00e8 un brool sul mare che suona come un presagio di sventura.\nSulla spiaggia, qua e l\u00e0, ci sono figure scure, a volte avvolte dalla nebbia.\nnebbia, e sembrano uomini che camminano come alberi.  Le barche da pesca stanno\nche corrono verso casa, e si alzano e si immergono nella mareggiata del terreno mentre\nporto, piegandosi verso gli ombrinali. Arriva il vecchio Mr. Swales. Sta\ne vedo, dal modo in cui si alza il cappello, che vuole parlare con me.\nche vuole parlare....\n\nSono rimasto molto colpito dal cambiamento di questo povero vecchio. Quando si \u00e8 seduto\naccanto a me, mi ha detto in modo molto gentile: --\n\n Voglio dirle una cosa, signorina.  Vedevo che non si sentiva a suo agio,\ncos\u00ec presi la sua povera vecchia mano rugosa nella mia e gli chiesi di parlare\ne cos\u00ec disse, lasciando la sua mano nella mia: --\n\n Temo, mio caro, di averti scioccato con tutte le cose malvagie\ncose che ho detto sui morti, e cose simili, nelle settimane passate;\nma non le pensavo davvero e voglio che tu lo ricordi quando me ne andr\u00f2. Noi\ngente audace e con un piede in fallo, non ci piace affatto pensarci.\nnon ci piace pensare a questo e non vogliamo sentirci in colpa;\ned \u00e8 per questo che ho deciso di sdrammatizzare, in modo da tirarmi un po' su il cuore.\ncuore un po'. Ma, Signore vi amo, signorina, non ho paura di morire, nemmeno un po'.\nNon ho paura di morire, nemmeno un po'; solo che non voglio morire se posso evitarlo. La mia ora deve essere vicina\nperch\u00e9 sono aud e cento anni sono troppi per un uomo.\ne sono cos\u00ec vicino che l'Uomo Aud sta gi\u00e0 affilando la sua falce.\nfalce. Vedete, non riesco a togliermi l'abitudine di fare le cose tutte insieme.\nle gambe si muoveranno come sono abituate a fare. Un giorno, presto, l'Angelo della\nMorte suoner\u00e0 la sua tromba per me. Ma non salutare, mia cara!\ncaro! --perch\u00e9 ha visto che stavo piangendo-- se dovesse venire proprio questa notte\nnotte, non rifiuterei di rispondere alla sua chiamata. Perch\u00e9 la vita \u00e8, dopo tutto, solo un\nattesa di qualcos'altro rispetto a ci\u00f2 che stiamo facendo; e la morte \u00e8 tutto ci\u00f2 su cui\nche possiamo giustamente aspettarci. Ma io sono contenta, perch\u00e9 sta arrivando, mio\ncaro, e arriva in fretta. Potrebbe arrivare mentre noi guardiamo e ci chiediamo...\nci chiediamo. Forse \u00e8 in quel vento sul mare che porta con s\u00e9 perdite e naufragi e gravi angosce.\nperdite e naufragi, affanni e cuori tristi. Guardate! Guardate!\ngrid\u00f2 all'improvviso.  C'\u00e8 qualcosa in quel vento e nell'altopiano al di l\u00e0 del mare\nche suona, e sembra, e sa, e odora di morte. \u00c8 nell'aria\nnell'aria; sento che sta arrivando. Signore, fa' che io risponda allegramente alla mia chiamata!\nquando arriva la mia chiamata!  Alz\u00f2 le braccia con devozione e sollev\u00f2 il cappello. La sua bocca\nbocca si muoveva come se stesse pregando. Dopo qualche minuto di silenzio, si alz\u00f2\nsi alz\u00f2, mi strinse la mano, mi benedisse, mi salut\u00f2 e se ne and\u00f2 zoppicando.\ne se ne and\u00f2 zoppicando. Tutto ci\u00f2 mi tocc\u00f2 e mi turb\u00f2 molto.\n\nSono stato contento quando \u00e8 arrivato il guardacoste, con il suo cannocchiale sotto il braccio.\nbraccio. Si ferm\u00f2 a parlare con me, come fa sempre, ma per tutto il tempo\ncontinuava a guardare una strana nave.\n\n Non riesco a distinguerla, disse, \u00e8 una russa, a quanto pare;\nma si aggira nel modo pi\u00f9 strano. Non sa cosa pensare\nSembra che veda l'avvicinarsi della tempesta, ma non riesce a decidere se\ncorrere verso nord, all'aperto, o se rientrare qui. Guardate di nuovo l\u00ec! \u00c8\n\u00e8 governata in modo molto strano, perch\u00e9 non si preoccupa della mano sul timone;\ncambia direzione a ogni soffio di vento. Ne sentiremo parlare ancora prima\ndomani a quest'ora.\n\n\n\n\nCAPITOLO VII\n\nTAGLIO DAL DAILYGRAPH, 8 AGOSTO\n\n\n(_Postata nel Diario di Mina Murray._)\n\nDa un corrispondente.\n\nWhitby.\n\nUna delle tempeste pi\u00f9 grandi e improvvise mai registrate \u00e8 stata appena\ncon risultati tanto strani quanto unici. Il tempo era\nera stato un po' afoso, ma non inusuale nel mese di agosto.\nagosto. La serata di sabato \u00e8 stata la pi\u00f9 bella che si sia mai vista, e il grande numero di vacanzieri\ndi vacanzieri si \u00e8 messa in viaggio ieri per visitare i boschi di Mulgrave,\nRobin Hood s Bay, Rig Mill, Runswick, Staithes e le varie gite nei dintorni di Whitby.\nnei dintorni di Whitby. I battelli a vapore _Emma_ e _Scarborough_ hanno fatto\ne Scarborough hanno fatto viaggi su e gi\u00f9 per la costa, e c'\u00e8 stata un'insolita quantit\u00e0 di viaggi\n di viaggi da e per Whitby. La giornata fu insolitamente bella fino al\npomeriggio, quando alcuni dei pettegoli che frequentano il sagrato della East Cliff\ne da quella posizione dominante osservano l'ampia distesa di mare visibile a nord e a est.\nmare visibile a nord e a est, hanno richiamato l'attenzione su un improvviso spettacolo di\n coda di cavalla in alto nel cielo a nord-ovest. Il vento soffiava allora da\nda sud-ovest con il grado di mitezza che nel linguaggio barometrico \u00e8 classificato\nbarometrico \u00e8 il grado n. 2: brezza leggera.  La guardia costiera di turno fece subito\ne un vecchio pescatore, che per pi\u00f9 di mezzo secolo ha tenuto d'occhio i segnali meteorologici da est, ha fatto rapporto.\nda pi\u00f9 di mezzo secolo ha tenuto d'occhio i segnali meteorologici dalla scogliera est, ha predetto in maniera enfatica\nin modo enfatico l'arrivo di un'improvvisa tempesta. L'avvicinarsi del tramonto era cos\u00ec\nbello, cos\u00ec grandioso nelle sue masse di nuvole splendidamente colorate, che\nche c'era un bel po' di gente sulla passeggiata lungo la scogliera nel vecchio cortile della\nvecchio sagrato della chiesa per goderne la bellezza. Prima che il sole scendesse al di sotto della nera\nmassa nera di Kettleness, che si stagliava arditamente nel cielo occidentale, il suo cammino verso il basso era\nverso il basso era segnato da una miriade di nuvole di tutti i colori del tramonto - fuoco,\nviola, rosa, verde, viola e tutte le tonalit\u00e0 dell'oro; con qua e l\u00e0 masse non grandi, ma di\ncon qua e l\u00e0 masse non grandi, ma di un nero apparentemente assoluto, di ogni\nforme diverse, ben delineate come sagome colossali. L'esperienza\nL'esperienza non sfugg\u00ec ai pittori, e senza dubbio alcuni degli schizzi del Preludio al\nschizzi del Preludio alla Grande Tempesta abbelliranno le pareti della R. A. e della R. I. nel prossimo maggio.\nI. nel prossimo maggio. Pi\u00f9 di un capitano ha deciso in quel momento che il suo\nche il suo ciottolo o il suo mulo, come vengono chiamate le diverse classi di\ncome vengono chiamate le diverse classi di imbarcazioni, sarebbe rimasto in porto fino a quando la tempesta non fosse passata.\nIl vento si \u00e8 calmato del tutto nel corso della serata e a mezzanotte c'era\nuna calma piatta, un caldo afoso e quell'intensit\u00e0 prevalente che, all'avvicinarsi del tuono, colpisce le persone\nall'avvicinarsi di un tuono, colpisce le persone di natura sensibile. In mare non si vedevano\nin mare c'erano poche luci in vista, perch\u00e9 anche i piroscafi costieri,\nche di solito abbracciano la costa cos\u00ec da vicino, si tenevano ben al largo, e poche barche da pesca erano in vista.\npoche barche da pesca erano in vista. L'unica vela che si notava era una goletta\ngoletta straniera con tutte le vele spiegate, che sembrava andare verso ovest. L'avventatezza o l'ignoranza\nsventatezza o l'ignoranza dei suoi ufficiali era un tema prolifico per\ndi commenti mentre rimaneva in vista, e si cercava di farle segno di ridurre le vele per\ndi farle segno di ridurre le vele di fronte al pericolo. Prima che la notte si chiudesse, fu\nprima che la notte si chiudesse, fu vista con le vele che sventolavano oziosamente, mentre rotolava dolcemente sul mare\nondeggiante del mare,\n\n     Oziosa come una nave dipinta su un oceano dipinto.\n\nPoco prima delle dieci, l'immobilit\u00e0 dell'aria divent\u00f2\nopprimente, e il silenzio era cos\u00ec marcato che il belato di una pecora nell'entroterra o l'abbaiare di un cane in citt\u00e0\nnell'entroterra o l'abbaiare di un cane in citt\u00e0 si sentiva distintamente, e la banda sul molo, con la sua vivace aria francese, era come una discordanza nella\nsul molo, con la sua vivace aria francese, era come un disaccordo nella grande armonia della natura.\ngrande armonia del silenzio della natura. Poco dopo la mezzanotte arriv\u00f2 uno\nstrano suono da oltre il mare, e in alto l'aria cominci\u00f2 a portare\nuno strano, flebile, vuoto rimbombo.\n\nPoi, senza preavviso, si scaten\u00f2 la tempesta. Con una rapidit\u00e0 che, al momento\nsembrava incredibile e che anche dopo \u00e8 impossibile da realizzare,\nl'intero aspetto della natura fu subito convulso. Le onde si alzarono con\ncrescente furia, ognuna superando l'altra, finch\u00e9 in pochissimi minuti\nil mare, ultimamente vitreo, era come un mostro ruggente e divorante.\nLe onde dalle creste bianche battevano follemente sulle sabbie piatte e si precipitavano su per le\nscogliere; altre si infrangevano sui pontili e con la loro spuma spazzavano\nle lanterne dei fari che si ergono all'estremit\u00e0 dei due moli del porto di Whitby.\ndel porto di Whitby. Il vento ruggiva come un tuono e soffiava con una tale forza che era difficile\nforza che anche gli uomini pi\u00f9 forti si tenevano in piedi con difficolt\u00e0,\no si aggrappavano con forza alle stanghe di ferro. Fu necessario\ndi sgomberare l'intero molo dalla massa di curiosi, altrimenti le vittime della notte sarebbero state\naltrimenti le vittime della notte si sarebbero moltiplicate. Per aggiungere\nalle difficolt\u00e0 e ai pericoli di quel momento, masse di nebbia marina\nalla deriva nell'entroterra, nuvole bianche e umide che passavano in modo spettrale,\ncos\u00ec umide e fredde che bastava uno sforzo di immaginazione per pensare che gli spiriti di\nimmaginazione per pensare che gli spiriti dei dispersi in mare stessero\ndi coloro che si erano perduti in mare stessero toccando i loro fratelli vivi con le mani\nmolti rabbrividirono al passaggio delle corone di nebbia marina. A volte la nebbia\ne il mare si vedeva a una certa distanza nel bagliore dei lampi, che ora arrivavano fitti fitti.\nlampi, che ora si susseguivano fitti e veloci, seguiti da scrosci di tuono cos\u00ec improvvisi che l'intero cielo\ndi tuono che l'intero cielo sembrava tremare sotto l'urto dei passi del\ndei passi della tempesta.\n\nAlcune delle scene cos\u00ec rivelate erano di incommensurabile grandezza e di\nIl mare, che correva alto come una montagna, gettava verso il cielo ad ogni onda\nad ogni onda imponenti masse di schiuma bianca, che la tempesta sembrava\nche la tempesta sembrava strappare e far vorticare nello spazio; qua e l\u00e0 una barca da pesca, con un\nuno straccio di vela, che correva follemente al riparo davanti alla tempesta; di tanto in tanto\nle ali bianche di un uccello marino travolto dalla tempesta. Sulla cima dell'East Cliff il nuovo\nscogliera orientale il nuovo faro era pronto per essere sperimentato, ma non era stato ancora\nprovato. Gli ufficiali incaricati lo misero in funzione e nelle pause dell'incalzare del vento\nnelle pause dell'incalzante nebbia, spazzavano con essa la superficie del mare.\nUna volta o due il suo servizio fu molto efficace, come quando un peschereccio,\ncon il trincarino sott'acqua, si precipit\u00f2 nel porto, riuscendo, con la guida della luce riparatrice, a\ndi evitare il pericolo di andare a sbattere contro i moli.\nmoli. Quando ogni barca raggiunse la sicurezza del porto, si lev\u00f2 un grido di gioia dalla massa della gente a terra.\ndi gioia da parte della massa di persone a riva, un grido che per un attimo sembr\u00f2\nche per un attimo sembr\u00f2 fendere la burrasca e poi fu spazzato via dal suo impeto.\n\nIn breve tempo il faro scopr\u00ec a una certa distanza una goletta a vele spiegate.\ncon tutte le vele spiegate, apparentemente lo stesso vascello che era stato notato\nprima della sera. A questo punto il vento era tornato a est,\ne gli osservatori sulla scogliera ebbero un brivido quando si resero conto del terribile pericolo in cui\nun brivido tra gli osservatori sulla scogliera quando si resero conto del terribile pericolo in cui si trovava. Tra lei e il\nporto si trovava la grande scogliera piatta su cui tante buone navi hanno di volta in volta\ndi volta in volta, e, con il vento che soffiava dall'attuale quarto,\nsarebbe stato impossibile raggiungere l'ingresso del porto.\nporto. Era ormai quasi l'ora dell'alta marea, ma le onde erano cos\u00ec grandi che nelle loro depressioni\nche nelle loro depressioni i bassi fondali della costa erano quasi visibili.\ne la goletta, con tutte le vele spiegate, sfrecciava con una velocit\u00e0 tale che\nvelocit\u00e0 che, secondo le parole di un vecchio salmastro, doveva arrivare da qualche parte,\nse non altro all'inferno.  Poi arriv\u00f2 un'altra ondata di nebbia marina, pi\u00f9 grande di tutte le\nuna massa di nebbia fitta che sembrava avvolgere tutte le cose come un\ncome una coltre grigia, e lasciava agli uomini solo l'organo dell'udito,\nperch\u00e9 il ruggito della tempesta, il fragore del tuono e il\ne il fragore dei potenti flutti giungevano attraverso l'umido oblio ancora pi\u00f9 forti\npi\u00f9 forte di prima. I raggi del riflettore erano tenuti fissi sull'imboccatura del porto, al di l\u00e0 dell'East Pier.\nporto, al di l\u00e0 del molo orientale, dove si attendeva la scossa, e gli uomini aspettavano\nsenza fiato. Il vento cambi\u00f2 improvvisamente a nord-est e il residuo della nebbia marina si sciolse nel\ndella nebbia marina si sciolse nell'esplosione; e poi, _mirabile dictu_, tra i moli, saltando dalle onde\ntra i moli, saltando da un'onda all'altra mentre sfrecciava a tutta velocit\u00e0,\ntravolse la strana goletta davanti all'esplosione, con tutte le vele spiegate e\ne guadagn\u00f2 la sicurezza del porto. Il faro la segu\u00ec e un brivido percorse tutti coloro che\nun brivido percorse tutti coloro che la videro, perch\u00e9 legato al timone c'era un\nun cadavere, con la testa cadente, che oscillava orribilmente su e gi\u00f9 a ogni\nmovimento della nave. Sul ponte non si vedeva nessun'altra forma. Un grande\nstupore di tutti quando si resero conto che la nave, come per miracolo, aveva trovato il porto senza\naveva trovato il porto, senza essere guidata dalla mano di un uomo morto! Tuttavia,\ntutto si svolse pi\u00f9 rapidamente di quanto sia necessario per scrivere queste parole. La goletta\ngoletta non si ferm\u00f2, ma attraversando di corsa il porto, si pos\u00f2 su\nsu quell'accumulo di sabbia e ghiaia che molte maree e molte tempeste hanno portato nell'angolo sud-est del porto.\nmaree e dalle tempeste nell'angolo sud-est del molo che sporge sotto l'East Cliff, conosciuto localmente come\nCliff, conosciuto localmente come Tate Hill Pier.\n\nNaturalmente ci fu una notevole commozione quando l'imbarcazione arriv\u00f2 sul\nsul cumulo di sabbia. Tutti i longheroni, le corde e gli stralli furono messi a dura prova, e parte del\n martello superiore si schiant\u00f2 a terra. Ma, cosa ancora pi\u00f9 strana, nell'istante stesso in cui\ntoccata la riva, un immenso cane balz\u00f2 sul ponte dal basso, come se fosse stato colpito dalla\ncome se fosse stato colpito dalla commozione e, correndo in avanti, salt\u00f2 dalla prua sulla sabbia.\nsulla sabbia. Andando dritto verso la ripida scogliera, dove il cimitero della chiesa\npende sulla strada che porta al molo est, cos\u00ec ripidamente che alcune delle lapidi piatte...\npietre tombali piatte, come le chiamano nel gergo di Whitby.\nWhitby, in realt\u00e0 sporgono dove la scogliera di sostegno si \u00e8\n\u00e8 caduta, \u00e8 sparita nell'oscurit\u00e0, che sembrava\nintensificata appena oltre il fuoco del riflettore.\n\nIl caso volle che al momento non ci fosse nessuno sul molo di Tate Hill, poich\u00e9 tutti coloro che si trovavano nelle vicinanze erano a letto.\ntutte le case vicine erano a letto o in giro per le alture.\nerano a letto o si trovavano sulle alture. Cos\u00ec la guardia costiera in servizio sul lato orientale del porto, che \u00e8 subito accorsa\ndel porto, che corse subito al piccolo molo, fu il primo a salire a bordo.\na salire a bordo per primo. Gli uomini che lavoravano al faro di ricerca, dopo aver perlustrato l'ingresso del porto senza vedere\nl'ingresso del porto senza scorgere nulla, hanno poi puntato la luce sul\nluce sul relitto e la mantennero. Il guardacoste corse a poppa e\ne quando giunse accanto alla ruota, si chin\u00f2 per esaminarla e si ritrasse subito\ncome in preda a un'emozione improvvisa. Questo sembr\u00f2 stimolare la curiosit\u00e0 generale\ncuriosit\u00e0 generale e parecchie persone cominciarono a correre. \u00c8 una buona strada\ndalla West Cliff al ponte levatoio fino al molo di Tate Hill, ma il vostro corrispondente \u00e8 un buon corridore.\ncorrispondente \u00e8 un buon corridore e ha preceduto la folla.\nQuando sono arrivato, per\u00f2, ho trovato una folla gi\u00e0 radunata sul molo,\nche la guardia costiera e la polizia si sono rifiutate di far salire a bordo. Per\ncortesia del capo barca, mi \u00e8 stato permesso, come vostro corrispondente, di salire sul ponte.\ndi salire sul ponte e ho fatto parte di un piccolo gruppo che ha visto il marinaio morto mentre era\nmentre era legato alla ruota.\n\nNon c'\u00e8 da stupirsi che il guardacoste sia rimasto sorpreso, o addirittura sbigottito, perch\u00e9 non capita spesso di vedere uno spettacolo simile.\nnon capita spesso di vedere uno spettacolo simile. L'uomo era semplicemente legato\nmani, legate una sull'altra, a un raggio della ruota. Tra\ntra la mano interna e il legno c'era un crocifisso, mentre il set di perline su cui era fissato\nera fissato intorno ai polsi e alla ruota e il tutto era tenuto fermo dalle corde.\ncorde di legatura. Il poveretto poteva essere stato seduto un tempo, ma\nma lo sventolio e l'increspatura delle vele avevano attraversato il timone della ruota e l'avevano trascinato.\ndella ruota e lo aveva trascinato avanti e indietro, cos\u00ec che le corde con cui era legato\nerano legate avevano tagliato la carne fino all'osso. Fu presa nota accurata dello stato\nstato delle cose e un medico, il chirurgo J. M. Caffyn, al 33 di East Elliot Place, che mi segu\u00ec immediatamente.\nElliot Place, che \u00e8 arrivato subito dopo di me, ha dichiarato, dopo aver fatto un esame\nesame, che l'uomo doveva essere morto da circa due giorni. Nella sua\nin tasca c'era una bottiglia, accuratamente tappata, vuota tranne che per un piccolo rotolo di carta, che si \u00e8 rivelato essere l'additivo.\ncarta, che si rivel\u00f2 essere l'appendice del diario di bordo. La guardia costiera ha detto che\nche l'uomo doveva essersi legato le mani da solo, fissando i nodi con i denti.\ndenti. Il fatto che un guardacoste sia stato il primo a salire a bordo potrebbe risparmiare alcune\ncomplicazioni, in seguito, nel Tribunale dell'Ammiragliato; perch\u00e9 i guardiacoste non possono\nnon possono reclamare il salvataggio che spetta al primo civile che sale a bordo di un\nderelitto. Tuttavia, le lingue dei giuristi si stanno gi\u00e0 agitando e un giovane studente di diritto\nuno studente di giurisprudenza sostiene a gran voce che i diritti del proprietario sono gi\u00e0\ncompletamente sacrificati, in quanto la sua propriet\u00e0 \u00e8 detenuta in violazione degli\nstatuto di mortalit\u00e0, poich\u00e9 il timone, come emblema, se non prova, del possesso delegato, \u00e8 tenuto in un\npossesso delegato, \u00e8 tenuta in una _mano morta_. \u00c8 inutile dire che\nche il timoniere morto \u00e8 stato rimosso con riverenza dal luogo in cui\ndove ha mantenuto l'onore di vegliare e sorvegliare fino alla morte, una fermezza nobile come quella del giovane Casablanca.\nnobile come quella del giovane Casabianca - e collocato nella camera mortuaria in attesa dell'inchiesta.\nin attesa dell'inchiesta.\n\nL'improvvisa tempesta sta gi\u00e0 passando e la sua furia si sta attenuando;\nla folla si sta disperdendo verso casa e il cielo comincia ad arrossire sulle\nle colline dello Yorkshire. Invier\u00f2, in tempo per il vostro prossimo numero, ulteriori\ndettagli sulla nave abbandonata che \u00e8 riuscita a entrare miracolosamente in porto durante la tempesta.\nmiracolosamente in porto durante la tempesta.\n\n_Whitby_\n\nIl seguito dello strano arrivo del derelitto nella tempesta di ieri sera \u00e8 quasi pi\u00f9 sorprendente del fatto stesso.\ntempesta di ieri sera \u00e8 quasi pi\u00f9 sorprendente della cosa stessa. Si scopre che la goletta \u00e8\nche la goletta \u00e8 russa, di Varna, e si chiama _Demeter_.\nDemeter_. \u00c8 quasi interamente zavorrata di sabbia argentata, con solo una piccola quantit\u00e0 di carico.\nuna piccola quantit\u00e0 di carico, una serie di grandi casse di legno piene di muffa.\nQuesto carico \u00e8 stato consegnato a un avvocato di Whitby, il signor S. F. Billington, del numero 7 di The Crescent, che questa mattina si \u00e8 recato a bordo della nave.\n7, The Crescent, che questa mattina \u00e8 salito a bordo e ha formalmente preso\npossesso delle merci a lui consegnate. Anche il console russo,\nche agisce per conto del noleggiatore, ha preso formalmente possesso della nave e ha pagato tutte le tasse portuali, ecc.\ne ha pagato tutti i diritti portuali, ecc. Oggi non si parla d'altro che della\nstrana coincidenza; i funzionari del Board of Trade sono stati molto esigenti nel controllare\nsono stati molto esigenti nel verificare che fosse rispettata ogni\nregolamenti esistenti. Poich\u00e9 si tratta di un evento che durer\u00e0 nove giorni, sono evidentemente decisi a\nsono evidentemente determinati a fare in modo che non ci sia motivo di\nreclami. Il cane sbarcato al momento dell'impatto con la nave ha suscitato un grande interesse.\nsbarcato al momento dell'urto della nave, e pi\u00f9 di qualche membro dell'associazione S. S. \u00e8 stato interessato alla vicenda.\nS. P. C. A., che \u00e8 molto forte a Whitby, hanno cercato di fare amicizia con l'animale.\nanimale. Con grande delusione, per\u00f2, non \u00e8 stato trovato;\nsembra essere scomparso del tutto dalla citt\u00e0. \u00c8 possibile che si sia\nspaventato e si sia diretto verso la brughiera, dove \u00e8 ancora\ndove si nasconde ancora terrorizzato. Alcuni guardano con timore a questa possibilit\u00e0, per evitare che\npossibilit\u00e0, per timore che in seguito diventi di per s\u00e9 un pericolo, visto che\n\u00e8 evidentemente un bruto feroce. Stamattina presto un cane di grossa taglia, un mastino meticcio\nmastino di razza, appartenente a un commerciante di carbone vicino al molo di Tate Hill, \u00e8 stato trovato morto sulla strada\n\u00e8 stato trovato morto sulla carreggiata di fronte al cortile del suo padrone. Aveva combattuto,\ne, evidentemente, aveva avuto un avversario selvaggio, perch\u00e9 la sua gola era stata strappata,\ne il ventre era stato squarciato come da un artiglio selvaggio.\n\n       * * * * *\n\nPer la gentilezza dell'ispettore del Board of Trade, mi \u00e8 stato permesso di esaminare il giornale di bordo del\ndi bordo della _Demeter_, che era in ordine fino a tre giorni prima, ma non conteneva nulla di interessante.\nfino a tre giorni prima, ma non conteneva nulla di particolarmente interessante\nnulla di particolarmente interessante, se non per quanto riguarda i fatti relativi agli uomini scomparsi. L'interesse maggiore, tuttavia, \u00e8\n\u00e8 quello del foglio trovato nella bottiglia, che \u00e8 stato presentato oggi all'inchiesta.\ne una narrazione pi\u00f9 strana delle due che si sono succedute non mi \u00e8 mai capitata.\nnon mi \u00e8 mai capitato di incontrare. Poich\u00e9 non c'\u00e8 alcun motivo per\ndi occultamento, mi \u00e8 permesso di usarli e di conseguenza vi invio un rescritto, omettendo semplicemente i dettagli tecnici.\nrescritto, omettendo semplicemente i dettagli tecnici della marineria e del\nsupercargo. Sembra quasi che il capitano sia stato colto da una specie di\nuna specie di mania prima di essere entrato in mare aperto e che si sia sviluppata\nche questa si sia sviluppata in modo persistente durante il viaggio. Naturalmente la mia\nnaturalmente le mie affermazioni devono essere prese _cum grano_, dato che sto scrivendo dalla\ndettato da un impiegato del console russo, che ha gentilmente tradotto per me, dato che il tempo a disposizione era poco.\ntempo a disposizione.\n\n                         REGISTRO DEL DEMETRAGGIO.\n\n\n_Varna a Whitby._\n\n_Scritto il 18 luglio, sono accadute cose cos\u00ec strane che d'ora in poi ne terr\u00f2 accurata nota fino allo sbarco.\nun'annotazione accurata d'ora in poi finch\u00e9 non sbarcheremo.{\\i}\n\n       * * * * *\n\nIl 6 luglio abbiamo finito di imbarcare il carico, sabbia argentata e casse di terra.\nA mezzogiorno salpiamo. Vento da est, fresco. Equipaggio, cinque uomini ... due compagni,\ncuoco e io (capitano).\n\n       * * * * *\n\nL'11 luglio all'alba entra nel Bosforo. Imbarcata dai doganieri turchi.\nufficiali. Indietro. Tutto corretto. In partenza alle 16.00.\n\n       * * * * *\n\nIl 12 luglio attraverso i Dardanelli. Altri doganieri e la nave bandiera della\nsquadra di guardia. Di nuovo in marcia indietro. Lavoro degli ufficiali accurato, ma\nveloce. Vogliono che ce ne andiamo presto. Al tramonto siamo passati nell'Arcipelago.\n\n       * * * * *\n\nIl 13 luglio pass\u00f2 davanti a Capo Matapan. L'equipaggio era insoddisfatto di qualcosa.\nSembravano spaventati, ma non volevano parlare.\n\n       * * * * *\n\nIl 14 luglio era un po' in ansia per l'equipaggio. Gli uomini sono tutti gente stabile, che\nche hanno navigato con me in precedenza. Il compagno non riusciva a capire cosa non andasse; gli dicevano solo che c'era\ngli dicevano che c'era qualcosa, e si facevano il segno della croce. Il compagno perse le staffe\ncon uno di loro quel giorno e lo colp\u00ec. Ci si aspettava una lite feroce, ma\ntutto era tranquillo.\n\n       * * * * *\n\nIl 16 luglio il comandante rifer\u00ec al mattino che uno dei membri dell'equipaggio, Petrofsky, era\nscomparso. Non \u00e8 stato possibile spiegarlo. Ha fatto il turno di guardia a tribordo alle otto\nieri sera; \u00e8 stato sostituito da Abramoff, ma non \u00e8 andato in cuccetta. Gli uomini sono pi\u00f9\npi\u00f9 abbattuti che mai. Tutti hanno detto che si aspettavano qualcosa del genere, ma non hanno voluto dire di pi\u00f9\nma non hanno voluto dire altro se non che c'era qualcosa a bordo. Il comandante si stava\nimpaziente con loro; temeva che ci fossero problemi.\n\n       * * * * *\n\nIl 17 luglio, ieri, uno degli uomini, Olgaren, \u00e8 venuto nella mia cabina e, con aria stupita, mi ha confidato che pensava che ci fosse un uomo strano.\nin modo impressionato mi ha confidato che pensava che ci fosse un uomo strano a\na bordo della nave. Mi ha detto che durante il suo turno di guardia si era riparato\ndietro il ponte di coperta, perch\u00e9 c'era un temporale, quando vide un uomo alto e magro, che non assomigliava a nessuno,\nuomo alto e magro, che non assomigliava a nessuno dei membri dell'equipaggio, salire dalla passerella,\ne percorrere il ponte di prua, per poi scomparire. Lo segu\u00ec con cautela,\nma quando arriv\u00f2 a prua non trov\u00f2 nessuno e i boccaporti erano tutti chiusi.\nEra in preda a una paura superstiziosa e temo che il panico possa diffondersi.\ndiffondersi. Per placarlo, oggi perlustrer\u00f2 attentamente tutta la nave da\npoppa a tutta la nave.\n\n       * * * * *\n\nPi\u00f9 tardi, nel corso della giornata, riunii tutto l'equipaggio e dissi loro, dato che evidentemente pensavano che ci fosse qualcuno nella nave, che avremmo cercato a partire dalla\nevidentemente pensavano che ci fosse qualcuno nella nave, che avremmo cercato da\npoppa. Il primo ufficiale si arrabbi\u00f2; disse che era una follia, e che cedere a tali\nidee sciocche avrebbe demoralizzato gli uomini; disse che si sarebbe impegnato a tenerli fuori dai guai\ndi tenerli fuori dai guai con un bastone a mano. Gli permisi di prendere il timone, mentre gli altri\naltri iniziarono una ricerca approfondita, stando tutti vicini, con le lanterne: non lasciammo\nnessun angolo non controllato. Dato che c'erano solo le grandi casse di legno, non c'erano\nnon c'erano angoli strani dove un uomo potesse nascondersi. Gli uomini si sentirono molto sollevati quando\nricerca, e tornarono a lavorare allegramente. Il primo ufficiale guard\u00f2 male, ma non disse nulla.\nnon disse nulla.\n\n       * * * * *\n\n22 luglio_.- Tempo rigido negli ultimi tre giorni, e tutti gli uomini sono impegnati con le vele.\nvele, non c'\u00e8 tempo per spaventarsi. Gli uomini sembrano aver dimenticato la paura.\nIl compagno \u00e8 di nuovo allegro e tutti sono in buoni rapporti. Ha elogiato gli uomini per il lavoro\ntempo. Passato Gibralter e uscito dallo Stretto. Tutto bene.\n\n       * * * * *\n\n24 luglio_ - Sembra che questa nave sia in pericolo. Gi\u00e0 con una mano in meno,\ne sta entrando nel golfo di Biscaglia con un tempo selvaggio davanti a s\u00e9, eppure ieri sera\nnotte un altro uomo si \u00e8 perso, \u00e8 scomparso. Come il primo, \u00e8 uscito dal suo\nguardia e non \u00e8 stato pi\u00f9 visto. Gli uomini sono stati presi dal panico per la paura; hanno mandato un giro di\nchiedendo di fare il doppio turno di guardia, perch\u00e9 temono di rimanere soli. Compagno\narrabbiato. Temono che ci sia qualche problema, perch\u00e9 lui o gli uomini faranno\nviolenza.\n\n       * * * * *\n\n_28 luglio_.-Quattro giorni all'inferno, sbattendo in una specie di vortice,\ne il vento una tempesta. Nessuno ha dormito. Gli uomini sono tutti esausti. Quasi non\nquasi non sanno come fare l'orologio, visto che nessuno \u00e8 in grado di andare avanti. Il secondo ufficiale\nsi offre volontario per governare e fare la guardia, lasciando che gli uomini riescano a dormire qualche ora.\nIl vento sta diminuendo; il mare \u00e8 ancora terrificante, ma lo si sente meno perch\u00e9 la nave \u00e8 pi\u00f9 stabile.\npi\u00f9 stabile.\n\n       * * * * *\n\n29 luglio: un'altra tragedia. Stanotte abbiamo fatto un solo turno di guardia, perch\u00e9 l'equipaggio era troppo\nstanco per raddoppiare. Quando il turno di guardia mattutino \u00e8 arrivato in coperta non ha trovato nessuno\ntranne il timoniere. Si \u00e8 levato un grido e tutti sono saliti in coperta. Ricerca approfondita,\nma non si trova nessuno. Ora siamo senza secondo ufficiale e l'equipaggio \u00e8 nel panico. Il compagno\ne io abbiamo deciso di andare d'ora in poi armati e di aspettare qualsiasi segno di causa.\n\n       * * * * *\n\n30 luglio_.-Ieri sera. Siamo felici di essere vicini all'Inghilterra. Il tempo \u00e8 bello,\ntutte le vele sono spiegate. Mi sono ritirato stanco; ho dormito profondamente; sono stato svegliato dal compagno che mi diceva che\nche mancavano sia l'uomo di guardia che il timoniere. Sono rimasti solo io e il compagno e\ndue mani per lavorare sulla nave.\n\n       * * * * *\n\n_1 agosto_: due giorni di nebbia e nessuna vela avvistata. Speravo che, una volta nel\nManica di poter segnalare la presenza di aiuti o di arrivare da qualche parte.\nNon avendo la forza di far funzionare le vele, siamo costretti a correre davanti al vento. Non abbiamo osato abbassarle,\nperch\u00e9 non potremmo alzarle di nuovo. Sembra che stiamo andando alla deriva verso un terribile\ndestino. Il compagno \u00e8 ora pi\u00f9 demoralizzato di tutti gli altri uomini. La sua natura pi\u00f9 forte\nsembra aver lavorato interiormente contro se stesso. Gli uomini sono al di l\u00e0 della paura,\nlavorano stolidamente e pazientemente, con la mente pronta al peggio. Loro sono\nrussi, lui rohmano.\n\n       * * * * *\n\n2 agosto, mezzanotte_.-Si \u00e8 svegliato dopo pochi minuti di sonno sentendo un grido,\napparentemente fuori dal mio porto. Nella nebbia non si vedeva nulla. Mi sono precipitato sul ponte e\ne mi sono scontrato con il compagno di bordo. Mi dice di aver sentito il grido e di essere corso, ma non c'era traccia dell'uomo di guardia.\nguardia. Un altro se n'\u00e8 andato. Signore, aiutaci! Il compagno dice che dobbiamo aver superato lo Stretto di\ndi Dover, perch\u00e9 in un momento in cui la nebbia si \u00e8 alzata ha visto North Foreland, proprio mentre\nha sentito l'uomo gridare. Se \u00e8 cos\u00ec, ora siamo al largo del Mare del Nord, e\nsolo Dio pu\u00f2 guidarci nella nebbia, che sembra muoversi con noi; e Dio sembra averci abbandonato.\nsembra averci abbandonato.\n\n       * * * * *\n\n3 agosto_.- A mezzanotte sono andato a dare il cambio all'uomo al volante, ma quando sono arrivato non c'era nessuno.\nquando vi giunsi non trovai nessuno. Il vento era stabile, e mentre correvamo davanti a lui non c'era\ne mentre correvamo davanti ad esso non c'era imbardata. Non osai lasciarlo e gridai di chiamare il compagno.\ncompagno. Dopo pochi secondi si precipit\u00f2 sul ponte in flanella. Aveva\nsembrava stralunato e con gli occhi di fuori e temo che la sua ragione abbia ceduto.\nragione. Si avvicin\u00f2 a me e sussurr\u00f2 rauco, con la bocca all'orecchio, come se temesse che l'aria stessa potesse\nall'orecchio, come se temesse che l'aria stessa potesse sentire:  \u00c8 qui; lo so\nlo so, ora. Ieri sera, durante il turno di guardia, l'ho visto, come un uomo, alto e magro,\ne orribilmente pallido. Era a prua e guardava fuori. Mi sono insinuato dietro\ndietro di lui e gli ho dato il mio coltello; ma il coltello lo ha trapassato, vuoto come l'aria.\naria.  E mentre parlava prese il coltello e lo conficc\u00f2 selvaggiamente nel\nspazio. Poi continu\u00f2:  Ma \u00e8 qui e lo trover\u00f2. \u00c8 nella\nstiva, forse in una di quelle scatole. Le svito una ad una e vedo.\nvedere. Tu lavora al timone.  E, con un'occhiata di avvertimento e il dito sul\ndito sul labbro, scese sotto. Si stava alzando un vento agitato e non potevo lasciare il timone.\nnon potevo lasciare il timone. Lo vidi uscire di nuovo sul ponte con una cassetta degli attrezzi e una lanterna.\ne una lanterna e scendere dal boccaporto di prua. \u00c8 pazzo, completamente\npazzo furioso, ed \u00e8 inutile che cerchi di fermarlo. Non pu\u00f2 fare del male a quelle\nnon pu\u00f2 fare del male a quelle grandi scatole: sono fatturate come argilla e tirarle \u00e8 la cosa pi\u00f9 innocua che pu\u00f2 fare.\ninnocuo che possa fare. Quindi rimango qui, a badare al timone e a\nscrivere queste note. Posso solo confidare in Dio e aspettare che la nebbia si diradi.\nPoi, se non riuscir\u00f2 a dirigere verso nessun porto con il vento che c'\u00e8, taglier\u00f2 le vele e mi metter\u00f2 in attesa, e\nvele, mi sdraier\u00f2 e far\u00f2 un segnale di aiuto a....\n\n       * * * * *\n\nOrmai \u00e8 quasi tutto finito. Proprio quando stavo iniziando a sperare che il compagno\nche il compagno uscisse pi\u00f9 calmo - perch\u00e9 l'ho sentito bussare a qualcosa nella stiva.\nstiva, e il lavoro gli fa bene, ecco che dal boccaporto si \u00e8 levato un urlo improvviso e spaventato che mi ha fatto gelare il sangue,\nurlo spaventato che mi ha fatto gelare il sangue, e sul ponte \u00e8 arrivato come un colpo di pistola.\ncome se fosse stato colpito da un colpo di pistola: un pazzo furioso, con gli occhi spiritati e il volto convulso dalla paura.\nil volto convulso dalla paura.  Salvatemi! Salvatemi! grid\u00f2, e poi\nguard\u00f2 intorno alla coltre di nebbia. Il suo orrore si trasform\u00f2 in disperazione e, con voce ferma, disse\nvoce ferma disse:  \u00c8 meglio che venga anche lei, capitano, prima che sia\ntroppo tardi. Lui \u00e8 l\u00ec. Ora conosco il segreto. Il mare mi salver\u00e0\nda Lui, ed \u00e8 tutto ci\u00f2 che resta!  Prima che potessi dire una parola o\ndi dire una parola o di avanzare per afferrarlo, egli balz\u00f2 sul parapetto e si gett\u00f2 deliberatamente in mare.\nsi \u00e8 gettato in mare. Suppongo di conoscere anch'io il segreto, ora. \u00c8 stato\nquesto pazzo che si era liberato degli uomini uno per uno, e ora li ha seguiti lui stesso.\nli ha seguiti lui stesso. Dio mi aiuti! Come far\u00f2 a giustificare tutti questi\norrori quando arriver\u00f2 in porto? Quando arriver\u00f2 in porto! Sar\u00e0 mai cos\u00ec?\n\n       * * * * *\n\n_4 agosto._- Ancora nebbia, che l'alba non riesce a bucare. So che c'\u00e8\nl'alba perch\u00e9 sono un marinaio, altrimenti non so perch\u00e9. Non ho osato andare\nnon ho osato andare sotto, non ho osato lasciare il timone; cos\u00ec sono rimasto qui tutta la notte, e nella penombra della notte ho visto\nnella penombra della notte l'ho visto... Lui! Dio mi perdoni, ma il compagno aveva ragione\nragione a buttarsi in mare. Era meglio morire come un uomo; morire come un marinaio in\nmarinaio in acque blu nessuno pu\u00f2 obiettare. Ma io sono il capitano e non devo\nlasciare la mia nave. Ma sconfigger\u00f2 questo demone o mostro, perch\u00e9 legher\u00f2 le mie mani al\nle mie mani al timone quando le mie forze inizieranno a venir meno, e insieme a loro legher\u00f2 ci\u00f2 che Egli\nlegher\u00f2 anche ci\u00f2 che lui - lui! - non osa toccare; e allora, con il buon\nvento o meno, salver\u00f2 la mia anima e il mio onore di capitano. Sono\nsempre pi\u00f9 debole e la notte si avvicina. Se riesce a guardarmi in faccia\nfaccia, potrei non avere il tempo di agire.... Se facciamo naufragio, forse\nquesta bottiglia possa essere trovata, e chi la trova possa capire; se no... beh, allora tutti gli uomini capiranno,\n... beh, allora tutti gli uomini sapranno che sono stato fedele alla mia fiducia. Dio\ne la Beata Vergine e i santi aiutano una povera anima ignorante che cerca di fare il suo dovere.\ndi fare il suo dovere....\n\n       * * * * *\n\nNaturalmente il verdetto \u00e8 stato aperto. Non ci sono prove da addurre;\ne se l'uomo stesso abbia o meno commesso gli omicidi non c'\u00e8 ora\nnessuno che possa dirlo. La gente qui \u00e8 quasi universalmente convinta che il capitano sia semplicemente un eroe\nun eroe e che gli verr\u00e0 tributato un funerale pubblico. \u00c8 gi\u00e0 stato\nche il suo corpo venga portato con un treno di barche sull'Esk per un pezzo e poi riportato a casa.\nper un pezzo e poi riportato al molo di Tate Hill e sulla scalinata dell'abbazia.\ndell'abbazia, perch\u00e9 sar\u00e0 sepolto nel cimitero della chiesa sulla scogliera. I proprietari\ndi pi\u00f9 di cento imbarcazioni hanno gi\u00e0 dato il loro nome come\ndi seguirlo nella tomba.\n\nDel grande cane non \u00e8 mai stata trovata alcuna traccia; il fatto \u00e8 molto\nlutto, perch\u00e9, con l'opinione pubblica allo stato attuale, sarebbe stato, credo, adottato dalla citt\u00e0.\ncredo che sarebbe stato adottato dalla citt\u00e0. Domani ci sar\u00e0 il funerale; e cos\u00ec\nsi concluder\u00e0 questo ennesimo mistero del mare.\n\n\nIl Diario di Mina Murray.\n\n8 agosto._--Lucy \u00e8 stata molto inquieta per tutta la notte, e anch'io non sono riuscita a\ndormire. La tempesta era spaventosa e, mentre rimbombava forte tra i comignoli, mi faceva rabbrividire.\ncamini, mi faceva rabbrividire. Quando arrivava uno sbuffo acuto sembrava\ncome un cannone lontano. Stranamente Lucy non si svegli\u00f2, ma si alz\u00f2 due volte e si vest\u00ec.\ndue volte e si vest\u00ec. Fortunatamente, ogni volta mi svegliai in tempo e riuscii a svestirla senza svegliarla.\ne riuscii a spogliarla senza svegliarla e a riportarla a letto. \u00c8\n\u00e8 una cosa molto strana, questa camminata nel sonno, perch\u00e9 non appena la sua volont\u00e0 viene\nostacolata in qualche modo fisico, la sua intenzione, se c'\u00e8, scompare,\nscompare e si abbandona quasi esattamente alla routine della sua vita.\nvita.\n\nAl mattino presto ci alzammo entrambi e scendemmo al porto per vedere\nse fosse successo qualcosa durante la notte. C'era poca gente in giro,\ne anche se il sole era luminoso e l'aria limpida e fresca, le grandi onde dall'aspetto cupo, che sembravano scure perch\u00e9 la schiuma che si formava\nonde dall'aspetto cupo, che sembravano scure perch\u00e9 la schiuma che le ricopriva era\nche le sormontava era come neve, si facevano strada a forza attraverso la stretta imboccatura del porto.\ndel porto, come un uomo prepotente che attraversa la folla. In qualche modo\nmi sentivo felice che Jonathan non fosse in mare ieri sera, ma sulla terraferma. Ma,\nOh, \u00e8 sulla terra o sul mare? Dove si trova e come? Sto diventando terribilmente\nansiosa per lui. Se solo sapessi cosa fare e potessi fare qualcosa!\n\n       * * * * *\n\n_10 agosto._--Il funerale del povero capitano di mare di oggi \u00e8 stato molto\ntoccante. Tutte le barche del porto sembravano presenti e la bara \u00e8 stata portata dai capitani dal molo di Tate Hill fino al porto.\n\u00e8 stata portata dai capitani per tutta la strada dal molo di Tate Hill fino al cimitero.\ncimitero. Lucy \u00e8 venuta con me e siamo andati presto al nostro vecchio posto, mentre\nmentre la cortina di barche risaliva il fiume fino al viadotto e scendeva di nuovo.\ne scendevano di nuovo. Avevamo una bella vista e abbiamo visto la processione per quasi tutto il percorso.\nIl poveretto \u00e8 stato deposto vicino al nostro posto, tanto che quando \u00e8 arrivato il momento siamo rimasti in piedi e abbiamo visto tutto.\ncos\u00ec siamo rimasti in piedi quando \u00e8 arrivato il momento e abbiamo visto tutto. La povera Lucy sembrava molto turbata.\nEra sempre agitata e inquieta, e non posso non pensare che i suoi sogni notturni si stiano ripercuotendo su di lei.\nche i suoi sogni notturni le facciano male. \u00c8 piuttosto strana in una cosa:\nnon ammette che ci sia una causa di inquietudine; o se c'\u00e8, non la capisce.\nse c'\u00e8, lei stessa non lo capisce. C'\u00e8 un'ulteriore\ncausa il fatto che il povero vecchio Mr. Swales \u00e8 stato trovato morto questa mattina sul nostro\nsede, con il collo spezzato. Evidentemente, come ha detto il medico,\ncome ha detto il medico, era caduto sul sedile per una sorta di spavento, perch\u00e9 sul suo volto c'era uno sguardo di\npaura e di orrore sul suo volto che, secondo gli uomini, li ha fatti rabbrividire. Povero\ncaro vecchio! Forse aveva visto la Morte con i suoi occhi morenti! Lucy \u00e8 cos\u00ec\ndolce e sensibile che sente le influenze pi\u00f9 acutamente di quanto non facciano le altre persone.\npersone. Poco fa era piuttosto turbata da una piccola cosa che non ho\nnon ho prestato molta attenzione, sebbene io stessa sia molto appassionata di animali. Uno degli uomini\nche veniva spesso qui a cercare le barche era seguito dal suo cane.\nIl cane \u00e8 sempre con lui. Sono entrambi persone tranquille, e non ho mai visto l'uomo arrabbiato\nl'uomo arrabbiato, n\u00e9 ho mai sentito il cane abbaiare. Durante la funzione il cane non si\nnon si \u00e8 avvicinato al suo padrone, che era sul sedile con noi, ma si \u00e8 tenuto a pochi\na qualche metro di distanza, abbaiando e ululando. Il padrone gli parlava con dolcezza, poi\ncon dolcezza, poi con durezza, poi con rabbia, ma il cane non si avvicinava e non smetteva di fare rumore.\nrumore. Era una specie di furia, con gli occhi selvaggi e tutti i peli irti come il pelo di un gatto.\nirti come la coda di un gatto quando \u00e8 sul sentiero di guerra. Infine\nanche l'uomo si arrabbi\u00f2, salt\u00f2 gi\u00f9 e diede un calcio al cane, poi lo prese per la collottola.\npoi lo prese per la collottola e per met\u00e0 lo trascin\u00f2 e per met\u00e0 lo gett\u00f2 sulla\nsulla lapide su cui \u00e8 fissato il sedile. Nel momento in cui tocc\u00f2 la\npietra, la povera creatura si acquiet\u00f2 e si mise a tremare. Non cerc\u00f2\nnon cerc\u00f2 di scappare, ma si accovacci\u00f2, tremando e rannicchiandosi, ed era\nin uno stato di terrore cos\u00ec pietoso che cercai, anche se senza effetto,\ndi confortarlo. Anche Lucy era piena di piet\u00e0, ma non cerc\u00f2 di toccare il cane, ma lo guard\u00f2.\ndi toccare il cane, ma lo guardava con aria agonizzante. Temo fortemente\ntemo che sia di natura troppo sensibile per poter attraversare il mondo\nsenza problemi. Sono certa che stanotte se lo sogner\u00e0. Il\nagglomerato di cose: la nave guidata in porto da un uomo morto.\nun uomo morto; il suo atteggiamento, legato alla ruota con un crocifisso e delle perline; il commovente funerale; il cane, ora legato alla ruota\ncommovente funerale; il cane, ora furioso e ora terrorizzato...\nmateriale per i suoi sogni.\n\nPenso che sia meglio che vada a letto stanca fisicamente, quindi la porter\u00f2 a fare una lunga passeggiata lungo la scogliera\nla porter\u00f2 a fare una lunga passeggiata lungo le scogliere fino alla baia di Robin Hood e poi\nRobin Hood e ritorno. A quel punto non dovrebbe avere molta voglia di camminare nel sonno.\n\n\n\n\nCAPITOLO VIII\n\nDIARIO DI MINA MURRAY\n\n\nLo stesso giorno, alle 11 di sera... Oh, ma sono stanca! Se non fosse che ho\nse non fosse che ho fatto del mio diario un dovere, non lo aprirei stasera. Abbiamo fatto una bella\npasseggiata. Lucy, dopo un po', era di buon umore, grazie, credo, ad alcune care mucche che si avvicinavano ficcanti\ncare mucche che ci sono venute incontro in un campo vicino al faro,\ne ci hanno spaventato a morte. Credo che abbiamo dimenticato tutto\ntranne, ovviamente, le paure personali, e sembrava che la lavagna fosse pulita\ne ci fece ricominciare da capo. Abbiamo preso un t\u00e8 severo a Robin Hood s\nRobin Hood's Bay, in una piccola locanda vecchio stile, con una finestra a prua che dava proprio sulle\nsulle rocce ricoperte di alghe della spiaggia. Credo che avremmo dovuto\nsconvolgere la Nuova Donna con i nostri appetiti. Gli uomini sono pi\u00f9 tolleranti, benedetti\nloro! Poi ci incamminammo verso casa con alcune, anzi molte, soste per riposare,\ne con il cuore pieno di una costante paura dei tori selvaggi. Lucy era\nLucy era davvero stanca e avevamo intenzione di andare a letto il prima possibile.\nArriv\u00f2 per\u00f2 il giovane curato e la signora Westenra gli chiese di restare per cena.\nper cena. Lucy e io abbiamo litigato con il mugnaio polveroso; so che \u00e8 stata una lotta dura per me.\nSo che \u00e8 stata una lotta dura da parte mia, e sono piuttosto eroica. Penso che\nun giorno i vescovi debbano riunirsi e pensare di allevare una nuova\nclasse di curati, che non accettano la cena, per quanto possano essere\nche non prendono la cena, per quanto possano essere costretti a farlo, e che sanno quando le ragazze sono stanche. Lucy dorme e\nrespira dolcemente. Ha le guance pi\u00f9 colorite del solito e sembra\nsembra cos\u00ec dolce. Se il signor Holmwood si fosse innamorato di lei vedendola\nsolo in salotto, mi chiedo cosa direbbe se la vedesse ora.\nAlcune delle scrittrici di New Women un giorno faranno nascere l'idea che uomini e donne dovrebbero\ndonne dovrebbero vedersi addormentati prima di fare una proposta o di accettare.\naccettare. Ma suppongo che in futuro la Nuova Donna non si accontenter\u00e0 di\naccettare; sar\u00e0 lei stessa a fare la proposta. E far\u00e0 anche un bel lavoro!\ndi questo lavoro! Questo mi consola. Sono cos\u00ec felice stasera,\nperch\u00e9 la cara Lucy sembra stare meglio. Credo davvero che abbia girato l'angolo\ne che abbiamo superato i suoi problemi con i sogni. Sarei molto\nfelice se solo sapessi se Jonath.... Dio lo benedica e lo protegga.\n\n       * * * * *\n\n11 agosto, 3 del mattino _--Diario di nuovo. Non riesco a dormire ora, quindi potrei anche scrivere.\nSono troppo agitata per dormire. Abbiamo avuto una tale avventura, una tale\nesperienza straziante. Mi sono addormentata non appena ho chiuso il diario....\nImprovvisamente mi sono svegliata di soprassalto e mi sono alzata a sedere, con un terribile senso di paura e di\ndi paura e di una sensazione di vuoto intorno a me. La stanza era buia,\ncos\u00ec non riuscivo a vedere il letto di Lucy; attraversai il letto e la cercai. Il letto\nera vuoto. Accesi un fiammifero e scoprii che non era nella stanza. La porta\nporta era chiusa, ma non a chiave, come l'avevo lasciata. Temevo di svegliare sua\nmadre, che ultimamente \u00e8 stata pi\u00f9 che mai malata, cos\u00ec mi misi dei vestiti e mi preparai a cercarla.\nvestiti e mi preparai a cercarla. Mentre uscivo dalla stanza mi venne in mente\nmi \u00e8 venuto in mente che gli abiti che indossava avrebbero potuto darmi qualche indizio sulle sue\nintenzione di sognare. La vestaglia avrebbe significato la casa; il vestito, l'esterno.\nVestaglia e vestito erano entrambi al loro posto.  Grazie a Dio, mi dissi\nnon pu\u00f2 essere lontana, perch\u00e9 \u00e8 solo in camicia da notte.  Corsi\nal piano di sotto e guardai in salotto. Non c'era! Poi ho guardato in\nin tutte le altre stanze aperte della casa, con una paura sempre pi\u00f9 crescente\nche mi agghiacciava il cuore. Infine arrivai alla porta del corridoio e la trovai aperta. Non era\nnon era spalancata, ma il fermo della serratura non si era incastrato. Le persone\ndella casa sono attente a chiudere la porta a chiave ogni sera, quindi temevo che\nLucy dovesse essere uscita cos\u00ec com'era. Non c'era tempo per pensare a cosa\ncosa sarebbe potuto accadere; una paura vaga e opprimente oscurava tutti i dettagli. Presi un\nscialle pesante e corsi fuori. L'orologio segnava l'una mentre mi trovavo nella\nCrescent, e non c'era anima viva in vista. Corsi lungo la North\nTerrazza Nord, ma non vidi alcuna traccia della figura bianca che mi aspettavo. Al\nscogliera ovest, sopra il molo, guardai attraverso il porto fino alla\nscogliera orientale, nella speranza o nella paura - non so quale delle due - di vedere Lucy\nnel nostro posto preferito. C'era una luminosa luna piena, con pesanti nuvole nere,\nnuvole, che trasformavano l'intera scena in un fugace diorama di luci e ombre.\nluce e ombra mentre navigavano. Per un momento o due non riuscivo a vedere\nnulla, poich\u00e9 l'ombra di una nuvola oscurava la chiesa di St.\nchiesa di St. Mary e tutto ci\u00f2 che la circondava. Poi, mentre la nuvola passava, ho potuto vedere le rovine dell'abbazia\ndell'abbazia; e mentre il bordo di una stretta striscia di luce, affilata come il taglio di una spada, si muoveva\ntagliata da una spada, la chiesa e il cimitero divennero gradualmente visibili.\nvisibili. Qualunque fosse la mia aspettativa, non fu delusa, poich\u00e9\nsul nostro sedile preferito, la luce argentata della luna colpiva una figura semisdraiata, innevata e\nfigura semisdraiata, bianca come la neve. L'arrivo della nuvola fu troppo\ntroppo veloce per poter vedere molto, perch\u00e9 l'ombra si \u00e8 chiusa sulla luce quasi subito.\nluce quasi subito; ma mi sembr\u00f2 che qualcosa di oscuro si trovasse dietro\ndietro il sedile dove brillava la figura bianca e si chinasse su di essa. Che cosa fosse,\nuomo o bestia, non saprei dire; non aspettai di dare un'altra occhiata, ma scesi di corsa gi\u00f9 dalla\nsguardo, ma volai gi\u00f9 per i ripidi gradini fino al molo e lungo la\nmercato del pesce fino al ponte, che era l'unico modo per raggiungere l'East Cliff.\nCliff. La citt\u00e0 sembrava morta, perch\u00e9 non vedevo anima viva; mi rallegrai che fosse cos\u00ec, perch\u00e9 volevo\nche fosse cos\u00ec, perch\u00e9 non volevo alcun testimone delle condizioni della povera Lucy. Il tempo e la distanza\ntempo e la distanza sembravano infiniti, e le ginocchia mi tremavano e il respiro mi veniva affannato\ntremavano le ginocchia e il respiro si faceva affannoso mentre salivo gli interminabili gradini che portavano all'abbazia. Dovevo essere\neppure mi sembrava che i miei piedi fossero appesantiti dal piombo, e come se ogni articolazione della\npiombo e come se ogni articolazione del mio corpo fosse arrugginita. Quando arrivai quasi\nin cima, riuscii a vedere il seggio e la figura bianca, perch\u00e9 ormai ero abbastanza vicino da distinguerla anche attraverso la\nabbastanza vicino da poterla distinguere anche attraverso gli incantesimi dell'ombra. C'era\nc'era indubbiamente qualcosa, lungo e nero, che si chinava sulla figura bianca\nfigura bianca semisdraiata. Chiamai spaventata: \"Lucy! Lucy! e\nqualcosa sollev\u00f2 la testa e da dove mi trovavo potei vedere un volto bianco\ne occhi rossi e scintillanti. Lucy non rispose e io corsi verso l'ingresso del cimitero.\nall'ingresso del cimitero. Quando entrai, la chiesa era tra me e il sedile.\nla chiesa era tra me e il sedile e per circa un minuto la persi di vista. Quando tornai in vista\nvista di nuovo la nuvola era passata e la luce della luna colpiva in modo cos\u00ec brillante\nche riuscii a vedere Lucy semisdraiata con la testa appoggiata allo schienale del sedile.\ndel sedile. Era completamente sola e non c'era segno di alcun essere vivente in\ndi alcun essere vivente.\n\nQuando mi chinai su di lei, vidi che stava ancora dormendo. Le sue labbra\nlabbra erano dischiuse e respirava... non dolcemente come al solito con lei, ma con lunghi e pesanti rantoli.\nlunghi e pesanti rantoli, come se si sforzasse di riempire i polmoni a ogni\nrespiro. Quando mi avvicinai, alz\u00f2 una mano nel sonno e si tir\u00f2 il colletto della camicia da notte\ncolletto della camicia da notte intorno alla gola. Mentre lo faceva\nun piccolo brivido la attravers\u00f2, come se sentisse il freddo. I\nle gettai addosso il caldo scialle e ne strinsi i lembi intorno al collo,\nperch\u00e9 temevo che l'aria della notte le provocasse un freddo mortale,\nsenza vestiti com'era. Temevo di svegliarla subito, cos\u00ec, per avere le mani libere per\navere le mani libere per poterla aiutare, le fissai lo scialle alla gola con una\nscialle alla gola con una grossa spilla da balia; ma devo essere stato maldestro nella mia ansia\ne l'ho pizzicata o pungolata, perch\u00e9 poi, quando il suo respiro \u00e8 diventato pi\u00f9 tranquillo, ha messo la mano\nrespiro divenne pi\u00f9 tranquillo, si port\u00f2 di nuovo la mano alla gola e gemette. Quando\nl'avevo avvolta con cura, le misi le scarpe ai piedi e cominciai a svegliarla molto\nmolto delicatamente a svegliarla. All'inizio non rispose, ma a poco a poco divenne sempre pi\u00f9\nsempre pi\u00f9 inquieta nel sonno, gemendo e sospirando di tanto in tanto.\ndi tanto in tanto. Alla fine, dato che il tempo passava in fretta e, per molte altre ragioni, desideravo portarla a casa.\nper molte altre ragioni, volevo portarla subito a casa, la scossi con pi\u00f9 forza,\nfinch\u00e9 alla fine apr\u00ec gli occhi e si svegli\u00f2. Non sembrava sorpresa di vedermi\ndi vedermi, perch\u00e9, ovviamente, non si era resa conto subito di dove si trovava.\nLucy si sveglia sempre in modo grazioso, e anche in un momento come questo, in cui il suo corpo deve essere stato\nfreddo e la sua mente era in qualche modo sconvolta dal fatto di svegliarsi\ndi notte in un cimitero, non perse la sua grazia. Tremava un po' e si aggrappava\ntrem\u00f2 un po' e si strinse a me; quando le dissi di venire subito con me a casa, si alz\u00f2 senza dire una parola.\nQuando le dissi di venire subito a casa con me, si alz\u00f2 senza dire una parola, con l'obbedienza di una bambina. Mentre\nstrada, la ghiaia mi fece male ai piedi e Lucy si accorse che trasalivo. Si\nSi ferm\u00f2 e volle insistere perch\u00e9 mi togliessi le scarpe, ma io non volli.\nTuttavia, quando arrivammo al vialetto fuori dal cimitero, dove c'era una pozza d'acqua\nc'era una pozzanghera d'acqua, residuo della tempesta, mi sono sporcato i piedi di\nfango, usando ogni piede a turno sull'altro, in modo che, mentre tornavamo a casa, nessuno, nel caso in cui avessimo incontrato qualcuno, avrebbe\nnessuno, in caso di incontro, notasse i miei piedi nudi.\n\nLa fortuna ci ha favorito e siamo tornati a casa senza incontrare nessuno. Una volta abbiamo visto\nun uomo, che non sembrava del tutto sobrio, che passava per una strada di fronte a noi; ma ci siamo nascosti in una porta finch\u00e9 non \u00e8 sparito da un'apertura come quella\nma ci siamo nascosti in una porta finch\u00e9 non \u00e8 scomparso in un'apertura come quelle che ci sono qui.\ncome ce ne sono qui, piccole e ripide chiusure, o wynd, come le chiamano in Scozia.\nScozia. Il mio cuore batteva cos\u00ec forte che a volte pensavo di svenire.\ndi svenire. Ero in ansia per Lucy, non solo per la sua salute, ma anche per\nsalute, per evitare che soffrisse a causa dell'esposizione, ma per la sua reputazione\nnel caso in cui la storia si fosse diffusa. Quando entrammo, ci lavammo i piedi e dicemmo una preghiera di\npiedi e dopo aver detto insieme una preghiera di ringraziamento, le rimboccai le coperte.\nletto. Prima di addormentarsi mi chiese, anzi mi implor\u00f2, di non dire una parola a nessuno, nemmeno a sua madre.\na nessuno, nemmeno a sua madre, della sua avventura nel sonno. I\nall'inizio esitai a prometterlo; ma pensando allo stato di salute di sua madre e a come la conoscenza di questa\ndi salute di sua madre, e a come la conoscenza di una cosa del genere l'avrebbe spaventata,\ne pensando anche a come una storia del genere avrebbe potuto essere distorta - anzi,\ninfallibilmente, nel caso in cui fosse trapelata, pensai che fosse pi\u00f9 saggio farlo.\ncos\u00ec. Spero di aver fatto bene. Ho chiuso la porta a chiave e la chiave \u00e8 legata al mio polso.\nal polso, cos\u00ec forse non sar\u00f2 pi\u00f9 disturbata. Lucy sta dormendo\nLucy dorme profondamente; il riflesso dell'alba \u00e8 alto e lontano sul mare....\n\n       * * * * *\n\nLo stesso giorno, a mezzogiorno... Tutto va bene. Lucy ha dormito fino a quando non l'ho svegliata e sembra che\nnon ha nemmeno cambiato lato. L'avventura della notte non sembra averle\nnon sembra averle fatto male; al contrario, le ha giovato, perch\u00e9 stamattina sta meglio\nstamattina ha un aspetto migliore di quello che ha avuto per settimane. Mi \u00e8 dispiaciuto notare\nche la mia goffaggine con la spilla di sicurezza l'abbia ferita. In effetti, avrebbe potuto\nessere grave, perch\u00e9 la pelle della gola \u00e8 stata perforata. Devo aver\nun pezzetto di pelle libera e l'ho trafitta, perch\u00e9 ci sono due piccoli punti rossi come punture di spillo.\ndue piccoli punti rossi come punture di spillo, e sulla fascia della camicia da notte\nc'era una goccia di sangue. Quando mi sono scusata e mi sono preoccupata, lei ha riso e mi ha accarezzato.\nQuando mi sono scusata e mi sono preoccupata, lei ha riso e mi ha accarezzato, dicendo che non l'aveva nemmeno sentito. Fortunatamente\nfortunatamente non pu\u00f2 lasciare cicatrici, perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec piccolo.\n\n       * * * * *\n\nAbbiamo trascorso una giornata felice. L'aria era limpida e il\nsole, e c'era una fresca brezza. Abbiamo portato il nostro pranzo a Mulgrave\nLa signora Westenra ha guidato lungo la strada e Lucy e io abbiamo camminato lungo la\nsentiero della scogliera e la raggiungemmo al cancello. Mi sentivo un po' triste, perch\u00e9\nNon potevo non pensare a quanto sarebbe stato assolutamente felice se Jonathan fosse stato con me.\nJonathan fosse stato con me. Ma ecco! Devo solo avere pazienza. La sera\npasseggiammo sulla terrazza del Casin\u00f2, ascoltammo un po' di buona musica di Spohr e\ne Mackenzie, e siamo andati a letto presto. Lucy sembra pi\u00f9 riposata di quanto\nda tempo, e si \u00e8 addormentata subito. Chiuder\u00f2 la porta\ne metter\u00f2 al sicuro la chiave come prima, anche se non mi aspetto nessun\nproblemi stanotte.\n\n       * * * * *\n\n12 agosto._--Le mie aspettative erano sbagliate, perch\u00e9 per due volte durante la notte sono stato svegliato da Lucy che cercava di uscire.\nsono stato svegliato da Lucy che cercava di uscire. Sembrava che, anche nel sonno, fosse\nun po' impaziente di trovare la porta chiusa, e torn\u00f2 a letto\ncon una sorta di protesta. Mi svegliai con l'alba e sentii gli uccelli cinguettare fuori dalla finestra.\ncinguettare fuori dalla finestra. Anche Lucy si svegli\u00f2 e, fui felice di vedere,\nche stava ancora meglio della mattina precedente. Tutta la sua vecchia allegria di\nmodi di fare sembravano essere tornati, e venne ad accoccolarsi accanto a me\ne mi raccont\u00f2 tutto di Arthur. Le dissi quanto fossi in ansia per\nJonathan, e lei cerc\u00f2 di confortarmi. Ebbene, ci riusc\u00ec\nun po', perch\u00e9, anche se la compassione non pu\u00f2 alterare i fatti, pu\u00f2 contribuire a renderli pi\u00f9\npi\u00f9 sopportabili.\n\n       * * * * *\n\n13 agosto - Un'altra giornata tranquilla, e a letto con la chiave al polso come prima.\ncome prima. Di nuovo mi svegliai di notte e trovai Lucy seduta nel letto,\nancora addormentata, che indicava la finestra. Mi alzai silenziosamente e, scostando la tenda, guardai fuori.\nscostando la tenda, guardai fuori. La luna era brillante e l'effetto morbido della luce\neffetto morbido della luce sul mare e sul cielo, fusi insieme in un grande e silenzioso mistero,\nmistero silenzioso, era bello oltre ogni dire. Tra me e la luce della luna\nsvolazzava un grande pipistrello, che andava e veniva in grandi cerchi vorticosi. Una o due volte\nuna o due volte si avvicin\u00f2, ma, suppongo, si spavent\u00f2 nel vedermi,\ne vol\u00f2 via attraverso il porto verso l'abbazia. Quando tornai\ndalla finestra Lucy si era sdraiata di nuovo e dormiva tranquillamente.\nNon si mosse pi\u00f9 per tutta la notte.\n\n       * * * * *\n\n14 agosto _--Sulla scogliera orientale, leggendo e scrivendo tutto il giorno. Lucy sembra\nLucy sembra essersi innamorata di questo posto quanto me, ed \u00e8 difficile allontanarla quando\ndifficile allontanarla quando \u00e8 ora di tornare a casa per il pranzo, il t\u00e8 o la cena.\ncena. Questo pomeriggio ha fatto un'osservazione divertente. Stavamo tornando a casa per\ncena, eravamo arrivati in cima alla scalinata che sale dal West Pier e ci siamo fermati a guardare il panorama.\ne ci siamo fermati a guardare il panorama, come facciamo di solito. Il sole al tramonto, basso\nbasso nel cielo, si stava abbassando dietro Kettleness; la luce rossa si proiettava sulla East Cliff.\nluce rossa si proiettava sulla scogliera orientale e sulla vecchia abbazia, e sembrava avvolgere tutto\ntutto in un bellissimo bagliore rosato. Rimanemmo in silenzio per un po' e\nall'improvviso Lucy mormor\u00f2 come se fosse a se stessa\n\n Ancora i suoi occhi rossi! Sono sempre gli stessi.  Era un'espressione cos\u00ec strana\nstrana espressione, che non arriva a proposito di nulla, che mi ha fatto trasalire. I\nmi sono girata un po', in modo da vedere bene Lucy senza sembrare di fissarla\ne vidi che era in uno stato di semi-sogno, con uno strano sguardo sul\nviso che non riuscivo a distinguere; cos\u00ec non dissi nulla, ma seguii i suoi occhi.\nseguire i suoi occhi. Sembrava che stesse guardando il nostro stesso posto,\ndove c'era una figura scura seduta da sola. Anch'io rimasi un po' sbigottito,\nperch\u00e9 per un istante mi sembr\u00f2 che lo straniero avesse grandi occhi come\nfiamme ardenti; ma una seconda occhiata dissip\u00f2 l'illusione. La luce rossa\nluce rossa del sole splendeva sulle finestre della chiesa di St.\ne quando il sole si abbassava, la rifrazione e il riflesso cambiavano a sufficienza da renderla\nrifrazione e di riflessione da far sembrare che la luce si muovesse. I\nLucy ha attirato la sua attenzione su questo effetto particolare e lei si \u00e8\ncon un sussulto, ma aveva lo stesso un'aria triste; forse pensava a quella terribile notte lass\u00f9.\nForse pensava a quella terribile notte lass\u00f9. Non ne parliamo mai; cos\u00ec non dissi nulla e tornammo a casa\nnon dissi nulla e andammo a casa a cenare. Lucy aveva mal di testa e and\u00f2\na letto presto. La vidi addormentata e uscii anch'io per una piccola passeggiata;\nCamminavo lungo le scogliere verso ovest, ed ero piena di dolce tristezza, perch\u00e9 pensavo al\ntristezza, perch\u00e9 pensavo a Jonathan. Quando tornai a casa - era allora\nluna luminosa, cos\u00ec luminosa che, anche se la facciata della nostra parte della\nCrescent fosse in ombra, tutto poteva essere ben visto, gettai uno sguardo\nalla nostra finestra e vidi la testa di Lucy sporgersi. Ho pensato che\nche forse mi stesse guardando, cos\u00ec aprii il fazzoletto e lo sventolai.\ne lo sventolai. Lei non se ne accorse e non fece alcun movimento. Proprio in quel momento,\nla luce della luna si insinuava in un angolo dell'edificio e la luce cadeva sulla finestra.\nsulla finestra. Si vedeva distintamente Lucy con la testa appoggiata al\ndavanzale della finestra e gli occhi chiusi. Dormiva profondamente e\naccanto a lei, seduto sul davanzale, c'era qualcosa che sembrava un\nun uccello di buone dimensioni. Temevo che le venisse un raffreddore, cos\u00ec sono corsa di sopra,\nma quando entrai nella stanza lei stava tornando al suo letto,\naddormentata e respirava pesantemente; si teneva la mano alla gola,\ncome per proteggersi dal freddo.\n\nNon l'ho svegliata, ma le ho rimboccato le coperte; ho fatto in modo che la porta fosse chiusa a chiave e la finestra ben chiusa.\nche la porta sia chiusa a chiave e la finestra ben fissata.\n\nHa un aspetto cos\u00ec dolce quando dorme; ma \u00e8 pi\u00f9 pallida di quanto non lo sia di solito, e\ne sotto gli occhi ha un'espressione stanca e affaticata che non mi piace. I\ntemo che sia agitata per qualcosa. Vorrei poter scoprire di cosa si tratta.\ncosa.\n\n       * * * * *\n\n_15 agosto._--Rosa pi\u00f9 tardi del solito. Lucy era languida e stanca e\ne ha continuato a dormire dopo che siamo stati chiamati. Abbiamo avuto una felice sorpresa a colazione.\nIl padre di Arthur sta meglio e vuole che il matrimonio avvenga presto. Lucy\nLucy \u00e8 piena di gioia tranquilla e sua madre \u00e8 felice e dispiaciuta allo stesso tempo. Pi\u00f9 tardi\npi\u00f9 tardi mi ha raccontato la causa. \u00c8 addolorata di perdere Lucy come se fosse la sua\nLucy come una persona tutta sua, ma si rallegra del fatto che presto avr\u00e0 qualcuno che la\nche la protegga. Povera cara, dolce signora! Mi ha confidato di aver ricevuto\nla sua condanna a morte. Non l'ha detto a Lucy e mi ha fatto promettere il segreto;\nil suo medico le ha detto che entro pochi mesi, al massimo, dovr\u00e0 morire, perch\u00e9\nil suo cuore si sta indebolendo. In qualsiasi momento, anche adesso, uno shock improvviso sarebbe\nquasi sicuramente la ucciderebbe. Ah, siamo stati saggi a tenerle nascosta la vicenda della\nla terribile notte in cui Lucy ha camminato nel sonno.\n\n       * * * * *\n\n17 agosto - Nessun diario per due giorni interi. Non ho avuto il coraggio di\nscrivere. Sembra che una specie di ombra stia calando sulla nostra felicit\u00e0.\nNessuna notizia da Jonathan, e Lucy sembra indebolirsi, mentre le ore di sua madre si fanno sempre pi\u00f9\nmadre sta per finire le sue ore. Non capisco perch\u00e9 Lucy\nLucy si stia spegnendo come sta facendo. Mangia bene, dorme bene e si gode l'aria fresca.\nl'aria fresca; ma nel frattempo le rose delle sue guance si affievoliscono, e\ngiorno dopo giorno diventa sempre pi\u00f9 debole e languida; di notte la sento ansimare come se cercasse aria.\ncome se cercasse aria. Di notte tengo la chiave della nostra porta sempre allacciata al polso, ma lei si alza e cammina.\ndi notte, ma lei si alza e cammina per la stanza e si siede alla finestra aperta.\nfinestra aperta. La scorsa notte l'ho trovata affacciata al mio risveglio e quando ho cercato di svegliarla non ci sono riuscita.\nquando ho cercato di svegliarla, non ci sono riuscita: era svenuta. Quando sono riuscita a\nquando sono riuscito a recuperarla era debole come l'acqua e piangeva in silenzio tra lunghe e dolorose lotte per respirare,\ndolorose lotte per respirare. Quando le chiesi come fosse arrivata alla finestra, scosse la testa e si volt\u00f2\nfinestra ha scosso la testa e si \u00e8 allontanata. Confido che il suo malessere\nnon sia dovuto alla sfortunata puntura della spilla di sicurezza. Le ho guardato la gola\nHo guardato la sua gola proprio ora, mentre dormiva, e le piccole ferite non sembrano essersi rimarginate.\nSono ancora aperte e, se non altro, pi\u00f9 grandi di prima, e i bordi sono leggermente bianchi.\nbordi sono leggermente bianchi. Sono come piccoli punti bianchi con\nrossi al centro. Se non guariscono nel giro di uno o due giorni, insister\u00f2 perch\u00e9 il\nmedico per vederle.\n\n\nLettera di Samuel F. Billington & Son, Solicitors, Whitby, a Messrs.\nCarter, Paterson & Co., Londra._\n\n 17 agosto.\n\n Gentili Signori,--\n\n Con la presente si prega di ricevere la fattura della merce inviata dalla Great Northern\nRailway. Gli stessi devono essere consegnati a Carfax, vicino a Purfleet, immediatamente\nal ricevimento alla stazione merci di King s Cross. La casa \u00e8 attualmente vuota,\nma in allegato troverete le chiavi, tutte etichettate.\n\n Vi preghiamo di depositare le scatole, in numero di cinquanta, che formano la\nche formano la spedizione, nell'edificio parzialmente in rovina che fa parte della casa\ne contrassegnato con la lettera A nel diagramma approssimativo allegato. Il vostro agente riconoscer\u00e0 facilmente\nil vostro agente riconoscer\u00e0 facilmente il luogo, in quanto si tratta dell'antica cappella del palazzo. La merce\nLa merce parte con il treno alle 9:30 di questa sera e arriver\u00e0 a King s\nCross alle 4:30 di domani pomeriggio. Poich\u00e9 il nostro cliente desidera che la consegna\nconsegna il pi\u00f9 presto possibile, vi saremo grati se le vostre squadre saranno pronte a King's Cross\na King s Cross all'ora indicata e di trasportare immediatamente la merce a destinazione.\ndestinazione. Al fine di evitare eventuali ritardi dovuti a richieste di pagamento\ndi pagamento nei vostri reparti, alleghiamo un assegno di dieci sterline ( 10)\ndi dieci sterline ( 10), di cui vi preghiamo di accusare ricevuta.\nSe la spesa \u00e8 inferiore a questo importo, potete restituire il saldo; se \u00e8 superiore, invieremo subito l'assegno.\nse superiore, invieremo subito l'assegno per la differenza, non appena avremo notizie\ndi un assegno per la differenza. Al momento della partenza, le chiavi devono essere lasciate nella sala principale della casa, dove il proprietario potr\u00e0\ncasa, dove il proprietario potr\u00e0 prenderle quando entrer\u00e0 in casa con il\ncon il suo duplicato.\n\n Vi preghiamo di non pensare che stiamo oltrepassando i limiti della cortesia commerciale nel\nnel farvi pressione in tutti i modi affinch\u00e9 usiate la massima sollecitudine.\n\nLo siamo, cari signori,\n\n Fedelmente vostro,\n\n SAMUEL F. BILLINGTON & FIGLIO. _\n\n\nLettera dei signori Carter, Paterson & Co. di Londra ai signori Billington & Son di Whitby.\nSon, Whitby._\n\n _21 agosto._\n\n Gentili Signori,--\n\n Si prega di riconoscere 10 ricevute e di restituire l'assegno 1 17s. 9d,\nimporto dell'eccedenza, come indicato nel conto ricevuto con la presente. La merce \u00e8\nconsegnata esattamente secondo le istruzioni, e le chiavi sono state lasciate nel pacco\nnella sala principale, come indicato.\n\n Lo siamo, cari signori,\n\n Con tutto il rispetto.\n\n CARTER, PATERSON & CO.\n\n\nIl Diario di Mina Murray.\n\n_18 agosto._--Sono felice oggi, e scrivo seduto sul sedile del sagrato.\nsagrato della chiesa. Lucy sta sempre meglio. Ieri sera ha dormito bene tutta\nnotte e non mi ha disturbato nemmeno una volta. Sembra che le rose stiano gi\u00e0 tornando\nsulle sue guance, anche se \u00e8 ancora tristemente pallida e dall'aspetto malandato. Se fosse\nse fosse in qualche modo un micromane potrei capirlo, ma non lo \u00e8. \u00c8 di\n\u00e8 di buon umore, piena di vita e di allegria. Tutta la morbosa reticenza\nreticenza morbosa sembra essere passata da lei, e mi ha appena ricordato, come se avessi bisogno di ricordarlo, di\nse avessi bisogno di ricordarlo, di _quella_ notte, e che proprio qui, su questo\nsedile, l'ho trovata addormentata. Mentre me lo raccontava, picchiettava giocosamente con\ncon il tacco dello stivale sulla lastra di pietra e disse:--\n\n I miei poveri piedini non facevano molto rumore allora! Oserei dire che il povero vecchio Mr.\nSwales mi avrebbe detto che era perch\u00e9 non volevo svegliare\nGeordie.  Siccome era di umore cos\u00ec comunicativo, le chiesi se avesse\naveva sognato quella notte. Prima che rispondesse, sulla sua fronte apparve quel dolce sguardo\nsguardo sulla sua fronte, che Arthur - lo chiamo Arthur per la sua abitudine - dice di amare.\ndice di amare; e, in effetti, non mi meraviglio che lo ami. Poi lei\ncontinu\u00f2 a sognare, come se cercasse di ricordarlo a se stessa\nse stessa:--\n\n Non sognavo del tutto, ma tutto sembrava reale. Volevo solo essere\nqui in questo posto, non so perch\u00e9, perch\u00e9 avevo paura di qualcosa, non so cosa.\nnon so cosa. Ricordo, anche se suppongo che stessi dormendo, di aver attraversato le strade e il ponte.\nper le strade e sul ponte. Un pesce salt\u00f2 mentre passavo, e\nMi chinai per guardarlo e sentii molti cani ululare.\nl'intera citt\u00e0 sembrava piena di cani che ululavano tutti insieme - mentre salivo le scale.\nsalendo i gradini. Poi ebbi un vago ricordo di una cosa lunga e\nscuro con gli occhi rossi, proprio come quello che avevamo visto al tramonto, e qualcosa di molto\ndolce e molto amaro intorno a me; e poi mi sembr\u00f2 di affondare\nnell'acqua verde e profonda, e c'era un canto nelle mie orecchie, come ho sentito dire agli uomini che annegano.\nho sentito dire che c'\u00e8 per gli uomini che annegano; e poi tutto mi \u00e8 sembrato passare via\nda me; la mia anima sembrava uscire dal mio corpo e fluttuare nell'aria.\nMi sembra di ricordare che una volta il Faro Ovest era proprio sotto di me,\ne poi c'\u00e8 stata una specie di sensazione angosciante, come se fossi stata colpita da un terremoto.\nterremoto, e sono tornata indietro e ti ho trovato a scuotere il mio corpo. Ti ho visto farlo\nprima di sentirti.\n\nPoi cominci\u00f2 a ridere. Mi \u00e8 sembrato un po' strano e l'ho ascoltata senza fiato.\nascoltarla senza fiato. Non mi piaceva del tutto e pensai che fosse meglio\nmeglio non tenerla sulle spine, cos\u00ec passammo ad altri argomenti e Lucy torn\u00f2 ad essere quella di sempre.\nargomenti e Lucy torn\u00f2 ad essere quella di sempre. Quando arrivammo a casa la\nfresca brezza l'aveva rincuorata e le sue guance pallide erano davvero pi\u00f9\nrosee. Sua madre si rallegr\u00f2 quando la vide e passammo tutti insieme una serata molto felice.\nserata felice insieme.\n\n       * * * * *\n\n_19 agosto._--Gioia, gioia, gioia! anche se non tutta la gioia. Finalmente notizie di\nJonathan. Il caro ragazzo \u00e8 stato malato; per questo non mi ha scritto. I\nnon ho paura di pensarlo o di dirlo, ora che lo so. Il signor Hawkins mi ha mandato\nHawkins mi ha mandato la lettera e mi ha scritto lui stesso, con tanta gentilezza. Partir\u00f2 domattina e andr\u00f2 da Jonathan\nmattina e andr\u00f2 da Jonathan, per aiutarlo a curarlo, se necessario,\ne di riportarlo a casa. Il signor Hawkins dice che non sarebbe una cattiva cosa se\nse ci sposassimo l\u00e0. Ho pianto per la lettera della buona sorella\nlettera fino a sentirla bagnata sul mio petto, dove giace. \u00c8 di\nJonathan, e deve essere accanto al mio cuore, perch\u00e9 lui \u00e8 _nel_ mio cuore. Il mio viaggio\nIl mio viaggio \u00e8 gi\u00e0 stato pianificato e il mio bagaglio \u00e8 pronto. Prendo solo un cambio d'abito\nLucy porter\u00e0 il mio baule a Londra e lo terr\u00e0 finch\u00e9 non lo mander\u00f2 a prendere.\nperch\u00e9 potrebbe essere che... Non devo scrivere altro; devo tenerlo per dirlo a\na Jonathan, mio marito. La lettera che ha visto e toccato deve\nmi deve confortare finch\u00e9 non ci incontreremo.\n\n\nLettera di Suor Agatha, Ospedale di San Giuseppe e Santa Maria,\nBuda-Pesth, alla signorina Wilhelmina Murray.\n\n _12 agosto._\n\n Cara signora,--\n\n Scrivo per desiderio del signor Jonathan Harker, che non \u00e8 abbastanza forte per scrivere, anche se sta progredendo bene, grazie a Dio e a San Giuseppe.\nnon \u00e8 abbastanza forte per scrivere, anche se sta progredendo bene, grazie a Dio, a San Giuseppe e a Santa Maria.\ne a Santa Maria. \u00c8 stato sotto le nostre cure per quasi sei settimane,\nper una violenta febbre cerebrale. Desidera che gli trasmetta il suo affetto,\ne di dire che con questa posta scrivo per lui al signor Peter Hawkins,\nPeter Hawkins, di Exeter, per dirgli, con i suoi doverosi ossequi, che \u00e8 dispiaciuto per il ritardo\ne che tutto il suo lavoro \u00e8 stato completato. Avr\u00e0 bisogno di qualche settimana di\nsettimane di riposo nel nostro sanatorio sulle colline, ma poi torner\u00e0. Desidera\ndesidera che gli dica che non ha abbastanza denaro con s\u00e9 e che vorrebbe pagare il suo soggiorno qui.\nche vorrebbe pagare per il suo soggiorno qui, in modo che altri che ne hanno bisogno non\nnon mancher\u00e0 l'aiuto ad altri che ne hanno bisogno.\n\n Credetemi,\n\n Con simpatia e ogni benedizione,\n\n SORELLA AGATHA.\n\n P. S. - Poich\u00e9 il mio paziente dorme, apro questo messaggio per farvi sapere qualcosa di pi\u00f9.\ndi pi\u00f9. Mi ha raccontato tutto di te e che tra poco sarai sua\nmoglie. Ogni benedizione a voi due! Ha avuto uno shock spaventoso - cos\u00ec dice il nostro medico - e nel suo delirio\nmedico - e nel suo delirio i suoi deliri sono stati terribili; di lupi, di veleno e di sangue; di fantasmi e di sangue.\nlupi, di veleno e di sangue, di fantasmi e di demoni, e temo di dire di cosa.\ncosa. State sempre attenti con lui, affinch\u00e9 non ci sia nulla che lo ecciti\ndi questo tipo per molto tempo a venire; le tracce di una malattia come la sua\nle tracce di una malattia come la sua non si estinguono facilmente. Avremmo dovuto scrivere molto tempo fa, ma\namici, e su di lui non c'era nulla che si potesse capire.\nnessuno potesse capire. \u00c8 arrivato in treno da Klausenburg, e la guardia \u00e8 stata informata dal capostazione\nstazione di Klausenburg, e il capostazione ha raccontato che si era precipitato alla stazione\ngridando per avere un biglietto per casa. Vedendo dal suo comportamento violento che era\nche era inglese, gli diedero un biglietto per la stazione pi\u00f9 lontana sulla\npi\u00f9 lontana che il treno aveva raggiunto.\n\n Siate certi che \u00e8 ben curato. Ha conquistato tutti i cuori con la sua\ndolcezza e gentilezza. Si sta davvero riprendendo e non ho dubbi che tra qualche settimana sar\u00e0\ndubbio che tra qualche settimana sar\u00e0 completamente in s\u00e9. Ma fate attenzione a lui per\nsicurezza. Prego Dio, San Giuseppe e Santa Maria che ci siano molti,\nmolti anni felici per entrambi.\n\n\nDiario del dottor Seward.\n\n19 agosto - Strano e improvviso cambiamento in Renfield ieri sera. Verso le\nverso le otto ha cominciato a eccitarsi e ad annusare come fa un cane quando\nquando si mette in viaggio. Il guardiano \u00e8 rimasto colpito dal suo modo di fare e, conoscendo il mio interesse per lui, lo ha incoraggiato a parlare.\nper lui, lo ha incoraggiato a parlare. Di solito \u00e8 rispettoso nei confronti del\nservile, ma questa sera, mi ha detto, era piuttosto altezzoso.\npiuttosto altezzoso. Non ha voluto assolutamente parlare con lui. Tutto quello che\ndiceva: --\n\n      Non voglio parlare con voi: non contate ora; il Maestro \u00e8 a portata di mano.\n     mano.\n\nL'assistente pensa che si tratti di un'improvvisa forma di mania religiosa che lo ha\nche lo ha colto. Se \u00e8 cos\u00ec, dobbiamo stare attenti alle burrasche, perch\u00e9 un uomo forte, con manie\nmania omicida e religiosa allo stesso tempo potrebbe essere pericoloso. La combinazione\ncombinazione \u00e8 terribile. Alle nove sono andato a trovarlo di persona. Il suo\natteggiamento verso di me era lo stesso dell'assistente; nel suo sublime sentimento di s\u00e9 la differenza tra me e l'assistente gli sembrava\nsublime sentimento di s\u00e9 la differenza tra me e l'attendente gli sembrava\ncome nulla. Sembra una mania religiosa, e presto penser\u00e0 di essere lui stesso\nche lui stesso sia Dio. Queste distinzioni infinitesimali tra uomo e uomo\nsono troppo misere per un Essere onnipotente. Come si danno per vinti questi pazzi!\nsi danno per vinti! Il vero Dio si preoccupa di non far cadere un passero; ma il Dio creato dalla vanit\u00e0 umana non vede alcuna differenza tra un'aquila e un passero.\ndalla vanit\u00e0 umana non vede alcuna differenza tra un'aquila e un passero. Oh,\nse gli uomini sapessero!\n\nPer mezz'ora o pi\u00f9 Renfield continu\u00f2 ad eccitarsi sempre di pi\u00f9.\nsempre di pi\u00f9. Non feci finta di guardarlo, ma lo osservai\nosservazione. All'improvviso nei suoi occhi comparve quello sguardo sfuggente che\nche si vede sempre quando un pazzo ha colto un'idea, e con esso\nil movimento sfuggente della testa e della schiena che gli assistenti del manicomio conoscono bene.\nconoscono cos\u00ec bene. Si tranquillizz\u00f2, and\u00f2 a sedersi sul bordo del letto con rassegnazione e guard\u00f2 nel vuoto.\nletto, rassegnato, e guard\u00f2 nel vuoto con occhi spenti. Ho pensato di\ndi scoprire se la sua apatia era reale o solo presunta, e cercai di\ndi portarlo a parlare dei suoi animali domestici, un tema che non aveva mai mancato di suscitare\nla sua attenzione. All'inizio non mi rispose, ma alla fine disse con tono di sfida: --\n\n Che si disturbino tutti! Non mi importa nulla di loro.\n\n Cosa? Ho detto.  Non vorrai dirmi che non ti interessano i ragni?\nragni?  (I ragni sono il suo hobby e il quaderno si sta riempiendo di colonne di piccole figure).\ndi piccole figure). A questo rispose enigmaticamente:--\n\n Le damigelle rallegrano gli occhi che aspettano la venuta della sposa;\nma quando la sposa si avvicina, le fanciulle non brillano pi\u00f9 per gli occhi\nche sono pieni.\n\nNon volle spiegarsi, ma rimase ostinatamente seduto sul suo letto\nper tutto il tempo che rimasi con lui.\n\nSono stanca stasera e gi\u00f9 di morale. Non posso fare a meno di pensare a Lucy e\ncome sarebbero potute andare diversamente le cose. Se non dormo subito, cloralio,\nil moderno Morfeo... C_{2}HCl_{3}O. H_{2}O! Devo stare attento a non lasciare che\nche diventi un'abitudine. No, non ne prender\u00f2 stanotte! Ho pensato a\nLucy, e non la disonorer\u00f2 mischiando le due cose. Se necessario,\nla notte sara' insonne....\n\n       * * * * *\n\nSono contento di aver preso questa decisione e ancora di pi\u00f9 di averla mantenuta. Avevo\ne avevo sentito l'orologio battere solo due volte, quando il guardiano notturno venne da me, mandato su dal reparto, per dirmi che Renfield\nquando venne da me il guardiano notturno, mandato su dal reparto, per dirmi che Renfield\nera fuggito. Mi sono vestita e sono corsa subito gi\u00f9; il mio paziente \u00e8 una persona troppo pericolosa per\n\u00e8 una persona troppo pericolosa per andare in giro. Le sue idee potrebbero\npotrebbero funzionare pericolosamente con gli estranei. Il custode mi stava aspettando.\nDisse che lo aveva visto non pi\u00f9 di dieci minuti prima, apparentemente addormentato nel suo\nletto, quando aveva guardato attraverso la trappola di osservazione della porta. La sua attenzione \u00e8 stata richiamata\nLa sua attenzione fu richiamata dal rumore della finestra che veniva scardinata. Corse indietro e vide i suoi piedi scomparire\nEra corso indietro e aveva visto i suoi piedi scomparire attraverso la finestra, e mi aveva subito\nmi aveva subito chiamato. Era solo in tenuta da notte e non poteva essere lontano.\nIl guardiano ha pensato che sarebbe stato pi\u00f9 utile guardare dove sarebbe andato piuttosto che seguirlo.\npiuttosto che seguirlo, perch\u00e9 avrebbe potuto perderlo di vista mentre usciva dalla porta.\ndall'edificio dalla porta. \u00c8 un uomo ingombrante e non riusciva a passare dalla finestra.\ndalla finestra. Io sono magro, cos\u00ec, con il suo aiuto, sono uscito, ma con i piedi per terra,\ne, dato che eravamo a pochi metri dal suolo, sono atterrato illeso. L'assistente\nL'addetto mi disse che il paziente era andato a sinistra e aveva preso una linea\nlinea retta, cos\u00ec corsi il pi\u00f9 velocemente possibile. Mentre attraversavo la cintura di alberi\nalberi vidi una figura bianca scalare l'alto muro che separa il nostro terreno da quello della casa abbandonata.\nterreno da quello della casa abbandonata.\n\nTornai subito indietro, dissi al guardiano di prendere subito tre o quattro uomini e di seguirmi nel parco di Carfax.\ne di seguirmi immediatamente nel parco di Carfax, nel caso in cui il nostro amico\npotesse essere pericoloso. Presi una scala io stesso e attraversai il muro,\ne mi calai dall'altra parte. Potevo vedere la figura di Renfield\nscomparire dietro l'angolo della casa, cos\u00ec gli corsi dietro. Sul\nlato opposto della casa lo trovai premuto contro la vecchia porta di quercia\nporta di quercia legata al ferro della cappella. Stava parlando, apparentemente con\nqualcuno, ma avevo paura di avvicinarmi abbastanza per sentire quello che diceva, per paura di spaventarlo e\nper non spaventarlo e farlo scappare. Inseguire uno sciame d'api errante\napi non \u00e8 niente di meglio che seguire un pazzo nudo, quando la voglia di scappare\ndi fuggire! Dopo qualche minuto, per\u00f2, vidi che non si accorgeva di nulla di ci\u00f2 che lo\nche non si accorgeva di nulla di ci\u00f2 che lo circondava, e cos\u00ec mi azzardai ad avvicinarmi a lui.\ntanto pi\u00f9 che i miei uomini avevano ormai attraversato il muro e lo stavano circondando.\ne lo stavano chiudendo in casa. Lo sentii dire:--\n\n Sono qui per eseguire i tuoi ordini, Maestro. Sono il tuo schiavo e tu mi ricompenserai\nmi ricompenserai, perch\u00e9 sar\u00f2 fedele. Ti ho adorato a lungo e da lontano.\nlontano. Ora che sei vicino, attendo i tuoi ordini, e tu non mi lascerai passare, vero, caro Maestro?\nnon mi passerai inosservato, vero, caro Maestro, nella tua distribuzione di cose buone?\n\n\u00c8 comunque un vecchio mendicante egoista. Pensa ai pani e ai pesci\nanche quando crede di essere in una Presenza Reale. Le sue manie formano una\ncombinazione sorprendente. Quando ci siamo avvicinati a lui ha lottato come una tigre.\n\u00c8 immensamente forte, perch\u00e9 era pi\u00f9 simile a una bestia selvaggia che a un uomo. I\nmai visto un pazzo in un tale parossismo di rabbia prima d'ora; e spero di non vederlo mai pi\u00f9.\nnon lo far\u00f2 mai pi\u00f9. \u00c8 una fortuna che abbiamo scoperto la sua forza e il suo pericolo\nil suo pericolo in tempo. Con una forza e una determinazione come la sua, avrebbe\navrebbe potuto fare un lavoro selvaggio prima di essere ingabbiato. In ogni caso, ora \u00e8 al sicuro\ncomunque, \u00e8 al sicuro. Jack Sheppard stesso non \u00e8 riuscito a liberarsi dall'impermeabile che lo tiene legato.\nche lo tiene legato, ed \u00e8 incatenato al muro nella stanza imbottita.\nstanza imbottita. Le sue grida sono a volte terribili, ma i silenzi che seguono sono ancora pi\u00f9 letali.\nancora pi\u00f9 micidiali, poich\u00e9 egli intende uccidere in ogni suo gesto e movimento.\n\nProprio ora ha pronunciato per la prima volta parole coerenti:--\n\n Sar\u00f2 paziente, Maestro. Sta arrivando, sta arrivando, sta arrivando!\n\nCos\u00ec ho colto l'occasione e sono venuta anch'io. Ero troppo eccitata per dormire, ma questo\nquesto diario mi ha tranquillizzato e sento che stanotte riuscir\u00f2 a dormire un po'.\n\n\n\n\nCAPITOLO IX\n\n\nLettera di Mina Harker a Lucy Westenra.\n\n _Buda-Pesth, 24 agosto._\n\n Mia carissima Lucy...\n\n So che sarete ansiosi di sapere tutto ci\u00f2 che \u00e8 accaduto da quando ci siamo\nci siamo lasciati alla stazione di Whitby. Ebbene, mia cara, sono arrivata a Hull\ne ho preso la nave per Amburgo e poi il treno per venire qui. I\nsento di non ricordare quasi nulla del viaggio, se non che\nsapevo che stavo per arrivare a Jonathan e che, dato che avrei dovuto fare un po' di\ncurare, avrei fatto meglio a dormire il pi\u00f9 possibile.... Trovai il mio caro,\ncos\u00ec magra, pallida e debole. Tutta la risoluzione \u00e8 sparita dai suoi\ndai suoi cari occhi, e quella tranquilla dignit\u00e0 che vi ho detto essere nel suo\nvolto \u00e8 svanita. \u00c8 solo un relitto di s\u00e9 stesso, e non ricorda\nricorda nulla di ci\u00f2 che gli \u00e8 accaduto da molto tempo a questa parte. Almeno\nalmeno, vuole che io lo creda, ma non glielo chieder\u00f2 mai. Ha subito uno shock\nterribile shock, e temo che il suo povero cervello si affaticherebbe se cercasse di\ndi ricordarlo. Suor Agatha, che \u00e8 una brava creatura e un'infermiera nata,\nmi dice che ha vaneggiato di cose terribili mentre era fuori di s\u00e9. I\nvolevo che mi dicesse quali erano, ma lei si \u00e8 limitata ad accavallarsi e a dire che non l'avrebbe mai detto,\ne diceva che non l'avrebbe mai detto; che i vaneggiamenti dei malati erano i\nsegreti di Dio e che se un'infermiera, per sua vocazione, li sentiva\nse un'infermiera per vocazione li avesse sentiti, avrebbe dovuto rispettare la sua fiducia. \u00c8 un'anima dolce e buona, e il giorno dopo, quando vide che ero\nIl giorno dopo, vedendomi turbata, riapr\u00ec l'argomento,\ne dopo aver detto che non avrebbe mai potuto parlare di ci\u00f2 di cui la mia povera cara vaneggiava\nmio povero caro, aggiunse: \"Posso dirti una cosa, mia cara: che non si trattava di\nnulla che lui stesso abbia fatto di male; e tu, in quanto futura moglie,\nnon hai motivo di preoccuparti. Non si \u00e8 dimenticato di te e di ci\u00f2 che ti deve.\na voi. La sua paura era per cose grandi e terribili, di cui nessun mortale pu\u00f2\ntrattare.  Credo che la cara anima pensasse che io potessi essere geloso per il fatto che la mia\npovero caro si fosse innamorato di un'altra ragazza. L'idea di\nche io sia geloso di Jonathan! Eppure, mia cara, permettimi di sussurrare che ho\nho sentito un brivido di gioia quando ho saputo che nessun'altra donna era causa di problemi.\ncausa di problemi. Ora sono seduta al suo capezzale, dove posso vedere il suo\nviso mentre dorme. Si sta svegliando!\n\n Quando si \u00e8 svegliato mi ha chiesto il cappotto, perch\u00e9 voleva prendere qualcosa dalla tasca.\nHo chiesto a Suor Agata, che ha portato tutte le sue cose.\nVidi che tra queste c'era il suo taccuino e stavo per chiedergli di farmelo vedere.\ndi farmelo vedere, perch\u00e9 sapevo che avrei potuto trovare qualche indizio sui suoi problemi.\nma suppongo che abbia visto il mio desiderio nei miei occhi, perch\u00e9 mi ha mandato alla finestra, dicendomi di\nmi mand\u00f2 alla finestra, dicendo che voleva stare un attimo da solo.\nPoi mi richiam\u00f2 e quando arrivai aveva la mano sul quaderno degli appunti e disse\ne mi ha detto in modo molto solenne: --\n\n Wilhelmina - ho capito allora che faceva sul serio, perch\u00e9 non mi ha mai chiamata con quel nome\nnon mi ha mai chiamato con quel nome da quando mi ha chiesto di sposarlo, sai,\ncara, le mie idee sulla fiducia tra marito e moglie: non ci dovrebbero essere\nsegreto, nessuna dissimulazione. Ho avuto un grande shock, e quando cerco di pensare a cosa sia\ndi pensare a cosa sia mi gira la testa e non so se sia stato tutto reale o se sia il sogno di\nse fosse tutto vero o se fosse il sogno di un pazzo. Sapete che ho avuto la febbre\nfebbre, e questo significa essere pazzi. Il segreto \u00e8 qui e non voglio conoscerlo.\nconoscerlo. Voglio riprendere la mia vita qui, con il nostro matrimonio.  Perch\u00e9, mia\nmia cara, avevamo deciso di sposarci non appena le formalit\u00e0 fossero state\ncomplete.  Sei disposta, Wilhelmina, a condividere la mia ignoranza? Ecco\nil libro. Prendetelo e tenetelo, leggetelo se volete, ma non fatemelo mai sapere.\na meno che, in effetti, un dovere solenne non mi spinga a tornare indietro alle\nle amare ore, da sveglio o da addormentato, da sano o da pazzo, qui registrate.  Si \u00e8 accasciato\nesausto, gli misi il libro sotto il cuscino e lo baciai. I\nHo chiesto a Suor Agatha di pregare la Superiora di permettere il nostro matrimonio questo\npomeriggio, e sto aspettando la sua risposta....\n\n       * * * * *\n\n \u00c8 venuta a dirmi che \u00e8 stato mandato il cappellano della missione inglese.\ninglese \u00e8 stato mandato a chiamare. Ci sposeremo tra un'ora, o appena Jonathan si sveglier\u00e0.\ndopo il risveglio di Jonathan....\n\n       * * * * *\n\n Lucy, il momento \u00e8 arrivato e passato. Mi sento molto solenne, ma molto, molto\nfelice. Jonathan si svegli\u00f2 un po' dopo l'ora, tutto era pronto e si mise a letto, appoggiato a dei cuscini.\nsi alz\u00f2 a letto, puntellandosi con i cuscini. Rispose al suo testamento con fermezza\ne con forza. Non riuscivo quasi a parlare; il mio cuore era cos\u00ec pieno che persino queste\nparole sembravano soffocarmi. Le care sorelle sono state cos\u00ec gentili. Ti prego Dio, non\nnon dimenticher\u00f2 mai, mai, mai loro, n\u00e9 le gravi e dolci responsabilit\u00e0\nche mi sono assunta. Devo raccontarvi del mio regalo di nozze. Quando il\ncappellano e le sorelle mi lasciarono sola con mio marito - oh, Lucy, \u00e8 la prima volta che scrivo le parole \"mio marito\" - mi lasciarono sola.\n\u00e8 la prima volta che scrivo le parole \"mio marito\" - mi hanno lasciata sola con mio marito.\ncon mio marito, presi il libro da sotto il cuscino, lo avvolsi in carta bianca e lo legai.\ndi carta bianca e l'ho legato con un piccolo nastro azzurro che avevo al collo.\nche avevo al collo, e lo sigillai sopra il nodo con la cera per sigilli,\ne come sigillo usai la mia fede nuziale. Poi lo baciai e lo mostrai a mio marito\na mio marito e gli dissi che l'avrei conservato cos\u00ec, e che sarebbe stato un segno esteriore e visibile di\nsarebbe stato un segno esteriore e visibile per tutta la vita della nostra fiducia reciproca.\nche non l'avrei mai aperto se non per il suo stesso bene\no per un dovere severo. Poi prese la mia mano nella sua, e oh,\nLucy, era la prima volta che prendeva la mano di sua moglie e disse che era la cosa pi\u00f9 cara di tutto il mondo.\nera la cosa pi\u00f9 cara di tutto il mondo e che avrebbe ripercorso tutto il passato per conquistarla.\ntutto il passato per conquistarla, se necessario. La povera cara intendeva\nuna parte del passato, ma non riesce ancora a pensare al tempo, e non mi stupir\u00f2 se all'inizio si confonder\u00e0 con il passato.\nnon mi stupir\u00f2 se all'inizio confonder\u00e0 non solo il mese, ma anche l'anno.\nanno.\n\n Ebbene, mia cara, cosa potevo dire? Potevo solo dirgli che ero la donna pi\u00f9\ndonna pi\u00f9 felice di tutto il mondo, e che non avevo nulla da dargli\nche non avevo nulla da dargli, se non me stessa, la mia vita e la mia fiducia, e che a queste si aggiungeva il mio amore e il mio dovere per tutti i giorni della mia vita.\ne il dovere per tutti i giorni della mia vita. E, mia cara, quando mi baci\u00f2,\ne mi attirava a s\u00e9 con le sue povere e deboli mani, era come una solenne\npegno tra noi....\n\n Lucy cara, sai perch\u00e9 ti dico tutto questo? Non \u00e8 solo perch\u00e9\n\u00e8 tutto molto dolce per me, ma perch\u00e9 tu sei stata, e sei, molto cara a\na me. \u00c8 stato un privilegio essere tua amica e guida quando sei uscita dai banchi di scuola per prepararti al mondo della vita.\ndalla scuola per prepararvi al mondo della vita. Voglio che tu veda ora,\ncon gli occhi di una moglie molto felice, dove mi ha condotto il dovere, affinch\u00e9 anche voi, nella vostra vita coniugale, possiate\naffinch\u00e9 anche voi, nella vostra vita matrimoniale, possiate essere felici come lo sono io. Mio caro,\nti prego, Dio Onnipotente, la tua vita possa essere tutto ci\u00f2 che promette: un lungo giorno di\nsole, senza vento contrario, senza dimenticare il dovere, senza sfiducia. Non devo\nnon devo augurarti di non soffrire, perch\u00e9 non potr\u00e0 mai accadere; ma spero che tu sia\nsempre felice come lo sono io. Addio, mia cara. Spedir\u00f2 subito questo\ne forse ti scriver\u00f2 di nuovo molto presto. Devo fermarmi, perch\u00e9 Jonathan\nJonathan si sta svegliando, devo occuparmi di mio marito!\n\n Il vostro sempre amato\n\n MINA HARKER.\n\n\nLettera di Lucy Westenra a Mina Harker.\n\n Whitby, 30 agosto.\n\n Mia carissima Mina...\n\n Oceani di amore e milioni di baci, e che tu possa presto essere nella tua\ncasa con tuo marito. Vorrei che tu potessi tornare a casa abbastanza presto per\nstare con noi qui. L'aria forte ristabilir\u00e0 presto Jonathan; ha ristabilito me.\nmi ha rimesso in sesto. Ho un appetito da cormorano, sono piena di vita e dormo bene.\ndi vita e dormo bene. Sarete contenti di sapere che ho smesso di\ndi camminare nel sonno. Credo di non essermi mosso dal letto per una settimana.\nsettimana, cio\u00e8 quando ci sono entrata una volta di notte. Arthur dice che sto diventando\ngrassa. A proposito, ho dimenticato di dirvi che Arthur \u00e8 qui. Abbiamo cos\u00ec\npasseggiate, giri in macchina, cavalcate, canottaggio, tennis e pesca insieme.\ninsieme; e io lo amo pi\u00f9 che mai. Mi dice che mi ama di pi\u00f9, ma ne dubito.\npi\u00f9, ma ne dubito, perch\u00e9 all'inizio mi disse che non poteva amarmi\npi\u00f9 di quanto mi amasse allora. Ma \u00e8 una sciocchezza. Eccolo l\u00ec, che mi chiama.\nQuindi, per il momento, niente di pi\u00f9 da parte del tuo amorevole\n\n LUCY.\n\n P. S.-La mamma vi manda i suoi saluti. Sembra stare meglio, povera cara.\n P. P. S. - Ci sposeremo il 28 settembre.\n\n\nDiario del dottor Seward.\n\nIl caso di Renfield si fa ancora pi\u00f9 interessante. Egli si \u00e8\nora si \u00e8 calmato a tal punto che ci sono dei momenti di cessazione della sua passione.\nPer la prima settimana dopo l'attacco \u00e8 stato sempre violento. Poi una\nnotte, al sorgere della luna, si \u00e8 acquietato e ha continuato a mormorare tra s\u00e9 e s\u00e9\nse stesso:  Ora posso aspettare, ora posso aspettare\".  L'inserviente venne a dirmelo\nCos\u00ec corsi subito a vederlo. Indossava ancora il\ne nella stanza imbottita, ma l'aspetto soffuso era sparito dal suo viso e gli occhi avevano\ndal suo volto e i suoi occhi avevano qualcosa della loro vecchia espressione supplichevole - potrei quasi dire\npotrei quasi dire, di cedimento... di dolcezza. Ero soddisfatto della sua condizione attuale\ncondizione e gli chiesi di essere sollevato. Gli assistenti esitarono,\nma alla fine eseguirono i miei desideri senza protestare. Era una cosa strana\nstrano che il paziente avesse abbastanza umorismo da accorgersi della loro diffidenza, perch\u00e9,\navvicinandosi a me, disse in un sussurro, mentre li guardava furtivamente: \"Non \u00e8 vero.\nfurtivamente verso di loro:--\n\n Pensano che io possa farti del male! Pensate che io possa farvi del male! Che sciocchi!\n\nEra in qualche modo rassicurante per i miei sentimenti trovarmi dissociata\nanche nella mente di questo povero pazzo dagli altri; ma allo stesso tempo non\nnon seguo il suo pensiero. Devo pensare di avere qualcosa in comune con lui?\ncomune con lui, in modo da stare, per cos\u00ec dire, insieme; oppure deve\nlui di ottenere da me un bene cos\u00ec stupendo che il mio benessere gli \u00e8 necessario?\nper lui? Dovr\u00f2 scoprirlo pi\u00f9 avanti. Questa sera non parler\u00e0. Neanche l'offerta\nofferta di un gattino o di un gatto adulto non lo tenter\u00e0. Lui\nsolo dire:  Non mi interessano i gatti. Ho altro a cui pensare ora,\ne posso aspettare; posso aspettare.\n\nDopo un po' l'ho lasciato. L'assistente mi ha detto che \u00e8 stato tranquillo\nfino a poco prima dell'alba, e che poi ha cominciato a diventare inquieto, e a lungo violento, fino a quando \u00e8 caduto in un parossismo che lo ha stremato.\nviolento, finch\u00e9 alla fine \u00e8 caduto in un parossismo che lo ha stremato\nche lo ha stremato a tal punto da farlo svenire in una sorta di coma.\n\n       * * * * *\n\n... Per tre notti \u00e8 successa la stessa cosa: violento tutto il giorno e poi tranquillo\ndal sorgere della luna al sorgere del sole. Vorrei poter trovare qualche indizio sulla causa. Sembrerebbe\nSembrerebbe quasi che ci sia un'influenza che va e viene.\nFelice pensiero! Stanotte giocheremo a fare i sani di mente contro i pazzi. Egli\n\u00e8 sfuggito prima senza il nostro aiuto; stasera lo far\u00e0 con il nostro aiuto. Gli daremo una possibilit\u00e0\ngli daremo una possibilit\u00e0, e avremo gli uomini pronti a seguirlo in caso di\nfossero richiesti....\n\n       * * * * *\n\n_23 agosto._-- L'imprevisto accade sempre.  Come Disraeli conosceva bene\nla vita. Il nostro uccello, quando trov\u00f2 la gabbia aperta, non vol\u00f2.\nsottili accorgimenti non sono serviti a nulla. In ogni caso, abbiamo dimostrato una cosa\nche gli incantesimi di tranquillit\u00e0 durano un tempo ragionevole. In futuro potremo\nin futuro saremo in grado di allentare i suoi vincoli per qualche ora al giorno. Ho dato\nho dato ordine al guardiano notturno di chiuderlo nella stanza imbottita,\nquando si calma, fino a un'ora prima dell'alba. Il corpo di questa povera anima\ncorpo godr\u00e0 di questo sollievo, anche se la sua mente non potr\u00e0 apprezzarlo. Udite!\nDi nuovo l'imprevisto! Mi chiamano; il paziente \u00e8 di nuovo scappato.\n\n       * * * * *\n\nUn'altra avventura notturna. Renfield aspett\u00f2 abilmente che l'addetto\naddetto stesse entrando nella stanza per ispezionare. Poi lo super\u00f2 di corsa\ne vol\u00f2 gi\u00f9 per il passaggio. Ho mandato a dire agli inservienti di seguirlo.\nSi addentr\u00f2 di nuovo nel parco della casa abbandonata e lo trovammo nello stesso posto, premuto contro il muro di cinta.\nnello stesso posto, premuto contro la porta della vecchia cappella. Quando mi vide\nfurioso e, se i custodi non lo avessero afferrato in tempo, avrebbe tentato di uccidermi.\navrebbe cercato di uccidermi. Mentre lo trattenevamo, accadde una cosa strana.\nmentre lo trattenevamo, accadde una cosa strana. Improvvisamente raddoppi\u00f2 i suoi sforzi e poi altrettanto improvvisamente si calm\u00f2.\ncalma. Mi guardai intorno istintivamente, ma non riuscii a vedere nulla. Poi ho colto lo sguardo del paziente e l'ho seguito.\nl'occhio del paziente e l'ho seguito, ma non sono riuscito a individuare nulla mentre guardava\nnel cielo illuminato dalla luna, tranne un grosso pipistrello che si dirigeva silenzioso e spettrale verso ovest.\nspettrale verso ovest. I pipistrelli di solito girano e svolazzano, ma questo\nsembrava andare dritto, come se sapesse dove era diretto o avesse\nqualche intenzione propria. Il paziente si tranquillizz\u00f2 ogni istante e\ne in breve tempo disse\n\n Non c'\u00e8 bisogno che mi leghiate, me ne andr\u00f2 tranquillamente!  Senza problemi tornammo\nalla casa. Sento che c'\u00e8 qualcosa di minaccioso nella sua calma, e non dimenticher\u00f2 questa notte.\nnon dimenticher\u00f2 questa notte....\n\n\n_Diario di Lucy Westenra_.\n\nHillingham, 24 agosto._--Devo imitare Mina, e continuare a scrivere le cose\nscrivere le cose. Cos\u00ec potremo fare lunghe chiacchierate quando ci incontreremo. Mi chiedo quando\nsar\u00e0. Vorrei che fosse di nuovo con me, perch\u00e9 mi sento cos\u00ec infelice. La scorsa notte mi\nsembrava che stessi sognando di nuovo come a Whitby. Forse \u00e8 il\ncambiamento d'aria, o il fatto di tornare a casa. Per me \u00e8 tutto buio e orribile,\nperch\u00e9 non riesco a ricordare nulla; ma sono piena di una vaga paura e mi sento cos\u00ec\ndebole e sfinita. Quando Arthur \u00e8 venuto a pranzo, sembrava molto addolorato quando mi ha vista.\nquando mi ha vista, e io non avevo lo spirito per cercare di essere allegra. Mi chiedo\nse potr\u00f2 dormire nella stanza della mamma stanotte. Trover\u00f2 una scusa e\nprovare.\n\n       * * * * *\n\n25 agosto - Un'altra brutta notte. La mamma non sembra aver accettato la mia\nproposta. Anche lei non sembra stare molto bene, e senza dubbio teme di\npreoccuparmi. Ho cercato di rimanere sveglia e ci sono riuscita per un po'; ma quando l'orologio ha suonato le dodici mi ha svegliato dal torpore.\norologio ha suonato le dodici, mi ha svegliato dal torpore, quindi devo essermi addormentata.\naddormentato. C'era una specie di graffio o di sbattimento alla finestra, ma non ci feci caso e, mentre ero in viaggio, mi accorgevo di non aver mai visto nulla di simile.\nnon ci feci caso e, poich\u00e9 non ricordo altro, suppongo di essermi addormentata.\naddormentato. Altri brutti sogni. Vorrei poterli ricordare. Stamattina\nmattina sono terribilmente debole. Il mio viso \u00e8 orribilmente pallido e mi fa male la gola.\nmi fa male la gola. Deve esserci qualcosa che non va nei miei polmoni, perch\u00e9 mi sembra di non riuscire mai a\naria a sufficienza. Cercher\u00f2 di tirarmi su quando arriver\u00e0 Arthur, altrimenti so che sar\u00e0 triste\nso che sar\u00e0 triste vedermi cos\u00ec.\n\n\nLettera di Arthur Holmwood al dottor Seward.\n\n Hotel Albemarle, 31 agosto.\n\n Mio caro Jack...\n\n Voglio che mi facciate un favore. Lucy \u00e8 malata, cio\u00e8 non ha una malattia particolare.\nmalattia, ma ha un aspetto orribile e peggiora di giorno in giorno. Ho chiesto\nho chiesto a lei se c'\u00e8 una causa; non oso chiederlo a sua madre, perch\u00e9 disturbare la mente della povera signora\nperch\u00e9 disturbare la povera signora per la figlia nel suo attuale stato di salute sarebbe fatale.\nsalute sarebbe fatale. La signora Westenra mi ha confidato che la sua sorte \u00e8 stata annunciata.\nmalattia del cuore, anche se la povera Lucy non lo sa ancora. I\nsono sicura che c'\u00e8 qualcosa che sta predando la mente della mia cara ragazza. Sono\nquasi distratta quando penso a lei; guardarla mi fa soffrire. I\nle ho detto che avrei chiesto a voi di vederla, e anche se all'inizio ha esitato - so perch\u00e9, vecchio mio -.\nso perch\u00e9, vecchio mio, alla fine ha acconsentito. Sar\u00e0 un\ncompito doloroso per voi, lo so, vecchio amico, ma \u00e8 per il suo bene e non devo esitare a chiedervelo.\nnon devo esitare a chiedere, n\u00e9 tu ad agire. Dovete venire a pranzo a\nHillingham domani alle due, in modo da non destare alcun sospetto nella signora Westenra.\nWestenra, e dopo pranzo Lucy avr\u00e0 l'opportunit\u00e0 di stare da sola con voi.\nsola con voi. Io verr\u00f2 per il t\u00e8 e potremo andare via insieme; io sono piena di ansia e voglio\nsono piena di ansia e voglio consultarmi con voi da sola appena\ndopo che l'avrete vista. Non fallire!\n\n ARTHUR.\n\n\nTelegramma di Arthur Holmwood a Seward.\n\n _1 settembre._\n\n Sono stato convocato per vedere mio padre, che sta peggio. Sto scrivendo. Scrivimi in modo completo\ncon la posta di stasera a Ring. Telefonatemi se necessario.\n\n\nLettera del dottor Seward ad Arthur Holmwood.\n\n _2 settembre._\n\n Mio caro vecchio,...\n\n Per quanto riguarda la salute della signorina Westenra, mi affretto a dirle subito che a mio parere non c'\u00e8 alcun disturbo funzionale o malattia\nche, a mio parere, non c'\u00e8 alcun disturbo funzionale o alcun disturbo\nche io conosca. Allo stesso tempo, non sono affatto soddisfatto del suo aspetto.\naspetto; \u00e8 tristemente diversa da com'era quando l'ho vista l'ultima volta.\nl'ultima volta. Naturalmente dovete tenere presente che non ho avuto la possibilit\u00e0 di esaminarla\ndi un esame come avrei voluto; la nostra stessa amicizia\namicizia crea una piccola difficolt\u00e0 che nemmeno la scienza medica o la consuetudine possono\nsuperare. \u00c8 meglio che vi racconti esattamente quello che \u00e8 successo, lasciando a voi il compito di\ntrarre, in un certo senso, le vostre conclusioni. Poi vi dir\u00f2 cosa ho fatto e cosa\nfatto e che mi propongo di fare.\n\n Trovai la signorina Westenra di umore apparentemente allegro. Sua madre era presente,\ne in pochi secondi mi resi conto che stava cercando con tutte le sue conoscenze\nper ingannare la madre e impedirle di essere in ansia. Non ho dubbi che\ndubbio che intuisca, se non lo sa, quanto sia necessaria la prudenza.\nPranzammo da sole e, dato che ci sforzammo tutte di essere allegre, ottenemmo, come una specie di ricompensa per la\ncome una sorta di ricompensa per le nostre fatiche, un po' di vera allegria\ntra di noi. Poi la signora Westenra and\u00f2 a sdraiarsi e Lucy rimase con me.\nme. Andammo nel suo boudoir e finch\u00e9 non ci arrivammo la sua allegria rimase,\nperch\u00e9 la servit\u00f9 andava e veniva. Non appena la porta fu chiusa,\nTuttavia, la maschera cadde dal suo viso, e lei sprofond\u00f2 in una sedia\ncon un grande sospiro e si nascose gli occhi con la mano. Quando vidi che il suo\nche il suo buon umore era venuto meno, approfittai subito della sua reazione per\nfare una diagnosi. Mi disse con molta dolcezza\n\n Non so dirvi quanto detesti parlare di me stessa.  Le ho ricordato\nche la fiducia di un medico \u00e8 sacra, ma che tu sei molto\nansioso per lei. Lei cap\u00ec subito cosa intendevo e risolse la questione con una parola.\nquestione in una parola.  Dite ad Arthur tutto quello che volete. Non mi interessa per\nme stessa, ma tutto per lui!  Quindi sono del tutto libera.\n\n Ho potuto facilmente constatare che \u00e8 un po' esangue, ma non ho potuto vedere i soliti segni antimicotici.\nsegni abituali, e per un caso fortuito ho potuto verificare la qualit\u00e0 del sangue.\nqualit\u00e0 del suo sangue, perch\u00e9 nell'aprire una finestra che era rigida, una corda\nun cordone ha ceduto e lei si \u00e8 leggermente tagliata la mano con un vetro rotto. Si trattava di una\ndi per s\u00e9 una cosa di poco conto, ma mi ha dato un'evidente possibilit\u00e0 e mi sono procurata\nalcune gocce di sangue e le ho analizzate. L'analisi qualitativa\nqualitativa d\u00e0 una condizione del tutto normale, e mostra, dovrei dedurre, in\nuno stato di salute vigoroso. Per quanto riguarda gli altri aspetti fisici, ero abbastanza\nche non c'\u00e8 motivo di preoccuparsi; ma dato che ci deve essere una causa da qualche parte, sono giunto alla conclusione che\ncausa da qualche parte, sono giunto alla conclusione che deve trattarsi di qualcosa di\nmentale. Si lamenta di difficolt\u00e0 a respirare in modo soddisfacente, a volte\na volte, e di un sonno pesante e letargico, con sogni che la spaventano, ma di cui non ricorda nulla.\nma di cui non ricorda nulla. Dice che da bambina era solita\nda bambina camminava nel sonno e che quando era a Whitby l'abitudine \u00e8 tornata,\ne che una volta \u00e8 uscita di notte ed \u00e8 andata a East Cliff, dove l'ha trovata Miss Murray.\nMurray l'ha trovata; ma mi ha assicurato che ultimamente l'abitudine non \u00e8 pi\u00f9\nritornato. Sono in dubbio e quindi ho fatto la cosa migliore che conosco: ho scritto al mio vecchio amico e maestro.\nHo scritto al mio vecchio amico e maestro, il professor Van Helsing, di Amsterdam.\nAmsterdam, che di malattie oscure ne sa quanto nessun altro al mondo.\nmondo. Gli ho chiesto di venire qui e, dato che mi avete detto che tutto sarebbe stato a vostro carico, ho chiesto a lui di venire.\nche tutte le cose sarebbero state a vostro carico, gli ho parlato di chi siete e dei vostri\nrelazione con la signorina Westenra. Questo, mio caro amico, \u00e8 in obbedienza ai vostri desideri.\nperch\u00e9 sono troppo orgoglioso e felice di fare tutto ci\u00f2 che posso per lei.\nper lei. So che Van Helsing farebbe qualsiasi cosa per me per un motivo personale.\nper un motivo personale, quindi, a prescindere dal motivo per cui viene, dobbiamo accettare i suoi desideri.\ndesideri. \u00c8 un uomo apparentemente arbitrario, ma ci\u00f2 \u00e8 dovuto al fatto che sa\ndi cosa sta parlando meglio di chiunque altro. \u00c8 un filosofo\nmetafisico e uno degli scienziati pi\u00f9 avanzati del suo tempo;\ne ha, credo, una mente assolutamente aperta. Questo, con un nervo di ferro\nnervo di ferro, un temperamento di ghiaccio, una risoluzione indomabile,\nautocontrollo e tolleranza, che si elevano da virt\u00f9 a benedizioni, e il cuore pi\u00f9 gentile e sincero che\ncuore pi\u00f9 gentile e sincero che ci sia: tutto questo costituisce il suo equipaggiamento per il\nnobile lavoro che sta svolgendo per l'umanit\u00e0, sia in teoria che in pratica.\nsia nella teoria che nella pratica, perch\u00e9 le sue vedute sono ampie come la sua simpatia onnicomprensiva. I\nvi dico questi fatti perch\u00e9 sappiate perch\u00e9 ho tanta fiducia in lui.\nfiducia in lui. Gli ho chiesto di venire subito. Vedr\u00f2 Miss Westenra\ndomani. Mi raggiunger\u00e0 agli Stores, in modo da non allarmare sua madre\nsua madre con una ripetizione troppo precoce della mia chiamata.\n\n Sempre vostro,\n\n JOHN SEWARD.\n\n\nLettera di Abraham Van Helsing, M. D., D. Ph., D. Lit., ecc. ecc. al dott.\nSeward._\n\n _2 settembre._\n\n Mio buon amico...\n\n Quando ho ricevuto la vostra lettera sto gi\u00e0 venendo da voi. Per buona\nfortuna posso partire subito, senza fare torto a nessuno di coloro che hanno\nfiducia in me. Se la fortuna fosse un'altra, allora sarebbe un male per coloro che si sono fidati di me.\nfiducia, perch\u00e9 vengo dal mio amico quando mi chiama per aiutare coloro che gli sono cari.\ncari. Dite al vostro amico che quando quella volta succhierete dalla mia ferita cos\u00ec\nrapidamente il veleno della cancrena da quel coltello che l'altro amico, troppo nervoso, si \u00e8 lasciato sfuggire.\namico, troppo nervoso, si \u00e8 lasciato sfuggire, hai fatto di pi\u00f9 per lui quando vuole i miei aiuti e li chiama\naiuti e li richiede, pi\u00f9 di quanto potrebbe fare tutta la sua grande fortuna. Ma \u00e8\n\u00e8 un piacere aggiunto fare per lui, il vostro amico; \u00e8 per voi che vengo.\nAllora prenda delle stanze per me al Great Eastern Hotel, in modo che io possa essere a portata di mano.\na portata di mano, e fate in modo che possiamo vedere la signorina non troppo tardi domani.\ndomani, perch\u00e9 \u00e8 probabile che io debba tornare qui quella sera.\nnotte. Ma se sar\u00e0 necessario, torner\u00f2 tra tre giorni e mi tratterr\u00f2 pi\u00f9 a lungo, se necessario.\nse necessario. Fino ad allora addio, amico John.\n\n  VAN HELSING.\n\n\nLettera del dottor Seward all'onorevole Arthur Holmwood.\n\n 3 settembre.\n\n Mio caro Art,--\n\n Van Helsing \u00e8 arrivato e se n'\u00e8 andato. \u00c8 venuto con me a Hillingham e ha scoperto che, per discrezione di Lucy.\ne ha scoperto che, per discrezione di Lucy, sua madre stava pranzando fuori, cos\u00ec che\neravamo soli con lei. Van Helsing ha fatto un esame molto accurato della\ndella paziente. Mi far\u00e0 rapporto, e io vi consiglier\u00f2, perch\u00e9 naturalmente non sono stato presente tutto il tempo.\nnaturalmente non sono stato presente per tutto il tempo. Temo che sia molto preoccupato,\nma dice che deve pensare. Quando gli ho parlato della nostra amicizia e di come lei si sia\nfiducia in me in questa faccenda, ha detto:  Devi dirgli tutto quello che pensi.\nDitegli cosa penso, se riuscite a intuirlo, se volete. No, non sto\nscherzando. Non si tratta di uno scherzo, ma di vita o di morte, forse di pi\u00f9.  Ho chiesto\ncosa intendesse dire, perch\u00e9 era molto serio. Questo avvenne quando eravamo\ncitt\u00e0 e lui stava bevendo una tazza di t\u00e8 prima di ripartire per Amsterdam.\nritorno ad Amsterdam. Non volle darmi altri indizi. Non devi\nNon devi essere arrabbiato con me, Art, perch\u00e9 la sua stessa reticenza significa che tutto il suo cervello sta\ncervello stanno lavorando per il suo bene. Parler\u00e0 abbastanza chiaramente quando sar\u00e0\nmomento, stanne certo. Cos\u00ec gli ho detto che avrei semplicemente scritto un resoconto della nostra\ndella nostra visita, proprio come se stessi scrivendo un articolo speciale descrittivo per il\nIl Daily Telegraph_. Lui sembr\u00f2 non farci caso, ma osserv\u00f2 che gli\nche le polveri sottili a Londra non erano cos\u00ec gravi come quando era studente qui.\nstudente qui. Domani mi far\u00e0 avere il suo rapporto, se ce la far\u00e0.\nse ce la fa. In ogni caso ricever\u00f2 una lettera.\n\n Bene, per quanto riguarda la visita. Lucy era pi\u00f9 allegra del giorno in cui l'ho vista per la prima volta e aveva un aspetto\nla prima volta che l'ho vista, e certamente aveva un aspetto migliore. Aveva perso qualcosa dell'aspetto spettrale che\naspetto spettrale che vi aveva sconvolto e il suo respiro era normale. Era\nmolto dolce con il professore (come sempre) e cercava di farlo sentire a suo agio.\na suo agio, anche se vedevo che la povera ragazza stava facendo una dura\nlotta per farlo. Credo che anche Van Helsing se ne sia accorto, perch\u00e9 ho visto il rapido sguardo\nsguardo sotto le sue sopracciglia cespugliose che conoscevo da tempo. Poi ha cominciato a parlare di\ndi tutte le cose, tranne che di noi e delle malattie, e con una tale infinita\ngenialit\u00e0 che ho potuto vedere la finta animazione della povera Lucy fondersi nella realt\u00e0.\nrealt\u00e0. Poi, senza alcun apparente cambiamento, port\u00f2 la conversazione\ndolcemente sulla sua visita e disse con garbo: --\n\n Mia cara signorina, ho un piacere cos\u00ec grande perch\u00e9 lei \u00e8 cos\u00ec\nmolto amata. Questo \u00e8 molto, mia cara, mai c'\u00e8 stato quello che io non\nvedere. Mi hanno detto che eravate gi\u00f9 di morale, e che eravate di un\nspettrale pallore. A loro dico:  Pouf!  E lui schiocc\u00f2 le dita verso di me\ne continu\u00f2:  Ma io e te dimostreremo loro quanto si sbagliano. Come pu\u00f2\ne mi indic\u00f2 con lo stesso sguardo e gesto con cui una volta mi indic\u00f2 alla sua classe.\ncon cui una volta mi indic\u00f2 alla sua classe, in una particolare occasione, o meglio dopo\nparticolare occasione che non mancava mai di ricordarmi - sapere qualcosa\ndi una giovane donna? Ha i suoi matti con cui giocare, e per riportarli alla felicit\u00e0.\nalla felicit\u00e0 e a coloro che li amano. C'\u00e8 molto da fare e..,\nOh, ma ci sono delle ricompense, in quanto possiamo donare una tale felicit\u00e0. Ma le\ngiovani donne! Non ha n\u00e9 moglie n\u00e9 figlia, e i giovani non si dicono\ngiovani non si raccontano ai giovani, ma ai vecchi, come me, che hanno conosciuto tanti dolori e le loro cause.\ndolori e le loro cause. Quindi, mia cara, lo manderemo via a\na fumare la sigaretta in giardino, mentre io e te facciamo due chiacchiere tutte per\nda soli.  Accettai il suggerimento e mi misi a passeggiare; poco dopo il\nprofessore si avvicin\u00f2 alla finestra e mi fece entrare. Aveva un'aria grave, ma\ndisse:  Ho fatto un esame accurato, ma non c'\u00e8 una causa funzionale.\nfunzionale. Sono d'accordo con lei che c'\u00e8 stata una forte perdita di sangue; \u00e8 stato\nstato, ma non lo \u00e8. Ma le condizioni di lei non sono in alcun modo un microfono. Ho\nHo chiesto di mandarmi la sua cameriera, per poterle fare solo una o due domande,\nin modo che non mi sfugga nulla. So bene cosa risponder\u00e0.\nEppure c'\u00e8 un motivo; c'\u00e8 sempre un motivo per tutto. Devo tornare\ntornare a casa e pensare. Dovete mandarmi il telegramma ogni giorno; e se ci sar\u00e0 un motivo\nse c'\u00e8 un motivo, torner\u00f2. La malattia - perch\u00e9 non stare bene\n\u00e8 una malattia - mi interessa, e la giovane e dolce cara, anche lei mi interessa\nanche lei. Mi affascina e per lei, se non per voi o per la malattia, vengo.\n\n Come ti ho detto, non ha pi\u00f9 detto una parola, nemmeno quando eravamo soli.\nE quindi ora, Art, sai tutto quello che so. Terr\u00f2 alta la guardia. Confido\nche il tuo povero padre si stia riprendendo. Deve essere una cosa terribile per te, mio\ncaro vecchio, essere messo in una posizione del genere tra due persone che\nche ti sono cos\u00ec care. Conosco la tua idea di dovere nei confronti di tuo padre, e\ne fai bene ad attenerti ad essa; ma, se necessario, ti mander\u00f2 a dire di venire subito da Lucy.\ndi venire subito da Lucy; quindi non siate troppo ansiosi se non avete notizie da parte mia.\nme.\n\n\nDiario del dottor Seward.\n\n_4 settembre._--Il paziente fagocitante continua a mantenere vivo il nostro interesse per lui.\nHa avuto un solo sfogo, ieri in un momento insolito. Poco prima\nprima dello scoccare del mezzogiorno ha cominciato a diventare irrequieto. L'assistente conosceva i\nsintomi e ha subito chiamato i soccorsi. Fortunatamente gli uomini sono arrivati di corsa\ne giunsero appena in tempo, perch\u00e9 allo scoccare del mezzogiorno divenne cos\u00ec violento che ci volle tutta la loro forza per trattenerlo.\nviolento che ci volle tutta la loro forza per trattenerlo. In circa cinque\ncinque minuti, tuttavia, cominci\u00f2 a diventare sempre pi\u00f9 calmo e alla fine sprofond\u00f2 in una sorta di malinconia\nuna sorta di malinconia, in cui \u00e8 rimasto fino ad oggi. L'assistente mi ha detto che\nIl guardiano mi ha detto che le sue urla durante il parossismo erano veramente\nQuando sono arrivata, ho avuto il mio bel da fare per occuparmi di altri pazienti spaventati dalla\naltri pazienti che erano spaventati da lui. In effetti, posso capire l'effetto\neffetto, perch\u00e9 i rumori disturbavano anche me, sebbene fossi\na una certa distanza. \u00c8 ormai passata l'ora di cena del manicomio e il mio paziente \u00e8 ancora\ne il mio paziente se ne sta ancora seduto in un angolo a rimuginare, con un'aria spenta, arcigna,\ncupo e triste, che sembra indicare piuttosto che mostrare direttamente qualcosa.\nqualcosa di diretto. Non riesco a capire bene.\n\n       * * * * *\n\nUn altro cambiamento nella mia paziente. Alle cinque sono andato a trovarlo\ne l'ho trovato apparentemente felice e contento come prima. Stava\ncatturava mosche e le mangiava, e teneva nota delle sue catture\nfacendo dei segni di unghie sul bordo della porta tra le creste dell'imbottitura.\nimbottitura. Quando mi ha visto, si \u00e8 avvicinato e si \u00e8 scusato per la sua cattiva condotta e mi ha chiesto in modo molto\ncondotta, e mi chiese in modo molto umile e piagnucoloso di essere ricondotto nella sua\nnella sua stanza e di avere di nuovo il suo taccuino. Ho pensato bene di\nassecondarlo: cos\u00ec \u00e8 tornato nella sua stanza con la finestra aperta. Ha lo zucchero del\nzucchero del suo t\u00e8 sparso sul davanzale e sta raccogliendo un bel po' di mosche.\ndi mosche. Ora non le mangia, ma le mette in una scatola, come un tempo, e le\nin una scatola, come un tempo, e sta gi\u00e0 esaminando gli angoli della sua stanza per trovare un ragno.\nun ragno. Ho cercato di farlo parlare degli ultimi giorni, perch\u00e9 qualsiasi indizio sui suoi pensieri sarebbe\nqualsiasi indizio sui suoi pensieri mi sarebbe stato di immenso aiuto; ma non si \u00e8 alzato.\nalzarsi. Per un paio di istanti ebbe un'aria molto triste e disse con una specie di voce lontana, come se dicesse\nvoce lontana, come se lo dicesse pi\u00f9 a se stesso che a me: --\n\n Tutto finito! Tutto finito! Mi ha abbandonato. Non c'\u00e8 speranza per me ora, a meno che non lo faccia\nper me stesso!  Poi, voltandosi improvvisamente verso di me in modo risoluto, disse:\n Dottore, vuole essere molto buono con me e lasciarmi un po' di zucchero in pi\u00f9?\nzucchero? Credo che mi farebbe bene.\n\n E le mosche?  Ho detto.\n\n S\u00ec! Piace anche alle mosche e a me piacciono le mosche, quindi mi piace.\nmi piace.  E c'\u00e8 gente che sa cos\u00ec poco da pensare che i pazzi non\nnon discutano. Gliene procurai una doppia scorta e lo lasciai felice come un uomo\nfelice come, credo, nessun altro al mondo. Vorrei poter scandagliare la sua mente.\n\n       * * * * *\n\nUn altro cambiamento in lui. Ero andata a trovare la signorina Westenra,\nWestenra, che avevo trovato molto pi\u00f9 in forma, ed ero appena tornata, e stavo davanti al nostro\nnostro cancello a guardare il tramonto, quando ancora una volta lo sentii urlare. Poich\u00e9\nla sua stanza \u00e8 da questo lato della casa, potevo sentirlo meglio che al mattino.\nmattina. \u00c8 stato uno shock per me passare dalla meravigliosa bellezza fumosa\nbellezza fumosa di un tramonto su Londra, con le sue luci e le sue ombre\ne tutte le meravigliose sfumature che si formano sulle nuvole come sull'acqua, e rendermi conto di tutte le\ne di rendermi conto di tutta la cupa severit\u00e0 del mio freddo edificio di pietra, con il suo\nedificio di pietra fredda, con la sua ricchezza di miseria respirata, e il mio cuore desolato\nper sopportare tutto questo. Lo raggiunsi proprio mentre il sole stava tramontando, e dalla sua finestra\ndalla sua finestra vidi il disco rosso sprofondare. Man mano che sprofondava diventava sempre meno\nfrenetico; e proprio mentre si immergeva scivolava dalle mani che lo tenevano, una massa inerte, sul\nmassa inerte, sul pavimento. \u00c8 meraviglioso, tuttavia, il potere di recupero intellettuale\npotere di recupero intellettuale dei pazzi, perch\u00e9 nel giro di pochi minuti si alz\u00f2 in piedi\ncon calma e si guard\u00f2 intorno. Feci segno agli assistenti di non\ndi non trattenerlo, perch\u00e9 ero ansioso di vedere cosa avrebbe fatto. And\u00f2 subito\nalla finestra e ha spazzolato via le briciole di zucchero; poi ha preso il suo\nscatola di mosche, la svuot\u00f2 all'esterno e gett\u00f2 via la scatola; poi chiuse la finestra e, attraversando la stanza, si sedette\nfinestra e, attraversandola, si sedette sul letto. Tutto ci\u00f2 mi sorprese\nmi ha sorpreso, cos\u00ec gli ho chiesto:  Non hai pi\u00f9 intenzione di tenere le mosche?\n\n No, disse lui, sono stufo di tutte queste sciocchezze!  \u00c8 certamente uno studio\nstudio meravigliosamente interessante. Vorrei poter dare un'occhiata alla sua mente o alla\nmente o della causa della sua improvvisa passione. Fermati; potrebbe esserci un indizio\nse riusciamo a scoprire perch\u00e9 oggi i suoi parossismi si sono manifestati a mezzogiorno e al tramonto.\ne al tramonto. \u00c8 possibile che ci sia un'influenza maligna del sole in certi periodi che colpisce certe nature.\nperiodi che colpisce certe nature, come a volte la luna fa con altre?\nLo vedremo.\n\n\nTelegramma di Seward, Londra, a Van Helsing, Amsterdam.\n\n _4 settembre._--Il paziente sta ancora meglio oggi.\n\n\nTelegramma di Seward, Londra, a Van Helsing, Amsterdam.\n\n 5 settembre _--Il paziente \u00e8 molto migliorato. Buon appetito; dorme in modo\nnaturalmente; buon umore; il colorito sta tornando.\n\n\nTelegramma di Seward, Londra, a Van Helsing, Amsterdam.\n\n _6 settembre._--Terribile cambiamento in peggio. Venite subito, non perdete\nperdere un'ora. Rimando il telegramma a Holmwood a quando vi avrete visto.\n\n\n\n\nCAPITOLO X\n\n\nLettera del dottor Seward all'onorevole Arthur Holmwood.\n\n 6 settembre.\n\n Mio caro Art,--\n\n Le mie notizie di oggi non sono buone. Stamattina Lucy \u00e8 tornata un po' indietro.\nC'\u00e8 per\u00f2 una cosa positiva che ne \u00e8 scaturita: Mrs.\nWestenra era naturalmente in ansia per Lucy, e mi ha consultato\nprofessionale su di lei. Ho approfittato dell'occasione e le ho detto\nche il mio vecchio maestro, Van Helsing, il grande specialista, stava venendo a\nche l'avrei affidata a lui insieme a me.\nCos\u00ec ora possiamo andare e venire senza allarmarla eccessivamente, perch\u00e9 un\nun trauma significherebbe una morte improvvisa e questo, nelle condizioni di debolezza di Lucy, potrebbe essere\ncondizione di Lucy, potrebbe essere disastroso per lei. Siamo circondati da\ndifficolt\u00e0, tutti noi, mio povero vecchio amico; ma, per favore Dio, ne usciremo bene.\nsupereremo bene. In caso di necessit\u00e0 vi scriver\u00f2, cos\u00ec, se non avete\nse non avete mie notizie, date per scontato che sto semplicemente aspettando\nnotizie. In fretta\n\n Il tuo di sempre,\n\n JOHN SEWARD.\n\n\nDiario del dottor Seward.\n\nLa prima cosa che Van Helsing mi ha detto quando ci siamo incontrati a Liverpool Street \u00e8 stata: --\nLiverpool Street \u00e8 stata:--\n\n Hai detto qualcosa al nostro giovane amico, l'amante di lei?\n\n No, ho detto.  Ho aspettato di vederti, come ho detto nel mio telegramma. I\ngli ho scritto una lettera dicendogli semplicemente che sareste venuti, dato che la signorina Westenra non stava bene, e che gli avrei fatto sapere se fosse stato necessario.\nWestenra non stava bene, e che gli avrei fatto sapere se fosse stato necessario.\n\n Giusto, amico mio, disse, giusto! Meglio che non lo sappia ancora;\nforse non lo sapr\u00e0 mai. Prego, ma se sar\u00e0 necessario, allora sapr\u00e0 tutto.\nsapr\u00e0 tutto. E, mio buon amico John, permettetemi di mettervi in guardia. Tu hai a che fare\ncon i pazzi. Tutti gli uomini sono pazzi, in un modo o nell'altro, e nella misura in cui\ncome voi trattate discretamente con i vostri pazzi, cos\u00ec trattate anche con i pazzi di Dio,\nDio, il resto del mondo. Non dite ai vostri pazzi quello che fate e perch\u00e9\nn\u00e9 perch\u00e9 lo fate; non dite loro ci\u00f2 che pensate. Cos\u00ec manterrete la conoscenza\nal suo posto, dove pu\u00f2 riposare, dove pu\u00f2 riunire la sua specie intorno a s\u00e9\ne riprodursi. Tu e io terremo ancora ci\u00f2 che sappiamo qui, e qui\".  Egli\nmi tocc\u00f2 il cuore e la fronte, e poi si tocc\u00f2\nallo stesso modo.  Per il momento ho dei pensieri per me stesso. Pi\u00f9 tardi\nvi spiegher\u00f2.\n\n Perch\u00e9 non ora?  Ho chiesto.  Potrebbe servire a qualcosa; potremmo arrivare a qualche\ndecisione.  Si ferm\u00f2, mi guard\u00f2 e disse: \"Non \u00e8 il momento di parlare\".\n\n Il mio amico John, quando il grano \u00e8 cresciuto, anche prima che sia\nmaturato, mentre il latte della sua madre-terra \u00e8 in lui e il sole non ha ancora iniziato a dipingerlo con il suo oro.\nnon ha ancora iniziato a dipingerlo con il suo oro, il coltivatore tira la spiga e la strofina tra le sue mani ruvide, soffiando via la pula verde.\nspiga e lo strofina tra le sue mani ruvide, e soffia via la pula verde,\ne vi dir\u00e0:  Guarda, \u00e8 un buon grano; far\u00e0 un buon raccolto quando sar\u00e0 il momento.\ntempo.  Non ho visto l'applicazione e gliel'ho detto. Per tutta risposta\nsi \u00e8 avvicinato, ha preso la mia spiga in mano e l'ha tirata scherzosamente, come faceva tempo fa durante le lezioni, e ha detto\ncome era solito fare tempo fa durante le lezioni, e disse:  Il bravo contadino ti dice\nte lo dir\u00e0 allora perch\u00e9 lo sa, ma non fino a quel momento. Ma non si trova che il buon\nbuon maritino non scava il suo grano piantato per vedere se cresce; quello \u00e8 per i\nbambini che giocano a fare i contadini, e non per quelli che li considerano il lavoro della loro vita.\nlavoro della loro vita. Vedi ora, amico John? Ho seminato il mio grano,\ne la natura ha il suo lavoro da fare per farlo germogliare, se germoglia,\n\u00e8 promettente; e io aspetto che la spiga cominci a gonfiarsi.  Si interruppe\ninterruppe, perch\u00e9 evidentemente vide che avevo capito. Poi continu\u00f2, e molto\ngravemente:--\n\n Sei sempre stata una studentessa attenta e la tua casistica \u00e8 sempre stata pi\u00f9\npi\u00f9 piena di tutte le altre. Allora eri solo uno studente, ora sei un maestro e confido che le buone abitudini non vengano meno.\nConfido che le buone abitudini non siano venute meno. Ricorda, amico mio, che\nche la conoscenza \u00e8 pi\u00f9 forte della memoria e non dobbiamo fidarci della pi\u00f9 debole.\nAnche se non avete mantenuto la buona pratica, lasciate che vi dica che questo\ncaso della nostra cara signorina \u00e8 uno di quelli che potrebbe essere - badate, dico _potrebbe essere_ - di tale\ninteresse per noi e per gli altri che tutto il resto potrebbe non fargli prendere a calci la\ntrave, come dice la vostra gente. Prendete quindi buona nota. Nulla \u00e8 troppo\npiccolo. Vi consiglio di mettere a verbale anche i vostri dubbi e le vostre supposizioni.\nIn seguito potrebbe essere interessante per voi vedere quanto avete indovinato. Noi\nimpariamo dal fallimento, non dal successo!\n\nQuando gli descrissi i sintomi di Lucy - gli stessi di prima, ma infinitamente pi\u00f9\npi\u00f9 accentuati, lui ha avuto un'espressione molto grave, ma non ha detto nulla. Port\u00f2 con s\u00e9 una borsa\nborsa in cui c'erano molti strumenti e droghe, l'orrendo armamentario\ndel nostro commercio benefico, come una volta ha definito, in una delle sue conferenze, l'equipaggiamento di un\ncome aveva definito una volta, in una sua conferenza, l'equipaggiamento di un professore di arte curativa. Quando ci fecero entrare,\nla signora Westenra ci accolse. Era allarmata, ma non cos\u00ec tanto come mi aspettavo di trovarla.\nmi aspettavo di trovarla. La natura, in uno dei suoi stati d'animo benevoli, ha disposto che anche la morte\nche anche la morte abbia qualche antidoto ai suoi terrori. Qui, in un caso\nin cui qualsiasi shock pu\u00f2 rivelarsi fatale, le cose sono cos\u00ec ordinate che, per una causa o per l'altra, le cose non personali\ncause, le cose non personali - persino il terribile cambiamento della figlia a cui \u00e8 cos\u00ec\nfiglia, a cui \u00e8 cos\u00ec legata, non sembrano raggiungerla. \u00c8\ncome il modo in cui Dama Natura raccoglie intorno a un corpo estraneo un\nun involucro di tessuto insensibile che pu\u00f2 proteggere dal male ci\u00f2 che\ndal male ci\u00f2 che altrimenti danneggerebbe con il contatto. Se questo \u00e8 un egoismo\negoismo, allora dovremmo fermarci prima di condannare qualcuno per il vizio dell'egoismo.\ndell'egoismo, perch\u00e9 le sue cause potrebbero avere radici pi\u00f9 profonde di quelle che conosciamo.\nconoscenza.\n\nHo sfruttato la mia conoscenza di questa fase della patologia spirituale e ho imposto una regola\nregola che non doveva essere presente con Lucy o pensare alla sua malattia\npi\u00f9 di quanto fosse assolutamente necessario. Lei acconsent\u00ec prontamente, cos\u00ec prontamente che\nche vidi di nuovo la mano della Natura che lottava per la vita. Van Helsing e io siamo stati\naccompagnati nella stanza di Lucy. Se ero rimasto scioccato quando l'avevo vista ieri, sono stato\nsono rimasto inorridito quando l'ho vista oggi. Era spettrale, gessosamente pallida; il rosso sembrava essere sparito anche dal\nrosso sembrava essere sparito anche dalle labbra e dalle gengive, e le ossa del suo\nviso risaltavano in modo evidente; il suo respiro era doloroso da vedere e da sentire.\nsentire. Il volto di Van Helsing si \u00e8 fatto serio come il marmo e le sue sopracciglia si sono\nfino quasi a toccarsi sul naso. Lucy giaceva immobile e non sembrava\nsembrava avere la forza di parlare, cos\u00ec per un po' siamo rimasti tutti in silenzio. Poi\nVan Helsing mi ha fatto un cenno e siamo usciti delicatamente dalla stanza. Nell'istante in cui\nporta, ha fatto un passo veloce lungo il passaggio fino alla porta successiva, che era aperta.\nporta successiva, che era aperta. Poi mi ha tirato rapidamente dentro con lui e\ne chiuse la porta.  Mio Dio! disse; \u00e8 terribile. Non c'\u00e8 tempo\ntempo da perdere. Morir\u00e0 per pura mancanza di sangue per mantenere l'azione del cuore come dovrebbe.\ncuore come dovrebbe. Bisogna fare subito una trasfusione di sangue. \u00c8\n\u00e8 lei o io?\n\n Sono pi\u00f9 giovane e pi\u00f9 forte, professore. Devo essere io.\n\n Allora preparatevi subito. Porter\u00f2 su la mia borsa. Sono pronto.\n\nScesi con lui al piano di sotto e, mentre stavamo andando, bussarono alla\nalla porta dell'ingresso. Quando arrivammo all'ingresso la cameriera aveva appena aperto la\ne Arthur stava entrando velocemente. Si precipit\u00f2 da me e mi disse in un\nun sussurro impaziente:--\n\n Jack, ero cos\u00ec in ansia. Ho letto tra le righe della tua lettera, e\nsono stata in agonia. Il padre stava meglio, cos\u00ec sono corsa qui a vedere di persona.\ndi persona. Quel signore non \u00e8 il dottor Van Helsing? Vi sono molto grata,\nsignore, per essere venuto.  Quando l'occhio del professore si era illuminato su di lui, si era arrabbiato\nsi era arrabbiato per la sua interruzione in un momento simile; ma ora, osservando le sue proporzioni robuste e riconoscendo il giovane uomo forte\nle sue proporzioni robuste e riconoscendo la forte virilit\u00e0 giovanile che sembrava\nche sembrava emanare da lui, gli occhi gli brillavano. Senza fare una pausa, gli disse\ngli disse gravemente, tendendogli la mano:--\n\n Signore, siete arrivato in tempo. Siete l'amante della nostra cara signorina. Lei \u00e8\ncattiva, molto, molto cattiva. No, figlia mia, non andare cos\u00ec.  Perch\u00e9 egli\nimprovvisamente impallid\u00ec e si sedette su una sedia quasi svenendo.  Tu devi\naiutarla. Tu puoi fare pi\u00f9 di chiunque altro, e il tuo coraggio \u00e8 il tuo migliore aiuto.\nmigliore aiuto.\n\n Cosa posso fare? chiese Arthur a bassa voce.  Ditemelo e lo far\u00f2. La mia\nvita \u00e8 sua e darei l'ultima goccia di sangue del mio corpo per lei.\nper lei.  Il Professore ha un lato fortemente umoristico, e da vecchia conoscenza potevo\nconoscenza di una traccia della sua origine nella sua risposta:--\n\n Mio giovane signore, non chiedo cos\u00ec tanto... non l'ultimo!\n\n Cosa devo fare?  C'era del fuoco nei suoi occhi e la sua narice aperta\nfremeva per l'intenzione. Van Helsing gli ha dato uno schiaffo sulla spalla.  Vieni!\nha detto.  Siete un uomo, ed \u00e8 un uomo che vogliamo. Siete meglio di\nme, meglio del mio amico John.  Arthur guard\u00f2 sconcertato, e il\nIl professore continu\u00f2 a spiegare in modo gentile: --\n\n La signorina \u00e8 cattiva, molto cattiva. Vuole sangue, e il sangue deve averlo\no morire. Io e il mio amico John ci siamo consultati, e stiamo per eseguire\nquello che chiamiamo trasfusione di sangue: trasferire dalle vene piene di una persona alle\nvene vuote che si struggono per lui. John doveva dare il suo sangue, poich\u00e9 \u00e8 pi\u00f9 giovane e forte di me.\npi\u00f9 giovane e forte di me - qui Arthur mi prese la mano e me la strinse forte in silenzio -.\nma, ora che sei qui, sei pi\u00f9 bravo di noi,\nvecchi o giovani, che ci affanniamo molto nel mondo del pensiero. I nostri nervi non sono\ncos\u00ec calmi e il nostro sangue non \u00e8 cos\u00ec brillante come il vostro!  Arthur si rivolse a lui\ne disse:--\n\n Se solo sapeste quanto volentieri morirei per lei capireste\ncapire----\n\nSi ferm\u00f2, con una sorta di soffocamento nella voce.\n\n Bravo! ha detto Van Helsing.  In un tempo non troppo lontano sarai felice\ndi aver fatto tutto per lei che ami. Ora venite e fate silenzio. Dovrai\nla bacerai una volta prima che sia finita, ma poi dovrai andartene; e dovrai andartene al mio segnale.\ne devi andartene al mio segnale. Non dire nulla a Madame; sai com'\u00e8 con lei!\nlei! Non ci deve essere alcuno shock; qualsiasi conoscenza di questo sarebbe uno shock. Venite!\n\nSalimmo tutti nella stanza di Lucy. Arthur, per ordine, rimase fuori.\nLucy gir\u00f2 la testa e ci guard\u00f2, ma non disse nulla. Non stava\naddormentata, ma era semplicemente troppo debole per fare uno sforzo. I suoi occhi ci parlavano\na noi; questo \u00e8 tutto. Van Helsing ha preso alcune cose dalla sua borsa e le ha posate su un tavolino\nsu un tavolino fuori dalla vista. Poi ha mescolato un narcotico e\navvicinandosi al letto, ha detto allegramente:--\n\n Ora, signorina, ecco la sua medicina. Bevila, come una brava\nbambino. Vedi, ti sollevo in modo che ingoiare sia facile. S\u00ec.  Aveva fatto\nlo sforzo con successo.\n\nMi ha stupito il tempo che il farmaco ha impiegato per agire. Questo, infatti, segnava\nl'entit\u00e0 della sua debolezza. Il tempo sembr\u00f2 infinito finch\u00e9 il sonno non cominci\u00f2 a\na sfiorare le palpebre. Alla fine, per\u00f2, il narcotico cominci\u00f2 a manifestare la sua\nla sua potenza e lei cadde in un sonno profondo. Quando il professore fu soddisfatto\nsoddisfatto chiam\u00f2 Arthur nella stanza e gli chiese di togliersi il cappotto.\ncappotto. Poi aggiunse: \"Puoi dare un piccolo bacio mentre ti porto\nil tavolo. Amico John, aiutami!  Cos\u00ec nessuno dei due guard\u00f2 mentre\nlui si chinava su di lei.\n\nVan Helsing, rivolgendosi a me, ha detto:\n\n \u00c8 cos\u00ec giovane e forte e di sangue cos\u00ec puro che non abbiamo bisogno di\ndefibrarlo.\n\nPoi, con rapidit\u00e0, ma con metodo assoluto, Van Helsing ha eseguito l'operazione.\noperazione. Man mano che la trasfusione procedeva, qualcosa di simile alla vita sembrava tornare a\nvita sulle guance della povera Lucy e, attraverso il crescente pallore di Arthur, la gioia del suo volto sembrava\ndel suo volto sembrava assolutamente risplendere. Dopo un po' cominciai a diventare\nansioso, perch\u00e9 la perdita di sangue si stava ripercuotendo su Arthur, uomo forte com'era.\nforte che era. Mi diede l'idea di quale terribile tensione dovesse subire il sistema di Lucy\nLucy avesse dovuto subire, tanto che ci\u00f2 che indebol\u00ec Arthur la ristabil\u00ec solo in parte.\nMa il professore aveva il volto sereno e stava in piedi con l'orologio in mano e con gli occhi fissi sul paziente e sul\ngli occhi fissi ora sulla paziente ora su Arthur. Potevo sentire il mio\ncuore battere. Poi disse con voce dolce:  Non si agiti un istante.\n\u00c8 sufficiente. Tu occupati di lui; io mi occuper\u00f2 di lei.  Quando tutto fu finito, potei\nvidi quanto Arturo fosse indebolito. Ho medicato la ferita e ho preso il suo braccio per\nquando Van Helsing ha parlato senza voltarsi - l'uomo sembra avere gli occhi dietro la testa\nsembra avere gli occhi dietro la testa:--\n\n Il coraggioso amante, a mio avviso, merita un altro bacio, che ricever\u00e0\npresto.  E poich\u00e9 aveva ormai terminato la sua operazione, aggiust\u00f2 il\ncuscino sulla testa del paziente. Mentre lo faceva, la sottile fascia di velluto nero\ndi velluto nero che lei sembra portare sempre intorno alla gola, con una vecchia fibbia di diamanti\ndiamante che le aveva regalato il suo amante, fu trascinata un po' pi\u00f9 in alto,\ne mostrava un segno rosso sulla gola. Arthur non lo not\u00f2, ma io sentii il sibilo profondo\nma io sentivo il sibilo profondo del respiro affannoso che \u00e8 uno dei modi di Van Helsing di\nVan Helsing di tradire l'emozione. Non ha detto nulla al momento, ma si \u00e8 rivolto a me dicendo\na me, dicendo:  Ora prendete il nostro giovane e coraggioso amante, dategli del vino di porto e fatelo sdraiare per un po'.\ne lasciatelo riposare per un po'. Poi deve andare a casa a riposare, dormire molto\ne mangiare molto, in modo da potersi reclutare di ci\u00f2 che ha dato al suo amore.\nal suo amore. Non deve rimanere qui. Aspettate! Un momento. Posso dedurre, signore,\nche siate ansioso di ottenere un risultato. Allora porti con s\u00e9 che in tutti i modi\nl'operazione \u00e8 riuscita. Questa volta le avete salvato la vita, e potete andare a casa\npotete andare a casa e stare tranquilli pensando che tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 essere fatto \u00e8 stato fatto. Le racconter\u00f2 tutto\nle racconter\u00f2 tutto quando star\u00e0 bene; non ti amer\u00e0 di meno per quello che hai fatto.\nhai fatto. Arrivederci.\n\nQuando Arthur se ne fu andato, tornai nella stanza. Lucy dormiva dolcemente,\nma il suo respiro era pi\u00f9 forte; potevo vedere il copriletto muoversi mentre il suo\npetto che si sollevava. Accanto al letto sedeva Van Helsing, che la guardava con attenzione.\nLa fascia di velluto copriva di nuovo il segno rosso. Ho chiesto al professore in un\nsussurro:--\n\n Cosa ne pensi di quel segno sulla gola?\n\n Cosa ne pensate?\n\n Non l'ho ancora esaminata, risposi, e poi procedetti a\nallentare la fascia. Proprio sopra la vena giugulare esterna vi erano due\nforature, non grandi, ma non di bell'aspetto. Non c'erano segni di\nmalattia, ma i bordi erano bianchi e dall'aspetto consumato, come se si fosse trattato di una\ntriturazione. Mi venne subito in mente che questa ferita, o qualunque cosa fosse, potesse essere il mezzo di quella\nche questa ferita, o qualunque cosa fosse, potesse essere la causa di quella evidente perdita di sangue.\nl'idea appena formata, perch\u00e9 una cosa del genere non poteva essere. L'intero letto\nletto sarebbe stato intriso di sangue scarlatto che la ragazza doveva aver perso per\nsangue che la ragazza doveva aver perso per lasciare un pallore come quello che aveva prima della trasfusione.\n\n Ebbene? ha detto Van Helsing.\n\n Beh, dissi, non posso farci nulla.  Il professore si alz\u00f2.  I\nDevo tornare ad Amsterdam stasera, disse.  Ci sono libri e\ncose che voglio. Dovete rimanere qui tutta la notte e non dovete\nnon devi perderla di vista.\n\n Posso avere un'infermiera?  Ho chiesto.\n\n Siamo le migliori infermiere, io e te. Tu veglia tutta la notte; controlla che sia ben nutrita e che nulla la disturbi.\nche sia ben nutrita e che nulla la disturbi. Non dovete dormire tutta\nnotte. Pi\u00f9 tardi potremo dormire, io e te. Torner\u00f2 il prima possibile.\npossibile. E poi potremo cominciare.\n\n Si pu\u00f2 iniziare?  Ho detto.  Che cosa mai vuoi dire?\n\n Vedremo! rispose, uscendo in fretta. Torn\u00f2 un attimo dopo\ndopo, mise la testa dentro la porta e disse, con un dito ammonitore alzato\nalzato:--\n\n Ricordate che \u00e8 a vostro carico. Se la lasciate e vi fa del male, non dormirete tranquilli in futuro!\nnon dormirete sonni tranquilli in futuro!\n\n\nIl diario del dottor Seward continua.\n\n8 settembre - Sono stato sveglio tutta la notte con Lucy. L'oppiaceo ha fatto effetto\nverso il crepuscolo, e lei si svegli\u00f2 naturalmente; sembrava un essere diverso\nda quello che era stato prima dell'operazione. Il suo spirito era addirittura buono,\ne aveva un'allegra vivacit\u00e0, ma potevo vedere le prove della\nprostrazione assoluta a cui era stata sottoposta. Quando ho detto alla signora Westenra\nche il dottor Van Helsing aveva ordinato che mi sedessi con lei, ha quasi disapprovato la cosa.\nquasi bocciato l'idea, sottolineando la ritrovata forza e l'ottimo spirito della figlia.\nforza e l'ottimo umore di sua figlia. Ma io sono stata ferma e ho fatto i preparativi per la mia lunga veglia.\npreparativi per la mia lunga veglia. Quando la cameriera l'ebbe preparata per la notte\nnotte, entrai, dopo aver cenato, e mi sedetti accanto al letto.\nfianco del letto. Lei non fece alcuna obiezione, ma mi guard\u00f2 con gratitudine\ncon gratitudine ogni volta che incrociavo il suo sguardo. Dopo un lungo periodo sembrava\nsprofondare nel sonno, ma con uno sforzo sembr\u00f2 ricomporsi e si scosse.\ne si scosse. Questo si ripet\u00e9 pi\u00f9 volte, con maggiore sforzo\ne con pause pi\u00f9 brevi man mano che il tempo passava. Era evidente che non voleva\nche non voleva dormire, cos\u00ec affrontai subito l'argomento:--\n\n Non vuoi andare a dormire?\n\n No, ho paura.\n\n Paura di andare a dormire! Perch\u00e9? \u00c8 la manna che tutti desideriamo.\n\n Ah, non se tu fossi come me, se il sonno fosse per te un presagio di orrore!\n\n Un presagio di orrore! Cosa mai vuoi dire?\n\n Non lo so; oh, non lo so. Ed \u00e8 questo che \u00e8 cos\u00ec terribile. Tutta\nquesta debolezza mi viene nel sonno; fino a che non temo il solo pensiero.\n\n Ma, mia cara ragazza, stanotte puoi dormire. Sono qui a vegliare su di te e\nposso promettere che non accadr\u00e0 nulla.\n\n Ah, posso fidarmi di te!  Ho colto l'occasione e ho detto:  Ti prometto\nti prometto che se vedr\u00f2 qualche traccia di brutti sogni ti sveglier\u00f2 subito.\n\n Lo farete? Oh, lo farai davvero? Quanto sei buono con me. Allora io\ndormire!  E quasi alla parola emise un profondo sospiro di sollievo, e sprofond\u00f2\naddormentata.\n\nPer tutta la notte vegliai accanto a lei. Non si \u00e8 mai agitata, ma ha continuato a dormire\nin un sonno profondo, tranquillo, vitale e salutare. Le sue labbra erano\nleggermente divaricate e il suo seno si alzava e si abbassava con la regolarit\u00e0 di un pendolo.\npendolo. Il suo viso sorrideva ed era evidente che nessun brutto sogno era venuto a turbare la sua pace.\nsogni che avevano disturbato la sua pace mentale.\n\nLa mattina presto arriv\u00f2 la sua cameriera, la lasciai alle sue cure e tornai a casa, perch\u00e9 ero in ansia per molte cose.\ncasa, perch\u00e9 ero in ansia per molte cose. Ho inviato un breve\na Van Helsing e ad Arthur, informandoli dell'ottimo risultato dell'operazione.\ndell'operazione. Il mio lavoro, con i suoi molteplici arretrati, mi ha richiesto tutto il giorno per\nIl mio lavoro, con i suoi numerosi arretrati, mi ha richiesto tutto il giorno; era buio quando sono riuscito a chiedere informazioni sul mio\npaziente zoofago. Il resoconto era buono: era stato tranquillo il giorno e la notte scorsi.\ngiorno e la notte scorsi. Mentre ero a cena, \u00e8 arrivato un telegramma di Van Helsing da Amsterdam\nAmsterdam mentre ero a cena, suggerendomi di recarmi a Hillingham questa sera, in quanto\nHillingham stasera, perch\u00e9 sarebbe stato meglio essere a portata di mano, e che lui sarebbe partito con la posta notturna e mi avrebbe raggiunto\nposta notturna e che mi avrebbe raggiunto domattina presto.\n\n       * * * * *\n\n_9 settembre_.--Ero piuttosto stanco e sfinito quando sono arrivato a\nHillingham. Per due notti non avevo quasi chiuso occhio e il mio cervello cominciava a sentire quel\ncervello cominciava a sentire quell'intorpidimento che contraddistingue la\ncerebrale. Lucy era sveglia e di buon umore. Quando mi strinse la mano\nmano, mi guard\u00f2 in faccia e mi disse: --\n\n Per te non c'\u00e8 da stare seduto stanotte. Sei esausto. Io sto abbastanza bene\ne se ci sar\u00e0 da stare seduti, sar\u00f2 io a sedermi con voi.\nseduto con voi.  Non ho voluto discutere la questione, ma sono andata a cenare.\ncena. Lucy venne con me e, allietata dalla sua incantevole presenza, preparai un pasto eccellente e\nun pasto eccellente e ho bevuto un paio di bicchieri del pi\u00f9 che\neccellente porto. Poi Lucy mi port\u00f2 al piano di sopra e mi mostr\u00f2 una stanza accanto alla sua, dove c'era un fuoco accogliente.\nsua, dove ardeva un accogliente fuoco.  Ora, mi disse, devi restare qui.\nqui. Lascer\u00f2 questa porta aperta e anche la mia. Puoi sdraiarti sul\ndivano, perch\u00e9 so che nulla indurrebbe nessuno di voi medici ad andare a\na letto finch\u00e9 c'\u00e8 un paziente sopra l'orizzonte. Se ho bisogno di qualcosa\nSe avr\u00f2 bisogno di qualcosa, lo chiamer\u00f2 e voi verrete subito da me.  Non potevo che\nnon potevo che acconsentire, perch\u00e9 ero stanco morto e non sarei riuscito a stare seduto nemmeno se ci avessi provato.\nCos\u00ec, dopo averle rinnovato la promessa di chiamarmi se avesse avuto bisogno di qualcosa,\nmi sdraiai sul divano e dimenticai tutto.\n\n\nDiario di Lucy Westenra.\n\n_9 settembre._--Mi sento cos\u00ec felice stasera. Sono stata cos\u00ec miseramente debole,\nche essere in grado di pensare e di muovermi \u00e8 come sentire il sole dopo\nun lungo periodo di vento dell'est da un cielo d'acciaio. In qualche modo Arthur si sente molto,\nmolto vicino a me. Mi sembra di sentire la sua presenza calda intorno a me. Suppongo che\nche la malattia e la debolezza siano cose egoistiche e che facciano rivolgere i nostri occhi interiori e la nostra simpatia\nsguardo interiore e la simpatia su noi stessi, mentre la salute e la forza danno all'Amore\ne nei pensieri e nei sentimenti pu\u00f2 vagare dove vuole. Io so\ndove sono i miei pensieri. Se Art\u00f9 lo sapesse! Mia cara, mia cara, le tue orecchie\ndevono formicolare mentre dormite, come le mie al risveglio. Oh, il beato riposo di\nnotte scorsa! Come ho dormito, con quel caro, buon dottor Seward che mi vegliava.\nE stanotte non avr\u00f2 paura di dormire, visto che lui \u00e8 a portata di mano e di\na portata di mano e a portata di mano. Grazie a tutti per essere stati cos\u00ec buoni con me! Grazie a Dio!\nBuonanotte, Arthur.\n\n\nDiario del dottor Seward.\n\n10 settembre... Ero consapevole della mano del professore sulla mia testa e mi sono svegliato in un attimo.\nsvegliato in un secondo. Questa \u00e8 una delle cose che si imparano\nin un manicomio, ad ogni modo.\n\n E come sta il nostro paziente?\n\n Ebbene, quando l'ho lasciata, o meglio quando lei ha lasciato me, ho risposto.\n\n Vieni, vediamo\", disse. E insieme entrammo nella stanza.\n\nLa tenda era abbassata e io mi sono avvicinato per sollevarla delicatamente, mentre Van\nHelsing si avvicinava, con il suo passo morbido e felino, al letto.\n\nMentre alzavo la tenda e la luce del sole del mattino inondava la stanza, sentii il basso sibilo dell'ispirazione del professore.\nsibilo di ispirazione del Professore e, conoscendo la sua rarit\u00e0, una paura mortale\npaura mortale mi attravers\u00f2 il cuore. Quando gli passai accanto, si spost\u00f2 indietro e\nesclamazione di orrore, \"Gott in Himmel!\", che non ebbe bisogno di essere rafforzata dal suo\ndal suo volto agonizzante. Alz\u00f2 la mano e indic\u00f2 il letto, mentre il suo\nvolto di ferro era tirato e bianco come la cenere. Sentii che le mie ginocchia cominciavano a tremare.\n\nL\u00ec, sul letto, apparentemente in preda a un svenimento, giaceva la povera Lucy, pi\u00f9 orribilmente\nbianca e smagrita pi\u00f9 che mai. Anche le labbra erano bianche e le gengive sembravano\ngengive sembravano essersi ritirate dai denti, come a volte si vede in un\nun cadavere dopo una malattia prolungata. Van Helsing ha alzato il piede per battere\nper battere il piede in segno di rabbia, ma l'istinto della sua vita e tutti i lunghi anni di abitudine\ngli sono valsi, e l'ha riabbassato dolcemente.  Presto! ha detto.  Portate\nil brandy.  Volai in sala da pranzo e tornai con il decanter.\nNe bagn\u00f2 le povere labbra bianche e insieme ci sfregammo palmo e polso e cuore.\npolso e il cuore. Lui le tast\u00f2 il cuore e, dopo qualche istante di agonizzante suspense, disse\nsuspense disse:--\n\n Non \u00e8 troppo tardi. Batte, anche se debolmente. Tutto il nostro lavoro \u00e8\ndisfatto; dobbiamo ricominciare. Non c'\u00e8 nessun giovane Arthur qui ora; devo\nQuesta volta devo chiamare te stesso, amico John\".  Mentre parlava, stava\nnella sua borsa gli strumenti per la trasfusione; io mi ero tolto il cappotto e arrotolato la camicia.\nmi ero tolto il cappotto e avevo arrotolato le maniche della camicia. Non c'era alcuna\npossibilit\u00e0 di un oppiaceo proprio in questo momento, e non ce n'era bisogno; e cos\u00ec,\nsenza un attimo di ritardo, iniziammo l'operazione. Dopo un po' di tempo - non sembrava\nnon sembrava un tempo breve, perch\u00e9 il drenaggio del sangue, per quanto volontariamente\nsangue, per quanto volontariamente venga donato, \u00e8 una sensazione terribile - Van Helsing\nha alzato un dito di avvertimento.  Non agitarti, ha detto, ma temo che con l'aumento delle forze\nforza crescente possa svegliarsi; e questo comporterebbe un pericolo, oh, tanto\npericolo. Ma prender\u00f2 le dovute precauzioni. Far\u00f2 un'iniezione ipodermica\ndi morfina.  Procedette quindi, con rapidit\u00e0 e destrezza, a realizzare il suo intento.\nintento. L'effetto su Lucy non fu male, perch\u00e9 la svenevolezza sembrava fondersi\nsibile nel sonno narcotico. Fu con un sentimento di orgoglio personale\nche potei vedere una lieve sfumatura di colore tornare sulle guance e sulle labbra pallide.\npallido delle guance e delle labbra. Nessun uomo sa, finch\u00e9 non lo sperimenta, cosa significhi\nsentire la propria linfa vitale scorrere nelle vene della donna che ama.\n\nIl professore mi osserv\u00f2 criticamente.  Andr\u00e0 bene, disse.  Di gi\u00e0?\nHo ribattuto.  Hai preso molto di pi\u00f9 da Art.  Al che lui\nsorrise con una specie di sorriso triste mentre rispondeva:--\n\n \u00c8 il suo amante, il suo fidanzato. Hai del lavoro, molto lavoro, da fare per lei e per gli altri.\ne per gli altri; e il presente vi baster\u00e0.\n\nQuando abbiamo interrotto l'operazione, lui si \u00e8 occupato di Lucy, mentre io ho applicato la\npressione digitale sulla mia incisione. Mi sdraiai, mentre aspettavo che si occupasse di me, perch\u00e9 mi sentivo debole e un po' malata.\ndi occuparsi di me, perch\u00e9 mi sentivo debole e un po' malata. Poi\nmi ha fasciato la ferita e mi ha mandato di sotto a prendere un bicchiere di vino per me.\nper me. Mentre uscivo dalla stanza, mi venne dietro e mi sussurr\u00f2\nsussurrato:--\n\n Non bisogna dire nulla di tutto ci\u00f2. Se il nostro giovane amante dovesse presentarsi\ninaspettato, come in precedenza, non gli si deve dire nulla. Lo spaventerebbe e lo invidierebbe allo stesso tempo.\ne lo invidierebbe anche. Non ci deve essere nulla. Quindi!\n\nQuando tornai mi guard\u00f2 con attenzione e mi disse: \"Non ho mai visto un'altra persona...\".\n\n Tu non stai molto peggio. Vai in camera, sdraiati sul divano e riposati un po'.\nriposare un po'; poi fai colazione e vieni qui da me.\n\nEseguii i suoi ordini, perch\u00e9 sapevo quanto fossero giusti e saggi. I\navevo fatto la mia parte e ora il mio prossimo dovere era quello di mantenere le forze. I\nmi sentivo molto debole, e nella debolezza persi qualcosa dello stupore per\ndi ci\u00f2 che era accaduto. Mi addormentai sul divano, tuttavia, chiedendomi sempre pi\u00f9 spesso\ncome Lucy avesse fatto un movimento cos\u00ec retrogrado, e come\ncome avesse potuto essere prosciugata di cos\u00ec tanto sangue senza alcun segno da\nsegno da nessuna parte. Credo di aver continuato a chiedermelo anche in sogno, perch\u00e9,\nsonno e al risveglio, i miei pensieri tornavano sempre alle piccole\nbuchi nella sua gola e all'aspetto lacero ed esausto dei loro bordi.\ndei loro bordi, per quanto minuscoli.\n\nLucy dorm\u00ec fino a giorno inoltrato e quando si svegli\u00f2 era abbastanza in forma e in forze, anche se non cos\u00ec tanto come il giorno prima.\nforza, anche se non cos\u00ec tanto come il giorno prima. Quando Van Helsing\nquando Van Helsing l'ha vista, \u00e8 uscito a fare una passeggiata, lasciandomi in custodia, con la rigorosa\ningiunzione di non lasciarla nemmeno per un momento. Potevo sentire la sua\nvoce nel corridoio, che chiedeva la strada per l'ufficio del telegrafo pi\u00f9 vicino.\n\nLucy chiacchierava liberamente con me, e sembrava del tutto inconsapevole del fatto che fosse\nera successo. Cercai di farla divertire e interessare. Quando sua madre\nQuando sua madre venne a trovarla, non sembr\u00f2 notare alcun cambiamento, ma mi disse con gratitudine: \"Non \u00e8 vero.\nmi disse con gratitudine\n\n Le dobbiamo molto, dottor Seward, per tutto quello che ha fatto, ma ora deve fare attenzione a non sovraccaricarsi di lavoro.\nora deve fare attenzione a non sovraccaricarsi di lavoro. Lei \u00e8 pallido\nlei stesso. Vuole una moglie che la accudisca e si occupi un po' di lei; \u00e8 vero!\nche tu lo faccia!  Mentre parlava, Lucy divent\u00f2 rossa, anche se solo momentaneamente,\nperch\u00e9 le sue povere vene sciupate non avrebbero potuto sopportare a lungo un tale\nscarico alla testa. La reazione si manifest\u00f2 con un pallore eccessivo, mentre lei rivolgeva\nocchi imploranti su di me. Sorrisi, annuii e mi passai un dito sulle labbra.\nlabbra; con un sospiro, sprofond\u00f2 di nuovo tra i suoi cuscini.\n\nVan Helsing \u00e8 tornato dopo un paio d'ore e mi ha detto:\n Ora andate a casa, mangiate molto e bevete abbastanza. Fatti forza. I\nIo rimango qui stanotte, e mi sieder\u00f2 io stesso con la signorina. Tu e\nIo e te dobbiamo seguire il caso, e non dobbiamo permettere che nessun altro lo sappia. Ho gravi\nragioni. No, non chiedetele; pensate quello che volete. Non temete di pensare\nanche le cose pi\u00f9 improbabili. Buona notte.\n\nNel corridoio due cameriere vennero da me e mi chiesero se loro o una di loro non potessero sedersi con Miss Lucy.\ndi non potersi sedere con la signorina Lucy. Mi hanno implorato di lasciarle fare; e quando ho detto che era desiderio del dottor Van Helsing\ne quando ho detto che era desiderio del dottor Van Helsing che o lui o io ci sedessimo\ndi sedersi, mi hanno chiesto in modo piuttosto pietoso di intercedere con il signore straniero.\nsignore straniero.  Sono stato molto toccato dalla loro gentilezza. Forse perch\u00e9\ndebolezza e forse perch\u00e9 era a causa di Lucy che si manifestava la loro devozione.\nla loro devozione, perch\u00e9 pi\u00f9 e pi\u00f9 volte ho visto casi simili di gentilezza femminile.\ncasi simili di gentilezza femminile. Sono tornata qui in tempo per una\ncena, ho fatto il mio giro, tutto bene, e ho scritto questo mentre aspettavo di dormire.\ndi dormire. Sta arrivando.\n\n       * * * * *\n\n_11 settembre._--Questo pomeriggio sono andato a Hillingham. Ho trovato Van\nHelsing di ottimo umore e Lucy molto meglio. Poco dopo il mio arrivo\narrivato, \u00e8 arrivato un grosso pacco dall'estero per il professore. L'ha aperto\ncon molta impressione - presunta, naturalmente - e ha mostrato un grande fascio di fiori bianchi.\nfiori bianchi.\n\n Questi sono per lei, signorina Lucy\", disse.\n\n Per me? Oh, dottor Van Helsing!\n\n S\u00ec, mia cara, ma non per giocare con te. Queste sono medicine.  Qui\nLucy fece una smorfia.  No, ma non sono da prendere in decotto o in forma nauseabonda.\nin forma nauseabonda, quindi non devi snobbare quel naso cos\u00ec affascinante, o far\u00f2 presente al mio amico Arthur\nal mio amico Arthur quali disgrazie potrebbe dover sopportare nel vedere\ndistorcere tanta bellezza che lui ama cos\u00ec tanto. Ah, mia bella signorina,\nquesto porta il naso cos\u00ec bello di nuovo dritto. Questo \u00e8 un farmaco, ma\nnon sapete come. Lo metto alla finestra, faccio una bella ghirlanda e lo appendo al collo.\ne lo appendo al collo, in modo che tu dorma bene. Oh s\u00ec, come il fiore di loto\nfiore di loto, fanno dimenticare i tuoi problemi. Profumano cos\u00ec tanto come le acque\ndi Lethe, e di quella fonte di giovinezza che i Conquistadores cercavano\nnelle Floridas e che hanno trovato troppo tardi.\n\nMentre lui parlava, Lucy aveva esaminato i fiori e li aveva annusati.\ne li annusava. Ora li gett\u00f2 a terra, dicendo, con mezza risata e mezzo disgusto\nmezzo disgusto:--\n\n Oh, professore, credo che lei mi stia solo facendo uno scherzo. Perch\u00e9,\nquesti fiori sono solo aglio comune.\n\nCon mia sorpresa, Van Helsing si \u00e8 alzato e ha detto con tutta la sua severit\u00e0, la mascella di ferro e le sopracciglia cespugliose che si incontravano\nmascella di ferro e le sopracciglia folte che si incrociavano:--\n\n Non scherzare con me! Non scherzo mai! C'\u00e8 uno scopo preciso in tutto ci\u00f2 che faccio;\ne vi avverto di non ostacolarmi. Fate attenzione, per il bene degli\ndegli altri, se non per il vostro.  Poi, vedendo la povera Lucy spaventata, come poteva\nspaventata, continu\u00f2 con pi\u00f9 dolcezza:  Oh, signorina, mia cara, non temete\ndi me. Lo faccio solo per il tuo bene; ma c'\u00e8 molta virt\u00f9 per te in quei fiori cos\u00ec\ncomuni fiori. Vedete, li metto io stesso nella vostra stanza. Faccio io stesso la\ncorona di fiori che indosserete. Ma zitto! Non dire ad altri che fanno domande cos\u00ec\ndomande curiose. Dobbiamo obbedire, e il silenzio fa parte dell'obbedienza;\ne l'obbedienza \u00e8 portarvi forti e sani tra le braccia amorevoli che vi aspettano.\nper voi. Ora siediti ancora un po'. Vieni con me, amico John, e mi aiuterai ad addobbare la stanza con l'aglio.\nmi aiuterai ad addobbare la stanza con il mio aglio, che viene da Haarlem,\ndove il mio amico Vanderpool alleva l'erba nelle sue serre tutto l'anno.\nHo dovuto telegrafare ieri, altrimenti non sarebbero arrivati.\n\nSiamo entrati nella stanza, portando con noi i fiori. Le azioni del professore\nprofessore era certamente strano e non si trovava in nessuna farmacopea\nfarmacopea che io abbia mai sentito. Per prima cosa fiss\u00f2 le finestre e le chiuse saldamente.\nPoi, prendendo una manciata di fiori, li ha strofinati su tutte le ante, come per assicurarsi che\nle ante, come se volesse assicurarsi che ogni soffio d'aria che potesse entrare\naria che poteva entrare fosse impregnata dell'odore dell'aglio. Poi, con il batuffolo, strofin\u00f2\ndella porta, sopra, sotto e ai lati, e intorno al camino allo stesso modo.\nil camino allo stesso modo. Tutto ci\u00f2 mi sembr\u00f2 grottesco, e\ne subito dissi: --\n\n Beh, professore, so che ha sempre una ragione per quello che fa, ma...\nquesto mi lascia perplesso. \u00c8 un bene che non ci siano scettici qui, altrimenti direbbe\ndirebbe che stavate facendo qualche incantesimo per tenere lontano uno spirito maligno.\n\n Forse lo sono! rispose tranquillamente, mentre iniziava a preparare la corona di fiori che\nLucy avrebbe portato al collo.\n\nAspettammo poi che Lucy facesse la sua toilette per la notte, e quando lei fu a letto\nquando fu a letto, lui venne e le mise la corona d'aglio al collo.\ncollo. Le ultime parole che le ha detto sono state: \"Non \u00e8 vero che non \u00e8 stata una buona idea\".\n\n Fate attenzione a non disturbare; e anche se la stanza si sente vicina, non\nnon aprire la finestra o la porta.\n\n Lo prometto, disse Lucy, e vi ringrazio mille volte per la vostra\nla vostra gentilezza nei miei confronti! Oh, che cosa ho fatto per essere benedetta con questi\namici?\n\nMentre lasciavamo la casa con la mia mosca, che ci aspettava, Van Helsing ha detto:--\n\n Stanotte posso dormire in pace, e dormire lo voglio: due notti di viaggio,\nmolta lettura nel giorno intermedio, e molta ansia per il giorno successivo,\ne una notte passata in piedi, senza battere ciglio. Domani mattina presto\nmi chiami, e veniamo insieme a vedere la nostra bella signorina, cos\u00ec tanto\npi\u00f9 forte per il mio incantesimo che ho lavorato. Ho! Ho!\n\nSembrava cos\u00ec sicuro di s\u00e9 che io, ricordando la mia sicurezza di due sere prima e il risultato nefasto, provai soggezione e un vago terrore.\ndue sere prima e del risultato nefasto, provai soggezione e un vago terrore. Deve essere stata\nessere stata la mia debolezza a farmi esitare a raccontarlo al mio amico, ma\nLo sentivo ancora di pi\u00f9, come lacrime non versate.\n\n\n\n\nCAPITOLO XI\n\nDiario di Lucy Westenra.\n\n\n_12 settembre._--Come sono tutti buoni con me. Adoro quel caro dottor\nVan Helsing. Mi chiedo perch\u00e9 fosse cos\u00ec ansioso per questi fiori. Mi ha\nmi ha spaventato, era cos\u00ec feroce. Eppure deve aver avuto ragione, perch\u00e9\nperch\u00e9 mi sento gi\u00e0 confortata da questi fiori. In qualche modo, non temo di essere\ndi essere sola questa notte, e posso andare a dormire senza paura. Non mi dar\u00e0 fastidio\nnon bader\u00f2 a nessuno sbattimento fuori dalla finestra. Oh, la terribile lotta che ho\nche ho avuto contro il sonno cos\u00ec spesso negli ultimi tempi; il dolore dell'insonnia,\no il dolore della paura del sonno, con gli orrori sconosciuti che ha per me!\nper me! Come sono benedette alcune persone, la cui vita non ha paure, n\u00e9 timori, per le quali il sonno \u00e8\npaure, n\u00e9 timori; per le quali il sonno \u00e8 una benedizione che arriva ogni notte e non porta altro che\nsolo dolci sogni. Ebbene, eccomi qui stanotte, sperando di dormire,\ne sono sdraiata come Ofelia nella commedia, con croste di vergine e\ne di nubili.  L'aglio non mi \u00e8 mai piaciuto prima, ma stasera \u00e8 delizioso!\nC'\u00e8 pace nel suo odore; sento che il sonno sta gi\u00e0 arrivando. Buona notte,\ntutti.\n\n\nDiario del dottor Seward.\n\n13 settembre _- Ho chiamato al Berkeley e ho trovato Van Helsing, come al solito,\nin orario. La carrozza ordinata dall'hotel era in attesa. Il\nProfessore ha preso la sua borsa, che ormai porta sempre con s\u00e9.\n\nChe tutto sia messo nero su bianco. Van Helsing e io siamo arrivati a Hillingham alle\nalle otto. Era una bella mattinata; il sole splendente e tutta la sensazione di freschezza dell'inizio dell'autunno\nsensazione di freschezza dell'inizio dell'autunno sembravano il completamento dell'opera annuale della natura.\nnatura. Le foglie stavano assumendo tutti i tipi di colori pi\u00f9 belli,\nma non avevano ancora iniziato a cadere dagli alberi. Quando siamo entrati abbiamo incontrato\nWestenra che usciva dalla sala del mattino. \u00c8 sempre molto mattiniera.\nsveglia. Ci ha salutati calorosamente e ci ha detto: --\n\n Sarete felici di sapere che Lucy sta meglio. La cara bambina sta ancora\naddormentata. Ho guardato nella sua stanza e l'ho vista, ma non sono entrata per non disturbarla.\ndisturbarla.  Il professore sorrideva e aveva un'aria piuttosto felice. Si\nsi sfreg\u00f2 le mani e disse: \"Non \u00e8 vero che non c'\u00e8 pi\u00f9 niente da fare\".\n\n Pensavo di aver diagnosticato il caso. Il mio trattamento sta funzionando, al che lei rispose\ne lei rispose:--\n\n Non deve prendersi tutto il merito, dottore. Lo stato di Lucy questa\nmattina \u00e8 dovuto in parte a me.\n\n Cosa intende dire, signora? chiese il professore.\n\n Ebbene, durante la notte ero in ansia per la cara bambina e sono andata in\nsua stanza. Dormiva profondamente, tanto che il mio arrivo non l'ha svegliata.\nnon l'ha svegliata. Ma la stanza era terribilmente soffocante. C'erano molti di quei\norribili fiori dall'odore forte dappertutto e lei ne aveva\nun mazzo di fiori al collo. Temevo che l'odore pesante sarebbe stato\ntroppo per la cara bambina nel suo stato di debolezza, cos\u00ec li ho portati via tutti\ne ho aperto un po' la finestra per far entrare un po' di aria fresca. Sarete contenti\nsoddisfatta di lei, ne sono certa.\n\nSi spost\u00f2 nel suo boudoir, dove di solito faceva colazione presto. Mentre\nmentre parlava, osservai il volto del professore e lo vidi diventare grigio cenere.\ngrigio. Era stato in grado di mantenere il suo autocontrollo mentre la povera signora era presente, perch\u00e9 conosceva il suo stato e la sua malizia.\npovera signora, perch\u00e9 conosceva il suo stato e sapeva quanto sarebbe stata maliziosa una scossa;\nLe sorrise mentre le teneva aperta la porta per farla entrare nella sua stanza.\nstanza. Ma nell'istante in cui lei scomparve, mi trascin\u00f2, all'improvviso e con forza, nella sala da pranzo.\ncon forza, nella sala da pranzo e chiuse la porta.\n\nPoi, per la prima volta in vita mia, ho visto Van Helsing crollare. Egli\nalzava le mani sopra la testa in una sorta di muta disperazione, e poi batteva\ni palmi delle mani in modo impotente; infine si \u00e8 seduto su una sedia,\ne, mettendosi le mani davanti al viso, cominci\u00f2 a singhiozzare, con singhiozzi forti e secchi che sembravano provenire\nche sembravano provenire dal tormento stesso del suo cuore. Poi alz\u00f2\ndi nuovo le braccia, come se si appellasse all'intero universo.  Dio! Dio!\nDio! disse.  Che cosa abbiamo fatto, che cosa ha fatto questa povera creatura, che\nche siamo cos\u00ec afflitti? C'\u00e8 ancora un destino tra noi, mandato gi\u00f9 dal mondo pagano di un tempo, per cui queste cose devono accadere e in questo modo?\nmondo pagano di un tempo, che queste cose debbano accadere e in questo modo? Questa povera\nmadre, tutta all'oscuro di tutto, e tutto per il meglio, come lei pensa, fa una cosa del genere\nche perde la figlia in anima e corpo; e noi non dobbiamo dirglielo, non dobbiamo nemmeno avvertirla, o lei\nnon dobbiamo nemmeno avvertirla, o lei morir\u00e0, e poi moriranno entrambe. Oh, come siamo\nassediati! Come tutte le potenze dei diavoli sono contro di noi!  Improvvisamente\nbalz\u00f2 in piedi.  Venite, disse, venite, dobbiamo vedere e agire. Diavoli\no nessun diavolo, o tutti i diavoli insieme, non ha importanza; noi lo combattiamo\nlo stesso.  And\u00f2 alla porta dell'ingresso a prendere la sua borsa; e insieme salimmo nella stanza di Lucy.\nsalimmo nella stanza di Lucy.\n\nAncora una volta ho tirato su la tenda, mentre Van Helsing si \u00e8 diretto verso il letto.\nQuesta volta non ha trasalito, mentre guardava il povero volto con lo stesso\nterribile pallore cereo di prima. Aveva uno sguardo di severa tristezza e di\ninfinita piet\u00e0.\n\n Come mi aspettavo, mormor\u00f2, con quella sua ispirazione sibilante che\nsignificava cos\u00ec tanto. Senza dire una parola, and\u00f2 a chiudere la porta a chiave, e poi\nsul tavolino gli strumenti per l'ennesima operazione di trasfusione di sangue.\ntrasfusione di sangue. Gi\u00e0 da tempo avevo riconosciuto la necessit\u00e0\nnecessit\u00e0 e cominciai a togliermi il cappotto, ma lui mi ferm\u00f2 con una mano di avvertimento.\nmano ammonitrice.  No! disse.  Oggi devi operarti. Provveder\u00f2 io.\nLei \u00e8 gi\u00e0 indebolito\".  Mentre parlava si tolse il cappotto e arrotol\u00f2\nle maniche della camicia.\n\nDi nuovo l'operazione, di nuovo il narcotico, di nuovo un po' di colore sulle guance\nguance cineree e il respiro regolare di un sonno sano. Questa volta ho\nho osservato Van Helsing mentre si riprendeva e si riposava.\n\nSubito dopo colse l'occasione per dire alla signora Westenra che non doveva\nche non doveva rimuovere nulla dalla stanza di Lucy senza consultarlo; che i fiori avevano un valore\nche i fiori avevano un valore medicinale e che l'inalazione del loro odore faceva parte del sistema di cura.\nera parte del sistema di cura. Poi si occup\u00f2 personalmente del caso\ncaso da solo, dicendo che avrebbe vegliato questa notte e la prossima e che mi avrebbe\ne che mi avrebbe fatto sapere quando sarei venuto.\n\nDopo un'altra ora Lucy si svegli\u00f2 dal suo sonno, fresca e luminosa e\ne apparentemente non molto peggiore per la sua terribile prova.\n\nCosa significa tutto questo? Comincio a chiedermi se la mia lunga abitudine alla vita\ntra i pazzi stia cominciando a ripercuotersi sul mio cervello.\n\n\nDiario di Lucy Westenra.\n\n17 settembre - Quattro giorni e notti di pace. Sto diventando cos\u00ec forte\nche quasi non mi riconosco. \u00c8 come se avessi attraversato un lungo\nlungo incubo e mi fossi appena svegliata per vedere il bel sole e sentire l'aria fresca del\nsentire l'aria fresca del mattino intorno a me. Ho un tenue\nricordo di tempi lunghi e ansiosi di attesa e di paura, di oscurit\u00e0\nin cui non c'era nemmeno il dolore della speranza a rendere l'angoscia presente\npi\u00f9 struggente l'angoscia presente: e poi lunghi periodi di oblio, e il risorgere alla\nvita come un palombaro che risale attraverso una grande pressione d'acqua. Da allora,\nVan Helsing \u00e8 stato con me, tutti questi brutti sogni sembrano essere scomparsi.\ntutti questi brutti sogni sembrano essere scomparsi; i rumori che mi spaventavano a morte...\ndi spirito - lo sbattere contro le finestre, le voci lontane che sembravano\ncos\u00ec vicine a me, i suoni duri che provenivano da non so dove e che mi\nmi ordinavano di fare non so cosa, sono tutti cessati. Ora vado a letto\nsenza alcuna paura di dormire. Non cerco nemmeno di rimanere sveglio. Mi sono affezionato\naglio, e ogni giorno me ne arriva una scatola da Haarlem.\nHaarlem. Stanotte il dottor Van Helsing partir\u00e0, perch\u00e9 deve recarsi per un giorno ad Amsterdam.\ngiorno ad Amsterdam. Ma io non ho bisogno di essere sorvegliato; sto abbastanza bene da poter essere lasciato\nda sola. Grazie a Dio per il bene della mamma, del caro Arthur e di tutti i nostri amici che sono stati cos\u00ec gentili!\namici che sono stati cos\u00ec gentili! Non sentir\u00f2 nemmeno il cambiamento, perch\u00e9\nIeri sera il dottor Van Helsing ha dormito per gran parte del tempo sulla sua sedia. L'ho trovato\nl'ho trovato addormentato due volte quando mi sono svegliato; ma non ho temuto di riaddormentarmi,\nanche se i rami o i pipistrelli o qualcosa del genere si sono appisolati quasi con rabbia contro\ni vetri della finestra.\n\n\nThe Pall Mall Gazette, 18 settembre.\n\n                           IL LUPO IN FUGA.\n\n         PERICOLOSA AVVENTURA DEL NOSTRO INTERVISTATORE.\n\n         Intervista con il custode dei giardini zoologici.\n\nDopo molte richieste e quasi altrettanti rifiuti, e usando sempre le parole Pall Mall Gazette come una sorta di talismano, sono riuscito a trovare la\nle parole Pall Mall Gazette come una sorta di talismano, sono riuscito a trovare il custode della sezione dei Giardini Zoologici in cui il lupo era\nil custode della sezione dei Giardini Zoologici in cui \u00e8 incluso il reparto dei lupi.\nlupo. Thomas Bilder vive in uno dei cottage del recinto\nrecinto dietro la casa degli elefanti, e si stava sedendo a prendere il t\u00e8 quando l'ho trovato.\nil suo t\u00e8 quando l'ho trovato. Thomas e sua moglie sono persone ospitali,\nanziani e senza figli, e se l'esempio che ho goduto della loro\nse l'esempio che ho goduto della loro ospitalit\u00e0 \u00e8 di tipo medio, la loro vita deve essere piuttosto\nconfortevole. Il padrone di casa non volle entrare nel merito di ci\u00f2 che chiamava affari\nfinch\u00e9 la cena non fosse finita e tutti fossimo stati soddisfatti. Poi, quando la tavola\ntavola era stata sparecchiata e lui aveva acceso la sua pipa, disse: --\n\n Ora, signore, pu\u00f2 continuare a chiedermi quello che vuole. Mi scuserete\ndi parlare di argomenti perfetti prima dei pasti. Io do ai\ni lupi, gli sciacalli e le iene di tutta la nostra sezione il loro t\u00e8 prima che\ndi iniziare a fare loro domande.\n\n Come sarebbe a dire, fare loro delle domande?  Ho chiesto, con il desiderio di fargli\nun umore loquace.\n\n Un modo \u00e8 quello di colpirli alla testa con un palo; un altro \u00e8 quello di graffiargli l'orecchio.\nun altro modo, quando i signori come loro vogliono fare un po' di scena con le loro ragazze.\nalle loro ragazze. A me non importa tanto la prima cosa da fare, il palo\nprima di gettare la cena; ma aspetto che abbiano bevuto il loro\nsherry e kawffee, per cos\u00ec dire, prima di provare con il\nNon dimenticate, aggiunse filosoficamente, che c'\u00e8 un po' della stessa natura in noi e in loro.\ndella stessa natura in noi e in quegli animali. Ecco che arrivi tu e\ndomande sui miei affari, e io che sono cos\u00ec brontolone che\nsolo per il tuo maledetto arf-quid ti avrei visto soffiare prima di rispondere.\nrispondere. Neanche quando mi hai chiesto in modo sarcastico se volevo che tu chiedessi al\nil Sovrintendente, se mi facesse delle domande. Senza offesa\nti ho detto di andare a quel paese?\n\n L'hai fatto.\n\n E quando hai detto che mi avresti denunciato per l'uso di un linguaggio osceno, mi hai fatto venire il magone.\nmi ha dato alla testa; ma l'arf-quid ha sistemato tutto. I\nnon avevo intenzione di combattere, cos\u00ec ho aspettato il cibo e ho fatto con il mio gufo\ncome fanno i lupi, i leoni e le tigri. Ma, Lor ama la tua arte, ora\nora che la vecchia signora mi ha infilato un pezzo della sua torta al t\u00e8, e mi ha sciacquato\ncon la sua vecchia teiera e io mi sono accesa, puoi grattarmi le orecchie per quanto vale.\npotete grattarmi le orecchie per quanto valete, e non riuscirete a strapparmi nemmeno un ringhio.\nVai avanti con le tue domande. So cosa stai cercando di fare, quel\nlupo in fuga.\n\n Esattamente. Voglio che tu mi dia il tuo punto di vista. Mi dica solo come \u00e8\ne quando sapr\u00f2 i fatti, le chieder\u00f2 di dirmi cosa pensa che sia stato\nche ne \u00e8 stata la causa e come pensa che si concluder\u00e0 l'intera vicenda.\nfinir\u00e0.\n\n Va bene, capo. Qui si tratta della storia. Quel lupo\nche abbiamo chiamato Bersicker era uno dei tre lupi grigi che sono venuti dalla\nNorvegia a Jamrach, che abbiamo comprato da lui quattro anni fa. Era un\nlupo ben educato, che non ha mai dato problemi di cui parlare. Sono pi\u00f9\nsorpreso di pi\u00f9 di lui per aver voluto andarsene che di qualsiasi altro animale in questo\nposto. Ma, ecco, non ci si pu\u00f2 pi\u00f9 fidare n\u00e9 dei lupi n\u00e9 delle donne.\n\n Non badi a lui, signore! interviene la signora Tom, con una risata allegra.  E\nha badato agli animali per cos\u00ec tanto tempo che, se non \u00e8 come un vecchio lupo, \u00e8 benedetto!\n \u00e8 un vecchio lupo! Ma non ha un braccio.\n\n Beh, signore, era circa due ore dopo la poppata di ieri quando ho sentito per la prima volta\nquando ho sentito per la prima volta il mio disturbo. Stavo preparando una lettiera nella casa delle scimmie per un giovane puma malato.\nun giovane puma malato; ma quando ho sentito il guaito e il gufo mi sono\nsubito. C'era Bersicker che si dirigeva come un pazzo verso le sbarre, come se volesse uscire.\ncome se volesse uscire. Quel giorno non c'era molta gente in giro\nQuel giorno non c'era molta gente in giro, e vicino a noi c'era solo un uomo, un tipo alto e magro, con il naso a spillo e la barba appuntita, con un\nnaso e la barba a punta, con qualche capello bianco in mezzo. Aveva\naveva uno sguardo ardente e freddo e gli occhi rossi, e io provai una sorta di antipatia nei suoi confronti,\nperch\u00e9 sembrava che fosse lui a essere irritato. Aveva dei guanti bianchi\nguanti bianchi da bambino, mi indic\u00f2 gli animali e mi disse:\n Custode, questi lupi sembrano turbati da qualcosa.\n\n Forse sei tu, dico io, perch\u00e9 non mi piacevano le arie che si dava.\n si \u00e8 dato. Non si arrabbi\u00f2, come pensavo avrebbe fatto, ma sorrise una specie di\nsorriso insolente, con una bocca piena di denti bianchi e affilati.  Oh no, non gli piaccio\nnon gli piacer\u00f2, disse.\n\n Oh s\u00ec, lo farebbero, dico io, a imitazione di lui.  A loro piace sempre un\nun osso o due per pulirsi i denti verso l'ora del t\u00e8, di cui tu ne hai una\nsacchetto.\n\n Beh, era una cosa strana, ma quando gli animali ci vedono parlare si sdraiano.\ne quando mi sono avvicinata a Bersicker mi ha permesso di accarezzargli le orecchie.\ncome sempre. Quell'uomo si avvicin\u00f2, e benedetto, ma se non metteva la mano e non accarezzava il vecchio lupo.\nmano e accarezzasse anche le orecchie del vecchio lupo!\n\n Attenzione, dico io. Bersicker \u00e8 veloce.\n\n Non importa, dice.  Ci sono abituato!\n\n Sei tu stesso nel settore?  Dico io, tirandomi su la testa, perch\u00e9 un\nun uomo che commercia in lupi, un allevatore, \u00e8 un buon amico dei guardiani.\n\n No, dice lui, non sono proprio del mestiere, ma ho fatto animali da compagnia a diversi\ndiversi.  E con ci\u00f2 solleva il suo cappello perlato come un signore e se ne va.\ne se ne va. Il vecchio Bersicker continu\u00f2 a guardarlo finch\u00e9 non fu fuori dalla sua vista,\ne poi and\u00f2 a sdraiarsi in un angolo e non volle tornare senza il suo\nsera. Ebbene, la notte scorsa, non appena la luna si \u00e8 alzata, i lupi\nqui cominciarono tutti a gufare. Non c'era nulla a cui potessero gufare.\nNon c'era nessuno nelle vicinanze, tranne qualcuno che evidentemente stava chiamando un cane\ncane da qualche parte dietro i giardini della strada del parco. Una o due volte\nUna o due volte sono uscito per controllare che tutto fosse a posto, e lo era, e poi il guaire\nsmesso. Poco prima delle dodici ho dato un'occhiata in giro prima di\nprima di rientrare, ma quando mi trovo di fronte alla gabbia del vecchio Bersicker\nvecchia gabbia di Bersicker ho visto le rotaie rotte e contorte e la gabbia vuota. E\nQuesto \u00e8 tutto ci\u00f2 che so per certo.\n\n Qualcun altro ha visto qualcosa?\n\n Uno dei nostri giardinieri stava arrivando in quel momento da un'aronia,\nquando vide un grosso cane grigio che usciva dai bordi del giardino. Almeno, cos\u00ec dice\nAlmeno, cos\u00ec dice, ma io stesso non ci credo molto, perch\u00e9 se l'ha fatto non ha mai detto una parola alla sua signora quando \u00e8 arrivato a casa.\nnon ha mai detto una parola alla sua signora quando \u00e8 arrivato a casa, ed \u00e8 stato\nsolo dopo che la fuga del lupo \u00e8 stata resa nota, e noi siamo stati svegli tutta la notte a\nnotte a dare la caccia a Bersicker nel parco, che si ricord\u00f2 di aver visto\nqualcosa. Io credo che l'armonia gli sia entrata nella testa.\n\n Ora, signor Bilder, pu\u00f2 spiegare in qualche modo la fuga del lupo?\nlupo?\n\n Beh, signore, disse, con una sorta di sospettosa modestia, credo di poterlo fare;\nma non so se lei sar\u00e0 soddisfatto della teoria.\n\n Certamente lo far\u00f2. Se un uomo come lei, che conosce gli animali per esperienza, non pu\u00f2 azzardare un'ipotesi\nesperienza, non pu\u00f2 azzardare una buona ipotesi, chi pu\u00f2 provarci?\n\n Allora, signore, io la vedo in questo modo: mi sembra che il lupo sia scappato\nlupo sia scappato, semplicemente perch\u00e9 voleva andarsene.\n\nDal modo in cui sia Thomas che sua moglie risero alla battuta, capii che era gi\u00e0 servita in passato e che l'intero gruppo di persone\nche la battuta era gi\u00e0 servita in passato e che l'intera spiegazione era solo una\nspiegazione era semplicemente un'elaborata messinscena. Non potevo affrontare il badinage\ncon il degno Thomas, ma pensavo di conoscere una strada pi\u00f9 sicura per arrivare al suo cuore,\ncos\u00ec dissi:--\n\n Ora, signor Bilder, considereremo la prima met\u00e0 della sovrana come lavorata,\ne questo suo fratello \u00e8 in attesa di essere reclamato quando mi avr\u00e0 detto\ncosa pensa che accadr\u00e0.\n\n Avete ragione, signore, disse alacremente.  Mi scagionerete, lo so, perch\u00e9\nma la vecchia mi ha fatto l'occhiolino, il che equivaleva a dirmi di andare avanti.\ncome se mi dicesse di andare avanti.\n\n Beh, io non l'ho mai fatto! disse l'anziana signora.\n\n La mia opinione \u00e8 la seguente: quel lupo \u00e8 un idolo, da qualche parte. Il\ngiardiniere che non se lo ricordava ha detto che stava galoppando verso nord pi\u00f9 veloce\npi\u00f9 veloce di quanto possa andare un cavallo; ma io non gli credo, perch\u00e9, vedete, signore,\ni lupi non galoppano pi\u00f9 e nemmeno i cani, perch\u00e9 non sono fatti in quel modo.\nmodo. I lupi sono cose belle in un libro di favole, e io dico che quando si mettono in branco\nin branco e si avventano su qualcosa di pi\u00f9 temibile di loro\npossono fare un rumore infernale e fare a pezzi qualsiasi cosa sia. Ma,\nLor benedice, nella vita reale un lupo \u00e8 solo una creatura di basso livello, non cos\u00ec\nintelligente o audace come un buon cane; e non ha nemmeno mezzo quarto di lotta in\n im. Questo non \u00e8 abituato a combattere e nemmeno a provvedere a se stesso.\ne sembra pi\u00f9 che altro che sia da qualche parte nel parco a- idin e a- tremare.\ne, se ci pensa, si chieda dove deve prendere la sua colazione.\ncolazione; o forse \u00e8 sceso in qualche zona e si trova in un\ncarbone. Mio Dio, una cuoca non si spaventer\u00e0 quando vedr\u00e0 i suoi\nocchi verdi che la guardano dal buio! Se non riesce a procurarsi il cibo\nSe non riesce a procurarsi il cibo \u00e8 costretto a cercarlo, e magari fa in tempo a trovare una macelleria.\nmacelleria in tempo. Se non lo fa, e qualche bambinaia va a spasso con un soldato, lasciando\nun soldato, lasciando il neonato nel passeggino... beh, allora non mi sorprenderebbe se il censimento\nnon mi stupirei se il censimento fosse di un neonato in meno. Questo \u00e8\ntutto.\n\nGli stavo porgendo la mezza sovrana, quando qualcosa si \u00e8 alzato\ncontro la finestra e il volto del signor Bilder raddoppi\u00f2 la sua lunghezza naturale per la sorpresa.\ndalla sorpresa.\n\n Dio mi benedica! disse.  Se non c'\u00e8 il vecchio Bersicker che torna da solo!\n da solo!\n\nSi avvicin\u00f2 alla porta e l'apr\u00ec; un'operazione non necessaria che mi sembr\u00f2\nmi \u00e8 sembrato inutile. Ho sempre pensato che un animale selvatico non abbia mai un aspetto cos\u00ec\nbene come quando tra noi si frappone un ostacolo di notevole durata; un'esperienza personale ha intensificato\nesperienza personale ha intensificato piuttosto che diminuire questa idea.\n\nIn fondo, per\u00f2, non c'\u00e8 nulla di simile all'abitudine, perch\u00e9 n\u00e9 Bilder n\u00e9 sua moglie pensavano al lupo pi\u00f9 di quanto io pensassi al cane.\nsua moglie pensavano al lupo pi\u00f9 di quanto io pensassi a un cane. L'animale\nera pacifico e ben educato, come il padre di tutti i lupi\nlupi delle immagini, l'amico per eccellenza di Cappuccetto Rosso, mentre muoveva la sua\nfiducia in maschera.\n\nL'intera scena era un'impronunciabile miscela di comicit\u00e0 e pathos. Il\nlupo malvagio che per mezza giornata aveva paralizzato Londra e fatto rabbrividire tutti i\nbambini della citt\u00e0 che tremavano nelle loro scarpe, era l\u00ec in una specie di\numore penitente, e fu accolto e accarezzato come una sorta di volpino\nfigliol prodigo. Il vecchio Bilder lo esamin\u00f2 da cima a fondo con la pi\u00f9 tenera\ne quando ebbe finito con il suo penitente, disse: \"Non \u00e8 vero che il vecchio Bilder lo ha esaminato dappertutto con la pi\u00f9 tenera sollecitudine.\n\n Sapevo che il povero vecchio si sarebbe cacciato in qualche guaio;\nnon l'ho detto fin dall'inizio? Ecco la sua testa tutta tagliata e piena di vetri rotti.\nvetro.  \u00c8 stato travolto da un muro o da un altro. \u00c8 un\n\u00e8 una vergogna che alla gente sia permesso di ricoprire i propri muri con bottiglie rotte.\nEcco cosa ne viene fuori. Vieni, Bersicker.\n\nPrese il lupo e lo rinchiuse in una gabbia, con un pezzo di carne che soddisfaceva, per quanto riguarda la quantit\u00e0, le condizioni elementari del\nche soddisfaceva, almeno in termini di quantit\u00e0, le condizioni elementari del vitello\nvitello grasso, e and\u00f2 a fare rapporto.\n\nSono venuto anch'io a riferire l'unica informazione esclusiva che \u00e8 stata data\noggi sulla strana scappatella allo zoo.\n\n\nDiario del dottor Seward.\n\n17 settembre._--Dopo cena ero impegnato nel mio studio a sistemare i miei libri.\nlibri, che, a causa della pressione di altri lavori e delle molte visite a Lucy,\nerano tristemente in arretrato. Improvvisamente la porta si apr\u00ec di scatto ed entr\u00f2\nil mio paziente, con il volto stravolto dalla passione. Ero\nero sbalordito, perch\u00e9 un paziente che entra di sua iniziativa nello studio del Sovrintendente\nnello studio del Sovrintendente \u00e8 quasi sconosciuta. Senza un istante di\npausa si diresse verso di me. Aveva un coltello da cucina in mano e,\nvedendo che era pericoloso, cercai di tenere il tavolo tra noi. Era\ntroppo veloce e forte per me, perch\u00e9 prima che potessi ritrovare il mio equilibrio\nequilibrio, mi colp\u00ec e mi tagli\u00f2 piuttosto gravemente il polso sinistro.\nPrima che potesse colpire di nuovo, per\u00f2, riuscii a prendere la mia destra e lui si\nsupino sul pavimento. Il mio polso sanguinava liberamente, e una piccola\nun bel po' di sangue sul tappeto. Vidi che il mio amico non era\nche il mio amico non era intenzionato a fare ulteriori sforzi e mi occupai di legare il polso,\ntenendo sempre d'occhio la figura prostrata. Quando gli\nquando gli inservienti si precipitarono e noi rivolgemmo la nostra attenzione a lui, il suo impiego\nmi ha fatto venire il voltastomaco. Era sdraiato a pancia in gi\u00f9 sul pavimento e leccava, come un cane, il sangue.\ncome un cane, il sangue che era caduto dal mio polso ferito. Fu\nfacilmente e, con mia grande sorpresa, and\u00f2 avanti con gli assistenti in maniera\nplacidamente, ripetendo semplicemente, pi\u00f9 e pi\u00f9 volte:  Il sangue \u00e8 la vita!\nIl sangue \u00e8 la vita!\n\nNon posso permettermi di perdere sangue in questo momento; ne ho perso troppo negli ultimi tempi per il mio bene fisico.\ntroppo ultimamente per il mio bene fisico, e poi lo sforzo prolungato della malattia di Lucy e delle sue\nLucy e le sue orribili fasi si sta ripercuotendo su di me. Sono sovraeccitata e stanca\nstanco, e ho bisogno di riposo, riposo, riposo. Fortunatamente Van Helsing non mi ha convocato, quindi non devo rinunciare a\nnon mi ha convocato, quindi non devo rinunciare al sonno; stanotte non potrei farne a meno.\ndi questo.\n\n\nTelegramma di Van Helsing, Anversa, a Seward, Carfax.\n\n(Inviato a Carfax, Sussex, senza indicazione della contea; consegnato in ritardo di ventidue ore).\nventidue ore).\n\n 17 settembre - Non mancate di essere a Hillingham questa sera. Se non\nse non vi trovate a sorvegliare frequentemente, visitate e controllate che i fiori siano come\nmolto importante; non mancate. Sar\u00f2 da voi il prima possibile\npossibile dopo l'arrivo.\n\n\nDiario del dottor Seward.\n\n18 settembre _--Poco prima di prendere il treno per Londra. L'arrivo del telegramma di Van\nHelsing mi ha riempito di sgomento. Un'intera notte persa, e so per\nper amara esperienza cosa pu\u00f2 accadere in una notte. Naturalmente \u00e8\npossibile che tutto sia a posto, ma cosa pu\u00f2 essere successo? Sicuramente\nc'\u00e8 un'orribile maledizione che incombe su di noi, perch\u00e9 ogni possibile incidente\nogni possibile incidente debba ostacolarci in tutto ci\u00f2 che cerchiamo di fare. Porter\u00f2 con me questo cilindro\ne poi potr\u00f2 completare la mia ricerca sul fonografo di Lucy.\n\n\nMemorandum lasciato da Lucy Westenra.\n\n17 settembre. Notte._--Scrivo questo e lo lascio in visione, in modo che nessuno\nnessuno possa per caso trovarsi nei guai per colpa mia. Questo \u00e8 il resoconto esatto\ndi ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto questa notte. Mi sento morire di debolezza e ho a malapena la forza di\ne ho a malapena la forza di scrivere, ma deve essere fatto, a costo di morire nel farlo.\nfare.\n\nSono andata a letto come al solito, facendo attenzione che i fiori fossero disposti come indicato dal dott.\nVan Helsing, e presto mi sono addormentata.\n\nFui svegliato dallo sbattere della finestra, che era iniziato dopo la camminata nel sonno sulla scogliera di Whitby, quando Mina mi aveva salvato.\ncamminata nel sonno sulla scogliera di Whitby, quando Mina mi salv\u00f2, e che ora conosco cos\u00ec bene.\nconosco cos\u00ec bene. Non avevo paura, ma desideravo che il dottor Seward fosse nella stanza accanto.\nnella stanza accanto, come aveva detto il dottor Van Helsing, in modo da poterlo chiamare.\nchiamarlo. Ho cercato di addormentarmi, ma non ci sono riuscito. Allora mi \u00e8 venuta in mente\nla vecchia paura del sonno, e decisi di restare sveglio. Perversamente il sonno\nperversamente il sonno cercava di arrivare proprio quando non lo volevo; cos\u00ec, poich\u00e9 temevo di essere\nsola, aprii la porta e chiamai fuori:  C'\u00e8 qualcuno?  Non c'era\nNon c'era risposta. Avevo paura di svegliare la mamma e cos\u00ec richiusi la porta.\nPoi fuori, nel cespuglio, sentii una specie di ululato come quello di un cane, ma pi\u00f9 feroce e pi\u00f9 profondo.\npi\u00f9 feroce e pi\u00f9 profondo. Andai alla finestra e guardai fuori, ma non vidi nulla, se non un grosso pipistrello.\nma non vidi nulla, tranne un grosso pipistrello che evidentemente aveva sbattuto le ali contro il\nali contro la finestra. Cos\u00ec tornai a letto, ma decisi di non addormentarmi.\ndi non addormentarmi. Poco dopo la porta si apr\u00ec e la mamma entr\u00f2;\nvedendo dal mio movimento che non stavo dormendo, entr\u00f2 e si sedette accanto a me. Lei\nmi disse con ancora pi\u00f9 dolcezza e dolcezza di quanto fosse solita fare: --\n\n Ero preoccupato per te, caro, e sono venuto a vedere se stavi bene.\nbene.\n\nTemendo che potesse prendere freddo stando seduta l\u00ec, le chiesi di entrare e di dormire con me.\ndi venire a dormire con me, cos\u00ec entr\u00f2 nel letto e si sdrai\u00f2 accanto a me; non si tolse la vestaglia perch\u00e9 disse che sarebbe rimasta solo per un po'.\nnon si \u00e8 tolta la vestaglia, perch\u00e9 ha detto che sarebbe rimasta solo per un po\ne poi sarebbe tornata nel suo letto. Mentre lei giaceva tra le mie braccia e io tra le sue\nlei, lo sventolio e i colpi di vento si ripresentarono alla finestra. Lei era\nspaventata e grid\u00f2: \"Che cos'\u00e8?  Che cos'\u00e8?  Ho cercato di\ndi tranquillizzarla e alla fine ci riuscii e lei si tranquillizz\u00f2; ma potevo sentire il suo povero cuore battere ancora terribilmente.\nsentivo il suo povero cuore battere ancora terribilmente. Dopo un po' si ud\u00ec\nbasso ululato nel cespuglio, e poco dopo ci fu un\nalla finestra e molti vetri rotti vennero scagliati sul pavimento.\nL'oscurante della finestra si sollev\u00f2 con il vento che entrava impetuoso, e nella\ndei vetri rotti c'era la testa di un grosso lupo grigio\nlupo grigio e spelacchiato. La madre grid\u00f2 spaventata, si alz\u00f2 a fatica in posizione seduta e si aggrapp\u00f2 selvaggiamente alla\nposizione seduta e si aggrapp\u00f2 selvaggiamente a qualsiasi cosa potesse aiutarla. Tra le\ntra le altre cose, si aggrappava alla corona di fiori che il dottor Van Helsing\nVan Helsing insisteva perch\u00e9 la portassi al collo, e me l'ha strappata via. Per un\nper un paio di secondi \u00e8 rimasta seduta, indicando il lupo, e ha sentito uno strano e orribile gorgoglio\ne orribile gorgoglio nella sua gola; poi \u00e8 caduta, come colpita da un fulmine, e la sua testa ha urtato\ncome se fosse stata colpita da un fulmine, e la sua testa mi colp\u00ec la fronte facendomi girare la testa per un momento o due.\nmomento o due. La stanza e tutto intorno sembravano girare. Tenevo gli occhi\nocchi fissi sulla finestra, ma il lupo tir\u00f2 indietro la testa e tutta una miriade di macchioline sembrarono\nuna miriade di macchioline che sembravano entrare dalla finestra rotta\nfinestra rotta, e girare e rigirare come la colonna di polvere che i viaggiatori descrivono quando\nviaggiatori descrivono quando c'\u00e8 un simoon nel deserto. Cercai di\ndi muovermi, ma c'era un incantesimo su di me e sul povero corpo della mamma,\nche sembrava gi\u00e0 raffreddarsi, perch\u00e9 il suo caro cuore aveva cessato di battere.\nmi opprimeva, e per un po' non ricordai pi\u00f9 nulla.\n\nIl tempo non sembr\u00f2 lungo, ma molto, molto terribile, fino a quando non ripresi\ncoscienza. Da qualche parte vicino, una campana di passaggio stava suonando; i cani di tutto il vicinato ululavano\ncani di tutto il vicinato ululavano; e nel nostro cespuglio,\ne nel nostro cespuglio, apparentemente appena fuori, un usignolo stava cantando. Ero stordito e\nstordito e stupido per il dolore, il terrore e la debolezza, ma il suono dell'usignolo mi sembrava\nusignolo sembrava la voce di mia madre morta che tornava a confortarmi.\nconforto. Sembrava che il suono avesse svegliato anche le cameriere, perch\u00e9 potevo sentire i loro piedi nudi\ni loro piedi nudi che ticchettavano fuori dalla mia porta. Le chiamai e loro entrarono.\nQuando videro cosa era successo e cosa c'era sopra di me sul letto, si misero a urlare.\nsul letto, si misero a gridare. Il vento entr\u00f2 di corsa dalla\nfinestra rotta e la porta sbatt\u00e9. Sollevarono il corpo della mia\nmadre e l'hanno adagiata sul letto, coperta da un lenzuolo, dopo che mi ero alzata.\nalzati. Erano tutti cos\u00ec spaventati e nervosi che dissi loro di andare in sala da pranzo per\ndi andare in sala da pranzo a bere un bicchiere di vino ciascuno. La porta si apr\u00ec\naperta per un istante e si richiuse. Le cameriere strillavano e poi andavano\nin sala da pranzo, e io deposi i fiori che avevo sul petto della mia cara madre.\nmadre. Quando furono l\u00ec, mi ricordai di ci\u00f2 che mi aveva detto il dottor Van Helsing.\nVan Helsing, ma non volevo rimuoverli e, inoltre, avrei voluto che qualcuno della servit\u00f9 si sedesse\nche qualcuno della servit\u00f9 si sedesse con me. Mi ha sorpreso che\nle cameriere non sono tornate. Le chiamai, ma non ricevettero risposta, cos\u00ec andai in sala da pranzo a cercarle.\nin sala da pranzo per cercarle.\n\nMi si strinse il cuore quando vidi cosa era successo. Tutti e quattro giacevano inermi\nsul pavimento, respirando pesantemente. Il decanter di sherry era sul tavolo\nmezzo pieno, ma c'era uno strano odore acre in giro. Mi insospettii,\ned esaminai il decanter. Puzzava di laudano e, guardando sulla credenza, mi accorsi che la bottiglia\nsulla credenza, ho scoperto che la bottiglia che il medico di mamma usa per la sua\nmadre... oh! era vuota. Cosa devo fare? Cosa devo fare? Sono tornata\nnella stanza con la mamma. Non posso lasciarla, e sono sola, a parte i servi che dormono, che qualcuno\ni servi addormentati, che qualcuno ha drogato. Sola con i morti! I\nnon oso uscire, perch\u00e9 posso sentire il basso ululato del lupo attraverso la\nfinestra rotta.\n\nL'aria sembra piena di puntini, che fluttuano e girano nella corrente d'aria della\ndalla finestra, e le luci bruciano blu e fioche. Cosa devo fare? Dio\nmi protegga dal male questa notte! Nasconder\u00f2 questo foglio nel mio petto,\ndove lo troveranno quando verranno a stendermi. La mia cara madre\nse n'\u00e8 andata! \u00c8 ora che me ne vada anch'io. Addio, caro Arthur, se non dovessi sopravvivere a questa notte.\nsopravvivere a questa notte. Dio ti protegga, caro, e Dio mi aiuti!\n\n\n\n\nCAPITOLO XII\n\nDR. DIARIO DI SEWARD\n\n\n18 settembre _ _--Mi sono recata subito a Hillingham e sono arrivata in anticipo.\nTenendo la mia carrozza al cancello, salii da sola lungo il viale. Bussai delicatamente\ne suonai il pi\u00f9 silenziosamente possibile, perch\u00e9 temevo di disturbare Lucy o sua madre, e speravo di far venire solo una domestica.\nmadre e speravo di far arrivare solo un domestico alla porta. Dopo un po',\nnon trovando risposta, bussai e suonai di nuovo; ancora nessuna risposta. Maledissi\nla pigrizia della servit\u00f9 che si era assopita a quell'ora.\nora - perch\u00e9 erano ormai le dieci - e cos\u00ec suonai e bussai di nuovo, ma\ncon pi\u00f9 impazienza, ma ancora senza risposta. Fino a quel momento avevo incolpato solo\ni servi, ma ora una terribile paura cominci\u00f2 ad assalirmi. Questa\ndesolazione non era altro che un altro anello della catena del destino che sembrava stringersi\nintorno a noi? Era davvero una casa di morte in cui ero giunta troppo tardi?\ntardi? Sapevo che minuti, persino secondi di ritardo, avrebbero potuto significare ore di pericolo per Lucy, se avesse avuto di nuovo una di quelle\npericolo per Lucy, se avesse avuto di nuovo una di quelle spaventose ricadute;\ne feci il giro della casa per cercare di trovare per caso un'entrata\nda qualche parte.\n\nNon riuscivo a trovare alcun modo per entrare. Ogni finestra e porta era chiusa e\nchiuse a chiave e tornai sconcertato al portico. Mentre lo facevo, sentii il\nrapido ticchettio dei piedi di un cavallo che si muoveva velocemente. Si fermarono davanti al\ne pochi secondi dopo ho incontrato Van Helsing che correva lungo il viale.\nQuando mi ha visto, ha emesso un rantolo:--\n\n Poi sei stato tu, e sei appena arrivato. Come sta? Siamo arrivati troppo tardi? Non ha\nnon hai ricevuto il mio telegramma?\n\nRisposi il pi\u00f9 rapidamente e coerentemente possibile che avevo ricevuto il suo telegramma solo la mattina presto e che non avevo perso un minuto per venire qui.\ntelegramma la mattina presto e che non avevo perso un minuto per venire qui,\ne che non potevo farmi sentire da nessuno in casa. Fece una pausa e\nsollev\u00f2 il cappello e disse solennemente: --\n\n Allora temo che sia troppo tardi. Sia fatta la volont\u00e0 di Dio!  Con la sua solita\nenergia di recupero, continu\u00f2:  Vieni. Se non c'\u00e8 un modo per entrare\nper entrare, dobbiamo crearne una. Il tempo \u00e8 tutto per noi ora.\n\nSiamo andati sul retro della casa, dove c'era la finestra della cucina.\ncucina. Il professore prese una piccola sega chirurgica dalla sua valigetta e, porgendola a me, indic\u00f2 le sbarre di ferro che proteggevano la finestra.\ne, porgendomela, indic\u00f2 le sbarre di ferro che proteggevano la finestra. I\nLe attaccai subito e in breve tempo ne tagliai tre. Poi\ncon un coltello lungo e sottile spingemmo indietro il fissaggio delle ante e aprimmo la finestra.\naprire la finestra. Aiutai il professore a entrare e lo seguii. Non c'era\nnessuno in cucina o nelle stanze della servit\u00f9, che erano a portata di mano.\na portata di mano. Abbiamo cercato in tutte le stanze e nella sala da pranzo, poco illuminata da raggi di luce attraverso le persiane, abbiamo trovato quattro persone,\nilluminata dai raggi di luce che filtravano dalle persiane, trovammo quattro donne di servizio\ndonne della servit\u00f9 distese sul pavimento. Non c'era bisogno di crederle morte,\nperch\u00e9 il loro respiro affannoso e l'odore acre di laudano che si respirava nella\nstanza non lasciavano dubbi sulle loro condizioni. Van Helsing e io ci siamo guardati\nl'un l'altro, e mentre ci allontanavamo ha detto:  Possiamo occuparci di loro pi\u00f9 tardi.\nPoi siamo saliti nella stanza di Lucy. Per un istante o due ci siamo fermati davanti alla porta per\nporta per ascoltare, ma non c'era alcun suono che potessimo sentire. Con il volto bianco\ncon il volto bianco e le mani tremanti, aprimmo delicatamente la porta ed entrammo nella stanza.\nstanza.\n\nCome posso descrivere ci\u00f2 che abbiamo visto? Sul letto giacevano due donne, Lucy e sua madre.\nmadre. Quest'ultima era la pi\u00f9 lontana ed era coperta da un lenzuolo bianco, il cui lembo era stato spinto all'indietro dalla corrente d'aria attraverso la finestra.\nlenzuolo bianco, il cui lembo era stato spinto all'indietro dalla corrente d'aria attraverso la finestra\nfinestra rotta, mostrando il volto bianco e tirato, con un'espressione di terrore\ndi terrore. Al suo fianco giaceva Lucy, con il viso bianco e ancora pi\u00f9\ndisegnato. I fiori che aveva al collo li trovammo sul petto della madre.\nmadre, mentre la gola era nuda e mostrava le due piccole ferite che avevamo notato in precedenza.\nche avevamo gi\u00e0 notato, ma con un aspetto orribilmente bianco e maciullato.\nSenza una parola il professore si chin\u00f2 sul letto, con la testa che quasi toccava il petto della povera Lucy.\nil petto della povera Lucy; poi diede un rapido giro di testa, come di chi ascolta\nascolta, e balzando in piedi mi grid\u00f2: --\n\n Non \u00e8 ancora troppo tardi! Presto! Presto! Portate il brandy!\n\nScesi di corsa al piano di sotto e tornai con esso, avendo cura di annusarlo e assaggiarlo.\ndi annusarlo e di assaggiarlo, per evitare che anch'esso fosse drogato come il decanter di sherry che avevo trovato\nsul tavolo. Le cameriere respiravano ancora, ma in modo pi\u00f9 affannoso, e io pensavo che il narcotico\nche il narcotico stesse svanendo. Non sono rimasto per accertarmene,\nma sono tornato da Van Helsing. Ha strofinato il brandy, come in un'altra occasione, sulle labbra e sulle gengive di\nsulle labbra e sulle gengive, sui polsi e sui palmi delle mani.\nmani. Mi ha detto:--\n\n Posso fare questo, tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 essere al momento. Vai a svegliare quelle cameriere.\nColpiscile in faccia con un asciugamano bagnato, e colpiscile forte. Fai in modo che\nche si scaldino e facciano un bagno caldo. Questa povera anima \u00e8 quasi fredda come\nquella accanto a lei. Avr\u00e0 bisogno di essere riscaldata prima di poter fare qualcosa di\ndi pi\u00f9.\n\nSono andato subito e ho trovato poche difficolt\u00e0 a svegliare tre donne.\ndonne. La quarta era solo una ragazza giovane e la droga aveva evidentemente\npi\u00f9 forte, cos\u00ec la sollevai sul divano e la lasciai dormire.\ndormire. Le altre all'inizio erano stordite, ma man mano che il ricordo tornava loro in mente\nricordo, piangevano e singhiozzavano in modo isterico. Io fui severa con\ncon loro, tuttavia, e non le lasciai parlare. Dissi loro che una vita\nuna vita era gi\u00e0 abbastanza grave da perdere e che se avessero ritardato avrebbero sacrificato\nMiss Lucy. Cos\u00ec, singhiozzando e piangendo, si misero in cammino, mezze vestite com'erano, e prepararono fuoco e acqua.\ncome erano, e prepararono il fuoco e l'acqua. Fortunatamente i fuochi della cucina e della\ncucina e la caldaia erano ancora accese e l'acqua calda non mancava. Noi\nuna vasca da bagno, portammo fuori Lucy cos\u00ec com'era e la mettemmo dentro. Mentre\nmentre eravamo impegnati a massaggiarle le membra, bussarono alla porta del salone. Una\nuna delle cameriere corse via, si affrett\u00f2 a indossare altri vestiti e apr\u00ec. Poi\nPoi torn\u00f2 e ci sussurr\u00f2 che c'era un signore venuto con un messaggio di Mr.\ncon un messaggio del signor Holmwood. Le dissi semplicemente di dirgli che doveva\nche doveva aspettare, perch\u00e9 ora non potevamo vedere nessuno. Se ne and\u00f2 con il messaggio,\ne, presa dal nostro lavoro, mi dimenticai completamente di lui.\n\nNon ho mai visto, in tutta la mia esperienza, il Professore lavorare con tanta\nserio. Sapevo, come lo sapeva lui, che si trattava di una lotta con la morte,\ne con una pausa glielo dissi. Mi rispose in un modo che non capivo.\nnon capivo, ma con lo sguardo pi\u00f9 severo che il suo volto potesse avere: --\n\n Se questo fosse tutto, mi fermerei qui, dove siamo ora, e la lascerei svanire nella pace.\nin pace, perch\u00e9 non vedo luce nella vita oltre il suo orizzonte\".  Continu\u00f2\ncon un vigore, se possibile, rinnovato e pi\u00f9 frenetico.\n\nPresto cominciammo entrambi a renderci conto che il calore stava cominciando a\neffetto. Il cuore di Lucy batteva in modo un po' pi\u00f9 udibile allo stetoscopio\nstetoscopio, e i suoi polmoni avevano un movimento percepibile. Il volto di Van Helsing\nVan Helsing era quasi raggiante e, mentre la sollevavamo dalla vasca e la avvolgevamo in un lenzuolo caldo per asciugarla, disse\nun lenzuolo caldo per asciugarla, mi ha detto: --\n\n Il primo guadagno \u00e8 nostro! Assegno al Re!\n\nPortiamo Lucy in un'altra stanza, che ormai era stata preparata, la mettiamo a letto e le facciamo bere qualche goccia di brandy.\nletto e le facemmo scendere qualche goccia di brandy in gola. Ho notato\nche Van Helsing le aveva legato alla gola un morbido fazzoletto di seta. Era ancora\nancora incosciente, e stava male come, se non peggio di come l'avevamo mai vista.\nmai visto.\n\nVan Helsing ha chiamato una delle donne e le ha detto di restare con lei e di non toglierle gli occhi di dosso fino al nostro ritorno.\ne di non toglierle gli occhi di dosso fino al nostro ritorno, e poi mi ha fatto cenno di\nfuori dalla stanza.\n\n Dobbiamo consultarci su cosa fare\", disse mentre scendevamo le scale.\nscale. Nel corridoio apr\u00ec la porta della sala da pranzo e noi entrammo, chiudendo con cura la porta dietro di s\u00e9.\nchiudendo con cura la porta dietro di s\u00e9. Le persiane erano state aperte, ma\nle tapparelle erano gi\u00e0 abbassate, con quell'obbedienza al galateo della\nmorte che la donna britannica delle classi inferiori osserva sempre rigidamente.\nosservano. La stanza era quindi debolmente buia. Tuttavia, la luce era\nluce sufficiente per i nostri scopi. La severit\u00e0 di Van Helsing \u00e8 stata in qualche modo alleggerita da uno sguardo\nda uno sguardo di perplessit\u00e0. Evidentemente si stava torturando la mente su\nqualcosa, cos\u00ec ho aspettato un istante, e lui ha parlato:--\n\n Cosa dobbiamo fare ora? A chi dobbiamo rivolgerci per chiedere aiuto? Dobbiamo fare\nun'altra trasfusione di sangue, e presto, o la vita di quella povera ragazza\nnon varr\u00e0 un'ora di acquisto. Voi siete gi\u00e0 esausti; anch'io sono\nesausta anch'io. Ho paura di fidarmi di quelle donne, anche se avessero il coraggio di\ncoraggio di sottomettersi. Cosa possiamo fare per uno che si aprir\u00e0 le vene per lei?\nvene per lei?\n\n Che cosa mi succede, in ogni caso?\n\nLa voce proveniva dal divano dall'altra parte della stanza e i suoi toni portarono sollievo e gioia al mio cuore.\nsollievo e gioia al mio cuore, perch\u00e9 erano quelli di Quincey Morris. Van\nHelsing \u00e8 scattato con rabbia al primo suono, ma il suo volto si \u00e8 addolcito e uno sguardo lieto si \u00e8 affacciato nei suoi occhi quando ho gridato\nsguardo lieto nei suoi occhi quando ho gridato:  Quincey Morris! e\ne mi sono precipitato verso di lui con le mani tese.\n\n Cosa ti ha portato qui?  Ho pianto quando le nostre mani si sono incontrate.\n\n Credo che la causa sia l'arte.\n\nMi ha consegnato un telegramma.\n\n Non ho notizie di Seward da tre giorni e sono terribilmente in ansia.\nNon posso partire. Il padre \u00e8 ancora nelle stesse condizioni. Fatemi sapere come sta Lucy.\nNon indugiate... HOLMWOOD.\n\n Credo di essere arrivato giusto in tempo. Sai che devi solo dirmi\ncosa fare.\n\nVan Helsing si \u00e8 fatto avanti e gli ha preso la mano, guardandolo dritto negli occhi.\nnegli occhi mentre diceva: --\n\n Il sangue di un uomo coraggioso \u00e8 la cosa migliore su questa terra quando una donna \u00e8 in difficolt\u00e0.\nproblemi. Lei \u00e8 un uomo e non sbaglia. Beh, il diavolo pu\u00f2 lavorare contro di noi\ncontro di noi, ma Dio ci manda gli uomini quando li vogliamo.\n\nAncora una volta abbiamo affrontato quell'orribile operazione. Non ho il cuore\ndi raccontare i dettagli. Lucy aveva subito un terribile shock che\ne questo l'ha colpita pi\u00f9 di prima, perch\u00e9, sebbene le fosse entrato molto sangue nelle vene, il suo corpo non aveva reagito al trattamento\nsangue nelle vene, il suo corpo non rispose al trattamento come nelle altre occasioni.\noccasioni. La sua lotta per ritornare alla vita fu qualcosa di spaventoso da vedere\ne sentire. Tuttavia, l'azione del cuore e dei polmoni miglior\u00f2 e Van\nHelsing fece un'iniezione sottocutanea di morfina, come in precedenza, e con\nbuon effetto. Il suo svenimento \u00e8 diventato un sonno profondo. Il professore ha vegliato\nmentre io scendevo con Quincey Morris e mandava una delle cameriere a pagare uno dei tassisti.\na pagare uno dei tassisti che stavano aspettando. Lasciai Quincey sdraiato\ndopo aver bevuto un bicchiere di vino e dissi alla cuoca di preparare una buona colazione.\ncolazione. Poi un pensiero mi colp\u00ec e tornai nella stanza dove ora si trovava Lucy.\nLucy. Quando sono entrato dolcemente, ho trovato Van Helsing con un foglio o due di carta per appunti in mano.\nfoglio di carta in mano. Evidentemente l'aveva letto e ci stava\nriflettendo mentre si sedeva con la mano sulla fronte. C'era uno sguardo\ndi cupa soddisfazione sul suo volto, come di chi ha risolto un dubbio.\nMi porse il foglio dicendo solo: \"\u00c8 caduto dal petto di Lucy quando l'abbiamo portata al bagno.\nLucy quando l'abbiamo portata al bagno.\n\nQuando l'ebbi letta, rimasi a guardare il professore e, dopo una pausa, gli chiesi: \"Quando l'ho letta, sono rimasto a guardare il professore.\ngli chiesi:  In nome di Dio, cosa significa tutto questo? Era, o \u00e8, pazza?\npazza; o che tipo di orribile pericolo \u00e8?  Ero cos\u00ec sconcertato che\nche non sapevo cosa dire di pi\u00f9. Van Helsing ha allungato la mano e ha preso il foglio.\nfoglio, dicendo:--\n\n Non preoccupatevi di questo ora. Dimenticatelo per il momento. Saprete e capirete\ne capirete tutto a tempo debito; ma sar\u00e0 pi\u00f9 tardi. E ora cosa\ncosa siete venuti a dirmi?  Questo mi riport\u00f2 alla realt\u00e0 e\nero di nuovo tutto me stesso.\n\n Sono venuto a parlare del certificato di morte. Se non agiamo in modo corretto e saggio\nsaggiamente e correttamente, potrebbe esserci un'inchiesta e quel documento dovrebbe essere\nessere esibito. Spero che non ci sia bisogno di fare un'inchiesta, perch\u00e9 se ci fosse\nse l'avessimo, ucciderebbe sicuramente la povera Lucy, se non altro. Io so, e voi sapete\nche la signora Westenra era affetta da una malattia al cuore.\naveva una malattia al cuore e possiamo certificare che \u00e8 morta per questo. Compiliamo\ncompiliamo subito il certificato e io stesso lo porter\u00f2 all'ufficiale di stato civile e poi\ncancelliere e andr\u00f2 dall'impresario di pompe funebri.\n\n Bene, oh amico mio John! Ben pensato! Veramente Miss Lucy, se \u00e8 triste\ntriste per i nemici che l'assediano, \u00e8 almeno felice per gli amici che\nla amano. Uno, due, tre, tutti aprono le loro vene per lei, oltre a un vecchio...\nuomo. Ah s\u00ec, lo so, amico John; non sono cieco! Ti amo ancora di pi\u00f9\npi\u00f9 per questo! Ora vai.\n\nNell'atrio incontrai Quincey Morris, con un telegramma per Arthur che gli diceva che Mrs.\nche la signora Westenra era morta; che anche Lucy era stata malata, ma che ora stava\nche anche Lucy era stata malata, ma che ora stava meglio, e che Van Helsing e io eravamo con lei. Gli ho detto\ndove stavo andando, e lui mi ha fatto uscire in fretta, ma mentre andavo ha detto:--\n\n Quando torni, Jack, posso scambiare due parole con te tutto per te?\nnoi?  Annuii in risposta e uscii. Non trovai alcuna difficolt\u00e0 per\nregistrazione e mi misi d'accordo con l'impresario di pompe funebri del luogo perch\u00e9 venisse la sera per\nsera per prendere le misure della bara e prendere accordi.\n\nQuando tornai, Quincey mi stava aspettando. Gli dissi che l'avrei visto\nnon appena avessi saputo di Lucy, e andai in camera sua. Lei stava ancora\ne il professore non si era apparentemente mosso dal suo posto al suo fianco.\nfianco. Dal fatto che si fosse portato il dito alle labbra, dedussi che si aspettava che si svegliasse presto.\nche si aspettava che si svegliasse presto e che temeva di anticipare la natura.\nCos\u00ec scesi da Quincey e lo portai nella sala della colazione, dove le persiane non erano abbassate.\ndove le tapparelle non erano abbassate e che era un po' pi\u00f9 allegra, o meglio meno\npiuttosto meno allegra delle altre stanze. Quando fummo soli, mi disse\na me:--\n\n Jack Seward, non voglio infilarmi in un posto dove non ho diritto di stare.\ndiritto di stare; ma questo non \u00e8 un caso ordinario. Sapete che amavo quella ragazza\ne volevo sposarla; ma, anche se \u00e8 tutto passato, non posso fare a meno di sentirmi in ansia per lei.\nnon posso fare a meno di sentirmi in ansia per lei. Cosa c'\u00e8 che non va\ncon lei? L'olandese - ed \u00e8 un bravo vecchio, lo vedo.\nha detto, quando voi due siete entrati nella stanza, che dovete fare un'altra trasfusione di sangue.\nun'altra trasfusione di sangue e che sia voi che lui eravate esausti.\nOra so bene che voi medici parlate a porte chiuse e che un uomo non deve aspettarsi di sapere cosa\nnon deve aspettarsi di sapere di cosa si consultano in privato. Ma questa non \u00e8\nnon \u00e8 una questione comune e, comunque sia, ho fatto la mia parte. Non \u00e8 forse\ncos\u00ec?\n\n \u00c8 cos\u00ec, dissi, e lui continu\u00f2:--\n\n Immagino che sia voi che Van Helsing abbiate gi\u00e0 fatto quello che ho fatto io...\noggi. Non \u00e8 cos\u00ec?\n\n \u00c8 cos\u00ec.\n\n E credo che anche Art ne facesse parte. Quando l'ho visto quattro giorni fa a casa sua...\ncasa sua aveva un aspetto strano. Non ho mai visto qualcosa abbattuto cos\u00ec in fretta\nda quando ero nella Pampa e una giumenta a cui ero affezionato \u00e8 andata in erba\ntutto in una notte. Uno di quei grossi pipistrelli che chiamano vampiri l'aveva attaccata di notte.\ne, a causa della sua gola e della vena lasciata aperta, non c'era abbastanza sangue in lei\nnon c'era abbastanza sangue per farla stare in piedi, e ho dovuto spararle un\nproiettile mentre giaceva. Jack, se puoi dirmelo senza\ntradire la fiducia, Arthur \u00e8 stato il primo, non \u00e8 cos\u00ec?  Mentre parlava\nil poveretto sembrava terribilmente ansioso. Era in una tortura di suspense\nsulla donna che amava, e la sua assoluta ignoranza del terribile\nmistero che sembrava circondarla intensificava il suo dolore. Il suo cuore\ncuore sanguinava e ci voleva tutta la sua virilit\u00e0 - e ce n'era davvero tanta - per\nper impedirgli di crollare. Feci una pausa prima di\nrispondere, perch\u00e9 sentivo che non dovevo tradire nulla di ci\u00f2 che il\nProfessore desiderava rimanesse segreto; ma gi\u00e0 sapeva cos\u00ec tanto, e indovinava cos\u00ec tanto, che non poteva essere\ncos\u00ec tanto che non c'era motivo di non rispondere, cos\u00ec risposi con la stessa frase: \"\u00c8 proprio cos\u00ec\".\ncon la stessa frase: \"\u00c8 cos\u00ec\".\n\n E da quanto tempo va avanti questa storia?\n\n Circa dieci giorni.\n\n Dieci giorni! Allora immagino, Jack Seward, che quella povera e graziosa creatura\nche noi tutti amiamo abbia messo nelle sue vene, in questo lasso di tempo, il sangue\ndi quattro uomini forti. Uomo vivo, il suo corpo non lo reggerebbe.  Poi,\navvicinandosi a me, parl\u00f2 con un mezzo sussurro feroce:  Cosa l'ha tolto\nfuori?\n\nScossi la testa.  Questo, ho detto, \u00e8 il punto cruciale. Van Helsing \u00e8 semplicemente\nfrenetico, e io non so pi\u00f9 che pesci pigliare. Non posso nemmeno azzardare un'ipotesi.\nC'\u00e8 stata una serie di piccole circostanze che hanno buttato all'aria\ntutti i nostri calcoli sul fatto che Lucy fosse adeguatamente sorvegliata. Ma queste non si\nnon si ripeteranno. Rimaniamo qui finch\u00e9 non sar\u00e0 tutto a posto... o malato.  Quincey tese\nla mano.  Contate su di me, disse.  Tu e l'olandese mi direte\ncosa fare e io lo far\u00f2.\n\nQuando si \u00e8 svegliata nel tardo pomeriggio, il primo movimento di Lucy \u00e8 stato quello di tastare\nnel suo petto e, con mia sorpresa, ha prodotto il foglio che Van Helsing\nmi aveva dato da leggere. L'attento professore l'aveva rimesso al suo posto\nper evitare che al risveglio si allarmasse. Il suo sguardo si \u00e8 poi illuminato su Van\nHelsing e anche su di me, e si \u00e8 rallegrata. Poi ha guardato intorno alla stanza,\ne vedendo dove si trovava, ha avuto un sussulto; ha emesso un forte grido e ha messo le sue povere e magre mani davanti al viso pallido.\npovere mani sottili davanti al viso pallido. Capimmo entrambi cosa significava\nche aveva realizzato appieno la morte di sua madre; cos\u00ec cercammo di confortarla.\ndi confortarla. Senza dubbio la compassione la sollev\u00f2 in qualche modo, ma\nma era molto abbattuta nei pensieri e nello spirito e pianse silenziosamente e debolmente per\na lungo. Le dicemmo che uno o entrambi saremmo rimasti con lei per tutto il tempo.\nche uno o entrambi saremmo rimasti con lei per tutto il tempo, e questo sembr\u00f2 confortarla. Verso il tramonto si assop\u00ec.\nverso il tramonto si assop\u00ec. Qui accadde una cosa molto strana. Mentre era ancora addormentata\nprese il foglio dal petto e lo strapp\u00f2 in due. Van Helsing si \u00e8 avvicinato\nVan Helsing si \u00e8 avvicinato e le ha tolto i pezzi. Tuttavia, la donna ha continuato a\nl'azione di strappare, come se il materiale fosse ancora nelle sue mani.\nmani; infine ha sollevato le mani e le ha aperte come per spargere i frammenti.\ni frammenti. Van Helsing \u00e8 sembrato sorpreso e ha aggrottato le sopracciglia come se fosse\ncome se fosse in pensiero, ma non ha detto nulla.\n\n       * * * * *\n\n_19 settembre._--Tutta la notte scorsa ha dormito in modo irregolare, avendo sempre paura di\ndi dormire, e qualcosa di pi\u00f9 debole quando si svegliava. Il professore e\nprofessore e io abbiamo fatto a turno per vegliare, e non l'abbiamo mai lasciata per un momento\nincustodita. Quincey Morris non disse nulla delle sue intenzioni, ma sapevo che per tutta la notte\nche per tutta la notte aveva pattugliato la casa.\n\nQuando giunse il giorno, la sua luce perlustrativa mostr\u00f2 la devastazione delle forze della povera Lucy.\npovera Lucy. Era a malapena in grado di girare la testa e il poco nutrimento che poteva\nnutrimento che riusciva a prendere sembrava non servirle a nulla. A volte dormiva\na volte dormiva, e sia io che Van Helsing abbiamo notato la differenza tra il sonno e la veglia.\nsonno e la veglia. Mentre dormiva aveva un aspetto pi\u00f9 forte, anche se pi\u00f9\npi\u00f9 sparuta, e il suo respiro era pi\u00f9 leggero; la sua bocca aperta mostrava le pallide\ngengive pallide e arretrate rispetto ai denti, che apparivano pi\u00f9 lunghi e affilati del solito.\nQuando si svegli\u00f2, la dolcezza dei suoi occhi cambi\u00f2 evidentemente l'espressione.\nevidentemente la dolcezza dei suoi occhi cambi\u00f2 l'espressione, perch\u00e9 sembrava lei stessa, anche se in fin di vita.\nmorente. Nel pomeriggio chiese di Arthur e noi telegrafammo per lui.\nQuincey and\u00f2 ad incontrarlo alla stazione.\n\nQuando arriv\u00f2 erano quasi le sei e il sole stava tramontando pieno e caldo.\ne caldo, e la luce rossa filtrava dalla finestra e dava pi\u00f9\ncolore alle guance pallide. Quando la vide, Arthur stava semplicemente soffocando per l'emozione\ndall'emozione e nessuno di noi riusc\u00ec a parlare. Nelle ore che erano passate,\ngli attacchi di sonno, o lo stato comatoso che lo sostituiva, si erano fatti pi\u00f9 frequenti, tanto che la pa\nerano diventati sempre pi\u00f9 frequenti, cos\u00ec che le pause in cui era possibile conversare\nsi accorciavano. La presenza di Arthur, tuttavia, sembr\u00f2 agire come uno\nstimolante; si riprese un po' e gli parl\u00f2 in modo pi\u00f9 brillante di quanto\nche non avesse mai fatto da quando eravamo arrivati. Anche lui si ricompose e parl\u00f2 pi\u00f9\nallegramente possibile, in modo da trarre il meglio da tutto.\n\nEra ormai quasi l'una e lui e Van Helsing erano seduti con lei.\nlei. Io li devo dare il cambio tra un quarto d'ora, e sto inserendo questo\nquesto sul fonografo di Lucy. Fino alle sei devono cercare di riposare. I\nTemo che domani finir\u00e0 la nostra sorveglianza, perch\u00e9 lo shock \u00e8 stato troppo forte.\ntroppo forte; la povera bambina non pu\u00f2 riprendersi. Dio ci aiuti tutti.\n\n\nLettera di Mina Harker a Lucy Westenra.\n\n(Non aperto da lei).\n\n 17 settembre.\n\n Mia carissima Lucy...\n\n Sembra che sia passata un'eternit\u00e0 dall'ultima volta che ho avuto tue notizie, o addirittura da quando ti ho scritto. Tu\nMi perdonerete, lo so, per tutti i miei errori quando avrete letto tutto il mio\nbilancio di notizie. Ebbene, ho riavuto mio marito senza problemi; quando siamo arrivati a\nExeter c'era una carrozza che ci aspettava, e in essa, sebbene avesse un\nun attacco di gotta, il signor Hawkins. Ci ha portato a casa sua, dove c'erano\nstanze per noi, tutte belle e confortevoli, e abbiamo cenato insieme. Dopo\ncena il signor Hawkins disse:--\n\n Miei cari, voglio brindare alla vostra salute e prosperit\u00e0; e che ogni benedizione vi accompagni.\nbenedizione vi accompagni. Vi conosco entrambi fin da bambini e vi ho visto crescere con\namore e orgoglio, vi ho visto crescere. Ora voglio che facciate la vostra casa qui\ncon me. Non ho lasciato a me n\u00e9 pulcino n\u00e9 bambino; tutti se ne sono andati, e nel\nnel mio testamento ti ho lasciato tutto.  Ho pianto, Lucy cara, mentre Jonathan e il vecchio\nil vecchio si stringevano la mano. La nostra fu una serata molto, molto felice.\n\n Eccoci qui, installati in questa bella casa antica, e sia dalla mia camera da letto che dal salotto posso vedere i grandi olmi della cattedrale.\nsia dalla mia camera da letto che dal salotto posso vedere i grandi olmi della cattedrale\ndella cattedrale, con i loro grandi steli neri che si stagliano contro la vecchia pietra gialla della\ndella cattedrale e sento le cornacchie sopra la testa gracchiare, gracchiare e\ngracchiare e chiacchierare e spettegolare tutto il giorno, come fanno i corvi...\ndei corvi... e degli esseri umani. Sono occupata, non c'\u00e8 bisogno che ve lo dica, a sistemare le cose e a\npulizia della casa. Jonathan e il signor Hawkins sono occupati tutto il giorno; perch\u00e9, ora che Jonathan \u00e8 socio, il signor Hawkins \u00e8 impegnato.\nJonathan \u00e8 socio, il signor Hawkins vuole raccontargli tutto sui clienti.\nclienti.\n\n Come sta la tua cara mamma? Vorrei poter andare in citt\u00e0 per un giorno o due per vederti.\nper un giorno o due per vederti, cara, ma non oso ancora andarci, con cos\u00ec tanto peso sulle spalle.\ne Jonathan ha ancora bisogno di essere accudito. Sta cominciando a\na rimettere un po' di carne sulle ossa, ma la lunga malattia lo ha terribilmente indebolito.\nAnche adesso a volte si sveglia all'improvviso e si sveglia tremando.\ne si sveglia tremante finch\u00e9 non riesco a riportarlo alla sua solita placidit\u00e0.\nplacidit\u00e0 abituale. Tuttavia, grazie a Dio, queste occasioni si riducono con il passare dei giorni.\ncon il passare dei giorni e, col tempo, passeranno del tutto, spero. E ora\nvi ho dato le mie notizie, permettetemi di chiedervi le vostre. Quando vi sposerete,\ne dove, e chi celebrer\u00e0 la cerimonia, e cosa indosserete,\ne sar\u00e0 un matrimonio pubblico o privato? Raccontatemi tutto,\ncaro, parlami di tutto, perch\u00e9 non c'\u00e8 nulla che ti interessi che non mi sia caro.\nnulla che ti interessi e che non mi stia a cuore. Jonathan mi chiede di inviare il suo\n rispettoso dovere, ma non credo che questo sia sufficiente da parte del\nsocio minore dell'importante studio Hawkins & Harker; e quindi, visto che tu mi vuoi bene e lui mi vuole bene, non\nmi ami, e lui mi ama, e io ti amo con tutti gli umori e i tempi del verbo, ti invio semplicemente\ndel verbo, vi mando semplicemente il suo amore. Addio, mia carissima\nLucy, e ogni benedizione su di te.\n\n Il tuo,\n\n MINA HARKER.\n\n\nRelazione di Patrick Hennessey, M. D., M. R. C. S. L. K. Q. C. P. I.,\necc. ecc. a John Seward, medico.\n\n 20 settembre.\n\n Mio caro signore...\n\n In accordo con i vostri desideri, vi accludo il resoconto delle condizioni di\ntutto ci\u00f2 che \u00e8 rimasto nella mia carica.... Per quanto riguarda il paziente Renfield, c'\u00e8\nc'\u00e8 altro da dire. Ha avuto un altro scoppio, che avrebbe potuto avere un\nma che, per fortuna, non ha avuto alcun esito infausto.\ncon esiti infelici. Questo pomeriggio un carretto con due uomini\nha fatto visita alla casa vuota il cui terreno confina con il nostro, la casa in cui, come ricorderete, il paziente si era recato.\ncasa in cui, come ricorderete, il paziente \u00e8 fuggito due volte. Gli uomini si sono fermati al\nal nostro cancello per chiedere al portinaio la strada da percorrere, dato che erano estranei. Io stesso stavo\nstavo guardando fuori dalla finestra dello studio, per fumare dopo cena, e ho visto uno di loro avvicinarsi alla\ne vidi uno di loro avvicinarsi alla casa. Mentre passava davanti alla finestra della\ncamera di Renfield, il paziente cominci\u00f2 a prenderlo di mira dall'interno e a chiamarlo con tutti i\ntutti gli appellativi pi\u00f9 turpi che poteva dare alla sua lingua. L'uomo, che sembrava una persona\npersona abbastanza rispettabile, si accontent\u00f2 di dirgli di chiudere il becco per un\nmendicante sboccato, al che il nostro uomo lo accus\u00f2 di averlo derubato e di volerlo assassinare e disse che il nostro uomo\ndi averlo derubato e di volerlo uccidere e disse che lo avrebbe ostacolato se avesse voluto\ndi farlo. Aprii la finestra e feci segno all'uomo di non farci caso,\ncos\u00ec lui si accontent\u00f2, dopo aver dato un'occhiata al posto e aver deciso di\ndi che tipo di posto era arrivato, disse:  Che Dio la benedica\nSignore, non mi interesserebbe quello che mi \u00e8 stato detto in un maledetto manicomio. I\ncompatisco voi e il capo per dover vivere in casa con una bestia selvaggia come quella.\nbestia selvaggia come quella.  Poi chiese la sua strada in modo abbastanza civile e io gli dissi\ndove si trovava il cancello della casa vuota; se ne and\u00f2, seguito da minacce\nminacce, bestemmie e offese da parte del nostro uomo. Scesi per vedere se riuscivo a capire\nse potessi capire il motivo della sua rabbia, visto che di solito \u00e8 un uomo cos\u00ec\nuomo ben educato e, a parte i suoi scatti violenti, non si era mai verificato nulla di simile.\nmai successo nulla di simile. Lo trovai, con mio grande stupore, abbastanza composto e molto\ngeniale nei suoi modi. Cercai di convincerlo a parlare dell'incidente, ma lui\nma mi fece blandamente domande su cosa intendessi dire, facendomi credere che fosse del tutto ignaro\nche fosse completamente ignaro della vicenda. Mi dispiace dirlo, ma si trattava\nTuttavia, mi spiace dirlo, era solo un altro esempio della sua astuzia, perch\u00e9 nel giro di mezz'ora\nmezz'ora lo sentii di nuovo. Questa volta era uscito dalla\nfinestra della sua stanza e stava correndo lungo il viale. Ho chiamato gli assistenti a seguirmi\ndi seguirmi e gli corsi dietro, perch\u00e9 temevo che fosse intenzionato a fare qualche\ndi qualche malefatta. Il mio timore fu giustificato quando vidi lo stesso carretto che era passato prima\nche era passato prima scendere lungo la strada, con sopra delle grandi casse di legno.\ncasse di legno. Gli uomini si stavano asciugando la fronte ed erano arrossati in viso, come se fossero\nviso, come se avessero fatto un violento esercizio fisico. Prima che potessi avvicinarmi a lui, il\npaziente si precipit\u00f2 su di loro e, tirando uno di loro gi\u00f9 dal carro, cominci\u00f2 a\na battere la testa contro il suolo. Se non lo avessi afferrato in quel momento, credo che avrebbe ucciso il\nSe non l'avessi afferrato proprio in quel momento, credo che l'avrebbe ucciso l\u00ec per l\u00ec. L'altro\nl'altro compagno salt\u00f2 gi\u00f9 e lo colp\u00ec alla testa con il mozzicone della sua pesante frusta.\npesante frusta. Fu un colpo tremendo, ma lui non sembr\u00f2 farci caso, anzi lo afferr\u00f2 e lott\u00f2 per la testa.\nafferr\u00f2 anche lui e lott\u00f2 con noi tre, tirandoci su e gi\u00f9 come fossimo gattini.\ncome se fossimo gattini. Sapete che non sono un peso leggero, e gli altri\nerano entrambi uomini robusti. All'inizio era silenzioso nei suoi combattimenti; ma quando cominciammo a dominarlo e gli assistenti\ncominciavamo a dominarlo e gli assistenti gli mettevano un impermeabile\ngli misero un impermeabile, cominci\u00f2 a gridare:  Li distrugger\u00f2! Non mi deruberanno!\nNon mi uccideranno per pochi centimetri! Combatter\u00f2 per il mio Signore e Padrone!\ne ogni sorta di simili vaneggiamenti incoerenti. Fu con notevoli difficolt\u00e0 che\ncon notevoli difficolt\u00e0 che lo riportarono in casa e lo misero nella stanza imbottita.\nstanza imbottita. Uno degli assistenti, Hardy, aveva un dito rotto. Tuttavia, ho sistemato\ne lui sta andando avanti bene.\n\n I due vettori hanno dapprima minacciato azioni di risarcimento danni e hanno promesso di far piovere su di noi tutte le sanzioni previste dalla legge.\ndanni e promisero di far piovere su di noi tutte le sanzioni previste dalla legge. Le loro\nminacce, tuttavia, erano mescolate a una sorta di scuse indirette per\nper la sconfitta dei due da parte di un debole pazzo. Dissero che se non fosse stato\nse non fosse stato per il modo in cui le loro forze erano state spese nel portare e sollevare\nsollevare le pesanti scatole sul carro, avrebbero avuto vita breve.\ndi lui. Come altra ragione della loro sconfitta, hanno addotto lo straordinario\nstato di sonnolenza in cui erano stati ridotti dalla natura polverosa della loro\npolverosa della loro occupazione e dalla riprovevole distanza dalla scena del loro\nluogo di lavoro da qualsiasi luogo di intrattenimento pubblico. Compresi perfettamente la loro\ne dopo un robusto bicchiere di grog, o meglio di pi\u00f9 dello stesso, e con una sovrana in mano per ciascuno di loro, capii la loro tendenza.\ncon una sovrana in mano, fecero luce sull'attacco e giurarono che avrebbero incontrato un pazzo peggiore di loro.\nche avrebbero incontrato un pazzo peggiore in qualsiasi momento per il piacere di\ndi incontrare un tipo cos\u00ec bravo come il vostro corrispondente. Ho preso i loro\nnomi e gli indirizzi, in caso di necessit\u00e0. Sono i seguenti\nJack Smollet, di Dudding s Rents, King George Road, Great Walworth, e Thomas Snelling, di Dudding s Rents.\nWalworth, e Thomas Snelling, Peter Farley s Row, Guide Court, Bethnal Green.\nGreen. Entrambi lavorano per la Harris & Sons, Moving and Shipment Company, Orange Master s Y.\nMoving and Shipment Company, Orange Master s Yard, Soho.\n\n Vi riferir\u00f2 qualsiasi questione di interesse che si verifichi qui e vi telegrafer\u00f2 subito se c'\u00e8 qualcosa di importante.\ne vi telegrafer\u00f2 subito se c'\u00e8 qualcosa di importante.\n\n Mi creda, caro signore,\n\n Cordiali saluti,\n\n PATRICK HENNESSEY.\n\n\nLettera di Mina Harker a Lucy Westenra.\n\n(Non aperto da lei).\n\n 18 settembre.\n\n Mia carissima Lucy...\n\n Un colpo cos\u00ec triste ci ha colpiti. Il signor Hawkins \u00e8 morto all'improvviso.\nAlcuni non penseranno che sia cos\u00ec triste per noi, ma entrambi gli volevamo cos\u00ec bene\nche sembra davvero che abbiamo perso un padre. Non ho mai conosciuto n\u00e9 il\npadre o madre, per cui la morte del caro vecchio \u00e8 un vero colpo per me.\nJonathan \u00e8 molto addolorato. Non \u00e8 solo che prova dolore,\nprofondo dolore, per il caro, buon uomo che gli ha fatto amicizia per tutta la vita,\ne che ora, alla fine, lo ha trattato come un figlio e gli ha lasciato una fortuna che\nuna fortuna che per persone della nostra modesta educazione \u00e8 una ricchezza che non\nper le persone di modesta educazione, \u00e8 una ricchezza che va oltre i sogni dell'avarizia, ma Jonathan la sente per un altro motivo. Dice che la\nresponsabilit\u00e0 che questo comporta lo rende nervoso. Inizia a dubitare di s\u00e9.\ninizia a dubitare di se stesso. Io cerco di tirarlo su e la mia fiducia in lui lo aiuta a credere in se stesso.\nlo aiuta a credere in se stesso. Ma \u00e8 qui che il grave\nshock che ha subito si ripercuote maggiormente su di lui. Oh, \u00e8 troppo difficile\n\u00e8 troppo difficile che una natura dolce, semplice, nobile e forte come la sua, una natura che gli ha permesso\nche gli ha permesso, grazie all'aiuto del nostro caro e buon amico, di salire da impiegato a maestro\nin pochi anni, sia stata ferita a tal punto da perdere l'essenza stessa della sua forza.\nforza. Perdonami, cara, se ti preoccupo con i miei problemi nel mezzo della tua felicit\u00e0.\nnel bel mezzo della vostra felicit\u00e0; ma, Lucy cara, devo dirlo a qualcuno,\nperch\u00e9 lo sforzo di mantenere un'apparenza coraggiosa e allegra nei confronti di Jonathan\nmi mette alla prova e non ho nessuno qui con cui confidarmi. Ho paura di venire\nLondra, come dovremo fare dopodomani, perch\u00e9 il povero Mr.\nHawkins ha lasciato scritto nel suo testamento che sarebbe stato sepolto nella tomba di suo padre.\npadre. Dato che non ci sono parenti, Jonathan dovr\u00e0 essere il principale\nlutto. Cercher\u00f2 di passare a trovarti, carissima, anche solo per qualche minuto.\nminuti. Perdonami se ti disturbo. Con ogni benedizione,\n\n Il vostro amore\n\n MINA HARKER.\n\n\nDiario del dottor Seward.\n\n_20 settembre._--Solo la risoluzione e l'abitudine mi permetteranno di fare una voce\nstasera. Sono troppo infelice, troppo di cattivo umore, troppo stufa del mondo\ne di tutto ci\u00f2 che contiene, compresa la vita stessa, che non mi importerebbe di sentire\nin questo momento il battito d'ali dell'angelo della morte. E lui ha\nha sbattuto quelle ali lugubri per qualche scopo negli ultimi tempi... La madre di Lucy\ne il padre di Arthur, e ora.... Lasciatemi continuare il mio lavoro.\n\nHo sollevato Van Helsing dal compito di sorvegliare Lucy. Volevamo che anche Arthur\nriposare anche lui, ma all'inizio si \u00e8 rifiutato. Solo quando gli ho detto che\nche avremmo voluto che ci aiutasse durante il giorno, e che non dovevamo\nche non dovevamo crollare tutti per mancanza di riposo, per non far soffrire Lucy, ha accettato di andare.\ndi andare. Van Helsing \u00e8 stato molto gentile con lui.  Vieni, figlio mio, ha detto;\n vieni con me. Siete malato e debole, e avete avuto molti dispiaceri e molti dolori mentali, oltre a quella tassa sul lavoro.\ndolore mentale, oltre a quella tassa sulle vostre forze che conosciamo. Non devi\nNon devi stare da sola, perch\u00e9 stare da sola significa essere piena di paure e di allarmi.\nVenite in salotto, dove c'\u00e8 un grande fuoco e due divani.\ndivani. Tu ti sdraierai su uno e io sull'altro, e la nostra simpatia sar\u00e0 di conforto l'uno all'altro, anche se\nsar\u00e0 di conforto l'uno per l'altro, anche se non parliamo e anche se dormiamo.\ndormire.  Arthur se ne and\u00f2 con lui, rivolgendo un'occhiata ansiosa a Lucy\nLucy, che giaceva nel suo cuscino, quasi pi\u00f9 bianco del prato. Lei giaceva\ne io guardai in giro per la stanza per vedere che tutto fosse come\ncome doveva essere. Vedevo che il Professore aveva portato a termine, in questa stanza come nell'altra, il suo proposito di\nin questa stanza, come nell'altra, il suo proposito di usare l'aglio; tutte le ante delle finestre puzzavano di\nfinestre puzzavano di aglio, e intorno al collo di Lucy, sul fazzoletto di seta che Van Helsing\nfazzoletto di seta che Van Helsing le ha fatto tenere addosso, c'era una ruvida coroncina di\nfiori odorosi. Lucy respirava in modo un po' affannoso, e il suo viso\nil suo volto era nel peggiore dei modi, poich\u00e9 la bocca aperta mostrava le gengive pallide. I suoi\ndenti, nella luce fioca e incerta, sembravano pi\u00f9 lunghi e affilati di quanto\ndel mattino. In particolare, per qualche trucco della luce, i denti canini sembravano\ncanini sembravano pi\u00f9 lunghi e affilati degli altri. Mi sedetti accanto a lei,\ne subito si mosse in modo inquieto. Nello stesso momento si sent\u00ec una specie di\ndi un rumore sordo o di uno sbattimento alla finestra. Mi avvicinai dolcemente,\ne sbirciai dall'angolo della tenda. C'era la luce della luna piena,\ne potei vedere che il rumore era stato fatto da un grande pipistrello, che girava a ruota.\nattratto dalla luce, anche se cos\u00ec fioca, e di tanto in tanto colpiva la finestra con il suo\nogni tanto colpiva la finestra con le ali. Quando tornai al mio posto,\nQuando tornai al mio posto, scoprii che Lucy si era leggermente mossa e aveva strappato i fiori d'aglio dalla\nfiori d'aglio dalla gola. Li sostituii meglio che potei e mi sedetti a guardarla.\na guardarla.\n\nSubito dopo si \u00e8 svegliata e le ho dato da mangiare, come mi aveva prescritto Van Helsing.\nNe ha preso solo un po', e languidamente. Non sembrava esserci in lei\nlotta inconscia per la vita e la forza che aveva fino a quel momento\ntanto caratterizzato la sua malattia. Mi sembr\u00f2 curioso che nel momento in cui si rese conto che\ncosciente, si strinse addosso i fiori d'aglio. Era certamente\ncertamente strano che ogni volta che entrava in quello stato letargico, con la respirazione\nrespiro affannoso, allontanasse i fiori da s\u00e9; ma quando si svegliava li stringeva\nsvegliata li stringesse a s\u00e9. Non c'era possibilit\u00e0 di fare alcun\ndi sbagliare, perch\u00e9 nelle lunghe ore che seguirono, ebbe molti\ndi sonno e di veglia e ripet\u00e9 entrambe le azioni molte volte.\n\nAlle sei Van Helsing \u00e8 venuto a darmi il cambio. Arthur era allora caduto\nin uno stato di sonnolenza e lui, misericordiosamente, lo ha lasciato dormire ancora. Quando ha visto il volto di Lucy\nho potuto sentire il respiro sibilante del suo respiro, e mi ha detto in un sussurro acuto\nsussurro acuto:  Tira su la tenda, voglio la luce!  Poi si chin\u00f2,\ne, con il viso quasi a contatto con quello di Lucy, la esamin\u00f2 attentamente. Ha\ntolse i fiori e sollev\u00f2 il fazzoletto di seta dalla gola. Mentre\nmentre lo faceva, indietreggi\u00f2 e potei sentire la sua eiaculazione, Mein Gott!\nGott! mentre veniva soffocata in gola. Mi chinai anch'io a guardare,\ne quando me ne accorsi mi venne un brivido strano.\n\nLe ferite sulla gola erano assolutamente scomparse.\n\nPer ben cinque minuti Van Helsing \u00e8 rimasto a guardarla, con il viso\npi\u00f9 severo. Poi si \u00e8 rivolto a me e ha detto con calma:--\n\n Sta morendo. Non ci vorr\u00e0 molto. Far\u00e0 molta differenza, segnatevi\nse morir\u00e0 cosciente o nel sonno. Svegliate quel povero ragazzo e\nche venga a vedere l'ultimo; si fida di noi e noi glielo abbiamo promesso.\n\nAndai in sala da pranzo e lo svegliai. Per un attimo rimase stordito, ma\nquando ha visto la luce del sole che entrava attraverso i bordi delle persiane\npens\u00f2 di essere in ritardo ed espresse la sua paura. Gli assicurai che Lucy\nLucy stava ancora dormendo, ma gli ho detto il pi\u00f9 delicatamente possibile che sia Van\nHelsing e io temevamo che la fine fosse vicina. Si \u00e8 coperto il viso con le\nmani, e si \u00e8 messo in ginocchio vicino al divano, dove \u00e8 rimasto,\nforse per un minuto, con la testa interrata, a pregare, mentre le sue spalle\nspalle tremavano per il dolore. Lo presi per mano e lo sollevai.  Vieni, dissi\ndissi, mio caro vecchio, fai appello a tutta la tua forza d'animo: sar\u00e0 meglio\ne pi\u00f9 facile per lei.\n\nQuando siamo entrati nella stanza di Lucy, ho potuto constatare che Van Helsing aveva, con la sua solita\ncon la sua solita lungimiranza, aveva messo a posto le cose e reso tutto\ntutto il pi\u00f9 gradevole possibile. Aveva persino spazzolato i capelli di Lucy\ncapelli di Lucy, in modo che si stendessero sul cuscino nelle loro solite ondulazioni solari. Quando\nQuando entrammo nella stanza lei apr\u00ec gli occhi e, vedendolo, sussurr\u00f2 dolcemente\ndolcemente:--\n\n Art\u00f9! Oh, amore mio, sono cos\u00ec felice che tu sia venuto!  Si stava chinando per\nbaciarla, quando Van Helsing gli ha fatto cenno di tornare indietro.  No, ha sussurrato, non\nancora! Tenetele la mano; la conforter\u00e0 di pi\u00f9.\n\nCos\u00ec Arthur le prese la mano e si inginocchi\u00f2 accanto a lei, che aveva il suo aspetto migliore,\ncon tutte le linee morbide che corrispondevano alla bellezza angelica dei suoi occhi. Poi\ngradualmente i suoi occhi si chiusero e lei sprofond\u00f2 nel sonno. Per un po' il suo\nper un po' il suo petto si gonfi\u00f2 dolcemente e il suo respiro and\u00f2 e venne come quello di un bambino stanco.\n\nE poi, insensibilmente, si verific\u00f2 lo strano cambiamento che avevo notato nella notte.\nnotte. Il respiro si fece pi\u00f9 affannoso, la bocca si apr\u00ec e le gengive pallide, tirate indietro, fecero sembrare i denti pi\u00f9 lunghi e affilati che mai.\ngengive pallide, tirate indietro, facevano sembrare i denti pi\u00f9 lunghi e affilati che mai. In una\nuna sorta di risveglio dal sonno, in modo vago e inconsapevole, apr\u00ec gli occhi che ora erano\nche ora erano spenti e duri allo stesso tempo, e disse con una voce morbida e voluttuosa,\ncome non avevo mai sentito dalle sue labbra: --\n\n Art\u00f9! Oh, amore mio, sono cos\u00ec felice che tu sia venuto! Baciatemi!  Arthur si chin\u00f2\ncon impazienza per baciarla; ma in quell'istante Van Helsing, che, come me,\nera stato spaventato dalla sua voce, si \u00e8 fiondato su di lui e, afferrandolo per il collo con entrambe le mani, lo ha trascinato\nil collo con entrambe le mani, lo ha trascinato indietro con una forza che\nche non avrei mai pensato potesse possedere, e lo ha addirittura scagliato quasi\ndall'altra parte della stanza.\n\n Non per la tua vita! disse; non per la tua anima viva e per la sua!  E\nsi frappose tra loro come un leone in agguato.\n\nArthur fu cos\u00ec preso alla sprovvista che per un attimo non seppe cosa fare o dire.\no dire; e prima che un impulso di violenza lo cogliesse, si rese conto del luogo e dell'occasione e rimase in silenzio, in attesa.\nil luogo e l'occasione e rimase in silenzio, in attesa.\n\nHo tenuto gli occhi fissi su Lucy, cos\u00ec come Van Helsing, e abbiamo visto uno spasmo\nd'ira scorrere come un'ombra sul suo volto; i denti affilati si sono\ninsieme. Poi i suoi occhi si sono chiusi e ha respirato pesantemente.\n\nPoco dopo ha aperto gli occhi in tutta la loro dolcezza e, allungando la sua povera mano pallida e sottile, ha preso la grande mano marrone di Van Helsing.\ne, allungando la sua povera, pallida e sottile mano, ha preso la grande mano marrone di Van Helsing.\nmarrone di Van Helsing; attirandola a s\u00e9, l'ha baciata.  Mio vero amico, ha detto, con voce\ncon voce flebile, ma con un pathos indescrivibile, Il mio vero amico, e il suo! Oh,\ncustodiscilo e dammi pace!\n\n Lo giuro! disse solennemente, inginocchiandosi accanto a lei e alzando la mano, come chi registra un giuramento.\nmano, come chi registra un giuramento. Poi si rivolse ad Art\u00f9 e gli disse\na lui:  Vieni, figlio mio, prendi la sua mano nella tua e baciala sulla\nfronte, e solo una volta.\n\nI loro occhi si incontrarono al posto delle labbra; e cos\u00ec si separarono.\n\nGli occhi di Lucy si sono chiusi e Van Helsing, che aveva osservato da vicino, ha preso il braccio di Arthur e lo ha trascinato via.\nArthur e lo ha trascinato via.\n\nPoi il respiro di Lucy si fece di nuovo affannoso e tutto d'un tratto cess\u00f2.\ncess\u00f2.\n\n \u00c8 tutto finito, ha detto Van Helsing.  \u00c8 morta!\n\nPresi Arthur per un braccio e lo condussi in salotto, dove si sedette e si copr\u00ec il viso con le mani.\nsi sedette e si copr\u00ec il volto con le mani, singhiozzando in un modo che\nquasi mi fece crollare nel vederlo.\n\nSono tornata nella stanza e ho trovato Van Helsing che guardava la povera Lucy, e il suo volto era pi\u00f9 severo che mai.\nil suo volto era pi\u00f9 severo che mai. Il suo corpo era cambiato.\nLa morte le aveva restituito parte della sua bellezza, perch\u00e9 la fronte e le guance avevano\nguance avevano recuperato alcune delle loro linee fluenti; anche le labbra avevano perso il loro pallore mortale.\npallore mortale. Era come se il sangue, non pi\u00f9 necessario per il funzionamento del cuore, fosse andato a\ndel cuore, fosse andato a rendere la durezza della morte il meno rude possibile.\nrude che poteva essere.\n\n     Pensavamo che stesse morendo mentre dormiva,\n        e che dormisse quando \u00e8 morta.\n\nMi sono messo a fianco di Van Helsing e ho detto: --\n\n Ah, bene, povera ragazza, finalmente c'\u00e8 pace per lei. \u00c8 la fine!\n\nSi volt\u00f2 verso di me e disse, con grave solennit\u00e0: \"Non \u00e8 vero.\n\n Non \u00e8 cos\u00ec; ahim\u00e8, non \u00e8 cos\u00ec. \u00c8 solo l'inizio!\n\nQuando gli chiesi cosa intendesse dire, si limit\u00f2 a scuotere la testa e a rispondere:--\n\n Per ora non possiamo fare nulla. Aspettiamo e vediamo.\n\n\n\n\nCAPITOLO XIII\n\nDR. DIARIO DI SEWARD--_continuato_.\n\n\nIl funerale fu organizzato per il giorno successivo, in modo che Lucy e la madre potessero essere seppellite\nsua madre potessero essere sepolte insieme. Mi occupai di tutte le orribili\nformalit\u00e0 e l'elegante impresario dimostr\u00f2 che i suoi collaboratori erano\nafflitto - o benedetto - dalla sua stessa ossequiosa soavit\u00e0.\nPersino la donna che eseguiva gli ultimi uffici per i defunti mi fece notare\nin modo confidenziale, da fratello professionista, quando \u00e8 uscita dalla camera mortuaria\ndalla camera della morte:--\n\n \u00c8 un cadavere molto bello, signore. \u00c8 un vero privilegio\nassistere a lei. Non \u00e8 troppo dire che far\u00e0 onore alla nostra struttura!\nstabilimento!\n\nHo notato che Van Helsing non si \u00e8 mai tenuto lontano. Ci\u00f2 era possibile a causa\ndallo stato disordinato delle cose in casa. Non c'erano parenti\na portata di mano; e poich\u00e9 Arthur doveva tornare il giorno dopo per partecipare al funerale di suo\npadre, non siamo stati in grado di avvisare nessuno di coloro che avrebbero dovuto essere\ninvitato. Date le circostanze, Van Helsing e io ci siamo presi l'incarico di esaminare\ndi esaminare documenti, ecc. Ha insistito per esaminare personalmente i documenti di Lucy.\nLucy di persona. Gliene ho chiesto il motivo, perch\u00e9 temevo che, essendo straniero, non fosse del tutto a conoscenza dei requisiti legali inglesi.\nstraniero, non fosse a conoscenza dei requisiti legali inglesi, e che quindi\ne che quindi potesse, nell'ignoranza, creare qualche problema non necessario. Mi rispose:--\n\n Lo so, lo so. Lei dimentica che sono un avvocato oltre che un medico. Ma\nquesto non \u00e8 del tutto per la legge. Lo sapeva, quando ha evitato il\nmedico legale. Non ho solo lui da evitare. Potrebbero esserci altre carte...\ncome questo.\n\nMentre parlava, prese dal suo taccuino il memorandum che era stato nel petto di Lucy e che lei aveva strappato nel sonno.\nnel petto di Lucy e che lei aveva strappato nel sonno.\n\n Se trovate qualcosa dell'avvocato che rappresenta la defunta Mrs.\nWestenra, sigilla tutti i suoi documenti e scrivigli stasera. Per quanto mi riguarda, veglier\u00f2\nqui nella stanza e nella vecchia stanza della signorina Lucy per tutta la notte, e io stesso\ncercare ci\u00f2 che pu\u00f2 essere. Non \u00e8 bene che i suoi pensieri vadano in\nnelle mani di estranei.\n\nContinuai la mia parte di lavoro e in un'altra mezz'ora avevo trovato il nome e l'indirizzo dell'avvocato di Mrs.\nnome e l'indirizzo dell'avvocato della signora Westenra e gli avevo scritto.\ne gli scrissi. Tutti i documenti della povera signora erano in ordine; erano state date esplicite indicazioni sul luogo di sepoltura.\nindicazioni esplicite sul luogo di sepoltura. Avevo appena sigillato la\nquando, con mia grande sorpresa, Van Helsing \u00e8 entrato nella stanza,\ndicendo:--\n\n Posso aiutarla, amico John? Sono libero, e se posso, il mio servizio \u00e8 per\nvoi.\n\n Ha ottenuto quello che cercava?  Ho chiesto, e lui ha risposto:--\n\n Non ho cercato nulla di specifico. Speravo solo di trovare, e ho trovato, tutto quello che c'era.\ntutto quello che c'era, solo alcune lettere e qualche memorandum, e un diario appena iniziato.\ndiario appena iniziato. Ma li ho qui e per il momento non ne diremo nulla.\nnulla di loro. Domani sera vedr\u00f2 quel povero ragazzo e, con la sua approvazione, ne user\u00f2 alcuni.\nil suo consenso, ne user\u00f2 alcuni.\n\nQuando abbiamo terminato il lavoro, mi ha detto:--\n\n E ora, amico John, penso che possiamo andare a letto. Vogliamo dormire, sia tu che io\ne io, e riposare per recuperare. Domani avremo molto da fare, ma\nper questa notte non c'\u00e8 bisogno di noi. Ahim\u00e8!\n\nPrima di rientrare siamo andati a vedere la povera Lucy. Il becchino aveva\ncertamente fatto bene il suo lavoro, perch\u00e9 la stanza era stata trasformata in una piccola\ncappella ardente. C'era una selva di bellissimi fiori bianchi,\ne la morte era resa il meno ripugnante possibile. L'estremit\u00e0 del\nlenzuolo di avvolgimento era steso sul viso; quando il Professore si chin\u00f2 e lo gir\u00f2 delicatamente\nquando il professore si \u00e8 chinato e l'ha girato delicatamente all'indietro, siamo rimasti entrambi a bocca aperta per la bellezza di fronte a noi.\ncandele di cera che mostravano una luce sufficiente per notarla bene. Tutta la bellezza di Lucy\nLucy le era tornata in mente nella morte e le ore che erano passate,\ninvece di lasciare le tracce della decadenza, non avevano fatto altro che\ndi decadenza, non avevano fatto altro che restituire la bellezza della vita, tanto che non riuscivo a credere ai miei occhi che\nche stavo guardando un cadavere.\n\nIl professore aveva un'aria severa e grave. Lui non l'aveva amata come me e non c'era bisogno di\nnon c'era bisogno di lacrime nei suoi occhi. Mi disse:  Rimani fino al mio\nritorno, e lasci\u00f2 la stanza. Ritorn\u00f2 con una manciata di aglio selvatico\ndalla cassetta che aspettava in sala, ma che non era stata aperta, e\ne mise i fiori tra gli altri sul letto e intorno ad esso. Poi\ndal collo, all'interno del colletto, un piccolo crocifisso d'oro e lo pose sulla bocca.\ne lo pose sulla bocca. Riport\u00f2 il lenzuolo al suo posto, e noi\nandammo via.\n\nMi stavo spogliando nella mia stanza, quando, con un colpo premonitore alla porta, entr\u00f2.\nentr\u00f2 e cominci\u00f2 subito a parlare: --\n\n Domani voglio che mi portiate, prima di sera, un set di coltelli post-mortem.\ncoltelli.\n\n Dobbiamo fare un'autopsia?  Ho chiesto.\n\n S\u00ec e no. Voglio operare, ma non come pensate voi. Lasciate che ve lo dica\nora, ma non una parola ad un altro. Voglio tagliarle la testa e toglierle il cuore.\nil cuore. Ah! Voi siete un chirurgo, e siete cos\u00ec scioccato! Voi, che ho visto senza\nsenza tremore di mano o di cuore, fare operazioni di vita e di morte che fanno\nche fanno rabbrividire gli altri. Oh, ma non devo dimenticare, mio caro amico John, che tu l'amavi.\nche tu l'amavi; e io non l'ho dimenticato, perch\u00e9 sar\u00f2 io a operare e tu dovrai solo aiutare.\noperare, e tu devi solo aiutare. Vorrei farlo stasera, ma per Arthur non devo.\nArthur non devo; sar\u00e0 libero dopo il funerale di suo padre, domani,\ne vorr\u00e0 vederla... vederla. Poi, quando la bara sar\u00e0 pronta\npronta per il giorno dopo, tu e io verremo quando tutti dormiranno. Dovremo\nsviteremo il coperchio della bara, e faremo la nostra operazione; e poi rimetteremo tutto a posto, in modo che nessuno sappia\ntutto, in modo che nessuno lo sappia, se non noi soli.\n\n Ma perch\u00e9 farlo? La ragazza \u00e8 morta. Perch\u00e9 mutilare il suo povero corpo\nsenza necessit\u00e0? E se non c'\u00e8 alcuna necessit\u00e0 di un'autopsia e non c'\u00e8 nulla da guadagnare...\ndi un'autopsia e non c'\u00e8 nulla da guadagnare, n\u00e9 per lei, n\u00e9 per noi, n\u00e9 per la scienza, n\u00e9 per la conoscenza umana, perch\u00e9 farlo?\nconoscenza umana, perch\u00e9 farlo? Senza tale necessit\u00e0 \u00e8 mostruoso.\n\nPer tutta risposta mi mise una mano sulla spalla e mi disse, con infinita\ntenerezza:--\n\n Amico John, mi fa pena il tuo povero cuore sanguinante; e ti amo ancora di pi\u00f9\nperch\u00e9 sanguina. Se potessi, prenderei su di me il fardello\nche tu porti. Ma ci sono cose che tu non sai, ma che tu\nma che saprete e mi benedirete per averle sapute, anche se non sono piacevoli.\ncose. John, figlio mio, sei mio amico ormai da molti anni, eppure\nmi hai mai visto fare qualcosa senza una buona causa? Posso sbagliare, non sono che\nuomo; ma credo in tutto ci\u00f2 che faccio. Non \u00e8 per questi motivi che mi hai\nmi hai mandato a chiamare quando \u00e8 arrivata la grande difficolt\u00e0? S\u00ec! Non vi siete stupito, anzi\ninorridito, quando non ho permesso ad Art\u00f9 di baciare il suo amore - anche se lei stava\ne l'ho strappato via con tutte le mie forze? S\u00ec! Eppure avete visto\ncome mi ha ringraziato, con i suoi bellissimi occhi morenti, la sua voce, anche, cos\u00ec\ndebole, e ha baciato la mia vecchia mano ruvida e mi ha benedetto? S\u00ec! E non hai sentito\nnon mi hai sentito giurare di prometterle che avrebbe chiuso gli occhi con gratitudine? S\u00ec!\n\n Ora ho un buon motivo per fare tutto quello che voglio fare. Per molti anni vi siete fidati di me\nanni vi siete fidati di me; mi avete creduto nelle settimane passate, quando c'erano cose cos\u00ec\nstrane che avreste potuto dubitare. Credimi ancora un po', amico\nGiovanni. Se non ti fidi di me, allora devo dire quello che penso; e questo non \u00e8\nforse non \u00e8 bene. E se lavoro - come lavorer\u00f2, senza fiducia o meno - senza che il mio amico abbia fiducia in me.\nfiducia - senza che il mio amico abbia fiducia in me, lavoro con il cuore pesante e mi sento,\noh! cos\u00ec solo, quando vorrei tutto l'aiuto e il coraggio possibile!  Fece una pausa\nun momento e continu\u00f2 solennemente:  Amico John, ci sono giorni strani e\nterribili giorni davanti a noi. Non dobbiamo essere due, ma uno, in modo da lavorare per un buon fine.\nun buon fine. Non vuoi avere fiducia in me?\n\nGli presi la mano e glielo promisi. Ho tenuto la porta aperta mentre se ne andava,\ne lo guardai entrare nella sua stanza e chiudere la porta. Mentre stavo senza muovermi\nsenza muovermi, vidi una delle cameriere passare silenziosamente lungo il passaggio - dava le spalle a me, quindi non mi vide - ed entrare nella stanza.\naveva le spalle rivolte verso di me, quindi non mi vide - ed entrare nella stanza dove giaceva Lucy.\nLucy. La vista mi commosse. La devozione \u00e8 cos\u00ec rara, e noi siamo cos\u00ec grati\na coloro che la dimostrano senza chiedere nulla a coloro che amiamo. Qui c'era una povera ragazza\nche metteva da parte il terrore che naturalmente aveva della morte per andare a vegliare\nsola accanto alla bara dell'amante che amava, in modo che la povera creta non si sentisse sola finch\u00e9 non fosse stata deposta.\nnon si sentisse sola fino al riposo eterno....\n\n       * * * * *\n\nDevo aver dormito a lungo e profondamente, perch\u00e9 era pieno giorno quando Van\nHelsing mi svegli\u00f2 entrando nella mia stanza. Si \u00e8 avvicinato al mio capezzale e\ndisse:--\n\n Non c'\u00e8 bisogno di preoccuparsi dei coltelli; non lo faremo.\n\n Perch\u00e9 no?  chiesi. Perch\u00e9 la sua solennit\u00e0 della sera prima mi aveva molto\nmi aveva colpito.\n\n Perch\u00e9, disse severamente, \u00e8 troppo tardi, o troppo presto. Vedete!  Qui\nil piccolo crocifisso d'oro.  Questo \u00e8 stato rubato nella notte.\n\n Come, rubato, chiesi meravigliato, visto che ora ce l'hai?\n\n Perch\u00e9 lo riavr\u00f2 dal miserabile che l'ha rubato, dalla donna che ha derubato i morti e i vivi.\ndonna che ha derubato i morti e i vivi. La sua punizione arriver\u00e0 sicuramente\nsicuramente la sua punizione, ma non attraverso di me; lei non sapeva del tutto quello che faceva e cos\u00ec\ninconsapevole, ha solo rubato. Ora dobbiamo aspettare.\n\nSe ne and\u00f2 con la parola data, lasciandomi con un nuovo mistero a cui pensare, un\nun nuovo enigma da risolvere.\n\nIl pomeriggio fu uggioso, ma a mezzogiorno arriv\u00f2 l'avvocato: Mr.\nMarquand, di Wholeman, Sons, Marquand & Lidderdale. \u00c8 stato molto gentile\ne molto apprezzabile per quello che avevamo fatto, e ci ha tolto tutte le\npreoccupazioni per quanto riguarda i dettagli. Durante il pranzo ci ha detto che la signora Westenra si aspettava da tempo\nWestenra si aspettava da tempo una morte improvvisa per motivi di cuore, e aveva messo i suoi affari\nci inform\u00f2 che, con l'eccezione di una certa propriet\u00e0 del padre di Lucy.\npropriet\u00e0 del padre di Lucy che ora, in mancanza di un'eredit\u00e0 diretta, tornava\ndi Lucy, che ora, in mancanza di una discendenza diretta, tornava a un ramo lontano della famiglia, l'intero patrimonio,\nreale e personale, era stata lasciata assolutamente ad Arthur Holmwood. Dopo averci raccontato\nraccontato tutto ci\u00f2, continu\u00f2\n\n Francamente abbiamo fatto del nostro meglio per evitare una tale disposizione testamentaria, e\ne abbiamo segnalato alcune eventualit\u00e0 che avrebbero potuto lasciare la figlia o\nsenza soldi o non cos\u00ec libera di agire per quanto riguarda un'alleanza matrimoniale.\nalleanza matrimoniale. In effetti, abbiamo insistito cos\u00ec tanto sulla questione che siamo quasi entrati in\nscontrarsi, perch\u00e9 ci chiese se eravamo o meno disposti a realizzare i suoi desideri.\ni suoi desideri. Naturalmente, non avevamo altra alternativa che accettare. Avevamo\navevamo ragione in linea di principio, e novantanove volte su cento avremmo dovuto dimostrare\navremmo dimostrato, con la logica degli eventi, l'esattezza del nostro giudizio.\nFrancamente, per\u00f2, devo ammettere che in questo caso qualsiasi altra forma di\ndisposizione avrebbe reso impossibile la realizzazione dei suoi desideri.\ndesideri. Perch\u00e9, precedendo la figlia, quest'ultima sarebbe entrata in possesso della propriet\u00e0 e\nquest'ultima sarebbe entrata in possesso della propriet\u00e0 e, anche se fosse sopravvissuta alla madre solo di\nmadre solo per cinque minuti, la sua propriet\u00e0, nel caso in cui non ci fosse stato un testamento.\ntestamento - e un testamento era un'impossibilit\u00e0 pratica in un caso del genere - sarebbe stato\nalla sua morte sarebbe stata trattata come un'intestazione. In questo caso Lord Godalming,\nGodalming, pur essendo un amico cos\u00ec caro, non avrebbe avuto alcuna pretesa al mondo; e gli\neredit\u00e0, essendo lontane, non avrebbero rinunciato ai loro giusti diritti per\ndiritti, per ragioni sentimentali nei confronti di un perfetto sconosciuto. Vi assicuro\nvi assicuro, miei cari signori, che sono felice del risultato, perfettamente felice.\n\nEra un bravo ragazzo, ma il suo gioire per l'unica piccola parte - in cui era ufficialmente\ndi una tragedia cos\u00ec grande, \u00e8 stata una lezione\nuna lezione sui limiti della comprensione simpatica.\n\nNon si \u00e8 trattenuto a lungo, ma ha detto che sarebbe andato a vedere Lord Godalming pi\u00f9 tardi.\nper vedere Lord Godalming. La sua venuta, comunque, ci aveva confortato, in quanto ci aveva assicurato che non avremmo dovuto temere\nconforto, in quanto ci assicurava che non avremmo dovuto temere critiche ostili\ncritiche ostili su qualsiasi nostra azione. Arthur era atteso per le cinque, cos\u00ec\nun po' prima di quell'ora visitammo la camera mortuaria. Era cos\u00ec in\nera proprio cos\u00ec, perch\u00e9 ora vi giacevano sia la madre che la figlia. Il becchino,\nfedele al suo mestiere, aveva fatto la migliore esposizione possibile dei suoi beni, e\ne c'era un'aria mortuaria in quel luogo che ci fece subito abbassare il morale.\nsubito il nostro spirito. Van Helsing ha ordinato di attenersi alla disposizione precedente,\nspiegando che, visto che Lord Godalming sarebbe arrivato molto presto, sarebbe stato\nmeno straziante per i suoi sentimenti vedere tutto ci\u00f2 che restava del suo _fianc e_\nda solo. Il becchino sembr\u00f2 sconvolto dalla sua stupidit\u00e0 e si\ne si sforz\u00f2 di riportare le cose nelle condizioni in cui le avevamo lasciate la sera prima.\nla sera prima, in modo che quando arriv\u00f2 Arturo si evitasse uno shock ai suoi sentimenti\nche avremmo potuto evitare.\n\nPovero ragazzo! Aveva un'aria disperatamente triste e distrutta; persino la sua robusta\nvirilit\u00e0 sembrava essersi un po' contratta sotto lo sforzo delle sue\nemozioni tanto provate. Sapevo che era stato molto sincero e devoto a suo padre.\npadre; e perderlo, in un momento come questo, fu per lui un\ncolpo amaro per lui. Con me \u00e8 stato caloroso come sempre, e con Van Helsing \u00e8 stato dolcemente cortese.\nera dolcemente cortese; ma non ho potuto fare a meno di vedere che c'era un po' di\ncostrizione in lui. Anche il professore se n'\u00e8 accorto e mi ha chiesto di portarlo di sopra.\nportarlo di sopra. L'ho fatto e l'ho lasciato sulla porta della stanza, perch\u00e9 sentivo che avrebbe voluto stare da solo.\nche avrebbe voluto rimanere da solo con lei, ma lui mi prese il braccio e mi condusse dentro, dicendomi\nmi condusse dentro, dicendomi sommessamente: --\n\n Anche tu l'amavi, vecchio mio; lei mi ha raccontato tutto, e non c'era amico che avesse un posto pi\u00f9 stretto nel suo cuore di te.\nnessun amico aveva un posto pi\u00f9 vicino al suo cuore di te. Non so come ringraziarti per\nringraziarti per tutto quello che hai fatto per lei. Non riesco ancora a pensare....\n\nA questo punto, improvvisamente, scoppi\u00f2 a piangere, mi gett\u00f2 le braccia intorno alle spalle e pos\u00f2 la testa sul mio petto\ne pose la sua testa sul mio petto, piangendo: --\n\n Oh, Jack! Jack! Che cosa devo fare? L'intera vita sembra essersi allontanata da me\ntutto in una volta, e non c'\u00e8 nulla al mondo per cui io possa vivere.\n\nL'ho confortato come ho potuto. In questi casi gli uomini non hanno bisogno di\nespressione. Una stretta di mano, un braccio che si stringe sulla spalla, un singhiozzo all'unisono.\nspalla, un singhiozzo all'unisono, sono espressioni di solidariet\u00e0 care al cuore di un uomo.\ncuore di un uomo. Rimasi immobile e in silenzio finch\u00e9 i suoi singhiozzi non si spensero, poi gli dissi\ndolcemente a lui:--\n\n Venite a guardarla.\n\nInsieme ci avvicinammo al letto e le sollevai il prato dal viso.\nDio, com'era bella. Ogni ora sembrava accrescere la sua\nbellezza. La cosa mi spavent\u00f2 e mi stup\u00ec alquanto; e quanto ad Arthur, egli\ncadde tremante e alla fine fu scosso dal dubbio come da un'agitazione. Finalmente\nAlla fine, dopo una lunga pausa, mi disse in un debole sussurro: --\n\n Jack, \u00e8 davvero morta?\n\nGli assicurai con tristezza che era cos\u00ec, e continuai a suggerirgli - perch\u00e9 sentivo che un dubbio cos\u00ec orribile non avrebbe dovuto avere vita per un momento pi\u00f9 lunga di quello che aveva.\nche un dubbio cos\u00ec orribile non avrebbe dovuto vivere un momento in pi\u00f9 di quanto\nche spesso accadeva che dopo la morte i visi si ammorbidissero e si risolvessero nella loro bellezza giovanile.\nammorbiditi e persino risolti nella loro bellezza giovanile; che questo era\nche questo accadeva soprattutto quando la morte era stata preceduta da una sofferenza acuta o prolungata.\nsofferenza. Sembrava che ci\u00f2 eliminasse ogni dubbio e, dopo essersi inginocchiata per un po' accanto al divano\ninginocchiato accanto al divano per un po' e averla guardata a lungo e con amore, si allontan\u00f2.\na lungo, si allontan\u00f2. Gli dissi che quello doveva essere un addio, perch\u00e9 la bara doveva essere preparata.\nbara doveva essere preparata; cos\u00ec torn\u00f2 indietro e prese la mano morta di lei nella sua\ne la baci\u00f2, poi si chin\u00f2 e le baci\u00f2 la fronte. Se ne and\u00f2,\nguardandola affettuosamente da sopra la spalla mentre arrivava.\n\nL'ho lasciato in salotto e ho detto a Van Helsing che mi aveva salutato.\naddio; cos\u00ec quest'ultimo \u00e8 andato in cucina per dire agli uomini del becchino\ndi procedere con i preparativi e di avvitare la bara. Quando\nuscito di nuovo dalla stanza gli ho riferito la domanda di Arthur, e lui ha risposto\nrispose:--\n\n Non sono sorpreso. Proprio ora ho dubitato per un momento di me stesso!\n\nCenammo tutti insieme e vidi che il povero Art stava cercando di fare\nil meglio delle cose. Van Helsing \u00e8 rimasto in silenzio per tutta la cena; ma quando abbiamo acceso i sigari ha detto.\nquando abbiamo acceso i sigari ha detto...\n\n Lord---- ; ma Arthur lo interruppe:--\n\n No, no, non quello, per l'amor di Dio! Non ancora, in ogni caso. Perdonatemi, signore:\nNon intendevo parlare in modo offensivo; \u00e8 solo perch\u00e9 la mia perdita \u00e8 cos\u00ec recente.\nrecente.\n\nIl professore rispose molto dolcemente:--\n\n Ho usato quel nome solo perch\u00e9 avevo dei dubbi. Non devo chiamarti\n Signor, e ho imparato ad amarti - s\u00ec, mio caro ragazzo, ad amarti - come\nArthur.\n\nArthur tese la mano e la prese calorosamente.\n\n Chiamatemi come volete, ha detto.  Spero di poter avere sempre il titolo di\nun amico. E permettetemi di dire che non ho parole per ringraziarvi della vostra\nper ringraziarvi della vostra bont\u00e0 nei confronti della mia povera cara.  Fece una pausa e continu\u00f2:  So che\nche lei ha capito la vostra bont\u00e0 anche meglio di me; e se io sono stato\nse sono stato scortese o in qualche modo carente in quel momento in cui lei si \u00e8 comportato cos\u00ec - ricorda - il professore annu\u00ec - deve perdonare.\nProfessore annu\u00ec - dovete perdonarmi.\n\nRispose con una grave gentilezza:--\n\n So che \u00e8 stato difficile per voi fidarvi di me, perch\u00e9 per fidarsi di una tale violenza bisogna capire.\nviolenza bisogna capire; e suppongo che tu non... che tu non possa fidarti di me ora, perch\u00e9 non capisci ancora.\nnon potete fidarvi di me ora, perch\u00e9 non capite ancora. E potrebbero esserci\naltre volte in cui vorr\u00f2 che vi fidiate, quando non potete... e non potete... e non dovete ancora capire.\nnon... e non dovete ancora capire. Ma verr\u00e0 il momento in cui la vostra fiducia\nsar\u00e0 totale e completa in me, e quando capirete come se\ncome se la luce del sole stesso vi brillasse attraverso. Allora mi benedirete dal primo all'ultimo\nper il vostro bene, per il bene degli altri e per il bene di colei alla quale ho giurato\ncaro a cui ho giurato di proteggere.\n\n E, in effetti, in effetti, signore, disse Arthur con calore, mi fider\u00f2 in tutti i modi\nfiducia in voi. So e credo che abbiate un cuore molto nobile, e che siate amico di\nJack e siete stato suo amico. Farete quello che volete.\n\nIl professore si schiar\u00ec la gola un paio di volte, come se stesse per parlare.\nparlare, e alla fine disse\n\n Posso chiederle una cosa ora?\n\n Certamente.\n\n Sa che la signora Westenra le ha lasciato tutte le sue propriet\u00e0?\n\n No, povera cara, non ci ho mai pensato.\n\n E poich\u00e9 \u00e8 tutto vostro, avete il diritto di gestirlo come volete. I\nVoglio che mi diate il permesso di leggere tutti i documenti e le lettere di Miss Lucy.\nlettere della signorina Lucy. Mi creda, non \u00e8 una curiosit\u00e0 inutile. Ho un motivo per cui,\nessere sicuro, lei avrebbe approvato. Li ho tutti qui. Le ho prese\nprima che sapessimo che tutto era tuo, in modo che nessuna mano estranea potesse toccarli.\nnessun occhio estraneo potesse guardare attraverso le parole nella sua anima. Li terr\u00f2\nse posso; anche tu non le vedrai ancora, ma le terr\u00f2 al sicuro.\nal sicuro. Nessuna parola andr\u00e0 persa; e a tempo debito ve le restituir\u00f2.\na voi. \u00c8 una cosa difficile quella che ti chiedo, ma lo farai, vero, per il bene di Lucy?\nLucy?\n\nArthur parl\u00f2 con forza, come il vecchio se stesso: --\n\n Dottor Van Helsing, potete fare quello che volete. Sento di dire questo\nsto facendo ci\u00f2 che la mia cara avrebbe approvato. Non vi disturber\u00f2\ncon domande fino al momento opportuno.\n\nL'anziano professore si alz\u00f2 in piedi e disse solennemente: --\n\n E avete ragione. Ci sar\u00e0 dolore per tutti noi, ma non sar\u00e0\ntutto il dolore, n\u00e9 questo dolore sar\u00e0 l'ultimo. Noi e anche tu - tu pi\u00f9 di tutti, mio caro\nmio caro ragazzo - dovremo passare attraverso l'acqua amara prima di\nraggiungere il dolce. Ma dobbiamo essere coraggiosi di cuore e altruisti, fare il nostro dovere e tutto andr\u00e0 bene!\ndovere, e tutto andr\u00e0 bene!\n\nQuella notte ho dormito su un divano nella stanza di Arthur. Van Helsing non and\u00f2 affatto a\na letto. Andava e veniva, come se pattugliasse la casa, e non perdeva mai di vista la stanza dove Lucy giaceva nella sua bara, cosparsa di\nmai fuori dalla vista della stanza in cui Lucy giaceva nella sua bara, cosparsa di\nfiori di aglio selvatico che, attraverso l'odore di giglio e di rosa,\nun odore pesante e opprimente nella notte.\n\n\nIl diario di Mina Harker.\n\n22 settembre - In treno verso Exeter. Jonathan dorme.\n\nSembra solo ieri che \u00e8 stata fatta l'ultima registrazione, eppure quanto\ntra allora, a Whitby e in tutto il mondo davanti a me, Jonathan lontano e nessuna notizia di lui; e ora, sposata con Jonathan, Jonathan avvocato, un avvocato\ne nessuna notizia di lui; e ora, sposata con Jonathan, Jonathan avvocato, socio, ricco, padrone dei suoi affari, Mr.\nsocio, ricco, padrone dei suoi affari, il signor Hawkins morto e sepolto e Jonathan con un altro attacco che potrebbe danneggiarlo.\nJonathan con un altro attacco che potrebbe danneggiarlo. Un giorno potrebbe chiedermi\na questo proposito. Tutto va gi\u00f9. Sono arrugginito nella mia stenografia - vedete cosa ci fa la\ninaspettata prosperit\u00e0 ci fa - quindi potrebbe essere utile rinfrescarla\ncon un esercizio, in ogni caso....\n\nLa funzione \u00e8 stata molto semplice e molto solenne. C'eravamo solo noi\ne la servit\u00f9, un paio di vecchi amici di Exeter, il suo agente di Londra e un signore che rappresentava Sir John Paxton.\nagente di Londra e un gentiluomo che rappresentava Sir John Paxton, il presidente dell'Incorporated Law Society.\npresidente della Incorporated Law Society. Jonathan e io stavamo mano nella\nmano, e sentimmo che il nostro migliore e pi\u00f9 caro amico era scomparso da noi....\n\nTornammo in citt\u00e0 con calma, prendendo un autobus per Hyde Park Corner.\nJonathan pens\u00f2 che mi avrebbe interessato entrare nel Row per un po', cos\u00ec ci sedemmo.\nci sedemmo, ma c'era pochissima gente ed era triste e desolante vedere tante sedie vuote.\ntriste e desolato vedere cos\u00ec tante sedie vuote. Ci ha fatto pensare\nci ha fatto pensare alla sedia vuota di casa; cos\u00ec ci siamo alzati e abbiamo camminato lungo Piccadilly.\nJonathan mi teneva per un braccio, come faceva ai vecchi tempi, prima di andare a scuola.\nprima che andassi a scuola. Mi \u00e8 sembrato molto sconveniente, perch\u00e9 non si pu\u00f2 andare avanti\nper alcuni anni a insegnare il galateo e il decoro alle altre ragazze senza che la\nsenza che la pedanteria di questo ti rovini un po'; ma si trattava di Jonathan, e lui era mio marito, e non avevamo\nera mio marito, e non conoscevamo nessuno che ci avesse visto - e non ci importava che lo facesse -.\nnon ci importava se ci avessero visti, cos\u00ec continuammo a camminare. Stavo guardando una ragazza molto bella\nragazza molto bella, con un grande cappello a ruota, seduta in una Victoria fuori da Guiliano,\nquando sentii Jonathan che mi stringeva il braccio cos\u00ec forte da farmi male, e mi disse sottovoce\nsottovoce:  Mio Dio!  Sono sempre in ansia per Jonathan, perch\u00e9 temo che\ntemo che qualche crisi nervosa possa turbarlo di nuovo; cos\u00ec mi sono girata verso di lui\ncos\u00ec mi rivolsi rapidamente a lui e gli chiesi cosa lo avesse turbato.\n\nEra molto pallido e i suoi occhi sembravano sporgere mentre, mezzo terrorizzato e mezzo stupito, guardava un uomo alto e magro, con il naso a becco e\nterrore e met\u00e0 di stupore, guardava un uomo alto e magro, con il naso a becco, i baffi neri e la barba a punta, che osservava anche lui la bella ragazza.\nbaffi neri e la barba a punta, che osservava la bella ragazza.\nragazza. La guardava cos\u00ec intensamente da non vedere nessuno di noi,\ne cos\u00ec ho avuto una buona visuale su di lui. Il suo viso non era un bel viso; era duro, crudele e sensuale.\nduro, crudele e sensuale, e i suoi grandi denti bianchi, che sembravano tanto pi\u00f9 bianchi perch\u00e9 le sue labbra erano cos\u00ec\npi\u00f9 bianchi perch\u00e9 le sue labbra erano cos\u00ec rosse, erano appuntiti come quelli di un animale.\nJonathan continu\u00f2 a fissarlo, finch\u00e9 non temetti che se ne accorgesse. I\ntemevo che l'avrebbe presa male, aveva un'aria cos\u00ec feroce e cattiva. Chiesi a\nJonathan perch\u00e9 fosse disturbato, e lui rispose, evidentemente pensando che\nche io ne sapessi quanto lui:  Vedi chi \u00e8?\n\n No, caro, ho detto; non lo conosco; chi \u00e8?  La sua risposta sembr\u00f2\nmi sconvolse ed entusiasm\u00f2, perch\u00e9 fu detta come se non sapesse che era a me, Mina, che stava parlando.\na me, Mina, a cui stava parlando:--\n\n \u00c8 l'uomo in persona!\n\nIl povero caro era evidentemente terrorizzato da qualcosa, molto terrorizzato.\nterrorizzato; credo proprio che se non avesse avuto me a cui appoggiarsi e a cui sostenersi\nsostenerlo, sarebbe sprofondato. Continuava a fissare; un uomo usc\u00ec dal negozio con un\nun uomo usc\u00ec dal negozio con un piccolo pacco e lo diede alla signora, che poi si allontan\u00f2.\nche poi se ne and\u00f2. L'uomo scuro continu\u00f2 a tenere gli occhi fissi su di lei e, quando la carrozza si avvi\u00f2 verso Piccadilly, la segu\u00ec.\nPiccadilly, segu\u00ec la stessa direzione e chiam\u00f2 una carrozza.\nun calesse. Jonathan continu\u00f2 a guardarlo e disse, come se fosse a se stesso: \"Non \u00e8 vero che non \u00e8 cos\u00ec?\n\n Credo sia il Conte, ma \u00e8 diventato giovane. Mio Dio, se \u00e8 cos\u00ec\ncos\u00ec! Oh, mio Dio! Mio Dio! Se solo sapessi! Se solo sapessi!  Si stava\nangosciava a tal punto che temevo di tenerlo in pensiero facendogli delle\ndi fargli delle domande, cos\u00ec rimasi in silenzio. Lo allontanai\ntranquillamente, e lui, tenendomi il braccio, si allontan\u00f2 facilmente. Camminammo un po\npoi entrammo e ci sedemmo per un po' nel Parco Verde. Era\nuna giornata calda per l'autunno e c'era un posto comodo all'ombra.\nDopo alcuni minuti passati a fissare il nulla, gli occhi di Jonathan si chiusero e lui si addorment\u00f2 tranquillamente.\ne si addorment\u00f2 tranquillamente, con la testa sulla mia spalla. Ho pensato che fosse\nche fosse la cosa migliore per lui e non lo disturbai. Dopo circa venti\nminuti si svegli\u00f2 e mi disse in modo molto allegro: --\n\n Perch\u00e9, Mina, ho dormito! Oh, perdonami se sono stata cos\u00ec scortese.\nVieni, e prendiamo una tazza di t\u00e8 da qualche parte.  Evidentemente aveva dimenticato\ndell'oscuro sconosciuto, cos\u00ec come nella sua malattia aveva dimenticato tutto ci\u00f2 che\nquesto episodio gli aveva ricordato. Non mi piace questo cadere nella\ndimenticanza; pu\u00f2 provocare o prolungare una lesione al cervello. Non devo\nnon devo chiederglielo, per paura di fare pi\u00f9 male che bene; ma devo in qualche modo\nconoscere i fatti del suo viaggio all'estero. Temo che sia arrivato il momento in cui dovr\u00f2\naprire quel pacco e sapere cosa c'\u00e8 scritto. Oh, Jonathan, lo farai,\nSo che mi perdonerai se faccio del male, ma \u00e8 per il tuo bene.\n\n       * * * * *\n\n_Pi\u00f9 tardi._--Un ritorno a casa triste in tutti i sensi--la casa vuota della cara\nanima che era stata cos\u00ec buona con noi; Jonathan ancora pallido e stordito da una leggera\nun leggero riacutizzarsi della sua malattia; e ora un telegramma di Van Helsing, chiunque egli sia.\npossa essere:--\n\n Vi dispiacer\u00e0 sapere che la signora Westenra \u00e8 morta cinque giorni fa e che Lucy \u00e8 morta l'altro ieri.\nche Lucy \u00e8 morta l'altro ieri. Entrambe sono state sepolte oggi.\n\nOh, quanta ricchezza di dolore in poche parole! Povera signora Westenra!\nLucy! Andata, andata, per non tornare mai pi\u00f9 da noi! E povero, povero Arthur, che ha perso\nperso una tale dolcezza dalla sua vita! Dio ci aiuti a sopportare i nostri\nproblemi.\n\n\nDiario del dottor Seward.\n\n22 settembre - \u00c8 tutto finito. Arthur \u00e8 tornato a Ring e ha\nha portato con s\u00e9 Quincey Morris. Che bravo ragazzo \u00e8 Quincey! Credo\nnel profondo del cuore che abbia sofferto per la morte di Lucy quanto tutti noi.\ndi noi; ma l'ha affrontata come un vichingo morale. Se l'America\nse l'America continuer\u00e0 a sfornare uomini cos\u00ec, sar\u00e0 una potenza nel mondo.\ndavvero. Van Helsing si \u00e8 sdraiato, riposando per prepararsi al viaggio.\nviaggio. Va ad Amsterdam stasera, ma dice che torner\u00e0 domani sera.\nche vuole solo prendere alcuni accordi che possono essere presi solo\nsolo di persona. Se pu\u00f2, si fermer\u00e0 da me; dice che ha del lavoro da fare a Londra che\nche ha del lavoro da fare a Londra che potrebbe portargli via del tempo. Povero vecchio\npovero vecchio! Temo che la tensione dell'ultima settimana abbia fiaccato anche la sua\nforza di ferro. Per tutto il tempo del funerale, ho potuto constatare che si stava\nuna terribile costrizione. Quando tutto fu finito, eravamo\naccanto ad Arthur, che, poverino, stava parlando del suo ruolo nell'operazione di\nnell'operazione in cui il suo sangue era stato trasfuso nelle vene della sua Lucy; ho visto il volto di Van Helsing crescere\nHo visto il volto di Van Helsing diventare a tratti bianco e viola. Arthur stava\ndiceva che da allora si sentiva come se loro due fossero stati veramente sposati\ne che lei era sua moglie agli occhi di Dio. Nessuno di noi ha detto una parola sulle\ndelle altre operazioni, e nessuno di noi lo far\u00e0 mai. Arthur e Quincey andarono insieme alla stazione\nsono andati insieme alla stazione, e Van Helsing e io siamo venuti qui. Nel momento in cui\nmomento in cui siamo rimasti soli in carrozza ha dato luogo a un regolare attacco di\nisterica. Da allora mi ha negato che si trattasse di isterismo e ha insistito che si trattava solo del suo senso dell'umorismo.\nche era solo il suo senso dell'umorismo che si affermava in condizioni molto\nterribili condizioni. Rideva fino a piangere e io dovevo abbassare le tende per evitare che qualcuno\nle tende per evitare che qualcuno ci vedesse e giudicasse male; e poi ha pianto,\nfino a ridere di nuovo; e rideva e piangeva insieme, proprio come fa una donna.\ncome fa una donna. Cercai di essere severa con lui, come si fa con una donna in quelle circostanze.\ncircostanze, ma non ebbe alcun effetto. Uomini e donne sono cos\u00ec diversi nelle\nmanifestazioni di forza o debolezza nervosa! Poi, quando il suo volto si \u00e8 fatto di nuovo\ngrave e severo, gli chiesi il perch\u00e9 della sua allegria, e perch\u00e9 proprio in quel momento.\nLa sua risposta fu in un certo senso tipica di lui, perch\u00e9 era logica, forte e misteriosa.\nlogico, forte e misterioso. Disse:--\n\n Ah, non capisci, amico John. Non pensare che io non sia triste,\nanche se rido. Vedi, ho pianto anche quando il riso mi ha soffocato. Ma\nnon pensare pi\u00f9 che mi dispiaccia quando piango, perch\u00e9 la risata arriva\nlo stesso. Tenete sempre con voi che le risate che bussano alla vostra\nporta e dice: \"Posso entrare?\" non \u00e8 la vera risata. No, lui \u00e8 un\nre, e viene quando e come vuole. Non chiede a nessuno, non sceglie\nmomento adatto. Dice: Sono qui.  Ecco, con l'esempio mi addoloro il cuore per quella\ncuore per quella fanciulla cos\u00ec dolce; do il mio sangue per lei, anche se\nsono vecchio e consumato; dono il mio tempo, la mia abilit\u00e0, il mio sonno; lascio che gli altri miei\nsofferenti, perch\u00e9 lei possa avere tutto. Eppure posso ridere della sua tomba\ntomba... ridere quando l'argilla della vanga del sagrestano cade sulla sua\nsulla sua bara e dire \"Thud! thud!\" al mio cuore, fino a rimandare indietro il sangue\ndalla mia guancia. Il mio cuore sanguinava per quel povero ragazzo... quel caro ragazzo, che aveva l'et\u00e0\net\u00e0 del mio stesso figlio, se fossi stato cos\u00ec fortunato che vivesse, e con i suoi capelli e i suoi occhi uguali.\ncapelli e gli occhi uguali. Ecco, ora sapete perch\u00e9 lo amo cos\u00ec tanto. Eppure\nquando dice cose che toccano il mio cuore di marito e fanno s\u00ec che il mio cuore paterno\ncuore paterno a lui come a nessun altro uomo... nemmeno a te, amico John, perch\u00e9 siamo pi\u00f9 simili in quanto a livello.\nJohn, perch\u00e9 siamo pi\u00f9 simili nelle esperienze di padre e figlio - eppure anche\nin questo momento Re Ride viene da me e mi grida e mormora all'orecchio,\n Eccomi! Eccomi! Finch\u00e9 il sangue non torner\u00e0 a danzare e porter\u00e0 un po' del sole che porta con s\u00e9.\nsole che porta con s\u00e9 sulla mia guancia. Oh, amico John, \u00e8\nun mondo strano, un mondo triste, un mondo pieno di miserie, di dolori e di problemi.\nproblemi; eppure, quando Re Laugh arriva, li fa ballare tutti alla\nmelodia che suona. Cuori sanguinanti, ossa secche del cimitero e lacrime che bruciano mentre cadono.\ne le lacrime che bruciano mentre cadono... tutti danzano insieme alla musica che lui\ncon quella sua bocca senza sorriso. E credimi, amico John, che\n\u00e8 buono a venire, e gentile. Ah, noi uomini e donne siamo come corde tirate\nstrette da tensioni che ci tirano in modi diversi. Poi arrivano le lacrime e,\ncome la pioggia sulle corde, ci tengono su, fino a quando forse la tensione\ndiventa troppo grande e ci spezziamo. Ma Re Riso arriva come il sole\nsole, e allenta di nuovo la tensione; e noi sopportiamo di andare avanti con il nostro\nil nostro lavoro, qualunque esso sia.\n\nNon volevo ferirlo fingendo di non capire la sua idea; ma, poich\u00e9 non capivo ancora la causa della sua risata, gli chiesi\nnon capivo ancora la causa della sua risata, glielo chiesi. Mentre mi rispondeva\nrisposta il suo volto si fece severo e disse con un tono del tutto diverso\ntono:--\n\n Oh, era la triste ironia di tutto ci\u00f2: questa signora cos\u00ec bella e adorna di fiori, che sembrava cos\u00ec bella come la vita.\nfiori, che sembrava cos\u00ec bella come la vita, finch\u00e9 uno dopo l'altro ci siamo chiesti se fosse davvero morta.\nse fosse veramente morta; giaceva in quella casa di marmo cos\u00ec bella in quel solitario\ncimitero, dove riposano tanti suoi parenti, con la madre che l'amava e che lei amava.\nche l'amava e che lei amava; e quella sacra campana che suonava Toll!\ntoni, toni, toni, cos\u00ec tristi e lenti; e quei santi uomini, con le vesti bianche dell'angelo, che fingevano di\nvesti bianche dell'angelo, che fingevano di leggere libri, eppure per tutto il tempo\ni loro occhi mai sulla pagina; e tutti noi con il capo chino. E tutti\nper cosa? \u00c8 morta; quindi! Non \u00e8 cos\u00ec?\n\n Beh, per quanto mi riguarda, professore, dissi, non vedo nulla da ridere in tutto ci\u00f2.\nridere in tutto questo. La sua spiegazione lo rende un rompicapo pi\u00f9 difficile\npi\u00f9 difficile di prima. Ma anche se il servizio funebre fosse stato comico, che dire del povero Art e dei suoi problemi?\nArt e dei suoi problemi? Il suo cuore si stava spezzando.\n\n Proprio cos\u00ec. Non ha forse detto che la trasfusione del suo sangue nelle vene di lei ha\nl'aveva resa veramente sua sposa?\n\n S\u00ec, ed era un'idea dolce e confortante per lui.\n\n Proprio cos\u00ec. Ma c'era una difficolt\u00e0, amico John. Se \u00e8 cos\u00ec, allora\nche dire degli altri? Oh, oh! Allora questa dolce fanciulla \u00e8 una poliandrica,\ne io, con la mia povera moglie morta per me, ma viva per la legge della Chiesa, anche se\nsenza senno, tutti spariti - anche io, che sono marito fedele di questa ora-non-moglie,\nsono bigamo.\n\n Non vedo dove sia lo scherzo!  Dissi; e non mi sentii particolarmente\nnon mi sentivo particolarmente soddisfatto di lui per aver detto queste cose. Lui pose\nla sua mano sul mio braccio e disse:--\n\n Amico John, perdonami se soffro. Non ho mostrato il mio sentimento ad altri\nquando avrebbe ferito, ma solo a te, mio vecchio amico, di cui posso fidarmi.\nSe tu avessi potuto guardare nel mio cuore quando volevo ridere;\nse tu avessi potuto farlo quando la risata \u00e8 arrivata; se tu potessi farlo ora, quando il Re Ride ha fatto i bagagli.\nora, quando il re Laugh ha fatto le valigie con la sua corona e tutto ci\u00f2 che gli appartiene.\nperch\u00e9 se ne va lontano, molto lontano da me, e per molto, molto tempo, forse\nforse mi compatireste pi\u00f9 di tutti.\n\nSono stato toccato dalla tenerezza del suo tono e ho chiesto perch\u00e9.\n\n Perch\u00e9 lo so!\n\nE ora siamo tutti dispersi; e per molti lunghi giorni la solitudine\nsieder\u00e0 sopra i nostri tetti con le ali che covano. Lucy giace nella tomba dei suoi\nparenti, una casa mortuaria signorile in un solitario cimitero, lontano dalla brulicante Londra.\nLondra, dove l'aria \u00e8 fresca e il sole sorge su Hampstead Hill,\ne dove i fiori selvatici crescono spontaneamente.\n\nCos\u00ec posso finire questo diario; e Dio solo sa se ne inizier\u00f2 mai un altro.\nun altro. Se lo far\u00f2, o se lo riaprir\u00f2, sar\u00e0 per occuparmi di persone e temi diversi.\npersone e temi diversi; perch\u00e9 qui, alla fine, dove si racconta la storia della mia vita, prima di tornare indietro\ndella mia vita, prima di tornare a riprendere il filo del mio lavoro, dico con tristezza\nvita, lo dico con tristezza e senza speranza,\n\n                         FINIS.\n\n\nThe Westminster Gazette, 25 settembre.\n\n                          UN MISTERO DI HAMPSTEAD.\n\n\nIl quartiere di Hampstead \u00e8 proprio in questi giorni interessato da una\nuna serie di avvenimenti che sembrano seguire linee parallele a quelle di quello che\nnoti agli scrittori di titoli di giornale come \"L'orrore di Kensington\", o \"La donna pugnalata\" o \"La donna in nero\".\n La donna pugnalata o La donna in nero.  Negli ultimi due o tre giorni si sono verificati\ntre giorni si sono verificati diversi casi di bambini piccoli che si allontanavano da casa o\ncasa o che non sono tornati dai loro giochi nella brughiera. In tutti\nquesti casi i bambini erano troppo piccoli per fornire un resoconto\ndi s\u00e9, ma le loro scuse sono state tutte concordate\n\u00e8 che erano stati con una donna di sangue.  \u00c8 sempre stato a tarda sera che\nsera quando si sono persi, e in due occasioni i bambini sono stati ritrovati\ndue occasioni i bambini sono stati ritrovati solo la mattina presto. \u00c8 opinione comune\ngeneralmente si pensa che, dato che il primo bambino di cui si sono perse le tracce\nha addotto come motivo della sua assenza il fatto che una signora sanguinaria gli aveva chiesto di\nuna signora sanguinaria gli aveva chiesto di fare una passeggiata, gli altri abbiano ripreso la frase e l'abbiano usata a seconda delle\noccasione. Questo \u00e8 tanto pi\u00f9 naturale in quanto il gioco preferito dei piccoli \u00e8\npiccoli attualmente \u00e8 quello di attirarsi l'un l'altro con l'astuzia. A\ncorrispondente ci scrive che vedere alcuni dei piccoli che fingono di essere la\ndi essere la signora del sangue \u00e8 estremamente divertente. Alcuni dei nostri caricaturisti\npotrebbero prendere una lezione sull'ironia del grottesco confrontando la realt\u00e0 e l'immagine.\nrealt\u00e0 e l'immagine. \u00c8 solo in conformit\u00e0 con i principi generali della\nprincipi generali della natura umana che la donna sanguinolenta sia la pi\u00f9 popolare\na questi spettacoli \"all'aperto\". Il nostro corrispondente dice giustamente\nche nemmeno Ellen Terry potrebbe essere cos\u00ec attraente come alcune di queste\nquesti bambini dalla faccia sporca fingono - e persino immaginano di essere\ndi essere.\n\nC'\u00e8 per\u00f2 forse un aspetto serio della questione, perch\u00e9 alcuni dei bambini, anzi tutti quelli che sono mancati durante la notte\nbambini, anzi, tutti quelli che sono mancati durante la notte, sono stati\nleggermente lacerati o feriti alla gola. Le ferite sembrano quelle che potrebbero essere\ndi un topo o di un cagnolino e, sebbene non siano di grande importanza\ne anche se non hanno molta importanza singolarmente, tendono a dimostrare che qualsiasi animale le infligga ha\nun proprio sistema o metodo. La polizia della divisione \u00e8 stata\ndi polizia della divisione sono stati incaricati di tenere d'occhio i bambini randagi, soprattutto se\nbambini randagi, soprattutto se molto piccoli, nella brughiera di Hampstead e nei dintorni, e per qualsiasi cane randagio\ncani randagi che possono trovarsi in giro.\n\n\n               The Westminster Gazette, 25 settembre.\n\n                            Speciale.\n\n                         L'ORRORE DI HAMPSTEAD.\n\n                         UN ALTRO BAMBINO FERITO.\n\n                         La Signora del Sangue. _\n\nAbbiamo appena saputo che un altro bambino, mancato ieri sera, \u00e8 stato ritrovato solo in tarda mattinata\nieri sera, \u00e8 stato ritrovato solo in tarda mattinata sotto un cespuglio di foraggio sul versante di\nShooter s Hill di Hampstead Heath, forse meno frequentata di altre zone.\nmeno frequentata delle altre parti. Presenta la stessa piccola ferita alla\ngola che \u00e8 stata notata in altri casi. Era terribilmente debole e\nsembrava piuttosto emaciato. Anche lui, una volta parzialmente ristabilito, ha raccontato la storia comune di essere stato\nstoria di essere stato attirato dalla donna del sangue.\n\n\n\n\nCAPITOLO XIV\n\nDIARIO DI MINA HARKER\n\n\n23 settembre_.--Jonathan sta meglio dopo una brutta notte. Sono molto contenta che\nche abbia molto lavoro da fare, perch\u00e9 questo gli tiene la mente lontana dalle cose terribili.\ncose terribili; e oh, sono felice che ora non sia appesantito dalle\nresponsabilit\u00e0 della sua nuova posizione. Sapevo che sarebbe stato fedele a se stesso,\ne ora sono orgogliosa di vedere il mio Jonathan che si eleva all'altezza del suo\navanzamento e tenere il passo in tutti i modi con i doveri che gli si presentano.\nche gli si presentano. Sar\u00e0 via tutto il giorno fino a tardi, perch\u00e9 ha detto che non pu\u00f2 pranzare a casa.\na casa. Il mio lavoro domestico \u00e8 finito, quindi prender\u00f2 il suo giornale straniero,\ne mi chiuder\u00f2 in camera a leggerlo....\n\n\n_24 settembre_.--Non ho avuto il coraggio di scrivere ieri sera; quel terribile\ndi Jonathan mi ha sconvolto cos\u00ec tanto. Povero caro! Come deve aver sofferto,\nche sia vero o solo immaginazione. Mi chiedo se ci sia qualcosa di vero\ndi verit\u00e0. Gli \u00e8 venuta la febbre al cervello e poi ha scritto tutte quelle\ncose terribili, o aveva qualche motivo per farlo? Suppongo che non lo sapr\u00f2 mai\nnon lo sapr\u00f2 mai, perch\u00e9 non oso aprire l'argomento con lui.... Eppure quell'uomo\nche abbiamo visto ieri! Sembrava del tutto sicuro di lui.... Poveretto! I\nSuppongo che il funerale lo abbia sconvolto e abbia riportato la sua mente su qualche\npensiero.... Lui stesso ci crede. Ricordo che il giorno del nostro\nmatrimonio disse:  A meno che un dovere solenne non mi spinga a ritornare alle\nore amare, addormentato o sveglio, pazzo o sano di mente.  Sembra che ci sia\nin tutto questo un filo di continuit\u00e0.... Quel temibile conte stava\nvenire a Londra.... Se dovesse accadere, e lui venisse a Londra, con i suoi\nmilioni di persone.... Ci pu\u00f2 essere un dovere solenne; e se arriva non dobbiamo\nnon dobbiamo sottrarci.... Mi preparer\u00f2. Prender\u00f2 la mia macchina da scrivere\nproprio ora e inizier\u00f2 a trascrivere. Cos\u00ec saremo pronti per altri\nocchi, se necessario. E se sar\u00e0 necessario; allora, forse, se sar\u00f2 pronta,\nil povero Jonathan non sar\u00e0 turbato, perch\u00e9 posso parlare per lui e non lasciarlo mai\nnon lo preoccupi affatto. Se mai Jonathan riuscir\u00e0 a superare\nse Jonathan superer\u00e0 il nervosismo, forse vorr\u00e0 raccontarmi tutto, e io potr\u00f2 fargli delle domande e scoprire le cose\ndomande e scoprire le cose, e vedere come posso confortarlo.\n\n\nLettera di Van Helsing alla signora Harker.\n\n 24 settembre.\n\n(_Fiducia_)\n\n Cara signora,--\n\n Vi prego di perdonare il mio scritto, in quanto sono cos\u00ec amico da avervi inviato la triste notizia della morte di Miss Lucy Westenra.\nvi ho inviato la triste notizia della morte della signorina Lucy Westenra. Per la gentilezza di\nLord Godalming, ho il potere di leggere le sue lettere e i suoi documenti, perch\u00e9 sono\nsono profondamente preoccupata per alcune questioni di vitale importanza. In esse trovo\nalcune lettere da parte vostra, che dimostrano quanto foste grandi amici e quanto le vogliate bene.\namarla. Oh, signora Mina, per questo amore, vi imploro, aiutatemi. \u00c8\n\u00e8 per il bene altrui che ve lo chiedo - per riparare a un grande torto e per sollevare molti\ne terribili problemi, che potrebbero essere pi\u00f9 grandi di quanto possiate immaginare. Pu\u00f2 essere\nessere che io ti veda? Potete fidarvi di me. Sono amico del dottor John Seward e di Lord Godalming.\ndi Lord Godalming (che era Arthur di Miss Lucy). Devo tenere la cosa privata\nper ora da tutti. Verrei subito a Exeter a trovarvi se\nse mi dite che ho il privilegio di venire, e dove e quando. Imploro il vostro\nperdono, signora. Ho letto le vostre lettere alla povera Lucy, e so quanto siate buona\ne so quanto siete buona e quanto soffre vostro marito; quindi vi prego, se \u00e8 possibile,\ndi non illuminarlo, per non nuocere. Di nuovo il vostro perdono, e perdonatemi.\n\n VAN HELSING.\n\n\nTelegramma della signora Harker a Van Helsing.\n\n _25 settembre._- Venite oggi con il treno delle dieci e un quarto, se riuscite a prenderlo.\ntreno delle dieci e un quarto, se riuscite a prenderlo. Ci vediamo ogni volta che chiami.\n\n WILHELMINA HARKER.\n\nDIARIO DI MINA HARKER.\n\n_25 settembre._--Non posso fare a meno di sentirmi terribilmente eccitato quando si avvicina il momento\nsi avvicina il momento della visita del dottor Van Helsing, perch\u00e9 in qualche modo prevedo che\nche possa gettare un po' di luce sulla triste esperienza di Jonathan; e dato che ha assistito la povera cara Lucy nella sua ultima malattia\nha assistito la povera cara Lucy nella sua ultima malattia, pu\u00f2 dirmi tutto su di lei.\ndi lei. Questo \u00e8 il motivo della sua venuta; si tratta di Lucy e della sua\nLucy e il suo camminare nel sonno, e non di Jonathan. Allora non sapr\u00f2 mai la vera\nverit\u00e0! Come sono sciocca. Quel terribile diario si impossessa della mia\nimmaginazione e tinge tutto con qualcosa del suo colore. Naturalmente\nnaturalmente si tratta di Lucy. Quell'abitudine \u00e8 ritornata alla povera cara, e quella\nterribile notte sulla scogliera deve averla fatta ammalare. Avevo quasi dimenticato\ndi quanto si sia ammalata in seguito. Deve avergli raccontato\ndella sua avventura di camminata nel sonno sulla scogliera e che io sapevo tutto.\ne ora vuole che gli dica quello che sa, in modo che possa capire.\ncapire. Spero di aver fatto bene a non dire nulla a Mrs.\nWestenra; non mi perdonerei mai se una mia azione, anche solo negativa, arrecasse un danno alla povera\nnegativo, avesse arrecato danno alla povera cara Lucy. Spero anche che il dottor Van\nHelsing non mi biasimi; ho avuto cos\u00ec tanti problemi e ansie negli ultimi tempi che sento di non poterne sopportare altri.\nche sento di non poterne sopportare altri in questo momento.\n\nSuppongo che un pianto faccia bene a tutti noi, a volte, e liberi l'aria come fa la pioggia.\nfa. Forse \u00e8 stata la lettura del diario ieri a turbarmi, e\nJonathan se n'\u00e8 andato stamattina per stare lontano da me un giorno e una notte interi.\ne notte, la prima volta che ci siamo separati dal nostro matrimonio. Spero\nSpero che il caro amico si prenda cura di s\u00e9 e che non accada nulla che lo\nche non accada nulla che lo turbi. Sono le due e il dottore sar\u00e0 qui presto.\npresto. Non dir\u00f2 nulla del diario di Jonathan, a meno che non me lo chieda. Sono\nsono cos\u00ec contenta di aver battuto a macchina il mio diario, cos\u00ec, nel caso in cui mi chieda di Lucy, posso consegnarglielo.\ndi Lucy, posso consegnarglielo; risparmier\u00f2 molte domande.\n\n       * * * * *\n\n\u00c8 arrivato e se n'\u00e8 andato. Oh, che strano incontro, e come tutto questo\ntutto questo mi fa girare la testa! Mi sento come in un sogno. Pu\u00f2 essere tutto\npossibile, o anche solo una parte? Se non avessi letto prima il diario di Jonathan\nJonathan, non avrei mai accettato nemmeno una possibilit\u00e0. Povero, povero, caro\nJonathan! Come deve aver sofferto. Ti prego, buon Dio, che tutto questo\nnon lo sconvolga di nuovo. Cercher\u00f2 di salvarlo da tutto questo; ma potrebbe anche essere una consolazione e un aiuto per lui.\nuna consolazione e un aiuto per lui - per quanto sia terribile e orribile nelle sue\nconseguenze - sapere con certezza che i suoi occhi, le sue orecchie e il suo cervello non lo hanno\nnon lo hanno ingannato e che \u00e8 tutto vero. Pu\u00f2 darsi che sia il dubbio a perseguitarlo\nche lo perseguita; e che quando il dubbio viene rimosso, non importa quale\nche si tratti di veglia o di sogno, sar\u00e0 pi\u00f9 soddisfatto e in grado di sopportare meglio lo shock.\nsoddisfatto e in grado di sopportare meglio lo shock. Il dottor Van Helsing deve essere un\nun uomo buono e intelligente se \u00e8 amico di Arthur e del dottor Seward.\nSeward, e se l'hanno fatto venire dall'Olanda per prendersi cura di Lucy.\nLucy. Ho l'impressione, avendolo visto, che sia buono, gentile e di nobile natura.\nnobile natura. Quando verr\u00e0 domani gli chieder\u00f2 di Jonathan;\ne allora, per favore, Dio, tutto questo dolore e questa ansia potrebbero portare a una buona fine.\nfine. Pensavo che mi sarebbe piaciuto fare l'intervistatore; l'amico di Jonathan al\namico di Jonathan all'Exeter News gli aveva detto che la memoria era tutto in questo lavoro.\nche la memoria era tutto in un lavoro del genere, che dovevi essere in grado di scrivere esattamente quasi tutte le parole\nparole pronunciate, anche se poi dovevi perfezionarne alcune. Questa \u00e8 stata una rara\nintervista; cercher\u00f2 di registrarla _verbatim_.\n\nErano le due e mezza quando bussarono. Presi il mio coraggio _\ndeux mains_ e aspettai. In pochi minuti Mary apr\u00ec la porta e annunci\u00f2 il dottor Van Helsing.\nannunci\u00f2 il dottor Van Helsing.\n\nMi alzai e mi inchinai, e lui venne verso di me; un uomo di peso medio,\ncon le spalle arretrate su un petto largo e profondo e un collo ben bilanciato sul tronco come la testa sul collo.\nun collo ben bilanciato sul tronco come la testa sul collo. Il portamento\ndella testa colpisce subito come indicativo di pensiero e potere; la testa \u00e8 nobile, di buone dimensioni, ben\nLa testa \u00e8 nobile, ben dimensionata, ampia e grande dietro le orecchie. Il viso,\nrasato, mostra un mento duro e squadrato, una bocca grande, decisa e mobile, un naso di buone dimensioni, una\nbocca, un naso di buone dimensioni, piuttosto dritto, ma con narici veloci e sensibili che sembrano\nnarici, che sembrano allargarsi quando le grandi e folte sopracciglia si abbassano e la bocca si stringe.\nbocca si stringe. La fronte \u00e8 ampia e fine, che si alza all'inizio quasi\ndritta e poi digrada all'indietro sopra due protuberanze o creste molto distanti tra loro;\nUna fronte tale che i capelli rossicci non possono assolutamente cadere su di essa,\nma cadono naturalmente all'indietro e ai lati. Gli occhi grandi e blu scuro sono\ngrandi e scuri, distanti tra loro, rapidi e teneri o severi a seconda dell'umore dell'uomo. Mi disse\nmi disse:--\n\n Signora Harker, non \u00e8 vero?  Ho fatto un inchino di assenso.\n\n Era la signorina Mina Murray?  Di nuovo ho acconsentito.\n\n Sono venuta a trovare Mina Murray, che era amica di quella povera cara\nbambina Lucy Westenra. Signora Mina, \u00e8 per i morti che vengo.\n\n Signore, dissi, non potreste avere un credito migliore nei miei confronti se non quello di essere\namico e aiutante di Lucy Westenra.  E gli tesi la mano. Lui la prese\nla prese e disse con tenerezza: --\n\n Oh, Madam Mina, sapevo che l'amica di quella povera ragazza gigliata doveva essere\nma dovevo ancora imparare---- Termin\u00f2 il discorso con un cortese inchino.\ninchino. Gli chiesi per cosa volesse vedermi e lui inizi\u00f2 subito: - \"Non \u00e8 vero che non ci siamo mai visti.\nsubito cominci\u00f2:--\n\n Ho letto le vostre lettere alla signorina Lucy. Perdonatemi, ma dovevo iniziare a chiedere informazioni\na informarmi da qualche parte, e non c'era nessuno a cui chiedere. So che eravate\ncon lei a Whitby. A volte teneva un diario... non dovete stupirvi, Madam Mina.\nsorpresa, Madam Mina; \u00e8 stato iniziato dopo la vostra partenza, ed era per imitazione\ne in quel diario traccia, per deduzione, certe cose\ncose a una camminata nel sonno in cui scrive che l'avete salvata. In\nperplessit\u00e0, vengo da voi e vi chiedo, per la vostra grande\ngentilezza di dirmi tutto quello che riesce a ricordare.\n\n Posso raccontarvi, credo, dottor Van Helsing, tutto.\n\n Ah, allora avete una buona memoria per i fatti, per i dettagli? Non \u00e8 sempre\nnon \u00e8 sempre cos\u00ec con le giovani donne.\n\n No, dottore, ma ho scritto tutto all'epoca. Posso mostrarglielo\nse vuole.\n\n Oh, Madam Mina, ve ne sar\u00f2 grata; mi farete un grande favore.  I\nnon ho potuto resistere alla tentazione di mistificarlo un po': suppongo che sia\nun po' del sapore della mela originaria che rimane ancora nelle nostre\ncos\u00ec gli ho consegnato il diario stenografico. L'ha preso con un inchino riconoscente e ha detto\ncon un inchino riconoscente, e disse: --\n\n Posso leggerlo?\n\n Se lo desidera, risposi il pi\u00f9 pudicamente possibile. La apr\u00ec e per un istante il suo\nun istante il suo volto cadde. Poi si alz\u00f2 e si inchin\u00f2.\n\n Oh, che donna intelligente! disse.  Sapevo da tempo che il signor Jonathan era un\nuomo molto riconoscente; ma vedi, sua moglie ha tutte le cose belle.\nE non mi faresti tanto onore e non mi aiuteresti cos\u00ec tanto da leggerlo per me?\nAhim\u00e8! Non conosco la stenografia.  A questo punto il mio scherzetto era finito,\ne mi vergognavo quasi; cos\u00ec presi la copia dattiloscritta dal mio\ndal mio cestino da lavoro e gliela porsi.\n\n Perdonami, ho detto:  Non ho potuto evitarlo, ma ho pensato che\nche era della cara Lucy che volevate chiedere, e che non avreste avuto tempo di aspettare.\ntempo di aspettare - non per colpa mia, ma perch\u00e9 so che il vostro tempo deve essere prezioso - l'ho scritto sulla macchina da scrivere.\nprezioso - l'ho scritto sulla macchina da scrivere per voi.\n\nLo prese e gli brillarono gli occhi.  Sei cos\u00ec bravo, disse.  E posso\nleggerlo ora? Potrei volerti chiedere alcune cose quando avr\u00f2 letto.\n\n In ogni caso, ho detto, leggilo mentre ordino il pranzo; e poi potrai farmi delle domande mentre mangiamo.\npoi potrai farmi delle domande mentre mangiamo\".  Si inchin\u00f2 e si sistem\u00f2 su una\nsedia con le spalle alla luce e si immerse nelle carte,\nmentre io andai a vedere dopo pranzo, soprattutto per non disturbarlo.\ndisturbato. Quando tornai, lo trovai che camminava frettolosamente su e gi\u00f9 per la stanza.\nstanza, con il volto acceso dall'eccitazione. Si precipit\u00f2 da me e\ne mi prese per entrambe le mani.\n\n Oh, signora Mina, disse, come posso dire quanto le devo? Questa carta\n\u00e8 come il sole. Mi apre la porta. Sono stordito, sono abbagliato, con tanta\nluce, eppure ogni volta le nuvole si addensano dietro la luce. Ma questo\nnon potete capire. Oh, ma io ti sono grato, tu che sei cos\u00ec\ndonna intelligente. Signora - ha detto questo in modo molto solenne - se mai Abraham Van\nHelsing possa fare qualcosa per voi o per i vostri, confido che me lo farete sapere.\nSar\u00e0 un piacere e una gioia se potr\u00f2 servirvi come amico.\namico, ma tutto ci\u00f2 che ho imparato, tutto ci\u00f2 che potr\u00f2 mai fare, sar\u00e0 per voi e per coloro che amate.\ne per coloro che amate. Nella vita ci sono tenebre e luci;\ntu sei una delle luci. Avrai una vita felice e una buona vita, e\ntuo marito sar\u00e0 benedetto da te.\n\n Ma, dottore, voi mi lodate troppo e non mi conoscete.\n\n Non vi conosco, io che sono vecchio e che ho studiato per tutta la vita uomini e donne; io che ho fatto della mia specialit\u00e0 il cervello e tutto ci\u00f2 che gli appartiene.\ndonne; io che ho fatto del cervello e di tutto ci\u00f2 che gli appartiene e di tutto ci\u00f2 che ne deriva la mia specialit\u00e0!\ne tutto ci\u00f2 che ne deriva! E ho letto il tuo diario che hai\nche hai scritto cos\u00ec bene per me, e che sprizza verit\u00e0 in ogni\nriga. Io, che ho letto la vostra dolcissima lettera alla povera Lucy del vostro\nmatrimonio e della vostra fiducia, non vi conosco! Oh, signora Mina, le donne buone raccontano\nper tutta la vita, e di giorno e di ora e di minuto in minuto, cose tali che\nche gli angeli possono leggere; e noi uomini che desideriamo sapere abbiamo in noi qualcosa di\nocchi degli angeli. Tuo marito \u00e8 di natura nobile, e anche tu sei nobile, perch\u00e9 ti fidi\nperch\u00e9 vi fidate, e la fiducia non pu\u00f2 esserci dove c'\u00e8 una natura meschina. E tuo\nmarito... parlatemi di lui. Sta bene? La febbre \u00e8 passata e\n\u00e8 forte e vigoroso?  Ho visto un'occasione per chiedergli di Jonathan, cos\u00ec gli ho detto\nJonathan, cos\u00ec gli ho detto: --\n\n Era quasi guarito, ma \u00e8 rimasto molto turbato dalla morte del signor Hawkins.\nHawkins.  Ha interrotto:--\n\n Oh, s\u00ec, lo so, lo so. Ho letto le sue ultime due lettere.  Ho proseguito\ncontinua: --\n\n Immagino che questo lo abbia turbato, perch\u00e9 gioved\u00ec scorso, quando eravamo in citt\u00e0, ha avuto una specie di\nha avuto una specie di shock.\n\n Uno shock, e dopo la febbre cerebrale cos\u00ec presto! Non era una buona cosa. Che tipo di\nshock?\n\n Pensava di aver visto qualcuno che ricordava qualcosa di terribile, qualcosa che\nche lo aveva portato alla febbre cerebrale.  E qui l'intera faccenda sembr\u00f2\ntravolgermi in un lampo. La compassione per Jonathan, l'orrore che aveva provato, tutto il mistero spaventoso del suo diario\nl'orrore che aveva provato, tutto il mistero spaventoso del suo diario e la paura che\nche da allora mi ha perseguitato, tutto \u00e8 arrivato in un tumulto. Suppongo di essere\nisterica, perch\u00e9 mi sono gettata in ginocchio, ho alzato le mani verso di lui e l'ho supplicato di\na lui e lo implorai di far guarire di nuovo mio marito. Lui prese le mie mani\ne mi sollev\u00f2, mi fece sedere sul divano e si sedette accanto a me; tenne la mia mano nella sua e mi disse\nmano nella sua e mi disse con una dolcezza infinita.\n\n La mia \u00e8 una vita arida e solitaria, cos\u00ec piena di lavoro che non ho avuto molto tempo per le amicizie.\ntempo per le amicizie; ma da quando sono stato convocato qui dal mio amico John Seward\namico John Seward, ho conosciuto cos\u00ec tante brave persone e visto cos\u00ec tanta nobilt\u00e0\nnobilt\u00e0 che sento pi\u00f9 che mai - ed \u00e8 cresciuta con l'avanzare degli anni - la solitudine della mia\nanni - la solitudine della mia vita. Credetemi, quindi, che vengo qui\npieno di rispetto per voi e che mi avete dato speranza, non in quello che cerco, ma nel fatto che esistono\nsperanza, non in quello che sto cercando, ma nel fatto che ci sono ancora buone donne che rendono la vita felice.\ndonne buone, le cui vite e le cui verit\u00e0 possano essere una buona lezione per i\ni bambini che verranno. Sono lieta, lieta, di poter essere di qualche utilit\u00e0 per voi.\nperch\u00e9 se vostro marito soffre, soffre nell'ambito dei miei studi e della mia esperienza.\nstudio e della mia esperienza. Vi prometto che far\u00f2 volentieri tutto ci\u00f2 che posso per lui.\nche posso, tutto per rendere la sua vita forte e virile e la vostra vita felice.\nfelice. Ora dovete mangiare. Siete troppo agitati e forse anche troppo ansiosi.\nAl marito Jonathan non piacerebbe vederti cos\u00ec pallida; e ci\u00f2 che non gli piace\nnon \u00e8 un bene per lui. Perci\u00f2, per il suo bene, devi mangiare\ne sorridere. Mi avete raccontato tutto di Lucy, e quindi ora non ne parleremo pi\u00f9, per evitare che\nparlarne, per non affliggere. Rester\u00f2 a Exeter questa notte, perch\u00e9 voglio\nvoglio pensare molto a quello che mi avete detto, e quando avr\u00f2 riflettuto vi far\u00f2 delle\nti far\u00f2 delle domande, se posso. E poi, mi parlerai anche dei problemi di\nmarito per quanto possibile, ma non ancora. Dovete mangiare\nora; dopo mi racconterai tutto.\n\nDopo pranzo, quando tornammo in salotto, mi disse:--\n\n E ora parlatemi di lui.  Quando si tratt\u00f2 di parlare a questo grande\nuomo colto, cominciai a temere che mi avrebbe considerato un debole sciocco e\nJonathan un pazzo - quel giornale \u00e8 cos\u00ec strano - ed esitai a proseguire.\ncontinuare. Ma lui era cos\u00ec dolce e gentile, aveva promesso di aiutarmi e io mi fidavo di lui.\nmi fidavo di lui, cos\u00ec dissi: --\n\n Dottor Van Helsing, quello che ho da dirvi \u00e8 talmente strano che non dovete\nridere di me o di mio marito. Sono da ieri in una sorta di\nfebbre del dubbio; dovete essere gentile con me, e non giudicarmi sciocca per il fatto che ho\nche io abbia creduto anche solo per met\u00e0 ad alcune cose molto strane.  Mi ha rassicurato con\nil suo modo di fare e le sue parole quando disse: --\n\n Oh, mia cara, se solo sapessi quanto \u00e8 strana la questione per la quale sono qui.\nsono qui, saresti tu a ridere. Ho imparato a non pensare poco\ndi una convinzione, per quanto strana sia. Ho cercato di mantenere\nuna mente aperta; e non sono le cose ordinarie della vita che possono chiuderla, ma le cose strane, i\nma le cose strane, le cose straordinarie, le cose che fanno dubitare\nche fanno dubitare di essere pazzi o sani di mente.\n\n Grazie, grazie, mille volte! Mi avete tolto un peso dalla\nmente. Se me lo permette, le dar\u00f2 un saggio da leggere. \u00c8 lungo,\nma l'ho dattiloscritto. Vi racconter\u00e0 i miei problemi e quelli di Jonathan.\nJonathan. \u00c8 la copia del suo diario quando era all'estero, e tutto ci\u00f2 che \u00e8 successo.\n\u00e8 successo. Non oso dire nulla; leggete voi stessi e giudicate.\ngiudicare. E poi, quando ci vedremo, forse sarete molto gentili e mi direte cosa ne pensate.\ncosa ne pensi.\n\n Lo prometto, disse mentre gli consegnavo i documenti; lo far\u00f2 domattina,\nappena possibile, verr\u00f2 a trovare lei e suo marito, se possibile.\n\n Jonathan sar\u00e0 qui alle undici e mezza e lei deve venire a pranzo con noi per vederlo.\ncon noi e vederlo in quell'occasione; potreste prendere il treno veloce delle 15:34, che vi lascer\u00e0 a Paddington prima delle otto.\nche vi lascer\u00e0 a Paddington prima delle otto.  Era sorpreso dalla mia conoscenza\nconoscenza dei treni, ma non sa che ho inventato tutti i treni per\ntutti i treni da e per Exeter, in modo da poter aiutare Jonathan in caso di fretta.\nJonathan nel caso in cui avesse fretta.\n\nCos\u00ec ha preso i documenti e se n'\u00e8 andato, e io sono seduto qui a pensare...\na pensare... a pensare non so cosa.\n\n       * * * * *\n\nLettera (a mano) di Van Helsing alla signora Harker.\n\n _25 settembre, ore 6.\n\n Cara signora Mina,--\n\n Ho letto il meraviglioso diario di suo marito. Pu\u00f2 dormire senza\ndubbio. Per quanto strano e terribile, \u00e8 vero! Mi impegner\u00f2 per la mia\nvita su di esso. Pu\u00f2 essere peggio per altri; ma per lui e per voi non c'\u00e8 alcun\npaura. \u00c8 un ragazzo nobile e lasciate che vi dica, per esperienza di uomini,\nche uno che farebbe come lui, scendendo lungo quel muro e in quella stanza...\ne in quella stanza, e di andarci una seconda volta, non \u00e8 uno che pu\u00f2 essere ferito in modo\npermanenti da una scossa. Il suo cervello e il suo cuore sono a posto; questo lo giuro.\ngiuro, prima ancora di averlo visto; quindi state tranquilli. Avr\u00f2 molto da\nchiedergli altre cose. Sono benedetto di essere venuto oggi a trovarvi, perch\u00e9\nho imparato cos\u00ec tante cose in una volta che sono di nuovo abbagliata... pi\u00f9\npi\u00f9 che mai, e devo pensare.\n\n Il vostro pi\u00f9 fedele,\n\n ABRAHAM VAN HELSING.\n\n\nLettera della signora Harker a Van Helsing.\n\n 25 settembre, ore 18.30.\n\n Mio caro dottor Van Helsing...\n\n Mille grazie per la sua gentile lettera, che mi ha tolto un grande peso\ndalla mia mente. Eppure, se \u00e8 vero, che cose terribili ci sono al mondo.\nmondo, e che cosa terribile se quell'uomo, quel mostro, \u00e8 davvero\na Londra! Ho paura di pensare. In questo momento, mentre scrivevo, ho ricevuto un\ntelegramma di Jonathan, che dice che parte con il treno delle 6:25 di questa sera da\nLaunceston e sar\u00e0 qui alle 10:18, quindi non avr\u00f2 paura di\ndi notte. Invece di pranzare con noi, vi prego di venire a fare colazione alle otto.\na fare colazione alle otto, se non \u00e8 troppo presto per voi? Potrete\nSe avete fretta, potete prendere il treno delle 10.30, che vi porter\u00e0 a Paddington per le 2.00.\nPaddington alle 14:35. Non rispondete a questo messaggio, perch\u00e9 lo prender\u00f2 come tale,\nse non lo sapr\u00f2, verrete a fare colazione.\n\n Credetemi,\n\n Il vostro amico fedele e riconoscente,\n\n MINA HARKER.\n\n\nIl diario di Jonathan Harker.\n\n_26 settembre._--Pensavo di non scrivere mai pi\u00f9 in questo diario, ma il momento \u00e8\ntempo \u00e8 arrivato. Quando sono tornata a casa ieri sera Mina aveva la cena pronta, e\ncena, e quando abbiamo cenato mi ha raccontato della visita di Van Helsing, e di avergli dato i due diari copiati.\ndi avergli dato i due diari copiati, e di quanto sia stata in ansia per me.\nper me. Mi ha mostrato nella lettera del dottore che tutto quello che ho scritto era\nvero. Sembra che questo mi abbia fatto diventare un uomo nuovo. \u00c8 stato il dubbio sulla realt\u00e0\nrealt\u00e0 dell'intera faccenda che mi ha sconvolto. Mi sentivo impotente, al buio e\nbuio e diffidente. Ma, ora che lo so, non ho pi\u00f9 paura, nemmeno del conte.\ndel Conte. Dopo tutto \u00e8 riuscito nel suo intento di arrivare a Londra.\nLondra, ed \u00e8 lui che ho visto. \u00c8 diventato pi\u00f9 giovane, e come? Van Helsing\n\u00e8 l'uomo giusto per smascherarlo e dargli la caccia, se \u00e8 come dice Mina.\nMina. Siamo rimasti seduti fino a tardi e ne abbiamo parlato. Mina si sta vestendo e io\ntra pochi minuti in albergo e gli porter\u00f2 oltre....\n\nCredo che fosse sorpreso di vedermi. Quando entrai nella stanza dove si trovava\ne mi sono presentato, mi ha preso per la spalla, mi ha girato il viso verso la luce e mi ha detto, dopo avermi scrutato attentamente\nviso alla luce e mi disse, dopo avermi scrutato con attenzione: --\n\n Ma la signora Mina mi ha detto che stavate male, che avevate avuto uno shock.  \u00c8 stato\ncos\u00ec divertente sentire mia moglie chiamare Madam Mina da questo gentile,\ne dal volto forte. Ho sorriso e ho detto\n\n Ero malato, ho avuto uno shock, ma voi mi avete gi\u00e0 curato.\n\n E come?\n\n Dalla tua lettera a Mina di ieri sera. Ero in dubbio, e poi tutto\ntutto ha assunto una tonalit\u00e0 di irrealt\u00e0, e non sapevo di cosa fidarmi, nemmeno delle\ndei miei sensi. Non sapendo di che cosa fidarmi, non sapevo\nnon sapevo cosa fare, e quindi dovevo solo continuare a lavorare in quello che fino ad allora era stato il\nil solco della mia vita. Il solco non mi serviva pi\u00f9 e non mi fidavo pi\u00f9 di me stesso.\ndi me stesso. Dottore, lei non sa cosa significhi dubitare di tutto, anche di se stessi.\ndi se stessi. No, non lo sa; non potrebbe con sopracciglia come le sue.  Sembrava\nsembrava soddisfatto e rideva mentre diceva: --\n\n Quindi! Lei \u00e8 un fisionomista. Imparo sempre di pi\u00f9 qui, ad ogni ora. Vengo con\npiacere di venire a fare colazione da voi; e, oh, signore, perdonate le lodi di un vecchio, ma siete benedetto da vostra moglie.\nperdonate le lodi di un vecchio, ma siete benedetto da vostra moglie.  I\navrei ascoltato per un giorno le lodi di Mina, cos\u00ec mi limitai ad annuire e a tacere.\ne rimasi in silenzio.\n\n \u00c8 una delle donne di Dio, plasmata dalla Sua stessa mano per mostrare a noi uomini e alle altre donne che c'\u00e8 un paradiso in cui possiamo entrare e che \u00e8 un paradiso che non \u00e8 stato mai creato.\ndonne che c'\u00e8 un cielo in cui possiamo entrare e che la sua luce pu\u00f2 essere qui sulla terra.\nluce pu\u00f2 essere qui sulla terra. Cos\u00ec vera, cos\u00ec dolce, cos\u00ec nobile, cos\u00ec poco egoista.\negoista - e questo, lasciatemelo dire, \u00e8 molto in quest'epoca, cos\u00ec scettica ed egoista.\negoista. E voi, signore, ho letto tutte le lettere alla povera Miss Lucy,\ne alcune di esse parlano di voi, per cui vi conosco da qualche giorno grazie al\nconoscenza di altri; ma ho visto il vostro vero io da ieri sera. Voi\nmi darete la mano, vero? E saremo amici per tutta la vita.\nvita.\n\nCi siamo stretti la mano e lui \u00e8 stato cos\u00ec serio e gentile che mi ha fatto\nstrozzato.\n\n E ora, ha detto, posso chiederle un ulteriore aiuto? Ho un grande compito da\ncompito, e all'inizio si tratta di conoscere. Lei pu\u00f2 aiutarmi qui.\nPuoi dirmi cosa \u00e8 successo prima della tua partenza per la Transilvania? Pi\u00f9 tardi\npi\u00f9 avanti potr\u00f2 chiedere altro aiuto, e di tipo diverso; ma per ora questo \u00e8 sufficiente.\n\n Senta, signore, ho detto, quello che deve fare riguarda il Conte?\n\n \u00c8 cos\u00ec, ha detto solennemente.\n\n Allora sono con voi anima e cuore. Dato che vai con il treno delle 10:30, non avrai tempo di leggerle.\nnon avrete il tempo di leggerli; ma prender\u00f2 il fascio di fogli.\nPotrete portarli con voi e leggerli in treno.\n\nDopo colazione lo accompagnai alla stazione. Quando ci siamo lasciati mi ha detto\ndisse:--\n\n Forse verrete in citt\u00e0 se vi mander\u00f2 a chiamare, e porterete con voi anche la signora Mina.\nanche lei.\n\n Verremo entrambi quando lo vorrai, dissi.\n\nGli avevo portato i giornali del mattino e quelli di Londra della sera precedente.\ne mentre parlavamo al finestrino della carrozza, in attesa che il treno partisse, lui li sfogliava.\ntreno partisse, lui li stava sfogliando. I suoi occhi sembrarono improvvisamente\nqualcosa in uno di essi, The Westminster Gazette - lo riconoscevo dal colore - e divenne completamente bianco.\ndal colore, e divenne completamente bianco. Lesse qualcosa con attenzione,\ngemendo tra s\u00e9 e s\u00e9:  Mein Gott! Mein Gott! Cos\u00ec presto! Cos\u00ec presto!  Non credo che\ncredo che in quel momento si ricordasse di me. Proprio in quel momento suon\u00f2 il fischio, e\nil treno si allontan\u00f2. Questo lo richiam\u00f2 a s\u00e9, si sporse dal finestrino e agit\u00f2 la mano, chiamando\ndal finestrino e agit\u00f2 la mano, chiamando:  Con affetto a Madam Mina; scriver\u00f2\nscriver\u00f2 appena possibile.\n\n\nDiario del dottor Seward.\n\n_26 settembre._--In realt\u00e0 non esiste una cosa definitiva. Non \u00e8 passata una settimana\nda quando ho detto Finis, eppure eccomi qui a ricominciare da capo, o piuttosto a\ncontinuare con lo stesso disco. Fino a questo pomeriggio non ho avuto motivo di\npensare a ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto. Renfield era diventato, a tutti gli effetti, sano di mente come\nche mai. Era gi\u00e0 molto avanti con la sua attivit\u00e0 di mosca; e aveva appena iniziato anche la linea dei ragni.\naveva appena iniziato anche la linea dei ragni; quindi non mi aveva creato alcun problema.\nper me. Ho ricevuto una lettera da Arthur, scritta domenica, e da essa deduco che sta sopportando meravigliosamente\nda essa deduco che sta sopportando meravigliosamente bene. Quincey Morris \u00e8 con lui\nQuincey Morris \u00e8 con lui, e questo \u00e8 di grande aiuto, perch\u00e9 lui stesso \u00e8 un pozzo di buon umore.\nbuon umore. Anche Quincey mi ha scritto una riga, e da lui ho sentito che\nArthur sta cominciando a recuperare qualcosa della sua vecchia vitalit\u00e0; quindi per quanto riguarda\nloro la mia mente \u00e8 tranquilla. Per quanto riguarda me stesso, mi stavo dedicando al mio\nlavoro con l'entusiasmo di una volta, tanto che avrei potuto dire che la ferita\nche avrei potuto dire che la ferita che la povera Lucy aveva lasciato in me si stava\ncicatrizzata. Ora per\u00f2 tutto \u00e8 riaperto e quale sar\u00e0 la fine lo sa solo Dio.\nfine Dio solo lo sa. Ho l'idea che anche Van Helsing pensi di saperlo,\nma ne far\u00e0 trapelare solo quanto basta per stuzzicare la curiosit\u00e0. Egli\nieri \u00e8 andato a Exeter e vi \u00e8 rimasto tutta la notte. Oggi \u00e8 tornato\n\u00e8 tornato, ed \u00e8 entrato quasi di corsa nella stanza verso le cinque e mezza,\ne mi ha infilato in mano la Westminster Gazette di ieri sera.\n\n Che cosa ne pensi? chiese mentre si allontanava e ripiegava le braccia.\nbraccia.\n\nGuardai il giornale, perch\u00e9 non sapevo davvero cosa volesse dire; ma lui lo prese e mi indic\u00f2 un paragrafo che parlava di bambini che erano stati ingannati.\nprese e mi indic\u00f2 un paragrafo in cui si parlava di bambini che venivano\na Hampstead. Non mi disse granch\u00e9, finch\u00e9 non raggiunsi un passaggio in cui si descrivevano\nfino a quando non raggiunsi un passaggio in cui si descrivevano delle piccole ferite alla gola. Un'idea mi\nidea mi colp\u00ec e alzai lo sguardo.  Ebbene? disse.\n\n \u00c8 come la povera Lucy.\n\n E cosa ne pensate?\n\n Semplicemente, c'\u00e8 una causa in comune. Qualunque cosa abbia ferito\nlei ha ferito loro.  Non ho capito bene la sua risposta:--\n\n Questo \u00e8 vero indirettamente, ma non direttamente.\n\n In che senso, professore?  Ho chiesto. Ero un po' incline a prendere alla\nla sua seriet\u00e0 con leggerezza - perch\u00e9, dopo tutto, quattro giorni di riposo e di libert\u00e0\ndi riposo e di libert\u00e0 da un'ansia bruciante e straziante aiutano a rinfrancare lo spirito.\nMa quando vidi il suo volto, mi tranquillizzai. Mai, nemmeno nel bel mezzo della nostra\ndisperazione per la povera Lucy, aveva avuto un aspetto pi\u00f9 severo.\n\n Ditemi!  Ho detto.  Non posso azzardare un'opinione. Non so cosa pensare\npensare, e non ho dati su cui fondare una congettura.\n\n Volete dirmi, amico John, che non avete alcun sospetto su cosa sia morta la povera Lucy?\ndi cosa sia morta la povera Lucy, non dopo tutti gli indizi dati non solo dagli eventi, ma anche da me?\neventi, ma anche da me?\n\n Di prostrazione nervosa in seguito a grande perdita o spreco di sangue.\n\n E come il sangue perso o sprecato?  Scossi la testa. Lui si avvicin\u00f2 e\nsedette accanto a me e continu\u00f2: --\n\n Sei un uomo intelligente, amico John; ragioni bene e il tuo spirito \u00e8 audace;\nma sei troppo prevenuto. Non lasciate che i vostri occhi vedano e le vostre orecchie\norecchie, e ci\u00f2 che \u00e8 al di fuori della tua vita quotidiana non ti interessa.\nper voi. Non pensate che ci siano cose che non potete capire,\neppure ci sono; che alcuni vedono cose che altri non vedono? Ma\nMa ci sono cose vecchie e nuove che non devono essere contemplate dagli\nuomini, perch\u00e9 sanno - o pensano di sapere - alcune cose che altri uomini\nhanno detto loro. Ah, la colpa della nostra scienza \u00e8 quella di voler\nspiegare tutto; e se non spiega, dice che non c'\u00e8 nulla da spiegare.\nspiegare. Eppure vediamo intorno a noi ogni giorno la crescita di nuove credenze,\nche si credono nuove e che non sono altro che vecchie, che pretendono di essere giovani.\ndi essere giovani, come le belle signore all'opera. Suppongo che ora non crediate\nche non crediate nel trasferimento corporeo. No? N\u00e9 nella materializzazione. No? N\u00e9\nnei corpi astrali. No? N\u00e9 nella lettura del pensiero. No? N\u00e9 nell'ipnosi\nipnotismo----\n\n S\u00ec, l'ho detto.  Charcot lo ha dimostrato molto bene.  Sorrise mentre\ncontinu\u00f2:  Allora \u00e8 soddisfatto di questo. S\u00ec? E naturalmente allora capite\ncapire come agisce e pu\u00f2 seguire la mente del grande Charcot - ahim\u00e8, non c'\u00e8 pi\u00f9!\nCharcot, che purtroppo non c'\u00e8 pi\u00f9, fino all'anima del paziente\nche egli influenza. No? Allora, amico John, devo dedurre che tu accetti semplicemente i fatti\naccettate semplicemente i fatti e vi accontentate di lasciare che dalla premessa alla conclusione\nsia un vuoto? No? Allora ditemi - poich\u00e9 sono uno studente del cervello - come fate ad accettare l'ipnotismo e a rifiutare la lettura del pensiero.\naccettate l'ipnotismo e rifiutate la lettura del pensiero. Lascia che ti dica, amico mio\namico, che ci sono cose fatte oggi nella scienza elettrica che\nche sarebbero state considerate empie dagli stessi uomini che hanno scoperto l'elettricit\u00e0.\nche non molto tempo prima sarebbero stati bruciati come\ncome maghi. Ci sono sempre dei misteri nella vita. Perch\u00e9 \u00e8 successo che\nMethuselah visse novecento anni e il vecchio Parr ne visse centosessantanove.\nsessantanove, eppure la povera Lucy, con il sangue di quattro uomini nelle sue povere vene, non riusc\u00ec a vivere nemmeno una volta.\nsangue di quattro uomini nelle sue povere vene, non ha potuto vivere nemmeno un giorno? Perch\u00e9, se fosse vissuta un giorno in pi\u00f9, avremmo potuto\navremmo potuto salvarla. Conoscete tutti i misteri della vita e della morte? Conoscete\nConoscete il complesso dell'anatomia comparata e sapete dire perch\u00e9 le qualit\u00e0 dei bruti\nqualit\u00e0 dei bruti in alcuni uomini e non in altri? Sapete dirmi\nperch\u00e9, mentre gli altri ragni muoiono piccoli e presto, quell'unico grande ragno ha vissuto\nper secoli nella torre dell'antica chiesa spagnola e cresceva e cresceva,\nfinch\u00e9, scendendo, riusc\u00ec a bere l'olio di tutte le lampade della chiesa? Puoi\nMi sapete dire perch\u00e9 nella Pampa, ay e altrove, ci sono dei pipistrelli che\ndi notte e aprono le vene di bovini e cavalli e ne succhiano le vene; come mai in alcune isole della\ncome mai in alcune isole dei mari occidentali ci sono pipistrelli che si appendono\nsugli alberi tutto il giorno, e coloro che li hanno visti li descrivono come giganteschi\ne che, quando i marinai dormono sul ponte, perch\u00e9 fa caldo, si posano sui\ncaldo, volano gi\u00f9 su di loro e poi... e poi al mattino si trovano\ntrovati uomini morti, bianchi come lo era anche la signorina Lucy?\n\n Buon Dio, professore!  dissi, alzandomi.  Volete dirmi che\nLucy \u00e8 stata morsa da un tale pipistrello; e che una cosa del genere \u00e8 qui a Londra\nnel diciannovesimo secolo?  Fece un cenno di silenzio con la mano e prosegu\u00ec\ncontinu\u00f2:--\n\n Sapete dirmi perch\u00e9 la tartaruga vive pi\u00f9 a lungo di generazioni di uomini?\nuomini; perch\u00e9 l'elefante continua a vivere finch\u00e9 non ha visto dinastie; e perch\u00e9 il pappagallo non muore mai solo per il morso di un gatto o di un cane o per altri disturbi?\nperch\u00e9 il pappagallo non muore mai solo per il morso del gatto o del cane o per altri disturbi?\nSapete dirmi perch\u00e9 gli uomini credono in tutte le epoche e in tutti i luoghi che ci siano\nche ci siano alcuni che vivono sempre, se lo permettono; che ci siano uomini e donne che non possono morire?\ndonne che non possono morire? Sappiamo tutti - perch\u00e9 la scienza ha garantito il fatto - che ci sono stati dei topi\nche ci sono stati rospi rinchiusi nelle rocce per migliaia di anni.\nanni, chiusi in un buco cos\u00ec piccolo che lo contiene solo dalla giovinezza del mondo.\ndel mondo. Sapete dirmi come fa il fachiro indiano a morire e a farsi seppellire?\ne sia stato sepolto, e la sua tomba sia stata sigillata e vi sia stato seminato del grano, e il grano sia stato raccolto e tagliato e sminuzzato.\nmais e sia stato tagliato e seminato e raccolto e tagliato di nuovo, e poi arrivino gli uomini e portino via la\ne poi gli uomini vengono e portano via il sigillo intatto e il fachiro indiano giace l\u00ec, non morto ma\nfachiro indiano, non morto, ma che risorge e cammina tra loro come prima?  Qui\nLo interruppi. Ero sempre pi\u00f9 sconcertato; mi affollava la mente con il suo\nil suo elenco di eccentricit\u00e0 della natura e di possibili impossibilit\u00e0 che la mia\nimmaginazione si stava accendendo. Avevo la vaga idea che mi stesse dando una qualche\nqualche lezione, come era solito fare tempo fa nel suo studio di Amsterdam; ma\nma allora mi raccontava la cosa, in modo che potessi avere sempre in mente l'oggetto del pensiero.\npensiero per tutto il tempo. Ma ora ero senza questo aiuto, eppure volevo seguirlo.\nvolevo seguirlo, cos\u00ec dissi: --\n\n Professore, mi faccia tornare ad essere il suo studente domestico. Mi dica la tesi, cos\u00ec\nin modo che io possa applicare le sue conoscenze man mano che lei va avanti. Al momento sto andando nella mia\nmente da un punto all'altro come un pazzo, e non un sano di mente, segue un'idea.\nidea. Mi sento come un novizio che attraversa una palude nella nebbia, saltando da un cespuglio all'altro\nsaltando da un cespuglio all'altro nel mero sforzo cieco di andare avanti senza\nsenza sapere dove sto andando.\n\n \u00c8 una buona immagine, disse.  Bene, ve lo dir\u00f2. La mia tesi \u00e8\nquesta: Voglio che tu creda.\n\n Per credere a cosa?\n\n Credere in cose che non si possono credere. Mi spiego meglio. Una volta ho sentito parlare\ndi un americano che definiva cos\u00ec la fede: quella facolt\u00e0 che ci permette di\ncredere a cose che sappiamo essere false.  Da parte mia, seguo quell'uomo.\nIntendeva dire che dobbiamo avere una mente aperta e non lasciare che una piccola verit\u00e0\nverit\u00e0, come un piccolo sasso fa con un camion ferroviario.\nun camion. Prima di tutto prendiamo la piccola verit\u00e0. Bene! Lo teniamo e lo apprezziamo; ma\nma non dobbiamo permettergli di pensare di avere tutta la verit\u00e0 dell'universo.\ndell'universo.\n\n Allora volete che non permetta che una precedente convinzione ferisca la\nricettivit\u00e0 della mia mente nei confronti di qualche strana questione. Ho letto\nla sua lezione in modo corretto?\n\n Ah, sei ancora il mio allievo preferito. Vale la pena di insegnarti. Ora\nora che sei disposto a capire, hai fatto il primo passo per\ncapire. Pensate dunque che quei buchi cos\u00ec piccoli nella gola dei bambini\ngola dei bambini siano stati fatti dallo stesso che ha fatto il buco alla signorina Lucy?\n\n Suppongo di s\u00ec.  Si alz\u00f2 e disse solennemente:--\n\n Allora vi sbagliate. Oh, se fosse cos\u00ec! Ma ahim\u00e8, no. \u00c8 peggio,\nmolto, molto peggio.\n\n In nome di Dio, professor Van Helsing, cosa volete dire?  Ho gridato.\n\nCon un gesto di disperazione si butt\u00f2 su una sedia e appoggi\u00f2 i gomiti sul tavolo, coprendosi il volto con le mani mentre parlava\ngomiti sul tavolo, coprendosi il viso con le mani mentre parlava: --\n\n Sono stati fatti dalla signorina Lucy!\n\n\n\n\nCAPITOLO XV\n\nDR. DIARIO DI SEWARD--_continuato_.\n\n\nPer un po' la pura rabbia mi domin\u00f2; era come se lui avesse colpito Lucy in faccia durante la sua vita.\nLucy in faccia. Picchiai forte sul tavolo e mi alzai in piedi mentre gli dicevo\nlui:--\n\n Dottor Van Helsing, siete impazzito?  Ha alzato la testa e mi ha guardato, e in qualche modo\nin qualche modo la tenerezza del suo volto mi ha subito calmato.  Se lo fossi!\nha detto.  La follia \u00e8 facile da sopportare rispetto a una verit\u00e0 come questa. Oh, amico mio\namico mio, perch\u00e9, pensa, sono andato cos\u00ec lontano, perch\u00e9 ho impiegato cos\u00ec tanto tempo per dirti\nuna cosa cos\u00ec semplice? \u00c8 stato perch\u00e9 ti odio e ti ho odiato per tutta la\nmia vita? \u00c8 perch\u00e9 volevo farti soffrire? \u00c8 perch\u00e9 volevo,\nvendicarmi di quella volta che mi hai salvato la vita, e da una morte spaventosa?\nmorte spaventosa? Ah no!\n\n Perdonami, dissi io, e lui continu\u00f2:--\n\n Amico mio, era perch\u00e9 volevo essere gentile nel rompere con te,\nperch\u00e9 so che avete amato quella cos\u00ec dolce signora. Ma ancora non mi aspetto\naspettarmi che tu ci creda. \u00c8 cos\u00ec difficile accettare subito una verit\u00e0 astratta che\nverit\u00e0 astratta, che si pu\u00f2 dubitare che sia possibile quando si \u00e8 sempre\n\u00e8 ancora pi\u00f9 difficile accettare una verit\u00e0 concreta cos\u00ec triste, e di una tale\nverit\u00e0 concreta, e di una come la signorina Lucy. Questa sera andr\u00f2 a provarlo\ndimostrarlo. Osate venire con me?\n\nQuesto mi ha sconcertato. A un uomo non piace dimostrare una tale verit\u00e0; Byron\nescluso dalla categoria, la gelosia.\n\n     E dimostrare la verit\u00e0 che pi\u00f9 aborriva.\n\nSi accorse della mia esitazione e parl\u00f2:--\n\n La logica \u00e8 semplice, non \u00e8 la logica di un pazzo questa volta, che salta da un cespuglio all'altro in una nebbiosa palude.\ndi cozza in cozza in una palude nebbiosa. Se non \u00e8 vero, la prova sar\u00e0 un sollievo;\nnel peggiore dei casi non far\u00e0 male. Se \u00e8 vero! Ah, c'\u00e8 il terrore; eppure\nproprio il timore dovrebbe aiutare la mia causa, perch\u00e9 in esso c'\u00e8 bisogno di credere. Venite,\nvi dico cosa propongo: primo, di andare subito a vedere quel bambino\nin ospedale. Il dottor Vincent, dell'Ospedale del Nord, dove i giornali dicono che si trova il bambino.\ndove i giornali dicono che si trova il bambino, \u00e8 un mio amico, e credo anche il vostro, da quando eravate in classe ad Amsterdam.\nclasse ad Amsterdam. Far\u00e0 vedere il suo caso a due scienziati, se non\nnon lascer\u00e0 vedere il suo caso a due amici. Non gli diremo nulla, ma solo che vogliamo\ndesideriamo imparare. E poi----\n\n E poi?  Ha preso una chiave dalla tasca e l'ha tenuta in mano.  E poi\npasseremo la notte, io e te, nel cimitero della chiesa dove giace Lucy. Questa \u00e8\nla chiave che chiude la tomba. L'ho avuta dall'uomo della bara per darla a\nArthur.  Il mio cuore sprofondava dentro di me, perch\u00e9 sentivo che ci aspettava una\nprova davanti a noi. Non potevo fare nulla, tuttavia, cos\u00ec raccolsi il cuore che potevo\ncuore che potevo e dissi che era meglio affrettarsi, visto che il pomeriggio stava passando.\npassare....\n\nAbbiamo trovato il bambino sveglio. Aveva dormito e preso un po' di cibo, e nel complesso stava bene.\ntutto procedeva bene. Il dottor Vincent tolse la benda dalla\ngola e ci mostr\u00f2 le punture. Non c'era da confondere la somiglianza\nsomiglianza con quelli che c'erano sulla gola di Lucy. Erano pi\u00f9 piccole,\ne i bordi sembravano pi\u00f9 freschi; tutto qui. Chiedemmo a Vincent a cosa li attribuisse\na cosa li attribuisse, e lui rispose che doveva essere stato il morso di qualche\nanimale, forse un topo; ma, da parte sua, era propenso a pensare che si trattasse di uno dei pipistrelli.\nche si trattasse di uno dei pipistrelli cos\u00ec numerosi sulle alture settentrionali di Londra.\nnord di Londra.  Tra tanti innocui, disse, potrebbe esserci qualche esemplare selvatico\nqualche esemplare selvatico proveniente dal Sud di una specie pi\u00f9 maligna. Qualche\nmarinaio potrebbe averne portato uno a casa e questo \u00e8 riuscito a fuggire; o addirittura dai Giardini Zoologici\ngiardini Zo logici potrebbe essersi liberato un giovane, o essere stato allevato da un vampiro.\nda un vampiro. Sono cose che succedono, sapete. Solo dieci giorni fa\nun lupo \u00e8 uscito e credo sia stato rintracciato in questa direzione. Per una\nper una settimana, i bambini non hanno fatto altro che giocare a Cappuccetto Rosso nella\nCappuccetto Rosso nella brughiera e in tutti i vicoli della zona, fino a quando non \u00e8 arrivato questo spavento della\nda allora \u00e8 stato un periodo di gala per loro. Anche\npovero piccolo acaro, quando si \u00e8 svegliato oggi, ha chiesto all'infermiera se poteva andare via.\nse poteva andare via. Quando lei gli ha chiesto perch\u00e9 volesse andarsene, lui ha risposto che voleva\ngiocare con la signora del sangue.\n\n Spero, ha detto Van Helsing, che quando rimanderete il bambino a casa\nche avvertiate i genitori di tenerlo sotto stretta sorveglianza. Queste fantasie\ndi vagabondare sono molto pericolose; e se il bambino dovesse rimanere fuori un'altra\nnotte, probabilmente sarebbe fatale. Ma in ogni caso suppongo che non lo lascerete\nnon lo lascerete andare via per qualche giorno?\n\n Certamente no, non prima di una settimana almeno; pi\u00f9 a lungo se la ferita non \u00e8\nguarita.\n\nLa visita all'ospedale ha richiesto pi\u00f9 tempo del previsto e il sole \u00e8 calato prima di uscire.\nil sole era calato prima che noi uscissimo. Quando Van Helsing ha visto quanto era buio\nera buio, ha detto:--\n\n Non c'\u00e8 fretta. \u00c8 pi\u00f9 tardi di quanto pensassi. Vieni, cerchiamo un posto\nun posto dove poter mangiare, e poi riprendiamo il cammino.\n\nAbbiamo cenato al Jack Straw Castle insieme ad una piccola folla di\nciclisti e altri che erano genialmente rumorosi. Verso le dieci siamo\ndalla locanda. Era molto buio e le lampade sparse aumentavano l'oscurit\u00e0 quando\nlampade sparse rendevano l'oscurit\u00e0 pi\u00f9 grande quando ci trovavamo al di fuori del loro\nraggio. Il Professore aveva evidentemente preso nota della strada che dovevamo percorrere, perch\u00e9\nsenza esitazione; ma per quanto riguarda me, ero piuttosto confuso sulla\nlocalit\u00e0. Man mano che andavamo avanti, incontravamo sempre meno persone, finch\u00e9 alla fine fummo un po' sorpresi\nalla fine fummo un po' sorpresi quando incontrammo anche una pattuglia di polizia a cavallo\npolizia a cavallo che faceva il suo solito giro di periferia. Finalmente raggiungemmo il muro di cinta del\ndel cimitero della chiesa, che scavalcammo. Con qualche difficolt\u00e0, perch\u00e9\nera molto buio e l'intero luogo ci sembrava cos\u00ec strano, trovammo la tomba di Westenra.\nla tomba di Westenra. Il professore prese la chiave, apr\u00ec la porta scricchiolante,\ne stando indietro, educatamente, ma in modo del tutto inconsapevole, mi fece cenno di precederlo.\nprecederlo. C'era una deliziosa ironia nell'offerta, nella cortesia di dare la preferenza\ncortesia di dare la preferenza in un'occasione cos\u00ec orrenda. Il mio\ncompagno mi segu\u00ec rapidamente e apr\u00ec con cautela la porta, dopo essersi accertato\ndopo essersi accertato che la serratura fosse a caduta e non a molla,\na molla. In quest'ultimo caso ci saremmo trovati in una brutta situazione. Poi\nnella sua borsa e tir\u00f2 fuori una scatola di fiammiferi e un pezzo di candela,\nprocedette ad accendere la luce. La tomba di giorno, e quando era adornata di fiori freschi\ndi fiori freschi, aveva un aspetto abbastanza lugubre e raccapricciante; ma ora, alcuni giorni dopo, quando i fiori pendevano\ngiorni dopo, quando i fiori pendevano spogli e morti, i loro bianchi\nruggine e il verde al marrone; quando il ragno e lo scarafaggio avevano ripreso il loro\nscarafaggio avevano ripreso il loro abituale dominio; quando la pietra scolorita dal tempo\npietra scolorita dal tempo, la malta incrostata di polvere, il ferro arrugginito e sporco, l'ottone appannato e l'argentatura offuscata.\ne argenteria offuscata restituivano il debole barlume di una candela, l'effetto era pi\u00f9 misero\ncandela, l'effetto era pi\u00f9 misero e sordido di quanto si potesse immaginare.\nimmaginare. Trasmetteva irresistibilmente l'idea che la vita - la vita animale - non era\nanimale, non \u00e8 l'unica cosa che pu\u00f2 passare.\n\nVan Helsing ha svolto il suo lavoro in modo sistematico. Tenendo la candela in modo da\nleggere le lastre della bara, e tenendola in modo tale che lo sperma\nin macchie bianche che si rapprendevano al contatto con il metallo, egli\nbile della bara di Lucy. Un'altra ricerca nella borsa e tir\u00f2 fuori un\nuna vite a stella.\n\n Che cosa hai intenzione di fare?  Ho chiesto.\n\n Per aprire la bara. Sarete ancora convinti\".  Subito inizi\u00f2 a\na togliere le viti e infine sollev\u00f2 il coperchio, mostrando l'involucro di piombo sottostante.\ndi piombo sottostante. La vista era quasi eccessiva per me. Sembrava\nun affronto ai morti come lo sarebbe stato quello di essersi\nspogliarsi nel sonno mentre era in vita; in realt\u00e0 gli presi la mano per fermarlo.\ngli presi la mano per fermarlo. Lui disse soltanto:  Vedrai, e di nuovo\nfrugando nella sua borsa, tir\u00f2 fuori una piccola sega da traforo. Colpendo la vite di serraggio\nattraverso il piombo con un rapido colpo verso il basso, che mi fece trasalire, fece un piccolo foro, che per\u00f2 era\nun piccolo foro, che per\u00f2 era abbastanza grande da far passare la punta della sega.\ndella sega. Mi aspettavo una scarica di gas dal cadavere vecchio di una settimana. Noi\nnoi medici, che abbiamo dovuto studiare i nostri pericoli, dobbiamo abituarci a queste cose.\na queste cose e indietreggiai verso la porta. Ma il professore non si ferm\u00f2\nun attimo; seg\u00f2 un paio di metri lungo un lato della bara di piombo, e poi\ndella bara di piombo, poi attravers\u00f2 e scese dall'altro lato. Prendendo il\nl'estremit\u00e0 della flangia allentata, la pieg\u00f2 all'indietro verso il piede della bara e\ndella bara e, tenendo la candela in alto nell'apertura, mi fece cenno di\nguardare.\n\nMi avvicinai e guardai. La bara era vuota.\n\n\u00c8 stata certamente una sorpresa per me, e mi ha dato un notevole shock, ma Van Helsing \u00e8 rimasto impassibile.\nVan Helsing \u00e8 rimasto impassibile. Era ora pi\u00f9 che mai sicuro della sua posizione,\ne quindi incoraggiato a procedere nel suo compito.  Sei soddisfatto ora, amico\nJohn? ha chiesto.\n\nSentii risvegliarsi dentro di me tutta la caparbia argomentazione della mia natura mentre\ngli risposi:--\n\n Sono convinto che il corpo di Lucy non sia in quella bara; ma questo dimostra solo una cosa.\nprova solo una cosa.\n\n E che cos'\u00e8, amico John?\n\n Che non c'\u00e8.\n\n Questa \u00e8 una buona logica, ha detto, per quanto possibile. Ma come si pu\u00f2...\ncome si pu\u00f2 spiegare che non c'\u00e8?\n\n Forse un ladro di cadaveri, suggerii.  Qualcuno delle pompe funebri\npotrebbe averla rubata.  Sentivo che stavo dicendo una sciocchezza, eppure era\nl'unica causa reale che potevo suggerire. Il professore sospir\u00f2.  Ah\nbeh! disse, dobbiamo avere altre prove. Venga con me.\n\nRimise il coperchio della bara, raccolse tutte le sue cose e le mise nel sacco, spense il lume e mise anche la candela nel sacco.\nnella borsa, spense il lume e mise anche la candela nella borsa.\nsacca. Aprimmo la porta e uscimmo. Dietro di noi chiuse la porta e la\nchiusa a chiave. Mi consegn\u00f2 la chiave, dicendomi:  La vuoi tenere? \u00c8 meglio che\nmeglio essere sicuri.  Ho riso - non era una risata molto allegra, devo dire - mentre gli facevo cenno di tenerla.\ndevo dire - mentre gli facevo cenno di tenerla.  Una chiave non \u00e8 niente, ho detto;\n potrebbero esserci dei duplicati; e comunque non \u00e8 difficile scassinare una serratura\ndi quel tipo.  Non disse nulla, ma mise la chiave in tasca. Poi\nmi disse di stare di guardia da un lato del cimitero, mentre lui avrebbe guardato dall'altro.\nl'altro. Presi posto dietro a un tasso e vidi la sua figura scura muoversi fino a quando le lapidi e gli alberi che la separavano\nfigura scura fino a quando le lapidi e gli alberi non la nascosero alla mia vista.\nvista.\n\nFu una veglia solitaria. Subito dopo aver preso posto, sentii un orologio lontano battere le dodici.\norologio che batteva le dodici, e con il tempo arrivarono l'una e le due. Ero agghiacciato e\nnervoso e arrabbiato con il professore per avermi portato a fare una missione del genere e con me stesso per essere venuto.\ne con me stesso per essere venuto. Ero troppo freddo e troppo assonnato per essere acutamente\nosservare con attenzione e non abbastanza per tradire la mia fiducia.\nun tempo tetro e miserabile.\n\nAll'improvviso, mentre mi giravo, mi sembr\u00f2 di vedere qualcosa di simile a una striscia bianca\nbianco, che si muoveva tra due tassi scuri sul lato del cimitero pi\u00f9 lontano dalla tomba.\ndalla tomba; nello stesso momento una massa scura si mosse dal lato del terreno del professore e si diresse in fretta verso la tomba.\nProfessore dal lato del terreno e si diresse in fretta verso di esso. Allora anch'io\nma dovevo girare intorno alle lapidi e alle tombe chiuse, e inciampavo nelle tombe.\ninciampare sulle tombe. Il cielo era coperto e da qualche parte, lontano, si udiva un\ngallo mattiniero. Poco lontano, al di l\u00e0 di una fila di ginepri sparsi che\nginepri, che segnava il sentiero per la chiesa, una bianca e fioca figura\nfigura bianca e fioca che svolazzava in direzione della tomba. La tomba stessa era nascosta\nnascosta dagli alberi e non riuscii a vedere dove la figura scomparve. Ho sentito il\nmovimento nel punto in cui avevo visto per la prima volta la figura bianca, e\nmi avvicinai e trovai il professore che teneva in braccio un bambino. Quando\nmi vide, me lo porse e mi disse: \"- Non so se \u00e8 vero.\n\n Siete soddisfatti ora?\n\n No, ho detto, in un modo che mi sembrava aggressivo.\n\n Non vedi il bambino?\n\n S\u00ec, \u00e8 un bambino, ma chi l'ha portato qui? Ed \u00e8 ferito?  I\nchiesto.\n\n Vedremo, disse il professore, e con un unico slancio ci incamminammo verso l'uscita del cimitero.\nfuori dal cimitero, con lui che portava il bambino addormentato.\n\nQuando ci fummo allontanati un po', entrammo in un gruppo di alberi, accendemmo un fiammifero e guardammo la gola del bambino.\nalberi, accendemmo un fiammifero e guardammo la gola del bambino. Era\nsenza alcun graffio o cicatrice.\n\n Avevo ragione?  chiesi trionfante.\n\n Siamo arrivati appena in tempo, disse il professore con gratitudine.\n\nA questo punto dovevamo decidere cosa fare con il bambino, e cos\u00ec ci siamo consultati\na proposito. Se avessimo dovuto portarlo in una stazione di polizia, avremmo dovuto dare\ndi polizia avremmo dovuto fornire un resoconto dei nostri movimenti durante la notte.\navremmo dovuto fare qualche dichiarazione su come eravamo arrivati a trovare il bambino.\nAlla fine decidemmo di portarlo alla brughiera e, quando avessimo sentito arrivare un poliziotto, avremmo lasciato il bambino.\nun poliziotto in arrivo, l'avremmo lasciato dove non avrebbe potuto non trovarlo.\nPoi avremmo cercato la strada di casa il pi\u00f9 velocemente possibile. Tutto and\u00f2 bene\nbene. Ai margini della brughiera di Hampstead sentimmo il passo pesante di un poliziotto.\ne, posando il bambino sul sentiero, aspettammo e guardammo fino a quando non lo vide.\nfinch\u00e9 non lo vide mentre faceva lampeggiare la sua lanterna. Abbiamo sentito la sua esclamazione\ndi stupore e poi ce ne andammo in silenzio. Per un caso fortuito trovammo un\nvicino agli spagnoli e andammo in citt\u00e0.\n\nNon riesco a dormire, quindi scrivo questo articolo. Ma devo cercare di dormire qualche ora\ndi sonno, perch\u00e9 Van Helsing mi chiamer\u00e0 a mezzogiorno. Insiste perch\u00e9 io vada con lui\ncon lui in un'altra spedizione.\n\n       * * * * *\n\n27 settembre... Erano le due di notte prima che trovassimo un'occasione adatta per\noccasione per il nostro tentativo. Il funerale tenuto a mezzogiorno era terminato,\ne gli ultimi lutti si erano allontanati pigramente.\nquando, guardando con attenzione da dietro un gruppo di ontani, vedemmo il sagrestano chiudere il cancello dopo\nil sagrestano chiudere il cancello. Sapevamo allora di essere al sicuro fino\nmattina, se lo desideravamo; ma il Professore mi disse che non avremmo avuto bisogno di pi\u00f9\nche non avremmo avuto bisogno di pi\u00f9 di un'ora al massimo. Ancora una volta provai quell'orribile sensazione di\nrealt\u00e0 delle cose, in cui ogni sforzo di immaginazione sembrava fuori luogo.\ne mi resi conto chiaramente dei pericoli della legge in cui stavamo\nincorrere nel nostro lavoro sconsiderato. Inoltre, sentivo che era tutto cos\u00ec inutile.\nPer quanto fosse oltraggioso aprire una bara di piombo, per vedere se una donna morta da quasi una settimana fosse davvero\nquasi una settimana, ora sembrava il massimo della follia aprire di nuovo la tomba, quando sapevamo che\naprire di nuovo la tomba, quando sapevamo, grazie alla nostra stessa vista, che la bara era\nvista, che la bara era vuota. Tuttavia, ho scrollato le spalle e sono rimasto in silenzio,\ne sono rimasto in silenzio, perch\u00e9 Van Helsing aveva un modo di andare per la sua strada,\nnon importa chi lo rimproveri. Ha preso la chiave, ha aperto la cassaforte e mi ha di nuovo\ncortesemente di precedermi. Il luogo non era cos\u00ec raccapricciante come\nieri sera, ma oh, quanto era impronunciabilmente meschino quando la luce del sole\nsole. Van Helsing si \u00e8 avvicinato alla bara di Lucy e io l'ho seguito.\nSi \u00e8 chinato e ha forzato di nuovo la flangia di piombo; e allora una scossa di sorpresa e di sgomento mi ha\ndi sorpresa e sgomento mi ha attraversato.\n\nL\u00ec giaceva Lucy, apparentemente proprio come l'avevamo vista la sera prima del suo\nfunerale. Era, se possibile, pi\u00f9 radiosamente bella che mai; e io non potevo credere che fosse morta.\nnon potevo credere che fosse morta. Le labbra erano rosse, anzi pi\u00f9 rosse di prima\nprima; e sulle guance c'era una delicata fioritura.\n\n \u00c8 un gioco di prestigio?  Gli ho detto.\n\n Sei convinto ora? disse il Professore in risposta, e mentre parlava\nmano e, in un modo che mi ha fatto rabbrividire, ha tirato indietro le\nlabbra morte e mostr\u00f2 i denti bianchi.\n\n Vedete, ha proseguito, sono ancora pi\u00f9 affilati di prima. Con questo\ne questo - e tocc\u00f2 uno dei denti canini e quello sotto di esso - i bambini piccoli possono essere morsi.\ni bambini piccoli possono essere morsi. Sei convinto ora, amico\nJohn?  Ancora una volta, l'ostilit\u00e0 polemica si risvegli\u00f2 in me. Non potevo\naccettare un'idea cos\u00ec schiacciante come quella da lui suggerita; quindi, con un tentativo di\nargomentazione di cui mi vergognavo anche in quel momento, dissi: --\n\n Potrebbe essere stata collocata qui da ieri sera.\n\n Davvero? \u00c8 cos\u00ec, e da chi?\n\n Non lo so. Qualcuno l'ha fatto.\n\n Eppure \u00e8 morta da una settimana. La maggior parte delle persone in quel periodo non\nguarderebbe in questo modo.  Non avendo una risposta, sono rimasto in silenzio. Van Helsing non sembr\u00f2 accorgersi del mio\nnon sembra aver notato il mio silenzio; in ogni caso, non ha mostrato n\u00e9 dispiacere n\u00e9 trionfo.\ntrionfo. Stava guardando intensamente il volto della donna morta, sollevando le palpebre e osservando gli occhi\nle palpebre e guardava gli occhi, e ancora una volta apriva le labbra ed esaminava i denti.\nesaminare i denti. Poi si rivolse a me e disse\n\n Qui c'\u00e8 una cosa che \u00e8 diversa da tutte quelle registrate; qui c'\u00e8\nuna doppia vita che non \u00e8 come quella comune. \u00c8 stata morsa dal vampiro\nmentre era in stato di trance, camminava nel sonno... Oh, cominci; non lo sai, amico John, ma lo saprai pi\u00f9 tardi...\namico John, ma lo saprai pi\u00f9 tardi, e in stato di trance poteva\nmeglio venire a prendere altro sangue. In trance \u00e8 morta, e in trance \u00e8 anche\n\u00e8 anche non-morta. \u00c8 per questo che si differenzia da tutti gli altri. Di solito quando\ni Non-Morti dormono a casa - mentre parlava fece un ampio giro di braccio per indicare ci\u00f2 che per un vampiro\nbraccio per indicare quella che per un vampiro era la propria casa - il loro volto mostra ci\u00f2 che sono.\nma questa cos\u00ec dolce che era quando non era Non-Morta tornava alle\nle nullit\u00e0 dei morti comuni. Non c'\u00e8 maligno l\u00ec, vedi, e cos\u00ec\n\u00e8 difficile che io debba ucciderla nel sonno.  Questo mi fece gelare il sangue\nfreddo, e ho cominciato a pensare che stavo accettando le teorie di Van Helsing.\nVan Helsing; ma se era davvero morta, cosa c'era di terrificante nell'idea di ucciderla?\nidea di ucciderla? Ha alzato lo sguardo su di me e ha evidentemente visto il cambiamento del mio\nmio volto, perch\u00e9 ha detto quasi con gioia: --\n\n Ah, ora ci credi?\n\nHo risposto:  Non fatemi troppa pressione in una volta sola. Sono disposto ad\naccettare. Come farai a fare questo maledetto lavoro?\n\n Le taglier\u00f2 la testa e le riempir\u00f2 la bocca d'aglio, e le conficcher\u00f2 un paletto nel corpo.\nun paletto nel suo corpo.  Mi fece rabbrividire il pensiero di mutilare cos\u00ec\nmutilazione del corpo della donna che avevo amato. Eppure il sentimento\nnon era cos\u00ec forte come mi aspettavo. In effetti, stavo iniziando a\na rabbrividire per la presenza di questo essere, questo Non-Morto, come lo chiamava Van Helsing, e a detestare la presenza di questo\nVan Helsing, e a detestarlo. \u00c8 possibile che l'amore sia tutto soggettivo,\no tutto oggettivo?\n\nHo aspettato a lungo che Van Helsing cominciasse, ma lui \u00e8 rimasto in piedi come\ncome avvolto nei suoi pensieri. Poi ha chiuso il gancio della borsa con uno schiocco e ha detto: --\nschiocco, e ha detto:--\n\n Ho riflettuto e ho deciso cosa sia meglio fare. Se\nse seguissi semplicemente la mia inclinazione, farei ora, in questo momento, ci\u00f2 che va fatto.\nma ci sono altre cose da seguire, e sono mille volte pi\u00f9 difficili perch\u00e9 non le conosciamo.\nmille volte pi\u00f9 difficili in quanto non le conosciamo. Questo \u00e8\nsemplice. Non le \u00e8 stata ancora tolta la vita, anche se questo \u00e8 un fatto di tempo; e agire ora sarebbe\nora significherebbe toglierle il pericolo per sempre. Ma poi potremmo essere costretti a\nArt\u00f9, e come potremmo dirglielo? Se voi, che avete visto le\nferite sulla gola di Lucy, e avete visto le ferite cos\u00ec simili sulla bambina all'ospedale, se voi...\nse tu, che hai visto la bara vuota ieri sera e piena oggi di una donna che non ha\nse tu, che hai visto la bara vuota ieri sera e piena oggi di una donna che non \u00e8 cambiata solo per essere pi\u00f9 rosa e pi\u00f9\npi\u00f9 rosa e pi\u00f9 bella in un'intera settimana, dopo la sua morte... se sapete di questo e sapete della figura bianca di ieri sera che ha portato\ndella figura bianca che ieri sera ha portato il bambino sul sagrato,\ne tuttavia non avete creduto ai vostri sensi, come posso aspettarmi che Arthur, che non sa nulla di queste cose\nArthur, che non sa nulla di queste cose, creda? Ha dubitato di me quando l'ho\nquando l'ho sottratto al suo bacio mentre stava morendo. So che mi ha perdonato\nperch\u00e9 in qualche idea sbagliata ho fatto cose che gli hanno impedito di dire\naddio come dovrebbe; e potrebbe pensare che in un'idea ancora pi\u00f9 sbagliata\nquesta donna \u00e8 stata sepolta viva; e che per un errore pi\u00f9 grande di tutti l'abbiamo\nl'abbiamo uccisa. Egli allora ribatter\u00e0 che siamo noi, sbagliati, ad averla uccisa con le nostre idee.\nche l'abbiamo uccisa con le nostre idee; e cos\u00ec sar\u00e0 sempre molto infelice. Tuttavia\nnon potr\u00e0 mai esserne sicuro, e questa \u00e8 la cosa peggiore di tutte. E penser\u00e0\na volte penser\u00e0 che la donna che amava sia stata sepolta viva, e questo dipinger\u00e0 i suoi sogni di orrori\nsogni con gli orrori di ci\u00f2 che lei deve aver sofferto; e ancora, penser\u00e0 che\npenser\u00e0 che forse abbiamo ragione e che la sua amata era, dopo tutto,\nun non-morto. No! Gliel'ho detto una volta e da allora ho imparato molto. Ora, visto che\nso che \u00e8 tutto vero, centomila volte di pi\u00f9 so che lui\ndeve passare attraverso le acque amare per raggiungere quelle dolci. Lui, poveretto,\ndeve passare un'ora che gli far\u00e0 diventare nera la faccia del cielo.\nPoi potremo agire per il bene di tutti e mandargli la pace. Il mio pensiero \u00e8\ndeciso. Andiamo. Tornate a casa per stanotte, nel vostro asilo, e fate in modo che\nche tutto vada bene. Per quanto mi riguarda, passer\u00f2 la notte qui in questo\ncimitero a modo mio. Domani sera verrete da me all'Hotel\nBerkeley Hotel alle dieci di sera. Mander\u00f2 a chiamare anche Arthur,\ne anche quel bravo giovane americano che ha dato il suo sangue. Pi\u00f9 tardi\navremo tutti del lavoro da fare. Verr\u00f2 con voi fino a Piccadilly e l\u00ec cener\u00f2.\ne cenare l\u00ec, perch\u00e9 devo tornare qui prima del tramonto.\n\nCos\u00ec chiudemmo la tomba e ce ne andammo, scavalcando il muro del cimitero, che non era un granch\u00e9, e tornammo a Piccadilly.\ncimitero, che non \u00e8 stato un granch\u00e9, e siamo tornati a Piccadilly.\n\n\n_Nota lasciata da Van Helsing nella sua valigetta, Berkeley Hotel, diretta a\nJohn Seward, M. D.\n\n(Non consegnato).\n\n _27 settembre._\n\n Amico John,...\n\n Lo scrivo nel caso in cui dovesse accadere qualcosa. Vado da solo a vegliare in\nquel cimitero. Mi fa piacere che la Non-Morta, la signorina Lucy, non se ne andr\u00e0\nnon parta stanotte, in modo che l'indomani sera possa essere pi\u00f9 ansiosa.\nPerci\u00f2 fisser\u00f2 alcune cose che non le piacciono - aglio e un crocifisso\ncrocifisso, e cos\u00ec sigiller\u00f2 la porta della tomba. \u00c8 giovane come una non-morta,\ne ci far\u00e0 caso. Inoltre, queste cose servono solo a impedire che esca; non \u00e8 detto che\nnon possono prevalere sul fatto che lei voglia entrare, perch\u00e9 allora il Non-Morto \u00e8\ndisperato e deve trovare la linea di minor resistenza, qualunque essa sia.\nche sia. Sar\u00f2 a disposizione tutta la notte, dal tramonto a dopo l'alba,\ne se ci sar\u00e0 qualcosa da imparare, lo imparer\u00f2. Per la signorina\nLucy o da lei, non ho alcun timore; ma quell'altro a cui \u00e8 stato detto che non \u00e8 morta, non ha alcun timore.\nnon \u00e8 morta, ha ora il potere di cercare la sua tomba e di trovare rifugio.\n\u00c8 astuto, come so dal signor Jonathan e dal modo in cui per tutto il tempo ci ha\nci ha ingannato quando ha giocato con noi per la vita della signorina Lucy e noi abbiamo perso.\nLucy e noi abbiamo perso; e in molti modi i Non-Morti sono forti. Ha sempre la forza\nforza nella sua mano di venti uomini; anche noi quattro che abbiamo dato la nostra forza a Miss Lucy\na Miss Lucy \u00e8 tutta per lui. Inoltre, pu\u00f2 evocare il suo lupo e\nNon so cosa. Perci\u00f2, se \u00e8 vero che viene qui in questa notte, trover\u00e0 me.\nmi trover\u00e0; ma nessun altro lo far\u00e0... finch\u00e9 non sar\u00e0 troppo tardi. Ma pu\u00f2 darsi che\nnon tenter\u00e0 di raggiungere il posto. Non c'\u00e8 motivo per cui dovrebbe farlo; il suo\nterreno di caccia \u00e8 pi\u00f9 ricco di selvaggina del cimitero della chiesa dove dormono le\ndonna non morta dorme e l'unico vecchio veglia.\n\n Pertanto scrivo questo in caso.... Prendete le carte che sono con questo,\ni diari di Harker e degli altri, e leggeteli, e poi trovate questo\ngrande Non-Morto e tagliategli la testa e bruciategli il cuore o conficcategli un palo\no conficcargli un paletto, in modo che il mondo possa riposare da lui.\n\n Se \u00e8 cos\u00ec, addio.\n\n VAN HELSING.\n\n\n\nDiario del dottor Seward.\n\n28 settembre... \u00c8 meraviglioso quello che pu\u00f2 fare una buona notte di sonno.\nuna persona. Ieri ero quasi disposto ad accettare le mostruose idee di Van Helsing.\ndi Van Helsing, ma ora mi appaiono come un'offesa al buon senso.\nbuon senso. Non ho dubbi che egli creda a tutto questo. Mi chiedo se la sua\nmente possa essere diventata in qualche modo scardinata. Sicuramente ci deve essere una\nspiegazione razionale di tutte queste cose misteriose. \u00c8 possibile che\nche il professore abbia fatto tutto da solo? \u00c8 cos\u00ec anormalmente intelligente che\nche se andasse fuori di testa realizzerebbe il suo intento di\nqualche idea fissa in modo meraviglioso. Ho paura di pensarlo, e in effetti\nsarebbe una meraviglia quasi uguale all'altra scoprire che Van\nHelsing fosse pazzo; ma in ogni caso lo osserver\u00f2 con attenzione. Potrei ottenere qualche\nluce sul mistero.\n\n       * * * * *\n\n_29 settembre, mattina._.... Ieri sera, poco prima delle dieci,\nArthur e Quincey sono entrati nella stanza di Van Helsing; ci ha detto tutto quello che voleva che facessimo, ma in particolare si \u00e8 rivolto ad Arthur.\nche voleva che facessimo, ma soprattutto rivolgendosi ad Arthur, come se tutte le nostre volont\u00e0\nvolont\u00e0 fossero centrate nella sua. Ha esordito dicendo che sperava che anche noi\ntutti di venire con lui, perch\u00e9, ha detto, c'\u00e8 un grave dovere da compiere\nl\u00ec. Senza dubbio siete rimasti sorpresi dalla mia lettera?  Questa domanda era\ndirettamente a Lord Godalming.\n\n Lo ero. La cosa mi ha un po' turbato. Ci sono stati cos\u00ec tanti problemi\nproblemi a casa mia negli ultimi tempi che potrei farne a meno. Sono stato\ncurioso di sapere cosa intendete. Quincey e io ne abbiamo parlato; ma pi\u00f9 ne parlavamo, pi\u00f9\npi\u00f9 parlavamo e pi\u00f9 eravamo perplessi, tanto che ora posso dire di persona\nche sono quasi fuori di testa per quanto riguarda il significato di qualsiasi cosa.\n\n Anch'io, disse Quincey Morris laconicamente.\n\n Oh, disse il professore, allora siete pi\u00f9 vicini all'inizio, tutti e due, di quanto non lo sia l'amico John.\ndell'amico John, che deve tornare molto indietro prima di poter\narrivare al punto di iniziare.\n\nEra evidente che aveva riconosciuto il mio ritorno al vecchio stato d'animo dubbioso senza che io dicessi una parola.\nmente senza che io dicessi una parola. Poi, rivolgendosi agli altri due, disse\ncon intensa gravit\u00e0:--\n\n Voglio il vostro permesso di fare ci\u00f2 che ritengo opportuno questa sera. \u00c8, lo so, molto\nso che \u00e8 molto da chiedere; e quando saprete cos'\u00e8 che mi propongo di fare saprete, e solo allora, quanto\nsaprete, e solo allora, quanto. Perci\u00f2 posso chiedervi di promettermi\nal buio, in modo che dopo, anche se per un po' di tempo sarete arrabbiati con me.\nnon devo nascondere a me stesso la possibilit\u00e0 che ci\u00f2 avvenga.\nche ci\u00f2 accada - non vi incolperete di nulla.\n\n \u00c8 una cosa franca, in ogni caso, interviene Quincey.  Risponder\u00f2 a nome del professore.\nNon capisco bene la sua deriva, ma giuro che \u00e8 onesto; e questo mi basta.\nabbastanza per me.\n\n Vi ringrazio, signore, ha detto Van Helsing con orgoglio.  Mi sono fatto l'onore di\nonore di annoverarvi tra i miei amici fidati, e tale approvazione mi \u00e8 cara.\na me.  Ha teso una mano, che Quincey ha preso.\n\nAllora Arthur parl\u00f2: --\n\n Dottor Van Helsing, non mi piace affatto comprare un maiale in un poke, come si dice in Scozia.\nin Scozia, e se si tratta di qualcosa in cui il mio onore di gentiluomo\no la mia fede di cristiano, non posso fare una tale promessa.\nSe potete assicurarmi che ci\u00f2 che intendete fare non viola nessuna di queste due cose.\ndi queste due cose, allora do subito il mio consenso; anche se, per quanto mi riguarda, non riesco a capire\nnon riesco a capire dove volete arrivare.\n\n Accetto la vostra limitazione, ha detto Van Helsing, e tutto quello che vi chiedo \u00e8\nche se ritenete necessario condannare un mio atto, prima lo consideriate bene e vi accertiate che non\nprima di tutto lo valutiate bene e vi accertiate che non violi le vostre\nriserve.\n\n D'accordo! disse Arthur; \u00e8 giusto cos\u00ec. E ora che i\ni _pourparlers_ sono finiti, posso chiedere che cosa dobbiamo fare?\n\n Voglio che veniate con me, e che veniate in segreto, al cimitero della chiesa di\nKingstead.\n\nIl volto di Arthur si abbass\u00f2 e disse, con aria stupita: - Non \u00e8 vero che non c'\u00e8 niente da fare, ma non c'\u00e8 niente da fare.\n\n Dove \u00e8 sepolta la povera Lucy?  Il professore si inchin\u00f2. Arthur continu\u00f2:  E\nquando?\n\n Per entrare nella tomba!  Art\u00f9 si alz\u00f2 in piedi.\n\n Professore, dice sul serio o \u00e8 uno scherzo mostruoso? Mi perdoni,\nVedo che fa sul serio.  Si sedette di nuovo, ma vidi che si era\nche era seduto con fermezza e orgoglio, come uno che ha la sua dignit\u00e0. C'era silenzio\nsilenzio finch\u00e9 non chiese di nuovo\n\n E quando nella tomba?\n\n Per aprire la bara.\n\n Questo \u00e8 troppo! disse, rialzandosi con rabbia.  Sono disposto a essere\npazienza in tutte le cose ragionevoli, ma in questa... questa profanazione della tomba...\ndella tomba... di uno che---- Si sent\u00ec quasi soffocare dall'indignazione. Il\nProfessore lo guard\u00f2 con piet\u00e0.\n\n Se potessi risparmiarti un dolore, mio povero amico, disse, Dio sa che lo farei.\nlo farei. Ma questa notte i nostri piedi devono camminare su sentieri spinosi; o pi\u00f9 tardi, e per sempre, i piedi che ami dovranno camminare su sentieri di fiamme!\nper sempre, i piedi che ami dovranno camminare su sentieri di fiamme!\n\nArthur alz\u00f2 lo sguardo con la faccia bianca e disse: - \"Non \u00e8 vero che non c'\u00e8 niente da fare, ma non \u00e8 vero che non c'\u00e8 niente.\n\n Stia bene, signore, stia bene!\n\n Non sarebbe bene ascoltare ci\u00f2 che ho da dire? ha detto Van Helsing.\n E allora conoscerete almeno il limite del mio scopo. Devo andare avanti?\ncontinuare?\n\n Questo \u00e8 abbastanza corretto, si \u00e8 rotto in Morris.\n\nDopo una pausa Van Helsing ha continuato, evidentemente con uno sforzo:--\n\n La signorina Lucy \u00e8 morta, non \u00e8 vero? S\u00ec! Allora non ci pu\u00f2 essere alcun torto nei suoi confronti.\nlei. Ma se non \u00e8 morta----\n\nArthur salt\u00f2 in piedi.\n\n Buon Dio! grid\u00f2.  Che cosa intende dire? C'\u00e8 stato un errore, \u00e8 stata\n\u00e8 stata sepolta viva?  Gemette in un'angoscia che nemmeno la speranza avrebbe potuto\nammorbidire.\n\n Non ho detto che era viva, figlia mia; non l'ho pensato. Non sono andato oltre\noltre a dire che potrebbe essere non morta.\n\n Non morto! Non vivo! Che cosa vuoi dire? \u00c8 tutto un incubo, o cosa\n\u00e8?\n\n Ci sono misteri che gli uomini possono solo intuire e che, di et\u00e0 in et\u00e0, possono risolvere solo in parte.\npossono risolvere solo in parte. Credetemi, ora siamo sull'orlo di uno di questi. Ma\nNon ho finito. Posso tagliare la testa della defunta Miss Lucy?\n\n Cielo e terra, no! grid\u00f2 Arthur in una tempesta di passione.  Per nulla al\nper il mondo intero acconsentir\u00f2 a qualsiasi mutilazione del suo corpo morto. Dottor\nVan Helsing, mi mettete troppo alla prova. Cosa vi ho fatto perch\u00e9 mi torturaste cos\u00ec?\ntorturarmi cos\u00ec? Che cosa ha fatto quella povera, dolce ragazza perch\u00e9 voi vogliate\ngettare un tale disonore sulla sua tomba? Sei pazzo a dire queste cose, o\nsono pazzo ad ascoltarle? Non osare pi\u00f9 pensare a una tale\nprofanazione; non dar\u00f2 il mio consenso a nulla di ci\u00f2 che farete. Ho il dovere di\ndovere di proteggere la sua tomba dall'oltraggio e, per Dio, lo far\u00f2!\nlo far\u00f2!\n\nVan Helsing si \u00e8 alzato da dove era stato seduto per tutto il tempo e ha detto, severamente\ndisse, gravemente e severamente:--\n\n Mio Signore Godalming, anch'io ho un dovere da compiere, un dovere verso gli altri, un dovere verso di voi, un dovere verso i morti.\nverso di voi, un dovere verso i morti; e, per Dio, lo far\u00f2! Tutto ci\u00f2 che vi chiedo\nora \u00e8 che veniate con me, che guardiate e ascoltiate; e se in seguito vi far\u00f2 la stessa richiesta, lo farete.\nse pi\u00f9 tardi vi far\u00f2 la stessa richiesta non sarete pi\u00f9 ansiosi di\ndi me, allora far\u00f2 il mio dovere, qualunque cosa mi sembri.\npossa sembrarmi. E poi, per assecondare i desideri di Vostra Signoria, mi metter\u00f2 a vostra disposizione per\ndi Vostra Signoria, mi metter\u00f2 a vostra disposizione per rendervi conto, quando e dove\nquando e dove vorrete.  La sua voce si spezz\u00f2 un po' e continu\u00f2 con voce piena di piet\u00e0\npiet\u00e0:--\n\n Ma, vi prego, non andate in collera con me. In una lunga vita di\nazioni che spesso non sono state piacevoli da compiere e che a volte mi hanno straziato il cuore, non ho mai avuto un compito cos\u00ec pesante come ora.\nil mio cuore, non ho mai avuto un compito cos\u00ec pesante come ora. Credetemi che se\nse dovesse arrivare il momento di cambiare idea nei miei confronti, uno sguardo da parte tua\nuno sguardo da parte vostra canceller\u00e0 tutta questa ora cos\u00ec triste, perch\u00e9 farei tutto ci\u00f2 che un uomo pu\u00f2\nper salvarti dal dolore. Pensate. Perch\u00e9 dovrei darmi tanto da fare e\ntanto lavoro e tanto dolore? Sono venuto qui dalla mia terra\nper fare ci\u00f2 che posso di buono; dapprima per compiacere il mio amico John, e poi per aiutare una dolce fanciulla\npoi per aiutare una dolce signorina, che ho imparato ad amare. Per lei...\nmi vergogno di dire cos\u00ec tanto, ma lo dico per gentilezza - ho dato ci\u00f2 che tu hai dato\nil sangue delle mie vene; l'ho dato io, che non ero, come voi, il suo amante, ma solo il suo medico e il suo\namante, ma solo il suo medico e il suo amico. Le ho dato le mie notti\ne giorni - prima della morte, dopo la morte; e se la mia morte pu\u00f2 farle del bene\nanche ora, quando \u00e8 la morta non morta, lo avr\u00e0 liberamente.  Egli\ncon un orgoglio molto grave e dolce, e Arthur ne fu molto colpito.\nda ci\u00f2. Prese la mano del vecchio e disse con voce rotta:--\n\n Oh, \u00e8 difficile pensarci e non riesco a capire, ma almeno andr\u00f2 con voi e aspetter\u00f2.\nandr\u00f2 con voi e aspetter\u00f2.\n\n\n\n\nCAPITOLO XVI\n\nDR. DIARIO DI SEWARD--_continuato_\n\n\nMancava un quarto d'ora alle dodici quando entrammo nel cortile della\nciglio della chiesa oltre il muretto. La notte era buia, con sporadici bagliori di luna\ndi luna tra le fessure delle pesanti nuvole che attraversavano il cielo.\ncielo. Ci siamo tenuti tutti in qualche modo vicini, con Van Helsing leggermente\ndavanti mentre guidava la strada. Quando fummo vicini alla tomba guardai bene Arthur, perch\u00e9 temevo che\nArthur, perch\u00e9 temevo che la vicinanza a un luogo carico di un cos\u00ec doloroso ricordo\ndoloroso ricordo lo avrebbe turbato; ma si \u00e8 comportato bene. Ho pensato\nche il mistero stesso di quel procedimento fosse in qualche modo un\nal suo dolore. Il professore apr\u00ec la porta e, vedendo una naturale\nesitazione tra noi per vari motivi, risolse la difficolt\u00e0 entrando per primo.\nentrando per primo. Gli altri ci seguirono ed egli chiuse la porta.\nPoi accese una lanterna scura e indic\u00f2 la bara. Arthur fece un passo\nesitante; Van Helsing mi ha detto:--\n\n Lei era qui con me ieri. Il corpo della signorina Lucy era in quella\nbara?\n\n Cos\u00ec \u00e8 stato.  Il professore si rivolse agli altri dicendo\n\n Voi ascoltate; eppure non c'\u00e8 nessuno che non creda con me.  Egli\nprese il suo cacciavite e tolse di nuovo il coperchio della bara. Art\u00f9\nguardava, molto pallido ma silenzioso; quando il coperchio fu tolto, fece un passo avanti.\navanti. Evidentemente non sapeva che c'era una bara di piombo o, in ogni caso, non ci aveva pensato,\nin ogni caso, non ci aveva pensato. Quando vide la fessura nel piombo,\nil sangue gli afflu\u00ec al viso per un istante, ma altrettanto rapidamente se ne and\u00f2 di nuovo, cos\u00ec che rimase\ndi nuovo, cos\u00ec che \u00e8 rimasto di un biancore spettrale; era ancora silenzioso.\nVan Helsing ha spinto indietro il lembo di piombo, e tutti abbiamo guardato dentro e\ne siamo indietreggiati.\n\nLa bara era vuota!\n\nPer diversi minuti nessuno parl\u00f2. Il silenzio fu rotto da\nQuincey Morris:--\n\n Professore, ho risposto per lei. La sua parola \u00e8 tutto ci\u00f2 che voglio. Non le chiederei\nuna cosa del genere di solito, non la disonorerei cos\u00ec tanto da insinuare un dubbio.\ndubbio; ma questo \u00e8 un mistero che va oltre ogni onore o disonore.\n\u00c8 opera sua?\n\n Vi giuro su tutto ci\u00f2 che ritengo sacro che non l'ho rimossa n\u00e9 toccata.\ntoccato. \u00c8 successo questo: Due notti fa il mio amico Seward e io siamo venuti qui.\nSeward e io siamo venuti qui... a fin di bene, credetemi. Ho aperto quella bara, che\nera stata sigillata e l'abbiamo trovata, come ora, vuota. Abbiamo aspettato e\nabbiamo visto qualcosa di bianco attraversare gli alberi. Il giorno dopo siamo venuti qui di giorno\ngiorno, e lei giaceva l\u00ec. Non \u00e8 vero, amico John?\n\n S\u00ec.\n\n Quella sera eravamo appena in tempo. Mancava ancora un bambino cos\u00ec piccolo,\ne lo ritroviamo, grazie a Dio, incolume tra le tombe. Ieri sono venuto\nqui prima del tramonto, perch\u00e9 al tramonto i non morti possono muoversi. Ho aspettato qui\ntutta la notte fino al sorgere del sole, ma non ho visto nulla. \u00c8 molto probabile che\nche ci\u00f2 fosse dovuto al fatto che avevo messo i morsetti di quelle porte aglio,\nche i Non-Morti non sopportano, e altre cose che rifuggono. Ieri sera\nieri sera non c'\u00e8 stato alcun esodo, cos\u00ec stanotte, prima del tramonto, ho tolto l'aglio e le altre cose.\naglio e altre cose. E cos\u00ec troviamo questa bara vuota. Ma\nseguitemi. Finora ci sono molte cose strane. Aspettate con me\nfuori, non visto e non ascoltato, e cose molto pi\u00f9 strane devono ancora accadere\".\nQuindi - qui chiuse il vetrino scuro della sua lanterna - ora all'esterno.\nApr\u00ec la porta e noi uscimmo, lui arriv\u00f2 per ultimo e chiuse a chiave la\nporta dietro di s\u00e9.\n\nOh! ma sembrava fresco e puro nell'aria della notte dopo il terrore di quel\nquella volta. Com'era dolce vedere le nuvole sfrecciare e i bagliori della luna che passavano\nbagliori della luce lunare tra le nuvole che si incrociavano e passavano...\ncome la gioia e il dolore della vita di un uomo; quanto era dolce respirare l'aria fresca che\nrespirare l'aria fresca, che non aveva il sentore della morte e della decadenza; quanto era\numanizzante vedere l'illuminazione rossa del cielo al di l\u00e0 della collina, e sentire lontano il\nsentire lontano il rombo soffocato che segna la vita di una grande citt\u00e0. Ognuno\na suo modo, era solenne e sopraffatto. Arthur era silenzioso e, come vedevo, si sforzava di\nvedeva che si sforzava di afferrare lo scopo e il significato interiore del mistero.\nmistero. Io stesso ero abbastanza paziente, e mezzo incline a mettere da parte i dubbi e ad accettare le conclusioni di Van Helsing.\ndubbio e ad accettare le conclusioni di Van Helsing. Quincey\nMorris era flemmatico, nel modo di un uomo che accetta tutte le cose e le accetta nello spirito di una fredda\nle accetta in uno spirito di fresco coraggio, con il rischio di tutto ci\u00f2 che ha in gioco.\nrischio. Non potendo fumare, si tagli\u00f2 un bel tappo di tabacco e inizi\u00f2 a masticare.\ntabacco e ha iniziato a masticare. Per quanto riguarda Van Helsing, egli \u00e8 stato impiegato in un\nmodo preciso. Per prima cosa prese dalla sua borsa una massa di quello che sembrava\nbiscotto sottile, simile a un wafer, che era stato accuratamente arrotolato in un tovagliolo bianco.\ntovagliolo bianco; poi ha tirato fuori una doppia manciata di roba biancastra, tipo\npasta o stucco. Sbriciol\u00f2 finemente il wafer e lo lavor\u00f2 nella massa tra le mani.\ntra le mani. Poi la prese e, arrotolandola in strisce sottili, cominci\u00f2 a\nstrisce sottili, cominci\u00f2 a disporle nelle fessure tra la porta e il suo\nporta e la sua collocazione nel sepolcro. Rimasi un po' perplesso e, essendo vicino,\ngli chiesi cosa stesse facendo. Arthur e Quincey si avvicinarono\nanche loro curiosi. Lui rispose:--\n\n Sto chiudendo la tomba, in modo che i non morti non possano entrare.\n\n E quella roba che avete messo l\u00ec servir\u00e0? chiese Quincey.\n Grande Scott! \u00c8 un gioco?\n\n Lo \u00e8.\n\n Che cos'\u00e8 quello che state usando?  Questa volta la domanda \u00e8 stata posta da\nArthur. Van Helsing si \u00e8 sollevato con riverenza il cappello mentre rispondeva:--\n\n L'ospite. L'ho portato da Amsterdam. Ho un'Indulgenza.  \u00c8 stata una\nrisposta che sconvolse i pi\u00f9 scettici, e sentimmo singolarmente che, in presenza di un proposito cos\u00ec serio come quello del professore, una\nche, in presenza di un proposito cos\u00ec serio come quello del Professore, un proposito che poteva\nprofessore, un proposito che poteva usare le cose pi\u00f9 sacre, era impossibile diffidare.\nera impossibile diffidare. In rispettoso silenzio prendemmo i posti assegnati\nassegnati intorno alla tomba, ma nascosti alla vista di chiunque si avvicinasse.\ndi chiunque si avvicinasse. Compiansi gli altri, soprattutto Arthur. Io stesso ero\nero stato appreso dalle mie precedenti visite a quell'orrore che si osservava; eppure io,\nche fino a un'ora prima aveva ripudiato le prove, sentii il mio cuore affondare\ndentro di me. Mai tombe avevano avuto un aspetto cos\u00ec spettralmente bianco; mai cipressi, tassi o ginepri erano stati cos\u00ec\ncipresso, o il tasso, o il ginepro sembravano l'incarnazione di una cupezza funebre; mai un albero o un'erba\nalbero o l'erba si agitavano o frusciavano cos\u00ec minacciosamente; mai un ramo scricchiolava cos\u00ec\nmisteriosamente; e mai l'ululato lontano dei cani ha trasmesso un cos\u00ec triste presagio\ntriste presagio nella notte.\n\nCi fu un lungo periodo di silenzio, un grande vuoto doloroso, e poi dal professore un acuto S-s-s-s!\nProfessore un acuto S-s-s-s!  Indic\u00f2; e in fondo al viale di tassi\nvedemmo avanzare una figura bianca... una figura bianca e fioca, che teneva al petto qualcosa di\nscuro al petto. La figura si ferm\u00f2, e in quel momento un raggio di\nluna cadde sulle masse di nuvole in movimento e mostr\u00f2 in sorprendente\nuna donna dai capelli scuri, vestita con gli abiti della tomba.\nNon riuscimmo a vedere il volto, perch\u00e9 era chino su quello che vedemmo essere un\nbambino dai capelli chiari. Ci fu una pausa e un piccolo grido acuto, come quello di un bambino nel sonno o di un cane.\nun bambino nel sonno, o un cane quando si sdraia davanti al fuoco e sogna. Noi\nstavamo andando avanti, ma la mano ammonitrice del professore, vista da noi mentre si trovava\ndietro un tasso, ci trattenne; poi, mentre guardavamo, la figura bianca si spost\u00f2 di nuovo in avanti.\nfigura bianca si muoveva di nuovo in avanti. Era ormai abbastanza vicina da permetterci di vedere\nchiaramente, e la luce della luna resisteva ancora. Il mio cuore si raffredd\u00f2 come il ghiaccio,\ne sentii il sussulto di Arthur, mentre riconoscevamo i lineamenti di Lucy Westenra.\nLucy Westenra. Lucy Westenra, ma come era cambiata. La dolcezza era\ndolcezza era stata trasformata in crudelt\u00e0 adamantina e spietata, e la purezza in voluttuosa\nvolutt\u00e0. Van Helsing \u00e8 uscito e, obbedendo al suo gesto, siamo avanzati anche noi.\ntutti noi; tutti e quattro ci siamo messi in fila davanti alla porta della tomba.\ntomba. Van Helsing ha alzato la sua lanterna e ha estratto il vetrino; dalla luce concentrata che cadeva sul viso di Lucy.\nluce concentrata che cadeva sul volto di Lucy abbiamo potuto vedere che le labbra\nlabbra erano cremisi di sangue fresco, e che il flusso era colato sul mento e aveva macchiato la purezza del\nmento e aveva macchiato la purezza del suo abito da morto.\n\nRabbrividimmo di orrore. Dalla luce tremolante potevo vedere che persino\nVan Helsing era venuto meno. Arthur era accanto a me, e se non gli avessi afferrato il braccio e\nse non gli avessi afferrato il braccio e non l'avessi sorretto, sarebbe caduto.\n\nQuando Lucy - chiamo la cosa che era davanti a noi Lucy perch\u00e9 portava le sue\nci ha visti, si \u00e8 tirata indietro con un ringhio rabbioso, come quello che fa un gatto\nquando viene preso alla sprovvista; poi i suoi occhi si sono posati su di noi. Gli occhi di Lucy per forma\nLucy nella forma e nel colore; ma gli occhi di Lucy erano impuri e pieni di fuoco infernale, invece di\ngli occhi puri e gentili che conoscevamo. In quel momento il residuo del mio amore\npass\u00f2 all'odio e alla ripugnanza; se poi fosse stata uccisa, avrei potuto farlo con\nl'avrei fatto con selvaggio piacere. Mentre guardava, i suoi occhi sfavillavano di luce empia\nluce, e il viso si avvolse in un sorriso voluttuoso. Oh, Dio,\ncome mi faceva rabbrividire vederlo! Con un movimento noncurante, gett\u00f2 a terra\na terra, insensibile come un demonio, il bambino che fino a quel momento aveva\nstrenuamente al petto, ringhiando come un cane ringhia per un osso.\nper un osso. Il bambino emise un grido acuto e rimase a terra gemendo. C'era\nsangue freddo in quell'atto che strapp\u00f2 un gemito ad Art\u00f9; quando\nQuando la donna si avvicin\u00f2 a lui con le braccia tese e un sorriso sfrenato, egli cadde\ne si nascose il viso tra le mani.\n\nTuttavia, avanz\u00f2 ancora e con una grazia languida e voluttuosa,\ndisse:--\n\n Vieni da me, Arthur. Lascia questi altri e vieni da me. Le mie braccia sono\naffamate di te. Vieni, e potremo riposare insieme. Vieni, marito mio, vieni!\n\nC'era qualcosa di diabolicamente dolce nei suoi toni - qualcosa come il tintinnio del vetro quando viene colpito - che risuonava nel cervello anche di noi.\ndi vetro quando viene colpito, che risuonava nei cervelli anche di noi che\ndi noi che avevamo sentito le parole rivolte a un altro. Quanto ad Arthur, sembrava sotto\nun incantesimo; spostando le mani dal viso, spalanc\u00f2 le braccia. Lei\nstava saltando verso di loro, quando Van Helsing \u00e8 scattato in avanti e ha tenuto tra le due\ntra loro il suo piccolo crocifisso d'oro. La donna si \u00e8 ritratta e, con il volto improvvisamente distorto, pieno di rabbia, si \u00e8\nvolto improvvisamente distorto e pieno di rabbia, gli \u00e8 passata davanti come per entrare nella tomba.\nnella tomba.\n\nQuando si trov\u00f2 a un paio di metri dalla porta, per\u00f2, si ferm\u00f2, come se fosse stata\ncome se fosse stata arrestata da una forza irresistibile. Poi si gir\u00f2 e il suo volto fu\nil suo volto \u00e8 stato mostrato dalla chiara esplosione della luce lunare e dalla lampada, che ora non ha pi\u00f9\nnervi di ferro di Van Helsing. Non ho mai visto una tale sconcertante\nmalizia su un volto; e mai pi\u00f9, confido, ne vedr\u00f2 una simile da parte di\nocchi mortali. Il bel colore \u00e8 diventato livido, gli occhi sembravano lanciare\nscintille di fuoco infernale, le sopracciglia erano corrugate come se le pieghe della carne fossero\ndella carne fossero le spire dei serpenti di Medusa, e la bella bocca sporca di sangue\nbocca macchiata di sangue diventava un quadrato aperto, come nelle maschere passionali dei greci e dei giapponesi.\ngreci e giapponesi. Se mai un volto significasse morte, se gli sguardi potessero uccidere, lo vedemmo in quel momento.\nuccidere, lo vedemmo in quel momento.\n\nE cos\u00ec per mezzo minuto, che le parve un'eternit\u00e0, rimase tra il crocifisso sollevato e la chiusura sacra del suo mezzo di comunicazione.\ntra il crocifisso sollevato e la sacra chiusura della sua via d'accesso.\nd'ingresso. Van Helsing ha rotto il silenzio chiedendo ad Arthur:--\n\n Rispondimi, o amico mio! Devo procedere nel mio lavoro?\n\nArthur si gett\u00f2 in ginocchio e si nascose il viso tra le mani, mentre rispondeva\nrispose:--\n\n Fai come vuoi, amico, fai come vuoi. Non ci sar\u00e0 mai pi\u00f9 un orrore come\nquesto mai pi\u00f9; e gemette in spirito. Quincey e io\nci muovemmo contemporaneamente verso di lui e gli prendemmo le braccia. Sentimmo il ticchettio della\ntare la lanterna che si chiudeva mentre Van Helsing la teneva abbassata; avvicinandosi alla tomba, ha cominciato a togliere\nvicino alla tomba, ha cominciato a togliere dalle fessure alcuni dei sacri\nemblema sacro che vi aveva posto. Tutti guardavamo inorriditi\nstupore mentre vedevamo, quando si \u00e8 allontanato, la donna, con un corpo corporeo\ncorpo reale in quel momento come il nostro, passare attraverso l'interstizio\ndove a malapena sarebbe potuta passare una lama di coltello. Tutti noi provammo un lieto senso di\nsollievo quando vedemmo il professore ripristinare con calma i fili di stucco\nai bordi della porta.\n\nQuando questo fu fatto, sollev\u00f2 il bambino e disse:\n\n Suvvia, amici miei, non possiamo fare di pi\u00f9 fino a domani. C'\u00e8 un\nfunerale a mezzogiorno, per cui verremo tutti qui prima di molto tempo dopo. Gli\namici del morto se ne andranno tutti alle due, e quando il sacrestano chiuder\u00e0 il cancello\nil cancello, noi resteremo. Poi c'\u00e8 altro da fare; ma non come questo di\nstanotte. Per quanto riguarda il piccolo, non \u00e8 grave, e domani sera star\u00e0 bene.\nnotte star\u00e0 bene. Lo lasceremo dove la polizia lo trover\u00e0, come l'altra sera.\ncome l'altra sera; e poi a casa.  Avvicinandosi ad Arthur,\ndisse:--\n\n Amico Arthur, hai avuto una prova dolorosa; ma dopo, quando ti guarderai indietro, vedrai come era necessaria.\nindietro, vedrai come era necessario. Ora sei nelle acque amare\nacque amare, figlio mio. Domani a quest'ora, grazie a Dio, le avrai superate e avrai bevuto le acque dolci.\nle avrai superate e avrai bevuto le acque dolci; quindi non piangere\ntroppo. Fino ad allora non ti chieder\u00f2 di perdonarmi.\n\nArthur e Quincey vennero a casa con me, e cercammo di rallegrarci a vicenda\ndurante il tragitto. Avevamo lasciato il bambino al sicuro ed eravamo stanchi; cos\u00ec dormimmo tutti con pi\u00f9 o meno\ndormito con pi\u00f9 o meno realt\u00e0 di sonno.\n\n       * * * * *\n\nPoco prima delle dodici noi tre - Arthur, Quincey Morris e io - chiamammo il professore,\nQuincey Morris e io, chiamammo il professore. Era strano notare che\nnotare che di comune accordo avevamo indossato tutti abiti neri. Naturalmente\nNaturalmente Arthur indossava il nero, perch\u00e9 era in lutto, ma gli altri lo indossavano per istinto.\nnoi lo indossavamo per istinto. Arrivammo al cimitero per l'una e mezza, e\ne passeggiammo, tenendoci lontani dall'osservazione ufficiale, in modo che quando i becchini\nbecchini avevano terminato il loro compito e il sacrestano, credendo che tutti se ne fossero andati, aveva chiuso\nche tutti se ne fossero andati, aveva chiuso il cancello, avevamo il posto tutto per noi.\nnoi stessi. Van Helsing, al posto della sua piccola borsa nera, aveva con s\u00e9 una\nlunga di cuoio, qualcosa di simile a una borsa da cricket; era chiaramente di\npeso.\n\nQuando fummo soli e sentimmo l'ultimo rumore di passi che si spegneva sulla\nstrada, seguimmo silenziosamente, e come per ordine, il\nprofessore fino alla tomba. Apr\u00ec la porta, entrammo e la chiudemmo dietro di noi.\ndietro di noi. Poi prese dalla sua borsa la lanterna, che accese, e anche\ndue candele di cera che, una volta accese, incastr\u00f2, sciogliendo le proprie\nsu altre bare, in modo che dessero luce sufficiente per lavorare.\nper lavorare. Quando sollev\u00f2 di nuovo il coperchio della bara di Lucy, guardammo tutti - Arthur che tremava come un pioppo -.\nArthur che tremava come un pioppo - e vedemmo che il corpo giaceva l\u00ec in tutta la sua\nbellezza della morte. Ma non c'era amore nel mio cuore, nient'altro che\ndisgusto per quella Cosa immonda che aveva preso le sembianze di Lucy senza la sua\nanima. Vedevo persino il volto di Arthur diventare duro mentre guardava. A un certo punto\ndisse a Van Helsing:--\n\n Si tratta davvero del corpo di Lucy o solo di un demone con le sue sembianze?\n\n \u00c8 il suo corpo, eppure non \u00e8 quello. Ma aspettate un po' e la vedrete tutti\ncome era ed \u00e8.\n\nSembrava un incubo di Lucy mentre giaceva l\u00ec; i denti aguzzi,\nla bocca voluttuosa e macchiata di sangue - che faceva rabbrividire a vedere\nl'intero aspetto carnale e non spirituale, che sembrava un\ndiabolica presa in giro della dolce purezza di Lucy. Van Helsing, con la sua solita\nmetodicit\u00e0, ha iniziato a prendere i vari contenuti dalla sua borsa e a\ne li ha messi a disposizione per l'uso. Per prima cosa ha tirato fuori un saldatore e del\nsaldatore e un po' di stagno per idraulica, poi una piccola lampada a olio che, accesa in un angolo della tomba, sprigionava un gas che\nin un angolo della tomba, un gas che bruciava a fuoco vivo con una fiamma blu.\npoi i suoi coltelli da lavoro, che mise a portata di mano, e infine un paletto di legno\nlegno rotondo, spesso due centimetri e mezzo o tre e lungo circa un metro e mezzo.\nun metro e mezzo di lunghezza. Una delle sue estremit\u00e0 era stata indurita dalla carbonizzazione nel fuoco e\ne affilato fino a diventare una punta sottile. Con questo paletto veniva fornito un martello pesante, come quello\ncome quello che si usa nelle case per rompere le zolle di carbone. Per\nPer me, i preparativi di un medico per un lavoro di qualsiasi tipo sono stimolanti e\nma l'effetto di queste cose su Arthur e Quincey fu quello di provocare una sorta di\ndi causare una sorta di costernazione. Entrambi, tuttavia, mantennero il loro\ncoraggio e rimasero silenziosi e tranquilli.\n\nQuando tutto fu pronto, Van Helsing disse:--\n\n Prima di fare qualsiasi cosa, permettetemi di dirvi questo: \u00e8 dalla tradizione e dall'esperienza degli antichi e di tutti coloro che hanno studiato i poteri\nesperienza degli antichi e di tutti coloro che hanno studiato i poteri dei non morti.\ndei non morti. Quando diventano tali, il cambiamento comporta la maledizione dell'immortalit\u00e0.\nmaledizione dell'immortalit\u00e0; non possono morire, ma devono continuare ad andare avanti, et\u00e0 dopo et\u00e0\naggiungendo nuove vittime e moltiplicando i mali del mondo, perch\u00e9 tutti coloro che\nmorti a causa della preda dei Non-Morti diventano essi stessi Non-Morti e predano\ne predano i loro simili. E cos\u00ec il cerchio continua ad allargarsi sempre di pi\u00f9, come le\nincrespature di un sasso gettato nell'acqua. Amico Arthur, se avessi incontrato\nquel bacio che conosci prima che la povera Lucy morisse; o ancora, la scorsa notte\nquando le hai aperto le braccia, avresti fatto in tempo, una volta morto,\nsareste diventato un _nosferatu_, come lo chiamano nell'Europa dell'Est, e avreste fatto per sempre\nper tutto il tempo, un altro di quei non-morti che ci riempiono di orrore.\nLa carriera di questa infelice signora \u00e8 appena iniziata. Quei\nbambini di cui ha succhiato il sangue non sono ancora in condizioni peggiori; ma se lei continua a vivere\nse lei continua a vivere, non-morta, sempre pi\u00f9 perdono il loro sangue e per il suo\npotere su di loro si avvicinano a lei; e cos\u00ec lei spilla il loro sangue con quella\nbocca cos\u00ec malvagia. Ma se muore in verit\u00e0, allora tutto cessa; le minuscole\nferite della gola scompaiono, ed essi tornano ai loro spettacoli\nsenza mai sapere ci\u00f2 che \u00e8 stato. Ma il pi\u00f9 benedetto di tutti, quando\nquando questo Non-Morto sar\u00e0 fatto riposare come un vero morto, allora l'anima della povera signora che amiamo\nsignora che amiamo sar\u00e0 di nuovo libera. Invece di operare la malvagit\u00e0 di notte\ndi notte e di giorno di svilirsi sempre di pi\u00f9 nell'assimilazione di essa, essa\nprender\u00e0 il suo posto con gli altri Angeli. Cos\u00ec, amico mio, sar\u00e0 una mano\nsar\u00e0 una mano benedetta per lei a sferrare il colpo che la liberer\u00e0.\nSono disposto a farlo; ma non c'\u00e8 nessuno tra noi che abbia un diritto migliore?\ndiritto? Non sar\u00e0 forse una gioia pensare al futuro nel silenzio della\nnotte, quando il sonno non c'\u00e8:  \u00c8 stata la mia mano a mandarla alle stelle; \u00e8 stata la mano di colui che l'ha amata.\n\u00e8 stata la mano di colui che l'ha amata di pi\u00f9; la mano che tra tutte avrebbe\navrebbe scelto, se fosse stata lei a scegliere?  Ditemi se c'\u00e8\nuno simile tra noi?\n\nTutti guardammo Arthur. Anche lui vide, come tutti noi, l'infinita gentilezza che suggeriva\ngentilezza che suggeriva che la sua doveva essere la mano che avrebbe restituito\nLucy come un ricordo sacro e non empio; si fece avanti e disse coraggiosamente, anche se la sua mano tremava e il suo viso era pallido come un bambino.\ndisse coraggiosamente, anche se la sua mano tremava e il suo viso era pallido come la neve: \"Non \u00e8 vero.\nneve:--\n\n Mio vero amico, dal profondo del mio cuore spezzato ti ringrazio. Dimmi\ncosa devo fare, e non esiter\u00f2!  Van Helsing gli ha posato una mano sulla\nspalla e ha detto:--\n\n Ragazzo coraggioso! Un attimo di coraggio ed \u00e8 fatta. Questo paletto deve essere\nconficcato in lei. Sar\u00e0 una prova spaventosa - non illudetevi su questo - ma sar\u00e0 solo per poco tempo.\nma sar\u00e0 di breve durata, e allora gioirete pi\u00f9 di quanto il vostro dolore sia stato grande.\ndi quanto sia stato grande il vostro dolore; da questa lugubre tomba uscirete come se\ncome se aveste calpestato l'aria. Ma non dovete esitare quando avete iniziato. Solo\npensare che noi, i tuoi veri amici, ti siamo vicini e che preghiamo per te.\nper te in ogni momento.\n\n Vai avanti, disse Arthur rauco.  Dimmi cosa devo fare.\n\n Prendete questo paletto nella mano sinistra, pronto a posizionare la punta sul cuore, e il martello nella destra.\ncuore, e il martello nella destra. Poi, quando inizieremo la preghiera per i\nper i morti - lo legger\u00f2 io, ho qui il libro, e gli altri lo seguiranno - colpisci nel nome di Dio, affinch\u00e9 tutto vada bene per i morti.\ncolpire in nome di Dio, affinch\u00e9 tutto vada bene per i morti che amiamo e per i non morti.\nche amiamo e che i non morti passino.\n\nArt\u00f9 prese il paletto e il martello e, quando si mise in testa di agire, le sue mani non tremarono e nemmeno tremarono.\nall'azione, le sue mani non hanno mai tremato, n\u00e9 tantomeno hanno tremato. Van Helsing ha aperto\nil suo messale e ha cominciato a leggere, e Quincey e io abbiamo seguito come potevamo.\npossibile. Arthur pose la punta sul cuore, e mentre guardavo potevo vedere\nvedere il suo segno nella carne bianca. Poi ha colpito con tutta la sua forza.\n\nLa Cosa nella bara si contorceva; e un orrendo stridore di sangue\ndalle labbra rosse aperte. Il corpo si scuoteva, fremeva e si contorceva\nin contorsioni selvagge; i denti bianchi e affilati si stringevano fino a tagliare le labbra e la bocca si imbrattava di sangue.\nlabbra erano tagliate e la bocca era imbrattata di una schiuma cremisi. Ma Art\u00f9\nnon vacill\u00f2 mai. Sembrava una figura di Thor, mentre il suo braccio\nsi alzava e si abbassava, spingendo sempre pi\u00f9 in profondit\u00e0 il paletto della misericordia, mentre\nil sangue del cuore trafitto sgorgava e sgorgava intorno ad esso. Il suo\nIl suo volto era sereno e l'alto dovere sembrava risplendere; la sua vista ci dava coraggio e le nostre voci sembravano\nci dava coraggio, tanto che le nostre voci sembravano risuonare nella piccola\nvolta.\n\nE poi il contorcersi e il fremere del corpo si attenuarono, i denti sembravano\ndenti sembravano battere e il volto fremere. Infine rimase immobile. Il\nterribile compito era finito.\n\nIl martello cadde dalla mano di Arthur. Si \u00e8 trascinato e sarebbe caduto se non l'avessimo\nse non l'avessimo afferrato. Grosse gocce di sudore gli sgorgarono dalla fronte,\ne il suo respiro si faceva affannoso. Era stato davvero uno sforzo terribile\ne se non fosse stato costretto al suo compito da considerazioni pi\u00f9 che umane.\nconsiderazioni pi\u00f9 che umane, non avrebbe mai potuto portarlo a termine. Per alcuni\nminuti fummo cos\u00ec presi da lui che non guardammo verso la bara.\nbara. Quando lo facemmo, per\u00f2, un mormorio di stupore corse da uno all'altro di noi.\nl'uno all'altro di noi. Guardammo cos\u00ec intensamente che Arthur si alz\u00f2, perch\u00e9 era stato\nseduto a terra, e venne a guardare anche lui; poi una lieta e strana luce si accese sul suo volto e lo distolse,\nstrana luce sul suo volto e dissip\u00f2 del tutto la cupezza dell'orrore che lo avvolgeva.\norrore che lo avvolgeva.\n\nL\u00ec, nella bara, non giaceva pi\u00f9 la cosa ripugnante che avevamo tanto temuto e odiato.\ne odiato che l'opera della sua distruzione era stata ceduta come un\nprivilegio a chi ne aveva pi\u00f9 diritto, ma Lucy come l'avevamo vista in vita, con il suo volto di ineguagliabile dolcezza e purezza.\nvita, con il suo volto di ineguagliabile dolcezza e purezza. \u00c8 vero che\nc'erano, come le avevamo viste in vita, le tracce della cura, del dolore e dello spreco.\ndolore e spreco; ma queste erano tutte care a noi, perch\u00e9 segnavano la sua verit\u00e0\na ci\u00f2 che conoscevamo. Tutti sentivamo che la santa calma che si stendeva come un sole sul\nsole sul volto e sulle forme sciupate era solo un segno e un simbolo terreno della calma che\nsimbolo della calma che avrebbe regnato per sempre.\n\nVan Helsing si avvicin\u00f2, pos\u00f2 la mano sulla spalla di Art\u00f9 e gli disse\nlui:--\n\n E ora, Arthur, amico mio, caro ragazzo, non sono forse perdonato?\n\nLa reazione alla terribile tensione avvenne quando prese la mano del vecchio nella sua\ne, portandola alle labbra, la premette e disse: --\n\n Perdonato! Dio vi benedica perch\u00e9 avete ridato alla mia cara la sua anima,\ne a me la pace.  Mise le mani sulla spalla del professore e, posando la testa sul suo petto, pianse per un po' in silenzio.\ntesta sul suo petto, pianse per un po' di tempo in silenzio, mentre noi stavamo\nimmobili. Quando ha alzato la testa Van Helsing gli ha detto:--\n\n E ora, figlia mia, puoi baciarla. Bacia le sue labbra morte, se vuoi, come\nlei vorrebbe che tu lo facessi, se fosse lei a scegliere. Perch\u00e9 non \u00e8 un diavolo sorridente\ndiavolo ghignante, non \u00e8 pi\u00f9 una cosa immonda per l'eternit\u00e0. Non \u00e8 pi\u00f9\nla non-morte del diavolo. \u00c8 la vera morta di Dio, la cui anima \u00e8 con Lui!\n\nArthur si chin\u00f2 e la baci\u00f2, poi mandammo lui e Quincey fuori dalla tomba.\nIl professore e io segammo la cima del paletto, lasciandone la punta nel corpo.\ndi esso nel corpo. Poi tagliammo la testa e riempimmo la bocca di\naglio. Saldammo la bara di piombo, avvitammo il coperchio,\ne, raccogliendo le nostre cose, ce ne andammo. Quando il professore chiuse la porta\nla porta, diede la chiave ad Arthur.\n\nFuori l'aria era dolce, il sole splendeva, gli uccelli cantavano e sembrava che tutta la natura fosse\nsembrava che tutta la natura fosse sintonizzata su un'altra tonalit\u00e0. C'era\ngioia e allegria e pace dappertutto, perch\u00e9 noi stessi eravamo a riposo\nper un motivo solo, ed eravamo felici, anche se con una gioia temperata.\n\nPrima di partire Van Helsing ha detto: --\n\n Ora, amici miei, una fase del nostro lavoro \u00e8 stata compiuta, la pi\u00f9 straziante per noi stessi.\nper noi stessi. Ma resta un compito ancora pi\u00f9 grande: scoprire l'autore\ndi tutto questo nostro dolore e di eliminarlo. Ho degli indizi che possiamo\nseguire; ma \u00e8 un compito lungo e difficile, e c'\u00e8 pericolo e dolore.\ne dolore. Non mi aiutate tutti? Abbiamo imparato a credere, tutti\ntutti noi, non \u00e8 cos\u00ec? E poich\u00e9 \u00e8 cos\u00ec, non vediamo il nostro dovere? S\u00ec! E non promettiamo\nnon promettiamo di andare avanti fino alla fine?\n\nOgnuno di noi, a turno, gli prese la mano e la promessa fu fatta. Poi disse il\nProfessore mentre ci allontanavamo\n\n Tra due sere vi incontrerete con me e cenerete insieme alle sette di sera con l'amico John.\ndi orologio con l'amico John. Chieder\u00f2 ad altri due, che ancora non conoscete.\nche ancora non conoscete; e sar\u00f2 pronto a mostrare il nostro lavoro e a svelare i nostri piani.\nsi svolgeranno. Amico John, vieni con me a casa, perch\u00e9 ho molte cose da consultare e tu puoi aiutarmi.\ne tu puoi aiutarmi. Questa sera parto per Amsterdam, ma torner\u00f2 domani sera.\nritorno domani sera. E allora inizier\u00e0 la nostra grande ricerca. Ma prima\nprima avr\u00f2 molto da dire, affinch\u00e9 tu sappia cosa c'\u00e8 da fare e da temere.\nPoi ci faremo di nuovo la promessa, perch\u00e9 ci aspetta un compito\nterribile compito che ci attende, e una volta che i nostri piedi sono sul vomere non dobbiamo\nnon dobbiamo tirarci indietro.\n\n\n\n\nCAPITOLO XVII\n\nDR. DIARIO DI SEWARD--_continuato_\n\n\nQuando siamo arrivati al Berkeley Hotel, Van Helsing ha trovato un telegramma che lo aspettava.\nche lo aspettava:--\n\n      Sto arrivando in treno. Jonathan a Whitby. Notizie importanti.\n     HARKER.\n\nIl professore ne fu entusiasta.  Ah, quella meravigliosa Madam Mina, disse,\n perla tra le donne! Lei arriva, ma io non posso restare. Deve andare a casa tua\ncasa, amico John. Devi incontrarla alla stazione. Telegrafatele il _viaggio_, in modo che possa essere\nstrada, in modo che possa essere preparata.\n\nQuando il telegramma fu spedito, bevve una tazza di t\u00e8, durante la quale mi parl\u00f2 di un diario tenuto da Jonathan Harker quando era all'estero.\ndi un diario tenuto da Jonathan Harker quando era all'estero e me ne diede una copia dattiloscritta, cos\u00ec come il diario della signora Harker a Whitby.\ndattiloscritto, e anche del diario della signora Harker a Whitby.  Prendili, mi disse, e\ndisse, e studiateli bene. Quando sar\u00f2 tornato sarete padroni di tutti i fatti\ntutti i fatti, e allora potremo iniziare meglio la nostra indagine. Teneteli al sicuro, perch\u00e9\ncustodirli, perch\u00e9 in essi c'\u00e8 molto di prezioso. Avrete bisogno di tutta la vostra\nfede, anche a voi che avete vissuto un'esperienza come quella di oggi. Ci\u00f2 che\nquello che \u00e8 stato raccontato, pos\u00f2 la mano pesantemente e gravemente sul pacchetto di carte mentre parlava, pu\u00f2 essere l'inizio della fine per voi.\nmentre parlava, potrebbe essere l'inizio della fine per voi, per me e per molti altri.\nper voi e per me e per molti altri; oppure potrebbe suonare il campanello dei non morti che camminano sulla terra.\nterra. Leggete tutto, vi prego, con la mente aperta; e se potete aggiungere qualcosa in\nin qualche modo alla storia qui raccontata, fatelo, perch\u00e9 \u00e8 di grande importanza. Avete\ntenuto un diario di tutte queste cose cos\u00ec strane; non \u00e8 cos\u00ec? S\u00ec! Allora le ripercorreremo insieme\nle ripercorreremo insieme quando ci incontreremo\".  Poi si prepar\u00f2\nper la partenza e poco dopo part\u00ec per Liverpool Street. I\na Paddington, dove arrivai circa quindici minuti prima dell'arrivo del treno.\ndell'arrivo del treno.\n\nLa folla si \u00e8 dissolta, secondo il modo di fare frenetico comune alle piattaforme d'arrivo.\ne stavo iniziando a sentirmi a disagio, per paura di perdere il mio\nquando una ragazza dal viso dolce e dall'aspetto grazioso si avvicin\u00f2 a me e, dopo un rapido sguardo, disse\ndopo una rapida occhiata, disse:  Dottor Seward, non \u00e8 vero?\n\n E lei \u00e8 la signora Harker!  risposi subito; al che lei mi tese la mano.\nla mano.\n\n Vi conoscevo dalla descrizione della povera e cara Lucy; ma---- Si ferm\u00f2 di colpo e un rapido rossore le attravers\u00f2 il viso.\nall'improvviso, e un rapido rossore le copr\u00ec il viso.\n\nIl rossore che sal\u00ec sulle mie guance in qualche modo ci mise entrambi a nostro agio, perch\u00e9 era una tacita risposta alla sua.\nera una tacita risposta alla sua. Presi il suo bagaglio, che comprendeva una\nmacchina da scrivere, e prendemmo la metropolitana fino a Fenchurch Street, dopo che avevo\ndopo aver inviato un telegramma alla mia governante per far preparare subito un salotto e una camera da letto per Mrs.\ne una camera da letto per la signora Harker.\n\nA tempo debito arrivammo. Sapeva, ovviamente, che quel posto era un manicomio.\nmanicomio, ma vidi che non riusc\u00ec a reprimere un brivido quando entrammo.\nquando entrammo.\n\nMi disse che, se avesse potuto, sarebbe venuta di l\u00ec a poco nel mio studio, in quanto\naveva molto da dire. Cos\u00ec sono qui a finire di scrivere il mio diario fonografico mentre\ndiario fonografico mentre la aspetto. Non ho ancora avuto modo di guardare i documenti che Van Helsing ha lasciato\ndi guardare le carte che Van Helsing mi ha lasciato, anche se sono aperte davanti a me.\nme. Devo fare in modo che si interessi a qualcosa, in modo da avere l'opportunit\u00e0 di leggerli.\ndi leggerli. Non sa quanto sia prezioso il tempo, n\u00e9\nquanto sia prezioso il tempo, n\u00e9 quale sia il compito che abbiamo in mano. Devo fare attenzione a non spaventarla. Ecco\n\u00e8!\n\n\nIl diario di Mina Harker.\n\n_29 settembre._--Dopo essermi messa in ordine, sono scesa nello studio del dottor Seward.\nSeward. Sulla porta mi sono soffermata un attimo, perch\u00e9 mi sembrava di averlo sentito parlare con qualcuno.\ncon qualcuno. Siccome per\u00f2 mi aveva esortato a fare presto, bussai alla porta.\ne quando mi chiam\u00f2: \"Entra\", entrai.\n\nCon mia grande sorpresa, non c'era nessuno con lui. Era completamente solo,\ne sul tavolo di fronte a lui c'era quello che, dalla descrizione, capii subito essere un fonografo.\ndescrizione che si trattava di un fonografo. Non ne avevo mai visto uno ed ero molto\ninteressato.\n\n Spero di non avervi fatto aspettare, dissi; ma sono rimasta alla porta\nperch\u00e9 vi ho sentito parlare e ho pensato che ci fosse qualcuno con voi.\n\n Oh, rispose sorridendo, stavo solo inserendo il mio diario.\n\n Il tuo diario?  Gli chiesi sorpreso.\n\n S\u00ec, ha risposto.  Lo tengo in questo.  Mentre parlava, pos\u00f2 la mano sul\nsul fonografo. Mi sentii piuttosto eccitato e sbottai: --\n\n Questo batte persino la stenografia! Posso sentirlo dire qualcosa?\n\n Certamente, rispose con alacrit\u00e0, e si alz\u00f2 per metterlo in formazione\nper parlare. Poi si ferm\u00f2 e un'espressione turbata gli attravers\u00f2 il volto.\n\n Il fatto \u00e8, esord\u00ec goffamente, che ci tengo solo il mio diario; e siccome \u00e8 interamente - quasi interamente - sui miei casi, pu\u00f2 essere imbarazzante...\n\u00e8 interamente, o quasi, sui miei casi, pu\u00f2 essere imbarazzante, cio\u00e8...\nCio\u00e8, io... ---- Si ferm\u00f2 e io cercai di aiutarlo a uscire dall'imbarazzo.\nimbarazzo:--\n\n Avete aiutato ad assistere la cara Lucy alla fine. Fatemi sapere come \u00e8 morta;\nper tutto quello che so di lei, le sar\u00f2 molto grata. Era molto, molto\ncara a me.\n\nCon mia grande sorpresa, rispose, con un'espressione di orrore in volto:--\n\n Dirvi della sua morte? Non per il mondo intero!\n\n Perch\u00e9 no?  chiesi, perch\u00e9 un sentimento grave e terribile mi stava assalendo.\nFece un'altra pausa e vidi che stava cercando di inventare una scusa.\nAlla fine balbett\u00f2: --\n\n Vede, non so come scegliere una parte particolare del diario.\ndiario.  Mentre parlava gli venne un'idea, e disse\ncon inconsapevole semplicit\u00e0, con una voce diversa e con la voce na\ndi un bambino:  \u00c8 proprio vero, sul mio onore. Onesto indiano!  Non potevo\nnon potevo che sorridere, al che lui fece una smorfia.  Quella volta mi sono tradito!\ndisse.  Ma sapete che, nonostante abbia tenuto il diario per mesi, non mi \u00e8 mai venuto in mente\nmesi passati, non mi \u00e8 mai venuto in mente come avrei fatto a trovare una particolare\nparte di esso nel caso in cui avessi voluto consultarlo?  Ormai avevo capito che\nche il diario di un medico che aveva assistito Lucy potesse avere\nqualcosa da aggiungere alla somma delle nostre conoscenze su quell'Essere terribile, e\ndissi con coraggio:--\n\n Allora, dottor Seward, \u00e8 meglio che me lo faccia ricopiare dalla mia\nmacchina da scrivere.  Mentre diceva, il suo pallore diventava decisamente mortale...\n\n No! No! No! Per tutto il mondo, non vi far\u00f2 sapere questa terribile\nstoria!\n\nPoi \u00e8 stato terribile: la mia intuizione era giusta! Per un attimo pensai,\ne mentre i miei occhi spaziavano per la stanza, cercando inconsciamente qualcosa o\no di un'opportunit\u00e0 che mi aiutasse, si accesero su un grande gruppo di dattiloscritti sul\ntavolo. I suoi occhi colsero lo sguardo dei miei e, senza pensarci,\nsegu\u00ec la loro direzione. Quando videro il pacco cap\u00ec il mio intento.\n\n Non mi conosci, ho detto.  Quando avr\u00e0 letto quei documenti - il mio diario e quello di mio marito\ndiario e anche quello di mio marito, che ho battuto a macchina, mi conoscerai meglio.\nmeglio. Non ho esitato a dare ogni pensiero del mio cuore a questa causa.\nquesta causa; ma, naturalmente, non mi conoscete ancora e non devo aspettarmi che vi fidiate di me fino a questo punto.\naspettarsi che vi fidiate di me fino a questo punto.\n\n\u00c8 certamente un uomo di nobile natura; la povera cara Lucy aveva ragione su di lui.\nsu di lui. Si alz\u00f2 e apr\u00ec un grande cassetto, nel quale erano disposti in ordine\nun certo numero di cilindri cavi di metallo ricoperti di cera scura, e disse\ndisse:--\n\n Ha ragione. Non mi fidavo di voi perch\u00e9 non vi conoscevo.\nMa ora ti conosco; e lasciami dire che avrei dovuto conoscerti molto tempo fa.\nda tempo. So che Lucy vi ha parlato di me; anche lei mi ha parlato di voi. Che io possa fare\nl'unica espiazione in mio potere? Prendete i cilindri e ascoltateli.\nprima mezza dozzina di essi sono personali per me, e non ti faranno inorridire; allora mi conoscerai meglio.\nallora mi conoscerete meglio. A quel punto la cena sar\u00e0 pronta. Nel frattempo\nNel frattempo rilegger\u00f2 alcuni di questi documenti e sar\u00f2 in grado di capire meglio\ncapire meglio certe cose\".  Port\u00f2 lui stesso il fonografo\nnel mio salotto e lo ha regolato per me. Ora imparer\u00f2 qualcosa di\npiacevole, ne sono certa; perch\u00e9 mi racconter\u00e0 l'altro lato di un episodio di vero amore\ndi cui conosco gi\u00e0 un lato....\n\n\nDiario del dottor Seward.\n\n_29 settembre._--Sono stato cos\u00ec assorbito da quel meraviglioso diario di Jonathan\nHarker e l'altro di sua moglie che ho lasciato che il tempo scorresse senza\npensare. La signora Harker non era ancora scesa quando la cameriera venne ad annunciare la cena.\ncena, cos\u00ec dissi:  Forse \u00e8 stanca; lasciamo che la cena aspetti un'ora\".\nContinuai il mio lavoro. Avevo appena finito di scrivere il diario della signora Harker, quando\nHarker, quando entr\u00f2. Aveva un aspetto dolcemente grazioso, ma molto triste e gli occhi arrossati dal pianto.\narrossati dal pianto. Questo mi commosse molto. Negli ultimi tempi ho avuto\nmotivo di piangere, Dio solo lo sa! ma il sollievo di queste lacrime mi era negato, e\nora la vista di quegli occhi dolci, illuminati dalle lacrime recenti, mi\nmi arrivava dritta al cuore. Cos\u00ec dissi, il pi\u00f9 dolcemente possibile: --\n\n Temo di avervi angosciato.\n\n Oh, no, non mi ha angosciato, rispose, ma sono stata toccata pi\u00f9 di quanto possa dire dal vostro dolore.\ndi quanto possa dire dal vostro dolore. \u00c8 una macchina meravigliosa, ma \u00e8\ncrudelmente vera. Mi ha detto, con i suoi toni, l'angoscia del vostro cuore.\nEra come un'anima che gridava a Dio Onnipotente. Nessuno deve sentirle\npronunciate mai pi\u00f9! Vedi, ho cercato di essere utile. Ho copiato le parole\nparole sulla mia macchina da scrivere, e nessun altro dovr\u00e0 pi\u00f9 sentire il tuo cuore battere, come\ncome ho fatto io.\n\n Nessuno dovr\u00e0 mai sapere, dovr\u00e0 mai sapere\", dissi a bassa voce. Lei\npos\u00f2 la sua mano sulla mia e disse molto seriamente:--\n\n Ah, ma devono!\n\n Deve! Ma perch\u00e9?  Ho chiesto.\n\n Perch\u00e9 fa parte della terribile storia, della morte della povera Lucy e di tutto ci\u00f2 che l'ha determinata.\ne della morte della povera Lucy e di tutto ci\u00f2 che l'ha causata; perch\u00e9 nella lotta che abbiamo davanti a noi per liberare la terra da questo terribile mostro\nper liberare la terra da questo terribile mostro, dobbiamo avere tutta\nconoscenza e tutto l'aiuto possibile. Credo che i\ncilindri che mi avete dato contengano pi\u00f9 di quanto volevate farmi sapere;\nma vedo che nella sua documentazione ci sono molte luci su questo oscuro mistero.\nmistero. Mi permetterete di aiutarvi, vero? So tutto fino a un certo punto\npunto; e vedo gi\u00e0, anche se il vostro diario mi ha portato solo al 7 settembre,\ncome la povera Lucy fosse assediata e come si stesse compiendo il suo terribile destino.\ne come si stesse compiendo il suo terribile destino. Jonathan e io abbiamo lavorato giorno e notte da quando il professor Van\nHelsing ci ha visti. \u00c8 andato a Whitby per ottenere maggiori informazioni e sar\u00e0 qui domani per aiutarci.\nsar\u00e0 qui domani per aiutarci. Non dobbiamo avere segreti tra noi;\nLavorando insieme e con assoluta fiducia, possiamo sicuramente essere pi\u00f9 forti che\nche se alcuni di noi fossero all'oscuro.  Mi guardava in modo cos\u00ec accattivante, e allo stesso tempo\nallo stesso tempo manifestava un tale coraggio e risoluzione nel suo portamento,\nche cedetti subito ai suoi desideri.  Dissi che avreste fatto quello che volevate.\ncome volete in questa faccenda. Dio mi perdoni se sbaglio! Ci sono cose terribili\ncose terribili ancora da conoscere; ma se avete viaggiato cos\u00ec tanto sulla strada che ha portato alla morte della povera\nmorte della povera Lucy, non vi accontenterete, lo so, di rimanere all'oscuro.\nbuio. Anzi, la fine, proprio la fine, potrebbe darvi un barlume di pace. Venite,\nc'\u00e8 la cena. Dobbiamo farci forza l'un l'altro per quello che ci aspetta;\nabbiamo un compito crudele e terribile. Quando avrete mangiato saprete il resto\nil resto, e io risponder\u00f2 a tutte le domande che mi farete, se c'\u00e8 qualcosa che non capite.\nse c'\u00e8 qualcosa che non capite, anche se era evidente a noi che eravamo\npresenti.\n\n\nIl diario di Mina Harker.\n\n29 settembre _--Dopo cena sono andata con il dottor Seward nel suo studio. Lui\nport\u00f2 il fonografo dalla mia stanza e io presi la mia macchina da scrivere. Mi ha fatto accomodare\nmi ha fatto accomodare su una comoda poltrona, ha sistemato il fonografo in modo che potessi\ndi poterlo toccare senza alzarmi, e mi mostr\u00f2 come fermarlo nel caso in cui\nnel caso in cui volessi fare una pausa. Poi, molto premurosamente, prese una sedia, dandomi le spalle, in modo che io potessi\nspalle, in modo che potessi essere il pi\u00f9 libero possibile, e inizi\u00f2 a leggere. I\ndi metallo biforcuto alle orecchie e ascoltai.\n\nQuando la terribile storia della morte di Lucy, e... e tutto ci\u00f2 che ne segu\u00ec, fu terminata, mi distesi sulla sedia\nfinito, mi sono sdraiata sulla sedia impotente. Fortunatamente non sono di\nsvenimento. Quando il dottor Seward mi vide, balz\u00f2 in piedi con un'esclamazione di orrore.\nesclamazione di orrore e, prendendo frettolosamente una bottiglia da un\narmadio, mi diede del brandy, che in pochi minuti mi ristabil\u00ec in qualche modo.\nmi ristabil\u00ec un po'. Il mio cervello era tutto un vortice, e solo che mi giunse, attraverso tutta quella\norrori, il sacro raggio di luce che la mia cara, cara Lucy\nera finalmente in pace, non credo che avrei potuto sopportare la cosa senza\nfare una scenata. \u00c8 tutto cos\u00ec selvaggio, misterioso e strano che, se non avessi conosciuto l'esperienza di Jonathan in Trans, non avrei potuto sopportarlo senza fare una scenata.\nse non avessi conosciuto l'esperienza di Jonathan in Transilvania non avrei potuto\ncredere. Invece non sapevo a cosa credere e cos\u00ec sono uscita dalle mie difficolt\u00e0 occupandomi di altro.\ndifficolt\u00e0 occupandomi di altro. Tolsi il coperchio della mia\nmacchina da scrivere e dissi al dottor Seward: --\n\n Lasciate che scriva tutto ora. Dobbiamo essere pronti per il dottor Van Helsing...\nquando arriver\u00e0. Ho mandato un telegramma a Jonathan perch\u00e9 venga qui quando\nquando arriver\u00e0 a Londra da Whitby. In questa faccenda le date sono tutto,\ne credo che se prepariamo tutto il nostro materiale, e facciamo in modo che ogni elemento\nin ordine cronologico, avremo fatto molto. Lei mi ha detto che\nGodalming e Mr. Morris stanno arrivando. Dobbiamo essere in grado di dirgli\nquando arriveranno\".  Di conseguenza impost\u00f2 il fonografo a un ritmo lento e io iniziai a scrivere dall'inizio del\niniziai a dattilografare dall'inizio del settimo cilindro. Ho usato\ne cos\u00ec ho fatto tre copie del diario, proprio come avevo fatto con tutti gli altri.\ntutte le altre. Era tardi quando ho finito, ma il dottor Seward ha continuato il suo lavoro di\nSeward continu\u00f2 a fare il suo giro tra i pazienti; quando ebbe finito torn\u00f2 a sedersi vicino a me, leggendo\nQuando fin\u00ec torn\u00f2 e si sedette vicino a me a leggere, in modo che non mi sentissi troppo sola mentre lavoravo.\nmentre lavoravo. Come \u00e8 buono e premuroso; il mondo sembra pieno di uomini buoni.\nuomini buoni, anche se ci sono dei mostri. Prima di lasciarlo mi sono\nprima di lasciarlo mi sono ricordata di ci\u00f2 che Jonathan ha scritto nel suo diario, a proposito della\nprofessore per aver letto qualcosa in un giornale serale alla stazione di Exeter.\nExeter; cos\u00ec, visto che il dottor Seward tiene i suoi giornali, ho preso in prestito i fascicoli della Westminster Gazette.\nWestminster Gazette e della Pall Mall Gazette e li portai in camera mia.\nnella mia stanza. Mi ricordo quanto il Dailygraph e la Whitby\ngazzetta di Whitby, di cui avevo fatto dei ritagli, ci aiutarono a capire i terribili\nterribili eventi a Whitby quando il Conte Dracula sbarc\u00f2, quindi guarder\u00f2 i giornali della sera da allora e\nquindi guarder\u00f2 i giornali della sera da allora, e forse otterr\u00f2 qualche nuova\nluce. Non ho sonno e il lavoro mi aiuter\u00e0 a stare tranquilla.\n\n\nDiario del dottor Seward.\n\nIl signor Harker arriv\u00f2 alle nove. Aveva ricevuto il telegramma della moglie\nmoglie poco prima di partire. \u00c8 straordinariamente intelligente, se si pu\u00f2 giudicare dal viso, e pieno di energia.\ngiudicare dal suo volto, e pieno di energia. Se questo diario \u00e8 vero - e\na giudicare dalle proprie meravigliose esperienze, deve esserlo, \u00e8 anche un uomo\ndi grande coraggio. Scendere nel caveau una seconda volta \u00e8 stata una\nnotevole audacia. Dopo aver letto il suo resoconto, ero\nDopo aver letto il suo racconto, ero pronto a incontrare un buon esemplare di virilit\u00e0, ma non il tranquillo,\ntranquillo e affarista che \u00e8 venuto qui oggi.\n\n       * * * * *\n\nDopo il pranzo Harker e sua moglie tornarono nella loro stanza,\ne mentre passavo di l\u00ec ho sentito il clic della macchina da scrivere. Sono\nstanno lavorando sodo. La signora Harker dice che stanno mettendo insieme, in ordine cronologico.\nordine cronologico ogni frammento di prova che hanno. Harker ha ottenuto\nHarker ha ottenuto le lettere tra il destinatario delle scatole a Whitby e il\nLondra che le hanno prese in carico. Sta leggendo il dattiloscritto di sua moglie\ndattiloscritto del mio diario. Mi chiedo che cosa ne ricavino. Ecco\n\u00e8....\n\n     Strano che non mi sia mai venuto in mente che proprio la casa accanto potesse essere il\n     il nascondiglio del Conte! Il cielo sa che abbiamo avuto abbastanza indizi\n     dal comportamento del paziente Renfield! Il fascio di lettere\n     relative all'acquisto della casa erano con il dattiloscritto. Oh,\n     se solo le avessimo avute prima avremmo potuto salvare la povera Lucy!\n     Fermatevi; da quella parte c'\u00e8 la follia! Harker \u00e8 tornato indietro e sta nuovamente\n     e sta di nuovo raccogliendo il suo materiale. Dice che per l'ora di cena saranno\n     in grado di mostrare un'intera narrazione collegata. Pensa che nel frattempo\n     nel frattempo dovrei vedere Renfield, visto che finora \u00e8 stato una specie di\n     indice dell'andirivieni del Conte. Per ora lo vedo a malapena,\n     ma quando arriver\u00f2 alle date suppongo che lo vedr\u00f2. Che bella cosa\n     che la signora Harker abbia messo a macchina i miei cilindri! Non avremmo mai potuto\n     trovare le date altrimenti....\n\n     Ho trovato Renfield placidamente seduto nella sua stanza con le mani\n     piegate, sorridendo benevolmente. In quel momento sembrava sano di mente come nessun altro\n     che abbia mai visto. Mi sedetti e parlai con lui di molti argomenti.\n     argomenti, tutti trattati con naturalezza. Poi, di sua spontanea volont\u00e0\n     di sua iniziativa, ha parlato di tornare a casa, un argomento che non ha mai menzionato a mia\n     che io sappia, durante il suo soggiorno qui. Anzi, ha parlato con sicurezza\n     di ottenere subito il congedo. Credo che, se non avessi\n     Harker e avessi letto le lettere e le date dei suoi sfoghi, credo che non avrei\n     sue sfuriate, sarei stato pronto a firmare per lui dopo un\n     breve tempo di osservazione. Cos\u00ec com'\u00e8, sono oscuramente sospettoso. Tutti\n     tutti quegli sfoghi erano in qualche modo legati alla vicinanza del\n     Conte. Che cosa significa allora questo contenuto assoluto? Pu\u00f2 essere che\n     che il suo istinto sia soddisfatto del trionfo finale del vampiro?\n     Resta; egli stesso \u00e8 zo fago, e nei suoi deliri selvaggi fuori dalla porta della cappella della casa abbandonata\n     porta della cappella della casa deserta ha sempre parlato di padrone.  Tutto questo\n     tutto ci\u00f2 sembra una conferma della nostra idea. Tuttavia, dopo un po' sono venuto via\n     Il mio amico \u00e8 un po' troppo sano di mente al momento per poter\n     per poterlo sondare troppo a fondo con le domande. Potrebbe cominciare a pensare,\n     e poi...! Cos\u00ec me ne sono andato. Non mi fido di questi suoi stati d'animo tranquilli, quindi...\n     Ho dato all'inserviente il suggerimento di tenerlo d'occhio e di avere un\n     di tenere pronto un impermeabile in caso di necessit\u00e0.\n\n\nIl diario di Jonathan Harker.\n\n_29 settembre, in treno per Londra._--Quando ho ricevuto il cortese messaggio di Mr.\nBillington che mi avrebbe dato qualsiasi informazione in suo potere, ho pensato di andare a Whitby\nho pensato che la cosa migliore fosse andare a Whitby e fare, sul posto, tutte le\nindagini che desideravo. Il mio obiettivo era ora quello di rintracciare quell'orribile carico di\ndel Conte fino al luogo in cui si trovava a Londra. Pi\u00f9 tardi, forse, potremo occuparcene\ncon esso. Billington junior, un bravo ragazzo, mi incontr\u00f2 alla stazione e mi port\u00f2 a casa di suo padre.\nmi ha portato a casa di suo padre, dove avevano deciso che avrei dovuto\nnotte. Sono ospitali, con la vera ospitalit\u00e0 dello Yorkshire:\ndanno all'ospite tutto e lo lasciano libero di fare ci\u00f2 che vuole. Tutti loro\nsapevano che ero occupato e che il mio soggiorno sarebbe stato breve, e Mr.\nBillington aveva pronti nel suo ufficio tutti i documenti relativi alla spedizione delle scatole.\nMi ha fatto quasi venire un brivido rivedere una delle lettere che avevo visto sul tavolo del Conte prima di\nsul tavolo del conte prima di conoscere i suoi diabolici piani.\nTutto era stato pensato con cura e fatto in modo sistematico e preciso.\ncon precisione. Sembrava che fosse stato preparato ad affrontare ogni ostacolo che\nche poteva essere frapposto per caso alla realizzazione delle sue intenzioni.\nrealizzazione delle sue intenzioni. Per usare un americanismo, non aveva corso alcun rischio e l'assoluta precisione con cui le sue istruzioni erano state eseguite\nprecisione con cui le sue istruzioni sono state eseguite, era semplicemente il\nrisultato logico della sua cura. Vidi la fattura e ne presi nota:\n Cinquanta casse di terra comune, da usare a scopo sperimentale.\nAnche la copia della lettera a Carter Paterson e la sua risposta; di entrambe ho avuto copia.\ndi entrambi ho ottenuto delle copie. Queste erano tutte le informazioni che il signor Billington poteva darmi.\nBillington poteva darmi, cos\u00ec andai al porto e vidi le guardie costiere, i doganieri e la capitaneria di porto.\ndogana e la capitaneria di porto. Tutti avevano qualcosa da dire sullo\ndella nave, che sta gi\u00e0 prendendo posto nella tradizione locale.\ntradizione locale; ma nessuno ha potuto aggiungere alla semplice descrizione cinquanta casi di terra comune.\ndi terra comune.  Ho poi visto il capostazione, che mi ha gentilmente messo in comunicazione con gli uomini che avevano effettivamente ricevuto\nche mi mise gentilmente in comunicazione con gli uomini che avevano effettivamente ricevuto le casse. Il loro\nconteggio corrispondeva esattamente alla lista e non avevano nulla da aggiungere se non che\nche le casse erano pesanti e mortali e che spostarle era un lavoro arido.\nlavoro secco. Uno di loro aggiunse che era difficile che non ci fosse un gentiluomo come voi, scudiero.\ngentiluomo come lei, scudiero, che mostrasse una sorta di\ndi apprezzamento dei loro sforzi in forma liquida; un altro aggiunse che la sete generata era tale\nche la sete che si era generata era tale che nemmeno il tempo trascorso aveva\ntempo trascorso non l'aveva completamente placata. Inutile aggiungere che, prima di partire, ho avuto cura di\nprima di andarmene di eliminare, per sempre e in modo adeguato, questa fonte di\nrimprovero.\n\n       * * * * *\n\nIl capostazione \u00e8 stato cos\u00ec gentile da darmi una linea con il suo vecchio compagno, il capostazione di King s Cross.\nsuo vecchio compagno, il capostazione di King s Cross, cosicch\u00e9 quando sono arrivato l\u00ec la mattina ho potuto chiedergli\nmattina ho potuto chiedergli informazioni sull'arrivo delle scatole.\ndelle scatole. Anche lui mi mise subito in comunicazione con i funzionari competenti e vidi che il loro tatto\ne ho visto che il loro conteggio era corretto con la fattura originale.\nfattura originale. Le opportunit\u00e0 di acquisire una sete anormale erano state qui\nsete anormale erano state limitate; tuttavia ne era stato fatto un nobile uso e ancora una volta fui costretto ad affrontare il risultato\ncostretto a gestire il risultato in modo _ex post facto_.\n\nDa l\u00ec mi sono recato all'ufficio centrale di Carter Paterson, dove ho incontrato\ncon la massima cortesia. Hanno controllato la transazione nel loro\ne nel registro delle lettere e hanno subito telefonato all'ufficio di King s Cross per avere maggiori dettagli.\nCross per ulteriori dettagli. Per buona sorte, gli uomini che si occupavano del teaming\nerano in attesa di lavoro e il funzionario li ha subito fatti arrivare, mandando anche\nanche la lettera di vettura e tutti i documenti relativi alla consegna delle casse a Carfax.\nconsegna delle casse a Carfax. Anche in questo caso il conteggio era esattamente\nesattamente; i vettori erano in grado di integrare la scarsit\u00e0 di parole scritte con alcuni dettagli.\nparole scritte con alcuni dettagli. Questi, scoprii in breve tempo, erano legati\nalla natura polverosa del lavoro e alla conseguente sete che si generava negli operatori.\nsete che si generava negli operatori. Quando mi si present\u00f2 l'occasione\nattraverso il mezzo della moneta del regno, di alleviare, in un secondo momento, questo\nquesto benefico male, uno degli uomini ha osservato:--\n\n Questa casa, capo, \u00e8 la pi\u00f9 rumorosa in cui sia mai stato. Blyme! Ma \u00e8\nnon \u00e8 stata toccata da un centinaio di anni. C'era una polvere cos\u00ec spessa\nche avresti potuto dormirci sopra senza bruciarti le ossa;\ne il posto era cos\u00ec trascurato che avresti potuto sentire l'odore di Gerusalemme.\nGerusalemme. Ma la cappella... quella si \u00e8 presa la fregatura, quella s\u00ec! Io\ne il mio amico pensavamo che non saremmo mai usciti abbastanza in fretta. Signore, io\nnon avrei accettato meno di una sterlina al momento per rimanere l\u00ec fino a notte fonda.\n\nEssendo stato in casa, potevo benissimo credergli; ma se avesse saputo quello che so io, credo che avrebbe alzato le sue condizioni.\nso, credo che avrebbe alzato le sue condizioni.\n\nDi una cosa sono ormai certo: che _tutte_ le scatole arrivate a Whitby da Varna nel\nWhitby da Varna con il _Demeter_ sono state depositate al sicuro nella vecchia cappella di Carfax.\ncappella di Carfax. Dovrebbero essercene cinquanta, a meno che non ne sia stata rimossa qualcuna.\nSeward, come temo, dal suo diario.\n\nCercher\u00f2 di vedere il carrettiere che ha portato via le scatole da Carfax quando\nRenfield le ha attaccate. Seguendo questo indizio potremmo imparare molte cose.\nmolto.\n\n       * * * * *\n\nIo e Mina abbiamo lavorato tutto il giorno e abbiamo messo in ordine tutti i documenti.\nin ordine.\n\n\nIl diario di Mina Harker\n\n_30 settembre._--Sono cos\u00ec felice che quasi non so come contenermi.\n\u00c8, credo, la reazione alla paura ossessiva che ho avuto:\nche questa terribile vicenda e la riapertura della sua vecchia ferita potessero agire\ndeleteria per Jonathan. L'ho visto partire per Whitby con il volto pi\u00f9 coraggioso possibile.\nfaccia pi\u00f9 coraggiosa possibile, ma ero malata di apprensione. Lo sforzo gli ha fatto bene,\ntuttavia, gli ha fatto bene. Non \u00e8 mai stato cos\u00ec risoluto, mai cos\u00ec forte, mai cos\u00ec\nmai cos\u00ec pieno di energia vulcanica come in questo momento. \u00c8 proprio come ha detto il caro, buon\nVan Helsing ha detto: \u00e8 un vero grintoso, e migliora sotto\nsforzi che ucciderebbero una natura pi\u00f9 debole. \u00c8 tornato pieno di vita e di\nsperanza e determinazione; abbiamo messo tutto in ordine per stasera. I\nmi sento completamente fuori di testa per l'eccitazione. Immagino che si debba avere piet\u00e0 di qualsiasi cosa\ncosa cos\u00ec braccata come il Conte. \u00c8 proprio cos\u00ec: questa Cosa non \u00e8\numana, nemmeno una bestia. Leggere il resoconto del dottor Seward sulla morte della povera Lucy\nLucy e di ci\u00f2 che ne \u00e8 seguito, \u00e8 sufficiente a prosciugare le sorgenti di piet\u00e0 del cuore.\ncuore.\n\n       * * * * *\n\nLord Godalming e Mr. Morris sono arrivati prima del previsto.\nci aspettavamo. Il dottor Seward era fuori per lavoro e aveva portato Jonathan con s\u00e9.\nJonathan con lui, cos\u00ec ho dovuto vederli. \u00c8 stato per me un incontro doloroso, poich\u00e9\nperch\u00e9 mi ha riportato alla mente tutte le speranze della povera Lucy di pochi mesi fa. Naturalmente\nnaturalmente avevano sentito Lucy parlare di me, e sembrava che anche il dottor Van\nHelsing ha suonato la mia tromba, come ha detto il signor Morris.\nMorris. Poveri ragazzi, nessuno di loro sa che io so tutto\ndelle proposte che hanno fatto a Lucy. Non sapevano cosa dire o fare\nnon sapevano cosa dire o fare, poich\u00e9 ignoravano la quantit\u00e0 di conoscenze che avevo; cos\u00ec hanno dovuto\ndovevano rimanere su argomenti neutri. Tuttavia, ho riflettuto sulla questione e sono\ne giunsi alla conclusione che la cosa migliore che potessi fare sarebbe stata quella di\nin questioni aggiornate. Sapevo dal diario del dottor Seward che\nSeward che avevano assistito alla morte di Lucy, la sua vera morte, e che non dovevo temere di\ndi rivelare alcun segreto prima del tempo. Cos\u00ec dissi loro, nel miglior modo possibile\nche avevo letto tutti i documenti e i diari, e che mio marito e io, dopo averli dattiloscritti\nmio marito e io, dopo averli dattiloscritti, avevamo appena finito di metterli in ordine.\nDiedi loro una copia da leggere in biblioteca. Quando Lord Godalming ha preso la sua e l'ha sfogliata\nla sua e l'ha sfogliata - fa un bel mucchio - ha detto: --\n\n Ha scritto lei tutto questo, signora Harker?\n\nAnnuii, e lui continu\u00f2:--\n\n Non ne capisco bene il senso; ma voi siete tutti cos\u00ec bravi e gentili e avete lavorato cos\u00ec seriamente e cos\u00ec energicamente\ngentili e che avete lavorato cos\u00ec seriamente e con tanta energia, che tutto ci\u00f2 che posso fare \u00e8 accettare le vostre idee ad occhi chiusi e cercare di aiutarvi.\nche non posso fare altro che accettare le vostre idee ad occhi chiusi e cercare di aiutarvi. Ho gi\u00e0\nuna lezione sull'accettazione dei fatti che dovrebbe rendere un uomo umile fino all'ultima ora della sua vita.\nfino all'ultima ora della sua vita. Inoltre, so che amavate la mia povera Lucy...\nQui si volt\u00f2 e si copr\u00ec il volto con le mani. Potevo sentire\nle lacrime nella sua voce. Mr. Morris, con istintiva delicatezza, gli pos\u00f2 per un attimo una mano sulla spalla e poi\nuna mano sulla sua spalla e poi usc\u00ec silenziosamente dalla stanza.\nstanza. Suppongo che ci sia qualcosa nella natura della donna che rende un uomo\nuomo sia libero di scomporsi davanti a lei e di esprimere i propri sentimenti sul piano\nemotivi senza sentirli come un'offesa alla propria virilit\u00e0; infatti, quando Lord Godalming si trov\u00f2 da solo con lei\nLord Godalming si ritrov\u00f2 da solo con me, si sedette sul divano e\ncedere completamente e apertamente. Mi sedetti accanto a lui e gli presi la mano. I\nSpero che non abbia pensato a me e che, se mai ci penser\u00e0 in seguito, non avr\u00e0 mai un pensiero simile.\nin seguito, non avr\u00e0 mai un pensiero simile. Gli ho fatto un torto; so che non lo far\u00e0 mai.\nso che non lo far\u00e0 mai, \u00e8 un gentiluomo troppo sincero. Gli dissi, perch\u00e9 vedevo che il suo cuore\nvedevo che il suo cuore si stava spezzando:--\n\n Ho amato la cara Lucy e so cos'era lei per te e cos'eri tu per lei.\nlei. Io e lei eravamo come sorelle; e ora che se n'\u00e8 andata, non mi permetterai di essere come una sorella per te nei tuoi problemi?\nnon mi permetterai di essere come una sorella per te nei tuoi problemi? So quali dolori hai avuto\nanche se non posso misurarne la profondit\u00e0. Se la compassione e la piet\u00e0 possono\nSe la simpatia e la piet\u00e0 possono essere d'aiuto nella vostra afflizione, non mi permetterete di essere un po' d'aiuto...\nLucy?\n\nIn un attimo il povero caro amico fu sopraffatto dal dolore. Mi sembr\u00f2\nche tutto ci\u00f2 che negli ultimi tempi aveva sofferto in silenzio trovasse uno sfogo\nsfogo all'istante. Divenne del tutto isterico e, alzando le mani aperte, batt\u00e9 i palmi delle mani\nle mani aperte, si batteva i palmi delle mani in una perfetta agonia di dolore. Si alz\u00f2 e poi si sedette di nuovo\ne le lacrime gli piovevano sulle guance. Provai un'infinita\npiet\u00e0 per lui e aprii le braccia senza pensarci. Con un singhiozzo appoggi\u00f2 la testa\nsulla mia spalla e pianse come un bambino stanco, mentre tremava per l'emozione.\ndall'emozione.\n\nNoi donne abbiamo qualcosa di materno in noi, che ci fa sollevare al di sopra delle questioni pi\u00f9\nquando si invoca lo spirito materno; ho sentito la testa di questo grande uomo addolorato posarsi su di me\nuomo addolorato appoggiata su di me, come se fosse quella del bambino che un giorno\nche un giorno potr\u00e0 giacere sul mio seno, e gli accarezzai i capelli come se fosse il mio bambino.\ncome se fosse mio figlio. In quel momento non ho mai pensato a quanto fosse strano tutto questo.\n\nDopo un po' i suoi singhiozzi cessarono, ed egli si sollev\u00f2 con un gesto di\nscuse, anche se non nascose la sua emozione. Mi disse che per\ngiorni e notti passati, giorni di stanchezza e notti insonni, non aveva potuto\ngiorni di stanchezza e di notti insonni, non era stato in grado di parlare con nessuno, come un uomo deve fare nel momento del dolore.\ndolore. Non c'era nessuna donna che potesse essere solidale con lui o con la quale, a causa delle terribili circostanze.\no con la quale, a causa delle terribili circostanze in cui il suo dolore era\ncircostanze terribili di cui era circondato il suo dolore, poteva parlare liberamente.  Ora so quanto ho sofferto, disse,\nmentre si asciugava gli occhi, ma non so ancora - e nessun altro potr\u00e0 mai saperlo - quanto la vostra dolce solidariet\u00e0\nquanto la vostra dolce solidariet\u00e0 sia stata per me oggi. Lo sapr\u00f2 con il tempo\nsapr\u00f2 meglio con il tempo; e credetemi che, anche se non sono ingrato\nora, la mia gratitudine crescer\u00e0 con la mia comprensione. Mi lascerete essere\ncome un fratello, non \u00e8 vero, per tutta la vita, per il bene della cara Lucy?\n\n Per il bene della cara Lucy, dissi mentre ci stringevamo la mano.  S\u00ec, e per il tuo\nper il tuo bene, aggiunse, perch\u00e9 se la stima e la gratitudine di un uomo valgono sempre la\ndi un uomo, tu hai conquistato la mia oggi. Se mai il futuro dovesse portare\nun momento in cui avrai bisogno dell'aiuto di un uomo, credimi, non lo chiamerai invano.\ninvano. Dio conceda che non arrivi mai un momento simile a spezzare il sole della vostra vita.\nsole della vostra vita; ma se mai dovesse arrivare, promettetemi che mi\nche me lo farai sapere\".  Era cos\u00ec serio e il suo dolore era cos\u00ec fresco che sentii che lo avrebbe confortato.\nHo pensato che questo lo avrebbe confortato, cos\u00ec gli ho detto: --\n\n Lo prometto.\n\nMentre percorrevo il corridoio, vidi il signor Morris che guardava fuori da una finestra.\nSi \u00e8 girato quando ha sentito i miei passi.  Come sta Art? disse. Poi, notando\ni miei occhi rossi, continu\u00f2:  Ah, vedo che l'hai confortato. Povero\npovero vecchio! Ne ha bisogno. Nessuno, se non una donna, pu\u00f2 aiutare un uomo quando \u00e8 nei\nproblemi di cuore; e lui non aveva nessuno che lo confortasse.\n\nHa sopportato i suoi problemi con tale coraggio che il mio cuore ha sanguinato per lui. Ho visto il\nmanoscritto in mano e sapevo che quando l'avrebbe letto si sarebbe reso conto di quanto\nquanto sapevo; cos\u00ec gli dissi: --\n\n Vorrei poter consolare tutti coloro che soffrono di cuore. Mi permetterete di\nessere vostro amico e verrete da me a cercare conforto se ne avrete bisogno? Saprete\nsaprete, pi\u00f9 tardi, perch\u00e9 parlo.  Vide che ero serio e, chinandosi, mi prese la mano.\nchinandosi, prese la mia mano e, portandola alle labbra, la baci\u00f2. Sembrava\nun'anima cos\u00ec coraggiosa e altruista, e impulsivamente mi chinai e lo baciai.\nmi chinai e lo baciai. Le lacrime gli salirono agli occhi e ci fu un momentaneo\nun momentaneo soffocamento in gola; disse con calma: --\n\n Bambina, non ti pentirai mai di questa gentilezza di cuore, fino a quando\nfinch\u00e9 vivrai!  Poi and\u00f2 nello studio dal suo amico.\n\n Bambina! --Le stesse parole che aveva usato con Lucy, e oh, ma si era dimostrato un amico!\ndimostrato di essere un amico!\n\n\n\n\nCAPITOLO XVIII\n\nDR. DIARIO DI SEWARD\n\n\n_30 settembre._-- Sono arrivato a casa alle cinque e ho trovato che Godalming\ne Morris non solo erano arrivati, ma avevano gi\u00e0 studiato la trascrizione dei diari e delle lettere\ndei vari diari e delle lettere che Harker e la sua meravigliosa moglie\navevano redatto e sistemato. Harker non era ancora tornato dalla sua visita agli uomini del\nportatori, di cui mi aveva scritto il dottor Hennessey. La signora Harker ci offr\u00ec una\nHarker ci offr\u00ec una tazza di t\u00e8 e posso dire onestamente che, per la prima volta da quando ci abito, questa vecchia casa\nda quando ci vivo, questa vecchia casa mi \u00e8 sembrata una _casa_. Quando abbiamo\nfinito, la signora Harker disse:--\n\n Dottor Seward, posso chiederle un favore? Vorrei vedere il suo paziente, il signor\nRenfield. Lasciatemelo vedere. Quello che avete detto di lui nel vostro diario\nmi interessa molto!  Aveva un aspetto cos\u00ec attraente e grazioso che non potevo rifiutare.\nnon potevo rifiutarla, e non c'era alcun motivo per farlo; cos\u00ec l'ho portata con me.\nl'ho portata con me. Quando sono entrata nella stanza, ho detto a quell'uomo che una\nche una signora voleva vederlo; al che lui rispose semplicemente:  Perch\u00e9?\n\n Sta passando per la casa e vuole vedere tutti i suoi abitanti, risposi.\nrispose.  Oh, molto bene, disse lui; lasciatela entrare, senza dubbio, ma\naspetta solo un minuto finch\u00e9 non riordino la casa.  Il suo metodo di riordino era\nparticolare: ingoiava semplicemente tutte le mosche e i ragni nelle scatole\nprima che potessi fermarlo. Era evidente che temeva o era geloso di qualche interferenza.\ngeloso di qualche interferenza. Quando aveva finito il suo disgustoso\ndisgustoso compito, disse allegramente:  Lasciate che la signora entri, e si sedette sul bordo del letto con la testa\ndel letto con la testa bassa, ma con le palpebre sollevate in modo da poterla vedere quando entrava.\ndi poterla vedere mentre entrava. Per un attimo pensai che potesse avere\nche potesse avere un intento omicida; mi ricordai di quanto fosse stato silenzioso poco prima\nprima di aggredirmi nel mio studio, e mi preoccupai di mettermi in un punto in cui avrei potuto\ndi poterlo afferrare subito se avesse tentato di colpirla. Lei\nentr\u00f2 nella stanza con una grazia facile che avrebbe subito conquistato\nil rispetto di qualsiasi pazzo, perch\u00e9 la facilit\u00e0 \u00e8 una delle qualit\u00e0 pi\u00f9 apprezzate dai pazzi.\nqualit\u00e0 che i pazzi rispettano di pi\u00f9. Si avvicin\u00f2 a lui, sorridendo piacevolmente, e gli tese la mano.\ne gli tese la mano.\n\n Buonasera, signor Renfield, disse lei.  Vedete, io vi conosco, perch\u00e9 il Dott.\nSeward mi ha parlato di voi.  Lui non fece alcuna risposta immediata, ma la guard\u00f2 con\ncon un'espressione corrucciata. Questo sguardo lasci\u00f2 il posto a uno\ndi meraviglia, che si fondeva con il dubbio; poi, con mio grande stupore, disse\ndisse:--\n\n Non sei la ragazza che il dottore voleva sposare, vero? Non pu\u00f2 essere,\nperch\u00e9 \u00e8 morta.  La signora Harker sorrise dolcemente mentre rispondeva:--\n\n Oh no! Ho un marito mio, con il quale sono stata sposata prima di vedere\ndi vedere il dottor Seward o lui me. Sono la signora Harker.\n\n Allora cosa ci fai qui?\n\n Io e mio marito siamo in visita dal dottor Seward.\n\n Allora non restare.\n\n Ma perch\u00e9 no?  Ho pensato che questo stile di conversazione non sarebbe stato\npiacevole per la signora Harker, pi\u00f9 di quanto lo fosse per me, cos\u00ec mi unii a lei:--\n\n Come sapevi che volevo sposare qualcuno?  La sua risposta fu semplicemente\nsprezzante, data in una pausa in cui gir\u00f2 gli occhi da Mrs.\nHarker a me, per poi voltarli immediatamente di nuovo:--\n\n Che domanda asinina!\n\n Non lo vedo affatto, signor Renfield, disse la signora Harker, prendendo subito le difese di me.\nsostenendomi. Lui le rispose con la stessa cortesia e lo stesso rispetto con cui\ncon la stessa cortesia e rispetto con cui aveva disprezzato me:--\n\n Naturalmente comprender\u00e0, signora Harker, che quando un uomo \u00e8 cos\u00ec amato e onorato come il nostro ospite.\namato e onorato come il nostro ospite, tutto ci\u00f2 che lo riguarda \u00e8 di\ninteresse nella nostra piccola comunit\u00e0. Il dottor Seward \u00e8 amato non solo dalla sua famiglia e dai suoi amici, ma anche dai suoi pazienti.\namici, ma anche dai suoi pazienti, che, essendo alcuni di loro poco\ndi equilibrio mentale, sono inclini a distorcere cause ed effetti.\neffetti. Essendo stato io stesso ricoverato in un manicomio, non posso fare a meno di notare che le tendenze sofistiche\nnon posso fare a meno di notare che le tendenze sofistiche di alcuni dei suoi ricoverati\ntendono all'errore della _non causa_ e della _ignoratio elenchi_.  I\napr\u00ec positivamente gli occhi di fronte a questo nuovo sviluppo. Ecco il mio cucciolo\nlunatico, il pi\u00f9 pronunciato del suo tipo che avessi mai incontrato.\nfilosofia elementare e con i modi di un raffinato gentiluomo.\ngentiluomo. Mi chiedo se fosse stata la presenza della signora Harker a toccare\nqualche corda nella sua memoria. Se questa nuova fase \u00e8 stata spontanea o in qualche modo dovuta\nse questa nuova fase \u00e8 stata spontanea o in qualche modo dovuta alla sua influenza inconscia, deve avere un dono o un potere raro.\npotere.\n\nContinuammo a parlare per un po' di tempo e, vedendo che lui era apparentemente\nragionevole, lei si arrischi\u00f2, guardandomi con aria interrogativa mentre\ndi condurlo al suo argomento preferito. Rimasi di nuovo stupita, perch\u00e9\nperch\u00e9 egli affront\u00f2 la questione con l'imparzialit\u00e0 del\ndella pi\u00f9 completa sanit\u00e0 mentale; prese perfino se stesso come esempio quando menzion\u00f2\ncerte cose.\n\n Io stesso sono un esempio di uomo che aveva una strana convinzione. Infatti,\nnon c'\u00e8 da stupirsi che i miei amici si siano allarmati e abbiano insistito perch\u00e9 fossi\nsotto controllo. Ero solito pensare che la vita fosse un'entit\u00e0 positiva e\ne perpetua, e che consumando una moltitudine di cose vive, per quanto\ndi cose vive, per quanto basse nella scala della creazione, si potesse prolungare indefinitamente la vita.\nvita. A volte questa convinzione \u00e8 stata cos\u00ec forte che ho cercato di\nvita umana. Il medico qui presente mi confermer\u00e0 che in un'occasione ho cercato di\ndi ucciderlo per rafforzare i miei poteri vitali attraverso l'assimilazione con il mio corpo.\nl'assimilazione al mio corpo della sua vita attraverso il suo sangue.\nsangue - basandomi, ovviamente, sulla frase delle Scritture: \"Il sangue \u00e8 la vita\".\nla vita.  Anche se, in effetti, il venditore di un certo nostrum ha\nvolgarizzato l'affermazione fino al punto di disprezzo. Non \u00e8 vero,\ndottore?  Annuii con un cenno di assenso, perch\u00e9 ero cos\u00ec stupito che a stento sapevo che cosa\nera difficile immaginare che l'avevo visto mangiare i suoi ragni e le sue mosche non\nragni e mosche neanche cinque minuti prima. Guardando l'orologio, vidi che\nho visto che dovevo andare alla stazione per incontrare Van Helsing, cos\u00ec ho detto a Mrs.\nHarker che era ora di partire. Lei \u00e8 arrivata subito, dopo aver detto\npiacevolmente al signor Renfield:  Addio, e spero di vedervi spesso,\nsotto auspici pi\u00f9 piacevoli per voi, al che, con mio grande stupore, lui ha risposto\nrispose:--\n\n Addio, mia cara. Prego Dio di non vedere mai pi\u00f9 il tuo dolce viso.\nChe Egli ti benedica e ti protegga!\n\nQuando sono andato alla stazione per incontrare Van Helsing ho lasciato i ragazzi dietro di me.\ndietro di me. Il povero Art sembrava pi\u00f9 allegro di quanto non sia stato da quando Lucy si \u00e8 ammalata per la prima volta.\nmalata, e Quincey \u00e8 pi\u00f9 simile a se stesso di quanto non lo sia stato da\nmolti lunghi giorni.\n\nVan Helsing \u00e8 sceso dalla carrozza con l'agilit\u00e0 impaziente di un ragazzo.\nragazzo. Mi ha visto subito e si \u00e8 precipitato da me dicendo:--\n\n Ah, amico John, come vanno le cose? Bene? Allora, mi sono dato da fare, perch\u00e9 sono venuto\nqui per restare, se necessario. Tutti gli affari sono stati sistemati con me, e ho\nmolto da raccontare. La signora Mina \u00e8 con voi? S\u00ec. E suo marito? E il suo bravo marito? E\nArthur e il mio amico Quincey, anche loro sono con voi? Bene!\n\nMentre andavo a casa, gli raccontai quello che era successo e di come il mio diario fosse stato utile grazie al suggerimento della signora Harker.\ndiario era stato utile grazie al suggerimento della signora Harker.\nal che il professore mi interruppe:--\n\n Ah, quella meravigliosa Madam Mina! Ha un cervello da uomo - un cervello che un uomo dovrebbe avere se\ndovrebbe avere se fosse molto dotato - e un cuore di donna. Il buon Dio\nl'ha modellata per uno scopo, credetemi, quando ha fatto questa combinazione cos\u00ec buona\ncombinazione. Amico John, finora la fortuna ha fatto s\u00ec che quella donna ci fosse d'aiuto.\ndopo questa notte non dovr\u00e0 pi\u00f9 avere a che fare con questo terribile\nvicenda. Non \u00e8 bene che corra un rischio cos\u00ec grande. Noi uomini siamo\nsiamo decisi, anzi, non ci siamo impegnati?\nnon \u00e8 compito di una donna. Anche se non le venisse fatto del male, il suo cuore potrebbe venirle meno\nin cos\u00ec tanti orrori; e in seguito potrebbe soffrire, sia durante la veglia, sia a causa dei nervi, sia\nsia nella veglia, a causa dei suoi nervi, sia nel sonno, a causa dei suoi sogni. E, inoltre,\n\u00e8 una giovane donna e non \u00e8 sposata da molto tempo; ci potrebbero essere altre cose a cui\npensare un giorno, se non ora. Se mi dite che ha scritto tutto, allora deve consultarsi con noi.\ndeve consultarsi con noi; ma domani saluta questo lavoro, e\nandiamo da soli\".  Ero d'accordo con lui, e poi gli dissi cosa avevamo scoperto in sua assenza: che il\nche la casa acquistata da Dracula era la pi\u00f9 vicina alla mia.\nla casa che Dracula aveva comprato era proprio quella vicina alla mia. Rimase sbalordito e sembr\u00f2 che una grande preoccupazione\nuna grande preoccupazione.  Oh, se l'avessimo saputo prima! disse, perch\u00e9 allora avremmo potuto\navremmo potuto raggiungerlo in tempo per salvare la povera Lucy. Tuttavia, il latte\nche viene versato non piange dopo, come dite voi. Non ci penseremo\na questo, ma proseguiremo per la nostra strada fino alla fine.  Poi cadde in un silenzio che\nche dur\u00f2 fino a quando non entrammo nella mia porta. Prima di andare a prepararci per\ncena disse alla signora Harker:--\n\n Mi \u00e8 stato riferito, signora Mina, dal mio amico John che voi e vostro marito avete\navete messo in ordine esatto tutte le cose che sono state, fino a questo momento.\n\n Non fino a questo momento, professore, disse impulsivamente, ma fino a\nquesta mattina.\n\n Ma perch\u00e9 non fino ad ora? Abbiamo visto finora quanta buona luce hanno fatto tutte le\npiccole cose hanno fatto. Abbiamo raccontato i nostri segreti, eppure nessuno di coloro che li ha\nnessuno di coloro che li hanno raccontati \u00e8 peggiorato.\n\nLa signora Harker cominci\u00f2 ad arrossire e, prendendo un foglio di carta dalle tasche, disse\ndisse:--\n\n Dottor Van Helsing, leggete questo e ditemi se deve entrare. Si tratta\n\u00e8 il mio resoconto di oggi. Anch'io ho visto la necessit\u00e0 di annotare al momento\ntutto, per quanto banale; ma c'\u00e8 ben poco in questo se non\npersonale. Deve essere inserito?  Il professore lo lesse attentamente,\ne la riconsegn\u00f2, dicendo: --\n\n Non \u00e8 necessario che entri se non lo desiderate, ma prego che lo faccia. Non pu\u00f2\nche far s\u00ec che vostro marito vi ami di pi\u00f9 e che tutti noi, i vostri amici, vi onoriamo di pi\u00f9.\nonorarvi, oltre che stimarvi e amarvi di pi\u00f9\".  Lo riprese con\nun altro rossore e un sorriso luminoso.\n\nE cos\u00ec ora, fino a questa stessa ora, tutti i documenti che abbiamo sono completi e in ordine.\ne in ordine. Il professore ne ha portato via una copia per studiarla dopo cena,\ne prima della nostra riunione, fissata per le nove. Il resto di noi\nhanno gi\u00e0 letto tutto; cos\u00ec quando ci riuniremo nello studio saremo tutti informati sui fatti e potremo\nsaremo tutti informati sui fatti, e potremo organizzare il nostro piano di battaglia contro questo\nterribile e misterioso nemico.\n\n\nIl diario di Mina Harker.\n\n_30 settembre._--Quando ci siamo incontrati nello studio del dottor Seward due ore dopo la cena, che era alle sei, abbiamo inconsciamente formato una sorta di\ncena, che era stata alle sei, abbiamo inconsciamente formato una sorta di\ncomitato. Il professor Van Helsing ha preso il posto di capotavola, al quale il dottor Seward lo ha invitato a sedersi.\nche il dottor Seward gli ha indicato quando \u00e8 entrato nella stanza. Mi ha fatto sedere\nalla sua destra e mi ha chiesto di fare da segretario; Jonathan si \u00e8 seduto accanto a me.\nJonathan si sedette accanto a me. Di fronte a noi c'erano Lord Godalming, il dottor Seward e Mr.\nMorris, Lord Godalming accanto al professore e il dottor Seward al centro.\ncentro. Il professore disse:--\n\n Suppongo che tutti noi siamo a conoscenza dei fatti che sono riportati in questi documenti.\nche sono contenuti in questi documenti.  Tutti abbiamo espresso il nostro assenso, ed egli ha proseguito\n\n Allora credo sia bene che vi dica qualcosa del tipo di nemico con cui\nnemico con cui abbiamo a che fare. Poi vi far\u00f2 conoscere\nqualcosa della storia di quest'uomo, che \u00e8 stata accertata per me.\nCos\u00ec potremo discutere su come agire e prendere le nostre misure\nsecondo.\n\n Esistono esseri come i vampiri; alcuni di noi hanno le prove della loro esistenza.\nesistono. Anche se non avessimo la prova della nostra infelice esperienza, gli insegnamenti e le testimonianze del passato\ninsegnamenti e i documenti del passato sono una prova sufficiente per i\npersone sane di mente. Ammetto che all'inizio ero scettico. Se non fosse che\nanni mi sono allenato a mantenere una mente aperta, non avrei potuto credere fino a quando\nnon avrei potuto credere fino a quando questo fatto non mi \u00e8 rimbombato nelle orecchie.  Vedete! Vedete!\nLo dimostro, lo dimostro.  Ahim\u00e8! Se avessi saputo all'inizio ci\u00f2 che ora so... no!\nse l'avessi anche solo intuito, una vita cos\u00ec preziosa sarebbe stata risparmiata a molti di noi che l'amavano.\ndi noi che l'amavamo. Ma non c'\u00e8 pi\u00f9; e noi dobbiamo lavorare affinch\u00e9 altre\npovere anime non muoiano, mentre noi possiamo salvare. I _nosferatu_ non muoiono\ncome l'ape quando si punge una volta. \u00c8 solo pi\u00f9 forte; ed essendo pi\u00f9 forte\npi\u00f9 forte, ha ancora pi\u00f9 potere di operare il male. Questo vampiro che \u00e8\ntra noi \u00e8 di per s\u00e9 forte come venti uomini; \u00e8 di un'astuzia pi\u00f9\nastuzia pi\u00f9 di un mortale, perch\u00e9 la sua astuzia \u00e8 frutto di secoli; ha\nha ancora gli ausili della negromanzia, che \u00e8, come dice la sua etimologia, la\ndivinazione dai morti, e tutti i morti a cui pu\u00f2 avvicinarsi sono per lui\n\u00e8 bruto, e pi\u00f9 che bruto; \u00e8 un diavolo in\ncalloso, mentre il suo cuore non lo \u00e8; pu\u00f2, entro certi limiti, apparire a volont\u00e0 quando, dove e quando\napparire a volont\u00e0 quando, dove e in una qualsiasi delle forme che gli si presentano; pu\u00f2, nel suo raggio d'azione, dirigere la\npu\u00f2, entro il suo raggio d'azione, dirigere gli elementi; la tempesta, la nebbia, il tuono\ntuono; pu\u00f2 comandare tutte le cose pi\u00f9 insignificanti: il ratto, il gufo, il pipistrello, la falena e il pipistrello.\nil pipistrello, la falena, la volpe e il lupo; pu\u00f2 crescere e diventare\npiccolo; e a volte pu\u00f2 scomparire e tornare sconosciuto. Come possiamo allora\niniziare il nostro attacco per distruggerlo? Come possiamo trovare il suo luogo; e dopo averlo trovato, come\ntrovato, come possiamo distruggere? Amici miei, questo \u00e8 molto; \u00e8 un compito terribile che\ncompito che ci assumiamo, e potrebbero esserci conseguenze da far rabbrividire i coraggiosi.\nrabbrividire. Perch\u00e9 se falliamo in questa nostra battaglia, lui vincer\u00e0 sicuramente; e allora\ndove finiremo? La vita \u00e8 nulla; non gli do retta. Ma fallire qui non \u00e8\nla semplice vita o la morte. \u00c8 che diventiamo come lui; che d'ora in poi diventiamo\ndiventiamo come lui, senza cuore e senza coscienza, delle immonde cose della notte,\nche predano i corpi e le anime di coloro che amiamo di pi\u00f9. Per noi per\nper sempre le porte del cielo sono chiuse, perch\u00e9 chi ce le riaprir\u00e0?\nContinuiamo per sempre ad essere odiati da tutti; una macchia sul volto del sole di Dio; una freccia nel fianco di Dio.\nDio, una freccia nel fianco di Colui che \u00e8 morto per l'uomo. Ma siamo faccia a faccia\nfaccia con il dovere; e in questo caso dobbiamo forse ritirarci? Per quanto mi riguarda, dico di no;\nma poi sono vecchio e la vita, con il suo sole, i suoi luoghi ameni, il suo canto degli uccelli, la sua musica e il suo\ncanto degli uccelli, la sua musica e il suo amore, sono molto lontani. Voi altri siete\ngiovani. Alcuni hanno visto il dolore, ma ci sono ancora giorni belli in serbo. Che cosa\ndite?\n\nMentre parlava, Jonathan mi aveva preso la mano. Temevo, oh, tanto\nche la natura spaventosa del nostro pericolo lo stesse sopraffacendo, quando\nquando ho visto la sua mano allungarsi; ma \u00e8 stata vita per me sentirne il tocco... cos\u00ec\nforte, cos\u00ec sicura di s\u00e9, cos\u00ec risoluta. La mano di un uomo coraggioso pu\u00f2 parlare\nNon ha nemmeno bisogno dell'amore di una donna per sentire la sua musica.\n\nQuando il professore ebbe finito di parlare, mio marito mi guard\u00f2 negli occhi e io nei suoi.\nnei suoi; non c'era bisogno di parlare tra noi.\n\n Io rispondo per Mina e per me stesso\", ha detto.\n\n Conti pure su di me, professore, disse il signor Quincey Morris, laconico come al solito.\n\n Sono con voi, disse Lord Godalming, per il bene di Lucy, se non per altra ragione.\nragione.\n\nIl dottor Seward si limit\u00f2 ad annuire. Il professore si alz\u00f2 e, dopo aver posato il crocifisso d'oro sul tavolo, tese la mano ai due lati.\ncrocifisso d'oro sul tavolo, tese la mano su entrambi i lati. Io presi la sua\nla sua mano destra e Lord Godalming la sua sinistra; Jonathan tenne la mia destra con la\ncon la sinistra e si protese verso il signor Morris. Cos\u00ec, mentre ci prendevamo tutti per mano, il nostro\nsolenne patto. Sentivo il cuore gelido, ma non mi venne nemmeno in mente di tirarmi indietro.\ndi ritrarmi. Abbiamo ripreso i nostri posti, e il dottor Van Helsing\nVan Helsing prosegu\u00ec con una sorta di allegria che dimostrava che il lavoro serio\nlavoro serio era iniziato. Doveva essere affrontato con la stessa seriet\u00e0, e con lo stesso spirito imprenditoriale, di qualsiasi altra operazione della vita,\ncome qualsiasi altra operazione della vita:--\n\n Ebbene, sapete contro cosa dobbiamo lottare; ma anche noi non siamo privi di forza.\nsenza forza. Abbiamo dalla nostra parte il potere della combinazione, un potere\nnegato ai vampiri; abbiamo fonti di scienza; siamo liberi di agire e pensare; e le ore del giorno e della notte sono nostre in egual misura.\ndi agire e di pensare; e le ore del giorno e della notte sono nostre in egual misura.\nIn realt\u00e0, per quanto i nostri poteri si estendano, essi sono liberi e siamo liberi di usarli.\nliberi di usarli. Abbiamo una devozione per una causa e un fine da raggiungere che non \u00e8 egoistico.\nfine da raggiungere, che non \u00e8 egoistico. Queste cose sono molte.\n\n Ora vediamo fino a che punto i poteri generali schierati contro di noi sono\nlimitano, mentre l'individuo non pu\u00f2 farlo. In definitiva, consideriamo le\nlimiti del vampiro in generale, e di questo in particolare.\n\n Tutto ci\u00f2 che abbiamo a disposizione sono tradizioni e superstizioni. Queste non sembrano\nall'inizio non sembrano un granch\u00e9, quando si tratta di vita e di morte, anzi\ndi qualcosa di pi\u00f9 della vita o della morte. Eppure dobbiamo accontentarci; in primo luogo perch\u00e9 dobbiamo\nperch\u00e9 dobbiamo esserlo - nessun altro mezzo \u00e8 a nostra disposizione - e in secondo luogo perch\u00e9, in fin dei conti, non \u00e8 possibile\nin secondo luogo, perch\u00e9, dopo tutto, queste cose - tradizione e\nsuperstizione, sono tutto. La credenza nei vampiri non \u00e8 forse\naltri - anche se non, ahim\u00e8, per noi - su di loro? Un anno fa chi di noi avrebbe\nun anno fa chi di noi avrebbe accolto una simile possibilit\u00e0, nel bel mezzo della nostra\nscettico e concreto del diciannovesimo secolo? Abbiamo persino scartato una credenza\nche vedevamo giustificata sotto i nostri occhi. Prendiamo atto, quindi, che il\nvampiro e la convinzione dei suoi limiti e della sua cura poggiano, per il momento, sulla stessa base.\nper il momento sulla stessa base. Perch\u00e9, lasciatemelo dire, egli \u00e8 conosciuto ovunque\nche gli uomini sono stati. Nell'antica Grecia, nell'antica Roma; fiorisce in Germania, in Francia, in India.\nin tutto il mondo, in Francia, in India, perfino nel Chernosese; e in Cina, cos\u00ec lontana da noi in tutti i sensi, c'\u00e8\nlontana da noi in tutto e per tutto, c'\u00e8 anche lui e i popoli lo temono ancora oggi.\noggi i popoli lo temono. Egli ha seguito la scia del bersagliere islandese, dell'unno\ndemoniaco unno, lo slavo, il sassone, il magiaro. Finora, quindi, abbiamo\nabbiamo tutto ci\u00f2 su cui possiamo agire; e permettetemi di dirvi che gran parte delle\ncredenze sono giustificate da ci\u00f2 che abbiamo visto nella nostra infelice esperienza.\nesperienza. Il vampiro continua a vivere e non pu\u00f2 morire per il semplice trascorrere del tempo.\ntempo; pu\u00f2 prosperare quando pu\u00f2 ingrassare con il sangue dei vivi.\nvivi. Ancora di pi\u00f9, abbiamo visto tra noi che pu\u00f2 persino ringiovanire; che le sue facolt\u00e0 vitali crescono\nche le sue facolt\u00e0 vitali diventano vigorose e sembrano rinfrescarsi quando\nsi rinfrescano quando il suo pabulum speciale \u00e8 abbondante. Ma non pu\u00f2\nnon pu\u00f2 prosperare senza questa dieta; non mangia come gli altri. Anche l'amico\nJonathan, che visse con lui per settimane, non lo vide mai mangiare, mai!\nNon fa ombra, non si riflette allo specchio, come osserva ancora Gionata.\nGionata osserva. Ha la forza di molte mani: lo testimonia ancora una volta\nGionata quando chiuse la porta contro i lupi, e quando lo aiut\u00f2 anche\ndalla diligenza. Pu\u00f2 trasformarsi in lupo, come si evince dall'arrivo della nave a Whitby.\ndall'arrivo della nave a Whitby, quando squarcia il cane; pu\u00f2 essere come un\npipistrello, come Madam Mina lo vide sulla finestra a Whitby, e come l'amico John lo vide volare da questa casa cos\u00ec vicina.\nl'ha visto volare da questa casa cos\u00ec vicina, e come il mio amico Quincey l'ha visto alla finestra di Miss Lucy.\nalla finestra di Miss Lucy. Pu\u00f2 arrivare nella nebbia che lui stesso crea - il nobile capitano della\ncapitano della nave glielo ha dimostrato; ma, da quello che sappiamo, la distanza\nche pu\u00f2 fare questa nebbia \u00e8 limitata, e pu\u00f2 essere solo intorno a se stesso. Egli\ncome polvere elementare, come Jonathan vide di nuovo quelle sorelle nel castello di Dracula.\nsorelle nel castello di Dracula. Diventa cos\u00ec piccolo - noi stessi abbiamo visto\nLucy, prima che fosse in pace, scivolare attraverso uno spazio di un capello alla porta della tomba.\nporta della tomba. Una volta trovata la sua strada, pu\u00f2 uscire da qualsiasi cosa o\nda qualsiasi cosa o in qualsiasi cosa, per quanto sia legata o addirittura fusa con il fuoco.\nfuoco, come lo chiamate voi. Riesce a vedere nel buio, un potere non da poco,\nin un mondo che \u00e8 per met\u00e0 chiuso alla luce. Ah, ma ascoltatemi\nattraverso. Pu\u00f2 fare tutte queste cose, ma non \u00e8 libero. Anzi, \u00e8 ancora pi\u00f9\npi\u00f9 prigioniero dello schiavo della galea, del pazzo nella sua cella.\nNon pu\u00f2 andare dove vuole; chi non \u00e8 di natura deve ancora obbedire ad alcune leggi della natura.\nalcune leggi della natura, non sappiamo perch\u00e9. Non pu\u00f2 entrare da nessuna parte al\na meno che non ci sia qualcuno della famiglia che lo inviti ad entrare;\nma in seguito pu\u00f2 entrare a suo piacimento. Il suo potere cessa, come quello di\ncome quello di tutte le cose malvagie, all'arrivo del giorno. Solo in certi momenti\nsolo in certi momenti pu\u00f2 avere una libert\u00e0 limitata. Se non si trova nel luogo in cui \u00e8\npu\u00f2 cambiarsi solo a mezzogiorno o all'alba o al tramonto esatto.\nQueste cose ci sono state dette, e in questo nostro documento ne abbiamo la prova per\ndeduzione. Cos\u00ec, mentre pu\u00f2 fare ci\u00f2 che vuole entro il suo limite, quando\nquando ha la sua casa terrena, la sua casa-bara, la sua casa infernale, il luogo\nluogo non consacrato, come abbiamo visto quando si \u00e8 recato alla tomba del suicida di\nWhitby; in altri momenti pu\u00f2 cambiare solo al momento opportuno. Si dice anche che\nsi dice anche che possa passare l'acqua corrente solo al calare o al dilagare della marea.\ndella marea. Ci sono poi cose che lo affliggono a tal punto da non avere alcun\npotere, come l'aglio che conosciamo; e per quanto riguarda le cose sacre, come questo simbolo, il mio crocefisso, che\nsimbolo, il mio crocifisso, che era in mezzo a noi anche adesso quando ci risolviamo, per\nper loro non \u00e8 nulla, ma in loro presenza prende posto lontano e\nlontano e in silenzio, con rispetto. Ce ne sono anche altri, di cui vi parler\u00f2,\nper evitare che nella nostra ricerca ne abbiamo bisogno. Il ramo di rosa selvatica sulla sua\nsulla sua bara lo trattiene affinch\u00e9 non si muova da essa; una pallottola sacra sparata nella\nnella bara lo uccide in modo che sia veramente morto; e per quanto riguarda il palo che lo trapassa, sappiamo gi\u00e0 la sua pace.\nlui, sappiamo gi\u00e0 della sua pace; o la testa tagliata che d\u00e0 riposo.\nL'abbiamo visto con i nostri occhi.\n\n Cos\u00ec, quando troviamo la dimora di quest'uomo-che-era, possiamo confinarlo nella sua bara e distruggerlo, se obbediamo a ci\u00f2 che sappiamo.\nnella sua bara e distruggerlo, se obbediamo a ci\u00f2 che sappiamo. Ma lui \u00e8\nintelligente. Ho chiesto al mio amico Arminius, dell'Universit\u00e0 di Buda-Pesth, di fare il suo resoconto.\ndi fare il suo resoconto e, con tutti i mezzi che ci sono, mi ha detto cosa \u00e8 stato.\n\u00e8 stato. Deve essere stato quel Voivoda Dracula che ha conquistato il suo nome contro il Turco, sul grande\ncontro il Turco, sul grande fiume alla frontiera della Turchia.\nTurchia. Se \u00e8 cos\u00ec, allora non era un uomo comune; perch\u00e9 a quel tempo,\ne per i secoli successivi, si parlava di lui come del pi\u00f9 intelligente e del pi\u00f9\nastuto, oltre che il pi\u00f9 coraggioso dei figli della terra oltre la foresta.\nforesta.  Il suo cervello potente e la sua ferrea determinazione lo accompagnarono fino alla sua\ntomba e sono ancora oggi schierati contro di noi. I Dracula erano, dice\nArminio, una razza grande e nobile, anche se di tanto in tanto c'erano dei rampolli che\nche i loro discendenti ritenevano avessero avuto a che fare con il Maligno. Essi\nsegreti nella Scolomanza, tra le montagne sopra il lago di Hermanstadt, dove il demonio\nHermanstadt, dove il diavolo rivendica il decimo studioso come suo diritto. Nei\nsono parole come stregoica - strega, ordog e pokol - Satana e\n pokol - Satana e inferno; e in un manoscritto si parla di questo stesso Dracula come di un\nin un manoscritto si parla di questo Dracula come wampyr, che noi tutti comprendiamo troppo bene. Ci sono stati\ndai lombi di questo stesso uomo grandi uomini e buone donne, e le loro tombe rendono sacra la terra dove solo\ntombe rendono sacra la terra in cui solo questo fetore pu\u00f2 dimorare. Perch\u00e9\nnon \u00e8 l'ultimo dei suoi terrori il fatto che questa cosa malvagia \u00e8 radicata in profondit\u00e0 in\nogni bene; in un terreno privo di memorie sacre non pu\u00f2 riposare.\n\nMentre parlavano, Mr. Morris guardava fisso alla finestra,\ne ora si alz\u00f2 silenziosamente e usc\u00ec dalla stanza. Ci fu una piccola\npausa, poi il professore continu\u00f2: --\n\n E ora dobbiamo decidere cosa fare. Abbiamo qui molti dati e dobbiamo\nprocedere alla definizione della nostra campagna. Sappiamo dall'indagine di Jonathan\nche dal castello a Whitby sono arrivate cinquanta casse di terra, tutte consegnate a Carfax.\nsono state consegnate a Carfax; sappiamo anche che almeno alcune di queste casse\nsono state rimosse. Mi sembra che il nostro primo passo dovrebbe essere quello di\naccertare se tutte le altre siano rimaste nella casa oltre il muro\ndove guardiamo oggi; o se ne sono state rimosse altre. Se \u00e8 cos\u00ec\nquest'ultimo, dobbiamo rintracciare----\n\nQui siamo stati interrotti in modo molto sorprendente. Fuori dalla casa arriv\u00f2\nil suono di un colpo di pistola; il vetro della finestra fu infranto da un proiettile che, rimbalzando dalla sommit\u00e0 della feritoia, colp\u00ec la\nche, rimbalzando dall'alto della feritoia, colp\u00ec la parete di fondo della stanza.\nparete di fondo della stanza. Temo di essere un vigliacco, perch\u00e9 ho gridato.\ndi gridare. Gli uomini saltarono tutti in piedi; Lord Godalming vol\u00f2 verso la finestra e tir\u00f2 su l'anta.\nfinestra e tir\u00f2 su l'anta. Mentre lo faceva, sentimmo la voce di Mr. Morris\nsenza: --\n\n Mi dispiace! Temo di avervi allarmato. Entrer\u00f2 e vi racconter\u00f2\ndi questo.  Un minuto dopo entr\u00f2 e disse:--\n\n \u00c8 stata una cosa idiota da parte mia e le chiedo scusa, Mrs.\nHarker, sinceramente; temo di avervi spaventato terribilmente. Ma\nil fatto \u00e8 che mentre il professore parlava \u00e8 arrivato un grosso pipistrello\ne si \u00e8 seduto sul davanzale della finestra. Gli ultimi avvenimenti mi hanno fatto un tale orrore di quei maledetti\nbruti che non riesco a sopportarli, e sono uscito per fare un tiro, come ho sempre fatto.\nsparare, come ho fatto ultimamente di sera, ogni volta che ne ho visto uno.\nne vedo uno. Allora ridevi di me per questo, Art.\n\n L'avete colpito? ha chiesto il dottor Van Helsing.\n\n Non lo so; credo di no, perch\u00e9 \u00e8 volato via nel bosco.  Senza\nsenza dire altro, riprese il suo posto e il professore inizi\u00f2 a riprendere la sua\ndichiarazione:--\n\n Dobbiamo rintracciare ognuna di queste scatole e, quando saremo pronti, dovremo catturare o uccidere questo mostro nella sua tana.\ncatturare o uccidere questo mostro nella sua tana; oppure dobbiamo, per cos\u00ec dire, sterilizzare la terra, in modo che non possa pi\u00f9\nper cos\u00ec dire, sterilizzare la terra, in modo che non possa pi\u00f9 cercare sicurezza in essa.\nCos\u00ec, alla fine, potremo trovarlo nella sua forma di uomo tra mezzogiorno e il tramonto.\nmezzogiorno e il tramonto, e quindi affrontarlo quando \u00e8 pi\u00f9 debole.\n\n E ora per voi, signora Mina, questa notte \u00e8 la fine finch\u00e9 non sar\u00e0 tutto a posto.\nSiete troppo preziosa per noi per correre questo rischio. Quando ci lasceremo questa notte, non dovrete\nnon dovrete pi\u00f9 fare domande. Vi diremo tutto a tempo debito. Siamo uomini\ne siamo in grado di sopportare; ma tu devi essere la nostra stella e la nostra speranza, e ci comporteremo in modo tanto pi\u00f9 libero quanto pi\u00f9 tu non sarai in pericolo.\ne ci comporteremo in modo tanto pi\u00f9 libero quanto pi\u00f9 voi non sarete in pericolo, come lo siamo noi.\nsiamo.\n\nTutti gli uomini, anche Gionata, sembravano sollevati, ma non mi sembrava\nbene che dovessero sfidare il pericolo e, forse, diminuire la loro sicurezza\nsicurezza - la forza \u00e8 la migliore delle sicurezze - attraverso la cura di me; ma le loro idee erano\nmente erano decisi e, anche se per me era un boccone amaro da inghiottire,\nnon potevo dire nulla, se non accettare la loro cavalleresca cura di me.\n\nIl signor Morris ha ripreso la discussione:--\n\n Visto che non c'\u00e8 tempo da perdere, propongo di dare un'occhiata alla sua casa proprio\nora. Il tempo \u00e8 tutto con lui; e un'azione rapida da parte nostra potrebbe salvare\nun'altra vittima.\n\nAmmetto che il mio cuore cominci\u00f2 a venir meno quando si avvicin\u00f2 il momento dell'azione, ma non dissi nulla.\nma non dissi nulla, perch\u00e9 temevo di pi\u00f9 che se fossi apparso come un peso o un ostacolo al loro lavoro\nse fossi apparso come un freno o un ostacolo al loro lavoro, avrebbero potuto anche lasciarmi\nmi escludessero del tutto dai loro consigli. Ora sono partiti per Carfax,\ncon i mezzi per entrare in casa.\n\nDa uomini, mi avevano detto di andare a letto e dormire; come se una donna potesse dormire quando chi ama \u00e8 in pericolo!\ndormire quando coloro che ama sono in pericolo! Mi sdraier\u00f2 e finger\u00f2 di dormire\ndi dormire, per evitare che Jonathan si preoccupi ancora di pi\u00f9 per me quando torner\u00e0.\n\n\nDiario del dottor Seward.\n\n1 ottobre, ore 4. Proprio mentre stavamo per uscire di casa, mi \u00e8 stato portato un messaggio urgente da Renfield.\nmessaggio urgente da parte di Renfield per sapere se volevo vederlo\ndi vederlo subito, perch\u00e9 aveva qualcosa di estremamente importante da dirmi.\nDissi al messaggero che avrei risposto ai suoi desideri domattina.\nmattina; ero occupato proprio in questo momento. L'attendente aggiunse:--\n\n Sembra molto impaziente, signore. Non l'ho mai visto cos\u00ec ansioso. Non so\nnon so se, se non lo vedete presto, avr\u00e0 uno dei suoi\nviolente crisi.  Sapevo che quell'uomo non avrebbe detto questo senza un motivo\nmotivo, cos\u00ec dissi:  Va bene; ora vado; e chiesi agli altri di aspettarmi per qualche minuto, perch\u00e9 io\ndi aspettarmi qualche minuto, perch\u00e9 dovevo andare a vedere il mio paziente.\n\n Portami con te, amico John, disse il professore.  Il suo caso nel tuo\ndiario mi interessa molto, e di tanto in tanto ha avuto attinenza anche con il _nostro_ caso.\ncaso. Mi piacerebbe molto vederlo, in particolare quando la sua mente \u00e8\ndisturbata.\n\n Posso venire anch'io? chiese Lord Godalming.\n\n Anch'io? disse Quincey Morris.  Posso venire? disse Harker. Annuii e\nscendemmo tutti insieme nel passaggio.\n\nLo trovammo in uno stato di notevole eccitazione, ma molto pi\u00f9\nrazionale nel parlare e nel comportarsi di quanto non l'avessi mai visto. C'era una\ncomprensione di se stesso, che era diversa da qualsiasi cosa avessi mai\nin un folle; e dava per scontato che le sue ragioni avrebbero prevalso\nche le sue ragioni avrebbero prevalso su quelle di altri sani di mente. Entrammo tutti e quattro nella stanza, ma\nnessuno degli altri all'inizio disse nulla. La sua richiesta era che io lo\nche lo rilasciassi subito dal manicomio e lo rimandassi a casa. La sua richiesta \u00e8 stata sostenuta\ncon argomentazioni relative alla sua completa guarigione e adduceva la propria\nsanit\u00e0 mentale.  Mi rivolgo ai vostri amici, disse, che forse non si preoccuperanno di giudicare il mio caso,\nforse non avranno problemi a giudicare il mio caso. A proposito, non mi avete\nnon mi avete presentato.  Ero cos\u00ec stupito che la stranezza di presentare un pazzo in un manicomio\ndi presentare un pazzo in un manicomio non mi colp\u00ec al momento; e..,\nInoltre, c'era una certa dignit\u00e0 nel modo di fare di quell'uomo, cos\u00ec tanto\ndi una certa dignit\u00e0 nei modi di quell'uomo, cos\u00ec simile all'abitudine all'uguaglianza, che feci subito le presentazioni:  Lord\nGodalming; il professor Van Helsing; il signor Quincey Morris, del Texas; il signor Renfield.\nRenfield.  Ha stretto la mano a ciascuno di loro, dicendo a turno:--\n\n Lord Godalming, ho avuto l'onore di fare da secondo a vostro padre a\nWindham; mi rattrista sapere, dal momento che voi detenete il titolo, che egli non \u00e8 pi\u00f9\npi\u00f9. Era un uomo amato e onorato da tutti coloro che lo conoscevano; e in giovent\u00f9 era, a quanto ho sentito, l'inventore di un\nin giovent\u00f9 fu, ho sentito dire, l'inventore di un punch al rum bruciato, molto\nmolto apprezzato nella notte del Derby. Signor Morris, dovrebbe essere orgoglioso del suo grande Stato.\nStato. La sua accoglienza nell'Unione \u00e8 stata un precedente che potrebbe avere\neffetti di vasta portata in futuro, quando il Polo e i Tropici potranno stringere\nalleanza con la bandiera a stelle e strisce. Il potere del trattato pu\u00f2 ancora rivelarsi un\nun vasto motore di allargamento, quando la dottrina Monroe prender\u00e0 il suo vero posto come\ncome una favola politica. Cosa dire del piacere di incontrare Van Helsing?\nincontrare Van Helsing? Signore, non mi scuso per aver abbandonato ogni forma di prefisso convenzionale.\nprefisso convenzionale. Quando un individuo ha rivoluzionato la terapeutica\ncon la sua scoperta della continua evoluzione della materia cerebrale,\nle forme convenzionali non si addicono, poich\u00e9 sembrerebbero limitarlo a\nuna classe. Voi, signori, che per nazionalit\u00e0, per ereditariet\u00e0 o per\nper l'ereditariet\u00e0 o per il possesso di doti naturali, siete adatti a ricoprire i vostri rispettivi\nnel mondo in movimento, prendo a testimoniare che sono sano di mente almeno quanto\nmaggioranza degli uomini che sono in pieno possesso delle loro libert\u00e0.\nE sono sicuro che lei, dottor Seward, umanitario e medico-giurista oltre che scienziato, riterr\u00e0\nmedico-giurista e scienziato, riterr\u00e0 un dovere morale trattare con me come uno da\ncome uno da considerare in circostanze eccezionali\".  Fece quest'ultimo\ncon un'aria di cortese convinzione che non era priva di fascino.\nfascino.\n\nCredo che siamo rimasti tutti sbalorditi. Per quanto mi riguarda, ero convinto che, nonostante la conoscenza\nconvinzione, nonostante la mia conoscenza del carattere e della storia di quell'uomo,\nche la sua ragione fosse stata recuperata; e sentii il forte impulso di dirgli che ero soddisfatto della sua sanit\u00e0\ndi dirgli che ero soddisfatto della sua sanit\u00e0 mentale e che mi sarei occupato delle\nformalit\u00e0 necessarie per il suo rilascio in mattinata. Ho pensato che fosse\nmeglio aspettare, per\u00f2, prima di fare una dichiarazione cos\u00ec grave, perch\u00e9 di vecchia data\nconoscevo i cambiamenti improvvisi a cui era soggetto questo particolare paziente.\nMi accontentai quindi di dire genericamente che sembrava migliorare\nche sembrava migliorare molto rapidamente; che avrei parlato pi\u00f9 a lungo con lui\nche avrei parlato pi\u00f9 a lungo con lui in mattinata e che avrei visto cosa potevo fare per\nsoddisfare i suoi desideri. Questo non lo soddisfece affatto, perch\u00e9 disse rapidamente\nrapidamente:--\n\n Ma temo, dottor Seward, che lei non abbia compreso il mio desiderio. Desidero\nandare subito, qui, ora, in questa stessa ora, in questo stesso momento, se posso. Il tempo\ne nel nostro accordo implicito con il vecchio falciatore esso \u00e8 l'essenza del contratto.\nessenza del contratto. Sono certo che sia solo necessario mettere\nun professionista cos\u00ec ammirevole come il dottor Seward un desiderio cos\u00ec semplice, eppure cos\u00ec\nsemplice, eppure cos\u00ec importante, per assicurarne la realizzazione.  Mi guard\u00f2 con attenzione e\ne vedendo la negativit\u00e0 del mio volto, si rivolse agli altri e li esamin\u00f2\nattentamente. Non ricevendo alcuna risposta sufficiente, continu\u00f2: --\n\n \u00c8 possibile che io abbia commesso un errore di supposizione?\n\n L'avete fatto, dissi con franchezza, ma allo stesso tempo, come sentivo, in modo brutale.\nC'\u00e8 stata una pausa considerevole, e poi ha detto lentamente:--\n\n Allora suppongo di dover solo spostare il motivo della mia richiesta. Permettetemi di chiedere\nquesta concessione, un privilegio, quello che volete. Sono contento di implorare\nin questo caso, non per motivi personali, ma per il bene degli altri. I\nnon sono libero di esporvi tutte le mie ragioni, ma vi assicuro che posso\nvi assicuro che sono buone, sane e disinteressate, e che nascono dalla\naltruistico e che scaturiscono dal pi\u00f9 alto senso del dovere. Se poteste guardare,\nnel mio cuore, approvereste appieno i sentimenti che mi animano.\nmi animano. Anzi, di pi\u00f9, mi annoverereste tra i migliori e pi\u00f9 sinceri\ndei vostri amici.  Di nuovo ci guard\u00f2 tutti con attenzione. Avevo una crescente\nconvinzione che questo improvviso cambiamento di tutto il suo metodo intellettuale fosse\nche questo improvviso cambiamento del suo metodo intellettuale non fosse altro che un'altra forma o fase della sua follia.\ndi lasciarlo andare avanti ancora un po', sapendo per esperienza che, come tutti i pazzi, si sarebbe\ncome tutti i pazzi, alla fine si sarebbe tradito. Van Helsing lo guardava con\ncon uno sguardo della massima intensit\u00e0, con le sopracciglia cespugliose che quasi si incontrano\ncon la concentrazione fissa del suo sguardo. Disse a Renfield in un tono\nche non mi ha sorpreso in quel momento, ma solo quando ci ho pensato dopo.\ndopo, perch\u00e9 era come quello di uno che si rivolge a un suo pari:--\n\n Non puoi dire con franchezza il vero motivo per cui desideri essere libero\nstasera? Mi impegner\u00f2 a farlo se accontenterete anche me, un estraneo,\nsenza pregiudizi e con l'abitudine di mantenere una mente aperta - il dott.\nSeward vi conceder\u00e0, a suo rischio e sotto la sua responsabilit\u00e0, il privilegio che cercate.\nprivilegio che cercate\".  Scosse la testa tristemente, con uno sguardo di\nstruggente rammarico sul volto. Il professore continu\u00f2: --\n\n Suvvia, signore, ripensateci. Lei rivendica il privilegio della ragione in\nmassimo grado, dal momento che cercate di impressionarci con la vostra completa\nragionevolezza. Lo fa lei, della cui sanit\u00e0 mentale abbiamo motivo di dubitare, visto che\nnon \u00e8 ancora uscito dal trattamento medico proprio per questo difetto. Se\nSe non ci aiutate nel nostro sforzo di scegliere la strada pi\u00f9 saggia, come possiamo\ncome possiamo adempiere al dovere che lei stesso ci ha imposto? Siate saggi e aiutateci\ne aiutateci; e se potremo, vi aiuteremo a realizzare il vostro desiderio\".  Scosse ancora la testa\nla testa mentre diceva:--\n\n Dottor Van Helsing, non ho nulla da dire. La vostra argomentazione \u00e8 completa, e\nse fossi libero di parlare non esiterei un attimo; ma non sono padrone di me stesso in materia.\npadrone di me stesso in questa faccenda. Posso solo chiedervi di fidarvi di me. Se mi rifiutate\nSe vengo rifiutato, la responsabilit\u00e0 non \u00e8 mia.  Ho pensato che fosse ormai\nche fosse giunto il momento di porre fine alla scena, che stava diventando troppo comicamente grave, cos\u00ec mi avviai verso la porta, dicendo semplicemente\nverso la porta, dicendo semplicemente:--\n\n Venite, amici miei, abbiamo del lavoro da fare. Buona notte.\n\nTuttavia, quando mi avvicinai alla porta, il paziente sub\u00ec un nuovo cambiamento. Egli\nsi \u00e8 mosso verso di me cos\u00ec rapidamente che per un momento ho temuto che stesse per\nche stesse per compiere un altro attacco omicida. I miei timori, tuttavia, erano\ninfondati, perch\u00e9 alz\u00f2 le due mani imploranti e fece la sua\npetizione in modo commovente. Quando si accorse che l'eccesso di emozione\nemozione gli giocava a sfavore, riportandoci ai nostri vecchi rapporti, divenne ancora pi\u00f9 dimostrativo.\nrapporti, \u00e8 diventato ancora pi\u00f9 dimostrativo. Ho lanciato uno sguardo a Van Helsing,\ne ho visto la mia convinzione riflessa nei suoi occhi; cos\u00ec sono diventato un po' pi\u00f9\npi\u00f9 fermo nei modi, se non addirittura pi\u00f9 severo, e gli ho fatto cenno che i suoi\nche i suoi sforzi erano inutili. Avevo gi\u00e0 visto qualcosa della stessa\neccitazione sempre crescente in lui quando doveva fare qualche richiesta a cui\nrichiesta a cui aveva pensato molto in quel momento, come, ad esempio, quando aveva\nun gatto; ed ero pronto a vedere il crollo nella stessa\nacquiescenza in questa occasione. La mia aspettativa non si realizz\u00f2,\nperch\u00e9, quando scopr\u00ec che il suo appello non avrebbe avuto successo, si mise\nuna condizione piuttosto frenetica. Si gett\u00f2 in ginocchio e alz\u00f2 le mani, torcendole\nle mani, torcendole in segno di supplica, e rivers\u00f2 un\ndi implorazione, con le lacrime che gli scendevano sulle guance e l'intero volto e la forma che esprimevano\ne tutto il suo volto e la sua forma esprimevano la pi\u00f9 profonda emozione:--\n\n Lasci che la supplichi, dottor Seward, oh, lasci che la implori, di lasciarmi uscire\nda questa casa immediatamente. Mandatemi via come volete e dove volete;\nmandate con me guardiani con fruste e catene; lasciate che mi portino in un\ncon l'impermeabile, con le manette e con i ferri alle gambe, anche in una prigione; ma lasciatemi andare\nfuori di qui. Non sapete cosa fate tenendomi qui. Io sto\nsto parlando dal profondo del mio cuore, della mia stessa anima. Non sapete\na chi fate torto, o come; e io non posso dirlo. Guai a me! Non posso dirlo.\nPer tutto ci\u00f2 che hai di sacro, per tutto ci\u00f2 che ti \u00e8 caro, per il tuo amore che \u00e8 perduto, per la tua speranza che vive...\nperduto, per la vostra speranza che vive, per amore dell'Onnipotente, tiratemi fuori da questo\nda questo e salva la mia anima dalla colpa! Non mi senti, amico? Non puoi\ncapire? Non imparerai mai? Non sai che sono sano di mente e\nche non sono un pazzo in preda a un attacco di follia, ma un uomo sano che lotta per la sua anima?\nper la sua anima? Oh, ascoltatemi! Ascoltatemi! Lasciatemi andare! Lasciatemi andare! Lasciatemi andare!\n\nPensai che pi\u00f9 a lungo sarebbe andato avanti, pi\u00f9 si sarebbe scatenato, e quindi\ncos\u00ec l'ho preso per mano e l'ho sollevato.\n\n Suvvia, dissi con severit\u00e0, basta con questa storia; ne abbiamo gi\u00e0 avuto abbastanza.\ngi\u00e0 abbastanza. Vai a letto e cerca di comportarti in modo pi\u00f9 discreto.\n\nSi ferm\u00f2 improvvisamente e mi guard\u00f2 intensamente per alcuni istanti. Poi,\nsenza dire una parola, si alz\u00f2 e, spostandosi, si sedette sul lato del letto.\nletto. Il crollo era avvenuto, come in altre occasioni, proprio come mi aspettavo.\nprevisto.\n\nMentre uscivo dalla stanza, ultimo della nostra comitiva, mi disse con una voce\nvoce tranquilla e ben educata:--\n\n Confido che lei, dottor Seward, mi far\u00e0 la cortesia di ricordare, in seguito, che ho fatto tutto il possibile per convincerla\nche ho fatto il possibile per convincerla questa sera.\n\n\n\n\nCAPITOLO XIX\n\nIL DIARIO DI JONATHAN HARKER\n\n\n1 ottobre, ore 5. Sono andata con il gruppo alla ricerca con animo sereno, perch\u00e9 credo di non aver mai visto Mina cos\u00ec in forma.\nmente, perch\u00e9 credo di non aver mai visto Mina cos\u00ec assolutamente forte e in forma. Sono\nsono molto contenta che abbia acconsentito a trattenersi e a lasciare che fossimo noi uomini a fare il lavoro.\nIn qualche modo, mi spaventava il fatto che si occupasse di questo terribile affare.\nma ora che il suo lavoro \u00e8 stato fatto e che \u00e8 merito della sua energia, del suo cervello e della sua lungimiranza\ncervello e alla sua lungimiranza che l'intera storia \u00e8 messa insieme in modo tale da\nche ogni punto racconta, pu\u00f2 ben sentire che la sua parte \u00e8 finita e che pu\u00f2\nche d'ora in poi potr\u00e0 lasciare il resto a noi. Eravamo, credo, tutti un po'\nun po' turbati dalla scena con il signor Renfield. Quando siamo usciti dalla sua\nstanza siamo rimasti in silenzio finch\u00e9 non siamo tornati nello studio. Poi il signor Morris disse\nal dottor Seward:--\n\n Jack, se quell'uomo non stava tentando un bluff, \u00e8 il pi\u00f9 sano di mente che abbia mai visto.\npazzoide pi\u00f9 sano che abbia mai visto. Non ne sono sicuro, ma credo che avesse uno scopo serio.\nscopo serio, e se lo aveva, \u00e8 stato piuttosto duro per lui non avere una\npossibilit\u00e0.  Lord Godalming e io siamo rimasti in silenzio, ma il dottor Van Helsing ha aggiunto:--\n\n Amico John, tu ne sai pi\u00f9 di me di pazzi, e ne sono felice,\nperch\u00e9 temo che, se fossi stato io a decidere, prima di quell'ultimo\nisterico, l'avrei lasciato libero. Ma viviamo e impariamo, e nel nostro\nil nostro compito attuale non dobbiamo correre rischi, come direbbe il mio amico Quincey.\nTutto \u00e8 meglio cos\u00ec com'\u00e8\".  Il dottor Seward sembr\u00f2 rispondere a entrambi in modo\nmodo sognante:--\n\n Non so se sono d'accordo con lei. Se quell'uomo fosse stato un\npazzoide normale avrei corso il rischio di fidarmi di lui; ma sembra cos\u00ec\nsembra cos\u00ec invischiato con il Conte in un modo indefinito che ho paura di fare qualcosa di sbagliato\npaura di fare qualcosa di sbagliato aiutando le sue mode. Non posso dimenticare come\nnon posso dimenticare come abbia pregato quasi con lo stesso fervore per un gatto e poi abbia cercato di strapparmi la gola con i denti.\ngola con i denti. Inoltre, ha chiamato il Conte signore e\ne padrone, e potrebbe voler uscire per aiutarlo in qualche modo diabolico.\nQuell'orribile essere ha i lupi, i ratti e i suoi stessi simili ad aiutarlo.\nquindi suppongo che non abbia intenzione di usare un pazzo rispettabile. Sembrava\nsembrava serio, per\u00f2. Spero solo che abbiamo fatto ci\u00f2 che \u00e8\nmeglio. Queste cose, insieme al lavoro selvaggio che abbiamo in mano,\ncontribuiscono a innervosire un uomo.  Il professore si avvicin\u00f2 e, posandogli la mano sulla spalla, disse con la sua voce grave e gentile\nsulla sua spalla, disse nel suo modo serio e gentile: \"Non \u00e8 vero.\n\n Amico John, non temere. Stiamo cercando di fare il nostro dovere in un caso molto triste e terribile.\ne terribile; possiamo solo fare ci\u00f2 che riteniamo meglio. Che altro abbiamo da sperare\nsperare, se non nella piet\u00e0 del buon Dio?  Lord Godalming si era allontanato\nsi era allontanato per qualche minuto, ma ora torn\u00f2. Teneva in mano un piccolo fischietto d'argento\nfischietto d'argento, mentre osservava: --\n\n Quel vecchio posto potrebbe essere pieno di topi, e se \u00e8 cos\u00ec, ho un antidoto a disposizione.\nchiamata.  Superato il muro di cinta, ci dirigemmo verso la casa, avendo cura di\ndi rimanere nell'ombra degli alberi sul prato quando la luna splendeva\nluce lunare. Quando arrivammo al portico, il Professore apr\u00ec la sua borsa e ne tir\u00f2 fuori\nun sacco di cose, che pos\u00f2 sul gradino, suddividendole in quattro\nquattro piccoli gruppi, evidentemente uno per ciascuno. Poi parl\u00f2\n\n Amici miei, stiamo andando incontro a un terribile pericolo e abbiamo bisogno di armi di\nmolti tipi. Il nostro nemico non \u00e8 solo spirituale. Ricordate che ha la forza\nforza di venti uomini e che, sebbene i nostri colli o le nostre trombe del vento siano\ndi tipo comune - e quindi rompibili o schiacciabili - i suoi non sono\nnon sono soggetti alla mera forza. Un uomo pi\u00f9 forte, o un corpo di uomini pi\u00f9 forte\nin tutto pi\u00f9 forti di lui, possono in certi momenti trattenerlo; ma non possono ferirlo\ncome noi possiamo essere feriti da lui. Dobbiamo quindi proteggerci dal suo\ntocco. Tieni questo vicino al tuo cuore - Mentre parlava, sollev\u00f2 un piccolo crocifisso d'argento e lo tese verso di s\u00e9.\ncrocifisso d'argento e lo tese verso di me, che ero il pi\u00f9 vicino a lui.\nfiori al collo - qui mi porse una corona di fiori d'aglio appassiti -.\nper altri nemici pi\u00f9 banali, questo revolver e questo coltello.\nper altri nemici pi\u00f9 banali, questa rivoltella e questo coltello; e per aiuto in tutto, queste piccole lampade elettriche, che puoi\nal petto; e per tutti, e soprattutto per l'ultimo, questo,\nche non dobbiamo profanare inutilmente.  Questa era una porzione di Sacra\nche mise in una busta e mi consegn\u00f2. Ognuno degli altri\nera equipaggiato in modo simile.  Ora, disse l'amico Giovanni, dove sono le\nchiavi scheletriche? Se cos\u00ec riusciamo ad aprire la porta, non abbiamo bisogno di entrare in casa\ndalla finestra, come prima da Miss Lucy.\n\nIl dottor Seward prov\u00f2 una o due chiavi a scheletro, grazie alla sua destrezza meccanica di chirurgo.\nchirurgo. Presto ne ottenne una che faceva al caso suo; dopo\ndopo un po' di gioco avanti e indietro il chiavistello cedette e, con un clangore arrugginito, scatt\u00f2\narrugginito, scatt\u00f2 all'indietro. Prememmo sulla porta, i cardini arrugginiti scricchiolarono e si apr\u00ec lentamente.\nlentamente si apr\u00ec. Era sorprendentemente simile all'immagine che mi era stata trasmessa nel\nSeward dell'apertura della tomba della signorina Westenra; credo che la stessa idea abbia colpito gli altri.\nche la stessa idea sembrasse colpire gli altri, perch\u00e9 con un unico accordo\nindietreggiarono. Il professore fu il primo ad avanzare e ad entrare nella porta aperta.\ne si infil\u00f2 nella porta aperta.\n\n _In manus tuas, Domine!_ disse, attraversando se stesso mentre varcava la soglia.\nsoglia. Chiudemmo la porta dietro di noi, per evitare che quando avremmo acceso le nostre\naccendere le nostre lampade, avremmo potuto attirare l'attenzione dalla strada. Il\nProfessore prov\u00f2 attentamente la serratura, per evitare di non essere in grado di aprirla dall'interno in caso di fretta.\ndall'interno se avessimo avuto fretta di uscire. Poi accendemmo tutti le nostre\nlampade e procedemmo alla ricerca.\n\nLa luce delle piccole lampade cadeva in ogni sorta di strane forme, quando i raggi si incrociavano o l'opacit\u00e0 dei nostri corpi\nraggi si incrociavano o l'opacit\u00e0 dei nostri corpi proiettava grandi ombre.\nombre. Non riuscivo a togliermi dalla testa la sensazione che ci fosse\nche ci fosse qualcun altro tra noi. Suppongo che sia stato il ricordo, cos\u00ec\nfortemente portato a casa da quell'ambiente lugubre, di quella terribile\nesperienza in Transilvania. Credo che la sensazione fosse comune a tutti noi,\nperch\u00e9 notai che gli altri continuavano a guardarsi le spalle a ogni suono e a ogni\nogni suono e ogni nuova ombra, proprio come mi sentivo di fare io.\n\nL'intero locale era denso di polvere. Il pavimento sembrava profondo pochi centimetri\nprofondo, tranne nei punti in cui c'erano stati dei passi recenti, nei quali, tenendo premuto il\nla mia lampada, potevo vedere i segni delle unghie dei piedi dove la polvere era spaccata. Le\nLe pareti erano soffici e pesanti di polvere, e negli angoli c'erano masse di ragnatele, sulle quali si trovavano\nragnatele, sulle quali la polvere si era accumulata fino a farle sembrare vecchi stracci\nstracci, perch\u00e9 il peso li aveva in parte strappati. Su un tavolo nella\nsala c'era un grande mazzo di chiavi, con un'etichetta ingiallita dal tempo su ognuna. Erano\nerano state usate pi\u00f9 volte, perch\u00e9 sul tavolo c'erano diversi squarci simili\nnella coltre di polvere, simili a quelle esposte quando il professore le aveva\nle sollev\u00f2. Si gir\u00f2 verso di me e disse\n\n Tu conosci questo posto, Jonathan. Hai copiato le mappe, e lo conosci\nalmeno pi\u00f9 di noi. Qual \u00e8 la strada per la cappella?  Avevo un'idea della\nidea della direzione, anche se nella mia precedente visita non ero stato in grado di\ncos\u00ec ho fatto da guida e, dopo qualche svolta sbagliata, mi sono trovata di fronte a un arco basso\nmi trovai di fronte a una bassa porta di quercia ad arco, costellata di fasce di ferro.\n Questo \u00e8 il posto giusto, disse il Professore mentre accendeva la sua lampada su una piccola\nmappa della casa, copiata dal fascicolo della mia corrispondenza originale\ndell'acquisto. Con un po' di difficolt\u00e0 trovammo la chiave sul mazzo e aprimmo la porta.\nmazzo e aprimmo la porta. Eravamo preparati a qualche sgradevolezza, poich\u00e9\nmentre aprivamo la porta un'aria debole e maleodorante sembrava esalare\nma nessuno di noi si sarebbe mai aspettato un odore del genere.\nincontrato. Nessuno degli altri aveva mai incontrato il conte da vicino, e quando l'avevo visto io\ne quando l'avevo visto o era nella fase di digiuno della sua\ndella sua esistenza nelle sue stanze o, quando era gongolante di sangue fresco, in\nun edificio in rovina aperto all'aria; ma qui il posto era piccolo e stretto, e il lungo disuso aveva\nma qui il luogo era piccolo e chiuso, e il lungo disuso aveva reso l'aria stagnante e viziata. C'era\nun odore terroso, come di un miasma secco, che si diffondeva nell'aria pi\u00f9 sporca.\naria pi\u00f9 sporca. Ma per quanto riguarda l'odore in s\u00e9, come posso descriverlo? Non era\nnon solo che era composto da tutti i mali della mortalit\u00e0 e dall'odore pungente e acre del sangue, ma anche che\nodore acre e pungente del sangue, ma sembrava che la corruzione si fosse\nfosse diventata essa stessa corrotta. Faugh! Mi viene il voltastomaco a pensarci. Ogni respiro\nespirato da quel mostro sembrava essersi attaccato a quel luogo e\nintensificare la sua ripugnanza.\n\nIn circostanze normali un tale fetore avrebbe posto fine alla nostra impresa.\nma questo non era un caso ordinario, e l'alto e terribile scopo in cui eravamo coinvolti ci ha dato una forza che si \u00e8 innalzata fino a raggiungere il livello pi\u00f9 alto.\nscopo terribile in cui eravamo coinvolti ci ha dato una forza che si \u00e8 alzata\nal di sopra delle considerazioni meramente fisiche. Dopo l'involontario rimpicciolimento\ndopo l'involontaria contrazione dovuta alla prima zaffata di nausea, ci mettemmo tutti al lavoro come se quell'orribile\nlavoro come se quel luogo disgustoso fosse un giardino di rose.\n\nAbbiamo fatto un esame accurato del luogo, il professore ha detto mentre iniziavamo.\niniziato:--\n\n La prima cosa da fare \u00e8 vedere quante scatole sono rimaste; dobbiamo poi\nesaminare ogni buco, angolo e fessura e vedere se non riusciamo a trovare qualche\nindizio su cosa sia diventato il resto.  Un'occhiata era sufficiente a mostrare\nquante ne fossero rimaste, perch\u00e9 le grandi casse di terra erano ingombranti e non ci si poteva\nnon ci si poteva sbagliare.\n\nNe erano rimasti solo ventinove su cinquanta! Una volta mi sono spaventato,\nperch\u00e9, vedendo Lord Godalming voltarsi all'improvviso e guardare fuori dalla porta a volta nel\nporta a volta nel passaggio buio, ho guardato anch'io e per un istante il mio cuore si \u00e8 fermato.\ncuore si ferm\u00f2. Da qualche parte, guardando fuori dall'ombra, mi sembrava di vedere\ndel volto malvagio del conte, la cresta del naso, gli occhi rossi, le labbra rosse, il\nocchi rossi, le labbra rosse, il terribile pallore. Fu solo per un momento, perch\u00e9,\ncome disse Lord Godalming, credevo di aver visto un volto, ma erano solo le\ne riprese la sua indagine, girai la lampada in direzione,\ne mi addentrai nel passaggio. Non c'era traccia di nessuno; e poich\u00e9 non c'erano angoli, porte o\nnon c'erano angoli, n\u00e9 porte, n\u00e9 aperture di alcun genere, ma solo le solide\nsolide pareti del passaggio, non poteva esserci un nascondiglio nemmeno per _lui_. I\npensai che la paura avesse aiutato l'immaginazione e non dissi nulla.\n\nPochi minuti dopo vidi Morris indietreggiare improvvisamente da un angolo, che\nstava esaminando. Seguimmo tutti i suoi movimenti con gli occhi, perch\u00e9 indubbiamente\nindubbiamente un po' di nervosismo stava crescendo su di noi, e vedemmo un'intera massa di\ndi fosforescenze che scintillavano come stelle. Tutti ci siamo istintivamente allontanati\nindietro. L'intero luogo si stava animando di topi.\n\nPer un momento o due rimanemmo sbigottiti, tutti tranne Lord Godalming, che era apparentemente preparato per una simile emergenza.\napparentemente preparato a una simile emergenza. Si precipit\u00f2 verso la grande\nporta di quercia legata al ferro, che il dottor Seward aveva descritto dall'esterno,\ne che io stesso avevo visto, gir\u00f2 la chiave nella serratura, tir\u00f2 gli enormi catenacci e fece scattare la porta.\nenormi catenacci e spalanc\u00f2 la porta. Poi, prendendo il suo piccolo fischietto d'argento\nfischietto d'argento dalla tasca, emise un richiamo basso e stridente. Gli risposero\nSeward dal guaito dei cani e, dopo circa un minuto, tre terrier si precipitarono sul posto.\ndopo circa un minuto tre terrier si precipitarono dietro l'angolo della casa.\nInconsapevolmente ci eravamo tutti spostati verso la porta e, mentre ci muovevamo, notai che la polvere era stata molto disturbata.\nche la polvere era stata molto disturbata: le scatole che erano state portate fuori erano state\nerano state portate fuori da questa parte. Ma gi\u00e0 nel minuto trascorso il numero dei\ntrascorso, il numero dei topi era enormemente aumentato. Sembravano\nSembravano sciamare dappertutto, finch\u00e9 la luce della lampada, che brillava sui loro corpi scuri in movimento e sui loro\ncorpi scuri che si muovevano e sugli occhi scintillanti e maligni, faceva sembrare il posto\ncome un banco di terra pieno di lucciole. I cani si precipitarono, ma sulla\nsoglia si fermarono improvvisamente e ringhiarono, poi, alzando contemporaneamente il naso, cominciarono a\nnaso, cominciarono a ululare nel modo pi\u00f9 lugubre. I topi si stavano\nsi moltiplicavano a migliaia e noi ce ne andammo.\n\nLord Godalming sollev\u00f2 uno dei cani e, portandolo dentro, lo pose sul pavimento.\nsul pavimento. Nell'istante in cui i suoi piedi toccarono terra, sembr\u00f2 recuperare il coraggio e si avvent\u00f2 sui suoi nemici naturali.\ncoraggio e si avvent\u00f2 sui suoi nemici naturali. Essi fuggirono davanti a\ncos\u00ec velocemente che, prima che avesse scosso la vita di una ventina di esemplari, gli altri cani, che erano stati ormai sollevati, si avventarono su di lui.\naltri cani, che ormai erano stati sollevati allo stesso modo, non avevano che una piccola preda\nprima che l'intera massa si dileguasse.\n\nCon la loro partenza sembrava che qualche presenza maligna se ne fosse andata, perch\u00e9\ni cani si agitavano e abbaiavano allegramente, mentre si scagliavano all'improvviso contro i loro\ni loro nemici prostrati, li giravano e li lanciavano in aria con scosse feroci.\nin aria con scosse feroci. Sembrava che a tutti noi si alzasse il morale.\nSia che si trattasse della purificazione dell'atmosfera mortale grazie all'apertura della porta della cappella, sia che si trattasse del sollievo\ndella porta della cappella, o il sollievo che provammo nel trovarci all'aperto, non so.\nall'aperto, non lo so; ma di certo l'ombra del terrore sembr\u00f2 scivolare via come una veste\ncome una veste, e l'occasione della nostra venuta perse qualcosa del suo\ndel suo significato lugubre, anche se non abbiamo rallentato di un millimetro la nostra\nrisoluzione. Chiudemmo la porta esterna, la sbarrammo e la chiudemmo a chiave, e\nportando con noi i cani, iniziammo a perlustrare la casa. Non trovammo\nnulla in tutta la casa, se non polvere in proporzioni straordinarie e tutto\nintatto, se non per i miei passi quando l'avevo visitata per la prima volta.\nI cani non hanno mai mostrato alcun sintomo di disagio e anche quando siamo tornati alla cappella\ntornammo alla cappella si agitarono come se fossero stati a\ncaccia di conigli in un bosco estivo.\n\nIl mattino stava accelerando a est quando siamo usciti dal fronte.\nIl dottor Van Helsing aveva preso la chiave della porta della sala dal mazzo e l'aveva chiusa a chiave in modo ortodosso.\ne ha chiuso a chiave la porta in modo ortodosso, mettendosi la chiave in tasca\nin tasca.\n\n Finora, ha detto, la nostra notte ha avuto un grande successo. Non ci \u00e8 stato fatto alcun male\ncome temevo, eppure abbiamo accertato quante scatole mancano all'appello.\nquante scatole mancano. Pi\u00f9 di ogni altra cosa mi rallegro del fatto che questo, il nostro primo\nprimo passo, forse il pi\u00f9 difficile e pericoloso, sia stato compiuto senza\nsenza che la nostra dolcissima Madam Mina sia stata portata qui o che abbia\nMina, n\u00e9 di turbare i suoi pensieri di veglia o di sonno con immagini, suoni e odori di orrore\nodori dell'orrore che non avrebbe mai potuto dimenticare. Una lezione, inoltre, abbiamo\nse \u00e8 lecito argomentare _a particulari_: che le bestie brute\nche le bestie brute che sono al comando del Conte non sono ancora\nal suo potere spirituale; perch\u00e9 guardate, questi topi che vengono alla sua\ncome dal suo castello chiama i lupi al vostro passaggio e al grido di quella povera madre.\nal grido di quella povera madre, anche se vengono da lui, scappano a gambe levate\ndai piccoli cani del mio amico Arthur. Abbiamo altre questioni\naltri pericoli, altre paure; e quel mostro... non ha usato il suo potere sul mondo dei bruti per\nil suo potere sul mondo dei bruti per l'unica o l'ultima volta questa notte.\nChe sia andato altrove. Bene! Ci ha dato l'opportunit\u00e0\ndi gridare al controllo in qualche modo in questa partita a scacchi, che giochiamo per la\ndelle anime umane. E ora torniamo a casa. L'alba \u00e8 vicina,\ne abbiamo motivo di essere soddisfatti del nostro primo lavoro notturno. Potrebbe essere\nche ci aspettano molte notti e giorni, anche se pieni di pericoli;\nma dobbiamo andare avanti e non dobbiamo sottrarci a nessun pericolo.\n\nLa casa era silenziosa quando tornammo, a parte qualche povera creatura che\nche urlava in uno dei reparti lontani, e un suono basso e lamentoso dalla stanza di Renfield.\ndalla stanza di Renfield. Quel povero disgraziato si stava senza dubbio torturando,\nalla maniera dei pazzi, con inutili pensieri di dolore.\n\nEntrai in punta di piedi nella nostra stanza e trovai Mina addormentata, che respirava cos\u00ec dolcemente che dovetti abbassare l'orecchio per sentirla.\ndolcemente che ho dovuto abbassare l'orecchio per sentirlo. Sembra pi\u00f9 pallida del\nsolito. Spero che l'incontro di stasera non l'abbia turbata. Sono davvero\nsono davvero grata che sia stata lasciata fuori dal nostro lavoro futuro, e anche dalle nostre\ndeliberazioni. \u00c8 uno sforzo troppo grande da sopportare per una donna. Non l'ho pensato\nall'inizio non lo pensavo, ma ora lo so meglio. Perci\u00f2 sono felice che sia\ndeciso. Potrebbero esserci cose che le farebbero paura a sentirle; eppure\nnasconderle potrebbe essere peggio che dirgliele, se una volta sospettasse\nsospettasse di averle nascoste. D'ora in poi il nostro lavoro sar\u00e0 un\nlibro sigillato per lei, almeno fino a quando non potremo dirle che tutto \u00e8 finito e che la terra \u00e8 libera da\nche tutto \u00e8 finito e che la terra \u00e8 libera da un mostro dell'aldil\u00e0. I\noso dire che sar\u00e0 difficile iniziare a mantenere il silenzio dopo una tale\nconfidenza come la nostra; ma devo essere risoluto e domani terr\u00f2 il silenzio\noscuro di ci\u00f2 che \u00e8 successo stanotte e mi rifiuter\u00f2 di parlare di tutto ci\u00f2 che\n\u00e8 accaduto. Mi riposo sul divano, per non disturbarla.\n\n       * * * * *\n\n_1 ottobre, pi\u00f9 tardi._--Immagino sia stato naturale che tutti noi ci siamo svegliati\nperch\u00e9 la giornata \u00e8 stata intensa e la notte non ha avuto riposo.\nriposo. Anche Mina deve averne avvertito la stanchezza, perch\u00e9, sebbene io abbia dormito fino a quando il sole era alto, ero gi\u00e0 in piedi.\nsole, ero gi\u00e0 sveglio prima di lei e dovetti chiamarla due o tre volte prima che si svegliasse.\ntre volte prima che si svegliasse. In effetti, dormiva cos\u00ec profondamente che per qualche secondo non mi riconobbe.\nper qualche secondo non mi riconobbe, ma mi guard\u00f2 con una specie di\nterrore, come si guarda chi \u00e8 stato svegliato da un brutto sogno. Si lament\u00f2 un po' di essere stanca\nsi lamentava un po' di essere stanca e la lasciai riposare fino a pi\u00f9 tardi.\ngiorno. Ora sappiamo che sono state rimosse ventuno casse, e se \u00e8 vero che in qualcuna di queste sono state\nche ne siano state portate via diverse in uno di questi traslochi, potremmo essere in grado di rintracciarle tutte.\ntutte. Questo, ovviamente, semplificher\u00e0 enormemente il nostro lavoro, e quanto prima la questione verr\u00e0 affrontata tanto pi\u00f9\nprima la questione viene affrontata e meglio \u00e8. Oggi cercher\u00f2 Thomas\nSnelling oggi.\n\n\nDiario del dottor Seward.\n\n_1 ottobre._--Era verso mezzogiorno quando sono stato svegliato dal professore\nche entrava nella mia stanza. Era pi\u00f9 allegro e solare del solito, ed \u00e8 abbastanza evidente che il lavoro di ieri sera\n\u00e8 abbastanza evidente che il lavoro di ieri sera ha contribuito a togliergli un po' di peso\npeso della sua mente. Dopo aver ripercorso l'avventura della notte\nnotte, improvvisamente disse\n\n Il suo paziente mi interessa molto. Posso visitarlo insieme a voi\nquesta mattina? O se siete troppo occupati, posso andare da sola, se \u00e8 il caso.\nessere. \u00c8 un'esperienza nuova per me trovare un pazzo che parla di filosofia,\ne ragionare cos\u00ec bene.  Avevo del lavoro da sbrigare che mi premeva, cos\u00ec gli dissi\nche se avesse voluto andare da solo ne sarei stato felice, perch\u00e9 cos\u00ec non avrei dovuto\ncos\u00ec chiamai un inserviente e gli diedi le istruzioni necessarie.\nistruzioni. Prima che il professore uscisse dalla stanza, lo misi in guardia dal\ndi non farsi un'idea sbagliata del mio paziente.  Ma, rispose, voglio che\nvoglio che parli di s\u00e9 e della sua illusione di consumare cose vive.\ncose vive. Ha detto a Madam Mina, come vedo nel vostro diario di ieri, che\nche una volta aveva avuto questa convinzione. Perch\u00e9 sorridi, amico John?\n\n Mi scusi, dissi, ma la risposta \u00e8 qui.  Ho posato la mano sulla\ndattiloscritto.  Quando il nostro sano e dotto pazzo ha fatto quella stessa\ndichiarazione di come era solito consumare la vita, la sua bocca era davvero\nnauseata dalle mosche e dai ragni che aveva mangiato poco prima che Mrs.\nHarker entrasse nella stanza.  Van Helsing ha sorriso a sua volta.  Bene! ha detto.\n La vostra memoria \u00e8 vera, amico John. Avrei dovuto ricordarmene. Eppure \u00e8\n\u00e8 proprio questa obliquit\u00e0 del pensiero e della memoria che rende la malattia mentale\nuno studio cos\u00ec affascinante. Forse posso ottenere pi\u00f9 conoscenze dalla follia di questo\nfollia di questo pazzo che dall'insegnamento dei pi\u00f9 saggi.\nChi lo sa?  Continuai il mio lavoro e in breve tempo lo terminai.\nmano. Sembrava che il tempo fosse stato davvero molto breve, ma ecco Van Helsing di nuovo nello studio.\nVan Helsing nello studio.  Posso interrompervi? ha chiesto gentilmente, mentre\nin piedi davanti alla porta.\n\n Niente affatto, risposi.  Entrate. Il mio lavoro \u00e8 finito e sono libero.\nPosso venire con voi ora, se volete.\n\n \u00c8 inutile; l'ho visto!\n\n Allora?\n\n Temo che non mi valuti molto. Il nostro colloquio \u00e8 stato breve.\nQuando entrai nella sua stanza, era seduto su uno sgabello al centro, con i gomiti sulle ginocchia, e il suo volto era l'immagine di una persona arcigna.\ngomiti sulle ginocchia e il suo volto era l'immagine di un arcigno\nscontento. Gli parlai nel modo pi\u00f9 allegro possibile e con il massimo rispetto possibile.\nrispetto che potevo avere. Non mi rispose in alcun modo.  Non\nmi conosce?  chiesi. La sua risposta non fu rassicurante:  Vi conosco abbastanza\nabbastanza; voi siete il vecchio pazzo Van Helsing. Vorrei che portasse se stesso\ne le tue idiote teorie cerebrali da qualche altra parte. Maledetti tutti gli olandesi\nOlandesi!  Non ha detto un'altra parola, ma \u00e8 rimasto seduto nel suo implacabile\nimplacabile imbronciatura, indifferente a me come se non fossi mai stato nella stanza.\ncome se non fossi mai stato nella stanza. Per questa volta \u00e8 svanita la possibilit\u00e0 di imparare molto da questo pazzo cos\u00ec\nintelligente pazzoide; quindi andr\u00f2, se posso, a rallegrarmi con alcune\nparole felici con quella dolce anima di Madam Mina. Amico John, mi fa\nmi rallegra in modo indicibile il fatto che non debba pi\u00f9 soffrire, non debba pi\u00f9 essere\npreoccupata per le nostre terribili cose. Anche se ci mancher\u00e0 molto il suo aiuto, \u00e8 meglio cos\u00ec.\n\u00e8 meglio cos\u00ec.\n\n Sono d'accordo con te con tutto il cuore, risposi seriamente, perch\u00e9 non volevo che si indebolisse in questa materia.\nnon volevo che si indebolisse in questa faccenda.  La signora Harker \u00e8 meglio che ne sia fuori.\nLe cose vanno abbastanza male per noi, uomini di mondo, e che siamo stati in molti posti stretti ai nostri tempi.\nsono stati in molti posti stretti nel nostro tempo; ma non \u00e8 un posto per una donna,\ne se fosse rimasta in contatto con la faccenda, col tempo sarebbe\ninfallibilmente l'avrebbe fatta naufragare.\n\nVan Helsing \u00e8 andato a conferire con la signora Harker e Harker; Quincey e Art sono tutti fuori a seguire gli indizi sulle scatole di terra.\ne Art sono tutti fuori a seguire gli indizi sulle scatole di terra. I\nfinir\u00f2 il mio giro di lavoro e ci incontreremo stasera.\n\n\nIl diario di Mina Harker.\n\n_1 ottobre._--\u00c8 strano per me essere tenuta all'oscuro come lo sono oggi;\ndopo la piena fiducia di Jonathan per tanti anni, vederlo\npalesemente evitare certe questioni, e quelle pi\u00f9 vitali di tutte. Questa\nmattina ho dormito fino a tardi dopo le fatiche di ieri, e anche se\nJonathan fosse in ritardo, \u00e8 stato il primo. Prima di uscire mi ha parlato\nprima di uscire, mai in modo pi\u00f9 dolce e tenero, ma non ha mai accennato a una parola di quello che\ndi quello che era successo durante la visita alla casa del conte. Eppure doveva\ndoveva sapere quanto fossi terribilmente in ansia. Povero caro amico! Immagino che\ndeve averlo angosciato ancor pi\u00f9 di me. Erano tutti d'accordo che\nche era meglio che non fossi coinvolta ulteriormente in questo terribile lavoro e\nIo ho acconsentito. Ma pensare che mi nasconde qualcosa! E ora sto\npiangere come una sciocca, quando so che questo viene dal grande amore di mio marito e dai buoni, buoni desideri di quei\nmarito e dai buoni, buoni desideri di quegli altri uomini forti.\n\nQuesto mi ha fatto bene. Ebbene, un giorno Jonathan mi racconter\u00e0 tutto.\nper evitare che possa pensare anche solo per un momento che gli ho nascosto qualcosa.\nche gli abbia nascosto qualcosa, continuo a tenere il mio diario come al solito. Allora, se ha\ndella mia fiducia, glielo mostrer\u00f2, con ogni pensiero del mio cuore\ncuore, scritto in modo che i suoi cari occhi possano leggerlo. Mi sento stranamente triste e\ntriste e di cattivo umore oggi. Suppongo che sia la reazione alla terribile\neccitazione.\n\nIeri sera sono andata a letto quando gli uomini se n'erano andati, semplicemente perch\u00e9 mi hanno detto di farlo.\ndi farlo. Non avevo sonno e mi sentivo piena di ansia divorante. I\ncontinuavo a ripensare a tutto quello che \u00e8 successo da quando Jonathan \u00e8 venuto a\na Londra, e tutto mi sembrava un'orribile tragedia, con il destino che\nche incalza inesorabilmente verso una fine destinata. Tutto ci\u00f2 che si fa\nsembra, per quanto giusto possa essere, portare proprio alla cosa che\nche \u00e8 pi\u00f9 da deplorare. Se non fossi andato a Whitby, forse la povera cara Lucy sarebbe con noi ora.\nLucy sarebbe con noi ora. Non aveva preso l'abitudine di visitare il cimitero della chiesa\ne se non fosse venuta con me di giorno, non ci avrebbe mai camminato.\nse non ci fosse venuta di giorno con me, non ci avrebbe camminato nel sonno; e se non ci fosse andata di notte e addormentata, quel mostro avrebbe potuto\nnotte e addormentata, quel mostro non avrebbe potuto distruggerla come ha fatto.\nOh, perch\u00e9 mai sono andata a Whitby? Ecco, ora piango di nuovo! Mi chiedo cosa\ncosa mi sia preso oggi. Devo nasconderlo a Jonathan, perch\u00e9 se sapesse\nche ho pianto due volte in una mattinata, io che non ho mai pianto per conto mio e che non ha mai fatto\nper conto mio e che non ha mai fatto versare una lacrima, il caro ragazzo\nsi agiterebbe come un matto. Far\u00f2 la faccia tosta, e se mi verr\u00e0 da piangere.\npiangere, lui non lo vedr\u00e0 mai. Suppongo che sia una delle lezioni\nche noi povere donne dobbiamo imparare....\n\nNon riesco a ricordare come mi sono addormentata ieri sera. Ricordo di aver sentito\nl'abbaiare improvviso dei cani e un sacco di suoni strani, come una preghiera\ncome se si pregasse in modo molto tumultuoso, dalla stanza del signor Renfield, che \u00e8 da qualche parte\nsotto questa. E poi c'\u00e8 stato il silenzio su tutto, un silenzio cos\u00ec\nprofondo che mi ha spaventato, mi sono alzato e ho guardato fuori dalla finestra.\nTutto era buio e silenzioso, le ombre nere proiettate dalla luce della luna\nsembravano piene di un loro silenzioso mistero. Non sembrava che qualcosa si muovesse\nmuoversi, ma tutto era cupo e fisso come la morte o il destino; cos\u00ec che una sottile striscia di nebbia bianca, che\nnebbia bianca, che strisciava con una lentezza quasi impercettibile\nattraverso l'erba in direzione della casa, sembrava avere una\nvitalit\u00e0 propria. Penso che la digressione dei miei pensieri debba avermi fatto bene, perch\u00e9\nmi abbia fatto bene, perch\u00e9 quando tornai a letto trovai una letargia\nche mi ha colpito. Rimasi a letto per un po', ma non riuscivo a dormire, cos\u00ec uscii e guardai di nuovo fuori dalla finestra.\ne guardai di nuovo fuori dalla finestra. La nebbia si stava diffondendo e si era ormai\ncasa, tanto che potevo vederla addensata contro il muro, come se stesse\nmuro, come se si stesse avvicinando alle finestre. Il povero uomo era\npi\u00f9 forte che mai, e anche se non riuscivo a distinguere una parola di quello che diceva,\nriuscivo in qualche modo a riconoscere nei suoi toni un'appassionata implorazione da parte sua.\nda parte sua. Poi si sent\u00ec il rumore di una lotta e capii che gli assistenti\nche gli assistenti si stavano occupando di lui. Ero cos\u00ec spaventata che mi rannicchiai nel letto e mi tirai addosso i vestiti.\nletto e mi tirai i vestiti sopra la testa, mettendomi le dita nelle orecchie.\nNon avevo sonno, almeno cos\u00ec credevo; ma dovevo essermi addormentata, perch\u00e9, a parte i sogni, non avevo mai sognato.\naddormentata, perch\u00e9, a parte i sogni, non ricordo nulla fino al mattino, quando Jonathan mi svegli\u00f2.\nmattina, quando Jonathan mi svegli\u00f2. Credo che mi ci sia voluto uno sforzo e un po' di tempo per rendermi conto\ndi tempo per rendermi conto di dove mi trovavo e che Jonathan era\nJonathan che si chinava su di me. Il mio sogno \u00e8 stato molto particolare e quasi tipico del modo in cui i pensieri da svegli si fondono\ntipico del modo in cui i pensieri della veglia si fondono o proseguono nei sogni.\n\nPensavo di essere addormentata e di aspettare il ritorno di Jonathan. I\nEro molto ansiosa per lui, ma ero impotente ad agire; i miei piedi, le mie mani e il mio cervello erano appesantiti, cos\u00ec che non potevo procedere in nessun modo.\nmani e il cervello erano appesantiti, cos\u00ec che nulla poteva procedere al solito ritmo.\nritmo abituale. Cos\u00ec dormivo inquieto e pensavo. Poi cominciai a capire che l'aria era\nche l'aria era pesante, umida e fredda. Mi tolsi i vestiti dal\ni vestiti dal viso e scoprii, con mia grande sorpresa, che tutto era\nintorno. La luce del gas che avevo lasciato accesa per Jonathan, ma che avevo spento,\narrivava solo come una minuscola scintilla rossa attraverso la nebbia, che evidentemente si era\nera diventata pi\u00f9 fitta e si era riversata nella stanza. Allora mi venne in mente che avevo\navevo chiuso la finestra prima di venire a letto. Avrei voluto uscire per\nper accertarmene, ma una letargia plumbea sembrava incatenare le mie membra e persino la mia volont\u00e0.\nle mie membra e persino la mia volont\u00e0. Rimasi immobile e sopportai; questo era tutto. Chiusi\nocchi, ma riuscivo ancora a vedere attraverso le palpebre (\u00e8 meraviglioso quali scherzi ci fanno i nostri sogni e come\nche scherzi ci fanno i nostri sogni e quanto convenientemente riusciamo a immaginare). La\nnebbia diventava sempre pi\u00f9 fitta e ora potevo vedere come arrivava, perch\u00e9 la vedevo come un fumo.\ncome fumo, o con l'energia bianca dell'acqua bollente.\nacqua bollente, che entrava non dalla finestra, ma dalle giunture della porta.\ndella porta. Diventava sempre pi\u00f9 denso, fino a quando sembrava che si fosse\nuna sorta di pilastro di nuvole nella stanza, attraverso la cui sommit\u00e0\nattraverso la quale potevo vedere la luce del gas che brillava come un occhio rosso. Le cose\ncominciarono a vorticare nel mio cervello proprio come la colonna di nuvole\nvorticosamente nella stanza, e in mezzo a tutto ci\u00f2 arrivarono le parole scritturali una\ncolonna di nuvola di giorno e di fuoco di notte.  Era davvero una guida spirituale\nguida spirituale che mi giungeva nel sonno? Ma la colonna era\ndi giorno e di notte, perch\u00e9 il fuoco si trovava nell'occhio rosso, che al pensiero mi ha fatto venire in mente di\nrosso, che a quel pensiero esercitava su di me un nuovo fascino; finch\u00e9, mentre guardavo, il fuoco si divideva e sembrava\nfinch\u00e9, mentre guardavo, il fuoco si divise e sembr\u00f2 brillare su di me attraverso la nebbia come\ndue occhi rossi, come quelli di cui mi ha parlato Lucy nel suo momentaneo vagabondare mentale\nquando, sulla scogliera, la luce del sole morente colpiva le finestre della chiesa di Santa Maria.\nMary. Improvvisamente l'orrore mi assal\u00ec: era cos\u00ec che Jonathan\nJonathan aveva visto quelle donne terribili crescere nella realt\u00e0 attraverso la nebbia vorticosa\nal chiaro di luna, e nel mio sogno dovevo essere svenuta, perch\u00e9 tutto era diventato\nnere tenebre. L'ultimo sforzo cosciente che l'immaginazione fece fu quello di\nmostrarmi un volto bianco e livido che si chinava su di me dalla nebbia. Devo stare\ndevo stare attento a questi sogni, perch\u00e9 se si fanno troppo spesso\ntroppo spesso. Mi sarei fatto prescrivere dal dottor Van Helsing o dal dottor Seward\nqualcosa che mi faccia dormire, solo che temo di allarmarli.\nloro. Un sogno di questo tipo, in questo momento, si intreccerebbe con le loro\ntimori per me. Stanotte mi sforzer\u00f2 di dormire naturalmente. Se non ci riuscir\u00f2\nSe non ci riesco, domani sera mi far\u00f2 dare una dose di cloralio; per una volta non mi far\u00e0 male e mi far\u00e0 passare una buona notte.\nnon mi far\u00e0 male per una volta e mi far\u00e0 dormire bene. La scorsa\nnotte mi ha stancato pi\u00f9 che se non avessi dormito affatto.\n\n       * * * * *\n\n2 ottobre 10 p.m._--La scorsa notte ho dormito, ma non ho sognato. Devo aver dormito\nsonno profondo, perch\u00e9 Jonathan non mi ha svegliato venendo a letto; ma il sonno non mi ha rinfrescato, perch\u00e9 oggi mi sento terribilmente debole.\nsonno non mi ha rinfrancato, perch\u00e9 oggi mi sento terribilmente debole e\nsenza spirito. Ho passato tutta la giornata di ieri a cercare di leggere o a stare sdraiata a sonnecchiare.\nNel pomeriggio il signor Renfield ha chiesto di potermi vedere. Povero uomo, \u00e8 stato\nmolto gentile, e quando sono andata via mi ha baciato la mano e ha detto a Dio di benedirmi.\nme. In qualche modo mi ha colpito molto; piango quando penso a lui. Questa\n\u00e8 una nuova debolezza, alla quale devo stare attenta. Jonathan sarebbe\nJonathan sarebbe infelice se sapesse che ho pianto. Lui e gli altri sono stati fuori fino\ncena e sono rientrati tutti stanchi. Ho fatto il possibile per rallegrarli\ne suppongo che lo sforzo mi abbia fatto bene, perch\u00e9 mi ero dimenticata di quanto fossi stanca.\nstanca. Dopo cena mi mandarono a letto e andarono a fumare tutti insieme, come dicevano.\nfumare tutti insieme, come dicevano, ma sapevo che volevano raccontarsi\ndi ci\u00f2 che era accaduto a ciascuno durante il giorno; dal modo di fare di Jonathan capii che aveva qualcosa di importante da comunicare.\ndal modo di fare di Jonathan che aveva qualcosa di importante da comunicare. Non ero cos\u00ec\nsonnolenza come avrei dovuto; cos\u00ec, prima che se ne andassero, chiesi al dottor Seward di\nSeward di darmi un po' di oppiaceo, visto che la notte precedente non avevo dormito bene.\nprima. Molto gentilmente mi prepar\u00f2 un sonnifero che mi diede, dicendomi che mi avrebbe fatto bene.\nmi disse che non mi avrebbe fatto male, perch\u00e9 era molto blanda.... I\nL'ho presa e sto aspettando il sonno, che ancora non arriva. Spero\nSpero di non aver sbagliato, perch\u00e9 quando il sonno comincia a flirtare con me, mi viene una nuova paura: quella di essere stata sciocca.\npaura: che io possa essere stato sciocco nel privarmi cos\u00ec del\npotere del risveglio. Potrei desiderarlo. Ecco che arriva il sonno. Buonanotte.\n\n\n\n\nCAPITOLO XX\n\nIL DIARIO DI JONATHAN HARKER\n\n\n1 ottobre, sera. Ho trovato Thomas Snelling nella sua casa di Bethnal Green, ma purtroppo non era in grado di ricordare nulla.\nGreen, ma purtroppo non era in grado di ricordare nulla. La stessa\nprospettiva di birra che la mia attesa venuta gli aveva aperto, si era rivelata troppo\nsi era rivelata eccessiva e lui aveva iniziato troppo presto la sua attesa sbornia. I\nTuttavia, dalla moglie, che sembrava una povera anima rispettabile, seppi che era solo l'assistente di Smollet.\nche era solo l'assistente di Smollet, che tra i due compagni era il responsabile.\nresponsabile. Cos\u00ec andai a Walworth e trovai il signor Joseph Smollet a casa e nella sua casa.\nSmollet in casa e in maniche di camicia, che prendeva un t\u00e8 tardivo da un piattino.\npiattino. \u00c8 un uomo rispettabile e intelligente, decisamente un tipo di operaio\naffidabile e con un copricapo tutto suo. Ricordava tutto\ndell'incidente delle scatole, e da un meraviglioso taccuino con le orecchie da cane\nche aveva tirato fuori da un misterioso ricettacolo sul sedile dei suoi pantaloni e che\ndei suoi pantaloni e che recava annotazioni geroglifiche a matita spessa e semilucida,\nmatita spessa e semi-obliterata, mi diede le destinazioni delle scatole. Ce n'erano\nerano, mi disse, sei nel carico che aveva preso da Carfax e lasciato al\n197, Chicksand Street, Mile End New Town, e altre sei che aveva depositato a Jamaica Lane, Mile End New Town.\ndepositate a Jamaica Lane, Bermondsey. Se quindi il conte intendeva\nspargere questi suoi orrendi rifugi per tutta Londra, questi luoghi furono scelti come\nquesti luoghi furono scelti come primi di consegna, in modo che in seguito avrebbe potuto distribuirli pi\u00f9\ncompletamente. Il modo sistematico in cui ci\u00f2 veniva fatto mi fece pensare che\nche non intendesse limitarsi a due zone di Londra. Ora era\nall'estremo est della sponda settentrionale, all'est della sponda meridionale e al sud.\ndella riva settentrionale, a est della riva meridionale e a sud. Il nord e l'ovest non erano certo destinati a\ndiabolici, per non parlare della City stessa e del cuore della moda londinese.\ncuore della Londra alla moda nel sud-ovest e nell'ovest. Tornai da\nSmollet e gli chiesi se poteva dirci se altre scatole fossero state\nerano state sottratte a Carfax.\n\nEgli rispose:--\n\n Beh, capo, mi avete trattato molto bene - gli avevo dato mezza sovrana - e vi dir\u00f2 tutto quello che so.\nsovrana - e vi dir\u00f2 tutto quello che so. Ho sentito un uomo di nome\nBloxam dire quattro sere fa nell'Are an Ounds, in Pincher s Alley,\ncome lui e il suo amico avessero trovato un lavoro raro e polveroso in una vecchia casa a Purfect.\nPurfect. Non ci sono molti lavori come questo qui, e sto pensando che forse Sam Bloxam potrebbe raccontare\nche forse Sam Bloxam potrebbe dirvi qualcosa.  Gli ho chiesto se poteva dirmi\ndove trovarlo. Gli ho detto che se fosse riuscito a darmi l'indirizzo sarebbe valso\nsarebbe valso un'altra mezza sovrana per lui. Cos\u00ec ha trangugiato il resto del\ndel suo t\u00e8 e si alz\u00f2 in piedi, dicendo che avrebbe iniziato la ricerca\ndi iniziare la ricerca in quel momento. Davanti alla porta si ferm\u00f2 e disse: --\n\n Guarda qui, capo, non ha senso che io ti tenga qui. I\nPotrei trovare Sam presto, o forse no; ma in ogni caso non \u00e8 detto che sia in grado\ndi raccontarvi molto stasera. Sam \u00e8 un tipo raro quando inizia a bere.\nSe puoi darmi una busta con un francobollo e il tuo indirizzo, scoprir\u00f2 dove si trova Sam.\nscoprir\u00f2 dove si trova Sam e ve la spedir\u00f2 stasera. Ma\nMa \u00e8 meglio che vi alziate presto al mattino, o forse non riuscirete a trovarlo.\n Sam si alza molto presto, senza badare all'alcol della sera prima.\n\nTutto questo era pratico, cos\u00ec uno dei bambini and\u00f2 con un penny a comprare una busta e un foglio di carta e a tenere il resto.\ncomprare una busta e un foglio di carta, e di tenere il resto. Quando torn\u00f2\nQuando torn\u00f2, indirizzai la busta e la affrancai, e quando Smollet ebbe di nuovo promesso fedelmente di spedire l'indirizzo quando l'avesse trovato, me ne andai.\nSmollet aveva di nuovo promesso fedelmente di spedire l'indirizzo una volta trovato, presi la via di casa.\nverso casa. Siamo comunque sulla buona strada. Sono stanca stasera e voglio dormire.\nMina dorme profondamente e sembra un po' troppo pallida; i suoi occhi hanno l'aria di chi ha pianto.\ncome se avesse pianto. Povera cara, non c'\u00e8 dubbio che le dia fastidio essere\nall'oscuro di tutto, e potrebbe renderla doppiamente ansiosa per me e per gli altri.\naltri. Ma \u00e8 meglio cos\u00ec. \u00c8 meglio essere delusi e preoccupati\npreoccupata in questo modo, piuttosto che avere i nervi a fior di pelle. I medici\nhanno fatto bene a insistere per tenerla fuori da questo terribile\naffari. Devo essere ferma, perch\u00e9 su di me deve ricadere questo particolare peso del silenzio.\ndeve ricadere su di me. Non affronter\u00f2 mai l'argomento con lei, per nessun motivo.\ncircostanze. In effetti, potrebbe non essere un compito difficile, dopo tutto, perch\u00e9 lei stessa \u00e8 diventata\nlei stessa \u00e8 diventata reticente sull'argomento, e non ha pi\u00f9 parlato del\nConte o delle sue azioni da quando le abbiamo comunicato la nostra decisione.\n\n       * * * * *\n\n_2 ottobre, sera._--Una giornata lunga, provante ed emozionante. Con la prima\nbusta diretta con allegato un pezzo di carta sporca su cui era scritto con una matita da falegname\nsu cui era scritto, con una matita da falegname, in una mano strascicata:--\n\n Sam Bloxam, Korkrans, 4, Poters Cort, Bartel Street, Walworth. Arsk per\nper il sito.\n\nPresi la lettera a letto e mi alzai senza svegliare Mina. Aveva un aspetto pesante\ne sonnolenta e pallida, e tutt'altro che in forma. Decisi di non svegliarla,\nma che, quando sarei tornato da questa nuova ricerca, avrei fatto in modo che\nche lei tornasse a Exeter. Credo che sarebbe pi\u00f9 felice nella nostra casa,\ncon i suoi compiti quotidiani che la interessano, piuttosto che stare qui tra di noi e\nignoranza. Ho visto il dottor Seward solo per un momento e gli ho detto dove stavo andando, promettendogli di tornare a casa.\npromettendogli di tornare a raccontare il resto non appena avessi scoperto qualcosa.\nscoperto qualcosa. Andai a Walworth e trovai, con qualche difficolt\u00e0, Potter s Court.\ndifficolt\u00e0, Potter s Court. L'ortografia del signor Smollet mi ha fuorviato, perch\u00e9 ho chiesto Poter s Court invece di Potter s.\nPoter s Court invece di Potter s Court. Tuttavia, una volta trovato il\nla corte, non ho avuto difficolt\u00e0 a trovare la casa di Corcoran.\nQuando chiesi all'uomo che si present\u00f2 alla porta il nome dell'alloggio, egli scosse la testa e mi disse: \"Non ho mai sentito parlare di Corcoran.\ntesta e disse:  Non lo so. Non c'\u00e8 una persona del genere qui; non l'ho mai sentita\n sentito parlare in tutti i miei giorni di vita. Non credo che ci sia nessuno\ndi quel tipo, n\u00e9 qui n\u00e9 altrove.  Ho preso la lettera di Smollet e\nmentre la leggevo, mi sembr\u00f2 che la lezione sull'ortografia del nome del tribunale\ndel tribunale potesse guidarmi.  Che cosa sei?  chiesi.\n\n Sono la deputazione, rispose. Capii subito che ero sulla strada giusta; l'ortografia fonetica mi aveva di nuovo fuorviato.\nfonetica mi aveva ancora una volta fuorviato. Una mancia di mezza corona mise a disposizione le conoscenze del\nuna mancia di mezza corona mise a mia disposizione le conoscenze del vicesceriffo e venni a sapere che Mr.\nBloxam, che aveva smaltito i resti della sua birra la sera precedente a\nCorcoran, era partito per il suo lavoro a Poplar alle cinque del mattino.\nmattina alle cinque. Non seppe dirmi dove si trovasse il posto di lavoro, ma\nma aveva una vaga idea che si trattasse di una specie di fabbrica di articoli di nuova concezione;\nE con questo esile indizio dovetti partire per Poplar. Erano le dodici\nprima di avere un indizio soddisfacente di un edificio del genere, e questo\ndi tale edificio, e questo lo ottenni in una caffetteria, dove alcuni operai stavano cenando. Uno di questi\nuno di questi mi sugger\u00ec che a Cross Angel Street si stava costruendo un\nun nuovo edificio per la conservazione del freddo; e dato che questo si adattava alle condizioni di una\n di una nuova merce, mi recai subito l\u00ec. Un colloquio con un burbero guardiano e un\nportiere e un caposquadra burbero, entrambi placati con la moneta del regno.\nmoneta del regno, mi mise sulle tracce di Bloxam; fu mandato a chiamare quando gli proposi che ero disposto a pagare\nche ero disposto a pagare al suo caposquadra il salario di una giornata per avere il privilegio di\nper avere il privilegio di fargli qualche domanda su una questione privata. Era\nun tipo abbastanza intelligente, anche se rude nel parlare e nel comportarsi. Quando avevo\npromesso di pagare per le sue informazioni e di dargli un acconto, mi disse\nche aveva fatto due viaggi tra Carfax e una casa a Piccadilly,\ne che aveva portato da questa casa a quest'ultima nove grandi scatole, molto pesanti.\npesanti, con un cavallo e un carro da lui noleggiati a questo scopo. I\ngli chiesi se sapesse dirmi il numero della casa di Piccadilly, al che rispose\nal che rispose:--\n\n Beh, capo, non ricordo il numero, ma era a poche porte da una grande chiesa bianca o qualcosa del genere, costruita da poco.\nuna grande chiesa bianca o qualcosa del genere, costruita da poco. Era una\nvecchia casa polverosa, anche se niente a che vedere con la polverosit\u00e0 della casa da cui\npreso le scatole in fiore.\n\n Come siete entrati nelle case se erano entrambe vuote?\n\n C'era la vecchia comitiva che mi aveva impegnato ad aspettare nella casa a\nPurfleet. Mi aiut\u00f2 a sollevare le scatole e a metterle sul carro. Maledizione\nma era il tipo pi\u00f9 forte che avessi mai incontrato, ed era un vecchio,\ncon i baffi bianchi, uno cos\u00ec magro da far pensare che non fosse in grado di lanciare\nuno cos\u00ec magro da far pensare che non potesse lanciare uno shadder.\n\nCome mi ha emozionato questa frase!\n\n Perch\u00e9, ha preso la fine delle scatole come se fossero chili di t\u00e8, e io mi sono spompato e soffiato prima che riuscissi a mettere su la mia.\ne io mi sono messo a sbuffare e a soffiare prima di riuscire comunque a tirare su la mia... e non sono nemmeno\npollo.\n\n Come siete entrati nella casa di Piccadilly?  Ho chiesto.\n\n C'era anche lui. Deve essere partito ed essere arrivato prima di me, perch\u00e9\nquando ho suonato il campanello, ha aperto lui stesso la porta e mi ha aiutato a\na portare le scatole in casa.\n\n Tutti e nove?  Ho chiesto.\n\n S\u00ec, ce n'erano cinque nel primo carico e quattro nel secondo. Era un lavoro\nlavoro principale a secco, e non ricordo bene come ci sono arrivato.  I\nlo interruppi:--\n\n Le scatole sono state lasciate nel corridoio?\n\n S\u00ec, era grande e non c'era nient'altro dentro.  Ho fatto un\ntentativo di approfondire la questione: --\n\n Non aveva nessuna chiave?\n\n Non ha mai usato la chiave o altro. Il vecchio signore apr\u00ec la porta da solo\ne l'ha richiusa quando me ne sono andato. Non ricordo l'ultima volta, ma...\nera la birra.\n\n E non ricorda il numero della casa?\n\n No, signore. Ma non dovete avere difficolt\u00e0 al riguardo. \u00c8 una casa alta\ncon una facciata in pietra con un arco e alti gradini fino alla porta. I\nconosco quei gradini, perch\u00e9 ho dovuto portare su le casse con tre mocassini\nche vengono a guadagnare un soldo. Il vecchio signore dava loro degli scellini, e loro\nvedendo che avevano ottenuto cos\u00ec tanto, ne volevano di pi\u00f9; ma uno di loro lo prese per la spalla e stava per\nper la spalla e stava per buttarlo gi\u00f9 per le scale, finch\u00e9 tutti e tre se ne andarono\ndi loro se ne andarono imprecando.  Pensai che con questa descrizione avrei potuto\ncasa, cos\u00ec, dopo aver pagato il mio amico per le sue informazioni, partii per Piccadilly.\nper Piccadilly. Avevo fatto una nuova dolorosa esperienza: il Conte\nera evidente che il conte era in grado di maneggiare da solo le casse di terra. Se cos\u00ec fosse, il tempo era\ntempo era prezioso; infatti, ora che aveva raggiunto un certo livello di\ndistribuzione, poteva, scegliendo il momento giusto, portare a termine il compito\ninosservato. A Piccadilly Circus scaricai il taxi e mi diressi a piedi verso ovest.\nverso ovest; oltre la Junior Constitutional mi imbattei nella casa descritta e\ndescritta e fui convinto che si trattasse della prossima tana\ndi Dracula. La casa aveva l'aria di essere stata a lungo\ndisabitata. Le finestre erano incrostate di polvere e le persiane erano alzate.\nalzate. Tutta l'intelaiatura era annerita dal tempo, e dal ferro la vernice\nferro la vernice si era in gran parte scrostata. Era evidente che fino a poco tempo prima c'era stata\nfino a poco tempo fa c'era stata una grande bacheca davanti al balcone.\nstrappata in modo grossolano, rimanendo i montanti che l'avevano sostenuta.\nDietro le ringhiere del balcone vidi che c'erano delle tavole staccate,\ni cui bordi grezzi sembravano bianchi. Avrei dato molto per poter vedere\ndi poter vedere la bacheca intatta, perch\u00e9 forse avrebbe dato qualche indizio\navrebbe dato qualche indizio sulla propriet\u00e0 della casa. Mi ricordai della mia\nesperienza dell'indagine e dell'acquisto di Carfax, e non potevo non pensare che se fossi riuscita a trovare\nnon potevo fare a meno di pensare che se fossi riuscito a trovare l'ex proprietario avrei potuto\nscoperto per avere accesso alla casa.\n\nAl momento non c'era nulla da sapere dal lato di Piccadilly e non si poteva fare nulla.\nNon si poteva fare nulla; cos\u00ec sono andato sul retro per vedere se si potesse\nse si potesse scoprire qualcosa da questo lato. I mews erano attivi, le case di Piccadilly erano per lo pi\u00f9 occupate.\nPiccadilly erano per lo pi\u00f9 occupati. Ho chiesto a uno o due degli\nstallieri e aiutanti che vedevo in giro se potevano dirmi qualcosa\ndella casa vuota. Uno di loro disse che aveva sentito dire che era stata recentemente\nma non sapeva dire da chi. Mi ha detto, per\u00f2, che fino a\nmolto recentemente c'era stato un cartello con scritto Vendesi, e che\nMitchell, Sons, & Candy, gli agenti della casa, avrebbero potuto dirmi qualcosa.\nqualcosa, poich\u00e9 pensava di ricordare di aver visto il nome di quell'azienda sulla\nil nome di quella ditta sul tabellone. Non volevo sembrare troppo impaziente, n\u00e9 far sapere o indovinare troppo al mio informatore.\no indovinare troppo, cos\u00ec, ringraziandolo nel solito modo, me ne andai a spasso.\ndi ringraziamento, mi allontanai. Era ormai il crepuscolo e la notte autunnale si avvicinava, quindi non persi tempo.\nnon persi tempo. Avendo appreso l'indirizzo di Mitchell, Sons, & Candy da un elenco al Berkk.\nCandy da un elenco al Berkeley, mi trovai presto nel loro ufficio in Sackville Street.\nSackville Street.\n\nIl gentiluomo che mi ha ricevuto era particolarmente soave nei modi, ma\ncomunicativo in egual misura. Dopo avermi detto che la casa di\nPiccadilly, che durante tutto il nostro colloquio ha definito una\n villa - era stata venduta, considerava il mio affare concluso. Quando\nquando gli ho chiesto chi l'avesse acquistata, ha spalancato gli occhi e ha fatto una pausa di qualche secondo prima di rispondere.\ne fece una pausa di qualche secondo prima di rispondere:--\n\n \u00c8 stato venduto, signore.\n\n Mi perdoni, dissi, con altrettanta cortesia, ma ho una ragione particolare per\nper sapere chi l'ha acquistata.\n\nDi nuovo fece una pausa pi\u00f9 lunga e alz\u00f2 ancora di pi\u00f9 le sopracciglia.  \u00c8 venduto,\nsignore, fu di nuovo la sua laconica risposta.\n\n Sicuramente, ho detto, non ti dispiace farmi sapere cos\u00ec tanto.\n\n Ma a me importa, rispose.  Gli affari dei loro clienti sono\nassolutamente sicuri nelle mani di Mitchell, Sons, & Candy.  Questo era\nera palesemente un fanfarone di prima categoria e non c'era motivo di discutere con lui.\ncon lui. Pensai che era meglio incontrarlo sul suo stesso terreno, cos\u00ec gli dissi: --\n\n I suoi clienti, signore, sono felici di avere un custode cos\u00ec risoluto della loro fiducia.\nfiducia. Io stesso sono un professionista.  Qui gli ho consegnato il mio biglietto da visita.\n In questo caso non sono spinto dalla curiosit\u00e0; agisco per conto di Lord Godalming, che vuole sapere qualcosa della propriet\u00e0 che \u00e8 stata, o \u00e8 stata, un'altra volta.\nLord Godalming, che desidera sapere qualcosa della propriet\u00e0 che, a quanto gli risulta, \u00e8 stata recentemente messa in vendita,\naveva capito che ultimamente era in vendita\".  Queste parole hanno dato un'altra sfumatura\nle cose. Disse:--\n\n Vorrei accontentarvi, se possibile, signor Harker, e in particolare vorrei accontentare\nVorrei fare un favore a Sua Signoria. Una volta abbiamo portato a termine una piccola questione di\ndi affittare alcune stanze per lui quando era l'Onorevole Arthur Holmwood.\nHolmwood. Se mi fate avere l'indirizzo di Sua Signoria, consulter\u00f2 l'Assemblea sull'argomento.\nl'Assemblea sull'argomento e, in ogni caso, comunicher\u00f2 con Sua Signoria per posta questa sera.\nSua Signoria con la posta di stasera. Sar\u00e0 un piacere se potremo derogare alle nostre regole\nderogare alle nostre regole in modo da fornire a Sua Signoria le informazioni richieste.\nsignoria.\n\nVolevo assicurarmi un amico e non farmi un nemico, cos\u00ec lo ringraziai,\ndiedi l'indirizzo al dottor Seward e me ne andai. Era ormai buio e io ero stanco e affamato.\nstanco e affamato. Presi una tazza di t\u00e8 alla A rated Bread Company e scesi a Purfleet.\ne scesi a Purfleet con il treno successivo.\n\nHo trovato tutti gli altri a casa. Mina era stanca e pallida, ma si sforzava di essere allegra e brillante.\nsi sforz\u00f2 di essere brillante e allegra, mi si strinse il cuore al pensiero di averle dovuto nascondere qualcosa\nmi straziava il cuore pensare di averle dovuto nascondere qualcosa e di aver causato la sua\ninquietudine. Grazie a Dio, questa sar\u00e0 l'ultima sera in cui guarder\u00e0 le nostre\nle nostre conferenze e sentir\u00e0 il bruciore di non aver mostrato la nostra\nfiducia. Mi \u00e8 servito tutto il mio coraggio per mantenere la saggia decisione di\ndi tenerla fuori dal nostro triste compito. Sembra in qualche modo pi\u00f9 riconciliata; oppure\noppure sembra che l'argomento stesso le sia diventato ripugnante, perch\u00e9 quando\nquando viene fatta una qualsiasi allusione accidentale, rabbrividisce. Sono felice che abbiamo\nche abbiamo preso la nostra decisione in tempo, perch\u00e9 con un sentimento come questo, la nostra crescente conoscenza\nconoscenza sarebbe stata una tortura per lei.\n\nNon potevo raccontare agli altri la scoperta del giorno finch\u00e9 non fossimo stati soli;\ncos\u00ec dopo cena - seguita da un po' di musica per salvare le apparenze anche tra di noi - ho portato Mina nella sua stanza e l'ho lasciata a letto.\ntra noi, accompagnai Mina nella sua stanza e la lasciai a letto.\nLa cara ragazza era pi\u00f9 affettuosa che mai con me e si aggrappava a me come se volesse trattenermi.\ncome se volesse trattenermi; ma c'era molto di cui parlare e io me ne andai.\ndi parlare e io me ne andai. Grazie a Dio, il fatto di aver smesso di raccontare le cose non ha fatto\ndifferenza tra noi.\n\nQuando scesi di nuovo, trovai gli altri tutti riuniti intorno al fuoco nello studio.\nstudio. In treno avevo scritto il mio diario fino a quel momento e l'avevo semplicemente letto a loro come\ne l'ho semplicemente letto loro come il modo migliore per metterli al corrente delle mie informazioni.\ninformazioni; quando ho finito Van Helsing ha detto:--\n\n \u00c8 stata una grande giornata di lavoro, amico Jonathan. Senza dubbio siamo sulla\nsulle tracce delle scatole mancanti. Se le troveremo tutte in quella casa, allora\nil nostro lavoro \u00e8 quasi finito. Ma se ne manca qualcuna, dobbiamo cercarla\nfinch\u00e9 non le troveremo. A quel punto faremo il nostro colpo finale e daremo la caccia al\ndisgraziato fino alla sua vera morte.  Rimanemmo tutti seduti in silenzio per un po' e, all'improvviso, Mr.\nMorris parl\u00f2:--\n\n Come faremo ad entrare in quella casa?\n\n Siamo entrati nell'altra, rispose velocemente Lord Godalming.\n\n Ma, Art, questo \u00e8 diverso. Abbiamo violato la casa a Carfax, ma avevamo la notte\ne un parco recintato a proteggerci. Sar\u00e0 una cosa molto diversa\ncommettere un furto a Piccadilly, sia di giorno che di notte. Confesso di non\ncome faremo a entrare, a meno che quell'anatra dell'agenzia non ci trovi una chiave di qualche tipo.\nForse lo sapremo quando riceverete la sua lettera domattina.\nmattina.  Lord Godalming contrasse le sopracciglia, si alz\u00f2 e si mise a camminare per la stanza.\nper la stanza. Poi si ferm\u00f2 e disse, girandosi da uno all'altro di noi: --\nall'altro di noi:--\n\n Quincey ha la testa a posto. Questa faccenda dei furti sta diventando seria.\nuna volta ce la siamo cavata bene, ma ora abbiamo un lavoro raro da fare...\na meno che non riusciamo a trovare il cestino delle chiavi del Conte.\n\nDato che non si poteva fare nulla prima del mattino e che sarebbe stato almeno\nsarebbe stato consigliabile aspettare che Lord Godalming avesse notizie di Mitchell s,\ndecidemmo di non fare alcun passo attivo prima dell'ora di colazione. Per un bel\nper un bel po' di tempo ci sedemmo a fumare, discutendo la questione nei suoi vari aspetti e\ne di orientamento; colsi l'occasione per riportare questo diario fino al\nmomento. Ho molto sonno e andr\u00f2 a letto....\n\nSolo una battuta. Mina dorme profondamente e il suo respiro \u00e8 regolare. La sua\nfronte \u00e8 aggrottata in piccole rughe, come se pensasse anche nel sonno.\nnel sonno. \u00c8 ancora troppo pallida, ma non ha l'aria cos\u00ec abbattuta come\ncome stamattina. Domani, spero, tutto questo si sistemer\u00e0; torner\u00e0 ad essere\nse stessa a casa, a Exeter. Oh, ma ho sonno!\n\n\nDiario del dottor Seward.\n\n_1 ottobre._-- Sono di nuovo perplesso riguardo a Renfield. I suoi stati d'animo cambiano cos\u00ec\nrapidamente che mi \u00e8 difficile tenerne conto, e poich\u00e9 significano sempre qualcosa di pi\u00f9\nsignificano sempre qualcosa di pi\u00f9 del suo stesso benessere, costituiscono uno studio pi\u00f9\npi\u00f9 che interessante. Stamattina, quando sono andato a trovarlo dopo il suo\nVan Helsing, il suo modo di fare era quello di un uomo che comanda il destino.\nIn effetti, comandava il destino, in modo soggettivo. Non gli importava davvero\nnon si curava di nessuna delle cose della terra; era tra le nuvole e guardava dall'alto tutte le\nnuvole e guardava dall'alto tutte le debolezze e i desideri di noi poveri mortali. I\npensai di migliorare l'occasione e di imparare qualcosa, cos\u00ec gli chiesi\ngli chiesi:--\n\n E le mosche di questi tempi?  Mi sorrise in modo abbastanza superiore\nsuperiore - un sorriso che avrebbe fatto il verso a Malvolio - mentre mi rispondeva\nmi rispose:--\n\n La mosca, mio caro signore, ha una caratteristica che la contraddistingue: le sue ali sono tipiche dei poteri\ndei poteri delle facolt\u00e0 psichiche. Gli antichi hanno fatto bene\nquando hanno descritto l'anima come una farfalla!\n\nPensai di spingere la sua analogia al massimo della logica, cos\u00ec dissi\nrapidamente:--\n\n Oh, \u00e8 un'anima quella che cercate ora, vero?  La sua follia svent\u00f2 la sua\ne un'espressione perplessa si diffuse sul suo volto mentre, scuotendo la testa con una decisione che raramente avevo visto in lui, disse\ncon una decisione che raramente avevo visto in lui, disse: --\n\n Oh, no, oh no! Non voglio anime. La vita \u00e8 tutto ci\u00f2 che voglio\".  Qui si \u00e8 illuminato\nalzato; al momento sono piuttosto indifferente a questo proposito. La vita va bene; ho tutto quello che\nho tutto quello che voglio. Dovete trovare un nuovo paziente, dottore, se volete studiare la\nstudiare zo phagy!\n\nQuesto mi ha lasciato un po' perplesso, cos\u00ec l'ho attirato su di s\u00e9:--\n\n Allora sei tu che comandi la vita; sei un dio, suppongo?  Sorrise con una superiorit\u00e0\nsuperiorit\u00e0 ineffabilmente benigna.\n\n Oh no! Lungi da me l'idea di arrogarmi gli attributi della\nDivinit\u00e0. Non sono nemmeno interessato alle sue azioni particolarmente spirituali. Se posso\nse posso affermare la mia posizione intellettuale, mi trovo, per quanto riguarda le cose\npuramente terrestri, mi trovo un po' nella posizione che Enoch occupava\nspiritualmente!  Questo era un quesito per me. Al momento non riuscivo a ricordare\nEnoch; quindi dovevo fare una domanda semplice, anche se sentivo che cos\u00ec facendo mi abbassavo\ndi abbassarmi agli occhi del folle: - \"Non posso ricordare l'apparenza di Enoch.\n\n E perch\u00e9 con Enoch?\n\n Perch\u00e9 camminava con Dio.  Non riuscivo a vedere l'analogia, ma non mi piaceva ammetterlo.\nnon mi piaceva ammetterlo; cos\u00ec tornai a ci\u00f2 che aveva negato: --\n\n Quindi non ti interessa la vita e non vuoi anime. Perch\u00e9 no?  Ho posto\ndomanda in modo rapido e un po' severo, con l'intento di sconcertarlo.\nLo sforzo riusc\u00ec; per un istante ricadde inconsapevolmente nel suo\nvecchio modo servile, si chin\u00f2 davanti a me e mi adul\u00f2 mentre rispondeva\nrispose:--\n\n Non voglio anime, davvero, davvero! Non le voglio. Non potrei usarle se le avessi.\nse le avessi; non mi servirebbero a nulla. Non potrei mangiarle\no---- Si ferm\u00f2 di colpo e il vecchio sguardo furbo si allarg\u00f2 sul suo\nviso, come un colpo di vento sulla superficie dell'acqua.  E dottore, per quanto riguarda\nvita, cos'\u00e8 in fondo? Quando hai tutto quello che ti serve e sai che non avrai mai\ne sai che non ne avrai mai bisogno, questo \u00e8 tutto. Ho amici, buoni\namici, come lei, dottor Seward\".\ninesprimibile astuzia.  So che non mi mancheranno mai i mezzi per vivere!\nvita!\n\nCredo che, attraverso la nebulosit\u00e0 della sua follia, abbia visto in me un po' di\nantagonismo in me, perch\u00e9 subito ricadde nell'ultimo rifugio di quelli come lui: un ostinato silenzio.\ncome lui: un ostinato silenzio. Dopo poco tempo capii che per il momento era inutile\nera inutile parlargli. Era imbronciato e cos\u00ec me ne andai.\n\nPi\u00f9 tardi, in giornata, mi mand\u00f2 a chiamare. Normalmente non sarei venuta senza\nsenza un motivo particolare, ma in questo momento sono talmente interessata a lui\nche avrei fatto volentieri uno sforzo. Inoltre, sono felice di avere qualcosa\nche mi aiuti a passare il tempo. Harker \u00e8 fuori a seguire gli indizi; e cos\u00ec anche Lord Godalming e Quincey.\nLord Godalming e Quincey. Van Helsing \u00e8 seduto nel mio studio a esaminare il registro\nHarker; sembra pensare che, grazie a una conoscenza accurata di tutti i dettagli, riuscir\u00e0 a scoprire\nconoscenza di tutti i dettagli possa scoprire qualche indizio. Non vuole essere\nessere disturbato nel lavoro, senza motivo. Avrei voluto portarlo con\npaziente, ma ho pensato che, dopo l'ultimo rifiuto, non avrebbe voluto\nche non gli sarebbe importato di andare di nuovo. C'era anche un'altra ragione: Renfield\nnon avrebbe potuto parlare cos\u00ec liberamente davanti a una terza persona come quando lui e io eravamo\nsoli.\n\nLo trovai seduto al centro del pavimento sul suo sgabello, una posizione\nche \u00e8 generalmente indicativa di una certa energia mentale da parte sua. Quando\nQuando entrai, disse subito, come se la domanda fosse stata in attesa sulle sue labbra\nlabbra:--\n\n E le anime?  Era evidente che la mia supposizione era stata corretta.\ncorretta. La cerebrazione inconscia stava facendo il suo lavoro, anche nel\nlunatico. Decisi di risolvere la questione.  Cosa mi dice di loro\nlei stesso?  chiesi. Non rispose per un attimo, ma guard\u00f2 intorno a s\u00e9 e in alto e in basso, come se si aspettasse di trovare qualche ispirazione per\ne in alto e in basso, come se si aspettasse di trovare l'ispirazione per una risposta.\nrisposta.\n\n Non voglio anime! disse in modo flebile e apologetico. La questione\nsembrava che la questione lo tormentasse e cos\u00ec decisi di usarla: essere crudele solo per essere gentile.\ncrudele solo per essere gentile.  Cos\u00ec dissi:--\n\n Ti piace la vita e vuoi la vita?\n\n Oh s\u00ec, ma non c'\u00e8 problema, non c'\u00e8 da preoccuparsi!\n\n Ma, ho chiesto, come possiamo ottenere la vita senza ottenere anche l'anima?\nanche l'anima?  Sembrava che la cosa lo lasciasse perplesso, cos\u00ec ho continuato: --\n\n Un bel momento quello che vivrete quando sarete in volo, con le anime di migliaia di mosche, ragni, uccelli e gatti\nle anime di migliaia di mosche, ragni, uccelli e gatti che ronzano e cinguettano intorno a voi.\ne cinguettii e miagolii intorno a voi. Avete le loro vite, sapete, e\ne devi sopportare le loro anime!  Qualcosa sembr\u00f2 colpire la sua\nqualcosa sembrava influenzare la sua immaginazione, perch\u00e9 si mise le dita alle orecchie e chiuse gli occhi,\nocchi, stringendoli forte, proprio come fa un bambino quando gli si insapona il viso.\ninsaponato. C'era qualcosa di patetico in tutto ci\u00f2 che mi commuoveva; mi diede anche una lezione, perch\u00e9 sembrava che\nuna lezione, perch\u00e9 sembrava che davanti a me ci fosse un bambino, solo un bambino,\nanche se i lineamenti erano consumati e la barbetta sulle mascelle era bianca. Era evidente che\nera evidente che stava subendo un qualche processo di disturbo mentale,\ne, sapendo come i suoi stati d'animo passati avessero interpretato cose apparentemente estranee a lui\na se stesso, pensai di entrare nella sua mente il meglio possibile e di\ne di seguirlo. Il primo passo era quello di recuperare la fiducia, cos\u00ec gli chiesi,\nparlando a voce piuttosto alta, in modo che mi sentisse attraverso le orecchie chiuse: --\n\n Vuoi un po' di zucchero per far girare di nuovo le tue mosche?  Sembrava essersi\nsvegliarsi di colpo e scosse la testa. Con una risata rispose:--\n\n Non molto! Le mosche sono povere cose, dopo tutto!  Dopo una pausa aggiunse,\n Ma non voglio che le loro anime mi ronzino intorno, comunque.\n\n O ragni?  Ho proseguito.\n\n Soffiare sui ragni! A cosa servono i ragni? Non c'\u00e8 niente in loro\nNon c'\u00e8 niente da mangiare o... Si ferm\u00f2 di colpo, come se gli venisse in mente un argomento proibito.\nargomento proibito.\n\n Cos\u00ec, cos\u00ec!  Pensai tra me e me: \u00e8 la seconda volta che si ferma all'improvviso alla parola\nsi \u00e8 fermato alla parola bere; cosa significa?  Renfield sembrava essere\ndi aver commesso un errore, perch\u00e9 si affrett\u00f2 a proseguire, come per distrarre\nla mia attenzione: --\n\n Non mi occupo affatto di queste cose.  Ratti e topi e piccoli cervi\npiccoli cervi, come dice Shakespeare, mangime per polli della dispensa.\npotrebbero essere chiamati. Ho superato questo genere di sciocchezze. Tanto varrebbe\nchiedere a un uomo di mangiare molecole con un paio di bacchette, piuttosto che cercare di interessarmi\ndi interessarmi alle carnivore minori, quando so gi\u00e0 cosa mi aspetta.\nme.\n\n Capisco, ho detto.  Vuoi cose grandi in cui puoi far incontrare i tuoi denti\nin cui far incontrare i denti? Ti piacerebbe fare colazione con un elefante?\n\n Che sciocchezze ridicole stai dicendo!  Stava diventando troppo\nsveglio, cos\u00ec pensai di pressarlo con forza.  Mi chiedo, dissi\nriflessivamente, com'\u00e8 l'anima di un elefante!\n\nL'effetto che desideravo \u00e8 stato ottenuto, perch\u00e9 subito \u00e8 caduto dal suo\ncavallo di battaglia e torn\u00f2 bambino.\n\n Non voglio l'anima di un elefante, n\u00e9 alcuna anima! disse. Per alcuni\nqualche istante rimase seduto avvilito. Improvvisamente balz\u00f2 in piedi, con gli\nocchi ardenti e tutti i segni di un'intensa eccitazione cerebrale.  Al diavolo\nal diavolo voi e le vostre anime! grid\u00f2.  Perch\u00e9 mi tormentate con le\nanime? Non ho gi\u00e0 abbastanza da preoccuparmi, da soffrire e da distrarmi,\nsenza pensare alle anime!  Aveva un'aria cos\u00ec ostile che pensai che stesse per\nche pensai che stesse per avere un'altra crisi omicida, cos\u00ec suonai il mio fischietto. Nell'istante\nnell'istante in cui l'ho fatto, si \u00e8 calmato e mi ha detto con tono di scusa\n\n Mi perdoni, dottore, mi sono dimenticato di me stesso. Non ha bisogno di aiuto. Sono cos\u00ec\npreoccupato che sono irritabile. Se solo sapesse il problema che devo\nproblema che devo affrontare e che sto risolvendo, avrebbe piet\u00e0, tollererebbe e mi perdonerebbe.\ntollerare e perdonare. Vi prego di non mettermi il panciotto stretto. I\nVoglio pensare e non posso farlo liberamente quando il mio corpo \u00e8 confinato. Sono\nsicuro che capirete!  Evidentemente aveva un certo autocontrollo; cos\u00ec quando arrivarono gli assistenti\nassistenti sono arrivati, ho detto loro di non farci caso e si sono ritirati. Renfield\nli ha guardati andare via; quando la porta \u00e8 stata chiusa ha detto, con notevole\ndignit\u00e0 e dolcezza:--\n\n Dottor Seward, lei \u00e8 stato molto premuroso nei miei confronti. Mi creda che\nle sono molto, molto grato!  Ho pensato bene di lasciarlo in questo\numore, e cos\u00ec me ne sono andato. C'\u00e8 sicuramente qualcosa su cui riflettere in\nstato di quest'uomo. Diversi punti sembrano rendere quello che l'intervistatore americano chiama\namericano chiama una storia, se solo si riuscisse a metterli in ordine.\nEccoli qui:--\n\nNon si parla di bere.\n\nTeme il pensiero di essere gravato dall'anima di qualcosa.\n\nNon ha il timore di volere la vita in futuro.\n\nDisprezza del tutto le forme di vita pi\u00f9 meschine, anche se teme di essere\nperseguitato dalle loro anime.\n\nLogicamente tutte queste cose vanno in una direzione: egli ha una sorta di garanzia\ndi acquisire una vita superiore. Teme la conseguenza: il\nil peso di un'anima. Allora \u00e8 a una vita umana che guarda!\n\nE la garanzia...?\n\nDio misericordioso! Il Conte \u00e8 stato da lui e c'\u00e8 un nuovo piano di terrore in atto!\nterrore!\n\n       * * * * *\n\nDopo il mio giro sono andato da Van Helsing e gli ho riferito i miei sospetti.\nsospetto. Si \u00e8 fatto molto serio e, dopo aver riflettuto un po' sulla questione, mi ha chiesto di portarlo da Renfield.\nmi ha chiesto di portarlo da Renfield. L'ho fatto. Quando siamo arrivati alla porta\nsentimmo il pazzo all'interno cantare allegramente, come era solito fare in quel tempo\nche ora sembra cos\u00ec lontano. Quando entrammo vedemmo con stupore che\nche aveva steso il suo zucchero come un tempo; le mosche, letargiche per l'autunno, stavano iniziando a ronzare\nautunno, cominciavano a ronzare nella stanza. Cercammo di farlo parlare\ndell'argomento della nostra precedente conversazione, ma non volle partecipare. Continuava a\ncontinu\u00f2 a cantare, come se non fossimo stati presenti. Aveva\naveva preso un pezzo di carta e lo stava piegando per farne un quaderno. Dovevamo andarcene\ndi uscire con la stessa ignoranza con cui eravamo entrati.\n\nIl suo \u00e8 un caso davvero curioso; dobbiamo tenerlo d'occhio per tutta la notte.\n\n\nLettera di Mitchell, Sons and Candy a Lord Godalming.\n\n1 ottobre.\n\n Mio Signore,\n\n Siamo sempre troppo felici di soddisfare i vostri desideri. Chiediamo, con\ndi soddisfare i vostri desideri, vi preghiamo, in relazione al desiderio di Vostra Signoria, espresso da Mr.\ndi fornire le seguenti informazioni relative alla vendita e all'acquisto del n. 347 di Piccadilly.\nacquisto del n. 347 di Piccadilly. I venditori originari sono gli esecutori\ndel defunto signor Archibald Winter-Suffield. L'acquirente \u00e8 un nobile straniero\nnobile straniero, il conte de Ville, che ha effettuato l'acquisto pagando lui stesso il\ndenaro in banconote, se Vostra Signoria ci perdona l'uso di un'espressione cos\u00ec volgare.\nl'uso di un'espressione cos\u00ec volgare. Oltre a questo non sappiamo nulla\ndi lui.\n\n Lo siamo, mio Signore,\n\n Gli umili servitori di Vostra Signoria,\n\n MITCHELL, SONS & CANDY.\n\n\nDiario del dottor Seward.\n\n_2 ottobre._--Ho piazzato un uomo nel corridoio ieri sera, e gli ho detto di\ndi annotare accuratamente ogni suono che avrebbe potuto sentire dalla stanza di Renfield,\ne gli ho dato istruzioni che se ci fosse stato qualcosa di strano\nstrano, avrebbe dovuto chiamarmi. Dopo cena, quando ci siamo riuniti tutti intorno al fuoco nello studio.\nnello studio - la signora Harker era andata a letto - discutemmo dei tentativi e delle scoperte della giornata.\ne delle scoperte della giornata. Harker \u00e8 stato l'unico a ottenere un risultato,\ne speriamo che il suo indizio possa essere importante.\n\nPrima di andare a letto sono andato nella stanza della paziente e ho guardato dentro\nattraverso la trappola di osservazione. Stava dormendo profondamente e il suo cuore\ncuore si alzava e si abbassava con la respirazione regolare.\n\nQuesta mattina l'uomo di turno mi ha riferito che poco dopo la mezzanotte\nera inquieto e continuava a dire le sue preghiere ad alta voce. Gli ho chiesto\nse era tutto qui; mi ha risposto che non sentiva altro. C'era\nqualcosa di cos\u00ec sospetto nel suo modo di fare che gli ho chiesto a bruciapelo se\nse avesse dormito. Ha negato di aver dormito, ma ha ammesso di essersi appisolato per un po'.\nun po' di tempo. \u00c8 un peccato che non ci si possa fidare degli uomini se non sono\nosservati.\n\nOggi Harker \u00e8 in giro a seguire il suo indizio e Art e Quincey si occupano dei cavalli.\ncavalli. Godalming pensa che sar\u00e0 bene avere dei cavalli\ncavalli sempre pronti, perch\u00e9 quando otterremo le informazioni che cerchiamo non ci sar\u00e0 tempo da perdere.\ninformazioni che cerchiamo non ci sar\u00e0 tempo da perdere. Dobbiamo sterilizzare tutta la terra importata\nterra importata tra l'alba e il tramonto; in questo modo coglieremo il Conte nel momento pi\u00f9\npi\u00f9 debole e senza un rifugio dove rifugiarsi. Van Helsing \u00e8 andato al British\nBritish Museum a consultare alcune autorit\u00e0 sulla medicina antica. Gli antichi\nmedici tenevano conto di cose che i loro seguaci non accettano,\ne il professore \u00e8 alla ricerca di cure per streghe e demoni che potrebbero essere\nche potrebbero esserci utili in seguito.\n\nA volte penso che dobbiamo essere tutti pazzi e che ci risveglieremo alla sanit\u00e0 mentale in\ncamicie a vita stretta.\n\n       * * * * *\n\nCi siamo incontrati di nuovo. Sembra che finalmente siamo sulla buona strada, e il nostro\nlavoro di domani potrebbe essere l'inizio della fine. Mi chiedo se la tranquillit\u00e0 di\nRenfield abbia qualcosa a che fare con questo. I suoi umori hanno cos\u00ec\nseguito le azioni del conte, che l'imminente distruzione del mostro\nmostro potrebbe essere portata a lui in qualche modo sottile. Se solo potessimo avere\nqualche indizio su ci\u00f2 che \u00e8 passato nella sua mente, tra il momento della mia discussione con lui oggi\ncon lui oggi e la sua ripresa dell'attivit\u00e0 di cattura delle mosche, potrebbe fornirci un indizio prezioso.\nun indizio prezioso. Ora \u00e8 apparentemente tranquillo per un attimo.... Lo \u00e8? ----\nurlo selvaggio sembrava provenire dalla sua stanza....\n\n       * * * * *\n\nL'inserviente irruppe nella mia stanza e mi disse che Renfield aveva\nin qualche modo aveva avuto un incidente. Lo aveva sentito urlare e quando era andato da lui lo aveva trovato\nlo trov\u00f2 disteso a faccia in gi\u00f9 sul pavimento, tutto coperto di sangue.\nDevo andare subito....\n\n\n\n\nCAPITOLO XXI\n\nDR. DIARIO DI SEWARD\n\n\n_3 ottobre._--Mi permetto di annotare con esattezza tutto ci\u00f2 che \u00e8 accaduto, per quanto\nche riesco a ricordare, dall'ultima volta che l'ho scritto. Nessun dettaglio che io possa ricordare\nche posso ricordare deve essere dimenticato; in tutta calma devo procedere.\n\nQuando arrivai nella stanza di Renfield lo trovai disteso a terra sul lato sinistro, in una pozza di sangue scintillante.\nlato sinistro in una pozza di sangue scintillante. Quando andai a spostarlo, fu subito evidente\ndivenne subito evidente che aveva ricevuto delle ferite terribili;\nnon sembrava esserci quell'unit\u00e0 di intenti tra le parti del corpo\nche contraddistingue anche la sanit\u00e0 mentale letargica. Quando il volto fu esposto, potei vedere\nche era orribilmente livido, come se fosse stato sbattuto contro il pavimento.\npavimento, tanto che la pozza di sangue proveniva proprio dalle ferite al viso.\ndi sangue. L'assistente che era inginocchiato accanto al corpo mi disse, mentre lo giravamo\nmentre lo giravamo:--\n\n Credo, signore, che la sua schiena sia rotta. Vede, sia il braccio che la gamba destra e\nl'intero lato del viso sono paralizzati.  Come sia potuta accadere una cosa del genere\ncome sia potuta accadere una cosa del genere sconcert\u00f2 oltremodo il guardiano. Sembrava del tutto\nsconcertato, e le sue sopracciglia erano aggrottate mentre diceva: --\n\n Non riesco a capire le due cose. Potrebbe segnarsi il viso in questo modo\nbattendo la testa sul pavimento. Una volta ho visto una giovane donna farlo al manicomio di\nEversfield prima che qualcuno potesse metterle le mani addosso. E suppongo che\nche avrebbe potuto rompersi l'osso del collo cadendo dal letto, se si fosse trovato in una situazione di\ngobba. Ma per quanto mi riguarda non riesco a immaginare come le due cose siano\nsi siano verificate. Se la schiena era rotta, non poteva battere la testa; e se la sua faccia era cos\u00ec prima della caduta dal letto\nse il suo viso era cos\u00ec prima della caduta dal letto, ci sarebbero stati segni di\ndi questo.  Gli dissi:--\n\n Andate dal dottor Van Helsing e chiedetegli di venire subito qui. Lo voglio\nlo voglio senza un istante di ritardo\".  L'uomo \u00e8 corso via e nel giro di pochi\npochi minuti il professore, in vestaglia e pantofole, \u00e8 apparso. Quando\nRenfield a terra, lo guard\u00f2 attentamente per un attimo e poi si rivolse a me.\npoi si volt\u00f2 verso di me. Credo che abbia riconosciuto il mio pensiero nei miei occhi, perch\u00e9 ha\ndisse a bassa voce, evidentemente per le orecchie dell'attendente:--\n\n Ah, un triste incidente! Dovr\u00e0 essere sorvegliato con molta attenzione e\nattenzione. Rester\u00f2 io stessa con voi, ma prima devo vestirmi.\nSe rimarrete, vi raggiunger\u00f2 tra qualche minuto.\n\nIl paziente ora respirava in modo affannoso ed era facile vedere che\nche aveva subito qualche terribile ferita. Van Helsing torn\u00f2 con\nstraordinaria celerit\u00e0, portando con s\u00e9 una valigetta chirurgica. Aveva\nevidentemente pensato e deciso; infatti, quasi prima di guardare il paziente, ha sussurrato\nguardare il paziente, mi ha sussurrato:--\n\n Mandate via l'assistente. Dobbiamo essere soli con lui quando diventa\ncosciente, dopo l'operazione.  Cos\u00ec ho detto:--\n\n Credo che ora sia sufficiente, Simmons. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo\nal momento. Fareste meglio a fare il vostro giro e il dottor Van Helsing operer\u00e0.\nFatemi sapere immediatamente se c'\u00e8 qualcosa di insolito da qualche parte.\n\nL'uomo si ritir\u00f2 e noi ci dedicammo a un esame rigoroso del paziente.\nLe ferite al volto erano superficiali; la vera lesione era una frattura depressa del cranio, che si estendeva\nfrattura del cranio, che si estendeva fino all'area motoria. Il\nProfessore pens\u00f2 un attimo e disse: --\n\n Dobbiamo ridurre la pressione e tornare a condizioni normali, per quanto possibile.\nLa rapidit\u00e0 della soffusione mostra la natura terribile della ferita.\nferita. L'intera area motoria sembra colpita. La soffusione del cervello\ncervello aumenter\u00e0 rapidamente, quindi dobbiamo intervenire subito con un'operazione chirurgica o potrebbe essere troppo tardi.\ntroppo tardi.  Mentre parlava, si sent\u00ec un leggero bussare alla porta. I\nandai ad aprire e trovai nel corridoio Arthur e Quincey in pigiama e pantofole.\nQuincey in pigiama e pantofole: il primo parl\u00f2: --\n\n Ho sentito il vostro uomo chiamare il dottor Van Helsing e dirgli di un incidente.\nCos\u00ec ho svegliato Quincey, o meglio l'ho chiamato perch\u00e9 non dormiva. Le cose\nsi muovono troppo velocemente e in modo troppo strano per un sonno tranquillo per chiunque di noi\ndi questi tempi. Ho pensato che la notte di domani non vedr\u00e0 le cose\ncome sono state. Dovremo guardare indietro - e in avanti - un po' pi\u00f9\ndi quanto abbiamo fatto finora. Possiamo entrare?  Annuii e tenni la porta aperta finch\u00e9 non entrarono.\nfinch\u00e9 non furono entrati; poi la richiusi. Quando Quincey vide l'atteggiamento e lo stato\ne lo stato del paziente e not\u00f2 l'orribile pozza sul pavimento, disse dolcemente\npavimento, disse a bassa voce:--\n\n Mio Dio! Cosa gli \u00e8 successo? Povero, povero diavolo!  Gliel'ho detto\nbrevemente e aggiunsi che ci aspettavamo che avrebbe ripreso conoscenza dopo l'operazione.\nl'operazione... per un breve periodo, in ogni caso. And\u00f2 subito a sedersi sul\nseduto sul bordo del letto, con Godalming accanto a lui; noi tutti guardammo\ncon pazienza.\n\n Aspetteremo, ha detto Van Helsing, giusto il tempo di fissare il punto migliore per\nper la trapanazione, in modo da poter rimuovere il coagulo di sangue nel modo pi\u00f9 rapido e perfetto.\nil coagulo di sangue, perch\u00e9 \u00e8 evidente che l'emorragia sta aumentando.\n\nI minuti di attesa passarono con una lentezza spaventosa. Avevo un\norribile sprofondamento nel mio cuore, e dal volto di Van Helsing ho dedotto che\nche provava una certa paura o apprensione per ci\u00f2 che stava per accadere. Temevo\nle parole che Renfield avrebbe potuto pronunciare. Avevo decisamente paura di pensare;\nma la convinzione di ci\u00f2 che stava per accadere era su di me, come ho letto di uomini\nche hanno ascoltato la veglia funebre. Il povero uomo respirava con\nrantoli incerti. Ogni istante sembrava che volesse aprire gli occhi e parlare.\ne parlare; ma poi seguiva un prolungato respiro affannoso, e ricadeva in un'espressione pi\u00f9 fissa.\ne ricadeva in un'insensibilit\u00e0 pi\u00f9 fissa. Abituato com'ero ai letti di\nletti malati e alla morte, questa suspense cresceva e cresceva su di me. Potevo quasi\nsentire il battito del mio stesso cuore, e il sangue che mi scorreva nelle tempie\ntempie sembrava un colpo di martello. Il silenzio divenne infine\nangosciante. Guardai i miei compagni, uno dopo l'altro, e vidi dai loro volti arrossati e dalle loro sopracciglia umide che stavano sopportando\ndai loro volti arrossati e dalle loro sopracciglia umide che stavano sopportando la stessa\ntortura. C'era una suspense nervosa su tutti noi, come se in alto\ncome se una campana spaventosa dovesse suonare con forza quando meno ce lo aspettiamo.\nche ci aspettassimo.\n\nAlla fine arriv\u00f2 un momento in cui era evidente che il paziente stava\nche il paziente stava affondando rapidamente; poteva morire da un momento all'altro. Alzai lo sguardo verso il professore\ne ho colto i suoi occhi fissi sui miei. Il suo volto era severo mentre\nparl\u00f2:--\n\n Non c'\u00e8 tempo da perdere. Le sue parole possono valere molte vite; l'ho pensato anche io, mentre ero qui.\nho pensato cos\u00ec, mentre ero qui. Forse c'\u00e8 un'anima in gioco!\nOpereremo appena sopra l'orecchio.\n\nSenza un'altra parola, esegu\u00ec l'operazione. Per qualche istante il\nrespiro continu\u00f2 ad essere affannoso. Poi arriv\u00f2 un respiro cos\u00ec\nprolungato che sembrava volesse squarciargli il petto.\nImprovvisamente gli occhi si aprirono e si fissarono in uno sguardo selvaggio e impotente.\nQuesto si protrasse per qualche istante; poi si addolc\u00ec in una lieta sorpresa e dalle labbra usc\u00ec un'espressione\nsorpresa e dalle labbra usc\u00ec un sospiro di sollievo. Si mosse\nconvulsamente e, mentre lo faceva, disse: --\n\n Star\u00f2 zitto, dottore. Dica loro di togliersi l'impermeabile. I\nsogno terribile che mi ha reso cos\u00ec debole da non potermi muovere.\nmuovermi. Che cos'ha il mio viso? Mi sento tutto gonfio e mi fa un gran male.\nterribilmente.  Cerc\u00f2 di girare la testa, ma anche con questo sforzo i suoi\nocchi sembravano diventare di nuovo vitrei, cos\u00ec la rimisi delicatamente a posto. Poi Van\nHelsing ha detto in tono tranquillo e grave:--\n\n Ci racconti il suo sogno, signor Renfield.  Quando ud\u00ec la voce, il suo volto\nsi illumin\u00f2, nonostante la sua mutilazione, e disse: --\n\n Quello \u00e8 il dottor Van Helsing. Che bello che siate qui. Datemi un po' d'acqua\nacqua, le mie labbra sono secche; e cercher\u00f2 di raccontarvi. Ho sognato...\nsi \u00e8 fermato e sembrava svenire, ho chiamato a bassa voce Quincey... Il brandy...\nbrandy... \u00e8 nel mio studio... presto!  Lui vol\u00f2 e torn\u00f2 con un bicchiere,\nil decanter del brandy e una caraffa d'acqua. Inumidimmo le labbra riarse\nlabbra inaridite e il paziente si rianim\u00f2 rapidamente. Sembrava, tuttavia, che il suo povero cervello\ncervello ferito avesse lavorato nell'intervallo, perch\u00e9, quando fu completamente\ncosciente, mi guard\u00f2 con una confusione angosciosa che non dimenticher\u00f2 mai, e disse\nnon dimenticher\u00f2 mai, e disse\n\n Non devo ingannarmi; non era un sogno, ma una cruda realt\u00e0\".\nPoi i suoi occhi si aggirarono per la stanza; quando intravidero le due figure\nfigure sedute pazientemente sul bordo del letto, continu\u00f2:--\n\n Se non ne fossi gi\u00e0 sicuro, lo saprei da loro.  Per un istante i suoi\nocchi si chiusero, non per il dolore o il sonno, ma volontariamente, come se stesse\ncome se stesse mettendo in campo tutte le sue facolt\u00e0; quando li riapr\u00ec disse,\nfrettolosamente e con pi\u00f9 energia di quanta ne avesse ancora mostrata: --\n\n Presto, dottore, presto. Sto morendo! Sento che mi restano solo pochi minuti;\ne poi dovr\u00f2 tornare alla morte... o peggio! Bagnatemi le labbra con il brandy\ndi nuovo. Ho qualcosa da dire prima di morire, o comunque prima che il mio povero cervello\ncervello spappolato muoia comunque. Grazie! \u00c8 stato quella sera, dopo che mi hai lasciato\nquando ti implorai di lasciarmi andare via. Non potevo parlare allora, perch\u00e9\nsentivo la lingua legata; ma ero sano di mente allora, tranne che in quel modo, come\ncome lo sono ora. Sono stata in un'agonia di disperazione per molto tempo dopo che mi hai lasciato.\ndopo che mi hai lasciato; mi sono sembrate ore. Poi mi \u00e8 arrivata una pace improvvisa. Il mio cervello\nSembrava che il mio cervello si fosse raffreddato di nuovo e ho capito dove mi trovavo. Ho sentito i\ncani abbaiare dietro la nostra casa, ma non dov'era Lui!  Mentre parlava, Van\nHelsing non ha mai sbattuto le palpebre, ma la sua mano \u00e8 uscita e ha incontrato la mia e l'ha\ne l'ha afferrata con forza. Tuttavia, non si \u00e8 tradito; ha annuito leggermente\ne ha detto:  Continua, a bassa voce. Renfield ha proseguito:--\n\n Si avvicin\u00f2 alla finestra nella nebbia, come l'avevo visto spesso prima;\nma allora era solido, non era un fantasma, e i suoi occhi erano feroci come quelli di un uomo quando\nuomo quando \u00e8 arrabbiato. Rideva con la sua bocca rossa; i denti bianchi e affilati scintillavano alla luce della luna quando\ndenti bianchi e affilati scintillavano alla luce della luna quando si volt\u00f2 a guardare oltre la cintura di alberi\ndi alberi, dove i cani abbaiavano. Non gli chiesi di entrare\nall'inizio, anche se sapevo che voleva farlo, proprio come aveva sempre voluto.\nPoi cominci\u00f2 a promettermi delle cose, non a parole ma facendole.  Fu interrotto\nfu interrotto da una parola del professore: --\n\n Come?\n\n Facendo in modo che si verifichino, proprio come quando mandava le mosche quando c'era il sole.\nsole. Grandi e grosse, grasse, con le ali d'acciaio e di zaffiro.\ne grandi falene, di notte, con teschio e ossa incrociate sul dorso.\ndorso.  Van Helsing gli ha fatto un cenno mentre mi sussurrava inconsciamente:--\n\n L'_Acherontia Aitetropos delle Sfingi_, quella che voi chiamate la\n falena della testa della morte?  Il paziente continu\u00f2 senza fermarsi.\n\n Poi cominci\u00f2 a sussurrare:  Ratti, ratti, ratti! Centinaia, migliaia,\nmilioni, e ognuno di loro \u00e8 una vita; e i cani li mangiano, e anche i gatti.\nanche i gatti. Tutte vite! Tutte rosse di sangue, con anni di vita dentro; e non solo\nmosche ronzanti!  Io ridevo di lui, perch\u00e9 volevo vedere cosa sarebbe riuscito a fare.\nPoi i cani ulularono, al di l\u00e0 degli alberi scuri della Sua casa. Egli\nmi fece cenno di avvicinarmi alla finestra. Mi alzai e guardai fuori.\nmani e sembrava chiamare senza usare parole. Una massa scura\nsi diffuse sull'erba, assumendo la forma di una fiamma di fuoco.\nPoi spost\u00f2 la nebbia a destra e a sinistra, e potei vedere che c'erano\nmigliaia di topi con gli occhi rossi, come i suoi, solo pi\u00f9 piccoli.\npi\u00f9 piccoli. Alz\u00f2 la mano e tutti si fermarono; e mi sembr\u00f2 che dicesse: \"Non \u00e8 vero che non c'\u00e8 niente\".\nsembrava che dicesse:  Tutte queste vite vi dar\u00f2, s\u00ec, e molte altre ancora\ne pi\u00f9 grandi, attraverso innumerevoli epoche, se cadrete a terra e mi adorerete!\nme!  E poi una nuvola rossa, come il colore del sangue, sembrava chiudersi\nocchi e, prima di rendermi conto di ci\u00f2 che stavo facendo, mi ritrovai ad aprire la fascia e a dire a Lui\nla fascia e gli dissi:  Entra, Signore e Maestro!  I topi erano\nI topi erano tutti spariti, ma Lui entr\u00f2 nella stanza attraverso l'anta, anche se era aperta solo\naperto solo di un centimetro, proprio come la Luna stessa \u00e8 spesso entrata attraverso\ndalla pi\u00f9 piccola fessura e si \u00e8 presentata davanti a me in tutta la sua grandezza e splendore.\nsplendore.\n\nLa sua voce era pi\u00f9 debole, cos\u00ec gli inumidii di nuovo le labbra con il brandy e continu\u00f2.\nma sembrava che la sua memoria avesse continuato a lavorare nell'intervallo.\nintervallo, perch\u00e9 la sua storia era ancora pi\u00f9 avanti. Stavo per richiamarlo\nal punto, ma Van Helsing mi ha sussurrato:  Lasciatelo continuare. Non\nnon interromperlo; non pu\u00f2 tornare indietro, e forse non potrebbe procedere affatto\nse una volta perso il filo del suo pensiero.  Ha proseguito:--\n\n Per tutto il giorno ho aspettato di avere sue notizie, ma non mi ha mandato niente, nemmeno un\nNeanche una mosca, e quando si alz\u00f2 la luna ero piuttosto arrabbiata con lui.\nQuando \u00e8 entrato dalla finestra, nonostante fosse chiusa, e non ha nemmeno bussato, mi sono arrabbiata con lui.\nbussare, mi sono arrabbiata con lui. Mi guard\u00f2 con un ghigno, e il suo viso bianco\ndalla nebbia con gli occhi rossi che brillavano, e continu\u00f2 come se fosse il padrone di tutta la casa.\ncome se fosse il padrone dell'intero posto e io non fossi nessuno. Non aveva nemmeno lo stesso odore\nmentre mi passava accanto. Non riuscivo a trattenerlo. Pensai che, in qualche modo, Mrs.\nHarker fosse entrata nella stanza.\n\nI due uomini seduti sul letto si alzarono e si avvicinarono, posizionandosi dietro di lui in modo che non li vedesse ma che li sentisse meglio.\ndietro di lui, in modo che non potesse vederli, ma che potessero sentire meglio.\nRimasero entrambi in silenzio, ma il Professore trasal\u00ec e trem\u00f2; il suo volto, tuttavia, divenne ancora pi\u00f9 cupo e severo,\nTuttavia, il suo volto si fece ancora pi\u00f9 cupo e severo. Renfield continu\u00f2 senza\nnotare:--\n\n Quando la signora Harker \u00e8 venuta a trovarmi questo pomeriggio non era pi\u00f9 la stessa;\nera come il t\u00e8 dopo che la teiera era stata annaffiata.  Qui ci siamo mossi tutti,\nma nessuno disse una parola; lui continu\u00f2: --\n\n Non sapevo che fosse qui finch\u00e9 non ha parlato; e non aveva lo stesso aspetto.\nstesso. Non mi interessano le persone pallide; mi piacciono quelle con molto sangue\nsangue, e il suo sembrava essersi esaurito. Non ci ho pensato\nma quando se ne and\u00f2 cominciai a pensare, e mi fece impazzire sapere che Lui aveva preso il sangue\nsapere che Lui le aveva tolto la vita.  Sentivo che\nche gli altri fremevano, come me, ma noi restavamo immobili.  Cos\u00ec, quando\nQuando arriv\u00f2 la sera, ero pronta ad accoglierlo. Vidi la nebbia che entrava e l'afferrai con forza.\nafferrarla saldamente. Avevo sentito dire che i pazzi hanno una forza innaturale e\ne siccome sapevo di essere un pazzo, in ogni caso a volte, decisi di usare la mia forza.\nS\u00ec, e anche Lui lo sent\u00ec, perch\u00e9 dovette uscire dalla nebbia per lottare con me.\ncon me. Ho tenuto duro; e pensavo di vincere, perch\u00e9 non volevo che Lui prendesse altre\nvolevo che prendesse ancora un po' della sua vita, finch\u00e9 non vidi i suoi occhi. Bruciavano\nin me e la mia forza divenne come acqua. Lui ci \u00e8 passato attraverso e\nQuando cercai di aggrapparmi a Lui, mi sollev\u00f2 e mi scaravent\u00f2 a terra. C'era\nuna nuvola rossa davanti a me, e un rumore come un tuono, e la nebbia sembrava\nche la nebbia sembrasse rubare sotto la porta.  La sua voce si faceva pi\u00f9 flebile e il suo\nrespiro pi\u00f9 affannoso. Van Helsing si \u00e8 alzato istintivamente.\n\n Ora sappiamo il peggio, ha detto.  \u00c8 qui e conosciamo il suo scopo.\nPotrebbe non essere troppo tardi. Armiamoci, come l'altra sera, ma non perdiamo tempo.\nnotte, ma non perdiamo tempo; non c'\u00e8 un istante da perdere.  Non c'era\nbisogno di esprimere a parole le nostre paure, anzi le nostre convinzioni.\ncomune. Ci affrettammo tutti a prendere dalle nostre stanze le stesse cose che avevamo quando\nche avevamo quando siamo entrati in casa del conte. Il professore aveva gi\u00e0 pronto il suo e\ne quando ci incontrammo nel corridoio le indic\u00f2 significativamente mentre diceva: --\n\n Non mi lasciano mai; e non lo faranno finch\u00e9 questa infelice faccenda non sar\u00e0\nfinita. Siate saggi anche voi, amici miei. Non \u00e8 un nemico comune quello con cui abbiamo a che fare.\nAhim\u00e8! Ahim\u00e8! Che la cara signora Mina debba soffrire!  Si ferm\u00f2; la sua voce\nvoce si stava spezzando, e non so se nel mio cuore predominasse la rabbia o il terrore.\nmio cuore.\n\nFuori dalla porta degli Harker ci fermammo. Art e Quincey si trattennero, e quest'ultimo disse\nquest'ultimo disse:--\n\n Dobbiamo disturbarla?\n\n Dobbiamo farlo, ha detto Van Helsing con tono cupo.  Se la porta \u00e8 chiusa a chiave, io\nscassinare.\n\n Non potrebbe spaventarla terribilmente? \u00c8 insolito introdursi nella stanza di una signora\nsignora!\n\nVan Helsing ha detto solennemente: \"Avete sempre ragione, ma questa \u00e8 vita o morte\".\nmorte. Tutte le stanze sono uguali per il dottore; e anche se non lo fossero, per me sono\nsono tutte uguali per me questa notte. Amico John, quando giro la maniglia, se la porta non si\nse la porta non si apre, abbassa la spalla e spingi; e anche voi, amici miei.\nanche voi, amici miei. Ora!\n\nGir\u00f2 la maniglia mentre parlava, ma la porta non cedette. Ci buttammo\ncontro di essa; con uno schianto si spalanc\u00f2 e per poco non cademmo\na capofitto nella stanza. Il professore cadde davvero e io lo vidi\ndi fronte a lui mentre si rialzava dalle mani e dalle ginocchia. Ci\u00f2 che vidi\nmi sconvolse. Sentii i capelli rizzarsi come setole sulla nuca,\ne il mio cuore sembr\u00f2 fermarsi.\n\nLa luce della luna era cos\u00ec intensa che attraverso la spessa tenda gialla la stanza\nera abbastanza luminosa da poter vedere. Sul letto accanto alla finestra giaceva Jonathan\nHarker, con il volto arrossato e il respiro affannoso come se fosse in stato di torpore.\nInginocchiata sul bordo vicino del letto, rivolta verso l'esterno, c'era la figura bianca della moglie.\nbianco di sua moglie. Al suo fianco stava un uomo alto e magro, vestito di nero.\nIl suo volto era rivolto verso di noi, ma nell'istante in cui lo vedemmo, tutti riconobbero il Conte.\nil conte, in tutto e per tutto, anche per la cicatrice sulla fronte. Con la mano sinistra\nmano sinistra teneva entrambe le mani della signora Harker, tenendole lontane con le braccia\nla mano destra l'afferr\u00f2 per la nuca, costringendola a posare il viso sul suo petto,\ncostringendola a posare il viso sul suo petto. La camicia da notte bianca era imbrattata di sangue\ndi sangue e un sottile rivolo colava sul petto nudo dell'uomo che\nche si intravedeva dal vestito aperto e strappato. L'atteggiamento dei due aveva una terribile\nl'atteggiamento dei due assomigliava terribilmente a quello di un bambino che costringe il naso di un gattino a\nlatte per costringerlo a bere. Quando irrompemmo nella stanza, il conte gir\u00f2 il suo\nvolto, e lo sguardo infernale che avevo sentito descrivere sembr\u00f2 balzare\nche avevo sentito descrivere, sembr\u00f2 balzare in esso. I suoi occhi si infiammarono di rosso per la passione diabolica; le grandi narici del bianco naso aquilino si aprirono\ndel bianco naso aquilino si spalancarono e fremettero sul bordo; e i bianchi denti aguzzi, dietro le labbra piene\ndenti bianchi e aguzzi, dietro le labbra piene della bocca grondante sangue,\nbocca grondante di sangue, si stringevano come quelli di una bestia selvaggia. Con uno strappo, che gett\u00f2\nla sua vittima sul letto come se fosse stata scagliata da un'altezza, si volt\u00f2 e si scagli\u00f2 contro di noi.\ne si scagli\u00f2 contro di noi. Ma a quel punto il professore si era rimesso in piedi,\ne teneva verso di s\u00e9 la busta che conteneva l'ostia sacra.\nSacra Ostia. Il Conte si ferm\u00f2 di colpo, proprio come aveva fatto la povera Lucy fuori dalla tomba\ntomba, e si rannicchi\u00f2. Sempre pi\u00f9 indietro si rannicchi\u00f2, mentre noi,\nsollevando i nostri crocifissi, avanzavamo. La luce della luna venne improvvisamente meno, mentre una\nnuvola nera che solcava il cielo; e quando la luce del gas si accese sotto il fiammifero di Quincey\nsotto il fiammifero di Quincey, non vedemmo altro che un debole vapore. Questo, mentre guardavamo\nsotto la porta che, per il contraccolpo dello scoppio, si era chiusa all'indietro.\naperto, era tornata nella sua vecchia posizione. Van Helsing, Art e io ci siamo spostati\nalla signora Harker, che a quel punto aveva ripreso fiato e con esso aveva emesso un urlo cos\u00ec selvaggio che\ncon esso aveva emesso un urlo cos\u00ec selvaggio, cos\u00ec penetrante, cos\u00ec disperato che mi sembra\nche mi sembra che mi risuoner\u00e0 nelle orecchie fino alla morte. Per alcuni\nqualche secondo rimase inerme e disordinata. Il suo volto era\nspettrale, con un pallore accentuato dal sangue che le imbrattava le labbra, le guance e il mento.\nlabbra, le guance e il mento; dalla gola le colava un sottile rivolo di sangue; gli occhi erano paonazzi di terrore.\nsangue; i suoi occhi erano pazzi di terrore. Poi si mise davanti al viso le\nmani schiacciate, che portavano sul loro candore il segno rosso della terribile presa del conte.\nconte, e da dietro di esse giunse un basso e desolato lamento che fece sembrare il terribile urlo\nche fece sembrare l'urlo terribile solo la rapida espressione di un\ndolore senza fine. Van Helsing ha fatto un passo avanti e ha tirato delicatamente il copriletto\nsul corpo della donna, mentre Art, dopo averla guardata in viso per un istante\ndisperato, \u00e8 corso fuori dalla stanza. Van Helsing mi ha sussurrato:--\n\n Jonathan \u00e8 in uno stato di torpore come quello che il vampiro sa produrre. Non possiamo\nNon possiamo fare nulla con la povera Madam Mina per qualche istante, finch\u00e9 non si riprende.\nDevo svegliarlo!  Immerse l'estremit\u00e0 di un asciugamano in acqua fredda\ne con esso cominci\u00f2 a colpirlo sul viso, mentre sua moglie\nla moglie si teneva il viso tra le mani e singhiozzava in un modo che era\nstraziante da sentire. Alzai la tapparella e guardai fuori dalla finestra.\nfinestra. C'era molta luce lunare; e mentre guardavo potevo vedere Quincey\nMorris attraversare il prato e nascondersi all'ombra di un grande tasso.\ntasso. Mi lasciava perplesso pensare perch\u00e9 lo facesse; ma nell'istante in cui sentivo Harker\nistante sentii la rapida esclamazione di Harker che si risvegliava parzialmente\ncoscienza e si gir\u00f2 verso il letto. Sul suo volto, come \u00e8 giusto che sia, c'era un'espressione\ncome poteva essere, c'era un'espressione di selvaggio stupore. Sembr\u00f2 stordito per qualche secondo, poi\nPoi la piena coscienza sembr\u00f2 irrompere su di lui all'improvviso e si alz\u00f2.\nsi alz\u00f2. Sua moglie fu destata da quel rapido movimento e si volt\u00f2 verso di lui con le braccia\ncon le braccia aperte, come per abbracciarlo; all'istante, per\u00f2, le ritrasse di nuovo,\nsubito, per\u00f2, le ritir\u00f2 di nuovo e, unendo i gomiti, tenne le mani davanti al\nle mani davanti al viso e rabbrivid\u00ec fino a far tremare il letto sotto di lei.\n\n In nome di Dio, cosa significa?  Harker grid\u00f2.  Dottor Seward, dottor\nVan Helsing, cosa c'\u00e8? Che cosa \u00e8 successo? Cosa c'\u00e8 che non va? Mina, cara,\ncosa c'e'? Cosa significa quel sangue? Mio Dio, mio Dio, siamo arrivati a questo!\ne, sollevandosi sulle ginocchia, batte le mani selvaggiamente\ninsieme.  Buon Dio, aiutateci! Aiutatela! Oh, aiutatela!  Con un rapido\ncon un rapido movimento salt\u00f2 gi\u00f9 dal letto e cominci\u00f2 a tirarsi addosso i vestiti.\nuomo che era in lui si risvegli\u00f2 per la necessit\u00e0 di uno sforzo immediato.  Che cosa \u00e8 successo?\nDitemi tutto! grid\u00f2 senza fermarsi.  Dottor Van Helsing, voi amate\namate Mina, lo so. Oh, fate qualcosa per salvarla. Non pu\u00f2 essere andato troppo\nancora troppo lontano. Sorvegliatela mentre io cerco lui!  Sua moglie, attraverso il terrore\ne l'orrore e l'angoscia, vide un sicuro pericolo per lui: all'istante\ndimenticando il proprio dolore, si aggrapp\u00f2 a lui e grid\u00f2:--\n\n No! No! Jonathan, non devi lasciarmi. Ho sofferto abbastanza\nsenza il timore che vi faccia del male. Devi restare\ncon me. Resta con questi amici che veglieranno su di te!  La sua\nL'espressione di lei si fece frenetica mentre parlava; e, mentre lui cedeva, lei lo tir\u00f2 a sedere sulla sponda del letto e si strinse a lui ferocemente.\nlo tir\u00f2 gi\u00f9, seduto sulla sponda del letto, e si strinse a lui ferocemente.\n\nVan Helsing e io abbiamo cercato di calmarli entrambi. Il professore ha alzato il suo\ncrocifisso d'oro e ha detto con meravigliosa calma:--\n\n Non temere, mia cara. Noi siamo qui; e finch\u00e9 questo \u00e8 vicino a te nessuna\nnessuna cosa cattiva pu\u00f2 avvicinarsi. Sei al sicuro per stanotte; e dobbiamo stare tranquilli\ne prendere consiglio insieme\".  Lei rabbrivid\u00ec e rimase in silenzio, tenendo la testa\nla testa sul petto del marito. Quando la sollev\u00f2, la sua camicia da notte bianca\ncamicia da notte bianca di lui era macchiata di sangue nel punto in cui le sue labbra avevano toccato e dove\nla sottile ferita aperta sul collo aveva fatto uscire delle gocce. Nell'istante in cui\nvide si ritrasse, con un basso lamento, e sussurr\u00f2, tra singhiozzi strozzati\nsinghiozzi:--\n\n Impuro, impuro! Non devo pi\u00f9 toccarlo o baciarlo. Oh, che sia\nche sia io il suo peggior nemico e che abbia pi\u00f9 motivo di temere.\npi\u00f9 motivo di temere\".  A questo disse risolutamente:--\n\n Sciocchezze, Mina. \u00c8 una vergogna per me sentire una parola del genere. Non vorrei\nsentirla da te; e non la sentir\u00f2 da te. Possa Dio giudicarmi in base ai miei\ne punirmi con sofferenze pi\u00f9 amare di quelle di quest'ora,\nse per un mio atto o per la mia volont\u00e0 qualcosa dovesse mai mettersi tra noi!  Allarg\u00f2 le\nle braccia e se la strinse al petto; e per un po' lei rimase l\u00ec\nsinghiozzando. Ci guard\u00f2 sopra la sua testa china, con occhi che lampeggiavano\numidi sopra le narici tremanti; la sua bocca era d'acciaio. Dopo un\ndopo un po' i suoi singhiozzi si fecero meno frequenti e pi\u00f9 flebili, e allora lui mi disse\ncon una calma studiata che, a mio avviso, metteva a dura prova il suo potere nervoso: \"Non \u00e8 vero che non \u00e8 cos\u00ec.\nnervoso al massimo: --\n\n E ora, dottor Seward, mi racconti tutto. Conosco troppo bene i fatti\nfatto; mi dica tutto quello che \u00e8 stato.  Gli raccontai esattamente quello che era successo,\ne lui ascolt\u00f2 con apparente impassibilit\u00e0; ma le sue narici si strinsero e i suoi occhi ardevano\ne i suoi occhi si infiammarono quando raccontai come le mani spietate del conte avevano\ntenevano sua moglie in quella terribile e orribile posizione, con la bocca sulla\nla ferita aperta nel suo petto. Mi interess\u00f2, anche in quel momento, vedere che, mentre il volto del conte\nvedere che, mentre il volto di candida passione lavorava convulsamente sul\ntesta china, le mani accarezzavano teneramente e amorevolmente i capelli arruffati.\ncapelli arruffati. Proprio mentre avevo finito, Quincey e Godalming bussarono alla porta.\nSono entrati in obbedienza al nostro richiamo. Van Helsing mi ha guardato\ncon aria interrogativa. Ho capito che intendeva dire se avremmo dovuto approfittare della loro venuta per\ndella loro venuta per distogliere, se possibile, i pensieri degli infelici coniugi dall'altro e da loro stessi.\nmarito e moglie dall'altro e da loro stessi; cos\u00ec, dopo un cenno di assenso\na lui, chiese loro cosa avessero visto o fatto. Al che Lord Godalming\nrispose:--\n\n Non lo vedevo da nessuna parte nel passaggio, n\u00e9 in nessuna delle nostre stanze. I\nnello studio ma, anche se c'era stato, se n'era andato. Era andato via,\ncomunque---- Si ferm\u00f2 di colpo, guardando la povera figura afflosciata sul\nletto. Van Helsing ha detto gravemente:--\n\n Vai, amico Arthur. Non vogliamo pi\u00f9 nasconderci. La nostra speranza ora\n\u00e8 di sapere tutto. Racconta liberamente!  Cos\u00ec Art continu\u00f2:--\n\n Era stato l\u00ec e, anche se per pochi secondi, si era\npochi secondi, ha fatto un uso raro del posto. Tutto il manoscritto era stato\nbruciati e le fiamme blu tremolavano tra le ceneri bianche; anche i cilindri del vostro fonografo erano stati gettati sul fuoco e i\ncilindri del fonografo erano stati gettati sul fuoco e la cera aveva favorito le fiamme.\ncera ha favorito le fiamme.  Qui mi sono interrotto.  Grazie a Dio c'\u00e8 l'altra\nl'altra copia in cassaforte!  Il suo volto si illumin\u00f2 per un attimo, ma si abbass\u00f2 di nuovo mentre\ncontinu\u00f2:  Allora sono corsa di sotto, ma non ho visto nessuna traccia di lui. Ho guardato\nnella stanza di Renfield; ma l\u00ec non c'era traccia, tranne che di----!  Di nuovo\npausa.  Continua, disse Harker rauco; quindi chin\u00f2 il capo e, inumidendosi le labbra con la lingua, aggiunse: se non fosse che il ragazzo \u00e8 stato ucciso.\ninumidendosi le labbra con la lingua, aggiunse: a parte il fatto che il poveretto\n\u00e8 morto.  La signora Harker alz\u00f2 la testa e, guardando dall'uno all'altro di noi, disse solennemente\ndi noi, disse solennemente: --\n\n Sia fatta la volont\u00e0 di Dio!  Non potevo non sentire che Art stava trattenendo\nqualcosa; ma, poich\u00e9 ritenevo che avesse uno scopo, non dissi nulla.\nVan Helsing si \u00e8 rivolto a Morris e ha chiesto:--\n\n E tu, amico Quincey, hai qualcosa da raccontare?\n\n Un po', rispose.  Forse alla fine sar\u00e0 molto, ma al momento non posso dirlo.\nnon posso dirlo. Ho pensato che fosse bene sapere, se possibile, dove il Conte sarebbe\nquando sarebbe uscito di casa. Non l'ho visto; ma ho visto un pipistrello alzarsi dalla finestra di\nRenfield e volare verso ovest. Mi aspettavo di vederlo in qualche\nforma tornare a Carfax; ma evidentemente cercava un'altra tana. Non torner\u00e0\nnon torner\u00e0 stanotte, perch\u00e9 il cielo si sta arrossando a est e l'alba \u00e8 vicina.\nl'alba \u00e8 vicina. Dobbiamo lavorare domani!\n\nPronunci\u00f2 queste ultime parole a denti stretti. Per uno spazio di forse un\nun paio di minuti c'\u00e8 stato silenzio, e mi \u00e8 sembrato di sentire il suono\ndi sentire il suono dei nostri cuori che battevano; poi Van Helsing ha detto, posando la sua mano\nmano molto teneramente sulla testa della signora Harker:--\n\n E ora, signora Mina - povera, cara, cara signora Mina - ci dica esattamente che cosa\n\u00e8 successo. Dio sa che non voglio che siate addolorati; ma \u00e8\nnecessario che noi sappiamo tutto. Perch\u00e9 ora pi\u00f9 che mai tutto il lavoro deve essere fatto\nrapido e deciso, e con seriet\u00e0 mortale. \u00c8 vicino il giorno che deve finire\nfine di tutto, se cos\u00ec pu\u00f2 essere; e ora \u00e8 l'occasione per vivere e imparare.\nimparare.\n\nLa povera, cara signora rabbrivid\u00ec, e potei vedere la tensione dei suoi nervi\nmentre stringeva il marito a s\u00e9 e chinava la testa sempre pi\u00f9\nsempre pi\u00f9 in basso sul suo petto. Poi ha alzato la testa con orgoglio e ha teso una mano a Van Helsing che\nuna mano a Van Helsing, che l'ha presa nella sua e, dopo essersi chinato a baciarla riverentemente, l'ha stretta a s\u00e9.\nbaciarla con riverenza, l'ha tenuta stretta. L'altra mano era chiusa in quella\ndel marito, che teneva l'altro braccio stretto intorno a lei in modo protettivo.\nDopo una pausa in cui evidentemente stava riordinando i suoi pensieri, cominci\u00f2\ncominci\u00f2: --\n\n Ho preso il sonnifero che mi avevate gentilmente dato, ma per molto tempo non ha agito.\na lungo non ha agito. Sembrava che fossi sempre pi\u00f9 sveglia e una miriade di fantasie\ndi fantasie orribili cominciarono ad affollare la mia mente... tutte\ntutte legate alla morte e ai vampiri, al sangue, al dolore e ai problemi.\nSuo marito gemette involontariamente quando lei si gir\u00f2 verso di lui e disse\namorevolmente:  Non preoccuparti, caro. Devi essere coraggioso e forte, e aiutarmi\nin questo orribile compito. Se solo sapessi che sforzo \u00e8 per me\nraccontare questa cosa spaventosa, capiresti quanto ho bisogno di\nbisogno del vostro aiuto. Ebbene, ho visto che dovevo cercare di aiutare la medicina a fare il suo lavoro\ncon la mia volont\u00e0, se volevo che mi facesse bene, cos\u00ec mi misi risolutamente a\ndormire. Certo, il sonno deve essere arrivato presto, perch\u00e9 non ricordo pi\u00f9 nulla.\npi\u00f9. L'arrivo di Jonathan non mi aveva svegliato, perch\u00e9 era sdraiato al mio fianco quando\nquando me lo ricordo. Nella stanza c'era la stessa sottile nebbia bianca che avevo notato prima.\navevo notato prima. Ma ora non so se ne sei a conoscenza; lo troverai nel mio diario che ti mostrer\u00f2 pi\u00f9 tardi.\nnel mio diario che vi mostrer\u00f2 pi\u00f9 tardi. Sentii lo stesso vago\nterrore che mi era venuto prima e lo stesso senso di qualche presenza.\nMi voltai per svegliare Jonathan, ma mi accorsi che dormiva cos\u00ec profondamente che sembrava che fosse stato lui a\nsembrava che fosse stato lui a prendere il sonnifero e non io.\nma non riuscii a svegliarlo. Questo mi fece prendere una grande paura e mi guardai intorno terrorizzato.\nguardai intorno terrorizzato. Poi, in effetti, il mio cuore sprofond\u00f2 dentro di me: accanto al letto, come se\naccanto al letto, come se fosse uscito dalla nebbia, o piuttosto come se la nebbia si fosse trasformata nella sua figura, perch\u00e9 era\ncome se la nebbia si fosse trasformata nella sua figura, perch\u00e9 era completamente scomparsa.\nun uomo alto e magro, tutto vestito di nero. Lo riconobbi subito dalla descrizione degli\ndegli altri. Il volto cereo, l'alto naso aquilino su cui la luce cadeva in una sottile linea bianca, il\nluce cadeva in una sottile linea bianca; le labbra rosse divaricate, con i denti bianchi e affilati in mezzo\ndenti bianchi e affilati; e gli occhi rossi che mi era sembrato di vedere nel\ntramonto sulle finestre della chiesa di St. Mary a Whitby. Conoscevo anche la\ncicatrice rossa sulla fronte dove Jonathan lo aveva colpito. Per un istante\nil mio cuore si ferm\u00f2, e avrei voluto gridare, solo che ero\nparalizzato. Nella pausa parl\u00f2 con una specie di sussurro acuto e tagliente,\nindicando mentre parlava a Jonathan\n\n Silenzio! Se fai un rumore lo prendo e gli faccio saltare le cervella\ndavanti ai tuoi occhi.  Ero atterrito e troppo sconcertato per fare o\ndire nulla. Con un sorriso beffardo, mi mise una mano sulla spalla\ne, tenendomi stretta, mi scopr\u00ec la gola con l'altra, dicendo mentre lo faceva: \"Primo, un po' di ristoro\".\nPrima di tutto, un piccolo rinfresco per ricompensare le mie fatiche. Potete anche\nNon \u00e8 la prima volta, e nemmeno la seconda, che le vostre vene mi hanno\nplacare la mia sete!  Ero sconcertato e, stranamente, non volevo ostacolarlo.\nnon volevo ostacolarlo. Immagino che faccia parte dell'orribile maledizione che\n\u00e8 tale, quando il suo tocco \u00e8 sulla sua vittima. E oh, mio Dio, mio Dio, piet\u00e0 per me!\ndi me! Ha posato le sue labbra puzzolenti sulla mia gola!  Il marito gemette\ndi nuovo. Lei gli strinse pi\u00f9 forte la mano e lo guard\u00f2 con piet\u00e0, come se fosse lui il ferito.\ncome se fosse lui il ferito, e continu\u00f2: --\n\n Sentivo che le mie forze stavano svanendo ed ero in un mezzo svenimento. Quanto tempo\nquanto dur\u00f2 questa cosa orribile non lo so; ma sembrava che dovesse passare molto tempo\nche fosse passato molto tempo prima che togliesse la sua orrenda bocca ghignante. I\nvidi che gocciolava di sangue fresco!  Il ricordo sembr\u00f2 per un po' sopraffare\nil ricordo sembr\u00f2 per un po' sopraffarla, e lei si afflosci\u00f2 e sarebbe sprofondata se non fosse stato per il braccio che sosteneva il marito.\nbraccio del marito che la sosteneva. Con un grande sforzo si riprese e\ne continu\u00f2:--\n\n Poi mi parl\u00f2 in modo beffardo: \"E cos\u00ec anche tu, come gli altri, giocheresti\nil tuo cervello contro il mio. Aiutereste questi uomini a darmi la caccia e a\na frustrare i miei progetti! Tu lo sai ora, e loro lo sanno gi\u00e0 in parte,\ne sapranno pienamente tra non molto, cosa significa incrociare il mio cammino. Avrebbero dovuto\navrebbero dovuto conservare le loro energie per usarle pi\u00f9 vicino a casa. Mentre loro\ngiocavano a fare i furbi contro di me, contro di me che comandavo le nazioni, intrigavo per loro e combattevo per loro.\nper loro e ho combattuto per loro, centinaia di anni prima che loro nascessero.\nnati, io li contrastavo. E tu, il loro pi\u00f9 amato, sei ora\ncarne della mia carne, sangue del mio sangue, parente del mio parente, il mio generoso torchio per un po' di tempo.\nper un po' di tempo; e sarai in seguito il mio compagno e il mio\naiutante. Sarete vendicati a vostra volta, perch\u00e9 nessuno di loro si occuper\u00e0 di\ndi loro si occuper\u00e0 dei tuoi bisogni. Ma per ora devi essere punito per quello che hai fatto.\nfatto. Avete contribuito a ostacolarmi; ora dovrete rispondere alla mia\nchiamata. Quando il mio cervello vi dir\u00e0 Vieni, dovrete attraversare la terra o il mare per eseguire i miei ordini.\nper eseguire i miei ordini; e a tal fine questo!  Con ci\u00f2 si apr\u00ec la camicia\ncamicia e con le sue lunghe unghie affilate si apr\u00ec una vena nel petto. Quando\nsangue cominci\u00f2 a sgorgare, prese le mie mani in una, tenendole strette, e con l'altra mi afferr\u00f2\ncon l'altra mi afferr\u00f2 il collo e mi premette la bocca sulla ferita.\nferita, in modo che dovessi soffocare o inghiottire un po' del sangue---- Oh\nDio mio! Dio mio! Cosa ho fatto? Cosa ho fatto per meritare un simile\ndestino, io che ho cercato di camminare in mansuetudine e rettitudine tutti i miei\ngiorni. Dio mi compatisca! Guarda la povera anima che si trova in un pericolo peggiore di quello mortale;\ne piet\u00e0 per coloro ai quali \u00e8 cara!  Poi cominci\u00f2 a strofinarsi le\nlabbra come per purificarle dall'inquinamento.\n\nMentre raccontava la sua terribile storia, il cielo orientale cominci\u00f2 ad accelerare,\ne tutto divenne sempre pi\u00f9 chiaro. Harker era immobile e silenzioso;\nma sul suo volto, man mano che la terribile narrazione andava avanti, si fece strada uno sguardo grigio\nche si approfondiva sempre di pi\u00f9 con la luce del mattino, finch\u00e9, quando il primo\nrosso dell'alba imminente, la carne si stagli\u00f2 scuramente\ncontro i capelli imbiancati.\n\nAbbiamo deciso che uno di noi rimarr\u00e0 a portata di mano della coppia infelice fino a quando non ci incontreremo per decidere come agire.\ncoppia infelice fino a quando non ci incontreremo per decidere come agire.\n\nDi questo sono sicuro: il sole non sorge oggi su nessuna casa pi\u00f9 miserabile in\ntutto il grande giro del suo corso quotidiano.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXII\n\nIL DIARIO DI JONATHAN HARKER\n\n\n_3 ottobre._--Dovendo fare qualcosa o impazzire, scrivo questo diario. Sono\nsono le sei, e tra mezz'ora ci incontreremo nello studio per mangiare qualcosa.\nmangiare qualcosa, perch\u00e9 il dottor Van Helsing e il dottor Seward sono d'accordo che se non mangiamo\nche se non mangiamo non possiamo lavorare al meglio. Il nostro meglio sar\u00e0, Dio sa, richiesto\nDio sa, sar\u00e0 richiesto oggi. Devo continuare a scrivere a ogni occasione, perch\u00e9 non oso fermarmi a pensare.\nnon posso fermarmi a pensare. Tutto, grande e piccolo, deve andare gi\u00f9; forse alla fine\nle piccole cose possono insegnarci di pi\u00f9. L'insegnamento, grande o piccolo che sia, non avrebbe\nnon avrebbe potuto portare Mina o me in un posto peggiore di quello in cui ci troviamo oggi. Tuttavia,\ndobbiamo avere fiducia e sperare. La povera Mina mi ha detto poco fa, con le lacrime che le scendevano\nlacrime sulle sue guance, che \u00e8 nei problemi e nelle prove che la nostra fede viene messa alla prova.\nche la nostra fede viene messa alla prova, che dobbiamo continuare a confidare e che Dio ci aiuter\u00e0 fino alla fine.\nfino alla fine. La fine! Oh, mio Dio, quale fine? Lavorare! Lavorare!\n\nQuando il dottor Van Helsing e il dottor Seward sono tornati dalla visita del povero\nRenfield, ci siamo occupati seriamente del da farsi. Per prima cosa, il dottor Seward\nSeward ci ha raccontato che quando lui e il dottor Van Helsing erano scesi nella stanza sottostante\navevano trovato Renfield disteso sul pavimento, tutto ammucchiato. Il suo volto era\nIl suo volto era tutto ammaccato e schiacciato, e le ossa del collo erano rotte.\n\nIl dottor Seward chiese all'addetto che era di turno nel passaggio se avesse sentito qualcosa.\naveva sentito qualcosa. Disse che era seduto - confess\u00f2 di essersi mezzo appisolato - quando sent\u00ec delle voci forti nella stanza e poi Renfield.\nmezzo assopito - quando ha sentito delle voci forti nella stanza, e poi Renfield\naveva chiamato pi\u00f9 volte a gran voce: \"Dio! Dio! Dio! Dopo di che c'\u00e8 stato un\nun rumore di caduta e quando entr\u00f2 nella stanza lo trov\u00f2 disteso sul pavimento, a faccia in gi\u00f9.\nsul pavimento, a faccia in gi\u00f9, proprio come l'avevano visto i medici. Van Helsing\ngli ha chiesto se avesse sentito delle voci o una voce, e lui ha risposto che non sapeva dire.\ndire; che all'inizio gli era sembrato che ce ne fossero due, ma siccome non c'era nessuno nella stanza.\nnon c'era nessuno nella stanza, poteva essere uno solo. Poteva giurare\nche la parola Dio \u00e8 stata pronunciata dal paziente. Il dott.\nSeward ci disse, quando fummo soli, che non voleva entrare nel merito della questione.\nla questione di un'inchiesta e che non sarebbe mai stato opportuno\nnon sarebbe mai servito proporre la verit\u00e0, perch\u00e9 nessuno ci avrebbe creduto. Cos\u00ec com'era, pensava che\nera, pensava che sulla base delle testimonianze dell'attendente avrebbe potuto rilasciare una\ncertificato di morte per disgrazia nella caduta dal letto. Nel caso in cui il\ncoroner lo richiedesse, ci sarebbe stata un'inchiesta formale, necessariamente\ncon lo stesso risultato.\n\nQuando si cominci\u00f2 a discutere su quale dovesse essere il nostro prossimo passo.\nla prima cosa che decidemmo fu che Mina avrebbe dovuto avere la massima fiducia\nfiducia; che nulla di qualsiasi tipo, per quanto doloroso, doveva essere\ntenere nascosto nulla di qualsiasi tipo, per quanto doloroso. Lei stessa era d'accordo sulla sua saggezza ed era pietoso vederla cos\u00ec coraggiosa eppure\nvedere il suo coraggio e il suo dolore e la sua disperazione.\ndisperazione.  Non bisogna nascondere nulla, disse, Ahim\u00e8, ne abbiamo gi\u00e0 avute troppe.\ntroppo. E poi non c'\u00e8 nulla al mondo che possa darmi pi\u00f9\nmi pu\u00f2 dare pi\u00f9 dolore di quello che ho gi\u00e0 sopportato... di quello che soffro ora!\nQualunque cosa accada, deve essere per me una nuova speranza o un nuovo coraggio!\nVan Helsing la guardava fisso mentre lei parlava, e ha detto, all'improvviso ma con calma\nma a bassa voce:--\n\n Ma cara signora Mina, non avete paura, non per voi, ma per gli altri da voi, dopo quello che \u00e8 successo?\naltri da te, dopo quello che \u00e8 successo?  Il suo viso si \u00e8 fatto serio nei suoi\nma i suoi occhi brillavano con la devozione di una martire, mentre rispondeva\nrispose:--\n\n Ah no, perch\u00e9 ho gi\u00e0 deciso!\n\n A cosa? chiese dolcemente, mentre eravamo tutti molto immobili; perch\u00e9 ognuno a modo suo aveva una specie di vaga idea di cosa intendesse dire.\na modo nostro, avevamo una sorta di vaga idea di ci\u00f2 che intendeva. La sua risposta\nvenne con semplicit\u00e0 diretta, come se stesse semplicemente affermando un fatto:--\n\n Perch\u00e9 se trovo in me stesso - e lo cercher\u00f2 con attenzione - un segno di\ndi male a qualcuno che amo, morir\u00f2!\n\n Non ti uccideresti? chiese rauco.\n\n Lo farei, se non ci fosse un amico che mi ama, che mi risparmiasse un tale dolore e uno sforzo cos\u00ec disperato!\ndolore e uno sforzo cos\u00ec disperato!  Mentre parlava, lo guardava con attenzione.\nmentre parlava. Lui era seduto, ma ora si alz\u00f2, le si avvicin\u00f2 e le pose una mano sulla testa.\ne le mise una mano sulla testa mentre diceva solennemente:\n\n Figlia mia, c'\u00e8 una cosa del genere, se fosse per il tuo bene. Per me stesso\npotrei tenere il conto con Dio per trovare una tale eutanasia per te,\nanche in questo momento, se fosse meglio. Anzi, se fosse sicuro! Ma il mio\nbambino---- Per un attimo sembr\u00f2 soffocare, e un grande singhiozzo gli sal\u00ec in gola.\ngola; lo butt\u00f2 gi\u00f9 e continu\u00f2:--\n\n Ci sono alcuni che vorrebbero mettersi tra voi e la morte. Non dovete\nmorire. Non dovete morire per mano di nessuno, tanto meno per mano vostra. Finch\u00e9\nfinch\u00e9 l'altro, che ha sporcato la vostra dolce vita, non sar\u00e0 veramente morto, non dovete morire.\nse \u00e8 ancora con il rapido Non-Morto, la tua morte ti renderebbe uguale a lui.\nmorte vi renderebbe uguali a lui. No, dovete vivere! Dovete lottare e sforzarvi di\nvivere, anche se la morte sembrerebbe una manna indicibile. Dovete combattere la Morte\nanche se viene da voi nel dolore o nella gioia, di giorno o di notte, in sicurezza o in pericolo!\nnotte, in sicurezza o in pericolo! Sulla tua anima viva ti ordino di non\ndi non morire - anzi, di non pensare alla morte - finch\u00e9 questo grande male non sar\u00e0 passato.  La\npovera cara divenne bianca come la morte e si scosse e rabbrivid\u00ec, come ho visto fare alle sabbie mobili.\nsabbie mobili scuotersi e tremare all'arrivo della marea. Eravamo tutti\nsilenzio; non potevamo fare nulla. Alla fine lei si calm\u00f2 e rivolgendosi a\ndolcemente, ma con tanta tristezza, mentre gli tendeva la mano: \"Non \u00e8 vero che non ci sia un'altra persona che non sia una persona.\n\n Ti prometto, mio caro amico, che se Dio mi lascer\u00e0 vivere, mi sforzer\u00f2 di farlo.\nfinch\u00e9, se sar\u00e0 nei Suoi tempi, questo orrore sar\u00e0 passato da me.\nmi abbia abbandonato\".  Era cos\u00ec buona e coraggiosa che tutti noi sentivamo\nche tutti noi sentimmo che i nostri cuori si erano rafforzati per lavorare e sopportare per lei, e cominciammo a discutere\ne cominciammo a discutere su ci\u00f2 che avremmo dovuto fare. Le dissi che avrebbe avuto tutti i documenti\ntutti i documenti della cassaforte e tutti i documenti, i diari e i fonografi che avremmo potuto usare in futuro.\nche avremmo potuto usare in futuro; e che avrebbe dovuto tenere il registro come aveva fatto in precedenza.\nEra contenta della prospettiva di avere qualcosa da fare, sempre che il piacere potesse essere usato\nse il piacere poteva essere usato in relazione a un interesse cos\u00ec grave.\n\nCome al solito Van Helsing aveva pensato prima di tutti gli altri ed era\npreparato con un ordine preciso del nostro lavoro.\n\n Forse \u00e8 bene, ha detto, che alla riunione dopo la visita a Carfax abbiamo deciso di non fare nulla con le cassette di terra che giacevano a terra.\nCarfax abbiamo deciso di non fare nulla con le casse di terra che giacevano l\u00ec.\nl\u00ec. Se l'avessimo fatto, il Conte avrebbe intuito il nostro scopo e avrebbe senza dubbio\ne avrebbe senza dubbio preso misure in anticipo per vanificare un simile\nper vanificare un simile sforzo nei confronti degli altri; ma ora non conosce le nostre\nintenzioni. Anzi, con ogni probabilit\u00e0, non sa che esiste un potere che pu\u00f2\npotere che pu\u00f2 sterilizzare le sue tane, in modo che non possa usarle come un tempo.\ncome un tempo. Ora siamo talmente avanti nella conoscenza delle loro disposizioni\nsulla loro disposizione che, quando avremo esaminato la casa di\nPiccadilly, potremo rintracciare l'ultimo di loro. La giornata di oggi, dunque, \u00e8 nostra;\ne in esso riposa la nostra speranza. Il sole che stamattina \u00e8 sorto sul nostro dolore\nci protegge nel suo corso. Fino a quando non tramonter\u00e0 questa notte, quel mostro dovr\u00e0\nmantenere la forma che ha ora. \u00c8 confinato nei limiti del suo\ndel suo involucro terreno. Non pu\u00f2 dissolversi nel nulla n\u00e9 scomparire\nattraverso crepe, fessure o fessure. Se attraversa una porta, deve\ndeve aprire la porta come un mortale. Perci\u00f2 oggi abbiamo il compito di scovare\ntutte le sue tane e sterilizzarle. Cos\u00ec, se non l'abbiamo ancora catturato e distrutto, lo porteremo a\ne distruggerlo, lo porteremo a nascondersi in un luogo dove la cattura e la distruzione saranno\ne la distruzione saranno, col tempo, sicure.  A questo punto mi alzai, perch\u00e9\nnon riuscivo a trattenermi al pensiero che i minuti e i secondi cos\u00ec\npreziosi per la vita e la felicit\u00e0 di Mina ci stavano sfuggendo,\npoich\u00e9 mentre parlavamo era impossibile agire. Ma Van Helsing ha alzato\nla mano in segno di avvertimento.  No, amico Jonathan, ha detto, in questo caso, la\nla via pi\u00f9 veloce per tornare a casa \u00e8 la via pi\u00f9 lunga, come dice il vostro proverbio. Tutti noi\nagire e agire con disperata rapidit\u00e0, quando sar\u00e0 il momento. Ma pensate, in\nprobabile che la chiave della situazione sia in quella casa a Piccadilly.\nIl Conte potrebbe avere molte case che ha comprato. Di queste avr\u00e0\natti di acquisto, chiavi e altre cose. Avr\u00e0 carta su cui scrive\ncarta su cui scrive; avr\u00e0 il suo libretto degli assegni. Ci sono molti effetti personali\nche deve avere da qualche parte; perch\u00e9 non in questo posto cos\u00ec centrale, cos\u00ec tranquillo,\ndove pu\u00f2 andare e venire dal davanti o dal retro a tutte le ore, quando nella\ntraffico non c'\u00e8 nessuno che se ne accorga. Andremo l\u00ec e\ne perquisiremo quella casa; e quando sapremo cosa contiene, allora faremo quello che il nostro amico Arthur chiama\nnostro amico Arthur chiama, nelle sue frasi di caccia, fermare le terre e cos\u00ec\ne cos\u00ec abbatteremo la nostra vecchia volpe... Non \u00e8 cos\u00ec?\n\n Allora veniamo subito, gridai, stiamo perdendo del tempo prezioso,\ntempo prezioso!  Il professore non si mosse, ma si limit\u00f2 a dire:--\n\n E come facciamo ad entrare in quella casa a Piccadilly?\n\n In ogni modo!  Ho gridato.  Faremo irruzione, se necessario.\n\n E la polizia: dove sar\u00e0 e cosa dir\u00e0?\n\nEro sconcertato, ma sapevo che se voleva ritardare aveva un buon motivo per farlo.\nragione. Cos\u00ec dissi, il pi\u00f9 tranquillamente possibile:--\n\n Non aspettate pi\u00f9 del necessario; sapete, ne sono certo, in quale tortura mi trovo.\nin cui mi trovo.\n\n Ah, figlia mia, lo so; e in effetti non desidero aggiungere altro alla tua angoscia.\nla tua angoscia. Ma pensa, cosa possiamo fare fino a quando tutto il mondo non sar\u00e0 in\nmovimento. Allora verr\u00e0 il nostro momento. Ho pensato e ripensato, e mi sembra\nmi sembra che il modo pi\u00f9 semplice sia il migliore di tutti. Ora vogliamo entrare in casa, ma non abbiamo\nin casa, ma non abbiamo la chiave; non \u00e8 cos\u00ec?  Annuii.\n\n Ora supponiamo che voi siate, in verit\u00e0, il proprietario di quella casa e che non possiate ancora entrarvi.\nnon poter entrare; e che non abbiate coscienza del ladro, cosa fareste?\ncasa, cosa fareste?\n\n Dovrei trovare un fabbro rispettabile e metterlo al lavoro per aprire la serratura al posto mio.\nserratura per me.\n\n E la vostra polizia interferirebbe, non \u00e8 vero?\n\n Oh, no! Non se sapevano che l'uomo aveva un lavoro regolare.\n\n Poi, mi guard\u00f2 con la stessa intensit\u00e0 con cui parlava, tutto ci\u00f2 che \u00e8 in dubbio \u00e8\nla coscienza del datore di lavoro e la convinzione dei vostri poliziotti sul\nse quel datore di lavoro abbia o meno una buona coscienza o una cattiva. La vostra\npolizia deve essere davvero un uomo zelante e intelligente - oh, cos\u00ec intelligente!\nnel leggere il cuore, se si preoccupano di tale questione. No, no, mio\namico Jonathan, vai a togliere la serratura da cento case vuote in questa\nLondra, o di qualsiasi altra citt\u00e0 del mondo; e se lo fai come si fa giustamente in queste\ncose sono giustamente fatte, e nel momento in cui tali cose sono giustamente fatte,\nnessuno interferir\u00e0. Ho letto di un gentiluomo che possedeva una casa cos\u00ec bella a Londra.\ncasa a Londra, e che quando per mesi d'estate andava in Svizzera a\ne chiuse a chiave la casa, arriv\u00f2 un ladro che ruppe la finestra sul retro ed entr\u00f2.\nentrare. Poi and\u00f2 ad aprire le persiane di fronte e usc\u00ec e rientr\u00f2 dalla porta, prima che il portiere\ne rientrare dalla porta, sotto gli occhi della polizia. Poi\nha organizzato un'asta in quella casa, l'ha pubblicizzata e ha affisso un grande avviso;\ne quando arriva il giorno vende da un grande banditore tutti i beni dell'altro uomo che li possiede.\nquell'altro uomo che li possiede. Poi si reca da un costruttore e gli vende\nquella casa, con l'accordo che la demolisca e la porti via tutta\nentro un certo tempo. La polizia e le altre autorit\u00e0 lo aiutano come possono.\npossono. E quando il proprietario torna dalla sua vacanza in Svizzera\ntrova solo un buco vuoto al posto della sua casa. Tutto questo \u00e8 stato fatto\ne nel nostro lavoro lo saremo anche noi. Non andremo cos\u00ec presto\nnon andremo cos\u00ec presto che i poliziotti, che hanno poco da pensare, riterranno strano\nma andremo dopo le dieci, quando ci saranno molti\ne queste cose verrebbero fatte se fossimo davvero i proprietari della casa.\ncasa.\n\nNon potei fare a meno di vedere quanto avesse ragione e la terribile disperazione del volto di Mina\nMina si rilass\u00f2; c'era speranza in questo buon consiglio. Van\nHelsing ha continuato:--\n\n Una volta entrati in quella casa potremmo trovare altri indizi; in ogni caso alcuni di noi possono rimanere l\u00ec mentre gli altri trovano gli altri luoghi dove ci sono\ndi noi possono rimanere l\u00ec mentre gli altri trovano gli altri posti dove ci sono\npi\u00f9 scatole di terra: a Bermondsey e a Mile End.\n\nLord Godalming si alz\u00f2.  Posso essere utile qui, disse.  Dovr\u00f2\ntelegramma ai miei uomini per avere cavalli e carrozze dove sar\u00e0 pi\u00f9 conveniente.\nconveniente.\n\n Senti, vecchio mio, disse Morris, \u00e8 un'idea geniale avere tutto pronto\npronto nel caso in cui volessimo andare a cavallo; ma non credi che una\nuna delle vostre carrozze scattanti con i suoi ornamenti araldici in una strada secondaria di\nWalworth o Mile End attirerebbe troppo l'attenzione per i nostri scopi?\nMi sembra che dovremmo prendere i taxi quando andiamo a sud o a est; e anche lasciarli da qualche parte vicino al quartiere.\ne lasciarli da qualche parte vicino al quartiere in cui ci stiamo recando.\n\n L'amico Quincey ha ragione! disse il professore.  La sua testa \u00e8 quella che si\nsi dice in piano con l'orizzonte. \u00c8 una cosa difficile quella che andiamo a\ne non vogliamo che nessuno ci guardi, se \u00e8 possibile.\n\nMina si interessava sempre di pi\u00f9 a tutto e io mi rallegravo nel vedere che l'urgenza degli affari la aiutava a dimenticare per un po' di tempo la\nche l'urgenza delle cose la stava aiutando a dimenticare per un po' la terribile\nterribile esperienza della notte. Era molto, molto pallida, quasi\nspettrale, e cos\u00ec magra che le labbra erano tirate via, mostrando i denti in\nun po' in evidenza. Non ho menzionato quest'ultima cosa, per non darle un dolore\ndolore inutile; ma mi fece gelare il sangue nelle vene pensare a ci\u00f2 che era accaduto alla povera Lucy quando\na quello che era successo alla povera Lucy quando il Conte le aveva succhiato il sangue. A tutt'oggi\nancora non c'era segno che i denti diventassero pi\u00f9 affilati; ma il tempo era ancora breve e c'era tempo per\nera breve e c'era tempo per temere.\n\nQuando siamo arrivati a discutere la sequenza dei nostri sforzi e la disposizione delle nostre forze, ci sono stati nuovi dubbi.\ndisposizione delle nostre forze, ci furono nuove fonti di dubbio. Alla fine fu\nInfine fu deciso che prima di partire per Piccadilly avremmo dovuto distruggere il covo del Conte\nConte a portata di mano. Nel caso in cui lo avesse scoperto troppo presto, avremmo potuto\nin questo modo saremmo stati ancora pi\u00f9 avanti nella nostra opera di distruzione; e la sua\npresenza nella sua forma puramente materiale, e nel momento di massima debolezza, potrebbe darci\nqualche nuovo indizio.\n\nPer quanto riguarda la disposizione delle forze, il professore ha suggerito che,\ndopo la visita a Carfax, di entrare tutti nella casa di Piccadilly;\nche i due dottori e io rimanessimo l\u00ec, mentre Lord Godalming e Quincey\nGodalming e Quincey trovassero i covi di Walworth e Mile End e li distruggessero.\nEra possibile, se non probabile, ha insistito il Professore, che il Conte\nche il conte potesse apparire a Piccadilly durante il giorno e che, in tal caso, saremmo stati in grado di affrontarlo in quel momento\nin grado di affrontarlo in quel momento. In ogni caso, potremmo essere in grado di\nseguirlo in forze. A questo piano mi opposi strenuamente, e per quanto riguardava la mia partenza, perch\u00e9 dissi\nper quanto riguardava la mia partenza, perch\u00e9 avevo detto che intendevo restare a proteggere\nMina, pensavo di aver preso una decisione in merito; ma Mina non volle ascoltare la mia obiezione.\nMina non volle ascoltare la mia obiezione. Disse che forse c'era qualche questione di legge\nin cui avrei potuto essere utile; che tra le carte del Conte poteva esserci\nqualche indizio che avrei potuto capire grazie alla mia esperienza in Transilvania;\ne che, cos\u00ec com'era, tutte le forze che potevamo raccogliere erano necessarie per\nper far fronte allo straordinario potere del conte. Dovetti arrendermi, perch\u00e9 la risoluzione di Mina\nMina era decisa; diceva che era l'ultima speranza per _lei_ che\nche avremmo dovuto lavorare tutti insieme.  Quanto a me, disse, non ho paura.\nLe cose sono andate peggio di come possono andare; e qualsiasi cosa possa accadere deve\ndeve avere qualche elemento di speranza o di conforto. Vai, marito mio! Dio pu\u00f2, se\nDio pu\u00f2, se lo vuole, custodirmi bene sia da sola che in presenza di altri.  Cos\u00ec mi\nmi alzai gridando:  Allora, in nome di Dio, veniamo subito, perch\u00e9 stiamo perdendo tempo.\nstiamo perdendo tempo. Il conte potrebbe arrivare a Piccadilly prima di quanto\npensiamo.\n\n Non \u00e8 cos\u00ec! ha detto Van Helsing, alzando la mano.\n\n Ma perch\u00e9?  Ho chiesto.\n\n Dimenticate, ha detto, con un sorriso, che ieri sera ha\nha banchettato pesantemente e che dormir\u00e0 fino a tardi?\n\nL'ho dimenticato? Potr\u00f2 mai... potr\u00f2 mai! Qualcuno di noi potr\u00e0 mai dimenticare quella\nterribile scena! Mina si sforz\u00f2 di mantenere il suo volto coraggioso; ma il dolore la sopraffece e si mise le mani davanti al viso.\nil dolore la sopraffece e si mise le mani davanti al viso e\ne ha rabbrividito mentre gemeva. Van Helsing non aveva intenzione di ricordare la sua\nspaventosa esperienza. Aveva semplicemente perso di vista lei e il suo ruolo nella vicenda.\nlei e la sua parte nella vicenda nel suo sforzo intellettuale. Quando si \u00e8 reso conto di ci\u00f2 che aveva detto,\nquando si \u00e8 reso conto di ci\u00f2 che aveva detto, \u00e8 rimasto inorridito dalla sua sconsideratezza e ha cercato di confortarla.  Oh,\nMadam Mina, disse, cara, cara Madam Mina, ahim\u00e8, che io, tra tutti coloro che vi venerano, abbia detto qualcosa di cos\u00ec\nvenerazione, abbia detto qualcosa di cos\u00ec smemorato. Queste mie stupide vecchie\nmie labbra e questa stupida vecchia testa non lo meritano; ma voi lo dimenticherete, vero?\ndimenticherai, vero?  Mentre parlava, si chin\u00f2 accanto a lei; lei prese la sua mano e, guardandolo attraverso il suo sguardo, lo\nla sua mano e, guardandolo attraverso le lacrime, disse rauco: --\n\n No, non dimenticher\u00f2, perch\u00e9 \u00e8 bene che io ricordi; e con questo ho cos\u00ec tanto in memoria di te che \u00e8 dolce, che prendo tutto.\nho cos\u00ec tante cose dolci in memoria di te che le prendo tutte insieme.\ninsieme. Ora, dovete andare tutti presto. La colazione \u00e8 pronta e dobbiamo\ndobbiamo mangiare tutti per essere forti.\n\nLa colazione era un pasto strano per tutti noi. Cercavamo di essere allegre e di\nincoraggiarci a vicenda, e Mina era la pi\u00f9 allegra e brillante di noi.\ndi noi. Quando \u00e8 finita, Van Helsing si \u00e8 alzato e ha detto:--\n\n Ora, cari amici, ci accingiamo alla nostra terribile impresa. Siamo\narmati, come quella notte in cui visitammo per la prima volta il covo del nostro nemico; armati contro gli attacchi fantasma e carnali?\ntana del nostro nemico; armati contro gli attacchi spettrali e carnali?  Tutti noi lo abbiamo assicurato\nlui.  Allora \u00e8 tutto a posto. Ora, signora Mina, siete in ogni caso al sicuro fino al tramonto.\nqui fino al tramonto; e prima di allora torneremo... se---- torneremo!\ntorneremo! Ma prima di partire lasciate che vi veda armata contro gli attacchi personali. I\nda quando siete scesi, ho preparato io stesso la vostra camera mettendo\ndi cose che conosciamo, in modo che Egli non possa entrare. Ora lasciami sorvegliare\nte stesso. Sulla tua fronte tocco questo pezzo di ostia sacra nel nome del Padre, del Figlio e del\nnome del Padre, del Figlio e di----\n\nCi fu un urlo di paura che quasi ci gel\u00f2 il cuore a sentirlo. Mentre\nl'ostia sulla fronte di Mina, l'aveva bruciata... aveva bruciato\nnella carne come se fosse stato un pezzo di metallo incandescente. Il mio povero\npovera cara, il cervello le aveva detto il significato del fatto con la stessa rapidit\u00e0 con cui\ni suoi nervi ne ricevettero il dolore; e le due cose la sopraffecero cos\u00ec tanto che\nche la sua natura sconvolta ebbe voce in quell'urlo spaventoso. Ma le\nparole al suo pensiero arrivarono rapidamente; l'eco dell'urlo non aveva ancora smesso di risuonare nell'aria quando arriv\u00f2\nl'eco dell'urlo non aveva ancora cessato di risuonare nell'aria quando arriv\u00f2 la reazione, e lei sprofond\u00f2 in ginocchio sul\nin ginocchio sul pavimento in un'agonia di abbattimento. Tirando i suoi bei capelli\nsul viso, come il lebbroso di un tempo il suo mantello, si mise a gemere: --\n\n Non pulito! Immondo! Persino l'Onnipotente evita la mia carne inquinata! Devo\nportare questo marchio di vergogna sulla mia fronte fino al Giorno del Giudizio.  Tutti\ntutti si fermarono. Mi ero gettato accanto a lei in un'agonia di dolore impotente e\ndolore, e abbracciandola la strinsi a me. Per qualche minuto i nostri\ncuori addolorati, mentre gli amici intorno a noi distoglievano gli occhi\ni loro occhi che scorrevano lacrime in silenzio. Poi Van Helsing si \u00e8 voltato e ha detto\ngravemente; cos\u00ec gravemente che non ho potuto fare a meno di sentire che era in qualche modo\nin qualche modo ispirato, e che stesse affermando cose al di fuori di se stesso:--\n\n Pu\u00f2 darsi che dobbiate portare quel marchio finch\u00e9 Dio stesso non lo riterr\u00e0 opportuno,\ncome sicuramente far\u00e0, nel Giorno del Giudizio, per rimediare a tutti i torti della terra e dei Suoi figli che vi ha posto.\nterra e dei Suoi figli che Egli ha posto su di essa. E oh, signora\nMina, mia cara, mia cara, che noi che ti amiamo possiamo essere l\u00ec a vedere, quando quella\ncicatrice rossa, il segno della conoscenza di Dio di ci\u00f2 che \u00e8 stato, passer\u00e0,\ne lascer\u00e0 la vostra fronte pura come il cuore che conosciamo. Perch\u00e9, se viviamo, quella cicatrice passer\u00e0\nviviamo, quella cicatrice passer\u00e0 quando Dio riterr\u00e0 giusto togliere il\nfardello che ci opprime. Fino ad allora porteremo la nostra croce, come fece Suo Figlio\nin obbedienza alla sua volont\u00e0. Pu\u00f2 darsi che siamo strumenti scelti per\ne che ascendiamo al suo comando come quell'altro\nattraverso le lacrime e il sangue, i dubbi e le paure, e tutto ci\u00f2 che fa la differenza.\ne paure, e tutto ci\u00f2 che fa la differenza tra Dio e l'uomo.\n\nC'era speranza nelle sue parole, e conforto; e facevano pensare alla rassegnazione.\nMina e io la pensammo cos\u00ec e, contemporaneamente, prendemmo una mano del vecchio e ci chinammo a baciarla.\nvecchio, ci chinammo e la baciammo. Poi, senza dire una parola, ci\ninginocchiati insieme e, tenendoci per mano, giurammo di essere fedeli l'uno all'altra.\nl'un l'altro. Noi uomini ci impegnammo a sollevare il velo del dolore dal\ntesta di colei che, ognuno a modo suo, amavamo; e pregammo per avere aiuto e guida nel\ne di essere guidati nel terribile compito che ci attendeva.\n\nEra quindi il momento di partire. Cos\u00ec dissi addio a Mina, un addio che nessuno di noi due\nche nessuno di noi due dimenticher\u00e0 in punto di morte; e partimmo.\n\nSu una cosa ho preso una decisione: se alla fine scopriremo che Mina \u00e8 un vampiro, allora non andr\u00e0 in quel luogo sconosciuto e terribile.\nvampiro, allora non andr\u00e0 in quella terra sconosciuta e terribile da sola.\nterra sconosciuta e terribile da sola. Suppongo che in passato un vampiro significasse molti\nmolti; come i loro orrendi corpi potevano riposare solo nella terra sacra, cos\u00ec\nl'amore pi\u00f9 sacro era il sergente reclutatore dei loro orrendi ranghi.\n\nSiamo entrati senza problemi in Carfax e abbiamo trovato tutto come la prima volta.\ndella prima volta. Era difficile credere che in un ambiente cos\u00ec prosaico, di abbandono, polvere e degrado\nprosaico di abbandono, polvere e decadenza ci fosse un motivo di paura come\npaura, come gi\u00e0 sapevamo. Non avevamo gi\u00e0 le idee chiare, e non c'erano stati\nnon ci fossero stati i terribili ricordi a spronarci, difficilmente avremmo potuto procedere\ncon il nostro compito. Non trovammo documenti, n\u00e9 alcun segno di utilizzo nella casa; e\nnella vecchia cappella le grandi casse erano come le avevamo viste l'ultima volta.\nIl dottor Van Helsing ci ha detto solennemente, mentre ci trovavamo di fronte ad esse:--\n\n E ora, amici miei, abbiamo un dovere da compiere. Dobbiamo sterilizzare questa\nterra, cos\u00ec sacra di memorie sacre, che egli ha portato da una terra lontana per un uso cos\u00ec\nterra lontana per un uso cos\u00ec limitato. Ha scelto questa terra perch\u00e9 \u00e8 stata\n\u00e8 stata sacra. Cos\u00ec lo sconfiggiamo con la sua stessa arma, perch\u00e9 la rendiamo pi\u00f9\nancora pi\u00f9 santa. Era stata santificata per l'uso dell'uomo, ora la santifichiamo per Dio.\nDio\".  Mentre parlava, prese dalla sua borsa un cacciavite e una chiave inglese, e ben presto la parte superiore di una cassa fu aperta.\nmolto presto la parte superiore di una delle casse fu aperta. La terra aveva un odore\ndi muffa e di chiuso; ma non sembravamo farci caso, perch\u00e9 la nostra attenzione era concentrata sul professore.\nera concentrata sul professore. Prendendo dalla sua scatola un pezzo della\nSacra Ostia, lo pos\u00f2 con riverenza sulla terra e poi, chiuso il coperchio, inizi\u00f2 ad avvitarlo.\nil coperchio e inizi\u00f2 ad avvitarlo, mentre noi lo aiutavamo a lavorare.\n\nAd una ad una abbiamo trattato allo stesso modo tutte le grandi casse e le abbiamo lasciate come le avevamo trovate in apparenza.\ncome le avevamo trovate in apparenza; ma in ognuna c'era una parte dell'Ostia.\ndell'Ostia.\n\nQuando chiudemmo la porta dietro di noi, il professore disse solennemente:--\n\n Molto \u00e8 gi\u00e0 stato fatto. Se \u00e8 possibile che con tutti gli altri si possa\nsuccesso, allora il tramonto di questa sera potr\u00e0 risplendere sulla fronte della signora Mina, bianca come l'avorio e senza macchie!\nMina, tutta bianca come l'avorio e senza macchie!\n\nMentre attraversavamo il prato per andare alla stazione a prendere il treno, potevamo vedere la facciata del manicomio.\ntreno, riuscimmo a vedere la facciata del manicomio. Guardai con impazienza e dalla\nfinestra della mia stanza vidi Mina. Le feci un cenno con la mano per dirle che il nostro lavoro era stato portato a termine con successo.\nche il nostro lavoro era stato portato a termine con successo. Lei annu\u00ec in\nrisposta per dimostrare che aveva capito. L'ultima volta che l'ho vista, stava salutando con la mano\nmano in segno di saluto. Con il cuore pesante cercammo la stazione e prendemmo il treno che stava arrivando\ne di prendere il treno che stava arrivando mentre raggiungevamo il binario.\nbinario.\n\nL'ho scritto in treno.\n\n       * * * * *\n\n_Piccadilly, ore 12:30._--Poco prima di raggiungere Fenchurch Street\nLord Godalming mi disse:--\n\n Quincey e io troveremo un fabbro. Fareste meglio a non venire con noi, nel\nnel caso in cui ci fossero difficolt\u00e0; perch\u00e9, date le circostanze, non ci sembrerebbe\nnon ci sembrerebbe cos\u00ec grave entrare in una casa vuota. Ma lei \u00e8 un\navvocato e l'Ordine degli Avvocati potrebbe dirle che avrebbe dovuto\navrebbe dovuto saperlo meglio.  Ho fatto una riserva sul fatto che non condivido alcun pericolo\nanche dell'odio, ma lui continu\u00f2:  Inoltre, attirer\u00e0 meno l'attenzione\nse non siamo in troppi. Il mio titolo render\u00e0 tutto a posto con\nil fabbro e con qualsiasi poliziotto che possa arrivare. \u00c8 meglio\nmeglio andare con Jack e il professore e rimanere nel Green Park,\nda qualche parte in vista della casa; e quando vedrete che la porta si \u00e8 aperta e il fabbro se n'\u00e8 andato, fate in modo che\nil fabbro se n'\u00e8 andato, venite tutti dall'altra parte. Saremo in agguato per\nvi cercheremo e vi faremo entrare.\n\n Il consiglio \u00e8 buono! ha detto Van Helsing, quindi non abbiamo detto altro. Godalming\ne Morris si sono affrettati a salire su un taxi, noi lo abbiamo seguito con un altro. All'angolo di\nArlington Street il nostro contingente \u00e8 sceso e ha passeggiato nel Green Park.\nPark. Il cuore mi batteva quando vedevo la casa su cui si concentravano tante nostre speranze\nsperanza, che si stagliava cupa e silenziosa nella sua condizione di deserto tra\ni suoi vicini pi\u00f9 vivaci e dall'aspetto pi\u00f9 arzillo. Ci sedemmo su una panchina\ne cominciammo a fumare il sigaro per attirare il meno possibile l'attenzione.\nattenzione il meno possibile. I minuti sembravano passare con i piedi di piombo mentre\naspettavamo l'arrivo degli altri.\n\nAlla fine vedemmo arrivare un veicolo a quattro ruote. Da essa, con calma, scesero Lord Godalming e Morris\nGodalming e Morris; e dal box scese un operaio tarchiato con il suo cesto di attrezzi di giunco.\nun operaio tarchiato con il suo cesto di attrezzi in giunco. Morris pag\u00f2\nil tassista, che si tocc\u00f2 il cappello e ripart\u00ec. Insieme i due\nsalirono i gradini e Lord Godalming indic\u00f2 ci\u00f2 che voleva fosse fatto.\nL'operaio si tolse il cappotto con calma e lo appese a uno degli spuntoni del parapetto, dicendo qualcosa a uno dei due.\ndella ringhiera e disse qualcosa a un poliziotto che stava\nche stava arrivando. Il poliziotto fece un cenno di assenso e l'uomo, inginocchiato, pose la borsa accanto a lui.\npose la borsa accanto a lui. Dopo averla frugata, tir\u00f2 fuori una serie di\nuna serie di attrezzi che mise accanto a s\u00e9 in modo ordinato.\nin modo ordinato. Poi si alz\u00f2 in piedi, guard\u00f2 nel buco della serratura, soffi\u00f2 dentro e\nrivolgendosi ai suoi datori di lavoro, fece qualche osservazione. Lord Godalming sorrise e\nLord Godalming sorrise, e l'uomo sollev\u00f2 un bel mazzo di chiavi; selezionandone una, inizi\u00f2 a sondare la serratura, come se\ninizi\u00f2 a sondare la serratura, come se si sentisse a suo agio con essa. Dopo aver armeggiato\nun po', ne prov\u00f2 una seconda e poi una terza. Tutto d'un tratto la\nporta si apr\u00ec sotto una sua leggera spinta e lui e gli altri due\nentrarono nella sala. Siamo rimasti seduti; il mio sigaro bruciava furiosamente, ma quello di Van Helsing si \u00e8 raffreddato del tutto.\nHelsing si \u00e8 raffreddato del tutto. Abbiamo aspettato pazientemente mentre vedevamo l'operaio\noperaio uscire e portare la sua borsa. Poi ha tenuto la porta parzialmente\naperta, sostenendola con le ginocchia, mentre infilava una chiave nella serratura.\nAlla fine la consegn\u00f2 a Lord Godalming, che tir\u00f2 fuori il suo borsellino e gli diede qualcosa.\ne gli diede qualcosa. L'uomo si tocc\u00f2 il cappello, prese la borsa, indoss\u00f2 il cappotto e se ne and\u00f2.\ne se ne and\u00f2; nessuno fece caso all'intera operazione.\ntransazione.\n\nQuando l'uomo se ne fu andato, noi tre attraversammo la strada e bussammo alla porta.\nalla porta. Ci apr\u00ec subito Quincey Morris, accanto al quale si trovava Lord Godalming che stava accendendo un sigaro.\nLord Godalming che accendeva un sigaro.\n\n Questo posto ha un odore cos\u00ec sgradevole, ha detto quest'ultimo quando siamo entrati. In effetti\npuzzava davvero, come la vecchia cappella di Carfax.\nesperienza precedente ci fu chiaro che il Conte aveva usato il posto\nluogo in modo piuttosto libero. Ci muovemmo per esplorare la casa, restando tutti uniti in caso di attacco.\nin caso di attacco, perch\u00e9 sapevamo di avere a che fare con un nemico forte e astuto.\ne non sapevamo ancora se il Conte non fosse in casa.\ncasa. Nella sala da pranzo, che si trovava in fondo al salone, trovammo otto casse di terra.\notto casse di terra. Solo otto casse delle nove che cercavamo!\nIl nostro lavoro non era finito, e non lo sarebbe mai stato finch\u00e9 non avessimo trovato la scatola\nscatola mancante. Per prima cosa aprimmo le imposte della finestra che si affacciava\nsu uno stretto cortile lastricato di pietre, la faccia vuota di una stalla,\nche sembrava la facciata di una casa in miniatura. Non c'erano\nfinestre, quindi non temevamo di essere osservati. Non perdemmo tempo\nnon perdemmo tempo a esaminare le casse. Con gli strumenti che avevamo portato con noi\nportati con noi li aprimmo, uno per uno, e li trattammo come avevamo fatto con gli altri nella vecchia cappella.\ntrattato gli altri nella vecchia cappella. Era evidente che il\nconte non era al momento in casa e procedemmo alla ricerca di\nsuoi effetti personali.\n\nDopo un'occhiata sommaria al resto delle stanze, dal seminterrato alla soffitta,\nsiamo giunti alla conclusione che la sala da pranzo conteneva tutti gli effetti\nche potevano appartenere al conte; e cos\u00ec procedemmo a esaminarli minuziosamente.\nminuziosamente. Erano disposti in una sorta di disordine ordinato sul grande tavolo della sala da pranzo.\ntavolo della sala da pranzo. C'erano gli atti di propriet\u00e0 della casa di Piccadilly in un grande fascio;\natti di acquisto delle case di Mile End e Bermondsey;\ncarta per appunti, buste, penne e inchiostro. Tutto era coperto da una sottile\ncarta da pacchi per proteggerli dalla polvere. C'erano anche una spazzola\nuna spazzola per abiti, una spazzola e un pettine, una brocca e una bacinella, quest'ultima contenente\nacqua sporca e arrossata come se fosse sangue. Per ultimo c'era un\nun mucchietto di chiavi di ogni tipo e dimensione, probabilmente appartenenti alle altre case.\nalle altre case. Dopo aver esaminato quest'ultimo reperto, Lord Godalming e Quincey Morris\nGodalming e Quincey Morris avevano preso appunti precisi sui vari indirizzi delle case a est e a sud.\ncase a est e a sud, presero le chiavi in un grande mazzo e si avviarono a distruggere\nmazzo e si misero a distruggere le scatole in questi luoghi. Il resto di noi\ncon quanta pi\u00f9 pazienza possibile, attendiamo il loro ritorno... o l'arrivo del conte.\ndel Conte.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXIII\n\nDR. DIARIO DI SEWARD\n\n\n_3 ottobre._--Il tempo ci \u00e8 sembrato terribilmente lungo mentre aspettavamo la\nGodalming e Quincey Morris. Il professore ha cercato di mantenere\nattive le nostre menti utilizzandole in continuazione. Vedevo il suo scopo benefico\nscopo benefico, dagli sguardi laterali che di tanto in tanto lanciava a Harker.\nIl poveretto \u00e8 sopraffatto da una miseria che \u00e8 spaventosa da vedere.\nIeri sera era un uomo dall'aspetto franco e felice, con un viso forte e giovanile, pieno di energia e\ngiovane, pieno di energia e con i capelli castano scuro. Oggi \u00e8 un vecchio stanco e\nvecchio e sparuto, i cui capelli bianchi si intonano bene con gli occhi vuoti e brucianti e le\nocchi vuoti e brucianti e le linee del viso segnate dal dolore. La sua energia \u00e8 ancora intatta, anzi\nanzi, \u00e8 come una fiamma viva. Questa potrebbe essere la sua salvezza, perch\u00e9, se tutto\nse tutto va bene, gli far\u00e0 superare il periodo di disperazione; poi, in un certo senso, si risveglier\u00e0,\nin un certo senso, si sveglier\u00e0 di nuovo alla realt\u00e0 della vita. Povero ragazzo, io\npensavo che i miei problemi fossero gi\u00e0 abbastanza gravi, ma il suo ----! Il professore lo sa\nIl professore lo sa bene e sta facendo del suo meglio per mantenere la sua mente attiva. Quello che\nha detto era, date le circostanze, di un interesse coinvolgente. Cos\u00ec\nper quanto posso ricordare, eccolo qui:--\n\n Ho studiato pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, da quando mi sono capitati tra le mani, tutti i documenti relativi a questo mostro.\ntutti i documenti relativi a questo mostro; e pi\u00f9 li ho studiati, pi\u00f9 mi sembra\npi\u00f9 mi sembra che sia necessario eliminarlo completamente. Dappertutto ci sono\nsegni della sua avanzata; non solo del suo potere, ma anche della sua conoscenza di questo\ndi esso. Come ho appreso dalle ricerche del mio amico Arminus di Buda-Pesth,\negli fu in vita un uomo straordinario. Soldato, statista e\nalchimista, che era il pi\u00f9 alto sviluppo delle conoscenze scientifiche del suo tempo.\nconoscenza scientifica del suo tempo. Aveva un cervello potente, un'intelligenza\ne un cuore che non conosceva n\u00e9 paura n\u00e9 rimorso. Os\u00f2 persino frequentare\ndi frequentare la scuola e non c'era ramo della conoscenza del suo tempo\ndel suo tempo che egli non abbia saggiato. Ebbene, in lui i poteri cerebrali sono sopravvissuti alla\nmorte fisica, anche se sembra che la memoria non fosse completa.\nIn alcune facolt\u00e0 mentali \u00e8 stato, ed \u00e8, solo un bambino; ma sta crescendo, e alcune cose che erano infantili\nma sta crescendo, e alcune cose che all'inizio erano infantili ora sono di\nstatura dell'uomo. Sta sperimentando, e lo sta facendo bene; e se non fosse stato per il fatto che abbiamo incrociato il suo cammino\nse non avessimo incrociato il suo cammino, sarebbe ancora - potrebbe esserlo se noi fallissimo - il padre o un altro figlio.\npadre o di un nuovo ordine di esseri, la cui strada deve passare per la morte, non per la vita.\ndeve passare per la morte, non per la vita.\n\nHarker gemette e disse: \"E tutto questo \u00e8 schierato contro il mio tesoro!\nMa come sta facendo gli esperimenti? La conoscenza potrebbe aiutarci a sconfiggerlo!\n\n Da sempre, da quando \u00e8 arrivato, ha messo alla prova il suo potere, lentamente ma\nsicuramente; quel suo grande cervello di bambino sta lavorando. Per noi \u00e8 ancora un cervello\nper noi, \u00e8 ancora un cervello di bambino, perch\u00e9 se avesse osato, all'inizio, tentare certe cose\ncose sarebbe gi\u00e0 da tempo al di l\u00e0 delle nostre possibilit\u00e0. Tuttavia, intende\ne un uomo che ha secoli davanti a s\u00e9 pu\u00f2 permettersi di aspettare e di andare piano.\ne di andare piano. _Festina lente_ pu\u00f2 essere il suo motto.\n\n Non capisco, disse Harker stancamente.  Oh, sii pi\u00f9 chiaro con\nper me! Forse il dolore e i problemi mi stanno annebbiando il cervello.\n\nIl professore gli pos\u00f2 teneramente la mano sulla spalla mentre parlava:--\n\n Ah, figlia mia, sar\u00f2 chiaro. Non vedi come, negli ultimi tempi, questo\nmostro si sia insinuato nella conoscenza in modo sperimentale. Come si \u00e8 servito\ncome si sia servito del paziente zoofago per entrare in casa dell'amico John.\nJohn; perch\u00e9 il vostro Vampiro, anche se in seguito pu\u00f2 arrivare quando\ne come vuole, all'inizio deve fare il suo ingresso solo quando glielo chiede un\nun ospite. Ma questi non sono i suoi esperimenti pi\u00f9 importanti. Non vediamo\nnon vediamo come all'inizio tutte queste scatole cos\u00ec grandi siano state mosse da altri. Egli\nnon sapeva allora che doveva essere cos\u00ec. Ma per tutto il tempo quel suo grande\ncervello di bambino cresceva, e cominci\u00f2 a pensare se non avrebbe potuto\nse non potesse spostare lui stesso la scatola. Cos\u00ec cominci\u00f2 ad aiutare; e poi, quando si accorse che andava bene, prov\u00f2 a\nquando si accorse che andava bene, prov\u00f2 a spostarle da solo. E cos\u00ec\ne sparpagli\u00f2 queste tombe e nessuno, tranne lui, sa dove sono nascoste.\nsono nascoste. Forse aveva intenzione di seppellirle in profondit\u00e0 nel terreno. Cos\u00ec\nche li usa solo di notte, o quando pu\u00f2 cambiare forma, gli fanno bene.\nforma, gli fanno bene; e nessuno pu\u00f2 sapere che questi sono i suoi nascondigli!\nnascondiglio! Ma, figlia mia, non disperare: questa conoscenza gli \u00e8 arrivata\ntroppo tardi! Tutte le sue tane, tranne una, sono gi\u00e0 state sterilizzate per lui;\ne prima del tramonto sar\u00e0 cos\u00ec. Allora non avr\u00e0 pi\u00f9 un posto dove\nmuoversi e nascondersi. Ho ritardato questa mattina per essere sicuro. Non \u00e8\nnon \u00e8 forse in gioco pi\u00f9 per noi che per lui? Allora perch\u00e9 non essere ancora pi\u00f9\npi\u00f9 attenti di lui? Per il mio orologio \u00e8 un'ora e gi\u00e0, se tutto va bene\nse tutto va bene, l'amico Arthur e Quincey stanno venendo da noi. Oggi \u00e8 il nostro\ngiorno, e dobbiamo andare sicuri, anche se lentamente, e non perdere nessuna occasione. Vedete! Siamo in\ncinque di noi quando gli assenti torneranno.\n\nMentre parlava siamo stati spaventati da un bussare alla porta del salone, il doppio bussare del postino del telegrafo.\ndoppio bussare del postino del telegrafo. Con un solo impulso ci siamo tutti spostati nella\ncon un solo impulso, e Van Helsing, tendendoci la mano per farci tacere, si \u00e8 avvicinato alla porta e l'ha aperta.\nsilenzio, si \u00e8 avvicinato alla porta e l'ha aperta. Il ragazzo ha consegnato un\nun dispaccio. Il professore ha richiuso la porta e, dopo aver guardato la direzione, l'ha aperta e ha letto ad alta voce.\ndirezione, lo ha aperto e ha letto ad alta voce.\n\n Attenzione a D. \u00c8 appena arrivato, alle 12:45, da Carfax e si \u00e8 affrettato verso il sud.\ne si \u00e8 affrettato verso sud. Sembra che stia facendo il giro e forse vuole vedervi.\nvederti: Mina.\n\nCi fu una pausa, interrotta dalla voce di Jonathan Harker:--\n\n Ora, Dio sia ringraziato, ci incontreremo presto!  Van Helsing si \u00e8 rivolto a lui\nrapidamente e ha detto:--\n\n Dio agir\u00e0 a modo e tempo suo. Non temete e non rallegratevi per ora.\nperch\u00e9 ci\u00f2 che desideriamo in questo momento potrebbe essere la nostra disfatta.\n\n Non mi interessa nulla ora, rispose con forza, se non cancellare questo\nbruto dalla faccia del creato. Venderei la mia anima per farlo!\n\n Oh, zitta, zitta, figlia mia! ha detto Van Helsing.  Dio non compra le\nanime in questo modo; e il Diavolo, anche se pu\u00f2 comprare, non mantiene la fede.\nfede. Ma Dio \u00e8 misericordioso e giusto, e conosce il vostro dolore e la vostra\ndevozione per la cara Madam Mina. Pensate a quanto sarebbe raddoppiato il suo dolore\nraddoppiato, se solo sentisse le vostre parole selvagge. Non temete nessuno di noi, siamo\ntutti devoti a questa causa e oggi ne vedremo la fine. Il momento \u00e8\ndi agire; oggi questo Vampiro \u00e8 un limite per i poteri dell'uomo,\ne fino al tramonto non pu\u00f2 cambiare. Gli ci vorr\u00e0 del tempo per arrivare\nqui - vedete, \u00e8 l'una e venti minuti - e c'\u00e8 ancora un po' di tempo\nprima che possa venire qui, anche se non \u00e8 mai stato cos\u00ec veloce. Quello che dobbiamo sperare\n\u00e8 che My Lord Arthur e Quincey arrivino per primi.\n\nCirca mezz'ora dopo aver ricevuto il telegramma della signora Harker, bussarono alla porta del salone, tranquilli e risoluti.\nbussarono alla porta del salone in modo tranquillo e deciso. Si trattava di un bussare\nbussare, come quello che viene dato ogni ora da migliaia di gentiluomini, ma fece battere forte il cuore del professore e il mio.\nil cuore del professore e il mio battevano forte. Ci guardammo e insieme uscimmo nel corridoio.\ninsieme uscimmo nel salone; ognuno di noi teneva pronte le proprie armi.\narmamenti: lo spirituale nella mano sinistra, il mortale nella destra. Van\nHelsing ha tirato indietro il chiavistello e, tenendo la porta mezza aperta, \u00e8 rimasto\ndi apertura, \u00e8 rimasto indietro, con entrambe le mani pronte all'azione. La gioia dei nostri cuori\ndeve essere emersa sui nostri volti quando sul gradino, vicino alla porta, abbiamo visto\nLord Godalming e Quincey Morris. Entrarono rapidamente e chiusero la porta\nla porta dietro di loro, e il primo disse, mentre si muoveva lungo il corridoio\ncorridoio:--\n\n Non c'\u00e8 problema. Abbiamo trovato entrambi i posti; sei scatole in ognuno e le abbiamo distrutte tutte!\ndistrutte tutte!\n\n Distrutto? chiese il professore.\n\n Per lui!  Rimanemmo in silenzio per un minuto, poi Quincey disse:--\n\n Non c'\u00e8 altro da fare che aspettare qui. Se per\u00f2 non si presenta per le cinque\nSe non si fa vivo entro le cinque, dobbiamo partire; perch\u00e9 non \u00e8 il caso di lasciare la signora Harker da sola\nHarker da sola dopo il tramonto.\n\n Sar\u00e0 qui tra non molto, ha detto Van Helsing, che stava\nconsultando il suo taccuino.  Nota bene_, nel telegramma di Madam \u00e8 andato a sud da Carfax, cio\u00e8 \u00e8 andato ad attraversare il fiume.\nCarfax \u00e8 andato a sud, cio\u00e8 \u00e8 andato ad attraversare il fiume, e ha potuto farlo solo con la bassa marea.\nsolo con la bassa marea, che dovrebbe essere qualcosa prima dell'una.\nl'una. Il fatto che sia andato a sud ha un significato per noi. Per ora \u00e8 solo\nsospettoso; e da Carfax \u00e8 andato prima nel luogo in cui avrebbe\nsospettare meno di interferenze. Dovete essere stati a Bermondsey solo poco tempo\npoco tempo prima di lui. Il fatto che non sia gi\u00e0 qui dimostra che \u00e8 andato a Mile End dopo.\nMile End. Questo gli ha portato via un po' di tempo, perch\u00e9 poi avrebbe dovuto essere\ntrasportato in qualche modo oltre il fiume. Credetemi, amici miei, non dovremo aspettare a lungo.\nnon dovremo aspettare a lungo. Dovremmo avere pronto un piano d'attacco, in modo da non perdere nessuna occasione.\nnon perdere nessuna occasione. Silenzio, non c'\u00e8 tempo ora. Prendete tutte le\narmi! Siate pronti!  Mentre parlava, alz\u00f2 una mano di avvertimento, perch\u00e9 tutti noi potevamo sentire\nsentiamo una chiave inserita dolcemente nella serratura della porta del corridoio.\n\nNon potevo non ammirare, anche in un momento del genere, il modo in cui si affermava uno spirito\nspirito dominante. In tutte le nostre battute di caccia e\navventure in diverse parti del mondo, Quincey Morris era sempre stato\nQuincey Morris era sempre stato quello che organizzava il piano d'azione e Arthur e io eravamo abituati a\nabituati a obbedirgli implicitamente. Ora, la vecchia abitudine sembrava\nrinnovata istintivamente. Con una rapida occhiata intorno alla stanza, egli subito\npiano d'attacco e, senza dire una parola, con un gesto ci mise in posizione.\nun gesto, ci ha messi in posizione. Van Helsing, Harker e io ci siamo posizionati dietro la porta.\ndietro la porta, in modo che, una volta aperta, il professore potesse sorvegliarla mentre noi due\nil professore potesse sorvegliarla mentre noi due ci mettevamo tra l'incomodo e la porta.\nGodalming dietro e Quincey davanti stavano appena fuori dalla vista pronti a\ndi fronte alla finestra. Aspettammo in una suspense che faceva passare i secondi con\nsecondi passavano con una lentezza da incubo. I passi lenti e attenti si susseguivano lungo\nil corridoio; il conte era evidentemente preparato a qualche sorpresa... almeno\nla temeva.\n\nImprovvisamente, con un solo balzo, balz\u00f2 nella stanza, facendosi strada tra noi prima che potessimo\nprima che qualcuno di noi potesse alzare una mano per fermarlo. C'era qualcosa\ndi pantera in quel movimento, qualcosa di cos\u00ec poco umano che sembrava\nche sembr\u00f2 smorzare in tutti noi lo shock del suo arrivo. Il primo ad agire fu\nHarker, che, con un movimento rapido, si gett\u00f2 davanti alla porta\nche conduceva alla stanza sul davanti della casa. Quando il conte ci vide, una specie di\nuna sorta di orribile ringhio sul suo volto, mostrando i denti lunghi e appuntiti.\nlunghi e appuntiti; ma il sorriso malvagio pass\u00f2 altrettanto rapidamente in uno sguardo freddo di\ndi sdegno leonino. La sua espressione cambi\u00f2 di nuovo quando, con un unico\nimpulso, avanzammo tutti verso di lui. Era un peccato che non avessimo un piano d'attacco meglio organizzato.\npiano d'attacco meglio organizzato, perch\u00e9 anche in quel momento mi chiedevo che cosa\ncosa avremmo dovuto fare. Io stesso non sapevo se le nostre armi letali sarebbero servite a qualcosa.\nci sarebbero servite a qualcosa. Harker intendeva evidentemente provare la questione, perch\u00e9 aveva\npronto il suo grande coltello Kukri e gli sferr\u00f2 un taglio feroce e improvviso. Il\ncolpo fu poderoso; solo la diabolica rapidit\u00e0 del Conte\nconte lo salv\u00f2. Un secondo in meno e la lama affilata gli aveva trapassato il cuore.\ncuore. Invece, la punta tagli\u00f2 appena la stoffa del cappotto,\ne si apr\u00ec un ampio varco da cui caddero un fascio di banconote e un flusso d'oro.\nd'oro. L'espressione del volto del conte era cos\u00ec infernale che per un attimo temetti per Harker.\nper un attimo temetti per Harker, anche se lo vidi gettare il terribile coltello\nin alto per un altro colpo. Istintivamente mi mossi in avanti con un\nimpulso protettivo, tenendo il Crocifisso e l'Ostia nella mano sinistra. I\nsentii una forza possente volare lungo il mio braccio; e fu senza sorpresa che\nmostro indietreggi\u00f2 di fronte a un movimento analogo fatto spontaneamente da\nda ciascuno di noi. Sarebbe impossibile descrivere l'espressione di\nodio e di sconcertata malignit\u00e0, di ira e di rabbia infernale, che si manifest\u00f2 sul\nil volto del conte. La sua tonalit\u00e0 di cera divenne giallo-verdastra per il contrasto\ndegli occhi ardenti, e la cicatrice rossa sulla fronte si mostrava sulla pelle pallida come un\npelle pallida come una ferita palpitante. L'istante successivo, con un tuffo sinuoso\nsinuoso, si infil\u00f2 sotto il braccio di Harker, prima che il colpo potesse cadere, e, afferrando una manciata di soldi dal\nuna manciata di soldi dal pavimento, attravers\u00f2 di corsa la stanza e si lanci\u00f2\nalla finestra. Tra lo schianto e il luccichio dei vetri che cadevano,\nruzzol\u00f2 nell'area sottostante, ricoperta di bandiere. Attraverso il rumore del vetro\ntremolante dei vetri si sentiva il tintinnio dell'oro, mentre alcune delle\nsovrane caddero sulla bandiera.\n\nSiamo accorsi e l'abbiamo visto uscire illeso da terra. Egli, salendo di corsa\ni gradini, attravers\u00f2 il cortile lastricato e apr\u00ec la porta della stalla.\nL\u00ec si volt\u00f2 e ci parl\u00f2\n\n Pensate di fregarmi, voi... con le vostre facce pallide tutte in fila, come\nVe ne pentirete ancora, ognuno di voi! Pensate\ndi avermi lasciato senza un posto dove riposare; ma io ho di pi\u00f9. La mia vendetta \u00e8\nappena iniziata! L'ho distribuita su secoli, e il tempo \u00e8 dalla mia parte. Le vostre\nragazze che voi tutti amate sono gi\u00e0 mie; e attraverso di loro voi e altri sarete ancora miei.\naltri sarete ancora miei: mie creature, per eseguire i miei ordini e per essere i miei\nsciacalli quando voglio nutrirmi. Bah!  Con un sogghigno sprezzante, pass\u00f2 rapidamente\nrapidamente attraverso la porta e sentimmo scricchiolare il chiavistello arrugginito quando\nchiuso dietro di s\u00e9. Una porta al di l\u00e0 si apr\u00ec e si chiuse. Il primo di noi\na parlare fu il Professore, mentre, rendendosi conto della difficolt\u00e0 di seguirlo attraverso la stalla, ci muovemmo verso\ndifficolt\u00e0 di seguirlo attraverso la stalla, ci dirigemmo verso l'ingresso.\n\n Abbiamo imparato qualcosa, molto! Nonostante le sue parole coraggiose, egli\nci teme; teme il tempo, teme la mancanza! Perch\u00e9 se non \u00e8 cos\u00ec, perch\u00e9 si affretta tanto? Il suo\nIl suo stesso tono lo tradisce, o le mie orecchie ingannano. Perch\u00e9 prendere quel denaro? Tu\nseguite in fretta. Siete cacciatori di bestie selvatiche e lo capite. Per quanto mi riguarda\nme, mi assicuro che nulla qui possa essergli utile, se mai tornasse.\ntornasse.  Mentre parlava si mise in tasca il denaro rimasto; prese\ni titoli di propriet\u00e0 nel fagotto cos\u00ec come Harker li aveva lasciati, e spazz\u00f2 le cose rimaste nel camino aperto.\ncose rimaste nel camino aperto, dove diede fuoco con un fiammifero.\nun fiammifero.\n\nGodalming e Morris erano usciti di corsa nel cortile e Harker si era abbassato dalla finestra per seguire il conte.\nsi era abbassato dalla finestra per seguire il conte. Tuttavia, aveva\nla porta della stalla, e quando l'avevano forzata non c'era pi\u00f9 traccia di lui.\nnon c'era pi\u00f9 traccia di lui. Van Helsing e io abbiamo cercato di indagare sul retro della casa.\ndella casa; ma i mews erano deserti e nessuno lo aveva visto partire.\n\nEra ormai pomeriggio inoltrato e il tramonto non era lontano. Dovevamo riconoscere\nriconoscere che la nostra partita era finita; con il cuore pesante eravamo d'accordo con il professore quando diceva\nProfessore quando disse:--\n\n Torniamo da Madam Mina - povera, povera cara Madam Mina. Tutto quello che possiamo fare\nora \u00e8 stato fatto; e l\u00ec possiamo almeno proteggerla. Ma non dobbiamo\nnon disperare. C'\u00e8 solo un'altra cassetta di terra e dobbiamo cercare di trovarla.\nQuando questo sar\u00e0 fatto, tutto potr\u00e0 ancora andare bene\".  Vedevo che parlava il pi\u00f9\ncoraggiosamente possibile per confortare Harker. Il povero ragazzo era piuttosto abbattuto\ndi tanto in tanto emetteva un basso gemito che non riusciva a reprimere: pensava a sua moglie.\npensava a sua moglie.\n\nCon il cuore triste tornammo a casa mia, dove trovammo la signora Harker ad aspettarci, con un'aria allegra che le faceva onore.\nHarker che ci aspettava, con un'apparenza di allegria che faceva onore al suo\ncoraggio e altruismo. Quando vide i nostri volti, il suo divenne pallido come la\npallido come la morte: per un paio di secondi i suoi occhi rimasero chiusi, come se stesse\ncome se stesse pregando in segreto; poi disse allegramente: --\n\n Non potr\u00f2 mai ringraziarvi abbastanza. Oh, mio povero tesoro!  Mentre parlava,\nprese la testa grigia del marito tra le mani e la baci\u00f2: \"Posa la tua povera testa qui e riposa.\npovera testa qui e riposa. Tutto andr\u00e0 ancora bene, caro! Dio ci protegger\u00e0\nDio ci protegger\u00e0 se lo vorr\u00e0 nella sua buona intenzione.  Il poveretto gemette. Non c'era\nnon c'era posto per le parole nella sua sublime miseria.\n\nAbbiamo cenato insieme in modo sommario e credo che questo ci abbia rallegrato un po'.\ntutti un po' di buonumore. Forse \u00e8 stato il semplice calore animale del cibo per le persone affamate.\npersone affamate - perch\u00e9 nessuno di noi aveva mangiato nulla dalla colazione - oppure il senso di compagnia pu\u00f2 averci aiutato.\ndi compagnia pu\u00f2 averci aiutato; ma in ogni caso eravamo tutti meno\nmeno infelici e vedevamo l'indomani non del tutto privo di speranza. Fedeli alla\npromessa, raccontammo a Mrs. Harker tutto quello che era successo; e\ne anche se era diventata bianca come la neve nei momenti in cui il pericolo sembrava\nminacciasse il marito, e rossa in altri quando si manifestava la sua devozione per lei, ascolt\u00f2 coraggiosamente\nla sua devozione verso di lei, ci ascolt\u00f2 con coraggio e calma. Quando arrivammo alla\nquando arrivammo alla parte in cui Harker si era avventato sul conte in modo cos\u00ec avventato, lei si aggrapp\u00f2 al braccio del marito e lo strinse a s\u00e9.\nmarito e lo strinse forte, come se il suo aggrapparsi potesse\npotesse proteggerlo da qualsiasi male potesse accadere. Non disse nulla, tuttavia,\nfinch\u00e9 la narrazione non fu terminata e le cose non furono portate\nfino al momento attuale. Poi, senza lasciare la mano del marito, si alz\u00f2 in mezzo a noi e parl\u00f2.\nmarito, si alz\u00f2 in mezzo a noi e parl\u00f2. Oh, se potessi dare un'idea di quella scena.\ndella scena; di quella dolce, dolce, buona, buona donna in tutta la radiosa bellezza\ndella sua giovinezza e della sua animazione, con la cicatrice rossa sulla fronte, di cui era consapevole e che noi vedevamo\nera consapevole e che noi vedevamo digrignando i denti.\ndenti - ricordando da dove e come fosse venuta; la sua amorevole gentilezza contro\nla sua amorevole gentilezza contro il nostro odio, la sua tenera fede contro tutte le nostre paure e i nostri dubbi.\nnoi, sapendo che, per quanto riguarda i simboli, lei, con tutta la sua bont\u00e0, purezza e fede, era stata emarginata.\npurezza e fede, era stata emarginata da Dio.\n\n Jonathan, disse, e la parola suon\u00f2 come musica sulle sue labbra, era cos\u00ec piena d'amore e di tenerezza.\ncos\u00ec pieno di amore e tenerezza, Jonathan caro, e voi tutti miei veri,\nveri amici, voglio che teniate a mente una cosa in tutto questo\nterribile periodo. So che dovete lottare, che dovete distruggere come avete distrutto la falsa Lucy.\ncome avete distrutto la falsa Lucy, affinch\u00e9 la vera Lucy possa vivere nell'aldil\u00e0;\nma non \u00e8 un'opera di odio. Quella povera anima che ha provocato tutta questa\nmiseria \u00e8 il caso pi\u00f9 triste di tutti. Pensate a quale sar\u00e0 la sua gioia quando\nquando anche lui sar\u00e0 distrutto nella sua parte peggiore perch\u00e9 la sua parte migliore possa avere\nimmortalit\u00e0 spirituale. Anche voi dovete essere compassionevoli con lui, anche se questo\nnon vi terr\u00e0 lontani dalla sua distruzione.\n\nMentre parlava, vedevo il volto del marito scurirsi e compattarsi, come se la passione che aveva dentro lo stesse raggrinzando\ncome se la passione in lui stesse raggrinzendo il suo essere fino al midollo.\nIstintivamente la stretta sulla mano della moglie si fece pi\u00f9 stretta, fino a quando le nocche\nnocche sembravano bianche. Lei non indietreggi\u00f2 per il dolore che sapevo che doveva\nche doveva aver sofferto, ma lo guard\u00f2 con occhi pi\u00f9 attraenti che mai.\npi\u00f9 attraenti che mai. Quando lei smise di parlare, lui balz\u00f2 in piedi, quasi strappando la mano dalla sua\nla mano da quella di lei mentre parlava\n\n Possa Dio darlo nelle mie mani solo per il tempo necessario a distruggere quella\nvita terrena a cui miriamo. Se al di l\u00e0 di essa potessi mandare\nla sua anima per sempre all'inferno bruciante, lo farei!\n\n Oh, silenzio! Oh, silenzio! In nome del buon Dio. Non dire queste cose,\nJonathan, mio marito, o mi schiaccerai con la paura e l'orrore. Solo\npensa, mia cara - ci ho pensato per tutto questo lungo, lungo giorno - che...\n... forse ... un giorno ... anch'io avr\u00f2 bisogno di questa piet\u00e0; e che qualche altro come te...\naltro come te - e con uguale motivo di rabbia - possa negarmela! Oh,\nmarito mio! marito mio, davvero ti avrei risparmiato un simile pensiero\nse ci fosse stato un altro modo; ma prego Dio di non aver fatto tesoro delle vostre\nle tue parole selvagge, se non come il lamento straziato di un uomo molto amorevole e\nuomo molto affettuoso e dolorosamente colpito. Oh, Dio, lascia che questi poveri capelli bianchi vadano a testimoniare\ndi ci\u00f2 che ha sofferto colui che per tutta la vita non ha fatto nulla di male, e sul quale\ntanti dolori.\n\nNoi uomini eravamo tutti in lacrime. Non c'era modo di resistere, e piangevamo\napertamente. Anche lei pianse, vedendo che i suoi consigli pi\u00f9 dolci avevano prevalso.\nSuo marito si gett\u00f2 in ginocchio accanto a lei e, mettendole le braccia intorno\ne le ha messo le braccia intorno, nascondendo il viso tra le pieghe del suo vestito. Van Helsing ci ha fatto cenno\nci ha fatto cenno di uscire dalla stanza, lasciando i due cuori innamorati soli con il loro Dio.\ncon il loro Dio.\n\nPrima che si ritirassero, il professore sistem\u00f2 la stanza contro l'eventuale arrivo del\ndel vampiro e assicur\u00f2 alla signora Harker che avrebbe potuto riposare in pace.\nLa signora cerc\u00f2 di abituarsi a questa convinzione e, chiaramente per il bene del marito, cerc\u00f2 di sembrare\nmarito, cerc\u00f2 di sembrare soddisfatta. Fu una lotta coraggiosa, e lo fu,\nPenso e credo che non sia stata priva di ricompensa. Van Helsing aveva messo a portata di mano\na portata di mano un campanello che ognuno di loro doveva suonare in caso di emergenza.\nQuando si sono ritirati, Quincey, Godalming e io abbiamo deciso di\ndividere la notte tra noi e vegliare sull'incolumit\u00e0 della povera signora colpita.\npovera signora colpita. Il primo turno di guardia spetta a Quincey, quindi il resto di noi\nandremo a letto il prima possibile. Godalming \u00e8 gi\u00e0 andato a dormire,\nperch\u00e9 il suo \u00e8 il secondo turno di guardia. Ora che il mio lavoro \u00e8 finito, anch'io andr\u00f2 a letto.\na letto.\n\n\nIl diario di Jonathan Harker.\n\n_3-4 ottobre, quasi a mezzanotte._--Pensavo che la giornata di ieri non sarebbe mai finita.\nC'era in me un desiderio di dormire, in una sorta di cieca convinzione\nche svegliarmi significherebbe trovare le cose cambiate, e che ogni cambiamento deve essere\nessere in meglio. Prima di separarci, discutemmo su quale sarebbe stato il nostro prossimo passo.\nma non riuscimmo a raggiungere alcun risultato. Sapevamo solo che era rimasta una\nche rimaneva una cassetta di terra e che solo il Conte sapeva dove si trovava. Se sceglie di\nse sceglier\u00e0 di rimanere nascosto, potr\u00e0 ostacolarci per anni; e nel frattempo!\nNel frattempo!... il pensiero \u00e8 troppo orribile, non oso pensarci nemmeno ora.\nQuesto so: che se mai c'\u00e8 stata una donna che \u00e8 stata tutta perfezione, quella \u00e8 la mia povera e ingiusta cara.\n\u00e8 la mia povera amata che ha subito un torto. La amo mille volte di pi\u00f9 per la sua\ndolce piet\u00e0 di ieri sera, una piet\u00e0 che ha fatto sembrare il mio stesso odio per il mostro\nmostro sembrava spregevole. Di certo Dio non permetter\u00e0 che il mondo sia pi\u00f9 povero\ndalla perdita di una simile creatura. Questa \u00e8 speranza per me. Stiamo tutti andando alla deriva\nalla deriva, e la fede \u00e8 la nostra unica ancora. Grazie a Dio! Mina sta\ndormendo, e dorme senza sogni. Ho paura di come potrebbero essere i suoi sogni\ncon dei ricordi cos\u00ec terribili su cui fondarli. Non \u00e8 stata cos\u00ec\ncalma, nel mio sguardo, dal tramonto. Poi, per un po', sul suo viso\nsul suo viso un riposo che era come la primavera dopo le raffiche di marzo.\nSul momento pensai che fosse la morbidezza del rosso del tramonto sul suo\nviso, ma in qualche modo ora penso che abbia un significato pi\u00f9 profondo. Non ho sonno\nanche se sono stanca, stanca da morire. Tuttavia, devo cercare di dormire;\nperch\u00e9 c'\u00e8 da pensare a domani e non c'\u00e8 riposo per me fino a quando\nfino a....\n\n       * * * * *\n\nDevo essermi addormentata, perch\u00e9 sono stata svegliata da Mina, che si era alzata dal letto con un'espressione stupita.\nMina, che si era alzata dal letto con un'espressione stupita. Potevo vedere facilmente,\nperch\u00e9 non eravamo usciti dalla stanza al buio; aveva messo una mano di avvertimento\nsulla mia bocca e ora mi sussurrava all'orecchio: --\n\n Silenzio! C'\u00e8 qualcuno nel corridoio!  Mi alzai dolcemente e, attraversando la\nla stanza, aprii delicatamente la porta.\n\nAppena fuori, disteso su un materasso, giaceva il signor Morris, ben sveglio. Egli\nalz\u00f2 una mano di avvertimento per il silenzio mentre mi sussurrava: --\n\n Zitto! Torna a letto; va tutto bene. Uno di noi rester\u00e0 qui tutta\nnotte. Non vogliamo correre alcun rischio!\n\nIl suo sguardo e il suo gesto vietavano di discutere, cos\u00ec tornai indietro e lo dissi a Mina.\nLei sospir\u00f2 e un'ombra di sorriso si affacci\u00f2 sul suo povero viso pallido.\nviso, mentre mi abbracciava e mi diceva con dolcezza: --\n\n Oh, grazie a Dio per i bravi uomini coraggiosi!  Con un sospiro sprofond\u00f2 di nuovo nel\nsonno. Lo scrivo ora che non ho sonno, anche se devo provare di nuovo.\n\n       * * * * *\n\n4 ottobre, mattina... Ancora una volta durante la notte sono stato svegliato da Mina.\nMina. Questa volta avevamo dormito tutti bene, perch\u00e9 il grigio dell'alba imminente\ngrigia dell'alba imminente rendeva le finestre oblunghe e la fiamma del gas era come un puntino piuttosto che un disco di luce.\ncome un puntino piuttosto che un disco di luce. Mi disse frettolosamente\n\n Vai, chiama il professore. Voglio vederlo subito.\n\n Perch\u00e9?  Ho chiesto.\n\n Ho un'idea. Immagino che sia nata di notte e sia maturata\nsenza che io me ne accorgessi. Deve ipnotizzarmi prima dell'alba e allora sar\u00f2 in grado di parlare.\nsar\u00f2 in grado di parlare. Fai presto, cara, il tempo si avvicina.  I\nandai alla porta. Il dottor Seward stava riposando sul materasso e, vedendomi, scatt\u00f2 in piedi.\ne, vedendomi, scatt\u00f2 in piedi.\n\n C'\u00e8 qualcosa che non va? chiese allarmato.\n\n No, ho risposto; ma Mina vuole vedere subito il dottor Van Helsing.\n\n Vado, disse, e si precipit\u00f2 nella stanza del professore.\n\nDopo due o tre minuti Van Helsing era nella stanza in vestaglia.\nin vestaglia, e Mr. Morris e Lord Godalming erano con il dottor Seward alla\nalla porta a fare domande. Quando il professore ha visto Mina sorridere, un sorriso\nsorriso positivo ha cancellato l'ansia dal suo volto; si \u00e8 sfregato le mani mentre diceva\ndisse:--\n\n Oh, mia cara Madam Mina, questo \u00e8 davvero un cambiamento. Vedete! L'amico Jonathan,\nla nostra cara Madam Mina, come un tempo, \u00e8 tornata da noi oggi!  Poi\nrivolgendosi a lei, disse, allegramente:  E cosa posso fare per voi? Perch\u00e9 a\nora non avete bisogno di me per nulla.\n\n Voglio che tu mi ipnotizzi! disse.  Fallo prima dell'alba, perch\u00e9\nsento che allora potr\u00f2 parlare, e parlare liberamente. Sii veloce, perch\u00e9 il tempo \u00e8\nbreve!  Senza dire una parola, le fece cenno di sedersi sul letto.\n\nGuardandola fissamente, inizi\u00f2 a fare dei passaggi davanti a lei,\ndalla sommit\u00e0 del capo in gi\u00f9, con ogni mano a turno. Mina\nfissa per alcuni minuti, durante i quali il mio cuore batt\u00e9 come un martello da viaggio, perch\u00e9 sentivo che la crisi era vicina.\ncome un martello da viaggio, perch\u00e9 sentivo che una crisi era vicina. A poco a poco\ngli occhi si chiusero e lei rimase seduta, immobile; solo dal lieve battito del suo seno si poteva capire che\ndal leggero ansimare del suo seno si poteva sapere che era viva. Il professore fece ancora qualche\ndi altri passaggi e poi si ferm\u00f2, e potei vedere che la sua fronte era\nfronte era coperta da grosse perle di sudore. Mina apr\u00ec gli occhi, ma non sembrava\nnon sembrava la stessa donna. Aveva uno sguardo lontano, e la sua voce aveva un\nla sua voce aveva un tono triste e sognante che mi era nuovo. Alzando la mano per\nper imporre il silenzio, il professore mi fece cenno di far entrare gli altri.\nArrivarono in punta di piedi, chiudendosi la porta alle spalle, e si fermarono ai piedi del letto a guardare.\npiedi del letto, a guardare. Mina sembrava non vederli. La\nsilenzio \u00e8 stato rotto dalla voce di Van Helsing che parlava in tono basso\nche non interrompeva la corrente dei suoi pensieri:--\n\n Dove sei?  La risposta arriv\u00f2 in modo neutro:--\n\n Non lo so. Il sonno non ha un luogo che si possa definire proprio.  Per diversi\nminuti di silenzio. Mina rimase seduta rigida e il professore la fiss\u00f2\nfisso; noialtri quasi non osavamo respirare. La stanza\nsenza distogliere lo sguardo dal volto di Mina, il dottor Van Helsing mi ha fatto cenno di tirare su la tenda.\nHelsing mi fece cenno di tirare su la tenda. L'ho fatto e il giorno sembrava\nproprio su di noi. Una striscia rossa si \u00e8 alzata e una luce rosea \u00e8 sembrata diffondersi nella stanza.\nnella stanza. Sull'istante il professore ha parlato di nuovo:--\n\n Dove sei ora?  La risposta arriv\u00f2 in modo sognante, ma con intenzione; era come se\ncome se stesse interpretando qualcosa. L'ho sentita usare lo stesso\nstesso tono quando leggeva i suoi appunti stenografici.\n\n Non lo so. \u00c8 tutto strano per me!\n\n Cosa vedi?\n\n Non vedo nulla, \u00e8 tutto buio.\n\n Che cosa sente?  Ho percepito la tensione nella voce paziente del professore.\nprofessore.\n\n Lo sciabordio dell'acqua. Gorgoglia e le piccole onde saltano. Posso\nsentirle all'esterno.\n\n Allora siete su una nave?  Ci guardammo tutti, cercando di cogliere\nqualcosa l'uno dall'altro. Avevamo paura di pensare. La risposta arriv\u00f2\nrapidamente:--\n\n Oh, s\u00ec!\n\n Cos'altro si sente?\n\n Il rumore degli uomini che si muovono di corsa. C'\u00e8 il\nscricchiolii di una catena e il forte tintinnio quando l'assegno del\ncade nel cricchetto.\n\n Cosa stai facendo?\n\n Sono immobile... oh, cos\u00ec immobile. \u00c8 come la morte!  La voce svan\u00ec in un\nun respiro profondo come di chi dorme, e gli occhi aperti si chiusero di nuovo.\n\nA questo punto il sole era sorto e tutti eravamo alla luce del sole.\ngiorno. Il dottor Van Helsing ha posato le mani sulle spalle di Mina e le ha appoggiato la testa sul cuscino.\ntesta dolcemente sul cuscino. Lei \u00e8 rimasta distesa come una bambina addormentata per qualche\ne poi, con un lungo sospiro, si \u00e8 svegliata e ha guardato meravigliata di vederci tutti intorno a lei.\ntutti noi intorno a lei.  Ho parlato nel sonno? fu tutto ci\u00f2 che disse.\nSembrava, tuttavia, che conoscesse la situazione senza dirlo, anche se\nera ansiosa di sapere cosa avesse detto. Il professore ripet\u00e9 la conversazione\nconversazione e lei disse:--\n\n Allora non c'\u00e8 un momento da perdere: forse non \u00e8 ancora troppo tardi!  Mr.\nMorris e Lord Godalming si avviarono verso la porta, ma la voce pacata del professore li richiam\u00f2\nprofessore li richiam\u00f2: --\n\n Restate, amici miei. Quella nave, ovunque fosse, stava salpando l'ancora\nmentre lei parlava. Ci sono molte navi che stanno gettando l'ancora in questo momento nel\nvostro grande porto di Londra. Qual \u00e8 quella che cercate? Dio sia\nche abbiamo di nuovo un indizio, anche se non sappiamo dove ci condurr\u00e0.\nnon sappiamo. Siamo stati un po' ciechi; ciechi alla maniera degli uomini,\nperch\u00e9 quando riusciamo a guardare indietro vediamo ci\u00f2 che avremmo potuto vedere guardando\nin avanti se fossimo stati in grado di vedere ci\u00f2 che avremmo potuto vedere! Ahim\u00e8, ma\nquesta frase \u00e8 una pozzanghera, non \u00e8 vero? Ora possiamo sapere cosa aveva in mente il\nConte, quando si impadron\u00ec di quel denaro, anche se Gionatan s cos\u00ec ferocemente lo mise in pericolo\ncoltello lo mise in un pericolo che persino lui temeva. Voleva fuggire. Ascoltate\nAscoltami, FUGGIRE! Vide che con una sola cassa di terra rimasta e un branco di uomini che seguivano\nche seguivano come cani dietro a una volpe, questa Londra non era un posto per lui. Egli\nha preso la sua ultima scatola di terra a bordo di una nave e ha lasciato la terra. Pensa di\npensa di fuggire, ma no! Lo seguiamo. Tally Ho! come direbbe l'amico Arthur\ndirebbe l'amico Arthur quando indossa la sua veste rossa! La nostra vecchia volpe \u00e8 astuta; oh! cos\u00ec astuta, e\ne noi dobbiamo seguirla con astuzia. Anch'io sono astuto e tra poco penser\u00f2 alla sua mente.\npoco tempo. Nel frattempo possiamo riposare e in pace, perch\u00e9 ci sono acque\ntra di noi che lui non vuole passare e che non potrebbe passare neanche se volesse.\na meno che la nave non tocchi la terraferma, e in quel caso solo con la piena o la\nbassa marea. Vedete, il sole \u00e8 appena sorto e tutto il giorno fino al tramonto \u00e8 per noi.\nnoi. Facciamo il bagno, ci vestiamo e facciamo colazione, di cui tutti abbiamo bisogno,\ne che possiamo mangiare comodamente, visto che lui non \u00e8 nella stessa terra con\ncon noi\".  Mina lo guard\u00f2 con aria di sfida mentre gli chiedeva: --\n\n Ma perch\u00e9 dobbiamo cercarlo ancora, quando si \u00e8 allontanato da noi?  Egli\nprese la mano di lei e la accarezz\u00f2, mentre rispondeva\n\n Non chiedetemi ancora nulla. Quando facciamo colazione, rispondo a tutte le\ndomande\".  Non disse altro e ci separammo per vestirci.\n\nDopo colazione Mina ripet\u00e9 la sua domanda. Lui la guard\u00f2 gravemente per\nun minuto e poi disse addolorato: --\n\n Perch\u00e9 mia cara, cara Madam Mina, ora pi\u00f9 che mai dobbiamo trovarlo\nanche se dovessimo seguirlo fino alle fauci dell'inferno!  Impallid\u00ec mentre chiedeva debolmente\nchiese debolmente:--\n\n Perch\u00e9?\n\n Perch\u00e9, rispose solennemente, lui pu\u00f2 vivere per secoli, mentre voi non siete che\nsolo una donna mortale. Il tempo \u00e8 ora da temere, visto che una volta ha messo quel segno\nsulla tua gola.\n\nFeci appena in tempo a prenderla mentre cadeva in avanti in uno svenimento.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXIV\n\nDR. IL DIARIO FONOGRAFICO DI SEWARD, PARLATO DA VAN HELSING\n\n\nQuesto a Jonathan Harker.\n\nRimarrete con la vostra cara Madam Mina. Noi andremo a fare la nostra\nse posso chiamarla cos\u00ec, perch\u00e9 non \u00e8 una ricerca ma una conoscenza, e noi cerchiamo solo una conferma.\ncerchiamo solo conferme. Ma voi restate e prendetevi cura di lei per oggi.\nQuesto \u00e8 il vostro ufficio migliore e pi\u00f9 sacro. Oggi niente pu\u00f2 trovarlo\nqui. Lasciate che ve lo dica, cos\u00ec saprete quello che noi quattro sappiamo gi\u00e0,\nperch\u00e9 io gliel'ho detto. Lui, il nostro nemico, se ne \u00e8 andato; \u00e8 tornato\nal suo castello in Transilvania. Lo so cos\u00ec bene, come se una grande mano di fuoco\nfuoco l'avesse scritto sul muro. Si \u00e8 preparato per questo in qualche modo, e\nl'ultima scatola di terra era pronta per essere spedita da qualche parte. Per questo ha preso il\ndenaro; per questo si \u00e8 affrettato all'ultimo, per evitare che lo prendessimo prima che il sole\nche il sole tramonti. Era la sua ultima speranza, se non quella di potersi nascondere nella tomba che\npensava che la povera Miss Lucy, essendo come lui, gli avrebbe aperto.\nMa non c'era tempo. Quando questo fall\u00ec, si diresse verso la sua ultima\nrisorsa - la sua ultima opera di terra, potrei dire, se volessi, la \"doppia intesa\".\n\u00c8 intelligente, oh, cos\u00ec intelligente! Sa che il suo gioco qui \u00e8 finito; e cos\u00ec decide di tornare a casa.\ncos\u00ec decide di tornare a casa. Trova una nave che va per la stessa strada da cui \u00e8 venuto,\ne ci sale. Noi ora andiamo a cercare quale nave e dove \u00e8 diretta;\nquando l'avremo scoperto, torneremo e vi racconteremo tutto. Allora consoleremo\nconforteremo voi e la povera cara signora Mina con una nuova speranza. Perch\u00e9 sar\u00e0 una speranza\nquando ci penserete: che non tutto \u00e8 perduto. Questa stessa creatura che inseguiamo\nperseguito, ha impiegato centinaia di anni per arrivare fino a Londra; eppure in\nun giorno, quando sappiamo di poterlo eliminare, lo scacciamo. \u00c8\nfinito, anche se \u00e8 in grado di fare molto male e non soffre come noi.\nMa noi siamo forti, ognuno nel suo intento; e siamo tutti pi\u00f9 forti\ninsieme. Fatti coraggio, caro marito di Madama Mina. Questa battaglia \u00e8\n\u00e8 appena iniziata, e alla fine vinceremo... tanto \u00e8 sicuro che Dio siede in alto\nper vegliare sui suoi figli. Perci\u00f2 sii di grande conforto fino al nostro ritorno.\n\nVAN HELSING.\n\n\nIl diario di Jonathan Harker.\n\n4 ottobre._--Quando ho letto a Mina il messaggio di Van Helsing nel fonografo, la povera ragazza si \u00e8 illuminata notevolmente.\nfonografo, la povera ragazza si \u00e8 illuminata notevolmente. Gi\u00e0 la certezza che il\ncertezza che il conte \u00e8 fuori dal paese le ha dato conforto;\ne il conforto \u00e8 forza per lei. Per quanto mi riguarda, ora che il suo orribile pericolo non \u00e8\npericolo non \u00e8 faccia a faccia con noi, mi sembra quasi impossibile\ncredere in esso. Persino le mie terribili esperienze nel Castello di Dracula sembrano\ncome un sogno dimenticato da tempo. Qui, nell'aria frizzante dell'autunno, alla luce del\nluce del sole----\n\nAhim\u00e8, come posso non crederci! Nel bel mezzo dei miei pensieri l'occhio mi cadde sulla\nla cicatrice rossa sulla fronte bianca del mio povero tesoro. Finch\u00e9 dura,\nnon ci pu\u00f2 essere incredulit\u00e0. E dopo, il solo ricordo di essa\nmanterr\u00e0 la fede cristallina. Mina e io temiamo di rimanere inattivi, quindi abbiamo\ntutti i diari pi\u00f9 e pi\u00f9 volte. In qualche modo, anche se la realt\u00e0\nrealt\u00e0 sembra ogni volta pi\u00f9 grande, il dolore e la paura sembrano meno. C'\u00e8\nc'\u00e8 qualcosa di uno scopo guida che si manifesta in tutto, il che \u00e8 confortante.\nMina dice che forse siamo gli strumenti del bene ultimo. Pu\u00f2 essere\nessere! Cercher\u00f2 di pensare come lei. Non abbiamo mai parlato tra noi\ndel futuro. \u00c8 meglio aspettare di vedere il professore e gli altri dopo le loro\ngli altri dopo le loro indagini.\n\nLa giornata sta scorrendo pi\u00f9 velocemente di quanto abbia mai pensato che un giorno potesse scorrere\nper me. Sono le tre.\n\n\nIl diario di Mina Harker.\n\n5 ottobre, ore 17.00 - Riunione per il resoconto. Presenti: Professor Van\nHelsing, Lord Godalming, il dottor Seward, il signor Quincey Morris, Jonathan Harker, Mina Harker.\nHarker, Mina Harker.\n\nIl dottor Van Helsing ha descritto i passi compiuti durante il giorno per scoprire su quale barca e verso dove il conte Dracula \u00e8 fuggito\nper scoprire su quale nave e verso quale destinazione il Conte Dracula si \u00e8 dato alla fuga:--\n\n Siccome sapevo che voleva tornare in Transilvania, ero sicuro che doveva passare\nche doveva passare per la foce del Danubio; oppure da qualche parte nel Mar Nero, visto che\nda quella parte. Davanti a noi c'era un tetro vuoto. _Omne\nignotum pro magnifico_; e cos\u00ec, con il cuore pesante, ci mettiamo a cercare quali navi sono partite per il Mar Nero ieri sera.\nnavi sono partite ieri sera per il Mar Nero. Era in veliero, poich\u00e9\nLa signora Mina racconta che le vele sono state spiegate. Queste non sono cos\u00ec importanti da andare nella\nNon sono cos\u00ec importanti da finire nel vostro elenco di navi sul _Times_, e cos\u00ec andiamo, su suggerimento di Lord Godalming, al vostro L.A.T..\nLord Godalming, al vostro Lloyd s, dove sono annotate tutte le navi che navigano,\nper quanto piccole. L\u00ec scopriamo che solo una nave diretta verso il Mar Nero va\ncon la marea. Si tratta della _Czarina Catherine_, che salpa da Doolittle s Wharf per Varna.\nDoolittle s Wharf per Varna, per poi proseguire verso altre parti e risalire il Danubio.\nDanubio.  Ebbene, mi dissi, questa \u00e8 la nave su cui si trova il conte.  E allora via\nandiamo al molo di Doolittle, e l\u00ec troviamo un uomo in un ufficio di legno\ncos\u00ec piccolo che l'uomo sembra pi\u00f9 grande dell'ufficio. Da lui ci informiamo\ndi come va la _Czarina Catherine_. Giura molto, ha la faccia rossa\ne a voce alta, ma \u00e8 comunque un bravo ragazzo; e quando Quincey\ngli d\u00e0 qualcosa dalla tasca, che scoppietta quando lo arrotola, e lo mette in un sacchetto cos\u00ec piccolo che\ne lo mette in un sacchetto cos\u00ec piccolo che ha nascosto in fondo ai suoi vestiti, egli\nancora pi\u00f9 bravo e umile servitore di noi. Viene con noi e chiede a molti uomini\nmolti uomini rudi e accaldati; anche questi saranno migliori quando non avranno pi\u00f9 sete.\nnon avranno pi\u00f9 sete. Parlano molto di sangue e di fioritura, e di\ndi sangue e di fiori, e di altre cose che non capisco, anche se immagino cosa vogliano dire; ma\ncomunque ci dicono tutte le cose che vogliamo sapere.\n\n Ci hanno fatto sapere, tra di loro, come lo scorso pomeriggio, verso le cinque\npomeriggio, verso le cinque, sia arrivato un uomo cos\u00ec frettoloso. Un uomo alto, magro e pallido, con naso alto\ne denti cos\u00ec bianchi, e occhi che sembrano bruciare. Era tutto vestito di\nnero, tranne un cappello di paglia che non si addice n\u00e9 a lui n\u00e9 all'ora.\ntempo. Che sparga il suo denaro per informarsi velocemente su quale nave\nsalpa per il Mar Nero e per dove. Alcuni lo hanno portato in ufficio e poi\npoi alla nave, dove non sale a bordo, ma si ferma all'estremit\u00e0 della passerella\ndi una passerella e chiede che il capitano venga da lui. Il capitano viene, quando\nche gli sar\u00e0 pagata bene, e anche se all'inizio impreca molto, accetta il termine.\naccetta il termine. Allora l'uomo magro va e qualcuno gli dice dove si possono noleggiare cavallo\ne carro possono essere noleggiati. Vi si reca e presto ritorna, guidando lui stesso un carro\ncarro su cui c'era una grande cassa, che lui stesso sollev\u00f2, anche se ci vollero parecchi per metterla su un camion.\nci vogliono parecchi per metterla sul camion per la nave. Parla molto con il\ncapitano su come e dove collocare la sua cassa; ma al capitano non piace\nnon gli piace e gli impreca contro in molte lingue, dicendogli che se vuole pu\u00f2\npu\u00f2 venire a vedere dove sar\u00e0. Ma lui dice di no, che non viene\nancora, perch\u00e9 ha molto da fare. Al che il capitano gli dice che \u00e8 meglio\nche \u00e8 meglio che si sbrighi - con il sangue - perch\u00e9 la sua nave lascer\u00e0 il luogo\ndi sangue, prima dell'inversione della marea, con il sangue. Allora il magro\nuomo sorrise e disse che naturalmente doveva andare quando lo riteneva opportuno; ma sarebbe stato sorpreso se\nsar\u00e0 sorpreso se andr\u00e0 cos\u00ec presto. Il capitano imprec\u00f2 di nuovo,\npoliglotta, e l'uomo magro gli fa un inchino, lo ringrazia e dice che\nche si intrometter\u00e0 nella sua gentilezza e che salir\u00e0 a bordo prima della partenza.\nnavigazione. Infine il capitano, pi\u00f9 rosso che mai e in pi\u00f9 lingue, gli dice che non vuole un francese\nche non vuole francesi - con il sangue addosso e anche con il sangue\ncon il sangue - nella sua nave, anch'essa sporca di sangue. E cos\u00ec, dopo aver chiesto\ndove potesse trovarsi una nave a portata di mano dove poter acquistare i\ndi acquistare dei moduli navali, part\u00ec.\n\n Nessuno sapeva dove fosse andato e non gliene importava nulla, come si diceva, perch\u00e9 avevano altro a cui pensare.\navevano altro a cui pensare... di nuovo con il sangue; perch\u00e9 ben presto fu evidente a tutti che la\ndivenne presto evidente a tutti che la _Czarina Catherine_ non sarebbe salpata come\ncome ci si aspettava. Una sottile nebbia cominci\u00f2 a salire dal fiume, e crebbe,\ne cresceva, finch\u00e9 presto una fitta nebbia avvolse la nave e tutto ci\u00f2 che la circondava.\nIl capitano giurava in modo poliglotta, molto poliglotta, in modo sanguigno, ma non poteva fare nulla.\nsangue; ma non pot\u00e9 fare nulla. L'acqua si alzava e si alzava, ed egli cominci\u00f2 a temere di perdere la marea.\na temere di perdere del tutto la marea. Non era di buon umore,\nquando, proprio in piena marea, l'uomo magro risal\u00ec la passerella e chiese di vedere dove fosse la sua cassa.\ne chiese di vedere dove era stata stivata la sua cassa. Allora il capitano rispose\nche avrebbe voluto che lui e la sua cassetta, vecchia e con molto sangue e\nsangue, fossero all'inferno. Ma l'uomo magro non si offese, scese con il compagno e vide dove era stata riposta.\nscese con il marinaio e vide dove era sistemata, poi risal\u00ec e rimase un po' sul ponte\nsul ponte nella nebbia. Doveva essere sceso da solo, perch\u00e9 nessuno si accorse di lui.\nAnzi, non pensarono a lui, perch\u00e9 presto la nebbia cominci\u00f2 a dissolversi e\ntutto era di nuovo chiaro. I miei amici della sete e della lingua che era\ndi sangue e di sete ridevano, mentre raccontavano che le parolacce del capitano\nsuperavano anche il suo solito poliglotta, ed erano pi\u00f9 che mai piene di\npittoresco, quando interrogando altri marinai che si muovevano su e gi\u00f9 per il fiume a quell'ora\nfiume a quell'ora, scopr\u00ec che pochi di loro avevano visto la nebbia.\ndi nebbia, se non nel punto in cui si trovava intorno al molo. Tuttavia, la nave\nera uscita con la marea di riflusso e, senza dubbio, al mattino era gi\u00e0 molto\nfoce del fiume. Quando ce lo dissero, era ormai ben al largo.\n\n E cos\u00ec, mia cara signora Mina, dobbiamo riposare per un po', perch\u00e9 il nostro nemico \u00e8 sul mare.\nil nostro nemico \u00e8 in mare, con la nebbia al suo comando, diretto alla foce del Danubio.\nfoce del Danubio. Per navigare una nave ci vuole tempo, non \u00e8 mai cos\u00ec veloce; e quando si parte si va a terra pi\u00f9 velocemente.\npartiamo andiamo a terra pi\u00f9 velocemente, e lo incontriamo l\u00ec. La nostra migliore speranza\n\u00e8 di trovarci di fronte a lui quando \u00e8 nella scatola tra l'alba e il tramonto; perch\u00e9 allora\nperch\u00e9 in quel momento non pu\u00f2 lottare e noi possiamo trattarlo come si deve. Ci sono\ngiorni per noi, in cui possiamo preparare il nostro piano. Sappiamo tutto su\ndove va; perch\u00e9 abbiamo visto il proprietario della nave, che ci ha mostrato\nfatture e tutti i documenti possibili. La cassa che cerchiamo deve essere sbarcata a\nVarna e sar\u00e0 consegnata a un agente, un certo Ristics, che presenter\u00e0 le sue credenziali.\nle sue credenziali; e cos\u00ec il nostro amico mercante avr\u00e0 fatto la sua parte.\nQuando chieder\u00e0 se c'\u00e8 qualche errore, potr\u00e0 telegrafare e far fare un'inchiesta a Varna.\ne far fare un'indagine a Varna, gli rispondiamo di no; perch\u00e9 quello che si deve fare non \u00e8\ndella polizia o della dogana. Deve essere fatto solo da noi e a modo nostro.\nmodo.\n\nQuando il dottor Van Helsing ha finito di parlare, gli ho chiesto se era sicuro\nche il Conte fosse rimasto a bordo della nave. Mi ha risposto:  Abbiamo la migliore\nprova migliore: la vostra stessa testimonianza, quando eravate in trance ipnotica stamattina.\nmattina.  Gli chiesi di nuovo se fosse davvero necessario che inseguissero il conte, perch\u00e9\nConte, perch\u00e9 temo che Jonathan mi lasci, e so che se gli altri se ne andrebbe di sicuro.\nso che sarebbe sicuramente andato se gli altri fossero andati. Mi rispose con crescente passione,\nall'inizio con calma. Man mano che andava avanti, per\u00f2, diventava sempre pi\u00f9 arrabbiato e pi\u00f9\npi\u00f9 forte, finch\u00e9 alla fine non potemmo fare a meno di constatare che c'era almeno un po' di\ndi quel dominio personale che lo aveva reso cos\u00ec a lungo un maestro tra gli uomini.\nuomini:--\n\n S\u00ec, \u00e8 necessario, necessario, necessario! Per il vostro bene, innanzitutto,\ne poi per il bene dell'umanit\u00e0. Questo mostro ha gi\u00e0 fatto molto male\ngi\u00e0 molto male, nell'ambito ristretto in cui si trova, e nel breve tempo in cui\ntempo in cui era solo un corpo che brancolava nella sua piccola misura nell'oscurit\u00e0 e senza sapere.\noscurit\u00e0 e senza sapere. Tutto questo l'ho raccontato a questi altri; voi, mia cara\nmia cara signora Mina, lo apprenderete nella fonografia del mio amico John o in quella di vostro marito.\nin quello di vostro marito. Ho raccontato loro come la misura di lasciare la sua\nterra arida - arida di popoli - e di arrivare in una nuova terra dove la vita dell'uomo pullula fino a diventare\ndell'uomo brulica fino a diventare come la moltitudine del grano in piedi, \u00e8 stata l'opera di secoli.\nlavoro di secoli. Se un altro dei Non-Morti, come lui, cercasse di fare\nquello che ha fatto lui, forse non tutti i secoli del mondo che sono\nche sono stati, o che saranno, potrebbero aiutarlo. Con questo, tutte le forze della natura\nnatura occulte, profonde e forti devono aver lavorato insieme in\nmodo mirabile. Il luogo stesso in cui \u00e8 stato vivo, non-morto per tutti questi secoli, \u00e8 pieno di stranezze.\ntutti questi secoli, \u00e8 pieno di stranezze del mondo geologico e chimico.\ngeologico e chimico. Ci sono caverne e fessure profonde che non si sa dove arrivino.\nCi sono stati vulcani, alcuni dei quali si aprono ancora con acque dalle strane propriet\u00e0 e gas che\ndi strane propriet\u00e0 e gas che uccidono o vivificano. Senza dubbio,\nsenza dubbio c'\u00e8 qualcosa di magnetico o elettrico in alcune di queste combinazioni di forze\nforze occulte che lavorano per la vita fisica in modo strano; e in lui stesso c'erano fin dall'inizio alcune grandi qualit\u00e0 di\nlui stesso, fin dall'inizio, c'erano alcune grandi qualit\u00e0. In un'epoca dura e bellicosa\ntempo si celebrava il fatto che egli avesse un nervo pi\u00f9 ferreo, un cervello pi\u00f9 sottile,\ncuore pi\u00f9 coraggioso di qualsiasi altro uomo. In lui alcuni principi vitali hanno trovato in\nstrano modo hanno trovato il loro massimo; e come il suo corpo si mantiene forte, cresce e prospera\ncrescere e prosperare, cos\u00ec cresce anche il suo cervello. Tutto questo senza quell'aiuto diabolico che\ndiabolico che sicuramente gli \u00e8 proprio, perch\u00e9 deve cedere alle forze che provengono da,\ne che sono il simbolo del bene. E ora questo \u00e8 ci\u00f2 che egli \u00e8 per noi. Egli ha\nvi ha contagiato... Oh, perdonatemi, mia cara, se devo dire cos\u00ec; ma \u00e8 per il bene di voi che parlo.\nbene di voi che parlo. Ti ha contagiato in modo tale che, anche se non dovesse pi\u00f9\nanche se lui non lo facesse pi\u00f9, tu devi solo vivere... vivere nel tuo vecchio, dolce modo; e\ne cos\u00ec, col tempo, la morte, che \u00e8 una sorte comune dell'uomo e che ha l'approvazione di Dio,\nvi render\u00e0 simili a lui. Questo non deve accadere! Abbiamo giurato insieme\nche non deve accadere. Cos\u00ec siamo ministri del desiderio di Dio stesso: che il mondo e gli uomini\nmondo, e gli uomini per i quali Suo Figlio \u00e8 morto, non siano dati in pasto a mostri,\nla cui stessa esistenza Lo diffamerebbe. Egli ci ha permesso di redimere un'anima\nun'anima, e noi usciamo come i vecchi cavalieri della Croce per riscattarne altre.\naltre. Come loro viaggeremo verso l'alba; e come loro, se cadremo, cadremo per una buona causa.\ncadiamo, cadiamo per una buona causa.  Fece una pausa e io dissi:--\n\n Ma il Conte non prender\u00e0 il suo rifiuto con saggezza? Dal momento che \u00e8 stato cacciato\ndall'Inghilterra, non la eviter\u00e0 come una tigre fa con il villaggio da cui \u00e8 stata\ndal quale \u00e8 stata cacciata?\n\n Aha! disse, la tua similitudine della tigre va bene per me e la adotter\u00f2.\nadottarla. Il vostro mangiatore di uomini, come in India chiamano la tigre che ha assaggiato una volta il sangue dell'uomo\nuna volta assaggiato il sangue dell'uomo, non si preoccupa pi\u00f9 dell'altra preda, ma si aggira\nincessantemente finch\u00e9 non lo prende. Questa che cacciamo dal nostro villaggio \u00e8 una\ntigre anche lei, una mangiatrice di uomini, e non smette mai di andare in giro. Anzi, di per s\u00e9 non \u00e8\nnon \u00e8 uno che si ritira e rimane lontano. Nella sua vita, nella sua vita, si spinge oltre la\nfrontiera della Turchia e attacca il suo nemico sul suo stesso terreno; \u00e8 stato\nbattuto, ma si \u00e8 fermato? No! Torn\u00f2 ancora, e ancora, e ancora.\nGuardate la sua perseveranza e la sua resistenza. Con il cervello da bambino che era\ncon il cervello da bambino che gli era proprio, non aveva ancora concepito l'idea di arrivare in una grande citt\u00e0. Che cosa\nfa? Scopre il luogo di tutto il mondo pi\u00f9 promettente per lui.\nper lui. Poi si mette deliberatamente a preparare il compito. Egli\nscopre con pazienza qual \u00e8 la sua forza e quali sono i suoi poteri. Studia\nstudia nuove lingue. Impara una nuova vita sociale; un nuovo ambiente di vecchi modi\nmodi, la politica, la legge, la finanza, la scienza, l'abitudine di una nuova terra e di un nuovo popolo che sono venuti\nterra e di un nuovo popolo che \u00e8 nato dopo di lui. Gli scorci che ha avuto\nche ha avuto, non fa che stuzzicare il suo appetito e accrescere il suo desiderio. Anzi, lo aiutano a\na crescere a livello cerebrale, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 gli dimostra quanto avesse ragione all'inizio nelle\nprima nelle sue supposizioni. L'ha fatto da solo, da solo, da una tomba in rovina in una terra dimenticata.\ntomba in rovina in una terra dimenticata. Cosa non potr\u00e0 fare di pi\u00f9 quando il grande\nmondo del pensiero \u00e8 aperto a lui. Colui che pu\u00f2 sorridere della morte, come noi lo conosciamo.\nche pu\u00f2 sorridere alla morte, come la conosciamo; che pu\u00f2 prosperare in mezzo a malattie che uccidono interi popoli.\npopoli. Oh, se un tale individuo venisse da Dio, e non dal diavolo,\nquale forza per il bene non potrebbe essere in questo nostro vecchio mondo. Ma noi\nsiamo impegnati a liberare il mondo. La nostra fatica deve essere silenziosa e i nostri sforzi devono essere\nsforzi in segreto; perch\u00e9 in quest'epoca illuminata, in cui gli uomini non credono\nnemmeno a ci\u00f2 che vedono, il dubbio dei saggi sarebbe la sua pi\u00f9 grande forza.\nforza. Sarebbe allo stesso tempo la sua guaina e la sua armatura, e le sue armi\nper distruggere noi, i suoi nemici, che siamo disposti a mettere a repentaglio persino le nostre stesse anime per la sicurezza di chi amiamo...\nper la sicurezza di chi amiamo, per il bene dell'umanit\u00e0 e per l'onore e la gloria di Dio.\nper il bene dell'umanit\u00e0 e per l'onore e la gloria di Dio.\n\nDopo una discussione generale si decise che per stanotte non si doveva\nper questa sera nulla di definitivo; che tutti noi dovessimo dormire sui fatti e cercare di\ndi pensare alle giuste conclusioni. Domani, a colazione, ci riuniremo di nuovo e, dopo aver comunicato le nostre conclusioni, ci\ne, dopo aver reso note le nostre conclusioni l'uno all'altro, decideremo\ndecidere una causa d'azione definitiva.\n\n       * * * * *\n\nQuesta notte sento una pace e un riposo meravigliosi. \u00c8 come se una presenza ossessionante\npresenza ossessionante si fosse allontanata da me. Forse...\n\nLe mie supposizioni non erano finite, non potevano esserlo, perch\u00e9 vidi nello specchio il segno rosso sulla mia fronte.\nspecchio il segno rosso sulla mia fronte e capii che ero ancora\nimpuro.\n\n\nDiario del dottor Seward.\n\n_5 ottobre._-- Ci siamo alzati tutti presto e credo che il sonno abbia fatto molto per\nognuno di noi. Quando ci siamo riuniti per la prima colazione c'era pi\u00f9\nallegria generale che nessuno di noi si aspettava di sperimentare di nuovo.\ndi nuovo.\n\n\u00c8 davvero meraviglioso il livello di resilienza della natura umana. Lasciate che\nqualsiasi causa ostacolante, non importa quale, venga rimossa in qualsiasi modo - anche con la morte - e noi torniamo ai primi principi di speranza e piacere.\nmorte - e torniamo ai primi principi di speranza e piacere. Pi\u00f9 di una volta\npi\u00f9 di una volta, mentre eravamo seduti intorno al tavolo, i miei occhi si sono aperti per chiedersi se\nse tutti i giorni passati non fossero stati un sogno. Fu solo quando\nsolo quando ho visto la macchia rossa sulla fronte della signora Harker, sono stata riportata alla realt\u00e0.\nche fui riportato alla realt\u00e0. Anche adesso, quando sto ripensando alla questione, \u00e8 quasi impossibile\nquestione, \u00e8 quasi impossibile rendersi conto che la causa di tutti i nostri problemi\nproblemi sia ancora presente. Persino la signora Harker sembra perdere di vista i suoi\nper interi periodi di tempo; solo di tanto in tanto, quando qualcosa le\nsolo di tanto in tanto, quando qualcosa lo richiama alla mente, pensa alla sua terribile cicatrice. Dobbiamo\ntra mezz'ora nel mio studio per decidere la nostra linea d'azione.\nazione. Vedo solo una difficolt\u00e0 immediata, la conosco pi\u00f9 per istinto che per ragione.\npi\u00f9 per istinto che per ragione: dovremo parlare tutti con franchezza; eppure temo\nche in qualche modo misterioso la povera signora Harker abbia la lingua legata. So\nche si fa le sue conclusioni, e da tutto quello che \u00e8 stato posso immaginare quanto brillanti e vere\nquanto brillanti e veritiere debbano essere; ma lei non vuole, o non pu\u00f2, esprimerle.\nnon vuole, o non pu\u00f2, dar loro voce. L'ho accennato a Van Helsing, e lui e io ne parleremo.\nlui e io ne parleremo quando saremo soli. Suppongo che si tratti di un po' di\nquell'orribile veleno che le \u00e8 entrato nelle vene e che sta cominciando a fare effetto. Il\nConte aveva i suoi scopi quando le ha dato quello che Van Helsing ha chiamato il battesimo di sangue del vampiro.\nVan Helsing ha chiamato \"battesimo di sangue del vampiro\".  Ebbene, pu\u00f2 esistere un veleno che si distilla\nin un'epoca in cui l'esistenza delle ptomaine \u00e8 un mistero, non dobbiamo meravigliarci di nulla.\nun mistero, non dovremmo meravigliarci di nulla! Una cosa so: che se il mio istinto \u00e8 vero\nse il mio istinto \u00e8 vero per quanto riguarda i silenzi della povera signora Harker, allora c'\u00e8 una terribile difficolt\u00e0.\nterribile difficolt\u00e0, un pericolo sconosciuto, nel lavoro che abbiamo davanti. Lo stesso\npotere che costringe al silenzio pu\u00f2 costringere a parlare. Non oso pensare\noltre, perch\u00e9 cos\u00ec facendo disonorerei una donna nobile!\n\nVan Helsing verr\u00e0 nel mio studio un po' prima degli altri. Cercher\u00f2 di\ncercher\u00f2 di aprire l'argomento con lui.\n\n       * * * * *\n\nQuando \u00e8 arrivato il professore, abbiamo parlato dello stato delle cose.\ndelle cose. Vedevo che aveva in mente qualcosa che voleva dire.\nma esitava ad affrontare l'argomento. Dopo aver menato il can per l'aia\nun po' di confusione, disse all'improvviso: --\n\n Amico John, c'\u00e8 qualcosa di cui io e te dobbiamo parlare da soli, solo\nall'inizio, in ogni caso. Pi\u00f9 tardi, forse, dovremo prendere gli altri in confidenza\".\nPoi si \u00e8 fermato, cos\u00ec ho aspettato; ha continuato: --\n\n Madam Mina, la nostra povera, cara Madam Mina sta cambiando.  Un brivido freddo mi attravers\u00f2\nmi ha attraversato nel constatare che le mie peggiori paure sono state cos\u00ec avallate. Van Helsing\ncontinua:--\n\n Con la triste esperienza di Miss Lucy, questa volta dobbiamo essere avvertiti\nprima che le cose vadano troppo oltre. Il nostro compito \u00e8 ora pi\u00f9 difficile che mai\ne questo nuovo problema rende ogni ora di estrema importanza. I\nposso vedere le caratteristiche del vampiro che si manifestano sul suo volto. Ora \u00e8\nma molto, molto lieve; ma \u00e8 da vedere se abbiamo occhi per notare\nsenza pregiudizi. I suoi denti sono un po' pi\u00f9 affilati, e a volte i suoi occhi\npi\u00f9 duri. Ma non \u00e8 tutto, ora c'\u00e8 il silenzio in lei\nspesso; come era per Miss Lucy. Non parlava, anche quando scriveva\nscriveva ci\u00f2 che desiderava fosse conosciuto in seguito. Ora la mia paura \u00e8 questa. Se\nse \u00e8 vero che lei pu\u00f2, grazie alla nostra trance ipnotica, dire ci\u00f2 che il conte vede e sente, non \u00e8 forse pi\u00f9 vero che colui che ha ipnotizzato il conte\nnon \u00e8 forse pi\u00f9 vero che colui che l'ha ipnotizzata per primo e che ha bevuto del suo sangue\nbere il suo stesso sangue e farle bere il suo, dovrebbe, se lo\ncostringere la sua mente a rivelargli ci\u00f2 che sa?  Feci un cenno\ndi assenso; lui continu\u00f2: --\n\n Allora, quello che dobbiamo fare \u00e8 evitare che ci\u00f2 accada; dobbiamo tenerla all'oscuro delle nostre intenzioni.\ndelle nostre intenzioni, in modo che non possa dire ci\u00f2 che non sa. Questo \u00e8 un compito\ncompito! Oh, cos\u00ec doloroso che mi si spezza il cuore a pensarci; ma deve essere cos\u00ec.\nQuando oggi ci incontreremo, dovr\u00f2 dirle che, per ragioni che non vogliamo\nnon parleremo, non deve pi\u00f9 far parte del nostro consiglio, ma essere semplicemente sorvegliata da noi.\nnoi.  Si asciug\u00f2 la fronte, che era sprofondata in una sudorazione profusa\nal pensiero del dolore che avrebbe potuto infliggere a quella povera anima gi\u00e0\npovera anima gi\u00e0 cos\u00ec torturata. Sapevo che sarebbe stato di conforto per lui se gli avessi detto che\nconforto se gli avessi detto che anch'io ero arrivato alla stessa conclusione, perch\u00e9 in ogni caso\nin ogni caso gli avrebbe tolto il dolore del dubbio. Glielo dissi e l'effetto fu quello\neffetto fu quello che mi aspettavo.\n\n\u00c8 ormai prossimo il momento del raduno generale. Van Helsing \u00e8\n\u00e8 partito per preparare l'incontro, e la sua parte dolorosa. I\ncredo davvero che il suo scopo sia quello di poter pregare da solo.\n\n       * * * * *\n\nAll'inizio del nostro incontro, sia io che Van Helsing abbiamo provato un grande sollievo personale.\nVan Helsing e da me. La signora Harker aveva inviato un\nmessaggio da parte del marito per dire che non si sarebbe unita a noi al momento, in quanto riteneva\nriteneva che fosse meglio che fossimo liberi di discutere dei nostri movimenti\nsenza che la sua presenza ci mettesse in imbarazzo. Il professore e io ci guardammo per un\nper un istante e in qualche modo sembrammo entrambi sollevati. Per quanto mi riguarda\nPer quanto mi riguarda, pensai che se la signora Harker si fosse resa conto da sola del pericolo, sarebbe stato\nun grande dolore oltre che un grande pericolo scongiurato. Date le circostanze, concordammo\nconcordammo, con uno sguardo e una risposta interrogativi, con il dito sul labbro, di\ndi mantenere il silenzio sui nostri sospetti, fino a quando non avremmo potuto\nconferire di nuovo da soli. Ci dedicammo subito al nostro piano di campagna. Van\nHelsing ci ha esposto per prima cosa i fatti: --\n\n La _Czarina Catherine_ ha lasciato il Tamigi ieri mattina. Ci vorranno\nci vorranno almeno tre settimane per raggiungere Varna.\nVarna; ma noi possiamo raggiungere lo stesso luogo via terra in tre giorni.\nOra, se consideriamo due giorni in meno per il viaggio della nave, a causa di quelle\ninfluenze meteorologiche che sappiamo essere in grado di esercitare il Conte; e se\nse concediamo un giorno e una notte interi per eventuali ritardi che ci possono capitare,\nabbiamo un margine di quasi due settimane. Quindi, per essere del tutto sicuri\nsicurezza, dobbiamo partire da qui il 17 al pi\u00f9 tardi. Allora saremo in ogni caso\nVarna un giorno prima dell'arrivo della nave e potremo fare i preparativi necessari.\npreparativi necessari. Naturalmente andremo tutti armati, armati contro le cose malvagie, sia spirituali che\ncontro il male, sia spirituale che fisico\".  Qui Quincey Morris\nha aggiunto:--\n\n So che il Conte viene da un paese di lupi e pu\u00f2 darsi che arrivi prima di noi.\nche arrivi prima di noi. Propongo di aggiungere i Winchester al nostro\nal nostro armamento. Ho una sorta di fiducia nei Winchester quando ci sono problemi di questo tipo.\nproblemi di questo tipo. Ti ricordi, Art, quando abbiamo avuto il branco\nalle calcagna a Tobolsk? Cosa avremmo dato per un ripetitore a testa!\na testa!\n\n Bene! ha detto Van Helsing, e Winchesters sia. La testa di Quincey \u00e8\nsempre, ma soprattutto quando c'\u00e8 da cacciare, la metafora \u00e8 pi\u00f9 disonorevole per la scienza di quanto lo siano i lupi per l'uomo.\ndisonore alla scienza pi\u00f9 di quanto i lupi siano pericolosi per l'uomo. Nel frattempo non possiamo\nNel frattempo non possiamo fare nulla qui; e poich\u00e9 credo che Varna non sia familiare a nessuno di noi, perch\u00e9 non andarci pi\u00f9 presto?\ndi noi, perch\u00e9 non andarci pi\u00f9 presto? L'attesa \u00e8 altrettanto lunga qui che l\u00e0.\nStanotte e domani potremo prepararci e poi, se tutto va bene, noi quattro potremo partire per il nostro viaggio.\nquattro potremo partire per il nostro viaggio.\n\n Noi quattro? disse Harker interrogativamente, guardando da uno all'altro di noi.\nnoi.\n\n Certo! rispose prontamente il Professore, dovete restare per prendervi cura della vostra\nprendersi cura della tua dolcissima moglie!  Harker rimase in silenzio per un po' e poi disse\ncon voce vuota:--\n\n Parleremo di questa parte domattina. Voglio consultarmi con\nMina.  Ho pensato che fosse il momento giusto per Van Helsing per avvertirlo di non\ndi non rivelarle i nostri piani; ma non ci ha fatto caso. L'ho guardato\ne ho tossito. Per tutta risposta si \u00e8 messo un dito sulle labbra e si \u00e8\ne si \u00e8 girato dall'altra parte.\n\n\nIl diario di Jonathan Harker.\n\n_5 ottobre, pomeriggio._--Per un po' di tempo, dopo il nostro incontro di stamattina, non riuscivo a pensare.\nnon riuscivo a pensare. Le nuove fasi delle cose lasciano la mia mente in uno stato di\ndi meraviglia che non lascia spazio al pensiero attivo. La determinazione di Mina a non\nMina di non prendere parte alla discussione mi ha fatto pensare; e non potendo discutere la questione con lei, ho\ndiscutere con lei, potevo solo tirare a indovinare. Sono lontana come non mai da una\nuna soluzione. Anche il modo in cui gli altri l'hanno accolta mi ha lasciato perplesso; l'ultima volta che ne abbiamo parlato\nl'ultima volta che abbiamo parlato dell'argomento abbiamo concordato che non ci sarebbe stato pi\u00f9\npi\u00f9 nascondere nulla tra di noi. Mina sta dormendo ora, con calma\ne dolcemente come una bambina. Le sue labbra sono incurvate e il suo viso brilla di felicit\u00e0.\ndi felicit\u00e0. Grazie a Dio, ci sono ancora questi momenti per lei.\n\n       * * * * *\n\nCome \u00e8 strano tutto questo. Mi sono seduta a guardare il sonno felice di Mina, e\ne mi sono avvicinata all'essere felice quanto credo che non lo sar\u00f2 mai. Mentre la\nsera, e la terra prendeva le sue ombre dal sole che si abbassava, il silenzio della stanza diventava sempre pi\u00f9\nil silenzio della stanza diventava sempre pi\u00f9 solenne per me. All'improvviso\nuna volta Mina apr\u00ec gli occhi e, guardandomi con tenerezza, mi disse: --\n\n Jonathan, voglio che tu mi prometta qualcosa sulla tua parola d'onore. A\nuna promessa fatta a me, ma fatta in modo sacro all'udienza di Dio, e che non sar\u00e0 infranta\nnon sar\u00e0 infranta anche se dovessi inginocchiarmi e implorarti con lacrime amare.\nlacrime. Presto, dovete farmela subito.\n\n Mina, dissi, una promessa del genere non posso farla subito. Potrei non avere\ndiritto di farla.\n\n Ma, caro, disse lei, con un'intensit\u00e0 spirituale tale che i suoi occhi erano\ncome stelle polari, sono io che lo desidero; e non \u00e8 per me stessa.\nPotete chiedere al dottor Van Helsing se non ho ragione; se lui non \u00e8 d'accordo potete\nfare come volete. Anzi, se siete tutti d'accordo, in seguito, sarete assolti\ndalla promessa.\n\n Lo prometto!  dissi, e per un momento sembr\u00f2 estremamente felice; anche se\nper me ogni felicit\u00e0 era negata dalla cicatrice rossa sulla fronte.\nDisse:--\n\n Promettetemi che non mi direte nulla dei piani elaborati per la\ncampagna contro il Conte. N\u00e9 con parole, n\u00e9 con illusioni, n\u00e9 con\no sottinteso; non in nessun momento, finch\u00e9 questo mi rimane!\nindic\u00f2 solennemente la cicatrice. Vidi che era seria, e dissi con solennit\u00e0\nsolennemente:--\n\n Lo prometto! E mentre lo dicevo sentivo che da quell'istante una porta si era\nchiusa tra noi.\n\n       * * * * *\n\nPi\u00f9 tardi, a mezzanotte... Mina \u00e8 stata brillante e allegra per tutta la sera.\nTanto che tutti gli altri sembravano farsi coraggio, come contagiati dalla sua allegria.\ncome se fossero stati contagiati dalla sua allegria; di conseguenza anche io mi sono sentita come se la coltre di tristezza che ci opprimeva\ncupa che ci opprime fosse in qualche modo sollevata. Ci siamo ritirati tutti\npresto. Mina ora dorme come una bambina; \u00e8 una cosa meravigliosa che la sua facolt\u00e0 di dormire\nche la sua facolt\u00e0 di dormire le sia rimasta in mezzo ai suoi terribili problemi.\nproblemi. Grazie a Dio, perch\u00e9 almeno cos\u00ec pu\u00f2 dimenticare le sue preoccupazioni.\nForse il suo esempio potr\u00e0 influenzarmi come ha fatto la sua allegria stasera. Prover\u00f2\nprover\u00f2. Oh! per un sonno senza sogni.\n\n       * * * * *\n\n6 ottobre, mattina - Un'altra sorpresa. Mina mi ha svegliato presto, circa\nalla stessa ora di ieri, e mi ha chiesto di portare il dottor Van Helsing. Ho pensato\nche si trattasse di un'altra occasione per l'ipnotismo, e senza fare domande sono andata\nper il professore. Evidentemente si aspettava una chiamata del genere, perch\u00e9 l'ho trovato vestito nella sua stanza.\ntrovato vestito nella sua stanza. La sua porta era socchiusa, in modo che potesse sentire l'apertura della porta della nostra stanza.\nsocchiusa, in modo che potesse sentire l'apertura della porta della nostra stanza. Arriv\u00f2 subito; entrando nella stanza, chiese a Mina\nstanza, chiese a Mina se potevano venire anche gli altri.\n\n No, ha detto molto semplicemente, non sar\u00e0 necessario. Puoi raccontarlo\nloro altrettanto bene. Devo accompagnarvi nel vostro viaggio.\n\nIl dottor Van Helsing \u00e8 rimasto sorpreso quanto me. Dopo un attimo di pausa ha chiesto\nchiese:--\n\n Ma perch\u00e9?\n\n Dovete portarmi con voi. Sono pi\u00f9 al sicuro con te, e lo sarai anche tu,\nanche voi.\n\n Ma perch\u00e9, cara signora Mina? Sapete che la vostra sicurezza \u00e8 il nostro dovere pi\u00f9 solenne.\ndovere. Andiamo incontro a pericoli a cui voi siete, o potreste essere, pi\u00f9 esposti di chiunque altro...\ndi tutti noi, a causa delle circostanze, delle cose che sono successe\".  Fece una pausa,\nimbarazzato.\n\nMentre rispondeva, alz\u00f2 il dito e si indic\u00f2 la fronte:--\n\n Lo so. Ecco perch\u00e9 devo andare. Posso dirvelo adesso, mentre il sole sta\nsorgere; potrei non essere pi\u00f9 in grado di farlo. So che quando il Conte lo vorr\u00e0\nDevo andare. So che se mi dir\u00e0 di venire in segreto, dovr\u00f2 venire per\ncon l'astuzia, con qualsiasi espediente per ingannare... persino Jonathan.  Dio ha visto lo sguardo che\nmentre parlava, e se c'\u00e8 davvero un Angelo della Registrazione\nquello sguardo \u00e8 stato notato per il suo onore eterno. Potei solo stringere la sua\nmano. Non riuscivo a parlare; la mia emozione era troppo grande anche per il sollievo delle lacrime.\nlacrime. Lei continu\u00f2:--\n\n Voi uomini siete coraggiosi e forti. Siete forti nel vostro numero, perch\u00e9\npotete sfidare ci\u00f2 che abbatterebbe la resistenza umana di chi deve\ndi guardia da solo. Inoltre, potrei esservi utile, dato che potete ipnotizzarmi\ne quindi imparare ci\u00f2 che nemmeno io so\".  Il dottor Van Helsing ha detto\nmolto seriamente:--\n\n Signora Mina, siete, come sempre, molto saggia. Voi verrete con noi e\ninsieme faremo ci\u00f2 che andiamo a realizzare.  Quando lui\nMina, dopo un lungo periodo di silenzio, mi costrinse a guardarla. Si era addormentata\nsul cuscino e si era addormentata; non si era svegliata nemmeno quando avevo tirato su la\nla tenda e fatto entrare la luce del sole che inondava la stanza. Van Helsing\nmi ha fatto cenno di seguirlo in silenzio. Siamo andati nella sua stanza e in un minuto\nun minuto Lord Godalming, il dottor Seward e il signor Morris erano con noi.\nHa raccontato loro ci\u00f2 che Mina aveva detto e ha proseguito: --\n\n In mattinata partiremo per Varna. Ora dobbiamo affrontare un\nnuovo fattore: Madam Mina. Oh, ma la sua anima \u00e8 vera. Per lei \u00e8 un'agonia\nper lei \u00e8 un'agonia dirci cos\u00ec tanto come ha fatto; ma \u00e8 giustissimo, e siamo avvertiti in tempo.\navvertiti in tempo. Non bisogna perdere nessuna occasione e a Varna dobbiamo essere\npronti ad agire nell'istante in cui arriver\u00e0 quella nave.\n\n Cosa dobbiamo fare esattamente? chiese Mr. Morris laconicamente. Il professore\nfece una pausa prima di rispondere\n\n All'inizio saliremo a bordo di quella nave; poi, quando avremo identificato\nla scatola, metteremo su di essa un ramo di rosa selvatica. Questo lo fisseremo\nperch\u00e9 quando \u00e8 l\u00ec nessuno pu\u00f2 emergere, almeno cos\u00ec dice la superstizione.\nsuperstizione. E alla superstizione dobbiamo affidarci all'inizio; \u00e8 stata la fede dell'uomo nei primi tempi e\nfede dell'uomo all'inizio, e ha ancora la sua radice nella fede. Poi,\nquando avremo l'opportunit\u00e0 che cerchiamo, quando nessuno \u00e8 vicino per vedere, apriremo la scatola e...\napriremo la scatola e tutto andr\u00e0 bene.\n\n Non aspetter\u00f2 nessuna occasione, disse Morris.  Quando vedr\u00f2 la scatola\naprir\u00f2 e distrugger\u00f2 il mostro, anche se ci fossero mille uomini a guardare.\nuomini che guardano, e se un attimo dopo dovessi essere spazzato via per questo!  I\nafferrai istintivamente la sua mano e la trovai salda come un pezzo d'acciaio.\nCredo che abbia capito il mio sguardo; spero che l'abbia capito.\n\n Bravo ragazzo, ha detto il dottor Van Helsing.  Un ragazzo coraggioso. Quincey \u00e8 tutto un uomo. Dio\nlo benedica per questo. Figlia mia, credimi, nessuno di noi rimarr\u00e0 indietro o\no si fermer\u00e0 per paura. Dico solo quello che possiamo fare, quello che dobbiamo fare. Ma,\nin effetti, in effetti non possiamo dire cosa faremo. Ci sono cos\u00ec tante cose\nche possono accadere, e le loro vie e i loro fini sono cos\u00ec diversi che\nfino al momento non possiamo dirlo. Saremo tutti armati, in tutti i modi; e quando sar\u00e0 arrivato il momento della fine, il nostro\nquando sar\u00e0 giunto il momento della fine, il nostro sforzo non mancher\u00e0. Ora\nmettiamo oggi in ordine tutti i nostri affari. Facciamo in modo che tutte le cose che riguardano\nche riguardano gli altri a noi cari e che dipendono da noi, siano complete; perch\u00e9 nessuno di noi pu\u00f2 dire cosa, o quando o quando\nnessuno di noi pu\u00f2 dire quale, o quando, o come, sar\u00e0 la fine. Per quanto riguarda me, i miei affari\naffari sono regolati; e poich\u00e9 non ho nient'altro da fare, andr\u00f2 a prendere i\nper il viaggio. Avr\u00f2 tutti i biglietti e cos\u00ec via per\nil nostro viaggio.\n\nNon c'era altro da dire e ci siamo lasciati. Ora sistemer\u00f2\ntutti i miei affari terreni, e sar\u00f2 pronto per qualsiasi cosa possa accadere....\n\n       * * * * *\n\n\u00c8 tutto fatto; la mia volont\u00e0 \u00e8 compiuta e completa. Mina, se sopravvive\nsopravvive \u00e8 la mia unica erede. Se non dovesse essere cos\u00ec, allora gli altri che\nsono stati cos\u00ec buoni con noi avranno il resto.\n\nSi avvicina il tramonto; l'inquietudine di Mina richiama la mia attenzione.\nattenzione. Sono sicuro che ha in mente qualcosa che l'ora esatta del tramonto\nora esatta del tramonto riveler\u00e0. Queste occasioni stanno diventando strazianti\nper tutti noi, perch\u00e9 ogni alba e ogni tramonto aprono un nuovo pericolo.\npericolo, qualche nuovo dolore che, tuttavia, nella volont\u00e0 di Dio pu\u00f2 essere un mezzo per un buon fine.\nbuon fine. Scrivo tutte queste cose nel diario, perch\u00e9 il mio caro non deve sentirle ora.\nnon deve sentirle ora; ma se pu\u00f2 accadere che possa vederle di nuovo, saranno pronte.\nsaranno pronte.\n\nMi sta chiamando.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXV\n\nDR. DIARIO DI SEWARD\n\n\n_11 ottobre, sera._--Jonathan Harker mi ha chiesto di annotarlo, perch\u00e9 dice di non essere all'altezza del compito e vuole che sia annotato con precisione.\ndice di non essere all'altezza del compito e di voler tenere un registro preciso.\n\nCredo che nessuno di noi sia rimasto sorpreso quando ci \u00e8 stato chiesto di vedere Mrs.\nHarker un po' prima dell'ora del tramonto. Negli ultimi tempi abbiamo capito che\nche l'alba e il tramonto sono per lei momenti di particolare libert\u00e0;\nin cui il suo vecchio io pu\u00f2 manifestarsi senza che nessuna forza di controllo la sottometta o la\no la trattenga, o la inciti all'azione. Questo stato d'animo o condizione\ninizia una mezz'ora o pi\u00f9 prima dell'alba o del tramonto e dura fino a quando il sole non \u00e8 alto o non\nfinch\u00e9 il sole non \u00e8 alto o mentre le nuvole sono ancora illuminate dai\ni raggi che scorrono sopra l'orizzonte. All'inizio c'\u00e8 una sorta di\ncondizione negativa, come se qualche vincolo venisse allentato, e poi segue rapidamente la libert\u00e0\nlibert\u00e0 assoluta; quando, per\u00f2, la libert\u00e0 cessa, si verifica rapidamente un\nquando la libert\u00e0 cessa, il ritorno o la ricaduta arrivano rapidamente, preceduti solo da un momento di\nsilenzio di avvertimento.\n\nQuesta sera, quando ci siamo incontrati, era un po' costretta e mostrava tutti i segni di una\nsegni di una lotta interiore. Io stesso ho pensato che avesse fatto un\nviolento nel primo momento in cui ha potuto farlo. Pochi minuti\npochi minuti, tuttavia, le permisero di avere il completo controllo di s\u00e9; poi, facendo cenno al marito di sedersi accanto a lei\nmarito di sedersi accanto a lei sul divano dove era semisdraiata,\nfece avvicinare gli altri alle sedie. Prendendo la mano del marito\nnella sua, cominci\u00f2: --\n\n Siamo tutti qui insieme in libert\u00e0, forse per l'ultima volta! Lo so,\nso che sarai sempre con me fino alla fine.  Questo era rivolto\nmarito, la cui mano, come si vedeva, si era stretta sulla sua.  Al mattino\nmattina usciamo per il nostro compito e solo Dio sa cosa pu\u00f2 riservarci.\nin serbo per ognuno di noi. Sarete cos\u00ec buoni con me da portarmi con voi.\ncon voi. So che tutto ci\u00f2 che uomini coraggiosi e sinceri possono fare per una povera e debole donna.\ndonna, la cui anima forse \u00e8 perduta - no, no, non ancora, ma \u00e8 in ogni caso\nin gioco, voi lo farete. Ma dovete ricordare che io non sono come voi.\nC'\u00e8 un veleno nel mio sangue, nella mia anima, che pu\u00f2 distruggermi; che deve distruggermi, a meno che non arrivi qualche sollievo.\ndeve distruggermi, a meno che non ci sia qualche sollievo. Oh, amici miei, voi sapete\nsapete bene quanto me che la mia anima \u00e8 in pericolo; e anche se so che c'\u00e8 una sola via d'uscita per me, voi\nuna via d'uscita per me, voi non dovete e io non devo prenderla!  Guard\u00f2\ncon sguardo accorato a tutti noi, a turno, cominciando e finendo con suo marito.\n\n Che cos'\u00e8 quella strada? ha chiesto Van Helsing con voce roca.  Qual \u00e8 quella\nstrada, che non dobbiamo... non possiamo... prendere?\n\n Che io possa morire ora, o per mano mia o per mano di un altro, prima che\nche il male maggiore si compia del tutto. Io so, e voi sapete, che se io fossi morto\nmorto, voi potreste e liberereste il mio spirito immortale, come avete fatto con la mia povera Lucy.\nSe la morte, o la paura della morte, fosse l'unica cosa che mi ostacolava, non avrei mai\nche si frapponeva, non mi sarei sottratta a morire qui, ora, in mezzo agli amici che mi amano.\namici che mi amano. Ma la morte non \u00e8 tutto. Non posso credere che morire\nin questo caso, quando c'\u00e8 una speranza davanti a noi e un compito amaro da svolgere, sia la volont\u00e0 di Dio.\nda svolgere, sia la volont\u00e0 di Dio. Perci\u00f2, da parte mia, rinuncio qui alla certezza del riposo\ncertezza del riposo eterno, e vado nel buio dove possono essere le\ncose pi\u00f9 nere che il mondo o l'oltretomba ci riserva!  Eravamo tutti\nsilenzio, perch\u00e9 sapevamo istintivamente che questo era solo un preludio. I volti degli altri erano\nvolti degli altri erano imbambolati e quello di Harker diventava grigio cenere; forse aveva intuito meglio di tutti noi cosa\nforse aveva intuito meglio di tutti noi cosa stava per accadere. Lei continu\u00f2:--\n\n Questo \u00e8 ci\u00f2 che posso dare all'hotch-pot.  Non ho potuto fare a meno di notare la\npittoresca frase legale che usava in un luogo del genere, e con tutta\nseriet\u00e0.  Che cosa darete ciascuno di voi? Le vostre vite, lo so, prosegu\u00ec\nche \u00e8 facile per gli uomini coraggiosi. Le vostre vite sono di Dio e potete\nDio e potete restituirle a Lui; ma cosa darete a me?  La donna guard\u00f2\ndi nuovo in modo interrogativo, ma questa volta evit\u00f2 il volto del marito. Quincey\nsembrava capire; annu\u00ec e il volto di lei si illumin\u00f2.  Allora ti dir\u00f2\nchiaramente ci\u00f2 che voglio, perch\u00e9 non ci devono essere dubbi su questo\ntra di noi. Dovete promettermi, tutti quanti - anche voi,\nmio amato marito - che, se dovesse arrivare il momento, mi ucciderete.\n\n Che ora \u00e8?  La voce era quella di Quincey, ma era bassa e\nsforzata.\n\n Quando sarete convinti che sono cos\u00ec cambiato che \u00e8 meglio che io muoia\nmorire piuttosto che vivere. Quando sar\u00f2 cos\u00ec morto nella carne, allora voi,\nsenza indugio, mi conficcherete un paletto e mi taglierete la testa;\no farete qualsiasi altra cosa per darmi pace!\n\nQuincey fu il primo ad alzarsi dopo la pausa. Si inginocchi\u00f2 davanti a lei\ne prendendole la mano tra le sue disse solennemente: --\n\n Sono solo un tipo rozzo, che forse non ha vissuto come un uomo dovrebbe per\nper ottenere una tale onorificenza, ma vi giuro su tutto ci\u00f2 che ritengo sacro e caro che, se mai dovesse arrivare il momento, non mi sottrarr\u00f2 al dovere.\nche, se mai dovesse arrivare il momento, non mi tirer\u00f2 indietro di fronte al dovere\nche ci avete assegnato. E vi prometto anche che far\u00f2 tutto con certezza, perch\u00e9 se ho solo dei dubbi\ncerto, perch\u00e9 se sono solo dubbioso, prender\u00f2 atto che il momento \u00e8\ngiunto!\n\n Il mio vero amico! fu tutto ci\u00f2 che riusc\u00ec a dire tra le lacrime che cadevano velocemente, mentre,\nchinandosi, gli baci\u00f2 la mano.\n\n Lo giuro, mia cara Madam Mina! ha detto Van Helsing.\n\n E io! disse Lord Godalming, inginocchiandosi ciascuno a turno davanti a lei per\ngiuramento. Io stesso l'ho seguita. Poi il marito si volt\u00f2 verso di lei\ncon gli occhi spenti e con un pallore verdastro che sminuiva il bianco candido dei suoi capelli, e chiese\ncapelli, e chiese\n\n E devo fare anch'io una simile promessa, o moglie mia?\n\n Anche tu, mia cara, disse, con un infinito desiderio di piet\u00e0 nella voce e negli occhi.\nvoce e negli occhi.  Non devi tirarti indietro. Sei la pi\u00f9 vicina e la pi\u00f9 cara e\ntutto il mondo per me; le nostre anime sono unite, per tutta la vita e per tutto il tempo.\ntempo. Pensa, cara, che ci sono state volte in cui uomini coraggiosi hanno ucciso\nle loro mogli e le loro donne per evitare che cadessero nelle mani del nemico.\nmani del nemico. Le loro mani non hanno vacillato pi\u00f9 di tanto perch\u00e9\nle persone che amavano li imploravano di ucciderle. \u00c8 dovere degli uomini\nverso coloro che amano, in questi momenti di dura prova! E oh, mia\nmia cara, se devo incontrare la morte per mano di qualcuno, che sia per mano di colui che mi ama di pi\u00f9.\nla mano di colui che mi ama di pi\u00f9. Dottor Van Helsing, non ho dimenticato\nnon ho dimenticato la vostra misericordia nel caso della povera Lucy nei confronti di colui che amava...\ncon un rossore volante, e cambi\u00f2 la frase - a colui che aveva il miglior diritto\ndi darle pace. Se quel momento si ripresenter\u00e0, mi aspetto che voi lo rendiate\nche sia stata la sua mano amorevole a liberarmi da un'orribile\nche mi ha liberata dalla terribile morsa che mi opprimeva.\n\n Ancora una volta lo giuro!\", disse la voce risonante del professore. La signora Harker\nHarker sorrise, sorrise decisamente, mentre con un sospiro di sollievo si appoggi\u00f2 allo schienale e disse\ndisse:--\n\n E ora una parola di avvertimento, un avvertimento che non dovete mai dimenticare:\nquesto momento, se mai arriver\u00e0, potrebbe giungere in modo rapido e inaspettato, e in questo\ncaso non dovete perdere tempo a sfruttare la vostra opportunit\u00e0. In quel momento\nmomento io stesso potrei essere - anzi, se mai verr\u00e0 il momento, _sar\u00f2_ - alleato con il vostro nemico contro di voi.\ncon il vostro nemico contro di voi.\n\n Un'altra richiesta, che divenne molto solenne mentre lo diceva, non \u00e8\nvitale e necessaria come l'altra, ma voglio che facciate una cosa per\nuna cosa per me, se volete.  Tutti acconsentirono, ma nessuno parl\u00f2; non c'era bisogno di parlare.\ndi parlare:--\n\n Voglio che tu legga il servizio funebre.  Fu interrotta da un profondo\nun profondo gemito del marito; prese la mano di lui nella sua, la strinse sul cuore e continu\u00f2\ncuore e continu\u00f2:  Un giorno dovrai leggerlo su di me. Qualunque sia\ndi questo spaventoso stato di cose, sar\u00e0 un dolce pensiero per tutti o alcuni di noi.\npensiero per tutti o per alcuni di noi. Tu, mia carissima, spero che la leggerai, perch\u00e9\nperch\u00e9 allora sar\u00e0 nella tua voce nella mia memoria per sempre - qualunque cosa accada!\n\n Ma oh, mia cara, ha implorato, la morte \u00e8 lontana da te.\n\n No, disse lei, alzando una mano di avvertimento.  Sono pi\u00f9 vicino alla morte in questo\nin questo momento che se il peso di una tomba terrena gravasse su di me!\n\n Oh, moglie mia, devo leggerlo? disse, prima di iniziare.\n\n Mi consolerebbe, marito mio! fu tutto ci\u00f2 che lei disse; e lui inizi\u00f2 a leggere quando lei ebbe preparato il libro.\nleggere quando lei ebbe preparato il libro.\n\n Come posso raccontare quella strana scena, la sua solennit\u00e0, la sua cupezza, la sua tristezza, il suo orrore.\nsolennit\u00e0, la sua cupezza, la sua tristezza, il suo orrore e, allo stesso tempo, la sua dolcezza.\ndolcezza. Persino uno scettico, che non vede altro che una parodia di amara verit\u00e0 in tutto ci\u00f2 che \u00e8 sacro o emotivo\nverit\u00e0 amara in tutto ci\u00f2 che \u00e8 sacro o emozionante, si sarebbe sciolto il cuore\nse avesse visto quel piccolo gruppo di amici affettuosi e devoti inginocchiarsi\nintorno a quella donna colpita e addolorata; o se avesse sentito la tenera passione della voce del marito, come\ndel marito, mentre con toni cos\u00ec rotti dall'emozione, che spesso doveva fare una pausa, leggeva le parole del marito\ndi commozione da dover fare una pausa, leggeva il semplice e bellissimo servizio della sepoltura dei morti.\ndei morti. Io... io non posso andare avanti... le parole... e... la voce... non mi aiuta!\n\n       * * * * *\n\nIl suo istinto le dava ragione. Per quanto tutto ci\u00f2 fosse strano, per quanto bizzarro possa sembrare in futuro\nper quanto bizzarro possa apparire in futuro anche a noi che in quel momento ne sentivamo la potente influenza, ci confort\u00f2 molto.\nci confort\u00f2 molto; e il silenzio, che mostrava l'imminente ricaduta di Mrs.\nHarker, non sembr\u00f2 a nessuno di noi cos\u00ec pieno di disperazione come avevamo temuto.\ndi disperazione come avevamo temuto.\n\n\nIl diario di Jonathan Harker.\n\n_15 ottobre, Varna._-- Abbiamo lasciato Charing Cross la mattina del 12,\nParigi la sera stessa e abbiamo preso i posti assicurati nell'Orient Express.\nOrient Express. Abbiamo viaggiato giorno e notte, arrivando qui alle cinque circa.\ndi pomeriggio. Lord Godalming \u00e8 andato al Consolato per vedere se era arrivato un telegramma per lui, mentre il resto dei membri del Consiglio di Stato\nper lui, mentre il resto di noi \u00e8 andato in questo hotel, l'Odessus.\nOdessus.  Il viaggio pu\u00f2 aver avuto degli inconvenienti; tuttavia, ero troppo impaziente di andare avanti per\ntroppo impaziente di andare avanti, per preoccuparmi di loro. Fino a quando la _Czarina Catherine_ non arriver\u00e0 in\nnon ci sar\u00e0 alcun interesse per me in tutto il mondo.\nGrazie a Dio! Mina sta bene e sembra che stia diventando pi\u00f9 forte; il suo colorito sta\nsta tornando. Dorme molto; durante il viaggio ha dormito quasi sempre.\nquasi tutto il tempo. Prima dell'alba e del tramonto, per\u00f2, \u00e8 molto sveglia e vigile.\nsveglia e vigile; e per Van Helsing \u00e8 diventata un'abitudine ipnotizzarla in quei momenti.\nVan Helsing di ipnotizzarla in questi momenti. All'inizio \u00e8 stato necessario un certo sforzo e ha dovuto\ndi fare molti passaggi, ma ora la ragazza sembra cedere subito, come per\ncome per abitudine e non c'\u00e8 bisogno di alcuna azione. Sembra che lui abbia il potere, in questi\nin questi momenti particolari di volere semplicemente, e i suoi pensieri gli obbediscono. Lui\nle chiede sempre cosa vede e cosa sente. Lei risponde al primo: ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------\n\n Niente; tutto \u00e8 buio.  E al secondo: --\n\n Sento lo sciabordio delle onde contro la nave e l'acqua che scorre\nvicino. La tela e le corde si tendono e gli alberi e i pennoni scricchiolano. Il vento \u00e8\nIl vento \u00e8 forte, lo sento nelle sartie, e la prua getta indietro la schiuma.\n\u00c8 evidente che la _Czarina Catherine_ \u00e8 ancora in mare, affrettando il suo cammino verso Varna.\nverso Varna. Lord Godalming \u00e8 appena tornato. Ha ricevuto quattro\ntelegrammi, uno al giorno da quando siamo partiti, e tutti con lo stesso effetto:\nche la _Czarina Catherine_ non \u00e8 stata segnalata ai Lloyd's da nessun luogo.\nda nessuna parte. Prima di partire da Londra aveva deciso che il suo agente avrebbe dovuto\nche il suo agente gli inviasse ogni giorno un telegramma in cui diceva se la nave era stata segnalata. Egli\nanche se la nave non fosse stata segnalata, in modo da essere sicuro che la nave fosse sorvegliata.\nche all'altro capo del filo ci fosse una guardia.\n\nAbbiamo cenato e siamo andati a letto presto. Domani dobbiamo vedere il\nVice-Console, e per organizzare, se possibile, l'imbarco sulla nave\nnon appena arriver\u00e0. Van Helsing dice che la nostra possibilit\u00e0 sar\u00e0 quella di salire sulla\nsulla nave tra l'alba e il tramonto. Il Conte, anche se assumesse le\nforma di pipistrello, non pu\u00f2 attraversare l'acqua corrente di sua spontanea volont\u00e0, e quindi\ne quindi non pu\u00f2 lasciare la nave. Poich\u00e9 non osa assumere le sembianze di un uomo senza che\nsospetto - cosa che evidentemente vuole evitare - deve rimanere nella\nscatola. Se poi riusciamo a salire a bordo dopo l'alba, \u00e8 alla nostra merc\u00e9;\nperch\u00e9 potremo aprire la scatola e assicurarci di lui, come abbiamo fatto con la povera Lucy,\nprima che si svegli. La piet\u00e0 che otterr\u00e0 da noi non conter\u00e0 molto.\nmolto. Pensiamo che non avremo molti problemi con gli ufficiali o i marinai.\nmarinai. Grazie a Dio, questo \u00e8 il paese in cui la corruzione pu\u00f2 fare tutto,\ne noi siamo ben forniti di denaro. Dobbiamo solo assicurarci che la\nche la nave non possa entrare in porto tra il tramonto e l'alba senza essere\nsenza essere avvertiti, e saremo al sicuro. Il giudice Moneybag risolver\u00e0 il caso, credo!\ncredo!\n\n       * * * * *\n\n16 ottobre._--Il resoconto di Mina \u00e8 sempre lo stesso: onde che lambiscono e acqua impetuosa, buio e venti favorevoli.\nacqua, oscurit\u00e0 e venti favorevoli. Siamo evidentemente in tempo, e\nquando avremo notizie della _Czarina Catherine_ saremo pronti. Poich\u00e9 deve\npassare i Dardanelli siamo sicuri di avere qualche notizia.\n\n       * * * * *\n\n17 ottobre._--Ora tutto \u00e8 abbastanza ben sistemato, credo, per accogliere\nil Conte al ritorno dal suo viaggio. Godalming ha detto agli spedizionieri che\nche pensava che la scatola inviata a bordo potesse contenere qualcosa di rubato a\nun suo amico, e ha ottenuto un mezzo consenso ad aprirla a suo rischio e pericolo.\nrischio. Il proprietario gli diede un documento in cui diceva al capitano di dargli tutte le agevolazioni del caso a bordo.\ndi concedergli tutte le agevolazioni del caso a bordo della nave, e un'autorizzazione analoga al suo agente a Varna.\nun'autorizzazione simile al suo agente a Varna. Abbiamo visto l'agente, che\nGodalming, che \u00e8 rimasto molto colpito dalla sua gentilezza nei suoi confronti.\nsiamo tutti soddisfatti che qualsiasi cosa possa fare per soddisfare i nostri desideri sar\u00e0 fatta. Abbiamo\nabbiamo gi\u00e0 organizzato cosa fare nel caso in cui la scatola venga aperta. Se il\nSe il Conte \u00e8 l\u00ec, Van Helsing e Seward gli taglieranno subito la testa e gli conficcheranno un paletto nel cuore.\ne gli conficcheranno un paletto nel cuore. Morris, Godalming e io impediremo le interferenze, anche\nimpediremo l'interferenza, anche se dovessimo usare le armi che avremo\npronte. Il professore dice che se riusciamo a trattare cos\u00ec il corpo del conte,\nil corpo del conte si ridurr\u00e0 subito in polvere. In tal caso non ci sarebbero prove contro di noi\nprove contro di noi, nel caso in cui venissero sospettati di omicidio. Ma\nMa anche se non fosse cos\u00ec, noi dovremmo essere in piedi o in disgrazia per il nostro gesto e forse\nun giorno questo stesso copione potrebbe essere una prova che si frappone tra qualcuno di noi e una corda.\nuna corda. Per quanto mi riguarda, accetterei l'occasione solo con gratitudine se dovesse\nse dovesse verificarsi. Intendiamo non lasciare nulla di intentato per portare a termine i nostri\nintenzione. Abbiamo concordato con alcuni funzionari che nell'istante in cui la _Czarina Catherine_ sar\u00e0 avvistata, saremo informati.\nzarina Catherine_ venga avvistata, saremo informati da un messaggero speciale.\nmessaggero speciale.\n\n       * * * * *\n\n_24 ottobre._--Un'intera settimana di attesa. Telegrammi quotidiani a Godalming,\nma sempre la stessa storia:  Non ancora comunicato.  La risposta ipnotica di Mina al mattino e alla sera\nMina risponde in modo ipnotico: sciabordio di onde, scrosci d'acqua e scricchiolii di alberi.\nalberi.\n\nTelegramma, 24 ottobre.\n\n_Rufus Smith, Lloyd s, Londra, a Lord Godalming, a cura di S.B.M.\nVice-Console, Varna._\n\n La _Czarina Catherine_ ha riferito questa mattina dai Dardanelli.\n\n\nDiario del dottor Seward.\n\n_25 ottobre._--Quanto mi manca il mio fonografo! Scrivere un diario con una penna \u00e8\n\u00e8 fastidioso per me, ma Van Helsing dice che devo farlo. Eravamo tutti eccitati ieri quando Godalming ha ricevuto il telegramma\neccitazione ieri, quando Godalming ha ricevuto il telegramma da Lloyd s.\nora so cosa provano gli uomini in battaglia quando si sente la chiamata all'azione. Mrs.\nHarker, l'unica del nostro gruppo, non ha mostrato alcun segno di emozione. Dopo tutto\nDopo tutto, non \u00e8 strano che non l'abbia fatto, perch\u00e9 ci siamo preoccupati di non farle sapere nulla.\ndi non farle sapere nulla, e tutti noi cercammo di non mostrare alcuna\neccitazione quando eravamo in sua presenza. In passato, sono sicuro che se ne sarebbe accorta, per quanto\nsono sicuro che se ne sarebbe accorta, per quanto avessimo cercato di nasconderlo, ma\nin questo modo \u00e8 molto cambiata nelle ultime tre settimane. La\nletargia cresce su di lei, e anche se sembra forte e in forma, e sta\ne stia riprendendo un po' di colore, Van Helsing e io non siamo soddisfatti. Parliamo\nparliamo spesso di lei, ma non abbiamo detto una parola agli altri. Sarebbe\nSe sapesse che abbiamo anche solo un sospetto sull'argomento, spezzerebbe il cuore del povero Harker, e sicuramente i suoi nervi.\nche abbiamo anche solo un sospetto sull'argomento. Van Helsing ha esaminato, mi ha detto,\ni suoi denti con molta attenzione, mentre lei \u00e8 in stato ipnotico, poich\u00e9\ndice che finch\u00e9 non iniziano ad affilarsi non c'\u00e8 alcun pericolo attivo di\npericolo di un cambiamento in lei. Se questo cambiamento dovesse avvenire, sarebbe\nnecessario prendere provvedimenti! Sappiamo entrambi quali sarebbero i passi da fare\nessere, anche se non ci diciamo i nostri pensieri. Non dovremmo\nnessuno di noi due si sottrae al compito, per quanto sia terribile da contemplare.\n Eutanasia \u00e8 una parola eccellente e confortante! Sono grato a\nchi l'ha inventata.\n\nLa navigazione dai Dardanelli fino a qui \u00e8 di circa 24 ore, alla velocit\u00e0 con cui la\nvelocit\u00e0 con cui la _Czarina Catherine_ \u00e8 arrivata da Londra. Dovrebbe quindi\ndovrebbe arrivare in mattinata, ma poich\u00e9 non \u00e8 possibile che arrivi\nprima di allora, siamo tutti in procinto di ritirarci presto. Ci alzeremo all'una\nper essere pronti.\n\n       * * * * *\n\n25 ottobre, mezzogiorno - Ancora nessuna notizia dell'arrivo della nave. Il rapporto ipnotico della signora Harker\nHarker stamattina era uguale al solito, quindi \u00e8 possibile che\n\u00e8 possibile che si abbiano notizie da un momento all'altro. Noi uomini siamo tutti in fibrillazione, tranne Harker.\neccitazione, tranne Harker, che \u00e8 tranquillo; le sue mani sono fredde come il ghiaccio, e\nun'ora fa l'ho trovato che affilava la lama del grande coltello Ghoorka\nche ora porta sempre con s\u00e9. Sar\u00e0 un brutto colpo per il\nConte se la lama di quel Kukri dovesse mai sfiorargli la gola, guidata da quella\nquella mano severa e gelida!\n\nOggi Van Helsing e io eravamo un po' allarmati per la signora Harker. Verso\nmezzogiorno \u00e8 entrata in una sorta di letargia che non ci \u00e8 piaciuta; anche se abbiamo taciuto agli altri, non ne siamo stati felici.\nsilenzio con gli altri, nessuno di noi ne era felice. Lei\nera stata irrequieta per tutta la mattina, tanto che all'inizio eravamo contenti di sapere che\nche stesse dormendo. Quando, per\u00f2, il marito accenn\u00f2 casualmente\nche dormiva cos\u00ec profondamente da non poterla svegliare, andammo in camera sua per vedere con i nostri occhi.\ncamera sua per vedere con i nostri occhi. Respirava in modo naturale e sembrava cos\u00ec\nche abbiamo convenuto che il sonno era meglio per lei di qualsiasi altra cosa.\nqualsiasi altra cosa. Povera ragazza, ha cos\u00ec tante cose da dimenticare che non c'\u00e8 da stupirsi se il sonno, se porta l'oblio\nche il sonno, se le porta l'oblio, le fa bene.\n\n       * * * * *\n\nLa nostra opinione era giustificata, perch\u00e9 quando, dopo un sonno ristoratore di qualche ora, si svegli\u00f2.\ndi qualche ora si svegli\u00f2, sembrava pi\u00f9 luminosa e in forma di quanto non lo fosse da\ngiorni. Al tramonto fece il solito rapporto ipnotico. Ovunque si trovi\nnel Mar Nero, il Conte si sta affrettando verso la sua destinazione. Alla\ndestino, spero!\n\n       * * * * *\n\n26 ottobre - Un altro giorno e nessuna notizia della zarina Caterina.\nDovrebbe essere gi\u00e0 qui. Che sia ancora in viaggio da qualche parte \u00e8 evidente.\n\u00e8 evidente, perch\u00e9 il rapporto ipnotico della signora Harker al sorgere del sole era sempre lo stesso.\nstesso. \u00c8 possibile che il vascello sia in sosta, a volte, per la nebbia;\nAlcuni piroscafi arrivati ieri sera hanno segnalato chiazze di nebbia sia a nord che a sud del porto.\nsia a nord che a sud del porto. Dobbiamo continuare a sorvegliare, perch\u00e9\nla nave potrebbe essere segnalata da un momento all'altro.\n\n       * * * * *\n\n_27 ottobre, mezzogiorno._--Molto strano; ancora nessuna notizia della nave che aspettiamo.\nLa signora Harker ha riferito ieri sera e stamattina come al solito: sciabordio di onde e scrosci d'acqua.\nonde e acqua scrosciante, anche se ha aggiunto che le onde erano molto\ndeboli.  I telegrammi da Londra sono stati gli stessi: nessun ulteriore\nrapporto.  Van Helsing \u00e8 terribilmente ansioso e mi ha detto poco fa che teme che il Conte ci stia sfuggendo.\nteme che il Conte ci stia sfuggendo. Ha aggiunto significativamente:--\n\n Non mi \u00e8 piaciuta la letargia di Madam Mina s. Le anime e i ricordi possono fare strane cose durante la trance.\nstrane cose durante la trance.  Stavo per chiedergli di pi\u00f9, ma entr\u00f2 Harker e mi tese una mano.\nentr\u00f2 in quel momento e mi tese una mano di avvertimento. Dobbiamo provare questa sera\nal tramonto a farla parlare pi\u00f9 diffusamente quando \u00e8 in stato ipnotico.\n\n       * * * * *\n\n     _28 ottobre._--Telegramma. Rufus Smith, Londra, a Lord Godalming,\n     cura di S.B.M. Vice Console, Varna.\n\n      La zarina Catherine ha riferito di essere entrata a Galatz all'una di notte.\n     di oggi.\n\n\nDiario del dottor Seward.\n\n_28 ottobre._--Quando \u00e8 arrivato il telegramma che annunciava l'arrivo a Galatz, non credo che sia stato uno shock per nessuno di noi come potrebbe essere.\nnon credo che per nessuno di noi sia stato uno shock come si sarebbe potuto\nprevisto. \u00c8 vero, non sapevamo n\u00e9 da dove, n\u00e9 come, n\u00e9 quando sarebbe arrivato il bullone.\nma credo che tutti ci aspettassimo che sarebbe successo qualcosa di strano.\nIl ritardo nell'arrivo a Varna ci ha fatto capire individualmente che le cose\nche le cose non sarebbero andate come ci aspettavamo; aspettavamo solo di sapere dove sarebbe avvenuto il cambiamento.\ncambiamento. Tuttavia, non \u00e8 stata una sorpresa. Suppongo\nche la natura lavori su una base di speranza tale da indurci a credere contro di noi che le cose\nche le cose saranno come dovrebbero essere, non come dovremmo sapere che saranno.\nche saranno. Il trascendentalismo \u00e8 un faro per gli angeli, anche se\nper gli angeli, anche se per l'uomo \u00e8 un testamento. \u00c8 stata un'esperienza strana e tutti l'abbiamo\nl'abbiamo presa in modo diverso. Van Helsing ha alzato per un attimo la mano sopra la testa, come per\nper un attimo, come per protestare con l'Onnipotente; ma non ha detto una parola e in pochi secondi si \u00e8 rialzato.\nparola, e in pochi secondi si \u00e8 alzato in piedi con il volto severo. Lord\nGodalming divenne molto pallido e si sedette respirando pesantemente. Io stesso ero mezzo\nstordito e guardavo meravigliato uno dopo l'altro. Quincey Morris\nsi strinse la cintura con quel movimento rapido che conoscevo cos\u00ec bene; nei nostri vecchi tempi di vagabondaggio significava\nvecchi tempi di vagabondaggio significava azione.  La signora Harker divent\u00f2 terribilmente bianca, cos\u00ec\nche la cicatrice sulla fronte sembrava bruciare, ma pieg\u00f2 le mani docilmente\ndocilmente e guard\u00f2 in alto in preghiera. Harker sorrise, sorrise davvero, con il sorriso\nsorriso cupo e amaro di chi \u00e8 senza speranza; ma allo stesso tempo la sua azione smentiva le sue parole, perch\u00e9 il suo sguardo era\nsment\u00ec le sue parole, poich\u00e9 le sue mani cercarono istintivamente l'elsa del\ndel grande coltello Kukri e vi si posarono.  Quando partir\u00e0 il prossimo treno\nper Galatz? ha detto Van Helsing a noi tutti.\n\n Alle 6:30 di domani mattina!  Siamo tutti partiti, perch\u00e9 la risposta \u00e8 arrivata dalla\nSignora Harker.\n\n Come diavolo fai a saperlo? disse Art.\n\n Dimenticate - o forse non lo sapete, anche se Jonathan lo sa e lo sa anche il dottor Van Helsing - che io sono il demone del treno.\nil dottor Van Helsing, che sono io il demone del treno. A casa, a Exeter, ero solito\nsempre inventato gli orari, in modo da essere utile a mio marito.\nmarito. L'ho trovato cos\u00ec utile a volte, che ora studio sempre gli orari.\norari. Sapevo che se ci avessero portato al castello di\nDracula saremmo dovuti passare da Galatz, o comunque da Bucarest, quindi ho imparato a conoscere gli orari con\nquindi ho studiato gli orari con molta attenzione. Purtroppo non ce ne sono molti da imparare,\nperch\u00e9 l'unico treno di domani parte come ho detto.\n\n Donna meravigliosa! mormor\u00f2 il professore.\n\n Non possiamo avere uno speciale? ha chiesto Lord Godalming. Van Helsing ha scosso la\ntesta:  Non temo. Questa terra \u00e8 molto diversa dalla vostra o dalla mia; anche se avessimo uno speciale\nanche se avessimo uno speciale, probabilmente non arriverebbe cos\u00ec presto come il nostro\ntreno normale. Inoltre, abbiamo qualcosa da preparare. Dobbiamo pensare.\nOra organizziamoci. Tu, amico Arthur, vai al treno a prendere i biglietti e fai in modo che tutto sia pronto\nbiglietti e fai in modo che tutto sia pronto per la partenza del mattino. Tu, amico Jonathan\namico Jonathan, vai dall'agente della nave e ottieni da lui\nlettere all'agente di Galatz, con l'autorit\u00e0 di far perquisire la nave\nproprio come \u00e8 avvenuto qui. Morris Quincey, vai dal viceconsole e fatti aiutare dal suo collega di Galatz.\ne si faccia aiutare dal suo collega di Galatz e faccia tutto il possibile per renderci la strada pi\u00f9 agevole, in modo da non perdere tempo.\nin modo che non si perda tempo quando si passa il Danubio. John rester\u00e0\ncon Madam Mina e me, e ci consulteremo. Perch\u00e9 se il tempo \u00e8 lungo, potreste\nSe il tempo \u00e8 lungo, potreste subire un ritardo; e non importa quando il sole tramonta, perch\u00e9 sono qui con la signora\ncon la signora per fare rapporto.\n\n E io, disse la signora Harker in modo brillante e pi\u00f9 simile alla sua vecchia persona di quanto\ndi quanto non fosse stata per molti lunghi giorni, cercher\u00f2 di essere utile in tutti i modi, e\npenser\u00f2 e scriver\u00f2 per voi come facevo una volta. Qualcosa si sta spostando\nqualcosa si sta spostando da me in qualche strano modo e mi sento pi\u00f9 libera di quanto non sia stata negli ultimi tempi!\nI tre uomini pi\u00f9 giovani sembrarono pi\u00f9 felici in quel momento, perch\u00e9 sembravano\nsignificato delle sue parole; ma Van Helsing e io, voltandoci l'uno verso l'altro, ci siamo trovati di fronte a una\nl'uno verso l'altro, abbiamo incrociato uno sguardo grave e preoccupato. Non abbiamo detto nulla in quel\nmomento, tuttavia, non abbiamo detto nulla.\n\nQuando i tre uomini sono usciti per svolgere i loro compiti Van Helsing ha chiesto a Mrs.\nHarker di consultare la copia dei diari e di trovargli la parte del diario di Harker al Castello.\nHarker al castello. Lei \u00e8 andata a prenderla; quando la porta si \u00e8 chiusa su di lei, mi ha detto\nchiusa su di lei, egli mi ha detto: --\n\n Noi intendiamo la stessa cosa, parlate!\n\n C'\u00e8 un cambiamento. \u00c8 una speranza che mi fa star male, perch\u00e9 pu\u00f2\ningannarci.\n\n Proprio cos\u00ec. Sa perch\u00e9 le ho chiesto di prendere il manoscritto?\n\n No! dissi io, a meno che non fosse per avere l'opportunit\u00e0 di vedermi da solo.\n\n In parte hai ragione, amico John, ma solo in parte. Voglio dirvi\nuna cosa. E oh, amico mio, sto correndo un grande - un terribile - rischio;\nma credo che sia giusto. Nel momento in cui Madam Mina ha detto quelle parole che\nparole che hanno bloccato la comprensione di entrambi, mi \u00e8 venuta un'ispirazione. Nella\ntrance di tre giorni fa il Conte le ha inviato il suo spirito per leggerle la mente.\nmente; o pi\u00f9 che altro l'ha portata a vederlo nella sua scatola di terra nella nave\ncon l'acqua che scorre, proprio come si libera al sorgere e al tramontare del sole. Ha imparato\nche noi siamo qui; perch\u00e9 lei ha pi\u00f9 cose da raccontare nella sua vita aperta con\nocchi per vedere e orecchie per sentire che lui, chiuso com'\u00e8 nella sua bara.\nOra fa il massimo sforzo per sfuggirci. Al momento non la vuole.\n\n Egli \u00e8 sicuro, con la sua grande conoscenza, che lei verr\u00e0 al suo richiamo;\nma la taglia fuori, la toglie, come pu\u00f2 fare, dal suo potere, perch\u00e9\nin modo che lei non venga da lui. Ah! Ho la speranza che i nostri cervelli di uomo che\nsono stati dell'uomo cos\u00ec a lungo e che non hanno perso la grazia di Dio, si\ndi quello del bambino che giace nella sua tomba da secoli,\nche non crescono ancora fino alla nostra statura, e che fanno solo un lavoro egoistico e\negoistico e quindi piccolo. Arriva la signora Mina; non una parola sul suo stato di trance!\nNon lo sa; e la travolgerebbe e la farebbe disperare proprio nel momento in cui\nsperanza, tutto il suo coraggio; quando pi\u00f9 di tutto vorremmo tutto il suo grande cervello\ncervello che \u00e8 allenato come quello di un uomo, ma \u00e8 di una dolce donna e ha un potere speciale che il conte le ha dato.\nun potere speciale che il Conte le ha dato e che forse non le toglier\u00e0 del tutto.\nanche se non lo pensa. Silenzio! Lasciatemi parlare e imparerete.\nimparerai. Oh, John, amico mio, siamo in una situazione terribile. Ho paura, come non ho mai\ntemuto prima. Possiamo solo confidare nel buon Dio. Silenzio! Ecco che arriva!\n\nHo pensato che il professore stesse per crollare e avere una crisi isterica,\ncome quando era morta Lucy, ma con un grande sforzo si controll\u00f2 ed era in perfetto equilibrio nervoso quando la signora Harker\ne rimase in perfetto equilibrio nervoso quando la signora Harker entr\u00f2 nella\nquando la signora Harker entr\u00f2 nella stanza, dall'aspetto luminoso e felice e, nel fare il lavoro, sembrava\ndimenticando la sua miseria. Appena entrata, ha consegnato a Van Helsing alcuni fogli di\ndattiloscritti a Van Helsing. Lui li ha esaminati con attenzione, il suo volto\nilluminato mentre leggeva. Poi, tenendo le pagine tra il dito e il pollice, ha detto\npollice ha detto:--\n\n Amico John, a te che hai gi\u00e0 tanta esperienza - e anche a te,\ncara Madam Mina, che siete giovane, ecco una lezione: non temete mai di\npensare. Un mezzo pensiero ha ronzato spesso nel mio cervello, ma ho paura di\ndi fargli aprire le ali. Ora, con una maggiore conoscenza, torno indietro a\nda dove \u00e8 venuto quel mezzo pensiero e scopro che non \u00e8 affatto un mezzo pensiero\n\u00e8 un pensiero completo, anche se \u00e8 cos\u00ec giovane che non \u00e8 ancora forte\nforte per usare le sue piccole ali. Anzi, come la Brutta Anatra del mio amico Hans Andersen, non \u00e8 un pensiero intero.\nHans Andersen, non \u00e8 affatto un'anatra-pensiero, ma un grande pensiero-cigno che\nnaviga nobilmente su grandi ali, quando arriva il momento di provarle. Vedi io\nleggere qui ci\u00f2 che Jonathan ha scritto:--\n\n Quell'altro della sua razza che, in un'epoca successiva, pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, port\u00f2 le sue forze oltre il Grande Fiume nella Terra dei Tacchini; che, quando era in et\u00e0 avanzata, port\u00f2\nle sue forze oltre il Grande Fiume nella Terra dei Tacchini; che, quando fu sconfitto, torn\u00f2 di nuovo, e di nuovo, e di nuovo ancora, anche se dovette venire\nbattuto, torn\u00f2 di nuovo, e di nuovo, e di nuovo, anche se dovette venire da solo dal campo insanguinato dove le sue truppe erano state massacrate.\ndal campo insanguinato dove le sue truppe venivano massacrate,\npoich\u00e9 sapeva che solo lui avrebbe potuto trionfare.\n\n Cosa ci dice questo? Non molto? No! Il pensiero infantile del conte non vede\nnulla; perci\u00f2 parla cos\u00ec liberamente. Il vostro pensiero-uomo non vede nulla; il mio\npensiero-uomo non vede nulla, fino a questo momento. No! Ma arriva un'altra parola\nda una che parla senza pensare, perch\u00e9 anche lei non sa che cosa\ncosa significhi, cosa possa significare. Cos\u00ec come ci sono elementi che riposano,\neppure quando nel corso della natura si muovono sulla loro strada e si toccano - e poi\npouf! e arriva un lampo di luce, in cielo, che acceca, uccide e distrugge alcuni.\ne distruggono alcuni, ma che fa vedere tutta la terra sottostante per leghe e leghe.\nleghe. Non \u00e8 cos\u00ec? Ebbene, vi spiegher\u00f2. Per cominciare, avete mai\nstudiato la filosofia del crimine?  S\u00ec e no. Tu, John, s\u00ec; perch\u00e9 \u00e8\nuno studio sulla follia. Voi, no, Madam Mina; perch\u00e9 il crimine non vi tocca... non\nsolo una volta. Tuttavia, la vostra mente lavora in modo veritiero, e non argomenta _a particulari ad\nuniversale_. C'\u00e8 questa peculiarit\u00e0 nei criminali. \u00c8 cos\u00ec costante,\nin tutti i paesi e in tutti i tempi, che persino la polizia, che non sa molto di filosofia\ndi filosofia, vengono a sapere empiricamente che _\u00e8_. Questo significa\nessere empirici. Il criminale si dedica sempre a un solo crimine: questo \u00e8 il vero\ncriminale che sembra predestinato al crimine e che non ne vuole fare un altro.\nQuesto criminale non ha un cervello umano completo. \u00c8 intelligente, astuto e\nintelligente, astuto e pieno di risorse, ma non \u00e8 di statura umana per quanto riguarda il cervello. Ha un\ncervello di bambino in gran parte. Ora questo nostro criminale \u00e8 predestinato al crimine\nanche lui ha un cervello da bambino, ed \u00e8 da bambino fare ci\u00f2 che ha fatto.\nha fatto. Il piccolo uccello, il piccolo pesce, il piccolo animale non imparano\nper principio, ma empiricamente; e quando impara a fare, allora c'\u00e8 per lui il terreno da cui partire per fare.\nlui il terreno da cui partire per fare di pi\u00f9.  _Dos pou sto_, diceva\nArchimede.  Datemi un fulcro e muover\u00f2 il mondo!  Fare una volta,\n\u00e8 il fulcro per cui il bambino-cervello diventa uomo-cervello; e finch\u00e9 non ha il proposito di fare di pi\u00f9, continua a\nlo scopo di fare di pi\u00f9, continua a fare sempre la stessa cosa,\nproprio come ha fatto prima! Oh, mia cara, vedo che i tuoi occhi si sono\naperti, e che a te il lampo di luce mostra tutte le leghe, perch\u00e9\nLa signora Harker cominci\u00f2 a battere le mani e i suoi occhi brillarono. E continu\u00f2:--\n\n Ora parlate voi. Dite a noi due aridi uomini di scienza che cosa vedete con\nquegli occhi cos\u00ec luminosi.  Le prese la mano e la tenne mentre lei parlava.\nIl suo dito e il suo pollice si sono chiusi sul polso di lei, come pensavo istintivamente e inconsciamente, mentre lei parlava.\ninconsciamente, mentre lei parlava: --\n\n Il Conte \u00e8 un criminale e di tipo criminale. Nordau e Lombroso lo classificherebbero\ncos\u00ec lo classificherebbero, e _quanto _ criminale \u00e8 di mente imperfettamente formata.\nCos\u00ec, in una difficolt\u00e0 deve cercare una risorsa nell'abitudine. Il suo passato \u00e8 un\nindizio, e l'unica pagina che conosciamo, e che proviene dalle sue stesse labbra, dice che un tempo\nracconta che una volta, quando si trovava in una situazione che Mr.\n un posto stretto, \u00e8 tornato nel suo paese dalla terra che aveva cercato di\naveva cercato di invadere e da l\u00ec, senza perdere il suo scopo, si prepar\u00f2 a\nper un nuovo sforzo. Torn\u00f2 meglio equipaggiato per il suo lavoro e vinse.\nQuindi venne a Londra per invadere una nuova terra. Fu sconfitto e quando ogni speranza di successo\nsperanza di successo e la sua esistenza era in pericolo, fugg\u00ec oltre il mare per tornare a casa.\nmare verso casa, proprio come in passato era fuggito attraverso il Danubio dalla Turchia.\ndalla Terra di Turchia.\n\n Bene, bene! Oh, signora cos\u00ec intelligente! ha detto Van Helsing,\nentusiasta, mentre si chinava a baciarle la mano. Un momento dopo ha\nmi ha detto, con la stessa calma con cui avevamo un consulto in infermeria\nconsultazione:--\n\n Solo settantadue; e in tutta questa agitazione. Ho speranza.  Rivolgendosi di nuovo a\ndi nuovo verso di lei, le disse con viva aspettativa:--\n\n Ma continuate. Andate avanti! C'\u00e8 ancora molto da dire, se volete. Non abbiate paura;\nJohn e io lo sappiamo. Lo so in ogni caso, e vi dir\u00f2 se avete ragione.\nParla, senza paura!\n\n Ci prover\u00f2, ma mi perdonerete se vi sembrer\u00f2 egoista.\n\n Non temete, dovete essere egoisti, perch\u00e9 \u00e8 a voi che pensiamo.\n\n Allora, poich\u00e9 \u00e8 un criminale, \u00e8 un egoista; e poich\u00e9 il suo intelletto \u00e8 piccolo e le sue azioni sono basate sull'egoismo, si limita a un'unica persona.\ne la sua azione \u00e8 basata sull'egoismo, si limita a un solo scopo.\nscopo. Questo scopo \u00e8 spietato. Mentre fuggiva oltre il Danubio,\nlasciando che le sue forze venissero fatte a pezzi, ora \u00e8 intenzionato a mettersi al sicuro, incurante di tutti.\nsicuro, incurante di tutti. Cos\u00ec il suo egoismo libera in qualche modo la mia anima\ndal terribile potere che ha acquisito su di me in quella terribile notte.\nnotte. L'ho sentito! Oh, l'ho sentito! Grazie a Dio, per la sua grande misericordia! La mia anima\n\u00e8 pi\u00f9 libera di quanto non lo sia mai stata da quell'ora terribile; e tutto ci\u00f2 che mi perseguita\n\u00e8 il timore che in qualche trance o in qualche sogno possa aver usato la mia conoscenza per\ni suoi fini.  Il professore si alz\u00f2 in piedi:--\n\n Ha usato cos\u00ec la tua mente; e con essa ci ha lasciati qui a Varna,\nmentre la nave che lo trasportava si precipitava, attraverso una nebbia avvolgente, fino a Galatz.\nGalatz, dove, senza dubbio, si era preparato a fuggire da noi.\nMa la sua mente di bambino vedeva solo fino a un certo punto; e pu\u00f2 darsi che, come sempre accade nella Provvidenza di Dio, la stessa cosa che ha fatto la sua parte sia stata la sua.\nProvvidenza di Dio, proprio ci\u00f2 su cui il malfattore contava di pi\u00f9 per il suo bene\nper il suo bene egoistico, si riveli il suo danno principale. Il cacciatore viene preso\nnella sua stessa trappola, come dice il grande Salmista. Perch\u00e9 ora che pensa di essersi\ndi essersi liberato da ogni traccia di noi tutti e di averci sfuggito con cos\u00ec tante ore a disposizione, allora il suo egoismo\ntante ore a disposizione, il suo egoistico cervello di bambino gli sussurrer\u00e0 di\nsonno. Penser\u00e0 anche che, avendo tagliato fuori se stesso dalla conoscenza della vostra mente,\nnon ci pu\u00f2 essere alcuna conoscenza di lui da parte vostra; \u00e8 l\u00ec che egli fallisce! Quel\nterribile battesimo di sangue che vi ha impartito vi rende liberi di andare a lui\nin spirito, come avete fatto finora nei vostri tempi di libert\u00e0, quando il sole sorgeva e tramontava.\nsole sorge e tramonta. In questi momenti andate per mia volont\u00e0 e non per sua;\ne questo potere di fare del bene a voi e agli altri, come avete ottenuto dalle vostre\nsofferenza per mano sua. Questo \u00e8 ora tanto pi\u00f9 prezioso quanto pi\u00f9 egli non lo sa\nnon lo sappia e che, per proteggersi, si sia persino tagliato fuori dalla sua\nconoscenza del nostro luogo. Noi, per\u00f2, non siamo egoisti e crediamo che Dio sia con noi in tutto questo\nche Dio \u00e8 con noi in tutto questo buio e in queste molte ore buie.\nore buie. Lo seguiremo e non ci tireremo indietro, anche a costo di rischiare di diventare come lui.\nnoi stessi, pur di diventare come Lui. Amico John, questa \u00e8 stata una grande\nora; e ha fatto molto per farci avanzare nel nostro cammino. Tu devi essere lo scriba\ne scrivere tutto, in modo che quando gli altri tornano dal loro lavoro\ncos\u00ec quando gli altri torneranno dal loro lavoro, potrai darglielo; allora sapranno come noi.\n\nE cos\u00ec l'ho scritto mentre aspettiamo il loro ritorno, e la signora Harker ha scritto con la sua macchina da scrivere\nHarker ha scritto con la sua macchina da scrivere da quando ci ha portato il MS.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXVI\n\nDR. DIARIO DI SEWARD\n\n\n_29 ottobre._--Questo \u00e8 scritto nel treno da Varna a Galatz. Ieri sera\nieri sera ci siamo riuniti tutti un po' prima dell'ora del tramonto. Ognuno di noi\nognuno di noi ha fatto il suo lavoro al meglio; per quanto riguarda il pensiero, l'impegno e l'opportunit\u00e0,\ne opportunit\u00e0, siamo pronti per tutto il viaggio e per il lavoro quando arriveremo a Galatz.\nper il nostro lavoro quando arriveremo a Galatz. Quando arriv\u00f2 la solita ora, Mrs.\nHarker si prepar\u00f2 per il suo sforzo ipnotico; e dopo uno sforzo pi\u00f9 lungo e pi\u00f9 serio da parte di Van\npi\u00f9 lungo e pi\u00f9 serio da parte di Van Helsing di quanto non sia stato di solito\nnecessario, \u00e8 sprofondata nella trance. Di solito parla su suggerimento; ma questa volta il professore ha dovuto\nma questa volta il professore ha dovuto farle delle domande, e farle in modo piuttosto\ncon decisione, prima di poter apprendere qualcosa; alla fine \u00e8 arrivata la risposta: --\n\n Non vedo nulla; siamo fermi; non ci sono onde che lambiscono, ma solo un vortice costante di acqua che scorre dolcemente contro la\nvortice costante dell'acqua che scorre dolcemente contro la gomena. Sento\nvoci di uomini che chiamano, vicini e lontani, e il rollio e lo scricchiolio dei remi nei\nremi. Da qualche parte viene sparato un colpo di cannone, la cui eco sembra lontana.\nC'\u00e8 un calpestio di piedi sopra la testa, e corde e catene vengono trascinate\nlungo il percorso. Che cos'\u00e8 questo? C'\u00e8 un bagliore di luce; sento l'aria soffiare su di me.\nsoffiare su di me.\n\nQui si ferm\u00f2. Si era alzata, come d'impulso, da dove era sdraiata sul divano, e aveva alzato entrambe le mani, con i palmi rivolti verso l'alto, come per sollevare un\nsul divano e aveva alzato entrambe le mani, con i palmi verso l'alto, come per sollevare un peso.\npeso. Van Helsing e io ci siamo guardati con comprensione.\nQuincey ha alzato leggermente le sopracciglia e l'ha guardata con attenzione, mentre la mano di Harker ha istintivamente alzato le mani.\nLa mano di Harker si chiuse istintivamente attorno all'elsa del suo Kukri. C'\u00e8 stata una lunga pausa.\nci fu una lunga pausa. Sapevamo tutti che il momento in cui avrebbe potuto parlare stava passando.\nma sentivamo che era inutile dire qualcosa. Improvvisamente\nsi alz\u00f2 a sedere e, aprendo gli occhi, disse dolcemente: --\n\n Nessuno di voi vuole una tazza di t\u00e8? Dovete essere tutti cos\u00ec stanchi!  Noi\nnon potevamo che renderla felice, e cos\u00ec acconsentimmo. Si \u00e8 affrettata a prendere il\nt\u00e8; quando se n'\u00e8 andata Van Helsing ha detto:--\n\n Vedete, amici miei. Lui \u00e8 vicino alla terraferma: ha lasciato il suo\nterra. Ma deve ancora arrivare a riva. Durante la notte pu\u00f2 restare nascosto\nnascosto da qualche parte; ma se non viene portato a terra, o se la nave non lo\nnon la tocca, non pu\u00f2 raggiungere la terra. In questo caso pu\u00f2, se \u00e8 di notte\ndi notte, cambiare forma e saltare o volare a terra, come fece a Whitby.\na Whitby. Ma se arriva il giorno prima che arrivi a riva, allora, a meno che non venga trasportato, non pu\u00f2 fuggire.\nnon pu\u00f2 fuggire, a meno che non venga trasportato. E se viene trasportato, gli uomini della dogana possono scoprire\npotrebbero scoprire cosa contiene la scatola. Quindi, in definitiva, se non riuscir\u00e0 a fuggire a\na terra stanotte, o prima dell'alba, avr\u00e0 perso l'intera giornata.\nPotremmo allora arrivare in tempo, perch\u00e9 se non scappa di notte lo troveremo di giorno, inscatolato.\ndi giorno, impacchettato e alla nostra merc\u00e9, perch\u00e9 non oser\u00e0 essere il suo vero\nnon osa essere il suo vero io, sveglio e visibile, per non essere scoperto.\n\nNon c'era altro da dire, cos\u00ec abbiamo aspettato con pazienza fino all'alba;\na quell'ora avremmo potuto saperne di pi\u00f9 dalla signora Harker.\n\nQuesta mattina presto abbiamo ascoltato, con ansia, la sua risposta in trance.\nrisposta in trance. La fase ipnotica \u00e8 stata ancora pi\u00f9 lunga di prima\ne quando \u00e8 arrivata il tempo che mancava all'alba era cos\u00ec breve che abbiamo cominciato a disperare.\nche abbiamo cominciato a disperare. Van Helsing sembrava aver gettato tutta la sua\nanima nello sforzo; alla fine, in obbedienza alla sua volont\u00e0, la donna ha risposto\nrisposta:--\n\n Tutto \u00e8 buio. Sento lo sciabordio dell'acqua, a livello di me, e qualche scricchiolio come di\ndi legno su legno.  Si ferm\u00f2 e il sole rosso si alz\u00f2. Dobbiamo aspettare fino a\na stanotte.\n\nE cos\u00ec stiamo viaggiando verso Galatz in un'agonia di aspettative.\nattesa. L'arrivo \u00e8 previsto tra le due e le tre del mattino;\nma gi\u00e0 a Bucarest siamo in ritardo di tre ore, quindi non possiamo\nquindi non potremo arrivare fino a molto dopo il sorgere del sole. Cos\u00ec avremo altri due\nmessaggi ipnotici della signora Harker; uno dei due, o entrambi, possono forse gettare\nluce su quanto sta accadendo.\n\n       * * * * *\n\nIl tramonto \u00e8 arrivato e se n'\u00e8 andato. Fortunatamente \u00e8 arrivato in un momento in cui\ndistrazione, perch\u00e9 se fosse avvenuto mentre eravamo in una stazione\nstazione, non avremmo potuto assicurarci la calma e l'isolamento necessari.\nLa signora Harker ha ceduto all'influenza ipnotica ancora meno facilmente di questa mattina.\nquesta mattina. Temo che il suo potere di leggere le sensazioni del Conte\nsensazioni del conte, proprio quando ne abbiamo pi\u00f9 bisogno. Mi sembra che\nche la sua immaginazione stia iniziando a lavorare. Mentre era in trance\nfinora si \u00e8 limitata ai fatti pi\u00f9 semplici. Se continua cos\u00ec\nse continua cos\u00ec, alla fine potrebbe trarci in inganno. Se pensassi che il potere del conte su di lei\nConte su di lei si estinguesse insieme al suo potere di conoscenza sarebbe\nun pensiero felice; ma temo che non sia cos\u00ec. Quando ha parlato\nparl\u00f2, le sue parole furono enigmatiche:--\n\n Qualcosa si sta spegnendo; lo sento passare come un vento freddo. Posso\nsentire, lontano, suoni confusi, come di uomini che parlano in lingue strane,\nacqua che cade ferocemente e l'ululato dei lupi.  Si ferm\u00f2 e un\nbrivido la percorse, aumentando di intensit\u00e0 per alcuni secondi,\nfinch\u00e9, alla fine, trem\u00f2 come in preda a una paralisi. Non disse altro, nemmeno\nnemmeno in risposta alle domande incalzanti del professore. Quando si svegli\u00f2 dalla\ntrance, era infreddolita, esausta e languida; ma la sua mente era\nmente vigile. Non ricordava nulla, ma chiese cosa avesse detto;\nQuando le fu detto, riflett\u00e9 a lungo e in silenzio.\nsilenzio.\n\n       * * * * *\n\n30 ottobre, ore 7. Siamo vicini a Galatz e forse non avr\u00f2 tempo di scrivere pi\u00f9 tardi.\ndi scrivere pi\u00f9 tardi. Stamattina l'alba era attesa con ansia da tutti noi.\nSapendo della crescente difficolt\u00e0 di ottenere la trance ipnotica,\nVan Helsing ha iniziato i suoi passaggi prima del solito. Non hanno prodotto alcun\neffetto, tuttavia, fino all'ora regolare, quando ha ceduto con una difficolt\u00e0 ancora maggiore, solo un minuto prima del\ndifficolt\u00e0, solo un minuto prima del sorgere del sole. Il professore\nnon ha perso tempo a interrogarla; la sua risposta \u00e8 arrivata con altrettanta rapidit\u00e0: --\n\n Tutto \u00e8 buio. Sento l'acqua vorticare, all'altezza delle mie orecchie, e lo scricchiolio del legno sul legno.\nscricchiolio del legno sul legno. Il bestiame \u00e8 basso, lontano. C'\u00e8 un altro suono, uno\nstrano come---- Si ferm\u00f2 e divenne bianca, e ancora pi\u00f9 bianca.\n\n Avanti, avanti! Parla, te lo ordino! ha detto Van Helsing con voce agonizzante.\nvoce agonizzante. Allo stesso tempo c'era disperazione nei suoi occhi, perch\u00e9 il sole sorto\narrossava anche il viso pallido della signora Harker. Lei apr\u00ec gli occhi e noi tutti\ntutti si alzarono quando lei disse, dolcemente e apparentemente con la massima\nindifferenza:--\n\n Oh, professore, perch\u00e9 mi chiede di fare ci\u00f2 che sa che non posso fare? Non mi ricordo\nnulla.  Poi, vedendo l'espressione di stupore sui nostri volti, disse,\ngirandosi dall'uno all'altro con uno sguardo preoccupato:--\n\n Cosa ho detto? Che cosa ho fatto? Non so nulla, solo che ero\nsdraiato qui, mezzo addormentato, e ti ho sentito dire: \"Avanti! Parla, te lo ordino!\".\nMi \u00e8 sembrato cos\u00ec buffo sentirti dare ordini, come se fossi una bambina cattiva!\nbambino cattivo!\n\n Oh, signora Mina, disse tristemente, \u00e8 la prova, se ce n'\u00e8 bisogno, di quanto vi amo e vi onoro.\ndi come vi amo e vi onoro, quando una parola per il vostro bene, pronunciata pi\u00f9\npi\u00f9 sincera che mai, pu\u00f2 sembrare cos\u00ec strana perch\u00e9 \u00e8 per dare un ordine a colei che sono orgoglioso di obbedire!\nsono orgoglioso di obbedire!\n\nI fischietti stanno suonando; ci stiamo avvicinando a Galatz. Siamo in fibrillazione per\nansia e impazienza.\n\n\nIl diario di Mina Harker.\n\n30 ottobre._--Il signor Morris mi accompagn\u00f2 all'albergo dove le nostre stanze erano state ordinate per telegrafo.\ntelegrafo, essendo lui quello che poteva essere meglio risparmiato, dato che\nnon parla nessuna lingua straniera. Le forze erano distribuite\ncome a Varna, tranne che per il fatto che Lord Godalming and\u00f2 dal\nVice-Console, in quanto il suo rango poteva servire come garanzia immediata per il funzionario.\nqualche tipo di garanzia per il funzionario, visto che avevamo estrema fretta. Jonathan e i due\nJonathan e i due dottori andarono dall'agente marittimo per conoscere i dettagli dell'arrivo della\ndella _Czarina Catherine_.\n\n       * * * * *\n\nLord Godalming \u00e8 tornato. Il Console \u00e8 assente e il\nIl Console \u00e8 assente e il Vice-Console \u00e8 malato, quindi il lavoro di routine \u00e8 stato svolto da un impiegato.\n\u00c8 stato molto cortese e si \u00e8 offerto di fare tutto ci\u00f2 che era in suo potere.\n\n\nIl diario di Jonathan Harker.\n\n30 ottobre _--Alle nove il dottor Van Helsing, il dottor Seward e io ci siamo recati dai signori Mackenzie & Steinkoff, agenti della ditta londinese di\nMackenzie & Steinkoff, gli agenti della ditta londinese di Hapgood.\nHapgood. Avevano ricevuto un telegramma da Londra, in risposta al telegramma di Lord Godalming.\nGodalming, chiedendoci di mostrare loro tutta la civilt\u00e0 di cui sono capaci.\nin loro potere. Furono pi\u00f9 che gentili e cortesi e ci portarono subito a bordo della _Czarina Catherine\na bordo della _Czarina Catherine_, che giaceva all'ancora nel porto del fiume.\nporto. L\u00ec abbiamo visto il capitano, Donelson, che ci ha raccontato il suo viaggio.\nviaggio. Disse che in tutta la sua vita non aveva mai avuto una rotta cos\u00ec favorevole.\ncorsa.\n\n Uomo! ha detto, ma ci ha fatto temere, perch\u00e9 ci aspettavamo di doverla pagare con qualche rara sfortuna.\ndi dover pagare con qualche rara sfortuna, in modo da mantenere la media.\nmedia. Non \u00e8 possibile correre da Londra al Mar Nero con un vento\ncome se il diavolo in persona stesse attaccando la tua vela per il suo scopo.\nscopo. E a quel punto non potevamo pi\u00f9 parlare di nulla. Quando eravamo vicini\nuna nave, o un porto, o un promontorio, una nebbia ci cadeva addosso e viaggiava con noi,\nfinch\u00e9, quando si alz\u00f2 e guardammo fuori, non riuscimmo a vedere nulla.\nvedere. Passammo vicino a Gibilterra senza poter fare segnali; e fino a quando\nfino a quando non arrivammo ai Dardanelli e dovemmo aspettare per avere il permesso di passare, non fummo mai\nnon siamo mai stati a portata di mano. All'inizio ero propenso ad ammainare le vele\ne di navigare fino a quando la nebbia non si fosse alzata; ma poi pensai che se il\nDeil aveva intenzione di portarci velocemente nel Mar Nero, era intenzionato a farlo\nche noi lo volessimo o meno. Se avessimo fatto un viaggio veloce non sarebbe stato a nostro\ncredito con i proprietari, n\u00e9 avrebbe danneggiato il nostro traffico; e il vecchio Mon, che aveva servito il suo scopo, sarebbe stato\nche aveva servito il suo scopo ci sarebbe stato decentemente grato per non averlo\nostacolarlo.  Questo miscuglio di semplicit\u00e0 e astuzia, di superstizione e ragionamento\ne ragionamento commerciale, ha suscitato l'interesse di Van Helsing, che ha detto:--\n\n Amico mio, quel diavolo \u00e8 pi\u00f9 furbo di quanto si creda; e sa quando incontra il suo avversario!\nsa quando incontra il suo avversario!  Il capitano non era dispiaciuto del complimento e continu\u00f2\ncomplimento e continu\u00f2: --\n\n Quando superammo il Bosforo gli uomini cominciarono a brontolare; alcuni di loro,\nromani, vennero a chiedermi di buttare in mare una grande cassa che era stata\na bordo da un vecchio dall'aspetto bizzarro, poco prima che partissimo\nda Londra. Li avevo visti guardare quell'uomo e alzare le due dita quando lo vedevano, per proteggerlo.\ndita quando lo vedevano, per proteggersi dal malocchio. Cavolo! Ma la\nsuperstizione degli stranieri \u00e8 perfettamente ridicola! Li ho mandati a fare i loro\nma, dato che poco dopo una nebbia ci avvolgeva, mi sentivo un po' come loro.\nsent\u00ec un po' come loro di qualcosa, anche se non direi che era\ncontro la grande scatola. Ebbene, andammo avanti e, dato che la nebbia non si diradava per\ncinque giorni, lasciai che il vento ci portasse, perch\u00e9 se il diavolo voleva andare da qualche parte...\nda qualche parte... beh, l'avrebbe portato su per la strada. E se non l'avesse fatto, beh,\navremmo comunque tenuto alta la guardia. Certo, avevamo una buona strada e un'acqua\ne acqua profonda per tutto il tempo; e due giorni fa, quando il sole mattutino ha attraversato la nebbia, ci siamo ritrovati\nattraverso la nebbia, ci siamo trovati proprio nel fiume di fronte a Galatz.\nI rohmani erano scatenati e volevano che, a torto o a ragione, tirassi fuori la scatola e la gettassi nel fiume.\nscatola e gettarla nel fiume. Dovetti litigare con loro per farlo con un\nquando l'ultimo di loro si alz\u00f2 dal ponte con la testa in mano, li avevo convinti che\ntesta in mano, li avevo convinti che, malocchio o non malocchio, la propriet\u00e0 e la fiducia dei miei padroni erano\npropriet\u00e0 e la fiducia dei miei proprietari erano meglio nelle mie mani che nel\nfiume Danubio. Avevano portato la cassetta sul ponte pronta per essere\ne dato che era contrassegnata con Galatz _via_ Varna, pensai di lasciarla\ndi lasciarla riposare finch\u00e9 non fossimo arrivati in porto e di sbarazzarci dell'altro. Quel giorno\nquel giorno non facemmo molta pulizia e dovemmo rimanere all'ancora per un po';\nma al mattino, ariosamente, un'ora prima dell'alba, un uomo sal\u00ec a bordo con un ordine scritto\na bordo un uomo con l'ordine, scritto dall'Inghilterra, di ricevere una scatola\ncontrassegnata per un certo Conte Dracula. Di sicuro la questione era pronta per\nmano. Aveva i suoi documenti in mano, e fui felice di liberarmi di quel\ndi quella dannata cosa, perch\u00e9 cominciavo a sentirmi a disagio. Se il diavolo\naveva qualche bagaglio a bordo della nave, penso che non fosse altro che quello!\nche quello stesso!\n\n Come si chiamava l'uomo che l'ha presa? ha chiesto il dottor Van Helsing con\ncon moderata impazienza.\n\n Ve lo dir\u00f2 in fretta! rispose e, scendendo nella sua cabina, esib\u00ec una ricevuta firmata Immanuel Hildesheim.\ncabina, esib\u00ec una ricevuta firmata Immanuel Hildesheim.  Burgen-strasse\n16 era l'indirizzo. Scoprimmo che questo era tutto ci\u00f2 che il Capitano sapeva; cos\u00ec\ncon ringraziamento ce ne andammo.\n\nTrovammo Hildesheim nel suo ufficio, un ebreo del tipo Teatro Adelphi, con un naso da pecora e un fez.\nTeatro Adelphi, con un naso da pecora e un fez. Le sue argomentazioni erano\ncon la specie - noi ci occupavamo della punteggiatura - e con un po' di\ncontrattazione ci ha detto quello che sapeva. Questo si \u00e8 rivelato semplice ma\nimportante. Aveva ricevuto una lettera dal signor de Ville di Londra che gli diceva di ricevere, se possibile prima dell'alba per\ndi Londra, che gli diceva di ricevere, se possibile prima dell'alba, per evitare la dogana, una scatola\nche sarebbe arrivata a Galatz con la _Czarina Catherine_. Questa doveva\na un certo Petrof Skinsky, che trattava con gli slovacchi che commerciavano lungo il fiume verso la\nche commerciavano lungo il fiume verso il porto. Il suo lavoro era stato pagato con\nuna banconota inglese, che era stata debitamente incassata in oro presso la Banca Internazionale del Danubio.\nInternazionale del Danubio. Quando Skinsky era andato da lui, l'aveva portato alla nave e gli aveva consegnato la scatola.\nalla nave e gli aveva consegnato la scatola, in modo da risparmiare il facchinaggio. Questo \u00e8 tutto ci\u00f2 che\nsapeva.\n\nAbbiamo poi cercato Skinsky, ma non siamo riusciti a trovarlo. Uno dei suoi\nuno dei suoi vicini, che non sembrava essergli affezionato, disse che era andato via due giorni prima, non si sapeva dove.\nera andato via due giorni prima, senza sapere dove. Questo fu confermato dal padrone di casa, che aveva ricevuto\ndal padrone di casa, che aveva ricevuto per messaggeria la chiave della casa e l'affitto\ninsieme all'affitto dovuto, in denaro inglese. Questo \u00e8 avvenuto tra le dieci e le\ne le undici di ieri sera. Eravamo di nuovo a un punto morto.\n\nMentre stavamo parlando, uno arriv\u00f2 di corsa e, senza fiatare, disse che il corpo di Skinsky era stato trovato\nche il corpo di Skinsky era stato trovato all'interno del muro del cimitero di San Pietro e che la gola era stata squarciata come da qualche animale selvaggio.\nPietro e che la gola era stata squarciata come da un animale selvaggio.\nanimale selvaggio. Quelli con cui stavamo parlando corsero a vedere l'orrore, le donne gridarono: \"\u00c8 opera di un animale selvaggio\".\ndonne gridavano: \"\u00c8 opera di uno slovacco!  Ci siamo allontanati in fretta per non\ndi essere in qualche modo coinvolti nella vicenda e quindi trattenuti.\n\nTornando a casa non riuscimmo a giungere a una conclusione definitiva. Eravamo tutti\nconvinti che la scatola fosse in viaggio, via acqua, verso qualche luogo, ma dove\nma dove potesse essere dovevamo scoprirlo. Con il cuore pesante tornammo a casa\nall'albergo da Mina.\n\nQuando ci siamo riuniti, la prima cosa da fare \u00e8 stata quella di consultarci per prendere Mina\ndi nuovo la nostra fiducia. Le cose si stanno facendo disperate, e questa \u00e8 almeno una\nalmeno una possibilit\u00e0, anche se rischiosa. Come passo preliminare, sono stato\nliberato dalla promessa fatta a lei.\n\n\nIl diario di Mina Harker.\n\n30 ottobre, sera... Erano cos\u00ec stanchi, sfiniti e scoraggiati che non c'era nulla da fare finch\u00e9 non si fossero riposati.\nche non c'era nulla da fare finch\u00e9 non avessero riposato un po'; cos\u00ec chiesi a tutti di sdraiarsi per mezz'ora mentre io\ndi sdraiarsi per mezz'ora, mentre io avrei raccontato tutto\nfino al momento. Mi sento cos\u00ec grato all'uomo che ha inventato la macchina da scrivere\n macchina da scrivere per viaggiatori, e al signor Morris per avermi procurato questa\nper avermela procurata. Se avessi dovuto scrivere con la penna, mi sarei sentita molto confusa.\ncon una penna....\n\n\u00c8 tutto finito; povero caro, caro Jonathan, cosa deve aver sofferto,\ncosa star\u00e0 soffrendo ora. Giace sul divano e sembra quasi che\nrespirare, e tutto il suo corpo sembra crollare. Le sue sopracciglia sono aggrottate; il suo\nviso \u00e8 tirato dal dolore. Poveretto, forse sta pensando, e posso vedere il suo viso\nvedere il suo viso tutto corrucciato per la concentrazione dei suoi pensieri. Oh!\nse solo potessi aiutarlo.... Far\u00f2 quello che posso.\n\nHo chiesto al dottor Van Helsing e mi ha procurato tutti i documenti che non ho ancora visto.\nnon ho ancora visto.... Mentre stanno riposando, li esaminer\u00f2 tutti\nattentamente, e forse arriver\u00f2 a qualche conclusione. Cercher\u00f2 di\nseguire l'esempio del Professore, e di pensare senza pregiudizi ai fatti\ndavanti a me....\n\n       * * * * *\n\nCredo di aver fatto una scoperta grazie alla provvidenza di Dio. I\nprender\u00f2 le mappe e le guarder\u00f2....\n\n       * * * * *\n\nSono pi\u00f9 che mai sicuro di avere ragione. La mia nuova conclusione \u00e8 pronta, quindi\nriunir\u00f2 il nostro gruppo e la legger\u00e0. Possono giudicarla; \u00e8 bene essere precisi\n\u00e8 bene essere precisi, e ogni minuto \u00e8 prezioso.\n\n\nIl memorandum di Mina Harker.\n\n(Inserita nel suo Diario).\n\nIl problema del Conte Dracula \u00e8 quello di tornare a casa sua.\nluogo.\n\n(_a_) Deve essere \"riportato indietro\" da qualcuno. Questo \u00e8 evidente, perch\u00e9 se avesse\npotere di muoversi a suo piacimento, potrebbe andare sia come uomo, sia come lupo, sia come pipistrello, sia in qualche altro modo,\no lupo, o pipistrello, o in qualche altro modo. Evidentemente teme di essere scoperto o\ninterferenza, nello stato di impotenza in cui si trova, confinato come \u00e8 tra l'alba e il tramonto.\nconfinato come \u00e8 tra l'alba e il tramonto nella sua scatola di legno.\n\n(_b_) _Come deve essere preso? _- Qui un processo di esclusioni pu\u00f2 aiutarci.\nci pu\u00f2 essere d'aiuto. Per strada, per ferrovia, per acqua?\n\n1. Ci sono infinite difficolt\u00e0, soprattutto quando si lascia la citt\u00e0.\ncitt\u00e0.\n\n(_x_) Ci sono persone; e le persone sono curiose e indagano. Un accenno,\nun'ipotesi, un dubbio su cosa possa esserci nella scatola, lo distruggerebbe.\n\n(_y_) Ci sono, o ci possono essere, doganieri e agenti dell'octroi da superare.\n\n(_z_) I suoi inseguitori potrebbero seguirlo. Questo \u00e8 il suo pi\u00f9 grande timore; e per\nper evitare di essere tradito, ha respinto, per quanto possibile, anche la sua vittima.\nla sua vittima: me!\n\n2. Non c'\u00e8 nessuno che si occupa della scatola. Dovrebbe\ndi ritardo; e il ritardo sarebbe fatale, con i nemici sui binari.\nnemici sui binari. \u00c8 vero che potrebbe fuggire di notte, ma cosa sarebbe, se\nin un luogo sconosciuto, senza un rifugio verso il quale poter volare? Non \u00e8 questo\nnon \u00e8 questo il suo intento e non intende rischiare.\n\n3. Per via d'acqua: questo \u00e8 il modo pi\u00f9 sicuro, sotto un certo aspetto, ma pi\u00f9 pericoloso sotto un altro.\npericolo in un altro. Sull'acqua \u00e8 impotente, tranne che di notte; anche in quel caso pu\u00f2 solo\nanche allora pu\u00f2 solo evocare la nebbia, la tempesta, la neve e i suoi lupi. Ma se dovesse\nnaufragio, l'acqua viva lo inghiottirebbe, impotente; e lui sarebbe davvero perso.\ndavvero perduto. Potrebbe far approdare il vascello a terra; ma se si trattasse di una terra\nterra ostile, in cui non era libero di muoversi, la sua posizione sarebbe stata ancora\nsarebbe ancora disperata.\n\nSappiamo dalla documentazione che si trovava in acqua; quindi quello che dobbiamo fare \u00e8 accertare\n\u00e8 accertare _quale_ acqua.\n\nLa prima cosa da fare \u00e8 rendersi conto esattamente di ci\u00f2 che ha fatto fino ad ora,\nallora, capire quale sar\u00e0 il suo compito successivo.\n\nIn primo luogo, dobbiamo distinguere tra ci\u00f2 che ha fatto a Londra come parte del suo piano\ndel suo piano d'azione generale, quando aveva pochi momenti a disposizione e doveva\ne ha dovuto organizzarsi come meglio poteva.\n\nIn secondo luogo, dobbiamo vedere, per quanto possiamo supporre dai fatti che conosciamo, cosa ha fatto qui.\nche conosciamo, che cosa ha fatto qui.\n\nPer quanto riguarda il primo, era evidentemente intenzionato ad arrivare a Galatz, e ha mandato la fattura a Varna per ingannarci.\nfattura a Varna per ingannarci, per evitare che accertassimo i suoi mezzi per uscire dall'Inghilterra.\ndall'Inghilterra; il suo scopo immediato e unico era quello di fuggire.\nLa prova di ci\u00f2 \u00e8 la lettera di istruzioni inviata a Immanuel Hildesheim per sgomberare e portare con s\u00e9 il suo corpo.\nHildesheim di sgomberare e portare via la cassa _prima dell'alba_. C'\u00e8\nanche le istruzioni a Petrof Skinsky. Queste sono solo ipotesi, ma\ndeve esserci stata una lettera o un messaggio, dato che Skinsky \u00e8 venuto a Hildesheim.\nHildesheim.\n\nSappiamo che finora i suoi piani hanno avuto successo. La _Czarina Catherine_\nfece un viaggio straordinariamente veloce, tanto da destare i sospetti del capitano Donelson.\nDonelson, ma la sua superstizione e la sua astuzia fecero il gioco del conte e lui si mise al suo servizio.\nil gioco del Conte, e corse con il suo vento favorevole, tra nebbie e quant'altro, fino a portare a destinazione la\nattraverso le nebbie e tutto il resto, finch\u00e9 non arriv\u00f2 bendato a Galatz. Che il\nConte era ben organizzato, \u00e8 stato dimostrato. Hildesheim ha liberato\nla scatola, la tolse e la diede a Skinsky. Skinsky l'ha presa... e qui\nperdiamo le tracce. Sappiamo solo che la scatola \u00e8 da qualche parte sull'acqua,\nin movimento. La dogana e l'octroi, se ci sono, sono state evitate.\nevitati.\n\nVeniamo ora a ci\u00f2 che il conte deve aver fatto dopo il suo arrivo\nterra_, a Galatz.\n\nLa scatola fu consegnata a Skinsky prima dell'alba. Al sorgere del sole il Conte poteva\napparire nelle sue sembianze. A questo punto ci chiediamo perch\u00e9 Skinsky sia stato scelto proprio per\nper aiutare il lavoro? Nel diario di mio marito si parla di Skinsky che tratta con gli\ncon gli slovacchi che commerciano lungo il fiume verso il porto; e l'osservazione dell'uomo, che l'omicidio era opera del\nche l'omicidio era opera di uno slovacco, mostrava il sentimento generale contro la sua classe.\nsentimento generale contro la sua classe. Il conte voleva l'isolamento.\n\nLa mia supposizione \u00e8 questa: che a Londra il conte abbia deciso di tornare al suo castello\ncastello per via d'acqua, come via pi\u00f9 sicura e segreta. Fu portato dal\ndal castello da Szgany, e probabilmente hanno consegnato il loro carico a degli slovacchi che hanno portato le casse a Varna, perch\u00e9 l\u00ec sono state spedite per la\nche portarono le casse a Varna, perch\u00e9 l\u00ec furono spedite a Londra.\nCos\u00ec il conte conosceva le persone che potevano organizzare questo servizio.\nservizio. Quando la cassa era sulla terraferma, prima dell'alba o dopo il tramonto, usciva dalla sua cassa, incontrava Skylin e la sua famiglia.\nusciva dal suo box, incontrava Skinsky e gli dava istruzioni su cosa fare per\norganizzare il trasporto della cassa su qualche fiume. Quando questo fu fatto, e\ne sapeva che tutto era pronto, cancell\u00f2 le sue tracce, come pensava,\nuccidendo il suo agente.\n\nHo esaminato la mappa e trovo che il fiume pi\u00f9 adatto a essere risalito dagli slovacchi sia il Pruth o il Sereth.\nSlovacchi \u00e8 il Pruth o il Sereth. Ho letto nel\ndattiloscritto che nella mia trance sentivo le mucche basse e l'acqua che vorticava\nall'altezza delle mie orecchie e lo scricchiolio del legno. Il Conte nella sua scatola, quindi,\nera su un fiume in una barca aperta, probabilmente spinta da remi o da pali, perch\u00e9 le rive sono vicine.\npali, perch\u00e9 le rive sono vicine e si lavora controcorrente. Non ci sarebbe\nnon ci sarebbe stato questo suono se avesse galleggiato lungo la corrente.\n\nOvviamente potrebbe non essere n\u00e9 il Sereth n\u00e9 il Pruth, ma possiamo\nindagare ulteriormente. Ora, di questi due, il Pruth \u00e8 il pi\u00f9 facile da\npi\u00f9 facilmente navigabile, ma il Sereth, a Fundu, \u00e8 unito al Bistritza\nche risale il Passo del Borgo. L'anello che compie \u00e8 chiaramente\nil pi\u00f9 vicino al castello di Dracula che si possa raggiungere per via d'acqua.\n\n\nIl diario di Mina Harker continua.\n\nQuando finii di leggere, Jonathan mi prese tra le braccia e mi baci\u00f2. Gli altri\naltri continuavano a stringermi per entrambe le mani, e il dottor Van Helsing ha detto:--\n\n La nostra cara Madam Mina \u00e8 di nuovo la nostra insegnante. I suoi occhi sono stati dove\nci hanno accecato. Ora siamo di nuovo in pista, e questa volta possiamo\ne questa volta potremmo avere successo. Il nostro nemico \u00e8 al massimo della sua impotenza e se riusciamo ad affrontarlo di giorno, sull'acqua, il nostro compito sar\u00e0\ndi giorno, sull'acqua, il nostro compito sar\u00e0 finito. Ha un vantaggio, ma non pu\u00f2\n\u00e8 impotente ad affrettarsi, perch\u00e9 non pu\u00f2 lasciare la sua cassa per non far sospettare a chi lo trasporta\nsospettino; il sospetto li spingerebbe a gettarlo nel torrente, dove perirebbe.\nnel torrente, dove perirebbe. Questo lo sa e non lo vuole fare. Ora gli uomini,\nal nostro Consiglio di Guerra; perch\u00e9, qui e ora, dobbiamo pianificare ci\u00f2 che ciascuno e tutti\nfare.\n\n Prender\u00f2 una lancia a vapore e lo seguir\u00f2, disse Lord Godalming.\n\n E io, cavalli da seguire sulla riva per evitare che per caso atterri, disse Mr.\nMorris.\n\n Bene! disse il professore, bene entrambi. Ma nessuno dei due deve andare da solo. Ci deve essere\nforza per superare la forza, se necessario; lo slovacco \u00e8 forte e\nrude, e porta con s\u00e9 armi rudimentali\".  Tutti gli uomini sorrisero, perch\u00e9 tra loro\navevano un piccolo arsenale. Disse il signor Morris:--\n\n Ho portato alcuni Winchester; sono piuttosto utili in mezzo alla folla, e\npotrebbero esserci dei lupi. Il Conte, se vi ricordate, ha preso altre\nprecauzioni; ha fatto alcune richieste ad altri che la signora Harker non ha potuto\nHarker non riusc\u00ec a sentire o a capire. Dobbiamo essere pronti su tutti i fronti.  Il dott.\nSeward disse:--\n\n Credo sia meglio andare con Quincey. Siamo stati abituati a cacciare\ninsieme, e noi due, ben armati, saremo all'altezza di qualsiasi cosa possa\nche si presenter\u00e0. Non devi essere solo, Art. Potrebbe essere necessario combattere gli\nSlovacchi, e un colpo fortuito, perch\u00e9 non credo che questi tipi portino\narmi da fuoco, annullerebbe tutti i nostri piani. Non dobbiamo correre rischi, questa volta; non ci fermeremo finch\u00e9\nnon ci fermeremo fino a quando la testa e il corpo del conte non saranno stati separati e\nsiamo sicuri che non potr\u00e0 reincarnarsi.  Guard\u00f2 Jonathan mentre parlava\nmentre parlava, e Jonathan guard\u00f2 me. Vedevo che il povero caro era\nera combattuto nella sua mente. Naturalmente voleva stare con me; ma poi il servizio di\nservizio in barca sarebbe stato, molto probabilmente, quello che avrebbe distrutto...\nil... il... vampiro. (Perch\u00e9 ho esitato a scrivere questa parola?) Rimase in silenzio per un po'.\nsilenzio, e durante il suo silenzio il dottor Van Helsing ha parlato:--\n\n Amico Jonathan, questo \u00e8 per te per due motivi. Primo, perch\u00e9 sei\nsei giovane e coraggioso e puoi combattere, e tutte le energie possono essere necessarie all'ultimo.\ne poi perch\u00e9 \u00e8 tuo diritto distruggere colui - quello - che ha causato una tale\nha portato tanta sofferenza a voi e ai vostri. Non temete per Madam Mina; sar\u00e0 lei a prendersi cura di me, se posso.\nsar\u00e0 mia cura, se posso. Sono vecchio. Le mie gambe non sono pi\u00f9 veloci a correre come\ne non sono abituato a cavalcare cos\u00ec a lungo, n\u00e9 a inseguire all'occorrenza, n\u00e9 a combattere con armi letali.\ncombattere con armi letali. Ma posso essere utile in altro modo; posso combattere in\naltro modo. E posso morire, se necessario, come gli uomini pi\u00f9 giovani. Ora lasciatemi dire che\nche quello che vorrei fare \u00e8 questo: mentre voi, il mio Lord Godalming e l'amico Jonathan\namico Jonathan risalite il fiume con la vostra piccola e veloce imbarcazione e\nmentre John e Quincey sorvegliano la riva dove forse potrebbe essere\nsbarcato, io porter\u00f2 Madam Mina nel cuore del paese nemico.\nnemico. Mentre la vecchia volpe \u00e8 legata nella sua scatola, galleggiando sul fiume\nche non pu\u00f2 scappare a terra, dove non osa sollevare il coperchio della sua bara\ndella sua bara per paura che i suoi portatori slovacchi lo lascino morire.\nnoi andremo per la strada dove \u00e8 andato Jonathan, da Bistritz\ne troveremo la strada per il Castello di Dracula. Qui, il potere ipnotico di Madam\nMina ci aiuter\u00e0 sicuramente e troveremo la nostra strada, tutta buia e sconosciuta.\noscura e sconosciuta, dopo il primo sorgere del sole, quando saremo vicini a quel\nquel luogo fatidico. C'\u00e8 molto da fare, e altri luoghi da santificare, affinch\u00e9 quel nido\nsantificare, affinch\u00e9 quel nido di vipere sia cancellato.  Qui\nGionata lo interruppe bruscamente:--\n\n Volete dire, professor Van Helsing, che portereste Mina,\nnel suo triste caso e macchiata com'\u00e8 da quella malattia diabolica, proprio\nnelle fauci della sua trappola mortale? Non per il mondo! N\u00e9 per il Paradiso n\u00e9 per\nInferno!  Rimase quasi senza parole per un minuto, e poi continu\u00f2:--\n\n Sapete qual \u00e8 questo posto? Avete visto quell'orribile covo di infamia infernale.\ninfamia, con la luce della luna che si anima di forme orribili e ogni\nogni granello di polvere che vortica nel vento \u00e8 un mostro divoratore in embrione?\nAvete sentito le labbra del Vampiro sulla vostra gola?  Qui si volt\u00f2 verso\ne quando i suoi occhi si accesero sulla mia fronte, alz\u00f2 le braccia con un grido:\n Oh, mio Dio, che cosa abbiamo fatto per avere questo terrore su di noi!\nsul divano in un crollo di miseria. La voce del professore, mentre parlava\ntoni chiari e dolci, che sembravano vibrare nell'aria, ci tranquillizz\u00f2 tutti: --\ntutti noi:--\n\n Oh, amico mio, \u00e8 perch\u00e9 vorrei salvare Madam Mina da quell'orribile\nluogo che andrei. Dio non voglia che io la porti in quel luogo.\nluogo. C'\u00e8 un lavoro, un lavoro selvaggio, da fare l\u00ec, che i suoi occhi non possono\nvedere. Noi uomini qui, tutti tranne Jonathan, abbiamo visto con i loro occhi quello che\nche cosa c'\u00e8 da fare prima che quel luogo possa essere purificato. Ricordate che siamo in\nterribili difficolt\u00e0. Se il Conte ci sfugge questa volta - ed \u00e8 forte, sottile e astuto - potrebbe scegliere di dormire.\ne astuto, potrebbe decidere di farlo dormire per un secolo, e allora\ncol tempo il nostro caro - mi prese la mano - verrebbe da lui a fargli compagnia e sarebbe come quegli altri\ne sarebbe come quegli altri che tu, Jonathan, hai visto. Ci hai\nci hai raccontato delle loro labbra gongolanti; hai sentito la loro risata ribelle mentre\nstringevano la borsa mobile che il Conte aveva gettato loro. Rabbrividisci; e\nbene che sia cos\u00ec. Perdonatemi se vi faccio soffrire cos\u00ec tanto, ma \u00e8\nnecessario. Amico mio, non \u00e8 forse un bisogno estremo quello che ti sto dando,\nforse la mia vita? Se qualcuno andasse in quel luogo per restarci,\nsono io che dovrei andare a fargli compagnia.\n\n Fate come volete, disse Jonathan, con un singhiozzo che lo scosse tutto, siamo nelle mani di Dio!\nsiamo nelle mani di Dio!\n\n       * * * * *\n\nOh, mi ha fatto bene vedere come lavoravano questi uomini coraggiosi.\nCome possono le donne non amare gli uomini quando sono cos\u00ec seri, e cos\u00ec veri, e\ncos\u00ec coraggiosi! Inoltre, mi ha fatto pensare al meraviglioso potere del denaro!\nChe cosa non pu\u00f2 fare quando \u00e8 applicato in modo appropriato; e che cosa potrebbe fare quando \u00e8 usato in modo meschino.\nquando viene usato con cattiveria. Mi sono sentita cos\u00ec grata che Lord Godalming sia ricco e che sia lui che Mr.\ne che sia lui che Mr. Morris, che ha anche lui molto denaro, siano disposti a\na spenderlo cos\u00ec liberamente. Perch\u00e9 se non lo facessero, la nostra piccola spedizione non potrebbe\nnon potrebbe partire, n\u00e9 cos\u00ec tempestivamente n\u00e9 cos\u00ec ben equipaggiata, come far\u00e0 tra un'ora.\nun'altra ora. Non sono passate tre ore da quando \u00e8 stato deciso il ruolo di ciascuno di noi.\ndi ciascuno di noi; e ora Lord Godalming e Jonathan hanno una bella lancia a vapore, a vapore, pronta a partire.\na vapore, pronta a partire in un momento. Il dottor Seward\ne il signor Morris hanno una mezza dozzina di buoni cavalli, ben equipaggiati. Abbiamo\ntutte le mappe e gli strumenti di vario tipo che si possono avere. Il prof.\nVan Helsing e io partiremo con il treno delle 11.40 di questa sera per Veresti,\ndove prenderemo una carrozza per andare al Passo del Borgo. Porteremo con noi\nportiamo con noi una buona dose di denaro pronto, perch\u00e9 dobbiamo comprare una carrozza e dei\ncavalli. Guideremo noi stessi, perch\u00e9 non abbiamo nessuno di cui fidarci.\nin questo senso. Il professore conosce molte lingue,\nquindi ce la caveremo. Abbiamo tutti armi, anche io ho un revolver a canna larga.\nJonathan non sarebbe felice se non fossi armato come gli altri.\ngli altri. Ahim\u00e8! Non posso portare un braccio come gli altri; la cicatrice sulla fronte me lo impedisce.\nfronte me lo impedisce. Il caro Dr. Van Helsing mi conforta dicendomi\nche sono armato di tutto punto perch\u00e9 potrebbero esserci dei lupi; il tempo si fa pi\u00f9 freddo di ora in ora, e ci sono fiocchi di neve.\nil tempo diventa ogni ora pi\u00f9 freddo, e ci sono fiocchi di neve che vanno e vengono come\navvertimenti.\n\n       * * * * *\n\nCi \u00e8 voluto tutto il mio coraggio per dire addio al mio tesoro. Forse non ci incontreremo\nnon incontrarci mai pi\u00f9. Coraggio, Mina! Il professore ti guarda con attenzione;\nil suo sguardo \u00e8 un avvertimento. Non ci devono essere lacrime ora... a meno che Dio non le faccia cadere in allegria.\nDio le faccia cadere in allegria.\n\n\nIl diario di Jonathan Harker.\n\n30 ottobre. Notte._--Scrivo alla luce della fornace della lancia a vapore.\ndella porta della lancia a vapore: Lord Godalming si sta accendendo. \u00c8 un esperto del\n\u00e8 un esperto di questo lavoro, dato che ha avuto per anni una sua lancia\nsul Tamigi e un'altra sulle Norfolk Broads. Per quanto riguarda i nostri\nPer quanto riguarda i nostri piani, alla fine decidemmo che l'ipotesi di Mina era corretta e che se si fosse scelto un corso d'acqua per il Conte\nse fosse stata scelta una via d'acqua per la fuga del Conte verso il suo castello, il Sereth e poi il Bistrit.\nSereth e poi la Bistritza alla sua confluenza, sarebbe stata quella giusta. Noi ritenemmo\nche il luogo prescelto per l'attraversamento del paese tra la Sereth e la Bistritza fosse il 47\u00b0 grado di latitudine nord.\nluogo scelto per attraversare il paese tra il fiume e i Carpazi.\nCarpazi. Non abbiamo alcun timore a risalire il fiume a buona velocit\u00e0 di notte.\ndi notte; c'\u00e8 acqua in abbondanza e le rive sono sufficientemente larghe da permettere di\nche il viaggio, anche al buio, \u00e8 abbastanza facile. Lord Godalming mi dice di\ndi dormire un po', perch\u00e9 per il momento \u00e8 sufficiente che uno sia di guardia.\ndi guardia. Ma io non riesco a dormire... come potrei con il terribile pericolo che incombe\nsulla mia cara, e lei che esce in quel luogo orribile.... Il mio unico\nconforto \u00e8 che siamo nelle mani di Dio. Solo per questa fede sarebbe\nsarebbe pi\u00f9 facile morire che vivere, e quindi liberarsi di tutti i problemi. Mr.\nMorris e il dottor Seward sono partiti per il loro lungo viaggio prima che noi partissimo;\ndevono continuare a risalire la riva destra, abbastanza lontano da raggiungere terre pi\u00f9 alte\ndi vedere un buon tratto di fiume e di evitare di seguire le sue curve.\ndelle sue curve. Per le prime tappe, hanno due uomini che guidano e conducono i cavalli di riserva.\ncavalli di riserva, quattro in tutto, per non destare curiosit\u00e0. Quando\nquando congederanno gli uomini, cosa che avverr\u00e0 a breve, si occuperanno loro stessi dei cavalli.\ncavalli. Potrebbe essere necessario unire le forze; in tal caso potranno montare\npossono montare tutto il nostro gruppo. Una delle selle ha un corno mobile e pu\u00f2 essere facilmente\ne pu\u00f2 essere facilmente adattata per Mina, se necessario.\n\n\u00c8 un'avventura selvaggia quella che stiamo vivendo. Qui, mentre stiamo correndo nell'oscurit\u00e0, con il freddo del fiume che sembra\nnell'oscurit\u00e0, con il freddo del fiume che sembra salire e colpirci; con tutte le voci misteriose della notte intorno a noi.\ncon tutte le voci misteriose della notte che ci circondano, tutto torna a\ncasa. Sembra che stiamo andando alla deriva in luoghi sconosciuti e per vie sconosciute; in\nun intero mondo di cose oscure e terribili. Godalming sta chiudendo la\nporta della fornace....\n\n       * * * * *\n\n31 ottobre - Ancora di corsa. Il giorno \u00e8 arrivato, e Godalming sta\ndormono. Io sono di guardia. La mattinata \u00e8 amaramente fredda; il calore della fornace\n\u00e8 grato, anche se abbiamo pesanti cappotti di pelliccia. Finora abbiamo incrociato solo\npoche barche aperte, ma nessuna aveva a bordo una scatola o un pacco di dimensioni simili a quelle che cerchiamo.\no pacchetto delle dimensioni di quello che cerchiamo. Gli uomini erano spaventati ogni\nogni volta che abbiamo acceso la nostra lampada elettrica su di loro, e sono caduti in ginocchio a pregare.\npregavano.\n\n       * * * * *\n\n_1 novembre, sera._--Nessuna notizia per tutto il giorno; non abbiamo trovato nulla del\ntipo che cerchiamo. Siamo ormai entrati nella Bistritza e se ci sbagliamo nelle nostre supposizioni\nse ci sbagliamo nelle nostre supposizioni, la nostra occasione \u00e8 persa. Abbiamo revisionato tutte le barche, grandi e piccole.\ne piccole. Stamattina presto, un equipaggio ci ha scambiato per una nave del governo,\ne ci ha trattato di conseguenza. Abbiamo visto in questo un modo per appianare le cose,\ncos\u00ec a Fundu, dove il Bistritza confluisce nel Sereth, abbiamo preso una bandiera rohmana che ora sventoliamo.\nbandiera rumena che ora sventoliamo vistosamente. Con tutte le barche che abbiamo\nda allora questo trucco ha avuto successo, ci \u00e8 stata mostrata ogni\nogni deferenza e nessuna obiezione a qualsiasi cosa decidessimo di chiedere o fare.\ndi chiedere o fare. Alcuni slovacchi ci raccontano che una grande barca li ha sorpassati,\nche andava a una velocit\u00e0 superiore al solito, poich\u00e9 aveva un doppio equipaggio a bordo. Questo\nprima di arrivare a Fundu, per cui non sanno dirci se la barca abbia\nse la barca abbia svoltato nella Bistritza o se abbia continuato a risalire il Sereth. A Fundu\nFundu non abbiamo sentito parlare di questa barca, quindi deve essere passata di l\u00ec nella notte.\nnotte. Mi sento molto assonnato; forse il freddo comincia a farsi sentire e la natura deve riposare.\ne la natura deve riposare un po'. Godalming insiste sul fatto che\nche sar\u00e0 lui a fare il primo turno di guardia. Dio lo benedica per tutta la sua bont\u00e0 nei confronti della povera\nMina e me.\n\n       * * * * *\n\n2 novembre, mattina... \u00c8 pieno giorno. Quel bravo ragazzo non vuole\nsvegliarmi. Dice che sarebbe stato un peccato, perch\u00e9 io dormivo tranquillamente e\ndimenticando i miei problemi. Mi sembra brutalmente egoista aver dormito cos\u00ec a lungo, lasciando che lui\ncos\u00ec a lungo, lasciandolo vegliare tutta la notte; ma aveva ragione. Sono un uomo nuovo\nuomo nuovo stamattina; e, mentre sono seduto qui e lo guardo dormire, posso fare tutto ci\u00f2 che \u00e8 necessario sia a livello mentale che\ntutto ci\u00f2 che \u00e8 necessario sia per badare al motore, sia per governare e\ndi guardia. Sento che la mia forza e la mia energia mi stanno tornando\nme. Mi chiedo dove siano ora Mina e Van Helsing. Dovrebbero essere arrivati a\nVeresti verso mezzogiorno di mercoled\u00ec. Ci sarebbe voluto un po' di tempo per prendere la carrozza e i\ncarrozza e i cavalli; quindi se fossero partiti e avessero viaggiato sodo, sarebbero stati\nsarebbero arrivati al Passo del Borgo. Dio li guidi e li aiuti! Ho paura di pensare\nHo paura di pensare a ci\u00f2 che pu\u00f2 accadere. Se solo potessimo andare pi\u00f9 veloci!\nnon possiamo; i motori pulsano e fanno del loro meglio. Mi chiedo come\nSeward e il signor Morris. Sembra che ci siano infiniti\nche scendono dalle montagne e confluiscono in questo fiume, ma dato che nessuno di essi\nnessuno di essi \u00e8 molto grande - al momento, in ogni caso, anche se sono terribili\nsenza dubbio in inverno e quando la neve si scioglie, i cavalieri non avranno incontrato\nincontrato molti ostacoli. Spero che prima di arrivare a Strasba potremo vederle, perch\u00e9 se a quel punto saremo gi\u00e0 a Strasba\nSe per allora non avremo raggiunto il conte, sar\u00e0 necessario prendere\nnecessario prendere consiglio insieme sul da farsi.\n\n\nDiario del dottor Seward.\n\n_2 novembre._-- Tre giorni di viaggio. Nessuna notizia, n\u00e9 tempo per scriverla\nanche se ci fossero state, perch\u00e9 ogni momento \u00e8 prezioso. Abbiamo avuto solo il riposo\nriposo necessario per i cavalli, ma lo stiamo sopportando entrambi meravigliosamente.\nQuesti nostri giorni avventurosi si stanno rivelando utili. Dobbiamo andare avanti;\nnon ci sentiremo mai felici finch\u00e9 non avremo di nuovo il varo in vista.\n\n       * * * * *\n\n_3 novembre._--A Fundu abbiamo saputo che la lancia aveva risalito la\nBistritza. Vorrei che non facesse cos\u00ec freddo. Ci sono segni di neve in arrivo; e\nse cade forte ci fermer\u00e0. In tal caso dovremo prendere una slitta e\nandare avanti, alla maniera russa.\n\n       * * * * *\n\n_4 novembre._-- Oggi abbiamo saputo che la lancia \u00e8 stata trattenuta da un\nincidente nel tentativo di risalire le rapide. Le barche slovacche riescono a\nsalgono bene, con l'aiuto di una corda e governando con sapienza. Alcune sono salite\nsolo poche ore prima. Godalming stesso \u00e8 un montatore dilettante, e\nevidentemente \u00e8 stato lui a rimettere in assetto la lancia. Infine, sono riusciti a\ncon l'aiuto della gente del posto e sono ripartiti all'inseguimento.\ndi nuovo. Temo che la barca non sia migliorata per l'incidente; i contadini ci hanno detto che dopo l'incidente\nI contadini raccontano che, dopo aver ripreso l'acqua dolce, ha continuato a\nche, dopo aver ripreso l'acqua liscia, ha continuato a fermarsi di tanto in tanto finch\u00e9 \u00e8 stata in vista. Dobbiamo spingere\npi\u00f9 che mai; il nostro aiuto potrebbe essere richiesto presto.\n\n\nIl diario di Mina Harker.\n\n_31 ottobre._--Arrivo a Veresti a mezzogiorno. Il professore mi ha detto che\nstamattina all'alba non \u00e8 riuscito a ipnotizzarmi affatto, e che tutto ci\u00f2 che potevo dire era\nche tutto ci\u00f2 che potevo dire era: buio e silenzio.  Sta andando a comprare una carrozza e dei cavalli.\ncavalli. Dice che pi\u00f9 avanti cercher\u00e0 di comprare altri cavalli, in modo da poterli\nin modo da poterli cambiare durante il viaggio. Abbiamo qualcosa di pi\u00f9\ndi 70 miglia davanti a noi. Il paese \u00e8 bello e molto interessante; se solo fossimo in condizioni diverse, quanto sarebbe\nse solo fossimo in condizioni diverse, quanto sarebbe piacevole\nvedere tutto. Se Jonathan e io lo attraversassimo da soli, che piacere sarebbe.\npiacere. Fermarsi a vedere le persone, imparare qualcosa della loro vita e riempire la mente.\ndella loro vita, e riempire le nostre menti e i nostri ricordi con tutti i colori e la pittoresca\npittoreschi di questo paese selvaggio e bello e di questa gente pittoresca!\ngente! Ma, ahim\u00e8!\n\n       * * * * *\n\nIl dottor Van Helsing \u00e8 tornato. Ha preso la carrozza e i cavalli.\ncavalli; ceneremo e partiremo tra un'ora. La padrona di casa\npadrona di casa ci sta preparando un enorme cesto di provviste; sembra abbastanza\nper una compagnia di soldati. Il professore la incoraggia e mi sussurra che potrebbe passare una settimana\nche potrebbe passare una settimana prima di poter avere di nuovo del buon cibo. Anche lui ha\nha fatto la spesa e ha mandato a casa un sacco di cappotti di pelliccia e\ne di pellicce e di ogni genere di cose calde. Non ci sar\u00e0 alcuna possibilit\u00e0 di\ndi avere freddo.\n\n       * * * * *\n\nPresto partiremo. Ho paura di pensare a quello che potrebbe accadere a noi. Siamo\nveramente nelle mani di Dio. Lui solo sa cosa pu\u00f2 accadere, e io lo prego,\ncon tutta la forza della mia anima triste e umile, che vegli sul mio amato marito.\nmio amato marito; affinch\u00e9, qualunque cosa accada, Jonathan sappia che l'ho amato e onorato pi\u00f9 di ogni altra cosa.\nJonathan sappia che l'ho amato e onorato pi\u00f9 di quanto possa dire e che il mio ultimo e pi\u00f9 vero pensiero sar\u00e0 sempre per lui.\npensiero pi\u00f9 vero sar\u00e0 sempre per lui.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXVII\n\nDIARIO DI MINA HARKER\n\n\n_1 novembre._-- Per tutto il giorno abbiamo viaggiato, e a buona velocit\u00e0. I\ncavalli sembrano sapere di essere trattati con gentilezza, perch\u00e9 vanno\nvolentieri tutta la tappa alla massima velocit\u00e0. Abbiamo avuto cos\u00ec tanti cambiamenti\ncambiamenti e ritroviamo sempre le stesse cose, tanto da incoraggiarci a pensare che il viaggio sar\u00e0 facile.\nche siamo incoraggiati a pensare che il viaggio sar\u00e0 facile. Il dottor Van Helsing \u00e8 laconico;\ndice ai contadini che si sta affrettando a Bistritz e li paga bene per fare lo scambio di cavalli.\nper fare lo scambio di cavalli. Prendiamo una zuppa calda, un caff\u00e8 o un t\u00e8 e partiamo.\ne partiamo. \u00c8 un paese incantevole, pieno di bellezze di tutti i tipi immaginabili.\ndi tutti i tipi immaginabili, e la gente \u00e8 coraggiosa, forte, semplice e sembra piena di qualit\u00e0.\ndi belle qualit\u00e0. Sono molto, molto superstiziosi. Nella prima\ncasa in cui ci siamo fermati, quando la donna che ci ha servito ha visto la cicatrice sulla mia\nfronte, si \u00e8 accavallata e ha allungato due dita verso di me, per\nper tenere lontano il malocchio. Credo che si siano presi il disturbo di mettere una\naglio nel nostro cibo; e io non sopporto l'aglio. Da allora\nda allora mi sono guardata bene dal togliermi il cappello o il velo, e cos\u00ec sono sfuggita ai loro sospetti.\ncos\u00ec sono sfuggita ai loro sospetti. Stiamo viaggiando velocemente e, dato che non abbiamo con noi un\nautista con noi per portare i racconti, andiamo avanti con scandalo; ma oserei dire che la paura del malocchio\nche la paura del malocchio ci seguir\u00e0 con forza per tutto il viaggio. Il\nProfessore sembra instancabile; per tutto il giorno non ha voluto riposare, anche se mi ha\nmi ha fatto dormire a lungo. All'ora del tramonto mi ha ipnotizzato, e dice che ho risposto come al solito alle tenebre.\ndice che ho risposto come al solito con il buio, lo sciabordio dell'acqua e lo scricchiolio del legno.\nlegno; quindi il nostro nemico \u00e8 ancora sul fiume. Ho paura di pensare a\nJonathan, ma in qualche modo non ho pi\u00f9 paura n\u00e9 per lui n\u00e9 per me. Scrivo\nscrivo mentre aspettiamo in una fattoria che i cavalli siano pronti. Il dott.\nVan Helsing sta dormendo. Povero caro, sembra molto stanco, vecchio e grigio.\nma la sua bocca \u00e8 ferma come quella di un conquistatore; anche nel sonno \u00e8 istintivamente risoluto.\n\u00e8 istintivamente risoluto. Quando saremo ben avviati, dovr\u00f2 farlo riposare\nriposare mentre guido. Gli dir\u00f2 che abbiamo giorni davanti a noi,\ne che non dobbiamo crollare quando la sua forza sar\u00e0 pi\u00f9 che mai necessaria.\nnecessarie.... Tutto \u00e8 pronto; tra poco si parte.\n\n       * * * * *\n\n2 novembre, mattina... Ho avuto successo e abbiamo guidato a turno per tutta la notte.\nnotte; ora \u00e8 arrivato il giorno, luminoso anche se freddo. C'\u00e8 una strana\npesantezza nell'aria - dico pesantezza in mancanza di una parola migliore; intendo dire che\nche ci opprime entrambi. Fa molto freddo, e solo le nostre pellicce calde ci fanno stare\nci fanno sentire a nostro agio. All'alba Van Helsing mi ha ipnotizzato; dice che ho risposto\n buio, legno scricchiolante e acqua scrosciante, cos\u00ec il fiume sta cambiando mentre\nsalgono. Spero che il mio tesoro non corra alcun rischio di\npericolo, pi\u00f9 di quanto sia necessario; ma siamo nelle mani di Dio.\n\n       * * * * *\n\n_2 novembre, notte._-- Tutto il giorno a guidare. Il paese diventa sempre pi\u00f9 selvaggio\ne i grandi contrafforti dei Carpazi, che a Veresti sembravano cos\u00ec lontani da noi e cos\u00ec bassi all'orizzonte, ora sembrano\ncos\u00ec lontani da noi e cos\u00ec bassi all'orizzonte, ora sembrano raccogliersi intorno a noi\ne svettare davanti a noi. Sembriamo entrambi di buon umore; credo che ci sforziamo di rallegrare l'altro.\nsforzo per rallegrare l'altro; nel farlo rallegriamo noi stessi. Il dott.\nVan Helsing dice che entro domattina raggiungeremo il Passo del Borgo. Le\ncase sono molto poche qui, e il professore dice che l'ultimo cavallo che abbiamo\nche abbiamo dovr\u00e0 proseguire con noi, perch\u00e9 potremmo non essere in grado di cambiare. Egli\nha preso due cavalli in aggiunta ai due che abbiamo cambiato, cos\u00ec ora abbiamo un rudimentale\nquattro cavalli. I cari cavalli sono pazienti e bravi e non ci danno problemi.\nproblemi. Non siamo preoccupati per gli altri viaggiatori e cos\u00ec anche io posso guidare.\nguidare. Arriveremo al Passo con la luce del giorno, non vogliamo arrivare prima.\nprima. Cos\u00ec ce la prendiamo comoda e ci riposiamo a turno. Oh, cosa\ncosa ci riserver\u00e0 il domani? Andiamo a cercare il luogo dove il mio povero\ntesoro ha sofferto cos\u00ec tanto. Che Dio ci guidi bene e che si degni di vegliare sul mio tesoro.\nche si degni di vegliare su mio marito e su coloro che ci sono cari,\ne che sono in cos\u00ec grave pericolo. Quanto a me, non ne sono degna ai Suoi occhi.\nvista. Ahim\u00e8! Sono impura ai Suoi occhi e lo sar\u00f2 fino a quando non si degner\u00e0\ndi lasciarmi esibire al Suo cospetto come uno di coloro che non sono incorsi nella Sua ira.\nla Sua ira.\n\n\n_Memorandum di Abraham Van Helsing_.\n\n_4 novembre._--Questa al mio vecchio e vero amico John Seward, M.D., di Purfleet, Londra, nel caso in cui non dovessi vederlo.\nPurfleet, Londra, nel caso in cui non dovessi vederlo. Pu\u00f2 spiegare. \u00c8\nmattina e scrivo davanti a un fuoco che ho tenuto vivo tutta la notte.\nvivo, con l'aiuto della signora Mina. Fa freddo, freddo; cos\u00ec freddo che il cielo grigio e pesante \u00e8 pieno di neve.\ngrigio e pesante \u00e8 pieno di neve, che quando cadr\u00e0 si depositer\u00e0 per tutto l'inverno.\ninverno, poich\u00e9 il terreno si sta indurendo per riceverla. Sembra che abbia\nSembra che abbia influenzato Madam Mina; \u00e8 stata cos\u00ec pesante di testa tutto il giorno che non era\nnon era in s\u00e9. Dorme, e dorme, e dorme! Lei che di solito \u00e8\ncos\u00ec vigile, non ha fatto letteralmente nulla per tutto il giorno; ha persino perso l'appetito.\nl'appetito. Non ha scritto nulla nel suo piccolo diario, lei che scriveva cos\u00ec\nfedele a ogni pausa. Qualcosa mi sussurra che non va tutto bene.\nTuttavia, questa notte \u00e8 pi\u00f9 \"vivace\". Il lungo sonno di tutto il giorno l'ha rinfrescata\ne l'ha ristorata, perch\u00e9 ora \u00e8 tutta dolce e luminosa come sempre. Al tramonto\ncerco di ipnotizzarla, ma, ahim\u00e8, senza alcun effetto; il potere \u00e8 diventato\nsempre meno di giorno in giorno, e stanotte mi viene a mancare del tutto. Bene,\nsia fatta la volont\u00e0 di Dio, qualunque essa sia e ovunque porti!\n\nOra passiamo alla storia, poich\u00e9 la signora Mina non scrive nella sua stenografia, devo\ndevo, nel mio vecchio stile, affinch\u00e9 ogni giorno di noi non rimanga\ndi noi non rimanga senza traccia.\n\nSiamo arrivati al Passo del Borgo poco dopo l'alba di ieri mattina. Quando ho\nquando ho visto i segni dell'alba mi sono preparato per l'ipnosi. Abbiamo fermato la nostra\ncarrozza e siamo scesi per non disturbare. Ho preparato un\ndivano con delle pellicce e Madam Mina, sdraiata, si abbandon\u00f2 come al solito, ma pi\u00f9 lentamente e pi\u00f9 brevemente che mai, all'ipnosi.\npi\u00f9 lentamente e in tempi pi\u00f9 brevi che mai, al sonno ipnotico. Come\ncome prima, arriv\u00f2 la risposta: il buio e il vorticare dell'acqua.  Poi si\nsi \u00e8 svegliata, luminosa e radiosa e abbiamo proseguito il nostro cammino e presto raggiunto il Passo.\nIn quel momento e in quel luogo, si infiamm\u00f2 di zelo; un nuovo potere guida si manifest\u00f2 in lei.\nnuovo potere di guida si manifest\u00f2 in lei, perch\u00e9 indic\u00f2 una strada e disse:--\n\n Questa \u00e8 la strada.\n\n Come fai a conoscerlo?  Chiedo.\n\n Certo che la conosco, rispose lei, e con una pausa aggiunse: \"Il mio Jonathan non l'ha percorsa e non ha scritto del suo viaggio?\nJonathan l'ha percorsa e ha scritto del suo viaggio?\n\nAll'inizio mi sembra un po' strano, ma presto mi accorgo che esiste una sola\nstrada di questo tipo. \u00c8 poco frequentata e molto diversa dalla strada per le carrozze\nstrada delle carrozze dalla Bucovina a Bistritz, che \u00e8 pi\u00f9 larga e dura, e pi\u00f9 utile.\npi\u00f9 larga e dura, e pi\u00f9 utile.\n\nCos\u00ec siamo scesi per questa strada; quando abbiamo incontrato altre vie - non sempre siamo stati sicuri che fossero strade\nnon siamo sempre stati sicuri che fossero strade, perch\u00e9 erano trascurate e\ni cavalli lo sanno e lo sanno solo loro. Io do loro man forte e loro\nloro vanno avanti con tanta pazienza. E alla fine troviamo tutte le cose che Jonathan\nha annotato in quel suo meraviglioso diario. Poi andiamo avanti per lunghe, lunghe\nore e ore. All'inizio dico a Madam Mina di dormire; lei ci prova e ci riesce.\nci riesce. Dorme tutto il tempo; finch\u00e9 all'ultimo mi sento crescere il sospetto\nsospettoso crescere, e cerco di svegliarla. Ma lei continua a dormire e io non riesco a\nnon riesco a svegliarla, anche se ci provo. Non voglio sforzarmi troppo, per non farle del male.\nperch\u00e9 so che ha sofferto molto e che il sonno a volte \u00e8\ntutto per lei. Penso di essermi addormentata, perch\u00e9 all'improvviso mi sento\ncome se avessi fatto qualcosa; mi ritrovo in piedi di scatto, con le redini in mano e le\nredini in mano, e i buoni cavalli vanno avanti a scatti, a scatti, come sempre. I\nguardo in basso e trovo la signora Mina ancora addormentata. Ormai non \u00e8 lontana l'ora del tramonto\ne sulla neve la luce del sole scorre in un grande diluvio giallo,\ncos\u00ec da gettare una grande e lunga ombra sul punto in cui la montagna si erge cos\u00ec ripida.\nStiamo salendo e salendo, e tutto \u00e8 cos\u00ec selvaggio e roccioso, come se fosse la fine del mondo.\ncome se fosse la fine del mondo.\n\nPoi risveglio Madam Mina. Questa volta si sveglia senza troppi problemi, e\npoi cerco di farla dormire in modo ipnotico. Ma non dorme, essendo come\ncome se io non lo fossi. Provo e riprovo ancora, finch\u00e9, tutto d'un tratto, trovo lei e me al buio.\nme al buio; allora mi guardo intorno e scopro che il sole \u00e8 tramontato.\nMadam Mina ride, e io mi volto a guardarla. Ora \u00e8 completamente sveglia,\ne ha un aspetto cos\u00ec buono come non l'ho mai visto da quella notte a Carfax quando\nquando siamo entrati per la prima volta in casa del conte. Sono stupito e non mi sento a mio agio; ma lei \u00e8 cos\u00ec luminosa e\n\u00e8 cos\u00ec luminosa, tenera e premurosa nei miei confronti che dimentico ogni paura. I\naccendo un fuoco, perch\u00e9 abbiamo portato con noi una scorta di legna, e lei prepara il cibo\npreparare il cibo mentre io disfo i cavalli e li metto al riparo, legati,\nper nutrirli. Poi, quando torno al fuoco, lei mi prepara la cena. Vado\nad aiutarla, ma lei sorride e mi dice che ha gi\u00e0 mangiato, che era cos\u00ec affamata che non avrebbe\nera cos\u00ec affamata che non voleva aspettare. Non mi piace, e ho seri dubbi; ma\ngravi dubbi; ma temo di spaventarla e cos\u00ec ne taccio. Lei\nmi aiuta e io mangio da solo; poi ci avvolgiamo nella pelliccia e ci sdraiamo accanto al fuoco.\nfuoco e le dico di dormire mentre io veglio. Ma presto mi dimentico di vegliare\ndi vegliare; e quando all'improvviso mi ricordo di vegliare, la trovo sdraiata e tranquilla, ma sveglia, che guarda\ntranquilla, ma sveglia, e mi guarda con occhi cos\u00ec luminosi. Una volta, due volte\naltre due volte la stessa cosa, e dormo molto fino a prima del mattino. Quando mi\nquando mi sveglio cerco di ipnotizzarla; ma ahim\u00e8, anche se chiude gli occhi\nobbediente, non riesce a dormire. Il sole si alza, e si alza, e si alza; e poi il sonno arriva troppo tardi.\nil sonno arriva troppo tardi, ma \u00e8 cos\u00ec pesante che non si sveglia. Devo\nsollevarla e metterla a dormire nella carrozza quando ho\nbardato i cavalli e preparato tutto. La signora dorme ancora e sembra\nnel sonno pi\u00f9 sana e pi\u00f9 rossa di prima. E a me non piace\nno. E ho paura, paura, paura! Ho paura di tutto, anche di pensare che\ndi pensare che devo andare avanti per la mia strada. La posta in gioco \u00e8 la vita e la\nmorte, o pi\u00f9 di queste, e non dobbiamo tirarci indietro.\n\n       * * * * *\n\n_5 novembre, mattina._--Lasciatemi essere preciso in ogni cosa, perch\u00e9 anche se voi e io abbiamo visto\nabbiamo visto insieme alcune cose strane, all'inizio potreste pensare che io, Van Helsing, sia pazzo.\nche io, Van Helsing, sia pazzo - che i molti orrori e la cos\u00ec lunga\ntensione dei nervi mi abbiano alla fine fatto girare il cervello.\n\nPer tutto ieri viaggiamo, avvicinandoci sempre pi\u00f9 alle montagne, e\nsempre pi\u00f9 selvaggia e desertica. Ci sono grandi\ngrandi precipizi e molta acqua che cade, e la natura sembra aver tenuto\nqualche volta il suo carnevale. La signora Mina dormiva e dormiva ancora; e sebbene io avessi fame e mi fossi calmato\nfame e l'avessi placata, non riuscivo a svegliarla, nemmeno per il cibo. I\nCominciai a temere che l'incantesimo fatale del luogo fosse su di lei, contaminata com'\u00e8 da quel battesimo\ncontaminata da quel battesimo vampiresco.  Ebbene, mi sono detta, se \u00e8 vero che\nche lei dorme tutto il giorno, sar\u00e0 anche che io non dormo di\nnotte.  Mentre percorrevamo la strada impervia, per quanto antica e imperfetta fosse, io\nimperfetta, abbassai la testa e dormii. Di nuovo mi sono svegliato\ncon un senso di colpa e di tempo trascorso, e trovai la signora Mina che dormiva ancora e il sole basso.\nMina ancora addormentata e il sole basso. Ma tutto era davvero cambiato: le montagne accigliate sembravano\nmontagne accigliate sembravano pi\u00f9 lontane e noi eravamo in cima a una collina\nuna collina in forte ascesa, sulla cui sommit\u00e0 si trovava un castello di cui Jonathan racconta\ndi Jonathan nel suo diario. Allo stesso tempo esultai e temetti, perch\u00e9 ora, nel bene e nel male,\nla fine era vicina.\n\nSvegliai Madam Mina e cercai di nuovo di ipnotizzarla; ma ahim\u00e8!\ninutilmente fino a quando non fu troppo tardi. Poi, prima che il grande buio si abbattesse su di noi, poich\u00e9\nanche dopo il tramonto il cielo rifletteva il sole scomparso sulla neve, e per un po' tutto era in un grande crepuscolo.\ntutto era per un certo tempo in un grande crepuscolo - portai fuori i cavalli e li nutrii in quel che potevo\ne li ho nutriti nel riparo che potevo. Poi accendo un fuoco e vicino ad esso faccio\nMadam Mina, ora sveglia e pi\u00f9 affascinante che mai, si mise comoda tra i suoi tappeti.\ni suoi tappeti. Ho preparato il cibo, ma lei non ha voluto mangiare, dicendo semplicemente che\nche non aveva fame. Non la incalzai, conoscendo la sua indisponibilit\u00e0. Ma\nIo stessa mangiai, perch\u00e9 ormai dovevo essere forte per tutti. Poi, con la\npaura di ci\u00f2 che poteva accadere, tracciai un anello, cos\u00ec grande per la sua comodit\u00e0, intorno a\ndove sedeva la signora Mina; e sull'anello passai un po' di ostia, e\ne la ruppi finemente, in modo che tutto fosse ben custodito. Lei rimase immobile per tutto il\ncos\u00ec immobile come una persona morta; e divenne sempre pi\u00f9 bianca, finch\u00e9 la neve non fu pi\u00f9\nneve non era pi\u00f9 pallida; e non disse una parola. Ma quando mi avvicinavo, lei si\nsi aggrappava a me e sapevo che la povera anima si scuoteva dalla testa ai piedi con un\npiedi con un tremito che era un dolore da sentire. Le dissi poco dopo, quando\nsi era fatta pi\u00f9 tranquilla:--\n\n Non vuoi avvicinarti al fuoco? Perch\u00e9 volevo fare una prova di\ndi ci\u00f2 che era in grado di fare. Si alz\u00f2 obbediente, ma dopo aver fatto un passo si ferm\u00f2 e rimase come colpita.\nsi ferm\u00f2 e rimase come colpita.\n\n Perch\u00e9 non continuare?  chiesi. Scosse la testa e, tornando indietro, si sedette al suo posto.\nal suo posto. Poi, guardandomi con gli occhi aperti, come chi si sveglia dal sonno, disse semplicemente\ndal sonno, disse semplicemente\n\n Non posso! e rimasi in silenzio. Mi rallegrai, perch\u00e9 sapevo che ci\u00f2 che lei non poteva\nnon poteva, nessuno di quelli che temevamo poteva. Anche se poteva esserci un\npericolo per il suo corpo, la sua anima era al sicuro!\n\nIn quel momento i cavalli cominciarono a strillare e a strappare i legacci, finch\u00e9 non li raggiunsi e li tranquillizzai.\nfinch\u00e9 non mi avvicinai e li tranquillizzai. Quando sentirono le mie mani su di loro, nitrirono come di gioia, leccarono le mie mani e si calmarono per un po'.\nmugolavano come se fossero felici, mi leccavano le mani e si calmavano per un po'.\ntempo. Molte volte, durante la notte, mi avvicinai a loro, finch\u00e9 non giunse l'ora fredda in cui\nl'ora fredda, quando tutta la natura \u00e8 al minimo; e ogni volta il mio arrivo era\ncon la loro quiete. Nell'ora fredda il fuoco inizi\u00f2 a spegnersi, e io stavo per\nstavo per uscire a rifornirlo, perch\u00e9 ora la neve arrivava a fiocchi\nneve e con essa una nebbia gelida. Anche nel buio c'era una luce di\nuna specie di luce, come sempre accade sulla neve, e sembrava che le\nnevi e le ghirlande di nebbia prendessero forma come di donne con\ncon abiti strascicati. Tutto era in un silenzio morto e cupo, solo che i cavalli\nnitrissero e si accucciassero, come se fossero terrorizzati dal peggio. Cominciai a\nterribili paure; ma poi mi venne il senso di sicurezza in quell'anello in cui mi trovavo.\nanello in cui mi trovavo. Cominciai anche a pensare che le mie fantasie riguardassero la notte e la tenebra.\nnotte, e l'oscurit\u00e0, e l'agitazione che ho vissuto, e\ntutte le terribili ansie. Era come se i miei ricordi di tutte le esperienze di Jonathan\norribile esperienza di Jonathan mi stessero ingannando; perch\u00e9 i fiocchi di neve e la nebbia\ncominciarono a ruotare e a girare intorno, finch\u00e9 riuscii a scorgere come un'ombra\nintravedere quelle donne che lo avrebbero baciato. E poi i cavalli\nsi rannicchiarono sempre pi\u00f9 in basso e gemettero di terrore come fanno gli uomini quando soffrono. Anche\nla follia dello spavento non era per loro, tanto che riuscirono a staccarsi. I\ntemevo per la mia cara Madam Mina quando queste strane figure si avvicinavano e\ngiravano intorno. La guardai, ma lei rimase calma e mi sorrise; quando io avrei voluto avvicinarmi al fuoco per\navrei voluto avvicinarmi al fuoco per rifornirlo, mi prese e mi trattenne.\ne mi trattenne, e sussurr\u00f2, come una voce che si sente in sogno, cos\u00ec bassa\nera: --\n\n No! No! Non andate senza. Qui sei al sicuro!  Mi voltai verso di lei e\nguardandola negli occhi, dissi:--\n\n Ma tu? \u00c8 per te che temo!\". Allora lei rise, una risata bassa e irreale.\ne irreale, e disse\n\n Temere per _me_! Perch\u00e9 temere per me? Nessuno \u00e8 pi\u00f9 al sicuro di loro in tutto il mondo\nMentre mi interrogavo sul significato delle sue parole, un soffio di vento fece balzare in alto la fiamma e vidi la cicatrice rossa sulla fronte.\nvento fece balzare la fiamma e vidi la cicatrice rossa sulla sua fronte.\nAllora, ahim\u00e8, ho capito. Se non l'avessi saputo, l'avrei saputo presto, perch\u00e9 le\nfigure volteggianti di nebbia e neve si avvicinavano, ma rimanendo sempre\nil cerchio sacro. Poi cominciarono a materializzarsi finch\u00e9... se Dio non mi ha\nnon mi abbia tolto la ragione, perch\u00e9 lo vedevo attraverso i miei occhi - c'erano davanti a me\nin carne e ossa le stesse tre donne che Gionata aveva visto nella stanza, quando\navrebbero baciato la sua gola. Conoscevo le forme rotonde e ondeggianti, i\nocchi duri e brillanti, i denti bianchi, il colorito rossiccio, le labbra voluttuose.\nlabbra. Sorridevano sempre alla povera e cara signora Mina; e quando la loro risata attraversava il silenzio della notte\nnel silenzio della notte, intrecciavano le braccia e le indicavano\ne dicevano con quei toni cos\u00ec dolci e formicolanti che Jonathan diceva essere\ndell'intollerabile dolcezza dei bicchieri d'acqua:--\n\n Vieni, sorella. Vieni da noi. Vieni! Vieni!  Per paura mi sono rivolta alla mia povera\nMadam Mina, e il mio cuore con gioia balz\u00f2 come una fiamma; perch\u00e9 oh! il terrore nei suoi dolci occhi, la repulsione, l'orrore, raccontavano una storia al mio cuore.\nterrore nei suoi dolci occhi, la repulsione, l'orrore, raccontavano al mio cuore una storia che era\ncuore una storia che era tutta una speranza. Dio sia ringraziato che non era ancora tra loro. I\npresi un po' di legna da ardere che era vicino a me e, porgendo un po' dell'ostia, avanzai verso la casa.\ndell'ostia, mi avvicinai a loro verso il fuoco. Si ritrassero davanti a me e\ne ridevano della loro bassa e orribile risata. Alimentai il fuoco e non li temetti, perch\u00e9 sapevo che eravamo al sicuro all'interno della nostra casa.\nsapevo che eravamo al sicuro all'interno delle nostre protezioni. Non potevano\navvicinarsi, n\u00e9 a me, cos\u00ec armato, n\u00e9 a Madam Mina, finch\u00e9 rimaneva all'interno dell'anello, che non poteva abbandonare.\nl'anello, dal quale non poteva uscire pi\u00f9 di quanto loro potessero entrare. I\ncavalli avevano smesso di gemere e giacevano immobili a terra; la neve cadeva su di loro dolcemente e diventavano sempre pi\u00f9 bianchi.\nneve cadeva su di loro dolcemente e diventavano pi\u00f9 bianchi. Sapevo che per quelle povere bestie non c'era pi\u00f9\nbestie non c'era pi\u00f9 terrore.\n\nE cos\u00ec siamo rimasti fino a quando il rosso dell'alba non \u00e8 sceso attraverso la\nneve. Ero desolata e impaurita, piena di dolore e di terrore; ma quando quel bel sole inizi\u00f2 a salire all'orizzonte\nquando quel bel sole cominci\u00f2 a salire all'orizzonte la vita fu di nuovo per me.\nAl primo spuntare dell'alba le orribili figure si sciolsero nella\nnebbia e della neve; le corone di tenebre trasparenti si allontanarono verso il castello e si persero.\nverso il castello e si persero.\n\nIstintivamente, con l'arrivo dell'alba, mi voltai verso Madam Mina, con l'intenzione di ipnotizzarla.\ndi ipnotizzarla; ma giaceva in un sonno profondo e improvviso, da cui non riuscii a svegliarla.\nnon riuscivo a svegliarla. Cercai di ipnotizzarla attraverso il suo sonno, ma non diede alcuna risposta, nessuna.\nnessuna risposta, nessuna; e si fece giorno. Temo di dovermi ancora muovere. Ho\nho acceso il fuoco e ho visto i cavalli, ma sono tutti morti. Oggi ho\nmolto da fare qui, e aspetto che il sole si alzi; perch\u00e9 ci possono essere posti in cui devo andare, dove la luce del sole\nperch\u00e9 ci possono essere luoghi in cui devo andare, dove la luce del sole, anche se la neve e la nebbia\noscurarla, sar\u00e0 per me una sicurezza.\n\nMi rafforzer\u00f2 con la colazione, e poi mi dedicher\u00f2 al mio terribile\nlavoro. La signora Mina dorme ancora e, grazie a Dio, \u00e8 tranquilla nel suo sonno.\nsonno....\n\n\nIl diario di Jonathan Harker.\n\n_4 novembre, sera._--L'incidente al varo \u00e8 stato terribile per noi.\nper noi. Se non fosse stato per questo, avremmo gi\u00e0 superato la barca da tempo;\ne a quest'ora la mia cara Mina sarebbe stata libera. Ho paura di pensare a lei,\nsulle colline vicino a quell'orribile posto. Abbiamo i cavalli e seguiamo la pista.\nseguiamo la pista. Ne prendo atto mentre Godalming si sta preparando. Abbiamo\nabbiamo le nostre armi. Gli Szgany devono stare attenti se vogliono combattere. Oh, se solo\nMorris e Seward fossero con noi. Dobbiamo solo sperare! Se non scrivo pi\u00f9\nAddio, Mina! Dio ti benedica e ti protegga.\n\n\nDiario del dottor Seward.\n\n_5 novembre._-- Con l'alba vedemmo il corpo di Szgany davanti a noi che si allontanava\ndal fiume con il loro carro di leiter. Lo circondarono in un\ngruppo e si affrettavano come se fossero assediati. La neve cade leggera\ne c'\u00e8 una strana eccitazione nell'aria. Forse sono i nostri sentimenti\nsentimenti, ma la depressione \u00e8 strana. Lontano sento l'ululato dei\nlupi; la neve li porta gi\u00f9 dalle montagne, e ci sono pericoli per tutti noi, e da tutte le parti.\npericoli per tutti noi e da ogni parte. I cavalli sono quasi pronti,\ne presto partiremo. Cavalchiamo verso la morte di qualcuno. Solo Dio sa chi,\no dove, o cosa, o quando, o come potrebbe essere....\n\n\nMemorandum del dottor Van Helsing.\n\n_5 novembre, pomeriggio._--Sono almeno sano di mente. Grazie a Dio per questa misericordia\nin ogni caso, anche se la prova \u00e8 stata terribile. Quando ho lasciato\nMina che dormiva all'interno del Sacro Cerchio, ho preso la strada per il castello.\nIl martello da fabbro che avevo portato in carrozza da Veresti mi \u00e8 stato utile.\nAnche se le porte erano tutte aperte, le ruppi dai cardini arrugginiti, per evitare che qualche malintenzionato\narrugginite, per evitare che qualche malintenzionato o caso fortuito le chiudesse, in modo tale che\nche, una volta entrato, non potessi pi\u00f9 uscire. L'amara esperienza di Jonathan mi \u00e8 servita\nJonathan mi \u00e8 servita in questo caso. Ricordando il suo diario, trovai la strada per la vecchia cappella, perch\u00e9 sapevo che qui era il mio lavoro.\nsapevo che qui c'era il mio lavoro. L'aria era opprimente; sembrava come se\ncome se ci fosse un fumo sulfureo, che a volte mi dava le vertigini. O\nun ruggito nelle orecchie o sentivo lontano l'ululato dei lupi.\nAllora pensai alla mia cara Madam Mina e mi trovai in una situazione terribile.\nIl dilemma mi teneva tra le corna.\n\nNon avevo osato portarla in questo luogo, ma l'avevo lasciata al sicuro dal vampiro in quel cerchio sacro.\nVampiro in quel cerchio sacro; eppure anche l\u00ec ci sarebbe stato il lupo! I\nche il mio lavoro era qui, e che ai lupi dovevamo sottometterci, se era volont\u00e0 di Dio.\nsottometterci, se fosse stata la volont\u00e0 di Dio. In ogni caso c'era solo la morte e\nlibert\u00e0. Cos\u00ec ho scelto per lei. Se fosse stato per me, la scelta sarebbe stata\nse non fosse stato per me stesso, la scelta sarebbe stata facile, le fauci del lupo sarebbero state meglio\nla tomba del vampiro! Cos\u00ec ho scelto di continuare il mio lavoro.\n\nSapevo che c'erano almeno tre tombe da trovare... tombe che sono\nCos\u00ec cercai e cercai e ne trovai una. Giaceva nel suo\nsonno vampiresco, cos\u00ec piena di vita e di voluttuosa bellezza che mi fa rabbrividire come\ncome se fossi venuto a commettere un omicidio. Ah, non dubito che nei tempi passati, quando\nquando c'erano queste cose, molti uomini che si accingevano a svolgere un compito come il mio,\nsi \u00e8 visto venir meno il cuore e poi i nervi. Allora rimandava,\ne rimandare, e rimandare, fino a quando la mera bellezza e il fascino degli\ndei non-morti desiderosi lo hanno ipnotizzato; e continua a farlo, finch\u00e9 non arriva il tramonto e il sonno dei\ne il sonno del vampiro sia finito. Allora i bellissimi occhi della bella\ndonna si aprono e guardano l'amore, e la bocca voluttuosa si presenta a un bacio.\nbacio - e l'uomo \u00e8 debole. E rimane un'altra vittima nell'ovile del Vampiro.\nuna vittima in pi\u00f9 nell'ovile dei vampiri; un'altra che va a ingrossare le truci e macabre file dei non-morti...\n\nC'\u00e8 sicuramente un certo fascino quando mi commuovo per la sola presenza di una simile\ndi una tale persona, anche se giaceva in una tomba segnata dall'et\u00e0 e pesante per la polvere dei secoli.\ne appesantita dalla polvere dei secoli, anche se c'\u00e8 quell'odore orrendo che\ncome quello che hanno avuto le tane del Conte. S\u00ec, mi sono commosso, io, Van Helsing,\ncon tutti i miei propositi e con il mio motivo di odio - sono stato spinto a un\ndesiderio di indugio che sembrava paralizzare le mie facolt\u00e0 e intasare la mia\nanima. Pu\u00f2 darsi che il bisogno di un sonno naturale e la strana oppressione dell'aria\nstrana oppressione dell'aria cominciavano a sopraffarmi. Certo \u00e8\ncerto che stavo cadendo nel sonno, il sonno con gli occhi aperti di chi cede\ndi chi cede a un dolce fascino, quando nell'aria gelida di neve si ud\u00ec un lungo e basso lamento\nun lungo e basso lamento, cos\u00ec pieno di dolore e di piet\u00e0, che mi svegli\u00f2 come il suono di un\ndi una chiarine. Era la voce della mia cara Madam Mina che sentivo.\n\nPoi mi preparai di nuovo al mio orribile compito e trovai, strappando via i tetti delle tombe, un'altra delle sorelle, l'altra scura.\nun'altra delle sorelle, l'altra scura. Non osavo\nnon osai soffermarmi a guardarla come avevo fatto con la sorella, per evitare di essere ancora una volta\nma continuo a cercare finch\u00e9, di l\u00ec a poco, trovo in un'alta e grande tomba\nun'alta e grande tomba, come se fosse stata fatta a una persona molto amata, quell'altra bella sorella\nche, come Gionata, avevo visto raccogliere tra gli atomi della nebbia.\ndella nebbia. Era cos\u00ec bella da vedere, cos\u00ec radiosamente bella, cos\u00ec squisitamente\nsquisitamente voluttuosa, che l'istinto dell'uomo in me, che chiama alcuni del mio sesso all'amore e all'amore.\nche chiama alcuni del mio sesso ad amare e a proteggere una donna come lei, mi fece girare la testa\ncon nuove emozioni. Ma, grazie a Dio, l'angoscia della mia cara signora Mina non si era spenta nella mia mente.\nMina non si era ancora spento nelle mie orecchie e, prima che l'incantesimo potesse essere\nprima che l'incantesimo potesse essere ancora pi\u00f9 forte su di me, mi ero gi\u00e0 messa all'opera. A quel punto avevo\normai avevo perlustrato tutte le tombe della cappella, per quanto mi era possibile dire; e dato che\ndi questi fantasmi non-morti intorno a noi durante la notte, ho pensato che ci fossero\nnotte, ritenni che non esistessero altri Non-Morti attivi.\nC'era una grande tomba pi\u00f9 imponente di tutte le altre; era enorme e nobilmente\nnobilmente proporzionata. Su di essa c'era solo una parola\n\n                                DRACULA.\n\nQuesta era la casa dei Non-Morti del Re-Vampiro, al quale erano dovute tante altre\nerano dovuti. Il suo vuoto parlava in modo eloquente per rendere certo ci\u00f2 che sapevo.\nPrima di iniziare a restituire a queste donne le loro sembianze morte attraverso il mio\nterribile lavoro, ho deposto nella tomba di Dracula un po' dell'ostia e l'ho bandito da l\u00ec, non morto.\nda essa, non morto, per sempre.\n\nAllora inizi\u00f2 il mio terribile compito e lo temevo. Se fosse stato uno solo, sarebbe stato\nsarebbe stato facile, comparativo. Ma tre! Ricominciare due volte dopo che avevo\nun atto di orrore; perch\u00e9 se era stato terribile con la dolce Miss Lucy, cosa non sarebbe stato con queste strane\nMiss Lucy, cosa non sarebbe stato con queste strane persone che erano sopravvissute\nsecoli e che si erano rafforzate con il passare degli anni.\nanni; che, se avessero potuto, avrebbero combattuto per le loro turpi vite....\n\nOh, amico John, ma \u00e8 stato un lavoro da macellaio; se non fossi stato sollecitato da pensieri di altri morti e di vivi su cui pendeva una tale coltre di dolore\npensieri di altri morti e dei vivi su cui pendeva una tale coltre di paura, non avrei potuto continuare.\npaura, non avrei potuto continuare. Tremo e tremo ancora oggi, anche se\nfino alla fine di tutto, Dio sia ringraziato, i miei nervi sono rimasti saldi. Se non avessi visto\nse non avessi visto il riposo in primo luogo, e la gioia che lo ha invaso appena\nprima che arrivasse la dissoluzione finale, come la consapevolezza che l'anima era stata\nconquistata, non avrei potuto andare oltre con il mio massacro. Non avrei potuto\nnon avrei potuto sopportare l'orribile stridore quando il paletto si conficcava nel corpo; il precipitare delle\nforme contorte e le labbra di schiuma sanguinolenta. Sarei fuggito terrorizzato e avrei\ne avrei lasciato il mio lavoro incompiuto. Ma \u00e8 finita! E quelle povere anime, posso compatirle\ne piangere, quando penso a loro placidamente ognuna nel suo pieno sonno di morte\nper un breve momento prima di svanire. Perch\u00e9, amico John, il mio coltello aveva appena\ntagliato la testa di ognuna, prima che l'intero corpo cominciasse a sciogliersi e a\na sbriciolarsi nella sua polvere nativa, come se la morte che avrebbe dovuto venire\nsecoli fa si fosse finalmente affermata e avesse detto subito e ad alta voce: \"Sono qui!\nsono qui!\n\nPrima di lasciare il castello ho sistemato le sue entrate in modo che mai pi\u00f9\nil Conte non possa pi\u00f9 entrarvi da morto.\n\nQuando entrai nel cerchio dove dormiva Madam Mina, si svegli\u00f2 dal suo sonno e, vedendomi, grid\u00f2 dal dolore che avevo sopportato troppo.\ne, vedendomi, grid\u00f2 di dolore perch\u00e9 avevo sopportato troppo.\n\n Vieni! disse, vieni via da questo luogo orribile! Andiamo a incontrare mio\nmarito che, lo so, sta venendo verso di noi.  Aveva un aspetto magro e\npallida e debole; ma i suoi occhi erano puri e brillavano di fervore. Ero\nfelice di vedere il suo pallore e la sua malattia, perch\u00e9 la mia mente era piena dell'orrore fresco di quella\norrore fresco di quel sonno rossastro da vampiro.\n\nE cos\u00ec, con fiducia e speranza, eppure pieni di timore, andiamo verso est per incontrare i nostri amici.\ni nostri amici - e _lui_ - che la signora Mina mi ha detto di _sapere_ che stanno\nche ci stanno venendo incontro.\n\n\nIl diario di Mina Harker.\n\n_6 novembre._--Era tardo pomeriggio quando io e il professore ci dirigemmo verso est, da dove sapevo che Jonathan stava arrivando.\nci dirigemmo verso est, da dove sapevo che stava arrivando Jonathan. Non andammo\nnon andammo veloci, anche se la strada era in ripida discesa, perch\u00e9 dovevamo portare con noi\npesanti tappeti e fasce con noi; non osavamo affrontare la possibilit\u00e0 di essere lasciati senza\nsenza calore nel freddo e nella neve. Abbiamo dovuto portare con noi anche alcune\nanche alcune delle nostre provviste, perch\u00e9 eravamo in una perfetta desolazione e, per quanto potevamo vedere attraverso la neve, c'erano\nper quanto potevamo vedere attraverso la neve, non c'era nemmeno il segno di una\nabitativo. Quando avevamo percorso circa un miglio, ero stanco di camminare e mi sedetti per riposare.\ne mi sedetti per riposare. Poi ci guardammo indietro e vedemmo dove la\nchiara linea del castello di Dracula tagliava il cielo; eravamo infatti cos\u00ec in profondit\u00e0 sotto la\nsotto la collina su cui si trovava, che l'angolo di prospettiva dei monti\nCarpazi era molto pi\u00f9 in basso. Lo vedemmo in tutta la sua grandezza,\narroccato a mille piedi sulla cima di un precipizio a strapiombo, con un\napparentemente un grande divario tra esso e il ripido della montagna adiacente\nmontagna adiacente da qualsiasi lato. C'era qualcosa di selvaggio e inquietante in quel luogo. Potevamo\nsentivamo il lontano ululato dei lupi. Erano lontani, ma il suono\nsuono, anche se ovattato dalla nevicata, era pieno di terrore.\nterrore. Dal modo in cui il dottor Van Helsing si guardava intorno, sapevo che stava cercando\nche stava cercando un punto strategico, dove saremmo stati meno esposti in caso di attacco.\nesposti in caso di attacco. Il sentiero accidentato portava ancora verso il basso; potevamo\npotevamo rintracciarla attraverso la neve.\n\nDopo un po' il professore mi fece segno, cos\u00ec mi alzai e lo raggiunsi.\ne lo raggiunsi. Aveva trovato un posto meraviglioso, una specie di cavit\u00e0 naturale nella roccia,\ncon un ingresso simile a una porta tra due massi. Mi prese per mano e mi attir\u00f2\nmano e mi attir\u00f2 dentro:  Vedi! mi disse, qui sarai al riparo; e\nse arrivano i lupi, posso affrontarli uno per uno.  Port\u00f2 le nostre\npellicce, fece un nido accogliente per me, tir\u00f2 fuori alcune provviste e\ne mi costrinse a mangiarle. Ma non potevo mangiare; anche solo tentare di farlo mi ripugnava.\nmi ripugnava e, per quanto mi sarebbe piaciuto accontentarlo, non potevo\nnon riuscivo a fare questo tentativo. Aveva un'aria molto triste, ma non mi\nrimprovero. Prendendo i suoi occhiali da campo dalla valigetta, si mise in piedi in cima alla\ndella roccia e cominci\u00f2 a scrutare l'orizzonte. All'improvviso chiam\u00f2: -\n\n Guardate! Signora Mina, guardate! Guardate!  Mi alzai di scatto e mi misi accanto a lui sulla roccia.\nroccia; lui mi pass\u00f2 gli occhiali e mi indic\u00f2. La neve stava ora cadendo\npi\u00f9 pesantemente e vorticava ferocemente, perch\u00e9 cominciava a soffiare un vento forte.\na soffiare un forte vento. Tuttavia, in alcuni momenti c'erano delle pause tra i fiocchi di neve e potevo vedere\nneve e riuscivo a vedere molto lontano. Dall'altezza in cui ci trovavamo\ndall'altezza in cui ci trovavamo era possibile vedere a grande distanza; e lontano, al di l\u00e0 della\nbianco della neve, potevo vedere il fiume che si stendeva come un nastro nero in\ncome un nastro nero che si snoda in curve e riccioli. Davanti a noi e non molto lontano\nnon lontano, anzi, cos\u00ec vicino che mi meravigliai che non l'avessimo notato prima.\ngruppo di uomini a cavallo che si affrettavano. In mezzo a loro c'era un carro, un\nlungo carro che ondeggiava da una parte all'altra, come la coda di un cane\nscodinzolante, a ogni inversione di marcia. Sfumati contro la\nneve come erano, potevo vedere dai vestiti degli uomini che erano\ncontadini o zingari di qualche tipo.\n\nSul carro c'era una grande cassa quadrata. Il mio cuore sussult\u00f2 quando la vidi, perch\u00e9\nsentivo che la fine stava arrivando. La sera si stava ormai avvicinando e\ne sapevo bene che al tramonto la Cosa, che fino a quel momento era imprigionata l\u00ec\nimprigionata in quel luogo, avrebbe preso una nuova libert\u00e0 e avrebbe potuto sfuggire a qualsiasi\ninseguimento. In preda alla paura mi rivolsi al professore; con mia grande costernazione, per\u00f2, non c'era,\ntuttavia, non c'era. Un istante dopo lo vidi sotto di me. Intorno\nroccia aveva disegnato un cerchio, come quello in cui avevamo trovato riparo la scorsa notte.\nnotte. Quando l'ebbe completato, si mise di nuovo accanto a me e disse: \"Non \u00e8 vero che non c'\u00e8 pi\u00f9 niente da fare\".\n\n Almeno qui sarete al sicuro da _lui_!  Mi prese gli occhiali\ne alla successiva tregua della neve spazz\u00f2 tutto lo spazio sotto di noi.\n Vedete, disse, arrivano in fretta; frustano i cavalli e galoppano pi\u00f9 forte che possono.\ngaloppano pi\u00f9 forte che possono.  Fece una pausa e continu\u00f2 con una voce\nvoce:--\n\n Stanno correndo verso il tramonto. Noi potremmo arrivare troppo tardi. Sia fatta la volont\u00e0 di Dio\nfatta!  Scese un'altra accecante nevicata e l'intero paesaggio fu oscurato.\npaesaggio era offuscato. Tuttavia, pass\u00f2 presto e ancora una volta i suoi occhiali erano\nocchiali erano fissi sulla pianura. Poi un grido improvviso:--\n\n Guardate! Guardate! Guardate! Guardate, due cavalieri seguono veloci, salendo da sud.\nsud. Devono essere Quincey e John. Prendi il bicchiere. Guarda prima che la neve\nla neve cancelli tutto!  Lo presi e guardai. I due uomini potrebbero essere il dottor Seward\ne il signor Morris. In ogni caso sapevo che nessuno dei due era Jonathan.\nAllo stesso tempo sapevo che Jonathan non era lontano; guardandomi intorno, vidi sul lato nord del gruppo che stava arrivando due persone.\nvidi sul lato nord del gruppo in arrivo altri due uomini, che cavalcavano a\na rotta di collo. Sapevo che uno di loro era Jonathan e l'altro lo ritenevo, ovviamente, Lord Godal,\nnaturalmente, che fosse Lord Godalming. Anche loro stavano inseguendo la comitiva con il\nil carro. Quando lo dissi al professore, grid\u00f2 di gioia come uno scolaretto,\ne, dopo aver guardato attentamente fino a quando una nevicata non ha reso impossibile la visione, ha\nfucile Winchester pronto all'uso contro il masso all'apertura del nostro rifugio.\nall'apertura del nostro rifugio.  Stanno tutti convergendo, disse.  Quando arriver\u00e0 il momento\nQuando arriver\u00e0 il momento avremo zingari da tutte le parti.  Ho tirato fuori il mio revolver\npronto, perch\u00e9 mentre parlavamo l'ululato dei lupi si faceva\npi\u00f9 forte e pi\u00f9 vicino. Quando la tempesta di neve si calm\u00f2 un attimo, guardammo di nuovo.\nEra strano vedere la neve cadere in fiocchi cos\u00ec pesanti vicino a noi,\ne oltre, il sole che splendeva sempre pi\u00f9 luminoso man mano che sprofondava\nverso le lontane cime delle montagne. Spazzando il vetro intorno a noi potevo\nvedere qua e l\u00e0 dei puntini che si muovevano singolarmente, a due, a tre e in numero maggiore.\nnumero: i lupi si stavano radunando per la loro preda.\n\nOgni istante sembrava un'eternit\u00e0 mentre aspettavamo. Il vento arrivava ora con\nferocemente, e la neve veniva spinta con furia mentre ci travolgeva in gorghi\ngorghi. A volte non riuscivamo a vedere a un braccio di distanza davanti a noi;\nma in altri momenti, mentre il vento dal suono vuoto ci travolgeva, sembrava liberare lo spazio aereo\nSembrava che liberasse lo spazio aereo intorno a noi in modo da poter vedere lontano. Negli ultimi tempi eravamo\nabituati a osservare l'alba e il tramonto, sapevamo con una certa precisione\ncon discreta precisione quando sarebbe stato; e sapevamo che tra non molto il sole sarebbe tramontato.\nsole sarebbe tramontato. Era difficile credere che, secondo i nostri orologi, era meno di un'ora\nmeno di un'ora di attesa in quel riparo roccioso prima che i vari corpi celesti\ncorpi celesti cominciassero a convergere verso di noi. Il vento arrivava ora con raffiche pi\u00f9\ne pi\u00f9 aspro, e pi\u00f9 costantemente da nord. Sembrava\naveva allontanato da noi le nubi di neve, perch\u00e9, solo con scoppi occasionali,\nla neve cadeva solo a tratti. Potevamo distinguere chiaramente gli individui di ogni\ngruppo, gli inseguiti e gli inseguitori. Stranamente gli inseguiti non sembravano\nnon sembravano rendersi conto, o almeno preoccuparsi, di essere inseguiti; sembravano tuttavia affrettarsi\nsembravano affrettarsi con una velocit\u00e0 raddoppiata mentre il sole scendeva sempre pi\u00f9\nsempre pi\u00f9 basso sulle cime delle montagne.\n\nSi avvicinavano sempre di pi\u00f9. Io e il professore ci accovacciammo dietro\ndietro la nostra roccia e tenemmo pronte le nostre armi; vedevo che era determinato a\nche non avrebbero dovuto passare. Tutti e tre non si accorgevano della nostra\npresenza.\n\nAll'improvviso due voci gridarono:  Alt! Una era quella del mio Jonathan,\nin un'alta tonalit\u00e0 di passione; l'altra era quella di Mr.\ntono di comando tranquillo. Gli zingari potevano anche non conoscere la lingua, ma\nnon si poteva sbagliare il tono, in qualsiasi lingua fossero state pronunciate le parole.\nparole pronunciate. Istintivamente si ritirarono, e nell'istante in cui Lord Godalming\nGodalming e Jonathan si precipitarono da un lato e il dottor Seward e il signor Morris dall'altro.\ndall'altro. Il capo degli zingari, un tipo dall'aspetto splendido che sedeva a cavallo come un centauro, si mise a camminare.\ncavallo come un centauro, fece loro cenno di tornare indietro e con voce feroce diede ai suoi\ncompagni di procedere. Essi sferzarono i cavalli che scattarono\nma i quattro uomini alzarono i loro fucili Winchester e, in modo inequivocabile, ordinarono di procedere.\nmodo inequivocabile ordinarono loro di fermarsi. Nello stesso momento il dottor Van\nHelsing e io ci alzammo dietro la roccia e puntammo le nostre armi contro di loro.\nVedendo che erano circondati, gli uomini hanno stretto le redini e si sono ritirati.\ne si sono tirati su. Il capo si \u00e8 rivolto a loro e ha pronunciato una parola, alla quale ogni uomo del gruppo degli\nzingari estrasse l'arma che portava con s\u00e9, coltello o pistola, e si tenne pronto ad attaccare.\npronto ad attaccare. La questione fu raggiunta in un attimo.\n\nIl capo, con un rapido movimento delle redini, lanci\u00f2 il cavallo davanti a s\u00e9 e, puntando prima verso il sole, ormai prossimo alla collina.\ne indicando prima il sole - ormai vicino alle cime delle colline - e poi il castello, disse qualcosa che non capii.\ne poi al castello, disse qualcosa che non capii.\nPer tutta risposta, tutti e quattro gli uomini del nostro gruppo scesero da cavallo e si precipitarono verso il carro.\ne si precipitarono verso il carro. Avrei provato una paura terribile nel vedere\nJonathan in un tale pericolo, ma l'ardore della battaglia doveva essere\nche l'ardore della battaglia doveva essere su di me come su tutti gli altri; non provai alcuna paura, ma solo un selvaggio\ndesiderio di fare qualcosa. Vedendo il rapido movimento dei nostri\nil capo degli zingari diede un comando; i suoi uomini si disposero immediatamente intorno al carro in una sorta di\nattorno al carro in una sorta di sforzo indisciplinato, ognuno dei quali\nspallate e spinte nella foga di eseguire l'ordine.\nordine.\n\nIn mezzo a tutto questo vidi che Jonathan, da un lato del cerchio di uomini, e Quincey dall'altro, stavano facendo strada al carro.\nuomini e Quincey dall'altro, si stavano facendo strada verso il carro; era evidente che erano decisi a finire il loro compito prima del sole.\nera evidente che erano intenzionati a finire il loro compito prima che il sole\ntramonto. Nulla sembrava fermarli o addirittura ostacolarli. N\u00e9 le\narmi spianate o i coltelli lampeggianti degli zingari davanti, n\u00e9 l'ululato dei lupi.\nl'ululato dei lupi dietro, sembravano attirare la loro attenzione.\nattenzione. L'impetuosit\u00e0 di Jonathan e l'evidente singolarit\u00e0 dei suoi\ndi Jonathan, e la manifesta singolarit\u00e0 del suo proposito, sembrarono sopraffare quelli di fronte a lui.\nsi acquattarono e lo lasciarono passare. In un attimo era saltato sul\ncarro e, con una forza che sembrava incredibile, sollev\u00f2 la grande cassa e la gett\u00f2 oltre il\nscatola e la scaravent\u00f2 a terra oltre la ruota. Nel frattempo, Mr.\nMorris aveva dovuto usare la forza per passare dalla sua parte dell'anello di Szgany.\nSzgany. Per tutto il tempo in cui avevo osservato Jonathan senza fiato, avevo visto,\ncon la coda dell'occhio, l'avevo visto premere disperatamente in avanti e avevo visto i coltelli degli zingari.\ni coltelli degli zingari che lampeggiavano mentre lui si faceva strada tra loro e\ne loro gli tagliavano la strada. Lui aveva parato con il suo grande coltello bowie e all'inizio pensai che anche lui fosse riuscito a passare.\nAll'inizio pensai che anche lui fosse riuscito a salvarsi; ma quando scatt\u00f2 accanto a Jonathan, che ormai aveva\naccanto a Jonathan, che ormai era saltato gi\u00f9 dal carro, vidi che con la mano sinistra stringeva\ncon la mano sinistra si stringeva il fianco e il sangue gli sgorgava dalle dita.\nche il sangue gli sgorgava dalle dita. Nonostante ci\u00f2, non indugi\u00f2, poich\u00e9\nmentre Jonathan, con disperata energia, attaccava un'estremit\u00e0 della cassa,\ncercando di strappare il coperchio con il suo grande coltello Kukri, attacc\u00f2 l'altra parte con l'arco.\nl'altra con il suo bowie. Sotto gli sforzi di entrambi il\ncoperchio cominci\u00f2 a cedere; le unghie si ritrassero con un rapido suono stridente e\nla parte superiore della scatola fu gettata all'indietro.\n\nA questo punto gli zingari, vedendosi coperti dai Winchester,\ne alla merc\u00e9 di Lord Godalming e del dottor Seward, si erano arresi e non avevano opposto resistenza.\nresistenza. Il sole era quasi tramontato sulle cime delle montagne e le ombre di tutto il gruppo\nombre dell'intero gruppo cadevano lunghe sulla neve. Vidi il conte\nsdraiato all'interno della cassa, sulla terra che la caduta del\ndal carro gli aveva sparso addosso. Era mortalmente pallido, come un'immagine di cera.\ne gli occhi rossi brillavano con l'orribile sguardo vendicativo che conoscevo troppo bene.\nconoscevo troppo bene.\n\nMentre guardavo, gli occhi videro il sole che sprofondava, e lo sguardo d'odio in essi\nsi trasform\u00f2 in trionfo.\n\nMa, all'istante, arrivarono il colpo e il lampo del grande coltello di Jonathan.\nGridai quando lo vidi squarciare la gola, mentre nello stesso momento il coltello del signor Morris\nnello stesso momento il coltello bowie del signor Morris si conficcava nel cuore.\n\nFu come un miracolo; ma davanti ai nostri occhi, quasi in un soffio, l'intero corpo si sbriciol\u00f2 in polvere e pass\u00f2 dall'aldil\u00e0.\ndi un respiro, l'intero corpo si sbriciol\u00f2 in polvere e scomparve dalla nostra vista.\ndalla nostra vista.\n\nSar\u00f2 felice finch\u00e9 vivr\u00f2 che anche in quel momento di dissoluzione finale\ndissoluzione finale, c'era nel suo volto uno sguardo di pace, come non avrei mai\navrei mai potuto immaginare che potesse riposare l\u00ec.\n\nIl castello di Dracula si stagliava ora contro il cielo rosso, e ogni pietra dei suoi merli spezzati si articolava contro la luce del cielo.\ndei suoi merli spezzati si articolava contro la luce del\nsole al tramonto.\n\nGli zingari, ritenendoci in qualche modo la causa della straordinaria\nscomparsa del morto, si voltarono, senza dire una parola, e si allontanarono a cavallo come\ncome se fossero in pericolo di vita. Quelli che non erano montati saltarono sul carro\nleiter-wagon e gridarono ai cavalieri di non abbandonarli. I lupi,\nche si erano ritirati a distanza di sicurezza, seguirono la loro scia, lasciandoci\nsoli.\n\nMr. Morris, che era sprofondato a terra, si appoggi\u00f2 al gomito, tenendo la mano premuta sul fianco.\nmano premuta sul fianco; il sangue gli sgorgava ancora dalle dita. I\nvolato verso di lui, perch\u00e9 il Santo Cerchio non mi tratteneva pi\u00f9; lo stesso fecero i due medici.\ndue medici. Jonathan si inginocchi\u00f2 dietro di lui e il ferito appoggi\u00f2 la testa sulla sua spalla.\ntesta sulla sua spalla. Con un sospiro prese, con un debole sforzo, la mia mano\nnella sua, che non era macchiata. Deve aver visto l'angoscia del mio\nmio cuore sul mio volto, perch\u00e9 mi sorrise e mi disse: --\n\n Sono troppo felice di essere stato utile! Oh, Dio! grid\u00f2 improvvisamente\nall'improvviso, mettendosi a fatica in posizione seduta e indicandomi: \"Valeva la pena di morire per questo!\nvaleva la pena di morire per questo! Guarda! Guarda!\n\nIl sole era ormai calato sulla cima della montagna e i bagliori rossi cadevano sul mio viso, cos\u00ec che era inondato di luce rosata.\nsul mio viso, in modo che fosse immerso in una luce rosea. Con un unico impulso\ngli uomini si inginocchiarono e un amen profondo e sincero si lev\u00f2 da tutti\nmentre i loro occhi seguivano il dito puntato. Il moribondo\nparl\u00f2:--\n\n Ora Dio sia ringraziato che tutto non \u00e8 stato vano! Guardate! La neve non \u00e8\npi\u00f9 inossidabile della sua fronte! La maledizione \u00e8 passata!\n\nE, con nostro amaro dolore, con un sorriso e in silenzio, mor\u00ec, da galantuomo.\ngalante gentiluomo.\n\n\n\n\n                                  NOTA\n\n\nSette anni fa siamo passati tutti attraverso le fiamme; e la felicit\u00e0 di alcuni di noi da allora \u00e8\nalcuni di noi da allora \u00e8, secondo noi, ben degna del dolore che abbiamo sopportato. \u00c8\n\u00e8 una gioia in pi\u00f9 per Mina e per me che il compleanno del nostro ragazzo sia lo stesso giorno\nstesso giorno in cui mor\u00ec Quincey Morris. Sua madre ha, lo so, la segreta convinzione\nche un po' dello spirito del nostro coraggioso amico sia passato in lui.\ncoraggioso amico sia passato in lui. Il suo gruppo di nomi accomuna tutti i nostri uomini, ma noi lo chiamiamo Quincey.\nnoi lo chiamiamo Quincey.\n\nNell'estate di quest'anno abbiamo fatto un viaggio in Transilvania e abbiamo ripercorso il vecchio terreno\ne abbiamo ripercorso il vecchio territorio che per noi era, ed \u00e8, cos\u00ec pieno di ricordi vividi e terribili.\nterribili ricordi. Era quasi impossibile credere che le cose\nche le cose che avevamo visto con i nostri occhi e sentito con le nostre orecchie fossero\nverit\u00e0 vive. Ogni traccia di ci\u00f2 che era stato era cancellata. Il\ncastello si ergeva come prima, alto su una distesa di desolazione.\n\nQuando tornammo a casa parlammo dei vecchi tempi, ai quali potevamo guardare senza disperare.\nguardare indietro senza disperare, perch\u00e9 Godalming e Seward sono entrambi felicemente\nfelicemente sposati. Presi i documenti dalla cassaforte, dove erano rimasti da quando\ndal nostro ritorno tanto tempo fa. Siamo stati colpiti dal fatto che in tutta la massa di materiale\nmateriale di cui \u00e8 composta la documentazione, non c'\u00e8 quasi un documento\ndocumento autentico; non c'\u00e8 altro che una massa di dattiloscritti, a parte i pi\u00f9 tardi\ndi Mina, Seward e me, e il memorandum di Van Helsing.\nDifficilmente potremmo chiedere a qualcuno, anche se lo volessimo, di accettare queste come\nprove di una storia cos\u00ec assurda. Van Helsing ha riassunto tutto come ha detto, con il nostro ragazzo sulle ginocchia\nil nostro ragazzo sulle sue ginocchia:--\n\n Non vogliamo prove, non chiediamo a nessuno di crederci! Questo ragazzo un giorno\nsapr\u00e0 che donna coraggiosa e galante \u00e8 sua madre. Gi\u00e0 ora conosce la sua\ndolcezza e le sue cure amorevoli; pi\u00f9 tardi capir\u00e0 come alcuni uomini l'abbiano cos\u00ec\namata, che hanno osato molto per amor suo.\n\nJONATHAN HARKER."},{"titolo":"La pietra di luna","autore":"Wilkie Collins","categoria":"Giallo","contenuto":"I\n\nRivolgo queste righe scritte in India ai miei parenti in Inghilterra.\n\nIl mio obiettivo \u00e8 quello di spiegare il motivo che mi ha indotto a rifiutare la\nla mano destra dell'amicizia a mio cugino, John Herncastle. Il riserbo\nche ho mantenuto fino ad ora in questa materia \u00e8 stato male interpretato\ndai membri della mia famiglia, la cui buona opinione non posso accettare di perdere.\nChiedo loro di sospendere la loro decisione fino a quando non avranno letto il mio racconto.\nracconto. E dichiaro, sulla mia parola d'onore, che quanto sto per\nsto per scrivere \u00e8, rigorosamente e letteralmente, la verit\u00e0.\n\nLa divergenza privata tra me e mio cugino si manifest\u00f2 in un grande evento pubblico che ci coinvolse entrambi.\nun grande evento pubblico in cui eravamo entrambi coinvolti, l'assalto a Seringapatam\nSeringapatam, sotto il generale Baird, il 4 maggio 1799.\n\nAffinch\u00e9 le circostanze possano essere chiaramente comprese, devo\nper un momento al periodo precedente l'assalto e alle storie che circolavano nel nostro campo\ndi gioielli e oro conservati nel palazzo di Seringapatam.\nnel palazzo di Seringapatam.\n\nII\n\nUna delle storie pi\u00f9 assurde riguarda un diamante giallo, una gemma famosa negli annali indiani.\nuna gemma famosa negli annali nativi dell'India.\n\nLe prime tradizioni conosciute descrivono la pietra come se fosse stata incastonata nella\nsulla fronte del dio indiano a quattro mani che rappresenta la Luna.\nIn parte per il suo colore peculiare, in parte per una superstizione che la rappresentava come\nche la rappresentava come se sentisse l'influenza della divinit\u00e0 che adornava,\ne che cresceva e diminuiva la sua lucentezza con il sorgere e il tramontare della luna.\nluna, ha acquisito per la prima volta il nome con il quale \u00e8 tuttora conosciuto in\nIndia fino ad oggi, il nome di PIETRA DI LUNA. Una superstizione simile era\nun tempo, come ho sentito dire, nell'antica Grecia e a Roma; non si applicava per\u00f2 (come in India) alla\nnon si applicava, per\u00f2, come in India, a un diamante dedicato al servizio di un dio, ma a un diamante semi-trasparente.\nun dio, ma a una pietra semitrasparente dell'ordine inferiore delle gemme,\nche si suppone sia influenzata dagli influssi lunari.\nanche in quest'ultimo caso, dando il nome con cui la pietra \u00e8 nota ai collezionisti anche ai giorni nostri.\ncollezionisti nel nostro tempo.\n\nLe avventure del Diamante Giallo iniziano nell'undicesimo secolo dell'era cristiana.\ndell'era cristiana.\n\nIn quella data il conquistatore maomettano Mahmoud di Ghizni attravers\u00f2 l'India, si impadron\u00ec della citt\u00e0 santa di Somnauth e la spogli\u00f2.\nIndia, si impadron\u00ec della citt\u00e0 santa di Somnauth e spogli\u00f2 dei suoi tesori il famoso tempio, che per secoli era stato il santuario di\nspogli\u00f2 dei suoi tesori il famoso tempio, che era stato per secoli il santuario\ndi pellegrinaggio ind\u00f9 e la meraviglia del mondo orientale.\n\nDi tutte le divinit\u00e0 venerate nel tempio, solo il dio della luna sfugg\u00ec alla rapacit\u00e0 dei maomettani conquistatori.\nalla rapacit\u00e0 dei conquistatori maomettani. Conservata da tre\nbramini, l'inviolata divinit\u00e0, che recava il Diamante Giallo sulla\nfronte, fu rimosso di notte e trasportato nella seconda delle citt\u00e0 sacre dell'India, la citt\u00e0 di\ncitt\u00e0 sacre dell'India, la citt\u00e0 di Benares.\n\nQui, in un nuovo santuario, in una sala intarsiata di pietre preziose, sotto un tetto sorretto da pilastri d'oro, venne eretto il dio della luna e\nd'oro, la divinit\u00e0 della luna fu eretta e venerata.\nvenerato. Qui, nella notte in cui il santuario fu completato, Vishnu\nil Preservatore apparve in sogno ai tre bramini.\n\nLa divinit\u00e0 soffi\u00f2 il respiro della sua divinit\u00e0 sul Diamante nella fronte del dio.\nfronte del dio. I bramini si inginocchiarono e nascosero i loro volti nelle\nle loro vesti. La divinit\u00e0 ordin\u00f2 che la Pietra di Luna fosse sorvegliata,\nda quel momento in poi, da tre sacerdoti a turno, notte e giorno, fino alla\nfine delle generazioni degli uomini. I bramini ascoltarono e si inchinarono di fronte alla\nalla sua volont\u00e0. La divinit\u00e0 predisse un sicuro disastro al presuntuoso\npresuntuoso che avesse messo le mani sulla gemma sacra, e a tutti quelli della sua casa e del suo nome che l'avessero ricevuta dopo di lui.\nnome che la ricevettero dopo di lui. I bramini fecero in modo che la profezia fosse\nche la profezia fosse scritta a lettere d'oro sopra i cancelli del santuario.\n\nUn'epoca dopo l'altra e ancora, generazione dopo generazione, i successori dei tre bramini\nsuccessori dei tre bramini guardavano la loro inestimabile Pietra di Luna,\nnotte e giorno. Un'epoca dopo l'altra, fino a quando, nei primi anni del XVIII secolo, il regno di Aurungzebe, imperatore della\nXVIII secolo cristiano videro il regno di Aurungzebe, imperatore dei Moghul.\nMoghul. Al suo comando si scatenarono ancora una volta il caos e la rapina\ntra i templi del culto di Brahmah. Il santuario del\ndio a quattro mani fu inquinato dal massacro di animali sacri; le immagini delle divinit\u00e0 furono\nimmagini delle divinit\u00e0 vennero fatte a pezzi e la Pietra di Luna venne\nla Pietra di Luna fu sequestrata da un ufficiale di rango dell'esercito di Aurungzebe.\n\nImpotenti a recuperare il loro tesoro perduto con la forza, i tre\nsacerdoti guardiani lo seguirono e lo osservarono sotto mentite spoglie. Le generazioni\nsi succedettero; il guerriero che aveva commesso il sacrilegio\nper\u00ec miseramente; la Pietra di Luna pass\u00f2 (portando con s\u00e9 la sua maledizione)\nda una mano maomettana senza legge a un'altra; e ancora, attraverso tutte le possibilit\u00e0 e i cambiamenti, i successori\npossibilit\u00e0 e cambiamenti, i successori dei tre sacerdoti custodi vegliavano, aspettando il giorno in cui\ndi guardia, in attesa del giorno in cui la volont\u00e0 di Vishnu il Preservatore\ndi Vishnu il Preservatore avrebbe restituito loro la sacra gemma. Il tempo scorreva dai primi agli\nagli ultimi anni del XVIII secolo cristiano. Il diamante cadde\nin possesso di Tippoo, sultano di Seringapatam, che lo fece collocare come ornamento nella\ncome ornamento nell'impugnatura di un pugnale e ordin\u00f2 che fosse conservato tra le\nche fosse conservato tra i tesori pi\u00f9 preziosi della sua armeria. Anche allora nel\npalazzo del Sultano stesso, i tre sacerdoti guardiani continuavano a\nla loro guardia in segreto. C'erano tre ufficiali della casa di Tippoo,\nestranei agli altri, che si erano guadagnati la fiducia del loro padrone\nloro padrone conformandosi, o sembrando conformarsi, alla fede mussulmana.\nquesti tre uomini il rapporto indicava come i tre sacerdoti sotto mentite spoglie.\n\nIII\n\nCos\u00ec, come raccontato nel nostro campo, \u00e8 nata la storia fantasiosa della Pietra di Luna. La storia\nnessuno di noi, eccetto mio cugino, il cui amore per il meraviglioso\ndel meraviglioso lo indusse a crederci. La notte prima dell'assalto a Seringapatam\ndell'assalto a Seringapatam, era assurdamente arrabbiato con me e con altri per aver trattato l'intera faccenda\naltri, per aver trattato l'intera faccenda come una favola. Ne segu\u00ec una sciocca lite\nNe segu\u00ec uno sciocco battibecco e il temperamento sfortunato di Herncastle ebbe la meglio su di lui. Egli\ndichiar\u00f2, con il suo modo di vantarsi, che avremmo visto il Diamante sul suo\nal dito, se l'esercito inglese avesse preso Seringapatam. La dichiarazione fu salutata da un\nun boato di risate e, come tutti pensammo quella sera, la faccenda fin\u00ec.\nfin\u00ec.\n\nOra vi porto al giorno dell'aggressione.\n\nIo e mio cugino siamo stati separati all'inizio. Non l'ho mai visto quando\nquando guadammo il fiume; quando piantammo la bandiera inglese nella prima breccia;\nquando attraversammo il fossato e, lottando per ogni centimetro del nostro cammino,\nentrando in citt\u00e0. Fu solo all'imbrunire, quando il posto era nostro e dopo che il generale Baird stesso aveva trovato la citt\u00e0.\ndopo che il generale Baird stesso aveva trovato il corpo morto di Tippoo sotto un mucchio di\nmucchio di morti, che io e Herncastle ci incontrammo.\n\nOgnuno di noi era aggregato a un gruppo inviato per ordine del generale per\nper evitare il saccheggio e la confusione che seguirono la nostra conquista. I seguaci del campo\nGli accampati commisero deplorevoli eccessi; e, peggio ancora, i soldati riuscirono a entrare, da una porta non sorvegliata, nel tesoro della\nsoldati riuscirono a entrare, da una porta non sorvegliata, nel tesoro del Palazzo e si caricarono di oro e di\nPalazzo e si caricarono di oro e gioielli. Fu nella corte\nfuori dalla tesoreria che io e mio cugino ci incontrammo per imporre le leggi della disciplina ai nostri soldati.\ndisciplina sui nostri soldati. Il temperamento focoso di Herncastle era stato, come potevo ben vedere, esasperato.\ncome potevo chiaramente vedere, esasperato fino a una sorta di frenesia dal terribile\nmassacro che avevamo vissuto. A mio parere, era davvero inadatto a svolgere\na mio parere, a svolgere il compito che gli era stato affidato.\n\nC'\u00e8 stata abbastanza agitazione e confusione nella tesoreria, ma nessuna violenza\nche io abbia visto. Gli uomini (se posso usare un'espressione del genere) si disonorarono\nsi disonoravano con buon umore. Ogni sorta di scherzo e di parola d'ordine\ndi scherzi grossolani e di parole d'ordine; e la storia del Diamante si ripresent\u00f2 inaspettata\ninaspettatamente, sotto forma di scherzo malizioso.  Chi ha la\nChi ha la pietra di luna? era il grido d'allarme che provocava continuamente il saccheggio, appena\nsaccheggio, appena fermato in un luogo, si scatenava in un altro.\nun altro. Mentre cercavo ancora invano di stabilire l'ordine, sentii uno spaventoso urlo dall'altra parte della\nspaventose urla dall'altra parte del cortile e corsi subito verso le grida, temendo che\nverso le grida, nel timore di trovare una nuova esplosione del saccheggio\nin quella direzione.\n\nGiunto davanti a una porta aperta, vidi i corpi di due indiani (dal loro abbigliamento, come\ndall'abbigliamento, come ho intuito, ufficiali del palazzo) che giacevano di fronte all'ingresso,\nmorti.\n\nUn grido all'interno mi fece entrare in una stanza che sembrava servire da armeria.\narmeria. Un terzo indiano, ferito a morte, stava affondando ai piedi di un uomo che dava le spalle a me.\nun uomo che mi dava le spalle. L'uomo si gir\u00f2 nell'istante in cui entrai e vidi\ne vidi John Herncastle, con una torcia in una mano e un pugnale grondante di sangue nella\npugnale grondante di sangue nell'altra. Una pietra, incastonata come un pomo, all'estremit\u00e0 dell'impugnatura del pugnale.\nall'estremit\u00e0 del manico del pugnale, lampeggiava alla luce della torcia, mentre lui si voltava verso di me, come un bagliore\nsu di me, come un bagliore di fuoco. L'indiano morente sprofond\u00f2 in ginocchio,\nindic\u00f2 il pugnale nella mano di Herncastle e disse, nella sua lingua madre\nLa pietra lunare si vendicher\u00e0 ancora di te e dei tuoi!\nPronunci\u00f2 queste parole e cadde a terra morto.\n\nPrima che potessi intervenire, gli uomini che mi avevano seguito nel cortile si affollarono.\ncortile si affollarono. Mio cugino si precipit\u00f2 incontro a loro, come un pazzo.\n Sgomberate la stanza! mi grid\u00f2 e mise una guardia alla porta!  Gli uomini\nGli uomini indietreggiarono mentre lui si gettava su di loro con la torcia e il pugnale.\npugnale. Misi due sentinelle della mia stessa compagnia, su cui potevo contare, a custodire la porta.\na sorvegliare la porta. Per il resto della notte non vidi pi\u00f9 mio\ncugino.\n\nAl mattino presto, mentre il saccheggio continuava, il generale Baird annunci\u00f2 pubblicamente a tamburo battente\nBaird annunci\u00f2 pubblicamente, a colpi di tamburo, che qualsiasi ladro individuato nel\nfatto, chiunque fosse, sarebbe stato impiccato. Il maresciallo di corte era presente\nper dimostrare che il generale faceva sul serio; e nella folla che seguiva la proclamazione, H. H.\nche segu\u00ec il proclama, io e Herncastle ci incontrammo di nuovo.\n\nMi ha teso la mano, come al solito, e mi ha detto: \"Buongiorno\".\n\nAspettai prima di dargli la mano in cambio.\n\n Dimmi prima, dissi, come l'indiano nell'armeria ha trovato la morte,\ne cosa significano le ultime parole pronunciate quando indic\u00f2 il pugnale che avevi in mano.\nmano.\n\n L'indiano ha trovato la morte, come suppongo, per una ferita mortale, ha detto Herncastle.\nHerncastle.  Quale fosse il significato delle sue ultime parole non lo so pi\u00f9 di voi.\n\nLo guardai con attenzione. La sua frenesia del giorno precedente si era calmata.\ncalmato. Decisi di dargli un'altra possibilit\u00e0.\n\n \u00c8 tutto quello che hai da dirmi?  Ho chiesto.\n\nEgli rispose: \"\u00c8 tutto.\n\nGli voltai le spalle e da allora non ci siamo pi\u00f9 parlati.\n\nIV\n\nMi preme che sia chiaro che quello che scrivo qui su mio cugino\n(a meno che non si presenti la necessit\u00e0 di renderlo pubblico) \u00e8 per l'informazione\ninformazioni solo alla famiglia. Herncastle non ha detto nulla che possa\ngiustificare che io parli con il nostro ufficiale comandante. \u00c8 stato schernito\npi\u00f9 di una volta a proposito del Diamante, da parte di coloro che ricordano la sua rabbiosa\nprima dell'assalto; ma, come si pu\u00f2 facilmente immaginare, il suo stesso ricordo delle circostanze\nricordo delle circostanze in cui l'ho sorpreso nell'armeria \u00e8 stato sufficiente per\narmeria \u00e8 stato sufficiente a farlo tacere. Si dice che intenda\nche intenda arruolarsi in un altro reggimento, dichiaratamente allo scopo di\nsepararsi da me.\n\nChe sia vero o meno, non riesco a convincermi a diventare il suo accusatore.\naccusatore e credo a ragione. Se rendessi pubblica la questione, non avrei\nnon ho prove se non quelle morali da portare avanti. Non solo non ho\nnon solo non ho la prova che abbia ucciso i due uomini alla porta; non posso nemmeno dichiarare che abbia\nche abbia ucciso il terzo uomo all'interno, perch\u00e9 non posso affermare che i miei occhi abbiano\nnon posso affermare che i miei occhi abbiano visto l'azione commessa. \u00c8 vero che ho sentito le parole dell'indiano morente.\nparole dell'indiano morente; ma se queste parole sono state dichiarate come deliri di\ndelirio, come potrei contraddire l'affermazione in base alle mie conoscenze?\nLasciamo che i nostri parenti, da una parte e dall'altra, si formino una propria opinione su quanto ho scritto e decidano da soli se\nscritto e decidano da soli se l'avversione che provo per quest'uomo \u00e8\nverso quest'uomo sia fondata o meno.\n\nSebbene non attribuisca alcun tipo di credito alla fantastica leggenda indiana della\ndella gemma, devo riconoscere, prima di concludere, di essere influenzato da una certa\nuna certa superstizione in materia. \u00c8 una mia convinzione,\nche il crimine porti con s\u00e9 la sua fatalit\u00e0.\nfatalit\u00e0. Non solo sono convinto della colpevolezza di Herncastle, ma sono persino\nsono abbastanza fantasioso da credere che vivr\u00e0 per pentirsene, se manterr\u00e0 il Diamante.\nil Diamante; e che altri vivranno per rimpiangere di averglielo sottratto, se\nse dar\u00e0 via il Diamante.\n\n\nLA STORIA\n\n\nPRIMO PERIODO\n\n\n LA PERDITA DEL DIAMANTE (1848)\n\nGli eventi raccontati da Gabriel Betteredge, cameriere al servizio di Julia, Lady Verinder.\ndi Julia, Lady Verinder._\n\nCAPITOLO I\n\nNella prima parte di _Robinson Crusoe_, a pagina centoventinove, si trova scritto\nventinove, troverete scritto cos\u00ec:\n\n Ora ho capito, anche se troppo tardi, la follia di iniziare un lavoro prima di\nprima di averne calcolato il costo e prima di aver giudicato correttamente la nostra forza per portarla\ndi portarla a termine.\n\nSolo ieri ho aperto il mio _Robinson Crusoe_ in quel luogo. Solo questa\nsolo questa mattina (ventuno maggio millenovecentocinquanta), \u00e8 venuto il nipote della mia signora, Mr.\nnipote della mia signora, Mr. Franklin Blake, e ha tenuto una breve conversazione con me, come\ncome segue:\n\n Betteredge, dice il signor Franklin, sono stato dall'avvocato per alcune\ndi alcune questioni familiari e, tra le altre cose, abbiamo parlato della\ndella perdita del Diamante Indiano, nella casa di mia zia nello Yorkshire, due anni fa.\nanni fa. Il signor Bruff pensa, come penso io, che l'intera storia dovrebbe,\nnell'interesse della verit\u00e0, essere messa per iscritto e quanto prima\nprima \u00e8 meglio \u00e8.\n\nNon avendo ancora percepito la sua deriva, e ritenendo sempre auspicabile, per la pace e la tranquillit\u00e0\npace e tranquillit\u00e0 stare dalla parte dell'avvocato, dissi che lo pensavo anch'io.\nche lo pensavo anch'io. Mr. Franklin continu\u00f2.\n\n In questa faccenda del Diamante, ha detto, le personalit\u00e0 di persone innocenti\npersone innocenti hanno gi\u00e0 sofferto per i sospetti, come sapete. La memoria\ndi persone innocenti potrebbero soffrire, in futuro, per la mancanza di una registrazione dei\nfatti a cui chi verr\u00e0 dopo di noi potr\u00e0 appellarsi. Non c'\u00e8 dubbio che\ndubbio che questa nostra strana storia familiare debba essere raccontata. E io\nBetteredge, il signor Bruff e io abbiamo trovato il modo giusto di raccontarla.\ndi raccontarla.\n\nMolto soddisfacente per entrambi, senza dubbio. Ma non ho capito cosa c'entro io\ncosa io stesso abbia avuto a che fare con questo, fino a quel momento.\n\n Abbiamo alcuni eventi da raccontare, ha proseguito il signor Franklin, e abbiamo alcune persone\nabbiamo alcune persone coinvolte in quegli eventi che sono in grado di\ndi raccontarli. Partendo da questi fatti evidenti, l'idea \u00e8 che noi\nche ognuno di noi scriva la storia della Pietra di Luna fino a dove si estende la propria esperienza personale e non oltre.\nesperienza personale e non oltre. Dobbiamo iniziare mostrando\ncome il Diamante sia caduto per la prima volta nelle mani di mio zio Herncastle, quando era in servizio in India, cinquant'anni fa.\nHerncastle, quando prestava servizio in India, cinquant'anni fa. Questa narrazione preliminare l'ho gi\u00e0\nho gi\u00e0 a disposizione sotto forma di un vecchio documento di famiglia che\nche riporta i dettagli necessari sulla base dell'autorit\u00e0 di un testimone oculare.\nLa prossima cosa da fare \u00e8 raccontare come il Diamante sia arrivato a casa di mia zia, nello Yorkshire.\nzia nello Yorkshire, due anni fa, e come sia andato perduto in poco pi\u00f9 di dodici ore.\npoco pi\u00f9 di dodici ore dopo. Nessuno sa quanto lei, Betteredge\nBetteredge, su ci\u00f2 che accadde in casa in quel periodo. Perci\u00f2 lei\ndeve prendere in mano la penna e iniziare la storia.\n\nIn questi termini mi \u00e8 stato comunicato quale fosse la mia personale preoccupazione per la\nquestione del Diamante. Se siete curiosi di sapere che cosa ho fatto\ncircostanze, vi informo che ho fatto quello che avreste fatto voi al mio posto.\nprobabilmente avreste fatto voi al mio posto. Ho dichiarato con modestia di non essere all'altezza\ndi non essere all'altezza del compito che mi era stato imposto e ho sempre pensato, in privato,\nche ero abbastanza intelligente per portarlo a termine, se solo avessi dato alle mie capacit\u00e0 una\ncapacit\u00e0 una giusta opportunit\u00e0. Il signor Franklin, immagino, deve aver visto in faccia i miei\nsentimenti privati sul mio volto. Non credeva alla mia modestia;\ne insistette per dare alle mie capacit\u00e0 una giusta opportunit\u00e0.\n\nSono passate due ore da quando il signor Franklin mi ha lasciato. Non appena mi ha voltato le spalle\nsi \u00e8 voltato, sono andata alla scrivania per iniziare la storia. Da allora sono\nda allora sono rimasto seduto impotente (nonostante le mie capacit\u00e0), vedendo quello che\nRobinson Crusoe, come citato in precedenza, ovvero la follia di iniziare un'opera prima di\nun'opera prima di averne contato il costo e prima di giudicare correttamente le nostre\nforza per portarlo a termine. Vi prego di ricordare che ho aperto il libro\nper caso, in quel punto, solo il giorno prima di intraprendere avventatamente il\ne, permettetemi di chiedere se questa non \u00e8 una profezia,\ncosa lo \u00e8?\n\nNon sono superstizioso; ho letto un mucchio di libri ai miei tempi; sono uno studioso a modo mio.\nstudioso a modo mio. Anche se ho superato i settant'anni, possiedo una memoria attiva e\nmemoria attiva e gambe per corrispondere. Non dovete prenderla, se volete,\ncome l'affermazione di un uomo ignorante, quando esprimo la mia opinione che un libro come\nlibro come _Robinson Crusoe_ non \u00e8 mai stato scritto e non sar\u00e0 mai pi\u00f9 scritto.\nmai pi\u00f9. Ho provato quel libro per anni in genere in combinazione con una\npipa di tabacco e l'ho trovato mio amico nel momento del bisogno in tutte le\nnecessit\u00e0 di questa vita mortale. Quando il mio spirito \u00e8 cattivo _Robinson\nCrusoe_. Quando voglio un consiglio _Robinson Crusoe_. Nei tempi passati, quando mia\nmoglie mi tormentava; nei tempi attuali quando ho bevuto un goccio di troppo\ntroppo _Robinson Crusoe_. Ho consumato sei robusti _Robinson Crusoe_\ncon il duro lavoro al mio servizio. Per l'ultimo compleanno della mia signora mi ha regalato un\nsettimo. Ne ho bevuto un goccio di troppo e _Robinson Crusoe_ mi ha rimesso in sesto.\nCrusoe_ mi ha rimesso in sesto. Prezzo quattro scellini e sei pence, rilegato in\nblu, con un'illustrazione in omaggio.\n\nTuttavia, questo non sembra molto simile all'inizio della storia del Diamante, vero?\nvero? Sembra che io stia vagando alla ricerca di chiss\u00e0 cosa, chiss\u00e0 dove.\ndove. Prenderemo un nuovo foglio di carta, se non vi dispiace, e ricominceremo da capo.\ncon i miei migliori saluti.\n\n\nCAPITOLO II\n\nHo parlato della mia signora una o due righe fa. Ora il Diamante non avrebbe mai potuto\nin casa nostra, dove \u00e8 andato perduto, se non fosse stato regalato alla figlia di My Lady.\nalla figlia della mia signora; e la figlia della mia signora non sarebbe mai stata\nesistente per avere il regalo, se non fosse stato per la mia signora che\n(con dolore e travaglio) l'ha messa al mondo. Di conseguenza, se\nse iniziamo con la mia signora, siamo abbastanza sicuri di iniziare abbastanza indietro.\nE questo, lasciatemelo dire, quando si ha in mano un lavoro come il mio, \u00e8 un vero conforto per iniziare.\n\u00e8 un vero conforto all'inizio.\n\nSe conoscete il mondo della moda, avete sentito parlare delle tre bellissime\ndelle tre bellissime Miss Herncastle. Miss Adelaide, Miss Caroline e Miss Julia.\nJulia, quest'ultima la pi\u00f9 giovane e la migliore delle tre sorelle, secondo me.\ndelle tre sorelle, a mio avviso; e ho avuto modo di giudicare, come\ncome vedrete tra poco. Sono entrata al servizio del vecchio signore, il loro\npadre (grazie a Dio, non abbiamo niente a che fare con lui, in questa faccenda dei diamanti).\ndel Diamante; aveva la lingua pi\u00f9 lunga e il carattere pi\u00f9 corto di qualsiasi altro uomo, alto o basso che fosse.\ndi qualsiasi uomo, alto o basso, che abbia mai incontrato).\nal servizio del vecchio signore, come paggio delle tre onorevoli signorine, all'et\u00e0 di quindici anni.\ngiovani dame, all'et\u00e0 di quindici anni. L\u00ec ho vissuto fino a quando la signorina Julia\nspos\u00f2 il defunto Sir John Verinder. Un uomo eccellente, che voleva solo\nqualcuno che lo gestisse; e, detto tra noi, trov\u00f2 qualcuno che lo facesse.\ne, per di pi\u00f9, ne traeva profitto e ingrassava, viveva felice e moriva sereno.\nfelice e mor\u00ec serenamente, dal giorno in cui la mia signora lo port\u00f2 in chiesa per sposarsi\nchiesa per sposarsi, fino al giorno in cui lo sollev\u00f2 dall'ultimo respiro e gli chiuse gli occhi per sempre.\nrespiro e gli chiuse gli occhi per sempre.\n\nHo omesso di dire che sono andato con la sposa a casa del marito della sposa e sono arrivato qui.\nmarito e sono atterrato qui.  Sir John, dice lei, non posso fare a meno di\nsenza Gabriel Betteredge.   Mia signora, dice Sir John, anch'io non posso fare a meno di lui.\nsenza di lui.  Questo era il suo modo di fare con lei ed \u00e8 cos\u00ec che sono entrata\nal suo servizio. Per me era un tutt'uno dove andavo, purch\u00e9 io e la mia padrona fossimo\nmia amante e io eravamo insieme.\n\nVedendo che la mia signora si interessava ai lavori all'aperto, alle fattorie e cos\u00ec via, mi sono interessato anch'io con tanto pi\u00f9 interesse.\nfattorie e simili, anch'io me ne interessai a maggior ragione perch\u00e9 ero il settimo figlio di un piccolo contadino.\nragione che io stesso ero il settimo figlio di un piccolo contadino. La mia signora mi fece\nsotto l'ufficiale giudiziario, e io ho fatto del mio meglio, ho dato soddisfazione e sono stato promosso di conseguenza.\ne ottenni una promozione di conseguenza. Qualche anno dopo, forse il luned\u00ec, la mia signora mi disse: \"Sir John\".\nmia signora mi disse: \"Sir John, il tuo ufficiale giudiziario \u00e8 un vecchio stupido\". Pensione\ne lasciate che Gabriel Betteredge prenda il suo posto.  Il\nMarted\u00ec, come potrebbe essere, Sir John dice: \"Mia signora, l'ufficiale giudiziario \u00e8\nl'ufficiale giudiziario \u00e8 in pensione con una certa liberalit\u00e0, e Gabriel Betteredge ha preso il suo posto.  Si sente\nSi sente parlare pi\u00f9 che a sufficienza di persone sposate che vivono insieme in modo miserabile. Ecco\n\u00e8 un esempio del contrario. Che sia un monito per alcuni di voi e un incoraggiamento per altri.\nun incoraggiamento per altri. Nel frattempo, continuer\u00f2 a raccontare la mia\nstoria.\n\nEbbene, mi trovavo in una situazione di trifoglio, direte voi. In una posizione di fiducia e d'onore, con una casetta tutta mia in cui vivere, con il mio\ndi fiducia e di onore, con una casetta tutta mia in cui vivere, con il mio\ngiri nella tenuta per occuparmi al mattino, e i miei conti al pomeriggio, e la mia pipa e il mio _Robinson Cruston_.\npomeriggio, e la sera la mia pipa e il mio _Robinson Crusoe_.\ncosa potrei desiderare di pi\u00f9 per essere felice? Ricordate cosa voleva Adamo\nquando era solo nel giardino dell'Eden; e se non lo rimproverate ad Adamo, non rimproveratelo a me.\nAdamo, non lo si deve rimproverare a me.\n\nLa donna su cui avevo posato lo sguardo era quella che teneva la casa per me nel mio\ncottage. Si chiamava Selina Goby. Sono d'accordo con il defunto William\nCobbett sulla scelta della moglie. Assicuratevi che mastichi bene il cibo e che poggi i piedi per terra.\npiede a terra quando cammina, e sarete a posto.\nragione. Selina Goby era a posto sotto entrambi i punti di vista, e questo \u00e8 stato un\nmotivo per cui l'ho sposata. Avevo anche un'altra ragione, interamente scoperta da me.\nmia scoperta. Selina, essendo una donna nubile, mi faceva pagare cos\u00ec tanto alla settimana\nsettimana per il suo vitto e i suoi servizi. Selina, essendo mia moglie, non poteva farsi pagare\nper il suo vitto, e avrebbe dovuto darmi i suoi servizi per niente. Questo\nera il punto di vista da cui guardavo la cosa. Economia con un pizzico di amore.\nLo chiesi alla mia padrona, come un dovere, proprio come l'avevo chiesto a me stesso.\nme stesso.\n\n Ho pensato a Selina Goby, ho detto, e penso, mia signora, che sar\u00e0 pi\u00f9 conveniente sposarla che tenerla.\ne penso, mia signora, che sar\u00e0 pi\u00f9 conveniente sposarla che tenerla.\n\nLa mia signora \u00e8 scoppiata a ridere e ha detto che non sapeva se essere pi\u00f9\nscioccato dal mio linguaggio o dai miei principi. Qualche battuta l'ha stuzzicata, suppongo\ndel tipo che non si pu\u00f2 accettare se non si \u00e8 una persona di qualit\u00e0.\nqualit\u00e0. Non capendo nulla io stessa se non che ero libera di metterlo\naccanto a Selina, andai a metterla di conseguenza. E cosa disse Selina?\nSignore! Quanto poco devi conoscere le donne, se chiedi questo. Naturalmente ha detto\nha detto: \"S\u00ec\".\n\nQuando il mio momento si avvicin\u00f2 e si cominci\u00f2 a parlare di un nuovo cappotto per la cerimonia, la mia mente cominci\u00f2 a non perdonarmi.\nper la cerimonia, la mia mente cominci\u00f2 a perdonarmi. Ho confrontato\ncon altri uomini su ci\u00f2 che hanno provato mentre si trovavano nella mia\nsituazione interessante; e tutti hanno riconosciuto che, circa una settimana prima che\nuna settimana prima che accadesse, in privato si auguravano di uscirne. I\nsono andato un po' pi\u00f9 in l\u00e0; mi sono alzato, per cos\u00ec dire, e ho cercato di uscirne,\ne ho cercato di uscirne. Non per niente! Ero un uomo troppo giusto per\nper aspettarmi che mi lasciasse andare per niente. Il risarcimento per la donna, quando\nquando l'uomo ne esce, \u00e8 una delle leggi inglesi. In obbedienza alle\nleggi, e dopo averci riflettuto attentamente, offrii a Selina Goby\nSelina Goby un letto di piume e cinquanta scellini per uscire dall'affare.\nStenterete a crederci, ma \u00e8 pur vero che fu tanto sciocca da rifiutare.\nabbastanza da rifiutare.\n\nDopo di che, ovviamente, per me era tutto finito. Ho preso il cappotto nuovo il pi\u00f9\ne il resto l'ho passato al prezzo pi\u00f9 basso che potevo.\npossibile. Non eravamo una coppia felice, n\u00e9 una coppia infelice. Eravamo\nsei dell'uno e mezza dozzina dell'altro. Come sia stato possibile non lo\nma sembrava che ci stessimo sempre mettendo, con le migliori\nmotivi, ci intralciavamo a vicenda. Quando volevo salire, c'era mia moglie che scendeva.\nmia moglie che scendeva; o quando mia moglie voleva scendere, c'ero io che salivo.\nsalire. Questa \u00e8 la vita matrimoniale, secondo la mia esperienza.\n\nDopo cinque anni di incomprensioni sulle scale, la Provvidenza ha voluto sollevarci l'uno dall'altro prendendo mia moglie.\nsaggia Provvidenza di sollevarci l'uno dall'altro prendendo mia moglie. I\ncon la mia bambina Penelope e senza nessun altro figlio. Poco dopo\npoco dopo Sir John mor\u00ec e la mia signora rimase con la sua bambina,\nRachel, e nessun altro figlio. Ho scritto alla mia signora con scarsi risultati\nse volete sapere che la mia piccola Penelope \u00e8 stata accudita dalla mia buona padrona.\nsotto l'occhio della mia buona padrona, fu mandata a scuola, istruita e resa una ragazza sveglia.\ne istruita, e diventata una ragazza sveglia, e promossa, quando fu abbastanza grande, a essere la cameriera della signorina Rachel.\nRachel.\n\nPer quanto mi riguarda, ho continuato a svolgere la mia attivit\u00e0 di ufficiale giudiziario, anno dopo anno, fino al Natale del 1847.\nNatale del 1847, quando ci fu un cambiamento nella mia vita. Quel giorno, la mia\nsignora si invit\u00f2 a prendere una tazza di t\u00e8 da sola con me nel mio cottage. Lei\nosserv\u00f2 che, calcolando l'anno in cui avevo iniziato a fare il paggio ai tempi del vecchio signore, avevo\nai tempi del vecchio signore, ero al suo servizio da pi\u00f9 di cinquant'anni.\ne mi mise tra le mani un bellissimo gilet di lana che aveva\nche aveva lavorato lei stessa, per tenermi al caldo nel rigido clima invernale.\n\nHo ricevuto questo magnifico regalo senza riuscire a trovare le parole per\nringraziare la mia padrona per l'onore che mi aveva fatto. Con mio grande\nstupore, si scopr\u00ec per\u00f2 che il panciotto non era un\nonore, ma una tangente. La mia signora aveva scoperto che stavo invecchiando\nche stavo invecchiando prima che lo scoprissi io stesso, ed era venuta al mio cottage per\nper convincermi (se posso usare un'espressione del genere) ad abbandonare il mio duro lavoro di\nlavoro all'aperto come ufficiale giudiziario, e di prendermi il riposo per il resto dei miei giorni come\ncome amministratore della casa. Ho lottato con tutte le mie forze contro l'indegnit\u00e0 di\nindegnit\u00e0 di prendermi il mio agio, per quanto possibile. Ma la mia padrona conosceva il mio lato debole\ndi me; lo fece per fare un favore a se stessa. La disputa tra noi\nfin\u00ec che mi asciugai gli occhi, come una vecchia sciocca, con il mio nuovo gilet di lana e\ngilet di lana e dicendo che ci avrei pensato.\n\nLa perturbazione della mia mente, per quanto riguarda il pensiero, era veramente\ndopo che la mia signora se n'era andata, applicai il rimedio che non mi ha mai abbandonato nei casi di dubbio e di emergenza.\nche non mi ha mai deluso in casi di dubbio e di emergenza. I\nfumai la pipa e mi misi a leggere Robinson Crusoe. Prima di aver occupato\nprima di essermi occupato di quello straordinario libro per cinque minuti, mi capit\u00f2 un pezzo\nconfortante (pagina centocinquantotto), come segue:  Oggi\namiamo, quello che domani odieremo.  Ho visto direttamente la mia strada. Oggi\noggi ero favorevole a continuare a fare l'amministratore della fattoria; domani, in base all'autorit\u00e0 di\ndi Robinson Crusoe, sarei stato tutto il contrario. Prendere me stesso\ndomani con l'umore di domani, e la cosa era fatta. La mia mente\nalleggerita in questo modo, quella notte andai a dormire con l'aspetto di\ndi Lady Verinder e mi svegliai la mattina dopo con l'aspetto di Lady Verinder.\nmattina con l'aspetto dello sguattero di Lady Verinder. Tutto abbastanza\nconfortevole, e per tutto il tempo di _Robinson Crusoe_!\n\nMia figlia Penelope mi ha appena guardato alle spalle per vedere cosa ho fatto finora.\nfatto fino ad ora. Osserva che \u00e8 scritto benissimo e ogni parola \u00e8 vera.\nparola vera. Ma fa notare un'obiezione. Dice che quello che ho\nfatto finora non \u00e8 minimamente quello che volevo fare. Mi \u00e8 stato chiesto di\nraccontare la storia del Diamante e invece ho raccontato la storia di me stesso.\nla storia di me stesso. \u00c8 curioso e non riesco a spiegarmelo.\nMi chiedo se i gentiluomini che si guadagnano da vivere scrivendo libri\nscrivere libri, si trovino mai ad ostacolare i loro argomenti, come me?\nsoggetti, come me? Se \u00e8 cos\u00ec, mi dispiace per loro. Nel frattempo,\necco un'altra falsa partenza e un altro spreco di buona carta da scrivere.\nCosa c'\u00e8 da fare adesso? Nulla che io sappia, se non che voi manteniate la vostra\nche tu mantenga la calma e che io ricominci tutto da capo per la terza volta.\n\n\nCAPITOLO III\n\nLa questione di come iniziare correttamente la storia ho cercato di risolverla in due modi.\ndi risolvere la questione in due modi. In primo luogo, grattandomi la testa, il che non ha portato a nulla.\nIn secondo luogo, consultando mia figlia Penelope, il che ha dato luogo a un'idea\nidea completamente nuova.\n\nL'idea di Penelope \u00e8 che io debba raccontare quello che \u00e8 successo, regolarmente\ngiorno per giorno, a partire dal giorno in cui abbiamo ricevuto la notizia che Mr.\nFranklin Blake era atteso in visita a casa. Quando si arriva a\nfissare la propria memoria con una data in questo modo, \u00e8 meraviglioso ci\u00f2 che la memoria\n\u00e8 meraviglioso ci\u00f2 che la vostra memoria raccoglier\u00e0 a causa di questa costrizione. L'unica difficolt\u00e0\n\u00e8 trovare le date, in primo luogo. Penelope si offre di farlo\nPenelope si offre di farlo per me consultando il suo diario, che le \u00e8 stato insegnato a tenere quando era a scuola e che\nquando era a scuola e che ha continuato a tenere da allora.\nIn risposta a un miglioramento di questa idea, ideato da me stessa, e cio\u00e8\nche fosse lei a raccontare la storia al posto mio, dal suo stesso diario,\nPenelope osserva, con uno sguardo feroce e il viso arrossato, che il suo diario\nche il suo diario \u00e8 per il suo occhio privato e che nessuna creatura vivente potr\u00e0 mai sapere\ncosa c'\u00e8 dentro se non lei stessa. Quando chiedo che cosa significhi, Penelope dice: \"Fiddlesticks!\ndice: \"Fiddlesticks!  Io rispondo: \"Tesori\".\n\nIniziando, quindi, con il piano di Penelope, mi permetto di dire che sono stato\nun mercoled\u00ec mattina nel salotto della mia signora,\nla data era il ventiquattro maggio del 1800.\nquarantotto.\n\n Gabriel, dice la mia signora, ecco una notizia che vi sorprender\u00e0. Franklin\nBlake \u00e8 tornato dall'estero. \u00c8 stato ospite di suo padre a\nLondra, e domani verr\u00e0 da noi per fermarsi fino al mese prossimo, e\ne festeggiare il compleanno di Rachel.\n\nSe avessi avuto un cappello in mano, nient'altro che il rispetto mi avrebbe impedito di\ndi lanciare quel cappello verso il soffitto. Non vedevo Mr.\nFranklin da quando era un ragazzo e viveva con noi in questa casa. Egli\nera, a prima vista (per come lo ricordo), il ragazzo pi\u00f9 simpatico che avesse mai\nche abbia mai fatto girare una trottola o rotto una finestra. La signorina Rachel, che era presente e alla quale avevo fatto questa osservazione, osserv\u00f2\ne alla quale feci questa osservazione, osserv\u00f2, a sua volta, che lo ricordava come\nil pi\u00f9 atroce tiranno che abbia mai torturato una bambola, e il pi\u00f9 duro\npi\u00f9 duro che l'Inghilterra potesse produrre per una ragazzina esausta in\nprodurre.  Brucio di indignazione e soffro di stanchezza\", fu il modo in cui Miss Rachel riassunse la situazione.\nmodo in cui la signorina Rachel ha riassunto il tutto, quando penso a Franklin Blake.\n\nSentendo ci\u00f2 che ora vi dir\u00f2, vi chiederete naturalmente come sia stato possibile che Mr.\nFranklin abbia trascorso tutti gli anni, da quando era un ragazzo a quando\nragazzo a quando era un uomo, fuori dal suo paese. Rispondo,\nperch\u00e9 suo padre ebbe la sfortuna di essere il prossimo erede di un ducato e di non poterlo dimostrare.\nnon essere in grado di dimostrarlo.\n\nIn due parole, ecco come \u00e8 andata a finire:\n\nLa sorella maggiore della mia signora ha sposato il famoso Mr.\nper le sue grandi ricchezze e per la sua grande abilit\u00e0 in campo legale. Per quanti anni ha continuato a\nper molti anni ha fatto preoccupare i tribunali del suo paese per\ne per mettersi al posto del Duca, quante borse di avvocati ha riempito fino a scoppiare.\nborselli degli avvocati e quante persone, altrimenti innocue, ha messo in discussione\nper le orecchie discutendo insieme se avesse ragione o torto \u00e8\n\u00e8 molto pi\u00f9 di quanto io riesca a calcolare. Sua moglie mor\u00ec e due dei suoi tre figli\ndei suoi tre figli, prima che i tribunali potessero decidere\ndi mostrargli la porta e di non prendere pi\u00f9 i suoi soldi. Quando tutto fu\nquando tutto fu finito e il duca rimase in possesso, Mr.\nBlake scopr\u00ec che l'unico modo per pareggiare i conti con il suo Paese per il modo in cui\nper il modo in cui lo aveva trattato, era quello di non lasciare al suo paese l'onore\nl'onore di educare suo figlio.  Come posso fidarmi delle mie istituzioni nazionali?\n\u00e8 stata la forma in cui l'ha detto, dopo il modo in cui le mie istituzioni native si sono comportate con me.\nCome posso fidarmi delle istituzioni del mio paese?\nBlake non amava tutti i ragazzi, compresi i suoi, e ammetterete che la cosa poteva finire in un solo modo.\nfinire in un solo modo. Il signor Franklin ci \u00e8 stato portato via in Inghilterra e\nin Inghilterra, e fu mandato in istituti di cui il padre poteva fidarsi, in quel paese\npaese superiore, la Germania; Mr. Blake stesso, come avrete notato,\nBlake stesso, come avrete notato, rimase in Inghilterra per migliorare i suoi connazionali alla\nParlamento, e a pubblicare una dichiarazione sul tema del Duca in\nin possesso, che \u00e8 rimasta una dichiarazione incompiuta da quel giorno a oggi.\na oggi.\n\nEcco! Grazie a Dio, questo \u00e8 stato detto! N\u00e9 tu n\u00e9 io dobbiamo pi\u00f9 preoccuparci\ndi Mr. Blake, senior. Lasciatelo al Ducato; e lasciate che voi\ne io ci occupiamo del Diamante.\n\nIl diamante ci riporta al signor Franklin, che \u00e8 stato l'innocente mezzo\ndi portare quel gioiello sfortunato in casa.\n\nIl nostro bravo ragazzo non si \u00e8 dimenticato di noi dopo essere andato all'estero. Scriveva ogni tanto\nogni tanto; a volte alla mia signora, a volte alla signorina Rachel, e a volte\na me. Prima della sua partenza avevamo fatto una transazione che consisteva nel\nconsisteva nel prestarmi un gomitolo di spago, un coltello a quattro lame,\ne sette penny e sei centesimi in denaro il cui ultimo colore non ho mai\nnon ho visto e non mi aspetto di vedere mai pi\u00f9. Le sue lettere a me riguardavano soprattutto\nal prestito di altre cose. Tuttavia, ho saputo dalla mia signora come se la cavava all'estero.\nall'estero, man mano che cresceva in et\u00e0 e statura. Dopo aver appreso ci\u00f2 che le\nistituzioni tedesche, ha fatto un giro tra i francesi e poi tra gli italiani.\ne poi a quelli italiani. Lo resero tra loro una sorta di\nuna sorta di genio universale, per quanto io possa capire. Scriveva un\nun po', dipingeva un po', cantava, suonava e componeva un po'.\nun po' prendendo in prestito, come sospetto, in tutti questi casi, proprio come aveva fatto con me.\nprestito da me. La fortuna di sua madre (settecento sterline all'anno) gli era toccata in sorte quando\nquando divenne maggiorenne e gli pass\u00f2 attraverso, come se fosse un setaccio.\nun colabrodo. Pi\u00f9 soldi aveva, pi\u00f9 ne voleva; c'era un buco nelle tasche di Mr.\nFranklin in tasca che nulla avrebbe potuto ricucire. Ovunque andasse, il suo\nvivace e semplice di lui lo rendeva il benvenuto. Viveva qui, l\u00e0 e\novunque; il suo indirizzo (come era solito dire lui stesso) era Post\nUfficio Postale, l'Europa da lasciare fino a quando non veniva chiamato.  Per due volte ha deciso di tornare in\ndi tornare in Inghilterra a trovarci; e per ben due volte (risparmiando la vostra presenza), qualche innominabile\npresenza), una donna innominabile si \u00e8 messa in mezzo e lo ha fermato.\nIl suo terzo tentativo \u00e8 riuscito, come gi\u00e0 sapete da ci\u00f2 che mi ha detto la mia signora.\nmia signora. Gioved\u00ec venticinque maggio avremmo visto per la prima volta\nper la prima volta quello che il nostro bravo ragazzo era diventato un uomo. Era di buon sangue;\naveva un grande coraggio e aveva cinque anni e venti, secondo i nostri calcoli.\ncalcolo, aveva cinque e vent'anni. Ora sapete di Mr. Franklin Blake tanto quanto ne sapevo io prima che\nMr. Franklin Blake scese a casa nostra.\n\nIl gioved\u00ec era la pi\u00f9 bella giornata d'estate che si sia mai vista, e la mia signora e la signorina Rachel (che non aspettavano il signor Franklin fino all'ora di cena) uscirono in macchina.\ne la signorina Rachel (che non aspettava il signor Franklin fino all'ora di cena) sono andate a\na pranzo con alcuni amici nei dintorni.\n\nQuando se ne andarono, andai a dare un'occhiata alla camera da letto che era stata preparata per il nostro\ncamera da letto che era stata preparata per il nostro ospite e vidi che tutto era a posto. Poi,\nessendo il maggiordomo della mia signora, oltre che l'amministratore (su mia particolare richiesta e perch\u00e9 mi dava fastidio vedere\nparticolare richiesta, e perch\u00e9 mi dava fastidio vedere qualcuno che non fosse\nnessuno che non fosse in possesso della chiave della cantina del defunto Sir John) poi, dico\nallora, dico, ho preso un po' del nostro famoso claret Latour e l'ho messo all'aria calda d'estate per togliere il freddo.\naria calda d'estate per togliere il freddo prima della cena. Concludendo di mettermi all'aria calda d'estate\nd'estate, vedendo che ci\u00f2 che \u00e8 buono per il vecchio claret \u00e8 altrettanto buono per la vecchiaia.\nclaret \u00e8 altrettanto buono per la vecchiaia, ho preso la mia sedia ad alveare per uscire nel cortile posteriore.\nquando sono stato fermato da un suono simile al battito di un tamburo\nun suono simile al battere di un tamburo, sulla terrazza di fronte alla residenza della mia signora.\n\nAndando verso la terrazza, trovai tre indiani color mogano, in abito e pantaloni di lino\ndi mogano, in abito e pantaloni di lino bianco, che guardavano la casa.\n\nGli indiani, come vidi guardando pi\u00f9 da vicino, avevano dei piccoli tamburi a mano\ndavanti a loro. Dietro di loro si trovava un piccolo ragazzo inglese dai capelli chiari e dall'aspetto delicato\ninglese dall'aspetto delicato e dai capelli chiari che portava una borsa. Giudicai i ragazzi come dei prestigiatori ambulanti\ne che il ragazzo con la borsa portasse gli strumenti del loro mestiere.\nmestiere. Uno dei tre, che parlava inglese e che esibiva, devo ammetterlo, i modi pi\u00f9 eleganti\nmodi pi\u00f9 eleganti, mi inform\u00f2 subito che il mio giudizio era giusto.\nera giusto. Chiese il permesso di mostrare i suoi trucchi in presenza della signora di casa.\ndella padrona di casa.\n\nOra, io non sono un vecchio inacidito. In genere mi piace divertirmi e sono l'ultima persona al mondo a diffidare di un'altra persona\nl'ultima persona al mondo a diffidare di un'altra persona perch\u00e9\nperch\u00e9 si d\u00e0 il caso che sia un po' pi\u00f9 scuro di me. Ma i migliori di noi hanno le loro\ndebolezze e la mia debolezza, quando so che il cestino dei piatti di famiglia \u00e8 fuori\nsul tavolo della dispensa, mi viene subito in mente quel cestino alla vista di un\ndi un estraneo che passeggia e le cui maniere sono superiori alle mie. I\ndi conseguenza, informai l'indiano che la padrona di casa era fuori e\ne ho avvertito lui e il suo gruppo di uscire dall'edificio. Lui mi fece un bell'inchino\nin cambio, e lui e il suo gruppo se ne andarono. Per quanto mi riguarda, io\ntornando alla mia sedia ad alveare, mi misi sul lato soleggiato della corte e caddi (se il termine \u00e8 corretto).\ndel cortile, e caddi (se la verit\u00e0 deve essere ammessa), non proprio in un\nsonno, ma la cosa migliore che ci sia.\n\nSono stata svegliata da mia figlia Penelope che correva verso di me come se la casa fosse in fiamme.\ncasa fosse in fiamme. Cosa pensate che volesse? Voleva che i tre giocolieri\ntre giocolieri indiani, per questa ragione, cio\u00e8 che\nche sapevano chi stava venendo a trovarci da Londra e che avevano intenzione di\nqualche malefatta a Mr. Franklin Blake.\n\nIl nome del signor Franklin mi dest\u00f2. Aprii gli occhi e chiesi alla mia ragazza\nspiegarsi.\n\nSembrava che Penelope fosse appena arrivata dal nostro lodge, dove aveva\ndove aveva spettegolato con la figlia dell'albergatore. Le due ragazze\navevano visto gli indiani uscire, dopo che li avevo messi in guardia, seguiti dal loro bambino.\nil loro bambino. Pensavano che il bambino fosse stato maltrattato dagli stranieri senza\ndagli stranieri per nessun motivo che io potessi scoprire, se non che era carino e delicato.\nche era grazioso e dall'aspetto delicato, le due ragazze si erano infilate lungo il\nlato interno della siepe che ci separava dalla strada, e avevano osservato le\ngli stranieri sul lato esterno. Tali azioni\nsi erano tradotti nell'esecuzione dei seguenti trucchi straordinari.\n\nPer prima cosa guardarono su e gi\u00f9 per la strada e si assicurarono di essere soli.\nche fossero soli. Poi si girarono tutti e tre e fissarono intensamente in\ndirezione della nostra casa. Poi si misero a cianciare e a discutere nella loro\nlingua e si guardarono come uomini in dubbio. Poi tutti e tre\nsi rivolsero al loro piccolo inglese, come se si aspettassero che _lui_ li aiutasse.\nloro. E allora il capo indiano, che parlava inglese, disse al ragazzo,\n Tendi la mano.\n\nAll'udire quelle terribili parole, mia figlia Penelope disse che non sapeva cosa le impedisse di volare via dal cuore.\nsapeva cosa le avesse impedito di far volare il cuore fuori da lei. I\npensai in privato che forse erano i suoi soggiorni. Tutto quello che dissi,\ncomunque, fu: \"Mi fai rabbrividire la carne\".  (_Nota bene:_ alle donne piacciono questi\npiccoli complimenti).\n\nQuando l'indiano disse: \"Tendi la mano\", il ragazzo si ritrasse,\nscosse la testa e disse che non gli piaceva. L'indiano, a quel punto,\ngli chiese (in modo per nulla gentile) se volesse essere rimandato a Londra e lo lasci\u00f2 dove l'avevano trovato.\nLondra, e lo lasciarono dove l'avevano trovato, a dormire in una cesta vuota in un mercato.\nin una cesta vuota in un mercato, un ragazzino affamato, cencioso e abbandonato. Questo, a quanto pare\nsembra che questo abbia posto fine alle difficolt\u00e0. Il piccolo tendeva malvolentieri la mano.\nmano. L'indiano prese una bottiglia dal petto e ne vers\u00f2 una sostanza nera, simile all'inchiostro.\nuna bottiglia dal petto e ne vers\u00f2 un po' di roba nera, come inchiostro, sul palmo della mano del ragazzo.\nL'Indiano, dopo aver toccato la testa del ragazzo e aver fatto dei segni in aria, disse: \"Guarda!\naria, poi disse: \"Guarda\".  Il ragazzo si irrigid\u00ec e rimase come una statua, guardando l'inchiostro nel\nstatua, guardando l'inchiostro nell'incavo della mano.\n\n(Finora mi \u00e8 sembrato un gioco di prestigio, accompagnato da uno sciocco spreco di inchiostro).\ndi inchiostro. Stavo cominciando a sentirmi di nuovo assonnata, quando le parole di Penelope mi hanno\nparole di Penelope mi hanno risvegliato).\n\nGli indiani guardarono ancora una volta su e gi\u00f9 per la strada e poi il capo indiano disse queste parole al ragazzo: \"Vedi il signore inglese?\ncapo indiano disse queste parole al ragazzo: \"Vedi il gentiluomo inglese\nda parti straniere.\n\nIl ragazzo disse: \"Lo vedo\".\n\nL'indiano disse: \"\u00c8 sulla strada che porta a questa casa, e su nessun'altra,\nche il signore inglese percorrer\u00e0 oggi?\n\nIl ragazzo rispose: \"\u00c8 sulla strada che porta a questa casa, e su nessun'altra, che\nil signore inglese viagger\u00e0 oggi.\n\nL'indiano pose una seconda domanda dopo aver atteso un po' prima. Disse:\n Il gentiluomo inglese ha qualcosa di suo?\n\nAnche il ragazzo rispose, dopo aver aspettato un po' prima S\u00ec.\n\nL'indiano pose una terza e ultima domanda:  Il gentiluomo inglese\nverr\u00e0 qui, come ha promesso di fare, alla fine della giornata?\n\nIl ragazzo disse: \"Non posso dirlo\".\n\nL'indiano chiese perch\u00e9.\n\nIl ragazzo disse: \"Sono stanco. La nebbia sale nella mia testa e mi lascia perplesso. I\noggi non vedo pi\u00f9 nulla.\n\nCon ci\u00f2 il catechismo termin\u00f2. Il capo indiano disse qualcosa nella sua\nlingua agli altri due, indicando il ragazzo e indicando la citt\u00e0, nella quale (come scoprimmo in seguito) si trovavano.\nverso la citt\u00e0, in cui (come scoprimmo in seguito) erano\nalloggiati. Dopo aver fatto altri segni sulla testa del ragazzo, gli soffi\u00f2 sulla fronte e lo svegli\u00f2.\nfronte, svegliandolo di soprassalto. Dopo di che, tutti si avviarono\nverso la citt\u00e0 e le ragazze non li videro pi\u00f9.\n\nLa maggior parte delle cose che dicono hanno una morale, se solo la si cerca. Qual era\nla morale di questo?\n\nLa morale era, come pensavo: Primo, che il capo giocoliere aveva sentito parlare dell'arrivo di Mr.\nl'arrivo del signor Franklin tra la servit\u00f9 all'aperto e aveva visto\ne vedeva la possibilit\u00e0 di fare un po' di soldi. Secondo, che lui e i suoi uomini\nuomini e il ragazzo (con l'obiettivo di fare i suddetti soldi) intendevano restare in giro fino a che\ndi vedere la mia signora tornare a casa, per poi tornare e predire l'arrivo di Mr.\nFranklin con la magia. Terzo: Penelope li aveva sentiti\nprovare il loro hocus-pocus, come attori che provano una commedia. Quarto,\nche avrei fatto bene a tenere d'occhio, quella sera, la\ncestino dei piatti. Quinto: che Penelope avrebbe fatto bene a calmarsi e a lasciare che\nlasciare me, suo padre, a sonnecchiare di nuovo al sole.\n\nQuesto mi \u00e8 sembrato il punto di vista pi\u00f9 sensato. Se conoscete i modi di fare delle\ndelle giovani donne, non sarete sorpresi di sapere che Penelope\nnon l'avrebbe accettato. La morale della cosa era seria, secondo mia figlia.\nfiglia. Mi ricord\u00f2 in particolare la terza domanda dell'indiano,\nIl gentiluomo inglese ha la stoffa per farlo?  Oh, padre!\nPenelope, stringendo le mani, non scherzare su questo. Che cosa significa\nsignifica?\n\n Chiederemo a Mr. Franklin, mia cara, ho detto, se puoi aspettare che Mr.\nFranklin.  Feci l'occhiolino per dimostrare che intendevo scherzare. Penelope lo prese\nla cosa molto seriamente. La seriet\u00e0 della mia ragazza mi solletic\u00f2.  Cosa mai dovrebbe sapere\ncosa mai dovrebbe sapere il signor Franklin?  Mi chiesi.  Chiedilo a lui, dice\nPenelope.  E vedi se anche lui la ritiene una cosa da ridere.  Con\ncon questa frase di commiato, mia figlia mi lasci\u00f2.\n\nQuando se n'\u00e8 andata, ho deciso che avrei chiesto a Mr.\nMr. Franklin soprattutto per tranquillizzare Penelope. Ci\u00f2 che fu detto\ntra di noi, quando glielo chiesi, pi\u00f9 tardi, quello stesso giorno, troverete\ntroverete esposto in modo esauriente nella sua sede appropriata. Ma poich\u00e9 non voglio suscitare le vostre\naspettative e poi deluderle, mi permetto di avvertirvi qui, prima di proseguire, che\nprima di andare avanti, che non troverete il fantasma di una battuta\nnella nostra conversazione sul tema dei giocolieri. Con mia grande\nsorpresa, il signor Franklin, come Penelope, prese la cosa sul serio. Quanto\nseriamente, capirete quando vi dir\u00f2 che, secondo lui,\n Si trattava della Pietra di Luna.\n\n\nCAPITOLO IV\n\nMi dispiace davvero trattenervi davanti a me e alla mia sedia ad alveare. Un vecchio addormentato\nvecchio assonnato, in un cortile soleggiato, non \u00e8 un oggetto interessante, lo so bene.\nso bene. Ma le cose devono essere messe al loro posto, come sono effettivamente\ne vi prego di andare avanti ancora per un po' con me,\nin attesa dell'arrivo di Mr. Franklin Blake nel corso della giornata.\n\nPrima che avessi il tempo di appisolarmi di nuovo, dopo che mia figlia Penelope mi aveva lasciato\nmia figlia Penelope mi aveva lasciato, fui disturbato da un rumore di piatti e stoviglie nella sala della servit\u00f9.\nsala della servit\u00f9, il che significava che la cena era pronta. Prendendo i miei pasti\nnel mio salotto, non avevo nulla a che fare con la cena della servit\u00f9,\nse non per augurare a tutti loro un buon appetito, prima di\ndi ricompormi sulla mia sedia. Mi stavo sgranchendo le gambe,\nquando mi \u00e8 piombata addosso un'altra donna. Non di nuovo mia figlia, ma solo\nNancy, la cameriera di cucina, questa volta. Ero proprio sulla sua strada; e\nHo osservato, mentre mi chiedeva di lasciarla passare, che aveva una faccia imbronciata, cosa che\nche, in qualit\u00e0 di capo della servit\u00f9, non permetto mai, per principio, di\nper principio, che mi passi davanti senza indagare.\n\n Perch\u00e9 stai voltando le spalle alla tua cena?  Ho chiesto.  Cosa c'\u00e8\nsbagliato ora, Nancy?\n\nNancy cerc\u00f2 di passare oltre, senza rispondere; al che mi alzai e la presi per un orecchio.\nl'ho presa per l'orecchio. \u00c8 una bella ragazza paffuta ed \u00e8 mia abitudine adottare questo\nconsuetudine adottare questo modo per dimostrare che approvo personalmente\nche approvo personalmente una ragazza.\n\n Cosa c'\u00e8 che non va ora?  Ho detto ancora una volta.\n\n Rosanna \u00e8 di nuovo in ritardo per la cena, dice Nancy.  E io sono stata mandata a prenderla\na prenderla. Tutto il lavoro duro ricade sulle mie spalle in questa casa. Lasciatemi\nlasciatemi in pace, signor Betteredge!\n\nLa persona qui indicata come Rosanna era la nostra seconda domestica. Avendo una\nuna sorta di piet\u00e0 per la nostra seconda cameriera (il perch\u00e9 lo saprete tra poco),\ne vedendo in faccia a Nancy che avrebbe fatto rientrare la sua serva\ncon parole pi\u00f9 dure di quanto fosse necessario nelle circostanze, mi venne in mente che\nche non avevo nulla di particolare da fare e che tanto valeva andare a chiamare\nRosanna io stessa; le diedi un suggerimento di essere puntuale in futuro, che\nsapevo che l'avrebbe presa bene da me.\n\n Dov'\u00e8 Rosanna?  Ho chiesto.\n\n Alle sabbie, naturalmente! dice Nancy, scuotendo la testa.  Ha\nha avuto un altro dei suoi svenimenti questa mattina, e ha chiesto di uscire\ndi uscire a prendere una boccata d'aria fresca. Non ho pazienza con lei!\n\n Torna alla tua cena, ragazza mia, le dissi.  Ho pazienza con lei,\ne la porter\u00f2 dentro.\n\nNancy (che ha un ottimo appetito) sembrava soddisfatta. Quando sembra soddisfatta,\nsembra simpatica. Quando ha un aspetto gradevole, la prendo sotto il mento. Non \u00e8\nnon \u00e8 immoralit\u00e0, \u00e8 solo abitudine.\n\nAllora ho preso il mio bastone e sono partito per le sabbie.\n\nNo! Non \u00e8 ancora il caso di partire. Mi dispiace di avervi trattenuto ancora, ma dovete davvero\nma dovete assolutamente ascoltare la storia delle sabbie e la storia di Rosanna per\nper questo motivo, che la questione del Diamante li tocca da vicino entrambi.\nCon quanta fatica cerco di andare avanti con la mia dichiarazione senza fermarmi,\ne quanto male ci riesco! Ma, ecco! Persone e cose si presentano in modo cos\u00ec\nfastidiose in questa vita, e in un certo senso insistono per essere notate.\nPrendiamola con calma e facciamola breve; presto saremo nel vivo del mistero, ve lo prometto.\ndel mistero presto, ve lo prometto!\n\nRosanna (per anteporre la persona alla cosa, che non \u00e8 altro che la comune\nper mettere la persona davanti alla cosa, che non \u00e8 altro che la comune cortesia) era l'unica nuova serva della nostra casa. Circa quattro mesi\ncirca quattro mesi prima del momento di cui sto scrivendo, la mia signora era stata a Londra e aveva\nun riformatorio, che aveva lo scopo di salvare le donne abbandonate dalla deriva\ndi tornare in cattive abitudini, dopo essere state rilasciate dalla prigione. La\nmatrona, vedendo che la mia signora si interessava al posto, le indic\u00f2 una ragazza di nome\nuna ragazza, di nome Rosanna Spearman, e le raccont\u00f2 una storia molto miserabile, che non ho il coraggio di raccontare.\nstoria, che non ho il coraggio di ripetere in questa sede, perch\u00e9 non mi piace essere resa\nnon mi piace essere reso miserabile senza alcuna utilit\u00e0, e non piace nemmeno a voi. Il risultato\nche Rosanna Spearman era stata una ladra e, non essendo del tipo che\nche si mettono in societ\u00e0 in citt\u00e0 e derubano migliaia di persone, invece che\ndi migliaia di persone, invece di derubarne solo una, la legge la prese di mira e la prigione e il riformatorio\nriformatorio seguirono l'esempio della legge. L'opinione della matrona su\nRosanna era (nonostante quello che aveva fatto) che la ragazza era una su mille e che voleva solo un\ne che voleva solo un'opportunit\u00e0 per dimostrare di essere degna di\ndi qualsiasi donna cristiana che si interessasse a lei. La mia signora (essendo una donna cristiana\ndonna cristiana, se mai ce n'\u00e8 stata una) disse alla matrona, su questo,\n Rosanna Spearman avr\u00e0 la sua occasione, al mio servizio.  Una settimana dopo\nRosanna Spearman entr\u00f2 in questa casa come seconda cameriera.\ncameriera.\n\nLa storia della ragazza non fu raccontata a nessuno, tranne che alla signorina Rachel e a me. La mia\nsignora, che mi fa l'onore di consultarmi sulla maggior parte delle cose, mi ha consultato su Rosanna.\nsu Rosanna. Essendo ultimamente caduto in buona parte nel modo in cui il defunto Sir\nJohn di essere sempre d'accordo con la mia signora, mi sono trovata d'accordo con lei di cuore\nsu Rosanna Spearman.\n\nNessuna ragazza avrebbe potuto avere un'occasione pi\u00f9 giusta di quella che \u00e8 stata data a questa povera ragazza\nnostra. Nessuno dei servitori ha potuto gettare tra i denti la sua vita passata,\nperch\u00e9 nessuno dei servi sapeva cosa fosse stato. Aveva il suo salario e\ni suoi privilegi, come tutti gli altri; e di tanto in tanto una parola\nparola amichevole della mia signora, in privato, per incoraggiarla. In cambio,\nin cambio, si dimostr\u00f2, sono obbligata a dirlo, ben degna del trattamento gentile\ntrattamento che le era stato riservato. Sebbene fosse tutt'altro che forte e afflitta\ndi tanto in tanto con gli svenimenti gi\u00e0 menzionati, svolgeva il suo lavoro\nlavoro con modestia e senza compiacimenti, facendolo con attenzione e\nbene. Ma, in qualche modo, non riusc\u00ec a farsi delle amicizie tra le altre donne di servizio.\nservitrici, ad eccezione di mia figlia Penelope, che era sempre gentile con\nRosanna, anche se mai in intimit\u00e0 con lei.\n\nNon so cosa abbia fatto la ragazza per offenderli. Di certo non c'era\nbellezza da far invidia agli altri; era la donna pi\u00f9 semplice della casa, con in pi\u00f9 la sfortuna di avere una spalla sola.\ndella casa, con in pi\u00f9 la sfortuna di avere una spalla\nuna spalla pi\u00f9 grande dell'altra. Ci\u00f2 che pi\u00f9 di tutto i servitori mal sopportavano, credo, erano\nla sua lingua silenziosa e i suoi modi solitari. Leggeva o lavorava nelle ore libere\nore di svago, mentre gli altri spettegolavano. E quando arrivava il suo turno di uscire,\nnove volte su dieci si metteva tranquillamente la cuffia e faceva il suo turno da sola.\nda sola. Non litigava mai, non si offendeva mai; si limitava a mantenere una certa distanza, ostinatamente\nuna certa distanza, ostinatamente e civilmente, tra loro e lei.\ne lei. A questo si aggiunga che, per quanto fosse semplice, c'era un pizzico di\ndi qualcosa che non era da domestica e che era da signora,\nin lei. Poteva essere nella voce o nel viso.\nviso. Posso solo dire che le altre donne l'hanno colta come un fulmine il primo giorno in cui \u00e8 entrata in casa.\ncome un fulmine il primo giorno in cui entr\u00f2 in casa, e dissero (cosa che era\ningiusto) che Rosanna Spearman si dava delle arie.\n\nDopo aver raccontato la storia di Rosanna, non mi resta che notare uno dei tanti modi strani di questa\ndi questa strana ragazza per passare alla storia delle sabbie.\nsabbie.\n\nLa nostra casa si trova in alto sulla costa dello Yorkshire, vicino al mare. Abbiamo\nabbiamo bellissime passeggiate intorno a noi, in tutte le direzioni tranne una. Quella\nuna che riconosco essere una passeggiata orribile. Conduce, per un quarto di miglio\nun quarto di miglio, attraverso una malinconica piantagione di abeti, e vi porta tra basse scogliere\ntra basse scogliere sulla baia pi\u00f9 solitaria e brutta di tutta la nostra costa.\ncosta.\n\nLe colline sabbiose qui scendono verso il mare e terminano con due spuntoni di roccia\nsporgenti l'uno di fronte all'altro, fino a perderli di vista nell'acqua.\nacqua. Uno si chiama \"Spiedo del Nord\" e l'altro \"Spiedo del Sud\". Tra i due\ntra i due, che si spostano avanti e indietro in certe stagioni dell'anno,\nsi trovano le sabbie mobili pi\u00f9 terribili delle coste dello Yorkshire. Al\nmarea, qualcosa accade nelle sconosciute profondit\u00e0 sottostanti, che\nche fa tremare e vacillare l'intera superficie delle sabbie mobili in un modo\nmodo notevole da vedere, e che le ha dato, tra la gente delle nostre parti, il nome di\ndalle nostre parti, il nome di Sabbia tremante. Un grande argine, a mezzo\nun miglio, vicino all'imboccatura della baia, spezza la forza dell'oceano principale\nprincipale dell'oceano che arriva dal largo. D'inverno e d'estate, quando la marea scorre\nquando la marea scorre sulle sabbie mobili, il mare sembra lasciarsi alle spalle le onde sulla\nsulla riva, e rotola le sue acque con un'ondata, ricoprendo la sabbia in silenzio.\nsabbia in silenzio. Un ritiro solitario e orribile, non c'\u00e8 che dire! Nessuna\nnessuna barca si avventura in questa baia. Nessun bambino del nostro villaggio di pescatori,\nchiamato Cobb's Hole, vengono qui a giocare. Gli stessi uccelli dell'aria,\nmi sembra che diano ampio spazio a Shivering Sand. Che una giovane donna\ndonna, con dozzine di belle passeggiate tra cui scegliere, e una compagnia che la accompagni, se solo dicesse\ncon lei, se solo dicesse Vieni! preferisca questo posto e si sieda a lavorare o a leggere\ne lavorare o leggere in esso, tutta sola, quando \u00e8 il suo turno, ve lo concedo,\nnon ci si pu\u00f2 credere. \u00c8 vero, tuttavia, come si pu\u00f2 pensare, che questa\nche questa era la passeggiata preferita di Rosanna Spearman, tranne quando andava una volta o due a\nuna o due volte a Cobb's Hole, per vedere l'unico amico che aveva nei nostri dintorni.\nnelle nostre vicinanze, di cui parleremo pi\u00f9 avanti. \u00c8 anche vero che ora mi stavo recando in questo\nstesso posto, per portare la ragazza a cena, il che ci riporta felicemente al punto precedente.\nci riporta felicemente al punto di partenza e ci rimette in cammino verso la spiaggia.\nstrada verso le sabbie.\n\nNon vidi alcuna traccia della ragazza nella piantagione. Quando uscii, attraverso\ntra le colline di sabbia, sulla spiaggia, eccola l\u00ec, con la sua cuffietta di paglia e il suo semplice mantello grigio che portava sempre\ndi paglia e il suo semplice mantello grigio che indossava sempre per nascondere la sua\nspalla deformata per quanto possibile, era l\u00ec, tutta sola, che guardava\nle sabbie mobili e il mare.\n\nQuando mi sono avvicinato a lei, ha iniziato a muoversi e ha distolto la testa da me.\nIl fatto di non guardarmi in faccia \u00e8 un'altra delle azioni che, in quanto capo della servit\u00f9, non permetto mai, per principio, che passino senza\ncapo della servit\u00f9, non permetto mai, per principio, di passare senza\nLa girai verso di me e vidi che stava piangendo. Il mio\nfazzoletto di bandana, uno dei sei bellissimi che mi ha regalato la mia signora, era a portata di mano.\na portata di mano nella mia tasca. Lo tirai fuori e dissi a Rosanna: \"Vieni a sederti, mia cara, sul pendio.\nVieni a sederti, mia cara, sul pendio della spiaggia insieme a me. Prima ti asciugher\u00f2 gli occhi\nprima ti asciugher\u00f2 gli occhi e poi avr\u00f2 l'ardire di chiederti cosa hai\npianto.\n\nQuando avrete la mia et\u00e0, troverete che sedersi sul pendio di una spiaggia\nspiaggia un lavoro molto pi\u00f9 lungo di quello che pensate ora. Quando mi fui sistemata\nRosanna si era gi\u00e0 asciugata gli occhi con un fazzoletto molto\nfazzoletto molto inferiore al mio, di cotone a buon mercato. Sembrava molto tranquilla e molto\nma, quando glielo dissi, si sedette accanto a me come una brava ragazza.\nQuando vuoi consolare una donna per la via pi\u00f9 breve, prendila sulle tue ginocchia.\nginocchio. Ho pensato a questa regola d'oro. Ma ecco! Rosanna non era Nancy,\ne questa \u00e8 la verit\u00e0!\n\n Ora, dimmi, mia cara, dissi, perch\u00e9 piangi?\n\n A proposito degli anni passati, signor Betteredge, dice Rosanna a bassa voce.\n La mia vita passata mi torna ancora in mente a volte.\n\n Su, su, ragazza mia, ho detto, la tua vita passata \u00e8 tutta spugnata. Perch\u00e9\nnon riesci a dimenticarla?\n\nMi prese per una delle falde del cappotto. Sono un vecchio sciatto,\ne una buona parte della mia carne e delle mie bevande si sparge sui miei vestiti.\nA volte una donna, a volte un'altra, mi pulisce dall'unto.\nunto. Il giorno prima, Rosanna mi aveva fatto una macchia sul\ndel mio cappotto, con una nuova composizione, che garantiva di rimuovere\nqualsiasi cosa. L'unto era sparito, ma era rimasto un piccolo punto opaco\nsulla stoffa dove c'era stato il grasso. La ragazza indic\u00f2\nquel punto e scosse la testa.\n\n La macchia \u00e8 stata tolta, ha detto.  Ma il posto si vede, signor\nBetteredge il posto si vede!\n\nUn'osservazione che prende alla sprovvista un uomo per mezzo del suo stesso cappotto non \u00e8 una\nnon \u00e8 un'osservazione a cui \u00e8 facile rispondere. Qualcosa nella ragazza stessa, inoltre, mi ha reso\nparticolarmente dispiaciuto per lei in quel momento. Aveva dei begli occhi marroni, per quanto\nper altri versi, e mi guardava con una sorta di rispetto per la mia felice vecchiaia e il mio buon carattere.\nla mia felice vecchiaia e il mio buon carattere, come cose per sempre al di fuori della sua\nche mi rendeva il cuore pesante per la nostra seconda cameriera. Non sentendomi in grado di\nnon sentendomi in grado di confortarla, c'era solo un'altra cosa da fare.\nfare. Era quella di portarla a cena.\n\n Aiutami ad alzarmi, ho detto.  Sei in ritardo per la cena, Rosanna e io siamo venute a\na prenderti.\n\n Voi, signor Betteredge! dice lei.\n\n Ho detto a Nancy di venire a prenderti.  Ma ho pensato che ti sarebbe piaciuto\ni tuoi rimproveri, mia cara, se venissero da me.\n\nInvece di aiutarmi ad alzarmi, la poverina infil\u00f2 la sua mano nella mia e la strinse un po'.\ne la strinse un po'. Si sforz\u00f2 di non piangere di nuovo e ci riusc\u00ec.\ne ci riusc\u00ec, per questo la rispettai.  Lei \u00e8 molto gentile, Mr.\nBetteredge, disse.  Non voglio cenare oggi, lasciatemi aspettare ancora un po' qui.\nancora un po' qui.\n\n Cosa ti fa piacere stare qui?  Ho chiesto.  Cos'\u00e8 che ti porta\nperennemente in questo luogo miserabile?\n\n C'\u00e8 qualcosa che mi attira, dice la ragazza, creando immagini con il dito nella sabbia.\ncon il dito nella sabbia.  Cerco di starne lontana, ma non ci riesco.\nA volte, dice a bassa voce, come se fosse spaventata dalla sua stessa fantasia, a volte, signor Betteredge, penso che la mia tomba mi stia aspettando.\na volte, signor Betteredge, penso che la mia tomba mi aspetti qui.\nmi stia aspettando qui.\n\n C'\u00e8 un arrosto di montone e un budino di sugna che ti aspettano!  Entrate\na cena direttamente. Ecco cosa succede, Rosanna, a pensare a stomaco vuoto!\nstomaco vuoto!  Parlai con severit\u00e0, essendo naturalmente indignata (alla mia epoca) di sentire una giovane donna di cinque\ndi vita) di sentire una giovane donna di cinque e vent'anni parlare della propria\nfine!\n\nSembrava che non mi sentisse: mi mise una mano sulla spalla e mi tenne dov'ero, seduto al suo fianco.\nmi ha tenuto dov'ero, seduto al suo fianco.\n\n Credo che questo posto mi abbia incantato\", ha detto.  Lo sogno\nnotte dopo notte; ci penso quando mi siedo a cucire al mio lavoro. Lei sa\nSignor Betteredge, sapete che cerco di meritare la vostra gentilezza e la fiducia della mia signora in me.\ngentilezza e la fiducia che la mia signora ha in me. Ma a volte mi chiedo\nse la vita qui non sia troppo tranquilla e troppo bella per una donna come me.\ndopo tutto quello che ho passato, signor Betteredge, dopo tutto quello che ho passato.\ndopo tutto quello che ho passato. Mi sento pi\u00f9 sola a stare in mezzo agli altri domestici, sapendo di non essere come loro, che non a fare la stessa cosa.\ndi non essere come loro, che stare qui. La mia signora non lo sa,\nla matrona del riformatorio non sa, che terribile rimprovero\npersone oneste per una donna come me. Non mi rimproveri,\n\u00e8 un caro buon uomo. Faccio il mio lavoro, no? La prego di non dire alla mia\nsignora che sono scontento, non lo sono. La mia mente \u00e8 inquieta, a volte, tutto qui.\nsolo questo.  Mi tolse la mano dalla spalla e all'improvviso indic\u00f2 le sabbie mobili.\nalle sabbie mobili.  Guardate! disse Non \u00e8 meraviglioso? Non \u00e8\nterribile? L'ho visto decine di volte e per me \u00e8 sempre nuovo come se non l'avessi mai visto!\ncome se non l'avessi mai vista prima!\n\nGuardai dove indicava. La marea si stava alzando e l'orrida sabbia cominciava a\nsabbia cominci\u00f2 a tremare. L'ampia faccia marrone si sollev\u00f2 lentamente, poi\ne poi si contorceva e fremeva dappertutto.  Sai cosa sembra a me?\nSai cosa sembra a me?\", dice Rosanna, afferrandomi di nuovo per la spalla.  Sembra come se\ncome se sotto di essa ci fossero centinaia di persone soffocate che lottano per\nsuperficie, e tutti sprofondassero sempre pi\u00f9 in basso nelle terribili profondit\u00e0!\nGetti un sasso, signor Betteredge! Getti un sasso e veda come la sabbia lo risucchia!\nsabbia che lo risucchia!\n\nEcco i discorsi poco salutari! C'era uno stomaco vuoto che si nutriva di una\nmente inquieta! La mia risposta, piuttosto brusca, nell'interesse della povera ragazza, ve lo assicuro!\ndella povera ragazza, ve l'assicuro! Stavo per terminare la mia lingua, quando fu interrotta\nquando fu interrotta all'improvviso da una voce tra le colline di sabbia che mi chiamava per nome.\nil mio nome.  Betteredge! grida la voce, dove sei?   Qui!  I\ngridai a mia volta, senza avere la minima idea di chi fosse.\nRosanna si alz\u00f2 in piedi e si mise a guardare verso la voce. Io stavo\nstavo pensando di mettermi in piedi da sola, quando fui sbalordita da un improvviso\nun improvviso cambiamento nel volto della ragazza.\n\nLa sua carnagione divenne di un bel rosso, che non avevo mai visto prima\nSi illumin\u00f2 tutta con una specie di sorpresa senza parole e senza fiato.\nsorpresa senza fiato.  Chi \u00e8?  chiesi. Rosanna mi restitu\u00ec la mia stessa\ndomanda.  Oh! Chi \u00e8? disse sottovoce, pi\u00f9 a se stessa che a me.\nMi girai sulla sabbia e guardai dietro di me. L\u00ec, che veniva verso di noi\ntra le colline, c'era un giovane gentiluomo dagli occhi vivaci, vestito di\nun bellissimo abito color fulvo, con guanti e cappello in tinta, con una\nrosa all'occhiello e un sorriso sul volto che avrebbe potuto far sorridere la stessa Shivering Sand.\nShivering Sand a sua volta sorridere a lui. Prima che potessi alzarmi\ngambe, lui si sdrai\u00f2 sulla sabbia al mio fianco, mi mise un braccio intorno al collo, alla maniera straniera, e\nal mio collo, alla maniera degli stranieri, e mi abbracci\u00f2 in modo da togliermi il respiro.\nil respiro dal mio corpo.  Caro vecchio Betteredge! disse.  Ti devo\nsette e sei pence. Ora sai chi sono?\n\nIl Signore ci benedica e ci salvi! Qui, quattro ore prima che ci aspettassimo\nera il signor Franklin Blake!\n\nPrima che potessi dire una parola, vidi Mr. Franklin, in apparenza un po' sorpreso, alzare lo sguardo da me a Rosanna.\napparentemente, alzare lo sguardo da me a Rosanna. Seguendo il suo esempio, anch'io\nguardai anch'io la ragazza. Arrossiva di un rosso pi\u00f9 intenso che mai,\narrossire di un rosso pi\u00f9 intenso che mai, a quanto pare per aver incrociato lo sguardo del signor Franklin.\nimprovvisamente, in una confusione del tutto inspiegabile per me, senza\nsenza fare l'inchino al signore n\u00e9 rivolgermi una parola. Molto\nnon era la solita: non si \u00e8 mai vista una serva pi\u00f9 civile e meglio educata, in generale.\nin generale, non si \u00e8 mai vista.\n\n \u00c8 una ragazza strana, dice il signor Franklin.  Mi chiedo cosa veda in me\nper sorprenderla?\n\n Suppongo, signore, risposi, facendo un po' di ironia sull'educazione del nostro giovane gentiluomo.\neducazione continentale, sia la vernice di parti straniere.\n\nRiporto qui l'incauta domanda del signor Franklin e la mia sciocca\nrisposta, come consolazione e incoraggiamento per tutte le persone stupide.\ncome ho gi\u00e0 detto, \u00e8 una grande soddisfazione per i nostri inferiori\ninferiori scoprire che i loro superiori non sono, a volte, pi\u00f9 brillanti di loro.\npi\u00f9 brillanti di loro. N\u00e9 il signor Franklin, con la sua meravigliosa formazione\nformazione all'estero, n\u00e9 io, con la mia et\u00e0, la mia esperienza e il mio naturale\nmadre, avevamo la pi\u00f9 pallida idea di che cosa significasse davvero il\nRosanna Spearman, con il suo comportamento inspiegabile. Era uscita dai nostri pensieri, povera\npovera anima, prima che avessimo visto l'ultimo svolazzo del suo piccolo mantello grigio\ntra le colline di sabbia. E che ne sar\u00e0 di questo? chiederete voi, naturalmente.\nContinua a leggere, amico mio, con tutta la pazienza possibile, e forse ti dispiacer\u00e0\ndispiaciuto per Rosanna Spearman come lo sono stato io, quando ho scoperto la verit\u00e0.\n\n\nCAPITOLO V\n\nLa prima cosa che feci, dopo che fummo lasciati soli, fu di fare un terzo tentativo di alzarmi dal mio posto sulla sabbia.\nterzo tentativo di alzarmi dal mio posto sulla sabbia. Il signor Franklin mi ferm\u00f2\nmi ferm\u00f2.\n\n C'\u00e8 un vantaggio in questo posto orribile, disse, \u00e8 che lo abbiamo\ntutto per noi. Rimani dove sei, Betteredge; ho qualcosa\nda dirti.\n\nMentre parlava, io lo guardavo e cercavo di vedere\nqualcosa del ragazzo che ricordavo, nell'uomo che avevo davanti. L'uomo mi ha messo\nfuori. Per quanto potessi guardare, non riuscivo a vedere pi\u00f9 le guance rosee di quel ragazzo che\ndella sua giacchetta elegante. La sua carnagione era diventata pallida: il suo viso,\nnella parte inferiore era coperto, con mia grande sorpresa e delusione,\ndi una barba bruna e riccioluta e di baffi. Aveva un modo vivace di toccare e\nmolto piacevole e accattivante, lo ammetto; ma niente di paragonabile al suo modo di essere\nnulla di paragonabile ai suoi modi liberi e disinvolti di altri tempi. A peggiorare le cose\npeggio, aveva promesso di essere alto e non aveva mantenuto la promessa. Era\nera ordinato, snello e ben fatto, ma mancava di un paio di centimetri all'altezza media.\naltezza media. In breve, mi lasciava del tutto perplessa. Gli anni che\nanni trascorsi non avevano lasciato nulla del suo vecchio aspetto, se non lo sguardo luminoso e\nsguardo diretto nei suoi occhi. L\u00ec ho ritrovato il nostro bravo ragazzo e\ne l\u00ec conclusi di interrompere la mia indagine.\n\n Bentornato al vecchio posto, signor Franklin, dissi.  Tanto pi\u00f9\nbenvenuto, signore, perch\u00e9 \u00e8 arrivato qualche ora prima di quanto ci aspettassimo.\n\n Ho un motivo per essere venuto prima che mi aspettaste, rispose Mr.\nFranklin.  Sospetto, Betteredge, di essere stato seguito e sorvegliato a Londra negli ultimi tre o quattro giorni.\nLondra, negli ultimi tre o quattro giorni; e ho viaggiato con il treno del mattino invece che con quello del pomeriggio, perch\u00e9 volevo dare un'idea\nmattina invece che con il treno del pomeriggio, perch\u00e9 volevo dare\nsconosciuto dall'aspetto scuro.\n\nQueste parole non mi hanno solo sorpreso. Mi riportarono alla mente, in un\nun lampo, i tre giocolieri e l'idea di Penelope che volessero fare del male a Mr.\nmalizia a Mr. Franklin Blake.\n\n Chi la sta osservando, signore, e perch\u00e9?  Ho chiesto.\n\n Mi parli dei tre indiani che ha avuto in casa oggi\", disse Mr.\nMr. Franklin, senza accorgersi della mia domanda.  \u00c8 possibile,\nBetteredge, che il mio straniero e i vostri tre giocolieri si rivelino essere\npezzi dello stesso puzzle.\n\n Come fa a sapere dei giocolieri, signore?  Ho chiesto, mettendo una\ndomanda sopra un'altra, il che \u00e8 stata una cattiva educazione, lo ammetto. Ma voi\nnon vi aspettate molto dalla povera natura umana, quindi non aspettatevi molto da me.\n\n Ho visto Penelope in casa, dice il signor Franklin; e Penelope mi ha detto\nmi ha detto. Sua figlia aveva promesso di essere una bella ragazza, Betteredge, e ha\nmantenuto la promessa. Penelope ha un orecchio e un piede piccoli. La\nLa defunta signora Betteredge possedeva questi inestimabili vantaggi?\n\n La defunta signora Betteredge aveva molti difetti, signore, dico io.\n Uno di questi (se mi perdonate l'accenno) era quello di non attenersi mai alla\nalla questione in questione. Era pi\u00f9 simile a una mosca che a una donna: non poteva\ndi fermarsi su qualcosa.\n\n Sarebbe stata adatta a me, dice il signor Franklin.  Non mi accontento mai\nnulla. Betteredge, il tuo vantaggio \u00e8 migliore che mai. Sua\nfiglia l'ha detto, quando ho chiesto dettagli sui giocolieri.\n Pap\u00e0 glielo dir\u00e0, signore. \u00c8 un uomo meraviglioso per la sua et\u00e0 e si esprime in modo\nsi esprime magnificamente.  Le parole di Penelope arrossiscono divinamente.\nNemmeno il mio rispetto per voi mi ha impedito di non farci caso; l'ho conosciuta quando era una bambina, e lei\nL'ho conosciuta quando era una bambina, e non \u00e8 affatto peggiorata per questo. Siamo\nserio. Cosa hanno fatto i giocolieri?\n\nEro insoddisfatta di mia figlia non per aver permesso a Mr.\nFranklin la baciasse; il signor Franklin era il benvenuto, ma per avermi costretto a raccontare\nper avermi costretto a raccontare la sua sciocca storia di seconda mano. Tuttavia, non c'era altro modo\nper questo ora non c'era altro da fare che menzionare le circostanze. L'allegria del signor Franklin\nsi spense man mano che andavo avanti. Si sedette aggrottando le sopracciglia e torcendo la barba.\nla barba. Quando ebbi finito, ripet\u00e9 dopo di me due delle domande\nche il capo dei giocolieri aveva posto al ragazzo, apparentemente allo scopo di\nfissarle bene nella sua mente.\n\n \u00c8 sulla strada che porta a questa casa, e su nessun'altra, che il signore inglese\nsignore inglese viagger\u00e0 oggi?   Il gentiluomo inglese ha con s\u00e9\ndi lui?  Sospetto, dice Mr. Franklin, tirando fuori dalla tasca un piccolo pacco di carta sigillato\ndalla tasca, che significhi _questo_. E questo,\nBetteredge, significa il famoso diamante di mio zio Herncastle.\n\n Buon Dio, signore!  Sono scoppiato: come mai siete al comando del\nmalvagio colonnello Diamond?\n\n Il testamento del malvagio colonnello ha lasciato il suo Diamante come regalo di compleanno\na mia cugina Rachel, dice il signor Franklin.  E mio padre, in quanto esecutore testamentario del\nColonnello, mi ha incaricato di portarlo qui.\n\nSe il mare, che allora scorreva dolcemente sulla sabbia tremante, si fosse trasformato in terraferma davanti ai miei occhi, dubito che avrei potuto\nterraferma davanti ai miei occhi, dubito che sarei stato pi\u00f9 sorpreso di quanto lo fui quando Mr.\npi\u00f9 sorpreso di quanto lo fossi quando il signor Franklin pronunci\u00f2 quelle parole.\n\n Il colonnello Diamond \u00e8 stato lasciato alla signorina Rachel!  E a tuo padre,\nsignore, l'esecutore del colonnello! Avrei scommesso quello che volete,\nFranklin, che suo padre non avrebbe toccato il Colonnello nemmeno con un paio di pinze!\ncon un paio di pinze!\n\n Un linguaggio forte, Betteredge! Cosa c'era contro il colonnello? Lui\napparteneva al vostro tempo, non al mio. Dimmi cosa sai di lui,\ne ti dir\u00f2 come mio padre \u00e8 diventato il suo esecutore testamentario, e molto altro ancora.\ne altro ancora. A Londra ho fatto alcune scoperte su mio zio Herncastle e il suo Diamante, che hanno un risvolto piuttosto negativo.\nHerncastle e il suo Diamante, che hanno un aspetto piuttosto sgradevole ai miei occhi;\ne voglio che tu le confermi. L'avete chiamato il malvagio colonnello\npoco fa. Cerca nella tua memoria, mio vecchio amico, e dimmi perch\u00e9.\n\nHo visto che era serio e gliel'ho detto.\n\nDi seguito riporto la sostanza di ci\u00f2 che ho detto, scritto interamente per\nvostro beneficio. Prestate attenzione, o vi ritroverete all'estero, quando\napprofondiamo la storia. Non pensate ai bambini, alla cena, al\ncena, o del cappellino nuovo, o altro. Cercate di dimenticare\nla politica, i cavalli, i prezzi in citt\u00e0 e le lamentele al club. I\nSpero che non prenderete a male questa mia libert\u00e0; \u00e8 solo un modo che ho per\ndi fare appello al gentile lettore. Signore! Non vi ho mai visto con\ncon i pi\u00f9 grandi autori tra le mani, e non so quanto la vostra attenzione sia pronta a\nattenzione a vagare quando \u00e8 un libro a chiederla, invece di una persona?\npersona?\n\nHo parlato, poco tempo fa, del padre della mia signora, il vecchio signore dal\ncarattere e la lingua lunga. Aveva cinque figli in tutto. Due figli maschi\ndue figli maschi; poi, dopo molto tempo, la moglie scoppi\u00f2 a riprodursi e le tre signorine vennero di corsa una dopo l'altra.\ne le tre signorine si susseguirono alacremente l'una dopo l'altra, il pi\u00f9 velocemente possibile.\nLa mia padrona, come gi\u00e0 detto, era la pi\u00f9 giovane e la migliore.\nmia padrona, come gi\u00e0 detto, era la pi\u00f9 giovane e la migliore delle tre. Dei due figli,\nil maggiore, Arthur, eredit\u00f2 il titolo e le propriet\u00e0. Il secondo, l'onorevole\nJohn, ottenne una buona fortuna lasciatagli da un parente e si arruol\u00f2 nell'esercito.\nnell'esercito.\n\nSi dice che sia un uccello malato che sporca il proprio nido. Io considero la\nnobile famiglia degli Herncastles come il mio nido e lo prender\u00f2 come un favore\ncome un favore se non ci si aspetta che io entri nei dettagli sull'argomento\nsull'Onorevole John. Era, credo sinceramente, uno dei pi\u00f9 grandi\npi\u00f9 grandi traditori che siano mai esistiti. Non posso dire di pi\u00f9 o di meno per\nper lui pi\u00f9 di questo. Entr\u00f2 nell'esercito, iniziando nelle Guardie. Dovette\nlasciare la Guardia prima dei due anni e venti, non importa perch\u00e9. Nell'esercito sono\nsono molto severi nell'esercito, ed erano troppo severi per l'onorevole John.\nOnorevole John. And\u00f2 in India per vedere se anche l\u00ec erano altrettanto\nseveri e per provare un po' di servizio attivo. In materia di\ncoraggio (per dargli il giusto merito), era un misto di bull-dog e di\ncane da caccia, con un pizzico di selvaggio. Era presente alla presa di\nSeringapatam. Poco dopo pass\u00f2 a un altro reggimento e, col tempo, a un terzo.\ntempo, pass\u00f2 a un terzo. Nel terzo ottenne il suo ultimo incarico\ntenente colonnello e, dopo aver ottenuto questo, fu colpito da un'insolazione e torn\u00f2 in Inghilterra.\ne torn\u00f2 a casa in Inghilterra.\n\nTorn\u00f2 con un carattere che chiuse le porte di tutta la sua famiglia contro di lui.\nLa mia signora (allora appena sposata) prese l'iniziativa e dichiar\u00f2 (con l'approvazione di Sir John, ovviamente) che suo fratello non avrebbe mai dovuto\n(con l'approvazione di Sir John, ovviamente) che suo fratello non sarebbe mai\nentrare in nessuna casa sua. C'era pi\u00f9 di un insulto al colonnello che\nche rendevano la gente schiva nei suoi confronti; ma la macchia del Diamante \u00e8 tutto ci\u00f2 che devo\nmenzionare in questa sede.\n\nSi diceva che fosse entrato in possesso del suo gioiello indiano con un mezzo che,\naudace, non osava riconoscere. Non tent\u00f2 mai di venderlo\nnon avendo bisogno di denaro, e non (per dargli ancora una volta ragione)\ndi fare del denaro un oggetto. Non l'ha mai regalato, non l'ha mai mostrato ad anima viva.\nad anima viva. Alcuni hanno detto che temeva che lo mettesse in difficolt\u00e0 con le autorit\u00e0\ndifficolt\u00e0 con le autorit\u00e0 militari; altri (molto ignoranti in realt\u00e0\ndella vera natura dell'uomo) dissero che temeva che, se l'avesse mostrato, gli sarebbe costato la vita.\nche gli costasse la vita.\n\nIn quest'ultimo rapporto c'era forse un fondo di verit\u00e0. Era falso dire che\nera falso dire che aveva paura; ma era un fatto che la sua vita era stata minacciata due volte in India.\nera stata minacciata due volte in India e si credeva fermamente che la Pietra di\nPietra di Luna fosse all'origine di tutto. Quando torn\u00f2 in Inghilterra, e si ritrov\u00f2\ne si ritrov\u00f2 ad essere evitato da tutti, si pens\u00f2 che la Pietra di Luna fosse di nuovo alla base di tutto.\ndi nuovo che la Pietra di Luna fosse alla base di tutto. Il mistero della vita del colonnello intralciava il suo cammino.\nIl mistero della vita del colonnello lo ostacol\u00f2 e lo rese fuorilegge, come si pu\u00f2 dire, tra la sua gente.\nGli uomini non lo lasciavano entrare nei loro circoli; le donne, pi\u00f9 di una delle quali voleva sposare, lo rifiutavano.\npi\u00f9 di una che voleva sposare, lo rifiutavano; gli amici e i parenti diventavano troppo\nmiopi per vederlo per strada.\n\nAlcuni uomini in questa situazione avrebbero cercato di mettersi a posto con il mondo.\nmondo. Ma arrendersi, anche quando aveva torto e tutta la societ\u00e0 era contro di lui, non era il modo di fare dell'onorevole John.\ncontro di lui, non era il modo di fare dell'onorevole John. Aveva mantenuto il\nDiamante, sfidando apertamente l'assassinio, in India. Ha tenuto il\nDiamante, in barba all'opinione pubblica, in Inghilterra. Qui avete\nil ritratto dell'uomo davanti a voi, come in un quadro: un personaggio che\nche ha sfidato tutto; e un viso, per quanto bello, che sembrava\nposseduto dal diavolo.\n\nDi tanto in tanto abbiamo sentito voci diverse su di lui. A volte dicevano\ndicevano che era dedito al fumo d'oppio e al collezionismo di vecchi libri;\na volte si diceva che si cimentasse in strani esperimenti di chimica;\na volte lo si vedeva divertirsi tra la gente pi\u00f9 umile dei bassifondi di Londra.\npersone nei bassissimi bassifondi di Londra. In ogni caso, una vita solitaria, viziosa,\nclandestina era la vita che il Colonnello conduceva. Una volta, e una sola volta,\ndopo il suo ritorno in Inghilterra, lo vidi io stesso, faccia a faccia.\n\nCirca due anni prima del periodo di cui sto scrivendo, e circa un anno e mezzo prima della sua morte, il colonnello arriv\u00f2\nun anno e mezzo prima della sua morte, il colonnello venne inaspettatamente a casa della mia signora a Londra.\ninaspettatamente a casa della mia signora a Londra. Era la sera del compleanno della signorina\nRachel, il ventuno giugno, e c'era una festa in onore, come di consueto.\nin onore, come di consueto. Ho ricevuto un messaggio dal cameriere che diceva\nche un signore voleva vedermi. Salendo nel salone, trovai il colonnello\nho trovato il colonnello, sciupato, logoro, vecchio, malandato, selvaggio e malvagio come sempre.\ne malvagio come sempre.\n\n Salite da mia sorella, dice, e ditele che sono venuto ad augurare a mia nipote tanti auguri di buona giornata.\nnipote molti auguri di buon lavoro.\n\nAveva gi\u00e0 tentato pi\u00f9 di una volta, per lettera, di riconciliarsi con la mia signora.\ndi riconciliarsi con la mia signora, senza altro scopo, ne sono fermamente convinto,\nche infastidirla. Ma questa \u00e8 stata la prima volta che \u00e8 venuto a casa.\ncasa. Avevo sulla punta della lingua l'idea di dire che la mia padrona aveva una festa quella sera.\nuna festa quella sera. Ma il suo sguardo diabolico mi scoraggi\u00f2. Andai\ndi sopra con il suo messaggio e lo lasciai, per suo stesso desiderio, ad aspettare nell'ingresso.\nsala. I domestici lo guardavano a distanza, come se fosse un motore di distruzione ambulante.\ncome se fosse un motore di distruzione ambulante, carico di polvere da sparo e\ne che avrebbe potuto scatenarsi in mezzo a loro in un momento.\n\nLa mia signora non aveva pi\u00f9 un pizzico del temperamento di famiglia.  Dite al colonnello\nHerncastle, ha detto, quando le ho dato il messaggio del fratello, che la signorina Verinder \u00e8 fidanzata e che _io_ mi rifiuto di vederlo.\nche la signorina Verinder \u00e8 impegnata e che _io_ mi rifiuto di vederlo.  Ho cercato di\ndi una risposta pi\u00f9 civile di questa; conoscendo la superiorit\u00e0 costituzionale del colonnello\ncolonnello, che \u00e8 costituzionalmente superiore ai vincoli che governano i gentiluomini in generale.\ngenerale. Inutile! Il temperamento della famiglia mi si scagli\u00f2 contro direttamente.\n Quando voglio un consiglio, dice la signora, sapete che lo chiedo sempre.\nper esso. Ora non lo chiedo pi\u00f9.  Scesi al piano di sotto con il messaggio, di\ndi cui mi sono presa la libert\u00e0 di presentare una nuova edizione modificata di mia\nmia invenzione, come segue:  La mia signora e la signorina Rachel si rammaricano di essere\nsono impegnate, colonnello, e chiedono di essere scusate per avere l'onore di vedervi.\nvoi.\n\nMi aspettavo che scoppiasse, anche a quel modo educato di dirlo. Con mia sorpresa\nmia sorpresa non fece nulla del genere; mi allarm\u00f2 prendendo la cosa con\ncon un'innaturale tranquillit\u00e0. I suoi occhi, di un grigio brillante e scintillante,\nsi posarono su di me per un attimo; e rise, non _fuori_ di s\u00e9,\ncome le altre persone, ma dentro di s\u00e9, in modo sommesso, ridacchiante, orribilmente\nmalizioso.  Grazie, Betteredge, disse.  Mi ricorder\u00f2 del compleanno di mia\ncompleanno di mia nipote.  Con ci\u00f2, gir\u00f2 i tacchi e usc\u00ec di casa.\ncasa.\n\nIl giorno dopo il compleanno, abbiamo saputo che era a letto malato. Sei\nsei mesi dopo, cio\u00e8 sei mesi prima dell'ora di cui sto scrivendo, arriv\u00f2 una lettera di un ecclesiastico molto rispettabile\ndi cui sto scrivendo, arriv\u00f2 una lettera di un ecclesiastico molto rispettabile per\nmia signora. Essa comunicava due cose meravigliose per quanto riguarda le\nnotizie di famiglia. Primo, che il colonnello aveva perdonato la sorella in punto di morte.\nIn secondo luogo, che aveva perdonato tutti gli altri e che aveva fatto una fine molto\nfine edificante. Io stesso (a dispetto dei vescovi e del clero) ho un sincero rispetto per la Chiesa.\nrispetto per la Chiesa; ma sono fermamente convinto, allo stesso tempo, che il diavolo sia rimasto\nallo stesso tempo, che il diavolo sia rimasto in possesso indisturbato dell'on.\nGiovanni, e che l'ultimo atto abominevole della vita di quell'uomo\nabominevole \u00e8 stato (risparmiando la vostra presenza) quello di portare in casa l'ecclesiastico!\n\nQuesto era il riassunto di ci\u00f2 che avevo da dire al signor Franklin. Ho notato\nche ascoltava sempre pi\u00f9 volentieri quanto pi\u00f9 andavo avanti. Inoltre, che\nche la storia del colonnello che era stato mandato via dalla porta della sorella, in occasione\ncompleanno di sua nipote, sembr\u00f2 colpire il signor Franklin come un\ncome un colpo andato a segno. Anche se non lo riconobbe, vidi che lo avevo messo a disagio.\nche l'avevo messo a disagio, in modo abbastanza evidente, sul suo volto.\n\n Hai detto la tua, Betteredge, osserv\u00f2.  Ora tocca a me.\nPrima, per\u00f2, di dirvi quali scoperte ho fatto a Londra e come mi sono trovato invischiato in questa faccenda del Diamante.\ncome sono stato coinvolto in questa faccenda del Diamante, voglio sapere una cosa.\nuna cosa. Sembra, vecchio mio, che tu non abbia ben compreso\nl'oggetto di questa nostra consultazione. Il tuo aspetto\nti smentisce?\n\n No, signore, ho detto.  Il mio aspetto, in questa occasione, dice la verit\u00e0.\nverit\u00e0.\n\n In questo caso, dice Mr. Franklin, supponiamo che io vi sottoponga il mio punto di vista, prima di andare avanti.\npunto di vista, prima di andare avanti. Vedo tre questioni molto serie\ncoinvolte nel regalo di compleanno del colonnello a mia cugina Rachel. Mi segua\ncon attenzione, Betteredge; e contatemi sulle dita, se vi pu\u00f2 aiutare, dice il signor Franklin.\nFranklin, con un certo piacere nel mostrare quanto potesse essere lucido.\nlucido, il che mi ricordava meravigliosamente i vecchi tempi in cui era\nquando era ragazzo.  Prima domanda: Il diamante del colonnello \u00e8 stato oggetto\noggetto di una cospirazione in India? Seconda domanda: La cospirazione ha seguito il\ncospirazione ha seguito il Diamante del Colonnello in Inghilterra? Domanda\nterzo: Il Colonnello sapeva che la cospirazione seguiva il Diamante; e\nha lasciato di proposito un'eredit\u00e0 di problemi e pericoli a sua sorella,\nattraverso l'innocente mezzo del figlio di sua sorella? \u00c8 a questo che voglio arrivare, Betteredge.\na cui sto puntando, Betteredge. Non lasciatevi spaventare.\n\nEra tutto molto bello da dire, ma mi aveva spaventato.\n\nSe aveva ragione, ecco che la nostra tranquilla casa inglese era stata improvvisamente invasa da un\nDiamante indiano che portava con s\u00e9 una cospirazione di furfanti vivi\nfurfanti viventi, scatenati contro di noi dalla vendetta di un uomo morto. Ecco la nostra\nsituazione come mi \u00e8 stata rivelata dalle ultime parole del signor Franklin! Chi ha mai\nChi ha mai sentito una cosa del genere nel diciannovesimo secolo, in un'epoca di progresso e di\nin un'epoca di progresso e in un paese che si rallegra delle benedizioni della costituzione britannica?\ncostituzione britannica? Nessuno ha mai sentito una cosa del genere e..,\ndi conseguenza, non ci si pu\u00f2 aspettare che nessuno ci creda. Andr\u00f2 avanti con\nla mia storia, tuttavia, nonostante questo.\n\nQuando si ha un allarme improvviso, del tipo di quello che avevo avuto io, nove volte\nnove volte su dieci il luogo in cui lo si sente \u00e8 lo stomaco. Quando lo sentite\nnello stomaco, la vostra attenzione vaga e cominciate ad agitarvi. I\nagitato in silenzio al mio posto sulla sabbia. Il signor Franklin mi not\u00f2,\ncon lo stomaco o la mente disturbati, a seconda di come li si voglia intendere, sono la stessa cosa.\ne, controllando se stesso proprio mentre iniziava la sua parte di storia, mi disse\nparte della storia, mi disse bruscamente: \"Cosa vuoi?\n\nCosa volevo? Non l'ho detto a lui, ma lo dir\u00f2 a te, in confidenza.\nconfidenza. Volevo dare una sniffata alla mia pipa e dare un'occhiata a Robinson Crusoe.\nRobinson Crusoe.\n\n\nCAPITOLO VI\n\nTenendo per me i miei sentimenti privati, ho chiesto rispettosamente a Mr.\nFranklin di continuare. Il signor Franklin rispose: \"Non agitarti, Betteredge\",\ne continu\u00f2.\n\nLe prime parole del nostro giovane gentiluomo mi informarono che le sue scoperte,\nriguardo al malvagio colonnello e al diamante, erano iniziate con una visita\nche aveva fatto (prima di venire da noi) all'avvocato di famiglia, a\nHampstead. Una parola detta per caso dal signor Franklin, quando i due erano\nFranklin, quando i due erano soli, un giorno, dopo cena, ha rivelato che era stato incaricato dal padre di\npadre di un regalo di compleanno da portare alla signorina Rachel. Una cosa\nuna cosa tira l'altra e si conclude con l'accenno, da parte dell'avvocato, a cosa fosse in realt\u00e0 il regalo e a come l'amichevole conviviale\ne di come il rapporto di amicizia tra il defunto colonnello e Mr.\nMr. Blake senior fosse nata. I fatti sono davvero cos\u00ec\nstraordinari che dubito di poter rendere giustizia alla mia lingua.\ngiustizia ad essi. Preferisco cercare di riportare le scoperte del signor Franklin,\nFranklin, per quanto possibile, con le sue stesse parole.\n\n Ricordi quella volta, Betteredge, disse, quando mio padre stava\nmio padre cercava di dimostrare il suo titolo a quello sfortunato Ducato? Ebbene, quello fu anche\nil periodo in cui mio zio Herncastle torn\u00f2 dall'India. Mio padre\nmio padre scopr\u00ec che suo cognato era in possesso di alcuni documenti\nche potevano essergli utili nella sua causa. Chiam\u00f2 il colonnello\nil colonnello, con la scusa di dargli il benvenuto in Inghilterra. Il colonnello\nnon si lasci\u00f2 ingannare in quel modo.  Volete qualcosa, disse, o\naltrimenti non avrebbe mai compromesso la sua reputazione chiamando _me_.\nMio padre cap\u00ec che l'unica possibilit\u00e0 per lui era quella di mostrare la sua mano; ammise subito di volere un'offerta di lavoro.\nammise subito di volere i documenti. Il colonnello chiese un\ngiorno per valutare la sua risposta. La risposta arriv\u00f2 sotto forma di una lettera\nstraordinaria, che il mio amico avvocato mi mostr\u00f2. Il colonnello\nesord\u00ec dicendo che desiderava qualcosa da mio padre e che\ndi proporre uno scambio di servizi amichevoli tra loro. La\nfortuna della guerra (questa era l'espressione che usava) lo aveva messo in\nuno dei pi\u00f9 grandi diamanti del mondo e aveva ragione di credere che n\u00e9 lui n\u00e9 il suo\naveva motivo di credere che n\u00e9 lui n\u00e9 il suo prezioso gioiello fossero al sicuro in\nin nessuna casa, in nessuna parte del globo, da loro occupata insieme.\nIn queste circostanze allarmanti, aveva deciso di affidare il suo diamante a un'altra persona.\nDiamante a un'altra persona. Non ci si aspettava che questa persona\nnon doveva correre alcun rischio. Poteva depositare la pietra preziosa in qualsiasi luogo\nappositamente sorvegliato e predisposto, come la camera blindata di un banchiere o di un gioielliere, per la custodia di valori\ncome una camera blindata di un banchiere o di un gioielliere per la custodia di oggetti di valore elevato. La sua principale\nresponsabilit\u00e0 personale nella questione era di tipo passivo. Egli\ndi impegnarsi, da solo o tramite un rappresentante di fiducia, a ricevere\nrappresentante di fiducia a ricevere, a un indirizzo prestabilito, in determinati giorni\ngiorni prestabiliti di ogni anno, un biglietto del Colonnello, in cui si dichiarava semplicemente\nche egli era un uomo vivente a quella data. Nel caso in cui la data passasse senza\ndata passasse senza che il biglietto venisse ricevuto, il silenzio del Colonnello\nsilenzio del colonnello poteva essere considerato come un segno sicuro della sua morte per\nomicidio. In questo caso, e in nessun altro, certe istruzioni sigillate\nistruzioni sigillate relative all'uso del Diamante e depositate presso di esso.\nessere aperte e seguite implicitamente. Se mio padre avesse accettato questa\nstrana accusa, i documenti del colonnello erano a sua disposizione in cambio.\nQuesta era la lettera.\n\n Che cosa ha fatto suo padre, signore?  Ho chiesto.\n\n Dice il signor Franklin.  Vi dir\u00f2 cosa ha fatto. Ha portato l'inestimabile\nfacolt\u00e0 inestimabile, chiamata buon senso, alla lettera del colonnello.\ncolonnello. L'intera faccenda, dichiar\u00f2, era semplicemente assurda. Da qualche parte nelle\nnelle sue peregrinazioni indiane, il colonnello aveva raccolto un misero cristallo\ncristallo che aveva scambiato per un diamante. Quanto al pericolo che fosse assassinato\ndi essere assassinato, e le precauzioni escogitate per preservare la sua vita e il suo\ncristallo, questo era il diciannovesimo secolo e qualsiasi uomo di buon senso doveva\nsensi doveva solo rivolgersi alla polizia. Il colonnello era stato per anni un\ndi oppio da anni e, se l'unico modo per arrivare alle carte preziose che possedeva era\ndocumenti di valore che possedeva era quello di accettare una questione di oppio\nmio padre era disposto ad assumersi la ridicola responsabilit\u00e0 che gli veniva\nresponsabilit\u00e0 che gli era stata imposta, tanto pi\u00f9 che non comportava alcun\nproblemi per se stesso. Il Diamante e le istruzioni sigillate andarono nella\nnella camera blindata del suo banchiere, e le lettere del colonnello, che periodicamente\nche lo ritenevano un uomo vivo, furono ricevute e aperte dall'avvocato di famiglia, Mr.\nfamiglia, il signor Bruff, in qualit\u00e0 di rappresentante di mio padre. Nessuna persona sensata,\nin una posizione simile, avrebbe potuto considerare la questione in modo diverso.\nNulla al mondo, Betteredge, \u00e8 verosimile se non si fa appello alla nostra esperienza\nesperienza personale; e crediamo a una storia d'amore solo quando la vediamo\nin una storia d'amore solo quando la vediamo su un giornale.\n\nDa ci\u00f2 mi \u00e8 parso evidente che Mr. Franklin ritenesse affrettata e sbagliata l'idea del padre sul colonnello.\npadre riguardo al colonnello fosse affrettata e sbagliata.\n\n Qual \u00e8 la sua opinione personale sulla questione, signore?  Ho chiesto.\n\n Finiamo prima la storia del colonnello, dice il signor Franklin.\n C'\u00e8 una curiosa mancanza di sistema, Betteredge, nella mente inglese;\ne la sua domanda, vecchio amico, ne \u00e8 un esempio. Quando non siamo\noccupati a costruire macchinari, siamo (mentalmente parlando) il popolo pi\u00f9\npi\u00f9 sciatti dell'universo.\n\n Tanto, ho pensato tra me e me, per un'educazione all'estero! Ha\nha imparato questo modo di fare in Francia, suppongo.\n\nIl signor Franklin riprese il filo perduto e continu\u00f2.\n\n Mio padre, mi disse, ottenne i documenti che voleva e da quel momento non vide pi\u00f9 suo\ncognato da quel momento. Anno dopo anno, nei giorni\ngiorni prestabiliti, la lettera prestabilita arrivava dal colonnello e veniva aperta dal signor Bruff.\naperta dal signor Bruff. Ho visto le lettere, in un mucchio, tutte\nscritte con la stessa forma breve e commerciale:  Signore, la presente \u00e8\nper certificare che sono ancora un uomo vivo. Che il Diamante sia. Giovanni\nHerncastle.  Questo fu tutto ci\u00f2 che scrisse e che giunse regolarmente fino al giorno\nFino a circa sei o otto mesi dopo, quando la forma della lettera\ncambi\u00f2 per la prima volta. Ora recitava:  Signore, mi dicono che sto morendo.\nVenga da me e mi aiuti a fare testamento\".  Il signor Bruff and\u00f2 e lo trov\u00f2\nnella villetta di periferia, circondata da un parco, in cui viveva da solo da quando aveva lasciato\nin cui aveva vissuto da solo, da quando aveva lasciato l'India. Aveva cani,\ngatti e uccelli a fargli compagnia, ma nessun essere umano vicino a lui,\na parte la persona che veniva ogni giorno a fare i lavori di casa e il medico al capezzale.\nal capezzale. Il testamento era molto semplice. Il colonnello aveva\ncolonnello aveva dissipato la maggior parte della sua fortuna nelle sue\nricerche chimiche. Il suo testamento iniziava e finiva in tre clausole, che egli dett\u00f2 dal letto, in perfetto possesso delle sue facolt\u00e0.\ndettate dal letto, in perfetto possesso delle sue facolt\u00e0. La prima clausola\nprima clausola prevedeva la custodia e il mantenimento dei suoi animali.\nLa seconda fondava una cattedra di chimica sperimentale in un'universit\u00e0 del Nord.\nuniversit\u00e0 del nord. La terza lasciava in eredit\u00e0 la Pietra di Luna come regalo di compleanno alla nipote, a condizione che\nregalo di compleanno alla nipote, a condizione che mio padre agisse da esecutore\nesecutore. In un primo momento mio padre si rifiut\u00f2 di agire. Ripensandoci,\nripensandoci, per\u00f2, cedette, in parte perch\u00e9 gli era stato assicurato che l'esecutivit\u00e0\nche l'esecutivit\u00e0 non lo avrebbe coinvolto in alcun problema; in parte perch\u00e9 il signor Bruff\nBruff sugger\u00ec, nell'interesse di Rachel, che il Diamante poteva valere\nqualcosa, dopo tutto.\n\n Il Colonnello ha dato qualche motivo, signore, ho chiesto, per cui ha lasciato il Diamante alla signorina Rachel?\nDiamante alla signorina Rachel?\n\n Non solo ha dato la ragione, ma l'ha fatta scrivere nel suo testamento,\ndisse il signor Franklin.  Ne ho ottenuto un estratto, che vedrete\ntra poco. Non essere sciatto, Betteredge! Una cosa alla volta.\nAvete sentito parlare del testamento del colonnello; ora dovete sapere che cosa\ncosa \u00e8 successo dopo la morte del Colonnello. Era formalmente necessario far valutare\nil diamante, prima che il testamento potesse essere provato. Tutti i gioiellieri\ntutti i gioiellieri consultati confermarono subito l'affermazione del Colonnello di possedere\nuno dei diamanti pi\u00f9 grandi del mondo. Il problema di valutarlo accuratamente\ndi valutarlo con precisione presentava alcune serie difficolt\u00e0. Le sue dimensioni lo rendevano un\nfenomeno nel mercato dei diamanti; il suo colore lo collocava in una categoria a s\u00e9 stante\ne, ad aggiungersi a questi elementi di incertezza, c'era un difetto, a forma di\nun difetto, sotto forma di imperfezione, nel cuore stesso della pietra. Anche\nanche con quest'ultimo grave inconveniente, tuttavia, la stima pi\u00f9 bassa tra le varie\nstime fornite era di ventimila sterline. Immaginate lo stupore di mio padre!\nstupore di mio padre! Era stato a un passo dal rifiutarsi di fare da esecutore testamentario e di lasciare che questo magnifico gioiello\nesecutore e di permettere che questo magnifico gioiello andasse perso per la famiglia.\nfamiglia. L'interesse che provava ora per la questione lo indusse ad aprire le istruzioni\nistruzioni sigillate che erano state depositate presso il Diamante. Il Sig.\nBruff mi ha mostrato questo documento, insieme agli altri, e mi suggerisce (a mio avviso) un indizio.\ne mi suggerisce (a mio avviso) un indizio sulla natura della cospirazione che\nminacciava la vita del colonnello.\n\n Allora lei crede, signore, ho detto, che ci sia stata una cospirazione?\n\n Non possedendo l'eccellente buon senso di mio padre, rispose Mr.\nFranklin, credo che il colonnello sia stato minacciato di morte, esattamente come ha detto il colonnello.\nColonnello ha detto. Le istruzioni sigillate, a mio avviso, spiegano come sia stato\nche sia morto, dopo tutto, tranquillamente nel suo letto. Nel caso in cui fosse morto\nviolenza (cio\u00e8 in assenza di una sua regolare lettera alla data stabilita), la mia\ndi una sua regolare lettera alla data stabilita), mio padre fu incaricato di inviare la Pietra di\nPietra di Luna in segreto ad Amsterdam. Doveva essere depositata in quella citt\u00e0\nun famoso tagliatore di diamanti e sarebbe stata tagliata in quattro o sei pietre separate.\nsei pietre separate. Le pietre dovevano poi essere vendute per il prezzo che avrebbero\ne il ricavato sarebbe stato utilizzato per la fondazione di quella\ndi chimica sperimentale, di cui il Colonnello ha poi fatto\nColonnello ha poi dotato con il suo testamento. Ora, Betteredge, esercita il tuo acuto ingegno e osserva la conclusione\ne osserva la conclusione a cui portano le istruzioni del colonnello!\nColonnello!\n\nEsercitai immediatamente il mio ingegno. Erano del tipo inglese sciatto;\ne di conseguenza confusero tutto, finch\u00e9 il signor Franklin non li prese in\nFranklin li prese per mano e indic\u00f2 loro ci\u00f2 che dovevano vedere.\n\n Si noti, dice il signor Franklin, che l'integrit\u00e0 del diamante, in quanto pietra\npietra nel suo complesso, \u00e8 qui fatta dipendere ad arte dalla preservazione dalla\ndalla violenza della vita del colonnello. Non si accontenta di dire ai nemici che teme\nnemici che teme: \"Uccidetemi e non sarete pi\u00f9 vicini al Diamante di quanto lo siate ora\".\n\u00e8 dove non si pu\u00f2 arrivare, nella stanza blindata di una banca.\ndi una banca.  Dice invece: Uccidetemi e il Diamante non sar\u00e0 pi\u00f9 il Diamante.\nnon sar\u00e0 pi\u00f9 il Diamante; la sua identit\u00e0 sar\u00e0 distrutta.  Cosa significa\nsignifica?\n\nQui ho avuto (come pensavo) un lampo della meravigliosa luminosit\u00e0 straniera.\n\n Lo so, l'ho detto.  Significa abbassare il valore della pietra, e\nimbrogliare i furfanti in questo modo!\n\n Niente del genere, dice il signor Franklin.  Mi sono informato al riguardo.\nIl Diamante imperfetto, tagliato a pezzi, verrebbe effettivamente venduto pi\u00f9 del Diamante\ncos\u00ec com'\u00e8 ora; per il semplice motivo che da esso si potrebbero ricavare da quattro a sei brillanti\nbrillanti perfetti, che nel complesso varrebbero di pi\u00f9 del diamante\npi\u00f9 denaro della grande ma imperfetta pietra singola. Se la rapina a scopo di\nscopo di guadagno era alla base della cospirazione, le istruzioni del Colonnello\nistruzioni del Colonnello rendevano il Diamante assolutamente pi\u00f9 degno di essere rubato. Si sarebbe potuto ottenere pi\u00f9\ndenaro e il suo smaltimento sul mercato dei diamanti sarebbe stato infinitamente pi\u00f9 facile.\nmercato dei diamanti sarebbe stato infinitamente pi\u00f9 facile, se fosse passato per le\nmani degli operai di Amsterdam.\n\n Che il Signore ci benedica, signore!  Sono scoppiato.  Qual era la trama, allora?\n\n Un complotto organizzato tra gli indiani che originariamente possedevano il gioiello,\nFranklin, un complotto che ha alla base un'antica superstizione ind\u00f9.\nalla base di questo complotto. Questa \u00e8 la mia opinione, confermata da un documento di famiglia che ho con me in questo momento.\nho a portata di mano in questo momento.\n\nOra capivo perch\u00e9 l'apparizione dei tre giocolieri indiani a casa nostra si era presentata a Mr.\ncasa nostra si fosse presentata al signor Franklin come una\ncircostanza degna di nota.\n\n Non voglio imporle la mia opinione, ha proseguito il signor Franklin.  L'idea\nidea di alcuni servitori scelti di un'antica superstizione ind\u00f9 che si dedicano, attraverso\nattraverso tutte le difficolt\u00e0 e i pericoli, a cercare l'occasione di\nopportunit\u00e0 di recuperare la loro gemma sacra, mi sembra perfettamente\nperfettamente coerente con tutto ci\u00f2 che conosciamo della pazienza delle razze\nrazze orientali e dell'influenza delle religioni orientali. Ma io sono\nun uomo fantasioso; e il macellaio, il panettiere e l'esattore delle tasse,\nnon sono le uniche realt\u00e0 credibili esistenti per la mia mente. Lasciamo che l'ipotesi\nche l'ipotesi che ho fatto sulla verit\u00e0 in questa faccenda valga per quello che vale,\ne passiamo all'unica questione pratica che ci riguarda. Se\nla cospirazione contro la Pietra di Luna sopravvive alla morte del Colonnello? E\nil Colonnello lo sapeva, quando ha lasciato il regalo di compleanno alla nipote?\n\nCominciavo a vedere la mia signora e la signorina Rachel alla fine di tutto, ora. Non mi sfugg\u00ec una\nparola che disse mi sfugg\u00ec.\n\n Non ero molto disposto, quando ho scoperto la storia della Pietra di Luna,\ndisse il signor Franklin, di essere il mezzo per portarla qui. Ma il signor Bruff\nBruff mi ricord\u00f2 che qualcuno doveva mettere l'eredit\u00e0 di mio cugino nelle mani di mio cugino\ncugino e che avrei potuto farlo io come chiunque altro. Dopo aver preso il\nDiamante dalla banca, mi sembr\u00f2 di essere seguita per strada da un\nun uomo malandato e con i capelli scuri. Sono andato a casa di mio padre a prendere i miei\nmio padre per prendere i bagagli e vi trovai una lettera che mi tratteneva inaspettatamente a Londra.\nLondra. Tornai alla banca con il Diamante e mi sembr\u00f2 di vedere di nuovo l'uomo malandato.\nuomo malandato. Prendendo il Diamante ancora una volta dalla banca questa\nstamattina, ho visto l'uomo per la terza volta, gli ho dato il benservito e sono partito (prima che recuperasse la traccia del\ne sono partito (prima che si accorgesse di me) con il treno del mattino invece che con quello del pomeriggio.\ntreno del pomeriggio. Eccomi qui, con il Diamante sano e salvo e\nQual \u00e8 la prima notizia che mi arriva? Scopro che tre indiani a passeggio sono stati a casa\nindiani sono stati a casa, e che il mio arrivo da Londra, e\nche il mio arrivo da Londra e qualcosa che ci si aspetta che io abbia con me sono due oggetti speciali di\ndi indagine per loro quando credono di essere soli. I\nNon spreco tempo e parole nel versare l'inchiostro nella mano del ragazzo e nel dirgli di guardare in\nnella mano del ragazzo, dicendogli di cercare un uomo a distanza e qualcosa nella tasca di quell'uomo.\nqualcosa nella tasca di quell'uomo. Questa cosa (che ho visto fare spesso in Oriente)\nin Oriente) \u00e8 un hocus-pocus secondo me, come secondo voi. La questione\nLa domanda che dobbiamo porci \u00e8 se io stia erroneamente attribuendo un significato\nsignificato a un mero incidente o se abbiamo davvero la prova che gli\nindiani erano sulle tracce della Pietra di Luna, nel momento in cui \u00e8 stata tolta\ndalla custodia della banca?\n\nN\u00e9 lui n\u00e9 io sembravamo avere voglia di affrontare questa parte dell'indagine.\nCi guardammo l'un l'altro e poi guardammo la marea, che entrava\ndolcemente, sempre pi\u00f9 in alto, sulla Shivering Sand.\n\n A che cosa sta pensando?\", disse improvvisamente il signor Franklin.\n\n Stavo pensando, signore, risposi, che mi sarebbe piaciuto far scivolare il\nDiamante nelle sabbie mobili e risolvere la questione in quel modo.\n\n Se ha in tasca il valore della pietra, rispose Mr.\nFranklin, ditelo, Betteredge, e la pietra entra!\n\n\u00c8 curioso notare, quando la mente \u00e8 ansiosa, quanto possa essere di sollievo una\ndi sollievo una piccola barzelletta. Trovammo un fondo di allegria, all'epoca, nel\nall'epoca, nell'idea di far sparire la legittima propriet\u00e0 della signorina Rachel\nRachel e di mettere Mr. Blake, in qualit\u00e0 di esecutore testamentario, in un guaio terribile.\nproblemi, anche se dove fosse l'allegria, ora non riesco a scoprirlo.\nscoprire ora.\n\nIl signor Franklin \u00e8 stato il primo a riportare il discorso al suo vero scopo.\nscopo. Tir\u00f2 fuori dalla tasca una busta, la apr\u00ec e mi porse il foglio che conteneva.\nil foglio all'interno.\n\n Betteredge, disse, dobbiamo affrontare la questione del motivo per cui il colonnello\nColonnello nel lasciare questa eredit\u00e0 a sua nipote, per il bene di mia zia. Tenete presente\ncome Lady Verinder ha trattato suo fratello dal momento in cui \u00e8 tornato in Inghilterra, fino a quando\nInghilterra, fino al momento in cui vi ha detto che avrebbe dovuto ricordare\ncompleanno della nipote. E leggete questo.\n\nMi ha dato l'estratto del testamento del colonnello. L'ho tenuto a portata di mano\nmentre scrivo queste parole; e lo copio, come segue, per il vostro beneficio:\n\n In terzo e ultimo luogo, do e lascio in eredit\u00e0 a mia nipote, Rachel Verinder,\nfiglia e unica figlia di mia sorella Julia Verinder, vedova se sua madre, detta Julia Verinder\nmadre, la suddetta Julia Verinder, sar\u00e0 in vita al prossimo compleanno della suddetta Rachel Verinder.\nVerinder dopo la mia morte, il Diamante giallo che mi appartiene e che \u00e8 conosciuto in Oriente con il nome di\ne conosciuto in Oriente con il nome di Pietra di Luna, a condizione che sua madre, la suddetta\ncondizione che sua madre, la suddetta Julia Verinder, sia vivente in quel momento.\nin quel momento. E con la presente desidero che il mio esecutore testamentario dia il mio Diamante, sia con le sue\ndi sua mano o per mano di un rappresentante fidato che egli stesso\nche egli nominer\u00e0, in possesso personale di mia nipote Rachel,\nal suo prossimo compleanno dopo la mia morte, e alla presenza, se possibile,\ndi mia sorella Julia Verinder. E desidero che mia sorella\nmia sorella sia informata, tramite una copia autentica di questa terza e ultima clausola del mio testamento, che io\nclausola del mio testamento, che io dono il Diamante a sua figlia Rachel, in\nin segno di libero perdono per l'offesa che la sua condotta nei miei confronti\n\u00e8 stato il mezzo per infliggere alla mia reputazione durante la mia vita; e\nin particolare per dimostrare che perdono, come si addice a un uomo morente, l'insulto\nl'insulto che mi \u00e8 stato fatto come ufficiale e gentiluomo, quando il suo servo, per suo ordine, ha chiuso la porta di casa sua.\nper suo ordine, ha chiuso la porta di casa sua contro di me, in occasione del compleanno di sua figlia.\ncompleanno della figlia.\n\nSeguirono altre parole, che prevedevano se la mia signora fosse morta, o se la signorina Rachel fosse morta, al momento della morte del testatore.\nRachel fosse morta, al momento della morte del testatore, che il Diamante fosse inviato in Olanda\nin Olanda, in conformit\u00e0 con le istruzioni sigillate\ndepositate originariamente con esso. I proventi della vendita dovevano, in tal caso, essere aggiunti al\nin quel caso, da aggiungere al denaro gi\u00e0 lasciato dal testamento per la\nper la cattedra di chimica all'universit\u00e0 del nord.\n\nRiconsegnai il foglio a Mr. Franklin, preoccupato di cosa dirgli.\na lui. Fino a quel momento, la mia opinione era stata (come sapete) che il colonnello fosse morto\nColonnello fosse morto in modo tanto malvagio quanto era vissuto. Non dico che la copia del testamento\ntestamento mi abbia effettivamente convertito da questa opinione: Dico solo che mi ha\nmi ha sconcertato.\n\n Bene, dice il signor Franklin, ora che ha letto la dichiarazione del colonnello, cosa dice?\ndichiarazione del colonnello, cosa ne dice? Portando la pietra di luna a casa di mia zia\nzia, sto servendo la sua vendetta con gli occhi bendati, o lo sto vendicando nel\nun uomo penitente e cristiano?\n\n Mi sembra difficile dire, signore, risposi, che \u00e8 morto con un'orribile vendetta nel cuore e un'orribile bugia sulle labbra.\nvendetta nel suo cuore e un'orribile bugia sulle sue labbra. Solo Dio conosce la\nverit\u00e0. Non chiedetelo a me.\n\nMr. Franklin era seduto a girare e rigirare tra le dita l'estratto del testamento, come se si aspettasse di estrarne la verit\u00e0.\ncome se si aspettasse di spremere la verit\u00e0 in quel modo.\nmodo. Allo stesso tempo cambi\u00f2 in modo notevole. Da vivace e brillante\ne brillante, ora divenne, in modo del tutto inspiegabile, un giovane lento, solenne e\nponderato.\n\n La questione ha due facce, ha detto.  Un lato oggettivo e un lato\nsoggettivo. Quale dobbiamo prendere?\n\nAveva avuto un'educazione tedesca e una francese. Uno dei due era stato\nera stato in suo possesso indisturbato (come supponevo) fino a questo momento.\nE ora (per quanto ho potuto capire) l'altro stava prendendo il suo posto.\nUna delle mie regole di vita \u00e8 di non notare mai ci\u00f2 che non capisco.\nHo seguito una rotta intermedia tra il lato oggettivo e quello soggettivo.\nsoggettivo. In parole povere, fissai intensamente e non dissi nulla.\n\n Estraiamo il significato interiore di questo, dice il signor Franklin.  Perch\u00e9\nmio zio ha lasciato il Diamante a Rachel? Perch\u00e9 non l'ha lasciato a mia\nzia?\n\n In ogni caso, non \u00e8 impossibile da indovinare, signore, ho detto.  Colonnello\nHerncastle conosceva abbastanza bene la mia signora per sapere che avrebbe rifiutato\ndi accettare qualsiasi eredit\u00e0 che le fosse giunta da _lui_.\n\n Come faceva a sapere che anche Rachel non avrebbe rifiutato di accettarlo?\n\n Esiste una giovane donna, signore, che potrebbe resistere alla\nalla tentazione di accettare un regalo di compleanno come La pietra di luna?\n\n Questa \u00e8 la visione soggettiva, dice il signor Franklin.  Le fa onore\nmerito, Betteredge, di essere in grado di adottare la visione soggettiva. Ma c'\u00e8\nun altro mistero sull'eredit\u00e0 del colonnello che non \u00e8 stato ancora\nancora. Come si spiega che abbia dato a Rachel il suo regalo di compleanno solo\na condizione che sua madre fosse viva?\n\n Non voglio calunniare un uomo morto, signore, risposi.  Ma se ha\nlasciato di proposito un'eredit\u00e0 di problemi e pericoli a sua sorella, attraverso\ndi suo figlio, deve essere un lascito subordinato al fatto che sua\nsorella fosse ancora viva per sentirne il peso.\n\n \u00c8 questa la tua interpretazione del suo movente, vero? L'interpretazione soggettiva\ninterpretazione soggettiva! Sei mai stato in Germania, Betteredge?\n\n No, signore. Qual \u00e8 la sua interpretazione, per favore?\n\n Capisco, dice il signor Franklin, che l'obiettivo del colonnello potrebbe, molto probabilmente\nprobabilmente non era quello di beneficare la nipote, che non aveva mai\nma di dimostrare alla sorella che era morto perdonandola, e di dimostrarlo in modo molto grazioso\ndimostrare in modo molto carino con un regalo fatto a sua figlia. C'\u00e8\nc'\u00e8 una spiegazione completamente diversa dalla tua, Betteredge, che nasce\nche nasce da un punto di vista soggettivo-oggettivo. Da quello che vedo, una delle due\ninterpretazione \u00e8 altrettanto probabile che sia giusta quanto l'altra.\n\nAvendo portato le cose a questo piacevole e confortante risultato, Mr.\nFranklin sembr\u00f2 pensare di aver portato a termine tutto ci\u00f2 che gli era stato richiesto.\ndi lui. Si sdrai\u00f2 supino sulla sabbia e chiese cosa si dovesse fare dopo.\ncosa si sarebbe dovuto fare dopo.\n\nEra stato cos\u00ec intelligente e lucido (prima di iniziare a parlare il gergo straniero), e aveva preso cos\u00ec completamente il sopravvento sulla\nstraniero), e che aveva preso completamente il comando della\nfino a quel momento, che ero del tutto impreparata a un cambiamento cos\u00ec\ncambiamento improvviso come quello che mostrava ora nell'appoggiarsi impotente a _me_.\nSolo pi\u00f9 tardi venni a sapere, grazie all'aiuto della signorina Rachel, che\nRachel, che fu la prima a scoprire che questi sconcertanti cambiamenti e trasformazioni di Mr.\ntrasformazioni di Mr. Franklin erano dovute all'effetto della sua formazione estera.\nformazione all'estero. All'et\u00e0 in cui tutti noi siamo pi\u00f9 inclini a prendere la nostra\ncolorazione, sotto forma di riflesso, dalla colorazione di altre persone.\nall'estero ed era passato da una nazione all'altra, prima che ci fosse il tempo per\nnazione a un'altra, prima che ci fosse il tempo per una colorazione pi\u00f9\ndi una colorazione pi\u00f9 di un'altra per stabilirsi saldamente su di lui. Come conseguenza di ci\u00f2, era tornato\nera tornato con cos\u00ec tanti lati diversi del suo carattere, tutti pi\u00f9 o meno\npi\u00f9 o meno stridenti l'uno con l'altro, tanto da sembrare che passasse la sua vita in uno stato di\nstato di perenne contraddizione con se stesso. Poteva essere un uomo impegnato\ne un uomo pigro; nuvoloso nella testa e chiaro nella mente; un modello di determinazione e uno spettacolo di\ndeterminazione e uno spettacolo di impotenza, tutto insieme. Aveva\nfrancese, il tedesco e l'italiano, mentre il fondamento originale inglese traspare di tanto in tanto.\ninglese che traspariva di tanto in tanto, come a dire: \"Eccomi, sono qui, dolorante\".\ncome se dicesse: \"Eccomi qui, come vedete, sono stato completamente trasformato, ma \u00e8 rimasto qualcosa di me\nqualcosa di me in fondo a lui.  La signorina Rachel era solita\nRachel era solita osservare che il lato italiano di lui era in primo piano, in quelle occasioni in cui\nquando, inaspettatamente, cedeva e ti chiedeva, con il suo modo gentile e dolce\nmodo dolce di assumersi le proprie responsabilit\u00e0 sulle vostre spalle. Non gli farete\nse concluderete che il lato italiano di lui era\nitaliano era al primo posto.\n\n Non \u00e8 compito suo, signore, ho chiesto, sapere cosa fare dopo?\nNon pu\u00f2 certo essere il mio?\n\nIl signor Franklin non sembr\u00f2 cogliere la forza della mia domanda, non essendo in grado, in quel momento, di vedere altro che il cielo sopra la sua testa.\nnon essendo in grado, in quel momento, di vedere nient'altro che il cielo sopra la sua testa.\n\n Non voglio allarmare mia zia senza motivo, disse.  E non voglio\nlasciarla senza quello che potrebbe essere un avvertimento necessario. Se tu fossi al mio posto, Betteredge\nBetteredge, dimmi, in una parola, cosa faresti?\n\nIn una parola, gli ho detto:  Aspetta.\n\n Con tutto il cuore, dice il signor Franklin.  Per quanto tempo?\n\nHo continuato a spiegarmi.\n\n Da quello che ho capito, signore, ho detto che qualcuno deve mettere questo\ndiamante di plagio nelle mani della signorina Rachel il giorno del suo compleanno e lei pu\u00f2 farlo\nfare come un altro. Molto bene. Questo \u00e8 il venticinque maggio e il compleanno \u00e8\ncompleanno \u00e8 il ventuno giugno. Abbiamo quasi quattro\nsettimane. Aspettiamo e vediamo cosa succede in questo periodo; e\navvertiamo o meno la mia signora, a seconda delle circostanze.\n\n Perfetto, Betteredge, per quanto possibile! dice il signor Franklin.  Ma\ntra questo e il compleanno, che ne sar\u00e0 del Diamante?\n\n Quello che ne ha fatto suo padre, per essere sicuri, signore!  Risposi.  Vostro\npadre li mise al sicuro in una banca di Londra. Voi l'avete messo al sicuro\ncustodia della banca di Frizinghall.  (Frizinghall era la citt\u00e0 pi\u00f9 vicina\nFrizinghall era la citt\u00e0 pi\u00f9 vicina e la Banca d'Inghilterra non era pi\u00f9 sicura della banca di l\u00ec).  Se fossi\nSe fossi in voi, signore, aggiunsi, andrei subito a Frizinghall prima che le signore tornino.\nFrizinghall prima che le signore tornino.\n\nLa prospettiva di fare qualcosa e, per di pi\u00f9, di fare questo\nqualcosa a cavallo fece alzare Mr. Franklin come un fulmine dalla\ndalla sua schiena. Si alz\u00f2 di scatto in piedi e mi tir\u00f2 su, senza\ncerimonia, sulla mia.  Betteredge, tu vali tanto oro quanto pesa!\ndisse.  Vieni con noi e monta il miglior cavallo delle scuderie.\ndirettamente.\n\nQui (Dio lo benedica!) c'era il suo fondamento originale inglese che si mostrava\nattraverso tutte le vernici straniere! Ecco il Maestro Franklin che ricordavo\nche ricordavo, che usciva di nuovo alla buona vecchia maniera alla prospettiva di una\ne mi ricordava i bei tempi andati! Sella un cavallo per lui? I\nAvrei sellato una dozzina di cavalli, se solo avesse potuto cavalcarli tutti!\ntutti!\n\nTornammo a casa in fretta e furia; facemmo sellare in fretta e furia il cavallo pi\u00f9\nscuderia; e il signor Franklin part\u00ec di corsa per\nper sistemare il maledetto Diamante ancora una volta nella camera blindata di una banca. Quando\nQuando sentii l'ultimo rumore degli zoccoli del suo cavallo sul viale, e quando mi girai nel cortile e mi accorsi di essere\nquando mi sono girato nel cortile e ho scoperto di essere di nuovo solo, mi sono sentito quasi propenso a chiedermi se non mi fossi\ndi chiedermi se non mi fossi svegliato da un sogno.\n\n\nCAPITOLO VII\n\nMentre mi trovavo in questo stato d'animo sconcertato e avevo un gran bisogno di un po' di\nun po' di tempo tranquillo da sola per rimettermi in sesto, mia figlia Penelope mi ha intralciato (come la sua defunta madre mi intralciava sulle scale).\nmia figlia Penelope si mise in mezzo (proprio come la sua defunta madre si metteva in mezzo sulle scale),\ne mi chiam\u00f2 immediatamente per raccontarle tutto quello che era successo alla\nconferenza tra me e Mr. Franklin. Nelle circostanze attuali,\nl'unica cosa da fare era spegnere la curiosit\u00e0 di Penelope.\nPenelope sul posto. Risposi quindi che io e Mr.\nFranklin e io avevamo parlato di politica estera fino a non poterne pi\u00f9 e ci eravamo poi addormentati\ne che poi ci eravamo addormentati a vicenda al calore del sole. Provate questo tipo di\nrisposta quando vostra moglie o vostra figlia vi far\u00e0 una domanda imbarazzante in un momento\ndomanda imbarazzante in un momento imbarazzante, e affidatevi alla naturale dolcezza delle donne per i\ndolcezza delle donne per baciarsi e rifarsi alla prossima occasione.\noccasione.\n\nIl pomeriggio si fece pi\u00f9 intenso e la mia signora e la signorina Rachel tornarono.\n\nInutile dire quanto siano rimasti stupiti quando hanno saputo che Mr.\nFranklin Blake era arrivato ed era ripartito a cavallo.\nInutile anche dire che fecero direttamente domande scomode e che la politica estera e l'addormentamento al sole\nche la politica estera e l'addormentamento al sole\nnon sarebbero serviti una seconda volta con _loro_. Essendo alla fine della mia\ninvenzione, dissi che l'arrivo del signor Franklin con il treno presto era\nFranklin con il treno presto era interamente attribuibile a uno degli scherzi del signor Franklin. Mi \u00e8 stato chiesto,\nse la sua ripartenza al galoppo a cavallo fosse un'altra delle\nFranklin, risposi: \"S\u00ec, lo era\" e ne usc\u00ec, credo, in modo molto intelligente.\nmolto abilmente in quel modo.\n\nDopo aver superato le mie difficolt\u00e0 con le signore, ho trovato altre\ndifficolt\u00e0 quando tornai nella mia stanza. Entr\u00f2\nPenelope, con la naturale dolcezza delle donne, per baciarsi e fare pace.\ne con la naturale curiosit\u00e0 delle donne di fare un'altra domanda.\nQuesta volta voleva solo che le dicessi qual era il problema della nostra seconda cameriera, Rosanna Spe\nseconda cameriera, Rosanna Spearman.\n\nDopo aver lasciato me e il signor Franklin allo Shivering Sand, Rosanna, a quanto pare, era tornata a casa\nRosanna, a quanto pareva, era tornata a casa in uno stato d'animo molto\nmentale. Aveva assunto (se si deve credere a Penelope) tutti i colori dell'arcobaleno.\ndell'arcobaleno. Era stata allegra senza motivo e triste senza motivo.\nragione. In un soffio aveva fatto centinaia di domande su Mr.\nFranklin Blake, e in un altro respiro si era arrabbiata con Penelope\nper aver supposto che uno strano gentiluomo potesse avere un\ninteresse per lei. Era rimasta sorpresa, sorridendo e scarabocchiando il nome di Mr.\nFranklin nella sua scatola da lavoro. Era stata sorpresa di nuovo,\npiangendo e guardando la sua spalla deforme nel bicchiere. Se lei e\nFranklin prima di oggi? \u00c8 del tutto\nimpossibile! Avevano sentito parlare l'uno dell'altra? Di nuovo impossibile! I\nPotrei dire che lo stupore di Mr. Franklin \u00e8 stato autentico, quando ha visto come\nla ragazza lo fissava. Penelope poteva dire che la curiosit\u00e0 della ragazza\ncuriosit\u00e0 della ragazza come autentica, quando fece domande su Mr.\nFranklin. La conferenza tra di noi, condotta in questo modo, era\nabbastanza noiosa, fino a quando mia figlia non la concluse improvvisamente\ncon quella che mi sembr\u00f2 la supposizione pi\u00f9 mostruosa che avessi mai sentito in vita mia.\nvita.\n\n Padre! dice Penelope, molto seriamente, c'\u00e8 solo una spiegazione\nspiegazione. Rosanna si \u00e8 innamorata del signor Franklin Blake a prima vista!\nvista!\n\nAvete sentito parlare di belle giovani donne che si innamorano a prima\na prima vista, e avete pensato che fosse abbastanza naturale. Ma una domestica uscita da un\nriformatorio, con un viso semplice e una spalla deforme, che si innamora a prima vista di un signore\ninnamorarsi a prima vista di un gentiluomo che viene in visita a casa della sua padrona.\ncasa della sua padrona, mi sembra un'assurdit\u00e0 che non si pu\u00f2 trovare in nessun libro di racconti della\nlibro di storie della cristianit\u00e0, se ci riuscite! Ho riso fino a far scendere le lacrime\nsulle guance. Penelope si risent\u00ec della mia allegria, in modo piuttosto strano.\nmodo strano.  Non ti ho mai conosciuto crudele prima d'ora, padre, disse, molto gentilmente,\ne usc\u00ec.\n\nLe parole della mia ragazza mi caddero addosso come uno spruzzo d'acqua fredda. Ero selvaggia\ncon me stesso, per essermi sentito a disagio nel momento in cui le aveva pronunciate.\nma era cos\u00ec. Cambieremo argomento, se non vi dispiace. Mi dispiace\nMi dispiace di essere andata alla deriva scrivendone; e non senza ragione, come vedrete quando\ncome vedrete quando saremo andati avanti ancora un po'.\n\nArriv\u00f2 la sera e la campana per la cena suon\u00f2 prima che Mr.\nFranklin tornasse da Frizinghall. Portai io stesso l'acqua calda in camera sua\nio stesso, aspettandomi di sentire, dopo questo straordinario ritardo, che\nche fosse successo qualcosa. Con mia grande delusione (e senza dubbio anche con la vostra), non era successo nulla.\nmia grande delusione (e senza dubbio anche della vostra), non era successo nulla. Non aveva incontrato gli indiani,\nn\u00e9 all'andata n\u00e9 al ritorno. Aveva depositato la pietra di luna in\nin banca, descrivendola semplicemente come un oggetto di grande valore e aveva\nla ricevuta della stessa al sicuro in tasca. Scesi al piano di sotto, ritenendo che\nche questo fosse un finale piuttosto piatto, dopo tutta la nostra eccitazione per il\nDiamante di prima mattina.\n\nCome si sia svolto l'incontro tra Mr. Franklin e la zia e il cugino,\n\u00e8 pi\u00f9 di quanto possa dirvi.\n\nAvrei dato qualcosa per poter servire a tavola quel giorno. Ma, nella\nposizione all'interno della famiglia, aspettare a cena (tranne che in occasione delle feste di famiglia) significava\ndi famiglia) significava abbassare la mia dignit\u00e0 agli occhi degli altri servitori.\nservitori, una cosa che la mia signora mi considerava abbastanza incline a fare\ngi\u00e0 abbastanza incline a farlo, senza cercare occasioni per farlo. La notizia che mi giunse dalle\ndalle regioni superiori, quella sera, provenivano da Penelope e dal cameriere.\nPenelope mi disse che non aveva mai conosciuto la signorina Rachel cos\u00ec\nparticolare nella pettinatura dei capelli e non l'aveva mai vista cos\u00ec luminosa e bella\nbrillante e graziosa come quando scendeva per incontrare Mr.\nsalotto. Il rapporto del cameriere era che il mantenimento di una\nrispettosa compostezza in presenza dei suoi superiori e l'attesa di Mr.\nMr. Franklin Blake a cena, erano due delle cose pi\u00f9 difficili da\npi\u00f9 difficili da conciliare tra loro che abbia mai provato il suo addestramento al servizio.\nPi\u00f9 tardi, in serata, li sentimmo cantare e suonare in duetto: Mr.\nFranklin, la signorina Rachel, e la mia signora, al piano, che li seguiva come se fosse un'opera d'arte.\npianoforte, che li seguiva come se avessero superato siepi e fossati, vedendoli\ne li vedeva attraversare con sicurezza in un modo meraviglioso e piacevole da sentire attraverso le\nfinestre aperte, sulla terrazza di notte. Pi\u00f9 tardi ancora, andai da Mr.\nFranklin nella sala da fumo, con l'acqua gassata e il brandy, e scoprii che la signorina Rachel aveva\nche la signorina Rachel gli aveva tolto il Diamante dalla testa.  \u00c8 la\nragazza pi\u00f9 affascinante che abbia mai visto da quando sono tornato in Inghilterra!\nriuscii a estorcergli, quando cercai di portare la conversazione su\ncose pi\u00f9 serie.\n\nVerso mezzanotte feci il giro della casa per chiudere, accompagnato come sempre dal mio\nmio secondo in comando (Samuel, il cameriere), come al solito. Quando tutte le porte\ntutte le porte, tranne quella laterale che dava sulla terrazza, mandai Samuel a letto e uscii per prendere una boccata d'aria prima di\nSamuel a letto e uscii a prendere una boccata d'aria prima di andare a letto anch'io.\ndi andare a letto a mia volta.\n\nLa notte era immobile e vicina e la luna era piena nel cielo.\ncielo. Fuori era cos\u00ec silenzioso che di tanto in tanto sentivo,\nmolto debole e basso, il calare del mare, mentre la mareggiata lo\nsul banco di sabbia vicino all'imboccatura della nostra piccola baia. La casa\ncasa, il lato della terrazza era il lato oscuro; ma l'ampia luce della luna\nluce lunare si vedeva bene sulla passeggiata di ghiaia che correva lungo il lato successivo alla\nterrazza. Guardando da questa parte, dopo aver alzato gli occhi al cielo, vidi l'ombra di una persona al chiaro di luna.\nl'ombra di una persona al chiaro di luna, proiettata in avanti da dietro l'angolo della\nangolo della casa.\n\nEssendo vecchio e scaltro, mi sono astenuto dal chiamare; ma essendo anche,\npurtroppo vecchio e pesante, i miei piedi mi tradirono sulla ghiaia. Prima che\ndi poter girare improvvisamente l'angolo, come mi ero proposto, sentii\npiedi pi\u00f9 leggeri dei miei e pi\u00f9 di un paio di essi, come pensavo\npensai di ritirarmi in fretta. Quando arrivai all'angolo, i trasgressori, chiunque essi fossero, si erano gi\u00e0\ni trasgressori, chiunque fossero, si erano rifugiati tra i cespugli al lato\nlato della passeggiata e si erano nascosti alla vista tra i folti alberi e i cespugli\ncespugli in quella parte del terreno. Dal cespuglio potevano\nfacilmente superare la nostra recinzione e raggiungere la strada. Se avessi avuto\nquarant'anni pi\u00f9 giovane, avrei potuto avere la possibilit\u00e0 di prenderli prima che\nche si allontanassero dalla nostra sede. Invece, sono tornato indietro per mettere in moto un\nun paio di gambe pi\u00f9 giovani delle mie. Senza disturbare nessuno, Samuel e\nSamuel e io prendemmo un paio di pistole e facemmo il giro della casa e dei cespugli.\ncespugli. Dopo esserci assicurati che non ci fossero persone in agguato\nnel nostro terreno, tornammo indietro. Passando sul sentiero dove avevo visto l'ombra\nl'ombra, notai per la prima volta un piccolo oggetto luminoso,\nche giaceva sulla ghiaia pulita, sotto la luce della luna. Raccogliendo l'oggetto\noggetto, scoprii che si trattava di una piccola bottiglia, contenente un liquore denso e profumato, come\nliquore denso e profumato, nero come l'inchiostro.\n\nNon dissi nulla a Samuel. Ma, ricordando ci\u00f2 che Penelope mi aveva raccontato\ndei giocolieri e del versamento della piccola pozza d'inchiostro sul palmo della mano del ragazzo, sospettai subito di aver disturbato il\npalmo della mano del ragazzo, sospettai subito di aver disturbato i tre indiani che si aggiravano per la casa\ntre indiani, che si aggiravano per la casa e che, nel loro modo pagano, volevano\nmodo pagano, a scoprire dove si trovasse il Diamante quella notte.\n\n\nCAPITOLO VIII\n\nQui, per un momento, trovo necessario fare una pausa.\n\nRiassumendo i miei ricordi e facendomi aiutare da Penelope, consultando il suo diario, scopro che possiamo passare abbastanza velocemente\nconsultando il suo diario, mi accorgo che possiamo passare abbastanza rapidamente\nl'intervallo tra l'arrivo di Mr. Franklin Blake e il compleanno di Miss Rachel.\nRachel. Per la maggior parte di quel periodo i giorni passarono,\ne non hanno portato con s\u00e9 nulla che valesse la pena di essere registrato. Con il vostro permesso,\ne con l'aiuto di Penelope, noter\u00f2 solo alcune date in questo luogo.\nqui; mi riservo di raccontare la storia giorno per giorno, una volta\ngiorno per giorno, una volta di pi\u00f9, non appena arriveremo al momento in cui la faccenda della Pietra di Luna\ndivenne l'affare principale di tutti in casa nostra.\n\nDetto questo, possiamo riprendere il discorso cominciando, ovviamente, dalla bottiglia di inchiostro profumato\ndi inchiostro profumato che ho trovato di notte sul sentiero di ghiaia.\n\nLa mattina seguente (la mattina del ventisei) mostrai a Mr.\nFranklin questo articolo di giocoleria e gli dissi ci\u00f2 che ho gi\u00e0\nraccontato. La sua opinione era che non solo gli indiani erano in agguato per\nche gli indiani si fossero appostati dopo il Diamante, ma anche che fossero abbastanza sciocchi da credere\nche erano abbastanza sciocchi da credere nella loro magia, facendo cos\u00ec dei\nsegni sulla testa di un ragazzo e il versamento di inchiostro nella mano di un ragazzo, e poi\ne di versare dell'inchiostro nella mano di un ragazzo, aspettandosi poi che vedesse persone e cose al di l\u00e0 della\ndella vista umana. Nel nostro Paese, cos\u00ec come in Oriente, il signor Franklin mi ha informato che ci sono persone che praticano la magia\nFranklin mi ha informato che ci sono persone che praticano questo curioso hocus-pocus (senza per\u00f2\ninchiostro); e lo chiamano con un nome francese, che significa qualcosa come\nqualcosa di simile alla luminosit\u00e0 della vista.  Secondo il signor Franklin, gli indiani davano per scontato che avremmo visto bene.\nFranklin, gli indiani davano per scontato che avremmo tenuto il Diamante qui e\nhanno portato il loro ragazzo chiaroveggente per mostrare loro la strada per raggiungerlo, se fossero\nfossero riusciti a entrare in casa ieri sera.\n\n Pensa che ci riproveranno, signore?  Ho chiesto.\n\n Dipende, dice il signor Franklin, da ci\u00f2 che il ragazzo \u00e8 realmente in grado di fare. Se riesce a\nse riuscir\u00e0 a vedere il Diamante attraverso la cassaforte di ferro della banca di Frizinghall,\nnon dovremo pi\u00f9 ricevere visite dagli indiani per il momento.\nper ora. Se non ci riuscir\u00e0, avremo un'altra possibilit\u00e0 di catturarli nella\ncespuglio, prima che passino molte altre notti sulle nostre teste.\n\nAspettai con fiducia quest'ultima occasione, ma, strano a dirsi, non arriv\u00f2 mai.\nche non \u00e8 mai arrivata.\n\nSe i saltimbanchi abbiano saputo, in citt\u00e0, che il signor Franklin era stato\nFranklin alla banca e ne abbiano tratto le conclusioni; oppure se il ragazzo abbia davvero visto il Diamante\nse il ragazzo abbia davvero visto il Diamante dove ora \u00e8 custodito (cosa che io, per esempio, non credo affatto).\n(cosa che io, per esempio, non credo affatto); o se, dopo tutto, si sia trattato di un semplice effetto del caso, questo in ogni caso\nse si trattasse di un mero effetto del caso, la verit\u00e0 \u00e8 che il fantasma di un indiano\nfantasma di un indiano si avvicin\u00f2 di nuovo alla casa, durante le settimane che passavano\nsettimane che precedettero il compleanno della signorina Rachel. I giocolieri rimasero in citt\u00e0 e\nin giro per la citt\u00e0 a esercitare il loro mestiere; e il signor Franklin e io restammo ad aspettare\nFranklin e io restammo in attesa di vedere cosa sarebbe successo, decisi a non mettere in guardia i furfanti mostrando i nostri sospetti.\nloro la guardia mostrando troppo presto i nostri sospetti su di loro. Con questo\ncon questo resoconto delle procedure da una parte e dall'altra, finisce tutto quello che ho da dire sugli\nsugli indiani per il momento.\n\nIl ventinove del mese, Miss Rachel e Mr.\nun nuovo metodo per lavorare insieme nel tempo che altrimenti sarebbe stato\naltrimenti avrebbe potuto pesare sulle loro mani. Ci sono motivi per notare\nparticolare dell'occupazione che li divertiva. Vi accorgerete che\nscoprirete che ha un'attinenza con qualcosa che deve ancora venire.\n\nI gentiluomini, in generale, hanno uno scoglio molto scomodo davanti a s\u00e9 nella vita, lo scoglio\ndavanti alla loro stessa pigrizia. Essendo la loro vita, per la maggior parte,\npassano a guardarsi intorno in cerca di qualcosa da fare, \u00e8 curioso vedere\nsoprattutto quando i loro gusti sono di tipo intellettuale, \u00e8 curioso vedere quanto spesso\ndi tipo intellettuale, \u00e8 curioso vedere quanto spesso si buttino a occhi chiusi in qualche ricerca sgradevole. Nove volte\nnove volte su dieci si dedicano a torturare qualcosa o a rovinare\nqualcosa e credono fermamente di migliorare le loro menti, quando in realt\u00e0\nquando la verit\u00e0 \u00e8 che stanno solo creando disordine in casa. Ho visto\nli ho visti (donne, mi dispiace dirlo, ma anche signori) uscire, giorno dopo giorno, per esempio con\ngiorno dopo giorno, per esempio, con scatole di pillole vuote e catturare tritoni, scarabei e ragni.\nscarabei, ragni e rane, tornare a casa e conficcare spilli in quei miserabili\nmiserabili, o li tagliano a pezzettini, senza un minimo di rimorso.\npezzettini. Vedete il mio giovane padrone, o la mia giovane padrona, che si mettono a studiare\ncon la lente d'ingrandimento l'interno di uno dei loro ragni; o incontrate una delle loro rane che scende\nuna delle loro rane che scende al piano di sotto senza testa e vi chiedete cosa sia questa crudele cattiveria.\nche cosa significhi questa crudele cattiveria, vi viene risposto che significa un\ngusto del mio giovane padrone o della mia giovane padrona per la storia naturale.\nA volte, ancora, li si vede occupati per ore a rovinare\nun bel fiore con strumenti appuntiti, per la stupida curiosit\u00e0 di sapere\ndi sapere di cosa \u00e8 fatto il fiore. Il suo colore \u00e8 forse pi\u00f9 bello, o il suo\nprofumo pi\u00f9 dolce, quando lo si sa? Ma ecco, le povere anime devono\nsuperare il tempo, vedete, devono superare il tempo. Tu\nda bambino, ti sei dilettato con il fango e hai fatto delle torte; e ti sei dilettato con la scienza\ne hai fatto torte, quando eri un bambino; e quando sarai grande ti diletterai con la scienza, dissezionerai i ragni e rovinerai i fiori.\nda grandi. Sia nell'uno che nell'altro caso, il segreto \u00e8 che..,\nche non hai nulla a cui pensare nella tua povera testa vuota e nulla da fare con la tua povera testa vuota.\nnulla da fare con le vostre povere mani inattive. E cos\u00ec si finisce per\nrovinare la tela con i colori e far puzzare la casa, o nel\ntenere i girini in una scatola di vetro piena d'acqua sporca, facendo venire il voltastomaco a tutti in casa.\ndi acqua sporca, facendo rivoltare lo stomaco di tutti in casa; o nel rompere pezzi di pietra\ndi pietra qui, l\u00e0 e dappertutto, facendo cadere la graniglia in tutte le pietanze della casa.\ncasa; o macchiarsi le dita nel tentativo di fotografare,\ne fare giustizia senza piet\u00e0 sulla faccia di tutti in casa. Spesso\nspesso pesa abbastanza, senza dubbio, sulle persone che sono davvero obbligate a\na guadagnarsi da vivere, a essere costretti a lavorare per i vestiti che li coprono,\nil tetto che li ripara e il cibo che li fa andare avanti. Ma\nMa confrontate la giornata di lavoro pi\u00f9 dura che abbiate mai fatto con l'ozio che\nche spacca i fiori e si infila nello stomaco dei ragni, e ringraziate il cielo che la vostra testa abbia\nche la vostra testa abbia qualcosa a cui deve pensare, e le vostre mani qualcosa che devono\nmani qualcosa che devono fare.\n\nPer quanto riguarda il signor Franklin e la signorina Rachel, non hanno torturato nulla, sono felice di dire che\ndi dire. Si sono limitati a fare un po' di confusione; e tutto ci\u00f2 che hanno rovinato, a onor del vero, \u00e8 stato il rivestimento di una porta.\nrovinato, per rendere loro giustizia, \u00e8 stato il rivestimento di una porta.\n\nIl genio universale del signor Franklin, che si dilettava in tutto, si dilettava in quella che chiamava\nquella che lui chiamava pittura decorativa.  Aveva inventato, ci informava,\nuna nuova miscela con cui inumidire la pittura, che descrisse come un veicolo.\nDi cosa fosse fatto, non lo so. Cosa facesse, posso dirvi in due parole che puzzava.\nparole: puzzava. Essendo la signorina Rachel desiderosa di cimentarsi con il nuovo processo, Mr.\nprocesso, il signor Franklin mand\u00f2 a Londra i materiali; li mescol\u00f2,\ncon l'accompagnamento di un odore che faceva starnutire i cani quando entravano nella stanza.\nstarnutire quando entravano nella stanza; mise un grembiule e un bavaglino sopra l'abito della signorina Rachel e la mise al lavoro per decorare il suo personale\ne la mise al lavoro per decorare il suo salottino chiamato, in mancanza di un nome inglese, il suo\ndi un nome inglese, il suo boudoir.  Cominciarono con l'interno della\ndella porta. Il signor Franklin raschi\u00f2 via tutta la bella vernice con la pietra pomice\npietra pomice e cre\u00f2 quella che descrisse come una superficie su cui lavorare. La signorina\nRachel ha poi ricoperto la superficie, sotto le sue indicazioni e con il suo\ncon il suo aiuto, con motivi e disegni di grifoni, uccelli, fiori, amorini e simili.\ne simili, copiati da disegni di un famoso pittore italiano, di cui mi sfugge il nome.\ndi un famoso pittore italiano, di cui mi sfugge il nome: quello, per intenderci, che ha rifornito il mondo di Vergini\nVergine Maria e aveva un'innamorata dal fornaio.\ndecorazione era lenta da fare e sporca da gestire. Ma la nostra giovane signora\nsignore e il signore non sembravano mai stancarsi di farlo. Quando non andavano a cavallo, o\ncompagnia, o a prendere i pasti, o a intonare le loro canzoni, erano l\u00ec con la testa\nerano con le teste unite, indaffarati come api, a rovinare la porta.\nporta. Chi \u00e8 il poeta che ha detto che Satana trova ancora qualche guaio\nper le mani oziose? Se avesse occupato il mio posto in famiglia e avesse visto la signorina\ne avesse visto la signorina Rachel con il suo pennello e il signor Franklin con il suo veicolo,\nnon avrebbe potuto scrivere nulla di pi\u00f9 vero di questo.\n\nLa prossima data degna di nota \u00e8 domenica 4 giugno.\n\nQuella sera, nella sala della servit\u00f9, discutemmo per la prima volta di una questione domestica\nper la prima volta, che, come la decorazione della porta, ha la sua\nha a che fare con qualcosa che deve ancora venire.\n\nVedendo il piacere che il signor Franklin e la signorina Rachel provavano l'uno per l'altra\ne notando che erano una bella coppia sotto tutti gli aspetti personali, abbiamo naturalmente ipotizzato\naspetti personali, abbiamo naturalmente ipotizzato la possibilit\u00e0 che\nche le loro teste si unissero con altri obiettivi oltre a quello di\nornamento di una porta. Alcuni di noi sostenevano che ci sarebbe stato un matrimonio in\ncasa prima della fine dell'estate. Altri (guidati da me) ammisero che era\nabbastanza probabile che la signorina Rachel potesse sposarsi; ma dubitavamo (per ragioni che\nche appariranno in seguito) che il suo sposo sarebbe stato Mr.\nFranklin Blake.\n\nChe Mr. Franklin fosse innamorato, da parte sua, nessuno che l'abbia visto e sentito poteva dubitare.\nnessuno che lo avesse visto e sentito poteva dubitare. Il problema era capire la signorina Rachel. Permettetemi di fare\nl'onore di farvela conoscere; dopo di che, vi lascer\u00f2\ndopo di che, vi lascer\u00f2 a scandagliare da soli, se ne siete capaci.\n\nIl diciottesimo compleanno della mia ragazza era quello che stava per arrivare, il\nventuno giugno. Se vi piacciono le donne scure (che, a quanto mi risulta, sono passate di moda nel\nsono informato, sono passate di moda negli ultimi tempi nel mondo gay), e se non avete\nse non avete particolari pregiudizi a favore della taglia, vi propongo la signorina\nRachel come una delle ragazze pi\u00f9 belle che abbiate mai visto. Era\npiccola e sottile, ma tutta in buone proporzioni dalla testa ai piedi. Vederla\nsedersi, vederla alzarsi e, soprattutto, vederla camminare, era abbastanza\na soddisfare qualsiasi uomo di buon senso che le grazie della sua figura (se mi perdonate l'espressione)\nse mi perdonate l'espressione) erano nella sua carne e non nei suoi\nvestiti. I suoi capelli erano i pi\u00f9 neri che avessi mai visto. I suoi occhi corrispondevano ai suoi\ncapelli. Il suo naso non era abbastanza grande, lo ammetto. La bocca e il mento\nbocca e il mento erano (per citare il signor Franklin) bocconcini per gli dei; e la sua carnagione\n(secondo la stessa innegabile autorit\u00e0) era calda come il sole stesso, con questo\nquesto grande vantaggio rispetto al sole, che era sempre in bell'ordine da\nguardare. A tutto ci\u00f2 si aggiunga che portava la testa eretta come un dardo\ndardo, in un modo ardito, spiritoso, da purosangue, che aveva una voce chiara, con un\nvoce chiara, con un suono del giusto metallo, e un sorriso che nasceva\nmolto grazioso nei suoi occhi prima di arrivare alle labbra e l\u00ec ecco\nil suo ritratto, al meglio della mia pittura, grande come la vita!\n\nE che dire poi della sua disposizione? Questa affascinante creatura non aveva\ndifetti? Aveva tanti difetti quanti ne hai tu, mamma, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno.\nmeno.\n\nPer dirla seriamente, la mia cara e graziosa signorina Rachel, che possedeva una miriade di\ndi grazie e di attrattive, aveva un difetto, che una rigorosa imparzialit\u00e0\nmi costringe a riconoscerlo. Era diversa dalla maggior parte delle ragazze della sua et\u00e0,\nin quanto aveva delle idee proprie ed era abbastanza rigida da\nda sfidare le mode stesse, se non si adattavano alle sue idee.\nle sue idee. Nelle cose di poco conto, questa sua indipendenza andava bene;\nma nelle cose importanti la portava (come pensava la mia signora e come pensavo io) troppo in l\u00e0.\ncome pensavo io) troppo in l\u00e0. Giudicava da sola, come poche donne del doppio della sua et\u00e0\ndella sua et\u00e0; non chiedeva mai il vostro consiglio, non vi diceva mai in anticipo\nin anticipo quello che aveva intenzione di fare; non si \u00e8 mai presentata con segreti e\nconfidenze a nessuno, dalla madre in gi\u00f9. Nelle piccole e grandi cose\ngrandi, con le persone che amava e con le persone che odiava (e faceva entrambe le cose con\ncon la stessa intensit\u00e0), la signorina Rachel ha sempre seguito una strada tutta sua,\nsufficiente per se stessa nelle gioie e nei dolori della sua vita. Pi\u00f9 e pi\u00f9 volte\npi\u00f9 volte ho sentito la mia signora dire: \"La migliore amica di Rachel e la peggior nemica di Rachel sono\npeggior nemico sono, l'uno e l'altro, Rachel stessa.\n\nAggiungete un'altra cosa a tutto questo, e ho finito.\n\nCon tutta la sua segretezza e la sua volont\u00e0, non c'era nemmeno l'ombra di qualcosa di\nombra di qualcosa di falso in lei. Non ricordo mai che sia venuta meno alla\nparola data; non ricordo mai che dicesse No e intendesse S\u00ec. Posso ricordare\npi\u00f9 di un'occasione in cui, durante la sua infanzia, la piccola e buona\nanima buona si \u00e8 presa la colpa e ha subito la punizione per qualche colpa\ncommesso da un compagno di giochi che amava. Nessuno l'ha mai vista confessare\nconfessarlo, quando la cosa fu scoperta e lei fu accusata di\ndi cui era stata accusata in seguito. Ma nessuno l'ha mai vista mentire al riguardo. Lei\nti guardava dritto in faccia, scuoteva la sua testolina birichina e diceva chiaramente\ne diceva chiaramente: \"Non ve lo dir\u00f2!  Punita di nuovo per questo, avrebbe\navrebbe ammesso di essere dispiaciuta per aver detto di no; ma, pane e acqua\nnonostante tutto, non te l'ha mai detto. Un'egoista diabolica, a volte, lo ammetto.\na volte, lo ammetto; ma \u00e8 comunque la creatura pi\u00f9 bella che abbia mai\nche abbia mai percorso le vie di questo mondo inferiore. Forse pensate di vedere una\ncontraddizione? In tal caso, una parola all'orecchio. Studiate\ntua moglie da vicino, per le prossime quattro e venti ore. Se la vostra buona\nsignora non mostrer\u00e0 qualcosa di simile a una contraddizione in quel lasso di tempo, il cielo vi aiuti!\nSe in quel lasso di tempo la vostra signora non mostra qualcosa di contraddittorio, che il cielo vi aiuti, avete sposato un mostro.\n\nOra vi ho fatto conoscere la signorina Rachel, il che, come vedrete, ci mette di fronte\nci mette di fronte alla questione delle idee matrimoniali di questa giovane donna.\ndi matrimonio di questa giovane donna.\n\nIl 12 giugno, la mia padrona ha inviato un invito a un gentiluomo di Londra per\nsignore di Londra, affinch\u00e9 venisse ad aiutarmi a festeggiare il compleanno della signorina Rachel.\nQuesto era il fortunato individuo sul quale credevo che il suo cuore fosse\nprivatamente! Come il signor Franklin, era un suo cugino. Il suo nome era\nGodfrey Ablewhite.\n\nLa seconda sorella della mia signora (non allarmatevi, questa volta non ci addentriamo in questioni familiari).\ndi famiglia questa volta) la seconda sorella della mia signora, dico, ha avuto una\ndelusione d'amore; e prendendo marito in seguito, secondo il principio \"collo o niente\", ha fatto quello che si chiama\nprincipio del collo o niente, ha fatto quello che si chiama un'avventura sbagliata. C'\u00e8 stato un\nterribili in famiglia quando l'onorevole Caroline insistette nel voler\nsposare il semplice Mr. Ablewhite, il banchiere di Frizinghall. Era molto\nmolto ricco e molto rispettabile, e aveva generato una prodigiosa e numerosa famiglia tutta\na suo favore, fino a quel momento. Ma aveva avuto la presunzione di sollevarsi da una posizione di basso\nuna bassa posizione nel mondo e questo era a suo sfavore. Tuttavia, il tempo e il progresso\nprogresso dell'illuminismo moderno hanno rimesso le cose a posto, e l'infedelt\u00e0\nha superato egregiamente la prova. Ora stiamo tutti diventando liberali e (a condizione che\nche mi possa graffiare, se io ti graffio) cosa mi importa, dentro o fuori dal\nParlamento, che tu sia un netturbino o un duca? Questo \u00e8 il modo moderno\nQuesto \u00e8 il modo moderno di vedere le cose e io mi tengo al passo con questo modo moderno. Gli Ablewhites\nvivevano in una bella casa con giardino, un po' fuori Frizinghall. Persone molto\npersone degne e molto rispettate nel vicinato. Non ci occuperemo\nnon ci occuperemo molto di loro in queste pagine, a parte il signor Godfrey, che era il secondogenito del signor Ablewhite.\nAblewhite, e che deve trovare il suo giusto posto qui, se non vi dispiace.\nqui, se non vi dispiace, per il bene della signorina Rachel.\n\nCon tutta la sua luminosit\u00e0, la sua intelligenza e le sue buone qualit\u00e0 in generale, Mr.\nFranklin di superare Mr. Godfrey nella stima della nostra giovane signora\nera, a mio parere, una possibilit\u00e0 molto scarsa.\n\nIn primo luogo, il signor Godfrey era, in termini di dimensioni, l'uomo pi\u00f9 bello\ndi gran lunga il pi\u00f9 bello dei due. Era alto pi\u00f9 di un metro e ottanta; aveva un bel colorito rosso e bianco; un viso rotondo e liscio, rasato come una mano e\nbianco e rosso; un viso rotondo e liscio, rasato come una mano; e una testa di bei capelli lunghi di lino, che cadeva\nuna testa di deliziosi e lunghi capelli di lino, che ricadevano negligentemente sul collo.\ncollo. Ma perch\u00e9 cerco di darvi questa descrizione personale di lui?\ndi lui? Se vi siete mai abbonati a un'associazione di beneficenza per signore a Londra, sapete che il signor Godfrey Ablewhite \u00e8 un uomo di classe.\nGodfrey Ablewhite quanto me. Era un avvocato di professione\nprofessione, un uomo di donne per indole e un buon samaritano per scelta.\nscelta. La benevolenza femminile e l'indigenza femminile non potrebbero fare nulla senza di lui.\nsenza di lui. Le societ\u00e0 materne per confinare le donne povere; le societ\u00e0 Magdalen\nper salvare le donne povere; le societ\u00e0 di pensiero forte per mettere le donne povere\ndonne povere al posto di uomini poveri, lasciando che gli uomini si spostino da soli.\nlui era il vicepresidente, il direttore, l'arbitro di tutte.\nOvunque ci fosse un tavolo con un comitato di signore sedute intorno ad esso\nin consiglio, c'era il signor Godfrey in fondo alla tavola, che manteneva\ncomitato, che manteneva la calma e guidava le care creature lungo le\nspinose vie degli affari, con il cappello in mano. Suppongo che questo fosse il pi\u00f9\nfilantropo (su una piccola indipendenza) che l'Inghilterra abbia mai prodotto.\nche l'Inghilterra abbia mai prodotto. Come oratore alle riunioni di beneficenza, un personaggio come lui non era in grado di\nper attirare le vostre lacrime e il vostro denaro non era facile da trovare. Era un personaggio\npersonaggio pubblico. L'ultima volta che sono stato a Londra, la mia amante mi ha dato\ndue regali. Mi mand\u00f2 a teatro a vedere una donna che ballava e che era di gran moda.\nuna donna danzante che andava di moda; e mi mand\u00f2 all'Exeter Hall per ascoltare il signor Godfrey. La\nsignora, con una banda musicale. Il gentiluomo l'ha fatto con un\nfazzoletto e un bicchiere d'acqua. Folla allo spettacolo con le\ngambe. Idem per l'esibizione con la lingua. E con tutto questo, la persona\npersona dal temperamento dolcissimo (mi riferisco al signor Godfrey), la pi\u00f9 semplice, piacevole e\npi\u00f9 semplice, pi\u00f9 piacevole e pi\u00f9 facile da accontentare che abbiate mai incontrato. Amava\ntutti. E tutti amavano lui. Che possibilit\u00e0 aveva il signor Franklin che\npossibilit\u00e0 di avere qualcuno di media reputazione e capacit\u00e0 contro un uomo come\nuomo come questo?\n\nIl quattordicesimo giorno arriv\u00f2 la risposta del signor Godfrey.\n\nAccett\u00f2 l'invito della mia padrona, dal mercoled\u00ec del compleanno alla sera del venerd\u00ec.\ncompleanno fino alla sera del venerd\u00ec, quando i suoi doveri verso le Ladies\ncarit\u00e0 lo avrebbero obbligato a tornare in citt\u00e0. Accludeva anche una copia di\ndi versi su quello che elegantemente chiamava il giorno natale della cugina.  La signorina\nRachel, mi \u00e8 stato riferito, si \u00e8 unita a Mr. Franklin nel prendere in giro i versi\na cena; e Penelope, che era tutta dalla parte del signor Franklin, mi chiese,\nin grande trionfo, cosa ne pensassi.  La signorina Rachel vi ha portato\nsu una falsa pista, mia cara, risposi; ma il mio naso non si lascia ingannare cos\u00ec facilmente.\nfacilmente mistificato. Aspettate che i versi di Mr. Ablewhite siano seguiti da Mr.\nAblewhite stesso.\n\nMia figlia rispose che il signor Franklin avrebbe potuto entrare e tentare la sua\nfortuna, prima che i versi fossero seguiti dal poeta. A favore di questa\ndevo riconoscere che il signor Franklin non lasci\u00f2 nessuna possibilit\u00e0 di conquistare le\ndi conquistare le grazie della signorina Rachel.\n\nBench\u00e9 fosse uno dei fumatori pi\u00f9 incalliti che abbia mai conosciuto, rinunci\u00f2 al sigaro perch\u00e9\nsigaro, perch\u00e9 lei un giorno disse che odiava l'odore stantio del sigaro\nnei suoi vestiti. Dormiva cos\u00ec male, dopo questo sforzo di abnegazione,\nper l'assenza dell'effetto compositivo del tabacco a cui era abituato,\ne scendeva mattina dopo mattina con un aspetto cos\u00ec sparuto e logoro, che\nla stessa signorina Rachel lo preg\u00f2 di riprendere a fumare i sigari. No!\nnon avrebbe ripreso nulla che potesse causarle un momento di fastidio;\navrebbe lottato con determinazione, e avrebbe recuperato il sonno, prima o\nprima o poi, grazie alla principale forza di pazienza nell'aspettarlo. Una tale devozione\nquesta, si pu\u00f2 dire (come dicevano alcuni di loro al piano di sotto), non avrebbe mai potuto\ndi produrre il giusto effetto sulla signorina Rachel, sostenuta anche, come era\ndal lavoro di decorazione che ogni giorno veniva fatto sulla porta. Tutto molto bene, ma lei aveva\nGodfrey in camera da letto; rappresentato mentre parlava a una riunione pubblica, con tutti i capelli\npubblica, con tutti i capelli spazzati via dall'alito della sua stessa\neloquenza, e i suoi occhi, deliziosi, che incantavano i soldi dalle tasche.\ntasche. Cosa ne pensate? Ogni mattina, come Penelope stessa\nmi diceva che c'era l'uomo di cui le donne non potevano fare a meno,\nche guardava, in effigie, mentre la signorina Rachel si faceva pettinare. Lui\nsarebbe rimasto a guardare, in realt\u00e0, tra non molto, questa era la mia opinione.\n\nIl sedici giugno si verific\u00f2 un evento che fece apparire la possibilit\u00e0 di Mr.\nFranklin, a mio avviso, una possibilit\u00e0 peggiore che mai.\n\nUno strano signore, che parlava inglese con un accento straniero, si present\u00f2 quella mattina a casa\nmattina a casa e chiese di vedere Mr. Franklin Blake per affari.\nL'affare non poteva essere collegato al Diamante,\nper due motivi: primo, Mr. Franklin non mi ha detto nulla al riguardo; secondo, mi ha comunicato\nsecondo, che l'ha comunicato (quando il signore se n'era andato, come suppongo) alla mia signora.\nsuppongo) alla mia signora. Probabilmente ha accennato qualcosa al riguardo alla\nsua figlia. In ogni caso, \u00e8 stato riferito che la signorina Rachel ha detto alcune\nFranklin, quella sera al pianoforte, sulle persone tra le quali aveva vissuto e sulla\npersone tra cui aveva vissuto e i principi che aveva adottato all'estero.\nestero. Il giorno dopo, per la prima volta, non fu fatto nulla per la decorazione della porta.\ndecorazione della porta. Sospetto che ci sia stata un'imprudenza di Mr.\nFranklin sul Continente, con una donna o un debito alla base, lo abbia seguito in Inghilterra.\nin Inghilterra. Ma sono solo congetture. In questo caso, non solo Mr.\nFranklin, ma anche la mia signora, per una meraviglia, mi ha lasciato all'oscuro di tutto.\n\n\nIl 17, a quanto pare, la nuvola pass\u00f2 di nuovo.\nTornarono al loro lavoro di decorazione della porta e sembravano essere\nbuoni amici come sempre. Se Penelope doveva essere creduta, Mr.\nFranklin aveva colto l'occasione della riconciliazione per fare un'offerta a Miss Rachel.\nRachel, e non era stata n\u00e9 accettata n\u00e9 rifiutata. La mia ragazza era sicura\n(da segni e indizi che non \u00e8 il caso di scomodare) che la sua giovane amante\ngiovane amante aveva respinto Mr. Franklin rifiutandosi di credere che\nFranklin rifiutando di credere che fosse serio e che poi si fosse segretamente pentita di averlo trattato in quel modo.\nmodo in seguito. Sebbene Penelope fosse ammessa a una maggiore familiarit\u00e0 con la sua giovane padrona rispetto\ncon la sua giovane padrona pi\u00f9 di quanto non facciano in genere le cameriere, dato che le due erano state quasi\ncresciute insieme da bambine, conoscevo comunque il carattere riservato della signorina Rachel\nRachel troppo bene per credere che avrebbe mostrato la sua mente a chiunque\nin questo modo. Ci\u00f2 che mia figlia mi disse, in questa occasione, era, come sospettavo, pi\u00f9 che altro ci\u00f2 che desiderava.\nsospettavo, era pi\u00f9 quello che desiderava che quello che sapeva veramente.\n\nIl giorno 19 accadde un altro evento. Avevamo il medico in casa\ncasa per motivi professionali. Era stato chiamato a prescrivere per una persona che ho\nche ho avuto modo di presentarvi in queste pagine, la nostra seconda\ncameriera, Rosanna Spearman.\n\nQuesta povera ragazza che mi aveva lasciato perplesso, come gi\u00e0 sapete, alla\nShivering Sand mi ha sconcertato pi\u00f9 di una volta, nell'intervallo di tempo di cui sto scrivendo.\nche sto scrivendo. L'idea di Penelope che la sua serva fosse innamorata di Mr.\nFranklin (cosa che mia figlia, per mio ordine, ha tenuto rigorosamente\nstrettamente segreta) sembrava essere pi\u00f9 assurda che mai. Ma devo ammettere\nche quello che io stessa vedevo, e che vedeva anche mia figlia, del comportamento della nostra seconda cameriera, cominci\u00f2 a\ndomestica, cominci\u00f2 a sembrare misterioso, per non dire altro.\n\nPer esempio, la ragazza si metteva sempre sulla strada del signor Franklin in modo molto\nmolto furbescamente e silenziosamente, ma lo faceva. Lui la notava tanto quanto il gatto.\ndi lei come del gatto; non gli venne mai in mente di sprecare un'occhiata\nsul semplice viso di Rosanna. L'appetito di quella poveretta, che non era mai stato molto\ne i suoi occhi al mattino mostravano chiari segni di veglia e pianto notturno.\ndi veglia e di pianto notturno. Un giorno Penelope fece una scoperta imbarazzante,\nche mettemmo a tacere all'istante. Aveva sorpreso Rosanna al tavolo da toeletta di Mr.\nFranklin, mentre toglieva di nascosto una rosa che la signorina Rachel gli aveva regalato\nRachel da mettere all'occhiello e mettere al suo posto un'altra rosa simile, scelta da lei.\ndi sua scelta, al suo posto. In seguito, una o due volte \u00e8 stata\nsfacciata con me, quando le ho dato un consiglio generale ben intenzionato di stare attenta\ndi fare attenzione alla sua condotta; e, cosa ancora peggiore, non era troppo rispettosa\nquando la signorina Rachel le rivolgeva accidentalmente la parola.\n\nLa mia signora ha notato il cambiamento e mi ha chiesto cosa ne pensassi. I\nHo cercato di schermire la ragazza rispondendo che pensavo che fosse fuori salute.\nsalute; e la cosa fin\u00ec per far chiamare il medico, come gi\u00e0\ncome gi\u00e0 detto, il 19. Disse che si trattava di nervi e dubitava che fosse in grado di prestare servizio.\nse fosse in grado di prestare servizio. La mia signora si offr\u00ec di portarla, per cambiare aria\naria in una delle nostre fattorie, nell'entroterra. Lei preg\u00f2 e preg\u00f2, con le lacrime agli occhi, di essere lasciata andare\ncon le lacrime agli occhi, di potersi fermare; e, in un momento difficile, consigliai alla mia signora di provarla ancora per un po'.\ndi provarla ancora per un po'. Come si \u00e8 dimostrato, e come vedrete presto, questo\ncome vedrete presto, questo fu il peggior consiglio che potessi dare. Se solo avessi potuto\nse solo avessi potuto guardare un po' pi\u00f9 in l\u00e0 nel futuro, avrei portato Rosanna\nSpearman fuori di casa, l\u00ec per l\u00ec, con le mie stesse mani.\n\nIl giorno 20 arriv\u00f2 una nota del signor Godfrey. Aveva deciso di\ndi fermarsi a Frizinghall quella sera, avendo l'occasione di consultare suo\npadre per affari. Il pomeriggio del giorno successivo, lui e le sue due sorelle maggiori\nsorelle maggiori sarebbero venuti da noi a cavallo, in tempo utile prima di\ncena. Un elegante cofanetto di porcellana accompagnava il biglietto,\npresentato alla signorina Rachel, con l'affetto e gli auguri della cugina. Mr.\nFranklin le aveva regalato solo un semplice medaglione che non valeva la met\u00e0 del denaro. Mia\nfiglia Penelope, tuttavia tale \u00e8 l'ostinazione delle donne ancora\nlo ha sostenuto per vincere.\n\nGrazie al cielo, siamo arrivati finalmente alla vigilia del compleanno!\nfinalmente! Vi accorgerete, credo, che questa volta vi ho portato sul terreno\nquesta volta, senza perdere troppo tempo. Su con la vita! Vi tranquillizzer\u00f2 con\nun altro nuovo capitolo e, per di pi\u00f9, questo capitolo vi condurr\u00e0\nnel vivo della storia.\n\n\nCAPITOLO IX\n\nIl ventuno giugno, giorno del compleanno, era nuvoloso e instabile all'alba, ma verso mezzogiorno si \u00e8 schiarito coraggiosamente.\nall'alba, ma verso mezzogiorno si \u00e8 schiarito coraggiosamente.\n\nNoi, nella sala della servit\u00f9, abbiamo iniziato questo felice anniversario, come di consueto, offrendo i nostri piccoli regali alla signorina Rachel.\noffrendo i nostri piccoli regali alla signorina Rachel, con il consueto discorso\ndiscorso che ogni anno viene pronunciato da me come capo. Seguo il piano adottato dalla Regina per\nRegina per l'apertura del Parlamento, ovvero quello di dire pi\u00f9 o meno le stesse\nstesso discorso regolarmente ogni anno. Prima di pronunciarlo, il mio discorso (come quello della Regina) \u00e8 atteso con ansia.\nRegina) \u00e8 atteso con ansia come se non si fosse mai sentito nulla del genere.\ncome se nulla di simile fosse mai stato ascoltato prima. Quando viene pronunciato, e si rivela non essere la novit\u00e0\nnovit\u00e0 che ci si aspettava, anche se si brontola un po', si attende con speranza\nsperano in qualcosa di pi\u00f9 nuovo l'anno prossimo. Un popolo facile da governare, in\nParlamento e in cucina, questa \u00e8 la morale.\n\nDopo la colazione, il signor Franklin e io abbiamo avuto un colloquio privato sul tema della Pietra di Luna.\ndella Pietra di Luna, essendo ormai giunto il momento di toglierla dalla banca di Frizinghall e metterla nelle mani di Miss Rachel.\ndalla banca di Frizinghall e metterla nelle mani della signorina Rachel.\n\nSe avesse cercato di fare di nuovo l'amore con la cugina e avesse ricevuto un\nse avesse cercato di fare di nuovo l'amore con sua cugina e fosse stato respinto o se il suo riposo interrotto, notte dopo notte, stesse\naggravando le strane contraddizioni e le incertezze del suo\ncarattere, non lo so. Ma \u00e8 certo che il signor Franklin non si \u00e8 mostrato al meglio la mattina\nFranklin non si mostr\u00f2 al meglio la mattina del compleanno. Era in\nventi pensieri diversi sul Diamante in altrettanti minuti. Per quanto mi riguarda\nparte, mi sono attenuto ai fatti concreti cos\u00ec come li conoscevamo. Non era successo nulla\nnulla era accaduto per giustificare l'allarmismo della mia signora sull'argomento del gioiello;\ne nulla poteva modificare l'obbligo legale che ora gravava su Mr.\nFranklin di metterlo in possesso di sua cugina. Questa era la mia visione della\ne, per quanto potesse rigirarla, alla fine fu costretto a renderla anche\na renderla anche la sua opinione. Ci accordammo perch\u00e9 andasse, dopo pranzo, a Frizinghall.\npranzo, a Frizinghall, e che avrebbe riportato il Diamante, con Mr.\nGodfrey e le due signorine, con ogni probabilit\u00e0, a fargli compagnia durante la\nritorno a casa.\n\nSistemato questo, il nostro giovane signore torn\u00f2 dalla signorina Rachel.\n\nConsumarono l'intera mattinata e parte del pomeriggio nell'eterna impresa di decorare la porta.\nperennemente a decorare la porta, con Penelope che stava in piedi per\na mescolare i colori, come da istruzioni; e la mia signora, mentre si avvicinava l'ora di pranzo,\ne mia signora, quando si avvicinava l'ora di pranzo, entrava e usciva dalla stanza con il fazzoletto sul naso (perch\u00e9\nFranklin quel giorno), e cercava invano di allontanare i due artisti dai loro\ndi distogliere i due artisti dal loro lavoro. Erano le tre\nprima che si togliessero i grembiuli, liberassero Penelope (molto pi\u00f9 malconcia per il veicolo) e pulissero il veicolo.\npeggiore per il veicolo) e si ripulirono dal loro disordine. Ma avevano\navevano fatto quello che volevano, avevano finito la porta del compleanno,\ne ne erano abbastanza orgogliosi. I grifoni, gli amorini, ecc,\nerano, devo ammettere, molto belli da vedere; anche se cos\u00ec numerosi,\ncos\u00ec ingarbugliati da fiori e artifici, e cos\u00ec stravaganti nelle loro\ne atteggiamenti, che li si sentiva sgradevolmente nella testa per\nore dopo aver terminato il piacere di guardarle. Se aggiungo\nche Penelope ha concluso la sua parte di lavoro mattutino ammalandosi nel\ncucina, non \u00e8 con spirito ostile nei confronti del veicolo. No!\nNo! Si \u00e8 lasciata puzzare quando si \u00e8 asciugata; e se l'Arte richiede questo tipo di sacrifici, anche se la ragazza \u00e8 mia figlia.\ndi sacrifici, anche se la ragazza \u00e8 mia figlia, io dico: che l'Arte li abbia!\nche l'Arte li abbia!\n\nMr. Franklin strapp\u00f2 un boccone dal tavolo del pranzo e part\u00ec per Frizinghall per accompagnare i cugini, come disse a My Lady.\nFrizinghall per accompagnare i suoi cugini, come ha detto alla mia signora. Per andare a prendere la\nPietra di Luna, come era noto a lui e a me.\n\nEssendo questa una delle grandi feste in cui prendevo il mio posto a tavola, avevo molto da fare.\ndi tavola, avevo molto da occupare la mia mente durante l'assenza di Mr.\noccupare la mia mente mentre il signor Franklin era via. Dopo essermi occupato del vino,\ne aver passato in rassegna i miei uomini e le mie donne che dovevano servire a cena, mi ritirai per\nritirarmi prima che arrivasse la compagnia. Un'annusata di you know what e una\nun libro che ho avuto occasione di citare in queste pagine.\npagine, mi hanno ricomposto, nel corpo e nella mente. Mi sono svegliato da quello che sono\nsono propenso a pensare che non si trattasse di un pisolino, ma di una fantasticheria, dallo\ndi zoccoli di cavalli all'esterno; e, andando alla porta, ricevetti una\nuna cavalcata che comprendeva Mr. Franklin e i suoi tre cugini, scortati da uno dei vecchi Mr.\nuno degli stallieri del vecchio Mr. Ablewhite.\n\nMr. Godfrey mi ha stranamente colpito per il fatto di essere simile a Mr.\nche non sembrava essere nel suo abituale stato d'animo. Mi strinse gentilmente la mano come al solito\nmi strinse gentilmente la mano, come al solito, e fu molto cortesemente felice di vedere il suo vecchio amico Betteredge\nil suo vecchio amico Betteredge cos\u00ec in forma. Ma c'era una specie di\nuna specie di nuvola su di lui, che non riuscivo a spiegare; e quando gli chiesi come avesse trovato suo padre in salute\ncome avesse trovato suo padre in salute, rispose piuttosto brevemente,\n Come al solito.  Tuttavia, le due signorine Ablewhites erano abbastanza allegre\nper venti, il che ha pi\u00f9 che ristabilito l'equilibrio. Erano grandi quasi come\nerano grandi come il loro fratello; sculacciate, dai capelli gialli e rosei, traboccanti di carne sovrabbondante\ndi carne e sangue sovrabbondanti; sprizzanti salute e spirito da capo a piedi.\nsalute e di spirito. Le gambe dei poveri cavalli tremavano nel trasportarle.\ne quando saltavano dalle selle (senza aspettare di essere aiutate), dichiaro che rimbalzavano.\ndi essere aiutati), dichiaro che rimbalzavano sul terreno come se fossero stati fatti di\ngomma india. Tutto ci\u00f2 che le signorine Ablewhites dicevano iniziava con una grande O;\ntutto ci\u00f2 che facevano era fatto con un botto; e ridacchiavano e urlavano, in stagione e fuori stagione.\ne urlavano, in stagione e fuori stagione, alla minima provocazione.\nLe chiamo \"buttafuori\".\n\nCon la copertura del rumore prodotto dalle signorine, ho avuto l'opportunit\u00e0 di parlare\ndi scambiare due parole in privato con il signor Franklin nella sala.\n\n Ha la cassaforte del Diamante, signore?\n\nAnnu\u00ec e si tocc\u00f2 il taschino del cappotto.\n\n Avete visto qualcosa degli indiani?\n\n Non uno sguardo.  Con questa risposta, chiese della mia signora e, sapendo che era nel salottino, vi si rec\u00f2 subito.\nche era nel salottino, ci and\u00f2 subito. Il campanello suon\u00f2\nprima che lui fosse stato un minuto nella stanza, e Penelope fu mandata a dire a Miss Rachel che Mr.\nRachel che Mr. Franklin Blake voleva parlarle.\n\nAttraversando l'atrio, circa mezz'ora dopo, fui fermata all'improvviso da uno scoppio di urla provenienti dal piccolo\nun'esplosione di grida provenienti dal piccolo salotto.\nsalotto. Non posso dire di essermi allarmata, perch\u00e9 riconobbi nelle urla la grande O preferita dalle signorine Ablewhites.\nnelle urla il grande O preferito delle signorine Ablewhites. Tuttavia, entrai\n(con la scusa di chiedere istruzioni per la cena) per scoprire se fosse davvero successo qualcosa di grave.\nper scoprire se fosse successo davvero qualcosa di grave.\n\nLa signorina Rachel era al tavolo, come una persona affascinata, con lo sfortunato diamante del colonnello in mano.\nlo sfortunato diamante del colonnello in mano. L\u00ec, ai lati di lei, erano inginocchiati i due buttafuori\ninginocchiati i due buttafuori, che divoravano il gioiello con gli occhi e urlavano d'estasi ogni volta che gli balzava addosso.\nurlando d'estasi ogni volta che il gioiello appariva loro sotto una nuova luce.\nL\u00ec, al lato opposto del tavolo, si trovava il signor Godfrey, che batteva le mani come un grosso bambino e\nle mani come un grande bambino e cantava sommessamente: \"Squisito!\nSquisito!  Il signor Franklin era seduto su una sedia vicino alla libreria, si tirava la barba e guardava ansioso\nbarba e guardava ansiosamente verso la finestra. E l\u00ec, alla\nfinestra, si trovava l'oggetto che stava contemplando, la mia signora, con l'estratto del testamento del colonnello in mano.\nestratto del testamento del colonnello in mano e dando le spalle a tutta la compagnia.\nspalle a tutta la compagnia.\n\nQuando le chiesi le mie istruzioni, mi guard\u00f2 in faccia e vidi il cipiglio della famiglia\nfamiglia che le si stringeva negli occhi e il temperamento familiare che si contorceva agli angoli della\nangoli della bocca.\n\n Venga in camera mia tra mezz'ora, rispose.  Avr\u00f2\nqualcosa da dirti allora.\n\nCon queste parole, usc\u00ec. Era abbastanza evidente che si trovava di fronte\ndalla stessa difficolt\u00e0 che aveva posto il signor Franklin e me durante la nostra\nconferenza a Shivering Sand. L'eredit\u00e0 della Pietra di Luna era una prova\nprova che lei aveva trattato il fratello con crudele ingiustizia?\nuna prova che lui era peggiore di quanto lei avesse mai pensato di lui?\nSono domande serie che la mia signora deve risolvere, mentre sua figlia,\ninnocente di ogni conoscenza del carattere del colonnello, se ne stava l\u00ec con\nregalo di compleanno del Colonnello in mano.\n\nPrima che potessi uscire dalla stanza a mia volta, la signorina Rachel, sempre\nsempre premurosa nei confronti della vecchia serva che era stata in casa quando lei era nata, mi ferm\u00f2.\nnato, mi ferm\u00f2.  Guarda, Gabriel! disse, e fece balenare il gioiello davanti ai miei occhi\ndavanti ai miei occhi in un raggio di sole che filtrava dalla finestra.\n\nChe Dio ci benedica, era un Diamante! Grande, o quasi, come un uovo di piviere!\nuovo! La luce che ne scaturiva era come la luce della luna\nluna. Quando si guardava verso il basso nella pietra, si guardava in un giallo\ngiallo intenso che attirava gli occhi al suo interno in modo che non vedessero nient'altro. Sembrava\nsembrava insondabile; questo gioiello, che si poteva tenere tra il\ndito e il pollice, sembrava insondabile come il cielo stesso. L'abbiamo messo\nal sole e poi abbiamo spento la luce della stanza, ed esso brillava\ndalla profondit\u00e0 della sua stessa luminosit\u00e0, con un bagliore lunare, nel buio.\nbuio. Non c'\u00e8 da stupirsi che la signorina Rachel fosse affascinata, non c'\u00e8 da stupirsi che le sue cugine\nurla. Il diamante si \u00e8 talmente impadronito di me che sono scoppiata con una O cos\u00ec grande come i buttafuori.\nun'O grande quanto i buttafuori stessi. L'unico di noi che mantenne\nsensi fu il signor Godfrey. Mise un braccio intorno alla vita di ciascuna delle sue sorelle e\ne, guardando compassionevolmente avanti e indietro tra me e la Diamond, disse: \"Carbon Better\".\nDiamante e me, disse: \"Carbonio Betteredge! Solo carbone, mio buon amico,\ndopo tutto!\n\nIl suo scopo, suppongo, era quello di istruirmi. Tuttavia, tutto ci\u00f2 che fece fu\nricordarmi della cena. Andai a piedi dal mio esercito di camerieri al\nal piano di sotto. Mentre uscivo, il signor Godfrey disse: \"Caro vecchio Betteredge, ho la massima stima di lui!\nho la massima stima di lui!  Stava abbracciando le sue sorelle e\nRachel, mentre mi onorava con quella testimonianza di affetto.\naffetto. Una specie di riserva d'amore a cui attingere!\nFranklin era un perfetto selvaggio al suo confronto.\n\nDopo mezz'ora mi presentai, come da istruzioni, nella stanza della mia signora.\nstanza della mia signora.\n\nCi\u00f2 che pass\u00f2 tra me e la mia amante, in questa occasione, fu, in linea di massima, una ripetizione di ci\u00f2 che era passato tra me e Mr.\nripetizione di quello che era avvenuto tra me e Mr.\nShivering Sand, con la differenza che io mi preoccupai di mantenere il mio\ndi mantenere il mio consiglio riguardo ai giocolieri, visto che non era successo nulla per\ngiustificare il fatto di allarmare la mia signora a questo proposito. Quando ricevetti il mio\nlicenziamento, vidi che lei vedeva nel modo pi\u00f9 nero possibile le ragioni del colonnello e che\ncolonnello e che era decisa a togliere la Pietra di Luna dal\ndi sua figlia alla prima occasione.\n\nMentre tornavo nella mia parte di casa, sono stato incontrato da Mr.\nFranklin. Voleva sapere se avevo visto qualcosa di sua cugina Rachel.\nRachel. Non l'avevo vista. Potevo dirgli dove si trovava suo cugino Godfrey?\nGodfrey? Non lo sapevo; ma cominciai a sospettare che il cugino Godfrey\nGodfrey non fosse lontano dalla cugina Rachel. I sospetti del signor Franklin\nFranklin sembravano prendere la stessa piega. Si strinse forte la barba e and\u00f2 a rinchiudersi in biblioteca con\ne si chiuse in biblioteca con uno sbattere di porta che aveva un\nun mondo di significati.\n\nNon fui pi\u00f9 interrotta nei preparativi per la cena di compleanno finch\u00e9 non fu il momento di vestirmi per ricevere la\ncena, finch\u00e9 non fu il momento di vestirmi per ricevere la compagnia.\ncompagnia. Proprio mentre indossavo il mio gilet bianco, Penelope si present\u00f2 alla mia toeletta\nPenelope si \u00e8 presentata alla mia toilette, con la scusa di spazzolare quei pochi capelli che mi sono\ncapelli che mi sono rimasti e di migliorare il nodo della mia cravatta bianca. La mia ragazza era di buon\ndi buon umore e vidi che aveva qualcosa da dirmi. Mi diede un bacio\nsulla mia testa calva e mi ha sussurrato: \"Notizie per te, padre! La signorina\nRachel lo ha rifiutato.\n\n Chi \u00e8 _lui_?  Chiesi.\n\n L'uomo del comitato femminile, padre, dice Penelope.  Un brutto furbacchione\nun tipo sgradevole! Lo odio per aver cercato di sostituire il signor Franklin!\n\nSe avessi avuto abbastanza fiato, avrei certamente protestato contro\nquesto modo indecente di parlare di un eminente personaggio filantropico.\nMa in quel momento mia figlia stava perfezionando il nodo della mia cravatta.\ne l'intera forza dei suoi sentimenti si \u00e8 riversata sulle sue dita.\ndita. Non sono mai stato cos\u00ec vicino allo strangolamento in vita mia.\n\n L'ho visto portarla via da sola nel roseto, dice Penelope.\n E ho aspettato dietro l'agrifoglio per vedere come tornavano. Erano usciti\na braccetto, ridendo entrambi. Tornarono, camminando separati, come\ngrave che possa essere, e guardavano dritto l'uno verso l'altro in un modo\nmodo in cui non ci si poteva sbagliare. Non sono mai stato cos\u00ec felice,\npadre, in vita mia! C'\u00e8 una sola donna al mondo che pu\u00f2 resistere a Mr.\nGodfrey Ablewhite, ad ogni modo; e, se fossi una signora, sarei un'altra!\nun'altra!\n\nQui avrei dovuto protestare di nuovo. Ma mia figlia aveva ormai preso la\nspazzola per capelli e tutta la forza dei suoi sentimenti era passata a\nera passata in _quello_. Se siete calvi, capirete come mi ha sacrificato.\nmi ha sacrificato. Se non lo siete, saltate questa parte e ringraziate il cielo di avere\ndi avere qualcosa di difensivo tra la spazzola e la testa.\ntesta.\n\n Proprio dall'altra parte dell'agrifoglio, prosegu\u00ec Penelope, il signor Godfrey si ferm\u00f2.\nsi ferm\u00f2.  Preferiresti, disse, che mi fermassi qui\ncome se non fosse successo nulla?  La signorina Rachel si rivolse a lui come un fulmine.\n Hai accettato l'invito di mia madre, disse, e sei qui per incontrare i suoi ospiti.\nper incontrare i suoi ospiti. A meno che non vogliate dare scandalo in casa, resterete, naturalmente!\nresterete, naturalmente!  Fece qualche passo e poi sembr\u00f2 cedere un po'.\ncedere un po'.  Dimentichiamo quello che \u00e8 successo, Godfrey, disse,\n e restiamo ancora cugini.  Gli diede la mano. Lui la baci\u00f2,\nche io avrei considerato una libert\u00e0, e poi lei lo lasci\u00f2.\nlui. Aspett\u00f2 un po' da solo, con la testa bassa e il tallone\nbucava lentamente la ghiaia del marciapiede; non si era mai visto un uomo pi\u00f9\npi\u00f9 sconfortato in vita tua.  Imbarazzante! disse tra i denti, quando\nalz\u00f2 lo sguardo e si avvi\u00f2 verso la casa, molto impacciato!  Se questa era l'opinione\nopinione di se stesso, aveva ragione. Abbastanza imbarazzante, ne sono certo. E\nE la fine \u00e8, padre, quello che ti ho sempre detto, grida Penelope,\nfinendomi con un'ultima scarificazione, la pi\u00f9 scottante di tutte.  Il signor\nFranklin \u00e8 l'uomo giusto!\n\nMi sono impossessata della spazzola per capelli e ho aperto le labbra per somministrare il\nil rimprovero che, come potete constatare, il linguaggio e la condotta di mia figlia\ndi mia figlia meritavano ampiamente.\n\nPrima che potessi dire una parola, il rumore delle ruote di un carro fuori mi colp\u00ec e mi ferm\u00f2.\ne mi ferm\u00f2. Era arrivato il primo dei commensali. Penelope\nsubito scapp\u00f2 via. Mi misi il cappotto e guardai nel vetro. La mia testa\ntesta era rossa come un'aragosta; ma, per il resto, ero ben vestito per le cerimonie della sera\nper le cerimonie della sera come un uomo deve essere. Entrai nella\nsala giusto in tempo per annunciare i primi due ospiti. Non c'\u00e8 bisogno di\nnon dovete sentirvi particolarmente interessati a loro. Solo il padre e il\npadre e la madre del filantropo, i signori Ablewhite.\n\n\nCAPITOLO X\n\nUno dopo l'altro, il resto della compagnia segu\u00ec gli Ablewhites.\nAblewhites, fino a quando non abbiamo avuto l'intera storia di loro completa. Compresa la\nfamiglia, erano in tutto ventiquattro. Era un nobile spettacolo da vedere, quando\nquando si sono sistemati al loro posto attorno al tavolo da pranzo, e il\nRettore di Frizinghall (con una bella elocuzione) si alz\u00f2 e disse la preghiera.\n\nNon c'\u00e8 bisogno di preoccuparsi dell'elenco degli invitati. Non incontrerete\nnessuno di loro per la seconda volta nella mia parte della storia, in ogni caso ad\neccezione di due.\n\nQuesti due si sedettero ai lati della signorina Rachel, che, in quanto regina della giornata,\nera naturalmente la grande attrazione della festa. In questa occasione\nera in particolare il punto centrale verso il quale erano diretti gli occhi di tutti.\nperch\u00e9 (con segreto fastidio della mia signora) indossava il suo meraviglioso regalo di compleanno, che eclissa il\nmeraviglioso regalo di compleanno, che eclissava tutto il resto, la Pietra di Luna.\nQuando le era stata affidata, era priva di incastonatura; ma quel genio universale di Mr.\ngenio universale, il signor Franklin, aveva escogitato, con l'aiuto delle sue\ndelle sue dita pulite e di un po' di filo d'argento, a fissarla come una spilla\nnel petto del suo abito bianco. Tutti si stupirono della prodigiosa\ndimensioni e la bellezza prodigiosa del diamante, come \u00e8 ovvio. Ma gli unici due\ndella compagnia che dissero qualcosa di diverso dal solito in merito furono\nche ho menzionato, che sedevano accanto alla signorina Rachel alla sua destra e alla sua\nalla sua destra e alla sua sinistra.\n\nL'ospite alla sua sinistra era il signor Candy, il nostro medico di Frizinghall.\n\nEra un ometto piacevole e di compagnia, con l'inconveniente,\ndevo ammettere, di essere troppo affezionato, in stagione e fuori stagione, alla sua\ndi essere troppo affezionato, in stagione e fuori stagione, alle sue battute e di tuffarsi a capofitto in\ncon gli estranei, senza aspettare di sentirsi prima a proprio agio. In societ\u00e0\nin societ\u00e0, commetteva continuamente errori e metteva involontariamente le persone\nper le orecchie. Nella pratica medica era un uomo pi\u00f9 prudente;\nacquisendo la sua discrezione (come dicevano i suoi nemici) per una sorta di istinto,\ne dimostrando di avere in genere ragione laddove medici pi\u00f9 attenti\nmedici si sono rivelati sbagliati. Quello che _lui_ disse del Diamante a\nRachel fu detto, come al solito, a titolo di mistificazione o di scherzo. Egli\nle chiese seriamente (nell'interesse della scienza) di lasciarglielo portare a casa e bruciarlo.\ncasa e bruciarlo.  Per prima cosa, signorina Rachel, lo riscalderemo\ndottore, a un livello tale e quale; poi lo esporremo a una corrente d'aria e, a poco a poco, lo faremo bruciare.\nd'aria e, a poco a poco, faremo evaporare il diamante, risparmiandovi un mondo di ansie per la sicurezza del\ne vi risparmiamo un mondo di ansie per la custodia di una preziosa pietra preziosa!\npietra preziosa!  La mia signora, che ascoltava con un'espressione piuttosto stanca sul viso, sembrava desiderare che il dottore\nsembrava desiderare che il dottore fosse stato serio e che avesse trovato la signorina Rachel\nche avesse trovato la signorina Rachel abbastanza zelante nella causa della scienza da\nsacrificare il suo regalo di compleanno.\n\nL'altro ospite, che sedeva alla destra della mia signora, era un eminente personaggio pubblico\npersonaggio pubblico, nientemeno che il celebre viaggiatore indiano,\nMurthwaite, che, a rischio della propria vita, era penetrato sotto mentite spoglie\ndove nessun europeo aveva mai messo piede prima.\n\nEra un uomo lungo, magro, segaligno, bruno e silenzioso. Aveva uno sguardo stanco,\ne un occhio molto fisso e attento. Si diceva che fosse stanco della\ndella vita monotona tra la gente delle nostre parti, e che desiderasse tornare indietro\ne vagare di nuovo nei luoghi selvaggi dell'Est.\nA parte ci\u00f2 che disse alla signorina Rachel a proposito del suo gioiello, dubito che abbia pronunciato sei parole o che abbia bevuto tanto\nsei parole o abbia bevuto un solo bicchiere di vino per tutta la cena.\ncena. La pietra di luna era l'unico oggetto che lo interessava in\nminimo grado. Sembrava che la sua fama lo avesse raggiunto in alcuni di quei\nluoghi indiani pericolosi in cui si erano svolte le sue peregrinazioni. Dopo\ndopo averla guardata in silenzio per cos\u00ec tanto tempo che la signorina Rachel cominci\u00f2 a confondersi\nRachel cominci\u00f2 a confondersi, lui le disse con la sua fredda fermezza: \"Se mai andrete in India, signorina Verinder, non\nIndia, signorina Verinder, non porti con s\u00e9 il regalo di compleanno di suo zio. A\nUn diamante ind\u00f9 a volte fa parte di una religione ind\u00f9. Conosco una certa\ncitt\u00e0, e un certo tempio in quella citt\u00e0, dove, vestita come siete ora,\nla vostra vita non varrebbe cinque minuti di acquisto.  La signorina Rachel, al sicuro\nin Inghilterra, fu molto contenta di sapere del suo pericolo in India. I\nI buttafuori erano ancora pi\u00f9 contenti; lasciarono cadere i loro coltelli e le loro forchette\ncon uno schianto, e scoppiarono insieme con veemenza: \"Oh, che cosa interessante!\nLa mia signora si agit\u00f2 sulla sedia e cambi\u00f2 argomento.\n\nMan mano che la cena andava avanti, mi sono reso conto, a poco a poco, che questo\nnon stava prosperando come altre feste simili avevano prosperato\nprima di essa.\n\nRipensando al compleanno ora, alla luce di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto\nsono quasi propenso a pensare che il diamante maledetto abbia\ndeve aver gettato un'ombra su tutta la compagnia. Li ho riempiti di vino e, essendo un personaggio privilegiato, ho seguito\ned essendo un personaggio privilegiato, seguii i piatti impopolari intorno alla\ntavola e sussurravo alla compagnia in modo confidenziale: \"Per favore, cambiate idea e provate\".\ncambiare idea e provarlo, perch\u00e9 so che vi far\u00e0 bene\".  Nove volte\nnove volte su dieci hanno cambiato idea per rispetto al loro vecchio\nBetteredge, si compiacevano di dire, ma tutto ci\u00f2 non serviva a nulla.\nCi furono dei vuoti di silenzio nella conversazione, man mano che la cena andava avanti, che mi fecero sentire\nche mi mettevano personalmente a disagio. Quando usavano di nuovo la lingua\nquando usarono di nuovo la lingua, la usarono in modo innocente, nel modo pi\u00f9 sfortunato e per\nil peggiore degli scopi possibili. Il signor Candy, il dottore, per esempio, ha detto\npi\u00f9 cose sfortunate di quante ne abbia mai dette prima. Prendete un esempio\ndel modo in cui si \u00e8 comportato e capirete cosa ho dovuto\nsopportare alla credenza, officiando come ero nel personaggio di\nun uomo che aveva a cuore la prosperit\u00e0 della festa.\n\nUna delle signore presenti alla cena era la degna signora Threadgall, vedova del defunto professore di quel nome.\ndel defunto professore omonimo. Parlando continuamente del suo defunto marito\nsempre, questa brava signora non ha mai detto agli estranei che egli _era_.\ndeceduto. Pensava, suppongo, che ogni adulto abile in Inghilterra dovesse sapere quanto\nInghilterra dovesse sapere altrettanto. In uno dei vuoti di silenzio,\nqualcuno menzion\u00f2 l'argomento arido e piuttosto sgradevole dell'anatomia umana;\nal che la buona signora Threadgall fece subito intervenire il suo defunto marito\ncome al solito, senza dire che era morto. L'anatomia \u00e8 stata descritta come\ncome lo svago preferito del professore nelle ore di svago. La sfortuna\nsfortuna volle che il signor Candy, seduto di fronte (che non sapeva nulla del signore\ndefunto signore), l'ha sentita. Essendo il pi\u00f9 educato degli uomini, colse l'opportunit\u00e0 di assistere il professore\nl'opportunit\u00e0 di aiutare il professore nei suoi divertimenti anatomici.\nanatomici del professore.\n\n Ultimamente al Collegio dei Chirurghi hanno trovato degli scheletri straordinariamente belli.\nDice il signor Candy, dall'altra parte del tavolo, con voce forte e allegra.\n Raccomando vivamente al professore, signora, quando avr\u00e0 un'ora da dedicare\ndi fare loro visita.\n\nPotreste aver sentito cadere uno spillo. La compagnia (per rispetto alla memoria del\nmemoria del professore) rimasero tutti senza parole. In quel momento ero dietro la signora Threadgall\nThreadgall, che le offriva in confidenza un bicchiere di hock. Lei abbass\u00f2\ntesta e disse a voce bassissima: \"Il mio amato marito non c'\u00e8 pi\u00f9\".\npi\u00f9.\n\nSfortunatamente il signor Candy, che non aveva sentito nulla e che era ben lontano dal sospettare la verit\u00e0, continu\u00f2 a parlare dall'altra parte del tavolo pi\u00f9 forte e pi\u00f9 educato che mai.\nverit\u00e0, continu\u00f2 ad attraversare il tavolo pi\u00f9 forte e pi\u00f9 educato che mai.\n\n Il Professore forse non sa che la tessera di un membro del College\ndel Collegio lo ammetter\u00e0, in qualsiasi giorno tranne la domenica, tra le dieci e le quattro.\ndelle dieci e le quattro.\n\nLa signora Threadgall abbass\u00f2 la testa e, con voce ancora pi\u00f9 bassa, ripet\u00e9 le parole solenni\nvoce, ripet\u00e9 le solenni parole: \"Il mio amato marito non c'\u00e8 pi\u00f9\".\npi\u00f9.\n\nAmmiccai con forza al signor Candy dall'altra parte del tavolo. La signorina Rachel gli tocc\u00f2\nbraccio. La mia signora gli rivolse uno sguardo impronunciabile. Del tutto inutile! Lui\ncon una cordialit\u00e0 che non poteva essere fermata.  Sar\u00f2\ncon piacere, disse, di mandare al professore il mio biglietto da visita, se mi farete la cortesia di\nse mi obbligherete a menzionare il suo attuale indirizzo.\n\n Il suo indirizzo attuale, signore, \u00e8 _la tomba_, dice la signora Threadgall,\nperdendo improvvisamente la calma e parlando con un'enfasi e una furia che\nche fece risuonare i bicchieri.  Il professore \u00e8 morto da dieci\nanni.\n\n Oh, santo cielo! dice il signor Candy. Ad eccezione dei buttafuori, che scoppiarono a ridere\nridere, la compagnia era ormai talmente sprofondata in un vuoto che tutti avrebbero potuto\nche tutti avrebbero potuto seguire la strada del professore e salutare, come lui, dalla direzione della tomba.\ndirezione della tomba.\n\nAlla faccia del signor Candy. Gli altri erano quasi altrettanto provocanti nei loro\nloro modi diversi come il dottore stesso. Quando avrebbero dovuto\nparlare, non lo facevano; o quando lo facevano erano\nin contrasto tra loro. Il signor Godfrey, pur essendo cos\u00ec eloquente in pubblico, si rifiutava di\ndi esercitarsi in privato. Che fosse imbronciato o timido, dopo il suo sconforto\ntimido, dopo la sua disfatta nel roseto, non saprei dire. Egli\nNon so dire se fosse imbronciato o se fosse timido, dopo la sua disillusione nel roseto.\nfamiglia) che gli sedeva accanto. Era una delle donne del suo comitato, una persona\nuna persona di mentalit\u00e0 spirituale, con una bella scollatura e un buon gusto per lo champagne.\ngusto in fatto di champagne; lo gradiva secco, si capisce, e in abbondanza.\nTrovandomi vicino a questi due alla credenza, posso testimoniare, da quello che\nche la compagnia aveva perso una buona parte di conversazione molto\nconversazione molto interessante, che ho colto mentre tiravo i tappi di sughero e\nmentre tagliavo il montone e cos\u00ec via. Quello che dicevano sulle loro opere di carit\u00e0 non l'ho sentito.\nnon ho sentito. Quando ebbi il tempo di ascoltarli, avevano fatto molta strada\ndi donne da rinchiudere e di donne da salvare, e stavano discutendo di argomenti seri,\ne stavano discutendo su argomenti seri. La religione (mi sembra che Mr.\nGodfrey, tra i tappi e l'intaglio) significava amore. E l'amore\nsignificava religione. E la terra era il cielo, un po' in difficolt\u00e0. E\ncielo era la terra, rimessa a nuovo per sembrare nuova. La Terra aveva alcune persone molto\npersone molto discutibili; ma, per rimediare a questo, tutte le donne in cielo sarebbero state\nin cielo sarebbero state membri di un prodigioso comitato che non avrebbe mai\nlitigare, con tutti gli uomini che li assistono come angeli ministri.\nangeli. Bello! Bello! Ma perch\u00e9 mai il signor Godfrey aveva tenuto\ntutto alla sua signora e a se stesso?\n\nIl signor Franklin, di nuovo, dir\u00e0 che il signor Franklin ha stimolato la\na rendere piacevole la serata?\n\nNiente di tutto questo! Si era ripreso del tutto, ed era in\nforza e di spirito, dato che Penelope lo aveva informato, credo, dell'accoglienza del signor Godfrey nel roseto,\ndel ricevimento del signor Godfrey nel roseto. Ma, per quanto potesse parlare,\nnove volte su dieci ha sbagliato argomento o si \u00e8 rivolto alla persona sbagliata.\nalla persona sbagliata; il risultato \u00e8 stato che ha offeso alcuni,\ne sconcertato tutti. La sua formazione straniera, i suoi lati francesi, tedeschi e italiani\ntedesco e italiano, a cui ho gi\u00e0 accennato, \u00e8 venuta fuori all'ospedale della mia signora.\na cui ho gi\u00e0 accennato, si manifestarono, alla tavola ospitale della mia signora, in modo sconcertante.\n\nCosa ne pensate, ad esempio, del fatto che abbia discusso fino a che punto\nuna donna sposata possa lasciarsi andare all'ammirazione per un uomo che non \u00e8 il suo\nmarito, e che l'abbia detto con il suo arguto modo francese alla zia nubile del\nzia nubile del vicario di Frizinghall? Cosa pensate, quando lui\ntedesco, che abbia detto al signore del maniero, mentre quella grande autorit\u00e0 in fatto di bestiame\nmentre quella grande autorit\u00e0 in materia di bestiame citava la sua esperienza nell'allevamento dei tori.\ntori, che l'esperienza, propriamente intesa, non contava nulla e che il modo corretto di\ne che il modo corretto di allevare i tori era quello di guardare in profondit\u00e0 nella\nnella propria mente, far emergere l'idea di un toro perfetto e produrlo?\ntoro perfetto e produrlo? Che ne dite, quando il membro della nostra contea si scalda, all'ora del formaggio e dell'insalata, della diffusione del\ne insalata, a proposito della diffusione della democrazia in Inghilterra, ha esordito come\ncome segue:  Se perdiamo le nostre antiche tutele, Mr. Blake, mi permetto di chiederle\ncosa ci resta? Cosa dite al signor Franklin?\nrispondendo, dal punto di vista italiano:  Ci sono rimaste tre cose\namore, la musica e l'insalata? Non solo terrorizzava la compagnia\ncon queste esplosioni, ma quando, a tempo debito, si manifest\u00f2 il lato inglese di lui.\nquando, a tempo debito, \u00e8 emersa la sua parte inglese, ha perso la sua morbidezza straniera e, parlando della professione medica, ha detto che\ndella professione medica, ha detto cose cos\u00ec crude in\nridicolizzare i medici, tanto da far andare su tutte le furie il piccolo e bonario Mr.\nCandy in preda alla rabbia.\n\nLa disputa tra i due \u00e8 iniziata quando il signor Franklin \u00e8 stato indotto, non ricordo come\na riconoscere che negli ultimi tempi aveva dormito molto male di notte. Il Sig.\nCandy gli disse che i suoi nervi erano fuori uso e che avrebbe dovuto seguire immediatamente un\nche avrebbe dovuto sottoporsi immediatamente a un ciclo di cure. Il signor Franklin\nFranklin rispose che un ciclo di medicine e un ciclo di brancolamenti nel buio,\nsignificavano, a suo avviso, la stessa cosa. Il signor Candy, rispondendo con\nCandy, ribattendo con decisione, disse che il signor Franklin stesso era, costituzionalmente\ncostituzionalmente parlando, brancolava nel buio dopo il sonno e che nient'altro che la medicina\nmedicina poteva aiutarlo a trovarlo. Il signor Franklin, tenendo la palla alzata\ndalla sua parte, disse che aveva sentito spesso parlare di ciechi che guidano i ciechi,\ne ora, per la prima volta, sapeva cosa significava. In questo modo, i due\ncontinuarono a giocare alacremente, a colpi di taglio e spinta, fino a quando entrambi non si scaldarono.\nCandy, in particolare, perse completamente il suo autocontrollo, in difesa della sua professione.\ndi difesa della sua professione, che la mia signora fu costretta a intervenire e a\nvietare che la disputa continuasse. Questo necessario atto di autorit\u00e0 mise\nspegnimento degli spiriti della compagnia. I discorsi si sono riaccesi\ndi nuovo qua e l\u00e0, per un minuto o due alla volta; ma c'era una misera mancanza di vita e di\nmiserabile mancanza di vita e di brio. Il diavolo (o il diamante)\npossedeva quella cena; e fu un sollievo per tutti quando la mia padrona si alz\u00f2 e diede ai commensali la parola\nquando la mia padrona si alz\u00f2 e diede alle signore il segnale di lasciare i signori\nil loro vino.\n\nAvevo appena disposto i decanter in fila davanti al vecchio signor Ablewhite (che rappresentava il padrone di casa), quando si ud\u00ec un suono proveniente da un'altra stanza.\nAblewhite (che rappresentava il padrone di casa), quando si ud\u00ec un rumore dalla terrazza che mi fece trasalire all'istante.\ndalla terrazza che mi fece trasalire all'istante.\nIo e Mr. Franklin ci guardammo: era il suono del tamburo indiano.\nindiano. Siccome vivo di pane, ecco che i giocolieri tornavano da noi con la\nil ritorno della Pietra di Luna a casa!\n\nQuando hanno girato l'angolo della terrazza e sono arrivati in vista, sono uscito zoppicando per avvisarli.\nper metterli in guardia. Ma, per sfortuna, i due buttafuori erano gi\u00e0\nerano in anticipo su di me. Sfrecciarono sulla terrazza come una coppia di\ncome due razzi, impazienti di vedere gli indiani esibire i loro trucchi. Le altre\naltre signore le seguirono; i signori uscirono dalla loro parte. Prima che si potesse dire\nche si possa dire: \"Che il Signore ci benedica!\", le canaglie facevano i loro salamelecchi e i buttafuori baciavano\ni buttafuori baciavano il bel bambino.\n\nIl signor Franklin si mise da un lato della signorina Rachel e io mi misi dietro di lei.\nlei. Se i nostri sospetti erano giusti, lei stava l\u00ec, innocente di ogni\ndella verit\u00e0, mostrando agli indiani il diamante nel petto del suo vestito!\ndel suo vestito!\n\nNon so dirvi quali trucchi abbiano eseguito, n\u00e9 come lo abbiano fatto. Cosa\ncon l'irritazione per la cena, e con la provocazione dei furfanti che tornavano\nche i furfanti sono tornati giusto in tempo per vedere il gioiello con i loro occhi, ammetto di aver perso la testa.\nloro stessi occhi, devo ammettere di aver perso la testa. La prima cosa che ricordo di aver notato\nfu l'improvvisa comparsa sulla scena del viaggiatore indiano, il signor Murthwa.\nviaggiatore indiano, il signor Murthwaite. Costeggiando il semicerchio in cui si trovavano o sedevano i\ngentiluomini stavano in piedi o seduti, si avvicin\u00f2 silenziosamente dietro i giocolieri e parl\u00f2 loro all'improvviso in\ne parl\u00f2 loro all'improvviso nella lingua del loro paese.\n\nSe li avesse pungolati con una baionetta, dubito che gli indiani avrebbero potuto\navrebbero potuto scattare e rivoltarsi contro di lui con una rapidit\u00e0 pi\u00f9 tigresca di quella che\ntigre di quanto non abbiano fatto sentendo le prime parole che gli sono passate sulle labbra. Un attimo dopo\nun attimo dopo si inchinavano e salmodiavano con lui nel loro modo pi\u00f9 educato e serpeggiante.\nmodo pi\u00f9 educato e sornione. Dopo aver pronunciato qualche parola nella lingua sconosciuta da una parte e dall'altra,\nMurthwaite si ritir\u00f2 con la stessa calma con cui si era avvicinato. Il capo\ncapo indiano, che fungeva da interprete, si gir\u00f2 di nuovo verso\nverso i gentiluomini. Notai che il viso color caff\u00e8 di quell'uomo era diventato grigio da quando\nera diventato grigio da quando il signor Murthwaite gli aveva parlato. Si inchin\u00f2 alla mia\nsignora e la inform\u00f2 che la mostra era finita. I buttafuori,\nindescrivibilmente delusi, scoppiarono in un forte \"O\" rivolto a Mr.\nMurthwaite per aver interrotto lo spettacolo. Il capo indiano si pose umilmente la\nmano sul petto e disse una seconda volta che la giocoleria era finita.\nfinito. Il ragazzino fece il giro con il cappello. Le signore si ritirarono nel\nsalotto; e i signori (tranne Mr. Franklin e Mr.\nMurthwaite) tornarono al loro vino. Io e il cameriere seguimmo gli\nindiani e li abbiamo visti allontanarsi senza problemi.\n\nTornando indietro attraverso il cespuglio, sentii odore di tabacco e trovai Mr.\nFranklin e il signor Murthwaite (quest'ultimo fumava un cheroot) che camminavano\nlentamente su e gi\u00f9 tra gli alberi. Il signor Franklin mi fece cenno di raggiungerli.\nloro.\n\n Questo, dice il signor Franklin, presentandomi al grande viaggiatore, \u00e8\nGabriel Betteredge, il vecchio servitore e amico della nostra famiglia di cui vi ho\ndi cui vi ho parlato poco fa. Ditegli, se non vi dispiace, quello che avete appena detto a me.\nme.\n\nIl signor Murthwaite si tolse il cheroot dalla bocca e si appoggi\u00f2, nel suo modo stanco, al tronco di un albero.\nmodo stanco, contro il tronco di un albero.\n\n Signor Betteredge, esord\u00ec, quei tre indiani non sono pi\u00f9 giocolieri\ndi quanto lo siamo io e lei.\n\nEcco una nuova sorpresa! Naturalmente chiesi al viaggiatore se avesse mai\nincontrato gli indiani prima d'ora.\n\n Mai, dice il signor Murthwaite; ma io so cos'\u00e8 davvero la giocoleria indiana.\n\u00e8. Tutto ci\u00f2 che avete visto stasera \u00e8 una pessima e goffa imitazione.\nA meno che, dopo una lunga esperienza, io non mi sbagli completamente, quegli uomini sono\nbramini di alta casta. Li ho accusati di essersi travestiti e avete visto come gli \u00e8 andata male.\ne avete visto come gli \u00e8 andata bene, abili come sono gli ind\u00f9 a nascondere i loro sentimenti.\ni loro sentimenti. C'\u00e8 un mistero nel loro comportamento che non riesco a spiegare.\nspiegare. Hanno sacrificato doppiamente la loro casta: primo, nell'attraversare il mare; secondo, nel travestirsi.\nmare; in secondo luogo, nel travestirsi da giocolieri. Nella terra in cui vivono\nnella quale vivono \u00e8 un sacrificio enorme da fare. Ci deve essere un motivo molto\nmotivo molto serio alla base, e una giustificazione di non\ndi tipo ordinario da invocare a loro favore, per recuperare la loro casta, quando\nquando torneranno nel loro Paese.\n\nRimasi ammutolito. Il signor Murthwaite continu\u00f2 con il suo cheroot. Mr.\nFranklin, dopo quello che a me sembr\u00f2 un piccolo svarione privato\ntra i diversi lati del suo carattere, ruppe il silenzio come\ncome segue:\n\n Ho qualche esitazione, signor Murthwaite, a disturbarla con questioni familiari, in cui lei non pu\u00f2 interessarsi e che non mi interessano molto.\nquestioni di famiglia, in cui non potete avere alcun interesse e di cui non sono molto\ndi cui non sono molto disposto a parlare al di fuori della nostra cerchia. Ma, dopo quello che mi ha\nmi sento in dovere, nell'interesse di Lady Verinder e di sua figlia,\ndi dirle qualcosa che potrebbe mettere l'indizio nelle sue mani.\nLe parlo in via confidenziale; sono certo che mi far\u00e0 la cortesia di non dimenticarlo?\ndimenticarlo?\n\nCon questa premessa, raccont\u00f2 al viaggiatore indiano tutto ci\u00f2 che mi aveva raccontato\nalla Shivering Sand. Anche l'inamovibile signor Murthwaite era cos\u00ec\ninteressato a ci\u00f2 che sentiva, che lasci\u00f2 spegnere il suo cheroot.\n\n Ora, dice il signor Franklin, quando ha fatto, cosa dice la vostra esperienza?\ndice?\n\n La mia esperienza, rispose il viaggiatore, dice che voi avete avuto pi\u00f9\nscampate alla vita, Mr. Franklin Blake, di quante ne abbia scampate io nella mia.\nmia; e questo la dice lunga.\n\nOra era il turno del signor Franklin di stupirsi.\n\n \u00c8 davvero cos\u00ec grave?\n\n Secondo me s\u00ec, rispose il signor Murthwaite.  Non posso dubitare, dopo\nche il ripristino della pietra lunare al suo posto sulla fronte dell'idolo indiano sia il movente e il motivo\nposto sulla fronte dell'idolo indiano, sia il motivo e la giustificazione di quel\ngiustificazione di quel sacrificio di casta a cui ho accennato poc'anzi.\nQuegli uomini aspetteranno la loro occasione con la pazienza di un gatto e la sfrutteranno con la ferocia di un gatto.\ncon la pazienza dei gatti e la sfrutteranno con la ferocia delle tigri. Come siate sfuggiti a loro non riesco a\nnon riesco a immaginare, disse l'eminente viaggiatore, accendendo di nuovo il suo cheroot,\ne fissando intensamente il signor Franklin.  Lei ha portato il Diamante\navanti e indietro, qui e a Londra, e siete ancora un uomo vivo!\nuomo! Proviamo a spiegarlo. Era giorno, entrambe le volte, suppongo\nquando ha preso il gioiello dalla banca a Londra?\n\n In pieno giorno, dice il signor Franklin.\n\n E tanta gente per le strade?\n\n In abbondanza.\n\n Avete deciso di arrivare a casa di Lady Verinder a una certa ora?\ncerta ora? \u00c8 un paese solitario tra questa e la stazione. Ha rispettato l'appuntamento?\nha rispettato l'appuntamento?\n\n No. Sono arrivato quattro ore prima dell'appuntamento.\n\n Mi congratulo con lei per questo procedimento! Quando ha portato il\nDiamante alla banca di questa citt\u00e0?\n\n L'ho presa un'ora dopo averla portata in questa casa e tre ore prima che\nprima che qualcuno fosse pronto a vedermi da queste parti.\n\n Mi congratulo di nuovo con lei! L'hai portato qui da solo?\n\n No. Mi \u00e8 capitato di tornare con i miei cugini e lo sposo.\n\n Mi congratulo con voi per la terza volta! Se mai dovesse sentirsi\ndi viaggiare oltre i limiti della civilt\u00e0, Mr. Blake, me lo faccia sapere,\ne verr\u00f2 con lei. Lei \u00e8 un uomo fortunato.\n\nQui ho colpito. Questo genere di cose non quadrava per niente con le mie\nidee inglesi.\n\n Non intendete davvero dire, signore, chiesi, che avrebbero tolto la vita a Mr.\nFranklin per ottenere il loro Diamante, se lui gliene avesse dato la possibilit\u00e0?\nl'occasione?\n\n Fuma, signor Betteredge? dice il viaggiatore.\n\n S\u00ec, signore.\n\n Vi interessa molto la cenere che rimane nella vostra pipa quando la svuotate?\n\n No, signore.\n\n Nel paese da cui provengono quegli uomini, a loro importa tanto di\nuccidere un uomo, quanto a voi di svuotare la cenere della vostra pipa.\nSe un migliaio di vite si frapponevano tra loro e la restituzione del loro\nDiamante e se pensassero di poterle distruggere senza essere scoperti, le prenderebbero tutte.\nscoperta, le prenderebbero tutte. Il sacrificio della casta \u00e8 una cosa seria\nin India, se volete. Il sacrificio della vita non \u00e8 nulla.\n\nHo espresso la mia opinione in merito, ovvero che si trattava di un gruppo di ladri assassini.\nladri. Il signor Murthwaite espresse la sua opinione che erano un\npersone meravigliose. Il signor Franklin, non esprimendo alcuna opinione, ci riport\u00f2 al problema.\nci riport\u00f2 alla questione in oggetto.\n\n Hanno visto la pietra di luna sul vestito della signorina Verinder, disse.  Che cosa\ncosa si deve fare?\n\n Quello che vostro zio ha minacciato di fare, rispose il signor Murthwaite.  Il colonnello\nHerncastle capiva con chi aveva a che fare. Manda il Diamante\ndomani (sotto la sorveglianza di pi\u00f9 di un uomo) per essere tagliato ad Amsterdam.\nFatene una mezza dozzina di diamanti, invece di uno. La sua sacra identit\u00e0 di Pietra\ndella sua sacra identit\u00e0 di Pietra di Luna e la fine della cospirazione.\ncospirazione.\n\nIl signor Franklin si rivolse a me.\n\n Non c'\u00e8 aiuto per questo, ha detto.  Dobbiamo parlare con Lady Verinder\ndomani.\n\n E stasera, signore?  Ho chiesto.  E se gli indiani tornassero?\n\nIl signor Murthwaite mi rispose prima che il signor Franklin potesse parlare.\n\n Gli Indiani non rischiano di tornare stasera, ha detto.  La via diretta\nnon \u00e8 quasi mai la strada che prendono per qualsiasi cosa, figuriamoci per una questione come questa.\nin cui il minimo errore potrebbe essere fatale per raggiungere il loro scopo.\nil loro scopo.\n\n Ma supponiamo che i furfanti siano pi\u00f9 audaci di quanto pensate, signore?  Ho insistito.\n\n In questo caso, dice il signor Murthwaite, lasciate liberi i cani. Avete\ncani grandi in giardino?\n\n Due, signore. Un mastino e un segugio.\n\n Lo faranno. Nell'attuale situazione di emergenza, signor Betteredge, il mastino e il segugio\ne il segugio hanno un grande pregio: non sono suscettibili di essere\nnon si preoccupano dei suoi scrupoli sulla sacralit\u00e0 della vita umana.\n\nLo strimpellamento del pianoforte ci giunse dal salotto, mentre lui\nspar\u00f2 quel colpo a me. Gett\u00f2 via il suo cheroot e prese il braccio di Mr.\nFranklin per tornare dalle signore. Notai che il cielo si stava\nsi stava rannuvolando velocemente, mentre li seguivo in casa. Anche il signor Murthwaite\nMurthwaite se ne accorse. Mi guard\u00f2 intorno, con il suo modo secco e stralunato, e disse: \"Non \u00e8 vero che il cielo si sta annuvolando.\ndisse:\n\n Gli indiani vorranno i loro ombrelli, signor Betteredge, stasera!\n\nPer lui andava benissimo scherzare. Ma io non ero un eminente\ne il mio cammino in questo mondo non mi aveva portato a giocare\ncon la mia stessa vita, in mezzo a ladri e assassini in luoghi\nluoghi stravaganti della terra. Entrai nella mia stanzetta e mi sedetti sulla mia sedia\nseduto sulla mia sedia in preda al sudore e mi chiedevo impotente che cosa\ncosa si sarebbe fatto dopo. In questo stato d'animo ansioso, altri uomini avrebbero potuto concludere\ndi febbre, ma io finii in un modo diverso. I\naccesi la pipa e mi misi a leggere Robinson Crusoe.\n\nPrima di averci lavorato cinque minuti, sono arrivato a questa sorprendente pagina\ncentosessantuno come segue:\n\n La paura del pericolo \u00e8 diecimila volte pi\u00f9 terrorizzante del pericolo stesso\nquando \u00e8 evidente agli occhi; e troviamo che il peso dell'ansia\npi\u00f9 grande del male per il quale siamo ansiosi.\n\nL'uomo che non crede a Robinson Crusoe, dopo di lui, \u00e8 un uomo con la testa fuori posto o un uomo perso nella nebbia.\ncon una vite allentata nella sua comprensione, o un uomo perso nella nebbia della sua\ndella propria presunzione! L'argomentazione \u00e8 da buttare via con lui; e la piet\u00e0 \u00e8 meglio riservata\nmeglio riservare a qualche persona con una fede pi\u00f9 vivace.\n\nEro avanti con la seconda pipa, e ancora perso nell'ammirazione di quel\nlibro meraviglioso, quando Penelope (che aveva distribuito il t\u00e8) entr\u00f2 con la sua relazione dal\ncon il suo resoconto dal salotto. Aveva lasciato i Bouncer\nche cantavano un duetto di parole che iniziava con una grande O, e una musica che corrispondeva.\ncorrispondente. Aveva osservato che la mia signora aveva commesso degli errori nel suo gioco del\nwhist per la prima volta nella nostra esperienza con lei. Aveva visto il\ngrande viaggiatore addormentato in un angolo. Aveva sentito il signor Franklin\nFranklin che aguzzava l'ingegno su Mr. Godfrey, a spese delle associazioni di beneficenza delle signore in generale\nin generale; e aveva notato che Mr. Godfrey lo aveva colpito di nuovo\nin modo pi\u00f9 deciso di quanto si addica a un gentiluomo del suo carattere benevolo.\nbenevolo. Aveva individuato Miss Rachel, apparentemente impegnata a\na placare Mrs. Threadgall mostrandole alcune fotografie, ma in realt\u00e0\ndi Mr. Franklin, che nessuna cameriera intelligente avrebbe potuto fraintendere per un'occhiata\nintelligente poteva fraintendere per un solo istante. Infine, si era persa\nCandy, il medico, che era misteriosamente scomparso dal salotto e poi\ndal salotto e che poi era misteriosamente tornato, entrando in\nconversazione con Mr. Godfrey. Nel complesso, le cose stavano prosperando\nmeglio di quanto l'esperienza della cena ci desse il diritto di aspettarci.\nSe solo riuscissimo a resistere un'altra ora, il vecchio Padre Tempo porterebbe le carrozze\nil vecchio Padre Tempo avrebbe portato le carrozze e ci avrebbe liberato del tutto.\n\nTutto si esaurisce in questo mondo; e anche l'effetto consolatorio di\nRobinson Crusoe_ si \u00e8 esaurito, dopo che Penelope mi ha lasciato. Mi sentivo di nuovo nervoso\ne decisi di fare un sopralluogo prima che arrivasse la pioggia.\npioggia. Invece di prendere il cameriere, il cui naso era umano e quindi inutile\numano e quindi inutile in caso di emergenza, presi con me il segugio.\nSi doveva fare affidamento sul suo fiuto per gli estranei. Facemmo il giro della\ne per la strada e tornammo indietro saggi come eravamo andati, non avendo\nnon avendo scoperto da nessuna parte una creatura umana in agguato.\n\nL'arrivo delle carrozze \u00e8 stato il segnale dell'arrivo della pioggia.\npioggia. Pioveva come se avesse intenzione di piovere per tutta la notte. Ad eccezione del\nil medico, il cui calesse lo aspettava, il resto della compagnia torn\u00f2 a casa\na casa comodamente al coperto, in carrozze vicine. Ho detto al signor Candy che temevo\nche temevo che si sarebbe bagnato tutto. Lui mi rispose che si meravigliava\nche si meravigliava del fatto che fossi arrivato alla mia et\u00e0 senza sapere che la pelle di un\nche la pelle di un medico \u00e8 impermeabile. E cos\u00ec se ne and\u00f2 sotto la pioggia, ridendo\nper il suo stesso scherzo; e cos\u00ec ci liberammo della nostra compagnia per la cena.\n\nLa prossima cosa da raccontare \u00e8 la storia della notte.\n\n\nCAPITOLO XI\n\nQuando gli ultimi ospiti se ne furono andati, tornai nella sala interna e trovai Samuel al tavolo laterale, che presiedeva al brandy e alla\ne trovai Samuel al tavolo laterale, che presiedeva al brandy e alla soda.\nsoda. La mia signora e la signorina Rachel uscirono dal salotto,\nseguite dai due signori. Il signor Godfrey prese un po' di brandy e soda, il signor Franklin non prese nulla.\nsoda, mentre il signor Franklin non prese nulla. Si sedette, con un'aria stanca morta; le chiacchiere\ndi questo compleanno, suppongo che le chiacchiere siano state troppe per lui.\nper lui.\n\nLa mia signora, voltandosi per augurare loro la buonanotte, guard\u00f2 intensamente l'eredit\u00e0 del malvagio colonnello\neredit\u00e0 del malvagio colonnello che brillava nel vestito della figlia.\n\n Rachel, chiese, dove metterai il tuo Diamante stasera?\n\nLa signorina Rachel era di buon umore, proprio in quello stato d'animo che permette di dire sciocchezze\ne di persistere in modo perverso come se fosse ragionevole, cosa che\na volte si pu\u00f2 osservare nelle ragazze giovani, quando sono molto\nquando sono molto agitate, alla fine di una giornata emozionante. Per prima cosa, dichiar\u00f2 di\nnon sapeva dove mettere il Diamante. Poi ha detto: \"Sulla sua\nsulla sua toeletta, naturalmente, insieme alle altre cose.  Poi si ricord\u00f2\nricord\u00f2 che il Diamante avrebbe potuto prendere a brillare da solo, con la sua\nluce lunare nel buio e che l'avrebbe terrorizzata nel cuore della notte.\nnotte. Poi pens\u00f2 a un armadietto indiano che si trovava in\nsalotto e decise immediatamente di mettere il diamante indiano nell'armadietto indiano.\ndiamante indiano nel gabinetto indiano, allo scopo di permettere alle due\nbelle produzioni autoctone di ammirarsi a vicenda. Dopo aver lasciato che il suo\ndi assurdit\u00e0 fino a quel punto, la madre si interpose e la ferm\u00f2.\nmadre si interpose e la ferm\u00f2.\n\n Mia cara, il tuo armadio indiano non ha la serratura, dice la mia signora.\n\n Santo cielo, mamma! grid\u00f2 la signorina Rachel, questo \u00e8 un albergo? Ci sono\nladri in casa?\n\nSenza fare caso a questo modo fantastico di parlare, la mia signora augur\u00f2\nai signori la buona notte. Poi si rivolse alla signorina Rachel e la baci\u00f2.\ne la baci\u00f2.  Perch\u00e9 non lasciate che _io_ tenga il Diamante per voi stasera? chiese.\n\nLa signorina Rachel accolse quella proposta come, dieci anni dopo, avrebbe potuto\nricevuto la proposta di separarsi da una nuova bambola. La mia signora vide che non c'era\nnon si poteva ragionare con lei quella sera.  Vieni nella mia stanza, Rachel, la prima\ndomattina\", disse.  Avr\u00f2 qualcosa da dirti.\nte.  Con queste ultime parole ci lasci\u00f2 lentamente, pensando ai suoi\npensieri e, a quanto pare, non era molto soddisfatta della via\nche la stavano conducendo.\n\nLa signorina Rachel fu la prossima a dare la buonanotte. Strinse la mano prima a\nGodfrey, che era in piedi all'altro capo del corridoio e guardava un quadro.\nun quadro. Poi si volt\u00f2 verso il signor Franklin, ancora seduto stanco e silenzioso in un angolo.\ne silenzioso in un angolo.\n\nQuali parole siano passate tra loro non posso dirlo. Ma stando vicino alla vecchia\nvecchia cornice di quercia che regge il nostro grande specchio, l'ho vista riflessa in\nche si rifletteva in essa, mentre estraeva furbescamente dal petto del vestito il medaglione che le aveva regalato Mr.\ndal petto del suo vestito e glielo mostr\u00f2 per un attimo, con un sorriso che certamente significava\ncon un sorriso che certamente significava qualcosa di insolito, prima di\ninciampare per andare a letto. Questo incidente mi fece un po' vacillare per la fiducia che avevo nel mio giudizio.\nche avevo fatto in precedenza sul mio giudizio. Cominciai a pensare che\nPenelope potesse avere ragione sullo stato degli affetti della sua giovane donna,\ndopo tutto.\n\nNon appena la signorina Rachel gli lasci\u00f2 gli occhi per vedere, il signor Franklin si accorse di me.\nme. Il suo umore variabile, che cambia su tutto, era gi\u00e0 cambiato sugli indiani.\nindiani.\n\n Betteredge, disse, sono quasi propenso a pensare di aver preso Mr.\nMurthwaite troppo seriamente, quando abbiamo parlato nel cespuglio. I\nMi chiedo se abbia provato a raccontarci qualcuna delle sue storie di viaggio.\nIntende davvero liberare i cani?\n\n Li sollever\u00f2 dai collari, signore, risposi, e li lascer\u00f2 liberi di fare un giro nella notte, se ne sentono il motivo.\nliberi di fare un giro nella notte, se ne sentono il motivo.\n\n Va bene, dice il signor Franklin.  Vedremo cosa fare domani.\nNon sono affatto disposto ad allarmare mia zia, Betteredge, senza una ragione molto\nmotivo impellente. Buona notte.\n\nSembrava cos\u00ec stanco e pallido quando mi fece un cenno e prese la sua candela per andare di sopra, che mi azzardai a consigliargli di bere un goccio di vino.\ndi sopra, che mi azzardai a consigliargli di bere un goccio di\nbrandy e acqua, a mo' di berretto da notte. Il signor Godfrey, venendo verso di noi\ndall'altra parte del corridoio, mi ha spalleggiato. Fece pressione su Mr. Franklin, nel modo pi\u00f9\nFranklin, nel modo pi\u00f9 amichevole, di prendere qualcosa prima di andare a letto.\n\nMi limito ad annotare queste circostanze insignificanti, perch\u00e9, dopo tutto quello che avevo visto e sentito quel giorno, mi ha fatto piacere osservare che i nostri due gentiluomini\ne sentito quel giorno, mi ha fatto piacere constatare che i nostri due gentiluomini\nerano in buoni rapporti come sempre. La loro guerra di parole (sentita da\nPenelope in salotto) e la loro rivalit\u00e0 per il posto migliore nelle grazie di\nRachel, non sembravano aver creato alcuna differenza seria tra loro.\ntra loro. Ma erano entrambi di buon umore ed entrambi uomini di mondo.\ndel mondo. E c'\u00e8 sicuramente questo pregio nelle persone di rango, che\nche non sono cos\u00ec litigiose tra di loro come le persone di nessun\ndi nessun rango.\n\nMr. Franklin rifiut\u00f2 il brandy e l'acqua e sal\u00ec con Mr.\nGodfrey, visto che le loro stanze erano una accanto all'altra. Sul pianerottolo,\nTuttavia, o il cugino lo convinse, o lui cambi\u00f2 idea come al solito.\ncambiato idea come al solito.  Forse potrei averne bisogno durante la notte, mi disse.\nmi chiam\u00f2.  Mandate su un po' di acqua e brandy nella mia stanza.\n\nMandai su Samuel con il brandy e l'acqua; poi uscii e\nslacciare i collari dei cani. Entrambi persero la testa per\nstupore per essere stati lasciati liberi a quell'ora della notte, e mi saltarono addosso come\ncome due cuccioli! Tuttavia, la pioggia li ha presto calmati\nacqua a testa e si rituffarono nelle loro cucce.\ncuccia. Mentre entravo in casa, notai nel cielo dei segni che facevano presagire una\nche lasciavano presagire un miglioramento del tempo. Per il momento, pioveva ancora\nper il momento, pioveva ancora a dirotto e il terreno era in una perfetta distesa.\n\nIo e Samuel abbiamo girato tutta la casa e siamo rimasti chiusi come al solito. Ho esaminato\ntutto da solo e non mi sono affidato al mio vice in questa occasione.\nTutto era sicuro e veloce quando riposai le mie vecchie ossa a letto, tra la mezzanotte e l'una del mattino.\nmezzanotte e l'una del mattino.\n\nLe preoccupazioni della giornata erano state un po' troppe per me, credo. In ogni caso\nin ogni caso, quella sera ebbi un tocco della malattia del signor Franklin. Era\nl'alba prima di cadere finalmente nel sonno. Per tutto il tempo in cui rimasi\nsveglio la casa fu silenziosa come una tomba. Non un suono si agitava se non lo\ndella pioggia e il sospiro del vento tra gli alberi quando la brezza si\nbrezza che si alzava con il mattino.\n\n\nVerso le sette e mezza mi svegliai e aprii la finestra in una bella giornata di sole.\ngiornata di sole. L'orologio aveva suonato le otto e stavo uscendo per incatenare di nuovo i cani, quando sentii un improvviso fruscio di sottane\ncani, quando sentii un improvviso fruscio di sottovesti sulle scale dietro di me.\nscale dietro di me.\n\nMi girai e c'era Penelope che mi seguiva come una pazza.\n Padre! grid\u00f2, vieni di sopra, per l'amor di Dio! Il diamante \u00e8\n\u00e8 sparito!\n\n Sei fuori di testa?  Le chiesi.\n\n Andato! dice Penelope.  Sparita, nessuno sa come! Vieni su a vedere.\n\nMi ha trascinato dietro di lei nel salotto della nostra signorina, che si\nche si apriva sulla sua camera da letto. L\u00ec, sulla soglia della porta della sua camera da letto,\nRachel, quasi bianca in viso come la vestaglia bianca che la rivestiva.\nvestaglia che la rivestiva. L\u00ec si trovavano anche le due ante dell'armadio indiano, spalancate.\narmadio indiano, spalancate. Uno dei cassetti all'interno era stato tirato fuori fino\nfino all'arresto.\n\n Guarda! dice Penelope.  Io stessa ho visto la signorina Rachel mettere il Diamante in\nquel cassetto ieri sera.  Sono andata all'armadietto. Il cassetto era vuoto.\n\n \u00c8 vero, signorina?  Ho chiesto.\n\nCon uno sguardo che non era da lei, con una voce che non era come\nla signorina Rachel rispose come aveva risposto mia figlia:\n\n Il diamante \u00e8 sparito!\n\nDopo aver pronunciato queste parole, si ritir\u00f2 nella sua camera da letto e chiuse a chiave la porta.\nchiusa a chiave la porta.\n\nPrima che sapessimo da che parte girarci, entr\u00f2 la mia signora, sentendo la mia voce nel salotto di sua figlia e chiedendosi cosa fosse successo.\nvoce nel salotto di sua figlia e si chiedeva cosa fosse successo.\nLa notizia della perdita del Diamante sembrava averla pietrificata. And\u00f2\nsubito in camera della signorina Rachel e insistette per essere ammessa. La signorina\nRachel la fece entrare.\n\nL'allarme, che attravers\u00f2 la casa come un incendio, raggiunse i due\nsignori.\n\nIl signor Godfrey fu il primo a uscire dalla sua stanza. Quando seppe cosa era successo, non fece altro che\nquando seppe quello che era successo, non fece altro che alzare le mani in uno stato di\nsconcerto, il che non deponeva molto a favore della sua naturale forza d'animo.\nIl signor Franklin, sulla cui lucidit\u00e0 avevo confidato per consigliarci\nsembrava impotente come suo cugino quando apprese la notizia a sua volta.\nnotizia a sua volta. Per fortuna aveva finalmente riposato una buona notte; e il lusso non abituale del sonno aveva\nlusso non abituale del sonno lo aveva, come disse lui stesso, apparentemente\nstupefatto. Tuttavia, quando aveva ingerito la sua tazza di caff\u00e8 che prendeva sempre\nche prendeva sempre, secondo il piano straniero, qualche ora prima di fare colazione, il suo cervello si illumin\u00f2.\ncolazione, il suo cervello si schiar\u00ec; il lato lucido di lui si\ne prese in mano la questione, in modo risoluto e intelligente, pi\u00f9 o meno come\ncome segue:\n\nPer prima cosa mand\u00f2 a chiamare la servit\u00f9 e disse loro di lasciare tutte le porte e le finestre inferiori (ad eccezione della porta d'ingresso che avevo fatto\nporte e finestre (ad eccezione della porta d'ingresso, che io avevo aperto) esattamente come erano state lasciate quando ci eravamo chiusi a chiave durante la notte.\naperta) esattamente come erano state lasciate quando ci eravamo chiusi a chiave durante la notte. Egli\nPoi propose a suo cugino e a me di assicurarci, prima di fare qualsiasi altro passo, che il Diamond\nche il Diamante non fosse accidentalmente caduto da qualche parte fuori vista, ad esempio sul retro.\nda qualche parte fuori dalla vista, ad esempio sul retro dell'armadietto o dietro il tavolo su cui si trovava l'armadietto.\ndietro il tavolo su cui si trovava il mobile. Avendo cercato in entrambi i posti,\ne non avendo trovato nulla, avendo anche interrogato Penelope, scoprendo da lei solo\nPenelope, scoprendo da lei nient'altro che il poco che mi aveva gi\u00e0 detto.\nFranklin sugger\u00ec di estendere le nostre indagini alla signorina Rachel e mand\u00f2 Penelope a bussare alla sua camera da letto.\nPenelope a bussare alla porta della sua camera da letto.\n\nLa mia signora rispose al bussare e chiuse la porta dietro di s\u00e9. Un attimo dopo\ndopo la sentimmo chiudere all'interno dalla signorina Rachel. La mia padrona usc\u00ec\ntra noi, con un'aria molto perplessa e angosciata.  La perdita del\nDiamante sembra aver sopraffatto Rachel, disse, rispondendo a Mr.\nMr. Franklin.  Si sottrae, nella maniera pi\u00f9 strana, dal parlarne\ndi parlarne, anche con me. \u00c8 impossibile che tu possa vederla per il momento.\n\nDopo aver accresciuto le nostre perplessit\u00e0 con questo racconto della signorina Rachel, la mia signora, dopo un piccolo sforzo, recuper\u00f2 la sua abituale compostezza e si comport\u00f2\ndopo un piccolo sforzo, recuper\u00f2 la sua solita compostezza e ag\u00ec con la sua solita decisione.\ncon la sua solita decisione.\n\n Suppongo che non ci sia niente da fare\", disse a bassa voce.  Suppongo di non avere\nnon abbia altra alternativa che chiamare la polizia?\n\n E la prima cosa da fare per la polizia, ha aggiunto il signor Franklin,\nFranklin, riprendendola, \u00e8 mettere le mani sui giocolieri indiani che si sono esibiti qui\nqui ieri sera.\n\nLa mia signora e il signor Godfrey (non sapendo quello che sapevamo io e il signor Franklin) si sono entrambi\nsi sono alzati e si sono mostrati sorpresi.\n\n Non posso fermarmi a spiegarmi ora, prosegu\u00ec il signor Franklin.  Posso solo\ndirvi che gli indiani hanno certamente rubato il Diamante. Datemi una\nlettera di presentazione, dice, rivolgendosi alla mia signora, a uno dei magistrati di Frizinghall\nmagistrati di Frizinghall, dicendogli semplicemente che rappresento i vostri interessi e desideri.\ninteressi e i vostri desideri, e lasciatemi partire immediatamente con essa. La nostra possibilit\u00e0\ndi catturare i ladri pu\u00f2 dipendere dal fatto che non sprechiamo un minuto\n(N.d.T.: sia che si tratti della parte francese o di quella inglese,\nla parte giusta di Mr. Franklin sembrava essere al primo posto. L'unica domanda\ndomanda era: quanto sarebbe durato?)\n\nMise penna, inchiostro e carta davanti alla zia, che (come mi parve)\nscrisse la lettera che voleva un po' controvoglia. Se fosse stato possibile\nse fosse stato possibile trascurare un evento come la perdita di un gioiello del valore di ventimila sterline.\nSe fosse stato possibile trascurare un evento come la perdita di un gioiello del valore di ventimila sterline, credo che con l'opinione che la mia signora aveva del suo defunto fratello,\ne la sua sfiducia nel suo regalo di compleanno, sarebbe stato privatamente un\nsollievo per lei lasciare che i ladri se la cavassero con la Pietra di Luna.\n\nUscii con il signor Franklin verso le scuderie e colsi l'occasione per chiedergli come stavano gli indiani (che sospettavo, ovviamente, di essere scaltri).\ndi chiedergli come gli indiani (di cui sospettavo, ovviamente, con la stessa sagacia di lui) potessero essere entrati in casa.\ncome lui) potessero essere entrati in casa.\n\n Uno di loro potrebbe essere scivolato nella sala, nella confusione, quando\ncena se ne stavano andando, dice il signor Franklin.  Il tipo potrebbe\nessere stato sotto il divano mentre mia zia e Rachel parlavano di\ndove mettere il Diamante per la notte. Avrebbe dovuto solo\naspettare che la casa si tranquillizzasse e il diamante sarebbe stato nell'armadietto, per essere\nper essere preso.  Con queste parole, chiam\u00f2 lo stalliere per\naprire il cancello e part\u00ec al galoppo.\n\nQuesta sembrava certamente l'unica spiegazione razionale. Ma come aveva fatto\nil ladro era riuscito a fuggire dalla casa? Avevo trovato la\nporta d'ingresso chiusa e sprangata, come l'avevo lasciata di notte, quando andai ad aprire, dopo essermi alzato.\naprire, dopo essermi alzato. Quanto alle altre porte e finestre, erano\nerano ancora l\u00ec, tutte sicure e veloci, a parlare da sole. I cani,\nanche i cani? Supponiamo che il ladro sia fuggito calandosi da una delle finestre superiori.\nfinestra superiore, come avrebbe fatto a sfuggire ai cani? Era venuto a prenderli\ndi carne drogata? Mentre il dubbio mi attraversava la mente, gli stessi cani\ngaloppavano verso di me dietro un angolo, rotolandosi l'un l'altro sull'erba umida, con una salute e uno spirito cos\u00ec vivaci.\nin una salute e in uno spirito cos\u00ec vivaci che con non poca difficolt\u00e0 li feci ragionare e\ndifficolt\u00e0 a farli ragionare e a incatenarli di nuovo. Pi\u00f9\npi\u00f9 ci pensavo, meno soddisfacente appariva la spiegazione del signor Franklin.\nFranklin sembrava meno soddisfacente.\n\nAbbiamo fatto colazione, qualunque cosa accada in una casa, rapina o omicidio,\nnon importa, bisogna fare colazione. Quando avemmo finito, la mia\nmia signora mi mand\u00f2 a chiamare; e mi trovai costretto a raccontarle tutto ci\u00f2 che avevo\nfino ad allora nascosto, riguardo agli indiani e al loro complotto. Essendo una\ndonna di grande coraggio, super\u00f2 ben presto il primo effetto\ndi ci\u00f2 che avevo da comunicare. Sembrava che la sua mente fosse molto pi\u00f9 turbata\nper sua figlia che per i furfanti pagani e la loro cospirazione.\n Sapete quanto \u00e8 strana Rachel e quanto a volte si comporta in modo diverso dalle altre\ndalle altre ragazze, mi disse la mia signora.  Ma non ho mai visto, in tutta la mia\nesperienza, l'ho mai vista cos\u00ec strana e riservata come ora. La perdita\ndel suo gioiello sembra averle quasi stravolto il cervello. Chi avrebbe mai pensato\nchi avrebbe pensato che quell'orribile Diamante potesse avere una tale presa su di lei in cos\u00ec poco tempo?\nbreve tempo?\n\nEra certamente strano. Prendendo giocattoli e ninnoli in generale, la signorina\nRachel non ne andava matta come la maggior parte delle ragazzine. Eppure\nera l\u00ec, ancora chiusa inconsolabilmente nella sua camera da letto. \u00c8 giusto\n\u00e8 giusto aggiungere che non era l'unica di noi in casa a essere\nfuori dal ritmo regolare. Il signor Godfrey, per esempio, sebbene\nprofessionale una sorta di consolatore generale, sembrava non sapere dove\ndove cercare le proprie risorse. Non avendo compagnia per divertirsi e non avendo\ne non aveva la possibilit\u00e0 di provare ci\u00f2 che la sua esperienza di donne in difficolt\u00e0\ndi confortare la signorina Rachel, vagava di qua e di l\u00e0 per la casa e i giardini\nper la casa e i giardini in modo inquieto e senza meta. Era in due\nmente su ci\u00f2 che doveva fare, dopo la disgrazia\nche ci era capitata. Doveva sollevare la famiglia, nella situazione attuale, dalla\nsituazione attuale, la responsabilit\u00e0 di lui come ospite, oppure doveva\no doveva rimanere nella possibilit\u00e0 che anche i suoi umili servigi potessero essere di qualche\nutilit\u00e0? Alla fine decise che l'ultima strada era forse quella pi\u00f9\nconsuetudine e di riguardo, in un caso cos\u00ec particolare di disagio familiare\ndi disagio familiare come questo. Le circostanze mettono alla prova il metallo di cui un uomo \u00e8\ndi cui un uomo \u00e8 veramente fatto. Il signor Godfrey, messo alla prova dalle circostanze, si \u00e8 dimostrato di\nmetallo pi\u00f9 debole di quanto pensassi. Per quanto riguarda le donne-servizio\ntranne Rosanna Spearman, che se ne stava per conto suo, presero a bisbigliare\nnegli angoli e a fissare nulla con sospetto, come \u00e8 abitudine di quella met\u00e0\ncome \u00e8 solito fare la met\u00e0 pi\u00f9 debole della famiglia umana quando in una casa\nstraordinario in una casa. Io stessa riconosco di essere stata\nagitato e di cattivo umore. La maledetta Pietra di Luna ci aveva messo tutti sottosopra.\nsottosopra.\n\nPoco prima delle undici il signor Franklin torn\u00f2. Il suo lato risoluto\naveva ceduto, a quanto pare, nell'intervallo dalla sua partenza,\nsotto lo stress che gli era stato imposto. Ci aveva lasciato al galoppo;\n\u00e8 tornato da noi a piedi. Quando \u00e8 partito, era fatto di ferro.\nQuando \u00e8 tornato, era imbottito di cotone, flaccido come pu\u00f2 esserlo.\n\n Beh, dice la mia signora, sta arrivando la polizia?\n\n S\u00ec, dice il signor Franklin; hanno detto che mi avrebbero seguito in un attimo.\nIl sovrintendente Seegrave, della polizia locale, e due dei suoi uomini.\nuomini. Un semplice modulo! Il caso \u00e8 senza speranza.\n\n Gli indiani sono fuggiti, signore?  Ho chiesto.\n\n I poveri indiani maltrattati sono stati messi in prigione molto ingiustamente, dice il Sig.\nFranklin.  Sono innocenti come un bambino non ancora nato. La mia idea che\nche uno di loro fosse nascosto in casa \u00e8 finita, come tutte le mie idee, in fumo.\nidee, in fumo. \u00c8 stato dimostrato, dice il signor Franklin, soffermandosi con\ncon grande gusto sulla propria incapacit\u00e0, che \u00e8 semplicemente impossibile.\n\nDopo averci stupito annunciando questa svolta del tutto nuova nella questione della Pietra di Luna\ndella Pietra di Luna, il nostro giovane gentiluomo, su richiesta della zia, si \u00e8 seduto e si \u00e8 spiegato.\nzia, si sedette e si spieg\u00f2.\n\nSembrava che il suo lato risoluto avesse resistito fino a Frizinghall.\nFrizinghall. Aveva esposto l'intero caso in modo chiaro al magistrato,\ne il magistrato aveva subito mandato a chiamare la polizia. Le prime indagini\nindagini sugli indiani dimostrarono che essi non avevano nemmeno\ntentato di lasciare la citt\u00e0. Altre domande rivolte alla polizia\ndimostrarono che tutti e tre erano stati visti tornare a Frizinghall con il loro\nragazzo, la sera precedente tra le dieci e le undici.\ndi ore e distanze) dimostrava anche che erano tornati a piedi direttamente\ndopo essersi esibiti sulla nostra terrazza. Pi\u00f9 tardi, a mezzanotte, la polizia\npolizia, avendo occasione di perquisire l'alloggio comune dove vivevano, li aveva visti di nuovo tutti e tre\nli aveva visti di nuovo tutti e tre e il loro bambino con loro,\ncome al solito. Poco dopo la mezzanotte io stesso avevo chiuso la casa al sicuro.\nUna prova pi\u00f9 chiara di questa, a favore degli indiani, non poteva esserci.\nessere. Il magistrato ha detto che finora non c'era nemmeno un caso di sospetto\ncontro di loro. Ma, dato che era possibile che, quando la polizia\npolizia per indagare sulla questione, che venissero fatte delle scoperte sui giocolieri.\nche si sarebbero potute fare delle scoperte sui giocolieri, egli avrebbe pensato, rinchiudendoli come furfanti e\nvagabondi, per tenerli a nostra disposizione, sotto chiave, per una settimana.\nsettimana. Avevano fatto ignorantemente qualcosa (non ricordo cosa) in citt\u00e0,\nche li aveva fatti rientrare a malapena nel campo di applicazione della legge. Ogni istituzione umana\nistituzioni umane (compresa la giustizia) si allunga un po', se solo si tira\nse la si tira nel modo giusto. Il degno magistrato era un vecchio amico della mia signora,\ne gli indiani vennero internati per una settimana, non appena il tribunale\nmattina, non appena il tribunale si apr\u00ec.\n\nQuesto \u00e8 il racconto di Franklin degli eventi a Frizinghall. L'indiano\nindizio indiano del mistero del gioiello perduto era ora, in apparenza, un indizio\nindizio che si era rotto nelle nostre mani. Se i giocolieri erano innocenti, chi,\nin nome della meraviglia, aveva tolto la Pietra di Luna dal cassetto della signorina Rachel?\nRachel?\n\nDieci minuti pi\u00f9 tardi, con nostro infinito sollievo, il sovrintendente Seegrave\narriv\u00f2 a casa. Rifer\u00ec di aver visto il signor Franklin sulla terrazza,\nseduto al sole (suppongo con il lato italiano in primo piano),\ne di aver avvertito la polizia, mentre passavano, che le indagini erano\nche l'indagine era senza speranza, prima ancora che l'indagine fosse iniziata.\n\nPer una famiglia nella nostra situazione, il Sovrintendente della polizia di Frizinghall\npolizia era l'ufficiale pi\u00f9 confortante che si potesse desiderare di vedere. Il Sig.\nSeegrave era alto e corpulento, dai modi militari. Aveva una\nuna bella voce imponente, un occhio potente e risoluto, e un gran\ncappotto che si abbottonava magnificamente fino al calcio di pelle.  Sono l'uomo che\nsono l'uomo che cercate! era scritto sul suo volto; e ordinava ai suoi due poliziotti inferiori\npoliziotti di livello inferiore con una severit\u00e0 che ci convinse tutti che\nche con lui non si poteva scherzare.\n\nInizi\u00f2 a fare il giro dei locali, all'esterno e all'interno; il risultato di quell'indagine gli dimostr\u00f2 che nessun ladro era entrato in casa nostra.\ndi questa indagine gli dimostr\u00f2 che nessun ladro si era introdotto in casa nostra\ndall'esterno e che il furto, di conseguenza, doveva essere stato\ncommesso da qualche persona presente in casa. Vi lascio immaginare lo stato in cui\nin cui si trovava la servit\u00f9 quando questo annuncio ufficiale giunse\nalle loro orecchie. Il Sovrintendente decise di iniziare con l'esame del boudoir.\nboudoir e, fatto questo, di esaminare poi la servit\u00f9. Allo stesso tempo\ncontemporaneamente, mise uno dei suoi uomini sulla scala che portava alle camere della\ncamere da letto della servit\u00f9, con l'ordine di non lasciar passare nessuno in casa\nnessuno in casa, fino a nuovi ordini.\n\nA quest'ultimo procedimento, la met\u00e0 pi\u00f9 debole della famiglia umana si \u00e8\ndistratta sul posto. Sono rimbalzati fuori dai loro angoli, sono saliti in massa al piano di sopra\ndi sopra in massa verso la stanza della signorina Rachel (Rosanna Spearman era stata\nRosanna Spearman questa volta), irruppero nella stanza del Sovrintendente Seegrave e, tutti insieme, fecero irruzione nella stanza del Sovrintendente.\nSeegrave e, sembrando tutti ugualmente colpevoli, lo chiamarono a dire chi di loro sospettava, subito.\ndi loro che sospettava, subito.\n\nIl signor Sovrintendente si \u00e8 dimostrato all'altezza dell'occasione; li ha guardati con\ncon il suo occhio risoluto e li ha placati con la sua voce militare.\n\n Ora, dunque, voi donne, andate di nuovo di sotto, tutte quante; non vi voglio\nnon vi voglio qui. Guardate! dice il signor Sovrintendente, indicando all'improvviso un\nuna piccola macchia di pittura decorativa sulla porta della signorina Rachel, al\nbordo esterno, proprio sotto la serratura.  Guardate che male hanno fatto le sottane di alcune di voi.\nalcune di voi hanno gi\u00e0 fatto. Fuori! Fuori!  Rosanna Spearman,\nche era la pi\u00f9 vicina a lui e alla piccola macchia sulla porta,\ndiede l'esempio di obbedienza e se ne and\u00f2 immediatamente al suo lavoro.\nGli altri la seguirono. Il Sovrintendente termin\u00f2 l'esame della stanza\ndella stanza e, non facendone parola, mi chiese chi avesse scoperto per primo il furto.\nscoperto il furto. Mia figlia l'aveva scoperto per prima. Mia\nfiglia fu mandata a chiamare.\n\nIl signor Sovrintendente si \u00e8 dimostrato un po' troppo brusco con Penelope all'inizio.\nall'inizio.  Ora, giovane donna, mi segua e si ricordi di dire la verit\u00e0.\nverit\u00e0.  Penelope si accese all'istante.  Non mi hanno mai insegnato a dire bugie\ne se mio padre pu\u00f2 stare l\u00ec a sentirmi accusare di falsit\u00e0 e di furto, e la mia stessa camera chiusa contro di me.\ndi falsit\u00e0 e di furto, e la mia stessa camera da letto chiusa contro di me, e il mio carattere\ncarattere, che \u00e8 tutto ci\u00f2 che rimane a una povera ragazza, non \u00e8 il\nbuon padre per cui lo considero!  Una mia parola tempestiva ha messo la giustizia e\nPenelope su un piano pi\u00f9 piacevole. Le domande e le risposte\ndomande e risposte andarono bene e non si conclusero con nulla di degno di nota. Mia figlia aveva\naveva visto la signorina Rachel riporre il Diamante nel cassetto dell'armadietto l'ultima\nsera. Era entrata con la tazza di t\u00e8 della signorina Rachel alle otto\ndel mattino successivo e aveva trovato il cassetto aperto e vuoto. A quel punto,\naveva allarmato la casa e le prove di Penelope erano finite.\n\nIl signor Sovrintendente chiese poi di vedere la signorina Rachel in persona. Penelope\nha accennato alla sua richiesta attraverso la porta. La risposta ci arriv\u00f2 per la\nstessa strada:  Non ho nulla da dire al poliziotto, non posso vedere nessuno.\nIl nostro esperto agente sembr\u00f2 ugualmente sorpreso e offeso quando\nrisposta. Gli dissi che la mia ragazza era malata e lo pregai di aspettare un po' per vederla pi\u00f9 tardi.\ndi aspettare un po' e di vederla pi\u00f9 tardi. Scendemmo quindi di nuovo al piano di sotto,\ne fummo accolti dal signor Godfrey e dal signor Franklin che attraversavano il corridoio.\n\nI due gentiluomini, che si trovavano nella casa, sono stati convocati per dire se potevano\nse potevano fare luce sulla vicenda. Nessuno dei due sapeva nulla\na riguardo. Avevano sentito rumori sospetti durante la notte precedente?\nnotte? Non avevano sentito altro che il ticchettio della pioggia. Anch'io,\nero rimasto sveglio pi\u00f9 a lungo di loro e non avevo sentito nulla? Niente!\nLiberato dall'esame, il signor Franklin, ancora fedele alla visione impotente\ndella nostra difficolt\u00e0, mi sussurr\u00f2:  Quell'uomo non ci sar\u00e0 di\nci sar\u00e0 mai di alcuna utilit\u00e0. Il sovrintendente Seegrave \u00e8 un idiota.  Rilasciato a sua volta\na sua volta, il signor Godfrey mi sussurr\u00f2 Evidentemente \u00e8 una persona molto competente.\nBetteredge, ho la massima fiducia in lui!  Molti uomini, molte opinioni,\ncome diceva uno degli antichi, prima del mio tempo.\n\nLa successiva azione del signor Sovrintendente lo port\u00f2 di nuovo nel boudoir, con me e mia figlia alle calcagna.\ncon me e mia figlia alle calcagna. Il suo obiettivo era scoprire\nse qualche mobile fosse stato spostato, durante la notte, dal suo posto abituale.\nposto abituale, mentre la sua precedente indagine nella stanza non si era\nnon era stata abbastanza approfondita da soddisfare la sua mente su questo punto.\npunto.\n\nMentre stavamo ancora curiosando tra sedie e tavoli, la porta della camera da letto si apr\u00ec all'improvviso.\ndella camera da letto si apr\u00ec improvvisamente. Dopo essersi negata a tutti\ntutti, la signorina Rachel, con nostro grande stupore, entr\u00f2 di sua spontanea volont\u00e0 in mezzo a noi.\nin mezzo a noi di sua spontanea volont\u00e0. Prese il suo cappello da giardino da una sedia, e poi\nand\u00f2 dritta da Penelope con questa domanda:\n\n Il signor Franklin Blake l'ha mandata con un messaggio per me questa mattina?\n\n S\u00ec, signorina.\n\n Voleva parlarmi, vero?\n\n S\u00ec, signorina.\n\n Dove si trova ora?\n\nSentendo delle voci sulla terrazza sottostante, mi sono affacciato alla finestra e ho visto\ni due signori che camminavano insieme su e gi\u00f9. Rispondendo a nome di mia\nfiglia, dissi: \"Il signor Franklin \u00e8 sulla terrazza, signorina.\n\nSenza un'altra parola, senza dare retta al signor Sovrintendente che cercava di\npallida come la morte e stranamente avvolta nei suoi pensieri, lasci\u00f2 la stanza e scese dai cugini sulla\npensieri, lasci\u00f2 la stanza e scese dai cugini sulla terrazza.\nterrazza.\n\nEra una mancanza di rispetto, una violazione delle buone maniere da parte mia.\nma, per quanto mi riguarda, non ho potuto fare a meno di guardare fuori dalla finestra\nquando la signorina Rachel incontr\u00f2 i signori fuori. Si avvicin\u00f2 al signor Franklin\nsenza accorgersi del signor Godfrey, che a quel punto si ritrasse e li lasci\u00f2 da soli.\ne li lasci\u00f2 da soli. Quello che disse al signor Franklin sembr\u00f2 essere\nFranklin sembrava essere stato pronunciato con veemenza. Dur\u00f2 poco e, a giudicare da quello che\ndalla finestra, sembr\u00f2 stupirlo oltre ogni capacit\u00e0 di espressione.\ncapacit\u00e0 di espressione. Mentre erano ancora insieme, la mia signora apparve\nsulla terrazza. La signorina Rachel la vide, disse qualche ultima parola a Mr.\nFranklin e all'improvviso rientr\u00f2 in casa, prima che la madre la raggiungesse.\nmadre la raggiungesse. La signora si sorprese e, notando la sorpresa di Mr.\nFranklin, gli parl\u00f2. Il signor Godfrey li raggiunse e parl\u00f2 anche lui.\nanche lui. Il signor Franklin si allontan\u00f2 un po' tra i due, raccontando loro quello che era successo.\nsuppongo, perch\u00e9 si fermarono entrambi, dopo aver fatto qualche passo, come persone\nqualche passo, come persone colpite dallo stupore. Avevo appena visto\nquando la porta del salotto si apr\u00ec violentemente.\nLa signorina Rachel pass\u00f2 velocemente per la sua camera da letto, selvaggia e arrabbiata, con\nocchi feroci e guance infuocate. Il signor Sovrintendente tent\u00f2 ancora una volta di interrogarla.\ndi interrogarla. Lei si gir\u00f2 verso di lui davanti alla porta della camera da letto.  Non l'ho\nnon vi ho mandato a chiamare! grid\u00f2 con veemenza.  Non ti voglio. Il mio\nDiamante \u00e8 perduto. N\u00e9 tu n\u00e9 nessun altro lo troverete mai!  Con queste\nqueste parole entr\u00f2 e ci chiuse la porta in faccia. Penelope,\nche si trovava vicino ad essa, la sent\u00ec scoppiare a piangere nel momento in cui fu di nuovo\ndi nuovo sola.\n\nIn preda alla rabbia, un momento; in lacrime, l'attimo dopo! Che cosa significava?\n\nHo detto al Sovrintendente che significava che il carattere della signorina Rachel era turbato\ndalla perdita del suo gioiello. Essendo in ansia per l'onore della famiglia,\nmi addolorava vedere la mia giovane signora dimenticarsi anche di un\nufficiale di polizia, e di conseguenza mi giustificai nel miglior modo possibile. Nel mio\nmente ero pi\u00f9 sconcertato dal linguaggio e dal comportamento straordinario della signorina Rachel\nstraordinaria della signorina Rachel di quanto le parole possano dire. Prendendo ci\u00f2 che aveva detto alla\ncome guida per tirare a indovinare, potevo solo concludere che si era\nche era mortalmente offesa dal fatto che avessimo chiamato la polizia e che lo stupore di Mr.\nFranklin sulla terrazza era stato causato dal fatto che lei si fosse\nche lo stupore di Mr. Franklin sulla terrazza era stato causato dal fatto che lei gli aveva espresso\na chiamare la polizia) in tal senso. Se questa ipotesi era giusta,\nperch\u00e9, avendo perso il suo Diamante, avrebbe dovuto opporsi alla presenza in casa delle persone\ncasa delle stesse persone che avevano il compito di recuperarlo per lei?\nE come poteva, in nome del Cielo, sapere che la Pietra di Luna non sarebbe stata\nnon sarebbe mai stata ritrovata?\n\nPer come stavano le cose, al momento, non si poteva sperare in una risposta a queste domande da parte di\nrisposta a queste domande da parte di nessuno dei presenti. Il signor Franklin sembrava ritenere\nun punto d'onore evitare di ripetere a un servitore, anche se anziano come me, ci\u00f2 che la signorina Rachel gli aveva detto sulla terrazza.\nservitore come me ci\u00f2 che la signorina Rachel gli aveva detto sulla terrazza. Mr.\nGodfrey, che, in quanto gentiluomo e parente, era stato probabilmente ammesso alla fiducia di Mr.\nFranklin, rispett\u00f2 tale fiducia come era suo dovere.\ncome era tenuto a fare. La mia signora, che senza dubbio era anche lei nel segreto e che\nche era l'unica ad avere accesso alla signorina Rachel, ammise apertamente che non poteva\nnulla di lei.  Mi fai impazzire quando parli del Diamante!  Tutta l'influenza di sua\nmadre non riusc\u00ec a strapparle una parola in pi\u00f9 di questa.\n\nEravamo quindi in un vicolo cieco per quanto riguarda la signorina Rachel e in un vicolo cieco per quanto riguarda la Pietra di Luna.\nsulla Pietra di Luna. Nel primo caso, la mia signora era impotente ad aiutarci.\naiutarci. Nel secondo caso (come giudicherete tra poco), il signor Seegrave si stava velocemente\nSeegrave si stava rapidamente avvicinando alla condizione di un sovrintendente allo stremo.\n\nDopo aver rovistato in tutto il boudoir, senza fare nessuna\ntra i mobili, il nostro esperto ufficiale mi chiese di sapere se i domestici in generale\ndi sapere se la servit\u00f9 in generale fosse o meno a conoscenza\ndel luogo in cui il Diamante era stato messo per la notte.\n\n Sapevo dove era stato messo, signore, ho detto, per cominciare. Anche Samuel, il\ncameriere, lo sapeva anche lui, perch\u00e9 era presente nella sala, quando si parlava\nparlavano di dove si sarebbe tenuto il Diamante quella notte. Mia figlia\nsapeva, come vi ha gi\u00e0 detto. Lei o Samuel potrebbero aver accennato la cosa\nagli altri domestici o gli altri domestici possono aver sentito la conversazione\nattraverso la porta laterale del salone, che poteva essere aperta sulla\nche poteva essere aperta sulla scala posteriore. Per quanto ne so, tutti in casa\ncasa potrebbero aver saputo dove si trovava il gioiello, ieri sera.\n\nLa mia risposta presentava un campo piuttosto ampio per i sospetti del signor Sovrintendente.\nsovrintendente, ha cercato di restringere il campo chiedendo informazioni sui personaggi della\npersonaggi della servit\u00f9.\n\nPensai direttamente a Rosanna Spearman. Ma non era n\u00e9 il mio posto n\u00e9 il mio desiderio\nmio desiderio indirizzare i sospetti contro una povera ragazza, la cui onest\u00e0 era stata\nal di sopra di ogni dubbio da quando la conoscevo. La matrona del riformatorio\nRiformatorio l'aveva segnalata alla mia signora come una ragazza sinceramente penitente e\nsinceramente penitente e assolutamente affidabile. Era compito del Sovrintendente scoprire i motivi per\nscoprire i motivi per cui sospettare di lei prima e poi, e non prima di allora,\nsarebbe stato mio dovere dirgli come era arrivata al servizio della mia signora.\n Tutta la nostra gente ha un carattere eccellente, dissi.  E tutti hanno\nmeritato la fiducia che la loro padrona ha riposto in loro.  Dopodich\u00e9,\nSeegrave non restava che una cosa da fare: mettersi al lavoro e affrontare il problema della\nlavoro e affrontare personalmente i personaggi della servit\u00f9.\n\nUno dopo l'altro sono stati esaminati. Uno dopo l'altro, hanno dimostrato\ndi non avere niente da dire e lo dissero (per quanto riguarda le donne)\na lungo e con un senso di rabbia per l'embargo imposto sulle loro camere da letto.\nloro camere da letto. Il resto di loro fu rimandato al proprio posto\nal piano di sotto, Penelope fu poi convocata ed esaminata separatamente una seconda volta.\nuna seconda volta.\n\nIl piccolo scatto d'ira di mia figlia nel boudoir, e la sua\nprontezza nel ritenersi sospettata, sembravano aver prodotto un'impressione\nimpressione sfavorevole al Sovrintendente Seegrave. Sembrava anche che\nche lei fosse stata l'ultima persona a vedere il Diamond di notte.\nil Diamante di notte. Quando il secondo interrogatorio fu terminato, la mia ragazza\ntorn\u00f2 da me in preda alla frenesia. Non c'erano pi\u00f9 dubbi: il\npoliziotto le aveva quasi detto che era lei la ladra! I\nNon potevo certo credere che fosse un idiota come lui.\nun idiota come quello. Ma, anche se non disse nulla, l'occhio con cui guard\u00f2 mia figlia\ncon cui guardava mia figlia non era molto piacevole da vedere. Ho riso con la povera Penelope\ncon la povera Penelope, come qualcosa di troppo ridicolo per essere trattato\nseriamente, cosa che certamente era. Segretamente, temo di essere stata abbastanza sciocca da\nabbastanza da arrabbiarmi. \u00c8 stata una piccola prova, in effetti. La mia ragazza\nsi sedette in un angolo, con il grembiule in testa, abbastanza\ncuore spezzato. Stupida, direte voi. Avrebbe potuto aspettare\nche lui la accusasse apertamente. Beh, essendo un uomo di temperamento equanime,\nlo ammetto. Tuttavia il signor Sovrintendente avrebbe potuto ricordare, non importa\ncosa avrebbe potuto ricordare. Che il diavolo se lo porti!\n\nIl successivo e ultimo passo dell'indagine ha portato le cose, come si suol dire, a una crisi.\ncrisi. L'ufficiale ebbe un colloquio (al quale ero presente)\ncon la mia signora. Dopo averla informata che il Diamante _deve_ essere stato preso da qualcuno in casa, chiese il permesso per s\u00e9 e per il\nqualcuno in casa, ha chiesto il permesso per s\u00e9 e per i suoi uomini di perquisire le stanze della\ndi perquisire le stanze e le scatole della servit\u00f9 sul posto. La mia buona\npadrona, da generosa donna di razza qual era, si rifiut\u00f2 di lasciarci trattare come\ndi essere trattati come ladri.  Non acconsentir\u00f2 mai a fare un ritorno del genere, disse.\ndi una simile restituzione, disse, per tutto quello che devo ai fedeli servitori che lavorano\nche lavorano in casa mia.\n\nIl signor Sovrintendente fece il suo inchino, con uno sguardo nella mia direzione, che diceva chiaramente\nPerch\u00e9 assumermi, se dovete legarmi le mani in questo modo?\nIn qualit\u00e0 di capo della servit\u00f9, sentivo direttamente che eravamo tenuti, per giustizia\na tutte le parti in causa, a non approfittare della generosit\u00e0 della nostra padrona.  Noi\nringraziamo con gratitudine vostra signoria, dissi; ma vi chiediamo il permesso di\ndi fare ci\u00f2 che \u00e8 giusto in questa faccenda, consegnando le nostre chiavi. Quando Gabriel\nBetteredge d\u00e0 l'esempio, dico io, fermando il sovrintendente Seegrave alla porta, il resto del gruppo\nalla porta, il resto della servit\u00f9 lo seguir\u00e0, ve lo prometto.\nEcco le mie chiavi, tanto per cominciare!  La mia signora mi prese per mano e\ne mi ringrazi\u00f2 con le lacrime agli occhi. Signore! Cosa non avrei dato, in quel momento\nin quel momento, per avere il privilegio di abbattere il sovrintendente Seegrave!\nSeegrave!\n\nCome avevo promesso per loro, gli altri servitori seguirono il mio esempio, in maniera\ncontrocorrente, ovviamente, ma tutti seguendo il mio stesso punto di vista. Le\ndonne erano uno spettacolo da vedere, mentre gli ufficiali di polizia rovistavano\ntra le loro cose. La cuoca aveva l'aria di poter grigliare vivo il Sig.\nSovrintendente vivo su una fornace, e le altre donne avevano l'aria di poterlo\ncome se potessero mangiarlo una volta finito.\n\nLa ricerca \u00e8 terminata e non \u00e8 stato trovato alcun diamante o segno di diamante, ovviamente, da nessuna parte.\nSeegrave si ritir\u00f2 nella mia stanzetta per riflettere sul da farsi.\nconsiderare con se stesso cosa avrebbe dovuto fare dopo. Lui e i suoi uomini erano ormai\nore nella casa e non ci avevano fatto avanzare di un solo centimetro verso la scoperta\nscoprire come era stata presa la Pietra di Luna o chi dovevamo sospettare come ladro.\nsospettare del ladro.\n\nMentre l'ufficiale di polizia stava ancora riflettendo in solitudine, fui mandato a vedere Mr.\nper vedere il signor Franklin in biblioteca. Con mio immenso stupore,\nproprio mentre la mia mano era sulla porta, questa fu improvvisamente aperta dall'interno e ne usc\u00ec Rosanna Spearman!\ndall'interno e ne usc\u00ec Rosanna Spearman!\n\nDopo che la biblioteca era stata spazzata e pulita al mattino, n\u00e9 la prima n\u00e9 la seconda cameriera\nn\u00e9 la prima n\u00e9 la seconda cameriera avevano da fare in quella stanza in qualsiasi momento della\nin quella stanza in qualsiasi momento della giornata. Ho fermato Rosanna Spearman e l'ho accusata subito di una\nviolazione della disciplina domestica sul posto.\n\n Che cosa pu\u00f2 volere in biblioteca a quest'ora del giorno?  Mi sono informato.\n\n Il signor Franklin Blake ha fatto cadere uno dei suoi anelli di sopra, dice Rosanna;\n e io sono andata in biblioteca per darglielo.  Il viso della ragazza\nera tutto un rossore mentre mi dava questa risposta; e si allontan\u00f2 con\ncon un movimento della testa e un'espressione di autostima di cui non riuscivo a spiegarmi il motivo.\ndi cui non riuscivo a spiegarmi il motivo. La situazione in casa aveva senza dubbio sconvolto\ntutte le donne di servizio, pi\u00f9 o meno, ma nessuna di loro era uscita\ncome Rosanna, a quanto pare, era uscita dal suo carattere naturale.\ncome Rosanna, a quanto pare, era uscita dal suo.\n\nHo trovato il signor Franklin che scriveva al tavolo della biblioteca. Ha chiesto un\nstazione ferroviaria nel momento stesso in cui sono entrato nella stanza. Il primo suono della sua voce\nIl primo suono della sua voce mi inform\u00f2 che ora c'era di nuovo il lato risoluto di lui.\ndi lui ancora una volta in primo piano. L'uomo di cotone era scomparso e\nl'uomo di ferro era di nuovo seduto davanti a me.\n\n Va a Londra, signore?  Ho chiesto.\n\n Il signor Franklin sta per telegrafare a Londra.  Ho convinto mia zia\nzia che dobbiamo avere una testa pi\u00f9 intelligente di quella del Sovrintendente Seegrave per aiutarci.\nSeegrave; e ho ottenuto il suo permesso di inviare un telegramma a mio padre.\npadre. Lui conosce il commissario capo della polizia, e il commissario\npu\u00f2 mettere le mani sull'uomo giusto per risolvere il mistero del Diamante.\nA proposito di misteri, tra l'altro, dice il signor Franklin, abbassando la voce, ho un'altra parola da dire.\nvoce, ho un'altra parola da dirvi prima che andiate nelle scuderie.\nNon fatene parola con nessuno per ora; ma o Rosanna\nSpearman non ha la testa a posto, oppure temo che sappia pi\u00f9 cose sulla Pietra di Luna di quanto\nPietra di Luna pi\u00f9 di quanto dovrebbe sapere.\n\nNon saprei dire se sono rimasto pi\u00f9 sorpreso o angosciato nel sentirglielo dire.\nlui dire questo. Se fossi stata pi\u00f9 giovane, avrei potuto confessare la stessa cosa a Mr.\nFranklin. Ma quando si \u00e8 vecchi, si acquisisce un'ottima abitudine. Nei casi in cui\nnei casi in cui non si vede bene la propria strada, si tiene la lingua a freno.\n\n \u00c8 venuta qui con un anello che mi \u00e8 caduto in camera da letto, ha proseguito il signor Franklin.\nha proseguito.  Quando l'ho ringraziata, naturalmente mi aspettavo che se ne andasse.\nInvece, \u00e8 rimasta in piedi di fronte a me, al tavolo, e mi guardava\nin un modo stranissimo, per met\u00e0 spaventato e per met\u00e0 familiare, che non riuscivo a capire.\nnon riuscivo a capirlo.  \u00c8 una cosa strana quella del Diamante, signore, disse, in modo stranamente\nin modo stranamente improvviso e precipitoso. Risposi: \"S\u00ec, \u00e8 cos\u00ec\", e mi chiesi cosa sarebbe successo dopo.\ncosa sarebbe successo dopo. Sul mio onore, Betteredge, penso che debba essere\nsbagliato nella testa! Disse: \"Non troveranno mai il Diamante, signore,\nvero? No! N\u00e9 la persona che l'ha preso, ne risponder\u00f2 io.  Lei\nannu\u00ec e mi sorrise! Prima che potessi chiederle cosa intendesse\nprima che potessi chiederle cosa intendesse, abbiamo sentito il tuo passo fuori. Suppongo che avesse paura che la\nche la trovaste qui. In ogni caso, ha cambiato colore ed \u00e8 uscita dalla stanza.\nChe cosa mai significa?\n\nAnche allora non riuscii a raccontargli la storia della ragazza. Sarebbe stato\nsarebbe stato quasi come dirgli che era lei la ladra.\nE poi, anche se avessi fatto finta di niente, e anche supponendo che fosse lei il ladro, il motivo per cui avrebbe dovuto rivelare il suo segreto al signor\nche fosse lei la ladra, il motivo per cui avrebbe dovuto rivelare il suo segreto a Mr.\nFranklin, tra tutte le persone al mondo, sarebbe stato ancora lontano\nda cercare come sempre.\n\n Non posso sopportare l'idea di mettere la povera ragazza in un guaio, solo perch\u00e9\nsolo perch\u00e9 ha un modo di fare svagato e parla in modo molto strano, prosegu\u00ec Mr.\nFranklin.  Eppure, se avesse detto al sovrintendente quello che ha detto a me, sciocco come lui.\nha detto a me, sciocco com'\u00e8, temo che si sia fermato l\u00ec, lasciando il resto in sospeso.\nil resto non detto.\n\n Il modo migliore, signore, ho detto, sarebbe che io dicessi due parole in privato\nalla mia padrona alla prima occasione. La mia signora ha un interesse molto\ninteresse amichevole per Rosanna; e la ragazza potrebbe solo essere stata\ne sciocca, dopo tutto. Quando c'\u00e8 una confusione di qualsiasi tipo in una casa,\nsignore, alle donne di servizio piace guardare il lato oscuro, che d\u00e0 a quelle povere disgraziate una sorta di\npoveri disgraziati una sorta di importanza ai loro occhi. Se c'\u00e8\nqualcuno \u00e8 malato, fidatevi delle donne che profetizzano che la persona morir\u00e0.\nSe si perde un gioiello, fidatevi delle donne che profetizzano che non sar\u00e0 mai pi\u00f9 ritrovato.\nritrovato.\n\nQuesta visione (che, devo dire, io stesso ritenevo probabile,\nFranklin sembr\u00f2 sollevarlo molto: ripieg\u00f2 il telegramma e lasci\u00f2 perdere l'argomento.\nil telegramma e lasci\u00f2 perdere l'argomento. Mentre mi recavo alle scuderie per\nper ordinare il pony-chaise, guardai nella sala della servit\u00f9, dove erano\ncena. Rosanna Spearman non era tra loro. Chiedendo informazioni, ho scoperto\nscoprii che era stata colta da un improvviso malore e che era salita al piano di sopra per\nnella sua stanza per sdraiarsi.\n\n Curioso! Quando l'ho vista l'ultima volta, sembrava stare abbastanza bene, ho osservato.\n\nPenelope mi ha seguito fuori.  Non parlare in questo modo davanti agli altri, padre.\npadre, disse.  Non fai altro che renderli pi\u00f9 duri con Rosanna.\nche mai. La poverina si sta spezzando il cuore per Mr. Franklin Blake.\n\nEcco un'altra visione del comportamento della ragazza. Se era possibile che\nPenelope avesse ragione, la spiegazione dello strano linguaggio e comportamento di Rosanna poteva essere\ncomportamento di Rosanna poteva consistere nel fatto che a lei non importava cosa\nnon le importava quello che diceva, purch\u00e9 riuscisse a sorprendere il signor Franklin e a parlarle.\nAmmesso che questa sia la giusta lettura dell'indovinello, si spiegava,\nforse il suo modo di fare svagato e presuntuoso quando mi pass\u00f2 davanti nel\ncorridoio. Anche se lui aveva detto solo tre parole, lei aveva portato a termine il suo proposito.\nil suo punto di vista e Mr. Franklin le aveva parlato.\n\nIo stesso ho visto il pony imbrigliato. Nella rete infernale di misteri\ne di incertezze che ora ci circondava, dichiaro che fu un sollievo osservare come\nosservare come le fibbie e le cinghie si capissero bene! Quando\nQuando avete visto il pony infilato nei pozzetti della carrozza, avete visto qualcosa su cui non c'erano dubbi.\nqualcosa su cui non c'erano dubbi. E questo, lasciatemelo dire, stava\nstava diventando una chicca di rarissimo valore nella nostra casa.\n\nAndando con la carrozza alla porta d'ingresso, trovai non solo Mr.\nFranklin, ma anche il signor Godfrey e il sovrintendente Seegrave che mi aspettavano\nsui gradini.\n\nLe riflessioni del signor Sovrintendente (dopo che non era riuscito a trovare il Diamante nelle\nnelle stanze della servit\u00f9 o nei box) lo avevano portato, a quanto pare, a una conclusione del tutto nuova.\nnuova conclusione. Sempre restando fedele alla sua prima ipotesi, cio\u00e8 che qualcuno in casa avesse\nche qualcuno in casa avesse rubato il gioiello, il nostro esperto funzionario era ora del\nche il ladro (era abbastanza saggio da non fare il nome della povera Penelope, per quanto potesse fare in privato) fosse\nPenelope, qualunque cosa pensasse di lei in privato) avesse agito di concerto con gli indiani.\ndi concerto con gli indiani; e propose quindi di spostare le sue\nindagini sui giocolieri della prigione di Frizinghall. Venuto a conoscenza di questa\nFranklin si era offerto di riaccompagnare il Sovrintendente in citt\u00e0, da dove avrebbe potuto\nin citt\u00e0, da dove avrebbe potuto telegrafare a Londra con la stessa facilit\u00e0 della nostra stazione.\nLondra con la stessa facilit\u00e0 della nostra stazione. Il signor Godfrey, che credeva ancora devotamente nel signor Seegrave e che era molto interessato ad assistere all'esame del signor Seegrave.\nSeegrave, e molto interessato ad assistere all'esame degli indiani, aveva chiesto il permesso di accompagnare l'ufficiale a\naveva chiesto il permesso di accompagnare l'ufficiale a Frizinghall. Uno dei due\npoliziotti di grado inferiore doveva essere lasciato a casa, nel caso in cui\naccadesse qualcosa. L'altro doveva tornare in citt\u00e0 con il sovrintendente.\nCos\u00ec i quattro posti nella carrozza erano appena occupati.\n\nPrima di prendere le redini per andarsene, il signor Franklin mi accompagn\u00f2 per qualche passo, lontano dagli altri.\nqualche passo, senza farsi sentire dagli altri.\n\n Aspetter\u00f2 a telegrafare a Londra, ha detto, fino a quando non vedr\u00f2 cosa ne verr\u00e0 fuori\ndell'esame degli indiani. La mia convinzione \u00e8 che questo\npoliziotto locale dalla testa confusa sia pi\u00f9 che mai all'oscuro di tutto e stia semplicemente\nsta semplicemente cercando di guadagnare tempo. L'idea che qualcuno dei servitori sia in\ncon gli indiani \u00e8 un'assurdit\u00e0 assurda, a mio parere.\nResta in casa, Betteredge, finch\u00e9 non torno, e prova a vedere cosa riesci a fare di Rosanna Spearman.\nRosanna Spearman. Non ti chiedo di fare nulla di degradante per il tuo\nal vostro amor proprio, o qualcosa di crudele nei confronti della ragazza. Vi chiedo solo\nvi chiedo solo di esercitare la vostra osservazione con pi\u00f9 attenzione del solito. Faremo\nfaremo il pi\u00f9 possibile luce davanti a mia zia, ma questa \u00e8 una questione pi\u00f9\nimportante di quanto possiate immaginare.\n\n Si tratta di ventimila sterline, signore, dissi, pensando al valore del diamante.\nal valore del Diamante.\n\n Si tratta di tranquillizzare la mente di Rachel\", rispose Mr.\ncon gravit\u00e0.  Sono molto preoccupato per lei.\n\nMi lasci\u00f2 all'improvviso, come se volesse troncare ogni ulteriore discorso tra di noi.\ntra noi. Credevo di capirne il motivo. Un ulteriore colloquio avrebbe potuto farmi scoprire\nsegreto di ci\u00f2 che la signorina Rachel gli aveva detto sulla terrazza.\n\nCos\u00ec partirono per Frizinghall. Ero abbastanza pronto, nell'interesse della ragazza\ninteresse della ragazza, a parlare con Rosanna in privato. Ma l'occasione\nnecessaria occasione non si present\u00f2. Scese al piano di sotto solo\nsolo all'ora del t\u00e8. Quando si present\u00f2, era svagata ed eccitata,\nha avuto quello che chiamano un attacco isterico, ha preso una dose di sal-volatile su ordine di\nmia signora, e fu rimandata a letto.\n\nLa giornata si protrasse fino alla fine in modo abbastanza tetro e miserabile, posso dire che\nvi posso dire. La signorina Rachel rimase ancora nella sua stanza, dichiarando di essere troppo malata per\nscendere a cena quel giorno. La mia signora era di umore cos\u00ec basso per la figlia che\nfiglia, che non potevo permettermi di renderla ulteriormente\nansiosa, riferendo ci\u00f2 che Rosanna Spearman aveva detto al signor Franklin.\nPenelope si ostinava a credere che sarebbe stata immediatamente processata,\ncondannata e trasportata per furto. Le altre donne presero a leggere le loro\nBibbie e libri di inni e si guardarono inacidite come il succo di frutta per la loro lettura.\nun risultato che ho osservato, nella mia sfera di vita, seguire generalmente al\nche ho osservato, nella mia sfera di vita, che segue generalmente il compimento di atti di piet\u00e0 in\nin periodi della giornata non abituali. Per quanto mi riguarda, non ho avuto nemmeno il coraggio di aprire il mio libro di\nRobinson Crusoe. Uscii in cortile e, avendo voglia di un po' di\nun po' di allegra compagnia, mi misi a sedere vicino alle cucce e parlai con i cani.\ncani.\n\nMezz'ora prima dell'ora di cena, i due gentiluomini tornarono da Frizinghall.\nFrizinghall, avendo concordato con il sovrintendente Seegrave che sarebbe tornato da noi il giorno dopo.\nche sarebbe tornato da noi il giorno dopo. Avevano fatto visita al signor Murthwaite, il viaggiatore indiano, nella sua attuale residenza.\nMurthwaite, il viaggiatore indiano, nella sua attuale residenza, vicino alla citt\u00e0. Su richiesta del Sig.\nFranklin, aveva gentilmente concesso loro il beneficio della sua conoscenza della lingua\nconoscenza della lingua, per trattare con quei due dei tre indiani che non conoscevano l'inglese.\nindiani che non conoscevano l'inglese. L'esame, condotto con\naccuratamente e a lungo, non aveva portato a nulla; non era stata scoperta l'ombra di una\ndi un motivo per sospettare che i giocolieri avessero\ndi aver manomesso qualcuno dei nostri servi. Giunto a questa conclusione, Mr.\nFranklin aveva inviato il suo messaggio telegrafico a Londra, e l\u00ec la questione\nquestione riposava fino all'arrivo del domani.\n\nE questo per quanto riguarda la storia del giorno che ha seguito il compleanno. Non un\nbarlume di luce si era aperto su di noi, fino a quel momento. Un giorno o due dopo,\ntuttavia, l'oscurit\u00e0 si alz\u00f2 un po'. Come, e con quale risultato, lo vedrete\nvedrete tra poco.\n\n\nCAPITOLO XII\n\nIl gioved\u00ec sera pass\u00f2 e non accadde nulla. Il venerd\u00ec mattina\nmattina arrivarono due notizie.\n\nPunto primo: il fornaio dichiara di aver incontrato Rosanna Spearman,\nil pomeriggio precedente, con un fitto velo addosso, che camminava verso\nFrizinghall per il sentiero che attraversa la brughiera. Sembrava strano che\nche qualcuno si fosse sbagliato su Rosanna, la cui spalla la contraddistingueva\npoverina, ma quell'uomo doveva essersi sbagliato, perch\u00e9\nRosanna, come sapete, era stata tutto il pomeriggio di gioved\u00ec malata al piano di sopra\nnella sua stanza.\n\nLa seconda \u00e8 arrivata dal postino. Il signor Candy aveva detto un'altra delle sue\ndi sfortuna, quando \u00e8 partito sotto la pioggia la sera del compleanno, e mi ha detto che la pelle di un medico \u00e8 impermeabile.\ncompleanno, dicendomi che la pelle di un medico \u00e8 impermeabile. Nonostante la sua pelle\nNonostante la sua pelle, il bagnato lo aveva attraversato. Aveva preso un raffreddore\nquella notte e ora era malato di febbre. L'ultimo bilancio, portato\ndal postino, lo rappresentavano come uno stordito che parlava a vanvera come\nnel suo delirio, come spesso le diceva da sobrio.\nsobriet\u00e0. Eravamo tutti dispiaciuti per il piccolo medico; ma il signor Franklin sembrava dispiacersi della sua malattia, soprattutto\nFranklin sembrava dispiacersi della sua malattia, soprattutto a causa della signorina Rachel. Da quello che\nda ci\u00f2 che disse alla mia signora, mentre ero nella stanza a colazione, sembrava pensare che la signorina Rachel\nsembrava pensare che la signorina Rachel, se la suspense per la Pietra di Luna\nse la suspense per la Pietra di Luna non fosse stata presto risolta, avrebbe avuto urgente bisogno dei migliori consigli\nmedico a nostra disposizione.\n\nLa colazione non era finita da molto, quando arriv\u00f2 un telegramma di Mr.\nBlake, il pi\u00f9 anziano, in risposta al figlio. Ci informava che aveva messo le mani (con l'aiuto del suo amico, il Commissario)\n(con l'aiuto del suo amico, il Commissario) l'uomo giusto per aiutarci.\naiutarci. Si chiamava Sergente Cuff e il suo arrivo da Londra era previsto per il treno del mattino.\nLondra era previsto per il treno del mattino.\n\nAlla lettura del nome del nuovo ufficiale di polizia, il signor Franklin ebbe un sussulto.\nun sussulto. Sembra che avesse sentito alcuni curiosi aneddoti sul sergente Cuff, dall'avvocato del padre, durante il suo soggiorno a Londra.\nCuff, dall'avvocato di suo padre, durante il suo soggiorno a Londra.\n\n Comincio a sperare che stiamo gi\u00e0 vedendo la fine delle nostre ansie\", ha detto.\nha detto.  Se la met\u00e0 delle storie che ho sentito sono vere, quando si tratta di svelare un mistero\ndi svelare un mistero, in Inghilterra non c'\u00e8 l'eguale del sergente Cuff!\nCuff!\n\nTutti noi eravamo eccitati e impazienti quando si avvicinava il momento della\ndi questo rinomato e capace personaggio. Il sovrintendente\nSeegrave, tornando da noi all'ora stabilita e sentendo che il sergente era atteso, si chiuse immediatamente in una stanza con penna e penna.\nSergente, si chiuse immediatamente in una stanza, con carta e penna,\ninchiostro e carta, per prendere appunti sul rapporto che si sarebbe sicuramente\natteso da lui. Avrei voluto andare io stesso alla stazione per\nper andare a prendere il Sergente. Ma la carrozza e i cavalli della mia signora\nnon erano pensabili, nemmeno per il celebre Cuff; e la carrozza con il pony\nera richiesta pi\u00f9 tardi per il signor Godfrey. Gli dispiaceva molto essere obbligato a\ndi lasciare la zia in un momento cos\u00ec ansioso e rimand\u00f2 gentilmente l'ora della partenza fino a tardi.\nl'ora della sua partenza fino all'ultimo treno, allo scopo di\ndi sentire cosa pensava del caso l'astuto funzionario di polizia londinese.\nMa venerd\u00ec sera doveva essere in citt\u00e0, con una Ladies Charity, in difficolt\u00e0, che lo aspettava per consultarlo sabato.\ndifficolt\u00e0, in attesa di consultarlo il sabato mattina.\n\nQuando giunse l'ora dell'arrivo del sergente, scesi al cancello per\nper cercarlo.\n\nUna mosca della ferrovia si \u00e8 alzata mentre raggiungevo il rifugio e ne \u00e8 uscito un uomo anziano e brizzolato, cos\u00ec miseramente magro che sembrava avesse\nun uomo anziano e brizzolato, cos\u00ec miseramente magro che sembrava non avesse\ncome se non avesse un grammo di carne sulle ossa in nessuna parte del corpo. Era\nvestito di nero, con una cravatta bianca al collo. Il suo\nviso era affilato come un'accetta, e la pelle era gialla, secca e avvizzita come una foglia d'autunno.\nsecca e avvizzita come una foglia d'autunno. I suoi occhi, di un grigio chiaro e accecante,\navevano un trucco molto sconcertante, quando incontravano il tuo sguardo, di\ndi sembrare come se si aspettassero da te qualcosa di pi\u00f9 di quanto tu non fossi consapevole\ndi te stesso. La sua camminata era morbida; la sua voce era malinconica; le sue lunghe dita allampanate\ndita allampanate erano uncinate come artigli. Avrebbe potuto essere un parroco, o\nun impresario di pompe funebri o qualsiasi altra cosa si voglia, tranne quello che era in realt\u00e0. A\npi\u00f9 completo opposto al Sovrintendente Seegrave del Sergente Cuff,\ne un ufficiale meno rassicurante da guardare, per una famiglia in difficolt\u00e0.\nvi sfido a scoprirlo, cercate dove potete.\n\n \u00c8 di Lady Verinder? chiese.\n\n S\u00ec, signore.\n\n Sono il sergente Cuff.\n\n Da questa parte, signore, se non vi dispiace.\n\nDurante il tragitto verso la casa, ho menzionato il mio nome e la mia posizione nella\nfamiglia, per convincerlo a parlarmi dell'attivit\u00e0 per la quale\nche la mia signora lo avrebbe assunto. Non disse una parola sull'attivit\u00e0\naffari, tuttavia, per tutto questo. Ha ammirato i terreni e ha osservato che\nche sentiva l'aria del mare molto frizzante e rinfrescante. In privato\nmi chiedevo, da parte mia, come il celebre Cuff si fosse fatto una reputazione.\nRaggiungemmo la casa, con l'indole di due strani cani, accoppiati per la prima volta nella loro vita.\nper la prima volta nella loro vita dalla stessa catena.\n\nChiedendo della mia signora e sentendo che si trovava in uno dei giardini d'inverno, andammo nei giardini sul retro e mandammo a chiamare la signora.\ngiardini sul retro e abbiamo mandato un servo a cercarla.\nun servitore a cercarla. Mentre aspettavamo, il sergente Cuff guard\u00f2\nattraverso l'arco di sempreverdi alla nostra sinistra, scorse il nostro roseto ed entr\u00f2 subito.\ne si avvicin\u00f2 subito, con la prima apparizione di qualcosa di simile all'interesse\nche aveva mostrato fino a quel momento. Con grande stupore del giardiniere e mio disgusto, questo celebre poliziotto si dimostr\u00f2\ndisgusto, questo celebre poliziotto si \u00e8 rivelato una vera e propria miniera di\ndi apprendimento sull'argomento trumpiano dei roseti.\n\n Ah, qui avete la giusta esposizione a sud e sud-ovest,\ndice il sergente, scuotendo la testa brizzolata e con una vena di piacere nella sua voce malinconica.\npiacere nella sua voce malinconica.  Questa \u00e8 la forma di un\nrosery, niente di simile a un cerchio incastonato in un quadrato. S\u00ec, s\u00ec; con passeggiate\ntra tutte le aiuole. Ma non dovrebbero essere passeggiate di ghiaia come queste.\nErba, signor giardiniere, passeggiate tra le rose; la ghiaia \u00e8 troppo dura per loro.\nper loro. Questa \u00e8 una bella aiuola di rose bianche e di rose blush.\nStanno sempre bene insieme, vero? Ecco la rosa muschiata bianca,\nMr. Betteredge, la nostra vecchia rosa inglese che tiene testa alle migliori e alle pi\u00f9 recenti.\nmigliori e le pi\u00f9 nuove. Bella, cara! dice il Sergente, accarezzando la rosa di\nla rosa muschiata con le sue dita allampanate e le parla come se stesse parlando a un bambino.\ncome se stesse parlando a un bambino.\n\nEra un bel tipo di uomo per recuperare il diamante della signorina Rachel e per scoprire il ladro che l'aveva rubato!\nscoprire il ladro che l'ha rubato!\n\n Sembra che le rose le piacciano molto, sergente?  Ho osservato.\n\n Non ho molto tempo per appassionarmi a qualcosa, dice il sergente Cuff.  Ma\nquando ho un momento di affetto da donare, la maggior parte delle volte, Mr.\nBetteredge, lo ottengo dalle rose. Ho iniziato la mia vita in mezzo a loro nel giardino di mio padre\nvivaio di mio padre, e finir\u00f2 la mia vita tra loro, se posso. S\u00ec, \u00e8 cos\u00ec. Uno\nuno di questi giorni (per favore, Dio) mi ritirer\u00f2 dalla cattura dei ladri e mi cimenter\u00f2 nella coltivazione delle rose.\ne mi cimenter\u00f2 nella coltivazione delle rose. Ci saranno passeggiate sull'erba, signor giardiniere,\ntra le mie aiuole, dice il Sergente, nella cui mente i sentieri di ghiaia del nostro roseto\ndel nostro roseto sembravano essere sgradevolmente presenti.\n\n Mi sembra un gusto strano, signore, mi sono azzardato a dire, per un uomo della sua\nvita.\n\n Se vi guardate intorno (cosa che la maggior parte delle persone non fa), dice il sergente Cuff, vedrete che la natura dei gusti di un uomo \u00e8, nella maggior parte dei casi, la stessa\nSergente Cuff, vedrete che la natura dei gusti di un uomo \u00e8, il pi\u00f9 delle volte\ndi un uomo \u00e8, nella maggior parte dei casi, la pi\u00f9 opposta possibile alla natura degli affari di un uomo. Mostratemi due cose pi\u00f9\ndue cose pi\u00f9 opposte l'una all'altra di una rosa e di un ladro.\nladro; e io corregger\u00f2 i miei gusti di conseguenza, se non \u00e8 troppo tardi nella mia\nmia vita. Trovate che la rosa damascena sia una buona riserva per la maggior parte dei\ndelle specie pi\u00f9 tenere, non \u00e8 vero, signor giardiniere? Ah! Lo immaginavo. Ecco una\nsignora che arriva. \u00c8 Lady Verinder?\n\nL'aveva vista prima che la vedessimo io o il giardiniere, anche se noi sapevamo da che parte guardare e lui no.\nCominciai a pensare che fosse un uomo pi\u00f9 svelto di quanto non sembrasse a prima vista.\nuomo pi\u00f9 svelto di quanto sembrasse a prima vista.\n\nL'apparizione del Sergente, o la commissione del Sergente, uno o entrambi sembravano\nuna o l'altra cosa sembravano causare alla mia signora un po' di imbarazzo. Per la prima volta in tutta la mia esperienza\nper la prima volta in tutta la mia esperienza con lei, non sapeva cosa dire a un colloquio con un estraneo.\nun estraneo. Il sergente Cuff la mise subito a suo agio. Chiese se fosse stata impiegata\nse qualcun altro avesse lavorato alla rapina prima che lo mandassimo a chiamare.\ne, sapendo che un'altra persona era stata chiamata e si trovava in casa, chiese di poterle parlare.\ncasa, ha chiesto il permesso di parlargli prima di fare qualsiasi altra cosa.\n\nLa mia signora mi fece strada per tornare indietro. Prima di seguirla, il Sergente si \u00e8 liberato dalla preoccupazione\nmente l'argomento delle passeggiate di ghiaia rivolgendo una parola di commiato al\ngiardiniere.  Fai provare l'erba a sua signoria\", disse, con un'occhiata acida ai sentieri.\ni sentieri.  Niente ghiaia! Niente ghiaia!\n\nPerch\u00e9 il Sovrintendente Seegrave sia apparso di diverse dimensioni\npi\u00f9 piccolo del vero, quando \u00e8 stato presentato al Sergente Cuff, non posso\nspiegare. Posso solo constatare il fatto. Si ritirarono insieme\ne rimasero a lungo al riparo da ogni intrusione mortale. Quando\nuscirono, il signor Sovrintendente era eccitato e il signor Sergente sbadigliava.\nsbadigliando.\n\n Il sergente desidera vedere il salotto di Miss Verinder, dice Mr.\nSeegrave, rivolgendosi a me con grande fasto e foga.  Il Sergente\npotrebbe avere delle domande da fare. Accompagnate il Sergente, se non vi dispiace!\n\nMentre mi veniva ordinato in questo modo, guardai il grande\nCuff. Il grande Cuff, dal canto suo, guardava il sovrintendente Seegrave in quel modo\nquel modo di aspettarsi tranquillamente che ho gi\u00e0 notato. Non posso affermare\nnon posso affermare che fosse in attesa della rapida apparizione del fratello ufficiale in veste di\nposso solo dire che lo sospettavo fortemente.\n\nIo feci strada al piano di sopra. Il Sergente si aggirava dolcemente per tutto l'armadio indiano e per il\nmobile indiano e per tutto il boudoir, facendo domande (ogni tanto\nsolo al signor Sovrintendente, e continuamente a me), la cui deriva\ncredo sia stata ugualmente incomprensibile per entrambi. A tempo debito\na tempo debito, il suo percorso lo port\u00f2 alla porta, mettendolo di fronte al\nil dipinto decorativo che conoscete. Pos\u00f2 un magro dito indagatore\ndito sulla piccola macchia, proprio sotto la serratura, che il sovrintendente Seegrave aveva gi\u00e0 notato.\nSeegrave aveva gi\u00e0 notato, quando aveva rimproverato le donne di servizio perch\u00e9\ndi essersi affollate tutte insieme nella stanza.\n\n \u00c8 un peccato, dice il sergente Cuff.  Come \u00e8 successo?\n\nMi rivolse la domanda. Risposi che le donne di servizio si erano\nche le donne di servizio si erano affollate nella stanza la mattina precedente e che alcune delle loro\nsottoveste avevano combinato il guaio, il sovrintendente Seegrave aveva ordinato loro di\nIl sovrintendente Seegrave aveva ordinato loro di uscire, signore, prima che facessero altri danni.\n\n Giusto! dice il signor Sovrintendente nel suo modo militaresco.  Ho ordinato loro\nfuori. Sono state le sottovesti a farlo, sergente, sono state le sottovesti a farlo.\n\n Ha notato quale sottoveste l'ha fatto? chiese il sergente Cuff, ancora\nrivolgendosi non a suo fratello ufficiale, ma a me.\n\n No, signore.\n\nA questo punto si rivolse al sovrintendente Seegrave e disse: \"Lei\nl'ha notato, suppongo?\n\nIl signor Sovrintendente sembr\u00f2 un po' sorpreso, ma fece del suo meglio.\ndi tutto ci\u00f2.  Non posso accusare la mia memoria, Sergente, disse, una semplice sciocchezza, una semplice sciocchezza.\nuna sciocchezza.\n\nIl Sergente Cuff guard\u00f2 il signor Seegrave, come aveva guardato la ghiaia\ndi ghiaia nel roseto, e ci diede, con il suo modo malinconico, il primo\ndella sua qualit\u00e0 che avevamo gi\u00e0 avuto.\n\n Ho fatto un'indagine privata la settimana scorsa, signor Sovrintendente, ha detto.  Da un lato dell'inchiesta\nun omicidio e dall'altra parte una macchia d'inchiostro su una tovaglia di cui nessuno sapeva spiegare il motivo.\nuna macchia d'inchiostro su una tovaglia di cui nessuno sapeva spiegare il motivo. In tutta\ntutta la mia esperienza lungo le vie pi\u00f9 sporche di questo piccolo mondo, non mi sono mai\nnon ho mai incontrato una cosa simile a una sciocchezza. Prima di fare un passo avanti\nprima di fare un passo avanti in questa faccenda, dobbiamo vedere la sottoveste che ha fatto la macchia,\ne dobbiamo sapere con certezza quando la vernice era bagnata.\n\nIl signor Sovrintendente, prendendo il suo posto, chiese piuttosto imbronciato se dovesse\nse fosse il caso di convocare le donne. Il sergente Cuff, dopo averci pensato un minuto,\nsospir\u00f2 e scosse la testa.\n\n No, disse, prima ci occuperemo della questione della vernice. \u00c8 una questione di\nquestione di S\u00ec o No con la vernice che \u00e8 corta. \u00c8 una questione di\nsottovesti con le donne, che \u00e8 lunga. Che ora era quando la servit\u00f9 era in questa\nservitori erano in questa stanza ieri mattina? Le undici, eh? C'\u00e8\nc'\u00e8 qualcuno in casa che sa se quella vernice era bagnata o asciutta,\nalle undici di ieri mattina?\n\n Il nipote di Sua Signoria, Mr. Franklin Blake, lo sa, dissi.\n\n Il signore \u00e8 in casa?\n\nIl signor Franklin era il pi\u00f9 vicino possibile, in attesa della sua prima\noccasione di essere presentato al grande Cuff. Nel giro di mezzo minuto era\nnella stanza e stava fornendo la sua testimonianza come segue:\n\n Quella porta, sergente, ha detto, \u00e8 stata dipinta dalla signorina Verinder,\nsotto la mia ispezione, con il mio aiuto, e con un veicolo di mia\ncomposizione. Il veicolo asciuga in dodici ore i colori che possono essere usati con esso.\ndodici ore.\n\n Si ricorda quando \u00e8 stata fatta la spalmatura, signore?\nSergente.\n\n Perfettamente, rispose il signor Franklin.  Quello era l'ultimo boccone della\nporta da finire. Volevamo finirla mercoled\u00ec scorso e io stesso l'ho completata alle tre del pomeriggio, o poco dopo.\nio stesso l'ho completata entro le tre del pomeriggio, o poco dopo.\n\n Oggi \u00e8 venerd\u00ec, ha detto il sergente Cuff, rivolgendosi al\nSovrintendente Seegrave.  Facciamo i conti a ritroso, signore. Alle tre del pomeriggio di\nmercoled\u00ec pomeriggio, quella parte di pittura era stata completata. Il veicolo\nveicolo l'ha asciugata in dodici ore, cio\u00e8 l'ha asciugata alle tre di gioved\u00ec mattina.\ndi gioved\u00ec mattina. Alle undici di gioved\u00ec mattina avete tenuto\nla vostra inchiesta qui. Togliendo tre dalle undici, ne rimangono otto. Quella\nLa vernice era asciutta da otto ore, signor sovrintendente, quando lei ha supposto\nche le sottane delle donne di servizio l'avessero imbrattata.\n\nPrimo colpo di grazia per il signor Seegrave! Se non avesse sospettato della povera\nPenelope, l'avrei compatito.\n\nAvendo sistemato la questione della vernice, il sergente Cuff, da quel momento\nda quel momento, diede per spacciato il fratello-ufficiale e si rivolse a Mr.\nFranklin, in quanto assistente pi\u00f9 promettente dei due.\n\n \u00c8 abbastanza probabile, signore, che lei abbia messo l'indizio nelle nostre mani.\nnelle nostre mani.\n\nMentre le parole gli passavano sulle labbra, la porta della camera da letto si apr\u00ec e la signorina Rachel\nRachel usc\u00ec tra noi all'improvviso.\n\nSi rivolse al Sergente, senza sembrare che si accorgesse (o che facesse caso) che era un perfetto sconosciuto per lei.\nche fosse un perfetto estraneo per lei.\n\n Avete detto, chiese indicando il signor Franklin, che _lui_ aveva messo l'indizio nelle vostre mani?\nl'indizio nelle sue mani?\n\n(Questa \u00e8 la signorina Verinder, ho sussurrato, dietro il sergente).\n\n Quel signore, signorina, dice il sergente con i suoi occhi grigi come l'acciaio\nstudiando attentamente il viso della mia signorina, forse ha messo l'indizio nelle nostre mani.\nnostre mani.\n\nSi volt\u00f2 per un attimo e cerc\u00f2 di guardare il signor Franklin. Dico,\ntentato, perch\u00e9 improvvisamente distolse lo sguardo prima che i loro occhi si incontrassero. Sembrava\nsembrava esserci uno strano turbamento nella sua mente. Si color\u00f2 e poi torn\u00f2 a impallidire.\npoi impallid\u00ec di nuovo. Con il pallore, si present\u00f2 un nuovo sguardo\nsguardo sul suo viso, uno sguardo che mi fece trasalire.\n\n Avendo risposto alla sua domanda, signorina, dice il sergente, mi permetto di\ndi fare un'indagine a mia volta. C'\u00e8 una macchia sulla pittura della vostra\nporta, qui. Sapete per caso quando \u00e8 stato fatto o chi \u00e8 stato?\n\nInvece di rispondere, la signorina Rachel continu\u00f2 con le sue domande, come se non avesse parlato o come se non l'avesse sentito.\ncome se lui non avesse parlato o come se lei non lo avesse sentito.\n\n Lei \u00e8 un altro agente di polizia? chiese.\n\n Sono il sergente Cuff, signorina, della polizia investigativa.\n\n Credi che valga la pena di avere un consiglio da una giovane donna?\n\n Sar\u00f2 felice di sentirlo, signorina.\n\n Fate il vostro dovere da soli e non permettete a Mr Franklin Blake di aiutarvi!\na fare il suo dovere!\n\nPronunci\u00f2 quelle parole in modo cos\u00ec dispettoso, cos\u00ec selvaggio, con un tale\nstraordinario di cattiveria nei confronti del signor Franklin, nella voce e nello sguardo.\ne nel suo sguardo, che sebbene la conoscessi fin da bambina, sebbene la amassi e onorassi\nl'amavo e la onoravo accanto alla mia signora, mi vergognai della signorina Rachel per la prima volta in vita mia.\nRachel per la prima volta in vita mia.\n\nGli occhi immobili del sergente Cuff non si staccarono mai dal suo viso.  Grazie\nGrazie, signorina, disse.  Per caso sa qualcosa dell'imbrattamento?\nPotrebbe averlo fatto lei stessa per caso?\n\n Non so nulla dell'imbrattamento.\n\nCon questa risposta, si allontan\u00f2 e si rinchiuse di nuovo nella sua\ncamera da letto. Questa volta la sentii, come l'aveva sentita Penelope, scoppiare a piangere non appena fu di nuovo sola.\npiangere non appena fu di nuovo sola.\n\nNon riuscii a guardare il Sergente e guardai Mr.\nFranklin, che era il pi\u00f9 vicino a me. Sembrava ancora pi\u00f9 addolorato\nangosciato di me per quello che era successo.\n\n Ti avevo detto che non mi sentivo a mio agio con lei\", disse.  E ora capisci perch\u00e9.\n\n La signorina Verinder sembra essere un po' gi\u00f9 di morale per la perdita del suo\nil suo diamante, osserv\u00f2 il sergente.  \u00c8 un gioiello di valore. Naturale\nabbastanza naturale! Abbastanza naturale!\n\nEcco che la scusa che avevo addotto per lei (quando si era dimenticata di s\u00e9\nSeegrave, il giorno precedente) \u00e8 stata inventata di nuovo per lei, da un uomo che non poteva avere il\nda un uomo che non poteva avere il mio interesse a crearla, perch\u00e9 era un perfetto estraneo!\nperch\u00e9 era un perfetto sconosciuto! Una specie di brivido freddo mi attravers\u00f2\nbrivido freddo che non riuscii a spiegarmi in quel momento. Ora so che il primo sospetto\nche in quel momento devo aver avuto il primo sospetto di una nuova luce (e orribile\nluce) che era improvvisamente caduta sul caso, nella mente del sergente\nCuff, puramente e interamente in conseguenza di ci\u00f2 che aveva visto nella signorina\nRachel, e sentito dalla signorina Rachel, in quel primo colloquio tra\nloro.\n\n La lingua di una ragazza \u00e8 un membro privilegiato, signore, dice il sergente al signor Franklin.\nal signor Franklin.  Dimentichiamo quello che \u00e8 successo e proseguiamo subito\ncon questa faccenda. Grazie a voi, sappiamo quando la vernice era asciutta. La prossima cosa da scoprire\nprossima cosa da scoprire \u00e8 quando la vernice \u00e8 stata vista per l'ultima volta senza quella\nmacchia. Lei ha la testa sulle spalle e capisce cosa voglio dire.\ncosa voglio dire.\n\nIl signor Franklin si ricompose e torn\u00f2, con uno sforzo da parte di Miss\nRachel all'argomento in questione.\n\n Credo di capire, ha detto.  Pi\u00f9 restringiamo la questione del\ntempo, pi\u00f9 restringiamo anche il campo di indagine.\n\n Ecco, signore, disse il sergente.  Ha notato il suo lavoro qui, il\nmercoled\u00ec pomeriggio, dopo averlo fatto?\n\nIl signor Franklin scosse la testa e rispose: \"Non posso dire di averlo fatto.\n\n E tu?\" chiese il sergente Cuff, rivolgendosi a me.\n\n Non posso dire di averlo fatto anch'io, signore.\n\n Chi \u00e8 stata l'ultima persona nella stanza, l'ultima cosa mercoled\u00ec sera?\nsera?\n\n La signorina Rachel, suppongo, signore.\n\nIl signor Franklin ha colpito l\u00ec dentro, o forse sua figlia, Betteredge.\nSi rivolse al sergente Cuff, e spieg\u00f2 che mia figlia era la cameriera di Miss\nVerinder.\n\n Signor Betteredge, chieda a sua figlia di farsi avanti. Fermo! dice il\nSergente, portandomi alla finestra, lontano dalle orecchie.\nIl vostro Sovrintendente qui, continu\u00f2, in un sussurro, mi ha fatto un rapporto abbastanza completo\nrapporto sul modo in cui ha gestito il caso. Tra le\ntra le altre cose, ha, per sua stessa confessione, incastrato i domestici\ndi servit\u00f9. \u00c8 molto importante che si calmino di nuovo. Lo dica a sua figlia,\ne a tutti gli altri, queste due cose, con i miei complimenti:\nPrimo: non ho ancora le prove che il Diamante sia stato rubato.\nche il Diamante sia stato rubato; so solo che il Diamante \u00e8 stato perso. Secondo, che\nil mio compito qui con la servit\u00f9 \u00e8 semplicemente quello di chiedere loro di mettere la testa\ntesta e di aiutarmi a trovarlo.\n\nLa mia esperienza con le donne di servizio, quando il sovrintendente Seegrave ha imposto il suo\nSeegrave ha imposto l'embargo sulle loro stanze, mi \u00e8 tornata utile in questo caso.\n\n Posso osare, sergente, dire alle donne una terza cosa?  I\nchiesto.  Sono libere (con i vostri complimenti) di agitarsi su e gi\u00f9 per le\ndi sotto, e di entrare e uscire dalle loro camere da letto, se l'attacco le prende\nse l'attacco le prende?\n\n Perfettamente libero, disse il sergente.\n\n Questo li appianer\u00e0, signore, osservai, dal cuoco allo scultore.\nscullion.\n\n Vada e lo faccia subito, signor Betteredge.\n\nL'ho fatto in meno di cinque minuti. C'\u00e8 stata solo una difficolt\u00e0 quando\nuna sola difficolt\u00e0, quando sono arrivato alla parte relativa alle camere da letto. Ci volle uno sforzo piuttosto deciso\ndella mia autorit\u00e0, in quanto capo, per evitare che l'intera famiglia femminile\ndi seguire me e Penelope al piano di sopra, in qualit\u00e0 di testimoni volontari in preda alla febbre\ntestimoni volontari in preda a un'ardente febbre di ansia per aiutare il sergente Cuff.\n\nIl sergente sembr\u00f2 approvare Penelope. Era diventato un po' meno\ncupo; e aveva lo stesso aspetto che aveva quando aveva notato la rosa muschiata bianca nel\nrosa muschiata bianca nel giardino fiorito. Ecco la testimonianza di mia figlia, come\ncome le \u00e8 stata estorta dal Sergente. L'ha resa, credo, in modo molto\nma, ecco! \u00c8 la mia bambina in tutto e per tutto: non c'\u00e8 nulla di sua madre in lei.\nSignore ti benedica, non c'\u00e8 nulla di sua madre in lei!\n\nPenelope esamin\u00f2: Si \u00e8 interessata molto al dipinto sulla porta,\navendo aiutato a mescolare i colori. Ha notato il pezzo di lavoro sotto la\nserratura, perch\u00e9 era l'ultimo pezzo fatto. L'aveva visto, qualche ora dopo\ndopo, senza alcuna sbavatura. L'aveva lasciato, fino alle dodici di sera,\nsenza una macchia. A quell'ora aveva augurato la buonanotte alla sua signorina in camera da letto.\ncamera da letto; aveva sentito l'orologio battere nel boudoir; aveva la mano in quel momento\nmano sulla maniglia della porta dipinta; sapeva che la vernice era bagnata (avendo aiutato a mescolare i colori).\n(avendo aiutato a mescolare i colori, come detto); si \u00e8 preoccupata di non toccarlo\ndi non toccarla; pu\u00f2 giurare di aver tenuto su le gonne del suo vestito,\ne che allora non c'erano sbavature sulla vernice; non poteva giurare che il suo vestito potesse\nche il suo vestito non l'avesse toccato accidentalmente mentre usciva;\nricordava il vestito che indossava, perch\u00e9 era nuovo, un regalo della signorina Rachel.\nRachel; suo padre se ne ricordava e sapeva anche parlarne; poteva,\ne l'avrebbe fatto; il vestito \u00e8 stato riconosciuto dal padre come il vestito che indossava quella sera.\nvestito che indossava quella sera; le gonne vennero esaminate, un lavoro lungo dalle dimensioni\ngonne, un lavoro lungo per le loro dimensioni; non \u00e8 stato trovato il fantasma di una macchia di vernice da nessuna parte. Fine\nLa prova di Penelope e anche molto bella e convincente. Firmato,\nGabriel Betteredge.\n\nIl sergente mi interrog\u00f2 su eventuali cani di grossa taglia presenti in casa che avrebbero potuto\nin casa che potevano essere entrati nella stanza e aver fatto il misfatto\ncon un colpo di coda. Sentendosi rispondere che ci\u00f2 era impossibile, ha poi\nuna lente d'ingrandimento e prov\u00f2 come appariva la macchia, vista in quel modo.\nin quel modo. Nessun segno di pelle (come quello di una mano umana) era impresso sulla vernice. Tutti\ntutti i segni visibili che indicavano che la vernice era stata spalmata da\nqualche capo sciolto del vestito di qualcuno che l'aveva toccata durante il passaggio. Che\nqualcuno (mettendo insieme la testimonianza di Penelope e quella del signor Franklin) doveva essere nella stanza.\nFranklin) deve essere stato nella stanza e aver fatto il misfatto tra la mezzanotte e le tre del gioved\u00ec.\nmezzanotte e le tre del gioved\u00ec mattina.\n\nAvendo portato la sua indagine a questo punto, il sergente Cuff\nscopr\u00ec che una persona come il sovrintendente Seegrave era ancora\nnella stanza, al che egli riassunse il procedimento a beneficio del suo\nfratello ufficiale, come segue:\n\n Questa sua sciocchezza, signor Sovrintendente, dice il Sergente, indicando il posto sulla porta, \u00e8 diventata un po' pi\u00f9 importante\nsulla porta, \u00e8 diventata un po' pi\u00f9 importante dall'ultima volta che l'ha notata.\nl'ultima volta che l'ha notata. Allo stadio attuale dell'indagine ci sono, come\ntre scoperte da fare, a partire da quella macchia. Scoprire\n(primo) se c'\u00e8 qualche capo d'abbigliamento in questa casa con la\nvernice. Scoprire (secondo) a chi appartiene quel vestito.\nScoprite (terzo) come questa persona possa giustificare il fatto di essere stata in questa\nstanza e ha imbrattato la vernice tra mezzanotte e le tre del mattino.\nSe la persona non \u00e8 in grado di soddisfarvi, non dovete cercare la mano che ha preso il diamante.\nche ha preso il Diamante. Lavorer\u00f2 da solo, se non vi dispiace, e non vi tratterr\u00f2 pi\u00f9\ne non vi tratterr\u00f2 pi\u00f9 dalle vostre attivit\u00e0 abituali in citt\u00e0. Avete\nuno dei suoi uomini qui, vedo. Lasciatelo qui a mia disposizione, nel caso in cui\nNel caso in cui ne avessi bisogno, mi permetta di augurarle il buongiorno.\n\nIl rispetto del Sovrintendente Seegrave per il Sergente era grande, ma quello per se stesso era ancora pi\u00f9 grande.\nrispetto per se stesso era ancora maggiore. Colpito duramente dal celebre Cuff,\nha risposto in modo intelligente, al meglio delle sue possibilit\u00e0, uscendo dalla stanza.\n\n Finora mi sono astenuto dall'esprimere qualsiasi opinione, dice il Sig.\nSovrintendente, con la sua voce militare ancora ben funzionante.  I\nHo solo un'osservazione da fare quando lascio questo caso nelle vostre mani.\nEsiste una cosa, Sergente, che significa fare di una montagna una\nun mucchio di mole. Buongiorno.\n\n Esiste anche la possibilit\u00e0 di non fare nulla di un mucchio di mole, in conseguenza della\nche la testa \u00e8 troppo alta per vederla.  Dopo aver ricambiato i complimenti del fratello\nfratello ufficiale in questi termini, il sergente Cuff si gir\u00f2 e si allontan\u00f2 da solo verso la finestra.\ne si allontan\u00f2 da solo verso la finestra.\n\nIl signor Franklin e io aspettammo di vedere cosa sarebbe successo dopo. Il sergente\nstava alla finestra con le mani in tasca, guardava fuori e\nfischiettando dolcemente tra s\u00e9 e s\u00e9 il motivo de L'ultima rosa d'estate.\nPi\u00f9 tardi scoprii che dimenticava le buone maniere solo per fischiettare\nfino al punto di fischiettare, quando la sua mente era alacremente all'opera, vedendo la sua strada\nper raggiungere i propri scopi privati, e in queste occasioni L'ultima rosa d'estate\nd'estate evidentemente lo aiutava e lo incoraggiava. Suppongo che si adattasse\nin qualche modo con il suo carattere. Gli ricordava, come vedete, le sue rose preferite.\nrose preferite e, mentre la fischiettava, era la melodia pi\u00f9 malinconica che esistesse.\n\nDopo un paio di minuti, il sergente si allontan\u00f2 dalla finestra\nal centro della stanza e si ferm\u00f2 l\u00ec, immerso nei suoi pensieri, con gli occhi puntati sulla\ngli occhi sulla porta della camera della signorina Rachel. Dopo un po' si svegli\u00f2\ndopo un po' si svegli\u00f2, fece un cenno con la testa, come per dire: \"Va bene\", e..,\nrivolgendosi a me, chiese dieci minuti di conversazione con la mia padrona, al pi\u00f9 presto possibile.\nprima possibile con sua signoria.\n\nUscendo dalla stanza con questo messaggio, sentii il signor Franklin fare una domanda al sergente.\nSergente una domanda, e mi fermai per ascoltare la risposta anche sulla\nsoglia della porta.\n\n Non \u00e8 ancora in grado di indovinare, si chiede il signor Franklin, chi ha rubato il\nDiamante?\n\n Nessuno ha rubato il Diamante\", rispose il sergente Cuff.\n\nA quella straordinaria visione del caso siamo entrambi trasaliti ed entrambi lo abbiamo\npregandolo vivamente di dirci che cosa intendeva dire.\n\n Aspettate un po', disse il Sergente.  I pezzi del puzzle non sono\nancora tutti insieme.\n\n\nCAPITOLO XIII\n\nHo trovato la mia signora nel suo salotto. Si \u00e8 alzata e sembrava infastidita\nquando le ho detto che il sergente Cuff voleva parlarle.\n\n Devo vederlo? chiese lei.  Non puoi rappresentarmi, Gabriel?\n\nNon riuscivo a capirlo e lo dimostrai chiaramente, credo,\nnel mio viso. La mia signora fu cos\u00ec gentile da spiegarsi.\n\n Temo che i miei nervi siano un po' scossi\", ha detto.  C'\u00e8\nqualcosa in quell'ufficiale di polizia di Londra che mi fa indietreggiare, non so perch\u00e9.\nnon so perch\u00e9. Ho il presentimento che stia portando con s\u00e9 guai e\nmiseria con s\u00e9 in casa. Molto sciocco, e molto diverso da me, ma...\nma \u00e8 cos\u00ec.\n\nNon sapevo proprio cosa rispondere. Pi\u00f9 vedevo il sergente Cuff e pi\u00f9 mi piaceva.\npi\u00f9 mi piaceva. La mia signora si riprese un po' dopo avermi aperto il suo cuore.\ncuore a me, essendo, naturalmente, una donna di grande coraggio, come vi ho gi\u00e0 detto.\ncome vi ho gi\u00e0 detto.\n\n Se devo vederlo, devo farlo, disse.  Ma non riesco a convincere me stessa\ndi vederlo da sola. Portalo dentro, Gabriel, e rimani qui fino a quando lui\nrimane.\n\nQuesto \u00e8 stato il primo attacco di megrim che ricordavo nella mia\nmia padrona dai tempi in cui era una ragazzina. Tornai nel\n boudoir.  Mr. Franklin usc\u00ec in giardino e raggiunse Mr.\nGodfrey, la cui partenza si stava ormai avvicinando. Il sergente Cuff\ne io andammo direttamente nella stanza della mia padrona.\n\nDichiaro che la mia signora \u00e8 diventata un po' pi\u00f9 pallida alla sua vista! Tuttavia\nsi \u00e8 comunque comportata bene per il resto, e ha chiesto al sergente\nse avesse qualche obiezione alla mia presenza. Fu cos\u00ec gentile da aggiungere\nche io ero il suo fidato consigliere, oltre che il suo vecchio servitore, e che in\nper tutto ci\u00f2 che riguardava la famiglia ero la persona che poteva\nessere la persona pi\u00f9 proficua da consultare. Il sergente rispose gentilmente che\nche avrebbe accettato la mia presenza come un favore, avendo qualcosa da dire sulla\ndomestici in generale, e avendo trovato la mia esperienza in quel settore\nesperienza in quel campo gli era gi\u00e0 stata utile. La mia signora mi indic\u00f2 due sedie e ci mettemmo subito in\nsubito per la nostra conferenza.\n\n Mi sono gi\u00e0 fatto un'opinione su questo caso, dice il sergente Cuff,\n e chiedo il permesso a Vostra Signoria di tenerla per me per il momento.\nper ora. Il mio compito ora \u00e8 quello di menzionare ci\u00f2 che ho scoperto al piano di sopra\nnel salotto della signorina Verinder, e di ci\u00f2 che ho deciso (con il permesso di vostra\ncon il permesso di Vostra Signoria) di fare la prossima mossa.\n\nHa poi approfondito la questione della macchia sulla vernice, e ha esposto le\nconclusioni che ne trasse, proprio come le aveva esposte (solo con\ncon maggior rispetto del linguaggio) al sovrintendente Seegrave.  Una cosa\nha detto, in conclusione, \u00e8 certa. Il Diamante \u00e8 scomparso dal\ncassetto dell'armadio. Un'altra cosa \u00e8 quasi certa. I segni dello\ndella macchia sulla porta devono essere su qualche capo di vestiario appartenente a\nqualcuno in questa casa. Dobbiamo scoprire quel capo d'abbigliamento prima di\ndi fare un altro passo avanti.\n\n E questa scoperta, ha osservato la mia signora, implica, presumo, la scoperta del ladro?\nscoperta del ladro?\n\n Chiedo scusa a Vostra Signoria se non dico che il diamante \u00e8 stato rubato. Dico solo\nche il Diamante \u00e8 scomparso. La scoperta del vestito\nvestito macchiato potrebbe aprire la strada al suo ritrovamento.\n\nSua Signoria mi guard\u00f2.  Lo capisci? disse.\n\n Il sergente Cuff lo capisce, mia signora, risposi.\n\n Come pensate di scoprire il vestito macchiato?\npadrona, rivolgendosi ancora una volta al sergente.  I miei bravi\nservitori, che sono con me da anni, hanno, mi vergogno a dirlo,\nche l'altro ufficiale ha gi\u00e0 perquisito le loro scatole e le loro stanze. I\nnon posso e non voglio permettere che vengano insultati in questo modo una seconda volta!\n\n(C'era una padrona da servire! C'era una donna su diecimila, se\nse si vuole!)\n\n \u00c8 proprio questo il punto che stavo per sottoporre a Sua Signoria, disse il sergente.\nSergente.  L'altro ufficiale ha fatto un gran male a questa inchiesta,\nlasciando che i domestici vedessero che lui sospettava di loro. Se io do loro\nse do loro motivo di pensare di essere sospettati una seconda volta, non si pu\u00f2 sapere\nquali ostacoli potrebbero frapporsi, soprattutto le donne. Allo stesso tempo\nAllo stesso tempo, le loro scatole devono essere perquisite di nuovo per la semplice ragione\nche la prima indagine ha cercato solo il Diamante e che la seconda deve cercare\nche la seconda indagine deve cercare il vestito macchiato. Sono del tutto\nsono d'accordo con voi, mia signora, che i sentimenti della servit\u00f9 debbano essere\nconsultati. Ma sono altrettanto d'accordo sul fatto che gli armadi della servit\u00f9 debbano essere\nessere ispezionati.\n\nSembrava proprio una situazione di stallo. La mia signora l'ha detto, in un linguaggio\ndel mio.\n\n Ho un piano per affrontare la difficolt\u00e0, ha detto il sergente Cuff, se vostra signoria lo accetta.\nvostra signoria lo accetter\u00e0. Propongo di spiegare il caso alla\ndomestici.\n\n Le donne si riterranno direttamente sospettate, dissi,\ninterrompendolo.\n\n Le donne non lo faranno, signor Betteredge, rispose il sergente, se posso dire loro che\ndire loro che esaminer\u00f2 gli armadi di _tutti_, da Sua Signoria in gi\u00f9, che hanno dormito in casa mercoled\u00ec notte.\nda Sua Signoria in gi\u00f9, che hanno dormito in casa mercoled\u00ec notte. \u00c8 una\nformalit\u00e0, aggiunse, con un'occhiata laterale alla mia padrona; ma la servit\u00f9 lo accetter\u00e0 come un accordo equo\nservitori lo accetteranno come un accordo equo tra loro e i loro superiori;\ne, invece di ostacolare l'indagine, si faranno un punto d'onore di aiutarla.\nd'onore di assisterla.\n\nHo visto la verit\u00e0. La mia signora, dopo che la sua prima sorpresa era finita,\nha capito la verit\u00e0 anche lei.\n\n \u00c8 sicuro che l'indagine sia necessaria? Ha detto.\n\n \u00c8 la via pi\u00f9 breve che vedo, signora, per raggiungere il fine che abbiamo in mente.\nvista.\n\nLa mia padrona si alz\u00f2 per suonare il campanello della sua cameriera.  Parlerai con la servit\u00f9\ncon le chiavi del mio guardaroba in mano.\n\nIl sergente Cuff la ferm\u00f2 con una domanda inaspettata.\n\n Non \u00e8 meglio assicurarsi prima, chiese, che anche le altre signore e i signori della casa siano d'accordo?\ne signori della casa siano d'accordo?\n\n L'unica altra signora della casa \u00e8 la signorina Verinder, rispose la mia\ncon uno sguardo di sorpresa.  Gli unici gentiluomini sono i miei nipoti,\nMr. Blake e Mr. Ablewhite. Non c'\u00e8 il minimo timore di un rifiuto da parte di nessuno dei tre.\nda nessuno dei tre.\n\nHo ricordato alla mia signora che il signor Godfrey stava per partire. Mentre pronunciavo queste\nGodfrey stesso buss\u00f2 alla porta per salutarmi e fu seguito dal signor Franklin, che lo accompagnava alla stazione.\nseguito da Mr. Franklin, che lo stava accompagnando alla stazione. La mia\nsignora mi spieg\u00f2 la difficolt\u00e0. Il signor Godfrey la risolse subito. Egli\ndalla finestra a Samuel di portare di nuovo il suo borsello al piano di sopra.\ne poi mise lui stesso la chiave in mano al sergente Cuff.  Il mio\nIl mio bagaglio pu\u00f2 seguirmi a Londra, disse, quando l'inchiesta sar\u00e0 conclusa.\nIl Sergente ricevette la chiave con le sue scuse.  Mi dispiace di\ndi averla messa in difficolt\u00e0, signore, per una mera formalit\u00e0; ma l'esempio dei loro superiori far\u00e0 miracoli.\nesempio dei loro superiori far\u00e0 miracoli nel riconciliare la servit\u00f9 a\nquesta inchiesta.  Il signor Godfrey, dopo essersi congedato dalla mia signora, in modo molto\nmodo simpatico, lasci\u00f2 un messaggio d'addio alla signorina Rachel, i cui termini mi fecero capire\nche mi hanno fatto capire che non aveva accettato un no come risposta e che intendeva mettere\nrisposta e che intendeva riproporle la questione del matrimonio alla prossima occasione.\ndi nuovo la domanda di matrimonio, alla prossima occasione. Il signor Franklin, seguendo il cugino all'uscita, inform\u00f2 il sergente\nFranklin, seguendo suo cugino, inform\u00f2 il sergente che tutti i suoi vestiti erano\ne che nulla di ci\u00f2 che possedeva era tenuto sotto chiave.\nIl sergente Cuff fece i suoi migliori ringraziamenti. Il suo punto di vista, come\nle sue opinioni, come avrete notato, erano state accolte con la massima disponibilit\u00e0 dalla mia signora, da Mr.\nGodfrey e dal signor Franklin. Mancava solo Miss. Rachel che voleva\ndi seguire il loro esempio, prima di chiamare a raccolta la servit\u00f9 e iniziare la ricerca\nla ricerca del vestito macchiato.\n\nL'inspiegabile obiezione della mia signora nei confronti del sergente sembrava rendere la nostra\nconferenza pi\u00f9 sgradevole che mai, non appena fummo lasciati di nuovo soli.\ndi nuovo soli.  Se vi mando gi\u00f9 le chiavi di Miss Verinder, gli disse, presumo che avr\u00f2 fatto tutto quello che volete da me.\nSe vi mando gi\u00f9 le chiavi della signorina Verinder\", gli disse, \"presumo che avr\u00f2 fatto tutto quello che volete da me per il momento\".\n\n Chiedo scusa a Vostra Signoria, disse il sergente Cuff.  Prima di iniziare, vorrei\nvorrei, se possibile, avere il libro dei panni. Il capo macchiato\nmacchiato potrebbe essere un capo di biancheria. Se la ricerca non porta a nulla\nSe la ricerca non porta a nulla, voglio essere in grado di rendere conto di tutta la biancheria in\ncasa e di tutta la biancheria mandata a lavare. Se c'\u00e8 un articolo mancante\nSe manca un articolo, ci sar\u00e0 almeno la presunzione che abbia la\nmacchia di vernice e che sia stato fatto sparire di proposito,\nieri o oggi, dalla persona che lo possiede. Il sovrintendente Seegrave,\nha aggiunto il Sergente, rivolgendosi a me, ha richiamato l'attenzione delle donne di servizio\ndonne di servizio sulla macchia, quando si sono affollate nella stanza gioved\u00ec mattina.\ngioved\u00ec mattina. Potrebbe risultare, signor Betteredge, che sia stata un'altra delle\naltro dei tanti errori del sovrintendente Seegrave.\n\nLa mia signora mi ha chiesto di suonare il campanello e di ordinare il libro dei panni. \u00c8 rimasta con noi fino a quando\n\u00e8 rimasta con noi fino a quando non \u00e8 stato prodotto, nel caso in cui il sergente Cuff avesse avuto qualche\nrichiesta da parte del sergente Cuff dopo averlo visionato.\n\nIl libro-lavandino \u00e8 stato portato da Rosanna Spearman. La ragazza era scesa\na colazione quella mattina, miseramente pallida e sparuta, ma sufficientemente guarita dalla malattia del giorno precedente\nma si era ripresa a sufficienza dalla malattia del giorno precedente per fare il suo\nlavoro abituale. Il Sergente Cuff guard\u00f2 con attenzione la nostra seconda cameriera, quando entr\u00f2.\nil suo viso, quando entrava; la sua spalla storta, quando usciva.\n\n Avete altro da dirmi? chiese la signora, ancora desiderosa come sempre di uscire dalla societ\u00e0 del sergente.\ndi uscire dalla societ\u00e0 del sergente.\n\nIl grande Cuff apr\u00ec il libro dei panni, lo cap\u00ec perfettamente in mezzo minuto e lo richiuse.\nmezzo minuto, e lo richiuse.  Mi permetto di disturbare Vostra Signoria\ncon un'ultima domanda, disse.  La giovane donna che ci ha portato questo\nquesto libro \u00e8 stata alle sue dipendenze quanto gli altri domestici?\n\n Perch\u00e9 me lo chiedi? disse la mia signora.\n\n L'ultima volta che l'ho vista, rispose il sergente, era in prigione\nper furto.\n\nDopodich\u00e9, non c'era altro da fare che dirgli la verit\u00e0. La mia\npadrona si sofferm\u00f2 molto sulla buona condotta di Rosanna al suo servizio e sulla\nsull'alta opinione che la matrona del riformatorio aveva di lei.\nRiformatorio.  Spero che non sospettiate di lei?\nconclusione, con molta seriet\u00e0.\n\n Ho gi\u00e0 detto a Sua Signoria che non sospetto che qualcuno in casa abbia rubato fino ad ora.\ncasa di aver rubato fino a questo momento.\n\nDopo questa risposta, la mia signora si alz\u00f2 per andare di sopra e chiedere le chiavi della signorina Rachel.\nRachel. Il sergente mi ha preceduto nell'aprire la porta.\nper lei. Fece un inchino molto basso. La mia signora rabbrivid\u00ec quando gli pass\u00f2 davanti.\n\nAbbiamo aspettato e aspettato, ma non \u00e8 comparsa nessuna chiave. Il sergente Cuff non fece\ncommento a me. Volse il suo volto malinconico verso la finestra; mise le mani allampanate in tasca e fischiett\u00f2\nmani allampanate nelle tasche e fischiett\u00f2 dolcemente tra s\u00e9 e s\u00e9 \"L'ultima rosa d'estate\".\ndolcemente tra s\u00e9 e s\u00e9.\n\nFinalmente Samuel entr\u00f2, non con le chiavi, ma con un pezzo di carta per me.\nper me. Con un po' di fatica e di incertezza riuscii a prendere i miei occhiali,\nsentendo gli occhi tristi del sergente fissi su di me per tutto il tempo. C'erano\ndue o tre righe sul foglio, scritte a matita dalla mia signora. Esse\nmi informavano che la signorina Rachel si rifiutava categoricamente di far esaminare il suo guardaroba.\nesaminare il suo guardaroba. Interrogata sulle sue ragioni, era scoppiata a piangere. Interrogata di nuovo,\naveva detto: \"Non voglio, perch\u00e9 non voglio:  Non voglio, perch\u00e9 non voglio. Devo cedere alla forza se la usate, ma non ceder\u00f2 a nient'altro.\nse la usate, ma non ceder\u00f2 a nient'altro.  Capivo la riluttanza della mia signora\nmia signora di non voler affrontare il sergente Cuff con una risposta\nfiglia come quella. Se non fossi stato troppo vecchio per le amabili debolezze della giovent\u00f9\ndella giovinezza, credo che sarei arrossita all'idea di affrontarlo\nio stesso.\n\n Ci sono notizie delle chiavi della signorina Verinder? chiese il sergente.\n\n La mia ragazza si rifiuta di farsi esaminare il guardaroba.\n\n Ah! disse il sergente.\n\nLa sua voce non era in uno stato di disciplina cos\u00ec perfetto come il suo\nviso. Quando disse Ah! lo disse con il tono di chi ha sentito qualcosa che si aspettava di sentire.\nqualcosa che si aspettava di sentire. Mi fece per met\u00e0 arrabbiare e per met\u00e0\nspaventato perch\u00e9, non saprei dire, ma lo fece.\n\n Bisogna rinunciare alla ricerca?  Ho chiesto.\n\n S\u00ec, disse il Sergente, la perquisizione deve essere abbandonata, perch\u00e9 la vostra\nsignorina si rifiuta di sottoporvisi come gli altri. Dobbiamo esaminare tutti\ntutti gli armadi della casa o nessuno. Mandate la valigia di Mr. Ablewhite a Londra con il prossimo treno.\nAblewhite a Londra con il prossimo treno, e restituite il libro di biancheria, con i miei complimenti e ringraziamenti, alla giovane signora.\ncon i miei complimenti e ringraziamenti, alla giovane donna che l'ha portato.\n\nAppoggi\u00f2 il libro dei panni sul tavolo e, tirando fuori il coltellino,\ninizi\u00f2 a tagliarsi le unghie.\n\n Non mi sembra che tu sia molto deluso, dissi.\n\n No, disse il sergente Cuff, non sono molto deluso.\n\nHo cercato di farlo spiegare.\n\n Perch\u00e9 la signorina Rachel dovrebbe ostacolarla?  Ho chiesto.\n Non \u00e8 suo interesse aiutarla?\n\n Aspetti un po', signor Betteredge, aspetti un po'.\n\nTeste pi\u00f9 intelligenti della mia potrebbero aver capito la sua deriva. O una persona meno\naffezionata alla signorina Rachel di quanto lo fossi io, avrebbe potuto capire la sua deriva. L'orrore della mia signora\nmia signora potrebbe (come ho pensato in seguito) aver visto la sua deriva (come dice la Scrittura) in un vetro scuro.\nla sua deriva (come dice la Scrittura) in un vetro scuro.  Io non l'ho visto\neppure \u00e8 tutto ci\u00f2 che so.\n\n Che cosa si deve fare adesso?  Ho chiesto.\n\nIl sergente Cuff fin\u00ec il chiodo su cui stava lavorando, lo guard\u00f2 per un momento con\ncon un interesse malinconico, e ritir\u00f2 il coltellino.\n\n Usciamo in giardino, disse, e diamo un'occhiata alle rose.\nrose.\n\n\nCAPITOLO XIV\n\nLa via pi\u00f9 vicina al giardino, uscendo dal salotto della signora,\nera il sentiero degli arbusti, che gi\u00e0 conoscete. Per farvi capire meglio\nmeglio la vostra comprensione di ci\u00f2 che sta per accadere, posso aggiungere a questo,\nche il sentiero degli arbusti era la passeggiata preferita del signor Franklin. Quando era\nquando era in giro per il parco, e quando non riuscivamo a trovarlo da nessun'altra parte, lo trovavamo\ngeneralmente lo trovavamo qui.\n\nTemo di dover ammettere di essere un vecchio piuttosto ostinato. Pi\u00f9\npi\u00f9 fermamente il sergente Cuff mi teneva nascosti i suoi pensieri, pi\u00f9 fermamente\npi\u00f9 fermamente mi ostinavo a cercare di guardarli. Mentre svoltavamo nel\nsentiero di arbusti, cercai di aggirarlo in un altro modo.\n\n Per come stanno le cose ora, ho detto, se fossi al vostro posto, sarei in preda al\ndi rabbia.\n\n Se foste al mio posto, rispose il Sergente, vi sareste fatti un'opinione.\nun'opinione e, per come stanno le cose ora, qualsiasi dubbio\ndubbio sulle vostre conclusioni sarebbe stato completamente\ndi dubbio sulle proprie conclusioni. Per il momento non importa quali siano queste conclusioni, Mr.\nBetteredge. Non l'ho fatta venire qui per attirarmi come un tasso; l'ho fatta venire qui per chiedere\nl'ho portata qui per chiederle alcune informazioni. Avrebbe potuto\ndarmele senza dubbio in casa, invece che fuori. Ma le porte\ne gli ascoltatori hanno la capacit\u00e0 di mettersi d'accordo; e, nel mio genere di vita, coltiviamo\nvita, coltiviamo un sano gusto per l'aria aperta.\n\nChi doveva aggirare _questo_ uomo? Mi sono arreso e ho aspettato il pi\u00f9 pazientemente possibile\npossibile per sentire cosa sarebbe successo dopo.\n\n Non entreremo nel merito delle motivazioni della signorina, prosegu\u00ec il sergente;\n diremo solo che \u00e8 un peccato che rifiuti di assistermi, perch\u00e9, cos\u00ec facendo, rende l'indagine pi\u00f9 difficile di quanto potrebbe essere\nperch\u00e9, cos\u00ec facendo, rende questa indagine pi\u00f9 difficile di quanto\naltrimenti. Dobbiamo ora cercare di risolvere il mistero dell'imbrattatura\nsulla porta che, credetemi, significa il mistero del Diamante anche in un altro modo.\ndel Diamante anche in un altro modo. Ho deciso di vedere i domestici,\ne di indagare sui loro pensieri e sulle loro azioni, signor Betteredge, invece di\ndi frugare nei loro armadi. Prima di iniziare, per\u00f2, voglio farle una o due domande.\ndomanda o due. Lei \u00e8 un uomo attento e ha notato qualcosa di\nstrano in nessuno dei domestici (tenendo conto, ovviamente, dello spavento e dell'agitazione), dopo che\npaura e agitazione), dopo che \u00e8 stata scoperta la perdita del Diamante? Qualche\nlitigio particolare tra di loro? Qualcuno di loro non era del suo solito\nspirito? Inaspettatamente di cattivo umore, per esempio?\nammalato?\n\nHo avuto il tempo di pensare all'improvvisa malattia di Rosanna Spearman durante la cena di ieri.\ncena di ieri, ma non ebbi il tempo di rispondere, quando vidi gli occhi del sergente Cuff voltarsi improvvisamente verso il cespuglio.\nCuff si volt\u00f2 improvvisamente verso il cespuglio e lo sentii dire sottovoce a se stesso\ndire a bassa voce tra s\u00e9 e s\u00e9: \"Salve!\n\n Qual \u00e8 il problema?  Ho chiesto.\n\n Un tocco di reumatismi alla schiena, disse il Sergente, a voce alta, come se volesse farsi sentire da una terza persona.\nvoce, come se volesse che una terza persona ci sentisse.  Il tempo cambier\u00e0\ncambiamento del tempo tra non molto.\n\nQualche passo pi\u00f9 avanti ci port\u00f2 all'angolo della casa. Girando\na destra, entrammo nella terrazza e scendemmo, tramite i gradini al centro, nel giardino sottostante.\ngradini al centro, nel giardino sottostante. Il sergente Cuff si ferm\u00f2\nnello spazio aperto, dove potevamo vedere intorno a noi da ogni lato.\n\n A proposito di quella giovane, Rosanna Spearman?  Non \u00e8 molto\nprobabile, visto il suo aspetto, che abbia un amante. Ma,\nper il bene della ragazza, devo chiederle subito se si \u00e8 procurata un'amante, povera disgraziata, come tutte le altre.\nun'amante, povera disgraziata, come tutte le altre?\ncome tutti gli altri?\n\nChe cosa mai voleva dire, nelle attuali circostanze, rivolgendomi una\ndomanda di questo tipo? Lo fissai, invece di rispondergli.\n\n Ho visto Rosanna Spearman nascosta tra i cespugli mentre passavamo, disse il\nil sergente.\n\n Quando hai detto Hullo?\n\n S\u00ec, quando ho detto Hullo!  Se nella valigia c'\u00e8 un tesoro, la\nnascondiglio non ha molta importanza. Se invece non c'\u00e8, come accade in questa\ncasa, il nascondiglio \u00e8 una circostanza altamente sospetta e sar\u00e0 mio\ndoloroso dovere agire di conseguenza.\n\nIn nome di Dio, cosa dovevo dirgli? Sapevo che il cespuglio era la passeggiata preferita di Mr.\nFranklin era la sua passeggiata preferita; sapevo che molto probabilmente avrebbe girato di l\u00e0\nquando sarebbe tornato dalla stazione; sapevo che Penelope aveva pi\u00f9 e pi\u00f9 volte\nPenelope aveva pi\u00f9 e pi\u00f9 volte sorpreso la sua cameriera a gironzolare da quelle parti e mi aveva sempre\nsempre dichiarato che l'obiettivo di Rosanna era quello di attirare l'attenzione di Mr.\nFranklin. Se mia figlia aveva ragione, avrebbe potuto tranquillamente\nFranklin quando il sergente la not\u00f2.\nquando il sergente l'ha notata. Mi trovai tra le due difficolt\u00e0 di menzionare l'idea fantasiosa di Penelope come se fosse\nPenelope come se fosse mia, o lasciare una sfortunata creatura a subirne le conseguenze.\nsfortunata creatura a subire le conseguenze, le gravissime conseguenze, di\ndi attirare i sospetti del sergente Cuff. Per pura piet\u00e0 nei confronti della\nper la ragazza, per la mia anima e per il mio carattere, per pura piet\u00e0 per la ragazza, ho dato al sergente le spiegazioni necessarie e\nal Sergente le necessarie spiegazioni e gli dissi che Rosanna era stata cos\u00ec folle da\nRosanna era stata cos\u00ec folle da mettere il suo cuore su Mr. Franklin Blake.\n\nIl sergente Cuff non rideva mai. Nelle poche occasioni in cui qualcosa lo divertiva\nsi arricciava un po' agli angoli delle labbra, niente di pi\u00f9. Ora\nsi arricciava ora.\n\n Non sarebbe meglio dire che \u00e8 abbastanza pazza da essere una brutta ragazza e solo una\nservo? chiese.  L'innamoramento di un gentiluomo dei modi e dell'aspetto di Mr.\nFranklin Blake non mi sembra affatto la parte pi\u00f9 folle della sua condotta.\nparte pi\u00f9 folle della sua condotta. Tuttavia, sono felice che la cosa\nsono contenta che la cosa sia stata chiarita: \u00e8 un sollievo per la mente avere le cose chiarite. S\u00ec, \u00e8 vero,\nTerr\u00f2 il segreto, signor Betteredge. Mi piace essere tenero con le infermit\u00e0 umane\ninfermit\u00e0 umane, anche se non ho molte occasioni di esercitare questa virt\u00f9 nel mio\nmia vita. Pensate che Mr. Franklin Blake non abbia il sospetto che la ragazza\nche la ragazza sia innamorata di lui? Ah! L'avrebbe scoperto abbastanza velocemente se\nse fosse stata di bell'aspetto. Le donne brutte se la passano male in questo mondo.\nSperiamo che si rifacciano in un altro mondo. Avete un\nbel giardino e un prato ben curato. Guardate voi stessi quanto\nfiori siano pi\u00f9 belli con l'erba intorno invece che con la ghiaia. No,\ngrazie. Non voglio prendere una rosa. Mi fa male il cuore spezzarle\nil gambo. Cos\u00ec come ti si stringe il cuore, sai, quando c'\u00e8\nqualcosa che non va nella sala della servit\u00f9. Hai notato qualcosa che\nin nessuno dei domestici quando la perdita del Diamante \u00e8 stata scoperta per la prima volta?\nDiamante \u00e8 stata scoperta per la prima volta?\n\nFinora ero andato abbastanza d'accordo con il sergente Cuff. Ma la\ncon cui aveva infilato l'ultima domanda mi mise in guardia.\nIn parole povere, non mi piaceva per niente l'idea di aiutare le sue\nindagini, quando queste lo portavano (in veste di serpente nell'erba) tra i miei compagni di servizio.\nserpente nell'erba) tra i miei compagni di servizio.\n\n Non ho notato nulla, ho detto, se non che abbiamo perso la testa tutti insieme, me compreso.\ninsieme, me compreso.\n\n Oh, dice il sergente, \u00e8 tutto quello che deve dirmi, vero?\n\nRisposi, con un volto impassibile (come mi lusingavo): \"Questo \u00e8 tutto\".\n\u00e8 tutto.\n\nGli occhi sgomenti del sergente Cuff mi guardarono intensamente in faccia.\n\n Signor Betteredge, mi disse, ha qualche obiezione a farmi la cortesia di\nstringere la mano? Ho preso una straordinaria simpatia per lei.\n\n(Perch\u00e9 abbia scelto proprio il momento in cui lo stavo ingannando per darmi quella prova della sua buona opinione?\ndarmi quella prova della sua buona opinione, \u00e8 al di l\u00e0 di ogni comprensione! I\nmi sentivo un po' orgoglioso, mi sentivo davvero un po' orgoglioso di essere stato finalmente uno\ndi troppo per il celebre Cuff)!\n\nTornammo a casa; il Sergente mi chiese di dargli una stanza tutta per s\u00e9 e poi di far entrare la servit\u00f9 (interna).\nuna stanza tutta per s\u00e9, per poi far entrare la servit\u00f9 (solo quella interna), una dopo l'altra, in ordine di grado, dal\ndomestici), uno dopo l'altro, nell'ordine del loro grado, dal primo all'ultimo.\nprimo all'ultimo.\n\nFeci entrare il sergente Cuff nella mia stanza e poi chiamai i domestici\nnel corridoio. Rosanna Spearman apparve tra di loro, pi\u00f9 o meno come\nsolito. Era veloce nel suo modo di fare come il Sergente nel suo, e sospetto che avesse sentito quello che lui mi aveva detto sulla servit\u00f9 in generale.\nsospetto che avesse sentito quello che lui mi aveva detto sulla servit\u00f9 in generale,\npoco prima che lui la scoprisse. In ogni caso era l\u00ec, con l'aria di chi non aveva mai\ncome se non avesse mai sentito parlare di un posto come il cespuglio in vita sua.\n\nLi feci entrare, uno per uno, come desiderato. Il cuoco fu il primo a entrare\nnella Corte di Giustizia, altrimenti nella mia stanza. Rimase poco tempo.\nRapporto, all'uscita:  Il sergente Cuff \u00e8 depresso nel suo spirito; ma il sergente Cuff \u00e8 un perfetto gentiluomo.\nIl sergente Cuff \u00e8 un perfetto gentiluomo.  La cameriera della mia signora l'ha seguita.\nRimase molto pi\u00f9 a lungo. Rapporto, all'uscita:  Se il sergente Cuff non crede\nuna donna rispettabile, potrebbe tenere la sua opinione per s\u00e9, in ogni caso!\nin ogni caso!  Penelope fu la prossima. Rimase solo un momento o due. Rapporto,\nall'uscita:  Il sergente Cuff \u00e8 molto da compatire. Deve essere stato\ninnamorato, padre, quando era giovane.  La prima cameriera\nsegu\u00ec Penelope. Rimase a lungo, come la cameriera della mia signora. Relazione,\nquando usc\u00ec:  Non sono entrato al servizio di Sua Signoria, signor Betteredge,\nper essere messa in dubbio in faccia da un basso ufficiale di polizia!  Rosanna Spearman\n\u00e8 stata la prossima. Rimase pi\u00f9 a lungo di tutti. Nessun rapporto all'uscita\nsilenzio tombale e labbra pallide come la cenere. Samuel, il cameriere,\nsegu\u00ec Rosanna. Rimase un minuto o due. Rapporto, all'uscita:\n Chiunque abbia annerito gli stivali del sergente Cuff dovrebbe vergognarsi di se stesso.\nNancy, la sguattera, \u00e8 andata per ultima. Rimase un minuto o due. Rapporto,\nuscendo:  Il Sergente Cuff ha un cuore; _lui_ non scherza, Mr.\nBetteredge, con una povera ragazza che lavora sodo.\n\nQuando fu tutto finito, entrai nella Corte di Giustizia per sapere se c'erano altri ordini per me.\nse ci fossero stati altri ordini per me, trovai il Sergente al suo vecchio\ntrucco di guardare fuori dalla finestra e fischiettare \"L'ultima rosa d'estate\" a\nse stesso.\n\n Scoperte, signore?  Ho chiesto.\n\n Se Rosanna Spearman chiede il permesso di uscire, disse il Sergente, lasciate che la poveretta vada.\npovera creatura; ma prima fatemelo sapere.\n\nAvrei potuto anche tenere a freno la lingua su Rosanna e il signor Franklin! Era\nera abbastanza chiaro; la sfortunata ragazza era caduta nei sospetti del sergente Cuff\nsospetti del sergente Cuff, nonostante tutto quello che potevo fare per evitarlo.\n\n Spero che non pensiate che Rosanna sia preoccupata per la perdita del Diamante?\nDiamante?  Mi sono azzardato a dire.\n\nGli angoli della bocca malinconica del sergente si arricciarono e mi guard\u00f2 duramente in faccia, proprio come aveva fatto in giardino.\nduramente il mio volto, proprio come aveva fatto in giardino.\n\n Credo sia meglio che non glielo dica, signor Betteredge, disse.  Potrebbe\npotrebbe perdere la testa, sa, per la seconda volta.\n\nCominciai a dubitare di essere stato di troppo per il famoso\nCuff, dopo tutto! Fu piuttosto un sollievo per me che fummo interrotti\nda un bussare alla porta e da un messaggio della cuoca. Rosanna\nSpearman aveva chiesto di uscire, per la solita ragione che le faceva male la testa e che voleva una boccata di\nche la testa le faceva male e voleva una boccata d'aria fresca. A un cenno del sergente,\ndissi: \"S\u00ec\".  Qual \u00e8 la via d'uscita per i domestici?\nmessaggero era andato via. Gli mostrai l'uscita della servit\u00f9.  Chiudete a chiave la porta\ndella tua stanza, disse il sergente; e se qualcuno chiede di me, di' che sono\nche sono l\u00ec dentro, a comporre la mia mente\".  Si raggomitol\u00f2 di nuovo agli angoli delle\nlabbra e scomparve.\n\nLasciato solo, in quelle circostanze, una curiosit\u00e0 divorante mi ha spinto a\na fare delle scoperte per me stesso.\n\nEra evidente che i sospetti del sergente Cuff nei confronti di Rosanna erano stati suscitati\nda qualcosa che aveva scoperto esaminando la servit\u00f9 in camera mia.\nnella mia stanza. Ora, gli unici due domestici (a parte Rosanna stessa) che erano rimasti sotto esame per\nche erano rimaste sotto esame per un certo periodo di tempo, erano la cameriera di\nmia signora e la prima cameriera, che erano anche le due donne che avevano\nche avevano preso l'iniziativa di perseguitare la loro sfortunata collega fin\nprima. Giungendo a queste conclusioni, le osservai, casualmente come\ncasualmente, nella sala della servit\u00f9 e, trovando il t\u00e8 in corso,\nmi invitai immediatamente a quel pasto. (Perch\u00e9, _nota bene_, una goccia di t\u00e8\n\u00e8 per la lingua di una donna quello che una goccia d'olio \u00e8 per una lampada che si spreca).\n\nLa mia fiducia nella teiera, come alleata, non rimase senza risposta. In meno di\nmezz'ora ne sapevo quanto il Sergente stesso.\n\nLa cameriera di My Lady e la domestica, a quanto pare, non avevano creduto alla malattia di Rosanna del giorno precedente.\ncredessero alla malattia di Rosanna del giorno precedente. Questi due diavoli\nChiedo scusa, ma come altro si pu\u00f2 descrivere una coppia di donne dispettose?\ndonne dispettose? avevano rubato al piano di sopra, a intervalli, durante il gioved\u00ec pomeriggio;\navevano cercato la porta di Rosanna e l'avevano trovata chiusa a chiave; avevano bussato e non avevano\nrisposta; aveva ascoltato e non aveva sentito alcun rumore all'interno. Quando la\nragazza era scesa a prendere il t\u00e8 ed era stata mandata su, ancora fuori forma, a\na letto, i due diavoli suddetti avevano provato ancora una volta la porta e l'avevano trovata chiusa.\nl'avevano trovata chiusa a chiave; avevano guardato nella toppa e l'avevano trovata chiusa;\navevano visto una luce sotto la porta a mezzanotte e avevano sentito il crepitio del fuoco (un fuoco\nun fuoco (un fuoco in una camera da letto della servit\u00f9 nel mese di giugno) alle quattro del mattino.\ngiugno!) alle quattro del mattino. Tutto questo avevano raccontato al sergente Cuff,\nche, in cambio della loro ansia di illuminarlo, li aveva guardati con aria acida e sospettosa e\ncon sguardo acido e sospettoso e aveva mostrato loro chiaramente che non credeva n\u00e9 all'uno n\u00e9 all'altro.\ncredere n\u00e9 all'uno n\u00e9 all'altro. Di conseguenza, i resoconti sfavorevoli su di lui\nche le due donne avevano portato con s\u00e9 dall'esame.\nDa qui, inoltre (senza contare l'influenza della teiera), la loro\ndi lasciar correre la lingua a lungo sull'argomento del comportamento poco cortese del\nSergente nei loro confronti.\n\nAvendo avuto una certa esperienza delle vie traverse del grande Cuff e avendolo visto l'ultima volta\nl'ultima volta che l'avevo visto evidentemente intento a seguire Rosanna in privato quando\nRosanna quando usciva per la sua passeggiata, mi sembr\u00f2 chiaro che aveva ritenuto sconsigliabile\nsconsigliato di far sapere alla cameriera e alla domestica quanto\nquanto lo avessero materialmente aiutato. Erano proprio il tipo di donne che, se lui\nse avesse considerato la loro testimonianza come attendibile, si sarebbero gonfiate di\ne avrebbero detto o fatto qualcosa che avrebbe messo Rosanna Spearman in guardia.\nSpearman in guardia.\n\nUscii nel bel pomeriggio d'estate, molto dispiaciuta per la povera ragazza e molto inquieta per la piega che avevano preso le cose.\nragazza e molto inquieta per la piega che avevano preso le cose. Andando alla deriva\nverso il cespuglio, qualche tempo dopo, incontrai il signor Franklin. Dopo\ndopo aver accompagnato sua cugina alla stazione, era stato con\nmia signora, conversando a lungo con lei. Lei gli aveva raccontato dell'inspiegabile rifiuto di Miss\nRachel, che si era rifiutata di far esaminare il suo guardaroba, e che lo aveva messo di buon umore riguardo alla\ne lo aveva messo cos\u00ec di cattivo umore riguardo alla mia signorina che lui sembrava\nche lui sembrava non voler parlare dell'argomento. Il carattere della famiglia apparve sul suo\nquella sera, per la prima volta nella mia esperienza con lui.\n\n Ebbene, Betteredge, disse, come ti sembra l'atmosfera di mistero e di sospetto in cui viviamo tutti?\nsospetto in cui viviamo tutti ora, \u00e8 d'accordo con lei? Ricorda\nricordi quella mattina in cui sono venuto qui con la Pietra di Luna? Avrei voluto\nDio che l'avessimo gettata nelle sabbie mobili!\n\nDopo essere scoppiato in quel modo, si astenne dal parlare di nuovo fino a quando\nsi era ricomposto. Camminammo in silenzio, fianco a fianco, per un minuto o due.\nPoi mi chiese che fine avesse fatto il sergente Cuff. Era\nFranklin con la scusa che il Sergente era nella mia stanza e che stava componendo il suo\nche il sergente si trovava nella mia stanza e stava riflettendo. Gli raccontai esattamente quello che era\ngli raccontai esattamente quello che era successo, menzionando in particolare quello che la cameriera della mia signora e la\ndomestica avevano detto di Rosanna Spearman.\n\nLa mente lucida del signor Franklin si accorse della piega che avevano preso i sospetti del sergente.\nin un batter d'occhio.\n\n Non mi hai detto stamattina, ha detto, che uno dei commercianti ha dichiarato di aver incontrato Rosanna ieri.\ncommercianti ha dichiarato di aver incontrato Rosanna ieri, sulla strada che porta a Frizinghall, quando si pensava che fosse malata nella sua stanza?\nFrizinghall, quando pensavamo che fosse malata nella sua stanza?\n\n S\u00ec, signore.\n\n Se la cameriera di mia zia e l'altra donna hanno detto la verit\u00e0, si pu\u00f2\nche il commerciante l'ha incontrata. L'attacco di malattia della ragazza\nmalattia della ragazza \u00e8 stata una tattica per ingannarci. Aveva qualche ragione colpevole per andare\nin citt\u00e0 di nascosto. L'abito macchiato di vernice \u00e8 un suo abito; e\nil fuoco che si \u00e8 sentito scoppiettare nella sua stanza alle quattro del mattino era un fuoco\nacceso per distruggerlo. Rosanna Spearman ha rubato il diamante. Andr\u00f2 subito\ne dir\u00f2 a mia zia la piega che hanno preso le cose.\n\n Non ancora, se non vi dispiace, signore, disse una voce malinconica alle nostre spalle.\n\nCi girammo entrambi e ci trovammo faccia a faccia con il sergente\nCuff.\n\n Perch\u00e9 non ancora? chiese il signor Franklin.\n\n Perch\u00e9, signore, se lo dite a sua signoria, sua signoria lo dir\u00e0 a Miss\nVerinder.\n\n Supponiamo che lo faccia. E poi?  Mr. Franklin pronunci\u00f2 queste parole con\ncon improvvisa foga e veemenza, come se il sergente lo avesse offeso mortalmente.\nlui.\n\n Pensate che sia saggio, signore, disse il sergente Cuff, a bassa voce, pormi una domanda del genere in un momento come questo?\nuna domanda del genere in un momento come questo?\n\nCi fu un momento di silenzio tra loro: Il signor Franklin si avvicin\u00f2\nal Sergente. I due si guardarono dritti in faccia. Mr.\nFranklin parl\u00f2 per primo, abbassando la voce cos\u00ec improvvisamente come l'aveva alzata.\nvoce, cos\u00ec come l'aveva alzata.\n\n Immagino che lei sappia, signor Cuff, che sta calpestando un terreno delicato?\nterreno delicato?\n\n Non \u00e8 la prima volta, e sono molte centinaia, che mi trovo a camminare su un terreno\nche mi trovo a calpestare un terreno delicato\", rispose l'altro, immobile come sempre.\n\n Devo dedurre che mi proibite di dire a mia zia quello che \u00e8 successo?\n\u00e8 successo?\n\n Dovete capire, se volete, signore, che io ritiro il caso,\nse direte a Lady Verinder, o a chiunque altro, quello che \u00e8 successo, finch\u00e9 non vi dar\u00f2\npermesso.\n\nQuesto ha risolto il problema. Il signor Franklin non aveva altra scelta che sottomettersi. Si volt\u00f2\nsi allontan\u00f2 con rabbia e ci lasci\u00f2.\n\nEro rimasta ad ascoltarli, tutta tremante, senza sapere di chi sospettare o cosa pensare.\nsospettare o cosa pensare. In mezzo alla mia confusione, due\ndue cose, tuttavia, mi furono chiare. Primo, che la mia giovane donna era, in\nin qualche modo inspiegabile, al centro dei discorsi aspri che erano\npassati tra loro. In secondo luogo, che si capivano perfettamente\nsenza aver scambiato una parola di spiegazione da parte di entrambi.\nuna parola di spiegazione da parte dell'uno o dell'altro.\n\n Signor Betteredge, dice il Sergente, avete fatto una cosa molto sciocca\ncosa in mia assenza. Ha fatto una piccola attivit\u00e0 investigativa per conto\nconto proprio. Per il futuro, forse sarete cos\u00ec cortesi da fare\ndi svolgere la sua attivit\u00e0 investigativa insieme a me.\n\nMi prese per un braccio e mi accompagn\u00f2 per la strada che aveva percorso.\nstrada da cui era venuto. Oserei dire che mi ero meritato il suo rimprovero, ma non avevo intenzione di\nnon lo avrei aiutato a tendere trappole a Rosanna Spearman.\nLadro o non ladro, legale o non legale, non mi importava, mi faceva pena.\n\n Cosa vuoi da me?  chiesi, scrollandomi di dosso e fermandomi di colpo.\n\n Solo un po' di informazioni sul paese qui intorno, disse il sergente.\nSergente.\n\nNon potevo oppormi a migliorare il sergente Cuff nella sua geografia.\n\n C'\u00e8 un sentiero, in quella direzione, che porta alla spiaggia da questa casa?\nchiese il sergente. Mentre parlava, indic\u00f2 la piantagione di\nabetaia che portava alla Shivering Sand.\n\n S\u00ec, ho detto, c'\u00e8 un percorso.\n\n Mostratemelo.\n\nFianco a fianco, nel grigio della sera d'estate, il sergente Cuff ed io\nci incamminammo verso Shivering Sand.\n\n\nCAPITOLO XV\n\nIl Sergente rimase in silenzio, pensando ai suoi pensieri, finch\u00e9 non entrammo\nfino a quando non entrammo nella piantagione di abeti che conduceva alle sabbie mobili. L\u00ec si\nsi svegli\u00f2, come un uomo che ha deciso, e mi parl\u00f2 di nuovo.\ndi nuovo.\n\n Signor Betteredge, mi disse, visto che mi ha onorato di prendere un remo nella mia\ne dato che, credo, potreste essermi d'aiuto prima che la serata finisca, non vedo l'utilit\u00e0 di mistificarci a vicenda.\nsera, non vedo l'utilit\u00e0 di mistificarci l'un l'altro.\ne mi propongo di darvi l'esempio di parlare chiaro da parte mia.\nda parte mia. Siete decisi a non darmi alcuna informazione che possa pregiudicare Rosanna Spearman, perch\u00e9 lei \u00e8 una donna che non ha mai avuto problemi di salute.\nRosanna Spearman, perch\u00e9 \u00e8 stata una brava ragazza per voi e perch\u00e9 la compatite.\nperch\u00e9 la compatite di cuore. Queste considerazioni umane vi fanno molto\nma si d\u00e0 il caso che in questo caso siano considerazioni umane\nconsiderazioni umane buttate al vento. Rosanna Spearman non corre il minimo pericolo\nminimo pericolo di finire nei guai, no, non se la incolpo di essere\ndi essere coinvolta nella scomparsa del Diamante, sulla base di prove che\n\u00e8 evidente come il naso sulla tua faccia!\n\n Intende dire che la mia signora non intende procedere?  Ho chiesto.\n\n Intendo dire che la vostra signora non pu\u00f2 essere perseguita, disse il sergente.  Rosanna\nSpearman \u00e8 semplicemente uno strumento nelle mani di un'altra persona e\nRosanna Spearman sar\u00e0 ritenuta innocua per il bene di quell'altra persona.\n\nParlava come un uomo serio, non si poteva negare. Tuttavia, sentivo\nqualcosa che si agitava in modo inquietante contro di lui nella mia mente.  Non puoi dare un nome\nquell'altra persona un nome?  Dissi.\n\n Lei non pu\u00f2, signor Betteredge?\n\n No.\n\nIl Sergente Cuff rimase immobile e mi osserv\u00f2 con uno sguardo di\nmalinconico interesse.\n\n \u00c8 sempre un piacere per me essere tenero nei confronti dell'infermit\u00e0 umana\", ha detto.\ndisse.  In questo momento mi sento particolarmente tenero, Mr.\nBetteredge, nei suoi confronti. E voi, con lo stesso eccellente motivo, vi sentite\nparticolarmente tenero nei confronti di Rosanna Spearman, vero? Sapete per caso\nper caso sa se ultimamente ha avuto un nuovo corredo di biancheria?\n\nChe cosa intendesse dire con questa domanda straordinaria fatta di nascosto, io\nnon riuscivo proprio a immaginarlo. Non vedendo alcun danno per Rosanna se\nse avessi detto la verit\u00e0, risposi che la ragazza era venuta da noi piuttosto\ndi biancheria, e che la mia signora, per ricompensare la sua buona condotta (sottolineai il fatto che\nbuona condotta (sottolineai la sua buona condotta), le aveva regalato un nuovo\nda quindici giorni un nuovo corredo.\n\n Questo \u00e8 un mondo miserabile, dice il Sergente.  La vita umana, signor\nBetteredge, \u00e8 una sorta di bersaglio a cui la sfortuna spara sempre, e\nsempre il bersaglio. Se non fosse stato per quel vestito, avremmo scoperto\nuna nuova camicia da notte o una sottoveste tra le cose di Rosanna, e l'avremmo inchiodata in quel modo.\ninchiodata in quel modo. Non avete difficolt\u00e0 a seguirmi, vero? Avete\nHai esaminato tu stesso la servit\u00f9 e sai quali scoperte hanno fatto due di loro\ndi loro hanno fatto fuori dalla porta di Rosanna. Sicuramente sapete cosa stava facendo la ragazza\nieri, dopo che si \u00e8 ammalata? Non riuscite a indovinare? Oh, santo cielo,\n\u00e8 chiaro come quella striscia di luce l\u00ec, in fondo agli alberi. Alle\nalle undici di gioved\u00ec mattina, il sovrintendente Seegrave (che \u00e8 una massa di infermit\u00e0 umana) indica a tutte le donne di servizio\ninfermit\u00e0 umana) fa notare a tutte le donne di servizio la macchia sulla porta.\nporta. Rosanna ha le sue ragioni per sospettare delle sue cose; coglie la prima occasione per andare da lei.\ncoglie la prima occasione per andare in camera sua, trova la macchia di\nmacchia di vernice sulla camicia da notte, o sulla sottoveste, o altro, si nasconde e sgattaiola in citt\u00e0.\ne se la svigna in citt\u00e0, si procura il materiale per fare una nuova sottoveste o una camicia da notte\no camicia da notte, la prepara da sola nella sua stanza il gioved\u00ec sera, accende il fuoco (non per distruggerla\nfuoco (non per distruggerlo; due sue colleghe stanno curiosando fuori dalla porta e lei sa che \u00e8 meglio\nfuori dalla sua porta, e lei sa bene che non deve sentire odore di bruciato,\ne di avere un sacco di acciarino di cui sbarazzarsi) accende un fuoco, dico, per asciugare e stirare il vestito sostitutivo dopo averlo strizzato.\ne stirare l'abito sostitutivo dopo averlo strizzato, tiene il vestito macchiato\ntare l'abito macchiato (probabilmente su di lei), ed \u00e8 in questo momento occupato a\nin un posto conveniente, su quel pezzo di spiaggia solitaria davanti a noi.\nspiaggia davanti a noi. Questa sera l'ho rintracciata nel vostro villaggio di pescatori\nvillaggio di pescatori e a un cottage in particolare, che forse dovremo\nvisitare prima di tornare indietro. Si \u00e8 fermata nel cottage per un po' di tempo, e\n\u00e8 uscita con (come credo) qualcosa nascosto sotto il mantello. A\nmantello (sulle spalle di una donna) \u00e8 un emblema di carit\u00e0, copre una moltitudine di peccati.\ndi peccati. L'ho vista allontanarsi verso nord lungo la costa, dopo aver lasciato\nil cottage. Il vostro litorale \u00e8 considerato un bell'esemplare di paesaggio marino, signor Betteredge?\npaesaggio marino, signor Betteredge?\n\nHo risposto: \"S\u00ec, il pi\u00f9 presto possibile\".\n\n I gusti sono diversi, dice il sergente Cuff.  Dal mio punto di vista, non ho mai visto\npunto di vista, non ho mai visto un paesaggio marino che ammirassi di meno. Se vi capita di\nSe vi capita di seguire un'altra persona lungo la vostra costa, e se questa si guarda intorno, non c'\u00e8 uno straccio di copertura che vi nasconda.\nse questa persona si guarda intorno, non c'\u00e8 uno straccio di copertura che vi nasconda\nda nessuna parte. Dovevo scegliere se prendere Rosanna in custodia per sospetto o lasciarla, per\nsospetto, o lasciarla, per il momento, con il suo giochetto nelle\nnelle sue stesse mani. Per motivi che non voglio spiegarvi, ho deciso di\nsacrificio piuttosto che dare l'allarme gi\u00e0 stasera a una persona\nuna certa persona che tra noi non avr\u00e0 nome. Sono tornata a casa per\ncasa per chiederti di accompagnarmi all'estremit\u00e0 nord della spiaggia per un'altra\nstrada. La sabbia, per quanto riguarda l'impronta dei passi, \u00e8 uno dei migliori agenti investigativi che io conosca.\nmigliori agenti investigativi che io conosca. Se non incontriamo Rosanna\nRosanna Spearman, girando intorno a lei in questo modo, la sabbia potrebbe dirci che cosa\nla sabbia pu\u00f2 dirci cosa ha fatto, se la luce dura abbastanza a lungo. Ecco la\nsabbia. Se volete scusare il mio suggerimento, supponiamo che teniate a freno la lingua,\ne di lasciarmi andare per primo?\n\nSe esiste una cosa conosciuta dal medico come\nfebbre da detective, quella malattia si era ormai impossessata rapidamente del vostro umile\nservo. Il sergente Cuff prosegu\u00ec tra le collinette di sabbia, fino alla spiaggia.\nspiaggia. Lo seguii (con il cuore in gola); e aspettai a una certa distanza\ndistanza da quello che sarebbe successo dopo.\n\nAlla fine mi trovai quasi nello stesso punto in cui io e Rosanna Spearman avevamo parlato\ndove Rosanna Spearman e io avevamo parlato insieme quando Mr.\nFranklin era apparso all'improvviso davanti a noi, una volta arrivato a casa nostra da Londra.\nLondra. Mentre i miei occhi osservavano il sergente, la mia mente vagava\nnonostante me, a ci\u00f2 che era accaduto, in quella precedente occasione, tra\nRosanna e me. Dichiaro di aver quasi sentito la poveretta infilare di nuovo la mano\nnella mia e darmi una piccola stretta di gratitudine per ringraziarmi di averle parlato\naverle parlato con gentilezza. Dichiaro di aver quasi sentito la sua voce che mi diceva\nche la sabbia tremante sembrava attirarla contro la sua stessa volont\u00e0.\nogni volta che usciva, ho quasi visto il suo viso illuminarsi di nuovo, come si era illuminato quando\nquando aveva visto per la prima volta il signor Franklin che usciva alacremente\nverso di noi dalle collinette. Il mio spirito si abbassava sempre di pi\u00f9 quando\ne la vista della piccola baia solitaria.\nquando mi guardai intorno per alzarmi, mi fece sentire ancora pi\u00f9 a disagio.\nancora.\n\nLe ultime luci della sera si stavano spegnendo e su tutto il luogo desolato\nluogo desolato c'era una calma immobile e terribile. L'ondeggiamento dell'oceano principale\noceano sul grande banco di sabbia al largo della baia era un'ondata che non faceva\nsuono. Il mare interno giaceva smarrito e fioco, senza un alito di vento che lo agitasse.\nun alito di vento per smuoverlo. Chiazze di sporco galleggiavano, giallo-bianche, sulla superficie morta dell'acqua.\ndell'acqua. Feccia e melma brillavano debolmente in alcuni punti, dove l'ultima luce li coglieva ancora sulla\nluce li coglieva ancora sui due grandi spuntoni di roccia che sporgevano\nsporgenti, a nord e a sud, nel mare. Era ormai il momento del\ndella marea: e mentre stavo l\u00ec ad aspettare, l'ampia faccia marrone delle sabbie mobili cominci\u00f2 a\ndelle sabbie mobili cominci\u00f2 a ondulare e a fremere, l'unica cosa che si muoveva in quel luogo orribile.\nin tutto l'orrido luogo.\n\nVidi il sergente avviarsi quando il brivido della sabbia attir\u00f2 la sua attenzione.\nDopo averla osservata per circa un minuto, si volt\u00f2 e torn\u00f2 da me.\n\n Un posto infido, signor Betteredge, ha detto; e non c'\u00e8 traccia di Rosanna Spearman da nessuna parte sulla spiaggia.\nRosanna Spearman da nessuna parte sulla spiaggia, guardate dove potete.\n\nMi port\u00f2 pi\u00f9 in basso sulla riva e vidi con i miei occhi che le sue orme e le mie erano le uniche impresse sulla sabbia.\nche le sue orme e le mie erano le uniche impresse sulla sabbia.\n\n Come sopporta il villaggio di pescatori che si trova dove siamo ora?\nSergente Cuff.\n\n Cobb's Hole, risposi (questo \u00e8 il nome del luogo), si trova il pi\u00f9 vicino possibile a sud.\npi\u00f9 vicino possibile, verso sud.\n\n Ho visto la ragazza questa sera, mentre camminava verso nord lungo la riva, da\nCobb's Hole\", disse il sergente.  Di conseguenza, deve aver camminato\nverso questo luogo. Cobb's Hole si trova dall'altra parte di quella\npunto di terra? E possiamo raggiungerlo ora che c'\u00e8 l'acqua bassa dalla spiaggia?\nspiaggia?\n\nHo risposto s\u00ec a entrambe le domande.\n\n Se mi scusate se ve lo propongo, usciamo in fretta, disse il sergente.\nSergente.  Voglio trovare il punto in cui si \u00e8 allontanata dalla riva, prima che si\nbuio.\n\nAvevamo camminato, direi, per un paio di centinaia di metri verso Cobb s\nHole, quando il sergente Cuff si mise improvvisamente in ginocchio sulla spiaggia,\nin apparenza colto da un'improvvisa frenesia di recitare le preghiere.\n\n C'\u00e8 qualcosa da dire per il vostro paesaggio marino qui, dopotutto\ndopo tutto, osserv\u00f2 il Sergente.  Ecco i passi di una donna, Mr.\nBetteredge! Chiamiamole orme di Rosanna, fino a quando non troveremo\nprove del contrario a cui non possiamo resistere. Passi molto confusi,\nvi prego di osservare che sono volutamente confusi, direi. Ah, povera\npovera anima, capisce le virt\u00f9 investigative della sabbia quanto me!\nMa non ha forse avuto troppa fretta di cancellare le impronte?\naccuratamente i segni? Io credo di s\u00ec. Qui c'\u00e8 un passo che va da Cobb's\nHole; ed eccone un altro che torna indietro. La punta della sua scarpa non \u00e8\nscarpa che punta dritto verso il bordo dell'acqua? E non vedo forse due\nsegni di tacco pi\u00f9 avanti sulla spiaggia, vicino al bordo dell'acqua? I\nNon voglio ferire i suoi sentimenti, ma temo che Rosanna sia furba. Sembra\nSembra che abbia deciso di arrivare in quel posto da cui io e te siamo appena arrivati.\nsenza lasciare alcun segno sulla sabbia per poterlo rintracciare. Diciamo che\ndire che ha camminato nell'acqua da questo punto fino ad arrivare\nfino a quella sporgenza di rocce dietro di noi, \u00e8 tornata indietro per la stessa strada, e poi\npoi ha ripreso il cammino verso la spiaggia, dove sono rimasti i segni dei due tacchi? Si,\n\u00e8 cos\u00ec. Mi sembra che corrisponda alla mia idea che lei avesse\nqualcosa sotto il mantello, quando ha lasciato il cottage. No! Non qualcosa da\nda distruggere perch\u00e9, in tal caso, che bisogno ci sarebbe stato di tutte queste\nprecauzioni per impedire che io rintracciassi il luogo in cui la sua passeggiata\nla fine della sua passeggiata? Qualcosa da nascondere \u00e8, credo, l'ipotesi migliore delle due.\nForse, se proseguiamo verso il cottage, potremo scoprire di cosa si tratta?\nqualcosa?\n\nA questa proposta, la mia febbre da detective si \u00e8 improvvisamente raffreddata.  Tu non mi vuoi\nnon mi volete, dissi.  Cosa posso fare di buono?\n\n Pi\u00f9 la conosco, signor Betteredge, disse il sergente, pi\u00f9 scopro\nvirt\u00f9 che scopro. La modestia, oh mio Dio, quanto \u00e8 rara in questo mondo!\ne quanta di questa rarit\u00e0 lei possiede! Se vado da solo al\nse vado da solo al cottage, la gente si legher\u00e0 la lingua alla prima domanda che far\u00f2\ndomanda che far\u00f2 loro. Se vengo con te, vengo presentato da un vicino giustamente rispettato\ne il risultato \u00e8 un flusso di conversazione. Mi colpisce\nmi colpisce in questa luce; e a voi come sembra?\n\nNon avendo una risposta della necessaria intelligenza pronta come avrei potuto\ndi tempo chiedendogli in quale cottage volesse andare.\nin cui voleva andare.\n\nSulla descrizione del luogo da parte del sergente, ho riconosciuto che si trattava di un cottage\nun pescatore di nome Yolland, con la moglie e due figli grandi, un figlio e una figlia.\nfigli, un maschio e una femmina. Se volete guardare indietro, scoprirete che\nche, nel presentarvi Rosanna Spearman per la prima volta, l'ho descritta come\nl'ho descritta come se di tanto in tanto variasse la sua passeggiata verso Shivering Sand,\ncon una visita ad alcuni suoi amici a Cobb s Hole. Questi amici erano\ngli Yolland, persone rispettabili e degne, che facevano onore al vicinato.\nLa conoscenza di Rosanna con loro era iniziata grazie alla figlia,\nche era afflitta da un piede malformato e che era conosciuta dalle nostre parti\ncon il nome di Lucy zoppicante. Le due ragazze deformi avevano, suppongo, un\nuna sorta di simpatia reciproca. Comunque, gli Yolland e Rosanna\nsembravano sempre andare d'accordo, nelle poche occasioni in cui si incontravano, in modo piacevole e amichevole.\ndi incontrarsi, in modo piacevole e amichevole. Il fatto che il sergente Cuff\nche aveva rintracciato la ragazza nel loro cottage, poneva la questione del mio aiuto alle sue\nle sue indagini in una luce del tutto nuova. Rosanna era semplicemente andata dove\nera solita andare; e dimostrare che era stata in compagnia del pescatore e della sua famiglia era\ncon il pescatore e la sua famiglia era come dimostrare che fino a quel momento era stata\nera stata occupata in modo innocente fino a quel momento, in ogni caso. Sarebbe stato un servizio\nun servizio alla ragazza, invece che un danno, se mi fossi lasciata convincere dalla logica del sergente Cuff.\ndi farmi convincere dalla logica del sergente Cuff. Mi dichiarai convinto di\ndi conseguenza.\n\nAbbiamo proseguito fino a Cobb s Hole, vedendo le orme sulla sabbia, finch\u00e9 la luce \u00e8 durata.\nluce.\n\nArrivati al cottage, il pescatore e suo figlio si dimostrarono fuori in barca.\ne Lucy zoppicante, sempre debole e stanca, si stava riposando sul suo\nletto al piano superiore. La buona signora Yolland ci ricevette da sola nella sua cucina. Quando\nQuando seppe che il Sergente Cuff era un personaggio famoso a Londra\nuna bottiglia di gin olandese e un paio di pipe pulite sul tavolo,\ne lo fiss\u00f2 come se non ne avesse mai abbastanza di lui.\n\nMi sedetti in silenzio in un angolo, aspettando di sentire come il Sergente avrebbe trovato\ncome avrebbe trovato la strada per arrivare all'argomento Rosanna Spearman. Il suo consueto modo di andare al lavoro\ndi andare al lavoro si rivel\u00f2, in questa occasione, pi\u00f9 rotondo che mai.\nmai. Come ci sia riuscito \u00e8 pi\u00f9 di quanto potessi dire all'epoca, e pi\u00f9 di quanto possa dire ora.\ndi quanto possa dire ora. Ma questo \u00e8 certo: inizi\u00f2 con la Famiglia Reale, i Primitivi\nFamiglia Reale, i Metodisti Primitivi e il prezzo del pesce; e da questo ha ottenuto\nda questo (nel suo modo lugubre e sotterraneo) alla perdita della pietra di\npietra di luna, alla dispettosit\u00e0 della nostra prima cameriera e al duro comportamento delle donne di servizio in\ncomportamento delle donne di servizio in generale nei confronti di Rosanna Spearman.\nDopo aver raggiunto il suo argomento in questo modo, si descrisse mentre\ndi indagare sul Diamante perduto, in parte con l'intento di ritrovarlo, in parte per\ne in parte allo scopo di scagionare Rosanna dagli ingiusti sospetti dei suoi nemici nella\nsospetti dei suoi nemici in casa. In circa un quarto d'ora\ndal momento in cui eravamo entrati in cucina, la buona signora Yolland si era\nconvinta di stare parlando con la migliore amica di Rosanna e stava\ne stava spingendo il sergente Cuff a confortargli lo stomaco e a ravvivare il suo spirito\ndalla bottiglia olandese.\n\nEssendo fermamente convinta che il Sergente stesse sprecando fiato a vuoto con Mrs.\nYolland, rimasi seduto a godermi la conversazione tra loro, cos\u00ec come\ncome mi \u00e8 capitato, a suo tempo, di godermi una rappresentazione teatrale. Il grande Cuff dimostr\u00f2 una\npazienza, tentando la fortuna in un modo o nell'altro e sparando un colpo dopo l'altro.\nsparando un colpo dopo l'altro, per cos\u00ec dire, a caso, con la possibilit\u00e0 di colpire il bersaglio.\ndi colpire il bersaglio. Tutto a favore di Rosanna, niente a sfavore di Rosanna.\npregiudizio di Rosanna, fu cos\u00ec che fin\u00ec, per quanto lui potesse, con Mrs.\nYolland parlava a diciannove e riponeva in lui la pi\u00f9 totale fiducia.\nfiducia in lui. L'ultimo sforzo fu fatto quando avevamo guardato l'orologio,\ne ci eravamo rimessi in piedi prima di congedarci.\n\n Ora le auguro la buonanotte, signora, dice il sergente.  E io\nche Rosanna Spearman ha un sincero\nbenefattrice in me, la vostra obbediente serva. Ma, santo cielo, non andr\u00e0 mai avanti\nnon riuscir\u00e0 mai ad andare avanti nel suo posto attuale; e il mio consiglio \u00e8 di lasciarlo.\n\n Che il tuo cuore sia vivo! Sta per lasciarlo! grida Mrs.\nYolland. (_Nota bene_ traduco Mrs. Yolland dalla lingua dello Yorkshire\nlingua dello Yorkshire in quella inglese. Quando vi dico che il\nCuff era di tanto in tanto perplesso nel capirla, finch\u00e9 non l'ho aiutato.\nfinch\u00e9 non l'ho aiutato, trarrete le vostre conclusioni su quello che\nvostro stato d'animo se l'avessi raccontata nella sua lingua madre).\n\nRosanna Spearman ci lascer\u00e0! A questo punto mi si drizzarono le orecchie. Sembrava\nsembrava strano, per non dire altro, che non avesse dato nessun\navviso, in primo luogo, alla mia signora o a me. Mi venne un dubbio\ndubbio che l'ultimo colpo a casaccio del sergente Cuff non avesse\ncolpito il bersaglio. Cominciai a chiedermi se la mia parte nel procedimento\nera cos\u00ec innocua come avevo pensato. Poteva essere tutto in\nmodo in cui il Sergente pu\u00f2 mistificare una donna onesta avvolgendola in una rete di bugie.\nuna donna onesta avvolgendola in una rete di menzogne, ma era mio dovere ricordare,\nda buon protestante, che il padre della menzogna \u00e8 il Diavolo e che la malizia e il Diavolo non sono mai\nla malizia e il diavolo non sono mai lontani. Cominciando a sentire odore di malizia\nnell'aria, cercai di portare fuori il sergente Cuff. Si sedette di nuovo\nimmediatamente e chiese una goccia di conforto dalla bottiglia olandese.\nbottiglia olandese. La signora Yolland si sedette di fronte a lui e gli diede il suo sorso. I\nandai alla porta, eccessivamente a disagio, e dissi che pensavo di dover dare loro la buonanotte.\ndi dover dare loro la buonanotte, ma non me ne andai.\n\n Quindi vuole andarsene? Dice il sergente.  Cosa far\u00e0 quando\npartir\u00e0? Triste, triste! La povera creatura non ha amici al\nmondo, a parte voi e me.\n\n Ah, ma lo ha fatto! dice la signora Yolland.  \u00c8 venuta qui, come vi ho detto, questa sera\ncome vi ho detto, questa sera; e, dopo essersi seduta e aver parlato un po' con la mia\nragazza Lucy e con me, ha chiesto di andare di sopra da sola, nella stanza di Lucy.\n\u00c8 l'unica stanza della nostra casa dove ci sono penna e inchiostro.  Voglio\nscrivere una lettera a un'amica, dice, e non posso farlo per le indiscrezioni e le sbirciatine della servit\u00f9.\ne sbirciare della servit\u00f9 di casa.  A chi \u00e8 stata scritta la lettera\na cui \u00e8 stata scritta la lettera, non posso dirlo: deve essere stata una lettera lunga come una tomba,\na giudicare dal tempo in cui si ferm\u00f2 al piano di sopra. Le ho offerto un\nfrancobollo quando scese. Non aveva ancora la lettera in mano\nlettera in mano e non ha accettato il francobollo. Un po' chiusa, povera anima (come\ncome sapete), su se stessa e sulle sue azioni. Ma un'amica l'ha trovata\nda qualche parte, ve lo posso dire; e su quell'amico potete contare,\nandr\u00e0.\n\n Presto? chiese il sergente.\n\n Appena pu\u00f2, dice la signora Yolland.\n\nQui entrai di nuovo dalla porta. Come capo della mia signora\nsignora, non potevo permettere che questa sorta di chiacchiere su una serva\ndi un nostro servitore che va o non va, continuino in mia presenza,\nsenza che me ne accorgessi.\n\n Deve essersi sbagliato su Rosanna Spearman, dissi.  Se avesse avuto intenzione di\nse avesse avuto intenzione di lasciare la sua attuale situazione, ne avrebbe parlato, in\nprima di tutto a me.\n\n Errore? grida la signora Yolland.  Perch\u00e9, solo un'ora fa ha comprato alcune\ncose che voleva per viaggiare con me, signor Betteredge, in questa stessa stanza.\nquesta stessa stanza. E questo mi ricorda, dice la donna stanca,\nche improvvisamente comincia a frugare in tasca, di una cosa che ho in mente di dire\ndi dire a proposito di Rosanna e dei suoi soldi. Avete intenzione di vederla\ndi vederla quando tornate a casa?\n\n Porter\u00f2 un messaggio a quella poveretta, con il massimo piacere,\nrispose il sergente Cuff, prima che potessi dire qualcosa.\n\nLa signora Yolland tir\u00f2 fuori dalla tasca alcuni scellini e sei pence,\ne li cont\u00f2 con un'attenzione particolare ed esasperante\nparticolare ed esasperante sul palmo della mano. Offr\u00ec il denaro al\nSergente, con l'aria di non volersene separare.\n\n Posso chiederle di restituire questo a Rosanna, con il mio affetto e i miei rispetti?\ncon il mio affetto e i miei rispetti? dice la signora Yolland.  Ha insistito per pagarmi le due cose che le sono piaciute questa sera.\ndue cose che le sono piaciute questa sera e i soldi sono abbastanza graditi in casa nostra, non lo nego.\nin casa nostra, non lo nego. Tuttavia, non mi viene facile pensare di\nprendere i piccoli risparmi di quella poveretta. E a dire la verit\u00e0, non credo che\nnon credo che al mio uomo farebbe piacere sapere che ho preso i soldi di Rosanna\nSpearman, quando domani mattina torner\u00e0 dal lavoro.\nTi prego di dirle che \u00e8 benvenuta con le cose che mi ha comprato come regalo.\nregalo. E non lasciate i soldi sul tavolo, dice la signora Yolland,\nmettendoli improvvisamente a terra davanti al sergente, come se le bruciassero le dita.\nNon lasciare le dita, \u00e8 un brav'uomo! Perch\u00e9 i tempi sono duri e la carne \u00e8\ne potrei avere la tentazione di rimetterli in tasca.\n\n Vieni con me!  Ho detto che non posso pi\u00f9 aspettare: devo tornare a casa.\ncasa.\n\n La seguir\u00f2 direttamente, dice il sergente Cuff.\n\nPer la seconda volta andai alla porta; e per la seconda volta, per quanto mi sforzassi, non riuscii a varcare la soglia.\nper quanto possibile, non riuscii a varcare la soglia.\n\n \u00c8 una questione delicata, signora, ho sentito dire al Sergente che restituiva i soldi.\nrestituire i soldi. Sono sicura che le avete fatto pagare poco per queste cose?\n\n Economico! dice la signora Yolland.  Venite a giudicare voi stessi.\n\nPrese la candela e condusse il sergente in un angolo della cucina.\nPer quanto mi riguarda, non potei fare a meno di seguirli. Nell'angolo c'era un mucchio di\nangolo c'era un mucchio di cianfrusaglie (per lo pi\u00f9 vecchio metallo), che il pescatore aveva raccolto in tempi diversi da\npescatore aveva raccolto in tempi diversi da navi naufragate e per le quali non aveva trovato\nche, a suo dire, non avevano ancora trovato un mercato. La signora Yolland\nsi tuff\u00f2 in questa spazzatura e tir\u00f2 fuori una vecchia valigetta di latta\nun coperchio e una staffa per appenderla, come quelle che si usano a bordo delle navi per conservare le mappe,\na bordo delle navi per tenere al riparo dall'umidit\u00e0 mappe e carte nautiche e simili.\ndall'umidit\u00e0.\n\n Ecco! dice lei.  Quando Rosanna \u00e8 entrata questa sera, ha comprato il\na questo.  Dice che servir\u00e0 a mettere i miei polsini e i collari\ne collari, per evitare che si stropiccino nella mia scatola.  Uno e\nnove pence, signor Cuff. Visto che vivo di pane, non un centesimo di pi\u00f9!\n\n A buon mercato! dice il Sergente, con un pesante sospiro.\n\nSoppes\u00f2 la valigia in mano. Mi \u00e8 sembrato di sentire una o due note di\n L'ultima rosa d'estate mentre la guardava. Non c'era pi\u00f9 alcun dubbio!\nAveva fatto un'altra scoperta a scapito di Rosanna Spearman, nel luogo in cui\nluogo di tutti gli altri in cui pensavo che il suo personaggio fosse pi\u00f9 sicuro, e\ntutto attraverso di me! Vi lascio immaginare cosa ho provato e quanto sinceramente mi sono\npentito di essere stato il tramite tra la signora Yolland e il sergente Cuff.\ne il sergente Cuff.\n\n Questo andr\u00e0 bene, ho detto.  Dobbiamo proprio andare.\n\nSenza prestare la minima attenzione a me, la signora Yolland fece un altro\nun altro tuffo nella spazzatura e ne usc\u00ec, questa volta, con una catena per cani.\ncatena per cani.\n\n Lo pesi in mano, signore, disse al sergente.  Ne avevamo tre\ndi questi; e Rosanna ne ha presi due.  Cosa vuoi, mia cara, da un paio di catene per cani?\nmia cara, da un paio di catene per cani? Dissi io.\nSe le unisco tra loro, faranno un bel giro intorno alla mia scatola, dice lei.  La corda \u00e8 pi\u00f9 economica, dico io.\n La catena \u00e8 pi\u00f9 sicura, dice lei.  Chi ha mai sentito parlare di una scatola\ncatena, dice io.  Oh, signora Yolland, non faccia obiezioni! dice lei;\n lasciatemi le mie catene!  Una strana ragazza, Mr. Cuff, buona come l'oro e pi\u00f9 gentile di una sorella\npi\u00f9 gentile di una sorella per la mia Lucy, ma sempre un po' strana. Ecco! I\nl'ho assecondata. Tre e sei pence. Sulla parola di una donna onesta, tre\ne sei pence, signor Cuff!\n\n Ognuno? dice il sergente.\n\n Tutti e due insieme! dice la signora Yolland.  Tre e sei pence per tutti e due.\n\n Dato via, signora, dice il sergente, scuotendo la testa.  Dato via di netto\ndato via!\n\n Ecco i soldi, dice la signora Yolland, tornando di lato al mucchietto d'argento sul tavolo, come se la attirasse nonostante la\nmucchietto d'argento sul tavolo, come se la attirasse suo malgrado.\nse stessa.  La scatola di latta e le catene per cani sono tutto ci\u00f2 che ha comprato e tutto ci\u00f2 che ha portato via.\nport\u00f2 via. Uno e nove pence e tre e sei pence in totale, cinque e tre.\ntre. Con tutto il mio affetto e i miei rispetti, non riesco a sentirmi in coscienza\ndi prendere i risparmi di una povera ragazza, quando potrebbe averne bisogno lei stessa.\n\n Non riesco a trovare la coscienza, signora, per restituire il denaro,\ndisse il sergente Cuff.  Le avete praticamente regalato le cose che avete.\ncose che avete.\n\n \u00c8 questa la vostra sincera opinione, signore? dice la signora Yolland illuminandosi\nmeravigliosamente.\n\n Non c'\u00e8 dubbio, rispose il sergente.  Chiedete al Sig.\nBetteredge.\n\nEra inutile chiederlo a me. Tutto ci\u00f2 che ottennero da me fu: \"Buonanotte\".\n\n Fregatene dei soldi! dice la signora Yolland. Con queste parole sembr\u00f2 perdere\nperdere ogni controllo su se stessa e, afferrando di colpo il mucchio d'argento, lo rimise in tasca\nd'argento, lo rimise, holus-bolus, in tasca.  Sconvolge\nl'umore, vedere che giace l\u00ec e nessuno lo prende,\ngrida questa donna irragionevole, sedendosi con un colpo secco e guardando\nal sergente Cuff, come a dire: \"Ce l'ho di nuovo in tasca, tiralo fuori se puoi!\ntirarlo fuori, se ci riuscite!\n\nQuesta volta, non solo sono andato alla porta, ma sono andato abbastanza avanti sulla strada\nindietro. Spiegatelo come volete, mi sentivo come se uno o entrambi mi avessero\nmi avesse offeso mortalmente. Prima di aver fatto tre passi lungo il villaggio,\nsentii il sergente dietro di me.\n\n Grazie per la sua presentazione, signor Betteredge\", ha detto.  Sono\nsono in debito con la moglie del pescatore per una sensazione del tutto nuova. Mrs.\nYolland mi ha lasciato perplesso.\n\nAvevo sulla punta della lingua l'intenzione di rispondergli bruscamente, senza alcun motivo migliore\nmotivo migliore di questo: ero irascibile con lui, perch\u00e9 ero irascibile con me stesso.\ncon lui, perch\u00e9 ero irascibile con me stesso. Ma quando ammise di essere perplesso, mi pass\u00f2 per la testa il dubbio\nun dubbio confortante mi attravers\u00f2 la mente, se non fosse stato fatto un gran male\ndopotutto. Aspettai in discreto silenzio di saperne di pi\u00f9.\n\n S\u00ec, dice il Sergente, come se stesse leggendo i miei pensieri al buio.\nbuio.  Invece di mettermi in allarme, potrebbe consolarvi sapere, signor Betteredge (visto il vostro interesse per Rosanna)\nBetteredge (visto il suo interesse per Rosanna), il fatto che lei sia stato\nstato il mezzo per depistarmi. Quello che la ragazza ha fatto stasera \u00e8\nabbastanza chiaro, naturalmente. Ha unito le due catene e le ha\nle ha fissate al gancio della cassa di latta. Ha affondato la valigetta nell'acqua o nelle sabbie mobili.\nnell'acqua o nelle sabbie mobili. Ha fissato l'estremit\u00e0 libera della catena\nin un posto sotto le rocce, noto solo a lei. E lascer\u00e0\nal suo ancoraggio fino a quando il presente procedimento non sar\u00e0 terminato.\nfinch\u00e9 il presente procedimento non sar\u00e0 terminato; dopodich\u00e9 potr\u00e0 tirarlo fuori privatamente\ndal suo nascondiglio, a suo piacimento e convenienza. Tutto perfettamente\ntutto perfettamente chiaro, fin qui. Ma, dice il Sergente, con il primo tono di\nimpazienza nella sua voce che io abbia mai sentito, il mistero \u00e8 che cosa\ndiavolo ha nascosto nella scatola di latta?\n\nPensai tra me e me: la Pietra di Luna!  Ma l'ho detto solo al sergente Cuff,\n Non riesci a indovinare?\n\n Non \u00e8 il Diamante, dice il Sergente.  L'intera esperienza della mia\nvita \u00e8 sbagliata, se Rosanna Spearman ha preso il Diamante.\n\nAll'udire queste parole, la febbre infernale da detective cominci\u00f2, suppongo,\na bruciare di nuovo in me. In ogni caso, dimenticai me stesso nell'interesse di\nindovinare questo nuovo enigma. Dissi avventatamente: \"Il vestito macchiato!\n\nIl sergente Cuff si ferm\u00f2 nel buio e mi mise una mano sul braccio.\n\n Qualcosa di ci\u00f2 che viene gettato nelle tue sabbie mobili viene mai riportato in superficie?\nsuperficie? chiese.\n\n Mai, risposi.  Leggero o pesante che sia, tutto ci\u00f2 che finisce nella sabbia\nSabbia viene risucchiato e non si vede pi\u00f9.\n\n Rosanna Spearman lo sa?\n\n Lo sa bene quanto me.\n\n Allora, dice il Sergente, che cosa mai deve fare se non legare\nun pezzo di pietra nel vestito macchiato e gettarlo nelle sabbie mobili?\nNon c'\u00e8 l'ombra di un motivo per cui avrebbe dovuto nasconderlo, eppure...\neppure deve averlo nascosto. Domanda, dice il Sergente, camminando ancora\nil vestito macchiato di vernice \u00e8 una sottoveste o una camicia da notte?\n\u00e8 qualcos'altro che c'\u00e8 un motivo per preservare ad ogni rischio?\nSignor Betteredge, se non c'\u00e8 nulla che lo impedisca, domani devo andare a\nFrizinghall domani, e scoprire cosa ha comprato in citt\u00e0, quando\nquando si \u00e8 procurata privatamente il materiale per fare il vestito sostitutivo. \u00c8 un\nrischio lasciare la casa, per come stanno le cose ora, ma \u00e8 un rischio ancora pi\u00f9 grave\nfare un altro passo avanti in questa faccenda al buio. Scusate se sono un po'\nsono degradata nella mia stessa stima, ho lasciato che Rosanna Spearman\nRosanna Spearman mi ha lasciato perplesso.\n\nQuando siamo tornati, la servit\u00f9 era a cena. La prima persona che vedemmo\nnel cortile esterno fu il poliziotto che il sovrintendente Seegrave aveva lasciato a disposizione del sergente.\nSeegrave aveva lasciato a disposizione del sergente. Il sergente chiese se Rosanna Spearman fosse tornata.\nera tornata. Si. Quando? Da quasi un'ora. Che cosa aveva fatto? Era\nEra andata di sopra a togliersi la cuffia e il mantello e adesso era a\ncena tranquillamente con gli altri.\n\nSenza fare alcun commento, il sergente Cuff prosegu\u00ec, sprofondando sempre di pi\u00f9\nsempre pi\u00f9 in basso nella sua stima, verso il retro della casa. Mancando l'ingresso\nl'ingresso nel buio, prosegu\u00ec (nonostante il mio richiamo) fino a che\nfinch\u00e9 non fu fermato da un cancello che conduceva al giardino. Quando\nquando l'ho raggiunto per riportarlo indietro per la strada giusta, ho scoperto che stava\nuna finestra in particolare, al piano della camera da letto,\nsul retro della casa.\n\nGuardando in alto, a mia volta, scoprii che l'oggetto della sua contemplazione era la finestra della stanza della signorina Rachel.\ncontemplazione era la finestra della stanza della signorina Rachel, e che le luci\nche le luci passavano avanti e indietro come se stesse accadendo qualcosa di insolito.\nqualcosa di insolito.\n\n Non \u00e8 la stanza della signorina Verinder? chiese il sergente Cuff.\n\nGli risposi che era cos\u00ec e lo invitai ad entrare con me a cena. Il\nSergente rimase al suo posto e disse qualcosa sul fatto che gli piaceva il\nl'odore del giardino di notte. Lo lasciai al suo divertimento. Proprio mentre\nproprio mentre stavo rientrando dalla porta, sentii \"L'ultima rosa d'estate\" alla\ncancello. Il sergente Cuff aveva fatto un'altra scoperta! E la finestra della mia\ndonna era in fondo alla finestra questa volta!\n\nQuest'ultima riflessione mi riport\u00f2 di nuovo dal Sergente, con una cortese\nche non riuscivo a trovare il coraggio di lasciarlo da solo.\nda solo.  C'\u00e8 qualcosa che non capisci lass\u00f9?  Aggiunsi,\nindicando la finestra della signorina Rachel.\n\nA giudicare dalla sua voce, il Sergente Cuff era improvvisamente salito di nuovo al\nposto giusto nella sua stessa stima.  Siete gente in gamba per le scommesse nello\nYorkshire, vero? chiese.\n\n Ebbene?  Ho detto.  Supponiamo che lo siamo?\n\n Se fossi uno Yorkshire, prosegu\u00ec il sergente, prendendomi il braccio, vi darei una sovrana, signor Betteredge.\nvi darei una sovrana, signor Betteredge, che la vostra giovane signora\nha improvvisamente deciso di lasciare la casa. Se vincessi su questo evento, mi\nmi offrirei di puntare un'altra sovrana sul fatto che l'idea le \u00e8 venuta in mente\nche l'idea le sia venuta in mente nell'ultima ora.  La prima delle ipotesi del sergente mi ha spaventato.\nmi ha spaventato. La seconda si confondeva in qualche modo nella mia testa con il resoconto che avevamo\nche Rosanna Spearman era tornata dalle sabbie nell'ultima ora.\ndalle sabbie nell'ultima ora. Le due cose insieme ebbero un effetto curioso\nsu di me quando entrammo a cena. Mi scrollai di dosso il braccio del sergente Cuff e, dimenticando le buone maniere,\ndimenticando le mie buone maniere, lo spinsi oltre la porta per fare le mie\nper fare le mie ricerche da solo.\n\nSamuel, il cameriere, fu la prima persona che incontrai nel passaggio.\n\n Sua Signoria sta aspettando di vedere lei e il sergente Cuff\", disse, prima che potessi rivolgergli qualsiasi domanda.\nche io potessi fargli delle domande.\n\n Da quanto tempo sta aspettando? chiese la voce del sergente dietro di me.\n\n Nell'ultima ora, signore.\n\nEra di nuovo cos\u00ec! Rosanna era tornata; la signorina Rachel aveva preso qualche\nrisoluzione fuori dal comune; e la mia signora aveva aspettato di vedere il sergente.\nSergente, tutto nell'ultima ora! Non era piacevole trovare queste\npersone e cose molto diverse che si legavano in questo\nmodo. Andai di sopra, senza guardare il sergente Cuff n\u00e9 parlargli.\nparlargli. La mia mano ebbe un improvviso tremito quando la sollevai per bussare alla porta della mia padrona.\nalla porta della mia padrona.\n\n Non mi sorprenderebbe, sussurr\u00f2 il Sergente alle mie spalle,\n se stasera scoppiasse uno scandalo in casa. Non si allarmi! I\nho messo la museruola a difficolt\u00e0 familiari peggiori di questa, ai miei tempi.\ntempo.\n\nMentre pronunciava queste parole, sentii la voce della mia padrona che ci invitava a entrare.\nentrare.\n\n\nCAPITOLO XVI\n\nAbbiamo trovato la mia signora senza luce in camera, se non quella della lampada da lettura. Il\nombra era avvitata in modo da oscurare il suo viso. Invece di guardare\ninvece di guardarci nel suo solito modo diretto, si sedette vicino al tavolo,\ne teneva gli occhi ostinatamente fissi su un libro aperto.\n\n Agente, disse, \u00e8 importante per l'indagine che state conducendo\nche sta conducendo, sapere in anticipo se una persona che ora si trova in questa casa desidera\nlasciare?\n\n La cosa pi\u00f9 importante, mia signora.\n\n Devo dirvi, quindi, che la signorina Verinder si propone di andare a stare\nda sua zia, la signora Ablewhite, di Frizinghall. Ha deciso di\nlasciare la casa come prima cosa domani mattina.\n\nIl sergente Cuff mi guard\u00f2. Feci un passo avanti per parlare alla mia\ne, sentendomi mancare il cuore (se devo ammetterlo), feci un passo in avanti per parlare alla mia padrona e non dissi nulla.\nindietro e non dissi nulla.\n\n Posso chiedere a Vostra Signoria quando la signorina Verinder vi ha informato che sarebbe andata da sua zia?\nzia? chiese il sergente.\n\n Da circa un'ora, rispose la mia padrona.\n\nIl sergente Cuff mi guard\u00f2 ancora una volta. Dicono che i cuori degli anziani\nnon si commuovono facilmente. Il mio cuore non avrebbe potuto battere molto pi\u00f9 forte\ndi quanto non facesse ora, se avessi avuto di nuovo cinque anni e venti!\n\n Non ho alcuna pretesa, signora, dice il sergente, di controllare le azioni della signorina Verinder.\nVerinder. Tutto ci\u00f2 che posso chiedervi \u00e8 di rimandare la sua\nse possibile, la sua partenza a pi\u00f9 tardi nel corso della giornata. Devo andare a Frizinghall\nFrizinghall domani mattina e sar\u00f2 di ritorno per le due, se non prima.\nprima. Se Miss Verinder pu\u00f2 essere trattenuta qui fino a quell'ora, vorrei\nvorrei dirle due parole inaspettate prima che parta.\n\nLa mia signora mi ha detto di dare al cocchiere l'ordine che la carrozza\nnon doveva venire a prendere la signorina Rachel prima delle due.  Avete altro da\ndire? chiese al sergente, quando questo fu fatto.\n\n Solo una cosa, Vostra Signoria. Se la signorina Verinder \u00e8 sorpresa di questo\ncambiamento negli accordi, la prego di non menzionarmi come causa di\ndi aver rimandato il suo viaggio.\n\nLa mia padrona sollev\u00f2 improvvisamente la testa dal libro come se stesse per\ndire qualcosa, si trattenne con un grande sforzo e, guardando di nuovo la pagina aperta, ci conged\u00f2 con un segno della mano.\npagina aperta, ci conged\u00f2 con un segno della mano.\n\n \u00c8 una donna meravigliosa\", disse il sergente Cuff, quando fummo di nuovo nel corridoio.\ncorridoio.  Se non fosse per il suo autocontrollo, il mistero che vi sconcerta,\nMr. Betteredge, sarebbe terminato questa sera.\n\nA quelle parole, la verit\u00e0 si affacci\u00f2 finalmente nella mia vecchia e stupida testa. Per\nmomento, suppongo di essere uscito completamente di senno. Afferrai\nil sergente per il colletto della giacca e lo bloccai contro il muro.\nmuro.\n\n Che tu sia maledetto!  Ho gridato, c'\u00e8 qualcosa di sbagliato nella signorina Rachel e\ne tu me l'hai nascosto per tutto questo tempo!\n\nIl Sergente Cuff mi guard\u00f2, appoggiato al muro, senza muovere una mano o un muscolo del suo volto malinconico.\nmano o muovere un muscolo del suo volto malinconico.\n\n Ah, disse, finalmente hai indovinato.\n\nLa mia mano si stacc\u00f2 dal suo collare e la mia testa affond\u00f2 sul mio petto. Per favore\ndi ricordare, come scusa per la mia esplosione, che ho servito la famiglia per cinquant'anni.\nfamiglia per cinquant'anni. La signorina Rachel si era arrampicata sulle mie\nginocchia e mi aveva tirato i baffi molte e molte volte quando era bambina.\nbambina. La signorina Rachel, con tutti i suoi difetti, era stata, a mio avviso, la pi\u00f9 cara, la pi\u00f9 carina e la pi\u00f9 brava.\nla pi\u00f9 cara, la pi\u00f9 bella e la migliore giovane padrona che un vecchio servo abbia mai\nservitore e che abbia mai amato. Ho chiesto scusa al sergente Cuff, ma temo di averlo fatto con gli occhi acquosi.\ntemo di averlo fatto con gli occhi che lacrimavano e non in modo molto elegante.\n\n Non si affligga, signor Betteredge, disse il sergente, con pi\u00f9\ngentilezza di quanto avessi il diritto di aspettarmi da lui.  Nel mio genere di vita\nse fossimo veloci nell'offenderci, non saremmo degni di sale per il nostro\nporridge. Se ti pu\u00f2 consolare, collare di nuovo. Non sapete minimamente\nnon sai minimamente come farlo; ma sorvoler\u00f2 sulla tua goffaggine in\nconsiderazione i tuoi sentimenti.\n\nSi arricci\u00f2 agli angoli delle labbra e, nel suo modo squallido,\nsembrava pensare di essersi liberato di un ottimo scherzo.\n\nLo condussi nel mio salottino e chiusi la porta.\n\n Mi dica la verit\u00e0, sergente, ho detto.  Che cosa sospetta? Non \u00e8\ngentilezza nascondermelo ora.\n\n Non lo sospetto, disse il sergente Cuff.  Lo so.\n\nIl mio carattere sfortunato cominci\u00f2 ad avere di nuovo la meglio su di me.\n\n Intendete dirmi, in parole povere, ho detto, che la signorina Rachel\nha rubato il suo stesso diamante?\n\n S\u00ec, dice il Sergente; \u00e8 quello che intendo dirvi, con tante parole.\nparole. La signorina Verinder \u00e8 stata segretamente in possesso della Pietra di luna\ndall'inizio alla fine; e ha preso Rosanna Spearman nella sua\nconfidenza, perch\u00e9 aveva calcolato che avremmo sospettato Rosanna\nSpearman del furto. Ecco l'intero caso in breve. Mi metta il collare\ndi nuovo, signor Betteredge. Se pu\u00f2 sfogare i suoi sentimenti, mi metta di nuovo il collare...\ndi nuovo.\n\nDio mi aiuti! I miei sentimenti non dovevano essere alleviati in quel modo.  Datemi\nle tue ragioni!  Questo fu tutto ci\u00f2 che riuscii a dirgli.\n\n Sentirete le mie ragioni domani, disse il Sergente.  Se la signorina\nVerinder si rifiuter\u00e0 di rimandare la visita alla zia (e vedrete che la signorina Verinder lo far\u00e0), sar\u00f2 costretto a presentare l'intero caso davanti alla zia.\nVerinder lo far\u00e0), sar\u00f2 costretto a sottoporre l'intero caso a\nvostra padrona domani. E, dato che non so cosa ne verr\u00e0 fuori, vi chieder\u00f2 di essere presenti\nchieder\u00f2 a voi di essere presenti e di sentire cosa succede da entrambe le parti.\nLasciate che la questione si risolva per stanotte. No, signor Betteredge, non deve dire un'altra parola\nuna parola in pi\u00f9 sull'argomento della Pietra di Luna. Ecco la vostra\ntavola imbandita per la cena. Questa \u00e8 una delle tante infermit\u00e0 umane che\nche tratto sempre con tenerezza. Se suonate il campanello, dir\u00f2 la preghiera.\n Perch\u00e9 quello che stiamo per ricevere\n\n Le auguro un buon appetito, sergente, ho detto.  Il mio appetito \u00e8\nsparito. Aspetter\u00f2 di vedervi servire, e poi vi chieder\u00f2 di scusarmi,\nse me ne vado e cerco di risolvere la situazione da solo.\n\nL'ho visto servito con il meglio di tutto e non avrei dovuto dispiacermi se il meglio di tutto lo avesse soffocato.\nse il meglio di tutto lo avesse soffocato. Il capo giardiniere (Mr.\nBegbie) \u00e8 arrivato nello stesso momento, con il suo conto settimanale. Il sergente\nIl sergente parl\u00f2 subito di rose e dei meriti delle passeggiate in erba e in ghiaia.\ndi erba e di ghiaia. Li lasciai insieme e uscii con il cuore pesante.\ncuore. Era il primo guaio che ricordavo da molti anni a questa parte che\nche non potesse essere eliminato da un soffio di tabacco, e che fosse anche al di l\u00e0 della\nalla portata di Robinson Crusoe.\n\nEssendo inquieta e infelice e non avendo una stanza in particolare dove andare, mi sono\nun giro sulla terrazza e ho riflettuto in pace e tranquillit\u00e0 da sola.\nda sola. Non ha molta importanza quali fossero i miei pensieri. Mi sentivo\nmiseramente vecchia, logora e inadatta al mio posto e cominciai a chiedermi, per la prima volta in tutta la mia vita, se fosse stato possibile\nper la prima volta in vita mia, quando sarebbe piaciuto a Dio prendermi.\ndi prendermi. Nonostante tutto questo, rimasi ferma nella mia fede nella signorina Rachel.\nRachel. Se il sergente Cuff fosse stato Salomone in tutta la sua gloria e mi avesse detto che la mia ragazza aveva\ne mi avesse detto che la mia ragazza si era immischiata in un complotto meschino e colpevole.\navrei avuto una sola risposta per Salomone, saggio com'era,\n Tu non la conosci, e io s\u00ec.\n\nLe mie meditazioni sono state interrotte da Samuel. Mi ha portato un messaggio scritto\nmessaggio della mia padrona.\n\nEntrando in casa per prendere una luce per leggerlo, Samuel osserv\u00f2 che sembrava che il tempo stesse per cambiare.\nsembrava che il tempo stesse cambiando. La mia mente turbata mi aveva\nmi aveva impedito di notarlo prima. Ma ora la mia attenzione fu risvegliata,\nSentii i cani inquieti e il vento che gemeva basso. Guardando il cielo\ncielo, vidi la catena di nuvole che diventava sempre pi\u00f9 nera e che si affrettava\nsempre pi\u00f9 velocemente su una luna acquosa. Tempo selvaggio in arrivo Samuel aveva\nSamuel aveva ragione, tempo selvaggio in arrivo.\n\nIl messaggio della mia signora mi informava che il magistrato di Frizinghall le aveva scritto per ricordarle dei tre indiani.\nFrizinghall le aveva scritto per ricordarle dei tre indiani. All'inizio della\nsettimana prossima, i furfanti dovranno essere rilasciati e lasciati liberi di seguire i loro\ndi seguire le proprie abitudini. Se avevamo altre domande da fare loro, non c'era tempo da perdere,\nnon c'era tempo da perdere. Avendo dimenticato di menzionare questo, quando\nl'ultima volta che aveva visto il sergente Cuff, la mia padrona desiderava che io rimediassi all'omissione.\nomissione. Gli indiani mi erano usciti dalla testa (come, senza dubbio, sono usciti dalla vostra).\nsicuramente, anche dalla vostra). Non vedevo l'utilit\u00e0 di rimettere in discussione l'argomento.\nargomento. Tuttavia, obbedii ai miei ordini sul posto, come ovvio.\nnaturalmente, obbedii ai miei ordini.\n\nHo trovato il sergente Cuff e il giardiniere, con una bottiglia di Scotch whisky\ntra loro, impegnati in una discussione sulla coltivazione delle rose.\nIl sergente era cos\u00ec profondamente interessato che alz\u00f2 la mano e mi fece segno di non interrompere la discussione.\ne mi fece segno di non interrompere la discussione, quando entrai. Per quanto\nPer quanto ho potuto capire, la questione tra loro era se la rosa bianca\nmuschio bianco avesse o meno bisogno di germogliare sulla rosa canina per farla crescere bene.\ncrescere bene. Il signor Begbie disse di s\u00ec e il sergente Cuff di no.\nmi hanno fatto appello, con la stessa foga di una coppia di ragazzi. Non sapendo nulla\ndi coltivazione delle rose, ho scelto una via di mezzo, proprio come fanno i giudici di Sua\nMaest\u00e0, quando la bilancia della giustizia li infastidisce, pendendo\nanche solo per un capello.  Signori, osservai, c'\u00e8 molto da dire da entrambe le parti.\nentrambe le parti.  Nella temporanea tregua prodotta da quella sentenza imparziale,\nposai il messaggio scritto della mia signora sul tavolo, sotto gli occhi del sergente Cuff.\nSergente Cuff.\n\nA quel punto ero arrivato, per quanto possibile, a odiare il Sergente.\nMa la verit\u00e0 mi costringe a riconoscere che, per quanto riguarda la prontezza di\nmente, era un uomo meraviglioso.\n\nIn mezzo minuto, dopo aver letto il messaggio, aveva cercato nella sua memoria il rapporto del sovrintendente Seegrave.\nmemoria il rapporto del Sovrintendente Seegrave; aveva individuato la parte di esso che riguardava gli indiani\nparte in cui erano coinvolti gli indiani ed era pronto a rispondere.\nrisposta. Un certo grande viaggiatore, che conosceva gli indiani e la loro lingua, aveva fatto la figura di Mr.\nlingua, era stato citato nel rapporto del signor Seegrave, vero? Molto bene.\nConoscevo il nome e l'indirizzo del signore? Di nuovo molto bene. Potrei\nscriverli sul retro del messaggio della mia signora? Molto obbligato.\nIl sergente Cuff cercher\u00e0 quel signore, quando andr\u00e0 a Frizinghall\ndomattina.\n\n Ti aspetti che ne venga fuori qualcosa?  Ho chiesto.  Il sovrintendente\nSeegrave trov\u00f2 gli indiani innocenti come un bambino non ancora nato.\n\n Il sovrintendente Seegrave si \u00e8 sbagliato, fino a questo momento, in tutte le sue\nconclusioni, rispose il Sergente.  Potrebbe valere la pena di scoprire\ndomani se il sovrintendente Seegrave si sbagliava anche sugli indiani.\nindiani\".  Con ci\u00f2 si rivolse a Mr. Begbie e riprese l'argomentazione\ndiscussione esattamente al punto in cui era stata interrotta.  Questa\nquestione tra noi \u00e8 una questione di terreni e stagioni, di pazienza e di\ne di dolore, signor giardiniere. Ora lasciate che ve la ponga da un altro punto di vista.\npunto di vista. Prenda la sua rosa bianca di muschio\n\nA quel punto avevo chiuso la porta e non sentivo pi\u00f9 il resto della discussione.\nil resto della disputa.\n\nNel passaggio, incontrai Penelope in giro e le chiesi cosa stesse aspettando.\naspettava.\n\nStava aspettando il campanello della sua signorina, quando quest'ultima scelse di richiamarla per\nquando la signorina decise di richiamarla per continuare a fare i bagagli per il viaggio del giorno dopo.\nUn'ulteriore indagine mi ha rivelato che la signorina Rachel aveva dato come motivo per\nmotivo per cui voleva andare da sua zia a Frizinghall, che la casa le era\nche la casa le era insopportabile e che poteva sopportare l'odiosa presenza di un poliziotto sotto il suo stesso tetto.\npoliziotto sotto il suo stesso tetto. Quando fu informata, mezz'ora dopo\nmezz'ora prima, che la sua partenza sarebbe stata ritardata fino alle due del pomeriggio.\ndue del pomeriggio, era andata su tutte le furie. La mia signora,\nmia signora, presente in quel momento, l'aveva rimproverata severamente e poi (avendo apparentemente\nqualcosa da dire, che era riservato all'orecchio privato della figlia).\nprivata di sua figlia) aveva mandato Penelope fuori dalla stanza. La mia ragazza era di\nmiseramente gi\u00f9 di morale per il mutato stato delle cose in casa.\n Niente va bene, padre; niente \u00e8 pi\u00f9 come prima. Mi sento\ncome se una terribile disgrazia incombesse su tutti noi.\n\n\u00c8 stata anche la mia sensazione. Ma ho fatto buon viso a cattivo gioco, davanti a mia figlia.\nfiglia. La campanella della signorina Rachel suon\u00f2 mentre stavamo parlando. Penelope corse\nsu per le scale di servizio per continuare a fare i bagagli. Io passai dall'altra parte\nper vedere cosa dicevano i vetri sul cambiamento del tempo.\ntempo.\n\nProprio mentre mi avvicinavo alla porta girevole che conduceva al salone dagli uffici della servit\u00f9.\ndall'altro lato, fu aperta con violenza e Rosanna Spearman mi pass\u00f2 accanto con un'espressione di dolore.\nRosanna Spearman mi pass\u00f2 accanto, con un'espressione di dolore miserabile sul viso,\ne una mano premuta con forza sul cuore, come se il dolore fosse in quella\nin quel punto.  Qual \u00e8 il problema, ragazza mia?  chiesi, fermandola.  Siete\nsei malata?   Per l'amor di Dio, non parlarmi, rispose lei, si strapp\u00f2 dalle mie mani e corse verso la servit\u00f9.\ne si strapp\u00f2 dalle mie mani e corse verso la scala della servit\u00f9.\ndella servit\u00f9. Chiamai la cuoca (che era a portata di mano) perch\u00e9 si occupasse della\nla povera ragazza. Oltre alla cuoca, altre due persone si dimostrarono uditive.\noltre al cuoco. Il sergente Cuff usc\u00ec dolcemente dalla mia stanza e mi chiese cosa fosse successo.\ncosa fosse successo. Risposi: \"Niente\".  Il signor Franklin, dall'altra parte,\napr\u00ec la porta a battente e, facendomi cenno di entrare nel corridoio, mi chiese se avessi visto\nse avessi visto qualcosa di Rosanna Spearman.\n\n Mi \u00e8 appena passata davanti, signore, con una faccia molto turbata e in modo molto strano.\nstrano.\n\n Temo di essere innocentemente la causa di questo disturbo,\nBetteredge.\n\n Lei, signore!\n\n Non riesco a spiegarmelo, dice il signor Franklin; ma, se la ragazza _\u00e8_ coinvolta nella perdita del Diamante, credo proprio che sia stata lei a fare la parte del diavolo.\n\u00e8 coinvolta nella perdita del Diamante, credo proprio che fosse sul punto di confessare tutto a me.\nsul punto di confessare tutto a me, tra tutte le persone al mondo, non pi\u00f9 di due minuti fa.\nmondo non pi\u00f9 tardi di due minuti fa.\n\nGuardando verso la porta a battente, mentre pronunciava queste ultime parole, mi \u00e8 sembrato di\ndi aver visto che si apriva un po' dal lato interno.\n\nC'era qualcuno che ascoltava? La porta \u00e8 caduta, prima che potessi raggiungerla.\nad essa. Un attimo dopo, guardando di l\u00e0, mi \u00e8 sembrato di vedere le code del rispettabile cappotto nero del sergente Cuff sparire dietro l'angolo della porta.\nSergente Cuff che scompariva dietro l'angolo del passaggio.\ndel passaggio. Sapeva, come lo sapevo io, che non poteva aspettarsi altro\naiuto da parte mia, ora che avevo scoperto la piega che le sue\nindagini stavano prendendo. In quelle circostanze, era\nera nel suo carattere aiutarsi da solo, e farlo per la via\nsotterraneo.\n\nNon sentendomi sicuro di aver visto davvero il Sergente e non volendo fare inutili dispetti, laddove, il Cielo lo sa bene, c'erano dei dispetti.\ndi creare inutili problemi, dove, lo sa il cielo, ce n'erano gi\u00e0 abbastanza, dissi a Mr.\ngi\u00e0 abbastanza, dissi al signor Franklin che pensavo che uno dei cani fosse\ncani fosse entrato in casa e poi lo pregai di descrivere quello che era\ncosa era successo tra lui e Rosanna.\n\n Stava passando per il corridoio, signore?  Ho chiesto.  L'ha incontrata\ncasualmente, quando le ha parlato?\n\nIl signor Franklin indic\u00f2 il tavolo da biliardo.\n\n Diceva che stavo facendo un po' di baldoria e che cercavo di togliermi dalla testa questa\nmiserabile faccenda del Diamante dalla mia mente. Mi \u00e8 capitato di guardare\ne si trovava Rosanna Spearman al mio fianco, come un fantasma!\nIl fatto che si sia posata su di me in quel modo \u00e8 stato cos\u00ec strano che all'inizio quasi non sapevo cosa\nfare all'inizio. Vedendo un'espressione molto ansiosa sul suo volto, le chiesi se volesse parlarmi.\nle chiesi se volesse parlarmi. Mi rispose: \"S\u00ec, se ne ho il coraggio\".\nConoscendo i sospetti che gravavano su di lei, potevo dare solo una\nun solo significato a un linguaggio del genere. Confesso che mi mise\ndisagio. Non volevo invitare la ragazza a fidarsi di me. Allo stesso tempo\nAllo stesso tempo, nelle difficolt\u00e0 che ora ci attanagliavano, difficilmente mi sarei sentita\nrifiutare di ascoltarla, se era davvero intenzionata a parlarmi.\nparlare con me. Era una posizione scomoda, e oserei dire che ne uscii\nda essa in modo abbastanza imbarazzante. Le dissi: \"Non ti capisco bene. C'\u00e8\nc'\u00e8 qualcosa che vuoi che faccia?  Badi, Betteredge, che non ho parlato\nscortese! La povera ragazza non pu\u00f2 fare a meno di essere brutta Lo sentivo, in quel momento.\nLa stecca era ancora in mano e continuavo a battere le palline,\nper togliere la goffaggine della cosa. Ma alla fine non feci altro che peggiorare\npeggiorare ulteriormente la situazione. Temo di averla mortificata senza volerlo! Lei\nimprovvisamente si allontan\u00f2.  Lui guarda le palle da biliardo, l'ho sentita dire.\ndire.  Qualsiasi cosa piuttosto che guardare me! Prima che potessi fermarla, era uscita dalla sala.\nprima che potessi fermarla, aveva lasciato la sala. Non sono del tutto tranquillo, Betteredge. Ti dispiacerebbe\nti dispiacerebbe dire a Rosanna che non intendevo essere scortese? Sono stata un po'\nSono stata un po' dura con lei, forse, nei miei pensieri ho quasi sperato che la perdita del Diamante\nperdita del Diamante potesse essere attribuita a lei. Non per cattiva volont\u00e0 verso\npovera ragazza; ma si ferm\u00f2 l\u00ec e, tornando al tavolo da biliardo, inizi\u00f2 a\ntavolo da biliardo, cominci\u00f2 a far girare le palle ancora una volta.\n\nDopo quello che era successo tra me e il Sergente, sapevo che cosa era\nche aveva lasciato inespresso, cos\u00ec come lo sapeva lui stesso.\n\nNient'altro che la riconduzione della Pietra di Luna alla nostra seconda cameriera poteva\nRachel al di sopra dell'infame sospetto che gravava su di lei nella mente del sergente Cuff.\nnella mente del sergente Cuff. Non si trattava pi\u00f9 di calmare l'eccitazione\nl'eccitazione nervosa della mia giovane signora; si trattava di provare la sua innocenza.\ninnocenza. Se Rosanna non aveva fatto nulla per compromettersi, la speranza che Mr.\nche il signor Franklin aveva confessato di aver provato sarebbe stata abbastanza dura\nin tutta coscienza. Ma non era questo il caso. Aveva finto di essere\ndi essere malata e si era recata di nascosto a Frizinghall. Era stata sveglia tutta\nnotte a fare qualcosa o a distruggere qualcosa, in privato. E\nera stata allo Shivering Sand, quella sera, in circostanze che\nmolto sospette, per non dire altro. Per tutti questi motivi\n(per quanto mi dispiacesse per Rosanna) non potevo non pensare che il modo di vedere la questione da parte di Mr.\nFranklin non fosse n\u00e9 innaturale n\u00e9 irragionevole, nella sua posizione.\nposizione del signor Franklin. Gli dissi una parola in tal senso.\n\n S\u00ec, s\u00ec! ha risposto lui.  Ma c'\u00e8 solo una possibilit\u00e0, molto scarsa\nche il comportamento di Rosanna possa ammettere una qualche spiegazione\nche al momento non vediamo. Odio ferire i sentimenti di una donna,\nBetteredge! Di' alla povera creatura quello che ti ho detto di dirle. E se\nse vuole parlare con me, non mi interessa se mi metto nei guai o meno.\nnon la mandi da me in biblioteca\".  Con queste parole gentili pos\u00f2 la stecca e mi lasci\u00f2.\nla stecca e mi lasci\u00f2.\n\nUn'indagine presso gli uffici della servit\u00f9 mi inform\u00f2 che Rosanna si era ritirata nella sua\nnella sua stanza. Aveva rifiutato con gratitudine tutte le offerte di assistenza,\ne aveva chiesto solo di essere lasciata riposare in pace. Ecco, quindi, la fine di ogni\ndi qualsiasi confessione da parte sua (supponendo che avesse davvero una\nconfessione) per quella notte. Riferii il risultato a Mr.\nFranklin, che lasci\u00f2 la biblioteca e and\u00f2 a letto.\n\nStavo spegnendo le luci e chiudendo le finestre, quando Samuel entr\u00f2 con la notizia dei due ospiti che avevo lasciato nella mia stanza.\nSamuel entr\u00f2 con la notizia dei due ospiti che avevo lasciato nella mia stanza.\n\nLa discussione sulla rosa bianca di muschio era apparentemente giunta al termine.\nfinalmente. Il giardiniere era andato a casa e il sergente Cuff non si trovava da nessuna parte nella\nnelle zone pi\u00f9 basse della casa.\n\nGuardai nella mia stanza. \u00c8 vero che non c'era nulla da scoprire\nse non un paio di bicchieri vuoti e un forte odore di grog caldo. Se il\nSergente era andato di sua iniziativa nella camera da letto che era stata preparata per lui?\nper lui? Andai di sopra per vedere.\n\nDopo aver raggiunto il secondo pianerottolo, mi \u00e8 sembrato di sentire un suono di respiro silenzioso e regolare\ne regolare sul mio lato sinistro. Il mio lato sinistro conduceva al\ncorridoio che comunicava con la stanza della signorina Rachel. Guardai dentro,\ne l\u00ec, accartocciata su tre sedie poste proprio di fronte al\npassaggio, con un fazzoletto rosso legato intorno alla sua testa brizzolata,\ne il suo rispettabile cappotto nero arrotolato come un cuscino, giaceva e dormiva\nSergente Cuff!\n\nSi \u00e8 svegliato, istantaneamente e silenziosamente, come un cane, nel momento in cui mi sono avvicinato a lui.\na lui.\n\n Buonanotte, signor Betteredge, disse.  E badi, se mai dovesse dedicarsi alla\ndi coltivare rose, la rosa bianca di muschio \u00e8 tanto migliore quanto pi\u00f9 non \u00e8\nnon essere germogliata sulla rosa canina, qualunque cosa il giardiniere possa dire al contrario!\n\n Cosa ci fai qui?  Ho chiesto.  Perch\u00e9 non sei nel tuo letto\nletto?\n\n Non sono nel mio letto, rispose il Sergente, perch\u00e9 sono una delle tante persone di questo mondo miserabile\ndi questo miserabile mondo che non riesce a guadagnare onestamente e allo stesso tempo\nonestamente e facilmente allo stesso tempo. C'\u00e8 stata una coincidenza, questa\ncoincidenza, questa sera, tra il periodo del ritorno di Rosanna Spearman dal Sands\ne il periodo in cui Miss Verinder ha dichiarato la sua decisione di lasciare la casa.\ncasa. Qualunque cosa Rosanna possa aver nascosto, \u00e8 chiaro per me che\nla vostra signorina non poteva andarsene finch\u00e9 non sapeva che era nascosta.\nLe due devono aver comunicato privatamente gi\u00e0 una volta questa notte. Se cercano di\nSe cercheranno di comunicare di nuovo, quando la casa sar\u00e0 tranquilla, voglio essere in\ne fermarli. Non mi incolpi per aver turbato il suo sonno, signor Betteredge.\nBetteredge, dia la colpa al Diamante.\n\n Vorrei tanto che il Diamante non fosse mai entrato in questa casa!  I\nscoppi\u00f2.\n\nIl Sergente Cuff guard\u00f2 con un'espressione di disappunto le tre sedie sulle quali si era\nsi era condannato a passare la notte.\n\n Anch'io\", disse gravemente.\n\n\nCAPITOLO XVII\n\nNon successe nulla nella notte e (sono felice di aggiungere) nessun tentativo di comunicazione tra la signorina Rachel e Rosanna\ndi comunicazione tra Miss Rachel e Rosanna ha ricompensato la vigilanza del\nSergente Cuff.\n\nMi aspettavo che il Sergente partisse per Frizinghall la prima cosa\nmattina. Invece aspett\u00f2, come se avesse qualcos'altro da fare prima.\ncome se avesse qualcos'altro da fare prima. Lo lasciai alle sue occupazioni e, poco dopo, incontrai il signor Franklin nella sua passeggiata preferita.\npoco dopo, incontrai il signor Franklin che stava facendo la sua passeggiata preferita\nlato.\n\nPrima che avessimo scambiato due parole, il sergente ci raggiunse inaspettatamente.\nSi present\u00f2 al signor Franklin, che lo accolse, devo ammettere, in maniera\nabbastanza altezzoso.  Ha qualcosa da dirmi? fu l'unica risposta che ebbe per\nper aver augurato gentilmente il buongiorno al signor Franklin.\n\n Ho qualcosa da dirle, signore, rispose il sergente, a proposito dell'inchiesta che sto conducendo qui.\nargomento dell'inchiesta che sto conducendo qui. Lei ha individuato la piega che\nindagine stava prendendo, ieri. Naturalmente, nella sua posizione\nposizione, siete scioccati e angosciati. Naturalmente, anche voi\nsu di me il vostro senso di rabbia per lo scandalo della vostra famiglia.\n\n Che cosa vuole?  Intervenne il signor Franklin, in modo abbastanza brusco.\n\n Voglio ricordarle, signore, che finora non \u00e8 stato dimostrato che io abbia torto.\ndimostrato di avere torto. Tenendo questo a mente, si compiaccia di ricordare, al tempo stesso, che\nallo stesso tempo, che sono un ufficiale della legge che agisce qui sotto la\nsanzione della padrona di casa. In queste circostanze, \u00e8\n\u00e8, o non \u00e8, vostro dovere di buon cittadino, aiutarmi con qualsiasi\ninformazioni speciali che vi capiter\u00e0 di possedere?\n\n Non possiedo informazioni particolari, dice il signor Franklin.\n\nIl Sergente Cuff si \u00e8 lasciato sfuggire la risposta, come se non fosse stata data.\n\n Potr\u00e0 risparmiarmi il tempo, signore, da sprecare in un'indagine a distanza, prosegu\u00ec.\nSe deciderete di capirmi e di parlare apertamente, continu\u00f2, potrete risparmiare il mio tempo, signore, da una richiesta a distanza.\n\n Non vi capisco, rispose il signor Franklin, e non ho nulla da dire.\ndire.\n\n Una delle donne della servit\u00f9 (non far\u00f2 nomi) vi ha parlato\nin privato, signore, ieri sera.\n\nAncora una volta il signor Franklin lo interruppe; ancora una volta il signor Franklin rispose,\n Non ho nulla da dire.\n\nRimanendo in silenzio, pensai al movimento della porta girevole della sera precedente e alle code dei cappotti che avevo visto\nsera precedente, e alle code di cappotto che avevo visto\nsparire nel passaggio. Il sergente Cuff, senza dubbio, aveva sentito abbastanza\nprima che io lo interrompessi, abbastanza da fargli sospettare che Rosanna avesse\nRosanna avesse alleggerito la sua mente confessando qualcosa a Mr. Franklin Blake.\n\nQuesta idea mi aveva appena colpito, quando chi apparve alla fine della\ndella passeggiata tra i cespugli se non Rosanna Spearman nella sua vera persona! Era seguita da Penelope\nera seguita da Penelope, che evidentemente cercava di farla tornare indietro\ni suoi passi verso la casa. Vedendo che il signor Franklin non era solo, Rosanna si ferm\u00f2, evidentemente\nsi ferm\u00f2, evidentemente molto perplessa sul da farsi.\nPenelope aspettava dietro di lei. Il signor Franklin vide le ragazze non appena io le vidi.\nle ho viste. Il sergente, con la sua astuzia diabolica, fece finta di non averle\ndi non averle notate affatto. Tutto questo accadde in un istante. Prima che Mr.\nFranklin o io potessimo dire una parola, il Sergente Cuff intervenne senza problemi, con l'aria di\ncon l'aria di continuare la conversazione precedente.\n\n Non deve temere di fare del male alla ragazza, signore\", disse a Mr.\nFranklin, parlando a voce alta, in modo che Rosanna potesse sentirlo.  Al contrario, vi raccomando di onorarmi della vostra fiducia\nal contrario, vi raccomando di onorarmi della vostra fiducia, se provate interesse per Rosanna Spearman.\nse prova un qualche interesse per Rosanna Spearman.\n\nIl signor Franklin fece subito finta di non aver notato le ragazze. Egli\nrispose, parlando ad alta voce dalla sua parte:\n\n Non ho alcun interesse per Rosanna Spearman.\n\nGuardai verso la fine della passeggiata. In lontananza vidi solo\nche Rosanna si volt\u00f2 improvvisamente, nel momento in cui il signor Franklin aveva parlato.\nInvece di resistere a Penelope, come aveva fatto il momento prima, lasci\u00f2 che mia figlia la prendesse per un braccio e la riconducesse a casa.\nora lasci\u00f2 che mia figlia la prendesse per un braccio e la riconducesse a casa.\n\nLa campana della colazione suon\u00f2 mentre le due ragazze scomparivano e persino il sergente Cuff fu costretto a rinunciare al lavoro.\nCuff fu costretto ad ammettere che si trattava di un brutto lavoro! Mi disse a bassa voce,\n Andr\u00f2 a Frizinghall, signor Betteredge, e torner\u00f2 prima delle due.\ndue.  Se ne and\u00f2 per la sua strada senza dire una parola di pi\u00f9 e per qualche ora ci eravamo\nper qualche ora ci liberammo di lui.\n\n Devi sistemare le cose con Rosanna\", mi disse il signor Franklin quando eravamo soli.\neravamo soli.  Sembra che io sia destinato a dire o fare qualcosa di imbarazzante, davanti a\nquella sfortunata ragazza. Avrete capito anche voi che il sergente Cuff ha teso una\nuna trappola per entrambi. Se fosse riuscito a confondere _me_, o a irritare _lei_ fino a farla scoppiare.\na scoppiare, o lei o io avremmo potuto dire qualcosa che avrebbe\nche avrebbe risposto al suo scopo. Su due piedi, non vidi una via d'uscita migliore di quella che presi.\ndi quella che presi. Imped\u00ec alla ragazza di dire qualcosa,\ne dimostr\u00f2 al Sergente che avevo capito tutto di lui. Stava evidentemente\nstava evidentemente ascoltando, Betteredge, mentre le parlavo ieri sera.\n\nAveva fatto di peggio che ascoltare, come pensavo privatamente tra me e me. Si era\nsi era ricordato che gli avevo detto che la ragazza era innamorata del signor Franklin;\ne aveva fatto leva su questo, quando si era appellato all'interesse di Mr.\nFranklin a Rosanna in udienza.\n\n Per quanto riguarda l'ascolto, signore, ho osservato (tenendo per me l'altro punto),\n remeremo tutti sulla stessa barca se questo genere di cose va avanti\nancora a lungo. Ficcanasare, sbirciare e ascoltare sono le occupazioni naturali\noccupazioni naturali di persone che si trovano nella nostra situazione. Tra un giorno o due, Mr.\nFranklin, saremo tutti ammutoliti insieme per questo motivo, ovvero che\nche saremo tutti in ascolto per carpire i reciproci segreti e tutti lo sapranno.\ne tutti lo sanno. Scusate la mia interruzione, signore. L'orribile mistero che incombe su di noi in\nquesta casa mi entra in testa come un liquore e mi fa impazzire. Non dimenticher\u00f2\ndimenticare ci\u00f2 che mi avete detto. Coglier\u00f2 la prima occasione per sistemare\ncon Rosanna Spearman.\n\n Non le hai ancora detto nulla di ieri sera, vero?  Ha chiesto il Sig.\nFranklin ha chiesto.\n\n No, signore.\n\n Allora non dire nulla ora. \u00c8 meglio che non inviti la ragazza a fidarsi di me,\ncon il Sergente in agguato per sorprenderci insieme. La mia condotta\nnon \u00e8 molto coerente, Betteredge, vero? Non vedo alcuna via d'uscita da questa\nche \u00e8 terribile da pensare, a meno che il Diamante non venga rintracciato da Rosanna.\nrintracciare Rosanna. Eppure non posso e non voglio aiutare il sergente Cuff a trovare la ragazza.\nscoprire la ragazza.\n\nAbbastanza irragionevole, senza dubbio. Ma era anche il mio stato d'animo. I\ncapivo perfettamente. Se per una volta nella vostra vita vi ricorderete che siete\nche siete mortali, forse capirete a fondo anche lui.\n\nLo stato delle cose, all'interno e all'esterno, mentre il sergente Cuff era in viaggio verso Frizinghall, era in breve il seguente\na Frizinghall, era in breve questo:\n\nLa signorina Rachel attese l'ora in cui la carrozza l'avrebbe portata a casa della zia.\nzia, ancora ostinatamente chiusa nella sua stanza. La mia signora e Mr.\nFranklin fecero colazione insieme. Dopo la colazione, il signor Franklin prese una\ndelle sue decisioni improvvise e usc\u00ec precipitosamente per calmare la sua mente\ncon una lunga passeggiata. Fui l'unica persona che lo vide uscire e mi disse che sarebbe tornato prima del ritorno del sergente.\nche sarebbe tornato prima del ritorno del Sergente. Il cambiamento del tempo,\npreannunciato durante la notte, era arrivato. La pioggia battente era stata seguita, poco dopo\ndopo l'alba, da un forte vento. Con l'avanzare del giorno, il vento era tornato a soffiare. Ma\nNonostante le nuvole abbiano minacciato pi\u00f9 di una volta, la pioggia ha continuato a non cadere.\nNon era una brutta giornata per una passeggiata, se si era giovani e forti e si riusciva a sopportare le grandi raffiche di vento.\ne si potevano sopportare le grandi raffiche di vento che arrivavano dal mare.\nmare.\n\nDopo la colazione ho seguito la mia signora e l'ho aiutata a sistemare i conti di casa.\ndei conti di casa. Solo una volta ha accennato alla questione della Pietra di\npietra di luna, e questo per proibire che se ne parlasse al momento tra noi.\ntra di noi.  Aspetta che torni quell'uomo, disse, intendendo il sergente.\nSergente.  Dobbiamo parlarne allora: non siamo obbligati a parlarne ora.\nparlarne ora.\n\nDopo aver lasciato la mia padrona, trovai Penelope ad aspettarmi nella mia stanza.\n\n Vorrei, padre, che venisse a parlare con Rosanna, disse.  Sono\nmolto inquieta per lei.\n\nSospettavo abbastanza facilmente quale fosse il problema. Ma \u00e8 una mia massima che\nmia che gli uomini (essendo creature superiori) sono tenuti a migliorare le donne, se\npossono. Quando una donna vuole che io faccia qualcosa (mia figlia o no, non importa), insisto sempre per sapere il perch\u00e9.\nmia figlia, o no, non importa), insisto sempre per sapere il perch\u00e9. Pi\u00f9 spesso le costringi a\npi\u00f9 le costringete a frugare nella loro mente alla ricerca di un motivo, pi\u00f9 le troverete maneggevoli\npi\u00f9 li troverete gestibili in tutte le relazioni della vita. Non \u00e8 colpa loro (poveri\ndisgraziati!) che agiscono prima e pensano dopo; \u00e8 colpa degli sciocchi che li assecondano.\ndegli sciocchi che li assecondano.\n\nIl motivo di Penelope, in questa occasione, pu\u00f2 essere spiegato con le sue stesse parole.\n Temo, padre, disse, che il signor Franklin abbia fatto del male a Rosanna\ncrudelmente, senza volerlo.\n\n Cosa ha portato Rosanna nella passeggiata tra i cespugli?  Ho chiesto.\n\n La sua stessa follia, dice Penelope; non posso chiamarla in altro modo. Era\ndecisa a parlare con Mr. Franklin, questa mattina, per quanto possibile.\nHo fatto del mio meglio per fermarla; l'avete visto. Se solo fossi riuscita a portarla via\nprima che sentisse quelle terribili parole\n\n L\u00ec! L\u00ec!  Ho detto di non perdere la testa. Non riesco a ricordare\nche sia successo qualcosa che abbia allarmato Rosanna.\n\n Niente che possa allarmarla, padre. Ma il signor Franklin ha detto di non provare alcun\ninteresse per lei e, oh, l'ha detto con una voce cos\u00ec crudele!\n\n L'ha detto per fermare la bocca del sergente, ho risposto.\n\n Gliel'ho detto, dice Penelope.  Ma vedi, padre (anche se Mr.\nFranklin non \u00e8 da biasimare), l'ha mortificata e delusa per settimane e settimane.\nper settimane e settimane; e ora si aggiunge questo! Lei\nNon ha alcun diritto, ovviamente, di aspettarsi che lui si interessi a lei.\n\u00c8 mostruoso che si dimentichi di se stessa e della sua posizione in\nin questo modo. Ma sembra aver perso l'orgoglio, il giusto sentimento e tutto il resto.\ntutto. Mi ha spaventato, padre, quando Mr. Franklin ha detto quelle parole.\nparole. Sembrava che l'avessero trasformata in pietra. Un'improvvisa quiete l'ha colpita\ne da allora ha continuato a lavorare come una donna in un sogno.\nsogno.\n\nCominciai a sentirmi un po' a disagio. C'era qualcosa nel modo in cui\nPenelope che metteva a tacere il mio senso superiore. Mi venne in mente, ora che\ni miei pensieri si dirigevano in quella direzione, quello che era successo tra Mr.\nFranklin e Rosanna durante la notte. In quell'occasione sembrava tagliata nel cuore\ne ora, per sfortuna, era stata inevitabilmente colpita di nuovo, povera anima.\ndi nuovo, povera anima, nel punto pi\u00f9 delicato. Triste! Triste! Tanto pi\u00f9 triste\nperch\u00e9 la ragazza non aveva alcuna ragione che la giustificasse, n\u00e9 il diritto di sentirla.\n\nAvevo promesso a Mr. Franklin di parlare con Rosanna, e questo mi sembrava il momento pi\u00f9\nmomento pi\u00f9 adatto per mantenere la parola data.\n\nTrovammo la ragazza che spazzava il corridoio fuori dalle camere, pallida e composta, ordinata come sempre nel suo modesto abito a stampa.\ncomposta e ordinata come sempre nel suo modesto abito stampato. Ho notato una\ncuriosa opacit\u00e0 nei suoi occhi, non come se avesse pianto, ma come se avesse guardato troppo a lungo\nma come se avesse guardato qualcosa troppo a lungo. Forse si trattava di\nun qualcosa di nebbioso sollevato dai suoi stessi pensieri. Di certo non c'era\noggetto da guardare che non avesse gi\u00e0 visto centinaia e centinaia di volte.\ncentinaia di volte.\n\n Su con la vita, Rosanna!  Ho detto.  Non devi preoccuparti delle tue fantasie. I\nho qualcosa da dirti da parte del signor Franklin.\n\nLe sottoposi la questione nella giusta prospettiva, con le parole pi\u00f9 amichevoli e confortanti che potessi trovare.\nparole pi\u00f9 amichevoli e confortanti che potessi trovare. I miei principi, nei\nnei confronti dell'altro sesso sono, come avrete notato, molto severi. Ma\nin un modo o nell'altro, quando mi trovo faccia a faccia con le donne, la mia pratica\n(lo ammetto) non \u00e8 conforme.\n\n Il signor Franklin \u00e8 molto gentile e premuroso. La prego di ringraziarlo.  Questa\n\u00e8 stata tutta la risposta che mi ha dato.\n\nMia figlia si era gi\u00e0 accorta che Rosanna svolgeva il suo lavoro come una\ncome una donna in sogno. Ora ho aggiunto a questa osservazione che anche lei\nche ascoltava e parlava come una donna in sogno. Dubitavo che la sua mente fosse\nin condizioni di recepire ci\u00f2 che le avevo detto.\n\n Sei sicura, Rosanna, di avermi capito?  Ho chiesto.\n\n Certamente.\n\nMi ha fatto eco, non come una donna viva, ma come una creatura mossa da\nmacchinari. Continu\u00f2 a spazzare per tutto il tempo. Ho portato via la scopa il pi\u00f9\ndolcemente e il pi\u00f9 gentilmente possibile.\n\n Vieni, vieni, ragazza mia!  Ho detto che questo non \u00e8 da te. Hai qualcosa\nqualcosa in mente. Sono tuo amico e sar\u00f2 tuo amico,\nanche se hai sbagliato. Fatti una ragione, Rosanna, fatti una ragione!\nun bel gesto, Rosanna!\n\nC'era stato un tempo in cui il mio parlarle in quel modo le avrebbe\nle avrebbe fatto venire le lacrime agli occhi. Ora non vedevo alcun cambiamento in essi.\n\n S\u00ec, disse, ne far\u00f2 tesoro.\n\n Alla mia signora?  Ho chiesto.\n\n No.\n\n Al signor Franklin?\n\n S\u00ec, al signor Franklin.\n\nNon sapevo proprio cosa rispondere. Non era in condizione di capire\ndi capire l'ammonimento a non parlargli in privato, che Mr.\nFranklin mi aveva ordinato di darle. Mi sono fatto strada, a poco a poco,\nle dissi solo che il signor Franklin era uscito per una passeggiata.\n\n Non importa, rispose lei.  Non disturber\u00f2 il signor Franklin,\noggi.\n\n Perch\u00e9 non parlare con la mia signora?  Ho detto.  Il modo per alleviare la tua mente \u00e8 quello di\ncon la padrona misericordiosa e cristiana che \u00e8 sempre stata gentile\ncon te.\n\nMi guard\u00f2 per un momento con un'attenzione grave e costante, come se\ncome se stesse fissando nella sua mente le mie parole. Poi prese la scopa dalle mie\ndalle mie mani e si allontan\u00f2 lentamente con essa, un po' pi\u00f9 avanti nel corridoio.\n\n No, disse lei, continuando a spazzare e a parlare da sola; conosco un modo migliore di alleviare la mia mente.\nconosco un modo migliore di alleviare la mia mente.\n\n Che cos'\u00e8?\n\n Per favore, lasciatemi continuare il mio lavoro.\n\nPenelope la segu\u00ec e si offr\u00ec di aiutarla.\n\nLei rispose: \"No. Voglio fare il mio lavoro\". Grazie, Penelope.  Lei\nguard\u00f2 intorno a me.  Grazie, signor Betteredge.\n\nNon c'\u00e8 stato modo di spostarla, non c'era pi\u00f9 nulla da dire. Feci segno a\nPenelope di venire con me. La lasciammo cos\u00ec come l'avevamo trovata,\nche spaziava per il corridoio, come una donna in un sogno.\n\n \u00c8 una questione che deve essere esaminata dal medico, ho detto.  \u00c8 al di l\u00e0 di\nme.\n\nMia figlia mi ha ricordato la malattia del signor Candy, dovuta (come forse ricorderete) al raffreddore che aveva preso la sera della cena.\ncome ricorderete) al raffreddore che aveva preso la sera della cena.\nIl suo assistente, un certo signor Ezra Jennings, era a nostra disposizione.\ncerto. Ma nessuno sapeva molto di lui dalle nostre parti. Era stato ingaggiato\nera stato ingaggiato dal signor Candy in circostanze piuttosto particolari; e, giusto o sbagliato che fosse,\nnessuno di noi lo amava o si fidava di lui. C'erano altri medici a\nFrizinghall. Ma erano estranei alla nostra casa e Penelope dubitava che, nelle condizioni in cui si trovava Rosanna, fosse\nPenelope dubitava che, nello stato attuale di Rosanna, gli estranei non potessero farle pi\u00f9 male che bene.\npi\u00f9 male che bene.\n\nHo pensato di parlare con la mia signora. Ma, ricordando il pesante peso dell'ansia\nansia che gi\u00e0 aveva in testa, esitavo ad aggiungere a tutte le\na tutte le altre seccature questo nuovo problema. Tuttavia, era necessario fare\nfare qualcosa. Lo stato della ragazza era, a mio avviso, decisamente\nallarmante e la mia padrona doveva esserne informata. Abbastanza riluttante,\nandai nel suo salotto. Non c'era nessuno. La mia signora era chiusa in casa con\nMiss Rachel. Era impossibile vederla finch\u00e9 non fosse uscita.\ndi nuovo.\n\nHo aspettato invano che l'orologio della scala d'ingresso battesse le due\nle due meno un quarto. Cinque minuti dopo, sentii chiamare il mio nome, dal\ndal viale fuori casa. Conoscevo direttamente la voce. Il sergente Cuff\nera tornato da Frizinghall.\n\n\nCAPITOLO XVIII\n\nScendendo verso la porta d'ingresso, incontrai il sergente sui gradini.\n\nDopo quello che era successo tra noi, non mi andava gi\u00f9 di mostrargli che provavo un qualche interesse per le sue azioni.\nmostrargli che provavo un qualche tipo di interesse per le sue azioni. Nonostante\nmio malgrado, per\u00f2, provavo un interesse a cui non era possibile resistere. Il mio\nsenso di dignit\u00e0 mi \u00e8 caduto da sotto i piedi e sono uscite le parole:  Che notizie\nda Frizinghall?\n\n Ho visto gli indiani, rispose il sergente Cuff.  E ho scoperto\ncosa Rosanna ha comprato privatamente in citt\u00e0, gioved\u00ec scorso. Gli\nindiani saranno liberati mercoled\u00ec della prossima settimana. Non ho alcun dubbio\ndubbio che siano venuti qui per rubare la Pietra di Luna.\nsono venuti qui per rubare la Pietra di Luna. I loro calcoli sono stati tutti\nnaturalmente, sono stati vanificati da ci\u00f2 che \u00e8 accaduto in casa mercoled\u00ec sera.\nmercoled\u00ec sera; e non hanno nulla a che fare con l'effettiva perdita del gioiello\ndi voi. Ma posso dirle una cosa, signor Betteredge, se non troveremo la Pietra di Luna.\nnon troviamo la Pietra di Luna, lo faranno loro. Non avete ancora sentito l'ultima volta\ndei tre giocolieri.\n\nIl signor Franklin torn\u00f2 dalla sua passeggiata mentre il sergente pronunciava quelle\nparole sorprendenti. Governando la sua curiosit\u00e0 meglio di quanto avessi governato la mia\nmia, ci pass\u00f2 davanti senza dire una parola ed entr\u00f2 in casa.\n\nPer quanto mi riguarda, avendo gi\u00e0 abbandonato la mia dignit\u00e0, ho deciso di avere il\ntutto il beneficio del sacrificio.  Alla faccia degli indiani, ho detto.\n E poi Rosanna?\n\nIl sergente Cuff scosse la testa.\n\n Il mistero in quel quartiere \u00e8 pi\u00f9 fitto che mai, ha detto.  Ho\nHo rintracciato la donna in un negozio di Frizinghall, gestito da un disegnatore di biancheria di nome\nMaltby. Non ha comprato nulla in nessuna delle altre botteghe di drappieri,\nn\u00e9 in nessuna modisteria o sartoria; e da Maltby non ha comprato altro che un pezzo di\nMaltby solo un pezzo di stoffa lunga. Era molto esigente nello scegliere\nuna certa qualit\u00e0. Per quanto riguarda la quantit\u00e0, ne compr\u00f2 abbastanza per fare una camicia da notte.\ncamicia da notte.\n\n La camicia da notte di chi?  Ho chiesto.\n\n La sua, per intenderci. Tra le dodici e le tre del gioved\u00ec\nmattina, deve essere scesa nella stanza della vostra signorina, per\nper sistemare l'occultamento della Pietra di Luna mentre tutti voi eravate a letto.\nletto. Tornando in camera sua, la sua camicia da notte deve aver sfiorato la vernice\nvernice bagnata sulla porta. Non ha potuto lavare la macchia e non ha potuto\nnon poteva distruggere con sicurezza la camicia da notte senza prima procurarsene un'altra\nsenza prima procurarsene un'altra simile, per completare l'inventario della sua biancheria.\n\n Cosa prova che si trattava della camicia da notte di Rosanna?  Ho obiettato.\n\n Il materiale che ha comprato per fare il vestito sostitutivo, rispose il sergente.\nSergente.  Se si fosse trattato della camicia da notte della signorina Verinder, avrebbe dovuto comprare pizzi, merletti e chiss\u00e0 cos'altro.\navrebbe dovuto comprare pizzi, balze e Dio solo sa cos'altro; e non avrebbe avuto il tempo di farlo in una notte.\nnon avrebbe avuto il tempo di realizzarla in una sola notte. Una semplice stoffa lunga significa\nuna semplice camicia da notte per la servit\u00f9. No, no, signor Betteredge, \u00e8 tutto abbastanza chiaro.\nabbastanza chiaro. Il nocciolo della questione \u00e8 perch\u00e9, dopo aver fornito l'abito\nvestito sostitutivo, nasconde la camicia da notte imbrattata, invece di\ndistruggerla? Se la ragazza non vuole parlare, c'\u00e8 solo un modo per risolvere il problema.\nrisolvere il problema. Il nascondiglio a Shivering Sand deve essere\nsabbia tremante deve essere perquisito e l\u00ec si scoprir\u00e0 la vera situazione del caso.\n\n Come si fa a trovare il posto?  Ho chiesto.\n\n Mi dispiace deluderla, disse il Sergente, ma \u00e8 un segreto che intendo tenere per me.\nche intendo tenere per me.\n\n(Per non irritare la vostra curiosit\u00e0, come lui ha irritato la mia, posso qui\nvi informer\u00f2 che era tornato da Frizinghall munito di un\nmandato di ricerca. La sua esperienza in queste cose gli diceva che Rosanna\nRosanna portava con ogni probabilit\u00e0 con s\u00e9 un memorandum del\nnascondiglio, per guidarla nel caso in cui vi fosse tornata, in circostanze diverse e dopo\ncircostanze e dopo un certo lasso di tempo. In possesso di questo memorandum,\nil sergente avrebbe avuto tutto ci\u00f2 che poteva desiderare).\n\n Ora, signor Betteredge, ha proseguito, supponiamo di abbandonare le speculazioni e di\ndi passare agli affari. Ho detto a Joyce di tenere d'occhio Rosanna. Dov'\u00e8 Joyce?\nJoyce?\n\nJoyce era il poliziotto di Frizinghall, lasciato dal sovrintendente Seegrave a disposizione del sergente Cuff.\nSovrintendente Seegrave a disposizione del sergente Cuff. L'orologio batteva le\ndue, mentre lui poneva la domanda; e, puntuale come il momento, la carrozza\npuntuale al momento, la carrozza arriv\u00f2 per portare la signorina Rachel dalla zia.\n\n Una cosa alla volta, disse il Sergente, fermandomi mentre stavo per\ndi andare a cercare Joyce.  Prima devo occuparmi della signorina Verinder.\n\nPoich\u00e9 la pioggia era ancora minacciosa, era la carrozza vicina che era stata\nera stata designata per portare la signorina Rachel a Frizinghall. Il sergente Cuff\nfece cenno a Samuel di scendere verso di lui dal baule posteriore.\n\n Vedrete un mio amico che vi aspetta tra gli alberi, al di qua del cancello della\ndel cancello della loggia\", disse.  Il mio amico, senza fermare la carrozza,\nsalir\u00e0 con voi nel rombo. Non dovete fare altro che\ntenere la lingua e chiudere gli occhi. Altrimenti vi metterete nei\nguai.\n\nCon questo consiglio, rimand\u00f2 il cameriere al suo posto. Cosa pens\u00f2 Samuel\nSamuel non lo so. A mio avviso era chiaro che la signorina Rachel doveva essere\nRachel doveva essere tenuta d'occhio privatamente dal momento in cui lasciava la nostra casa se\nlasci\u00f2 la nostra casa. Un orologio puntato sulla mia signorina! Una spia dietro di lei nel\nrombo della carrozza di sua madre! Avrei potuto tagliarmi la lingua per\nper aver dimenticato me stesso fino al punto di parlare al sergente Cuff.\n\nLa prima persona a uscire dalla casa fu la mia signora. Si mise in disparte,\nsul gradino pi\u00f9 alto, per vedere cosa succedeva. Non una parola\nnon disse una parola, n\u00e9 al Sergente n\u00e9 a me. Con le labbra chiuse e le braccia\nle braccia conserte nel leggero mantello da giardino che aveva avvolto intorno a s\u00e9 quando\nche aveva avvolto quando era venuta in volo, rimase l\u00ec, immobile come una statua,\nin attesa dell'arrivo della figlia.\n\nIn un minuto ancora, la signorina Rachel scese al piano di sotto, vestita molto bene, con una\nun morbido abito giallo, che metteva in risalto la sua carnagione scura, e che le stava stretto (sotto forma di giacca) intorno alla vita.\n(a mo' di giacca) intorno alla vita. Aveva un elegante\ncappello di paglia in testa, con un velo bianco attorcigliato intorno. Aveva\nguanti color primula che le calzavano le mani come una seconda pelle.\nI suoi bellissimi capelli neri sembravano lisci come il raso sotto il cappello. Le sue\norecchie erano come conchiglie rosee e da ognuna pendeva una perla.\ndi perla che penzolava da ognuna di esse. Si avvicin\u00f2 rapidamente a noi, dritta come un giglio sul suo stelo,\ne con ogni movimento era agile e flessuosa come un giovane gatto.\nNulla di ci\u00f2 che potei scoprire era alterato nel suo bel viso, tranne gli occhi e le labbra.\nocchi e le labbra. I suoi occhi erano pi\u00f9 luminosi e ardenti di quanto mi piacesse vedere.\ne le sue labbra avevano perso cos\u00ec completamente il loro colore e il loro sorriso che quasi non le riconoscevo pi\u00f9.\nche quasi non le riconoscevo pi\u00f9. Baci\u00f2 sua madre in modo frettoloso e improvviso sulla guancia.\nimprovviso sulla guancia. Disse: \"Cerca di perdonarmi, mamma, e\ne poi si tir\u00f2 gi\u00f9 il velo sul viso con tanta veemenza che lo strapp\u00f2.\nIn un attimo scese di corsa i gradini e si precipit\u00f2 nella carrozza come se fosse un nascondiglio.\ncarrozza come se fosse un nascondiglio.\n\nIl Sergente Cuff fu altrettanto rapido nella sua parte. Rimise Samuel al suo posto e\ne si trov\u00f2 di fronte alla signorina Rachel, con la porta aperta della carrozza in mano, nell'istante in cui lei si sistem\u00f2 al suo posto.\nnell'istante in cui lei si sistem\u00f2 al suo posto.\n\n Cosa vuoi? dice la signorina Rachel, da dietro il suo velo.\n\n Voglio dirle una parola, signorina, rispose il Sergente, prima che\ndi andare. Non posso avere la presunzione di impedirvi di fare visita a vostra zia. Posso solo\nPosso solo azzardarmi a dire che il fatto che ci lasci, cos\u00ec come stanno le cose, pone un ostacolo\nostacolo al mio recupero del vostro Diamante. La prego di comprendere\nquesto; e ora decidi da sola se andare o restare.\n\nLa signorina Rachel non gli rispose nemmeno.  Vai avanti, James! chiam\u00f2\nal cocchiere.\n\nSenza un'altra parola, il sergente chiuse la porta della carrozza. Proprio mentre\nchiuso, il signor Franklin scese di corsa i gradini.  Addio,\nRachel, disse, tendendo la mano.\n\n Andate avanti! grid\u00f2 la signorina Rachel, pi\u00f9 forte che mai, e non badando al signor Franklin pi\u00f9 di quanto avesse fatto con il sergente Cuff.\ndi Mr. Franklin pi\u00f9 di quanto avesse fatto con il sergente Cuff.\n\nIl signor Franklin indietreggi\u00f2 sbalordito, come era giusto che fosse. Il\ncocchiere, non sapendo cosa fare, guard\u00f2 verso la mia signora, ancora\nimmobile sul gradino pi\u00f9 alto. La signora, con rabbia, dolore e\nvergogna e rabbia, gli fece segno di mettere in moto i cavalli e si volt\u00f2 indietro in fretta e furia.\ncavalli, e poi torn\u00f2 frettolosamente in casa. Il signor Franklin,\nrecuperando l'uso della parola, la segu\u00ec, mentre la carrozza si allontanava: \"Zia!\nZia! Avevi proprio ragione. Accetta i miei ringraziamenti per la tua\ngentilezza e lasciatemi andare.\n\nLa mia signora si volt\u00f2 come per parlargli. Poi, come se non si fidasse di\nse stessa, agit\u00f2 gentilmente la mano.  Lasciate che vi veda, prima di lasciarci,\nFranklin, disse con voce rotta e si avvi\u00f2 verso la sua stanza.\n\n Fammi un ultimo favore, Betteredge\", disse il signor Franklin rivolgendosi a me,\ncon le lacrime agli occhi.  Portami al treno il prima possibile!\npossibile!\n\nAnche lui si avvi\u00f2 verso la casa. Per il momento, la signorina Rachel lo aveva\ncompletamente abbandonato. A giudicare da questo, quanto doveva essere affezionato a lei!\nlei!\n\nIl sergente Cuff e io rimanemmo faccia a faccia, in fondo alla scalinata.\nIl sergente era in piedi con il viso rivolto verso una fessura tra gli alberi,\nche dominava la vista su uno dei tornanti del viale che portava\ncasa. Aveva le mani in tasca e fischiettava dolcemente tra s\u00e9 e s\u00e9.\n L'ultima rosa d'estate.\n\n C'\u00e8 un tempo per ogni cosa, dissi abbastanza selvaggiamente.  Questo non \u00e8 il\nmomento per fischiare.\n\nIn quel momento la carrozza apparve in lontananza, attraverso il varco,\nverso il cancello della loggia. C'era un altro uomo, oltre a Samuel,\nben visibile nel rombo alle spalle.\n\n Va bene! disse il Sergente tra s\u00e9 e s\u00e9. Si gir\u00f2 verso di me.  Non \u00e8\nnon \u00e8 il momento di fischiare, signor Betteredge, come dice lei. \u00c8 il momento di prendere\nquesto affare in mano, ora, senza risparmiare nessuno. Cominceremo con\nRosanna Spearman. Dov'\u00e8 Joyce?\n\nEntrambi abbiamo chiamato Joyce, ma non abbiamo ricevuto risposta. Mandai uno degli stallieri a cercarlo.\nstalliere a cercarlo.\n\n Avete sentito quello che ho detto alla signorina Verinder?\naspettavamo.  E ha visto come l'ha accolto? Le dico chiaramente\nche se ci lascia sar\u00e0 un ostacolo al mio recupero del Diamante e lei se ne va, alla faccia di questa affermazione!\nDiamante e lei se ne va, di fronte a questa affermazione! La vostra signorina\nha un compagno di viaggio nella carrozza di sua madre, Mr.\nBetteredge e si chiama Pietra di Luna.\n\nNon ho detto nulla. Mi aggrappai come la morte alla mia fede nella signorina Rachel.\n\nLo stalliere torn\u00f2, seguito molto malvolentieri, come mi parve, da Joyce.\nJoyce.\n\n Dov'\u00e8 Rosanna Spearman? chiese il sergente Cuff.\n\n Non riesco a spiegarmelo, signore, esord\u00ec Joyce, e mi dispiace molto. Ma\nin un modo o nell'altro\n\n Prima di andare a Frizinghall, disse il sergente, tagliando corto,\n vi avevo detto di tenere d'occhio Rosanna Spearman, senza permetterle di scoprire che era\ndi scoprire di essere osservata. Volete dirmi che vi siete\nche vi siete lasciati ingannare da lei?\n\n Temo, signore, dice Joyce, iniziando a tremare, di essere stato forse un po' troppo attento a non farmi scoprire.\nforse un po' troppo attento a non farmi scoprire. Ci sono\nmolti passaggi nelle parti basse di questa casa.\n\n Da quanto tempo non ti manca?\n\n Da quasi un'ora, signore.\n\n Potete tornare al vostro lavoro regolare a Frizinghall\", disse il sergente, parlando in modo composto come sempre.\nSergente, parlando con la stessa compostezza di sempre, nel suo solito modo tranquillo e\nmodo tetro.  Non credo che i suoi talenti siano nel nostro campo, Mr.\nJoyce. Il suo attuale tipo di impiego \u00e8 un po' al di sopra delle sue possibilit\u00e0. Buongiorno.\nBuongiorno.\n\nL'uomo si allontan\u00f2. Mi \u00e8 molto difficile descrivere come sono stato\ndalla scoperta della scomparsa di Rosanna Spearman. Mi sembrava\ncinquanta pensieri diversi, tutti allo stesso tempo. In quello stato\nstato, rimasi a fissare il Sergente Cuff e le mie capacit\u00e0 di linguaggio mi\nmi abbandonarono.\n\n No, signor Betteredge, disse il sergente, come se avesse scoperto il pensiero pi\u00f9\npensiero pi\u00f9 alto in me, e lo stesse scegliendo per rispondere, prima di\ndi tutti gli altri.  La vostra giovane amica, Rosanna, non mi sfuggir\u00e0\ncos\u00ec facilmente come pensate. Finch\u00e9 sapr\u00f2 dove si trova la signorina Verinder,\nho a disposizione i mezzi per rintracciare il complice della signorina Verinder.\nHo impedito loro di comunicare ieri sera. Molto bene. Si riuniranno\nsi riuniranno a Frizinghall, invece di riunirsi qui. L'indagine attuale\nl'inchiesta in corso deve essere semplicemente spostata (pi\u00f9 presto di quanto avessi\nprevisto) da questa casa a quella in cui \u00e8 in visita Miss Verinder.\nVerinder. Nel frattempo, temo di dovervi disturbare per chiamare di nuovo a raccolta la servit\u00f9.\nservit\u00f9.\n\nSono andato con lui nella sala della servit\u00f9. \u00c8 davvero vergognoso,\nma non \u00e8 meno vero che ho avuto un altro attacco di febbre da\nfebbre da detective, quando lui disse quelle ultime parole. Avevo dimenticato di odiare il\nSergente Cuff. Lo afferrai confidenzialmente per un braccio. Gli dissi: \"Per\nPer l'amor del cielo, ci dica cosa ha intenzione di fare con i servi\nora?\n\nIl grande Cuff rimase immobile e si rivolse con una specie di\nmalinconico rapimento all'aria vuota.\n\n Se quest'uomo, disse il Sergente (intendendo apparentemente me), avesse solo capito la coltivazione delle rose sarebbe\nse solo capisse la coltivazione delle rose, sarebbe il personaggio pi\u00f9 perfetto del\npersonaggio pi\u00f9 perfetto sulla faccia del creato!  Dopo questa forte espressione di\nsentimento, sospir\u00f2 e mise il suo braccio tra i miei.  \u00c8 cos\u00ec che\nCos\u00ec stanno le cose\", disse, abbassandosi di nuovo sugli affari.  Rosanna ha fatto\nuna delle due cose. O \u00e8 andata direttamente a Frizinghall (prima che io possa arrivarci), o \u00e8 andata prima a visitare\nprima che io possa arrivarci), oppure \u00e8 andata prima a visitare il suo nascondiglio a Shivering Sand.\nShivering Sand. La prima cosa da scoprire \u00e8 quale dei servitori\nl'ha vista per l'ultima volta prima che lasciasse la casa.\n\nDopo aver avviato questa indagine, si scopr\u00ec che l'ultima persona che aveva visto Rosanna era\nRosanna era stata Nancy, la sguattera.\n\nNancy l'aveva vista uscire con una lettera in mano e fermare il macellaio che aveva appena consegnato della carne alla\nmacellaio che aveva appena consegnato della carne alla porta sul retro.\nNancy l'aveva sentita chiedere all'uomo di imbucare la lettera quando fosse tornato a\nFrizinghall. L'uomo aveva dato un'occhiata all'indirizzo e aveva detto che era un modo\nmodo di consegnare una lettera diretta a Cobb's Hole, di imbucarla a Frizinghall e che\na Frizinghall e per di pi\u00f9 di sabato, il che avrebbe impedito alla lettera di arrivare a destinazione.\nche la lettera non sarebbe arrivata a destinazione fino al luned\u00ec mattina.\nRosanna aveva risposto che il fatto che la consegna della lettera venisse\nche il ritardo della consegna della lettera fino a luned\u00ec non aveva alcuna importanza. L'unica cosa di cui voleva essere\nche l'uomo facesse ci\u00f2 che lei gli aveva detto. L'uomo aveva\npromesso di farlo e se n'era andato. Nancy era stata richiamata al\nal suo lavoro in cucina. E nessun'altra persona aveva visto nulla\ndi Rosanna Spearman.\n\n Ebbene?  chiesi, quando fummo di nuovo soli.\n\n Bene, dice il Sergente.  Devo andare a Frizinghall.\n\n Riguardo alla lettera, signore?\n\n Si. Il promemoria del nascondiglio \u00e8 in quella lettera. Devo vedere\nl'indirizzo all'ufficio postale. Se si tratta dell'indirizzo che sospetto, far\u00f2\nla nostra amica, la signora Yolland, far\u00e0 un'altra visita luned\u00ec prossimo.\n\nSono andato con il sergente a ordinare il pony-chaise. Nel cortile della stalla\nabbiamo avuto una nuova illuminazione sulla ragazza scomparsa.\n\n\nCAPITOLO XIX\n\nLa notizia della scomparsa di Rosanna si era diffusa, a quanto pare, tra i servi esterni.\ni servitori esterni. Anche loro avevano fatto le loro ricerche e avevano appena\navevano appena messo le mani su un piccolo e veloce folletto, soprannominato Duffy, che era\nche di tanto in tanto si occupava di diserbare il giardino, e che aveva visto Rosanna\nSpearman appena mezz'ora prima. Duffy era certo che la\nragazza lo avesse incrociato nell'abetaia, non camminando, ma correndo,\nin direzione della riva del mare.\n\n Questo ragazzo conosce la costa da queste parti? chiese il sergente Cuff.\n\n \u00c8 nato e cresciuto sulla costa, risposi.\n\n Duffy! dice il sergente, vuoi guadagnare uno scellino? Se lo vuoi,\nvieni con me. Tenga pronta la carrozza, signor Betteredge, finch\u00e9 non torno.\nritorno.\n\nSi avvi\u00f2 verso la Shivering Sand, a una velocit\u00e0 che le mie gambe (bench\u00e9 ben conservate per l'epoca in cui vivevo) non avevano alcuna speranza di eguagliare.\nben conservate per l'epoca in cui vivevo) non avevano alcuna speranza di eguagliarlo. Poco\nDuffy, come avviene per i giovani selvaggi delle nostre parti quando sono\ndi buon umore, emise un ululato e part\u00ec al trotto alle calcagna del sergente.\n\nAnche in questo caso, mi \u00e8 impossibile fornire un resoconto chiaro dello stato d'animo\ndello stato d'animo in cui mi trovavo dopo che il sergente Cuff ci aveva lasciati.\nci aveva lasciati. Una curiosa e stupefacente inquietudine si impossess\u00f2 di me. Feci una\nuna dozzina di cose diverse e inutili dentro e fuori casa, nessuna delle quali\ndi cui ora mi ricordo. Non so nemmeno quanto tempo fosse passato da quando il\nSergente era andato sulle sabbie, quando Duffy torn\u00f2 di corsa con un messaggio per me.\nmessaggio per me. Il Sergente Cuff aveva dato al ragazzo un foglio strappato dal suo\ntascabile, su cui c'era scritto a matita: \"Mandami uno degli stivali di Rosanna\nRosanna Spearman, e fai in fretta.\n\nHo mandato la prima donna di servizio che ho trovato nella stanza di Rosanna;\ne rimandai indietro il ragazzo per dirgli che l'avrei seguito con lo stivale.\nstivale.\n\nQuesto, lo so bene, non era il modo pi\u00f9 rapido di obbedire alle indicazioni che avevo ricevuto.\nindicazioni che avevo ricevuto. Ma ero decisa a vedere di persona\nquale nuova mistificazione fosse in atto prima di affidare lo stivale di Rosanna alle mani del\nmani del sergente. La mia vecchia idea di controllare la ragazza, se possibile,\nsembrava essere tornata su di me, all'undicesima ora. Questo stato\nstato d'animo (per non parlare della febbre da detective) mi affrett\u00f2 a partire, non appena\nnon appena ebbi preso lo stivale, al pi\u00f9 vicino avvicinamento a una corsa che un uomo di settanta anni\nun uomo di settant'anni pu\u00f2 ragionevolmente sperare di fare.\n\nQuando mi avvicinai alla riva, le nuvole si fecero nere e la pioggia venne gi\u00f9\npioggia, che scivolava in grandi fogli d'acqua bianca davanti al vento. Ho sentito\nil tuono del mare sul banco di sabbia all'imboccatura della baia. A\npi\u00f9 avanti, passai accanto al ragazzo accovacciato a cercare riparo sotto il\ndelle colline di sabbia. Poi vidi il mare impetuoso e i rulli che si rovesciavano sul banco di sabbia e\nsul banco di sabbia, e la pioggia battente che spazzava le acque come una\ncome una veste volante, e il deserto giallo della spiaggia con una\nfigura nera solitaria in piedi su di essa, la figura del sergente Cuff.\n\nQuando mi ha visto per la prima volta ha agitato la mano verso nord.  Rimani da\nda quella parte! ha gridato.  E vieni qui da me!\n\nSono scesa da lui, soffocando il respiro, con il cuore che mi saltava come se\ncome se volesse uscire da me. Non riuscivo pi\u00f9 a parlare. Avevo cento\ndomande da porgli, ma non una mi passava per le labbra. Il suo\nvolto mi spaventava. Vidi nei suoi occhi uno sguardo di orrore.\norrore. Mi strapp\u00f2 di mano lo stivale e lo pose in un'impronta di piede sulla sabbia.\nsulla sabbia, in direzione sud rispetto a noi che stavamo in piedi, e puntava dritto\nverso la sporgenza rocciosa chiamata South Spit. Il segno non era ancora\noffuscato dalla pioggia e lo stivale della ragazza si adattava a un capello.\n\nIl sergente indic\u00f2 lo stivale nell'impronta del piede, senza dire una parola.\nparola.\n\nMi aggrappai al suo braccio e cercai di parlargli, senza riuscirci come avevo fatto in precedenza.\nfallito quando ci avevo provato prima. And\u00f2 avanti, seguendo le orme gi\u00f9\ne gi\u00f9 fino al punto in cui le rocce e la sabbia si univano. Lo Spiedo Sud era\nLa South Spit era appena inondata dalla marea che scorreva; l'acqua si sollevava sulla faccia nascosta della Shivering Sand.\ndella Shivering Sand. Ora di qua e ora di l\u00e0, con una\ncon una pazienza ostinata che era terribile da vedere, il sergente Cuff provava lo stivale\nstivale dei passi, e lo trov\u00f2 sempre orientato nella stessa direzione\nverso le rocce. Per quanto potesse, non riusciva a trovare alcun segno\nnessun segno delle orme che si allontanavano da esse.\n\nAlla fine rinunci\u00f2. Sempre in silenzio, mi guard\u00f2 di nuovo;\ne poi guard\u00f2 le acque di fronte a noi, che si agitavano sempre pi\u00f9 in profondit\u00e0\nsempre pi\u00f9 profonde sopra le sabbie mobili. Guardai dove guardava lui e vidi il suo\npensiero sul suo volto. Un tremendo e muto tremito mi percorse all'improvviso.\nimprovvisamente. Caddi in ginocchio sulla spiaggia.\n\n \u00c8 tornata al nascondiglio, ho sentito il sergente dire tra s\u00e9 e s\u00e9.\nse stesso.  Le \u00e8 capitato un incidente fatale su quelle rocce.\n\nGli sguardi, le parole e le azioni alterate della ragazza, il modo intorpidito e spento in cui mi ascoltava e mi parlava quando l'avevo trovata\nmodo in cui mi ascoltava e mi parlava quando l'avevo trovata a spazzare il corridoio\ncorridoio da poche ore, mi si affacci\u00f2 alla mente e mi avvert\u00ec, mentre il sergente parlava, che le sue ipotesi\ne mi avvertirono, proprio mentre il Sergente parlava, che la sua supposizione era lontana dalla\nterribile verit\u00e0. Cercai di raccontargli la paura che mi aveva raggelato.\nCercai di dire: \"La morte che ha avuto, Sergente, \u00e8 stata una morte che ha cercato lei stessa.\nche si era cercata.  No! Le parole non vennero. Il muto tremito mi teneva\nnella sua morsa. Non sentivo la pioggia battente. Non riuscivo a vedere la\nmarea crescente. Come nella visione di un sogno, la povera creatura perduta torn\u00f2\ndavanti a me. La rividi come l'avevo vista in passato, la mattina in cui andai a prenderla in casa.\nmattina quando andai a prenderla in casa. L'ho sentita di nuovo,\nche mi diceva che la Sabbia tremante sembrava attirarla contro la sua\nvolont\u00e0, e che si chiedeva se la sua tomba la stesse aspettando l\u00ec. L'orrore\nl'orrore mi colp\u00ec, in qualche modo insondabile, attraverso la mia stessa\nfiglia. La mia bambina aveva proprio la sua et\u00e0. La mia bambina, provata come fu provata Rosanna,\navrebbe potuto vivere quella vita miserabile e morire di quella morte terribile.\n\nIl sergente mi sollev\u00f2 gentilmente e mi allontan\u00f2 dal luogo in cui era morta.\ndal luogo in cui era morta.\n\nCon questo sollievo, cominciai a riprendere fiato e a vedere le cose\nintorno a me, come erano realmente. Guardando verso le colline di sabbia, vidi\ngli uomini-servi di fuori e il pescatore, di nome Yolland,\nche correvano tutti insieme verso di noi; e tutti, preso l'allarme,\nche chiedevano se la ragazza fosse stata trovata. Con poche parole,\nil sergente mostr\u00f2 loro l'evidenza delle impronte e disse loro che\nche doveva esserle capitato un incidente mortale. Poi scelse il\npescatore tra gli altri e gli rivolse una domanda, girandosi di nuovo\nverso il mare:  Dimmi, disse.  Una barca avrebbe potuto portarla via\ncon un tempo come questo, da quegli scogli dove si fermano le sue impronte?\n\nIl pescatore indic\u00f2 i rulli che si infrangevano sul banco di sabbia e le grandi onde che si alzavano in nuvole di schiuma contro i promontori.\nle grandi onde che si sollevavano in nuvole di schiuma contro i promontori\nsu entrambi i lati.\n\n Nessuna barca che sia mai stata costruita, rispose, avrebbe potuto arrivare a lei\nattraverso _quello_.\n\nIl sergente Cuff guard\u00f2 per l'ultima volta le impronte sulla sabbia,\nche la pioggia stava ora rapidamente offuscando.\n\n Ecco, disse, la prova che lei non pu\u00f2 aver lasciato questo posto\nvia terra. E qui, continu\u00f2, guardando il pescatore, ci sono le prove\nprova che non pu\u00f2 essere andata via per mare.  Si ferm\u00f2 e\ne riflett\u00e9 per un minuto.  \u00c8 stata vista correre verso questo posto, mezz'ora\nmezz'ora prima che arrivassi da casa, disse a Yolland.  Da allora \u00e8\ntempo \u00e8 passato da allora. Diciamo, in tutto, un'ora fa. Quanto sarebbe stata alta\nquanto sarebbe stata alta l'acqua, a quell'ora, da questo lato delle rocce?  Egli\nindic\u00f2 il lato sud, quello non riempito dalle sabbie mobili.\ndalle sabbie mobili.\n\n Come fa la marea oggi, disse il pescatore, non ci sarebbe stata abbastanza acqua da\nacqua sufficiente per annegare un gattino su quel lato dello Spit, un'ora\nda allora.\n\nIl sergente Cuff si volt\u00f2 verso nord, in direzione delle sabbie mobili.\n\n Quanto da questa parte? chiese.\n\n Meno ancora, rispose Yolland.  La sabbia tremante sarebbe stata\nsolo inondata, e non di pi\u00f9.\n\nIl sergente si rivolse a me e disse che l'incidente doveva essere avvenuto\nessere avvenuto sul lato delle sabbie mobili. A quel punto mi si sciolse la lingua.\n Nessun incidente!  Gli dissi.  Quando \u00e8 venuta in questo posto, \u00e8 venuta stanca della sua vita.\ndella sua vita, per finirla qui.\n\nSi allontan\u00f2 da me.  Come fai a saperlo? chiese. Gli altri\nsi affollarono intorno. Il sergente si riprese all'istante. Li allontan\u00f2 da me\nli allontan\u00f2 da me; disse che ero un uomo anziano; disse che la scoperta mi aveva scosso; disse: \"Lasciatelo un po' in pace\".\nmi aveva scosso; disse: \"Lasciatelo un po' in pace\".  Poi si rivolse a\nYolland, e chiese: \"C'\u00e8 qualche possibilit\u00e0 di trovarla, quando la marea\nriflusso della marea?  Yolland rispose: \"Nessuna. Ci\u00f2 che la sabbia prende, la sabbia\nsi tiene per sempre\".  Detto questo, il pescatore si avvicin\u00f2 di un passo,\ne si rivolse a me.\n\n Signor Betteredge, disse, devo dirle una parola sulla morte della giovane donna.\ndonna \u00e8 morta. A quattro metri di distanza, nel senso della larghezza, lungo il lato dello Spit,\nc'\u00e8 un ripiano di roccia, a circa mezzo metro di profondit\u00e0 sotto la sabbia. La mia domanda \u00e8\ndomanda \u00e8: perch\u00e9 non l'ha colpito? Se \u00e8 scivolata, per caso,\n\u00e8 caduta dove c'\u00e8 un appiglio sul fondo, a una profondit\u00e0 che la coprirebbe a malapena.\nprofondit\u00e0 che la coprirebbe a malapena fino alla vita. Deve aver guadato\no saltato, negli abissi, altrimenti non sarebbe scomparsa.\nora. Nessun incidente, signore! Le profondit\u00e0 delle sabbie mobili l'hanno presa. E\nl'hanno presa per sua stessa volont\u00e0.\n\nDopo questa testimonianza di un uomo sulle cui conoscenze si poteva fare affidamento,\nil Sergente rimase in silenzio. Il resto di noi, come lui, rimase in silenzio. Con\nunanimemente, tornammo tutti indietro lungo il pendio della spiaggia.\n\nAi pascoli siamo stati accolti dal sottosposo, che ci ha raggiunto di corsa dalla casa.\ncasa. Il ragazzo \u00e8 un bravo ragazzo e ha un sincero rispetto per me. Mi ha\nmi ha consegnato un bigliettino, con un discreto dispiacere in volto.  Penelope\nmi ha mandato questo, signor Betteredge, ha detto.  L'ha trovato in camera di Rosanna.\nRosanna.\n\nFu la sua ultima parola d'addio al vecchio che aveva fatto del suo meglio, grazie a Dio.\ngrazie a Dio, aveva sempre fatto del suo meglio per farle amicizia.\n\n Mi avete spesso perdonato, signor Betteredge, in passato. Quando\nprossima volta la sabbia tremante, cercate di perdonarmi ancora una volta. Ho trovato\nla mia tomba dove la mia tomba mi aspettava. Ho vissuto e sono morto,\nsignore, grato per la sua gentilezza.\n\nNon c'era altro. Per quanto poco fosse, non avevo abbastanza virilit\u00e0\nper resistere. Le lacrime arrivano facilmente, quando si \u00e8 giovani e si\ne si inizia il mondo. Le lacrime arrivano facilmente quando si \u00e8 vecchi e lo si lascia.\ne lo si lascia. Scoppio a piangere.\n\nIl sergente Cuff fece un passo avanti verso di me con un'intenzione gentile, non ne dubito. I\ndi fronte a lui.  Non toccarmi, dissi.  \u00c8 il timore di te\nche l'ha spinta a farlo.\n\n Vi sbagliate, signor Betteredge, rispose a bassa voce.  Ma ci sar\u00e0\ntempo per parlarne quando saremo di nuovo al chiuso.\n\nSeguii gli altri, con l'aiuto del braccio dello sposo. Attraverso\npioggia battente tornammo indietro per andare incontro ai guai e al terrore che\nche ci aspettavano a casa.\n\n\nCAPITOLO XX\n\nQuelli davanti avevano diffuso la notizia prima di noi. Trovammo la servit\u00f9 in\nuno stato di panico. Quando passammo davanti alla porta della mia signora, questa venne spalancata\nviolentemente dal lato interno. La mia signora usc\u00ec in mezzo a noi (con Mr.\nFranklin che la seguiva e che cercava invano di calmarla), del tutto fuori di s\u00e9 per l'orrore della cosa.\ndall'orrore della cosa.\n\n Dovete rispondere di questo! grid\u00f2, minacciando selvaggiamente il sergente con la mano.\nminacciando selvaggiamente il sergente con la mano.  Gabriel! Dai a quel disgraziato i suoi soldi e liberami dalla sua vista!\nliberarmi dalla sua vista!\n\nIl Sergente era l'unico tra di noi che era in grado di affrontare\nlei, essendo l'unica tra noi in possesso di se stessa.\n\n Non sono responsabile di questa penosa calamit\u00e0, mia signora, pi\u00f9 di quanto lo siate voi\", disse.\nvoi, ha detto.  Se tra mezz'ora insisterete ancora perch\u00e9 io lasci la casa, accetter\u00f2 il congedo di Vostra Signoria.\ndi lasciare la casa, accetter\u00f2 il congedo di vostra signoria, ma non\nil denaro di Vostra Signoria.\n\nFu pronunciato con molto rispetto, ma allo stesso tempo con molta fermezza e\ne fece il suo effetto sia sulla mia padrona che su di me. Lei lasci\u00f2 che Mr.\nFranklin la riconducesse nella stanza. Mentre la porta si chiudeva su quei due,\nil sergente, guardando tra le donne di servizio con il suo modo di osservare\nmodo osservatore, not\u00f2 che, mentre tutte le altre erano semplicemente spaventate, Penelope\nPenelope era in lacrime.  Quando tuo padre si sar\u00e0 cambiato i vestiti bagnati, le disse, vieni a parlarci.\nle disse, vieni a parlare con noi, nella stanza di tuo padre.\n\nPrima dello scadere della mezz'ora, avevo indossato i miei abiti asciutti e avevo prestato al sergente Cuff il cambio d'abito di cui aveva bisogno.\nSergente Cuff il cambio d'abito che gli serviva. Penelope entr\u00f2 da\nPenelope venne da noi per sentire cosa voleva il Sergente da lei. Non credo di aver mai sentito\nche buona figlia doverosa avessi, cos\u00ec fortemente come lo sentii in quel momento.\nmomento. La presi, la feci sedere sulle mie ginocchia e pregai che Dio la benedicesse.\nLei nascose la testa sul mio petto, mi mise le braccia intorno al collo e aspettammo un po' in silenzio.\ne aspettammo un po' di tempo in silenzio. La povera ragazza morta doveva essere\nin fondo, credo, con mia figlia e con me. Il sergente\nand\u00f2 alla finestra e rimase a guardare fuori. Ho pensato che fosse giusto\nringraziarlo per averci considerato entrambi in questo modo e lo feci.\n\nLe persone di alto livello hanno tutti i lussi per s\u00e9 e per gli altri,\nil lusso di assecondare i propri sentimenti. Le persone di basso livello non hanno\nprivilegio. La necessit\u00e0, che risparmia i nostri superiori, non ha piet\u00e0 di noi. Impariamo a\nimparare a riportare i nostri sentimenti dentro di noi e ad andare avanti con i nostri\ndoveri con la massima pazienza possibile. Non mi lamento di questo, lo noto solo\ndi questo, mi limito a notarlo. Penelope e io eravamo pronte per il Sergente, non appena il Sergente fu pronto dalla sua parte.\nsergente era pronto da parte sua. Alla domanda se sapesse cosa avesse spinto la sua\nserva a distruggersi, mia figlia rispose (come prevederete) che era stato per amore\nprevedete) che era per amore di Mr. Franklin Blake. Alla domanda successiva, se avesse\nse avesse accennato a questa sua idea a qualche altra persona, Penelope rispose\nrispose: \"Non ne ho parlato, per il bene di Rosanna.  Ho sentito il bisogno di\nnecessario aggiungere una parola a questo. Dissi: \"E per il bene del signor Franklin\",\nmia cara, pure. Se Rosanna \u00e8 morta per amore di lui, non \u00e8 a sua conoscenza o per sua colpa.\nsua conoscenza o per sua colpa. Lasciategli lasciare la casa oggi, se\nse la lascer\u00e0, senza l'inutile dolore di sapere la verit\u00e0.  Sergente\nCuff disse: \"Esatto\", e tacque di nuovo; paragonando l'idea di Penelope\nPenelope (come mi sembrava) con qualche altra sua idea che teneva per s\u00e9.\nteneva per s\u00e9.\n\nAlla fine della mezz'ora suon\u00f2 la campanella della mia padrona.\n\nMentre andavo a rispondere, ho incontrato Mr. Franklin che usciva dal salotto di sua zia.\nzia. Mi disse che sua signoria era pronta a vedere il sergente Cuff in mia presenza come prima.\nCuff in mia presenza come in precedenza e aggiunse che lui stesso voleva\nprima dire due parole al Sergente. Mentre tornavamo nella mia stanza, si\nsi ferm\u00f2 e guard\u00f2 l'orario ferroviario nel corridoio.\n\n Ha davvero intenzione di lasciarci, signore?  Ho chiesto.  La signorina Rachel\nsicuramente torner\u00e0 a posto, se solo le darete tempo?\n\n Si riprender\u00e0, rispose il signor Franklin, quando sapr\u00e0 che sono partito e che non mi vedr\u00e0 pi\u00f9.\nche me ne sono andato e che non mi vedr\u00e0 pi\u00f9.\n\nCredevo che parlasse con risentimento per il trattamento che la mia signora aveva riservato a lui.\nMa non era cos\u00ec. La mia padrona aveva notato, fin da quando la polizia era entrata in casa, che il solo nominarlo\npolizia \u00e8 entrata in casa, che il solo nominarlo era\ndi lui era sufficiente a infiammare l'indole della signorina Rachel. Era troppo affezionato a\ncugino per confessarlo a se stesso, fino a quando la verit\u00e0 non gli era stata\nfinch\u00e9 la verit\u00e0 non gli \u00e8 stata imposta, quando lei \u00e8 partita per andare dalla zia.\nin quel modo crudele che conoscete, Mr. Franklin aveva preso la sua decisione.\ndecisione, l'unica che un uomo di spirito potesse prendere, di lasciare la casa.\nlasciare la casa.\n\nQuello che aveva da dire al Sergente \u00e8 stato detto in mia presenza. Egli\nha descritto sua signoria come disposta a riconoscere di aver parlato\ntroppo frettolosamente. E chiese se il Sergente Cuff avrebbe acconsentito, in quel caso\naccettare la sua parcella e lasciare la questione del Diamante al punto in cui si trovava.\nla questione al punto in cui si trovava ora. Il Sergente rispose: \"No, signore. La mia parcella mi viene pagata\nper aver fatto il mio dovere. Mi rifiuto di accettarlo finch\u00e9 non avr\u00f2 fatto il mio dovere.\n\n Non la capisco, dice il signor Franklin.\n\n Mi spiego, signore, dice il sergente.  Quando sono venuto qui, mi sono\nmi sono impegnato a gettare la luce necessaria sulla questione del\nDiamante. Ora sono pronto e in attesa di riscattare il mio impegno. Quando avr\u00f2\nLady Verinder come stanno le cose, e quando le avr\u00f2 detto chiaramente\nquando le avr\u00f2 detto chiaramente quale linea d'azione seguire per il recupero della Pietra di\nla Pietra di Luna, la responsabilit\u00e0 non sar\u00e0 pi\u00f9 sulle mie spalle. Lasciamo che sia sua\nsignora decida, in seguito, se permettermi di andare avanti o meno.\nproseguire. A quel punto avr\u00f2 fatto ci\u00f2 che mi ero impegnato a fare e prender\u00f2 il mio compenso.\ncompenso.\n\nCon queste parole il sergente Cuff ci ha ricordato che, anche nella polizia investigativa, un uomo pu\u00f2 avere una reputazione da perdere.\nPolizia, un uomo pu\u00f2 avere una reputazione da perdere.\n\nIl suo punto di vista era cos\u00ec chiaramente quello giusto che non c'era altro da dire.\nda dire. Mentre mi alzavo per condurlo nella stanza della mia signora, mi chiese se Mr.\nFranklin desiderava essere presente. Il signor Franklin rispose: \"No, a meno che Lady\nVerinder lo desideri.  Mentre seguivo il sergente all'uscita, mi ha detto sottovoce\nil sergente: \"So cosa dir\u00e0 quell'uomo di Rachel;\ne sono troppo affezionato a lei per ascoltarlo e mantenere la calma. Lasciatemi da\nda solo.\n\nL'ho lasciato, abbastanza infelice, appoggiato al davanzale della mia finestra, con il viso nascosto tra le mani e Penelope che sbirciava dalla porta.\nil volto nascosto tra le mani e Penelope che sbirciava dalla porta,\nche desiderava confortarlo. Al posto del signor Franklin, avrei dovuto chiamarla\nlei. Quando si \u00e8 maltrattati da una donna, \u00e8 di grande conforto\nraccontare a un'altra perch\u00e9, nove volte su dieci, l'altra si schiera sempre dalla tua parte.\nprende sempre le tue difese. Forse, quando ero di spalle, l'ha chiamata?\nIn questo caso \u00e8 giusto rendere giustizia a mia figlia dichiarando che non si sarebbe\nche non si sarebbe opposta a nulla, pur di confortare Mr. Franklin Blake.\n\nNel frattempo, il sergente Cuff e io ci recammo nella stanza della mia signora.\n\nDurante l'ultima conferenza che abbiamo tenuto con lei, l'abbiamo trovata poco disposta a\nnon troppo disposta ad alzare gli occhi dal libro che teneva sul tavolo. In questa\nquesta occasione c'\u00e8 stato un cambiamento in meglio. Incontr\u00f2 lo sguardo del sergente con\nsergente con uno sguardo fermo come il suo. Lo spirito di famiglia traspariva\nin ogni linea del suo viso; e sapevo che il sergente Cuff avrebbe incontrato il suo\nquando una donna come la mia padrona veniva messa alle strette per ascoltare il peggio che poteva dirle.\npeggio che lui potesse dirle.\n\n\nCAPITOLO XXI\n\nLe prime parole, quando ci siamo accomodati, sono state pronunciate dalla mia signora.\n\n Sergente Cuff, ha detto, forse c'\u00e8 una scusa per il modo sconsiderato\nmodo sconsiderato con cui le ho parlato mezz'ora fa. Non ho\nnon desidero, tuttavia, rivendicare tale scusa. Vi dico, con perfetta sincerit\u00e0,\nche mi dispiace, se vi ho fatto un torto.\n\nLa grazia della voce e dei modi con cui gli fece questa espiazione\nebbe il suo effetto sul sergente. Chiese il permesso di giustificarsi\ndi giustificarsi, ponendo la sua giustificazione come un atto di rispetto nei confronti della mia padrona.\nEra impossibile, disse, che lui potesse essere in qualche modo responsabile della\ndella calamit\u00e0, che aveva sconvolto tutti noi, per questa ragione sufficiente,\nche il suo successo nel portare a termine l'indagine dipendeva dal fatto di non\nnon dire n\u00e9 fare nulla che potesse allarmare Rosanna Spearman.\nSpearman. Si appell\u00f2 a me perch\u00e9 testimoniassi se aveva o non aveva\nportato a termine questo obiettivo. Io potevo testimoniare, e lo feci, che lo aveva fatto.\nE a quel punto, come pensavo, la questione avrebbe potuto essere lasciata giudiziosamente\nconcludere la questione.\n\nIl Sergente Cuff, tuttavia, fece un passo in pi\u00f9, evidentemente (come potrete giudicare ora) con lo scopo di costringere il pi\u00f9 doloroso di tutti i possibili\ncome ora giudicherete) allo scopo di costringere la pi\u00f9 dolorosa di tutte le spiegazioni possibili\nspiegazioni tra sua signoria e lui.\n\n Ho sentito assegnare un movente al suicidio della giovane donna, ha detto il sergente, che potrebbe essere\nil sergente, che potrebbe essere quello giusto. \u00c8 un motivo\ndel tutto estraneo al caso che sto conducendo qui. Sono obbligato ad aggiungere\nDevo aggiungere, tuttavia, che la mia opinione \u00e8 di segno opposto. Alcune\nansia insopportabile legata alla scomparsa del Diamante ha, credo, spinto la povera creatura alla propria distruzione.\ncredo che abbia spinto la povera creatura alla sua stessa distruzione. Non pretendo di sapere\npretendere di sapere quale possa essere stata questa insopportabile ansia. Ma credo che\n(con il permesso di Vostra Signoria) di poter mettere le mani su una persona in grado di decidere se ho ragione o meno.\ncapace di decidere se ho ragione o torto.\n\n La persona \u00e8 in casa? chiese la mia padrona, dopo aver aspettato un po'.\nun po'.\n\n La persona ha lasciato la casa, signora.\n\nLa risposta indicava la signorina Rachel nel modo pi\u00f9 diretto possibile. A\nsilenzio su di noi che pensavo non sarebbe mai finito. Signore!\ncome ululava il vento e come la pioggia scrosciava alla finestra, mentre io ero seduto l\u00ec ad aspettare\nmentre ero seduto ad aspettare che l'uno o l'altro parlasse di nuovo!\n\n Siate cos\u00ec gentile da esprimervi chiaramente, disse la mia signora.  Vi riferite\nsi riferisce a mia figlia?\n\n \u00c8 cos\u00ec, ha detto il sergente Cuff, con tante parole.\n\nLa mia padrona aveva il suo libretto degli assegni sul tavolo quando siamo entrati nella\nsenza dubbio per pagare la parcella al sergente. Ora l'ha rimesso nel\ncassetto. Mi ha toccato il cuore vedere come tremava la sua povera mano, la mano che\nche aveva caricato di benefici il suo vecchio servitore; la mano che, prego Dio, possa prendere la mia, quando il mio\nDio, di prendere la mia, quando verr\u00e0 la mia ora e lascer\u00f2 il mio posto per sempre!\n\n Speravo, disse la mia signora, molto lentamente e tranquillamente, di aver ricompensato i vostri servigi e di separarmi da voi senza che la signorina\nricompensare i vostri servigi e di separarmi da voi senza che il nome della signorina\nVerinder fosse stato apertamente menzionato tra di noi, come \u00e8 stato\nmenzionato ora. Mio nipote probabilmente ha detto qualcosa di questo, prima che\nche lei entrasse nella mia stanza?\n\n Mr. Blake ha dato il suo messaggio, My Lady. E io ho dato a Mr. Blake una ragione\n\n \u00c8 inutile che mi dica il motivo. Dopo quello che hai appena detto,\nsai bene quanto me che sei andato troppo lontano per tornare indietro. Devo\na me stesso e a mio figlio di insistere perch\u00e9 tu rimanga qui e di insistere perch\u00e9 tu parli.\nqui e di insistere perch\u00e9 tu parli.\n\nIl sergente guard\u00f2 l'orologio.\n\n Se ci fosse stato il tempo, mia signora, rispose, avrei preferito\navrei preferito scrivere il mio rapporto, invece di comunicarlo a voce.\nbocca. Ma, se questa inchiesta deve andare avanti, il tempo \u00e8 troppo importante\nper perdere tempo a scrivere. Sono pronto ad affrontare subito la questione. \u00c8\n\u00e8 una questione molto dolorosa per me e per voi.\n\nL\u00ec la mia padrona lo ferm\u00f2 ancora una volta.\n\n Potrei forse rendere la cosa meno dolorosa per voi, e per il mio buon servitore e amico qui\namico, disse, se dessi l'esempio di parlare con coraggio, da parte mia.\nda parte mia. Sospettate che la signorina Verinder ci abbia ingannato tutti, nascondendo il\nDiamante per qualche suo scopo? \u00c8 vero?\n\n \u00c8 vero, mia signora.\n\n Molto bene. Ora, prima che iniziate, devo dirvi, in quanto madre della signorina\nVerinder, che lei non \u00e8 assolutamente in grado di fare ci\u00f2 che lei\nsupporre che abbia fatto. La vostra conoscenza del suo carattere risale a un\ngiorno o due fa. La mia conoscenza del suo carattere risale all'inizio della\ninizio della sua vita. Esprimete i vostri sospetti su di lei con tutta la forza che volete.\n\u00e8 impossibile che possiate offendermi in questo modo. Sono sicuro,\nche (con tutta la vostra esperienza) le circostanze vi hanno fatalmente\nfatalmente fuorviato in questo caso. Attenzione! Non sono in possesso di informazioni\ninformazioni private. Sono assolutamente esclusa dalla confidenza di mia figlia come\ndi mia figlia come lo siete voi. Il mio unico motivo per parlare in modo positivo \u00e8 quello che avete gi\u00e0 sentito.\ngi\u00e0 sentito. Conosco mia figlia.\n\nSi gir\u00f2 verso di me e mi diede la mano. La baciai in silenzio.  Puoi\npu\u00f2 andare avanti\", disse, rivolgendosi di nuovo al sergente con la stessa fermezza di sempre.\n\nIl sergente Cuff si inchin\u00f2. La mia amante aveva prodotto un solo effetto su di lui.\nLa sua faccia d'ascia si ammorbid\u00ec per un attimo, come se fosse dispiaciuto per lei. Per quanto riguarda\ndi scuoterlo nelle sue convinzioni, era evidente che lei non l'aveva smosso di un solo centimetro.\nnon lo aveva smosso di un solo centimetro. Si sistem\u00f2 sulla sedia e\ne inizi\u00f2 il suo vile attacco al carattere della signorina Rachel con queste parole:\n\n Devo chiedere a Vostra Signoria, disse, di guardare in faccia la questione,\ndal mio punto di vista e dal vostro. Volete immaginare di scendere qui al mio posto e con la mia esperienza?\ndi venire qui, al mio posto e con la mia esperienza?\nmi permettete di accennare molto brevemente a quella che \u00e8 stata\nesperienza?\n\nLa mia amante gli firm\u00f2 che avrebbe fatto questo. Il sergente ha proseguito:\n\n Negli ultimi vent'anni, ha detto, mi sono occupato in gran parte di casi di scandalo familiare, agendo come uomo di fiducia.\ncasi di scandalo familiare, agendo in qualit\u00e0 di uomo confidenziale.\nL'unico risultato di questa mia pratica domestica che ha una qualche attinenza con la questione\nquestione ora in esame, \u00e8 un risultato che posso enunciare in due parole. \u00c8\nche le giovani signore di rango e posizione hanno occasionalmente debiti privati che\noccasionalmente hanno debiti privati che non osano riconoscere ai loro\nparenti e amici pi\u00f9 stretti. A volte, la modista e il gioielliere\ngioielliere ne sono all'origine. A volte il denaro \u00e8 richiesto per\nper scopi che non sospetto in questo caso, e che non vi scandalizzer\u00f2\nnon vi scandalizzer\u00f2 menzionandovi. Tenete a mente ci\u00f2 che ho detto, mia signora, e ora vediamo come si sono svolti gli eventi in questa casa.\nvediamo come gli eventi di questa casa mi abbiano costretto a tornare alla mia\nesperienza, che mi piacesse o meno!\n\nRiflett\u00e9 per un attimo su se stesso, e continu\u00f2 con un'orribile\nchiarezza che obbligava a capirlo; con una giustizia abominevole che non favoriva nessuno.\ngiustizia che non favoriva nessuno.\n\n Le mie prime informazioni sulla perdita della Moonstone, ha detto il sergente, mi sono arrivate dal sovrintendente Seegrave.\nSergente, mi \u00e8 arrivata dal sovrintendente Seegrave. Egli dimostr\u00f2 con mia piena soddisfazione\nche era perfettamente incapace di gestire il caso.\ncaso. L'unica cosa che disse e che mi sembr\u00f2 degna di essere ascoltata fu che\nche la signorina Verinder aveva rifiutato di essere interrogata da lui e gli aveva parlato con\ncon una maleducazione e un disprezzo del tutto incomprensibili.\nHo pensato che questo fosse curioso, ma l'ho attribuito principalmente a una certa goffaggine da parte del\ndel Sovrintendente che poteva aver offeso la signorina.\nDopodich\u00e9 ho messo da parte la cosa e mi sono dedicato, da solo, al caso,\nal caso. Come sapete, la cosa si \u00e8 conclusa con la scoperta dell'imbrattamento della porta e con l'individuazione del signor\nsulla porta e con la prova del signor Franklin Blake che mi ha convinto che questa stessa macchia e la perdita\nche questa stessa macchia e la perdita del Diamante fossero pezzi dello stesso\npuzzle. Finora, se sospettavo qualcosa, sospettavo che la pietra di luna fosse stata rubata\nche la pietra di luna fosse stata rubata e che uno dei domestici potesse rivelarsi il ladro.\nladro. Molto bene. In questo stato di cose, cosa succede? La signorina Verinder\nesce improvvisamente dalla sua stanza e mi parla. Osservo tre\naspetti sospetti in quella giovane donna. \u00c8 ancora violentemente\nviolentemente agitata, nonostante siano passate pi\u00f9 di quattro ore e venti da quando il\nDiamante \u00e8 stato perso. Mi tratta come ha gi\u00e0 trattato il\nSovrintendente Seegrave. Ed \u00e8 mortalmente offesa dal signor Franklin Blake.\nBlake. Di nuovo molto bene. Ecco (dico tra me e me) una giovane donna che ha\nha perso un gioiello prezioso una giovane donna che, come mi dicono i miei occhi e le mie orecchie, \u00e8\nmi dicono, che ha un temperamento impetuoso. In queste\ncircostanze e con questo carattere, cosa fa? Tradisce\nun risentimento incomprensibile nei confronti di Mr. Blake, di Mr,\ne contro di me, proprio le tre persone che, a vario titolo, hanno cercato di aiutarla.\nmodi diversi, hanno cercato di aiutarla a recuperare il gioiello perduto.\nAvendo portato la mia indagine a questo punto, mia signora, e non prima di allora, comincio a guardare indietro nel tempo.\nallora, mia signora, e non fino ad allora, comincio a guardare indietro nella mia mente per la mia esperienza personale. La mia\nesperienza spiega il comportamento altrimenti incomprensibile di Miss Verinder.\ncomportamento della signorina Verinder. La associa alle altre giovani donne che conosco.\ndi cui sono a conoscenza. Mi dice che ha dei debiti che non osa riconoscere, che devono essere\npagare. E mi fa chiedere se la perdita del Diamante non significhi che il Diamante\nnon significhi che il Diamante deve essere segretamente impegnato per pagarli. Questa \u00e8\nconclusione che la mia esperienza trae dai fatti. Cosa dice\nl'esperienza di vostra signoria dice il contrario?\n\n Quello che ho gi\u00e0 detto, rispose la mia padrona.  Le circostanze\nvi hanno fuorviato.\n\nNon ho detto nulla da parte mia. Robinson Crusoe_ Dio solo sa come mi era entrato nella\nnella mia vecchia e confusa testa. Se il sergente Cuff si fosse trovato, in quel momento, trasportato su un'isola deserta\nun'isola deserta, senza un uomo venerd\u00ec che gli facesse compagnia o una nave che lo portasse via.\no una nave che lo portasse al largo, si sarebbe trovato\nesattamente dove desideravo che fosse! (_Nota bene:_ Io sono un buon cristiano, quando non mi spingete a fare il mio lavoro).\ncristiano, quando non si spinge troppo in l\u00e0 il mio cristianesimo. E tutti gli altri\nresto di voi, il che \u00e8 di grande conforto, sono, da questo punto di vista, pi\u00f9 o meno come me.\ncome me).\n\nIl sergente Cuff prosegu\u00ec:\n\n Giusto o sbagliato, mia signora, disse, avendo tratto le mie conclusioni, la cosa successiva da fare era metterle alla prova.\nLa cosa successiva da fare era metterla alla prova. Ho suggerito a Vostra\nsignora di esaminare tutti gli armadi della casa. Era un\ndi trovare il capo d'abbigliamento che, con ogni probabilit\u00e0, aveva fatto la macchia,\nche, con ogni probabilit\u00e0, aveva provocato la macchia; ed era un modo per mettere alla prova le mie conclusioni.\nprova. Come \u00e8 andata a finire? Vostra Signoria ha acconsentito; Mr. Blake ha acconsentito; Mr.\nBlake; Mr. Ablewhite. Solo Miss Verinder ha bloccato l'intero\nl'intero procedimento rifiutandosi a bruciapelo. Questo risultato mi ha convinto che\nche il mio punto di vista era quello giusto. Se Vostra Signoria e Mr. Betteredge si ostinano a non essere d'accordo con me.\na non essere d'accordo con me, dovete essere ciechi di fronte a ci\u00f2 che \u00e8 successo\nproprio oggi. In vostra udienza, ho detto alla signorina che la sua uscita di casa (come erano le cose allora)\ncasa (come stavano le cose allora) avrebbe posto un ostacolo al mio\nrecuperare il suo gioiello. Avete visto voi stessi che si \u00e8 allontanata di fronte a questa\ndi questa affermazione. Avete visto voi stessi che, lungi dal perdonare Mr.\nBlake per aver fatto pi\u00f9 di tutti voi per mettere l'indizio nelle mie mani.\nnelle mie mani, ha insultato pubblicamente Mr. Blake, sui gradini di casa di sua madre.\ncasa di sua madre. Cosa significano queste cose? Se Miss Verinder non \u00e8\nVerinder non \u00e8 al corrente della soppressione del Diamante, cosa significano queste cose?\n\nQuesta volta guard\u00f2 verso di me. Era davvero terrificante sentirlo accumulare\nprove contro la signorina Rachel e sapere, mentre si desiderava difenderla, che non si poteva\ndi difenderla, che non si poteva contestare la verit\u00e0 di ci\u00f2 che diceva.\nquello che diceva. Io sono (grazie a Dio!) costituzionalmente superiore alla ragione.\nQuesto mi permise di mantenere ferma la posizione della mia signora, che era anche la mia.\nQuesto ha risvegliato il mio spirito e mi ha fatto affrontare la questione con coraggio davanti al sergente Cuff.\nSergente Cuff. Profittate, buoni amici, vi prego, del mio esempio. Esso\nvi risparmier\u00e0 molti problemi di questo tipo. Coltivate una\nsuperiorit\u00e0 alla ragione, e vedrete come riuscirete a piegare gli artigli di tutte le\npersone ragionevoli quando cercano di graffiarvi per il vostro bene!\n\nAvendo constatato che non ho fatto alcuna osservazione e che la mia padrona non ha fatto alcuna osservazione,\nil sergente Cuff prosegu\u00ec. Signore! Come mi ha fatto arrabbiare notare che non era\nche non era minimamente turbato dal nostro silenzio!\n\n Ecco il caso, mia signora, nella sua forma attuale, solo contro la signorina Verinder,\nha detto.  La prossima cosa da fare \u00e8 presentare il caso come si presenta contro la signorina\nVerinder e la defunta Rosanna Spearman insieme. Torneremo\ntorneremo per un momento, se non vi dispiace, al rifiuto di vostra figlia di far esaminare il suo\nguardaroba. Essendo ormai deciso, dopo questa circostanza, avevo\navevo due questioni da considerare. In primo luogo, il metodo giusto per\ncondurre la mia indagine. In secondo luogo, se la signorina Verinder avesse un\ncomplice tra le donne di servizio della casa. Dopo averci pensato attentamente\ndopo averci riflettuto, decisi di condurre l'indagine in un modo che, nel nostro\ndovremmo definire nel nostro ufficio, in modo altamente irregolare. Per questo motivo:\ndovevo occuparmi di uno scandalo familiare, che era mio compito mantenere\nentro i limiti della famiglia. Meno rumore si fa e meno estranei si impiegano per aiutarmi, meglio \u00e8.\nimpiegati per aiutarmi, meglio \u00e8. Per quanto riguarda la procedura abituale di\npersone in custodia per sospetto, di andare davanti al magistrato e tutto il resto.\ntutto il resto non si doveva pensare a nulla del genere, quando la figlia di Vostra\nquando la figlia di Vostra Signoria era (come credevo) alla base di tutta la\naffari. In questo caso, ritenevo che una persona del signor Betteredge\nBetteredge, conoscendo la servit\u00f9 come lui, e avendo a cuore l'onore della famiglia\ne che avesse a cuore l'onore della famiglia, sarebbe stato pi\u00f9 sicuro prendere come assistente\ncome assistente pi\u00f9 di qualsiasi altra persona su cui potessi mettere le mani. Avrei voluto\navrei provato anche Mr. Blake, ma c'era un ostacolo. Lui ha capito\naveva capito molto presto le mie intenzioni e, dato il suo interesse per la signorina Verinder\ninteresse per Miss Verinder, qualsiasi comprensione reciproca era impossibile\ntra lui e me. Disturbo Vostra Signoria con questi particolari per dimostrarle che\nper dimostrarvi che ho mantenuto il segreto di famiglia all'interno della cerchia familiare. I\nsono l'unico estraneo che lo sa e la mia esistenza professionale dipende\ndalla mia esistenza professionale dipende dalla capacit\u00e0 di tenere a freno la lingua.\n\nQui sentivo che la mia esistenza professionale dipendeva dal fatto di non tenere la\nla mia lingua. Essere considerato davanti alla mia padrona, nella mia vecchiaia, come una sorta di vice-poliziotto\ncome una sorta di vice-poliziotto, era, ancora una volta, pi\u00f9 di quanto il mio cristianesimo fosse\nabbastanza forte da sopportare.\n\n Mi permetto di informare Vostra Signoria, ho detto, che non ho mai, per quanto ne so, aiutato in alcun modo questa\nche io sappia, non ho mai aiutato questa abominevole attivit\u00e0 investigativa, in alcun modo, dall'inizio alla fine.\ne invito il sergente Cuff a contraddirmi, se ne ha il coraggio!\nosa!\n\nAvendo dato sfogo a queste parole, mi sentii molto sollevato. Sua Signoria\nmi onor\u00f2 con una piccola pacca amichevole sulla spalla. Guardai con\ncon giusta indignazione il sergente, per vedere cosa ne pensasse di una testimonianza come quella!\nIl sergente si volt\u00f2 come un agnello e sembr\u00f2 apprezzarmi pi\u00f9 che mai.\nsembrava piacergli pi\u00f9 che mai.\n\nLa mia signora lo inform\u00f2 che poteva continuare la sua deposizione.  I\nHo capito, ha detto, che avete fatto onestamente del vostro meglio, in quello che\ncredete sia il mio interesse. Sono pronta ad ascoltare ci\u00f2 che ha da dire\nprossimo.\n\n Quello che ho da dire adesso, rispose il sergente Cuff, riguarda Rosanna\nSpearman. Ho riconosciuto la giovane donna, come Vostra Signoria ricorder\u00e0,\nquando ha portato il libro dei panni in questa stanza. Fino a quel momento ero\nfino a quel momento dubitavo che la signorina Verinder avesse confidato a qualcuno il suo segreto.\na qualcuno il suo segreto. Quando ho visto Rosanna, ho cambiato idea. Sospettai subito che fosse\ndi essere stata informata della soppressione del Diamante. La povera creatura ha\nha trovato la morte con una fine terribile e non voglio che Vostra Signoria pensi, ora che non c'\u00e8 pi\u00f9, che sono stata troppo dura con lei.\npensare, ora che non c'\u00e8 pi\u00f9, che io sia stato indebitamente duro con lei. Se si fosse trattato di un\nun comune caso di furto, avrei concesso a Rosanna il beneficio del\ndel dubbio, cos\u00ec come l'avrei dato a qualsiasi altro domestico della casa.\ndomestici della casa. La nostra esperienza della donna del riformatorio \u00e8 che\nquando vengono messe alla prova e trattate con gentilezza e giudizio, si dimostrano nella maggior parte dei casi\nnella maggior parte dei casi si rivelano onestamente penitenti e\nonestamente degne delle attenzioni che vengono loro riservate. Ma questo non era un caso comune di\ncaso di furto. A mio avviso si trattava di una frode profondamente pianificata,\ncon il proprietario del Diamante alla base. Tenendo questo punto di vista,\nla prima considerazione che mi si present\u00f2, in relazione a Rosanna, fu la seguente\nin relazione a Rosanna, fu la seguente: La signorina Verinder sarebbe soddisfatta\n(chiedendo scusa a Vostra Signoria) di far credere a tutti noi che la Pietra di Luna sia stata semplicemente persa?\nPietra di Luna sia andata semplicemente perduta? Oppure farebbe un passo in pi\u00f9 e ci illuderebbe\nche la Pietra di Luna sia stata rubata? In quest'ultimo caso\nc'era Rosanna Spearman con il personaggio di un ladro pronto a\nmano; la persona pi\u00f9 adatta a far scappare Vostra Signoria, e a far scappare me, su una falsa pista.\nme, su una falsa pista.\n\nEra possibile (mi chiesi) che potesse esporre il suo caso contro la signorina\nRachel e Rosanna in un'ottica pi\u00f9 orribile di questa? Era\nera possibile, come ora vedrete.\n\n Avevo un altro motivo per sospettare della donna deceduta, disse,\n che mi sembra ancora pi\u00f9 forte. Chi sarebbe la persona pi\u00f9 adatta\npersona in grado di aiutare la signorina Verinder a raccogliere denaro privatamente sul Diamante?\nRosanna Spearman. Nessuna giovane donna nella posizione della signorina Verinder potrebbe gestire\nuna questione cos\u00ec rischiosa da sola. Deve avere un intermediario\ne chi \u00e8 cos\u00ec adatto, lo chiedo di nuovo, come Rosanna Spearman? La cameriera\nVostra Signoria era all'apice della sua professione quando era una ladra.\nladra. Aveva rapporti, per quanto ne so, con uno dei pochi uomini di Londra (nel giro del denaro).\nLondra (nel settore del prestito di denaro) che avrebbe anticipato una grossa somma\nper un gioiello cos\u00ec importante come la Pietra di Luna, senza fare domande o insistere su\ndomande o insistere su condizioni scomode. Lo tenga a mente, mia\ne ora lasciate che vi mostri come i miei sospetti siano stati giustificati dalle azioni di\nRosanna e dalle chiare deduzioni che se ne possono trarre.\n\nA quel punto ha passato in rassegna l'intero procedimento di Rosanna.\nSiete gi\u00e0 a conoscenza di queste procedure quanto me; e capirete come questa parte del suo rapporto\ncapirete come questa parte del suo rapporto abbia fissato in modo inequivocabile la colpa\ncolpa di essere coinvolto nella sparizione della Pietra di Luna nella memoria della povera ragazza morta.\nmemoria della povera ragazza morta. Persino la mia padrona fu scoraggiata da ci\u00f2 che egli\ndetto ora. Non gli rispose quando lui ebbe finito. Sembrava che al sergente non importasse\nche al sergente non importasse se gli si rispondeva o meno. And\u00f2 avanti\n(che il diavolo se lo porti!), fermo come sempre.\n\n Dopo aver esposto il caso nella sua interezza, ha detto: \"Non mi resta che dire a Vostra Signoria cosa mi propongo di fare dopo\".\ndire a Vostra Signoria che cosa intendo fare in seguito. Vedo due\nmodi per portare a termine con successo questa inchiesta. Uno di questi modi\nconsidero una certezza. L'altro, lo ammetto, \u00e8 un esperimento audace,\ne niente di pi\u00f9. Sar\u00e0 Vostra Signoria a decidere. Vogliamo prendere la\ncertezza?\n\nLa mia padrona gli ha fatto segno di prendere la sua strada, e di scegliere per\nse stesso.\n\n Grazie, disse il sergente.  Cominceremo con la certezza, visto che\nvostra signoria \u00e8 cos\u00ec gentile da lasciarmela. Sia che la signorina Verinder\nVerinder rimanga a Frizinghall o torni qui, mi propongo, in ogni caso, di sorvegliare con attenzione\nin entrambi i casi, di sorvegliare attentamente tutte le sue azioni sulle\npersone che vede, sulle gite e le passeggiate che fa e sulle lettere che scrive e riceve.\nlettere che pu\u00f2 scrivere e ricevere.\n\n E poi? chiese la mia padrona.\n\n Poi, rispose il sergente, chieder\u00f2 il permesso a Vostra Signoria\ndi introdurre in casa, come domestica al posto di Rosanna\nSpearman, una donna abituata a indagini private di questo genere, per\nla cui discrezione posso rispondere.\n\n E poi? ripet\u00e9 la mia padrona.\n\n Poi, ha proseguito il Sergente, e per ultimo, propongo di mandare uno dei miei fratelli-ufficiali a prendere accordi con quel prestatore di denaro in\nfratello-ufficiale a prendere accordi con quel prestatore di denaro di\nLondra, che ho appena menzionato come ex conoscente di Rosanna Spearman e il cui nome e indirizzo, Vostra Signoria pu\u00f2 contare su di esso.\nSpearman e il cui nome e indirizzo, Vostra Signoria pu\u00f2 contarci, sono stati comunicati da Rosanna alla signorina Verma\nsono stati comunicati da Rosanna a Miss Verinder. Non nego che la linea d'azione\nnon nego che la linea d'azione che sto suggerendo coster\u00e0 denaro e consumer\u00e0 tempo.\nMa il risultato \u00e8 certo. Tracciamo una linea intorno alla Pietra di Luna e la avviciniamo sempre di pi\u00f9 finch\u00e9 non\ne la avviciniamo sempre di pi\u00f9 fino a quando non la troveremo in possesso della signorina Verinder, supponendo che decida di tenerla.\nVerinder, supponendo che decida di tenerla. Se i suoi debiti premono e lei decide di\ne lei decide di mandarla via, allora abbiamo il nostro uomo pronto e incontriamo la Pietra di Luna al suo arrivo\nla Pietra di Luna al suo arrivo a Londra.\n\nSentire la propria figlia oggetto di una proposta del genere,\nha spinto la mia padrona a parlare con rabbia per la prima volta.\n\n Considerate la vostra proposta rifiutata, in ogni particolare\", ha detto.  E\ne proseguite con l'altro modo di concludere l'inchiesta.\n\n L'altro modo, disse il Sergente, continuando con la stessa facilit\u00e0 di sempre, \u00e8 quello di tentare\nl'audace esperimento a cui ho accennato. Credo di essermi fatto una\nstima abbastanza corretta del temperamento della signorina Verinder. \u00c8 abbastanza\ncapace (secondo me) di commettere un'audace frode. Ma \u00e8\ntroppo calda e impetuosa, e troppo poco abituata all'inganno come\ntroppo poco abituata all'inganno come abitudine, per comportarsi da ipocrita nelle piccole cose e per trattenersi\ndi contenersi di fronte a tutte le provocazioni. I suoi sentimenti, in questo caso, hanno\npi\u00f9 volte sfuggito al suo controllo, proprio nel momento in cui era palesemente\nil suo interesse a nasconderli. \u00c8 su questa peculiarit\u00e0 del suo\ncarattere che ora mi propongo di agire. Voglio darle un grande shock\nall'improvviso, in circostanze che la toccheranno nel vivo. In parole povere\nin parole povere, voglio dire alla signorina Verinder, senza una parola di avvertimento,\ndella morte di Rosanna, con la possibilit\u00e0 che i suoi sentimenti migliori\nla spingano a fare tabula rasa della vicenda. Vostra Signoria accetta\nquesta alternativa?\n\nLa mia padrona mi stup\u00ec oltre ogni possibilit\u00e0 di espressione. Ha risposto\ngli rispose all'istante:\n\n S\u00ec, \u00e8 cos\u00ec.\n\n Il pony-chaise \u00e8 pronto, disse il sergente.  Auguro a Vostra Signoria\nbuongiorno.\n\nLa mia signora alz\u00f2 la mano e lo ferm\u00f2 sulla porta.\n\n Si far\u00e0 appello ai migliori sentimenti di mia figlia, come lei propone,\ndisse.  Ma io rivendico il diritto, in quanto madre, di metterla alla\nprova io stessa. Voi resterete qui, se volete, e io andr\u00f2 a Frizinghall.\nFrizinghall.\n\nPer una volta nella sua vita, il grande Cuff rimase senza parole per lo stupore,\ncome un uomo comune.\n\nLa mia padrona suon\u00f2 il campanello e ordin\u00f2 le sue cose impermeabili. Pioveva ancora\npioveva ancora a dirotto; e la carrozza vicina era andata, come sapete,\ncon Miss Rachel a Frizinghall. Cercai di dissuadere sua signoria dall'affrontare\naffrontare la severit\u00e0 del tempo. Inutile! Ho chiesto il permesso di andare\ncon lei e di tenere l'ombrello. Non ne ha voluto sapere. La\npony-chaise \u00e8 arrivato, con lo stalliere al comando.  Potete contare su due\ncose, disse al sergente Cuff, in sala.  Prover\u00f2 l'esperimento\nesperimento con Miss Verinder con la stessa audacia con cui lo fareste voi. E\nvi informer\u00f2 del risultato, di persona o per lettera, prima che\nche l'ultimo treno parta per Londra stasera.\n\nCon ci\u00f2, sal\u00ec sulla carrozza e, prendendo lei stessa le redini,\npart\u00ec alla volta di Frizinghall.\n\n\nCAPITOLO XXII\n\nAvendo lasciato la mia padrona, ebbi il tempo di pensare al sergente Cuff. I\nLo trovai seduto in un angolino del corridoio, a consultare il suo\nlibro di appunti e arricciando ferocemente gli angoli delle labbra.\n\n Sta prendendo appunti sul caso?  Ho chiesto.\n\n No, ha detto il sergente.  Sto cercando di capire quale sar\u00e0 il mio prossimo\nimpegno professionale.\n\n Oh! Ho detto.  Pensi che sia tutto finito, allora, qui?\n\n Credo, rispose il sergente Cuff, che Lady Verinder sia una delle donne pi\u00f9\ndonne pi\u00f9 intelligenti d'Inghilterra. Penso anche che una rosa valga molto di pi\u00f9\nuna rosa molto pi\u00f9 degna di essere guardata di un diamante. Dov'\u00e8 il giardiniere, signor Betteredge?\n\nNon c'era modo di ottenere una parola in pi\u00f9 da lui sulla questione della\nPietra di Luna. Aveva perso ogni interesse per la sua stessa indagine; e avrebbe continuato a cercare il giardiniere.\npersisterebbe nel cercare il giardiniere. Un'ora dopo li sentii parlare\nnella serra, con la rosa canina ancora una volta al centro della disputa.\ndella disputa.\n\nNel frattempo, il mio compito era quello di scoprire se il signor Franklin\nFranklin avesse mantenuto la sua decisione di lasciarci con il treno del pomeriggio. Dopo\nDopo essere stato informato della conferenza nella stanza della mia signora e di come si era conclusa, decise immediatamente di aspettare\ne di come si era conclusa, decise immediatamente di aspettare le notizie da Frizinghall.\nFrizinghall. Questo cambiamento molto naturale nei suoi piani che, per le persone normali, non avrebbe\npersone normali, non avrebbe portato a nulla di particolare, si rivel\u00f2, nel caso di Mr.\nFranklin ebbe un risultato discutibile. Lo lasci\u00f2\ncon un'eredit\u00e0 di tempo inattivo tra le mani e, cos\u00ec facendo, fece emergere tutti i lati estranei di Mr,\ne, cos\u00ec facendo, ha fatto emergere tutti i lati estranei del suo carattere, uno sull'altro\ncome topi fuori da un sacco.\n\nOra come inglese-italiano, ora come inglese-tedesco, ora come inglese-francese, entrava e usciva da tutti i salotti della citt\u00e0.\ninglese, entrava e usciva da tutti i salotti della casa, senza parlare d'altro che del trattamento riservatogli dalla signorina Rachel.\ndella casa, senza parlare d'altro che del trattamento che la signorina Rachel riservava a lui;\ne con nessuno a cui rivolgersi se non a me. Lo trovai (per esempio)\nin biblioteca, seduto sotto la mappa dell'Italia moderna, e del tutto ignaro di qualsiasi altro metodo per\ndi altri metodi per affrontare i suoi problemi, se non quello di parlarne.\ndi parlarne.  Ho diverse aspirazioni degne di nota, Betteredge;\nma cosa ne faccio ora? Sono pieno di buone qualit\u00e0 sopite,\nse solo Rachel mi avesse aiutato a tirarle fuori!  \u00c8 stato cos\u00ec\neloquente nel tracciare il quadro dei propri meriti trascurati, e cos\u00ec\npatetico nel lamentarsi una volta terminato, che mi sentii al limite del possibile\ncome consolarlo, quando all'improvviso mi venne in mente che questo era un caso\nun'applicazione salutare di un po' di Robinson Crusoe.\nUscii a piedi dalla mia stanza e tornai a piedi con quel libro immortale.\nNessuno in biblioteca! La mappa dell'Italia moderna fissava _me_; e _io_\nfissava la mappa dell'Italia moderna.\n\nHo provato in salotto. C'era il suo fazzoletto sul pavimento, a riprova del fatto che\nprova che era entrato di soppiatto. E c'era la stanza vuota per dimostrare\nche si era allontanato di nuovo.\n\nCercai di andare in sala da pranzo e scoprii Samuel con un biscotto e un\nbicchiere di sherry, che indagava silenziosamente nell'aria vuota. Un minuto dopo,\nMr. Franklin aveva suonato furiosamente per un piccolo rinfresco. Alla sua\ndi Samuel, il signor Franklin si era dileguato prima che la campana del piano di sotto\nprima che la campana del piano di sotto avesse finito di suonare con il tiro che aveva\nche aveva dato.\n\nHo provato nella stanza del mattino e alla fine l'ho trovato. Era l\u00ec, alla finestra\nfinestra, disegnando geroglifici con il dito sull'umidit\u00e0 del vetro.\n\n Il suo sherry la sta aspettando, signore, gli dissi. Avrei potuto benissimo\navrei potuto rivolgermi a una delle quattro pareti della stanza; lui era gi\u00f9\nnell'abisso senza fondo delle sue meditazioni, non riusciva pi\u00f9 a tirarsi su.\n Come spiegate il comportamento di Rachel, Betteredge?\nrisposta che ricevetti. Non essendo pronto con la risposta necessaria, produssi\nRobinson Crusoe_, in cui sono fermamente convinto che si sarebbe potuta trovare una spiegazione\nspiegazione si sarebbe potuta trovare, se solo l'avessimo cercata abbastanza a lungo. Mr.\nFranklin chiuse il _Robinson Crusoe_ e si afflosci\u00f2 nel suo\ntedesco-inglese sul posto.  Perch\u00e9 non ci guardiamo dentro?\ncome se io mi fossi opposto personalmente a indagare.  Perch\u00e9 diavolo perdere\npazienza, Betteredge, quando la pazienza \u00e8 tutto ci\u00f2 che serve per arrivare alla verit\u00e0?\nalla verit\u00e0? Non interrompermi. Il comportamento di Rachel \u00e8 perfettamente\nperfettamente comprensibile, se solo le si concede la comune giustizia di prendere prima la visione\noggettiva prima, e quella soggettiva dopo, e quella oggettiva-soggettiva per concludere.\noggettivo-soggettivo per finire con quello oggettivo-soggettivo. Che cosa sappiamo? Sappiamo\nsappiamo che la perdita della Pietra di Luna, gioved\u00ec mattina scorso, l'ha gettata in uno stato di\nin uno stato di eccitazione nervosa da cui non si \u00e8 ancora ripresa.\nnon si \u00e8 ancora ripresa. Intende negare la visione oggettiva, fino a questo punto? Molto bene,\nallora non mi interrompa. Ora, essendo in uno stato di eccitazione nervosa,\ncome possiamo aspettarci che si comporti come altrimenti si sarebbe potuta\ncomportarsi con tutte le persone che la circondano? Discutendo in questo modo, dall'interno\ndall'interno verso l'esterno, a cosa arriviamo? Raggiungiamo la visione soggettiva. Vi sfido a\na confutare la visione soggettiva. E allora cosa segue?\nSanto cielo, segue la spiegazione oggettiva-soggettiva, naturalmente!\nRachel, propriamente parlando, non \u00e8 Rachel, ma un'altra persona. Se mi\nMi dispiace essere trattato crudelmente da un'altra persona? Sei abbastanza irragionevole\nma difficilmente potete accusarmi di questo. Allora come\nfinisce? Finisce, a dispetto della tua stupida grettezza e dei tuoi pregiudizi inglesi, con il fatto che io sia perfettamente felice e a mio agio.\npregiudizio, con il mio essere perfettamente felice e a mio agio. Dov'\u00e8 lo\nsherry?\n\nLa mia testa era ormai in condizioni tali che non ero sicuro se fosse la mia o quella del signor Franklin.\nin questo stato deplorevole, riuscii a fare quello che credo sia stato un obiettivo\nstato, riuscii a fare, come credo, tre cose oggettive.\ncose. Feci prendere a Mr. Franklin il suo sherry, mi ritirai nella mia stanza e mi\ne mi consolai con la pipa di tabacco pi\u00f9 composita che io ricordi di aver mai\nfumato in vita mia.\n\nNon si creda, tuttavia, che io abbia lasciato il signor Franklin a condizioni cos\u00ec facili\ncondizioni cos\u00ec facili come queste. Uscendo di nuovo dalla sala mattutina e andando verso il corridoio,\nsi diresse verso gli uffici, sent\u00ec l'odore della mia pipa e si ricord\u00f2 subito che era stato abbastanza semplice da smettere di fumare.\nche era stato abbastanza semplice da smettere di fumare per amore di Miss Rachel.\nRachel. In un batter d'occhio, mi piomb\u00f2 addosso con la sua\nsigaro, e se ne usc\u00ec con forza sull'unico argomento eterno, con la sua\nmodo pulito, arguto, incredulo, francese.  Dammi da accendere, Betteredge. \u00c8\n\u00e8 concepibile che un uomo possa aver fumato tanto a lungo quanto me senza scoprire\nsenza scoprire che in fondo al suo portasigari c'\u00e8 un sistema completo per il trattamento delle donne.\nin fondo al suo portasigari? Seguitemi attentamente e ve lo dimostrer\u00f2\nin due parole. Scegliete un sigaro, lo provate e vi delude.\ndelude. Cosa fate a questo punto? Lo buttate via e ne provate un altro. Ora\nosservate l'applicazione! Scegliete una donna, la provate e lei vi spezza il cuore.\nti spezza il cuore. Stupido! Prendi esempio dal tuo portasigari. Gettala\nbuttarla via e provarne un'altra!\n\nA questo punto scossi la testa. Meravigliosamente intelligente, oserei dire, ma la mia esperienza personale\nesperienza era assolutamente contraria.  Ai tempi della defunta Mrs.\nBetteredge, dissi, mi sentivo spesso incline a provare la sua filosofia, Mr.\nfilosofia, signor Franklin. Ma la legge insiste sul fatto che lei fumi il suo\nsigaro, signore, quando l'ha scelto.  Ho sottolineato questa osservazione\ncon un occhiolino. Il signor Franklin scoppi\u00f2 a ridere e fummo allegri come grilli.\ngrilli, fino a quando, a tempo debito, non emerse il nuovo lato del suo carattere.\na tempo debito. Cos\u00ec le cose andarono avanti tra me e il mio giovane padrone; e cos\u00ec (mentre il sergente e il giardiniere\nil sergente e il giardiniere stavano litigando per le rose) noi due\npassammo l'intervallo prima del ritorno delle notizie da Frizinghall.\n\nIl pony-chaise torn\u00f2 una buona mezz'ora prima di quanto mi aspettassi.\naspettarla. La mia signora aveva deciso di rimanere per il momento a casa di sua sorella.\ncasa di sua sorella. Lo sposo port\u00f2 due lettere della sua padrona, una indirizzata a Mr.\nuna indirizzata a Mr. Franklin e l'altra a me.\n\nLa lettera di Mr. Franklin gliel'ho inviata nella biblioteca in cui si era rifugiato per la seconda volta.\nrifugio in cui le sue derive lo avevano portato per la seconda volta. La mia lettera, invece, l'ho\nletta nella mia stanza. Un assegno, che mi cadde quando lo aprii,\nun assegno, che mi cadde quando lo aprii, mi informava (prima di averne compreso il contenuto) che il sergente Cuff era stato\nsergente Cuff dall'inchiesta sulla Pietra di Luna era ormai cosa fatta.\n\nHo mandato in conservatorio a dire che desideravo parlare direttamente al\nSergente. Si present\u00f2, con la mente piena di giardiniere e di\ne alla rosa canina, dichiarando che non era mai esistito e non sarebbe mai pi\u00f9 esistito un signor Begbie\nnon era mai esistito e non sarebbe mai pi\u00f9 esistito. Gli chiesi di\ndi eliminare dalla nostra conversazione una misera sciocchezza come questa, e di\ndi dedicare la sua migliore attenzione a una questione davvero seria. A seguito di ci\u00f2, egli\nsi sforz\u00f2 a sufficienza per notare la lettera che avevo in mano.  Ah!\ndisse in modo stanco, avete avuto notizie di Sua Signoria. Ho qualcosa\na che fare con questo, signor Betteredge?\n\n Lo giudicher\u00e0 lei stesso, sergente.  Gli lessi quindi la lettera (con la massima enfasi e discrezione)\nlettera (con la mia migliore enfasi e discrezione), con le seguenti parole:\n\n MIO BUON GABRIEL, vi chiedo di informare il sergente Cuff che ho mantenuto la promessa che gli avevo fatto.\nche ho mantenuto la promessa che gli avevo fatto; con questo risultato, per quanto riguarda\nRosanna Spearman. La signorina Verinder dichiara solennemente che\nnon ha mai rivolto una parola in privato a Rosanna, da quando quella infelice donna\ndonna \u00e8 entrata in casa mia. Non si sono mai incontrate, nemmeno per sbaglio, la notte in cui\nnotte in cui il Diamante \u00e8 stato perso; e non c'\u00e8 stata nessuna comunicazione di alcun tipo\ndi qualsiasi tipo tra loro, dal gioved\u00ec mattina, quando l'allarme\nallarme in casa, a questo sabato pomeriggio, quando la signorina Verinder ci ha lasciato\npomeriggio, quando la signorina Verinder ci ha lasciato. Dopo aver detto a mia figlia\nmia figlia, all'improvviso e con tante parole, del suicidio di Rosanna Spearman, ecco cosa ne \u00e8 venuto fuori.\nquesto \u00e8 ci\u00f2 che ne \u00e8 scaturito.\n\nArrivati a questo punto, alzai lo sguardo e chiesi al sergente Cuff cosa ne pensasse della lettera?\ndella lettera, fino a quel momento?\n\n Vi offenderei solo se esprimessi la mia opinione, rispose il sergente.\nSergente.  Vada avanti, signor Betteredge, disse, con la pi\u00f9 esasperante\nrassegnazione, vada avanti.\n\nQuando mi ricordai che quell'uomo aveva avuto l'ardire di lamentarsi della caparbiet\u00e0 del nostro\ngiardiniere, mi prudeva la lingua per continuare con parole diverse da quelle della mia padrona.\nQuesta volta, per\u00f2, la mia cristianit\u00e0 si mantenne salda. I\nprocedere con costanza con la lettera di sua signoria:\n\n Dopo aver fatto appello alla signorina Verinder nel modo che l'ufficiale riteneva pi\u00f9\npi\u00f9 auspicabile, le parlai poi nel modo che io stesso ritenevo pi\u00f9\nche io stesso ritenevo pi\u00f9 adatto a fare colpo su di lei. In due diverse occasioni,\nprima che mia figlia lasciasse il mio tetto, l'ho avvertita privatamente che si stava\nche si stava esponendo a sospetti del tipo pi\u00f9 insopportabile e\ndegradanti. Ora le ho detto, nei termini pi\u00f9 chiari, che le mie\ntimori si sono avverati.\n\n La sua risposta, su sua stessa solenne affermazione, \u00e8 quanto di pi\u00f9 chiaro possa esistere a parole.\nparole. In primo luogo, non deve denaro a nessuna creatura vivente.\ncreatura vivente. In secondo luogo, il Diamante non \u00e8 ora, e non \u00e8 mai stato\n\u00e8 stato in suo possesso da quando l'ha messo nel suo armadietto mercoled\u00ec sera.\nmercoled\u00ec sera.\n\n La fiducia che mia figlia ha riposto in me non va oltre\nquesto. Mantiene un silenzio ostinato, quando le chiedo se pu\u00f2 spiegare\nspiegare la scomparsa del Diamante. Rifiuta, con le lacrime, quando\nquando la esorto a parlare per il mio bene.  Verr\u00e0 il giorno in cui saprete\nsaprete perch\u00e9 sono incurante di essere sospettata e perch\u00e9 taccio\nanche con voi. Ho fatto molto per far s\u00ec che mia madre mi compatisse, nulla per far s\u00ec che mia madre\nche mia madre arrossisca per me.  Queste sono le parole di mia figlia.\n\n Dopo quello che \u00e8 successo tra me e l'ufficiale, penso che un estraneo come lui debba essere messo al corrente\nche sia lui a dover essere messo al corrente di ci\u00f2 che ha detto la signorina Verinder, oltre che di voi.\nVerinder, cos\u00ec come voi. Leggetegli la mia lettera e poi mettetegli in mano l'assegno che accludo.\nnelle sue mani l'assegno che allego. Nel rassegnare ogni ulteriore pretesa sui suoi\nservizi, devo solo dire che sono convinto della sua onest\u00e0 e della sua intelligenza.\nintelligenza; ma sono pi\u00f9 che mai convinto che le circostanze, in questo caso, abbiano\ncircostanze, in questo caso, lo abbiano fatalmente fuorviato.\n\nLa lettera terminava l\u00ec. Prima di presentare l'assegno, chiesi al sergente\nCuff se avesse qualche osservazione da fare.\n\n Non fa parte dei miei doveri, signor Betteredge, rispose, fare osservazioni su un caso\nosservazioni su un caso, quando l'ho chiuso.\n\nGli gettai l'assegno sul tavolo.  Credi a quella\nparte della lettera di Sua Signoria?  dissi, indignato.\n\nIl Sergente guard\u00f2 l'assegno e sollev\u00f2 le sopracciglia tristemente in segno di riconoscimento della liberalit\u00e0 di Sua Signoria.\nriconoscimento della liberalit\u00e0 di sua signoria.\n\n \u00c8 una stima cos\u00ec generosa del valore del mio tempo, ha detto,\n che mi sento in dovere di ricambiare in qualche modo. Terr\u00f2 a mente l'importo\ndi questo assegno, signor Betteredge, quando si presenter\u00e0 l'occasione di ricordarlo.\ndi ricordarlo.\n\n In che senso?  Ho chiesto.\n\n Sua Signoria ha appianato la situazione per il momento in modo molto intelligente,\ndisse il sergente.  Ma questo scandalo di famiglia \u00e8 del tipo che\nscoppia di nuovo quando meno te lo aspetti. Avremo altre\naffari investigativi, signore, prima che la Pietra di Luna sia\nmesi.\n\nSe quelle parole significavano qualcosa, e se il modo in cui le pronunci\u00f2\nsignificava qualcosa, si arriv\u00f2 a questo. La lettera della mia padrona aveva dimostrato, per lui\nche la signorina Rachel era abbastanza indurita da resistere al pi\u00f9 forte\nappello pi\u00f9 forte che le si potesse rivolgere, e che aveva ingannato la sua stessa madre (buon Dio, sotto quale aspetto).\nsua stessa madre (buon Dio, in quali circostanze!) con una serie di\nabominevoli bugie. Come altre persone, al mio posto, avrebbero potuto rispondere al sergente?\nal sergente, non lo so. Risposi a ci\u00f2 che disse in questi\ntermini:\n\n Sergente Cuff, considero la sua ultima osservazione un insulto alla mia signora e a sua figlia!\nsignora e a sua figlia!\n\n Signor Betteredge, lo consideri come un monito per se stesso e si avviciner\u00e0 al bersaglio.\npi\u00f9 vicino al bersaglio.\n\nPer quanto fossi arrabbiata e accaldata, l'infernale sicurezza con cui mi diede quella risposta mi fece chiudere le labbra.\nquella risposta mi fece chiudere le labbra.\n\nMi avvicinai alla finestra per ricompormi. La pioggia aveva smesso di cadere e,\nchi vidi nel cortile, se non Mr. Begbie, il giardiniere,\nche aspettava fuori per continuare la controversia sulle rose di cane con il sergente\nCuff.\n\n I miei complimenti al Sairgent, ha detto Mr. Begbie, non appena ha posato gli occhi su di me.\nocchi su di me.  Se ha intenzione di andare a piedi alla stazione, sono disposto ad accompagnarlo.\ncon lui.\n\n Cosa! grida il sergente, dietro di me, non sei ancora convinto?\n\n Il de il un po' sono convinto! rispose il signor Begbie.\n\n Allora andr\u00f2 a piedi alla stazione! dice il sergente.\n\n Allora ci vediamo al cancello! dice il signor Begbie.\n\nEro gi\u00e0 abbastanza arrabbiato, come sapete, ma come poteva la rabbia di un uomo resistere\ncontro un'interruzione come questa? Il sergente Cuff not\u00f2 il cambiamento\nin me e lo incoraggi\u00f2 con una parola di circostanza.  Venite! Venite! disse,\n perch\u00e9 non trattare il mio punto di vista sul caso come lo tratta sua signoria? Perch\u00e9 non\ndire che le circostanze mi hanno fatalmente fuorviato?\n\nPrendere qualcosa come l'ha presa sua signoria era un privilegio che valeva la pena di\nanche con lo svantaggio che mi era stato offerto dal sergente Cuff.\nSergente Cuff. Mi raffreddai lentamente fino al mio livello abituale. Consideravo\nqualsiasi altra opinione della signorina Rachel, che non fosse la mia o quella della mia signora, con\nun altezzoso disprezzo. L'unica cosa che non potevo fare era evitare l'argomento della Pietra di Luna!\nl'argomento della Pietra di Luna! Il mio buon senso avrebbe dovuto avvertirmi, lo so, di lasciar perdere la questione.\ndi lasciar perdere, ma le virt\u00f9 che contraddistinguono la generazione attuale non sono state inventate\nla generazione attuale non sono state inventate ai miei tempi. Il sergente Cuff mi aveva\nmi aveva colpito nel vivo e, sebbene lo guardassi con disprezzo,\nla parte pi\u00f9 tenera ancora formicolava per tutto questo. Il risultato fu che io\nperversamente lo ricondussi all'argomento della lettera di Sua Signoria.  Sono\nabbastanza soddisfatto di me stesso, dissi.  Ma non importa! Continua, come se fossi\ncome se fossi ancora aperto alla convinzione. Pensate che non si possa credere alla signorina Rachel\nnon si pu\u00f2 credere alla sua parola; e dite che sentiremo di nuovo parlare della Pietra di Luna.\nSostenete la vostra opinione, Sergente, ho concluso, in modo arioso.  Sostenete la vostra\nopinione.\n\nInvece di offendersi, il sergente Cuff mi prese la mano e la strinse\nfinch\u00e9 le dita non mi fecero male.\n\n Dichiaro al cielo, dice solennemente questo strano funzionario, che mi\nservizio domestico domani stesso, signor Betteredge, se avessi la possibilit\u00e0 di\ndi essere assunto insieme a voi! Dire che lei \u00e8 trasparente come un\nbambino, signore, \u00e8 un complimento che nove su dieci non meritano.\ndi loro non meritano. Ecco! Ecco! Non ricominciamo a discutere.\nLa spunter\u00e0 su di me a condizioni pi\u00f9 semplici. Non dir\u00f2 pi\u00f9 una\nparola su sua signoria o sulla signorina Verinder.\nprofeta, per una volta, e per il vostro bene. Vi ho gi\u00e0 avvertito\nche non avete ancora finito con la Pietra di Luna. Molto bene. Ora\nvi parler\u00f2 di tre cose che accadranno in futuro e che, credo, si imporranno alla vostra attenzione.\nfuturo e che, credo, si imporranno alla vostra attenzione,\nche vi piaccia o no.\n\n Vai avanti!  Dissi, senza peli sulla lingua e con l'aria di sempre.\n\n Prima di tutto, disse il sergente, sentirete qualcosa dagli\nYolland quando il postino consegner\u00e0 la lettera di Rosanna a Cobb s Hole, luned\u00ec prossimo.\nluned\u00ec prossimo.\n\nSe mi avesse gettato addosso un secchio d'acqua fredda, dubito che avrei potuto sentirlo pi\u00f9 sgradevole\navrei potuto sentirlo in modo pi\u00f9 sgradevole di quanto abbia sentito quelle parole. Signorina\nRachel aveva affermato la sua innocenza, lasciando a Rosanna il compito di fare la nuova camicia da notte, di nascondere la camicia da notte imbrattata.\ndi Rosanna nel preparare la nuova camicia da notte, nel nascondere la camicia da notte imbrattata e tutto il resto\nresto del tutto privo di spiegazione. E questo non mi era mai venuto in mente\nfinch\u00e9 il sergente Cuff non me l'ha imposto in un attimo!\n\n In secondo luogo, ha proseguito il Sergente, sentirete di nuovo parlare dei tre indiani.\ntre indiani. Li sentirete nei dintorni, se la signorina Rachel rimarr\u00e0 nei dintorni.\nLa signorina Rachel rimane nelle vicinanze. Ne sentirete parlare a\nLondra, se la signorina Rachel andr\u00e0 a Londra.\n\nAvendo perso ogni interesse nei confronti dei tre giocolieri, e dopo essermi convinto a fondo dell'innocenza della mia\nconvinta dell'innocenza della mia giovane donna, ho preso questa seconda\nprofezia abbastanza facilmente.  Due delle tre cose che stanno per accadere sono state\naccadranno, dissi.  Ora la terza!\n\n Terzo e ultimo, disse il sergente Cuff, prima o poi sentirete parlare di quell'usuraio di Londra\ndi quel prestatore di denaro a Londra, che mi sono gi\u00e0 preso la libert\u00e0 di menzionare due volte.\ndi menzionare gi\u00e0 due volte. Datemi il vostro portafoglio e vi annoter\u00f2 il suo nome e l'indirizzo.\ne le annoter\u00f2 il suo nome e il suo indirizzo, in modo che non ci si possa sbagliare\nin modo che non ci si possa sbagliare se la cosa dovesse accadere davvero.\n\nScrive di conseguenza su un foglio bianco Mr. Septimus Luker,\nMiddlesex-place, Lambeth, Londra.\n\n L\u00ec, disse indicando l'indirizzo, ci sono le ultime parole sul tema della Pietra di Luna.\nsulla Pietra di Luna, che per il momento vi disturber\u00f2.\nper ora. Il tempo dimostrer\u00e0 se ho ragione o torto. Nel frattempo,\nNel frattempo, signore, porto con me una sincera simpatia personale per voi, che credo faccia onore a entrambi.\nche credo faccia onore a entrambi. Se non ci incontreremo di nuovo prima del mio\nprofessionale, spero che verrete a trovarmi in una piccola casa vicino a Londra.\nuna piccola casa vicino a Londra, che ho adocchiato. Ci saranno\nCi saranno passeggiate sull'erba, signor Betteredge, glielo prometto, nel mio giardino. E per quanto riguarda\nla rosa bianca di muschio\n\n Il de il un po' farai crescere la rosa bianca di muschio, a meno che tu non lo faccia germogliare\nse prima non lo fai germogliare sulla rosa canina, grid\u00f2 una voce alla finestra.\n\nCi siamo girati entrambi. C'era l'eterno signor Begbie, troppo desideroso di\nper la controversia per aspettare ancora al cancello. Il sergente mi strinse\ne si precipit\u00f2 nel cortile, ancora pi\u00f9 caldo dalla sua parte.\n Chiedetegli della rosa di muschio, quando torner\u00e0, e vedrete se gli ho lasciato una gamba su cui reggersi!\nse gli ho lasciato una gamba su cui reggersi! grid\u00f2 il grande Cuff, salutandomi a sua volta dalla finestra.\ndalla finestra.  Signori, tutti e due!  Risposi, moderandoli di nuovo\ndi nuovo come li avevo gi\u00e0 moderati una volta.  Nella questione della rosa di muschio\nc'\u00e8 molto da dire da entrambe le parti!  Potrei anche\n(come dicono gli irlandesi) avrei potuto fischiettare delle giga a una pietra miliare. Andarono via\ninsieme, combattendo la battaglia delle rose senza chiedere n\u00e9 dare\nsenza chiedere o dare quartiere da entrambe le parti. L'ultima volta che li vidi, il signor Begbie stava scuotendo\nscuoteva la testa ostinato, e il sergente Cuff lo aveva preso per il braccio come un\nprigioniero in carica. Ah, bene! Bene! Ammetto che il sergente non poteva non piacermi, anche se lo odiavo\nSergente, anche se lo odiavo per tutto il tempo.\n\nSpiegate questo stato d'animo, se potete. Presto vi libererete di me e delle mie\nme e delle mie contraddizioni. Quando avr\u00f2 riferito della partenza del signor Franklin\nFranklin, la storia degli eventi del sabato sar\u00e0 finalmente conclusa.\nsabato sar\u00e0 finalmente conclusa. E quando avr\u00f2 descritto alcune cose strane che sono accadute\nche sono accadute nel corso della nuova settimana, avr\u00f2 fatto la mia parte della\ndella storia e ceder\u00f2 la penna alla persona incaricata di\ndi seguire il mio esempio. Se siete stanchi di leggere questa storia come lo sono io di scriverla.\ndi scriverla, Signore, come ci divertiremo da entrambe le parti poche pagine pi\u00f9 avanti!\npagine pi\u00f9 avanti!\n\n\nCAPITOLO XXIII\n\nAvevo tenuto pronto il pony-chaise, nel caso in cui il signor Franklin si fosse ostinato a\nlasciarci in treno quella sera. L'apparizione dei bagagli,\nseguito al piano di sotto dallo stesso Mr. Franklin, mi inform\u00f2 abbastanza chiaramente\nche per una volta nella sua vita aveva mantenuto un proposito.\n\n Quindi ha davvero deciso, signore?  Ho detto, mentre ci incontravamo nella\nsala.  Perch\u00e9 non aspettare ancora un giorno o due e dare un'altra possibilit\u00e0 alla signorina Rachel?\npossibilit\u00e0?\n\nLa vernice straniera sembrava essersi consumata per il signor Franklin, ora che\nche era giunto il momento di dirgli addio. Invece di rispondermi a parole\ninvece di rispondermi a parole, mi mise in mano la lettera che sua signoria gli aveva indirizzato.\nnelle mie mani. La maggior parte di essa ripeteva ci\u00f2 che era gi\u00e0 stato detto\nnell'altra comunicazione che avevo ricevuto. Ma c'era una parte\ndi Miss Rachel alla fine, che spiegher\u00e0 la fermezza di Mr.\ndeterminazione di Mr. Franklin, se non altro.\naltro.\n\n Vi stupirete, oserei dire (scrisse Sua Signoria), del fatto che io permetta a mia figlia di\nfiglia di tenermi perfettamente all'oscuro. Un diamante del valore di ventimila\ndi ventimila sterline e sono costretta a dedurre che il mistero della sua scomparsa non \u00e8\ndella sua scomparsa non \u00e8 un mistero per Rachel, e che qualche\nincomprensibile obbligo di silenzio, da parte di una o pi\u00f9 persone\npersona o persone a me del tutto sconosciute, con qualche obiettivo in vista\nche non posso nemmeno immaginare. \u00c8 concepibile che io mi permetta di\ndi essere presa in giro in questo modo? \u00c8 del tutto concepibile, nello stato attuale di Rachel.\nstato attuale di Rachel. \u00c8 in una condizione di agitazione nervosa pietosa da\nvedere. Non oser\u00f2 affrontare di nuovo l'argomento della pietra di luna finch\u00e9 il tempo\nfinch\u00e9 il tempo non avr\u00e0 fatto qualcosa per calmarla. A tal fine, non ho esitato a licenziare l'ufficiale di polizia.\nlicenziare l'agente di polizia. Il mistero che ci sconcerta, sconcerta anche lui.\nanche lui. Non \u00e8 una questione in cui un estraneo pu\u00f2 aiutarci. Egli\naggiunge a quello che devo subire; e fa arrabbiare Rachel se solo sente il suo nome.\nil suo nome.\n\n I miei progetti per il futuro sono ben definiti. La mia idea attuale\nidea \u00e8 quella di portare Rachel a Londra, in parte per alleviare la sua mente con un\nun cambiamento completo, in parte per provare cosa si pu\u00f2 fare consultando i migliori\nconsigli medici. Posso chiederle di raggiungerci in citt\u00e0? Mio caro Franklin,\ndovete imitare la mia pazienza e aspettare, come me, un momento pi\u00f9 opportuno.\nmomento pi\u00f9 opportuno. Il prezioso aiuto che avete dato all'inchiesta sulla\nper la ricerca del gioiello perduto \u00e8 ancora un'offesa non perdonata, nell'attuale\nterribile stato d'animo di Rachel. Muovendovi con gli occhi bendati in questa faccenda, avete\navete aumentato il peso dell'ansia che ha dovuto sopportare, minacciando innocentemente\nminacciando innocentemente di scoprire il suo segreto, attraverso le vostre\nsforzi. \u00c8 impossibile per me scusare la perversione che vi considera\nresponsabile di conseguenze che n\u00e9 io n\u00e9 voi potevamo immaginare o prevedere.\nn\u00e9 io potevamo immaginare o prevedere. Non si pu\u00f2 ragionare con lei, si pu\u00f2 solo compatirla. Sono\naddolorato nel doverlo dire, ma per il momento, tu e Rachel siete\nmeglio separati. L'unico consiglio che posso darvi \u00e8 di darle tempo.\n\nRiconsegnai la lettera, sinceramente dispiaciuta per il signor Franklin, perch\u00e9 sapevo quanto fosse affezionato alla mia signorina.\nquanto fosse affezionato alla mia signorina; e vidi che il racconto della madre su di lei\nmadre lo aveva colpito al cuore.  Conoscete il proverbio, signore\", gli dissi.\ngli dissi.  Quando le cose sono al peggio, sicuramente si aggiustano.\nLe cose non possono andare molto peggio di come vanno ora, signor Franklin.\n\nMr. Franklin ripieg\u00f2 la lettera di sua zia, senza sembrare molto\nconfortato dall'osservazione che mi ero permesso di rivolgergli.\n\n Quando sono arrivata qui da Londra con quell'orribile Diamante, ha detto: \"Non credo che in Inghilterra ci fosse una famiglia pi\u00f9 felice di questa\".\nnon credo che in Inghilterra ci sia una casa pi\u00f9 felice di questa. Guardate\nla casa ora! Sparpagliata, disunita, l'aria stessa del luogo\navvelenata dal mistero e dal sospetto! Vi ricordate quella mattina allo\nShivering Sand, quando abbiamo parlato di mio zio Herncastle, e del suo\nregalo di compleanno? La Pietra di Luna ha servito la vendetta del Colonnello,\nBetteredge, con mezzi che il Colonnello stesso non avrebbe mai immaginato!\n\nCon ci\u00f2 mi strinse la mano e si avvi\u00f2 verso la carrozza.\n\nLo seguii gi\u00f9 per le scale. \u00c8 stato molto triste vederlo lasciare\nvecchio posto, dove aveva trascorso gli anni pi\u00f9 felici della sua vita, in questo modo.\nin questo modo. Penelope (tristemente turbata da tutto quello che era successo in casa)\nsi avvicin\u00f2 piangendo per salutarlo. Il signor Franklin la baci\u00f2. I\nagitai la mano come per dire: \"Siete il benvenuto, signore\".  Alcune\naltre donne della servit\u00f9 che lo seguivano sbirciando dietro l'angolo.\nangolo. Era uno di quegli uomini che piacciono a tutte le donne. All'ultimo momento\nall'ultimo momento, fermai il pony-chaise e lo pregai, come favore, di\ndi farci avere sue notizie per lettera. Sembrava che non prestasse attenzione a ci\u00f2 che gli dicevo.\nsi guardava intorno da una cosa all'altra, facendo una specie di addio\ndella vecchia casa e del terreno.  Ci dica dove sta andando, signore!  I\nHo detto, tenendomi alla carrozza e cercando di capire i suoi piani futuri.\nin quel modo. Il signor Franklin si abbass\u00f2 di colpo il cappello sugli occhi.\n Andare?\", disse, riecheggiando la parola dopo di me.  Vado al diavolo!\nIl pony trasal\u00ec a quella parola, come se ne avesse provato un orrore cristiano.\ncristiano.  Dio vi benedica, signore, andate dove volete! fu tutto ci\u00f2 che ebbi il tempo di dire,\nprima che fosse fuori dalla vista e dall'udito. Un gentiluomo dolce e piacevole!\nCon tutti i suoi difetti e le sue follie, un dolce e piacevole gentiluomo! Ha\nha lasciato un triste vuoto dietro di s\u00e9, quando ha lasciato la casa della mia signora.\n\nEra abbastanza noioso e tetro, quando la lunga sera d'estate si chiuse,\nquel sabato sera.\n\nHo evitato di affondare il mio spirito attaccandomi alla mia pipa e al mio\nRobinson Crusoe_. Le donne (tranne Penelope) ingannarono il tempo parlando del suicidio di\nparlando del suicidio di Rosanna. Erano tutte ostinatamente dell'opinione che\nche la povera ragazza avesse rubato la pietra di luna e che si fosse distrutta\nsi era distrutta per il terrore di essere scoperta. Mia figlia, naturalmente, in privato\nmia figlia, ovviamente, in privato, rimase fedele a ci\u00f2 che aveva sempre detto. La sua idea del movente\nche era alla base del suicidio fall\u00ec, stranamente,\nproprio dove anche l'affermazione della mia ragazza sulla sua innocenza fall\u00ec. Ha lasciato\nRosanna a Frizinghall e il suo comportamento nella questione della camicia da notte.\nnella questione della camicia da notte del tutto inspiegabili. Non c'\u00e8 stato alcun\ninutile farlo notare a Penelope; l'obiezione le fece tanta impressione quanto una pioggia\nl'obiezione le fece tanta impressione quanto una pioggia su un cappotto impermeabile. La verit\u00e0\nmia figlia ha ereditato la mia superiorit\u00e0 alla ragione e, per quanto riguarda\nquesta capacit\u00e0, \u00e8 molto pi\u00f9 avanti di suo padre.\n\nIl giorno dopo (domenica), la carrozza chiusa, che era stata tenuta da Mr.\nMr. Ablewhite, torn\u00f2 da noi vuota. Il cocchiere port\u00f2 un messaggio\nun messaggio per me e istruzioni scritte per la cameriera della signora e per\nPenelope.\n\nIl messaggio mi informava che la mia padrona aveva deciso di portare la signorina Rachel a casa sua a Londra il luned\u00ec.\nRachel a casa sua a Londra, il luned\u00ec. Le istruzioni scritte\nLe istruzioni scritte informavano le due cameriere dell'abbigliamento richiesto e dicevano loro di\ndi incontrare le loro padrone in citt\u00e0 a una determinata ora. La maggior parte degli\naltri domestici dovevano seguirli. La mia signora aveva trovato la signorina Rachel cos\u00ec\nriluttante a tornare in casa, dopo quanto era accaduto, che\nche aveva deciso di andare a Londra direttamente da Frizinghall. Io dovevo\nin campagna, fino a nuovi ordini, per occuparmi delle cose\nall'interno e all'esterno. I domestici rimasti con me dovevano essere imbarcati a bordo.\nsalari.\n\nRicordando ci\u00f2 che il signor Franklin aveva detto sul fatto che eravamo una famiglia\nche la nostra era una famiglia sparpagliata e disunita, la mia mente fu portata naturalmente al\nFranklin stesso. Pi\u00f9 pensavo a lui e pi\u00f9 mi sentivo a disagio\npi\u00f9 mi sentivo a disagio per le sue azioni future. Alla fine scrissi, per mezzo della posta domenicale, al valletto di suo padre.\ndi domenica, al valletto di suo padre, il signor Jeffco (che avevo conosciuto negli anni precedenti) per pregarlo di lasciarmi\nJeffco (che avevo conosciuto negli anni precedenti) per pregarlo di farmi sapere che cosa aveva deciso di fare Mr,\nall'arrivo a Londra.\n\nLa domenica sera \u00e8 stata, se possibile, pi\u00f9 noiosa del sabato sera.\nsabato. Abbiamo concluso il giorno di riposo, come centinaia di migliaia di persone lo concludono regolarmente, una volta alla settimana, in queste isole.\ncentinaia di migliaia di persone in queste isole, cio\u00e8 tutti abbiamo anticipato l'ora di andare a letto e ci siamo addormentati sulle nostre sedie.\nanticipato l'ora di andare a letto e ci siamo addormentati sulle nostre sedie.\n\nNon so come il luned\u00ec abbia influenzato il resto della famiglia. Il\nluned\u00ec diede una bella scossa a me. La prima delle profezie del sergente Cuff\nprofezie del sergente Cuff su ci\u00f2 che sarebbe accaduto, e cio\u00e8 che avrei avuto notizie dagli\nYolland si avver\u00f2 quel giorno.\n\nAvevo visto Penelope e la cameriera della mia signora partire in ferrovia con i bagagli per Londra.\nLondra, e stavo gironzolando per il giardino, quando ho sentito chiamare il mio nome.\nchiamare il mio nome. Voltandomi, mi trovai faccia a faccia con la figlia del pescatore, la\nfiglia del pescatore, Lucy la zoppa. Affermava il suo piede zoppo e la sua\nzoppicante e la sua magrezza (quest'ultima, a mio parere, \u00e8 un orribile svantaggio per una donna), la ragazza\nragazza aveva alcune qualit\u00e0 piacevoli agli occhi di un uomo. Un viso scuro, acuto,\nviso intelligente, una bella voce chiara e una bella testa di capelli castani.\ntra i suoi pregi. Nell'elenco delle sue disgrazie compariva una stampella.\ndisgrazie. E il suo temperamento era tra i suoi difetti.\ndifetti.\n\n Ebbene, mia cara, dissi, cosa vuoi da me?\n\n Dov'\u00e8 l'uomo che chiamate Franklin Blake?\", disse la ragazza, fissandomi con uno sguardo feroce, mentre si riposava sulla stampella.\ncon uno sguardo feroce, mentre si appoggiava alla stampella.\n\n Non \u00e8 un modo rispettoso di parlare a un gentiluomo, risposi.\n Se desiderate informarvi sul nipote della mia signora, vi prego di nominarlo\ndi nominarlo come Mr. Franklin Blake.\n\nZoppic\u00f2 un passo pi\u00f9 vicino a me e sembrava che avrebbe potuto mangiarmi vivo.\nvivo.  Franklin Blake? Ripet\u00e9 dopo di me.  Assassino\nFranklin Blake sarebbe un nome pi\u00f9 adatto a lui.\n\nLa mia pratica con la defunta signora Betteredge mi \u00e8 stata utile in questo caso. Ogni volta che\nuna donna cerca di farvi perdere le staffe, ribaltate la situazione e fate perdere le staffe a\nlei. In genere sono pronte ad affrontare ogni\nOgni sforzo che potete fare per difendervi, ma non questo. Una parola vale quanto\nuna parola vale quanto cento; e una parola valeva per Lucy la zoppa. L'ho guardata\npiacevolmente in faccia e ho detto Pooh!\n\nIl temperamento della ragazza divamp\u00f2 direttamente. Si mise in piedi sul piede sano\npiede sano, prese la stampella e la batt\u00e9 furiosamente tre volte a terra.\nterra.  \u00c8 un assassino! \u00c8 un assassino! \u00c8 un assassino! \u00c8 stato lui\nla morte di Rosanna Spearman!  Url\u00f2 questa risposta a squarciagola.\na squarciagola. Una o due delle persone che lavoravano nel parco vicino a noi\nalzarono lo sguardo e videro che si trattava di Lucy zoppicante.\ne distolse di nuovo lo sguardo.\n\n \u00c8 stato lui a uccidere Rosanna Spearman?  Ho ripetuto.  Cosa ti fa dire\ndire questo, Lucy?\n\n A te cosa importa? Cosa importa a qualsiasi uomo? Oh! Se solo avesse pensato agli uomini\nagli uomini come penso io, forse sarebbe ancora viva!\n\n Lei ha sempre pensato bene di _me_, povera anima, ho detto; e, per quanto possibile, ho sempre cercato di comportarmi bene con _lei_.\nmeglio delle mie possibilit\u00e0, ho sempre cercato di comportarmi gentilmente con _lei_.\n\nHo pronunciato quelle parole nel modo pi\u00f9 confortante possibile. La verit\u00e0 \u00e8 che,\nnon avevo il coraggio di irritare la ragazza con un'altra delle mie risposte intelligenti.\nAll'inizio avevo notato solo il suo carattere. Ho notato la sua miseria\ne la miseria non \u00e8 raramente insolente, come si vede, nella vita umile.\nvita umile. La mia risposta fece sciogliere Lucy zoppa. Pieg\u00f2 la testa e la pos\u00f2\ne la pos\u00f2 sulla parte superiore della sua stampella.\n\n L'amavo\", disse dolcemente la ragazza.  Aveva vissuto una vita miserabile,\nMr. Betteredge persone ignobili l'avevano maltrattata e condotta male e questo\naveva rovinato il suo dolce carattere. Era un angelo. Avrebbe potuto essere\nfelice con me. Avevo in mente di andare a Londra insieme come\nsorelle, e vivere con i nostri aghi. Quell'uomo \u00e8 arrivato qui e ha rovinato\ntutto. L'ha stregata. Non ditemi che non voleva farlo e non lo sapeva.\ne che non lo sapeva. Avrebbe dovuto saperlo. Avrebbe dovuto avere piet\u00e0 di lei.  I\nNon posso vivere senza di lui e, oh, Lucy, non mi guarda nemmeno.\n\u00c8 quello che ha detto lei. Crudele, crudele, crudele. Io ho detto: \"Non vale la pena di\ndi preoccuparsi in questo modo.  E lei: \"Ci sono uomini per cui vale la pena morire, Lucy.\nper cui vale la pena morire, Lucy, e lui \u00e8 uno di quelli.  Avevo messo da parte un po' di soldi. Avevo\nsistemato le cose con padre e madre. Volevo portarla via dalla\ndalla mortificazione che stava subendo qui. Avremmo dovuto prendere un piccolo\nalloggio a Londra e vivere insieme come sorelle. Aveva una buona\nistruzione, signore, come sapete, e scriveva con una buona mano. Era veloce\nall'ago. Io ho una buona istruzione e scrivo con una buona mano. Non sono\nnon sono veloce con l'ago come lei, ma avrei potuto farlo. Avremmo potuto\navremmo potuto vivere bene. E, oh! Che cosa succede stamattina? Che cosa\ncosa succede stamattina? Arriva la sua lettera e mi dice che ha chiuso\ncon il peso della sua vita. Arriva la sua lettera e mi dice addio per\nper sempre. Dov'\u00e8? grida la ragazza, sollevando la testa dalla stampella,\ne si infiamma di nuovo tra le lacrime.  Dov'\u00e8 questo signore di cui\nnon devo parlare, se non con rispetto? Ah, signor Betteredge, non \u00e8 lontano il giorno in cui\nnon \u00e8 lontano quando i poveri si solleveranno contro i ricchi. Prego il cielo\nche comincino da lui. Prego il cielo che comincino da lui.\n\nQui c'era un altro dei vostri buoni cristiani medi, e qui c'era la solita rottura\nIl solito crollo, conseguente al fatto che il cristianesimo medio viene\nspinto troppo in l\u00e0! Il parroco stesso (anche se questo la dice lunga) difficilmente avrebbe potuto fare una lezione alla ragazza\nmolto) difficilmente avrebbe potuto tenere una lezione alla ragazza nello stato in cui si trovava.\nTutto ci\u00f2 che mi sono azzardato a fare \u00e8 stato tenerla sul punto nella speranza di\nqualcosa che valesse la pena di essere ascoltato.\n\n Cosa vuole dal signor Franklin Blake?  Ho chiesto.\n\n Voglio vederlo.\n\n Per qualcosa di particolare?\n\n Ho una lettera da consegnargli.\n\n Da Rosanna Spearman?\n\n S\u00ec.\n\n Inviata a voi con la vostra stessa lettera?\n\n S\u00ec.\n\nL'oscurit\u00e0 si sarebbe dissolta? Tutte le scoperte che morivo dalla voglia di fare\nmorire di fare, sarebbero arrivate e si sarebbero offerte a me di loro spontanea volont\u00e0?\naccordo? Fui costretto ad aspettare un momento. Il sergente Cuff si era lasciato alle spalle la\ninfezione. Alcuni segni e segnali, personali,\nmi avvertivano che la febbre da detective stava ricominciando.\n\n Non pu\u00f2 vedere il signor Franklin, ho detto.\n\n Devo e voglio vederlo.\n\n Ieri sera \u00e8 andato a Londra.\n\nLucy, zoppicando, mi guard\u00f2 intensamente in faccia e cap\u00ec che stavo dicendo la verit\u00e0.\nla verit\u00e0. Senza dire un'altra parola, si gir\u00f2 di nuovo istantaneamente\nverso il buco di Cobb.\n\n Basta! Ho detto.  Mi aspetto notizie di Mr. Franklin Blake domani. Datemi\nla sua lettera e gliela invier\u00f2 per posta.\n\nLucy, zoppicando, si reggeva sulla sua stampella e mi guardava alle spalle.\nspalla.\n\n Devo darlo dalle mie mani alle sue mani, disse.  E devo\ndarglielo in nessun altro modo.\n\n Devo scrivergli e dirgli quello che hai detto?\n\n Digli che lo odio. E gli dirai la verit\u00e0.\n\n S\u00ec, s\u00ec. Ma per quanto riguarda la lettera?\n\n Se vuole la lettera, deve tornare qui e prenderla da me.\n\nCon queste parole si allontan\u00f2 zoppicando verso il Cobb's Hole. La\nfebbre da detective bruci\u00f2 sul momento tutta la mia dignit\u00e0. La seguii,\ne cercai di farla parlare. Tutto inutile. La mia sfortuna era quella di essere un\nuomo e Lucy zoppicante si divertiva a deludermi. Pi\u00f9 tardi, nel corso della giornata, tentai\ntentare la fortuna con sua madre. La buona signora Yolland non pot\u00e9 far altro che piangere e\nraccomandare una goccia di conforto dalla bottiglia olandese. Ho trovato il\npescatore sulla spiaggia. Disse che era un brutto lavoro e continu\u00f2 a rammendare\nla sua rete. N\u00e9 il padre n\u00e9 la madre sapevano pi\u00f9 di quanto sapessi io. L'unica via\nl'unico modo che mi rimaneva per tentare era la possibilit\u00e0, che poteva arrivare con il mattino, di\nscrivere a Mr. Franklin Blake.\n\nVi lascio immaginare come ho guardato il postino il marted\u00ec\nmattina. Mi port\u00f2 due lettere. Una, da parte di Penelope (che non ho avuto la pazienza di\npazienza di leggere), annunciava che la mia signora e la signorina Rachel\nerano al sicuro a Londra. L'altra, da parte del signor Jeffco, mi informava che il figlio del suo padrone\nche il figlio del suo padrone aveva gi\u00e0 lasciato l'Inghilterra.\n\nGiunto nella metropoli, Mr. Franklin si era recato, a quanto pare, direttamente alla residenza del padre.\ndirettamente alla residenza del padre. Il suo arrivo avvenne in un momento imbarazzante. Mr.\nBlake, il pi\u00f9 anziano, era impegnato fino all'ultimo negli affari della Camera dei\ndei Comuni, e quella sera si stava divertendo a casa con il gioco parlamentare preferito che si chiama\nparlamentare preferito che chiamano disegno di legge privato.  Il signor Jeffco\nJeffco in persona accompagn\u00f2 il signor Franklin nello studio di suo padre.  Mio caro Franklin!\nperch\u00e9 mi sorprendi in questo modo? C'\u00e8 qualcosa che non va?   S\u00ec, qualcosa\nqualcosa che non va con Rachel; sono terribilmente angosciato per questo.   Sono addolorato\nsentirlo. Ma non posso ascoltarti ora.   Quando puoi ascoltarmi?   Mio\ncaro ragazzo! Non ti inganner\u00f2. Posso ascoltare alla fine della seduta,\nnon un momento prima. Buonanotte.   Grazie, signore. Buonanotte.\n\nQuesta \u00e8 stata la conversazione, all'interno dello studio, come mi \u00e8 stata riferita dal Sig.\nJeffco. La conversazione fuori dallo studio \u00e8 stata ancora pi\u00f9 breve.  Jeffco,\nvedi a che ora parte il treno delle maree domani mattina.   Alle sei e quaranta,\nSignor Franklin.   Mi faccia chiamare alle cinque.   Va all'estero, signore?   Vado,\nJeffco, ovunque la ferrovia decida di portarmi.   Devo dirlo a suo\npadre, signore?   S\u00ec; diglielo alla fine della seduta.\n\nIl mattino seguente il signor Franklin era partito per l'estero. Verso quale\nluogo particolare in cui era diretto, nessuno (lui stesso compreso) poteva presumere di\ndi indovinare. Potremmo sentire parlare di lui in Europa, Asia, Africa o America.\nAmerica. Le probabilit\u00e0 erano il pi\u00f9 possibile equamente divise, secondo il signor Jeffco, tra i quattro quarti del globo.\nJeffco, tra i quattro quarti del globo.\n\nQuesta notizia, chiudendo ogni prospettiva di far incontrare Lucy zoppa e Mr.\nFranklin, blocc\u00f2 subito qualsiasi mio ulteriore progresso sulla\nstrada verso la scoperta. La convinzione di Penelope che la sua serva si fosse\nsi fosse distrutta a causa dell'amore non corrisposto per Mr.\nconfermato e questo era tutto. Se la lettera che Rosanna aveva lasciato\nRosanna avesse lasciato che gli venisse consegnata dopo la sua morte, contenesse o meno la\nconfessione che Mr. Franklin aveva sospettato che lei avesse cercato di fargli\nFranklin aveva sospettato che lei avesse cercato di fargliela in vita, era impossibile dirlo. Potrebbe essere solo una\nparola d'addio, che non raccontava altro che il segreto della sua infelice passione per una persona\nuna persona fuori dalla sua portata. Oppure poteva contenere tutta la verit\u00e0 sugli\nstrane procedure in cui il sergente Cuff l'aveva scoperta, dal momento in cui\nmomento in cui la Pietra di Luna era andata perduta, fino a quando si era precipitata verso la sua\ndistruzione a Shivering Sand. Una lettera sigillata era stata\nlettera sigillata era stata messa in mano a Lucy Zoppicante, e una lettera sigillata \u00e8 rimasta per me\ne a tutti coloro che la riguardavano, compresi i suoi genitori. Tutti noi\nsospettavamo tutti che fosse stata in confidenza con la donna morta; tutti cercavamo di farla parlare.\ntutti abbiamo cercato di farla parlare; tutti abbiamo fallito. Ora uno, ora un altro, dei domestici\nservi ancora convinti che Rosanna avesse rubato il diamante e lo avesse nascosto.\nDiamante e l'avesse nascosto, sbirciavano e frugavano tra le rocce in cui era stata\nera stata rintracciata, e scrutavano e scrutavano invano. La marea si abbass\u00f2 e la\nmarea scorreva; l'estate passava e arrivava l'autunno. E le\nsabbie mobili, che nascondevano il suo corpo, nascondevano anche il suo segreto.\n\nLa notizia della partenza di Mr. Franklin dall'Inghilterra la domenica mattina e la notizia dell'arrivo a Londra della mia signora con Miss Rachel\ne dell'arrivo a Londra della mia signora con la signorina Rachel il luned\u00ec pomeriggio.\nluned\u00ec pomeriggio, mi erano giunte, come sapete, con la posta del marted\u00ec.\nMarted\u00ec per posta. Il mercoled\u00ec arriv\u00f2 e non port\u00f2 nulla. Il gioved\u00ec\nha prodotto un secondo bilancio di notizie da Penelope.\n\nLa lettera della mia ragazza mi informava che un grande medico di Londra era stato consultato\nconsultato sulla sua signorina, e che aveva guadagnato una ghinea osservando che\nche era meglio farla divertire. Spettacoli floreali, opere liriche, balli, c'era tutta una\ndi divertimento; e la signorina Rachel, con grande stupore di sua madre, si\nstupore di sua madre, si appassion\u00f2 a tutto questo. Mr. Godfrey aveva telefonato; evidentemente\nevidentemente dolce come sempre nei confronti della cugina, nonostante l'accoglienza che aveva ricevuto quando aveva tentato la fortuna\nnonostante l'accoglienza che aveva ricevuto quando aveva tentato la fortuna in occasione del compleanno. Con grande dispiacere di\nPenelope, era stato accolto con grande gentilezza e aveva aggiunto il nome della signorina Rachel a una delle\nil nome della signorina Rachel a una delle sue associazioni di beneficenza.\nLa mia padrona era stata informata di essere fuori di s\u00e9 e di aver avuto due lunghi colloqui con il suo avvocato.\nlunghi colloqui con il suo avvocato. Seguirono alcune speculazioni,\nche si riferivano a una parente povera della famiglia, una certa Miss Clack, che ho menzionato nel mio racconto della cena di compleanno.\nnel mio resoconto della cena di compleanno, come seduta accanto a Mr.\nGodfrey e che aveva un buon gusto per lo champagne. Penelope fu\nstupita di scoprire che Miss Clack non aveva ancora chiamato. Sicuramente non avrebbe tardato\nsicuramente non avrebbe tardato molto prima di attaccarsi alla mia signora come al solito e cos\u00ec\ne cos\u00ec via, nel modo in cui le donne si stringono l'una all'altra, sia sulla carta che fuori.\ne fuori dalla carta. Questo non sarebbe stato degno di nota, lo ammetto, se non fosse stato per un motivo.\nper una ragione. Ho sentito che probabilmente sarai affidata alla signorina Clack,\ndopo avermi lasciato. In questo caso, fatemi il favore di non credere a una parola\ndi non credere a una parola di quello che dice, se parla del vostro umile servitore.\n\nVenerd\u00ec non \u00e8 successo nulla, se non che uno dei cani ha mostrato segni di\nun'epidemia dietro le orecchie. Gli ho dato una dose di sciroppo di\ndi olivello spinoso e l'ho messo a dieta con pot-liquor e verdure fino a quando non\nulteriori ordini. Scusate se ve lo dico. Mi \u00e8 sfuggito in qualche modo.\nPassate oltre, per favore. Sto rapidamente finendo le mie offese al vostro\nil vostro colto gusto moderno. Inoltre, il cane era una buona creatura, e meritava\nmeritava una buona cura fisica, davvero.\n\nSabato, l'ultimo giorno della settimana, \u00e8 anche l'ultimo giorno del mio racconto.\nnarrazione.\n\nLa posta del mattino mi ha portato una sorpresa sotto forma di un giornale di Londra.\nLondra. La calligrafia sulla direzione mi ha lasciato perplesso. L'ho confrontata\ncon il nome e l'indirizzo del prestatore di denaro registrati nel mio taccuino,\ne l'ho identificata subito come la scrittura del sergente Cuff.\n\nDopo questa scoperta, sfogliando il giornale con grande entusiasmo, ho trovato un segno di inchiostro\nun segno d'inchiostro tracciato su uno dei rapporti di polizia. Eccolo qui, al vostro\nservizio. Leggetelo come l'ho letto io e darete il giusto valore alla cortese attenzione con cui il sergente mi ha inviato le notizie del giorno.\nSergente, che ha prestato la sua cortese attenzione nel trasmettermi le notizie del giorno:\n\n LAMBETH Poco prima della chiusura della corte, il signor Septimus Luker,\nil noto commerciante di gemme antiche, sculture, intagli, ecc,\nsi \u00e8 rivolto al magistrato in carica per chiedere un consiglio. Il richiedente ha dichiarato che\nche era stato infastidito, a intervalli durante la giornata, dal comportamento di alcuni\ndi alcuni di quegli indiani a passeggio che infestano le strade.\nLe persone denunciate erano tre. Dopo essere stati mandati via dalla\npolizia, erano tornati pi\u00f9 volte e avevano tentato di entrare in casa con la scusa di\navevano tentato di entrare in casa con la scusa di chiedere la carit\u00e0. Avvertiti\nAllontanati sul davanti, erano stati scoperti di nuovo sul retro dei locali.\ndei locali. Oltre al fastidio lamentato, il signor Luker si \u00e8 detto preoccupato\nLuker si \u00e8 detto in apprensione per l'eventualit\u00e0 di una rapina.\nfurto. La sua collezione conteneva molte gemme uniche, sia classiche che orientali, di altissimo valore.\nsia classiche che orientali, di altissimo valore. Solo il giorno prima era stato\nsolo il giorno prima era stato costretto a licenziare un operaio esperto nell'intaglio dell'avorio (un\nun operaio esperto nell'intaglio dell'avorio (un nativo dell'India, come abbiamo capito), per sospetto di\ndi tentato furto; e non si sentiva affatto sicuro che quest'uomo e i saltimbanchi di strada di cui si lamentava\ngiocolieri di strada di cui si lamentava, non agissero di concerto.\nIl loro scopo potrebbe essere quello di radunare una folla e creare disordini in strada.\nper strada e, nella confusione causata, ottenere l'accesso alla casa.\ncasa. Nella risposta al magistrato, il signor Luker ha ammesso di non avere\nprove di un tentativo di rapina in corso.\ndi rapina. Ha potuto parlare positivamente del fastidio e dell'interruzione causati dagli indiani.\nfastidio e all'interruzione causata dagli indiani, ma non a nient'altro. Il\nmagistrato ha osservato che, se il fastidio si fosse ripetuto, il richiedente avrebbe potuto\nindiani presso il tribunale, dove avrebbero potuto essere facilmente\ndove avrebbero potuto essere facilmente trattati in base alla legge. Per quanto riguarda gli oggetti di valore in possesso del Sig.\nLuker stesso deve prendere le misure migliori per la loro custodia.\ncustodia. Farebbe bene a comunicare con la polizia,\ne adottare le precauzioni aggiuntive che la loro esperienza potrebbe suggerire.\nsuggerisce. Il richiedente ha ringraziato Sua Eccellenza e si \u00e8 ritirato.\n\nSi racconta che uno dei saggi antichi (non ricordo in quale occasione) abbia\ndi aver raccomandato ai suoi simili di guardare alla fine.  Guardare\nalla fine di queste mie pagine, e chiedendomi da qualche giorno a questa parte come avrei potuto\ncome sarei riuscito a scriverle, trovo che la mia semplice esposizione dei fatti\nalla conclusione, nel modo pi\u00f9 appropriato, di se stessa. Siamo andati avanti,\nin questa faccenda della Pietra di Luna, da una meraviglia all'altra; e qui si finisce con la pi\u00f9 grande meraviglia\ne qui finiamo con la meraviglia pi\u00f9 grande di tutte: la realizzazione delle tre previsioni del sergente Cuff\nSergente Cuff in meno di una settimana dal momento in cui le aveva fatte.\nin meno di una settimana dal momento in cui le aveva fatte.\n\nDopo aver sentito parlare degli Yolland il luned\u00ec, avevo sentito parlare degli indiani e dell'usuraio nelle notizie da Londra.\nindiani, e avevo sentito parlare dell'usuraio, nelle notizie provenienti da Londra.\nRachel stessa lo ricorda, essendo anch'essa a Londra in quel periodo. Vedete, io\nle cose al loro peggio, anche quando sono contrarie al mio punto di vista.\nparere. Se mi abbandonate e vi schierate con il Sergente, sulla base delle prove che avete davanti\nse l'unica spiegazione razionale che potete vedere \u00e8 che la signorina Rachel e il signor Luker\nRachel e il signor Luker devono essersi messi insieme, e che la Pietra di Luna\ndeve essere ora in pegno nella casa dell'usuraio di mia propriet\u00e0, non posso biasimarla\nnon posso biasimarvi per essere arrivati a questa conclusione. Al buio, vi ho portato\nfino a qui. Nell'oscurit\u00e0 sono costretto a lasciarvi, con i miei migliori\nrispetto.\n\nPerch\u00e9 costretti? ci si pu\u00f2 chiedere. Perch\u00e9 non portare le persone che sono andate\ncon me, fino a questo punto, in quelle regioni di illuminazione superiore\nin cui mi trovo io stesso?\n\nIn risposta a questo, posso solo affermare che sto agendo in base a degli ordini, e che\nordini e che questi ordini mi sono stati dati (a quanto ho capito) nell'interesse della verit\u00e0.\ninteresse della verit\u00e0. In questo racconto mi \u00e8 vietato dire pi\u00f9 di quanto\ndi quanto io stesso sapessi in quel momento. O, per dirla in modo pi\u00f9 semplice, devo rimanere rigorosamente\nentro i limiti della mia esperienza, e non vi informer\u00f2 di quanto\ndi ci\u00f2 che mi hanno raccontato altre persone, per la ragione molto sufficiente che voi dovete\ndi avere l'informazione da queste stesse persone, di prima\nmano. In questa faccenda della Pietra di Luna, il piano non \u00e8 quello di presentare\nrapporti, ma di produrre testimoni. Mi immagino un membro della famiglia\nfamiglia che legge queste pagine tra cinquant'anni. Signore! Che complimento\nsentir\u00e0 come un complimento il fatto che gli si chieda di non accettare nulla per sentito dire, e di essere\ne di essere trattato in tutto e per tutto come un giudice.\n\nIn questo luogo, dunque, ci lasciamo per il momento, almeno dopo un lungo\nviaggio insieme, con un sentimento di compagnia, spero, da entrambe le parti.\nda entrambe le parti. La danza del diavolo del Diamante Indiano ha percorso la sua strada fino a Londra.\nLondra; e a Londra dovete andare, lasciandomi alla casa di campagna.\ncasa di campagna. Vi prego di scusare i difetti di questo componimento per il mio parlare cos\u00ec\ndi me stesso e di essere troppo familiare, temo, con voi. Non intendo\nNon voglio farvi del male, e brindo con tutto il rispetto (avendo appena cenato) alla vostra salute e prosperit\u00e0.\nalla vostra salute e prosperit\u00e0, con un boccale di birra di Sua Signoria. Che tu possa\ntrovare in questi miei scritti ci\u00f2 che Robinson Crusoe trov\u00f2 nella sua esperienza sull'isola deserta.\nesperienza sull'isola deserta, cio\u00e8 qualcosa di cui consolarvi\nconfortare voi stessi e da inserire nella descrizione del bene e del male, sul\nlato positivo del conto. Addio.\n\nALLA FINE DEL PRIMO PERIODO.\n\nSECONDO PERIODO.\n\n\n LA SCOPERTA DELLA VERIT\u00c0. (1848-1849.)\n\nGli eventi raccontati in diverse narrazioni.\n\nPRIMA NARRAZIONE.\n\n_Contribuito da Miss Clack, nipote del defunto Sir John Verinder_.\n\nCAPITOLO I\n\nSono in debito con i miei cari genitori (entrambi ora in cielo) per avermi inculcato fin da piccola abitudini di ordine e regolarit\u00e0.\nabitudini di ordine e regolarit\u00e0 in me fin dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0.\n\nIn quel felice tempo passato, mi \u00e8 stato insegnato a tenere in ordine i capelli a tutte le ore del giorno e della notte e a piegare ogni capo di abbigliamento.\nnotte e del giorno e a piegare con cura ogni capo d'abbigliamento, nello stesso ordine, sulla stessa sedia e nello stesso posto ogni volta che\ncon cura, nello stesso ordine, sulla stessa sedia, nello stesso posto ai piedi del letto, prima di andare a riposare.\nai piedi del letto, prima di ritirarmi a riposare. Un resoconto degli eventi del giorno\ndella giornata nel mio piccolo diario precedeva invariabilmente il ripiegamento. Il\n Inno della sera (ripetuto a letto) seguiva invariabilmente il ripiegamento.\nE il dolce sonno dell'infanzia seguiva invariabilmente l'Inno della sera.\nInno.\n\nIn et\u00e0 avanzata (ahim\u00e8!) l'Inno \u00e8 stato sostituito da tristi e amare\nmeditazioni amare e tristi; e il dolce sonno \u00e8 stato mal scambiato con il\nsonno interrotto, che infesta l'inquieto cuscino delle preoccupazioni. D'altra parte\nd'altra parte, ho continuato a piegare i miei vestiti e a tenere il mio piccolo diario.\nLa prima abitudine mi ricollega alla mia infanzia felice prima che pap\u00e0 fosse rovinato.\nLa seconda abitudine, finora utile soprattutto per aiutarmi a disciplinare la\nnatura decaduta che tutti ereditiamo da Adamo, si \u00e8 inaspettatamente dimostrata\nper i miei umili interessi in tutt'altro modo. Ha permesso al\npovero me di servire il capriccio di un ricco membro della famiglia\nfamiglia in cui si \u00e8 sposato il mio defunto zio. Ho la fortuna di essere utile a Mr.\nFranklin Blake.\n\nDa qualche tempo non ho pi\u00f9 notizie dei miei parenti sposati.\nda tempo. Quando siamo isolati e poveri, non di rado veniamo dimenticati.\ndimenticati. Ora vivo, per motivi di economia, in una piccola citt\u00e0 della Bretagna.\nBretagna, abitata da una ristretta cerchia di seri amici inglesi, e\ne che possiede gli inestimabili vantaggi di un ecclesiastico protestante e di un mercato\nmercato a buon mercato.\n\nIn questo ritiro a Patmos, in mezzo all'oceano ululante di papismo che ci circonda, mi \u00e8 finalmente giunta una lettera dall'Inghilterra.\nche ci circonda, mi \u00e8 finalmente giunta una lettera dall'Inghilterra. Trovo la mia\ninsignificante esistenza improvvisamente ricordata da Mr. Franklin Blake. Il mio\nricco parente, vorrei poter aggiungere il mio parente spiritualmente ricco!\nricco! scrive, senza nemmeno tentare di nascondere che vuole\nqualcosa di me. Il capriccio l'ha colto per suscitare il deplorevole scandalo della Pietra di Luna.\nscandalo della Pietra di Luna: e io lo aiuter\u00f2 scrivendo il resoconto di quanto\ndi quello a cui ho assistito io stessa mentre ero in visita a casa di zia Verinder a\nLondra. Il compenso pecuniario mi \u00e8 stato offerto con la mancanza di\nsentimento proprio dei ricchi. Devo riaprire ferite che il tempo ha chiuso\nil tempo ha a malapena chiuso; devo rievocare i ricordi pi\u00f9 dolorosi\ne, fatto questo, mi sentir\u00f2 ricompensato da una nuova\nlacerazione, sotto forma di assegno del signor Blake. La mia natura \u00e8 debole. Mi \u00e8\nMi \u00e8 costata una dura lotta, prima che l'umilt\u00e0 cristiana vincesse l'orgoglio\npeccaminoso orgoglio e l'abnegazione accettasse l'assegno.\n\nSenza il mio diario, dubito, lasciatemelo dire nei termini pi\u00f9 grossolani!\nse avrei potuto guadagnare onestamente i miei soldi. Con il mio diario, la\npovera lavoratrice (che perdona Mr. Blake per averla insultata) \u00e8 degna del suo\ndel suo salario. Non mi \u00e8 sfuggito nulla nel periodo in cui sono stata in visita alla cara zia\nzia Verinder. Tutto veniva annotato (grazie alla mia formazione precoce) giorno per giorno, come avveniva\ngiorno per giorno, man mano che accadeva; e tutto, fino al pi\u00f9 piccolo particolare,\nsar\u00e0 raccontato qui. Il mio sacro rispetto per la verit\u00e0 \u00e8 (grazie a Dio) di gran lunga superiore al\nil mio rispetto per le persone. Sar\u00e0 facile per Mr. Blake eliminare ci\u00f2 che\nnon si riveli sufficientemente lusinghiero per la persona che ne \u00e8\npersona principalmente coinvolta. Ha comprato il mio tempo, ma nemmeno\nnemmeno la sua ricchezza pu\u00f2 comprare la mia coscienza.\n\n[*Nota. Aggiunte da Franklin Blake._ La signorina Clack pu\u00f2 avere le idee chiare su questo punto.\ntranquilla su questo punto. Nulla sar\u00e0 aggiunto, alterato o rimosso nel suo manoscritto o in altri manoscritti che passano da me.\nmanoscritto, n\u00e9 in nessuno degli altri manoscritti che passano per le mie mani.\nmani. Qualunque opinione possa esprimere uno degli scrittori, qualunque\npeculiarit\u00e0 di trattamento possano segnare, e forse in senso letterario,\nsfigurare le narrazioni che sto raccogliendo, non una riga verr\u00e0\nmanomessa da nessuna parte, dalla prima all'ultima. Come documenti autentici mi vengono\nmi sono stati inviati e come documenti autentici li conserver\u00f2, avallati dalle attestazioni di testimoni che\ncon le attestazioni di testimoni che possono parlare dei fatti. Resta solo\nResta solo da aggiungere che la persona principalmente coinvolta nel racconto della signorina Clack\nClack, \u00e8 abbastanza felice in questo momento, non solo per sfidare l'esercizio pi\u00f9 elegante della\nl'esercizio pi\u00f9 intelligente della penna di Miss Clack, ma anche di riconoscere il suo\nindiscutibile valore come strumento per l'esposizione del carattere di Miss Clack.\nClack].\n\n\nIl mio diario mi informa che stavo passando per caso davanti alla casa di zia Verinder a Montagu Square, luned\u00ec 3 luglio 1848.\ncasa di Montagu Square, luned\u00ec 3 luglio 1848.\n\nVedendo le imposte aperte e le persiane tirate su, pensai che sarebbe stato un atto di cortesia bussare e chiedere informazioni.\nche sarebbe stato un atto di cortese attenzione bussare e chiedere informazioni. La persona che\npersona che ha aperto la porta, mi ha informato che mia zia e sua figlia\nmia zia e sua figlia (non posso proprio chiamarla cugina!) erano arrivate dal paese una settimana prima\nuna settimana fa, e che pensavano di fermarsi a Londra. Ho inviato subito un\nsubito un messaggio, rifiutandomi di disturbarle e pregando solo di sapere\nse potevo essere di qualche utilit\u00e0.\n\nLa persona che ha risposto alla porta ha accolto il mio messaggio in un silenzio insolente,\ne mi lasci\u00f2 in piedi nel corridoio. \u00c8 la figlia di un vecchio pagano di nome\ndi nome Betteredge a lungo, troppo a lungo, tollerato nella famiglia di mia zia. I\nMi sedetti nell'atrio per aspettare la risposta e, avendo sempre qualche\nnella mia borsa, ne scelsi uno che si rivel\u00f2 abbastanza\nprovvidenzialmente applicabile alla persona che aveva aperto la porta. Il corridoio\nsporca e la sedia era dura, ma la benedetta consapevolezza di restituire il bene al male\ndi contraccambiare il bene con il male mi sollev\u00f2 da ogni banale\nconsiderazioni di questo tipo. L'opuscolo faceva parte di una serie indirizzata alle giovani donne\ngiovani donne sulla peccaminosit\u00e0 del vestire. Lo stile era devotamente\nfamiliare. Il titolo era: \"Una parola con voi sui vostri berretti\".\n\n La mia signora \u00e8 molto grata e vi prega di venire a pranzare domani alle due.\ndue.\n\nHo ricordato il modo in cui ha dato il suo messaggio e l'audacia spaventosa del suo sguardo.\nspaventosa audacia del suo sguardo. Ringraziai questa giovane naufraga e le dissi, in tono di interesse cristiano.\ncon un tono di interesse cristiano: \"Mi faresti il piacere di accettare una\nun trattato?\n\nGuard\u00f2 il titolo.  \u00c8 scritto da un uomo o da una donna, signorina? Se\n\u00e8 scritto da una donna, preferirei non leggerlo per questo motivo. Se\nse \u00e8 scritto da un uomo, lo informo che non ne sa nulla.\ndi questo.  Mi restitu\u00ec il trattato e apr\u00ec la porta. Dobbiamo seminare il\nseme buono in qualche modo. Ho aspettato che la porta venisse chiusa e ho infilato la\ne infilai l'opuscolo nella cassetta delle lettere. Quando ho lasciato cadere un altro opuscolo attraverso\nattraverso la ringhiera della zona, mi sentii sollevato, in una certa misura, da una pesante\nresponsabilit\u00e0 verso gli altri.\n\nQuella sera c'\u00e8 stata una riunione del Comitato ristretto della\nMadri -Societ\u00e0 per la conversione dei vestiti piccoli. L'obiettivo di questa eccellente\nCarit\u00e0 \u00e8, come tutte le persone serie sanno, quello di salvare i pantaloni dei padri non riscattati\ndal banco dei pegni e impedire che vengano ripresi dal genitore irrecuperabile.\nda parte dell'irrecuperabile genitore, riducendoli immediatamente per adattarli alle proporzioni dell'innocente figlio.\nalle proporzioni del figlio innocente. A quel tempo ero membro del comitato ristretto\ncomitato ristretto; e menziono qui la Societ\u00e0, perch\u00e9 il mio prezioso e ammirevole amico, il signor\nprezioso e ammirevole amico, Mr. Godfrey Ablewhite, era associato al nostro lavoro di utilit\u00e0 morale e materiale.\nGodfrey Ablewhite, era associato al nostro lavoro di utilit\u00e0 morale e materiale. Mi aspettavo di vederlo\nnella sala riunioni, il luned\u00ec sera di cui sto scrivendo,\ne mi ero proposto di dirgli, quando ci saremmo incontrati, dell'arrivo a Londra della cara zia Verinder.\nzia Verinder a Londra. Con mia grande delusione non \u00e8 mai apparso. Quando ho\nesprimendo un sentimento di sorpresa per la sua assenza, le mie sorelle del Comitato hanno alzato tutti insieme lo sguardo dai loro pantaloni.\nComitato hanno alzato tutti insieme lo sguardo dai loro pantaloni (quella sera avevamo una grande\ndi lavoro quella sera) e mi chiesero stupite se non avessi sentito la notizia.\nse non avessi sentito la notizia. Ho ammesso la mia ignoranza e mi \u00e8 stato detto, per la prima volta, di un evento che\nper la prima volta, di un evento che costituisce, per cos\u00ec dire, il punto di partenza di questa\nquesta narrazione. Il venerd\u00ec precedente, due gentiluomini che occupavano\nposizioni molto diverse nella societ\u00e0 erano stati vittime di un\ndi un oltraggio che aveva sconcertato tutta Londra. Uno dei due signori era il signor\nSeptimus Luker, di Lambeth. L'altro era il signor Godfrey Ablewhite.\n\nVivendo nel mio attuale isolamento, non ho modo di introdurre nel mio racconto il\ngiornale dell'oltraggio nella mia narrazione. Sono stato anche\ndell'inestimabile vantaggio di sentire gli eventi raccontati dalla fervida eloquenza di Godfrey Ablewhite.\neventi dalla fervida eloquenza del signor Godfrey Ablewhite. Tutto ci\u00f2 che posso\nposso solo esporre i fatti cos\u00ec come mi vennero raccontati quel luned\u00ec sera.\nquel luned\u00ec sera, procedendo secondo il piano che mi \u00e8 stato insegnato fin dall'infanzia\ndall'infanzia a piegare i miei vestiti. Tutto deve essere messo\nordinatamente e ogni cosa deve essere messa al suo posto. Queste righe sono\nscritte da una povera donna debole. Da una povera donna debole chi sar\u00e0 cos\u00ec crudele da\nabbastanza da aspettarsi di pi\u00f9?\n\nLa data, grazie ai miei cari genitori, nessun dizionario che sia mai stato scritto\npu\u00f2 essere pi\u00f9 preciso di me sulle date era venerd\u00ec 30 giugno,\n1848.\n\nAll'inizio di quel memorabile giorno, il nostro dotato signor Godfrey si trov\u00f2 per caso a\nincassare un assegno in una banca di Lombard Street. Il nome della\nIl nome della societ\u00e0 \u00e8 stato accidentalmente cancellato dal mio diario, e il mio sacro rispetto per la verit\u00e0\nverit\u00e0 mi vieta di azzardare ipotesi in una questione del genere.\nFortunatamente, il nome della societ\u00e0 non ha importanza. Ci\u00f2 che importa \u00e8 una\nuna circostanza che si \u00e8 verificata quando il signor Godfrey ha concluso i suoi affari.\naffari. Entrando dalla porta, si \u00e8 imbattuto in un gentiluomo perfettamente estraneo che stava\nperfetto sconosciuto, che stava casualmente uscendo dall'ufficio esattamente alla\nstesso momento. Tra i due si \u00e8 scatenata una momentanea gara di cortesia\ntra i due una gara di cortesia su chi dovesse varcare per primo la porta della banca.\nbanca. Lo sconosciuto insistette per farsi precedere dal signor Godfrey; il signor Godfrey disse qualche parola civile.\nGodfrey disse alcune parole civili; si inchinarono e si separarono in strada.\n\nLe persone superficiali e distratte possono dire: \"Questo \u00e8 sicuramente un piccolo incidente\nun piccolo incidente assurdo, raccontato in modo assurdamente circostanziato.\nOh, miei giovani amici e compagni di peccato!\ndi esercitare la vostra povera ragione carnale. Oh, siate moralmente ordinati. Che la vostra fede\nsia come le vostre calze, e le vostre calze come la vostra fede. Entrambi sempre\nimmacolate, ed entrambe pronte da indossare in un momento!\n\nChiedo mille scuse. Sono caduto insensibilmente nel mio\nstile domenicale. Molto inopportuno in un disco come questo. Permettetemi di\ndi essere mondano, vorrei dire che le sciocchezze, in questo caso come in molti altri, hanno portato a risultati terribili.\naltri, hanno portato a risultati terribili. Bastava premettere che l'educato straniero\nstraniero era il signor Luker, di Lambeth, seguiamo ora il signor Godfrey fino alla sua residenza a Kilburn.\nalla sua residenza di Kilburn.\n\nTrov\u00f2 ad attenderlo, nell'ingresso, un ragazzino malvestito ma dall'aspetto delicato e interessante.\ndall'aspetto interessante. Il ragazzo gli consegn\u00f2 una lettera, limitandosi a\nche gli era stata affidata da un'anziana signora che non conosceva e che non gli aveva dato istruzioni\nche non conosceva e che non gli aveva dato istruzioni di attendere una risposta.\nrisposta. Episodi come questi non erano rari nella vasta esperienza di Mr.\nGodfrey nella sua vasta esperienza di promotore di opere di carit\u00e0. Lasci\u00f2 andare il ragazzo\ne apr\u00ec la lettera.\n\nLa calligrafia gli era del tutto sconosciuta. Richiedeva la sua\nentro un'ora da una casa in Northumberland Street,\nStrand, dove non aveva mai avuto occasione di entrare. L'obiettivo\nL'obiettivo era quello di ottenere dalla degna direttrice alcuni dettagli sul\ndella Societ\u00e0 delle Madri - Vestiti Piccoli - e le informazioni erano richieste da un'anziana signora che\ninformazioni erano richieste da un'anziana signora che si proponeva di aggiungere\nalle risorse dell'associazione, se le sue domande avessero ricevuto risposte soddisfacenti.\nrisposte soddisfacenti. La signora ha fatto il suo nome e ha aggiunto che la\nbreve permanenza a Londra le impediva di dare un preavviso pi\u00f9 lungo all'eminente filantropo\nall'eminente filantropo a cui si rivolgeva.\n\nLe persone normali avrebbero potuto esitare prima di mettere da parte i propri\nimpegni per soddisfare le esigenze di un estraneo. L'eroe cristiano\nnon esita mai quando c'\u00e8 da fare del bene. Il signor Godfrey torn\u00f2 immediatamente\ne si diresse verso la casa di Northumberland Street. Un uomo molto\nrispettabile, anche se un po' corpulento, apr\u00ec la porta e, dopo aver sentito il nome di Mr.\nGodfrey, lo condusse immediatamente in un appartamento vuoto sul retro.\nappartamento vuoto sul retro, al piano del salotto. Entrando nella stanza not\u00f2 due\ncose insolite entrando nella stanza. Una di queste era un leggero odore di muschio e canfora.\nmuschio e canfora. L'altro era un antico manoscritto orientale, riccamente\nilluminato con figure e dispositivi indiani, che giaceva aperto per essere\naperto al controllo su un tavolo.\n\nStava guardando il libro, la cui posizione lo faceva stare in piedi\ncon la schiena rivolta verso le porte a soffietto chiuse che comunicavano\ncon la sala d'ingresso, quando, senza che il minimo rumore precedente lo avvertisse, si sent\u00ec improvvisamente afferrare da dietro il collo\nquando, senza che il minimo rumore precedente lo avvertisse, si sent\u00ec improvvisamente afferrare da dietro il collo. Ebbe appena il tempo di notare che il braccio\nappena il tempo di notare che il braccio attorno al suo collo era nudo e di un colore\nbruno, prima che gli venissero bendati gli occhi, gli venisse imbavagliata la bocca e venisse gettato in un angolo.\nbocca imbavagliata e fosse gettato inerme sul pavimento da (come giudic\u00f2) due uomini.\nuomini. Un terzo gli frug\u00f2 nelle tasche e se, come signora, posso permettermi di usare questa espressione\nusare un'espressione del genere, lo perquis\u00ec, senza cerimonie, attraverso\nfino alla pelle.\n\nQui mi piacerebbe molto dire qualche parola di incoraggiamento sulla devota fiducia\nfiducia che da sola avrebbe potuto sostenere il signor Godfrey in un'emergenza\ncos\u00ec terribile come questa. Forse, per\u00f2, la posizione e l'aspetto del mio\nmio ammirevole amico nel momento culminante dell'oltraggio (come sopra descritto) non rientrano nei limiti del possibile.\ndescritto) non rientrano nei limiti della discussione femminile.\nPermettetemi di passare oltre i prossimi momenti e di tornare a Mr.\nmomento in cui l'odiosa perquisizione della sua persona era stata completata. L'oltraggio\noltraggio era stato perpetrato in silenzio. Alla fine\nAlla fine di esso furono scambiate alcune parole, tra i disgraziati invisibili, in una\nlingua che lui non capiva, ma con toni che erano chiaramente\ntoni che esprimevano chiaramente (al suo orecchio colto) delusione e rabbia. Fu\nimprovvisamente sollevato da terra, messo su una sedia e legato l\u00ec\nmani e piedi. Un attimo dopo sent\u00ec l'aria entrare dalla porta aperta, ascolt\u00f2 e concluse che l'aria\ndalla porta aperta, ascolt\u00f2 e concluse che era di nuovo solo nella stanza.\n\nTrascorso un intervallo, sent\u00ec un suono in basso simile al fruscio di un abito femminile.\ndi un vestito femminile. Si avanz\u00f2 su per le scale e si ferm\u00f2. Un urlo femminile\nun urlo femminile squarci\u00f2 l'atmosfera di colpa. Una voce maschile di sotto esclam\u00f2\n Salve!  I piedi di un uomo salirono le scale. Il signor Godfrey sent\u00ec le dita di Christian\ndita di Christian che gli slacciavano la benda e gli estraevano il bavaglio. Guard\u00f2 con\nstupore i due rispettabili estranei, e articol\u00f2 debolmente: \"Cosa significa?\ncosa significa?  I due rispettabili sconosciuti si voltarono e dissero,\n Esattamente la domanda che stavamo per fare a _te_.\n\nSegu\u00ec l'inevitabile spiegazione. No! Lasciatemi essere scrupolosamente\nparticolare. Seguirono acqua e sale volatili, per calmare i nervi del caro Mr.\nGodfrey. La spiegazione venne dopo.\n\nDalle dichiarazioni del padrone e della padrona di casa (persone di buona reputazione nel quartiere), \u00e8 emerso che la loro prima\ncasa (persone di buona reputazione nel quartiere), che i loro appartamenti al primo e al secondo piano erano stati\ne al secondo piano erano stati occupati, il giorno precedente, per una settimana\nuna settimana, da un signore dall'aspetto molto rispettabile, lo stesso che\n\u00e8 stato descritto come colui che ha risposto alla porta del signor Godfrey.\nGodfrey. Il signore aveva pagato in anticipo l'affitto settimanale e tutti gli extra della settimana.\nanticipato, affermando che gli appartamenti erano richiesti per tre nobili orientali, suoi amici, che\nnobili orientali, suoi amici, che visitavano l'Inghilterra per la prima volta.\nLa mattina presto dell'oltraggio, due dei forestieri orientali,\naccompagnati dal loro rispettabile amico inglese, presero possesso degli appartamenti.\nappartamenti. Il terzo si aspettava che li raggiungesse a breve; e il bagaglio (riferito come molto ingombrante)\nbagagli (che si dice fossero molto voluminosi) \u00e8 stato annunciato che li avrebbe seguiti una volta\ntato alla dogana, nel tardo pomeriggio. Non pi\u00f9 di\nGodfrey, il terzo straniero era arrivato.\nera arrivato. A conoscenza del padrone di casa e della padrona di casa non era successo nulla di strano.\npadrone di casa e della padrona di casa al piano di sotto, fino agli ultimi cinque minuti quando\ncinque minuti, quando avevano visto i tre stranieri, accompagnati dal loro rispettabile amico inglese, lasciare\nrispettabile amico inglese, uscire tutti insieme dalla casa, camminando\ntranquillamente in direzione dello Strand. Ricordando che un visitatore aveva\ne non avendo visto anche il visitatore uscire di casa, la padrona di casa aveva ritenuto\nla padrona di casa aveva pensato che fosse piuttosto strano che il gentiluomo fosse\nlasciato da solo al piano di sopra. Dopo una breve discussione con il marito,\nmarito, aveva ritenuto opportuno accertarsi se ci fosse qualcosa di\nsbagliato. Il risultato \u00e8 stato quello che ho gi\u00e0 cercato di descrivere.\ne la spiegazione del padrone di casa e della padrona di casa si \u00e8 conclusa.\nfine la spiegazione del padrone di casa e della padrona di casa.\n\nSuccessivamente \u00e8 stata fatta un'indagine nella stanza. I beni del caro signor Godfrey\nGodfrey sono stati trovati sparsi in tutte le direzioni. Quando gli articoli sono stati raccolti\nQuando gli articoli sono stati raccolti, tuttavia, non mancava nulla: l'orologio, la catena, la borsa, le chiavi,\nfazzoletto da taschino, il taccuino e tutte le sue carte sciolte erano state\nattentamente e sono stati lasciati illesi per essere ripresi dal proprietario.\nproprietario. Allo stesso modo, nemmeno il pi\u00f9 piccolo oggetto appartenente ai proprietari della casa era stato\nai proprietari della casa era stato sottratto. I nobili orientali\nnobili orientali avevano portato via il loro manoscritto miniato e non avevano asportato\nnient'altro.\n\nChe cosa significava? Da un punto di vista mondano, sembrava significare che\nche il signor Godfrey era stato vittima di un errore incomprensibile,\ncommesso da alcuni uomini sconosciuti. Un'oscura cospirazione era in atto in mezzo a noi.\nin mezzo a noi; e il nostro amato e innocente amico era rimasto impigliato nelle sue\nnelle sue maglie. Quando l'eroe cristiano di cento vittorie caritatevoli\ndi cento vittorie caritatevoli si getta in un trabocchetto che \u00e8 stato scavato per lui per errore, oh, che avvertimento\nmonito per tutti noi a stare incessantemente in guardia! Quanto\nquanto presto le nostre passioni malvagie possano rivelarsi nobili orientali che ci colgono di sorpresa!\nche ci colgono alla sprovvista!\n\nPotrei scrivere pagine di affettuosi avvertimenti su questo tema, ma (ahim\u00e8!) non mi \u00e8 permesso migliorare.\n(ahim\u00e8!) non mi \u00e8 permesso migliorare, sono condannato a raccontare. Il mio\nd'ora in poi, l'incubo della mia esistenza mi avverte che non ho ancora finito di\nmi avverte che non ho ancora finito con questa storia di violenza. Dobbiamo lasciare\nGodfrey a riprendersi in Northumberland Street, e dobbiamo seguire le procedure di Mr.\nLuker in un momento successivo della giornata.\n\nDopo aver lasciato la banca, il signor Luker aveva visitato varie parti di Londra\nLondra per commissioni di lavoro. Tornando alla propria residenza, ha trovato una lettera\nuna lettera che lo aspettava, descritta come lasciata poco tempo prima da un ragazzo.\npoco tempo prima da un ragazzo. In questo caso, come in quello del signor Godfrey, la calligrafia era strana.\nstrana calligrafia, ma il nome menzionato era quello di uno dei clienti del signor Luker.\nLuker. Il suo corrispondente annunci\u00f2 (scrivendo in terza persona\nterza persona, apparentemente per mano di un sostituto) che era stato\ninaspettatamente convocato a Londra. Si era appena stabilito in\nAlfred Place, Tottenham Court Road, e desiderava vedere immediatamente Mr.\nLuker immediatamente, per un acquisto che intendeva fare.\nche intendeva fare. Il gentiluomo era un appassionato collezionista di\ndi antichit\u00e0 orientali e per molti anni \u00e8 stato un liberale mecenate della\ndell'istituto di Lambeth. Quando ci libereremo dal culto di Mammona?\nculto di Mammona! Il signor Luker chiam\u00f2 un taxi e si rec\u00f2 immediatamente dal suo\nil suo mecenate liberale.\n\nEsattamente ci\u00f2 che era accaduto al signor Godfrey in Northumberland Street ora\nera accaduto al signor Luker in Alfred Place. Ancora una volta l'uomo rispettabile\ne mostr\u00f2 al visitatore il piano di sopra, nel salotto posteriore.\nsalotto posteriore. Anche in questo caso, il manoscritto illuminato era appoggiato su un tavolo.\nL'attenzione del signor Luker era assorbita, come era stata assorbita quella del signor Godfrey, da questa bellissima opera di\nGodfrey, da questa bellissima opera d'arte indiana. Anche lui fu destato dai suoi studi da\ndai suoi studi da un braccio fulvo e nudo che gli cingeva la gola, da una benda sugli occhi e da un bavaglio.\nocchi e da un bavaglio in bocca. Anche lui fu gettato in ginocchio e\nperquisito fino alla pelle. A quel punto era trascorso un intervallo pi\u00f9 lungo di quello\nGodfrey, ma si era concluso come prima, con il sospetto che le persone della casa\npersone della casa che sospettarono qualcosa di sbagliato e salirono al piano di sopra\nper vedere cosa fosse successo. Esattamente la stessa spiegazione che il padrone di\npadrone di casa di Northumberland Street aveva dato a Mr.\npadrone di casa di Alfred Place aveva dato al signor Luker. Entrambi erano stati imposti\nallo stesso modo dall'indirizzo plausibile e dal borsellino ben riempito del\ndel rispettabile straniero, che si era presentato come rappresentante di amici stranieri.\namici stranieri. L'unico punto di differenza tra i due casi\nsi \u00e8 verificato quando il contenuto sparso delle tasche del signor Luker \u00e8 stato raccolto\nLuker, che era stato raccolto dal pavimento. Il suo orologio e la sua borsa erano al sicuro, ma (meno\nfortuna del signor Godfrey) uno dei fogli sciolti che portava con s\u00e9 era stato portato via.\nche portava con s\u00e9 era stato portato via. Il documento in questione dichiarava di aver ricevuto\ndi aver ricevuto un bene di grande valore che il signor Luker aveva lasciato quel giorno\nLuker aveva lasciato quel giorno alle cure dei suoi banchieri. Questo documento sarebbe stato inutile ai fini\ndi frode, in quanto prevedeva che il valore dovesse essere consegnato solo\nsolo su richiesta personale del proprietario. Non appena si riprese\nLuker si affrett\u00f2 a recarsi in banca, nella speranza che i ladri che lo avevano derubato\nche i ladri che lo avevano derubato potessero presentarsi, per ignoranza, con la\nla ricevuta. Quando arriv\u00f2 alla banca non si era visto nulla di loro, e non si vide nulla di loro.\nstabilimento, e non se ne vide pi\u00f9 traccia in seguito. Il loro\nrispettabile amico inglese aveva (secondo il parere dei banchieri) controllato la ricevuta prima di\nla ricevuta prima che tentassero di utilizzarla e li aveva avvertiti per tempo.\ne aveva dato loro il necessario avvertimento in tempo utile.\n\nL'informazione di entrambi gli oltraggi \u00e8 stata comunicata alla polizia e le indagini necessarie sono state portate avanti, credo, con grande energia.\nLe indagini necessarie sono state portate avanti, credo, con grande energia. Le autorit\u00e0\nautorit\u00e0 ritenevano che fosse stata pianificata una rapina, sulla base delle insufficienti\ninformazioni insufficienti ricevute dai ladri. \u00c8 evidente che non erano sicuri\nLuker avesse o meno affidato la trasmissione del suo prezioso gioiello a un'altra persona.\ngioiello a un'altra persona; e il povero ed educato Mr.\nGodfrey aveva pagato la pena di essere stato visto parlare accidentalmente con lui. A ci\u00f2 si aggiunga\nche l'assenza di Mr. Godfrey dalla riunione del luned\u00ec sera era stata causata da una\nGodfrey era stata causata da una consultazione delle autorit\u00e0, alla quale gli era stato\na cui era stato richiesto di assistere e a cui erano state date tutte le spiegazioni necessarie,\nPosso procedere con la storia pi\u00f9 semplice delle mie piccole esperienze personali a Montagu Square.\nesperienze personali a Montagu Square.\n\nMarted\u00ec sono stato puntuale all'ora di pranzo. La lettura del mio diario\nmostra che si \u00e8 trattato di una giornata a scacchiera, di cui ci si \u00e8 molto\nrammarico e molto per cui essere devotamente grati.\n\nLa cara zia Verinder mi ha accolto con la sua solita grazia e gentilezza. Ma io\ndopo un po' di tempo ho notato che qualcosa non andava. Alcuni sguardi\nsguardo ansioso di mia zia, tutti rivolti a sua figlia.\nfiglia. Non vedo mai Rachel senza chiedermi come possa essere\ncome sia possibile che una persona dall'aspetto cos\u00ec insignificante sia figlia di genitori cos\u00ec\ngenitori cos\u00ec illustri come Sir John e Lady Verinder. In questa occasione,\ntuttavia, non solo mi ha deluso, ma mi ha davvero scioccato. C'era una\nassenza di ogni ritegno da signora nel suo linguaggio e nei suoi modi, molto\ndoloroso da vedere. Era posseduta da un'eccitazione febbrile che la faceva\nche la rendeva angosciosamente rumorosa quando rideva, e peccaminosamente dispendiosa e\ne capricciosa in ci\u00f2 che mangiava e beveva a pranzo. Mi sono sentita profondamente in colpa per la sua\npovera madre, anche prima che il vero stato del caso mi fosse\nconfidenzialmente mi fosse stato reso noto.\n\nIl pranzo \u00e8 finito, disse mia zia:  Ricorda quello che ti ha detto il dottore,\nRachel, sul fatto di rilassarti con un libro dopo aver mangiato.\n\n Andr\u00f2 in biblioteca, mamma, rispose lei.  Ma se Godfrey chiama,\nricordati di dirmelo. Muoio dalla voglia di avere altre notizie su di lui, dopo la sua\navventura in Northumberland Street.  Baci\u00f2 sua madre sulla\nfronte e guard\u00f2 verso di me.  Addio, Clack\", disse con noncuranza.\nLa sua insolenza non suscit\u00f2 in me alcun sentimento di rabbia; mi limitai a prendere nota in privato di\nun promemoria privato per pregare per lei.\n\nQuando fummo lasciati da soli, mia zia mi raccont\u00f2 tutta l'orribile\nstoria del Diamante Indiano, che, sono felice di sapere, non \u00e8\nnecessario ripetere in questa sede. Non mi nascose che avrebbe preferito tacere sull'argomento.\navrebbe preferito tacere sull'argomento. Ma quando i suoi stessi\nservitori erano tutti a conoscenza della perdita della Pietra di Luna, e quando alcune delle circostanze\ncircostanze erano finite sui giornali e gli estranei si chiedevano\nestranei stavano speculando se ci fosse un qualche legame tra\ntra ci\u00f2 che era accaduto nella casa di campagna di Lady Verinder e ci\u00f2 che era accaduto in\nNorthumberland Street e Alfred Place la dissimulazione non era\ne la perfetta franchezza divenne una necessit\u00e0 oltre che una virt\u00f9.\nvirt\u00f9.\n\nAlcune persone, sentendo quello che ho sentito ora, sarebbero state probabilmente\nstupore. Per quanto mi riguarda, sapendo che lo spirito di Rachele\ndi Rachele era stato essenzialmente non rigenerato dalla sua infanzia in poi, ero\nero preparato a qualsiasi cosa mia zia potesse dirmi sull'argomento di sua figlia.\nfiglia. Avrebbe potuto andare di male in peggio fino a concludersi con un omicidio.\nOmicidio; e io avrei continuato a dire a me stessa: \"Il risultato naturale!\ncaro, caro, il risultato naturale! L'unica cosa che mi ha sconvolto \u00e8 stato\nil comportamento che mia zia aveva assunto in quelle circostanze. Questo era sicuramente un\ncaso per un ecclesiastico, se mai ce n'\u00e8 stato uno! Lady Verinder aveva\nLady Verinder aveva pensato che fosse un caso per un medico. Tutta la prima vita della mia povera zia era\nera stata trascorsa nella casa senza Dio di suo padre. Il risultato naturale\ndi nuovo! Oh, cielo, cielo, di nuovo il risultato naturale!\n\n I medici raccomandano a Rachel di fare molto esercizio fisico e di svagarsi, e mi esortano a evitare il pi\u00f9 possibile che la sua mente si soffermi sui problemi.\ndi non farle pensare il pi\u00f9 possibile al passato\", disse Lady Verinder.\npassato, disse Lady Verinder.\n\n Oh, che consiglio pagano!  Ho pensato tra me e me.  In questo paese cristiano\npaese, che consiglio pagano!\n\nMia zia ha continuato: \"Faccio del mio meglio per eseguire le mie istruzioni. Ma questa\nstrana avventura di Godfrey avviene in un momento molto sfortunato.\nRachel \u00e8 stata incessantemente inquieta ed eccitata da quando ne ha sentito parlare.\ndi questa storia. Non mi ha lasciato pace finch\u00e9 non ho scritto e chiesto a mio nipote Ablewhite di venire qui.\nAblewhite di venire qui. Prova persino interesse per l'altra persona\nche \u00e8 stato usato in modo approssimativo, il signor Luker, o un nome simile, anche se l'uomo \u00e8, ovviamente, un perfetto sconosciuto per lei.\nnaturalmente un perfetto sconosciuto per lei.\n\n La tua conoscenza del mondo, cara zia, \u00e8 superiore alla mia, suggerii con diffidenza.\nsuggerito con diffidenza.  Ma ci deve essere sicuramente una ragione per questo\nstraordinario comportamento di Rachel. Sta nascondendo un segreto peccaminoso\na voi e a tutti. Non potrebbe esserci qualcosa in questi recenti\neventi che minaccia il suo segreto di essere scoperto?\n\n Scoperta? ripet\u00e9 mia zia.  Cosa vuoi dire? Scoperta\nattraverso il signor Luker? Scoperta attraverso mio nipote?\n\nMentre la parola passava sulle sue labbra, si verific\u00f2 una speciale provvidenza. Il servitore\napr\u00ec la porta e annunci\u00f2 il signor Godfrey Ablewhite.\n\n\nCAPITOLO II\n\nIl signor Godfrey ha seguito l'annuncio del suo nome come il signor Godfrey fa\nogni altra cosa esattamente al momento giusto. Non era cos\u00ec vicino alle\nservitori da spaventarci. Non era cos\u00ec indietro da causarci il doppio\nnon era cos\u00ec indietro da causarci il doppio inconveniente di una pausa e di una porta aperta. \u00c8 nella\ncompletezza della sua vita quotidiana che appare il vero cristiano. Questo\nuomo era molto completo.\n\n Vai dalla signorina Verinder\", disse mia zia rivolgendosi alla domestica, e dille che il signor Ablewhite \u00e8 qui.\nche il signor Ablewhite \u00e8 qui.\n\nEntrambi ci siamo informati sulla sua salute. Gli chiedemmo insieme se si sentiva\nse si sentiva di nuovo se stesso, dopo la terribile avventura della settimana scorsa.\nsettimana scorsa. Con perfetto tatto, riusc\u00ec a risponderci nello stesso momento.\nLady Verinder ebbe la sua risposta a parole. Io avevo il suo affascinante sorriso.\n\n Cosa ho fatto per meritare tutta questa simpatia?\nquesta simpatia? Mia cara zia! Mia cara signorina Clack! Sono stato semplicemente\nscambiato per qualcun altro. Sono solo stato bendato; sono solo stato strangolato; sono solo stato\nsono stata strangolata; sono stata solo buttata a terra sulla schiena, su un tappeto molto sottile\ntappeto molto sottile, che copre un pavimento particolarmente duro. Pensate a quanto poteva essere peggio\npoteva essere peggio! Avrei potuto essere assassinato; avrei potuto essere\nderubato. Che cosa ho perso? Nient'altro che la forza nervosa che la legge\nlegge non riconosce come propriet\u00e0; quindi, a rigor di termini, non ho perso\nnulla. Se avessi potuto fare di testa mia, avrei tenuto per me la mia avventura.\nAvrei tenuto per me la mia avventura, rifuggendo da tutto questo clamore e da tutta questa pubblicit\u00e0. Ma il Sig.\nLuker ha reso pubbliche le sue ferite e le mie, come necessaria conseguenza, sono state proclamate\nconseguenza, sono state proclamate a loro volta. Sono diventata propriet\u00e0\npropriet\u00e0 dei giornali, finch\u00e9 il gentile lettore non si stufer\u00e0 dell'argomento.\nargomento. Io stesso ne sono davvero stufo. Che il gentile lettore possa presto\nessere come me! E come sta la cara Rachel? Si sta ancora godendo i divertimenti di\nLondra? Sono cos\u00ec felice di sentirlo! Signorina Clack, ho bisogno di tutta la sua indulgenza. I\nsono tristemente indietro con il mio lavoro di comitato e con le mie care signore. Ma spero davvero\nspero davvero di poter dare un'occhiata alle Madri Vestite la prossima settimana. Avete\nHai fatto progressi incoraggianti al Comitato di luned\u00ec? Il Consiglio Direttivo era fiducioso\nsulle prospettive future? E siamo a buon punto per i pantaloni?\n\nLa dolcezza celestiale del suo sorriso rendeva le sue scuse irresistibili.\nLa ricchezza della sua voce profonda aggiungeva un fascino indescrivibile all'interessante domanda d'affari che mi aveva appena rivolto.\ninteressante domanda di lavoro che mi aveva appena rivolto. In verit\u00e0\nverit\u00e0, eravamo quasi troppo a nostro agio per i pantaloni; ne fummo\nsopraffatti da loro. Stavo per dirlo, quando la porta si apr\u00ec di nuovo e un elemento\nquando la porta si apr\u00ec di nuovo e un elemento di disturbo mondano entr\u00f2 nella stanza, nella\nnella persona della signorina Verinder.\n\nSi avvicin\u00f2 al caro Mr. Godfrey a una velocit\u00e0 poco femminile,\ncon i capelli scioccamente in disordine e il viso, che io definirei,\narrossato in modo indecoroso.\n\n Sono felice di vederti, Godfrey\", disse lei, rivolgendosi a lui, mi duole aggiungere, con il modo sprovveduto di un giovane che parla a un altro.\naggiungere, nel modo sprovveduto di un giovane che parla a un altro.  I\nVorrei che avessi portato il signor Luker con te. Tu e lui (finch\u00e9 durer\u00e0 la nostra\nfinch\u00e9 durer\u00e0 la nostra attuale eccitazione) siete i due uomini pi\u00f9 interessanti di tutta\nLondra. \u00c8 morboso dirlo, \u00e8 malsano, \u00e8 tutto ci\u00f2 che una mente ben regolata come quella di Miss Clack\nmente ben regolata come quella di Miss Clack rabbrividisce istintivamente.\nNon importa. Raccontami tutta la storia di Northumberland Street.\ndirettamente. So che i giornali ne hanno omesso una parte.\n\nAnche il caro signor Godfrey partecipa alla natura decaduta che tutti ereditiamo da Adamo.\nereditato da Adamo, \u00e8 una parte molto piccola della nostra eredit\u00e0 umana, ma..,\nahim\u00e8! lui ce l'ha. Confesso che mi ha addolorato vederlo prendere la mano di Rachel\nRachel in entrambe le sue mani, e appoggiarla delicatamente sul lato sinistro del suo\ngilet. Era un incoraggiamento diretto al modo sconsiderato di lei di\nparlare e al suo insolente riferimento a me.\n\n Carissima Rachel, mi disse, con la stessa voce che mi aveva entusiasmato quando\nquando parlava delle nostre prospettive e dei nostri pantaloni, i giornali ti hanno raccontato\nti hanno detto tutto e l'hanno detto molto meglio di quanto possa fare io.\n\n Godfrey pensa che tutti noi diamo troppo peso alla questione, osserv\u00f2 mia zia.\n Ha appena detto che non gli interessa parlarne.\n\n Perch\u00e9?\n\nPose la domanda con un lampo improvviso negli occhi e uno sguardo improvviso sul viso di Mr.\nin faccia a Mr. Godfrey. Da parte sua, lui la guardava con un'indulgenza cos\u00ec\ncon un'indulgenza cos\u00ec ingiustificata e cos\u00ec mal meritata, che mi sentivo davvero\ndi interferire.\n\n Rachel, tesoro!  Ho rimproverato con dolcezza, la vera grandezza e il vero coraggio\ncoraggio sono sempre modesti.\n\n Sei un bravissimo ragazzo a modo tuo, Godfrey, disse lei, senza fare il minimo caso a me, osserva, e continuando a parlare con suo cugino.\nla minima attenzione a me, e continuava a parlare a suo cugino\ncome se fosse un giovane che si rivolge a un altro.  Ma sono certa che\nche tu non sia un grande; non credo che tu abbia un coraggio straordinario\ncoraggio; e sono fermamente convinta che se avete mai avuto un po' di pudore\ni tuoi adoratori ti hanno tolto questa virt\u00f9 molti anni fa.\nanni fa. Avete qualche ragione privata per non parlare della vostra avventura a Northumberland Street.\nin Northumberland Street; e intendo conoscerla.\n\n La mia ragione \u00e8 la pi\u00f9 semplice che si possa immaginare, e la pi\u00f9 facilmente\nrispose lui, continuando a sopportarla.  Sono stanco dell'argomento\nargomento.\n\n Sei stanco dell'argomento? Mio caro Godfrey, sto per fare una\nosservazione.\n\n Che cos'\u00e8?\n\n Vivete troppo nella societ\u00e0 delle donne. E avete\ndue cattive abitudini di conseguenza. Avete imparato a parlare\nsciocchezze con seriet\u00e0 e hai imparato a dire bugie per il piacere di dirle.\npiacere di dirle. Non riuscite ad andare dritti con le vostre\ndonne che adorano. Intendo farti andare dritto con me. Vieni, e\nsedetevi. Sono pieno di domande dirette e mi aspetto che lei sia pieno di\nrisposte sincere.\n\nIn realt\u00e0 lo trascin\u00f2 attraverso la stanza fino a una sedia vicino alla finestra,\ndove la luce cadeva sul suo viso. Mi sento profondamente obbligato a\nriportare un simile linguaggio e a descrivere una simile condotta. Ma, stretto come sono tra Mr.\ntra l'assegno di Mr. Franklin Blake da un lato e il mio sacro rispetto per la verit\u00e0 dall'altro.\nrispetto per la verit\u00e0 dall'altro, cosa devo fare? Guardai mia zia.\nLei rimase immobile, apparentemente non disposta a interferire. Non avevo mai\nmai notato questo tipo di torpore in lei. Era, forse, la reazione\nreazione dopo il periodo difficile che aveva passato in campagna. Non \u00e8 un\nsintomo piacevole da osservare, sia quel che sia, alla cara Lady Verinder\nVerinder e con l'esuberanza autunnale della sua figura.\nfigura.\n\nNel frattempo, Rachel si era sistemata alla finestra con il nostro\namabile e tollerante signor Godfrey. Inizi\u00f2 la\ncon cui lo aveva minacciato, senza badare n\u00e9 a sua madre n\u00e9 a me.\ndi sua madre o di me, come se non fossimo stati presenti nella stanza.\nstanza.\n\n La polizia ha fatto qualcosa, Godfrey?\n\n Niente di niente.\n\n \u00c8 certo, suppongo, che i tre uomini che hanno teso la trappola a voi\nerano gli stessi che poi hanno teso la trappola al signor Luker?\n\n Umanamente parlando, mia cara Rachel, non c'\u00e8 dubbio.\n\n E non ne \u00e8 stata scoperta nemmeno una traccia?\n\n Non c'\u00e8 traccia.\n\n Si pensa che questi tre uomini siano i tre indiani che sono venuti a casa nostra in campagna.\nche sono venuti a casa nostra in campagna.\n\n Alcuni lo pensano.\n\n Lo pensa anche lei?\n\n Mia cara Rachel, mi hanno bendato prima che potessi vedere i loro volti. I\nnon so nulla della questione. Come posso dare un'opinione in merito?\n\nPersino l'angelica gentilezza del signor Godfrey, come vedete, cominciava a cedere\ncedere alla fine sotto la persecuzione inflittagli. Se\ncuriosit\u00e0 sfrenata o un timore ingovernabile abbiano dettato le domande della signorina Verinder\nVerinder, non ho la pretesa di indagare. Mi limito a riferire che, quando Mr.\nGodfrey cerc\u00f2 di alzarsi, dopo averle dato la risposta appena\nrisposta appena descritta, lei lo prese per le due spalle e lo spinse\nOh, non dite che \u00e8 stato immodesto! Non accennate nemmeno al fatto che la temerariet\u00e0 di un colpevole\nche l'incoscienza di un terrore colpevole possa spiegare da sola una condotta come quella che ho descritto!\ncondotta come quella che ho descritto! Non dobbiamo giudicare gli altri. Miei amici cristiani\namici cristiani, davvero, davvero, davvero, non dobbiamo giudicare gli altri!\n\nContinu\u00f2 a porre le sue domande, senza alcuno scrupolo. Gli studenti biblici pi\u00f9 attenti\nforse si ricorderanno, come \u00e8 successo a me, degli accecati figli del\ndel diavolo, che continuavano a fare le loro orge, senza ritegno, nel periodo precedente il diluvio.\ndel Diluvio.\n\n Voglio sapere qualcosa sul signor Luker, Godfrey.\n\n Sono di nuovo sfortunata, Rachel. Nessuno conosce il signor Luker meno di me.\ndi me.\n\n Non l'ha mai visto prima che vi incontraste casualmente in banca?\n\n Mai.\n\n L'ha visto da allora?\n\n S\u00ec. Siamo stati esaminati insieme, oltre che separatamente, per assistere\nla polizia.\n\n Il signor Luker \u00e8 stato derubato di una ricevuta che aveva ottenuto dal suo\nbanchiere, non \u00e8 vero? A cosa serviva la ricevuta?\n\n Per una gemma di valore che aveva messo al sicuro in banca.\nbanca.\n\n Questo \u00e8 ci\u00f2 che dicono i giornali. Pu\u00f2 essere sufficiente per il lettore\nlettore, ma per me non \u00e8 sufficiente. La ricevuta del banchiere deve aver\nmenzionato il valore della gemma?\n\n La ricevuta del banchiere, Rachel come l'ho sentita descrivere, non menzionava nulla del genere.\nnulla del genere. Una gemma di valore, appartenente al signor Luker; depositata dal signor Luker.\nLuker; depositata dal signor Luker; sigillata con il sigillo del signor Luker; e da consegnare solo su richiesta personale del signor Luker.\nLuker. Questo era il modulo, e questo \u00e8 tutto ci\u00f2 che\nso a riguardo.\n\nAspett\u00f2 un attimo, dopo che lui l'aveva detto. Guard\u00f2 sua madre,\ne sospir\u00f2. Guard\u00f2 di nuovo il signor Godfrey e continu\u00f2.\n\n Alcuni dei nostri affari privati, a casa, ha detto, sembrano essere finiti sui giornali?\nsui giornali?\n\n Mi duole dire che \u00e8 cos\u00ec.\n\n E alcune persone inattive, a noi perfettamente estranee, stanno cercando di stabilire una\ncollegamento tra ci\u00f2 che \u00e8 accaduto nella nostra casa nello Yorkshire e quello che \u00e8\n\u00e8 accaduto in seguito, qui a Londra?\n\n La curiosit\u00e0 del pubblico, in certi ambienti, temo stia prendendo quella\nsvolta.\n\n Le persone che dicono che i tre uomini sconosciuti che hanno maltrattato lei e il Sig.\nLuker sono i tre indiani, dicono anche che la gemma di valore\n\nL\u00ec si ferm\u00f2. Era diventata gradualmente, negli ultimi\nmomenti, sempre pi\u00f9 bianca in viso. Lo straordinario nero dei suoi capelli\ncapelli rendeva questo pallore, per contrasto, cos\u00ec orribile da guardare, che\ntutti pensavamo che sarebbe svenuta, nel momento in cui si \u00e8 fermata\nnel bel mezzo della sua domanda. Il caro Mr. Godfrey fece un secondo tentativo di lasciare la sedia.\ndi lasciare la sedia. Mia zia la preg\u00f2 di non dire altro. Io seguii mia\nzia con una modesta offerta di pace medicinale, sotto forma di una bottiglia di\ndi sali. Nessuno di noi produsse il minimo effetto su di lei.  Godfrey,\nresta dove sei. Mamma, non c'\u00e8 motivo di allarmarsi per me.\nper me. Clack, non vedi l'ora di sentirne la fine. Non sverr\u00f2,\nsolo per farti un piacere.\n\nQueste sono state le parole esatte che ha usato e che ho annotato sul mio diario nel momento in cui\ncasa. Ma, oh, non lasciateci giudicare! Amici cristiani, non lasciateci giudicare!\ngiudicare!\n\nSi volt\u00f2 ancora una volta verso il signor Godfrey. Con un'ostinazione terribile da vedere,\ntorn\u00f2 di nuovo al punto in cui si era fermata, e\ne complet\u00f2 la sua domanda con queste parole:\n\n Un minuto fa vi ho parlato di ci\u00f2 che si dice in certi ambienti.\ncerti ambienti. Dimmi chiaramente, Godfrey, c'\u00e8 qualcuno che dice\nche la preziosa gemma del signor Luker \u00e8 la Pietra di Luna?\n\nQuando il nome del Diamante Indiano le pass\u00f2 sulle labbra, vidi un cambiamento\nsul mio ammirevole amico. Il suo colorito si fece pi\u00f9 intenso. Perse la geniale\ngeniale soavit\u00e0 dei modi, che \u00e8 uno dei suoi pi\u00f9 grandi fascini. Una nobile\nindignazione ispir\u00f2 la sua risposta.\n\n Lo dicono, rispose.  Ci sono persone che non esitano ad accusare\nad accusare il signor Luker di aver detto una falsit\u00e0 per servire alcuni\ninteressi privati. Lui ha pi\u00f9 volte dichiarato solennemente che, fino a quando\nche, fino a quando questo scandalo non lo ha colpito, non aveva mai sentito parlare della Pietra di\nPietra di Luna. E queste persone ignobili rispondono, senza un'ombra di prova che le giustifichi: \"Ha le sue ragioni\".\ngiustificarli: \"Ha le sue ragioni per nascondersi, non possiamo credergli\nnon crediamo al suo giuramento. Vergognoso! Vergognoso!\n\nRachel lo guard\u00f2 in modo molto strano, non posso descrivere bene come, mentre lui\nparlava. Quando lui ebbe finito, lei disse: \"Considerando che il signor Luker\n\u00e8 solo una tua conoscenza casuale, sostieni la sua causa, Godfrey,\npiuttosto calorosamente.\n\nIl mio amico dotato di talento le ha dato una delle risposte pi\u00f9 veramente evangeliche che ho\nche abbia mai sentito in vita mia.\n\n Spero, Rachel, di aver sposato la causa di tutte le persone oppresse in modo piuttosto\ncalorosamente, ha detto.\n\nIl tono con cui furono pronunciate quelle parole avrebbe potuto sciogliere una pietra.\nMa, ohim\u00e8, che cos'\u00e8 la durezza della pietra? Nulla, se paragonata alla\ndurezza del cuore umano non rigenerato! Lei sogghign\u00f2. Arrossisco nel\ndi registrare che lo ha deriso in faccia.\n\n Tieni i tuoi nobili sentimenti per i tuoi comitati di signore, Godfrey. Sono\nsono certo che lo scandalo che ha colpito il signor Luker, non ha risparmiato\nte.\n\nAnche il torpore di mia zia fu risvegliato da quelle parole.\n\n Mia cara Rachele, ha ribattuto, non hai proprio il diritto di dire questo!\nquesto!\n\n Non voglio fare del male, mamma, voglio fare del bene. Abbiate un attimo di pazienza con me,\ne vedrete.\n\nGuard\u00f2 il signor Godfrey, con quella che sembrava un'improvvisa piet\u00e0 per lui.\nper lui. Arriv\u00f2 al punto di prenderlo per mano.\nper mano.\n\n Sono certa, disse, di aver scoperto la vera ragione della tua\ndella tua riluttanza a parlare di questa faccenda davanti a mia madre e a me.\nme. Uno sfortunato incidente vi ha associato, nella mente della gente, a Mr.\nLuker. Mi avete detto cosa dice lo scandalo di _lui_. Cosa dice lo scandalo\ndice di voi?\n\nAnche all'undicesima ora, il caro Mr. Godfrey, sempre pronto a ricambiare il bene con il male, cerc\u00f2 di risparmiarla.\nper il male cerc\u00f2 di risparmiarla.\n\n Non chiedermelo! disse.  \u00c8 meglio dimenticarlo, Rachel lo \u00e8 davvero.\n\n Lo sentir\u00f2! grid\u00f2 ferocemente, a squarciagola.\n\n Diglielo, Godfrey! disse mia zia.  Niente pu\u00f2 farle tanto male\ncome il tuo silenzio sta facendo ora!\n\nI begli occhi del signor Godfrey si riempirono di lacrime. Lanci\u00f2 un ultimo sguardo accattivante\nsguardo su di lei e poi pronunci\u00f2 le parole fatali:\n\n Se lo volete, lo scandalo di Rachel dice che la Pietra di Luna \u00e8 in pegno al signor Luker e che io sono l'uomo che l'ha impegnata.\nin pegno al signor Luker e che io sono l'uomo che l'ha impegnata.\n\nSi alz\u00f2 in piedi con un urlo. Guard\u00f2 avanti e indietro\navanti e indietro dal signor Godfrey a mia zia e da mia zia al signor Godfrey,\nin modo cos\u00ec frenetico che pensai davvero che fosse impazzita.\n\n Non parlarmi! Non mi toccate! esclam\u00f2, ritraendosi da tutti noi (come un animale braccato!)\ntutti noi (mi dichiaro come un animale braccato!) in un angolo della stanza.\nstanza.  \u00c8 colpa mia! Devo rimediare. Ho sacrificato\nme stesso, avevo il diritto di farlo, se mi piaceva. Ma lasciare che un uomo innocente\ndi essere rovinato; mantenere un segreto che distrugge il suo carattere per tutta la vita Oh,\nbuon Dio, \u00e8 troppo orribile! Non posso sopportarlo!\n\nMia zia si alz\u00f2 per met\u00e0 dalla sedia, poi improvvisamente si sedette di nuovo. Mi chiam\u00f2\nmi chiam\u00f2 debolmente e indic\u00f2 una piccola fiala nella sua scatola da lavoro.\n\n Presto! sussurr\u00f2.  Sei gocce, in acqua. Non lasciare che Rachel veda.\n\nIn altre circostanze, mi sarebbe sembrato strano. Non c'era\nnon c'era tempo per pensare, c'era solo il tempo per dare la medicina. Caro\nMr. Godfrey mi aiut\u00f2 inconsapevolmente a nascondere a Rachel ci\u00f2 che stavo per\na Rachel, rivolgendole parole composte dall'altra parte della stanza.\nstanza.\n\n In effetti, lei esagera, gli ho sentito dire.  La mia reputazione\ntroppo alta per essere distrutta da un misero scandalo passeggero come questo.\nquesto. Tra una settimana sar\u00e0 tutto dimenticato. Non parliamone mai pi\u00f9.\ndi nuovo.  Era perfettamente inaccessibile, anche a una generosit\u00e0 come questa.\nquesta. Andava di male in peggio.\n\n Devo e voglio fermarlo, disse.  Mamma, ascolta quello che ti dico. Signorina\nClack! Ascoltate quello che dico. Conosco la mano che ha preso la Pietra di Luna. I\nSo che ha posto un forte accento sulle parole; ha battuto il piede nella rabbia che la possedeva.\nrabbia che la possedeva _So che Godfrey Ablewhite \u00e8 innocente!\nGodfrey Ablewhite \u00e8 innocente! Portami dal magistrato, Godfrey! Portami dal\nmagistrato e lo giurer\u00f2!\n\nMia zia mi prese per mano e mi sussurr\u00f2: \"Resta tra noi per un minuto o due\".\nun minuto o due. Non lasciare che Rachel mi veda.  Notai una sfumatura bluastra sul\nviso che mi allarm\u00f2. Si accorse che ero spaventata.  Le gocce mi rimetteranno\nmi rimetteranno a posto in un minuto o due, disse, quindi chiuse gli occhi e aspett\u00f2 un po'.\naspettare un po'.\n\nMentre tutto ci\u00f2 accadeva, sentii il caro signor Godfrey che continuava a\nrimproverare.\n\n Non devi apparire pubblicamente in una cosa del genere, disse.\n La tua reputazione, carissima Rachel, \u00e8 una cosa troppo pura e sacra per\nsacro per essere messo a repentaglio.\n\n La mia reputazione!  Scoppi\u00f2 a ridere.  Ma io sono accusato, Godfrey,\ncome te. Il miglior agente investigativo d'Inghilterra dichiara che io\nho rubato il mio stesso Diamante. Chiedetegli cosa ne pensa e vi dir\u00e0\nche ho impegnato la Pietra di Luna per pagare i miei debiti privati!  Lei\nsi ferm\u00f2, attravers\u00f2 di corsa la stanza e cadde in ginocchio ai piedi della madre.\nmadre.  Oh mamma! Mamma! Mamma! Devo essere pazza, non \u00e8 vero? Non ammettere la verit\u00e0!\nLa ragazza era troppo agitata per accorgersi delle condizioni della madre.\nera di nuovo in piedi e di nuovo con il signor Godfrey, in un istante.  I\nNon permetter\u00f2 che un uomo innocente venga accusato e disonorato per colpa mia.\nper colpa mia. Se non volete portarmi di fronte al magistrato, preparate una\nuna dichiarazione di innocenza su carta, e io la firmer\u00f2. Fai come ti\nGodfrey, o lo scriver\u00f2 ai giornali, uscir\u00f2 e lo grider\u00f2 per le strade!\ne lo grider\u00f2 per le strade!\n\nNon diremo che si trattava del linguaggio del rimorso, diremo che era il linguaggio\nlinguaggio dell'isteria. L'indulgente Mr. Godfrey la tranquillizz\u00f2 prendendo un foglio di carta e\nfoglio di carta e tirando fuori la dichiarazione. La firm\u00f2 in tutta fretta.\nfretta febbrile.  Mostrala ovunque, non pensare a me\", disse, mentre gliela dava.\nmentre gliela dava.  Temo, Godfrey, di non averti reso giustizia,\nfinora, nei miei pensieri. Sei pi\u00f9 altruista, sei un uomo migliore\ndi quanto credessi. Vieni qui quando puoi e cercher\u00f2 di riparare\nriparare al torto che ti ho fatto.\n\nGli diede la mano. Ahim\u00e8, per la nostra natura decaduta! Ahim\u00e8, per il signor\nGodfrey! Non solo dimentic\u00f2 se stesso fino al punto di baciarle la mano, ma\nma adott\u00f2 una gentilezza di tono nel risponderle che, in un caso del genere,\nera poco meglio di un compromesso con il peccato.  Verr\u00f2, cara,\ndisse, a condizione che non si parli pi\u00f9 di questo odioso argomento.\ndi questo odioso argomento.  Mai avevo visto e sentito il nostro Eroe cristiano in modo meno vantaggioso che in questa occasione.\ndi questa occasione.\n\nPrima che qualcuno potesse dire un'altra parola, un bussare fragoroso alla porta della\nalla porta della strada ci fece trasalire tutti. Guardai attraverso la finestra e vidi il\nMondo, la Carne e il Diavolo che aspettavano davanti alla casa, rappresentati da\nuna carrozza e dei cavalli, un cameriere incipriato e tre delle donne pi\u00f9\ndonne pi\u00f9 audacemente vestite che abbia mai visto in vita mia.\n\nRachel trasal\u00ec e si ricompose. Attravers\u00f2 la stanza per andare da sua\nmadre.\n\n Sono venuti a portarmi alla mostra dei fiori, disse.  Una parola,\nmamma, prima che vada. Non ti ho fatto preoccupare, vero?\n\n(La schiettezza del sentimento morale che poteva porre una domanda del genere, dopo quello che era appena successo, \u00e8 da compatire o da condannare?\ndomanda, dopo quello che era appena successo, \u00e8 da compatire o da condannare? Mi piace\npropendere per la piet\u00e0. Compatiamola).\n\nLe gocce avevano fatto il loro effetto. Il colorito della mia povera zia era\ndi nuovo come se stessa.  No, no, mia cara, disse.  Vai con i nostri amici e\ne divertiti.\n\nLa figlia si chin\u00f2 e la baci\u00f2. Avevo lasciato la finestra ed ero vicino alla\nvicino alla porta, quando Rachel si avvicin\u00f2 per uscire. Un altro cambiamento era\nun altro cambiamento, era in lacrime. Guardai con interesse il momentaneo\nammorbidimento di quel cuore ostinato. Mi sentii incline a dire qualche parola sincera.\nparole sincere. Ahim\u00e8, la mia compassione ben intenzionata non fece altro che offendere.  Cosa intendete\npiet\u00e0 per me? chiese in un sussurro amaro, mentre si avviava alla porta.\nalla porta.  Non vedi come sono felice? Vado alla mostra dei fiori,\nClack; e ho la cuffietta pi\u00f9 bella di Londra.  Complet\u00f2 la\nvuota presa in giro di quel discorso soffiandomi un bacio e quindi usc\u00ec dalla stanza.\nstanza.\n\nVorrei poter descrivere a parole la compassione che ho provato per questa\nragazza infelice e fuorviata. Ma sono quasi altrettanto carente di parole\nparole come di denaro. Permettetemi di dire che il mio cuore sanguinava per lei.\n\nTornando alla poltrona di mia zia, osservai il caro Mr. Godfrey cercare\nqualcosa di nascosto, qua e l\u00e0, in diversi punti della stanza.\nPrima che potessi offrirmi di assisterlo, aveva trovato quello che voleva. Torn\u00f2\ntorn\u00f2 da me e da mia zia, con la sua dichiarazione di innocenza in una mano,\ne con una scatola di fiammiferi nell'altra.\n\n Cara zia, una piccola cospirazione!  Cara signorina Clack, una pia\nfrode che persino la vostra alta rettitudine morale giustificher\u00e0! Lascerete che\nRachel di supporre che io accetti la generosa abnegazione che ha\nche ha firmato questo documento? E sarete cortesemente testimone del fatto che lo distruggo\nin vostra presenza, prima di lasciare la casa?  Accese un fiammifero e,\ne, acceso il foglio, lo pose a bruciare in un piatto sul tavolo.  Qualsiasi\nqualsiasi piccolo inconveniente possa subire \u00e8 nulla, osserv\u00f2,\n rispetto all'importanza di preservare quel nome puro dal contatto\ncontaminanti del mondo. Ecco! L'abbiamo ridotto a un piccolo\ninnocuo mucchietto di cenere; e la nostra cara e impulsiva Rachel non sapr\u00e0 mai cosa abbiamo fatto!\nsapr\u00e0 mai cosa abbiamo fatto! Come vi sentite? Miei preziosi amici, come vi sentite?\ncome vi sentite? Per quanto mi riguarda, sono spensierato come un ragazzo!\n\nCi ha illuminato con il suo bel sorriso; ha teso una mano a mia zia e una a me.\nzia e a me. Ero troppo colpita dal suo nobile comportamento per\nper parlare. Chiusi gli occhi; portai la sua mano, in una sorta di spirituale\ndimenticanza spirituale, alle mie labbra. Lui mormor\u00f2 un sommesso rimprovero. Oh, l'estasi\nestasi, la pura, ultraterrena estasi di quel momento! Ero seduto, non so\nsu cosa, completamente persa nei miei sentimenti esaltati. Quando riaprii gli occhi\nocchi, fu come scendere dal cielo alla terra. Nella stanza non c'era\nc'era solo mia zia nella stanza. Se n'era andato.\n\nVorrei fermarmi qui, vorrei chiudere la mia narrazione con il resoconto della nobile condotta del signor Godfrey.\nnobile condotta del signor Godfrey. Purtroppo c'\u00e8 dell'altro, molto altro\nmolto di pi\u00f9, che l'implacabile pressione pecuniaria dell'assegno del signor Blake\nBlake mi obbliga a raccontare. Le dolorose rivelazioni che si sarebbero rivelate\nin mia presenza, durante la visita di quel marted\u00ec a Montagu Square, non erano ancora finite.\nMontagu Square, non erano ancora finite.\n\nTrovandomi da solo con Lady Verinder, passai con naturalezza all'argomento della sua salute.\nargomento della sua salute; toccando con delicatezza la strana ansia che\nche aveva mostrato per nascondere la sua indisposizione e il rimedio applicato per\nrimedio applicato, grazie all'osservazione della figlia.\n\nLa risposta di mia zia mi sorprese molto.\n\n Drusilla, disse (se non vi ho gi\u00e0 detto che il mio nome di battesimo \u00e8 Drusilla, permettetemi di dirlo ora), state toccando un bel po' di cose.\nnome di battesimo \u00e8 Drusilla, permettetemi di dirlo ora), voi state toccando in modo del tutto\ninnocentemente, lo so, un argomento molto angosciante.\n\nMi alzai immediatamente. La delicatezza mi lasciava solo un'alternativa\nalternativa, dopo aver prima presentato le mie scuse, di congedarmi. La signora\nVerinder mi ferm\u00f2 e insistette perch\u00e9 mi sedessi di nuovo.\n\n Avete sorpreso un segreto, disse, che avevo confidato a mia sorella Mrs Ablewhite e al mio avvocato Mr.\nsorella Mrs. Ablewhite e al mio avvocato Mr. Bruff, e a nessun altro.\nPosso fidarmi della loro discrezione e sono certa che, quando vi dir\u00f2 le circostanze, potr\u00f2 fidarmi della vostra.\ncircostanze, potr\u00f2 confidare nella vostra. Avete qualche impegno urgente,\nDrusilla? O hai tempo da dedicare a te stessa questo pomeriggio?\n\n\u00c8 inutile dire che il mio tempo era interamente a disposizione di mia zia.\n\n Tienimi compagnia allora, disse, per un'altra ora. Ho qualcosa\nda dirti che credo ti dispiacer\u00e0 sentire. E dopo avr\u00f2 un\nun servizio da chiederti dopo, se non ti opponi ad assistermi.\n\n\u00c8 di nuovo superfluo dire che, lungi dall'oppormi, ero tutto un\ndi assisterla.\n\n Puoi aspettare qui, continu\u00f2, finch\u00e9 il signor Bruff non arriva alle cinque. E\nsarai uno dei testimoni, Drusilla, quando firmer\u00f2 il mio testamento.\n\nLa sua volont\u00e0! Pensai alle gocce che avevo visto nella sua scatola da lavoro. I\npensai alla sfumatura bluastra che avevo notato nella sua carnagione. A\nluce che non era di questo mondo, una luce che risplendeva profeticamente da una\nuna luce che non era di questo mondo, una luce che brillava profeticamente da una tomba non fatta. Il segreto di mia zia non era pi\u00f9 un segreto.\npi\u00f9 un segreto.\n\n\nCAPITOLO III\n\nLa considerazione per la povera Lady Verinder mi proib\u00ec anche solo di accennare al fatto che avevo indovinato\ndi aver indovinato la malinconica verit\u00e0, prima che lei aprisse le labbra. Attesi il suo\npiacere in silenzio; e, dopo aver concordato in privato di dire alcune\nparole di sostegno alla prima occasione utile, mi sentivo pronta ad affrontare\nqualsiasi dovere che potesse richiedermi, per quanto doloroso potesse essere.\n\n Sono gravemente malata, Drusilla, da un po' di tempo, esord\u00ec mia zia.\nha esordito mia zia.  E, strano a dirsi, senza saperlo.\n\nHo pensato alle migliaia e migliaia di creature umane in via d'estinzione\nche in quel momento erano tutte spiritualmente malate, senza saperlo\nsenza saperlo. E temevo fortemente che la mia povera zia potesse essere una di quelle\nnumero.  S\u00ec, cara, dissi, tristemente.  S\u00ec, s\u00ec.\n\n Come sapete, ho portato Rachel a Londra per un parere medico, ha proseguito.\ncontinu\u00f2.  Ho ritenuto opportuno consultare due medici.\n\nDue medici! E, ohim\u00e8 (nello stato di Rachel), nemmeno un ecclesiastico!  Si,\ncaro?  Ho detto ancora una volta.  S\u00ec?\n\n Uno dei due medici, che procedeva con mia zia, mi era sconosciuto.\nL'altro era stato un vecchio amico di mio marito e aveva sempre provato un sincero interesse per me\nsincero interesse per me per il bene di mio marito. Dopo aver prescritto il farmaco per\nRachel, disse che voleva parlarmi in privato in un'altra stanza. I\nnaturalmente, mi aspettavo di ricevere qualche indicazione speciale per la\ngestione della salute di mia figlia. Con mia sorpresa, mi prese seriamente per mano e mi disse\nper mano e mi disse: \"L'ho osservata, Lady Verinder, con un interesse\nun interesse professionale oltre che personale. Temo che lei abbia\nmolto pi\u00f9 urgentemente bisognosa di consigli medici di sua figlia.  Mi ha posto\ndomande che all'inizio ero propenso a trattare con leggerezza.\nabbastanza alla leggera, fino a quando non ho notato che le mie risposte lo angosciavano. Alla fine\ndi venire a trovarmi, accompagnato da un amico medico, il giorno successivo.\nmedico, il giorno successivo, a un'ora in cui Rachel non sarebbe stata in casa.\nIl risultato della visita, che mi fu comunicato con molta gentilezza e delicatezza, soddisfece entrambi i medici.\nmi ha fatto capire a entrambi i medici che era stato perso del tempo prezioso, che non si sarebbe pi\u00f9 potuto\ntempo prezioso perso, che non poteva essere recuperato, e che il mio caso era ormai passato\nche il mio caso era ormai fuori dalla portata della loro arte. Da pi\u00f9 di due anni soffro di una\nda pi\u00f9 di due anni soffro di una forma insidiosa di malattia cardiaca che, senza alcun\nsintomi che mi allarmassero, a poco a poco mi ha fatalmente\nfatalmente. Potrei vivere per alcuni mesi o morire prima che un altro giorno sia passato sulla mia testa.\nI medici non possono, e non osano, parlare in modo pi\u00f9\npi\u00f9 positivo di questo. Sarebbe vano dire, mia cara, che non ho avuto\nmomenti di tristezza da quando mi \u00e8 stata resa nota la mia situazione reale.\nla mia reale situazione. Ma sono pi\u00f9 rassegnata di prima e sto facendo del mio meglio per mettere in ordine i miei\ni miei affari mondani in ordine. La mia unica grande ansia \u00e8 che Rachel\nche Rachel sia tenuta all'oscuro della verit\u00e0. Se lo sapesse, attribuirebbe subito\nattribuirebbe subito la mia salute cagionevole all'ansia per il Diamante e si rimprovererebbe amaramente, povera bambina.\nsi rimprovererebbe amaramente, povera bambina, per ci\u00f2 che non \u00e8 in alcun senso colpa sua.\ncolpa. Entrambi i medici concordano sul fatto che il male \u00e8 iniziato due, se non tre\nanni da allora. Sono sicura che manterrai il mio segreto, Drusilla, perch\u00e9 sono certa di vedere un sincero dolore e la mia solidariet\u00e0.\nSono certa di vedere nel tuo volto un dolore sincero e una simpatia per me.\n\nDolore e compassione! Oh, che emozioni pagane da aspettarsi da una donna cristiana inglese\ninglese saldamente ancorata alla sua fede!\n\nLa mia povera zia non immaginava certo quale ondata di devota riconoscenza\ndi devota gratitudine che mi ha attraversato mentre si avvicinava alla fine del suo malinconico\nstoria. Mi si apriva davanti una carriera utile! Qui c'era un\namato parente e un compagno di vita in via di estinzione, alla vigilia del grande\ncambiamento, del tutto impreparata; e condotta, provvidenzialmente condotta, a rivelarmi la sua situazione!\nsituazione a me! Come posso descrivere la gioia con cui ora ricordavo\nche i preziosi amici chierici su cui potevo contare erano da\nnon si contavano a uno o due, ma a decine e a venti. Ho preso mia zia\ntra le mie braccia, la mia tenerezza traboccante non poteva essere soddisfatta, _ora_,\ncon niente di meno che un abbraccio.  Oh! le dissi, con fervore,\n l'indescrivibile interesse che mi ispirate! Oh! il bene che intendo farti\nintendo fare a te, cara, prima di separarci!  Dopo un paio di parole di\ndi sincero avvertimento preliminare, le diedi la possibilit\u00e0 di scegliere tra tre preziose\namici, tutti impegnati nell'opera di misericordia dalla mattina alla sera nel suo quartiere.\ntutti inesauribili nell'esortazione, tutti affettuosamente pronti a esercitare i loro doni\naffettuosamente pronti a esercitare i loro doni a una mia parola. Ahim\u00e8!\nil risultato fu tutt'altro che incoraggiante. La povera Lady Verinder sembrava perplessa\ne spaventata, e rispondeva a tutto ci\u00f2 che potevo dirle con l'obiezione puramente\nmondana obiezione che non era abbastanza forte per affrontare gli estranei. I\ncedere solo per il momento, ovviamente. La mia grande esperienza (come lettrice\ne visitatore, sotto non meno, prima e ultima, di quattordici amati\namici chierici) mi ha informato che questo era un altro caso per la\npreparazione con i libri. Possedevo una piccola biblioteca di opere, tutte\nopere, tutte adatte all'emergenza, tutte calcolate per suscitare, convincere, preparare, illuminare e fortificare,\npreparare, illuminare e fortificare mia zia.  Leggerai, cara, vero?\nleggerai, cara, vero?  dissi, nel mio modo pi\u00f9 accattivante.  Leggerai, se ti porter\u00f2 i miei\nlibri preziosi? Ho rifiutato in tutti i punti giusti, zia. E\nsegnato a matita dove devi fermarti e chiederti: \"Questo vale per me?\nsi applica a me?  Anche questo semplice appello, cos\u00ec assolutamente pagano \u00e8\nl'influenza del mondo sembr\u00f2 spaventare mia zia. Disse: \"Far\u00f2\nfar\u00f2 quello che posso, Drusilla, per accontentarti, con uno sguardo di sorpresa,\nche era allo stesso tempo istruttivo e terribile da vedere. Non un momento era da\nperdere un attimo. L'orologio sulla mensola del caminetto mi informava che avevo appena il tempo di\ndi affrettarmi a tornare a casa; di procurarmi una prima serie di letture selezionate (diciamo solo una dozzina).\ndi letture selezionate (diciamo solo una dozzina) e tornare in tempo per incontrare l'avvocato e assistere al testamento di Lady Verinder,\ne assistere al testamento di Lady Verinder. Promettendo fedelmente di tornare per le\ncinque, uscii di casa per la mia missione di misericordia.\n\nQuando non sono coinvolti altri interessi se non i miei, mi accontento umilmente di andare da un posto all'altro con l'omnibus.\nda un posto all'altro con l'omnibus. Permettetemi di dare un'idea della mia\ndi questa mia devozione verso gli interessi di mia zia, registrando che, in questa occasione, ho\ncommesso la prodigalit\u00e0 di prendere un taxi.\n\nTornai a casa, scelsi e segnai la mia prima serie di letture, e tornai a Montagu Square, con una dozzina di opere in una borsa di moquette, e\ne tornai a Montagu Square, con una dozzina di opere in una borsa di moquette, le quali, credo fermamente, non si trovano nella letteratura\nche non si trovano nella letteratura di nessun altro Paese d'Europa.\ndi nessun altro paese d'Europa. Pagai al tassista esattamente la sua tariffa. Lui\nLo ricevette con un giuramento; al che gli diedi immediatamente un tratto. Se avessi\nse gli avessi puntato una pistola alla testa, questo disgraziato abbandonato difficilmente avrebbe potuto\ndifficilmente avrebbe potuto mostrare una costernazione maggiore. Salt\u00f2 in piedi sul suo palco e..,\ncon profane esclamazioni di sgomento, si allontan\u00f2 furiosamente. Del tutto\ninutile, sono felice di dirlo! Nonostante lui, ho gettato il buon seme lanciando un secondo opuscolo\nlanciando un secondo trattato dal finestrino del taxi.\n\nIl servitore che apr\u00ec la porta non era la persona con la cuffia,\ncon mio grande sollievo, ma il cameriere mi inform\u00f2 che il dottore aveva chiamato e che era ancora\nche il dottore aveva chiamato e che era ancora chiuso con Lady Verinder. Il signor Bruff, l'avvocato\nBruff, l'avvocato, era arrivato da un minuto e stava aspettando in biblioteca. I\nmi fu indicato di entrare in biblioteca per aspettare anch'io.\n\nIl signor Bruff sembrava sorpreso di vedermi. \u00c8 l'avvocato di famiglia e\nCi siamo incontrati pi\u00f9 di una volta, in occasioni precedenti, sotto il tetto di Lady Verinder.\nLady Verinder. Un uomo, mi duole dirlo, invecchiato e imbruttito al servizio del mondo.\ndel mondo. Un uomo che, nelle sue ore di lavoro, era il profeta scelto\ndella Legge e di Mammona; e che, nelle ore di svago, era ugualmente\ncapace di leggere un romanzo e di strappare un trattato.\n\n \u00c8 venuta a stare qui, signorina Clack? mi chiese, guardando la mia\nborsa dei tappeti.\n\nRivelare il contenuto della mia preziosa borsa a una persona cos\u00ec\nsarebbe stato semplicemente invitare uno sfogo di bestemmie. Mi abbassai\nal suo stesso livello e gli accennai ai miei affari in casa.\n\n Mia zia mi ha informato che sta per firmare il suo testamento\", risposi.\nrisposto.  \u00c8 stata cos\u00ec gentile da chiedermi di essere uno dei testimoni.\ntestimoni.\n\n S\u00ec? S\u00ec? Bene, signorina Clack, andr\u00e0 bene. Lei ha pi\u00f9 di ventuno anni e\ne non avete il minimo interesse pecuniario nel testamento di Lady Verinder.\n\nNon c'\u00e8 il minimo interesse pecuniario nel testamento di Lady Verinder. Oh, quanto\nmi sono sentita grata quando l'ho saputo! Se mia zia, che possiede migliaia di dollari,\nsi fosse ricordata della povera me, per la quale cinque sterline sono un oggetto, se il mio nome fosse apparso nel testamento, con un piccolo lascito consolatorio\nse il mio nome fosse apparso nel testamento, con un piccolo lascito confortante\nnemici avrebbero potuto dubitare del motivo che mi aveva caricato dei tesori\ntesori pi\u00f9 pregiati della mia biblioteca e che aveva attinto alle mie scarse risorse per le\nrisorse per le spese prodighe di un taxi. Nemmeno il pi\u00f9 crudele degli schernitori\ndi tutti potrebbe dubitare ora. Molto meglio cos\u00ec! Oh, sicuramente, sicuramente,\nmolto meglio com'era!\n\nSono stato destato da queste riflessioni consolatorie dalla voce di Mr.\nBruff. Il mio silenzio meditativo sembrava pesare sullo spirito di questo\nmondano e costringerlo, per cos\u00ec dire, a parlarmi contro la sua stessa volont\u00e0.\nsua volont\u00e0.\n\n Ebbene, signorina Clack, quali sono le ultime novit\u00e0 negli ambienti caritatevoli? Come sta\ncome sta il suo amico Mr. Godfrey Ablewhite, dopo il pestaggio che gli \u00e8 stato inferto dalle\nfurfanti di Northumberland Street? Accidenti! Stanno raccontando una bella storia\nsu quel gentiluomo caritatevole del mio club!\n\nAvevo sorvolato sul modo in cui questa persona aveva osservato che io\nche avevo pi\u00f9 di ventuno anni e che non avevo alcun interesse pecuniario nel testamento di mia zia.\nzia. Ma il tono con cui aveva alluso al caro Mr.\nGodfrey era troppo per la mia tolleranza. Sentendomi obbligata, dopo ci\u00f2 che era accaduto in mia\npomeriggio, di affermare l'innocenza del mio ammirevole amico\namico, ogni volta che la trovavo messa in discussione, mi sono anche\ndi essermi sentito in dovere di includere nella realizzazione di questo giusto scopo,\nuna pungente castigazione nel caso del signor Bruff.\n\n Ho detto che vivo molto fuori dal mondo e non ho il vantaggio di appartenere a un club.\nvantaggio, signore, di appartenere a un club. Ma si d\u00e0 il caso che io conosca la storia\na cui alludete; e so anche che non \u00e8 mai stata raccontata una falsit\u00e0 pi\u00f9\nstoria non \u00e8 mai stata raccontata.\n\n S\u00ec, s\u00ec, signorina Clack, lei crede nel suo amico. \u00c8 abbastanza naturale. Il signor\nGodfrey Ablewhite, non trover\u00e0 il mondo in generale cos\u00ec facile da convincere\nconvincere quanto un comitato di signore caritatevoli. Le apparenze sono\ncontro di lui. Era in casa quando il Diamante \u00e8 stato perso. Ed \u00e8 stato\nla prima persona della casa ad andare a Londra dopo. Queste sono\nbrutte circostanze, signora, viste alla luce degli eventi successivi.\n\nAvrei dovuto, lo so, metterlo a posto prima che andasse oltre. I\navrei dovuto dirgli che stava parlando ignorando una testimonianza\ndell'innocenza del signor Godfrey, offerta dall'unica persona che era\ninnegabilmente competente a parlare con cognizione di causa.\nAhim\u00e8, la tentazione di condurre l'avvocato con astuzia verso la propria\nsconforto era troppo forte per me. Chiesi cosa intendesse per eventi successivi\neventi successivi con un'apparenza di massima innocenza.\n\n Per eventi successivi, signorina Clack, intendo eventi in cui sono coinvolti gli indiani.\nIl signor Bruff, sempre pi\u00f9 superiore al povero me, continuava a parlare.\nme, pi\u00f9 andava avanti.  Che cosa fanno gli indiani, non appena vengono\ndalla prigione di Frizinghall? Vanno direttamente a Londra e\ne si fissano sul signor Luker. Che cosa segue? Il signor Luker si sente in allarme per l'incolumit\u00e0\ndi un oggetto di grande valore, che ha in casa. Lo\nlo ripone privatamente (con una descrizione generica) nella camera blindata del suo banchiere.\nbanca. \u00c8 una mossa molto intelligente da parte sua, ma gli indiani sono altrettanto\nintelligenti dalla loro parte. Sospettano che il bene di grande valore venga spostato da un posto all'altro.\ndi grande prezzo venga spostato da un luogo all'altro; e hanno trovato un modo\nun modo singolarmente audace e completo per chiarire questi sospetti.\nChi sequestrano e perquisiscono? Non solo il signor Luker, il che sarebbe\nsarebbe abbastanza comprensibile, ma anche il signor Godfrey Ablewhite. Perch\u00e9? La spiegazione di Mr.\nAblewhite spiega che hanno agito sulla base di un cieco sospetto, dopo averlo visto\ndopo averlo visto parlare accidentalmente con il signor Luker. Assurdo! Mezza dozzina di\naltre persone hanno parlato con il signor Luker quella mattina. Perch\u00e9 non sono state\nseguiti anche loro a casa e attirati nella trappola? No! No! La chiara deduzione \u00e8 che\ndeduzione \u00e8 che il signor Ablewhite aveva il suo interesse privato nel\n prezioso come il signor Luker, e che gli indiani erano cos\u00ec incerti\nsu chi dei due ne avesse la disponibilit\u00e0, che non c'era altra alternativa che\nalternativa se non quella di perquisirli entrambi. L'opinione pubblica dice che, signorina\nClack. E l'opinione pubblica, in questa occasione, non \u00e8 facilmente confutabile.\n\nDisse queste ultime parole, con un'aria cos\u00ec meravigliosamente saggia nella sua\nche non riuscii a trattenermi dal condurlo ancora un po' pi\u00f9 in l\u00e0, prima di sopraffarlo.\nnon potei resistere a condurlo ancora un po' pi\u00f9 in l\u00e0, prima di travolgerlo\ncon la verit\u00e0.\n\n Non ho la presunzione di discutere con un avvocato intelligente come lei, ho detto.  Ma\n\u00e8 giusto, signore, nei confronti del signor Ablewhite ignorare l'opinione del famoso ufficiale di polizia di Londra che ha indagato sul caso?\nfamoso ufficiale di polizia londinese che ha indagato su questo caso? Non c'\u00e8 l'ombra\ndi sospetto su chiunque, tranne che sulla signorina Verinder, nella mente del sergente Cuff.\nSergente Cuff.\n\n Vuole dirmi, signorina Clack, che \u00e8 d'accordo con il sergente?\n\n Non giudico nessuno, signore, e non offro alcuna opinione.\n\n E io commetto entrambe le enormit\u00e0, signora. Ritengo che il Sergente\nche il Sergente si sia sbagliato completamente; e ritengo che, se avesse conosciuto il carattere di Rachel come lo conosco io, avrebbe sospettato di tutti gli altri.\nRachel come la conosco io, avrebbe sospettato di tutti in casa\ncasa tranne che di lei. Ammetto che ha i suoi difetti, \u00e8 segreta e\n\u00e8 segreta e volitiva, strana e selvaggia, diversa dalle altre ragazze della sua et\u00e0. Ma vera\ncome l'acciaio, e di animo elevato e generoso fino al midollo. Se le prove pi\u00f9 evidenti\nprove del mondo puntassero da una parte, e se solo la parola d'onore di Rachel\nd'onore di Rachel, io prenderei la sua parola prima delle prove,\navvocato come sono! Un linguaggio forte, Miss Clack, ma lo penso davvero.\n\n Le dispiacerebbe illustrare il suo significato, signor Bruff, in modo che possa essere sicuro di capirlo?\nessere sicuro di aver capito? Supponiamo che troviate la signorina Verinder\ninspiegabilmente interessata a ci\u00f2 che \u00e8 accaduto a Mr. Ablewhite e Mr.\nLuker? Supponiamo che abbia fatto le domande pi\u00f9 strane su questo terribile\nscandalo, e che mostrasse l'agitazione pi\u00f9 ingovernabile quando ha saputo\nla piega che stava prendendo?\n\n Supponete qualsiasi cosa, signorina Clack, ma non scuoterebbe di un millimetro la mia fede in Rachel Verinder.\nin Rachel Verinder per un soffio.\n\n Non si pu\u00f2 assolutamente fare affidamento su di lei?\n\n Non si pu\u00f2 assolutamente fare affidamento su di essa.\n\n Allora mi permetta di informarla, signor Bruff, che il signor Godfrey Ablewhite\n\u00e8 stato in questa casa non pi\u00f9 di due ore fa, e che la sua totale innocenza di\ndi ogni coinvolgimento nella sparizione della Pietra di Luna \u00e8 stata proclamata dalla stessa\nVerinder in persona, con il linguaggio pi\u00f9 forte che abbia mai sentito usare da una\nuna giovane donna in vita mia.\n\nHo goduto del trionfo, l'empio trionfo, temo di dover ammettere di aver visto il Sig.\nMr. Bruff completamente confuso e abbattuto da alcune parole chiare di\nme. Si alz\u00f2 in piedi e mi fiss\u00f2 in silenzio. Io rimasi al mio\nposto, indisturbato, e raccontai l'intera scena cos\u00ec come si era svolta.  E\ncosa dice di Mr. Ablewhite? Chiesi, con la massima gentilezza possibile, non appena ebbi finito.\ndolcezza possibile, non appena ebbi finito.\n\n Se Rachel ha testimoniato la sua innocenza, signorina Clack, non mi faccio scrupolo di dire che credo nella sua innocenza\ndi dire che credo nella sua innocenza con la stessa fermezza con cui lo credete voi. Sono stata\nsono stata ingannata dalle apparenze, come il resto del mondo; e far\u00f2 la migliore espiazione possibile\nespiazione migliore che possa fare, contraddicendo pubblicamente lo scandalo che ha\nche ha assalito il vostro amico, ovunque lo incontrer\u00f2. Nel frattempo, permettetemi di\ndi congratularmi con voi per il modo magistrale in cui avete aperto il fuoco delle vostre\nfuoco delle vostre batterie su di me nel momento in cui meno me lo aspettavo.\nquando meno me l'aspettavo. Avreste fatto grandi cose nella mia professione, signora, se vi fosse capitato di essere un uomo.\nse fossi stato un uomo.\n\nCon queste parole si allontan\u00f2 da me e cominci\u00f2 a camminare irritato su e gi\u00f9 per la stanza.\nsu e gi\u00f9 per la stanza.\n\nVedevo chiaramente che la nuova luce che avevo gettato sull'argomento lo aveva\nmolto sorpreso e disturbato. Alcune espressioni caddero dalle\ndalle sue labbra, mentre era sempre pi\u00f9 assorto nei suoi pensieri,\nche mi suggerirono l'abominevole visione che aveva fino a quel momento\ndel mistero della Pietra di Luna perduta. Non si era fatto scrupolo di\nGodfrey dell'infamia di aver rubato il diamante, e di attribuire il comportamento di Rachel a una generosa\ndi attribuire la condotta di Rachel a una generosa risoluzione di nascondere il crimine.\ncrimine. Sulla base dell'autorit\u00e0 della signorina Verinder, un'autorit\u00e0 perfettamente inattaccabile.\nautorit\u00e0, come sapete, nella stima del signor Bruff.\nspiegazione delle circostanze era ora dimostrato che era completamente sbagliata. La\nperplessit\u00e0 in cui avevo fatto sprofondare questa alta autorit\u00e0 giuridica era talmente\ntravolgente che non riusc\u00ec a nasconderla.  Che\ncaso!  Lo sentii dire a se stesso, fermandosi alla finestra durante la sua\ne tamburellare sul vetro con le dita.  Non solo non si spiega, ma\nspiegazione, \u00e8 addirittura al di l\u00e0 di ogni congettura.\n\nNon c'era nulla in queste parole che rendesse necessaria una risposta,\nda parte mia, eppure ho risposto! Sembra poco credibile che io\nnon sarei stato in grado di lasciare in pace il signor Bruff, anche adesso. Sembra\nquasi al di l\u00e0 della mera perversione mortale che io abbia scoperto, in ci\u00f2 che aveva appena detto\nin ci\u00f2 che aveva appena detto, una nuova opportunit\u00e0 per rendermi personalmente\nsgradito a lui. Ma, amici miei, nulla \u00e8 al di l\u00e0 della mortale\nperversione mortale; e tutto \u00e8 credibile quando la nostra natura decaduta ha la meglio su di noi!\ndi noi!\n\n Mi scusi se mi intrometto nelle sue riflessioni, dissi all'ignaro Mr.\nignaro signor Bruff.  Ma sicuramente c'\u00e8 una congettura da fare che\nnon ci \u00e8 ancora venuta in mente.\n\n Forse, signorina Clack. Non so cosa sia.\n\n Prima di essere cos\u00ec fortunato, signore, da convincervi dell'innocenza di Mr.\nAblewhite, lei ha menzionato come una delle ragioni per sospettare di lui,\nche si trovava in casa al momento della perdita del Diamante. Mi permetta\ndi ricordare che anche Mr. Franklin Blake era in casa nel momento in cui\nmomento in cui il diamante \u00e8 stato perso.\n\nIl vecchio mondano lasci\u00f2 la finestra, prese una sedia esattamente di fronte alla mia e mi guard\u00f2 fisso, con un sorriso duro e feroce.\nmia, e mi guard\u00f2 fisso, con un sorriso duro e feroce.\n\n Lei non \u00e8 un buon avvocato, Miss Clack\", osserv\u00f2 in modo meditativo, come supponevo.\ncome immaginavo. Non sa come lasciarsi andare.\n\n Temo di non riuscire a seguirla, signor Bruff\", dissi modestamente.\n\n Non va bene, signorina Clack, non va bene una seconda volta. Franklin\nBlake \u00e8 uno dei miei preferiti, come ben sapete. Ma questo\nnon importa. Adotter\u00f2 il suo punto di vista, in questa occasione, prima che lei abbia il tempo di\ntempo di rivoltarsi contro di me. Ha ragione, signora. Ho sospettato\nMr. Ablewhite, per motivi che giustificano astrattamente il sospetto di Mr.\nBlake. Molto bene, sospettiamoli insieme. \u00c8 proprio nel suo\ncarattere, diremo, di essere in grado di rubare la Pietra di Luna. L'unica domanda \u00e8 se\nsolo se fosse nel suo interesse farlo.\n\n I debiti di Mr. Franklin Blake, ho osservato, sono questioni di famiglia\nnotoriet\u00e0.\n\n E i debiti del signor Godfrey Ablewhite non sono ancora arrivati a quello stadio di sviluppo.\nsviluppo. \u00c8 vero. Ma si d\u00e0 il caso che ci siano due difficolt\u00e0\nla sua teoria, signorina Clack. Io gestisco gli affari di Franklin Blake,\ne mi permetto di informarla che la stragrande maggioranza dei suoi creditori\n(sapendo che suo padre \u00e8 un uomo ricco) sono abbastanza soddisfatti di far pagare\ninteressi sui loro debiti e di aspettare i loro soldi. C'\u00e8 una prima\nprima difficolt\u00e0, che \u00e8 abbastanza difficile da risolvere. Troverete la seconda\nancora pi\u00f9 difficile. Ho l'autorit\u00e0 di Lady Verinder stessa,\nche sua figlia era pronta a sposare Franklin Blake, prima che quell'infernale Diamante Indiano\ninfernale indiano Diamond sparisse dalla casa. Lo aveva attirato\ncon la civetteria di una ragazzina. Ma lei\nMa aveva confessato a sua madre di amare il cugino Franklin e sua madre aveva\nmadre aveva confidato il segreto al cugino Franklin. Quindi eccolo l\u00ec,\nMiss Clack, con i suoi creditori contenti di aspettare e con la prospettiva certa di sposare un\nprospettiva di sposare un'ereditiera. In ogni caso, consideratelo un\nma mi dica, se non le dispiace, perch\u00e9 avrebbe dovuto rubare la Pietra di\nPietra di Luna?\n\n Il cuore umano \u00e8 imperscrutabile, dissi con dolcezza.  Chi pu\u00f2 scandagliare\nil cuore umano?\n\n In altre parole, sebbene non avesse l'ombra di una ragione per prendere il\nper prendere il Diamante, avrebbe potuto comunque prenderlo, per\nnaturale depravazione. Molto bene. Diciamo che l'ha fatto. Perch\u00e9 il diavolo\n\n Chiedo scusa, signor Bruff. Se sento nominare il diavolo in questo\nmodo, devo lasciare la stanza.\n\n Chiedo scusa, signorina Clack. Sar\u00f2 pi\u00f9 attento nella scelta del linguaggio in futuro.\nlinguaggio in futuro. Intendevo solo chiedere questo. Perch\u00e9, anche\nsupponendo che abbia preso il Diamante, Franklin Blake dovrebbe fare di s\u00e9\nla persona pi\u00f9 in vista della casa per cercare di recuperarlo? Potreste\ndirmi che l'ha fatto astutamente per distogliere i sospetti da se stesso. I\nrispondo che non aveva bisogno di sviare i sospetti perch\u00e9 nessuno sospettava di lui.\nlui. Prima ruba la Pietra di Luna (senza il minimo motivo)\nper naturale depravazione; e poi recita una parte, in relazione alla\nperdita del gioiello, che non ha la minima necessit\u00e0 di recitare,\ne che lo porta a offendere mortalmente la ragazza che altrimenti lo avrebbe sposato.\naltrimenti lo avrebbe sposato. Questa \u00e8 la mostruosa proposizione che siete\nsiete costretti ad affermare, se cercate di associare la scomparsa della Pietra di\ndella Pietra di Luna a Franklin Blake. No, no, signorina Clack! Dopo quello che \u00e8\noggi tra noi due, il vicolo cieco, in questo caso, \u00e8 completo.\ncompleto. L'innocenza di Rachel \u00e8 (come sa sua madre e come so io) al di l\u00e0 di ogni dubbio.\ncome sa sua madre e come so io) al di l\u00e0 di ogni dubbio. L'innocenza del signor Ablewhite \u00e8 altrettanto certa, altrimenti Rachel non avrebbe mai testimoniato.\nRachel non avrebbe mai testimoniato. E l'innocenza di Franklin Blake\nFranklin Blake, come avete appena visto, si afferma in modo inequivocabile. Da un lato\nda un lato, siamo moralmente certi di tutte queste cose. E, dall'altro\nd'altra parte, siamo altrettanto sicuri che qualcuno abbia portato la Pietra di Luna a\nLondra e che il signor Luker, o il suo banchiere, ne sia in possesso in questo momento.\nin questo momento. A cosa serve la mia esperienza, a cosa serve l'esperienza di chiunque, in un caso del genere.\nesperienza di chiunque, in un caso come questo? Mi lascia perplesso; vi lascia perplessi\nvoi, a tutti.\n\nNo, non tutti. Non aveva sconcertato il sergente Cuff. Stavo per\ncon tutta la mitezza possibile e con tutte le proteste necessarie per evitare di\ncon tutta la mitezza possibile e con tutte le proteste necessarie per evitare di gettare un'ombra su Rachel quando\nquando la domestica entr\u00f2 per dire che il dottore era andato via e che mia zia ci stava aspettando.\nzia stava aspettando di riceverci.\n\nLa discussione si interruppe. Il signor Bruff raccolse le sue carte, con l'aria un po' esausta\nun po' esausto per le richieste che la nostra conversazione gli aveva fatto.\nIo presi la mia borsa piena di preziose pubblicazioni, sentendomi come se avessi potuto continuare a parlare per ore.\navrei potuto continuare a parlare per ore. Procedemmo in silenzio verso la stanza di Lady\nVerinder.\n\nPermettetemi di aggiungere, prima che la mia narrazione passi ad altri eventi,\nche non ho descritto ci\u00f2 che \u00e8 avvenuto tra me e l'avvocato,\nsenza avere un obiettivo preciso. Mi \u00e8 stato ordinato di includere nel mio\ncontributo alla sconvolgente storia della Pietra di Luna una chiara rivelazione,\nnon solo della piega che ha preso il sospetto, ma anche dei nomi delle persone\npersone su cui si sospettava, all'epoca in cui si credeva che il diamante indiano fosse a Londra.\nsi credeva che il Diamante Indiano fosse a Londra. Il resoconto della mia conversazione in biblioteca con\nBruff mi \u00e8 sembrato proprio quello che ci voleva per rispondere a questo scopo.\na questo scopo e, allo stesso tempo, possedeva il grande vantaggio morale di rendere\nvantaggio morale di rendere necessario un sacrificio dell'autostima peccaminosa da parte mia.\ndi autostima, essenzialmente necessario da parte mia. Sono stato costretto a riconoscere\nche la mia natura decaduta ha avuto la meglio su di me. Nel fare questa umiliante\numiliante confessione, _io_ ho la meglio sulla mia natura decaduta. L'equilibrio morale\n\u00e8 ristabilito; l'atmosfera spirituale \u00e8 di nuovo limpida. Cari\namici, possiamo ripartire.\n\n\nCAPITOLO IV\n\nLa firma del testamento \u00e8 stata molto pi\u00f9 breve di quanto avessi previsto.\nprevisto. A mio avviso, fu fatta in fretta e furia.\nSamuel, il cameriere, fu mandato a fare da secondo testimone e la penna fu subito messa in mano a mia zia.\nfu messa subito in mano a mia zia. Mi sentii fortemente sollecitata a dire qualche\nparole appropriate in questa occasione solenne. Ma il modo di fare del signor Bruff\nBruff mi convinse che era meglio frenare l'impulso mentre lui era nella stanza.\nnella stanza. In meno di due minuti era tutto finito e Samuel (non avvantaggiato da ci\u00f2 che aveva detto)\nSamuel (non avvantaggiato da ci\u00f2 che avrei potuto dire) era sceso di nuovo al piano di sotto.\n\nIl signor Bruff ripieg\u00f2 il testamento e poi guard\u00f2 verso di me; apparentemente\nchiedendomi se intendessi o meno lasciarlo solo con mia zia.\nzia. Avevo la mia missione di misericordia da portare a termine e la mia borsa di preziose\npubblicazioni pronte in grembo. Avrebbe potuto aspettarsi di spostare la Cattedrale di\nPaul's Cathedral guardandola, piuttosto che spostare me. C'era un\nc'era un pregio in lui (dovuto senza dubbio alla sua formazione mondana) che non voglio\ndesiderio di negare. Era veloce nel vedere le cose. Sembrava che io producessi\nquasi la stessa impressione su di lui che avevo prodotto sul tassista.\nAnche lui pronunci\u00f2 un'espressione blasfema e si ritir\u00f2 in fretta e furia,\ne mi lasci\u00f2 padrona del campo.\n\nNon appena fummo soli, mia zia si sdrai\u00f2 sul divano, e poi\naccenn\u00f2, con una certa confusione, all'argomento del suo testamento.\n\n Spero che tu non ti ritenga trascurata, Drusilla, disse.  I\nintendo _dare_ la tua piccola eredit\u00e0, mia cara, con le mie mani.\n\nEcco un'occasione d'oro! L'ho colta al volo. In altre parole,\nho aperto immediatamente la borsa e ho tirato fuori la pubblicazione superiore. Si rivel\u00f2\nuna prima edizione, solo la venticinquesima, della famosa opera anonima (ritenuta della preziosa Miss Bellows), intitolata\nanonimo (che si ritiene sia della preziosa Miss Bellows), intitolato _Il serpente a casa_.\na casa_. Il progetto del libro, che il lettore mondano potrebbe non conoscere, \u00e8 quello di mostrare come il\n\u00e8 quello di mostrare come il Maligno sia in agguato in tutte le azioni apparentemente innocenti del nostro\nazioni apparentemente innocenti della nostra vita quotidiana. I capitoli\npi\u00f9 adatti alla lettura femminile sono Satana nella spazzola per capelli; Satana\ndietro lo specchio; Satana sotto il tavolo da t\u00e8; Satana fuori dalla finestra e molti altri.\ndalla finestra e molti altri.\n\n Dedica la tua attenzione, cara zia, a questo prezioso libro e mi darai tutto quello che ti chiedo.\nmi darai tutto quello che ti chiedo\".  Con queste parole, glielo consegnai aperto, in un\nun passaggio marcato, un'esplosione continua di eloquenza bruciante! Oggetto:\nSatana tra i cuscini del divano.\n\nLa povera Lady Verinder (che si era sdraiata senza pensieri sui cuscini del suo divano)\ndiede un'occhiata al libro e me lo restitu\u00ec con l'aria pi\u00f9 confusa che mai.\npi\u00f9 confusa che mai.\n\n Temo, Drusilla, disse, che dovr\u00f2 aspettare di stare un po' meglio per poterlo leggere.\nmeglio, prima di poterlo leggere. Il dottore\n\nNel momento in cui ha fatto il nome del medico, ho capito cosa stava per succedere.\nNella mia passata esperienza tra i miei compagni di sventura, i membri della professione di medico, notoriamente infedele, hanno sempre\ncompagni di vita, i membri della professione medica, notoriamente infedele, si erano frapposti tra me e la mia missione di misericordia sul\nMedicina si erano frapposti tra me e la mia missione di misericordia con la misera\nmiserabile pretesa che il paziente volesse la tranquillit\u00e0 e che l'influenza disturbatrice di tutti gli altri\nche l'influenza che pi\u00f9 temevano era quella di Miss Clack e dei suoi libri.\nl'influenza di Miss Clack e dei suoi libri. Proprio lo stesso materialismo accecato\nmaterialismo (che lavorava a tradimento alle mie spalle) cercava ora di privarmi dell'unico diritto di propriet\u00e0 che il mio\ndell'unico diritto di propriet\u00e0 che la mia povert\u00e0 poteva rivendicare, il mio diritto di\npropriet\u00e0 spirituale nella mia zia in via di estinzione.\n\n Il medico mi ha detto, ha proseguito la mia povera parente fuorviata, che oggi non sto\noggi non sto molto bene. Mi proibisce di vedere estranei; e mi ordina, se leggo, di leggere solo le cose pi\u00f9 leggere e divertenti.\nse leggo, di leggere solo i libri pi\u00f9 leggeri e divertenti.\nlibri pi\u00f9 leggeri e divertenti.  Non fate nulla, Lady Verinder, che vi affatichi la testa o che vi acceleri il polso\".\nQueste sono state le sue ultime parole, Drusilla, quando mi ha lasciata.\noggi.\n\nNon c'era altro da fare se non cedere di nuovo, solo per il momento, come\nprima. Qualsiasi affermazione aperta dell'importanza infinitamente superiore di un ministero come il mio\nun ministero come il mio, rispetto a quello del medico,\navrebbe solo provocato il medico a fare leva sulla debolezza umana del suo paziente e a minacciare\ndel suo paziente, e a minacciare di gettare il caso. Fortunatamente, ci sono\nci sono pi\u00f9 modi di seminare il buon seme e pochi sono pi\u00f9 esperti di me in questi modi.\nmeglio di me in questi modi.\n\n Potresti sentirti pi\u00f9 forte, cara, tra un'ora o due, ho detto.  Oppure\ndomattina potresti svegliarti con la sensazione che ti manchi qualcosa, e\ne anche questo volume senza pretese potrebbe essere in grado di soddisfarlo. Mi lascerete\nlasciarmi il libro, zia? Il dottore non pu\u00f2 certo opporsi!\n\nL'ho infilato sotto i cuscini del divano, met\u00e0 dentro e met\u00e0 fuori, vicino al\nal suo fazzoletto e alla sua boccetta di profumo. Ogni volta che la sua mano cercava\ndi uno di questi, toccava il libro; e, prima o poi (chi pu\u00f2 dirlo?\nchi lo sa?) il libro avrebbe potuto toccare _lei_. Dopo aver preso questa disposizione, pensai\nho ritenuto saggio ritirarmi.  Vi lascio riposare, cara zia; vi richiamer\u00f2 domani.\ndomani torner\u00f2 a trovarvi.  Guardai casualmente verso la finestra mentre\nmentre lo dicevo. Era piena di fiori, in scatole e vasi. Lady Verinder\nera stravagantemente affezionata a questi tesori deperibili e aveva l'abitudine di alzarsi di tanto in tanto per andare a guardarli e annusarli.\ndi alzarsi di tanto in tanto per andare a guardarli e annusarli.\nUna nuova idea mi balen\u00f2 nella mente.  Posso prendere un fiore?  I\ndissi e mi avvicinai alla finestra senza farmi notare, in quel modo. Invece di portare via\nun fiore, ne aggiunsi uno, a forma di un altro libro dalla mia borsa,\nche lasciai, per sorprendere mia zia, tra i gerani e le rose. \u00c8 seguito il felice pensiero\nfelice pensiero: perch\u00e9 non fare la stessa cosa per lei, povera cara, in\nin ogni altra stanza in cui entra?  Mi sono subito accomiatata e, attraversando il corridoio\nattraversando il corridoio, mi infilai nella biblioteca. Samuel, salendo per farmi uscire\nSamuel, salendo per lasciarmi uscire e supponendo che me ne fossi andata, scese di nuovo al piano di sotto. Sul tavolo della biblioteca\nsul tavolo della biblioteca notai due dei libri divertenti che il medico infedele mi aveva consigliato.\nmedico infedele. Li coprii immediatamente con due delle mie preziose pubblicazioni.\npreziose pubblicazioni. Nella sala delle colazioni trovai il canarino preferito di mia zia\ncanarino preferito di mia zia che cantava nella sua gabbia. Aveva sempre l'abitudine di\nnutrire lei stessa l'uccello. Su un tavolo che si trovava immediatamente sotto la gabbia era stata sparsa dell'arachide.\nche si trovava immediatamente sotto la gabbia. Misi un libro tra le erbette. Nel\nsalotto trovai altre occasioni per svuotare la mia borsa.\nborsa. Al pianoforte c'erano i pezzi musicali preferiti di mia zia. Ho infilato\naltri due libri tra la musica. Un altro l'ho gettato nel salottino\nsalotto, sotto un ricamo incompiuto, che sapevo essere di\nLady Verinder. Una terza stanzetta si apriva dal salotto\ndal salotto posteriore, dal quale era chiusa da tende invece che da una porta.\nSul comignolo c'era il ventilatore all'antica di mia zia. Aprii il mio\nnono libro in un passaggio molto particolare e ho messo il ventaglio come indicatore,\nper mantenere il posto. A quel punto si poneva il problema se dovessi salire ancora pi\u00f9 in alto\nse andare ancora pi\u00f9 in alto e provare il pavimento della camera da letto con il rischio, indubbiamente, di essere\ndi essere insultata, se la persona con i berretti si fosse trovata nelle zone\ncasa e mi avesse scoperto. Ma che importa?\n\u00c8 un povero cristiano che ha paura di essere insultato. Andai\ndi sopra, pronta a sopportare qualsiasi cosa. Tutto era silenzioso e solitario, era\nl'ora del t\u00e8 della servit\u00f9, suppongo. La stanza di mia zia era di fronte. La\nminiatura del mio caro zio defunto, Sir John, appesa alla parete di fronte al letto.\nal letto. Sembrava che mi sorridesse; sembrava che dicesse: \"Drusilla!\".\nun libro.  Ai lati del letto di mia zia c'erano dei tavoli. Lei dormiva male\ndormire male, e voleva, o pensava di volere, molte cose di notte. I\nun libro vicino ai fiammiferi da un lato e un libro sotto la scatola di gocce di cioccolato dall'altro.\ngocce di cioccolato dall'altro. Sia che volesse una luce, sia che volesse\nche volesse una goccia, c'era una pubblicazione preziosa per incontrare il suo sguardo o la sua mano e\nmano, e a dire con silenziosa eloquenza, in entrambi i casi,\n Vieni, provami! Provami!  Ma un solo libro era ormai rimasto in fondo alla mia\ne solo un appartamento era ancora inesplorato: il bagno, che si apriva dalla camera da letto.\nche si apriva dalla camera da letto. Sbirciai dentro; e la santa voce interiore che non inganna mai\nnon inganna mai, mi sussurr\u00f2: \"L'hai gi\u00e0 incontrata, Drusilla,\ndappertutto; incontratela al bagno, e il lavoro \u00e8 fatto.  I\nosservai una vestaglia gettata su una sedia. Aveva una tasca,\ne in quella tasca ho messo il mio ultimo libro. Le parole possono esprimere il mio squisito\nsenso del dovere compiuto, quando ero sgattaiolata fuori di casa, non sospettata da nessuno di loro, e quando mi ritrovai in strada con la\nnessuno di loro, e quando mi ritrovai in strada con la borsa vuota sotto il braccio?\nsotto il braccio? Oh, miei amici mondani, che inseguite il fantasma, il Piacere,\nattraverso i labirinti colpevoli della Dissipazione, come \u00e8 facile essere felici, se\nse solo sarete buoni!\n\nQuando quella sera ripiegai le mie cose e riflettei sulla _verit\u00e0_ delle ricchezze che avevo sparpagliato con mano cos\u00ec generosa.\nricchezza che avevo sparso con mano cos\u00ec generosa, da cima a fondo, nella casa di mia zia\ndella casa della mia ricca zia, dichiarai di essermi sentita libera da ogni\nda ogni ansia come se fossi tornata bambina. Ero cos\u00ec spensierata che\nche ho cantato una strofa dell'Inno della sera. Ero cos\u00ec spensierata che mi addormentai prima di\naddormentato prima di poterne cantare un'altra. Come un bambino!\ncome un bambino!\n\nCos\u00ec passai quella notte beata. Quando mi alzai la mattina dopo, come mi sentii giovane\nMi sentivo giovane! Potrei aggiungere, come sembravo giovane, se fossi stato capace di soffermarmi\ndi soffermarmi sulle preoccupazioni del mio corpo deperibile. Ma non ne sono capace e non\nnon aggiungo nulla.\n\nVerso l'ora di pranzo, non per amore delle comodit\u00e0, ma per la certezza di trovare la cara zia.\nper la certezza di trovare la cara zia, indossai la cuffia per andare a Montagu Square.\nMontagu Square. Proprio mentre ero pronta, la cameriera dell'alloggio in cui vivevo si affacci\u00f2 alla porta.\nin cui vivevo allora si affacci\u00f2 alla porta e disse: \"La serva di Lady Verinder,\nper vedere la signorina Clack.\n\nIn quel periodo della mia residenza a Londra, occupavo il piano del salotto.\nIl salotto anteriore era il mio salotto. Molto piccolo, con il soffitto molto basso\nsoffitto, molto mal arredato ma, oh, cos\u00ec ordinato! Guardai nel passaggio per vedere\nper vedere quale domestico di Lady Verinder avesse chiesto di me. Era\nera il giovane cameriere, Samuel, una persona civile di colore fresco, con uno sguardo\nsguardo educato e un modo di fare molto cortese. Ho sempre provato un interesse\ninteresse spirituale per Samuel e il desiderio di metterlo alla prova con qualche parola seria.\nparole serie. In questa occasione lo invitai nel mio salotto.\n\nEntr\u00f2 con un grosso pacco sotto il braccio. Quando pos\u00f2 il pacco\nquando lo mise a terra, sembr\u00f2 spaventarsi.  Il mio amore di signora, signorina, e stavo per\ndire che all'interno avrebbe trovato una lettera.  Dopo aver dato questo messaggio,\nil giovane cameriere di colore fresco mi sorprese con l'aria di chi avrebbe voluto\ncome se avesse voluto scappare.\n\nGli ho chiesto di fare qualche gentile richiesta. Avrei potuto vedere mia zia, se\nse avessi chiamato a Montagu Square? No, era uscita per un giro in macchina. La signorina Rachel\nera andata con lei e Mr. Ablewhite si era seduto in carrozza,\nanche Mr. Ablewhite si era seduto in carrozza. Sapendo quanto fosse tristemente in arretrato il lavoro di beneficenza del caro Mr.\narretrato, mi sembrava strano che uscisse in macchina, come un uomo\nozioso. Fermai Samuel sulla porta e feci qualche altra gentile richiesta.\nrichieste di informazioni. La signorina Rachel andava a un ballo quella sera e Mr.\nAblewhite aveva deciso di prendere il caff\u00e8 e di accompagnarla. C'era un concerto mattutino\nconcerto mattutino pubblicizzato per domani, e a Samuel era stato ordinato di prendere posto\nSamuel aveva ordinato di prendere i posti per una grande festa, compreso un posto per Mr.  Tutti i\ntutti i biglietti potrebbero essere finiti, signorina, disse questo giovane innocente, se non corro a prenderli subito!\na prenderli subito!  Corse mentre diceva queste parole e io mi ritrovai di nuovo da sola, con\ndi nuovo sola, con alcuni pensieri ansiosi che mi occupavano.\n\nQuella sera c'\u00e8 stata una riunione speciale della Societ\u00e0 delle Madri per la Conversione dei Vestiti\nquella sera, convocata espressamente per ottenere il consiglio e l'assistenza del signor Godfrey.\nGodfrey. Invece di sostenere la nostra sorellanza,\nsotto un flusso travolgente di pantaloni che ha prostrato la nostra piccola comunit\u00e0, aveva organizzato\ncomunit\u00e0, aveva deciso di prendere un caff\u00e8 a Montagu Square e di andare poi a un ballo!\ne di andare poi a un ballo! Il pomeriggio del giorno successivo era stato\nper il Festival delle donne britanniche\nBritish-Ladies-Servants-Sunday-Sweetheart-Supervision Society.\nInvece di essere presente, la vita e l'anima di quell'istituzione in lotta\nistituzione, si era impegnato a far parte di un gruppo di mondani a un concerto mattutino!\nconcerto mattutino! Mi sono chiesto che cosa significava? Ahim\u00e8, significava che\nil nostro Eroe cristiano si sarebbe rivelato a me in un nuovo personaggio e\ne che sarebbe stato associato nella mia mente a una delle pi\u00f9 terribili\ndei tempi moderni.\n\nTorniamo per\u00f2 alla storia di quel giorno. Trovandomi\nnella mia stanza, mi venne spontaneo rivolgere la mia attenzione al pacco che sembrava\nche sembrava aver intimorito in modo cos\u00ec strano il giovane cameriere fresco di\ngiovane cameriere. Era stata mia zia a mandarmi l'eredit\u00e0 promessa?\nsotto forma di abiti dismessi, cucchiai d'argento logori, gioielli fuori moda o altro.\ngioielli fuori moda o qualcosa del genere? Pronta ad accettare\ntutto e a non risentirmi di nulla, aprii il pacco e cosa mi si par\u00f2 davanti?\nLe dodici preziose pubblicazioni che avevo sparso per la casa il giorno prima.\ncasa il giorno precedente; tutte restituite per ordine del dottore!\nIl giovane Samuele non poteva che rimpicciolirsi quando port\u00f2 il pacco nella mia stanza!\nnella mia stanza! E poteva correre quando aveva compiuto la sua miserabile commissione!\nQuanto alla lettera di mia zia, si limitava a dire, povera anima, che non osava disobbedire al suo medico.\nnon osa disobbedire al suo medico.\n\nCosa fare ora? Con la mia formazione e i miei principi, non ho mai\nun momento di dubbio.\n\nUna volta sostenuto dalla coscienza, una volta intrapresa una carriera di manifesta utilit\u00e0, il vero cristiano non cede mai.\nutilit\u00e0 manifesta, il vero cristiano non cede mai. N\u00e9 le influenze pubbliche\nn\u00e9 le influenze pubbliche n\u00e9 quelle private producono il minimo effetto su di noi, quando abbiamo\nuna volta ottenuta la nostra missione. La tassazione pu\u00f2 essere la conseguenza di una missione;\nle rivolte possono essere la conseguenza di una missione, le guerre possono essere la conseguenza di una missione.\ndi una missione, le guerre possono essere la conseguenza di una missione.\nconsiderazione umana che muove il mondo al di fuori di noi. Siamo al di sopra della ragione, siamo\nsiamo al di l\u00e0 del ridicolo; vediamo con gli occhi di nessuno, sentiamo con le orecchie di nessuno, sentiamo con il cuore di nessuno.\norecchie, sentiamo con il cuore di nessuno, se non con il nostro. Glorioso, glorioso\nprivilegio! E come si guadagna? Ah, amici miei, potete risparmiarvi\nrisparmiarvi questa inutile indagine! Siamo le uniche persone che possono guadagnarselo\nperch\u00e9 siamo le uniche persone che hanno sempre ragione.\n\nNel caso della mia zia fuorviata, la forma che la devota perseveranza avrebbe dovuto\nche la pia perseveranza avrebbe dovuto assumere si rivel\u00f2 a me abbastanza chiaramente.\n\nLa preparazione da parte di amici ecclesiastici era fallita, a causa della riluttanza di Lady Verinder.\nLady Verinder. La preparazione con i libri era fallita, a causa della\nostinazione infedele del dottore. E cos\u00ec sia! Qual era la prossima cosa da tentare? La prossima\nera la preparazione con le piccole note. In altre parole, i libri stessi\nlibri stessi erano stati rispediti, alcuni estratti dei libri,\ncopiati da mani diverse e tutti indirizzati come lettere a mia zia,\nalcuni da spedire per posta e altri da distribuire in casa secondo il piano che avevo adottato\ncasa secondo il piano che avevo adottato il giorno precedente. Come lettere\nnon avrebbero destato alcun sospetto; come lettere sarebbero state aperte e, una volta aperte, avrebbero potuto essere\nuna volta aperte, potevano essere lette. Alcune le scrissi io stessa.  Cara zia, posso\nposso chiedere la tua attenzione su alcune righe?  Cara zia, ieri sera stavo leggendo\ne mi sono imbattuto nel seguente passo, ecc. Altre lettere sono state\nscritte per me dalle mie preziose compagne di lavoro, la sorellanza delle\nMadri - Vestiti piccoli.  Cara signora, perdoni l'interesse che ha per lei\nda un'amica vera, anche se umile.   Cara signora, pu\u00f2 una persona seria\nsorprenderla dicendo qualche parola di incoraggiamento?  Utilizzando queste e altre\nforme analoghe di appello cortese, abbiamo reintrodotto tutti i miei preziosi\npassaggi preziosi sotto una forma che nemmeno l'attento materialismo del dottore\nmedico poteva sospettare. Prima che le ombre della sera si chiudessero intorno a noi, avevo\nuna dozzina di lettere di risveglio per mia zia, invece di una dozzina di libri di risveglio.\nlibri di risveglio. Sei le preparai subito per spedirle per posta,\ne sei le tenni in tasca per distribuirle personalmente in casa il giorno dopo.\ngiorno successivo.\n\nPoco dopo le due ero di nuovo sul campo del pio conflitto,\nrivolgendo altre gentili richieste a Samuel alla porta di Lady Verinder.\n\nMia zia aveva passato una brutta notte. Era di nuovo nella stanza in cui avevo assistito al suo testamento.\navevo assistito al suo Testamento, riposando sul divano e cercando di dormire un po'.\nsonno.\n\nDissi che avrei aspettato in biblioteca, nella speranza di vederla. Nel\nfervore del mio zelo nel distribuire le lettere, non mi \u00e8 mai venuto in mente di\ndi chiedere informazioni su Rachel. La casa era tranquilla, ed era passata l'ora\nin cui iniziava l'esibizione musicale. Davo per scontato che lei\nlei e il suo gruppo di amanti del piacere (Mr. Godfrey, ahim\u00e8, compreso) fossero\nGodrey, ahim\u00e8, compreso) fossero tutti al concerto, e mi dedicai con entusiasmo al mio buon lavoro, finch\u00e9 il tempo e l'opportunit\u00e0 erano ancora a mia disposizione.\ntempo e l'opportunit\u00e0 erano ancora a mia disposizione.\n\nLa corrispondenza della mattina di mia zia, comprese le sei lettere di risveglio che avevo spedito durante la notte, giaceva in biblioteca senza essere aperta.\nlettere che avevo spedito durante la notte, giaceva inascoltata sul tavolo della biblioteca.\nsul tavolo della biblioteca. Evidentemente non si sentiva all'altezza di gestire una grande massa di lettere e\ndi lettere e, se fosse entrata in biblioteca pi\u00f9 tardi, avrebbe potuto essere scoraggiata dal loro numero.\nse fosse entrata in biblioteca pi\u00f9 tardi nel corso della giornata. Misi una delle mie seconde sei lettere\nsul camino da sola, lasciando che attirasse la sua curiosit\u00e0 con il suo\ncuriosit\u00e0, grazie alla sua posizione solitaria, separata dal resto. A\nuna seconda lettera la misi di proposito sul pavimento della sala della colazione. Il primo\nIl primo servitore che fosse entrato dopo di me avrebbe concluso che mia zia l'aveva fatta\nzia l'avesse fatta cadere e si sarebbe preoccupato di restituirgliela. Il\ncampo cos\u00ec seminato al piano seminterrato, corsi con leggerezza al piano di sopra per\nspargere le mie misericordie sul pavimento del salotto.\n\nProprio mentre entravo nella stanza d'ingresso, sentii bussare due volte alla\nbussare alla porta della strada, un bussare morbido, svolazzante e premuroso. Prima che mi venisse in mente di\nprima che potessi pensare di tornare in biblioteca (dove avrei dovuto aspettare), il giovane e attivo cameriere era nell'ingresso\nin cui avrei dovuto aspettare), il giovane e attivo cameriere era nell'atrio e rispondeva alla porta.\nporta. Non aveva molta importanza, come pensavo. Nello stato di salute di mia zia,\ndi salute di mia zia, le visite in generale non erano ammesse. Con mio orrore e stupore, l'esecutore\nl'esecutore del piccolo e dolce bussare si rivel\u00f2 un'eccezione alle regole generali.\nregole generali. La voce di Samuel sotto di me (dopo aver apparentemente risposto ad alcune\ndomande che non avevo sentito) disse, inequivocabilmente: \"Di sopra, se vuole, signore\".\nprego, signore.  Un attimo dopo sentii dei passi, dei passi d'uomo che si avvicinavano al salotto.\nun uomo che si avvicinava al pavimento del salotto. Chi poteva essere questo favorito\nvisitatore di sesso maschile? Quasi appena mi sono posta la domanda, mi \u00e8 venuta in mente la risposta.\ndomanda, mi venne in mente la risposta. Chi poteva essere se non il dottore?\n\nNel caso di qualsiasi altro visitatore, mi sarei lasciata scoprire nel salotto.\nscoperto nel salotto. Non ci sarebbe stato nulla di strano\ncomune nel fatto che mi fossi stancato della biblioteca e fossi andato di\ndi sopra per cambiare. Ma il mio amor proprio mi imped\u00ec di incontrare la persona che aveva insultato\nincontrare la persona che mi aveva insultato rimandandomi i libri. I\nmi sono infilata nella piccola terza stanza, che ho gi\u00e0 menzionato come\ncomunicante con il salotto posteriore, e feci cadere le tende che chiudevano\nche chiudevano l'uscio aperto. Se avessi aspettato l\u00ec per un minuto o due, il risultato abituale in questi casi\nse solo avessi aspettato un minuto o due, si sarebbe verificato il risultato abituale in questi casi. Vale a dire,\nil medico sarebbe stato condotto nella stanza del suo paziente.\n\nHo aspettato un minuto o due, e pi\u00f9 di un minuto o due. Ho sentito il\nvisitatore che camminava inquieto avanti e indietro. L'ho anche sentito\nparlare da solo. Mi sembr\u00f2 persino di riconoscere la voce. Avevo fatto un\nerrore? Non era il dottore, ma qualcun altro? Il signor Bruff, per esempio?\nBruff, per esempio? No! Un istinto infallibile mi disse che non era il signor Bruff.\nChiunque fosse, stava ancora parlando da solo. Ho aperto le pesanti\ntende, il pi\u00f9 piccolo boccone del mondo, e ascoltai.\n\nLe parole che ho sentito sono state: \"Lo far\u00f2 oggi!  E la voce che le pronunci\u00f2\nera quella del signor Godfrey Ablewhite.\n\n\nCAPITOLO V\n\nLa mia mano \u00e8 caduta dalla tenda. Ma non supponete, oh, non\nche il terribile imbarazzo della mia situazione fosse l'idea pi\u00f9\nmente l'idea pi\u00f9 importante! Era ancora cos\u00ec fervido l'interesse di sorella che sentivo\nGodfrey, che non mi sono mai fermata a chiedermi perch\u00e9 non fosse al concerto.\nal concerto. No! Pensai solo alle parole, le sorprendenti\nparole che erano appena uscite dalle sue labbra. L'avrebbe fatto oggi. Aveva\naveva detto, con un tono di terribile risoluzione, che l'avrebbe fatto oggi. Cosa, oh\ncosa avrebbe fatto? Qualcosa di ancora pi\u00f9 deplorevolmente indegno di lui rispetto a\ndi quello che aveva gi\u00e0 fatto? Avrebbe apostatato dalla fede? Ci abbandonerebbe\nabbandonarci alle Madri? Avevamo visto l'ultimo suo\nsorriso angelico nella sala delle commissioni? Avevamo sentito l'ultimo della sua\nimpareggiabile eloquenza a Exeter Hall? Ero cos\u00ec sconvolta dalla sola idea di queste\ndi queste terribili eventualit\u00e0 in relazione a un uomo cos\u00ec\nuomo, che credo che mi sarei precipitato dal mio nascondiglio,\ne l'avrei implorato a nome di tutti i comitati femminili di Londra di spiegarsi.\nspiegarsi, quando improvvisamente sentii un'altra voce nella stanza. Essa\npenetrare attraverso le tende; era forte, era audace, era\nprivo di ogni fascino femminile. La voce di Rachel Verinder.\n\n Perch\u00e9 sei venuto qui, Godfrey? chiese lei.  Perch\u00e9 non sei andato\nin biblioteca?\n\nLui rise dolcemente e rispose: \"La signorina Clack \u00e8 in biblioteca.\n\n Clack in biblioteca!  Si sedette immediatamente sull'ottomana nel\nsalotto sul retro.  Hai ragione, Godfrey. \u00c8 molto meglio\nmeglio fermarci qui.\n\nDa un momento all'altro ero in preda alla febbre e avevo qualche dubbio sul da farsi.\nfare. Ora ero estremamente freddo e non sentivo alcun dubbio. Mostrarsi\nmostrarmi, dopo quello che avevo sentito, era impossibile. Ritirarsi se non\nnel camino era ugualmente fuori questione. Un martirio era\ndavanti a me. Per giustizia verso me stessa, sistemai silenziosamente le tende in modo da poter\nin modo da poter vedere e sentire. E poi andai incontro al mio martirio, con lo spirito\nspirito di un cristiano primitivo.\n\n Non sedetevi sull'ottomana, prosegu\u00ec la signorina.  Portate una sedia,\nGodfrey. Mi piace che le persone siano di fronte a me quando parlo con loro.\n\nPrese il posto pi\u00f9 vicino. Era una sedia bassa. Era molto alto e\ndi molte taglie in pi\u00f9 per quella sedia. Non avevo mai visto le sue gambe cos\u00ec svantaggiate\nprima d'ora.\n\n Ebbene? ha proseguito.  Cosa hai detto loro?\n\n Proprio quello che hai detto a me, cara Rachel.\n\n Che la mamma non stava affatto bene oggi? E che non mi \u00e8 piaciuto molto\nlasciarla per andare al concerto?\n\n Queste erano le parole. Erano addolorati per averti perso al concerto,\nma hanno capito bene. Tutti ti hanno mandato il loro affetto e tutti hanno espresso la\nrallegrante convinzione che l'indisposizione di Lady Verinder sarebbe presto passata.\npresto.\n\n Non pensi che sia una cosa seria, vero, Godfrey?\n\n Tutt'altro! Tra qualche giorno, ne sono certo, tutto sar\u00e0 di nuovo a posto.\ndi nuovo.\n\n Lo penso anch'io. All'inizio ero un po' spaventato, ma credo che sia cos\u00ec.\nanche. \u00c8 stato molto gentile andare a giustificarsi con persone che sono quasi estranee.\npersone che per voi sono quasi degli estranei. Ma perch\u00e9 non andare con loro al\nconcerto? Mi sembra molto difficile che anche tu ti perda la musica.\n\n Non dire cos\u00ec, Rachel! Se solo sapessi quanto sono pi\u00f9 felice qui..,\ncon te!\n\nLui strinse le mani e la guard\u00f2. Nella posizione che occupava\noccupata, quando lo fece, si gir\u00f2 verso di me. Le parole possono descrivere quanto mi\nnauseato quando notai sul suo volto esattamente la stessa espressione patetica che mi aveva incantato\nche mi aveva incantato quando stava implorando per milioni di indigenti\ndei suoi simili sul palco di Exeter Hall!\n\n \u00c8 difficile superare le proprie cattive abitudini, Godfrey. Ma cerca di superare\nl'abitudine di fare complimenti per compiacermi.\n\n Non ti ho mai fatto un complimento, Rachel, in vita mia. Un amore di successo\npu\u00f2 talvolta usare il linguaggio dell'adulazione, lo ammetto. Ma l'amore senza speranza,\ncara, dice sempre la verit\u00e0.\n\nSi avvicin\u00f2 alla sedia e le prese la mano, quando disse \"amore senza speranza\".\namore.  Ci fu un attimo di silenzio. Lui, che aveva emozionato tutti, aveva\nsenza dubbio aveva emozionato _lei_. Credevo di aver capito le parole che\nche gli erano cadute quando era solo in salotto: \"Lo far\u00f2 oggi\".\noggi.  Ahim\u00e8, la pi\u00f9 rigida correttezza difficilmente avrebbe potuto non scoprire\nscoprire che lo stava facendo ora.\n\n Hai dimenticato quello che avevamo concordato, Godfrey, quando mi hai parlato in\ncampagna? Eravamo d'accordo che saremmo stati cugini, e niente di pi\u00f9.\n\n Rompo l'accordo, Rachel, ogni volta che ti vedo.\n\n Allora non vedermi.\n\n \u00c8 del tutto inutile! Rompo l'accordo ogni volta che penso a te. Oh,\nRachel! Con quanta gentilezza mi hai detto, solo l'altro giorno, che il mio posto nella tua stima\nnella tua stima era un posto pi\u00f9 alto di quanto non fosse mai stato! Sono forse pazzo\na costruire le speranze che ho su quelle care parole? Sono forse pazzo a sognare un\ngiorno in cui il vostro cuore si ammorbidir\u00e0 per me? Non ditemi cos\u00ec, se lo sono!\nLasciami la mia illusione, cara! Devo avere _questo_ a cui aggrapparmi e che mi conforti.\nconsolarmi, se non ho altro!\n\nLa sua voce trem\u00f2 e si port\u00f2 il fazzoletto bianco agli occhi.\nAncora Exeter Hall! Non mancava nulla per completare il parallelo\npubblico, gli applausi e il bicchiere d'acqua.\n\nPersino la sua natura ostinata fu toccata. La vidi avvicinarsi un po' di pi\u00f9\na lui. Sentii un nuovo tono di interesse nelle sue parole successive.\n\n Sei davvero sicuro, Godfrey, di essere cos\u00ec affezionato a me?\n\n Certo! Sai cos'ero, Rachel. Lascia che ti dica cosa sono. Ho\nperso ogni interesse nella vita, tranne quello per te. Una trasformazione\n\u00e8 avvenuta in me e non riesco a spiegarmela da solo. Ci crederesti?\nci credete? La mia attivit\u00e0 di beneficenza \u00e8 una seccatura insopportabile per me; e quando vedo un comitato di signore ora, vorrei essere ai confini del mondo.\nquando vedo un comitato di signore, mi auguro di essere ai confini del mondo!\nterra!\n\nSe gli annali dell'apostasia offrono qualcosa di paragonabile a questa\ndichiarazione come questa, posso solo dire che il caso in questione non \u00e8\nnon \u00e8 ricavabile dai magazzini delle _mie_ letture. Ho pensato alle\nMadri - Vestiti Piccoli. Ho pensato alla Supervisione domenicale del cuore.\nHo pensato alle altre Societ\u00e0, troppo numerose per essere menzionate, tutte costruite\nsu quest'uomo come su una torre di forza. Ho pensato ai comitati femminili in lotta\nche, per cos\u00ec dire, traevano il respiro della loro vita professionale dalle narici di Mr.\nattraverso le narici del signor Godfrey, quello stesso signor Godfrey che aveva appena\nGodfrey che aveva appena disprezzato il nostro buon lavoro come una seccatura e aveva appena dichiarato che avrebbe voluto essere\nche avrebbe voluto essere all'estremit\u00e0 della terra quando si trovava in nostra compagnia!\nin nostra compagnia! Le mie giovani amiche si sentiranno incoraggiate a\nperseverare, quando dir\u00f2 che ho messo a dura prova anche la mia disciplina prima di\ndi divorare in silenzio la mia giusta indignazione. Allo stesso tempo,\n\u00e8 giusto aggiungere che non ho perso una sillaba della conversazione.\nconversazione. Rachel fu la prossima a parlare.\n\n Hai fatto la tua confessione, disse.  Mi chiedo se questo potrebbe\nse io facessi la mia?\n\nHa iniziato lui. Confesso che ho iniziato anch'io. Lui pensava, e io pensavo, che\nche lei stesse per rivelare il mistero della Pietra di Luna.\n\n Pensereste, a guardarmi, continu\u00f2, che io sia la pi\u00f9\npi\u00f9 miserabile che esista? \u00c8 vero, Godfrey. Quale miseria pi\u00f9 grande\ndi vivere degradata secondo la propria opinione? Questa \u00e8 la mia\nvita ora.\n\n Mia cara Rachel, \u00e8 impossibile che tu abbia motivo di parlare di te stessa in questo modo!\ndi te stessa in questo modo!\n\n Come fai a sapere che non ho motivi?\n\n Puoi farmi la domanda! Lo so, perch\u00e9 conosco te. Il tuo\nsilenzio, carissima, non ti ha mai abbassato nella stima dei tuoi veri\namici. La scomparsa del tuo prezioso regalo di compleanno pu\u00f2 sembrare\nstrano; il tuo inspiegabile legame con quell'evento pu\u00f2 sembrare ancora pi\u00f9 strano...\nancora\n\n Stai parlando della Pietra di Luna, Godfrey?\n\n Ho certamente pensato che lei si riferisse\n\n Non ho fatto riferimento a nulla del genere. Posso sentire parlare della perdita della\nPietra di Luna, che ne parli chi vuole, senza sentirmi degradato nella mia stessa\nstima. Se la storia del Diamante verr\u00e0 mai alla luce, si sapr\u00e0 che ho accettato una terribile responsabilit\u00e0.\nsi sapr\u00e0 che ho accettato una terribile responsabilit\u00e0; si sapr\u00e0 che\nche mi sono impegnato a mantenere un miserabile segreto, ma sar\u00e0 chiaro come il sole a mezzogiorno.\nchiaro come il sole a mezzogiorno che non ho fatto nulla di male! Tu mi hai\nmi hai frainteso, Godfrey. \u00c8 colpa mia se non ho parlato pi\u00f9 chiaramente.\nCosti quel che costi, ora sar\u00f2 pi\u00f9 chiaro. Supponiamo che tu non sia\ndi me? Se fossi innamorato di un'altra donna?\n\n S\u00ec?\n\n E se scopriste che quella donna non \u00e8 assolutamente degna di voi?\nSupponiamo che siate convinti che sia una vergogna per voi sprecare\nun altro pensiero per lei? Supponiamo che la sola idea di sposare una persona del genere\npersona vi facesse bruciare il viso solo al pensiero.\n\n S\u00ec?\n\n E supponiamo che, nonostante tutto, non riusciate a strapparla dal vostro cuore?\ncuore? Supponiamo che il sentimento che aveva suscitato in voi (nel periodo in cui credevate in lei) non fosse un sentimento da nascondere?\nquando credevate in lei) non fosse un sentimento da nascondere? Supponiamo che l'amore che questa\ndisgraziato ti avesse ispirato? Oh, come posso trovare le parole per dirlo! Come\nCome posso far capire a un _uomo_ che un sentimento che mi fa orrore a\nme stesso, pu\u00f2 essere un sentimento che mi affascina allo stesso tempo? \u00c8 il\nrespiro della mia vita, Godfrey, ed \u00e8 il veleno che mi uccide in un colpo solo!\nuno! Vattene! Devo essere fuori di testa per parlare come sto facendo ora. No!\nNon devi lasciarmi, non devi portare via un'impressione sbagliata. Devo\ndire quello che c'\u00e8 da dire in mia difesa. Badate a questo! Lui non sa\nsa e non sapr\u00e0 mai quello che ho detto a voi. Non lo vedr\u00f2 mai.\nnon m'importa cosa succede, non lo vedr\u00f2 mai, mai, mai pi\u00f9! Non\nchiedermi il suo nome! Non chiedetemi pi\u00f9 nulla! Cambiamo argomento. Sei\nsei abbastanza medico, Godfrey, da dirmi perch\u00e9 mi sento come se stessi soffocando\nper mancanza di fiato? Esiste una forma di isteria che scoppia in parole\ninvece delle lacrime? Oso dire! Che importanza ha? Supererete\nqualsiasi problema che vi ho causato, abbastanza facilmente. Sono sceso al mio\nposto nella vostra stima, non \u00e8 vero? Non si accorga di me! Non avere piet\u00e0\nNon compatitemi! Per l'amor di Dio, andate via!\n\nSi gir\u00f2 di scatto e batt\u00e9 selvaggiamente le mani sullo schienale dell'ottomana.\ndell'ottomana. La testa le cadde sui cuscini e scoppi\u00f2 a piangere.\npiangere. Prima che avessi il tempo di sentirmi scioccata da questo, fui colpita dall'orrore\nda un'azione del tutto inaspettata da parte del signor Godfrey. Si pu\u00f2\nsar\u00e0 vero che \u00e8 caduto in ginocchio ai suoi piedi? In entrambe le ginocchia,\nlo dichiaro solennemente! La modestia vuole che si dica che l'ha abbracciata\ndopo? E l'ammirazione riluttante pu\u00f2 riconoscere che l'ha elettrizzata\ncon due parole?\n\n Nobile creatura!\n\nNon pi\u00f9 di questo! Ma l'ha fatto con una delle esplosioni che hanno reso\nfama di oratore pubblico. Lei rimase seduta, o del tutto folgorata, o del tutto affascinata.\naffascinata, non so quale delle due, senza nemmeno sforzarsi di rimettere le braccia\ndi rimettere le braccia al loro posto. Quanto a me, il mio\nsenso del pudore era completamente sconcertato. Ero cos\u00ec dolorosamente\nincerto se fosse mio dovere chiudere gli occhi o tapparmi le orecchie, che non feci n\u00e9 l'uno n\u00e9 l'altro.\norecchie, che non feci n\u00e9 l'uno n\u00e9 l'altro. Attribuisco il fatto di essere ancora in grado di tenere la tenda\ntenda nella posizione giusta per guardare e ascoltare, interamente a\nall'isteria repressa. Nell'isteria repressa \u00e8 ammesso, anche dai medici, che si debba\nmedici, che si deve tenere qualcosa.\n\n S\u00ec, disse, con tutto il fascino della sua voce e dei suoi modi evangelici, sei una nobile creatura!\nmodo di fare, lei \u00e8 una nobile creatura! Una donna che sa dire la verit\u00e0, per\nuna donna che sacrifica il suo orgoglio piuttosto che sacrificare un uomo onesto che la ama.\nsacrificare un uomo onesto che la ama \u00e8 il pi\u00f9 inestimabile di tutti i tesori.\ntesori. Quando una donna di questo tipo si sposa, se il marito si limita a conquistare la sua stima e il suo\nstima e considerazione, ottiene abbastanza da nobilitare tutta la sua vita. Tu hai\nparlato, carissima, del posto che occupi nella mia stima. Giudicate voi quale sia questo posto\nquando ti imploro in ginocchio di lasciare che la cura del tuo povero cuore ferito\ncuore ferito sia la mia cura. Rachele! Mi onorerai, mi benedirete, diventando mia moglie?\ndiventando mia moglie?\n\nA questo punto avrei certamente deciso di tapparmi le orecchie, se\nRachel non mi avesse incoraggiato a tenerle aperte, rispondendogli con le prime\nprime parole sensate che avessi mai sentito uscire dalle sue labbra.\n\n Godfrey! disse, devi essere pazzo!\n\n Non ho mai parlato in modo pi\u00f9 ragionevole, carissima, nel tuo e nel mio interesse.\nnel mio. Guardate per un attimo al futuro. La tua felicit\u00e0 deve essere\nsacrificata a un uomo che non ha mai saputo cosa provi per lui, e\ne che sei decisa a non rivedere mai pi\u00f9? Non \u00e8 forse tuo dovere verso\ndimenticare questo infelice attaccamento? E l'oblio si trova nella vita che state conducendo?\nnella vita che state conducendo ora? Avete provato quella vita, e\ne ne siete gi\u00e0 stanchi. Circondatevi di interessi pi\u00f9 nobili\npi\u00f9 nobili dei miseri interessi del mondo. Un cuore che vi ama e vi onora\nun cuore che ti ama e ti onora, una casa le cui rivendicazioni pacifiche e i cui doveri felici\ngiorno per giorno provano la consolazione, Rachel, che si trova l\u00ec!\nNon chiedo il tuo amore, mi accontento del tuo affetto e della tua stima.\naffetto e della tua stima. Lasciate che il resto sia lasciato, fiduciosamente lasciato, alla devozione di vostro\nmarito e al Tempo che guarisce anche ferite profonde come le vostre.\nle vostre.\n\nCominciava gi\u00e0 a cedere. Oh, che educazione deve aver avuto!\nOh, come avrei agito diversamente al suo posto!\n\n Non mi tentare, Godfrey, disse lei; sono gi\u00e0 abbastanza miserabile e imprudente\ngi\u00e0 abbastanza. Non tentarmi di essere pi\u00f9 miserabile e pi\u00f9 spericolata\nancora!\n\n Una domanda, Rachel. Hai qualche obiezione personale nei miei confronti?\n\n I! Mi sei sempre piaciuto. Dopo quello che mi avete appena detto, sarei davvero insensibile se non\nsarei davvero insensibile se non rispettassi e ammirassi anche te.\n\n Conosci molte mogli, mia cara Rachel, che rispettano e ammirano i loro mariti?\nmariti? Eppure loro e i loro mariti vanno molto d'accordo. Quante spose\nspose vanno all'altare con cuori che non sopporterebbero l'ispezione degli uomini che\nuomini che le accompagnano? Eppure non finisce male, in un modo o nell'altro.\nin un modo o nell'altro, l'organizzazione nuziale va avanti. La verit\u00e0 \u00e8 che le donne cercano il\nmatrimonio come un rifugio, molto pi\u00f9 di quanto siano disposte ad ammettere.\ne, per di pi\u00f9, scoprono che il matrimonio ha giustificato la loro fiducia in esso.\nfiducia in esso. Guardate ancora una volta il vostro caso. Alla vostra et\u00e0 e con le vostre\ncon le vostre attrattive, \u00e8 possibile che vi condanniate a una vita da\nvita da single? In base alla mia conoscenza del mondo, non c'\u00e8 nulla di meno possibile.\n\u00c8 solo una questione di tempo. Potreste sposare un altro uomo, tra qualche\nanni a venire. Oppure puoi sposare l'uomo, carissimo, che ora \u00e8 ai tuoi piedi e che apprezza il tuo rispetto e la tua ammirazione pi\u00f9 di ogni altro amore.\ne che apprezza il tuo rispetto e la tua ammirazione pi\u00f9 dell'amore di qualsiasi altra donna sulla\nqualsiasi altra donna sulla faccia della terra.\n\n Piano, Godfrey! Mi stai facendo venire in mente qualcosa a cui non avevo mai\npensato prima. Mi stai tentando con una nuova prospettiva, quando tutte le mie\naltre prospettive sono chiuse davanti a me. Ti ripeto, sono gi\u00e0 abbastanza infelice e disperato\ne disperata, se dici un'altra parola, di sposarti alle tue condizioni.\nalle vostre condizioni. Accetta l'avvertimento e vattene!\n\n Non mi alzer\u00f2 nemmeno dalle ginocchia, finch\u00e9 non avrai detto di s\u00ec!\n\n Se dico di s\u00ec, vi pentirete, e io mi pentir\u00f2, quando sar\u00e0 troppo tardi!\ntardi!\n\n Benediremo entrambi il giorno, tesoro, in cui ho fatto pressione e tu hai ceduto.\nceduto.\n\n Vi sentite sicuri come quando parlate?\n\n Potete giudicare voi stessi. Parlo in base a ci\u00f2 che ho visto nella mia\nfamiglia. Ditemi cosa pensate della nostra famiglia a Frizinghall. Mio\npadre e mia madre vivono infelici insieme?\n\n Per quanto ne so, non \u00e8 cos\u00ec.\n\n Quando mia madre era una ragazza, Rachel (non \u00e8 un segreto in famiglia), aveva\naveva amato come voi amate, aveva dato il suo cuore a un uomo che era indegno di lei.\ndi lei. Spos\u00f2 mio padre, rispettandolo, ammirandolo, ma\nniente di pi\u00f9. I vostri stessi occhi hanno visto il risultato. Non c'\u00e8 forse\nincoraggiamento per voi e per me? *\n\n* Si veda la narrazione di Betteredge, capitolo VIII.\n\n\n Non vuoi mettermi fretta, Godfrey?\n\n Il mio tempo sar\u00e0 il vostro.\n\n Non mi chiederai pi\u00f9 di quanto posso dare?\n\n Angelo mio! Ti chiedo solo di darmi te stesso.\n\n Prendetemi!\n\nCon quelle due parole, lo ha accettato!\n\nEbbe un'altra esplosione, un'esplosione di empio rapimento questa volta. La attir\u00f2\nsempre pi\u00f9 vicino a lui finch\u00e9 il suo viso non tocc\u00f2 il suo; e allora No! I\nnon riesco a convincermi a portare avanti questa sconvolgente rivelazione.\npi\u00f9 in l\u00e0. Lasciatemi solo dire che ho cercato di chiudere gli occhi prima che accadesse.\ne che ho tardato di un solo istante. Avevo calcolato,\nche lei avrebbe resistito. Si \u00e8 sottomessa. Ad ogni persona di buon senso\ndel mio stesso sesso, i volumi non potevano dire altro.\n\nAnche la mia innocenza in queste cose cominciava a vedere la sua strada verso la fine del\ndel colloquio. Ormai si erano capiti cos\u00ec bene\nche mi aspettavo di vederli andare via insieme, a braccetto,\nper sposarsi. Tuttavia, a giudicare dalle parole successive di Mr.\nMr. Godfrey, ci fosse un'altra banale formalit\u00e0 che era necessario osservare.\nosservare. Questa volta si sedette, senza alcun divieto, sull'ottomana al suo fianco.\nfianco.  Devo parlare con la tua cara madre? chiese.  O lo farai tu?\n\nHa rifiutato entrambe le alternative.\n\n Che mia madre non senta nulla da nessuno di noi due, finch\u00e9 non star\u00e0 meglio. I\ndesidero che rimanga un segreto per il momento, Godfrey. Vai ora, e torna\nquesta sera. Siamo stati qui da soli abbastanza a lungo.\n\nSi alz\u00f2 e, alzandosi, guard\u00f2 per la prima volta verso la saletta in cui si svolgeva il mio martirio.\nstanza in cui si svolgeva il mio martirio.\n\n Chi ha tirato quelle tende? esclam\u00f2.\n\n La stanza \u00e8 gi\u00e0 abbastanza vicina, cos\u00ec com'\u00e8, senza che l'aria venga\nin questo modo.\n\nSi avvicin\u00f2 alle tende. Nel momento in cui pos\u00f2 la mano su di esse\nnel momento in cui la scoperta di me sembrava del tutto\ninevitabile, la voce del giovane cameriere di colore fresco, sulle\nscale, sospese improvvisamente ogni ulteriore azione da parte sua o mia.\nmio. Era inequivocabilmente la voce di un uomo in grande allarme.\n\n Signorina Rachele! ha chiamato, dove sei, signorina Rachele?\n\nSi stacc\u00f2 di scatto dalle tende e corse alla porta.\n\nIl cameriere entr\u00f2 nella stanza. Il suo colorito rossastro era scomparso.\nDisse: \"La prego di scendere, signorina! La mia signora \u00e8 svenuta e non possiamo\ne non possiamo riportarla in vita.\n\nIn un attimo fui sola e libera di scendere a mia volta,\ninosservato.\n\nIl signor Godfrey mi pass\u00f2 davanti nel corridoio, uscendo di corsa per andare a prendere il dottore.\n Entra e aiutali! mi disse, indicandomi la stanza. Trovai Rachel\nin ginocchio vicino al divano, con la testa della madre sul petto. Uno sguardo\nzia (sapendo ci\u00f2 che sapevo) fu sufficiente ad avvertirmi della terribile verit\u00e0.\nterribile verit\u00e0. Tenni i miei pensieri per me finch\u00e9 non arriv\u00f2 il dottore.\nNon pass\u00f2 molto tempo prima che arrivasse. Inizi\u00f2 mandando Rachel fuori dalla\ndalla stanza e poi disse a tutti noi che Lady Verinder non c'era pi\u00f9.\npi\u00f9. Alle persone serie, in cerca di prove di uno scetticismo incallito, pu\u00f2 interessare sapere che non mostr\u00f2 alcuna\npersone serie, in cerca di prove di uno scetticismo incallito, potrebbero essere interessate a sapere che non mostr\u00f2 alcun segno di rimorso quando mi guard\u00f2.\nguardarmi.\n\nA un'ora pi\u00f9 tarda ho sbirciato nella sala della colazione e nella biblioteca. Mia\nzia era morta senza aprire una delle lettere che le avevo indirizzato.\na lei. Rimasi cos\u00ec scioccata da questo fatto che non mi venne in mente, fino a qualche giorno dopo, che\nche era morta anche senza darmi la mia piccola eredit\u00e0.\npiccola eredit\u00e0.\n\n\nCAPITOLO VI\n\n(1.) La signorina Clack presenta i suoi omaggi al signor Franklin Blake e,\ne, nell'inviargli il quinto capitolo della sua umile narrazione, prega di dire che\nche si sente del tutto incapace di ampliare come vorrebbe un evento\ncos\u00ec terribile, date le circostanze, come la morte di Lady Verinder. Ha\npertanto allegato ai propri manoscritti, copiosi estratti da\npreziose pubblicazioni in suo possesso, tutte riguardanti questo terribile\nargomento. E che questi estratti (Miss Clack lo spera ardentemente) suonino come lo squillo di una tromba.\ncome lo squillo di una tromba nelle orecchie del suo rispettato parente, Mr.\nFranklin Blake.\n\n(2.) Il signor Franklin Blake presenta i suoi complimenti alla signorina Clack e la prega di ringraziarla per il quinto capitolo del suo racconto.\ne la prega di ringraziarla per il quinto capitolo della sua narrazione. Nel restituire\ngli estratti inviati, si asterr\u00e0 dal menzionare qualsiasi obiezione personale che possa\nobiezioni personali a questo genere letterario e si limiter\u00e0 a dire che le aggiunte proposte\ne si limiter\u00e0 a dire che le aggiunte proposte al manoscritto non sono\nnon sono necessarie per il raggiungimento dello scopo che ha in mente.\n\n(3.) La signorina Clack chiede di riconoscere la restituzione dei suoi estratti. Ricorda affettuosamente a Mr.\nricorda affettuosamente a Mr. Franklin Blake che \u00e8 cristiana e che quindi \u00e8 impossibile che lui la offenda.\nche \u00e8 quindi impossibile per lui offenderla. Miss C.\npersiste nel provare il pi\u00f9 profondo interesse per Mr.\nsi impegna, alla prima occasione in cui la malattia lo lascer\u00e0 a terra, a offrirgli l'uso dei suoi Estratti.\ndi offrirgli l'uso dei suoi Estratti per la seconda volta. Nel frattempo\nsarebbe lieta di sapere, prima di iniziare i capitoli finali della sua\ndella sua narrazione, se le sia consentito di rendere completo il suo umile contributo\ncompleto, avvalendosi della luce che le scoperte successive hanno gettato sul mistero della\nhanno gettato sul mistero della Pietra di Luna.\n\n(4.) Il signor Franklin Blake \u00e8 spiacente di deludere la signorina Clack. Pu\u00f2 solo\nripetere le istruzioni che ha avuto l'onore di darle quando lei\ninizio della sua narrazione. Le si chiede di limitarsi alla sua\nesperienza individuale di persone ed eventi, come registrato nel suo diario.\nLe scoperte successive saranno cos\u00ec buone da lasciarle alle penne di quelle persone che\npersone che possono scrivere in qualit\u00e0 di testimoni reali.\n\n(5.) Miss Clack \u00e8 estremamente dispiaciuta di disturbare il signor Franklin Blake con\nun'altra lettera. I suoi estratti sono stati restituiti e le \u00e8 stato proibito di esprimere le sue\ndelle sue opinioni maturate sul tema della Pietra di Luna \u00e8 stata proibita.\nMiss Clack \u00e8 dolorosamente consapevole del fatto che dovrebbe (per dirla con le parole del mondo)\nmondana) di sentirsi messa da parte. Ma la signorina C. non ha imparato\nLa perseveranza alla scuola delle avversit\u00e0. Il suo obiettivo nello scrivere \u00e8 quello di\nse Mr. Blake (che proibisce tutto il resto) proibisce la comparsa della presente corrispondenza a Miss C.\nla comparsa della presente corrispondenza nel racconto di Miss Clack?\nQualche spiegazione della posizione in cui l'interferenza di Mr.\nBlake l'ha posta come autrice, sembra doverosa per una questione di giustizia comune.\nE la signorina Clack, da parte sua, \u00e8 molto ansiosa che le sue lettere siano\nche le sue lettere siano prodotte per parlare da sole.\n\n(6.) Il signor Franklin Blake accetta la proposta della signorina Clack, a condizione che lei consideri gentilmente questa\nClack, con l'intesa che lei considerer\u00e0 gentilmente questo\nconsenso come chiusura della corrispondenza tra loro.\n\n(7.) Miss Clack ritiene un atto di dovere cristiano (prima di chiudere la corrispondenza) informare Mr.\ncorrispondenza si chiuda) di informare Mr. Franklin Blake che la sua ultima\nlettera, evidentemente intesa a offenderla, non \u00e8 riuscita a\nnon \u00e8 riuscita a raggiungere l'obiettivo dello scrittore. Chiede affettuosamente a Mr.\nBlake di ritirarsi nell'intimit\u00e0 della propria stanza e di considerare con lui se la formazione che pu\u00f2 elevare\nse l'addestramento che pu\u00f2 elevare una povera e debole donna\nal di sopra della portata dell'insulto, non sia degna di un'ammirazione maggiore di quella che lui\ndi quanto egli sia ora disposto a provare per essa. Avendo ricevuto un'intimazione in tal senso, Miss C.\ndi questo, la signorina C. si impegna solennemente a rispedire al signor C. la serie completa dei suoi estratti.\nserie completa dei suoi estratti a Mr. Franklin Blake.\n\n[A questa lettera non \u00e8 stata data risposta. Il commento \u00e8 superfluo.\n\n(Firmato) DRUSILLA CLACK].\n\nCAPITOLO VII\n\nLa corrispondenza di cui sopra spiegher\u00e0 a sufficienza perch\u00e9 non mi \u00e8 rimasta altra scelta che\ndi Lady Verinder con il semplice annuncio del fatto che conclude il mio quinto capitolo.\ncon il semplice annuncio del fatto che conclude il mio quinto capitolo.\n\nMantenendomi per il futuro rigorosamente entro i limiti della mia\nesperienza personale, devo poi raccontare che pass\u00f2 un mese dal momento della morte di mia zia\ndalla morte di mia zia prima che io e Rachel Verinder ci incontrassimo di nuovo.\nQuell'incontro fu l'occasione in cui passai qualche giorno sotto lo stesso tetto con lei.\nsotto lo stesso tetto con lei. Nel corso della mia visita accadde qualcosa che riguardava il suo\nal suo fidanzamento con Mr. Godfrey Ablewhite, che \u00e8 abbastanza importante da richiedere un'attenzione particolare in queste\nabbastanza importante da richiedere una menzione speciale in queste pagine. Quando questa\nQuando questa ultima delle tante dolorose circostanze familiari sar\u00e0 svelata, il mio compito sar\u00e0 completato.\nsar\u00e0 completato, perch\u00e9 allora avr\u00f2 raccontato tutto ci\u00f2 che so, come testimone\ntestimone reale (e pi\u00f9 che mai riluttante) degli eventi.\n\nLe spoglie di mia zia sono state portate via da Londra e sono state sepolte nel\npiccolo cimitero annesso alla chiesa nel suo parco. Sono stata invitata\nal funerale con il resto della famiglia. Ma era impossibile (con le mie idee religiose)\ncon le mie idee religiose) svegliarmi in pochi giorni solo dallo shock\nche questa morte mi aveva provocato. Inoltre, fui informato che il rettore di Frizinghall\nrettore di Frizinghall avrebbe letto la funzione. Avendo io stesso in passato\nvisto questo clericale naufrago fare uno dei giocatori al tavolo da whist di Lady Verinder.\nVerinder, dubito che, anche se fossi stato in grado di viaggiare,\nse mi sarei sentito giustificato a partecipare alla cerimonia.\n\nLa morte di Lady Verinder lasci\u00f2 la figlia sotto le cure del cognato, Mr.\ncognato, Mr. Ablewhite il pi\u00f9 anziano. Egli fu nominato tutore per\ntutore fino a quando la nipote non si fosse sposata o non fosse diventata maggiorenne. In queste circostanze\ncircostanze, il signor Godfrey inform\u00f2 suo padre, suppongo, della nuova\nrelazione in cui si trovava nei confronti di Rachel. In ogni caso, dopo dieci giorni\ndalla morte di mia zia, il segreto dell'impegno matrimoniale non era pi\u00f9\nsegreto all'interno della famiglia, e la grande domanda per Mr.\nper Mr. Ablewhite senior, un altro naufrago confermato, era come rendere\nlui e la sua autorit\u00e0 il pi\u00f9 gradevole possibile alla ricca giovane signora che\nche avrebbe sposato suo figlio.\n\nRachel gli diede qualche problema all'inizio, per quanto riguarda la scelta di un luogo\nin cui si potesse convincerla a risiedere. La casa di Montagu\nSquare era associata alla calamit\u00e0 della morte della madre. La casa nello\ncasa nello Yorkshire era associata alla scandalosa vicenda della\npietra di luna perduta. La residenza del suo tutore a Frizinghall non era aperta a\nnessuna di queste obiezioni. Ma la presenza di Rachel, dopo il recente\nrecente lutto, costituiva un freno alle gaiezze delle sue cugine,\nle signorine Ablewhites e lei stessa chiese che la sua visita fosse rimandata\ndi rimandare la sua visita a un'occasione pi\u00f9 propizia. Il tutto si concluse con una proposta\ndel vecchio Mr. Ablewhite, di provare una casa ammobiliata a Brighton.\nSua moglie, una figlia invalida e Rachel avrebbero abitato insieme,\ne si aspettavano che lui li raggiungesse pi\u00f9 avanti nella stagione. Non avrebbero visto\nsolo alcuni vecchi amici e avrebbero avuto il figlio Godfrey,\nGodfrey, che viaggiava avanti e indietro con il treno di Londra, sempre a loro disposizione.\na loro disposizione.\n\nDescrivo questo fluttuare senza meta da un luogo di residenza all'altro\nquesto insaziabile irrequietezza del corpo e la spaventosa stagnazione dell'anima, solo per ottenere risultati.\ndell'anima al solo scopo di ottenere dei risultati. L'evento che\n(per la Provvidenza) si \u00e8 rivelato il mezzo per far incontrare di nuovo Rachel Verinder\nRachel Verinder e me, non fu altro che l'affitto della casa a Brighton.\nBrighton.\n\nMia zia Ablewhite \u00e8 una donna grande, silenziosa, dai capelli chiari, con una\npunto degno di nota nel suo carattere. Dall'ora della sua nascita non ha\nnon \u00e8 mai stata in grado di fare qualcosa per se stessa. Ha attraversato la vita\naccettando l'aiuto di tutti e adottando le opinioni di tutti. Una persona pi\u00f9\npi\u00f9 disperata, dal punto di vista spirituale, non ne ho mai incontrate\nNon c'\u00e8 assolutamente, in questo caso cos\u00ec complesso, nessun ostacolo su cui\nmateriale ostruttivo su cui lavorare. La zia Ablewhite ascolterebbe il Gran Lama di\nThibet esattamente come ascolta me, e rispecchierebbe le sue opinioni con la stessa\ncon la stessa facilit\u00e0 con cui riflette le mie. Ha trovato la casa ammobiliata a\nBrighton fermandosi in un hotel di Londra, sistemandosi su un divano e mandando a chiamare il figlio.\ndivano e mandando a chiamare suo figlio. Scopr\u00ec la servit\u00f9 necessaria facendo\ncolazione a letto una mattina (sempre in albergo) e dando alla sua cameriera una vacanza a condizione che\nuna vacanza alla sua cameriera a condizione che la ragazza cominciasse a divertirsi\na condizione che la ragazza cominciasse a divertirsi andando a prendere Miss Clack.  La trovai che si sventolava placidamente nella sua\nvestaglia alle undici.  Drusilla, cara, voglio dei domestici.\nSei cos\u00ec intelligente che me li procuri.  Guardai la stanza disordinata.\nstanza. Le campane della chiesa stavano suonando per la funzione del giorno feriale.\nsuggerivano una parola di affettuoso rimprovero da parte mia.  Oh, zia!  I\ndissi tristemente.  \u00c8 degno di una donna cristiana inglese? Il passaggio\npassaggio dal tempo all'eternit\u00e0 deve avvenire in _questo_ modo?  Mia zia\nzia rispose: \"Mi metter\u00f2 il vestito, Drusilla, se sarai cos\u00ec gentile da aiutarmi.\naiutarmi.  Cosa c'era da dire dopo? Ho fatto miracoli con\nassassine, ma non ho mai fatto un passo avanti con zia Ablewhite.  Dov'\u00e8\n\u00e8 la lista, ho chiesto, dei domestici di cui avete bisogno?  Mia zia\nscosse la testa; non aveva nemmeno l'energia sufficiente per tenere la lista.  Rachel\nce l'ha Rachel, cara, disse, nella stanza accanto.  Andai nella stanza accanto\ne cos\u00ec rividi Rachel per la prima volta da quando ci eravamo lasciate a Montagu Square.\nMontagu Square.\n\nSembrava pietosamente piccola e magra nel suo profondo lutto. Se attribuivo\nuna qualche seria importanza a una sciocchezza cos\u00ec deperibile come l'aspetto personale\naspetto personale, sarei propenso ad aggiungere che la sua era una di quelle\nsfortunate carnagioni che soffrono sempre quando non sono alleviate da una\nun bordo di bianco accanto alla pelle. Ma cosa sono le nostre carnagioni e i nostri\naspetto? Ostacoli e trabocchetti, care ragazze, che ci accompagnano nel nostro cammino verso\nverso cose pi\u00f9 elevate! Con mia grande sorpresa, Rachel si alz\u00f2 quando entrai nella stanza e mi venne incontro\nstanza e mi venne incontro con la mano tesa.\n\n Sono felice di vederti, disse.  Drusilla, ho avuto l'abitudine di parlare\ndi parlare in modo molto sciocco e scortese con voi, in altre occasioni.\nVi chiedo scusa. Spero che mi perdonerai.\n\nIl mio viso, credo, trad\u00ec lo stupore che provavo per questo. Lei\nsi color\u00f2 per un attimo e poi procedette a spiegarsi.\n\n Durante la vita della mia povera madre, ha proseguito, i suoi amici non sono sempre stati\nsempre anche i miei amici. Ora che l'ho persa, il mio cuore si rivolge per avere conforto\nalle persone che le piacevano. Tu le piacevi. Cerca di essere mia amica,\nDrusilla, se puoi.\n\nPer qualsiasi mente rettamente costituita, il movente cos\u00ec riconosciuto era\nsemplicemente scioccante. Qui, nell'Inghilterra cristiana, c'era una giovane donna in uno stato di\ndi lutto, con cos\u00ec poca idea di dove cercare il vero conforto,\nche si aspettava di trovarlo tra gli amici di sua madre! Qui\nuna mia parente, risvegliata dal senso delle sue mancanze nei confronti degli altri, sotto l'influenza non di\nverso gli altri, sotto l'influenza non della convinzione e del dovere, ma del sentimento e dell'impulso!\nsentimento e dell'impulso! Un fatto deplorevole da pensare, ma che, nonostante tutto,\nsuggestivo di qualcosa di speranzoso, per una persona della mia esperienza nell'esercizio del\nil buon lavoro. Non ci sarebbe stato nulla di male, pensai, nell'accertare la portata del cambiamento\nl'entit\u00e0 del cambiamento che la perdita della madre aveva provocato nel carattere di Rachel.\nRachel nel suo carattere. Decisi, come prova utile, di sondarla sull'argomento\nargomento del suo fidanzamento con Mr. Godfrey Ablewhite.\n\nDopo aver accolto le sue avances con tutta la cordialit\u00e0 possibile, mi sono seduto accanto a lei sul divano, su sua richiesta.\nsu sua richiesta, mi sedetti accanto a lei sul divano. Discutemmo di affari di famiglia e di\nprogetti futuri, tranne quello che doveva concludersi con il matrimonio.\nmatrimonio. Per quanto potessi tentare di orientare la conversazione in quella direzione, lei\nrifiut\u00f2 risolutamente di accettare il suggerimento. Qualsiasi riferimento aperto alla\nda parte mia, sarebbe stato prematuro in questa fase iniziale della nostra riconciliazione.\ndella nostra riconciliazione. Inoltre, avevo scoperto tutto quello che volevo sapere. Lei\nnon era pi\u00f9 la creatura spregiudicata e ribelle che avevo sentito e visto,\nin occasione del mio martirio a Montagu Square. Questo era, di per s\u00e9,\nsufficiente per incoraggiarmi a prendere in mano la sua futura conversione iniziando\ncon qualche parola di sincero ammonimento contro la formazione affrettata del\ndi matrimonio, per poi passare a cose pi\u00f9 importanti.\nGuardandola, adesso, con questo nuovo interesse e ricordando la\ncon cui si era scontrata con le opinioni matrimoniali di Mr.\nMr. Godfrey, sentivo il dovere solenne di interferire con un fervore che mi assicurava che non avrei ottenuto\nche mi assicurava che non avrei ottenuto risultati comuni. La rapidit\u00e0 di\nrapidit\u00e0 di procedura era, come credevo, importante in questo caso. Tornai\nsubito alla questione della servit\u00f9 richiesta per la casa ammobiliata.\n\n Dov'\u00e8 la lista, cara?\n\nRachel l'ha prodotto.\n\n Cuoca, sguattera, cameriera e cameriere, io leggo.  Mia cara Rachel,\nquesti domestici sono ricercati solo per un periodo, quello durante il quale il tuo\ntutore ha preso la casa. Avremo grandi difficolt\u00e0 a trovare persone\npersone di carattere e capacit\u00e0 che accettino un impegno temporaneo di questo tipo.\nun impegno temporaneo di questo tipo, se provassimo a Londra. La casa a Brighton \u00e8 gi\u00e0 stata trovata\nBrighton \u00e8 gi\u00e0 stata trovata?\n\n S\u00ec. Godfrey l'ha presa; e le persone in casa volevano che lui li assumesse\ncome servitori. Lui ha pensato che non avrebbero fatto al caso nostro, ed \u00e8 tornato indietro\nsenza aver concluso nulla.\n\n E tu non hai esperienza in queste cose, Rachel?\n\n Nessuna.\n\n E la zia Ablewhite non vuole sforzarsi?\n\n No, povera cara. Non biasimarla, Drusilla. Credo che sia l'unica\ndonna veramente felice che abbia mai incontrato.\n\n Ci sono gradi di felicit\u00e0, tesoro. Dobbiamo parlare un po',\nun giorno, su questo argomento. Nel frattempo, mi impegner\u00f2 a risolvere le\ndifficolt\u00e0 per quanto riguarda la servit\u00f9. Tua zia scriver\u00e0 una lettera alle\npersone della casa\n\n Firmer\u00e0 una lettera, se la scrivo io per lei, che \u00e8 la stessa cosa.\ncosa.\n\n La stessa cosa. Ricever\u00f2 la lettera e andr\u00f2 a Brighton domani.\nBrighton domani.\n\n Siete estremamente gentili! Ci uniremo a voi non appena sarete pronti per\nper noi. E resterete, spero, come miei ospiti. Brighton \u00e8 cos\u00ec\nvivace; sicuramente vi piacer\u00e0.\n\nCon queste parole \u00e8 stato dato l'invito e si \u00e8 aperta davanti a me la gloriosa prospettiva dell'intervento.\ninterferenza si apriva davanti a me.\n\nEra allora la met\u00e0 della settimana. Il sabato pomeriggio la casa era\npronta per loro. In quel breve intervallo di tempo avevo vagliato non solo i caratteri\nma anche le idee religiose di tutti i domestici disimpegnati che si erano rivolti a me.\nche si erano rivolti a me, ed ero riuscito a fare una selezione che la mia coscienza\ncoscienza. Ho anche scoperto e chiamato due miei amici seri, residenti in\namici seri, residenti in citt\u00e0, ai quali sapevo di poter confidare\nil pio proposito che mi aveva portato a Brighton. Uno di loro, un\nun amico ecclesiastico mi aiut\u00f2 gentilmente a prendere posto per la nostra piccola comitiva\nnella chiesa in cui lui stesso esercitava. L'altro, una signora nubile,\ncome me, mise le risorse della sua biblioteca (composta in tutto e per tutto di\npreziose pubblicazioni) interamente a mia disposizione. Ho preso in prestito una mezza dozzina di\nopere, tutte scelte con cura in vista di Rachel. Quando queste erano state\ndistribuite con criterio nelle varie stanze che lei avrebbe probabilmente\nQuando furono distribuite con criterio nelle varie stanze che avrebbe probabilmente occupato, ritenni che i miei preparativi fossero completi. Una sana dottrina\nnei servitori che la accudivano; la sana dottrina nel ministro che le\nche le predicava; la sana dottrina nei libri che giacevano sul suo tavolo.\nera la triplice accoglienza che il mio zelo aveva preparato per l'orfana di madre!\nragazza madre! Una celeste compostezza riemp\u00ec la mia mente, quel sabato pomeriggio,\nmentre sedevo alla finestra in attesa dell'arrivo dei miei parenti. La folla vertiginosa\nfolla passava e ripassava davanti ai miei occhi. Ahim\u00e8! Quanti di loro hanno sentito\nil mio squisito senso del dovere? Una domanda terribile. Non proseguiamo\nnon la perseguiremo.\n\nTra le sei e le sette arrivarono i viaggiatori. Con mia indescrivibile\nsorpresa, non erano accompagnati dal signor Godfrey (come avevo previsto), ma dall'avvocato Bruff.\ncome avevo previsto), ma dall'avvocato Bruff.\n\n Come sta, signorina Clack? disse.  Questa volta intendo restare.\n\nIl riferimento all'occasione in cui l'avevo costretto a rimandare i suoi affari ai miei\ni suoi affari ai miei, quando eravamo entrambi in visita a Montagu Square,\nmi ha dato la certezza che il vecchio mondano era venuto a Brighton con qualche\nqualche suo obiettivo. Avevo preparato un piccolo paradiso per\nmia amata Rachel ed ecco gi\u00e0 il Serpente!\n\n Godfrey era molto seccato, Drusilla, di non poter venire con noi, disse mia zia Ablewhite.\nmia zia Ablewhite.  C'era qualcosa che lo tratteneva in citt\u00e0.\nin citt\u00e0. Il signor Bruff si offr\u00ec di prendere il suo posto e di fare una\nvacanza fino a luned\u00ec mattina. A proposito, signor Bruff, mi \u00e8 stato ordinato di fare esercizio\ndi fare esercizio fisico, e non mi piace. Questo, aggiunse zia Ablewhite,\nindicando dalla finestra un invalido che passava su una sedia a rotelle,\nsu una sedia a rotelle, trainata da un uomo, \u00e8 la mia idea di esercizio fisico. Se \u00e8 l'aria che vuoi, la prendi\nl'aria che vuoi, la trovi sulla tua sedia. E se \u00e8 la fatica che vuoi, sono sicuro che \u00e8 fatica\nabbastanza per guardare l'uomo.\n\nRachel stava in silenzio, alla finestra da sola, con gli occhi fissi sul mare.\nmare.\n\n Sei stanco, amore?  Ho chiesto.\n\n No. Solo un po' fuori di s\u00e9, rispose lei.  Ho visto spesso\nil mare, sulla nostra costa dello Yorkshire, con quella luce. E stavo\npensando, Drusilla, ai giorni che non potranno mai pi\u00f9 tornare.\n\nIl signor Bruff rimase a cena e si trattenne per tutta la sera. Pi\u00f9 lo vedevo\npi\u00f9 lo vedevo, pi\u00f9 mi sembrava certo che avesse qualche scopo privato da\nprivato nel venire a Brighton. Lo osservai attentamente. Manteneva la stessa\nstessa apparenza di disinvoltura e parlava degli stessi pettegolezzi senza Dio, ora dopo ora, fino a quando\nora dopo ora, finch\u00e9 non giunse il momento di congedarsi. Mentre stringeva la mano a Rachel, ho\ni suoi occhi duri e astuti si posarono per un attimo su di lei con un\nparticolare interesse e attenzione. Lei era chiaramente interessata all'obiettivo\noggetto che lui aveva in mente. Non disse nulla di insolito n\u00e9 a lei n\u00e9 a nessun altro quando\na nessuno quando se ne and\u00f2. Si autoinvit\u00f2 a pranzo il giorno dopo, e poi\npoi se ne and\u00f2 in albergo.\n\nLa mattina dopo era impossibile far uscire mia zia Ablewhite dalla sua\nvestaglia in tempo per andare in chiesa. La figlia invalida (che soffre di\nnulla, a mio avviso, se non di un'incurabile pigrizia, ereditata dalla madre) annunci\u00f2 che intendeva rimanere a letto per tutto il giorno.\nmadre) annunci\u00f2 che intendeva rimanere a letto per tutto il giorno. Rachele\ne io andammo da sole in chiesa. Fu tenuto un magnifico sermone\ndal mio dotato amico sull'indifferenza pagana del mondo nei confronti della\npeccaminosit\u00e0 dei piccoli peccati. Per pi\u00f9 di un'ora la sua eloquenza (assistita dalla sua voce gloriosa)\n(assistita dalla sua voce gloriosa) tuon\u00f2 nel sacro edificio.\nQuando uscimmo, dissi a Rachel: \"\u00c8 arrivato al tuo cuore, cara?\ncuore, cara?  E lei rispose: \"No, mi ha solo fatto venire il mal di testa\".\nQuesto avrebbe potuto essere scoraggiante per alcuni; ma, una volta intrapresa una carriera di evidente utilit\u00e0, nulla\nuna carriera di evidente utilit\u00e0, nulla mi scoraggia.\n\nTrovammo la zia Ablewhite e il signor Bruff a pranzo. Quando Rachel rifiut\u00f2 di\ndi mangiare qualcosa, adducendo come motivazione che soffriva di\nmal di testa, l'astuzia dell'avvocato vide subito e colse l'occasione che gli aveva offerto.\noccasione che lei gli aveva offerto.\n\n C'\u00e8 un solo rimedio per il mal di testa, disse questo orribile vecchio.\n Una passeggiata, signorina Rachel, \u00e8 la cosa giusta per curarla. Sono completamente al suo\nservizio, se mi onorate di accettare il mio braccio.\n\n Con grande piacere. Una passeggiata \u00e8 proprio la cosa che desideravo\ndi una passeggiata.\n\n Sono le due passate, suggerii gentilmente.  E il servizio pomeridiano,\nRachel, inizia alle tre.\n\n Come puoi aspettarti che vada di nuovo in chiesa, chiese petulante,\n con un mal di testa come il mio?\n\nIl signor Bruff le apr\u00ec ufficialmente la porta. In un altro minuto\nerano entrambi fuori di casa. Non so quando ho sentito il dovere\ndovere solenne di interferire cos\u00ec fortemente come lo sentii in quel momento. Ma\ncosa si doveva fare? Non c'era nulla da fare se non interferire alla\nalla prima occasione, pi\u00f9 tardi nel corso della giornata.\n\nAl mio ritorno dalla funzione pomeridiana ho scoperto che erano appena rientrati.\nrientrati. Un'occhiata mi disse che l'avvocato aveva detto ci\u00f2 che voleva dire.\ndire. Non avevo mai visto Rachel cos\u00ec silenziosa e pensierosa. I\nnon avevo mai visto il signor Bruff dedicarle un'attenzione cos\u00ec devota e\nguardarla con un rispetto cos\u00ec marcato. Quel giorno aveva (o fingeva di avere) un\nun impegno a cena quel giorno e si conged\u00f2 presto da tutti noi;\ncon l'intenzione di tornare a Londra con il primo treno del mattino successivo.\n\n Sei sicura della tua volont\u00e0? disse a Rachel sulla porta.\n\n Certo, rispose lei, e cos\u00ec si separarono.\n\nNel momento in cui gli volt\u00f2 le spalle, Rachel si ritir\u00f2 nella sua stanza. Non\nnon si present\u00f2 mai a cena. La sua cameriera (la persona con il berretto a coste)\nfu mandata di sotto ad annunciare che le era tornato il mal di testa. Sono corsa da lei\nda lei e le feci ogni sorta di offerta da sorella attraverso la porta. Era chiusa a chiave\nera chiusa e lei la teneva chiusa. Un sacco di materiale ostruttivo su cui\nlavorare qui! Mi sentii molto rallegrata e stimolata dal fatto che avesse chiuso la porta a chiave.\nporta.\n\nQuando la mattina dopo la sua tazza di t\u00e8 \u00e8 salita da lei, l'ho seguita.\nMi sedetti al suo capezzale e le dissi qualche parola sincera. Lei ascolt\u00f2 con\nlanguida civilt\u00e0. Notai le preziose pubblicazioni della mia seria amica\nsu un tavolo in un angolo. Le era capitato di guardarle?\nle? Chiesi. S\u00ec, e non l'avevano interessata. Mi avrebbe permesso di\ndi leggere alcuni passaggi di grande interesse, che probabilmente le erano sfuggiti?\nche probabilmente le erano sfuggiti? No, non ora, aveva altro a cui pensare. Dava\nrisposte, con l'attenzione apparentemente assorta a piegare e\npiegare e ripiegare le frange della camicia da notte. Era chiaramente necessario\ndi svegliarla con qualche riferimento a quegli interessi mondani che ancora\naveva ancora a cuore.\n\n Sai, amore, ti ho detto che ieri ho avuto una strana idea di Mr.\nBruff? Ho pensato, quando ti ho visto dopo la passeggiata con lui, che ti avesse\nti avesse dato delle brutte notizie.\n\nLe sue dita si staccarono dalle balze della camicia da notte e i suoi feroci\nocchi neri e feroci che mi fissavano.\n\n Al contrario! disse lei.  Era una notizia che mi interessava\ne sono profondamente in debito con il signor Bruff per avermene parlato.\n\n S\u00ec?  Dissi, con un tono di gentile interesse.\n\nLe sue dita tornarono a lavorare sui fronzoli e lei volt\u00f2 la testa imbronciata\nlontano da me. Mi era capitato di incontrarla in questo modo, nel corso del lavoro\nil buon lavoro, centinaia di volte. Mi ha solo stimolato a riprovare.\nancora. Nel mio zelo impavido per il suo benessere, corsi il grande rischio e\nalludere apertamente al suo fidanzamento.\n\n Le notizie che ti interessavano?  Ho ripetuto.  Suppongo, mia cara\nRachel, che si tratti di notizie sul signor Godfrey Ablewhite?\n\nSi alz\u00f2 di scatto sul letto e impallid\u00ec mortalmente. Evidentemente aveva sulla\nsulla punta della lingua di replicare con l'insolenza sfrenata di un tempo.\ntempi passati. Si controll\u00f2, pos\u00f2 la testa sul cuscino\ncuscino, consider\u00f2 un minuto e poi rispose con queste straordinarie parole:\n\n Non sposer\u00f2 mai il signor Godfrey Ablewhite.\n\nEra il mio turno di iniziare.\n\n Cosa vuoi dire?  Ho esclamato.  Il matrimonio \u00e8 considerato\nda tutta la famiglia come una cosa sistemata!\n\n Il signor Godfrey Ablewhite \u00e8 atteso qui oggi, disse caparbiamente.\n Aspettate che arrivi e vedrete.\n\n Ma la mia cara Rachel\n\nSuon\u00f2 il campanello alla testa del letto. La persona con il\ncappelliera apparve.\n\n Penelope! Il mio bagno.\n\nPermettetemi di darle ci\u00f2 che le spetta. Nello stato dei miei sentimenti in quel momento, credo sinceramente che\nsinceramente credo che avesse trovato l'unico modo possibile di\ncostringermi a lasciare la stanza.\n\nPer una mente mondana la mia posizione nei confronti di Rachele avrebbe potuto essere\ndifficolt\u00e0 di tipo non ordinario. Avevo pensato di\ndi condurla a cose pi\u00f9 elevate attraverso una piccola e seria\nesortazione sul tema del suo matrimonio. E ora, se si deve credere a lei\nse si credeva a lei, non si sarebbe verificato alcun evento come il matrimonio. Ma\nMa, amici miei, una cristiana attiva della mia esperienza (con una prospettiva evangelizzatrice davanti a s\u00e9)\nprospettiva evangelizzatrice davanti a s\u00e9) ha opinioni pi\u00f9 ampie di queste.\nSupponendo che Rachele abbia davvero rotto il matrimonio, sul quale gli\nAblewhites, padre e figlio, contavano come una cosa stabilita, quale sarebbe stato il\nrisultato? Potrebbe solo concludersi, se lei tenesse duro, con uno scambio di\nparole dure e di accuse amare da entrambe le parti. E quale sarebbe stato l'effetto\neffetto su Rachel una volta terminato il burrascoso colloquio? Una salutare depressione morale\ndepressione morale. Il suo orgoglio si sarebbe esaurito, la sua\ntestardaggine, dalla risoluta resistenza che era\nresistenza che era nel suo carattere fare in quelle circostanze. Si sarebbe rivolta\nper compassione alla persona pi\u00f9 vicina che avesse compassione da offrire. E io ero\npersona pi\u00f9 vicina, piena di conforto e carica di parole\ndi parole di buon auspicio e di rinvigorimento. Mai la prospettiva dell'evangelizzazione\npi\u00f9 luminosa, ai miei occhi, di quanto lo fosse ora.\n\nScese a fare colazione, ma non mangi\u00f2 nulla e non pronunci\u00f2 quasi una parola.\nparola.\n\nDopo la colazione, vag\u00f2 svogliatamente da una stanza all'altra, poi improvvisamente\nsi svegli\u00f2 e apr\u00ec il pianoforte. La musica che scelse di suonare\nera del tipo pi\u00f9 scandalosamente profano, associata a spettacoli\nsul palcoscenico che fa raggelare il sangue al solo pensiero. Sarebbe stato\nsarebbe stato prematuro interferire con lei in un momento come questo. I\nmi accertai privatamente dell'ora in cui era atteso il signor Godfrey Ablewhite.\nGodfrey Ablewhite, e poi mi sottrassi alla musica uscendo di casa.\n\nEssendo fuori da solo, ho colto l'occasione per chiamare i miei due amici residenti.\namici. \u00c8 stato un lusso indescrivibile trovarmi a conversare seriamente con\nuna conversazione seria con persone serie. Infinitamente incoraggiata e\nrinfrescata, tornai a casa, in tempo utile per attendere l'arrivo del nostro ospite\nper attendere l'arrivo del nostro atteso visitatore. Entrai nella\nsala da pranzo, sempre vuota a quell'ora del giorno, e mi trovai di fronte a Mr.\nfaccia a faccia con il signor Godfrey Ablewhite!\n\nNon ha fatto alcun tentativo di pilotare il posto. Al contrario. Avanz\u00f2 per\ncon la massima impazienza.\n\n Cara Miss Clack, aspettavo solo di vederti! Il caso mi ha liberato dai miei impegni londinesi oggi prima del previsto.\nmi ha liberato dai miei impegni londinesi oggi prima di quanto mi aspettassi, e di conseguenza sono\ndi Londra prima di quanto mi aspettassi, e di conseguenza sono arrivato qui prima dell'ora stabilita.\n\nNon c'era il minimo imbarazzo nella sua spiegazione, anche se era il primo incontro con me dopo la scena di Montagu Square.\nera il suo primo incontro con me dopo la scena di Montagu Square. Non era\nnon sapeva, \u00e8 vero, che ero stato testimone di quella scena. Ma\nsapeva, d'altra parte, che le mie frequentazioni al Mothers\nMothers Small-Clothes e che i miei rapporti con gli amici di altre associazioni di beneficenza\ncarit\u00e0, dovevano informarmi della sua sfacciata negligenza nei confronti delle signore e dei poveri.\ne dei suoi poveri. Eppure era l\u00ec, davanti a me, in pieno possesso della sua\ndella sua voce affascinante e del suo sorriso irresistibile!\n\n Hai gi\u00e0 visto Rachel?  Ho chiesto.\n\nSospir\u00f2 dolcemente e mi prese per mano. Avrei certamente\nse il modo in cui rispose non mi avesse paralizzato dallo stupore.\nnon mi avesse paralizzato per lo stupore.\n\n Ho visto Rachel\", disse con perfetta tranquillit\u00e0.  Sei consapevole, caro amico, che\nsei consapevole, caro amico, che era fidanzata con me? Ebbene, ha preso un'improvvisa\ndecisione improvvisa di rompere il fidanzamento. La riflessione l'ha convinta\nche il suo benessere e il mio saranno meglio tutelati ritirando un'avventata\ne lasciandomi libero di fare una scelta pi\u00f9 felice altrove.\nQuesta \u00e8 l'unica ragione che dar\u00e0, e l'unica risposta che dar\u00e0 a tutte le domande che potr\u00f2 farle.\nrisposta che dar\u00e0 a tutte le domande che le far\u00f2.\n\n Che cosa avete fatto da parte vostra?  Mi sono informato.  Avete presentato.\n\n S\u00ec, disse con la massima compostezza, mi sono presentato.\n\nIl suo comportamento, date le circostanze, era cos\u00ec assolutamente inconcepibile,\nche rimasi sconcertata con la mano nella sua. \u00c8 un atto di maleducazione\nfissare chiunque, ed \u00e8 un atto di indelicatezza fissare un\ngentiluomo. Io ho commesso entrambe le scorrettezze. E ho detto, come in un sogno\nsogno: \"Cosa significa?\n\n Permettetemi di dirvelo, rispose.  E se ci sedessimo?\n\nMi condusse su una sedia. Ho un ricordo indistinto del fatto che fosse molto\naffettuoso. Non credo che mi abbia messo il braccio attorno alla vita per sostenermi, ma\nper sostenermi, ma non ne sono sicura. Ero abbastanza indifesa, e i suoi modi di fare con le signore\nerano molto affettuosi. In ogni caso, ci sedemmo. Posso rispondere di questo,\nse non posso rispondere di altro.\n\n\nCAPITOLO VIII\n\n Ho perso una bella ragazza, un'eccellente posizione sociale e una\nun'ottima rendita, ha esordito il signor Godfrey; e mi sono sottomesso a questo\nsenza lottare. Quale pu\u00f2 essere il motivo di un comportamento cos\u00ec\ncomportamento cos\u00ec straordinario? Mio prezioso amico, non c'\u00e8 nessun motivo.\n\n Nessun motivo?  Ho ripetuto.\n\n Permettetemi di fare appello, mia cara signorina Clack, alla vostra esperienza con i bambini, prosegu\u00ec.\ncontinu\u00f2.  Un bambino segue una certa linea di condotta. Voi ne siete molto\ncolpita da questo comportamento e cerca di scoprirne il motivo. Il caro piccolo\n\u00e8 incapace di dirvi il suo motivo. Tanto varrebbe chiedere all'erba perch\u00e9\nperch\u00e9 cresce l'erba o agli uccelli perch\u00e9 cantano. Ebbene, in questo caso, io\nsono come la cara piccola cosa, come l'erba, come gli uccelli. Non so\nperch\u00e9 ho fatto una proposta di matrimonio alla signorina Verinder. Non so\nperch\u00e9 ho vergognosamente trascurato le mie care signore. Non so perch\u00e9 ho\napostatato dai vestitini delle madri. Si dice al bambino: \"Perch\u00e9\nsei stato cattivo? E l'angioletto si mette il dito in bocca\nbocca e non lo sa. \u00c8 esattamente il mio caso, signorina Clack! Non potevo\nconfessarlo a nessun altro. Mi sento obbligata a confessarlo a voi!\n\nCominciai a riprendermi. Si trattava di un problema mentale. Io sono\nsono profondamente interessato ai problemi mentali e non sono, si pensa,\nsenza una certa abilit\u00e0 nel risolverli.\n\n Amici, esercitate il vostro intelletto e aiutatemi, prosegu\u00ec.\n Ditemi perch\u00e9 arriva un momento in cui questi miei procedimenti matrimoniali\nmio matrimonio cominciano ad assomigliare a qualcosa fatto in sogno? Perch\u00e9 improvvisamente\nche la mia vera felicit\u00e0 consiste nell'aiutare le mie care signore, nel\nnel fare il mio modesto giro di lavoro utile, nel dire le mie poche e sincere parole\nquando il mio Presidente mi chiama? Cosa me ne faccio di una posizione? Io ho\nuna posizione! Cosa me ne faccio di un reddito? Posso pagarmi il pane e il formaggio\ne formaggio, e il mio piccolo alloggio, e i miei due cappotti all'anno. Che cosa\ncosa voglio dalla signorina Verinder? Mi ha detto con le sue stesse labbra (questo,\nsignora, che rimanga tra noi) che ama un altro uomo, e che\ne che la sua unica idea, sposandomi, \u00e8 quella di provare a togliersi dalla testa quell'altro uomo.\ndalla sua testa. Che orribile unione \u00e8 questa! Oh, cara mia, che orribile unione\n\u00e8 questa! Queste sono le mie riflessioni, signorina Clack, mentre vado a Brighton. I\nmi avvicino a Rachel con la sensazione di un criminale che sta per ricevere\nla sua sentenza. Quando scopro che ha cambiato idea e quando la sento proporre di rompere il fidanzamento.\ndi rompere il fidanzamento, provo (non c'\u00e8 alcun tipo di dubbio al riguardo)\ndubbio) un senso di sollievo fortissimo. Un mese fa stavo\nun mese fa la stringevo estasiato al mio petto. Un'ora fa, la felicit\u00e0 di sapere\nsapere che non la stringer\u00f2 mai pi\u00f9, mi inebria come un forte\nliquore. La cosa sembra impossibile, la cosa non pu\u00f2 essere. Eppure ci sono\ni fatti, come ho avuto l'onore di affermarli quando ci siamo seduti per la prima volta\ninsieme su queste due sedie. Ho perso una bella ragazza, una\nun'eccellente posizione sociale e un'ottima rendita; e mi sono sottomesso senza\na questa situazione senza lottare. Puoi spiegarmelo tu, caro amico? \u00c8\n\u00e8 al di l\u00e0 della mia portata.\n\nLa sua magnifica testa sprofond\u00f2 sul petto ed egli rinunci\u00f2 al suo problema mentale per disperazione.\nproblema mentale in preda alla disperazione.\n\nSono stato profondamente toccato. Il caso (se posso parlare da medico spirituale) era ormai chiaro.\nmedico spirituale) mi era ormai chiaro. Non \u00e8 un evento raro, nella\nesperienza di tutti noi, vedere i possessori di capacit\u00e0 eccelse\noccasionalmente umiliati al livello delle persone pi\u00f9 scarsamente dotate\npersone che li circondano. L'obiettivo, senza dubbio, nella saggia economia della Provvidenza, \u00e8\ndi ricordare alla grandezza che \u00e8 mortale e che il potere che l'ha conferita pu\u00f2 anche\nconferito pu\u00f2 anche toglierlo. A questo punto era facile per la mia mente\nuna di queste salutari umiliazioni nella deplorevole\ndi cui ero stato testimone invisibile.\ntestimone invisibile. Ed era altrettanto facile riconoscere la gradita ricomparsa della sua\ndella sua natura pi\u00f9 raffinata nell'orrore con cui indietreggiava all'idea\nl'idea di un matrimonio con Rachel, e nell'affascinante impazienza che mostrava di\ndi tornare dalle sue signore e dai suoi poveri.\n\nGli ho esposto questo punto di vista con poche e semplici parole da sorella. La sua gioia\nera bella da vedere. Si \u00e8 paragonato, mentre continuavo, a un uomo perso\nche emerge dalle tenebre alla luce. Quando risposi per un'accoglienza amorevole\ndi accoglierlo alle Madri Vestite, il cuore grato del nostro eroe cristiano trabocc\u00f2.\nnostro eroe cristiano trabocc\u00f2. Mi premette alternativamente le mani sulle labbra.\nlabbra. Sopraffatto dallo squisito trionfo di averlo riavuto tra noi, gli lasciai fare quello che voleva.\ntra noi, gli lasciai fare ci\u00f2 che voleva con le mie mani. Chiusi gli occhi. Sentivo\nla mia testa, in un'estasi di spirituale dimenticanza di s\u00e9, affondare sulla sua\nspalla. In un altro momento sarei certamente svenuta tra le sue braccia, ma\nse non fosse stato per un'interruzione dal mondo esterno, che mi riport\u00f2 a\ndi nuovo a me stesso. Un orribile tintinnio di coltelli e forchette risuon\u00f2 fuori dalla porta e il cameriere entr\u00f2.\ne il cameriere entr\u00f2 per preparare la tavola per il pranzo.\n\nMr. Godfrey si alz\u00f2 e guard\u00f2 l'orologio sulla mensola del camino.\n\n Come vola il tempo con te!\", esclam\u00f2.  A malapena riuscir\u00f2 a prendere il\ntreno.\n\nMi azzardai a chiedere perch\u00e9 avesse tanta fretta di tornare in citt\u00e0.\nLa sua risposta mi fece pensare a difficolt\u00e0 familiari che dovevano ancora essere\nriconciliate e di disaccordi familiari che dovevano ancora arrivare.\n\n Ho sentito mio padre, ha detto.  Gli affari lo obbligano a lasciare\nFrizinghall per Londra oggi, e si propone di venire qui, o\nquesta sera o domani. Devo dirgli cosa \u00e8 successo tra\nRachel e me. Il suo cuore \u00e8 deciso a sposarsi.\nTemo che sar\u00e0 molto difficile riconciliarlo con la rottura del fidanzamento.\nfidanzamento. Devo impedirgli, per il bene di tutti noi, di venire qui fino a quando\nfinch\u00e9 non si sar\u00e0 riconciliato. Migliore e pi\u00f9 cara delle amiche, ci incontreremo di nuovo!\n\nCon queste parole si affrett\u00f2 ad uscire. Con altrettanta fretta, corsi al piano di sopra per\nal piano di sopra per sistemarmi nella mia stanza prima di incontrare la zia Ablewhite\ne Rachel al tavolo del pranzo.\n\nSono ben consapevole di soffermarmi ancora per un momento sull'argomento Mr.\nGodfrey che l'opinione del mondo intero lo ha accusato di avere\ndi aver avuto le sue ragioni private per liberare Rachel dal suo\ndal suo fidanzamento, alla prima occasione che lei gli ha offerto. \u00c8 anche giunta alle mie orecchie\nche la sua ansia di recuperare il posto che occupa nella mia stima sia stata\n\u00e8 stata attribuita, in alcuni ambienti, a una smania mercenaria di fare\ndi riappacificarsi (attraverso di me) con una venerabile donna del comitato delle Madri di\nMadri, ricca di beni di questo mondo e amica intima e amata di me.\ne un'amica intima e amata. Noto queste odiose calunnie solo\nodiose calunnie solo per dichiarare che non hanno mai avuto un'influenza\ninfluenza sulla mia mente. In obbedienza alle mie istruzioni, ho esposto le\nle fluttuazioni della mia opinione sul nostro Eroe cristiano, esattamente come le ho trovate\ncome le trovo registrate nel mio diario. Per giustizia verso me stesso, permettetemi di aggiungere che,\nuna volta ristabilito il suo posto nella mia stima, il mio dotato amico non l'ha pi\u00f9 perso.\nnon ha mai pi\u00f9 perso quel posto. Scrivo con le lacrime agli occhi, bruciando per dire di pi\u00f9.\ndire di pi\u00f9. Ma no, sono crudelmente limitato alla mia esperienza reale di persone e cose.\npersone e delle cose. In meno di un mese dal momento in cui sto scrivendo, gli eventi del mercato monetario (che hanno diminuito anche\nmeno di un mese dal momento in cui scrivo, gli eventi del mercato monetario (che hanno diminuito anche le mie\nmisera rendita) mi hanno costretto all'esilio all'estero e non mi hanno lasciato altro che un\nGodfrey, che le calunnie del mondo hanno attaccato e lasciato in eredit\u00e0.\nmondo ha assalito, e assalito invano.\n\nLasciate che mi asciughi gli occhi e torni alla mia narrazione.\n\nSono scesa a pranzo, naturalmente ansiosa di vedere come Rachel fosse stata influenzata\ncome Rachel fosse stata colpita dalla sua liberazione dal fidanzamento.\n\nMi \u00e8 sembrato, ma riconosco di essere una scarsa autorit\u00e0 in materia, che il recupero della sua libert\u00e0 le avesse fatto ripensare a quell'altro\nlibert\u00e0 le avesse fatto ripensare all'altro uomo che amava.\nuomo che amava, e che fosse furiosa con se stessa per non essere stata capace di\ndi controllare una repulsione di sentimenti di cui si vergognava segretamente.\nvergogna. Chi era quell'uomo? Avevo dei sospetti, ma era inutile perdere tempo in\nperdere tempo in inutili speculazioni. Quando l'avr\u00f2 convertita, non avr\u00e0, come\nNaturalmente, non avrebbe avuto segreti per me. Avrei saputo tutto\ndell'uomo; avrei saputo tutto della Pietra di Luna. Se non avessi avuto un\nse non avessi avuto un obiettivo pi\u00f9 alto nel suscitare in lei il senso delle cose spirituali, il motivo di alleviare la sua mente\nil motivo di liberare la sua mente dai suoi segreti colpevoli sarebbe stato sufficiente a\nsarebbe stato sufficiente a incoraggiarmi a continuare.\n\nNel pomeriggio la zia Ablewhite fece i suoi esercizi su una sedia per invalidi.\nRachel l'accompagnava.  Vorrei poter trascinare la sedia, esclam\u00f2,\nin modo sconsiderato.  Vorrei potermi affaticare fino a cadere.\n\nLa sera era dello stesso umore. Ho scoperto in una delle preziose pubblicazioni della mia\npubblicazioni del mio amico, la _Vita, le lettere e le fatiche della signorina Jane Ann Stamper_.\nJane Ann Stamper_, quarantaquattresima edizione, che riportava con una meravigliosa\nmeravigliosamente appropriati alla posizione attuale di Rachel. Alla mia\nproposta di leggerli, and\u00f2 al pianoforte. Immaginate quanto poco doveva sapere\ndi persone serie, se pensava che la mia pazienza si sarebbe esaurita in quel modo!\nche la mia pazienza si sarebbe esaurita in quel modo! Ho tenuto la signorina Jane Ann Stamper accanto a me e ho aspettato gli eventi con\ne aspettavo gli eventi con la pi\u00f9 incrollabile fiducia nel futuro.\n\nIl vecchio Mr. Ablewhite non si fece vedere quella sera. Ma io conoscevo l'importanza\nimportanza che la sua avidit\u00e0 mondana attribuiva al matrimonio di suo figlio con la signorina\nVerinder e sentivo la ferma convinzione (con tutto quello che il signor Godfrey poteva fare per impedirlo) che lo avremmo visto il giorno dopo.\nGodfrey per impedirlo) che lo avremmo visto il giorno dopo. Con la sua\ncon la sua interferenza nella faccenda, la tempesta su cui avevo contato sarebbe\ncertamente sarebbe arrivata, e il salutare esaurimento delle capacit\u00e0 di resistenza di Rachel\ndi Rachel ne sarebbe seguito con altrettanta certezza. Non ignoro che il vecchio Mr.\nAblewhite ha la reputazione, in generale (soprattutto tra i suoi inferiori)\ndi essere un uomo straordinariamente bonario. Secondo le mie osservazioni su di lui\nsecondo le mie osservazioni su di lui, merita la sua reputazione fino a quando far\u00e0 di testa sua, e non\nun momento di pi\u00f9.\n\nIl giorno dopo, esattamente come avevo previsto, la zia Ablewhite fu tanto vicina ad essere\nstupita, per quanto la sua natura lo permettesse, dall'improvvisa apparizione del marito.\ndel marito. Era rimasto in casa appena un minuto, prima di essere seguito, con\nseguito, questa volta con mio grande stupore, da un'inaspettata complicazione\nnella forma di Mr. Bruff.\n\nNon ricordo di aver mai sentito la presenza dell'avvocato come pi\u00f9\nsgradita di quanto la sentissi in quel momento. Sembrava pronto a tutto\ndi un procedimento ostruzionistico che potesse anche mantenere la pace con\npace con Rachel per uno dei combattenti!\n\n Questa \u00e8 una piacevole sorpresa, signore, disse Mr. Ablewhite, rivolgendosi con\ncon la sua ingannevole cordialit\u00e0 al signor Bruff.  Quando ho lasciato il suo\nufficio ieri, non mi aspettavo di avere l'onore di vederla oggi a Brighton.\nBrighton oggi.\n\n Ho ripensato alla nostra conversazione, dopo che lei se n'\u00e8 andato,\nrispose il signor Bruff.  E mi \u00e8 venuto in mente che forse potrei essere di\nessere utile in questa occasione. Ho fatto appena in tempo a prendere il treno, e non ho\ne non ho avuto modo di scoprire la carrozza in cui viaggiavate.\nviaggiate.\n\nDopo aver dato questa spiegazione, si sedette accanto a Rachel. Io mi ritirai\nmodestamente in un angolo con la signorina Jane Ann Stamper in grembo, in caso di\nemergenza. Mia zia era seduta alla finestra e si sventolava placidamente come sempre.\ncome al solito. Mr. Ablewhite era in piedi al centro della stanza, con la testa calva molto pi\u00f9 rosa\ntesta calva molto pi\u00f9 rosa di quanto non l'avessi mai vista, e si rivolse nel modo pi\u00f9\nmodo pi\u00f9 affettuoso a sua nipote.\n\n Rachel, mia cara, disse, ho ricevuto notizie straordinarie da Godfrey.\nda Godfrey. E sono qui per informarmi. Tu hai un\nsalotto tutto tuo in questa casa. Mi faresti l'onore di mostrarmi\nla strada per raggiungerlo?\n\nRachel non si mosse. Sia che fosse decisa a portare le cose a una\ncrisi, o se sia stata spinta da qualche segnale privato di Mr.\nBruff, \u00e8 pi\u00f9 di quanto possa dire. Si rifiut\u00f2 di fare al vecchio Mr. Ablewhite\nl'onore di condurlo nel suo salotto.\n\n Qualunque cosa vogliate dirmi, rispose, pu\u00f2 essere detta qui in\nin presenza dei miei parenti e in presenza (guard\u00f2 il signor Bruff) del vecchio amico fidato di mia madre.\nBruff) del vecchio amico fidato di mia madre.\n\n Come preferisci, mia cara, disse l'amabile signor Ablewhite. Prese\nuna sedia. Gli altri lo guardarono in faccia come se se lo aspettassero,\ndopo settant'anni di formazione mondana, che dicesse la verit\u00e0. Io guardai\nla cima della sua testa calva; avendo notato in altre occasioni che il temperamento che era veramente in lui\nche il temperamento che era veramente in lui aveva l'abitudine di registrarsi\nl\u00ec.\n\n Alcune settimane fa, ha proseguito l'anziano signore, mio figlio mi ha informato che\nVerinder gli aveva fatto l'onore di impegnarsi a sposarlo.\n\u00c8 possibile, Rachel, che egli abbia interpretato male o presunto\nsu ci\u00f2 che gli hai detto in realt\u00e0?\n\n Certo che no, rispose lei.  Mi sono impegnata a sposarlo.\n\n Risposta molto franca! disse il signor Ablewhite.  E molto soddisfacente, mia\nmia cara, fino ad ora. Riguardo a ci\u00f2 che \u00e8 accaduto qualche settimana dopo, Godfrey non ha\nnon ha commesso alcun errore. L'errore sta evidentemente in quello che mi ha detto ieri. I\ncomincio a capirlo ora. Tu e lui avete avuto un litigio amoroso e il mio sciocco figlio l'ha\nfiglio sciocco l'ha interpretata seriamente. Ah! Avrei dovuto sapere\nmeglio di cos\u00ec alla sua et\u00e0.\n\nLa natura decaduta in Rachele, la madre Eva, per cos\u00ec dire, cominci\u00f2 a\na questo.\n\n Vi prego, fateci capire, signor Ablewhite, disse.  Nulla\nminimamente di una lite tra suo figlio e me, ieri.\nme. Se le ha detto che gli ho proposto di rompere il nostro fidanzamento\ne che lui era d'accordo da parte sua, vi ha detto la verit\u00e0.\n\nIl termometro autoregistrato in cima alla testa calva di Mr.\nAblewhite cominci\u00f2 a indicare un aumento del temperamento. Il suo viso era pi\u00f9 amabile che mai\nma c'era il rosa in cima al suo viso, un'ombra pi\u00f9 profonda!\ngi\u00e0 pi\u00f9 intenso!\n\n Su, su, mia cara! disse, con il suo modo pi\u00f9 rassicurante, ora non\nnon arrabbiarti e non essere duro con il povero Godfrey! Evidentemente ha detto una cosa\nsfortunato. \u00c8 sempre stato maldestro fin da bambino, ma ha buone intenzioni,\nRachel, ha buone intenzioni!\n\n Signor Ablewhite, o mi sono espresso molto male, oppure lei mi sta\nvolutamente confuso con me. Una volta per tutte, \u00e8 una cosa stabilita tra\nsuo figlio e me che rimarremo, per il resto delle nostre vite, cugini\ne niente di pi\u00f9. \u00c8 abbastanza chiaro?\n\nIl tono con cui pronunci\u00f2 quelle parole rese impossibile, anche per il vecchio Mr.\nMr. Ablewhite di confonderla ulteriormente. Il suo termometro sal\u00ec di un\ndi un altro grado e la sua voce, quando parl\u00f2, cess\u00f2 di essere quella\nvoce che si addice a un uomo notoriamente bonario.\n\n Devo dedurre, quindi, ha detto, che il vostro fidanzamento matrimoniale \u00e8\nrotto?\n\n Lo deve capire, signor Ablewhite, se non le dispiace.\n\n Devo anche considerare come un dato di fatto che la proposta di ritirarsi dall'impegno\ndall'impegno \u00e8 venuta, in prima istanza, da _te?\n\n In prima istanza, \u00e8 arrivata da me. E ha incontrato, come vi ho detto\ncome vi ho detto, il consenso e l'approvazione di vostro figlio.\n\nIl termometro \u00e8 salito fino alla cima del registro. Cio\u00e8, il rosa\n\u00e8 cambiato improvvisamente in scarlatto.\n\n Mio figlio \u00e8 un mastino meschino! grid\u00f2 questo vecchio mondano furioso.\n Per giustizia verso me stesso come padre, non per giustizia verso di lui, mi permetto di chiederle, signorina Verinder.\ndi chiederle, signorina Verinder, quale reclamo ha da fare nei confronti del signor Godfrey\nAblewhite?\n\nQui il signor Bruff si intromise per la prima volta.\n\n Non sei obbligata a rispondere a questa domanda\", disse a Rachel.\n\nIl vecchio Mr. Ablewhite gli si attacc\u00f2 addosso all'istante.\n\n Non dimentichi, signore, che lei \u00e8 un ospite autoinvitato.\nLa sua interferenza sarebbe arrivata con maggior grazia se avesse aspettato\nse avesse aspettato che venisse richiesto.\n\nIl signor Bruff non ci fece caso. La vernice liscia sul suo vecchio viso malvagio\nnon si \u00e8 mai incrinata. Rachel lo ringrazi\u00f2 per il consiglio che le aveva dato,\ne poi si rivolse al vecchio Mr. Ablewhite conservando la sua compostezza in un\nmodo che (tenuto conto della sua et\u00e0 e del suo sesso) era semplicemente terribile da\nvedere.\n\n Suo figlio mi ha posto la stessa domanda che lei ha appena fatto\", ha detto la donna.\ndisse.  Ho avuto una sola risposta per lui, e ho una sola risposta per voi.\nvoi. Ho proposto che ci liberassimo a vicenda, perch\u00e9 la riflessione\nperch\u00e9 la riflessione mi aveva convinto che avrei fatto del mio meglio per il suo benessere e per il mio\nritrattare una promessa avventata e lasciarlo libero di fare la sua scelta\naltrove.\n\n Che cosa ha fatto mio figlio?  Ho il diritto di\nsaperlo. Che cosa ha fatto mio figlio?\n\nLei persisteva con la stessa ostinazione dalla sua parte.\n\n Avete avuto l'unica spiegazione che ritengo necessario dare\na voi, o a lui, rispose.\n\n In parole povere, \u00e8 sua sovrana volont\u00e0 e piacere, signorina Verinder.\nVerinder, di fare del male a mio figlio?\n\nRachel rimase in silenzio per un momento. Seduta dietro di lei, l'ho sentita sospirare.\nsospirare. Il signor Bruff le prese la mano e la strinse un po'. Lei si riprese\nsi riprese e rispose a Mr. Ablewhite con la stessa audacia di sempre.\n\n Mi sono esposto a fraintendimenti peggiori di questo, disse.\n E l'ho sopportato con pazienza. \u00c8 passato il tempo in cui potevate\nmortificarmi dandomi del buffone.\n\nParl\u00f2 con un'amarezza di tono che mi fece capire che lo scandalo della Pietra di\ndella Pietra di Luna era stato in qualche modo richiamato alla sua mente.  Non ho\naltro da dire\", aggiunse stancamente, senza rivolgere le parole a nessuno in particolare e guardando lontano da tutti noi, verso la finestra che era\nnessuno in particolare, e guardando lontano da tutti noi, fuori dalla finestra che era\npi\u00f9 vicina a lei.\n\nMr. Ablewhite si alz\u00f2 in piedi e spinse via la sua sedia con tale violenza\nche la sedia si rovesci\u00f2 e cadde sul pavimento.\n\n Ho ancora qualcosa da dire da parte mia\", annunci\u00f2, facendo scendere\nil piatto della mano sul tavolo con un colpo secco.  Devo dire che se\nmio figlio non sente questo insulto, io lo sento!\n\nRachel inizi\u00f2 e lo guard\u00f2 con improvvisa sorpresa.\n\n Insulto? ripet\u00e9.  Che cosa vuoi dire?\n\n Insulto! ha ribadito il signor Ablewhite.  Conosco il suo motivo, signorina Verinder,\nper aver infranto la promessa fatta a mio figlio! Lo so con certezza come se lo avesse\nse lo avesse confessato con tante parole. Il suo maledetto orgoglio familiare sta\ninsultando Godfrey, come ha insultato me quando ho sposato sua zia. La sua\nfamiglia, la sua misera famiglia, le volt\u00f2 le spalle per aver sposato un uomo onesto, che si era fatto da s\u00e9.\nuomo onesto, che si era fatto strada e aveva conquistato la sua fortuna. Io non avevo\nnessun antenato. Non discendevo da una serie di furfanti che vivevano di rapine e omicidi.\nche vivevano di furti e omicidi. Non potevo indicare il tempo in cui gli\nAblewhites non avevano una camicia alle spalle e non potevano firmare con il proprio nome.\nnomi. Ah! Ah! Non ero abbastanza per gli Herncastle, quando mi sono\nsposato. E ora, al punto in cui siamo, mio figlio non \u00e8 all'altezza di\nvoi. L'ho sempre sospettato. Avete il sangue degli Herncastle in voi, mia giovane signora!\nin voi, mia giovane signora! L'ho sempre sospettato.\n\n Un sospetto davvero indegno, ha osservato il signor Bruff.  Mi stupisce che\nche abbiate il coraggio di ammetterlo.\n\nPrima che Mr. Ablewhite riuscisse a trovare le parole per rispondere, Rachel parl\u00f2 con un\ntono di esasperante disprezzo.\n\n Di certo, disse all'avvocato, questo non \u00e8 un avviso. Se pu\u00f2 pensare\npensare in questo modo, lasciamolo libero di pensare come vuole.\n\nDa scarlatto, Mr. Ablewhite stava ora diventando viola. Ansimava per\nrespirare; guardava avanti e indietro da Rachel a Mr.\nBruff, in preda a una tale rabbia nei confronti di entrambi da non sapere chi attaccare per primo.\nattaccare per primo. Sua moglie, che fino a quel momento era rimasta impenetrabilmente seduta a sventolarsi, cominci\u00f2 ad allarmarsi.\nfino a quel momento, cominci\u00f2 ad allarmarsi e cerc\u00f2, inutilmente, di tranquillizzarlo.\ndi tranquillizzarlo. Nel corso di questo angosciante colloquio avevo sentito pi\u00f9 di una\ndi un richiamo interiore a interferire con qualche parola sincera, e avevo\ne mi ero controllata per il timore dei possibili risultati, molto indegni di una cristiana inglese\ndi una donna cristiana inglese che non guarda a ci\u00f2 che \u00e8 meschinamente prudente,\nma a ci\u00f2 che \u00e8 moralmente giusto. Al punto in cui erano arrivate le cose\nal punto in cui erano arrivate le cose, mi sono elevata al di sopra di ogni considerazione di mera convenienza. Se avessi\nse avessi pensato di interporre una qualsiasi rimostranza di mia umile\nmia umile ideazione, avrei potuto ancora esitare. Ma l'angosciante\nemergenza domestica che ora mi si parava davanti, era meravigliosamente e\nmeravigliosamente e magnificamente nella Corrispondenza di Miss Jane Ann\nStamper Lettera mille e uno, sulla pace nelle famiglie.  Mi alzai nel\nmio modesto angolo e aprii il mio prezioso libro.\n\n Caro signor Ablewhite, ho detto, una parola!\n\nQuando ho attirato l'attenzione dell'azienda alzandomi per la prima volta, ho capito che era sul punto di dirmi qualcosa di scortese.\nche era sul punto di dirmi qualcosa di sgarbato. La mia\nforma di rivolgersi a una sorella lo blocc\u00f2. Mi fiss\u00f2 con pagano\nstupore.\n\n Da affettuoso benefattore e amico, ho proceduto, e da persona abituata a\nabituato a suscitare, convincere, preparare, illuminare e fortificare gli altri, permettetemi di prendermi la pi\u00f9 imperdonabile delle libert\u00e0\naltri, permettetemi di prendermi la pi\u00f9 imperdonabile delle libert\u00e0, la\nlibert\u00e0 di comporre la vostra mente.\n\nCominci\u00f2 a riprendersi; era sul punto di scoppiare, sarebbe scoppiato con chiunque altro.\nsarebbe scoppiato, con chiunque altro. Ma la mia voce (abitualmente\ndolce) possiede una nota alta o gi\u00f9 di l\u00ec, nelle emergenze. In questa emergenza,\nmi sentivo imperativamente chiamato ad avere la voce pi\u00f9 alta delle due.\n\nHo tenuto in mano il mio prezioso libro davanti a lui; ho battuto la pagina aperta\nin modo impressionante con l'indice.  Non le mie parole!  esclamai, in un\nun impeto di fervente interruzione.  Oh, non credere che io pretenda attenzione\nattenzione per le mie umili parole! Manna nel deserto, signor Ablewhite!\nRugiada sulla terra arida! Parole di conforto, parole di saggezza, parole di amore.\namore le benedette, benedette, benedette parole della signorina Jane Ann Stamper!\n\nSono stato fermato da un momentaneo impedimento del respiro. Prima che potessi\ndi riprendermi, questo mostro in forma umana grid\u00f2 furiosamente,\n\n La signorina Jane Ann Stamper sia!\n\n\u00c8 impossibile per me scrivere la parola terribile, che \u00e8 qui\nrappresentata da un vuoto. Ho gridato quando \u00e8 passata sulle sue labbra; sono volata alla mia piccola borsa sul\nborsa sul tavolino, tirai fuori tutti i miei opuscoli, afferrai l'opuscolo sulle imprecazioni\nparticolare sulle bestemmie profane, intitolato \"Silenzio, per carit\u00e0!\nPer amor del cielo! ; glielo porsi con un'espressione di agonizzante implorazione. Lui\nlo strapp\u00f2 in due e me lo ributt\u00f2 sul tavolo. Gli altri\nsi alzarono allarmati, non sapendo cosa sarebbe potuto accadere. Io mi sedetti immediatamente\nseduto di nuovo nel mio angolo. C'era stata una volta, in circostanze\ncircostanze simili, in cui la signorina Jane Ann Stamper era stata\nJane Ann Stamper era stata presa per le spalle e fatta uscire da una stanza. Aspettai, ispirato\ndal suo spirito, che si ripetesse il suo martirio.\n\nMa non fu cos\u00ec. Sua moglie fu la prossima persona a cui si rivolse\nrivolto a sua moglie.  Chi chi chi, disse, balbettando per la rabbia, chi ha chiesto a questo\nquesto impudente fanatico di entrare in casa? L'avete fatto?\n\nPrima che zia Ablewhite potesse dire una parola, Rachel rispose per lei.\n\n La signorina Clack \u00e8 qui, ha detto, come mia ospite.\n\nQuelle parole ebbero un effetto singolare sul signor Ablewhite. Improvvisamente\nda un uomo in preda a una rabbia rovente a un uomo in uno stato di\ndi gelido disprezzo. Era chiaro a tutti che Rachel aveva detto\nqualcosa di breve e semplice come era stata la sua risposta, che gli aveva dato finalmente il\ndi lei alla fine.\n\n Oh? Ha detto.  La signorina Clack \u00e8 qui come sua ospite in casa mia?\n\nFu il turno di Rachel di perdere la calma. Il suo colore si alz\u00f2 e\ni suoi occhi si accesero ferocemente. Si rivolse all'avvocato e, indicando Mr.\nMr. Ablewhite, chiese altezzosa: \"Che cosa intende dire?\n\nIl signor Bruff si intromise per la terza volta.\n\n Sembra che lei dimentichi, ha detto rivolgendosi a Mr.\nha preso questa casa come tutore di Miss Verinder, per uso di Miss Verinder.\n\n Non cos\u00ec in fretta, interpose il signor Ablewhite.  Ho un'ultima parola da\nche avrei gi\u00e0 dovuto dire da tempo, se questo signore mi avesse guardato\nsguardo, pensando a quale abominevole nome avrebbe dovuto chiamarmi se questa zitella rampante non ci avesse interrotto.\nZitella rampante non ci avesse interrotto. Mi permetto di informarvi, signore, che, se mio figlio non \u00e8 abbastanza\nmio figlio non \u00e8 abbastanza buono per essere il marito della signorina Verinder, non posso presumere\ndi considerare suo padre abbastanza bravo da essere il tutore della signorina Verinder.\nSe volete, capite che mi rifiuto di accettare la posizione che mi viene offerta da Lady Verinder.\nmi viene offerta dal testamento di Lady Verinder. Per dirla in termini giuridici, io\nrifiuto di agire. Questa casa \u00e8 stata necessariamente affittata a mio nome. I\nassumo l'intera responsabilit\u00e0 sulle mie spalle. \u00c8 la mia casa. I\nPosso tenerla o lasciarla, come voglio. Non desidero mettere fretta alla signorina\nVerinder. Al contrario, la prego di portare via la sua ospite e i suoi bagagli.\nbagagli, a suo piacimento\".  Fece un inchino e usc\u00ec dalla stanza.\ndalla stanza.\n\nQuesta \u00e8 stata la vendetta di Mr. Ablewhite nei confronti di Rachel, per aver rifiutato di sposare suo figlio!\nfiglio!\n\nNell'istante in cui la porta si chiuse, la zia Ablewhite mostr\u00f2 un fenomeno\nche ci mise tutti a tacere. Era dotata di un'energia tale da attraversare la stanza!\nla stanza!\n\n Mia cara, disse, prendendo Rachel per mano, mi vergognerei di mio marito, se non sapessi che \u00e8 il suo temperamento a parlare\nmio marito, se non sapessi che \u00e8 il suo carattere a parlarti e non lui stesso.\nte, e non lui stesso. Tu, continu\u00f2 zia Ablewhite, rivolgendosi a me nel mio angolo con\nnel mio angolo con un'altra dose di energia, questa volta nello sguardo\ninvece che nelle sue membra, sei tu la persona maliziosa che lo ha irritato.\nSpero di non rivedere mai pi\u00f9 n\u00e9 te n\u00e9 i tuoi trattati\".  Torn\u00f2 da\nRachel e la baci\u00f2.  Ti chiedo scusa, mia cara, disse, a nome di mio marito.\nmarito. Cosa posso fare per te?\n\nCoerentemente perversa in ogni cosa, capricciosa e irragionevole in tutte le\nazioni della sua vita Rachel si sciolse in lacrime a quelle banali\nparole e ricambi\u00f2 il bacio della zia in silenzio.\n\n Se mi \u00e8 concesso di rispondere a nome della signorina Verinder, disse il signor Bruff,\n posso chiederle, signora Ablewhite, di mandare gi\u00f9 Penelope con la cuffietta e lo scialle della sua padrona.\ncofano e lo scialle della sua padrona. Lasciateci dieci minuti insieme, aggiunse,\nin tono pi\u00f9 basso, e potrete contare sul fatto che io metta a posto le cose, per la vostra\nsoddisfazione vostra e di Rachel.\n\nLa fiducia della famiglia in quest'uomo era qualcosa di meraviglioso da vedere.\nSenza una parola in pi\u00f9, da parte sua, la zia Ablewhite lasci\u00f2 la stanza.\n\n Ah! disse il signor Bruff, guardandola.  Il sangue degli Herncastle ha i suoi\nsvantaggi, lo ammetto. Ma c'\u00e8 qualcosa nella buona educazione, dopo tutto!\ndopo tutto!\n\nDopo aver fatto questa osservazione puramente mondana, guard\u00f2 intensamente il mio angolo, come se si aspettasse che me ne andassi.\ncome se si aspettasse che me ne andassi. Il mio interesse per Rachel, un interesse infinitamente pi\u00f9\ninteresse infinitamente pi\u00f9 alto del suo mi teneva legato alla sedia.\n\nMr. Bruff vi rinunci\u00f2, esattamente come aveva fatto con zia Verinder,\na Montagu Square. Condusse Rachel a una sedia vicino alla finestra e l\u00ec le parl\u00f2.\ne le parl\u00f2.\n\n Mia cara signorina, disse, il comportamento del signor Ablewhite vi ha naturalmente\nvi ha scioccato e vi ha colto di sorpresa. Se valesse la pena di\nse valesse la pena di contestare la questione con un uomo del genere, potremmo presto dimostrargli che non pu\u00f2\nche non deve fare le cose a modo suo. Ma non ne vale la pena. Avevate\nragione in quello che ha detto poc'anzi: non \u00e8 al centro della nostra attenzione.\n\nSi ferm\u00f2 e guard\u00f2 il mio angolo. Io ero seduto l\u00ec, immobile,\ncon i miei opuscoli al gomito e con la signorina Jane Ann Stamper in grembo.\n\n Sai, riprese, voltandosi di nuovo verso Rachel, che faceva parte della natura della tua povera madre\ndella natura della tua povera madre vedere sempre il meglio delle persone\ndelle persone che la circondano, e mai il peggio. Ha nominato suo cognato tuo\ntutore perch\u00e9 credeva in lui, e perch\u00e9 pensava che avrebbe fatto\nsua sorella. Io stessa non ho mai amato il signor Ablewhite e ho indotto tua madre a lasciarmi inserire\nAblewhite, e ho indotto tua madre a farmi inserire una clausola nel testamento che autorizzava\ndi autorizzare i suoi esecutori testamentari, in determinati casi, a consultarsi con me sulla\nnomina di un nuovo tutore. Uno di questi eventi si \u00e8 verificato oggi;\ne mi trovo nella posizione di porre fine a questi aridi dettagli commerciali,\nspero piacevolmente, con un messaggio di mia moglie. Volete onorare Mrs.\nBruff diventando suo ospite? E resterete sotto il mio tetto, e farete parte della mia famiglia, fino a quando\ndella mia famiglia, fino a quando noi saggi non avremo messo insieme le nostre teste,\ne avremo deciso cosa fare in seguito?\n\nA quelle parole, mi alzai per intervenire. Il signor Bruff aveva fatto esattamente quello che\ntemevo avrebbe fatto, quando chiese alla signora Ablewhite la cuffietta e lo scialle di Rachel.\nRachel e lo scialle.\n\nPrima che potessi dire una parola, Rachel aveva accettato il suo invito nei termini pi\u00f9 calorosi.\ntermini pi\u00f9 calorosi. Se avessi permesso che l'accordo cos\u00ec preso tra loro\nse avesse varcato la soglia della porta del signor Bruff, addio alla speranza pi\u00f9 bella della mia vita.\naddio alla speranza pi\u00f9 bella della mia vita, quella di riportare all'ovile le mie pecorelle smarrite!\npecorelle smarrite all'ovile! La sola idea di una calamit\u00e0 come questa\nmi ha sopraffatto. Gettai al vento le misere trappole della discrezione\ndiscrezione mondana, e parlai con il fervore che mi riempiva, con le parole che mi vennero prima.\nle parole che vennero per prime.\n\n Basta! Ho detto basta! Devo essere ascoltato. Signor Bruff! Voi non siete parente\ncon lei, mentre io lo sono. La invito a nominare gli esecutori testamentari...\ntutore. Rachel, carissima Rachel, ti offro la mia modesta casa; vieni a Londra con il prossimo treno, amore, e condividila con me.\nLondra con il prossimo treno, amore, e condividila con me!\n\nIl signor Bruff non disse nulla. Rachel mi guard\u00f2 con un crudele stupore\nche non si sforzava di nascondere.\n\n Sei molto gentile, Drusilla, disse.  Spero di venirti a trovare\nquando mi capiter\u00e0 di essere a Londra. Ma ho accettato l'invito di Mr.\nBruff e credo che per il momento sia meglio che io rimanga sotto le sue cure.\nsotto le cure di Mr. Bruff.\n\n Oh, non dire cos\u00ec!  Ho implorato.  Non posso separarmi da te, Rachel, non posso separarmi da te!\nsepararmi da te!\n\nCercai di prenderla in braccio. Ma lei si ritrasse. Il mio fervore non si \u00e8\nnon si comunicava, ma la allarmava.\n\n Sicuramente, ha detto, si tratta di un'inutile manifestazione di agitazione. I\nnon capisco.\n\n Non pi\u00f9, disse il signor Bruff.\n\nLa loro durezza, la loro orrenda durezza mondana, mi disgustava.\n\n Oh, Rachel! Rachel!  Sono scoppiata.  Non hai ancora visto che il mio cuore\ncuore desidera fare di te una cristiana? Nessuna voce interiore ti ha detto\nche sto cercando di fare per te quello che cercavo di fare per la tua cara madre quando la morte me l'ha strappata dalle mani?\nmadre quando la morte me l'ha strappata dalle mani?\n\nRachel si avvicin\u00f2 di un passo e mi guard\u00f2 in modo molto strano.\n\n Non capisco il suo riferimento a mia madre, disse.  Signorina\nClack, vuole avere la bont\u00e0 di spiegarsi?\n\nPrima che potessi rispondere, il signor Bruff si fece avanti e, offrendo il braccio a Rachel, cerc\u00f2 di condurla fuori dalla stanza.\nRachel, cercando di condurla fuori dalla stanza.\n\n \u00c8 meglio che non prosegua l'argomento, mia cara\", disse.  E la signorina\nClack \u00e8 meglio che non si spieghi.\n\nSe fossi stato un ceppo o una pietra, un'interferenza come questa avrebbe dovuto\nmi avrebbe spinto a testimoniare la verit\u00e0. Misi da parte il signor Bruff\ncon la mia mano e, con un linguaggio solenne e appropriato, ho esposto il punto di vista con il quale la sana dottrina non si fa scrupolo di\ncon il quale la sana dottrina non si fa scrupolo di considerare\nla terribile calamit\u00e0 di morire impreparati.\n\nRachel si allontan\u00f2 da me che arrossisco a scrivere con un grido di orrore.\n\n Vieni via! disse al signor Bruff.  Vieni via, per l'amor di Dio, prima che\nquella donna possa dire altro! Oh, pensate alla vita innocua, utile e bella della mia povera madre!\nutile, bella vita della mia povera madre! Lei era al funerale, signor Bruff, ha visto come tutti l'amavano.\ntutti l'amavano; ha visto le povere persone indifese che piangevano sulla sua tomba\nsulla sua tomba per la perdita della loro migliore amica. E quel disgraziato se ne sta l\u00ec,\ne cerca di farmi dubitare che mia madre, che era un angelo sulla terra,\n\u00e8 ora un angelo in cielo! Non smettere di parlarne! Vieni via! \u00c8\nmi soffoca respirare la stessa aria con lei! Mi spaventa sentire che\nche siamo nella stessa stanza!\n\nSorda a ogni rimostranza, corse alla porta.\n\nNello stesso momento entr\u00f2 la cameriera con la cuffia e lo scialle. Lei\nli indoss\u00f2 comunque.  Mi disse di prendere le mie cose e di portarle da Mr.\nHo tentato di avvicinarmi a lei, ero scioccata e addolorata,\nma, \u00e8 inutile dirlo, non offesa. Volevo solo dirle,\n Che il tuo cuore duro si ammorbidisca! Io ti perdono liberamente!  Lei si tir\u00f2\nvelo, mi strapp\u00f2 lo scialle di mano e, uscendo di corsa, mi chiuse la porta in faccia,\nmi chiuse la porta in faccia. Sopportai l'affronto con la mia consueta\nforza d'animo. Lo ricordo ora con la mia consueta superiorit\u00e0 a qualsiasi\nsentimento di offesa.\n\nIl signor Bruff ebbe la sua parola di scherno per me, prima di uscire anche lui in fretta e furia.\nuscire a sua volta.\n\n Avrebbe fatto meglio a non spiegarsi, signorina Clack\", disse, si inchin\u00f2 e lasci\u00f2 la stanza.\ninchinandosi e lasciando la stanza.\n\nLa persona con il berretto a coste lo segu\u00ec.\n\n \u00c8 facile capire chi li ha messi tutti insieme per le orecchie, disse.\n Sono solo una povera serva, ma dichiaro di vergognarmi di voi!  Anche lei\nusc\u00ec e sbatt\u00e9 la porta dopo di lei.\n\nEro rimasto solo nella stanza. Disprezzato da tutti, abbandonato da tutti.\ntutti, sono rimasto solo nella stanza.\n\nC'\u00e8 altro da aggiungere a questa semplice esposizione dei fatti a questo\ntoccante immagine di un cristiano perseguitato dal mondo? No! Il mio diario\nmi ricorda che un altro dei tanti capitoli a rischio della mia vita finisce qui.\nqui. Da quel giorno non vidi pi\u00f9 Rachel Verinder. Aveva avuto\nil mio perdono quando mi ha insultato. Da allora ha avuto i miei\nauguri di preghiera da allora. E quando morir\u00f2 per completare la restituzione\ndel bene per il male, le sar\u00e0 lasciata in eredit\u00e0 la _Vita, le Lettere e le\nMiss Jane Ann Stamper_ le saranno lasciate in eredit\u00e0 dal mio testamento.\n\n\nSECONDO RACCONTO.\n\nContributo di Mathew Bruff, avvocato, di Gray Inn Square.\n\nCAPITOLO I\n\nLa mia cara amica, la signorina Clack, ha posato la penna e ci sono due\nmotivi per cui la riprender\u00f2 a mia volta.\n\nIn primo luogo, sono in grado di gettare la luce necessaria su alcuni punti\nalcuni punti di interesse che finora sono stati lasciati all'oscuro.\nLa signorina Verinder aveva una sua ragione privata per rompere il suo fidanzamento\nmatrimonio e io ne ero all'origine. Il signor Godfrey Ablewhite aveva la sua\nragioni private per ritirare ogni pretesa sulla mano dell'affascinante cugina.\naffascinante cugina e io ho scoperto qual era.\n\nIn secondo luogo, \u00e8 stata la mia fortuna o sfortuna, non so quale, a trovarmi coinvolto personalmente nel periodo in cui mi trovo.\ndi trovarmi personalmente coinvolto, nel periodo di cui sto scrivendo, nel mistero del Diamante Indiano.\nnel mistero del Diamante Indiano. Ho avuto l'onore di\nun colloquio, presso il mio ufficio, con uno straniero orientale di\ndi modi distinti, che non era altri che il capo dei tre indiani.\ndei tre indiani. A ci\u00f2 si aggiunga che ho incontrato il famoso viaggiatore\nMurthwaite, il giorno dopo, e che ho conversato con lui sul tema del\ncon lui sull'argomento della Pietra di Luna, che ha un'importanza molto\nmolto importante per gli eventi successivi. E questo \u00e8 il resoconto delle mie\ndelle mie pretese di occupare la posizione che occupo in queste pagine.\n\nLa vera storia della rottura del fidanzamento matrimoniale viene prima in punto di tempo\ndi tempo e deve quindi occupare il primo posto nella presente\nnarrazione. Ripercorrendo la catena degli eventi, da un capo all'altro, trovo necessario aprire la scena.\nda un capo all'altro, trovo necessario aprire la scena, stranamente come\ncome penserete, al capezzale del mio eccellente cliente e amico, il\nSir John Verinder, mio eccellente cliente e amico.\n\nSir John aveva la sua parte, forse piuttosto grande, delle debolezze pi\u00f9\ninnocua e amabile delle debolezze che caratterizzano l'umanit\u00e0. Tra queste\nqueste, posso citare come applicabile alla questione in oggetto, un'invincibile\nriluttanza ad affrontare la responsabilit\u00e0 di fare testamento, finch\u00e9 godeva della solita buona salute.\nresponsabilit\u00e0 di fare testamento. Lady Verinder esercit\u00f2 la sua influenza\nper risvegliare in lui il senso del dovere in questa materia; e io ho esercitato la mia influenza.\ninfluenza. Egli ammise la giustezza delle nostre opinioni, ma non and\u00f2 oltre.\nfinch\u00e9 non si ritrov\u00f2 afflitto dalla malattia che lo port\u00f2 alla tomba.\nche alla fine lo port\u00f2 alla tomba. Allora, alla fine, fui chiamato per\nper prendere le istruzioni del mio cliente in merito al suo testamento. Si rivelarono\nche si rivelarono le istruzioni pi\u00f9 semplici che avessi mai ricevuto in tutta la mia carriera professionale.\ncarriera professionale.\n\nSir John stava sonnecchiando quando entrai nella stanza. Si \u00e8 svegliato alla\nvista di me.\n\n Come sta, signor Bruff? disse.  Non mi dilungher\u00f2 molto\nquesto. E poi andr\u00f2 di nuovo a dormire.  Guard\u00f2 con grande interesse\ninteresse mentre raccoglievo penne, inchiostro e carta.  Sei pronto?\nchiese. Mi inchinai, presi un po' di inchiostro e attesi le mie istruzioni.\n\n Lascio tutto a mia moglie, disse Sir John.  Questo \u00e8 tutto.  Si gir\u00f2\nsul guanciale e si prepar\u00f2 a dormire di nuovo.\n\nSono stato costretto a disturbarlo.\n\n Devo intendere, ho chiesto, che lasciate l'intero patrimonio\npropriet\u00e0, di ogni genere e descrizione, di cui siete in possesso,\nassolutamente a Lady Verinder?\n\n S\u00ec, disse Sir John.  Solo che _io_ l'ho accorciata. Perch\u00e9 non puoi accorciarla\npi\u00f9 breve e lasciarmi dormire di nuovo? Tutto a mia moglie. Questo \u00e8 il mio\nvolont\u00e0.\n\nLa sua propriet\u00e0 era interamente a sua disposizione ed era di due tipi.\nLa propriet\u00e0 fondiaria (mi astengo volutamente dall'usare un linguaggio tecnico),\ne propriet\u00e0 in denaro. Nella maggior parte dei casi, temo che avrei dovuto\navrei sentito il dovere nei confronti del mio cliente di chiedergli di riconsiderare il suo testamento. Nel\ncaso di Sir John, sapevo che Lady Verinder era non solo degna della fiducia incondizionata\nfiducia incondizionata che il marito aveva riposto in lei (tutte le buone mogli ne sono degne), ma anche di\nmogli sono degne di questo), ma anche capace di amministrare correttamente un\ndi amministrare adeguatamente un patrimonio (cosa che, per la mia esperienza con il gentil sesso, neanche una\nsu mille \u00e8 in grado di farlo). In dieci minuti, il testamento di Sir John\nJohn era stato redatto ed eseguito e lo stesso Sir John, da buon uomo, stava\nstava finendo il suo pisolino interrotto.\n\nLady Verinder giustificava ampiamente la fiducia che il marito aveva\nmarito aveva riposto in lei. Nei primi giorni della sua vedovanza, mi mand\u00f2 a chiamare e fece testamento.\nil suo testamento. La visione che aveva della sua posizione era talmente\nche fui sollevata da ogni necessit\u00e0 di consigliarla.\nconsigliarla. La mia responsabilit\u00e0 iniziava e finiva con il dare forma alle sue istruzioni\nnella forma legale appropriata. Prima che Sir John fosse nella tomba da quindici giorni, il futuro di sua figlia era\nprima che Sir John fosse nella tomba per quindici giorni, il futuro di sua figlia era stato\naffettuosamente.\n\nIl testamento \u00e8 rimasto nella sua scatola ignifuga nel mio ufficio, per molti anni\ndi quelli che mi piace calcolare. Solo nell'estate del 1800\nquarantotto che trovai l'occasione di guardarlo di nuovo in circostanze\ncircostanze molto malinconiche.\n\nAlla data che ho menzionato, i medici emisero la sentenza sulla povera Lady Verinder, che era letteralmente una sentenza di morte.\npovera Lady Verinder, che era letteralmente una sentenza di morte. Io fui la prima persona\nprima persona che inform\u00f2 della sua situazione e la trovai ansiosa di rivedere\nansiosa di ripercorrere con me il suo testamento.\n\nEra impossibile migliorare le disposizioni relative alla figlia.\nMa, con il passare del tempo, le sue volont\u00e0 riguardo ad alcuni lasciti minori, lasciati a diversi parenti, avevano subito delle modifiche.\nlasciti minori, lasciati a diversi parenti, avevano subito delle modifiche;\ne fu necessario aggiungere tre o quattro Codicilli al documento originale.\ndocumento originale. Avendo fatto questo subito, per paura di un incidente, ho ottenuto il permesso di\nil permesso di sua signoria di incorporare le sue recenti istruzioni in un secondo testamento.\ntestamento. Il mio obiettivo era quello di evitare certe inevitabili confusioni e ripetizioni che\nripetizioni che ormai deturpavano il documento originale e che, a dire la verit\u00e0,\nverit\u00e0, mi hanno irritato non poco per il mio senso professionale della\ndelle cose.\n\nL'esecuzione di questo secondo testamento \u00e8 stata descritta dalla signorina Clack, che\nClack, che \u00e8 stata cos\u00ec cortese da esserne testimone. Per quanto riguarda gli interessi pecuniari di Rachel Verinder\nRachel Verinder, era, parola per parola, l'esatta controparte del primo testamento.\ndel primo testamento. Le uniche modifiche introdotte riguardavano la nomina\ndi un tutore e ad alcune disposizioni relative a tale nomina,\nche furono fatte sotto il mio consiglio. Alla morte di Lady Verinder, il testamento fu affidato al mio prorettore.\nnelle mani del mio procuratore per essere provato (come si suol dire) nel modo consueto.\nmodo consueto.\n\nIn circa tre settimane da quel momento, per quanto io possa ricordare, mi giunse la prima\ndi qualcosa di insolito che stava accadendo sotto la superficie. I\nper caso nell'ufficio del mio amico prorettore e ho notato che mi riceveva con un'aria pi\u00f9 interessata.\ne osservai che mi ricevette con un'aria pi\u00f9 interessata del solito.\ninteresse del solito.\n\n Ho delle novit\u00e0 per te\", disse.  Cosa pensi che abbia sentito stamattina a\nDoctors Commons questa mattina? \u00c8 stato richiesto il testamento di Lady Verinder,\ne gi\u00e0 esaminato!\n\nQuesta era davvero una notizia! Non c'era assolutamente nulla che potesse essere\nassolutamente nulla che potesse essere contestato nel testamento; e non c'era nessuno a cui potessi pensare che avesse il\nil minimo interesse a esaminarlo. (Forse far\u00f2 bene a spiegare\nspiegare in questa sede, a beneficio dei pochi che non lo sanno gi\u00e0, che la legge consente a tutti di\nche la legge prevede che tutti i testamenti possano essere esaminati presso i Doctors Commons da chiunque ne faccia richiesta.\nCommons da chiunque ne faccia richiesta, dietro pagamento di uno scellino).\n\n Avete sentito chi ha chiesto il testamento?  L'ho chiesto io.\n\n S\u00ec, l'impiegato non ha esitato a dirmelo. Il signor Smalley, dello\nstudio Skipp e Smalley, l'ha richiesto. Il testamento non \u00e8 stato ancora copiato\nnei grandi registri del Folio. Non c'era quindi altra alternativa che\ndi abbandonare la procedura abituale e di fargli vedere il documento originale.\nLo guard\u00f2 con attenzione e prese nota nel suo taccuino. Avete\nidea di cosa volesse farne?\n\nScossi la testa.  Lo scoprir\u00f2, risposi, prima di invecchiare di un giorno.\npi\u00f9 vecchio.  E con ci\u00f2 tornai subito nel mio ufficio.\n\nSe un qualsiasi altro studio legale fosse stato coinvolto in questo\nesame inspiegabile del testamento del mio cliente deceduto, avrei potuto trovare\ndifficolt\u00e0 a fare le necessarie scoperte. Ma io avevo un\nSkipp e Smalley che ha reso il mio percorso in questa materia relativamente\nrelativamente facile. Il mio assistente legale (un uomo molto competente ed eccellente) era un fratello di Mr.\nSmalley; e, grazie a questa sorta di legame indiretto con me, Skipp \u00e8 stato in grado di\nlegame indiretto con me, Skipp e Smalley avevano, da alcuni anni\nSkipp e Smalley, per alcuni anni, avevano raccolto le briciole che cadevano dalla mia tavola, sotto forma di casi\ncasi portati nel mio ufficio, che, per varie ragioni, non ritenevo\nper varie ragioni, non ritenevo utile occuparmene. Il mio patrocinio professionale era, in questo\nin questo modo, di una certa importanza per lo studio. Avevo intenzione, se necessario, di\nricordare loro tale patrocinio, in questa occasione.\n\nAppena rientrato ho parlato con il mio impiegato e, dopo avergli raccontato l'accaduto, l'ho mandato nell'ufficio di suo fratello con il signor Bruff.\ndopo avergli raccontato l'accaduto, l'ho mandato nell'ufficio di suo fratello, con i complimenti del signor Bruff.\nBruff, e che sarebbe stato lieto di sapere perch\u00e9 i signori Skipp e Smalley\nSkipp e Smalley avessero ritenuto necessario esaminare il testamento di Lady Verinder.\n\nQuesto messaggio ha riportato Mr. Smalley nel mio ufficio in compagnia di suo fratello.\nfratello. Ha riconosciuto di aver agito in base alle istruzioni ricevute da un cliente.\nda un cliente. E poi mi ha chiesto se non sarebbe stata una violazione della\nviolazione della fiducia professionale da parte sua dire di pi\u00f9.\n\nAbbiamo avuto una discussione intelligente su questo punto. Lui aveva ragione, senza dubbio, e io avevo\nsbagliato. La verit\u00e0 \u00e8 che ero arrabbiato e sospettoso e insistevo per saperne di pi\u00f9.\nsapere di pi\u00f9. Peggio ancora, mi rifiutai di considerare qualsiasi informazione aggiuntiva\ninformazioni aggiuntive che mi venivano offerte, come un segreto da custodire: rivendicavo la\nperfetta libert\u00e0 di usare la mia discrezione. Peggio ancora, ho approfittato\nun vantaggio ingiustificato della mia posizione.  Scelga, signore, dissi a Mr.\nSmalley, tra il rischio di perdere gli affari del suo cliente e il rischio di perdere i miei.\nrischio di perdere la mia.  \u00c8 del tutto indifendibile, ammetto che si tratta di un atto di tirannia,\ne niente di meno. Come altri tiranni, ho portato avanti la mia tesi. Il signor Smalley\nscelse la sua alternativa, senza un attimo di esitazione.\n\nSorrise con rassegnazione e fece il nome del suo cliente:\n\nIl signor Godfrey Ablewhite.\n\nQuesto mi bastava, non volevo saperne di pi\u00f9.\n\nGiunto a questo punto della mia narrazione, diventa ora necessario\ndi porre il lettore di queste righe, per quanto riguarda il testamento di Lady Verinder, su un piano di perfetta parit\u00e0\nper quanto riguarda il testamento di Lady Verinder, su un piano di perfetta parit\u00e0, per quanto riguarda le informazioni,\ncon me stesso.\n\nPermettetemi di affermare, quindi, con il minor numero di parole possibili, che Rachel Verinder\nnon aveva altro che un interesse vitale nella propriet\u00e0. L'eccellente senso di sua madre\nmadre e la mia lunga esperienza si sono combinate per sollevarla da ogni responsabilit\u00e0 e per evitarle il pericolo di diventare una vittima.\nresponsabilit\u00e0 e a preservarla da ogni pericolo di diventare la vittima\nvittima in futuro di qualche uomo bisognoso e senza scrupoli. N\u00e9 lei, n\u00e9 suo\nmarito (se si fosse sposata), potevano racimolare sei penny, sia sulla propriet\u00e0\nn\u00e9 sulla propriet\u00e0 in terra, n\u00e9 su quella in denaro. Avrebbero avuto le case a\nLondra e nello Yorkshire in cui vivere, e avrebbero avuto una bella\nreddito e questo \u00e8 tutto.\n\nQuando ho riflettuto su ci\u00f2 che avevo scoperto, sono rimasto molto perplesso\ncosa fare dopo.\n\nEra passata appena una settimana da quando avevo saputo (con mia sorpresa e angoscia) della proposta di matrimonio della signorina Verinder.\ncon mia sorpresa e angoscia) della proposta di matrimonio della signorina Verinder. Avevo la pi\u00f9 sincera\nammirazione e affetto per lei; e mi ero addolorato in modo inesprimibile quando avevo saputo che stava per\nquando avevo saputo che stava per buttarsi via con Mr. Godfrey\nAblewhite. E ora, ecco l'uomo che avevo sempre creduto essere un\nun impostore dalla lingua lunga, che giustificava il peggio di ci\u00f2 che avevo pensato di lui.\ndi lui, e rivelava chiaramente l'obiettivo mercenario del matrimonio, da parte sua!\nda parte sua! E che dire? Potreste rispondere che \u00e8 una cosa che si fa tutti i giorni.\nCerto, mio caro signore. Ma la pensereste con la stessa leggerezza con cui la considerate\nse la cosa fosse fatta (diciamo) con la vostra stessa sorella?\n\nLa prima considerazione che mi venne spontanea fu la seguente.\nIl signor Godfrey Ablewhite avrebbe mantenuto il suo impegno, dopo quello che il suo\navvocato aveva scoperto per lui?\n\nDipendeva interamente dalla sua posizione pecuniaria, di cui non sapevo nulla.\nnulla. Se quella posizione non era disperata, sarebbe valsa la pena\ndi sposare la signorina Verinder solo per il suo reddito. Se, invece\nd'altra parte, aveva un urgente bisogno di realizzare una grossa somma entro un certo tempo\nSe invece aveva urgente bisogno di realizzare una grossa somma entro una certa data, allora il testamento di Lady Verinder\ne avrebbe evitato che la figlia cadesse nelle mani di un furfante.\n\nIn quest'ultimo caso, non ci sarebbe stato bisogno di affliggere la signorina Rachel, nei primi giorni di lutto per la madre, con un'intervista a un'amica.\nRachel, nei primi giorni del suo lutto per la madre, con una\nrivelazione immediata della verit\u00e0. Nel primo caso, se restassi in silenzio\ntacere, sarei stato complice di un matrimonio che l'avrebbe resa\ninfelice per tutta la vita.\n\nI miei dubbi si conclusero con la telefonata all'hotel di Londra, dove sapevo che alloggiavano la signora Ablewhite e la signorina Verinder.\nAblewhite e Miss Verinder. Mi hanno informato che\nche sarebbero andate a Brighton il giorno dopo e che un ostacolo imprevisto\nche un ostacolo imprevisto impediva a Mr. Godfrey Ablewhite di accompagnarle. Mi sono subito\nsubito proposto di prendere il suo posto. Mentre pensavo solo a Rachel\nVerinder, era possibile esitare. Quando l'ho vista davvero, la mia decisione\nquando l'ho vista, ho deciso direttamente, per quanto possibile, di dirle la verit\u00e0.\n\nHo trovato la mia occasione, quando ero a passeggio con lei, il giorno\ndopo il mio arrivo.\n\n Posso parlarle, le ho chiesto, del suo impegno matrimoniale?\n\n S\u00ec, rispose lei, con indifferenza, se non hai niente di pi\u00f9 interessante\ndi cui parlare.\n\n Perdoner\u00e0 una vecchia amica e serva della sua famiglia, la signorina\nRachel, se mi azzardo a chiederle se il suo cuore \u00e8 deciso per questo\nmatrimonio?\n\n Mi sposo per disperazione, Mr. Bruff, con la possibilit\u00e0 di cadere in una sorta di\nuna sorta di felicit\u00e0 stagnante che possa riconciliarmi con la mia vita.\n\nUn linguaggio forte e che fa pensare a qualcosa che si trova sotto la superficie, sotto forma di\ndi una storia d'amore. Ma io avevo un obiettivo personale e ho rifiutato (come diciamo noi avvocati) di approfondire la questione\ncome diciamo noi avvocati) di approfondire la questione nei suoi aspetti secondari.\n\n Il signor Godfrey Ablewhite non pu\u00f2 certo essere del tuo stesso parere, ho detto.\n Il suo cuore deve essere comunque deciso a sposarsi?\n\n Lui dice cos\u00ec, e suppongo di dovergli credere. Difficilmente mi sposerebbe\nsposarmi, dopo quello che gli ho detto, se non fosse innamorato di me.\n\nPoverina! La sola idea che un uomo la sposasse per i suoi fini egoistici e mercenari non le era mai passata per la testa.\nmercenario non le era mai passata per la testa. Il compito che mi ero prefissato\ncominciava a sembrare un compito pi\u00f9 difficile di quanto avessi previsto.\n\n Suona stranamente, proseguii, alle mie orecchie antiquate\n\n Che cosa suona in modo strano?\n\n Sentirvi parlare del vostro futuro marito come se non foste del tutto sicuri\ndella sincerit\u00e0 del suo attaccamento. Sei consapevole di avere qualche ragione\nmente di dubitare di lui?\n\nLa sua sorprendente rapidit\u00e0 di percezione rilev\u00f2 un cambiamento nella mia voce,\no nel mio modo di fare, quando ho posto quella domanda, che l'ha avvertita che avevo\nche avevo parlato per tutto il tempo con qualche altro obiettivo in vista. Si ferm\u00f2,\ne, staccando il braccio dal mio, mi guard\u00f2 attentamente in faccia.\n\n Signor Bruff, mi disse, lei ha qualcosa da dirmi su Godfrey\nAblewhite. Lo dica.\n\nLa conoscevo abbastanza bene da prenderla in parola. Gliel'ho detto.\n\nLei mise di nuovo il suo braccio nel mio e cammin\u00f2 lentamente con me. Sentii\nla sua mano che si stringeva meccanicamente sul mio braccio e la vidi impallidire sempre di pi\u00f9 man mano che procedevo.\nsempre pi\u00f9 pallida mentre andavo avanti, ma non le passava una parola dalle labbra\nmentre parlavo. Quando ebbi finito, rimase ancora in silenzio. La sua testa\ntesta si abbass\u00f2 un po' e cammin\u00f2 al mio fianco, inconsapevole della mia presenza, inconsapevole di tutto ci\u00f2 che\ndella mia presenza, inconsapevole di tutto ci\u00f2 che la circondava; sepolta, potrei dire, nei suoi pensieri.\nquasi dire nei suoi stessi pensieri.\n\nNon ho cercato di disturbarla. La mia esperienza del suo carattere\nmi aveva avvertito, in questa come in altre occasioni, di darle tempo.\n\nIl primo istinto delle ragazze in generale, quando si parla di qualcosa che le interessa, \u00e8 quello di fare un'infinit\u00e0 di domande.\ndi qualcosa che le interessa, \u00e8 quello di fare una moltitudine di domande, e poi di scappare\ne di scappare a parlarne con qualche amico preferito. Rachel Verinder\nRachel Verinder, in circostanze simili, ha avuto il primo istinto di chiudersi nella sua\nnella sua mente e di pensarci da sola. Questa assoluta\nautodipendenza \u00e8 una grande virt\u00f9 in un uomo. In una donna ha il grave inconveniente di\ngrave inconveniente di separarla moralmente dalla massa del suo sesso, esponendola cos\u00ec\nesporla a un'interpretazione errata da parte dell'opinione pubblica. Ho il forte sospetto\nsospetto di pensarla come il resto del mondo in questa materia, eccetto che nel caso di Rachel Verzani.\nin questa materia, tranne che nel caso di Rachel Verinder. L'autodipendenza del\ncarattere, era una delle sue virt\u00f9 nella mia stima; in parte, senza dubbio, perch\u00e9 ammiravo sinceramente\nin parte, senza dubbio, perch\u00e9 la ammiravo e mi piaceva sinceramente; in parte, perch\u00e9 l'opinione che avevo dei suoi legami\nperch\u00e9 il mio punto di vista sul suo legame con la perdita della Pietra di Luna si basava\nsulla mia particolare conoscenza del suo carattere. Per quanto le apparenze possano\nper quanto le apparenze potessero sembrare cattive, nella faccenda del Diamante era indubbiamente\nper quanto fosse indubbiamente scioccante sapere che lei era associata in qualche modo al mistero di un\nfurto non scoperto, ero comunque convinto che non avesse fatto nulla di\nnulla di indegno per lei, perch\u00e9 ero anche convinto che non aveva\nun passo nella faccenda, senza essersi chiusa nella propria\nmente e averci pensato prima.\n\nAvevamo camminato per quasi un miglio, direi, prima che Rachel si svegliasse.\ndi s\u00e9 stessa. All'improvviso mi guard\u00f2 con un debole riflesso del suo sorriso dei tempi pi\u00f9 felici.\nsorriso dei tempi pi\u00f9 felici, il sorriso pi\u00f9 irresistibile che abbia mai visto sul\nun sorriso irresistibile che abbia mai visto sul volto di una donna.\n\n Devo gi\u00e0 molto alla vostra gentilezza, ha detto.  E mi sento pi\u00f9\nprofondamente in debito ora pi\u00f9 che mai. Se quando tornerete a Londra sentirete delle voci sul mio\nmatrimonio quando tornerete a Londra, smentitele immediatamente, sulla mia\nautorit\u00e0.\n\n Hai deciso di rompere il tuo fidanzamento?  Ho chiesto.\n\n Puoi dubitarne? rispose orgogliosa, dopo quello che mi hai raccontato!\nme!\n\n Mia cara signorina Rachel, lei \u00e8 molto giovane e potrebbe trovare pi\u00f9\ndifficolt\u00e0 a ritirarsi dalla sua attuale posizione di quanto\ndi quanto si possa prevedere. Non ha nessuno, intendo una signora, che potrebbe consultare?\nconsultare?\n\n Nessuno, rispose lei.\n\nMi angosci\u00f2, mi angosci\u00f2 davvero, sentirle dire questo. Era\nera cos\u00ec giovane e cos\u00ec sola e lo sopportava cos\u00ec bene! L'impulso ad aiutarla\nl'impulso di aiutarla ebbe la meglio su qualsiasi senso di inadeguatezza che avrei potuto\ncircostanze, ed esposi le idee sull'argomento che mi erano venute in mente su due piedi.\nche mi venivano in mente sul momento, al meglio delle mie capacit\u00e0. I\nho consigliato un numero prodigioso di clienti e mi sono occupato di alcune\ndifficolt\u00e0 estremamente imbarazzanti. Ma questa era la prima\noccasione in cui mi sono trovato a consigliare a una giovane donna come\ncome ottenere la liberazione da un impegno matrimoniale. Il suggerimento che offrii\nconsisteva in breve in questo. Le consigliai di dire a Mr. Godfrey\nGodfrey Ablewhite in un colloquio privato, ovviamente, che lui aveva, per sua certa conoscenza\nche aveva tradito la natura mercenaria del movente da parte sua. Lei\nche il loro matrimonio, dopo quello che aveva scoperto, era semplicemente impossibile\nun'impossibilit\u00e0 assoluta, e doveva chiedergli se ritenesse pi\u00f9 saggio\nse pensasse che fosse pi\u00f9 saggio assicurarsi il suo silenzio, condividendo le sue idee, o costringerla, opponendosi, a\ndi costringerla, opponendosi, a rendere noto il motivo per cui agiva.\nagisce, rendendo noto a tutti il motivo per cui agisce. Se lui avesse tentato di difendersi o di negare i fatti, lei sarebbe stata\nfatti, lei doveva, in tal caso, deferirlo a _me_.\n\nLa signorina Verinder ascolt\u00f2 attentamente finch\u00e9 non ebbi finito. Poi mi ringrazi\u00f2\nmolto carinamente per il mio consiglio, ma mi inform\u00f2 allo stesso tempo che era impossibile\nche era impossibile per lei seguirlo.\n\n Posso chiederle, ho detto, quale obiezione vede nel seguirla?\n\nEsit\u00f2 e poi mi venne incontro con una domanda da parte sua.\n\n Supponiamo che le venga chiesto di esprimere la sua opinione sulla condotta del signor Godfrey Ablewhite?\nAblewhite? inizi\u00f2.\n\n S\u00ec?\n\n Come lo chiameresti?\n\n La definirei la condotta di un uomo meschinamente ingannevole.\n\n Signor Bruff! Ho creduto in quell'uomo. Ho promesso di sposare quell'uomo\nuomo. Come posso dirgli che \u00e8 cattivo, come posso dirgli che mi ha ingannato, come posso disonorarlo agli occhi del mondo?\ncome posso disonorarlo agli occhi del mondo? Mi sono\nmi sono degradata pensando a lui come a un marito. Se dico quello che\nSe dico quello che mi dite di dire a lui, ammetto di essermi degradata di fronte a lui.\nsuo volto. Non posso farlo. Dopo quello che \u00e8 successo tra noi, non posso farlo!\nnon posso farlo! La vergogna non sarebbe nulla per _lui_. Ma la vergogna\nsarebbe insopportabile per me.\n\nEcco un'altra delle marcate peculiarit\u00e0 del suo carattere\nche si rivelava a me senza riserve. Ecco il suo sensibile orrore\ndel solo contatto con qualcosa di meschino, che la accecava da ogni\nconsiderazione di ci\u00f2 che doveva a se stessa, spingendola in una falsa posizione che poteva\nposizione falsa che avrebbe potuto compromettere la stima di tutti i suoi amici!\namici! Fino a quel momento, ero stato un po' diffidente circa la\nsull'opportunit\u00e0 dei consigli che le avevo dato. Ma, dopo quello che aveva appena\ndopo quello che aveva appena detto, non avevo alcun dubbio che fosse il miglior consiglio che\nche poteva essere offerto; e non provai alcuna esitazione nel\ndi sollecitarlo di nuovo.\n\nLei si limit\u00f2 a scuotere la testa e a ripetere la sua obiezione con altre parole.\n\n \u00c8 stato cos\u00ec intimo con me da chiedermi di diventare sua moglie. Ha\nstima di me per ottenere il mio consenso. Non posso dirgli\nche \u00e8 la pi\u00f9 spregevole delle creature viventi,\ndopo questo!\n\n Ma, mia cara signorina Rachel, ho ribattuto, \u00e8 ugualmente impossibile\nche tu gli dica che ti ritiri dal tuo fidanzamento senza\nsenza darne una ragione.\n\n Dir\u00f2 che ci ho riflettuto e che sono convinto che sia meglio per entrambi\nche sar\u00e0 meglio per entrambi se ci lasciamo.\n\n Non pi\u00f9 di questo?\n\n Non pi\u00f9.\n\n Avete pensato a cosa potrebbe dire, da parte sua?\n\n Pu\u00f2 dire quello che vuole.\n\nEra impossibile non ammirare la sua delicatezza e la sua risoluzione, e altrettanto impossibile non sentire che si stava mettendo in gioco\nera altrettanto impossibile non sentire che si stava mettendo nel\ntorto. La pregai di considerare la sua posizione. Le ricordai\nche si sarebbe esposta al pi\u00f9 odioso fraintendimento delle sue\ndelle sue motivazioni.  Non si pu\u00f2 sfidare l'opinione pubblica, dissi, al comando del\nai comandi di un sentimento privato.\n\n Posso, rispose lei.  L'ho gi\u00e0 fatto.\n\n In che senso?\n\n Avete dimenticato la Pietra di Luna, signor Bruff. Non ho forse sfidato l'opinione pubblica\nl'opinione pubblica, con le mie ragioni private?\n\nLa sua risposta mi mise a tacere per il momento. Mi ha spinto a cercare di risalire alla\nspiegazione della sua condotta, al momento della perdita della Pietra di Luna,\ndalla strana dichiarazione che le era appena sfuggita. Forse avrei potuto\nforse farlo quando ero pi\u00f9 giovane. Di certo non potevo farlo ora.\n\nTentai un ultimo rimprovero prima di tornare a casa. Lei era\nimmobile come sempre. La mia mente era in uno strano conflitto di\nsentimenti nei suoi confronti quando la lasciai quel giorno. Era ostinata, aveva torto.\nsbagliata. Era interessante, era ammirevole, era da compatire.\ncompatita. Le feci promettere di scrivermi non appena avesse avuto qualche novit\u00e0\nnotizie da inviare. E tornai ai miei affari a Londra, con una mente\nmente estremamente a disagio.\n\nLa sera del mio ritorno, prima che mi fosse possibile ricevere la lettera promessa, fui sorpreso dalla visita di Mr.\nlettera promessa, fui sorpreso dalla visita di Mr. Ablewhite il pi\u00f9 anziano e fui informato che Mr.\nAblewhite, il pi\u00f9 anziano, e fui informato che il signor Godfrey aveva ottenuto il suo licenziamento _e lo aveva accettato\naccettato_ proprio quel giorno.\n\nCon la visione che ho gi\u00e0 dato del caso, il solo fatto dichiarato nelle parole che ho sottolineato, ha rivelato il movente di Mr.\nparole che ho sottolineato, rivelava il motivo della sottomissione del signor Godfrey Ablewhite\ndi sottomissione del signor Godfrey Ablewhite in modo cos\u00ec chiaro come se lo avesse riconosciuto lui stesso. Aveva\naveva bisogno di una grossa somma di denaro; e ne aveva bisogno entro una certa data. Rachel\nRachel, che lo avrebbe aiutato in qualsiasi altra cosa, non lo avrebbe aiutato in questo caso.\nRachel si era di conseguenza svincolata, senza\nsenza incontrare un momento di seria opposizione da parte di lui. Se mi si dice\nche questa \u00e8 una mera speculazione, chiedo, a mia volta, quale altra teoria\nche spiegherebbe la sua rinuncia a un matrimonio che lo avrebbe mantenuto\nun matrimonio che lo avrebbe mantenuto nello splendore per il resto della sua vita?\n\nL'esultanza che avrei potuto provare per la piega fortunata che le cose\nche le cose avessero preso, fu efficacemente frenata da ci\u00f2 che accadde durante il colloquio con il vecchio Mr.\ncolloquio con il vecchio Mr. Ablewhite.\n\n\u00c8 venuto, naturalmente, per sapere se potevo dargli qualche spiegazione sulla\nstraordinaria condotta della signorina Verinder. \u00c8 inutile dire che non ero in grado di\nnon fui in grado di fornirgli le informazioni che desiderava. Il fastidio\nche gli infliggevo, dopo l'irritazione provocata da un\nrecente colloquio con suo figlio, fece perdere la guardia a Mr. Ablewhite. Sia il suo sguardo\nsia il suo sguardo che il suo linguaggio mi convinsero che Miss Verinder avrebbe trovato\nVerinder avrebbe trovato un uomo spietato con cui trattare, quando il giorno dopo avrebbe raggiunto le signore a Brighton.\nil giorno dopo.\n\nHo passato una notte inquieta, pensando a cosa fare dopo. Come finirono le mie\nriflessioni e quanto la mia diffidenza nei confronti di Mr.\nAblewhite, sono informazioni che (come mi \u00e8 stato detto) sono state gi\u00e0\nsono gi\u00e0 state messe ordinatamente al loro posto da quell'esemplare\npersona esemplare, Miss Clack. Devo solo aggiungere, a completamento della sua\nche Miss Verinder ha trovato la tranquillit\u00e0 e il riposo di cui aveva tristemente bisogno, poverina, in casa mia.\nbisogno, poverina, nella mia casa di Hampstead. Ci ha onorato con un lungo soggiorno.\nun lungo soggiorno. Mia moglie e le mie figlie erano affascinate da lei e, quando gli esecutori testamentari decisero di nominare un\nesecutori hanno deciso la nomina di un nuovo tutore, provo un sincero\norgoglio e piacere nel constatare che la mia ospite e la mia famiglia si sono separate come\nvecchi amici, da una parte e dall'altra.\n\n\nCAPITOLO II\n\nLa prossima cosa che devo fare \u00e8 presentare le ulteriori informazioni\ninformazioni aggiuntive in mio possesso sul tema della Pietra di Luna, o, per parlare pi\u00f9 correttamente\npi\u00f9 correttamente, sul tema del complotto indiano per rubare il Diamante. Il\nche ho da raccontare \u00e8 (come credo di aver gi\u00e0 detto) di una certa importanza.\nimportanza, tuttavia, in quanto ha un'influenza notevole sugli\neventi che devono ancora accadere.\n\nCirca una settimana o dieci giorni dopo che la signorina Verinder ci aveva lasciato, uno dei miei impiegati entr\u00f2 nella\nufficio, con un biglietto in mano, mi inform\u00f2 che di sotto c'era un signore che voleva parlarmi,\ne mi inform\u00f2 che di sotto c'era un signore che voleva parlarmi.\n\nHo guardato il biglietto. C'era scritto un nome straniero che mi \u00e8 sfuggito dalla memoria.\nsfuggito alla mia memoria. Era seguito da una riga scritta in inglese in fondo alla\nin fondo al biglietto, che ricordo perfettamente:\n\n Raccomandato dal signor Septimus Luker.\n\nL'audacia di una persona nella posizione del signor Luker che presumeva di raccomandare\nqualcuno a _me_, mi colse cos\u00ec di sorpresa che rimasi in silenzio per un momento, chiedendomi se i miei stessi occhi non mi avessero ingannato.\nper il momento, chiedendomi se i miei stessi occhi non mi avessero ingannato. Il\ncommesso, osservando il mio smarrimento, mi ha fatto il favore di raccontarmi il risultato delle sue\nosservazione dello straniero che aspettava al piano di sotto.\n\n \u00c8 un uomo dall'aspetto piuttosto notevole, signore. Cos\u00ec scuro di carnagione\nche in ufficio l'abbiamo tutti scambiato per un indiano o qualcosa del genere.\nquel genere.\n\nAssociando l'idea dell'impiegato alla linea iscritta sul biglietto che avevo in mano, pensai che fosse possibile che la pietra lunare si trovasse\nin mano, pensai che fosse possibile che la Pietra di Luna fosse alla base della raccomandazione di Mr.\ndella raccomandazione del signor Luker e della visita dello sconosciuto nel mio ufficio.\nufficio. Con grande stupore del mio impiegato, decisi subito di concedere un'intervista al\nun colloquio con il signore di sotto.\n\nA giustificazione del sacrificio altamente poco professionale alla mera\ncuriosit\u00e0 che ho fatto, permettetemi di ricordare a chiunque possa leggere queste\nche nessuna persona vivente (in Inghilterra, ad ogni modo) pu\u00f2 affermare di aver avuto una cos\u00ec intima connessione\ndi aver avuto un legame cos\u00ec intimo con la storia del diamante indiano come il mio.\nDiamante Indiano come lo \u00e8 stato il mio. Mi \u00e8 stato affidato il segreto del piano di fuga del colonnello\nHerncastle per sfuggire all'assassinio. Ho ricevuto le lettere del colonnello\nlettere del colonnello, che periodicamente si dichiarava vivo. Ho redatto il suo testamento,\nlasciando la Pietra di Luna alla signorina Verinder. Ho convinto il suo esecutore testamentario ad\ndi agire, con la possibilit\u00e0 che il gioiello si rivelasse un prezioso\nun'acquisizione preziosa per la famiglia. E, infine, combattei gli scrupoli di Mr.\nFranklin Blake e l'ho indotto a trasportare il diamante a casa di Lady Verinder.\na casa di Lady Verinder. Se qualcuno pu\u00f2 rivendicare un diritto prescrittivo di interesse sulla Pietra di\ninteresse sulla Pietra di Luna e su tutto ci\u00f2 che ad essa \u00e8 collegato, credo che\nche sia difficile negare che io sia l'uomo giusto.\n\nNel momento in cui il mio misterioso cliente \u00e8 stato fatto entrare, ho sentito la convinzione interiore di essere in presenza di uno dei tre\nconvinzione di essere in presenza di uno dei tre indiani, probabilmente del capo.\nindiani, probabilmente del capo. Era vestito con cura in abiti\neuropeo. Ma la sua carnagione scura, la sua figura lunga e slanciata e la sua\ngravi e graziosi modi di fare erano sufficienti a tradire la sua origine\norigine orientale a tutti gli occhi intelligenti che lo guardavano.\n\nIndicai una sedia e chiesi di essere informato della natura dei suoi affari con me.\naffari con me.\n\nDopo essersi dapprima scusato, con un'eccellente selezione di parole inglesi, per la libert\u00e0 che si era preso nel disturbarmi, l'indiano produsse un'arma da fuoco.\nper la libert\u00e0 che si era preso nel disturbarmi, l'indiano produsse un piccolo pacchetto\nun piccolo pacco il cui rivestimento esterno era di stoffa d'oro. Rimuovendo\nquesto e un secondo involucro di tessuto di seta, pose una piccola scatola, o scrigno, sul mio\nsul mio tavolo una piccola scatola, o scrigno, molto bella e riccamente intarsiata di gioielli, su un fondo di ebano.\ngioielli, su un fondo di ebano.\n\n Sono venuto, signore, per chiederle di prestarmi del denaro. E vi lascio\ncome assicurazione che il mio debito sar\u00e0 ripagato.\n\nIndicai il suo biglietto da visita.  E si \u00e8 rivolto a me, risposi, su raccomandazione del Sig.\nLuker?\n\nL'indiano si inchin\u00f2.\n\n Posso chiedere come mai il signor Luker stesso non ha anticipato il denaro\nche lei richiede?\n\n Il signor Luker mi ha informato, signore, che non aveva denaro da prestare.\n\n E quindi ti ha consigliato di venire da me?\n\nL'indiano, a sua volta, indic\u00f2 la carta.  \u00c8 scritto l\u00ec, disse\ndisse.\n\nUna risposta breve e assolutamente pertinente! Se la Pietra di Luna fosse stata\nfosse stata in mio possesso, questo signore orientale mi avrebbe ucciso,\nne sono ben consapevole, senza un attimo di esitazione. Allo stesso tempo, e\nquesto piccolo inconveniente, sono tenuto a testimoniare che era il perfetto modello di cliente.\nperfetto modello di cliente. Avrebbe potuto non rispettare la mia vita. Ma ha\nha fatto quello che nessuno dei miei connazionali aveva mai fatto, in tutta la mia esperienza\nha rispettato il mio tempo.\n\n Mi dispiace, ho detto, che abbiate avuto il disturbo di venire da me.\nda me. Il signor Luker ha sbagliato a mandarvi qui. Io sono fidato,\ncome altri uomini della mia professione, con denaro da prestare. Ma non lo presto mai\na estranei e non lo presto mai con una garanzia come quella che lei ha\nprodotto.\n\nLungi dal tentare, come avrebbero fatto altre persone, di indurmi ad allentare le mie\nregole, l'indiano si limit\u00f2 a farmi un altro inchino e ad avvolgere la sua scatola nei due rivestimenti senza\nla sua scatola nei due rivestimenti senza una parola di protesta. Si alz\u00f2 questo\nmirabile assassino si alz\u00f2 per andarsene, nel momento in cui gli avevo risposto!\n\n La sua condiscendenza nei confronti di un estraneo mi scuser\u00e0 se le faccio una domanda.\ndomanda, ha detto, prima di congedarmi?\n\nMi sono inchinato sul fianco. Solo una domanda di commiato! La media della mia\nesperienza era di cinquanta.\n\n Supponendo, signore, che fosse stato possibile (e consueto) che _voi_ mi prestaste\nmi prestaste il denaro, disse, in quale arco di tempo sarebbe stato\npossibile (e consueto) per _me_ restituirlo?\n\n Secondo la prassi abituale di questo paese, ho risposto,\n avreste avuto il diritto di restituire il denaro (se lo volevate) entro\nun anno dalla data in cui vi \u00e8 stato anticipato per la prima volta.\n\nL'indiano mi fece un ultimo inchino, il pi\u00f9 basso di tutti, e improvvisamente e dolcemente usc\u00ec dalla stanza.\ndolcemente usc\u00ec dalla stanza.\n\nFu fatto in un attimo, in un modo silenzioso, flessuoso, simile a quello di un gatto, che mi fece un po' trasalire, lo ammetto.\nun po' mi ha spaventato, lo ammetto. Non appena fui abbastanza composta da pensare, giunsi a una conclusione\nuna conclusione ben precisa riguardo al visitatore altrimenti\nincomprensibile visitatore che mi aveva fatto visita.\n\nIl suo volto, la sua voce e il suo modo di fare quando ero in sua compagnia erano sotto un controllo cos\u00ec perfetto che\ncontrollo cos\u00ec perfetto da mettere in crisi ogni controllo. Ma lui mi aveva\nmi aveva dato la possibilit\u00e0 di guardare sotto la sua liscia superficie esterna,\nper tutto questo. Non aveva mostrato il minimo segno di tentare di aggiustare\nnulla di ci\u00f2 che gli avevo detto, fino a quando non gli avevo accennato all'orario\nin cui era consuetudine consentire il pi\u00f9 rapido rimborso, da parte di un debitore, del denaro\ndi un debitore, del denaro che era stato anticipato come prestito. Quando gli diedi\nquesta informazione, mi guard\u00f2 dritto in faccia, mentre parlavo, per la prima volta.\nmentre parlavo, per la prima volta. La deduzione che ne trassi fu che\nche aveva uno scopo speciale nel farmi l'ultima domanda e un interesse speciale nell'ascoltare la mia risposta.\ninteresse speciale nell'ascoltare la mia risposta. Pi\u00f9 attentamente riflettevo\npi\u00f9 attentamente riflettevo su ci\u00f2 che era accaduto tra di noi, pi\u00f9 sospettavo con saggezza\nche la presentazione del cofanetto e la richiesta di prestito fossero state\ndi essere state delle semplici formalit\u00e0, volte a spianare la strada per la richiesta di addio\nrichiesta d'addio che mi era stata rivolta.\n\nMi ero accertato della correttezza di questa conclusione e stavo\ne stavo cercando di fare un ulteriore passo avanti e di penetrare le motivazioni dell'indiano\nquando mi fu portata una lettera, che si rivel\u00f2 provenire da una persona non meno\nSeptimus Luker in persona. Mi chiese perdono in termini di\nstucchevole servilismo, e mi assicur\u00f2 che avrebbe potuto spiegare le cose con mia\nse lo avessi onorato acconsentendo a un colloquio personale.\ncolloquio personale.\n\nHo fatto un altro sacrificio non professionale alla semplice curiosit\u00e0. L'ho onorato\nappuntamento nel mio ufficio, per il giorno successivo.\n\nIl signor Luker era, sotto ogni aspetto, una creatura talmente inferiore all'indiano.\nindiano, era cos\u00ec volgare, cos\u00ec brutto, cos\u00ec piagnucoloso e cos\u00ec meschino che \u00e8\nche \u00e8 del tutto indegno di essere riportato, a lungo, in queste pagine. La\nsostanza di quello che aveva da dirmi pu\u00f2 essere riassunto come segue:\n\nIl giorno prima che ricevessi la visita dell'indiano, il signor Luker era stato\nLuker aveva ricevuto una telefonata da quell'abile gentiluomo. Nonostante il\nil suo travestimento da europeo, il signor Luker aveva immediatamente identificato il suo visitatore\ncon il capo dei tre indiani che in precedenza lo avevano infastidito\nche lo avevano infastidito gironzolando intorno alla sua casa e che non gli avevano lasciato altra scelta che\nconsultare un magistrato. Da questa sorprendente scoperta si era precipitato alla\nconclusione (abbastanza naturale, lo ammetto) che doveva trovarsi sicuramente in\nuno dei tre uomini che l'avevano bendato, imbavagliato e derubato dei suoi vestiti.\nbendato, imbavagliato e derubato della ricevuta del banchiere. Il risultato fu che\nparalizzato dal terrore e che credeva fermamente che fosse giunta la sua ultima ora.\nche fosse giunta la sua ultima ora.\n\nDa parte sua, l'indiano mantenne il carattere di un perfetto sconosciuto.\nProdusse il piccolo scrigno e fece esattamente la stessa richiesta\nche aveva poi fatto a me. Come modo pi\u00f9 rapido per sbarazzarsi di lui\ndi sbarazzarsi di lui, il signor Luker aveva subito dichiarato di non avere denaro. L'indiano\nindiano aveva chiesto di essere informato della persona migliore e pi\u00f9 sicura a cui\ne pi\u00f9 sicura a cui rivolgersi per ottenere il prestito che desiderava. Il signor Luker aveva risposto che la persona migliore\ne pi\u00f9 sicura, in questi casi, era di solito un rispettabile avvocato.\nAlla richiesta di nominare una persona di tale carattere e professione, il Sig.\nLuker aveva fatto il mio nome per la semplice ragione che, nell'estremit\nterrore, il mio era il primo nome che gli era venuto in mente.  Il\nsudore mi colava addosso come pioggia, signore, concluse la misera creatura.\nconcluse.  Non sapevo di cosa stavo parlando. E spero che lei\nBruff, signore, in considerazione del fatto che sono stato veramente\nspaventato a morte.\n\nMi scusai con l'amico in modo abbastanza cortese. Era il modo pi\u00f9 rapido per\nliberarmi dalla sua vista. Prima che mi lasciasse, lo trattenni per\nper fare una richiesta.\n\nL'indiano aveva detto qualcosa di particolare, al momento di lasciare la casa del signor Luker?\nLuker?\n\nS\u00ec! L'indiano aveva posto al signor Luker, al momento del commiato, esattamente la stessa domanda che aveva posto a me.\nLuker, al momento del commiato, che aveva rivolto a me; ricevendo, ovviamente, la stessa risposta\nrisposta che gli avevo dato io.\n\nChe cosa significava? La spiegazione del signor Luker non mi ha aiutato a risolvere il problema.\nrisolvere il problema. Il mio ingegno, consultato successivamente, si dimostr\u00f2\nsi dimostr\u00f2 del tutto incapace di affrontare la difficolt\u00e0. Quella sera avevo un impegno a cena\nQuella sera avevo un impegno a cena e salii al piano di sopra, in uno stato d'animo tutt'altro che allegro,\npoco sospettando che la strada per il mio camerino e la strada per la scoperta\nscoperta, in questa particolare occasione, significavano la stessa cosa.\n\n\nCAPITOLO III\n\nIl personaggio di spicco tra gli ospiti della cena \u00e8 stato il signor Murthwaite.\nil signor Murthwaite.\n\nAl suo arrivo in Inghilterra, dopo le sue peregrinazioni, la societ\u00e0 si era molto\nmolto interessata al viaggiatore, in quanto uomo che era passato attraverso\npericolose avventure e che era riuscito a raccontarle. Egli aveva\naveva annunciato l'intenzione di tornare sulla scena delle sue imprese,\ne di addentrarsi in regioni ancora inesplorate. Questa magnifica\nindifferenza nel mettere in pericolo la sua incolumit\u00e0 per la seconda volta,\nrivitalizz\u00f2 l'interesse dei fedeli per l'eroe. La legge\ndelle probabilit\u00e0 era chiaramente contraria alla sua fuga in questa occasione. Non \u00e8\nnon capita tutti i giorni di incontrare a cena una persona eminente e di avere la sensazione che\nche ci sia una ragionevole prospettiva che la notizia del suo assassinio sia la notizia\nche si senta parlare di lui in seguito.\n\nQuando i signori furono lasciati da soli nella sala da pranzo, mi trovai\nmi ritrovai seduto accanto al signor Murthwaite. Essendo gli ospiti presenti tutti\ninglesi, \u00e8 inutile dire che, non appena il controllo salutare\nesercitato dalla presenza delle signore, la conversazione si \u00e8\nla conversazione si \u00e8 spostata sulla politica, come risultato necessario.\n\nRiguardo a questo argomento nazionale cos\u00ec coinvolgente, si d\u00e0 il caso che io sia uno dei pi\u00f9\ndegli inglesi pi\u00f9 poco inglesi che esistano. Come regola generale, i discorsi politici\npolitica mi sembra il pi\u00f9 noioso e il pi\u00f9 privo di profitto.\nsenza profitto. Guardando Mr. Murthwaite, quando le bottiglie hanno fatto il loro primo giro di tavolo, ho trovato\nprimo giro di tavolo, mi accorsi che era apparentemente del mio modo di\nmodo di pensare. Lo faceva in modo molto abile, con tutto il riguardo possibile per i sentimenti del suo ospite.\nconsiderazione i sentimenti del suo ospite, ma non \u00e8 meno certo che si stesse\ncerto che si stava componendo per un pisolino. Mi \u00e8 sembrato un\nun esperimento che valeva la pena di tentare, per provare se un'allusione giudiziosa al\nall'argomento della Pietra di Luna lo tenesse sveglio e, in caso affermativo, vedere cosa\ncosa ne pensasse dell'ultima nuova complicazione nella\ncospirazione indiana, rivelata nei prosaici recinti del mio ufficio.\n\n Se non mi sbaglio, signor Murthwaite, ho iniziato dicendo che lei conosceva\nLady Verinder e si \u00e8 interessato alla strana successione di eventi che si \u00e8 conclusa con la perdita della Pietra di Luna?\nsuccessione di eventi che si \u00e8 conclusa con la perdita della Pietra di Luna?\n\nL'eminente viaggiatore mi fece l'onore di svegliarsi all'istante e di chiedermi chi fossi.\nchiedendomi chi fossi.\n\nLo informai del mio legame professionale con la famiglia Herncastle.\nfamiglia Herncastle, senza dimenticare la curiosa posizione che avevo occupato\nnei confronti del colonnello e della sua Diamond in tempi passati.\n\nIl signor Murthwaite si spost\u00f2 sulla sedia, in modo da mettere il resto della compagnia alle sue spalle (conservatori e liberali).\nalle spalle il resto della compagnia (conservatori e liberali), e concentr\u00f2 la sua attenzione\ntutta la sua attenzione sul semplice signor Bruff, di Gray Inn Square.\n\n Avete sentito qualcosa, ultimamente, degli indiani? chiese.\n\n Ho tutte le ragioni per credere, risposi, che uno di loro abbia avuto un\ncolloquio con me, nel mio ufficio, ieri.\n\nMr. Murthwaite non era un uomo facile da stupire; ma la mia ultima risposta lo ha completamente sconcertato.\nmia risposta lo lasci\u00f2 completamente sbalordito. Descrissi ci\u00f2 che era accaduto a Mr.\nLuker e quello che era successo a me, esattamente come l'ho descritto qui.\nqui.  \u00c8 chiaro che la domanda di commiato dell'indiano aveva un obiettivo, aggiunsi.\naggiunsi.  Perch\u00e9 mai dovrebbe essere cos\u00ec ansioso di sapere il momento in cui un\ndenaro \u00e8 di solito privilegiato per restituire il denaro?\n\n \u00c8 possibile che non capisca il suo movente, signor Bruff?\n\n Mi vergogno della mia stupidit\u00e0, signor Murthwaite, ma di certo non lo vedo.\nnon lo vedo.\n\nIl grande viaggiatore si \u00e8 interessato a scandagliare l'immensa\nvacuit\u00e0 della mia ottusit\u00e0 fino alle sue pi\u00f9 basse profondit\u00e0.\n\n Mi permetta di farle una domanda, ha detto.  In che posizione si trova la\ncospirazione per impadronirsi della Pietra di Luna?\n\n Non posso dirlo, ho risposto.  La trama indiana \u00e8 un mistero per me.\n\n Il complotto indiano, signor Bruff, pu\u00f2 essere un mistero per lei solo perch\u00e9 non l'ha mai esaminato seriamente.\nnon l'ha mai esaminato seriamente. Vogliamo ripercorrerlo insieme, dal\ndal momento in cui ha redatto il testamento del colonnello Herncastle al momento in cui l'indiano \u00e8 venuto nel suo ufficio?\nIndiano ha chiamato nel suo ufficio? Nella sua posizione, potrebbe essere di grande\nmolto importante per gli interessi della signorina Verinder, che lei possa\nessere in grado di avere una visione chiara della questione in caso di necessit\u00e0. Mi dica,\ntenendo conto di ci\u00f2, se intende penetrare il movente dell'indiano\no vuole che le risparmi la fatica di fare un'indagine?\ndi fare un'indagine al riguardo?\n\n\u00c8 superfluo dire che apprezzai pienamente lo scopo pratico che\nscopo pratico che ora vedevo che aveva in mente, e che la prima delle due alternative fu quella che scelsi.\ndelle due alternative fu quella che scelsi.\n\n Molto bene, ha detto il signor Murthwaite.  Affronteremo prima la questione dell'et\u00e0\net\u00e0 dei tre indiani. Posso testimoniare che sembrano tutti\ncirca la stessa et\u00e0 e voi potete decidere da soli se l'uomo\nche avete visto era o non era nel fiore degli anni. Non ha quarant'anni, secondo voi?\npensate? Lo penso anch'io. Diremo che non aveva quarant'anni. Ora guardate al periodo in cui\nquando il colonnello Herncastle \u00e8 venuto in Inghilterra, e quando lei ha partecipato al piano\nnel piano che adott\u00f2 per preservare la sua vita. Non voglio che contiate gli anni.\nanni. Mi limito a dire che \u00e8 chiaro che questi attuali indiani, alla loro\nalla loro et\u00e0, devono essere i successori di altri tre indiani (bramini di alta casta).\nbramini di alta casta, signor Bruff, quando hanno lasciato il loro paese natale!)\nche hanno seguito il Colonnello su queste coste. Molto bene. Questi nostri uomini\nnostri uomini sono succeduti a quelli che erano qui prima di loro. Se avessero\nse avessero fatto solo questo, non sarebbe valsa la pena di indagare\ndi indagare. Ma hanno fatto di pi\u00f9. Sono succeduti all'organizzazione\nche i loro predecessori hanno creato in questo Paese. Non cominciare! L'organizzazione\nL'organizzazione \u00e8 una faccenda molto complicata, secondo le nostre idee, non ho dubbi.\nsenza dubbio. Io direi che comprende il comando del denaro, i servizi, quando servono, di quel losco tipo di inglese\nservizi, quando necessario, di quel losco tipo di inglese che vive nei\nLondra nei vicoli della vita straniera; e, infine, la simpatia segreta di quei pochi uomini del loro paese\ndi quei pochi uomini del loro paese e (in passato, almeno) della loro stessa religione\ndella loro stessa religione, che si occupano di soddisfare alcune delle\ndi questa grande citt\u00e0. Niente di formidabile, come vedete!\nvedete! Ma vale la pena di notarlo subito, perch\u00e9 potremmo trovare l'occasione per\ndi fare riferimento a questa piccola e modesta organizzazione indiana man mano che andiamo avanti. Avendo ora\nterreno, vi far\u00f2 una domanda e mi aspetto che la vostra esperienza vi risponda.\nesperienza per rispondere. Qual \u00e8 stato l'evento che ha dato agli indiani\nindiani la prima possibilit\u00e0 di impadronirsi del Diamante?\n\nHo capito l'allusione alla mia esperienza.\n\n La prima occasione che hanno avuto, ho risposto, \u00e8 stata chiaramente offerta loro dalla morte del colonnello Herncastle.\nmorte del colonnello Herncastle. Sarebbero stati a conoscenza della sua morte, suppongo\nsuppongo, come ovvio?\n\n Come ovvio. E la sua morte, come dice lei, ha dato loro la\nprima occasione. Fino a quel momento la Pietra di Luna era al sicuro nella camera blindata della banca.\ndella banca. Lei ha redatto il testamento del colonnello, lasciando il gioiello alla nipote.\nnipote; e il testamento fu provato nel modo consueto. Come avvocato, non pu\u00f2\nnon pu\u00f2 non sapere quale strada avrebbero intrapreso gli indiani (sotto consiglio inglese) dopo\nconsiglio inglese) dopo _questo_.\n\n Si sarebbero procurati una copia del testamento dei Dottori\nCommons, ho detto.\n\n Esattamente. L'uno o l'altro di quei loschi inglesi a cui ho accennato\ncui ho accennato, avrebbe procurato loro la copia che avete descritto. Quella copia\nche la Pietra di Luna \u00e8 stata lasciata in eredit\u00e0 alla figlia di Lady Verinder e che Mr.\nVerinder, e che Mr. Blake il pi\u00f9 anziano, o una persona da lui incaricata, doveva metterla in\nBlake il pi\u00f9 anziano, o qualche persona da lui incaricata, doveva consegnarla nelle sue mani. Sarete d'accordo con me che le\ninformazioni necessarie su persone nella posizione di Lady Verinder e Mr.\ne Mr. Blake, sarebbero informazioni perfettamente facili da ottenere. L'unica\ndifficolt\u00e0 per gli indiani sarebbe stata quella di decidere se fare\nil Diamante quando questo era in procinto di essere rimosso dalla banca.\nbanca, o se aspettare che venisse portato nello Yorkshire a Lady Verinder.\nYorkshire a casa di Lady Verinder. Il secondo modo sarebbe stato\nla seconda via sarebbe stata palesemente la pi\u00f9 sicura ed ecco spiegata la comparsa degli indiani a Frizinger.\nindiani a Frizinghall, travestiti da giocolieri e in attesa del loro momento.\ne aspettavano il loro momento. A Londra, \u00e8 superfluo dirlo, avevano a disposizione la loro\norganizzazione a loro disposizione per tenerli informati sugli eventi. Due uomini\nlo facevano due uomini. Uno seguiva chiunque si recasse da casa di Mr.\nalla banca. E uno per offrire birra ai servitori pi\u00f9 umili e per ascoltare le notizie della casa.\ne di ascoltare le notizie della casa. Queste banali precauzioni li avrebbero prontamente\nche Mr. Franklin Blake era stato in banca e che Mr.\nFranklin Blake era l'unica persona in casa che stava andando a trovare Lady Verinder.\nLady Verinder. Ci\u00f2 che segu\u00ec effettivamente a questa scoperta\nricordate, senza dubbio, correttamente come me.\n\nRicordavo che Franklin Blake aveva individuato una delle spie, in strada, e che di conseguenza aveva anticipato il suo arrivo a Parigi.\nstrada che, di conseguenza, aveva anticipato di qualche ora il suo arrivo nello Yorkshire e che (grazie all'ottimo lavoro del vecchio Betteredge)\nYorkshire di qualche ora e che (grazie agli ottimi consigli del vecchio Betteredge) aveva depositato il Diamante in banca a Frizinghall, prima che\nconsiglio del vecchio Betteredge) aveva depositato il Diamante nella banca di Frizinghall, prima che gli indiani fossero\nche gli indiani fossero anche solo pronti a vederlo nelle vicinanze.\nFin qui tutto perfettamente chiaro. Ma poich\u00e9 gli indiani ignoravano le\nprecauzioni prese, come mai non avevano fatto alcun tentativo di\ncasa di Lady Verinder (nella quale dovevano ritenere che si trovasse il Diamante) per tutto l'intervallo.\nDiamante) per tutto l'intervallo trascorso prima del compleanno di Rachel?\ncompleanno di Rachel?\n\nNell'esporre questa difficolt\u00e0 al signor Murthwaite, ho ritenuto opportuno aggiungere\nche avevo sentito parlare del ragazzino, della goccia d'inchiostro e di tutto il resto.\ne che qualsiasi spiegazione basata sulla teoria della chiaroveggenza era una spiegazione che non avrebbe portato\nuna spiegazione che non avrebbe portato con s\u00e9 alcuna convinzione, per\nmia mente.\n\n E nemmeno alla mia, disse il signor Murthwaite.  La chiaroveggenza in questo\ncaso \u00e8 semplicemente uno sviluppo del lato romantico del carattere indiano.\ndel carattere indiano. Sarebbe un rinfresco e un incoraggiamento per quegli uomini\nuomini, del tutto inconcepibile, ve lo concedo, per la mente inglese, circondare\nil loro faticoso e pericoloso viaggio in questo Paese con un certo alone di meraviglioso e di\ndel meraviglioso e del soprannaturale. Il loro ragazzo \u00e8 indubbiamente un\nsoggetto sensibile all'influenza mesmerica e, sotto questa influenza,\nsotto questa influenza, ha senza dubbio riflesso ci\u00f2 che era gi\u00e0 nella mente della persona che lo\nmesmerica. Ho provato la teoria della chiaroveggenza e non ho mai riscontrato che le manifestazioni\nmai riscontrato che le manifestazioni si spingono oltre questo punto. Gli indiani non indagano\nindagano la questione in questo modo; gli indiani considerano il loro ragazzo come un\ncome un veggente di cose invisibili ai loro occhi e, ripeto, in questa meraviglia\ntrovano la fonte di un nuovo interesse per lo scopo che li unisce.\nLo noto solo perch\u00e9 offre una visione curiosa del carattere umano, che\ndeve essere del tutto nuova per voi. Non abbiamo nulla a che fare con la\nchiaroveggenza, n\u00e9 con il mesmerismo, n\u00e9 con qualsiasi altra cosa che sia difficile da\ndifficile da credere per un uomo pratico, nell'indagine che stiamo portando avanti. Il mio\nseguire la trama indiana, passo dopo passo, \u00e8 quello di risalire con mezzi razionali ai risultati\ncon mezzi razionali, alle cause naturali. Ci sono riuscito in modo soddisfacente?\nsoddisfazione finora?\n\n Non c'\u00e8 dubbio, signor Murthwaite! Aspetto, tuttavia, con una certa ansia\ncon una certa ansia di sentire la spiegazione razionale della difficolt\u00e0 che ho\nho appena avuto l'onore di sottoporle.\n\nIl signor Murthwaite sorrise.  \u00c8 la difficolt\u00e0 pi\u00f9 facile da affrontare di tutte.\ndi tutte, disse.  Permettetemi di iniziare ammettendo che la vostra esposizione del caso\ncaso come perfettamente corretta. Gli indiani non erano indubbiamente a conoscenza\ndi ci\u00f2 che il signor Franklin Blake aveva fatto con il Diamante, perch\u00e9 li troviamo a commettere il loro primo errore\nil loro primo errore, la prima notte dell'arrivo del signor Blake a casa della zia.\nBlake a casa della zia.\n\n Il loro primo errore?  L'ho ripetuto.\n\n Certamente! L'errore di lasciarsi sorprendere, appostati sul terrazzo di notte, da Gabriel Betteredge.\ndi notte sulla terrazza, da Gabriel Betteredge. Tuttavia, hanno avuto\nil merito di essersi accorti da soli di aver fatto un passo falso perch\u00e9, come dite voi, di nuovo\nperch\u00e9, come dite voi, ancora una volta, con molto tempo a disposizione,\nnon si avvicinarono pi\u00f9 alla casa per settimane.\n\n Perch\u00e9, signor Murthwaite? \u00c8 quello che voglio sapere! Perch\u00e9?\n\n Perch\u00e9 nessun indiano, signor Bruff, corre mai un rischio inutile. La clausola che avete inserito nel testamento del colonnello Herncastle\nclausola che avete inserito nel testamento del colonnello Herncastle informava (non \u00e8 vero?\nche la Pietra di Luna sarebbe passata assolutamente in possesso della signorina Verinder\nVerinder il giorno del suo compleanno. Molto bene. Mi dica quale era la strada pi\u00f9 sicura\nsicura per uomini nella loro posizione? Fare un tentativo con il Diamante\nmentre era sotto il controllo di Mr. Franklin Blake, che aveva gi\u00e0 dimostrato\nche aveva gi\u00e0 dimostrato di essere in grado di sospettare e di ingannarli? Oppure aspettare che il\nDiamante fosse a disposizione di una giovane ragazza, che avrebbe innocentemente\ninnocentemente di indossare il magnifico gioiello in ogni occasione possibile?\nForse volete una prova che la mia teoria \u00e8 corretta? Prendete il comportamento degli\nindiani stessi come prova. Si sono presentati a casa, dopo aver aspettato\ndopo aver aspettato tutte quelle settimane, il giorno del compleanno della signorina Verinder.\nper la paziente accuratezza dei loro calcoli, vedendo la pietra lunare nel grembo della signorina Verinder.\nPietra di Luna nel petto del suo vestito! Quando ho sentito la storia del\nColonnello e del Diamante, pi\u00f9 tardi, mi sentii cos\u00ec sicuro del rischio che Mr.\nrischio che Mr. Franklin Blake aveva corso (lo avrebbero certamente attaccato, se non fosse stato\nse non fosse tornato a Lady Verinder in compagnia di altre persone).\ndi Lady Verinder in compagnia di altre persone); ed ero cos\u00ec fortemente convinto del rischio peggiore\nrischio peggiore per Miss Verinder, che consigliai di seguire il piano del colonnello e di distruggere\nil piano del colonnello e di distruggere l'identit\u00e0 del gioiello facendolo\nin pietre separate. Ma la sua straordinaria scomparsa quella\nnotte, rese inutile il mio consiglio e sconfisse completamente il complotto ind\u00f9 e come\ncome ogni ulteriore azione da parte degli indiani fu paralizzata il giorno dopo dalla loro\nil giorno dopo dalla loro reclusione in prigione come furfanti e vagabondi, lo sapete bene quanto me.\nsapete bene quanto me. Il primo atto della cospirazione si chiude qui.\nPrima di passare al secondo, posso chiedervi se ho risolto la vostra difficolt\u00e0 con una spiegazione\ndifficolt\u00e0, con una spiegazione che sia soddisfacente per la mente di un\nuomo pratico?\n\nEra impossibile negare che avesse affrontato le mie difficolt\u00e0 in modo equo; grazie alla sua superiore conoscenza del carattere indiano e grazie al suo non\ngrazie alla sua superiore conoscenza del carattere indiano e grazie al fatto che non aveva avuto\ncentinaia di altri testamenti a cui pensare dai tempi del colonnello Herncastle!\nHerncastle!\n\n Fin qui tutto bene, riprese il signor Murthwaite.  La prima occasione che gli\nindiani di impadronirsi del Diamante fu un'occasione persa, il giorno in cui\nfurono rinchiusi nella prigione di Frizinghall. Quando si \u00e8 presentata la seconda\noccasione si \u00e8 offerta? La seconda occasione si \u00e8 presentata, come sono in grado di dimostrare, mentre erano ancora\ncondizione di dimostrarlo mentre erano ancora in prigione.\n\nTir\u00f2 fuori il suo libro tascabile e lo apr\u00ec a un foglio particolare, prima di\ncontinuare.\n\n In quel periodo, ha ripreso, mi trovavo con alcuni amici a Frizinghall.\nin quel periodo. Un giorno o due prima che gli indiani venissero liberati (un luned\u00ec, credo), il governatore della prigione venne da me con una lettera.\ncredo), il governatore della prigione venne da me con una lettera. Era stata\nera stata lasciata agli indiani da una certa signora Macann, da cui avevano affittato l'alloggio in cui vivevano.\nl'alloggio in cui vivevano; ed era stata consegnata alla porta della signora Macann, come di consueto.\nMacann, nel normale corso della posta, la mattina precedente. Le autorit\u00e0\nautorit\u00e0 carcerarie avevano notato che il timbro postale era di Lambeth, e che\nche l'indirizzo all'esterno, sebbene espresso in un inglese corretto,\ninglese corretto, era stranamente in contrasto con il metodo abituale di indirizzare una lettera.\nuna lettera. Aprendola, avevano scoperto che il contenuto era scritto in una lingua\nlingua straniera, che avevano giustamente indovinato essere l'indostano. Il loro\nscopo di venire da me era, ovviamente, quello di farsi tradurre la lettera.\nloro la lettera. Ho preso una copia dell'originale e della mia traduzione nel mio tascabile.\ntraduzione ed eccole al vostro servizio.\n\nMi porse il libretto aperto. L'indirizzo della lettera fu la\nprima cosa copiata. Era scritto tutto in un solo paragrafo, senza alcun\ntentativo di punteggiatura, cos\u00ec:  Ai tre uomini indiani che vivono con la\nMacann a Frizinghall, nello Yorkshire.  I caratteri ind\u00f9\ne la traduzione inglese appariva alla fine, espressa in queste misteriose parole\nqueste misteriose parole:\n\n Nel nome del Reggente della Notte, il cui seggio \u00e8 sull'Antilope,\nle cui braccia abbracciano i quattro angoli della terra.\n\n Fratelli, volgete il viso verso sud e venite da me nella strada\ndi molti rumori, che conduce al fiume fangoso.\n\n Il motivo \u00e8 questo.\n\n I miei stessi occhi l'hanno visto.\n\nLa lettera terminava l\u00ec, senza data n\u00e9 firma. La riconsegnai\nMurthwaite e ammisi che questo curioso esemplare di corrispondenza ind\u00f9 mi lasciava piuttosto perplesso.\ncorrispondenza ind\u00f9 mi lasciava piuttosto perplesso.\n\n Posso spiegarvi la prima frase, disse; e il comportamento degli indiani stessi spiegher\u00e0 il resto.\ndegli indiani stessi spiegher\u00e0 il resto. Il dio della luna \u00e8\nnella mitologia ind\u00f9 \u00e8 rappresentato come una divinit\u00e0 a quattro braccia, seduta su un'antilope; e uno dei suoi titoli \u00e8 quello di reggente della notte.\nun'antilope; e uno dei suoi titoli \u00e8 quello di reggente della notte. Ecco,\ndunque, per cominciare, qualcosa che assomiglia in maniera sospetta a un\nriferimento indiretto alla Pietra di Luna. Vediamo ora cosa fecero gli indiani\ndopo che le autorit\u00e0 carcerarie avevano permesso loro di ricevere la lettera.\nlettera. Il giorno stesso in cui furono liberati, si recarono subito alla stazione ferroviaria e presero posto.\nalla stazione ferroviaria e presero posto nel primo treno che\nche part\u00ec per Londra. A Frizinghall tutti pensavano che fosse un peccato che le loro\nche le loro azioni non fossero sorvegliate privatamente. Ma, dopo che Lady Verinder ebbe\nLady Verinder aveva congedato l'ufficiale di polizia e aveva interrotto ogni ulteriore indagine sulla\nsulla perdita del Diamante, nessun altro poteva permettersi di intervenire sulla questione.\nquestione. Gli indiani erano liberi di andare a Londra e a Londra andarono.\nQuali sono state le successive notizie che abbiamo avuto di loro, signor Bruff?\n\n Risposi che infastidivano il signor Luker, gironzolando per la casa di Lambeth.\ncasa a Lambeth.\n\n Ha letto il rapporto della richiesta del signor Luker al magistrato?\n\n S\u00ec.\n\n Nel corso della sua deposizione ha fatto riferimento, se ricordate, ad un\nun operaio straniero alle sue dipendenze, che aveva appena licenziato per\nsospetto di tentato furto, e del quale diffidava anche perch\u00e9 forse\nche forse agiva in combutta con gli indiani che lo avevano infastidito. La deduzione\n\u00e8 abbastanza chiaro, signor Bruff, su chi abbia scritto la lettera che l'ha sconcertato poco fa e sulla quale\nche vi ha sconcertato poco fa, e su quale dei tesori orientali del signor Luker\nLuker aveva tentato di rubare.\n\nLa deduzione (come mi sono affrettato a riconoscere) era troppo evidente per\nessere sottolineata. Non avevo mai dubitato che la Pietra di Luna fosse finita nelle mani di Mr.\nnelle mani del signor Luker, nel momento a cui alludeva il signor Murthwaite. La mia\ndomanda era stata: \"Come avevano fatto gli indiani a scoprire la circostanza?\ncircostanza? Questa domanda (la pi\u00f9 difficile da affrontare di tutte, come pensavo) aveva ora ricevuto la sua risposta.\ncome pensavo) aveva ora ricevuto la sua risposta, come tutte le altre. Avvocato com'ero\navvocato, cominciai a pensare che avrei potuto fidarmi del signor Murthwaite per guidarmi\nMurthwaite a condurmi bendato attraverso gli ultimi avvolgimenti del labirinto, lungo il quale mi aveva\nmi aveva guidato fino a quel momento. Gli feci il complimento di dirglielo,\ne la mia piccola concessione fu accolta molto bene.\n\n Dovete darmi un'informazione a vostra volta, prima di proseguire\nproseguiamo\", disse.  Qualcuno deve aver portato la Pietra di Luna dallo Yorkshire a\nLondra. E qualcuno deve averci raccolto sopra del denaro, altrimenti non sarebbe mai stato\nsarebbe mai stata in possesso del signor Luker. \u00c8 stata fatta qualche scoperta\ndi chi fosse questa persona?\n\n Nessuno che io conosca.\n\n C'\u00e8 stata una storia (non \u00e8 vero?) sul signor Godfrey Ablewhite. Mi \u00e8 stato detto che\nche \u00e8 un eminente filantropo, il che \u00e8 decisamente contro di lui, tanto per cominciare.\ncominciare.\n\nIn questo sono stato molto d'accordo con il signor Murthwaite. Allo stesso tempo, mi sono sentito in dovere di\ndi informarlo (senza, \u00e8 inutile dirlo, fare il nome della signorina Verinder) che il signor Godfrey Ablewhite era stato scagionato da ogni accusa.\nVerinder) che il signor Godfrey Ablewhite era stato scagionato da ogni sospetto, sulla base di prove di cui potevo rispondere come del tutto\nsospetto, sulla base di prove che potevo ritenere del tutto incontestabili.\ndubbio.\n\n Molto bene, disse Mr. Murthwaite, a bassa voce, lasciamo che sia il tempo a chiarire\nchiarire la questione. Nel frattempo, signor Bruff, dobbiamo tornare\nagli indiani, a causa vostra. Il loro viaggio a Londra si \u00e8 semplicemente\nLondra si \u00e8 concluso semplicemente con un'altra sconfitta. La perdita della\ndella loro seconda possibilit\u00e0 di impadronirsi del Diamante \u00e8 principalmente attribuibile, come credo, all'astuzia e alla\nall'astuzia e alla lungimiranza del signor Luker, che non si trova ai vertici di un'antica e prospera\nnon si trova ai vertici della prospera e antica professione dell'usura per niente!\nCon il pronto licenziamento dell'uomo alle sue dipendenze, egli ha privato gli indiani dell'assistenza che i loro confratelli\nindiani dell'assistenza che il loro confederato avrebbe fornito loro\nloro per entrare in casa. Trasportando prontamente la\npietra di luna al suo banchiere, colse di sorpresa i cospiratori prima che\nprima che fossero pronti con un nuovo piano per derubarlo. Come gli indiani, in quest'ultimo caso\nin quest'ultimo caso, sospettarono ci\u00f2 che aveva fatto e come riuscirono a impossessarsi della\ncome riuscirono a impossessarsi della ricevuta del banchiere, sono eventi troppo recenti per\nrecenti per essere raccontati. Basti dire che sanno che la Pietra di Luna \u00e8 di nuovo fuori dalla loro portata.\nancora una volta fuori dalla loro portata; depositata (sotto la descrizione generale di un valore\ndescrizione di un oggetto di grande valore) nella camera blindata di un banchiere.\nOra, signor Bruff, qual \u00e8 la loro terza possibilit\u00e0 di impadronirsi del diamante e quando arriver\u00e0?\nquando arriver\u00e0?\n\nMentre la domanda passava sulle sue labbra, ho capito il motivo della visita dell'indiano al mio ufficio!\nvisita dell'indiano al mio ufficio!\n\n Lo vedo!  Ho esclamato.  Gli indiani danno per scontato, come noi,\nche la Pietra di Luna sia stata data in pegno; e vogliono essere informati con certezza\ndi essere informati del primo periodo in cui il pegno potr\u00e0 essere\nriscattare il pegno, perch\u00e9 quello sar\u00e0 il primo periodo in cui il Diamante\npotr\u00e0 essere rimosso dalla custodia della banca!\n\n Le ho detto che l'avrebbe scoperto da solo, signor Bruff, se solo le avessi dato una giusta opportunit\u00e0.\nle avessi dato una giusta opportunit\u00e0. Tra un anno dal momento in cui la Pietra di Luna \u00e8 stata\ngli indiani saranno all'erta per la loro terza occasione. Le stesse labbra del Sig.\nLuker ha detto loro quanto dovranno aspettare, e la vostra rispettabile autorit\u00e0 li ha soddisfatti.\nla vostra rispettabile autorit\u00e0 li ha convinti che il signor Luker ha detto la verit\u00e0.\nLuker ha detto la verit\u00e0. Quando supponiamo, in maniera approssimativa, che il Diamante abbia trovato\nnelle mani del prestatore di denaro?\n\n Verso la fine dello scorso giugno, ho risposto, per quanto mi \u00e8 dato di sapere\ndi questo.\n\n E ora siamo nell'anno quarantotto. Molto bene. Se lo sconosciuto\npersona che ha dato in pegno la Pietra di Luna riuscir\u00e0 a riscattarla entro un anno, il gioiello\nsar\u00e0 di nuovo in suo possesso alla fine di giugno,\n quarantanove. A quella data sar\u00f2 a migliaia di chilometri dall'Inghilterra e dalle\ninglesi a quella data. Ma potrebbe valere la pena di prenderne nota e di fare in modo di essere presente\ne fare in modo di essere a Londra in quel periodo.\n\n Pensi che succeder\u00e0 qualcosa di grave?  Ho detto.\n\n Penso che sar\u00f2 pi\u00f9 al sicuro, rispose, tra i pi\u00f9 feroci fanatici dell'Asia Centrale\ndell'Asia centrale di quanto non lo sarei se varcassi la soglia della banca con la\nla Pietra di Luna in tasca. Gli indiani sono stati sconfitti due volte\ndi corsa, signor Bruff. Sono fermamente convinto che non saranno sconfitti una terza volta.\nterza volta.\n\nQueste furono le ultime parole che pronunci\u00f2 sull'argomento. Arriv\u00f2 il caff\u00e8;\ngli ospiti si alzarono e si dispersero per la stanza e noi raggiungemmo le signore della\nle signore della cena al piano di sopra.\n\nHo preso nota della data e forse non sar\u00e0 sbagliato se concludo il mio racconto ripetendo questa\nracconto ripetendo questa nota:\n\n_Giugno, quarantanove. Aspettatevi notizie degli indiani, verso la fine del mese.\nmese.{\\i}\n\nE fatto questo, passo la penna, che ora non ho pi\u00f9 diritto di usare\nusare, allo scrittore che mi seguir\u00e0.\n\n\nTERZO RACCONTO.\n\nContribuito da Franklin Blake.\n\nCAPITOLO I\n\nNella primavera dell'anno millenovecentoquarantanove stavo\nvagando in Oriente, e allora avevo da poco modificato i piani di viaggio\ndi viaggio che avevo stabilito alcuni mesi prima e che avevo\ncomunicato al mio avvocato e al mio banchiere a Londra.\n\nQuesto cambiamento mi costrinse a mandare uno dei miei domestici a\nlettere e le rimesse dal console inglese in una certa citt\u00e0, che non era pi\u00f9\ncitt\u00e0, che non era pi\u00f9 inclusa tra i luoghi di sosta del mio nuovo programma di\nnuovo programma di viaggio. Quell'uomo doveva raggiungermi di nuovo in un luogo e a un'ora\nluogo e all'ora stabiliti. Un incidente, di cui non era responsabile, lo ha fatto ritardare\nritardato la sua missione. Per una settimana io e la mia gente aspettammo, accampati ai confini di un\nconfini di un deserto. Alla fine di questo periodo l'uomo scomparso fece la sua\ncon il denaro e le lettere, all'ingresso della mia tenda.\n\n Temo di portarvi cattive notizie, signore, disse, e indic\u00f2 una delle lettere, che aveva un bordo di lutto intorno alla\ndelle lettere, che aveva un bordo di lutto intorno e l'indirizzo\nche era scritto a mano dal signor Bruff.\n\nNon conosco nulla, in un caso del genere, di cos\u00ec insopportabile come la suspense. La\nlettera con il bordo a lutto fu quella che aprii per prima.\n\nMi informava che mio padre era morto e che io ero l'erede della sua grande fortuna.\ngrande fortuna. La ricchezza che era cos\u00ec caduta nelle mie mani portava con s\u00e9 le\ncon s\u00e9 le sue responsabilit\u00e0, e Mr. Bruff mi preg\u00f2 di non perdere tempo a\ntempo a tornare in Inghilterra.\n\nAll'alba del mattino successivo, ero gi\u00e0 in viaggio verso il mio Paese.\n\nL'immagine di me presentata dal mio vecchio amico Betteredge, al momento della mia partenza dall'Inghilterra, \u00e8 (a mio avviso) un po' eccessiva.\ndella mia partenza dall'Inghilterra, \u00e8 (a mio avviso) un po' esagerata. Egli\nha interpretato seriamente, a modo suo, uno dei tanti riferimenti satirici della sua giovane amante\nsua giovane amante i numerosi riferimenti satirici alla mia educazione all'estero; e si \u00e8 persuaso di aver visto realmente\ne si \u00e8 convinto di aver visto davvero i lati francesi, tedeschi e italiani del mio carattere.\nitaliano del mio carattere, che il mio vivace cugino aveva solo professato di scoprire\ndi scoprire per scherzo, e che non hanno mai avuto un'esistenza reale, se non nel nostro\nbuon Betteredge, se non nel suo stesso cervello. Ma, a parte questo inconveniente, sono costretto ad ammettere che\ndevo ammettere che non ha detto altro che la verit\u00e0 nel rappresentarmi come\nferita nel cuore dal trattamento riservato a Rachel e che ho lasciato l'Inghilterra nel primo\nprima acutezza della sofferenza causata dalla pi\u00f9 amara delusione della mia vita.\ndella mia vita.\n\nAndai all'estero, deciso a far s\u00ec che il cambiamento e l'assenza mi aiutassero a dimenticarla.\nlei. Sono convinto che non ci sia una vera visione della natura umana che neghi che il cambiamento e l'assenza\nche il cambiamento e l'assenza aiutino l'uomo in queste circostanze.\ncostringono la sua attenzione a distogliersi dalla contemplazione esclusiva del suo\ndolore. Non l'ho mai dimenticata; ma il dolore del ricordo ha perso la sua peggiore amarezza, a poco a poco.\namarezza, a poco a poco, man mano che il tempo, la distanza e la novit\u00e0 si interponevano\nsempre pi\u00f9 efficacemente tra Rachel e me.\n\nD'altra parte, non \u00e8 meno certo che, con l'atto di tornare a casa, il rimedio che aveva guadagnato terreno cos\u00ec costantemente\ndi tornare a casa, il rimedio che aveva guadagnato terreno in modo cos\u00ec costante, cominci\u00f2 a\naltrettanto costantemente, a retrocedere. Pi\u00f9 mi avvicinavo al paese che\npaese che lei abitava e alla prospettiva di rivederla, tanto pi\u00f9\nirresistibilmente la sua influenza cominciava a recuperare la sua presa su di me. Al momento di lasciare\nInghilterra era l'ultima persona al mondo il cui nome avrei\navrebbe dovuto passare per le mie labbra. Al ritorno in Inghilterra, fu la prima persona\npersona a cui chiesi informazioni, quando Mr. Bruff e io ci incontrammo di nuovo.\n\nSono stato informato, naturalmente, di tutto ci\u00f2 che \u00e8 accaduto durante la mia assenza; in altre parole, di tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato raccontato qui in continuazione.\nin altre parole, di tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato raccontato qui in continuazione della\nBetteredge una sola circostanza. Il signor Bruff\nBruff non si sentiva libero di informarmi sulle motivazioni che avevano influenzato\nmotivi che avevano influenzato privatamente Rachel e Godfrey Ablewhite a\ndi Rachel e Godfrey Ablewhite nel revocare la promessa di matrimonio, da una parte o dall'altra. Non gli feci domande imbarazzanti su questo\ndomande imbarazzanti su questo argomento delicato. Era un sollievo sufficiente\nper me, dopo la gelosa delusione causata dall'aver sentito che lei aveva\nmoglie di Godfrey, sapere che la riflessione l'aveva convinta di aver agito\nche la riflessione l'aveva convinta di aver agito in modo avventato e che si era liberata da sola dal\nliberazione dal suo impegno matrimoniale.\n\nAvendo ascoltato la storia del passato, le mie successive domande (ancora domande dopo Rachel!) si sono rivolte naturalmente al presente.\ndopo Rachel!) si sono rivolte naturalmente al presente. Sotto chi era stata affidata\nera stata affidata dopo aver lasciato la casa del signor Bruff e dove viveva ora?\ndove viveva ora?\n\nViveva sotto la tutela di una sorella vedova del defunto Sir John Verinder, una certa Mrs.\nVerinder, una certa signora Merridew alla quale gli esecutori testamentari della madre avevano chiesto di fare da\ndi agire come tutore, e che aveva accettato la proposta. Mi \u00e8 stato riferito che\nmi \u00e8 stato riferito che andavano d'amore e d'accordo e che ormai si erano\nche si erano stabiliti, per la stagione, nella casa della signora Merridew a Portland Place.\nLuogo.\n\nMezz'ora dopo aver ricevuto questa informazione, stavo andando a Portland Place senza aver avuto il coraggio di dirlo a Mr.\nPortland Place senza aver avuto il coraggio di dirlo al signor Bruff!\n\nL'uomo che ha risposto alla porta non era sicuro che la signorina Verinder fosse in casa o meno.\ncasa o meno. Lo mandai al piano di sopra con il mio biglietto da visita, come modo pi\u00f9 veloce per\ndi risolvere la questione. L'uomo \u00e8 sceso di nuovo con una\nvolto impenetrabile e mi inform\u00f2 che la signorina Verinder era fuori.\n\nAvrei potuto sospettare che altre persone si negassero di proposito a\nme. Ma era impossibile sospettare di Rachel. Lasciai detto che avrei\navrei richiamato alle sei di quella sera.\n\nAlle sei fui informato per la seconda volta che la signorina Verinder non era in casa.\nnon era in casa. Era stato lasciato un messaggio per me? Non \u00e8 stato lasciato alcun messaggio\nnessun messaggio per me. La signorina Verinder non aveva ricevuto il mio biglietto? Il servitore ha chiesto scusa\nla signorina Verinder l'aveva ricevuto.\n\nLa deduzione era troppo evidente per potervi resistere. Rachel rifiut\u00f2 di vedermi.\n\nDa parte mia, ho rifiutato di essere trattato in questo modo, senza tentare almeno di scoprirne il motivo.\ntentativo di scoprirne la ragione. Ho fatto il mio nome a\nMerridew e le chiesi di favorirmi con un colloquio personale\nall'ora che le sarebbe stato pi\u00f9 conveniente indicare.\n\nLa signora Merridew non ebbe difficolt\u00e0 a ricevermi subito. Sono stata\nin un comodo salottino e mi trovai in presenza di una signora anziana e confortevole.\npresenza di una signora anziana e confortevole. Fu cos\u00ec gentile da provare\ndi provare un grande dispiacere e una grande sorpresa, interamente a causa mia. Era allo stesso tempo\nallo stesso tempo, per\u00f2, non era in grado di offrirmi alcuna spiegazione,\no di fare pressione su Rachel su una questione che sembrava riguardare\ndi sentimenti privati. Questo fu detto pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, con una pazienza\npazienza educata che nulla poteva stancare; e questo fu tutto ci\u00f2 che ottenni rivolgendomi alla signora Merridew.\nrivolgermi alla signora Merridew.\n\nLa mia ultima possibilit\u00e0 era scrivere a Rachel. Il mio servitore le port\u00f2 una lettera\nil giorno dopo, con le istruzioni precise di aspettare una risposta.\n\nLa risposta \u00e8 arrivata, letteralmente in una frase.\n\n La signorina Verinder \u00e8 pregata di rifiutarsi di entrare in corrispondenza con\nMr. Franklin Blake.\n\nPer quanto fossi affezionato a lei, sentii con indignazione l'insulto che mi era stato fatto in quella\nrisposta. Il signor Bruff entr\u00f2 per parlarmi di affari, prima che io avessi\nripreso possesso di me stessa. Ho liquidato la faccenda sul momento,\ne gli esposi l'intero caso. Si dimostr\u00f2 incapace di illuminarmi come\ndi illuminarmi quanto la stessa signora Merridew. Gli chiesi se fosse stata pronunciata qualche calunnia\nera stata pronunciata su di me in presenza di Rachel. Il signor Bruff non era a conoscenza di\ncalunnie di cui io fossi oggetto. Se si fosse riferita a me in qualche\nmodo mentre era sotto il tetto del signor Bruff? Mai. Non aveva mai\nchiesto, durante la mia lunga assenza, se fossi vivo o morto?\nmorto? Nessuna domanda del genere le era mai passata per le labbra. Tirai fuori dal mio\ndal mio tascabile la lettera che la povera Lady Verinder mi aveva scritto da Frizinghall, il giorno in cui avevo lasciato la sua casa di York.\nFrizinghall, il giorno in cui avevo lasciato la sua casa nello Yorkshire. E\nBruff su queste due frasi:\n\n Il prezioso aiuto che avete dato all'indagine sul gioiello perduto\ngioiello perduto \u00e8 ancora un'offesa non perdonata, nell'attuale terribile\nstato mentale di Rachel. Muovendovi con gli occhi bendati in questa faccenda, avete aggiunto\nal peso dell'angoscia che ha dovuto sopportare, minacciando innocentemente\nminacciando di scoprire il suo segreto grazie alle vostre iniziative.\n\n \u00c8 possibile, chiesi, che il sentimento nei miei confronti, che \u00e8 stato\ndescritto, sia ora pi\u00f9 aspro che mai nei miei confronti?\n\nIl signor Bruff aveva un'aria indifferentemente afflitta.\n\n Se insistete per una risposta, disse, non posso dare un'interpretazione diversa da quella.\ninterpretazione del suo comportamento.\n\nSuonai il campanello e ordinai al mio servitore di preparare il mio baule e di mandare a chiamare una guida ferroviaria.\ndi chiamare una guida ferroviaria. Il signor Bruff mi chiese, stupito, cosa avessi intenzione di fare.\ncosa avessi intenzione di fare.\n\n Vado nello Yorkshire, risposi, con il prossimo treno.\n\n Posso chiedere a quale scopo?\n\n Signor Bruff, l'assistenza che ho innocentemente fornito all'inchiesta sul Diamante\nDiamante \u00e8 stata un'offesa non perdonata, nella mente di Rachel, a quasi un anno\nda quasi un anno; e rimane tuttora un'offesa non perdonata. Non accetter\u00f2 questa\nposizione! Sono decisa a scoprire il segreto del suo silenzio nei confronti di\nmadre e della sua inimicizia verso di me. Se il tempo, le fatiche e il denaro possono\nSe il tempo, i dolori e il denaro possono farlo, metter\u00f2 la mano sul ladro che ha preso la Pietra di Luna!\n\nIl degno vecchio gentiluomo ha tentato di rimostrare per indurmi a\nascoltare la ragione per fare il suo dovere nei miei confronti, insomma. Ero sordo a\ntutto ci\u00f2 che poteva sollecitare. Nessuna considerazione terrena avrebbe, in quel\navrebbe scosso la risoluzione che era in me.\n\n Riprender\u00f2 l'indagine, continuai, nel punto in cui l'ho lasciata.\ne la seguir\u00f2, passo dopo passo, fino ad arrivare al momento attuale.\nal momento attuale. Ci sono anelli mancanti nelle prove, cos\u00ec come le ho lasciate, che Gabriel Betteredge pu\u00f2 fornire.\nche Gabriel Betteredge pu\u00f2 fornire, e a Gabriel Betteredge mi rivolgo!\nvado!\n\nVerso il tramonto di quella sera mi trovai di nuovo sulla ben ricordata\ne guardai ancora una volta la vecchia e tranquilla casa di campagna. Il\ngiardiniere fu la prima persona che vidi nel parco deserto. Aveva\naveva lasciato Betteredge, un'ora prima, a prendere il sole nel solito\nangolo del cortile posteriore. Lo sapevo bene e dissi che sarei andato a cercarlo io stesso.\na cercarlo io stesso.\n\nHo fatto il giro dei sentieri e dei passaggi familiari e ho guardato il cancello aperto del cortile.\ncancello aperto del cortile.\n\nEra l\u00ec, il caro vecchio amico dei giorni felici che non sarebbero mai pi\u00f9\nera l\u00ec nel vecchio angolo, sulla vecchia sedia ad alveare,\ncon la pipa in bocca, il suo _Robinson Crusoe_ in grembo e i suoi due amici, i cani, che sonnecchiavano ai suoi lati!\ni suoi due amici, i cani, che sonnecchiavano ai suoi lati! Nella\nposizione in cui mi trovavo, la mia ombra era proiettata di fronte a me dagli ultimi\nultimi raggi obliqui del sole. O i cani l'hanno vista, o il loro\nfiuto li informava del mio avvicinamento; si alzarono con un ringhio.\nIl vecchio li tranquillizz\u00f2 con una parola, e poi si strinse gli occhi malandati con la mano.\nPoi si copr\u00ec con la mano gli occhi che si stavano affievolendo e guard\u00f2 con aria interrogativa la figura\nfigura al cancello.\n\nI miei stessi occhi erano pieni di lacrime. Fui costretta ad aspettare un momento prima di\ndi potermi fidare a parlargli.\n\n\nCAPITOLO II\n\n Betteredge!  dissi, indicando il libro ben ricordato sulle sue ginocchia,\n Robinson Crusoe_ vi ha informato, questa sera, che potreste aspettarvi di vedere Franklin Blake?\nche vi aspettate di vedere Franklin Blake?\n\n Per l'amor di Dio, signor Franklin! grid\u00f2 il vecchio, \u00e8 esattamente ci\u00f2 che\nquello che ha fatto Robinson Crusoe!\n\nCon il mio aiuto si alz\u00f2 in piedi a fatica e rimase in piedi per un attimo,\nguardando avanti e indietro tra me e Robinson Crusoe,\napparentemente senza capire chi di noi lo avesse sorpreso di pi\u00f9.\nIl verdetto si concluse a favore del libro. Tenendolo aperto davanti a s\u00e9 con\ncon entrambe le mani, scrut\u00f2 il meraviglioso volume con uno sguardo di\nimpronunciabile attesa, come se si aspettasse di vedere Robinson Crusoe\nstesso uscire dalle pagine e concederci un'intervista personale.\n\n Ecco il pezzo, signor Franklin! disse, non appena ebbe recuperato l'uso della parola.\nl'uso della parola.  Siccome vivo di pane, signore, ecco il pezzo che stavo\nleggendo, un attimo prima che lei entrasse! Pagina centocinquantasei\ncome segue: Rimasi come folgorato o come se avessi visto un'apparizione.\napparizione.  Se questo non \u00e8 quanto dire:  Aspettatevi l'improvvisa\ndi Mr. Franklin Blake non c'\u00e8 senso nella lingua inglese!\nNon c'\u00e8 senso nella lingua inglese! disse Betteredge, chiudendo di botto il libro e liberando finalmente una mano per\nuna mano libera per prendere quella che gli porsi.\n\nMi aspettavo che, naturalmente, date le circostanze, mi sommergesse di domande.\ndomande. Ma non era l'impulso ospitale a prevalere nella mente del vecchio servitore.\nl'impulso ospitale era l'impulso principale nella mente del vecchio servitore, quando un membro della famiglia\nfamiglia si presentava (non importa come!) come visitatore in casa.\n\n Entri pure, signor Franklin\", disse, aprendo la porta dietro di s\u00e9, con il suo caratteristico inchino all'antica.\npito, con il suo caratteristico inchino all'antica.  Le chieder\u00f2 cosa la porta qui, dopo\nprima devo metterla a suo agio. Ci sono stati dei tristi cambiamenti da quando\nda quando sei andato via. La casa \u00e8 chiusa e la servit\u00f9 \u00e8 sparita. Non importa\ndi questo! Cuciner\u00f2 la tua cena; la moglie del giardiniere ti preparer\u00e0 il letto e se ci sar\u00e0 una bottiglia del nostro famoso Latour\ne se in cantina \u00e8 rimasta una bottiglia del nostro famoso claret Latour.\ncantina, quella bottiglia le andr\u00e0 gi\u00f9 per la gola, signor Franklin. Le do il benvenuto\nbenvenuto, signore! Vi do un caloroso benvenuto! disse il povero vecchio,\nlottando strenuamente contro l'oscurit\u00e0 della casa deserta, e\ne mi ricevette con l'attenzione socievole e cortese dei tempi passati.\ntempi passati.\n\nMi seccava deluderlo. Ma la casa era la casa di Rachel, ora.\nPotevo mangiarci o dormirci, dopo quello che era successo a Londra?\nIl pi\u00f9 comune senso del rispetto di s\u00e9 mi proibiva di varcare la soglia.\nvarcare la soglia.\n\nPresi Betteredge per un braccio e lo condussi in giardino. Non c'era\nnon c'\u00e8 stato modo di evitarlo. Fui costretto a dirgli la verit\u00e0. Tra il suo\nattaccamento a Rachel e il suo attaccamento a me, era molto perplesso e angosciato\ne angosciato per la piega che avevano preso le cose. La sua opinione, quando la esprimeva\nquando l'ha espressa, \u00e8 stata data nel suo solito modo schietto ed era\nfilosofia pi\u00f9 positiva che io conosca, la filosofia della scuola di Betteredge.\nfilosofia della scuola di Betteredge.\n\n La signorina Rachel ha i suoi difetti, non l'ho mai negato\", esord\u00ec.  E\ncavalcare il cavallo di battaglia, di tanto in tanto, \u00e8 uno di questi. Ha cercato\ncercando di scavalcare voi e voi l'avete sopportata. Signore, Mr.\nFranklin, non conosce le donne meglio di cos\u00ec? Mi avete\nmi ha sentito parlare della defunta signora Betteredge?\n\nL'avevo sentito parlare della defunta signora Betteredge molto spesso\nspesso, indicandola invariabilmente come l'unico innegabile esempio della\nfragilit\u00e0 e perversit\u00e0 dell'altro sesso. In questa veste l'ha\nla esibiva ora.\n\n Molto bene, signor Franklin. Ora mi ascolti. Donne diverse hanno\ndiversi modi di cavalcare il cavallo alto. La defunta signora Betteredge si esercitava\nsu quell'animale femminile preferito ogni volta che mi capitava di\nle negavo qualcosa su cui aveva messo il cuore. Quando tornavo a casa dal lavoro\ndal lavoro in queste occasioni, mia moglie mi chiamava su per le scale della cucina e mi diceva che\nmia moglie mi chiamasse su per le scale della cucina e mi dicesse che, dopo il mio brutale trattamento nei suoi confronti,\nnon aveva il coraggio di prepararmi la cena. L'ho sopportato per un po' di tempo\nper un po' di tempo, proprio come lo state sopportando voi ora con la signorina Rachel. Alla fine\nla mia pazienza si esaur\u00ec. Scesi al piano di sotto e presi Mrs.\nBetteredge affettuosamente, si capisce, tra le mie braccia e l'ho portata, holus-bolus, in casa.\ne l'ho portata, a braccia aperte, nel salotto migliore, dove riceveva la sua compagnia.\nHo detto che quello \u00e8 il posto giusto per te, mia cara, e sono tornata in cucina.\ncucina. Mi chiusi dentro, mi tolsi il cappotto, mi alzai le maniche della camicia e cucinai il mio piatto.\nmaniche della camicia e preparai la mia cena. Una volta terminata, l'ho servita nel mio modo migliore\nservita nel mio modo migliore e l'ho gustata molto volentieri. Dopo ho bevuto la mia pipa e\ne il mio goccio di grog; poi ho sparecchiato, lavato le stoviglie e pulito la tavola.\nle stoviglie, ho pulito i coltelli e le forchette, ho messo via le cose e ho spazzato il focolare.\ne ho messo via le cose e ho spazzato il focolare. Quando le cose furono di nuovo brillanti e pulite\ndi nuovo, come non potevano esserlo, aprii la porta e feci entrare Mrs.\nBetteredge.  Ho cenato, mia cara, le dissi, e spero che si accorger\u00e0 che ho lasciato la cucina.\nspero che troverete che ho lasciato in cucina tutto ci\u00f2 che i vostri desideri pi\u00f9\ndesideri.  Per il resto della vita di quella donna, signor Franklin, non ho mai pi\u00f9 dovuto\ncucinare la mia cena! Morale: avete sopportato la signorina Rachel a Londra.\nLondra; non sopportatela nello Yorkshire. Tornate a casa!\n\nNon c'\u00e8 risposta! Potei solo assicurare al mio buon amico che anche il suo\npotere di persuasione era, in questo caso, sprecato nei miei confronti.\n\n \u00c8 una bella serata, ho detto.  Andr\u00f2 a Frizinghall a piedi e mi fermer\u00f2 in albergo.\ne rester\u00f2 in albergo, e voi dovrete venire domani mattina a fare colazione con me.\nHo qualcosa da dirvi.\n\nBetteredge scosse la testa gravemente.\n\n Sono molto dispiaciuto per questo\", ha detto.  Avevo sperato, signor Franklin, di sentire che le cose\nche le cose tra lei e la signorina Rachel fossero di nuovo tranquille e piacevoli.\nRachel. Se dovete fare a modo vostro, signore, continu\u00f2, dopo aver riflettuto un attimo, non c'\u00e8 bisogno di andare a Frizinger.\nun attimo di riflessione, non c'\u00e8 bisogno di andare a Frizinghall stasera per\nun letto. Lo si pu\u00f2 trovare anche pi\u00f9 vicino. C'\u00e8 la fattoria di Hotherstone,\nad appena due miglia da qui. Non si pu\u00f2 certo obiettare a _questo_ da parte della signorina\nRachel, aggiunse il vecchio con fare sornione.  Hotherstone vive, Mr.\nFranklin, in un terreno di sua propriet\u00e0.\n\nMi sono ricordato del luogo nel momento in cui Betteredge lo ha nominato. La\nfattoria si trovava in una valle interna riparata, sulle rive del pi\u00f9 bel ruscello di quella parte dello Yorkshire\npi\u00f9 bello di quella parte dello Yorkshire, e il fattore aveva una camera e un salotto in pi\u00f9, che era solito affittare agli artisti.\ncamera da letto e il salotto, che era solito affittare ad artisti,\npescatori e turisti in generale. Un luogo di soggiorno pi\u00f9 piacevole,\ndurante il mio soggiorno nei dintorni, non avrei potuto desiderare di trovare.\n\n Le stanze sono in affitto? Ho chiesto.\n\n La signora Hotherstone in persona, signore, ha chiesto la mia buona parola per raccomandare le\ncamere, ieri.\n\n Li prender\u00f2, Betteredge, con il massimo piacere.\n\nTornammo in cortile, dove avevo lasciato la mia borsa da viaggio. Dopo\ninfilare un bastone nella maniglia e averla fatta oscillare sulla spalla, Betteredge sembr\u00f2 ricadere nel\nBetteredge sembr\u00f2 ricadere nello smarrimento che la mia improvvisa apparizione aveva provocato, quando lo sorpresi nell'alveare.\nimprovviso, quando lo sorpresi sulla sedia ad alveare.\nsedia ad alveare. Guard\u00f2 incredulo la casa, poi si gir\u00f2,\ne mi guard\u00f2 ancora pi\u00f9 incredulo.\n\n Ho vissuto un bel po' di tempo nel mondo, disse il migliore e pi\u00f9 caro di tutti i\ndi tutti i vecchi servitori, ma una cosa del genere non mi sarei mai aspettato di vederla.\ndi vedere. L\u00ec c'\u00e8 la casa, e qui ci sono Mr,\nDamme, se uno di loro non volta le spalle all'altro e va a dormire in un alloggio!\na dormire in un alloggio!\n\nCi ha fatto strada, scuotendo la testa e ringhiando minacciosamente.  C'\u00e8\nsolo un altro miracolo che pu\u00f2 accadere, mi disse, al di sopra delle sue spalle.\nspalla.  La prossima cosa che far\u00e0, signor Franklin, sar\u00e0 quella di restituirmi\ndi quei sette penny e sei centesimi che mi avete prestato quando eravate un ragazzo.\n\nQuesto sarcasmo lo mise di buon umore con se stesso e con me.\nme. Uscimmo dalla casa e attraversammo i cancelli della loggia. Una volta usciti\nuna volta usciti dal terreno, i doveri dell'ospitalit\u00e0 (nel codice morale di Betteredge) cessavano e iniziavano i privilegi della curiosit\u00e0.\nmorale di Betteredge) cessavano e iniziavano i privilegi della curiosit\u00e0.\n\nSi \u00e8 allontanato, per permettermi di mettermi al suo livello.  Bella serata\nper una passeggiata, signor Franklin, disse, come se ci fossimo incontrati per caso in quel momento.\nci fossimo incontrati per caso in quel momento.  Supponiamo che siate andato all'hotel\nhotel di Frizinghall, signore?\n\n S\u00ec?\n\n Avrei dovuto avere l'onore di fare colazione con voi, domani\nmattina.\n\n Venite invece a fare colazione con me alla fattoria di Hotherstone.\n\n Le sono molto grato per la sua gentilezza, signor Franklin. Ma non era\nesattamente la colazione a cui mi riferivo. Credo che mi abbia accennato che\nqualcosa da dirmi? Se non \u00e8 un segreto, signore, disse Betteredge,\nabbandonando improvvisamente la via storta e imboccando quella diritta, mi brucia sapere cosa l'ha portata qui.\nsapere cosa vi ha portato qui, se non vi dispiace, in questo\nmodo improvviso.\n\n Cosa mi ha portato qui prima?  Ho chiesto.\n\n La Pietra di Luna, signor Franklin. Ma cosa la porta ora, signore?\n\n Ancora la Pietra di Luna, Betteredge.\n\nIl vecchio si ferm\u00f2 improvvisamente e mi guard\u00f2 nella grigia luce del crepuscolo, come se sospettasse che le sue stesse orecchie lo ingannassero.\ncome se sospettasse che le sue stesse orecchie lo ingannassero.\n\n Se questa \u00e8 una battuta, signore, disse, temo di diventare un po' noioso nella mia vecchiaia.\nnella mia vecchiaia. Non lo accetto.\n\n Non \u00e8 uno scherzo, risposi.  Sono venuto qui per riprendere l'inchiesta\nche \u00e8 stata abbandonata quando ho lasciato l'Inghilterra. Sono venuto qui per fare quello che\nnessuno ha ancora fatto: scoprire chi ha preso il Diamante.\n\n Lasciate che il Diamante sia, signor Franklin! Segua il mio consiglio e lasci stare il Diamante!\nDiamante! Quel maledetto gioiello indiano ha fuorviato tutti coloro che si sono avvicinati a lui.\na lui. Non sprechi il suo denaro e il suo temperamento nel bel periodo primaverile della sua\ndella sua vita, signore, immischiandosi con la Pietra di Luna. Come potete sperare di avere\ndi avere successo (salvando la vostra presenza), quando il sergente Cuff stesso ha fatto un pasticcio\ndi questo? Sergente Cuff! ripet\u00e9 Betteredge, scuotendo l'indice verso di me con\nseveramente.  Il pi\u00f9 grande poliziotto d'Inghilterra!\n\n Ho deciso, mio vecchio amico. Persino il sergente Cuff non mi scoraggia.\nmi spaventa. A proposito, potrei volergli parlare, prima o poi. Avete\nsentito qualcosa di lui ultimamente?\n\n Il sergente non la aiuter\u00e0, signor Franklin.\n\n Perch\u00e9 no?\n\n C'\u00e8 stato un evento, signore, negli ambienti della polizia, da quando lei \u00e8 partito.\nvia. Il grande Cuff si \u00e8 ritirato dagli affari. Ha un piccolo cottage a\ncottage a Dorking e si dedica alla coltivazione delle rose. I\nho scritto di suo pugno, signor Franklin. Ha coltivato la rosa bianca\nmuschio bianco, senza far germogliare prima la rosa canina. E il signor Begbie, il giardiniere\ngiardiniere deve andare a Dorking e ammettere che il Sergente l'ha battuto\nalla fine.\n\n Non ha molta importanza, ho detto.  Devo fare a meno dell'aiuto del sergente Cuff\nCuff. E devo affidarmi a lei, all'inizio.\n\n\u00c8 abbastanza probabile che io abbia parlato in modo piuttosto incauto.\n\nIn ogni caso, Betteredge sembr\u00f2 essere stuzzicato da qualcosa nella risposta\nche gli avevo appena dato.  Potreste fidarvi di cose peggiori di me, Mr.\nFranklin, glielo posso assicurare\", disse un po' bruscamente.\n\nIl tono con cui replic\u00f2 e un certo turbamento, dopo aver parlato, che percepii nel suo modo di fare, mi fecero pensare che fosse\ndopo aver parlato, che percepii nel suo modo di fare, mi suggerirono che era in possesso di qualche\ninformazioni che esitava a comunicare.\n\n Mi aspetto che mi aiutiate, ho detto, a raccogliere i frammenti di\nprove che il sergente Cuff ha lasciato dietro di s\u00e9. So che \u00e8 in grado di\nquesto. Non pu\u00f2 fare di pi\u00f9?\n\n Che cosa vi aspettate di pi\u00f9 da me, signore?\ncon un'apparenza di massima umilt\u00e0.\n\n Mi aspetto di pi\u00f9 da quello che hai appena detto.\n\n Sono solo vanterie, signor Franklin, rispose ostinatamente il vecchio.  Alcune\npersone nascono vanagloriose e non se ne fanno mai una ragione fino alla morte.\ngiorno. Io sono uno di loro.\n\nC'era solo un modo per fare presa su di lui. Ho fatto appello al suo interesse per\nRachel e al suo interesse per me.\n\n Betteredge, saresti felice di sapere che io e Rachel siamo di nuovo buone\namici?\n\n Ho servito la sua famiglia, signore, per un motivo molto limitato, se ne dubita!\nche sia cos\u00ec!\n\n Ti ricordi come mi trattava Rachel, prima che lasciassi l'Inghilterra?\n\n Come se fosse ieri! La mia signora stessa vi ha scritto una lettera\ne lei \u00e8 stata cos\u00ec gentile da mostrarmi la lettera. C'era scritto\nche la signorina Rachel era mortalmente offesa con voi, per la parte che avevate\nnel tentativo di recuperare il suo gioiello. E n\u00e9 la mia signora, n\u00e9 voi, n\u00e9\nnessun altro riusciva a capirne il motivo.\n\n \u00c8 vero, Betteredge! E io torno dal mio viaggio e la trovo ancora\nmortalmente offesa con me. Sapevo che il Diamante era in fondo\nl'anno scorso, e so che il Diamante \u00e8 al centro di tutto.\ndi fondo ora. Ho cercato di parlarle, ma non mi ha voluto vedere. Ho provato a\nHo cercato di scriverle e non mi ha risposto. Come posso, in nome del cielo,\ncome posso chiarire la questione? La possibilit\u00e0 di indagare sulla perdita della\ndella Pietra di Luna \u00e8 l'unica possibilit\u00e0 di indagine che Rachel stessa mi ha lasciato.\nmi ha lasciato.\n\nQueste parole gli hanno evidentemente messo davanti il caso, perch\u00e9 non l'aveva ancora visto.\nancora. Fece una domanda che mi fece capire che l'avevo scosso.\n\n Non c'\u00e8 alcun rancore da parte sua, signor Franklin, vero?\n\n C'\u00e8 stata un po' di rabbia, ho risposto, quando ho lasciato Londra. Ma quella \u00e8\normai esaurita. Voglio che Rachel arrivi a una comprensione con\ncon me e non voglio altro.\n\n Non prova alcun timore, signore, se dovesse fare qualche scoperta\nriguardo a ci\u00f2 che potrebbe scoprire sulla signorina Rachel?\n\nCompresi la gelosa fiducia nella sua giovane amante che aveva spinto\nquelle parole.\n\n Ne sono certo quanto voi, risposi.  La pi\u00f9 completa\nrivelazione del suo segreto non riveler\u00e0 nulla che possa alterare la sua posizione\nnella vostra stima o nella mia.\n\nGli ultimi scrupoli di Betteredge svanirono in quel momento.\n\n Se sto facendo del male per aiutarvi, signor Franklin, esclam\u00f2, tutto ci\u00f2 che posso dire \u00e8 che sono innocente come un bambino non ancora nato.\nposso solo dire che sono innocente come un bambino non ancora nato! Posso mettervi\nposso mettervi sulla strada della scoperta, se solo riuscite ad andare avanti da soli. Ricordate\nricorda quella nostra povera ragazza, Rosanna Spearman?\n\n Naturalmente!\n\n Hai sempre pensato che avesse una sorta di confessione in merito a questa\nquestione della Pietra di Luna, che voleva farle?\n\n Non potevo certo spiegare la sua strana condotta in altro modo.\nmodo.\n\n Pu\u00f2 sciogliere questo dubbio, signor Franklin, quando vuole.\n\nOra toccava a me fermarmi. Cercai invano, nell'oscurit\u00e0\nbuio crescente, di vedere il suo volto. Nella sorpresa del momento, chiesi\nchiesi con un po' di impazienza cosa volesse dire.\n\n Calma, signore! ha proseguito Betteredge.  Intendo dire quello che dico. Rosanna\nSpearman ha lasciato dietro di s\u00e9 una lettera sigillata, indirizzata a _te_.\n\n Dove si trova?\n\n In possesso di un suo amico, a Cobb s Hole. Avrete sicuramente sentito\nquando siete stato qui l'ultima volta, signore, di Zoppicando Lucy, una ragazza zoppa\ncon una stampella.\n\n La figlia del pescatore?\n\n Lo stesso, signor Franklin.\n\n Perch\u00e9 la lettera non mi \u00e8 stata inoltrata?\n\n Lucy zoppa ha una volont\u00e0 propria, signore. Non la darebbe in nessun'altra\nmani che non siano le vostre. E voi avete lasciato l'Inghilterra prima che potessi scrivervi.\n\n Torniamo indietro, Betteredge, e prendiamolo subito!\n\n Troppo tardi, signore, stasera. Sono grandi risparmiatori di candele lungo la nostra costa.\ncosta; e a Cobb's Hole vanno a letto presto.\n\n Sciocchezze! Potremmo arrivare in mezz'ora.\n\n Potreste, signore. E quando ci sarete arrivati, troverete la porta\nchiusa. Indic\u00f2 una luce che brillava sotto di noi e, nello stesso momento, sentii attraverso la quiete della sera\nnello stesso momento, sentii nella quiete della sera il gorgogliare di un ruscello.\nruscello.  Ecco la fattoria, signor Franklin! Si metta comodo per\nstanotte e venite da me domani mattina, se sarete cos\u00ec gentile?\n\n Verrai con me alla casetta del pescatore?\n\n S\u00ec, signore.\n\n In anticipo?\n\n Quanto prima, signor Franklin, se vuole.\n\nScendemmo il sentiero che portava alla Fattoria.\n\n\nCAPITOLO III\n\nHo solo il ricordo pi\u00f9 indistinto di ci\u00f2 che \u00e8 successo a\nFattoria di Hotherstone.\n\nRicordo un'accoglienza calorosa; una cena prodigiosa, che avrebbe sfamato un intero villaggio in Oriente; una camera da letto deliziosamente pulita, senza nulla di\nun intero villaggio in Oriente; una camera da letto deliziosamente pulita, con nulla da rimpiangere se non quel detestabile prodotto della follia\nche non c'era nulla da rimpiangere, se non quel detestabile prodotto della follia dei nostri\ndei nostri antenati, il letto di piume; una notte inquieta, con molti fiammiferi accesi e molte accensioni di un\nfiammiferi e molte accensioni di una sola piccola candela; e un'immensa\nsensazione di sollievo quando il sole sorse e ci fu la prospettiva di alzarsi.\nalzarsi.\n\nDurante la notte era stato concordato con Betteredge che sarei andato a trovarlo, mentre ci dirigevamo a Cobb Hole, il prima possibile.\nsulla strada per Cobb's Hole, il prima possibile, il che, interpretato dalla mia impazienza di entrare in possesso della lettera, significava il prima possibile.\ndalla mia impazienza di entrare in possesso della lettera, significava il prima possibile.\npossibile. Senza aspettare la colazione alla fattoria, presi una crosta di pane in mano e mi misi in cammino.\npane in mano e mi misi in cammino, con il dubbio di non sorprendere\nsorprendere l'eccellente Betteredge nel suo letto. Con mio grande sollievo si dimostr\u00f2\ncon mio grande sollievo, si dimostr\u00f2 eccitato quanto me per l'evento imminente. Lo trovai\npronto e mi aspettava, con il suo bastone in mano.\n\n Come sta stamattina, Betteredge?\n\n Molto male, signore.\n\n Mi spiace sentirlo. Di cosa si lamenta?\n\n Lamento una nuova malattia, signor Franklin, di mia invenzione. I\nnon voglio allarmarla, ma \u00e8 certo che la prender\u00e0 prima della\nmattina.\n\n Il diavolo sono io!\n\n Sente un fastidioso calore alla bocca dello stomaco, signore?\ne un fastidioso tonfo in cima alla testa? Ah! Non ancora? Si impossesser\u00e0 di voi a Cobb's Hole, signor Franklin.\ndi lei a Cobb's Hole, signor Franklin. Io la chiamo la febbre del detective e\ne l'ho presa per la prima volta in compagnia del sergente Cuff.\n\n S\u00ec! S\u00ec! E la cura in questo caso \u00e8 aprire la lettera di Rosanna Spearman, suppongo?\nRosanna Spearman, suppongo? Vieni con noi e prendiamola.\n\nDi buon'ora, trovammo la moglie del pescatore sveglia in cucina. Al momento della\npresentazione da parte di Betteredge, la buona signora Yolland si esib\u00ec in una cerimonia sociale\ncerimonia sociale, rigorosamente riservata (come ho appreso in seguito) agli estranei di\ndistinzione. Mise sul tavolo una bottiglia di gin olandese e un paio di pipe pulite.\nsul tavolo e apr\u00ec la conversazione dicendo: \"Che notizie da Londra, signore?\nLondra, signore?\n\nPrima che potessi trovare una risposta a questa domanda immensamente completa,\nun'apparizione avanz\u00f2 verso di me, da un angolo buio della cucina.\nUna ragazza magra, selvaggia, sparuta, con capelli straordinariamente belli e con un'acutezza feroce negli occhi, si avvicin\u00f2 zoppicando con una stampella alla cucina.\ncon un'acutezza feroce negli occhi, si avvicin\u00f2 zoppicando su una stampella al tavolo\nal tavolo a cui ero seduto e mi guard\u00f2 come se fossi un oggetto di interesse e di orrore.\ninteresse e di orrore, che la affascinava molto vedere.\n\n Mr. Betteredge, disse, senza togliermi gli occhi di dosso, menziona di nuovo il suo nome, se non ti dispiace.\nil suo nome, se non le dispiace.\n\n Il nome di questo gentiluomo, rispose Betteredge (con una forte enfasi su\ngentiluomo), \u00e8 Mr. Franklin Blake.\n\nLa ragazza mi volt\u00f2 le spalle e lasci\u00f2 improvvisamente la stanza. La buona Mrs.\nYolland, credo, si scus\u00f2 per lo strano comportamento della figlia.\ncomportamento della figlia, e Betteredge (probabilmente) le ha tradotte in un inglese\ninglese. Ne parlo con assoluta incertezza. La mia attenzione era\nera assorta nel seguire il suono della stampella della ragazza. Toc-toc, su per le\nle scale di legno; tonfo-tonfo attraverso la stanza sopra le nostre teste;\ntump-thump di nuovo gi\u00f9 per le scale ed ecco l'apparizione davanti alla porta aperta, con una lettera nella\nporta aperta, con una lettera in mano, che mi faceva cenno di uscire!\n\nMi lasciai alle spalle altre scuse in corso di consegna e seguii questa strana creatura che zoppicava davanti a me, sempre pi\u00f9 veloce.\nquesta strana creatura che zoppicava davanti a me, sempre pi\u00f9 velocemente lungo il\npendio della spiaggia. Mi condusse dietro alcune barche, fuori dalla vista e dall'udito dei pochi abitanti del villaggio di pescatori.\nvista e dall'udito delle poche persone del villaggio di pescatori, poi si ferm\u00f2 e mi affront\u00f2 per la prima volta.\nper la prima volta di fronte a me.\n\n Rimani l\u00ec, disse, voglio guardarti.\n\nL'espressione del suo volto non poteva essere sbagliata. Le ispiravo le pi\u00f9 forti\nle pi\u00f9 forti emozioni di ripugnanza e disgusto. Non voglio essere cos\u00ec vanitoso\nche nessuna donna mi aveva mai guardato in questo modo prima d'ora.\nprima d'ora. Mi avventurer\u00f2 solo nella pi\u00f9 modesta affermazione che nessuna donna\nmi aveva mai permesso di percepirlo. C'\u00e8 un limite alla durata dell'ispezione\nispezione che un uomo pu\u00f2 sopportare, in determinate circostanze. I\ntentai di indirizzare l'attenzione di Lucy su qualche oggetto meno rivoltante\nmeno rivoltante del mio viso.\n\n Credo che tu abbia una lettera da consegnarmi, ho esordito.  \u00c8 la lettera\nl\u00ec, nella sua mano?\n\n Ripetilo, fu l'unica risposta che ricevetti.\n\nRipetei le parole, come un bravo bambino che impara la lezione.\n\n No, disse la ragazza, parlando tra s\u00e9 e s\u00e9, ma tenendo gli occhi ancora\nimpietosamente fissi su di me.  Non riesco a capire cosa abbia visto nel suo volto. I\nNon riesco a indovinare cosa abbia sentito nella sua voce.  All'improvviso distolse lo sguardo da\nda me e appoggi\u00f2 stancamente la testa sulla parte superiore della stampella.  Oh, mia povera\npovera cara! disse, con i primi toni sommessi che le erano caduti addosso, al mio udito.\nmio udito.  Oh, mia cara perduta! Cosa vedevi in quest'uomo?  Lei\nalz\u00f2 di nuovo la testa con ardore e mi guard\u00f2 ancora una volta.  Puoi\nmangiare e bere? chiese.\n\nHo fatto del mio meglio per preservare la mia gravit\u00e0 e ho risposto: \"S\u00ec\".\n\n Riesci a dormire?\n\n S\u00ec.\n\n Quando vedete una povera ragazza al servizio, non provate alcun rimorso?\n\n Certamente no. Perch\u00e9 dovrei?\n\nMi ha sbattuto bruscamente la lettera (come si dice) in faccia.\n\n Prendilo! esclam\u00f2 furiosa.  Non ti ho mai visto prima.\nDio onnipotente non voglia che io ti guardi mai pi\u00f9.\n\nCon queste parole di commiato, si allontan\u00f2 da me zoppicando al massimo della sua velocit\u00e0.\nvelocit\u00e0. L'unica interpretazione che potevo dare al suo comportamento \u00e8 stata, senza dubbio, anticipata da tutti.\nsenza dubbio \u00e8 stata anticipata da tutti. Potevo solo supporre che fosse\npazza.\n\nGiunto a questa inevitabile conclusione, mi sono rivolto all'oggetto di indagine pi\u00f9\noggetto di indagine pi\u00f9 interessante che mi era stato presentato dalla lettera di\nlettera di Rosanna Spearman. L'indirizzo era scritto come segue: Per\nFranklin Blake, Esq. Da consegnare nelle sue mani (e non affidare a nessun altro), da parte di Lucy Yolland.\naffidato a nessun altro), da Lucy Yolland.\n\nHo rotto il sigillo. La busta conteneva una lettera e questa, a sua volta, conteneva un foglio di carta.\na sua volta, conteneva un foglietto di carta. Lessi prima la lettera:\n\n Signore, se siete curioso di conoscere il significato del mio comportamento nei vostri confronti,\nmentre eravate in casa della mia padrona, Lady Verinder, fate quello che vi viene detto nel\nfare ci\u00f2 che vi \u00e8 stato detto di fare nel memorandum allegato alla presente e fatelo\nsenza che nessuno sia presente per controllarti. Il vostro umile servitore,\n\n\n ROSANNA SPEARMAN.\n\n\nPoi passai al foglio di carta. Ecco la copia letterale,\nparola per parola:\n\n Memorandum: andare a Shivering Sand al cambio di marea. Per\na piedi sulla South Spit, fino a raggiungere il faro della South Spit e il pennone della stazione di guardia costiera\npennone della stazione della guardia costiera sopra Cobb s Hole in linea\ninsieme. Appoggiare sulle rocce un bastone o qualsiasi cosa dritta per guidare la mia mano\nguida la mia mano, esattamente sulla linea del faro e del pennone. Fare attenzione\ndi fare attenzione che un'estremit\u00e0 del bastone sia sul bordo delle rocce.\ndelle rocce, sul lato di esse che si affaccia sulle sabbie mobili.\nSentire lungo il bastone, tra le alghe (iniziando dall'estremit\u00e0 del bastone che punta verso il faro).\ndal bastone che punta verso il faro), per trovare la Catena. Passare la mano lungo la\nmano lungo la catena, una volta trovata, fino ad arrivare alla parte di essa che\nsi estende oltre il bordo delle rocce, gi\u00f9 nelle sabbie mobili. E\npoi, tirare la catena._\n\nProprio mentre leggevo le ultime parole sottolineate nell'originale ho sentito\nla voce di Betteredge alle mie spalle. L'inventore della febbre da detective\naveva completamente ceduto a quella irresistibile malattia.  Non posso sopportarlo\npi\u00f9, signor Franklin. Cosa dice la sua lettera? Per carit\u00e0,\nsignore, ci dica, cosa dice la sua lettera?\n\nGli consegnai la lettera e il memorandum. Ha letto la prima senza\nsembrare molto interessato. Ma il secondo memorandum\nmemorandum gli fece una forte impressione.\n\n L'ha detto il Sergente! grid\u00f2 Betteredge.  Dal primo all'ultimo, signore, il\nSergente ha detto di aver preso nota del nascondiglio. Ed eccolo\n\u00e8! Signore ci salvi, signor Franklin, ecco il segreto che lasciava perplessi tutti, dal grande Cuff in gi\u00f9.\ntutti, dal grande Cuff in gi\u00f9, pronto e in attesa, come si pu\u00f2 dire, di mostrarsi\n\u00e8 pronto e aspetta, come si suol dire, di mostrarsi a voi!\nda solo. Quanto tempo ci vorr\u00e0 prima dell'inversione della marea?  Egli\nalz\u00f2 lo sguardo e osserv\u00f2 un ragazzo al lavoro, a poca distanza da noi,\nche rammendava una rete.  Tammie Bright! grid\u00f2 a squarciagola.\n\n Ti sento!  grid\u00f2 Tammie.\n\n Quando \u00e8 il momento della svolta?\n\n Tra un'ora.\n\nEntrambi abbiamo guardato gli orologi.\n\n Possiamo fare il giro della costa, signor Franklin, disse Betteredge, e raggiungere le sabbie mobili in quel modo con molto tempo a disposizione.\nalle sabbie mobili con molto tempo a disposizione. Che ne dite\ndire, signore?\n\n Venite con noi!\n\nMentre ci recavamo alla Shivering Sand, chiesi a Betteredge di far rivivere la mia memoria sugli eventi\nmemoria degli eventi (che riguardavano Rosanna Spearman) nel periodo dell'inchiesta del sergente Cuff.\nSergente Cuff. Con l'aiuto del mio vecchio amico, presto riuscii a registrare chiaramente nella mia mente\ncircostanze che si sono susseguite nella mia mente. Il viaggio di Rosanna\nviaggio di Rosanna a Frizinghall, quando l'intera famiglia la credeva malata\nnella sua stanza il misterioso impiego di Rosanna di notte, con la porta chiusa a chiave e la candela\nchiusa a chiave e con la candela accesa fino al mattino.\nRosanna aveva acquistato in modo sospettoso la scatola di latta con la pelle di giada e le due catene per cani da Mrs.\ndalla signora Yolland il Sergente era convinto che Rosanna avesse nascosto\nRosanna avesse nascosto qualcosa allo Shivering Sand, e l'assoluta\ndi che cosa potesse essere questo qualcosa.\ndell'inchiesta abortita sulla perdita della Pietra di Luna erano chiaramente\nquando raggiungemmo le sabbie mobili e ci incamminammo insieme verso il basso\nsulla bassa sporgenza di rocce chiamata South Spit.\n\nCon l'aiuto di Betteredge, mi trovai presto nella posizione giusta per vedere il faro e il pennone della Guardia Costiera allineati.\nBeacon e il pennone della Guardia Costiera in fila insieme. Seguendo il\nguida il memorandum, posammo il mio bastone nella direzione necessaria, il pi\u00f9 ordinatamente possibile, sul\ndirezione, nel modo pi\u00f9 ordinato possibile, sulla superficie irregolare delle rocce.\nPoi guardammo ancora una volta gli orologi.\n\nCi volevano ancora quasi venti minuti per l'inversione della marea. I\nsuggerii di aspettare questo intervallo sulla spiaggia, invece che sulla superficie\nsuperficie bagnata e scivolosa delle rocce. Raggiunta la sabbia asciutta, mi\nsabbia asciutta, mi preparai a sedermi e, con mia grande sorpresa, Betteredge si prepar\u00f2 a lasciarmi.\na lasciarmi.\n\n Perch\u00e9 vai via?  Ho chiesto.\n\n Guardi di nuovo la lettera, signore, e vedr\u00e0.\n\nUn'occhiata alla lettera mi ricord\u00f2 che ero stato incaricato, quando feci la mia scoperta, di farla da solo.\nscoperta, di farla da solo.\n\n \u00c8 gi\u00e0 abbastanza difficile per me lasciarvi, in un momento come questo\", disse Betteredge.\nBetteredge.  Ma \u00e8 morta di una morte atroce, povera anima, e sento una specie di\ndi me, signor Franklin, per assecondare quel suo desiderio. Inoltre, aggiunse\naggiunse, in tono confidenziale, nella lettera non c'\u00e8 nulla che vieti di\nche tu possa svelare il segreto in seguito. Rester\u00f2 nella piantagione di\nabetaia e aspetter\u00f2 che mi venga a prendere. Non tardare pi\u00f9 di quanto\nNon indugiate pi\u00f9 di quanto possiate fare, signore. La febbre del detective non \u00e8 una malattia facile da affrontare,\nin queste circostanze.\n\nCon quell'ammonimento conclusivo, mi lasci\u00f2.\n\nL'intervallo di attesa, per quanto breve se calcolato con la misura del tempo, assunse proporzioni formidabili se calcolato con la misura del tempo.\ntempo, assumeva proporzioni formidabili se calcolato con la misura della suspense.\nmisura della suspense. Questa era una delle occasioni in cui la\nl'inestimabile abitudine di fumare diventa particolarmente preziosa e\nconsolatorio. Accesi un sigaro e mi sedetti sul pendio della spiaggia.\n\nLa luce del sole riversava la sua bellezza incontaminata su ogni oggetto che potevo\nvedere. La squisita freschezza dell'aria rendeva il solo atto di vivere e respirare un lusso.\nrespirare un lusso. Persino la piccola baia solitaria accolse il mattino con uno spettacolo di allegria\ncon uno spettacolo di allegria; e la superficie umida e scoperta delle sabbie mobili\nsabbie mobili, scintillando di una luminosit\u00e0 dorata, nascondeva l'orrore della sua\nfalso volto marrone sotto un sorriso passeggero. Era il giorno pi\u00f9 bello che avessi\ndal mio ritorno in Inghilterra.\n\nLa svolta arriv\u00f2 prima che il mio sigaro fosse finito. Ho visto il\nl'ondeggiamento preliminare della sabbia, e poi il tremendo brivido che si insinuava\nsulla sua superficie, come se uno spirito di terrore vivesse e si muovesse e tremasse\nbrividi nelle profondit\u00e0 insondabili del sottosuolo. Gettai via il sigaro e\ne tornai alle rocce.\n\nLe indicazioni del memorandum mi dicevano di tastare lungo la linea tracciata dal bastone.\ntracciata dal bastone, iniziando dall'estremit\u00e0 pi\u00f9 vicina al\nfaro.\n\nIn questo modo avanzai per pi\u00f9 di met\u00e0 strada lungo il bastone, senza incontrare altro che\nincontrare nient'altro che i bordi delle rocce. Un paio di centimetri\npi\u00f9 avanti, tuttavia, la mia pazienza fu premiata. In una piccola fessura\nfessura, a portata di indice, sentii la catena.\nTentando poi di seguirla, al tatto, in direzione delle sabbie mobili, mi accorsi che il mio progresso era\nsabbie mobili, trovai il mio progresso fermato da una folta crescita di\nalghe che si erano fissate nella fessura, senza dubbio, nel tempo\ntempo trascorso da quando Rosanna Spearman aveva scelto il suo\nnascondiglio di Rosanna Spearman.\n\nEra ugualmente impossibile tirare su l'alga o forzare la mano per attraversarla.\nattraverso di esse. Dopo aver segnato il punto indicato dall'estremit\u00e0 del bastone\nche si trovava pi\u00f9 vicino alle sabbie mobili, decisi di proseguire la ricerca della catena con un piano\nricerca della catena con un piano tutto mio. La mia idea era di sondare\nsotto le rocce, con la possibilit\u00e0 di recuperare la traccia perduta della catena nel punto in cui\ndella catena nel punto in cui era entrata nella sabbia. Presi il bastone\ne mi inginocchiai sull'orlo dello Spiedo Sud.\n\nIn questa posizione, il mio viso si trovava a pochi metri dalla superficie delle sabbie mobili.\nsabbie mobili. La vista di questo animale cos\u00ec vicino a me, ancora disturbato a intervalli dai suoi orribili\norrendi brividi, mi scosse i nervi per il momento. Un'orribile\nche la donna morta potesse apparire sulla scena del suo suicidio, per aiutare la mia ricerca.\nun terrore impronunciabile di vederla emergere attraverso la superficie\nsuperficie ondulata della sabbia e indicare il luogo si impose nella mia mente e mi fece raggelare\ne mi fece venire freddo nella calda luce del sole. Credo di aver chiuso gli occhi\nocchi nel momento in cui la punta del bastone entr\u00f2 per la prima volta nelle\nsabbie mobili.\n\nL'istante dopo, prima che il bastone potesse essere sommerso pi\u00f9 di qualche\ndi qualche centimetro, mi liberai dalla morsa del mio superstizioso\nterrore e palpitavo di eccitazione dalla testa ai piedi. Suonando\nbendato, al primo tentativo avevo suonato bene!\ngiusto! Il bastone colp\u00ec la catena.\n\nAfferrando con la mano sinistra le radici dell'alga, mi sdraiai sull'orlo del baratro e con la mano destra tastai sotto le radici dell'alga.\nmi sdraiai sull'orlo del precipizio e tastai con la mano destra sotto le\nsporgenti della roccia. La mia mano destra trov\u00f2 la catena.\n\nL'ho redatto senza la minima difficolt\u00e0. E c'era la\ncustodia di latta con rivestimento in giamaica fissata all'estremit\u00e0.\n\nL'azione dell'acqua aveva arrugginito a tal punto la catena, che era impossibile\nche mi fu impossibile slegarla dal nodo che la fissava alla cassa.\nMettendo la custodia tra le ginocchia ed esercitando la mia massima forza, riuscii a togliere il coperchio.\nriuscii a togliere il coperchio. Una sostanza bianca riempiva l'intero\nquando guardai all'interno. Ho messo la mano e ho scoperto che si trattava di lino.\n\nNel disegnare il lino, ho estratto anche una lettera accartocciata con esso.\nDopo averla guardata e aver scoperto che portava il mio nome, ho messo la lettera in tasca e ho tolto completamente il lino.\nlettera in tasca e ho tolto completamente il lino. Ne usc\u00ec\nin un rotolo spesso, modellato, ovviamente, sulla forma della custodia in cui era stato\nin cui era stata a lungo rinchiusa, e perfettamente preservata da ogni\ndal mare.\n\nHo portato il lino sulla sabbia asciutta della spiaggia e l\u00ec l'ho srotolato e lisciato.\ne l'ho lisciata. Non si poteva confondere con un capo d'abbigliamento.\nEra una camicia da notte.\n\nIl lato superiore, quando l'ho steso, presentava alla vista innumerevoli\npieghe e grinze, e niente di pi\u00f9. Ho provato il lato inferiore,\ne ho scoperto subito la macchia di vernice della porta del boudoir di Rachel!\nboudoir di Rachel!\n\nI miei occhi rimasero fissi sulla macchia e la mia mente mi riport\u00f2 con un salto dal presente al passato.\nsalto dal presente al passato. Le stesse parole del sergente Cuff mi tornarono alla mente, come se\ncome se l'uomo stesso fosse di nuovo al mio fianco, indicando l'inoppugnabile deduzione che traeva dalla macchia\ninoppugnabile deduzione che traeva dalla macchia sulla porta.\n\n Scoprite se in questa casa c'\u00e8 qualche capo d'abbigliamento con la\nmacchia di vernice. Scoprite a chi appartiene quel vestito. Scoprire come\ncome questa persona possa giustificare il fatto di essere stata nella stanza e di aver imbrattato la\nvernice tra mezzanotte e le tre del mattino. Se la persona non pu\u00f2\nsoddisfarvi, non dovete andare lontano per cercare la mano che ha preso il\nDiamante.\n\nUna dopo l'altra quelle parole hanno viaggiato nella mia memoria, ripetendosi\nripetute pi\u00f9 volte con una ripetizione meccanica e logorante. I\nfui destato da quello che mi sembrava uno stato di trance di molte ore da quella che in realt\u00e0 era\nin realt\u00e0, senza dubbio, la pausa di pochi istanti, solo da una voce che mi chiamava.\na me. Alzai lo sguardo e vidi che la pazienza di Betteredge era venuta meno alla fine.\nfinalmente la pazienza di Betteredge. Era appena visibile tra le colline di sabbia, mentre tornava alla spiaggia.\nspiaggia.\n\nL'apparizione del vecchio mi ha richiamato, nel momento stesso in cui l'ho percepita, al senso del presente e mi ha ricordato che l'inchiesta che avevo fatto\nsenso delle cose presenti, e mi ricord\u00f2 che l'indagine che avevo\nperseguita fino a quel momento rimaneva ancora incompleta. Avevo scoperto la macchia\nsulla camicia da notte. A chi apparteneva la camicia da notte?\n\nIl mio primo impulso fu quello di consultare la lettera che avevo in tasca, la lettera\nche avevo trovato nella valigia.\n\nMentre alzavo la mano per estrarlo, mi ricordai che c'era una strada pi\u00f9\nvia pi\u00f9 breve di questa per la scoperta. La camicia da notte stessa avrebbe rivelato\nla verit\u00e0, perch\u00e9, con ogni probabilit\u00e0, la camicia da notte era contrassegnata con il nome del proprietario.\nnome del proprietario.\n\nLo presi dalla sabbia e cercai il segno.\n\nHo trovato il segno e ho letto il MIO NOME.\n\nC'erano le lettere familiari che mi dicevano che la camicia da notte era mia.\nmia. Alzai lo sguardo da esse. C'era il sole; c'erano le\nacque scintillanti della baia; c'era il vecchio Betteredge, che avanzava\nsempre pi\u00f9 vicino a me. Guardai di nuovo le lettere. Il mio\nnome. Il mio nome, inequivocabilmente di fronte a me.\n\n Se il tempo, i dolori e il denaro lo permetteranno, metter\u00f2 la mano sul ladro che ha preso la Pietra di Luna.\nche ha preso la Pietra di Luna. Avevo lasciato Londra con quelle parole sulle labbra.\nlabbra. Avevo penetrato il segreto che le sabbie mobili avevano tenuto nascosto a\nogni altra creatura vivente. E, sulla base della prova inoppugnabile della\nmacchia di vernice, avevo scoperto di essere io il ladro.\n\n\nCAPITOLO IV\n\nNon ho una parola da dire sulle mie sensazioni.\n\nLa mia impressione \u00e8 che lo shock che mi \u00e8 stato inflitto abbia sospeso completamente il mio\npotere di pensiero e di sentimento. Non potevo certo sapere cosa stavo\nquando Betteredge mi raggiunse, poich\u00e9, secondo la sua autorit\u00e0, io ridevo quando lui mi chiese che cosa fosse\nrisi, quando mi chiese qual era il problema, e mettendogli in mano la camicia da notte gli dissi di leggere\nnelle sue mani, gli dissi di leggere da solo l'indovinello.\n\nDi ci\u00f2 che fu detto tra noi sulla spiaggia non ho il pi\u00f9 pallido ricordo.\nricordo. Il primo luogo in cui mi vedo di nuovo\nchiaramente \u00e8 la piantagione di abeti. Io e Betteredge stiamo tornando insieme verso\ninsieme verso la casa; e Betteredge mi sta dicendo che io sar\u00f2 in grado di\naffrontare la situazione, e lui sar\u00e0 in grado di affrontarla, quando avremo bevuto un bicchiere di grog.\nun bicchiere di grog.\n\nLa scena si sposta dalla piantagione al piccolo salotto di Betteredge.\nsalotto di Betteredge. Il mio proposito di non entrare in casa di Rachel viene dimenticato. I\ncon gratitudine il fresco, l'ombra e la quiete della stanza. I\nbevo il grog (un lusso del tutto nuovo per me, a quell'ora del giorno),\nche il mio vecchio amico mescola con l'acqua gelida del pozzo. In altre circostanze\nin altre circostanze, la bevanda mi avrebbe semplicemente stordito. Cos\u00ec come stanno le cose\ncome stanno le cose, mi fa saltare i nervi. Comincio ad affrontarlo, come Betteredge ha previsto.\nprevisto. E anche Betteredge, dal canto suo, comincia ad affrontarlo.\n\nL'immagine che ora presento di me stesso, sospetto che sar\u00e0 ritenuta molto strana, per non dire altro.\nmolto strano, per non dire altro. Posto in una situazione\nsituazione che, a mio avviso, pu\u00f2 essere descritta come del tutto priva di\nparallelo, qual \u00e8 il primo procedimento a cui ricorro? Mi appartengo\nda tutta la societ\u00e0 umana? Mi metto ad analizzare l'abominevole impossibilit\u00e0 che\nabominevole impossibilit\u00e0 che, tuttavia, mi si para davanti come un\ninnegabile? Mi affretto a tornare a Londra con il primo treno per consultare le autorit\u00e0 pi\u00f9\nper consultare le massime autorit\u00e0 e avviare immediatamente un'inchiesta\nimmediatamente? No. Accetto il rifugio di una casa che avevo deciso di non degradare\ndi non degradarmi mai pi\u00f9 entrandovi; e mi siedo, sorseggiando alcolici e acqua, in compagnia di un vecchio\ne acqua in compagnia di un vecchio servitore, alle dieci del mattino.\nmattina. \u00c8 questo il comportamento che ci si poteva aspettare da un uomo\nnella mia orribile posizione? Posso solo rispondere che la vista del vecchio\nBetteredge mi \u00e8 stato di inesprimibile conforto, e che\nil bere il grog del vecchio Betteredge mi ha aiutato, come credo nient'altro\nche il bere il grog del vecchio Betteredge mi abbia aiutato, come credo che nient'altro mi avrebbe aiutato, nello stato di completa prostrazione\nprostrazione in cui ero caduto. Posso solo offrire questa scusa per\ne non posso che ammirare l'invariabile conservazione della dignit\u00e0,\ne quella coerenza di condotta rigorosamente logica che contraddistinguono\nogni uomo e ogni donna che leggeranno queste righe, in ogni emergenza della loro\ndella loro vita, dalla culla alla tomba.\n\n Ora, signor Franklin, una cosa \u00e8 certa, in ogni caso, disse Betteredge, gettando la camicia da notte sul tavolo tra di noi.\nBetteredge, gettando la camicia da notte sul tavolo tra noi e\nindicandola come se fosse una creatura vivente in grado di ascoltarlo.\n \u00c8 un bugiardo, tanto per cominciare.\n\nQuesta visione confortante della faccenda non era quella che si presentava\nalla mia mente.\n\n Sono innocente di sapere di aver preso il Diamante come lo sei tu\", dissi.\nho detto.  Ma c'\u00e8 il testimone contro di me! La vernice sulla\ncamicia da notte e il nome sulla camicia da notte sono fatti.\n\nBetteredge sollev\u00f2 il mio bicchiere e me lo mise in mano con fare persuasivo.\n\n Fatti? ripet\u00e9.  Prenda un altro goccio di grog, signor Franklin, e le passer\u00e0 la debolezza di credere ai fatti!\ne superer\u00e0 la debolezza di credere ai fatti! Gioco sporco, signore!\ncontinu\u00f2, abbassando la voce in modo confidenziale.  Ecco come ho letto l'indovinello.\nindovinello. Un gioco sporco da qualche parte e voi e io dobbiamo scoprirlo. Non c'era\nnient'altro nella scatola di latta, quando ci ha messo la mano dentro?\n\nLa domanda mi fece subito venire in mente la lettera che avevo in tasca. L'ho tirata fuori\ne l'ho aperta. Era una lettera di molte pagine, scritta con cura.\nCercai con impazienza la firma alla fine.  Rosanna Spearman.\n\nQuando lessi il nome, un ricordo improvviso illumin\u00f2 la mia mente e un improvviso sospetto sorse dalla nuova luce.\nsospetto improvviso \u00e8 sorto dalla nuova luce.\n\n Basta, esclamai.  Rosanna Spearman \u00e8 venuta da mia zia da un riformatorio?\nriformatorio? Rosanna Spearman era stata una volta una ladra?\n\n Non si pu\u00f2 negare, signor Franklin. E adesso, se non vi dispiace, che ne dite?\n\n E adesso? Come facciamo a sapere che forse non ha rubato il Diamante\ndopo tutto? Come facciamo a sapere che forse non ha imbrattato la mia camicia da notte\ndi proposito con la vernice?\n\nBetteredge mi mise una mano sul braccio e mi ferm\u00f2 prima che potessi dire\naltro.\n\n Verr\u00e0 scagionato da questo, signor Franklin, senza alcun dubbio. Ma io\nspero che non sar\u00e0 scagionato in questo modo. Veda cosa dice la lettera, signore.\nPer giustizia verso la memoria della ragazza, veda cosa c'\u00e8 scritto.\n\nHo percepito la seriet\u00e0 con cui parlava come un amichevole rimprovero\na me.  Dovrete formarvi un vostro giudizio sulla sua lettera\", dissi.  I\nla legger\u00f2.\n\nHo iniziato e letto queste righe:\n\n Signore, ho qualcosa da confessarle. Una confessione che significa molta\nmiseria, a volte pu\u00f2 essere fatta con poche parole. Questa confessione pu\u00f2 essere\nfatta in tre parole. Ti amo.\n\nLa lettera mi cadde di mano. Guardai Betteredge.  In nome del\ndel cielo, dissi, cosa significa?\n\nSembrava che si tirasse indietro nel rispondere alla domanda.\n\n Lei e Lucy la zoppa eravate da soli stamattina, signore, disse.\n Non ha detto nulla di Rosanna Spearman?\n\n Non ha mai fatto il nome di Rosanna Spearman.\n\n La prego di tornare alla lettera, signor Franklin. Le dico chiaramente che non\nnon riesco a trovare il coraggio di affliggervi, dopo quello che avete gi\u00e0 dovuto\ngi\u00e0 sopportato. Lasciatela parlare da sola, signore. E continuate con il vostro\ngrog. Per il vostro bene, andate avanti con il vostro grog.\n\nRipresi la lettura della lettera.\n\n Sarebbe molto disdicevole per me dirvi questo, se fossi una donna vivente quando lo leggerete.\ndonna vivente quando lo leggerete. Sar\u00f2 morta e sepolta, signore, quando troverete la mia lettera.\nlettera. \u00c8 questo che mi rende audace. Nemmeno la mia tomba rimarr\u00e0\na parlare di me. Potrei dire la verit\u00e0 con le sabbie mobili che aspettano di nascondermi\ndi nascondermi quando le parole saranno scritte.\n\n Inoltre, troverai la tua camicia da notte nel mio nascondiglio, con la macchia di colore\ncon la macchia di vernice sopra; e vorrai sapere come mai \u00e8 stata nascosta da me?\ne perch\u00e9 non te ne ho mai parlato in vita mia? I\nho solo una ragione da dare. Ho fatto queste strane cose perch\u00e9\nti amavo.\n\n Non voglio disturbarti con molte cose su di me o sulla mia vita, prima che tu\nveniste a casa della mia signora. Lady Verinder mi ha portato via da un riformatorio. I\nriformatorio dalla prigione. Ero stato messo in prigione\nperch\u00e9 ero un ladro. Ero una ladra, perch\u00e9 mia madre era andata per le\nstrada quando ero ancora una bambina. Mia madre \u00e8 andata per strada,\nperch\u00e9 il signore che era mio padre l'ha abbandonata. Non c'\u00e8 bisogno di\ndi raccontare a lungo una storia cos\u00ec comune. Viene raccontata abbastanza\nabbastanza spesso sui giornali.\n\n Lady Verinder \u00e8 stata molto gentile con me e il signor Betteredge \u00e8 stato molto gentile con me.\ncon me. Loro due, e la matrona del riformatorio, sono le uniche persone buone\npersone buone che ho incontrato in tutta la mia vita. Avrei potuto vivere al mio posto\nnon felicemente, ma avrei potuto farcela, se non foste venuti a\nin visita. Non do la colpa a voi, signore. \u00c8 colpa mia, tutta colpa mia.\n\n Ricorda quando ci \u00e8 venuto incontro dalle colline sabbiose, quella mattina.\nmattina, cercando il signor Betteredge? Eri come un principe in una\nfiaba. Eri come un amante in un sogno. Eri la pi\u00f9\nadorabile creatura umana che avessi mai visto. Qualcosa che sembrava la vita\nvita felice che non avevo ancora condotto, \u00e8 balzato in me nell'istante in cui ho posato gli occhi su di te.\nocchi su di te. Non ridere di questo se puoi evitarlo. Oh, se potessi\nse potessi farti sentire quanto \u00e8 grave per me!\n\n Tornai a casa e scrissi il tuo nome e il mio nella mia scatola da lavoro,\ne ci ho fatto un vero nodo d'amore. Poi, qualche diavolo, no, dovrei dire qualche angelo buono\ndire qualche angelo buono mi sussurr\u00f2: \"Vai a guardare nel bicchiere\".  Il\nvetro mi disse che non importava cosa. Ero troppo sciocca per cogliere l'avvertimento. I\ncontinuavo ad affezionarmi a te, proprio come se fossi una signora del tuo stesso\ndi vita, e la creatura pi\u00f9 bella su cui i tuoi occhi si fossero mai\nsi fossero mai posati su di te. Ho provato, oh, caro, quanto ho provato a farmi guardare da te. Se\nse avessi saputo come piangevo la notte per la miseria e la mortificazione\nmortificazione per il fatto che non ti sei mai accorto di me, forse mi avresti\nforse mi avresti compatito e mi avresti dato uno sguardo di tanto in tanto per vivere.\n\n Non sarebbe stato uno sguardo molto gentile, forse, se aveste saputo quanto odiavo la signorina Rachel.\nodiavo la signorina Rachel. Credo di aver scoperto che eravate innamorato di lei,\nprima che tu stesso lo sapessi. Ti regalava sempre delle rose da mettere all'occhiello.\nall'occhiello. Ah, signor Franklin, lei ha indossato le mie rose pi\u00f9 spesso di quanto\nvoi o lei pensaste! L'unico conforto che avevo in quel periodo era quello di mettere la mia\nrosa di nascosto nel bicchiere d'acqua, al posto della sua e poi\ngettare via la sua rosa.\n\n Se fosse stata davvero cos\u00ec carina come la pensavi tu, avrei potuto\nsopportare meglio. No, credo che sarei stato pi\u00f9 dispettoso nei suoi confronti.\nlei. Supponiamo che abbiate messo alla signorina Rachel un vestito da serva, e che le abbiate tolto\ni suoi ornamenti? Non so a cosa serva che io scriva in questo modo.\nmodo. Non si pu\u00f2 negare che avesse un brutto fisico; era troppo magra.\nMa chi pu\u00f2 dire cosa piace agli uomini? E le giovani donne possono comportarsi in modo\nmodo che costerebbe il posto a una serva. Non sono affari miei.\nNon posso aspettarmi che tu legga la mia lettera, se la scrivo in questo modo. Ma \u00e8\nMa fa arrabbiare sentir chiamare la signorina Rachel \"carina\", quando si sa sempre\nche \u00e8 il suo vestito a farlo e la sua fiducia in se stessa.\n\n Cerchi di non perdere la pazienza con me, signore. Andr\u00f2 avanti il pi\u00f9 velocemente possibile\nal momento che sicuramente vi interesser\u00e0, quello della perdita del Diamante.\nperduto.\n\n Ma c'\u00e8 una cosa che ho in mente di dirvi per prima.\nprima di tutto.\n\n La mia vita non \u00e8 stata molto dura da sopportare, finch\u00e9 ero un ladro. \u00c8 stato\nsolo quando al riformatorio mi hanno insegnato a percepire il mio\ndegradazione e a cercare di ottenere cose migliori, i giorni si fecero lunghi e\nstanchezza. I pensieri sul futuro si imponevano su di me. Sentivo il terribile\nterribile rimprovero che le persone oneste, anche le pi\u00f9 gentili\npersone oneste erano di per s\u00e9 per me. Una straziante sensazione di solitudine\nsolitudine mi accompagnava: andare dove potevo, fare quello che potevo, vedere quali persone potevo.\npersone. Era mio dovere, lo so, cercare di andare d'accordo con i miei\ncolleghi nel mio nuovo posto. In qualche modo, non riuscivo a fare amicizia con\ncon loro. Avevano l'aria (o credevo che l'avessero) di sospettare quello che ero.\nche cosa ero stato. Non mi pento, tutt'altro, di essere stata svegliata per fare lo sforzo di\nsforzo di essere una donna riformata, ma, in effetti, \u00e8 stata una vita faticosa.\nAll'inizio l'avevi attraversata come un raggio di sole, poi anche tu mi hai deluso.\nanche tu mi hai deluso. Ero cos\u00ec pazza da amarti e non riuscivo nemmeno ad attirare la tua attenzione.\nattirare la tua attenzione. C'era una grande miseria, c'era davvero una grande\nmiseria in questo.\n\n Ora vengo a ci\u00f2 che volevo dirvi. In quei giorni di\namarezza, andai due o tre volte, quando era il mio turno di uscire,\nal mio posto preferito, la spiaggia sopra la Sabbia Tremula. E mi sono detto\na me stesso: \"Credo che finir\u00e0 qui. Quando non potr\u00f2 pi\u00f9 sopportarlo, credo che\npenso che finir\u00e0 qui.  Capirete, signore, che quel luogo mi aveva\nuna specie di incantesimo su di me prima che lei arrivasse. Ho sempre avuto l'idea\nche mi sarebbe successo qualcosa alle sabbie mobili. Ma non avevo mai\nguardato, con il pensiero che fosse il mezzo per allontanarmi da me\ncon me stesso, finch\u00e9 non arriv\u00f2 il momento di cui sto scrivendo. Allora pensai\nche c'era un posto che avrebbe posto fine a tutti i miei problemi in un momento o due e mi avrebbe nascosto per sempre.\nun momento o due e mi avrebbe nascosto per sempre.\n\n Questo \u00e8 tutto ci\u00f2 che ho da dire su di me, contando dal mattino\nquando vi ho visto per la prima volta, fino alla mattina in cui \u00e8 stato dato l'allarme in casa\ncasa che il Diamante era stato perso.\n\n Ero cos\u00ec aggravata dalle sciocche chiacchiere tra le donne di servizio, che si chiedevano tutte\nsi chiedevano chi dovesse essere sospettato per primo; e mi arrabbiavo cos\u00ec tanto con voi\ncon voi (che a quel tempo non sapevate fare di meglio) per la fatica che avete fatto nel cercare\nper il gioiello e per aver chiamato la polizia, che mi sono tenuta il pi\u00f9 possibile lontana da me\nda sola, fino a quando, pi\u00f9 tardi, l'ufficiale di Frizinghall venne a casa mia.\nFrizinghall venne a casa.\n\n Il signor Seegrave ha iniziato, come ricorderete, a sorvegliare le camere da letto delle donne.\nLe donne lo seguirono tutte di sopra in preda alla rabbia, per sapere cosa intendesse con l'insulto che aveva rivolto loro.\nper sapere cosa intendesse con l'insulto che aveva rivolto loro. Io andai con le\nperch\u00e9 se avessi fatto qualcosa di diverso dalle altre, Mr.\nSeegrave era il tipo di uomo che avrebbe sospettato direttamente di me. Lo trovammo\nlo trovammo nella stanza della signorina Rachel. Ci disse che non avrebbe avuto molte donne l\u00ec.\ndonne l\u00ec; indic\u00f2 la macchia sulla porta dipinta e disse che alcune delle nostre sottovesti\nche erano state le nostre sottovesti a fare il danno, e ci ha rimandate tutte di sotto.\ndi sotto.\n\n Dopo aver lasciato la stanza della signorina Rachel, mi fermai un attimo su uno dei pianerottoli, da sola, per vedere se avevo preso la macchia di vernice.\npianerottolo, da sola, per vedere se per caso mi ero macchiata con la vernice\nsul mio abito. Penelope Betteredge (l'unica delle donne con cui ero in rapporti di amicizia) pass\u00f2, e si accorse che la macchia di vernice\nrapporti amichevoli) pass\u00f2 e not\u00f2 cosa stavo facendo.\n\n Non devi preoccuparti, Rosanna, disse.  La vernice sulla porta della signorina\nRachel \u00e8 asciutta da ore. Se il signor Seegrave non avesse sorvegliato le nostre\nSe il signor Seegrave non avesse sorvegliato le nostre camere da letto, avrei potuto dirglielo. Non so cosa\nNon so cosa pensiate, non sono mai stata insultata cos\u00ec in vita mia!\n\n Penelope era una ragazza dal temperamento focoso. La tranquillizzai e la riportai a ci\u00f2 che aveva detto\na quello che aveva detto sul fatto che la vernice sulla porta era asciutta da ore.\nore.\n\n Come fai a saperlo?  Ho chiesto.\n\n Sono stata con la signorina Rachel e il signor Franklin per tutta la mattina di ieri,\ndisse Penelope, mescolando i colori, mentre loro completavano la porta. I\nHo sentito la signorina Rachel chiedere se la porta sarebbe stata asciutta quella sera, in tempo per\ntempo per farla vedere ai festeggiati. Il signor Franklin ha scosso la testa\ntesta e disse che sarebbe stata asciutta in meno di dodici ore. Era\nEra gi\u00e0 passata da un pezzo l'ora di pranzo, erano le tre prima che avessero finito. Che cosa\ncosa dice la tua aritmetica, Rosanna? La mia dice che la porta era asciutta alle tre\ndi stamattina.\n\n Alcune signore sono salite ieri sera per vederlo?  I\nchiesto.  Mi \u00e8 sembrato di sentire la signorina Rachel che le avvertiva di tenersi lontane dalla porta.\nporta.\n\n Nessuna delle signore ha fatto lo striscio, rispose Penelope.  Ho lasciato la signorina\nRachel a letto alle dodici di ieri sera. Ho notato la porta e non c'era\nnon c'era niente che non andasse.\n\n Non dovresti parlarne con il signor Seegrave, Penelope?\n\n Non direi una parola per aiutare il signor Seegrave per qualsiasi cosa mi venga offerta!\nofferta a me!\n\n Lei and\u00f2 al suo lavoro e io al mio.\n\n Il mio lavoro, signore, consisteva nel rifare il letto e mettere in ordine la stanza. \u00c8 stata\nl'ora pi\u00f9 felice di tutta la giornata. Baciavo il cuscino su cui\nsu cui la vostra testa aveva riposato tutta la notte. Non importa chi l'abbia fatto da allora,\nnon hai mai avuto i tuoi vestiti piegati cos\u00ec bene come li ho piegati io per te.\nper te. Di tutti i ninnoli che avevi nella tua valigia, non ce n'era uno che avesse\nuno che avesse anche solo un granello. Non l'hai mai notato, cos\u00ec come\ndi quanto tu abbia notato me. Vi chiedo scusa, mi sto dimenticando di me stesso. Mi\naffrettarmi e ripartire.\n\n Ebbene, quella mattina sono entrato a fare il mio lavoro nella tua stanza. C'era\nla tua camicia da notte buttata sul letto, proprio come l'avevi buttata via. I\nper piegarla e vidi la macchia di vernice della porta della signorina Rachel!\nRachel!\n\n Fui cos\u00ec spaventata dalla scoperta che uscii di corsa con la camicia da notte in mano, andai verso le scale di servizio e mi chiusi nella mia stanza.\nin mano, mi avviai verso le scale di servizio e mi chiusi nella mia\nstanza, per guardarla in un posto dove nessuno potesse intromettersi e interrompermi.\ne interrompermi.\n\n Appena ho ripreso fiato, ho ricordato il discorso fatto con\nPenelope e mi dissi: \"Ecco la prova che lui era nel salotto della signorina\nRachel tra le dodici di ieri sera e le tre di stamattina!\nmattina alle tre!\n\n Non vi dir\u00f2 in parole povere quale fu il primo sospetto che\nmi pass\u00f2 per la testa, quando feci quella scoperta. Vi arrabbiereste solo\narrabbiato e, se lo fosse, potrebbe strappare la mia lettera e non leggerla pi\u00f9.\npi\u00f9 la mia lettera.\n\n Se volete, vi baster\u00e0 dire solo questo. Dopo averci pensato\ndopo aver riflettuto al meglio delle mie capacit\u00e0, ho capito che la cosa non era\nprobabile, per un motivo che vi dir\u00f2. Se foste stati nel salotto della signorina\nRachel, a quell'ora della notte, a sua insaputa (e se lei fosse stata sciocca e non avesse avuto il coraggio di\nRachel (e se foste stati cos\u00ec sciocchi da dimenticare di fare attenzione alla\nla porta bagnata) lei ve lo avrebbe ricordato, non vi avrebbe mai permesso di portare via\nche tu portassi via un testimone contro di lei, come quello che stavo guardando!\nora! Allo stesso tempo, devo ammettere che non ero del tutto certo di aver\nmente di aver dimostrato che il mio sospetto era sbagliato. Non avrete dimenticato\ndimenticato che ho ammesso di odiare la signorina Rachel. Provate a pensare, se ci riuscite\nche c'era un po' di quell'odio in tutto questo. Alla fine ho deciso di\ndecidere di tenere la camicia da notte e di aspettare, osservare e vedere quale\nuso che ne avrei potuto fare. In quel momento, vi prego di ricordarlo, non mi pass\u00f2 per la testa il fantasma di un'idea\ndi un'idea che voi aveste rubato il diamante.\n\nL\u00ec ho interrotto la lettura della lettera per la seconda volta.\n\nAvevo letto le parti della confessione di quella miserabile donna che si riferivano a me.\nche si riferivano a me, con indifferente sorpresa e, posso aggiungere onestamente,\ncon sincera angoscia. Mi ero pentita, veramente pentita, dell'aspersione\nche avevo sconsideratamente gettato sulla sua memoria, prima ancora di vedere una riga\ndella sua lettera. Ma quando sono arrivato fino al passo citato sopra, devo ammettere di aver sentito\ncitato sopra, devo ammettere di aver sentito la mia mente sempre pi\u00f9 amareggiata\ncontro Rosanna Spearman man mano che andavo avanti.  Leggi tu stesso il resto, dissi\ndissi, porgendo la lettera a Betteredge dall'altra parte del tavolo.  Se c'\u00e8\nSe c'\u00e8 qualcosa in essa che devo guardare, puoi dirmelo mentre vai avanti.\n\n La capisco, signor Franklin, rispose.  \u00c8 naturale, signore, in\nvoi. E, che Dio ci aiuti! aggiunse, in tono pi\u00f9 basso, non \u00e8 meno naturale in _lei_.\nnaturale in _lei_.\n\nProcedo a ricopiare la continuazione della lettera dall'originale, in\nmio possesso:\n\n Avendo deciso di tenere la camicia da notte, e di vedere a quale uso il mio amore,\no la mia vendetta (non so quale delle due) avrebbe potuto farne uso in futuro, il\nla cosa successiva da scoprire era come conservarla senza il rischio di essere\nscoperto.\n\n C'era solo un modo per fare un'altra camicia da notte identica,\nprima che arrivasse il sabato e portasse la lavandaia e il suo inventario a casa.\na casa.\n\n Avevo paura di rimandare al giorno successivo (il venerd\u00ec); ero in dubbio\ndubbio che nell'intervallo potesse accadere qualche incidente. Decisi di fare la\nla nuova camicia da notte quello stesso giorno (il gioved\u00ec), mentre potevo contare, se avessi giocato bene le mie carte, sul fatto di avere del tempo a disposizione,\nse avessi giocato bene le mie carte, di avere del tempo a disposizione. La prima\nprima cosa da fare (dopo aver chiuso la tua camicia da notte nel mio cassetto) fu quella di tornare\nin camera da letto non tanto per sistemarla (Penelope l'avrebbe fatto al posto mio, se io avessi\nPenelope l'avrebbe fatto per me, se gliel'avessi chiesto), quanto piuttosto per scoprire se avevi\nse avessi spalmato la macchia di vernice della tua camicia da notte sul letto,\no su qualche mobile della stanza.\n\n Ho esaminato tutto con attenzione e alla fine ho trovato qualche striscia di vernice\nvernice all'interno della sua vestaglia, non la vestaglia di lino che indossava di solito in quella stagione\nvestaglia di lino che indossava di solito in quella stagione estiva, ma una vestaglia di flanella che aveva con s\u00e9.\nflanella che avevate con voi. Immagino che sentisse freddo\ndopo aver camminato avanti e indietro con addosso solo la camicia da notte, e abbia indossato la cosa pi\u00f9\npi\u00f9 caldo che riusciste a trovare. In ogni caso, c'erano le macchie, appena visibili, all'interno del vestito.\nvisibili, all'interno della vestaglia. Me ne liberai facilmente\nraschiando via l'imbottitura di flanella. Fatto questo, l'unica prova\ncontro di voi era la prova rinchiusa nel mio cassetto.\n\n Avevo appena finito la tua stanza quando mi hanno mandato a interrogare il signor Seegrave, insieme al resto della servit\u00f9.\nMr. Seegrave, insieme al resto della servit\u00f9. Poi \u00e8 arrivato l'esame\nesame di tutte le nostre scatole. E poi segu\u00ec l'evento pi\u00f9 straordinario\nstraordinario della giornata per me, da quando avevo trovato la vernice sulla vostra camicia da notte.\nQuesto evento \u00e8 scaturito dal secondo interrogatorio di Penelope Betteredge da parte del\nSovrintendente Seegrave.\n\n Penelope torn\u00f2 da noi completamente fuori di s\u00e9 dalla rabbia per il modo in cui\ndi come il signor Seegrave l'aveva trattata. Aveva lasciato intendere, al di l\u00e0 della\npossibilit\u00e0 di fraintenderlo, che sospettava che fosse lei il ladro.\nEravamo tutti ugualmente stupiti di questa affermazione e ci chiedemmo: \"Perch\u00e9?\n\n Perch\u00e9 il diamante era nel salotto della signorina Rachel, rispose Penelope.\nrispose.  E perch\u00e9 ero l'ultima persona in salotto la sera!\nnotte!\n\n Quasi prima che le parole fossero uscite dalle sue labbra, mi ricordai che un'altra persona\nche un'altra persona era stata in salotto pi\u00f9 tardi di Penelope. Quella persona\nera lei stessa. La mia testa gir\u00f2 e i miei pensieri erano in una terribile confusione.\nconfusione. In mezzo a tutto questo, qualcosa nella mia mente mi sussurrava\nche la macchia sulla sua camicia da notte poteva avere un significato del tutto\ndiverso da quello che gli avevo attribuito fino a quel momento.  Se\nse l'ultima persona che \u00e8 stata nella stanza \u00e8 la persona da sospettare, pensai a me stesso, il ladro \u00e8\npensai, il ladro non \u00e8 Penelope, ma Mr. Franklin Blake!\n\n Nel caso di un altro gentiluomo, credo che mi sarei vergognato di sospettarlo di furto.\nvergognarmi di sospettarlo di furto, quasi non appena il sospetto mi fosse passato per la testa.\npassato per la mente.\n\n Ma il solo pensiero che tu ti fossi abbassato al mio livello e che io, possedendo la tua camicia da notte, mi fossi impossessato\ne che io, possedendo la tua camicia da notte, mi ero anche impossessato\ndi un mezzo per proteggervi dalla scoperta e dal\ne disonorata per tutta la vita, dico, signore, il solo pensiero di questo mi sembrava aprire\nuna tale possibilit\u00e0 di conquistare la vostra benevolenza, che passai alla benda\nbendato, come si pu\u00f2 dire, dal sospettare al credere. Ho deciso di\nche lei si era dimostrato il pi\u00f9 impegnato di chiunque altro\nnel chiamare la polizia, come un cieco per ingannare tutti noi; e che la mano che aveva preso il gioiello della signorina Rachel\nche aveva preso il gioiello della signorina Rachel non poteva essere\nmano diversa dalla sua.\n\n L'eccitazione per questa mia nuova scoperta deve, credo, avermi\nper un po' di tempo mi ha fatto girare la testa. Ho provato una tale divorante impazienza di vederti per\ndi vedervi per mettervi alla prova con una o due parole sul Diamante, e di _farvi_ guardare e parlare con me in quel modo che\nguardarmi e parlarmi, in quel modo, che mi sono messa in ordine i capelli e mi sono fatta pi\u00f9 carina che potevo.\ne mi sono fatta pi\u00f9 carina che potevo, e sono andata da te con coraggio nella biblioteca\ndove sapevo che stavate scrivendo.\n\n Avevi lasciato uno dei tuoi anelli al piano di sopra, il che ha rappresentato una scusa\nper la mia intrusione quanto avrei potuto desiderare. Ma, oh, signore! Se avete mai amato\nmai amato, capirete come tutto il mio coraggio si sia raffreddato,\nquando entrai nella stanza e mi trovai in vostra presenza. E\nPoi, mi avete guardato con tanta freddezza e mi avete ringraziato per aver trovato il vostro anello\nil tuo anello in modo cos\u00ec indifferente, che le mie ginocchia hanno tremato sotto i miei\ne mi sono sentita come se dovessi cadere per terra ai tuoi piedi. Quando\nringraziato, hai guardato indietro, se ti ricordi, alla tua scrittura. I\nmortificata per essere stata trattata in questo modo, che ho raccolto il coraggio\nabbastanza da parlare. Ho detto: \"\u00c8 una cosa strana quella del Diamante\",\nsignore.  E lei ha alzato di nuovo lo sguardo e ha detto: \"S\u00ec, \u00e8 cos\u00ec\".  Avete parlato\ncivilmente (non posso negarlo); ma ha comunque mantenuto una distanza crudele tra noi.\ndistanza tra noi. Credendo, come me, che tu avessi il diamante perduto\nDiamante nascosto intorno a te, mentre parlavi, la tua freddezza mi ha cos\u00ec\nmi ha provocato a tal punto che ho avuto l'ardire, nella foga del momento, di darti un\nun suggerimento. Ho detto: \"Non troveranno mai il diamante, signore, vero?\nNo! N\u00e9 la persona che l'ha preso ne risponder\u00f2.  Ho annuito e\ne le sorrisi, come a dire: \"Lo so!  Questa volta avete alzato gli occhi su di me\ncon qualcosa di simile all'interesse negli occhi; e sentivo che qualche parola in pi\u00f9 da parte vostra e mia avrebbe\naltre parole da parte vostra e mia avrebbero potuto far emergere la verit\u00e0. Proprio in\nquel momento, il signor Betteredge rovin\u00f2 tutto venendo alla porta. Conoscevo\nil suo passo, e sapevo anche che era contro le sue regole che io fossi in biblioteca a quell'ora di\nche io fossi in biblioteca a quell'ora del giorno e tanto meno che fossi l\u00ec con\nte. Feci appena in tempo a uscire di mia spontanea volont\u00e0, prima che lui potesse\nentrare e mi dicesse di andarmene. Ero arrabbiata e delusa, ma non ero del tutto priva di\nnon ero del tutto priva di speranza per tutto questo. Il ghiaccio, come vedete, si era rotto\ntra noi e pensai di fare in modo, alla prossima occasione, che il signor\nBetteredge fosse fuori dai piedi.\n\n Quando tornai nella sala della servit\u00f9, la campana stava suonando per la nostra\ncena. \u00c8 gi\u00e0 pomeriggio! E il materiale per fare la nuova camicia da notte\ncamicia da notte dovevano ancora essere reperiti! C'era solo una possibilit\u00e0 di ottenerli\ndi ottenerli. Mi ammalai a cena e cos\u00ec mi assicurai tutto l'intervallo da allora fino all'ora del t\u00e8.\nda allora fino all'ora del t\u00e8 a mio uso e consumo.\n\n Cosa facevo, mentre la famiglia credeva che fossi sdraiato nella mia\ne come ho trascorso la notte, dopo essermi ammalata di nuovo all'ora del t\u00e8 e dopo essere stata mandata a letto, non c'\u00e8 bisogno di raccontarlo.\nall'ora del t\u00e8 ed essere stata mandata a letto, non c'\u00e8 bisogno di dirvelo.\nIl sergente Cuff ha scoperto questo, se non altro. E\nPosso immaginare come. Sono stata scoperta (anche se ho tenuto il velo abbassato) nel negozio di\nnegozio di drappiere a Frizinghall. C'era un bicchiere di fronte a me, al bancone\nbancone dove stavo comprando la stoffa lunga; e in quel vetro ho visto uno dei commessi\nuno dei commessi indicarmi la spalla e sussurrare a un altro. Di notte\ndi nuovo, quando ero segretamente al lavoro, chiusa nella mia stanza, ho sentito il\nrespiro delle donne della servit\u00f9 che sospettavano di me, fuori dalla mia porta.\n\n Non importava allora, non importa adesso. Il venerd\u00ec mattina,\nore prima che il sergente Cuff entrasse in casa, c'era la nuova camicia da notte\ncamicia da notte per comporre il tuo numero al posto della camicia da notte che avevo\nfatto, strizzato, asciugato, stirato, segnato e piegato come la lavandaia aveva piegato tutti gli altri, al sicuro.\nlavanderia ha piegato tutte le altre, al sicuro nel tuo cassetto. Non c'era alcun timore (se\nse la biancheria della casa fosse stata esaminata) che la novit\u00e0 della camicia da notte\nmi tradisse. Tutta la tua biancheria intima era stata rinnovata, quando venivi a casa nostra\ncasa nostra, suppongo al ritorno dall'estero.\n\n Il momento successivo fu l'arrivo del sergente Cuff; e la grande sorpresa successiva fu l'annuncio di ci\u00f2 che _lui_ pensava riguardo all'imbrattamento del corpo.\nsorpresa fu l'annuncio di ci\u00f2 che _lui_ pensava della macchia sulla\nsulla porta.\n\n Vi ho creduto colpevole (come ho ammesso), pi\u00f9 perch\u00e9 volevo che lo foste che per qualsiasi altra ragione.\nvolevo che tu fossi colpevole, pi\u00f9 che per qualsiasi altra ragione. E ora, il\nSergente era giunto, in modo totalmente diverso, alla stessa\nconclusione (riguardo alla camicia da notte) come la mia! E io avevo ottenuto il vestito\nche era l'unica prova contro di te! E nessuna creatura vivente lo sapeva\nte compreso! Temo che se vi dicessi come mi sono sentita quando ho richiamato alla mente queste cose.\nqueste cose alla mente, odiereste il mio ricordo per sempre.\n\nIn quel momento Betteredge alz\u00f2 lo sguardo dalla lettera.\n\n Finora non c'\u00e8 un barlume di luce, signor Franklin\", disse il vecchio, togliendosi i pesanti occhiali di tartaruga e spingendo Rosanna Spearman verso la sua casa.\nocchiali di tartaruga e allontanando un po' la confessione di Rosanna Spearman.\nRosanna Spearman un po' lontano da lui.  \u00c8 giunto a qualche conclusione,\nsignore, nella sua mente, mentre leggevo?\n\n Finisci prima la lettera, Betteredge; alla fine potrebbe esserci qualcosa per\nilluminarci alla fine. Avr\u00f2 una o due parole da dire a voi\ndopo.\n\n Molto bene, signore. Riposo gli occhi e poi riprendo. Nel\nnel frattempo, signor Franklin, non voglio metterle fretta, ma le dispiacerebbe\ndirmi, in una parola, se vede gi\u00e0 la via d'uscita da questo terribile\nconfusione?\n\n Vedo di tornare a Londra, ho detto, per consultare il signor Bruff. Se lui\nnon pu\u00f2 aiutarmi\n\n S\u00ec, signore?\n\n E se il Sergente non vuole lasciare la sua pensione a Dorking\n\n Non lo far\u00e0, signor Franklin!\n\n Allora, Betteredge, per quanto posso vedere ora, ho esaurito le mie risorse.\nrisorse. Dopo il signor Bruff e il Sergente, non conosco una creatura vivente che possa\nche possa essermi minimamente utile.\n\nMentre le parole mi uscivano dalle labbra, una persona all'esterno buss\u00f2 alla porta della stanza.\nstanza.\n\nBetteredge sembr\u00f2 sorpreso e infastidito dall'interruzione.\n\n Entrate, chiam\u00f2 irritato, chiunque voi siate!\n\nLa porta si apr\u00ec ed entr\u00f2 da noi, in silenzio, l'uomo dall'aspetto pi\u00f9\nuomo dall'aspetto pi\u00f9 straordinario che avessi mai visto. A giudicare dalla sua figura e dai suoi\ne dai movimenti, era ancora giovane. A giudicare dal viso, e confrontandolo con\nconfrontandolo con Betteredge, sembrava il pi\u00f9 anziano dei due. La sua\ncarnagione scura da zingaro; le guance scarne erano cadute in profondi avvallamenti, su cui sporgevano le ossa.\nguance scarnite erano cadute in profondi avvallamenti, sui quali l'osso sporgeva come un attico. Il suo\nIl suo naso presentava la forma e il modellamento cos\u00ec belli che si trovano spesso tra gli\nantichi popoli dell'Oriente, cos\u00ec raramente visibili tra le nuove razze dell'Occidente.\nOccidente. La sua fronte si ergeva alta e dritta dalla fronte. I suoi segni\ne le rughe erano innumerevoli. Da questo strano volto, gli occhi, pi\u00f9 strani ancora\nancora pi\u00f9 strani, dei morbidissimi occhi marroni, sognanti e luttuosi, e profondamente affondati\nnelle loro orbite ti guardavano e (almeno nel mio caso) catturavano la tua attenzione a loro piacimento.\nattenzione a loro piacimento. A questo si aggiungeva una quantit\u00e0 di capelli\ncapelli strettamente arricciati che, per qualche scherzo della natura, avevano perso il loro\ncolore nel modo pi\u00f9 sorprendentemente parziale e capriccioso. Sulla\ntesta era ancora del nero profondo che era il suo colore naturale.\ncolore naturale. Ai lati della testa, senza la minima gradazione di grigio a spezzare la forza della straordinaria\ngrigio per rompere la forza dello straordinario contrasto, era diventato\ncompletamente bianco. La linea di demarcazione tra i due colori non conservava alcun tipo di regolarit\u00e0.\nregolarit\u00e0. In un punto, i capelli bianchi si confondevano con il nero; in un altro, i capelli\nun altro, i capelli neri scendevano verso il bianco. Guardai l'uomo\ncon una curiosit\u00e0 che, mi vergogno a dirlo, mi era del tutto\nimpossibile da controllare. I suoi morbidi occhi marroni mi guardarono dolcemente;\ne rispose alla mia involontaria maleducazione nel fissarlo, con una scusa\nche ero consapevole di non aver meritato.\n\n Chiedo scusa, ha detto.  Non avevo idea che il signor Betteredge fosse\nfidanzato.  Prese un foglio di carta dalla tasca e lo porse a Betteredge.\nBetteredge.  La lista per la prossima settimana, disse. I suoi occhi si posarono di nuovo su\ndi nuovo su di me e lasci\u00f2 la stanza con la stessa calma con cui era entrato.\n\n Chi \u00e8?  Chiesi.\n\n L'assistente del signor Candy, disse Betteredge.  A proposito, signor Franklin,\nsar\u00e0 dispiaciuto di sapere che il piccolo dottore non si \u00e8 mai ripreso\nda quella malattia che si \u00e8 preso tornando a casa dalla cena di compleanno. \u00c8\nsalute, ma ha perso la memoria a causa della febbre e non si \u00e8 mai ripreso pi\u00f9 di tanto.\ne da allora non si \u00e8 mai ripreso pi\u00f9 di tanto. Il lavoro ricade tutto sul\nsuo assistente. Non se ne fa molto, tranne che tra i poveri. Non possono\naiutarsi, si sa. Devono sopportare l'uomo con i capelli\ncapelli pelati e la carnagione da zingaro, altrimenti non avrebbero alcun medico\naffatto.\n\n Non ti sembra che ti piaccia, Betteredge?\n\n Non piace a nessuno, signore.\n\n Perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec impopolare?\n\n Beh, signor Franklin, tanto per cominciare il suo aspetto \u00e8 contro di lui. E\npoi c'\u00e8 la storia che il signor Candy l'ha preso con un carattere molto dubbio.\npersonaggio. Nessuno sa chi sia e non ha un amico in questo posto.\nCome ci si pu\u00f2 aspettare che piaccia a qualcuno, dopo tutto questo?\n\n \u00c8 del tutto impossibile, ovviamente! Posso chiedere cosa voleva da lei, quando\nquando le ha dato quel pezzo di carta?\n\n Solo per portarmi la lista settimanale dei malati qui intorno, signore,\nche hanno bisogno di un po' di vino. La mia signora ha sempre distribuito regolarmente\ndistribuzione di buon porto e sherry tra i poveri malati; e la signorina Rachel desidera che l'abitudine sia mantenuta.\nLa signorina Rachel desidera che l'usanza venga mantenuta. I tempi sono cambiati!\nsono cambiati! Ricordo quando il signor Candy in persona port\u00f2 la lista alla mia\npadrona. Ora \u00e8 l'assistente del signor Candy che porta la lista a me.\nProseguir\u00f2 con la lettera, se me lo permette, signore, disse Betteredge, tirando fuori la confessione di Rosanna Spearman.\nBetteredge, riportando a s\u00e9 la confessione di Rosanna Spearman.  Non \u00e8\nnon \u00e8 una lettura vivace, ve lo concedo. Ma, ecco! Mi impedisce di inacidirmi\ninacidire pensando al passato.  Si mise gli occhiali e scosse la testa\nla testa in modo cupo.  C'\u00e8 un fondo di buon senso, signor Franklin, nella\nnel comportamento da tenere nei confronti delle nostre madri, quando ci avviano al viaggio della vita.\nvita. Siamo tutti pi\u00f9 o meno riluttanti a essere messi al mondo.\nmondo. E abbiamo tutti ragione.\n\nL'assistente di Mr. Candy mi aveva impressionato troppo fortemente per essere\nper essere immediatamente cancellata dai miei pensieri. Passai sopra l'ultima\ninoppugnabile della filosofia di Betteredge, e tornai all'argomento\nall'argomento dell'uomo con i capelli color pastello.\n\n Come si chiama?  Ho chiesto.\n\n Un nome brutto quanto basta, rispose burbero Betteredge.  Ezra\nJennings.\n\n\nCAPITOLO V\n\nDopo avermi detto il nome dell'assistente del signor Candy, Betteredge sembr\u00f2 pensare che avevamo perso abbastanza tempo\nBetteredge sembr\u00f2 pensare che avevamo perso abbastanza tempo su un argomento insignificante.\nargomento insignificante. Riprese a leggere la lettera di Rosanna Spearman.\n\nDa parte mia, mi sedetti alla finestra, aspettando che avesse finito. A poco a poco\na poco a poco, l'impressione prodotta su di me da Ezra Jennings mi sembr\u00f2\nperfettamente inspiegabile, in una situazione come la mia, che un qualsiasi essere umano\nche un essere umano mi avesse fatto un'impressione su di me!\nmente. I miei pensieri tornarono a fluire nel loro canale precedente. Ancora una volta\ndi nuovo, mi costrinsi a guardare risolutamente in faccia la mia incredibile posizione.\nfaccia la mia incredibile posizione. Ancora una volta, ho rivisto nella mia mente il percorso che avevo finalmente\nfinalmente trovato la compostezza sufficiente per pianificare il futuro.\n\nTornare a Londra quel giorno; sottoporre l'intero caso al signor Bruff;\ne, ultimo e pi\u00f9 importante, ottenere (non importa con quali mezzi o con quale sacrificio) un colloquio personale con Rachel.\ncon quali mezzi o con quale sacrificio) un colloquio personale con Rachel.\nQuesto era il mio piano d'azione, per quanto fossi in grado di formularlo in quel momento. C'era\npi\u00f9 di un'ora prima che il treno partisse. E c'era\nc'era la remota possibilit\u00e0 che Betteredge scoprisse qualcosa nella parte non letta di\nparte non letta della lettera di Rosanna Spearman, che mi sarebbe stato utile\nche mi sarebbe stato utile sapere prima di lasciare la casa in cui il Diamante era stato perso.\nperso il diamante. Per questa possibilit\u00e0 stavo aspettando.\n\nLa lettera si concludeva in questi termini:\n\n Non c'\u00e8 bisogno che vi arrabbiate, signor Franklin, anche se ho provato un po' di\ntrionfo nel sapere di avere in mano tutte le vostre prospettive di vita.\nmie mani. Le ansie e le paure mi tornarono presto alla mente. Con la visione che il sergente\nSergente Cuff della perdita del Diamante, avrebbe sicuramente finito per esaminare la nostra biancheria e i nostri abiti.\nesaminare la nostra biancheria e i nostri abiti. Non c'era posto nella mia\nstanza, non c'era posto in casa che potessi ritenere al sicuro da lui.\nal sicuro da lui. Come nascondere la camicia da notte in modo che nemmeno il sergente potesse trovarla?\nSergente potesse trovarla? E come farlo senza perdere un attimo di tempo prezioso?\ntempo prezioso? Non era facile rispondere a queste domande. Le mie\nincertezze mi portarono a prendere una strada che potrebbe farvi ridere. I\nmi spogliai e mi misi la camicia da notte. Tu l'avevi indossata e io ho provato\nun altro piccolo momento di piacere nell'indossarla dopo di te.\n\n La notizia successiva che ci raggiunse nella sala della servit\u00f9 dimostr\u00f2 che non avevo\nnon mi ero assicurata la camicia da notte troppo presto. Il sergente Cuff voleva\nvedere il libro della biancheria.\n\n L'ho trovato e gliel'ho portato nel salotto della mia signora. Il sergente\ne io ci siamo incontrati pi\u00f9 di una volta in passato. Ero\nero certo che mi avrebbe conosciuto di nuovo e non ero certo di cosa avrebbe potuto fare quando mi avrebbe trovato\ndi cosa avrebbe potuto fare quando mi avesse trovato a fare il servo in una casa in cui era stato perso un prezioso\ngioiello era stato perso. In questa suspense, sentivo che sarebbe stato un sollievo per me\ndi avere chiuso l'incontro tra noi e di sapere subito il peggio.\nuna volta.\n\n Mi ha guardato come se fossi un'estranea, quando gli ho consegnato il libro del bucato.\nlibro di biancheria e mi ha ringraziato in modo particolare per averglielo portato.\naverlo portato. Pensai che fossero entrambi segnali negativi. Non si poteva sapere\nnon si sapeva cosa avrebbe potuto dire di me alle mie spalle; non si sapeva quanto presto\nnon avrei potuto trovarmi in custodia per sospetto e perquisito. Era\nEra l'ora del vostro ritorno dopo aver visto Mr.\nferrovia; e andai a fare la tua passeggiata preferita tra i cespugli, per cercare di\nper cercare un'altra possibilit\u00e0 di parlarti, l'ultima possibilit\u00e0, per quanto sapessi\nal contrario, che avrei potuto avere.\n\n Non sei mai apparso; e, cosa ancora peggiore, il signor Betteredge e il sergente Cuff sono passati dal luogo in cui mi ero nascosto e il sergente \u00e8 stato ucciso.\nSergente Cuff passarono dal luogo in cui mi nascondevo e il Sergente mi vide.\nmi vide.\n\n Non avevo altra scelta, dopo questo, che tornare al mio posto e al mio lavoro, prima che mi accadessero altri disastri.\nlavoro, prima che mi capitassero altri disastri. Proprio mentre stavo per\nattraversare il sentiero, siete tornati dalla ferrovia. Stavi\nche stavate andando dritto verso il cespuglio, quando mi avete visto, ne sono certo, signore,\nmi ha visto e si \u00e8 voltato come se avessi la peste, ed \u00e8 entrato in casa.\nin casa.*\n\n* NOTA: di Franklin Blake. Lo scrittore si sbaglia completamente, povera\ncreatura. Non l'ho mai notata. La mia intenzione era certamente quella di\nun giro tra i cespugli. Ma, ricordando nello stesso momento che mia zia avrebbe potuto\nzia avrebbe voluto vedermi, dopo il mio ritorno dalla ferrovia, cambiai idea ed entrai in casa.\nmente e sono entrata in casa.\n\n\n Ho fatto la strada migliore per rientrare in casa, tornando dall'ingresso della servit\u00f9.\ningresso della servit\u00f9. In quel momento non c'era nessuno nella lavanderia e mi sedetti l\u00ec da solo.\nl\u00ec da solo. Vi ho gi\u00e0 raccontato i pensieri che il\nShivering Sand mi aveva messo in testa. Ora quei pensieri mi sono tornati in mente. I\nmi sono chiesta cosa sarebbe stato pi\u00f9 difficile fare, se le cose fossero andate avanti cos\u00ec.\nin questo modo, sopportare l'indifferenza di Mr. Franklin Blake nei miei confronti, o saltare nelle sabbie mobili e farla finita.\nnelle sabbie mobili e farla finita per sempre in quel modo?\n\n \u00c8 inutile chiedermi conto della mia condotta, in questo momento. I\ne non riesco a capirlo da solo.\n\n Perch\u00e9 non ti ho fermato, quando mi hai evitato in quel modo crudele? Perch\u00e9\nPerch\u00e9 non ho detto: \"Signor Franklin, ho qualcosa da dirle\";\nriguarda te stesso, e devi, e dovrai, ascoltarla?  Eravate alla mia\nmerc\u00e9, come si suol dire, avevo il coltello dalla parte del manico. E meglio ancora\ndi questo, avevo i mezzi (se solo fossi riuscito a convincerti a fidarti di me) per essere\nessere utile a voi in futuro. Naturalmente, non ho mai pensato che voi, un\ngentiluomo avesse rubato il Diamante per il solo piacere di rubarlo.\nNo. Penelope aveva sentito la signorina Rachel, e io avevo sentito il signor Betteredge,\nparlare della vostra stravaganza e dei vostri debiti. Per me era abbastanza chiaro\nche avevate preso il Diamante per venderlo, o darlo in pegno, e quindi per ottenere\ndenaro di cui avevate bisogno. Ebbene! Avrei potuto dirvi di un uomo\nuomo a Londra che avrebbe anticipato una bella somma per il gioiello,\ne che non avrebbe nemmeno fatto domande imbarazzanti al riguardo.\n\n Perch\u00e9 non ti ho parlato! Perch\u00e9 non ti ho parlato!\n\n Mi chiedo se i rischi e le difficolt\u00e0 di tenere la camicia da notte\nerano il massimo che potevo sopportare, senza che si aggiungessero altri rischi e difficolt\u00e0?\ndifficolt\u00e0? Questo poteva essere il caso di alcune\ndonne, ma come poteva essere il caso di me? Ai tempi in cui ero un\nladro, avevo corso rischi cinquanta volte maggiori, e avevo trovato la via d'uscita da\ndifficolt\u00e0 rispetto alle quali questa era solo un gioco da ragazzi. Ero\napprendistato, come si pu\u00f2 dire, a frodi e inganni, alcuni dei quali\nsu scala cos\u00ec grande, e gestiti in modo cos\u00ec abile, che diventarono\nfamosi e apparsi sui giornali. Una cosa cos\u00ec piccola come la\ndella camicia da notte potesse appesantire il mio spirito e far sprofondare il mio cuore nel\ncuore, nel momento in cui avrei dovuto parlarvi?\ncon voi? Che sciocchezza fare questa domanda! La cosa non poteva essere.\n\n A che serve che io mi soffermi in questo modo sulla mia follia? La verit\u00e0\nverit\u00e0 \u00e8 abbastanza chiara, vero? Alle tue spalle, ti amavo con tutto il\ncuore e l'anima. Davanti al tuo viso, \u00e8 innegabile, avevo paura di te.\npaura di te; paura di farti arrabbiare con me; paura di quello che avresti potuto dirmi (anche se avevi preso il\npaura di quello che mi avresti detto (anche se avevi preso il Diamante) se avessi osato dirti che avevo\npresuntuoso di dirvi che l'avevo scoperto. Mi ero avvicinata il pi\u00f9 possibile\nquando ti ho parlato in biblioteca. Non mi avevi voltato le\nspalle allora. Non ti sei allontanato da me come se avessi la peste.\npeste. Ho cercato di provocarmi e di arrabbiarmi con te, e di\ndi farmi coraggio in questo modo. No! Non riuscivo a sentire altro che la\nmiseria e la mortificazione. Sei una ragazza semplice; hai la spalla storta; sei solo una\nspalla storta; sei solo una cameriera.\ntentare di parlare con Me?  Non hai mai detto una parola di questo, Mr.\nFranklin; eppure avete detto tutto a me! Una follia come questa\nfollia come questa \u00e8 da giustificare? No. Non c'\u00e8 nulla da fare se non confessare\nconfessarla e lasciar perdere.\n\n Vi chiedo scusa, ancora una volta, per questo mio vagare con la penna. Non c'\u00e8\nnon c'\u00e8 da temere che si ripeta. Ormai sono vicino alla fine.\n\n La prima persona che mi ha disturbato entrando nella stanza vuota \u00e8 stata\nPenelope. Aveva scoperto il mio segreto da tempo e aveva fatto del suo meglio per farmi rinsavire.\nper farmi rinsavire e lo aveva fatto anche con gentilezza.\n\n Ah! disse lei, so perch\u00e9 sei seduto qui e ti agiti, tutto solo.\nda sola. La cosa migliore che possa accadere a tuo vantaggio, Rosanna,\nsar\u00e0 che la visita del signor Franklin qui finisca. Sono convinto\nche non ci vorr\u00e0 molto prima che lasci la casa.\n\n In tutti i miei pensieri su di te non avevo mai pensato alla tua partenza. I\nnon potevo parlare con Penelope. Potevo solo guardarla.\n\n Ho appena lasciato la signorina Rachel, prosegu\u00ec Penelope.  Ed \u00e8 stato difficile\ndi sopportare il suo carattere. Dice che la casa \u00e8\ninsopportabile per lei con la polizia dentro; ed \u00e8 decisa a parlare con la mia signora questa sera\ncon la mia signora questa sera e di andare da sua zia Ablewhite domani. Se\nse lo far\u00e0, Mr. Franklin sar\u00e0 il prossimo a trovare un motivo per andarsene.\nFranklin sar\u00e0 il prossimo a trovare un motivo per andarsene, potete contarci!\n\n A quel punto ho recuperato l'uso della lingua.  Intende dire che Mr.\nFranklin andr\u00e0 con lei?  Chiesi.\n\n Solo troppo volentieri, se lei glielo permettesse; ma lei non lo far\u00e0.\n\u00e8 stato fatto sentire il suo temperamento; anche lui \u00e8 nei suoi libri neri e questo dopo\ndopo aver fatto tutto il possibile per aiutarla, poverino! No! No! Se non fanno pace prima di\nSe non fanno pace prima di domani, vedrete la signorina Rachel andare da una parte e il signor Franklin da un'altra.\nMr. Franklin in un'altra. Dove possa andare a finire non posso dirlo. Ma\nnon rester\u00e0 mai qui, Rosanna, dopo che la signorina Rachel ci avr\u00e0 lasciato.\n\n Sono riuscito a dominare la disperazione che provavo alla prospettiva della tua partenza.\nvia. A dire la verit\u00e0, vedevo un piccolo barlume di speranza per me se\nse ci fosse stato davvero un serio disaccordo tra la signorina Rachel e voi.\n Sapete, chiesi, qual \u00e8 il motivo del litigio tra loro?\n\n \u00c8 tutto dalla parte della signorina Rachel, disse Penelope.  E, per quanto io sappia il contrario\nso il contrario, \u00e8 tutto il carattere della signorina Rachel e nient'altro.\nNon vorrei affliggerti, Rosanna, ma non scappare con l'idea che Mr.\nche Mr. Franklin possa litigare con lei. \u00c8 molto\ntroppo affezionato a lei per questo!\n\n Aveva appena pronunciato quelle parole crudeli quando arriv\u00f2 una telefonata di Mr.\ndal signor Betteredge. Tutta la servit\u00f9 interna doveva riunirsi in sala.\nsala. Poi saremmo entrati, uno per uno, e saremmo stati interrogati nella stanza di Mr.\nBetteredge dal sergente Cuff.\n\n Arriv\u00f2 il mio turno di entrare, dopo che la cameriera di sua signoria e la cameriera superiore erano state\ncameriera erano state interrogate per prime. Le indagini del sergente Cuff, sebbene\nle avesse svolte con molta astuzia, mi mostrarono subito che quelle due donne (le pi\u00f9 acerrime nemiche della casa) avevano\n(i pi\u00f9 acerrimi nemici che avevo in casa) avevano fatto le loro scoperte\nfuori dalla mia porta, il marted\u00ec pomeriggio e di nuovo il gioved\u00ec sera.\nnotte. Avevano detto al sergente abbastanza da fargli aprire gli occhi su una parte della verit\u00e0.\ndella verit\u00e0. Aveva giustamente creduto che avessi fatto una nuova camicia da notte di nascosto.\ndi nascosto, ma credeva erroneamente che la camicia da notte macchiata di vernice fosse\nmia. Da ci\u00f2 che disse mi sentii soddisfatta di un'altra cosa, che mi lasciava perplessa.\nmi lasciava perplessa. Sospettava, ovviamente, che io fossi coinvolto nella\ncoinvolto nella scomparsa del Diamante. Ma, allo stesso tempo,\nmi ha lasciato intendere di proposito, come pensavo, che non mi considerasse la persona\nla persona principalmente responsabile della perdita del gioiello. Sembrava pensare\nsembrava pensare che avessi agito sotto la direzione di qualcun altro. Chi\npersona, non potevo indovinare allora e non posso indovinare adesso.\n\n In questa incertezza, una cosa era chiara: il sergente Cuff era ben lontano\nlontano dal conoscere tutta la verit\u00e0. Eravate al sicuro finch\u00e9 la\ncamicia da notte e non un momento di pi\u00f9.\n\n Non riesco proprio a farvi capire l'angoscia e il terrore che\nche mi hanno assalito in questo momento. Era impossibile per me rischiare di indossare la tua\ncamicia da notte. Avrei potuto ritrovarmi, in un attimo, al tribunale di polizia di Frizinghall.\ndi preavviso, al tribunale di polizia di Frizinghall, per essere accusata di sospetto,\ne perquisita di conseguenza. Finch\u00e9 il sergente Cuff mi lasciava ancora libero, dovevo scegliere\nscegliere subito tra distruggere la camicia da notte o nasconderla in un luogo sicuro, a distanza di sicurezza.\nun posto sicuro, a una certa distanza dalla casa.\n\n Se solo fossi stato un po' meno affezionato a te, credo che avrei dovuto\ndistrutto. Ma come potevo distruggere l'unica cosa che avevo e che dimostrava\nche dimostrava che ti avevo salvato dalla scoperta? Se fossimo arrivati a una spiegazione\nspiegazione insieme, e se tu mi avessi sospettato di avere qualche cattivo\nmotivo, e negassi tutto, come avrei potuto convincervi a fidarvi di me, a meno che\nse non avessi avuto la camicia da notte da esibire? \u00c8 stato un errore credere, come ho fatto e faccio tuttora, che tu potessi\nche tu potessi esitare a lasciare che una povera ragazza come me fosse\ncondividere il vostro segreto e di essere complice del furto che le vostre\ndenaro ti aveva tentato di commettere? Pensate al vostro freddo comportamento\ncon me, signore, e difficilmente si meraviglier\u00e0 della mia riluttanza a distruggere\nl'unico diritto alla vostra fiducia e alla vostra gratitudine che ho avuto la fortuna di possedere.\nfortuna di possedere.\n\n Decisi di nasconderlo; e il posto che scelsi fu quello che conoscevo meglio, la\nmeglio di tutti, la Sabbia da brivido.\n\n Appena terminato l'interrogatorio, adducevo la prima scusa che mi veniva in mente e mi facevo dare il permesso di uscire a prendere una boccata d'aria.\ne ottenni il permesso di uscire a prendere una boccata d'aria. Andai\na Cobb Hole, al cottage del signor Yolland. Sua moglie e\nmoglie e la figlia erano le migliori amiche che avessi. Non credere che abbia affidato loro il tuo segreto.\nIl tuo segreto non l'ho confidato a nessuno. Tutto quello che volevo era scrivere questa\nlettera a te e avere un'opportunit\u00e0 sicura di togliermi la camicia da notte.\ndi togliermi la camicia da notte. Sospettata com'ero, non potevo fare nessuna delle due cose con una certa\nsicurezza, in casa.\n\n E ora ho quasi finito la mia lunga lettera, scrivendola da sola nella camera da letto di\nLucy Yolland. Quando l'avr\u00f2 terminata, scender\u00f2 di sotto con la camicia da notte\ncamicia da notte arrotolata e nascosta sotto il mantello. Trover\u00f2 i mezzi\nper tenerla al sicuro e all'asciutto nel suo nascondiglio, tra le vecchie cose di Mrs.\ntra la spazzatura di vecchie cose nella cucina della signora Yolland. E poi andr\u00f2 alla\nsabbia che trema, non temere che le mie impronte mi tradiscano!\ne nasconder\u00f2 la camicia da notte sotto la sabbia, dove nessuna creatura vivente potr\u00e0 trovarla\ndove nessuna creatura vivente potr\u00e0 trovarla senza che io stessa ne abbia prima svelato il segreto.\n\n E, una volta terminato, cosa succede?\n\n Allora, signor Franklin, avr\u00f2 due motivi per fare un altro\ntentativo di dirvi le parole che non ho ancora detto. Se lascerete\ncasa, come Penelope crede che lascer\u00e0, e se non le avr\u00f2 parlato prima, perder\u00f2 per sempre la mia occasione.\nparlato con voi prima di allora, perder\u00f2 per sempre la mia occasione. Questo \u00e8\nuna ragione. Poi, di nuovo, c'\u00e8 la confortante consapevolezza che se il mio parlare\nparlare vi faccia arrabbiare, ho la camicia da notte pronta a\na perorare la mia causa come nessun altro pu\u00f2 fare. Questo \u00e8 l'altro motivo. Se\nSe queste due cose insieme non induriscono il mio cuore contro la freddezza che finora l'ha\nfinora lo ha congelato (intendo la freddezza del vostro trattamento nei miei confronti),\nsar\u00e0 la fine dei miei sforzi e la fine della mia vita.\n\n Si. Se perdo la mia prossima occasione, se sei crudele come sempre, e se sento di nuovo come ho gi\u00e0 sentito, addio al mondo che \u00e8 il mio.\nse lo sentir\u00f2 di nuovo come l'ho gi\u00e0 sentito addio al mondo che\nmi ha negato la felicit\u00e0 che d\u00e0 agli altri. Addio alla vita,\nche nulla, se non un po' di gentilezza da parte vostra, potr\u00e0 mai rendere\npiacevole per me. Non biasimatevi, signore, se finisce cos\u00ec.\nmodo. Ma cercate di provare un po' di perdono per me! Avr\u00f2 cura\nche tu scopra ci\u00f2 che ho fatto per te, quando non te ne parler\u00f2 pi\u00f9 io stesso.\ndi raccontarvelo io stesso. Allora mi direte qualcosa di gentile, nello stesso modo\nmodo gentile che hai usato quando hai parlato alla signorina Rachel? Se lo farai,\ne se esistono i fantasmi, credo che il mio fantasma lo sentir\u00e0 e tremer\u00e0 di piacere.\ne tremer\u00e0 per il piacere di farlo.\n\n \u00c8 ora che mi lasci. Mi sto facendo piangere. Come faccio a vedere la mia strada\nal nascondiglio se lascio che queste inutili lacrime vengano ad accecarmi?\n\n Inoltre, perch\u00e9 dovrei guardare il lato oscuro? Perch\u00e9 non credere, finch\u00e9 posso\nche alla fine tutto finir\u00e0 bene? Potrei trovarvi di buon umore\nstasera o, in caso contrario, potrei riuscire meglio domani mattina. Non devo\nmigliorare il mio viso semplice agitandomi, vero? Chi lo sa che potrei aver\nriempire tutte queste stanche e lunghe pagine di carta per niente? Se ne andranno,\nper sicurezza (e non importa per quale altra ragione) nel\nnascondiglio insieme alla camicia da notte. \u00c8 stato un lavoro duro, duro\nscrivere la mia lettera. Oh! Se solo finissimo per capirci, come mi divertirei a strapparla!\nmi divertir\u00f2 a strapparla!\n\n Mi permetto di rimanere, signore, il vostro vero amante e umile servitore,\n\n ROSANNA SPEARMAN.\n\n\nLa lettura della lettera \u00e8 stata completata da Betteredge in silenzio. Dopo\naccuratamente la busta, si sedette a pensare, con la testa china e gli occhi a terra.\ntesta china e gli occhi a terra.\n\n Betteredge, ho detto, c'\u00e8 qualche indizio che mi guida alla fine della lettera?\nlettera?\n\nAlz\u00f2 lentamente lo sguardo, con un pesante sospiro.\n\n Non c'\u00e8 nulla che la guidi, signor Franklin, rispose.  Se seguite il mio consiglio\nse segue il mio consiglio, conservi la lettera nella copertina fino a quando queste sue attuali\nansie che vi affliggono, finch\u00e9 non saranno terminate. La affligger\u00e0 molto,\nogni volta che la legger\u00e0. Non la legga ora.\n\nMisi la lettera nel mio taccuino.\n\nUno sguardo indietro ai capitoli sedicesimo e diciassettesimo della\ndimostrer\u00e0 che c'era davvero un motivo per cui mi ero risparmiato, in un momento in cui la mia forza d'animo era gi\u00e0 stata messa a dura prova.\nin un momento in cui la mia forza d'animo era gi\u00e0 stata crudelmente messa alla prova.\nPer ben due volte l'infelice donna aveva fatto il suo ultimo tentativo di parlarmi.\nE per ben due volte avevo avuto la sfortuna di respingere (Dio sa quanto innocentemente!)\ndi respingere le avances che mi aveva fatto. Il venerd\u00ec sera, come\nBetteredge lo descrive in modo veritiero, mi aveva trovato da solo al tavolo da biliardo.\ntavolo da biliardo. I suoi modi e il suo linguaggio mi suggerirono, e avrebbero suggerito a qualsiasi uomo, nelle circostanze\na qualsiasi uomo, date le circostanze, che lei stava per\nche stava per confessare di essere a conoscenza della scomparsa del Diamante. Per il suo\nper il suo bene, non avevo mostrato di proposito alcun interesse particolare per ci\u00f2 che stava per accadere;\nper il suo bene, avevo volutamente guardato le palle da biliardo, anzich\u00e9\ndi guardare lei, e qual \u00e8 stato il risultato? L'avevo mandata via\nda me, ferita al cuore! Il sabato, di nuovo, il giorno in cui\ndoveva aver previsto, dopo quello che Penelope le aveva detto, che la mia partenza\nche la mia partenza era vicina, la stessa fatalit\u00e0 ci perseguiva ancora. Aveva\nancora una volta aveva tentato di incontrarmi nel viale dei cespugli e mi aveva trovato l\u00ec in compagnia di Betteredge e\nmi aveva trovato l\u00ec in compagnia di Betteredge e del sergente Cuff. Nel sentirla,\nil Sergente, con il suo scopo subdolo, si era appellato al mio interesse per Rosanna Spearman.\ninteresse per Rosanna Spearman. Sempre per il bene della povera creatura, avevo incontrato il\ndi polizia con un secco diniego, e avevo dichiarato a gran voce\ndichiarato, in modo che potesse sentire anche me, che non provavo alcun interesse per Rosanna Spearman.\nalcun interesse per Rosanna Spearman.  A quelle parole, intese unicamente a metterla in guardia\ndi non tentare di ottenere il mio orecchio privato, si era allontanata e aveva lasciato\ne lasci\u00f2 il posto: avvertita del suo pericolo, come allora credevo;\ncondannata alla distruzione, come so ora. Da quel punto, ho gi\u00e0\nda quel punto, ho gi\u00e0 ripercorso la successione di eventi che mi hanno portato alla stupefacente\nscoperta alle sabbie mobili. La retrospettiva \u00e8 ora completa. Posso lasciare\nla miserabile storia di Rosanna Spearman, alla quale, anche a questa distanza di tempo, non posso\nnon riesco a tornare senza una fitta di angoscia, per suggerire a se stessa tutto ci\u00f2 che qui \u00e8 volutamente lasciato\ntutto ci\u00f2 che qui \u00e8 volutamente lasciato in sospeso. Potrei passare dal\nsuicidio di Shivering Sand, con la sua strana e terribile influenza sulla mia posizione attuale e sulle mie prospettive future.\nsulla mia posizione attuale e sulle mie prospettive future, a interessi che riguardano\npersone viventi di questa narrazione, e agli eventi che gi\u00e0 mi stavano\nche mi stavano gi\u00e0 preparando la strada per il lento e faticoso viaggio dalle tenebre alla luce.\nluce.\n\n\nCAPITOLO VI\n\nMi sono recata alla stazione ferroviaria accompagnata, \u00e8 superfluo dirlo, da\nGabriel Betteredge. Avevo la lettera in tasca e la camicia da notte\nin una piccola borsa per sottoporla, prima di dormire quella notte, alle indagini di Mr.\nnotte, alle indagini del signor Bruff.\n\nUscimmo dalla casa in silenzio. Per la prima volta nella mia esperienza con\ndi lui, trovai il vecchio Betteredge in mia compagnia senza una parola da rivolgermi.\nAvendo qualcosa da dire da parte mia, aprii la conversazione appena\nappena fummo fuori dai cancelli della loggia.\n\n Prima di andare a Londra, ho iniziato, ho due domande da farvi.\nRiguardano me stesso e credo che vi sorprenderanno.\n\n Se mi toglieranno dalla testa quella lettera di quella povera creatura, Mr.\nFranklin, possono fare di me tutto ci\u00f2 che vogliono. Vi prego di iniziare a\na sorprendermi, signore, il prima possibile.\n\n La mia prima domanda, Betteredge, \u00e8 questa. Ero ubriaco la sera del compleanno di\ncompleanno di Rachel?\n\n Tu, ubriaco! esclam\u00f2 il vecchio.  \u00c8 il grande difetto del vostro\ndel vostro carattere, signor Franklin, il fatto che beviate solo con la cena, e non\ne non tocchi mai una goccia di liquore dopo!\n\n Ma il compleanno era un'occasione speciale. Avrei potuto abbandonare le mie\nabitudini, proprio quella sera.\n\nBetteredge riflett\u00e9 per un momento.\n\n Lei \u00e8 uscito dalle sue abitudini, signore, disse.  E vi dir\u00f2 come.\nAvevate un aspetto miseramente malato e vi abbiamo convinto a bere un goccio di brandy e acqua per tirarvi un po' su.\ne acqua per tirarti un po' su.\n\n Non sono abituato al brandy e all'acqua. \u00c8 possibile che\n\n Aspetti un po', signor Franklin. Sapevo che anche lei non era abituato. Le ho versato\nmezzo bicchiere del nostro Cognac invecchiato cinquant'anni; e (altra vergogna per me!)\nper me!) ho annegato quel nobile liquore in quasi un bicchiere d'acqua fredda.\nacqua fredda. Non si sarebbe potuto ubriacare un bambino, figuriamoci un uomo adulto!\n\nSapevo di poter contare sulla sua memoria, in una questione del genere. Era\nera palesemente impossibile che fossi in stato di ebbrezza. Passai alla\nalla seconda domanda.\n\n Prima di essere mandato all'estero, Betteredge, mi ha visto molto da vicino quando\nero un ragazzo? Ora dimmi chiaramente, ricordi qualcosa di strano di\ndi me, dopo che ero andato a letto la sera? Mi ha mai scoperto a camminare\nnel sonno?\n\nBetteredge si ferm\u00f2, mi guard\u00f2 per un attimo, fece un cenno con la testa, e\ne riprese a camminare.\n\n Ora capisco la sua deriva, signor Franklin! Ha detto che sta cercando di spiegare\ncome si \u00e8 sporcato la camicia da notte con la vernice, senza saperlo.\nlei stesso. Non va bene, signore. Siete ancora lontani dall'arrivare alla verit\u00e0.\nverit\u00e0. Camminare nel sonno? Non hai mai fatto una cosa del genere in vita tua!\n\nAnche in questo caso, sentivo che Betteredge doveva avere ragione. N\u00e9 in patria n\u00e9 all'estero\nall'estero la mia vita non era mai stata di tipo solitario. Se fossi stato un\nse fossi stato un sonnambulo, c'erano centinaia e centinaia di persone che avrebbero dovuto scoprirmi e che, nell'interesse della mia stessa sicurezza, avrebbero\ncentinaia di persone che avrebbero dovuto scoprirmi e che, nell'interesse della mia sicurezza, mi avrebbero\nmi avrebbero avvertito di questa abitudine e avrebbero preso precauzioni per frenarla.\n\nEppure, ammettendo tutto questo, mi aggrappavo con un'ostinazione che era sicuramente\nnaturale e giustificabile, date le circostanze, a una o all'altra delle\nspiegazioni che riuscivo a vedere per spiegare l'insopportabile\nposizione insopportabile in cui mi trovavo. Osservando che non ero ancora\nancora soddisfatto, Betteredge fece accortamente riferimento ad alcuni eventi successivi della storia della Pietra di\nstoria della Pietra di Luna; e disperse entrambe le mie teorie al vento\nal vento entrambe le mie teorie in una volta sola e per sempre.\n\n Proviamo in un altro modo, signore, disse.  Mantenete la vostra opinione e\nvedere quanto vi porter\u00e0 a scoprire la verit\u00e0. Se dobbiamo\nse dobbiamo credere alla camicia da notte, che io non conosco, lei non solo ha tolto la vernice dalla porta, senza saperlo, ma ha anche tolto la vernice dalla porta.\ndalla porta, senza saperlo, ma ha anche preso il diamante senza saperlo.\nDiamante senza saperlo. \u00c8 cos\u00ec, finora?\n\n \u00c8 vero. Continua.\n\n Molto bene, signore. Diremo che era ubriaco, o che camminava nel sonno,\nquando ha preso il gioiello. Questo spiega la notte e la mattina dopo\nil compleanno. Ma come si spiega quello che \u00e8 successo da allora?\nmomento? Il Diamante \u00e8 stato portato a Londra, da quel momento. Il\nDiamante \u00e8 stato dato in pegno al signor Luker, da quel momento. Avete fatto\nqueste due cose, senza saperlo? Era ubriaco quando l'ho vista\nin pony-chaise quel sabato sera? E ha camminato\nnel sonno fino al signor Luker, quando il treno ti ha portato alla fine del tuo viaggio?\nviaggio? Mi scusi se lo dico, signor Franklin, ma questa faccenda\nvi ha talmente sconvolto che non siete ancora in grado di giudicare da soli. Quanto prima\nprima appogger\u00e0 la sua testa a quella del signor Bruff, prima vedr\u00e0\nprima vedrete la via d'uscita dal vicolo cieco in cui vi trovate.\n\nRaggiungemmo la stazione, con solo un minuto o due di anticipo.\n\nMi affrettai a dare a Betteredge il mio indirizzo a Londra, in modo che potesse scrivermi, se necessario.\nscrivermi, se necessario, promettendogli, da parte mia, di informarlo di qualsiasi\nnotizie che avrei avuto da comunicare. Fatto questo, e proprio mentre lo stavo salutando\nsalutarlo, mi capit\u00f2 di gettare uno sguardo verso la bancarella di\nbancarella dei libri e dei giornali. C'era di nuovo l'assistente di Mr.\nCandy, che parlava con il custode della bancarella! I nostri sguardi si incontrarono\nstesso momento. Ezra Jennings si tolse il cappello per me. Ricambiai il\nsaluto e salii in carrozza proprio mentre il treno partiva. Era un\nsollievo per la mia mente, suppongo, soffermarmi su qualsiasi argomento che sembrasse\npersonalmente non avesse alcuna importanza per me. In ogni caso, iniziai\nl'importante viaggio di ritorno che mi avrebbe portato dal signor Bruff,\ne, per assurdo, ammetto che avrei dovuto vedere l'uomo con i capelli\nl'uomo con i capelli pelati due volte in un giorno!\n\nL'ora in cui sono arrivato a Londra precludeva ogni speranza di trovare Mr.\nBruff al suo posto di lavoro. Dalla ferrovia mi recai alla sua\nresidenza privata di Hampstead, e ho disturbato il vecchio avvocato che sonnecchiava\nnella sua sala da pranzo, con il suo cane carlino preferito in grembo e la sua bottiglia di vino al\nbottiglia di vino al gomito.\n\nDescriver\u00f2 meglio l'effetto che la mia storia produsse sulla mente del signor Bruff raccontando il suo comportamento quando l'ebbe ascoltata fino in fondo.\nMr. Bruff raccontando il suo comportamento quando l'ebbe ascoltata fino in fondo.\nOrdin\u00f2 di portare nel suo studio delle luci e del t\u00e8 forte, e mand\u00f2 un messaggio alle signore della sua famiglia, vietando loro di disturbare.\nun messaggio alle signore della sua famiglia, vietando loro di disturbare\ndi disturbarci per nessun motivo. Fatti questi preliminari, esamin\u00f2 per prima cosa\nprima esamin\u00f2 la camicia da notte e poi si dedic\u00f2 alla lettura della lettera di Rosanna Spearman.\nlettera di Rosanna Spearman.\n\nTerminata la lettura, Mr. Bruff mi rivolse la parola per la prima volta da quando\nda quando ci eravamo chiusi insieme nella solitudine della sua stanza.\n\n Franklin Blake, disse il vecchio gentiluomo, questa \u00e8 una questione molto grave\nsotto pi\u00f9 punti di vista. A mio parere, riguarda Rachel\ntanto quanto voi. La sua straordinaria condotta non \u00e8\nmistero. Crede che abbiate rubato il Diamante.\n\nMi ero trattenuto dal ragionare in modo corretto fino a quella rivoltante\nconclusione. Ma mi era stata comunque imposta. La mia risoluzione\ndi ottenere un colloquio personale con Rachel, poggiava davvero e realmente sulla\nsulla base di quanto appena detto da Mr. Bruff.\n\n Il primo passo da compiere in questa indagine, ha proseguito l'avvocato,\n \u00e8 rivolgersi a Rachel. \u00c8 stata in silenzio per tutto questo tempo, per\nmotivi che io (che conosco il suo carattere) posso facilmente comprendere. \u00c8\nimpossibile, dopo quello che \u00e8 successo, sottomettersi ancora a questo silenzio.\npi\u00f9. Deve essere convinta a dirci, o deve essere costretta a dirci\nsu quali basi si basa la sua convinzione che lei abbia preso la Pietra di Luna.\n\u00c8 probabile che l'intero caso, per quanto grave possa sembrare ora,\ncroller\u00e0 a pezzi, se solo riusciremo a fare breccia nell'inveterato\nRachel e convincerla a parlare.\n\n \u00c8 un'opinione molto confortante per _me_, ho detto.  Sono certo che mi piacerebbe\nsapere\n\n Vorreste sapere come posso giustificarlo, interpose il signor Bruff.  I\nposso dirvelo in due minuti. Capite, in primo luogo, che io\nche guardo la questione dal punto di vista di un avvocato. \u00c8 una questione di\nprove, per me. Molto bene. Le prove si infrangono, all'inizio,\nsu un punto importante.\n\n Su quale punto?\n\n Ascolterete. Ammetto che il segno del nome dimostra che la camicia da notte\n\u00e8 tua. Ammetto che il segno della vernice dimostra che la camicia da notte\nha fatto lo striscio sulla porta di Rachel. Ma quali prove ci sono per\nche lei sia la persona che l'ha indossata la notte in cui il Diamante \u00e8 stato perso?\nDiamante \u00e8 stato perso?\n\nL'obiezione mi colp\u00ec, tanto pi\u00f9 fortemente in quanto rifletteva un'obiezione che avevo provato io stesso.\nobiezione che avevo sentito io stesso.\n\n Per quanto riguarda questo, l'avvocato che ha raccolto la confessione di Rosanna Spearman\nconfessione di Rosanna Spearman, posso comprendere che la lettera sia angosciante per\nlei. Posso capire che possiate esitare ad analizzarla da un punto di vista\npunto di vista puramente imparziale. Ma io non sono nella sua posizione. Posso\nposso mettere la mia esperienza professionale al servizio di questo documento, proprio come\ncome la porterei su qualsiasi altro. Senza alludere alla carriera di ladra della donna\nladra, mi limiter\u00f2 a osservare che la sua lettera dimostra che \u00e8 stata\ndi essere stata un'esperta nell'inganno, come lei stessa ha dimostrato; e da ci\u00f2 deduco che ho ragione di sospettare\nda ci\u00f2 che sono giustificato a sospettare che non abbia detto la\nverit\u00e0. Al momento non intendo avanzare alcuna teoria su ci\u00f2 che potrebbe\no meno. Dir\u00f2 solo che, se Rachel ha sospettato di lei\nsolo sulla base della camicia da notte, le probabilit\u00e0 sono novantanove su cento\ncento che sia stata Rosanna Spearman a mostrargliela. In questo\nin questo caso, c'\u00e8 la lettera della donna, che confessa di essere stata gelosa di Rachel, che confessa di aver cambiato\ndi Rachel, confessando di aver cambiato le rose, confessando di aver visto\ndi aver visto un barlume di speranza per se stessa, nella prospettiva di un litigio tra\nRachel e voi. Non mi soffermo a chiedere chi ha preso la pietra di luna (come mezzo per\ncome mezzo per raggiungere il suo scopo, Rosanna Spearman avrebbe preso cinquanta pietre di luna).\nche la scomparsa del gioiello ha dato a questo ladro reclamato, innamorato di te, un'opportunit\u00e0\nera innamorato di te, l'opportunit\u00e0 di mettere te e Rachel in contrasto\nRachel in contrasto per il resto della vostra vita. Lei non aveva deciso di distruggersi\ndi distruggersi, _allora_, ricordate; e, avendone l'opportunit\u00e0, affermo chiaramente che era nel suo carattere\naffermare che era nel suo carattere, e nella sua posizione in quel momento,\ndi coglierla. Cosa ne pensate?\n\n Un sospetto del genere, risposi, mi \u00e8 passato per la testa non appena ho aperto la lettera.\nlettera.\n\n Esattamente! E quando avete letto la lettera, avete avuto piet\u00e0 di quella povera\npovera creatura, e non riusciste a trovare il coraggio di sospettare di lei. Vi fa onore\nmerito, mio caro signore, fa onore a voi!\n\n Ma se si scoprisse che ho indossato la camicia da notte? E allora?\n\n Non vedo come si possa dimostrare il fatto, ha detto Bruff.  Ma supponendo che\nche la prova sia possibile, la rivendicazione della sua innocenza non sarebbe una\nquestione facile. Non entreremo nel merito, ora. Aspettiamo di vedere se\nRachel non abbia sospettato di lei solo sulla base della camicia da notte.\n\n Buon Dio, con quanta freddezza parli di Rachel che sospetta di me!  Sono scoppiato.\n Che diritto ha di sospettare di me, sulla base di qualsiasi prova, di essere un ladro?\n\n Una domanda molto sensata, mio caro signore. Piuttosto scottante, ma che vale la pena\ndi essere presa in considerazione. Ci\u00f2 che lascia perplesso lei, lascia perplesso anche me. Cerca nella tua\nmemoria e mi dica questo. \u00c8 successo qualcosa mentre eravate in casa?\ncasa non per scuotere la fiducia di Rachel nel tuo onore, ma..,\nma, diciamo, per scuotere la sua fiducia (per quanto poco motivata) nei tuoi principi in generale?\nprincipi in generale?\n\nMi alzai in piedi, in preda a un'agitazione ingovernabile. La domanda dell'avvocato\nmi ricord\u00f2, per la prima volta da quando avevo lasciato l'Inghilterra, che\nera successo qualcosa.\n\nNell'ottavo capitolo della Narrativa di Betteredge si fa allusione all'arrivo di uno straniero e di un'estranea a casa di mia zia.\nall'arrivo di uno straniero e di un estraneo a casa di mia zia,\nche venne a trovarmi per affari. La natura dei suoi affari era questa.\n\nEro stato abbastanza sciocco (essendo, come al solito, in ristrettezze economiche in quel momento) da accettare un prestito dal proprietario di un piccolo ristorante di Parigi, che\ndi accettare un prestito dal proprietario di un piccolo ristorante di Parigi,\nche mi era ben noto come cliente. Avevamo concordato un termine\nper la restituzione del denaro; e quando arriv\u00f2 il momento, lo trovai (come migliaia di altri uomini onesti hanno trovato\nmigliaia di altri uomini onesti) impossibile mantenere il mio impegno.\nimpegno. Mandai a quell'uomo una fattura. Purtroppo il mio nome era troppo noto\npurtroppo il mio nome era troppo noto su documenti di questo tipo: non riusc\u00ec a negoziarlo. I suoi affari erano\nerano caduti in disordine, nell'intervallo di tempo trascorso da quando avevo preso in prestito da lui;\nIl fallimento lo fissava in faccia; e un suo parente, un avvocato francese, venne in Inghilterra a cercarmi.\nun avvocato francese, venne in Inghilterra a cercarmi e a insistere sul pagamento del mio debito.\ndebito. Era un uomo dal temperamento violento e prese la strada sbagliata con me.\ncon me. Da entrambe le parti si sono sentite parole forti e mia zia e Rachel, che purtroppo si trovavano nella stanza accanto, hanno sentito\nzia e Rachel, purtroppo, erano nella stanza accanto e ci sentirono. Lady Verinder entr\u00f2,\ne insistette per sapere cosa fosse successo. Il francese esib\u00ec le sue\ncredenziali e dichiar\u00f2 che ero responsabile della rovina di un povero\nuomo che aveva confidato nel mio onore. Mia zia gli pag\u00f2 immediatamente il\ndenaro e lo mand\u00f2 via. Naturalmente mi conosceva meglio che accettare il punto di vista del francese.\nfrancese della transazione. Ma rimase scioccata dalla mia\nsbadataggine e giustamente arrabbiata con me per essermi messa in una posizione che, se non fosse intervenuta lei, avrebbe\nposizione che, se non fosse stato per il suo intervento, avrebbe potuto diventare molto\ndisdicevole. O gliel'ha detto sua madre, o Rachel ha sentito quello che \u00e8 successo.\nNon so dire quale delle due. Aveva una sua visione romantica e altisonante della questione.\ndella questione. Ero senza cuore, ero disonorevole, non avevo principi.\nprincipio; non si sapeva cosa avrei potuto fare dopo.\nmi disse alcune delle cose pi\u00f9 dure che avessi mai sentito dalle labbra di una\nlabbra di una giovane donna. La rottura tra noi dur\u00f2 per tutto il giorno successivo.\ngiorno successivo. Il giorno dopo riuscii a riappacificarmi e non ci pensai pi\u00f9.\npi\u00f9 a questa storia. Se Rachel fosse tornata su questo sfortunato incidente, nel momento critico in cui\nmomento critico in cui il mio posto nella sua stima era di nuovo, e molto pi\u00f9\ngravemente attaccato? Il signor Bruff, quando gli accennai alle circostanze, rispose subito alla domanda.\ngli avevo accennato le circostanze, rispose subito affermativamente alla domanda.\n\n Avrebbe avuto il suo effetto sulla sua mente, disse gravemente.  E vorrei che,\nper il tuo bene, che la cosa non fosse accaduta. Tuttavia, abbiamo scoperto\nche c'era un'influenza predisponente contro di voi e c'\u00e8 una\nincertezza, ad ogni modo, \u00e8 stata eliminata. Non vedo altro\nche possiamo fare ora. Il nostro prossimo passo in questa indagine deve essere quello che\nche ci porter\u00e0 da Rachel.\n\nSi alz\u00f2 e cominci\u00f2 a camminare pensieroso su e gi\u00f9 per la stanza. Per due volte\nstavo per dirgli che ero decisa a vedere Rachel di persona; e due volte, vista la sua et\u00e0 e il suo carattere, ho deciso di\npersonalmente Rachel; e due volte, vista la sua et\u00e0 e il suo carattere, ho esitato a coglierlo di sorpresa in un momento\nesitavo a coglierlo di sorpresa in un momento sfavorevole.\n\n La grande difficolt\u00e0 \u00e8, ha ripreso, come fare in modo che lei mostri tutto il suo\nmente in questa faccenda, senza riserve. Ha qualche suggerimento da\noffrire?\n\n Ho deciso, signor Bruff, di parlare personalmente con Rachel.\n\n Tu!  Si ferm\u00f2 improvvisamente e mi guard\u00f2 come se pensasse che avessi perso il senno.\ncome se pensasse che avessi perso il senno.  Tu, tra tutte le persone del\nmondo!  Si ferm\u00f2 bruscamente e fece un altro giro nella stanza.\n Aspetta un po', disse.  In casi di questo tipo straordinario, la\nmodo avventato a volte \u00e8 il migliore.  Consider\u00f2 la questione per un\nper un momento o due, sotto questa nuova luce, e concluse con una decisione a mio favore.\nmio favore.  Nulla di azzardato, nulla di intentato, riprese l'anziano signore.\n Avete una possibilit\u00e0 a vostro favore che io non ho e sarete il primo a tentare l'esperimento.\ne sarete il primo a tentare l'esperimento.\n\n Una possibilit\u00e0 a mio favore?  Ripetei, con grande sorpresa.\n\nIl volto del signor Bruff si addolc\u00ec, per la prima volta, in un sorriso.\n\n Ecco come stanno le cose, ha detto.  Le dico con franchezza che non mi fido della sua\ndella sua discrezione e non mi fido del suo carattere. Ma ho fiducia in\nRachel conservi ancora, in qualche piccolo angolo remoto del suo cuore, una\nuna certa perversa debolezza per _te_. Toccatela e affidatevi alle\nconseguenze per la pi\u00f9 completa rivelazione che possa uscire dalle labbra di una donna!\nlabbra di una donna! La domanda \u00e8: come la vedrete?\n\n \u00c8 stata vostra ospite in questa casa, risposi.  Posso\nPosso azzardarmi a suggerire che, se non \u00e8 stato detto nulla su di me in anticipo, potrei vederla qui?\nvederla qui?\n\n Forte! disse il signor Bruff. Con quell'unica parola di commento sulla risposta che gli avevo dato, fece un altro giro su e gi\u00f9 per la stanza.\nche gli avevo dato, fece un altro giro su e gi\u00f9 per la stanza.\n\n In parole povere, disse, la mia casa deve essere trasformata in una trappola per catturare\nper catturare Rachele; con un'esca per tentarla, nella forma di un invito\ndi mia moglie e delle mie figlie. Se lei non fosse altro che Franklin\nBlake, e se questa faccenda fosse un atomo meno grave di quanto sia in realt\u00e0,\nrifiuterei a bruciapelo. Per come stanno le cose, credo fermamente che Rachel\nvivr\u00e0 per ringraziarmi di averla tradita in vecchiaia.\nConsideratemi il vostro complice. A Rachel verr\u00e0 chiesto di passare la giornata\nqui; e voi ne riceverete il giusto preavviso.\n\n Quando? Domani?\n\n Domani non avremo abbastanza tempo per ottenere la sua risposta. Diciamo il giorno\ndopo.\n\n Come posso avere sue notizie?\n\n Rimani a casa tutta la mattina e aspettati che ti chiami.\n\nLo ringraziai per l'inestimabile aiuto che mi stava prestando, con la gratitudine che realmente provavo.\ncon la gratitudine che realmente provavo; e, rifiutando l'ospitale invito a dormire quella notte a Hampstead, tornai al mio alloggio di Hampstead.\ninvito a dormire quella notte a Hampstead, tornai al mio alloggio a Londra.\nLondra.\n\nDel giorno che segu\u00ec, devo solo dire che fu il pi\u00f9 lungo della mia vita.\ndella mia vita. Per quanto mi ritenessi innocente, ero certo che l'abominevole imputazione che gravava su di me\nche l'abominevole imputazione che gravava su di me doveva essere prima o poi\ndi essere prima o poi cancellata, c'era tuttavia un senso di autodemolizione nella mia\nmente che istintivamente mi disincentiva a vedere i miei amici. Noi\nspesso sentiamo dire (quasi invariabilmente, tuttavia, da osservatori superficiali)\nche la colpa pu\u00f2 sembrare innocenza. Credo che sia l'assioma infinitamente pi\u00f9\nassioma pi\u00f9 vero dei due che l'innocenza possa sembrare colpa. Ho fatto in modo che\nche mi negassi per tutto il giorno a ogni visitatore che mi chiamava; e mi sono avventurato fuori soltanto\nsolo al riparo della notte.\n\nIl mattino seguente, Mr. Bruff mi sorprese al tavolo della colazione. Mi ha\nmi ha consegnato una grossa chiave e mi ha annunciato che si vergognava di se stesso\nper la prima volta in vita sua.\n\n Sta arrivando?\n\n Oggi viene a pranzo e passa il pomeriggio con mia moglie e le mie bambine.\nle mie ragazze.\n\n La signora Bruff e le sue figlie sono nel segreto?\n\n Inevitabilmente. Ma le donne, come avrete notato, non hanno principi.\nLa mia famiglia non sente i miei rimorsi di coscienza. Il fine \u00e8 quello di riunire te e\ne Rachel di nuovo insieme, mia moglie e le mie figlie passano sopra ai mezzi\nper ottenerlo, con la stessa compostezza di un gesuita.\n\n Sono infinitamente grato a loro. Che cos'\u00e8 questa chiave?\n\n La chiave del cancello nel muro del mio giardino. Siate l\u00ec alle tre di questo\npomeriggio. Entrate in giardino e passate dalla porta del\nserra. Attraversate il piccolo salotto e aprite la porta di fronte a voi che d\u00e0\ndi fronte a voi che conduce alla sala della musica. L\u00ec troverete\nRachel e la troverete da sola.\n\n Come posso ringraziarla?\n\n Vi dir\u00f2 come. Non date la colpa a me per quello che succeder\u00e0 dopo.\n\nCon queste parole, usc\u00ec.\n\nAvevo ancora molte ore di stanchezza da aspettare. Per passare il tempo, guardavo le\nguardare le mie lettere. Tra queste c'era una lettera di Betteredge.\n\nLo aprii con impazienza. Con mia grande sorpresa e delusione, iniziava con\ncon delle scuse che mi avvertivano di non aspettarmi notizie di alcuna importanza. Nella frase successiva\nfrase appariva di nuovo l'eterno Ezra Jennings! Aveva fermato\nBetteredge mentre usciva dalla stazione e aveva chiesto chi fossi.\nInformato su questo punto, aveva detto di avermi visto al suo padrone, il signor Candy.\nCandy. Il signor Candy, venuto a conoscenza di ci\u00f2, si era recato di persona da\nBetteredge, per esprimere il suo rammarico per la nostra mancata conoscenza. Aveva\naveva un motivo per desiderare di parlarmi in modo particolare e quando mi trovai\nprossimamente nelle vicinanze di Frizinghall, mi preg\u00f2 di farglielo sapere.\ndi farglielo sapere. A parte alcune affermazioni caratteristiche della filosofia di Betteredge\nfilosofia di Betteredge, questa era la somma e la sostanza della lettera del mio corrispondente.\nlettera del mio corrispondente. L'anziano fedele e di buon cuore riconosceva di aver scritto\ndi aver scritto soprattutto per il piacere di scrivermi.\n\nAccartocciai la lettera in tasca e la dimenticai subito dopo,\nnell'interesse totalizzante dell'imminente colloquio con Rachel.\n\nMentre l'orologio della chiesa di Hampstead batteva le tre, infilai la chiave del signor Bruff nella serratura della porta nel muro.\nBruff nella serratura della porta nel muro. Quando entrai per la prima volta nel\ngiardino e mentre fissavo di nuovo la porta sul lato interno, ammetto di aver provato un certo dubbio\ndi aver provato un certo dubbio colpevole su ci\u00f2 che sarebbe potuto\naccadere dopo. Guardai furtivamente da una parte e dall'altra, sospettosa della presenza di un\npresenza di qualche testimone inatteso in qualche angolo sconosciuto del giardino.\ngiardino. Non apparve nulla che giustificasse le mie apprensioni. Le passeggiate erano\nsolitudine, e gli uccelli e le api erano gli unici testimoni.\ntestimoni.\n\nAttraversai il giardino, entrai nella serra e attraversai il piccolo salotto.\npiccolo salotto. Mentre appoggiavo la mano sulla porta di fronte, udii alcuni accordi\nalcuni accordi lancinanti suonati al pianoforte nella stanza all'interno. Lei aveva\nspesso oziare sullo strumento in questo modo, quando ero a casa di sua madre.\nmadre. Fui costretta ad aspettare un po', per stabilizzarmi. Il passato e il presente\npassato e il presente si affiancarono, in quel momento supremo, e il\ncontrasto mi scosse.\n\nDopo un minuto, risvegliai la mia virilit\u00e0 e aprii la porta.\n\n\nCAPITOLO VII\n\nNel momento in cui mi presentai all'ingresso, Rachel si alz\u00f2 dal pianoforte.\npianoforte.\n\nChiusi la porta dietro di me. Ci siamo affrontati in silenzio, con\ntutta la lunghezza della stanza tra noi. Il movimento che aveva fatto per\nalzarsi sembrava essere l'unico sforzo di cui era capace. Ogni\ndi ogni altra facolt\u00e0, corporea o mentale, sembrava essersi fuso nel\nnel solo atto di guardarmi.\n\nMi pass\u00f2 per la testa il timore di essermi mostrato troppo all'improvviso. Avanzai\nqualche passo verso di lei. Dissi dolcemente: \"Rachel!\n\nIl suono della mia voce riport\u00f2 la vita nelle sue membra e il colore del suo viso.\ncolore al suo viso. Avanz\u00f2 su un fianco, sempre senza parlare.\nLentamente, come se agisse sotto qualche influenza indipendente dalla sua volont\u00e0,\nsi avvicin\u00f2 sempre di pi\u00f9 a me; il caldo colore crepuscolare che le arrossava le guance\nguance, la luce di un'intelligenza rinnovata che si accendeva ogni istante nei suoi\nsuoi occhi. Dimenticai l'oggetto che mi aveva portato al suo cospetto; dimenticai il vile sospetto che gravava su di lei.\ndimenticavo il vile sospetto che gravava sul mio buon nome; dimenticavo ogni\nconsiderazione, passata, presente e futura, che ero obbligato a\nricordare. Non vedevo altro che la donna che amavo avvicinarsi sempre pi\u00f9\na me. Tremava, era irresoluta. Non potevo pi\u00f9 resistere\nla presi tra le braccia e le coprii il viso di baci.\n\nC'\u00e8 stato un momento in cui ho pensato che i baci fossero stati ricambiati; un momento\nquando sembr\u00f2 che anche lei potesse aver dimenticato. Quasi prima che l'idea\nl'idea potesse prendere forma nella mia mente, la sua prima azione volontaria mi fece\nmi fece sentire che si ricordava. Con un grido che era come un grido di orrore\ndi orrore, con una forza a cui dubito avrei potuto resistere se ci avessi\ntentato, mi respinse da lei. Vidi una rabbia spietata nei suoi occhi; vidi un disprezzo spietato nei suoi\nvidi un disprezzo spietato sulle sue labbra. Mi guard\u00f2, dalla testa ai piedi, come\npiedi, come avrebbe potuto guardare un estraneo che l'avesse insultata.\n\n Vigliacco! disse.  Miserabile vigliacco senza cuore!\n\nQueste furono le sue prime parole! Il rimprovero pi\u00f9 insopportabile che una donna possa\npu\u00f2 rivolgere a un uomo, era il rimprovero che lei scelse di rivolgere a Me.\na Me.\n\n Ricordo il momento, Rachel, in cui mi avresti potuto dire\nche ti avevo offeso, in un modo pi\u00f9 degno di questo. Ti chiedo scusa\nperdono.\n\nQualcosa dell'amarezza che provavo potrebbe essersi comunicata alla mia voce.\nmia voce. Alle prime parole della mia risposta, i suoi occhi, che un momento prima erano stati\ndistolti un attimo prima, tornarono a guardarmi di malavoglia. Rispose\nrispose in tono basso, con un atteggiamento di arcigna sottomissione che era\nche era del tutto nuova nella mia esperienza con lei.\n\n Forse c'\u00e8 una scusa per me, disse.  Dopo quello che hai\nDopo quello che hai fatto, \u00e8 un'azione virile, da parte tua, trovare la strada per me come l'hai trovata oggi?\ncome l'hai trovata oggi? Sembra un esperimento vigliacco, tentare un\nesperimento sulla mia debolezza per te. Sembra una sorpresa vigliacca\nsorprendermi a lasciarmi baciare. Ma questo \u00e8 solo il punto di vista di una donna.\nAvrei dovuto sapere che non poteva essere il tuo punto di vista. Avrei fatto meglio\nmeglio se mi fossi controllata e non avessi detto nulla.\n\nLe scuse erano pi\u00f9 insopportabili dell'insulto. L'uomo pi\u00f9 degradato\nvivente si sarebbe sentito umiliato da essa.\n\n Se il mio onore non fosse nelle vostre mani, dissi, vi lascerei in questo istante e non vi rivedrei mai pi\u00f9.\nistante e non ti vedrei mai pi\u00f9. Avete parlato di ci\u00f2 che ho fatto.\nChe cosa ho fatto?\n\n Che cosa hai fatto? Hai fatto questa domanda a me?\n\n Glielo chiedo.\n\n Ho tenuto nascosta la tua infamia, rispose lei.  E ho sofferto\nle conseguenze dell'occultamento. Non ho forse il diritto di essere risparmiata dall'insulto\nl'insulto di chiedermi cosa avete fatto? \u00c8 morto in voi ogni senso di\ngratitudine \u00e8 morto in voi? Una volta eravate un gentiluomo. Un tempo eravate caro a\nmia madre, e ancora pi\u00f9 caro a me\n\nLa voce le venne meno. Si lasci\u00f2 cadere su una sedia, mi volt\u00f2 le spalle e si copr\u00ec il viso con le mani.\nme e si copr\u00ec il viso con le mani.\n\nAspettai un po' prima di fidarmi a dire altro. In quel\nmomento di silenzio, non so se sentii pi\u00f9 intensamente il pungolo\nche il suo disprezzo aveva piantato in me, o la risoluzione orgogliosa che\nche mi escludeva da ogni comunione con la sua angoscia.\n\n Se non volete parlare per primi, ho detto, devo farlo io. Sono venuto qui con\nqualcosa di serio da dirvi. Mi farete la comune giustizia di\nascoltare mentre ve la dico?\n\nNon si mosse n\u00e9 rispose. Non le rivolsi un secondo appello; non mi\nnon mi avvicinai di un centimetro alla sua sedia. Con un orgoglio che era\nostinato come il suo, le raccontai della mia scoperta a Shivering Sand e di tutto ci\u00f2 che l'aveva portata.\nSand e di tutto ci\u00f2 che l'aveva portata. La narrazione, per forza di cose,\noccup\u00f2 un po' di tempo. Dall'inizio alla fine non mi guard\u00f2 mai\nnon mi ha mai guardato e non ha mai pronunciato una parola.\n\nHo mantenuto la calma. Tutto il mio futuro dipendeva, con ogni probabilit\u00e0, dal fatto di non\nnon perdere il controllo di me stesso in quel momento. Era giunto il momento di\ndi mettere alla prova la teoria del signor Bruff. Nell'interesse trafelato di provare\ndi provare quell'esperimento, mi spostai in modo da mettermi di fronte a lei.\nlei.\n\n Ho una domanda da farle, ho detto.  Mi obbliga a fare di nuovo riferimento\na un argomento doloroso. Rosanna Spearman le ha mostrato la camicia da notte? S\u00ec..,\no no?\n\nSi alz\u00f2 in piedi e si avvicin\u00f2 a me di sua spontanea volont\u00e0.\nI suoi occhi mi guardarono con attenzione in faccia, come se volessero leggervi qualcosa che\nche non avevano mai letto prima.\n\n Sei arrabbiato? mi chiese.\n\nMi sono comunque trattenuta. Dissi a bassa voce: \"Rachel, vuoi rispondere alla mia\ndomanda?\n\nContinu\u00f2, senza darmi retta.\n\n Avete qualche obiettivo da raggiungere che non capisco? Qualche timore\nper il futuro, che mi riguarda? Dicono che la morte di tuo padre\nti ha reso un uomo ricco. Siete venuti qui per risarcirmi della\nperdita del mio Diamante? E vi \u00e8 rimasto abbastanza cuore per vergognarvi di\ndella vostra commissione? \u00c8 questo il segreto della vostra finzione di innocenza e della\nla vostra storia su Rosanna Spearman? C'\u00e8 un motivo di vergogna alla base\ndi fondo di tutta la falsit\u00e0, questa volta?\n\nL'ho fermata l\u00ec. Non riuscivo pi\u00f9 a controllarmi.\n\n Mi avete fatto un torto infame!  Scoppiai a piangere.  Sospettate\ndi aver rubato il vostro Diamante. Ho il diritto di sapere, e lo sapr\u00f2,\nil perch\u00e9!\n\n Sospettare di te! esclam\u00f2, la sua rabbia aument\u00f2 insieme alla mia.  _Truffatore, ti ho visto prendere il Diamante con i miei occhi!\nvillano, ti ho visto prendere il Diamante con i miei occhi!\n\nLa rivelazione che mi \u00e8 apparsa in quelle parole, il rovesciamento che hanno subito compiuto\nche esse hanno immediatamente portato a termine l'intera visione del caso su cui si era basato Mr.\nBruff, mi colp\u00ec in modo impotente. Innocente com'ero, rimasi davanti a lei in\nlei in silenzio. Ai suoi occhi, e a quelli di chiunque altro, dovevo apparire come un uomo\ncome un uomo sopraffatto dalla scoperta della propria colpa.\n\nSi ritrasse dallo spettacolo della mia umiliazione e del suo trionfo.\nL'improvviso silenzio che era calato su di me sembr\u00f2 spaventarla.  I\nti ho risparmiato, allora, disse.  Ti avrei risparmiato anche adesso, se\nse non mi avessi costretto a parlare.  Si allontan\u00f2 come per lasciare la\nstanza ed esit\u00f2 prima di arrivare alla porta.  Perch\u00e9 sei venuta qui\nper umiliarti? chiese.  Perch\u00e9 sei venuto qui per umiliare\nme?  Fece qualche passo e si ferm\u00f2 di nuovo.  Per l'amor di Dio,\ndite qualcosa! esclam\u00f2 appassionatamente.  Se ti \u00e8 rimasta un po' di piet\u00e0\nSe vi \u00e8 rimasta un po' di piet\u00e0, non lasciate che mi degradi in questo modo! Dite qualcosa e cacciatemi dalla stanza!\ne mi faccia uscire dalla stanza!\n\nMi avvicinai a lei, quasi non consapevole di ci\u00f2 che stavo facendo. Avevo\nforse un'idea confusa di trattenerla fino a quando non mi avesse detto\ndi pi\u00f9. Dal momento in cui seppi che la prova su cui ero condannato nella mente di Rachel era la prova dei suoi stessi occhi.\ncondannato nella mente di Rachel, era la prova dei suoi stessi occhi,\nnulla, nemmeno la convinzione della mia innocenza, fu chiaro alla mia mente.\nmente la convinzione della mia innocenza. La presi per mano; cercai di parlare con fermezza e di raggiungere lo scopo.\nscopo. Tutto ci\u00f2 che riuscii a dire fu: \"Rachel, un tempo mi amavi\".\n\nRabbrivid\u00ec e distolse lo sguardo da me. La sua mano giaceva impotente e\ntremante nella mia.  Lasciala, disse debolmente.\n\nIl mio tocco sembrava avere su di lei lo stesso effetto che il suono della mia\nvoce aveva prodotto quando ero entrato nella stanza. Dopo che aveva detto\nparola che mi aveva chiamato vigliacco, dopo che aveva fatto la dichiarazione che mi aveva\nmi ha bollato come ladro, mentre la sua mano era nella mia, io ero il suo padrone!\nancora!\n\nLa riaccompagnai delicatamente al centro della stanza. La feci sedere al\nfianco a me.  Rachel, le dissi, non riesco a spiegare la contraddizione in\nquello che sto per dirti. Posso solo dire la verit\u00e0 come l'hai\ndetta. Mi hai visto con i tuoi occhi, mi hai visto prendere il Diamante.\nDavanti a Dio che ci ascolta, dichiaro che ora so di averlo preso per la prima volta!\nprima volta! Dubitate ancora di me?\n\nNon mi aveva ascoltato n\u00e9 sentito.  Lascia la mia mano, ripet\u00e9\ndebolmente. Fu la sua unica risposta. La sua testa si appoggi\u00f2 alla mia spalla e\nla sua mano si chiuse inconsapevolmente sulla mia, nel momento in cui mi chiese\ndi lasciarla.\n\nMi sono astenuto dall'insistere sulla questione. Ma l\u00ec la mia tolleranza\nsi ferm\u00f2. La mia possibilit\u00e0 di tornare a far valere le mie ragioni tra gli uomini onesti\ndipendeva dalla possibilit\u00e0 di indurla a rendere completa la sua rivelazione.\nL'unica speranza che mi rimaneva era quella che lei potesse aver trascurato\nqualcosa nella catena di prove, una semplice sciocchezza, forse, che\nche tuttavia, con un'attenta indagine, avrebbe potuto essere\nalla fine la mia innocenza. Ammetto di essermi impossessato della sua\nmano. Ammetto di averle parlato con tutta la simpatia e la fiducia di un tempo.\nsimpatia e la fiducia di un tempo.\n\n Voglio chiederti una cosa, dissi.  Voglio che tu mi dica\ntutto quello che \u00e8 successo, dal momento in cui ci siamo augurati la buona\nbuonanotte, a quando mi hai visto prendere il Diamante.\n\nSollev\u00f2 la testa dalla mia spalla e si sforz\u00f2 di liberare la mano.\nmano.  Oh, perch\u00e9 tornare indietro! disse.  Perch\u00e9 tornarci!\n\n Ti dir\u00f2 perch\u00e9, Rachel. Tu sei la vittima e io sono la vittima..,\ndi una mostruosa illusione che ha indossato la maschera della verit\u00e0. Se guardiamo\na quello che \u00e8 successo la sera del tuo compleanno, forse finiremo per capirci.\ncapirci ancora.\n\nLa sua testa ricadde sulla mia spalla. Le lacrime si sono raccolte nei suoi occhi\ne caddero lentamente sulle sue guance.  Oh! disse, non ho mai avuto\nquesta speranza? Non ho mai cercato di vederla, come stai facendo tu ora?\n\n Hai provato da solo, ho risposto.  Non hai provato con me\nad aiutarti.\n\nQuelle parole sembrarono risvegliare in lei qualcosa della speranza che io stesso provai quando le pronunciai.\nquando le ho pronunciate. Rispose alle mie domande con pi\u00f9 che\ndocilit\u00e0, esercitava la sua intelligenza, apriva volentieri tutta la sua\nmente a me.\n\n Cominciamo, dissi, con ci\u00f2 che accadde dopo che ci eravamo augurati la buonanotte.\nla buonanotte. Siete andati a letto o vi siete alzati?\n\n Sono andato a letto.\n\n Avete notato l'ora? Era tardi?\n\n Non molto. Verso le dodici, credo.\n\n Ti sei addormentato?\n\n No. Quella notte non riuscii a dormire.\n\n Era inquieto?\n\n Stavo pensando a te.\n\nLa risposta mi ha quasi disarmato. Qualcosa nel tono, ancor pi\u00f9 che nelle\nparole, mi arriv\u00f2 dritto al cuore. Solo dopo aver fatto una piccola pausa\nprima una piccola pausa, riuscii a proseguire.\n\n C'era luce nella sua stanza?  Ho chiesto.\n\n Nessuno finch\u00e9 non mi sono alzato di nuovo e ho acceso la mia candela.\n\n Quanto tempo \u00e8 passato, dopo che siete andati a letto?\n\n Circa un'ora dopo, credo. Circa l'una.\n\n Hai lasciato la tua camera da letto?\n\n Stavo per lasciarla. Avevo indossato la mia vestaglia e stavo andando in salotto per\nin salotto per prendere un libro\n\n Hai aperto la porta della tua camera da letto?\n\n L'avevo appena aperto.\n\n Ma lei non era andato in salotto?\n\n No, mi \u00e8 stato impedito di entrarci.\n\n Cosa ti ha fermato?\n\n Vidi una luce sotto la porta e sentii dei passi avvicinarsi.\n\n Era spaventato?\n\n Non allora. Sapevo che la mia povera madre dormiva male e ricordavo che quella sera aveva cercato in tutti i modi di convincermi a lasciarla dormire.\nche quella sera aveva cercato in tutti i modi di convincermi a lasciarle prendere in carico\nil mio Diamante. Era irragionevolmente ansiosa, come pensavo.\ne pensai che fosse venuta da me per vedere se ero a letto e per parlarmi di nuovo del Diamante.\nper parlarmi di nuovo del Diamante, se avesse scoperto che ero sveglia.\n\n Che cosa hai fatto?\n\n Spensi la mia candela, in modo che potesse pensare che fossi a letto. Sono stato\nirragionevole, da parte mia ero determinata a mantenere il mio Diamante nel\nluogo da me scelto.\n\n Dopo aver spento la candela, siete tornati a letto?\n\n Non avevo tempo per tornare indietro. Nel momento in cui spensi la candela,\nla porta del salotto si apr\u00ec e vidi\n\n Hai visto?\n\n Tu.\n\n Vestito come al solito?\n\n No.\n\n In camicia da notte?\n\n In camicia da notte, con la candela della camera da letto in mano.\n\n Da solo?\n\n Da solo.\n\n Riesci a vedere la mia faccia?\n\n S\u00ec.\n\n In modo chiaro?\n\n In modo molto chiaro. La candela nella sua mano me l'ha mostrato.\n\n Avevo gli occhi aperti?\n\n S\u00ec.\n\n Avete notato qualcosa di strano in loro? Qualcosa come un'espressione fissa e\nespressione?\n\n Niente di tutto questo. I suoi occhi erano pi\u00f9 luminosi del solito. Avete\nguardavate nella stanza, come se sapeste di essere dove non dovreste essere e come se aveste paura di essere scoperti.\ne come se temesse di essere scoperto.\n\n Ha osservato una cosa quando sono entrato nella stanza ha osservato\ncome camminavo?\n\n Hai camminato come sempre. Sei arrivato fino al centro della stanza, poi ti sei fermato\nstanza, poi vi siete fermati e vi siete guardati intorno.\n\n Cosa hai fatto quando mi hai visto per la prima volta?\n\n Non potevo fare nulla. Ero pietrificata. Non potevo parlare, non potevo chiamare\nnon potevo nemmeno muovermi per chiudere la porta.\n\n Potrei vederti, dove sei?\n\n Forse mi hai visto. Ma non hai mai guardato verso di me.\n\u00c8 inutile fare questa domanda. Sono sicuro che non mi hai mai visto.\n\n Come fai a esserne sicuro?\n\n Avresti preso il Diamante? Avresti agito come hai fatto dopo?\nsaresti qui ora se avessi visto che ero sveglio e ti guardavo?\nche ti guardavo? Non farmi parlare di questa parte! Voglio rispondere\nvoglio risponderti con calma. Aiutami a mantenere la calma il pi\u00f9 possibile. Passate a qualcos'altro\naltro.\n\nAveva ragione in tutto e per tutto. Ho continuato ad occuparmi di altre cose.\n\n Che cosa feci, dopo essere arrivato al centro della stanza e essermi fermato l\u00ec?\nfermato l\u00ec?\n\n Ti sei girato e sei andato dritto nell'angolo vicino alla finestra dove si trova\nil mio armadio indiano.\n\n Quando ero davanti all'armadietto, dovevo essere girato di spalle verso di voi.\nCome ha fatto a vedere quello che stavo facendo?\n\n Quando tu ti sei trasferito, mi sono trasferito anch'io.\n\n Per vedere cosa facevo con le mani?\n\n Ci sono tre bicchieri nel mio salotto. Mentre stavi l\u00ec, ho visto\ntutto quello che hai fatto, riflesso in uno di essi.\n\n Che cosa hai visto?\n\n Hai appoggiato la candela sulla parte superiore dell'armadio. Hai aperto e chiuso\nun cassetto dopo l'altro, finch\u00e9 non sei arrivato al cassetto in cui avevo\nil mio Diamante. Hai guardato il cassetto aperto per un momento. Poi\nhai messo la mano dentro e hai tirato fuori il Diamante.\n\n Come fai a sapere che ho tolto il Diamante?\n\n Ho visto la tua mano entrare nel cassetto. E ho visto il luccichio della pietra\ntra il dito e il pollice, quando hai tirato fuori la mano.\n\n La mia mano si \u00e8 avvicinata di nuovo al cassetto per chiuderlo, per esempio?\n\n No. Lei aveva il Diamante nella mano destra; e ha preso la candela\ndalla parte superiore dell'armadietto con la mano sinistra.\n\n Ho guardato di nuovo intorno a me, dopo questo?\n\n No.\n\n Ho lasciato immediatamente la stanza?\n\n No. Sei rimasto immobile, per un tempo che mi \u00e8 sembrato lunghissimo. Ho visto il tuo\nviso di traverso nel vetro. Sembrava un uomo che pensava e\ninsoddisfatto dei propri pensieri.\n\n Cosa \u00e8 successo dopo?\n\n Ti sei svegliato all'improvviso e sei uscito subito dalla stanza.\nstanza.\n\n Ho chiuso la porta dopo di me?\n\n No. Siete usciti velocemente nel corridoio e avete lasciato la porta aperta.\n\n E poi?\n\n Poi, la tua luce \u00e8 scomparsa e il suono dei tuoi passi si \u00e8 spento,\ne io rimasi solo nel buio.\n\n Non \u00e8 successo nulla da quel momento, fino al momento in cui tutta la casa\nsapeva che il Diamante era stato perso?\n\n Niente.\n\n Ne \u00e8 sicuro? Non \u00e8 che forse stavi dormendo una parte del tempo?\ntempo?\n\n Non ho mai dormito. Non sono mai tornata nel mio letto. Non successe nulla fino a quando\nPenelope entr\u00f2, alla solita ora del mattino.\n\nLe lasciai la mano, mi alzai e feci un giro nella stanza. Ogni\ndomanda che potevo porre aveva trovato risposta. Ogni dettaglio che potevo\nche potevo desiderare di conoscere mi era stato messo davanti. Mi era persino tornata in mente l'idea\nall'idea del sonnambulismo e all'idea dell'intossicazione; e, ancora una volta, l'inutilit\u00e0 dell'una e dell'altra teoria era stata dimostrata\nl'inutilit\u00e0 dell'una e dell'altra teoria erano state dimostrate dall'autorit\u00e0\nautorit\u00e0, questa volta, del testimone che mi aveva visto. Cosa si sarebbe dovuto\ncosa dire e cosa fare? Si presentava l'orribile fatto del\nFurto, l'unico oggetto visibile e tangibile che mi si parava davanti, in mezzo all'impenetrabile\nin mezzo all'impenetrabile oscurit\u00e0 che avvolgeva tutto il resto! Non un\nluce che mi guidasse, quando mi ero impossessata del segreto di Rosanna Spearman allo Sharman.\nSpearman al Shivering Sand. E non un barlume di luce\nora, quando mi ero appellata a Rachel stessa e avevo ascoltato l'odiosa\nstoria della notte dalle sue stesse labbra.\n\nFu lei la prima, questa volta, a rompere il silenzio.\n\n Ebbene? disse, voi avete chiesto e io ho risposto. Mi hai fatto sperare\nsperare qualcosa da tutto questo, perch\u00e9 _tu_ speravi qualcosa.\nChe cosa hai da dire ora?\n\nIl tono con cui parl\u00f2 mi avvert\u00ec che la mia influenza su di lei era un'influenza\ninfluenza perduta, ancora una volta.\n\n Dovevamo analizzare insieme quello che era successo la sera del mio compleanno, prosegu\u00ec lei.\ne ci saremmo capiti a vicenda. L'abbiamo fatto?\nquesto?\n\nAttese impietosamente la mia risposta. Nel risponderle ho commesso un\nerrore fatale: ho lasciato che l'esasperante impotenza della mia situazione prendesse il sopravvento sul mio\ndel mio autocontrollo. In modo avventato e inutile, le rimproverai il silenzio che mi aveva tenuto\nsilenzio che mi aveva tenuto fino a quel momento all'oscuro della verit\u00e0.\nverit\u00e0.\n\n Se avessi parlato quando avresti dovuto, ho cominciato; se mi avessi reso la comune giustizia di spiegarti.\nse mi avessi reso la comune giustizia di spiegarti\n\nIrruppe in me con un grido di rabbia. Le poche parole che avevo detto sembravano\nle avessero scatenato un'ondata di rabbia.\n\n Spiegami! ripet\u00e9 lei.  Oh! C'\u00e8 un altro uomo cos\u00ec al\nmondo? Lo risparmio, quando il mio cuore si spezza; lo metto al riparo quando \u00e8 in gioco il mio\ncarattere; e _lui_ di tutti gli esseri umani, _lui_ mi si rivolta contro\nmi si rivolta contro e mi dice che avrei dovuto spiegarmi! Dopo\ndopo aver creduto in lui come ho fatto, dopo averlo amato come ho fatto, dopo aver pensato a lui di giorno e sognato\ndopo aver pensato a lui di giorno e sognato di notte, si meraviglia che non lo abbia accusato di\ndella sua disgrazia la prima volta che ci siamo incontrati:  Tesoro del mio cuore, sei un\nLadro! Mio eroe che amo e onoro, ti sei intrufolato nella mia stanza\ndi notte, e hai rubato il mio diamante!  Questo \u00e8 ci\u00f2 che avrei dovuto\ndire. Scellerato, cattivo, cattivo, cattivo, avrei perso cinquanta diamanti piuttosto che vedere la tua faccia\nperdere cinquanta diamanti, piuttosto che vedere il tuo volto disteso come lo vedo ora!\ncome la vedo ora!\n\nHo preso il cappello. Per piet\u00e0 verso di lei, s\u00ec! Posso dire onestamente che per piet\u00e0\nper _lei_, mi allontanai senza dire una parola e aprii la porta dalla quale ero\nero entrato nella stanza.\n\nLei mi segu\u00ec e mi strapp\u00f2 la porta di mano; la chiuse e mi indic\u00f2 il posto da cui ero uscita.\ne indic\u00f2 il luogo che avevo lasciato.\n\n No! ha detto.  Non ancora! Sembra che _io_ debba giustificare la mia condotta a _te_.\ncondotta a _te_. Resterete ad ascoltarla. Oppure vi abbasserete all'infamia pi\u00f9\ninfamia pi\u00f9 bassa di tutte, e ve ne andrete con la forza.\n\nMi si strinse il cuore a vederla, mi si strinse il cuore a sentirla. Risposi\ncon un segno che era tutto ci\u00f2 che potevo fare, che mi sottomettevo alla sua volont\u00e0.\n\nIl rossore cremisi della rabbia cominci\u00f2 a svanire dal suo viso, mentre io tornai indietro e presi la mia sedia in silenzio.\ne presi la mia sedia in silenzio. Aspett\u00f2 un po' e si tranquillizz\u00f2.\nse stessa. Quando riprese il discorso, non si poteva distinguere in lei un solo segno di sentimento.\nun solo segno di sentimento. Parlava senza guardarmi. Le sue mani erano strette in grembo\nin grembo e gli occhi erano fissi a terra.\n\n Avrei dovuto renderti la comune giustizia di spiegarmi, disse lei, ripetendo le mie stesse parole.\ndisse, ripetendo le mie stesse parole.  Vedrete se ho cercato di rendervi\ngiustizia o meno. Vi ho appena detto che non ho mai dormito e non sono mai tornata a letto dopo che\nletto, dopo che voi avete lasciato il mio salotto. \u00c8 inutile\n\u00e8 inutile che vi disturbiate a soffermarvi su ci\u00f2 che ho pensato, non capireste i miei pensieri.\nNon capirebbe i miei pensieri. Le dir\u00f2 solo quello che ho fatto, quando \u00e8 passato abbastanza tempo da\nper aiutarmi a riprendermi. Mi sono astenuta dall'allarmare la casa e dal dire a tutti quello che era successo, come\nraccontare a tutti quello che era successo, come avrei dovuto fare. Nonostante\nNonostante ci\u00f2 che avevo visto, ero abbastanza affezionata a te da credere a qualsiasi cosa!\nqualsiasi impossibilit\u00e0, piuttosto che ammettere con la mia mente che tu\nche tu fossi deliberatamente un ladro. Ho pensato e ripensato e alla fine ho scritto\na te.\n\n Non ho mai ricevuto la lettera.\n\n So che non l'avete mai ricevuta. Aspettate un po' e saprete perch\u00e9.\nLa mia lettera non vi avrebbe detto nulla apertamente. Non vi avrebbe rovinato\nnon vi avrebbe rovinato per tutta la vita, se fosse caduta nelle mani di qualche altra persona. Avrebbe\navrebbe solo detto, in un modo che voi stessi non avreste mai potuto\nche avevo ragione di sapere che eravate in debito e che era nella mia esperienza e in quella di mia madre.\nmia esperienza e quella di mia madre su di voi, che non eravate\nmolto discreto o molto scrupoloso nel procurarsi il denaro quando\nquando lo volevi. Avrebbe ricordato la visita dell'avvocato francese,\ne avrebbe saputo a cosa mi riferivo. Se avesse continuato a leggere con\ninteresse, sareste arrivati a un'offerta che dovevo farvi.\nl'offerta, in forma privata (non una parola, badate, da dire apertamente tra di noi!\ntra di noi!), del prestito di una somma di denaro quanto pi\u00f9 grande possibile.\nottenere. E l'avrei ottenuta! esclam\u00f2 lei, con il colorito che cominciava a\ndi nuovo a salire e i suoi occhi mi guardavano ancora una volta.  Avrei\navrei impegnato io stessa il Diamante, se non avessi potuto ottenere il denaro in nessun altro modo!\nmodo! Con queste parole vi ho scritto. Aspetta! Ho fatto di pi\u00f9. I\nho fatto in modo che Penelope ti desse la lettera quando non c'era nessuno nei paraggi. I\ndi chiudermi nella mia camera da letto e di lasciare il salotto\nlasciato aperto e vuoto per tutta la mattina. E speravo con tutto il cuore e con tutta l'anima\nanima che tu cogliessi l'occasione e rimettessi il Diamante nel cassetto.\ne rimettere il Diamante di nascosto nel cassetto.\n\nTentai di parlare. Lei alz\u00f2 la mano con impazienza e mi ferm\u00f2.\nNelle rapide alternanze del suo temperamento, la sua rabbia stava cominciando a\na salire di nuovo. Si alz\u00f2 dalla sedia e si avvicin\u00f2 a me.\n\n So cosa stai per dire, ha proseguito.  Mi ricorderai di nuovo\nricordarmi ancora una volta che non hai mai ricevuto la mia lettera. Posso dirle perch\u00e9.\nL'ho strappata.\n\n Per quale motivo?  Ho chiesto.\n\n Per la migliore delle ragioni. Ho preferito strapparlo piuttosto che buttarlo via\ncon un uomo come voi! Qual \u00e8 stata la prima notizia che mi \u00e8 giunta al mattino?\nmattina? Proprio quando il mio piccolo piano era completato, cosa ho sentito? Ho sentito\nche lei!!! era la prima persona in casa a chiamare la polizia.\npolizia. Lei era l'uomo attivo, lei era il leader, lei stava lavorando\npi\u00f9 di tutti per recuperare il gioiello! Hai persino avuto l'audacia di chiedere\naudacia tanto da chiedere di parlare con _me_ della perdita del diamante.\nDiamante, il Diamante che lei stesso aveva rubato, il Diamante che\nera sempre stato nelle vostre mani! Dopo questa prova della sua orribile\nfalsit\u00e0 e astuzia, strappai la lettera. Ma anche allora, anche quando ero\nfurioso dalla perquisizione e dall'interrogatorio del poliziotto, che\nche anche allora avevate mandato, c'era una certa infatuazione nella mia mente\nche non mi permetteva di rinunciare a te. Mi sono detto: \"Ha recitato la sua\nvile farsa davanti a tutti gli altri in casa. Lasciami provare se \u00e8 in grado di\nrecitare davanti a me.  Qualcuno mi ha detto che eri sulla terrazza. Sono sceso\nin terrazza. Mi sono costretta a guardarti, a parlarti.\nparlare con te. Hai dimenticato quello che ti ho detto?\n\nAvrei potuto rispondere che ne ricordavo ogni parola. Ma a quale\nscopo, in quel momento, la risposta sarebbe servita?\n\nCome potevo dirle che quello che aveva detto mi aveva stupito, mi aveva angosciato, mi aveva suggerito che era in uno stato pericoloso.\nmi aveva angosciato, mi aveva suggerito che si trovava in uno stato di pericoloso\ndi pericolosa eccitazione nervosa, mi aveva persino fatto sorgere il dubbio che la perdita del gioiello\nse la perdita del gioiello fosse un mistero per lei come per tutti noi.\nma non mi aveva mai fatto intravedere la verit\u00e0?\nSenza l'ombra di una prova da esibire a sostegno della mia innocenza, come potevo persuadere\ninnocenza, come potevo persuaderla che non sapevo nulla di pi\u00f9 di quanto il pi\u00f9\npi\u00f9 di quanto il pi\u00f9 vero estraneo potesse sapere di ci\u00f2 che pensava realmente\nquando mi parl\u00f2 sulla terrazza?\n\n A voi pu\u00f2 far comodo dimenticare, a me fa comodo ricordare\", prosegu\u00ec.\nricordare\", prosegu\u00ec.  So quello che ho detto perch\u00e9 l'ho considerato con\nme stessa, prima di dirlo. Ti ho dato un'opportunit\u00e0 dopo l'altra di\ndi ammettere la verit\u00e0. Non ho lasciato nulla di non detto che potessi dire, a parte\ndirvi che sapevo che avevate commesso il furto. E tutto\nche lei ha ricambiato, \u00e8 stato quello di guardarmi con la sua ignobile finzione di\nstupore e con la vostra falsa faccia di innocenza, proprio come mi avete guardato oggi.\ncome mi hai guardato oggi, come mi stai guardando ora! Ti ho lasciato, quella\nmattina, sapendoti finalmente per quello che eri, per quello che sei, per quello che sei, per quello che sei, per quello che sei.\nmiserabile che abbia mai camminato sulla terra!\n\n Se avessi parlato in quel momento, avresti potuto lasciarmi, Rachel,\nsapendo di aver fatto un torto crudele a un uomo innocente.\n\n Se avessi parlato davanti ad altre persone, ha replicato, con un altro\ncon un altro scatto d'indignazione, saresti stata disonorata a vita! Se avessi\nSe avessi parlato a orecchie diverse dalle vostre, l'avreste negato, come lo state negando ora!\nnegato, come lo state negando ora! Credi che avrei dovuto crederti? Un uomo\nesiterebbe a mentire, se avesse fatto quello che ho visto fare a te, se si fosse comportato\nin seguito, come ho visto comportarsi voi? Le ripeto che mi sono spaventato\ndall'orrore di sentirti mentire, dopo l'orrore di vederti\nladro. Parlate come se si trattasse di un malinteso che qualche parola\navrebbero potuto risolvere! Ebbene, il malinteso \u00e8 finito. La cosa \u00e8\ncosa \u00e8 stata sistemata? No! La cosa \u00e8 esattamente com'era. Non credo che tu\nNon credo che abbiate trovato la camicia da notte, non credo alla lettera di Rosanna Spearman, non credo a una parola di quello che avete detto.\nRosanna Spearman, non credo a una sola parola di quello che hai detto. Tu\nL'hai rubata, ti ho visto! Hai cercato di aiutare la polizia, ti ho visto! Hai\nHai dato in pegno il diamante all'usuraio di Londra, ne sono certo! Hai\nil sospetto della tua disgrazia (grazie al mio silenzio!) su un uomo innocente!\ninnocente! Sei fuggito sul continente con il tuo bottino la mattina dopo!\nmattina! Dopo tutte queste nefandezze, c'era solo un'altra cosa che potevi fare.\npoteva fare. Potevi venire qui con un'ultima falsit\u00e0 sulle labbra.\npotevi venire qui e dirmi che ti ho fatto un torto!\n\nSe fossi rimasto un attimo in pi\u00f9, non so quali parole mi sarebbero sfuggite\nche avrei ricordato con vano pentimento e rammarico. I\npassai accanto a lei e aprii la porta per la seconda volta. Per la seconda volta\nper la seconda volta, con la frenetica perversione di una donna eccitata, mi afferr\u00f2 per un braccio e mi sbarr\u00f2 la via d'uscita.\nbraccio e mi sbarr\u00f2 la strada.\n\n Lasciami andare, ho detto a Rachel.  Sar\u00e0 meglio per entrambi. Lasciami\nandare.\n\nLa passione isterica si gonfi\u00f2 nel suo petto, il suo respiro convulso e accelerato\nquasi mi batteva sul viso, mentre mi tratteneva davanti alla porta.\n\n Perch\u00e9 sei venuto qui?\", insistette lei, disperata.  Ti chiedo\ndi nuovo perch\u00e9 sei venuta qui? Hai paura che ti smascheri? Ora sei\nora siete un uomo ricco, ora avete un posto nel mondo, ora potete\nsposare la migliore signora del paese, hai paura che io dica le parole\nche non ho mai detto a nessuno tranne che a te? Non posso dirle!\nNon posso esporvi! Sono peggiore, se peggiore pu\u00f2 essere, di quanto lo sia tu stesso.\nte stesso.  Le lacrime e i singhiozzi le sgorgarono. Lottava con loro\nferocemente; mi strinse sempre pi\u00f9 forte.  Non riesco a strapparti dal mio\ncuore, disse, anche adesso! Puoi confidare nella vergognosa, vergognosa\ndebolezza che pu\u00f2 lottare contro di te solo in questo modo!  Improvvisamente\nmi lasci\u00f2 andare, alz\u00f2 le mani e le strinse freneticamente nell'aria.\naria.  Qualsiasi altra donna vivente si sottrarrebbe alla vergogna di toccarlo!\nlui! esclam\u00f2.  Oh, Dio! Mi disprezzo ancora di pi\u00f9 di quanto\ndisprezzo di _lui_!\n\nLe lacrime si facevano strada a forza nei miei occhi, nonostante l'orrore che\nnon poteva pi\u00f9 essere sopportato.\n\n Saprai che mi hai fatto un torto, ancora, dissi.  O non mi vedrai\nnon mi vedrai mai pi\u00f9!\n\nCon queste parole la lasciai. Si alz\u00f2 dalla sedia su cui\nera caduta un attimo prima: si alz\u00f2 la nobile creatura!\nnobile creatura! e mi segu\u00ec attraverso la stanza esterna, con un'ultima misericordiosa\nparola di commiato.\n\n Franklin! ha detto, ti perdono! Oh, Franklin, Franklin! Non ci incontreremo mai pi\u00f9.\nnon ci incontreremo mai pi\u00f9. Di' che mi perdoni!\n\nMi voltai, in modo da farle vedere in faccia che non parlavo pi\u00f9.\nmi voltai, agitai la mano e la vidi in modo confuso, come in una visione, attraverso le lacrime che mi avevano finalmente conquistato.\nle lacrime che alla fine mi avevano conquistato.\n\nUn attimo dopo, l'amarezza peggiore era passata. Ero di nuovo in\ngiardino. Non la vidi e non la sentii pi\u00f9.\n\n\nCAPITOLO VIII\n\nQuella sera tardi fui sorpreso nel mio alloggio dalla visita di Mr.\nBruff.\n\nIl modo di fare dell'avvocato era cambiato in modo evidente. Aveva perso la sua\nsicurezza e lo spirito di sempre. Mi strinse la mano, per la prima volta in vita sua, in silenzio.\nin vita sua, in silenzio.\n\n Torni a Hampstead?  Chiesi, per dire qualcosa.\n\n Ho appena lasciato Hampstead, rispose.  So, signor Franklin, che\navete finalmente raggiunto la verit\u00e0. Ma, vi dico chiaramente, se avessi potuto prevedere il prezzo\nse avessi potuto prevedere il prezzo che sarebbe stato pagato per questo, avrei preferito\navrei preferito lasciarvi all'oscuro.\n\n Hai visto Rachel?\n\n Sono venuto qui dopo averla riaccompagnata a Portland Place; era\nimpossibile lasciarla tornare in carrozza da sola. Non posso certo\nresponsabile, visto che l'ha vista in casa mia e con il mio permesso, per lo shock che questo sfortunato colloquio ha inflitto a lei.\npermesso per lo shock che questo sfortunato colloquio le ha inflitto.\nlei. Tutto quello che posso fare \u00e8 prevenire il ripetersi di questo inconveniente.\n\u00c8 giovane, ha uno spirito risoluto e superer\u00e0 la cosa, con il tempo e il riposo che l'aiuteranno.\ntempo e il riposo l'aiuteranno. Voglio avere la certezza che non farete nulla per\nnulla per ostacolare la sua guarigione. Posso contare sul fatto che non farete un secondo\ntentativo di vederla se non con il mio consenso e la mia approvazione?\n\n Dopo quello che ha sofferto lei e dopo quello che ho sofferto io, ho detto,\n potete contare su di me.\n\n Ho la tua promessa?\n\n Avete la mia promessa.\n\nMr. Bruff sembr\u00f2 sollevato. Pos\u00f2 il cappello e avvicin\u00f2 la sedia alla mia.\npi\u00f9 vicina alla mia.\n\n \u00c8 deciso! disse.  Ora, per quanto riguarda il futuro _il vostro_ futuro, intendo\nfuturo, intendo. A mio avviso, il risultato della piega straordinaria che ha preso la questione\nche la questione ha preso ora \u00e8 brevemente questo. In primo luogo, siamo sicuri che\nRachel vi ha detto tutta la verit\u00e0, per quanto le parole possano dirla.\nIn secondo luogo, anche se sappiamo che ci deve essere un terribile\nerrore da qualche parte, non possiamo certo biasimarla per averla creduta\ncolpevole, in base alle prove dei suoi sensi; sostenute, come quelle prove sono state\ncircostanze che, a prima vista, sembrano essere\ncontro di voi.\n\nMi sono intromesso.  Non biasimo Rachel, dissi.  Mi dispiace solo che\nnon sia riuscita a convincersi a parlarmi pi\u00f9 chiaramente in quel momento.\nmomento.\n\n Potreste anche rimpiangere che Rachel non sia un'altra persona, ha ribattuto Mr.\nMr. Bruff.  E anche in quel caso, dubito che una ragazza di una certa delicatezza, il cui cuore era\ncuore di sposarti, avrebbe potuto permettersi di accusarti in faccia\naccusarti in faccia di essere un ladro. In ogni caso, non era nella\nRachel di farlo. In una questione molto diversa da questa\nche l'ha messa in una posizione non del tutto dissimile dalla sua posizione nei tuoi confronti.\nposizione non del tutto dissimile da quella in cui si trovava nei vostri confronti.\nmotivo simile a quello che ha guidato la sua condotta nel vostro caso.\nInoltre, come mi ha detto lei stessa, mentre andavamo in citt\u00e0 questa sera, se\nse avesse parlato apertamente, non avrebbe creduto alla vostra negazione\nnon avrebbe creduto alla vostra negazione pi\u00f9 di quanto ci creda ora. Che risposta potete dare a questo? Non c'\u00e8\nNon c'\u00e8 nessuna risposta da dare. Suvvia, suvvia, signor Franklin! La mia visione del caso\ndel caso si \u00e8 rivelata del tutto sbagliata, lo ammetto, ma, per come stanno le cose ora,\nil mio consiglio pu\u00f2 valere la pena di essere ascoltato. Vi dico chiaramente che\nche sprecheremo il nostro tempo e ci arrovelleremo il cervello a vuoto, se\nse cerchiamo di tornare indietro e di dipanare questa spaventosa complicazione dall'inizio.\ndall'inizio. Chiudiamo risolutamente la mente a tutto ci\u00f2 che \u00e8 successo\ntutto quello che \u00e8 successo l'anno scorso nella casa di campagna di Lady Verinder; e guardiamo a quello che\nfuturo, anzich\u00e9 a ci\u00f2 che non possiamo scoprire nel passato.\nnel passato.\n\n Di sicuro dimentica, ho detto, che l'intera questione \u00e8 essenzialmente una\nper quanto mi riguarda, \u00e8 una questione del passato.\n\n Rispondete a questo, replic\u00f2 il signor Bruff.  La Pietra di Luna \u00e8 alla base\ndi tutti i guai o no?\n\n Naturalmente lo \u00e8.\n\n Molto bene. Cosa crediamo che sia stato fatto con la Pietra di Luna, quando \u00e8 stata\nportata a Londra?\n\n \u00c8 stato dato in pegno al signor Luker.\n\n Sappiamo che non \u00e8 lei la persona che l'ha promesso. Sappiamo chi\nl'ha fatto?\n\n No.\n\n Dove crediamo che si trovi ora la Pietra di Luna?\n\n Depositato presso i banchieri del signor Luker.\n\n Esattamente. Ora osservate. Siamo gi\u00e0 nel mese di giugno. Verso la\nverso la fine del mese (non posso essere preciso sul giorno) sar\u00e0 trascorso un anno dal momento in cui\nun anno dal momento in cui crediamo che il gioiello sia stato impegnato.\nC'\u00e8 almeno la possibilit\u00e0 che la persona che l'ha impegnato sia disposta a riscattarlo quando\nche la persona che l'ha impegnato sia disposta a riscattarlo allo scadere dell'anno. Se lo\nSe lo riscatter\u00e0, il signor Luker dovr\u00e0 lui stesso, in base ai termini del suo accordo\naccordi, il signor Luker dovr\u00e0 togliere il Diamante dalle mani del suo banchiere. In queste circostanze\ncircostanze, propongo di mettere un orologio in banca, mentre il mese in corso sta per\nmese in corso, e di scoprire chi \u00e8 la persona a cui il Sig.\nLuker restituisce la Pietra di Luna. Lo vedete ora?\n\nHo ammesso (un po' a malincuore) che l'idea era comunque nuova.\ncomunque.\n\n \u00c8 un'idea del signor Murthwaite quanto la mia, disse il signor Bruff.  Non mi sarebbe mai passato per la testa\nnon mi sarebbe mai passata per la testa, se non fosse per una conversazione che abbiamo avuto\ninsieme qualche tempo fa. Se il signor Murthwaite ha ragione, \u00e8 probabile che gli indiani\nindiani saranno di guardia alla banca, verso la fine del mese.\ne potrebbe venirne fuori qualcosa di serio. Quello che succeder\u00e0 non ha\nnon ha importanza per voi e per me, tranne che per il fatto che potrebbe aiutarci a mettere le mani sul misterioso\nmisterioso Qualcuno che ha impegnato il Diamante. Quella persona, ci potete scommettere, \u00e8\nche \u00e8 responsabile (non pretendo di sapere come) della posizione in cui vi trovate in questo momento.\nposizione in cui vi trovate in questo momento; e solo quella persona pu\u00f2 rimettervi in sesto\nnella stima di Rachel.\n\n Non posso negare, ho detto, che il piano che proponete risponde alla difficolt\u00e0\nin un modo molto audace, molto ingegnoso e molto nuovo. Ma\n\n Ma ha un'obiezione da fare?\n\n Si. La mia obiezione \u00e8 che la vostra proposta ci obbliga ad aspettare.\n\n Concesso. Per quanto riguarda il tempo, \u00e8 necessario che aspettiate circa\nquindici giorni pi\u00f9 o meno. \u00c8 cos\u00ec tanto tempo?\n\n \u00c8 una vita, signor Bruff, in una situazione come la mia. La mia esistenza\nsar\u00e0 semplicemente insopportabile, a meno che io non faccia qualcosa per\ndi ripulire il mio carattere in una volta sola.\n\n Bene, bene, lo capisco. Hai gi\u00e0 pensato a cosa puoi\nfare?\n\n Ho pensato di consultare il sergente Cuff.\n\n Si \u00e8 ritirato dalla polizia. \u00c8 inutile aspettarsi che il sergente\naiutarvi.\n\n So dove trovarlo e posso solo provarci.\n\n Provate, disse Mr. Bruff, dopo un attimo di riflessione.  Il caso ha assunto\nha assunto un aspetto cos\u00ec straordinario dai tempi del sergente Cuff, che\nche potreste ravvivare il suo interesse per l'inchiesta. Provate, e fatemi sentire il risultato.\nrisultato. Nel frattempo, continu\u00f2, salendo, se non farete nessuna\nscoperte tra questo e la fine del mese, sono libero di provare,\nda parte mia, cosa si pu\u00f2 fare tenendo d'occhio la banca?\n\n Certamente, risposi, a meno che non vi sollevassi da ogni necessit\u00e0 di\ndi tentare l'esperimento nell'intervallo.\n\nIl signor Bruff sorrise e prese il cappello.\n\n Dite al sergente Cuff, replic\u00f2, che _io_ dico che la scoperta della verit\u00e0 dipende dalla scoperta della persona che ha impegnato il diamante.\nverit\u00e0 dipende dalla scoperta della persona che ha impegnato il Diamante.\nE fatemi sentire cosa ne pensa il Sergente Cuff con la sua esperienza.\n\nCos\u00ec ci siamo lasciati.\n\nIl mattino seguente, di buon'ora, partii per la cittadina di Dorking, il luogo di ritiro del sergente Cuff, come mi era stato indicato da Betteredge.\nluogo di ritiro del sergente Cuff, come indicatomi da Betteredge.\n\nInformandomi presso l'hotel, ho ricevuto le indicazioni necessarie per trovare il cottage del sergente.\nil cottage del sergente. Si accedeva da una tranquilla strada secondaria, poco\ndalla citt\u00e0 e si trovava comodamente al centro di un proprio appezzamento di terreno\ndi giardino, protetto da un buon muro di mattoni sul retro e sui lati, e da un alto\nlati, e da un'alta siepe di cespugli sul davanti. Il cancello, ornato nella parte\nnella parte superiore da tralicci elegantemente dipinti, era chiuso a chiave. Dopo aver\nsuonato al campanello, sbirciai attraverso i tralicci e vidi il fiore preferito del\nfiore preferito del grande Cuff, che sbocciava nel suo giardino,\na grappolo sulla sua porta, che si affacciava alle sue finestre. Lontano dai\ncrimini e dai misteri della grande citt\u00e0, l'illustre ladro\nviveva placidamente gli ultimi anni sibariti della sua vita, soffocato dalle rose!\ndi rose!\n\nUna donna anziana e rispettabile mi apr\u00ec il cancello e annient\u00f2 subito tutte le speranze che avevo riposto nell'assistenza del sergente Cuff.\ntutte le speranze che avevo riposto nell'assistenza del sergente Cuff.\nEra partito, solo il giorno prima, per un viaggio in Irlanda.\n\n \u00c8 andato l\u00ec per lavoro?  Ho chiesto.\n\nLa donna sorrise.  Ora ha solo un'attivit\u00e0, signore, disse, ed \u00e8 quella delle rose.\n\u00e8 quello delle rose. Un grande giardiniere in Irlanda ha scoperto una novit\u00e0\nqualcosa di nuovo nella coltivazione delle rose e il signor Cuff \u00e8 partito per indagare\nper indagare.\n\n Sa quando torner\u00e0?\n\n \u00c8 abbastanza incerto, signore. Il signor Cuff ha detto che dovrebbe tornare subito,\no stare via per un po' di tempo, a seconda che ritenesse la nuova scoperta\nnon valga nulla, o che valga la pena di approfondire. Se ha qualche messaggio da lasciare\nper lui, mi prender\u00f2 cura, signore, che lo riceva.\n\nLe ho dato il mio biglietto da visita, dopo averci scritto sopra a matita:  Ho\nqualcosa da dire sulla Pietra di Luna. Mi faccia avere sue notizie non appena\nritorno.  Fatto questo, non restava altro che sottomettersi alle circostanze e tornare a Londra.\ncircostanze e tornare a Londra.\n\nNello stato d'animo irritabile in cui mi trovavo al momento in cui sto scrivendo, l'esito fallimentare del mio viaggio al cottage del Sergente\nil risultato fallimentare del mio viaggio verso il cottage del Sergente non fece altro che aggravare\nnon fece che aggravare in me l'impulso irrequieto di fare qualcosa. Il giorno\ngiorno del mio ritorno da Dorking, decisi che la mattina successiva\nche il mattino seguente mi sarei impegnato in un nuovo sforzo per passare, attraverso tutti gli ostacoli, dall'oscurit\u00e0 al\nostacoli, dall'oscurit\u00e0 alla luce.\n\nQuale forma avrebbe assunto il mio prossimo esperimento?\n\nSe l'eccellente Betteredge fosse stato presente mentre stavo valutando\nse fosse stato presente mentre consideravo la questione, e se fosse stato messo al corrente del segreto dei miei pensieri,\navrebbe senza dubbio dichiarato che il lato tedesco di me era, in questa\nin questa occasione, il mio lato pi\u00f9 alto. Per parlare seriamente, \u00e8 forse\n\u00e8 possibile che la mia formazione tedesca sia stata in qualche misura responsabile del\nlabirinto di speculazioni inutili in cui ora mi trovavo coinvolto. Per\ngran parte della notte rimasi seduto a fumare e ad elaborare teorie,\nuna pi\u00f9 profondamente improbabile dell'altra. Quando riuscivo a dormire,\nle mie fantasie da sveglio mi inseguivano in sogno. Mi alzai il mattino seguente, con\noggettivo-soggettivo e soggettivo-oggettivo inestricabilmente intrecciati\ne iniziai la giornata che avrebbe visto il mio prossimo sforzo di\ndi un'azione pratica di qualche tipo, dubitando di avere un qualsiasi\ndiritto (su basi puramente filosofiche) di considerare qualsiasi tipo di cosa (compreso il Diamante) come\ndi cose (compreso il Diamante) come esistente.\n\nQuanto a lungo sarei potuto rimanere perso nella nebbia della mia metafisica,\nse fossi stato lasciato libero di uscirne, \u00e8 impossibile per me dire.\nCome si \u00e8 dimostrato, l'incidente \u00e8 venuto in mio soccorso e mi ha felicemente liberato.\nme. Mi capit\u00f2 di indossare, quella mattina, lo stesso cappotto che avevo indossato il giorno del colloquio con Rachel.\nil giorno del colloquio con Rachel. Cercando qualcos'altro in una\nin una delle tasche, mi imbattei in un pezzo di carta accartocciato e, tirandolo fuori, trovai il biglietto da visita di Betteredge.\ne, tirandolo fuori, mi ritrovai in mano la lettera dimenticata di Betteredge.\n\nSembrava difficile per il mio vecchio amico lasciarlo senza una risposta. I\nandai al mio tavolo da lavoro e rilessi la sua lettera.\n\nUna lettera che non contiene nulla di minimamente importante, non \u00e8 sempre\nnon \u00e8 sempre una lettera facile a cui rispondere. L'attuale tentativo di Betteredge di\ndi Betteredge di corrispondere con me rientrava in questa categoria. L'assistente del signor Candy,\nCandy, altrimenti Ezra Jennings, aveva detto al suo padrone di avermi visto; e Mr.\nMr. Candy, a sua volta, voleva vedermi e dirmi qualcosa, quando\nquando mi sarei trovato nei pressi di Frizinghall. Cosa c'era da dire in\nrisposta che valesse la carta su cui era scritta? Mi sono seduto\na disegnare a memoria le sembianze del notevole assistente di Mr.\nCandy, sul foglio di carta che avevo giurato di dedicare a Betteredge, finch\u00e9 non mi venne in mente di fare un passo indietro.\nBetteredge, finch\u00e9 non mi venne in mente che qui c'era l'incontenibile Ezra Jennings.\nincontenibile Ezra Jennings a mettermi di nuovo i bastoni tra le ruote! Ho gettato una dozzina di\ndi ritratti dell'uomo con i capelli calvi (i capelli, in ogni caso, erano\nin tutti i casi, straordinariamente simili), nel cestino della carta straccia e poi\nl\u00ec, scrissi la mia risposta a Betteredge. Era una lettera perfettamente banale\nlettera, ma ebbe un effetto eccellente su di me. Lo sforzo di scrivere poche\npoche frasi, in un inglese semplice, mi ha completamente liberato la mente dalle\nmente dalle torbide assurdit\u00e0 che l'avevano riempita dal giorno precedente.\n\nDedicandomi ancora una volta alla delucidazione dell'impenetrabile rompicapo\nche la mia posizione mi presentava, cercai ora di affrontare la difficolt\u00e0\ndifficolt\u00e0 indagando da un punto di vista chiaramente pratico.\nPoich\u00e9 gli eventi della notte memorabile mi erano ancora incomprensibili, guardai un po' pi\u00f9 indietro e\ndi eventi della memorabile notte, guardai un po' pi\u00f9 indietro e cercai nella mia memoria delle prime ore del compleanno\nore del compleanno alla ricerca di qualche episodio che potesse\nche potesse aiutarmi a trovare l'indizio.\n\nEra successo qualcosa mentre io e Rachel stavamo finendo di dipingere la porta?\no, pi\u00f9 tardi, quando sono andata a Frizinghall? O dopo, quando sono tornata con Godfrey Ablewhite e le sue sorelle?\nquando sono tornata con Godfrey Ablewhite e le sue sorelle? O, pi\u00f9 tardi ancora, quando\nquando misi la pietra di luna nelle mani di Rachel?\ncompagnia e ci riunimmo tutti intorno alla tavola? La mia memoria\ndi domande abbastanza facilmente, finch\u00e9 non arrivai all'ultima.\nall'ultima. Ripensando all'evento sociale della cena di compleanno, mi sono\nmi ritrovai a un punto morto all'inizio dell'indagine. I\nnon ero nemmeno in grado di ricordare con precisione il numero degli ospiti che si erano\nche si erano seduti al mio stesso tavolo.\n\nMi sento completamente in difetto in questo caso e concludo, quindi, che gli incidenti della cena potrebbero ripagare in modo particolare il disturbo della cena,\nche gli incidenti della cena avrebbero potuto ripagare in modo particolare la fatica di\nindagare, facevano parte dello stesso processo mentale nel mio caso.\ncaso. Credo che altre persone, in una situazione simile, avrebbero\navrebbero ragionato come me. Quando il perseguimento dei nostri interessi ci fa diventare\ndiventare oggetto di indagine per noi stessi, siamo naturalmente sospettosi di ci\u00f2 che\ndi ci\u00f2 che non conosciamo. Una volta in possesso dei nomi delle persone che\npresenti alla cena, decisi di arricchire le scarse risorse della mia memoria.\nrisorse carenti della mia memoria, di fare appello a quella degli altri ospiti.\ndegli altri ospiti; di scrivere tutto ci\u00f2 che potevano ricordare degli eventi sociali del\neventi sociali del compleanno; e di verificare il risultato cos\u00ec ottenuto,\nalla luce di ci\u00f2 che era accaduto in seguito, quando la compagnia aveva lasciato la casa.\ncasa.\n\nQuest'ultimo e ultimo dei miei numerosi esperimenti contemplati nell'arte dell'indagine, che Betteredge avrebbe probabilmente attribuito alla\ndi indagine, che Betteredge avrebbe probabilmente attribuito alla parte\nche Betteredge avrebbe probabilmente attribuito al fatto che per il momento il mio lato pi\u00f9 lucido, o francese, era\npu\u00f2 rivendicare la sua importanza in questa sede, per i suoi stessi meriti. Per quanto possa sembrare improbabile, avevo\nper quanto possa sembrare inverosimile, avevo finalmente trovato la strada per arrivare alla radice della questione. Tutto ci\u00f2 che\nvolevo solo un suggerimento che mi guidasse nella giusta direzione.\nPrima che un altro giorno fosse passato sopra la mia testa, quel suggerimento mi fu dato da\nuno della compagnia che era presente alla festa di compleanno!\n\nCon il piano di lavoro che avevo ora in mente, era prima di tutto\nnecessario possedere l'elenco completo degli ospiti. Questo potevo\nottenere facilmente da Gabriel Betteredge. Decisi di tornare nello\nYorkshire quel giorno e di iniziare la mia indagine il mattino dopo.\nmattina successiva.\n\nEra troppo tardi per partire con il treno che lasciava Londra prima di mezzogiorno.\nmezzogiorno. Non c'era altra alternativa che aspettare, per quasi tre ore, la partenza del\npartenza del treno successivo. C'era qualcosa che potevo fare a Londra\nche potesse occupare utilmente questo intervallo di tempo?\n\nI miei pensieri tornarono ostinatamente alla cena di compleanno.\n\nSebbene avessi dimenticato i numeri e, in molti casi, i nomi degli ospiti, ricordavo abbastanza facilmente che il numero di ospiti era di gran lunga maggiore\ndegli ospiti, ricordavo abbastanza facilmente che la percentuale di gran lunga maggiore di loro\ndi gran lunga la maggior parte di loro proveniva da Frizinghall o dai suoi dintorni.\nMa la percentuale maggiore non era la totalit\u00e0. Alcuni di noi non risiedevano abitualmente\nresidenti abituali in campagna. Io stesso ero uno di questi pochi. Il signor Murthwaite\nera un altro. Godfrey Ablewhite era un terzo. Il signor Bruff no: ho ricordato che\nche gli affari avevano impedito a Mr. Bruff di far parte della\nfesta. Erano presenti delle signore che abitualmente risiedono a Londra?\nLondra? Ricordo solo che Miss Clack rientrava in quest'ultima categoria.\ncategoria. Comunque, c'erano tre ospiti, in ogni caso, che era chiaramente\nera chiaramente consigliabile che io vedessi prima di lasciare la citt\u00e0. Partii subito in macchina\nBruff; non conoscendo l'indirizzo delle persone di cui ero alla ricerca e pensando che\npersone che cercavo e ritenendo probabile che potesse mettermi in condizione di trovarle.\ndi trovarle.\n\nIl signor Bruff si dimostr\u00f2 troppo occupato per concedermi pi\u00f9 di un minuto del suo prezioso tempo.\ntempo prezioso. In quel minuto, tuttavia, riusc\u00ec a risolvere nel modo pi\u00f9 scoraggiante\nmodo scoraggiante tutte le domande che avevo da porgli.\n\nIn primo luogo, egli considerava il mio metodo appena scoperto per trovare un\nindizio del mistero come qualcosa di troppo puramente fantasioso per essere seriamente\ndiscutere seriamente. In secondo, terzo e quarto luogo, il signor Murthwaite era ormai sulla via del ritorno\nMurthwaite stava tornando sulla scena delle sue avventure passate; la signorina Clack aveva subito delle perdite e si era accontentata\nMiss Clack aveva subito delle perdite e si era stabilita, per motivi di economia, in Francia;\nMr. Godfrey Ablewhite poteva o meno essere rintracciabile da qualche parte a Londra.\nLondra. Supponiamo che io chieda informazioni al suo club. E supponiamo che io abbia scusato Mr.\nBruff, se tornasse ai suoi affari e mi augurasse il buongiorno?\n\nIl campo d'indagine a Londra, essendo ormai cos\u00ec ristretto da comprendere soltanto\ndi scoprire l'indirizzo di Godfrey, seguii l'indicazione dell'avvocato e mi recai al suo club.\nsuggerimento dell'avvocato e mi recai al suo club.\n\nNella sala ho incontrato uno dei membri, che era un vecchio amico di mio cugino e che era anche un mio conoscente.\ncugino e che era anche un mio conoscente. Questo signore,\ndopo avermi illuminato sull'argomento del discorso di Godfrey, mi ha parlato di\ndue eventi recenti della sua vita, che erano di per s\u00e9 di una certa importanza e che non erano stati\ndi per s\u00e9, e che non erano mai giunti alle mie orecchie.\n\nSembrava che Godfrey, lungi dall'essere scoraggiato dal ritiro di Rachele dal fidanzamento con lui, avesse fatto delle avances matrimoniali.\nRachel si era ritirata dal fidanzamento con lui, aveva fatto delle avances matrimoniali\npoco dopo a un'altra giovane donna, ritenuta una grande ereditiera.\nLa sua causa era andata a buon fine e il suo matrimonio era stato considerato un\nuna cosa sicura e consolidata. Ma, anche in questo caso, il fidanzamento era stato\nimprovvisamente e inaspettatamente interrotto a causa, si dice, in questa occasione\na una grave divergenza di opinioni tra lo sposo e il padre della signora.\nsposo e il padre della signora, sulla questione della sistemazione.\n\nPer compensare questo secondo disastro matrimoniale, Godfrey si trov\u00f2 poco dopo\nGodfrey si era trovato poco dopo a essere oggetto di un affettuoso ricordo pecuniario,\nda parte di una delle sue numerose ammiratrici. Una ricca signora anziana molto\nrispettata alla Societ\u00e0 delle Madri per la Conversione dei Piccoli Vestiti, e grande amica di Miss Clack (per dirla con le sue parole).\namica di Miss Clack (alla quale aveva lasciato solo un anello di lutto) aveva lasciato in eredit\u00e0 a Miss Clack\nanello di lutto) aveva lasciato in eredit\u00e0 all'ammirevole e meritevole Godfrey un lascito di cinquemila sterline.\ndi cinquemila sterline. Dopo aver ricevuto questa bella aggiunta alle sue\nmodeste risorse pecuniarie, si era sentito dire che sentiva la necessit\u00e0 di\nla necessit\u00e0 di prendersi una piccola pausa dalle sue attivit\u00e0 caritatevoli,\ne che il suo medico gli aveva prescritto un viaggio sul Continente, che sarebbe stato probabilmente\ndi un futuro molto vantaggioso per la sua salute.  Se volessi vederlo\nse volevo vederlo, sarebbe stato consigliabile non perdere tempo a fare la mia\nvisita.\n\nSono andato, allora e l\u00ec, a fare la mia visita.\n\nLa stessa fatalit\u00e0 che mi aveva fatto ritardare di un giorno la chiamata al sergente Cuff, mi ha fatto ritardare di un giorno la chiamata a Godfrey.\nSergente Cuff, mi ha fatto arrivare di nuovo un giorno di ritardo nel chiamare Godfrey. Egli\nera partito da Londra, la mattina precedente, con il treno delle maree, per\nDover. Doveva attraversare fino a Ostenda e il suo servitore credeva che stesse andando a Bruxelles.\nBruxelles. L'ora del suo ritorno era piuttosto incerta, ma potevo essere sicuro che sarebbe stato via almeno tre\nma potevo essere certo che sarebbe stato via almeno tre mesi.\n\nTornai al mio alloggio un po' depresso di spirito. Tre degli\ninvitati alla cena di compleanno, e tutte e tre le persone eccezionalmente\npersone eccezionalmente intelligenti erano fuori dalla mia portata, proprio nel momento in cui era\nproprio nel momento in cui era pi\u00f9 importante poter comunicare con loro. Le mie ultime speranze\nsperanze erano riposte in Betteredge e negli amici della defunta Lady Verinder che\nVerinder che avrei potuto trovare nelle vicinanze della casa di campagna di Rachel.\ncasa di campagna di Rachel.\n\nIn questa occasione, mi recai direttamente a Frizinghall, la citt\u00e0 che ora \u00e8 il punto centrale del mio campo d'indagine.\npunto centrale del mio campo d'indagine. Arrivai troppo tardi la sera per\nsera per poter comunicare con Betteredge. Il mattino dopo, inviai un messaggero con una lettera\nun messaggero con una lettera, chiedendogli di raggiungermi all'hotel,\nal pi\u00f9 presto.\n\nAvendo preso la precauzione, in parte per risparmiare tempo, in parte per accontentare\nBetteredge di inviare il mio messaggero con una mosca, avevo la ragionevole prospettiva, se non ci fossero stati ritardi, di vedere il vecchio\ndi vedere il vecchio in meno di due ore dall'ora in cui l'avevo mandato a chiamare.\ndue ore dall'ora in cui l'avevo mandato a chiamare. Durante questo intervallo,\nDurante questo intervallo, mi impegnai ad aprire la mia indagine tra gli ospiti presenti alla cena di compleanno che\ntra gli ospiti presenti alla cena di compleanno che conoscevo personalmente e che erano\npersonalmente e che erano facilmente raggiungibili. Si trattava dei miei parenti, gli\nAblewhites e il signor Candy. Il dottore aveva espresso un desiderio particolare di\ndi vedermi, e il dottore abitava nella strada accanto. Cos\u00ec andai prima dal signor Candy.\nprima.\n\nDopo quello che mi aveva raccontato Betteredge, mi aspettavo naturalmente di trovare sul volto del medico\nsul volto del medico le tracce della grave malattia di cui aveva sofferto.\nsofferto. Ma non ero assolutamente preparata a un cambiamento come quello che vidi in lui quando entr\u00f2 nella stanza e mi strinse la mano.\nquando entr\u00f2 nella stanza e mi strinse la mano. I suoi occhi erano\ncapelli erano diventati completamente grigi, il suo viso era smagrito, la sua figura si era\nfigura si era rimpicciolita. Guardai il dottore un tempo vivace, sferragliante, umoristico e\nmedico, un tempo vivace, sferragliante e umoristico, associato nel mio ricordo alla perpetrazione di\nincorreggibili indiscrezioni sociali e innumerevoli scherzi da ragazzino e non vidi pi\u00f9 nulla del suo\nnon vedevo pi\u00f9 nulla di quello che era prima, se non la vecchia tendenza alla volgare\nvolgare nel vestire. L'uomo era un relitto, ma i suoi abiti e i suoi gioielli, in una crudele presa in giro\ngioielli, in crudele beffa del suo cambiamento, erano allegri e sgargianti come sempre.\ngaio e sgargiante come sempre.\n\n Ho pensato spesso a lei, Mr. Blake, disse, e sono felice di rivederla finalmente.\nfelice di rivederla finalmente. Se c'\u00e8 qualcosa che posso fare per voi,\nla prego di comandare i miei servigi, signore, la prego di comandare i miei servigi!\n\nPronunci\u00f2 quelle poche parole banali con inutile fretta e foga,\ne con la curiosit\u00e0 di sapere che cosa mi avesse portato nello Yorkshire, che era perfettamente\nera perfettamente, direi infantilmente, incapace di nascondere\nnotare.\n\nCon l'obiettivo che mi ero prefissato, avevo ovviamente previsto la necessit\u00e0 di\nnecessit\u00e0 di dare una sorta di spiegazione personale, prima di poter\nprima di poter sperare di interessare persone, per lo pi\u00f9 estranee a me, a fare il loro\nfare del loro meglio per aiutare la mia indagine. Durante il viaggio verso Frizinghall avevo organizzato\nche la mia spiegazione doveva essere e ho colto l'opportunit\u00e0 che mi si offriva ora\ndi provarne l'effetto sul signor Candy.\n\n Sono stato nello Yorkshire, l'altro giorno, e sono di nuovo nello Yorkshire ora, per una missione\nuna commissione piuttosto romantica, ho detto.  Si tratta di una questione, signor Candy, per la quale\ngli amici della defunta Lady Verinder si sono interessati. Ricorda\nla misteriosa perdita del Diamante Indiano, avvenuta ormai quasi un anno fa?\nUltimamente si sono verificate delle circostanze che fanno sperare che possa essere\nche possa essere ritrovato e io mi sto interessando, come membro della famiglia, al suo recupero.\nrecuperarlo. Tra gli ostacoli che si frappongono al mio cammino, c'\u00e8 la necessit\u00e0 di\nraccogliere di nuovo tutte le prove che erano state scoperte a suo tempo, e\ndi pi\u00f9, se possibile. Ci sono delle particolarit\u00e0 in questo caso che rendono\ndesiderabile rivivere il mio ricordo di tutto ci\u00f2 che accadde in casa la sera della\ncasa, la sera del compleanno della signorina Verinder. E mi permetto di\nalle amiche della defunta madre, che erano presenti in quell'occasione,\na prestarmi l'aiuto dei loro ricordi\n\nEro arrivato fino a quel punto nel provare le mie frasi esplicative, quando fui improvvisamente fermato dal vedere chiaramente sul volto di Mr.\nquando fui bruscamente bloccato dal vedere chiaramente sul viso del signor Candy che il mio\nesperimento su di lui era un totale fallimento.\n\nIl piccolo dottore rimase inquieto a scaccolarsi le dita\nper tutto il tempo in cui parlavo. I suoi occhi fiochi e acquosi erano fissi sul mio viso\ncon un'espressione di indagine vacua e malinconica molto dolorosa da vedere.\nEra impossibile capire a cosa stesse pensando. L'unica cosa\nchiaramente visibile era che, dopo le prime due o tre parole, non ero riuscito a\nparole, nel fissare la sua attenzione. L'unica possibilit\u00e0 di richiamarlo a\na se stesso sembrava risiedere nel cambiare argomento. Provai a cambiare argomento\nimmediatamente.\n\n Tanto, ho detto, allegramente, per quello che mi porta a Frizinghall! Ora, signor\nCandy, \u00e8 il suo turno. Mi avete mandato un messaggio da Gabriel Betteredge\n\nLasci\u00f2 di scaccolarsi le dita e improvvisamente si illumin\u00f2.\n\n S\u00ec! S\u00ec! S\u00ec! esclam\u00f2 con impazienza.  \u00c8 cos\u00ec! Ti ho mandato un\nmessaggio!\n\n E Betteredge lo comunic\u00f2 debitamente per lettera, continuai.  Lei aveva\nqualcosa da dirmi, la prossima volta che mi sarei trovato dalle vostre parti.\nEbbene, signor Candy, eccomi qui!\n\n Ecco a voi! fece eco il dottore.  E Betteredge aveva ragione. I\navevo qualcosa da dirvi. Questo era il mio messaggio. Betteredge \u00e8 un\nuomo meraviglioso. Che memoria! Alla sua et\u00e0, che ricordi!\n\nTorn\u00f2 a tacere e ricominci\u00f2 a scaccolarsi le dita.\nRicordando ci\u00f2 che avevo sentito da Betteredge sull'effetto della febbre sulla sua memoria, continuai la conversazione, nella speranza che\nfebbre sulla sua memoria, continuai la conversazione, nella speranza di\ndi poterlo aiutare all'inizio.\n\n \u00c8 passato molto tempo da quando ci siamo incontrati, ho detto.  Ci siamo visti l'ultima volta all'ultima\ncena di compleanno che la mia povera zia avrebbe mai dato.\n\n Ecco! grid\u00f2 il signor Candy.  La cena di compleanno!  Si alz\u00f2\nimpulsivamente in piedi e mi guard\u00f2. Un profondo rossore ha improvvisamente\nrossore profondo sul suo volto sbiadito e si sedette di nuovo bruscamente, come se\ncome se fosse consapevole di aver tradito una debolezza che avrebbe voluto\nnascondere. Era evidente, pietosamente evidente, che era consapevole del suo\ndi memoria e che era deciso a nasconderlo all'osservazione degli amici.\nosservazione dei suoi amici.\n\nFinora aveva fatto appello solo alla mia compassione. Ma le parole che aveva\nappena pronunciate hanno portato la mia curiosit\u00e0 ai massimi livelli.\na un livello altissimo. La cena di compleanno era gi\u00e0 diventata l'unico evento del passato a cui guardavo\npassato a cui guardavo con sentimenti stranamente misti di speranza e diffidenza.\nsfiducia. Ed ecco che la cena di compleanno si annunciava inequivocabilmente come l'argomento su cui Mr.\ncome l'argomento su cui il signor Candy aveva qualcosa di importante da dirmi!\na me!\n\nHo cercato di aiutarlo ancora una volta. Ma questa volta i miei interessi personali\nerano alla base del mio motivo di compassione, e mi hanno spinto a procedere un po' troppo\nun po' troppo bruscamente, verso il fine che avevo in mente.\n\n \u00c8 passato quasi un anno, ho detto, da quando ci siamo seduti a quel piacevole tavolo.\nHai preso nota nel tuo diario, o in altro modo, di ci\u00f2 che volevi dirmi?\nvolevi dirmi?\n\nIl signor Candy ha inteso il suggerimento, e mi ha mostrato che lo intendeva\ncome un insulto.\n\n Non ho bisogno di alcun memorandum, Mr. Blake, ha detto, abbastanza rigidamente.  Non sono\nnon sono ancora molto vecchio e la mia memoria (grazie a Dio) pu\u00f2 essere\nfare affidamento sulla mia memoria (grazie a Dio)!\n\n\u00c8 inutile dire che ho rifiutato di capire che si fosse\noffeso con me.\n\n Vorrei poter dire lo stesso della _mia_ memoria, risposi.  Quando cerco di\ndi pensare a cose vecchie di un anno, raramente trovo la mia memoria\nvivido come vorrei che fosse. Prendiamo la cena da Lady Verinder,\nper esempio\n\nIl signor Candy si illumin\u00f2 di nuovo, nel momento in cui l'allusione mi pass\u00f2 per le labbra.\n\n Ah! La cena, la cena da Lady Verinder! esclam\u00f2 pi\u00f9 che mai impaziente.\npi\u00f9 impaziente che mai.  Ho qualcosa da dirti a questo proposito.\n\nI suoi occhi mi guardarono di nuovo con l'espressione dolorosa dell'indagine, cos\u00ec\nmalinconica, cos\u00ec vuota, cos\u00ec miseramente impotente. Stava evidentemente\ncercando con tutte le sue forze, e invano, di recuperare il ricordo perduto.  Era\ncena \u00e8 stata molto piacevole, proruppe all'improvviso, con l'aria di dire\ndire esattamente quello che voleva dire.  Una cena molto piacevole, Mr.\nBlake, vero?  Lui annu\u00ec e sorrise e sembr\u00f2 pensare, poverino, di essere riuscito a nascondere la totale\ndi essere riuscito a nascondere il totale fallimento della sua memoria con una\nmemoria, grazie a uno sforzo ben dosato della propria presenza mentale.\n\nEra cos\u00ec angosciante che ho subito spostato il discorso in profondit\u00e0, dato che ero interessato a recuperare il ricordo perduto, su argomenti di carattere locale.\ninteressato a recuperare il ricordo perduto, ad argomenti di interesse locale.\ninteresse locale.\n\nQui \u00e8 andato avanti abbastanza bene. Piccoli scandali e litigi trumpiani in citt\u00e0, alcuni vecchi anche di un mese, sembravano\ncitt\u00e0, alcuni dei quali risalenti a un mese fa, sembravano ricorrere prontamente alla sua\nmemoria prontamente. Chiacchierava, con una certa scioltezza da pettegolo di un tempo.\nfluidit\u00e0 di un tempo. Ma c'erano momenti, anche nel pieno flusso della sua loquacit\u00e0, in cui\ndella sua loquacit\u00e0, quando all'improvviso esitava e mi guardava per un momento\ncon l'indagine vacua ancora una volta nei suoi occhi si controllava\ne continuava. Mi sono sottomesso pazientemente al mio martirio (non \u00e8 sicuramente\nsicuramente niente di meno che un martirio per un uomo di simpatie cosmopolite,\ndi simpatie cosmopolite, assorbire in silenziosa rassegnazione le notizie di una citt\u00e0 di campagna?\norologio sul comignolo mi disse che la mia visita si era prolungata\noltre mezz'ora. Avendo ormai il diritto di considerare il sacrificio\ncompleto, mi alzai per congedarmi. Mentre ci stringevamo la mano, il signor Candy torn\u00f2 a parlare\nalla festa di compleanno di sua spontanea volont\u00e0.\n\n Sono cos\u00ec felice che ci siamo incontrati di nuovo\", ha detto.  Avevo in mente di parlare con voi.\navevo davvero in mente, Mr. Blake, di parlarle. A proposito della cena\nda Lady Verinder, sa? Una cena piacevole, davvero piacevole\nuna cena piacevole, vero?\n\nRipetendo la frase, sembr\u00f2 sentirsi a malapena sicuro di aver impedito che\ndi avermi impedito di sospettare il suo vuoto di memoria, come si era sentito la prima volta.\nprima occasione. Lo sguardo malinconico gli offusc\u00f2 di nuovo il volto e, dopo aver apparentemente\napparentemente intenzionato ad accompagnarmi fino alla porta della strada, cambi\u00f2 improvvisamente idea\nimprovvisamente cambi\u00f2 idea, suon\u00f2 il campanello per la servit\u00f9 e rimase in salotto.\nsalotto.\n\nScesi lentamente le scale del dottore, sentendo la sconfortante\nconvinzione che avesse davvero qualcosa da dire che era di vitale\nimportante che io ascoltassi, e che fosse moralmente incapace di dirla.\ndi dirla. Lo sforzo di ricordare che voleva parlarmi era, ma troppo evidentemente, l'unico sforzo che\nevidentemente l'unico sforzo che la sua memoria indebolita era in grado di fare.\ndi raggiungere.\n\nProprio mentre raggiungevo il fondo delle scale e giravo l'angolo verso la sala esterna, una porta si apr\u00ec dolcemente da qualche parte a terra.\nverso il corridoio esterno, una porta si apr\u00ec dolcemente da qualche parte al piano\npiano della casa e una voce gentile disse alle mie spalle:\n\n Temo, signore, che troviate il signor Candy tristemente cambiato?\n\nMi girai e mi trovai faccia a faccia con Ezra Jennings.\n\n\nCAPITOLO IX\n\nLa bella cameriera del dottore mi stava aspettando, con la porta della strada aperta in mano.\nporta aperta in mano. Versando una luce intensa nel corridoio, il mattino\nluce mattutina cadeva sul volto dell'assistente del signor Candy quando mi voltai e lo guardai.\ne lo guardai.\n\nEra impossibile contestare l'affermazione di Betteredge secondo cui l'apparizione di Ezra Jennings\nEzra Jennings, dal punto di vista popolare, era contro di lui.\ncontro di lui. La sua carnagione da zingaro, le sue guance scarne, le ossa facciali\nossa del viso, i suoi occhi sognanti, i suoi straordinari capelli colorati, la\ncontraddizione sconcertante tra il suo viso e la sua figura che lo faceva sembrare\nvecchio e giovane insieme, erano tutti pi\u00f9 o meno calcolati per produrre\nun'impressione sfavorevole di lui nella mente di un estraneo. Eppure, sentendo\ncome certamente facevo io, non si pu\u00f2 negare che Ezra Jennings abbia fatto\nimperscrutabile appello alle mie simpatie, a cui trovai impossibile resistere.\nresistere. Mentre la mia conoscenza del mondo mi avvertiva di rispondere alla\ndomanda che mi aveva posto, riconoscendo che effettivamente trovavo Mr.\nCandy tristemente cambiato, e poi di procedere verso l'uscita della casa, il mio interesse per Ezra Jennings\ninteresse per Ezra Jennings mi tenne ancorata al luogo e gli diede la possibilit\u00e0 di parlarmi in privato di\nl'opportunit\u00e0 di parlarmi in privato del suo datore di lavoro, per il quale\nera stato evidentemente all'erta.\n\n Sta facendo la mia strada, signor Jennings?  Ho detto, osservando che teneva\nil cappello in mano.  Vado a trovare mia zia, la signora Ablewhite.\n\nEzra Jennings rispose che aveva un paziente da visitare e che stava\nche stava percorrendo la mia strada.\n\nUscimmo insieme dalla casa. Osservai che la graziosa servetta, che\nsorriso e amabilit\u00e0, quando le ho augurato il buongiorno mentre uscivo\nricevette un modesto messaggino da Ezra Jennings, relativo all'ora in cui si aspettava il suo ritorno.\nall'ora del suo ritorno, con le labbra serrate e con gli occhi ostentati,\ne con gli occhi che ostentatamente guardavano ovunque piuttosto che guardare in\nviso. Quel povero disgraziato non era evidentemente il beniamino della casa. Fuori\nfuori di casa, avevo la parola di Betteredge che era impopolare\novunque.  Che vita!  Pensai tra me e me, mentre scendevamo le scale del\nmedico.\n\nAvendo gi\u00e0 accennato alla malattia del signor Candy da parte sua, Ezra\nJennings sembrava ormai deciso a lasciare a me il compito di riprendere l'argomento.\nargomento. Il suo silenzio disse in modo significativo: \"Ora tocca a te.  Anch'io\navevo le mie ragioni per fare riferimento alla malattia del dottore e mi sono prontamente\naccettare la responsabilit\u00e0 di parlare per primo.\n\n A giudicare dal cambiamento che vedo in lui, cominciai, la malattia del signor Candy deve essere stata molto pi\u00f9 grave di quanto pensassi?\ndeve essere stata molto pi\u00f9 grave di quanto pensassi?\n\n \u00c8 quasi un miracolo, ha detto Ezra Jennings, che sia sopravvissuto a tutto questo\ndi aver vissuto tutto questo.\n\n La sua memoria non \u00e8 mai stata migliore di quella che ho trovato oggi? Ha cercato di\ncercando di parlarmi\n\n Di qualcosa che \u00e8 accaduto prima che si ammalasse?\nl'assistente, notando la mia esitazione.\n\n S\u00ec.\n\n La sua memoria degli eventi, in quel periodo passato, \u00e8 irrimediabilmente indebolita,\ndisse Ezra Jennings.  \u00c8 quasi da deplorare, povero ragazzo, che\nche ne rimanga anche solo un frammento. Mentre ricorda vagamente i progetti che ha formato\nche aveva formato, qua e l\u00e0, cose che doveva dire o fare prima della malattia.\nmalattia, \u00e8 perfettamente incapace di ricordare quali fossero i progetti o le\ncosa fosse la cosa che doveva dire o fare. \u00c8 dolorosamente consapevole\ndella sua carenza e dolorosamente ansioso, come avrete visto, di\nnasconderla all'osservazione. Se solo avesse potuto riprendersi in un completo\nstato di oblio del passato, sarebbe stato un uomo pi\u00f9 felice.\nForse saremmo tutti pi\u00f9 felici, aggiunse con un triste sorriso, se potessimo dimenticare completamente!\nse potessimo dimenticare completamente!\n\n Ci sono sicuramente degli eventi nella vita di tutti gli uomini, risposi, di cui non vorrebbero perdere del tutto il ricordo?\nche non sarebbero disposti a perdere del tutto?\n\n Questo, spero, si possa dire della maggior parte degli uomini, Mr. Blake. Temo che\nnon si possa davvero dire di _tutti_. Ha qualche ragione di supporre che il\nricordo perduto che Mr. Candy ha cercato di recuperare mentre gli parlava\nmentre lei gli parlava poco fa, fosse un ricordo che per lei era importante\nper lei era importante che lo ricordasse?\n\nNel pronunciare quelle parole, aveva toccato, di sua iniziativa, proprio il punto\npunto su cui ero ansioso di consultarlo. L'interesse che provavo per\ndi questo strano uomo mi aveva spinto, in primo luogo, a dargli la possibilit\u00e0 di parlarmi.\nl'opportunit\u00e0 di parlarmi, riservandomi di dire ci\u00f2 che avrei potuto dire,\nda parte mia, in relazione al suo datore di lavoro, fino a quando non mi fossi accertata\nche fosse una persona della cui delicatezza e discrezione potessi fidarmi.\nIl poco che aveva detto fino a quel momento era stato sufficiente a convincermi che stavo parlando\nche stavo parlando con un gentiluomo. Aveva quello che posso azzardarmi a definire\ndi autocontrollo, che \u00e8 un segno sicuro di buona educazione, non solo in Inghilterra.\ndi buona educazione, non solo in Inghilterra, ma in tutto il mondo civile.\nmondo civilizzato. Qualunque fosse l'oggetto che aveva in mente, nel porre\ndomanda che mi aveva appena rivolto, non avevo alcun dubbio di essere\nche ero giustificato a rispondergli senza riserve.\n\n Credo di avere un forte interesse, dissi, a rintracciare il ricordo perduto che il signor Candy non era in grado di\nricordo perduto che il signor Candy non \u00e8 stato in grado di rievocare. Posso chiederle se pu\u00f2\nse pu\u00f2 suggerirmi qualche metodo per aiutare la sua memoria?\n\nEzra Jennings mi guard\u00f2, con un improvviso lampo di interesse nei suoi\nocchi marroni sognanti.\n\n La memoria del signor Candy \u00e8 fuori dalla portata dell'assistenza, ha detto.  I\nho cercato di aiutarla abbastanza spesso da quando si \u00e8 ripreso, per essere in grado di\nparlare positivamente di questo punto.\n\nQuesto mi ha deluso e me ne sono reso conto.\n\n Confesso che mi hai fatto sperare in una risposta meno scoraggiante di questa.\ndi questa, ho detto.\n\nEzra Jennings sorrise.  Forse non \u00e8 una risposta definitiva, Mr.\nBlake. Potrebbe essere possibile rintracciare i ricordi perduti di Mr. Candy,\nsenza dover ricorrere a Mr. Candy stesso.\n\n Davvero? \u00c8 un'indiscrezione, da parte mia, chiedere come?\n\n In nessun modo. L'unica difficolt\u00e0 che ho nel rispondere alla sua domanda, \u00e8 la\ndifficolt\u00e0 di spiegarmi. Confido nella vostra pazienza, se mi riferisco ancora una volta alla\nancora una volta alla malattia del signor Candy e se ne parlo questa volta\nsenza risparmiarle alcuni dettagli professionali?\n\n Prega di continuare! Mi ha gi\u00e0 interessato conoscere i dettagli.\n\nLa mia impazienza sembrava divertirlo, forse, potrei dire, compiacerlo.\nlui. Sorrise di nuovo. Ormai ci eravamo lasciati alle spalle le ultime case della citt\u00e0.\ncitt\u00e0 alle nostre spalle. Ezra Jennings si ferm\u00f2 per un momento e raccolse alcuni\nfiori selvatici dalla siepe sul ciglio della strada.  Come sono belli!\ndisse con semplicit\u00e0, mostrandomi il suo piccolo mazzo di fiori.  E quante poche persone\nin Inghilterra sembrano ammirarli come meritano!\n\n Non sei sempre stato in Inghilterra?  Ho detto.\n\n No. Sono nato e in parte cresciuto in una delle nostre colonie. Mio\npadre era un inglese, ma mia madre.\nargomento, Mr. Blake, ed \u00e8 colpa mia. La verit\u00e0 \u00e8 che ho\ncon questi piccoli e modesti fiori di siepe.\nNon importa; stavamo parlando di Mr. Candy. Torniamo a Mr. Candy.\n\nCollegando le poche parole su di s\u00e9 che gli sfuggivano cos\u00ec a malincuore\ncon la visione malinconica della vita che lo portava a collocare le condizioni della felicit\u00e0 umana nel\ncondizioni della felicit\u00e0 umana nel completo oblio del passato, mi sentii\nche la storia che avevo letto sul suo volto fosse, almeno in due\nparticolare, la storia che raccontava davvero. Aveva sofferto come pochi\npochi uomini; e nel suo sangue inglese c'era la mescolanza di una razza straniera.\nsangue inglese.\n\n Avete sentito parlare, oserei dire, della causa originaria della malattia del signor Candy?\nCandy? riprese.  La sera della cena di Lady Verinder \u00e8 stata una notte di\ndi Lady Verinder fu una notte di pioggia battente. Il mio datore di lavoro \u00e8 tornato a casa con il suo calesse e\ne arriv\u00f2 a casa bagnato fino alla pelle. Trov\u00f2 un messaggio urgente di un\npaziente che lo aspettava; e sfortunatamente and\u00f2 subito a far visita al malato, senza fermarsi a\na visitare il malato, senza fermarsi a cambiarsi d'abito. Io stesso sono stato\nquella sera ero impegnato in un caso professionale a una certa distanza da Frizinghall.\nda Frizinghall. Quando tornai la mattina dopo, trovai lo stalliere di Mr.\nCandy che mi aspettava in grande allarme per portarmi nella stanza del suo padrone. A quel punto\normai il guaio era fatto; la malattia si era manifestata.\n\n La malattia mi \u00e8 stata descritta solo, in termini generali, come una\nfebbre, ho detto.\n\n Non posso aggiungere nulla che possa rendere la descrizione pi\u00f9 accurata,\nrispose Ezra Jennings.  Dall'inizio alla fine la febbre non assunse\nforma specifica. Mandai subito due amici medici del signor Candy in citt\u00e0, entrambi medici, perch\u00e9 venissero a darmi la loro opinione sul\nCandy, entrambi medici, perch\u00e9 venissero a darmi la loro opinione sul caso.\ncaso. Erano d'accordo con me sul fatto che sembrava grave; ma entrambi dissentivano\ndissentivano fortemente dalla mia opinione sul trattamento. Le nostre divergenze\ncompletamente nelle conclusioni che traevamo dal polso del paziente. I due medici\ndue medici, argomentando dalla rapidit\u00e0 del battito, dichiararono che un\ntrattamento di abbassamento era l'unico da adottare. Da parte mia, ammettevo\nammettevo la rapidit\u00e0 del polso, ma sottolineavo anche la sua allarmante debolezza\ndebolezza che indicava una condizione di esaurimento del sistema e che mostrava la necessit\u00e0\ncome un'evidente necessit\u00e0 di somministrare stimolanti. I due\nmedici erano per mantenerlo a pappa, limonata, acqua d'orzo e cos\u00ec via.\necc. Io ero per somministrargli champagne o brandy, ammoniaca e chinino. A\nuna grave divergenza di opinioni, come vedete! Una differenza tra due\nmedici di fama locale, e uno sconosciuto che era solo un\nassistente in casa. Per i primi giorni non ebbi altra scelta se non quella di\ncedere il passo ai miei superiori; il paziente sprofondava sempre di pi\u00f9.\ncontinuamente. Feci un secondo tentativo di appellarmi all'evidenza, innegabilmente evidente,\nevidenza del polso. La sua rapidit\u00e0 era incontrollata e la sua debolezza era aumentata.\nera aumentata. I due medici si offesero per la mia ostinazione. Dissero,\n Signor Jennings, o gestiamo noi questo caso o lo gestite voi. Quale sar\u00e0\nche cosa?  Io dissi: \"Signori, datemi cinque minuti per riflettere e\ne questa domanda chiara avr\u00e0 una risposta chiara.  Allo scadere del tempo, ero\nero pronto con la mia risposta. Dissi: \"Vi rifiutate decisamente di provare la\ntrattamento stimolante?  Si rifiutarono con tante parole.  Intendo provarlo\nsubito, signori. Lo provi, signor Jennings, e noi ci ritiriamo dal caso.\ncaso.  Ho mandato gi\u00f9 in cantina a prendere una bottiglia di champagne e ne ho\ne ne ho somministrato mezzo bicchiere al paziente con le mie mani.\nI due medici si sono alzati il cappello in silenzio e hanno lasciato la casa.\n\n Lei si \u00e8 assunto una grave responsabilit\u00e0, ho detto.  Al suo posto, temo che\ntemo che mi sarei tirato indietro.\n\n Al mio posto, Mr. Blake, si sarebbe ricordato che Mr.\nCandy l'aveva assunta alle sue dipendenze, in circostanze che l'hanno resa sua\ndebitore per tutta la vita. Al mio posto, l'avrebbe visto affondare, ora dopo ora.\nora dopo ora; e avreste rischiato qualsiasi cosa, piuttosto che lasciare che l'unico uomo al mondo\nsulla terra che vi aveva fatto amicizia, morisse sotto i vostri occhi. Non supporre\nche non avessi coscienza della terribile posizione in cui mi ero messo!\nin cui mi ero messo! Ci sono stati momenti in cui ho sentito tutta l'infelicit\u00e0 della mia\ndell'assenza di amicizia, tutto il pericolo della mia terribile responsabilit\u00e0. Se fossi stato\nse fossi stato un uomo felice, se avessi condotto una vita prospera, credo che sarei sprofondato\naffondare sotto il compito che mi ero imposto. Ma non avevo un'epoca felice\ntempo felice a cui guardare, nessuna pace mentale del passato da mettere in\ncontrasto con l'ansia e la suspense del presente e ho mantenuto saldamente la mia\nrisoluzione per tutto il tempo. Mi presi un intervallo a met\u00e0 giornata,\nquando le condizioni del mio paziente erano al massimo, per il riposo di cui avevo bisogno.\nPer il resto delle quattro ore e venti, finch\u00e9 la sua vita fu in pericolo, non lasciai mai il suo capezzale.\npericolo di vita, non lasciai mai il suo capezzale. Verso il tramonto, come sempre in questi casi\nverso il tramonto, come di consueto in questi casi, si scaten\u00f2 il delirio legato alla febbre. Dur\u00f2 pi\u00f9 o meno tutta la\npi\u00f9 o meno per tutta la notte; poi si interruppe, in quel terribile momento del\nmattina presto, dalle due alle cinque, quando le energie vitali anche delle persone pi\u00f9 sane\nanche quelle delle persone pi\u00f9 sane sono al minimo. \u00c8 allora che la Morte\nraccoglie il suo raccolto umano in modo pi\u00f9 abbondante. \u00c8 stato allora che la Morte\ne io combattevamo la nostra lotta per il letto, che avrebbe dovuto avere l'uomo che vi giaceva sopra.\nsu di esso. Non ho mai esitato a perseguire il trattamento su cui avevo\nscommesso tutto. Quando il vino fall\u00ec, provai il brandy. Quando gli altri\nstimolanti perdevano la loro influenza, raddoppiavo la dose. Dopo un intervallo di\ndi suspense che spero di non provare mai pi\u00f9.\nun giorno in cui la rapidit\u00e0 del polso diminu\u00ec leggermente, ma\nma apprezzabile, diminu\u00ec; e, meglio ancora, si verific\u00f2 anche un cambiamento nel battito.\nbattito, un cambiamento inequivocabile verso la fermezza e la forza. Allora sapevo di averlo salvato\nsapevo di averlo salvato; e allora credo di essere crollato. Posai la mano sciupata del povero\nmano sciupata sul letto e scoppiai a piangere. Un\nsollievo isterico, Mr. Blake niente di pi\u00f9! La fisiologia dice, e dice\nche alcuni uomini nascono con una costituzione femminile e io sono uno di loro!\ndi loro!\n\nFece quelle scuse amaramente professionali per le sue lacrime, parlando\ntranquillamente e senza effetti, come aveva fatto per tutto il tempo. Il suo tono e\nmodo di fare, dall'inizio alla fine, mostravano che era particolarmente, quasi\nmorboso, ansioso di non porsi come oggetto di interesse per me.\n\n Vi chiederete perch\u00e9 vi ho annoiato con tutti questi dettagli?\ncontinu\u00f2.  \u00c8 l'unico modo che vedo, Mr. Blake, per introdurvi in modo adeguato\ndi presentarvi ci\u00f2 che devo dire ora. Ora sapete esattamente qual era\nposizione in cui mi trovavo al momento della malattia del signor Candy, capirete meglio\npi\u00f9 facilmente capirete il bisogno che avevo di alleggerire il fardello della mia mente\nmente dandogli, a intervalli, una sorta di sollievo. Ho avuto la\ndi occupare il mio tempo libero, da qualche anno a questa parte, per scrivere un libro\nlibro, indirizzato ai membri della mia professione, sull'intricato e delicato argomento del cervello e della\ne delicato argomento del cervello e del sistema nervoso. Il mio lavoro\nprobabilmente non sar\u00e0 mai terminato; e certamente non sar\u00e0 mai pubblicato.\nTuttavia, \u00e8 stato l'amico di molte ore di solitudine e mi ha aiutato a trascorrere le ore di ansia.\nmi ha aiutato a passare il tempo dell'ansia, il tempo dell'attesa e\nnient'altro al capezzale del signor Candy. Vi ho detto che stava delirando, credo?\ncredo? E ho menzionato l'ora in cui il delirio si \u00e8 manifestato?\n\n S\u00ec.\n\n Ebbene, in quel momento avevo raggiunto una sezione del mio libro che toccava\nla stessa questione del delirio. Non vi disturber\u00f2 a lungo con la mia teoria\ncon la mia teoria sull'argomento, mi limiter\u00f2 a dirvi soltanto\nquello che \u00e8 vostro interesse sapere. Mi \u00e8 capitato spesso di pensare\nnel corso della mia pratica medica, di dubitare che si possa\nse, nei casi di delirio, si possa legittimamente dedurre che la perdita della facolt\u00e0 di\ndi parlare in modo connesso, implichi necessariamente la perdita della facolt\u00e0 di\ndi pensare in modo connesso. La malattia del povero signor Candy mi ha dato l'opportunit\u00e0 di\nopportunit\u00e0 di mettere alla prova questo dubbio. Conosco l'arte di scrivere\nstenografia, e sono stato in grado di annotare le peregrinazioni del paziente\n vagabondaggi del paziente, esattamente come sono usciti dalle sue labbra. Vede, Mr.\nBlake, a cosa sto arrivando alla fine?\n\nL'ho visto chiaramente e ho aspettato con ansia di saperne di pi\u00f9.\n\nA volte, continua Ezra Jennings, riproducevo i miei appunti stenografici, scrivendo in modo ordinario e lasciando degli spazi.\nstenografia, nella forma ordinaria di scrittura, lasciando grandi spazi\ntra le frasi spezzate e persino tra le singole parole, cos\u00ec come erano\ncome erano cadute sconnesse dalle labbra del signor Candy. Ho poi trattato il risultato\nrisultato cos\u00ec ottenuto, secondo un principio simile a quello che si adotta per\nun puzzle per bambini.  All'inizio c'\u00e8 solo confusione;\nma si pu\u00f2 mettere tutto in ordine e in forma, se solo si riesce a trovare\nla strada giusta. Seguendo questo piano, ho riempito ogni spazio vuoto sul\ncarta, con ci\u00f2 che le parole o le frasi su entrambi i lati mi suggerivano come significato\ncome il significato dell'oratore, modificando pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, fino a quando le mie\nfinch\u00e9 le mie aggiunte non seguivano con naturalezza le parole pronunciate\ne si adattavano in modo naturale alle parole pronunciate dopo di esse.\nIl risultato fu che non solo occupai in questo modo molte ore vuote e ansiose, ma\nore ansiose, ma che arrivai a qualcosa che era (come mi sembrava) una conferma della teoria\nuna conferma della teoria che sostenevo. In parole pi\u00f9 semplici,\ndopo aver messo insieme le frasi spezzate, trovai la facolt\u00e0 superiore di pensare\nfacolt\u00e0 superiore di pensare, in modo pi\u00f9 o meno collegato, nella mente del mio paziente, mentre la facolt\u00e0 inferiore di pensare\nmente del mio paziente, mentre la facolt\u00e0 inferiore di espressione era in uno stato di quasi\ndi incapacit\u00e0 e confusione quasi totale.\n\n Una parola!  Intervenni con impazienza.  Il mio nome \u00e8 comparso in qualche\nvagabondaggi?\n\n Sentirete, Mr. Blake. Tra le mie prove scritte dell'asserzione\nche ho appena avanzato o, per meglio dire, tra gli esperimenti scritti\nesperimenti scritti, che tendono a mettere alla prova la mia affermazione, ce n'\u00e8 uno,\nin cui compare il vostro nome. Per quasi tutta una notte, la mente di Mr.\nCandy \u00e8 stato occupato da qualcosa che riguardava lui e lei. I\nho raccolto le parole spezzate, cos\u00ec come sono uscite dalle sue labbra, su un foglio di carta.\ndi carta. E ho i nessi della mia scoperta che collegano\nquelle parole tra loro, su un altro foglio di carta. Il prodotto (come direbbero gli\naritmetici) \u00e8 un'affermazione intelligibile, in primo luogo, di un fatto\nqualcosa di effettivamente fatto in passato; in secondo luogo, di qualcosa che Mr.\nCandy prevedeva di fare in futuro, se la sua malattia non si fosse messa di mezzo e non l'avesse fermato.\nse la malattia non lo avesse ostacolato e fermato. La questione \u00e8 se questo rappresenti o meno\nrappresenta o meno il ricordo perduto che ha cercato invano di ritrovare\nquando lo avete chiamato questa mattina?\n\n Non c'\u00e8 dubbio!  Risposi.  Torniamo subito indietro e guardiamo\nle carte!\n\n \u00c8 impossibile, Mr. Blake.\n\n Perch\u00e9?\n\n Si metta per un attimo nei miei panni\", disse Ezra Jennings.  Riusciresti a\nrivelare a un'altra persona ci\u00f2 che era caduto inconsapevolmente dalle\ndalle labbra del tuo paziente sofferente e del tuo amico indifeso, senza sapere che\nsenza prima sapere che c'era una necessit\u00e0 che vi giustificava nell'aprire le labbra?\nlabbra?\n\nSentivo che non poteva rispondere, ma cercai comunque di argomentare la questione.\ndomanda, tuttavia.\n\n La mia condotta in una questione cos\u00ec delicata come quella da lei descritta, ho risposto,\n dipenderebbe molto dal fatto che la rivelazione \u00e8 di natura tale da\ncompromettere il mio amico o meno.\n\n Ho eliminato ogni necessit\u00e0 di prendere in considerazione questo lato della\nda tempo, disse Ezra Jennings.  Ogni volta che i miei appunti includevano\nche il signor Candy avrebbe voluto tenere segreto, quegli appunti sono stati distrutti.\nsono stati distrutti. I miei esperimenti manoscritti al capezzale del mio amico,\nnon includono nulla che egli avrebbe esitato a comunicare ad altri, se avesse\naltri, se avesse recuperato l'uso della memoria. Nel suo caso, ho tutte le ragioni per\nragione di supporre che i miei appunti contengano qualcosa che lui\nche egli desiderava dirvi.\n\n Eppure, esita?\n\n Eppure, esito. Ricordate le circostanze in cui ho ottenuto\nle informazioni che possiedo! Per quanto innocue, non posso convincermi a\nnon riesco a convincermi a consegnarvela, a meno che prima non mi convinciate che\nche c'\u00e8 una ragione per farlo. Era cos\u00ec miseramente malato, Mr. Blake!\nera cos\u00ec impotentemente dipendente da me! \u00c8 troppo chiedere, se le chiedo solo di\nse vi chiedo solo di accennarmi quale sia il vostro interesse per il ricordo perso\no cosa credete che sia il ricordo perduto?\n\nRispondergli con la franchezza che il suo linguaggio e il suo modo di fare pretendevano da me, sarebbe stato come impegnarmi a fare apertamente la mia parte.\nmodo di fare pretendevano da me, sarebbe stato impegnarmi a riconoscere apertamente\nriconoscere che ero sospettato del furto del Diamante.\nPer quanto Ezra Jennings avesse intensificato il primo impulsivo interesse\nche avevo provato per lui, non aveva vinto la mia insopprimibile\nriluttanza a rivelare la posizione degradante in cui mi trovavo. Mi rifugiai\nrifugiarmi ancora una volta nelle frasi esplicative con le quali mi ero preparata a\ncon cui mi ero preparata a soddisfare la curiosit\u00e0 degli estranei.\n\nQuesta volta non avevo motivo di lamentarmi per la mancanza di attenzione da parte della\ndella persona a cui mi rivolgevo. Ezra Jennings ascolt\u00f2\npazientemente, persino con ansia, finch\u00e9 non ebbi finito.\n\n Mi dispiace di aver suscitato le sue aspettative, Mr. Blake, per poi deluderle\", disse.\ndeluderle\", disse.  Per tutto il periodo della malattia di Mr.\nCandy, dalla prima all'ultima, non gli sfugg\u00ec una parola sul Diamante.\nlabbra. La questione a cui l'ho sentito collegare il suo nome non ha, le assicuro, alcuna\nposso assicurarvi che non ha alcuna relazione con la perdita o il recupero del gioiello della\nrecupero del gioiello di Miss Verinder.\n\nMentre diceva queste parole, arrivammo in un punto in cui l'autostrada lungo la quale stavamo camminando\nstrada lungo la quale stavamo camminando si diramava in due strade. Una conduceva alla casa di Mr.\nAblewhite e l'altra a un villaggio della brughiera a due o tre miglia di distanza.\ntre miglia. Ezra Jennings si ferm\u00f2 sulla strada che portava al villaggio.\nvillaggio.\n\n La mia strada \u00e8 in questa direzione, ha detto.  Sono davvero dispiaciuto, signor Blake, di non potervi essere utile,\nMr. Blake, di non poterle essere utile.\n\nLa sua voce mi diceva che parlava con sincerit\u00e0. I suoi morbidi occhi marroni si posarono\nsu di me per un momento con uno sguardo di malinconico interesse. Si inchin\u00f2 e\nsenza dire un'altra parola, si avvi\u00f2 verso il villaggio.\n\nPer un minuto o pi\u00f9 rimasi a guardarlo, mentre si allontanava sempre pi\u00f9\nsempre pi\u00f9 lontano da me; portando sempre pi\u00f9 lontano con s\u00e9 quello che ormai credevo\normai fermamente convinto che fosse l'indizio di cui ero alla ricerca. Si volt\u00f2,\ndopo aver camminato per un po' e si volt\u00f2. Vedendomi ancora\nancora in piedi nel punto in cui ci eravamo lasciati, si ferm\u00f2, come se dubitasse\nse non volessi parlargli di nuovo. Non c'era tempo per\ndi ragionare sulla mia situazione per ricordare a me stesso che stavo perdendo la mia\nopportunit\u00e0, in quello che poteva essere il punto di svolta della mia vita, e tutto per\nper lusingare niente di pi\u00f9 importante della mia autostima! C'era solo\ntempo per richiamarlo prima e per riflettere dopo. Sospetto di essere\nuno degli uomini pi\u00f9 avventati che esistano. L'ho richiamato e poi mi sono detto\na me stesso: \"Ora non c'\u00e8 pi\u00f9 niente da fare. Devo dirgli la verit\u00e0!\n\nTorn\u00f2 direttamente sui suoi passi. Io avanzai lungo la strada per andargli incontro.\n\n Signor Jennings, ho detto.  Non l'ho trattata in modo corretto. Il mio\ninteresse nel rintracciare i ricordi perduti del signor Candy non \u00e8 l'interesse\ndi recuperare la Pietra di Luna. Una grave questione personale \u00e8 alla base\ndella mia visita nello Yorkshire. Ho solo una scusa per non aver affrontato\nfrancamente con voi in questa faccenda. \u00c8 pi\u00f9 doloroso per me di quanto possa\ndire, parlare a qualcuno di quale sia la mia posizione reale.\n\nEzra Jennings mi guard\u00f2 con la prima apparenza di imbarazzo\nche avevo gi\u00e0 visto in lui.\n\n Non ho il diritto, Mr. Blake, e nemmeno il desiderio, ha detto, di intromettermi\nnei vostri affari privati. Permettetemi di chiedervi perdono, da parte mia, per\ndi avervi sottoposto (innocentemente) a una prova dolorosa.\n\n Avete il diritto di stabilire le condizioni in cui vi sentite giustificati a rivelare ci\u00f2 che avete sentito al capezzale del signor Candy.\nti senti giustificato a rivelare ci\u00f2 che hai sentito al capezzale del signor Candy. I\ne rispetto la delicatezza che la influenza in questa\nquestione. Come posso aspettarmi di entrare nella sua confidenza se rifiuto di ammetterla nella mia?\ndi ammetterla nella mia? Dovrebbe sapere, e lo sapr\u00e0, perch\u00e9 sono\ndi scoprire ci\u00f2 che il signor Candy voleva dirmi. Se mi rivelo\nSe le mie previsioni si rivelassero errate e se lei si dimostrasse incapace di aiutarmi quando\ndi aiutarmi quando sarete davvero a conoscenza di ci\u00f2 che voglio, confider\u00f2 nel vostro onore\nonore di mantenere il mio segreto e qualcosa mi dice che non lo far\u00f2 invano.\ninvano.\n\n Si fermi, Mr. Blake. Ho una parola da dire, che deve essere detta prima che voi\nandare oltre.\n\nLo guardai con stupore. La morsa di qualche terribile emozione\nsembrava averlo afferrato e scosso fino all'anima. La sua carnagione da zingaro\nzingaro si era trasformato in un pallore livido e grigiastro; i suoi occhi erano diventati improvvisamente\nocchi erano diventati improvvisamente selvaggi e scintillanti; la sua voce era scesa a un tono\ntono basso, severo e risoluto che ora sentivo per la prima volta. Le\nrisorse latenti in quell'uomo, per il bene o per il male, era difficile, in quel momento, dire quale\nche in quel momento era difficile dire, balzarono in lui e si mostrarono a me con l'improvvisa\ncon la rapidit\u00e0 di un lampo di luce.\n\n Prima di riporre fiducia in me, ha proseguito, dovreste conoscere\nsapere, anzi dovete sapere, in quali circostanze sono stato\nricevuto in casa del signor Candy. Non ci vorr\u00e0 molto. Non ho la pretesa,\ndi raccontare la mia storia (come si suol dire) a chiunque. La mia storia morir\u00e0\ncon me. Tutto quello che chiedo \u00e8 di potervi raccontare quello che ho raccontato al signor Candy.\nSignor Candy. Se, dopo averlo ascoltato, siete ancora dell'idea di\ndi dire ci\u00f2 che vi siete proposto di dire, attirerete la mia attenzione e\ne i miei servigi. Andiamo avanti?\n\nLa miseria repressa sul suo volto mi fece tacere. Ho risposto alla sua domanda\ncon un segno. Ci siamo incamminati.\n\nDopo aver avanzato di qualche centinaio di metri, Ezra Jennings si ferm\u00f2 davanti a un varco nel muro di pietra grezza che separava la brughiera dalla strada.\nmuro di pietra grezza che chiudeva la brughiera dalla strada, in questa\nparte di essa.\n\n Le dispiace riposare un po', Mr. Blake? chiese.  Non sono pi\u00f9 quello che\ne alcune cose mi scuotono.\n\nNaturalmente ero d'accordo. Mi fece strada attraverso la fessura fino a una zona di prato\nsul terreno erboso, protetto da cespugli e alberi nani sul lato pi\u00f9\npi\u00f9 vicino alla strada, e che dominava nella direzione opposta una grandiosa\ndesolata vista sull'ampia brughiera bruna. Le nuvole\nsi erano addensate nell'ultima mezz'ora. La luce era opaca; la distanza era\ndistanza era fioca. Il bel volto della natura ci veniva incontro, morbido e ancora\nincolore, senza un sorriso.\n\nCi sedemmo in silenzio. Ezra Jennings mise da parte il cappello e si pass\u00f2 stancamente la mano sulla fronte.\nla mano sulla fronte, tra i suoi sorprendenti capelli bianchi e neri.\ncapelli bianchi e neri. Gett\u00f2 lontano da s\u00e9 il suo piccolo mazzolino di fiori selvatici, come se\ncome se i ricordi che gli richiamavano fossero ricordi che gli facevano male.\ngli facessero male ora.\n\n Mr. Blake! disse improvvisamente.  Lei \u00e8 in cattiva compagnia. La nube di un'orribile\norribile accusa si \u00e8 posata su di me per anni. Le dico subito il peggio.\nsubito il peggio. Sono un uomo la cui vita \u00e8 un relitto e il cui carattere \u00e8 andato.\n\nHo tentato di parlare. Mi ha fermato.\n\n No, ha detto.  Mi perdoni, non ancora. Non si impegni in espressioni di\nespressioni di simpatia che in seguito potrebbe desiderare di ricordare. Ho\nho parlato di un'accusa che mi \u00e8 stata rivolta per anni. Ci sono\ncircostanze che depongono a mio sfavore. Non riesco a riconoscere\na riconoscere quale sia l'accusa. E sono incapace,\nperfettamente incapace di dimostrare la mia innocenza. Posso solo affermare la mia\ninnocenza. Lo affermo, signore, con il mio giuramento, come cristiano. \u00c8 inutile\nappellarsi al mio onore di uomo.\n\nSi ferm\u00f2 di nuovo. Lo guardai intorno. Non mi ha mai guardato in\ndi ritorno. Sembrava che tutto il suo essere fosse assorbito dall'agonia del\nricordare e nello sforzo di parlare.\n\n Ci sono molte cose che potrei dire, ha continuato, sul trattamento spietato\ntrattamento che mi \u00e8 stato riservato dalla mia famiglia e la spietata inimicizia di cui sono\nvittima. Ma il danno \u00e8 fatto; il torto \u00e8 al di l\u00e0 di ogni\nrimedio. Mi rifiuto di annoiarvi o di affliggervi, signore, se posso evitarlo. All'inizio\nall'inizio della mia carriera in questo Paese, la vile calunnia a cui ho fatto riferimento\nmi ha colpito subito e per sempre. Ho rinunciato alle mie\ndi professione l'oscurit\u00e0 era l'unica speranza che mi rimaneva. I\ncome potevo condannarla a condividere la mia disgrazia?\ndisgrazia? Si offr\u00ec un posto di assistente medico, in un angolo remoto dell'Inghilterra.\nangolo dell'Inghilterra. Ho accettato il posto. Mi prometteva pace; mi prometteva\nmi prometteva l'oscurit\u00e0, come pensavo. Mi sbagliavo. La relazione del male, con il tempo e\nil tempo e il caso lo aiutano, viaggia con pazienza e viaggia lontano. L'accusa\nda cui ero fuggito mi segu\u00ec. Ero stato avvertito del suo avvicinarsi. Sono stato in grado di\ndi lasciare volontariamente la mia situazione, con le testimonianze che mi ero\nguadagnate. Mi procurarono un'altra situazione in un altro distretto remoto.\nIl tempo pass\u00f2 di nuovo; e di nuovo la calunnia che era la morte per il mio carattere\nmi scopr\u00ec. In questa occasione non fui avvertito. Il mio datore di lavoro disse, Mr.\nJennings, non ho alcun reclamo da fare contro di lei; ma deve mettersi in regola o lasciarmi.\nmettersi a posto, o lasciarmi.  Non avevo che una scelta e lo lasciai. \u00c8\ninutile soffermarsi su ci\u00f2 che ho sofferto dopo. Ho solo quarant'anni\nanni. Guardate il mio viso, e lasciate che racconti per me la storia di alcuni\nanni miserabili. Sono finiti con la mia deriva in questo posto e l'incontro con il signor Candy.\ncon il signor Candy. Voleva un assistente. Per la questione delle capacit\u00e0, l'ho indirizzato\ndi capacit\u00e0, al mio ultimo datore di lavoro. Rimaneva la questione del carattere. I\ngli dissi quello che ho detto a voi e anche di pi\u00f9. L'ho avvertito che c'erano\ndifficolt\u00e0, anche se mi avesse creduto.  Qui, come altrove,\nho detto che disprezzo la colpevole evasione di vivere sotto falso nome: non sono pi\u00f9 al sicuro a Frizinghall che in altri luoghi\nnon sono pi\u00f9 al sicuro a Frizinghall che in altri luoghi dalla nuvola che mi\nche mi segue, vada dove vada.  Rispose: \"Non faccio le cose a met\u00e0\nNon faccio le cose a met\u00e0 Ti credo e ti compatisco. Se _tu_ vuoi rischiare quello che pu\u00f2\naccadere, lo far\u00f2 anch'io.  Dio onnipotente lo benedica! Mi ha dato\nmi ha dato un riparo, mi ha dato un lavoro, mi ha dato riposo mentale e ho la certezza (da tempo) di essere\nho la convinzione certa (l'ho avuta per alcuni mesi) che\nche non accadr\u00e0 nulla che lo faccia rimpiangere.\n\n Le calunnie si sono esaurite?  Ho detto.\n\n La calunnia \u00e8 attiva come sempre. Ma quando mi seguir\u00e0 qui, sar\u00e0\narriver\u00e0 troppo tardi.\n\n Avrete lasciato il posto?\n\n No, signor Blake, sar\u00f2 morto. Da dieci anni soffro di\nun'incurabile malattia interna. Non vi nascondo che avrei lasciato che l'agonia\nche avrei lasciato che l'agonia mi uccidesse gi\u00e0 da tempo, se non fosse per un ultimo\ninteresse per la vita, che rende la mia esistenza di una certa importanza per me\nancora. Voglio provvedere a una persona a me molto cara che non rivedr\u00f2 mai pi\u00f9.\nnon rivedr\u00f2 mai pi\u00f9. Il mio piccolo patrimonio \u00e8 appena sufficiente per renderla indipendente dal mondo.\nindipendente dal mondo. La speranza, se solo potessi vivere abbastanza a lungo\ndi aumentarlo fino a raggiungere una certa somma, mi ha spinto a resistere alla malattia con\nalla malattia con i mezzi palliativi che potevo escogitare. L'unico\npalliativo efficace nel mio caso \u00e8 l'oppio. A questa droga onnipotente e\nfarmaco onnipotente e misericordioso sono debitore di una tregua di molti anni dalla mia\ncondanna a morte. Ma anche le virt\u00f9 dell'oppio hanno un limite. Il progredire della\nmalattia mi ha gradualmente costretto a passare dall'uso dell'oppio all'abuso.\nall'abuso di esso. Alla fine sto sentendo la pena. Il mio sistema nervoso\nIl mio sistema nervoso \u00e8 distrutto; le mie notti sono notti di orrore. La fine non \u00e8 lontana\normai lontana. Che arrivi, non ho vissuto e lavorato invano. La piccola somma \u00e8\nquasi fatto; e ho i mezzi per completarlo, se le mie ultime riserve di vita\nriserve di vita mi venissero a mancare prima del previsto. Non so come ho fatto a\ncome ho fatto a raccontarvi tutto questo. Non credo di essere abbastanza meschino da\nfare appello alla vostra piet\u00e0. Forse, credo che sarete pi\u00f9 pronti a credermi se saprete che ci\u00f2 che ho detto\ncredermi, se saprete che ci\u00f2 che vi ho detto, l'ho detto con la consapevolezza\ncon la certezza di essere un uomo in fin di vita. Non c'\u00e8\ndissimulare, Mr. Blake, che lei mi interessa. Ho cercato di rendere\nla perdita di memoria del mio povero amico il mezzo per migliorare la mia conoscenza\ncon voi. Ho ipotizzato la possibilit\u00e0 che lei provasse una passeggera\ncuriosit\u00e0 su ci\u00f2 che voleva dire e che io potessi soddisfarla.\ncuriosit\u00e0. Non ci sono scuse per la mia intrusione in voi? Forse c'\u00e8\nqualche scusa. Un uomo che ha vissuto come ho vissuto io ha i suoi momenti di amarezza\nquando riflette sul destino umano. Lei ha giovinezza, salute, ricchezza, un\nposto nel mondo, una prospettiva davanti a voi. Voi, e quelli come voi, mi mostrate\nil lato solare della vita umana e mi riconciliate con il mondo che sto per lasciare, prima di partire.\nsto lasciando, prima di partire. Comunque vada a finire questa conversazione tra noi, non dimenticher\u00f2\nnon dimenticher\u00f2 che mi avete fatto una gentilezza nel farlo. Spetta a voi, signore\ndi dire ci\u00f2 che ha proposto di dire o di augurarmi il buongiorno.\nbuongiorno.\n\nNon avevo che una risposta da dare a quell'appello. Senza un attimo di\nesitazione gli dissi la verit\u00e0, senza riserve come l'ho raccontata in queste pagine.\nqueste pagine.\n\nSi alz\u00f2 in piedi e mi guard\u00f2 con ansia quando mi avvicinai all'episodio principale della mia storia.\nl'episodio principale della mia storia.\n\n \u00c8 certo che sono entrato nella stanza, ho detto; \u00e8 certo che ho preso il Diamante.\nho preso il Diamante. Posso solo rispondere a questi due fatti evidenti dichiarando\nche, per quanto possa fare, l'ho fatto a mia insaputa.\n\nEzra Jennings mi prese eccitato per un braccio.\n\n Smettila, disse.  Mi hai suggerito pi\u00f9 di quanto credi. Avete\nsiete mai stati abituati all'uso dell'oppio?\n\n Non l'ho mai assaggiato in vita mia.\n\n I vostri nervi erano fuori uso, in questo periodo dell'anno scorso? Eravate\ninsolitamente irrequieto e irritabile?\n\n S\u00ec.\n\n Hai dormito male?\n\n Miseramente. Molte notti non ho dormito affatto.\n\n La sera del compleanno \u00e8 stata un'eccezione? Provate e ricordate. Avete dormito\nbene in quell'occasione?\n\n Me lo ricordo! Ho dormito profondamente.\n\nLasci\u00f2 cadere il mio braccio all'improvviso, cos\u00ec come lo aveva preso, e mi guard\u00f2 con l'aria di un uomo la cui mente era stata sollevata dall'ultimo dubbio che aveva avuto.\ncon l'aria di un uomo la cui mente \u00e8 stata liberata dall'ultimo dubbio che la\nsu di essa.\n\n Questo \u00e8 un giorno segnato nella tua vita e nella mia\", disse gravemente.  I\nsono assolutamente certo, Mr. Blake, di una cosa: ho trovato quello che Mr.\nCandy voleva dirle questa mattina, negli appunti che ho preso al capezzale del mio paziente.\npaziente. Aspetti! Non \u00e8 tutto. Sono fermamente convinto di poter\ndi poter dimostrare che lei era inconsapevole di ci\u00f2 che stava per fare, quando\nquando \u00e8 entrato nella stanza e ha preso il diamante. Mi dia il tempo di pensare e il tempo\ndi interrogarla. Credo che la rivendicazione della sua innocenza sia nelle mie mani!\nmani!\n\n Spiegati, per l'amor di Dio! Che cosa intende dire?\n\nNella concitazione del nostro colloquio, avevamo fatto qualche passo oltre il gruppo di alberi\nil ciuffo di alberi nani che fino a quel momento ci aveva schermato dalla vista.\nPrima che Ezra Jennings potesse rispondermi, fu chiamato dalla strada maestra da un uomo molto agitato che\nda un uomo, molto agitato, che evidentemente lo stava cercando.\nper lui.\n\n Sto arrivando, richiam\u00f2, sto arrivando il pi\u00f9 velocemente possibile!  Egli\nsi rivolse a me.  C'\u00e8 un caso urgente che mi aspetta al villaggio.\nDovrei essere l\u00ec da mezz'ora perch\u00e9 devo occuparmene subito.\nsubito. Datemi due ore a partire da adesso, e chiamate di nuovo Mr.\nCandy e mi impegner\u00f2 a essere pronto per voi.\n\n Come faccio ad aspettare!  esclamai con impazienza.  Non puoi tranquillizzare la mia mente\ncon una parola di spiegazione prima di separarci?\n\n \u00c8 una questione troppo seria per essere spiegata in fretta, Mr.\nBlake. Non sto intenzionalmente mettendo a dura prova la vostra pazienza.\nse cercassi di alleviare la vostra suspense, cos\u00ec come stanno le cose ora. A\nFrizinghall, signore, tra due ore!\n\nL'uomo sulla strada principale lo salut\u00f2 di nuovo. Si allontan\u00f2 in fretta e mi lasci\u00f2\nme.\n\n\nCAPITOLO X\n\nNon posso pretendere di dire in che modo l'intervallo di suspense in cui ero ora condannato avrebbe potuto\naltri uomini nella mia posizione, non posso pretendere di dire. L'influenza delle\ninfluenza delle due ore di libert\u00e0 vigilata sul _mio_ temperamento fu semplicemente questa.\nquesto. Mi sentivo fisicamente incapace di rimanere fermo in un posto qualsiasi,\ne moralmente incapace di parlare con qualsiasi essere umano, fino a quando non avessi\nprima di aver ascoltato tutto ci\u00f2 che Ezra Jennings aveva da dirmi.\n\nIn questo stato d'animo, non solo abbandonai la mia visita a Mrs.\nMrs. Ablewhite, ma anche di non incontrare Gabriel Betteredge\nstesso.\n\nTornando a Frizinghall, lasciai un biglietto per Betteredge, dicendogli\nche ero stato chiamato inaspettatamente per qualche ora, ma che si sarebbe aspettato il mio ritorno\nche si sarebbe aspettato il mio ritorno verso le tre del pomeriggio.\npomeriggio. Gli chiesi, nell'intervallo, di ordinare la cena alla solita ora e di intrattenersi con lui.\ncena alla solita ora e di divertirsi come meglio credeva. Come ben sapevo, aveva\namici a Frizinghall e non avrebbe avuto problemi a riempire il suo tempo fino al mio ritorno a Frizinghall.\ntempo fino al mio ritorno in albergo.\n\nFatto questo, uscii di nuovo dalla citt\u00e0 e vagai per le lande solitarie che circondano Frizinghall.\ncampagna solitaria della brughiera che circonda Frizinghall, finch\u00e9 il mio orologio non mi ha\nmi disse che era giunto il momento di tornare a casa del signor Candy.\n\nHo trovato Ezra Jennings pronto ad aspettarmi.\n\nEra seduto da solo in una stanzetta spoglia, che comunicava con una porta vetrata\nporta vetrata con un ambulatorio. Orrendi diagrammi colorati delle devastazioni di\norribili malattie decoravano le aride pareti color bufala. Una libreria\nuna libreria piena di opere mediche squallide e ornata in alto da un teschio, al posto del solito\nun teschio, al posto del consueto busto; un grande tavolo da gioco copiosamente\ndi inchiostro; sedie di legno del tipo di quelle che si vedono nelle cucine e nelle case\ne casolari; un drogato filiforme al centro del pavimento; un lavandino per l'acqua, con bacino e rifiuti\nd'acqua, con un bacino e un tubo di scarico rozzamente incassati nel muro,\norribilmente suggestivo per il suo legame con le operazioni chirurgiche.\noperazioni chirurgiche, costituivano l'intero arredamento della stanza. Le api ronzavano\nronzavano tra alcuni fiori sistemati in vasi fuori dalla finestra; gli uccelli cantavano nel giardino e\nuccelli cantavano in giardino, e il debole tintinnio intermittente di un pianoforte senza\ndi un pianoforte senza accordatura in qualche casa vicina si imponeva di tanto in tanto all'orecchio.\nall'orecchio. In qualsiasi altro luogo, questi suoni quotidiani avrebbero potuto parlare\npiacevolmente del mondo quotidiano esterno. Qui, invece, entravano come\ncome intrusi in un silenzio che nulla, se non la sofferenza umana, ha il privilegio di disturbare.\nprivilegio di disturbare. Guardai la valigetta degli strumenti in mogano e l'enorme rotolo di lanugine che occupava\ndi strumenti in mogano e l'enorme rotolo di lanugine, che occupavano un posto tutto loro sugli\nlibreria, e rabbrividii interiormente pensando ai suoni,\nfamiliari e appropriati all'uso quotidiano della stanza di Ezra Jennings.\n\n Non mi scuso, Mr. Blake, per il luogo in cui la ricevo.\nLe ho detto che \u00e8 l'unica stanza della casa, a quest'ora del giorno.  \u00c8 l'unica stanza della casa, a quest'ora del giorno, in cui possiamo essere sicuri\nin cui possiamo sentirci sicuri di essere lasciati indisturbati. Qui\nqui ci sono i miei documenti pronti per voi; e qui ci sono due libri ai quali potremmo\navere occasione di consultare, prima di aver finito. Portate la vostra sedia al\ntavolo e potremo consultarli insieme.\n\nMi avvicinai al tavolo e Ezra Jennings mi pass\u00f2 i suoi appunti manoscritti.\nappunti. Si trattava di due grandi fogli di carta. Un foglio\nconteneva scritte che coprivano la superficie solo a intervalli. L'altro\nl'altro presentava una scrittura, in inchiostro rosso e nero, che riempiva completamente\npagina da cima a fondo. Nello stato di irritazione della mia curiosit\u00e0, in quel momento\nin quel momento, misi da parte il secondo foglio in preda alla disperazione.\n\n Abbiate piet\u00e0 di me!  Ho detto.  Ditemi cosa devo aspettarmi, prima che io\ntentare di leggerlo.\n\n Volentieri, Mr. Blake! Le dispiace se le faccio ancora un paio di domande?\ndomande?\n\n Chiedetemi tutto quello che volete!\n\nMi guard\u00f2 con il sorriso triste sulle labbra e con l'interesse gentile\nnei suoi morbidi occhi marroni.\n\n Mi ha gi\u00e0 detto che non ha mai assaggiato l'oppio in vita sua.\nche tu sappia, mai assaggiato l'oppio in vita tua.\n\n Per quanto ne so, ho ripetuto.\n\n Capirete direttamente perch\u00e9 parlo con questa riserva. Andiamo\ncontinuiamo. Lei non sa di aver mai assunto oppio. In questo periodo, l'anno scorso\nanno scorso, soffriva di irritazione nervosa e la notte dormiva male.\ndi notte, dormendo miseramente. La notte del compleanno, per\u00f2, c'\u00e8 stata un'eccezione alla regola.\nun'eccezione alla regola, ha dormito profondamente. Ho ragione, finora?\n\n Proprio cos\u00ec!\n\n Pu\u00f2 attribuire una causa alla sofferenza nervosa e alla mancanza di sonno?\nsonno?\n\n Non posso attribuire alcuna causa. Il vecchio Betteredge ha fatto un'ipotesi sulla causa, mi\nricordo. Ma non vale la pena di parlarne.\n\n Mi perdoni. In un caso come questo vale la pena di parlare di tutto.\nBetteredge ha attribuito la sua insonnia a qualcosa. A cosa?\n\n Al mio abbandono del fumo.\n\n Era un fumatore abituale?\n\n S\u00ec.\n\n Avete abbandonato l'abitudine all'improvviso?\n\n S\u00ec.\n\n Betteredge aveva perfettamente ragione, signor Blake. Quando il fumo \u00e8 un'abitudine, un\nun uomo non deve avere una costituzione comune che possa abbandonarlo improvvisamente\nsenza subire qualche danno temporaneo al sistema nervoso. Le sue notti insonni\nnotti insonni sono giustificate, a mio avviso. La mia prossima domanda si riferisce a Mr.\nCandy. Ricorda di aver avuto una discussione con lui durante la cena di compleanno?\ncon lui durante la cena di compleanno, o in seguito, sul tema della sua\nprofessione?\n\nLa domanda ha risvegliato immediatamente uno dei miei ricordi sopiti in\nin relazione alla festa di compleanno. La sciocca disputa che ebbe luogo\ntra il signor Candy e me, sar\u00e0 descritta pi\u00f9 a lungo di quanto meriti nel decimo capitolo.\ndescritta molto pi\u00f9 a lungo di quanto meriti nel decimo capitolo della\ndella narrazione di Betteredge. I dettagli presentati in quella sede della\ndella disputa, a cui avevo pensato cos\u00ec poco in seguito, non mi sono pi\u00f9\ndi memoria. Tutto ci\u00f2 che riuscivo a ricordare e a raccontare a Ezra Jennings era che\nEzra Jennings era che avevo attaccato l'arte della medicina a tavola con sufficiente\na tavola con un'imprudenza e una pertinacia tali da mettere\npersino il signor Candy, per il momento, a perdere le staffe. Ricordavo anche che\nLady Verinder si era intromessa per far cessare la disputa, e che io e il piccolo dottore avevamo\ndottore e io ci eravamo riappacificati, come dicono i bambini, ed eravamo diventati\neravamo diventati amici come sempre, prima di stringerci la mano quella sera.\n\n C'\u00e8 ancora una cosa, disse Ezra Jennings, che \u00e8 molto\nimportante che io sappia. Aveva qualche motivo per sentirsi particolarmente\nansia per il Diamante, in questo periodo dell'anno scorso?\n\n Avevo le ragioni pi\u00f9 forti per provare ansia per il Diamante. I\nsapevo che era oggetto di una cospirazione, e mi avevano avvertito di adottare\nmisure per la protezione di Miss Verinder, in quanto detentrice della pietra.\npietra.\n\n La sicurezza del Diamante \u00e8 stata oggetto di conversazione tra lei e altre persone\ne qualsiasi altra persona, immediatamente prima di ritirarsi a riposare la sera del compleanno?\nnotte del compleanno?\n\n \u00c8 stato l'argomento di una conversazione tra Lady Verinder e sua figlia.\nfiglia\n\n Quale ha avuto luogo durante la sua udienza?\n\n S\u00ec.\n\nEzra Jennings prese i suoi appunti dal tavolo e li mise nelle mie mani.\nmani.\n\n Mr. Blake, ha detto, se leggete ora quegli appunti, alla luce che le mie domande e le vostre risposte hanno gettato su di essi, farete due considerazioni\nmie domande e le sue risposte hanno gettato su di essi, far\u00e0 due\nscoperte stupefacenti su di lei. Scoprir\u00e0 che: Primo, che\nche lei \u00e8 entrato nel salotto della signorina Verinder e ha preso il Diamante, in uno stato di trance, prodotto da un'opacit\u00e0.\nstato di trance, prodotto dall'oppio. In secondo luogo, che l'oppio le \u00e8 stato dato\nCandy, a sua insaputa, come confutazione pratica delle opinioni\ncome una confutazione pratica delle opinioni che lei gli aveva espresso alla cena di\ncena di compleanno.\n\nMi sedetti con i fogli in mano completamente stupefatto.\n\n Cerchi di perdonare il povero signor Candy\", disse l'assistente con dolcezza.  Ha\nha fatto una cosa terribile, lo ammetto; ma l'ha fatta in modo innocente. Se\nse guardate gli appunti, vedrete che se non fosse stato per la sua malattia sarebbe\nsarebbe tornato da Lady Verinder la mattina dopo la festa e avrebbe riconosciuto il trucco\navrebbe riconosciuto l'inganno che vi aveva giocato. La signorina Verinder lo avrebbe\navrebbe saputo, e la signorina Verinder l'avrebbe interrogato e la verit\u00e0\nverit\u00e0, nascosta per un anno, sarebbe stata scoperta in un giorno.\ngiorno.\n\nCominciai a recuperare il mio autocontrollo.  Il signor Candy \u00e8 fuori dalla portata del\nmio risentimento, dissi con rabbia.  Ma il trucco che mi ha giocato non \u00e8\nmeno un atto di tradimento, per tutto questo. Posso perdonare, ma non\nnon lo dimenticher\u00f2.\n\n Ogni medico commette questo atto di tradimento, Mr. Blake, nel corso della sua attivit\u00e0.\nnel corso della sua attivit\u00e0. L'ignorante diffidenza nei confronti dell'oppio (in Inghilterra) non \u00e8\nnon \u00e8 affatto limitata alle classi pi\u00f9 basse e meno coltivate. Ogni medico che esercita\nogni medico che esercita una grande professione si trova, di tanto in tanto, costretto a\ningannare i suoi pazienti, come il signor Candy ha ingannato voi. Non difendo la follia di\nnon difendo la follia di avervi giocato un tiro mancino, date le circostanze. Mi limito a chiedere\ndi una costruzione pi\u00f9 accurata e pi\u00f9 misericordiosa dei motivi.\n\n Come \u00e8 stato fatto?  Ho chiesto.  Chi mi ha dato il laudano, senza che io\nsaperlo?\n\n Non sono in grado di dirvelo. Nulla di ci\u00f2 che riguarda questa parte della questione\ndalle labbra del signor Candy, durante tutta la sua malattia. Forse la vostra\nmemoria pu\u00f2 indicare la persona da sospettare.\n\n No.\n\n \u00c8 inutile, in questo caso, proseguire l'indagine. Il laudano \u00e8 stato\nsegretamente a voi in qualche modo. Lasciamo perdere, e passiamo a questioni di\nquestioni di pi\u00f9 immediata importanza. Leggete i miei appunti, se potete.\nFamiliarizzate con quanto \u00e8 accaduto in passato. Ho\nqualcosa di molto audace e sorprendente da proporvi, che riguarda\nal futuro.\n\nQueste ultime parole mi hanno destato.\n\nGuardai i documenti nell'ordine in cui Ezra Jennings li aveva messi nelle mie mani.\nnelle mie mani. Il foglio che conteneva la quantit\u00e0 minore di\ndi scrittura era il pi\u00f9 alto dei due. Su di esso, le parole sconnesse\ne frammenti di frasi, che erano cadute al signor Candy nel suo\ndelirio, apparivano come segue:\n\n ... Mr. Franklin Blake ... e piacevole ... gi\u00f9 un peg ... medicina\n... confessa ... dormire di notte ... dirgli ... fuori servizio ...\nmedicina ... mi dice ... e brancolare nel buio significano la stessa cosa ...\nstessa cosa... tutta la compagnia a tavola... Io dico ...\nbrancolare nel sonno ... nient'altro che medicine ... lui dice ... guidare i ciechi ... sapere cosa significa?\nciechi ... sa cosa significa ... spiritoso ... una notte di riposo nonostante\ndei suoi denti ... vuole dormire ... La cassetta dei medicinali di Lady Verinder ...\ncinque e venti minime ... a sua insaputa ... domani mattina\n... Bene, signor Blake ... medicina oggi ... mai ... senza ...\nfuori, signor Candy ... eccellente ... senza di essa ... gi\u00f9 su di lui ... verit\u00e0\n... qualcosa oltre ... eccellente ... dose di laudano, signore ... letto\n... cosa ... medicina ora.\n\nL\u00ec fin\u00ec il primo dei due fogli. Lo riconsegnai\na Ezra Jennings.\n\n \u00c8 questo che hai sentito al suo capezzale?  Ho detto.\n\n Letteralmente ed esattamente quello che ho sentito, rispose, eccetto che le ripetizioni non sono state trasferite qui dalle mie note a mano.\nripetizioni non sono state trasferite qui dai miei appunti a mano. Egli\nripetuto certe parole e frasi una dozzina di volte, cinquanta volte\nvolte, cos\u00ec come attribuiva maggiore o minore importanza all'idea che\nrappresentavano. Le ripetizioni, in questo senso, mi sono state di\naiuto nel mettere insieme quei frammenti. Non credo,\naggiunse, indicando il secondo foglio, che io pretenda di aver riprodotto le espressioni che Mr.\ndi aver riprodotto le espressioni che lo stesso signor Candy avrebbe usato se\nse fosse stato in grado di parlare in modo articolato. Dico solo che ho superato l'ostacolo\nattraverso l'ostacolo dell'espressione disconnessa, al pensiero che\npensiero che era sotteso in modo connesso per tutto il tempo. Giudicate voi stessi\nvoi stessi.\n\nMi voltai verso il secondo foglio di carta, che ora sapevo essere la chiave\ndel primo.\n\nAncora una volta, le peregrinazioni di Mr. Candy apparvero, copiate con inchiostro nero; gli intervalli tra le frasi furono riempiti da Ezra Jennings in rosso.\nintervalli tra le frasi, riempiti da Ezra Jennings con inchiostro rosso.\ninchiostro rosso. Riproduco qui il risultato, in una forma semplice; il linguaggio originale e l'interpretazione\nlingua originale e la sua interpretazione sono abbastanza vicine in queste\nqueste pagine per essere facilmente confrontate e verificate.\n\n ... Il signor Franklin Blake \u00e8 intelligente e piacevole, ma vuole essere\nquando parla di medicina. Confessa di aver sofferto di\ndi aver sofferto per la mancanza di sonno durante la notte. Gli dico che i suoi nervi sono\nche i suoi nervi sono fuori uso e che dovrebbe prendere delle medicine. Mi risponde che\nche prendere medicine e brancolare nel buio sono la stessa cosa.\nQuesto davanti a tutta la compagnia a tavola. Gli dico: \"Stai cercando di dormire\ncercando il sonno, e nient'altro che la medicina pu\u00f2 aiutarti a trovarlo.\nMi dice: \"Ho sentito parlare del cieco che guida il cieco, e ora so cosa significa\".\nso cosa significa. Arguto, ma riesco a farlo riposare nonostante i suoi denti.\ni suoi denti. Vuole davvero dormire e la cassetta dei medicinali di Lady Verinder \u00e8 a mia disposizione.\na mia disposizione. Dagli cinque e venti minime di laudano stasera,\nsenza che lui se ne accorga, e poi chiamarlo domani mattina.  Bene, Mr.\nBlake, vuole provare un po' di medicina oggi? Non dormirete mai\nsenza. Ecco fatto, signor Candy: Ho avuto un eccellente\nnotte di riposo senza.  Allora, gli dica la verit\u00e0!  Lei\nha avuto qualcosa di diverso da un eccellente riposo notturno; ha preso una dose di\nlaudano, signore, prima di andare a letto. Cosa ne dite dell'arte della\nmedicina?\n\nL'ammirazione per l'ingegno che aveva tessuto questa trama liscia e rifinita\ntessitura liscia e rifinita dalla matassa rammollita \u00e8 stata naturalmente la prima impressione\nche provai nel riconsegnare il manoscritto a Ezra Jennings. Egli\nmodestamente interrotto le prime parole in cui il mio senso di sorpresa si \u00e8\nsorpresa, chiedendomi se la conclusione che aveva tratto dai suoi appunti\ndai suoi appunti fosse anche quella a cui era giunta la mia mente.\nera arrivata la mia mente.\n\n Crede, come credo io, ha detto, che lei abbia agito sotto l'influenza del laudano\nlaudano nel fare tutto ci\u00f2 che ha fatto la sera del compleanno della signorina\ncompleanno di Miss Verinder, in casa di Lady Verinder?\n\n Sono troppo ignorante sull'influenza del laudano per avere un'opinione mia, risposi.\nmia, risposi.  Posso solo seguire la sua opinione e mi sento\nconvinto che lei abbia ragione.\n\n Molto bene. La prossima domanda \u00e8 questa. Lei \u00e8 convinto, e io sono\ncome possiamo trasmettere la nostra convinzione alle menti degli altri?\npersone?\n\nIndicai i due manoscritti che giacevano sul tavolo tra noi. Ezra\nJennings scosse la testa.\n\n Inutile, Mr. Blake! Del tutto inutili, cos\u00ec come sono ora, per tre\nragioni inoppugnabili. In primo luogo, questi appunti sono stati presi in circostanze\nin circostanze del tutto estranee all'esperienza della massa dell'umanit\u00e0.\numanit\u00e0. Contro di loro, tanto per cominciare! In secondo luogo, questi appunti\nrappresentano una teoria medica e metafisica. Contro di loro, ancora una volta!\nIn terzo luogo, quegli appunti sono di mia produzione; non c'\u00e8 nulla, se non la mia affermazione del contrario, a garantire che\nche la mia affermazione contraria, a garanzia del fatto che non sono\ndi falsificazioni. Ricordate quello che vi ho detto nella brughiera e domandatevi\nquanto vale la mia affermazione. No! I miei appunti hanno un solo valore, quello di guardare al verdetto del mondo esterno.\nil verdetto del mondo esterno. La vostra innocenza deve essere rivendicata;\ne mostrano come si pu\u00f2 fare. Dobbiamo mettere la nostra convinzione alla\ne tu sei l'uomo giusto per dimostrarlo!\n\n Come?  Ho chiesto.\n\nSi avvicin\u00f2 con impazienza a me attraverso il tavolo che ci divideva.\n\n Siete disposti a tentare un esperimento audace?\n\n Far\u00f2 di tutto per scagionarmi dal sospetto che grava su di me.\nora.\n\n Siete disposti a sopportare qualche inconveniente personale per un certo periodo di tempo?\n\n A qualsiasi inconveniente, qualunque esso sia.\n\n Vi lascerete guidare implicitamente dal mio consiglio? Potrebbe esporvi al ridicolo degli\nridicolo degli sciocchi; potrebbe sottoporvi alle rimostranze di amici\nle cui opinioni siete tenuti a rispettare.\n\n Ditemi cosa devo fare!  proruppi con impazienza.  E, comunque vada, lo far\u00f2,\nlo far\u00f2.\n\n Lo farete, Mr. Blake, rispose.  Ruber\u00e0 il\nDiamante, inconsapevolmente, per la seconda volta, alla presenza di\ntestimoni la cui testimonianza \u00e8 indiscutibile.\n\nMi sono alzato in piedi. Cercai di parlare. Potevo solo guardarlo.\n\n Credo che si possa fare, ha proseguito.  E sar\u00e0 fatto se\nmi aiuterai. Cerchi di calmarsi, si sieda e ascolti quello che ho da dirle.\nHo da dirvi. Avete ripreso l'abitudine di fumare; l'ho visto con i miei occhi.\nl'ho visto con i miei occhi. Da quanto tempo l'ha ripresa?\n\n Per quasi un anno.\n\n Fuma pi\u00f9 o meno di prima?\n\n Altro.\n\n Rinuncerete di nuovo a questa abitudine? Improvvisamente, mente! Come l'avete abbandonata in precedenza.\nprima.\n\nCominciai a vedere vagamente la sua deriva.  Ci rinuncio, da questo momento,\nrisposi.\n\n Se si verificheranno le stesse conseguenze che si sono verificate lo scorso giugno, ha detto Ezra\nJennings, se soffrirete ancora una volta come allora, per le notti insonni, avremo fatto il nostro primo passo.\nnotti insonni, avremo fatto il nostro primo passo. Avremo rimesso lei in\nin qualcosa di assimilabile alla condizione nervosa in cui si trovava la sera del compleanno.\nnotte del compleanno. Se poi riusciremo a far rivivere, o quasi, le circostanze domestiche che vi\ncircostanze domestiche che vi circondavano; e se riusciremo a occupare la vostra mente\nse riusciremo a occupare di nuovo la tua mente con le varie domande sul Diamante che prima la\nche prima la agitavano, l'avremo sostituita, per quanto possibile, nella stessa posizione\nposizione, fisica e morale, in cui l'oppio l'ha trovata l'anno scorso.\nl'anno scorso. In tal caso, possiamo sperare che la ripetizione della dose\ndose porter\u00e0, in misura maggiore o minore, a una ripetizione del risultato.\nrisultato. Ecco la mia proposta, espressa in poche parole. Vedrete\nora vedrete quali sono le ragioni che mi giustificano nel farla.\n\nSi volt\u00f2 verso uno dei libri che aveva a fianco e lo apr\u00ec in un punto\nun punto segnato da un foglietto.\n\n Non creda che abbia intenzione di annoiarla con una lezione di\nfisiologia, disse.  Mi ritengo obbligato a dimostrare, per giustizia verso\nentrambi, che non vi sto chiedendo di provare questo esperimento in\nin ossequio a una teoria di mia concezione. I principi riconosciuti e le autorit\u00e0\nautorit\u00e0 riconosciute, mi giustificano nella visione che ho. Datemi\ncinque minuti della vostra attenzione, e mi impegner\u00f2 a dimostrarvi che la scienza\nLa scienza approva la mia proposta, per quanto fantasiosa possa sembrare. Ecco, in primo luogo\nprimo luogo, il principio fisiologico su cui agisco,\naffermato da una persona che non ha nulla da invidiare al dottor Carpenter. Leggetelo voi stessi.\n\nMi porse il foglietto che aveva segnato il posto nel libro.\nConteneva poche righe scritte come segue:\n\n Sembra molto fondato il convincimento che _ogni_ impressione sensoriale, una volta riconosciuta dalla\nsensoriale, una volta riconosciuta dalla coscienza percettiva, sia registrata\ncoscienza percettiva, sia registrata (per cos\u00ec dire) nel cervello e possa essere riprodotta in un momento successivo.\nriprodotta in un momento successivo, anche se non c'\u00e8 coscienza della sua esistenza nella\ncoscienza della sua esistenza nella mente durante l'intero periodo\nperiodo intermedio.\n\n \u00c8 tutto chiaro, finora? chiese Ezra Jennings.\n\n Perfettamente in ordine.\n\nMi spinse il libro aperto dall'altra parte del tavolo e mi indic\u00f2 un\npassaggio, segnato da linee a matita.\n\n Ora, disse, leggete il resoconto di un caso che ha, come credo, un'attinenza diretta con la vostra posizione e con l'esperimento che sto conducendo.\nche ha un'attinenza diretta con la vostra posizione e con l'esperimento che vi sto tentando di fare.\ntentato di provare. Prima di iniziare, Mr. Blake, tenga presente che ora la sto\nche ora la sto indirizzando a uno dei pi\u00f9 grandi fisiologi inglesi. Il libro che ha in mano\nIl libro che ha in mano \u00e8 il dottor Elliotson, _Fisiologia umana_; e il caso che il dottore cita si basa sulla\ncaso che il dottore cita si basa sulla ben nota autorit\u00e0 di Mr.\nCombe.\n\nIl passaggio che mi \u00e8 stato segnalato \u00e8 stato espresso in questi termini:\n\n Il dottor Abel mi ha informato, dice il signor Combe, di un facchino irlandese di un magazzino che\nmagazzino, che da sobrio dimenticava ci\u00f2 che aveva fatto da ubriaco; ma,\nubriaco, si ricordava di nuovo le operazioni del suo precedente stato di\nstato di ebbrezza. In un'occasione, da ubriaco, aveva perso un pacco di un certo valore.\ndi un certo valore, e nei momenti di sobriet\u00e0 non seppe darne conto. La volta successiva\nun'altra volta che era ubriaco, si ricord\u00f2 di aver lasciato il pacco in una certa casa.\nuna certa casa e che, non essendoci alcun indirizzo, era rimasto l\u00ec al sicuro.\nera rimasto l\u00ec al sicuro ed era stato recuperato quando l'aveva chiamato.\n\n Di nuovo in pianura? chiese Ezra Jennings.\n\n Il pi\u00f9 chiaro possibile.\n\nRimise il foglietto al suo posto e chiuse il libro.\n\n Siete convinti che non abbia parlato senza una buona autorit\u00e0 a\nmi ha chiesto.  In caso contrario, non mi resta che andare in quegli scaffali,\ne voi dovrete leggere i passi che vi indicher\u00f2.\n\n Sono abbastanza soddisfatto, ho detto, senza leggere una parola di pi\u00f9.\n\n In questo caso, possiamo tornare al vostro interesse personale in questa\nquestione. Sono costretto a dirvi che c'\u00e8 qualcosa da dire sia\ncontro l'esperimento, ma anche a favore. Se potessimo, quest'anno,\nriprodurre esattamente, nel suo caso, le condizioni che esistevano l'anno scorso.\n\u00e8 fisiologicamente certo che arriveremmo esattamente allo stesso risultato.\nstesso risultato. Ma questo non si pu\u00f2 negare, \u00e8 semplicemente impossibile.\nPossiamo solo sperare di avvicinarci a quelle condizioni; e se non riusciamo a farvi tornare abbastanza\nse non riusciamo a farvi tornare abbastanza vicini a quello che eravate, questa nostra\nnostra impresa fallir\u00e0. Se ci riusciremo, e io stesso sono fiducioso in questo\nsuccesso, potrete almeno ripetere le procedure della sera del compleanno in modo tale da\ncompleanno, in modo tale da convincere qualsiasi persona ragionevole che siete innocenti,\nmoralmente parlando, del furto del Diamante. Credo, Mr. Blake, di aver\ndi aver esposto la questione, da entrambi i lati, nel modo pi\u00f9 corretto possibile,\nentro i limiti che mi sono imposto. Se c'\u00e8 qualcosa\nche non le ho chiarito, mi dica qual \u00e8 e se posso illuminarla, lo far\u00f2.\nilluminarvi, lo far\u00f2.\n\n Tutto quello che mi avete spiegato, ho detto, lo capisco perfettamente.\nMa sono perplesso su un punto, che non mi ha ancora chiarito.\nnon mi ha ancora chiarito.\n\n Qual \u00e8 il punto?\n\n Non capisco l'effetto del laudano su di me. Non capisco\nnon capisco il mio camminare al piano di sotto, e lungo i corridoi, e il mio aprire\ne chiudere i cassetti di un armadio, e tornare di nuovo nella mia stanza.\nstanza. Sono tutte azioni attive. Pensavo che l'influenza dell'oppio\ndell'oppio fosse prima di tutto di stordirvi e poi di farvi addormentare.\n\n L'errore comune sull'oppio, Mr. Blake! In questo momento sto\nal vostro servizio, sotto l'influenza di una dose di laudano\nsotto l'effetto di una dose di laudano, dieci volte superiore alla dose\nCandy vi ha somministrato. Ma non fidatevi della mia autorit\u00e0 nemmeno su\nquestione che rientra nella mia esperienza personale. Ho anticipato\nl'obiezione che avete appena fatto: e mi sono di nuovo munito di una testimonianza\ntestimonianza indipendente che avr\u00e0 il suo peso nella vostra mente e in quella di\nmente e nella mente dei vostri amici.\n\nMi porse il secondo dei due libri che teneva sul tavolo.\ntavolo.\n\n Ecco, disse, le famose _Confessioni di un mangiatore di oppio inglese_!\nmangiatore di oppio! Portate via il libro e leggetelo. Al passaggio che\nche ho segnato, troverete che quando De Quincey aveva commesso quella che lui chiama\ndi oppio, si recava nella galleria dell'Opera per godersi la musica o\nper godersi la musica, oppure si aggirava per i mercati londinesi il sabato sera\nLondra il sabato sera, e si interessava a osservare tutti i piccoli spostamenti e le\ncontrattazioni dei poveri per procurarsi la cena della domenica. Tanto per\ncapacit\u00e0 di un uomo di occuparsi attivamente e di spostarsi da un luogo all'altro sotto l'influsso di\ndi spostarsi da un luogo all'altro sotto l'effetto dell'oppio.\n\n Finora mi \u00e8 stato risposto, ho detto; ma non mi \u00e8 ancora stato risposto sull'effetto che l'oppio ha prodotto su di me.\neffetto dell'oppio su di me.\n\n Cercher\u00f2 di rispondere in poche parole\", disse Ezra Jennings.  L'azione\nl'azione dell'oppio \u00e8 costituita, nella maggior parte dei casi, da due\ninfluenze, una stimolante prima e una sedativa poi.\ndopo. Sotto l'influenza stimolante, le ultime e pi\u00f9 vivide\nimpressioni pi\u00f9 recenti e pi\u00f9 vivide lasciate nella mente, cio\u00e8 le impressioni relative al\nDiamante, nel vostro stato nervoso morbosamente sensibile,\ndi intensificarsi nel vostro cervello e di subordinare a s\u00e9 il vostro giudizio e la vostra volont\u00e0\nal vostro giudizio e alla vostra volont\u00e0 esattamente come un sogno ordinario\nsubordina a s\u00e9 il vostro giudizio e la vostra volont\u00e0. A poco a poco,\nsotto questa azione, qualsiasi timore per la sicurezza del Diamante\nche avreste potuto provare durante il giorno sarebbero passate dallo stato di dubbio allo stato di\ndal dubbio alla certezza e vi spingeranno ad agire concretamente per preservare il Diamante.\nvi avrebbe spinto ad agire concretamente per preservare il gioiello avrebbe diretto i vostri\ncon questo motivo i vostri passi nella stanza in cui siete entrati e\nguiderebbe la vostra mano verso i cassetti dell'armadietto, fino a quando non avrete\nfino a trovare il cassetto che conteneva la pietra. Nell'ebbrezza spiritualizzata\nspirituale dell'oppio, avreste fatto tutto questo. Pi\u00f9 tardi, quando l'azione sedativa\nl'azione sedativa cominciava a prevalere su quella stimolante, sareste diventati lentamente\ninerte e stupefatto. Pi\u00f9 tardi ancora si cade in un sonno profondo. Quando\nquando arrivava il mattino e l'effetto dell'oppio era stato completamente smaltito,\nsi svegliava assolutamente ignaro di ci\u00f2 che aveva fatto nella notte\ncome se si fosse vissuto agli Antipodi. Sono stato abbastanza chiaro\nchiaro finora?\n\n Mi hai fatto capire cos\u00ec bene, ho detto, che voglio che tu vada oltre.\nMi avete mostrato come sono entrato nella stanza e come sono arrivato a prendere il\nDiamante. Ma la signorina Verinder mi ha visto uscire di nuovo dalla stanza, con il gioiello in mano.\nin mano. Pu\u00f2 ricostruire le mie azioni da quel momento? Riesce a\nindovinare cosa ho fatto dopo?\n\n \u00c8 proprio questo il punto a cui stavo arrivando, ha replicato.  \u00c8 un\nse l'esperimento che propongo come mezzo per\nper dimostrare la vostra innocenza, non possa essere anche un mezzo per recuperare\nil Diamante perduto. Quando ha lasciato il salotto di Miss Verinder,\ncon il gioiello in mano, siete tornati con ogni probabilit\u00e0 nella vostra\nstanza\n\n S\u00ec? E poi?\n\n \u00c8 possibile, signor Blake, non oso dire di pi\u00f9, che la sua idea di preservare il Diamante abbia portato, per una sequenza naturale, all'idea di\ndi preservare il Diamante abbia portato, per una sequenza naturale, all'idea di\ndi nascondere il Diamante, e che il luogo in cui l'ha nascosto fosse\nda qualche parte nella sua camera da letto. In questo caso, il caso del facchino irlandese\npotrebbe essere il vostro caso. Forse ricorderete, sotto l'influenza della seconda dose di oppio, il luogo in cui\ndose di oppio, il luogo in cui avete nascosto il Diamante sotto l'effetto della prima.\nsotto l'effetto della prima.\n\nToccava a me, ora, illuminare Ezra Jennings. Lo fermai, prima che\nche potesse dire altro.\n\n Lei sta speculando, ho detto, su un risultato che non pu\u00f2 avvenire\navvenire. Il Diamante, in questo momento, \u00e8 a Londra.\n\nSi mise in moto e mi guard\u00f2 con grande sorpresa.\n\n A Londra? ripet\u00e9.  Come \u00e8 arrivato a Londra da casa di Lady\nVerinder?\n\n Nessuno lo sa.\n\n L'ha tolto con le sue mani dalla stanza della signorina Verinder. Come \u00e8 stato\ntolto dalla sua custodia?\n\n Non ho idea di come sia stato sottratto alla mia custodia.\n\n L'hai visto, quando ti sei svegliato al mattino?\n\n No.\n\n La signorina Verinder ne ha ripreso possesso?\n\n No.\n\n Mr. Blake! Sembra che ci sia qualcosa da chiarire.\nPosso chiederle come fa a sapere che il Diamante si trova in questo momento a Londra?\n\nAvevo posto esattamente la stessa domanda a Mr. Bruff quando ho fatto le mie prime indagini sulla Pietra di Luna, al mio ritorno in Inghilterra.\ndomande sulla Pietra di Luna, al mio ritorno in Inghilterra. Nel rispondere a\nEzra Jennings, ho quindi ripetuto ci\u00f2 che avevo sentito dalle labbra dell'avvocato e ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 noto ai lettori di queste\navvocato e ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 noto ai lettori di queste pagine.\npagine.\n\nHa mostrato chiaramente di non essere soddisfatto della mia risposta.\n\n Con tutta la deferenza nei suoi confronti, ha detto, e con tutta la deferenza nei confronti del suo consulente legale, mantengo l'opinione che ho espresso poco fa.\nconsulente legale, mantengo l'opinione che ho espresso poc'anzi. Essa\npoggia, ne sono ben consapevole, su una mera supposizione. Mi perdoni se le ricordo\nche anche la sua opinione si basa su una mera supposizione.\n\nIl suo punto di vista sulla questione era del tutto nuovo per me. Ho aspettato\nansiosamente di sapere come l'avrebbe difesa.\n\n Presumo, prosegu\u00ec Ezra Jennings, che l'influenza dell'oppio, dopo avervi spinto a possedere il Diamante, con la\noppio, dopo avervi spinto a possedere il Diamante, allo scopo di garantirne la sicurezza, vi abbia anche spinto\nscopo di garantirne la sicurezza, potrebbe anche spingervi, agendo sotto lo stesso\nstessa influenza e per lo stesso motivo, a nasconderlo da qualche parte nella vostra\nstanza. Voi date per scontato che i cospiratori ind\u00f9 non possano in alcun modo\ncommettere un errore. Gli indiani si sono recati a casa del signor Luker dopo il\nDiamante e, quindi, il Diamante deve essere in possesso del signor Luker!\nAvete qualche prova che dimostri che la Pietra di Luna \u00e8 stata portata a Londra?\nLondra? Non riuscite nemmeno a immaginare come, o da chi, sia stata portata via da casa di Lady Verinder!\nVerinder! Avete qualche prova che il gioiello sia stato dato in pegno al signor Luker?\nLuker? Lui dichiara di non aver mai sentito parlare della Pietra di Luna; e la sua ricevuta bancaria non riconosce altro che\nricevuta bancaria non riconosce altro che il deposito di un prezioso di\ngrande prezzo. Gli indiani suppongono che il signor Luker stia mentendo e voi supponete che gli indiani abbiano ragione.\ndi nuovo che gli indiani abbiano ragione. Tutto ci\u00f2 che dico, in contrasto con voi,\n\u00e8 che il mio punto di vista \u00e8 possibile. Cosa c'\u00e8 di pi\u00f9, signor Blake, dal punto di vista logico o\ngiuridicamente, si pu\u00f2 dire per la sua?\n\n\u00c8 stato detto con forza, ma non si pu\u00f2 negare che sia stato detto anche con sincerit\u00e0.\nanche vero.\n\n Confesso che mi sconcerta, risposi.  Vi opponete al fatto che io scriva a\nMr. Bruff e gli riferisca ci\u00f2 che avete detto?\n\n Al contrario, sar\u00f2 lieto se scriver\u00e0 al signor Bruff. Se consultiamo\nconsultare la sua esperienza, potremmo vedere la questione sotto una nuova luce. Per\nper ora, torniamo al nostro esperimento con l'oppio. Abbiamo\nabbiamo deciso che da questo momento lei abbandoni l'abitudine di fumare.\n\n Da questo momento?\n\n Questo \u00e8 il primo passo. Il passo successivo \u00e8 quello di riprodurre, il pi\u00f9 possibile\nle circostanze interne che vi hanno circondato l'anno scorso.\n\nCome si poteva fare? Lady Verinder era morta. Rachel e io, finch\u00e9\nfinch\u00e9 il sospetto di furto si pos\u00f2 su di me, ci separammo irrevocabilmente.\nGodfrey Ablewhite era in viaggio sul continente. Era semplicemente\nimpossibile ricomporre le persone che avevano abitato la casa, quando io\nquando vi avevo dormito l'ultima volta. La dichiarazione di questa obiezione non sembr\u00f2 mettere in imbarazzo Ezra Jennings.\nimbarazzo di Ezra Jennings. A suo dire, non dava molta importanza\ndi riunire le stesse persone, visto che sarebbe stato vano aspettarsi che\nche si aspettassero di riassumere le varie posizioni che avevano occupato nei\nverso di me nei tempi passati. D'altra parte, riteneva essenziale per il successo dell'esperimento che io\nper il successo dell'esperimento, che io vedessi intorno a me gli stessi oggetti che\nche mi avevano circondato l'ultima volta che ero stato in casa.\n\n Soprattutto, ha detto, si deve dormire nella stanza in cui si \u00e8 dormito la notte del compleanno.\nla notte del compleanno, e deve essere arredata allo stesso modo.\nstesso modo. Le scale, i corridoi e il salotto della signorina Verinder devono essere\ndevono essere riportati a com'erano quando li avete visti l'ultima volta. \u00c8\nassolutamente necessario, Mr. Blake, sostituire ogni articolo di arredamento\nin quella parte della casa che ora pu\u00f2 essere messa via. Il sacrificio dei\nsigari sar\u00e0 inutile, a meno che non si riesca a ottenere il permesso di Miss Verinder.\nMiss Verinder.\n\n Chi deve chiederle il permesso?  Ho chiesto.\n\n Non \u00e8 possibile candidarsi?\n\n \u00c8 del tutto fuori questione. Dopo quello che \u00e8 successo tra noi sull'argomento\nDiamante perduto, non posso n\u00e9 vederla n\u00e9 scriverle,\nper come stanno le cose ora.\n\nEzra Jennings si ferm\u00f2 e riflett\u00e9 per un momento.\n\n Posso farle una domanda delicata?\n\nGli feci segno di continuare.\n\n Ho ragione, Mr. Blake, nel supporre (da una o due cose che le sono state dette) che lei non provasse alcun interesse comune per Miss Verinder.\nche lei non abbia provato un interesse comune per Miss Verinder in passato?\ntempi passati?\n\n \u00c8 proprio cos\u00ec.\n\n La sensazione \u00e8 stata ricambiata?\n\n Era.\n\n Crede che la signorina Verinder potrebbe provare un forte interesse\nnel tentativo di dimostrare la sua innocenza?\n\n Ne sono certo.\n\n In tal caso, scriver\u00f2 alla signorina Verinder, se mi darete il permesso.\npermesso.\n\n Dirle della proposta che mi avete fatto?\n\n Raccontarle tutto quello che \u00e8 successo oggi tra noi.\n\n\u00c8 superfluo dire che accettai con entusiasmo il servizio che mi aveva\nmi aveva offerto.\n\n Avr\u00f2 tempo di scrivere per la posta di oggi, disse, guardando l'orologio.\norologio.  Non dimenticare di chiudere i sigari quando torni in albergo!\nalbergo! Chiamer\u00f2 domani mattina per sapere come avete trascorso la notte.\nnotte.\n\nMi alzai per congedarmi da lui e cercai di esprimere il senso di gratitudine\nsenso della sua gentilezza che sentivo davvero.\n\nMi premette delicatamente la mano.  Ricorda quello che ti ho detto nella brughiera\", rispose.\nrispose.  Se posso rendervi questo piccolo servizio, Mr. Blake, lo sentir\u00f2\ncome un ultimo raggio di sole, che cade la sera di una lunga e\ngiornata nuvolosa.\n\nCi siamo separati. Era il 15 giugno. Gli eventi dei dieci giorni successivi\ndieci giorni, tutti pi\u00f9 o meno direttamente collegati all'esperimento di cui ero\nesperimento di cui ero l'oggetto passivo, sono tutti registrati,\nesattamente come avvennero, nel Diario che il signor Candy tiene abitualmente.\nCandy. Nelle pagine di Ezra Jennings nulla \u00e8 nascosto e nulla \u00e8 dimenticato.\nnulla viene dimenticato. Lasciate che Ezra Jennings racconti come \u00e8 stata tentata l'impresa con l'oppio e come \u00e8 stato possibile\noppio \u00e8 stata tentata e come \u00e8 finita.\n\n\nQUARTO RACCONTO.\n\nEstratto dal Diario di Ezra Jennings.\n\n\n1849. 15 giugno.... Con qualche interruzione da parte dei pazienti e qualche\ninterruzione per il dolore, ho finito la mia lettera alla signorina Verinder in tempo per\nper la posta di oggi. Non sono riuscito a renderla breve come avrei voluto.\navrei voluto. Ma credo di averla resa chiara. La lascio completamente\npadrona della sua decisione. Se acconsente ad assistere all'esperimento,\nacconsente di sua spontanea volont\u00e0, e non per fare un favore a Mr. Franklin\nFranklin Blake o a me.\n\n16 giugno. Mi sono alzata tardi, dopo una notte terribile; la vendetta dell'oppio di ieri\ndell'oppio di ieri, che mi ha perseguitato con una serie di sogni spaventosi. In un momento\nvorticosamente nello spazio vuoto con i fantasmi dei morti, amici e nemici insieme.\nmorti, amici e nemici insieme. In un altro momento, l'unico volto amato\nche non vedr\u00f2 mai pi\u00f9, si ergeva al mio capezzale, orrendamente\nfosforescente nell'oscurit\u00e0 nera, e mi guardava e sorrideva. A\nlieve ritorno del vecchio dolore, alla solita ora del primo mattino,\nera ben accetto come cambiamento. Dissipava le visioni ed era sopportabile perch\u00e9 lo faceva.\nperch\u00e9 lo faceva.\n\nLa mia brutta notte ha fatto s\u00ec che la mattina tardi, prima di poter raggiungere Mr.\nFranklin Blake. Lo trovai disteso sul divano, mentre faceva colazione con\nbrandy e soda e un biscotto secco.\n\n Sto iniziando, nel modo migliore che possiate desiderare\", ha detto.  A\nnotte infelice e inquieta; e una totale inappetenza stamattina.\nmattina. Esattamente quello che \u00e8 successo l'anno scorso, quando ho rinunciato ai sigari. Quanto prima\nprima sar\u00f2 pronto per la mia seconda dose di laudano, meglio sar\u00e0 per me.\npiacere.\n\n Lo avrete il prima possibile, risposi.  Nel\nnel frattempo, dobbiamo stare attenti il pi\u00f9 possibile alla sua salute. Se permettiamo che\nSe vi permettiamo di esaurirvi, falliremo in questo modo. Dovete avere un\nappetito per la cena. In altre parole, dovete fare una cavalcata o una passeggiata\nquesta mattina, all'aria aperta.\n\n Cavalcher\u00f2, se riusciranno a trovarmi un cavallo qui. A proposito, ho scritto a\nBruff, ieri. Hai scritto alla signorina Verinder?\n\n S\u00ec, dal post di ieri sera.\n\n Molto bene. Avremo qualche notizia degna di essere ascoltata, da raccontarci\ndomani. Non andare ancora! Ho una parola da dirvi. Sembrava che\nieri, che il nostro esperimento con l'oppio non sarebbe stato\nnon sarebbe stato visto di buon occhio da alcuni dei miei amici. Aveva ragione.\nIl vecchio Gabriel Betteredge \u00e8 uno dei miei amici, e vi divertir\u00e0 sapere che ha protestato con forza quando\nche ha protestato con forza quando l'ho visto ieri.  Avete\nha fatto un numero incredibile di sciocchezze nel corso della sua vita,\nMr. Franklin, ma questa le supera tutte!  Ecco l'opinione di Betteredge!\nSono certo che terr\u00e0 conto dei suoi pregiudizi, se lei e lui vi incontrerete?\nincontrerete?\n\nLasciai Mr. Blake per fare il mio giro tra i pazienti, sentendomi meglio e pi\u00f9 felice anche per il breve colloquio che avevo avuto con lui.\ne pi\u00f9 felice anche per il breve colloquio che avevo avuto con lui.\n\nQual \u00e8 il segreto dell'attrazione che c'\u00e8 per me in quest'uomo?\nSignifica solo che avverto il contrasto tra il modo francamente gentile\ngentilezza con cui mi ha permesso di conoscerlo e l'antipatia e la diffidenza spietate\nl'antipatia e la diffidenza spietata con cui mi accolgono le altre persone?\nO c'\u00e8 davvero qualcosa in lui che risponde al desiderio che ho di un po' di simpatia umana?\nche ho per un po' di simpatia umana, che \u00e8 sopravvissuto alla solitudine e alla persecuzione di molti anni.\nsolitudine e alle persecuzioni di molti anni; che sembra acuirsi sempre pi\u00f9\nsempre pi\u00f9 acuto, man mano che si avvicina il momento in cui dovr\u00f2 sopportare e\nnon sentir\u00f2 pi\u00f9? Quanto \u00e8 inutile porsi queste domande! Mr. Blake mi ha dato\nmi ha dato un nuovo interesse per la vita. Che questo sia sufficiente, senza cercare di sapere\nquale sia questo nuovo interesse.\n\n17 giugno. Questa mattina, prima di fare colazione, il signor Candy mi ha informato che\nche sarebbe partito per quindici giorni, in visita a un amico nel sud dell'Inghilterra.\ndell'Inghilterra. Mi ha dato tante indicazioni particolari, povero amico, sui\nsui pazienti, come se avesse ancora il grande studio che possedeva\nprima di ammalarsi. Lo studio vale abbastanza poco ora! Altri\naltri medici hanno sostituito _lui_ e nessuno che possa farne a meno assumer\u00e0\nme_.\n\nForse \u00e8 una fortuna che si assenti proprio in questo periodo. Sarebbe stato\nsarebbe stato mortificato se non lo avessi informato dell'esperimento\nche ho intenzione di provare con Mr. Blake. E non so quali risultati\nrisultati indesiderati se lo avessi preso in confidenza.\nfiducia. Meglio cos\u00ec. Senza dubbio, meglio cos\u00ec.\n\nLa posta mi port\u00f2 la risposta di Miss Verinder, dopo che il signor Candy aveva lasciato la casa.\ncasa.\n\nUna lettera incantevole! Mi d\u00e0 la pi\u00f9 alta opinione di lei. Non c'\u00e8 nessun\ntentativo di nascondere l'interesse che prova per il nostro procedimento. Mi dice\nmi dice, nel modo pi\u00f9 carino, che la mia lettera l'ha convinta dell'innocenza di Mr.\nBlake, senza la minima necessit\u00e0 (per quanto la riguarda) di mettere in discussione la mia affermazione.\ndi mettere alla prova la mia affermazione. Si rimprovera persino\nimmeritatamente, poverina, di non aver capito a suo tempo quale fosse la vera\ndi non aver capito in quel momento quale potesse essere la vera soluzione del mistero. Il motivo\ndi tutto ci\u00f2 deriva evidentemente da qualcosa di pi\u00f9 di una\ngeneroso desiderio di espiare un torto che ha innocentemente inflitto a un'altra persona.\ninnocentemente inflitto a un'altra persona. \u00c8 evidente che lei lo ha amato\nlui, durante tutto l'allontanamento tra loro. In pi\u00f9 di un luogo\nl'estasi di scoprire che lui ha meritato di essere amato, si fa strada innocentemente attraverso\ninnocentemente attraverso le pi\u00f9 rigide formalit\u00e0 di penna e inchiostro, e\ne sfida persino il vincolo pi\u00f9 forte di scrivere a un estraneo. \u00c8\n\u00e8 possibile (mi chiedo, leggendo questa deliziosa lettera) che io,\ndi tutti gli uomini del mondo, sia stato scelto per essere il mezzo per riunire questi due giovani?\ndue giovani di nuovo insieme? La mia stessa felicit\u00e0 \u00e8 stata calpestata\nsotto i piedi; il mio amore mi \u00e8 stato strappato. Vivr\u00f2 per vedere la felicit\u00e0\nfelicit\u00e0 altrui, che \u00e8 il mio fare un amore rinnovato, che \u00e8 il mio riportare?\nmio ritorno? Oh misericordiosa Morte, fammela vedere prima che le tue braccia\nmi avvolgano, prima che la tua voce mi sussurri: Riposa finalmente!\n\nLa lettera contiene due richieste. Una di queste mi impedisce\ndi mostrarla a Mr. Franklin Blake. Sono autorizzato a dirgli che\nMiss Verinder acconsente volentieri a mettere la sua casa a nostra disposizione;\ne, detto questo, mi si chiede di non aggiungere altro.\n\nFin qui \u00e8 facile assecondare i suoi desideri. Ma la seconda richiesta\nmi mette in serio imbarazzo.\n\nNon contenta di aver scritto al signor Betteredge, incaricandolo di eseguire\ndi eseguire tutte le indicazioni che avrei dovuto dare, la signorina Verinder chiede\ndi assistermi, supervisionando personalmente il restauro del suo\nsalotto. Aspetta solo una mia parola di risposta per fare il viaggio nello Yorkshire e per essere\nYorkshire e di essere presente come testimone la sera in cui l'oppio verr\u00e0 processato.\nnotte in cui l'oppio verr\u00e0 provato per la seconda volta.\n\nAnche in questo caso, c'\u00e8 un motivo sotto la superficie e, anche in questo caso, credo di poterlo scoprire.\ncredo di poterlo scoprire.\n\nCi\u00f2 che mi ha proibito di dire a Mr. Franklin Blake, \u00e8 (come lo interpreto io) desideroso di dirglielo con le sue stesse labbra, _prima_ che venga messo in prigione.\n\u00e8 desiderosa di dirglielo con le sue stesse labbra, prima che egli sia messo alla prova\nalla prova che deve difendere il suo carattere agli occhi degli altri.\npersone. Comprendo e ammiro questa generosa ansia di assolverlo,\nsenza aspettare che la sua innocenza possa, o meno, essere provata. \u00c8\n\u00e8 l'espiazione che desidera fare, povera ragazza, dopo avergli fatto un\ninnocentemente e inevitabilmente fatto un torto a lui. Ma la cosa non pu\u00f2 essere fatta. I\nnon ho alcun dubbio che l'agitazione che un incontro tra di loro\nche un incontro tra loro produrrebbe da entrambe le parti, ravvivando sentimenti sopiti, facendo appello a vecchi\nvecchi ricordi, risvegliando nuove speranze, avrebbe un effetto quasi certamente fatale sulla mente di Mr.\nBlake, sarebbe quasi certamente fatale per il successo del nostro esperimento. \u00c8\n\u00e8 abbastanza difficile, per come stanno le cose, riprodurre in lui le condizioni come\ncome esistevano, o quasi, l'anno scorso. Con nuovi interessi\ne nuove emozioni ad agitarlo, il tentativo sarebbe semplicemente inutile.\n\nEppure, sapendo questo, non riesco a trovare il coraggio di deluderla.\nDevo cercare di trovare un nuovo accordo, prima dell'ora della posta,\nche mi permetta di dire s\u00ec alla signorina Verinder, senza danneggiare il servizio\nservizio che mi sono impegnato a rendere a Mr. Franklin Blake.\n\nOre due. Sono appena tornato dal mio giro di visite mediche;\nho iniziato, ovviamente, facendo visita all'hotel.\n\nIl resoconto della notte di Mr. Blake \u00e8 lo stesso di prima. Ha avuto alcuni\nintervalli di sonno interrotto, ma non di pi\u00f9. Ma oggi lo sente meno,\navendo dormito dopo la cena di ieri. Questo sonno dopo cena \u00e8 il risultato\n\u00e8 il risultato, senza dubbio, della cavalcata che gli ho consigliato di fare. Temo che dovr\u00f2\ndi dover limitare il suo esercizio fisico ristoratore all'aria aperta. Non deve\nnon deve stare troppo bene; non deve essere troppo malato. Si tratta di un caso (come direbbe un marinaio)\ncome direbbe un marinaio) di una guida molto precisa.\n\nNon ha ancora avuto notizie dal signor Bruff. L'ho trovato ansioso di sapere se avevo ricevuto\nrisposta da Miss Verinder.\n\nGli ho detto esattamente quello che mi era permesso di dire, e non di pi\u00f9. Era\ninutile inventare scuse per non mostrargli la lettera. Lui\nmi disse abbastanza amaramente, poverino, che capiva la delicatezza\nche mi dissuadeva dal mostrargliela.  Lei acconsente, naturalmente, per\nper una questione di comune cortesia e di comune giustizia, ha detto.  Ma lei mantiene\nla sua opinione su di me e aspetta di vedere il risultato.  Ero fortemente\ntentato di insinuare che lui le stesse facendo un torto come lei ne aveva fatto a lui. Riflettendoci\nRiflettendoci, mi sono trattenuto dall'impedirle di concedersi il doppio lusso di\ndi sorprenderlo e perdonarlo.\n\nLa mia visita \u00e8 stata molto breve. Dopo l'esperienza dell'altra sera,\nsono stato costretto ancora una volta a rinunciare alla mia dose di oppio. Come\nrisultato necessario, l'agonia della malattia che \u00e8 in me ha ripreso il\ndi nuovo il sopravvento. Ho sentito l'attacco imminente e me ne sono andato bruscamente, per non allarmarlo o angosciarlo.\nper non allarmarlo o angosciarlo. Questa volta \u00e8 durato solo un quarto d'ora e mi ha lasciato la forza\nun quarto d'ora e mi ha lasciato abbastanza forza per continuare il mio lavoro.\n\nOre 17.00. Ho scritto la mia risposta alla signorina Verinder.\n\nL'accordo che ho proposto concilia gli interessi di entrambe le parti,\nse solo lei acconsentir\u00e0. Dopo aver prima esposto le obiezioni che\nche ci sono a un incontro tra lei e Mr. Blake, prima di tentare l'esperimento.\nesperimento, le ho suggerito di programmare il suo viaggio in modo da arrivare a casa\nviaggio in modo tale da arrivare a casa in privato, la sera in cui\ntentare l'esperimento. Viaggiando con il treno del pomeriggio da Londra, avrebbe\nritardare il suo arrivo fino alle nove. A quell'ora, mi sono\ndi accompagnare Mr. Blake nella sua camera da letto, lasciando cos\u00ec Miss Verinder libera di occupare la sua camera da letto.\nVerinder libera di occupare le proprie stanze fino a quando non sar\u00e0 il momento di\nsomministrare il laudano. Quando ci\u00f2 sar\u00e0 stato fatto, non ci sar\u00e0 nulla da obiettare\nnon ci saranno obiezioni a che lei assista al risultato, insieme a tutti noi. Il mattino dopo\nmattina mostrer\u00e0 a Mr. Blake (se lo vorr\u00e0) la sua corrispondenza con me.\ncon me, e lo convincer\u00e0 in questo modo che \u00e8 stato assolto secondo lei, prima che la questione del suo\nprima che la questione della sua innocenza fosse messa alla prova.\n\nIn questo senso, le ho scritto. Questo \u00e8 tutto ci\u00f2 che posso fare oggi.\nDomani dovr\u00f2 vedere il signor Betteredge e dargli le indicazioni necessarie per\nper la riapertura della casa.\n\n18 giugno. Di nuovo in ritardo per chiamare Mr. Franklin Blake. Ancora quel\norribile dolore al mattino presto; seguito, questa volta, da una completa\nprostrazione per alcune ore. Prevedo, nonostante le pene che mi impone, che\nche mi impone, che dovr\u00f2 tornare all'oppio per la centesima volta.\ncentesima volta. Se dovessi pensare solo a me stesso, preferirei i dolori acuti ai\ndolori acuti ai sogni spaventosi. Ma la sofferenza fisica\nmi sfinisce. Se mi lascio affondare, potrei diventare inutile per Mr.\nMr. Blake nel momento in cui ha pi\u00f9 bisogno di me.\n\nOggi era quasi l'una prima che riuscissi a raggiungere l'hotel. La\nvisita, anche nelle mie condizioni di sfacelo, si \u00e8 rivelata molto divertente\ngrazie anche alla presenza sulla scena di Gabriel Betteredge.\n\nL'ho trovato nella stanza, quando sono entrato. Si \u00e8 avvicinato alla finestra e\nmentre io rivolgevo la prima consueta domanda al mio paziente. Mr.\nBlake aveva dormito di nuovo male, e stamattina sentiva la perdita del riposo\npi\u00f9 di quanto non l'avesse mai sentita prima.\n\nGli chiesi poi se avesse sentito il signor Bruff.\n\nUna lettera gli era giunta quella mattina. Il signor Bruff esprimeva la pi\u00f9\ndisapprovazione della linea di condotta che il suo amico e cliente stava\nsuo amico e cliente sotto il mio consiglio. Era malizioso, perch\u00e9 alimentava speranze che\nche non si sarebbero mai realizzate. Era del tutto incomprensibile per la sua mente,\nsolo che sembrava un inganno, simile a quello del mesmerismo e della chiaroveggenza.\nmesmerismo, della chiaroveggenza e simili. Ha turbato la casa della signorina Verinder\ncasa della signorina Verinder e avrebbe finito per turbare la stessa signorina Verinder. Aveva esposto il\ncaso (senza fare nomi) a un eminente medico; e l'eminente medico aveva sorriso, aveva\nmedico aveva sorriso, aveva scosso la testa e non aveva detto nulla.\nnon aveva detto nulla. Su queste basi, Mr. Bruff espresse la sua protesta e la lasci\u00f2 l\u00ec.\nlasciata l\u00ec.\n\nLa mia prossima domanda riguardava l'oggetto del Diamante. L'avvocato aveva\naveva prodotto qualche prova per dimostrare che il gioiello si trovava a Londra?\n\nNo, l'avvocato aveva semplicemente rifiutato di discutere la questione. Lui stesso era\nsoddisfatto che la Pietra di Luna fosse stata data in pegno al signor Luker. Il suo\nMurthwaite (la cui profonda conoscenza del carattere indiano non poteva essere negata), era soddisfatto anche lui.\ndel carattere indiano), era soddisfatto anche lui. In queste circostanze\ncircostanze, e con le molte richieste che gli erano gi\u00e0 state fatte, egli doveva rifiutare\ndoveva rifiutarsi di entrare in polemiche sull'argomento delle prove.\nIl tempo lo avrebbe dimostrato e Mr. Bruff era disposto ad aspettare il tempo.\n\nEra abbastanza chiaro, anche se Mr. Blake non l'avesse reso ancora pi\u00f9 chiaro riportando il contenuto della lettera, invece di leggere ci\u00f2 che era stato detto.\nriportando la sostanza della lettera, invece di leggere ci\u00f2 che era stato\nche alla base di tutto c'era la sfiducia nei miei confronti.\nAvendo io stesso previsto questo risultato, non fui n\u00e9 mortificato n\u00e9\nsorpresa. Chiesi a Mr. Blake se la protesta del suo amico lo avesse scosso. Mi rispose\nrispose con enfasi che non aveva prodotto il minimo effetto sulla sua\nsulla sua mente. Da quel momento fui libero di non prendere in considerazione Mr.\nconsiderazione e l'ho fatto di conseguenza.\n\nSegu\u00ec una pausa nel discorso tra noi e Gabriel Betteredge usc\u00ec dal suo ritiro alla finestra.\ndal suo ritiro alla finestra.\n\n Pu\u00f2 concedermi la sua attenzione, signore?\na me.\n\n Sono a vostra disposizione, risposi.\n\nBetteredge prese una sedia e si sedette al tavolo. Produsse un\nun enorme libro tascabile in pelle vecchio stile, con una matita di dimensioni\ndimensioni. Dopo aver indossato gli occhiali, apr\u00ec il tascabile, su una pagina bianca, e si rivolse di nuovo a me.\npagina bianca e si rivolse ancora una volta a me.\n\n Ho vissuto, disse Betteredge, guardandomi severamente, quasi cinquant'anni\nanni al servizio della mia defunta signora. Prima di allora ero paggio, al servizio\nal servizio del vecchio lord, suo padre. Ora ho tra i settanta e gli\nsettanta e ottanta anni, non importa dove! Si ritiene che io\ndi avere una conoscenza e un'esperienza del mondo pari a quella della maggior parte degli uomini.\nuomini. E come finisce tutto questo? Finisce, signor Ezra Jennings, con un trucco da prestigiatore\nun gioco di prestigio fatto a Mr. Franklin Blake da un assistente medico\nmedico con un flacone di laudano e da un giullare vivente.\nSono stato designato, nella mia vecchiaia, a essere il garzone del prestigiatore!\n\nMr. Blake scoppi\u00f2 a ridere. Tentai di parlare. Betteredge alz\u00f2\nla mano, in segno che non aveva ancora finito.\n\n Non una parola, Mr. Jennings! Disse: \"Non voglio una parola, signore, da voi\".\nvoi. Ho i miei principi, grazie a Dio. Se un ordine arriva a me,\nche \u00e8 fratello di un ordine proveniente da Bedlam, non importa. Purch\u00e9\npurch\u00e9 lo riceva dal mio padrone o dalla mia padrona, a seconda dei casi, obbedisco.\nobbedisco. Posso avere la mia opinione, che \u00e8 anche, vi prego di ricordarlo, l'opinione di Mr.\ndi ricordare che \u00e8 anche l'opinione del signor Bruff, il grande signor Bruff!\nBetteredge, alzando la voce e scuotendo la testa verso di me in modo solenne.  Non ha importanza\nnon importa; io ritiro la mia opinione, per tutto questo. La mia signorina dice,\n Fallo.  E io dico: \"Signorina, sar\u00e0 fatto\".  Eccomi qui, con il mio libro\ne la mia matita, quest'ultima non ben appuntita come avrei voluto, ma quando i cristiani abbandonano i loro sensi\ncristiani si allontanano dai loro sensi, chi pu\u00f2 aspettarsi che le matite\nmatite mantengano la loro punta? Mi dia i suoi ordini, signor Jennings. Li avr\u00f2\nper iscritto, signore. Sono deciso a non essere n\u00e9 indietro, n\u00e9 avanti\n di un solo capello. Sono un agente cieco, ecco cosa sono.\nsono. Un agente cieco! Ripet\u00e9 Betteredge, con infinito gusto nel descrivere se stesso.\ndescrizione di s\u00e9 stesso.\n\n Mi dispiace molto, ho esordito, che io e lei non siamo d'accordo.\n\n Non tirare in ballo me! interpose Betteredge.  Non \u00e8 una questione di\nquestione di accordo, ma di obbedienza. Dia le sue istruzioni,\nsignore, date le vostre istruzioni!\n\nMr. Blake mi fece segno di prenderlo in parola. Ho dato le mie\nindicazioni nel modo pi\u00f9 chiaro e serio possibile.\n\n Desidero che alcune parti della casa vengano riaperte, ho detto, e che siano arredate\narredate, esattamente come erano arredate in questo periodo dell'anno scorso.\n\nBetteredge diede una prima leccata con la lingua alla sua matita dalla punta imperfetta.\ncon la lingua.  Dica le parti, signor Jennings! disse altezzosamente.\n\n In primo luogo, la sala interna, che conduce alla scala principale.\n\n Per prima cosa, la sala interna, scrive Betteredge.  Impossibile arredare\nche, signore, \u00e8 stata arredata l'anno scorso per cominciare.\n\n Perch\u00e9?\n\n Perch\u00e9 l'anno scorso c'era una poiana impagliata, il signor Jennings, nell'atrio.\nl'anno scorso. Quando la famiglia se n'\u00e8 andata, la poiana \u00e8 stata messa via con le altre cose.\ncose. Quando la poiana \u00e8 stata messa via, \u00e8 scoppiata.\n\n Allora non ci sar\u00e0 pi\u00f9 la poiana.\n\nBetteredge prese nota dell'eccezione.  La sala interna deve essere\narredata di nuovo, come l'anno scorso. Solo una poiana scoppiata\neccezione.  La prego di continuare, signor Jennings.\n\n Il tappeto deve essere steso sulle scale, come in precedenza.\n\n La moquette deve essere posata sulle scale, come prima.  Mi spiace deluderla, signore.\ndeluderla, signore. Ma anche questo non si pu\u00f2 fare.\n\n Perch\u00e9 no?\n\n Poich\u00e9 l'uomo che ha posato quel tappeto \u00e8 morto, Mr.\nJennings e uno come lui, per riconciliare un tappeto e un angolo, non si trovano in tutta l'Inghilterra.\nnon si trova in tutta l'Inghilterra, guardate dove potete.\n\n Molto bene. Dobbiamo provare il prossimo uomo migliore d'Inghilterra.\n\nBetteredge prese un'altra nota e io continuai a dare le mie indicazioni.\n\n Il salotto della signorina Verinder deve essere riportato esattamente com'era l'anno scorso.\nl'anno scorso. Anche il corridoio che porta dal salotto al primo pianerottolo.\nprimo pianerottolo. Anche il secondo corridoio, che porta dal secondo pianerottolo alle\nche conduce al secondo pianerottolo e alle camere da letto migliori. Inoltre, la camera da letto occupata lo scorso giugno da\nFranklin Blake.\n\nLa matita smussata di Betteredge mi segu\u00ec coscienziosamente, parola per parola.\n Continui, signore, disse con sardonica gravit\u00e0.  C'\u00e8 ancora molto da\nscrivere sulla punta di questa matita.\n\nGli dissi che non avevo pi\u00f9 indicazioni da dare.  Signore, disse\nBetteredge, in questo caso, ho un paio di punti da esporre a mio\nmio conto.  Apr\u00ec il tascabile a una nuova pagina e diede un'altra leccata preliminare alla\ninesauribile matita un'altra leccata preliminare.\n\n Vorrei sapere, ha esordito, se posso o non posso lavarmi le mani.\nmani\n\n Pu\u00f2 decisamente farlo, disse Mr. Blake.  Chiamo il cameriere.\n\n di certe responsabilit\u00e0, ha proseguito Betteredge, impenetrabilmente\nrifiutando di vedere altre persone nella stanza oltre a lui e a me.  Per quanto riguarda la signorina\nVerinder, tanto per cominciare. Quando abbiamo tolto il tappeto l'anno scorso\nJennings, abbiamo trovato una quantit\u00e0 sorprendente di spilli. Sono io\nresponsabile di rimettere a posto gli spilli?\n\n Certamente no.\n\nBetteredge ha preso nota di questa concessione, sul posto.\n\n Per quanto riguarda il primo corridoio successivo, ha ripreso.  Quando abbiamo spostato gli\nornamenti in quella parte, abbiamo spostato la statua di un grasso bambino nudo\nnudo e grasso, profanamente descritto nel catalogo della casa come Cupido, dio dell'amore.\ndell'amore.  L'anno scorso aveva due ali nella parte carnosa delle spalle.\nspalle. Avendo il mio occhio lontano da lui, per il momento, ne ha persa una.\nSono io il responsabile dell'ala di Cupido?\n\nFeci un'altra concessione e Betteredge prese un'altra nota.\n\n Per quanto riguarda il secondo corridoio, prosegu\u00ec.  L'anno scorso non c'era nulla\nl'anno scorso non c'era altro che le porte delle stanze (su cui posso giurare, se necessario), la mia mente \u00e8 facile, lo ammetto, rispetto a quella parte di corridoio.\ngiurare, se necessario), la mia mente \u00e8 facile, lo ammetto, per quanto riguarda quella parte della casa.\ncasa. Ma, per quanto riguarda la camera da letto del signor Franklin (se _quella_ deve essere riportata a com'era prima)\ndi Mr. Franklin (se si vuole riportare la camera da letto a com'era prima), vorrei sapere chi \u00e8 responsabile di\ndi mantenerla in un perenne stato di disordine, per quanto spesso possa essere\ni suoi pantaloni qui, i suoi asciugamani l\u00e0 e i suoi romanzi francesi dappertutto.\novunque. Chi \u00e8 responsabile del disordine della stanza del signor Franklin, lui o io?\nFranklin, lui o io?\n\nMr. Blake ha dichiarato che si sarebbe assunto l'intera responsabilit\u00e0 con\ncon il massimo piacere. Betteredge si rifiut\u00f2 ostinatamente di ascoltare qualsiasi\nsoluzione della difficolt\u00e0, senza prima sottoporla alla mia approvazione.\napprovazione. Accettai la proposta di Mr. Blake, e Betteredge fece un'ultima\nun'ultima annotazione sul taccuino a questo proposito.\n\n Venga a vedere quando vuole, signor Jennings, a partire da domani\", disse.\ndisse, alzandosi sulle gambe.  Mi trover\u00e0 al lavoro, con le persone\npersone necessarie ad assistermi. La ringrazio, signore, per aver trascurato il caso della poiana impagliata,\nper aver trascurato il caso della poiana impagliata e l'altro caso dell'ala di Cupido.\ndi Cupido, nonch\u00e9 per avermi permesso di lavarmi le mani da ogni responsabilit\u00e0\nresponsabilit\u00e0 per quanto riguarda gli spilli sul tappeto e la spazzatura nella stanza di Mr.\nstanza del signor Franklin. Parlando come servo, sono profondamente in debito con\nlei. Parlando da uomo, la considero una persona con la testa piena di vermi.\ndi vermi, e mi schiero contro il vostro esperimento come un'illusione e un'insidia.\nun'illusione e un'insidia. Non abbia paura, per questo motivo, che i miei\nsentimenti di uomo che si frappongono al mio dovere di servo! Dovete\nobbedire. Nonostante i vermi, signore, sarete obbedito. Se\nSe la cosa finisce con l'incendiare la casa, Damme se mando a chiamare i motori.\na meno che non suoni il campanello per ordinarlo prima!\n\nCon questa rassicurazione di addio, mi fece un inchino e usc\u00ec dalla stanza.\nstanza.\n\n Pensi che possiamo contare su di lui?  Ho chiesto.\n\n Implicitamente, rispose Mr. Blake.  Quando andremo a casa, non troveremo\ntroveremo nulla di trascurato e nulla di dimenticato.\n\n19 giugno. Un'altra protesta contro il nostro progetto! Da parte di una\nsignora questa volta.\n\nLa posta del mattino mi ha portato due lettere. Una da Miss Verinder,\nche acconsente, nel modo pi\u00f9 gentile, alla sistemazione che ho\nproposto. L'altra dalla signora sotto la cui tutela vive una\nSignora Merridew.\n\nLa signora Merridew si presenta con i suoi complimenti e non pretende di capire\ndi comprendere l'argomento su cui mi sono confrontata con Miss\nVerinder, nei suoi aspetti scientifici. Visto in chiave sociale,\ntuttavia, si sente libera di esprimere un'opinione. Probabilmente, pensa Mrs.\nMerridew, non so che la signorina Verinder ha appena diciannove anni.\ndi et\u00e0. Permettere a una giovane donna, nel suo periodo di vita, di essere presente\n(senza un accompagnatore) in una casa piena di uomini tra i quali si sta svolgendo un esperimento medico\nun esperimento medico, \u00e8 un oltraggio alla correttezza che la signora Merridew non pu\u00f2 permettere.\nMerridew non pu\u00f2 permettere. Se la questione viene lasciata andare avanti,\nsentir\u00e0 il dovere di accompagnare la signorina Verinder, a costo di sacrificare la sua\npersonale di accompagnare Miss Verinder nello Yorkshire. In queste circostanze\ncircostanze, si azzarda a chiedermi di riconsiderare gentilmente l'argomento.\nriconsiderare l'argomento, visto che la signorina Verinder rifiuta di farsi guidare\nda qualsiasi altra opinione che non sia la mia. La sua presenza non pu\u00f2 essere necessaria e\nuna mia parola in tal senso solleverebbe sia Mrs. Merridew che me da una spiacevole responsabilit\u00e0.\nMerridew e me stesso da una responsabilit\u00e0 molto spiacevole.\n\nTradotto da un luogo comune educato in un inglese semplice, il significato di questa frase \u00e8\nche la signora Merridew teme mortalmente l'opinione del mondo.\nopinione del mondo. Purtroppo si \u00e8 appellata proprio all'ultimo\nuomo esistente che ha una qualche ragione per considerare tale opinione con\nrispetto. Non deluder\u00f2 la signorina Verinder e non ritarder\u00f2 la riconciliazione tra due giovani che\nriconciliazione tra due giovani che si amano e che si sono separati\nche si amano e che sono stati separati gi\u00e0 troppo a lungo. Tradotto dall'inglese semplice al\nun luogo comune educato, questo significa che Mr. Jennings presenta i suoi\nJennings presenta i suoi complimenti a Mrs. Merridew e si rammarica di non potersi sentire legittimato a\ndi interferire ulteriormente nella questione.\n\nIl resoconto di Mr. Blake, questa mattina, \u00e8 stato lo stesso di prima. Abbiamo\ndeciso di non disturbare Betteredge, tenendolo a casa\noggi in casa. Domani ci sar\u00e0 tempo per la nostra prima visita di controllo.\n\n20 giugno. Mr. Blake comincia a sentire la sua continua irrequietezza di notte.\nnotte. Prima le stanze vengono riarredate, meglio \u00e8.\n\nStamattina, mentre andavamo a casa, mi ha consultato, con una certa\nnervosa impazienza e irresolutezza, in merito a una lettera (trasmessagli da Londra) che aveva ricevuto dal sergente Cuff.\nda Londra) che aveva ricevuto dal sergente Cuff.\n\nIl Sergente scrive dall'Irlanda. Accusa il ricevimento (tramite la sua governante) di un biglietto e di un messaggio\ndi un biglietto e di un messaggio che Mr. Blake ha lasciato alla sua residenza vicino a Dorking.\nresidenza nei pressi di Dorking, e annuncia che il suo ritorno in Inghilterra\nin Inghilterra nel giro di una settimana o poco pi\u00f9. Nel frattempo, chiede di essere\ndi ricevere le ragioni di Mr. Blake per le quali desidera parlargli (come indicato nel messaggio).\ncome indicato nel messaggio) sull'argomento della Pietra di Luna. Se Mr. Blake\nBlake pu\u00f2 convincerlo di aver commesso un grave errore, nel corso della sua\nl'indagine dell'anno scorso sul Diamante, considerer\u00e0 un dovere (dopo il modo liberale con cui \u00e8 stato\n(dopo il modo liberale in cui \u00e8 stato trattato dalla defunta Lady Verinder) di porsi in quella posizione.\nVerinder) di mettersi a disposizione di quel gentiluomo. In caso contrario, egli\ndi rimanere in pensione, circondato dalle tranquille attrazioni orticole della campagna.\norticole di una vita di campagna.\n\nDopo aver letto la lettera, non ho esitato a consigliare a Mr.\ndi informare il sergente Cuff, in risposta, di tutto ci\u00f2 che era accaduto da quando l'inchiesta era stata sospesa l'anno scorso\nl'inchiesta \u00e8 stata sospesa l'anno scorso, e di lasciargli trarre le proprie\nconclusioni dai fatti concreti.\n\nRipensandoci, ho anche suggerito di invitare il Sergente ad essere presente\nall'esperimento, nel caso in cui fosse tornato in Inghilterra in tempo per\nunirsi a noi. Sarebbe stato un testimone prezioso da avere, in ogni caso; e, se avessi dimostrato di avere torto nel credere che il Diamante fosse\nse mi fossi sbagliato nel credere che il Diamante fosse nascosto nella stanza di Mr.\nBlake, il suo consiglio potrebbe essere di grande importanza, in una fase futura della\nprocedimento su cui non potevo esercitare alcun controllo. Quest'ultima\nconsiderazione sembr\u00f2 decidere Mr. Blake. Promise di seguire il mio\nconsiglio.\n\nIl suono del martello ci informava che i lavori di ristrutturazione erano\nin pieno svolgimento, mentre entravamo nel viale che portava alla casa.\n\nBetteredge, vestito per l'occasione con un berretto rosso da pescatore e un grembiule di baize verde, ci accolse nella sala esterna.\ngrembiule di baize verde, ci raggiunse nella sala esterna. Appena mi vide\nha tirato fuori il taccuino e la matita, e ha insistito ostinatamente per\nprendere nota di tutto ci\u00f2 che gli dicevo. Guardando dove potevamo, trovammo\ncome Mr. Blake aveva predetto, che il lavoro procedeva con la massima rapidit\u00e0 e intelligenza possibile.\ne intelligente come era possibile desiderare. Ma c'era ancora\nmolto da fare nella sala interna e nella stanza di Miss Verinder. Sembrava\nsembrava dubbio che la casa sarebbe stata pronta per noi prima della fine della settimana.\ndella settimana.\n\nDopo essersi congratulato con Betteredge per i progressi compiuti (si ostinava a prendere appunti ogni volta che\nsi ostinava a prendere appunti ogni volta che aprivo le labbra; rifiutando, allo stesso tempo, di prestare la minima attenzione\ndi prestare la minima attenzione a tutto ci\u00f2 che diceva Mr.\nBlake); e avendo promesso di ritornare per una seconda visita di ispezione\ndi un giorno o due, ci preparammo a lasciare la casa, uscendo dal retro.\nposteriore. Prima di aver superato i passaggi al piano di sotto, fui fermato da Betteredge, proprio mentre stavo passando.\nBetteredge, proprio mentre passavo davanti alla porta che conduceva alla sua stanza.\n\n Potrei dirle due parole in privato?\nsussurro.\n\nNaturalmente acconsentii. Mr. Blake and\u00f2 ad aspettarmi in giardino, mentre io accompagnai Betteredge nella sua stanza.\ngiardino, mentre io accompagnai Betteredge nella sua stanza. Mi aspettavo pienamente\ndi una richiesta di nuove concessioni, seguendo il precedente gi\u00e0\nprecedenti gi\u00e0 stabiliti nei casi della poiana impagliata e dell'ala di Cupido.\ndell'ala di Cupido. Con mia grande sorpresa, Betteredge pose confidenzialmente la sua mano sul mio braccio e\nconfidenzialmente sul mio braccio e mi pose questa straordinaria domanda:\n\n Signor Jennings, conosce per caso Robinson Crusoe?\n\nRisposi che avevo letto _Robinson Crusoe_ quando ero bambino.\n\n Non da allora? chiese Betteredge.\n\n Non da allora.\n\nIndietreggi\u00f2 di qualche passo e mi guard\u00f2 con un'espressione di compassionevole curiosit\u00e0, temperata da timore superstizioso.\ncuriosit\u00e0 compassionevole, mitigata da un timore superstizioso.\n\n Non legge _Robinson Crusoe_ da quando era bambino, disse Betteredge, parlando a se stesso e non a me.\nBetteredge, parlando a se stesso e non a me.  Proviamo a vedere come _Robinson\nCrusoe_ lo colpisce ora!\n\nApr\u00ec un armadietto in un angolo e tir\u00f2 fuori un libro sporco e\nlibro sporco e con le orecchie da cane, che emanava un forte odore di tabacco stantio quando\nsfogliava le foglie. Avendo trovato un passaggio di cui era\napparentemente in cerca, mi chiese di raggiungerlo nell'angolo; sempre misteriosamente confidenziale, e sempre parlando\nmisteriosamente confidenziale e continuando a parlare sottovoce.\n\n Riguardo a questo vostro gioco di prestigio, signore, con il laudano e il\nMr. Franklin Blake, ha iniziato.  Mentre gli operai sono in casa,\nil mio dovere di servo ha la meglio sui miei sentimenti di uomo. Quando gli\nlavoratori se ne vanno, i miei sentimenti di uomo hanno la meglio sul mio dovere di\nservitore. Molto bene. Ieri sera, signor Jennings, mi \u00e8 stato fatto notare\nche questa sua nuova impresa medica sarebbe finita male.\nsarebbe finita male. Se avessi ceduto a quel decreto segreto, avrei rimesso a posto tutti i mobili di mia mano\navrei rimesso a posto tutti i mobili con le mie stesse mani e avrei avvertito gli operai\ngli operai quando sarebbero venuti la mattina dopo.\n\n Sono lieto di constatare, da quanto ho visto al piano di sopra, ho detto, che avete\nresistito al Dettato segreto.\n\n Resistere non \u00e8 la parola giusta, rispose Betteredge.  Sbrindellato \u00e8 la parola giusta.\nMi sono dibattuto, signore, tra gli ordini silenziosi nel mio petto che mi spingevano da una parte\ne gli ordini scritti nel mio taccuino che mi spingevano dall'altra parte,\nfino a quando (risparmiando la vostra presenza) ho sudato freddo. In quel terribile\nperturbazione mentale e lassit\u00e0 del corpo, a quale rimedio ricorrevo? Al\nal rimedio, signore, che non mi ha mai deluso negli ultimi trent'anni e pi\u00f9, a questo libro!\nanni e pi\u00f9 a questo libro!\n\nColp\u00ec il libro con la mano aperta e ne usc\u00ec un odore di tabacco stantio pi\u00f9 forte che mai.\nun odore di tabacco stantio pi\u00f9 forte che mai.\n\n Cosa ho trovato qui, inseguito da Betteredge, alla prima pagina che ho aperto?\npagina che ho aperto? Questo orribile pezzo, signore, a pagina centosettantotto, come\nseguente: Su queste, e su molte altre riflessioni simili, mi sono poi imposto la regola\nregola, che ogni volta che trovavo quei suggerimenti o quelle pressioni segrete della mia mente\npressioni della mia mente a fare o a non fare una cosa che mi si presentava;\no di andare in questa o in quella direzione, non ho mai mancato di obbedire al segreto\ndecreto segreto.  Poich\u00e9 io vivo di pane, signor Jennings, queste furono le prime parole\nche mi sono venute in mente, proprio nel momento in cui io stesso stavo sfidando il Dettato segreto.\nDettato segreto! Non vedete nulla di strano in questo, vero, signore?\ncomune in questo, vero, signore?\n\n Vedo una coincidenza, niente di pi\u00f9.\n\n Non si sente per nulla scosso, signor Jennings, rispetto a questa sua impresa medica?\nmedico?\n\n Non la meno importante del mondo.\n\nBetteredge mi fiss\u00f2 intensamente, in un silenzio tombale. Chiuse il libro con\ncon grande attenzione; lo richiuse nella credenza con\nstraordinaria cura; si gir\u00f2 e mi fiss\u00f2 di nuovo intensamente.\nPoi parl\u00f2.\n\n Signore, rispose gravemente, ci sono grandi ammissioni da fare per un uomo che non ha letto\nun uomo che non ha letto _Robinson Crusoe_ da quando era bambino. Vi auguro\nbuongiorno.\n\nApr\u00ec la porta con un inchino e mi lasci\u00f2 libero di trovare la mia strada in giardino.\nstrada in giardino. Incontrai Mr. Blake che stava rientrando in casa.\n\n Non c'\u00e8 bisogno che mi dica cosa \u00e8 successo, disse.  Betteredge ha\nha giocato la sua ultima carta: ha fatto un'altra scoperta profetica in\nRobinson Crusoe. Avete assecondato la sua illusione preferita? No? Gli avete\nGli avete fatto capire che non credete in Robinson Crusoe? Mr.\nJennings! Siete caduto al posto pi\u00f9 basso possibile nella stima di Betteredge.\nstima di Betteredge. Dite quello che volete e fate quello che volete, per il futuro.\nVedrete che ora non sprecher\u00e0 pi\u00f9 una parola per voi.\n\n21 giugno. Nel mio diario di oggi deve bastare una breve annotazione.\n\nMr. Blake ha passato la notte peggiore che abbia mai passato. Sono stato\nobbligato, molto contro la mia volont\u00e0, a prescrivergli delle medicine. Gli uomini della sua\nsensibile sono fortunatamente rapidi nel percepire l'effetto di\nmisure correttive. Altrimenti, sarei propenso a temere che egli sia\ntotalmente inadatto all'esperimento quando arriver\u00e0 il momento di provarlo.\n\nPer quanto mi riguarda, dopo una lieve remissione dei dolori negli ultimi due giorni, stamattina ho avuto un attacco\ngiorni ho avuto un attacco questa mattina, di cui non dir\u00f2 altro che\nche mi ha spinto a tornare all'oppio. Chiudo questo libro,\ne prender\u00f2 la mia dose completa di cinquecento gocce.\n\n22 giugno. Oggi le nostre prospettive sembrano migliori. La sofferenza nervosa di Mr.\nBlake \u00e8 molto diminuito. Stanotte ha dormito un po'. La mia notte,\ngrazie all'oppio, \u00e8 stata la notte di un uomo stordito. Non posso dire di essermi\nche mi sono svegliato questa mattina; l'espressione pi\u00f9 adatta sarebbe: che ho\nche ho recuperato i miei sensi.\n\nCi siamo recati alla casa per vedere se la ristrutturazione era stata completata. Sar\u00e0\nsar\u00e0 completata domani, sabato. Come aveva predetto Mr. Blake, Betteredge non ha sollevato\nnon ha sollevato altri ostacoli. Dal primo all'ultimo, \u00e8 stato minacciosamente educato e\nminacciosamente silenzioso.\n\nLa mia impresa medica (come la chiama Betteredge) deve ora, inevitabilmente, essere\nritardare fino a luned\u00ec prossimo. Domani sera gli operai arriveranno tardi in\ncasa. Il giorno dopo, la tirannia della domenica, che \u00e8 una delle istituzioni di questo paese libero\nistituzioni di questo paese libero, cronometra cos\u00ec tanto i treni da rendere impossibile\nrendere impossibile chiedere a qualcuno di raggiungerci da Londra. Finch\u00e9\nluned\u00ec, non c'\u00e8 altro da fare che sorvegliare attentamente Mr.\nBlake con attenzione e mantenerlo, se possibile, nelle stesse condizioni in cui lo\nin cui lo trovo oggi.\n\nNel frattempo, l'ho convinto a scrivere al signor Bruff, facendo in modo che sia presente come testimone.\nBruff, facendo in modo che sia presente come uno dei testimoni. I\nin particolare l'avvocato, perch\u00e9 \u00e8 fortemente prevenuto contro di noi.\nnoi. Se convinciamo _lui_, mettiamo la nostra vittoria al di l\u00e0 della possibilit\u00e0 di\ndi contestazione.\n\nAnche Mr. Blake ha scritto al sergente Cuff; e io ho inviato una riga a Miss Verinder.\nMiss Verinder. Con questi, e con il vecchio Betteredge (che \u00e8 davvero una persona\npersona importante nella famiglia) avremo testimoni a sufficienza per lo scopo\nsenza includere la signora Merridew, se la signora Merridew si ostina a sacrificare\na sacrificarsi all'opinione del mondo.\n\n23 giugno. La vendetta dell'oppio mi ha sopraffatto di nuovo ieri sera. Non\nNon importa; ora devo continuare fino a quando il luned\u00ec sar\u00e0 passato e passato.\n\nAnche oggi Mr. Blake non sta bene. Alle due di questa mattina ha confessato\ndi aver aperto il cassetto in cui sono riposti i sigari. \u00c8 riuscito a\n\u00e8 riuscito a richiuderlo solo con uno sforzo violento. La sua prossima\nin caso di tentazione, \u00e8 stato quello di gettare la chiave dalla finestra.\nIl cameriere l'ha portata questa mattina, scoperta in fondo a una cisterna vuota.\ncisterna vuota... Questo \u00e8 il destino! Ho preso possesso della chiave fino a\nMarted\u00ec prossimo.\n\n24 giugno. Mr. Blake e io abbiamo fatto un lungo viaggio in carrozza. Entrambi abbiamo\nEntrambi abbiamo sentito bene l'influenza benedetta della morbida aria estiva. I\ncena con lui in albergo. Con mio grande sollievo, dato che l'ho trovato in uno stato di\nstato di sovraffaticamento e sovraeccitazione questa mattina, ha dormito per due ore\ndi sonno sul divano dopo cena. Se passer\u00e0 un'altra nottataccia, ora non ho pi\u00f9 paura delle\nnon ho paura delle conseguenze.\n\n25 giugno, luned\u00ec. Il giorno dell'esperimento! Sono le cinque del pomeriggio.\npomeriggio. Siamo appena arrivati a casa.\n\nLa prima e pi\u00f9 importante questione \u00e8 quella della salute del signor Blake.\n\nPer quanto mi \u00e8 possibile giudicare, egli promette (fisicamente\nfisicamente parlando) di essere altrettanto suscettibile all'azione dell'oppio questa notte\ncome lo era a quest'ora dell'anno scorso. Oggi pomeriggio si trova in uno stato di sensibilit\u00e0\nsensibilit\u00e0 nervosa che si ferma appena all'irritazione nervosa. Cambia\ncambia facilmente colore; la sua mano non \u00e8 del tutto ferma e si spaventa di fronte a\nrumori fortuiti e alle apparizioni inaspettate di persone e cose.\n\nQuesti risultati sono stati tutti prodotti dalla privazione del sonno, che \u00e8\na sua volta la conseguenza nervosa di un'improvvisa cessazione dell'abitudine di fumare\ndi fumare, dopo che questa abitudine \u00e8 stata portata all'estremo. Qui sono\ndi nuovo all'opera le stesse cause che hanno agito l'anno scorso; e qui ci sono,\napparentemente gli stessi effetti. Il parallelo sar\u00e0 ancora valido quando\nquando la prova finale sar\u00e0 stata superata? Saranno gli eventi della notte a deciderlo.\n\nMentre scrivo queste righe, Mr. Blake si sta divertendo al tavolo da biliardo nella sala interna, praticando diversi colpi di gioco.\ntavolo da biliardo nella sala interna, esercitandosi in diversi colpi del gioco, come\ncome era solito fare quando era ospite di questa casa nel giugno scorso.\ngiugno scorso. Ho portato qui il mio diario, in parte con lo scopo di\ndi occupare le ore di ozio che sicuramente avr\u00f2 a disposizione tra questa e\ntra oggi e domani mattina; in parte con la speranza che possa accadere qualcosa\nche possa valere la pena di annotare in quel momento.\n\nHo omesso qualcosa finora? Un'occhiata alla voce di ieri mi mostra\nmi mostra che ho dimenticato di annotare l'arrivo della posta del mattino. Lasciatemi sistemare\nprima di chiudere queste pagine per il momento e raggiungere Mr.\nMr. Blake.\n\nIeri ho ricevuto qualche riga dalla signorina Verinder. Ha\nha deciso di viaggiare con il treno del pomeriggio, come le avevo raccomandato. Mrs.\nMerridew ha insistito per accompagnarla. Il biglietto lascia intendere che la vecchia signora\nsignora, in genere di ottimo carattere, \u00e8 un po' agitata e chiede la dovuta\nindulgenza per lei, in considerazione della sua et\u00e0 e delle sue abitudini. I\ncercher\u00f2, nei miei rapporti con la signora Merridew, di emulare la\nmoderazione che Betteredge mostra nei suoi rapporti con me. Egli\nci ha ricevuto oggi, portentosamente vestito con il suo miglior abito nero e la sua\ncravatta bianca pi\u00f9 rigida. Ogni volta che mi guarda, si ricorda che non ho letto il\nnon ho letto _Robinson Crusoe_ da quando ero bambino, e mi compatisce rispettosamente.\nrispettosamente mi compatisce.\n\nAnche ieri Mr. Blake ha avuto la risposta dell'avvocato. Mr. Bruff accetta\nl'invito con una protesta. Ritiene che sia chiaramente necessario che\nche un gentiluomo dotato di un minimo di buon senso accompagni la signorina Verinder\naccompagnare la signorina Verinder sul luogo di quella che ci permettiamo di chiamare..,\ndella mostra proposta. In mancanza di un accompagnatore migliore, il signor Bruff stesso\nsar\u00e0 quel gentiluomo. Ecco quindi la povera signorina Verinder con due\n accompagnatori.  \u00c8 un sollievo pensare che l'opinione del mondo\nsar\u00e0 sicuramente soddisfatta di questo!\n\nNon si hanno notizie del sergente Cuff. Senza dubbio \u00e8 ancora in\nIrlanda. Non dobbiamo aspettarci di vederlo stasera.\n\nBetteredge \u00e8 appena entrato per dire che Mr. Blake ha chiesto di me. I\ndevo lasciare la mia penna per il momento.\n\nAlle sette. Abbiamo girato di nuovo per tutte le stanze e le scale riarredate\ne le scale, e abbiamo fatto una piacevole passeggiata tra i cespugli,\nche era la passeggiata preferita di Mr. Blake quando \u00e8 stato qui l'ultima volta. In questo\nin questo modo, spero di far rivivere le vecchie impressioni di luoghi e cose il pi\u00f9\nil pi\u00f9 vividamente possibile nella sua mente.\n\nStiamo per cenare, esattamente all'ora in cui l'anno scorso si \u00e8 tenuta la cena di compleanno.\ncena di compleanno dell'anno scorso. Il mio obiettivo, ovviamente, \u00e8 puramente medico.\nmedico in questo caso. Il laudano deve trovare il processo di digestione, il pi\u00f9 possibile\nil pi\u00f9 possibile, dove il laudano l'ha trovato l'anno scorso.\n\nDopo cena, a un'ora ragionevole, propongo di ricondurre la conversazione\nil pi\u00f9 inartificialmente possibile all'argomento del Diamante,\ne della cospirazione indiana per rubarlo. Quando avr\u00f2 riempito la sua mente\ncon questi argomenti, avr\u00f2 fatto tutto ci\u00f2 che \u00e8 in mio potere fare,\nprima che arrivi il momento di dargli la seconda dose.\n\nOtto e mezza. Solo in questo momento ho trovato l'opportunit\u00e0 di\ndi occuparmi del dovere pi\u00f9 importante di tutti: cercare nella cassetta dei medicinali di famiglia\ncassa dei medicinali di famiglia, per trovare il laudano che il signor Candy ha usato l'anno scorso.\n\nDieci minuti dopo, ho sorpreso Betteredge in un momento libero e gli ho detto cosa volevo.\ne gli dissi quello che volevo. Senza una parola di obiezione, senza nemmeno\nsenza tentare di mostrare il portafoglio, mi fece strada (tenendo conto di me a ogni passo) fino al magazzino\ndi me a ogni passo) verso il ripostiglio in cui \u00e8 conservata la cassetta dei medicinali.\ncassa dei medicinali.\n\nScoprii la bottiglia, accuratamente custodita da un tappo di vetro legato\ncon del cuoio. Il preparato che conteneva era, come avevo\ncome avevo previsto, la comune tintura di oppio. Trovando la bottiglia ancora\nben riempita, ho deciso di utilizzarla, piuttosto che impiegare\nuno dei due preparati di cui mi ero premurato di dotarmi, in caso di emergenza.\nin caso di emergenza.\n\nLa questione della quantit\u00e0 che devo somministrare presenta alcune\ndifficolt\u00e0. Ho riflettuto e ho deciso di aumentare la\nla dose.\n\nI miei appunti mi informano che il signor Candy ha somministrato solo venticinque minime.\nSi tratta di una dose minima per aver prodotto i risultati che sono seguiti anche\nnel caso di una persona cos\u00ec sensibile come il signor Blake. Ritengo altamente\nprobabile che il signor Candy abbia somministrato pi\u00f9 di quanto si pensasse\nsapendo, come me, che ha una spiccata predilezione per i piaceri della tavola, e che abbia misurato la dose.\ntavola, e che ha misurato il laudano il giorno del compleanno, dopo la cena.\ncena. In ogni caso, correr\u00f2 il rischio di aumentare la dose a\nquaranta minime. In questa occasione, Mr. Blake sa gi\u00e0 in anticipo che sta per\nche sta per prendere il laudano, il che equivale, fisiologicamente\nfisiologicamente parlando, a una certa capacit\u00e0 di resistere agli effetti.\ncapacit\u00e0 di resistere agli effetti. Se il mio punto di vista \u00e8 corretto, una quantit\u00e0 maggiore \u00e8\nquantit\u00e0 maggiore \u00e8 quindi imperativamente necessaria, questa volta, per ripetere i risultati che\nche la quantit\u00e0 pi\u00f9 piccola ha prodotto l'anno scorso.\n\nOre dieci. I testimoni, o la compagnia (come posso chiamarli?)\nhanno raggiunto la casa da un'ora.\n\nPoco prima delle nove, convinsi Mr. Blake ad accompagnarmi nella sua camera da letto.\nnella sua camera da letto, adducendo come motivazione che volevo che guardasse intorno\nper l'ultima volta, per essere sicuro che nulla fosse stato dimenticato nella\nche nulla fosse stato dimenticato nella ristrutturazione della stanza. Avevo precedentemente\nBetteredge, che la camera da letto preparata per il signor Bruff\nBruff fosse la stanza accanto a quella di Mr. Blake, e che io fossi informato dell'arrivo dell'avvocato\ndell'arrivo dell'avvocato bussando alla porta. Cinque minuti dopo che l'orologio\ncinque minuti dopo che l'orologio della sala aveva suonato le nove, sentii bussare e, uscendo immediatamente, incontrai Mr.\nsubito, incontrai Mr. Bruff nel corridoio.\n\nIl mio aspetto personale (come al solito) deponeva a mio sfavore. La diffidenza del signor Bruff\nmi guardava abbastanza chiaramente dagli occhi di Mr. Bruff. Essendo ben abituato a\nprodurre questo effetto sugli estranei, non esitai un attimo a dire ci\u00f2 che volevo\ndire quello che volevo dire, prima che l'avvocato entrasse nella stanza di Mr.\nBlake.\n\n Lei ha viaggiato qui, credo, in compagnia della signora Merridew e della signorina Verinder?\nMiss Verinder?  Ho detto.\n\n S\u00ec, rispose Mr. Bruff, nel modo pi\u00f9 drastico possibile.\n\n La signorina Verinder vi avr\u00e0 detto che desidero che la sua presenza in casa (e quella della signora Merridew, ovviamente) sia tenuta segreta\ncasa (e naturalmente la presenza di Mrs. Merridew) sia tenuta segreta a Mr.\nMr. Blake, fino a quando il mio esperimento su di lui non sar\u00e0 stato prima provato?\n\n So che devo tenere a freno la lingua, signore! disse Mr. Bruff, impaziente.\n Essendo abitualmente silenzioso sull'argomento della follia umana, sono tanto pi\u00f9 pronto a tenere\npi\u00f9 pronto a tenere le labbra chiuse in questa occasione. Questo vi soddisfa?\nvi soddisfa?\n\nMi inchinai e lasciai Betteredge per accompagnarlo nella sua stanza. Betteredge mi rivolse uno sguardo\nBetteredge mi rivolse uno sguardo di commiato, che diceva, come se fosse una frase di circostanza: \"Avete preso un tartaro, signor Jennings, e si chiama Bruff\".\navete preso un tartaro, signor Jennings, e il suo nome \u00e8 Bruff.\n\nEra poi necessario concludere l'incontro con le due signore. I\nscesi le scale un po' nervosamente, lo confesso, mentre mi dirigevo verso il salotto della signorina Verinder.\nVerinder.\n\nLa moglie del giardiniere (incaricata di occuparsi della sistemazione delle signore) mi ha incontrato nel corridoio del primo piano.\ndelle signore) mi incontr\u00f2 nel corridoio del primo piano. Questa donna eccellente\nmi tratta con un'eccessiva civilt\u00e0 che \u00e8 chiaramente figlia del\nterrore. Mi fissa, trema e fa l'inchino ogni volta che le parlo.\ncon lei. Quando le ho chiesto della signorina Verinder, mi ha fissata, ha tremato e avrebbe senza dubbio\nsenza dubbio avrebbe fatto l'inchino, se la stessa signorina Verinder non avesse interrotto quella\nse Miss Verinder stessa non avesse interrotto la cerimonia aprendo improvvisamente la porta del suo salotto.\n\n \u00c8 il signor Jennings? chiese.\n\nPrima che potessi rispondere, usc\u00ec impaziente per parlarmi nel corridoio.\ncorridoio. Ci incontrammo alla luce di una lampada su una mensola. Alla prima\nvista di me, la signorina Verinder si ferm\u00f2 ed esit\u00f2. Si \u00e8 ripresa\nsubito, si color\u00f2 per un attimo e poi, con un'affascinante franchezza, mi offr\u00ec la mano.\nfranchezza, mi offr\u00ec la mano.\n\n Non posso trattarla come un estraneo, signor Jennings, disse.  Oh, se solo sapesse quanto\nsapesse quanto mi hanno reso felice le sue lettere!\n\nGuard\u00f2 il mio brutto viso rugoso con una gratitudine luminosa cos\u00ec nuova per me nella\nnella mia esperienza con i miei simili, che non sapevo come risponderle.\nrispondere. Nulla mi aveva preparato alla sua gentilezza e alla sua bellezza.\nLa miseria di molti anni non ha indurito il mio cuore, grazie a Dio. Ero altrettanto\nimpacciato e timido con lei, come se fossi stato un ragazzo in et\u00e0 adolescenziale.\n\n Dove si trova adesso? chiese, dando libera espressione al suo unico\ninteresse dominante, quello per Mr. Blake.  Che cosa sta facendo? Ha\nparlato di me? \u00c8 di buon umore? Come sopporta la vista della\ncasa, dopo quello che \u00e8 successo l'anno scorso? Quando gli darai il laudano?\nil laudano? Posso vederla mentre lo versa? Sono cos\u00ec interessato; sono cos\u00ec eccitato\nSono cos\u00ec eccitata che ho diecimila cose da dirle, e tutte si affollano\ne si affollano tutte insieme, tanto che non so cosa dire per prima. Ti stupisci dell'interesse che\ninteresse che provo per questo?\n\n No, ho detto.  Mi azzardo a pensare che lo capisco perfettamente.\n\nEra ben al di sopra della misera affettazione di essere confusa. Mi\nmi rispose come avrebbe potuto rispondere a un fratello o a un padre.\n\n Mi hai sollevato da una miseria indescrivibile; mi hai dato una nuova vita.\nuna nuova vita. Come posso essere cos\u00ec ingrata da nasconderti qualcosa?\nLo amo, disse semplicemente, l'ho amato dalla prima all'ultima volta anche quando gli facevo torto\nanche quando gli facevo torto con i miei pensieri; anche quando gli dicevo le cose pi\u00f9 dure e crudeli.\nanche quando gli dicevo le parole pi\u00f9 dure e crudeli. C'\u00e8 forse una scusa\nper me, in questo? Spero di s\u00ec, temo sia l'unica scusa che ho.\nho. Quando domani arriver\u00e0, e sapr\u00e0 che sono in casa, pensate che\npensi\n\nSi ferm\u00f2 di nuovo e mi guard\u00f2 molto seriamente.\n\n Quando arriver\u00e0 domani, gli dissi, penso che dovrai dirgli solo quello che\nquello che hai appena detto a me.\n\nIl suo volto si illumin\u00f2; si avvicin\u00f2 di un passo a me. Le sue dita giocherellavano\nnervosamente con un fiore che avevo colto in giardino e che avevo messo\nall'occhiello del mio cappotto.\n\n Ultimamente l'avete visto molto spesso, mi disse.  Hai visto, davvero\ne veramente, visto?\n\n Davvero e sinceramente, ho risposto.  Sono abbastanza sicuro di ci\u00f2 che accadr\u00e0\ndomani. Vorrei essere altrettanto sicuro di ci\u00f2 che accadr\u00e0 stasera.\n\nA quel punto la conversazione fu interrotta dall'apparizione di Betteredge con il\nBetteredge con il vassoio del t\u00e8. Mi lanci\u00f2 un'altra\nsguardo significativo mentre passava in salotto.  S\u00ec! S\u00ec!\nil fieno finch\u00e9 c'\u00e8 il sole. Il tartaro \u00e8 di sopra, signor Jennings.\nTartaro \u00e8 di sopra!\n\nLo seguimmo nella stanza. In un angolo c'era una vecchietta, molto ben vestita e molto\nben vestita e molto assorta in un bel lavoro di ricamo.\nricamo, lasci\u00f2 cadere il suo lavoro in grembo ed emise un debole grido\nalla prima vista della mia carnagione da zingara e dei miei capelli color pastello.\n\n Signora Merridew, disse Miss Verinder, questo \u00e8 il signor Jennings.\n\n Chiedo scusa a Mr. Jennings, disse la vecchia signora, guardando Miss Verinder e parlando a _me_.\nVerinder e parlando a me.  I viaggi in treno mi rendono sempre\nnervosa. Sto cercando di calmare la mia mente occupandomi come al solito.\ncome al solito. Non so se il mio ricamo sia fuori luogo, in questa\noccasione straordinaria. Se interferisce con le idee mediche del signor Jennings, sar\u00f2 felice di metterlo via.\nJennings, sar\u00f2 felice di metterlo via, naturalmente.\n\nMi sono affrettato a sancire la presenza del ricamo, proprio come avevo\nl'assenza della poiana scoppiata e dell'ala di Cupido. Mrs.\nMerridew fece uno sforzo, un grato sforzo per guardarmi i capelli. No!\nnon si poteva fare. La signora Merridew guard\u00f2 di nuovo la signorina Verinder.\n\n Se il signor Jennings me lo permette, prosegu\u00ec l'anziana signora, vorrei\nchiedere un favore. Il signor Jennings sta per tentare un esperimento scientifico...\nstasera. Quando ero ragazza, a scuola, assistevo agli esperimenti scientifici.\nscuola. Finiscono sempre con un'esplosione. Se il signor Jennings sar\u00e0\nmolto gentile, vorrei essere avvertita dell'esplosione questa volta.\nCon l'obiettivo di farla finita, se possibile, prima di andare a letto.\n\nHo cercato di rassicurare la signora Merridew che un'esplosione non era prevista nel programma\nprogramma in questa occasione.\n\n No, disse l'anziana signora.  Sono molto grata a Mr. Jennings, sono consapevole che\nche mi sta ingannando solo per il mio bene. Preferisco trattare in modo semplice. I\nsono abbastanza rassegnata all'esplosione, ma voglio farla finita, se\npossibile, prima di andare a letto.\n\nLa porta si apr\u00ec e la signora Merridew emise un altro piccolo grido.\nL'avvento dell'esplosione? No: solo l'arrivo di Betteredge.\n\n Chiedo scusa, Mr. Jennings, disse Betteredge, nel suo modo pi\u00f9 elaborato e confidenziale.\nmodo elaborato e confidenziale.  Il signor Franklin desidera sapere dove\nsiete. Avendo avuto l'ordine di ingannarlo sulla presenza della mia signorina in casa, ho detto che non lo so.\ndella mia signora in casa, ho detto che non lo so. Questo, vi prego di\nvi prego di notare che era una bugia. Avendo gi\u00e0 un piede nella fossa,\nsignore, meno bugie vi aspettate che io dica, pi\u00f9 sar\u00f2 in debito con voi quando\nquando la mia coscienza mi pungoler\u00e0 e arriver\u00e0 la mia ora.\n\nNon c'era un momento da sprecare sulla questione puramente speculativa\ndella coscienza di Betteredge. Mr. Blake potrebbe apparire in cerca di\ndi me, a meno che non andassi subito da lui nella sua stanza. La signorina\nVerinder mi segu\u00ec nel corridoio.\n\n Sembra che siano in combutta per perseguitarti\", ha detto.  Che cosa\nsignifica?\n\n Solo la protesta del mondo, la signorina Verinder su scala molto piccola\ncontro tutto ci\u00f2 che \u00e8 nuovo.\n\n Cosa dobbiamo fare con la signora Merridew?\n\n Dille che l'esplosione avverr\u00e0 alle nove di domani mattina.\n\n Per mandarla a letto?\n\n S\u00ec, per mandarla a letto.\n\nMiss Verinder torn\u00f2 in salotto e io andai di sopra da Mr.\nBlake.\n\nCon mia sorpresa lo trovai da solo, che camminava inquieto nella sua stanza, un po' irritato per essere stato lasciato da solo.\nun po' irritato per essere stato lasciato da solo.\n\n Dov'\u00e8 il signor Bruff?  Ho chiesto.\n\nIndic\u00f2 la porta chiusa di comunicazione tra le due stanze.\nIl signor Bruff lo aveva guardato per un attimo; aveva tentato di rinnovare la sua protesta contro le nostre\ndi rinnovare la sua protesta contro le nostre azioni; e ancora una volta non era riuscito a\nla minima impressione su Mr. Blake. A questo punto l'avvocato si era\nl'avvocato si era rifugiato in una borsa di pelle nera, piena zeppa di\ndocumenti professionali.  La seriet\u00e0 della vita, ha ammesso, era\npurtroppo fuori luogo in un'occasione come quella attuale. Ma gli affari seri della\ndella vita devono essere portati avanti, nonostante tutto. Mr. Blake vorrebbe\nforse avrebbe gentilmente tenuto conto delle abitudini antiquate di un uomo pratico.\nuomo pratico. Il tempo \u00e8 denaro e, per quanto riguarda Mr. Jennings, pu\u00f2 contare sul fatto che Mr.\nche Mr. Bruff sarebbe stato disponibile quando sarebbe stato chiamato.  Con queste\nscuse, l'avvocato era tornato nella propria stanza e si era immerso\nnella sua borsa nera.\n\nHo pensato alla signora Merridew e ai suoi ricami, a Betteredge e alla sua coscienza.\ncoscienza. C'\u00e8 una meravigliosa somiglianza nella parte solida del\ncarattere inglese, cos\u00ec come c'\u00e8 una meravigliosa somiglianza nella solida\nespressione del viso inglese.\n\n Quando mi darai il laudano? chiese Mr. Blake\ncon impazienza.\n\n Devi aspettare ancora un po', ho detto.  Rester\u00f2 a tenervi compagnia\ncompagnia fino a quando non sar\u00e0 il momento.\n\nNon erano ancora le dieci. Le indagini che avevo fatto, in vari momenti, presso Betteredge e Mr.\nBetteredge e Mr. Blake, mi avevano portato alla conclusione che la dose di laudano\nche la dose di laudano somministrata dal signor Candy non poteva essere stata\nsomministrata prima delle undici. Di conseguenza, avevo deciso di non provare la\nseconda dose fino a quell'ora.\n\nParlammo un po', ma entrambe le nostre menti erano preoccupate per l'imminente\nprova. La conversazione si affievol\u00ec presto e poi cess\u00f2 del tutto. Mr.\nBlake sfogliava oziosamente i libri sul tavolo della sua camera da letto. Avevo preso la precauzione di\nprecauzione di guardarli, quando entrammo nella stanza. Il\nGuardian_; _Il Tatler_; _Pamela_ di Richardson; _Uomo di sentimenti_ di Mackenzie; _Lorenzo de Medici_ di Roscoe.\nsentimento_; Roscoe _Lorenzo de Medici_; e Robertson _Carles the Fifth_, tutte opere classiche; tutte, per\u00f2, sono state prese in considerazione.\nQuinto\" sono tutte opere classiche; tutte (ovviamente) incommensurabilmente superiori a\ndi tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato prodotto in tempi successivi; e tutte (dal mio attuale punto di vista)\npunto di vista) che hanno il grande merito di non incatenare l'interesse di nessuno e di non eccitare il cervello di nessuno,\ne di non eccitare il cervello di nessuno. Lasciai Mr. Blake alla compositiva\ndella Letteratura Standard e mi occupai di scrivere questo\nannotazione nel mio diario.\n\nIl mio orologio mi informa che sono quasi le undici. Devo chiudere\nqueste foglie ancora una volta.\n\nOre 2. L'esperimento \u00e8 stato tentato. Con quale risultato, sono\nora di descrivere.\n\nAlle undici suonai il campanello di Betteredge e dissi a Mr. Blake che poteva finalmente prepararsi per andare a letto.\nche poteva finalmente prepararsi per andare a letto.\n\nGuardai la notte fuori dalla finestra. Era mite e piovosa,\nassomigliava, da questo punto di vista, alla notte del compleanno del ventuno\ngiugno dell'anno scorso. Senza credere ai presagi, era perlomeno incoraggiante non trovare\nincoraggiante il fatto di non trovare influenze nervose dirette, n\u00e9 perturbazioni tempestose o\nperturbazioni elettriche nell'atmosfera. Betteredge mi raggiunse alla\nfinestra e mi mise misteriosamente in mano un foglietto di carta. Conteneva\nconteneva queste righe:\n\n La signora Merridew \u00e8 andata a letto, con la netta convinzione che l'esplosione avverr\u00e0 alle nove di domani mattina.\nl'esplosione avverr\u00e0 alle nove di domani mattina e che io non dovr\u00f2\nche non dovr\u00f2 uscire da questa parte della casa fino a quando lei non verr\u00e0 a liberarmi.\nNon ha idea che la scena principale dell'esperimento sia il mio\nsalotto, altrimenti sarebbe rimasta l\u00ec per tutta la notte! Sono\nsola e molto ansiosa. Di grazia, fatemi vedere come misurate il laudano;\nVoglio averci a che fare, anche se non \u00e8 importante\ndi semplice spettatore. R.V.\n\nSeguii Betteredge fuori dalla stanza e gli dissi di portare la cassetta delle\nla cassetta dei medicinali nel salotto della signorina Verinder.\n\nL'ordine sembr\u00f2 coglierlo completamente di sorpresa. Sembrava quasi che\nsospettasse che io avessi un qualche occulto disegno medico sulla signorina Verinder!  Potente\nPosso osare chiedere, disse, che cosa hanno a che fare la mia signorina e la cassetta dei medicinali?\nhanno a che fare l'uno con l'altra?\n\n Restate in salotto e vedrete.\n\nBetteredge sembr\u00f2 dubitare della propria capacit\u00e0 di supervisionarmi in modo\nefficacemente, in un'occasione in cui una cassetta di medicinali era inclusa nel\nprocedimento.\n\n C'\u00e8 qualche obiezione, signore, a far entrare il signor Bruff in questa\nparte dell'attivit\u00e0?\n\n Al contrario! Ora chieder\u00f2 al signor Bruff di accompagnarmi\ndi sotto.\n\nBetteredge si ritir\u00f2 per andare a prendere la cassetta dei medicinali, senza dire altro.\nTornai nella stanza di Mr. Blake e bussai alla porta di comunicazione.\ncomunicazione. Mr. Bruff apr\u00ec, con le sue carte in mano immerse nel diritto.\nin mano, immerso nella legge e impenetrabile alla medicina.\n\n Mi dispiace disturbarla, dissi.  Ma sto per preparare il\nlaudano per Mr. Blake; e devo chiedervi di essere presente e di vedere cosa faccio.\nvedere cosa faccio.\n\n S\u00ec? disse Mr. Bruff, con nove decimi della sua attenzione concentrata sulle sue carte e con un decimo che non voleva concedere a me.\ndocumenti, e un decimo non voluto da me.  C'\u00e8 altro?\n\n Devo chiederle di tornare qui con me e di vedermi somministrare la dose.\nla dose.\n\n C'\u00e8 altro?\n\n Ancora una cosa. Devo farle sopportare l'inconveniente di rimanere nella stanza di Mr.\nMr. Blake e di aspettare di vedere cosa succede.\n\n Oh, molto bene! disse Mr. Bruff.  La mia stanza o quella di Mr. Blake, non importa quale.\nnon importa quale; posso continuare con le mie carte ovunque. A meno che non\nJennings, non si opponga al fatto che io imponga una tale quantit\u00e0 di buon senso\nnel procedimento?\n\nPrima che potessi rispondere, Mr. Blake si rivolse all'avvocato,\nparlando dal suo letto.\n\n Vuoi davvero dire che non provi alcun interesse per quello che stiamo per\nche stiamo per fare?  Signor Bruff, lei non ha pi\u00f9 immaginazione di una mucca!\ndi una mucca!\n\n Una mucca \u00e8 un animale molto utile, Mr. Blake, disse l'avvocato. Con questa\nrisposta mi segu\u00ec fuori dalla stanza, continuando a tenere le carte in mano.\nmano.\n\nTrovammo la signorina Verinder, pallida e agitata, che camminava inquieta da un capo all'altro del suo\nsalotto da un capo all'altro. A un tavolo in un angolo stava Betteredge,\ndi guardia alla cassetta dei medicinali. Il signor Bruff si sedette sulla prima sedia\nche riusc\u00ec a trovare e (emulando l'utilit\u00e0 della mucca) si tuff\u00f2 di nuovo nelle sue\ndi nuovo tra le sue carte sul posto.\n\nLa signorina Verinder mi ha preso da parte ed \u00e8 tornata immediatamente al suo unico interesse per Mr.\ninteresse che la assorbe, quello per Mr. Blake.\n\n Come sta adesso? chiese.  \u00c8 nervoso? \u00c8 fuori di s\u00e9? Pensa che\npensi che avr\u00e0 successo? \u00c8 sicuro che non far\u00e0 danni?\n\n Certamente. Venite a vedere come lo misuro.\n\n Un momento! Sono le undici passate. Quanto tempo ci vorr\u00e0 prima che\nsucceda qualcosa?\n\n Non \u00e8 facile dirlo. Forse un'ora.\n\n Suppongo che la stanza debba essere buia, come lo era l'anno scorso?\n\n Certamente.\n\n Aspetter\u00f2 nella mia camera da letto proprio come facevo prima. Terr\u00f2 la porta\nun po' aperta. L'anno scorso era un po' aperta. Osserver\u00f2 la porta del\nsalotto; e nel momento in cui si muover\u00e0, spegner\u00f2 la mia luce.\n\u00c8 successo tutto cos\u00ec, la sera del mio compleanno. E tutto deve\naccadere di nuovo nello stesso modo, non \u00e8 vero?\n\n \u00c8 sicura di riuscire a controllarsi, signorina Verinder?\n\n Nel _suo_ interesse, posso fare qualsiasi cosa! rispose con fervore.\n\nUno sguardo al suo viso mi disse che potevo fidarmi di lei. Mi rivolsi\ndi nuovo al signor Bruff.\n\n Devo chiederle di mettere da parte i suoi documenti per un momento\", dissi.\n\n Oh, certo!  Si alz\u00f2 di scatto, come se l'avessi disturbato in un punto particolarmente interessante, e mi segu\u00ec alla cassetta dei medicinali.\nun punto particolarmente interessante e mi segu\u00ec fino alla cassetta dei medicinali.\nL\u00ec, privo dell'eccitazione trafelata tipica dell'esercizio della sua professione, guard\u00f2 Betteredge e sbadigli\u00f2 stancamente.\ndella sua professione, guard\u00f2 Betteredge e sbadigli\u00f2 stancamente.\n\nLa signorina Verinder mi raggiunse con una brocca di vetro di acqua fredda, che aveva preso\npreso da un tavolino.  Lasciami versare l'acqua, sussurr\u00f2.  I\ndevo metterci lo zampino!\n\nMisurai i quaranta millesimi dalla bottiglia e versai il laudano in un bicchiere da medicina.\nlaudano in un bicchiere da medicina.  Riempitelo fino a tre parti,\ndissi, e consegnai il bicchiere alla signorina Verinder. Dissi poi a\nBetteredge di chiudere a chiave la cassetta dei medicinali, informandolo che avevo finito di\ncon essa. Un'espressione di impronunciabile sollievo si diffuse sul volto dell'anziano servitore.\nvecchio servitore. Evidentemente aveva sospettato che io avessi un disegno medico sulla sua giovane signora!\ngiovane donna!\n\nDopo aver aggiunto l'acqua come avevo indicato, la signorina Verinder colse l'attimo mentre Betteredge chiudeva la cassa.\nmentre Betteredge chiudeva la cassetta e il signor Bruff tornava a guardare le sue carte.\nBruff guardava le sue carte e baciava furbescamente l'orlo del bicchiere della medicina.\nbicchiere della medicina.  Quando glielo darete, disse l'affascinante ragazza, dateglielo da quel lato!\nda quel lato!\n\nPresi dalla tasca il pezzo di cristallo che doveva rappresentare il Diamante e glielo diedi.\ntasca e glielo diedi.\n\n Anche tu devi metterci lo zampino, dissi.  Devi metterla dove hai\nla Pietra di Luna l'anno scorso.\n\nLei fece strada all'armadio indiano e mise il finto diamante nel cassetto che il vero diamante aveva occupato la sera del compleanno.\nnel cassetto che il vero Diamante aveva occupato la sera del compleanno.\nMr. Bruff assistette a questa operazione, con una protesta, come aveva assistito a tutto il resto.\ntutto il resto. Ma il forte interesse drammatico che l'esperimento\nche l'esperimento stava assumendo, si rivel\u00f2 (con mio grande divertimento) eccessivo per la capacit\u00e0 di autocontrollo di Betteredge.\nBetteredge per la sua capacit\u00e0 di autocontrollo. La sua mano tremava mentre teneva\nla candela e sussurr\u00f2 ansioso: \"\u00c8 sicura, signorina, che sia il cassetto giusto?\ncassetto giusto?\n\nMi sono fatto strada di nuovo, con il laudano e l'acqua in mano. Alla porta\nporta, mi fermai per rivolgere un'ultima parola alla signorina Verinder.\n\n Non tardare a spegnere le luci, dissi.\n\n Li spegner\u00f2 subito, rispose lei.  E aspetter\u00f2 nella mia\ncamera da letto, con una sola candela accesa.\n\nChiuse la porta del salotto alle nostre spalle. Seguita da Mr. Bruff e\nBetteredge, tornai nella stanza di Mr. Blake.\n\nLo trovammo che si muoveva inquieto da una parte all'altra del letto e si chiedeva irritato se quella sera avrebbe preso il laudano.\ne si chiedeva irritato se quella sera avrebbe preso il laudano. In\npresenza dei due testimoni, gli diedi la dose, scossi i cuscini e gli dissi di sdraiarsi di nuovo tranquillamente e di aspettare.\ni cuscini e gli dissi di sdraiarsi di nuovo tranquillamente e di aspettare.\n\nIl suo letto, provvisto di leggere tende di chintz, era posizionato con la testa contro la parete della stanza, in modo da lasciare un buon spazio aperto sulla\ncontro la parete della stanza, in modo da lasciare un buon spazio aperto su entrambi i lati.\nlato di esso. Da un lato, ho tirato completamente le tende e nella\nparte della stanza cos\u00ec schermata dalla sua vista, misi Mr.\ne Betteredge, per aspettare il risultato. In fondo al letto ho tirato per met\u00e0 le tende e\ntende e posizionai la mia sedia a una certa distanza, in modo da lasciarmi vedere o meno.\nche mi vedesse o non mi vedesse, che mi parlasse o non mi parlasse,\na seconda delle circostanze. Essendo gi\u00e0 stato informato\nche dormiva sempre con una luce nella stanza, misi una delle due candele accese su un tavolino.\ncandele accese su un tavolino alla testata del letto, dove il bagliore della luce non avrebbe\ndove il bagliore della luce non avrebbe colpito i suoi occhi. L'altra candela la diedi\nBruff; la luce, in questo caso, era attenuata dallo schermo delle\nschermo delle tende di chintz. La finestra era aperta in alto, in modo da arieggiare la stanza.\nventilare la stanza. La pioggia cadeva dolcemente, la casa era silenziosa. Erano\nerano le undici e venti, secondo il mio orologio, quando i preparativi furono completati.\ne presi posto sulla sedia che si trovava ai piedi del letto.\ndel letto.\n\nIl signor Bruff riprese le sue carte, con l'aria di essere profondamente\ninteressato ad essi come sempre. Ma guardando verso di lui, vidi alcuni\nsegni e segnali che mi dicevano che la Legge stava cominciando a perdere la sua\nla sua presa su di lui. L'interesse sospeso della situazione in cui\nsituazione in cui ci trovavamo stava lentamente affermando la propria influenza anche sulla sua\nmente poco fantasiosa. Per quanto riguarda Betteredge, la coerenza dei principi e la\ndignit\u00e0 di condotta erano diventate, nel suo caso, semplici parole vuote. Aveva dimenticato\nche stavo facendo un gioco di prestigio a Mr. Franklin Blake; dimentic\u00f2 che avevo sconvolto la casa\nche avevo messo a soqquadro la casa da cima a fondo; aveva dimenticato che non avevo letto\nche non avevo letto _Robinson Crusoe_ da quando ero bambino.  Per il Signore\nSignore, signore, mi sussurr\u00f2, diteci quando inizier\u00e0 a funzionare.\n\n Non prima di mezzanotte, ho sussurrato.  Non dire nulla e stai fermo.\n\nBetteredge \u00e8 sceso al pi\u00f9 basso livello di familiarit\u00e0 con me, senza\nlotta per salvarsi. Mi rispose con un occhiolino!\n\nGuardando poi verso Mr. Blake, lo trovai pi\u00f9 inquieto che mai nel suo letto; si chiedeva con ansia perch\u00e9 l'influenza del laudano non avesse\nletto; si chiedeva con ansia perch\u00e9 l'influsso del laudano non avesse ancora\nnon avesse ancora cominciato ad affermarsi. Per dirgli, nel suo attuale stato d'animo, che\nche pi\u00f9 si agitava e si chiedeva, pi\u00f9 avrebbe ritardato il risultato\nche stavamo aspettando, sarebbe stato semplicemente inutile. La cosa pi\u00f9 saggia da fare era\npi\u00f9 saggio era allontanare dalla sua mente l'idea dell'oppio, portandolo all'insensibilit\u00e0.\nmente, portandolo insensibilmente a pensare ad altro.\n\nIn quest'ottica, lo incoraggiai a parlare con me, facendo in modo di orientare la conversazione, da parte mia, in modo da riportarla all'argomento\nla conversazione, da parte mia, in modo da ricondurla di nuovo all'argomento\nche ci aveva impegnato all'inizio della serata, il tema del Diamante.\nMi preoccupai di ritornare su quelle parti della storia della Pietra di Luna,\nche riguardavano il trasporto da Londra allo Yorkshire, il rischio che Mr.\nrischio che Mr. Blake aveva corso nel rimuoverla dalla banca di Frizinghall.\nFrizinghall; e all'inaspettata apparizione degli indiani a casa, la sera del compleanno.\ncasa, la sera del compleanno. E ho volutamente supposto, riferendomi a questi\nriferendomi a questi eventi, di aver frainteso gran parte di ci\u00f2 che Mr. Blake stesso\nBlake stesso mi aveva detto poche ore prima. In questo modo, lo feci parlare\nsull'argomento con il quale era ora di vitale importanza riempire la sua mente\nmente, senza permettergli di sospettare che lo stessi facendo parlare per\nscopo. A poco a poco, divenne cos\u00ec interessato a mettermi in riga\nche si dimentic\u00f2 di agitarsi nel letto. La sua mente era lontana dalla\nquestione dell'oppio, nel momento fondamentale in cui i suoi occhi mi dissero per la prima volta che l'oppio\nquando i suoi occhi mi dissero che l'oppio cominciava a fare presa sul suo cervello.\n\nGuardai l'orologio. Mancavano cinque minuti alle dodici, quando i\nsintomi premonitori dell'azione del laudano si manifestarono per la prima volta.\nsi sono manifestati per la prima volta.\n\nIn quel momento, nessun occhio non esperto avrebbe notato alcun cambiamento in lui.\nlui. Ma, man mano che i minuti del nuovo mattino passavano, i progressi\nprogressi rapidi e sottili dell'influenza cominciarono a mostrarsi pi\u00f9\nchiaramente. La sublime ebbrezza dell'oppio brillava nei suoi occhi; la rugiada di una sudorazione furtiva\ndi una sudorazione furtiva cominci\u00f2 a scintillare sul suo viso. In cinque\ncinque minuti ancora, il discorso che continuava a tenere con me, venne meno in\ncoerenza. Mantenne saldamente l'argomento del Diamante, ma smise di completare le frasi.\nsmise di completare le frasi. Poco dopo, le frasi si ridussero\na singole parole. Poi ci fu un intervallo di silenzio. Poi si sedette\na letto. Poi, ancora impegnato con l'argomento del Diamante, ricominci\u00f2 a parlare\na parlare di nuovo non con me, ma con se stesso. Questo cambiamento mi disse che la\nprima fase dell'esperimento era stata raggiunta. L'influenza stimolante dell'oppio\ndell'oppio lo aveva colpito.\n\nL'ora, ora, era ventitr\u00e9 minuti dopo le dodici. La prossima mezz'ora\nmezz'ora al massimo avrebbe deciso se alzarsi o meno dal letto e lasciare la stanza.\nalzarsi dal letto e lasciare la stanza.\n\nNell'interesse senza fiato di guardarlo, nell'impronunciabile trionfo\ndi vedere il primo risultato dell'esperimento dichiararsi nel modo e quasi nel momento\nmodo, e quasi al momento, che avevo previsto, avevo completamente\ndimenticai i due compagni della mia veglia notturna. Guardando verso di loro\nora, vidi la Legge (come rappresentata dai documenti del signor Bruff) che giaceva\ninascoltata sul pavimento. Il signor Bruff stesso stava guardando avidamente attraverso una\nfessura lasciata nelle tende imperfettamente tirate del letto. E\nBetteredge, incurante di ogni rispetto per le distinzioni sociali, stava\nsbirciare alle spalle del signor Bruff.\n\nEntrambi sono indietreggiati, quando si sono accorti che li stavo guardando, come due\ncome due ragazzi colti in fallo dal loro maestro. Feci loro segno di\ndi togliersi gli stivali in silenzio, mentre io mi toglievo i miei. Se Mr. Blake\nse Mr. Blake ci dava la possibilit\u00e0 di seguirlo, era di vitale importanza seguirlo\nseguirlo senza fare rumore.\n\nPassarono dieci minuti e non accadde nulla. Poi, all'improvviso, gett\u00f2 via le\nlenzuola. Mise una gamba fuori dal letto. Aspett\u00f2.\n\n Vorrei non averli mai prelevati dalla banca\", si disse.  Era\nera al sicuro in banca.\n\nIl mio cuore batteva forte; le pulsazioni alle tempie battevano furiosamente. Il dubbio\ndubbio sulla sicurezza del Diamante era, ancora una volta, l'impressione dominante nel suo cervello!\ndominante nel suo cervello! Su quell'unico perno ruotava l'intero successo dell'esperimento.\ndell'esperimento. La prospettiva che si apriva improvvisamente davanti a me era troppo\nper i miei nervi a pezzi. Fui costretto a distogliere lo sguardo da lui o avrei perso il mio\navrei perso il mio autocontrollo.\n\nCi fu un altro intervallo di silenzio.\n\nQuando riuscii a fidarmi di guardare verso di lui, era gi\u00e0 fuori dal letto,\nin piedi, eretto, al suo fianco. Le pupille dei suoi occhi erano ora\ncontratte; i suoi bulbi oculari brillavano alla luce della candela mentre muoveva\nla testa lentamente da una parte e dall'altra. Stava pensando; dubitava di aver parlato.\ndi nuovo.\n\n Come faccio a saperlo?  Gli indiani potrebbero essere nascosti in casa.\n\nSi ferm\u00f2 e cammin\u00f2 lentamente verso l'altro capo della stanza. Si\ngir\u00f2 in attesa di tornare al letto.\n\n Non \u00e8 nemmeno chiuso a chiave, continu\u00f2.  \u00c8 nel cassetto del suo\nmobile. E il cassetto non si chiude a chiave.\n\nSi sedette sul lato del letto.  Chiunque potrebbe prenderlo, disse.\n\nSi alz\u00f2 di nuovo inquieto e ripet\u00e9 le sue prime parole.\n\n Come faccio a saperlo? Gli indiani potrebbero essere nascosti in casa.\n\nAspett\u00f2 ancora. Mi ritrassi dietro la mezza tenda del letto. Lui\nguard\u00f2 in giro per la stanza, con un luccichio vacuo negli occhi. Fu un\nmomento senza fiato. Ci fu una specie di pausa. Una pausa nell'azione\nuna pausa nell'azione dell'oppio? Una pausa nell'azione del cervello? Chi pu\u00f2 dirlo?\ndire? Tutto dipendeva, ora, da quello che avrebbe fatto dopo.\n\nSi sdrai\u00f2 di nuovo sul letto!\n\nUn dubbio atroce mi attravers\u00f2 la mente. Era possibile che l'azione sedativa\nsedativo dell'oppio si stesse gi\u00e0 facendo sentire? Non era nella mia\nesperienza che lo facesse. Ma cos'\u00e8 l'esperienza, quando si tratta di oppio\noppio? Probabilmente non esistono due uomini su cui la droga agisce esattamente allo stesso modo.\nagiscono esattamente allo stesso modo. C'era qualche peculiarit\u00e0 costituzionale\npeculiarit\u00e0 in lui, che sente l'influenza in un modo nuovo? Dovevamo forse\nfallire proprio sull'orlo del successo?\n\nNo! Si alz\u00f2 di nuovo bruscamente.  Come diavolo faccio a dormire, si disse,\n con questo pensiero?\n\nGuard\u00f2 la luce che ardeva sul tavolo alla testa del letto.\nDopo un attimo, prese la candela in mano.\n\nSpensi la seconda candela, che ardeva dietro le tende chiuse. I\ncon il signor Bruff e Betteredge, nell'angolo pi\u00f9 lontano vicino al letto.\nletto. Feci loro cenno di fare silenzio, come se la loro vita dipendesse\nda questo.\n\nAbbiamo aspettato senza vedere n\u00e9 sentire nulla. Abbiamo aspettato, nascosti da lui dalle\ntende.\n\nLa luce che teneva dall'altra parte di noi si mosse improvvisamente.\nUn attimo dopo ci pass\u00f2 davanti, rapido e silenzioso, con la candela in mano.\nmano la candela.\n\nApr\u00ec la porta della camera da letto e usc\u00ec.\n\nLo abbiamo seguito lungo il corridoio. Lo abbiamo seguito per le scale. L'abbiamo\nseguirlo lungo il secondo corridoio. Non si \u00e8 mai voltato indietro, non ha mai\nesitava.\n\nApr\u00ec la porta del salotto ed entr\u00f2, lasciandola aperta dietro di s\u00e9.\ndietro di s\u00e9.\n\nLa porta era appesa (come tutte le altre porte della casa) a grandi cerniere\ncerniere all'antica. Quando veniva aperta, si apriva una fessura tra la porta e il palo.\nla porta e il palo. Feci cenno ai miei due compagni di guardare attraverso\nquesta fessura, in modo da evitare che si facessero vedere. Mi posizionai\nfuori dalla porta anche sul lato opposto. Alla mia sinistra c'era una nicchia nel muro\nalla mia mano sinistra, nella quale potevo nascondermi all'istante, se lui\nse avesse mostrato qualche segno di guardare indietro nel corridoio.\n\nAvanz\u00f2 fino al centro della stanza, con la candela ancora in mano.\nmano: si guard\u00f2 intorno, ma non si volt\u00f2 mai indietro.\n\nVidi la porta della camera della signorina Verinder socchiusa. Aveva spento\nla luce. Si controllava nobilmente. La debole sagoma bianca del suo\ndel suo vestito estivo era tutto ci\u00f2 che potevo vedere. Nessuno, se non l'avesse saputo prima\nprima avrebbe sospettato che nella stanza ci fosse una creatura vivente.\nstanza. Si tenne indietro, nel buio: non una parola, non un movimento le sfugg\u00ec.\nnon le sfuggiva una parola, un movimento.\n\nEra ormai l'una e dieci minuti. Ho sentito, attraverso il silenzio morto, il\ngocciolio della pioggia e il tremolante passaggio dell'aria notturna\nattraverso gli alberi.\n\nDopo aver aspettato irresoluto, per un minuto o pi\u00f9, in mezzo alla stanza, si spost\u00f2 nell'angolo vicino alla finestra.\nstanza, si spost\u00f2 nell'angolo vicino alla finestra, dove si trovava il mobile indiano.\nindiano.\n\nAppoggi\u00f2 la candela sulla parte superiore del mobile. Apr\u00ec e chiuse un cassetto dopo l'altro\nun cassetto dopo l'altro, finch\u00e9 non arriv\u00f2 al cassetto in cui era stato messo il finto\nDiamante. Guard\u00f2 nel cassetto per un momento. Poi estrasse\nil finto diamante con la mano destra. Con l'altra mano prese la\nla candela dalla parte superiore del mobile.\n\nTorn\u00f2 indietro di qualche passo verso il centro della stanza e si ferm\u00f2 di nuovo.\nancora una volta.\n\nFinora aveva ripetuto esattamente quello che aveva fatto la sera del compleanno.\ncompleanno. Il suo prossimo procedimento sar\u00e0 uguale a quello dell'anno scorso?\ndell'anno scorso? Avrebbe lasciato la stanza? Sarebbe tornato ora, come credevo fosse tornato allora, nella sua camera da letto?\nera tornato allora, nella sua camera da letto? Ci mostrerebbe cosa ha fatto\nDiamante, una volta tornato nella sua stanza?\n\nLa sua prima azione, quando si mosse di nuovo, si rivel\u00f2 essere un'azione che\nnon aveva compiuto quando era sotto l'effetto dell'oppio.\ndell'oppio per la prima volta. Pos\u00f2 la candela su un tavolo e vag\u00f2 un po' verso il fondo della stanza.\nverso il fondo della stanza. L\u00ec c'era un divano.\nSi appoggi\u00f2 pesantemente allo schienale, con la mano sinistra, poi si alz\u00f2 e torn\u00f2 al centro della stanza.\npoi si dest\u00f2 e torn\u00f2 al centro della stanza. Ora potevo vedere i suoi\nocchi. Stavano diventando opachi e pesanti; lo scintillio in essi si stava rapidamente\nsi stava spegnendo.\n\nLa suspense del momento si rivel\u00f2 eccessiva per l'autocontrollo di Miss Verinder.\nautocontrollo della signorina Verinder. Avanz\u00f2 di qualche passo e si ferm\u00f2 di nuovo. Il signor Bruff\ne Betteredge mi guardarono per la prima volta attraverso la porta aperta.\nLa previsione di un'imminente delusione si stava imprimendo nelle loro\nmente come la mia.\n\nTuttavia, finch\u00e9 rimaneva dov'era, c'era speranza. Abbiamo aspettato, in\nimpronunciabile attesa, per vedere cosa sarebbe successo dopo.\n\nL'evento successivo fu decisivo. Lasci\u00f2 cadere dalla mano il finto diamante.\nmano.\n\nCadde sul pavimento, davanti alla porta ben visibile a lui e a tutti.\ntutti. Non fece alcuno sforzo per raccoglierlo: lo guard\u00f2 a terra\ne, mentre lo guardava, la testa gli si afflosci\u00f2 sul petto. Si\nbarcollando si alz\u00f2 per un istante, torn\u00f2 indietro instabilmente verso il divano e vi si sedette.\ndivano e vi si sedette. Fece un ultimo sforzo; cerc\u00f2 di alzarsi, e\nsprofond\u00f2 all'indietro. La sua testa cadde sui cuscini del divano. Erano allora venticinque\nminuti dopo l'una. Prima di rimettere l'orologio in tasca,\nlui si fosse addormentato.\n\nOrmai era tutto finito. L'influenza sedativa lo aveva colpito; l'esperimento\nera terminato.\n\nEntrai nella stanza, dicendo a Mr. Bruff e Betteredge che potevano seguirmi.\nseguirmi. Non c'era alcun timore di disturbarlo. Eravamo liberi di muoverci\ne parlare.\n\n La prima cosa da risolvere, ho detto, \u00e8 la questione di cosa dobbiamo\ncosa fare con lui. Probabilmente dormir\u00e0 almeno per le prossime sei o sette ore.\nalmeno per le prossime sei o sette ore. \u00c8 un po' lontano portarlo nella sua stanza. Quando ero\ngiovane, avrei potuto farlo da sola. Ma la mia salute e le mie forze non sono\nnon sono pi\u00f9 quelle di una volta e temo di dovervi chiedere di aiutarmi.\n\nPrima che potessero rispondere, la signorina Verinder mi chiam\u00f2 dolcemente. Mi venne incontro\nalla porta della sua stanza, con un leggero scialle e con il copriletto del suo letto.\ndel suo letto.\n\n Intendete sorvegliarlo mentre dorme? chiese lei.\n\n S\u00ec, non sono abbastanza sicuro dell'azione dell'oppio nel suo caso da essere\ndi lasciarlo in pace.\n\nMi pass\u00f2 lo scialle e la coperta.\n\n Perch\u00e9 dovresti disturbarlo? sussurr\u00f2.  Fagli fare il letto sul divano.\nPosso chiudere la porta e restare nella mia stanza.\n\nEra il modo pi\u00f9 semplice e sicuro per sbarazzarsi di lui per la notte.\nper la notte. Accennai al suggerimento a Mr. Bruff e a Betteredge, che approvarono entrambi l'idea.\nBetteredge che approvarono entrambi la mia adozione. In cinque minuti lo avevo\ncomodamente adagiato sul divano e l'avevo coperto leggermente con il\ncoprirlo leggermente con il copriletto e lo scialle. La signorina Verinder ci augur\u00f2 la buonanotte e chiuse la porta.\ne chiuse la porta. Su mia richiesta, ci disponemmo tutti e tre intorno al tavolo al centro della stanza, sul quale\nal centro della stanza, su cui era ancora accesa la candela e su cui era stato messo\nsu cui era stato posto del materiale per scrivere.\n\n Prima di separarci, ho iniziato, ho una parola da dire sull'esperimento\nesperimento che \u00e8 stato tentato questa sera. Due obiettivi distinti dovevano essere\nottenere da questo esperimento. Il primo di questi obiettivi era dimostrare che Mr.\nBlake \u00e8 entrato in questa stanza e ha preso il Diamante, l'anno scorso, agendo in modo\ninconsciamente e irresponsabilmente, sotto l'effetto dell'oppio. Dopo\nDopo quello che avete visto, siete entrambi soddisfatti?\n\nMi risposero affermativamente, senza un attimo di esitazione.\n\n Il secondo obiettivo, proseguii, era quello di scoprire cosa avesse fatto del\nDiamante, dopo che la signorina Verinder lo aveva visto uscire dal suo salotto\ncon il gioiello in mano, la sera del compleanno. Il raggiungimento di questo\ndipendeva, ovviamente, dal fatto che lui continuasse a ripetere esattamente\nil suo comportamento dell'anno scorso. Non ci \u00e8 riuscito, e lo scopo dell'esperimento \u00e8 stato sconfitto.\ndell'esperimento \u00e8 stato sconfitto. Non posso affermare di non essere\ndeluso dal risultato, ma posso dire onestamente di non esserne sorpreso.\nsorpreso. Ho detto a Mr. Blake fin dal primo momento che il nostro completo\nsuccesso in questa faccenda dipendeva dal fatto che avremmo riprodotto completamente in lui\ncondizioni fisiche e morali dell'anno scorso e l'ho avvertito che questo\nche questo era quasi impossibile. Abbiamo riprodotto solo\nsolo parzialmente le condizioni e l'esperimento ha avuto solo\ndi conseguenza, l'esperimento \u00e8 riuscito solo in parte. \u00c8 anche possibile che io abbia\nche io abbia somministrato una dose eccessiva di laudano. Ma io stesso considero\nla prima ragione che ho addotto, come il vero motivo per cui dobbiamo\nun fallimento, cos\u00ec come di gioire per un successo.\n\nDopo aver pronunciato queste parole, misi il materiale di scrittura davanti al signor Bruff,\ne gli chiesi se aveva qualche obiezione, prima che ci separassimo per la notte.\nnotte, di redigere e firmare una dichiarazione chiara di ci\u00f2 che aveva visto. Egli\nprese subito la penna e produsse la dichiarazione con la fluente\nfluente prontezza di una mano esperta.\n\n Ti devo questo, mi disse, firmando il foglio, come espiazione per\nper quello che c'\u00e8 stato tra di noi la sera prima. Le chiedo scusa, Mr.\nJennings, per aver dubitato di lei. Lei ha reso a Franklin Blake un\ninestimabile servizio. Nella nostra espressione legale, lei ha dimostrato il suo caso.\n\nLe scuse di Betteredge erano tipiche dell'uomo.\n\n Mr. Jennings, ha detto che quando rilegger\u00e0 _Robinson Crusoe_ (cosa che le consiglio vivamente di fare), si accorger\u00e0 che non si fa mai scrupolo di\nvi consiglio vivamente di farlo), scoprirete che non si fa mai scrupolo di riconoscerlo\ndi riconoscerlo, quando si scopre che ha sbagliato. Vi prego\ndi considerarmi, signore, come se avessi fatto quello che ha fatto Robinson Crusoe, in questa\noccasione.  Con queste parole firm\u00f2 a sua volta il foglio.\n\nIl signor Bruff mi prese da parte, mentre ci alzavamo da tavola.\n\n Una parola sul Diamante, ha detto.  La sua teoria \u00e8 che Franklin\nBlake abbia nascosto la Pietra di Luna nella sua stanza. La mia teoria \u00e8 che la Pietra di Luna\n\u00e8 in possesso dei banchieri del signor Luker a Londra. Non discuteremo\nchi dei due ha ragione. Chiederemo solo chi di noi \u00e8 in grado di mettere alla prova la sua teoria.\nmettere alla prova la sua teoria?\n\n Il test, nel mio caso, ho risposto, \u00e8 stato provato questa sera e ha fallito.\nfallito.\n\n Il test, nel mio caso, ha ripreso il signor Bruff, \u00e8 ancora in fase di\nprocesso. Negli ultimi due giorni ho fatto mettere un orologio al signor Luker in banca.\nLuker in banca; e far\u00f2 in modo che l'orologio continui fino all'ultimo giorno del mese.\ngiorno del mese. So che deve prendere il Diamante da solo, senza che\ndalle mani dei suoi banchieri e sto agendo sulla base della possibilit\u00e0 che la persona che ha\nha dato in pegno il Diamante possa costringerlo a farlo riscattando il pegno.\npegno. In questo caso potrei essere in grado di mettere le mani sulla persona. Se ci riesco\nse ci riuscir\u00f2, chiarir\u00f2 il mistero, proprio nel punto in cui il mistero\nci lascia perplessi! Lo ammette, finora?\n\nL'ho ammesso prontamente.\n\n Torner\u00f2 in citt\u00e0 con il treno del mattino, ha proseguito l'avvocato.  I\nal mio ritorno, potrei sentire che \u00e8 stata fatta una scoperta e potrebbe essere\ndella massima importanza avere Franklin Blake a portata di mano per\na cui appellarmi, se necessario. Ho intenzione di dirgli, non appena si sveglier\u00e0,\nche deve tornare con me a Londra. Dopo tutto quello che \u00e8 successo, posso\nposso confidare nella sua influenza per sostenermi?\n\n Certamente!  Ho detto.\n\nIl signor Bruff mi ha stretto la mano e ha lasciato la stanza. Betteredge lo segu\u00ec\nfuori.\n\nMi avvicinai al divano per guardare Mr. Blake. Non si era mosso da quando l'avevo\nl'avevo steso e rifatto il letto, giaceva chiuso in un sonno profondo e silenzioso.\n\nMentre lo stavo ancora guardando, sentii la porta della camera da letto aprirsi dolcemente.\naperta. Ancora una volta, la signorina Verinder apparve sulla soglia, nel suo\nbel vestito estivo.\n\n Fammi un ultimo favore?  Lascia che lo guardi con te.\n\nNon ho esitato per correttezza, ma solo per il suo riposo notturno.\ndella sua notte di riposo. Si avvicin\u00f2 a me e mi prese la mano.\n\n Non riesco a dormire, non riesco nemmeno a stare seduta, nella mia stanza, disse.  Oh,\nMr. Jennings, se foste al mio posto, pensate solo a quanto vorreste sedervi a guardarlo.\nguardarlo. Dica, s\u00ec! S\u00ec, s\u00ec, s\u00ec!\n\n\u00c8 necessario dire che ho ceduto? Sicuramente no!\n\nSi avvicin\u00f2 con una sedia ai piedi del divano. Lo guard\u00f2 in una silenziosa\nestasi di felicit\u00e0, finch\u00e9 non le salirono le lacrime agli occhi. Si asciug\u00f2 gli occhi\nocchi e disse che sarebbe andata a prendere il suo lavoro. And\u00f2 a prendere il suo lavoro e\ne non ne fece mai un solo punto. Il lavoro le rimase in grembo e non riusc\u00ec nemmeno a\nnon riusciva a distogliere lo sguardo da lui abbastanza a lungo da infilare l'ago. Ho pensato\nalla mia giovinezza; pensai agli occhi gentili che una volta avevano guardato\namore verso di me. Nella tristezza del mio cuore mi rivolsi al mio Diario per avere\nsollievo, e vi scrissi ci\u00f2 che \u00e8 scritto qui.\n\nCos\u00ec abbiamo vegliato insieme in silenzio. Uno di noi era assorto nella sua\nscrittura; l'altro assorto nel suo amore.\n\nOra dopo ora giaceva nel suo sonno profondo. La luce del nuovo giorno cresceva\ne cresceva nella stanza, ma lui non si muoveva mai.\n\nVerso le sei, sentii l'avvertimento che mi diceva che i miei dolori stavano\nstavano tornando. Fui costretta a lasciarla da sola con lui per un\nun po' di tempo. Dissi che sarei andata al piano di sopra a prendere un altro cuscino per\nun altro cuscino dalla sua stanza. Questa volta l'attacco non fu lungo. Dopo poco\npoco tempo riuscii a tornare indietro e a farmi vedere di nuovo da lei.\n\nQuando sono tornato l'ho trovata a capo del divano. Stava solo\nsfiorando la fronte con le labbra. Scossi la testa nel modo pi\u00f9 sobrio possibile e\nsobriamente possibile e le indicai la sedia. Mi guard\u00f2 con un sorriso luminoso e un\nsorriso e con un colore affascinante in viso.  L'avresti fatto tu, sussurr\u00f2, al mio posto!\nsussurr\u00f2, al mio posto!\n\nSono appena le otto. Comincia a muoversi per la prima volta.\n\nLa signorina Verinder \u00e8 inginocchiata ai lati del divano. Si \u00e8 posizionata in modo tale\nche quando gli occhi di lui si aprono per la prima volta, devono aprirsi sul suo volto.\n\nLi lascio insieme?\n\nS\u00ec!\n\nLe undici. La casa \u00e8 di nuovo vuota. Si sono messi d'accordo tra di loro\ntra di loro; sono andati tutti a Londra con il treno delle dieci. Il mio\nbreve sogno di felicit\u00e0 \u00e8 finito. Mi sono risvegliato di nuovo alla\nrealt\u00e0 della mia vita solitaria e senza amici.\n\nNon oso credere di poter scrivere le parole gentili che mi sono state\nmi sono state rivolte, in particolare dalla signorina Verinder e dal signor Blake. Inoltre, \u00e8\ninutile. Quelle parole mi torneranno in mente nelle mie ore di solitudine, e mi\nmi aiuteranno a superare ci\u00f2 che resta della fine della mia vita. Mr. Blake deve\ndi scrivere e di raccontarmi cosa succede a Londra. Miss Verinder torner\u00e0\nVerinder torner\u00e0 nello Yorkshire in autunno (per il suo matrimonio, senza dubbio); e io\ne io mi prender\u00f2 una vacanza e sar\u00f2 ospite in casa. Oh, come mi sono sentita,\nmentre la grata felicit\u00e0 mi guardava dagli occhi e la calda pressione della sua mano mi diceva: \"Questa \u00e8 la mia casa\".\npressione della sua mano diceva: \"Questa \u00e8 opera tua!\n\nI miei poveri pazienti mi aspettano. Di nuovo, stamattina, alla\nvecchia routine! Di nuovo, questa sera, alla terribile alternativa tra\nl'oppio e il dolore!\n\nDio sia lodato per la sua misericordia! Ho visto un po' di sole, ho passato\nun momento felice.\n\n\nQUINTO RACCONTO.\n\nLa storia \u00e8 ripresa da Franklin Blake.\n\n CAPITOLO I\n\nMa poche parole sono necessarie, da parte mia, per completare la narrazione che\n\u00e8 stata presentata nel Diario di Ezra Jennings.\n\nDi me stesso, devo solo dire che mi sono svegliato la mattina del 26, perfettamente ignaro di tutto ci\u00f2 che avevo detto e fatto sotto il\nventiseiesimo, perfettamente ignaro di tutto ci\u00f2 che avevo detto e fatto sotto\nsotto l'influenza dell'oppio, dal momento in cui la droga si \u00e8 impossessata di me per la prima volta, fino a quando ho aperto gli occhi.\ndall'ora in cui la droga si \u00e8 impossessata di me al momento in cui ho aperto gli occhi, nel salotto di Rachel.\nsalotto di Rachel.\n\nDi ci\u00f2 che accadde dopo il mio risveglio, non mi sento chiamato a rendere\nun resoconto dettagliato. Limitandomi solo ai risultati, devo dire che\nche Rachel e io ci capimmo perfettamente, prima che una sola\nuna sola parola di spiegazione da entrambe le parti. Io mi rifiuto di\nspiegare, e Rachel si rifiuta di farlo, la straordinaria rapidit\u00e0\ndella nostra riconciliazione. Signore e signora, ripensate al periodo in cui vi siete\nappassionatamente legati l'uno all'altra e saprete che cosa\ndopo che Ezra Jennings aveva chiuso la porta del salotto, cos\u00ec come lo so io stessa.\ncome lo so io stesso.\n\nNon ho comunque obiezioni ad aggiungere che saremmo stati sicuramente scoperti dalla signora Merridew se non fosse stato per la presenza di Rachel.\nsicuramente scoperti dalla signora Merridew, se non fosse stato per la presenza di Rachel\nmente di Rachel. Sent\u00ec il rumore del vestito della vecchia signora nel corridoio e corse subito incontro a lei.\nHo sentito la signora Merridew dire: \"Cosa c'\u00e8 che non va?\ne ho sentito Rachel rispondere: L'esplosione!  La signora Merridew\nMerridew si lasci\u00f2 immediatamente prendere per un braccio e condurre in giardino, fuori dal\ngiardino, al riparo dalla scossa imminente. Al suo ritorno in casa\ncasa, mi incontr\u00f2 nell'atrio e si disse molto colpita\ndal grande miglioramento della scienza rispetto a quando era una ragazza a scuola.\na scuola.  Le esplosioni, Mr. Blake, sono infinitamente pi\u00f9 leggere di quanto\nerano. Vi assicuro che ho sentito a malapena l'esplosione di Mr. Jennings dal giardino.\ngiardino. E nessun odore in seguito, che io possa rilevare, ora che siamo tornati in casa!\ncasa! Devo davvero scusarmi con il suo amico medico. \u00c8\n\u00e8 doveroso dire che ci \u00e8 riuscito benissimo!\n\nCos\u00ec, dopo aver sconfitto Betteredge e Mr. Bruff, Ezra Jennings ha sconfitto la stessa Mrs.\nha sconfitto la stessa signora Merridew. C'\u00e8 una grande quantit\u00e0 di sentimenti liberali non sviluppati nel mondo!\nsentimento liberale non sviluppato nel mondo, dopo tutto!\n\nA colazione, Mr. Bruff non ha nascosto le ragioni per cui desiderava che lo accompagnassi a Londra con il treno del mattino.\nche lo accompagnassi a Londra con il treno del mattino. L'orologio tenuto\nalla banca, e il risultato che ne sarebbe potuto scaturire, attirarono cos\u00ec irresistibilmente la curiosit\u00e0 di Rachel che decise subito (se Mrs.\nirresistibilmente la curiosit\u00e0 di Rachel, che decise subito (se la signora Merridew non avesse avuto obiezioni).\nMerridew non avesse avuto obiezioni) di accompagnarci in citt\u00e0 in modo da essere\ndi essere a portata di mano delle prime notizie sul nostro operato.\n\nLa signora Merridew si \u00e8 dimostrata tutta duttilit\u00e0 e indulgenza, dopo il modo davvero premuroso in cui si era svolta l'esplosione.\nmodo davvero premuroso in cui si era svolta l'esplosione;\ne Betteredge fu informato che saremmo tornati tutti e quattro insieme con il treno del mattino.\nche saremmo tornati tutti e quattro insieme con il treno del mattino. Mi aspettavo che avrebbe chiesto il permesso di accompagnarci.\nchiesto il permesso di accompagnarci. Ma Rachel aveva saggiamente fornito al suo fedele\nvecchio e fedele servitore con un'occupazione che lo interessava. Era stato\ndi completare l'arredamento della casa ed era troppo preso dalle sue responsabilit\u00e0 domestiche per\ndelle sue responsabilit\u00e0 domestiche per sentire la febbre del detective come\ncome avrebbe potuto sentirla in altre circostanze.\n\nIl nostro unico rammarico, nel recarci a Londra, \u00e8 stato quello di doverci separare, pi\u00f9 bruscamente di quanto avremmo voluto, da Ezra Jennings.\ndi separarci, pi\u00f9 bruscamente di quanto avremmo voluto, da Ezra Jennings.\nEra impossibile convincerlo ad accompagnarci. Potevo solo promettere\ndi scrivergli e Rachel pot\u00e9 solo insistere perch\u00e9 lui venisse a trovarla\nquando sarebbe tornata nello Yorkshire. C'erano tutte le prospettive che ci incontrassimo\ndi incontrarci di nuovo tra qualche mese, eppure c'era qualcosa di molto triste nel vedere\nil nostro migliore e pi\u00f9 caro amico lasciato in piedi da solo sulla banchina, mentre il treno\ntreno usciva dalla stazione.\n\nAl nostro arrivo a Londra, Mr. Bruff fu avvicinato al capolinea da un ragazzino, vestito con una giacca e dei pantaloni di stoffa nera e logora.\nun ragazzino, vestito con una giacca e dei pantaloni di stoffa nera e logora,\ne si distingueva personalmente per la straordinaria prominenza dei suoi occhi.\nocchi. Sporgevano cos\u00ec tanto e si muovevano cos\u00ec allentati che ci si chiedeva con disagio perch\u00e9\nche ci si chiedeva con disagio perch\u00e9 rimanessero nelle loro orbite. Dopo aver\nDopo aver ascoltato il ragazzo, Mr. Bruff chiese alle signore se volevano scusarsi se le accompagnavamo a Portland.\nse volevano scusarci se le avremmo accompagnate a Portland Place. Ebbi appena il tempo\ndi promettere a Rachel che sarei tornata e che le avrei raccontato tutto quello che era\nprima che Mr. Bruff mi prendesse per un braccio e mi facesse salire in fretta su un taxi.\ntaxi. Il ragazzo con gli occhi mal protetti prese posto sulla cabina accanto all'autista.\nIl ragazzo con gli occhi mal protetti prese posto sulla carrozza accanto all'autista, al quale fu ordinato di andare a Lombard Street.\n\n Novit\u00e0 dalla banca?  Chiesi, mentre ci avviavamo.\n\n Notizie del signor Luker, ha detto il signor Bruff.  Un'ora fa \u00e8 stato visto uscire da\ncasa sua a Lambeth, in un taxi, accompagnato da due uomini, che sono stati riconosciuti dai\nriconosciuti dai miei uomini come agenti di polizia in borghese. Se Mr.\nLuker \u00e8 alla base di questa precauzione, la deduzione \u00e8 abbastanza chiara.\ndeduzione \u00e8 abbastanza chiara. Ha intenzione di portare via il Diamante dalla banca.\nbanca.\n\n E noi andiamo in banca per vedere cosa ne viene fuori?\n\n S\u00ec o per sentire cosa ne \u00e8 venuto fuori, se \u00e8 gi\u00e0 tutto finito.\nAvete notato il mio ragazzo sulla scatola?\n\n Ho notato i suoi occhi.\n\nIl signor Bruff rise.  In ufficio chiamano la povera piccola disgraziata Gooseberry\nin ufficio, disse.  Lo assumo per le commissioni e vorrei che i miei impiegati che lo hanno soprannominato\nimpiegati che gli hanno dato un soprannome fossero affidabili come lui.\nlui. Gooseberry \u00e8 uno dei ragazzi pi\u00f9 svegli di Londra, signor Blake, nonostante i suoi occhi.\nnonostante i suoi occhi.\n\nMancavano venti minuti alle cinque quando ci fermammo davanti alla banca di Lombard Street.\nLombard Street. Gooseberry guard\u00f2 con desiderio il suo padrone, quando apr\u00ec\nla porta del taxi.\n\n Vuoi entrare anche tu? chiese gentilmente il signor Bruff.  Entrate, allora,\ne tieniti alle mie calcagna fino a nuovi ordini. \u00c8 veloce come un fulmine,\nprosegu\u00ec il signor Bruff, rivolgendosi a me in un sussurro.  Due parole basteranno con\nGooseberry, mentre con un altro ragazzo ne servirebbero venti.\n\nSiamo entrati in banca. L'ufficio esterno con il lungo bancone, dietro\ndietro il quale sedevano i cassieri era affollato di gente; tutti aspettavano il loro turno per\ndi prelevare o versare denaro, prima che la banca chiudesse alle cinque.\ncinque.\n\nDue uomini tra la folla si sono avvicinati al signor Bruff, non appena si \u00e8 presentato.\nsi \u00e8 presentato.\n\n Bene, chiese l'avvocato.  L'ha visto?\n\n Ci \u00e8 passato davanti mezz'ora fa, signore, ed \u00e8 entrato nell'ufficio interno.\nufficio.\n\n Non \u00e8 ancora uscito di nuovo?\n\n No, signore.\n\nIl signor Bruff si volt\u00f2 verso di me.  Aspettiamo, disse.\n\nCercai tra le persone che mi circondavano i tre indiani. Non si vedeva\ndi loro da nessuna parte. L'unica persona presente con una\ncon una carnagione sensibilmente scura era un uomo alto con un cappotto da pilota e un cappello rotondo, che sembrava un marinaio.\ncappello rotondo, che sembrava un marinaio. Poteva essere uno di loro travestito?\nImpossibile! L'uomo era pi\u00f9 alto di tutti gli indiani; e il suo viso,\ndove non era nascosta da una folta barba nera, era il doppio della larghezza\ndi tutti i loro volti.\n\n Devono avere la loro spia da qualche parte, disse il signor Bruff, guardando a sua volta il\nmarinaio scuro a sua volta.  E potrebbe essere lui l'uomo giusto.\n\nPrima che potesse dire di pi\u00f9, la coda del suo cappotto fu tirata rispettosamente dal suo\nfolletto con gli occhi d'oca. Il signor Bruff guard\u00f2 dove il\nragazzo.  Zitto! disse.  Ecco il signor Luker!\n\nL'usuraio usc\u00ec dall'interno della banca, seguito da due poliziotti in borghese.\ndai suoi due guardiani in borghese.\n\n Tenetelo d'occhio, sussurr\u00f2 il signor Bruff.  Se passa il Diamante\na qualcuno, lo passer\u00e0 qui.\n\nSenza accorgersi di nessuno di noi, il signor Luker si diresse lentamente verso la porta.\nporta, ora nella parte pi\u00f9 folta, ora in quella pi\u00f9 sottile della folla. I\ndistintamente la sua mano mentre passava davanti a un uomo basso e robusto,\nuomo basso e robusto, vestito in modo rispettabile con un sobrio abito grigio. Quell'uomo si \u00e8 un po' allontanato,\ne guard\u00f2 dopo di lui. Il signor Luker avanzava lentamente tra la folla. Alla\nalla porta le sue guardie si misero ai suoi lati. Erano\ntutti e tre seguiti da uno degli uomini del signor Bruff e non li vidi pi\u00f9.\n\nGuardai l'avvocato e poi guardai in modo significativo l'uomo con il\nl'uomo in abito grigio e sobrio.  S\u00ec! sussurr\u00f2 il signor Bruff, l'ho visto anch'io!\nanche io!  Si gir\u00f2, alla ricerca del secondo uomo. Il secondo uomo non era\nnon si vedeva da nessuna parte. Guard\u00f2 dietro di s\u00e9 per cercare il suo folletto accompagnatore.\nGooseberry era scomparso.\n\n Che diavolo significa? disse Mr. Bruff con rabbia.  Entrambi ci hanno\nci hanno abbandonato proprio nel momento in cui ne avevamo pi\u00f9 bisogno.\n\nArriv\u00f2 il turno dell'uomo in abito grigio di sbrigare i suoi\naffari allo sportello. Pag\u00f2 con un assegno, ricevette una ricevuta per\nricevuta e si gir\u00f2 per uscire.\n\n Che cosa si deve fare? chiese il signor Bruff.  Non possiamo degradarci seguendo lui.\nseguirlo.\n\n Io posso!  Ho detto.  Non perderei di vista quell'uomo per diecimila sterline!\nsterline!\n\n In questo caso, replic\u00f2 Mr. Bruff, non vi perderei di vista,\nper il doppio del denaro. Una bella occupazione per un uomo nella mia posizione, mormor\u00f2 tra s\u00e9 e s\u00e9, mentre seguivamo lo sconosciuto fuori dalla banca.\nmormor\u00f2 tra s\u00e9 e s\u00e9, mentre seguivamo lo sconosciuto fuori dalla banca.  Per l'amor del cielo\nPer l'amor del cielo, non ne parli. Sarei rovinato se si sapesse.\n\nL'uomo con l'abito grigio sal\u00ec su un omnibus che andava verso ovest. Noi siamo saliti\ndopo di lui. C'erano ancora riserve latenti di giovinezza nel signor Bruff.\nLo asserisco con certezza: quando prese posto nell'omnibus, arross\u00ec!\narross\u00ec!\n\nL'uomo in abito grigio ferm\u00f2 l'omnibus e scese a Oxford Street.\nStreet. Lo seguimmo di nuovo. \u00c8 entrato in una farmacia.\n\nIl signor Bruff inizi\u00f2.  Il mio chimico! esclam\u00f2.  Temo che abbiamo\ncommesso un errore.\n\nSiamo entrati nel negozio. Mr. Bruff e il proprietario scambiarono qualche parola\nin privato. L'avvocato mi raggiunse di nuovo, con un viso molto triste.\n\n \u00c8 un grande merito, disse, mentre mi prendeva il braccio e mi conduceva fuori.\nche questo \u00e8 un conforto!\n\n Qual \u00e8 il nostro merito?  Ho chiesto.\n\n Mr. Blake! Io e lei siamo i due peggiori investigatori dilettanti che si siano mai\nsi siano mai cimentati in questo mestiere. L'uomo in abito grigio \u00e8 stato\ntrent'anni al servizio della farmacia. \u00c8 stato mandato in banca per versare\ndenaro sul conto del suo padrone e non sa nulla della Pietra di Luna\ndella Pietra di Luna pi\u00f9 di quanto ne sappia un bambino non ancora nato.\n\nHo chiesto cosa si sarebbe fatto dopo.\n\n Tornate nel mio ufficio, disse il signor Bruff.  Gooseberry e il mio secondo uomo\nuomo, hanno evidentemente seguito qualcun altro. Speriamo che _loro_ avessero\nocchi su di loro, in ogni caso!\n\nQuando raggiungemmo Gray Inn Square, il secondo uomo era arrivato l\u00ec\nprima di noi. Stava aspettando da pi\u00f9 di un quarto d'ora.\n\n Bene! chiese il signor Bruff.  Quali sono le sue notizie?\n\n Mi dispiace dire, signore, che ho commesso un errore.\nAvrei potuto giurare di aver visto il signor Luker passare qualcosa a un\nsignore anziano, in un paletot chiaro. L'anziano signore\nrisulta essere un rispettabilissimo mastro ferraio di Eastcheap.\nEastcheap.\n\n Dov'\u00e8 Gooseberry? chiese il signor Bruff con rassegnazione.\n\nL'uomo lo fiss\u00f2.  Non lo so, signore. Non l'ho pi\u00f9 visto da quando\nlasciato la banca.\n\nIl signor Bruff lo conged\u00f2.  Una delle due cose, mi disse.\n O Gooseberry \u00e8 scappato, o sta cacciando per conto suo.\nCosa ne dite di cenare qui, nella possibilit\u00e0 che il ragazzo torni tra un'ora o due?\ntra un'ora o due? Ho del buon vino in cantina, e possiamo\ne possiamo prendere una braciola alla caffetteria.\n\nAbbiamo cenato nelle stanze del signor Bruff. Prima che la tovaglia venisse tolta, fu annunciata una\nuna persona che voleva parlare con l'avvocato. La persona era\nGooseberry? No: solo l'uomo che era stato assunto per seguire il signor Luker\nLuker quando aveva lasciato la banca.\n\nIl rapporto, in questo caso, non presentava alcun elemento di minimo interesse.\ninteresse. Il signor Luker era tornato a casa sua e l\u00ec aveva\naveva congedato la sua guardia. In seguito non era pi\u00f9 uscito. Verso il\nverso il tramonto, le persiane erano state alzate e le porte erano state sprangate. La strada\nstrada davanti alla casa e il vicolo dietro la casa erano stati\nattentamente sorvegliati. Nessun segno degli indiani era stato visibile. Nessuna persona\npersona era stata vista aggirarsi nei pressi della casa. Dopo aver dichiarato\nfatti, l'uomo attese di sapere se ci fossero altri ordini.\nordini. Il signor Bruff lo conged\u00f2 per la notte.\n\n Pensi che il signor Luker abbia portato a casa la Pietra di Luna?  I\nchiesto.\n\n Non lui, disse il signor Bruff.  Non avrebbe mai licenziato i suoi due\npoliziotti, se avesse corso il rischio di tenere ancora il Diamante in casa sua.\ncasa sua.\n\nAbbiamo aspettato il ragazzo per un'altra mezz'ora, ma invano. Era\nBruff di andare a Hampstead e io di tornare da Rachel a Portland Place.\nRachel a Portland Place. Lasciai il mio biglietto da visita, affidato al portiere della\ncon una riga scritta sopra per dire che sarei stata al mio alloggio alle dieci e mezza.\nalloggio alle dieci e mezza di quella sera. Il biglietto doveva essere dato al\nragazzo, se fosse tornato.\n\nAlcuni uomini hanno l'abilit\u00e0 di rispettare gli appuntamenti, altri hanno l'abilit\u00e0 di\ndi mancare agli appuntamenti. Io sono uno degli altri uomini. A ci\u00f2 si aggiunga che ho\nche ho passato la serata a Portland Place, sulla stessa poltrona con Rachel, in una stanza\nin una stanza lunga quaranta piedi, con la signora Merridew in fondo.\nC'\u00e8 da meravigliarsi se sono tornato a casa alle dodici e mezza invece che alle dieci e mezza?\ndieci? Come deve essere completamente senza cuore quella persona! E quanto\nspero vivamente di non fare mai la sua conoscenza!\n\nIl mio servitore mi ha consegnato un pezzo di carta quando mi ha fatto entrare.\n\nLeggo, in una nitida calligrafia legale, queste parole Se non vi dispiace, signore, mi sta venendo sonno.\nsto prendendo sonno. Torner\u00f2 domani mattina, tra le nove e le dieci.\ndieci.  Le indagini dimostrarono che a chiamare era stato un ragazzo dagli occhi straordinari,\naveva chiamato, aveva presentato il mio biglietto e il mio messaggio, aveva aspettato un'ora, non aveva fatto altro che addormentarsi e svegliarsi.\naveva aspettato un'ora, non aveva fatto altro che addormentarsi e svegliarsi di nuovo, aveva scritto una riga per me e se n'era andato a casa dopo aver fatto una brutta fine.\ne se n'era andato a casa dopo aver informato seriamente il servitore che non era in grado di\nche non sarebbe stato in grado di fare nulla se non avesse riposato la notte.\n\nAlle nove del mattino successivo ero pronto per la mia visita. Alle nove e mezza\nnove, sentii dei passi fuori dalla mia porta.  Entra, Gooseberry!  Ho chiamato\nfuori.  Grazie, signore, rispose una voce grave e malinconica. La porta\nsi apr\u00ec. Mi alzai in piedi e mi trovai di fronte al sergente Cuff!\n\n Ho pensato di dare un'occhiata qui, Mr. Blake, per sapere se lei \u00e8 in citt\u00e0, prima di scrivere allo Yorkshire.\nin citt\u00e0, prima di scrivere allo Yorkshire\", disse il sergente.\n\nEra cupo e magro come sempre. I suoi occhi non avevano perso il loro vecchio\ntrucco (cos\u00ec sottilmente notato nella Narrativa di Betteredge) di guardare come se\ncome se si aspettassero da te qualcosa di pi\u00f9 di quanto tu stesso fossi consapevole.\nMa, per quanto l'abbigliamento possa alterare un uomo, il grande Cuff era cambiato al di l\u00e0 di ogni riconoscimento.\ndi ogni riconoscimento. Indossava un cappello bianco a tesa larga, una giacca da tiro leggera, pantaloni\ngiacca leggera da tiro, pantaloni bianchi e ghette color dracme. Portava un robusto bastone di quercia.\nIl suo scopo e il suo obiettivo sembravano essere quelli di apparire come se avesse vissuto in campagna per tutta la vita.\ncampagna per tutta la vita. Quando gli feci i complimenti per la sua Metamorfosi, rifiut\u00f2 di prenderli come uno scherzo.\nnon volle prenderlo come uno scherzo. Si lamentava, in modo piuttosto serio, dei rumori e degli odori di Londra.\nrumori e degli odori di Londra. Dichiaro di essere tutt'altro che sicuro che\nche non parlasse con un accento leggermente rustico! Gli ho offerto la colazione.\nL'innocente compaesano rimase alquanto scioccato. La sua ora di colazione era\nsei e mezza e _lui_ andava a letto con i galli e le galline!\n\n Sono tornato dall'Irlanda solo ieri sera, disse il Sergente, tornando all'oggetto pratico della sua visita.\nall'oggetto pratico della sua visita, nel suo modo impenetrabile.\nmodo impenetrabile.  Prima di andare a letto, ho letto la sua lettera, in cui mi raccontava ci\u00f2 che \u00e8 successo\nche mi racconta cosa \u00e8 successo da quando la mia inchiesta sul Diamante \u00e8 stata sospesa l'anno scorso.\nDa parte mia c'\u00e8 solo una cosa da dire sulla questione. I\nho completamente frainteso il mio caso. Come pu\u00f2 un uomo vivente aver visto le cose\nnella loro vera luce, in una situazione come la mia all'epoca, non pretendo di saperlo.\nnon pretendo di saperlo. Ma questo non cambia i fatti cos\u00ec come sono.\nRiconosco di aver combinato un pasticcio. Non \u00e8 il primo pasticcio, Mr. Blake, che ha contraddistinto la mia carriera professionale!\nche ha contraddistinto la mia carriera professionale! \u00c8 solo nei libri che gli\nagenti della forza investigativa sono superiori alla debolezza di fare\nun errore.\n\n Siete arrivati in tempo per recuperare la vostra reputazione\", ho detto.\n\n Chiedo scusa, Mr. Blake, rispose il sergente.  Ora che mi sono\nritirato dagli affari, non mi importa nulla della mia reputazione. Ho\nfatto a meno della mia reputazione, grazie a Dio! Sono qui, signore, in riconoscente\nricordo della liberalit\u00e0 della defunta Lady Verinder nei miei confronti. Torner\u00f2\ntorner\u00f2 al mio vecchio lavoro se mi vorrete, e se vi fiderete di me per questa\nconsiderazione e su nessun'altra. Non un centesimo di denaro deve passare, se\nse volete, da voi a me. \u00c8 una questione d'onore. Ora ditemi, Mr. Blake,\ncome stanno le cose da quando mi avete scritto l'ultima volta.\n\nGli raccontai dell'esperimento con l'oppio e di ci\u00f2 che era accaduto in seguito nella banca di Lombard Street.\nalla banca di Lombard Street. Fu molto colpito dall'esperimento\nesperimento, era qualcosa di completamente nuovo nella sua esperienza. E si interess\u00f2\nparticolarmente interessato alla teoria di Ezra Jennings, relativa a quanto\ndi Ezra Jennings, relativa a ci\u00f2 che avevo fatto con il Diamante, dopo aver lasciato il salotto di Rachel, la sera del compleanno.\nsalotto di Rachel, la sera del compleanno.\n\n Non sono d'accordo con il signor Jennings che lei abbia nascosto la Pietra di Luna, disse il sergente Cuff.\nSergente Cuff.  Ma sono d'accordo con lui, che sicuramente l'avete\nportato nella sua stanza.\n\n Ebbene?  Ho chiesto.  E poi cosa \u00e8 successo?\n\n Non sospetta lei stesso di quello che \u00e8 successo, signore?\n\n Nessuna.\n\n Il signor Bruff non ha sospetti?\n\n Non pi\u00f9 di quanto abbia fatto io.\n\nIl sergente Cuff si alz\u00f2 e and\u00f2 al mio tavolo da lavoro. Torn\u00f2 con una\nbusta sigillata. Era contrassegnata dalla dicitura Private; era indirizzata a me; e\naveva la firma del sergente in un angolo.\n\n Ho sospettato la persona sbagliata, l'anno scorso, ha detto: e forse sto sospettando la persona sbagliata ora.\nsospettare della persona sbagliata ora. Aspetti ad aprire la busta, Mr. Blake,\nfinch\u00e9 non avr\u00e0 scoperto la verit\u00e0. E poi confrontate il nome del colpevole\ncolpevole con il nome che ho scritto in quella lettera sigillata.\n\nMisi la lettera in tasca e poi chiesi l'opinione del sergente sulle misure che avevamo preso in banca.\nsergente sulle misure che avevamo preso in banca.\n\n Molto bene, signore, rispose, e la cosa pi\u00f9 giusta da fare.\nfare. Ma c'era un'altra persona di cui ci si sarebbe dovuti occupare\noltre al signor Luker.\n\n La persona indicata nella lettera che mi ha appena consegnato?\n\n S\u00ec, Mr. Blake, la persona nominata nella lettera. Non si pu\u00f2 fare a meno\nora. Avr\u00f2 qualcosa da proporre a voi e a Mr. Bruff, signore, quando\nquando sar\u00e0 il momento. Aspettiamo, prima, e vediamo se il ragazzo ha qualcosa da dirci\nda dirci che valga la pena di ascoltare.\n\nErano quasi le dieci e il ragazzo non era ancora apparso.\nIl sergente Cuff parl\u00f2 di altre questioni. Chiese del suo vecchio amico\nBetteredge e del suo vecchio nemico, il giardiniere. In un minuto in pi\u00f9, avrebbe\nsenza dubbio sarebbe passato da questo all'argomento delle sue rose preferite, se il mio servitore non ci avesse interrotto.\nse il mio servitore non ci avesse interrotto annunciando che il ragazzo era di sotto.\n\nQuando fu portata nella stanza, Gooseberry si ferm\u00f2 sulla soglia della\ndella porta e guard\u00f2 con diffidenza l'estraneo che era in mia compagnia.\ncompagnia. Dissi al ragazzo di venire da me.\n\n Potete parlare davanti a questo signore, ho detto.  \u00c8 qui per assistermi\ne sa tutto quello che \u00e8 successo. Sergente Cuff, aggiunsi, questo\n\u00e8 il ragazzo dell'ufficio del signor Bruff.\n\nNel nostro moderno sistema di civilt\u00e0, la celebrit\u00e0 (non importa di che tipo) \u00e8 la leva che muove tutto.\ntipo) \u00e8 la leva che muove qualsiasi cosa. La fama del grande Cuff\naveva raggiunto anche le orecchie del piccolo Gooseberry. Gli occhi mal fissati del ragazzo\nocchi mal fissati del ragazzo, quando nominai l'illustre nome, fino a farmi pensare che\nche dovessero davvero cadere sul tappeto.\n\n Vieni qui, ragazzo mio, disse il sergente, e sentiamo che cosa hai\nda dirci.\n\nL'immagine del grande uomo, eroe di molte storie famose, in ogni studio di avvocati di Londra, affascinava il ragazzo.\ndi ogni studio legale di Londra sembr\u00f2 affascinare il ragazzo. Si mise\ndi fronte al sergente Cuff e mise le mani dietro di s\u00e9, secondo il modo\nl'approvata moda di un neofita che viene esaminato nel suo catechismo.\n\n Come ti chiami? disse il sergente, iniziando con la prima domanda del catechismo.\ndomanda del catechismo.\n\n Octavius Guy, rispose il ragazzo.  In ufficio mi chiamano Gooseberry\nufficio per via dei miei occhi.\n\n Octavius Guy, altrimenti Gooseberry, prosegu\u00ec il sergente, con la massima gravit\u00e0.\ncon la massima seriet\u00e0, \u00e8 mancato ieri in banca. Cosa stavi\nper cui?\n\n Se permette, signore, stavo seguendo un uomo.\n\n Chi era?\n\n Un uomo alto, signore, con una grande barba nera, vestito come un marinaio.\n\n Mi ricordo di quell'uomo!  Ho fatto irruzione.  Io e il signor Bruff pensavamo che fosse una spia\nalle dipendenze degli indiani.\n\nIl sergente Cuff non sembrava molto colpito da ci\u00f2 che il signor Bruff e io avevamo pensato.\nBruff e da me. Continu\u00f2 a catechizzare Gooseberry.\n\n Ebbene? disse, e perch\u00e9 hai seguito il marinaio?\n\n Se permette, signore, il signor Bruff voleva sapere se il signor Luker ha passato\na qualcuno mentre usciva dalla banca. Ho visto il signor Luker passare\nqualcosa al marinaio con la barba nera.\n\n Perch\u00e9 non ha detto al signor Bruff quello che ha visto?\n\n Non ho avuto il tempo di dirlo a nessuno, signore, il marinaio \u00e8 uscito in tutta fretta.\nfretta.\n\n E sei corso dietro a lui, eh?\n\n S\u00ec, signore.\n\n Gooseberry, disse il Sergente, accarezzandogli la testa, hai qualcosa in quel piccolo cranio\nqualcosa in quel tuo piccolo cranio e non \u00e8 lana di cotone. Sono molto\nmolto soddisfatto di te, finora.\n\nIl ragazzo arross\u00ec di piacere. Il sergente Cuff continu\u00f2.\n\n Ebbene? E cosa fece il marinaio, quando entr\u00f2 in strada?\n\n Ha chiamato un taxi, signore.\n\n E cosa hai fatto?\n\n Tenetevi dietro e correte all'inseguimento.\n\nPrima che il Sergente potesse formulare la domanda successiva, fu annunciato un altro visitatore, l'impiegato capo dell'ufficio del signor Bruff.\nannunciato un altro visitatore, l'impiegato capo dell'ufficio del signor Bruff.\n\nSentendo l'importanza di non interrompere l'esame del ragazzo da parte del sergente Cuff\ndel ragazzo, ricevetti l'impiegato in un'altra stanza. Era venuto con cattive notizie\ndel suo datore di lavoro. L'agitazione e l'eccitazione degli ultimi due giorni si erano rivelate troppo\nsi erano rivelate eccessive per il signor Bruff. Si era svegliato quella mattina con un attacco di\ndi gotta; era stato confinato nella sua stanza a Hampstead e, nell'attuale condizione critica dei nostri affari, era molto\ncondizioni critiche dei nostri affari, si sentiva molto a disagio per essere\ncostretto a lasciarmi senza il consiglio e l'assistenza di una persona esperta.\npersona esperta. L'impiegato capo aveva ricevuto l'ordine di mettersi a disposizione\na mia disposizione ed era disposto a fare del suo meglio per sostituire il signor Bruff.\n\nScrissi subito per tranquillizzare il vecchio signore, raccontandogli della visita del sergente Cuff.\nSergente Cuff, aggiungendo che Gooseberry era in quel momento sotto esame e promettendo di informare Mr.\ne promettendo di informare Mr. Bruff, di persona o per lettera, di tutto quello che\nper lettera, di qualsiasi cosa potesse accadere nel corso della giornata. Avendo spedito\nil commesso a Hampstead con il mio biglietto, tornai nella stanza che avevo lasciato e trovai il sergente Cuff al suo posto.\ne trovai il sergente Cuff al camino, nell'atto di suonare il campanello.\nil campanello.\n\n Chiedo scusa, Mr. Blake, disse il sergente.  Stavo giusto per\ndi far sapere al vostro servitore che volevo parlarvi. Non c'\u00e8 dubbio che questo\ndubbio che questo ragazzo, questo ragazzo molto meritevole, aggiunse il sergente, dando una pacca a Gooseberry.\nSergente, dando una pacca sulla testa a Gooseberry, ha seguito l'uomo giusto.\nSi \u00e8 perso del tempo prezioso, signore, perch\u00e9 purtroppo non \u00e8 tornato a casa alle dieci e mezza di ieri sera.\na casa alle dieci e mezza di ieri sera. L'unica cosa da fare, adesso, \u00e8\nchiamare immediatamente un taxi.\n\nIn altri cinque minuti, il Sergente Cuff e io (con Gooseberry sulla scatola\nper guidare l'autista) eravamo in viaggio verso est, in direzione della citt\u00e0.\n\n Uno di questi giorni, disse il sergente, indicando attraverso il finestrino anteriore della cabina, quel ragazzo far\u00e0 grandi cose\nquel ragazzo far\u00e0 grandi cose nella mia professione.\nprofessione. \u00c8 il ragazzo pi\u00f9 brillante e intelligente che abbia mai incontrato\nche abbia mai incontrato da molti anni a questa parte. Ascolterete la sostanza, Mr.\nBlake, di ci\u00f2 che mi ha detto mentre lei era fuori dalla stanza. Eravate\nquando ha detto di essersi tenuto dietro il taxi e di averlo rincorso?\ne l'ha inseguito?\n\n S\u00ec.\n\n Beh, signore, il taxi andava da Lombard Street al Tower Wharf. Il\nmarinaio con la barba nera scese e parl\u00f2 con l'amministratore del battello a vapore Rotterdam, che sarebbe partito la mattina seguente.\nRotterdam, che sarebbe partito l'indomani mattina. Chiese se poteva\ndi salire subito a bordo e di dormire nella sua cuccetta per tutta la notte.\nper tutta la notte. Lo steward rispose: \"No. Le cabine, le cuccette e la biancheria da letto\ndi pulizia quella sera e nessun passeggero poteva salire a bordo.\nnessun passeggero poteva salire a bordo prima di domattina. Il marinaio\nsi volt\u00f2 e lasci\u00f2 il molo. Quando torn\u00f2 in strada,\nil ragazzo not\u00f2 per la prima volta un uomo vestito come un rispettabile\nmeccanico, che camminava sul lato opposto della strada, e apparentemente\nil marinaio. Il marinaio si ferm\u00f2 a una trattoria nelle vicinanze ed entr\u00f2.\nnelle vicinanze ed entr\u00f2. Il ragazzo, non riuscendo a decidersi\ndecidere, al momento si aggirava tra gli altri ragazzi, fissando le\nle belle cose nella vetrina della trattoria. Not\u00f2 il meccanico\nmeccanico che aspettava, mentre lui stesso aspettava, ma ancora sul lato opposto della strada.\nstrada. Dopo un minuto, un taxi pass\u00f2 lentamente e si ferm\u00f2 dove si trovava il meccanico.\nmeccanico. Il ragazzo riusc\u00ec a vedere chiaramente solo una persona nel\nche si sporgeva dal finestrino per parlare con il meccanico. Egli\nsenza alcuna sollecitazione da parte mia, descrisse quella persona, Mr.\naveva un viso scuro, come quello di un indiano.\n\nOrmai era chiaro che io e il signor Bruff avevamo fatto un altro\nerrore. Il marinaio con la barba nera non era chiaramente una spia al servizio della cospirazione indiana.\nal servizio della cospirazione indiana. Era forse lui, per caso, l'uomo\nche aveva ottenuto il Diamante?\n\n Dopo un po', prosegu\u00ec il Sergente, il taxi si avvi\u00f2 lentamente lungo la\nstrada. Il meccanico attravers\u00f2 la strada ed entr\u00f2 nella\nristorante. Il ragazzo aspett\u00f2 fuori finch\u00e9 non ebbe fame e fu stanco e poi\npoi entr\u00f2 a sua volta nella trattoria. Aveva uno scellino in tasca\nin tasca; e cen\u00f2 sontuosamente, mi dice, con un sanguinaccio, una torta all'anguilla e una bottiglia.\nun pasticcio di anguilla e una bottiglia di birra allo zenzero. Cosa non pu\u00f2 digerire un ragazzo? La\nsostanza in questione non \u00e8 mai stata trovata.\n\n Cosa ha visto nella trattoria?  Ho chiesto.\n\n Beh, Mr. Blake, ha visto il marinaio leggere il giornale a un tavolo,\ne il meccanico che leggeva il giornale a un altro. Era l'imbrunire prima che\nil marinaio si alzasse e lasciasse il locale. Si guard\u00f2 intorno con sospetto\nquando usc\u00ec in strada. Il ragazzo, essendo un ragazzo, pass\u00f2\ninosservato. Il meccanico non era ancora uscito. Il marinaio camminava,\nguardando intorno a s\u00e9 e apparentemente non era molto sicuro di dove sarebbe\ndi dove sarebbe andato dopo. Il meccanico apparve di nuovo, sul lato opposto della strada.\nstrada. Il marinaio prosegu\u00ec fino a Shore Lane, che conduceva a Lower Thames Street.\nLower Thames Street. L\u00ec si ferm\u00f2 davanti a un pub, sotto l'insegna\ninsegna \"La Ruota della Fortuna\" e, dopo aver esaminato il locale all'esterno,\nentr\u00f2. Entr\u00f2 anche Gooseberry. C'erano molte persone, per lo pi\u00f9\ndi persone rispettabili, al bar.  La Ruota della Fortuna \u00e8 una casa molto\ncasa rispettabile, Mr. Blake; famosa per il suo porter e i suoi pasticci di maiale.\n\nLe digressioni del sergente mi irritarono. Lui se ne accorse e si limit\u00f2\npi\u00f9 strettamente alle prove di Gooseberry quando continu\u00f2.\n\n Il marinaio, riprese, chiese se poteva avere un letto. Il padrone di casa\nNo, erano pieni.  La barista lo ha corretto e ha detto che il numero\nDieci era vuoto.  Fu chiamato un cameriere per accompagnare il marinaio al numero dieci.\nPoco prima, Gooseberry aveva notato il meccanico tra le persone al bar.\nal bar. Prima che il cameriere rispondesse alla chiamata, il meccanico si era\nera sparito. Il marinaio fu portato nella sua stanza. Non sapendo cosa fare\nnon sapendo cosa fare, Gooseberry ebbe la saggezza di aspettare e vedere se fosse successo qualcosa.\nQualcosa accadde. Fu chiamato il padrone di casa. Si sentirono voci arrabbiate\nvoci arrabbiate al piano di sopra. Il meccanico fece improvvisamente la sua apparizione,\ne mostrava, con grande sorpresa di Gooseberry, tutti i segni e i sintomi dell'ubriachezza.\nsorpresa, tutti i segni e i segnali dell'ubriachezza. Il padrone di casa lo spinse\nil padrone di casa lo spinse fuori dalla porta e lo minacci\u00f2 di denunciarlo alla polizia se fosse tornato.\nse fosse tornato. Dall'alterco tra i due, mentre ci\u00f2 accadeva, emerse che l'uomo era stato scoperto\nche l'uomo era stato scoperto al numero dieci e aveva dichiarato con\ne aveva dichiarato con ostinazione da ubriaco di aver preso la stanza. Uvaspina\nfu talmente colpito da questa improvvisa ubriachezza di una persona precedentemente sobria,\nche non riusc\u00ec a trattenersi dal correre in strada dietro al meccanico.\nFinch\u00e9 fu in vista del locale, l'uomo si agit\u00f2 nel modo pi\u00f9 vergognoso.\nmodo pi\u00f9 vergognoso. Nel momento in cui gir\u00f2 l'angolo della\nstrada, recuper\u00f2 immediatamente l'equilibrio e divenne un membro della societ\u00e0 pi\u00f9 sobrio\nsobrio che si possa desiderare di vedere. Gooseberry torn\u00f2 a\n La Ruota della Fortuna in uno stato d'animo molto sconcertato. Aspett\u00f2\ndi nuovo, nella speranza che accadesse qualcosa. Non accadde nulla;\ne del marinaio non si seppe pi\u00f9 nulla, n\u00e9 si vide. Uvaspina\ndecise di tornare in ufficio. Proprio mentre era giunto a questa\nconclusione, chi apparve, sul lato opposto della strada come al solito, se non il meccanico!\ncome al solito, il meccanico! Guard\u00f2 una finestra in particolare, in cima al\nfinestra in alto del locale, l'unica ad avere una luce.\nluce. La luce sembr\u00f2 alleggerirgli la mente. Lasci\u00f2 subito il locale.\nIl ragazzo torn\u00f2 a Gray Inn, prese il suo biglietto da visita e il suo messaggio.\nmessaggio, chiam\u00f2 e non vi trov\u00f2. Ecco la situazione del caso, Mr.\ncaso, Mr. Blake, come si presenta al momento.\n\n Qual \u00e8 la sua opinione sul caso, sergente?\n\n Credo che sia una cosa seria, signore. A giudicare da quello che ha visto il ragazzo, gli indiani\nsono coinvolti, tanto per cominciare.\n\n Si. E il marinaio \u00e8 evidentemente la persona a cui il signor Luker ha passato\nil Diamante. Sembra strano che il signor Bruff, e io, e l'uomo alle dipendenze del signor Bruff, ci siamo tutti sbagliati su chi fosse la persona a cui il signor Luker ha passato il Diamante.\nBruff, e io, e l'uomo alle dipendenze del signor Bruff.\npersona.\n\n Niente affatto, Mr. Blake. Considerando il rischio che quella persona ha corso, \u00e8 abbastanza\n\u00e8 abbastanza probabile che il signor Luker l'abbia fuorviata di proposito, in base a precedenti\naccordo tra loro.\n\n Ha capito il procedimento del locale?  Ho chiesto.  L'uomo\nuomo vestito da meccanico agiva ovviamente alle dipendenze degli indiani.\nindiani. Ma sono perplesso quanto lo stesso Gooseberry nel spiegare la sua improvvisa\ndi ubriachezza quanto lo stesso Gooseberry.\n\n Credo di poter ipotizzare cosa significhi, signore, disse il sergente.\n Se riflettete, vedrete che quell'uomo deve aver avuto delle\nistruzioni piuttosto severe da parte degli indiani. Erano troppo\nper rischiare di essere visti in banca o nel locale in cui erano obbligati a fidarsi.\nin un locale pubblico erano costretti ad affidare tutto al loro vice.\nMolto bene. Il loro vice sente un certo numero di telefono nel pub\nnumero, come il numero della stanza che il marinaio deve avere per la notte.\nper la notte, che \u00e8 anche la stanza (a meno che la nostra idea non sia sbagliata)\nche il Diamante deve avere per la notte. In queste\ncircostanze, gli indiani, potete crederci, avrebbero insistito per avere\nuna descrizione della stanza, della sua posizione all'interno della casa, della sua\ndella sua posizione nella casa, della sua possibilit\u00e0 di essere avvicinata dall'esterno e cos\u00ec via. Cosa doveva fare\ncosa doveva fare l'uomo, con ordini del genere? Proprio quello che fece! Corse\ndi sopra per dare un'occhiata alla stanza, prima che il marinaio vi venisse portato\nprima che il marinaio venisse portato nella stanza. Lo trov\u00f2 l\u00ec a fare le sue osservazioni e si vergogn\u00f2 di essere ubriaco,\ncome il modo pi\u00f9 semplice per uscire dalla difficolt\u00e0. \u00c8 cos\u00ec che ho letto\nl'indovinello. Dopo essere stato allontanato dal locale, probabilmente si \u00e8\nprobabilmente si \u00e8 recato con il suo rapporto nel luogo in cui i suoi datori di lavoro lo stavano aspettando.\ndove i suoi datori di lavoro lo stavano aspettando. E i suoi datori di lavoro, senza dubbio, lo rimandarono indietro per assicurarsi che il\nche il marinaio si fosse davvero sistemato nel locale fino al mattino successivo. Per quanto\ncosa \u00e8 successo alla Ruota della Fortuna, dopo che il ragazzo se n'\u00e8 andato, avremmo dovuto scoprirlo ieri sera.\navremmo dovuto scoprirlo ieri sera. Sono le undici del mattino,\nora. Dobbiamo sperare nel meglio e scoprire quello che possiamo.\n\nDopo un quarto d'ora il taxi si ferm\u00f2 a Shore Lane e Gooseberry apr\u00ec la porta per farci scendere.\nGooseberry apr\u00ec la porta per farci scendere.\n\n Tutto bene? chiese il sergente.\n\n Va bene, rispose il ragazzo.\n\nNel momento in cui entrammo alla Ruota della Fortuna fu chiaro anche ai miei occhi inesperti che c'era qualcosa di sbagliato nella casa.\nocchi inesperti che c'era qualcosa di sbagliato nella casa.\n\nL'unica persona dietro il bancone dove venivano serviti i liquori,\nera una serva disorientata, perfettamente all'oscuro di tutto. Uno o due clienti\nuno o due clienti, che aspettavano il loro drink mattutino, battevano\nimpazientemente sul bancone con i loro soldi. La barista apparve dalle\ndall'interno del salone, eccitata e preoccupata. Rispondeva\nSergente Cuff alla richiesta del padrone di casa, dicendogli bruscamente che il suo padrone era al piano di sopra e che era\nche il suo padrone era di sopra e che non doveva essere disturbato da nessuno.\n\n Venga con me, signore, disse il sergente Cuff, dirigendo con freddezza la strada\ndi sopra e facendo cenno al ragazzo di seguirlo.\n\nLa barista chiam\u00f2 il suo padrone e lo avvert\u00ec che degli estranei si stavano\nintrusi in casa. Al primo piano siamo stati\nal primo piano siamo stati raggiunti dal padrone di casa, che si affrettava a scendere, in uno stato di forte irritazione\nirritato, per vedere cosa fosse successo.\n\n Chi diavolo sei? E cosa vuoi qui? chiese.\n\n Mantenete la calma, disse il sergente, a bassa voce.  Le dir\u00f2 chi sono\nper cominciare. Sono il sergente Cuff.\n\nIl nome illustre produsse immediatamente il suo effetto. Il padrone di casa, arrabbiato\nspalanc\u00f2 la porta di un salotto e chiese scusa al sergente.\n\n Sono infastidito e fuori luogo, signore, questa \u00e8 la verit\u00e0\", disse.\n Stamattina \u00e8 successo qualcosa di spiacevole in casa. Un uomo che fa parte del mio\nmio modo di fare affari ha molto da ridire, sergente Cuff.\n\n Non c'\u00e8 dubbio, disse il sergente.  Verr\u00f2 subito, se me lo permettete\nse me lo permettete, a cosa ci porta qui. Questo signore e io vogliamo disturbarla\ndi alcune richieste di informazioni su una questione che interessa entrambi.\n\n A cosa si riferisce, signore? chiese il padrone di casa.\n\n Riguardo a un uomo scuro, vestito come un marinaio, che ha dormito qui la scorsa\nnotte.\n\n Buon Dio! \u00c8 l'uomo che sta sconvolgendo l'intera casa in questo momento!\nesclam\u00f2 il padrone di casa.  Voi, o questo signore, sapete qualcosa\nqualcosa su di lui?\n\n Non possiamo esserne certi finch\u00e9 non lo vediamo, rispose il sergente.\n\n Lo vedi? fece eco il padrone di casa.  \u00c8 l'unica cosa che nessuno \u00e8\nnessuno \u00e8 riuscito a fare dalle sette di questa mattina. A quell'ora\nquando ha lasciato detto, ieri sera, che sarebbe stato chiamato. \u00c8 stato\nchiamato e non ha risposto, n\u00e9 ha aperto la porta per vedere cosa fosse successo.\nporta per vedere cosa c'\u00e8 che non va. Hanno riprovato alle otto e alle nove.\nalle otto e alle nove. Ma non c'\u00e8 stato nulla da fare! La porta era ancora chiusa e non si sentiva un\nsuono nella stanza! Sono stato fuori stamattina e sono tornato solo\nsono tornata solo un quarto d'ora fa. Ho martellato alla porta\ne tutto senza alcun risultato. Il vasaio \u00e8 andato a chiamare un falegname.\nSe potete aspettare qualche minuto, signori, faremo aprire la porta,\ne vedremo cosa significa.\n\n L'uomo era ubriaco ieri sera? chiese il sergente Cuff.\n\n Perfettamente sobrio, signore, altrimenti non l'avrei mai lasciato dormire in casa mia.\n\n Ha pagato in anticipo il letto?\n\n No.\n\n Poteva lasciare la stanza in qualche modo, senza uscire dalla porta?\n\n La stanza \u00e8 una soffitta, disse il padrone di casa.  Ma c'\u00e8 una botola nel\nsoffitto, che d\u00e0 sul tetto e, un po' pi\u00f9 in basso nella\nstrada, c'\u00e8 una casa vuota in riparazione. Pensate, sergente,\nche il furfante se ne sia andato in questo modo, senza pagare?\n\n Un marinaio, disse il sergente Cuff, avrebbe potuto farlo la mattina presto, prima che la strada\nmattina, prima che la strada fosse sveglia. Sarebbe stato abituato ad arrampicarsi e\nla testa non gli sarebbe venuta meno sui tetti delle case.\n\nMentre parlava, fu annunciato l'arrivo del falegname. Andammo tutti\ndi sopra, subito, al piano superiore. Notai che il sergente era\ninsolitamente serio, anche per lui. Mi sembr\u00f2 anche strano che avesse detto al ragazzo\nal ragazzo (dopo averlo precedentemente incoraggiato a seguirci), di aspettare\nnella stanza sottostante finch\u00e9 non fossimo scesi di nuovo.\n\nIl martello e lo scalpello del falegname hanno eliminato la resistenza della porta in pochi minuti.\nporta in pochi minuti. Ma alcuni mobili erano stati posizionati\nall'interno, come barricata. Spingendo sulla porta, abbiamo spinto questo ostacolo\nl'ostacolo e cos\u00ec ottenemmo l'ingresso nella stanza. Il padrone di casa\nIl padrone di casa entr\u00f2 per primo, il sergente per secondo e io per terzo. Le altre persone\npresenti ci seguirono.\n\nGuardammo tutti verso il letto e ci mettemmo in moto.\n\nL'uomo non era uscito dalla stanza. Era sdraiato, vestito, sul letto con un cuscino bianco sul\ncuscino bianco sul viso, che lo nascondeva completamente alla vista.\n\n Che cosa significa? disse il padrone di casa, indicando il cuscino.\n\nIl sergente Cuff si diresse verso il letto, senza rispondere, e rimosse il cuscino.\nil cuscino.\n\nIl volto bruno dell'uomo era placido e immobile; i capelli e la barba neri erano leggermente, molto leggermente, scomposti.\ncapelli e la barba neri erano leggermente, molto leggermente, scomposti. I suoi occhi fissavano spalancati\nspalancati, vitrei e vacui, verso il soffitto. L'aspetto limaccioso e l'espressione fissa\nespressione fissa mi fecero orrore. Mi voltai e andai alla finestra aperta.\nfinestra aperta. Gli altri rimasero, come il sergente Cuff, sul letto.\nletto.\n\n \u00c8 in preda a una crisi di nervi!  Ho sentito il padrone di casa dire.\n\n \u00c8 morto, rispose il sergente.  Mandate a chiamare il medico pi\u00f9 vicino e\nla polizia.\n\nIl cameriere fu inviato per entrambe le commissioni. Uno strano fascino\nsembrava trattenere il sergente Cuff al letto. Una strana curiosit\u00e0 sembrava\ncuriosit\u00e0 sembrava tenere gli altri in attesa, per vedere cosa avrebbe fatto il Sergente.\nsuccessivo.\n\nMi voltai di nuovo verso la finestra. Un attimo dopo, sentii un leggero strattone\nalle mie code e una vocina mi sussurr\u00f2: \"Guardi qui, signore!\n\nGooseberry ci aveva seguito nella stanza. I suoi occhi spalancati roteavano\nspaventosamente non in segno di terrore, ma di esultanza. Aveva fatto una\nscoperta investigativa per conto suo.  Guardi qui, signore, ripet\u00e9\nripet\u00e9 e mi condusse a un tavolo nell'angolo della stanza.\n\nSul tavolo c'era una piccola scatola di legno, aperta e vuota. Su un lato della\ndella scatola c'era del cotone da gioielliere. Sull'altro lato c'era un foglio strappato\ndi carta bianca strappata, con un sigillo, in parte distrutto, e con un'iscrizione scritta\nun'iscrizione scritta, ancora perfettamente leggibile. L'iscrizione\nscritta era in questi termini:\n\n Depositata presso i signori Bushe, Lysaught e Bushe, da parte del signor Septimus\nLuker, di Middlesex Place, Lambeth, una piccola cassetta di legno, sigillata in questa\nquesta busta e contenente un oggetto di grande valore. La scatola, quando\nLa scatola, una volta reclamata, sar\u00e0 consegnata dai signori Bushe e Co. solo su richiesta personale del signor Luker.\nrichiesta del signor Luker.\n\nQueste righe eliminarono ogni dubbio, almeno su un punto. Il\nmarinaio era in possesso della Pietra di Luna, quando aveva lasciato la\nbanca il giorno precedente.\n\nSentii un'altra tirata d'orecchie. Gooseberry non aveva ancora finito con me\nancora.\n\n Rapina! sussurr\u00f2 il ragazzo, indicando, con grande gioia, la scatola vuota.\nscatola vuota.\n\n Ti \u00e8 stato detto di aspettare di sotto, ho detto.  Andate via!\n\n E Omicidio! aggiunse Gooseberry, indicando, con un gusto ancora pi\u00f9 acuto,\nl'uomo sul letto.\n\nC'era qualcosa di cos\u00ec orrendo nel godimento del ragazzo per l'orrore della scena, che lo presi per le due spalle e lo feci uscire dall'aula.\nscena, che lo presi per le due spalle e lo feci uscire dalla stanza.\nstanza.\n\nNel momento in cui varcai la soglia della porta, sentii la voce del sergente Cuff che mi chiedeva dove fossi.\nla voce del sergente Cuff che mi chiedeva dove fossi. Mi venne incontro, mentre rientravo\nnella stanza e mi costrinse a tornare con lui al capezzale.\n\n Mr. Blake! disse.  Guardate il volto di quell'uomo. \u00c8 un volto\nmascherato ed eccone la prova!\n\nTracci\u00f2 con il dito una sottile linea di bianco livido, che correva all'indietro\ndalla fronte del morto, tra la carnagione bruna e i capelli neri leggermente\ncapelli neri leggermente scompigliati.  Vediamo cosa c'\u00e8 sotto, disse il sergente, afferrando improvvisamente il capello nero.\nSergente, afferrando all'improvviso i capelli neri con una stretta di mano.\nmano.\n\nI miei nervi non erano abbastanza forti per sopportarlo. Mi allontanai di nuovo dal\ndal letto.\n\nLa prima cosa che incontrai, all'altro capo della stanza, fu l'incontenibile Gooseberry, appollaiata su una sedia e che guardava con aria di sufficienza.\nl'incontenibile Gooseberry, appollaiato su una sedia e che guardava con\ncon interesse, sopra le teste dei suoi anziani, i lavori del Sergente.\nprocedimento.\n\n Si sta togliendo la parrucca! sussurr\u00f2 Gooseberry, compatendo la mia posizione, in quanto unica persona nella stanza che non vedeva nulla.\nposizione, essendo l'unica persona nella stanza che non vedeva nulla.\n\nCi fu una pausa e poi un grido di stupore tra le persone intorno al letto.\nletto.\n\n Si \u00e8 tolto la barba! grid\u00f2 Gooseberry.\n\nCi fu un'altra pausa e il sergente Cuff chiese qualcosa. Il padrone di casa\nand\u00f2 al lavabo e torn\u00f2 al letto con una bacinella d'acqua e un asciugamano.\nacqua e un asciugamano.\n\nGooseberry danz\u00f2 con eccitazione sulla sedia.  Venite qui, insieme a\ncon me, signore! Si sta lavando la carnagione ora!\n\nIl sergente si fece improvvisamente strada tra la gente che lo circondava e venne, con l'orrore in volto, direttamente nel luogo in cui mi trovavo.\ne si avvicin\u00f2, con l'orrore in volto, al luogo in cui mi trovavo.\nin piedi.\n\n Tornate a letto, signore! Mi guard\u00f2 meglio e si controll\u00f2.\nNo! riprese.  Aprite prima la lettera sigillata, la\nlettera che le ho dato stamattina.\n\nHo aperto la lettera.\n\n Leggete il nome, Mr. Blake, che ho scritto all'interno.\n\nLessi il nome che aveva scritto. Era _Godfrey Ablewhite_.\n\n Ora, disse il sergente, venite con me e guardate l'uomo sul letto.\nletto.\n\nLo accompagnai e guardai l'uomo sul letto.\n\nGODFREY ABLEWHITE!\n\n\nSESTO RACCONTO.\n\n_Contribuito dal sergente Cuff._\n\nI\n\nDorking, Surrey, 30 luglio 1849. A Franklin Blake, Esq. Signore, mi permetto di\nscusarmi per il ritardo che si \u00e8 verificato nella produzione del\nRapporto, con il quale mi ero impegnato a fornirvi. Ho aspettato di renderlo un rapporto\nun Rapporto completo; e ho incontrato, qua e l\u00e0, degli ostacoli che\nostacoli che era possibile rimuovere solo con un po' di pazienza e di tempo.\npazienza e tempo.\n\nL'obiettivo che mi ero proposto \u00e8 stato ora, spero, raggiunto.\nTroverete, in queste pagine, le risposte alla maggior parte, se non a tutte, le domande\ndelle domande sul defunto Mr. Godfrey Ablewhite, che vi sono venute in mente quando ho avuto l'onore di vedervi l'ultima volta.\nche vi sono venute in mente quando ho avuto l'onore di vedervi l'ultima volta.\n\nMi propongo di dirvi in primo luogo ci\u00f2 che si sa del modo in cui\nche vostro cugino ha incontrato la morte; allegando a questa affermazione quelle\nconclusioni che siamo giustificati (secondo la mia opinione) a trarre dai fatti.\nmia opinione) a trarre dai fatti.\n\nIn secondo luogo, cercher\u00f2 di mettervi al corrente di tutte le\nle scoperte che ho fatto sulle azioni di Mr.\nGodfrey Ablewhite, prima, durante e dopo il periodo in cui voi e lui vi siete\nvi siete incontrati come ospiti nella casa di campagna della defunta Lady Verinder.\n\n\nII\n\nPer quanto riguarda la morte di tuo cugino, allora, prima di tutto.\n\nSembra accertato, al di l\u00e0 di ogni ragionevole dubbio, che egli sia stato\nucciso (mentre dormiva, o subito dopo il suo risveglio) per essere stato\nsoffocato con un cuscino dal suo letto che le persone colpevoli di\ndell'omicidio sono i tre indiani e che l'obiettivo contemplato (e raggiunto) dal crimine\n(e raggiunto) dal crimine era quello di entrare in possesso del diamante,\nchiamato Pietra di Luna.\n\nI fatti da cui si trae questa conclusione derivano in parte dall'esame della stanza della taverna e in parte dalle prove\ndall'esame della stanza della taverna e in parte dalle prove ottenute nell'inchiesta del coroner.\ndall'inchiesta del coroner.\n\nForzando la porta della stanza, \u00e8 stato scoperto il signore deceduto,\nmorto, con il cuscino del letto sul viso. Il medico che lo ha visitato\nmedico che l'ha visitato, informato di questa circostanza, ha considerato le\npost-mortem perfettamente compatibile con un omicidio per\nsoffocamento, cio\u00e8 con un omicidio commesso da una o pi\u00f9 persone che hanno premuto il cuscino sul\npersone, premendo il cuscino sul naso e sulla bocca del defunto,\nfinch\u00e9 la morte non \u00e8 sopraggiunta per congestione polmonare.\n\nPoi, per quanto riguarda il movente del crimine.\n\nUna piccola scatola, con una carta sigillata strappata (la carta conteneva un'iscrizione) \u00e8 stata trovata aperta e vuota su un tavolo della stanza.\nun'iscrizione) \u00e8 stata trovata aperta e vuota su un tavolo della stanza. Il Sig.\nLuker ha personalmente identificato la scatola, il sigillo e l'iscrizione.\niscrizione. Ha dichiarato che il cofanetto conteneva effettivamente il\ndiamante, chiamato Pietra di Luna; e ha ammesso di aver dato la scatola (cos\u00ec sigillata) al signor\n(cos\u00ec sigillata) al signor Godfrey Ablewhite (all'epoca nascosto sotto un\nnascosto sotto mentite spoglie), il pomeriggio del ventisei giugno scorso. La giusta\ndeduzione da tutto ci\u00f2 \u00e8 che il furto della Pietra di Luna fosse il\nmovente del crimine.\n\nPoi, per quanto riguarda il modo in cui \u00e8 stato commesso il crimine.\n\nEsaminando la stanza (che \u00e8 alta solo sette piedi), \u00e8 stata scoperta una botola nel soffitto che dava sul tetto della casa.\nnel soffitto, che conduce al tetto della casa, \u00e8 stata scoperta aperta.\naperta. La scala corta, utilizzata per accedere alla botola (e conservata sotto il letto), \u00e8 stata trovata in corrispondenza dell'apertura, in modo che\nsotto il letto), \u00e8 stata trovata posizionata in corrispondenza dell'apertura, in modo da consentire a qualsiasi persona\ndi uscire facilmente dalla stanza. Nella\nbotola stessa \u00e8 stata trovata un'apertura quadrata tagliata nel legno,\napparentemente con qualche strumento estremamente affilato, proprio dietro il chiavistello\nche fissava la porta sul lato interno. In questo modo, qualsiasi persona dall'esterno\ndall'esterno avrebbe potuto tirare indietro il chiavistello e aprire la porta, e\ne far cadere (o farsi calare silenziosamente da un complice) nella\nnella stanza, la cui altezza, come gi\u00e0 osservato, era di soli sette piedi. Che\nche una o pi\u00f9 persone siano entrate in questo modo, appare evidente dal fatto\nevidente dalla presenza dell'apertura. Per quanto riguarda il modo in cui\ndi accesso al tetto della taverna, \u00e8 da notare che la terza casa, che era\n\u00e8 da notare che la terza casa, pi\u00f9 in basso nella strada, era vuota e in riparazione,\ne in riparazione, che gli operai avevano lasciato una lunga scala che portava\nche gli operai avevano lasciato una lunga scala che dal marciapiede portava in cima alla casa e che, tornando al loro lavoro, la mattina del\nlavoro, la mattina del 27, gli uomini hanno trovato l'asse che avevano legato alla scala.\nche avevano legato alla scala, per evitare che qualcuno la usasse in loro assenza, rimossa e adagiata sulla\nassenza, rimossa e adagiata a terra. Per quanto riguarda la possibilit\u00e0 di\nsalire con questa scala, passare sopra i tetti delle case, tornare indietro e ridiscendere, non \u00e8 possibile\ndi salire con questa scala, passare sopra i tetti delle case, tornare indietro e ridiscendere, senza essere osservati.\npoliziotto notturno, che passa per Shore Lane solo due volte all'ora, quando \u00e8 in giro per la citt\u00e0.\ndue volte in un'ora, quando \u00e8 di turno. La testimonianza degli abitanti\nabitanti dichiara che Shore Lane, dopo la mezzanotte, \u00e8 uno dei luoghi pi\u00f9 tranquilli e solitari.\nstrade pi\u00f9 tranquille e solitarie di Londra. Anche in questo caso, quindi, sembra\nsembra giusto dedurre che con la normale cautela e la presenza di spirito\nmente uno o pi\u00f9 uomini avrebbero potuto salire dalla scala e scendere di nuovo, senza essere\nscendere di nuovo, inosservato. Una volta saliti sul tetto della taverna, \u00e8 stato\n\u00e8 stato dimostrato, per esperimento, che un uomo poteva tagliare la botola,\nsdraiato su di essa, e che in tale posizione il parapetto di fronte alla casa lo avrebbe nascosto.\ncasa lo avrebbe nascosto alla vista di chiunque passasse per strada.\nstrada.\n\nInfine, per quanto riguarda la persona o le persone che hanno commesso il reato.\n\n\u00c8 risaputo (1) che gli indiani avevano interesse a possedere\ndel diamante. (2) \u00c8 almeno probabile che l'uomo dall'aspetto\nindiano, che Octavius Guy vide al finestrino del taxi,\nche parlava con l'uomo vestito da meccanico, fosse uno dei tre cospiratori\ncospiratori ind\u00f9. (3) \u00c8 certo che questo stesso uomo vestito da meccanico\nmeccanico, \u00e8 stato visto tenere d'occhio il signor Godfrey Ablewhite per tutta la sera del 26.\nla sera del 26, ed \u00e8 stato trovato in camera da letto (prima che Mr.\nAblewhite fosse stato fatto entrare) in circostanze che fanno sospettare\n(4) Un pezzo di filo d'oro strappato \u00e8 stato raccolto in camera da letto.\nd'oro strappato in camera da letto, che persone esperte in tali questioni\nmateria, dichiarano che \u00e8 di fabbricazione indiana e che si tratta di una specie di filo d'oro\nd'oro non conosciuta in Inghilterra. (5) La mattina del 27, tre uomini, rispondenti alla descrizione\ntre uomini, che corrispondono alla descrizione dei tre indiani, sono stati osservati in Lower Thames Street.\nin Lower Thames Street, sono stati rintracciati fino al Tower Wharf e sono stati visti lasciare Londra con il piroscafo diretto a\nLondra con il piroscafo diretto a Rotterdam.\n\nC'\u00e8 qui la prova morale, se non giuridica, che l'omicidio \u00e8 stato\ncommesso dagli indiani.\n\nSe l'uomo che impersonava un meccanico fosse o meno un complice del crimine, \u00e8 impossibile\ndel crimine, \u00e8 impossibile dirlo. Che possa aver commesso l'omicidio\nomicidio da solo, sembra oltre i limiti della probabilit\u00e0. Agendo da solo\nda solo, difficilmente avrebbe potuto soffocare il signor Ablewhite, che era l'uomo pi\u00f9 alto e pi\u00f9 forte dei due.\nAblewhite, che era l'uomo pi\u00f9 alto e pi\u00f9 forte dei due, senza che avvenisse una lotta o che si sentisse un grido.\nun grido. Una serva, che dormiva nella stanza accanto, non ha sentito nulla.\nnulla. Il padrone di casa, che dormiva nella stanza sottostante, non sent\u00ec nulla. L'insieme delle\ntutto fa pensare che pi\u00f9 di un uomo sia stato coinvolto in questo\npi\u00f9 di un uomo in questo crimine e le circostanze, ripeto, giustificano moralmente la conclusione\ngiustificano la conclusione che siano stati gli indiani a commetterlo.\n\nDevo solo aggiungere che il verdetto dell'inchiesta del Coroner \u00e8 stato\nOmicidio volontario contro una o pi\u00f9 persone sconosciute. La famiglia del signor Ablewhite\nAblewhite hanno offerto una ricompensa e non \u00e8 stato fatto alcuno sforzo per\nscoprire i colpevoli. L'uomo vestito da meccanico \u00e8 sfuggito a tutte le indagini.\ntutte le indagini. Gli indiani sono stati rintracciati. Per quanto riguarda la prospettiva di\ncatturare questi ultimi, avr\u00f2 una parola da dirvi in proposito quando\nuna parola in merito, quando arriver\u00f2 alla fine del presente Rapporto.\n\nNel frattempo, dopo aver scritto tutto il necessario sul tema della morte di Mr.\ndella morte di Mr. Godfrey Ablewhite, posso passare ora alla narrazione delle sue\nprima, durante e dopo l'incontro con voi a casa della defunta Lady Verinder.\na casa della defunta Lady Verinder.\n\n\nIII\n\nPer quanto riguarda l'argomento in questione, posso affermare, all'inizio,\nche la vita del signor Godfrey Ablewhite aveva due facce.\n\nIl lato rivolto verso il pubblico, presentava lo spettacolo di un signore\ngentiluomo, dotato di una considerevole reputazione come oratore\ndi beneficenza e dotato di capacit\u00e0 amministrative, che metteva a disposizione di\nche mise a disposizione di varie societ\u00e0 benefiche, per lo pi\u00f9 di tipo femminile.\ndi beneficenza, per lo pi\u00f9 femminili. La parte tenuta nascosta al grande pubblico,\nmostrava questo stesso gentiluomo nella veste totalmente diversa di uomo di\ndi uomo di piacere, con una villa in periferia che non era stata presa a suo\nnome proprio, e con una signora nella villa, che non era nemmeno a suo nome.\nnome.\n\nLe mie indagini nella villa mi hanno mostrato diversi bei quadri e statue.\nstatue; mobili scelti con gusto e realizzati in modo ammirevole; e un\nun giardino d'inverno con i fiori pi\u00f9 rari, di cui non sarebbe stato\nnon sarebbe facile da trovare in tutta Londra. Le mie indagini sulla signora hanno portato alla\ndi gioielli degni di stare al posto dei fiori, di carrozze e di\nfiori, e di carrozze e cavalli che hanno (meritatamente) fatto scalpore nel parco, tra persone\nnel parco, tra persone ben qualificate a giudicare la corporatura di uno e la razza dell'altro.\ndella corporatura dell'uno e della razza degli altri.\n\nTutto questo \u00e8, finora, abbastanza comune. La villa e la signora sono oggetti cos\u00ec\nfamiliari nella vita londinese, che dovrei scusarmi per averli\ndi averli fatti conoscere. Ma ci\u00f2 che non \u00e8 comune e non \u00e8 familiare (per\nesperienza), \u00e8 che tutte queste belle cose non solo sono state ordinate,\nma anche pagate. I quadri, le statue, i fiori, i gioielli, le carrozze e i cavalli\ncarrozze e l'inchiesta sui cavalli hanno dimostrato, con mio indescrivibile\nstupore, che non c'era un solo centesimo di debito su nessuno di essi. Per quanto riguarda\nvilla, era stata acquistata, in tutto e per tutto, e affidata alla signora.\n\nAvrei potuto cercare di trovare la giusta lettura di questo indovinello, e ci ho provato invano se non fosse che la morte di Mr.\ninvano, se non fosse stato per la morte di Mr. Godfrey Ablewhite, che ha fatto s\u00ec che si indagasse sullo stato dei suoi affari.\nche ha fatto s\u00ec che venisse fatta un'indagine sullo stato dei suoi affari.\n\nL'inchiesta ha rivelato questi fatti:\n\nChe al signor Godfrey Ablewhite \u00e8 stata affidata una somma di ventimila sterline come uno dei due amministratori fiduciari di un giovane gentiluomo.\nventimila sterline come uno dei due amministratori fiduciari di un giovane gentiluomo,\nche era ancora minorenne nell'anno diciotto e quarantotto.\nChe il trust sarebbe decaduto e che il giovane gentiluomo avrebbe ricevuto le ventimila sterline\nricevere le ventimila sterline il giorno in cui sarebbe diventato maggiorenne, nel\nfebbraio del diciotto e cinquanta. Che, in attesa di questo\nche, in attesa di questo periodo, una rendita di seicento sterline sarebbe stata pagata\ndai suoi due fiduciari, semestralmente a Natale e a mezza estate.\nChe questa rendita \u00e8 stata regolarmente pagata dal fiduciario attivo, il signor Godfrey Ablewhite.\nAblewhite. Che le ventimila sterline (da cui si supponeva derivasse la rendita)\nche le ventimila sterline (da cui si supponeva provenissero le rendite) erano state vendute fino all'ultimo centesimo dai fondi\nfondi, in periodi diversi, fino alla fine dell'anno diciotto\nquarantasette. Che la procura che autorizzava i banchieri a vendere le azioni\nbanchieri a vendere le scorte, e i vari ordini scritti che dicevano\ndi vendita, sono stati formalmente firmati da entrambi gli Amministratori.\nAmministratori. La firma del secondo fiduciario (un ufficiale dell'esercito in pensione, residente in campagna) \u00e8 stata apposta da entrambi i fiduciari.\nufficiale dell'esercito in pensione, residente in campagna) era una firma falsificata, in ogni caso,\ndal fiduciario attivo, altrimenti il signor Godfrey Ablewhite.\n\nIn questi fatti sta la spiegazione dell'onorevole comportamento di Mr.\nMr. Godfrey, nel pagare i debiti contratti per la signora e la villa e\n(come si vedr\u00e0 in seguito) di altro ancora.\n\nPossiamo ora anticipare la data del compleanno della signorina Verinder (nell'anno\ndiciotto e quarantotto) il ventuno giugno.\n\nIl giorno prima, il signor Godfrey Ablewhite \u00e8 arrivato a casa di suo padre,\ne chiese (come so dallo stesso Mr. Ablewhite senior) un prestito di trecento sterline.\ntrecento sterline. Segnatevi la somma; e ricordatevi allo stesso tempo che\nche il pagamento semestrale al giovane gentiluomo era dovuto il\nventiquattro del mese. Inoltre, che l'intero patrimonio del giovane\ngentiluomo era stato speso dal suo fiduciario entro la fine dell'anno\nquarantasette.\n\nMr. Ablewhite, senior, si rifiut\u00f2 di prestare al figlio un farthing.\n\nIl giorno dopo il signor Godfrey Ablewhite si rec\u00f2 con voi a casa di Lady Verinder.\nVerinder. Poche ore dopo, Mr. Godfrey (come lei stessa mi ha raccontato) fece una proposta di matrimonio a Miss Verinder.\nmi ha detto) fece una proposta di matrimonio alla signorina Verinder. Qui, egli\nvedeva la strada, senza dubbio, se accettata, per la fine di tutte le sue ansie monetarie,\npresenti e future. Ma, per come si sono svolti i fatti, cosa \u00e8 successo?\nLa signorina Verinder lo rifiut\u00f2.\n\nLa sera del compleanno, quindi, la posizione pecuniaria di Mr.\nsituazione pecuniaria del signor Godfrey Ablewhite era la seguente. Doveva trovare trecento sterline il ventiquattro del mese e ventimila sterline\nventiquattro del mese e ventimila sterline da trovare nel mese di\nfebbraio del 1850. Se non riusciva a raccogliere queste somme\nin questi momenti, era un uomo rovinato.\n\nIn queste circostanze, cosa succede dopo?\n\nEsasperate il signor Candy, il medico, sul tema dolente della sua professione.\nprofessione; e lui vi fa uno scherzo, in cambio, con una dose di laudano.\ndi laudano. Affida la somministrazione della dose, preparata in una piccola fiala, al signor Godfrey.\nfialetta, al signor Godfrey Ablewhite, che ha confessato lui stesso la\nparte che ha avuto nella faccenda, in circostanze che vi saranno\nvi saranno riferite. Il signor Godfrey \u00e8 tanto pi\u00f9 pronto ad entrare nella\ncospirazione, avendo lui stesso sofferto per la vostra lingua tagliente nel\nnel corso della serata. Si unisce a Betteredge nel persuadervi a bere un po' di\nacqua e brandy prima di andare a letto. In privato lascia cadere la\ndose di laudano nel grog freddo. E voi bevete la miscela.\n\nSpostiamo ora la scena, se non vi dispiace, a casa del signor Luker a\nLambeth. E permettetemi di far notare, a mo' di premessa, che io e Mr.\nBruff e io, insieme, abbiamo trovato un modo per costringere il prestatore di denaro a fare\nun'immagine pulita della faccenda. Abbiamo vagliato con attenzione la dichiarazione che ci ha\nci ha indirizzato; ed eccola qui al vostro servizio.\n\n\nIV\n\nNella tarda serata di venerd\u00ec ventitr\u00e9 giugno (quarantotto),\nLuker fu sorpreso dalla visita del signor Godfrey Ablewhite. Fu pi\u00f9 che sorpreso\npi\u00f9 che sorpreso, quando il signor Godfrey produsse la Pietra di Luna. Nessun\ndiamante (secondo l'esperienza del signor Luker) era in possesso di un privato in Europa.\nnessun privato in Europa.\n\nIl signor Godfrey Ablewhite aveva due modeste proposte da fare, in relazione a questo magnifico gioiello.\nquesto magnifico gioiello. Primo: il signor Luker sarebbe cos\u00ec gentile da acquistarlo?\nIn secondo luogo, il signor Luker (in caso di mancato acquisto) si sarebbe impegnato a venderla su commissione e a\nLuker (in caso di mancato acquisto) si impegnerebbe a venderlo su commissione e a versare una somma in acconto sul\nsul risultato atteso?\n\nIl signor Luker ha testato il Diamante, lo ha pesato e ne ha stimato il valore.\nvalore del Diamante, prima di rispondere a una parola. La sua stima\n(tenendo conto del difetto della pietra) era di trentamila sterline.\n\nGiunto a questo risultato, il signor Luker apr\u00ec le labbra e fece una domanda\ndomanda:  Come \u00e8 arrivato a questo?  Solo sei parole! Ma che volume\ndi significato in esse!\n\nIl signor Godfrey Ablewhite inizi\u00f2 una storia. Il signor Luker apr\u00ec di nuovo le labbra,\ne questa volta disse solo tre parole.  Non va bene!\n\nIl signor Godfrey Ablewhite inizi\u00f2 un'altra storia. Il signor Luker non sprec\u00f2 altre\nparole con lui. Si alz\u00f2 e suon\u00f2 il campanello per far s\u00ec che il servitore accompagnasse il\ngentiluomo.\n\nA seguito di questa costrizione, il signor Godfrey si \u00e8 sforzato e ha presentato una versione\nuna versione nuova e modificata della vicenda, come segue.\n\nDopo aver messo privatamente il laudano nel brandy e nell'acqua, vi ha augurato la buonanotte e si \u00e8 recato nella sua stanza.\nvi augur\u00f2 la buonanotte e and\u00f2 nella sua stanza. Era la stanza accanto\nalla sua, e le due stanze avevano una porta di comunicazione tra loro. Quando\nGodfrey (come si supponeva) chiuse la porta. I suoi\nproblemi di denaro lo tenevano sveglio. Rimase seduto, in vestaglia e pantofole, per quasi un'ora a pensare\npantofole, per quasi un'ora a riflettere sulla sua posizione. Proprio mentre\nsi stava preparando per andare a letto, l'ha sentita parlare da sola, nella sua stanza.\ne, andando alla porta di comunicazione, ha scoperto che non l'aveva chiusa come pensava.\nche non l'aveva chiusa come pensava.\n\nHa guardato nella tua stanza per vedere cosa c'era che non andava. Vi ha scoperto\ncon la candela in mano, appena uscito dalla camera da letto. L'ha sentita\ndire a se stesso, con una voce del tutto diversa dalla sua: \"Come faccio a sapere?\ncome faccio a saperlo? Gli indiani potrebbero essere nascosti in casa.\n\nFino a quel momento, aveva semplicemente pensato (nel darti il laudano) di contribuire a renderti vittima di un'innocua pratica\nlaudano) di contribuire a renderla vittima di un innocuo scherzo.\nscherzo innocuo. Ora gli venne in mente che il laudano aveva avuto su di te un effetto\nsu di voi, che non era stato previsto dal medico, n\u00e9 da lui stesso.\nlui stesso. Nel timore di un incidente, vi segu\u00ec dolcemente per vedere cosa avreste fatto.\nvedere cosa avreste fatto.\n\nL'ha seguita nel salotto di Miss Verinder e l'ha vista entrare. Lei\nlasciato la porta aperta. Ha guardato attraverso la fessura che si era creata,\ntra la porta e il palo, prima di avventurarsi nella stanza.\nlui stesso.\n\nIn quella posizione, non solo vi ha individuato mentre estraevate il Diamante dal cassetto, ma ha anche individuato la signorina Verinder che vi osservava in silenzio dal\ndal cassetto, ma anche la signorina Verinder, che vi osservava in silenzio dalla sua\ndalla sua camera da letto, attraverso la porta aperta. I suoi stessi occhi lo hanno convinto che\nche anche lei l'aveva vista prendere il diamante.\n\nPrima di lasciare nuovamente il salotto, ha esitato un po'. Mr.\nGodfrey ha approfittato di questa esitazione per tornare di nuovo in camera sua\ncamera da letto prima che lei uscisse e lo scopr\u00ec. Era appena rientrato\nappena rientrato, prima che rientraste anche voi. L'avete visto (come lui suppone) proprio mentre stava\nstava attraversando la porta di comunicazione. In ogni caso, lo hai chiamato\ncon una voce strana e assonnata.\n\n\u00c8 tornato da voi. Lei lo guard\u00f2 con aria assonnata. Hai messo\nil diamante nella sua mano. Gli hai detto: \"Riportalo, Godfrey, alla banca di tuo padre\".\nalla banca di tuo padre. L\u00ec \u00e8 sicuro, qui non lo \u00e8.  Ti sei girato\nsi allontan\u00f2 insicuramente e indoss\u00f2 la vestaglia. Si sedette sulla\ngrande poltrona della sua stanza. Hai detto: \"Non posso riportarli in banca.\nbanca. La mia testa \u00e8 come il piombo e non sento i piedi sotto di me.  La sua testa\naffond\u00f2 sullo schienale della sedia, emise un pesante sospiro e si addorment\u00f2.\naddormentato.\n\nIl signor Godfrey Ablewhite torn\u00f2 con il Diamante nella sua stanza.\nLa sua dichiarazione \u00e8 che in quel momento non giunse a nessuna conclusione, se non quella di\nche avrebbe aspettato e visto cosa sarebbe successo al mattino.\n\nQuando \u00e8 arrivata la mattina, il suo linguaggio e il suo comportamento hanno dimostrato che era\nassolutamente ignaro di ci\u00f2 che aveva detto e fatto durante la notte. Allo stesso tempo\nAllo stesso tempo, il linguaggio e il comportamento della signorina Verinder mostravano che lei era\ndeciso di non dire nulla (per piet\u00e0 nei vostri confronti) da parte sua. Se Mr. Godfrey\nAblewhite avesse scelto di tenere il Diamante, avrebbe potuto farlo con perfetta\nimpunit\u00e0. La Pietra di Luna si frapponeva tra lui e la rovina. Mise la Pietra di\nPietra di Luna in tasca.\n\n\nV\n\nQuesta \u00e8 la storia raccontata da vostro cugino (sotto la pressione della necessit\u00e0) a\nSignor Luker.\n\nIl signor Luker riteneva che la storia fosse vera in tutti i suoi elementi essenziali, sulla base del fatto che Mr.\nche il signor Godfrey Ablewhite fosse troppo sciocco per averla inventata.\ninventato. Io e il signor Bruff siamo d'accordo con il signor Luker nel ritenere che questo\nche questa prova della veridicit\u00e0 della storia sia perfettamente attendibile.\n\nLa domanda successiva fu quella su cosa avrebbe fatto il signor Luker nella\nquestione della Pietra di Luna. Egli propose le seguenti condizioni, come le uniche\ncondizioni in cui avrebbe acconsentito a immischiarsi in quella che era (anche nel\nnel suo settore di attivit\u00e0) una transazione dubbia e pericolosa.\n\nIl signor Luker avrebbe acconsentito a prestare al signor Godfrey Ablewhite la somma di duemila sterline, a condizione che la Pietra di Luna venisse depositata\na condizione che la Pietra di Luna fosse depositata presso di lui come pegno.\ncome pegno. Se, alla scadenza di un anno da quella data,\nGodfrey Ablewhite avesse pagato tremila sterline a Mr. Luker, avrebbe ricevuto indietro il Diamante, come pegno.\navrebbe ricevuto indietro il Diamante, come pegno riscattato. Se non fosse riuscito a\nSe non avesse prodotto il denaro allo scadere dell'anno, il pegno (altrimenti la pietra di luna) sarebbe stato\nla Pietra di Luna) doveva essere considerato decaduto a favore del signor Luker, il quale\nLuker che, in quest'ultimo caso, avrebbe generosamente fatto dono al signor Godfrey di\nGodfrey di alcune sue cambiali (relative a rapporti precedenti) che\nche si trovavano in quel momento in possesso del prestatore di denaro.\n\n\u00c8 inutile dire che il signor Godfrey si rifiut\u00f2 indegnamente di ascoltare\na questi termini mostruosi. Il signor Luker gli restitu\u00ec il diamante e gli augur\u00f2 la buonanotte.\nDiamante e gli augur\u00f2 la buonanotte.\n\nSuo cugino and\u00f2 alla porta e torn\u00f2 indietro. Come poteva essere sicuro\nche la conversazione di quella sera sarebbe rimasta strettamente\nsegreto tra il suo amico e lui?\n\nIl signor Luker non ha dichiarato di sapere come. Se il signor Godfrey avesse accettato le sue\nGodfrey avrebbe fatto di lui un complice e avrebbe potuto contare sul suo silenzio come su una certezza.\ncontare sul suo silenzio come su una certezza. Per come stanno le cose, il signor Luker\nLuker doveva essere guidato dai propri interessi. Se fossero state fatte indagini scomode,\ncome ci si poteva aspettare che si compromettesse, per il bene di un uomo\nche aveva rifiutato di trattare con lui?\n\nRicevuta questa risposta, il signor Godfrey Ablewhite ha fatto quello che fanno tutti gli animali (umani e non) quando si trovano in trappola.\n(umani e non) quando si trovano in trappola.\nSi guard\u00f2 intorno in uno stato di impotente disperazione. Il giorno del mese\ndel mese, registrato su un cartoncino ordinato in una scatola sul camino dell'usuraio, attirava\ncamino, attir\u00f2 per caso il suo sguardo. Era il ventitr\u00e9 giugno.\ngiugno. Il ventiquattro aveva trecento sterline da pagare al giovane signore per il quale era\ngiovane gentiluomo per il quale era fiduciario, e nessuna possibilit\u00e0 di raccogliere il denaro, se non la possibilit\u00e0 che Mr.\ndenaro, se non quella che gli aveva offerto il signor Luker. Ma per\nquesto misero ostacolo, avrebbe potuto portare il Diamante ad Amsterdam,\nAmsterdam e farne un bene commerciabile, facendolo tagliare in pietre separate.\npietre separate. Per come stavano le cose, non aveva altra scelta che accettare le condizioni di Mr.\nLuker. Dopotutto, aveva un anno a disposizione per raccogliere le tremila sterline e un anno\nraccogliere le tremila sterline e un anno \u00e8 un tempo lungo.\n\nIl signor Luker ha redatto i documenti necessari sul posto. Quando furono firmati\nfirmati, consegn\u00f2 al signor Godfrey Ablewhite due assegni. Uno, datato 23 giugno\n23 giugno, di trecento sterline. Un altro, datato una settimana dopo, per il\nsaldo rimanente, pari a settecento sterline.\n\nCome la Pietra di Luna fu affidata ai banchieri del signor Luker e come gli indiani trattarono il signor Luker e il signor Godfrey (dopo che la cosa era avvenuta).\ncome gli indiani trattarono il signor Luker e il signor Godfrey (dopo che questo era stato\nfatto) lo sapete gi\u00e0.\n\nL'evento successivo nella vita di vostro cugino si riferisce ancora alla signorina Verinder. Lui\nmatrimonio per la seconda volta e (dopo essere stato accettato) ha acconsentito, su richiesta di lei, a considerare il matrimonio come una\naccettato) ha acconsentito, su richiesta di lei, a considerare il matrimonio come\ninterrotto. Una delle ragioni che lo spinsero a fare questa concessione \u00e8 stata\nBruff. La signorina Verinder aveva solo un interesse a vita nella propriet\u00e0 di sua\nmadre, e non c'era modo di raccogliere le ventimila sterline\nsu _quello_.\n\nMa, direte voi, avrebbe potuto risparmiare le tremila sterline, per\nriscattare il Diamante in pegno, se si fosse sposato. Avrebbe potuto farlo\ncertamente supponendo che n\u00e9 la moglie, n\u00e9 i suoi tutori e fiduciari,\nobiettare al fatto che avesse anticipato pi\u00f9 della met\u00e0 della rendita a sua disposizione per\na sua disposizione, per qualche scopo sconosciuto, nel primo anno di matrimonio.\nMa anche se avesse superato questo ostacolo, ce n'era un altro ad attenderlo sullo sfondo.\nun altro ostacolo che lo attendeva sullo sfondo. La signora della villa aveva sentito parlare del suo\nmatrimonio in programma. Una donna superba, Mr. Blake, del tipo di quelle che non si possono\nnon si scherza, di quelle con la carnagione chiara e il naso romano.\nromano. Provava il massimo disprezzo per Mr. Godfrey Ablewhite. Sarebbe\nsarebbe stato un disprezzo silenzioso, se lui avesse fatto una bella provvista per lei. Altrimenti,\nsarebbe stato un disprezzo con la lingua. L'interesse di Miss Verinder per la vita\ndi Miss Verinder non gli permetteva di sperare di raccogliere la provvigione pi\u00f9 di quanto non facesse con le\nventimila sterline. Non poteva sposarsi, non poteva davvero sposarsi,\nin tutte le circostanze.\n\nCome ha tentato di nuovo la fortuna con un'altra donna, e come anche quel matrimonio\nsi sia infranto per una questione di soldi, lo sapete gi\u00e0. Sapete anche\nanche dell'eredit\u00e0 di cinquemila sterline, lasciatagli poco dopo da una\npoco tempo dopo, da una delle tante ammiratrici del gentil sesso, le cui\ngrazie delle quali quest'uomo affascinante era riuscito a conquistare. Questo lascito (come si \u00e8 dimostrato\nevento si \u00e8 rivelato) lo condusse alla morte.\n\nHo appurato che quando \u00e8 andato all'estero, dopo aver ottenuto le cinque\ncinquemila sterline, si rec\u00f2 ad Amsterdam. L\u00ec prese tutti i provvedimenti necessari per\naccordi per far tagliare il Diamante in pietre separate. Torn\u00f2\ntorn\u00f2 (sotto mentite spoglie) e riscatt\u00f2 la Pietra di Luna il giorno stabilito. A\nqualche giorno (come precauzione concordata da entrambe le parti) prima che il gioiello venisse effettivamente tolto\nparti) prima che il gioiello venisse effettivamente prelevato dalla banca. Se fosse arrivato\nse fosse arrivato sano e salvo ad Amsterdam, ci sarebbe stato giusto il tempo tra il\nluglio del quarantanove e il febbraio del cinquanta (quando il giovane gentiluomo divenne maggiorenne) per tagliare il Diamante e\nper tagliare il diamante e per rendere commerciabili (lucidi o non lucidi) i singoli pezzi.\no non lucidato) delle pietre separate. Giudicate da questo quali motivazioni avesse\nper correre il rischio che ha effettivamente corso. Era una questione di testa o croce\ncon lui, se mai lo \u00e8 stato con un uomo.\n\nPrima di chiudere questo Rapporto, devo solo ricordarvi che c'\u00e8 la possibilit\u00e0 di mettere le mani sugli indiani e di recuperare la Pietra di Luna.\npossibilit\u00e0 di mettere le mani sugli indiani e di recuperare la Pietra di Luna.\nancora. Sono ora (c'\u00e8 ragione di credere) in viaggio verso Bombay, su un'imbarcazione delle Indie Orientali.\na Bombay, su una nave delle Indie Orientali. La nave (salvo incidenti) non toccher\u00e0\ndi altri porti durante il viaggio, e le autorit\u00e0 di Bombay (gi\u00e0 contattate per lettera, via terra)\ncomunicato per lettera, via terra) saranno pronte a salire a bordo della\nnave, nel momento in cui entrer\u00e0 nel porto.\n\nHo l'onore di rimanere, caro signore, il suo obbediente servitore, RICHARD\nCUFF (ex sergente della Detective Force, Scotland Yard, Londra).\n\n* NOTA. Ogni volta che il Rapporto si sofferma sugli eventi del compleanno o dei tre giorni che l'hanno seguito, si faccia un confronto con i dati di Betteredge.\ndei tre giorni che lo seguirono, si confronti con la narrazione di Betteredge\nnarrazione, capitoli da viii a xiii.\n\nSETTIMO RACCONTO.\n\nIn una lettera del signor Candy.\n\n\nFrizinghall, mercoled\u00ec 26 settembre 1849. Caro Mr. Franklin Blake,\nanticipa la triste notizia che devo darle, trovando la sua lettera a Ezra Jennings\nlettera a Ezra Jennings restituita a voi, non aperta, in questo allegato.\n\u00c8 morto tra le mie braccia, all'alba, mercoled\u00ec scorso.\n\nNon ho colpa per non avervi avvertito che la sua fine era vicina.\na portata di mano. Mi ha espressamente vietato di scrivervi.  Sono in debito con Mr.\nFranklin Blake, ha detto, per aver visto alcuni giorni felici. Non\nnon lo affligga, Mr. Candy, non lo affligga.\n\nLe sue sofferenze, fino alle ultime sei ore della sua vita, sono state terribili da\nvedere. Negli intervalli di remissione, quando la sua mente era chiara, lo\nlo pregai di dirmi di qualche suo parente a cui potessi scrivere.\nMi chiese di essere perdonato per aver rifiutato qualcosa a _me_. E poi\nnon amaramente che sarebbe morto come era vissuto, dimenticato e sconosciuto.\nsconosciuto. Mantenne questa risoluzione fino all'ultimo. Non c'\u00e8 speranza\ndi scoprire qualcosa su di lui. La sua storia \u00e8 vuota.\n\nIl giorno prima di morire, mi disse dove trovare tutti i suoi documenti. I\nglieli portai sul letto. C'era un piccolo fascio di vecchie\nlettere che aveva messo da parte. C'era il suo libro incompiuto. C'era\nil suo Diario in molti volumi chiusi a chiave. Apr\u00ec il volume di quest'anno\ne ha strappato, una per una, le pagine relative al periodo in cui voi e\nlui eravate insieme.  Le consegn\u00f2, disse, a Mr. Franklin Blake. Negli\nanni a venire, potrebbe provare interesse a guardare indietro a ci\u00f2 che \u00e8\nscritto l\u00ec.  Poi strinse le mani e preg\u00f2 Dio di benedire voi e i vostri cari.\nbenedire voi e le persone a voi care. Ha detto che gli piacerebbe vedervi\ndi nuovo. Ma un attimo dopo ha cambiato idea.  No, ha risposto quando\nquando gli ho proposto di scrivermi.  Non lo affligger\u00f2! Non lo affligger\u00f2!\n\nSu sua richiesta raccolsi poi gli altri documenti, cio\u00e8 il fascio di lettere, il libro incompiuto e i volumi del Diario e del\nlettere, il libro incompiuto e i volumi del Diario e li ho racchiusi in un unico involucro, sigillato con il mio sigillo.\ne li racchiusi tutti in un unico involucro, sigillato con il mio sigillo.  Promessa,\nche metterai questo involucro nella mia bara con la tua mano; e che farai in modo che nessun'altra mano\nche farai in modo che nessun'altra mano lo tocchi in seguito.\n\nGli ho fatto la mia promessa. E la promessa \u00e8 stata mantenuta.\n\nMi ha chiesto di fare un'altra cosa per lui che mi \u00e8 costato una dura\ndura lotta per assecondarlo. Mi disse: \"Lascia che la mia tomba sia dimenticata. Datemi\nla tua parola d'onore che non permetterai che nessun monumento di nessun tipo, nemmeno\nnemmeno la pi\u00f9 comune lapide a segnare il luogo della mia sepoltura. Lasciatemi\ndormire, senza nome. Lasciatemi riposare, sconosciuto.  Quando cercai di supplicarlo\ndi modificare la sua risoluzione, divenne per la prima e unica volta..,\nviolentemente agitato. Non potevo sopportare di vederlo e mi sono arresa. Nulla\nsolo un piccolo cumulo d'erba segna il luogo del suo riposo. Con il tempo, le\nlapidi sorgeranno intorno ad esso. E le persone che verranno dopo di noi\nguarderanno e si stupiranno della tomba senza nome.\n\nCome vi ho detto, per sei ore prima della sua morte le sue sofferenze sono\ncessarono. Si \u00e8 assopito un po'. Credo che abbia sognato. Una volta o due ha sorriso.\nIl nome di una donna, come suppongo sia il nome di Ella, era spesso sulle sue labbra.\nin quel momento. Pochi minuti prima della fine mi chiese di sollevarlo sul cuscino per\ncuscino, per vedere il sole sorgere attraverso la finestra. Era molto debole.\nLa sua testa cadde sulla mia spalla. Sussurr\u00f2: \"Sta arrivando!  Poi ha\ndisse: \"Baciami!  Gli ho baciato la fronte. All'improvviso sollev\u00f2 la testa.\nLa luce del sole gli ha toccato il viso. Un'espressione bellissima, un'espressione angelica\nangelica. Grid\u00f2 tre volte: \"Pace, pace!\nPace!  La sua testa si riabbass\u00f2 sulla mia spalla e il lungo travaglio della sua vita fin\u00ec.\ndella sua vita era terminata.\n\nCos\u00ec se n'\u00e8 andato da noi. Questo era, a mio avviso, un grande uomo, anche se il mondo non lo ha mai\nmondo non l'ha mai conosciuto. Aveva il carattere pi\u00f9 dolce che abbia mai incontrato.\nLa sua perdita mi fa sentire molto sola. Forse non sono mai stata\nme stessa dopo la mia malattia. A volte penso di abbandonare la mia\ndi abbandonare la mia pratica, di partire e di provare cosa mi faranno i bagni e le acque straniere.\nacque straniere.\n\nQui si dice che lei e la signorina Verinder vi sposerete il mese prossimo.\nmese prossimo. La prego di accettare le mie migliori congratulazioni.\n\nLe pagine del Diario del mio povero amico vi aspettano a casa mia\ncasa mia, sigillate, con il vostro nome sull'involucro. Avevo paura di affidarle\nalla posta.\n\nI miei migliori saluti e auguri a Miss Verinder. Rimango, caro\nMr. Franklin Blake, sinceramente vostro,\n\nTHOMAS CANDY.\n\n\nOTTAVA NARRAZIONE.\n\nContribuito da Gabriel Betteredge.\n\n\nIo sono la persona (come ricorderete senza dubbio) che ha aperto la strada in queste\npagine e che ha aperto la storia. Sono anche la persona che viene lasciata alle spalle,\nper cos\u00ec dire, a chiudere la storia.\n\nChe nessuno pensi che io abbia un'ultima parola da dire qui a proposito del\nil Diamante Indiano. Detesto questo sfortunato gioiello e vi rimando a un'autorit\u00e0 diversa dalla mia per le notizie sulla Pietra di Luna\nad altre autorit\u00e0 che non siano le mie, per le notizie sulla Pietra di Luna che\nche ci si aspetta di ricevere in questo momento. Il mio scopo, in questo\n\u00e8 quello di raccontare un fatto nella storia della famiglia, che \u00e8 stato\npassato da tutti, e che non permetter\u00f2 che venga irrispettosamente\nnon permetter\u00f2 che venga soffocato in modo irrispettoso. Il fatto a cui alludo \u00e8 il matrimonio tra la signorina Rachel e il signor Franklin Bla.\nRachel e il signor Franklin Blake. Questo interessante evento ha avuto luogo\nnella nostra casa nello Yorkshire, marted\u00ec 9 ottobre 1800\nquarantanove. Per l'occasione avevo un vestito nuovo. E la\ncoppia di sposi and\u00f2 a trascorrere la luna di miele in Scozia.\n\nEssendo le feste di famiglia abbastanza rare in casa nostra, dalla morte della mia povera\nmia povera padrona, in quest'occasione di matrimonio mi rendo conto di avere\n(verso l'ultima parte della giornata) di aver preso un goccio di troppo sulla\nforza di esso.\n\nSe avete mai fatto lo stesso genere di cose, capirete e mi sentirete.\ncapirete e vi sentirete solidali con me. Se non l'avete fatto, molto probabilmente direte,\n Disgustoso vecchio! Perch\u00e9 ci dice questo?  Il motivo \u00e8 ora\nvenire.\n\nAvendo quindi preso la mia goccia (beato te! anche tu hai il tuo vizio preferito\nvizio preferito, solo che il tuo vizio non \u00e8 il mio e il mio non \u00e8 il tuo), ho poi applicato l'unico rimedio infallibile.\napplicato l'unico rimedio infallibile, che \u00e8, come sapete, _Robinson Crusoe_,\nRobinson Crusoe. Non posso dire dove aprii quel libro impareggiabile.\nDove le linee di stampa si siano finalmente interrotte, lo so perfettamente.\nso, tuttavia, perfettamente. Era a pagina trecento e\ndiciotto, un pezzo domestico che riguardava il matrimonio di Robinson Crusoe, come\ncome segue:\n\n Con questi pensieri, consideravo il mio nuovo impegno: avevo una moglie (osservate! anche Mr.\nmoglie (osservate! anche il signor Franklin!) un figlio nato (osservate ancora!\nanche questo potrebbe essere il caso del signor Franklin!) e mia moglie allora Cosa fece, o fece, la moglie di Robinson Crusoe?\nmoglie di Robinson Crusoe faceva o non faceva, allora, non sentivo il desiderio di scoprire\nscoprire. Con la matita segnai la parte relativa al bambino e misi un pezzetto di carta come segno.\nun pezzetto di carta come segno per tenere il posto; \"Tieniti l\u00ec\", dissi,\n fino a quando il matrimonio tra il signor Franklin e la signorina Rachel non sar\u00e0\ne poi vedremo!\n\nI mesi passarono (pi\u00f9 di quanto avessi previsto) e non si present\u00f2 nessuna occasione per\noccasione per disturbare quel segno nel libro. Solo in questo mese di novembre\nquesto mese di novembre, diciotto e cinquanta, che Mr.\nFranklin entr\u00f2 nella mia stanza, di buon umore, e disse,\n Betteredge! Ho delle novit\u00e0 per te! Sta per accadere qualcosa\nin casa, prima di molti mesi.\n\n Riguarda la famiglia, signore?  Ho chiesto.\n\n Si tratta di una questione che riguarda decisamente la famiglia, dice il signor Franklin.\n\n La vostra signora ha qualcosa a che fare con questo, se non vi dispiace, signore?\n\n Lei ha molto a che fare con questo\", dice il signor Franklin, iniziando a sembrare un po' sorpreso.\nun po' sorpreso.\n\n Non c'\u00e8 bisogno che dica una parola di pi\u00f9, signore, risposi.  Dio vi benedica entrambi!\nSono felice di sentirlo.\n\nIl signor Franklin lo fiss\u00f2 come una persona folgorata.  Posso azzardarmi a\nchiedere dove avete preso le informazioni? chiese.  La mia l'ho avuta solo\n(detto nel pi\u00f9 stretto riserbo) solo cinque minuti fa.\n\nEcco l'opportunit\u00e0 di produrre _Robinson Crusoe_! C'era la possibilit\u00e0 di\npossibilit\u00e0 di leggere quel pezzo domestico sul bambino che avevo segnato\nil giorno del matrimonio del signor Franklin! Lessi quelle parole miracolose\ncon un'enfasi che rendeva loro giustizia e poi lo guardai severamente in faccia.\nin faccia.  Ora, signore, credete a Robinson Crusoe?  I\nchiesi, con una solennit\u00e0 adatta all'occasione.\n\n Betteredge! dice il signor Franklin, con altrettanta solennit\u00e0, sono convinto\nfinalmente.  Mi strinse la mano e sentii che lo avevo convertito.\n\nCon la relazione di questa straordinaria circostanza, la mia riapparizione in queste pagine\nin queste pagine si conclude. Che nessuno rida del singolare aneddoto\nqui raccontato. Siete liberi di essere allegri quanto volete su tutto ci\u00f2 che\nsu tutto il resto che ho scritto. Ma quando scrivo di _Robinson Crusoe_,\nper il Signore \u00e8 una cosa seria e vi chiedo di prenderla di conseguenza!\n\nQuando questo \u00e8 detto, tutto \u00e8 detto. Signore e signori, faccio il mio inchino,\ne chiudo la storia.\n\n\nEPILOGO.\n\n\n IL RITROVAMENTO DEL DIAMANTE.\n\n\nI\n\n\n LA DICHIARAZIONE DELL'UOMO DEL SERGENTE. (1849.)\n\nIl 27 giugno scorso ho ricevuto istruzioni dal sergente Cuff di seguire tre uomini, sospettati di omicidio e descritti come\nSergente Cuff di seguire tre uomini, sospettati di omicidio e descritti come\ncome indiani. Erano stati visti al Tower Wharf quella mattina,\nimbarcarsi a bordo del piroscafo diretto a Rotterdam.\n\nHo lasciato Londra con un piroscafo di un'altra compagnia, salpato la mattina di gioved\u00ec 28.\nla mattina di gioved\u00ec ventotto. Arrivato a Rotterdam, sono\nsono riuscito a trovare il comandante del piroscafo del mercoled\u00ec. Egli\nmi inform\u00f2 che gli indiani erano certamente stati passeggeri a bordo della sua\nma solo fino a Gravesend. Al largo di quel luogo, uno dei tre\naveva chiesto a che ora avrebbero raggiunto Calais. Essendo stati informati\nche il piroscafo era diretto a Rotterdam, il portavoce del partito\nportavoce della comitiva espresse la massima sorpresa e angoscia per l'errore che lui e i suoi due amici avevano\ne i suoi due amici. Erano tutti disposti (disse) a\nsacrificare i soldi del viaggio, se il comandante del piroscafo li avesse fatti sbarcare.\nse il comandante del piroscafo li avesse fatti sbarcare. Commiserando la loro posizione, come stranieri in una terra\nstraniero in una terra sconosciuta, e non conoscendo alcun motivo per trattenerli, il comandante fece\ncomandante fece segno di chiamare una barca da terra e i tre uomini lasciarono la nave.\n\nEssendo questa azione degli indiani chiaramente decisa\ncome mezzo per evitare di essere rintracciati, non persi tempo a tornare in Inghilterra.\ndi tornare in Inghilterra. Lasciai il piroscafo a Gravesend e scoprii che gli indiani erano andati da l\u00ec a Londra.\nscoprii che gli indiani erano andati da l\u00ec a Londra. Da l\u00ec,\nDa l\u00ec li rintracciai di nuovo come se fossero partiti per Plymouth. Le indagini fatte a\nPlymouth dimostrarono che erano salpati, quarantotto ore prima, sul\nBewley Castle_, nave delle Indie Orientali, diretta a Bombay.\n\nRicevute queste informazioni, il sergente Cuff ha fatto s\u00ec che le autorit\u00e0 di\nBombay, in modo che la nave potesse essere abbordata dalla polizia subito dopo l'ingresso nel porto.\npolizia immediatamente dopo l'ingresso nel porto. Questo passo\nQuesto passo \u00e8 stato fatto e il mio legame con la questione \u00e8 terminato. Da allora non ho\nda allora non ne ho pi\u00f9 sentito parlare.\n\n\nII\n\n\n LA DICHIARAZIONE DEL CAPITANO. (1849.)\n\nIl sergente Cuff mi ha chiesto di mettere per iscritto alcuni fatti,\nriguardo a tre uomini (ritenuti ind\u00f9) che erano passeggeri, l'estate scorsa, della nave _Bewley Castle_, diretta a Bombay, sotto il mio comando.\nestate scorsa, sulla nave _Bewley Castle_, diretta a Bombay, sotto il mio comando.\ncomando.\n\nGli ind\u00f9 ci raggiunsero a Plymouth. Durante il viaggio di andata non ho sentito\nlamentarsi della loro condotta. Erano ormeggiati a prua della nave.\ndella nave. Ho avuto poche occasioni di notarli personalmente.\n\nNell'ultima parte del viaggio, abbiamo avuto la sfortuna di essere bloccati per tre giorni e tre notti al largo delle coste indiane.\nper tre giorni e tre notti, al largo delle coste dell'India. Non ho il diario di bordo da\ndiario di bordo e non riesco a ricordare la latitudine e la longitudine.\ne longitudine. Per quanto riguarda la nostra posizione, quindi, sono in grado di affermare solo che\nin generale che le correnti ci hanno portato alla deriva verso la terraferma, e che\nquando il vento ci ritrov\u00f2, raggiungemmo il nostro porto dopo ventiquattro ore.\ndopo.\n\nLa disciplina di una nave (come sanno tutti i naviganti) diventa\nrilassata in una lunga calma. La disciplina della mia nave si \u00e8 rilassata.\nAlcuni signori tra i passeggeri fecero calare alcune delle barche pi\u00f9 piccole e si divertirono\ne si divertivano a remare e a nuotare, quando il sole, la sera, era abbastanza fresco per\nsole della sera era abbastanza fresco da permettere loro di distrarsi in quel\nquando il sole della sera era abbastanza fresco da permettere loro di svagarsi in quel modo. Le barche, una volta terminate, avrebbero dovuto essere rimesse al loro posto.\nal loro posto. Invece sono state lasciate ormeggiate al fianco della nave.\nA causa del caldo e del maltempo, n\u00e9 gli ufficiali n\u00e9 gli uomini sembravano avere voglia di\nn\u00e9 gli ufficiali n\u00e9 gli uomini sembravano essere in vena di fare il proprio dovere finch\u00e9 la calma\ndur\u00f2 la calma.\n\nLa terza notte, la guardia sul ponte non sent\u00ec o vide nulla di insolito.\nponte. Quando giunse il mattino, la pi\u00f9 piccola delle imbarcazioni era scomparsa e\ni tre Hindoos erano stati segnalati come dispersi.\n\nSe questi uomini avessero rubato la barca poco dopo il tramonto (e non ho dubbi che l'abbiano fatto), eravamo abbastanza vicini alla terraferma da rendere vano il tentativo di\ndubbio che l'avessero fatto), eravamo abbastanza vicini alla terraferma da rendere vano il loro\ninseguirli, quando la mattina fu fatta la scoperta. I\nNon dubito che siano riusciti a sbarcare, con quel tempo calmo (tenendo conto della stanchezza e della goffaggine).\nconsiderazione la stanchezza e la goffaggine del remare), prima dell'alba.\n\nRaggiunto il nostro porto, appresi per la prima volta il motivo che aveva spinto quei passeggeri a cogliere l'occasione di fuggire dal\npasseggeri per aver colto l'opportunit\u00e0 di fuggire dalla nave.\nnave. Non potevo che fare alle autorit\u00e0 la stessa dichiarazione che ho fatto qui.\nche ho fatto qui. Mi consideravano colpevole per aver permesso che la disciplina\ndella nave di allentare la disciplina. Ho espresso il mio rammarico a questo proposito\na loro e ai miei proprietari.\n\nDa allora, a quanto mi risulta, non si \u00e8 pi\u00f9 sentito parlare dei tre\nInd\u00f9. Non ho altro da aggiungere a quanto qui scritto.\n\n\nIII\n\n\n LA DICHIARAZIONE DEL SIG. MURTHWAITE. (1850.)\n\n{\\an8}(In una lettera al signor Bruff.){\\an8}.\n\n\nSi ricorda, caro signore, di una persona semi-selvaggia che ha incontrato a cena, a Londra, nell'autunno del 48?\nincontrato a cena, a Londra, nell'autunno del 48? Mi permetta\ndi ricordarvi che il nome di questa persona era Murthwaite e che voi\ne lui avete avuto una lunga conversazione dopo cena. Il discorso riguardava\nun diamante indiano, chiamato Pietra di Luna, e di una cospirazione allora in atto per\ndi entrare in possesso della gemma.\n\nDa allora ho vagato in Asia centrale. Da l\u00ec sono\nalla deriva verso la scena di alcune delle mie passate avventure nel nord e nel nord-ovest dell'India.\ne nord-ovest dell'India. Circa quindici giorni fa, mi sono trovato in un\nprovincia (poco conosciuta dagli europei) chiamata Kattiawar.\nKattiawar.\n\nQui mi \u00e8 capitata un'avventura alla quale (per quanto possa sembrare incredibile) voi siete\nsiete personalmente interessati.\n\nNelle regioni selvagge del Kattiawar (e quanto siano selvagge, lo capirete quando vi dir\u00f2 che anche i contadini arano la terra).\ncapirete quando vi dir\u00f2 che anche i contadini arano la terra,\narmati fino ai denti), la popolazione \u00e8 fanaticamente devota all'antica religione\nreligione ind\u00f9 all'antico culto di Bramah e Vishnu. Le poche\nfamiglie maomettane, sparse nei villaggi dell'interno, hanno paura di assaggiare carne di\ndell'interno, hanno paura di assaggiare qualsiasi tipo di carne. Un mahometano anche solo\nsospettato di aver ucciso l'animale sacro, la mucca, viene, come\nmento di un animale sacro, la mucca, viene naturalmente messo a morte senza piet\u00e0 dai pii vicini ind\u00f9 che lo\nvicini ind\u00f9 che lo circondano. Per rafforzare l'entusiasmo religioso della\nPer rafforzare l'entusiasmo religioso della gente, due dei pi\u00f9 famosi santuari di pellegrinaggio ind\u00f9 sono\nsono racchiusi nei confini di Kattiawar. Uno di questi \u00e8 Dwarka,\nluogo di nascita del dio Krishna. L'altro \u00e8 la citt\u00e0 sacra di\nSomnauth saccheggiata e distrutta gi\u00e0 nell'XI secolo dal conquistatore maomettano,\ndal conquistatore maomettano Mahmoud di Ghizni.\n\nTrovandomi, per la seconda volta, in queste regioni romantiche, decisi di non lasciare Kattiawar\nKattiawar senza aver visto ancora una volta la magnifica desolazione di Somnauth.\nmagnifica desolazione di Somnauth. Nel luogo in cui avevo intenzione di farlo\ndi fare questo, mi trovavo (per quanto ho potuto calcolare) a circa tre giorni\ntre giorni di viaggio a piedi dalla citt\u00e0 sacra.\n\nNon ero in viaggio da molto tempo, prima di notare che altre persone, a due o tre\na due o a tre sembravano viaggiare nella mia stessa direzione.\nme.\n\nA quelli che mi hanno parlato, mi sono presentato come un\nind\u00f9-bodhista, proveniente da una lontana provincia e diretto in pellegrinaggio. \u00c8\nInutile dire che il mio abbigliamento era del tipo adatto a questa\ndescrizione. Aggiungiamo che conosco la lingua come la mia,\ne che sono abbastanza magro e bruno da non rendere facile l'individuazione della mia origine europea.\norigine europea e capirete che ho superato la prova con la gente.\ncon la gente prontamente: non come uno di loro, ma come uno straniero\nda una parte lontana del loro paese.\n\nIl secondo giorno, il numero di ind\u00f9 che viaggiavano nella mia direzione era\nerano aumentati a cinquanta e centinaia. Il terzo giorno, la folla si era\nmigliaia; tutti convergevano lentamente verso un unico punto, la citt\u00e0 di Somnauth.\nSomnauth.\n\nUn piccolo servizio che fui in grado di rendere a uno dei miei compagni di viaggio durante il terzo giorno di viaggio\ncompagni di viaggio, durante il terzo giorno di viaggio, si \u00e8 rivelato il mezzo per\ndi farmi conoscere alcuni ind\u00f9 di casta superiore. Da questi uomini appresi che\nche la moltitudine si stava recando a una grande cerimonia religiosa,\nche si sarebbe svolta su una collina a poca distanza da Somnauth.\nLa cerimonia era in onore del dio della Luna e si sarebbe svolta di notte.\ndi notte.\n\nLa folla ci ha trattenuto mentre ci avvicinavamo al luogo della celebrazione. Quando\nquando raggiungemmo la collina la luna era alta nel cielo. I miei amici ind\u00f9\namici hindoo possedevano alcuni privilegi speciali che consentivano loro di accedere\naccesso al santuario. Mi permisero gentilmente di accompagnarli. Quando\nQuando arrivammo sul posto, trovammo il santuario nascosto alla nostra vista da una tenda\nuna tenda appesa tra due magnifici alberi. Sotto gli alberi sporgeva una\nsporgenza piatta di roccia, che formava una specie di piattaforma naturale.\npiattaforma naturale. Sotto di essa mi trovai, in compagnia dei miei amici ind\u00f9.\n\nGuardando indietro lungo la collina, il panorama presentava il pi\u00f9 grandioso spettacolo di natura e uomo\ndella natura e dell'uomo, in combinazione, che abbia mai visto. I pendii pi\u00f9 bassi\ndell'eminenza si fondevano impercettibilmente in una pianura erbosa, il luogo d'incontro di tre fiumi.\nluogo di incontro di tre fiumi. Da un lato, il leggiadro serpeggiare\ndelle acque si estendeva, ora visibile, ora nascosto dagli alberi, fino a\na perdita d'occhio. Dall'altra parte, l'oceano senza onde dormiva nella\ncalma della notte. A questa bella scena partecipano decine di migliaia di creature umane, tutte vestite di bianco.\ncreature umane, tutte vestite di bianco, che si estendevano lungo i fianchi della collina, traboccando nella pianura.\ndella collina, traboccando nella pianura e costeggiando le rive pi\u00f9 vicine dei fiumi tortuosi.\nfiumi tortuosi. Illuminano questa sosta dei pellegrini le selvagge fiamme rosse\ndi cressetti e torce, che si alzano a intervalli da ogni parte della folla.\ninnumerevole folla. Immaginate la luce della luna d'Oriente, che si riversa in una gloria\nche si riversa in una gloria incontaminata su tutti e vi farete un'idea della vista che mi si \u00e8 presentata quando\nquando mi sono affacciato dalla cima della collina.\n\nUna musica struggente, suonata da strumenti a corda e flauti,\nrichiam\u00f2 la mia attenzione sul santuario nascosto.\n\nMi voltai e vidi sulla piattaforma rocciosa le figure di tre uomini. Nella\nnella figura centrale dei tre riconobbi l'uomo con cui avevo parlato in Inghilterra, quando gli indiani erano apparsi sulla terrazza di Lady\nin Inghilterra, quando gli indiani erano apparsi sulla terrazza di Lady Verinder.\nVerinder. Gli altri due che erano stati suoi compagni in quell'occasione\nerano stati suoi compagni in quell'occasione, senza dubbio lo erano anche in questa.\n\nUno degli spettatori, vicino al quale mi trovavo, mi vide partire. In un\nsussurro, mi spieg\u00f2 l'apparizione delle tre figure sulla\npiattaforma di roccia.\n\nErano bramini (disse) che avevano perso la loro casta al servizio del dio.\nservizio del dio. Il dio aveva comandato che la loro purificazione\npurificazione attraverso il pellegrinaggio. In quella notte, i tre uomini\ndovevano separarsi. In tre direzioni diverse, dovevano partire come\npellegrini verso i santuari dell'India. Non dovevano pi\u00f9 guardarsi in faccia.\nl'un l'altro. Non si sarebbero mai pi\u00f9 riposati durante le loro peregrinazioni, dal giorno in cui\ndal giorno della loro separazione a quello della loro morte.\nla loro morte.\n\nMentre mi venivano sussurrate quelle parole, la musica lamentosa cess\u00f2. I\ntre uomini si prostrarono sulla roccia, davanti alla tenda che\nche nascondeva il santuario. Si alzarono, si guardarono, si abbracciarono.\nPoi scesero separatamente tra la gente. Il popolo si fece strada\nper loro in un silenzio di tomba. In tre direzioni diverse ho visto la folla\ndividere la folla, nello stesso momento. Lentamente la grande massa bianca della\ngente si richiuse di nuovo insieme. La traccia degli uomini condannati tra le\ntra le file dei loro compagni mortali fu cancellata. Non li vedemmo pi\u00f9.\n\nUna nuova musica, forte e giubilante, si lev\u00f2 dal santuario nascosto.\nLa folla intorno a me rabbrivid\u00ec e si strinse.\n\nLa tenda tra gli alberi venne scostata e il santuario fu\nalla vista il santuario.\n\nL\u00ec, innalzato in alto su un trono seduto sulla sua tipica antilope, con le sue\nquattro braccia che si protendevano verso i quattro angoli della terra,\nsi librava sopra di noi, oscuro e terribile nella luce mistica del cielo, il dio della Luna.\ndella Luna. E l\u00ec, nella fronte di questa divinit\u00e0, brillava il\nDiamante giallo, il cui splendore aveva brillato per l'ultima volta su di me in Inghilterra, dal\ndal seno di un abito femminile!\n\nS\u00ec, dopo otto secoli, la Pietra di Luna guarda di nuovo\ndi nuovo, oltre le mura della citt\u00e0 sacra in cui la sua storia ebbe inizio.\nCome ha ritrovato la strada verso la sua selvaggia terra d'origine, per quale incidente o per quale crimine gli indiani si sono riappropriati della loro gemma sacra?\no per quale crimine gli indiani siano rientrati in possesso della loro gemma sacra,\npu\u00f2 essere di vostra conoscenza, ma non di mia. L'avete persa di vista\nin Inghilterra e (se so qualcosa di questo popolo) l'avete persa di vista per sempre.\nper sempre.\n\nCos\u00ec gli anni passano e si ripetono; cos\u00ec gli stessi eventi ruotano nei cicli del tempo.\ni cicli del tempo. Quali saranno le prossime avventure della Pietra di Luna?\nChi pu\u00f2 dirlo?\n\n\nFINITURA\n"},{"titolo":"I delitti della rue Morgue","autore":"Edgar Allan Poe","categoria":"Giallo","contenuto":"LA LETTERA RUBATA\n\n\nNil sapienti odiosius acumine nimio. _Seneca_.\n\n      A Parigi, poco dopo il tramonto di una sera di vento nell'autunno del 18...,\n      mi stavo godendo il duplice lusso della meditazione e di una meerschaum,\n      in compagnia del mio amico C. Auguste Dupin, nella sua piccola biblioteca o\n      biblioteca, o ripostiglio dei libri, _au troisi me_, n. 33, _Rue Dun t,\n      Faubourg St. Germain_. Per almeno un'ora avevamo mantenuto un\n      profondo silenzio; mentre ognuno, per un osservatore casuale, poteva sembrare\n      sembrava intentamente ed esclusivamente occupato dai vortici di fumo che\n      di fumo che opprimevano l'atmosfera della camera. Per\n      me stesso, tuttavia, stavo discutendo mentalmente di alcuni argomenti che\n      che avevano costituito materia di conversazione tra di noi in un\n      della serata, cio\u00e8 l'affare della Rue Morgue e il mistero dell'omicidio di Marie Rogue.\n      il mistero dell'omicidio di Marie Rogt.\n      una sorta di coincidenza, quando la porta del nostro appartamento fu spalancata e\n      del nostro appartamento si spalanc\u00f2 e ammise la nostra vecchia conoscenza,\n      Monsieur G , il prefetto della polizia parigina.\n\n      Gli abbiamo dato un caloroso benvenuto, perch\u00e9 in quell'uomo c'era quasi la met\u00e0\n      di divertente e di spregevole in quell'uomo, e non lo vedevamo da diversi anni.\n      non lo vedevamo da diversi anni. Eravamo seduti al buio e\n      al buio e Dupin si alz\u00f2 per accendere una lampada, ma si sedette di nuovo senza farlo.\n      ma si sedette di nuovo, senza farlo, quando G. disse che era stato chiamato per\n      che era venuto a consultarci, o meglio a chiedere il parere del mio amico,\n      su alcuni affari ufficiali che avevano creato molti problemi.\n      problemi.\n\n       Se c'\u00e8 un punto su cui riflettere, osserv\u00f2 Dupin, rinunciando ad accendere lo stoppino, lo esamineremo per migliorare la situazione.\n      di accendere lo stoppino, lo esamineremo meglio al buio.\n      meglio al buio.\n\n       Questa \u00e8 un'altra delle vostre stranezze\", disse il prefetto, che aveva la moda di chiamare \"stranezze\" tutte le cose che andavano al di l\u00e0 delle sue possibilit\u00e0.\n      aveva la moda di chiamare strane tutte le cose che andavano al di l\u00e0 della sua\n      comprensione, e quindi viveva in mezzo a una legione assoluta di\n       stranezze.\n\n       \u00c8 vero, disse Dupin, mentre forniva al suo visitatore una pipa,\n      e gli porse una comoda sedia.\n\n       E qual \u00e8 la difficolt\u00e0 ora?  Ho chiesto.  Niente di pi\u00f9 nel\n      assassinio, spero?\n\n       Oh no, niente del genere. Il fatto \u00e8 che l'attivit\u00e0 \u00e8 molto\n      semplice e non dubito che possiamo gestirlo abbastanza bene da soli.\n      sufficientemente bene da soli; ma poi ho pensato che a Dupin sarebbe piaciuto\n      Dupin avrebbe voluto sentirne i dettagli, perch\u00e9 \u00e8 una cosa estremamente strana.\n\n       Semplice e strano, disse Dupin.\n\n       S\u00ec, e non \u00e8 nemmeno esattamente cos\u00ec. Il fatto \u00e8 che siamo stati tutti\n      siamo stati molto perplessi perch\u00e9 la faccenda \u00e8 cos\u00ec semplice, eppure\n      ci lascia perplessi.\n\n       Forse \u00e8 proprio la semplicit\u00e0 della cosa a mettervi in crisi, disse il mio amico.\n      colpa, disse il mio amico.\n\n       Che sciocchezze che dici! rispose il Prefetto, ridendo\n      di cuore.\n\n       Forse il mistero \u00e8 un po' troppo chiaro, disse Dupin.\n\n       Oh, santo cielo! Chi ha mai sentito un'idea del genere?\n\n       Un po' troppo evidente.\n\n       Ha! ha! ha! ha! ha! ho! ho! ha! rugg\u00ec il nostro visitatore,\n      profondamente divertito, oh, Dupin, sarai ancora la mia morte!\n\n       E qual \u00e8, dopo tutto, la questione in questione?  Ho chiesto.\n\n       Perch\u00e9, ve lo dir\u00f2, rispose il Prefetto, dando una lunga e costante\n      e contemplativo, e si sistem\u00f2 sulla sedia.\n       Ve lo dir\u00f2 in poche parole; ma, prima di iniziare, permettetemi di avvertirvi che si tratta di un affare che richiede la massima attenzione.\n      prima di iniziare, permettetemi di avvertirvi che si tratta di una faccenda che richiede il pi\u00f9 grande\n      segretezza, e che molto probabilmente perderei la posizione che ora\n      posizione che occupo, se si sapesse che l'ho confidato a qualcuno.\n\n       Procedete, dissi.\n\n       Oppure no, disse Dupin.\n\n       Ebbene, ho ricevuto informazioni personali, da una parte molto\n      che un certo documento dell'ultima importanza \u00e8 stato\n      \u00e8 stato sottratto dagli appartamenti reali. L'individuo che l'ha\n      che l'ha sottratto \u00e8 noto; questo \u00e8 indubbio: \u00e8 stato visto mentre lo prendeva.\n      \u00e8 stato visto mentre lo prendeva. Si sa anche che \u00e8 ancora in suo possesso.\n\n       Come si fa a saperlo? chiese Dupin.\n\n       Dalla natura del documento, e dalla mancata comparsa di alcuni risultati, si deduce chiaramente, ha replicato il Prefetto\n      del documento e dalla mancata apparizione di alcuni risultati\n      che deriverebbero immediatamente dalla sua uscita dal possesso del rapinatore.\n      possesso del rapinatore, cio\u00e8 dal fatto che egli lo utilizzi come deve\n      come alla fine intende impiegarlo.\n\n       Sii un po' pi\u00f9 esplicito, ho detto.\n\n       Ebbene, posso azzardarmi a dire che il giornale conferisce al suo\n      un certo potere in un determinato quartiere dove tale potere \u00e8\n      immensamente prezioso.  Il Prefetto era appassionato di\n      diplomazia.\n\n       Ancora non capisco bene, disse Dupin.\n\n       No? Bene; la divulgazione del documento a una terza persona, che\n      senza nome, metterebbe in discussione l'onore di un personaggio\n      di un personaggio di rango eccelso; e questo fatto conferisce al detentore del documento\n      del documento un'ascendenza sull'illustre personaggio\n      il cui onore e la cui pace sono cos\u00ec messi a repentaglio.\n\n       Ma questo ascendente, interposi, dipenderebbe dalla conoscenza da parte del rapinatore\n      conoscenza del derubato della conoscenza del derubato da parte del perdente. Chi\n      oserebbe\n\n       Il ladro, diceva G., \u00e8 il ministro D , che osa tutto,\n      sia quelle sconvenienti che quelle che fanno l'uomo. Il metodo del\n      furto non era meno ingegnoso che audace. Il documento in\n      lettera, a dire il vero, era stato ricevuto dal personaggio derubato mentre era\n      derubato mentre si trovava da solo nel boudoir reale. Durante la sua lettura fu\n      fu improvvisamente interrotta dall'ingresso dell'altro esaltato personaggio\n      personaggio al quale in particolare desiderava nasconderla.\n      Dopo un frettoloso e vano tentativo di infilarlo in un cassetto, fu costretta a metterlo\n      fu costretta a posarlo, aperto com'era, su un tavolo. L'indirizzo\n      l'indirizzo, tuttavia, era in alto e, con il contenuto cos\u00ec\n      contenuto non esposto, la lettera sfugg\u00ec all'attenzione. A questo punto entra in scena il\n      Ministro D . Il suo occhio di lince percepisce immediatamente il foglio,\n      riconosce la calligrafia dell'indirizzo, osserva la confusione\n      della persona a cui \u00e8 indirizzata e scopre il suo segreto. Dopo alcune\n      operazioni d'affari, sbrigate in modo ordinario, egli\n      una lettera simile a quella in questione, la apre, fa finta di leggerla e\n      lettera simile a quella in questione, la apre, finge di leggerla e poi la mette in\n      accostata all'altra. Di nuovo conversa, per circa quindici\n      per un quarto d'ora sugli affari pubblici. Alla fine, nel congedarsi, prende\n      prende dal tavolo anche la lettera su cui non aveva alcun diritto.\n      Il suo legittimo proprietario se ne accorse, ma, naturalmente, non os\u00f2 richiamare l'attenzione\n      in presenza del terzo personaggio che stava al suo fianco.\n      gomito. Il ministro se ne and\u00f2, lasciando sul tavolo la sua lettera, una di\n      di nessuna importanza sul tavolo.\n\n       Ecco, allora, mi disse Dupin, avete proprio quello che vi serve per\n      per completare l'ascendente: la conoscenza del rapinatore\n      la conoscenza del perdente del rapinatore.\n\n       S\u00ec, rispose il Prefetto; e il potere cos\u00ec ottenuto \u00e8 stato esercitato, per\n      da qualche mese a questa parte \u00e8 stato esercitato, per fini politici, in misura molto\n      pericoloso. La persona derubata si convince ogni giorno di pi\u00f9\n      ogni giorno pi\u00f9 convinta della necessit\u00e0 di recuperare la sua lettera.\n      Ma questo, ovviamente, non pu\u00f2 essere fatto apertamente. In definitiva, spinta alla\n      disperazione, ha affidato la questione a me.\n\n       Di cui, disse Dupin, in mezzo a un perfetto turbine di fumo, non si poteva desiderare un agente pi\u00f9 sagace\n      agente pi\u00f9 sagace, suppongo, si possa desiderare o anche solo immaginare.\n      immaginato.\n\n       Mi lusingate, rispose il Prefetto, ma \u00e8 possibile che\n      che si sia fatta un'opinione del genere.\n\n       \u00c8 chiaro, come avete osservato, che la lettera \u00e8 ancora in possesso del ministro.\n      in possesso del ministro, poich\u00e9 \u00e8 questo possesso, e non\n      e non l'uso della lettera, che conferisce il potere. Con\n      l'impiego il potere se ne va.\n\n       \u00c8 vero, disse G.; e su questa convinzione ho proceduto. La mia prima\n      prima cura fu quella di fare una ricerca approfondita nell'albergo del ministro; e qui\n      e qui il mio principale imbarazzo risiedeva nella necessit\u00e0 di perlustrare\n      a sua insaputa. Al di l\u00e0 di tutto, ero stato avvertito del pericolo\n      il pericolo che sarebbe derivato dal dargli motivo di sospettare\n      nostro disegno.\n\n       Ma, ho detto, lei \u00e8 abbastanza esperto in queste indagini.\n      La polizia parigina ha gi\u00e0 fatto questa cosa spesso.\n\n       Oh, s\u00ec; e per questo non disperai. Le abitudini del\n      del ministro mi hanno dato un grande vantaggio. Spesso si assenta da casa\n      assente da casa tutta la notte. I suoi servitori non sono affatto\n      numerosi. Dormono a distanza dall'appartamento del padrone,\n      e, essendo per lo pi\u00f9 napoletani, si ubriacano facilmente. Io ho\n      chiavi, come sapete, con cui posso aprire qualsiasi camera o gabinetto di Parigi.\n      di Parigi. Per tre mesi non \u00e8 passata una notte, durante la quale non sono stato\n      non \u00e8 passata una notte, la maggior parte della quale non sia stato impegnato, personalmente, a\n      a mettere a soqquadro il D Hotel. Il mio onore \u00e8 interessato e, per citare un grande segreto, la\n      un grande segreto, la ricompensa \u00e8 enorme. Perci\u00f2 non ho abbandonato la\n      ricerca finch\u00e9 non ho avuto la certezza che il ladro \u00e8 un uomo pi\u00f9\n      uomo pi\u00f9 astuto di me. Credo di aver indagato\n      ogni angolo dei locali in cui sia possibile\n      che il giornale possa essere nascosto.\n\n       Ma non \u00e8 possibile, ho suggerito, che sebbene la lettera sia in possesso del ministro, come \u00e8 indiscutibilmente\n      in possesso del ministro, come indubbiamente \u00e8, egli possa averla\n      che l'abbia nascosta altrove rispetto alla sua sede?\n\n       Questo \u00e8 appena possibile, ha detto Dupin.  L'attuale condizione particolare\n      condizione degli affari a corte, e soprattutto di quegli intrighi in cui\n      in cui D \u00e8 notoriamente coinvolto, renderebbe la disponibilit\u00e0 istantanea del documento\n      disponibilit\u00e0 del documento, la sua possibilit\u00e0 di essere prodotto in un momento\n      di essere prodotto in un momento di preavviso un punto di importanza quasi uguale al suo\n      possesso.\n\n       La sua suscettibilit\u00e0 a essere prodotta?\n\n       Vale a dire, di essere distrutto, disse Dupin.\n\n       \u00c8 vero, ho osservato; il documento si riferisce chiaramente alle premesse.\n      Per quanto riguarda il fatto che sia sulla persona del ministro, possiamo considerarlo\n      fuori questione.\n\n       Completamente, ha detto il Prefetto.  \u00c8 stato fermato due volte, come se fosse\n      da pedoni, e la sua persona \u00e8 stata rigorosamente perquisita sotto la mia\n      ispezione.\n\n       Avrebbe potuto risparmiarsi questa fatica, disse Dupin.  D ,\n      presumo che non sia del tutto sciocco e, se non lo \u00e8, deve aver previsto\n      prevedere questi spostamenti, come ovvio.\n\n       Non \u00e8 del tutto uno sciocco, disse G., ma \u00e8 un poeta, che io considero\n      che io considero una cosa diversa da uno sciocco.\n\n       \u00c8 vero, disse Dupin, dopo una lunga e riflessiva sniffata dalla sua\n      meerschaum, anche se io stesso mi sono reso colpevole di alcune\n      di certe canzoncine.\n\n       Supponiamo che mi descriva in dettaglio i particolari della sua ricerca.\n\n       Il fatto \u00e8 che ci siamo presi il nostro tempo e abbiamo cercato dappertutto.\n      Ho una lunga esperienza in queste faccende. Ho ispezionato l'intero\n      edificio, stanza per stanza, dedicando a ognuna le notti di un'intera settimana.\n      ogni stanza. Abbiamo esaminato, per prima cosa, i mobili di ogni appartamento. Abbiamo\n      Abbiamo aperto ogni possibile cassetto; e presumo che sappiate che, per un agente di polizia adeguatamente\n      un agente di polizia adeguatamente addestrato, un cassetto segreto \u00e8 impossibile.\n      \u00e8 impossibile. Chiunque \u00e8 un idiota se si lascia sfuggire un cassetto segreto in una\n      che un cassetto segreto gli sfugga in una ricerca di questo tipo. La cosa \u00e8 cos\u00ec evidente. C'\u00e8\n      c'\u00e8 una certa quantit\u00e0 di spazio da tenere in considerazione in ogni\n      armadio. Poi ci sono regole precise. La cinquantesima parte di una linea\n      non poteva sfuggirci. Dopo gli armadi abbiamo preso le sedie. I cuscini\n      cuscini abbiamo sondato con i sottili aghi lunghi che mi avete visto\n      utilizzare. Dai tavoli abbiamo tolto i piani.\n\n       Perch\u00e9?\n\n       A volte il piano di un tavolo, o di un altro mobile di simile disposizione, viene rimosso dalla persona che vuole nascondere un\n      di mobili, viene rimosso dalla persona che vuole nascondere un articolo.\n      un articolo; poi si scava la gamba, si deposita l'articolo all'interno della\n      la gamba viene scavata, l'articolo viene depositato nella cavit\u00e0 e il piano viene rimesso al suo posto. La parte inferiore e superiore delle\n      letto vengono utilizzati allo stesso modo.\n\n       Ma la cavit\u00e0 non potrebbe essere rilevata con un suono?  Ho chiesto.\n\n       In nessun caso, se, quando l'articolo viene depositato, viene posta attorno ad esso una sufficiente\n      di cotone attorno ad esso. Inoltre, nel nostro caso, eravamo\n      eravamo obbligati a procedere senza rumore.\n\n       Ma non avreste potuto rimuovere non avreste potuto fare a pezzi tutti i\n      tutti gli articoli di arredamento in cui sarebbe stato possibile\n      sarebbe stato possibile fare un deposito nel modo da voi menzionato. Una lettera\n      una lettera pu\u00f2 essere compressa in un sottile rotolo a spirale, che non differisce molto per\n      forma o dalla massa di un grosso ago da maglia, e in questa forma potrebbe essere\n      in questa forma pu\u00f2 essere inserita, ad esempio, nel piolo di una sedia. Non avete\n      non avete fatto a pezzi tutte le sedie?\n\n       Certamente no; ma abbiamo fatto meglio a esaminare i pioli di ogni\n      sedia dell'albergo e, in effetti, le giunture di ogni\n      mobili, con l'aiuto di un potentissimo microscopio.\n      microscopio. Se ci fossero state tracce di un disturbo recente non avremmo\n      non avremmo mancato di individuarle all'istante. Un singolo granello di\n      un singolo granello di polvere di zecca, per esempio, sarebbe stato evidente come una mela.\n      Qualsiasi disordine nell'incollaggio, qualsiasi insolita fessura nelle\n      giunture sarebbe stato sufficiente a garantirne l'individuazione.\n\n       Immagino che abbiate guardato negli specchi, tra le tavole e le lastre, e che abbiate sondato i letti e le lenzuola.\n      e ha sondato i letti e le lenzuola, cos\u00ec come le tende e i tappeti.\n      le tende e i tappeti.\n\n       Questo naturalmente; e quando abbiamo completato ogni singola\n      mobili in questo modo, abbiamo esaminato la casa stessa.\n      casa stessa. Dividemmo l'intera superficie in compartimenti, che numerammo, in modo da non tralasciarne nessuno.\n      numerati, in modo da non tralasciarne nessuno; poi abbiamo esaminato ogni singolo\n      ogni singolo centimetro quadrato di tutta la casa, comprese le due\n      case immediatamente adiacenti, con il microscopio, come prima.\n\n       Le due case adiacenti!  Ho esclamato; dovete aver avuto una\n      molto disturbo.\n\n       L'abbiamo fatto, ma la ricompensa offerta \u00e8 prodigiosa!\n\n       Include anche i terreni delle case?\n\n       Tutto il terreno \u00e8 pavimentato in mattoni. Ci hanno dato relativamente\n      poco disturbo. Abbiamo esaminato il muschio tra i mattoni e lo abbiamo trovato\n      trovato indisturbato.\n\n       Ha guardato tra le carte di D., naturalmente, e nei libri della biblioteca?\n      biblioteca?\n\n       Certamente; abbiamo aperto ogni pacco e confezione; non solo abbiamo\n      non solo abbiamo aperto ogni libro, ma abbiamo sfogliato ogni foglia di ogni volume,\n      non ci siamo accontentati di una semplice scrollata, secondo la\n      moda di alcuni dei nostri agenti di polizia. Abbiamo anche misurato lo\n      spessore della copertina di ogni libro, con la pi\u00f9 accurata\n      con la massima accuratezza, e abbiamo applicato a ciascuno di essi il pi\u00f9 geloso esame del\n      microscopio. Se una delle rilegature fosse stata manomessa di recente, sarebbe stato\n      se qualcuna delle rilegature fosse stata manomessa di recente, sarebbe stato assolutamente impossibile che il fatto\n      sarebbe sfuggito all'osservazione. Cinque o sei volumi, appena usciti dalle\n      mani del rilegatore, abbiamo accuratamente sondato longitudinalmente con gli aghi.\n      aghi.\n\n       Avete esplorato i pavimenti sotto i tappeti?\n\n       Al di l\u00e0 di ogni dubbio. Abbiamo rimosso ogni tappeto ed esaminato le tavole\n      con il microscopio.\n\n       E la carta alle pareti?\n\n       S\u00ec.\n\n       Hai guardato nelle cantine?\n\n       L'abbiamo fatto.\n\n       Allora, ho detto, avete fatto un calcolo sbagliato e la lettera non \u00e8\n      lettera non \u00e8 sul posto, come suppone.\n\n       Temo che lei abbia ragione, disse il prefetto.  E ora, Dupin,\n      cosa mi consiglieresti di fare?\n\n       Effettuare una ricerca approfondita dei locali.\n\n       Questo \u00e8 assolutamente inutile, ha risposto G .  Non sono pi\u00f9 sicuro\n      che io respiri di quanto non sia sicuro che la lettera non sia all'Hotel.\n\n       Non ho consigli migliori da darvi\", disse Dupin.  Avete, ovviamente\n      una descrizione accurata della lettera?\n\n       Oh s\u00ec! E qui il Prefetto, producendo un libro di appunti,\n      ad alta voce un resoconto minuzioso dell'aspetto interno e soprattutto\n      soprattutto dell'aspetto esterno del documento mancante.\n      Poco dopo aver terminato la lettura di questa descrizione, se ne and\u00f2, pi\u00f9 depresso di quanto non fosse il suo umore.\n      se ne and\u00f2, pi\u00f9 depresso d'animo di quanto avessi mai\n      conosciuto prima il buon gentiluomo.\n\n      Dopo circa un mese ci fece di nuovo visita e ci trov\u00f2 occupati come prima.\n      occupati quasi come prima. Prese una pipa e una sedia e\n      e si mise a conversare in modo ordinario. Alla fine dissi,\n\n       Beh, ma G., che ne \u00e8 della lettera rubata? Presumo che tu abbia\n      finalmente deciso che non esiste una cosa come\n      di superare il Ministro?\n\n       Confondetelo, dico io, s\u00ec; tuttavia ho fatto il riesame, come suggerito da Dupin, ma \u00e8 stata tutta fatica persa.\n      Dupin, ma \u00e8 stata tutta fatica persa, come sapevo che sarebbe stato.\n      come sapevo che sarebbe stato.\n\n       Quanto \u00e8 stata offerta la ricompensa, ha detto? ha chiesto Dupin.\n\n       Ma molto, una ricompensa molto liberale, non mi piace dire quanto, di preciso.\n      quanto, di preciso; ma una cosa la dico: non mi dispiacerebbe\n      di dare il mio assegno individuale di cinquantamila franchi a chiunque\n      a chiunque riuscisse a procurarmi quella lettera. Il fatto \u00e8 che sta diventando\n      di giorno in giorno pi\u00f9 importante e la ricompensa \u00e8 stata raddoppiata.\n      ultimamente \u00e8 stata raddoppiata. Tuttavia, se fosse triplicata, non potrei fare di pi\u00f9 di quanto\n      di pi\u00f9 di quanto ho fatto.\n\n       Ma s\u00ec, disse Dupin, in tono strascicato, tra una sniffata e l'altra del suo meerschaum.\n      meerschaum, credo proprio, G, che tu non ti sia sforzato\n      al massimo in questa faccenda. Potresti fare un po' di\n      di pi\u00f9, credo, eh?\n\n       Come? In che modo?\n\n       Perch\u00e9 puff, puff si potrebbe puff, puff impiegare un consulente in materia, eh?\n      puff, puff, puff. Ricorda la storia che raccontano\n      di Abernethy?\n\n       No; impiccate Abernethy!\n\n       Certo, impiccatelo e ben venga. Ma, una volta, un certo ricco avaro\n      un certo ricco avaro concep\u00ec il progetto di rivolgersi a questo\n      Abernethy per avere un parere medico. A questo scopo, durante una normale conversazione\n      una conversazione ordinaria in una compagnia privata, insinu\u00f2 il suo\n      caso al medico, come quello di un individuo immaginario.\n\n       Supponiamo, disse l'avaro, che i suoi sintomi siano tali e quali.\n      e tali; ora, dottore, cosa gli avreste detto di prendere?\n\n       Prendete! disse Abernethy, perch\u00e9, per essere sicuri, prendete consigli.\n\n       Ma, disse il Prefetto, un po' sconvolto, sono perfettamente\n      perfettamente disposto ad accettare consigli e a pagarli. Darei davvero\n      cinquantamila franchi a chiunque mi aiutasse in questa faccenda.\n\n       In questo caso, rispose Dupin, aprendo un cassetto e tirando fuori un libretto di assegni.\n      un libretto di assegni, pu\u00f2 benissimo compilarmi un assegno per l'importo\n      menzionato. Quando l'avr\u00e0 firmato, le consegner\u00f2 la lettera.\n\n      Ero sbalordito. Il Prefetto sembrava assolutamente\n      fulminato. Per alcuni minuti rimase senza parole e\n      immobile, guardando incredulo il mio amico con la bocca aperta,\n      e con gli occhi che sembravano uscire dalle orbite; poi,\n      apparentemente riprendendosi in qualche modo, prese una penna,\n      e, dopo diverse pause e sguardi assenti, riemp\u00ec e firm\u00f2 un assegno di cinquantamila franchi.\n      un assegno di cinquantamila franchi e lo porse a Dupin.\n      tavolo a Dupin. Quest'ultimo lo esamin\u00f2 attentamente e\n      e lo deposit\u00f2 nel suo taccuino; poi, aprendo uno scrittoio,\n      prese una lettera e la consegn\u00f2 al Prefetto. Questo funzionario\n      la prese in una perfetta agonia di gioia, l'apr\u00ec con mano tremante, diede una rapida occhiata alla\n      mano tremante, diede una rapida occhiata al suo contenuto e poi, strapazzando e lottando verso la porta, si precipit\u00f2\n      e si dibatteva verso la porta, si precipit\u00f2 infine senza tanti complimenti fuori dalla stanza e dalla casa, senza\n      dalla stanza e dalla casa, senza aver pronunciato una sillaba\n      da quando Dupin gli aveva chiesto di compilare l'assegno.\n\n      Quando se ne fu andato, il mio amico si dilung\u00f2 in alcune spiegazioni.\n\n       La polizia parigina, ha detto, \u00e8 estremamente abile nel suo\n      modo. Sono perseveranti, ingegnosi, astuti e molto competenti\n      conoscenza che i loro compiti sembrano richiedere principalmente\n      richiedono. Cos\u00ec, quando G. ci descrisse il suo modo di perquisire i locali dell'Hotel D, mi sentii come se fosse un'idea.\n      dell'Hotel D , mi sono sentita del tutto fiduciosa che avesse fatto un'indagine\n      di aver svolto un'indagine soddisfacente per quanto riguardava il suo lavoro.\n\n       Fino a dove si estendevano le sue fatiche?\n\n       S\u00ec, disse Dupin.  Le misure adottate non solo erano le migliori\n      del loro genere, ma realizzate alla perfezione. Se la lettera\n      se la lettera fosse stata depositata nel raggio d'azione delle loro ricerche, questi\n      questi ragazzi l'avrebbero trovata, senza ombra di dubbio.\n\n      Io mi limitai a ridere, ma lui sembrava molto serio in tutto ci\u00f2 che diceva.\n\n       Le misure, quindi, ha continuato, erano buone nel loro genere e ben eseguite.\n      ben eseguite; il loro difetto consisteva nell'essere inapplicabili al caso e all'uomo.\n      al caso e all'uomo. Un certo insieme di risorse molto ingegnose\n      risorse sono, per il Prefetto, una sorta di letto di Procuste, al quale egli si adatta\n      a cui egli adatta forzatamente i suoi progetti. Ma sbaglia perennemente\n      troppo profondo o troppo superficiale per la questione in questione; e molti scolari sono pi\u00f9 bravi a ragionare\n      molti scolari sono pi\u00f9 bravi di lui a ragionare. Ne ho conosciuto uno di circa otto\n      di otto anni, il cui successo nell'indovinare nel gioco del pari e del dispari\n      dispari attirava l'ammirazione di tutti. Questo gioco \u00e8 semplice e si gioca con le biglie.\n      semplice e si gioca con le biglie. Un giocatore tiene in mano un certo numero di\n      di questi giocattoli e chiede a un altro se quel numero \u00e8 pari o dispari.\n      dispari. Se l'indovinello \u00e8 giusto, l'indovino vince una volta; se \u00e8 sbagliato, ne perde una.\n      perde una partita. Il ragazzo a cui mi riferisco ha vinto tutte le biglie della scuola.\n      scuola. Naturalmente aveva un principio di indovinare, che risiedeva nella mera osservazione e nella misurazione della\n      nella mera osservazione e misurazione dell'astuzia dei suoi avversari.\n      avversari. Per esempio, un sempliciotto \u00e8 il suo avversario e,\n      alzando la mano chiusa, chiede: sono pari o dispari?  Il nostro\n      Il nostro scolaro risponde: dispari, e perde; ma alla seconda prova vince, poich\u00e9\n      vince, perch\u00e9 allora dice a se stesso: il sempliciotto li aveva pari\n      alla prima prova, e la sua dose di astuzia \u00e8 sufficiente a fargliele\n      \u00e8 sufficiente a fargliele avere dispari nella seconda prova; io quindi\n      quindi indoviner\u00f2 il dispari; indovina il dispari e vince. Ora, con un\n      un sempliciotto di un grado superiore al primo, avrebbe ragionato cos\u00ec:\n       Questo tizio si accorge che nel primo caso ho indovinato il dispari e..,\n      nel secondo, proporr\u00e0 a se stesso, al primo\n      impulso, una semplice variazione da pari a dispari, come aveva fatto il primo\n      sempliciotto; ma poi un secondo pensiero gli suggerir\u00e0 che questa \u00e8\n      che si tratta di una variazione troppo semplice, e alla fine decider\u00e0 di mettere\n      pari come prima. Indovino quindi il pari; lui indovina il pari,\n      e vince. Ora, questo modo di ragionare dello scolaro, che i suoi compagni definivano fortunato, che cosa, se non la fortuna, \u00e8 stato?\n      compagni definivano fortunato, che cos'\u00e8, in ultima analisi,?\n\n       Si tratta semplicemente, ho detto, di un'identificazione dell'intelletto del ragionatore con quello dell'avversario.\n      ragionatore con quello del suo avversario.\n\n       \u00c8 cos\u00ec, disse Dupin; e, dopo aver chiesto al ragazzo con quali mezzi avesse\n      con quali mezzi avesse effettuato l'identificazione completa in cui consisteva il suo\n      successo, ricevetti la seguente risposta:  Quando voglio scoprire\n      Quando voglio scoprire quanto sia saggio o stupido, buono o malvagio\n      qualcuno, o quali sono i suoi pensieri in quel momento, modifico l'espressione del mio viso\n      l'espressione del mio viso, il pi\u00f9 accuratamente possibile, in accordo con\n      espressione del mio volto, il pi\u00f9 accuratamente possibile, in accordo con quella del suo, e poi aspetto di vedere quali pensieri o sentimenti\n      sentimenti che sorgono nella mia mente o nel mio cuore, come se corrispondessero o\n      corrispondere all'espressione.  Questa risposta dello scolaro\n      Questa risposta dello scolaretto \u00e8 alla base di tutta la spuria profondit\u00e0 che \u00e8 stata\n      Rochefoucault, La Bougive, Machiavelli e Campanella.\n      a Campanella.\n\n       E l'identificazione, dicevo, dell'intelletto del ragionatore con quello del suo avversario\n      con quello del suo avversario, dipende, se ho capito bene,\n      dall'accuratezza con cui viene misurato l'intelletto dell'avversario.\n      dell'avversario.\n\n       Il suo valore pratico dipende da questo, rispose Dupin;\n       e il Prefetto e la sua coorte falliscono cos\u00ec spesso, in primo luogo, per\n      di questa identificazione e, in secondo luogo, a causa della\n      e, in secondo luogo, per una cattiva misurazione, o meglio per la non misurazione, dell'intelletto con cui\n      dell'intelletto con cui sono impegnati. Considerano solo le loro\n      idee proprie di ingegno e, nel cercare qualcosa di nascosto,\n      e, nel cercare qualcosa di nascosto, si rivolgono solo ai modi in cui l'avrebbero nascosto loro. Hanno ragione\n      hanno ragione, in quanto il loro ingegno \u00e8 un fedele rappresentante di quello della massa.\n      rappresentante fedele di quello della massa; ma quando l'astuzia del singolo criminale\n      delinquente \u00e8 diversa dalla loro, il criminale li sventa, naturalmente.\n      criminale li sventa, naturalmente. Questo accade sempre quando \u00e8 superiore\n      loro, e molto spesso quando \u00e8 inferiore. Non hanno alcuna\n      non hanno variazioni di principio nelle loro indagini; nel migliore dei casi, quando\n      quando sono spinti da un'emergenza insolita, da una ricompensa straordinaria.\n      estendono o esagerano i loro vecchi modi di praticare, senza\n      senza toccare i loro principi. Che cosa, per esempio, in questo caso di\n      D , \u00e8 stato fatto per variare il principio di azione? Che cos'\u00e8 tutto questo\n      che cosa \u00e8 tutto questo alesare, sondare, scandagliare, esaminare con il microscopio e dividere la superficie della\n      microscopio e la suddivisione della superficie dell'edificio in\n      centimetri quadrati registrati, cos'\u00e8 se non un'esagerazione dell'applicazione di un principio o di un insieme?\n      dell'applicazione di un unico principio o di un insieme di principi di\n      di ricerca, che si basano sull'unico insieme di nozioni riguardanti l'ingegno umano, a cui\n      dell'ingegno umano, a cui il Prefetto, nella lunga routine del suo\n      routine del suo dovere, \u00e8 stato abituato? Non vedete che ha dato per scontato che\n      che tutti gli uomini procedano a nascondere una lettera, non proprio in\n      un buco di vetro scavato nella gamba di una sedia, ma almeno in qualche buco o angolo\n      buco o in qualche angolo fuori mano, suggerito dallo stesso tenore di\n      pensiero che spingerebbe un uomo a nascondere una lettera in un buco\n      un buco di vetro praticato nella gamba di una sedia? E non vedete anche che\n      che tali nascondigli sono adatti solo per le occasioni ordinarie e sarebbero adottati solo\n      occasioni ordinarie e verrebbero adottati solo da persone di\n      Perch\u00e9, in tutti i casi di occultamento, l'eliminazione dell'oggetto occultato \u00e8 un'eliminazione\n      in tutti i casi di occultamento, un'eliminazione dell'oggetto occultato in questo modo \u00e8,\n      in prima istanza, \u00e8 presumibile e presunto; e quindi la sua scoperta dipende non\n      scoperta non dipende affatto dall'acume, ma\n      dalla semplice attenzione, pazienza e determinazione di chi cerca;\n      e quando il caso \u00e8 importante o, ci\u00f2 che equivale alla stessa cosa agli occhi della politica\n      politica, quando la ricompensa \u00e8 di grande entit\u00e0, le qualit\u00e0 in questione non sono mai state\n      qualit\u00e0 in questione non hanno mai fallito. Ora capirete\n      capirete cosa intendevo dire quando ho suggerito che, se la lettera rubata\n      lettera era stata nascosta entro i limiti dell'esame del Prefetto.\n      in altre parole, se il principio dell'occultamento fosse stato compreso nei principi del\n      fosse stato compreso nei principi del Prefetto, la sua scoperta sarebbe stata\n      se il principio del suo occultamento fosse stato compreso nei principi del Prefetto, la sua scoperta sarebbe stata una questione del tutto fuori discussione.\n      Questo funzionario, tuttavia, \u00e8 stato completamente mistificato; e la fonte remota della sua sconfitta risiede nella\n      fonte della sua sconfitta \u00e8 la supposizione che il Ministro sia uno sciocco, perch\u00e9 ha\n      Ministro sia uno sciocco, perch\u00e9 ha acquisito fama di poeta. Tutti\n      tutti gli sciocchi sono poeti; questo il Prefetto lo ritiene, ed \u00e8 solo colpevole di una non distribuzio\n      di una non distributio medii nel dedurre che tutti i poeti sono\n      sciocchi.\n\n       Ma \u00e8 davvero questo il poeta?  Ho chiesto.  Ci sono due fratelli,\n      So che entrambi hanno raggiunto una certa fama nelle lettere. Il\n      Ministro credo abbia scritto dottamente sul calcolo differenziale.\n      Differenziale. \u00c8 un matematico e non un poeta.\n\n       Vi sbagliate; lo conosco bene, \u00e8 entrambe le cose. Come poeta e\n      matematico, avrebbe ragionato bene; come semplice matematico, non avrebbe potuto\n      matematico, non avrebbe potuto ragionare affatto, e quindi sarebbe stato alla\n      alla merc\u00e9 del Prefetto.\n\n       Mi sorprende, ho detto, con queste opinioni, che sono state\n      contraddette dalla voce del mondo. Non intendete mettere in crisi l'idea\n      l'idea ben digerita da secoli. La ragione matematica\n      matematica \u00e8 stata a lungo considerata la ragione per eccellenza.\n\n       Il y a pari r, rispose Dupin, citando Chamfort, che\n      tutte le id e publique, tutte le convenzioni in vigore sono una sottigliezza, poich\u00e9\n      elle a convenue au plus grand nombre.  I matematici, ve lo concedo, hanno fatto del loro meglio per\n      hanno fatto del loro meglio per promulgare l'errore popolare a cui alludi\n      a cui alludete, e che non \u00e8 meno un errore per il fatto che viene\n      promulgazione come verit\u00e0. Con un'arte degna di una causa migliore, per esempio\n      esempio, hanno insinuato il termine analisi nella\n      applicazione all'algebra. I francesi sono gli artefici di questo\n      inganno; ma se un termine \u00e8 di una qualche importanza, se le parole\n      valore dall'applicabilit\u00e0, allora analisi trasmette\n       algebra tanto quanto, in latino, ambitus implica\n       ambizione, _religio_ la religione, o _homines honesti_ un insieme di uomini\n      di uomini \"onesti\".\n\n       Vedo che avete una disputa in corso con alcuni algebristi di Parigi.\n      algebristi di Parigi; ma procedete.\n\n       Contesto la disponibilit\u00e0, e quindi il valore, di quella ragione\n      che viene coltivata in una forma speciale diversa da quella\n      logica astratta. Contesto, in particolare, la ragione educata\n      dallo studio della matematica. Le matematiche sono la scienza della forma\n      e della quantit\u00e0; il ragionamento matematico non \u00e8 altro che logica applicata all'osservazione di\n      all'osservazione della forma e della quantit\u00e0. Il grande errore sta nel\n      che anche le verit\u00e0 di quella che viene chiamata algebra pura,\n      siano verit\u00e0 astratte o generali. E questo errore \u00e8 cos\u00ec grave\n      che sono sconcertato dall'universalit\u00e0 con cui \u00e8 stato\n      ricevuto. Gli assiomi matematici non sono assiomi di verit\u00e0 generale.\n      Ci\u00f2 che \u00e8 vero per quanto riguarda le relazioni tra forma e quantit\u00e0 \u00e8 spesso grossolanamente falso per quanto riguarda la morale.\n      falso per quanto riguarda la morale, ad esempio. In quest'ultima scienza \u00e8\n      \u00e8 molto spesso falso che le parti aggregate siano uguali all'insieme.\n      tutto. Anche in chimica l'assioma fallisce. Nella considerazione del\n      movente, perch\u00e9 due moventi, ciascuno di un determinato valore, non hanno necessariamente un valore\n      valore, non hanno necessariamente un valore, quando sono uniti, pari alla somma dei loro\n      valori separati. Ci sono numerose altre verit\u00e0 matematiche che\n      sono verit\u00e0 solo nei limiti della relazione. Ma il\n      matematico argomenta, a partire dalle sue verit\u00e0 finite, per abitudine, come se fossero\n      come se avessero un'applicabilit\u00e0 assolutamente generale, come il mondo\n      mondo le immagina tali. Bryant, nella sua dottissima\n       Mitologia, menziona un'analoga fonte di errore, quando dice che\n      che, sebbene le favole pagane non siano credute, noi dimentichiamo continuamente\n      dimentichiamo continuamente di noi stessi e ne deduciamo come realt\u00e0 esistenti.\n      realt\u00e0.  Per gli algebristi, invece, che sono essi stessi pagani, le favole pagane sono\n      pagani, le favole pagane sono credute e le deduzioni sono fatte\n      non tanto per una perdita di memoria, quanto per una\n      inspiegabile addolcimento del cervello. In breve, non ho mai incontrato\n      non ho mai incontrato un semplice matematico che si potesse fidare di\n      radici uguali, o uno che non ritenesse clandestinamente un punto di fede\n      che x2+px fosse assolutamente e incondizionatamente uguale a q.\n      Dite a uno di questi signori, a titolo di esperimento, se vi piace, che credete che possano verificarsi occasioni\n      che si ritiene che possano verificarsi occasioni in cui x2+px non \u00e8\n      non \u00e8 del tutto uguale a q, e, dopo avergli fatto capire cosa intendete\n      che cosa intendete dire, allontanatevi il pi\u00f9 rapidamente possibile dalla sua portata, perch\u00e9, senza dubbio, cercher\u00e0 di\n      dubbio, cercher\u00e0 di buttarvi a terra.\n\n       Voglio dire, continu\u00f2 Dupin, mentre io mi limitavo a ridere delle sue ultime osservazioni, che se il Ministro non fosse stato altro che un\n      che se il Ministro non fosse stato altro che un matematico, il Prefetto non avrebbe avuto bisogno di\n      matematico, il Prefetto non avrebbe avuto alcuna necessit\u00e0 di\n      di darmi questo assegno. Lo conosco, invece, come matematico e poeta.\n      e poeta, e le mie misure sono state adattate alle sue capacit\u00e0, in riferimento alle circostanze in cui si trovava.\n      alle sue capacit\u00e0, con riferimento alle circostanze da cui era circondato. Lo conoscevo anche\n      Lo conoscevo anche come cortigiano e come audace intrigante. Un uomo del genere, ritenevo\n      non poteva non conoscere le comuni modalit\u00e0 di azione politica.\n      modalit\u00e0 d'azione della politica. Non avrebbe potuto non anticipare e\n      gli eventi hanno dimostrato che non aveva mancato di anticipare le\n      di essere sottoposto a intralci. Doveva prevedere, riflettevo, le\n      riflesso, le indagini segrete dei suoi locali. Le sue\n      frequenti assenze notturne da casa, salutate dal Prefetto come un sicuro aiuto al suo\n      Prefetto come sicuri aiuti al suo successo, io li consideravo solo degli stratagemmi,\n      per dare l'opportunit\u00e0 alla polizia di effettuare una ricerca approfondita e cos\u00ec\n      di ricerche approfondite alla polizia, e quindi di imprimere loro la convinzione che G, in effetti, arriv\u00f2 alla fine.\n      G , infatti, arriv\u00f2 alla fine la convinzione che la lettera non fosse\n      sul posto. Ritenevo, inoltre, che l'intero percorso di pensiero,\n      che mi sono sforzato di illustrarvi poco fa,\n      sul principio invariabile dell'azione della polizia nella\n      ricerca di articoli nascosti, ritenevo che questo pensiero\n      pensiero avrebbe necessariamente attraversato la mente del Ministro.\n      Lo porterebbe imperativamente a disprezzare tutti gli angoli ordinari di occultamento.\n      di occultamento. Non poteva, riflettevo, essere cos\u00ec debole da non vedere che\n      non vedere che il pi\u00f9 intricato e remoto recesso del suo albergo sarebbe stato\n      dell'albergo sarebbe stato aperto agli occhi, alle sonde, ai ditali e agli occhialini come i pi\u00f9 comuni ripostigli,\n      alle sonde, ai ditali e ai microscopi del Prefetto. Vedevo, in definitiva, che\n      che sarebbe stato spinto, per forza di cose, alla\n      semplicit\u00e0, se non vi fosse stato deliberatamente indotto per scelta.\n      scelta. Ricorderete, forse, quanto il Prefetto si sia disperatamente\n      quando ho suggerito, durante il nostro primo colloquio, che era\n      possibile che questo mistero lo turbasse cos\u00ec tanto per il fatto di essere\n      perch\u00e9 era cos\u00ec evidente.\n\n       S\u00ec, dissi, ricordo bene la sua allegria. Pensavo davvero\n      che sarebbe caduto in convulsioni.\n\n       Il mondo materiale, continuava Dupin, \u00e8 ricco di analogie molto strette\n      analogie con l'immateriale; e cos\u00ec \u00e8 stato dato un certo colore di verit\u00e0 al dogma retorico che la metafora o la similitudine\n      \u00e8 stato dato al dogma retorico secondo il quale la metafora o la similitudine possono\n      essere utilizzate per rafforzare un'argomentazione, cos\u00ec come per abbellire una descrizione.\n      descrizione. Il principio della vis inerti, per esempio, sembra\n      sembra essere identico in fisica e in metafisica. Non \u00e8 pi\u00f9 vero\n      non \u00e8 pi\u00f9 vero che nel primo caso un corpo grande \u00e8 pi\u00f9 difficile da mettere in movimento\n      pi\u00f9 difficile da mettere in moto rispetto a uno pi\u00f9 piccolo, e che la sua quantit\u00e0 di moto successiva sia\n      che il suo slancio successivo sia commisurato a questa difficolt\u00e0, di quanto non lo sia nel secondo caso,\n      che gli intelletti di capacit\u00e0 maggiore, pur essendo pi\u00f9 forti, pi\u00f9 costanti e pi\u00f9\n      pi\u00f9 forti, pi\u00f9 costanti e pi\u00f9 movimentati nei loro movimenti rispetto a quelli di grado\n      di grado inferiore, sono tuttavia meno facilmente mossi e pi\u00f9\n      pi\u00f9 imbarazzati e pieni di esitazioni nei primi passi del loro progresso.\n      del loro progresso. Ancora: avete mai fatto caso a quali insegne stradali, sopra le\n      insegne stradali, sopra le porte dei negozi, sono le pi\u00f9 attraenti per\n      attenzione?\n\n       Non ho mai pensato alla questione, ho detto.\n\n       C'\u00e8 un gioco di enigmi, ha ripreso, che si gioca su una mappa.\n      mappa. Un giocatore chiede a un altro di trovare una parola data, il nome di una citt\u00e0, di un fiume, di uno stato o di un impero.\n      nome di una citt\u00e0, di un fiume, di uno stato o di un impero, qualsiasi parola, in breve, sulla superficie\n      insomma, sulla superficie disordinata e perplessa della carta. Un novizio del gioco\n      un principiante nel gioco cerca di mettere in imbarazzo i suoi avversari dando loro i nomi pi\u00f9\n      nomi pi\u00f9 minuziosi; ma l'esperto sceglie le parole che si\n      che si estendono, a grandi caratteri, da un'estremit\u00e0 all'altra della carta.\n      all'altro. Queste, come le insegne e i cartelli troppo grandi della strada, sfuggono all'osservazione di chi non le vede.\n      strada, sfuggono all'osservazione per il fatto di essere eccessivamente evidenti.\n      e qui la svista fisica \u00e8 esattamente analoga all'incomprensione morale\n      con l'incomprensione morale con la quale l'intelletto lascia passare inosservate\n      passare inosservate quelle considerazioni che sono troppo\n      troppo palesemente evidenti. Ma questo \u00e8 un punto, a quanto pare,\n      un po' al di sopra o al di sotto della comprensione del Prefetto. Egli\n      non ha mai pensato che fosse probabile, o possibile, che il Ministro\n      che il Ministro avesse depositato la lettera immediatamente sotto il naso del\n      mondo intero, per evitare al meglio che una parte di quel mondo\n      di percepirla.\n\n       Ma pi\u00f9 riflettevo sull'audacia, l'audacia e l'ingegno discriminante di D.\n      ingegno di D; sul fatto che il documento doveva essere sempre a portata di mano se\n      documento doveva essere sempre a portata di mano, se intendeva usarlo a scopo\n      e sulla prova decisiva, ottenuta dal Prefetto,\n      che non era nascosto nei limiti delle ricerche ordinarie di quel dignitario.\n      di ricerca ordinario, tanto pi\u00f9 mi convinsi che, per nascondere questa\n      lettera, il ministro avesse fatto ricorso all'espediente\n      sagace espediente di non tentare affatto di nasconderla.\n\n       Pieno di queste idee, mi preparai con un paio di occhiali verdi e mi presentai una bella mattina, del tutto casualmente, alla\n      occhiali verdi e una bella mattina mi presentai, per puro caso, all'albergo dei\n      all'hotel ministeriale. Trovai D. in casa, che sbadigliava, si attardava e ciondolava, come al solito, e fingeva di essere all'ultimo momento,\n      e ciondolante, come al solito, e che fingeva di essere all'ultima\n      estremo dell'ennui. \u00c8 forse l'essere umano pi\u00f9 energico che esista\n      essere umano pi\u00f9 energico che esista, ma solo quando nessuno lo vede.\n\n       Per essere alla pari con lui, mi lamentai della mia debolezza agli occhi e lamentai la necessit\u00e0 degli occhiali\n      necessit\u00e0 degli occhiali, sotto i quali ho osservato con cautela e\n      cautamente e accuratamente l'intero appartamento, mentre\n      apparentemente intenta solo alla conversazione del mio ospite.\n\n       Ho prestato particolare attenzione a un grande tavolo da scrittura vicino al quale era\n      vicino al quale era seduto e sul quale giacevano in modo confuso alcune lettere\n      e altre carte, con uno o due strumenti musicali e alcuni libri.\n      libri. Qui, tuttavia, dopo un lungo e attento esame, non vidi nulla che potesse destare particolari sospetti,\n      non vidi nulla che potesse destare particolari sospetti.\n\n       Alla fine i miei occhi, facendo il giro della stanza, caddero su un\n      un portacartoline di cartone, che pendeva da un nastro azzurro e sporco da un pomello di ottone\n      un nastro blu sporco, da un piccolo pomello d'ottone appena sotto la\n      al centro della mensola del camino. In questa rastrelliera, che aveva tre o quattro\n      scomparti, c'erano cinque o sei biglietti da visita e una lettera solitaria.\n      lettera. Quest'ultima era molto sporca e sgualcita. Era strappata\n      quasi in due, nel mezzo, come se il progetto, in prima istanza, di strapparla completamente\n      come se fosse stato alterato il progetto di strapparla completamente in quanto priva di valore,\n      o fosse rimasto, nella seconda. Aveva un grande sigillo nero, recante il\n      D e indirizzata, in una minuscola mano femminile, a D.\n      mano femminile minuta, a D, il ministro, in persona. \u00c8 stata\n      con noncuranza e, a quanto pare, anche con disprezzo, in uno dei\n      in una delle parti pi\u00f9 alte della rastrelliera.\n\n       Non appena ho dato un'occhiata a questa lettera, ho concluso che era\n      che fosse quella che stavo cercando. Per essere sicuri, era, in apparenza, radicalmente\n      apparenza, radicalmente diversa da quella di cui il Prefetto\n      ci aveva letto una descrizione cos\u00ec minuziosa. Qui il sigillo era grande e\n      nero, con la cifra D; qui era piccolo e rosso, con le armi ducali della famiglia S.\n      ducale della famiglia S. Qui, l'indirizzo, al Ministro,\n      diminutivo e femminile; qui la soprascritta, a un certo personaggio reale\n      personaggio reale, era marcatamente audace e decisa; la sola grandezza\n      di corrispondenza. Ma, poi, la radicalit\u00e0 di queste\n      di queste differenze, che era eccessiva; la sporcizia; lo stato di sporcizia e di lacerazione della carta, cos\u00ec incoerente\n      stato della carta, cos\u00ec incoerente con le vere abitudini metodiche di D , e cos\u00ec\n      abitudini metodiche di D , e cos\u00ec suggestivi di un disegno per illudere\n      l'idea dell'inutilit\u00e0 del documento.\n      documento, queste cose, insieme alla situazione iper-occulta\n      situazione di questo documento, pienamente sotto gli occhi di ogni visitatore,\n      e quindi esattamente in accordo con le conclusioni a cui ero\n      erano giunte in precedenza; queste cose, dico, erano fortemente\n      corroboranti del sospetto, in uno che era venuto con l'intenzione di\n      sospetto.\n\n       Ho prolungato la mia visita il pi\u00f9 possibile e, mentre\n      una discussione molto animata con il Ministro su un argomento che\n      argomento che, come ben sapevo, non aveva mai mancato di interessarlo ed eccitarlo.\n      l'attenzione sulla lettera. In questo\n      esame, ne memorizzai l'aspetto esteriore e la disposizione nella\n      e la sua disposizione nello scaffale; inoltre, alla fine, feci una scoperta che\n      scoperta che mise a tacere ogni banale dubbio che avrei potuto\n      dubbio. Scrutando i bordi della carta, ho osservato che erano\n      che erano pi\u00f9 sfregati di quanto sembrasse necessario. Presentavano l'aspetto\n      aspetto rotto che si manifesta quando una carta rigida, dopo essere stata\n      una volta piegata e pressata con una piegatrice, viene ripiegata in senso\n      in senso inverso, nelle stesse pieghe o bordi che avevano formato la\n      piega originale. Questa scoperta era sufficiente. Era chiaro che\n      che la lettera era stata girata, come un guanto, al contrario,\n      reindirizzata e richiusa. Detti il buongiorno al Ministro e me ne andai subito\n      e me ne andai subito, lasciando sul tavolo una tabacchiera d'oro.\n      tavolo una tabacchiera d'oro.\n\n       Il mattino seguente chiesi la tabacchiera, quando riprendemmo,\n      con entusiasmo la conversazione del giorno precedente. Mentre eravamo cos\u00ec\n      mentre eravamo impegnati, si ud\u00ec un forte rumore, come di pistola, immediatamente sotto le finestre dell'albergo.\n      sotto le finestre dell'albergo e fu seguito da una serie di urla spaventose\n      una serie di urla spaventose e di grida di una folla terrorizzata.\n      folla. D si precipit\u00f2 a una finestra, la spalanc\u00f2 e guard\u00f2 fuori. Nel frattempo\n      Nel frattempo, mi avvicinai al portacarte, presi la lettera, la misi in tasca e la sostituii con una lettera\n      in tasca e l'ho sostituita con un fac-simile (per quanto riguarda l'aspetto esteriore) che avevo\n      esternamente) che avevo accuratamente preparato nel mio\n      che imitava molto bene il cifrario D, per mezzo di un sigillo di pane.\n      un sigillo fatto di pane.\n\n       Il disordine nella strada era stato provocato dal comportamento frenetico di un uomo\n      comportamento di un uomo con un moschetto. Aveva sparato tra una folla di\n      donne e bambini. Si \u00e8 dimostrato, tuttavia, che era senza\n      e l'uomo \u00e8 stato lasciato andare per la sua strada come un pazzo o un ubriacone.\n      ubriaco. Quando se ne fu andato, D. usc\u00ec dalla finestra, dove l'avevo seguito subito dopo aver preso la palla.\n      lo avevo seguito subito dopo aver individuato l'oggetto in vista.\n      Poco dopo lo salutai. Il finto pazzo era un\n      uomo al mio soldo.\n\n       Ma che scopo aveva, ho chiesto, di sostituire la lettera con un\n      un fac-simile? Non sarebbe stato meglio, alla prima visita,\n      non sarebbe stato meglio prenderla apertamente e andarsene?\n\n       D , rispose Dupin, \u00e8 un uomo disperato e pieno di coraggio.\n      Anche il suo hotel non \u00e8 privo di personale dedito ai suoi interessi.\n      interessi. Se avessi fatto il tentativo selvaggio che lei suggerisce, forse non avrei mai\n      avrei mai lasciato la presenza ministeriale vivo. La brava gente di\n      Parigi non avrebbe pi\u00f9 sentito parlare di me. Ma avevo un obiettivo che prescindeva\n      da queste considerazioni. Conoscete le mie inclinazioni politiche.\n      In questa vicenda, agisco come partigiano della signora interessata. Per diciotto mesi\n      diciotto mesi il Ministro l'ha avuta in suo potere. Lei lo ha\n      ora lui in suo potere, poich\u00e9, non sapendo che la lettera non \u00e8 in suo\n      lettera non \u00e8 in suo possesso, proceder\u00e0 con le sue esazioni come se lo fosse.\n      In questo modo, inevitabilmente, si impegna subito per la sua distruzione politica.\n      distruzione politica. La sua caduta, inoltre, non sar\u00e0 pi\u00f9 rapida che\n      imbarazzante. Va benissimo parlare di facilis descensus\n      Averni; ma in ogni tipo di scalata, come diceva Catalani del canto, \u00e8 molto pi\u00f9 facile\n      canto, \u00e8 molto pi\u00f9 facile salire che scendere. Nel\n      presente caso non ho alcuna simpatia o almeno alcuna piet\u00e0 per colui che\n      discesa. \u00c8 un monstrum horrendum, un uomo di genio senza principi.\n      genio. Confesso, tuttavia, che mi piacerebbe molto conoscere\n      l'esatto carattere dei suoi pensieri, quando, sfidato da colei\n      da colei che il Prefetto definisce un certo personaggio, si riduce ad aprire\n      aprire la lettera che gli ho lasciato nel portacarte.\n\n       Come? Ci hai messo dentro qualcosa di particolare?\n\n       Perch\u00e9 non mi \u00e8 sembrato del tutto corretto lasciare l'interno\n      vuoto, sarebbe stato un insulto. D , a Vienna una volta, mi ha fatto\n      una volta, a Vienna, mi ha fatto un dispetto, che gli ho detto, in modo del tutto\n      che me ne sarei ricordata. Quindi, dato che sapevo che avrebbe provato una certa curiosit\u00e0 per\n      curiosit\u00e0 per l'identit\u00e0 della persona che lo aveva ingannato, ho pensato di\n      ho pensato che fosse un peccato non dargli un indizio. Conosce bene il mio\n      e io ho semplicemente copiato al centro del foglio bianco le parole\n      le parole\n\n          Un dessein si funeste,\n      S il n est digne d Atr e, est digne de Thyeste.\n\n      Si trovano in Atr e Cr billon s.\n\n\n\n\nIL MILLESIMO RACCONTO DI SCHEHERAZADE\n\n\nLa verit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 strana della finzione. Vecchio detto\n\n      Avendo avuto occasione, ultimamente, nel corso di alcune indagini orientali, di consultare il Tellmenow Isits ornot, un'opera\n      di consultare il Tellmenow Isits ornot, un'opera che (come lo Zohar di Simeon Jochaides) \u00e8 poco conosciuta in Italia.\n      che (come lo Zohar di Simeone Jochaides) \u00e8 scarsamente conosciuta anche in Europa e che non \u00e8 mai stata citata\n      anche in Europa e che non \u00e8 mai stata citata, per quanto ne so, da nessun americano, se si esclude\n      che io sappia, da nessun americano, se si eccettua, forse, l'autore delle\n      Curiosit\u00e0 della letteratura americana; avendo avuto occasione, dico, di sfogliare alcune pagine del\n      di sfogliare alcune pagine della prima opera molto\n      notevole opera, sono rimasto non poco stupito nel constatare che\n      il mondo letterario \u00e8 stato finora stranamente in errore\n      sul destino della figlia del visir, Scheherazade, cos\u00ec come \u00e8 stato\n      come viene raffigurato nelle Mille e una notte; e che il\n      d'amore, se non del tutto impreciso, \u00e8 almeno da biasimare.\n      se non del tutto impreciso, \u00e8 perlomeno da biasimare per non essere andato molto\n      pi\u00f9 lontano.\n\n      Per informazioni complete su questo interessante argomento, devo rimandare il lettore curioso alla\n      lettore curioso all'Isits ornot stesso; ma nel frattempo mi si perdoner\u00e0 di aver dato una sintesi di quanto\n      nel frattempo, mi si perdoner\u00e0 se fornir\u00f2 un riassunto di ci\u00f2 che ho\n      scoperto.\n\n      Si ricorder\u00e0 che, nella versione consueta dei racconti, un certo monarca, avendo buoni motivi per essere geloso della sua regina, non\n      un certo monarca, avendo buoni motivi per essere geloso della sua regina, non solo la\n      non solo la mette a morte, ma fa voto, per mezzo della sua barba e del profeta, di sposare ogni notte la pi\u00f9 bella fanciulla del suo\n      profeta, di sposare ogni notte la pi\u00f9 bella fanciulla dei suoi\n      dei suoi domini e di consegnarla al boia il mattino dopo.\n      boia.\n\n      Avendo rispettato alla lettera questo voto per molti anni, e con una puntualit\u00e0 e un metodo\n      con una puntualit\u00e0 e un metodo religioso che gli conferirono un grande credito\n      di sentimenti devoti e di ottimo senso, fu interrotto un pomeriggio (senza dubbio durante le preghiere) da una visita\n      un pomeriggio (senza dubbio durante le sue preghiere) fu interrotto da una visita del gran visir, il cui\n      visita del gran visir, alla cui figlia, a quanto pare, era venuta un'idea.\n      un'idea.\n\n      Il suo nome era Scheherazade, e la sua idea era che avrebbe\n      riscattare la terra dalla tassa sullo spopolamento della sua bellezza,\n      o sarebbe morta, secondo la moda approvata da tutte le eroine, nel tentativo di\n      tentativo.\n\n      Di conseguenza, anche se non troviamo che sia un anno bisestile (il che rende il sacrificio pi\u00f9 meritorio), la donna si rivolge a lei\n      (il che rende il sacrificio pi\u00f9 meritorio), incarica il padre, il gran visir, di fare un'offerta al re della sua\n      padre, il gran visir, di offrire al re la sua mano.\n      mano. Il re accetta volentieri questa mano (aveva intenzione di prenderla in ogni caso, e aveva messo\n      di prenderla in ogni caso e aveva rimandato la questione di giorno in giorno,\n      solo per paura del visir), ma, nell'accettarla ora, fa capire molto chiaramente a tutte le parti\n      fa capire molto chiaramente a tutte le parti che, gran\n      visir o non visir, non ha il minimo proposito di\n      rinunciare a un solo briciolo del suo voto o dei suoi privilegi. Quando\n      la bella Scheherazade insistette per sposare il re,\n      e lo spos\u00f2 davvero, nonostante l'eccellente consiglio del padre di non fare\n      di non fare nulla del genere, quando voleva e lo spos\u00f2,\n      Dico, lo voglio, non lo voglio, era con i suoi bellissimi occhi neri, completamente\n      aperti quanto la natura del caso lo consentiva.\n\n      Sembra, tuttavia, che questa damigella politica (che senza dubbio aveva letto\n      Machiavelli, senza dubbio), avesse in mente una piccola trama molto ingegnosa.\n      mente una piccola trama molto ingegnosa. La notte del matrimonio, con non ricordo quale pretesto, fece in modo che sua sorella occupasse\n      non ricordo con quale pretesto, di far occupare a sua sorella un divano\n      sufficientemente vicino a quello della coppia reale da consentire una facile\n      di una facile conversazione da un letto all'altro; e, un po' prima del canto del gallo,\n      si premur\u00f2 di svegliare il buon monarca, suo marito (che non la sopportava perch\u00e9 intendeva\n      marito (che non la sopportava perch\u00e9 intendeva torcerle il collo l'indomani).\n      che non la sopportava perch\u00e9 intendeva tirarle il collo l'indomani), riusc\u00ec a svegliarlo, dico, (anche se per\n      di coscienza e di facile digestione, dormisse bene) dal profondo interesse di un\n      di coscienza e di una facile digestione, dormiva bene) grazie al profondo interesse di una storia (di un topo e di un\n      di un topo e di un gatto nero, credo) che stava narrando (tutto sottovoce, ovviamente) alla sorella,\n      naturalmente) alla sorella. Quando si fece giorno, accadde che\n      questa storia non era del tutto finita e che Scheherazade,\n      non poteva finirla proprio in quel momento, dato che era\n      era giunto il momento di alzarsi e di essere legata con l'arco, una cosa molto\n      una cosa molto poco pi\u00f9 piacevole dell'impiccagione, solo un po' pi\u00f9 elegante!\n\n      La curiosit\u00e0 del re, tuttavia, prevalendo, mi spiace dirlo,\n      anche sui suoi sani principi religiosi, lo indusse per questa volta a rimandare\n      a rimandare l'adempimento del suo voto al mattino successivo,\n      allo scopo e con la speranza di sapere quella notte come\n      alla fine con il gatto nero (un gatto nero, credo) e il topo.\n      e il topo.\n\n      Essendo arrivata la notte, tuttavia, la signora Scheherazade non solo\n      non solo diede il colpo di grazia al gatto nero e al topo (il topo era blu), ma prima ancora di sapere bene cosa stesse facendo, trov\u00f2 il gatto nero e il topo\n      era blu), ma prima di sapere bene di cosa si trattasse, si ritrov\u00f2\n      si trov\u00f2 immersa nei meandri di una narrazione, che aveva come riferimento\n      (se non mi sbaglio del tutto) a un cavallo rosa (con le ali\n      ali verdi) che andava, in modo violento, a orologeria e che era\n      con una chiave indaco. Con questa storia il re era ancora pi\u00f9\n      pi\u00f9 profondamente dell'altra e, mentre il giorno si avvicinava alla sua conclusione (nonostante il\n      prima della sua conclusione (nonostante tutti gli sforzi della regina per\n      tentativi della regina di portarla a termine in tempo per la cerimonia dell'inchino),\n      non c'era altra risorsa se non quella di rimandare la cerimonia come\n      come in precedenza, per ventiquattro ore. La notte successiva si verific\u00f2 un\n      incidente simile, con un risultato analogo; e poi quella successiva, e poi ancora quella successiva.\n      e poi ancora la successiva; cos\u00ec che, alla fine, il buon monarca,\n      essendo stato inevitabilmente privato di ogni opportunit\u00e0 di mantenere il voto\n      voto per un periodo non inferiore alle mille e una notte,\n      o lo dimentica del tutto allo scadere di questo tempo, oppure\n      o se ne fa assolvere in modo regolare, oppure (cosa pi\u00f9 probabile) lo infrange del tutto.\n      pi\u00f9 probabile) lo rompe del tutto, cos\u00ec come la testa del padre confessore.\n      confessore. In ogni caso, Scheherazade, che, discendendo in linea retta da Eva, divenne erede di\n      discendente di Eva, \u00e8 forse l'erede di tutte le sette\n      cesti di chiacchiere, che quest'ultima signora, come tutti sappiamo, raccolse\n      sotto gli alberi del giardino dell'Eden; Scheherazade, dico,\n      alla fine ha trionfato e la tariffa sulla bellezza \u00e8 stata abrogata.\n\n      Ora, questa conclusione (che \u00e8 quella della storia cos\u00ec come ci \u00e8 pervenuta) \u00e8, senza dubbio, eccessivamente corretta e piacevole ma\n      \u00e8, senza dubbio, eccessivamente corretta e piacevole, ma\n      come molte cose piacevoli, \u00e8 pi\u00f9 piacevole che vera.\n      e sono in debito con l'Isits ornot per avermi dato i mezzi per correggere l'errore.\n      per avermi permesso di correggere l'errore.  Le mieux, dice un proverbio francese,\n       \u00e8 l'ennemi du bien, e, nell'accennare al fatto che Scheherazade aveva\n      Scheherazade aveva ereditato i sette cesti di chiacchiere, avrei dovuto aggiungere che li aveva\n      li ha spesi a interesse composto fino a raggiungere il numero di\n      settantasette.\n\n       Mia cara sorella, disse lei, nella millesima notte, (cito testualmente il linguaggio degli Isiti o non).\n      cito il linguaggio dell'Isits ornot a questo punto, testualmente)\n       mia cara sorella, disse lei, ora che tutta questa piccola difficolt\u00e0\n      di corde d'arco \u00e8 stata superata, e che questa odiosa tassa \u00e8 stata\n      abrogata, sento di essere stato colpevole di una grande\n      indiscrezione nel nascondere a voi e al re (che mi dispiace dirlo, russa\n      di dire che russa come nessun gentiluomo farebbe) la conclusione completa di\n      di Sinbad il marinaio. Questo personaggio ha vissuto numerose altre\n      avventure pi\u00f9 interessanti di quelle che ho raccontato, ma la verit\u00e0 \u00e8 che\n      verit\u00e0 \u00e8 che mi sentivo assonnato la notte in cui sono state\n      e cos\u00ec sono stato sedotto a interrompere una grave scorrettezza per la quale\n      una grave scorrettezza, per la quale confido che Allah mi perdoner\u00e0.\n      mi perdoner\u00e0. Ma non \u00e8 ancora troppo tardi per rimediare alla mia grave negligenza.\n      negligenza e non appena avr\u00f2 dato al re uno o due pizzichi per\n      per svegliarlo in modo che smetta di fare quell'orribile rumore.\n      orribile rumore, intratterr\u00f2 immediatamente voi (e lui, se gli fa piacere)\n      con il seguito di questa storia davvero notevole.\n\n      A questo punto la sorella di Scheherazade, come mi risulta dagli\n       Isits o no, non espresse una particolare intensit\u00e0 di\n      ma il re, dopo essere stato pizzicato a sufficienza, smise di russare e disse: \"Hum!\n      smise di russare e disse: \"Hum! e poi Hoo!\n      quando la regina, comprendendo queste parole (che sono senza dubbio\n      arabo) per significare che lui era tutto attento e che avrebbe fatto del suo meglio per\n      russare, la regina, dico, dopo aver sistemato le cose in modo soddisfacente, rientr\u00f2 in casa.\n      queste cose a suo piacimento, rientr\u00f2 cos\u00ec, subito, nella\n      la storia di Sinbad il marinaio:\n\n       Alla fine, nella mia vecchiaia, [sono le parole dello stesso Sinbad, raccontate da Scheherazade] alla fine, nella mia vecchiaia, [sono le parole di Sinbad].\n      di Sinbad stesso, come raccontate da Scheherazade] alla fine, nella mia vecchiaia,\n      e dopo aver goduto di molti anni di tranquillit\u00e0 in casa, mi venne di nuovo il desiderio di\n      di nuovo il desiderio di visitare paesi stranieri;\n      e un giorno, senza informare nessuno dei miei familiari del mio progetto,\n      di questo mio progetto, preparai alcuni fagotti con le merci pi\u00f9 preziose e meno\n      e meno ingombranti e, incaricando un facchino di trasportarle, andai con lui in riva al mare.\n      con lui fino alla riva del mare, per attendere l'arrivo di una qualsiasi imbarcazione che\n      vascello che potesse portarmi fuori dal regno in una regione\n      che non avevo ancora esplorato.\n\n       Dopo aver depositato i pacchi sulla sabbia, ci siamo seduti\n      sotto alcuni alberi e guardammo l'oceano nella speranza di scorgere una nave.\n      di scorgere una nave, ma per diverse ore non ne vedemmo nessuna.\n      A un certo punto mi sembr\u00f2 di sentire un singolare ronzio o\n      ronzio; e il facchino, dopo aver ascoltato per un po', dichiar\u00f2 che anche lui\n      che anche lui riusciva a distinguerlo. Di l\u00ec a poco divenne pi\u00f9 forte, e poi\n      e poi ancora pi\u00f9 forte, tanto che non potevamo avere dubbi che l'oggetto\n      che lo causava si stava avvicinando a noi. Alla fine, al limite dell'orizzonte\n      dell'orizzonte, scoprimmo un puntino nero, che aument\u00f2 rapidamente di\n      dimensioni, fino a che non lo considerammo un mostro enorme, che nuotava con gran parte del corpo sopra la\n      gran parte del suo corpo al di sopra della superficie del mare. Si avvicinava\n      verso di noi con una rapidit\u00e0 inconcepibile, sollevando enormi onde di schiuma intorno al suo\n      di schiuma intorno al suo petto e illuminando tutta la parte di mare attraverso la quale\n      mare attraverso il quale passava, con una lunga linea di fuoco che si estendeva\n      in lontananza.\n\n       Quando la cosa si avvicin\u00f2, la vedemmo molto chiaramente. La sua lunghezza\n      era pari a quella di tre degli alberi pi\u00f9 alti che crescono, e\n      era larga come la grande sala delle udienze del tuo palazzo, o\n      sublime e munifico dei Califfi. Il suo corpo, che era\n      a differenza di quello dei pesci comuni, era solido come una roccia e di un colore nero come un getto\n      nero come la roccia e di un nero intenso in tutta la sua parte che galleggiava\n      sopra l'acqua, con l'eccezione di una stretta striscia rosso sangue che lo\n      che la circondava completamente. Il ventre, che galleggiava sotto la\n      sotto la superficie e di cui potevamo solo intravedere di tanto in tanto il\n      di tanto in tanto, mentre il mostro si alzava e si abbassava con i flutti, era interamente\n      squame metalliche, di un colore simile a quello della luna in un tempo\n      tempo nebbioso. Il dorso era piatto e quasi bianco, e da esso si\n      da esso si estendevano sei aculei, lunghi circa la met\u00e0 dell'intero corpo.\n      dell'intero corpo.\n\n       Questa orribile creatura non aveva una bocca che noi potessimo percepire;\n      ma, come se volesse compensare questa mancanza, era dotata di almeno\n      di almeno quattro occhi che sporgevano dalle loro orbite come\n      come quelli della mosca dragone verde, ed erano disposti intorno al corpo in due file, una\n      corpo in due file, una sopra l'altra e parallelamente alla striscia rosso sangue che sembrava\n      rosso sangue, che sembrava avere la funzione di un sopracciglio.\n      sopracciglio. Due o tre di questi occhi terribili erano molto pi\u00f9 grandi\n      molto pi\u00f9 grandi degli altri e avevano l'aspetto dell'oro massiccio.\n\n       Sebbene questa bestia si sia avvicinata a noi, come ho detto prima, con\n      con la massima rapidit\u00e0, deve essere stata mossa completamente da\n      perch\u00e9 non aveva n\u00e9 pinne come un pesce, n\u00e9 zampe a ragnatela come un'anatra, n\u00e9 ali come la conchiglia che viene trasportata dal vento.\n      anatra, n\u00e9 ali come la conchiglia che viene sospinta come un'imbarcazione.\n      come un'imbarcazione; n\u00e9 si contorceva in avanti come le anguille.\n      anguille. La testa e la coda avevano la stessa forma,\n      solo che, non lontano da quest'ultima, c'erano due piccoli fori che servivano da narici e attraverso i quali\n      che fungevano da narici e attraverso i quali il mostro espirava il suo denso\n      con una violenza prodigiosa e con un rumore stridente e sgradevole,\n      stridente e sgradevole.\n\n       Il nostro terrore nel vedere questa cosa orribile era molto grande, ma\n      ma \u00e8 stato superato dallo stupore quando, avvicinandoci, abbiamo visto\n      pi\u00f9 da vicino, percepimmo sul dorso della creatura un gran numero di animali\n      di animali della grandezza e della forma di un uomo e che gli assomigliavano molto.\n      somiglianti a loro, tranne che per il fatto che non indossavano abiti (come gli uomini),\n      essendo forniti (dalla natura, senza dubbio) di un brutto e scomodo\n      scomodo, molto simile a un panno, ma cos\u00ec aderente alla\n      pelle, tanto da rendere i poveri disgraziati ridicolmente goffi e da farli soffrire\n      e li faceva apparentemente soffrire molto. Sulla punta delle loro teste\n      c'erano alcune scatole dall'aspetto quadrato che, a prima vista, ho pensato che\n      che, a prima vista, ho pensato potessero servire da turbanti, ma ho presto scoperto che erano\n      scoprii che erano eccessivamente pesanti e solide e conclusi che si trattava di espedienti\n      e quindi ho concluso che si trattava di espedienti per tenere\n      per tenere le teste degli animali ferme e sicure sulle loro spalle.\n      sulle loro spalle. Intorno al collo delle creature erano\n      collari neri (distintivi di servit\u00f9, senza dubbio), come quelli che\n      come quelli che portiamo ai nostri cani, solo molto pi\u00f9 larghi e infinitamente pi\u00f9 rigidi, in modo tale che\n      che era del tutto impossibile per queste povere vittime muovere la testa in qualsiasi\n      testa in qualsiasi direzione senza muovere contemporaneamente il corpo;\n      e quindi erano condannate a una perpetua contemplazione del loro\n      nasi, una vista pudica e sghimbescia in un grado meraviglioso, se non addirittura\n      in misura terribile.\n\n       Quando il mostro aveva quasi raggiunto la riva dove ci trovavamo,\n      improvvisamente sporse uno dei suoi occhi in grande misura e\n      e da esso emise un terribile lampo di fuoco, accompagnato da una densa\n      fumo e da un rumore che posso paragonare a quello di un tuono.\n      tuono. Quando il fumo si \u00e8 diradato, abbiamo visto uno degli strani\n      animali in piedi vicino alla testa della grande bestia con una tromba in mano.\n      con una tromba in mano, attraverso la quale (mettendola in bocca) si rivolgeva\n      ci rivolse la parola con accenti forti, aspri e sgradevoli,\n      che, forse, avremmo scambiato per linguaggio, se non fossero stati\n      se non fossero venuti completamente dal naso.\n\n       Essendo cos\u00ec evidentemente interpellato, non sapevo come rispondere,\n      non riuscivo in alcun modo a capire quello che veniva detto; e in questa difficolt\u00e0\n      difficolt\u00e0 mi rivolsi al portinaio, che stava quasi per svenire per\n      spaventato, e gli chiesi la sua opinione su quale specie di\n      mostro, cosa volesse e che tipo di creature fossero quelle che\n      che brulicavano sul suo dorso. Il portinaio rispose,\n      per quanto potesse essere trepidante, di aver gi\u00e0 sentito parlare una volta di questa\n      di questa bestia marina; che era un demone crudele, con viscere di zolfo e sangue di fuoco.\n      di zolfo e sangue di fuoco, creato dai geni del male come mezzo per\n      per infliggere miserie agli uomini; che le cose sul suo dorso\n      erano parassiti, come quelli che a volte infestano cani e gatti, solo un po' pi\u00f9 grandi e pi\u00f9\n      solo un po' pi\u00f9 grandi e pi\u00f9 selvaggi; e che questi parassiti avevano la loro\n      che questi parassiti avevano la loro utilit\u00e0, anche se malvagia, per la tortura che procuravano alla bestia\n      con i loro morsi e pungiglioni, la bestia veniva spinta a quel grado di\n      d'ira necessario a farla ruggire e a farle commettere il male, e cos\u00ec\n      e commettere il male, realizzando cos\u00ec i disegni vendicativi e maligni dei geni malvagi.\n\n       Questo fatto mi spinse a prendere i tacchi e, senza\n      senza nemmeno guardare dietro di me, corsi a tutta velocit\u00e0 verso le colline.\n      colline, mentre il portinaio correva altrettanto velocemente, anche se quasi in direzione\n      direzione opposta, cosicch\u00e9, con questi mezzi, alla fine riusc\u00ec a fuggire con i miei fagotti.\n      con i miei fagotti, di cui non dubito si sia preso cura in modo eccellente, anche se\n      eccellente cura, anche se questo \u00e8 un punto che non posso determinare, dato che\n      non ricordo di averlo mai pi\u00f9 visto.\n\n       Per quanto mi riguarda, fui talmente inseguito da un nugolo di uomini-verme (che erano giunti a riva con delle barche) che fui ben presto costretto ad abbandonare la spiaggia.\n      (che erano giunti a riva con le barche) che fui ben presto\n      presto fui sorpassato, legato mani e piedi e portato alla bestia, che\n      subito dopo aver nuotato di nuovo in mezzo al mare.\n\n       A questo punto mi pentii amaramente della mia follia nell'abbandonare una casa confortevole\n      per mettere a repentaglio la mia vita in un'avventura come questa; ma il rimpianto, essendo\n      inutile, feci del mio meglio per assicurarmi la benevolenza dell'uomo-animale\n      la benevolenza dell'uomo-animale che possedeva la tromba e che sembrava\n      che sembrava esercitare un'autorit\u00e0 sui suoi simili. Riuscii\n      cos\u00ec bene in questo tentativo che, in pochi giorni, la creatura\n      mi diede vari segni del suo favore e alla fine si prese persino la briga di insegnarmi il\n      alla fine si prese la briga di insegnarmi i primi rudimenti di quello che era\n      abbastanza vana da chiamare il suo linguaggio; cos\u00ec che, alla fine, fui in grado di\n      di conversare prontamente con lui e di fargli comprendere l'ardente desiderio\n      comprendere l'ardente desiderio che avevo di vedere il mondo.\n\n       Washish squashish squeak, Sinbad, hey-diddle diddle, grunt unt\n      brontolio, sibilo, fischio, whiss, mi disse un giorno dopo cena.\n      cena, ma chiedo mille scuse, avevo dimenticato che vostra\n      Vostra Maest\u00e0 non conosce il dialetto dei \"Cock-neighs\" (cos\u00ec erano chiamati gli uomini-animali).\n      animali (cos\u00ec venivano chiamati gli uomini-animale; presumo perch\u00e9 la loro lingua\n      perch\u00e9 la loro lingua costituiva l'anello di congiunzione tra quella del cavallo e quella del gallo).\n      gallo). Con il suo permesso, tradurr\u00f2.  Washish\n      squashish, e cos\u00ec via: cio\u00e8, sono felice di scoprire, mio caro Sinbad, che sei davvero\n      Sinbad, che sei davvero un ragazzo eccellente; stiamo per fare una cosa che si chiama\n      ora di fare una cosa che si chiama circumnavigazione del\n      globo; e visto che sei cos\u00ec desideroso di vedere il mondo, io\n      un punto e ti dar\u00f2 un passaggio gratuito a dorso di bestia.\n      bestia.\n\n      Quando la signora Scheherazade ebbe proceduto fino a quel punto, riferisce gli\n       Isits ornot, il re si gir\u00f2 dal lato sinistro a quello destro e disse\n      destra e disse:\n\n       \u00c8 infatti molto sorprendente, mia cara regina, che lei abbia\n      omesso, finora, queste ultime avventure di Sinbad. Sapete che\n      che le ritengo estremamente divertenti e strane?\n\n      Dopo che il re si fu espresso in questo modo, la bella Scheherazade riprese la sua storia con le seguenti parole\n      Scheherazade riprese la sua storia con le seguenti parole:\n\n       Sinbad continu\u00f2 cos\u00ec la sua narrazione, io ringraziai l'uomo-animale per la sua gentilezza e mi trovai subito a mio agio.\n      per la sua gentilezza e mi trovai subito a mio agio con la bestia, che nuotava a velocit\u00e0 prodigiosa\n      che nuotava a una velocit\u00e0 prodigiosa nell'oceano, sebbene la superficie di quest'ultimo sia, in quella parte del mare\n      oceano, anche se la superficie di quest'ultimo, in quella parte del mondo, non \u00e8 affatto piatta.\n      non \u00e8 affatto piatta, ma rotonda come un melograno, cos\u00ec che si andava\n      cos\u00ec che andavamo sempre, per cos\u00ec dire, o in salita o in discesa.\n\n       Questo mi sembra molto singolare, interruppe il re.\n\n       Tuttavia, \u00e8 proprio vero, rispose Scheherazade.\n\n       Ho i miei dubbi, rispose il re; ma, di grazia, sia cos\u00ec buono da\n      di continuare la storia.\n\n       Lo far\u00f2, disse la regina.  La bestia, continu\u00f2 Sinbad al\n      come ho detto, su e gi\u00f9 per le colline, finch\u00e9, alla fine, arrivammo su un'isola, a molte centinaia di miglia di distanza.\n      finch\u00e9, alla fine, arrivammo su un'isola che aveva una circonferenza di molte centinaia di miglia.\n      di circonferenza, ma che, tuttavia, era stata costruita in mezzo al\n      in mezzo al mare da una colonia di piccoli esseri come\n      bruchi.  (*1)\n\n       Hum! disse il re.\n\n       Lasciando quest'isola, disse Sinbad (perch\u00e9 Scheherazade, si capisce, non si era accorta del malcostume del marito).\n      si capisce, non fece caso alla maleducata eiaculazione del marito)\n      eiaculazione del marito), lasciando quest'isola, arrivammo in un'altra dove le foreste erano\n      foreste erano di solida pietra e cos\u00ec dure da far tremare\n      che le asce pi\u00f9 sottili con le quali cercavamo di abbatterle\n      abbatterle.  (*2)\n\n       Hum! disse ancora il re; ma Scheherazade, non prestandogli attenzione, continu\u00f2 a parlare nella lingua di Sinbad.\n      attenzione, continu\u00f2 nella lingua di Sinbad.\n\n       Passando oltre quest'ultima isola, raggiungemmo un paese dove\n      una grotta che si estendeva per trenta o quaranta miglia nelle viscere della terra e che conteneva una\n      miglia all'interno delle viscere della terra e che conteneva un numero\n      un numero maggiore di palazzi molto pi\u00f9 spaziosi e magnifici\n      di quelli che si trovano in tutta Damasco e Bagdad. Dai tetti\n      di questi palazzi pendevano miriadi di gemme, come diamanti, ma\n      pi\u00f9 grandi degli uomini; e tra le strade di torri, piramidi e templi, scorrevano immense\n      e templi, scorrevano immensi fiumi neri come l'ebano e brulicanti di pesci senza\n      brulicante di pesci senza occhi.  (*3)\n\n       Hum! disse il re.\n\n       Poi nuotammo in una regione del mare dove trovammo un'alta montagna, lungo i cui fianchi scorrevano torrenti sciolti.\n      montagna, sui cui fianchi scorrevano torrenti di metallo fuso, che\n      metallo fuso, alcuni dei quali erano larghi dodici miglia e lunghi sessanta (*4).\n      (*4); mentre da un abisso sulla cima usciva una cos\u00ec grande quantit\u00e0 di cenere che il sole era\n      di cenere che il sole fu completamente cancellato dai cieli e divenne pi\u00f9 scuro\n      dal cielo e divenne pi\u00f9 scuro della mezzanotte pi\u00f9 buia; cos\u00ec che\n      che quando ci trovammo alla distanza di centocinquanta miglia dalla montagna, fu impossibile\n      dalla montagna, era impossibile vedere l'oggetto pi\u00f9 bianco,\n      per quanto lo tenessimo vicino agli occhi.  (*5)\n\n       Hum! disse il re.\n\n       Dopo aver lasciato questa costa, la bestia continu\u00f2 il suo viaggio fino a quando\n      fino a quando non incontrammo una terra in cui la natura delle cose sembrava\n      invertita, perch\u00e9 qui vedemmo un grande lago, sul fondo del quale,\n      pi\u00f9 di cento piedi sotto la superficie dell'acqua, fioriva in piena\n      una foresta di alberi alti e rigogliosi.\n      (*6)\n\n       Disse il re.\n\n       Qualche centinaio di miglia pi\u00f9 avanti ci port\u00f2 in un clima in cui l'atmosfera era cos\u00ec densa da sostenere il ferro o l'acciaio.\n      atmosfera era cos\u00ec densa da sostenere il ferro o l'acciaio, proprio come il nostro\n      nostra piuma.  (*7)\n\n       Fiddle de dee, disse il re.\n\n       Proseguendo sempre nella stessa direzione, arrivammo presto alla\n      la regione pi\u00f9 magnifica di tutto il mondo. Attraverso di essa\n      un fiume glorioso per diverse migliaia di chilometri. Questo\n      di indicibile profondit\u00e0 e di una trasparenza pi\u00f9 ricca di quella dell'ambra.\n      dell'ambra. La sua larghezza variava da tre a sei miglia, e le sue\n      sponde, che si innalzavano su entrambi i lati fino a 1200 piedi di altezza\n      altezza perpendicolare, erano coronate da alberi sempre in fiore e da\n      e di fiori perennemente profumati, che facevano dell'intero territorio un\n      un giardino meraviglioso; ma il nome di questa terra lussureggiante era il Regno dell'Orrore.\n      Regno dell'Orrore, ed entrarvi era inevitabile morte.  (*8)\n\n       Humph! disse il re.\n\n       Lasciammo questo regno in fretta e furia e, dopo alcuni giorni, arrivammo in un altro dove\n      in un altro, dove fummo stupiti di vedere miriadi di animali\n      animali mostruosi con corna simili a falci sulla testa.\n      Queste orrende bestie scavano per s\u00e9 vaste caverne nel terreno,\n      a forma di imbuto, e ne fiancheggiano i lati con rocce, cos\u00ec\n      disposte l'una sull'altra in modo da cadere all'istante, quando\n      calpestati da altri animali, facendoli precipitare nelle tane del mostro, dove il loro sangue \u00e8\n      tane dei mostri, dove il loro sangue viene immediatamente succhiato e le carcasse\n      carcasse, che vengono poi scagliate con disprezzo a una distanza\n      immensa distanza dalle caverne della morte\".  (*9)\n\n       Pooh! disse il re.\n\n       Proseguendo nel nostro cammino, abbiamo notato un quartiere con\n      vegetali che non crescevano sul terreno, ma nell'aria. (*10)\n      Ce n'erano altri che nascevano dalla sostanza di altri\n      vegetali; (*11) altri che traevano la loro sostanza dal corpo di animali vivi\n      animali viventi; (*12) e poi ancora, ce n'erano altri che\n      che brillavano dappertutto con un fuoco intenso; (*13) altre che si muovevano\n      da un luogo all'altro a piacimento, (*14) e cosa ancora pi\u00f9\n      meraviglioso, scoprimmo dei fiori che vivevano e respiravano e\n      e respiravano e muovevano le loro membra a piacimento e avevano, inoltre, la detestabile\n      passione del genere umano di rendere schiave le altre creature e di confinarle in\n      in orribili e solitarie prigioni fino al compimento di\n      compiti assegnati.  (*15)\n\n       Disse il re.\n\n       Lasciata questa terra, arrivammo presto ad un'altra in cui le api e gli uccelli sono\n      api e gli uccelli sono matematici di tale genialit\u00e0 e\n      genialit\u00e0 ed erudizione, tanto da impartire quotidianamente istruzioni di\n      geometria ai saggi dell'impero. Il re del luogo\n      avendo offerto una ricompensa per la soluzione di due problemi molto difficili\n      problemi molto difficili, furono risolti sul posto, l'uno dalle api e l'altro dagli uccelli.\n      l'altro dagli uccelli; ma il re tenne segreta la loro soluzione.\n      segreto, fu solo dopo le pi\u00f9 profonde ricerche e il lavoro,\n      e la stesura di un'infinit\u00e0 di grandi libri, per una lunga serie di anni, che gli uomini-matematica\n      di anni, gli uomini-matematici giunsero alla fine alle\n      soluzioni identiche che erano state date sul posto dalle api e dagli uccelli.\n      api e dagli uccelli.  (*16)\n\n       Oh, mio Dio! disse il re.\n\n       Avevamo appena perso di vista questo impero quando ci trovammo vicino a un altro.\n      ci trovammo vicino a un altro, dalle cui rive volava sopra le nostre teste\n      un branco di uccelli largo un miglio e lungo duecentoquaranta miglia.\n      quaranta miglia di lunghezza; cos\u00ec che, sebbene volassero per un miglio in ogni minuto, ci volevano non meno di quattro\n      minuto, ci vollero non meno di quattro ore perch\u00e9 tutto lo stormo\n      di passare sopra di noi, in cui c'erano diversi milioni di milioni di uccelli.\n      di uccelli.  (*17)\n\n       Oh fy! disse il re.\n\n       Non appena ci siamo sbarazzati di questi uccelli, che ci hanno causato\n      che ci hanno procurato un grande fastidio, quando siamo stati terrorizzati dall'apparizione di un\n      di un altro tipo di uccello, infinitamente pi\u00f9 grande dei rocs\n      che ho incontrato nei miei precedenti viaggi, perch\u00e9 era pi\u00f9 grande della pi\u00f9 grande delle\n      delle cupole del tuo serraglio, o Munificentissimo Califfo.\n      Califfo. Questo terribile volatile non aveva la testa che noi potessimo percepire,\n      ma era fatto interamente di pancia, di una grassezza e di una rotondit\u00e0 prodigiose.\n      di una grassezza e rotondit\u00e0 prodigiose, di una sostanza dall'aspetto morbido, liscia,\n      liscio, lucente e striato di vari colori. Con gli artigli, il mostro\n      mostro stava portando via verso il suo covo nel cielo, una casa\n      una casa di cui aveva buttato gi\u00f9 il tetto e all'interno della quale\n      al cui interno si vedevano distintamente degli esseri umani che, senza dubbio, erano in uno stato di\n      in uno stato di spaventosa disperazione per l'orribile destino che li attendeva.\n      che li attendeva. Gridammo con tutte le nostre forze, nella speranza di spaventare l'uccello e fargli mollare la presa.\n      l'uccello a lasciare la preda, ma si limit\u00f2 a uno sbuffo o a un soffio, come di rabbia.\n      o uno sbuffo, come di rabbia, e poi lasci\u00f2 cadere sulle nostre teste un pesante sacco che si rivel\u00f2 pieno di\n      un pesante sacco che si rivel\u00f2 essere pieno di sabbia!\n\n       Roba! disse il re.\n\n       \u00c8 stato proprio dopo questa avventura che abbiamo incontrato un\n      continente di immensa estensione e prodigiosa solidit\u00e0, ma che,\n      che, tuttavia, si reggeva interamente sul dorso di una mucca celeste\n      azzurro cielo che aveva non meno di quattrocento corna.  (*18)\n\n       Credo che sia cos\u00ec, disse il re, perch\u00e9 ho gi\u00e0 letto\n      qualcosa del genere in un libro.\n\n       Passammo immediatamente sotto questo continente, (nuotando\n      tra le zampe della mucca) e, dopo qualche ora, ci trovammo in un paese davvero meraviglioso.\n      un paese meraviglioso che, come mi disse l'uomo-animale, era la sua terra natale, abitata da esseri\n      l'uomo-animale, era la sua terra natale, abitata da esseri della sua stessa specie.\n      della sua stessa specie. Questo ha elevato molto la stima dell'uomo-animale e infatti\n      stima e, in effetti, cominciai a vergognarmi della familiarit\u00e0\n      familiarit\u00e0 sprezzante con cui l'avevo trattato, poich\u00e9\n      scoprii che gli uomini-animale, in generale, erano una nazione di maghi\n      potenti maghi, che vivevano con dei vermi nel cervello (*19)\n      che, senza dubbio, servivano a stimolarli con i loro dolorosi\n      dolorose contorsioni e dimenamenti agli sforzi pi\u00f9 miracolosi dell'immaginazione!\n      immaginazione!\n\n       Sciocchezze! disse il re.\n\n       Tra i maghi erano stati addomesticati diversi animali di tipo molto\n      singolari; per esempio, c'era un cavallo enorme le cui ossa erano\n      di ferro e il cui sangue era acqua bollente. Al posto del grano, aveva pietre nere come\n      di mais, aveva pietre nere come cibo abituale; eppure, nonostante una dieta cos\u00ec dura, era cos\u00ec forte e\n      una dieta cos\u00ec dura, era cos\u00ec forte e veloce che avrebbe trascinato un carico pi\u00f9\n      pi\u00f9 pesante del pi\u00f9 grande tempio di questa citt\u00e0, a una velocit\u00e0\n      velocit\u00e0 superiore a quella del volo della maggior parte degli uccelli.  (*20)\n\n       Twattle! disse il re.\n\n       Vidi anche, tra quella gente, una gallina senza piume, ma pi\u00f9 grande di un cammello; al posto della carne e delle ossa aveva il ferro.\n      pi\u00f9 grande di un cammello; al posto della carne e delle ossa aveva ferro e mattoni; il suo sangue, come quello del cavallo, (al quale, infatti, era stato\n      il suo sangue, come quello del cavallo (con il quale, in effetti, era quasi imparentata), era acqua bollente.\n      era quasi imparentata) era acqua bollente; e come lui non mangiava altro che\n      come lui non mangiava altro che legno o pietre nere. Questa gallina partoriva molto\n      molto frequentemente, un centinaio di polli al giorno; e, dopo la nascita, essi\n      dopo la nascita, risiedevano per diverse settimane nello stomaco della madre.\n      della madre.  (*21)\n\n       Fal lal! disse il re.\n\n       Uno di questa nazione di potenti prestigiatori cre\u00f2 un uomo di\n      di ottone, legno e cuoio, e lo dot\u00f2 di un tale ingegno\n      che avrebbe battuto a scacchi tutta l'umanit\u00e0 ad eccezione del grande Califfo Haroun Alraschid.\n      eccezione del grande Califfo Haroun Alraschid. (*22)\n      Un altro di questi magi costru\u00ec (con materiale simile) una creatura\n      creatura che faceva vergognare persino il genio di colui che l'aveva creata, perch\u00e9 cos\u00ec\n      grande era la sua capacit\u00e0 di ragionamento che, in un secondo, eseguiva\n      calcoli di cos\u00ec vasta portata che avrebbero richiesto\n      il lavoro congiunto di cinquantamila uomini in carne e ossa per un anno. (*23)\n      Ma un prestigiatore ancora pi\u00f9 meraviglioso cre\u00f2 per se stesso una\n      una cosa possente che non era n\u00e9 uomo n\u00e9 bestia, ma che aveva un cervello\n      di piombo, mescolato con una materia nera come la pece, e delle dita\n      che impiegava con una velocit\u00e0 e una destrezza cos\u00ec incredibili che\n      che non avrebbe avuto problemi a scrivere ventimila copie del Corano in un'ora.\n      del Corano in un'ora, e questo con una precisione cos\u00ec squisita,\n      che in tutte le copie non se ne sarebbe trovata una che variasse da una\n      da un'altra per l'ampiezza di un capello. Questa cosa era di\n      forza prodigiosa, tanto da erigere o rovesciare gli\n      pi\u00f9 potenti imperi in un soffio; ma i suoi poteri venivano esercitati\n      ugualmente per il male e per il bene.\n\n       Ridicolo! disse il re.\n\n       Tra questa nazione di negromanti ce n'era anche uno che aveva nelle vene\n      nelle vene il sangue delle salamandre; infatti non si faceva scrupolo di\n      di sedersi a fumare il suo chibouc in un forno rovente fino a quando la sua\n      cena fosse completamente arrostita sul suo pavimento. (*24) Un altro aveva la\n      la facolt\u00e0 di convertire i metalli comuni in oro, senza\n      senza nemmeno guardarli durante il processo. (*25) Un altro aveva una tale\n      delicatezza di tocco che fece un filo cos\u00ec sottile da essere invisibile.\n      (*26) Un altro aveva una tale rapidit\u00e0 di percezione da contare\n      tutti i movimenti distinti di un corpo elastico, mentre questo\n      mentre si muoveva avanti e indietro al ritmo di novecento milioni di volte al secondo.\n      milioni di volte in un secondo.  (*27)\n\n       Assurdo! disse il re.\n\n       Un altro di questi maghi, per mezzo di un fluido che nessuno ha mai\n      mai visto, riusciva a far s\u00ec che i cadaveri dei suoi amici brandissero\n      le braccia, scalciare le gambe, combattere o persino alzarsi e danzare\n      a suo piacimento. (*28) Un altro aveva coltivato la sua voce a tal punto da\n      che avrebbe potuto farsi sentire da un capo all'altro del mondo.\n      mondo all'altro. (*29) Un altro aveva un braccio cos\u00ec lungo che poteva\n      che avrebbe potuto sedersi a Damasco e scrivere una lettera a Bagdad o\n      o a qualsiasi distanza. (*30) Un altro comand\u00f2 ai\n      fulmine di scendere a lui dai cieli, ed esso venne al suo richiamo.\n      e lo ha servito come un giocattolo quando \u00e8 arrivato. Un altro\n      prese due suoni forti e ne fece un silenzio. Un altro\n      costru\u00ec un'oscurit\u00e0 profonda da due luci brillanti. (*31)\n      Un altro cre\u00f2 il ghiaccio in una fornace rovente. (*32) Un altro ha chiesto al\n      sole di dipingere il suo ritratto, e il sole lo fece. (*33) Un altro ha preso\n      questo luminare con la luna e i pianeti, e dopo averli prima\n      pesati con scrupolosa accuratezza, sond\u00f2 le loro profondit\u00e0\n      e scopr\u00ec la solidit\u00e0 della sostanza di cui erano fatti.\n      fatti. Ma l'intera nazione ha una capacit\u00e0 negromantica cos\u00ec sorprendente\n      sorprendente abilit\u00e0 negromantica, tanto che nemmeno i loro bambini, n\u00e9 i loro\n      cani e gatti pi\u00f9 comuni non hanno alcuna difficolt\u00e0 a vedere oggetti che\n      che non esistono affatto, o che per venti milioni di anni prima della nascita della nazione\n      prima della nascita della nazione stessa sono stati cancellati dal\n      dalla faccia della creazione.  (*34)\n\n       Assurdo! disse il re.\n\n       Le mogli e le figlie di questi incomparabilmente grandi e saggi\n      magi, continu\u00f2 Scheherazade, senza essere in alcun modo\n      disturbate da queste interruzioni frequenti e poco signorili\n      da parte di suo marito, le mogli e le figlie di questi eminenti\n      eminenti prestigiatori sono tutto ci\u00f2 che \u00e8 raffinato e\n      raffinato, e sarebbero tutto ci\u00f2 che \u00e8 interessante e\n      se non fosse per un'infelice fatalit\u00e0 che le colpisce e dalla quale nemmeno i poteri miracolosi\n      che le ha colpite e dalla quale nemmeno i poteri miracolosi dei loro mariti e padri\n      padri sono stati finora sufficienti a salvarle. Alcune fatalit\u00e0\n      alcune fatalit\u00e0 si presentano in certe forme, altre in altre, ma questa di cui parlo\n      \u00e8 arrivata sotto forma di un colpo di coda.\n\n       Cosa? disse il re.\n\n       Un crotchet disse Scheherazade.  Uno dei geni del male, che\n      che sono sempre in agguato per infliggere il male, ha messo in testa a queste\n      di queste signore raffinate che ci\u00f2 che noi definiamo bellezza personale\n      bellezza personale consiste nella protuberanza della\n      nella protuberanza della regione che si trova non molto al di sotto del\n      della schiena. La perfezione della bellezza, a loro dire, \u00e8 in\n      rapporto diretto con l'estensione di questa protuberanza. Essendo stato a lungo\n      di quest'idea, e i rinforzi sono poco costosi in quel paese,\n      sono passati i giorni in cui era possibile distinguere una donna da un dromedario.\n      donna da un dromedario\n\n       Basta! Disse il re Non posso sopportarlo e non lo far\u00f2.\n      mi avete gi\u00e0 fatto venire un terribile mal di testa con le vostre bugie. Il giorno\n      Anche il giorno, mi sembra, sta cominciando a scoccare. Da quanto tempo siamo\n      Da quanto tempo siamo sposati? La mia coscienza sta diventando di nuovo fastidiosa. E\n      E poi quel tocco di dromedario, mi prendi per pazzo? Nel complesso\n      tutto, tanto vale alzarsi e farsi strozzare.\n\n      Queste parole, come apprendo dagli Isiti o non Isiti, addolorarono e stupirono Scheherazade.\n      Scheherazade, ma, poich\u00e9 sapeva che il re era un uomo di\n      scrupolosa integrit\u00e0 e che difficilmente avrebbe tradito la parola data, si\n      si sottomise al suo destino con buona grazia. Tuttavia, ne trasse\n      grande consolazione (durante il serraggio della corda dell'arco) dalla riflessione che\n      dalla riflessione che gran parte della storia non era ancora stata raccontata,\n      e che la petulanza di quel bruto di suo marito aveva raccolto per lui una\n      una giusta ricompensa, privandolo di molte avventure inconcepibili.\n      avventure inconcepibili.\n\n\n\n\nUNA DISCESA NEL VORTICE.\n\n\n  Le vie di Dio nella natura, come nella Provvidenza, non sono come le nostre vie;\n  n\u00e9 i modelli che noi costruiamo sono in qualche modo commisurati alla\n  alla vastit\u00e0, alla profondit\u00e0 e all'incommensurabilit\u00e0 delle sue opere, che hanno\n  una profondit\u00e0 superiore a quella del pozzo di Democrito_.\n\n Joseph Glanville.\n\n      Avevamo ormai raggiunto la vetta della rupe pi\u00f9 alta. Per alcuni\n      minuti il vecchio sembr\u00f2 troppo esausto per parlare.\n\n       Non molto tempo fa, disse a lungo, e avrei potuto guidarvi su questa strada\n      su questo percorso quanto il pi\u00f9 giovane dei miei figli; ma, circa\n      tre anni fa, mi accadde un evento che non \u00e8 mai\n      mai capitato a un uomo mortale, o almeno come nessun uomo \u00e8 mai sopravvissuto per\n      e le sei ore di terrore mortale che ho sopportato mi hanno\n      terrore mortale che ho sopportato mi ha spezzato anima e corpo. Voi mi ritenete un uomo _molto_\n      vecchio, ma non lo sono. Ci \u00e8 voluto meno di un giorno per cambiare\n      questi capelli da neri a bianchi, a indebolire le mie membra e a\n      e a scardinare i miei nervi, tanto da farmi tremare al minimo sforzo,\n      e mi spavento di fronte a un'ombra. Sapete che a stento riesco a guardare\n      su questa piccola scogliera senza essere stordito?\n\n      La piccola scogliera, sul cui bordo si era gettato con tanta noncuranza per riposare\n      si era buttato a terra per riposare, tanto che la parte pi\u00f9 pesante del suo corpo pendeva\n      mentre si era trattenuto dal cadere solo grazie al gomito\n      Sul suo bordo estremo e scivoloso si ergeva questa piccola scogliera,\n      un precipizio a strapiombo e senza ostacoli di roccia nera e lucente, a circa\n      di roccia nera e lucente, a circa quindici o seicento metri dal mondo di rupi sotto di noi.\n      sotto di noi. Nulla mi avrebbe tentato a meno di una mezza dozzina di metri dalla sua\n      dell'orlo. In realt\u00e0 ero cos\u00ec profondamente eccitato dalla pericolosa posizione del mio\n      posizione pericolosa del mio compagno, che caddi a tutta forza sul\n      a terra, mi aggrappai agli arbusti che mi circondavano e non osai neppure guardare il cielo\n      verso il cielo, mentre lottavo invano per liberarmi dall'idea che\n      l'idea che le fondamenta stesse della montagna fossero in pericolo\n      dalla furia dei venti. Pass\u00f2 molto tempo prima che riuscissi a ragionare\n      coraggio sufficiente per sedermi e guardare in lontananza.\n      distanza.\n\n       Dovete superare queste fantasie, disse la guida, perch\u00e9 vi ho portato qui perch\u00e9 possiate avere una visione\n      vi ho portati qui per farvi vedere nel miglior modo possibile la\n      scena di quell'evento di cui ho parlato e per raccontarvi tutta la storia\n      storia con il punto che avete sotto gli occhi.\n\n       Siamo ora, continu\u00f2, con quel modo particolareggiato che lo contraddistingueva\n      che lo contraddistingueva, siamo vicini alla costa norvegese, al sessantotto\n      sessantotto gradi di latitudine, nella grande provincia di\n      Nordland e nel tetro distretto di Lofoden. La montagna\n      cui cima siamo seduti \u00e8 Helseggen, il Nuvoloso. Ora alzatevi\n      un po' pi\u00f9 in alto, aggrappandovi all'erba, se vi sentite eccitati, e guardate fuori, oltre la cintura di vapore.\n      e guardate fuori, oltre la cintura di vapore sotto di noi, il mare.\n\n      Guardai vertiginosamente e vidi un'ampia distesa di oceano le cui acque\n      acque di una tonalit\u00e0 cos\u00ec intensa da richiamare subito alla mia mente il racconto del geografo nubiano del\n      geografo nubiano del Mare Tenebrarum. Un panorama\n      pi\u00f9 deplorevolmente desolato che l'immaginazione umana non possa concepire. A\n      a destra e a sinistra, a perdita d'occhio, si estendevano\n      come bastioni del mondo, linee di scogliera orrendamente nera e scabrosa, la cui\n      nere e scabrose, il cui carattere di tenebrosit\u00e0 era ancora pi\u00f9\n      pi\u00f9 forzatamente illustrato dalle onde che si ergevano alte contro le sue\n      bianca e spettrale, ululando e stridendo in eterno. Proprio\n      di fronte al promontorio sulla cui sommit\u00e0 ci trovavamo, e a una distanza di circa cinque o sei miglia\n      distanza di circa cinque o sei miglia dal mare, si vedeva\n      un'isoletta dall'aspetto desolante; o, pi\u00f9 propriamente, la sua posizione\n      era visibile attraverso la selva di scogliera in cui era\n      avvolto. A circa due miglia dalla terraferma, ne sorgeva un'altra di dimensioni minori, orrendamente scoscesa e\n      dimensioni minori, orrendamente scoscesa e brulla, e circondata a vari intervalli da un ammasso di\n      vari intervalli da un ammasso di rocce scure.\n\n      L'apparizione dell'oceano, nello spazio tra l'isola pi\u00f9\n      isola pi\u00f9 lontana e la riva, aveva qualcosa di molto insolito.\n      di insolito. Anche se in quel momento soffiava una burrasca cos\u00ec forte verso terra\n      che un brigantino al largo si trovava sotto una vela a doppio terzarolo\n      e che l'intero scafo si immergeva costantemente fuori dalla vista,\n      eppure qui non c'era nulla di simile a una mareggiata regolare, ma solo un\n      breve, rapido e rabbioso sferragliare dell'acqua in ogni direzione, cos\u00ec\n      in ogni direzione, sia in presenza di vento che in caso contrario. Di schiuma ce n'era\n      poco se non nelle immediate vicinanze degli scogli.\n\n       L'isola in lontananza, riprese il vecchio, \u00e8 chiamata dai norvegesi\n      norvegesi Vurrgh. Quella a met\u00e0 strada \u00e8 Moskoe. Quella a un miglio a\n      nord \u00e8 Ambaaren. L\u00e0 ci sono Islesen, Hotholm,\n      Keildhelm, Suarven e Buckholm. Pi\u00f9 lontano, tra Moskoe e\n      Vurrgh ci sono Otterholm, Flimen, Sandflesen e Stockholm. Questi\n      Questi sono i veri nomi dei luoghi, ma il motivo per cui si \u00e8 ritenuto\n      perch\u00e9 si sia pensato di doverli nominare, \u00e8 pi\u00f9 di quanto io o voi possiamo capire.\n      capire. Sentite qualcosa? Vedete qualche cambiamento nell'acqua?\n      acqua?\n\n      Eravamo ormai da circa dieci minuti sulla cima dell'Helseggen, alla quale eravamo saliti dall'interno del Lofoden.\n      che eravamo saliti dall'interno del Lofoden, cos\u00ec che non avevamo intravisto il mare fino a quando\n      che non avevamo intravisto il mare fino a quando non ci era piombato addosso dalla\n      dalla cima. Mentre il vecchio parlava, mi resi conto di un suono forte e\n      un suono forte e gradualmente crescente, simile al lamento di una vasta mandria di\n      bufali in una prateria americana; e nello stesso momento mi accorsi che quello che i marinai chiamano\n      percepii che quello che i marinai chiamano il carattere \"sminuzzante\" del\n      dell'oceano sotto di noi, si stava rapidamente trasformando in una corrente che si\n      verso est. Mentre guardavo, questa corrente acquisiva una velocit\u00e0\n      velocit\u00e0 mostruosa. Ogni momento aggiungeva velocit\u00e0 alla sua\n      all'impetuosit\u00e0 della corrente. In cinque minuti l'intero mare, fino a\n      Vurrgh, fu sferzato da una furia ingovernabile; ma fu tra Moskoe e la costa che la corrente principale\n      Moskoe e la costa che il frastuono principale aveva il sopravvento. Qui il\n      letto dell'acqua, inciso e sfregiato in mille canali contrastanti, si \u00e8 improvvisamente\n      canali contrastanti, scoppi\u00f2 improvvisamente in una frenetica\n      convulsione, ansando, ribollendo, sibilando e girando in vortici giganteschi e innumerevoli.\n      vortici giganteschi e innumerevoli, e tutti vorticavano e precipitavano verso\n      verso est con una rapidit\u00e0 che l'acqua non assume mai altrove\n      se non nelle discese precipitose.\n\n      Nel giro di pochi minuti, la scena sub\u00ec un'altra radicale\n      alterazione. La superficie generale divenne un po' pi\u00f9 liscia e i vortici, uno dopo l'altro, scomparvero.\n      i vortici, uno dopo l'altro, scomparvero, mentre prodigiose strisce di schiuma\n      di schiuma dove prima non se ne vedevano. Queste\n      strisce, a lungo, si estesero a grande distanza e\n      e si combinano tra loro, assumono il moto rotatorio dei vortici\n      dei vortici che si erano dissolti e sembrarono formare il germe di un\n      un'altra pi\u00f9 vasta. Improvvisamente, molto improvvisamente, questo assunse un'esistenza\n      e definito, in un cerchio di oltre un miglio di diametro.\n      diametro. Il bordo del vortice era rappresentato da un'ampia cintura di spruzzi scintillanti.\n      di spruzzi scintillanti; ma nessuna particella di questi scivol\u00f2 nella bocca del\n      del formidabile imbuto, il cui interno, per quanto l'occhio potesse scrutarlo, era un\n      l'occhio poteva scandagliare, era una parete d'acqua liscia, lucente e nera come un getto,\n      inclinato verso l'orizzonte di circa quarantacinque gradi,\n      che si muoveva vertiginosamente in tondo con un movimento ondeggiante e soffocante\n      e trasmetteva ai venti una voce spaventosa, per met\u00e0\n      urlo e mezzo ruggito, come nemmeno la possente cataratta di\n      Niagara non ha mai alzato al cielo la sua agonia.\n\n      La montagna ha tremato fino alla base e la roccia ha oscillato. I\n      mi buttai a faccia in gi\u00f9 e mi aggrappai alla poca erba in un\n      eccesso di agitazione nervosa.\n\n       Questo, dissi infine al vecchio, non pu\u00f2 essere altro che il grande gorgo del Maelstrm.\n      altro che il grande gorgo del Maelstrom.\n\n       Cos\u00ec viene talvolta definito, ha detto.  Noi norvegesi la chiamiamo\n      Moskoe-str m, dall'isola di Moskoe a met\u00e0 strada.\n\n      I resoconti ordinari di questo vortice non mi avevano affatto preparato a ci\u00f2 che\n      a ci\u00f2 che vidi. Quello di Jonas Ramus, che \u00e8 forse il pi\u00f9\n      circostanziato di tutti, non riesce a dare la pi\u00f9 pallida idea\n      n\u00e9 della magnificenza, n\u00e9 dell'orrore della scena, n\u00e9 della selvaggia e sconcertante sensazione di\n      del senso selvaggio e sconcertante del _romanzo_ che confonde l'osservatore.\n      chi lo guarda. Non so da quale punto di vista lo scrittore in questione l'abbia osservata, n\u00e9 in quale momento\n      in questione l'ha osservato, n\u00e9 in quale momento; ma non pu\u00f2 essere stato\n      dalla cima dell'Helseggen, n\u00e9 durante una tempesta. Ci sono\n      alcuni passaggi della sua descrizione che possono essere citati per i loro dettagli, anche se\n      citati per i loro dettagli, anche se il loro effetto \u00e8 estremamente\n      debole nel trasmettere l'impressione dello spettacolo.\n\n       Tra Lofoden e Moskoe, afferma, la profondit\u00e0 dell'acqua \u00e8\n      tra le trentasei e le quaranta braccia; ma dall'altra parte,\n      verso Ver (Vurrgh) questa profondit\u00e0 diminuisce in modo tale da non permettere un\n      un passaggio comodo per una nave, senza il rischio di spaccarsi sugli scogli, cosa che accade anche nel\n      sulle rocce, cosa che accade anche con il tempo pi\u00f9 calmo. Quando \u00e8\n      piena, il torrente risale il paese tra Lofoden e Moskoe\n      Lofoden e Moskoe, con una rapidit\u00e0 impressionante; ma il fragore del suo impetuoso riflusso verso il mare\n      mare \u00e8 difficilmente eguagliabile dalle pi\u00f9 forti e terribili cataratte.\n      cataratte: il rumore si sente a diverse leghe di distanza e i vortici o le fosse sono\n      vortici o fosse sono di tale estensione e profondit\u00e0 che, se una nave si trova\n      se una nave si avvicina alla sua attrazione, viene inevitabilmente assorbita e\n      e trasportata verso il fondo, per poi essere sbattuta contro gli scogli.\n      quando l'acqua si rilassa, i suoi frammenti vengono\n      di nuovo a galla. Ma questi intervalli di tranquillit\u00e0 si verificano solo al\n      di tranquillit\u00e0 sono solo al cambio del flusso e della piena e in tempo di calma e durano solo un quarto d'ora.\n      un quarto d'ora, mentre la violenza ritorna gradualmente. Quando il\n      quando il torrente \u00e8 pi\u00f9 impetuoso e la sua furia \u00e8 accentuata da una tempesta, \u00e8 pericoloso\n      \u00e8 pericoloso avvicinarsi a meno di un miglio dalla Norvegia. Barche, yacht\n      e navi sono state trascinate via per non essersi premunite prima di\n      prima di essere a portata di mano. Succede anche\n      frequentemente che le balene si avvicinino troppo alla corrente e vengano\n      e vengono sopraffatte dalla sua violenza; \u00e8 impossibile descrivere i loro ululati e i loro muggiti.\n      descrivere i loro ululati e i loro muggiti nella loro inutile\n      lotte infruttuose per liberarsi. Una volta un orso, nel tentativo di\n      di nuotare da Lofoden a Moskoe, fu catturato dalla corrente e trascinato\n      mentre ruggiva terribilmente, tanto da essere udito a riva. Grandi\n      di abeti e pini, dopo essere stati assorbiti dalla corrente, si rialzano\n      corrente, si alzano di nuovo spezzati e lacerati a tal punto che\n      come se su di essi fossero cresciute delle setole. Questo mostra chiaramente che il fondo \u00e8 costituito\n      di rocce scoscese, tra le quali vengono sballottati. Questo\n      Questo flusso \u00e8 regolato dal flusso e dal riflusso del mare, essendo\n      costantemente acqua alta e bassa ogni sei ore. Nell'anno 1645,\n      la mattina presto della domenica di Sessagesima, si \u00e8 scatenato con tale\n      rumore e impetuosit\u00e0 che le pietre stesse delle case sulla\n      costa cadevano a terra.\n\n      Per quanto riguarda la profondit\u00e0 dell'acqua, non vedevo come questa potesse essere\n      come sia stato possibile accertarlo nelle immediate vicinanze del vortice.\n      del vortice. I quaranta braccia devono riferirsi solo alle\n      porzioni del canale vicino alla costa di Moskoe o di Lofoden.\n      Lofoden. La profondit\u00e0 al centro della Moskoe-str deve essere\n      incommensurabilmente pi\u00f9 grande; e non \u00e8 necessaria una prova migliore di questa\n      di quanto si possa ricavare da uno sguardo laterale nell'abisso del vortice.\n      dell'abisso del vortice che si pu\u00f2 avere dalla rupe pi\u00f9 alta di Helseggen.\n      Helseggen. Guardando gi\u00f9 da questo pinnacolo sull'ululante\n      Flegethon sottostante, non ho potuto fare a meno di sorridere della semplicit\u00e0 con cui\n      semplicit\u00e0 con cui l'onesto Jonas Ramus registra, come una questione difficile da\n      aneddoti delle balene e degli orsi, perch\u00e9 mi \u00e8 sembrato, di fatto, un\n      mi \u00e8 sembrata una cosa ovvia, che la pi\u00f9 grande nave di linea esistente, venendo\n      nave di linea pi\u00f9 grande esistente, venendo a trovarsi sotto l'influenza di\n      di quell'attrazione mortale, avrebbe potuto resistere quanto una piuma\n      all'uragano, e doveva scomparire di colpo.\n\n      I tentativi di spiegare il fenomeno, alcuni dei quali, ricordo, mi erano sembrati sufficientemente plausibili.\n      ricordo, mi sembravano sufficientemente plausibili all'esame, ora assumevano un aspetto\n      un aspetto molto diverso e insoddisfacente. L'idea generalmente\n      \u00e8 che questo, cos\u00ec come tre vortici pi\u00f9 piccoli tra le isole Ferroe, non abbiano altra causa\n      isole Ferroe, non abbiano altra causa se non la collisione di\n      onde che si alzano e si abbassano, con flussi e riflussi, contro una cresta di\n      rocce e ripiani, che confina l'acqua in modo tale che essa\n      precipitare come una cataratta; e cos\u00ec, quanto pi\u00f9 alta \u00e8 la\n      pi\u00f9 alta la piena, pi\u00f9 profonda deve essere la caduta, e il risultato naturale di tutto ci\u00f2 \u00e8\n      naturale di tutto ci\u00f2 \u00e8 un vortice, il cui prodigioso risucchio \u00e8 sufficientemente\n      \u00e8 sufficientemente conosciuta da esperimenti minori. Queste sono le parole\n      dell'Enciclop dia Britannica. Kircher e altri immaginano che\n      al centro del canale del Maelstro ci sia un abisso che penetra nel globo e che si sprigiona\n      che penetri nel globo e che esca in qualche parte molto remota, come il Golfo di Botnia.\n      Il Golfo di Botnia \u00e8 stato nominato in modo piuttosto deciso in un caso.\n      Questa opinione, di per s\u00e9 oziosa, era quella a cui, mentre guardavo,\n      la mia immaginazione ha aderito pi\u00f9 facilmente; e, accennandola alla guida, sono stata piuttosto sorpresa di sentire che\n      guida, fui piuttosto sorpreso di sentirgli dire che, sebbene fosse l'opinione quasi\n      che, sebbene fosse l'opinione quasi universalmente diffusa tra i norvegesi, era tuttavia\n      norvegesi, non era tuttavia la sua. Per quanto riguarda la prima\n      nozione ha confessato la sua incapacit\u00e0 di comprenderla; e qui mi sono trovato d'accordo con lui perch\u00e9, per quanto conclusivo\n      d'accordo con lui perch\u00e9, per quanto convincente sulla carta, diventa\n      del tutto incomprensibile, e persino assurda, in mezzo al tuono dell'abisso.\n      dell'abisso.\n\n       Avete visto bene il vortice, disse il vecchio,\n       e se volete strisciare intorno a questa rupe, in modo da mettervi sottovento,\n      e attutire lo scroscio dell'acqua, vi racconter\u00f2 una storia che vi convincer\u00e0 che\n      vi convincer\u00e0 che dovrei sapere qualcosa del Moskoe-str m.\n\n      Mi posizionai come desiderato e lui prosegu\u00ec.\n\n       Io e i miei due fratelli possedevamo una volta una goletta di circa settanta tonnellate di\n      di circa settanta tonnellate di stazza, con la quale avevamo l'abitudine di\n      pesca tra le isole oltre Moskoe, quasi fino a Vurrgh. In tutti i\n      violenti vortici in mare c'\u00e8 una buona pesca, a\n      occasioni, se solo si ha il coraggio di tentarla; ma\n      tra tutti gli abitanti della costa di Lofoden, noi tre eravamo gli unici che\n      che andavano regolarmente sulle isole, come vi ho detto.\n      come vi ho detto. I luoghi abituali sono molto pi\u00f9 in basso, a sud.\n      sud. L\u00ec si pu\u00f2 pescare a tutte le ore, senza troppi rischi,\n      e quindi questi luoghi sono i preferiti. I punti scelti qui tra le rocce\n      qui tra le rocce, tuttavia, non solo offrono la migliore variet\u00e0,\n      ma anche una maggiore abbondanza, tanto che spesso abbiamo ottenuto in un solo giorno\n      giorno quello che i pi\u00f9 timidi non riuscivano a racimolare in una settimana.\n      in una settimana. In effetti, la nostra era una questione di disperata\n      speculazione, il rischio della vita al posto del lavoro e il coraggio al posto del capitale.\n      il coraggio al posto del capitale.\n\n       Tenevamo la nave in un'insenatura a circa cinque miglia pi\u00f9 in alto della costa.\n      e, in caso di bel tempo, era nostra abitudine approfittare di quindici minuti di\n      di quindici minuti di bonaccia per spingerci attraverso il canale principale del Moskoe\n      canale principale del fiume Moskoe, molto al di sopra della pozza, per poi calare in un ancoraggio\n      all'ancora da qualche parte vicino a Otterholm o a Sandflesen, dove i gorghi non sono cos\u00ec violenti,\n      dove i gorghi non sono cos\u00ec violenti come altrove. Qui eravamo soliti\n      qui restavamo fino a quando non arrivava l'ora del mare calmo, quando pesavamo\n      e si tornava a casa. Non partivamo mai per questa spedizione senza\n      un vento laterale stabile per l'andata e il ritorno, che eravamo sicuri\n      di un vento laterale stabile per l'andata e il ritorno, che eravamo sicuri non ci avrebbe abbandonato prima del ritorno.\n      raramente abbiamo sbagliato i calcoli su questo punto. Due volte, in sei anni, siamo stati costretti a\n      siamo stati costretti a rimanere all'ancora tutta la notte a causa di una calma piatta,\n      una calma piatta, cosa rara da queste parti, e una volta abbiamo dovuto\n      una volta siamo dovuti rimanere sul terreno per quasi una settimana, morendo di fame, a causa di una\n      a causa di una burrasca che si \u00e8 scatenata poco dopo il nostro arrivo e che ha reso il canale\n      canale troppo burrascoso per essere preso in considerazione. In questa occasione\n      saremmo stati spinti in mare aperto nonostante tutto (perch\u00e9\n      i gorghi ci hanno fatto girare e rigirare cos\u00ec violentemente che, alla fine, abbiamo\n      che alla fine abbiamo incagliato l'ancora e l'abbiamo trascinata) se non fosse stato che\n      se non fossimo finiti alla deriva in una delle innumerevoli correnti incrociate che\n      che ci hanno spinto sotto la protezione di Flimen,\n      dove, per buona sorte, ci siamo portati.\n\n       Non potrei raccontare la ventesima parte delle difficolt\u00e0 che abbiamo\n      incontrate sul terreno, \u00e8 un brutto posto in cui stare, anche in caso di\n      ma ci siamo sempre mossi in modo da affrontare senza incidenti il\n      Moskoe-str m stesso senza incidenti; anche se a volte il mio cuore \u00e8 stato\n      anche se a volte ho avuto il cuore in gola quando ci \u00e8 capitato di essere un minuto o poco pi\u00f9 indietro\n      o prima del lasco. Il vento a volte non era cos\u00ec forte come\n      di partenza, e allora abbiamo fatto meno strada di quella che avremmo voluto, mentre la corrente rendeva\n      di quanto avremmo voluto, mentre la corrente rendeva la falla ingestibile. Il mio\n      fratello maggiore aveva un figlio di diciotto anni, e io avevo due robusti\n      robusti. Questi sarebbero stati di grande aiuto in questi\n      in questi momenti, nell'uso delle spazzatrici e in seguito nella pesca, ma..,\n      in qualche modo, pur correndo noi stessi il rischio, non avevamo il coraggio di\n      non abbiamo avuto il coraggio di lasciare che i giovani si mettessero in pericolo, perch\u00e9, in fin dei conti\n      era un pericolo orribile, e questa \u00e8 la verit\u00e0.\n\n       Sono passati pochi giorni da tre anni da quando \u00e8 accaduto ci\u00f2 che sto per\n      raccontarvi. Era il 10 luglio 18, un giorno che la gente di questa parte del mondo non dimenticher\u00e0 mai.\n      che la gente di questa parte del mondo non dimenticher\u00e0 mai perch\u00e9\n      perch\u00e9 fu un giorno in cui soffi\u00f2 il pi\u00f9 terribile uragano che sia mai\n      che sia mai uscito dai cieli. Eppure per tutta la mattina, e\n      fino al tardo pomeriggio, c'\u00e8 stata una brezza leggera e costante da\n      da sud-ovest, mentre il sole splendeva luminoso, cos\u00ec che il marinaio pi\u00f9 anziano tra noi non avrebbe potuto\n      marinaio pi\u00f9 anziano tra noi non avrebbe potuto prevedere quello che sarebbe\n      seguire.\n\n       Io e i miei due fratelli avevamo attraversato le isole verso le due del pomeriggio.\n      verso le due del pomeriggio e in breve tempo avevamo quasi caricato il\n      di pesce pregiato, che, come tutti abbiamo notato, quel giorno erano pi\u00f9\n      abbondanti quel giorno, come non li avevamo mai conosciuti. Erano appena le sette,\n      erano appena le sette, secondo il mio orologio, quando pesammo e partimmo per tornare a casa, in modo da\n      di sfruttare al meglio la str m a di mare aperto, che sapevamo sarebbe stata\n      che sarebbe stata alle otto.\n\n       Siamo partiti con un vento fresco sulla dritta e per un po' di tempo abbiamo\n      per un po' di tempo ci siamo spinti a grande velocit\u00e0, senza mai sognare di\n      pericolo, perch\u00e9 non vedevamo il minimo motivo per temerlo.\n      pericolo, perch\u00e9 non vedevamo il minimo motivo per temerlo. Ma subito fummo colti di sorpresa da una brezza proveniente da oltre\n      Helseggen. Era una cosa molto insolita, che non ci era mai\n      che non ci era mai capitato prima e cominciai a sentirmi un po' a disagio,\n      senza sapere esattamente perch\u00e9. Abbiamo messo la barca al vento, ma\n      ma non riuscivamo ad avanzare per i gorghi, e stavo per proporre di tornare all'ancoraggio.\n      stavo per proporre di tornare all'ancoraggio, quando, guardando a poppa, vedemmo l'intero orizzonte\n      quando, guardando a poppa, vedemmo l'intero orizzonte coperto da una singolare nuvola\n      nube color rame che si alzava con una velocit\u00e0 sorprendente.\n\n       Nel frattempo, la brezza che ci aveva portato al largo si era ritirata, e\n      e ci ritrovammo in un mare di becco, alla deriva in ogni direzione. Questo\n      stato delle cose, tuttavia, non dur\u00f2 abbastanza da darci il tempo di\n      tempo per pensarci. In meno di un minuto la tempesta era su di noi\n      in meno di due il cielo era completamente coperto e, con questo e gli spruzzi d'acqua, diventava\n      questo e gli spruzzi d'acqua, divenne improvvisamente cos\u00ec buio che non potevamo\n      che non riuscivamo a vederci nella sacca.\n\n       Un uragano come quello che soffi\u00f2 allora \u00e8 folle tentare di descriverlo.\n      Il marinaio pi\u00f9 anziano della Norvegia non ha mai sperimentato nulla di simile.\n      Avevamo lasciato le vele al vento prima che ci prendesse abilmente;\n      ma, al primo sbuffo, entrambi i nostri alberi passarono a bordo come se fossero stati\n      come se fossero stati segati, l'albero maestro port\u00f2 con s\u00e9 il mio fratello pi\u00f9 giovane che si era\n      fratello pi\u00f9 giovane, che vi si era legato per sicurezza.\n\n       La nostra barca era la pi\u00f9 leggera piuma che si fosse mai posata sull'acqua.\n      acqua. Aveva un ponte completamente a filo, con solo un piccolo portello vicino a prua.\n      prua, e questo portello era sempre stata nostra abitudine\n      quando ci accingevamo ad attraversare la Str m, per precauzione contro\n      mare agitato. Se non fosse stato per questa circostanza, avremmo dovuto\n      avremmo fatto subito naufragio, perch\u00e9 per alcuni istanti rimanemmo completamente insabbiati.\n      Non so dire come mio fratello maggiore sia scampato alla distruzione, perch\u00e9 non ho mai avuto la possibilit\u00e0 di accertarlo.\n      non ho mai avuto l'opportunit\u00e0 di accertarlo. Da parte mia, non appena\n      non appena lasciai scorrere la vela di prua, mi buttai a pancia in gi\u00f9 sul ponte, con i piedi contro il\n      piedi contro lo stretto trincarino di prua, e con le mani\n      afferrare un bullone ad anello vicino ai piedi dell'albero di trinchetto. Fu il mero\n      istinto che mi ha spinto a fare questa che \u00e8 stata senza dubbio la\n      che era senza dubbio la cosa migliore che potessi fare, perch\u00e9 ero troppo agitato per\n      pensare.\n\n       Per alcuni istanti fummo completamente sommersi, come ho detto, e per tutto il tempo\n      per tutto questo tempo trattenni il respiro e mi aggrappai al bullone. Quando non riuscii pi\u00f9 a\n      non ce l'ho fatta pi\u00f9, mi sono sollevato sulle ginocchia, tenendomi ancora\n      mani, e cos\u00ec mi sono liberata la mente. Poco dopo la nostra\n      piccola barca si scosse, proprio come fa un cane quando esce dall'acqua.\n      come fa un cane quando esce dall'acqua, e cos\u00ec si liber\u00f2, in qualche modo, dal mare.\n      mare. Stavo ora cercando di superare il torpore che mi era\n      e di raccogliere i miei sensi per capire cosa si dovesse fare, quando sentii qualcuno afferrare\n      quando sentii qualcuno afferrarmi il braccio. Era mio fratello maggiore\n      fratello maggiore, e il mio cuore sussult\u00f2 di gioia, perch\u00e9 mi ero assicurato che fosse\n      che fosse in mare, ma un attimo dopo tutta questa gioia si trasform\u00f2 in\n      orrore perch\u00e9 avvicin\u00f2 la bocca al mio orecchio e grid\u00f2 la parola\n      parola _Moskoe-str m!_.\n\n       Nessuno sapr\u00e0 mai quali fossero i miei sentimenti in quel momento. I\n      come se avessi avuto il pi\u00f9 violento attacco di agitazione.\n      ague. Sapevo bene cosa intendeva dire con quella parola, sapevo cosa\n      sapevo cosa voleva farmi capire. Con il vento che ora ci\n      ci spingeva, eravamo destinati al vortice della Str m, e nulla poteva salvarci!\n      nulla poteva salvarci!\n\n       Come vedete, nell'attraversare il canale di Str m, ci siamo sempre\n      di attraversare il canale di Strm, ci siamo sempre spinti molto al di sopra del vortice, anche con il tempo pi\u00f9 calmo,\n      e poi dovevamo aspettare e osservare con attenzione la bonaccia, ma ora stavamo\n      ma ora stavamo andando proprio sullo specchio d'acqua, e con un uragano come questo!\n      come questo!  Per essere sicuri, pensai, che arriveremo proprio al momento del\n      al lasco, c'\u00e8 una piccola speranza in questo, ma in un momento successivo\n      un attimo dopo mi sono maledetto per essere stato cos\u00ec sciocco da sognare di\n      speranza. Sapevo benissimo che eravamo condannati, se fossimo stati dieci volte\n      dieci volte una nave da novanta cannoni.\n\n       A questo punto la prima furia della tempesta si era esaurita, o forse non l'abbiamo sentita pi\u00f9 di tanto, visto che ci siamo fatti largo davanti a lei.\n      forse non l'abbiamo sentita pi\u00f9 di tanto, visto che ci siamo mossi in anticipo.\n      in ogni caso il mare, che all'inizio era stato tenuto basso dal vento e\n      vento, e giacevano piatti e spumeggianti, ora si alzavano come assolute\n      montagne. Anche il cielo aveva subito un singolare cambiamento.\n      Intorno, in ogni direzione, era ancora nero come la pece, ma\n      ma quasi sopra le nostre teste si apr\u00ec, tutto d'un colpo, uno squarcio circolare di cielo limpido\n      di cielo limpido come non ho mai visto e di un blu intenso e luminoso e\n      attraverso di essa si \u00e8 manifestata la luna piena con una lucentezza che\n      mai conosciuto prima. Illuminava ogni cosa intorno a noi\n      con la massima nitidezza ma, oh Dio, che scena era\n      illuminare!\n\n       A questo punto feci un paio di tentativi per parlare con mio fratello ma, in un modo che non riuscii a capire, il frastuono aveva fatto s\u00ec che\n      modo che non riuscivo a capire, il frastuono era cos\u00ec\n      che non riuscivo a fargli sentire nemmeno una parola, anche se\n      urlavo a squarciagola nel suo orecchio. Poi scosse la testa\n      testa, pallido come la morte, e alz\u00f2 un dito, come per dire\n      dita, come per dire: \"Ascolta!  _\n\n       All'inizio non riuscivo a capire cosa volesse dire, ma presto mi balen\u00f2 un pensiero orrendo.\n      orrendo pensiero mi balen\u00f2 in mente. Estrassi l'orologio dalla sua custodia. Non andava\n      non andava. Guardai il suo volto alla luce della luna e poi scoppiai a piangere mentre lo gettavo lontano nell'oceano.\n      in lacrime mentre lo gettavo lontano nell'oceano. Era sceso\n      alle sette! Eravamo in ritardo rispetto all'ora del lasco e il vortice della\n      il vortice della Str m era in piena furia!\n\n       Quando una barca \u00e8 ben costruita, trimmata correttamente e non \u00e8 molto carica,\n      le onde in una forte burrasca, quando sta andando alla grande, sembrano sempre\n      scivolare da sotto di lei, cosa che appare molto strana per un\n      Questo \u00e8 ci\u00f2 che si chiama \"cavalcare\", in gergo marinaresco.\n\n       Ebbene, fino a quel momento avevamo cavalcato le mareggiate molto abilmente, ma\n      un mare gigantesco ci port\u00f2 proprio sotto il\n      sotto il banco, e ci port\u00f2 con s\u00e9 mentre si alzava come in cielo.\n      Non avrei mai creduto che un'onda potesse salire cos\u00ec in alto. E\n      Poi scendemmo con un'ondata, uno scivolamento e un tuffo che mi fecero\n      mi ha fatto sentire male e mi ha dato le vertigini, come se stessi cadendo dalla cima di una montagna\n      cima della montagna in un sogno. Ma mentre eravamo in alto avevo gettato un'occhiata\n      rapido sguardo intorno e quello sguardo fu sufficiente. Ho visto\n      la nostra posizione esatta in un istante. Il vortice di Moskoe-Strm era\n      a circa un quarto di miglio di fronte a noi, ma non assomigliava pi\u00f9 al Moskoe-Strm di tutti i giorni.\n      Moskoe-Str m di tutti i giorni, non pi\u00f9 di quanto il vortice, come lo vedete ora, sia simile a una\n      una corsa di mulino. Se non avessi saputo dove ci trovavamo e cosa dovevamo aspettarci, non avrei riconosciuto il gorgo\n      se non avessi saputo dove ci trovavamo e cosa dovevamo aspettarci, non avrei riconosciuto affatto il luogo. Cos\u00ec com'era,\n      Involontariamente chiusi gli occhi per l'orrore. Le palpebre si strinsero\n      come in preda a uno spasmo.\n\n       Non potevano passare pi\u00f9 di due minuti da quel momento, quando\n      improvvisamente sentimmo le onde placarsi e fummo avvolti dalla schiuma. La barca\n      La barca fece una mezza virata a dritta e poi part\u00ec nella nuova direzione come un fulmine.\n      nuova direzione come un fulmine. Nello stesso momento il rombo dell'acqua\n      rumore dell'acqua fu completamente affogato in una specie di stridio\n      stridente, un suono che si potrebbe immaginare emesso dai tubi di scarico di migliaia di\n      di molte migliaia di navi a vapore che scaricano il loro\n      vapore tutti insieme. Eravamo ora nella cintura di onde che sempre\n      che circonda il vortice; e pensai, ovviamente, che un altro momento\n      un altro momento ci avrebbe fatto precipitare nell'abisso, nel quale potevamo vedere solo\n      solo indistintamente a causa dell'incredibile velocit\u00e0 con cui ci\n      con cui venivamo trasportati. Il battello non sembrava affatto affondare nell'acqua, ma\n      ma sfiorare come una bolla d'aria la superficie dell'onda.\n      dell'onda. Il suo lato di dritta era prossimo al vortice, mentre a sinistra sorgeva il mondo oceanico\n      a tribordo sorgeva il mondo oceanico che avevamo lasciato. Si ergeva come un enorme\n      muro che si contorceva tra noi e l'orizzonte.\n\n       Pu\u00f2 sembrare strano, ma ora, quando eravamo nelle fauci del golfo, mi sentivo pi\u00f9 tranquillo di quando ci stavamo solo avvicinando.\n      dell'abisso, mi sentivo pi\u00f9 composta di quando ci stavamo solo avvicinando.\n      dell'abisso. Avendo deciso di non sperare pi\u00f9, mi ero liberato di gran parte di quel\n      di quel terrore che all'inizio mi aveva reso impassibile. Suppongo che fosse la\n      disperazione che mi teneva i nervi tesi.\n\n       Pu\u00f2 sembrare un vanto, ma quello che vi dico \u00e8 la verit\u00e0.\n      a riflettere su quanto fosse magnifico morire in un modo cos\u00ec\n      modo, e quanto fosse sciocco in me pensare a una considerazione cos\u00ec misera come la mia\n      considerazione come la mia vita individuale, in vista di una cos\u00ec meravigliosa\n      manifestazione della potenza di Dio. Credo di essere arrossito di\n      vergogna quando questa idea mi attravers\u00f2 la mente. Dopo un po' di tempo\n      dopo un po' di tempo fui posseduto dalla pi\u00f9 viva curiosit\u00e0 per il vortice.\n      stesso. Sentivo il desiderio di esplorare le sue profondit\u00e0, anche a costo del sacrificio che avrei fatto.\n      sacrificio che stavo per compiere; e il mio principale dolore era\n      che non sarei mai stato in grado di raccontare ai miei vecchi compagni a terra\n      dei misteri che avrei visto. Senza dubbio si trattava di fantasie singolari\n      singolari per occupare la mente di un uomo in una situazione cos\u00ec estrema.\n      che i giri della barca intorno allo specchio d'acqua mi avrebbero reso\n      mi abbiano reso un po' stordito.\n\n       C'era un'altra circostanza che tendeva a ristabilire il mio\n      a recuperare il mio autocontrollo; si trattava della cessazione del vento, che non poteva\n      non poteva raggiungerci nella situazione attuale perch\u00e9, come avete visto voi stessi\n      come avete visto voi stessi, la cintura di surf \u00e8 considerevolmente pi\u00f9 bassa del fondo dell'oceano\n      dell'oceano, e quest'ultimo ora torreggiava sopra di noi, come un alto\n      nera e montuosa. Se non siete mai stati in mare in una\n      Se non si \u00e8 mai stati in mare durante una forte burrasca, non si pu\u00f2 avere un'idea della confusione mentale\n      che il vento e gli spruzzi provocano insieme. Accecano, assordano,\n      e vi strangolano, togliendovi ogni potere di azione o di riflessione.\n      riflessione. Ma ora ci eravamo liberati in larga misura di questi\n      fastidiosi, proprio come ai condannati a morte in prigione sono concessi\n      piccole indulgenze, proibite quando la loro condanna \u00e8 ancora\n      incerto.\n\n       \u00c8 impossibile dire quante volte abbiamo fatto il giro della cintura.\n      dire. Abbiamo girato e rigirato per forse un'ora, volando piuttosto che galleggiando, addentrandoci sempre di pi\u00f9 nell'atmosfera.\n      piuttosto che galleggiare, entrando gradualmente sempre pi\u00f9 nel\n      al centro dell'onda, per poi avvicinarci sempre di pi\u00f9 al suo orribile\n      orribile bordo interno. Per tutto questo tempo non avevo mai mollato il bullone ad anello. Mio\n      mio fratello era a poppa, aggrappato a una piccola cassa d'acqua vuota\n      che era stata saldamente fissata sotto il cofano del banco e che era l'unica cosa sul ponte\n      era l'unica cosa sul ponte che non era stata spazzata in mare quando\n      la prima burrasca. Quando ci avvicinammo all'orlo della fossa, egli lasci\u00f2 la presa su questo\n      lasci\u00f2 la presa su questo e si diresse verso l'anello, dal quale, nell'agonia del suo terrore, si\n      agonia del suo terrore, cerc\u00f2 di forzarmi le mani, poich\u00e9 non era abbastanza grande da permetterci di\n      non era abbastanza grande da permettere a entrambi una presa sicura. Non ho mai\n      pi\u00f9 profondo dolore di quando lo vidi tentare questo gesto, sebbene sapessi che era un pazzo quando\n      sapevo che era un pazzo quando l'ha fatto, un pazzo furioso per pura\n      paura. Non mi interessava, tuttavia, contestare la questione con lui. I\n      sapevo che non avrebbe fatto alcuna differenza se uno dei due si fosse tenuto\n      Cos\u00ec gli lasciai il chiavistello e andai a poppa verso la botte.\n      Non ci furono grosse difficolt\u00e0 a farlo, perch\u00e9 lo smack volava\n      abbastanza stabilmente e su una chiglia regolare, ondeggiando solo di qua e di l\u00e0\n      con le immense oscillazioni del vortice. A malapena\n      nella mia nuova posizione, quando demmo un selvaggio\n      sbandata a dritta e ci precipitammo a capofitto nell'abisso. I\n      mormorai una frettolosa preghiera a Dio e pensai che tutto fosse finito.\n\n       Quando sentii l'ondata nauseabonda della discesa, avevo\n      istintivamente la presa sulla canna e chiusi gli occhi.\n      occhi. Per alcuni secondi non osai aprirli, mentre mi aspettavo la distruzione\n      distruzione istantanea, e mi chiedevo se non stessi gi\u00e0 lottando\n      lotta con l'acqua. Ma pass\u00f2 un attimo dopo l'altro.\n      Vivevo ancora. Il senso di caduta era cessato, e il movimento della nave sembrava\n      il movimento della nave sembrava uguale a quello di prima, mentre era\n      di schiuma, con l'eccezione che ora si trovava pi\u00f9 lungo. Mi feci\n      coraggio e guardai di nuovo la scena.\n\n       Non dimenticher\u00f2 mai le sensazioni di timore, orrore e ammirazione con cui ho guardato intorno a me.\n      ammirazione con cui guardavo intorno a me. La barca sembrava essere\n      come per magia, a met\u00e0 strada, sulla superficie interna di un imbuto\n      di un imbuto di grande circonferenza, di prodigiosa profondit\u00e0 e i cui lati perfettamente lisci avrebbero potuto essere scambiati per\n      lati perfettamente lisci avrebbero potuto essere scambiati per ebano, ma\n      se non fosse stato per la sconcertante rapidit\u00e0 con cui giravano e per la\n      e per il bagliore e lo spettrale splendore che sprigionavano, come i raggi della luna piena, da quel\n      luna piena, da quella spaccatura circolare tra le nubi che ho gi\u00e0 descritto, si riversavano in una\n      che ho gi\u00e0 descritto, si riversavano in un'inondazione di gloria dorata lungo le\n      pareti nere e in lontananza nei recessi pi\u00f9 reconditi dell'abisso.\n      dell'abisso.\n\n       All'inizio ero troppo confuso per osservare qualcosa con precisione.\n      Non vedevo altro che l'esplosione generale di una grandiosit\u00e0 spaventosa.\n      Quando mi sono ripreso un po', per\u00f2, il mio sguardo \u00e8 caduto\n      istintivamente verso il basso. In questa direzione riuscii a ottenere una\n      vista senza ostacoli, grazie al modo in cui lo smack pendeva sulla superficie inclinata della\n      superficie inclinata della vasca. Era in equilibrio, vale a dire\n      chiglia, cio\u00e8 il suo ponte si trovava su un piano parallelo a quello dell'acqua.\n      dell'acqua, ma quest'ultima era inclinata di pi\u00f9 di quarantacinque gradi.\n      quarantacinque gradi, cosicch\u00e9 sembrava che fossimo sdraiati sui nostri\n      estremit\u00e0 delle travi. Non potei fare a meno di osservare, tuttavia, che avevo\n      difficolt\u00e0 a mantenere la presa e l'appoggio in questa situazione.\n      in questa situazione, che se fossimo stati su un piano morto; e questo,\n      suppongo che ci\u00f2 fosse dovuto alla velocit\u00e0 con cui ruotavamo.\n\n       I raggi della luna sembravano scrutare il fondo dell'abisso\n      profondo golfo; ma non riuscivo a distinguere nulla, a causa di una fitta nebbia\n      a causa di una fitta nebbia in cui tutto era avvolto,\n      e sulla quale pendeva un magnifico arcobaleno, come quel ponte stretto e\n      ponte stretto e traballante che, secondo i mussulmani, \u00e8 l'unica via di collegamento tra il tempo e l'eternit\u00e0.\n      tra il tempo e l'eternit\u00e0. Questa nebbia, o spruzzo, \u00e8 stata senza dubbio\n      senza dubbio causata dall'urto delle grandi pareti del fumaiolo, quando\n      si sono incontrate sul fondo, ma l'urlo che si \u00e8 levato verso il cielo da quel\n      cielo da quella nebbia, non oso tentare di descriverlo.\n      descrivere.\n\n       La nostra prima scivolata nell'abisso stesso, dalla cintura di schiuma\n      di schiuma, ci aveva portato molto lontano lungo il pendio, ma la nostra\n      discesa successiva non era affatto proporzionata. Girando e rigirando\n      non con un movimento uniforme, ma con oscillazioni e scatti vertiginosi, che a volte ci facevano\n      che ci facevano percorrere a volte solo poche centinaia di metri e a volte\n      quasi il circuito completo del vortice. Il nostro progresso verso il basso\n      ad ogni giro, era lento, ma molto percepibile.\n\n       Guardando intorno a me l'ampia distesa di ebano liquido su cui eravamo\n      che la nostra barca non era l'unico oggetto nell'abbraccio del vortice.\n      nell'abbraccio del vortice. Sia sopra che sotto di noi erano\n      frammenti di navi, grandi masse di legname da costruzione e tronchi di alberi, con molti altri\n      tronchi d'albero, insieme a molti altri oggetti pi\u00f9 piccoli, come pezzi di\n      mobili di casa, scatole rotte, barili e doghe. Ho gi\u00e0\n      ho gi\u00e0 descritto l'innaturale curiosit\u00e0 che aveva preso il posto del mio\n      terrore iniziale. Sembrava crescere su di me man mano che mi avvicinavo\n      sempre pi\u00f9 vicino al mio terribile destino. Cominciai a guardare, con uno strano\n      strano interesse le numerose cose che fluttuavano in nostra\n      compagnia. Dovevo essere in preda al delirio, perch\u00e9 cercavo persino di\n      divertimento nel fare congetture sulla velocit\u00e0 relativa delle loro\n      diverse discese verso la schiuma sottostante.  Questo abete, mi ritrovai a dire\n      mi sono ritrovato a dire che sar\u00e0 certamente il prossimo a fare il\n      che far\u00e0 il terribile tuffo e scomparir\u00e0, e poi sono rimasto\n      deluso nel constatare che il relitto di una nave mercantile olandese\n      mercantile olandese l'aveva superata e affondata prima. Alla fine, dopo aver fatto diverse\n      ipotesi di questo tipo, e di essere stato ingannato in tutto ci\u00f2 dal fatto\n      fatto del mio invariabile errore di calcolo, mi spinse a una riflessione che mi fece di nuovo tremare le\n      riflessione che mi fece di nuovo tremare le membra e battere forte il cuore.\n      pesantemente ancora una volta.\n\n       Non fu un nuovo terrore a colpirmi, ma l'alba di una speranza pi\u00f9 eccitante.\n      speranza pi\u00f9 eccitante. Questa speranza nasceva in parte dal ricordo e\n      in parte dall'osservazione del presente. Mi venne in mente la grande variet\u00e0 di\n      variet\u00e0 di materiale galleggiante che ricopre la costa di Lofoden,\n      assorbita e poi rigettata dal fiume Moskoe.\n      Il numero di gran lunga maggiore di articoli si \u00e8 frantumato nel modo pi\u00f9 straordinario.\n      modo straordinario, cos\u00ec sfregati e irruviditi da sembrare\n      sembrare che fossero pieni di schegge, ma poi ho ricordato distintamente che c'erano\n      ricordo che ce n'erano alcuni che non erano affatto sfigurati.\n      sfigurati. Non riuscivo a spiegare questa differenza\n      se non ipotizzando che i frammenti irruviditi fossero gli unici\n      completamente assorbiti, che gli altri fossero entrati nel vortice in un momento\n      erano entrati nel vortice in un momento cos\u00ec tardo della marea o, per qualche ragione, erano scesi cos\u00ec lentamente dopo la\n      per qualche motivo, erano scesi cos\u00ec lentamente dopo essere entrati, che non avevano\n      non hanno raggiunto il fondo prima che arrivasse il giro della piena o del\n      di riflusso, a seconda dei casi. Ho ritenuto possibile, in entrambi i casi, che\n      caso, che potessero essere risospinti fino al livello dell'oceano\n      dell'oceano, senza subire il destino di quelle che erano state\n      attirati pi\u00f9 presto o assorbiti pi\u00f9 rapidamente. Ho fatto, inoltre, tre importanti osservazioni,\n      tre importanti osservazioni. La prima \u00e8 che, come regola generale\n      regola, quanto pi\u00f9 grandi erano i corpi, tanto pi\u00f9 rapida era la loro\n      discesa pi\u00f9 rapida; la seconda \u00e8 che, tra due masse di uguale estensione, l'una sferica e l'altra\n      sferica, e l'altra _di qualsiasi altra forma_, la\n      velocit\u00e0 di discesa fosse superiore a quella della sfera il terzo,\n      che, tra due masse di uguale estensione, l'una cilindrica e l'altra\n      di qualsiasi altra forma, il cilindro veniva assorbito pi\u00f9 lentamente.\n      pi\u00f9 lentamente. Da quando sono fuggito, ho avuto diverse conversazioni su questo\n      argomento con un vecchio maestro di scuola del quartiere; ed \u00e8 da lui che ho imparato l'uso del\n      da lui che ho imparato l'uso delle parole cilindro e sfera.\n       sfera.  Mi spieg\u00f2, anche se ho dimenticato la spiegazione\n      spiegazione come ci\u00f2 che osservavo fosse, in realt\u00e0, la naturale\n      naturale conseguenza delle forme dei frammenti galleggianti e mi mostr\u00f2 come\n      come accadesse che un cilindro, nuotando in un vortice, offrisse una maggiore resistenza al\n      resistenza al suo risucchio e venisse trascinato con maggiore\n      difficolt\u00e0 di un corpo altrettanto voluminoso, di qualsiasi forma. (*1)\n\n       C'\u00e8 stata una circostanza sorprendente che ha contribuito in modo determinante a\n      queste osservazioni e che mi ha reso ansioso di\n      di metterle in pratica, e cio\u00e8 che, a ogni giro, passavamo davanti a\n      ad ogni giro, passavamo davanti a qualcosa di simile a un barile, o al pennone o all'albero di una nave.\n      di una nave, mentre molte di queste cose, che erano al nostro livello quando\n      quando aprii per la prima volta gli occhi sulle meraviglie del gorgo,\n      ora si trovavano in alto sopra di noi e sembravano essersi spostate di poco\n      dalla loro posizione originaria.\n\n       Non esitai pi\u00f9 sul da farsi. Decisi di legarmi saldamente\n      saldamente alla botte d'acqua che ora tenevo in mano, di staccarla\n      dal bancone e di gettarmi con essa nell'acqua. I\n      attirare l'attenzione di mio fratello con dei segni, indicando le botti\n      barili galleggianti che si avvicinavano a noi e feci di tutto per fargli capire quello che stavo facendo.\n      tutto ci\u00f2 che era in mio potere per fargli capire cosa stavo per fare. Credevo che a lungo\n      che avesse capito il mio disegno, ma, che fosse o meno cos\u00ec\n      che fosse cos\u00ec o meno, scosse la testa con disperazione e si rifiut\u00f2 di spostarsi dalla sua postazione\n      dalla sua postazione vicino al bullone ad anello. Era impossibile raggiungerlo\n      era impossibile raggiungerlo; l'emergenza non ammetteva ritardi; cos\u00ec, con un'amara lotta, lo rassegnai al suo destino.\n      con un'amara lotta, lo abbandonai al suo destino, mi fissai alla botte\n      alla botte per mezzo delle cinghie che la fissavano al bancone, e\n      e mi precipitai con essa in mare, senza un altro\n      un attimo di esitazione.\n\n       Il risultato \u00e8 stato esattamente quello che speravo potesse essere. Poich\u00e9 sono\n      io stesso a raccontarvi questa storia, come vedete sono riuscito a\n      fuga e visto che siete gi\u00e0 in possesso del modo in cui\n      fuga, e che quindi dovete anticipare tutto ci\u00f2 che\n      che ho ancora da dire, porter\u00f2 la mia storia rapidamente alla\n      conclusione. Poteva essere trascorsa un'ora, o poco pi\u00f9, dopo la mia uscita dalla\n      quando, dopo essere sceso a grande distanza sotto di me\n      sotto di me, comp\u00ec tre o quattro selvagge oscillazioni in rapida\n      successione e, trascinando con s\u00e9 il mio amato fratello, precipit\u00f2\n      a capofitto, in una volta e per sempre, nel caos di schiuma sottostante. Il\n      barile a cui ero attaccato affond\u00f2 poco pi\u00f9 della met\u00e0 della distanza\n      della met\u00e0 della distanza tra il fondo del golfo e il punto in cui mi ero\n      in cui mi buttai in mare, prima che si verificasse un grande cambiamento nel\n      carattere del gorgo. La pendenza dei lati dell'enorme\n      imbuto diventava sempre meno ripida. Le oscillazioni del vortice\n      vortice divennero, gradualmente, sempre meno violente. A poco a poco, la\n      spuma e l'arcobaleno scomparvero, e il fondo del golfo\n      sembrava lentamente risalire. Il cielo era sereno, i venti erano diminuiti\n      e la luna piena stava tramontando radiosa a ovest, quando mi ritrovai sulla superficie dell'oceano.\n      quando mi ritrovai sulla superficie dell'oceano, in piena vista delle\n      coste di Lofoden e sopra il punto in cui la pozza del\n      Moskoe-str m _era_. Era l'ora della bonaccia, ma il mare\n      ma il mare si agitava ancora in onde montuose per gli effetti dell'uragano.\n      uragano. Fui trasportato con violenza nel canale della Strm,\n      e in pochi minuti fui trasportato di corsa lungo la costa, nella\n       dei pescatori. Una barca mi raccolse esausto per la\n      stanchezza e (ora che il pericolo era scampato) senza parole per il ricordo dell'orrore.\n      ricordo dell'orrore. Coloro che mi trassero a bordo erano miei vecchi\n      compagni e compagni di ogni giorno, ma non mi conoscevano pi\u00f9 di quanto\n      non mi conoscevano pi\u00f9 di quanto avrebbero conosciuto un viaggiatore della terra degli spiriti. I miei capelli che\n      che il giorno prima erano neri come il corvo, erano bianchi come li vedete\n      ora. Dicono anche che l'intera espressione del mio viso fosse\n      cambiata. Ho raccontato loro la mia storia e non ci hanno creduto. Ora la racconto\n      a voi, e non posso certo aspettarmi che ci crediate pi\u00f9 di quanto\n      di quanta ne abbiano avuta gli allegri pescatori di Lofoden.\n\n\n\n\nVON KEMPELEN E LA SUA SCOPERTA\n\n\n      Dopo la minuziosa ed elaborata relazione di Arago, per non parlare del riassunto del Silliman Journal.\n      per non parlare del riassunto del Giornale di Silliman, con la dettagliata\n      dichiarazione dettagliata appena pubblicata dal tenente Maury, non si pu\u00f2\n      non si creder\u00e0, naturalmente, che offrendo alcune osservazioni frettolose in\n      riferimento alla scoperta di Von Kempelen, io abbia intenzione di esaminare l'argomento da un punto di vista scientifico.\n      di esaminare l'argomento da un punto di vista scientifico. Il mio obiettivo \u00e8\n      semplicemente, in primo luogo, di dire qualche parola su Von Kempelen\n      Von Kempelen (con il quale, alcuni anni fa, ho avuto l'onore di avere una leggera conoscenza personale), poich\u00e9 ogni persona che ha scoperto la scoperta di Von Kempelen\n      conoscenza personale), dal momento che tutto ci\u00f2 che lo riguarda deve necessariamente\n      necessariamente, in questo momento, di interesse; e, in secondo luogo, di guardare in modo\n      in secondo luogo, di esaminare in modo generale e speculativo i risultati della scoperta.\n      risultati della scoperta.\n\n      Tuttavia, \u00e8 bene premettere alle osservazioni sommarie che ho da offrire\n      che ho da offrire, negando, con molta decisione, quella che sembra essere un'impressione\n      impressione generale (desunta, come sempre in casi del genere, dai giornali), ossia che questa scoperta, stupefacente\n      dai giornali), cio\u00e8 che questa scoperta, per quanto indubbiamente stupefacente\n      come \u00e8 indiscutibilmente, non sia stata anticipata.\n\n      Facendo riferimento al Diario di Sir Humphrey Davy (Cottle e\n      Munroe, Londra, pp. 150), si vedr\u00e0 alle pp. 53 e 82, che questo illustre chimico non solo aveva concepito l'idea che ora \u00e8 in discussione.\n      che questo illustre chimico non solo aveva concepito l'idea ora in\n      in questione, ma aveva effettivamente compiuto progressi non trascurabili,\n      sperimentalmente, proprio nell'identica analisi che ora\n      trionfalmente portata a termine da Von Kempelen, il quale, pur non facendo la bench\u00e9 minima menzione della\n      non fa la minima allusione ad essa, \u00e8, senza dubbio (lo dico senza esitazione, e\n      senza dubbio (lo dico senza esitazione e posso dimostrarlo, se richiesto), \u00e8 in debito con il Diario per\n      al Diario almeno per il primo accenno alla sua impresa.\n\n      Il paragrafo del Courier and Enquirer, che sta facendo il giro della stampa, e che pretende di affermare che l'evento sia stato\n      che sta facendo il giro della stampa, e che pretende di rivendicare l'invenzione\n      invenzione per un certo signor Kissam, di Brunswick, nel Maine, mi sembra, lo confesso, un po' apocrifo, per diversi motivi.\n      un po' apocrifo, per diverse ragioni; anche se non c'\u00e8 nulla di impossibile o molto improbabile.\n      non c'\u00e8 nulla di impossibile o di molto improbabile nell'affermazione\n      fatta. Non \u00e8 necessario che io entri nei dettagli. La mia opinione sul paragrafo \u00e8\n      \u00e8 fondata principalmente sul modo in cui \u00e8 scritto. Non sembra vero.\n      Le persone che raccontano i fatti, raramente sono cos\u00ec particolari come sembra essere il signor\n      Kissam, riguardo al giorno, alla data e al luogo preciso.\n      Inoltre, se il signor Kissam si \u00e8 effettivamente imbattuto nella scoperta che dice di aver fatto, nel periodo indicato.\n      dice di averla fatta, nel periodo indicato, quasi otto anni fa, come mai\n      come mai non ha fatto alcun passo, all'istante, per raccogliere gli immensi\n      immensi benefici che il pi\u00f9 semplice dei bifolchi deve sapere che\n      avrebbe ottenuto per lui individualmente, se non per il mondo in generale,\n      dalla scoperta? Mi sembra del tutto incredibile che qualsiasi uomo\n      di buon senso possa aver scoperto ci\u00f2 che il signor Kissam\n      Kissam, e che in seguito si sia comportato come un bambino, come un gufo, come il signor Kissam.\n      come un gufo, come il signor Kissam ammette di aver fatto. A proposito, chi \u00e8 il\n      Kissam? E l'intero paragrafo del Courier and Enquirer non \u00e8 forse una montatura\n      Enquirer non \u00e8 forse un'invenzione inventata per far parlare di s\u00e9?\n      confessare che ha un'aria incredibilmente lunare. Molto poco\n      dipendenza da esso, a mio modesto parere; e se non fossi ben consapevole, per esperienza, che\n      se non fossi ben consapevole, per esperienza, della facilit\u00e0 con cui gli uomini di scienza\n      scienza siano mistificati su punti che esulano dal loro abituale campo d'indagine.\n      di indagine, sarei profondamente stupito di trovare un chimico cos\u00ec eminente\n      chimico cos\u00ec eminente come il professor Draper, che discute con il signor Kissam (o \u00e8 il signor Quizzem?\n      Kissam (o \u00e8 il signor Quizzem?) sulle pretese della scoperta, in un tono cos\u00ec serio.\n      tono.\n\n      Ma torniamo al Diario di Sir Humphrey Davy. Questo opuscolo\n      non \u00e8 stato concepito per essere divulgato al pubblico, nemmeno dopo la morte dello scrittore.\n      scrittore, come qualsiasi persona esperta di autorialit\u00e0 pu\u00f2\n      pu\u00f2 convincersene subito con la minima ispezione dello stile.\n      A pagina 13, ad esempio, verso la met\u00e0, leggiamo, in riferimento alle sue ricerche sui prototipi, quanto segue\n      alle sue ricerche sul protossido di azoto: In meno di mezzo minuto la respirazione, continuata\n      mezzo minuto la respirazione, continuando, diminu\u00ec\n      gradualmente e sono stati sostituiti da una pressione analoga a quella dolce su\n      tutti i muscoli.  Che la respirazione non fosse diminuita, \u00e8\n      non solo \u00e8 chiaro dal contesto successivo, ma anche dall'uso del plurale, erano.\n      plurale, erano.  La frase, senza dubbio, era cos\u00ec intesa:  In meno di\n      meno di mezzo minuto, la respirazione [essendo continuata, queste sensazioni\n      queste sensazioni] diminuirono gradualmente, e furono sostituite da [una\n      sensazione] analoga a una leggera pressione su tutti i muscoli.  A\n      centinaia di casi analoghi dimostrano che il MS.\n      sconsideratamente pubblicato, era solo un quaderno di appunti approssimativo, destinato\n      ma un'ispezione dell'opuscolo convincer\u00e0 quasi tutte le persone pensanti\n      convincer\u00e0 quasi ogni persona pensante della verit\u00e0 del mio\n      suggerimento. Il fatto \u00e8 che Sir Humphrey Davy \u00e8 stato l'ultimo uomo al mondo a impegnarsi in un progetto scientifico.\n      al mondo a impegnarsi su argomenti scientifici. Non solo aveva\n      non solo aveva un'avversione pi\u00f9 che normale per la ciarlataneria, ma aveva una paura morbosa di apparire empirico.\n      paura di apparire empirico; cos\u00ec che, per quanto potesse essere pienamente\n      convinto di essere sulla strada giusta nella questione in questione, non avrebbe mai\n      in questione, non si sarebbe mai pronunciato, finch\u00e9 non avesse avuto\n      tutto pronto per la dimostrazione pi\u00f9 pratica. Credo proprio\n      credo che i suoi ultimi momenti sarebbero stati resi miserabili,\n      se avesse sospettato che i suoi desideri di bruciare questo\n       Diario (pieno di speculazioni grossolane) sarebbero stati disattesi.\n      come, a quanto pare, \u00e8 avvenuto. Dico i suoi desideri, perch\u00e9 intendeva\n      che egli intendesse includere questo quaderno tra le carte varie\n      che doveva essere bruciato, credo che non ci sia alcun dubbio.\n      Se sia sfuggito alle fiamme per fortuna o per sfortuna, rimane ancora\n      resta da vedere. Che i passaggi citati sopra, insieme ad altri simili\n      simili, abbiano dato a Von Kempelen il suggerimento, non lo metto minimamente in dubbio.\n      non lo metto minimamente in dubbio; ma, ripeto, rimane ancora\n      resta da vedere se questa scoperta epocale (epocale in ogni circostanza)\n      (epocale in ogni circostanza) sar\u00e0 di servizio o di\n      servizio o di disservizio per l'umanit\u00e0 in generale. Che Von Kempelen e i suoi amici\n      amici raccoglieranno un ricco raccolto, sarebbe folle dubitare per un momento.\n      dubitare per un momento. \u00c8 difficile che siano cos\u00ec deboli da non rendersi conto\n       di non rendersi conto, col tempo, di grandi acquisti di case e terreni, con\n      altri beni di valore intrinseco.\n\n      Nel breve resoconto di Von Kempelen, apparso sull'Home Journal e da allora ampiamente copiato, sono stati citati diversi casi di Von Kempelen.\n      Journal, e che da allora \u00e8 stato ampiamente copiato, sembra che siano state fatte diverse\n      dell'originale tedesco sembrano essere stati commessi dal traduttore, il quale afferma di aver tratto il brano da un\n      traduttore, che dichiara di aver tratto il brano da un numero di\n      numero scorso del Presburg Schnellpost.   Viele \u00e8 stato evidentemente\n      \u00e8 stato frainteso (come spesso accade), e ci\u00f2 che il traduttore\n      con dolori, \u00e8 probabilmente lieden, che nella sua vera versione\n      versione, sofferenze, darebbe una sfumatura completamente diversa all'intero racconto.\n      all'intero racconto; ma, naturalmente, molte di queste sono solo\n      ipotesi, da parte mia.\n\n      Von Kempelen, tuttavia, non \u00e8 affatto un misantropo, almeno in apparenza, per quanto possa esserlo in realt\u00e0.\n      almeno in apparenza, per quanto possa esserlo in realt\u00e0. La mia conoscenza\n      con lui \u00e8 stata del tutto casuale e non posso dire di conoscerlo affatto.\n      di averlo conosciuto; ma aver visto e conversato con un uomo cos\u00ec\n      con un uomo di una notoriet\u00e0 cos\u00ec _prodigiosa_ come quella che egli ha raggiunto, o\n      raggiunger\u00e0 tra pochi giorni, non \u00e8 una cosa da poco, per come vanno i tempi.\n\n       Il Literary World parla di lui, con sicurezza, come di un nativo di Presburg (forse ingannato dal racconto di The Home Journal).\n      Presburg (forse fuorviato dal resoconto dell'Home Journal).\n      ma sono lieto di poter affermare con certezza, poich\u00e9 l'ho saputo dalle sue stesse labbra, che \u00e8 nato a Utica, nella\n      che \u00e8 nato a Utica, nello Stato di New York, anche se entrambi i suoi figli sono nati a Utica.\n      Stato di New York, anche se entrambi i suoi genitori, credo, sono di origine\n      Presburgo. La famiglia \u00e8 collegata, in qualche modo, a\n      M elzel, di memoria automa-giocatore di scacchi. Di persona, \u00e8 basso e robusto, con\n      e robusto, con grandi occhi azzurri e grassi, capelli e baffi color sabbia,\n      una bocca ampia ma gradevole, denti fini e, credo, un naso romano.\n      Ha qualche difetto in un piede. Il suo modo di parlare \u00e8 franco,\n      e il suo modo di fare si distingue per la bont\u00e0. Nel complesso\n      sembra, parla e agisce come un misantropo come nessun altro uomo che abbia mai visto.\n      che abbia mai visto. Siamo stati compagni di soggiorno per una settimana, circa sei anni fa.\n      circa sei anni fa, all'Earl's Hotel di Providence, nel Rhode Island, e presumo di aver conversato con lui\n      che io abbia conversato con lui, in vari momenti, per circa tre o quattro ore\n      quattro ore in tutto. I suoi argomenti principali erano quelli del giorno\n      e nulla di quello che mi ha detto mi ha portato a sospettare delle sue\n      conoscenze scientifiche. Lasci\u00f2 l'albergo prima di me, con l'intenzione di andare a\n      New York e poi a Brema; fu in quest'ultima citt\u00e0 che la sua grande scoperta fu resa pubblica per la prima volta.\n      che la sua grande scoperta fu resa pubblica per la prima volta; o, meglio, fu l\u00ec che\n      fu l\u00ec che si sospett\u00f2 per la prima volta che l'avesse fatta. Questo \u00e8\n      \u00e8 tutto ci\u00f2 che personalmente so dell'ormai immortale Von\n      Kempelen, ma ho pensato che anche questi pochi dettagli avrebbero\n      interesse per il pubblico.\n\n      Non c'\u00e8 dubbio che la maggior parte delle meravigliose dicerie\n      che circolano su questa vicenda sono pure invenzioni, che hanno il diritto di essere\n      di credito quanto la storia della lampada di Aladino; eppure, in un caso del genere, come nel caso delle scoperte in California, \u00e8\n      di questo tipo, come nel caso delle scoperte in California, \u00e8 chiaro che la verit\u00e0 pu\u00f2 essere pi\u00f9\n      \u00e8 chiaro che la verit\u00e0 pu\u00f2 essere pi\u00f9 strana della finzione. L'aneddoto\n      aneddoto che segue, almeno, \u00e8 cos\u00ec ben autenticato che possiamo\n      che possiamo accettarlo implicitamente.\n\n      Von Kempelen non era mai stato nemmeno in condizioni di benessere durante la sua residenza a Brema.\n      Brema; e spesso, come \u00e8 noto, era stato costretto a\n      a turni estremi per racimolare somme irrisorie. Quando si verific\u00f2 il\n      grande agitazione per la falsificazione della casa di\n      Gutsmuth & Co. i sospetti si indirizzarono verso Von Kempelen, per il fatto di aver acquistato una considerevole propriet\u00e0.\n      Kempelen, a causa del suo acquisto di una considerevole propriet\u00e0 in\n      Gasperitch Lane e per il suo rifiuto, quando interrogato, di spiegare\n      come fosse entrato in possesso del denaro per l'acquisto. Alla fine \u00e8 stato\n      arrestato, ma non essendo emerso nulla di decisivo contro di lui, fu alla fine rimesso in libert\u00e0.\n      alla fine fu rimesso in libert\u00e0. La polizia, tuttavia, ha tenuto sotto stretto controllo i suoi movimenti, scoprendo cos\u00ec che\n      suoi spostamenti, scoprendo cos\u00ec che usciva spesso di casa,\n      prendendo sempre la stessa strada e dando invariabilmente il via libera ai suoi osservatori\n      di quel labirinto di passaggi stretti e tortuosi, noto con il nome di \"labirinto\".\n      passaggi stretti e tortuosi conosciuti con il nome fulmineo di Dondergat.\n      Alla fine, a forza di perseverare, lo rintracciarono in un\n      in una soffitta di una vecchia casa di sette piani, in un vicolo chiamato Flatzplatz.\n      Flatzplatz, e, imbattendosi in lui all'improvviso, lo trovarono, come immaginavano, nel bel mezzo della\n      come immaginavano, nel bel mezzo delle sue operazioni di contraffazione. La sua\n      agitazione \u00e8 rappresentata come cos\u00ec eccessiva che gli agenti non avevano\n      non avevano il minimo dubbio sulla sua colpevolezza. Dopo averlo ammanettato,\n      hanno perquisito la sua stanza, o meglio le sue stanze, perch\u00e9 sembra che abbia\n      occupato tutte le mansarde.\n\n      Nella soffitta in cui l'avevano catturato si apriva uno sgabuzzino di tre metri per tre, dotato di alcuni apparecchi chimici.\n      tre metri per otto, dotato di un apparecchio chimico di cui non si \u00e8 ancora\n      l'oggetto non \u00e8 ancora stato accertato. In un angolo dello\n      un angolo dello sgabuzzino c'era una fornace molto piccola, con un fuoco incandescente e\n      sul fuoco una specie di crogiolo duplicato, due crogioli collegati da un tubo.\n      da un tubo. Uno di questi crogioli era quasi pieno di piombo in stato di\n      stato di fusione, ma non raggiungeva l'apertura del tubo,\n      che era vicina all'orlo. L'altro crogiolo conteneva del liquido\n      liquido, che, mentre gli ufficiali entravano, sembrava\n      vapore. Raccontano che, trovandosi preso,\n      Kempelen afferr\u00f2 i crogioli con entrambe le mani (che erano avvolte in guanti che in seguito si rivelarono essere\n      guanti che in seguito si rivelarono essere asbestici) e gett\u00f2 il contenuto sul pavimento piastrellato.\n      il contenuto sul pavimento piastrellato. A questo punto lo ammanettarono\n      prima di procedere alla perquisizione dei locali, hanno perquisito la sua persona.\n      ma non \u00e8 stato trovato nulla di insolito, a parte un pacchetto di carta\n      un pacchetto di carta, nella tasca del cappotto, contenente ci\u00f2 che in seguito \u00e8 stato\n      che si \u00e8 accertato essere una miscela di antimonio e di una sostanza sconosciuta\n      sostanza sconosciuta, in proporzioni quasi uguali, ma non del tutto. Tutti i\n      tentativi di analizzare la sostanza sconosciuta sono finora falliti,\n      ma non c'\u00e8 da dubitare che alla fine verr\u00e0 analizzata.\n\n      Usciti dallo sgabuzzino con il loro prigioniero, gli agenti attraversarono una sorta di anticamera\n      attraverso una sorta di anticamera, in cui non \u00e8 stato trovato nulla di\n      nulla di materiale, fino alla stanza da letto del farmacista. Qui hanno rovistato in alcuni\n      cassetti e scatole, ma scoprirono solo alcune carte, di nessun\n      importanza, e qualche buona moneta, d'argento e d'oro. Alla fine,\n      sotto il letto, videro un grande baule di capelli comuni,\n      senza cerniere, n\u00e9 hasp, n\u00e9 serratura, e con la parte superiore che giaceva incautamente\n      sulla parte inferiore. Quando cercarono di estrarre il baule da\n      da sotto il letto, si accorsero che, con le loro forze unite\n      (erano in tre, tutti uomini di potere), non riuscirono a\n      smuoverlo di un centimetro.  Molto stupito di ci\u00f2, uno di loro si infil\u00f2\n      sotto il letto e, guardando nel baule, disse:\n\n       Non c'\u00e8 da stupirsi se non siamo riusciti a spostarlo, perch\u00e9 \u00e8 pieno di vecchi pezzi di ottone!\n      pezzi di ottone!\n\n      Mettendo i piedi contro la parete in modo da ottenere un buon\n      e spingendo con tutta la sua forza, mentre i suoi compagni\n      con tutta la loro forza, il baule fu fatto scivolare, con molta difficolt\u00e0, da\n      da sotto il letto e il suo contenuto fu esaminato. Il presunto\n      ottone di cui era pieno era tutto in piccoli pezzi lisci,\n      lisci, che variavano dalla dimensione di un pisello a quella di un dollaro; ma i pezzi erano di forma irregolare, anche se pi\u00f9\n      pezzi erano di forma irregolare, anche se pi\u00f9 o meno\n      piatta, nel complesso, molto simile a quella del piombo quando\n      gettato a terra allo stato fuso e lasciato raffreddare.\n      raffreddarsi.  Ora, nessuno di questi ufficiali sospett\u00f2 per un momento che questo metallo\n      che questo metallo fosse nient'altro che ottone. L'idea che fosse\n      d'oro non si \u00e8 mai affacciata nei loro cervelli; come avrebbe potuto\n      fantasia cos\u00ec sfrenata? E il loro stupore pu\u00f2 essere ben\n      quando il giorno dopo si seppe, in tutta Brema,\n      che il lotto di ottoni che avevano portato con tanto disprezzo all'ufficio di polizia\n      all'ufficio di polizia, senza prendersi la briga di\n      senza prendersi la briga di intascarne il pi\u00f9 piccolo frammento, non solo era oro vero e proprio, ma anche\n      ma oro molto pi\u00f9 fine di quello utilizzato per le monete,\n      assolutamente puro, vergine, senza la minima lega apprezzabile.\n\n      Non \u00e8 necessario che io ripercorra i dettagli della confessione di Von Kempelen (per quanto riguarda la\n      Von Kempelen (per quanto riguarda il suo rilascio) e la sua liberazione, perch\u00e9 sono gi\u00e0 noti al pubblico.\n      pubblico. Che egli abbia effettivamente realizzato, nello spirito e negli effetti,\n      se non alla lettera, la vecchia chimera della pietra filosofale, nessuna persona sana di mente\n      pietra filosofale, nessuna persona sana di mente \u00e8 libera di dubitare. Le opinioni di\n      Arago hanno ovviamente diritto alla massima considerazione, ma non sono\n      non \u00e8 assolutamente infallibile; e ci\u00f2 che dice del bismuto, nella sua\n      relazione all'Accademia, deve essere preso _cum grano salis_. La semplice verit\u00e0 \u00e8 che\n      semplice verit\u00e0 \u00e8 che fino a questo momento tutte le analisi hanno fallito;\n      e fino a quando Von Kempelen non decider\u00e0 di fornirci la chiave del suo stesso enigma\n      enigma pubblicato, \u00e8 pi\u00f9 che probabile che la questione rimanga per anni in\n      per anni, in uno statu quo. Tutto ci\u00f2 che si pu\u00f2 ancora dire di sapere\n      si pu\u00f2 dire che si sa solo che l'oro puro pu\u00f2 essere ricavato a volont\u00e0 e molto facilmente dal piombo\n      molto facilmente dal piombo in combinazione con altre sostanze, in\n      sostanze, di tipo e proporzioni sconosciute.\n\n      Le speculazioni, naturalmente, si affollano sui risultati immediati e finali di questa scoperta.\n      risultati di questa scoperta, una scoperta che poche persone pensanti\n      esiteranno a fare riferimento all'accresciuto interesse per l'oro in generale, grazie agli ultimi sviluppi in California.\n      dell'oro in generale, grazie ai recenti sviluppi in California; e\n      Questa riflessione ci porta inevitabilmente ad un'altra\n      inopportunit\u00e0 dell'analisi di Von Kempelen. Se molti sono stati\n      se a molti \u00e8 stato impedito di avventurarsi in California, per la semplice\n      se molti sono stati impediti ad avventurarsi in California dalla semplice paura che l'oro\n      per la sua abbondanza nelle miniere, da rendere la speculazione di andare cos\u00ec lontano in cerca di\n      di andare cos\u00ec lontano alla sua ricerca.\n      quale sia l'impressione che si avr\u00e0 ora sulle menti di coloro che stanno per\n      emigrare, e soprattutto sulle menti di coloro che si trovano gi\u00e0 nella\n      regione mineraria, dall'annuncio di questa stupefacente scoperta di Von Kempelen?\n      di Von Kempelen? Una scoperta che dichiara, con tante parole,\n      che, al di l\u00e0 del suo valore intrinseco per la produzione\n      (qualunque sia questo valore), l'oro \u00e8 ora, o almeno sar\u00e0 presto\n      (perch\u00e9 non si pu\u00f2 supporre che Von Kempelen possa conservare a lungo il suo\n      segreto), non ha un valore superiore a quello del piombo e di gran lunga inferiore a quello dell'argento.\n      valore dell'argento. \u00c8 estremamente difficile ipotizzare\n      speculare in prospettiva sulle conseguenze della scoperta,\n      ma si pu\u00f2 affermare con certezza che l'annuncio della scoperta sei mesi fa\n      della scoperta sei mesi fa avrebbe avuto una notevole influenza\n      per quanto riguarda l'insediamento in California.\n\n      In Europa, per ora, i risultati pi\u00f9 evidenti sono stati un aumento del prezzo del piombo del duecento\n      del duecento per cento del prezzo del piombo e di quasi il venticinque per cento di quello dell'argento.\n      venticinque per cento di quello dell'argento.\n\n\n\n\nRIVELAZIONE MESMERICA\n\n\nQualunque dubbio possa ancora avvolgere il \"razionale\" del mesmerismo, i suoi \"fatti\" sorprendenti sono ormai quasi universalmente ammessi.\nfatti sorprendenti sono ormai quasi universalmente ammessi. Di questi ultimi,\nquelli che dubitano, sono i vostri semplici dubitatori di professione, una trib\u00f9 poco redditizia e\ne disdicevole trib\u00f9. Non pu\u00f2 esserci perdita di tempo pi\u00f9 assoluta\nche il tentativo di \"dimostrare\", al giorno d'oggi, che l'uomo, con il semplice esercizio della volont\u00e0, pu\u00f2\nesercizio della volont\u00e0, possa impressionare il suo prossimo in modo tale da gettarlo in una condizione\ncondizione anormale, i cui fenomeni assomigliano molto a quelli della morte.\ndella morte, o almeno vi assomigliano pi\u00f9 di quanto non facciano i fenomeni di qualsiasi altra condizione normale all'interno della nostra\nfenomeni di qualsiasi altra condizione normale di nostra conoscenza; che,\nmentre \u00e8 in questo stato, la persona cos\u00ec colpita usa solo con sforzo,\ne debolmente, gli organi di senso esterni, tuttavia percepisce, con\npercezione acutamente raffinata e attraverso canali che si suppongono sconosciuti,\nche, inoltre, le sue facolt\u00e0 intellettuali sono meravigliosamente esaltate.\nfacolt\u00e0 intellettuali sono meravigliosamente esaltate e rafforzate; che\nche le sue simpatie per la persona che lo impressiona sono profonde; e..,\ninfine, che la sua suscettibilit\u00e0 all'impressione aumenta con la sua frequenza.\nfrequenza, mentre, nella stessa proporzione, i fenomeni peculiari\nfenomeni peculiari suscitati sono pi\u00f9 estesi e pi\u00f9 \"pronunciati\".\n\nDico che queste che sono le leggi del mesmerismo nelle sue caratteristiche generali\nsarebbe un supererogatorio dimostrarle; n\u00e9 infligger\u00f2 ai miei lettori una dimostrazione cos\u00ec inutile\nai miei lettori una dimostrazione cos\u00ec inutile, oggi. Il mio scopo al momento\n\u00e8 molto diverso. Sono spinto, anche in presenza di\ndi un mondo di pregiudizi, a dettagliare senza commenti la sostanza molto\ndi un colloquio avvenuto tra un dormiente e me.\nme.\n\nAvevo da tempo l'abitudine di ipnotizzare la persona in questione (Mr.\nVankirk), e la solita acuta suscettibilit\u00e0 ed esaltazione della percezione\npercezione mesmerica. Per molti mesi egli aveva\nda molti mesi soffriva di una ftisi conclamata, i cui effetti pi\u00f9 penosi\nche erano stati alleviati dalle mie manipolazioni; e la notte di mercoled\u00ec 15, in cui\nMercoled\u00ec 15 fui chiamato al suo capezzale.\n\nL'invalido soffriva di un dolore acuto nella regione del cuore,\ne respirava con grande difficolt\u00e0, con tutti i sintomi ordinari dell'asma.\nasma. In caso di spasmi come questi, di solito trovava sollievo dall'applicazione di senape sui centri nervosi.\napplicazione di senape sui centri nervosi, ma questa notte era stata tentata invano.\nma questa sera era stata tentata invano.\n\nQuando entrai nella sua stanza, mi accolse con un sorriso allegro e, sebbene fosse evidentemente\nevidentemente molto sofferente, sembrava mentalmente a suo agio.\n\n L'ho mandata a chiamare questa sera, mi disse, non tanto per curare il mio\nper il mio disturbo corporeo, ma per soddisfarmi su alcune impressioni psichiche\nche, negli ultimi tempi, mi hanno causato molta ansia e sorpresa. Non ho bisogno di\nnon c'\u00e8 bisogno di dirvi quanto io sia stato scettico finora sull'argomento dell'immortalit\u00e0 dell'anima.\ndell'immortalit\u00e0 dell'anima. Non posso negare che sia sempre esistito, come se\nin quell'anima che ho negato, un vago mezzo sentimento della propria esistenza.\ndella propria esistenza. Ma questo mezzo sentimento non \u00e8 mai stato una\nconvinzione. La mia ragione non aveva nulla a che fare con esso. Tutti i tentativi di\ndi indagine logica mi lasciavano anzi pi\u00f9 scettico di prima.\nprima. Mi era stato consigliato di studiare il cugino. L'ho studiato nelle sue opere\nopere e in quelle dei suoi echi europei e americani. Il\n Charles Elwood del signor Brownson, per esempio, mi fu messo tra le mani.\nLo lessi con profonda attenzione. In tutto e per tutto l'ho trovato logico, ma\nlogico, ma le parti che non erano puramente logiche erano purtroppo le argomentazioni iniziali del\nargomenti iniziali dell'eroe incredulo del libro. Nel suo riassunto mi \u00e8 sembrato\nmi \u00e8 sembrato evidente che il ragionatore non fosse riuscito a convincere\nconvincere se stesso. La sua fine aveva palesemente dimenticato il suo inizio, come il governo di Trinculo.\nil governo di Trinculo. In breve, non tardai a percepire che\nse l'uomo deve essere convinto intellettualmente della propria immortalit\u00e0, non lo sar\u00e0 mai\nnon potr\u00e0 mai essere convinto dalle mere astrazioni che sono state cos\u00ec a lungo\nmoda dei moralisti inglesi, francesi e tedeschi.\nGermania. Le astrazioni possono divertire ed esercitare, ma non fanno presa sulla mente.\nmente. Almeno qui sulla terra, la filosofia, ne sono convinto, ci inviter\u00e0 sempre\nsempre invano ci inviter\u00e0 a considerare le qualit\u00e0 come cose. La volont\u00e0\npu\u00f2 assentire, l'anima, l'intelletto, mai.\n\n Ripeto, quindi, che ho sentito solo a met\u00e0, e mai intellettualmente\ncreduto. Ma negli ultimi tempi c'\u00e8 stato un certo approfondimento della\nsentimento, fino ad arrivare ad assomigliare cos\u00ec tanto all'acquiescenza della\nragione, che trovo difficile distinguere tra i due. Sono\nsono in grado di ricondurre questo effetto all'influenza mesmerica. I\nNon posso spiegare meglio il mio significato se non ipotizzando che l'esaltazione mesmerica mi\nesaltazione mesmerica mi permette di percepire una serie di ratiocination\nche, nella mia esistenza anormale, convince, ma che, in pieno accordo con i fenomeni mesmerici, convince.\nin pieno accordo con i fenomeni mesmerici, non si estende, se non attraverso il suo\neffetto, alla mia condizione normale. Nel sonno-veglia, il ragionamento\ne la sua conclusione, la causa e il suo effetto sono presenti insieme. Nel mio\nstato naturale, la causa scompare, l'effetto rimane solo, e forse solo in parte.\nparzialmente, rimane.\n\n Queste considerazioni mi hanno portato a pensare che alcuni buoni risultati potrebbero\nuna serie di domande ben mirate che mi vengono poste mentre sono\nipnotizzato. Avete spesso osservato la profonda autocoscienza\nche il dormiente dimostra di avere su tutti i punti relativi alla condizione mesmerica.\nsu tutti i punti che riguardano la condizione mesmerica stessa; e da questa\nautocoscienza si possono dedurre suggerimenti per la corretta condotta di un\ncatechismo.\n\nNaturalmente ho acconsentito a fare questo esperimento.  Alcuni passaggi gettarono il Sig.\nVankirk nel sonno mesmerico. Il suo respiro divenne immediatamente pi\u00f9\npi\u00f9 facile e non sembrava soffrire di alcun disagio fisico. Segu\u00ec la seguente\nconversazione che segue: V. nel dialogo rappresenta il paziente,\ne P. me stesso.\n\n      Stai dormendo?\n\n      S\u00ec, no; preferirei dormire pi\u00f9 tranquillamente.\n\n      _P._ [_Dopo qualche altro passaggio._] Dormi ora?\n\n      S\u00ec.\n\n      Come pensa che si risolver\u00e0 la sua attuale malattia?\n\n      [Dopo una lunga esitazione e dopo aver parlato come se si fosse sforzato].\n      Devo morire.\n\n      L'idea della morte vi affligge?\n\n      No no!\n\n      Siete soddisfatti della prospettiva?\n\n      Se fossi sveglio vorrei morire, ma ora non ha importanza.\n      questione. La condizione mesmerica \u00e8 cos\u00ec vicina alla morte da accontentarmi.\n\n      Vorrei che si spiegasse, signor Vankirk.\n\n      Sono disposto a farlo, ma richiede uno sforzo maggiore di quello che mi sento di fare.\n      mi sento in grado di fare. Non mi interroga correttamente.\n\n      _P._ Cosa devo chiedere allora?\n\n      Bisogna cominciare dall'inizio.\n\n      _P._ L'inizio! Ma dov'\u00e8 l'inizio?\n\n      Sapete che il principio \u00e8 DIO. [_Questo fu detto in tono basso e\n      tono basso e fluttuante, e con ogni segno della pi\u00f9 profonda\n      venerazione_.]\n\n      Che cos'\u00e8 dunque Dio?\n\n      Non posso dirlo.\n\n      _P._ Dio non \u00e8 forse Spirito?\n\n      Finch\u00e9 ero sveglio sapevo cosa intendevi per spirito, ma adesso\n      sembra solo una parola come, per esempio, la verit\u00e0, la bellezza, una\n      qualit\u00e0, intendo.\n\n      Dio non \u00e8 forse immateriale?\n\n      Non c'\u00e8 immaterialit\u00e0, \u00e8 una semplice parola. Ci\u00f2 che non \u00e8\n      non \u00e8 materia, non \u00e8 affatto, a meno che le qualit\u00e0 non siano cose.\n\n      Dio \u00e8 dunque materiale?\n\n      No. [_Questa risposta mi ha spaventato molto._]\n\n      Che cos'\u00e8, dunque, lui?\n\n      V._ [Dopo una lunga pausa, e borbottando._] Capisco, ma \u00e8 una cosa\n      cosa difficile da dire. [_Un'altra lunga pausa._] Non \u00e8 uno spirito, perch\u00e9 esiste.\n      spirito, perch\u00e9 esiste. E non \u00e8 nemmeno materia, come la intendete voi.\n      Ma ci sono \"gradazioni\" di materia di cui l'uomo non sa nulla;\n      la pi\u00f9 grossolana spinge la pi\u00f9 fine, la pi\u00f9 fine pervade la pi\u00f9 grossolana.\n      L'atmosfera, per esempio, spinge il principio elettrico, mentre il principio elettrico permea l'atmosfera.\n      il principio elettrico permea l'atmosfera. Queste gradazioni\n      di materia aumentano in rarit\u00e0 o finezza, fino ad arrivare a una materia\n      materia _individuata_ senza particelle indivisibili _una_; e qui la legge dell'impulsione e della permeazione\n      e qui la legge dell'impulsione e della compenetrazione si modifica. La\n      materia ultima, o non parcellizzata, non solo permea tutte le cose\n      ma spinge tutte le cose; e cos\u00ec _\u00e8_ tutte le cose in se stessa.\n      Questa materia \u00e8 Dio. Ci\u00f2 che gli uomini cercano di incarnare nella parola\n       pensiero, \u00e8 questa materia in movimento.\n\n      I metafisici sostengono che ogni azione \u00e8 riducibile al moto e al pensiero e che quest'ultimo \u00e8 l'origine del\n      movimento e al pensiero, e che quest'ultimo \u00e8 l'origine del primo.\n      prima.\n\n      S\u00ec; e ora vedo la confusione di idee. Il movimento \u00e8 l'azione\n      azione della _mente_, non del _pensiero_. La materia non separata, o\n      Dio, in quiescenza, \u00e8 (per quanto possiamo concepire) ci\u00f2 che gli uomini chiamano mente.\n      chiamano mente. E il potere di auto-movimento (equivalente, in effetti, alla\n      alla volizione umana) \u00e8, nella materia non separata, il risultato della sua unit\u00e0 e onniprevalenza.\n      della sua unit\u00e0 e onnipresenza; non so come, e ora vedo chiaramente che non lo sapr\u00f2 mai.\n      chiaramente che non lo sapr\u00f2 mai. Ma la materia non parcellizzata, messa in moto da una legge\n      da una legge, o qualit\u00e0, esistente in se stessa, \u00e8 pensante.\n\n      _P._ Non potete darmi un'idea pi\u00f9 precisa di ci\u00f2 che definite la materia\n      materia non separata?\n\n      Le cose di cui l'uomo \u00e8 a conoscenza sfuggono ai sensi in\n      gradazione. Abbiamo, per esempio, un metallo, un pezzo di legno, una goccia d'acqua, l'atmosfera, un gas, il calorico, l'elettricit\u00e0, la\n      d'acqua, l'atmosfera, un gas, il calorico, l'elettricit\u00e0, l'etere luminifero.\n      l'etere luminifero. Ora chiamiamo tutte queste cose materia e\n      e abbracciamo tutta la materia in una definizione generale; ma nonostante ci\u00f2\n      questo, non possono esistere due idee pi\u00f9 essenzialmente distinte di quella\n      di quella che attribuiamo a un metallo e quella che attribuiamo all'etere luminifero.\n      etere luminifero. Quando arriviamo a quest'ultimo, sentiamo un'inclinazione quasi\n      quasi irresistibile a classificarlo con lo spirito o con il nichilismo.\n      nichilismo. L'unica considerazione che ci frena \u00e8 la concezione della sua costituzione atomica.\n      costituzione atomica; e anche in questo caso dobbiamo ricorrere all'aiuto della nostra\n      aiuto la nostra nozione di atomo, come qualcosa che possiede in\n      infinita minuzia, solidit\u00e0, palpabilit\u00e0, peso. Distruggete l'idea\n      l'idea della costituzione atomica e non potremmo pi\u00f9\n      di considerare l'etere come un'entit\u00e0, o almeno come materia. In mancanza di\n      di una parola migliore, potremmo chiamarlo spirito. Facciamo ora un passo avanti\n      oltre l'etere luminifero, concepiamo una materia molto pi\u00f9 rara dell'etere.\n      dell'etere, cos\u00ec come l'etere \u00e8 pi\u00f9 raro del metallo, e arriviamo subito (nonostante tutto) alla materia.\n      e arriviamo subito (a dispetto di tutti i dogmi scolastici) a un'unica\n      una massa unica, una materia non parcellizzata. Infatti, anche se possiamo ammettere un'infinita\n      piccolezza negli atomi stessi, l'infinit\u00e0 della piccolezza\n      negli spazi tra di essi \u00e8 un'assurdit\u00e0. Ci sar\u00e0 un\n      punto ci sar\u00e0 un grado di rarit\u00e0 per cui, se gli atomi sono sufficientemente numerosi, gli interspazi\n      sufficientemente numerosi, gli interspazi devono scomparire e la massa\n      massa si uniscono in modo assoluto. Ma la considerazione della costituzione atomica\n      costituzione atomica, la natura della massa scivola inevitabilmente in ci\u00f2 che\n      inevitabilmente scivola in ci\u00f2 che concepiamo come spirito. \u00c8 chiaro,\n      \u00e8 chiaro, tuttavia, che essa \u00e8 pienamente materia come prima. La verit\u00e0 \u00e8 che \u00e8 impossibile\n      \u00e8 impossibile concepire lo spirito, perch\u00e9 \u00e8 impossibile\n      immaginare ci\u00f2 che non \u00e8. Quando ci illudiamo di averne formato la\n      di averne formato la concezione, non facciamo altro che ingannare la nostra comprensione\n      dalla considerazione di una materia infinitamente rarefatta.\n\n      _P._ Mi sembra che ci sia un'obiezione insormontabile all'idea della\n      coalescenza assoluta; e questa \u00e8 la lievissima resistenza\n      dei corpi celesti nelle loro rivoluzioni nello spazio.\n      spazio, una resistenza ora accertata, \u00e8 vero, che esiste in\n      ma che \u00e8 cos\u00ec lieve da essere stata trascurata dalla sagacia di\n      da essere stata del tutto trascurata dalla sagacia di Newton. Sappiamo\n      che la resistenza dei corpi \u00e8 principalmente proporzionale alla loro densit\u00e0.\n      densit\u00e0. La coalescenza assoluta \u00e8 densit\u00e0 assoluta. Dove non ci sono\n      non ci sono interspazi, non ci pu\u00f2 essere cedimento. Un etere,\n      assolutamente denso, fermerebbe in modo infinitamente pi\u00f9 efficace il progresso di una stella\n      di un etere di adamante o di ferro.\n\n      La sua obiezione \u00e8 stata risolta con una facilit\u00e0 che \u00e8 quasi in\n      rapporto alla sua apparente irrisolvibilit\u00e0. Per quanto riguarda il\n      progresso della stella, non pu\u00f2 fare alcuna differenza se la stella\n      passa attraverso l'etere _o l'etere attraverso di essa_. Non c'\u00e8 errore\n      errore astronomico pi\u00f9 inspiegabile di quello che riconcilia\n      il noto ritardo delle comete con l'idea del loro\n      passaggio attraverso un etere: perch\u00e9, per quanto raro sia questo etere\n      che si possa ipotizzare, esso arresterebbe tutte le rivoluzioni siderali in un periodo molto\n      periodo molto pi\u00f9 breve di quello ammesso dagli astronomi che hanno\n      astronomi che si sono sforzati di svicolare su un punto che\n      impossibile da comprendere. Il ritardo effettivamente\n      sperimentato \u00e8, d'altra parte, circa quello che si potrebbe\n      attrito dell'etere nel passaggio istantaneo attraverso l'orbita.\n      passaggio attraverso la sfera. Nel primo caso, la forza ritardante \u00e8\n      momentanea e completa al suo interno, nell'altro \u00e8 infinitamente\n      accumulativa.\n\n      Ma in tutto questo, in questa identificazione della mera materia con Dio, non c'\u00e8 nulla di irriverente?\n      Dio non c'\u00e8 nulla di irriverente? [_Sono stato costretto a ripetere\n      questa domanda prima che il dormiente comprendesse pienamente il mio\n      significato_.]\n\n      Puoi dire perch\u00e9 la materia dovrebbe essere meno venerata della mente?\n      mente? Ma dimentichi che la materia di cui parlo \u00e8, a tutti gli effetti, la mente o lo spirito delle scuole.\n      mente o spirito delle scuole, per quanto riguarda le sue alte capacit\u00e0.\n      per quanto riguarda le sue elevate capacit\u00e0, ed \u00e8, inoltre, la materia di queste\n      queste scuole allo stesso tempo. Dio, con tutti i poteri attribuiti allo spirito\n      attribuiti allo spirito, non \u00e8 che la perfezione della materia.\n\n      _P._ Affermate, dunque, che la materia non parcellizzata, in movimento, \u00e8\n      pensiero?\n\n      In generale, questo moto \u00e8 il pensiero universale della mente universale.\n      mente universale. Questo pensiero crea. Tutte le cose create non sono che\n      pensieri di Dio.\n\n      P._ Lei dice, in generale.\n\n      S\u00ec. La mente universale \u00e8 Dio. Per le nuove individualit\u00e0,\n      \u00e8 necessaria la _materia_.\n\n      Ma lei ora parla di mente e materia come fanno i metafisici.\n      metafisici.\n\n      S\u00ec, per evitare confusione. Quando dico mente, intendo la materia\n      materia non separata o ultima; per materia intendo tutto il resto.\n\n      _P._ Stavi dicendo che per le nuove individualit\u00e0 la materia \u00e8\n      necessaria.\n\n      S\u00ec; perch\u00e9 la mente, esistendo non incorporata, \u00e8 semplicemente Dio. Per\n      creare esseri individuali e pensanti, \u00e8 stato necessario incarnare\n      porzioni della mente divina. Cos\u00ec l'uomo \u00e8 individualizzato. Spogliato\n      dell'investitura aziendale, era Dio. Ora, il movimento particolare\n      delle porzioni incarnate della materia inespressa \u00e8 il pensiero dell'uomo.\n      pensiero dell'uomo, come il moto del tutto \u00e8 quello di Dio.\n\n      Dite che, spogliato del corpo, l'uomo sar\u00e0 Dio?\n\n      Non avrei potuto dire questo, \u00e8 un'assurdit\u00e0.\n      un'assurdit\u00e0.\n\n      P._ [Riferendosi ai miei appunti._] Lei ha detto che, privato dell'investitura societaria, l'uomo \u00e8 Dio.\n      dell'investitura societaria l'uomo fosse Dio.\n\n      E questo \u00e8 vero. L'uomo cos\u00ec spogliato _sarebbe_ Dio, sarebbe\n      non individualizzato. Ma non pu\u00f2 mai essere cos\u00ec spogliato, o almeno\n      non lo sar\u00e0 mai, altrimenti dobbiamo immaginare un'azione di Dio che ritorna\n      su se stessa un'azione inutile e senza scopo. L'uomo \u00e8 una creatura.\n      Le creature sono pensieri di Dio. La natura del pensiero \u00e8 quella di essere\n      irrevocabile.\n\n      Non capisco. Dite che l'uomo non rinuncer\u00e0 mai al\n      corpo?\n\n      Dico che non sar\u00e0 mai senza corpo.\n\n      Spiega.\n\n      Ci sono due corpi, quello rudimentale e quello completo;\n      corrispondenti alle due condizioni del verme e della farfalla.\n      farfalla. Ci\u00f2 che chiamiamo morte, non \u00e8 che la dolorosa\n      metamorfosi. La nostra attuale incarnazione \u00e8 progressiva,\n      preparatoria, temporanea. Il nostro futuro \u00e8 perfezionato, definitivo,\n      immortale. La vita finale \u00e8 il disegno completo.\n\n      Ma della metamorfosi del verme siamo palesemente consapevoli.\n\n      _V._ _We_, certamente, ma non il verme. La materia di cui \u00e8 composto il nostro\n      corpo rudimentale, \u00e8 alla portata degli organi di quel corpo.\n      corpo; o, pi\u00f9 precisamente, i nostri organi rudimentali sono adattati alla materia di cui \u00e8 formato il corpo rudimentale.\n      alla materia di cui \u00e8 formato il corpo rudimentale, ma non a quella di cui \u00e8 composto l'ultimo.\n      a quella di cui \u00e8 composto l'ultimo. Il corpo ultimo quindi\n      sfugge ai nostri sensi rudimentali e noi percepiamo solo il guscio\n      che si stacca, decadendo, dalla forma interna; non la forma interna in s\u00e9, ma questa forma interna\n      forma interna; ma questa forma interna, cos\u00ec come l'involucro, \u00e8\n      \u00e8 apprezzabile da chi ha gi\u00e0 acquisito la vita ultima.\n\n      Avete detto spesso che lo stato mesmerico assomiglia molto alla morte.\n      assomiglia alla morte. Come mai?\n\n      Quando dico che assomiglia alla morte, intendo dire che assomiglia alla vita finale.\n      alla vita ultima; perch\u00e9 quando sono estasiato i sensi della mia vita\n      vita rudimentale sono sospesi e percepisco le cose esterne\n      direttamente, senza organi, attraverso un mezzo che impiegher\u00f2\n      nella vita finale, non organizzata.\n\n      Disorganizzato?\n\n      _V._ S\u00ec; gli organi sono strumenti con cui l'individuo viene\n      in relazione sensibile con particolari classi e forme di materia.\n      di materia, escludendo altre classi e forme. Gli\n      organi dell'uomo sono adattati alla sua condizione rudimentale, e solo a quella.\n      condizione rudimentale, e solo a quella; la sua condizione ultima, essendo non organizzata, \u00e8 di\n      comprensione illimitata in tutti i punti, tranne che in uno, la natura della\n      di Dio, vale a dire il movimento della materia non\n      materia non separata. Avrete un'idea distinta del corpo ultimo se\n      concependo che sia un cervello intero. Non \u00e8 cos\u00ec, ma una concezione di questa natura\n      concezione di questa natura vi porter\u00e0 vicino alla comprensione di ci\u00f2 che\n      di ci\u00f2 che \u00e8. Un corpo luminoso impartisce vibrazioni all'etere luminifero.\n      etere luminifero. Le vibrazioni generano vibrazioni simili all'interno\n      retina; queste ultime ne comunicano di simili al nervo ottico.\n      nervo ottico. Il nervo trasmette le vibrazioni simili al cervello; il cervello,\n      anche alla materia inespressa che lo permea.\n      Il movimento di quest'ultima \u00e8 il pensiero, di cui la percezione \u00e8 la prima ondulazione.\n      prima ondulazione. Questa \u00e8 la modalit\u00e0 con cui la mente della vita\n      vita rudimentale comunica con il mondo esterno; e questo mondo esterno \u00e8, per il\n      mondo esterno \u00e8, per la vita rudimentale, limitato, attraverso la\n      idiosincrasia dei suoi organi. Ma nella vita finale, non organizzata\n      mondo esterno raggiunge tutto il corpo (che \u00e8 di una sostanza che ha affinit\u00e0 con il cervello).\n      sostanza che ha affinit\u00e0 con il cervello, come ho detto) senza altro intervento che quello di una\n      altro intervento se non quello di un etere infinitamente pi\u00f9 raro\n      luminoso; e a questo etere, all'unisono con esso, l'intero corpo vibra, mettendo in movimento\n      vibra l'intero corpo, mettendo in movimento la materia\n      che lo permea. \u00c8 all'assenza di organi idiosincratici,\n      \u00e8 all'assenza di organi idiosincratici che dobbiamo attribuire la percezione quasi illimitata della vita ultima.\n      della vita ultima. Per gli esseri rudimentali, gli organi sono le gabbie\n      necessarie per confinarli fino alla nascita.\n\n      _P._ Lei parla di esseri rudimentali.  Esistono altri esseri rudimentali\n      esseri pensanti rudimentali oltre all'uomo?\n\n      La moltitudine di materia rara che si trasforma in nebul ,\n      pianeti, soli e altri corpi che non sono n\u00e9 nebul, n\u00e9 soli, n\u00e9 pianeti,\n      n\u00e9 pianeti, ha il solo scopo di fornire _pabulum_ per l'idiosincrasia degli organi.\n      idiosincrasia degli organi di un'infinit\u00e0 di esseri rudimentali.\n      esseri rudimentali. Se non ci fosse stata la necessit\u00e0 del rudimentale, prima della\n      vita finale, non ci sarebbero stati corpi come questi.\n      Ognuno di essi \u00e8 abitato da una variet\u00e0 distinta di creature organiche,\n      rudimentali e pensanti. In tutti, gli organi variano con le\n      caratteristiche del luogo in cui si trovano. Alla morte, o alla metamorfosi, queste creature\n      queste creature, che godono dell'immortalit\u00e0 della vita finale e conoscono\n      di tutti i segreti tranne che dell'uno, agiscono tutte le cose e passano dappertutto\n      per mera volont\u00e0: abitano, non le stelle, che a noi sembrano le sole palpabilit\u00e0, e per la\n      che a noi sembrano le sole realt\u00e0 palpabili e per la cui sistemazione cieca\n      spazio, ma lo SPAZIO stesso, l'infinito di cui la vastit\u00e0 veramente sostanziale\n      la vastit\u00e0 veramente sostanziale inghiotte le\n      ombre stellari, cancellandole come non-entit\u00e0 dalla percezione degli angeli.\n      percezione degli angeli.\n\n      P._ Lei dice che se non fosse stato per la _necessit\u00e0_ della vita rudimentale\n      vita rudimentale non ci sarebbero state le stelle. Ma perch\u00e9 questa necessit\u00e0?\n\n      Nella vita inorganica, cos\u00ec come nella materia inorganica in generale, non c'\u00e8 nulla che impedisca l'azione di una semplice\n      in generale, non c'\u00e8 nulla che impedisca l'azione di una legge semplice e\n      legge unica, la Volont\u00e0 divina. Al fine di produrre impedimenti, la vita organica e la\n      impedimento, la vita e la materia organica, (complessa, sostanziale\n      e con leggi) sono state concepite.\n\n      Ma perch\u00e9 questo impedimento \u00e8 stato prodotto?\n\n      Il risultato della legge inviolata \u00e8 la perfezione e la felicit\u00e0 negativa.\n      felicit\u00e0. Il risultato della legge violata \u00e8 l'imperfezione, il torto,\n      dolore positivo. Grazie agli impedimenti offerti dal numero,\n      numero, dalla complessit\u00e0 e dalla sostanzialit\u00e0 delle leggi della vita organica e della materia.\n      materia, la violazione della legge \u00e8 resa, in una certa misura,\n      praticabile. Perci\u00f2 il dolore, che nella vita inorganica \u00e8\n      \u00e8 impossibile, \u00e8 possibile in quella organica.\n\n      Ma a quale buon fine \u00e8 reso possibile il dolore?\n\n      Tutte le cose sono buone o cattive a confronto. A\n      analisi sufficiente mostrer\u00e0 che il piacere, in tutti i casi, non \u00e8 altro che\n      il contrasto con il dolore. Il piacere positivo \u00e8 una mera idea. Per essere\n      felice in un punto qualsiasi, dobbiamo aver sofferto nello stesso punto. Non aver mai\n      soffrire sarebbe stato non essere mai benedetti. Ma \u00e8 stato\n      \u00e8 stato dimostrato che, nella vita inorganica, il dolore non pu\u00f2 essere cos\u00ec la\n      necessit\u00e0 per l'organico. Il dolore della vita primitiva della\n      Terra, \u00e8 la sola base della beatitudine della vita finale in\n      cielo.\n\n      _P._ Tuttavia, c'\u00e8 una delle sue espressioni che mi \u00e8 impossibile\n      impossibile comprendere la vastit\u00e0 veramente _sostanziale_ dell'infinito.\n      dell'infinito.\n\n      Questo, probabilmente, \u00e8 dovuto al fatto che non si ha una concezione sufficientemente generica del termine\n      concetto sufficientemente generico del termine stesso _sostanza_. Non dobbiamo considerarla\n      non dobbiamo considerarla come una qualit\u00e0, ma come un sentimento: \u00e8 la percezione, negli esseri\n      esseri pensanti, dell'adattamento della materia alla loro organizzazione.\n      organizzazione. Sulla Terra ci sono molte cose che per gli abitanti di Venere sarebbero\n      nichit\u00e0 per gli abitanti di Venere.\n      tangibili in Venere, che non potremmo apprezzare come\n      esistenti. Ma per gli esseri inorganici e per gli angeli la\n      per gli angeli l'intera materia non suddivisa \u00e8 sostanza, cio\u00e8 l'intero\n      cio\u00e8 l'insieme di ci\u00f2 che noi chiamiamo spazio \u00e8 per loro la pi\u00f9 vera\n      sostanzialit\u00e0 pi\u00f9 vera; le stelle, invece, grazie a ci\u00f2 che consideriamo\n      la loro materialit\u00e0, sfuggono al senso angelico, proprio in proporzione\n      come la materia non suddivisa, attraverso quella che consideriamo la sua\n      immaterialit\u00e0, sfugge all'organico.\n\n      Mentre il dormiente pronunciava queste ultime parole, in tono flebile.\n      tono, osservai sul suo volto una singolare espressione, che\n      che mi allarm\u00f2 e mi indusse a svegliarlo subito. Non appena\n      non appena lo feci, che, con un sorriso luminoso che irradiava tutti i suoi\n      suoi lineamenti, ricadde sul cuscino e spir\u00f2. Notai\n      che in meno di un minuto il suo cadavere aveva tutta la severa\n      rigidit\u00e0 della pietra. La sua fronte aveva la freddezza del ghiaccio. Cos\u00ec,\n      normalmente, sarebbe dovuto apparire, solo dopo una lunga pressione\n      dalla mano di Azrael. Se il dormiente, in effetti, durante l'ultima parte del suo discorso\n      durante l'ultima parte del suo discorso, si fosse rivolto a me dall'esterno della\n      regione delle ombre?\n\n\n\n\nI FATTI NEL CASO DI M. VALDEMAR\n\n\n      Naturalmente non pretender\u00f2 di considerare una questione di meraviglia\n      meraviglia, che il caso straordinario di M. Valdemar abbia suscitato\n      discussione. Sarebbe stato un miracolo se non fosse stato particolarmente\n      circostanze, sarebbe stato un miracolo. Per il desiderio di tutte le parti\n      di tenere la vicenda lontana dal pubblico, almeno per il momento, o fino a quando\n      almeno per il momento, o fino a quando non avessimo avuto ulteriori opportunit\u00e0 di\n      di indagine, attraverso i nostri sforzi per ottenere questo, un resoconto confuso o\n      esagerato si \u00e8 fatto strada nella societ\u00e0 ed \u00e8 diventato la fonte di molti\n      fonte di molti spiacevoli travisamenti e, naturalmente, di una grande\n      naturalmente di una grande incredulit\u00e0.\n\n      A questo punto \u00e8 necessario che io esponga i fatti nella misura in cui li\n      comprensione di me stesso. Essi sono, in sintesi, questi:\n\n      Negli ultimi tre anni la mia attenzione \u00e8 stata ripetutamente attratta dal tema del mesmerismo.\n      sul tema del mesmerismo e, circa nove mesi fa, mi \u00e8 venuto in mente, all'improvviso, che nella serie di esperimenti\n      circa nove mesi fa mi \u00e8 venuto in mente, in modo del tutto improvviso, che nella serie di esperimenti\n      fino a quel momento, c'era stata un'omissione davvero notevole e\n      omissione inspiegabile: nessuna persona era ancora stata mesmerizzata in\n      articulo mortis. Rimaneva da vedere, in primo luogo, se, in queste\n      condizione, esistesse nel paziente una qualche suscettibilit\u00e0 all'influenza\n      all'influenza magnetica; in secondo luogo, se, qualora esistesse, essa fosse\n      se questa fosse compromessa o aumentata dalla condizione; in terzo luogo, in che misura o per quanto tempo\n      o per quanto tempo, le incursioni della Morte potessero essere\n      morte, o per quanto tempo, potevano essere arrestati da questo processo. C'erano altri punti da\n      da accertare, ma quelli che pi\u00f9 eccitavano la mia curiosit\u00e0 erano l'ultimo in\n      particolare, per il carattere immensamente importante delle sue\n      conseguenze.\n\n      Cercando intorno a me un soggetto con cui poter verificare questi\n      questi particolari, mi \u00e8 venuto in mente il mio amico, M. Ernest\n      Valdemar, il noto compilatore della Bibliotheca Forensica,\n      e autore (con il nome d'arte di Issachar Marx) delle versioni polacche di\n      versioni polacche di Wallenstein e Gargantua.  M. Valdemar,\n      che risiede principalmente ad Harlem, N.Y., dal 1839,\n      \u00e8 (o era) particolarmente evidente per l'estrema sobriet\u00e0 della sua persona.\n      della sua persona, i cui arti inferiori assomigliano molto a quelli di John\n      Randolph; e, inoltre, per il candore dei suoi baffi, in\n      contrasto con il nero dei suoi capelli, i quali, di conseguenza, venivano scambiati\n      di conseguenza, molto spesso vengono scambiati per una parrucca. Il suo\n      temperamento era marcatamente nervoso, e lo rendeva un buon soggetto\n      per esperimenti mesmerici. In due o tre occasioni l'ho fatto addormentare con\n      addormentato con poche difficolt\u00e0, ma sono rimasto deluso in altri\n      risultati che la sua peculiare costituzione mi aveva naturalmente portato ad anticipare.\n      anticipare. In nessun momento la sua volont\u00e0 era positivamente o completamente\n      sotto il mio controllo e, per quanto riguarda la chiaroveggenza, non ho potuto\n      con lui non potevo ottenere nulla su cui fare affidamento. Ho sempre\n      sempre attribuito il mio fallimento in questi punti allo stato disordinato della sua salute.\n      salute. Per alcuni mesi prima della mia conoscenza\n      con lui, i suoi medici lo avevano dichiarato in uno stato di\n      ftosi confermata. Era sua abitudine, infatti, parlare tranquillamente della sua\n      dissoluzione, come di una cosa da non evitare o da non rimpiangere.\n      rammarico.\n\n      Quando le idee a cui ho accennato mi sono venute in mente per la prima volta, \u00e8 stato ovviamente\n      era naturalmente molto naturale che pensassi a M. Valdemar. I\n      conoscevo troppo bene la filosofia ferma di quell'uomo per aspettarmi da lui qualche\n      scrupoli da parte sua; e non aveva parenti in America che potessero\n      che avrebbero potuto interferire. Gli parlai con franchezza dell'argomento;\n      e, con mia sorpresa, il suo interesse sembr\u00f2 vivacemente eccitato. Dico\n      con sorpresa, perch\u00e9, sebbene avesse sempre ceduto la sua persona\n      liberamente ai miei esperimenti, non mi aveva mai dato prima alcun segno\n      di simpatia per ci\u00f2 che facevo. La sua malattia era di quel carattere\n      che ammetteva un calcolo esatto per quanto riguardava l'ora in cui\n      di morte, e alla fine ci accordammo che mi avrebbe mandato\n      che mi avrebbe mandato a chiamare circa ventiquattro ore prima del periodo\n      periodo annunciato dai suoi medici come quello della sua morte.\n\n      Sono passati ormai pi\u00f9 di sette mesi da quando ho ricevuto, da M. Valdemar in persona, la nota allegata.\n      Valdemar, la nota allegata:\n\n      MIO CARO P ,\n\n      Potete anche venire adesso. D e F sono d'accordo che non posso\n      non potr\u00f2 resistere oltre la mezzanotte di domani; e credo che abbiano azzeccato\n      tempo molto vicino.\n\n      VALDEMAR\n\n      Ricevetti questo biglietto mezz'ora dopo che era stato scritto,\n      e dopo quindici minuti ero nella camera del moribondo. I\n      non lo vedevo da dieci giorni e rimasi atterrito dalla spaventosa\n      alterazione che il breve intervallo aveva provocato in lui. Il suo volto\n      tazione plumbea, gli occhi erano completamente privi di luce e l'emaciazione era cos\u00ec estrema che\n      emaciazione era cos\u00ec estrema che la pelle era stata sfondata\n      dagli zigomi. L'espettorazione era eccessiva. Il polso\n      era appena percettibile. Ciononostante, conservava, in modo molto\n      modo notevole, sia il suo potere mentale che un certo grado di forza fisica.\n      forza fisica. Parlava con chiarezza, prendeva alcuni\n      farmaci palliativi senza alcun aiuto e, quando entrai nella stanza,\n      quando sono entrato nella stanza, era occupato a scrivere a matita dei promemoria in un libro tascabile. Era\n      era sostenuto nel letto da cuscini. I dottori D e F erano presenti.\n      D e F.\n\n      Dopo aver stretto la mano a Valdemar, ho preso da parte questi signori e ho chiesto loro un resoconto dettagliato delle condizioni del paziente.\n      e ottenni da loro un resoconto minuzioso delle condizioni del paziente.\n      Il polmone sinistro era rimasto per diciotto mesi in uno stato semi-osseo o\n      cartilagineo e, ovviamente, era del tutto inutile per tutti gli scopi vitali.\n      vitalit\u00e0. Il destro, nella sua parte superiore, era anch'esso\n      parzialmente, se non completamente, ossificata, mentre la regione inferiore\n      inferiore era solo un ammasso di tubercoli purulenti, che si\n      l'altro. Esistevano diverse perforazioni estese e, in un punto, un'adesione permanente alle\n      punto si era verificata un'adesione permanente alle costole. Queste\n      nel lobo destro erano di data relativamente recente.\n      L'ossificazione era proceduta con una rapidit\u00e0 inusuale; nessun segno era stato scoperto un mese prima.\n      nessun segno di essa era stato scoperto un mese prima, e l'adesione\n      era stata osservata solo nei tre giorni precedenti.\n      Indipendentemente dalla fistite, il paziente \u00e8 stato sospettato di\n      aneurisma dell'aorta, ma a questo proposito i sintomi ossei\n      rendeva impossibile una diagnosi esatta. L'opinione di entrambi i medici era che\n      entrambi i medici che M. Valdemar sarebbe morto intorno alla mezzanotte di\n      mezzanotte di domani (domenica). Erano quindi le sette di sabato sera.\n\n      Lasciando il capezzale dell'invalido per conversare con me, i dottori D e F gli avevano dato l'ultimo saluto.\n      io, i dottori D e F gli avevano dato l'ultimo saluto. Non era loro intenzione\n      non era loro intenzione ritornare, ma, su mia richiesta, avevano accettato di\n      su mia richiesta, hanno accettato di andare a trovare il paziente verso le dieci della sera successiva.\n\n      Quando se ne furono andati, parlai liberamente con M. Valdemar sul\n      argomento della sua imminente dissoluzione, nonch\u00e9, pi\u00f9\n      dell'esperimento proposto. Si dichiar\u00f2 ancora\n      di volerlo fare e mi esort\u00f2 a iniziarlo subito.\n      di farlo e mi esort\u00f2 a iniziarlo subito. Un uomo e un'infermiera erano presenti\n      un uomo e un'infermiera donna, ma non mi sentivo del tutto libero di\n      di impegnarmi in un compito del genere senza testimoni pi\u00f9 affidabili di queste\n      testimoni pi\u00f9 affidabili di queste persone che, in caso di incidente improvviso, avrebbero potuto\n      testimoni pi\u00f9 affidabili che queste persone, in caso di incidente improvviso, avrebbero potuto rivelarsi. Pertanto rimandai le operazioni fino alle otto circa della sera successiva.\n      otto della sera successiva, quando l'arrivo di uno studente di medicina con il quale avevo\n      conoscenza (il signor Theodore L.) mi sollev\u00f2 da ulteriori imbarazzi.\n      imbarazzo. Inizialmente avevo intenzione di aspettare i medici, ma fui indotta a\n      medici; ma fui indotto a procedere, prima di tutto, dalle pressanti\n      di M. Valdemar e, in secondo luogo, dalla convinzione di non avere un momento da perdere, visto che\n      non avevo un momento da perdere, visto che evidentemente stava affondando rapidamente.\n\n      Il signor L. \u00e8 stato cos\u00ec gentile da acconsentire al mio desiderio di prendere nota di tutto ci\u00f2 che \u00e8 accaduto.\n      di prendere appunti su tutto ci\u00f2 che \u00e8 accaduto, ed \u00e8 dai suoi appunti che\n      \u00e8 dai suoi memorandum che devo raccontare, per la maggior parte, o condensati\n      o copiato alla lettera.\n\n      Mancavano circa cinque minuti alle otto quando, prendendo la mano del paziente, lo pregai di dichiarare, in modo chiaro, al Sig.\n      mano del paziente, lo pregai di dichiarare, il pi\u00f9 chiaramente possibile, al Sig.\n      L., se lui (M. Valdemar) fosse del tutto disposto a fare l'esperimento di\n      di fare l'esperimento di ipnotizzarlo nelle condizioni in cui si trovava.\n\n      Rispose debolmente, ma in modo abbastanza udibile: \"S\u00ec, lo desidero. Temo\n      che tu abbia ipnotizzato aggiungendo subito dopo:  Temo che tu abbia\n      di averla rimandata troppo a lungo.\n\n      Mentre parlava cos\u00ec, iniziai i passaggi che avevo gi\u00e0 trovato\n      pi\u00f9 efficaci per sottometterlo. Era evidentemente influenzato\n      con il primo colpo laterale della mia mano sulla sua fronte; ma\n      nonostante avessi esercitato tutti i miei poteri, non ottenni alcun altro effetto percepibile\n      fino a qualche minuto dopo le dieci, quando i dottori D e F mi chiamarono, come da appuntamento.\n      D e F, come da appuntamento. Ho spiegato loro\n      in poche parole ci\u00f2 che intendevo fare e, poich\u00e9 non fecero obiezioni, dissero che il paziente era\n      obiezioni, affermando che il paziente era gi\u00e0 in agonia\n      agonia, ho proceduto senza esitazione scambiando, per\u00f2, i passaggi laterali con quelli\n      laterali con quelli verso il basso, e dirigendo il mio sguardo interamente\n      nell'occhio destro del paziente.\n\n      A questo punto il polso era impercettibile e il respiro era\n      sterile e a intervalli di mezzo minuto.\n\n      Questa condizione \u00e8 rimasta pressoch\u00e9 inalterata per un quarto d'ora. Alla\n      allo scadere di questo periodo, tuttavia, un sospiro naturale anche se molto\n      un sospiro naturale, anche se molto profondo, dal petto del moribondo e la respirazione\n      respiro stertoroso cess\u00f2, cio\u00e8 la sua stertorosit\u00e0 non era pi\u00f9\n      non era pi\u00f9 evidente; gli intervalli non erano diminuiti. Le estremit\u00e0 del paziente\n      estremit\u00e0 del paziente erano di un freddo glaciale.\n\n      Cinque minuti prima delle undici ho percepito segni inequivocabili dell'influenza\n      dell'influenza mesmerica. Il rotolio vitreo dell'occhio si trasform\u00f2\n      per quell'espressione di inquietante esame interiore che non si vede mai\n      che non si vede mai se non nei casi di risveglio dal sonno, e che \u00e8 del tutto\n      impossibile sbagliare. Con pochi e rapidi passaggi laterali ho fatto tremare le\n      palpebre, come in un sonno incipiente, e con altri pochi li chiusi del tutto.\n      chiuse del tutto. Non mi accontentai, tuttavia, di questo, ma\n      ma ho continuato le manipolazioni con vigore e con il massimo\n      con il massimo sforzo della volont\u00e0, finch\u00e9 non irrigidii completamente le membra del\n      del vagabondo, dopo averli messi in una posizione apparentemente facile.\n      posizione apparentemente facile. Le gambe erano a tutta lunghezza, le braccia quasi,\n      e poggiavano sul letto a una distanza moderata dai lombi. La testa\n      testa era leggermente sollevata.\n\n      Quando ebbi fatto questo, era ormai mezzanotte, e chiesi ai signori presenti di esaminare il\n      chiesto ai signori presenti di esaminare le condizioni di M. Valdemar.\n      condizione di M. Valdemar. Dopo alcuni esperimenti, ammisero che si trovava in uno stato di trance\n      stato di trance mesmerica insolitamente perfetto. La curiosit\u00e0 di entrambi i\n      medici era molto eccitata. Il dottor D. decise subito di\n      paziente per tutta la notte, mentre il dottor F si conged\u00f2 con la promessa di tornare all'alba.\n      con la promessa di tornare all'alba. Il signor L. e le infermiere rimasero.\n\n      Abbiamo lasciato M. Valdemar completamente indisturbato fino alle tre del mattino.\n      del mattino, quando mi sono avvicinato e l'ho trovato in\n      condizioni in cui si trovava quando il dottor F. se ne and\u00f2.\n      cio\u00e8, giaceva nella stessa posizione; il polso era impercettibile;\n      il polso era impercettibile; la respirazione era lieve (appena percettibile, se non attraverso l'applicazione di uno specchio alle labbra).\n      specchio sulle labbra); gli occhi erano chiusi in modo naturale\n      naturalmente; e le membra erano rigide e fredde come il marmo.\n      Tuttavia, l'aspetto generale non era certo quello della morte.\n\n      Mentre mi avvicinavo a M. Valdemar feci una specie di mezzo sforzo per\n      di influenzare il suo braccio destro a inseguire il mio, mentre lo passavo\n      quest'ultimo delicatamente su e gi\u00f9 sopra la sua persona. In tali esperimenti\n      con questo paziente, non ero mai riuscito perfettamente prima e\n      e certamente non pensavo di riuscirci ora; ma con mia grande meraviglia\n      stupore, il suo braccio seguiva molto prontamente, anche se debolmente, ogni\n      ogni direzione che gli assegnavo con il mio. Decisi di azzardare qualche\n      qualche parola di conversazione.\n\n       M. Valdemar, dissi, stai dormendo?  Non ha risposto, ma ho percepito un\n      percepii un tremore intorno alle labbra e fui cos\u00ec indotto a ripetere\n      la domanda, ancora e ancora. Alla terza ripetizione, l'intera struttura\n      alla terza ripetizione, tutta la sua struttura era agitata da un leggerissimo brivido; le palpebre\n      palpebre si dischiusero fino a mostrare la linea bianca del\n      le labbra si muovevano pigramente e da esse, in un sussurro appena percettibile, uscivano\n      sussurro appena udibile, le parole:\n\n       S\u00ec, ora dorme. Non svegliatemi! Lasciatemi morire cos\u00ec!\n\n      Ho tastato gli arti e li ho trovati rigidi come sempre. Il braccio destro\n      braccio destro, come prima, obbediva alla direzione della mia mano. Ho interrogato di nuovo il\n      sonno ancora una volta:\n\n       Sente ancora dolore al seno, signor Valdemar?\n\n      La risposta fu immediata, ma ancora meno udibile di prima:\n\n       Non c'\u00e8 dolore, sto morendo.\n\n      Non ritenni opportuno disturbarlo ulteriormente,\n      e non si parl\u00f2 n\u00e9 si fece altro fino all'arrivo del dottor F ,\n      che giunse un po' prima dell'alba ed espresse il suo illimitato\n      stupore nel trovare il paziente ancora vivo. Dopo aver tastato\n      polso e aver applicato uno specchio sulle labbra, mi ha chiesto di\n      di parlare di nuovo al dormiente. Lo feci, dicendo:\n\n       M. Valdemar, dormi ancora?\n\n      Come in precedenza, trascorsero alcuni minuti prima che venisse data una risposta; e durante l'intervallo il moribondo sembr\u00f2 raccogliere le energie\n      l'intervallo il moribondo sembr\u00f2 raccogliere le sue energie per\n      per parlare. Alla mia quarta ripetizione della domanda, disse in modo molto\n      debolmente, quasi in modo impercettibile:\n\n       S\u00ec, ancora addormentato e morente.\n\n      Era ormai opinione, o meglio desiderio, dei medici,\n      che a M. Valdemar fosse concesso di rimanere indisturbato nelle sue\n      condizione di apparente tranquillit\u00e0, finch\u00e9 non sopraggiungesse la morte\n      morte e questo, secondo l'opinione generale, doveva avvenire\n      entro pochi minuti. Conclusi, comunque, di parlargli ancora una volta\n      e mi limitai a ripetere la domanda precedente.\n\n      Mentre parlavo, il volto del dormiente sub\u00ec un netto cambiamento.\n      del dormiente. Gli occhi si aprirono lentamente, le pupille\n      le pupille scomparivano verso l'alto; la pelle assumeva in genere una tonalit\u00e0\n      tinta cadaverica, assomigliando non tanto alla pergamena quanto alla carta bianca;\n      e le macchie frenetiche circolari che, fino a quel momento, erano state fortemente\n      fortemente definite al centro di ogni guancia, si spensero subito. Uso questa\n      espressione, perch\u00e9 la repentinit\u00e0 della loro scomparsa mi ha fatto venire in mente\n      mi ha fatto venire in mente niente di pi\u00f9 simile allo spegnimento di una candela per\n      un soffio di fiato. Il labbro superiore, allo stesso tempo, si contorceva\n      dai denti, che prima copriva completamente.\n      completamente; mentre la mascella inferiore cadde con uno scatto udibile,\n      lasciando la bocca ampiamente allargata e rivelando in piena vista\n      la lingua gonfia e annerita. Presumo che nessun membro della\n      presenti non fosse abituato agli orrori del letto di morte;\n      ma l'aspetto di M. Valdemar era talmente orrendo, al di l\u00e0 di ogni concezione, che il suo aspetto era talmente orribile.\n      Valdemar in questo momento, che c'era un generale ritrarsi\n      dalla zona del letto.\n\n      Sento di essere arrivato a un punto di questa narrazione in cui\n      ogni lettore sar\u00e0 sorpreso da una positiva incredulit\u00e0. Il mio compito \u00e8\n      tuttavia, semplicemente procedere.\n\n      Non c'era pi\u00f9 il minimo segno di vitalit\u00e0 in M. Valdemar;\n      e, ritenendolo morto, lo stavamo consegnando alle cure delle infermiere, quando\n      alle infermiere, quando fu osservato un forte movimento vibratorio\n      vibrazione della lingua. Questo continu\u00f2 per circa un minuto. Allo scadere di questo\n      allo scadere di questo periodo, dalle fauci distese e immobili usc\u00ec una voce\n      e immobili una voce che sarebbe una follia per me tentare di descrivere.\n      tentare di descrivere. Ci sono, in effetti, due o tre epiteti\n      che potrebbero essere considerati in parte applicabili; potrei dire, per esempio, che il suono\n      potrei dire, per esempio, che il suono era aspro, spezzato e vuoto.\n      ma l'insieme orribile \u00e8 indescrivibile, per la semplice ragione che nessun suono simile ha mai\n      semplice ragione che nessun suono simile ha mai colpito l'orecchio dell'umanit\u00e0.\n      dell'umanit\u00e0. Ciononostante, c'erano due particolari che allora pensavo\n      pensai allora, e penso tuttora, che possano essere giustamente dichiarati\n      caratteristici dell'intonazione e adatti a trasmettere un'idea di\n      idea della sua particolarit\u00e0 ultraterrena. In primo luogo, la voce\n      Sembrava che la voce raggiungesse le nostre orecchie almeno le mie da un'immensa distanza, oppure\n      da qualche caverna profonda all'interno della terra. In secondo luogo, mi ha\n      mi ha impressionato (temo, anzi, che sar\u00e0 impossibile farmi capire) come una voce gelatinosa\n      comprendere) come le sostanze gelatinose o glutinose impressionano\n      il senso del tatto.\n\n      Ho parlato sia di suono che di voce.  Voglio dire che\n      il suono era distinto, persino meravigliosamente, emozionantemente\n      sillabazione distinta. M. Valdemar parl\u00f2 ovviamente in risposta alla\n      alla domanda che gli avevo posto qualche minuto prima. Gli avevo\n      gli avevo chiesto, come si ricorder\u00e0, se dormisse ancora. Ora mi rispose:\n\n       S\u00ec; no; ho dormito e ora sono morto.\n\n      Nessuno dei presenti si azzard\u00f2 a negare, n\u00e9 tent\u00f2 di reprimere,\n      l'orrore impronunciabile e tremante che queste poche parole, cos\u00ec\n      pronunciate, erano cos\u00ec ben calcolate per trasmettere. Il signor L. (lo studente)\n      svenne. Le infermiere lasciarono immediatamente la camera e non poterono pi\u00f9\n      essere indotte a tornare. Non pretendo di rendere comprensibili al lettore le mie impressioni.\n      rendere comprensibili al lettore. Per quasi un'ora ci siamo occupati\n      silenziosamente senza pronunciare una parola nel tentativo di rianimare il signor L..\n      di rianimare il signor L. Quando si riprese, ci rivolgemmo di nuovo a\n      di nuovo a indagare sulle condizioni di M. Valdemar.\n\n      Era rimasta in tutto e per tutto come l'ho descritta l'ultima volta, con l'eccezione che lo specchio non era pi\u00f9\n      con l'eccezione che lo specchio non mostrava pi\u00f9 la respirazione.\n      respirazione. Il tentativo di prelevare sangue dal braccio fall\u00ec. I\n      che questo arto non era pi\u00f9 soggetto alla mia volont\u00e0.\n      volont\u00e0. Mi sforzai invano di fargli seguire la direzione della mia mano.\n      mano. L'unico vero indizio, in effetti, dell'influenza mesmerica\n      mesmerica, si trovava ora nel movimento vibratorio della lingua,\n      ogni volta che rivolgevo una domanda a M. Valdemar. Sembrava che stesse\n      sforzo di rispondere, ma non aveva pi\u00f9 sufficiente volont\u00e0.\n      Alle domande rivoltegli da qualsiasi altra persona che non fosse io stesso, sembrava\n      sembrava del tutto insensibile, nonostante mi sforzassi di mettere ogni membro della\n      della compagnia in rapporto mesmerico con lui. Credo di aver raccontato\n      tutto ci\u00f2 che \u00e8 necessario per comprendere lo stato del\n      stato del dormiente in questo momento. Furono procurate altre infermiere;\n      e alle dieci lasciai la casa in compagnia dei due medici e del signor L.\n      medici e il signor L.\n\n      Nel pomeriggio ci siamo recati di nuovo tutti a vedere il paziente. Le sue\n      condizioni sono rimaste esattamente le stesse. Abbiamo discusso sull'opportunit\u00e0 e la fattibilit\u00e0\n      sull'opportunit\u00e0 e la fattibilit\u00e0 di risvegliarlo, ma abbiamo avuto poche difficolt\u00e0 a concordare\n      difficolt\u00e0 a convenire che non sarebbe servito a nulla.\n      scopo di farlo. Era evidente che, fino a quel momento, la morte (o ci\u00f2 che di solito si chiama\n      morte (o quello che di solito si chiama morte) era stata arrestata dal processo mesmerico.\n      processo mesmerico. Sembrava chiaro a tutti noi che risvegliare M. Valdemar\n      Valdemar sarebbe stato solo per assicurare la sua istantanea, o almeno rapida, dissoluzione,\n      dissoluzione.\n\n      Da questo periodo fino alla fine della scorsa settimana, un intervallo di quasi sette mesi.\n      Quasi sette mesi abbiamo continuato a fare visite quotidiane a casa di M. Valdemar.\n      Valdemar, accompagnati di tanto in tanto da medici e altri amici.\n      amici. Per tutto questo tempo il dormiente \u00e8 rimasto esattamente come l'ho descritto l'ultima volta.\n      descritto l'ultima volta. Le attenzioni delle infermiere erano continue.\n\n      Venerd\u00ec scorso abbiamo deciso di fare l'esperimento di risvegliare o tentare di risvegliare l'uomo.\n      di risvegliare, o di tentare di risvegliare, ed \u00e8 il risultato (forse sfortunato) di quest'ultimo esperimento che\n      il risultato (forse) sfortunato di quest'ultimo esperimento che\n      che ha dato origine a tante discussioni in ambienti privati e a tanta\n      di quello che non posso fare a meno di pensare sia un sentimento popolare ingiustificato.\n\n      Per liberare M. Valdemar dalla trance mesmerica, mi sono avvalso dei soliti passaggi.\n      trance, ricorsi ai consueti passaggi. Questi, per un certo periodo,\n      non ebbero successo. Il primo segnale di risveglio fu dato\n      da una parziale discesa dell'iride. Fu osservato, come particolarmente\n      che questo abbassamento della pupilla era accompagnato dalla\n      di un itoro giallastro (da sotto le palpebre) di odore pungente.\n      palpebre) di odore pungente e altamente offensivo.\n\n      A questo punto mi \u00e8 stato suggerito di provare a influenzare il braccio della\n      braccio del paziente, come in precedenza. Ho fatto il tentativo e ho fallito. Il dott.\n      F ha poi espresso il desiderio di farmi porre una domanda. L'ho fatto,\n      come segue:\n\n       M. Valdemar, pu\u00f2 spiegarci quali sono i suoi sentimenti o i suoi\n      desideri ora?\n\n      I cerchi frenetici sulle guance si ripresentano all'istante;\n      la lingua fremeva, o meglio rotolava violentemente in bocca (anche se le mascelle e le labbra rimanevano rigide come prima).\n      (anche se le mascelle e le labbra rimasero rigide come prima), e alla fine la stessa voce orrenda che ho gi\u00e0 descritto\n      la stessa voce orrenda che ho gi\u00e0 descritto,\n      si \u00e8 sprigionata:\n\n       Per l'amor di Dio! Presto! Presto! Mettetemi a dormire o, presto, svegliatemi!\n      svegliatemi! Presto! Vi dico che sono morto!\n\n      Ero completamente innervosito e per un istante rimasi indeciso su cosa fare.\n      sul da farsi. Dapprima cercai di ricomporre il paziente;\n      ma, non riuscendovi a causa della totale assenza di volont\u00e0, tornai sui miei passi e mi sforzai di risvegliare il paziente.\n      tornare sui miei passi e lottare con la stessa intensit\u00e0 per risvegliarlo. In questo\n      questo tentativo mi accorsi subito che avrei avuto successo o almeno\n      che il mio successo sarebbe stato completo e sono certo che\n      che tutti nella stanza erano pronti a vedere il paziente risvegliarsi.\n\n      Per ci\u00f2 che \u00e8 realmente accaduto, tuttavia, \u00e8 del tutto impossibile che\n      nessun essere umano avrebbe potuto essere preparato.\n\n      Mentre facevo rapidamente i passaggi mesmerici, tra eiaculazioni di\n       morti! morti! che uscivano assolutamente dalla lingua e non dalle labbra del sofferente.\n      dalla lingua e non dalle labbra dell'ammalato, la sua intera struttura, nello\n      un solo minuto, o anche meno,\n      si \u00e8 ridotta, si \u00e8 sbriciolata, si \u00e8 assolutamente decomposta sotto le mie mani. Sul\n      letto, davanti a tutta quella compagnia, giaceva una massa quasi liquida di\n      schifosa e detestabile putrescenza.\n\n\n\n\nIL GATTO NERO.\n\n\n      Per il racconto pi\u00f9 selvaggio e allo stesso tempo pi\u00f9 familiare che sto per\n      scrivere, non mi aspetto n\u00e9 chiedo di essere creduto. Sarei infatti pazzo ad aspettarmelo\n      in un caso in cui i miei sensi rifiutano le loro stesse prove.\n      prove. Eppure, non sono pazzo e sicuramente non sogno. Ma\n      domani morir\u00f2 e oggi vorrei liberare la mia anima. Il mio\n      scopo immediato \u00e8 quello di presentare al mondo, in modo chiaro,\n      succinta e senza commenti, una serie di semplici eventi domestici.\n      eventi domestici. Nelle loro conseguenze, questi eventi mi hanno terrorizzato, torturato e distrutto.\n      torturato e distrutto. Tuttavia, non cercher\u00f2 di esporli\n      di esporli. A me hanno presentato poco, se non l'orrore, a molti sembreranno meno terribili dei _barroques_.\n      sembreranno meno terribili dei _barroques_. In futuro, forse,\n      qualche intelletto che ridurr\u00e0 il mio fantasma a un luogo comune.\n      un intelletto pi\u00f9 calmo, pi\u00f9 logico e molto meno eccitabile del mio.\n      eccitabile del mio, che percepir\u00e0, nelle circostanze\n      che descrivo con stupore, nient'altro che un'ordinaria successione di cause ed effetti molto\n      cause ed effetti del tutto naturali.\n\n      Fin dall'infanzia mi sono distinto per la docilit\u00e0 e l'umanit\u00e0 della mia\n      disposizione. La mia tenerezza d'animo era persino cos\u00ec evidente da\n      da rendermi il burlone dei miei compagni. Ero particolarmente appassionato di\n      animali e i miei genitori mi concedevano una grande variet\u00e0 di animali domestici.\n      animali domestici. Con questi trascorrevo la maggior parte del mio tempo e non ero mai cos\u00ec felice come quando\n      felice come quando li nutrivo e li accarezzavo. Questa peculiarit\u00e0 di carattere\n      cresceva di pari passo e in et\u00e0 adulta ne traevo una delle principali fonti di piacere.\n      delle mie principali fonti di piacere. Per coloro che hanno nutrito un affetto\n      un cane fedele e sagace, non ho certo bisogno di spiegare la natura o la\n      di spiegare la natura o l'intensit\u00e0 della gratificazione\n      gratificazione che ne deriva. C'\u00e8 qualcosa nell'amore disinteressato e\n      e autosacrificante di un bruto, che va direttamente al cuore di chi ha avuto occasione di\n      cuore di chi ha avuto frequenti occasioni di mettere alla prova la misera amicizia e la\n      amicizia e la vuota fedelt\u00e0 del semplice uomo.\n\n      Mi sono sposato presto e sono stato felice di trovare in mia moglie un'indole\n      non incompatibile con la mia. Osservando la mia predilezione per gli animali domestici\n      animali domestici, non perse l'occasione di procurarsene dei pi\u00f9\n      piacevoli. Avevamo uccelli, pesci rossi, un bel cane, conigli, una scimmietta e un gatto.\n      una piccola scimmia e un gatto.\n\n      Quest'ultimo era un animale straordinariamente grande e bello, completamente\n      nero, e sagace in misura sorprendente. Parlando della sua\n      intelligenza, mia moglie, che in fondo era non poco tinta di\n      superstizione, fece frequenti allusioni all'antica nozione popolare che considerava tutti i neri\n      nozione popolare che considerava tutti i gatti neri come streghe travestite. Non che\n      che sia mai stata seria su questo punto, e menziono la questione\n      e menziono la questione solo perch\u00e9, proprio ora, mi\n      ora, di essere ricordato.\n\n      Pluto, questo era il nome del gatto, era il mio animale domestico e compagno di giochi preferito. I\n      lo nutrivo da sola e lui mi seguiva ovunque andassi per la casa.\n      casa. Era persino difficile evitare che mi seguisse per strada.\n      seguirmi per strada.\n\n      La nostra amicizia dur\u00f2, in questo modo, per diversi anni, durante i quali il mio temperamento e il mio carattere\n      durante i quali il mio temperamento generale e il mio carattere, grazie alla\n      strumento del demone Intemperanza avevano subito (arrossisco nel confessarlo) un'alterazione\n      un'alterazione radicale in peggio. Crescevo, di giorno in giorno\n      giorno dopo giorno, pi\u00f9 lunatico, pi\u00f9 irritabile, pi\u00f9 incurante dei sentimenti altrui.\n      sentimenti degli altri. Soffrivo a usare un linguaggio intemperante\n      con mia moglie. Alla fine le proposi persino una violenza personale. I miei\n      animali domestici, naturalmente, furono costretti a sentire il cambiamento della mia disposizione d'animo.\n      Non solo li trascuravo, ma li maltrattavo. Per Plutone, tuttavia, conservavo\n      conservavo ancora un riguardo sufficiente a trattenermi dal maltrattarlo.\n      lui, cos\u00ec come non mi facevo scrupolo di maltrattare i conigli, la scimmia\n      o anche il cane, quando per caso o per affetto si trovavano sulla mia strada.\n      mi capitavano a tiro. Ma la mia malattia cresceva su di me, perch\u00e9 quale malattia \u00e8\n      come l'alcol! E alla fine anche Plutone, che ormai stava diventando vecchio,\n      e di conseguenza un po' scontroso, anche Plutone cominci\u00f2 a sperimentare\n      gli effetti del mio malumore.\n\n      Una sera, mentre tornavo a casa, molto ubriaco, da uno dei miei\n      citt\u00e0, pensai che il gatto evitasse la mia presenza. I\n      lo afferrai e, spaventato dalla mia violenza, mi inflisse una leggera ferita alla mano con i denti.\n      una leggera ferita alla mano con i denti. La furia di un demone\n      mi possedette all'istante. Non mi riconoscevo pi\u00f9. La mia anima originale\n      sembravano fuggire dal corpo e una malvagit\u00e0 pi\u00f9 che diabolica, nutrita di gin, mi agitava ogni fibra.\n      diabolica malvagit\u00e0, alimentata dal gin, eccitava ogni fibra del mio\n      struttura. Presi dalla tasca del panciotto un coltellino, lo aprii,\n      afferrai la povera bestia per la gola e le tagliai deliberatamente un occhio!\n      dei suoi occhi dalla cavit\u00e0! Arrossisco, brucio, rabbrividisco, mentre scrivo\n      la maledetta atrocit\u00e0.\n\n      Quando la mattina, dopo aver smaltito i fumi della notte, mi torn\u00f2 la ragione, provai un sentimento che era la met\u00e0 del\n      fumi della sbronza notturna, provai un sentimento per met\u00e0 di\n      di orrore e di rimorso per il crimine di cui mi ero macchiato.\n      ma era, al massimo, un sentimento debole ed equivoco e l'anima rimaneva intatta.\n      l'anima rimase intatta. Mi tuffai di nuovo negli eccessi e\n      e presto annegai nel vino ogni ricordo dell'atto.\n\n      Nel frattempo il gatto si \u00e8 lentamente ripreso. L'orbita dell'occhio perduto\n      occhio perduto presentava, \u00e8 vero, un aspetto spaventoso, ma non sembrava pi\u00f9\n      sembrava soffrire di alcun dolore. Andava in giro per la casa come\n      come al solito, ma, come ci si poteva aspettare, fugg\u00ec con estremo terrore al mio avvicinarsi.\n      avvicinamento. Mi era rimasto cos\u00ec tanto del mio vecchio cuore che all'inizio fui addolorato da questa evidente antipatia\n      addolorato da questa evidente antipatia da parte di una creatura che\n      un tempo mi aveva tanto amato. Ma questo sentimento lasci\u00f2 presto il posto all'irritazione.\n      irritazione. E poi arriv\u00f2, come se mi avesse definitivamente e irrevocabilmente\n      come se mi avesse distrutto, lo spirito della PERVERSIONE. Di questo spirito la filosofia\n      non tiene conto di questo spirito. Eppure non sono pi\u00f9 sicuro che la mia anima viva, di quanto non lo sia\n      che la perversione sia uno degli impulsi primitivi del cuore umano.\n      del cuore umano, una delle facolt\u00e0 primarie indivisibili, o\n      sentimenti, che danno una direzione al carattere dell'uomo. Chi non si \u00e8\n      cento volte non si \u00e8 trovato a commettere un'azione vile o sciocca, solo perch\u00e9\n      sciocca, per nessun'altra ragione se non perch\u00e9 sa di non doverlo fare?\n      Non abbiamo forse un'inclinazione perpetua, a dispetto del nostro migliore\n      giudizio, a violare ci\u00f2 che \u00e8 _legge_, solo perch\u00e9 lo riteniamo tale?\n      legge, solo perch\u00e9 la consideriamo tale? Questo spirito di perversione, dico,\n      mi ha portato all'abbattimento definitivo. \u00c8 stato questo insondabile desiderio dell'anima di\n      dell'anima di tormentare se stessa, di fare violenza alla sua stessa natura, di\n      fare il male solo per il bene del male che mi spingeva a continuare e a\n      e infine a consumare la ferita che avevo inflitto a quel\n      bruto innocente. Una mattina, a sangue freddo, gli misi un cappio al collo e lo appesi al muro.\n      al collo e l'ho appeso al ramo di un albero; l'ho appeso con le lacrime che mi sgorgavano dagli occhi e\n      lacrime dai miei occhi e con il pi\u00f9 amaro rimorso nel cuore.\n      con le lacrime che mi uscivano dagli occhi e con il pi\u00f9 amaro rimorso nel cuore; l'ho appeso perch\u00e9 sapevo che mi aveva amato e perch\u00e9 sentivo che mi aveva amato.\n      perch\u00e9 sentivo che non mi aveva dato motivo di offesa; lo appesi\n      perch\u00e9 sapevo che cos\u00ec facendo commettevo un peccato, un peccato mortale che avrebbe compromesso\n      peccato mortale che avrebbe messo cos\u00ec a repentaglio la mia anima immortale da collocarla, se\n      se una cosa del genere fosse possibile, anche al di fuori della portata dell'infinita\n      misericordia di Dio Misericordioso e Terribile.\n\n      La notte del giorno in cui fu compiuto questo atto crudele, fui svegliato dal sonno dal grido del fuoco.\n      dal sonno un grido di fuoco. Le tende del mio letto\n      erano in fiamme. Tutta la casa era in fiamme. Con grande difficolt\u00e0\n      con grande difficolt\u00e0 mia moglie, una serva e io riuscimmo a fuggire dalla\n      dalla conflagrazione. La distruzione era completa. Tutte le mie\n      ricchezza terrena fu inghiottita e io mi rassegnai\n      alla disperazione.\n\n      Sono al di sopra della debolezza di cercare di stabilire una sequenza di\n      causa ed effetto, tra il disastro e l'atrocit\u00e0. Ma sto\n      una catena di fatti e non voglio lasciare imperfetto neanche un possibile\n      anello imperfetto. Il giorno successivo all'incendio ho visitato le rovine.\n      rovine. Le pareti, con una sola eccezione, erano crollate. Questa\n      eccezione \u00e8 stata riscontrata in un muro di un compartimento, non molto spesso, che\n      che si trovava all'incirca al centro della casa e contro il quale era appoggiata la testa del mio letto.\n      la testa del mio letto. L'intonaco aveva resistito in larga misura all'azione del fuoco,\n      all'azione del fuoco, un fatto che attribuivo al fatto che era stato\n      che era stato appiccato da poco. Intorno a questo muro si era radunata una folla\n      folla, e molte persone sembravano esaminare una particolare\n      una particolare porzione di esso con un'attenzione molto minuziosa e appassionata. Le parole\n       strano! singolare! e altre espressioni simili, eccitavano la mia\n      curiosit\u00e0. Mi avvicinai e vidi, come se fosse scolpita in _basilievo_\n      sulla superficie bianca, la figura di un gigantesco _gatto_. L'impressione\n      impressione era data con una precisione davvero meravigliosa. C'era\n      una corda al collo dell'animale.\n\n      Quando vidi per la prima volta questa apparizione, perch\u00e9 difficilmente avrei potuto considerarla\n      la mia meraviglia e il mio terrore erano estremi. Ma alla fine\n      la riflessione mi venne in aiuto. Il gatto, ricordavo, era stato appeso\n      in un giardino adiacente alla casa. All'allarme dell'incendio, questo\n      giardino era stato immediatamente riempito dalla folla, da qualcuno di\n      cui l'animale doveva essere stato tagliato dall'albero e gettato,\n      attraverso una finestra aperta, nella mia camera. Questo probabilmente era stato\n      probabilmente allo scopo di destarmi dal sonno. La caduta di\n      altri muri aveva compresso la vittima della mia crudelt\u00e0 nella\n      dell'intonaco appena steso, la cui calce, con le fiamme e l'ammoniaca\n      le fiamme e l'ammoniaca della carcassa, avevano poi\n      aveva poi realizzato il ritratto come lo vedevo io.\n\n      Sebbene la mia ragione mi desse ragione, anche se non del tutto\n      alla mia coscienza, del fatto sconvolgente appena descritto, esso non manc\u00f2 di\n      non manc\u00f2 di fare una profonda impressione sulla mia fantasia. Per\n      mesi non riuscii a liberarmi del fantasma del gatto; e..,\n      durante questo periodo, ritorn\u00f2 nel mio spirito un\n      un mezzo sentimento che sembrava, ma non era, un rimorso. Arrivai a rimpiangere\n      a rimpiangere la perdita dell'animale e a guardare intorno a me, tra i\n      tra i luoghi ignobili che ormai frequentavo abitualmente, per trovare un altro\n      animale della stessa specie e di aspetto simile, con cui\n      con cui sostituirlo.\n\n      Una notte, mentre sedevo, mezzo stupefatto, in un covo di pi\u00f9 che infami,\n      la mia attenzione fu improvvisamente attratta da un oggetto nero, posato\n      sulla testa di una delle immense teste di gin, o di rum,\n      che costituivano l'arredamento principale dell'appartamento. Avevo\n      per alcuni minuti, e ci\u00f2 che ora mi sorprendeva\n      minuti e ci\u00f2 che ora mi sorprendeva era il fatto che non avevo\n      non avevo percepito subito l'oggetto che si trovava l\u00ec sopra. Mi avvicinai e lo toccai con la mano.\n      toccarlo con la mano. Era un gatto nero, molto grande\n      molto grande, grande quanto Plutone e molto somigliante a lui sotto ogni aspetto, tranne uno.\n      aspetto, tranne uno. Plutone non aveva un solo pelo bianco in nessuna parte del corpo.\n      del suo corpo, ma questo gatto aveva un'ampia macchia di bianco, anche se indefinita\n      di bianco, che copriva quasi l'intera regione del petto. Quando l'ho toccato\n      toccarlo, si \u00e8 immediatamente alzato, ha fatto le fusa, si \u00e8 strusciato contro la mia\n      la mia mano e sembrava felice della mia attenzione. Questo, dunque, era\n      era proprio la creatura che stavo cercando. Mi offrii subito di\n      subito mi offrii di acquistarla dal padrone di casa, ma questi non ne aveva alcuna pretesa.\n      non ne sapeva nulla, non l'aveva mai vista prima.\n\n      Continuai le mie carezze e, quando mi preparai a tornare a casa, l'animale si mostr\u00f2 disposto ad accompagnarmi.\n      l'animale si mostr\u00f2 disposto ad accompagnarmi. Glielo permisi, abbassandomi di tanto in tanto\n      di farlo; di tanto in tanto mi chinavo e lo accarezzavo mentre procedevo. Quando\n      casa si addomestic\u00f2 subito e divenne subito il preferito di mia moglie.\n      subito un grande amico di mia moglie.\n\n      Per quanto mi riguarda, ho trovato ben presto un'antipatia nei suoi confronti.\n      Era proprio il contrario di quello che avevo previsto; ma non so come o perch\u00e9 fosse la sua evidente predilezione per me\n      non so come o perch\u00e9, ma la sua evidente simpatia per me stesso mi\n      disgustato e infastidito. A poco a poco, questi sentimenti di disgusto e fastidio\n      e fastidio si elevarono fino all'amarezza dell'odio. Evitavo la\n      creatura; un certo senso di vergogna, e il ricordo della mia precedente\n      crudelt\u00e0 che avevo commesso in precedenza, mi impedivano di abusarne fisicamente.\n      Per alcune settimane non la colpii n\u00e9 la maltrattai in altro modo.\n      ma a poco a poco, molto a poco, arrivai a guardarla con\n      con un disgusto impronunciabile e a fuggire in silenzio dalla sua odiosa\n      presenza, come dal respiro di una pestilenza.\n\n      Ad accrescere il mio odio per la bestia fu senza dubbio la scoperta, il mattino dopo averla portata a casa, che\n      scoperta, la mattina dopo averlo portato a casa, che, come Plutone, era stato privato di un occhio.\n      Plutone, era stato privato di uno dei suoi occhi. Questa\n      questa circostanza, tuttavia, non fece altro che renderlo pi\u00f9 simpatico a mia moglie, che, come ho gi\u00e0 detto, possedeva\n      come ho gi\u00e0 detto, possedeva, in alto grado, quell'umanit\u00e0 di sentimenti che\n      umanit\u00e0 di sentimenti che un tempo era stata il mio tratto distintivo e la fonte di molte delle mie\n      fonte di molti dei miei piaceri pi\u00f9 semplici e puri.\n\n      Con la mia avversione per questo gatto, tuttavia, la sua parzialit\u00e0 nei miei confronti\n      sembrava aumentare. Seguiva i miei passi con una pertinacia che\n      che sarebbe difficile far comprendere al lettore.\n      Ogni volta che mi sedevo, si accucciava sotto la mia sedia o mi saltava addosso, coprendomi con la sua\n      ginocchia, coprendomi con le sue carezze disgustose. Se mi alzavo per\n      camminare, si metteva tra i miei piedi e quasi mi buttava a terra,\n      o, conficcando i suoi lunghi e affilati artigli nel mio vestito, si arrampicava, in questo\n      in questo modo, si arrampicava sul mio petto. In questi momenti, bench\u00e9 desiderassi distruggerla con\n      di distruggerla con un colpo, ero tuttavia trattenuta dal farlo, in parte\n      in parte dal ricordo del mio precedente crimine, ma soprattutto\n      ma soprattutto per il timore assoluto della bestia.\n\n      Questo timore non era esattamente un timore del male fisico, eppure non saprei come definirlo altrimenti.\n      non saprei come definirlo in altro modo. Sono quasi\n      vergogna di ammettere che, anche in questa cella, mi vergogno quasi di ammettere che il terrore e l'orrore con cui l'animale\n      vergogna di ammettere che il terrore e l'orrore che l'animale mi ispirava\n      mi ispirava, erano stati accresciuti da una delle chimere pi\u00f9\n      che sia possibile concepire. Mia moglie aveva richiamato la mia\n      mia attenzione, pi\u00f9 di una volta, sul carattere del segno di capelli bianchi\n      capelli bianchi, di cui ho parlato, e che costituiva l'unica differenza\n      differenza visibile tra la strana bestia e quella che avevo distrutto.\n      distrutta. Il lettore ricorder\u00e0 che questo marchio, sebbene\n      grande, era stato in origine molto indefinito; ma, a poco a poco, quasi impercettibile e\n      gradi quasi impercettibili, e che per molto tempo\n      per lungo tempo la mia ragione si era sforzata di respingere come fantasioso, alla fine aveva\n      aveva assunto una rigorosa distinzione dei contorni. Ora era la\n      rappresentazione di un oggetto che mi fa rabbrividire il nome e che, soprattutto, detestavo,\n      soprattutto, detestavo, e temevo, e mi sarei liberato di quel mostro\n      mostro _se avessi osato_. Era ora, dico, l'immagine di un\n      orrenda di una cosa orrenda delle GOLE! Oh, luttuoso e terribile motore dell'Orrore e del Crimine!\n      terribile motore dell'orrore e del crimine, dell'agonia e della morte!\n\n      E ora ero davvero miserabile al di l\u00e0 della miseria della semplice\n      umanit\u00e0. E _una bestia bruta_, di cui avevo sprezzantemente\n      una bestia bruta, per elaborare per me un uomo,\n      a immagine e somiglianza del sommo Dio, tanto insopportabile\n      sventura! Ahim\u00e8, n\u00e9 di giorno n\u00e9 di notte conoscevo pi\u00f9 la benedizione del riposo!\n      riposo! Durante il primo la creatura non mi lasciava un momento\n      e nella seconda mi alzavo di ora in ora da sogni di\n      di paura indicibile per trovare il fiato caldo di _quella cosa_ sul mio\n      sul mio viso, e il suo enorme peso un incubo incarnato che non avevo il potere di\n      potere di scrollarmi di dosso e che incombeva eternamente sul mio cuore!\n\n      Sotto la pressione di tormenti come questi, il debole\n      residuo di bene che c'era in me soccombeva. I pensieri malvagi divennero i miei\n      i pensieri malvagi divennero i miei unici intimi, i pi\u00f9 oscuri e malvagi dei pensieri. L'umore\n      umore del mio solito temperamento aumentava fino all'odio di tutte le cose\n      e di tutti gli uomini; mentre gli improvvisi, frequenti e ingovernabili sfoghi di una\n      scoppi ingovernabili di una furia a cui ormai mi abbandonavo ciecamente, mia moglie\n      mia moglie, ahim\u00e8, era la pi\u00f9 abituale e la pi\u00f9 paziente delle vittime.\n      pi\u00f9 paziente dei sofferenti.\n\n      Un giorno mi accompagn\u00f2, per qualche commissione domestica, nella\n      cantina del vecchio edificio in cui la nostra povert\u00e0 ci costringeva a\n      a cui la nostra povert\u00e0 ci costringeva ad abitare. La gatta mi segu\u00ec lungo le ripide scale e, quasi gettandomi a capofitto, mi esasper\u00f2 fino alla follia.\n      buttarmi a capofitto, mi esasper\u00f2 fino alla follia. Sollevando un'ascia\n      un'ascia e dimenticando, nella mia ira, il timore infantile che fino a quel momento mi aveva\n      che fino a quel momento mi aveva trattenuto, ho sferrato all'animale un colpo che, ovviamente, si sarebbe rivelato subito fatale.\n      che, naturalmente, si sarebbe rivelato immediatamente fatale se fosse sceso come\n      desideravo. Ma questo colpo fu fermato dalla mano di mia moglie.\n      Spinto dall'interferenza, in un'ira pi\u00f9 che demoniaca, ritirai il braccio dalla sua presa.\n      ritirato il braccio dalla sua presa e le ho conficcato l'ascia nel cervello.\n      Cadde morta sul posto, senza un gemito.\n\n      Compiuto questo orrendo delitto, mi misi subito, e con\n      con assoluta deliberazione, a nascondere il corpo. I\n      sapevo che non avrei potuto portarlo via dalla casa, n\u00e9 di giorno n\u00e9 di notte, senza rischiare di essere osservato dai vicini.\n      di giorno o di notte, senza rischiare di essere osservato dai vicini.\n      Mi vennero in mente molti progetti. A un certo punto pensai di tagliare\n      il cadavere in piccoli frammenti e distruggerli con il fuoco. In un altro momento\n      un altro, decisi di scavargli una fossa nel pavimento della cantina.\n      cantina. Ancora, pensai di gettarlo nel pozzo del cortile e di\n      di impacchettarlo in una cassa, come se fosse una merce, con i soliti accorgimenti, e quindi di far venire un facchino\n      e quindi di trovare un facchino che lo portasse via da casa.\n      Alla fine mi venne in mente quello che consideravo un espediente molto migliore di\n      di questi due espedienti. Decisi di murarlo in cantina come i monaci del Medioevo\n      monaci del Medioevo hanno murato le loro vittime.\n      vittime.\n\n      Per uno scopo del genere la cantina era ben adattata. Le sue pareti\n      erano costruite in modo poco stabile e ultimamente erano state intonacate\n      con un intonaco grezzo che l'umidit\u00e0 dell'atmosfera aveva impedito di\n      atmosfera aveva impedito l'indurimento. Inoltre, in una delle pareti\n      una delle pareti c'era una sporgenza, causata da un falso camino o focolare,\n      che era stato riempito e reso simile al rosso della cantina.\n      cantina. Non avevo dubbi sul fatto che avrei potuto facilmente spostare i mattoni\n      in questo punto, inserire il cadavere, e murare il tutto come\n      prima, in modo che nessun occhio potesse individuare qualcosa di sospetto. E in questo\n      questo calcolo non fui ingannato. Per mezzo di un piede di porco\n      con un piede di porco ho facilmente staccato i mattoni e, dopo aver depositato con cura il corpo contro la\n      corpo contro il muro interno, lo appoggiai in quella posizione,\n      mentre, con poca fatica, riattaccai l'intera struttura cos\u00ec come era\n      come era in origine. Dopo essermi procurato malta, sabbia e capelli, con ogni\n      con tutte le precauzioni possibili, preparai un intonaco che non poteva essere\n      che non poteva essere distinto da quello vecchio e con questo\n      con cui ho ricoperto la nuova muratura. Quando ebbi finito, mi sentii soddisfatto\n      soddisfatto che tutto fosse a posto. Il muro non presentava il minimo aspetto\n      minimamente l'impressione di essere stato disturbato. La spazzatura sul\n      pavimento erano stati raccolti con la massima cura. Mi guardai intorno\n      trionfante e mi dissi:  Almeno qui, dunque, il mio lavoro\n      non \u00e8 stato vano.\n\n      Il mio passo successivo fu quello di cercare la bestia che era stata la causa di tanta miseria.\n      di tanta miseria, perch\u00e9 avevo deciso di ucciderla.\n      di metterla a morte. Se fossi stato in grado di incontrarla, in quel momento,\n      non ci sarebbero stati dubbi sulla sua sorte; ma sembrava che l'astuto animale si fosse\n      che l'astuto animale si fosse allarmato per la violenza della mia precedente\n      rabbia e avesse rinunciato a presentarsi nel mio attuale stato d'animo. \u00c8\n      \u00e8 impossibile descrivere o immaginare il profondo, beato\n      senso di sollievo che l'assenza della detestata creatura\n      mi procur\u00f2 in petto l'assenza della detestata creatura. Non fece la sua apparizione durante la\n      notte; e cos\u00ec per almeno una notte, da quando era stata introdotta in casa, io\n      casa, dormii profondamente e tranquillamente; s\u00ec, dormii anche con il peso dell'omicidio sull'anima.\n      con il peso dell'omicidio sulla mia anima!\n\n      Passarono il secondo e il terzo giorno, ma il mio aguzzino non veniva mai\n      non. Ancora una volta respiravo come un uomo libero. Il mostro, terrorizzato,\n      era fuggito per sempre! Non avrei pi\u00f9 dovuto vederlo! La mia\n      felicit\u00e0 era suprema! Il senso di colpa per la mia oscura azione non mi turbava che\n      poco. Erano state fatte alcune richieste di informazioni, ma queste erano state\n      prontamente risposto. Era stata avviata anche una ricerca, ma naturalmente\n      non si era scoperto nulla. Consideravo la mia futura felicit\u00e0 come\n      assicurata.\n\n      Il quarto giorno dell'assassinio, un gruppo di poliziotti entr\u00f2 inaspettatamente in casa\n      inaspettatamente, entr\u00f2 in casa e procedette di nuovo a\n      a fare un'indagine rigorosa dei locali. Tuttavia, sicuri dell'imperscrutabilit\u00e0 del mio\n      imperscrutabilit\u00e0 del mio nascondiglio, non provai alcun\n      imbarazzo alcuno. Gli agenti mi chiesero di accompagnarli nella\n      la loro ricerca. Non lasciarono nessun angolo inesplorato. Alla fine,\n      per la terza o quarta volta, scesero in cantina. I\n      non tremai in un muscolo. Il mio cuore batteva tranquillo come quello di chi\n      dorme nell'innocenza. Percorsi la cantina da un capo all'altro. I\n      braccia sul petto e andavo avanti e indietro con facilit\u00e0. La\n      polizia era pienamente soddisfatta e si preparava a partire. L'allegria\n      al mio cuore era troppo forte per essere trattenuta. Ardevo di dire se\n      una sola parola, a mo' di trionfo, e per rendere doppiamente sicura la loro\n      certezza della mia innocenza.\n\n       Signori, dissi alla fine, mentre la comitiva saliva i gradini, sono lieto di aver fugato i vostri sospetti.\n      sono lieto di aver fugato i vostri sospetti. Auguro a tutti voi salute,\n      e un po' pi\u00f9 di cortesia. A proposito, signori, questa \u00e8 una casa molto\n      casa molto ben costruita. (Nell'impetuoso desiderio di dire qualcosa di facile\n      di dire qualcosa di facile, a malapena sapevo cosa avessi pronunciato). Posso\n      dire una casa _eccellentemente_ ben costruita. Queste pareti sono\n      Queste mura sono solidamente assemblate; e qui, per pura frenesia.\n      e qui, per pura frenesia di spavalderia, ho picchiato pesantemente con il bastone che tenevo in mano.\n      con il bastone che tenevo in mano, proprio su quella porzione di\n      mattoni dietro la quale si trovava il cadavere della moglie del mio seno.\n\n      Ma che Dio mi protegga e mi liberi dalle zanne dell'Arcimago!\n      Arcimago! Non appena il riverbero dei miei colpi si \u00e8 spento nel silenzio, mi ha risposto una voce dall'interno della tomba!\n      silenzio, che una voce dall'interno della tomba mi rispose!\n      un grido, dapprima soffocato e spezzato, come il singhiozzo di un bambino,\n      e poi rapidamente gonfiato in un unico lungo, forte e continuo\n      un urlo lungo, forte e continuo, del tutto anomalo e inumano, un ululato, un grido di pianto,\n      met\u00e0 di orrore e met\u00e0 di trionfo, come potrebbe essere sorto\n      solo dall'inferno, dalle gole dei dannati in agonia e dei demoni.\n      agonia e dei demoni che esultano per la dannazione.\n\n      Dei miei pensieri \u00e8 follia parlare. Svenendo, barcollai verso\n      parete opposta. Per un istante il gruppo sulle scale\n      rimase immobile, per l'estremo terrore e la soggezione. Nel\n      un attimo dopo, una dozzina di braccia robuste si affannavano sul muro. Cadde\n      corporeo. Il cadavere, gi\u00e0 molto decomposto e coagulato di\n      di sangue, si ergeva in piedi davanti agli occhi degli spettatori. Sulla sua\n      testa, con la bocca rossa e aperta e l'occhio solitario di fuoco, sedeva l'orrenda bestia\n      orrenda bestia che con la sua astuzia mi aveva sedotto e la cui\n      voce informatrice mi aveva consegnato al boia. Avevo murato il\n      mostro nella tomba!\n\n\n\n\nLA CADUTA DELLA CASA DI USHER\n\n\n     Son c ur \u00e8 un luth suspendu;\n     Sit t qu on le touche il r sonne....\n\n _De B ranger_.\n\n      Per tutta la durata di una giornata uggiosa, buia e silenziosa dell'autunno\n      dell'anno, quando le nuvole pendevano opprimentemente nel\n      cielo, stavo attraversando da solo, a cavallo, un tratto di campagna\n      un tratto di campagna singolarmente tetro; e alla fine mi ritrovai,\n      sul far della sera, in vista della malinconica\n      malinconica Casa degli Usher. Non so come sia potuto accadere che, con la prima\n      prima vista dell'edificio, un senso di insopportabile cupezza\n      pervase il mio spirito. Dico insopportabile, perch\u00e9 il sentimento era\n      sensazione non era alleviata da alcuno di quei sentimenti\n      poetico, con cui la mente di solito accoglie anche le pi\u00f9 severe\n      immagini naturali pi\u00f9 severe del desolato o del terribile. Guardai la\n      scena davanti a me la semplice casa, e i semplici tratti paesaggistici del dominio\n      del dominio, sulle pareti desolate, sulle finestre vuote e\n      finestre vuote e simili a occhi, su alcune carici e su alcuni tronchi bianchi di alberi\n      tronchi bianchi di alberi decaduti con una totale depressione dell'anima che non posso\n      che posso paragonare a nessuna sensazione terrena pi\u00f9 propriamente che al\n      sogno di chi si diverte con l'oppio, l'amara ricaduta nella vita di tutti i giorni, l'orribile\n      vita quotidiana, l'orribile caduta del velo. C'era un\n      un senso di ghiaccio, di sprofondamento, di nausea del cuore, una\n      tetraggine del pensiero che nessuna sollecitazione dell'immaginazione poteva\n      torturare in qualcosa di sublime. Che cos'era, mi soffermai a pensare\n      cosa fosse che mi innervosiva cos\u00ec tanto nella contemplazione della\n      Casa Usher? Era un mistero del tutto insolubile; n\u00e9 potevo\n      n\u00e9 potevo affrontare le oscure fantasie che si affollavano su di me mentre\n      meditavo. Fui costretta a ripiegare sull'insoddisfacente\n      conclusione che, pur essendo indubbio che esistono combinazioni di\n      oggetti naturali molto semplici che hanno il potere di influenzarci cos\u00ec\n      di influire su di noi, l'analisi di questo potere si trova tra\n      considerazioni al di l\u00e0 delle nostre possibilit\u00e0. Era possibile, riflettevo,\n      che una semplice diversa disposizione dei particolari della scena, dei\n      della scena, dei dettagli dell'immagine, sarebbe stata sufficiente a\n      modificare, o forse ad annientare, la sua capacit\u00e0 di\n      e, seguendo quest'idea, feci scendere il mio cavallo fino all'orlo\n      sull'orlo precipitoso di un nero e luccicante torrente che giaceva in\n      lustro vicino alla casa, e guardai gi\u00f9, ma con un brivido ancora pi\u00f9\n      brivido ancor pi\u00f9 di prima le immagini rimodellate e invertite\n      immagini della carice grigia, gli orribili alberi e le finestre vuote e simili a occhi.\n      finestre vuote e simili a occhi.\n\n      Ciononostante, in questa dimora di tenebre mi proponevo di trascorrere un\n      soggiorno di alcune settimane. Il suo proprietario, Roderick Usher, era stato\n      uno dei miei compagni di giovent\u00f9, ma erano passati molti anni dal nostro\n      dal nostro ultimo incontro. Una lettera, tuttavia, mi era giunta di recente\n      in una zona lontana del paese, una lettera che, nella sua natura\n      natura selvaggiamente importuna, non ammetteva altro che una risposta\n      risposta personale. Lo scr\u00ectto testimoniava un'agitazione nervosa. Lo scrittore\n      scrittore parlava di un'acuta malattia corporea, di un disordine mentale che lo opprimeva e di un'accorata\n      che lo opprimeva e di un desiderio ardente di vedermi, come suo migliore\n      e di fatto il suo unico amico personale, con l'intento di tentare,\n      di tentare, con l'allegria della mia compagnia, di alleviare in qualche modo il suo\n      malessere. Il modo in cui tutto questo, e molto di pi\u00f9, veniva detto\n      era l'apparente cuore che accompagnava la sua richiesta, che non mi permise di esitare.\n      che non mi permise di esitare; e di conseguenza obbedii\n      subito a quello che ancora oggi considero un invito molto singolare.\n\n      Sebbene, da ragazzi, fossimo stati anche intimi collaboratori, tuttavia io\n      conoscevo poco il mio amico. Il suo riserbo era sempre stato\n      eccessivo e abituale. Sapevo, tuttavia, che la sua antichissima\n      famiglia molto antica era stata notata, a distanza di tempo, per una peculiare\n      sensibilit\u00e0 del temperamento, che si manifestava, attraverso lunghe epoche,\n      in molte opere d'arte eccelse, e manifestata, di recente, in\n      di carit\u00e0 munifica e discreta, nonch\u00e9 in una devozione appassionata\n      in un'appassionata devozione per le complessit\u00e0, forse anche pi\u00f9\n      pi\u00f9 che alle bellezze ortodosse e facilmente riconoscibili della scienza musicale.\n      della scienza musicale. Avevo appreso, inoltre, il fatto davvero notevole che il\n      della stirpe degli Usher, per quanto antica, non aveva prodotto, in nessun\n      nessun ramo duraturo; in altre parole, che l'intera famiglia era\n      l'intera famiglia si trovava in linea diretta di discendenza, e aveva sempre\n      sempre, con variazioni minime e molto temporanee, cos\u00ec.\n      Era questa la mancanza che consideravo, mentre ripercorrevo con il pensiero\n      di pensiero la perfetta corrispondenza tra il carattere dei locali e quello\n      carattere accreditato delle persone, e mentre ipotizzavo la possibile influenza\n      sulla possibile influenza che l'uno e l'altro, nel lungo\n      secoli, avrebbe potuto esercitare sull'altro, \u00e8 stata questa\n      forse la mancanza di un'emissione collaterale, e la conseguente\n      trasmissione inalterata, di sire in figlio, del patrimonio e del nome.\n      nome, che alla fine aveva identificato le due cose in modo tale da fondere\n      il titolo originale della propriet\u00e0 nel pittoresco ed equivoco appellativo di\n      denominazione della Casa degli Usher, denominazione che sembrava\n      che sembrava includere, nella mente dei contadini che lo utilizzavano, sia la\n      famiglia e la villa di famiglia.\n\n      Ho detto che l'unico effetto del mio esperimento un po' infantile di guardare gi\u00f9 nel\n      esperimento di guardare gi\u00f9 all'interno del laghetto era stato quello di\n      approfondire la prima singolare impressione. Non c'\u00e8 dubbio che\n      che la consapevolezza del rapido aumento della mia superstizione per\n      perch\u00e9 non dovrei definirla cos\u00ec? serv\u00ec soprattutto ad accelerare l'aumento stesso.\n      l'aumento stesso. Questa, lo sapevo da tempo, \u00e8 la legge paradossale\n      di tutti i sentimenti che hanno come base il terrore. E potrebbe essere stato\n      solo per questo motivo, quando alzai di nuovo lo sguardo verso la casa\n      la casa stessa, dalla sua immagine nella vasca, mi \u00e8 cresciuta nella mente una strana fantasia.\n      una strana fantasia, cos\u00ec ridicola che la menziono solo per mostrare la forza vivida\n      che la menziono solo per mostrare la forza vivida delle sensazioni che\n      mi opprimevano. Avevo fatto lavorare la mia immaginazione a tal punto da credere davvero che\n      che l'intera dimora e il suo dominio fossero circondati da un'atmosfera\n      un'atmosfera peculiare a loro stessi e alle loro immediate vicinanze.\n      un'atmosfera che non aveva alcuna affinit\u00e0 con l'aria del cielo, ma che\n      ma che si era sprigionata dagli alberi in decadenza, dal muro grigio\n      e dal silenzioso stagno un vapore pestilenziale e mistico, opaco, fiacco,\n      debolmente percepibile e dalle tinte plumbee.\n\n      Scrollandomi di dosso quello che doveva essere un sogno, scrutai pi\u00f9 da vicino l'aspetto reale dell'edificio.\n      scrutare pi\u00f9 da vicino l'aspetto reale dell'edificio. La sua\n      principale sembrava essere quello di un'eccessiva antichit\u00e0.\n      Lo scolorimento dei secoli era stato grande. Minuscoli funghi ricoprivano\n      l'intero esterno, pendendo in un sottile groviglio di ragnatele dalle\n      grondaie. Ma tutto ci\u00f2 non era legato a una straordinaria fatiscenza.\n      straordinaria fatiscenza. Nessuna porzione di muratura era caduta; e sembrava esserci una\n      sembrava esserci una selvaggia incoerenza tra la sua ancora perfetta\n      perfetto adattamento delle parti e la condizione fatiscente delle singole pietre.\n      delle singole pietre. In tutto questo c'era molto che mi ricordava la\n      speciosa totalit\u00e0 di vecchie opere in legno che sono marcite per lunghi anni\n      anni in una volta trascurata, senza che il respiro dell'aria esterna\n      dall'aria esterna. Al di l\u00e0 di questa indicazione di ampia\n      decadenza, tuttavia, il tessuto dava pochi segni di instabilit\u00e0.\n      Forse l'occhio di un osservatore attento avrebbe potuto scoprire\n      una fessura appena percettibile, che, partendo dal tetto dell'edificio di fronte\n      dell'edificio di fronte, scendeva lungo il muro a zig-zag, fino a perdersi nel muro.\n      direzione, finch\u00e9 non si perdeva nelle acque torride del laghetto.\n\n      Notando queste cose, attraversai una breve strada rialzata e raggiunsi la casa.\n      Un servitore in attesa prese il mio cavallo e io entrai nell'arco gotico della sala.\n      gotico del salone. Un valletto, dal passo furtivo, mi condusse di l\u00ec\n      in silenzio, attraverso molti passaggi oscuri e intricati, fino allo studio\n      passaggi oscuri e intricati fino allo _studio_ del suo padrone. Molte cose che incontrai\n      incontrato lungo la strada contribu\u00ec, non so come, ad accrescere i vaghi sentimenti di cui ho gi\u00e0 parlato.\n      sentimenti di cui ho gi\u00e0 parlato. Mentre gli oggetti\n      intorno a me, mentre gli intagli dei soffitti, le tetre tappezzerie delle pareti, le\n      arazzi delle pareti, il nero d'ebano dei pavimenti e le fantasmagoriche armature\n      i fantasmagorici trofei d'arme che tintinnavano al mio passaggio,\n      erano solo cose a cui, o a cui, ero stato abituato fin dall'infanzia, mentre\n      abituato fin dall'infanzia, mentre esitavo a non riconoscere\n      quanto tutto questo fosse familiare, mi meravigliavo ancora di scoprire quanto poco familiari\n      erano le fantasie che le immagini ordinarie suscitavano. Su una\n      delle scale, incontrai il medico di famiglia. Il suo\n      viso, pensai, portava un'espressione mista di bassa astuzia\n      e perplessit\u00e0. Mi accost\u00f2 con trepidazione e pass\u00f2 oltre.\n      Il valletto apr\u00ec una porta e mi accompagn\u00f2 alla presenza del suo padrone.\n      del suo padrone.\n\n      La stanza in cui mi trovai era molto grande e spaziosa. Le\n      finestre erano lunghe, strette e appuntite e a una distanza cos\u00ec grande dal pavimento di quercia nera\n      dal pavimento di quercia nera da essere del tutto inaccessibili dall'interno.\n      dall'interno. Deboli bagliori di luce incancrenita si facevano strada attraverso\n      attraverso i vetri a traliccio e servivano a distinguere sufficientemente\n      gli oggetti pi\u00f9 evidenti intorno; l'occhio, tuttavia, si sforzava invano di\n      invano di raggiungere gli angoli pi\u00f9 remoti della camera, o le rientranze delle\n      del soffitto a volta e traforato. Alle pareti erano appesi drappeggi scuri.\n      pareti. L'arredamento generale era abbondante, privo di comfort, antico e a pezzi,\n      e logori. Molti libri e strumenti musicali erano sparsi\n      sparsi, ma non riuscivano a dare vitalit\u00e0 alla scena. Mi sembrava di\n      respirare un'atmosfera di dolore. Un'aria di severa, profonda e\n      cupa, profonda e irredimibile, incombeva e pervadeva tutto.\n\n      Al mio ingresso, Usher si alz\u00f2 da un divano sul quale era stato\n      sdraiato a figura intera, e mi accolse con un calore vivace che aveva molto\n      che aveva molto, a prima vista, di un'eccessiva\n      cordialit\u00e0 dello sforzo forzato dell'uomo di mondo.\n      mondo. Un'occhiata al suo volto, tuttavia, mi convinse della sua perfetta sincerit\u00e0.\n      perfetta sincerit\u00e0. Ci sedemmo e per qualche istante, mentre lui\n      non parlava, lo guardai con un sentimento per met\u00e0 di piet\u00e0, per met\u00e0 di\n      soggezione. Di certo, l'uomo non era mai stato cos\u00ec terribilmente alterato, in un periodo cos\u00ec breve, come\n      breve tempo, come Roderick Usher! Fu con difficolt\u00e0\n      che riuscii ad ammettere l'identit\u00e0 dell'essere umano che avevo di fronte\n      con il compagno della mia prima giovinezza. Eppure il\n      carattere del suo volto era sempre stato notevole. A\n      cadaverica della carnagione; un occhio grande, liquido e luminoso\n      labbra un po' sottili e molto pallide, ma di una curva\n      una curva di straordinaria bellezza; un naso di un delicato modello ebraico,\n      ma con un'ampiezza di narici insolita in formazioni simili; un mento finemente modellato\n      mento finemente modellato, che parla, nella sua mancanza di prominenza, di una\n      di energia morale; capelli di una morbidezza e di una tenuit\u00e0 pi\u00f9 che\n      Questi tratti, con un'espansione smodata al di sopra delle regioni\n      regioni delle tempie, costituivano complessivamente un volto non\n      facilmente dimenticabile. E ora, nella mera esagerazione del carattere prevalente di queste\n      carattere predominante di questi tratti e dell'espressione\n      che erano soliti trasmettere, si nascondeva un cambiamento tale che dubitavo\n      a chi parlassi. Il pallore della pelle, ora spettrale, e la lucentezza degli occhi, ora\n      miracolosa lucentezza dell'occhio, pi\u00f9 di ogni altra cosa mi\n      mi spavent\u00f2 e persino mi terrorizz\u00f2. Anche i capelli di seta erano stati lasciati crescere senza\n      e mentre, nella sua selvaggia consistenza di vaporoso, fluttuavano piuttosto che cadere sul\n      fluttuavano piuttosto che cadere sul viso, non riuscivo, nemmeno con uno sforzo, a collegare\n      la sua espressione arabesca con un'idea di semplice umanit\u00e0.\n\n      Nel modo di fare del mio amico fui subito colpito da una\n      incoerenza e incoerenza; e scoprii presto che ci\u00f2 derivava da una serie di\n      una serie di deboli e inutili lotte per superare un'abituale\n      trepidazione, un'eccessiva agitazione nervosa. Per qualcosa di questa\n      natura ero stato preparato, non meno dalla sua lettera, che dalle\n      da alcune reminiscenze di tratti infantili e dalle conclusioni\n      dedotte dalla sua particolare conformazione fisica e dal suo temperamento.\n      Il suo comportamento era alternativamente vivace e scontroso. La sua voce variava\n      rapidamente da un'indecisione tremolante (quando gli spiriti animali sembravano\n      quando gli spiriti animali sembravano del tutto in sospeso) a quella specie di energica\n      concisione, a quella specie di enunciazione brusca, pesante, senza fretta e dal suono vuoto.\n      enunciazione, quella plumbea, auto-equilibrata e perfettamente modulata\n      gutturale, che si pu\u00f2 osservare nell'ubriacone perduto,\n      o nell'irrecuperabile mangiatore di oppio, durante i periodi di pi\u00f9 intenso\n      eccitazione pi\u00f9 intensa.\n\n      Fu cos\u00ec che mi parl\u00f2 dell'oggetto della mia visita, del suo\n      desiderio di vedermi e del conforto che si aspettava da me.\n      conforto che si aspettava da me. Si sofferm\u00f2 a lungo su ci\u00f2 che riteneva essere\n      natura della sua malattia. Diceva che si trattava di un male costituzionale\n      e familiare e per il quale disperava di trovare un rimedio.\n      un rimedio, una semplice affezione nervosa, aggiunse subito, che\n      che senza dubbio sarebbe passata presto. Si manifestava con una serie di\n      sensazioni innaturali. Alcune di queste, mentre le descriveva,\n      mi hanno interessato e sconcertato, anche se, forse, i termini e il modo generale di raccontare\n      il modo generale della narrazione hanno avuto il loro peso. Soffriva\n      di un'acutezza morbosa dei sensi; il cibo pi\u00f9 insipido era\n      era solo sopportabile; poteva indossare solo indumenti di una certa\n      di una certa consistenza, gli odori di tutti i fiori erano opprimenti, i suoi occhi erano\n      torturati anche solo da una debole luce; e non c'erano che suoni particolari\n      suoni particolari, e questi provenienti da strumenti a corda, che non gli\n      che non gli ispiravano orrore.\n\n      Con un'anomala specie di terrore lo trovai schiavo vincolato.  I\n      perir\u00f2, disse, devo perire in questa deplorevole follia.\n      Cos\u00ec, cos\u00ec, e non altrimenti, sar\u00f2 perduto. Temo gli\n      eventi del futuro, non in s\u00e9, ma nei loro risultati. I\n      rabbrividisco al pensiero di qualsiasi incidente, anche il pi\u00f9 banale,\n      che possa agire su questa intollerabile agitazione dell'anima. I\n      non ho alcuna avversione per il pericolo, se non nel suo assoluto\n      effetto di terrore. In questa condizione snervante, in questa condizione pietosa, sento che\n      sento che prima o poi arriver\u00e0 il momento in cui dovr\u00f2\n      abbandonare la vita e la ragione insieme, in una qualche lotta con il tetro\n      fantasma, la PAURA.\n\n      Ho appreso, inoltre, a intervalli e per mezzo di accenni\n      accenni equivoci, un'altra singolare caratteristica della sua condizione mentale.\n      condizione mentale. Era incatenato da alcune impressioni superstiziose\n      riguardo all'abitazione che possedeva e da cui, per molti anni, non si era mai avventurato\n      per molti anni non si era mai avventurato su un'influenza\n      la cui forza supponente veniva trasmessa in termini troppo oscuri per essere\n      influenza che alcune peculiarit\u00e0 nella mera forma e nella sostanza della sua dimora\n      forma e nella sostanza della sua dimora di famiglia, a forza di\n      a causa di una lunga sofferenza, diceva, aveva ottenuto sul suo spirito un effetto che la\n      fisica delle pareti grigie e delle torrette, e del buio torbido in cui guardavano tutti\n      in cui tutti guardavano verso il basso, aveva infine prodotto sul\n      sulla _morale_ della sua esistenza.\n\n      Ammise, tuttavia, anche se con esitazione, che gran parte della\n      particolare malinconia che lo affliggeva poteva essere ricondotta a un'origine pi\u00f9\n      origine pi\u00f9 naturale e molto pi\u00f9 palpabile alla malattia grave e\n      malattia prolungata, anzi, all'evidente approssimarsi della\n      di una sorella teneramente amata, sua unica compagna per lunghi anni.\n      per lunghi anni, la sua ultima e unica parente sulla terra.  La sua morte, disse\n      disse, con un'amarezza che non potr\u00f2 mai dimenticare, lo avrebbe lasciato\n      (lui, senza speranza e fragile) l'ultimo dell'antica stirpe degli Ushers.\n      degli Ushers.  Mentre parlava, la signora Madeline (perch\u00e9 cos\u00ec si chiamava) passava lentamente per una zona isolata\n      si chiamava) passava lentamente in una parte remota dell'appartamento,\n      e, senza essersi accorta della mia presenza, scomparve. La guardai\n      con un totale stupore non disgiunto da timore, eppure trovai impossibile spiegare tali sentimenti\n      Tuttavia non riuscivo a spiegarmi tali sentimenti. Una sensazione di\n      stupore mi opprimeva, mentre i miei occhi seguivano i suoi passi in ritirata.\n      Quando una porta si chiuse su di lei, il mio sguardo cerc\u00f2 istintivamente e avidamente di\n      istintivamente e con impazienza il volto del fratello, ma lui\n      aveva nascosto il viso tra le mani e riuscii a percepire solo che\n      che una malvagit\u00e0 molto pi\u00f9 che normale aveva ricoperto le dita emaciate\n      dita emaciate attraverso le quali scorrevano molte lacrime appassionate.\n\n      La malattia della signora Madeline aveva sconfitto a lungo l'abilit\u00e0 dei suoi\n      dei suoi medici. Un'apatia stabile, un graduale deperimento della\n      della persona e frequenti, anche se transitorie, affezioni di carattere parzialmente\n      catalettiche, erano la diagnosi insolita. Finora la donna aveva\n      fino a quel momento aveva resistito con costanza alla pressione della malattia e non si era\n      a letto; ma, sul far della sera del mio arrivo a casa, la signora\n      sera del mio arrivo a casa, cedette (come mi disse il fratello la sera stessa con\n      fratello mi raccont\u00f2 la notte con un'agitazione inesprimibile) al potere prostrante della\n      del distruttore; e venni a sapere che lo sguardo che avevo\n      della sua persona sarebbe stato probabilmente l'ultimo che avrei\n      che la signora, almeno da viva, non sarebbe stata pi\u00f9 vista da me.\n      non sarebbe stata pi\u00f9 vista da me.\n\n      Per diversi giorni il suo nome non fu menzionato n\u00e9 da Usher n\u00e9 da me.\n      Usher o da me, e durante questo periodo fui impegnato in seri tentativi di\n      tentativi di alleviare la malinconia del mio amico. Dipingevamo\n      e leggevamo insieme; oppure ascoltavo, come in un sogno, le selvagge\n      improvvisazioni della sua chitarra parlante. E cos\u00ec, mentre un'intimit\u00e0 sempre pi\u00f9 stretta\n      sempre pi\u00f9 stretta intimit\u00e0 mi ammetteva sempre pi\u00f9 senza riserve nei\n      recessi del suo spirito, tanto pi\u00f9 amaramente percepivo l'inutilit\u00e0 di ogni\n      l'inutilit\u00e0 di ogni tentativo di rincuorare una mente da cui l'oscurit\u00e0,\n      come se fosse un'intrinseca qualit\u00e0 positiva, si riversava su tutti gli oggetti\n      dell'universo morale e fisico, in un'incessante irradiazione di tenebre.\n      tenebre.\n\n      Porter\u00f2 per sempre con me il ricordo delle molte ore solenni che ho\n      trascorse da solo con il padrone della Casa degli Usher. Tuttavia\n      fallire in qualsiasi tentativo di dare un'idea dell'esatta\n      degli studi o delle occupazioni in cui mi coinvolse o mi guid\u00f2 nella\n      mi coinvolse o mi guid\u00f2. Un'idealit\u00e0 eccitata e fortemente\n      un'idealit\u00e0 eccitata e fortemente alterata, che gettava su tutto una luce sulfurea. I suoi lunghi canti improvvisati\n      improvvisate risuoneranno per sempre nelle mie orecchie. Tra le altre cose, conservo\n      dolorosamente in mente una certa singolare perversione e amplificazione\n      dell'aria selvaggia dell'ultimo valzer di Von Weber. Dai\n      dipinti su cui covava la sua elaborata fantasia e che crescevano, tocco dopo tocco, in vaghezza,\n      tocco dopo tocco, in vaghezze che mi facevano rabbrividire tanto pi\u00f9\n      brivido, perch\u00e9 rabbrividivo non sapendo perch\u00e9, da questi quadri (vividi come le loro immagini ora\n      dipinti (vividi come le loro immagini ora sono davanti a me) avrei invano cercato di\n      invano di ricavare pi\u00f9 di una piccola parte di ci\u00f2 che dovrebbe essere\n      che dovrebbe rientrare nell'ambito di parole semplicemente scritte. Per l'assoluta\n      semplicit\u00e0, con la nudit\u00e0 dei suoi disegni, egli ha catturato e\n      l'attenzione. Se mai un mortale ha dipinto un'idea, quel mortale \u00e8 stato\n      era Roderick Usher. Almeno per me, nelle circostanze che allora\n      circostanze in cui mi trovavo, dalle pure astrazioni che l'ipocondriaco\n      ipocondriaco riusciva a gettare sulla sua tela, un'intensit\u00e0\n      un'intensit\u00e0 di soggezione intollerabile, di cui non ho mai sentito l'ombra nella\n      contemplazione delle fantasticherie, certamente luminose ma troppo concrete, di Fuseli.\n      di Fuseli.\n\n      Una delle concezioni fantasmagoriche del mio amico, che non \u00e8\n      non cos\u00ec rigidamente dello spirito d'astrazione, pu\u00f2 essere adombrata,\n      anche se debolmente, a parole. Un piccolo quadro presentava l'interno\n      di una volta o galleria immensamente lunga e rettangolare, con pareti basse, lisce, bianche e senza\n      pareti basse, lisce, bianche e senza interruzioni o dispositivi. Alcuni\n      punti accessori del disegno servivano bene a trasmettere l'idea\n      che questo scavo si trovava a una profondit\u00e0 eccessiva sotto la superficie della terra.\n      della terra. Non \u00e8 stato osservato alcuno sbocco in nessuna porzione della sua vasta estensione, e nessuna torcia o altro\n      e non si scorgevano torce o altre fonti di luce artificiale.\n      e nessuna torcia o altra fonte di luce artificiale era percepibile; eppure un'inondazione di raggi intensi si diffondeva dappertutto e\n      e inondava il tutto di uno splendore spettrale e inopportuno.\n\n      Ho appena parlato di quella condizione morbosa del nervo uditivo\n      che rendeva tutta la musica intollerabile per chi ne soffriva, con l'eccezione di\n      eccezione di alcuni effetti di strumenti a corda. \u00c8 stato,\n      forse, gli stretti limiti in cui si limitava a suonare la chitarra\n      alla chitarra, che hanno dato vita, in larga misura, al carattere fantastico delle sue\n      carattere fantastico delle sue esibizioni. Ma la fervida _facilit\u00e0_ dei suoi\n      Improvvisi non pu\u00f2 essere spiegata in questo modo. Dovevano essere,\n      e lo erano, sia nelle note, sia nelle parole delle sue selvagge\n      fantasticherie (perch\u00e9 non di rado si accompagnava a improvvisazioni verbali\n      improvvisazioni verbali in rima), il risultato di quell'intensa concentrazione e raccolta mentale\n      concentrazione e raccolta mentale a cui ho gi\u00e0 accennato\n      alludevo come osservabili solo in particolari momenti di massima\n      eccitazione artificiale. Le parole di una di queste rapsodie le ricordo facilmente.\n      sono facilmente ricordate. Forse sono stato colpito in modo pi\u00f9 forte da questa\n      pi\u00f9 fortemente impressionato da essa, mentre la pronunciava, perch\u00e9, nella corrente mistica o sotterranea del suo\n      mistico del suo significato, mi sembrava di percepire, e per la prima volta\n      per la prima volta, una piena coscienza da parte di Usher del\n      dell'inciampo della sua alta ragione sul suo trono. I versi, che si intitolavano\n      intitolati Il palazzo infestato, si svolgevano quasi, se non proprio, cos\u00ec\n      accuratamente, cos\u00ec:\n\n                        I.\n     Nella pi\u00f9 verde delle nostre valli,\n    da buoni angeli affittata,\n     Un tempo un palazzo bello e maestoso\n    Un palazzo radioso si ergeva.\n     Nel dominio del monarca\n    Si ergeva l\u00ec!\n     Mai serafino stese un pignone\n    su un tessuto mezzo cos\u00ec bello.\n\n                        II.\n     Stendardi gialli, gloriosi, dorati,\n    sul suo tetto fluttuavano e scorrevano;\n     (Tutto questo avveniva in un tempo\n    tempo fa)\n     E ogni aria gentile che si librava,\n    in quel dolce giorno,\n     lungo i bastioni piumati e pallidi,\n    un odore alato se ne andava.\n\n                        III.\n     Viandanti in quella valle felice\n    Attraverso due finestre luminose videro\n     Spiriti che si muovevano musicalmente\n    alla legge ben accordata di un liuto,\n     Intorno a un trono, dove sedeva\n    (Porfirina!)\n     in uno stato che ben si addice alla sua gloria,\n    si vedeva il sovrano del regno.\n\n                        IV.\n     E tutta di perle e rubini splendenti\n    era la bella porta del palazzo,\n     attraverso la quale scorreva, scorreva, scorreva,\n    e sempre pi\u00f9 scintillante,\n     una truppa di Echi il cui dolce compito\n    era quello di cantare,\n     con voci di straordinaria bellezza,\n    l'arguzia e la saggezza del loro re.\n\n                        V.\n     Ma le cose malvagie, in vesti di dolore,\n    hanno assalito l'alta propriet\u00e0 del monarca;\n     (Ah, piangiamo, perch\u00e9 mai il giorno dopo\n    sorger\u00e0 su di lui, desolato!)\n     E, intorno alla sua dimora, la gloria\n    che arrossiva e fioriva\n     non \u00e8 che una storia dimenticata\n    di un vecchio tempo.\n\n                        VI.\n     E i viaggiatori ora in quella valle,\n    attraverso le finestre rosse, vedono\n     Vaste forme che si muovono fantasticamente\n    su una melodia discordante;\n     mentre, come un rapido fiume spettrale,\n    attraverso la pallida porta,\n     una folla orrenda si precipita fuori per sempre,\n    e ride ma non sorride pi\u00f9.\n\n      Ricordo bene che le suggestioni che scaturirono da questa ballata ci portarono\n      in una corrente di pensiero in cui si manifest\u00f2 un'opinione di Usher\n      di Usher che menziono non tanto per la sua novit\u00e0,\n      (perch\u00e9 altri uomini l'hanno pensata cos\u00ec), quanto per la\n      pertinacia con cui l'ha sostenuta. Questa opinione, nella sua\n      forma generale, era quella della senzienza di tutte le cose vegetali.\n      Ma, nella sua fantasia disordinata, l'idea aveva assunto un carattere pi\u00f9 ardito\n      e sconfinava, a certe condizioni, nel regno dell'inorganizzazione.\n      regno dell'inorganizzazione. Non ho parole per esprimere la piena\n      l'estensione o il sincero _abbandono_ della sua persuasione. La convinzione,\n      Tuttavia, la convinzione era legata (come ho accennato in precedenza) alle\n      pietre grigie della casa dei suoi antenati. Le condizioni della\n      senzienza erano state qui soddisfatte, immaginava, nel metodo di\n      di collocazione di queste pietre nell'ordine della loro disposizione, cos\u00ec come\n      come in quello dei molti _funghi_ che le ricoprivano e degli alberi in decomposizione che si ergevano\n      alberi in decomposizione che si trovavano intorno a tutto, nella lunga\n      indisturbato di questa disposizione, e nella sua\n      e nella sua reduplicazione nelle acque tranquille del laghetto. La sua prova, la prova\n      prova della senzienza era da vedere, disse, (e io qui mi sono\n      mentre parlava) nella condensazione graduale ma certa di una\n      un'atmosfera propria intorno alle acque e alle pareti. Il risultato era\n      Il risultato era visibile, aggiunse, in quell'influenza silenziosa, ma\n      influenza silenziosa, ma importuna e terribile, che per secoli aveva\n      per secoli aveva plasmato i destini della sua famiglia, e che lo rendeva ci\u00f2 che io\n      ora lo vedevo com'era. Tali opinioni non hanno bisogno di commenti e io\n      non ne far\u00f2.\n\n      * Watson, il dottor Percival, Spallanzani e soprattutto il vescovo di Landaff.\n      Landaff. Vedi Saggi di chimica, vol. v.\n\n      I nostri libri, quelli che per anni avevano costituito una parte non piccola dell'esistenza mentale dell'invalido, erano\n      dell'esistenza mentale dell'invalido erano, come si potrebbe\n      come si potrebbe supporre, in stretta sintonia con questo carattere di fantasma. Abbiamo\n      insieme su opere quali il Ververt et Chartreuse di\n      Gresset, il Belphegor di Machiavelli, il Paradiso e l'Inferno di Swedenborg, il\n      Swedenborg; il Viaggio sotterraneo di Nicholas Klimm di Holberg;\n      la Chiromanzia di Robert Flud, di Jean D. Indagin e di De la Chambre; il Viaggio nel mondo della scienza e della cultura.\n      Chambre; il Viaggio nell'Azzurro di Tieck e la Citt\u00e0 del Sole di Campanella.\n      Citt\u00e0 del Sole di Campanella. Uno dei volumi preferiti era una piccola\n      edizione in ottavo del _Directorium Inquisitorium_, del domenicano Eymeric de Gon\u00e7on.\n      domenicano Eymeric de Gironne; e c'erano passaggi in\n      Pomponio Mela, sugli antichi satiri africani e sugli OEgipani, sui quali Usher si sedeva a sognare\n      che Usher si sedeva a sognare per ore. Il suo piacere principale\n      Tuttavia, il suo piacere principale consisteva nello sfogliare un libro estremamente raro e curioso\n      libro in quarto di gotico, il manuale di una chiesa dimenticata, il\n      di una chiesa dimenticata, il _Vigiliae Mortuorum secundum Chorum Ecclesiae\n      Maguntinae_.\n\n      Non potevo fare a meno di pensare al rituale selvaggio di quest'opera e alla sua probabile influenza sull'ipocondriaco.\n      e alla sua probabile influenza sull'ipocondriaco, quando, una sera,\n      mi inform\u00f2 bruscamente che la signora Madeline non c'era pi\u00f9,\n      mi comunic\u00f2 la sua intenzione di conservare il suo cadavere per quindici giorni,\n      (prima della sua definitiva sepoltura) in una delle numerose volte\n      volte all'interno delle mura principali dell'edificio. La ragione mondana\n      di questa singolare procedura era una ragione che non mi sentivo di contestare.\n      non mi sentivo libero di contestare. Il fratello era stato portato alla\n      alla sua decisione (cos\u00ec mi disse) dalla considerazione dell'insolito\n      carattere insolito della malattia della defunta, di certe ricerche invadenti e\n      ricerche invadenti e ansiose da parte dei suoi medici e dalla situazione remota ed esposta del sepolcreto.\n      e della situazione remota ed esposta del luogo di sepoltura della famiglia. Non negher\u00f2\n      non negher\u00f2 che quando ho richiamato alla mente il volto sinistro della persona\n      della persona che incontrai sulle scale, il giorno del mio arrivo in casa, non avevo\n      arrivo in casa, non avevo alcun desiderio di oppormi a ci\u00f2 che consideravo\n      come una precauzione innocua e per nulla innaturale,\n      precauzione.\n\n      Su richiesta di Usher, l'ho aiutato personalmente nei\n      per l'inumazione temporanea. Il corpo \u00e8 stato\n      encoffinato, noi due soli lo portammo al suo riposo. La volta in cui l'abbiamo\n      in cui l'avevamo riposta (e che era rimasta cos\u00ec a lungo aperta che le nostre torce\n      che le nostre torce, semisoffocate nell'atmosfera opprimente, ci hanno dato poche possibilit\u00e0 di\n      di indagine) era piccola, umida e completamente priva di\n      umido e del tutto privo di vie d'accesso per la luce; giaceva, a grande profondit\u00e0, immediatamente\n      profondit\u00e0, immediatamente sotto la porzione dell'edificio in cui\n      il mio appartamento in cui dormivo. A quanto pare era stato usato, in tempi\n      remoti tempi feudali, per i peggiori scopi di un mastio,\n      e, in tempi successivi, come luogo di deposito della polvere da sparo o di qualche altra sostanza\n      o qualche altra sostanza altamente combustibile, come parte del pavimento,\n      e l'intero interno di un lungo arco attraverso il quale si accedeva, erano accuratamente\n      era accuratamente rivestito di rame. La porta, di ferro massiccio\n      ferro, era stata protetta in modo analogo. Il suo peso immenso\n      provocava un suono insolitamente acuto di grattugia, quando si muoveva sui cardini.\n      cardini.\n\n      Dopo aver depositato il nostro luttuoso fardello sui tressel all'interno di questa\n      regione dell'orrore, scostammo parzialmente il coperchio non ancora svitato della bara e guardammo il volto dell'inquilino.\n      della bara e guardammo il volto dell'inquilino. Un'impressionante\n      somiglianza tra il fratello e la sorella ha attirato la mia attenzione.\n      e Usher, intuendo forse i miei pensieri, mormor\u00f2 alcune parole da cui appresi\n      mormor\u00f2 alcune parole dalle quali appresi che il defunto e lui erano\n      erano gemelli e che tra loro erano sempre esistite simpatie di\n      natura poco comprensibile era sempre esistita tra loro. I nostri sguardi,\n      tuttavia, non si posarono a lungo sulla morta, perch\u00e9 non potevamo guardarla\n      non potevamo guardarla indifferenti. La malattia che aveva seppellito la signora nella maturit\u00e0 della giovinezza\n      maturit\u00e0 della giovinezza, aveva lasciato, come di consueto in tutte le malattie di carattere\n      carattere strettamente catalettico, la beffa di un leggero rossore sul\n      sul petto e sul viso, e quel sorriso sospettoso e persistente sul\n      sorriso sul labbro che \u00e8 cos\u00ec terribile nella morte. Abbiamo rimesso e\n      e avvitato il coperchio e, dopo aver fissato la porta di ferro, ci siamo fatti strada, con fatica, nel\n      faticosamente negli appartamenti meno tetri della parte superiore della casa.\n      della parte superiore della casa.\n\n      E ora, trascorsi alcuni giorni di amaro dolore, un cambiamento osservabile\n      cambiamento nei tratti del disordine mentale del mio amico.\n      amico. I suoi modi ordinari erano scomparsi. Le sue occupazioni ordinarie\n      occupazioni erano trascurate o dimenticate. Si aggirava da una camera\n      camera a camera con passo frettoloso, ineguale e senza oggetto. Il pallore\n      del suo volto aveva assunto, se possibile, una tonalit\u00e0 pi\u00f9 spettrale\n      ma la luminosit\u00e0 dei suoi occhi si era completamente spenta. L'occasionale\n      occasionale del suo tono non si sentiva pi\u00f9; e un tremolante tremolio, come di un\n      tremolante, come di estremo terrore, caratterizzava abitualmente\n      caratterizzava abitualmente i suoi discorsi. Ci sono stati momenti, infatti, in cui ho pensato\n      che la sua mente incessantemente agitata stesse lavorando con qualche\n      segreto opprimente, per divulgare il quale lottava per trovare il coraggio necessario.\n      coraggio necessario. A volte, di nuovo, ero costretta a risolvere il tutto\n      tutto nei meri e inspiegabili capricci della follia, perch\u00e9 lo vedevo\n      sguardo sul vuoto per lunghe ore, in un atteggiamento di profonda attenzione, come se\n      profonda attenzione, come se ascoltasse qualche suono immaginario.\n      Non c'\u00e8 da stupirsi che la sua condizione terrorizzasse e che mi contagiasse.\n      me. Sentivo insinuarsi su di me, per gradi lenti ma certi, le\n      influenze selvagge delle sue fantastiche ma impressionanti\n      superstizioni.\n\n      Fu soprattutto quando si ritir\u00f2 a letto a tarda notte, il settimo o l'ottavo giorno dopo la sistemazione della signora Madeline.\n      settimo o ottavo giorno dopo la collocazione della signora Madeline\n      Madeline all'interno del mastio, che sperimentai la piena potenza di questi\n      sentimenti. Il sonno non si avvicinava al mio giaciglio mentre le ore si consumavano e\n      si allontanavano. Mi sforzavo di far ragionare il nervosismo che aveva\n      dominio su di me. Mi sforzavo di credere che molto, se non tutto\n      di ci\u00f2 che provavo, fosse dovuto all'influenza sconcertante dei\n      mobili tetri della stanza, dei tendaggi scuri e a brandelli,\n      che, torturati dal soffio di una tempesta crescente,\n      ondeggiavano in modo irregolare sulle pareti e frusciavano inquietantemente\n      sulle decorazioni del letto. Ma i miei sforzi furono vani.\n      Un tremore insopprimibile pervase gradualmente la mia struttura; e, alla fine, mi si pos\u00f2 sul cuore.\n      Infine, sul mio cuore si pos\u00f2 un'incuba di allarme assolutamente\n      allarme senza causa. Scrollandomi di dosso tutto questo con un sussulto e una lotta, mi\n      mi sollevai sui cuscini e, scrutando intensamente nella\n      nell'intensa oscurit\u00e0 della camera, sentii non so perch\u00e9,\n      se non che uno spirito istintivo mi spingeva a certi suoni bassi e indefiniti\n      suoni bassi e indefiniti che giungevano, attraverso le pause della tempesta, a\n      lunghi intervalli, non sapevo da dove. Sopraffatto da un intenso\n      sentimento di orrore, inspiegabile ma insopportabile, mi vestii in fretta (perch\u00e9 mi sentivo\n      vestiti in tutta fretta (perch\u00e9 sentivo che non avrei pi\u00f9 dormito durante la\n      notte), e cercai di svegliarmi dalla condizione pietosa in cui ero caduta\n      condizione in cui ero caduto, camminando rapidamente di qua e di l\u00e0\n      per l'appartamento.\n\n      Non avevo fatto che pochi giri in questo modo, quando un passo leggero su una\n      scala attigua, attir\u00f2 la mia attenzione. Subito riconobbi\n      riconosciuto come quello di Usher. Un istante dopo buss\u00f2, con un tocco gentile, alla mia\n      tocco gentile, alla mia porta ed entr\u00f2 portando una lampada. Il suo\n      viso era, come al solito, cadavericamente pallido, ma, inoltre, c'era una specie di\n      c'era una specie di folle ilarit\u00e0 nei suoi occhi, un'isteria evidentemente trattenuta\n      isteria_ in tutto il suo comportamento. La sua aria mi spaventava, ma\n      era preferibile alla solitudine che avevo cos\u00ec a lungo sopportato.\n      sopportato, e accolsi la sua presenza come un sollievo.\n\n       E tu non l'hai visto? disse bruscamente, dopo aver fissato per qualche istante in silenzio\n      per alcuni istanti in silenzio, non l'avete visto?\n      ma, fermi tutti, lo vedrete\".  Cos\u00ec dicendo, e dopo aver accuratamente\n      ombreggiato la lampada, si affrett\u00f2 a raggiungere una delle finestre e la spalanc\u00f2 liberamente alla\n      e lo spalanc\u00f2 liberamente alla tempesta.\n\n      La furia impetuosa della raffica in entrata ci ha quasi sollevato dai piedi.\n      piedi. Era davvero una notte tempestosa ma severamente bella,\n      e una notte selvaggiamente singolare per il suo terrore e la sua bellezza. Un turbine\n      aveva apparentemente raccolto la sua forza nelle nostre vicinanze, poich\u00e9 si verificavano\n      frequenti e violente alterazioni nella direzione del vento.\n      e l'eccessiva densit\u00e0 delle nuvole (che pendevano cos\u00ec in basso da\n      che pendevano cos\u00ec in basso da premere sulle torrette della casa) non ci ha impedito di\n      la velocit\u00e0 con cui volavano da tutti i punti l'una contro l'altra, senza\n      da tutti i punti l'una contro l'altra, senza passare in\n      distanza. Dico che nemmeno la loro eccessiva densit\u00e0 ci ha impedito di percepire questo\n      di percepire questo, eppure non abbiamo intravisto la luna o le stelle, n\u00e9 ci sono stati lampi di luce.\n      stelle, n\u00e9 il lampeggiare dei fulmini. Ma le\n      superfici sottostanti delle enormi masse di vapore agitato, cos\u00ec come\n      tutti gli oggetti terrestri immediatamente intorno a noi, brillavano nella\n      luce innaturale di un'esalazione gassosa debolmente luminosa e ben visibile.\n      esalazione gassosa che circondava e avvolgeva la villa.\n\n       Non devi vedere questo! dissi, rabbrividendo,\n      a Usher, mentre lo conducevo, con dolce violenza, dalla finestra\n      ad un posto a sedere.  Queste apparizioni, che vi sconcertano, sono semplicemente\n      fenomeni elettrici non infrequenti, oppure pu\u00f2 darsi che abbiano\n      che abbiano la loro orrenda origine nel miasma della torbiera. Chiudiamo\n      chiudiamo questa finestra; l'aria \u00e8 gelida e pericolosa per la vostra struttura.\n      Ecco uno dei tuoi romanzi preferiti. Io legger\u00f2 e voi ascolterete\n      e voi ascolterete; e cos\u00ec passeremo insieme questa terribile notte.\n\n      Il volume antico che avevo preso in mano era il Mad Trist di Sir Launcelot Canning.\n      Sir Launcelot Canning; ma l'avevo definito il preferito degli Usher\n      pi\u00f9 per scherzo che per seriet\u00e0; perch\u00e9, in verit\u00e0, nella sua prolissit\u00e0 rozza e priva di immaginazione c'\u00e8 poco\n      nella sua prolissit\u00e0 rozza e priva di immaginazione che avrebbe potuto avere interesse\n      interesse per l'idealit\u00e0 alta e spirituale del mio amico. Era\n      era, tuttavia, l'unico libro immediatamente a portata di mano; e io indulgevo a una vaga speranza che l'eccitazione\n      vaga speranza che l'eccitazione che ora agitava l'ipocondriaco\n      ipocondriaco, potesse trovare sollievo (perch\u00e9 la storia dei disturbi mentali\n      disturbi mentali \u00e8 piena di anomalie simili) anche nell'estremizzazione delle\n      follia che avrei letto. Avrei potuto giudicare, infatti, dall'aria\n      dall'aria di vivacit\u00e0 eccessiva e selvaggia con la quale egli si rivolgeva, o sembrava\n      apparentemente alle parole del racconto, avrei potuto congratularmi con me stesso per il successo del mio\n      congratularmi con me stesso per il successo del mio progetto.\n\n      Ero arrivato a quella nota parte della storia in cui\n      Ethelred, l'eroe del Trist, dopo aver cercato invano di entrare in\n      pacificamente l'ingresso nella dimora dell'eremita, procede a\n      un ingresso con la forza. Qui, si ricorder\u00e0, le parole della\n      parole della narrazione recitano cos\u00ec:\n\n       Ed Ethelred, che per natura era di animo ardito, e che ora era potente con\n      e che era ormai forte, a causa della potenza del vino\n      che aveva bevuto, non aspett\u00f2 pi\u00f9 di discutere con l'eremita, che, per la verit\u00e0, era\n      con l'eremita, che era ostinato e maligno,\n      ma, sentendo la pioggia sulle spalle e temendo l'innalzarsi della tempesta, alz\u00f2 le mani\n      della tempesta, alz\u00f2 la mazza e, a colpi di mazza, si fece rapidamente spazio tra le tavole del\n      con i suoi colpi, fece rapidamente spazio tra le assi della porta per la sua mano guantata\n      e, tirando con forza, spaccava, strappava e lacerava tutto ci\u00f2 che\n      strapp\u00f2 e fece a pezzi tutto, che il rumore del legno secco e vuoto\n      legno secco e vuoto aleggiava e riverberava in tutta la foresta.\n      foresta.\n\n      Al termine di questa frase mi sono alzato e per un attimo mi sono fermato,\n      pausa, perch\u00e9 mi sembr\u00f2 (anche se conclusi subito che la mia\n      che la mia fantasia eccitata mi avesse ingannato) mi sembr\u00f2 che, da qualche\n      da qualche parte molto remota del palazzo, arrivasse,\n      indistintamente, alle mie orecchie, quello che avrebbe potuto essere, nella sua esatta\n      somiglianza di carattere, l'eco (ma certamente soffocata e scialba) dello stesso scricchiolio e del\n      soffocato e sordo) dello stesso suono di crepitii e strappi che Sir\n      Launcelot aveva cos\u00ec particolarmente descritto. Era, senza dubbio,\n      senza dubbio, la sola coincidenza che aveva catturato la mia attenzione; perch\u00e9, tra\n      tra il tintinnio delle ante delle finestre e gli ordinari rumori\n      rumori comuni della tempesta ancora in aumento, il suono, di per s\u00e9, non aveva nulla\n      di per s\u00e9 non aveva nulla che potesse interessarmi o disturbarmi.\n      disturbarmi. Continuai il racconto:\n\n       Ma il buon campione Ethelred, entrato nella porta,\n      fu furioso e stupito di non scorgere alcun segnale del\n      eremita malvagio, ma, al suo posto, un drago di aspetto squamoso e prodigioso\n      e prodigioso e dalla lingua infuocata, che stava in guardia\n      di guardia davanti a un palazzo d'oro, con il pavimento d'argento; e sulle pareti era appeso uno scudo di\n      parete era appeso uno scudo di ottone lucente con questa leggenda\n      scritta\n\n     Chi entra qui, \u00e8 un conquistatore;\n     Chi uccide il drago, vincer\u00e0 lo scudo;\n\n      Ethelred sollev\u00f2 la mazza e colp\u00ec la testa del drago, che cadde davanti a lui e abbandon\u00f2 il suo fiato maligno.\n      drago, che cadde davanti a lui e rilasci\u00f2 il suo fiato pungente con un\n      un urlo cos\u00ec orribile e aspro, e al tempo stesso cos\u00ec penetrante, che\n      che Ethelred dovette chiudersi le orecchie con le mani contro il suo\n      rumore spaventoso che non si era mai sentito prima.\n\n      Anche in questo caso mi fermai bruscamente, e ora con un sentimento di selvaggio stupore perch\u00e9\n      stupore, perch\u00e9 non c'era dubbio alcuno che, in questo\n      che, in questo caso, avessi effettivamente sentito (anche se da quale direzione\n      da quale direzione provenisse mi era impossibile dirlo) un suono basso e apparentemente\n      lontano, ma aspro, prolungato e insolito, come un urlo o un suono\n      suono grattugiato, l'esatta controparte di quello che la mia fantasia aveva gi\u00e0\n      immaginato per l'urlo innaturale del drago, come descritto dal\n      romanziere.\n\n      Oppresso, come lo ero certamente, al verificarsi di questa seconda\n      e straordinaria coincidenza, da mille sensazioni contrastanti, in cui prevalevano\n      sensazioni contrastanti, in cui prevalevano la meraviglia e l'estremo terrore,\n      conservai comunque una sufficiente presenza di spirito per evitare di eccitare,\n      con qualsiasi osservazione il sensibile nervosismo del mio compagno. I\n      non ero affatto sicuro che avesse notato i suoni in\n      in questione; anche se, sicuramente, negli ultimi minuti si era verificato uno strano\n      negli ultimi minuti una strana alterazione nel suo comportamento. Da una posizione\n      posizione di fronte alla mia, si era gradualmente avvicinato alla sua\n      sedia, in modo da sedersi con il viso rivolto verso la porta della camera; e cos\u00ec\n      cos\u00ec riuscivo a percepire solo parzialmente i suoi lineamenti, anche se vedevo\n      che le sue labbra tremavano come se stesse mormorando in modo impercettibile. La sua\n      testa era caduta sul petto, eppure sapevo che non stava\n      che non stava dormendo, dall'ampia e rigida apertura dell'occhio quando lo\n      sguardo di profilo. Anche il movimento del corpo era in contrasto con questa idea.\n      a questa idea, perch\u00e9 si dondolava da una parte all'altra con un'oscillazione\n      dondolava da un lato all'altro con un'oscillazione dolce, ma costante e uniforme. Avendo preso rapidamente nota di tutto ci\u00f2\n      di tutto ci\u00f2, ripresi la narrazione di Sir Launcelot, che procedeva cos\u00ec\n      procedeva:\n\n       E ora, il campione, scampato alla terribile furia del\n      drago, ripensando allo scudo di bronzo e alla rottura dell'incantesimo\n      e della rottura dell'incantesimo su di esso, tolse di mezzo la carcassa e si avvicin\u00f2 valorosamente\n      carcassa dalla strada davanti a lui, e si avvicin\u00f2 valorosamente\n      sul pavimento d'argento del castello fino al punto in cui lo scudo era\n      sul muro, il quale non si attard\u00f2 ad aspettare il suo arrivo,\n      ma cadde ai suoi piedi sul pavimento d'argento, con un potente\n      grande e terribile suono.\n\n      Non appena queste sillabe mi passarono per le labbra, come se uno scudo di ottone fosse davvero\n      d'ottone fosse caduto pesantemente su un pavimento d'argento.\n      d'argento, mi accorsi di un distinto, vuoto, metallico, clamoroso e\n      clangore, ma apparentemente ovattato. Completamente\n      completamente innervosito, balzai in piedi; ma il misurato movimento di dondolio di Usher\n      di Usher era indisturbato. Mi precipitai verso la sedia su cui sedeva.\n      I suoi occhi erano fissi davanti a s\u00e9 e su tutto il suo\n      volto regnava una rigidit\u00e0 di pietra. Ma, quando misi la mano sulla sua\n      mano sulla sua spalla, un forte brivido percorse tutta la sua persona.\n      un forte brivido su tutta la sua persona; un sorriso malato gli fremette sulle labbra e vidi che\n      che parlava in un mormorio basso, affrettato e farfugliante, come se\n      inconsapevole della mia presenza. Chinandomi su di lui, alla fine\n      l'orribile significato delle sue parole.\n\n       Non lo sentite? S\u00ec, lo sento e l'ho sentito.\n      Per molti, molti, molti minuti, molte ore, molti giorni, l'ho sentito.\n      eppure non ho osato... Oh, piet\u00e0 di me, miserabile che sono! I\n      non ho osato, non ho osato parlare! L'abbiamo messa viva nella tomba!\n      Non ho detto che i miei sensi erano acuti? Ora vi dico\n      che ho sentito i suoi primi deboli movimenti nella bara vuota. I\n      li ho sentiti molti, molti giorni fa, eppure non ho osato parlare!\n      parlare! E ora, questa notte, Ethelred ha! ha! La rottura della porta dell'eremita e il\n      porta dell'eremita, il grido di morte del drago e il clangore dello scudo!\n      dello scudo! Anzi, lo squarcio della sua bara, e la\n      di ferro della sua prigione, e le sue lotte all'interno dell'arco\n      all'interno dell'arco ramato della volta! Oh, dove voler\u00f2?\n      Non sar\u00e0 qui tra poco? Non si affretter\u00e0 forse a rimproverarmi per\n      la mia fretta? Non ho sentito il suo passo sulle scale? Non ho forse\n      non distinguo il battito pesante e orribile del suo cuore?\n      Pazzo! Ecco che si alza furiosamente in piedi e grida le sue sillabe, come se\n      le sue sillabe, come se nello sforzo stesse rinunciando all'anima.\n      anima _Matto! Ti dico che ora \u00e8 fuori dalla porta!\n\n      Come se nell'energia sovrumana del suo discorso si fosse trovata la potenza di un incantesimo\n      come se nell'energia sovrumana del suo discorso ci fosse stata la potenza di un incantesimo.\n      l'oratore indicava, gettarono lentamente all'indietro, sull'istante, le loro\n      mascelle ponderose e d'ebano. Era opera della folata impetuosa ma\n      ma poi, al di fuori di quelle porte, si ergeva la figura alta e\n      figura della signora Madeline di Usher. C'era sangue\n      sangue sulle sue vesti bianche e le prove di un'aspra lotta su ogni parte della sua emaciata\n      su ogni parte della sua struttura emaciata. Per un attimo rimase\n      per un attimo rimase a tremare e ad agitarsi sulla soglia.\n      poi, con un basso grido di lamento, si accasci\u00f2 pesantemente sulla\n      sulla persona del fratello e, con le sue violente e ormai definitive\n      morte, lo port\u00f2 a terra cadavere e vittima dei terrori che aveva previsto.\n      vittima dei terrori che aveva previsto.\n\n      Da quella camera, e da quella dimora, sono fuggito sbigottito. La\n      tempesta era ancora in corso in tutta la sua furia quando mi trovai ad\n      attraversare la vecchia strada rialzata. Improvvisamente, lungo il sentiero, si sprigion\u00f2 una\n      luce selvaggia, e mi voltai per vedere da dove potesse provenire un bagliore cos\u00ec insolito.\n      un bagliore cos\u00ec insolito, perch\u00e9 la grande casa e le sue ombre erano solo dietro di me.\n      dietro di me. Lo splendore era quello della luna piena, calante e rosso sangue, che ora brillava vividamente.\n      luna piena, tramontante e rosso sangue, che ora brillava vividamente attraverso quella fessura\n      fessura appena percettibile di cui ho gi\u00e0 parlato come\n      che si estendeva dal tetto dell'edificio, a zig-zag,\n      alla base. Mentre guardavo, questa fenditura si allargava rapidamente\n      un soffio feroce del turbine, l'intero globo del\n      satellite irruppe in una sola volta nella mia vista.\n      le possenti pareti che si sfracellavano, c'era un lungo suono tumultuoso\n      come la voce di migliaia di acque e il profondo e umido tugurio ai miei piedi\n      e il torbido e profondo ai miei piedi si chiudeva arcigno e silenzioso sui frammenti della\n      frammenti della _Casa degli Usher_.\n\n\n\n\nIL SILENZIO UNA FAVOLA\n\n\n      I pinnacoli delle montagne si assopiscono; le valli, le rupi e le grotte _sono silenziose_.\n     silenziose_.\n\n       Ascoltami\", disse il Demone posando la mano sulla mia testa.\n      testa.  La regione di cui parlo \u00e8 una tetra regione della Libia,\n      ai confini del fiume Zaire. E non c'\u00e8 quiete l\u00ec,\n      n\u00e9 silenzio.\n\n       Le acque del fiume hanno una tonalit\u00e0 zafferano e malata, e non scorrono verso il mare, ma palpitano per sempre.\n      non scorrono verso il mare, ma palpitano sempre e per sempre\n      sotto l'occhio rosso del sole con un moto tumultuoso e convulso.\n      movimento convulso. Per molte miglia su entrambi i lati del letto melmoso del fiume c'\u00e8 un pallido deserto di gigantesche\n      un pallido deserto di gigantesche ninfee. Sospira l'una con l'altra in quella solitudine\n      l'altra in quella solitudine e allungano verso il cielo il loro lungo\n      e spettrali colli, e annuiscono avanti e indietro le loro teste eterne.\n      E c'\u00e8 un mormorio indistinto che esce da loro come un\n      come uno scroscio d'acqua sotterraneo. E sospirano l'uno verso\n      l'altro.\n\n       Ma c'\u00e8 un confine al loro regno, il confine dell'oscurit\u00e0,\n      orribili e alte foreste. L\u00ec, come le onde delle Ebridi,\n      il basso sottobosco \u00e8 continuamente agitato. Ma non c'\u00e8 vento\n      in tutto il cielo. E gli alti alberi primordiali oscillano eternamente\n      di qua e di l\u00e0, con un suono fragoroso e possente. E dalle\n      le loro alte cime, una per una, scendono rugiade eterne. E alle\n      radici strani fiori velenosi si contorcono in un sonno perturbato.\n      sonno. E in alto, con un fruscio e un rumore forte, le grigie\n      nuvole grigie si precipitano per sempre verso ovest, fino a rotolare, come una cataratta, sul muro di fuoco dell'orizzonte.\n      il muro infuocato dell'orizzonte. Ma non c'\u00e8 vento in tutto\n      il cielo. E sulle rive del fiume Zaire non c'\u00e8 n\u00e9 quiete n\u00e9 silenzio.\n      quiete n\u00e9 silenzio.\n\n       Era notte e cadeva la pioggia; e cadendo, era pioggia, ma,\n      essendo caduta, era sangue. E mi trovavo nella palude tra gli alberi\n      alti e la pioggia cadde sulla mia testa e i gigli sospirarono uno\n      l'uno all'altro nella solennit\u00e0 della loro desolazione.\n\n       E, all'improvviso, la luna emerse attraverso la sottile nebbia spettrale,\n      ed era di colore cremisi. E i miei occhi caddero su un'enorme roccia grigia\n      che si ergeva sulla riva del fiume e che era illuminata dalla\n      luce della luna. La roccia era grigia, spettrale e alta.\n      alta, e la roccia era grigia. Sulla sua facciata c'erano dei caratteri\n      incisi nella pietra; e camminai attraverso la palude di ninfee, finch\u00e9 non mi avvicinai\n      ninfee, finch\u00e9 non giunsi vicino alla riva, per poter\n      leggere i caratteri sulla pietra. Ma non riuscii a decifrarli.\n      decifrarli. E stavo tornando nella palude, quando la luna brill\u00f2\n      di un rosso pi\u00f9 intenso, e mi voltai e guardai di nuovo la roccia,\n      e sui caratteri, e i caratteri erano DESOLAZIONE.\n\n       Guardai verso l'alto e mi accorsi che c'era un uomo sulla cima della roccia.\n      della roccia; e mi nascosi tra le ninfee per scoprire le azioni di quell'uomo.\n      scoprire le azioni di quell'uomo. L'uomo era alto e imponente\n      e aveva la toga dell'antica Roma che lo avvolgeva dalle spalle ai piedi.\n      toga della vecchia Roma. I contorni della sua figura erano\n      indistinti, ma i suoi lineamenti erano quelli di una divinit\u00e0, perch\u00e9 il\n      della notte, della nebbia, della luna e della rugiada, aveva lasciato scoperto il manto della\n      rugiada, avevano lasciato scoperti i tratti del suo volto. La sua fronte\n      era alta per il pensiero, e il suo occhio selvaggio per la cura; e, nei pochi solchi sulla sua guancia, io\n      pochi solchi sulla sua guancia ho letto le favole del dolore e della\n      stanchezza, di disgusto per il genere umano e di desiderio di\n      solitudine.\n\n       L'uomo si sedette sulla roccia, appoggi\u00f2 il capo sulla mano e guard\u00f2 la desolazione.\n      mano e guard\u00f2 la desolazione. Guard\u00f2 in basso, tra i bassi e inquieti arbusti, e in alto, tra gli alti alberi primordiali\n      arbusti bassi e inquieti, e su per gli alti alberi primordiali, e\n      in alto il cielo frusciante e la luna cremisi. E\n      Io rimasi al riparo dei gigli e osservai le azioni di quell'uomo.\n      azioni dell'uomo. E l'uomo tremava nella solitudine, ma la notte\n      notte si affievol\u00ec ed egli si sedette sulla roccia.\n\n       E l'uomo distolse l'attenzione dal cielo e guard\u00f2 il tetro fiume Zaire\n      sul tetro fiume Zaire e sulle sue acque gialle e spettrali,\n      e sulle pallide legioni di ninfee. E l'uomo\n      ascolt\u00f2 i sospiri delle ninfee e il mormorio che\n      che saliva da esse. Io rimasi vicino al mio nascondiglio e\n      e osservavo le azioni dell'uomo. E l'uomo tremava nella\n      solitudine; ma la notte cal\u00f2 ed egli si sedette sulla roccia.\n\n       Poi scesi nei recessi della palude, guadai di lontano\n      in mezzo alla selva dei gigli, e chiamai gli ippopotami\n      ippopotami che abitano le paludi nei recessi della palude.\n      palude. Gli ippopotami udirono il mio richiamo e vennero, con il behemoth, ai piedi del\n      behemoth, ai piedi della roccia, e ruggivano forte e\n      spaventosamente sotto la luna. Io rimasi vicino al mio nascondiglio e\n      e osservai le azioni dell'uomo. E l'uomo tremava nella\n      solitudine; ma la notte cal\u00f2 ed egli si sedette sulla roccia.\n\n       Poi maledissi gli elementi con la maledizione del tumulto; e una spaventosa tempesta si radun\u00f2 nel cielo dove prima si era\n      spaventosa tempesta si radun\u00f2 nel cielo dove, prima, non c'era\n      non c'era vento. E il cielo si fece livido per la violenza della\n      tempesta e la pioggia batt\u00e9 sul capo dell'uomo e le piene del fiume vennero gi\u00f9 e\n      fiume e il fiume fu tormentato in schiuma e le ninfee gridarono.\n      schiuma e le ninfee strillavano nei loro letti e la foresta si sbriciolava davanti al vento e\n      foresta si sbriciol\u00f2 davanti al vento e il tuono rotol\u00f2 e il lampo cadde e la roccia si scosse.\n      fulmini caddero e la roccia si scosse fino alle fondamenta. E io rimasi\n      vicino al mio nascondiglio e osservai le azioni dell'uomo. E\n      l'uomo tremava nella solitudine; ma la notte cal\u00f2 ed egli si sedette\n      sulla roccia.\n\n       Allora mi arrabbiai e maledissi, con la maledizione del silenzio, il fiume, i gigli, il vento, la foresta e il bosco.\n      fiume, e le ninfee, e il vento, e la foresta, e il cielo, e il tuono, e i sospiri delle ninfee.\n      cielo, il tuono e i sospiri delle ninfee. E\n      divennero maledetti e rimasero immobili. E la luna cess\u00f2 di\n      di percorrere il suo cammino verso il cielo e il tuono si spense e i lampi non lampeggiarono e le nuvole non si fermarono.\n      fulmini non lampeggiarono e le nuvole rimasero immobili e le acque\n      acque si abbassarono al loro livello e rimasero e gli alberi cessarono di\n      dondolare e le ninfee non sospirarono pi\u00f9 e il mormorio non si ud\u00ec pi\u00f9 tra loro.\n      non si ud\u00ec pi\u00f9 il mormorio tra di loro, n\u00e9 alcuna ombra di suono in tutto il\n      deserto illimitato. E guardai i caratteri della roccia\n      roccia, ed erano cambiati; e i caratteri erano il SILENZIO.\n\n       I miei occhi si sono posati sul volto di quell'uomo e il suo\n      volto era pallido di terrore. E, affrettandosi, alz\u00f2 la testa\n      testa dalla mano, si mise in piedi sulla roccia e ascolt\u00f2.\n      Ma non c'era voce in tutto il vasto deserto illimitato,\n      e i caratteri sulla roccia erano il SILENZIO. L'uomo\n      rabbrivid\u00ec, distolse il viso e fugg\u00ec lontano, in fretta,\n      cos\u00ec che non lo vidi pi\u00f9.\n\n      Ora ci sono belle storie nei volumi dei Magi, nei volumi\n      volumi dei Magi, rilegati in ferro e malinconici. L\u00ec, dico, ci sono\n      storie gloriose del Cielo e della Terra, del mare potente e dei\n      mare potente e dei Geni che dominano il mare, la terra e l'alto cielo.\n      terra e l'alto cielo. C'era anche molta letteratura nei\n      detti delle Sibille; e le cose sante, sante, sante sono state sentite\n      sante e sacre erano state udite in passato dalle foglie fioche che tremavano intorno a Dodona, ma,\n      Allah vive, la favola che il Demone mi raccont\u00f2 mentre sedeva al mio fianco all'ombra della tomba.\n      al mio fianco nell'ombra della tomba, ritengo sia la pi\u00f9\n      meravigliosa di tutte! E mentre il Demone terminava il suo racconto, si\n      si rituff\u00f2 nella cavit\u00e0 della tomba e rise. E io non potevo\n      ridere con il Demone, ed egli mi maledisse perch\u00e9 non potevo ridere.\n      ridere. E la lince, che dimora per sempre nella tomba, ne usc\u00ec\n      da l\u00ec, si sdrai\u00f2 ai piedi del Demone e lo guard\u00f2\n      fisso in faccia.\n\n\n\n\nLA MASCHERA DELLA MORTE ROSSA.\n\n\n      La Morte Rossa aveva da tempo devastato il Paese. Nessuna pestilenza\n      era mai stata cos\u00ec fatale o cos\u00ec orrenda. Il sangue era il suo avatar e\n      il suo sigillo il rossore e l'orrore del sangue. C'erano dolori acuti\n      dolori acuti e vertigini improvvise, e poi emorragie profuse dai pori, con\n      pori, con dissoluzione. Le macchie scarlatte sul corpo e\n      sul corpo e, soprattutto, sul volto della vittima, erano il divieto di\n      che lo escludeva dall'aiuto e dalla solidariet\u00e0 dei suoi\n      compagni. E l'intero attacco, il progresso e la fine della malattia\n      della malattia, sono stati gli incidenti di mezz'ora.\n\n      Ma il principe Prospero era felice, audace e sagace.\n      Quando i suoi domini erano per met\u00e0 spopolati, convoc\u00f2 alla sua\n      alla sua presenza un migliaio di amici, sani e spensierati, tra i cavalieri e le dame della sua corte.\n      cavalieri e dame della sua corte, e con questi si ritir\u00f2 nella\n      profonda solitudine di una delle sue abbazie castellane. Questa era una\n      struttura estesa e magnifica, creazione del principe\n      principe, eccentrica e al tempo stesso sontuosa. Un muro forte e alto la cingeva.\n      all'interno. Questo muro aveva porte di ferro. I cortigiani, dopo essere\n      entrati, portarono fornaci e martelli massicci e saldarono i catenacci.\n      Decisero di non lasciare n\u00e9 l'ingresso n\u00e9 l'uscita agli improvvisi impulsi della\n      improvvisi impulsi di disperazione o di frenesia provenienti dall'interno. L'abbazia\n      era ampiamente rifornita. Con queste precauzioni i cortigiani potevano\n      sfidare il contagio. Il mondo esterno poteva prendersi cura di\n      se stesso. Nel frattempo era folle affliggersi o pensare. Il\n      principe aveva fornito tutti gli strumenti del piacere. C'erano\n      c'erano i buffoni, c'erano gli improvvisatori, c'erano le ballerine,\n      c'erano musicisti, c'era la bellezza, c'era il vino. Tutto questo\n      e la sicurezza erano all'interno. Fuori c'era la Morte Rossa.\n\n      Era la fine del quinto o sesto mese di clausura.\n      e mentre la pestilenza imperversava furiosamente all'estero,\n      che il principe Prospero intratteneva i suoi mille amici a un\n      ballo in maschera della pi\u00f9 insolita magnificenza.\n\n      Era una scena voluttuosa, quella mascherata. Ma prima lasciatemi raccontare\n      delle stanze in cui si svolgeva. Erano sette, una suite imperiale\n      suite imperiale. In molti palazzi, tuttavia, queste suite formano una vista lunga e diritta.\n      dritto, mentre le porte a soffietto scivolano indietro quasi fino alle\n      pareti da una parte e dall'altra, in modo che la vista di tutta l'estensione sia\n      a malapena impedita. Qui il caso era molto diverso; come ci si sarebbe potuto aspettare dall'amore del duca per la\n      come ci si poteva aspettare dall'amore del duca per il bizzarro. Gli appartamenti\n      erano disposti in modo cos\u00ec irregolare che la visione abbracciava poco\n      pi\u00f9 di uno alla volta. Ogni venti o trenta metri c'era una brusca svolta\n      o trenta metri, e a ogni svolta un effetto nuovo. A destra\n      a destra e a sinistra, al centro di ogni parete, un'alta e stretta finestra gotica si affacciava su un corridoio chiuso.\n      finestra gotica, alta e stretta, si affacciava su un corridoio chiuso che seguiva i\n      che si snodava lungo il percorso della suite. Queste finestre erano di vetro colorato il cui\n      colore che variava in base alla tonalit\u00e0 prevalente della\n      decorazioni della camera in cui si aprivano. Quella all'estremit\u00e0\n      estremit\u00e0 orientale era appesa, per esempio, in blu e blu intenso erano le sue finestre.\n      blu e le sue finestre erano di un blu vivido. La seconda camera era color porpora nei suoi ornamenti\n      e arazzi, e qui i vetri erano viola. La terza era\n      verde in tutto, e cos\u00ec le finestre. La quarta era\n      arredata e illuminata di arancione, la quinta di bianco e la sesta di viola.\n      viola. Il settimo appartamento era strettamente avvolto da arazzi di velluto nero\n      di arazzi di velluto nero che pendevano sul soffitto e lungo le\n      pareti, che ricadevano in pesanti pieghe su un tappeto dello stesso materiale\n      e della stessa tonalit\u00e0. Ma solo in questa camera, il colore delle finestre\n      non corrispondeva alle decorazioni. Qui i vetri erano\n      scarlatto, di un colore sanguigno intenso. Ora, in nessuno dei sette appartamenti\n      in nessuno dei sette appartamenti c'era una lampada o un candelabro, in mezzo alla profusione di ornamenti d'oro\n      ornamenti d'oro che giacevano sparsi qua e l\u00e0 o che dipendevano dal tetto.\n      tetto. Non c'era alcun tipo di luce emanata da una lampada o da una\n      candela all'interno della suite di camere. Ma nei corridoi che seguivano\n      che seguivano la suite, si trovava, di fronte a ogni finestra, un pesante\n      un pesante treppiede con un braciere di fuoco che proiettava i suoi raggi attraverso i vetri colorati\n      vetro colorato e che illuminava la stanza in modo cos\u00ec abbagliante. E cos\u00ec\n      una moltitudine di apparizioni sgargianti e fantastiche. Ma\n      nella camera occidentale, o nera, l'effetto della luce del fuoco che\n      che si diffondeva sulle tende scure attraverso i vetri tinti di sangue,\n      era spettrale all'estremo e produceva uno sguardo cos\u00ec selvaggio sulle\n      di coloro che vi entravano, che pochi della compagnia\n      compagnia abbastanza audaci da mettere piede all'interno dei suoi recinti.\n\n      In questo appartamento si trovava anche, contro la parete occidentale, un gigantesco orologio d'ebano.\n      parete occidentale, un gigantesco orologio di ebano. Il suo pendolo oscillava\n      con un rumore sordo, pesante e monotono; e quando la lancetta dei minuti faceva il giro della\n      quando la lancetta dei minuti faceva il giro del quadrante e l'ora doveva essere\n      l'ora, dai polmoni sfacciati dell'orologio proveniva un suono\n      un suono chiaro, forte e profondo, estremamente musicale, ma di\n      cos\u00ec particolare nota ed enfasi che, ad ogni giro di un'ora,\n      i musicisti dell'orchestra erano costretti a fare una pausa,\n      momentaneamente, nella loro esecuzione, per ascoltare il suono; e cos\u00ec\n      e quindi i valzer cessavano per forza le loro evoluzioni; e c'era un breve sconcerto\n      breve sconcerto dell'intera compagnia gay; e, mentre i rintocchi dell'orologio suonavano ancora\n      dell'orologio, si osserv\u00f2 che i pi\u00f9 allegri impallidivano e i pi\u00f9 vecchi e\n      impallidirono e i pi\u00f9 anziani e sedentari si passarono le mani sulla\n      le mani sulle sopracciglia, come se fossero in preda a confuse fantasticherie o meditazioni. Ma quando gli\n      echi cessarono del tutto, una leggera risata pervase subito l'assemblea; i musicisti si guardarono l'un l'altro.\n      i musicisti si guardavano l'un l'altro e sorridevano come se\n      come se fossero nervosi e folli, e si ripromettevano sottovoce, l'uno all'altro, che il prossimo rintocco\n      che il prossimo rintocco dell'orologio non avrebbe prodotto\n      che il prossimo rintocco dell'orologio non avrebbe prodotto in loro un'emozione simile.\n      minuti (che abbracciano tremila e seicento secondi del\n      del tempo che vola), arriv\u00f2 un altro rintocco dell'orologio e allora\n      dell'orologio, e allora lo sconcerto, il tremore e la meditazione erano gli stessi di prima.\n      meditazione di prima.\n\n      Ma, nonostante queste cose, \u00e8 stata un'allegra e magnifica\n      festa. I gusti del duca erano particolari. Aveva un occhio raffinato\n      per i colori e gli effetti. Ignorava i decori della mera moda.\n      moda. I suoi progetti erano audaci e ardenti, e le sue concezioni\n      brillare di un lustro barbarico. Alcuni avrebbero pensato che fosse\n      avrebbero pensato che fosse pazzo. I suoi seguaci sentivano che non lo era. Era necessario\n      era necessario ascoltarlo, vederlo e toccarlo per essere certi che non lo fosse.\n      non lo fosse.\n\n      Egli aveva diretto, in gran parte, gli abbellimenti mobili delle\n      delle sette camere, in occasione di questa grande festa; ed \u00e8 stato il suo gusto a guidare\n      suo gusto di guida che aveva dato carattere ai\n      mascherati. Certo, erano grotteschi. C'erano molti bagliori\n      e scintillio e piccantezza e fantasmagoria, molto di ci\u00f2 che si \u00e8 visto da allora a\n      visto in Hernani.  C'erano figure arabeggianti con arti e\n      con arti e forme inadeguate. C'erano fantasie deliranti come quelle che\n      pazzoide. C'era molto del bello, molto del volgare, molto del bizzarro, qualcosa del terribile.\n      di bellezza, molto di volgare, molto di bizzarro, qualcosa di terribile e non poco di\n      non poco di ci\u00f2 che avrebbe potuto suscitare disgusto. Andando e tornando dalle\n      nelle sette camere si aggirava, infatti, una moltitudine di sogni.\n      E i sogni si contorcevano dentro e intorno a loro, prendendo spunto dalle\n      stanze e facendo s\u00ec che la musica selvaggia dell'orchestra sembrasse l'eco dei loro passi.\n      eco dei loro passi. Ed ecco che suona l'orologio d'ebano\n      che si trova nella sala del velluto. E poi, per un attimo,\n      tutto \u00e8 immobile e tutto tace, tranne la voce dell'orologio. I\n      sogni sono rigidi e congelati. Ma l'eco del rintocco si spegne\n      del rintocco si spengono, non hanno resistito che un istante e una luce,\n      risata semisommersa che li segue mentre se ne vanno. E ora\n      di nuovo la musica si gonfia e i sogni vivono e si contorcono pi\u00f9\n      pi\u00f9 allegramente che mai, prendendo spunto dalle finestre dai mille colori\n      finestre attraverso le quali scorrono i raggi dei tripodi. Ma a\n      camera che si trova pi\u00f9 a ovest delle sette, non ci sono\n      di mascheratori che si avventurano, perch\u00e9 la notte sta calando.\n      e una luce pi\u00f9 calda attraversa i vetri color sangue.\n      e il nero del drappeggio di zibellino si appanna; e a colui il cui piede cade sul tappeto di zibellino\n      il cui piede cade sul tappeto di zibellino, arriva dalla vicina\n      d'ebano uno scampanio sommesso pi\u00f9 solennemente enfatico di qualsiasi altro\n      che raggiungono le orecchie di coloro che si abbandonano ai divertimenti pi\u00f9 remoti\n      degli altri appartamenti.\n\n      Ma questi altri appartamenti erano densamente affollati, e in essi batteva\n      febbrilmente il cuore della vita. E la baldoria continuava vorticosamente,\n      finch\u00e9 non inizi\u00f2 a suonare la mezzanotte sull'orologio.\n      orologio. E allora la musica cess\u00f2, come ho gi\u00e0 detto, e le\n      evoluzioni dei valzer si placarono; e ci fu un'inquietante\n      inquietante cessazione di tutte le cose come prima. Ma ora c'erano dodici\n      dodici colpi della campana dell'orologio; e cos\u00ec accadde, forse, che pi\u00f9 di un pensiero\n      forse, che il pensiero si insinuasse di pi\u00f9, con pi\u00f9 tempo,\n      nelle meditazioni dei pensierosi tra coloro che si divertivano.\n      E cos\u00ec, forse, accadde anche che, prima che gli ultimi echi dell'ultimo rintocco\n      dell'ultimo rintocco fossero completamente sprofondati nel silenzio, ci fossero molti\n      molti individui tra la folla che avevano trovato il tempo di accorgersi della\n      presenza di una figura mascherata che aveva attirato l'attenzione\n      di nessun individuo prima di allora. E la voce di questa nuova\n      presenza si era sparsa sottovoce in giro, alla fine si era levato\n      da tutta la compagnia un brusio o un mormorio che esprimeva disapprovazione e sorpresa.\n      disapprovazione e di sorpresa e infine di terrore, di orrore e di disgusto,\n      e di disgusto.\n\n      In un insieme di fantasmi come quello che ho dipinto, si pu\u00f2 ben supporre che nessun aspetto ordinario avrebbe potuto\n      che nessuna apparizione ordinaria avrebbe potuto suscitare una simile\n      sensazione. In verit\u00e0, la licenza di mascheramento della notte era quasi illimitata.\n      quasi illimitata; ma la figura in questione aveva superato Erode\n      Erode e superato i limiti del decoro indefinito del principe.\n      decoro del principe. Ci sono corde nel cuore dei pi\u00f9 spericolati che non possono essere toccate\n      che non possono essere toccate senza emozione. Anche con le persone completamente\n      perduti, per i quali la vita e la morte sono ugualmente uno scherzo, ci sono questioni\n      ci sono questioni su cui non si pu\u00f2 scherzare. L'intera compagnia, infatti, sembrava\n      che nel costume e nel portamento dello straniero non ci fosse n\u00e9 arguzia n\u00e9 correttezza.\n      straniero non esistevano n\u00e9 arguzia n\u00e9 correttezza. La figura era alta\n      e magro, e avvolto da capo a piedi negli indumenti della tomba.\n      della tomba. La maschera che nascondeva il volto era fatta in modo da assomigliare cos\u00ec tanto\n      che la maschera che nascondeva il volto era fatta in modo da assomigliare al volto di un cadavere irrigidito.\n      pi\u00f9 attento doveva avere difficolt\u00e0 a individuare l'imbroglio.\n      Eppure tutto questo avrebbe potuto essere sopportato, se non approvato, dai\n      folli festaioli circostanti. Ma il mormoratore si era spinto fino al punto di assumere\n      il tipo della Morte Rossa. La sua veste era intrisa di sangue e\n      la sua ampia fronte, con tutti i tratti del volto, era\n      orrore scarlatto.\n\n      Quando gli occhi del principe Prospero caddero su questa immagine spettrale (che con un movimento lento e solenne\n      (che con un movimento lento e solenne, come se volesse sostenere pi\u00f9 pienamente il suo\n      ruolo, si aggirava tra i ballerini) lo si vide convulso, in un primo momento con un forte brivido.\n      si \u00e8 visto convulso, in un primo momento, da un forte brivido\n      di terrore o di disgusto; ma, in un secondo momento, la sua fronte si arross\u00f2 di rabbia.\n      di rabbia.\n\n       Chi osa? chiese rauco ai cortigiani che gli stavano vicino.\n      chi osa insultarci con questa beffa blasfema? Prendetelo\n      e smascheratelo per sapere chi dobbiamo impiccare all'alba,\n      dai merli!\n\n      Era nella camera orientale o azzurra, nella quale si trovava il principe\n      Prospero quando pronunci\u00f2 queste parole. Esse risuonarono in tutte le\n      sette stanze in modo forte e chiaro, perch\u00e9 il principe era un uomo audace e robusto\n      e robusto, e la musica si era zittita al cenno della sua mano.\n      mano.\n\n      Nella stanza blu si trovava il principe, con un gruppo di pallidi cortigiani al suo fianco.\n      cortigiani pallidi al suo fianco. All'inizio, mentre parlava, ci fu un\n      un leggero movimento impetuoso del gruppo in direzione dell'intruso, che in quel momento era\n      dell'intruso, che in quel momento era anch'esso vicino e che ora, con passo deliberato e maestoso, si\n      passo deliberato e maestoso, si avvicinava all'oratore.\n      Ma una certa soggezione senza nome, che le folli supposizioni del mormone\n      del mormoratore avevano ispirato l'intera comitiva, non si trov\u00f2 nessuno\n      nessuno che mettesse mano per afferrarlo; cos\u00ec, senza ostacoli, pass\u00f2 a un metro dal principe.\n      a un metro dalla persona del principe e, mentre l'immensa assemblea\n      assemblea, come per un unico impulso, si ritirava dal centro delle stanze alle\n      stanze alle pareti, lui si fece strada ininterrottamente, ma con lo stesso passo solenne e misurato che aveva\n      passo solenne e misurato che lo aveva contraddistinto fin dal\n      prima, attraverso la camera blu, la viola, la viola, la verde, la verde, la viola e la viola.\n      viola al verde, al verde all'arancione, a questo\n      all'arancione, passando per il bianco e poi ancora per il viola, prima che si muovesse\n      prima che venisse fatto un movimento deciso per arrestarlo. Fu allora, tuttavia, che\n      che il principe Prospero, impazzito dalla rabbia e dalla vergogna della sua\n      vigliaccheria momentanea, si precipit\u00f2 attraverso le sei camere,\n      mentre nessuno lo seguiva a causa di un terrore mortale che si era\n      terrore mortale che si era impadronito di tutti. Portava in alto un pugnale sguainato e si era\n      si era avvicinato, con rapido impeto, a meno di tre o quattro metri dalla\n      quando quest'ultimo, giunto all'estremit\u00e0 dell'appartamento di velluto, si avvicin\u00f2 con impeto alla figura in ritirata\n      all'estremit\u00e0 dell'appartamento di velluto, si volt\u00f2 improvvisamente e affront\u00f2\n      il suo inseguitore. Si ud\u00ec un grido acuto e il pugnale cadde\n      sul tappeto di zibellino, sul quale, subito dopo,\n      cadde prostrato a morte il principe Prospero. Allora, facendo appello al coraggio\n      coraggio della disperazione, una folla di festaioli si gett\u00f2 immediatamente\n      nell'appartamento nero e, afferrando il mormoratore,\n      la cui alta figura stava eretta e immobile all'ombra dell'orologio d'ebano.\n      dell'orologio d'ebano, sussultarono in preda a un orrore impronunciabile nel trovare le\n      e la maschera da cadavere, che avevano maneggiato con cos\u00ec violenta\n      violenta maleducazione, non occupati da alcuna forma tangibile.\n\n      E ora era riconosciuta la presenza della Morte Rossa. Era\n      come un ladro nella notte. E uno dopo l'altro fece cadere i\n      festaioli nei corridoi intrisi di sangue della loro baldoria, e mor\u00ec\n      ognuno nella posizione disperata della sua caduta. E la vita dell'orologio\n      orologio d'ebano si spense con quella dell'ultimo degli allegri. E le\n      fiamme dei tripodi si spensero. E le tenebre, la decadenza e la morte rossa\n      Morte rossa ebbero un dominio illimitato su tutto.\n\n\n\n\nIL BARILE DI AMONTILLADO.\n\n\n      Le mille ferite di Fortunato le avevo sopportate come meglio potevo;\n      ma quando si \u00e8 azzardato a insultarmi, ho giurato vendetta. Voi, che conoscete cos\u00ec bene\n      bene la natura del mio animo, non supporrete, tuttavia, che\n      che io abbia pronunciato una minaccia. Alla fine mi sarei vendicato;\n      questo era un punto definitivamente risolto, ma la stessa definitivit\u00e0\n      con cui era stato deciso, precludeva l'idea del rischio. Devo\n      non solo punire, ma punire impunemente. Un torto non \u00e8 riparato\n      quando il castigo supera il suo riparatore. \u00c8 ugualmente\n      non \u00e8 riparato quando il vendicatore non si fa sentire come tale\n      a colui che ha commesso il torto.\n\n      Si deve capire che n\u00e9 con le parole n\u00e9 con le azioni avevo dato a\n      Fortunato di dubitare della mia buona volont\u00e0. Continuai, come era mia abitudine, a\n      come era mia abitudine, a sorridergli in faccia, e lui non si accorse che il mio sorriso\n      ora_ era al pensiero della sua immolazione.\n\n      Aveva un punto debole questo Fortunato, anche se per altri aspetti era\n      era un uomo da rispettare e persino da temere. Si vantava della sua\n      della sua conoscenza del vino. Pochi italiani hanno il vero spirito virtuoso\n      virtuoso. Per la maggior parte il loro entusiasmo \u00e8 adottato per adattarsi al momento e all'opportunit\u00e0 di\n      momento e all'opportunit\u00e0 di praticare l'impostura ai\n      britannici e austriaci. Nella pittura e nella gemmaria, Fortunato, come i suoi\n      suoi compatrioti, era un ciarlatano, ma in materia di vini antichi era sincero.\n      sincero. Sotto questo aspetto non differivo da lui in modo sostanziale: I\n      ero esperto delle annate italiane e compravo in gran parte ogni volta che\n      ogni volta che potevo.\n\n      Fu verso l'imbrunire, una sera durante la suprema follia del\n      carnevale, che incontrai il mio amico. Mi avvicin\u00f2\n      con eccessivo calore, perch\u00e9 aveva bevuto molto. L'uomo\n      indossava un abbigliamento variopinto. Indossava un abito aderente a righe di partito e la testa era\n      la testa era sormontata da un berretto conico e da campanelli. Ero cos\u00ec\n      piacere di vederlo, che pensavo che non avrei mai\n      strizzargli la mano.\n\n      Gli dissi:  Mio caro Fortunato, sei fortunatamente incontrato. Come\n      straordinariamente bene oggi! Ma ho ricevuto una\n      pipa di quello che passa per Amontillado, e ho i miei dubbi.\n\n       Come? disse lui.  Amontillado? Una pipa? Impossibile! E nel\n      carnevale!\n\n       Ho i miei dubbi, risposi; e sono stato cos\u00ec sciocco da pagare l'intero prezzo dell'Amontillado senza consultarvi.\n      l'intero prezzo dell'Amontillado senza consultarti. Lei\n      non si trovava e temevo di perdere un affare.\n\n       Amontillado!\n\n       Ho dei dubbi.\n\n       Amontillado!\n\n       E io devo soddisfarli.\n\n       Amontillado!\n\n       Mentre voi siete fidanzati, io sto andando a Luchesi. Se c'\u00e8 qualcuno che ha un\n      \u00e8 lui. Mi dir\u00e0\n\n       Luchesi non sa distinguere l'Amontillado dallo Sherry.\n\n       Eppure alcuni sciocchi pensano che il suo gusto sia all'altezza del vostro.\n      il vostro.\n\n       Vieni, andiamo.\n\n       Dove?\n\n       Ai vostri caveau.\n\n       Amico mio, no; non voglio fare un torto alla tua buona natura. I\n      percepisco che avete un impegno. Luchesi\n\n       Non ho impegni; venite.\n\n       Amico mio, no. Non \u00e8 il fidanzamento, ma il forte raffreddore\n      con cui mi sembra che siate afflitto. Le volte sono\n      insopportabilmente umide. Sono incrostate di nitro.\n\n       Tuttavia, andiamo. Il freddo non \u00e8 niente.\n      Amontillado! Ti \u00e8 stato imposto. E per quanto riguarda Luchesi, lui\n      non sa distinguere lo Sherry dall'Amontillado.\n\n      Cos\u00ec parlando, Fortunato si impossess\u00f2 del mio braccio. Indossando\n      una maschera di seta nera, e tirando un _roquelaire_ strettamente intorno alla mia\n      persona, gli permisi di affrettarmi verso il mio palazzo.\n\n      In casa non c'erano inservienti, che erano fuggiti per fare\n      per fare baldoria in onore del tempo. Avevo detto loro che non sarei tornato prima\n      che non sarei tornato prima di domattina e avevo dato loro l'ordine esplicito di non\n      di non allontanarsi dalla casa. Questi ordini erano sufficienti, lo sapevo bene\n      per assicurare la loro immediata scomparsa, tutti e tre, non appena mi fossi voltato.\n      non appena avessi voltato le spalle.\n\n      Presi dalle loro applique due flambeaux, e dandone uno a\n      Fortunato, gli feci attraversare diverse stanze fino all'arco\n      arco che conduceva alle volte. Scesi una scala lunga e\n      scala a chiocciola, chiedendogli di essere prudente nel seguirla.\n      Arrivammo infine ai piedi della discesa e ci fermammo insieme sul terreno umido della catacomba.\n      sul terreno umido delle catacombe di Montresor.\n\n      L'andatura del mio amico era instabile e i campanelli del suo cappello\n      tintinnavano mentre camminava.\n\n       La pipa, disse.\n\n       \u00c8 pi\u00f9 avanti, dissi io; ma osservate la ragnatela bianca che brilla da queste\n      che risplende dalle pareti di questa caverna.\n\n      Si gir\u00f2 verso di me e mi guard\u00f2 negli occhi con due occhi di pellicola\n      che distillavano il reum dell'ebbrezza.\n\n       Nitre? chiese a lungo.\n\n       Nitre, ho risposto.  Da quanto tempo ha questa tosse?\n\n       Ugh! ugh! ugh! ugh! ugh! ugh! ugh! ugh! ugh! ugh! ugh! ugh! ugh! ugh!\n      Ugh! Ugh!\n\n      Il mio povero amico si trov\u00f2 nell'impossibilit\u00e0 di rispondere per molti minuti.\n\n       Non \u00e8 niente\", disse infine.\n\n       Venite, dissi, con decisione, torneremo indietro; la vostra salute \u00e8\n      preziosa. Siete ricchi, rispettati, ammirati, amati; siete felici, come lo ero io.\n      felice, come lo sono stato io. Siete un uomo di cui si sente la mancanza. Per me non \u00e8\n      questione. Torneremo indietro; tu sarai malato e io non potr\u00f2 essere\n      responsabile. Inoltre, c'\u00e8 Luchesi\n\n       Basta, disse; la tosse \u00e8 una sciocchezza, non mi uccider\u00e0.\n      non mi uccider\u00e0. Non morir\u00f2 di tosse.\n\n       \u00c8 vero, risposi; e, in effetti, non avevo intenzione di allarmarvi inutilmente.\n      allarmarvi inutilmente, ma dovreste usare la giusta cautela.\n      Una sorsata di questo Medoc ci difender\u00e0 dalle intemperie.\n\n      Qui ho staccato il collo di una bottiglia, che ho estratto da una lunga\n      fila di sue simili che giacevano sullo stampo.\n\n       Bevi, dissi, presentandogli il vino.\n\n      Se lo port\u00f2 alle labbra con un'occhiata maliziosa. Si ferm\u00f2 e mi fece un cenno familiare\n      familiare, mentre i suoi campanelli tintinnavano.\n\n       Bevo, ha detto, ai sepolti che riposano intorno a noi.\n\n       E io alla vostra lunga vita.\n\n      Mi prese di nuovo il braccio e procedemmo.\n\n       Questi caveau, ha detto, sono molto estesi.\n\n       I Montresor, risposi, erano una grande e numerosa famiglia.\n\n       Dimentico le tue braccia.\n\n       Un enorme piede umano a d o, in campo azzurro; il piede schiaccia un serpente rampante le cui zanne sono conficcate nel tallone.\n      un serpente rampante le cui zanne sono conficcate nel tallone.\n\n       E il motto?\n\n       _Nemo me impune lacessit_.\n\n       Bene! ha detto.\n\n      Il vino scintillava nei suoi occhi e le campane tintinnavano. La mia fantasia\n      si scald\u00f2 con il Medoc. Avevamo attraversato pareti di ossa accatastate\n      ossa, con botti e fustini che si mescolavano, nei recessi pi\u00f9 profondi delle catacombe.\n      recessi delle catacombe. Mi fermai di nuovo e questa volta mi feci coraggio\n      di afferrare Fortunato per un braccio sopra il gomito.\n\n       Il nitro!  Ho detto: vedi, aumenta. Pende come muschio sulle\n      le volte. Siamo sotto il letto del fiume. Le gocce di umidit\u00e0\n      gocciolano tra le ossa. Vieni, torniamo indietro prima che sia troppo\n      tardi. La tua tosse\n\n       Non \u00e8 niente, disse; andiamo avanti. Ma prima, un altro\n      sorso di Medoc.\n\n      Mi sono rotto e gli ho portato un fiasco di De Gr ve. Lo svuot\u00f2 in un soffio.\n      respiro. I suoi occhi lampeggiarono di una luce feroce. Rise e gett\u00f2\n      e lanci\u00f2 la bottiglia verso l'alto con un gesto che non capii.\n      capire.\n\n      Lo guardai sorpreso. Ha ripetuto il movimento in modo grottesco\n      grottesco.\n\n       Non capisci?\n\n       Io no, ho risposto.\n\n       Allora non siete della fratellanza.\n\n       Come?\n\n       Non siete dei massoni.\n\n       S\u00ec, s\u00ec, ho detto, s\u00ec, s\u00ec.\n\n       Tu? Impossibile! Un muratore?\n\n       Un muratore, ho risposto.\n\n       Un segno, ha detto.\n\n       \u00c8 questo, risposi, tirando fuori una cazzuola da sotto le\n      pieghe del mio _roquelaire_.\n\n       Stai scherzando, esclam\u00f2, indietreggiando di qualche passo.  Ma procediamo\n      procediamo con l'Amontillado.\n\n       Sia come sia, dissi, rimettendo l'attrezzo sotto il mantello e offrendogli di nuovo il braccio.\n      e gli offrii di nuovo il mio braccio. Egli vi si appoggi\u00f2 pesantemente. Noi\n      continuammo il nostro percorso alla ricerca dell'Amontillado. Passammo\n      una serie di archi bassi, scendemmo, passammo oltre e, scendendo di nuovo, arrivammo a una profonda cripta\n      scendendo di nuovo, arrivammo a una profonda cripta, in cui la sporcizia dell'aria\n      dell'aria faceva s\u00ec che i nostri flambeaux pi\u00f9 che ardere brillassero.\n\n      All'estremit\u00e0 pi\u00f9 remota della cripta ne appariva un'altra meno\n      spaziosa. Le sue pareti erano state rivestite di resti umani, ammucchiati fino alla\n      alla volta, alla maniera delle grandi catacombe di Parigi.\n      Parigi. Tre lati di questa cripta interna erano ancora ornati in questo modo.\n      in questo modo. Dal quarto le ossa erano state buttate gi\u00f9,\n      e giacevano promiscuamente sulla terra, formando a un certo punto un tumulo di\n      un tumulo di qualche dimensione. All'interno del muro cos\u00ec esposto dallo\n      spostamento delle ossa, abbiamo percepito una nicchia interna, profonda circa un metro e mezzo\n      profondit\u00e0 di circa un metro e mezzo, larghezza di tre e altezza di sei o sette. Sembrava\n      Sembrava essere stato costruito per nessun uso speciale in s\u00e9,\n      ma costituiva semplicemente l'intervallo tra due dei colossali\n      colossali del tetto delle catacombe, ed era sostenuta da una delle pareti\n      uno dei muri che le circoscriveva, di solido granito.\n\n      Invano Fortunato, sollevando la sua torcia spenta,\n      tent\u00f2 di frugare nelle profondit\u00e0 della nicchia. La sua fine\n      la debole luce non ci permetteva di vedere.\n\n       Procedete, ho detto; ecco l'Amontillado. Per quanto riguarda il Luchesi\n\n       \u00c8 un ignorante, interruppe il mio amico, facendo un passo avanti\n      avanti in modo instabile, mentre io lo seguivo immediatamente alle calcagna. In un attimo\n      in un attimo aveva raggiunto l'estremit\u00e0 della nicchia e, trovando il suo progresso\n      il suo cammino arrestato dalla roccia, rimase stupidamente sconcertato. A\n      un attimo ancora e l'avevo legato al granito. Nella sua superficie\n      due graffe di ferro, distanti l'una dall'altra circa un metro e mezzo,\n      orizzontali. Da una di queste dipendeva una corta catena, dall'altra un lucchetto.\n      dall'altra un lucchetto. Gettando le maglie intorno alla vita, fu solo\n      lavoro di pochi secondi per assicurarlo. Era troppo stupito per\n      per resistere. Estratta la chiave, mi allontanai dalla nicchia.\n\n       Passate la mano, vi ho detto, sul muro; non potete fare a meno di sentire\n      il nitro. In effetti \u00e8 _molto_ umido. Ancora una volta permettetemi di _implorare_\n      di tornare. No? Allora devo assolutamente lasciarvi. Ma devo\n      prima rendervi tutte le piccole attenzioni in mio potere.\n\n       L'Amontillado! ha esclamato il mio amico, non ancora ripresosi dallo stupore.\n      dallo stupore.\n\n       Vero, risposi, l'Amontillado.\n\n      Mentre dicevo queste parole, mi affannavo tra il mucchio di ossa di cui ho parlato prima.\n      di cui ho parlato prima. Gettandole da parte, scoprii ben presto una quantit\u00e0\n      una quantit\u00e0 di pietre e malta da costruzione. Con questi materiali e\n      con l'aiuto della mia cazzuola, iniziai a murare energicamente l'ingresso della nicchia.\n      l'ingresso della nicchia.\n\n      Non avevo ancora posato la prima fila della mia muratura quando scoprii che l'ebbrezza di Fortunato aveva\n      che l'intossicazione di Fortunato si era in gran parte\n      Fortunato si era in gran parte esaurita. Il primo indizio che ebbi fu un basso\n      un basso lamento proveniente dalla profondit\u00e0 della nicchia. Non era il grido di un\n      un uomo ubriaco. Ci fu poi un lungo e ostinato silenzio. I\n      posai il secondo strato, e il terzo, e il quarto; poi sentii le vibrazioni furiose della catena.\n      vibrazioni furiose della catena. Il rumore dur\u00f2 per\n      minuti, durante i quali, per poterlo ascoltare con\n      con maggiore soddisfazione, smisi di lavorare e mi sedetti sulle ossa.\n      ossa. Quando finalmente lo sferragliare si plac\u00f2, ripresi a lavorare con la cazzuola,\n      e terminai senza interruzioni il quinto, il sesto e il settimo livello.\n      settimo livello. Il muro era ora quasi al livello del mio petto.\n      petto. Feci di nuovo una pausa e, tenendo il flambeaux sopra il lavoro di\n      muratura, gettai alcuni deboli raggi sulla figura all'interno.\n\n      Un susseguirsi di urla forti e stridenti, che scoppiarono all'improvviso dalla\n      dalla gola della forma incatenata, sembr\u00f2 spingermi violentemente\n      indietro. Per un breve momento esitai, tremai. Sguainando la mia\n      spada, cominciai a frugare nella nicchia, ma il pensiero di un istante mi rassicur\u00f2.\n      pensiero di un istante mi rassicur\u00f2. Appoggiai la mano sul\n      solido tessuto delle catacombe e mi sentii soddisfatto. Mi riavvicinai\n      al muro. Risposi alle grida di chi chiedeva a gran voce. I\n      riecheggiai, aiutai, li superai in volume e in forza. I\n      e il clamore si plac\u00f2.\n\n      Era ormai mezzanotte e il mio compito stava per concludersi. Avevo\n      completato l'ottavo, il nono e il decimo livello. Avevo\n      una parte dell'ultimo e dell'undicesimo; non restava che un'unica pietra da\n      una sola pietra da incastrare e intonacare. Ho lottato\n      con il suo peso; la posizionai parzialmente nella sua posizione.\n      Ma ora dalla nicchia giunse una risata bassa che mi fece rizzare i capelli in testa.\n      che mi fece rizzare i capelli in testa. Ad essa segu\u00ec una voce triste, che stentai a riconoscere come quella\n      difficile riconoscere come quella del nobile Fortunato. La voce\n      voce disse\n\n       Ha! ha! ha! he! he! uno scherzo molto buono, anzi un ottimo scherzo.\n      Ci faremo tante belle risate a palazzo lui! lui! lui!\n      lui! davanti al nostro vino lui! lui! lui!\n\n       L'Amontillado!  Ho detto.\n\n       Lui! Lui! Lui! Lui! Lui! S\u00ec, l'Amontillado. Ma non \u00e8\n      si sta facendo tardi? Non ci staranno aspettando a palazzo, la\n      Lady Fortunato e gli altri? Andiamocene.\n\n       S\u00ec, ho detto, andiamo via.\n\n       Per l'amor di Dio, Montressor!\n\n       S\u00ec, ho detto, per l'amor di Dio!\n\n      Ma a queste parole ascoltai invano una risposta. Diventai\n      impaziente. Chiamai ad alta voce\n\n       Fortunato!\n\n      Nessuna risposta. Ho chiamato di nuovo\n\n       Fortunato!\n\n      Ancora nessuna risposta. Ho spinto una torcia attraverso l'apertura rimanente\n      e la lasciai cadere all'interno. In cambio arriv\u00f2 solo un\n      tintinnio delle campane. Il mio cuore si sent\u00ec male a causa dell'umidit\u00e0\n      dell'umidit\u00e0 delle catacombe. Mi affrettai a porre fine alla mia fatica.\n      Ho messo a forza l'ultima pietra nella sua posizione; l'ho intonacata.\n      Contro la nuova muratura riedificai il vecchio bastione di ossa.\n      Per mezzo secolo nessun mortale le ha disturbate. In pace\n      requiescat!\n\n\n\n\nIL FOLLETTO DEL PERVERSO\n\n\n      Nella considerazione delle facolt\u00e0 e degli impulsi della prima mobilia dell'anima umana, i frenologi non hanno fatto\n      mobilia dell'anima umana, i frenologi non hanno fatto spazio a una propensione che, pur esistendo ovviamente come\n      una propensione che, pur esistendo ovviamente come un sentimento\n      sentimento radicale, primitivo e irriducibile, \u00e8 stata ugualmente\n      tutti i moralisti che li hanno preceduti. Nella\n      pura arroganza della ragione, l'abbiamo tutti trascurata. Abbiamo\n      abbiamo lasciato che la sua esistenza sfuggisse ai nostri sensi, solo per mancanza di\n      di fede, che si tratti della fede nella Rivelazione o della fede nella Kabbala.\n      nella Kabbala. L'idea non ci \u00e8 mai venuta in mente, semplicemente perch\u00e9\n      semplicemente per la sua supererogazione. Non abbiamo visto la necessit\u00e0 dell'impulso per\n      la propensione. Non riuscivamo a percepire la sua necessit\u00e0. Non potevamo\n      comprendere, cio\u00e8 non avremmo potuto comprendere, se la nozione di questo primum mobile si fosse\n      nozione di questo primum mobile, non avremmo potuto capire in che modo\n      non avremmo potuto capire in che modo si sarebbe potuto fare in modo che favorisse gli\n      oggetti dell'umanit\u00e0, sia temporali che eterni. Non si pu\u00f2\n      non si pu\u00f2 negare che la frenologia e, in larga misura, tutto il metafisico\n      metafisica sono state inventate a priori. L'uomo intellettuale\n      o logico, piuttosto che l'uomo comprensivo o osservatore,\n      si \u00e8 messo a immaginare disegni per dettare scopi a Dio. Avendo\n      cos\u00ec scandagliato, con soddisfazione, le intenzioni di Geova,\n      su queste intenzioni costru\u00ec i suoi innumerevoli sistemi mentali.\n      Nel caso della frenologia, ad esempio, abbiamo innanzitutto stabilito,\n      naturalmente, che il disegno della Divinit\u00e0 era che l'uomo\n      che l'uomo mangiasse. Poi abbiamo assegnato all'uomo un organo di alimentazione,\n      e questo organo \u00e8 il flagello con cui la Divinit\u00e0 costringe l'uomo,\n      volont\u00e0- nullit\u00e0-, a mangiare. In secondo luogo, avendo stabilito che \u00e8\n      volont\u00e0 di Dio che l'uomo continui la sua specie, abbiamo scoperto un organo di\n      organo dell'amatorialit\u00e0. E cos\u00ec con la combattivit\u00e0, con\n      idealit\u00e0, con la causalit\u00e0, con la costruttivit\u00e0, cos\u00ec, in breve,\n      con ogni organo, sia che rappresenti una propensione, un sentimento morale o una facolt\u00e0\n      sentimento morale o una facolt\u00e0 dell'intelletto puro. E in queste\n      dell'azione umana, gli Spurzheimiti,\n      sia che abbiano ragione o torto, in parte o nel complesso, non hanno fatto altro che\n      hanno seguito, in linea di principio, le orme dei loro predecessori;\n      deducendo e stabilendo ogni cosa dal preconcetto\n      destino preconcetto dell'uomo e dagli oggetti del suo Creatore.\n      Creatore.\n\n      Sarebbe stato pi\u00f9 saggio, pi\u00f9 sicuro, classificare (se classificare si deve) sulla base di ci\u00f2 che l'uomo abitualmente o\n      (se proprio dobbiamo classificare) sulla base di ci\u00f2 che l'uomo faceva di solito o\n      occasionalmente, e che sempre occasionalmente faceva, piuttosto che\n      piuttosto che sulla base di ci\u00f2 che si dava per scontato che la Divinit\u00e0 intendesse\n      che la Divinit\u00e0 intendesse farglielo fare. Se non riusciamo a comprendere Dio nelle sue opere visibili, quanto\n      come allora nei suoi pensieri inconcepibili, che danno vita alle opere?\n      essere? Se non possiamo comprenderlo nelle sue creature oggettive,\n      come allora nei suoi umori sostanziali e nelle fasi della creazione?\n\n      L'induzione, _a posteriori_, avrebbe portato la frenologia ad ammettere, come principio innato e primitivo dell'azione umana, un\n      come un principio innato e primitivo dell'azione umana, un qualcosa di\n      paradossale, che potremmo chiamare _perversione_, in mancanza di un termine pi\u00f9 caratteristico.\n      di un termine pi\u00f9 caratteristico. Nel senso che intendo io, si tratta, in effetti, di un\n      un _movimento_ senza motivo, un motivo non _motivato_. Attraverso\n      suoi suggerimenti agiamo senza un oggetto comprensibile; oppure, se questo\n      se questo deve essere inteso come una contraddizione in termini, possiamo\n      modificare la proposizione in modo da dire che attraverso i suoi stimoli agiamo\n      agiamo per la ragione che non dovremmo. In teoria, nessuna ragione\n      pi\u00f9 irragionevole, ma, di fatto, non ce n'\u00e8 uno pi\u00f9 forte.\n      forte. Con certe menti, in certe condizioni, essa diventa\n      assolutamente irresistibile. Non sono pi\u00f9 sicuro di respirare,\n      che la certezza del torto o dell'errore di un'azione \u00e8 spesso l'unica\n      spesso l'unica forza inespugnabile che ci spinge, e solo\n      ci spinge a perseguirla. N\u00e9 questa tendenza irrefrenabile\n      di fare il male per il bene del male, non ammette analisi o\n      di un'analisi o di una risoluzione in elementi secondari. \u00c8 un impulso radicale, primitivo\n      impulso elementare. Si dir\u00e0, ne sono consapevole, che quando\n      persistiamo in atti perch\u00e9 sentiamo che non dovremmo persistervi,\n      la nostra condotta non \u00e8 altro che una modifica di quella che normalmente\n      che scaturisce dalla combattivit\u00e0 della frenologia. Ma un'occhiata mostrer\u00e0\n      mostrer\u00e0 la fallacia di questa idea. La combattivit\u00e0 frenologica\n      ha come essenza la necessit\u00e0 di autodifesa. \u00c8 la nostra\n      salvaguardia contro le ferite. Il suo principio riguarda il nostro benessere;\n      e quindi il desiderio di stare bene \u00e8 eccitato simultaneamente al suo sviluppo.\n      sviluppo. Ne consegue che il desiderio di stare bene deve essere\n      contemporaneamente a qualsiasi principio che sia una mera modificazione della combattivit\u00e0.\n      di combattivit\u00e0, ma nel caso di quel qualcosa che\n      che definisco perversione, il desiderio di stare bene non solo non \u00e8\n      ma esiste un sentimento fortemente antagonista.\n\n      Un appello al proprio cuore \u00e8, dopo tutto, la migliore risposta ai\n      sofismi appena notati. Nessuno che consulti con fiducia e interroghi\n      interrogare a fondo la propria anima, sar\u00e0 disposto a negare l'intera\n      radicalit\u00e0 della propensione in questione. Non \u00e8 pi\u00f9\n      incomprensibile che distintiva. Non c'\u00e8 uomo che in qualche momento non sia\n      periodo non sia stato tormentato, per esempio, da un sincero desiderio di\n      di stuzzicare l'ascoltatore con una circonlocuzione. L'oratore \u00e8 consapevole\n      di dispiacere; ha tutte le intenzioni di compiacere, \u00e8\n      \u00e8 di solito brusco, preciso e chiaro; il linguaggio pi\u00f9 laconico e luminoso\n      linguaggio pi\u00f9 laconico e luminoso lotta per essere pronunciato sulla sua lingua; \u00e8 solo con\n      solo con difficolt\u00e0 si trattiene dal farlo fluire; teme e depreca il\n      teme e depreca l'ira di colui al quale si rivolge; tuttavia,\n      il pensiero che con alcune involuzioni e parentesi questa\n      parentesi questa rabbia possa essere generata. Questo solo pensiero \u00e8\n      sufficiente. L'impulso si trasforma in desiderio, il desiderio in desiderio,\n      desiderio, il desiderio a una brama incontrollabile e la brama (con profondo rammarico e mortificazione dell'oratore).\n      profondo rammarico e mortificazione di chi parla, e in barba a tutte le\n      conseguenze) viene assecondato.\n\n      Abbiamo un compito davanti a noi che deve essere svolto rapidamente. Sappiamo\n      sappiamo che sarebbe rovinoso ritardare. La crisi pi\u00f9 importante\n      della nostra vita richiede, a gran voce, energia e azione immediate.\n      e all'azione. Siamo entusiasti, siamo consumati dall'impazienza di cominciare\n      l'opera, con l'anticipazione del cui risultato glorioso le nostre\n      glorioso, le nostre anime sono in fiamme. Deve, deve essere intrapresa oggi,\n      eppure lo rimandiamo a domani; e perch\u00e9? Non c'\u00e8\n      risposta, se non che ci sentiamo perversi, usando la parola senza comprendere il principio.\n      senza comprendere il principio. Arriva il domani e con esso un'ansia\n      con esso un'ansia pi\u00f9 impaziente di compiere il nostro dovere, ma con questo\n      aumento dell'ansia arriva anche un'angoscia senza nome, una paura\n      paura, perch\u00e9 insondabile, di rimandare. Questo desiderio\n      aumenta man mano che i momenti volano. L'ultima ora per agire \u00e8\n      \u00e8 vicina. Tremiamo per la violenza del conflitto dentro di noi, tra il definito e l'indefinito, tra la sostanza e la\n      del definito con l'indefinito, della sostanza con l'ombra.\n      ombra. Ma, se la contesa \u00e8 andata avanti fino a questo punto, \u00e8 l'ombra a prevalere.\n      ombra a prevalere, lottiamo invano. L'orologio suona,\n      ed \u00e8 la campana del nostro benessere. Allo stesso tempo, \u00e8 la nota del\n      al fantasma che ci ha cos\u00ec a lungo spaventato. Esso\n      vola, scompare, siamo liberi. La vecchia energia ritorna. Noi\n      ora lavoreremo. Ahim\u00e8, \u00e8 troppo tardi!\n\n      Siamo sull'orlo di un precipizio. Scrutiamo l'abisso e\n      ci sentiamo male e ci gira la testa. Il nostro primo impulso \u00e8 quello di allontanarci dal pericolo.\n      pericolo. Inspiegabilmente rimaniamo. A poco a poco la nostra malattia, la vertigine e l'orrore\n      vertigini e l'orrore si fondono in una nube di sentimenti innominabili.\n      innominabile. Per gradi, ancora pi\u00f9 impercettibili, questa nuvola\n      assume una forma, come il vapore della bottiglia da cui\n      dalla quale \u00e8 nato il genio delle Mille e una notte. Ma da questa nostra nuvola\n      sull'orlo del precipizio, cresce in modo palpabile una forma,\n      molto pi\u00f9 terribile di qualsiasi genio o di qualsiasi demone di un racconto, eppure\n      \u00e8 solo un pensiero, anche se spaventoso, e che agghiaccia\n      che ci gela il midollo delle ossa con la ferocia del piacere del suo orrore.\n      del suo orrore. \u00c8 solo l'idea di quelle che sarebbero state le nostre\n      sensazioni durante l'impetuoso precipitare da una tale altezza.\n      altezza. E questa caduta, questo annichilimento impetuoso, proprio per la\n      per la ragione stessa che implica la pi\u00f9 orrenda e ripugnante delle\n      di tutte le immagini di morte e sofferenza pi\u00f9 spettrali e ripugnanti\n      che si siano mai presentate alla nostra immaginazione, per questa\n      proprio per questo la desideriamo pi\u00f9 vivamente. E poich\u00e9 la nostra\n      ragione ci distoglie violentemente dall'orlo del baratro, per questo ci avviciniamo con\n      pi\u00f9 impetuosamente ci avviciniamo. Non c'\u00e8 passione in natura cos\u00ec\n      demoniacamente impaziente come quella di colui che, tremando sull'orlo di un\n      sull'orlo di un precipizio, medita un tuffo. Indulgere, per un momento, in\n      per un attimo a qualsiasi tentativo di pensiero, \u00e8 inevitabilmente perduto; perch\u00e9\n      la riflessione non fa che esortarci a non farlo, e quindi \u00e8, dico,\n      che non possiamo. Se non c'\u00e8 un braccio amico a fermarci, o se falliamo in uno sforzo improvviso di prostrarci.\n      se falliamo in uno sforzo improvviso di prostrarci all'indietro dal\n      abisso, precipitiamo e siamo distrutti.\n\n      Esaminando queste azioni simili come vogliamo, le troveremo\n      che derivano unicamente dallo spirito del perverso. Le commettiamo\n      perch\u00e9 sentiamo che non dovremmo. Al di l\u00e0 o dietro questo\n      non c'\u00e8 alcun principio intelligibile; e potremmo, in effetti, considerare questa perversione\n      perversione come un'istigazione diretta dell'Arcimago, se non fosse che\n      se non si sapesse che di tanto in tanto opera a favore del bene.\n\n      Ho detto questo, per rispondere in qualche modo alla vostra domanda, per spiegarvi perch\u00e9 sono qui.\n      domanda, per spiegarvi perch\u00e9 sono qui, per assegnarvi qualcosa che abbia almeno un\n      di assegnarvi qualcosa che abbia almeno il vago aspetto di una causa\n      di un motivo per cui indosso queste catene e per cui occupo questa\n      questa cella di condannati. Se non fossi stato cos\u00ec prolisso, avresti potuto\n      o mi avreste frainteso del tutto o, come la plebaglia,\n      mi avreste creduto pazzo. Invece, come \u00e8 ovvio, capirete facilmente che sono\n      una delle tante e innumerevoli vittime del Folletto del Perverso.\n\n      \u00c8 impossibile che un'azione possa essere stata compiuta con una\n      deliberazione pi\u00f9 accurata. Per settimane, per mesi, ho riflettuto sui mezzi\n      sui mezzi dell'omicidio. Ho scartato migliaia di piani,\n      perch\u00e9 la loro realizzazione implicava la possibilit\u00e0 di essere scoperti. Alla fine\n      alla fine, leggendo alcune memorie francesi, trovai il resoconto di una malattia quasi mortale\n      malattia quasi mortale occorsa a Madame Pilau, a causa di una candela\n      di una candela accidentalmente avvelenata. L'idea mi colp\u00ec subito.\n      subito la mia fantasia. Conoscevo l'abitudine della mia vittima di leggere a letto. I\n      sapevo anche che il suo appartamento era stretto e mal ventilato. Ma\n      Non \u00e8 il caso di annoiarvi con dettagli impertinenti. Non ho bisogno di descrivere\n      i facili artifizi con cui sostituii, nel suo letto, un lume di cera di mia creazione\n      candela della sua stanza da letto, un lume di cera di mia invenzione al posto di quello che\n      trovato. Il mattino seguente fu scoperto morto nel suo letto,\n      e il verdetto del medico legale fu: \"Morte per visitazione di Dio\".\n\n      Avendo ereditato il suo patrimonio, per anni mi \u00e8 andato tutto bene. L'idea di\n      idea di essere scoperto non mi \u00e8 mai passata per la testa. Dei resti del\n      del fatidico cero mi ero accuratamente liberato. Non avevo lasciato\n      ombra di indizio che permettesse di condannare o anche solo di sospettare\n      anche solo sospettarmi del crimine. \u00c8 inconcepibile quanto ricco sia il sentimento di\n      sentimento di soddisfazione sorse nel mio petto quando riflettei sulla mia\n      alla mia assoluta sicurezza. Per un periodo di tempo molto lungo ero\n      abituato a gioire di questo sentimento. Mi procurava un piacere pi\u00f9 reale\n      pi\u00f9 reale di tutti i vantaggi mondani derivanti dal mio peccato.\n      peccato. Ma alla fine arriv\u00f2 un momento in cui la sensazione di piacere\n      sensazione piacevole \u00e8 cresciuta, con gradazioni appena percettibili,\n      in un pensiero ossessionante e molesto. Tormentava perch\u00e9\n      tormentava. Difficilmente riuscivo a liberarmene per un istante. \u00c8\n      \u00e8 abbastanza comune essere infastiditi dal risuonare nelle nostre orecchie, o piuttosto nella nostra memoria, del\n      nelle nostre orecchie, o piuttosto nella nostra memoria, del peso di qualche canzone ordinaria\n      canzone, o di qualche frammento poco impressionante di un'opera. N\u00e9 saremo meno tormentati\n      meno tormentati se la canzone in s\u00e9 \u00e8 buona, o l'aria dell'opera\n      l'aria meritevole. In questo modo, infine, mi sorprendevo a riflettere sulla mia sicurezza\n      mi sorprendevo a riflettere sulla mia sicurezza e a ripetere, a bassa voce, la frase\n      sottotono, la frase: \"Sono al sicuro\".\n\n      Un giorno, mentre passeggiavo per strada, mi sono fermato\n      nell'atto di mormorare, a mezza voce, queste sillabe abituali.\n      In un impeto di petulanza, le ho rimodellate cos\u00ec:  Sono al sicuro Sono al sicuro\n      sicuro s\u00ec, se non sono cos\u00ec sciocco da fare un'aperta confessione!\n\n      Non appena ho pronunciato queste parole, ho sentito un brivido di ghiaccio\n      un brivido gelido nel mio cuore. Avevo avuto una certa esperienza in questi attacchi di\n      perversione (la cui natura ho avuto qualche difficolt\u00e0 a spiegare),\n      e ricordavo bene che in nessun caso avevo resistito con successo ai loro\n      resistere con successo ai loro attacchi. E ora la mia autosuggestione casuale\n      che avrei potuto essere abbastanza sciocco da confessare l'omicidio di cui ero\n      colpevole, mi si parava davanti, come se il fantasma stesso di colui che avevo ucciso\n      di colui che avevo ucciso e mi invitasse alla morte.\n\n      All'inizio mi sono sforzato di scrollarmi di dosso questo incubo dell'anima.\n      dell'anima. Camminavo vigorosamente, ancora pi\u00f9 velocemente, e alla fine correvo. I\n      sentivo un desiderio folle di gridare ad alta voce. Ogni successiva ondata di pensieri\n      pensiero mi travolgeva con un nuovo terrore, perch\u00e9, ahim\u00e8!\n      che pensare, nella mia situazione, significava essere perduti. I\n      accelerai ancora il passo. Mi precipitai come un pazzo per le\n      strade affollate. Alla fine la popolazione prese l'allarme e mi insegu\u00ec,\n      e mi insegu\u00ec. Sentii allora il compimento del mio destino. Se avessi potuto\n      strapparmi la lingua, l'avrei fatto, ma una voce roca risuon\u00f2 nelle mie orecchie.\n      risuon\u00f2 nelle mie orecchie e una presa ancora pi\u00f9 rude mi afferr\u00f2 per la spalla. I\n      Mi voltai, ansimai per respirare. Per un attimo provai tutte le\n      soffocamento; divenni cieco, sordo e stordito; e poi un demone invisibile\n      Poi un demone invisibile, pensai, mi colp\u00ec con il suo largo palmo sulla\n      palmo della mano sulla schiena. Il segreto a lungo imprigionato \u00e8 esploso dalla mia anima.\n      dalla mia anima.\n\n      Dicono che ho parlato con un'enunciazione distinta, ma con\n      enfasi e fretta appassionata, come se temessi di essere interrotto prima di concludere\n      interruzione prima di concludere le brevi ma pregnanti frasi\n      che mi consegnavano al boia e all'inferno.\n\n      Dopo aver raccontato tutto ci\u00f2 che era necessario per la pi\u00f9 completa\n      convinzione giudiziaria, caddi prostrato in un svenimento.\n\n      Ma perch\u00e9 dovrei dire di pi\u00f9? Oggi porto queste catene e sono qui!\n      Qui! Domani sar\u00f2 senza catene! Ma dove?\n\n\n\n\nL'ISOLA DI FAY\n\n\nNullus enim locus sine genio est. _Servius_.\n\n       La musica, dice Marmontel, in quei Contes Moraux (*1) che in tutte le nostre traduzioni abbiamo insistito a chiamare Morali.\n      in tutte le nostre traduzioni, ci siamo ostinati a chiamarli Racconti\n      Morale, come se ci si prendesse gioco del loro spirito.\n      dei talenti che giocano con lui; tutti gli altri vogliono\n      des temoins.  Egli confonde qui il piacere derivante da dolci\n      suoni con la capacit\u00e0 di crearli. Non pi\u00f9 di ogni altro talento\n      non pi\u00f9 di qualsiasi altro talento, quello per la musica \u00e8 suscettibile di completo\n      godimento, quando non c'\u00e8 un secondo interlocutore che ne apprezzi l'esercizio.\n      esercizio. Ed \u00e8 solo in comune con altri talenti che produce effetti\n      produce effetti che possono essere goduti appieno in solitudine. L'idea\n      che il narratore non \u00e8 riuscito a concepire in modo chiaro, oppure ha\n      o ha sacrificato la sua espressione all'amore nazionale per il punto,\n      \u00e8, senza dubbio, quella molto valida secondo cui l'ordine superiore della musica\n      della musica \u00e8 pi\u00f9 accuratamente valutato quando siamo esclusivamente\n      solo. La proposizione, in questa forma, sar\u00e0 subito ammessa da chi\n      che amano la lira per se stessa e per i suoi usi spirituali.\n      spirituale. Ma c'\u00e8 un piacere che \u00e8 ancora alla portata della mortalit\u00e0\n      mortalit\u00e0, e forse uno solo, che deve ancora di pi\u00f9 della\n      musica al sentimento accessorio della solitudine. Mi riferisco alla\n      felicit\u00e0 provata nella contemplazione del paesaggio naturale. In verit\u00e0, l'uomo che\n      in verit\u00e0, l'uomo che vuole vedere bene la gloria di Dio sulla\n      terra deve osservare quella gloria in solitudine. Per me, almeno, la presenza\n      presenza non solo della vita umana, ma anche della vita in qualsiasi altra forma\n      di vita in qualsiasi altra forma che non sia quella delle cose verdi che crescono sulla terra e sono\n      senza voce \u00e8 una macchia sul paesaggio \u00e8 in conflitto con il genio della scena.\n      della scena. Mi piace, infatti, guardare le valli scure, le rocce grigie e le acque che silenziosamente\n      rocce grigie, le acque che sorridono silenziosamente e le foreste che sospirano\n      che sospirano in un sonno inquieto, e le orgogliose montagne vigili\n      che guardano tutti dall'alto, amo considerarle solo come\n      membri colossali di un vasto insieme animato e senziente.\n      un tutto la cui forma (quella della sfera) \u00e8 la pi\u00f9 perfetta e la pi\u00f9\n      pi\u00f9 perfetta e pi\u00f9 inclusiva di tutte; il cui cammino \u00e8 tra i pianeti associati;\n      la cui mite ancella \u00e8 la luna, il cui sovrano mediatore \u00e8 il sole; la cui vita \u00e8 l'eternit\u00e0.\n      la cui vita \u00e8 l'eternit\u00e0, il cui pensiero \u00e8 quello di un Dio;\n      il cui godimento \u00e8 la conoscenza; i cui destini sono persi nell'immensit\u00e0, la cui conoscenza \u00e8\n      immensit\u00e0, la cui cognizione di noi stessi \u00e8 simile alla nostra\n      delle animalcule che infestano il cervello, un essere che noi, di conseguenza, consideriamo\n      che noi, di conseguenza, consideriamo puramente inanimato e materiale\n      allo stesso modo in cui queste animalcule devono considerare noi.\n\n      I nostri telescopi e le nostre indagini matematiche ci assicurano che\n      Nonostante le cantilene dei sacerdoti pi\u00f9 ignoranti, lo spazio, e quindi la massa, \u00e8 un elemento importante.\n      sacerdozio, che lo spazio, e quindi l'ingombro, \u00e8 una considerazione importante agli occhi dell'Onnipotente.\n      agli occhi dell'Onnipotente. I cicli in cui si muovono le\n      stelle sono quelli pi\u00f9 adatti all'evoluzione, senza collisioni, del maggior numero possibile di stelle.\n      collisione, del maggior numero possibile di corpi. Le forme\n      di questi corpi sono esattamente tali da includere, all'interno di una determinata superficie,\n      di includere la pi\u00f9 grande quantit\u00e0 possibile di materia; mentre le\n      superfici stesse sono disposte in modo tale da ospitare una popolazione pi\u00f9 densa\n      popolazione pi\u00f9 densa di quella che potrebbe essere ospitata sulle stesse superfici\n      altrimenti disposte. N\u00e9 \u00e8 un argomento contro il fatto che la massa sia un\n      Dio, il fatto che lo spazio stesso sia infinito; perch\u00e9 pu\u00f2 esserci un'infinit\u00e0 di materia per riempirlo.\n      un'infinit\u00e0 di materia per riempirlo. E poich\u00e9 vediamo chiaramente che\n      la vitalit\u00e0 della materia \u00e8 un principio che, per quanto\n      per quanto riguarda i nostri giudizi, il principio guida nelle operazioni della\n      operazioni della Divinit\u00e0, non \u00e8 affatto logico immaginarlo\n      confinato alle regioni del minuto, dove lo rintracciamo quotidianamente,\n      e non si estenda a quelle dell'augusto. Come troviamo un ciclo dentro l'altro\n      ciclo senza fine, eppure tutti ruotano attorno a un centro lontano che \u00e8 la\n      centro lontano che \u00e8 la Divinit\u00e0, non potremmo analogicamente supporre, allo stesso modo, che\n      vita all'interno della vita, il minore all'interno del maggiore,\n      e tutto all'interno dello Spirito Divino? In breve, stiamo sbagliando follemente,\n      per autostima, nel credere che l'uomo, nei suoi destini temporali o futuri, sia\n      destino futuro, di essere pi\u00f9 importante nell'universo di quella\n      zolla della valle che egli dissoda e contempla, e a cui nega un'anima per nulla\n      che nega l'esistenza di un'anima solo perch\u00e9 non la vede in funzione.\n      non la vede in funzione. (*2)\n\n      Queste fantasie, e altre come queste, hanno sempre dato vita alle mie\n      meditazioni tra le montagne e le foreste, lungo i fiumi e l'oceano, una sfumatura\n      e l'oceano, una sfumatura di ci\u00f2 che il mondo di tutti i giorni non mancherebbe di definire\n      di definire fantastico. Le mie peregrinazioni in mezzo a queste scene sono state molte,\n      e alla ricerca, e spesso in solitudine; e l'interesse con cui ho attraversato molti\n      con cui ho attraversato molte vallate fioche e profonde o ho guardato il cielo riflesso di molti\n      di un lago luminoso, \u00e8 stato un interesse enormemente\n      interesse enormemente accresciuto dal pensiero che ho vagato e\n      guardato da solo. Quale francese stravagante disse, alludendo alla nota opera di Zimmerman\n      alla nota opera di Zimmerman, che \"la solitude est une belle chose\".\n      belle chose; ma il faut quelqu un pour vous dire que la\n      solitude est une belle chose?  L'epigramma non pu\u00f2 essere smentito;\n      ma la necessit\u00e0 \u00e8 una cosa che non esiste.\n\n      Fu durante uno dei miei viaggi solitari, in una lontana regione di montagne\n      regione di montagne chiuse dentro le montagne, e fiumi tristi e tarn malinconici\n      malinconici tarn che si contorcevano o dormivano all'interno di tutto, che mi imbattei in un\n      un certo rivolo e un'isola. Li incontrai all'improvviso nel\n      giugno frondoso, e mi gettai sul tappeto erboso, sotto i rami di uno sconosciuto\n      sotto i rami di un arbusto odoroso sconosciuto, per sonnecchiare mentre\n      contemplare la scena. Sentivo che solo cos\u00ec avrei dovuto guardare\n      era il carattere di fantasma che portava.\n\n      Da tutti i lati, tranne che a ovest, dove il sole stava per\n      sprofondare si ergevano le pareti verdeggianti della foresta. Il piccolo fiume\n      che girava bruscamente nel suo corso, perdendosi cos\u00ec immediatamente\n      sembrava non avere un'uscita dalla sua prigione, ma essere assorbito dalle\n      dalla sua prigione, ma essere assorbito dal verde intenso delle chiome degli alberi a est mentre\n      nel quartiere opposto (cos\u00ec mi apparve quando mi sdraiai e\n      e guardai verso l'alto) si riversava senza rumore e in modo\n      continuamente nella valle, una ricca cascata dorata e cremisi\n      dalle fontane del cielo al tramonto.\n\n      Circa a met\u00e0 del breve panorama che la mia visione onirica ha colto,\n      una piccola isola circolare, riccamente verdeggiante, si adagiava sul\n      del torrente.\n\n      Cos\u00ec si fondevano riva e ombra\n      che ognuna di esse sembrava pendolare nell'aria\n\n      L'acqua era cos\u00ec simile a uno specchio che non era possibile dire\n      punto del pendio del manto erboso smeraldino iniziava il suo dominio cristallino.\n      iniziava il suo dominio cristallino.\n\n      La mia posizione mi permetteva di includere in un'unica visuale le estremit\u00e0\n      estremit\u00e0 orientale e occidentale dell'isolotto; e ho osservato una\n      una differenza singolarmente marcata nei loro aspetti. Quest'ultimo era tutto\n      un radioso harem di bellezze da giardino. Brillava e arrossiva\n      sotto gli occhi della luce obliqua del sole e rideva di fiori.\n      fiori. L'erba era corta, elastica, dolcemente profumata e\n      e inframmezzata dall'asfodelo. Gli alberi erano flessuosi, allegri,\n      eretti, luminosi, slanciati e aggraziati, di figura e fogliame orientali, con corteccia liscia e\n      con una corteccia liscia, lucida e colorata. Sembrava\n      un profondo senso di vita e di gioia in tutti; e sebbene non soffiasse aria dal cielo.\n      aria dai cieli, ogni cosa aveva un movimento\n      attraverso il delicato movimento di innumerevoli farfalle che avrebbero potuto\n      farfalle, che avrebbero potuto essere scambiate per tulipani con le ali.\n      (*4)\n\n      L'altra estremit\u00e0 dell'isola, quella orientale, era avvolta dall'ombra pi\u00f9 nera.\n      ombra. Un'oscurit\u00e0 cupa, ma bella e pacifica, pervadeva tutte le cose.\n      tutte le cose. Gli alberi erano scuri di colore e luttuosi nella forma e nell'atteggiamento.\n      e nell'atteggiamento, che si avvolgevano in forme tristi, solenni e spettrali che\n      forme spettrali che trasmettevano l'idea di un dolore mortale e di una morte prematura.\n      L'erba aveva la tonalit\u00e0 profonda del cipresso e le teste dei suoi fili pendevano\n      e le teste dei suoi rami pendevano a cascata, e qua e l\u00e0 tra di essa c'erano molte\n      piccole collinette sgradevoli, basse e strette e non molto lunghe, che avevano l'aspetto di tombe.\n      che avevano l'aspetto di tombe, ma non lo erano; anche se sopra e tutto intorno a loro\n      sopra e intorno ad esse si arrampicavano la ruta e il rosmarino. L'ombra degli alberi\n      alberi cadeva pesantemente sull'acqua e sembrava seppellirsi in essa\n      e sembrava seppellirsi in essa, impregnando di oscurit\u00e0 le profondit\u00e0 dell'elemento. I\n      immaginavo che ogni ombra, mentre il sole scendeva sempre pi\u00f9 in basso,\n      si separasse arcignamente dal tronco che l'aveva fatta nascere e venisse cos\u00ec assorbita dalla corrente.\n      e che venisse assorbita dal torrente; mentre altre ombre uscivano\n      dagli alberi, prendendo il posto dei loro predecessori, cos\u00ec\n      cos\u00ec sepolti.\n\n      Questa idea, una volta afferrata dalla mia fantasia, la eccit\u00f2 molto,\n      e mi persi subito in un'atmosfera di rilassamento.  Se mai un'isola \u00e8 stata\n      incantata, mi dissi, \u00e8 questa. Questo \u00e8 il ritrovo dei\n      dei pochi gentili Fays che sono rimasti dal naufragio della razza. Sono\n      queste tombe verdi sono loro? O cedono le loro dolci vite\n      come gli uomini rinunciano alle loro? Morendo, non sprecano piuttosto\n      luttuosamente, rendendo a Dio, a poco a poco, la loro\n      a Dio, a poco a poco, la loro esistenza, come questi alberi fanno ombra dopo ombra,\n      esaurendo la loro sostanza fino alla dissoluzione? Ci\u00f2 che l'albero che deperisce\n      albero \u00e8 per l'acqua che si imbeve della sua ombra, diventando cos\u00ec pi\u00f9 nero\n      di ci\u00f2 che preda, la vita del Fay non \u00e8 forse la morte che lo inghiotte?\n      morte che lo inghiotte?\n\n      Mentre riflettevo cos\u00ec, con gli occhi socchiusi, mentre il sole affondava rapidamente\n      mentre il sole sprofondava rapidamente verso il riposo e le correnti\n      dell'isola, portando in grembo grandi, abbaglianti, bianche scaglie di\n      della corteccia del sicomoro che, nelle loro multiformi posizioni sull'acqua\n      posizioni sull'acqua, un'immaginazione veloce avrebbe potuto\n      mentre riflettevo, mi parve che la forma di uno di questi\n      mi sembr\u00f2 che la forma di uno di quei Fays sui quali avevo riflettuto\n      che avevo riflettuto, si fece strada lentamente nell'oscurit\u00e0\n      dalla luce all'estremit\u00e0 occidentale dell'isola. Stava eretta\n      in una canoa singolarmente fragile, e la spingeva con il solo fantasma di un remo.\n      di un remo. Mentre si trovava sotto l'influenza dei raggi di sole persistenti,\n      il suo atteggiamento sembrava indicativo di gioia, ma il dolore lo deformava quando\n      pass\u00f2 all'ombra. Lentamente scivolava, e alla fine\n      e alla fine doppi\u00f2 l'isolotto e rientr\u00f2 nella regione della luce.  La\n      rivoluzione appena compiuta dalla Fay, continu\u00f2 I,\n      con un po' di ironia, \u00e8 il ciclo di un breve anno della sua vita. Ha\n      ha attraversato il suo inverno e la sua estate. \u00c8 un anno\n      un anno pi\u00f9 vicina alla Morte; perch\u00e9 non ho mancato di vedere che, quando \u00e8 arrivata all'ombra, la sua ombra \u00e8 scesa\n      all'ombra, la sua ombra \u00e8 caduta da lei ed \u00e8 stata inghiottita nell'acqua scura, rendendo il suo nero\n      l'acqua scura, rendendo il suo nero pi\u00f9 nero.\n\n      E di nuovo apparvero la barca e il Fay; ma nell'atteggiamento di quest'ultimo c'era pi\u00f9 preoccupazione e incertezza e meno\n      di quest'ultima c'era pi\u00f9 attenzione e incertezza e meno\n      gioia elastica. Fluttu\u00f2 di nuovo fuori dalla luce e nella\n      buio (che diventava sempre pi\u00f9 profondo) e di nuovo la sua ombra cadde da\n      dall'acqua d'ebano e fu assorbita dal suo nero.\n      E ancora e ancora fece il giro dell'isola, (mentre\n      il sole si affrettava a dormire), e a ogni uscita verso la luce\n      luce c'era pi\u00f9 dolore intorno alla sua persona, mentre diventava\n      sempre pi\u00f9 flebile e indistinto, e a ogni passaggio nell'oscurit\u00e0\n      nella penombra cadeva da lei un'ombra pi\u00f9 scura, che diventava\n      un'ombra sempre pi\u00f9 nera. Ma alla fine, quando il sole era\n      completamente scomparso, la Fay, ormai il mero fantasma di ci\u00f2 che era prima,\n      si diresse sconsolatamente con la sua barca nella regione dell'ebano\n      e non posso dire se ne usc\u00ec mai, poich\u00e9\n      perch\u00e9 le tenebre caddero su tutto e non vidi pi\u00f9 la sua magica figura.\n      pi\u00f9 la sua magica figura.\n\n\n\n\nL'ASSEGNAZIONE\n\n\n     Rimani l\u00ec per me! Non mancher\u00f2.\n     Di incontrarti in quella valle vuota.\n\n(_Esequie in occasione della morte della moglie, da parte di Henry King, vescovo di\nChichester_.)\n\n      Uomo sfortunato e misterioso! Disorientato nella brillantezza della tua\n      della tua stessa immaginazione, e caduto nelle fiamme della tua stessa\n      giovinezza! Di nuovo nella fantasia ti vedo! Ancora una volta la tua forma si \u00e8\n      non come sei nella fredda valle e nell'ombra, ma come dovresti essere\n      ombra, ma come dovresti essere, mentre sprechi una vita di\n      magnifica meditazione in quella citt\u00e0 di visioni fioche, la tua Venezia.\n      Venezia, che \u00e8 un Eliseo del mare amato dalle stelle, e le ampie finestre dei cui palazzi palladiani\n      di cui i palazzi palladiani guardano con un profondo e amaro significato\n      significato amaro sui segreti delle sue acque silenziose. S\u00ec! I\n      lo ripeto come tu _dovresti essere_. Ci sono sicuramente altri mondi\n      di questo altri pensieri rispetto ai pensieri della moltitudine altre\n      speculazioni diverse da quelle del sofista. Chi dunque\n      chi metter\u00e0 in discussione la tua condotta? Chi ti rimproverer\u00e0 per le tue ore\n      o chi denuncer\u00e0 quelle occupazioni come uno spreco di vita,\n      che non erano altro che il traboccare delle tue eterne energie?\n\n      Fu a Venezia, sotto l'arco coperto che si chiama il\n      Ponte di Sospiri_, che incontrai per la terza o quarta volta la persona di cui parlo.\n      persona di cui parlo. \u00c8 con un ricordo confuso che rievoco le\n      le circostanze di quell'incontro. Eppure io\n      ricordo, come potrei dimenticare, la mezzanotte profonda, il Ponte dei Sospiri, la bellezza del\n      dei sospiri, la bellezza della donna e il Genio del Romanticismo che\n      che si aggirava su e gi\u00f9 per lo stretto canale.\n\n      Era una notte di insolita oscurit\u00e0. Il grande orologio della Piazza\n      aveva suonato la quinta ora della sera italiana. La piazza del\n      Campanile era silenziosa e deserta e le luci dell'antico Palazzo Ducale si spegnevano rapidamente.\n      Palazzo Ducale si stavano spegnendo rapidamente. Stavo tornando a casa dalla\n      Piazetta, passando per il Canal Grande. Ma quando la mia gondola arriv\u00f2\n      di fronte all'imboccatura del canale di San Marco, una voce femminile dai suoi\n      dai suoi recessi irruppe all'improvviso nella notte, in un unico selvaggio\n      isterica e prolungata. Spaventato dal suono, scattai in piedi\n      in piedi, mentre il gondoliere, lasciandosi sfuggire il suo unico\n      remi, lo perse nell'oscurit\u00e0 pungente senza possibilit\u00e0 di recupero,\n      e di conseguenza fummo lasciati alla guida della corrente che qui\n      che qui passa dal canale maggiore a quello minore. Come\n      come un enorme condor dalle piume di zibellino, andavamo lentamente alla deriva\n      verso il Ponte dei Sospiri, quando un migliaio di flambeaux\n      lampeggianti dalle finestre e dalle scale del Palazzo Ducale, trasformarono in una volta sola\n      Palazzo Ducale, trasformarono in un colpo solo quella profonda oscurit\u00e0 in un giorno livido e\n      giorno preternaturale.\n\n      Un bambino, scivolando dalle braccia della madre, era caduto\n      da una finestra superiore dell'alta struttura nel canale profondo e\n      canale. Le acque tranquille si erano chiuse placidamente sulla loro vittima;\n      e, sebbene la mia gondola fosse l'unica in vista, molti robusti nuotatori, gi\u00e0 in\n      molti robusti nuotatori, gi\u00e0 nella corrente, stavano cercando invano sulla\n      in superficie il tesoro che si trovava, ahim\u00e8, solo nell'abisso.\n      nell'abisso. Sulle ampie lastre di marmo nero all'ingresso del palazzo, e su pochi\n      ingresso del palazzo, e a pochi passi dall'acqua, si trovava una\n      figura che nessuno di coloro che videro allora pu\u00f2 aver mai dimenticato. Si trattava\n      era la Marchesa Afrodite, l'adorazione di tutta Venezia, la pi\u00f9 gaia dei gaudenti, la pi\u00f9 bella\n      di tutti i gay, la pi\u00f9 bella dove tutte erano belle, ma pur sempre la giovane moglie del vecchio e intrigante\n      giovane moglie del vecchio e intrigante Mentoni, e madre di quel bel bambino, il suo primo e unico\n      di quel bel bambino, il suo primo e unico figlio, che ora, nel profondo delle\n      acque torbide, pensava con amarezza del cuore alle sue\n      dolci carezze, ed esauriva la sua piccola vita nel lottare per\n      invocare il suo nome.\n\n      Era sola. I suoi piedi piccoli, nudi e argentei brillavano nello specchio nero del marmo sotto di lei.\n      specchio nero di marmo sotto di lei. I suoi capelli, ancora non\n      sciolti per la notte dal loro assetto da sala da ballo,\n      in mezzo a una pioggia di diamanti, intorno alla testa\n      testa classica, in riccioli come quelli del giovane giacinto. A\n      candido e garzato sembrava essere quasi l'unica copertura delle sue\n      delicata; ma l'aria di mezz'estate e di mezzanotte era calda, arcigna e\n      mezzanotte, ma l'aria era calda, cupa e immobile, e nessun movimento della statua\n      statuaria, nemmeno le pieghe di quella veste di vapore che\n      che la avvolgeva come il pesante marmo avvolge la Niobe.\n      Eppure, strano a dirsi, i suoi grandi occhi lucenti non erano rivolti\n      verso il basso su quella tomba in cui giaceva la sua pi\u00f9 luminosa speranza\n      sepolta, ma erano rivolti in tutt'altra direzione! La prigione della\n      Vecchia Repubblica \u00e8, a mio avviso, l'edificio pi\u00f9 imponente di tutta Venezia.\n      Venezia, ma come poteva quella signora guardarla con tanta fissit\u00e0, quando\n      quando sotto di lei soffocava il suo unico figlio? Quella nicchia buia e tenebrosa,\n      di fronte alla finestra della sua camera, cosa pu\u00f2 esserci nelle sue ombre, nelle sue ombre e nelle sue ombre?\n      nelle sue ombre, nella sua architettura, nei suoi cornicioni\n      e solenni cornicioni che la Marchesa di Mentoni non si sia gi\u00e0 chiesta mille volte\n      che la Marchesa di Mentoni non si fosse gi\u00e0 chiesta mille volte? Sciocchezze! Chi non ricorda che,\n      in un momento come questo, l'occhio, come uno specchio in frantumi,\n      moltiplica le immagini del proprio dolore, e vede in innumerevoli\n      luoghi lontani, il dolore che \u00e8 vicino?\n\n      Molti passi sopra la Marchesa, e dentro l'arco della porta d'acqua, si trovava, in abito completo, la figura del Satiro.\n      porta d'acqua, si ergeva, vestita di tutto punto, la figura da satiro dello stesso Mentoni.\n      Mentoni stesso. Di tanto in tanto era occupato a far tintinnare una\n      chitarra, e sembrava _innuye_ fino alla morte, mentre a intervalli dava indicazioni per il recupero del figlio.\n      indicazioni per il recupero del figlio. Stupefatto e\n      stupefatto e sbigottito, non avevo la forza di muovermi dalla posizione eretta che avevo assunto\n      posizione eretta che avevo assunto quando avevo sentito il grido, e dovevo aver\n      agli occhi del gruppo agitato un aspetto spettrale e minaccioso.\n      aspetto spettrale e minaccioso, mentre con il volto pallido e le membra rigide\n      fluttuai in mezzo a loro in quella funerea gondola.\n\n      Tutti gli sforzi si sono rivelati vani. Molti dei pi\u00f9 energici nella ricerca\n      ricerca stavano allentando i loro sforzi e si stavano arrendendo a un cupo\n      tristezza. Sembravano esserci poche speranze per il bambino (quante meno per la madre!).\n      meno che per la madre!), ma adesso, dall'interno di quella\n      buia nicchia, gi\u00e0 menzionata, che faceva parte della\n      della vecchia prigione repubblicana e che si affacciava sulla grata della\n      Marchesa, una figura avvolta in un mantello usciva a portata di\n      della luce e, fermandosi un attimo sull'orlo della discesa vertiginosa, si \u00e8 tuffata a capofitto nella\n      discesa, si tuff\u00f2 a capofitto nel canale. Quando, un istante dopo\n      in un istante, si trov\u00f2 con il bambino ancora vivo e respirante\n      ancora viva e respirante, sulle lastre di marmo al fianco della Marchesa, il mantello\n      Marchesa, il suo mantello, appesantito dall'acqua che lo inzuppava, si slacci\u00f2 e, cadendo nel canale\n      si slacci\u00f2 e, cadendo in pieghe intorno ai suoi piedi, scopr\u00ec agli spettatori meravigliati\n      spettatori attoniti la leggiadra persona di un giovanissimo\n      un uomo molto giovane, il cui nome stava risuonando in gran parte d'Europa.\n      Europa stava risuonando.\n\n      Nessuna parola ha detto il liberatore. Ma la Marchesa! Ora ricever\u00e0\n      ricever\u00e0 il suo bambino, lo stringer\u00e0 al suo cuore, si stringer\u00e0\n      alla sua piccola forma e lo soffocher\u00e0 con le sue carezze. Ahim\u00e8!\n      altre braccia l'hanno preso dall'estraneo, altre braccia l'hanno portato via e l'hanno portato in grembo.\n      l'hanno portato via e l'hanno portato lontano, inosservato, nel palazzo!\n      palazzo! E la Marchesa! Il suo labbro, il suo bel labbro, trema;\n      le lacrime si raccolgono negli occhi, quegli occhi che, come l'acanto di Plinio, sono morbidi e quasi\n      Plinio, sono morbidi e quasi liquidi.  S\u00ec! Le lacrime si raccolgono\n      in quegli occhi e vedete! Tutta la donna freme in tutta l'anima\n      anima, e la statua ha preso vita! Il pallore del volto marmoreo\n      viso marmoreo, il gonfiore del seno marmoreo, la purezza stessa dei piedi marmorei.\n      purezza dei piedi di marmo, vediamo improvvisamente arrossarsi di una\n      di un'ondata di cremisi ingovernabile; e un lieve brivido percorre la sua delicata\n      delicata struttura, come un'aria leggera a Napoli sui ricchi gigli d'argento\n      gigli d'argento nell'erba.\n\n      Perch\u00e9 quella signora dovrebbe arrossire! A questa domanda non c'\u00e8 risposta\n      risposta se non che, avendo lasciato, nella fretta e nel terrore di una madre, l'intimit\u00e0 del suo\n      di un cuore materno, l'intimit\u00e0 del proprio _boudoir_, ha trascurato di\n      di aver trascurato di infilare i suoi piedini nelle pantofole e di aver completamente\n      di gettare sulle sue spalle veneziane quel drappeggio che\n      che spetta loro. Quale altra possibile ragione poteva esserci\n      per il suo arrossire? Per lo sguardo di quegli occhi selvaggi e attraenti?\n      occhi, per l'insolito tumulto di quel seno palpitante, per la pressione convulsa di quel\n      pressione convulsa di quella mano tremante? Quella mano che cadde,\n      mentre Mentoni entrava nel palazzo, accidentalmente, sulla mano dello straniero.\n      dello straniero. Quale ragione poteva esserci per il tono basso, singolarmente basso, di quelle\n      tono singolarmente basso di quelle parole prive di significato che la signora\n      pronunciate frettolosamente nel salutarlo?  Tu hai vinto,\n      disse, o il mormorio dell'acqua mi ha ingannato; hai vinto un'ora dopo l'alba.\n      un'ora dopo l'alba ci incontreremo, e cos\u00ec sia!\n\n      Il tumulto si era placato, le luci si erano spente all'interno del\n      e lo straniero, che ora riconoscevo, stava da solo sulle bandiere.\n      bandiere. Si agitava con un'agitazione inconcepibile, e il suo sguardo\n      sguardo intorno in cerca di una gondola. Non potevo fare altro che\n      offrirgli il mio servizio; ed egli accett\u00f2 la cortesia.\n      Ottenuto un remo alla porta d'acqua, procedemmo insieme verso la sua residenza.\n      verso la sua residenza, mentre lui recuperava rapidamente il suo autocontrollo,\n      e parlava della nostra precedente e lieve conoscenza in termini di grande\n      apparente cordialit\u00e0.\n\n      Ci sono alcuni argomenti sui quali mi piace essere\n      minuto. La persona dello straniero, permettetemi di chiamarlo con questo titolo,\n      che per tutto il mondo era ancora uno straniero, la persona del\n      straniero \u00e8 uno di questi argomenti. In altezza avrebbe potuto essere\n      di altezza avrebbe potuto essere al di sotto piuttosto che al di sopra della taglia media: anche se ci sono stati\n      momenti di intensa passione in cui la sua struttura si _espandeva_ e smentiva l'affermazione.\n      smentire l'affermazione. La simmetria leggera, quasi esile, della sua\n      figura, prometteva pi\u00f9 di quella pronta attivit\u00e0 che aveva mostrato al\n      Ponte dei Sospiri, piuttosto che di quella forza erculea che \u00e8 stato conosciuto\n      che \u00e8 stato conosciuto per brandire senza sforzo, in occasioni di pi\u00f9\n      pericolose. Con la bocca e il mento di una divinit\u00e0 singolare,\n      occhi selvaggi, pieni e liquidi, le cui ombre variavano dal nocciola puro al getto intenso e brillante\n      intenso e brillante, e una profusione di capelli neri e riccioluti,\n      dalla cui fronte di insolita ampiezza traspariva a intervalli tutta\n      intervalli di luce e avorio, erano lineamenti che non ho mai visto pi\u00f9\n      pi\u00f9 classicamente regolari, tranne forse quelli marmorei dell'imperatore Commodo.\n      dell'imperatore Commodo. Eppure il suo volto era\n      tuttavia, uno di quelli che tutti gli uomini hanno visto in un certo periodo della loro vita e che\n      della loro vita e che non hanno mai pi\u00f9 rivisto. Non aveva\n      particolare, non aveva un'espressione predominante che si fissasse nella memoria.\n      un volto visto e subito dimenticato, ma dimenticato con un'espressione vaga e mai\n      dimenticato con un vago e incessante desiderio di richiamarlo alla mente.\n      alla mente. Non che lo spirito di ogni rapida passione non riuscisse, in ogni momento\n      di gettare la propria immagine distinta sullo specchio di quel volto.\n      volto, ma che lo specchio, simile a uno specchio, non conservasse alcuna traccia della passione.\n      passione, quando la passione se n'era andata.\n\n      Al momento di lasciarlo la notte della nostra avventura, mi sollecit\u00f2,\n      in modo che mi sembrasse urgente, di recarmi da lui _molto_ presto\n      il mattino seguente. Poco dopo il sorgere del sole, mi trovai\n      Palazzo, una di quelle enormi strutture di cupo e fantastico splendore, che\n      cupe e fantastiche, che sovrastano le acque del Canal Grande nelle vicinanze di\n      Canal Grande nelle vicinanze di Rialto. Mi fu mostrata un'ampia scala\n      scala a chiocciola di mosaici, in un appartamento il cui\n      splendore ineguagliabile irrompeva attraverso la porta aperta con un\n      con un vero e proprio bagliore, rendendomi cieco e stordito dal lusso.\n\n      Sapevo che il mio conoscente era ricco. La relazione aveva parlato dei suoi\n      dei suoi possedimenti in termini che mi ero persino azzardato a definire\n      ridicola esagerazione. Ma mentre guardavo intorno a me, non potevo\n      non riuscivo a credere che le ricchezze di nessun suddito in Europa\n      d'Europa avrebbe potuto fornire la magnificenza principesca che bruciava e\n      che ardeva e sfavillava intorno.\n\n      Anche se, come ho detto, il sole era sorto, la stanza era ancora\n      illuminata in modo brillante. Da questa circostanza, oltre che da un'aria di stanchezza\n      e da un'aria di stanchezza nel volto del mio amico,\n      che non si era ritirato a letto per tutta la notte precedente.\n      notte. Nell'architettura e negli abbellimenti della camera, l'evidente disegno\n      evidente il disegno di abbagliare e stupire. Poca attenzione\n      poca attenzione alla _decora_ di quella che tecnicamente si chiama\n      di quello che tecnicamente si chiama \"mantenimento\", o alle regole della nazionalit\u00e0. L'occhio vagava\n      da un oggetto all'altro e non si posava su nessuna delle\n      dei pittori greci, n\u00e9 sulle sculture dei migliori giorni italiani, n\u00e9 sulle enormi cariche di\n      dei migliori giorni italiani, n\u00e9 sulle enormi sculture dell'Egitto non colto. Ricchi\n      drappeggi in ogni parte della stanza tremavano al vibrare di una musica bassa e malinconica.\n      musica bassa e malinconica, di cui non si riusciva a scoprire l'origine. I\n      sensi erano oppressi da profumi misti e contrastanti,\n      da strani incensieri contorti, insieme a una moltitudine di\n      lingue di fuoco smeraldino e violaceo.\n      fuoco viola. I raggi del sole appena sorto si riversavano sull'insieme, attraverso le finestre.\n      attraverso finestre formate da un'unica lastra di vetro color cremisi.\n      di vetro color cremisi. I raggi del sole appena sorto si riversavano sull'insieme attraverso le finestre, formate da un'unica lastra di vetro color cremisi.\n      riflessi, dalle tende che si srotolavano dai cornicioni come\n      come cataratte d'argento fuso, i raggi della gloria naturale si mescolavano a lungo\n      alla fine si mischiavano alla luce artificiale e si disperdevano in\n      masse sommesse su un tappeto di stoffa d'oro del Chili dall'aspetto ricco e liquido.\n      oro del Chili.\n\n       Ha! ha! ha! ha! ha! ha! rise il proprietario, facendomi cenno di accomodarmi quando entrai nella stanza e gettandosi alle spalle del proprietario.\n      di accomodarmi quando entrai nella stanza, e si butt\u00f2 a tutta forza su un\n      a figura intera su un'ottomana.  Vedo, disse, percependo che non potevo\n      che non riuscivo a riconciliarmi subito con la _bienseance_ di un'accoglienza cos\u00ec singolare.\n      singolare accoglienza, vedo che vi stupite del mio appartamento, delle mie statue, dei miei quadri, della mia originalit\u00e0.\n      le mie statue, i miei quadri, la mia originalit\u00e0 di concezione in\n      architettura e nella tappezzeria! Assolutamente ubriaco, eh, della mia\n      magnificenza? Ma mi perdoni, mio caro signore, (qui il suo tono di voce\n      caduto in uno spirito di cordialit\u00e0), perdonatemi per le mie\n      risate poco caritatevoli. Siete apparso cos\u00ec _certamente_ stupito.\n      Inoltre, alcune cose sono cos\u00ec completamente ridicole che un uomo\n      deve ridere o morire. Morire ridendo, deve essere la pi\u00f9 gloriosa\n      di tutte le morti gloriose! Sir Thomas More era un uomo molto bello.\n      Thomas More Sir Thomas More mor\u00ec ridendo, ricordate. Anche in\n      Assurdit\u00e0_ di Ravisius Textor, c'\u00e8 una lunga lista di personaggi\n      personaggi che fecero la stessa magnifica fine. Sapete,\n      per\u00f2, continu\u00f2 lui con fare ironico, che a Sparta (che oggi \u00e8\n      Pal ochori,) a Sparta, dico, a ovest della cittadella, in mezzo a un\n      un caos di rovine poco visibili, c'\u00e8 una specie di _socle_, su cui sono ancora leggibili le lettere.\n      su cui sono ancora leggibili le lettere . Sono senza dubbio\n      parte di . Ora, a Sparta c'erano migliaia di templi e di\n      santuari a mille divinit\u00e0 diverse. \u00c8 estremamente\n      strano che l'altare della Risata sia sopravvissuto a tutti gli altri!\n      altri! Ma nella fattispecie, riprese, con una singolare\n      singolare alterazione della voce e del modo di fare, non ho il diritto di essere allegro a\n      a vostre spese. Avreste potuto stupirvi. L'Europa non pu\u00f2\n      produrre nulla di cos\u00ec bello come questo, mio piccolo gabinetto regale. Gli altri miei\n      altri miei appartamenti non sono affatto dello stesso ordine.\n      di insipidit\u00e0 alla moda. Questo \u00e8 meglio della moda, non \u00e8 vero?\n      Eppure basta vederlo per diventare la moda che \u00e8, con\n      coloro che possono permetterselo a costo del loro intero patrimonio.\n      Mi sono comunque premunito contro una simile profanazione. Con una sola\n      eccezione, siete l'unico essere umano, oltre a me e al mio\n      valet_, che sia stato ammesso nei misteri di questi\n      da quando sono stati abbelliti come vedete!\n\n      Mi sono inchinato in segno di riconoscimento per l'opprimente senso di splendore, di profumo e di musica.\n      e di profumo e di musica, insieme all'inaspettata eccentricit\u00e0 del suo\n      del suo indirizzo e dei suoi modi, mi hanno impedito di esprimere a parole il mio apprezzamento per quello che\n      parole, il mio apprezzamento per quello che avrei potuto interpretare come un\n      complimento.\n\n       Qui, ha ripreso, alzandosi e appoggiandosi al mio braccio mentre camminava\n      appartamento, qui ci sono dipinti dai Greci a\n      Cimabue e da Cimabue a oggi. Molti sono stati scelti,\n      come vedete, con poca deferenza verso le opinioni della Virt\u00f9. Sono\n      Tuttavia, sono tutti arazzi adatti a una camera come questa.\n      Qui ci sono anche alcuni _chefs d oeuvre_ di grandi sconosciuti; e qui, disegni incompiuti di uomini.\n      qui, progetti incompiuti di uomini celebri ai loro tempi, i cui nomi\n      nomi che la perspicacia delle accademie ha lasciato al silenzio e a me.\n      e a me. Cosa ne pensate, disse, voltandosi bruscamente mentre parlava?\n      parlare, cosa ne pensate di questa Madonna della Piet\u00e0?\n\n       \u00c8 proprio di Guido!  Dissi, con tutto l'entusiasmo della mia\n      natura, perch\u00e9 mi ero soffermato a riflettere sulla sua\n      bellezza.  \u00c8 di Guido! Come avete potuto ottenerla?\n      \u00e8 senza dubbio nella pittura ci\u00f2 che la Venere \u00e8 nella scultura.\n      scultura.\n\n       Ah! disse pensieroso, la Venere, la bella Venere, la Venere dei Medici?\n      Venere dei Medici? Quella dalla testa piccola e dai capelli dorati?\n      capelli dorati? Una parte del braccio sinistro (qui la sua voce si abbass\u00f2 in modo tale da essere\n      e tutto il braccio destro, sono restauri; e\n      nella civetteria di quel braccio destro risiede, credo, la quintessenza\n      di ogni affettazione. Datemi il Canova! Anche l'Apollo \u00e8 una copia\n      Anche l'Apollo \u00e8 una copia, non c'\u00e8 dubbio.\n      vedere la vantata ispirazione dell'Apollo! Non posso fare a meno di compatirmi\n      me! Non posso fare a meno di preferire l'Antinoo. Non fu forse Socrate\n      che diceva che lo statuario trovava la sua statua nel blocco di marmo?\n      marmo? Allora Michele Angelo non era affatto originale nel suo\n      distico\n\n      Non ha l'ottimo artista alcun concetto\n     Che un marmo solo in se non circolava.\n\n      \u00c8 stato, o dovrebbe essere, osservato che, nel modo di fare del vero gentiluomo, siamo sempre consapevoli di una differenza\n      vero gentiluomo, siamo sempre consapevoli di una differenza rispetto al\n      dal portamento del volgo, senza essere subito in grado di determinare con precisione\n      determinare in cosa consista tale differenza. Ammettendo che l'osservazione\n      che l'osservazione si sia applicata in tutta la sua forza al comportamento esteriore del mio\n      conoscente, in quella mattina movimentata la ritenevo ancora pi\u00f9\n      pienamente applicabile al suo temperamento morale e al suo carattere. N\u00e9 posso\n      n\u00e9 posso definire meglio quella peculiarit\u00e0 di spirito che sembrava collocarlo\n      che lo distingueva cos\u00ec essenzialmente da tutti gli altri esseri umani, se non chiamandola \"abitudine\" di\n      un'abitudine di pensiero intenso e continuo, che pervadeva\n      anche le sue azioni pi\u00f9 banali, che si intrometteva nei suoi momenti di\n      di svago e si intreccia con i suoi stessi sprazzi di allegria come\n      di allegria, come le vipere che si agitano dagli occhi delle maschere\n      maschere sorridenti sui cornicioni dei templi di Persepoli.\n\n      Non ho potuto fare a meno, tuttavia, di osservare ripetutamente, attraverso il\n      tono misto di leggerezza e solennit\u00e0 con cui discuteva rapidamente di questioni\n      di poca importanza, una certa aria di trepidazione.\n      trepidazione, un certo grado di _funzione_ nervosa nell'azione e nella\n      un'inquieta eccitabilit\u00e0 dei modi che mi appariva sempre\n      sempre inspiegabile e, in alcune occasioni, mi ha addirittura\n      di allarme. Spesso, inoltre, si fermava nel bel mezzo di una frase\n      di cui aveva apparentemente dimenticato l'inizio, sembrava che stesse\n      attenzione, come se fosse in momentanea attesa di un visitatore o di un\n      di un visitatore o di suoni che dovevano esistere solo nella sua immaginazione.\n      esistenza solo nella sua immaginazione.\n\n      Fu proprio durante una di queste fantasticherie o pause di apparente\n      di apparente astrazione, che, sfogliando una pagina della bella tragedia del poeta e letterato\n      Politiano, la prima tragedia italiana, che giaceva vicino a me su un'ottomana, scoprii una pagina della bellissima tragedia Orfeo.\n      tragedia italiana nativa) che giaceva vicino a me su un'ottomana, scoprii un passaggio\n      un passaggio sottolineato a matita. Si trattava di un passo verso la fine\n      del terzo atto, un passaggio della pi\u00f9 struggente\n      eccitante, un passaggio che, anche se macchiato di impurit\u00e0, nessun uomo legger\u00e0\n      uomo legger\u00e0 senza provare un brivido di nuova emozione, n\u00e9 una donna senza\n      un sospiro. L'intera pagina era macchiata di lacrime fresche; e, sul foglio intermedio opposto, c'erano\n      sul foglio intermedio opposto, c'erano le seguenti righe in inglese, scritte\n      in una mano cos\u00ec diversa dai caratteri peculiari della mia\n      conoscenza, tanto che ebbi qualche difficolt\u00e0 a riconoscerla come la sua\n      la sua:\n\nTu eri tutto per me, amore,\n    per il quale la mia anima si struggeva\nUn'isola verde nel mare, amore,\n    una fontana e un santuario,\ntutto adorno di frutti e fiori fatati;\n    E tutti i fiori erano miei.\n\nAh, sogno troppo luminoso per durare!\n    Ah, Speranza stellata, che sei sorta\nMa per essere coperto!\n    Una voce dal futuro grida,\n Avanti! Ma sul passato\n    (abisso oscuro!) il mio spirito si libra,\nMuto, immobile, sbalordito!\n\nPerch\u00e9, ahim\u00e8, ahim\u00e8, per me\n    La luce della vita \u00e8 finita.\n Non pi\u00f9, non pi\u00f9, non pi\u00f9,\n    (Questo linguaggio trattiene il mare solenne\nalle sabbie sulla riva).\n    fiorir\u00e0 pi\u00f9 l'albero distrutto dal tuono,\no l'aquila colpita si alzer\u00e0 in volo!\n\nOra tutte le mie ore sono di trance;\n    e tutti i miei sogni notturni\nsono dove l'occhio scuro guarda,\n    e dove brilla il tuo passo,\nIn quali danze eteree,\n    In riva a quali corsi d'acqua italiani.\n\nAhim\u00e8, per quel tempo maledetto\n    Ti hanno portato sul mare,\ndall'Amore all'et\u00e0 titolata e al crimine,\n    e un cuscino empio!\nDa me e dal nostro clima nebbioso,\n    dove piange il salice d'argento!\n\n      Il fatto che queste righe siano state scritte in inglese, una lingua che non credevo\n      non credevo che il loro autore conoscesse, non mi ha\n      sorpresa. Ero troppo ben consapevole dell'ampiezza delle sue\n      e del singolare piacere che provava nel nasconderle all'osservazione, per stupirmi di una simile scoperta.\n      di nasconderle all'osservazione, per stupirmi di una simile scoperta;\n      ma il luogo della data, devo confessare, mi ha suscitato non poco\n      stupore. In origine era stato scritto _Londra_, e successivamente\n      e in seguito accuratamente sovrascritta, ma non in modo cos\u00ec efficace da\n      da nascondere la parola a un occhio attento. Dico che questo\n      mi ha stupito non poco, perch\u00e9 ricordo bene che in una precedente conversazione con un amico\n      conversazione con un amico, gli avevo chiesto in particolare se avesse\n      se avesse mai incontrato a Londra la Marchesa di Mentoni (che per alcuni anni prima del suo matrimonio aveva risieduto\n      per alcuni anni prima del suo matrimonio aveva risieduto in quella citt\u00e0).\n      quando la sua risposta, se non sbaglio, mi ha fatto capire che non aveva mai\n      che non aveva mai visitato la metropoli britannica. Potrei anche\n      che pi\u00f9 di una volta ho sentito dire (senza, ovviamente, dare credito a una notizia che coinvolgeva\n      senza dare credito a un resoconto che comporta cos\u00ec tante\n      inverosimiglianze) che la persona di cui parlo non solo era\n      per nascita, ma anche per educazione, un _inglese_.\n\n C'\u00e8 un quadro, disse, senza accorgersi della mia attenzione per la tragedia.\ndella tragedia, c'\u00e8 ancora un quadro che non avete visto.  E\nscostando un drappeggio, scopr\u00ec un ritratto a figura intera della\nMarchesa Afrodite.\n\nL'arte umana non avrebbe potuto fare di pi\u00f9 nel delineare la sua bellezza sovrumana.\nbellezza sovrumana. La stessa figura eterea che mi stava davanti la sera precedente sui gradini di Palazzo\nsera sui gradini di Palazzo Ducale, mi si par\u00f2 davanti ancora una volta.\nMa nell'espressione del suo volto, che era tutto un sorriso\ndi sorrisi, si annidava ancora (incomprensibile anomalia!) quella macchia di malinconia\nmalinconia che si trova sempre inseparabile dalla perfezione del\nperfezione della bellezza. Il braccio destro era piegato sul petto.\nCon la sinistra indicava verso il basso un vaso dalla forma curiosa. Un\nun piccolo piede fatato, visibile solo, che toccava appena la terra e..,\na malapena percettibile nell'atmosfera brillante che sembrava\nche sembrava circondare e avvolgere la sua bellezza, galleggiava un paio di ali\ndelicatamente immaginate ali. Il mio sguardo pass\u00f2 dal quadro alla\nfigura del mio amico, e le vigorose parole di Chapman _Bussy\nD Ambois_ di Chapman, fremettero istintivamente sulle mie labbra:\n\n     \u00c8 su\nCome una statua romana!  Rester\u00e0 in piedi\nFinch\u00e9 la morte non lo render\u00e0 di marmo!\n\n       Venite\", disse alla fine, voltandosi verso un tavolo di argento\n      d'argento massiccio e smaltato, sul quale si trovavano alcuni calici\n      fantasticamente colorati, insieme a due grandi vasi etruschi,\n      etruschi, realizzati secondo lo stesso straordinario modello di quello in\n      primo piano del ritratto, e riempiti di ci\u00f2 che supponevo essere\n      Johannisberger.  Vieni, disse bruscamente, beviamo! \u00c8\n      presto, ma beviamo. \u00c8 davvero presto, continu\u00f2,\n      muscolarmente, mentre un cherubino con un pesante martello d'oro faceva risuonare l'appartamento\n      appartamento con la prima ora dopo il sorgere del sole: \u00e8 _davvero_ presto, ma che importa?\n      presto, ma che importa? Beviamo! Versiamo un'offerta\n      al solenne sole, che queste lampade e questi incensieri sgargianti\n      sono cos\u00ec ansiosi di sottomettere!  E, dopo avermi fatto impegnare in un\n      di un paraurti, inghiott\u00ec in rapida successione diversi calici di vino.\n      vino.\n\n       Sognare\", continu\u00f2, riprendendo il tono della sua conversazione\n      conversazione, mentre teneva alla ricca luce di un incensiere uno dei\n      dei magnifici vasi, sognare \u00e8 stato il lavoro della mia vita.\n      Per questo ho creato per me, come vedete, una pergola di sogni.\n      sogni. Nel cuore di Venezia avrei potuto erigerne una migliore? Voi\n      vedete intorno a voi, \u00e8 vero, un'accozzaglia di abbellimenti\n      abbellimenti architettonici. La castit\u00e0 della Ionia \u00e8 offesa da artifici antidiluviani, e le sfingi d'Egitto sono\n      e le sfingi d'Egitto sono distese su tappeti d'oro.\n      d'oro. Eppure l'effetto \u00e8 incongruo solo per i timidi.\n      Le propriet\u00e0 del luogo, e soprattutto del tempo, sono gli spauracchi\n      che terrorizzano l'uomo dalla contemplazione del magnifico.\n      Una volta ero io stesso un decoratore, ma quella sublimazione della follia si \u00e8\n      della follia si \u00e8 impallidita nella mia anima. Ora tutto questo \u00e8 pi\u00f9 adatto al mio scopo.\n      Come questi incensieri arabescati, il mio spirito si contorce nel fuoco e il delirio di questa scena \u00e8\n      il delirio di questa scena mi sta preparando per le visioni pi\u00f9 selvagge\n      visioni pi\u00f9 selvagge di quella terra di sogni reali da cui sto rapidamente\n      allontanandomi\".  Qui si ferm\u00f2 bruscamente, chin\u00f2 la testa sul petto,\n      e sembrava ascoltare un suono che non potevo sentire. Alla fine\n      Infine, erigendo la sua struttura, guard\u00f2 verso l'alto e pronunci\u00f2 i versi del vescovo di Chichester.\n      versi del vescovo di Chichester:\n\n     Rimani l\u00ec per me!  Non mancher\u00f2\n     {\\an8}di incontrarti in quella valle vuota. _\n\n      Nell'istante successivo, confessando il potere del vino, si gett\u00f2 a figura intera su un'ottomana.\n      a figura intera su un'ottomana.\n\n      Si sent\u00ec un passo veloce sulle scale e un forte bussare alla porta.\n      alla porta. Mi stavo affrettando a prevedere un\n      un secondo disturbo, quando un paggio della famiglia Mentoni irruppe nella\n      Mentoni irrompe nella stanza e, con voce strozzata dall'emozione, pronuncia le incoerenti parole\n      parole incoerenti: \"Mia padrona! Mia padrona! Avvelenata! Avvelenata!\n      Oh, bellissima Afrodite!\n\n      Sconcertato, mi avvicinai all'ottomana e cercai di risvegliare il dormiente per fargli capire la sorprendente\n      dormiente di rendersi conto della sorprendente notizia. Ma le sue membra\n      rigide, le sue labbra erano livide, i suoi occhi, che fino ad allora erano stati\n      fissi nella _morte_. Barcollando tornai verso il tavolo.\n      mano su un calice incrinato e annerito e mi balen\u00f2 la coscienza della\n      della completa e terribile verit\u00e0 mi balen\u00f2 all'improvviso nell'anima.\n\n\n\n\nIL POZZO E IL PENDOLO\n\n\n     Impia tortorum longos hic turba furores\n     Sanguinis innocui, non satiata, aluit.\n     Sospite nunc patria, fracto nunc funeris antro,\n     Mors ubi dira fuit vita salusque patent.\n\n[_Quarantena composta per le porte di un mercato da erigere sul\nsito del Club House dei Giacobini a Parigi_].\n\n      Ero malata fino alla morte per quella lunga agonia; e quando alla fine mi slegarono e mi permisero di sedermi, sentii che il mio corpo era in pericolo.\n      mi slegarono e mi permisero di sedermi, sentii che i miei sensi mi stavano abbandonando.\n      sensi mi stavano abbandonando. La sentenza, la terribile sentenza di\n      di morte fu l'ultima, distinta accentuazione che giunse alle mie orecchie.\n      orecchie. Dopo di che, il suono delle voci inquisitorie sembrava\n      un unico ronzio onirico e indefinito. Trasmetteva alla mia anima\n      l'idea di _rivoluzione_, forse perch\u00e9 associato alla fantasia\n      con la bava della ruota di un mulino. Questo solo per un breve periodo, perch\u00e9\n      di l\u00ec a poco non sentii pi\u00f9 nulla. Eppure, per un po', vidi, ma con quanta terribile esagerazione!\n      terribile esagerazione! Vidi le labbra dei giudici in abito nero.\n      neri. Mi apparvero bianche, pi\u00f9 bianche del foglio su cui\n      su cui traccio queste parole e sottili fino alla grottesca; sottili\n      con l'intensit\u00e0 della loro espressione di fermezza di inamovibile\n      risoluzione, di severo disprezzo per la tortura umana. Ho visto che i\n      decreti di quello che per me era il Fato, uscivano ancora da quelle labbra.\n      labbra. Li vidi contorcersi con una locuzione mortale. Le vidi\n      le sillabe del mio nome; e rabbrividii perch\u00e9 nessun\n      suono. Vidi anche, per qualche istante di delirante orrore, il morbido e quasi impercettibile\n      orrore, il morbido e quasi impercettibile ondeggiare dei drappi di zibellino che\n      che avvolgevano le pareti dell'appartamento. E poi la mia\n      sguardo cadde sulle sette alte candele sul tavolo. All'inizio\n      aspetto di carit\u00e0 e sembravano angeli bianchi e sottili che mi avrebbero salvato.\n      angeli che mi avrebbero salvato; ma poi, tutto d'un colpo, una nausea mortale\n      nausea mortale sul mio spirito e sentii ogni fibra del mio corpo fremere come se avessi\n      come se avessi toccato il filo di una batteria galvanica,\n      mentre le forme degli angeli si trasformavano in spettri senza senso, con teste di\n      fiamma, e vidi che da loro non ci sarebbe stato alcun aiuto. E poi\n      come una ricca nota musicale, il pensiero di quale dolce riposo\n      di quale dolce riposo debba esserci nella tomba. Il pensiero arriv\u00f2\n      dolcemente e furtivamente, e sembr\u00f2 molto tempo prima che raggiungesse il pieno apprezzamento.\n      ma proprio quando il mio spirito arriv\u00f2 a percepirlo e a\n      a sentirlo e a intrattenerlo, le figure dei giudici svanirono, come per magia, davanti a me.\n      magicamente di fronte a me; le alte candele sprofondarono nel nulla; le loro fiamme si spensero\n      nel nulla, le loro fiamme si spensero completamente, il nero dell'oscurit\u00e0\n      delle tenebre; tutte le sensazioni sembravano inghiottite in un\n      folle e impetuosa discesa dell'anima nell'Ade. Poi il silenzio, la\n      quiete, la notte erano l'universo.\n\n      Ero svenuta, ma non voglio ancora dire che tutta la coscienza\n      era andata perduta. Non cercher\u00f2 di definire ci\u00f2 che rimaneva di essa,\n      e nemmeno di descriverlo; eppure non tutto era perduto. Nel sonno pi\u00f9 profondo\n      sonno no! Nel delirio no! In un svenimento no! Nella morte no! Anche nella\n      nella tomba non tutto \u00e8 perduto. Altrimenti non c'\u00e8 immortalit\u00e0 per l'uomo.\n      Svegliandoci dal pi\u00f9 profondo dei sonni, rompiamo la\n      di un sogno. Eppure, in un secondo dopo, (cos\u00ec fragile\n      fragile) non ricordiamo di aver sognato. Nel\n      ritorno alla vita dal svenimento ci sono due fasi: la prima,\n      quello del senso mentale o spirituale; in secondo luogo, quello del senso dell'esistenza fisica.\n      senso dell'esistenza fisica. Sembra probabile che se, una volta raggiunto il\n      al secondo stadio, potessimo richiamare le impressioni del primo, troveremmo queste impressioni\n      primo, troveremmo queste impressioni eloquenti nei ricordi del\n      dell'abisso al di l\u00e0. E quale sarebbe questo abisso? Come possiamo almeno\n      distinguere le sue ombre da quelle della tomba? Ma se le\n      impressioni di quello che ho chiamato il primo stadio non vengono\n      a piacimento, tuttavia, dopo un lungo intervallo, non si ripresentano forse\n      non arrivano forse inaspettate, mentre ci meravigliamo della loro provenienza? Chi non ha mai\n      svenimento, non \u00e8 colui che trova strani palazzi e volti selvaggiamente familiari\n      familiari nei carboni ardenti; non \u00e8 forse colui che vede fluttuare a mezz'aria le tristi visioni che\n      a mezz'aria le tristi visioni che i molti non possono vedere; non \u00e8 forse lui che\n      non \u00e8 forse colui che riflette sul profumo di qualche fiore nuovo; non \u00e8 forse colui il cui\n      non \u00e8 colui il cui cervello si disorienta per il significato di qualche cadenza musicale\n      che non ha mai attirato la sua attenzione prima d'ora.\n\n      In mezzo a frequenti e pensosi tentativi di ricordare; in mezzo a lotte accanite per ritrovare qualche segno dello stato apparente\n      lotte per ritrovare qualche traccia dello stato di apparente\n      nulla in cui era caduta la mia anima, ci sono stati momenti in cui ho sognato\n      momenti in cui ho sognato di avere successo; ci sono stati brevi\n      brevi, brevissimi periodi in cui ho rievocato ricordi che la lucida ragione di un'epoca successiva\n      lucida ragione di un'epoca successiva mi assicurava che potevano riferirsi\n      solo a quella condizione di apparente incoscienza. Queste ombre\n      della memoria raccontano, indistintamente, di figure alte che mi hanno sollevato e\n      in silenzio, gi\u00f9, ancora gi\u00f9, finch\u00e9 un'orrenda vertigine mi oppresse\n      mi opprimeva alla sola idea dell'interminabilit\u00e0 della discesa.\n      discesa. Raccontano anche di un vago orrore nel mio cuore, a causa della\n      dell'innaturale immobilit\u00e0 del cuore. Poi arriva un senso di improvvisa\n      immobilit\u00e0 in tutte le cose; come se coloro che mi portavano (un treno orrendo!\n      treno orrendo!) avessero superato, nella loro discesa, i limiti del\n      senza limiti, e si fossero fermati per la stanchezza della loro fatica. Dopo\n      dopo questo richiamo alla memoria la piattezza e l'umidit\u00e0; e allora tutto \u00e8\n      follia, la follia di una memoria che si affanna tra le cose\n      cose proibite.\n\n      All'improvviso mi tornarono alla mente il movimento e il suono del cuore.\n      tumultuoso del cuore e, nelle mie orecchie, il suono del suo battito.\n      battito. Poi una pausa in cui tutto \u00e8 vuoto. Poi di nuovo il suono,\n      e il movimento, e il tatto, una sensazione di formicolio che pervade la mia struttura.\n      Poi la semplice coscienza di esistere, senza pensieri, una condizione che \u00e8 durata a lungo.\n      condizione che dur\u00f2 a lungo. Poi, all'improvviso, il pensiero, il\n      terrore e il tentativo di comprendere il mio vero stato.\n      stato. Poi un forte desiderio di cadere nell'insensibilit\u00e0. Poi un\n      un'impetuosa rinascita dell'anima e un tentativo riuscito di muovermi. E ora\n      il ricordo del processo, dei giudici, dei drappeggi di zibellino, della sentenza, della malattia, del svenimento.\n      dei giudici, dei drappeggi di zibellino, della sentenza, della malattia, del svenimento. Poi\n      di tutto ci\u00f2 che segu\u00ec; di tutto ci\u00f2 che un giorno successivo e molti sforzi\n      giorno e di tanto impegno mi hanno permesso di ricordare vagamente.\n      ricordare.\n\n      Finora non avevo aperto gli occhi. Sentii che giacevo sulla schiena,\n      senza legami. Allungai la mano e questa cadde pesantemente su\n      qualcosa di umido e duro. L\u00ec ho lasciato che rimanesse per molti\n      minuti, mentre mi sforzavo di immaginare dove e cosa potessi essere. I\n      desideravo, ma non osavo usare la vista. Temevo il primo sguardo\n      sguardo agli oggetti che mi circondavano. Non era che temessi di guardare\n      cose orribili, ma che mi spaventava l'idea che non ci fosse\n      nulla da vedere. Alla fine, con una disperazione selvaggia nel cuore, ho\n      rapidamente gli occhi. I miei peggiori pensieri, allora, furono\n      confermati. Il nero della notte eterna mi avvolgeva. I\n      respiro. L'intensit\u00e0 dell'oscurit\u00e0 sembrava\n      opprimere e soffocare. L'atmosfera era intollerabilmente stretta. I\n      ancora in silenzio, sforzandomi di esercitare la mia ragione. I\n      alla mente il procedimento inquisitorio e cercai di dedurre la mia reale condizione.\n      da quel punto di dedurre la mia reale condizione. La sentenza era passata;\n      e mi sembr\u00f2 che fosse trascorso un intervallo di tempo molto lungo.\n      trascorso. Tuttavia, per un momento non mi considerai realmente morto.\n      Una tale supposizione, nonostante ci\u00f2 che si legge nella narrativa, \u00e8 del tutto incoerente con l'esistenza reale.\n      \u00e8 del tutto incoerente con l'esistenza reale; ma dove e in che stato mi trovavo?\n      quale stato mi trovavo? I condannati a morte, lo sapevo, periscono\n      di solito all'autos-da-fe, e uno di questi si era tenuto la notte stessa del giorno del mio processo.\n      proprio la notte del giorno del mio processo. Se fossi stato rimandato nella mia\n      prigione, per aspettare il prossimo sacrificio, che non avrebbe avuto luogo\n      per molti mesi? Capii subito che non poteva essere cos\u00ec. Le vittime erano\n      erano state richieste immediatamente. Inoltre, la mia prigione, come tutte le celle dei condannati a Toledo, aveva il pavimento in pietra.\n      celle dei condannati a Toledo, aveva il pavimento in pietra e la luce non era del tutto esclusa.\n      luce non era del tutto esclusa.\n\n      Un'idea spaventosa mi fece improvvisamente affluire il sangue a torrenti nel cuore.\n      cuore e, per un breve periodo, ricaddi nuovamente nell'insensibilit\u00e0.\n      insensibilit\u00e0. Quando mi ripresi, mi misi subito in piedi,\n      tremando convulsamente in ogni fibra. Spingevo le braccia selvaggiamente\n      sopra e intorno a me in tutte le direzioni. Non sentivo nulla, ma\n      temevo di muovere un passo, per non essere ostacolato dalle pareti di una tomba.\n      una tomba. Il sudore mi usciva da ogni poro e si depositava in grosse perle fredde sulla\n      freddi sulla mia fronte. L'agonia della suspense divenne a lungo\n      intollerabile e avanzai con cautela, con le braccia aperte e gli occhi tesi\n      e gli occhi sporgenti dalle orbite, nella speranza di cogliere\n      di scorgere qualche debole raggio di luce. Procedetti per molti passi;\n      ma ancora tutto era nero e vuoto. Respirai pi\u00f9 liberamente.\n      Sembrava evidente che il mio non era, almeno, il pi\u00f9 orribile dei destini.\n      dei destini.\n\n      E ora, mentre continuavo ad avanzare con cautela, si affollavano alla mia memoria\n      si affollavano alla mia memoria mille vaghe voci sugli orrori di Toledo.\n      orrori di Toledo. Dei sotterranei erano state raccontate strane\n      cose narrate nelle favole che avevo sempre ritenuto strane, ma pur sempre strane,\n      e troppo orribili per essere ripetute, se non sottovoce. Ero stato lasciato a\n      morire di fame in questo mondo sotterraneo di tenebre; oppure\n      quale destino, forse ancora pi\u00f9 spaventoso, mi attendeva? Che il risultato\n      sarebbe stata la morte, e una morte pi\u00f9 amara del solito.\n      conoscevo troppo bene il carattere dei miei giudici per dubitare. Il modo e\n      l'ora erano tutto ci\u00f2 che mi occupava o distraeva.\n\n      Le mie mani tese incontrarono a lungo qualche solido\n      ostruzione solida. Si trattava di un muro, apparentemente di pietra molto\n      liscio, viscido e freddo. Lo seguii, avanzando con tutta la diffidenza\n      con tutta la cauta diffidenza che certe narrazioni antiche mi avevano\n      mi avevano ispirato. Questo procedimento, tuttavia, non mi permise di accertare le\n      di accertare le dimensioni della mia prigione, poich\u00e9 avrei potuto fare il suo\n      circuito e tornare al punto di partenza senza rendermi conto del fatto.\n      senza accorgermene, tanto il muro sembrava perfettamente uniforme. I\n      cercai quindi il coltello che avevo in tasca quando fui condotto\n      nella camera inquisitoria, ma non c'era pi\u00f9; i miei vestiti erano stati scambiati con un\n      erano stati scambiati con un involucro di ruvida sergezza. Avevo pensato di\n      di conficcare la lama in qualche minuscola fessura della muratura, in modo da identificare il mio punto di partenza.\n      identificare il mio punto di partenza. La difficolt\u00e0, tuttavia, non era\n      banale, anche se, nel disordine della mia fantasia, sembrava all'inizio insuperabile.\n      insuperabile. Strappai una parte dell'orlo della veste e\n      e posizionai il frammento a tutta lunghezza e perpendicolarmente al muro.\n      muro. Nel percorrere la prigione a tentoni, non potevo fare a meno di incontrare questo\n      non avrei potuto fare a meno di incontrare questo straccio quando avrei completato il circuito. Cos\u00ec, almeno, pensavo\n      ma non avevo fatto i conti con l'estensione della prigione o con la mia debolezza.\n      sulla mia debolezza. Il terreno era umido e scivoloso. I\n      barcollando per qualche tempo, quando inciampai e caddi. La mia\n      stanchezza eccessiva mi ha indotto a rimanere prostrato e il sonno mi ha presto\n      sonno mi ha presto sopraffatto mentre ero sdraiato.\n\n      Al risveglio, allungando un braccio, trovai accanto a me una pagnotta e una brocca d'acqua.\n      una pagnotta e una brocca d'acqua. Ero troppo esausto per\n      riflettere su questa circostanza, ma mangiai e bevvi con avidit\u00e0.\n      Poco dopo ripresi il mio giro per la prigione e, con molta fatica, giunsi alla fine alla\n      con molta fatica arrivai infine al frammento di serge. Fino al momento in cui\n      momento in cui sono caduto avevo contato cinquantadue passi, e quando ho ripreso a camminare avevo\n      riprendendo la mia camminata, ne avevo contati altri quarantotto quando arrivai\n      allo straccio. In tutto, quindi, c'erano cento passi e..,\n      ammettendo due passi per il cortile, presumevo che il sotterraneo fosse\n      cinquanta metri di circuito. Tuttavia, avevo incontrato molti angoli nel muro e quindi\n      muro, e quindi non potevo formulare alcuna ipotesi sulla forma del\n      della volta, perch\u00e9 non potevo fare a meno di supporre che fosse una volta.\n\n      Avevo pochi obiettivi e certamente nessuna speranza in queste ricerche; ma una vaga curiosit\u00e0 mi spingeva a continuarle.\n      vaga curiosit\u00e0 mi spinse a continuarle. Abbandonare il muro,\n      decisi di attraversare l'area del recinto. All'inizio\n      con estrema cautela, perch\u00e9 il pavimento, pur essendo apparentemente\n      di materiale solido, era infido di melma. Alla fine,\n      Tuttavia, mi feci coraggio e non esitai a fare un passo deciso;\n      cercando di attraversare in linea retta il pi\u00f9 possibile. Avevo\n      in questo modo, avevo fatto circa dieci o dodici passi, quando il\n      quando un residuo dell'orlo strappato della mia veste si impigli\u00f2 tra le mie gambe.\n      gambe. Lo calpestai e caddi violentemente sulla faccia.\n\n      Nella confusione che ha accompagnato la mia caduta, non mi sono accorto subito di una circostanza\n      una circostanza alquanto sorprendente che, pochi secondi dopo e mentre ero ancora\n      pochi secondi dopo, mentre ero ancora prostrato, ha attirato la mia attenzione.\n      attenzione. Si trattava di questo: il mio mento era appoggiato sul pavimento della\n      prigione, ma le mie labbra e la parte superiore della testa, anche se\n      apparentemente a un'altezza inferiore a quella del mento, non toccavano nulla. Allo stesso tempo\n      contemporaneamente la mia fronte sembrava immersa in un vapore umido, e\n      un odore particolare di fungo in decomposizione. Ho allungato\n      braccio, e rabbrividendo scoprii di essere caduto sull'orlo di un pozzo circolare.\n      di una fossa circolare, la cui estensione, ovviamente, non avevo modo di\n      di cui, ovviamente, non avevo modo di accertare l'estensione al momento. Cercando nella muratura\n      appena al di sotto del margine, riuscii a staccare un piccolo\n      frammento e lo lasciai cadere nell'abisso. Per molti secondi\n      per molti secondi ho ascoltato il suo riverbero, mentre sbatteva contro le pareti della\n      della voragine nella sua discesa; alla fine ci fu un cupo tuffo nell'acqua, seguito da forti echi.\n      nell'acqua, seguito da forti echi. Nello stesso momento\n      un suono che assomigliava alla rapida apertura e alla altrettanto rapida chiusura\n      di una porta sopraelevata, mentre un debole bagliore di luce balen\u00f2 improvvisamente\n      attraverso l'oscurit\u00e0 e altrettanto improvvisamente svan\u00ec.\n\n      Vedevo chiaramente il destino che mi era stato preparato e mi congratulai con me stesso per l'incidente tempestivo\n      e mi congratulai con me stesso per il tempestivo incidente da cui ero\n      scampato. Un altro passo prima della mia caduta e il mondo non mi avrebbe pi\u00f9 visto.\n      non mi avrebbe pi\u00f9 visto. E la morte appena evitata era proprio di quel carattere\n      che avevo considerato favoloso e frivolo nei racconti\n      dell'Inquisizione. Per le vittime della sua tirannia, c'era la scelta della morte\n      c'era la possibilit\u00e0 di scegliere tra la morte, con le sue pi\u00f9 terribili agonie fisiche, o la\n      morte con i suoi pi\u00f9 orrendi orrori morali. A me era stata riservata\n      a quest'ultima. A forza di soffrire, i miei nervi si erano districati,\n      fino a tremare al suono della mia stessa voce e a diventare, sotto ogni punto di vista, un\n      soggetto adatto alla specie di tortura che mi attendeva.\n      che mi attendeva.\n\n      Tremando in tutte le sue membra, tornai a tentoni verso il muro, decidendo di\n      di morire piuttosto che rischiare il terrore dei pozzi, di cui\n      che la mia immaginazione ora immaginava numerosi in varie posizioni intorno al\n      il sotterraneo. In altre condizioni d'animo avrei potuto avere il coraggio di\n      di porre subito fine alla mia miseria con un tuffo in uno di questi abissi;\n      ma ora ero il pi\u00f9 vero dei codardi. N\u00e9 potevo dimenticare ci\u00f2 che\n      letto su queste fosse che l'improvvisa estinzione della vita\n      non faceva parte del loro piano pi\u00f9 orribile.\n\n      L'agitazione dell'animo mi tenne sveglio per molte e lunghe ore, ma alla fine\n      alla fine mi assopii di nuovo. Quando mi svegliai, trovai al mio fianco, come prima, una pagnotta e una brocca d'acqua.\n      una pagnotta e una brocca d'acqua. Una sete ardente mi consum\u00f2\n      e svuotai il recipiente alla goccia. Doveva essere\n      drogato, perch\u00e9 non avevo ancora bevuto prima di diventare irresistibilmente\n      sonnolenza. Un sonno profondo cadde su di me, un sonno come quello della morte. Quanto\n      quanto dur\u00f2, ovviamente, non lo so; ma quando, ancora una volta,\n      chiusi gli occhi, gli oggetti intorno a me erano visibili. Da una selvaggia\n      sulfureo, di cui all'inizio non riuscivo a determinare l'origine, mi fu permesso di vedere i\n      l'origine della quale non riuscii a determinare in un primo momento, fui in grado di vedere l'estensione e l'aspetto della prigione.\n      prigione.\n\n      Mi ero sbagliato di grosso sulle sue dimensioni. L'intero circuito delle sue\n      pareti non superava i venticinque metri. Per alcuni minuti questo\n      per alcuni minuti questo fatto mi caus\u00f2 una serie di vani problemi; vani davvero!\n      cosa poteva essere meno importante, nelle terribili circostanze che mi\n      circostanze terribili che mi circondavano, se non le dimensioni della mia prigione? Ma\n      il mio animo si interessava in modo sfrenato alle sciocchezze, e mi affannavo a\n      di giustificare l'errore commesso nella misurazione.\n      misurazione. Alla fine la verit\u00e0 mi balz\u00f2 agli occhi. Nel mio primo\n      tentativo di esplorazione avevo contato cinquantadue passi, fino al momento in cui\n      fino al momento in cui ero caduto; allora dovevo essere a un passo o due dal frammento di serge.\n      dal frammento di serge; in effetti, avevo quasi compiuto il\n      circuito della volta. Poi mi sono addormentato e, al risveglio, devo essere tornato sui miei passi.\n      sui miei passi, supponendo cos\u00ec che il circuito fosse quasi il doppio\n      doppio di quello che era in realt\u00e0. La mia confusione mentale mi ha impedito di\n      di osservare che avevo iniziato il mio giro con la parete di sinistra e l'avevo terminato con quella di\n      che avevo iniziato il mio giro con la parete di sinistra e l'avevo terminato con la parete di destra.\n\n      Ero stato ingannato anche sulla forma del recinto.\n      del recinto. Nel tastare il terreno avevo trovato molti angoli e quindi avevo dedotto un'idea di grande irregolarit\u00e0.\n      deducevo un'idea di grande irregolarit\u00e0; tanto potente \u00e8 l'effetto dell'oscurit\u00e0 totale su chi si sveglia dalla letargia o dal sonno!\n      buio totale su chi si risveglia dalla letargia o dal sonno! Gli\n      angoli erano semplicemente quelli di alcune piccole depressioni o nicchie,\n      a intervalli dispari. La forma generale della prigione era quadrata.\n      Ci\u00f2 che avevo preso per muratura sembrava ora essere ferro, o qualche altro metallo\n      metallo, in enormi lastre, le cui suture o giunture creavano le depressioni.\n      depressione. L'intera superficie di questo recinto metallico era\n      metallico era rudemente imbrattato con tutti gli orribili e ripugnanti espedienti che la superstizione\n      la superstizione dei monaci ha dato origine. Le figure\n      di demoni in aspetto minaccioso, con forme di scheletro e altre immagini pi\u00f9\n      immagini pi\u00f9 spaventose, che coprivano e deturpavano le pareti.\n      Ho osservato che i contorni di queste mostruosit\u00e0 erano\n      sufficientemente distinti, ma che i colori sembravano sbiaditi e\n      sbiaditi e offuscati, come per effetto di un'atmosfera umida. Ora\n      anche il pavimento, che era di pietra. Al centro si apriva la fossa circolare\n      la fossa circolare dalle cui fauci ero sfuggito; ma era l'unica del\n      unico nel sotterraneo.\n\n      Tutto questo lo vidi in modo indistinto e con molto sforzo, perch\u00e9 le mie condizioni personali\n      condizione personale era molto cambiata durante il sonno. Ora giacevo sulla\n      supino e a figura intera su una specie di bassa struttura di legno.\n      legno. A questa ero saldamente legato con una lunga cinghia che assomigliava a un\n      un legaccio. Essa passava con molte contorsioni intorno alle mie membra e al mio corpo, lasciando libera\n      corpo, lasciandomi libera solo la testa e il braccio sinistro, a tal punto che potevo\n      che, a forza di sforzarmi, potevo procurarmi il cibo da un piatto di terracotta che\n      cibo da un piatto di terra che giaceva al mio fianco sul pavimento. I\n      vidi, con orrore, che la brocca era stata rimossa. Dico con orrore\n      orrore perch\u00e9 ero divorato da una sete intollerabile. Questa sete\n      sete sembrava che i miei persecutori volessero stimolarla perch\u00e9 il cibo nel piatto\n      cibo nel piatto era carne condita in modo pungente.\n\n      Guardando verso l'alto, osservai il soffitto della mia prigione. Era alto circa\n      trenta o quaranta piedi di altezza e costruito come le pareti laterali.\n      pareti laterali. In uno dei suoi pannelli una figura molto singolare attirava la mia attenzione.\n      tutta la mia attenzione. Si trattava della figura dipinta del Tempo come viene\n      comunemente rappresentato, solo che, al posto della falce, teneva in mano ci\u00f2 che, a un'occhiata casuale, era\n      che al posto della falce reggeva quello che, a un'occhiata casuale, ho pensato fosse l'immagine di un\n      un enorme pendolo come quelli che si vedono sugli orologi antichi. C'era\n      qualcosa, tuttavia, nell'aspetto di questa macchina che\n      che mi indusse a guardarla con maggiore attenzione. Mentre guardavo direttamente\n      verso l'alto (perch\u00e9 la sua posizione era immediatamente sopra la mia), mi\n      mi sembr\u00f2 di vederla in movimento. Un istante dopo la fantasia fu confermata.\n      fantasia fu confermata. La sua corsa fu breve e naturalmente lenta. I\n      per alcuni minuti, un po' impaurito, ma pi\u00f9 che altro meravigliato.\n      stupore. Alla fine, stanco di osservare il suo movimento sordo, rivolsi lo sguardo agli altri oggetti della cella.\n      di osservare il suo movimento monotono, rivolsi lo sguardo agli altri oggetti della cella.\n\n      Un leggero rumore attir\u00f2 la mia attenzione e, guardando verso il pavimento, vidi diversi topi enormi che\n      vidi diversi topi enormi che lo attraversavano. Erano usciti dal pozzo\n      pozzo, che si trovava alla mia destra. Anche in quel momento, mentre\n      guardavo, si avvicinavano in truppa, frettolosi, con occhi famelici,\n      attirati dall'odore della carne. Per questo era necessario molto\n      per farli scappare.\n\n      Poteva essere passata mezz'ora, forse anche un'ora (perch\u00e9 non riuscivo a prendere nota dell'ora) prima di riprendere il cammino.\n      non riuscivo a prendere nota del tempo) prima di gettare di nuovo lo sguardo verso\n      occhi verso l'alto. Ci\u00f2 che vidi allora mi confuse e mi stup\u00ec. La corsa\n      del pendolo era aumentato di quasi un metro. Come naturale conseguenza\n      conseguenza naturale, anche la sua velocit\u00e0 era molto maggiore. Ma ci\u00f2 che\n      Ma ci\u00f2 che pi\u00f9 mi turbava era l'idea che era percettibilmente scesa.\n      Osservai ora con quale orrore \u00e8 inutile dire che la sua\n      che la sua estremit\u00e0 inferiore era formata da una mezzaluna di acciaio scintillante,\n      di acciaio scintillante, lunga circa un metro da corno a corno; le corna erano rivolte verso l'alto e\n      il bordo inferiore evidentemente affilato come quello di un rasoio. Come un rasoio\n      sembrava anche massiccio e pesante, assottigliandosi dal bordo fino a diventare una struttura\n      struttura solida e larga. Era collegato a una pesante asta di ottone\n      di ottone, e l'insieme sibilava mentre oscillava nell'aria.\n\n      Non potevo pi\u00f9 dubitare della sorte preparata per me dall'ingegno monaco\n      monaco nella tortura. La mia conoscenza della fossa era diventata nota agli agenti inquisitoriali.\n      agli agenti inquisitoriali _la fossa_, i cui orrori erano stati destinati a un recusante cos\u00ec audace come me.\n      destinati a un recusante cos\u00ec audace come me, la fossa, tipica dell'inferno e considerata dalle voci\n      dell'inferno, e considerata dalle voci come l'Ultima Thule di tutte le loro\n      punizioni. Il tuffo in questa fossa l'avevo evitato per un banale incidente.\n      sapevo che la sorpresa, o l'intrappolamento nel tormento, costituivano una parte importante di tutte le\n      una parte importante di tutte le grottesche morti di questi\n      morti nei sotterranei. Non essendo riuscito a cadere, non faceva parte del piano del\n      demoniaco di scagliarmi nell'abisso; e cos\u00ec (non essendoci alternative)\n      alternativa) mi attendeva una distruzione diversa e pi\u00f9 mite.\n      Pi\u00f9 mite! Sorrisi a met\u00e0 nella mia agonia quando pensai all'applicazione di tale termine.\n      applicazione di tale termine.\n\n      Cosa c'\u00e8 da dire delle lunghe, lunghe ore di orrore pi\u00f9 che\n      mortale, durante le quali contavo le vibrazioni impetuose dell'acciaio!\n      acciaio! Pollice dopo pollice, linea dopo linea, con una discesa solo apprezzabile\n      a intervalli che sembravano secoli e ancora scendeva! I giorni\n      passarono forse molti giorni prima che mi travolgesse cos\u00ec da vicino da\n      da vicino su di me da ventilarmi con il suo alito acre. L'odore di\n      acciaio tagliente si insinu\u00f2 nelle mie narici. Ho pregato, ho\n      di pregare, di stancare il cielo con le mie preghiere per una sua pi\u00f9 rapida discesa. Diventai\n      freneticamente impazzito e lottai per costringermi a salire contro la\n      contro l'ampiezza della spaventosa scimitarra. Poi mi calmai improvvisamente e\n      e rimasi a sorridere di fronte alla morte scintillante, come un bambino di fronte a qualche raro\n      raro gingillo.\n\n      Ci fu un altro intervallo di totale insensibilit\u00e0, ma fu breve;\n      perch\u00e9, dopo essere tornati alla vita, non c'era stata alcuna percettibile\n      discesa del pendolo. Ma avrebbe potuto essere lungo, perch\u00e9 sapevo che c'erano demoni\n      che c'erano demoni che avevano preso nota del mio svenimento e che avrebbero potuto\n      arrestare la vibrazione a piacere. Quando mi ripresi, inoltre, mi sentii\n      molto malata e debole, come per una lunga inanizione.\n      inanizione. Anche tra le agonie di quel periodo, la natura umana desiderava il cibo.\n      desiderava il cibo. Con uno sforzo doloroso stesi il braccio sinistro per quanto\n      braccio sinistro fino a dove i legami me lo permettevano e mi impossessai del piccolo\n      che i topi mi avevano risparmiato. Quando ne misi una porzione\n      di esso tra le labbra, mi balen\u00f2 in mente un pensiero di gioia e di speranza.\n      pensiero di gioia e di speranza. Ma cosa c'entravo io con la speranza? Era\n      Era, come ho detto, un pensiero a met\u00e0: l'uomo ne ha molti, che non vengono mai completati.\n      mai completati. Sentivo che si trattava di gioia della speranza; ma sentivo anche che\n      che era morto nella sua formazione. Invano mi sforzavo di\n      di riconquistarlo. La lunga sofferenza aveva quasi annientato tutte le\n      i miei poteri mentali ordinari. Ero un imbecille, un idiota.\n\n      La vibrazione del pendolo era perpendicolare alla mia lunghezza. I\n      videro che la mezzaluna era stata progettata per attraversare la regione del\n      cuore. Avrebbe sfilacciato la serigrafia della mia veste.\n      ripetere le sue operazioni ancora e ancora. Nonostante la sua\n      terribilmente ampia (una trentina di metri o pi\u00f9) e il vigore sibilante della sua\n      sibilante vigore della sua discesa, sufficiente a scardinare queste stesse\n      pareti di ferro, la sfilacciatura della mia veste sarebbe stata l'unico risultato,\n      per diversi minuti. E a questo pensiero\n      pausa. Non osai andare oltre questa riflessione. Mi sono soffermato su\n      con una pertinacia di attenzione come se, soffermandomi su di essa, potessi\n      arrestare qui la discesa dell'acciaio. Mi costrinsi a riflettere\n      sul suono della mezzaluna mentre attraversava l'indumento.\n      sulla particolare sensazione di brivido che l'attrito della stoffa\n      di stoffa produce sui nervi. Ho riflettuto su tutte queste\n      frivolezze fino a che i miei denti non furono in tensione.\n\n      Scendeva costantemente verso il basso. Provavo un piacere frenetico nel\n      contrasto tra la sua velocit\u00e0 verso il basso e quella laterale. A destra\n      destra a sinistra in lungo e in largo con l'urlo di uno spirito dannato!\n      al mio cuore con il passo furtivo della tigre! I\n      alternativamente ridevo e ululavo, man mano che l'una o l'altra idea diventava\n      predominante l'una o l'altra idea.\n\n      Sicuramente verso il basso, inesorabilmente verso il basso! Vibrava a tre\n      centimetri dal mio seno! Ho lottato violentemente, furiosamente, per liberare il mio\n      braccio sinistro. Questo era libero solo dal gomito alla mano. Potevo\n      quest'ultima, dal piatto accanto a me, alla bocca, con un grande sforzo, ma non\n      con grande sforzo, ma non oltre. Se avessi potuto rompere le cinghie sopra il gomito\n      sopra il gomito, avrei afferrato e tentato di arrestare il pendolo.\n      pendolo. Avrei potuto anche tentare di arrestare una valanga!\n\n      Ancora gi\u00f9, incessantemente, ancora inevitabilmente gi\u00f9! Ansimavo e\n      ad ogni vibrazione. Mi sono contratta in modo convulso a ogni sua\n      ogni sua oscillazione. I miei occhi seguivano i suoi vortici verso l'esterno o verso l'alto con la\n      con la foga della pi\u00f9 insensata disperazione; si chiudevano spasmodicamente alla\n      spasmodicamente alla discesa, anche se la morte sarebbe stata un sollievo.\n      sollievo, oh, quanto indicibile! Eppure fremevo in tutti i nervi al pensiero di\n      al pensiero di quanto un lieve affondamento del macchinario avrebbe fatto precipitare\n      quell'ascia affilata e scintillante sul mio petto. Era la speranza che\n      spingeva i nervi a fremere e il telaio a contrarsi. Era la speranza, la\n      speranza che trionfa sulla forca, che sussurra ai condannati a morte anche nel\n      condannati a morte anche nelle prigioni dell'Inquisizione.\n\n      Vidi che circa dieci o dodici vibrazioni avrebbero portato l'acciaio in\n      contatto con la mia veste, e con questa osservazione\n      improvvisamente nel mio spirito tutta la calma acuta e raccolta della\n      disperazione. Per la prima volta in molte ore o forse giorni, pensai.\n      pensai. Mi venne in mente che la benda, o il manicotto, che mi avvolgeva era unico,\n      che mi avvolgeva era unica. Non ero legato da un cordone separato.\n      Il primo colpo della mezzaluna simile a un rasoio su una qualsiasi parte della fascia\n      della fascia, la staccava in modo tale da poterla srotolare dalla mia persona con la\n      persona per mezzo della mano sinistra. Ma che paura, in quel caso,\n      la vicinanza dell'acciaio! Il risultato della minima lotta\n      quanto mortale! Era probabile, inoltre, che gli scagnozzi del\n      aguzzino non avessero previsto e previsto questa possibilit\u00e0? Era\n      era probabile che la benda mi avesse attraversato il seno nella traccia del\n      pendolo? Temendo di trovare frustrata la mia debole e, come sembrava, ultima\n      speranza, alzai la testa in modo da ottenere una visione\n      vista distinta del mio seno. Il mantello avvolgeva le mie membra e il mio corpo\n      corpo in tutte le direzioni, tranne che nella traiettoria del\n      mezzaluna distruttrice.\n\n      Non avevo ancora rimesso la testa nella sua posizione originale,\n      quando mi balen\u00f2 nella mente quello che non posso descrivere meglio\n      che la met\u00e0 informe di quell'idea di liberazione a cui ho accennato in precedenza, e di cui una parte galleggiava solo\n      cui ho accennato in precedenza, e di cui una parte fluttuava solo\n      indeterminato nel mio cervello quando portai il cibo alle labbra brucianti.\n      labbra brucianti. L'intero pensiero era ora presente, debole, poco sano di mente,\n      poco definito, ma comunque completo. Procedetti subito, con\n      con l'energia nervosa della disperazione, a tentarne l'esecuzione.\n\n      Per molte ore le immediate vicinanze dell'impalcatura bassa su cui mi trovavo\n      che giaceva era letteralmente brulicante di topi. Erano\n      selvatici, audaci, famelici, con i loro occhi rossi che mi fissavano come se\n      come se non aspettassero altro che l'immobilit\u00e0 da parte mia per farmi diventare la loro preda.\n       A quale cibo, pensai, sono stati abituati nel pozzo?\n      pozzo?\n\n      Avevano divorato, nonostante tutti i miei sforzi per impedirlo,\n      tutto il contenuto del piatto, tranne un piccolo resto. Ero caduto\n      un'abituale oscillazione della mano intorno al piatto;\n      e, alla fine, l'inconsapevole uniformit\u00e0 del movimento\n      l'uniformit\u00e0 inconsapevole del movimento lo priv\u00f2 dell'effetto. Nella loro voracit\u00e0 i parassiti spesso\n      mi conficcavano le loro zanne affilate nelle dita. Con le particelle di\n      di viand oleoso e speziato che ora rimaneva, strofinai a fondo la benda\n      la benda ovunque riuscissi a raggiungerla; poi, sollevando la mano dal pavimento, rimasi\n      dal pavimento, rimasi immobile senza fiato.\n\n      All'inizio gli animali famelici erano spaventati e terrorizzati da questo\n      cambiamento, alla cessazione del movimento. Si ritrassero allarmati;\n      molti cercarono il pozzo. Ma fu solo per un momento. Non avevo\n      non avevo contato invano sulla loro voracit\u00e0. Osservando che rimanevo\n      senza muovermi, uno o due dei pi\u00f9 audaci saltarono sul\n      e hanno annusato il soprammobile. Questo sembr\u00f2 il segnale\n      per una corsa generale. Dal pozzo si precipitarono truppe fresche.\n      truppe. Si aggrapparono al legno, lo scavalcarono e saltarono a centinaia sulla mia persona.\n      centinaia di persone sulla mia persona. Il movimento misurato del pendolo\n      non li disturbava affatto. Evitando i suoi colpi, si occupavano\n      con la benda unta. Si spingevano, sciamavano\n      su di me in cumuli sempre pi\u00f9 numerosi. Si contorcevano sulla mia gola;\n      le loro labbra fredde cercavano le mie; io ero mezzo soffocato dalla loro\n      Il disgusto, per il quale il mondo non ha un nome,\n      mi gonfiava il petto e mi gelava il cuore con una pesantezza.\n      Un minuto ancora e sentii che la lotta sarebbe finita.\n      Percepii chiaramente l'allentamento della benda. Sapevo che in\n      in pi\u00f9 di un punto doveva essere gi\u00e0 tagliata. Con una risoluzione pi\u00f9 che\n      umana risoluzione rimasi immobile.\n\n      Non avevo sbagliato i miei calcoli e non avevo sopportato invano. I\n      a lungo sentii di essere libera. Il braccialetto pendeva a nastri\n      dal mio corpo. Ma il colpo del pendolo gi\u00e0 premeva sul mio petto.\n      sul mio seno. Aveva diviso la trama della veste. Aveva tagliato\n      il lino sottostante. Due volte ancora oscill\u00f2, e un acuto senso di dolore\n      un'acuta sensazione di dolore mi attravers\u00f2 ogni nervo. Ma il momento della fuga\n      era arrivato. Con un cenno della mano i miei liberatori si affrettarono\n      tumultuosamente via. Con un movimento costante, cauto, laterale,\n      di lato, di rimpicciolimento e di lentezza, scivolai fuori dall'abbraccio della benda e\n      dalla portata della scimitarra. Per il momento, almeno, ero\n      libero.\n\n      Libero e in balia dell'Inquisizione! Avevo appena messo piede\n      dal mio letto di legno dell'orrore sul pavimento di pietra della prigione,\n      quando il movimento della macchina infernale cess\u00f2 e la vidi\n      trascinata, da una forza invisibile, attraverso il soffitto. Questa fu\n      lezione che presi disperatamente a cuore. Ogni mio movimento era\n      senza dubbio osservato. Libero! Ero solo sfuggita alla morte in una forma di\n      agonia, per essere consegnato a un'agonia peggiore della morte in un'altra. Con\n      con questo pensiero, rotolai nervosamente le mie guance sulle barriere di\n      di ferro che mi chiudevano in casa. Qualcosa di insolito, qualche cambiamento che, all'inizio\n      all'inizio non riuscivo a percepire distintamente, ma era evidente che era\n      era avvenuto nell'appartamento. Per molti minuti di sognante e\n      tremante astrazione, mi affannai in vane, sconnesse\n      congetture. Durante questo periodo mi resi conto, per la prima volta, dell'origine del\n      per la prima volta dell'origine della luce sulfurea che illuminava la cella.\n      cella. Essa proveniva da una fessura, larga circa mezzo centimetro,\n      che si estendeva interamente intorno alla prigione, alla base delle pareti,\n      che apparivano, ed erano, completamente separate dal pavimento.\n      pavimento. Cercai, ovviamente invano, di guardare attraverso l'apertura.\n      apertura.\n\n      Quando mi alzai dal tentativo, il mistero dell'alterazione nella\n      camera si \u00e8 subito imposto alla mia comprensione. Ho osservato\n      che, bench\u00e9 i contorni delle figure sulle pareti fossero\n      sufficientemente distinti, i colori sembravano sfocati e indefiniti.\n      indefiniti. Questi colori avevano ora assunto, e stavano momentaneamente assumendo\n      una brillantezza sorprendente e intensa, che dava ai ritratti spettrali e demoniaci\n      ritratti spettrali e diabolici un aspetto che avrebbe potuto\n      nervi pi\u00f9 saldi dei miei. Gli occhi di demone, di una vivacit\u00e0\n      e spettrale vivacit\u00e0, mi fissavano in mille direzioni,\n      in mille direzioni, dove prima non se ne vedeva nessuno, e brillavano con la luccicante\n      lucentezza di un fuoco che non riuscivo a costringere la mia immaginazione a considerare\n      come irreale.\n\n      Anche mentre respiravo mi giungeva alle narici l'alito del vapore del ferro riscaldato!\n      vapore di ferro riscaldato! Un odore soffocante pervadeva\n      la prigione! Un bagliore sempre pi\u00f9 intenso si posava ogni momento negli occhi che\n      che fissavano le mie agonie! Una tonalit\u00e0 pi\u00f9 ricca di cremisi si diffondeva\n      sugli orrori di sangue raffigurati. Ansimavo! Ansimavo per\n      respiro! Non c'era alcun dubbio sul disegno dei miei\n      tormentatori, oh! i pi\u00f9 implacabili! oh! i pi\u00f9 demoniaci degli uomini! I\n      mi allontanai dal metallo incandescente verso il centro della cella. Tra il\n      pensiero dell'infuocata distruzione che incombeva, l'idea della\n      fresco del pozzo si affacci\u00f2 alla mia anima come un balsamo. Mi precipitai verso l'orlo\n      mortale dell'orlo. Gettai la mia vista tesa al di sotto. Il bagliore del\n      tetto acceso illuminava i suoi recessi pi\u00f9 reconditi. Eppure, per un momento\n      per un momento selvaggio, il mio spirito si rifiut\u00f2 di comprendere il significato di ci\u00f2 che\n      visto. Alla fine si fece strada a forza nella mia anima, si\n      si incendi\u00f2 nella mia ragione tremante. Oh, se una voce potesse\n      parlare! Oh! orrore! Oh! qualsiasi orrore che non sia questo! Con un urlo, mi\n      mi precipitai dal margine e mi seppellii il viso tra le mani piangendo\n      amaramente.\n\n      Il calore aument\u00f2 rapidamente e ancora una volta guardai in alto,\n      tremando come in preda a un attacco di agitazione. C'era stato un secondo\n      cambiamento nella cella e ora il cambiamento era ovviamente nella forma.\n      Come in precedenza, all'inizio cercai invano di apprezzare o capire cosa stesse accadendo.\n      di apprezzare o comprendere ci\u00f2 che stava avvenendo. Ma non rimasi a lungo nel dubbio.\n      dubbio. La vendetta inquisitoriale era stata affrettata dalla mia duplice fuga.\n      mia duplice fuga, e non ci sarebbe stato pi\u00f9 alcuno svago con il\n      Re dei Terrori. La stanza era quadrata. Vidi che due dei suoi angoli\n      angoli di ferro erano ora acuti e due, di conseguenza, ottusi. La spaventosa\n      differenza aument\u00f2 rapidamente con un basso rombo o un gemito.\n      o un gemito. In un istante l'appartamento aveva assunto la forma di una losanga.\n      di una losanga. Ma l'alterazione non si ferm\u00f2 qui, non speravo n\u00e9 desideravo che si fermasse.\n      n\u00e9 desideravo che si fermasse. Avrei potuto stringere le pareti rosse al mio\n      al mio petto come una veste di pace eterna.  Morte, ho detto, qualsiasi morte\n      ma quella della fossa!  Stupido! Non avrei potuto sapere che nella fossa\n      fossa era l'obiettivo del ferro rovente di spingermi? Potevo\n      resistere al suo bagliore? O, se anche questo, potevo resistere alla sua\n      pressione? E ora, sempre pi\u00f9 piatta, la losanga cresceva con una rapidit\u00e0 che non mi lasciava tempo per\n      rapidit\u00e0 che non mi lasciava tempo per la contemplazione. Il suo centro e\n      naturalmente, la sua massima ampiezza, si trovavano appena al di l\u00e0 dell'abisso. I\n      ma le pareti che si chiudevano mi spingevano senza sosta verso l'alto.\n      Alla fine, per il mio corpo bruciacchiato e contorcente non ci fu pi\u00f9 un\n      di appiglio sul solido pavimento della prigione. Non lottai pi\u00f9\n      pi\u00f9, ma l'agonia della mia anima trov\u00f2 sfogo in un forte, lungo e\n      urlo finale di disperazione. Sentivo di oscillare sull'orlo del precipizio.\n      distolsi lo sguardo\n\n      C'era un ronzio discordante di voci umane! C'era un forte\n      come di molte trombe! C'era un grattugiamento aspro come di mille tuoni!\n      mille tuoni! Le mura infuocate indietreggiarono! Un braccio teso\n      un braccio teso mi afferr\u00f2 mentre cadevo, svenendo, nell'abisso. Era\n      del generale Lasalle. L'esercito francese era entrato a Toledo. L'Inquisizione\n      Inquisizione era nelle mani dei suoi nemici.\n\n\n\n\nLA SEPOLTURA PREMATURA\n\n\n      Ci sono alcuni temi il cui interesse \u00e8 totalizzante,\n      ma che sono troppo orribili per gli scopi della\n      legittimo della narrativa. Il semplice romantico deve evitarli, se non vuole\n      se non vuole offendere o disgustare. Sono trattati con correttezza\n      solo quando la severit\u00e0 e la maestosit\u00e0 della Verit\u00e0 le santificano e le sostengono.\n      e li sostiene. Per esempio, ci emozioniamo con il pi\u00f9 intenso dei dolori\n       dolore piacevole per i resoconti del passaggio della\n      Beresina, del terremoto a Lisbona, della peste a Londra,\n      del Massacro di San Bartolomeo, o del soffocamento dei\n      centoventitr\u00e9 prigionieri nel buco nero di Calcutta.\n      Ma in questi racconti \u00e8 il fatto, \u00e8 la realt\u00e0, \u00e8 la storia che emoziona.\n      la storia che emoziona. Come invenzioni, dovremmo considerarle\n      con semplice ripugnanza.\n\n      Ho menzionato alcune delle pi\u00f9 importanti e auguste calamit\u00e0 che sono state registrate.\n      calamit\u00e0 pi\u00f9 importanti e auguste; ma in queste \u00e8 la portata, non meno che il carattere della\n      che il carattere della calamit\u00e0, che impressiona in modo cos\u00ec vivido\n      la fantasia. Non c'\u00e8 bisogno di ricordare al lettore che, dal lungo e bizzarro\n      catalogo delle miserie umane, avrei potuto selezionare molti casi individuali\n      casi individuali pi\u00f9 ricchi di sofferenze essenziali di\n      di queste vaste generalit\u00e0 di disastri. La vera\n      miseria, anzi, la sventura finale \u00e8 particolare, non\n      diffusa. Che gli estremi orribili dell'agonia siano sopportati dall'uomo\n      l'unit\u00e0, e mai dall'uomo in massa, per questo ringraziamo un Dio misericordioso!\n      Dio misericordioso!\n\n      Essere sepolti da vivi \u00e8, senza dubbio, la pi\u00f9 terribile\n      di questi estremi che sia mai toccato in sorte alla mera mortalit\u00e0.\n      mortalit\u00e0. Che sia capitato spesso, molto spesso, cos\u00ec\n      sar\u00e0 difficilmente negato da coloro che pensano. I confini che dividono\n      che dividono la Vita dalla Morte sono nel migliore dei casi oscuri e vaghi. Chi pu\u00f2 dire\n      dire dove finisce l'una e dove inizia l'altra? Sappiamo che\n      sappiamo che ci sono malattie in cui si verificano cessazioni totali di tutte le\n      funzioni apparenti della vitalit\u00e0, ma in cui queste cessazioni sono solo\n      sono solo sospensioni, propriamente dette. Sono solo\n      temporanee nel meccanismo incomprensibile. Trascorre un certo\n      periodo di tempo e qualche misterioso principio invisibile rimette in moto\n      pignoni magici e le ruote magiche. Il cordone d'argento\n      d'argento non fu sciolto per sempre, n\u00e9 la coppa d'oro si spezz\u00f2 irrimediabilmente.\n      rotto. Ma dove si trovava nel frattempo l'anima?\n\n      A parte, tuttavia, l'inevitabile conclusione, _a priori_ che\n      tali cause devono produrre tali effetti, che il ben noto\n      casi di animazione sospesa deve naturalmente dare origine, di tanto in tanto, a\n      di animazione sospesa deve naturalmente dare luogo, di tanto in tanto, a sepolture premature.\n      considerazione, abbiamo la testimonianza diretta dell'esperienza medica e\n      esperienza ordinaria che dimostrano che un gran numero di tali sepolture\n      sepolture di questo tipo hanno effettivamente avuto luogo. Potrei citare subito, se necessario, un centinaio di\n      se necessario, a un centinaio di casi ben autenticati. Uno di carattere molto\n      notevole, le cui circostanze possono essere fresche nella memoria di alcuni lettori.\n      nella memoria di alcuni dei miei lettori, si \u00e8 verificato non molto tempo fa,\n      nella vicina citt\u00e0 di Baltimora, dove ha provocato un'ondata di dolore, intensa e\n      dolorosa, intensa ed estesa eccitazione. La moglie di uno\n      di uno dei pi\u00f9 rispettabili cittadini, un avvocato di spicco e un membro del\n      membro del Congresso, \u00e8 stata colta da un'improvvisa e inspiegabile\n      malattia, che ha completamente sconfitto l'abilit\u00e0 dei suoi medici.\n      Dopo molte sofferenze mor\u00ec, o si pens\u00f2 che sarebbe morta. Nessuno\n      nessuno sospettava, o aveva ragione di sospettare, che non fosse\n      morta davvero. Presentava tutte le normali apparenze della\n      morte. Il viso assunse i soliti contorni schiacciati e infossati. Le labbra\n      labbra erano del solito pallore marmoreo. Gli occhi erano privi di luce.\n      Non c'era calore. Le pulsazioni erano cessate. Per tre giorni il\n      tre giorni il corpo \u00e8 stato conservato senza sepoltura, durante i quali aveva acquisito una rigidit\u00e0\n      rigidit\u00e0. Il funerale, in breve, fu affrettato, a causa della\n      rapido avanzamento di quella che si supponeva essere la decomposizione.\n\n      La signora fu depositata nel caveau di famiglia che, per tre anni successivi, rimase indisturbato.\n      anni successivi, rimase indisturbata. Alla scadenza di questo termine\n      fu aperta per accogliere un sarcofago; ma, ahim\u00e8, quale spaventoso shock attese il marito che, personalmente, apr\u00ec il portone.\n      spaventoso shock attendeva il marito che, personalmente, apr\u00ec la porta!\n      la porta! Mentre i suoi portali si aprivano verso l'esterno, un oggetto\n      un oggetto bianco rivestito cadde sferragliando tra le sue braccia. Era lo\n      scheletro della moglie nel suo sudario non ancora modellato.\n\n      Un'attenta indagine ha reso evidente che si era rianimata\n      due giorni dopo il suo seppellimento; che le sue lotte all'interno della bara avevano fatto\n      bara l'aveva fatta cadere da una sporgenza o da un ripiano sul pavimento, dove si era rotta in modo tale da permetterle di fuggire.\n      pavimento, dove si era rotta in modo tale da permetterle la fuga. Una lampada\n      che era stata accidentalmente lasciata, piena di olio, all'interno della tomba,\n      \u00e8 stata trovata vuota; potrebbe essersi esaurita, tuttavia, per\n      evaporazione. Sull'ultimo dei gradini che conducevano gi\u00f9 nella\n      camera spaventosa c'era un grosso frammento della bara, con il quale,\n      sembrava che la donna avesse cercato di attirare l'attenzione colpendo\n      colpire la porta di ferro. Mentre era cos\u00ec occupata, probabilmente\n      svenne, o forse mor\u00ec, per il puro terrore; e, non riuscendovi,\n      il suo sudario si \u00e8 impigliato in un manufatto di ferro che sporgeva all'interno.\n      all'interno. Cos\u00ec rimase e cos\u00ec marc\u00ec, eretta.\n\n      Nel 1810 si verific\u00f2 in Francia un caso di inumazione vivente,\n      circostanze che giustificano ampiamente l'affermazione che la verit\u00e0\n      che la verit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 strana della finzione. L'eroina della\n      La protagonista della storia era una certa Mademoiselle Victorine Lafourcade, una giovane ragazza di\n      famiglia illustre, ricca e di grande bellezza personale.\n      Tra i suoi numerosi pretendenti c'era Julien Bossuet, un povero\n      povero _litterateur_, o giornalista di Parigi. Il suo talento e la sua generale\n      amabilit\u00e0 lo avevano raccomandato all'attenzione dell'ereditiera, dalla quale pare fosse molto amato.\n      che sembra essere stato molto amato; ma l'orgoglio di lei per la sua nascita\n      di lei decise infine di rifiutarlo e di sposare un certo monsieur\n      Renelle, banchiere e diplomatico di una certa importanza. Dopo\n      matrimonio, tuttavia, questo signore la trascur\u00f2 e, forse, ancor pi\u00f9\n      e forse ancora di pi\u00f9 la maltrattava. Dopo aver trascorso con lui alcuni\n      miserabili anni, mor\u00ec o almeno le sue condizioni assomigliavano cos\u00ec tanto alla\n      che la sua condizione assomigliava cos\u00ec tanto alla morte da ingannare chiunque la vedesse. Fu\n      non fu sepolta in una tomba, ma in una tomba comune nel villaggio di origine.\n      di nascita. Pieno di disperazione e ancora infiammato dal ricordo di un\n      di un profondo attaccamento, l'innamorato viaggia dalla capitale alla provincia\n      dalla capitale alla remota provincia in cui si trova il villaggio, con il\n      con il romantico proposito di disotterrare il cadavere e di impossessarsi dei suoi\n      e possedere i suoi rigogliosi capelli. Raggiunge la tomba. A mezzanotte\n      mezzanotte dissotterra la bara, la apre e sta per staccare i capelli.\n      staccare i capelli, quando viene fermato dallo schiudersi degli\n      occhi dell'amata. In effetti, la signora era stata sepolta viva. La vitalit\u00e0\n      non era del tutto scomparsa e le carezze dell'amante l'avevano risvegliata dal letargo.\n      del suo amante dal letargo che era stato scambiato per morte.\n      Egli la port\u00f2 freneticamente al suo alloggio in paese. Egli\n      di alcuni potenti ricostituenti suggeriti da non poca\n      medicina. In breve, lei si rianim\u00f2. Riconobbe il suo\n      preservatore. Rimase con lui fino a quando, per lenti gradi, recuper\u00f2\n      recuper\u00f2 completamente la salute originaria. Il suo cuore di donna non era\n      Il suo cuore di donna non era irremovibile e quest'ultima lezione d'amore bast\u00f2 ad ammorbidirlo. La donna\n      la don\u00f2 a Bossuet. Non torn\u00f2 pi\u00f9 dal marito,\n      ma, nascondendogli la sua resurrezione, fugg\u00ec con il suo amante in America.\n      America. Vent'anni dopo, i due tornarono in Francia, nella\n      che il tempo avesse alterato cos\u00ec tanto l'aspetto della signora che\n      che i suoi amici non sarebbero stati in grado di riconoscerla.\n      Si sbagliavano, per\u00f2, perch\u00e9 al primo incontro monsieur Renelle la riconobbe e la rivendic\u00f2.\n      Renelle riconobbe e rivendic\u00f2 la moglie. Questa\n      Questa pretesa \u00e8 stata contrastata e un tribunale giudiziario l'ha sostenuta nella sua resistenza.\n      resistenza, decidendo che le circostanze particolari, con il lungo\n      anni, avevano estinto, non solo equamente, ma anche\n      legalmente l'autorit\u00e0 del marito.\n\n      Il Chirurgical Journal di Leipsic, un periodico di alta\n      di alta autorevolezza e merito, che qualche libraio americano farebbe bene a\n      tradurre e ripubblicare, riporta in un numero recente un evento molto\n      un evento molto penoso del personaggio in questione.\n\n      Un ufficiale di artiglieria, un uomo di statura gigantesca e di salute robusta, essendo stato sbalzato da un cavallo ingestibile, ha ricevuto una ferita molto grave.\n      di salute robusta, essendo stato disarcionato da un cavallo ingestibile, ricevette una gravissima\n      una contusione molto grave alla testa, che lo rese subito insensibile.\n      Il cranio era leggermente fratturato, ma non si temeva un pericolo immediato.\n      pericolo immediato. L'operazione di trepanizzazione \u00e8 stata portata a termine con successo. L'uomo \u00e8 stato\n      dissanguato e sono stati adottati molti altri mezzi di soccorso ordinari.\n      di soccorso ordinari. Gradualmente, per\u00f2, cadde in uno stato di torpore sempre pi\u00f9\n      stato di torpore sempre pi\u00f9 disperato e, alla fine, si pens\u00f2 che fosse morto.\n      morto.\n\n      Il tempo era caldo e fu sepolto con indecente fretta in uno dei cimiteri pubblici.\n      uno dei cimiteri pubblici. I suoi funerali si sono svolti gioved\u00ec.\n      La domenica successiva, il terreno del cimitero era, come di consueto, affollato di visitatori.\n      come di consueto, molto affollato di visitatori, e verso mezzogiorno si \u00e8 creata un'intensa\n      verso mezzogiorno si \u00e8 creata un'intensa eccitazione per la dichiarazione di un contadino che,\n      mentre era seduto sulla tomba dell'ufficiale, aveva sentito distintamente\n      un'agitazione della terra, come se qualcuno si stesse\n      che si dibatteva al di sotto. All'inizio si prest\u00f2 poca attenzione all'asseverazione\n      all'affermazione dell'uomo, ma il suo evidente terrore e la caparbia\n      ostinazione con cui persisteva nella sua storia, ebbero alla fine\n      il loro effetto naturale sulla folla. Le vanghe furono procurate in fretta e furia\n      vanghe e la tomba, che era vergognosamente poco profonda, fu in pochi minuti\n      in pochi minuti fu aperta a tal punto da far apparire la testa del suo occupante.\n      che apparve la testa del suo occupante. Sembrava morto, ma era quasi eretto all'interno della sua bara, con il coperchio\n      all'interno della bara, il cui coperchio, nella sua furiosa lotta, aveva\n      aveva parzialmente sollevato.\n\n      \u00c8 stato immediatamente trasportato all'ospedale pi\u00f9 vicino e l\u00ec \u00e8 stato\n      e qui \u00e8 stato dichiarato ancora vivo, anche se in condizioni di asfissia.\n      Dopo alcune ore si rianim\u00f2, riconobbe alcuni conoscenti e, con frasi spezzate, parl\u00f2 delle sue agonie in\n      di sua conoscenza e, con frasi spezzate, parl\u00f2 delle sue agonie nella tomba.\n      tomba.\n\n      Da ci\u00f2 che ha raccontato, era chiaro che doveva essere stato\n      vita per pi\u00f9 di un'ora, durante l'inalazione, prima di cadere nell'insensibilit\u00e0.\n      cadere nell'insensibilit\u00e0. La tomba era stata riempita con noncuranza e\n      riempita con un terreno estremamente poroso, e quindi un po' d'aria era\n      necessariamente un po' d'aria. Sent\u00ec il rumore dei passi della folla\n      sopra di lui e cerc\u00f2 di farsi sentire a sua volta. Era\n      il tumulto all'interno del cimitero, disse, che sembr\u00f2 risvegliarlo da un\n      che sembrava averlo risvegliato da un sonno profondo, ma non appena si fu svegliato\n      prima di svegliarsi che divenne pienamente consapevole dei terribili orrori della sua posizione.\n      posizione.\n\n      Questo paziente, si legge, stava bene e sembrava in via di guarigione.\n      di guarigione definitiva, ma \u00e8 caduto vittima delle\n      ciarlatanerie della sperimentazione medica. La batteria galvanica fu applicata\n      galvanica, e improvvisamente mor\u00ec in uno di quei parossismi estatici che, di tanto in tanto, si\n      parossismi estatici che, occasionalmente, essa induce.\n\n      La menzione della batteria galvanica, tuttavia, mi richiama alla memoria un caso ben noto e molto\n      un caso ben noto e straordinario, in cui la sua azione si \u00e8\n      l'azione di questa batteria si rivel\u00f2 il mezzo per riportare in vita un giovane avvocato di Londra\n      avvocato di Londra, che era stato sepolto per due giorni. Questo caso\n      avvenne nel 1831 e cre\u00f2, all'epoca, una profonda\n      sensazione ovunque se ne parlasse.\n\n      Il paziente, il signor Edward Stapleton, era morto, apparentemente di tifo\n      febbre tifoidea, accompagnata da alcuni sintomi anomali che avevano\n      la curiosit\u00e0 dei suoi assistenti medici. Al suo apparente decesso\n      morte, ai suoi amici \u00e8 stato chiesto di autorizzare un esame post-mortem, ma\n      un esame post-mortem, ma si rifiutarono di permetterlo. Come spesso accade, quando\n      come spesso accade, quando si rifiutano di farlo, i medici decisero di\n      il corpo e di sezionarlo a piacere, in privato. Gli accordi sono stati\n      facilmente con alcuni dei numerosi corpi di\n      di cadaveri, di cui Londra abbonda; e, la terza notte dopo il funerale, i presunti\n      terza notte dopo il funerale, il presunto cadavere fu dissotterrato da una tomba\n      da una fossa profonda tre metri e depositato nella camera di apertura di uno degli ospedali privati.\n      uno degli ospedali privati.\n\n      Era stata praticata un'incisione di una certa entit\u00e0 nell'addome,\n      quando l'aspetto fresco e non decomposto del soggetto sugger\u00ec l'applicazione della batteria.\n      l'applicazione della batteria. Un esperimento dopo l'altro,\n      e gli effetti abituali si verificarono, senza che nulla li\n      nulla che li caratterizzasse sotto ogni aspetto, tranne, in una o due\n      in una o due occasioni, un grado di vivacit\u00e0 pi\u00f9 che normale nell'azione convulsiva.\n      azione convulsiva.\n\n      Si fece tardi. Il giorno stava per spuntare e si pens\u00f2 che fosse opportuno\n      opportuno procedere subito alla dissezione. A\n      uno studente, tuttavia, era particolarmente desideroso di verificare una sua teoria e\n      sua teoria e insistette per applicare la batteria a uno dei muscoli pettorali.\n      muscoli pettorali. Fu praticato un taglio grossolano e un filo metallico fu frettolosamente messo a contatto\n      quando il paziente, con un movimento frettoloso ma non\n      con un movimento frettoloso, ma del tutto inconsulto, si alz\u00f2 dal tavolo, si mise al centro del\n      al centro del pavimento, si guard\u00f2 intorno inquieto per qualche secondo,\n      e poi parl\u00f2. Ci\u00f2 che disse era incomprensibile, ma le parole furono pronunciate.\n      pronunciate; la sillabazione era distinta. Dopo aver parlato, cadde\n      pesantemente sul pavimento.\n\n      Per qualche istante tutti rimasero paralizzati dallo stupore, ma l'urgenza del caso li riport\u00f2 presto alla calma.\n      l'urgenza del caso restitu\u00ec loro presto la presenza di spirito. Si vide che\n      che il signor Stapleton era vivo, anche se in stato di svenimento. Con l'esposizione dell'etere\n      di etere si \u00e8 rianimato ed \u00e8 stato rapidamente riportato in\n      salute e alla societ\u00e0 dei suoi amici, ai quali, tuttavia, era stata nascosta ogni\n      della sua rianimazione, fino a quando una ricaduta non fu pi\u00f9\n      una ricaduta non era pi\u00f9 da temere. La loro meraviglia, il loro estasiato\n      stupore si pu\u00f2 immaginare.\n\n      La particolarit\u00e0 pi\u00f9 emozionante di questo incidente, tuttavia, \u00e8\n      \u00e8 implicata in ci\u00f2 che lo stesso signor S. afferma. Egli dichiara che in nessun momento\n      in nessun momento fu del tutto insensibile e che, in modo confuso\n      era consapevole di tutto ci\u00f2 che gli accadeva, dal momento in cui\n      momento in cui fu dichiarato morto dai suoi medici, a quello in cui\n      in cui \u00e8 caduto svenendo sul pavimento dell'ospedale.  Sono\n      vivo, furono le parole incomprese che, quando riconobbe il luogo in cui si trovava la sala di dissezione, furono\n      della sala di dissezione, si era sforzato di pronunciare, nella sua\n      di pronunciare.\n\n      Sarebbe facile moltiplicare storie come queste, ma me ne astengo.\n      perch\u00e9, in effetti, non ne abbiamo bisogno per stabilire il fatto che\n      che le sepolture premature avvengono. Quando riflettiamo su quanto raramente\n      raramente, per la natura del caso, abbiamo la possibilit\u00e0 di individuarle, dobbiamo ammettere che\n      di scoprirle, dobbiamo ammettere che possono verificarsi spesso senza\n      nostra conoscenza. In verit\u00e0, \u00e8 raro che un cimitero venga\n      cimitero sia mai stato invaso, per qualsiasi scopo, in misura cos\u00ec grande che\n      scheletri non si trovino in posizioni che suggeriscono i pi\u00f9\n      sospetti pi\u00f9 terribili.\n\n      Temibile il sospetto, ma ancora pi\u00f9 temibile il destino! Si pu\u00f2\n      senza esitazione, che nessun evento \u00e8 cos\u00ec terribilmente adatto a ispirare\n      adatto a ispirare la supremazia dell'angoscia corporea e mentale, come la sepoltura prima della morte.\n      angoscia come la sepoltura prima della morte. L'insopportabile oppressione\n      dei polmoni, le esalazioni soffocanti della terra umida, l'aggrapparsi alle\n      alle vesti mortuarie il rigido abbraccio della casa stretta il\n      nero della Notte assoluta il silenzio come un mare che\n      la presenza invisibile ma palpabile del Conquistatore.\n      Vermina queste cose, con il pensiero dell'aria e dell'erba in alto,\n      con il ricordo di cari amici che volerebbero a salvarci se solo fossero\n      se fossero stati informati del nostro destino, e con la consapevolezza che di questo destino\n      non potranno mai essere informati che la nostra parte, senza speranza, \u00e8 quella dei veri morti.\n      morte, queste considerazioni, dico, portano nel cuore, che ancora palpita, il\n      cuore, che ancora palpita, un grado di orrore spaventoso e intollerabile.\n      orrore intollerabile da cui la pi\u00f9 audace immaginazione deve\n      deve indietreggiare. Non conosciamo nulla di cos\u00ec straziante sulla Terra e possiamo sognare\n      nulla di cos\u00ec orrendo nei regni dell'Inferno pi\u00f9 remoto.\n      E quindi tutte le narrazioni su questo argomento hanno un interesse\n      profondo; un interesse, tuttavia, che, grazie al sacro timore del tema\n      sacro dell'argomento stesso, \u00e8 molto appropriato e molto peculiare\n      dipende dalla nostra convinzione della verit\u00e0 della materia narrata.\n      Ci\u00f2 che ho da raccontare \u00e8 frutto della mia conoscenza effettiva della mia\n      esperienza positiva e personale.\n\n      Per diversi anni sono stata soggetta ad attacchi di quel singolare\n      disturbo che i medici hanno deciso di chiamare catalessi, in mancanza di un\n      di catalessi, in mancanza di un titolo pi\u00f9 definitivo. Sebbene sia le cause immediate che quelle predisponenti\n      e le cause predisponenti, e persino la diagnosi vera e propria, di questa\n      di questa malattia siano ancora misteriose, il suo carattere evidente e\n      carattere evidente e apparente \u00e8 sufficientemente ben compreso. Le sue variazioni sembrano\n      variazioni sembrano essere principalmente di grado. A volte il paziente giace, solo per un giorno,\n      o anche per un periodo pi\u00f9 breve, in una specie di letargia esagerata.\n      letargia esagerata. \u00c8 insensibile ed esternamente immobile, ma le pulsazioni del cuore\n      pulsazione del cuore \u00e8 ancora debolmente percepibile; rimangono alcune tracce di calore; un leggero colore\n      di calore; un leggero colore permane al centro della guancia e, all'applicazione del\n      guancia; e, applicando uno specchio alle labbra, si pu\u00f2 rilevare un\n      si pu\u00f2 rilevare un'azione torpida, ineguale e vacillante dei polmoni.\n      Anche in questo caso la durata della trance \u00e8 di settimane e persino di mesi.\n      mesi; mentre l'esame pi\u00f9 attento e le analisi mediche pi\u00f9 rigorose non riescono a stabilire alcuna\n      esami medici pi\u00f9 rigorosi non riescono a stabilire alcuna distinzione materiale tra lo stato del\n      stato del malato e ci\u00f2 che noi concepiamo come morte assoluta.\n      Molto spesso si salva da una sepoltura prematura solo grazie alla\n      amici di essere stato precedentemente soggetto a catalessi, dalla conseguente\n      catalessi, dal conseguente sospetto che ne deriva e, soprattutto,\n      dalla mancata comparsa della decadenza. I progressi della malattia sono, per fortuna, graduali,\n      fortunatamente graduale. Le prime manifestazioni, anche se marcate, sono\n      inequivocabili. Le crisi si fanno via via pi\u00f9\n      sempre pi\u00f9 particolari e si protraggono per un periodo pi\u00f9 lungo del precedente.\n      precedente. In questo risiede la principale sicurezza contro l'inumazione.\n      Il malcapitato il cui primo attacco dovesse avere il carattere estremo che si\n      carattere estremo che si osserva di tanto in tanto, sarebbe quasi inevitabile\n      quasi inevitabilmente consegnato vivo alla tomba.\n\n      Il mio caso personale non differiva in nessun particolare importante da quelli\n      citati nei libri di medicina. A volte, senza alcuna causa apparente\n      causa, sprofondavo, a poco a poco, in una condizione di\n      semi-sincope, o mezzo svenimento; e, in questa condizione, senza dolore, senza\n      dolore, senza capacit\u00e0 di agitarmi o, in senso stretto, di pensare,\n      ma con una sorda e letargica coscienza della vita e della\n      presenza di coloro che circondavano il mio letto, rimasi, fino a quando la crisi della\n      crisi della malattia mi ha restituito, improvvisamente, la perfetta\n      sensazione. Altre volte fui colpita rapidamente e impetuosamente.\n      Mi sentivo male, intorpidito, infreddolito, stordito e cadevo subito a terra.\n      prostrato all'istante. Poi, per settimane, tutto fu vuoto, nero e silenzioso.\n      silenzio, e il Nulla divenne l'universo. L'annientamento totale non poteva\n      non poteva pi\u00f9 essere. Da questi ultimi attacchi mi risvegliai, tuttavia, con una\n      con una gradualit\u00e0 lenta in proporzione alla repentinit\u00e0 dell'attacco.\n      Proprio come l'alba del giorno per il mendicante senza amici e senza casa che\n      che si aggira per le strade durante la lunga e desolata notte invernale\n      cos\u00ec tardivamente, cos\u00ec stancamente, cos\u00ec allegramente \u00e8 tornata la luce dell'anima\n      dell'anima a me.\n\n      A parte la tendenza alla trance, comunque, la mia salute generale\n      salute generale sembrava essere buona; n\u00e9 riuscivo a percepire che fosse\n      dall'unica malattia prevalente, a meno che, in effetti, una\n      idiosincrasia nel mio sonno ordinario possa essere considerata come\n      indotto. Quando mi svegliavo dal sonno, non riuscivo mai a prendere subito\n      subito il pieno possesso dei miei sensi, e rimanevo sempre, per\n      per molti minuti in uno stato di smarrimento e perplessit\u00e0.\n      facolt\u00e0 mentali in generale, ma in particolare la memoria, in una condizione di\n      condizione di assoluta sospensione.\n\n      In tutto ci\u00f2 che ho sopportato non c'era sofferenza fisica, ma di\n      sofferenza morale un'infinit\u00e0. La mia fantasia si \u00e8 fatta carnale, ho parlato di\n      vermi, di tombe e di epitaffi.  Mi perdevo in fantasticherie sulla morte,\n      e l'idea di una sepoltura prematura si impossessava continuamente del mio cervello.\n      cervello. L'orrendo pericolo a cui ero sottoposto mi perseguitava giorno e notte.\n      e notte. Nel primo caso, il supplizio della meditazione era\n      eccessivo, nel secondo, supremo. Quando la cupa oscurit\u00e0\n      oscurit\u00e0 si estendeva sulla Terra, allora, con ogni orrore del pensiero, io\n      tremavo come i pennacchi tremolanti sul carro funebre. Quando la Natura\n      non poteva pi\u00f9 sopportare la veglia, fu con una lotta che acconsentii a dormire.\n      acconsent\u00ec a dormire, perch\u00e9 rabbrividivo al pensiero che, al risveglio,\n      che al mio risveglio avrei potuto ritrovarmi come inquilino di una tomba. E quando, finalmente, sprofondai\n      sprofondai nel sonno, fu solo per precipitarmi subito in un mondo di\n      fantasmi, sopra i quali, con un'ala vasta, zibaldina e oscurante,\n      aleggiava, predominante, l'unica Idea sepolcrale.\n\n      Tra le innumerevoli immagini di tenebra che mi hanno oppresso in sogno\n      sogni, scelgo di registrare solo un'unica visione. Mi sembrava di essere\n      immerso in una trance catalettica di durata e profondit\u00e0 superiori al solito.\n      e profondit\u00e0. Improvvisamente una mano gelida si pos\u00f2 sulla mia fronte,\n      e una voce impaziente e farfugliante sussurr\u00f2 la parola Alzati!\n      all'orecchio.\n\n      Mi sono seduto in posizione eretta. L'oscurit\u00e0 era totale. Non riuscivo a vedere la figura\n      di colui che mi aveva eccitato. Non riuscivo a ricordare n\u00e9 il periodo\n      periodo in cui ero caduto in trance, n\u00e9 il luogo in cui giacevo.\n      luogo in cui giacevo. Mentre rimanevo immobile e mi sforzavo di raccogliere\n      di raccogliere i miei pensieri, la mano fredda mi afferr\u00f2 con forza\n      mi afferr\u00f2 ferocemente per il polso, scuotendolo con petulanza, mentre la voce farfugliante\n      voce farfugliante ripeteva:\n\n       Alzati, non ti ho forse detto di alzarti?\n\n       E chi sei, ho chiesto, tu?\n\n       Non ho nome nelle regioni che abito, rispose la voce, mestamente.\n      voce, mestamente; ero mortale, ma sono un demonio. Ero spietato,\n      ma sono pietoso. Senti che tremo. I denti mi tremano\n      mentre parlo, ma non \u00e8 con il freddo della notte della\n      notte senza fine. Ma questo orrore \u00e8 insopportabile. Come\n      come puoi dormire tranquillamente? Non posso riposare per il grido di queste\n      grandi agonie. Questi spettacoli sono pi\u00f9 di quanto io possa sopportare. Alzati\n      alzati! Vieni con me nella Notte esterna e lascia che ti mostri le tombe.\n      le tombe. Non \u00e8 questo uno spettacolo di sventura? Guardate!\n\n      Guardai; e la figura invisibile, che ancora mi afferrava per il polso, aveva fatto spalancare le tombe di tutta l'umanit\u00e0.\n      polso, aveva fatto aprire le tombe di tutta l'umanit\u00e0;\n      e da ognuna di esse si sprigionava la debole luce fosforica della decomposizione; cos\u00ec\n      cos\u00ec che potevo vedere nei recessi pi\u00f9 reconditi, e l\u00ec vedere i corpi\n      corpi avvolti nel loro triste e solenne sonno con il verme.\n      Ma, ahim\u00e8, i veri dormienti erano meno numerosi, di molti milioni, di coloro che\n      di quelli che non dormivano affatto; e c'era una debole lotta\n      e c'era una triste agitazione generale; e dalle profondit\u00e0 delle innumerevoli fosse\n      profondit\u00e0 delle innumerevoli fosse giungeva un malinconico fruscio\n      dalle vesti dei sepolti. E di coloro che sembravano\n      tranquillamente riposare, vidi che un gran numero di loro aveva cambiato, in misura maggiore o minore, il\n      in misura maggiore o minore, la posizione rigida e scomoda in cui\n      posizione rigida e scomoda in cui erano stati inizialmente sepolti. E la voce mi disse di nuovo\n      mentre guardavo:\n\n       Non \u00e8 forse, oh! non \u00e8 forse uno spettacolo pietoso?  Ma, prima che potessi\n      trovare le parole per rispondere, la figura aveva smesso di afferrarmi il polso, le luci fosforiche si spegnevano\n      luci fosforiche si spensero, e le tombe si chiusero con una violenza\n      con improvvisa violenza, mentre da esse si levava un tumulto di grida di disperazione\n      grida disperate, che dicevano ancora:  Non \u00e8 forse, o Dio, uno spettacolo molto\n      pietoso?\n\n      Fantasie come queste, che si presentano di notte,\n      estendevano la loro terribile influenza fino alle ore di veglia. I miei\n      nervi completamente scossi e caddi in preda a un orrore perpetuo.\n      orrore. Esitavo a cavalcare, a camminare o a dedicarmi a qualsiasi esercizio che mi portasse lontano da casa.\n      esercizio che mi avrebbe portato lontano da casa. In effetti, non osavo pi\u00f9\n      non osavo pi\u00f9 fidarmi di me stesso al di fuori della presenza di coloro che\n      che conoscevano la mia propensione alla catalessi, per timore che, cadendo in una delle mie\n      delle mie solite crisi, venissi seppellito prima che il mio reale stato\n      prima che si potesse accertare il mio reale stato. Dubitavo della cura e della fedelt\u00e0 dei miei pi\u00f9 cari amici.\n      amici pi\u00f9 cari. Temevo che, in preda a uno stato di trance di durata pi\u00f9 che\n      durata abituale, potessero essere indotti a considerarmi\n      irrecuperabile. Arrivai persino a temere che, dato che avevo causato molti\n      problemi, sarebbero stati lieti di considerare qualsiasi attacco molto\n      attacco molto prolungato come una scusa sufficiente per sbarazzarsi di me\n      del tutto. Invano cercarono di rassicurarmi con le pi\u00f9 solenni promesse.\n      promesse pi\u00f9 solenni. Esigetti i giuramenti pi\u00f9 sacri, che in nessun caso\n      che in nessun caso mi avrebbero seppellito fino a quando la decomposizione non fosse stata\n      materialmente avanzata da rendere impossibile un'ulteriore conservazione.\n      E, anche allora, i miei terrori mortali non avrebbero ascoltato alcuna ragione, non avrebbero accettato\n      non avrebbero accettato alcuna consolazione. Ho preso una serie di elaborate\n      precauzioni. Tra le altre cose, feci ristrutturare il caveau di famiglia in modo che\n      ristrutturata in modo da poter essere facilmente aperta dall'interno. La minima pressione su una\n      minima pressione su una lunga leva che si estendeva molto all'interno della\n      tomba avrebbe fatto volare indietro il portale di ferro. C'erano\n      di aria e di luce, e comodi recipienti per il cibo e l'acqua, a portata di mano.\n      di aria e di luce, e di comodi recipienti per il cibo e l'acqua, a portata di mano\n      della bara destinata ad accogliermi. Questa bara era caldamente\n      e sofficemente imbottita, ed era dotata di un coperchio, modellato sul principio della\n      principio della porta della camera blindata, con l'aggiunta di molle cos\u00ec\n      che il pi\u00f9 debole movimento del corpo sarebbe stato sufficiente a liberarlo.\n      sufficiente a liberarlo. Oltre a tutto questo, c'era\n      una grande campana sospesa sul tetto della tomba, la cui fune, secondo il progetto, avrebbe dovuto\n      che, secondo il progetto, avrebbe dovuto passare attraverso un buco nella\n      bara e quindi essere fissata a una delle mani del cadavere.\n      Ma, ahim\u00e8, a cosa serve la vigilanza contro il Destino dell'uomo?\n      Nemmeno queste sicurezze ben congegnate sono bastate a salvare dalle\n      dalle agonie pi\u00f9 estreme dell'inumazione vivente, un disgraziato a queste\n      agonie predestinate!\n\n      Arriv\u00f2 un'epoca come spesso ne erano arrivate altre in cui\n      in cui mi ritrovai ad emergere dalla totale incoscienza al primo\n      senso debole e indefinito dell'esistenza. Lentamente, con una tartaruga\n      si avvicinava la debole alba grigia del giorno psichico. A\n      torpida inquietudine. Un'apatica sopportazione del dolore sordo. Nessuna\n      nessuna preoccupazione, nessuna speranza, nessuno sforzo. Poi, dopo un lungo intervallo, un ronzio nelle orecchie.\n      orecchie; poi, dopo un periodo ancora pi\u00f9 lungo, una sensazione di pizzicore o di\n      sensazione di pizzicore o formicolio alle estremit\u00e0; poi un periodo apparentemente eterno di\n      un periodo apparentemente eterno di piacevole quiescenza, durante il quale il risveglio dei sentimenti\n      sensazioni di risveglio si dibattono nel pensiero; poi un breve riaffondamento nel non\n      in una non-entit\u00e0; poi un'improvvisa ripresa. Alla fine il leggero\n      tremolio di una palpebra e, immediatamente dopo, una scossa elettrica di terrore, mortale e\n      di terrore, mortale e indefinito, che manda il sangue a torrenti dalle tempie\n      sangue a torrenti dalle tempie al cuore. E ora il primo\n      sforzo positivo di pensare. E ora il primo sforzo di ricordare.\n      E ora un successo parziale ed evanescente. E ora la memoria ha\n      ha ripreso il suo dominio, tanto che, in qualche misura, sono\n      consapevole del mio stato. Sento che non mi sto svegliando da un sonno ordinario.\n      sonno ordinario. Ricordo di essere stato soggetto a catalessi. E\n      ora, finalmente, come per l'impeto di un oceano, il mio spirito tremante\n      \u00e8 sopraffatto dall'unico pericolo, dall'unica idea spettrale e\n      sempre presente.\n\n      Per alcuni minuti, dopo che questa fantasia mi ha posseduto, sono rimasto\n      senza muovermi. E perch\u00e9? Non riuscivo a trovare il coraggio di muovermi. I\n      non osavo fare lo sforzo che mi avrebbe fatto capire il mio destino.\n      eppure c'era qualcosa nel mio cuore che mi sussurrava che era\n      sicuro. Una disperazione come nessun'altra specie di miseria pu\u00f2 mai chiamare\n      disperazione mi ha spinto, dopo una lunga irresolutezza, a sollevare le\n      sollevare le pesanti palpebre dei miei occhi. Le sollevai. Era\n      buio, tutto buio. Sapevo che la crisi era finita. Sapevo che la\n      crisi del mio disturbo era passata da tempo. Sapevo di aver recuperato\n      pienamente recuperato l'uso delle mie facolt\u00e0 visive eppure era\n      buio tutto il buio, l'intensa e totale assenza di luce della Notte che\n      che dura in eterno.\n\n      Mi sforzai di gridare; e le mie labbra e la mia lingua arida si muovevano convulsamente\n      convulsamente nel tentativo, ma nessuna voce usc\u00ec dai polmoni cavernosi, che si opprimevano come per un peso\n      polmoni cavernosi, che oppressi come dal peso di qualche\n      montagna incombente, ansimavano e palpitavano, insieme al cuore, a ogni elaborata e faticosa ispirazione.\n      ogni elaborata e faticosa ispirazione.\n\n      Il movimento delle mascelle, in questo sforzo di gridare ad alta voce, mi mostr\u00f2 che erano\n      che erano legate, come di solito accade con i morti. Sentii anche\n      che giacevo su qualche sostanza dura; e da qualcosa di simile anche i miei\n      fianchi erano strettamente compressi. Finora non avevo mai osato\n      di muovere nessuna delle mie membra, ma ora alzai violentemente le braccia,\n      che erano rimaste a lungo distese con i polsi incrociati. Esse\n      colpirono una solida sostanza di legno, che si estendeva sopra la mia persona\n      ad un'altezza di non pi\u00f9 di quindici centimetri dal mio viso. Non potevo\n      non potevo pi\u00f9 dubitare di trovarmi finalmente in una bara.\n\n      E ora, in mezzo a tutte le mie infinite miserie, arrivava dolcemente il cherubino\n      Speranza perch\u00e9 pensavo alle mie precauzioni. Mi contorcevo e facevo sforzi spasmodici per\n      spasmodici sforzi per aprire il coperchio: non si muoveva. I\n      mi tastai i polsi per cercare la corda della campana: non si trovava. E ora\n      il Consolatore se n'era andato per sempre, e una disperazione ancora pi\u00f9\n      trionfante, perch\u00e9 non potevo fare a meno di percepire l'assenza delle\n      che avevo preparato con tanta cura, e poi, all'improvviso, mi giunse alle narici la\n      improvvisamente alle mie narici l'odore forte e particolare della terra umida.\n      terra umida. La conclusione fu irresistibile. Non ero all'interno della\n      volta. Ero caduto in trance mentre ero assente da casa, tra estranei.\n      tra estranei, quando, o come, non riuscivo a ricordare, ed erano stati loro a\n      loro che mi avevano seppellito come un cane inchiodato in una comune bara\n      inchiodato in una bara comune e spinto in profondit\u00e0, in profondit\u00e0 e per sempre, in una tomba ordinaria e senza nome.\n      e senza nome.\n\n      Mentre questa terribile convinzione si insinuava, cos\u00ec, nelle pi\u00f9 intime\n      stanze della mia anima, ancora una volta mi sforzai di gridare ad alta voce. E in\n      questo secondo tentativo ci riuscii. Un lungo, selvaggio e continuo\n      urlo, o grido di agonia, risuon\u00f2 nei regni della notte sotterranea.\n      notte sotterranea.\n\n       Hillo! hillo, l\u00e0! disse una voce burbera, in risposta.\n\n       Che diavolo di problema c'\u00e8 ora! disse un secondo.\n\n       Esci da l\u00ec! disse un terzo.\n\n       Che cosa intendi per guaire in quel tipo di stile, come un\n      disse un quarto; e a quel punto fui afferrato e scosso, senza alcuna cerimonia, per diversi minuti, da un gruppo di persone molto\n      senza alcuna cerimonia, per diversi minuti, da un gruppo di individui dall'aspetto molto\n      dall'aspetto rozzo. Non mi destarono dal mio sonno\n      sonno, perch\u00e9 ero ben sveglio quando gridai, ma mi restituirono\n      di memoria, ma mi hanno restituito il pieno possesso della memoria.\n\n      Questa avventura \u00e8 avvenuta nei pressi di Richmond, in Virginia. Accompagnato\n      da un amico, mi ero recato, per una spedizione di tiro a segno, per alcune miglia\n      miglia lungo le rive del fiume James. Si avvicinava la notte e\n      e fummo sorpresi da una tempesta. La cabina di un piccolo sloop che giaceva alla\n      all'ancora nel fiume e carica di muffa da giardino, ci offr\u00ec l'unico riparo disponibile.\n      l'unico riparo disponibile. Ne approfittammo e passammo la notte a bordo.\n      notte a bordo. Io dormii in una delle due uniche cuccette della nave e nelle cuccette di un'altra nave.\n      di uno sloop di sessanta o venti tonnellate e le cuccette non hanno bisogno di essere descritte.\n      di sessanta o venti tonnellate non hanno bisogno di essere descritte. Quella che occupai io non aveva letti di\n      alcun tipo di giaciglio. La sua larghezza estrema era di diciotto pollici. La distanza del\n      fondo dal ponte sopraelevato era esattamente la stessa. Trovai\n      difficolt\u00e0 a infilarmici dentro.\n      Ciononostante, dormii profondamente e l'intera visione non era un sogno e non era un incubo.\n      non era un sogno e non era un incubo.\n      dalla mia posizione, dalla mia normale inclinazione di pensiero e dalla difficolt\u00e0\n      dalla difficolt\u00e0, a cui ho accennato, di raccogliere i miei\n      sensi, e soprattutto di recuperare la memoria, per molto tempo\n      dopo il risveglio dal sonno. Gli uomini che mi hanno scosso erano l'equipaggio della\n      scialuppa e alcuni operai impegnati a scaricarla. Dal carico\n      stesso proveniva l'odore di terra. La benda intorno alle mascelle era un\n      fazzoletto di seta con il quale mi ero legato la testa, in mancanza del\n      il mio abituale berretto da notte.\n\n      Le torture sopportate, tuttavia, erano indubbiamente pari, per l'epoca\n      a quelle della sepoltura vera e propria. Erano spaventosamente\n      erano inconcepibilmente orribili; ma dal Male deriv\u00f2 il Bene, perch\u00e9 il loro stesso eccesso\n      il loro stesso eccesso provoc\u00f2 nel mio spirito un'inevitabile repulsione.\n      La mia anima acquis\u00ec tono e temperamento. Andai all'estero. Ho fatto\n      esercizi vigorosi. Ho respirato l'aria libera del cielo. Ho pensato\n      a temi diversi dalla Morte. Ho scartato i miei libri di medicina.\n       Ho bruciato Buchan. Non ho letto Pensieri Notturni, n\u00e9 fustigazione di\n      cantieri, n\u00e9 racconti strampalati come questo. In breve, sono diventato un\n      uomo nuovo e ho vissuto una vita da uomo. Da quella notte memorabile, ho\n      le mie apprensioni per l'ossario, e con loro\n      con esse svan\u00ec il disturbo catalettico, di cui, forse, erano state\n      erano state pi\u00f9 la conseguenza che la causa.\n\n      Ci sono momenti in cui, anche all'occhio sobrio della Ragione, il mondo della nostra triste Umanit\u00e0 pu\u00f2 assumere le sembianze di un Inferno\n      mondo della nostra triste Umanit\u00e0 pu\u00f2 assumere le sembianze di un Inferno ma\n      l'immaginazione dell'uomo non \u00e8 Carathis, per esplorare impunemente\n      ogni sua caverna. Ahim\u00e8, la lugubre legione di terrori sepolcrali\n      non pu\u00f2 essere considerata del tutto fantasiosa ma, come i demoni in compagnia dei quali\n      in compagnia dei quali Afrasiab comp\u00ec il suo viaggio lungo l'Oxus, devono dormire o\n      devono dormire, o ci divoreranno devono essere lasciati riposare,\n      o moriremo.\n\n\n\n\nIL DOMINIO DI ARNHEIM\n\n\nIl giardino come una bella signora \u00e8 stato tagliato,\n    che giaceva come se si fosse assopita nel piacere,\ne i suoi occhi si chiudevano verso il cielo aperto.\n    I campi azzurri del cielo erano disposti a destra\n    In un grande tondo, con i fiori della luce.\nI fiori di luce e le scintille rotonde di rugiada\nche pendevano sulle loro foglie azzurre mostravano\nCome stelle scintillanti che brillano nell'azzurro della sera.\n                     Giles Fletcher.\n\n      Dalla sua culla alla sua tomba, una ventata di prosperit\u00e0 ha accompagnato il mio amico\n      Ellison. Non uso la parola prosperit\u00e0 nel suo mero senso\n      senso mondano. La intendo come sinonimo di felicit\u00e0. La persona\n      di cui parlo sembrava nata con lo scopo di prefigurare le dottrine di Turgot, Price, Priestley e Condorcet.\n      dottrine di Turgot, Price, Priestley e Condorcet, di esemplificare con singoli esempi\n      esemplificare con un esempio individuale ci\u00f2 che \u00e8 stato considerato la\n      chimera dei perfezionisti. Nella breve esistenza di Ellison\n      credo di aver visto confutato il dogma secondo cui nella natura stessa dell'uomo si trova\n      natura dell'uomo si nasconda qualche principio nascosto, antagonista della beatitudine. Un ansioso esame della sua\n      ansioso esame della sua carriera mi ha dato modo di capire che\n      in generale, dalla violazione di alcune semplici leggi dell'umanit\u00e0\n      dalla violazione di alcune semplici leggi dell'umanit\u00e0, nasce la miseria del genere umano.\n      abbiamo in nostro possesso gli elementi non ancora consumati del contenuto e che,\n      anche ora, nell'attuale oscurit\u00e0 e follia di tutto il pensiero sulla\n      sulla grande questione della condizione sociale, non \u00e8 impossibile\n      che l'uomo, l'individuo, in certe condizioni insolite e altamente\n      condizioni fortuite, possa essere felice.\n\n      Anche il mio giovane amico era pienamente imbevuto di queste opinioni.\n      e quindi \u00e8 degno di nota il fatto che l'ininterrotto divertimento\n      ininterrotto che contraddistingueva la sua vita era, in\n      in gran parte il risultato di un preconcerto. \u00c8 infatti evidente\n      \u00e8 infatti evidente che con meno di quella filosofia istintiva che, di tanto in tanto,\n      che, di tanto in tanto, si sostituisce cos\u00ec bene all'esperienza, Mr.\n      Ellison si sarebbe trovato precipitato, a causa dello straordinario successo della sua\n      della sua vita, nel vortice comune dell'infelicit\u00e0 che si prospetta per chi\n      per coloro che hanno dotazioni eccellenti. Ma non \u00e8 assolutamente il mio obiettivo\n      di scrivere un saggio sulla felicit\u00e0. Le idee del mio amico possono essere\n      riassunte in poche parole. Egli ammetteva solo quattro principi elementari\n      principi elementari, o pi\u00f9 propriamente, condizioni di beatitudine. Quello che considerava\n      era (strano a dirsi!) quello semplice e puramente fisico del\n      fisico del libero esercizio all'aria aperta.  La salute, diceva\n      salute, diceva, raggiungibile con altri mezzi \u00e8 a malapena degna di questo nome.  Egli\n      le estasi del cacciatore di volpi e indic\u00f2 nei coltivatori della terra gli unici\n      della terra, le uniche persone che, come classe, possono essere considerate\n      pi\u00f9 felici degli altri. La sua seconda condizione era\n      l'amore per la donna. La terza, la pi\u00f9 difficile da realizzare,\n      era il disprezzo dell'ambizione. La quarta era un oggetto da perseguire\n      incessantemente; e riteneva che, a parit\u00e0 di altre condizioni,\n      l'estensione della felicit\u00e0 raggiungibile fosse in proporzione alla\n      spiritualit\u00e0 di questo oggetto.\n\n      Ellison era notevole per la continua profusione di buoni doni\n      doni che la fortuna gli ha elargito. In grazia e bellezza personale superava\n      superava tutti gli uomini. Il suo intelletto era di quell'ordine per il quale l'acquisizione della conoscenza\n      l'acquisizione della conoscenza non \u00e8 tanto un lavoro quanto un'intuizione e una necessit\u00e0.\n      necessit\u00e0. La sua famiglia era una delle pi\u00f9 illustri dell'impero.\n      impero. La sua sposa era la pi\u00f9 bella e devota delle donne.\n      I suoi possedimenti erano sempre stati ampi; ma al raggiungimento della maggiore et\u00e0, si scopr\u00ec che una delle\n      maggiorenne, si scopr\u00ec che uno di quegli straordinari scherzi del destino\n      straordinari scherzi del destino che sconvolgono l'intero mondo sociale in cui si verificano.\n      che sconvolgono l'intero mondo sociale in cui si verificano, e che raramente non\n      di alterare radicalmente la costituzione morale di chi ne \u00e8 l'oggetto.\n      oggetto.\n\n      Sembra che circa cento anni prima che il signor Ellison diventasse maggiorenne, fosse morto, in una remota provincia, un certo signor Seabright.\n      di et\u00e0, fosse morto, in una remota provincia, un certo signor Seabright\n      Ellison. Questo signore aveva accumulato una fortuna principesca e, non avendo legami immediati,\n      senza legami immediati, concep\u00ec il capriccio di far accumulare le sue\n      di lasciare che le sue ricchezze si accumulassero per un secolo dopo la sua morte.\n      Dirigendo minuziosamente e sagacemente le varie modalit\u00e0 di\n      di investimento, lasci\u00f2 in eredit\u00e0 l'intera somma al parente pi\u00f9 prossimo, che portava il nome di Ellero.\n      sangue, con il nome di Ellison, che sarebbe stato vivo alla fine dei cento anni.\n      alla fine dei cento anni. Molti tentativi sono stati fatti per\n      di accantonare questo singolare lascito; il loro carattere ex post facto\n      Il loro carattere ex post facto li rese abortiti, ma l'attenzione di un governo geloso\n      geloso, e alla fine si ottenne un atto legislativo che proibiva\n      di proibire ogni accumulo simile. Questo atto, tuttavia, non imped\u00ec al\n      giovane Ellison di entrare in possesso, al suo ventunesimo compleanno\n      compleanno, come erede del suo antenato Seabright, di una fortuna di quattrocentocinquanta milioni di dollari.\n      quattrocentocinquanta milioni di dollari. (*1)\n\n      Quando si \u00e8 saputo che tale era l'enorme ricchezza\n      ereditato, ci furono ovviamente molte speculazioni sul modo in cui\n      modalit\u00e0 di smaltimento. L'entit\u00e0 e l'immediata disponibilit\u00e0\n      disponibilit\u00e0 della somma sconcertarono tutti coloro che pensarono all'argomento.\n      Il possessore di una qualsiasi quantit\u00e0 apprezzabile di denaro avrebbe potuto\n      di denaro avrebbe potuto essere immaginato in grado di fare una qualsiasi delle mille cose. Con le ricchezze\n      ricchezza semplicemente superiore a quella di qualsiasi cittadino, sarebbe stato facile\n      di un cittadino, sarebbe stato facile immaginarlo impegnato in un eccesso supremo di\n      stravaganze alla moda del suo tempo, o che si dedicasse a intrighi politici o che mirasse a\n      intrighi politici o che mirasse al potere ministeriale o all'acquisto di\n      nobilt\u00e0 o di collezionare grandi musei di virt\u00f9 o di fare il\n      munifico mecenate delle lettere, delle scienze, dell'arte, o di dotare e\n      di istituzioni di carit\u00e0. Ma\n      Ma per l'inconcepibile ricchezza in possesso dell'erede, questi oggetti e tutti i beni comuni\n      erede, questi oggetti e tutti gli oggetti ordinari erano ritenuti un campo\n      un campo troppo limitato. Si ricorse alle figure, che per\u00f2 bastarono a confondere.\n      ma bastavano a confondere le idee. Si \u00e8 visto che, anche al tre per cento,\n      il reddito annuale dell'eredit\u00e0 ammontava a non meno di\n      tredici milioni e cinquecentomila dollari, pari a\n      un milione e centoventicinquemila al mese;\n      o trentaseimila novecentottantasei al giorno; oppure\n      millecinquecentoquarantuno all'ora; o sei e venti dollari per ogni minuto di volo\n      venti dollari per ogni minuto trascorso. In questo modo la solita pista\n      di supposizioni era completamente interrotta. Gli uomini non sapevano cosa\n      immaginare. C'era chi pensava addirittura che il signor Ellison\n      Ellison si sarebbe spogliato di almeno met\u00e0 della sua fortuna, come di\n      opulenza del tutto superflua, arricchendo intere truppe di suoi parenti\n      parenti, dividendo la sua sovrabbondanza. Al pi\u00f9 vicino di questi\n      di questi ultimi, infatti, abbandon\u00f2 la ricchezza insolita che era\n      che gli apparteneva prima dell'eredit\u00e0.\n\n      Non fui sorpreso, tuttavia, nel constatare che aveva gi\u00e0 deciso da tempo di\n      decisione su un punto che aveva fatto tanto discutere i suoi amici.\n      amici. N\u00e9 mi stup\u00ec molto la natura della sua decisione.\n      decisione. Per quanto riguarda la beneficenza individuale, aveva soddisfatto la sua coscienza.\n      coscienza. Per quanto riguarda la possibilit\u00e0 di un miglioramento, propriamente detto\n      propriamente detto, di un miglioramento della condizione generale dell'uomo, aveva (mi dispiace confessarlo) poca fiducia.\n      dell'uomo, aveva (mi dispiace confessarlo) poca fiducia. Nel complesso\n      Nel complesso, che sia felice o infelice, era ricacciato, in\n      in gran parte su se stesso.\n\n      Nel senso pi\u00f9 ampio e nobile del termine era un poeta. Comprendeva,\n      il vero carattere, gli augusti scopi, la suprema maest\u00e0 e dignit\u00e0 del sentimento poetico.\n      maest\u00e0 e dignit\u00e0 del sentimento poetico. La pi\u00f9 completa, se non\n      l'unica soddisfazione adeguata di questo sentimento, egli sentiva istintivamente\n      sentiva risiedere nella creazione di nuove forme di bellezza. Alcune\n      peculiarit\u00e0, sia nella sua educazione precoce, sia nella natura del suo\n      dell'intelletto, avevano tinto di ci\u00f2 che viene definito materialismo tutte le sue speculazioni etiche.\n      speculazioni etiche; ed \u00e8 stato forse questo pregiudizio a fargli credere che il pi\u00f9 vantaggioso\n      a credere che il campo pi\u00f9 vantaggioso, se non l'unico, per l'esercizio poetico\n      l'unico campo legittimo per l'esercizio poetico, si trova nella\n      creazione di nuovi stati d'animo di pura bellezza fisica. Cos\u00ec\n      cos\u00ec \u00e8 diventato n\u00e9 musicista n\u00e9 poeta, se usiamo quest'ultimo termine\n      quest'ultimo termine nella sua accezione quotidiana. Oppure potrebbe essere\n      che abbia trascurato di diventare n\u00e9 l'uno n\u00e9 l'altro, solo per perseguire l'idea\n      idea che nel disprezzo dell'ambizione si trovi uno dei principi\n      principi essenziali della felicit\u00e0 sulla terra. Non \u00e8 forse\n      possibile che, mentre un alto livello di genialit\u00e0 \u00e8 necessariamente\n      ambizioso, il pi\u00f9 elevato sia al di sopra di ci\u00f2 che viene definito ambizione?\n      E non \u00e8 forse vero che molti, molto pi\u00f9 grandi di Milton, sono rimasti muti e ingenui?\n      Milton si siano accontentati di rimanere muti e ingloriosi?  Credo che il\n      mondo non abbia mai visto e che, a meno che per una serie di\n      incidenti che spingano l'ordine pi\u00f9 nobile della mente a sforzi sgradevoli\n      sforzo sgradevole, il mondo non vedr\u00e0 mai l'esecuzione trionfante\n      trionfale, nei domini pi\u00f9 ricchi dell'arte, di cui la natura umana \u00e8 assolutamente\n      natura umana \u00e8 assolutamente capace.\n\n      Ellison non \u00e8 diventato n\u00e9 musicista n\u00e9 poeta, anche se nessun uomo \u00e8 vissuto\n      pi\u00f9 profondamente innamorato della musica e della poesia. In altre circostanze\n      circostanze diverse da quelle che lo hanno investito, non \u00e8 impossibile che\n      che sarebbe diventato un pittore. La scultura, pur essendo per sua natura\n      natura rigorosamente poetica, era troppo limitata nella sua estensione e nelle sue\n      conseguenze, per occupare, in qualsiasi momento, gran parte della sua attenzione.\n      attenzione. E ho gi\u00e0 menzionato tutte le province in cui\n      comune del sentimento poetico l'ha dichiarato capace di\n      capace di esprimersi. Ma Ellison sosteneva che la pi\u00f9 ricca,\n      pi\u00f9 vera e pi\u00f9 naturale, se non addirittura la provincia pi\u00f9\n      pi\u00f9 estesa, era stata inspiegabilmente trascurata. Nessuna\n      definizione aveva parlato del paesaggista come del poeta;\n      eppure al mio amico sembrava che la creazione del\n      giardino paesaggistico offrisse alla Musa appropriata la pi\u00f9 magnifica delle opportunit\u00e0.\n      delle opportunit\u00e0. Qui, infatti, c'era il campo pi\u00f9 bello per l'esposizione dell'immaginazione\n      dell'immaginazione nell'infinita combinazione di forme di nuova bellezza.\n      bellezza; gli elementi da combinare erano, per una grande\n      superiorit\u00e0, i pi\u00f9 gloriosi che la terra potesse offrire. In\n      multiforme e multicolore dei fiori e degli alberi, egli riconobbe gli sforzi pi\u00f9 diretti ed energici\n      fiori e degli alberi, egli riconobbe gli sforzi pi\u00f9 diretti ed energici della natura per\n      bellezza fisica. E nella direzione o concentrazione di questo\n      di questo sforzo o, pi\u00f9 propriamente, nel suo adattamento agli occhi\n      che dovevano ammirarlo sulla terra, egli percep\u00ec che avrebbe dovuto\n      impiegare i mezzi migliori per ottenere il massimo vantaggio nella realizzazione\n      per il compimento non solo del suo destino di poeta, ma anche degli augusti scopi per i quali la Divinit\u00e0\n      augusto scopo per cui la Divinit\u00e0 aveva impiantato il sentimento poetico nell'uomo.\n      poetico nell'uomo.\n\n       Il suo adattamento agli occhi che lo avrebbero visto sulla terra.  Nella\n      spiegazione di questa fraseologia, il signor Ellison ha fatto molto per risolvere quello che mi \u00e8 sempre sembrato un enigma.\n      risolvere quello che mi \u00e8 sempre sembrato un enigma: il fatto (che nessuno, tranne gli ignoranti, mette in dubbio) che\n      (che nessuno, tranne gli ignoranti, contesta) che non esiste in natura una tale combinazione di\n      di scenari in natura che il pittore di genio possa produrre. Nessun\n      paradisi come quelli che hanno brillato sulla tela di Claude.\n      tela di Claude. Nel pi\u00f9 incantevole dei paesaggi naturali,\n      dei paesaggi naturali, si trover\u00e0 sempre un difetto o un eccesso, molti eccessi e difetti.\n      e difetti. Mentre le parti componenti possono sfidare, singolarmente,\n      la pi\u00f9 alta abilit\u00e0 dell'artista, la disposizione di queste parti\n      sar\u00e0 sempre suscettibile di miglioramento. In breve, nessuna posizione\n      sulla vasta superficie della terra naturale, da cui l'occhio dell'artista\n      che un occhio artistico, guardando con attenzione, non trover\u00e0 materia di\n      di offesa in quella che viene definita la composizione del paesaggio.\n      Ma quanto \u00e8 incomprensibile tutto ci\u00f2! In tutte le altre questioni siamo\n      giustamente istruiti a considerare la natura come suprema. Con i suoi dettagli\n      ci sottraiamo alla competizione. Chi pu\u00f2 pensare di imitare i colori del tulipano o di migliorare le\n      colori del tulipano o di migliorare le proporzioni del mughetto?\n      della valle? La critica che dice, a proposito della scultura o del\n      ritratto, che qui la natura deve essere esaltata o idealizzata\n      piuttosto che imitata, \u00e8 in errore. Nessuna combinazione pittorica o scultorea\n      di punti di vivacit\u00e0 umana si avvicinano pi\u00f9 di tanto alla\n      alla bellezza vivente e respirante. Solo nel paesaggio vale il principio\n      principio del critico \u00e8 vero e, avendo sentito la sua verit\u00e0 in questo caso, non \u00e8 che lo spirito di generalizzazione\n      \u00e8 solo lo spirito di generalizzazione che lo ha portato a dichiararlo vero in tutti i\n      a dichiararlo vero in tutti i campi dell'arte. Avendo, dico, sentito la sua verit\u00e0\n      detto, sentito la sua verit\u00e0 qui; perch\u00e9 il sentimento non \u00e8 un'affettazione o una chimera.\n      chimera. Le matematiche non offrono dimostrazioni pi\u00f9 assolute\n      di quanto i sentimenti della sua arte rendano all'artista. Egli non solo\n      non solo crede, ma sa perfettamente che tali e tali disposizioni apparentemente arbitrarie di materia\n      disposizioni apparentemente arbitrarie della materia costituiscano e solo\n      la vera bellezza. Le sue ragioni, tuttavia, non sono ancora state maturate\n      in espressione. Resta da fare un'analisi pi\u00f9 profonda di quella che il\n      mondo abbia ancora visto, per indagarle ed esprimerle pienamente.\n      Tuttavia, le sue opinioni istintive sono confermate dalla voce di tutti i suoi fratelli.\n      voce di tutti i suoi fratelli. Che una composizione sia difettosa, che si\n      un'emendazione nella sua mera disposizione di forma; che questa emendazione sia\n      emendazione sia sottoposta a tutti gli artisti del mondo; ognuno ne ammetter\u00e0 la necessit\u00e0.\n      ognuno ne ammetter\u00e0 la necessit\u00e0. E ancora di pi\u00f9;\n      per rimediare alla composizione difettosa, ogni membro isolato della\n      della confraternita avrebbe suggerito la stessa identica modifica.\n\n      Ribadisco che solo nelle disposizioni paesaggistiche la natura fisica \u00e8\n      natura fisica \u00e8 suscettibile di essere esaltata e che, quindi, la sua\n      suscettibilit\u00e0 di miglioramento in questo punto, era un mistero che non ero\n      mistero che non ero riuscito a risolvere. I miei pensieri sull'argomento erano\n      che l'intenzione primitiva della natura avrebbe disposto la superficie terrestre in modo\n      della natura avrebbe disposto la superficie terrestre in modo da soddisfare in tutti i punti il senso di perfezione dell'uomo\n      in tutti i punti il senso di perfezione dell'uomo nel bello, nel sublime o nel pittoresco,\n      o il pittoresco; ma che questa intenzione primitiva fosse stata\n      ma che questa intenzione primitiva \u00e8 stata frustrata dalle note perturbazioni geologiche.\n      forma e di raggruppamento dei colori, nella cui correzione o attenuazione sta\n      nella cui correzione o attenuazione risiede l'anima dell'arte. La forza di questa idea era molto indebolita,\n      Tuttavia, la forza di questa idea era molto indebolita dalla necessit\u00e0 di considerare i disturbi\n      disturbi anormali e non adatti ad alcuno scopo. Fu\n      Ellison a suggerire che fossero prognostici di morte. Egli cos\u00ec\n      spieg\u00f2: Ammettete che l'immortalit\u00e0 terrena dell'uomo sia stata la prima\n      prima intenzione. Abbiamo quindi la disposizione primitiva della superficie\n      della superficie terrestre adattata al suo beato stato, come non esistesse\n      ma progettato. Le perturbazioni erano i preparativi per la sua\n      condizione di morte concepita successivamente.\n\n       Ora, disse il mio amico, ci\u00f2 che noi consideriamo esaltazione del paesaggio\n      paesaggio pu\u00f2 essere davvero tale, per quanto riguarda solo il punto di vista morale o umano.\n      punto di vista umano. Ogni alterazione dello scenario naturale pu\u00f2\n      pu\u00f2 comportare una macchia nell'immagine, se possiamo immaginare che questa\n      se possiamo supporre che questo quadro sia visto in massa da un punto distante dalla\n      dalla superficie terrestre, anche se non oltre i limiti dell'atmosfera.\n      atmosfera. \u00c8 facile capire che ci\u00f2 che potrebbe migliorare un\n      un dettaglio attentamente esaminato, pu\u00f2 allo stesso tempo danneggiare un effetto generale o pi\u00f9\n      o un effetto osservato pi\u00f9 lontano. Ci pu\u00f2 essere una classe di\n      esseri, un tempo umani, ma ora invisibili all'umanit\u00e0, ai quali, da lontano, il nostro disordine pu\u00f2 sembrare\n      da lontano, il nostro disordine pu\u00f2 apparire come un ordine\n      pittoresca; in una parola, gli angeli della terra, per il cui sguardo pi\u00f9\n      soprattutto del nostro, e per il cui apprezzamento del bello affinato dalla morte\n      del bello, Dio pu\u00f2 aver messo in campo gli ampi giardini paesaggistici dell'emisfero\n      paesaggi-giardini degli emisferi.\n\n      Nel corso della discussione, il mio amico ha citato alcuni passi di uno scrittore di\n      di uno scrittore di paesaggistica che si suppone abbia\n      trattato bene il suo tema:\n\n       Esistono solo due stili di paesaggismo, quello naturale e quello artificiale.\n      naturale e quello artificiale. Uno cerca di richiamare la bellezza originale del\n      bellezza originaria del paese, adattando i propri mezzi allo scenario\n      paesaggio circostante, coltivando alberi in armonia con le colline o la pianura del terreno\n      con le colline o la pianura del terreno vicino; individuando e mettendo in pratica quelle\n      relazioni di grandezza, proporzione e colore che, nascoste all'osservatore comune, si rivelano ovunque al\n      comune, si rivelano ovunque all'esperto studioso della natura.\n      studente della natura. Il risultato dello stile naturale di giardinaggio,\n      si vede piuttosto nell'assenza di tutti i difetti e di tutte le incongruenze, nella\n      di un'armonia e di un ordine sani, piuttosto che nella creazione di\n      di particolari meraviglie o miracoli. Lo stile artificiale\n      ha tante variet\u00e0 quanti sono i gusti da soddisfare.\n      Ha una certa relazione generale con i vari stili di costruzione.\n      edifici. Ci sono i maestosi viali e i recinti di Versailles, le terrazze italiane, e un'ampia variet\u00e0 di giardini.\n      Versailles, le terrazze italiane e un variegato stile inglese antico che\n      stile inglese, che ha qualche relazione con il gotico domestico o l'architettura elisabettiana.\n      gotico domestico o all'architettura elisabettiana inglese. Qualunque cosa si possa dire contro\n      abusi del paesaggismo artificiale, un misto di arte pura in un\n      pura arte in una scena di giardino le conferisce una grande bellezza. Questo \u00e8\n      in parte piacevole per l'occhio, grazie allo spettacolo dell'ordine e del disegno, e in parte morale.\n      in parte morale. Una terrazza, con una vecchia balaustra ricoperta di muschio,\n      richiama subito all'occhio le belle forme che sono passate l\u00ec\n      in altri giorni. La minima esposizione d'arte \u00e8 una prova di cura e interesse umano.\n      cura e di interesse umano.\n\n       Da quanto ho gi\u00e0 osservato, ha detto Ellison, capirete che io rifiuto\n      capirete che rifiuto l'idea, qui espressa, di rievocare\n      la bellezza originaria del paese. La bellezza originale non \u00e8 mai\n      grande quanto quella che pu\u00f2 essere introdotta. Naturalmente, ogni cosa dipende\n      dipende dalla scelta di un luogo con delle capacit\u00e0. Quello che si dice\n      di individuare e mettere in pratica belle relazioni di\n      di dimensioni, proporzioni e colori, \u00e8 una di quelle vaghezze del linguaggio che servono a velare\n      vaghezza del linguaggio che serve a nascondere l'imprecisione del pensiero. La frase\n      citata pu\u00f2 significare qualsiasi cosa o nulla, e non guida in nessun grado.\n      Che il vero risultato dello stile di giardinaggio naturale si veda\n      di tutti i difetti e le incongruenze piuttosto che nella creazione di\n      di miracoli o meraviglie, \u00e8 una proposizione che si addice meglio\n      \u00e8 una proposta che si adatta meglio all'apprensione del gregge che ai sogni\n      ai fervidi sogni dell'uomo di genio. Il merito negativo\n      suggerito appartiene a quella critica zoppicante che, nelle\n      lettere, eleverebbe Addison all'apoteosi. In verit\u00e0, mentre\n      virt\u00f9 che consiste nel mero evitare il vizio, si appella\n      direttamente alla comprensione e pu\u00f2 quindi essere circoscritta in un\n      regola, la virt\u00f9 pi\u00f9 elevata, che si manifesta nella creazione, pu\u00f2 essere\n      pu\u00f2 essere compresa solo nei suoi risultati. La regola si applica solo ai meriti\n      la negazione alle eccellenze che si astengono. Al di l\u00e0 di queste, l'arte\n      arte critica pu\u00f2 solo suggerire. Possiamo essere istruiti a costruire un\n       Catone, ma invano ci viene detto come concepire un Partenone o un Inferno.\n       Inferno.  Ma la cosa \u00e8 fatta, la meraviglia \u00e8 compiuta e la capacit\u00e0 di comprensione diventa universale.\n      la capacit\u00e0 di comprensione diventa universale. I sofisti della\n      della scuola negativa che, per l'incapacit\u00e0 di creare, hanno\n      hanno deriso la creazione, si trovano ora ad applaudire a gran voce. Cosa,\n      nella sua condizione di crisalide del principio, ha offeso la loro pudica ragione.\n      pudica ragione, non manca mai, nella sua maturit\u00e0 di realizzazione, di estorcere\n      ammirazione dal loro istinto di bellezza.\n\n       Le osservazioni dell'autore sullo stile artificioso, ha proseguito\n      Ellison, sono meno discutibili. Una miscela di arte pura in una\n      una scena di giardino aggiunge ad essa una grande bellezza. Questo \u00e8 giusto, cos\u00ec come lo \u00e8 il riferimento\n      il riferimento al senso dell'interesse umano. Il principio\n      espresso \u00e8 incontrovertibile, ma ci pu\u00f2 essere qualcosa che va oltre\n      principio espresso \u00e8 incontrovertibile, ma ci pu\u00f2 essere qualcosa al di l\u00e0 di esso. Ci pu\u00f2 essere un oggetto in sintonia con il principio, un oggetto\n      un oggetto irraggiungibile con i mezzi normalmente posseduti dagli\n      individuali, ma che, se raggiunto, conferirebbe un fascino al\n      paesaggio-giardino un fascino di gran lunga superiore a quello che un senso di interesse meramente\n      interesse umano. Un poeta, disponendo di risorse finanziarie\n      risorse finanziarie, potrebbe, pur conservando la necessaria idea di\n      arte o di cultura o, come si esprime il nostro autore, di interesse, in modo da\n      di cultura o, come si esprime il nostro autore, di interesse, impregnare i suoi disegni\n      di bellezza, in modo da trasmettere il sentimento di un'interferenza spirituale. Si vedr\u00e0\n      Si vedr\u00e0 che, nel raggiungere tale risultato, egli si assicura tutti i vantaggi dell'interesse o del\n      vantaggi dell'interesse o del disegno, sollevando al tempo stesso il suo lavoro dalla\n      durezza o tecnicismo dell'arte mondana. Nelle zone selvagge pi\u00f9 aspre\n      delle terre selvagge, nelle scene pi\u00f9 selvagge della natura pura, \u00e8 evidente l'arte di un\n      natura \u00e8 evidente l'arte di un creatore; ma quest'arte \u00e8 evidente solo alla\n      \u00e8 evidente solo alla riflessione; in nessun aspetto ha la forza evidente\n      forza di un sentimento. Ora supponiamo che questo senso del disegno dell'Onnipotente\n      onnipotente sia un passo in avanti per essere portato in\n      armonia o coerenza con il senso dell'arte umana per formare un\n      intermediario tra i due: immaginiamo, ad esempio, un paesaggio la cui\n      un paesaggio la cui vastit\u00e0 e definitivit\u00e0, la cui bellezza, magnificenza e\n      bellezza, la magnificenza e la stranezza, trasmetter\u00e0 l'idea della\n      di cura, o cultura, o supervisione, da parte di esseri\n      superiori, ma affini all'umanit\u00e0, allora il sentimento dell'interesse viene\n      di interesse, mentre l'arte coinvolta assume l'aria di una natura intermedia o secondaria.\n      una natura intermedia o secondaria, una natura che non \u00e8 Dio,\n      Dio, n\u00e9 un'emanazione di Dio, ma che \u00e8 pur sempre natura nel senso di\n      di opera degli angeli che si frappongono tra l'uomo e Dio.\n\n      \u00c8 dedicando le sue enormi ricchezze all'incarnazione di una visione come questa\n      di una visione come questa nel libero esercizio all'aria aperta garantito\n      dalla supervisione personale dei suoi progetti, nell'oggetto incessante che questi\n      che questi piani offrivano, nell'alta spiritualit\u00e0 dell'oggetto, nel disprezzo dell'ambizione.\n      nell'alta spiritualit\u00e0 dell'oggetto, nel disprezzo dell'ambizione che gli consentiva di sentire veramente\n      di disprezzo per l'ambizione che gli consentiva di sentire, nelle sorgenti perenni con cui appagava, senza\n      possibilit\u00e0 di saziet\u00e0, l'unica passione principale della sua anima,\n      la sete di bellezza, soprattutto nella simpatia di una donna non\n      donna, non poco femminile, la cui bellezza e il cui amore avvolgevano la sua\n      esistenza nell'atmosfera purpurea del paradiso, che Ellison pensava di trovare\n      Ellison pensava di trovare, e trov\u00f2, l'esenzione dalle ordinarie preoccupazioni dell'umanit\u00e0, con una quantit\u00e0 di\n      dell'umanit\u00e0, con una quantit\u00e0 di felicit\u00e0 positiva di gran lunga maggiore di quella che\n      di quanto non abbia mai brillato negli estasiati sogni ad occhi aperti di De Sta l.\n\n      Non riesco a trasmettere al lettore una concezione precisa delle\n      delle meraviglie che il mio amico ha effettivamente compiuto. Vorrei\n      descrivere, ma sono scoraggiato dalla difficolt\u00e0 della descrizione,\n      ed esito tra il dettaglio e la generalit\u00e0. Forse la strada migliore\n      corso sar\u00e0 quello di unire le due cose nei loro estremi.\n\n      Il primo passo del signor Ellison riguardava, naturalmente, la scelta di una localit\u00e0.\n      e non aveva ancora iniziato a pensare a questo punto quando la natura lussureggiante delle isole del Pacifico\n      quando la natura lussureggiante delle isole del Pacifico\n      attenzione. In effetti, aveva gi\u00e0 deciso di fare un viaggio nei mari del Sud, quando una notte di riflessione\n      mari del Sud, quando una notte di riflessione lo indusse ad abbandonare l'idea.\n      idea.  Se fossi misantropo, disse, un luogo del genere mi andrebbe bene.\n      un luogo del genere mi andrebbe bene. L'isolamento e la segregazione, la difficolt\u00e0 di accesso e di uscita\n      difficolt\u00e0 di ingresso e di uscita, sarebbero in tal caso il fascino del\n      di fascino; ma per ora non sono Timone. Desidero la compostezza, ma\n      non la depressione della solitudine. Devo mantenere un certo controllo\n      un certo controllo sull'estensione e sulla durata del mio riposo. Ci saranno\n      ci saranno ore frequenti in cui avr\u00f2 bisogno, anche, della comprensione\n      poetico in ci\u00f2 che ho fatto. Mi lasci cercare, quindi, un luogo non\n      lontano da una citt\u00e0 popolosa, la cui vicinanza, inoltre, mi permetter\u00e0 di eseguire al meglio\n      di realizzare i miei piani.\n\n      Alla ricerca di un luogo adatto cos\u00ec situato, Ellison ha viaggiato per\n      per diversi anni e mi fu permesso di accompagnarlo. Un migliaio di\n      di luoghi che mi avevano affascinato, egli li rifiut\u00f2 senza esitazione,\n      per ragioni che alla fine mi hanno convinto che aveva ragione. Arrivammo\n      arrivammo a un altopiano di meravigliosa fertilit\u00e0 e bellezza, che offriva un panorama\n      fertilit\u00e0 e bellezza, che offriva una prospettiva panoramica di poco inferiore\n      di poco inferiore a quello di Aetna e, a parere di Ellison come mio, superava il lontano\n      di Ellison e della mia, superando la famosa vista da quella montagna in tutti gli elementi\n      tutti i veri elementi del pittoresco.\n\n       Sono consapevole, disse il viaggiatore, mentre tirava un sospiro di profonda\n      dopo aver ammirato questa scena, estasiato, per quasi un'ora.\n      so che qui, nelle mie condizioni, nove decimi degli uomini pi\u00f9 esigenti\n      uomini pi\u00f9 esigenti si accontenterebbero. Questo panorama \u00e8\n      \u00e8 davvero glorioso e ne gioirei se non fosse per l'eccesso di gloria.\n      gloria. Il gusto di tutti gli architetti che ho conosciuto\n      li porta, per amore della prospettiva, a costruire edifici sulle\n      cime delle colline. L'errore \u00e8 evidente. L'imponenza, in qualsiasi suo stato d'animo\n      ma soprattutto in quello dell'estensione, spaventa, eccita e poi\n      affatica, deprime. Per la scena occasionale nulla pu\u00f2 essere\n      per la vista costante niente di peggio. E, nella visione costante\n      costante, la fase pi\u00f9 discutibile della grandezza \u00e8 quella dell'estensione;\n      la fase peggiore dell'estensione, quella della distanza. \u00c8 in guerra con\n      con il sentimento e il senso di solitudine, il sentimento e il senso che cerchiamo di assecondare\n      senso che cerchiamo di assecondare nel ritirarci in campagna.  Guardando dalla\n      guardando dalla cima di una montagna non possiamo fare a meno di sentirci\n      nel mondo. Chi soffre di cuore evita le prospettive lontane come una\n      pestilenza.\n\n      Solo verso la fine del quarto anno di ricerca trovammo una localit\u00e0 con la quale Ellison si era dichiarato\n      ricerca che trovammo una localit\u00e0 di cui Ellison si dichiar\u00f2\n      soddisfatto. \u00c8 ovviamente inutile dire dove si trovava la localit\u00e0.\n      localit\u00e0. La morte recente del mio amico, facendo s\u00ec che il suo dominio\n      di aprire il suo dominio a certe classi di visitatori, ha dato ad\n      Arnheim una specie di celebrit\u00e0 segreta e sommessa, se non solenne,\n      simile nel tipo, anche se infinitamente superiore nel grado, a quella\n      che per tanto tempo ha contraddistinto Fonthill.\n\n      L'approccio abituale ad Arnheim era lungo il fiume. Il visitatore lasciava\n      citt\u00e0 al mattino presto. Durante il pomeriggio \u00e8 passato tra\n      tra sponde di una bellezza tranquilla e domestica, sulle quali pascolavano\n      innumerevoli pecore, il cui vello bianco macchiava il verde intenso dei prati.\n      di prati ondulati. A poco a poco l'idea della coltivazione si\n      in quella di semplice cura pastorale. Questa si \u00e8 lentamente fusa in un senso di\n      senso di ritiro e di nuovo nella consapevolezza della solitudine. Man mano che\n      si avvicinava la sera, il canale diventava sempre pi\u00f9 stretto, le sponde sempre pi\u00f9\n      sempre pi\u00f9 scoscese; e queste ultime si rivestivano di una ricca\n      fogliame pi\u00f9 abbondante e pi\u00f9 cupo. L'acqua aumentava di trasparenza.\n      trasparenza. Il ruscello compie mille giri, cos\u00ec che in nessun momento la sua\n      in nessun momento la sua superficie scintillante poteva essere vista a una distanza\n      di un furlong. In ogni istante il vascello sembrava imprigionato\n      un cerchio incantato, con insuperabili e impenetrabili\n      pareti di fogliame, un tetto di raso ultramarino e nessun pavimento.\n      chiglia che si equilibrava con ammirevole precisione su quella di una fantomatica\n      che, per qualche incidente, era stata capovolta,\n      galleggiava in costante compagnia di quella sostanziale, allo scopo di\n      per sostenerla. Il canale divenne ora una gola, anche se\n      il termine \u00e8 alquanto inapplicabile, e lo uso solo perch\u00e9\n      la lingua non ha una parola che rappresenti meglio la caratteristica pi\u00f9\n      pi\u00f9 sorprendente, non il tratto pi\u00f9 distintivo della scena. Il carattere di\n      gole \u00e8 stato mantenuto solo nell'altezza e nel parallelismo delle rive.\n      parallelismo delle rive; si \u00e8 perso del tutto negli altri tratti.\n      tratti. Le pareti della gola (attraverso le quali scorreva ancora tranquillamente l'acqua limpida) si elevavano\n      scorreva ancora tranquillamente) si elevavano a un'altezza di cento e\n      occasionalmente di centocinquanta piedi, e si inclinavano cos\u00ec tanto l'una verso l'altra da\n      inclinate l'una verso l'altra in modo da escludere in gran parte la luce del giorno.\n      di giorno, mentre il muschio lungo come un pennacchio che dipendeva densamente\n      dagli arbusti che si intrecciano in alto, dava all'intero abisso un'aria\n      un'aria di funerea cupezza. Le serpentine diventavano sempre pi\u00f9 frequenti e\n      intricati e sembravano spesso rientrare in se stessi,\n      cos\u00ec che il viaggiatore aveva perso da tempo ogni idea di direzione. Era,\n      Inoltre, era rapito da uno squisito senso di stranezza. Il pensiero della\n      natura era ancora presente, ma il suo carattere sembrava\n      aveva subito delle modifiche, c'era una strana simmetria, una\n      un'emozionante uniformit\u00e0, una magica correttezza in queste sue opere. Non\n      un ramo morto, non una foglia avvizzita, non un sassolino vagante, non una chiazza\n      della terra marrone era visibile da qualche parte. L'acqua cristallina si stagliava\n      contro il granito pulito o il muschio intatto, con una nitidezza di contorni che\n      nitidezza di contorni che deliziava l'occhio pur disorientandolo.\n\n      Dopo aver percorso i labirinti di questo canale per alcune ore, con l'oscurit\u00e0 che si aggravava di momento in momento, una brusca svolta inaspettata del\n      tetro ogni momento che passava, una brusca e inaspettata virata della nave la port\u00f2 improvvisamente, come se fosse stata calata dal cielo, in una\n      una brusca e inaspettata virata della nave la port\u00f2 improvvisamente, come se fosse caduta dal cielo, in un\n      un bacino circolare di estensione molto considerevole rispetto alla\n      larghezza della gola. Il diametro era di circa duecento metri,\n      e circondato in tutti i punti, tranne quello immediatamente di fronte alla\n      nave che vi entrava, da colline di altezza generale pari alle\n      pareti dell'abisso, anche se di carattere completamente diverso.\n      I loro fianchi degradavano dal bordo dell'acqua con un angolo di circa quarantacinque gradi e\n      quarantacinque gradi, ed erano rivestite dalla base alla cima senza che\n      non un punto percettibile che sfuggisse a un drappeggio dei pi\u00f9 splendidi fiori\n      fiori pi\u00f9 splendidi; a malapena una foglia verde era visibile in mezzo al\n      mare di colori odorosi e fluttuanti. Questo bacino era di grande\n      profondit\u00e0, ma l'acqua era cos\u00ec trasparente che il fondo, che sembrava essere\n      che il fondo sembrava essere costituito da una massa spessa di piccoli ciottoli di alabastro\n      ciottoli rotondi di alabastro, era chiaramente visibile a scorci, cio\u00e8\n      ogni volta che l'occhio poteva permettersi di non vedere, molto in basso nel\n      cielo rovesciato, il duplice fiorire delle colline. Su queste\n      queste ultime non c'erano alberi e nemmeno arbusti di qualche dimensione. Le\n      impressioni sull'osservatore erano quelle della ricchezza,\n      calore, colore, quiete, uniformit\u00e0, morbidezza, delicatezza,\n      delicatezza, delicatezza, volutt\u00e0 e una miracolosa estremizzazione della cultura che faceva sognare\n      cultura che suggeriva il sogno di una nuova razza di fate,\n      laboriosa, di buon gusto, magnifica e fastidiosa; ma man mano che l'occhio\n      ma mentre l'occhio percorreva verso l'alto il pendio dalle mille sfumature, dal suo brusco incrocio\n      con l'acqua fino alla sua vaga conclusione tra le pieghe della\n      nuvole a strapiombo, diventava davvero difficile non immaginare una\n      cataratta panoramica di rubini, zaffiri, opali e onici dorati, che rotola silenziosamente\n      onici d'oro, che rotola silenziosamente fuori dal cielo.\n\n      Il visitatore, che si affaccia all'improvviso in questa baia dall'oscurit\u00e0 del\n      della gola, \u00e8 deliziato ma sbalordito dall'orbita piena del sole in declino, che aveva pensato fosse gi\u00e0\n      sole in declino, che si pensava fosse gi\u00e0 molto al di sotto dell'orizzonte, ma che ora gli si para davanti e costituisce l'unico\n      orizzonte, ma che ora gli si para davanti e forma l'unica\n      di un panorama altrimenti illimitato, visto attraverso un altro\n      un'altra spaccatura delle colline, simile a una voragine.\n\n      Ma qui il viaggiatore abbandona il vascello che lo ha portato fin qui,\n      e scende in una leggera canoa d'avorio, macchiata di disegni arabescati\n      di scarlatti vivaci, sia all'interno che all'esterno. La poppa e il\n      e il becco di questa imbarcazione si ergono alti sopra l'acqua, con punte affilate,\n      in modo che la forma generale sia quella di una mezzaluna irregolare. Essa\n      sulla superficie della baia con la grazia orgogliosa di un cigno. Sul\n      sul suo pavimento di ermellino riposa un'unica pagaia piumata di legno di raso;\n      ma non si vedono n\u00e9 rematori n\u00e9 assistenti. L'ospite \u00e8 pregato di\n      di essere contento che il destino si prender\u00e0 cura di lui. La nave pi\u00f9 grande\n      scompare e lui rimane solo nella canoa, che giace apparentemente immobile in mezzo al\n      apparentemente immobile in mezzo al lago. Mentre\n      di quale rotta seguire, tuttavia, si accorge di un\n      un leggero movimento nella corteccia di fata. Si gira lentamente su se stessa\n      fino a quando la sua prua punta verso il sole. Avanza con una velocit\u00e0\n      ma gradualmente accelerata, mentre le leggere increspature che crea\n      che crea sembrano infrangersi sul lato d'avorio in una divina melodia.\n      melodia sembrano offrire l'unica spiegazione possibile alla\n      musica rilassante ma malinconica, la cui origine invisibile il\n      il viaggiatore sconcertato si guarda intorno invano.\n\n      La canoa procede con costanza e si avvicina alla porta rocciosa del panorama, in modo da vederne meglio le profondit\u00e0.\n      si avvicina, in modo che le sue profondit\u00e0 possano essere viste pi\u00f9 distintamente. A\n      destra si erge una catena di alte colline rozzamente e rigogliosamente\n      boscose. Si osserva, tuttavia, che il tratto di squisita pulizia dove la riva si abbassa\n      pulizia dove la riva si immerge nell'acqua.\n      Non c'\u00e8 un solo segno del solito fiume _d bris_. A sinistra\n      il carattere della scena \u00e8 pi\u00f9 morbido e pi\u00f9 evidentemente\n      artificiale. Qui la riva degrada verso l'alto rispetto al torrente in una salita molto\n      in leggera ascesa, formando un ampio manto erboso di consistenza\n      di erba di una consistenza che non assomiglia affatto al velluto, e di un verde brillante che\n      verde che si pu\u00f2 paragonare alla tinta dello smeraldo pi\u00f9 puro.\n      smeraldo pi\u00f9 puro. Questo altopiano varia in larghezza da dieci a trecento metri.\n      metri; si estende dalla riva del fiume fino a un muro alto cinquanta piedi,\n      che si estende in un'infinit\u00e0 di curve, ma seguendo la direzione generale del fiume, fino a perdersi\n      direzione generale del fiume, fino a perdersi in lontananza verso ovest.\n      verso ovest. Questo muro \u00e8 costituito da un'unica roccia continua ed \u00e8 stato\n      perpendicolarmente il dirupo, un tempo frastagliato, della sponda meridionale del torrente.\n      della sponda meridionale del torrente, ma nessuna traccia del lavoro \u00e8 stata\n      del lavoro non \u00e8 rimasta alcuna traccia. La pietra scalpellata ha la tonalit\u00e0 del tempo ed \u00e8 abbondantemente\n      e sono abbondantemente ricoperte di edera, caprifoglio corallino, eucalipto, eucalipto, eucalipto.\n      caprifoglio, l'eglantine e le clematidi. L'uniformit\u00e0 delle\n      l'uniformit\u00e0 delle linee superiori e inferiori del muro \u00e8 completamente alleggerita da\n      alberi occasionali di altezza gigantesca, che crescono singolarmente o in piccoli gruppi, sia lungo l'altopiano sia\n      gruppi, sia lungo l'altopiano che nella zona retrostante il muro,\n      sia lungo l'altopiano che nella zona retrostante il muro, ma in stretta vicinanza ad esso; cos\u00ec che spesso gli arti (del noce nero in particolare)\n      noce nero) si protendono e immergono le loro estremit\u00e0 pendenti nell'acqua.\n      estremit\u00e0 pendenti nell'acqua. Pi\u00f9 indietro, all'interno del dominio, la\n      visione \u00e8 impedita da un impenetrabile schermo di fogliame.\n\n      Queste cose si osservano durante il graduale avvicinamento della canoa a quella che ho chiamato \"porta del panorama\".\n      a quella che ho chiamato la porta del panorama. Avvicinandosi a questo\n      questo, tuttavia, l'aspetto di baratro scompare; si scopre un nuovo sbocco della baia a sinistra, in direzione\n      dalla baia si scopre a sinistra, in direzione della quale si vede anche il\n      direzione in cui si vede spaziare anche il muro, sempre seguendo il corso generale del torrente.\n      del torrente. In questa nuova apertura l'occhio non pu\u00f2 penetrare molto lontano.\n      perch\u00e9 il ruscello, accompagnato dal muro, piega ancora a sinistra, fino a quando entrambi vengono\n      sinistra, finch\u00e9 entrambi non vengono inghiottiti dalle foglie.\n\n      La barca, tuttavia, scivola magicamente nel tortuoso canale.\n      e qui la riva opposta alla parete si rivela simile a quella\n      di fronte alla parete assomiglia a quella che si trova di fronte alla parete nella vista diritta. Colline alte\n      colline alte, che di tanto in tanto diventano montagne, e ricoperte di vegetazione\n      vegetazione selvaggia e rigogliosa, chiudono ancora la scena.\n\n      Galleggiando dolcemente, ma con una velocit\u00e0 leggermente aumentata,\n      il viaggiatore, dopo molti brevi giri, trova il suo cammino\n      un gigantesco cancello o meglio una porta d'oro brunito, elaborata\n      d'oro brunito, elaboratamente intagliato e traforato, che riflette i raggi diretti dei\n      raggi diretti del sole, ormai in rapido declino, con un'effervescenza che sembra\n      che sembra avvolgere di fiamme l'intera foresta circostante. Questa porta \u00e8\n      \u00e8 inserita nell'alto muro che sembra attraversare il fiume ad angolo retto.\n      ad angolo retto. In pochi istanti, tuttavia, si vede che il corpo principale dell'acqua\n      corpo principale dell'acqua si snoda ancora in una dolce ed estesa\n      curva a sinistra, con il muro che lo segue come prima, mentre un ruscello\n      un corso d'acqua di notevole volume, che diverge da quello principale,\n      si fa strada, con una leggera increspatura, sotto la porta, e viene cos\u00ec\n      nascosto alla vista. La canoa cade nel canale minore e si avvicina alla porta.\n      si avvicina alla porta. Le sue ali ponderose si espandono lentamente e musicalmente.\n      lentamente e musicalmente. L'imbarcazione scivola tra di esse e inizia una rapida discesa\n      discesa in un vasto anfiteatro interamente circondato da montagne viola, le cui\n      montagne color porpora, le cui basi sono lambite da un fiume scintillante per tutta\n      per tutta l'estensione del loro circuito. Nel frattempo, l'intero Paradiso di\n      Arnheim irrompe nella vista. C'\u00e8 uno zampillo di melodia\n      melodia; c'\u00e8 un senso opprimente di strani odori dolci; c'\u00e8 un\n      c'\u00e8 una mescolanza da sogno per l'occhio di alti e snelli alberi orientali\n      alberi dell'Est, arbusti boscherecci, stormi di uccelli dorati e cremisi.\n      uccelli, laghi orlati di gigli, prati di viole, tulipani, papaveri, giacinti e tuberi,\n      giacinti e tuberose, lunghe linee districate di ruscelli d'argento\n      d'argento e, in mezzo a tutto questo, una massa di fiori semi-gotici e semi-saraceni.\n      architettura semi-gotica, semi-saracena che si sostiene per\n      miracolosamente a mezz'aria, scintillando alla luce rossa del sole con cento\n      ori, minareti e pinnacoli; e sembra il fantomatico lavoro\n      fantasma delle Silfidi, delle Fate, dei Geni e degli Gnomi.\n      Genii e degli Gnomi.\n\n\n\n\nCOTTAGE LANDOR S\n\n\nUn pendaglio per il Dominio di Arnheim\n\n      Durante un viaggio a piedi, l'estate scorsa, attraverso una o due delle contee\n      contee fluviali di New York, mi sono trovato, man mano che il giorno declinava,\n      un certo imbarazzo per la strada che stavo percorrendo. Il terreno\n      ondulazioni del terreno; e il mio sentiero, nell'ultima ora, si era\n      cos\u00ec confusamente, nel tentativo di rimanere nelle valli, che non sapevo pi\u00f9\n      vallate, che non sapevo pi\u00f9 in quale direzione si trovasse il dolce villaggio di B\n      villaggio di B, dove avevo deciso di fermarmi per la notte. Il\n      sole non aveva quasi mai brillato durante la giornata, che tuttavia era stata\n      tuttavia, era stata spiacevolmente calda. Una nebbia fumosa\n      fumosa, simile a quella dell'estate indiana, avvolgeva tutte le cose, e\n      naturalmente, aumentava la mia incertezza. Non che mi importasse molto\n      la questione. Se non avessi raggiunto il villaggio prima del tramonto, o addirittura prima del\n      prima del tramonto, o addirittura prima del buio, era pi\u00f9 che possibile che una piccola fattoria olandese\n      olandese, o qualcosa del genere, avrebbe presto fatto la sua\n      anche se, in realt\u00e0, il quartiere (forse per il fatto di essere pi\u00f9\n      pi\u00f9 pittoresco che fertile) fosse scarsamente abitato.\n      abitata. In ogni caso, con il mio zaino come cuscino e il mio mastino come\n      cane come sentinella, un bivacco all'aria aperta era proprio la cosa\n      che mi avrebbe divertito. Andai avanti, quindi, a mio agio.\n      Ponto si occupava del mio fucile, finch\u00e9 a un certo punto, proprio quando avevo iniziato a considerare\n      iniziato a considerare se le numerose piccole radure che conducevano\n      che conducevano di qua e di l\u00e0, fossero destinati ad essere sentieri, fui condotto da uno di essi\n      uno di loro mi condusse su un'indiscutibile strada carrozzabile.\n      Non ci si poteva sbagliare. Le tracce di ruote leggere erano\n      evidenti; e nonostante gli alti arbusti e il sottobosco\n      arbusti e il sottobosco si incontravano sopra di noi, non c'era alcuna ostruzione\n      al passaggio di un carro da montagna della Virginia, il veicolo pi\u00f9\n      pi\u00f9 aspirante del suo genere. La strada, per\u00f2,\n      tranne che per il fatto di essere aperta attraverso il bosco, se il bosco non \u00e8 troppo pesante\n      un nome troppo pesante per un tale assembramento di alberi leggeri, e tranne che per i particolari di\n      particolari di evidenti carreggiate non assomigliava a nessuna\n      strada che avevo visto prima. Le tracce di cui parlo erano solo\n      leggermente percettibili, essendo state impresse sulla superficie solida e tuttavia\n      piacevolmente umida di quello che sembrava pi\u00f9 un velluto verde genovese che altro.\n      velluto genovese pi\u00f9 che altro. Era erba, chiaramente, ma un'erba come\n      raramente si vede fuori dall'Inghilterra, cos\u00ec corta, cos\u00ec folta, cos\u00ec uniforme e\n      colore cos\u00ec vivo. Non c'era un solo ostacolo sul\n      percorso della ruota, nemmeno una scheggia o un ramoscello morto. Le pietre che un tempo ostruivano\n      ostruivano la strada erano state accuratamente _posizionate_, non gettate lungo\n      lungo i lati del viottolo, in modo da definirne in fondo i confini\n      con una sorta di definizione per met\u00e0 precisa, per met\u00e0 negligente e del tutto\n      definizione pittoresca. Ciuffi di fiori selvatici crescevano ovunque,\n      rigogliosamente, negli interstizi.\n\n      Cosa fare di tutto questo, ovviamente, non lo sapevo. Qui c'era arte\n      indubbiamente che non mi sorprendeva Tutte le strade, nel senso ordinario del termine, sono opere d'arte.\n      tutte le strade, nel senso ordinario del termine, sono opere d'arte; n\u00e9 posso dire che ci fosse molto da meravigliarsi\n      stupore per il mero eccesso di arte manifestato; tutto ci\u00f2 che sembrava\n      tutto ci\u00f2 che sembrava essere stato fatto, avrebbe potuto essere fatto qui con tali capacit\u00e0\n       capacit\u00e0 naturali (come si legge nei libri sul paesaggio) con pochissimo lavoro e\n      Giardinaggio) con pochissimo lavoro e poca spesa. No, non era la quantit\u00e0\n      quantit\u00e0, ma il carattere dell'arte che mi ha indotto a sedermi su una delle\n      sedere su una delle pietre fiorite e a guardare su e gi\u00f9 per questo\n      viale fatato per mezz'ora o pi\u00f9, con sconcertante ammirazione.\n      ammirazione. Una cosa diventava sempre pi\u00f9 evidente pi\u00f9 a lungo guardavo\n      pi\u00f9 a lungo: un artista, e un artista con un occhio scrupoloso per la forma,\n      aveva supervisionato tutti questi allestimenti. La massima cura era stata\n      di preservare un giusto mezzo tra l'ordinato e il grazioso\n      da un lato, e il pittoresco, nel vero senso del termine italiano, dall'altro.\n      italiano, dall'altro. Ci sono poche linee rette e nessuna lunga\n      linee ininterrotte. Lo stesso effetto di curvatura o di colore\n      di curvatura o di colore appariva due volte, di solito, ma non pi\u00f9 spesso, in ogni punto di vista.\n      punto di vista. Ovunque c'era variet\u00e0 nell'uniformit\u00e0. Si trattava di un'opera di\n       composizione, nella quale il gusto pi\u00f9 critico\n      difficilmente avrebbe potuto suggerire un'emendazione.\n\n      Avevo girato a destra entrando in questa strada, e ora,\n      sorgere, ho proseguito nella stessa direzione. Il sentiero era cos\u00ec\n      serpeggiante che in nessun momento riuscivo a tracciare il suo corso per pi\u00f9 di\n      di due o tre passi in avanti. Il suo carattere non sub\u00ec\n      alcun cambiamento materiale.\n\n      In quel momento il mormorio dell'acqua mi giunse dolcemente all'orecchio e, pochi istanti dopo, mentre giravo con la strada un po' pi\u00f9\n      pochi istanti dopo, mentre svoltavo con la strada un po' pi\u00f9\n      bruscamente rispetto a prima, mi resi conto che un edificio di qualche tipo\n      di qualche tipo ai piedi di un dolce declivio proprio davanti a me. I\n      Non riuscivo a vedere nulla di preciso a causa della nebbia che\n      che occupava tutta la piccola valle sottostante. Tuttavia, si era alzata una leggera brezza\n      si era alzata una leggera brezza, mentre il sole stava per scendere; e mentre rimanevo in piedi sulla\n      in piedi sulla sommit\u00e0 del pendio, la nebbia si \u00e8 gradualmente\n      si dissipava in corone e fluttuava sulla scena.\n\n      Mentre si presentava completamente alla vista, cos\u00ec a poco a poco, mentre la descrivevo pezzo per pezzo.\n      pezzo per pezzo, qui un albero, l\u00e0 uno scorcio d'acqua, e qui di nuovo\n      la cima di un camino, non potevo fare a meno di pensare che l'insieme fosse una delle\n      che l'insieme fosse una di quelle ingegnose illusioni che a volte vengono esibite\n      sotto il nome di immagini che scompaiono.\n\n      Tuttavia, quando la nebbia era ormai completamente scomparsa,\n      il sole si era fatto strada dietro le dolci colline e poi\n      e poi, come con un leggero chassez verso sud, era tornato di nuovo\n      pienamente in vista, brillando con una lucentezza violacea attraverso una voragine\n      che entrava nella valle da ovest. Improvvisamente, quindi, e come\n      come per mano magica, l'intera valle e ogni cosa in essa\n      divenne brillantemente visibile.\n\n      Il primo _coup d'il_, quando il sole \u00e8 scivolato nella posizione\n      descritta, mi ha impressionato molto come mi ha impressionato, da ragazzo, la\n      ragazzo, dalla scena conclusiva di uno spettacolo teatrale o di un melodramma ben\n      spettacolo teatrale o di un melodramma. Non mancava nemmeno la mostruosit\u00e0 dei colori, perch\u00e9 la luce del sole\n      di colori, perch\u00e9 la luce del sole usciva attraverso la voragine, tinta di arancione e viola.\n      arancione e viola; mentre il verde vivo dell'erba nella\n      valle si rifletteva pi\u00f9 o meno su tutti gli oggetti dalla\n      di vapore che ancora pendeva sopra di noi, come se non volesse staccarsi del tutto da una\n      di allontanarsi completamente da una scena di cos\u00ec incantevole bellezza.\n\n      La piccola valle in cui scrutavo da sotto la cappa di nebbia non poteva essere lunga pi\u00f9 di quattrocento metri.\n      non poteva essere lunga pi\u00f9 di quattrocento metri;\n      mentre in larghezza variava da cinquanta a centocinquanta o forse duecento.\n      forse duecento. Era pi\u00f9 stretto all'estremit\u00e0 settentrionale, aprendosi\n      estremit\u00e0 settentrionale, aprendosi man mano verso sud, ma senza una\n      regolarit\u00e0 precisa. La parte pi\u00f9 larga era a meno di ottanta metri dall'estremit\u00e0 meridionale.\n      l'estremit\u00e0 meridionale. I pendii che circondavano la valle non potevano essere chiamati\n      non potevano essere definiti colline, se non in corrispondenza del loro versante settentrionale. Qui una\n      di granito si ergeva ad un'altezza di circa novanta metri.\n      e, come ho gi\u00e0 detto, la valle in questo punto non era pi\u00f9\n      come ho gi\u00e0 detto, la valle in questo punto non era larga pi\u00f9 di cinquanta piedi; ma mentre il visitatore procedeva verso\n      verso sud dalla scogliera, trov\u00f2 alla sua destra e alla sua sinistra\n      alla sua destra e alla sua sinistra, declivi meno alti, meno precipitosi e meno rocciosi.\n      rocciosi. Tutto, in una parola, degradava e si addolciva verso sud; eppure\n      l'intera valle era circondata da eminenze, pi\u00f9 o meno alte,\n      tranne che in due punti. Di uno di questi ho gi\u00e0 parlato. Si trovava\n      a nord e a ovest, ed era il punto in cui il sole al tramonto\n      sole al tramonto si faceva strada, come ho gi\u00e0 descritto, nell'anfiteatro, attraverso un\n      anfiteatro, attraverso una fenditura naturale nettamente tagliata nel terrapieno di granito.\n      Questa fessura poteva essere larga una decina di metri nel suo punto pi\u00f9\n      punto pi\u00f9 largo, per quanto l'occhio potesse tracciarlo. Sembrava condurre\n      come una strada naturale, verso i recessi di montagne e foreste inesplorate.\n      montagne e foreste inesplorate. L'altra apertura si trovava direttamente\n      estremit\u00e0 meridionale della valle. Qui, in genere, i pendii non erano\n      pendenze, che si estendevano da est a ovest per circa centocinquanta metri.\n      ovest di circa centocinquanta metri. Al centro di questa\n      di questa estensione c'era un avvallamento, a livello con il fondo ordinario della valle.\n      valle. Per quanto riguarda la vegetazione, cos\u00ec come per ogni altra cosa, la scena si addolciva e degradava\n      di ogni altra cosa, la scena si addolciva e degradava verso sud. A nord\n      nord, sul dirupo scosceso a pochi passi dal ciglio, spuntavano\n      spuntavano i magnifici tronchi di numerosi lecci, noci neri e castagni.\n      noce nero e castagno, intervallati da occasionali querce; e i robusti rami laterali\n      forti rami laterali, soprattutto quelli dei noci,\n      si estendevano ben oltre il bordo della scogliera. Procedendo verso sud,\n      verso sud, l'esploratore vide, all'inizio, la stessa classe di alberi, ma sempre meno\n      meno alti e salvatoriani; poi vide l'olmo, pi\u00f9 dolce, a cui subentr\u00f2 la sassaia.\n      poi l'olmo, seguito dal sassofrasso e dalla robinia, poi ancora dal tiglio\n      tiglio, il bocciolo rosso, la catalpa e l'acero, e poi ancora tigli pi\u00f9 aggraziati e pi\u00f9 modesti.\n      variet\u00e0 ancora pi\u00f9 graziose e modeste. L'intero versante del\n      del declivio meridionale era ricoperta di arbusti selvatici, solo un\n      salice d'argento o il pioppo bianco. Nel fondo\n      fondo della valle stessa (perch\u00e9 bisogna ricordare che la\n      vegetazione finora menzionata cresceva solo sulle rupi o sui\n      colline) si potevano vedere tre alberi isolati. Uno era un olmo\n      di belle dimensioni e di forma squisita: stava a guardia della porta meridionale della valle.\n      della valle. Un altro era un leccio, molto pi\u00f9 grande dell'olmo e\n      dell'olmo e complessivamente un albero molto pi\u00f9 bello, anche se entrambi erano\n      di grande bellezza: sembrava che avesse preso in carico l'ingresso\n      ingresso nord-occidentale, spuntando da un gruppo di rocce nelle\n      gole della gola e gettando il suo grazioso corpo, con un angolo di quasi quarantacinque\n      angolo di quasi quarantacinque gradi, verso il sole dell'anfiteatro.\n      dell'anfiteatro. A circa trenta metri a est di questo albero si trovava,\n      l'orgoglio della valle e, al di l\u00e0 di ogni dubbio, l'albero pi\u00f9 magnifico che abbia mai visto.\n      pi\u00f9 magnifico che abbia mai visto, se non, forse, tra i cipressi dell'Itchi.\n      cipressi dell'Itchiatuckanee. Era un tulipano a triplo fusto\n      tulipano, il Liriodendron Tulipiferum, un albero dell'ordine naturale delle magnolie.\n      delle magnolie. I suoi tre tronchi si separavano dal genitore a circa un metro dal terreno\n      dal suolo e divergevano molto leggermente e gradualmente.\n      gradualmente, non erano pi\u00f9 di un metro e mezzo l'uno dall'altro nel punto in cui il fusto pi\u00f9 grande\n      il fusto pi\u00f9 grande si \u00e8 trasformato in fogliame: questo si trovava a un'altezza\n      di circa ottanta piedi. L'intera altezza della divisione principale\n      era di centoventi piedi. Nulla pu\u00f2 superare in bellezza\n      la forma o il verde lucido e vivace delle foglie del tulipano.\n      tulipano. Nella fattispecie, erano larghe ben otto pollici\n      ma il loro splendore \u00e8 stato del tutto eclissato dal magnifico\n      splendore dei fiori profusi. Immaginate, strettamente riuniti,\n      un milione di tulipani tra i pi\u00f9 grandi e splendenti! Solo cos\u00ec\n      solo cos\u00ec il lettore pu\u00f2 farsi un'idea dell'immagine che vorrei trasmettere. E\n      la grazia maestosa degli steli colonnari, puliti e delicatamente\n      steli colonnari, il pi\u00f9 grande dei quali ha un diametro di un metro e mezzo, a venti dal\n      dal suolo. Le innumerevoli fioriture, che si mescolano con quelle di altri alberi\n      di altri alberi poco meno belli, anche se infinitamente meno\n      maestosi, riempivano la valle di profumi pi\u00f9 che arabi.\n\n      La pavimentazione generale dell'anfiteatro era costituita da erba dello stesso\n      di quella che avevo trovato sulla strada; se non altro, pi\u00f9\n      deliziosamente morbida, spessa, vellutata e miracolosamente verde. Era\n      difficile concepire come fosse stata ottenuta tutta questa bellezza.\n\n      Ho parlato di due aperture nella valle. Da quella a nord-ovest\n      nord-occidentale, un rivolo che scendeva, dolcemente mormorante e\n      leggermente spumeggiante, lungo la gola, fino a sbattere contro il gruppo di rocce\n      gruppo di rocce da cui spuntava il leccio isolato. Qui,\n      dopo aver circondato l'albero, passava un po' pi\u00f9 a nord e un po' pi\u00f9 a est, lasciando il tulipano.\n      est, lasciando l'albero di tulipani una ventina di metri a sud e non modificando decisamente il suo corso.\n      e non modificando decisamente il suo percorso fino a quando non si avvicin\u00f2 alla\n      met\u00e0 tra il confine orientale e quello occidentale della valle.\n      A questo punto, dopo una serie di giri, ha svoltato ad angolo retto e ha proseguito in direzione sud.\n      perpendicolare e ha proseguito in direzione sud, serpeggiando\n      direzione verso sud, serpeggiando, fino a perdersi in un laghetto di forma irregolare (anche se approssimativamente ovale).\n      irregolare (anche se approssimativamente ovale), che brillava vicino alla\n      estremit\u00e0 inferiore della valle. Questo laghetto aveva forse un diametro di un centinaio di metri\n      di diametro nella sua parte pi\u00f9 larga. Nessun cristallo poteva essere pi\u00f9 limpido delle\n      delle sue acque. Il suo fondo, che si poteva vedere distintamente, era costituito\n      di ciottoli di un bianco brillante. Le sue sponde, di quell'erba\n      smeraldo gi\u00e0 descritte, si arrotondavano, pi\u00f9 che digradare, verso il cielo limpido sottostante.\n      nel cielo limpido sottostante; e questo cielo era cos\u00ec limpido, cos\u00ec perfettamente\n      perfettamente, a volte, che rifletteva tutti gli oggetti al di sopra di esso, che\n      dove finiva la sponda vera e dove iniziava quella imitativa, era un punto di\n      era un punto non poco difficile da determinare. Le trote e alcune\n      trote e alcune altre variet\u00e0 di pesci, di cui questo stagno sembrava essere\n      quasi inopportunamente affollato, avevano tutto l'aspetto di\n      veri e propri pesci volanti. Era quasi impossibile credere che\n      che non fossero assolutamente sospesi nell'aria. Una leggera canoa di betulla\n      canoa di betulla che giaceva placidamente sull'acqua, si rifletteva nelle sue\n      minime fibre con una fedelt\u00e0 insuperabile per lo specchio pi\u00f9\n      specchio squisitamente levigato. Una piccola isola, abbastanza ridente di\n      fiori in piena fioritura, e che offriva poco pi\u00f9 spazio di quanto\n      spazio sufficiente per un piccolo edificio pittoresco, apparentemente un\n      che sembrava un pollaio, emergeva dal lago non lontano dalla sua riva settentrionale, alla quale era collegata\n      che era collegato per mezzo di un ponte dall'aspetto inconcepibilmente leggero e\n      eppure molto primitivo. Era formato da un'unica, larga e spessa\n      e spessa tavola di legno di tulipano. Era lungo quaranta piedi e copriva l'intervallo\n      e copriva l'intervallo tra riva e riva con un arco leggero, ma molto\n      molto percettibile, impedendo ogni oscillazione. Dall'estremit\u00e0\n      dall'estremit\u00e0 meridionale del lago usciva una continuazione del\n      che, dopo aver serpeggiato per una trentina di metri,\n      Infine passava attraverso la depressione (gi\u00e0 descritta) al centro del\n      al centro del declivio meridionale e, precipitando in uno strapiombo di un centinaio di metri\n      precipizio di un centinaio di metri, si dirigeva in modo subdolo e inosservato verso l'Hudson.\n      verso l'Hudson.\n\n      Il lago era profondo in alcuni punti trenta piedi, ma il rivolo raramente superava i tre, mentre la sua massima larghezza era di circa otto metri.\n      raramente superava i tre, mentre la sua massima larghezza era di circa otto metri.\n      Il fondo e le sponde erano come quelli dello stagno.\n      se un difetto poteva essere attribuito, in termini di pittoresco, era quello dell'eccessivo\n      eccessiva pulizia.\n\n      La distesa del prato verde era alleggerita, qua e l\u00e0, da un occasionale\n      arbusti vistosi, come l'ortensia, la palla di neve comune o la seringa aromatica.\n      palla di neve, o la seringa aromatica; oppure, pi\u00f9 frequentemente, da un\n      un ciuffo di gerani che sbocciano in grandi variet\u00e0.\n      Questi ultimi crescevano in vasi che venivano accuratamente interrati nel\n      terra, in modo da dare alle piante l'apparenza di essere autoctone.\n      autoctone. Oltre a tutto questo, il velluto del prato era squisitamente\n      di pecore, un gregge considerevole che si aggirava per la valle, in compagnia di tre tamarrate.\n      gregge, in compagnia di tre cervi addomesticati e di un gran numero di anatre\n      anatre dalle piume brillanti. Un mastino di grandi dimensioni sembrava vigilare su questi\n      vigilare su questi animali, tutti e tre.\n\n      Lungo le rupi orientali e occidentali dove, verso la parte superiore dell'anfiteatro, i confini erano pi\u00f9 o meno\n      dell'anfiteatro, i confini erano pi\u00f9 o meno\n      dirupo cresceva l'edera in grande quantit\u00e0, tanto che solo qua e l\u00e0 si intravedeva la nuda roccia.\n      solo qua e l\u00e0 si intravedeva la nuda roccia. Il\n      precipizio settentrionale, allo stesso modo, era quasi interamente ricoperto\n      di viti di rara rigogliosit\u00e0, alcune delle quali spuntavano dal suolo\n      alla base della rupe e altre da sporgenze sulla sua parete.\n\n      La leggera altura che costituiva il confine inferiore di questo piccolo dominio\n      di questo piccolo dominio, era coronato da un bel muro di pietra, di altezza sufficiente a\n      altezza sufficiente a impedire la fuga dei cervi. Nulla di simile alla recinzione\n      di recinzione era osservabile altrove; perch\u00e9 in nessun altro luogo era necessario un recinto artificiale\n      recinto artificiale: qualsiasi pecora randagia, ad esempio, che tentasse di uscire dal\n      che tentasse di uscire dalla valle attraverso il burrone,\n      troverebbe il suo cammino arrestato, dopo pochi metri di avanzamento, dalla\n      dalla sporgenza della roccia su cui cadeva la cascata che aveva attirato la mia attenzione\n      che aveva attirato la mia attenzione quando mi ero avvicinato al dominio. In breve\n      In breve, l'unica entrata o uscita era attraverso un cancello che occupava un\n      un passaggio roccioso sulla strada, pochi passi sotto il punto in cui mi ero fermato per\n      mi ero fermato a ricognire la scena.\n\n      Ho descritto il ruscello come un meandro molto irregolare per\n      tutto il suo corso. Le sue due direzioni generali, come ho\n      come ho detto, erano prima da ovest a est e poi da nord a sud.\n      Alla svolta, il ruscello, tornando indietro, faceva un'ansa quasi circolare, in modo da formare un\n      circolare, in modo da formare una penisola che era quasi un'isola e che comprendeva circa sei\n      isola e che comprendeva circa un sedicesimo di acro. Su questa\n      su questa penisola si trovava una casa di abitazione e quando dico che questa\n      casa, come la terrazza infernale vista da Vathek, era di un'architettura\n      architettura inconnue dans les annales de la terre, intendo dire\n      che il suo insieme mi ha colpito con il pi\u00f9 acuto senso di novit\u00e0 e correttezza\n      di novit\u00e0 e correttezza insieme, in una parola, di poesia (perch\u00e9, rispetto alle parole appena usate, potrei\n      con le parole appena impiegate, difficilmente potrei dare, di poesia in\n      una definizione pi\u00f9 rigorosa), e non intendo dire che il\n      semplicemente fuori dal comune era percepibile in qualsiasi aspetto.\n\n      In effetti, niente potrebbe essere pi\u00f9 semplice, pi\u00f9 assolutamente\n      senza pretese di questo cottage. Il suo effetto meraviglioso risiedeva\n      nella sua disposizione artistica come un quadro. Avrei potuto\n      mentre la guardavo, avrei potuto immaginare che qualche eminente\n      paesaggista l'avesse costruita con il suo pennello.\n\n      Il punto di vista da cui ho visto per la prima volta la valle non era del tutto\n      non era del tutto, anche se era quasi, il punto migliore da cui\n      osservare la casa. La descriver\u00f2 quindi come l'ho vista in seguito\n      come l'ho vista in seguito da una posizione sul muro di pietra all'estremo sud dell'anfiteatro.\n      dell'anfiteatro.\n\n      L'edificio principale era lungo circa ventiquattro metri e largo sedici.\n      larghi, certamente non di pi\u00f9. La sua altezza totale, dal suolo all'apice del tetto\n      l'apice del tetto, non poteva superare i diciotto piedi. All'estremit\u00e0\n      all'estremit\u00e0 occidentale di questa struttura ne era attaccata una pi\u00f9 piccola di circa un terzo\n      pi\u00f9 piccola in tutte le sue proporzioni: la linea della sua facciata si trovava\n      linea della facciata era arretrata di circa due metri rispetto a quella della casa pi\u00f9 grande e la linea del tetto, ovviamente, era\n      del suo tetto, ovviamente, era notevolmente abbassato rispetto a quello\n      del tetto adiacente. Perpendicolarmente a questi edifici e\n      dalla parte posteriore di quello principale, non esattamente al centro, si estendeva\n      un terzo compartimento, molto piccolo, in generale un terzo in meno dell'ala occidentale.\n      dell'ala occidentale. I tetti dei due pi\u00f9 grandi erano molto\n      molto ripidi che scendevano dalla trave di colmo con una lunga curva concava e si estendevano per almeno quattro\n      concava e si estendevano per almeno un metro e mezzo oltre i muri di fronte, in modo da formare il tetto\n      di fronte, in modo da formare i tetti di due piazze. Queste ultime\n      tetti, ovviamente, non necessitavano di alcun sostegno; ma poich\u00e9 avevano l'aria di averne bisogno, sono state realizzate delle\n      di averne bisogno, sono stati inseriti dei pilastri leggeri e perfettamente\n      solo agli angoli. Il tetto dell'ala settentrionale era solo un\n      estensione di una porzione del tetto principale. Tra l'edificio principale\n      e l'ala occidentale si ergeva un camino quadrato, molto alto e piuttosto sottile, di mattoni olandesi\n      e piuttosto sottile, in mattoni olandesi duri, alternativamente neri e rossi, con un leggero cornicione di mattoni sporgenti in cima.\n      una leggera cornice di mattoni sporgenti alla sommit\u00e0. Sopra i timpani\n      i tetti sporgevano molto: nell'edificio principale circa\n      quattro piedi a est e due a ovest. La porta principale non era\n      non si trovava esattamente nella divisione principale, essendo un po' pi\u00f9 a est.\n      est, mentre le due finestre erano a ovest. Queste ultime non si\n      non si estendevano fino al pavimento, ma erano molto pi\u00f9 lunghe e strette del solito.\n      avevano persiane singole come porte, i vetri erano a losanga, ma piuttosto grandi.\n      a forma di losanga, ma piuttosto grandi. La porta stessa aveva la met\u00e0 superiore\n      di vetro, anch'essa a losanghe, una persiana mobile la assicurava di notte.\n      notte. La porta dell'ala ovest si trovava nel timpano e, in modo piuttosto semplice, si affacciava sulla\n      semplice, una sola finestra si affacciava a sud. L'ala nord non aveva\n      porta esterna all'ala nord e anch'essa aveva una sola finestra a est.\n      a est.\n\n      Il muro vuoto del timpano orientale era alleggerito da una scala (con balaustra) che lo attraversava in diagonale.\n      balaustra) che lo attraversano diagonalmente, salendo da sud.\n      sud. Sotto la copertura della gronda ampiamente sporgente questi gradini\n      di una porta che conduceva alla soffitta, o meglio al soppalco, perch\u00e9 era illuminato solo da un\n      era illuminata solo da un'unica finestra a nord e sembrava essere stata\n      sembrava essere stata destinata a ripostiglio.\n\n      Le piazze dell'edificio principale e dell'ala occidentale non avevano pavimenti,\n      ma alle porte e a ogni finestra, grandi lastre piatte e irregolari di granito\n      lastre piatte e irregolari di granito, incastonate nel delizioso manto erboso,\n      che permettevano di camminare comodamente in qualsiasi condizione atmosferica. Ottimi sentieri dello stesso materiale\n      dello stesso materiale, non ben adattati, ma con la vellutata zolla di terra che\n      vellutata che riempiva frequenti intervalli tra le pietre, conducevano\n      dalla casa, a una sorgente di cristallo a circa cinque passi di distanza,\n      alla strada o a una o due case esterne che si trovavano a nord,\n      oltre il ruscello ed erano accuratamente nascoste da alcune locuste e catalpe.\n      e catalpe.\n\n      A non pi\u00f9 di sei passi dalla porta principale del cottage si trovava\n      tronco morto di un fantastico pero, cos\u00ec vestito da capo a piedi di splendidi fiori di\n      piedi di splendidi fiori di bignonia, tanto che non era necessario\n      per determinare che tipo di dolce cosa potesse essere.\n      dolce che potesse essere. Da vari bracci dell'albero pendevano gabbie di vario tipo.\n      In una, un grosso cilindro di vimini con un anello in cima, si divertiva un uccello\n      un uccello beffardo; in un'altra un rigogolo; in una terza l'impudico\n      mentre in tre o quattro prigioni pi\u00f9 delicate si sentiva il vociare di\n      con i canarini.\n\n      I pilastri della piazza erano avvolti da gelsomini e caprifogli; mentre dall'angolo formato dalla struttura principale\n      caprifoglio; mentre dall'angolo formato dalla struttura principale e dalla sua\n      e l'ala ovest, di fronte, spuntava una vite di una rigogliosit\u00e0 ineguagliabile.\n      rigogliosa. Incurante di ogni costrizione, si era arrampicata prima sul\n      tetto inferiore e poi a quello superiore; e lungo la cresta di quest'ultimo\n      di quest'ultimo continuava ad agitarsi, lanciando viticci a destra e a sinistra, fino a quando\n      a destra e a sinistra, finch\u00e9 non raggiunse il timpano orientale e cadde\n      e cadde trascinandosi sulle scale.\n\n      L'intera casa, con le sue ali, era costruita in\n      tegole olandesi all'antica, larghe e con gli angoli non arrotondati.\n      \u00c8 una particolarit\u00e0 di questo materiale che d\u00e0 alle case costruite con esso\n      di essere pi\u00f9 larghe in basso che in alto, alla maniera dell'architettura egizia.\n      dell'architettura egizia; e nel caso in questione,\n      questo effetto estremamente pittoresco \u00e8 stato favorito da numerosi vasi di fiori\n      fiori che quasi circondavano la base degli edifici.\n      edifici.\n\n      Le tegole erano dipinte di un grigio opaco; e la felicit\u00e0 con cui questa tinta neutra si fondeva con il verde vivo dei tulipani\n      con cui questa tinta neutra si fondeva con il verde vivo delle foglie dei tulipani che\n      tulipani che ombreggiavano parzialmente il cottage, pu\u00f2 essere facilmente\n      essere facilmente concepita da un artista.\n\n      Dalla posizione vicino al muro di pietra, come descritto, gli edifici\n      edifici si vedevano con grande vantaggio, perch\u00e9 l'angolo sud-est\n      era proiettato in avanti in modo che l'occhio cogliesse in un colpo solo l'intera\n      due facciate, con il pittoresco timpano orientale, e allo stesso tempo si intravedeva\n      allo stesso tempo si intravedeva appena l'ala settentrionale, con parti del tetto\n      con parti del grazioso tetto della casa della sorgente e quasi la met\u00e0 del ponte leggero\n      di un ponte leggero che attraversava il ruscello nelle\n      vicino agli edifici principali.\n\n      Non rimasi molto a lungo sul ciglio della collina, anche se abbastanza a lungo da\n      abbastanza a lungo per fare un'accurata ricognizione della scena ai miei piedi. Era chiaro che\n      era chiaro che mi ero allontanato dalla strada per il villaggio, e quindi avevo\n      una buona scusa da viaggiatore per aprire il cancello davanti a me e\n      e di informarmi sulla mia strada, in ogni caso; cos\u00ec, senza ulteriori indugi, proseguii.\n\n      La strada, dopo aver superato il cancello, sembrava poggiare su una cengia naturale, digradante\n      naturale, che degradava gradualmente lungo la parete delle\n      scogliera nord-orientale. Mi condusse ai piedi del precipizio settentrionale, e poi\n      ponte, passando per il frontone orientale, fino alla porta d'ingresso.\n      porta d'ingresso. Durante questo percorso, notai che non si vedevano le\n      delle case esterne.\n\n      Quando girai l'angolo del timpano, il mastino si diresse verso di me in\n      verso di me in un silenzio severo, ma con l'occhio e l'aria di una tigre.\n      tigre. Gli ho teso la mano, tuttavia, in segno di amicizia e non ho mai conosciuto un cane\n      Non ho mai conosciuto un cane che si sia opposto a un tale appello alla sua cortesia.\n      alla sua cortesia. Non solo chiuse la bocca e scodinzol\u00f2, ma mi offr\u00ec assolutamente la sua zampa in seguito.\n      ma mi offr\u00ec assolutamente la sua zampa estendendo poi la sua cortesia a Ponto.\n      a Ponto.\n\n      Poich\u00e9 non si scorgeva alcun campanello, battei con il mio bastone contro la\n      porta, che era semiaperta. Immediatamente una figura si avvicin\u00f2 alla\n      soglia, quella di una giovane donna di circa ventotto anni\n      di circa ventotto anni, snella, o meglio esile, e un po' pi\u00f9 alta della media\n      altezza. Mentre si avvicinava, con una certa modesta decisione del passo\n      del tutto indescrivibile. Mi sono detto: \"Sicuramente qui ho trovato\n      la perfezione della grazia naturale, in contraddizione con quella\n      grazia artificiale.  La seconda impressione che mi fece,\n      ma di gran lunga la pi\u00f9 viva delle due, fu quella dell'entusiasmo. Un'espressione cos\u00ec\n      intensa espressione di romanticismo, forse dovrei definirla, o di\n      mondanit\u00e0, come quella che traspariva dai suoi occhi profondi, non si era mai\n      non era mai affondata cos\u00ec tanto nel mio cuore. Non so come sia\n      ma questa peculiare espressione degli occhi, che di tanto in tanto si\n      di tanto in tanto sulle labbra, \u00e8 la pi\u00f9 potente, se non\n      se non l'unico incantesimo che mi fa interessare alla donna.\n       Il romanticismo, se i miei lettori comprendessero appieno ci\u00f2 che intendo\n      con la parola romanticismo e femminilit\u00e0, mi sembrano termini convertibili.\n      termini convertibili: e, dopo tutto, ci\u00f2 che l'uomo ama veramente nella donna,\n      \u00e8 semplicemente la sua femminilit\u00e0. Gli occhi di Annie (ho sentito qualcuno dall'interno chiamarla Annie, tesoro)\n      dall'interno chiamarla Annie, tesoro! ) erano di un grigio spirituale;\n      i capelli di un castano chiaro: questo \u00e8 tutto ci\u00f2 che ho avuto il tempo di osservare di lei.\n      di lei.\n\n      Su suo cortese invito, entrai passando per primo\n      in un vestibolo abbastanza ampio. Essendo venuto soprattutto per osservare, ho notato che\n      notai che alla mia destra, appena entrati, c'era una finestra, come quelle di fronte alla casa.\n      come quelle che si trovano di fronte alla casa; a sinistra, una porta che conduceva alla\n      una porta che conduceva alla stanza principale; mentre, di fronte a me, una porta aperta mi permetteva di vedere\n      una porta aperta che mi permetteva di vedere un piccolo appartamento, grande quanto il vestibolo,\n      studio, con un grande bow window che guardava a nord.\n      nord.\n\n      Passando nel salotto, mi ritrovai con il signor Landor per questo,\n      scoprii in seguito, era il suo nome. Era civile, persino cordiale nei\n      ma in quel momento ero pi\u00f9 intenta a osservare la sistemazione della\n      della casa che mi aveva tanto interessato,\n      che l'aspetto personale dell'inquilino.\n\n      L'ala nord, ora vedo, era una camera da letto, la cui porta si apriva\n      nel salotto. A ovest di questa porta c'era un'unica finestra, che guardava\n      verso il ruscello. All'estremit\u00e0 occidentale del salotto c'erano un camino e una porta\n      camino e una porta che conduceva all'ala ovest, probabilmente una cucina.\n      cucina.\n\n      Nulla potrebbe essere pi\u00f9 rigorosamente semplice dell'arredamento del\n      salotto. Sul pavimento c'era un tappeto a grana grossa, di eccellente\n      di eccellente consistenza, a fondo bianco, macchiato da piccole figure circolari verdi\n      figure circolari verdi. Alle finestre c'erano tende di mussola jaconet bianca come la neve: erano\n      mussola di jaconet bianco neve: erano abbastanza piene e pendevano in modo deciso, forse\n      piuttosto formalmente, in trecce nitide e parallele, fino al pavimento.\n      al pavimento. Le pareti erano state preparate con una carta francese di grande\n      di grande delicatezza, a fondo argento, con un leggero cordoncino verde che correva\n      verde che correva a zig-zag lungo tutto il perimetro. La sua ampiezza era alleggerita soltanto da tre delle\n      Julien a trois crayons, fissate al muro senza cornice.\n      alla parete senza cornice. Uno di questi disegni rappresentava una scena di\n      lusso orientale, o piuttosto di volutt\u00e0; un'altra era un'opera\n       carnevalesco, di una vivacit\u00e0 inaudita; il terzo era una testa di donna greca\n      greca, un volto cos\u00ec divinamente bello, eppure di un'espressione cos\u00ec\n      espressione cos\u00ec provocatoriamente indeterminata, non aveva mai attirato la mia\n      attenzione.\n\n      L'arredamento pi\u00f9 sostanzioso consisteva in un tavolo rotondo, alcune sedie (tra cui una grande sedia a dondolo) e un divano.\n      sedie (tra cui una grande sedia a dondolo), e un divano, o meglio un\n       un divano, o meglio un divanetto; il materiale era acero semplice dipinto di bianco crema,\n      bianco crema, leggermente striato di verde; la seduta era di canna. Le sedie\n      e il tavolo erano in tinta, ma le forme di tutti erano evidentemente\n      erano state disegnate dallo stesso cervello che aveva progettato il parco; \u00e8 impossibile concepire qualcosa di pi\u00f9\n      \u00e8 impossibile concepire qualcosa di pi\u00f9 grazioso.\n\n      Sul tavolo c'erano alcuni libri; una grande bottiglia quadrata di cristallo di un profumo\n      di cristallo di un nuovo profumo; una semplice lampada di vetro smerigliato con paralume italiano\n      con un paralume italiano; e un grande vaso di fiori\n      di fiori splendenti. I fiori, infatti, dai colori splendidi e dall'odore\n      colori e dall'odore delicato costituivano l'unica decorazione dell'appartamento.\n      appartamento. Il caminetto era quasi pieno di vasi di gerani brillanti.\n      geranio brillante. Su una mensola triangolare in ogni angolo della stanza\n      della stanza si trovava un vaso simile, diverso solo per il suo delizioso contenuto.\n      contenuto. Uno o due mazzi di fiori pi\u00f9 piccoli ornavano la mensola del camino e\n      e le violette tardive si raggruppavano intorno alle finestre aperte.\n\n      Lo scopo di questo lavoro non \u00e8 quello di fare di pi\u00f9 che dare un'immagine\n      dettagliatamente un'immagine della residenza del signor Landor cos\u00ec come l'ho trovata. Come l'ha resa\n      come l'ha resa tale e perch\u00e9, con alcuni dettagli su Mr.\n      Landor stesso potrebbero costituire l'argomento di un altro articolo.\n\n\n\n\nWILLIAM WILSON\n\n\n    Che dire di questo? Che dire della COSCIENZA,\n    quello spettro sul mio cammino?\n                     _Chamberlayne s Pharronida._\n\n      Per ora mi faccio chiamare William Wilson. La bella\n      pagina che mi sta davanti non deve essere sporcata con il mio vero nome.\n      appellativo. Questo \u00e8 gi\u00e0 stato troppo oggetto del disprezzo e dell'orrore della mia\n      disprezzo, dell'orrore, della detestazione della mia razza. Fino alle\n      estreme regioni del globo i venti indignati non hanno forse\n      non hanno forse lanciato la sua impareggiabile infamia? Oh, reietto di tutti i reietti pi\u00f9 abbandonati!\n      abbandonato, non sei forse morto per sempre alla terra, ai suoi onori, ai suoi fiori, alle sue aspirazioni dorate?\n      ai suoi fiori, alle sue aspirazioni d'oro? E una nube, densa,\n      densa, lugubre e senza limiti, non si frappone forse eternamente tra le tue\n      speranze e il cielo?\n\n      Non vorrei, se potessi, qui o oggi, riportare il resoconto dei miei ultimi anni di\n      ultimi anni di indicibile miseria e di crimini imperdonabili. Questa\n      epoca questi ultimi anni hanno assunto un'improvvisa elevazione\n      turpitudine, la cui origine \u00e8 solo il mio scopo attuale di\n      attribuire. Di solito gli uomini diventano meschini per gradi. Da me, in un istante,\n      tutta la virt\u00f9 cadde come un manto. Da una malvagit\u00e0 relativamente banale\n      cattiveria sono passato, con il passo di un gigante, a pi\u00f9 delle\n      delle enormit\u00e0 di un Elah-Gabalus. Quale caso, quale evento\n      ha portato a questo male, sopportatemi mentre ve lo racconto.\n      La morte si avvicina e l'ombra che la precede ha esercitato un'influenza\n      influenza ammorbidente sul mio spirito. Nel passare attraverso la valle oscura, desidero\n      la valle oscura, la simpatia che avevo quasi detto per la\n      piet\u00e0 dei miei simili. Vorrei che credessero che sono stato in qualche modo\n      sono stato, in qualche misura, schiavo di circostanze che sfuggono al controllo umano.\n      controllo umano. Vorrei che cercassero per me, nei dettagli che mi accingo a fornire, qualche\n      nei dettagli che sto per fornire, qualche piccola oasi di fatalit\u00e0 in mezzo a un deserto\n      di errori. Vorrei che permettessero ci\u00f2 da cui non possono astenersi\n      che, per quanto la tentazione possa essere esistita nel frattempo come\n      grande, l'uomo non \u00e8 mai stato cos\u00ec, almeno, tentato prima di certo,\n      non \u00e8 mai caduto cos\u00ec. Ed \u00e8 quindi che non ha mai sofferto cos\u00ec\n      sofferto? Non sto forse vivendo in un sogno? E non sto forse\n      vittima dell'orrore e del mistero della pi\u00f9 selvaggia\n      di tutte le visioni sublunari?\n\n      Io sono il discendente di una razza il cui temperamento fantasioso e facilmente\n      temperamento fantasioso e facilmente eccitabile li ha resi sempre notevoli;\n      e, nella mia primissima infanzia, ho dato prova di aver pienamente\n      ereditato il carattere della famiglia. Con l'avanzare degli anni si \u00e8\n      pi\u00f9 forte, diventando, per molte ragioni, una causa di\n      di grave inquietudine per i miei amici e di grave pregiudizio per me stesso.\n      me stesso. Divenni volitiva, dipendente dai capricci pi\u00f9 sfrenati e preda dei pi\u00f9 ingovernabili\n      preda delle passioni pi\u00f9 ingovernabili. Debole di mente e afflitto da\n      infermit\u00e0 costituzionali simili alle mie, i miei genitori potevano\n      genitori potevano fare ben poco per frenare le cattive propensioni che mi contraddistinguevano.\n      me. Alcuni sforzi deboli e mal indirizzati si tradussero in un completo\n      fallimento da parte loro e, ovviamente, in un trionfo totale da parte mia.\n      Da quel momento in poi la mia voce fu una legge domestica; e in un'et\u00e0 in cui pochi bambini hanno abbandonato il loro\n      pochi bambini hanno abbandonato i loro fili guida, fui lasciato alla\n      alla guida della mia volont\u00e0 e divenni, in tutto e per tutto, il padrone delle mie azioni.\n      padrone delle mie azioni.\n\n      I miei primi ricordi di una vita scolastica sono legati a una grande casa elisabettiana\n      casa elisabettiana, grande e sconclusionata, in un villaggio inglese dall'aspetto nebbioso.\n      Inghilterra, dove c'era un gran numero di alberi giganteschi e nodosi,\n      e dove tutte le case erano eccessivamente antiche. In verit\u00e0, era\n      era un luogo da sogno e rassicurante per lo spirito, quella venerabile vecchia\n      citt\u00e0. In questo momento, con l'immaginazione, sento il fresco rinfrescante\n      rinfrescante dei suoi viali profondamente ombreggiati, inalare la fragranza dei suoi\n      mille arbusti, e fremo di nuovo di un piacere indefinibile,\n      alla nota profonda e vuota della campana della chiesa, che si rompe, ogni ora,\n      ogni ora, con un fragore cupo e improvviso, nella quiete dell'atmosfera crepuscolare in cui\n      atmosfera in cui il campanile gotico traforato giaceva\n      addormentato.\n\n      Mi d\u00e0, forse, il massimo piacere che posso sperimentare ora in qualsiasi\n      di soffermarmi su minuziosi ricordi della scuola e dei suoi\n      scuola e dei suoi problemi. Immersa nella miseria come sono, miseria, ahim\u00e8!\n      troppo reale, mi si perdoner\u00e0 se cercher\u00f2 un sollievo, per quanto\n      lieve e temporaneo, nella debolezza di alcuni dettagli sconclusionati.\n      Questi, inoltre, del tutto banali e perfino ridicoli di per s\u00e9\n      di per s\u00e9, assumono, secondo la mia fantasia, un'importanza avventizia, in quanto\n      come connessi a un periodo e a una localit\u00e0 in cui riconosco le prime\n      le prime ambigue avvisaglie del destino che in seguito mi ha\n      pienamente mi ha oscurato. Mi permetto quindi di ricordare.\n\n      La casa, come ho gi\u00e0 detto, era vecchia e irregolare. Il terreno era\n      un alto e solido muro di mattoni, sormontato da un letto di malta e vetri rotti.\n      di malta e vetri rotti, la circondava interamente. Questo bastione simile a una prigione\n      Questo bastione, simile a una prigione, costituiva il limite del nostro dominio.\n      tre volte alla settimana, una volta ogni sabato pomeriggio, quando, assistiti da due uscieri, ci era consentito\n      due uscieri, ci era permesso di fare brevi passeggiate in corpo\n      per alcuni dei campi vicini e due volte durante la domenica,\n      quando venivamo fatti sfilare nello stesso modo formale per la funzione del mattino e della sera\n      sera nell'unica chiesa del villaggio. Di questa chiesa\n      era parroco il direttore della nostra scuola. Con quanto profondo spirito di meraviglia e perplessit\u00e0\n      stupore e perplessit\u00e0 ero solito guardarlo dal nostro remoto\n      banco della galleria, quando, con passo solenne e lento, saliva sul pulpito!\n      il pulpito! Questo reverendo uomo, dal volto cos\u00ec pudicamente\n      benigno, con abiti cos\u00ec lucidi e cos\u00ec clericalmente fluenti, con parrucca\n      cos\u00ec minuziosamente incipriata, cos\u00ec rigida e cos\u00ec vasta, - potrebbe essere lui\n      che, negli ultimi tempi, con il volto inacidito e con gli abiti puzzolenti,\n      amministrava, ferula alla mano, le leggi draconiane dell'accademia?\n      Oh, gigantesco paradosso, troppo mostruoso per essere risolto!\n\n      Ad un angolo del massiccio muro si affacciava un cancello ancora pi\u00f9 massiccio.\n      Era rivettato e tempestato di catenacci di ferro e sormontato da punte di ferro\n      punte di ferro frastagliate. Che impressione di profonda soggezione suscitava!\n      Non veniva mai aperto, se non per le tre uscite e le entrate periodiche gi\u00e0 menzionate.\n      di cui si \u00e8 gi\u00e0 parlato; allora, a ogni scricchiolio dei suoi possenti cardini\n      scricchiolii dei suoi possenti cardini, trovavamo una pienezza di mistero.\n      un mondo di materia per osservazioni solenni o per meditazioni pi\u00f9 solenni.\n\n      L'ampio recinto aveva una forma irregolare, con molti\n      capienti rientranze. Di questi, tre o quattro dei pi\u00f9 grandi\n      costituivano il parco giochi. Era pianeggiante e ricoperto di ghiaia\n      ghiaia fine e dura. Ricordo bene che non c'erano alberi, n\u00e9 panchine, n\u00e9\n      n\u00e9 panchine, n\u00e9 niente di simile al suo interno. Naturalmente si trovava sul retro della\n      casa. Davanti c'era un piccolo parterre, piantato con bosso e altri arbusti.\n      arbusti, ma attraverso questa sacra divisione si passava solo in rare\n      rare occasioni, come il primo ingresso a scuola o la partenza\n      scuola o la partenza definitiva, o forse quando un genitore o un amico ci chiamava\n      un genitore o un amico, prendevamo con gioia la strada di casa per le vacanze di Natale o di mezza estate.\n      vacanze di Natale o di mezza estate.\n\n      Ma la casa! Come era pittoresco questo vecchio edificio! Per me come\n      davvero un palazzo d'incanto! Non c'era davvero fine ai suoi\n      alle sue incomprensibili suddivisioni. Era difficile,\n      era difficile, in qualsiasi momento, dire con certezza su quale dei due piani\n      piani in cui ci si trovava. Da ogni stanza all'altra si trovavano\n      ogni altra stanza c'erano sicuramente tre o quattro gradini per salire o scendere.\n      discesa. Poi le diramazioni laterali erano\n      innumerevoli e inconcepibili e cos\u00ec rientranti in se stessi,\n      che le nostre idee pi\u00f9 esatte riguardo all'intero palazzo non erano molto\n      non si discostavano molto da quelle con cui meditavamo sull'infinito.\n      l'infinito. Durante i cinque anni di permanenza qui, non sono mai stato in grado di accertare con precisione\n      non sono mai stato in grado di stabilire con precisione in quale remota localit\u00e0 si trovasse il piccolo appartamento\n      in quale remota localit\u00e0 si trovasse il piccolo appartamento assegnato a me e ad altri diciotto o venti studiosi.\n      altri diciotto o venti studiosi.\n\n      L'aula scolastica era la pi\u00f9 grande della casa, non potevo fare a meno di pensare che\n      non ho potuto fare a meno di pensare che fosse la pi\u00f9 grande del mondo. Era molto lunga, stretta e lugubremente\n      basso, con finestre gotiche a sesto acuto e un soffitto di quercia. In un angolo\n      angolo remoto e terrificante c'era un recinto quadrato di otto o dieci metri\n      di otto o dieci metri, che costituiva il sancta sanctorum, durante l'orario di lavoro, del nostro\n      reverendo dottor Bransby. Era una struttura solida,\n      con una porta massiccia, prima di aprire la quale, in assenza del\n       Domenie, saremmo tutti volentieri morti per la _peine\n      forte et dure_. In altri angoli c'erano altre due casse simili, molto meno\n      molto meno venerate, ma comunque oggetto di grande soggezione. Una di queste\n      una di queste era il pulpito dell'usciere classico, l'altra di quello\n       inglese e matematico.  La stanza era disseminata di oggetti che si incrociavano e si\n      e si incrociavano in un'irregolarit\u00e0 senza fine, c'erano innumerevoli banchi\n      e scrivanie, nere, antiche e consumate dal tempo, ammucchiate disperatamente di libri\n      libri molto masticati, e cos\u00ec ricoperti di lettere iniziali, di nomi\n      nomi a figura intera, figure grottesche e altri sforzi moltiplicati del\n      di coltello, da aver perso del tutto quel poco di forma originale che\n      forma originale che poteva essere la loro parte in tempi ormai lontani. Un enorme\n      d'acqua si trovava a un'estremit\u00e0 della stanza, e un orologio di dimensioni\n      di dimensioni stupefacenti all'altra.\n\n      Circondato dalle massicce mura di questa venerabile accademia, ho trascorso, non\n      anni del terzo lustro della mia vita, ma non per noia o disgusto.\n      lustro della mia vita. Il cervello brulicante dell'infanzia non ha bisogno\n      mondo esterno di incidenti che lo occupi o lo diverta, e la\n      monotonia apparentemente desolante di una scuola era piena di emozioni pi\u00f9\n      eccitazione pi\u00f9 intensa di quella che la mia giovinezza pi\u00f9 matura ha tratto dal lusso,\n      o la mia piena virilit\u00e0 dal crimine. Eppure devo credere che il mio primo sviluppo\n      sviluppo mentale abbia avuto in s\u00e9 molto di insolito, persino molto di\n      dell'estraneo. Per l'umanit\u00e0 in generale, gli eventi della prima\n      dell'esistenza lasciano raramente, in et\u00e0 matura, un'impronta precisa. Tutto\n      \u00e8 un'ombra grigia, un ricordo debole e irregolare, un'indistinta\n      indistinta di deboli piaceri e di dolori fantasmagorici. Per me\n      non \u00e8 cos\u00ec. Nell'infanzia devo aver sentito con l'energia di un uomo ci\u00f2 che\n      uomo quello che ora trovo impresso nella memoria in linee cos\u00ec vivide, profonde e durature come il _capolavoro_.\n      vividi, profondi e duraturi come gli _exergues_ delle medaglie cartaginesi.\n      medaglie.\n\n      Eppure, in realt\u00e0, nella visione del mondo, quanto poco c'era da ricordare!\n      da ricordare! Il risveglio mattutino, il richiamo notturno a letto;\n      le riunioni, le recite, le periodiche mezze vacanze e le peregrinazioni.\n      il parco giochi, con i suoi litigi, i suoi passatempi e i suoi intrighi,\n      intrighi; questi, per una stregoneria mentale da tempo dimenticata, venivano\n      una selva di sensazioni, un mondo ricco di\n      di incidenti, un universo di emozioni variegate, di eccitazioni le pi\u00f9\n      appassionate e stimolanti.  Oh, le bon temps, que ce si cle\n      de fer!\n\n      In verit\u00e0, l'ardore, l'entusiasmo e l'imperiosit\u00e0 della mia\n      disposizione, mi resero ben presto un personaggio\n      compagni di scuola e, per gradi lenti, ma naturali, mi fece conquistare un\n      un'ascendenza su tutti coloro che non erano molto pi\u00f9 grandi di me; su tutti, con un'unica eccezione.\n      un'unica eccezione. Questa eccezione si trovava nella persona di uno\n      che, pur non essendo un parente, portava il mio stesso nome e cognome.\n      cognome come me; una circostanza, in effetti, poco rilevante;\n      perch\u00e9, nonostante la nobile discendenza, il mio era uno di quegli appellativi quotidiani che sembrano\n      appellativi di uso comune che sembrano, per diritto prescrittivo, essere stati\n      per diritto prescrittivo, siano stati, a distanza di tempo, propriet\u00e0 comune della folla. In questa\n      narrazione mi sono quindi designato come William Wilson, un titolo\n      titolo fittizio non molto dissimile da quello reale. Il mio omonimo\n      solo, tra coloro che nella fraseologia scolastica costituivano il nostro gruppo,\n      presumeva di competere con me negli studi della classe, negli\n      sport e i litigi del campo di gioco, a rifiutare l'implicita fede nelle mie\n      alle mie affermazioni e di sottomettersi alla mia volont\u00e0, anzi di interferire\n      con le mie imposizioni arbitrarie sotto qualsiasi aspetto. Se esiste\n      se esiste sulla terra un dispotismo supremo e incondizionato, questo \u00e8 il\n      dispotismo di una mente padronale in et\u00e0 infantile sugli spiriti meno energici dei suoi compagni.\n      meno energici dei suoi compagni.\n\n      La ribellione di Wilson era per me fonte del pi\u00f9 grande\n      imbarazzo; tanto pi\u00f9 che, nonostante la spavalderia con la quale\n      in pubblico mi ero imposto di trattare lui e le sue pretese, sentivo segretamente di temerlo e non potevo fare a meno di pensare che il\n      segretamente sentivo di temerlo, e non potevo fare a meno di pensare che la\n      parit\u00e0 che egli manteneva cos\u00ec facilmente con me, una prova della sua vera superiorit\u00e0\n      sua reale superiorit\u00e0, poich\u00e9 non essere superato mi costava una\n      lotta perpetua. Eppure questa superiorit\u00e0, persino questa uguaglianza, era\n      in verit\u00e0 non era riconosciuta da nessuno tranne che da me stesso; i nostri soci, per\n      per qualche inspiegabile cecit\u00e0, sembravano non sospettarlo nemmeno.\n      Infatti, la sua competizione, la sua resistenza e soprattutto la sua\n      impertinente e ostinata interferenza con i miei propositi, non erano\n      pi\u00f9 evidenti che privati. Sembrava privo sia dell'ambizione che lo spingeva sia\n      dell'ambizione che spingeva e dell'appassionata energia mentale che\n      che mi permetteva di eccellere. Nella sua rivalit\u00e0 si sarebbe potuto supporre che\n      avrebbe potuto essere mosso solo da un desiderio capriccioso di ostacolare,\n      stupire o mortificare me stesso; anche se in certi momenti non potevo fare a meno di osservare, con\n      non potevo fare a meno di osservare, con un sentimento fatto di meraviglia,\n      di abbattimento e di stizza, che egli mescolava alle sue ferite, ai suoi insulti o alle sue contraddizioni\n      insulti o alle contraddizioni, una certa affettuosit\u00e0 inopportuna e sicuramente\n      di certo pi\u00f9 sgradita affettuosit\u00e0 di modi. Potevo solo\n      concepire questo singolare comportamento come frutto di una consumata\n      di autocompiacimento, assumendo l'aria volgare del patrocinio e della protezione.\n      protezione.\n\n      Forse \u00e8 stato quest'ultimo tratto della condotta di Wilson, unito alla nostra identit\u00e0 di nome e\n      alla nostra identit\u00e0 di nome e al semplice fatto di essere entrati a scuola lo stesso giorno.\n      stesso giorno, a far nascere l'idea che fossimo fratelli tra le classi superiori dell'accademia.\n      che fossimo fratelli, tra le classi superiori dell'accademia.\n      Questi non sono soliti indagare con molta severit\u00e0 sugli\n      affari dei loro allievi. Ho gi\u00e0 detto, o avrei dovuto dire, che\n      che Wilson non aveva alcun legame con la mia famiglia.\n      con la mia famiglia. Ma di sicuro se fossimo stati fratelli dovevamo essere\n      gemelli; infatti, dopo aver lasciato il dottor Bransby, venni a sapere casualmente che il mio omonimo era nato\n      che il mio omonimo era nato il 19 gennaio 1813,\n      1813 e questa \u00e8 una coincidenza alquanto notevole, perch\u00e9 il giorno\n      \u00e8 proprio quello della mia nascita.\n\n      Pu\u00f2 sembrare strano che, nonostante la continua ansia che mi\n      mi ha causato la rivalit\u00e0 di Wilson e il suo intollerabile spirito di contraddizione, non sono riuscita a\n      spirito di contraddizione, non riuscissi a odiarlo del tutto.\n      del tutto. Di sicuro, quasi ogni giorno avevamo un litigio in cui\n      in cui, cedendomi pubblicamente la palma della vittoria, lui, in qualche modo\n      in qualche modo, riusciva a farmi sentire che era lui a meritarla.\n      Tuttavia, un senso di orgoglio da parte mia e una vera e propria dignit\u00e0 da parte sua\n      ci mantennero sempre su quelli che si chiamano termini di conversazione,\n      mentre c'erano molti punti di forte congenialit\u00e0 nei nostri\n      che operavano per risvegliare in me un sentimento che la nostra posizione\n      forse solo la nostra posizione impediva di maturare in amicizia. \u00c8\n      difficile, infatti, definire o anche solo descrivere i miei reali\n      sentimenti verso di lui. Essi costituivano un miscuglio eterogeneo e\n      una miscela eterogenea: un po' di animosit\u00e0 petulante, che non era ancora odio,\n      un po' di stima, pi\u00f9 che altro rispetto, molto timore, con un mondo di inquieta\n      curiosit\u00e0. Per il moralista sar\u00e0 superfluo dire, in aggiunta, che Wilson e io eravamo\n      che Wilson e io eravamo i compagni pi\u00f9 inseparabili.\n      compagni.\n\n      Era senza dubbio lo stato anomalo delle cose tra noi che\n      che trasformava tutti i miei attacchi a lui (ed erano molti,\n      aperti o nascosti) nel canale delle battute o degli scherzi (dando dolore ma assumendo l'aspetto di un semplice divertimento).\n      scherzo (che procuravano dolore assumendo l'aspetto di un semplice divertimento) piuttosto che\n      piuttosto che in un'ostilit\u00e0 pi\u00f9 seria e determinata. Ma i miei\n      sforzi in questo senso non ebbero affatto un successo uniforme,\n      anche quando i miei piani erano i pi\u00f9 arguti; perch\u00e9 il mio omonimo aveva molto di\n      mio omonimo aveva molto in s\u00e9, come carattere, di quell'austerit\u00e0\n      austerit\u00e0 pacata che, pur godendo della pregnanza delle sue stesse\n      scherzi, non ha in s\u00e9 il tallone di Achille e rifiuta assolutamente di essere\n      di essere deriso. Ho trovato, in effetti, un solo punto vulnerabile,\n      e questo, che risiede in una peculiarit\u00e0 personale, derivante forse da una malattia\n      malattia costituzionale, sarebbe stato risparmiato da qualsiasi antagonista\n      meno di me: il mio rivale aveva una debolezza degli organi\n      organi faucali o gutturali, che gli impedivano di alzare la voce\n      voce al di sopra di un sussurro molto basso. Di questo difetto non mancai di\n      non mancai di trarre quel misero vantaggio che era in mio potere.\n\n      Le ritorsioni di Wilson in natura erano molte, e c'era una forma\n      del suo spirito pratico che mi disturbava oltremisura. Come la sua\n      come la sua sagacia abbia scoperto che una cosa cos\u00ec insignificante mi avrebbe\n      \u00e8 una questione che non sono mai riuscito a risolvere; ma, dopo averlo scoperto, egli\n      abitualmente il fastidio. Ho sempre provato avversione per\n      il mio sgarbato patronimico e il suo lemma molto comune, se non plebeo.\n      plebeo. Quelle parole erano veleno per le mie orecchie; e quando, il giorno del mio arrivo, un secondo William\n      giorno del mio arrivo, un secondo William Wilson venne anch'egli all'accademia.\n      accademia, mi sentii in collera con lui per il fatto di portare quel nome, e doppiamente\n      doppiamente disgustato dal nome perch\u00e9 lo portava un estraneo, che sarebbe stato\n      che sarebbe stato la causa della sua duplice ripetizione, che sarebbe stato costantemente in\n      presenza, e le cui preoccupazioni, nella routine ordinaria degli affari scolastici, dovevano inevitabilmente\n      scuola dovevano inevitabilmente, a causa della detestabile\n      coincidenza, dovevano inevitabilmente essere confuse con le mie.\n\n      Il sentimento di irritazione cos\u00ec suscitato si rafforzava con ogni\n      circostanze che tendevano a mostrare una somiglianza, morale o fisica,\n      tra me e il mio rivale. Non avevo ancora scoperto il fatto\n      fatto che avevamo la stessa et\u00e0, ma vidi che eravamo\n      che eravamo della stessa altezza e mi accorsi che eravamo anche\n      singolarmente simili nel profilo generale della persona e nel contorno dei\n      lineamenti. Ero anche sconcertato dalle voci che parlavano di una relazione,\n      che si era diffusa nelle forme pi\u00f9 elevate. In una parola, nulla\n      poteva turbarmi pi\u00f9 seriamente (anche se io nascondevo scrupolosamente\n      nascondere tale disturbo) di qualsiasi allusione a una somiglianza di mente, persona o condizione\n      mente, di persona o di condizione esistente tra noi. Ma, in verit\u00e0, non avevo\n      non avevo motivo di credere che (con l'eccezione della questione del\n      di parentela e nel caso dello stesso Wilson,) questa somiglianza\n      somiglianza fosse mai stata oggetto di commento, o addirittura\n      osservata dai nostri compagni di scuola. Che l'avesse osservata in tutti i suoi\n      in tutti i suoi aspetti e con la stessa fissit\u00e0 con cui l'ho osservata io, era evidente.\n      che potesse trovare in tali circostanze un campo cos\u00ec fecondo di\n      di fastidio, pu\u00f2 essere attribuito, come ho detto prima, solo alla sua pi\u00f9\n      di penetrazione pi\u00f9 che normale.\n\n      Il suo spunto, che consisteva nel perfezionare l'imitazione di me stesso, consisteva sia nelle parole che nelle azioni.\n      sia nelle parole che nelle azioni; e ha recitato la sua parte in modo ammirevole. Il mio\n      vestito \u00e8 stato facile da copiare; la mia andatura e il mio modo di fare in generale\n      senza difficolt\u00e0; nonostante il suo difetto costituzionale, persino la mia voce\n      difetto costituzionale, non gli sfugg\u00ec nemmeno la mia voce. I miei\n      toni pi\u00f9 alti non furono, ovviamente, tentati, ma la chiave di lettura era identica.\n      era identica; _e il suo singolare sussurro, diventava l'eco stessa\n      del mio_.\n\n      Quanto questo ritratto cos\u00ec squisito mi abbia tormentato (perch\u00e9 non pu\u00f2 essere definito\n      non poteva essere definito una caricatura) non mi azzarder\u00f2 a descriverlo.\n      descrivere. Mi consolava il fatto che l'imitazione, a quanto pare, era stata notata solo da me.\n      imitazione, a quanto pare, era stata notata solo da me e che dovevo sopportare\n      e che dovevo sopportare solo i sorrisi complici e stranamente sarcastici del mio omonimo.\n      del mio omonimo. Soddisfatto di aver prodotto nel mio petto l'effetto desiderato, sembrava\n      l'effetto desiderato, sembrava ridacchiare in segreto sulla\n      pungente che aveva inflitto, e non si cur\u00f2 dell'applauso pubblico che il successo\n      dell'applauso del pubblico che il successo dei suoi arguti sforzi\n      avrebbe potuto facilmente suscitare. Che la scuola, infatti, non percepisse il suo\n      non abbia percepito il suo disegno, non abbia percepito la sua realizzazione e non abbia partecipato al suo\n      suo ghigno, \u00e8 stato, per molti mesi, un enigma che non sono riuscito a risolvere.\n      risolvere. Forse la gradazione della sua copia non lo rendeva cos\u00ec\n      facilmente percepibile; oppure, pi\u00f9 probabilmente, dovevo la mia sicurezza all'aria da maestro del\n      dell'aria da maestro del copista, il quale, disprezzando la lettera (che in un dipinto \u00e8 tanto pi\u00f9 ottusa)\n      in un dipinto \u00e8 tutto ci\u00f2 che l'ottuso pu\u00f2 vedere), non ha dato che il pieno spirito del suo\n      del suo originale per la mia contemplazione individuale e il mio dispiacere.\n\n      Ho gi\u00e0 parlato pi\u00f9 di una volta della disgustosa aria di\n      di mecenatismo che assunse nei miei confronti e delle sue frequenti\n      interferenze offensiva con la mia volont\u00e0. Questa interferenza spesso assumeva\n      carattere poco cortese di consiglio; consiglio non dato apertamente, ma\n      accennati o insinuati. Li ricevevo con una ripugnanza che\n      che si rafforzava con l'avanzare degli anni. Tuttavia, in questo giorno lontano, permettetemi di\n      di riconoscere che non ricordo alcuna occasione in cui i suggerimenti del mio rivale siano stati\n      occasione in cui i suggerimenti del mio rivale fossero dalla parte degli\n      errori o follie cos\u00ec abituali alla sua et\u00e0 immatura e alla sua apparente inesperienza; che la sua morale\n      inesperienza; che il suo senso morale, almeno, se non il suo talento generale e la sua\n      talento generale e la saggezza mondana, era di gran lunga pi\u00f9 acuto del mio e che\n      che oggi avrei potuto essere un uomo migliore, e quindi pi\u00f9 felice, se avessi rifiutato meno spesso i consigli\n      se avessi rifiutato con minore frequenza i consigli contenuti in quei\n      sussurri di significato che allora odiavo troppo cordialmente e disprezzavo troppo amaramente.\n      disprezzato.\n\n      In realt\u00e0, a lungo andare, mi sono risentito in modo estremo sotto la sua\n      sgradevole supervisione, e ogni giorno mi risentivo sempre pi\u00f9 apertamente di ci\u00f2 che\n      quello che consideravo la sua intollerabile arroganza. Ho gi\u00e0 detto che, nei\n      primi anni del nostro legame come compagni di scuola, i miei sentimenti nei suoi confronti\n      nei suoi confronti si sarebbero potuti facilmente trasformare in amicizia;\n      ma, negli ultimi mesi della mia permanenza all'accademia,\n      sebbene l'intrusione dei suoi modi ordinari si fosse, senza dubbio,\n      in una certa misura, si era attenuata, i miei sentimenti, in proporzione quasi simile\n      proporzione, erano molto simili a quelli dell'odio positivo. In una\n      occasione se ne accorse, credo, e in seguito mi evit\u00f2, o fece mostra di evitarmi.\n      di evitarmi.\n\n      Fu pi\u00f9 o meno nello stesso periodo, se non ricordo male, che, in un\n      un alterco violento con lui, in cui fu pi\u00f9 del solito\n      di solito, era stato messo fuori combattimento e aveva parlato e agito con una\n      contegno aperto piuttosto estraneo alla sua natura, scoprii,\n      nel suo accento, nella sua aria e nel suo aspetto in generale, ho scoperto o creduto di scoprire\n      aspetto generale, qualcosa che prima mi spavent\u00f2 e poi mi interess\u00f2 profondamente.\n      mi interess\u00f2 profondamente, riportandomi alla mente le visioni della mia prima infanzia.\n      infanzia, confusi e affollati ricordi di un'epoca in cui\n      memoria stessa non era ancora nata. Non posso descrivere meglio la\n      sensazione che mi opprimeva se non dicendo che riuscivo con fatica a\n      con difficolt\u00e0 a scrollarmi di dosso la convinzione di aver conosciuto\n      l'essere che mi stava di fronte, in qualche epoca molto lontana, in qualche\n      punto del passato anche infinitamente remoto. L'illusione, tuttavia\n      svan\u00ec rapidamente man mano che si presentava; e non ne parlo affatto se non per definire\n      il giorno dell'ultima conversazione che ho avuto con il mio singolare\n      mio singolare omonimo.\n\n      L'enorme casa antica, con le sue innumerevoli suddivisioni, aveva diverse\n      camere comunicanti tra loro, dove dormiva la maggior parte degli studenti.\n      maggior numero di studenti. C'erano per\u00f2 (come deve accadere in un edificio\n      necessariamente in un edificio cos\u00ec maldestramente progettato), molti\n      piccoli angoli o rientranze, che erano le estremit\u00e0 della struttura.\n      L'ingegno economico del dottor Bransby ha fatto s\u00ec che anche questi venissero adibiti a dormitori.\n      dormitori; anche se, essendo i pi\u00f9 semplici ripostigli, non potevano ospitare che\n      erano in grado di ospitare un solo individuo. Uno di questi\n      piccoli appartamenti era occupato da Wilson.\n\n      Una sera, verso la fine del mio quinto anno di scuola, e subito dopo l'alterco appena menzionato, trovando tutti i miei compagni di scuola.\n      subito dopo l'alterco appena menzionato, trovando tutti\n      tutti avvolti nel sonno, mi alzai dal letto e, lampada alla mano, attraversai la selva di stretti passaggi dalla mia camera\n      attraverso una selva di stretti passaggi dalla mia camera a quella del mio rivale.\n      quella del mio rivale. Da tempo stavo architettando una di quelle\n      di spirito pratico a sue spese, in cui fino a quel momento avevo\n      fino ad allora cos\u00ec uniformemente infruttuosi. Era mia intenzione,\n      ora di mettere in atto il mio piano, e decisi di fargli sentire\n      di fargli sentire tutta la portata della cattiveria di cui ero impregnato.\n      Raggiunto il suo ripostiglio, entrai senza far rumore, lasciando la\n      lampada, con un paralume sopra, all'esterno. Avanzai di un passo\n      e ascoltai il suono del suo respiro tranquillo. Assicurandomi che\n      che stesse dormendo, tornai indietro, presi la lampada e con essa mi avvicinai di nuovo al letto.\n      mi avvicinai di nuovo al letto. Intorno ad esso c'erano delle tende strette che, per\n      di procedere con il mio piano, le ritirai lentamente e silenziosamente.\n      raggi luminosi caddero vividamente sul dormiente e i miei occhi, nello stesso momento, sul suo volto.\n      stesso momento, sul suo volto. Guardai, e un intorpidimento, un'atmosfera gelida\n      un sentimento gelido pervase istantaneamente la mia struttura. Il mio petto si \u00e8 gonfiato,\n      le ginocchia, tutto il mio spirito fu preso da un\n      orrore senza oggetto ma intollerabile. Respirando affannosamente, abbassai\n      la lampada ancora pi\u00f9 vicino al volto. Erano questi\n      i lineamenti di William Wilson? Vidi, infatti, che erano\n      ma tremavo come se avessi un attacco di agucia nel pensare che non lo fossero.\n      non lo fossero. Cosa c'era in loro per confondermi in questo modo?\n      modo? Rimasi a guardare, mentre il mio cervello si arrovellava con una moltitudine di\n      pensieri incoerenti. Non era cos\u00ec che appariva, di certo non era cos\u00ec nella\n      nella vivacit\u00e0 delle sue ore di veglia. Lo stesso nome! Lo stesso profilo della persona!\n      della persona! Lo stesso giorno di arrivo all'accademia! E poi la sua\n      imitazione ostinata e senza senso della mia andatura, della mia voce, delle mie abitudini,\n      e dei miei modi! Era in verit\u00e0 nei limiti della possibilit\u00e0 umana\n      possibilit\u00e0 che ci\u00f2 che vedevo fosse solo il risultato della pratica abituale di questa\n      pratica abituale di questa imitazione sarcastica? Impressionato e con un brivido\n      con un brivido strisciante, spensi la lampada, uscii silenziosamente dalla camera e me ne andai, a un passo dal\n      dalla camera e lasciai subito le sale di quell'antica accademia, per non entrarvi mai pi\u00f9.\n      vecchia accademia, per non entrarvi mai pi\u00f9.\n\n      Dopo alcuni mesi trascorsi a casa nell'ozio, mi ritrovai a studiare a Eton.\n      mi ritrovai studente a Eton. Il breve intervallo era stato\n      sufficiente per indebolire il mio ricordo degli eventi del Dottor Bransby, o almeno per modificare in modo sostanziale la natura della mia vita.\n      Bransby, o perlomeno a cambiare materialmente la natura dei sentimenti con cui li ricordavo.\n      dei sentimenti con cui li ricordavo. In verit\u00e0 la\n      tragedia del dramma non c'era pi\u00f9. Ora potevo trovare spazio per dubitare\n      l'evidenza dei miei sensi; e raramente richiamavo l'argomento se non con la meraviglia\n      raramente l'argomento, se non con la meraviglia per l'ampiezza della credulit\u00e0 umana e con un sorriso per la forza dell'immaginazione che\n      della forza vivida dell'immaginazione che ereditariamente\n      possedevo. N\u00e9 questa specie di scetticismo poteva essere attenuato\n      scetticismo poteva essere attenuato dal carattere della vita che conducevo a Eton. Il vortice\n      di follia sconsiderata in cui mi ero immediatamente e cos\u00ec\n      incautamente, spazz\u00f2 via tutto tranne la schiuma delle ore passate, inghiott\u00ec subito ogni\n      ore passate, inghiott\u00ec in un colpo solo ogni impressione solida o seria e\n      e lasci\u00f2 alla memoria solo le pi\u00f9 vere leziosit\u00e0 di un'esistenza precedente.\n\n      Non voglio per\u00f2 ripercorrere qui il corso della mia miserabile sregolatezza.\n      una sregolatezza che ha sfidato le leggi,\n      mentre sfuggiva alla vigilanza delle istituzioni. Tre anni di\n      tre anni di follia, trascorsi senza profitto, non hanno fatto altro che radicare in me l'abitudine al vizio.\n      del vizio e avevano accresciuto, in misura piuttosto insolita, la mia statura corporea.\n      quando, dopo una settimana di dissipazione senz'anima, invitai una piccola comitiva di studenti\n      un gruppetto degli studenti pi\u00f9 dissoluti a un carosello segreto\n      nelle mie stanze. Ci incontrammo a tarda ora della notte, perch\u00e9 le nostre\n      dissolutezza doveva protrarsi fedelmente fino al mattino. Il vino\n      vino scorreva a fiumi, e non mancavano altre e forse pi\u00f9 pericolose\n      seduzioni pi\u00f9 pericolose, tanto che l'alba grigia si era gi\u00e0\n      grigia era gi\u00e0 apparsa debolmente a est, mentre la nostra delirante stravaganza\n      era al suo culmine. Follemente arrossato dalle carte e dall'ebbrezza, stavo\n      di carte e di ebbrezza, stavo per insistere su un brindisi pi\u00f9\n      quando la mia attenzione fu improvvisamente distolta dalla\n      violenta, anche se parziale, chiusura della porta dell'appartamento,\n      e dalla voce impaziente di un servitore che veniva da fuori. Mi disse che\n      che una persona, apparentemente in gran fretta, chiedeva di parlarmi\n      nel salone.\n\n      Eccitato dal vino, l'interruzione inaspettata mi ha pi\u00f9\n      mi delizi\u00f2 pi\u00f9 che sorprendermi. Barcollai subito in avanti, e pochi passi mi portarono\n      pochi passi mi portarono nel vestibolo dell'edificio. In questa\n      stanza bassa e piccola non c'era nessuna lampada; e ora non era ammessa alcuna luce, se non quella dell'enorme\n      luce, se non quella della debolissima alba che si faceva strada attraverso la\n      attraverso la finestra semicircolare. Mentre mettevo il piede oltre la\n      soglia, mi accorsi della figura di un giovane alto pi\u00f9 o meno come me, vestito con un\n      e vestito con una vestaglia da mattina in kerseymere bianco, tagliata alla moda\n      di kerseymere bianca, tagliata alla maniera originale di quella che io stesso indossavo in quel momento. Questo\n      la debole luce mi permise di percepirlo, ma non riuscii a distinguere i lineamenti del suo\n      viso non riuscivo a distinguere. Al mio ingresso si avvicin\u00f2\n      si avvicin\u00f2 frettolosamente a me e, afferrandomi per un braccio con un gesto di\n      petulante impazienza, mi sussurr\u00f2 all'orecchio le parole William Wilson!\n      all'orecchio le parole William Wilson!\n\n      In un attimo sono diventato perfettamente sobrio.\n\n      C'era questo nel modo di fare dello straniero, e nella\n      tremante del suo dito alzato, mentre lo teneva tra i miei occhi e la luce, che mi riemp\u00ec di stupore.\n      occhi e la luce, che mi riemp\u00ec di incondizionato stupore;\n      ma non fu questo a commuovermi cos\u00ec violentemente. Era la\n      di ammonizione solenne nel singolare, basso, sibilante\n      sibilante; e, soprattutto, il carattere, il tono, la\n      chiave di quelle poche, semplici e familiari sillabe sussurrate,\n      che si accompagnavano a mille ricordi di giorni passati, e che\n      e mi colpirono l'anima con la scossa di una batteria galvanica. Prima che\n      di recuperare l'uso dei sensi, egli se ne and\u00f2.\n\n      Sebbene questo evento non abbia mancato di avere un effetto vivido sulla mia\n      immaginazione disordinata, tuttavia fu evanescente quanto vivido. Per alcune\n      settimane, infatti, mi impegnai in una seria ricerca o fui avvolto da una\n      in una nube di speculazioni morbose. Non pretendevo di nascondere\n      dalla mia percezione l'identit\u00e0 del singolare individuo che\n      che si intrometteva con perseveranza nei miei affari e che mi tormentava\n      con i suoi insinuanti consigli. Ma chi e cosa era questo\n      Wilson? E da dove veniva? E quali erano i suoi scopi? Su nessuno di questi\n      nessuno di questi punti potevo essere soddisfatto; solo\n      accertato, per quanto riguarda lui, che un improvviso incidente in famiglia\n      famiglia aveva causato il suo allontanamento dall'accademia del dottor Bransby il pomeriggio del giorno in cui io stesso\n      pomeriggio del giorno in cui io stessa ero fuggita. Ma in breve tempo\n      breve tempo smisi di pensare all'argomento; la mia attenzione era tutta\n      assorbita dal progetto di partire per Oxford. Presto vi andai; la vanit\u00e0 senza calcolo\n      presto andai a Oxford; la vanit\u00e0 senza calcolo dei miei genitori mi forn\u00ec\n      un equipaggiamento e una sistemazione annuale, che mi avrebbero permesso di\n      di concedermi a piacimento il lusso gi\u00e0 cos\u00ec caro al mio cuore, di competere\n      di gareggiare in profusione di spese con gli eredi pi\u00f9\n      pi\u00f9 ricche contee della Gran Bretagna.\n\n      Eccitato da tali stimoli al vizio, il mio temperamento costituzionale\n      con un ardore raddoppiato, e ho rifiutato persino i comuni vincoli della decenza\n      limiti della decenza nella folle infatuazione dei miei divertimenti. Ma sarebbe assurdo\n      sarebbe assurdo soffermarsi sui dettagli della mia stravaganza. Lasciate che\n      basti sapere che tra gli spendaccioni ho superato Erode, e che,\n      dando il nome a una moltitudine di follie inedite, non ho aggiunto una breve\n      al lungo catalogo di vizi allora usuali nella pi\u00f9\n      dissolute universit\u00e0 d'Europa.\n\n      Tuttavia, non si poteva certo credere che io fossi, anche qui, cos\u00ec\n      completamente abbandonato la condizione di gentiluomo, tanto da cercare\n      di conoscere le pi\u00f9 vili arti del giocatore d'azzardo per professione,\n      e, dopo essere diventato un esperto della sua spregevole scienza, di\n      praticarla abitualmente come mezzo per aumentare le mie gi\u00e0\n      enorme guadagno a spese dei deboli di mente tra i miei\n      colleghi collesi. Tuttavia, questo era il fatto. E la stessa\n      di questa offesa contro ogni sentimento virile e onorabile\n      sentimento si rivel\u00f2, senza dubbio, la ragione principale se non l'unica\n      dell'impunit\u00e0 con cui fu commesso. Chi, infatti, tra i miei pi\u00f9\n      miei soci pi\u00f9 abbandonati, non avrebbe contestato la pi\u00f9 chiara\n      pi\u00f9 chiara evidenza dei suoi sensi, piuttosto che sospettare di questi\n      corsi, il gay, il franco, il generoso William Wilson, il comune pi\u00f9 nobile e liberale\n      il pi\u00f9 nobile e liberale popolano di Oxford, le cui follie (dicevano i suoi parassiti) erano\n      (dicevano i suoi parassiti) non erano che le follie della giovinezza e della fantasia sfrenata.\n      i cui errori non erano altro che un capriccio inimitabile, il cui vizio pi\u00f9 oscuro non era che una\n      stravaganza imprudente e sfrenata?\n\n      Erano ormai due anni che ero impegnato con successo in questo modo, quando\n      quando arriv\u00f2 all'universit\u00e0 un giovane nobile parvenu,\n      Glendinning ricco, dice il rapporto, come Erode Attico le sue ricchezze,\n      anche le sue ricchezze, altrettanto facilmente acquisibili. Lo trovai subito di scarso intelletto, e..,\n      naturalmente lo considerai un soggetto adatto alla mia abilit\u00e0. I\n      spesso lo coinvolsi nel gioco e riuscii, con la solita arte del giocatore d'azzardo\n      con la solita arte, di fargli vincere somme considerevoli, pi\u00f9 efficacemente\n      per intrappolarlo nelle mie trappole. Alla fine, essendo i miei piani ormai maturi, lo incontrai (con la piena intenzione di\n      incontro (con la piena intenzione che questo incontro dovesse essere\n      decisivo) presso lo studio di un mio collega (Mr.\n      Preston), altrettanto intimo di entrambi, ma che, per rendergli giustizia,\n      non sospettava nemmeno lontanamente il mio disegno. Per dare\n      una migliore colorazione, avevo fatto in modo di radunare un gruppo di\n      di circa otto o dieci persone, stando bene attento che l'introduzione delle carte\n      di carte sembrasse accidentale e avesse origine\n      dalla proposta del mio presunto imbroglione. Per essere brevi su un argomento\n      vile argomento, non fu omessa nessuna delle basse finezze, cos\u00ec consuete in\n      in occasioni simili, tanto che \u00e8 lecito chiedersi come si possa ancora\n      come sia possibile che qualcuno sia ancora cos\u00ec innamorato da caderne vittima.\n\n      Avevamo prolungato la seduta fino a notte fonda e alla fine ero riuscito ad ottenere che Glendinning\n      alla fine avevo messo a segno la manovra di avere Glendinning come mio unico\n      antagonista. Il gioco, inoltre, era il mio preferito.\n      Il resto della compagnia, interessato alla portata del nostro gioco, aveva abbandonato le proprie carte\n      le proprie carte e ci stavano intorno come spettatori. Il\n      Il _parvenu_, che nella prima parte della serata era stato indotto dai miei artifici a\n      della serata a bere profondamente, ora mescolava, distribuiva o giocava,\n      con un nervosismo selvaggio che la sua ebbrezza, a mio avviso, poteva in parte\n      pensai potesse spiegare in parte, ma non del tutto. In un\n      breve tempo era diventato mio debitore di una grossa somma,\n      quando, dopo aver bevuto una lunga sorsata di porto, fece proprio quello che\n      che avevo freddamente previsto, propose di raddoppiare le nostre gi\u00e0\n      stravaganti puntate. Con una finta riluttanza, e solo dopo il mio ripetuto rifiuto, mi propose di raddoppiare la posta.\n      e solo dopo che il mio ripetuto rifiuto lo aveva sedotto con alcune\n      parole rabbiose che davano un tono di stizza al mio assecondamento, ho finalmente\n      alla fine ho acconsentito. Il risultato, ovviamente, non fece altro che dimostrare quanto fosse\n      la preda era nelle mie mani: in meno di un'ora aveva quadruplicato il suo debito.\n      il suo debito. Da qualche tempo il suo volto aveva perso quella\n      sfumatura florida conferitagli dal vino; ma ora, con mio grande stupore, mi accorsi che era cresciuta fino a\n      percepii che era diventato di un pallore davvero spaventoso. Dico con\n      mio stupore. Glendinning era stato rappresentato alle mie ansiose\n      ricerche come incommensurabilmente ricco; e le somme che aveva ancora perso, per quanto\n      perse, anche se di per s\u00e9 ingenti, non avrebbero potuto, supponevo,\n      molto seriamente infastidirlo, tanto meno colpirlo cos\u00ec violentemente. Che fosse\n      che fosse stato sopraffatto dal vino appena ingerito, era l'idea che si presentava pi\u00f9\n      che si era presentata pi\u00f9 facilmente; e, pi\u00f9 che altro per preservare la mia\n      di preservare la mia reputazione agli occhi dei miei soci,\n      piuttosto che per un motivo meno interessato, stavo per insistere,\n      perentoriamente sull'interruzione della rappresentazione, quando alcune\n      espressioni al mio gomito da parte della compagnia, e una\n      eiaculazione che evinceva la totale disperazione da parte di Glendinning,\n      di Glendinning, mi fecero capire che avevo provocato la sua totale rovina in circostanze che\n      circostanze che, rendendolo oggetto della piet\u00e0 di tutti,\n      avrebbe dovuto proteggerlo dalle malefatte anche di un demonio.\n\n      \u00c8 difficile dire quale sarebbe stata la mia condotta ora. La condizione\n      condizione pietosa del mio dupe aveva gettato su tutti un'aria di imbarazzato\n      di imbarazzo su tutti; e per qualche istante si mantenne un profondo silenzio, durante il quale non potei fare a meno di sentire le mie guance\n      silenzio, durante il quale non potei fare a meno di sentire le mie guance\n      guance che mi si formicolavano per i molti sguardi ardenti di disprezzo o di rimprovero lanciati\n      di disprezzo o di rimprovero lanciati su di me dai meno abbandonati del gruppo. Ammetto anche che\n      un peso insopportabile di angoscia fu per un breve istante sollevato\n      dal mio petto per l'improvvisa e straordinaria interruzione che\n      che ne segu\u00ec. Le ampie e pesanti porte a soffietto dell'appartamento furono tutte\n      dell'appartamento vennero spalancate in tutta la loro ampiezza, con un'impetuosit\u00e0 vigorosa e\n      impetuosit\u00e0 che spense, come per magia, tutte le\n      candela nella stanza. La loro luce, morendo, ci permise solo di\n      di percepire che era entrato uno sconosciuto, alto pi\u00f9 o meno come me, e\n      e strettamente avvolto in un mantello. L'oscurit\u00e0, tuttavia, era ormai totale;\n      e potevamo solo sentire che era in piedi in mezzo a noi. Prima che\n      nessuno di noi riuscisse a riprendersi dall'estremo stupore in cui\n      in cui questa maleducazione aveva gettato tutti, sentimmo la voce dell'intruso.\n      intruso.\n\n       Signori, disse, con un sussurro basso, distinto e mai dimenticato che\n      e mai pi\u00f9 dimenticato, che mi fece vibrare il midollo delle ossa.\n      Signori, non mi scuso per questo comportamento,\n      perch\u00e9 cos\u00ec facendo non faccio altro che adempiere a un dovere. Voi siete,\n      senza dubbio, non siete informati del vero carattere della persona che\n      ha vinto questa sera al _cart _ una grossa somma di denaro da Lord\n      Glendinning. Vi proporr\u00f2 quindi un piano rapido e risolutivo per ottenere\n      per ottenere questa necessaria informazione.\n      Vi prego di esaminare, con comodo, le fodere interne del polsino della manica sinistra\n      della manica sinistra e i vari pacchettini che si trovano nel\n      nelle tasche piuttosto capienti del suo involucro ricamato.\n      ricamato del mattino.\n\n      Mentre parlava, l'immobilit\u00e0 era cos\u00ec profonda che si sarebbe potuto\n      che si sarebbe potuto sentire uno spillo cadere sul pavimento. Quando cess\u00f2, se ne and\u00f2 subito,\n      e con la stessa rapidit\u00e0 con cui era entrato. Posso descrivere le mie\n      sensazioni? Devo dire che ho provato tutti gli orrori dei dannati?\n      Di sicuro mi \u00e8 stato concesso poco tempo per riflettere. Molte mani\n      mi afferrarono rudemente sul posto, e le luci furono immediatamente\n      e le luci vennero immediatamente riaccese. Segu\u00ec una ricerca. Nella fodera della mia manica furono\n      nella fodera della mia manica sono state trovate tutte le carte da gioco indispensabili nel _cart _, e, nelle tasche del mio\n      nelle tasche del mio involucro, un certo numero di pacchetti, facsimili di quelli\n      utilizzati nelle nostre sedute, con l'unica eccezione che le mie erano di\n      specie chiamata, tecnicamente, arrondees; gli onori sono leggermente convessi alle estremit\u00e0, le\n      leggermente convesse alle estremit\u00e0, le carte inferiori leggermente convesse ai lati.\n      lati. In questa disposizione, l'imbroglione che taglia, come di consueto,\n      alla lunghezza del mazzo, si accorger\u00e0 invariabilmente di aver tagliato all'antagonista un onore.\n      antagonista un onore; mentre il giocatore d'azzardo, tagliando alla larghezza,\n      tagliando in larghezza, non far\u00e0 nulla per la sua vittima che possa contare nel\n      che possa contare negli annali del gioco.\n\n      Qualsiasi esplosione di indignazione per questa scoperta mi avrebbe colpito meno del\n      mi avrebbe colpito meno del silenzioso disprezzo o della compostezza sarcastica\n      con cui era stata accolta.\n\n       Signor Wilson, disse il nostro ospite, chinandosi a togliersi da sotto i piedi un lussuoso mantello di pellicce rare.\n      un mantello estremamente lussuoso di pellicce rare, signor Wilson,\n      questo \u00e8 di sua propriet\u00e0.  (Il tempo era freddo e, uscendo dalla mia stanza, avevo gettato un mantello\n      mia stanza, avevo gettato un mantello sopra la mia vestaglia,\n      e l'ho tolto quando ho raggiunto la scena del gioco).  Presumo che sia\n      supererogatorio cercare qui (osservando le pieghe dell'indumento con\n      un sorriso amaro) un'ulteriore prova della vostra abilit\u00e0. Infatti,\n      ne abbiamo avuto abbastanza. Capirete la necessit\u00e0, spero, di lasciare\n      di lasciare Oxford in ogni caso, di lasciare immediatamente la mia\n      camere.\n\n      Abbattuto, umiliato fino alla polvere com'ero allora, \u00e8 probabile che io\n      di questo linguaggio offensivo con un'immediata violenza personale, se\n      se la mia attenzione non fosse stata fermata da un fatto di carattere\n      da un fatto del tutto sorprendente. Il mantello che avevo indossato\n      indossato era di una rara specie di pelliccia; quanto rara, quanto\n      quanto rara, quanto stravagantemente costosa, non mi azzarder\u00f2 a dirlo. La sua moda,\n      anche la sua moda era di mia fantastica invenzione, perch\u00e9 ero pignolo fino a un\n      un grado assurdo di coxcombry, in questioni di questa frivola natura.\n      natura. Quando, quindi, Mr. Preston mi raggiunse, mi disse che aveva\n      raccolto sul pavimento e vicino alle porte a soffietto dell'appartamento, fu con stupore\n      dell'appartamento, fu con uno stupore che quasi rasentava il\n      terrore, che mi accorsi che il mio era gi\u00e0 appeso al braccio (dove avevo senza dubbio\n      senza dubbio l'avevo messo senza volerlo) e che quella che mi veniva presentata\n      che quella che mi veniva presentata non era altro che la sua esatta controparte, in ogni\n      particolare possibile. L'essere singolare che mi aveva cos\u00ec disastrosamente\n      disastroso, era stato avvolto, ricordo, in un mantello; e nessuno di loro lo aveva\n      nessuno dei membri del nostro gruppo, a eccezione di me.\n      eccezione di me stesso. Mantenendo una certa presenza di spirito, presi quello\n      Preston, lo misi, senza farmi notare, sopra il mio;\n      lasci\u00f2 l'appartamento con un risoluto cipiglio di sfida e, il mattino dopo, prima dell'alba\n      mattina, prima dell'alba, iniziai un viaggio frettoloso da Oxford\n      verso il continente, in una perfetta agonia di orrore e di vergogna.\n\n      Fuggii invano. Il mio destino malvagio mi inseguiva come se esultasse,\n      e dimostr\u00f2, in effetti, che l'esercizio del suo misterioso dominio\n      misterioso non era ancora iniziato. Non avevo ancora messo piede a Parigi che ebbi nuove prove dell'interesse detestabile\n      nuove prove del detestabile interesse di questo Wilson per i miei\n      miei problemi. Gli anni passavano, mentre io non provavo alcun sollievo.\n      A Roma, con quanta inopportunit\u00e0, ma anche con quanta spettrale\n      inopportuno, eppure con una certa ufficiosit\u00e0, si frappose tra me e la mia ambizione! A\n      Vienna, a Berlino e a Mosca! Dove, in verit\u00e0, non ho avuto\n      amari motivi per maledirlo nel mio cuore? Dalla sua imperscrutabile\n      tirannia sono infine fuggito, in preda al panico, come da una\n      pestilenza; e fino ai confini della terra fuggii invano.\n\n      E ancora, e ancora, in segreta comunione con il mio spirito,\n      domande Chi \u00e8? Da dove viene? E quali sono i suoi obiettivi?\n      quali sono i suoi obiettivi?  Ma non trovavo risposta. E allora\n      scrutai con minuzia le forme, i metodi e i tratti salienti della sua imperturbabilit\u00e0,\n      e i tratti salienti della sua impertinente supervisione. Ma anche\n      anche qui c'era ben poco su cui basare una congettura. Si notava, infatti, che\n      era evidente, infatti, che in nessuno dei molti casi in cui aveva\n      casi in cui aveva incrociato il mio cammino negli ultimi tempi, lo aveva fatto\n      se non per vanificare quei piani o per disturbare quelle azioni che, se portate a compimento\n      azioni che, se fossero state portate a termine, avrebbero potuto\n      un'amara disgrazia. Povera giustificazione questa, in verit\u00e0, per un'autorit\u00e0 cos\u00ec\n      autorit\u00e0 cos\u00ec imperiosamente assunta! Povera indennit\u00e0 per i diritti naturali di\n      diritti naturali di auto-agenzia cos\u00ec pertinacemente, cos\u00ec insulsamente negati!\n\n      Sono stato anche costretto a notare che il mio aguzzino, per un periodo molto lungo, (pur scrupolosamente e con miracolosi\n      per un lunghissimo periodo di tempo, (pur mantenendo scrupolosamente e con miracolosa\n      con miracolosa destrezza il suo capriccio di identit\u00e0 di abbigliamento con\n      con me stesso) aveva cos\u00ec escogitato, nell'esecuzione delle sue svariate\n      interferenze con la mia volont\u00e0, che non vidi, in nessun momento, i lineamenti del suo volto.\n      tratti del suo volto. Sia Wilson quel che sia, questo, almeno,\n      non era altro che la pi\u00f9 grande delle affettazioni o della follia. Avrebbe potuto, per un\n      per un istante supporre che il mio ammonitore a Eton, il distruttore del mio onore a Oxford\n      distruttore del mio onore a Oxford, in colui che ha ostacolato la mia ambizione a Roma, la mia vendetta a Parigi.\n      a Roma, la mia vendetta a Parigi, il mio amore appassionato a Napoli, o\n      quello che lui chiamava falsamente la mia avarizia in Egitto, che in questo mio\n      mio arcinemico e genio del male, non potessi non riconoscere il William\n      Wilson dei miei giorni da scolaro, l'omonimo, il compagno, il rivale, l'odiato e temuto\n      rivale, l'odiato e temuto rivale del dottor Bransby?\n      Impossibile! Ma permettetemi di affrettarmi all'ultima movimentata scena del\n      dramma.\n\n      Finora avevo ceduto supinamente a questo dominio imperioso.\n      Il sentimento di profonda soggezione con cui abitualmente consideravo il\n      carattere elevato, la maestosa saggezza, l'apparente onnipresenza e l'onnipotenza di Wilson\n      onnipresenza e onnipotenza di Wilson, si aggiungeva a un sentimento di\n      terrore, con cui mi ispiravano alcuni altri tratti della sua natura e delle sue\n      presupposti che mi ispiravano, avevano operato, fino a quel momento, per impressionarmi\n      con l'idea della mia totale debolezza e impotenza e a suggerire un'implicita, anche se amara\n      di una sottomissione implicita, anche se amaramente riluttante, alla sua volont\u00e0\n      alla sua volont\u00e0 arbitraria. Ma, negli ultimi giorni, mi ero abbandonata al vino.\n      al vino; e la sua influenza forsennata sul mio temperamento ereditario\n      temperamento mi rendeva sempre pi\u00f9 insofferente al controllo. Cominciai a\n      mormorare, a esitare, a resistere. Ed era solo la fantasia che\n      mi indusse a credere che, con l'aumento della mia fermezza,\n      quella del mio aguzzino subisse una diminuzione proporzionale? Sia come sia\n      che sia, cominciai a sentire l'ispirazione di una speranza ardente,\n      e alla fine coltivai nei miei pensieri segreti una risoluzione severa e\n      e disperato proposito di non sottomettermi pi\u00f9 alla schiavit\u00f9.\n      schiavit\u00f9.\n\n      \u00c8 stato a Roma, durante il Carnevale del 18, che ho assistito a una\n      mascherata nel palazzo del duca napoletano Di Broglio. I\n      di Broglio, mi ero abbandonato pi\u00f9 liberamente del solito agli eccessi del\n      vino e ora l'atmosfera soffocante delle sale affollate mi irritava oltre ogni limite.\n      stanze mi irritava oltre ogni limite. La difficolt\u00e0, inoltre, di\n      di farmi strada tra i labirinti della compagnia contribuiva non poco a\n      a far crescere il mio temperamento, perch\u00e9 ero alla ricerca ansiosa,\n      (non voglio dire con quale indegno motivo) la giovane, la gay,\n      la bella moglie dell'attempato e devoto Di Broglio. Con una fiducia troppo\n      con una confidenza troppo spregiudicata mi aveva comunicato in precedenza il\n      segreto del costume in cui sarebbe stata vestita, e ora,\n      intravista la sua persona, mi affrettavo a farmi strada verso la sua presenza.\n      alla sua presenza. In quel momento sentii una mano leggera posarsi\n      sulla mia spalla, e quel sempre ricordato, basso e maledetto\n      sussurro all'orecchio.\n\n      In preda a un'assoluta frenesia d'ira, mi rivolsi subito contro colui che\n      che mi aveva interrotto e lo afferrai violentemente per il colletto.\n      Era vestito, come mi aspettavo, in modo del tutto simile al mio.\n      simile al mio: indossava un mantello spagnolo di velluto blu, cinto in vita da un\n      in vita con una cintura cremisi che sosteneva un tirapugni. Una maschera\n      di seta nera gli copriva interamente il volto.\n\n       Canaglia!  dissi, con voce roca di rabbia, mentre ogni sillaba che pronunciavo sembrava\n      sillaba che pronunciavo sembrava un nuovo carburante per la mia furia, furfante!\n      impostore! maledetto furfante! non mi farai la spia\n      fino alla morte! Seguitemi, o vi pugnaler\u00f2 dove siete! e mi allontanai dalla sala da ballo\n      dalla sala da ballo in una piccola anticamera adiacente.\n      attigua, trascinandolo senza resistenza con me.\n\n      Entrando, lo spinsi furiosamente via da me. Egli barcoll\u00f2\n      contro il muro, mentre io chiudevo la porta con un giuramento e\n      e gli ordinai di estrarre. Esit\u00f2 solo per un istante, poi,\n      con un leggero sospiro, si ritrasse in silenzio e si mise in difesa.\n      difesa.\n\n      La gara fu davvero breve. Ero frenetico, con ogni specie di eccitazione selvaggia, e sentivo nel mio unico braccio l'energia e la\n      eccitazione selvaggia, e sentivo nel mio solo braccio l'energia e il potere\n      potenza di una moltitudine. In pochi secondi lo costrinsi con la sola forza\n      forza contro il parapetto e cos\u00ec, facendogliela pagare,\n      la mia spada, con bruta ferocia, ripetutamente attraverso e\n      attraverso il suo petto.\n\n      In quell'istante una persona tent\u00f2 di aprire il chiavistello della porta. I\n      per evitare un'intrusione e poi tornai immediatamente\n      al mio antagonista morente. Ma quale linguaggio umano pu\u00f2 descrivere adeguatamente\n      lo stupore, l'orrore che mi prese di fronte allo spettacolo\n      spettacolo che mi si presentava? Il breve momento in cui avevo\n      distogliere lo sguardo era stato sufficiente a produrre, apparentemente, un\n      un cambiamento materiale nella disposizione in alto o in fondo alla stanza.\n      della stanza. Un grande specchio, cos\u00ec mi era sembrato all'inizio nella mia confusione, si trovava ora dove non ce n'era nessuno.\n      confusione, ora si trovava dove prima non se ne percepiva alcuno; e..,\n      mentre mi avvicinavo ad esso in preda al terrore, la mia immagine, ma con i lineamenti\n      con i lineamenti tutti pallidi e intrisi di sangue, mi si fece incontro\n      con un'andatura debole e barcollante.\n\n      Cos\u00ec appariva, dico, ma non era. Era il mio antagonista, era\n      Wilson, che allora mi stava davanti nelle agonie della sua\n      dissoluzione. La sua maschera e il suo mantello giacevano, dove li aveva gettati,\n      sul pavimento. Non un filo in tutto il suo abbigliamento, non una linea in tutti i\n      lineamenti marcati e singolari del suo volto che non fosse,\n      anche nella pi\u00f9 assoluta identit\u00e0, il mio!\n\n      Era Wilson; ma non parlava pi\u00f9 sottovoce e avrei potuto credere di parlare io stesso mentre diceva: \"Non \u00e8 vero!\n      avrei potuto pensare di essere io stesso a parlare mentre lui diceva:\n\n      Tu hai vinto e io mi arrendo. Tuttavia, d'ora in poi sei\n      morto anche al mondo, al cielo e alla speranza! In me esistevi\n      esistevi e, nella mia morte, vedi da questa immagine, che \u00e8 tua\n      tua, quanto tu abbia completamente ucciso te stesso. _\n\n\n\n\nIL CUORE RIVELATORE.\n\n\n      \u00c8 vero! Ero e sono terribilmente nervoso;\n      ma perch\u00e9 direte che sono pazzo? La malattia ha acuito i miei\n      sensi, non li ha distrutti, non li ha intorpiditi. Soprattutto il senso dell'udito era\n      udito acuto. Sentivo tutte le cose in cielo e in terra.\n      Ho sentito molte cose all'inferno. Come sono dunque pazzo? Ascoltate!\n      osservate con quanta salute e con quanta calma posso raccontarvi l'intera storia.\n\n      \u00c8 impossibile dire come l'idea sia entrata nel mio cervello; ma una volta concepita, mi ha perseguitato giorno e notte.\n      una volta concepita, mi perseguit\u00f2 giorno e notte. L'oggetto non c'era\n      nessuno. Passione non ce n'era. Amavo il vecchio. Non mi aveva mai\n      mi aveva fatto un torto. Non mi aveva mai insultato. Per il suo oro non avevo\n      desiderio. Penso che sia stato il suo occhio! S\u00ec, \u00e8 stato questo! Aveva l'occhio\n      di un avvoltoio, un occhio azzurro pallido, con una pellicola sopra. Ogni volta che\n      ogni volta che mi guardava, mi si gelava il sangue; e cos\u00ec, a poco a poco, molto\n      a poco a poco mi decisi a togliere la vita al vecchio, e\n      e liberarmi cos\u00ec dell'occhio per sempre.\n\n      Questo \u00e8 il punto. Mi credete pazzo. I pazzi non sanno nulla. Ma\n      avreste dovuto vedermi. Avreste dovuto vedere con quanta saggezza\n      con quanta cautela, con quanta lungimiranza, con quanta\n      dissimulazione mi sono messo al lavoro! Non sono mai stato pi\u00f9 gentile con il vecchio\n      che durante l'intera settimana prima di ucciderlo. E ogni sera,\n      verso mezzanotte, giravo il chiavistello della sua porta e la aprivo oh,\n      cos\u00ec delicatamente! E poi, quando avevo fatto un'apertura sufficiente per la mia testa, mettevo\n      testa, mettevo dentro una lanterna scura, tutta chiusa, chiusa, che non traspariva nessuna luce\n      e poi ho infilato la testa. Oh, avreste riso nel vedere\n      avreste riso nel vedere con quanta astuzia l'ho infilata! L'ho mossa\n      lentamente, molto lentamente, per non disturbare il sonno del vecchio.\n      sonno del vecchio. Mi ci volle un'ora per mettere tutta la testa all'interno dell'apertura, cos\u00ec\n      apertura tanto da poterlo vedere mentre giaceva sul letto.\n      Ah! Un pazzo sarebbe stato cos\u00ec saggio? E poi, quando la mia testa\n      testa era ben dentro la stanza, ho tolto la lanterna con cautela, oh, con tanta cautela (perch\u00e9 la testa era ben dentro la stanza).\n      cautamente cautamente (perch\u00e9 i cardini scricchiolavano) la sganciai proprio cos\u00ec\n      tanto che un solo sottile raggio cadde sull'occhio dell'avvoltoio. E questo\n      per sette lunghe notti, tutte le notti a mezzanotte, ma\n      ma trovai l'occhio sempre chiuso; e cos\u00ec fu impossibile fare il lavoro.\n      lavoro, perch\u00e9 non era il vecchio a darmi fastidio, ma il suo occhio maligno.\n      E ogni mattina, allo spuntare del giorno, andavo coraggiosamente in camera\n      camera e gli parlavo coraggiosamente, chiamandolo per nome in\n      tono cordiale e chiedendo come avesse passato la notte. Cos\u00ec\n      vedete che sarebbe stato un vecchio molto profondo, davvero, per\n      sospettare che ogni notte, alle dodici, io lo osservassi mentre\n      mentre dormiva.\n\n      L'ottava notte fui pi\u00f9 cauto del solito nell'aprire la porta.\n      la porta. La lancetta dei minuti di un orologio si muove pi\u00f9 rapidamente della mia.\n      Mai prima di quella notte avevo percepito l'entit\u00e0 dei miei poteri di\n      sagacia. A stento riuscivo a contenere i miei sentimenti di trionfo. Pensare che ero l\u00ec\n      pensare che ero l\u00ec, ad aprire la porta, a poco a poco, e lui non si sognava nemmeno\n      lui non si sognava nemmeno le mie azioni o i miei pensieri segreti. Ho quasi\n      ridendo all'idea; e forse mi sent\u00ec, perch\u00e9 si mosse sul letto all'improvviso, come se fosse\n      letto all'improvviso, come se fosse spaventato. Ora potreste pensare che mi sia tirato indietro\n      ma no. La sua stanza era nera come la pece per la fitta oscurit\u00e0 (perch\u00e9 le persiane erano\n      buio (perch\u00e9 le persiane erano ben chiuse, per paura dei\n      di ladri) e quindi sapevo che non poteva vedere l'apertura della porta.\n      e continuai a spingere con forza, con forza.\n\n      Avevo la testa dentro e stavo per aprire la lanterna, quando il mio pollice scivol\u00f2 sulla chiusura di latta e il vecchio scatt\u00f2 in piedi.\n      pollice \u00e8 scivolato sulla chiusura di latta e il vecchio si \u00e8 alzato di scatto dal letto\n      nel letto, gridando Chi c'\u00e8?\n\n      Rimasi immobile e non dissi nulla. Per un'ora intera non mossi un muscolo\n      un muscolo, e nel frattempo non lo sentii sdraiarsi.\n      Era ancora seduto sul letto ad ascoltare; proprio come ho fatto io, notte dopo notte, ascoltando le veglie funebri nel\n      notte dopo notte, ascoltando le veglie funebri nel muro.\n      muro.\n\n      Subito sentii un leggero gemito e capii che era il gemito di un terrore mortale.\n      terrore mortale. Non era un gemito di dolore o di lutto, oh no!\n      era il suono basso e soffocato che si leva dal fondo dell'anima\n      quando \u00e8 sovraccarica di timore. Conoscevo bene quel suono. Molte notti,\n      a mezzanotte, quando tutto il mondo dormiva, \u00e8 sgorgato dal mio stesso petto, approfondendosi\n      dal mio stesso petto, approfondendo, con la sua eco spaventosa, i terrori che mi\n      mi distraevano. Dico che lo sapevo bene. Sapevo cosa provava il vecchio\n      e l'ho compatito, anche se in cuor mio ho riso. Sapevo che\n      che era rimasto sveglio fin dal primo lieve rumore, quando\n      si era girato nel letto. Da allora le sue paure si erano fatte sempre pi\u00f9\n      su di lui. Aveva cercato di immaginarle senza motivo, ma non ci era riuscito.\n      non ci riusciva. Si era detto: \"Non \u00e8 altro che il vento nel camino\", \"\u00c8 solo un topo che attraversa il pavimento\", oppure \"\u00c8 un topo che attraversa il pavimento\".\n      nel camino, \u00e8 solo un topo che attraversa il pavimento, oppure \u00e8\n      un grillo che ha emesso un solo frinire.  S\u00ec, aveva cercato di\n      conforto con queste supposizioni, ma aveva trovato tutto\n      trovato tutto inutile. Tutto invano, perch\u00e9 la Morte, avvicinandosi a lui\n      si era aggirata con la sua ombra nera davanti a lui e aveva avvolto la vittima.\n      vittima. Ed era l'influenza luttuosa di quell'ombra non percepita\n      ombra che gli ha fatto percepire, pur non vedendo n\u00e9 sentendo\n      udito, di sentire la presenza della mia testa nella stanza.\n\n      Dopo aver aspettato a lungo, molto pazientemente, senza sentirlo\n      sdraiato, decisi di aprire una piccola, piccolissima\n      fessura della lanterna. Cos\u00ec l'ho aperta, non potete immaginare come\n      furtivamente, furtivamente, finch\u00e9, alla fine, un semplice raggio fioco, come il filo di un ragno, si sprigion\u00f2\n      filo di ragno, usc\u00ec dalla fessura e si pos\u00f2 sull'occhio dell'avvoltoio.\n      sull'occhio dell'avvoltoio.\n\n      Era spalancato, spalancato e io mi infuriavo mentre lo guardavo.\n      di esso. Lo vidi con perfetta chiarezza, tutto di un blu opaco, con un velo orrendo\n      orrendo velo che mi raggelava il midollo delle ossa;\n      ma non riuscivo a vedere nient'altro del volto o della persona del vecchio, perch\u00e9\n      Avevo diretto il raggio, come per istinto, proprio su quella\n      maledetto punto.\n\n      E non vi ho detto che ci\u00f2 che voi scambiate per follia non \u00e8 altro che\n      un'eccessiva acutezza dei sensi? Ora, dico, mi giunse all'orecchio un suono basso, sordo, rapido, come quello che fa un orologio\n      un suono basso, sordo e veloce, come quello di un orologio avvolto nel cotone.\n      cotone. Conoscevo bene anche quel suono. Era il battito del cuore del\n      cuore del vecchio. Aument\u00f2 la mia furia, come il battito di un tamburo\n      stimola il soldato al coraggio.\n\n      Ma nonostante ci\u00f2 mi trattenni e rimasi immobile. Respiravo a malapena. I\n      tare la lanterna immobile. Cercai di mantenere il raggio sull'occhio.\n      mantenere il raggio sull'occhio. Nel frattempo il tatuaggio infernale del\n      cuore aumentava. Diventava sempre pi\u00f9 veloce, e sempre pi\u00f9 forte\n      sempre pi\u00f9 forte ad ogni istante. Il terrore del vecchio doveva essere\n      estremo! Cresceva pi\u00f9 forte, dico, pi\u00f9 forte ogni istante!\n      mi vedete bene? Vi ho detto che sono nervoso: lo sono. E ora, nell'ora\n      ora morta della notte, nel silenzio spaventoso di quella vecchia casa, un rumore cos\u00ec strano come questo\n      casa, un rumore cos\u00ec strano come questo mi eccitava fino a un incontrollabile\n      terrore. Eppure, per qualche minuto ancora, mi trattenni e rimasi immobile.\n      Ma il battito diventava pi\u00f9 forte, pi\u00f9 forte! Pensavo che il cuore dovesse\n      scoppiare. E ora una nuova ansia mi colse: il suono sarebbe stato sentito da un vicino!\n      da un vicino! Era giunta l'ora del vecchio! Con un forte grido, aprii\n      aprii la lanterna e balzai nella stanza. Ha strillato\n      una volta sola. In un attimo lo trascinai sul pavimento e\n      e gli tirai addosso il pesante letto. Poi sorrisi allegramente, constatando che l'azione era stata\n      l'impresa era stata compiuta. Ma, per molti minuti, il cuore continu\u00f2 a battere con un suono\n      suono ovattato. Questo, per\u00f2, non mi preoccup\u00f2: non si sarebbe sentito attraverso il muro.\n      non si sarebbe sentito attraverso il muro. Alla fine cess\u00f2. Il vecchio era\n      morto. Rimossi il letto ed esaminai il cadavere. S\u00ec, era\n      pietra, morto di pietra. Misi la mano sul cuore e la tenni l\u00ec\n      per molti minuti. Non c'era alcuna pulsazione. Era morto di pietra.\n      Il suo occhio non mi avrebbe pi\u00f9 disturbato.\n\n      Se ancora mi credete pazzo, non lo penserete pi\u00f9 quando vi descriver\u00f2 le sagge precauzioni che ho preso per nascondere il\n      descriver\u00f2 le sagge precauzioni che ho preso per l'occultamento del corpo.\n      corpo. La notte cal\u00f2 e io lavorai in fretta, ma in silenzio.\n      Prima di tutto smembrai il cadavere. Tagliai la testa, le braccia e le gambe.\n      braccia e le gambe.\n\n      Poi presi tre assi dal pavimento della camera e le depositai tra gli scantinati.\n      e le depositai tutte tra gli scantinati. Poi riposizionai le tavole\n      cos\u00ec abilmente, cos\u00ec furbescamente, che nessun occhio umano, nemmeno il suo, avrebbe potuto\n      avrebbe potuto individuare qualcosa di sbagliato. Non c'era nulla da lavare, nessuna\n      macchia di alcun tipo, nessuna macchia di sangue. Ero stato troppo prudente per\n      per questo. Una vasca aveva catturato tutto!\n\n      Quando ebbi terminato queste fatiche, erano le quattro, ancora\n      buio come la mezzanotte. Mentre la campana suonava l'ora, si sent\u00ec bussare alla porta della strada.\n      bussare alla porta della strada. Scesi ad aprire con il cuore leggero, perch\u00e9\n      cuore, perch\u00e9 cosa dovevo temere? Entrarono tre uomini che si\n      che si presentarono, con perfetta disinvoltura, come ufficiali di polizia.\n      polizia. Un vicino aveva sentito un urlo durante la notte;\n      sospetto di un crimine; le informazioni erano state depositate all'ufficio di polizia e\n      informazioni all'ufficio di polizia, e loro (gli agenti) erano stati incaricati di\n      perquisire i locali.\n\n      Sorrisi, perch\u00e9 cosa dovevo temere? Diedi il benvenuto ai signori.\n      L'urlo, dissi, era il mio in sogno. Il vecchio, ho detto, era\n      Il vecchio, dissi, era assente in campagna. Accompagnai i miei visitatori in tutta\n      casa. Li invitai a cercare bene. Alla fine li condussi\n      alla sua camera. Mostrai loro i suoi tesori, al sicuro, indisturbati.\n      Nell'entusiasmo della mia fiducia, feci entrare delle sedie nella\n      e volli che si riposassero dalle loro fatiche, mentre io stesso, con l'audacia sfrenata del\n      io stesso, nella sfrenata audacia del mio perfetto trionfo, posizionai il mio\n      proprio nel punto in cui giaceva il cadavere della vittima.\n      vittima.\n\n      Gli ufficiali erano soddisfatti. Il mio modo di fare li aveva convinti. Ero\n      singolarmente a mio agio. Si sedettero e, mentre io rispondevo allegramente, loro\n      chiacchieravano di cose familiari. Ma, in breve tempo, mi sentii impallidire e desiderai che se ne andassero.\n      pallido e desideravo che se ne andassero. Mi faceva male la testa e sentivo un ronzio nelle orecchie.\n      nelle orecchie, ma loro si sedettero e continuarono a chiacchierare. Il ronzio\n      divenne pi\u00f9 distinto: continu\u00f2 e divenne sempre pi\u00f9 distinto: io\n      parlavo pi\u00f9 liberamente per liberarmi della sensazione: ma continuava\n      e si faceva sempre pi\u00f9 preciso, finch\u00e9, alla fine, mi accorsi che il rumore\n      non era nelle mie orecchie.\n\n      Senza dubbio ora ero _molto_ pallido; ma parlavo con maggiore scioltezza e con voce pi\u00f9\n      con una voce pi\u00f9 acuta. Tuttavia il suono aumentava e cosa potevo fare?\n      fare? Era un suono basso, sordo e rapido, simile a quello che fa un orologio\n      orologio quando \u00e8 avvolto nel cotone. Ansimavo per respirare, ma gli\n      ufficiali non lo sentivano. Parlai pi\u00f9 velocemente, con pi\u00f9 veemenza, ma il rumore aument\u00f2 sempre di pi\u00f9.\n      il rumore aumentava costantemente. Mi alzai e discussi di sciocchezze,\n      in tono acuto e con gesti violenti; ma il rumore aumentava\n      aumentava sempre di pi\u00f9. Perch\u00e9 non se ne andavano? Camminavo sul pavimento\n      con passi pesanti, come se fossi eccitato dalla furia delle osservazioni degli uomini.\n      osservazioni degli uomini, ma il rumore aumentava costantemente. Oh Dio!\n      cosa potevo fare? Schiumai, inveii, giurai! Feci oscillare la sedia su cui\n      che avevo seduto e l'ho fatta grattare sulle tavole, ma il rumore si \u00e8 levato su tutto e\n      rumore si lev\u00f2 su tutto e aument\u00f2 continuamente. Cresceva\n      sempre pi\u00f9 forte! E ancora gli uomini chiacchieravano piacevolmente e\n      sorridevano. Era possibile che non sentissero? Dio onnipotente! No, no!\n      Hanno sentito! Sospettavano! Sapevano! Si stavano prendendo gioco del mio orrore!\n      del mio orrore! Questo pensavo e questo penso. Ma qualsiasi cosa era\n      meglio di questa agonia! Qualsiasi cosa era pi\u00f9 tollerabile di questa\n      derisione! Non potevo pi\u00f9 sopportare quei sorrisi ipocriti! I\n      sentivo che dovevo urlare o morire! e ora di nuovo! udite! pi\u00f9 forte!\n      Pi\u00f9 forte! Pi\u00f9 forte! Pi\u00f9 forte!\n\n       Cattivi!  Ho gridato, non dissimulate pi\u00f9! Ammetto il\n      ammetto il fatto! strappo le assi! qui, qui! \u00c8 il battito del suo\n      orribile cuore!\n\n\n\n\nBERENICE\n\n\n     Dicebant mihi sodales, si sepulchrum amicae visitarem, curas meas\n     aliquar tulum fore levatas. _Ebn Zaiat_.\n\n      La miseria \u00e8 molteplice. La miseria della terra \u00e8 multiforme.\n      Superando l'ampio orizzonte come l'arcobaleno, le sue tinte sono varie come le sfumature di quell'arco.\n      varie come le tinte di quell'arco, anch'esse distinte, ma altrettanto\n      intimamente mescolate. Supera l'ampio orizzonte come l'arcobaleno!\n      Com'\u00e8 possibile che dalla bellezza io abbia ricavato un tipo di\n      dall'alleanza della pace, una similitudine del dolore? Ma\n      Ma come, in etica, il male \u00e8 una conseguenza del bene, cos\u00ec, di fatto, dalla gioia nasce il\n      dalla gioia nasce il dolore. O il ricordo della beatitudine passata \u00e8 l'angoscia del giorno\n      angoscia del giorno d'oggi, o le agonie che _sono_ hanno origine\n      nelle estasi che avrebbero potuto essere.\n\n      Il mio nome di battesimo \u00e8 Egaeus; quello della mia famiglia non lo menzioner\u00f2.\n      menzionare. Eppure non ci sono torri in tutta la terra pi\u00f9 antiche\n      delle mie tetre e grigie sale ereditarie. La nostra stirpe \u00e8 stata definita\n      una razza di veggenti; e in molti particolari sorprendenti del carattere della\n      della dimora di famiglia, negli affreschi del salone principale, negli arazzi di\n      salone principale, negli arazzi dei dormitori, nella scalpellatura di alcuni\n      alcuni contrafforti dell'armeria, ma soprattutto nella galleria di quadri antichi\n      di dipinti antichi, nella moda della camera della biblioteca e, infine, nella particolarissima\n      infine, nella natura del tutto particolare del contenuto della biblioteca.\n      contenuto della biblioteca, ci sono prove pi\u00f9 che sufficienti per giustificare la\n      convinzione.\n\n      I ricordi dei miei primi anni sono legati a quella camera e ai suoi volumi.\n      camera e ai suoi volumi, di cui non parler\u00f2 oltre.\n      Qui mor\u00ec mia madre. Qui sono nato io. Ma \u00e8 pura pigrizia dire che\n      dire che non avevo vissuto prima che l'anima non avesse un'esistenza precedente.\n      esistenza precedente. Lo neghi? Non discutiamo la questione. Convinto\n      convinto io stesso, non cerco di convincere. C'\u00e8, tuttavia, un ricordo\n      di forme aeree di occhi spirituali e di significato di suoni, musicali e tristi.\n      ma triste, un ricordo che non si esclude; un ricordo come un'ombra vaga, variabile, indefinita.\n      come un'ombra vaga, variabile, indefinita, instabile; e come un'ombra,\n      come un'ombra, nell'impossibilit\u00e0 di liberarmene finch\u00e9 esister\u00e0 la luce del\n      luce del sole della mia ragione.\n\n      In quella camera sono nato. Cos\u00ec, risvegliandomi dalla lunga notte di\n      di ci\u00f2 che sembrava, ma non era, una nullit\u00e0, in un colpo solo nelle\n      regioni del paese delle fate, in un palazzo dell'immaginazione, nei domini selvaggi del pensiero e dell'erudizione monastica.\n      selvaggio del pensiero e dell'erudizione monastica, non \u00e8 singolare che io\n      non \u00e8 singolare che io guardassi intorno a me con occhio stupito e ardente.\n      che ho trascorso la mia fanciullezza tra i libri e ho dissipato la mia giovinezza in\n      ma \u00e8 singolare che, con il passare degli anni e il mezzogiorno dell'et\u00e0 adulta, io sia ancora\n      mezzogiorno dell'et\u00e0 adulta mi abbia trovato ancora nella dimora dei miei padri.\n      \u00e8 meraviglioso quale ristagno si sia abbattuto sulle sorgenti della mia vita.\n      meravigliosa l'inversione totale che si \u00e8 verificata nel carattere\n      del mio pensiero pi\u00f9 comune. Le realt\u00e0 del mondo mi colpivano\n      come visioni, e solo come visioni, mentre le idee selvagge della terra dei sogni\n      dei sogni diventavano, a loro volta, non il materiale della mia esistenza quotidiana, ma\n      esistenza quotidiana, ma in realt\u00e0 quell'esistenza totalmente e unicamente in\n      se stessa.\n\n      Io e Berenice eravamo cugine e siamo cresciute insieme nei saloni paterni.\n      paterno. Ma siamo cresciute in modo diverso: io, malato di salute e\n      sepolta nell'oscurit\u00e0, lei, agile, aggraziata e traboccante di energia.\n      energia; le sue, le scorribande in collina, i miei studi nel\n      chiostro; io, che vivevo nel mio stesso cuore, e che ero dedito, anima e corpo, ai pi\u00f9 intensi e dolorosi\n      anima, alla meditazione pi\u00f9 intensa e dolorosa, lei, che vagava\n      senza pensare alle ombre sul suo cammino, o al volo silenzioso del\n      o al volo silenzioso delle ore con le ali di corvo. Berenice! I\n      e dalle grigie rovine della memoria mille tumultuosi ricordi sono\n      mille tumultuosi ricordi si destano al suono! Ah,\n      \u00e8 vivida la sua immagine davanti a me ora, come nei primi giorni della sua\n      spensieratezza e di gioia! Oh, splendida e fantastica bellezza! Oh,\n      silfide tra i cespugli di Arnheim! Oh, naiade tra le sue\n      fontane! E allora tutto \u00e8 mistero e terrore, e una storia\n      che non dovrebbe essere raccontata. La malattia, una malattia fatale, si abbatt\u00e9 come il\n      simoon sulla sua struttura e, mentre la guardavo, lo spirito di cambiamento la travolgeva\n      spirito di cambiamento la travolgeva, pervadendo la sua mente, le sue abitudini e il suo carattere,\n      e il suo carattere e, nel modo pi\u00f9 sottile e terribile,\n      disturbando persino l'identit\u00e0 della sua persona! Ahim\u00e8, il distruttore \u00e8 venuto e se n'\u00e8 andato!\n      \u00e8 venuto e se n'\u00e8 andato! E la vittima dov'\u00e8? Non la conoscevo o\n      non la conoscevo pi\u00f9 come Berenice.\n\n      Tra le numerose malattie indotte da quella fatale e primaria\n      e primaria che ha operato una rivoluzione di tipo cos\u00ec orribile\n      nell'essere morale e fisico di mio cugino, si pu\u00f2 menzionare, come\n      come la pi\u00f9 angosciante e ostinata nella sua natura, una specie di\n      epilessia che non di rado termina con la trance stessa, trance\n      molto simile a una vera e propria dissoluzione, e dalla quale il suo\n      modo di riprendersi era, nella maggior parte dei casi, sorprendentemente brusco. Nel frattempo\n      Nel frattempo la mia malattia, che mi \u00e8 stato detto di non chiamare in nessun altro modo\n      con nessun altro appellativo la mia malattia, poi, cresceva\n      rapidamente su di me, e assunse infine un carattere monomaniacale di una forma\n      forma inedita e straordinaria, guadagnando di ora in ora vigore e\n      e momentaneamente acquistava vigore e alla fine otteneva su di me l'ascendente pi\u00f9 incomprensibile.\n      incomprensibile. Questa monomania, se cos\u00ec devo definirla, consisteva in una\n      morbosa irritabilit\u00e0 di quelle propriet\u00e0 della mente che la scienza metafisica chiama\n      scienza metafisica chiamate _attentive_. \u00c8 pi\u00f9 che\n      \u00e8 pi\u00f9 che probabile che non sia stato capito; ma temo, anzi, che non sia\n      in nessun modo possibile trasmettere alla mente di un lettore\n      lettore, un'idea adeguata di quella nervosa _intensit\u00e0 di interesse_\n      con cui, nel mio caso, i poteri di meditazione (per non parlare tecnicamente) si sono impegnati e sepolti.\n      tecnicamente) si affannavano e si seppellivano, nella contemplazione\n      anche degli oggetti pi\u00f9 ordinari dell'universo.\n\n      Mettersi a pensare per lunghe ore, senza stancarsi, con l'attenzione rivolta a qualche\n      qualche frivolo espediente sul margine o nella tipografia di un libro.\n      di un libro; essere assorbito, per la maggior parte di un giorno d'estate,\n      di un'ombra pittoresca che cade obliquamente sull'arazzo o sul pavimento; di perdermi, per un attimo, in una\n      pavimento; perdermi, per un'intera notte, nell'osservare la fiamma\n      fiamma fissa di una lampada o le braci di un fuoco; sognare per giorni interi\n      giorni interi sul profumo di un fiore; ripetere, monotonamente,\n      qualche parola comune, fino a quando il suono, a forza di ripetere\n      ripetizione, ha cessato di trasmettere alla mente qualsiasi idea; perdere\n      perdere il senso del movimento o dell'esistenza fisica, per mezzo della\n      assoluta quiescenza corporea a lungo e ostinatamente perseguita:\n      questi erano alcuni dei pi\u00f9 comuni e meno perniciosi capricci\n      indotti da una condizione delle facolt\u00e0 mentali, non\n      non del tutto ineguagliate, ma che certamente sfidano\n      a qualsiasi analisi o spiegazione.\n\n      Tuttavia, non vorrei essere frainteso. L'attenzione indebita, seria e morbosa\n      attenzione cos\u00ec suscitata da oggetti per loro natura frivoli,\n      non deve essere confusa con quella propensione a ruminare, comune a tutti gli uomini e\n      propensione comune a tutti gli uomini, e pi\u00f9 particolarmente\n      persone dall'immaginazione fervida. Non si trattava nemmeno, come si potrebbe\n      come si potrebbe supporre, una condizione estrema o un'esagerazione di tale propensione.\n      di tale propensione, ma principalmente ed essenzialmente distinta e diversa.\n      In un caso, il sognatore o l'entusiasta, essendo interessato a un oggetto di solito\n      da un oggetto solitamente _non_ frivolo, perde impercettibilmente di vista questo\n      di questo oggetto in una selva di deduzioni e suggestioni\n      che ne derivano, fino a quando, alla conclusione di un sogno ad occhi aperti _spesso ricco di\n      spesso pieno di lusso_, trova l'_incitamentum_, o la causa prima\n      delle sue riflessioni, completamente svanito e dimenticato. Nel mio caso, l'oggetto\n      oggetto primario era _invariabilmente frivolo_, pur assumendo,\n      attraverso la mia visione disturbata, un'importanza rifratta e irreale.\n      importanza irreale. Venivano fatte poche deduzioni, se non nessuna, e quelle poche\n      poche deduzioni, se non addirittura nessuna, venivano fatte; e quelle poche ritornavano pertinacemente sull'oggetto originale come\n      centro. Le meditazioni non erano mai piacevoli e, al termine della fantasticheria, la\n      al termine della fantasticheria, la causa prima, lungi dall'essere\n      lontana dall'essere persa di vista, aveva raggiunto quell'interesse sovrannaturalmente esagerato\n      interesse che era la caratteristica prevalente della malattia. In una\n      in una parola, i poteri della mente pi\u00f9 particolarmente esercitati erano, con\n      come ho detto in precedenza, erano quelle dell'attenzione, e sono quelle del sognatore ad occhi aperti.\n      sognatore ad occhi aperti, la _speculativa_.\n\n      I miei libri, in quest'epoca, se non servivano effettivamente a\n      se non servivano effettivamente ad irritare il disordine, erano in gran parte, nella loro\n      natura fantasiosa e insignificante, delle qualit\u00e0\n      qualit\u00e0 caratteristiche del disturbo stesso. Ricordo bene,\n      tra gli altri, il trattato del nobile italiano Coelius Secundus\n      Curio, _De Amplitudine Beati Regni Dei;_ la grande opera di Sant'Agostino, la Citt\u00e0 di Dio\n      Austin, la Citt\u00e0 di Dio; e il _De Carne Christi_ di Tertulliano,\n      in cui la frase paradossale _Mortuus est Dei filius;\n      credibile est quia ineptum est: et sepultus resurrexit; certum est\n      che ha occupato tutto il mio tempo, per molte settimane di\n      settimane di indagini laboriose e infruttuose.\n\n      Cos\u00ec apparir\u00e0 che, scossa dal suo equilibrio solo da cose banali\n      la mia ragione assomigliava a quella pagliuzza dell'oceano di cui parlava\n      di Tolomeo Efestione, che resisteva costantemente agli attacchi della\n      violenza umana e alla furia pi\u00f9 feroce delle acque e dei venti,\n      tremava solo al tocco del fiore chiamato Asfodelo. E\n      Anche se, a un pensatore disattento, potrebbe apparire una questione fuori discussione\n      dubbio, che l'alterazione prodotta dalla sua infelice malattia, nella condizione\n      condizione morale di Berenice, mi avrebbe fornito molti oggetti per\n      di esercitare quella meditazione intensa e anormale la cui natura\n      natura che ho avuto qualche difficolt\u00e0 a spiegare, eppure non era in\n      alcun modo il caso. Negli intervalli di lucidit\u00e0 della mia infermit\u00e0, la sua\n      la sua calamit\u00e0 mi fece soffrire e, prendendo profondamente a cuore quel\n      naufragio totale della sua vita bella e gentile, non mancavo di\n      di riflettere, spesso e amaramente, sui mezzi miracolosi con cui\n      che una cos\u00ec strana rivoluzione fosse stata portata a termine cos\u00ec\n      rivoluzione. Ma queste riflessioni non appartenevano alla idiosincrasia della mia\n      malattia, ed erano quelle che, in circostanze simili, sarebbero venute\n      circostanze, alla massa ordinaria dell'umanit\u00e0. Fedele al suo\n      carattere, il mio disturbo si rallegrava dei cambiamenti meno importanti, ma pi\u00f9\n      cambiamenti pi\u00f9 sorprendenti che avvenivano nella struttura fisica di Berenice.\n      singolare e spaventosa distorsione della sua identit\u00e0 personale.\n      identit\u00e0 personale.\n\n      Durante i giorni pi\u00f9 luminosi della sua impareggiabile bellezza, sicuramente\n      non l'avevo mai amata. Nella strana anomalia della mia esistenza,\n      i sentimenti non sono mai stati del cuore, mentre le passioni sono sempre state della mente.\n      erano sempre state della mente. Nel grigio del primo mattino\n      mattina, tra le ombre del bosco a mezzogiorno e nel silenzio della mia biblioteca di notte.\n      nel silenzio della mia biblioteca di notte, lei era passata davanti ai miei occhi,\n      e io l'avevo vista non come la Berenice viva e respirante, ma\n      come la Berenice di un sogno; non come un essere della terra, terreno,\n      ma come l'astrazione di un tale essere; non come una cosa da ammirare,\n      ma da analizzare; non come un oggetto d'amore, ma come il tema del\n      pi\u00f9 astruse, anche se incostanti, speculazioni. E ora, ora, io\n      rabbrividivo in sua presenza e impallidivo al suo avvicinarsi; eppure,\n      lamentando amaramente la sua condizione decaduta e desolata, richiamavo alla mente\n      che mi aveva amato a lungo e, in un momento di sconforto, le parlai di matrimonio.\n      di matrimonio.\n\n      E finalmente si avvicinava il periodo delle nostre nozze, quando,\n      quando, in un pomeriggio d'inverno, una di quelle giornate\n      giornate calde, calme e nebbiose, che sono la balia del bellissimo\n      bella Halcyon (*1), mi sedetti (e mi sedetti, come pensavo,\n      solo) nell'appartamento interno della biblioteca. Ma, alzando gli occhi\n      occhi, vidi che Berenice era davanti a me.\n\n      Era la mia immaginazione eccitata o l'influenza nebbiosa dell'atmosfera o l'incerto crepuscolo della camera o il grigiore della stanza.\n      dell'atmosfera, o l'incerto crepuscolo della camera, o i drappi grigi che cadevano intorno alla sua figura.\n      drappeggi che ricadevano intorno alla sua figura, a provocare in essa un\n      vacillante e indistinta? Non saprei dire. Lei\n      non pronunci\u00f2 alcuna parola; e io, per nulla al mondo, avrei potuto pronunciare una\n      sillaba. Un brivido gelido mi percorreva l'animo; un senso di insopportabile ansia mi opprimeva; una curiosit\u00e0 consumante mi opprimeva.\n      un senso di insopportabile ansia mi opprimeva; una curiosit\u00e0 consumante mi pervadeva\n      e sprofondai sulla sedia e rimasi per un po' di tempo\n      senza fiato e immobile, con gli occhi fissi sulla sua persona.\n      persona. Ahim\u00e8, la sua emaciazione era eccessiva e non c'era nemmeno una traccia dell'essere precedente\n      dell'essere precedente in ogni singola linea del contorno. I miei\n      sguardo ardente si pos\u00f2 infine sul viso.\n\n      La fronte era alta, molto pallida e singolarmente placida; e i capelli, un tempo gettati, ricadevano in parte su di essa e oscuravano la\n      i capelli, un tempo di colore giallo, ricadevano parzialmente su di essa e oscuravano le tempie\n      tempie con innumerevoli boccoli, ora di un giallo vivido,\n      e che stonavano, per il loro carattere fantastico, con la malinconia\n      malinconia del volto. Gli occhi erano privi di vita\n      senza vita, senza luce e apparentemente senza pupilla, e io mi ritraevo involontariamente\n      involontariamente dal loro sguardo vitreo alla contemplazione delle labbra\n      labbra sottili e contratte. Esse si separarono e in un sorriso di particolare significato\n      significato, i denti della mutata Berenice si svelarono lentamente alla mia vista.\n      lentamente alla mia vista. Vorrei tanto non averli mai visti, o che, avendoli visti, avessi\n      che, dopo averlo fatto, fossi morto!\n\n      La chiusura di una porta mi disturb\u00f2 e, alzando gli occhi, scoprii che mio cugino era uscito dalla camera.\n      che mio cugino era uscito dalla camera. Ma dalla\n      camera disordinata del mio cervello, non era, ahim\u00e8, partito, e non sarebbe stato scacciato, lo spettro bianco e orrendo\n      non era partito, e non si sarebbe allontanato, il bianco e spettrale _spettro_ dei denti.\n      denti. Non una macchiolina sulla loro superficie, non un'ombra sul loro smalto, non una\n      smalto, non un'impronta nei bordi, se non quella che quel periodo di\n      sorriso era bastato a marchiare la mia memoria. Li vedevo\n      ora_ in modo ancora pi\u00f9 inequivocabile di quanto li avessi visti allora. I\n      denti! I denti! Erano qui, e l\u00e0, e ovunque, e\n      visibilmente e palpabilmente davanti a me; lunghi, stretti ed eccessivamente\n      bianchi, con le labbra pallide che si contorcevano su di essi, come nel momento stesso del\n      momento del loro primo terribile sviluppo. Poi arriv\u00f2 la piena\n      furia della mia _monomania_, e lottai invano contro la sua\n      strana e irresistibile influenza. Nel moltiplicarsi degli oggetti del\n      mondo esterno non avevo altro pensiero che i denti. Per questi\n      desideravo con un desiderio frenetico. Tutte le altre questioni e tutti i\n      interessi diversi venivano assorbiti dalla loro unica\n      contemplazione. Solo loro erano presenti all'occhio mentale,\n      ed essi, nella loro unica individualit\u00e0, divennero l'essenza della mia vita mentale.\n      vita mentale. Li tenevo sotto ogni luce. Li ho girati in ogni\n      atteggiamento. Ho esaminato le loro caratteristiche. Mi sono soffermato sulle loro\n      peculiarit\u00e0. Ho riflettuto sulla loro conformazione. Ho riflettuto\n      sull'alterazione della loro natura. Ho rabbrividito quando ho attribuito loro un potere\n      un potere sensibile e senziente, e anche quando\n      senza l'aiuto delle labbra, una capacit\u00e0 di espressione morale. Di\n      mademoiselle Salle \u00e8 stato ben detto: _Que tous ses pas\n      etaient des sentiments_, e di Berenice ho creduto pi\u00f9 seriamente che\n      credevo _que toutes ses dents etaient des id es_. _Des\n      id es!_ Ecco il pensiero idiota che mi distrusse! _Des\n      id es!_ ah, _perci\u00f2_ li bramavo cos\u00ec follemente! I\n      sentivo che il loro possesso avrebbe potuto, da solo, restituirmi la pace,\n      nel restituirmi alla ragione.\n\n      E la sera si chiuse cos\u00ec su di me e poi venne l'oscurit\u00e0, si attard\u00f2 e se ne and\u00f2.\n      venne, si attard\u00f2 e se ne and\u00f2 e il giorno sorse di nuovo e le nebbie di una seconda notte si stavano\n      nebbie di una seconda notte si stavano ormai addensando intorno a me e ancora sedevo\n      immobile in quella stanza solitaria e ancora sedevo sepolto nella\n      meditazione e ancora il _fantasma_ dei denti manteneva il suo\n      terribile ascendente, mentre, con la pi\u00f9 vivida e orribile\n      distinzione, fluttuava tra le luci e le ombre mutevoli della camera.\n      ombre della camera. Alla fine i miei sogni furono attraversati da un\n      grido di orrore e di sgomento e, dopo una pausa,\n      il suono di voci turbate, mescolate a molti\n      bassi lamenti di dolore o di pena. Mi alzai dal mio posto e\n      aprendo una delle porte della biblioteca, vidi in piedi nell'anticamera un servo\n      nell'anticamera una serva, tutta in lacrime, che mi disse che Berenice non c'era pi\u00f9!\n      che Berenice non c'era pi\u00f9! Era stata colta da un attacco di epilessia la mattina presto\n      epilessia la mattina presto, e ora, al calar della notte, la tomba era pronta per il suo\n      tomba era pronta per il suo inquilino, e tutti i preparativi per la\n      sepoltura erano stati completati.\n\n      Mi ritrovai seduto in biblioteca, e di nuovo seduto l\u00ec\n      da solo. Sembrava che mi fossi appena risvegliato da un sogno confuso ed eccitante.\n      sogno eccitante. Sapevo che era ormai mezzanotte, ed ero ben consapevole che dal tramonto del sole\n      che dal tramonto del sole, Berenice era stata\n      sepolta. Ma di quel tetro periodo che era trascorso non avevo alcuna\n      positivo, o almeno non ne avevo una comprensione precisa. Eppure il suo ricordo era\n      orrore pi\u00f9 orribile per la sua vaghezza e il terrore pi\u00f9 terribile per l'ambiguit\u00e0.\n      terrore pi\u00f9 terribile per l'ambiguit\u00e0. Era una pagina spaventosa nella\n      della mia esistenza, scritta dappertutto con ricordi oscuri, orrendi e inintelligibili.\n      ricordi inintelligibili. Mi sforzai di decifrarli, ma invano.\n      invano; mentre di tanto in tanto, come lo spirito di un suono defunto,\n      come lo spirito di un suono scomparso, l'urlo stridulo e penetrante di una voce femminile sembrava\n      risuonare nelle mie orecchie. Avevo compiuto un'azione, quale? Mi chiesi\n      la domanda ad alta voce e gli echi sussurranti della camera mi risposero: \"Che cosa \u00e8 stato?\n      mi risposero: \"Che cosa \u00e8 stato?\".\n\n      Sul tavolo accanto a me ardeva una lampada, e vicino ad essa c'era una piccola scatola.\n      scatola. Non aveva nulla di particolare e l'avevo gi\u00e0 vista spesso, perch\u00e9 era di propriet\u00e0 della famiglia.\n      spesso, perch\u00e9 era di propriet\u00e0 del medico di famiglia.\n      medico di famiglia; ma come mai era l\u00ec, sul mio tavolo, e perch\u00e9 rabbrividii nel guardarla?\n      rabbrividire nel guardarlo? Queste cose non si spiegavano in alcun modo\n      e il mio sguardo si pos\u00f2 sulle pagine aperte di un libro e su una frase\n      un libro e su una frase sottolineata. Le parole erano quelle\n      singolari ma semplici del poeta Ebn Zaiat: _Dicebant mihi\n      sodales si sepulchrum amicae visitarem, curas meas aliquantulum\n      fore levatas_.  Perch\u00e9 dunque, mentre li esaminavo, i capelli della mia\n      testa si sono drizzati, e il sangue del mio corpo si \u00e8\n      nelle mie vene?\n\n      Si ud\u00ec un leggero picchiettio alla porta della biblioteca e, pallido come l'inquilino di una tomba, entr\u00f2 in punta di piedi un uomo.\n      inquilino di una tomba, entr\u00f2 in punta di piedi un domestico. Il suo sguardo era\n      terrore e mi parl\u00f2 con voce tremante, roca e molto bassa,\n      e molto bassa. Cosa disse? Sentii alcune frasi spezzate. Raccont\u00f2\n      raccont\u00f2 di un grido selvaggio che disturbava il silenzio della notte, del\n      di una ricerca in direzione di quel suono.\n      del suono; e poi i suoi toni si fecero tremendamente distinti mentre mi sussurrava di una tomba violata\n      mi sussurrava di una tomba violata, di un corpo sfigurato e avvolto,\n      ma che respirava ancora, palpitava ancora, era ancora vivo!\n\n      Indic\u00f2 gli indumenti; erano infangati e sporchi di sangue. I\n      non parlai, ed egli mi prese delicatamente per mano: era frastagliata\n      con l'impronta di unghie umane. Indirizz\u00f2 la mia attenzione su un\n      oggetto contro il muro. Lo guardai per qualche minuto: era una vanga.\n      una vanga. Con un urlo mi avvicinai al tavolo e afferrai la scatola che vi era appoggiata.\n      scatola che vi era appoggiata sopra. Ma non riuscii ad aprirla con la forza e, nel mio tremore, mi scivol\u00f2 di mano.\n      tremore, mi scivol\u00f2 dalle mani, cadde pesantemente e and\u00f2 in frantumi.\n      in pezzi; e da essa, con un suono sferragliante, rotolarono fuori\n      alcuni strumenti di chirurgia odontoiatrica, mescolati a trentadue\n      piccole sostanze dall'aspetto bianco e avorio che erano sparpagliate\n      e di avorio che erano sparpagliate sul pavimento.\n\n\n\n\nELEONORA\n\n\n     Sub conservatione form specific salva anima.\n                     Raymond Lully_.\n\n      Vengo da una razza nota per il vigore della fantasia e l'ardore della passione.\n      passione. Gli uomini mi hanno dato del pazzo; ma la questione non \u00e8 ancora\n      se la follia sia o non sia la pi\u00f9 alta intelligenza.\n      intelligenza se molto di ci\u00f2 che \u00e8 glorioso o tutto ci\u00f2 che \u00e8 profondo\n      profondo non derivi da una malattia del pensiero, da umori della mente\n      mente esaltati a spese dell'intelletto generale. Coloro che\n      sognano di giorno sono a conoscenza di molte cose che sfuggono a coloro che\n      sognano solo di notte. Nelle loro visioni grigie ottengono scorci di eternit\u00e0 e fremono\n      dell'eternit\u00e0 e, al risveglio, si accorgono di essere stati sull'orlo della grande\n      di essere stati sull'orlo del grande segreto. A spizzichi e bocconi, imparano\n      qualcosa della saggezza del bene e pi\u00f9 della mera conoscenza del male.\n      conoscenza che \u00e8 del male. Si addentrano, tuttavia, senza timone o senza\n      o senza compasso nell'immenso oceano della luce ineffabile, e\n      ancora una volta, come le avventure del geografo nubiano, agressi\n      sunt mare tenebrarum, quid in eo esset exploraturi.\n\n      Diremo, allora, che sono pazzo. Ammetto, almeno, che ci sono\n      due condizioni distinte della mia esistenza mentale la condizione\n      di una ragione lucida, che non pu\u00f2 essere contestata, e che appartiene alla memoria degli eventi\n      di eventi che costituiscono la prima epoca della mia vita e una condizione di ombra e di dubbio\n      condizione di ombra e di dubbio, appartenente al presente e\n      al ricordo di ci\u00f2 che costituisce la seconda grande epoca della mia vita.\n      del mio essere. Pertanto, ci\u00f2 che racconter\u00f2 del periodo precedente,\n      credete; e a ci\u00f2 che potr\u00f2 raccontare del periodo successivo, date solo\n      solo il credito che vi sembrer\u00e0 dovuto, oppure dubitatene del tutto o, se non potete dubitarne, fate finta di niente.\n      se non potete dubitarne, giocate al suo enigma, l'Edipo.\n\n      Colei che ho amato in giovent\u00f9, e di cui ora scrivo con calma e\n      distintamente queste memorie, era l'unica figlia dell'unica sorella di mia madre\n      sorella di mia madre, morta da tempo. Eleonora era il nome di mia\n      cugina. Avevamo sempre vissuto insieme, sotto un sole tropicale,\n      nella Valle dell'erba multicolore. Nessun passo non guidato\n      mai in quella valle, perch\u00e9 si trovava tra una serie di gigantesche\n      colline gigantesche che la circondavano, escludendo la luce del sole dai suoi\n      luce del sole dai suoi pi\u00f9 dolci recessi. Nessun sentiero era stato percorso nelle sue\n      per raggiungere la nostra felice dimora, era necessario rimandare con forza il fogliame.\n      di migliaia di alberi della foresta e di schiacciare a morte le glorie,\n      e di schiacciare a morte le glorie di molti milioni di fiori profumati.\n      fiori. Fu cos\u00ec che vivemmo da soli, senza conoscere nulla del mondo\n      mondo senza la valle io, mia cugina e sua madre.\n\n      Dalle regioni oscure al di l\u00e0 delle montagne, all'estremit\u00e0 superiore del nostro\n      dominio, si insinuava un fiume stretto e profondo,\n      pi\u00f9 luminoso di tutti, tranne che per gli occhi di Eleonora; e, serpeggiando furtivamente in\n      furtivamente in un percorso labirintico, passava, infine,\n      attraverso una gola ombrosa, tra colline ancora pi\u00f9 fioche di quelle\n      da cui era scaturito. Lo chiamammo il Fiume del Silenzio, perch\u00e9 sembrava che\n      sembrava che il suo flusso avesse un'influenza silenziosa. Nessun mormorio\n      dal suo letto, e cos\u00ec dolcemente si muoveva, che i ciottoli perlacei su cui poggiavamo\n      ciottoli perlacei su cui amavamo posare lo sguardo, in fondo al suo\n      grembo, non si agitavano affatto, ma giacevano in un contenuto immobile, ciascuno\n      nella sua vecchia posizione, risplendendo gloriosamente per sempre.\n\n      Il margine del fiume, e dei molti rivoli abbaglianti che\n      che scivolavano per vie tortuose nel suo canale, cos\u00ec come gli spazi che si\n      spazi che si estendevano dai margini alle profondit\u00e0 dei torrenti\n      dei torrenti fino a raggiungere il letto di ciottoli sul fondo.\n      questi luoghi, non meno dell'intera superficie della valle, dal fiume alle montagne.\n      valle, dal fiume fino alle montagne che la cingevano, erano\n      un'erba verde e soffice, fitta, corta, perfettamente uniforme e profumata di vaniglia,\n      e profumata di vaniglia, ma cos\u00ec cosparsa di ranuncoli gialli e di margherite bianche.\n      giallo ranuncolo, la margherita bianca, la viola mammola e l'asfodelo rosso rubino.\n      rosso rubino dell'asfodelo, che la sua bellezza eccessiva parlava ai nostri cuori\n      con toni forti, dell'amore e della gloria di Dio.\n\n      E, qua e l\u00e0, in boschetti intorno a quest'erba, come\n      come una selva di sogni, spuntavano alberi fantastici, i cui alti e sottili fusti\n      fusti sottili non si ergevano in posizione verticale, ma si inclinavano graziosamente verso la\n      verso la luce che a mezzogiorno scrutava il centro della valle.\n      Il loro segno era punteggiato dal vivido splendore alternato dell'ebano e dell'argento.\n      d'ebano e d'argento, ed era pi\u00f9 liscia di tutte le altre guance di Eleonora.\n      Eleonora; cos\u00ec che, se non fosse stato per il verde brillante delle enormi foglie\n      che si diffondevano dalle loro cime in lunghe linee tremolanti\n      con gli Zefiri, si sarebbe potuto pensare che si trattasse di giganteschi serpenti di\n      Siria che rendono omaggio al loro sovrano, il Sole.\n\n      Mano nella mano in questa valle, per quindici anni, ho vagato con Eleonora prima che l'amore entrasse nei nostri cuori.\n      Eleonora prima che l'amore entrasse nei nostri cuori. Fu una\n      sera, alla fine del terzo lustro della sua vita e del quarto della mia, ci sedemmo, stretti l'uno nell'abbraccio dell'altra, e\n      quarto della mia, ci sedemmo, stretti l'uno nell'abbraccio dell'altra,\n      sotto gli alberi simili a serpenti, e guardammo gi\u00f9 nell'acqua del\n      del Fiume del Silenzio le nostre immagini. Non dicemmo nessuna parola\n      durante il resto di quel dolce giorno, e le nostre parole anche il\n      giorno furono poche e tremanti. Avevamo tratto il Dio Eros da quell'onda\n      da quell'onda, e ora sentivamo che aveva acceso in noi le\n      anime ardenti dei nostri antenati. Le passioni che per secoli avevano\n      secoli avevano contraddistinto la nostra razza, si affollavano con le fantasie\n      per le quali erano stati ugualmente noti, e insieme respiravano una\n      una delirante beatitudine sulla Valle dell'Erba dai Molti Colori. A\n      cambiamento su tutte le cose. Strani e brillanti fiori,\n      a forma di stella, sbocciano sugli alberi dove prima non si conoscevano fiori.\n      prima non se ne conoscevano. Le tinte del tappeto verde si intensificarono; e quando,\n      ad una ad una, le margherite bianche si ritirarono, spuntarono al loro posto dieci a dieci\n      al loro posto, a dieci a dieci, l'asfodelo rosso rubino. E la vita\n      vita nei nostri sentieri, perch\u00e9 l'alto fenicottero, fino a quel momento mai visto, con\n      con tutti gli uccelli luminosi, sfoggiava il suo piumaggio scarlatto davanti a noi.\n      I pesci d'oro e d'argento infestavano il fiume, dal cui seno\n      dal quale usciva, a poco a poco, un mormorio che si gonfiava, alla fine\n      in una melodia cullante pi\u00f9 divina di quella dell'arpa di\n       olus pi\u00f9 dolce di tutte, tranne che della voce di Eleonora. E ora, anche,\n      una nuvola voluminosa, che avevamo osservato a lungo nelle regioni di\n      Espero, fluttu\u00f2 di l\u00e0, tutta splendida di cremisi e d'oro, e si pos\u00f2 in pace sopra di noi.\n      e, posandosi in pace sopra di noi, sprofondava, di giorno in giorno, sempre pi\u00f9 in basso,\n      fino a quando i suoi bordi si posarono sulle cime delle montagne, trasformando\n      la loro oscurit\u00e0 in magnificenza e ci rinchiuse, come se fossimo\n      per sempre, in una magica prigione di grandezza e di gloria.\n\n      L'avvenenza di Eleonora era quella dei Serafini, ma era una fanciulla\n      una fanciulla senza arte n\u00e9 parte, innocente come la breve vita che aveva condotto tra i fiori.\n      fiori. Nessuna astuzia nascondeva il fervore d'amore che animava il suo cuore.\n      il suo cuore, e ne esamin\u00f2 con me i pi\u00f9 intimi recessi mentre camminavamo insieme nella Valle del\n      nella Valle dell'Erba dai Molti Colori, e mi parl\u00f2 dei grandi cambiamenti\n      e discuteva dei grandi cambiamenti che si erano verificati di recente\n      in essa.\n\n      Infine, dopo aver parlato un giorno, in lacrime, dell'ultimo triste cambiamento\n      che deve avvenire nell'Umanit\u00e0, si sofferm\u00f2 d'ora in avanti solo su questo\n      su quest'unico tema doloroso, intrecciandolo a tutte le nostre\n      conversazione, cos\u00ec come, nelle canzoni del bardo di Schiraz, si ritrovano le stesse\n      immagini si ritrovano sempre, in ogni impressionante\n      variazione di frase.\n\n      Aveva visto che il dito della Morte era sul suo petto che,\n      come l'effimero, era stata resa perfetta nella sua bellezza solo per\n      per morire; ma i terrori della tomba per lei risiedevano unicamente in una considerazione\n      considerazione che mi rivel\u00f2, una sera al crepuscolo,\n      sulle rive del fiume del Silenzio. Si addolorava al pensiero che,\n      di averla seppellita nella Valle dell'Erba dai Molti Colori, avrei lasciato per sempre i suoi\n      avrei abbandonato per sempre i suoi felici recessi, trasferendo l'amore\n      che ora era cos\u00ec appassionatamente suo a qualche fanciulla del mondo esterno e\n      mondo esterno e quotidiano. E, allora e l\u00ec, mi gettai frettolosamente\n      ai piedi di Eleonora e feci voto, a lei e al cielo, che non mi sarei mai legato\n      cielo, che non mi sarei mai legato in matrimonio con nessuna\n      figlia della Terra, che non mi sarei mai comportato in alcun modo\n      alla sua cara memoria, o al ricordo del devoto affetto con cui\n      mi aveva benedetto. E chiamai il Potente Sovrano dell'Universo\n      a testimoniare la pia solennit\u00e0 del mio voto. E la maledizione che io\n      invocai su di Lui e su di lei, santa in Elusione, nel caso in cui mi fossi dimostrata\n      traditore di quella promessa, comportava una pena il cui\n      grande orrore che non mi permette di verbalizzare qui.\n      qui. Gli occhi luminosi di Eleonora si illuminarono alle mie parole;\n      e sospir\u00f2 come se un fardello mortale fosse stato tolto dal suo\n      petto, tremava e piangeva amaramente, ma accett\u00f2 il voto\n      accettare il voto (perch\u00e9 cos'era lei se non una bambina?) e questo\n      le rese facile il letto della sua morte. E mi disse, non molti giorni dopo\n      giorni dopo, morendo tranquillamente, che, per quello che avevo fatto per\n      per il conforto del suo spirito, avrebbe vegliato su di me in quello spirito quando\n      quello spirito quando fosse partita e, se le fosse stato permesso di tornare\n      di tornare da me visibilmente nelle ore notturne; ma, se questo\n      se questa cosa fosse davvero al di l\u00e0 del potere delle anime in Paradiso,\n      che ella mi desse almeno frequenti indicazioni della sua\n      della sua presenza, sospirando su di me nei venti della sera o riempiendo di profumo l'aria che respiravo.\n      aria che respiravo con il profumo degli incensieri degli angeli.\n      E, con queste parole sulle labbra, rinunci\u00f2 alla sua vita innocente, ponendo fine alla prima\n      vita, ponendo fine alla prima epoca della mia.\n\n      Finora ho detto fedelmente. Ma mentre supero la barriera del\n      tempo, formata dalla morte della mia amata, e procedo con la seconda era della mia esistenza, sento che un'ombra si addensa sul\n      la seconda era della mia esistenza, sento che un'ombra si addensa sul mio\n      sul mio cervello, e diffido della perfetta sanit\u00e0 mentale del disco. Ma\n      lasciatemi continuare. Gli anni si trascinarono pesantemente, e ancora io\n      nella Valle dell'Erba dai Molti Colori; ma un secondo cambiamento\n      cambiamento era avvenuto su tutte le cose. I fiori a forma di stella si restrinsero\n      nei fusti degli alberi e non apparivano pi\u00f9. Le tinte del\n      del tappeto verde sbiadirono; e, uno dopo l'altro, gli asfodeli rosso rubino\n      appassiti; e al loro posto spuntarono, a dieci a dieci,\n      viole scure, simili a occhi, che si contorcevano inquiete ed erano sempre\n      di rugiada. E la vita se ne and\u00f2 dai nostri sentieri, perch\u00e9 l'alto fenicottero\n      alto fenicottero non ostentava pi\u00f9 il suo piumaggio scarlatto davanti a noi,\n      ma volava tristemente dalla valle verso le colline, con tutti gli uccelli gaiamente\n      uccelli luminosi che erano arrivati in sua compagnia. E i pesci d'oro e d'argento\n      pesci d'oro e d'argento nuotavano gi\u00f9 per la gola all'estremit\u00e0 inferiore del nostro\n      e non adornarono mai pi\u00f9 il dolce fiume. E la cullante\n      melodia che era stata pi\u00f9 dolce dell'arpa del vento di Olus, e pi\u00f9\n      divina di tutti, tranne che della voce di Eleonora, si spense a poco a poco, in\n      a poco a poco si spense, in mormorii sempre pi\u00f9 bassi, finch\u00e9 il ruscello\n      fino a quando il ruscello torn\u00f2, alla fine, completamente, nella solennit\u00e0 del suo\n      silenzio. E poi, finalmente, la voluminosa nuvola si alz\u00f2 e..,\n      abbandonando le cime delle montagne alla penombra di un tempo, ricadde\n      nelle regioni di Hesper e port\u00f2 via tutte le sue molteplici glorie\n      d'oro e di splendore dalla Valle dell'Erba dai Molti Colori.\n      Erba.\n\n      Ma le promesse di Eleonora non furono dimenticate, perch\u00e9 sentii i suoni dell'oscillazione degli incensieri degli angeli.\n      suoni dell'oscillazione degli incensieri degli angeli; e flussi di un profumo santo\n      di un profumo sacro fluttuavano sempre nella valle; e nelle ore solitarie, quando il mio cuore batteva forte, i venti che bagnavano il mio cuore\n      ore solitarie, quando il mio cuore batteva forte, i venti che bagnavano la mia fronte\n      fronte mi giungevano carichi di soavi sospiri; e mormorii indistinti riempivano spesso l'aria della notte, e una volta\n      riempivano spesso l'aria della notte, e una volta oh, ma una volta sola! fui\n      una volta, oh, ma solo una volta, fui svegliato da un sonno simile a quello della morte\n      pressione di labbra spirituali sulle mie.\n\n      Ma il vuoto nel mio cuore si rifiutava, anche cos\u00ec, di essere riempito. I\n      desiderio dell'amore che prima lo aveva riempito fino a farlo traboccare. Alla fine\n      alla fine la valle mi addolorava per il ricordo di Eleonora e la lasciai per sempre\n      e la lasciai per sempre per le vanit\u00e0 e i turbolenti trionfi del mondo.\n      mondo.\n\n      Mi ritrovai in una citt\u00e0 sconosciuta, dove tutto avrebbe potuto\n      tutto sarebbe servito a cancellare dalla memoria i dolci sogni che avevo fatto\n      cos\u00ec a lungo nella Valle dell'erba multicolore. Gli sfarzi e i cortei\n      di una corte maestosa, il folle clangore delle armi e la radiosa bellezza delle donne.\n      la radiosa bellezza delle donne, mi disorientavano e inebriavano il cervello.\n      cervello. Ma la mia anima si era dimostrata fedele ai suoi voti e le indicazioni della presenza di Eleonora erano ancora\n      indicazioni della presenza di Eleonora mi venivano date ancora nelle ore\n      le ore silenziose della notte. Improvvisamente queste manifestazioni\n      cessarono, e il mondo si oscur\u00f2 davanti ai miei occhi, e io rimasi\n      di pensieri ardenti che mi possedevano, di terribili tentazioni che mi assalivano.\n      terribili tentazioni che mi assalivano; perch\u00e9 da una terra lontana, lontana e sconosciuta, arrivavano\n      terra lontana e sconosciuta, nella corte gay del re che servivo, una fanciulla\n      una fanciulla alla cui bellezza tutto il mio cuore ricreduto aveva ceduto\n      subito, al cui sgabello mi sono inchinato senza lottare, nel\n      il pi\u00f9 ardente, il pi\u00f9 abietto culto dell'amore. Che cosa,\n      passione per la fanciulla della valle in confronto al fervore e al\n      in confronto al fervore, al delirio e all'estasi\n      estasi di adorazione che sollevava lo spirito, con cui ho riversato la mia\n      tutta la mia anima in lacrime ai piedi dell'eterea Ermengarde? Oh,\n      luminoso era il serafino Ermengarde! e in quella conoscenza non avevo\n      spazio per nessun altro. Oh, divino era l'angelo Ermengarde!\n      guardando nel profondo dei suoi occhi memoriali, pensavo solo a loro e a lei.\n      solo a loro e a lei.\n\n      Mi sono sposato e non ho temuto la maledizione che avevo invocato, e la sua amarezza\n      non si \u00e8 abbattuta su di me. E una volta, ma una volta ancora, nel silenzio\n      della notte, attraverso la mia grata giunsero i soffici sospiri che mi avevano abbandonato.\n      mi avevano abbandonato, e si modellavano in una voce familiare e dolce, dicendo\n      voce dolce, dicendo:\n\n       Dormi in pace, perch\u00e9 lo Spirito d'Amore regna e governa, e..,\n      nel prendere nel tuo cuore appassionato colei che \u00e8 Ermengarde, tu sei\n      per ragioni che ti saranno rese note in cielo, dei tuoi voti a Eleonora.\n      cielo, dai tuoi voti a Eleonora.\n\n\n\n\nNOTE AL SECONDO VOLUME\n\n\nNote Scheherazade\n\n      (*1) I coralliti.\n\n      (*2) Una delle curiosit\u00e0 naturali pi\u00f9 notevoli del Texas \u00e8 la\n      una foresta pietrificata, vicino alla sorgente del fiume Pasigno. Si tratta di\n      di diverse centinaia di alberi, in posizione eretta, tutti trasformati in pietra.\n      pietra. Alcuni alberi, ora in crescita, sono in parte pietrificati. Questo \u00e8 un\n      fatto sconcertante per i filosofi naturali e deve indurli a modificare\n      modificare l'attuale teoria della pietrificazione. Kennedy_.\n\n      Questo resoconto, in un primo momento screditato, \u00e8 stato poi corroborato\n      una foresta completamente pietrificata, vicino alle acque del fiume Cheyenne, o Chienne, che ha le sue sorgenti nella zona di\n      del fiume Cheyenne o Chienne, che ha la sua sorgente nelle Black Hills della catena rocciosa.\n      che ha la sua sorgente nelle Black Hills della catena rocciosa.\n\n      Forse non esiste sulla superficie del globo uno spettacolo pi\u00f9 notevole, sia dal punto di vista geologico che\n      del globo pi\u00f9 notevole, sia dal punto di vista geologico che pittoresco, di quello presentato dalla foresta pietrificata\n      geologico o pittoresco di quello presentato dalla foresta pietrificata vicino al\n      Cairo. Il viaggiatore, dopo aver superato le tombe dei califfi,\n      appena oltre le porte della citt\u00e0, procede verso sud,\n      quasi perpendicolarmente alla strada che attraversa il deserto verso Suez e, dopo aver percorso una decina di miglia\n      dopo aver percorso una decina di miglia in una bassa valle arida,\n      ricoperta di sabbia, ghiaia e conchiglie, come se la marea si fosse ritirata solo ieri.\n      si fosse ritirata solo ieri, attraversa una bassa catena di colline sabbiose,\n      che per un certo tratto ha corso parallelamente al suo cammino. La scena\n      La scena che gli si presenta ora \u00e8 al di l\u00e0 di ogni concezione, singolare e desolata.\n      Un ammasso di frammenti di alberi, tutti trasformati in pietra, e quando vengono colpiti dagli zoccoli del suo cavallo.\n      zoccolo del suo cavallo che risuona come ghisa, si vede estendersi per miglia e miglia intorno a lui.\n      si vede estendersi per miglia e miglia intorno a lui, sotto forma di una foresta\n      foresta decaduta e prostrata. Il legno \u00e8 di colore marrone scuro,\n      ma conserva la sua forma alla perfezione, i pezzi sono lunghi da uno a\n      da un metro a quindici di lunghezza e da mezzo metro a un metro e mezzo di spessore.\n      spessore, cos\u00ec strettamente accostati l'uno all'altro, a perdita d'occhio, che un asino egiziano\n      che un asino egiziano pu\u00f2 a malapena farsi strada tra di essi.\n      e cos\u00ec naturale che, se si trovasse in Scozia o in Irlanda, potrebbe passare inosservato per un'opera di\n      Irlanda, potrebbe passare inosservato per un'enorme torbiera prosciugata, sulla quale\n      drenato, su cui gli alberi riesumati giacciono a marcire al sole. Le radici\n      e i rudimenti dei rami sono, in molti casi, quasi perfetti,\n      e in alcuni di essi sono facilmente riconoscibili i vermi mangiati sotto la corteccia.\n      riconoscibili. I vasi sanguigni pi\u00f9 delicati e tutte le parti pi\u00f9 sottili del centro della\n      pi\u00f9 delicati e tutte le parti pi\u00f9 fini del centro del legno sono perfettamente integri,\n      e possono essere esaminati con le lenti di ingrandimento pi\u00f9 potenti. L'insieme\n      sono cos\u00ec accuratamente silicizzati da graffiare il vetro e sono in grado di ricevere la massima\n      di ricevere la pi\u00f9 alta lucidatura.  Rivista Asiatica.\n\n      (*3) La Mammoth Cave del Kentucky.\n\n      (*4) In Islanda, nel 1783.\n\n      (*5) Durante l'eruzione dell'Hecla, nel 1766, nubi di questo tipo hanno prodotto un tale grado di oscurit\u00e0\n      nubi di questo tipo produssero un tale grado di oscurit\u00e0 che a Glaumba, che si trova a pi\u00f9 di cinquanta leghe dal monte\n      pi\u00f9 di cinquanta leghe dalla montagna, la gente poteva trovare la strada solo\n      trovare la strada solo a tentoni. Durante l'eruzione del Vesuvio, nel 1794,\n      a Caserta, distante quattro leghe, le persone potevano camminare solo alla\n      luce delle torce. Il primo maggio 1812, una nube di ceneri vulcaniche e sabbia, proveniente da un'area\n      vulcanico e di sabbia, proveniente da un vulcano dell'isola di St.\n      Vincent, ricopr\u00ec l'intera Barbados, diffondendo su di essa un'oscurit\u00e0 talmente\n      che a mezzogiorno, all'aperto, non si riusciva a percepire gli alberi o altri oggetti.\n      alberi o altri oggetti vicini e nemmeno un fazzoletto bianco posto a distanza\n      un fazzoletto bianco posto alla distanza di quindici centimetri dall'occhio.\n      Murray, p. 215, Phil. edit.\n\n      (*6) Nell'anno 1790, nelle Caracas, durante un terremoto, una porzione di terreno\n      una parte del terreno granitico \u00e8 sprofondata e ha lasciato un lago di ottocento\n      di ottocento metri di diametro e profondo da ottanta a cento piedi. Era\n      parte della foresta di Aripao e gli alberi rimasero verdi per diversi mesi sotto l'acqua.\n      verde per diversi mesi sotto l'acqua. _Murray_, p. 221\n\n      (*7) L'acciaio pi\u00f9 duro mai prodotto pu\u00f2 essere ridotto, sotto l'azione di un cannello, a una polvere impalpabile\n      una cerbottana, pu\u00f2 essere ridotto a una polvere impalpabile, che galleggia facilmente nell'aria\n      facilmente nell'aria atmosferica.\n\n      (*8) La regione del Niger. Vedi Simmona s _Rivista coloniale_.\n\n      (*9) Il _Myrmeleon_ leonino. Il termine mostro \u00e8 ugualmente\n      \u00e8 ugualmente applicabile alle piccole cose anormali e alle grandi, mentre epiteti come\n      epiteti come immenso sono solo comparativi. La caverna del\n      mirmeleone \u00e8 vasta rispetto al buco della comune formica rossa.\n      formica rossa. Anche un granello di selce \u00e8 una roccia.\n\n      (*10) L'_Epidendro, Flos Aeris, della famiglia delle _Orchidee_, cresce con le radici attaccate solo in superficie.\n      delle _Orchidee_, cresce con la sola superficie delle radici attaccate\n      ad un albero o ad un altro oggetto, dal quale non trae alcun\n      nutrimento e si nutre esclusivamente di aria.\n\n      (*11) I _Parassiti_, come la meravigliosa _Rafflesia\n      Arnaldii_.\n\n      (*12) _Schouw_ sostiene una classe di piante che crescono su animali vivi\n      animali, la _Plantae_ _Epizoae_. Di questa classe fanno parte i _Fuci_ e le\n      _Alghe_.\n\n      Il signor J.B. Williams, di Salem, Massachusetts, ha presentato all'Istituto Nazionale un insetto proveniente dalla Nuova Zelanda.\n      Istituto Nazionale con un insetto proveniente dalla Nuova Zelanda, con la seguente descrizione\n      descrizione:  L'Hotte_, un bruco o un verme di dimensioni notevoli, viene\n      \u00e8 stato trovato mentre rosicchiava la radice dell'albero di _Rota_, con una pianta che\n      con una pianta che cresce dalla sua testa. Questo insetto molto particolare e straordinario\n      straordinario, si arrampica su entrambi gli alberi della _Rota_ e della _Ferriri\n      e, entrando nella parte superiore, si fa strada perforando il tronco degli alberi fino a raggiungere la radice.\n      alberi, finch\u00e9 non raggiunge la radice e muore o rimane dormiente,\n      e la pianta si propaga dalla testa; il corpo rimane perfetto e intero, di\n      perfetto e integro, di una sostanza pi\u00f9 dura di quando \u00e8 vivo. Da questo\n      questo insetto gli indigeni ricavano un colorante per tatuaggi.\n\n      (*13) Nelle miniere e nelle grotte naturali si trova una specie di _fungo crittogama\n      crittogame che emette un'intensa fosforescenza.\n\n      (*14) L'orchis, lo scabius e la valisneria.\n\n      (*15) La corolla di questo fiore (_Aristolochia Clematitis_),\n      che \u00e8 tubolare, ma termina verso l'alto in un arto ligulato, \u00e8\n      gonfiato in una figura globosa alla base. La parte tubolare \u00e8\n      internamente \u00e8 ricoperta di peli rigidi, rivolti verso il basso. La parte\n      globosa contiene il pistillo, che consiste semplicemente di un\n      germe e lo stigma, insieme agli stami circostanti. Ma gli\n      stami, essendo pi\u00f9 corti del germe, non possono scaricare il\n      polline in modo da gettarlo sullo stigma, in quanto il fiore rimane sempre\n      sempre in posizione eretta fino a dopo l'impregnazione. Per questo motivo, senza un\n      aiuto aggiuntivo e peculiare, il polline deve necessariamente scendere a ventaglio\n      verso il fondo del fiore. Ora, l'aiuto che la natura ha\n      natura ha fornito in questo caso, \u00e8 quello della _Tiputa Pennicornis_, un\n      piccolo insetto, che entrando nel tubo della corolla alla ricerca di\n      miele, scende sul fondo e rovista finch\u00e9 non si ricopre di polline.\n      di polline, ma non riuscendo ad uscire con la forza, a causa del\n      di uscire, a causa della posizione discendente dei peli, che\n      che convergono verso un punto simile ai fili di una trappola per topi, ed essendo insofferente alla sua\n      di essere confinato, spazzola avanti e indietro, provando in ogni angolo.\n      avanti e indietro, provando in ogni angolo, finch\u00e9, dopo aver attraversato ripetutamente lo stigma\n      lo stigma, lo ricopre di polline sufficiente per l'impregnazione.\n      impregnazione, per cui il fiore comincia ben presto a\n      a cadere e i peli a restringersi ai lati del tubo,\n      un facile passaggio per la fuga dell'insetto. Rev. P.\n      Keith-Sistema di Botanica Fisiologica_.\n\n      (*16) Le api, da quando esistono, costruiscono le loro celle con\n      celle con tali lati, in tale numero e con tali inclinazioni, come \u00e8 stato dimostrato (in un problema di\n      inclinazione, come \u00e8 stato dimostrato (in un problema che coinvolge\n      principi matematici pi\u00f9 profondi) sono proprio i lati, il numero e le inclinazioni\n      numero di lati e con gli angoli che permetteranno alle\n      creature il massimo spazio compatibile con la massima stabilit\u00e0 della struttura.\n      stabilit\u00e0 della struttura.\n\n      Durante l'ultima parte del secolo scorso, \u00e8 sorta la questione\n      tra i matematici di determinare la forma migliore che si possa\n      di un mulino a vento, a seconda della loro diversa\n      distanze dalle pale rotanti e dai centri di rivoluzione.\n      di rivoluzione.  Si tratta di un problema eccessivamente complesso, poich\u00e9\n      in altre parole, si tratta di trovare la migliore posizione possibile a una\n      infinit\u00e0 di distanze diverse e in un'infinit\u00e0 di punti del braccio.\n      braccio. Ci sono stati mille tentativi inutili di rispondere a questo quesito da parte dei pi\u00f9 illustri\n      da parte dei pi\u00f9 illustri matematici, e quando alla fine si arriv\u00f2 a una soluzione innegabile\n      soluzione innegabile, gli uomini si accorsero che le ali di un uccello\n      ali di un uccello l'avevano data con assoluta precisione da quando\n      da quando il primo uccello ha attraversato l'aria.\n\n      (*17) Ha osservato uno stormo di piccioni che passava tra Frankfort\n      Frankfort e il territorio indiano, con un'ampiezza di almeno un miglio; ha impiegato quattro ore per passare\n      quattro ore, il che, al ritmo di un miglio al minuto, d\u00e0 una lunghezza di 240 miglia.\n      minuto, d\u00e0 una lunghezza di 240 miglia; e, supponendo che tre piccioni\n      per ogni metro quadrato, si ottengono 2.230.272.000 piccioni. Viaggi in\n      Canada e negli Stati Uniti, del tenente F. Hall.\n\n      (*18) La terra \u00e8 sorretta da una vacca di colore blu, con corna\n      quattrocento in numero. Corano di Sale_.\n\n      (*19) Gli _Entozoi_, o vermi intestinali, sono stati ripetutamente\n      nei muscoli e nella sostanza cerebrale degli uomini.\n      uomini. Vedi Fisiologia di Wyatt, p. 143.\n\n      (*20) Sulla Great Western Railway, tra Londra ed Exeter, \u00e8 stata raggiunta la velocit\u00e0 di 71 miglia\n      \u00e8 stata raggiunta una velocit\u00e0 di 71 miglia all'ora. Un treno del peso di 90\n      tonnellate \u00e8 stato trasportato da Paddington a Didcot (53 miglia) in 51 minuti.\n      minuti.\n\n      (*21) Il _Eccalobeion_\n\n      (*22) Giocatore di scacchi automatico di M elzel.\n\n      (*23) La macchina calcolatrice di Babbage.\n\n      (*24) _Chabert_ e, dopo di lui, cento altri.\n\n      (*25) L'elettrotipo.\n\n      (*26) _Wollaston_ ha realizzato in platino, per il campo visivo di un telescopio, un filo di un diciottesimo di pollice\n      per il campo visivo di un telescopio, un filo dello spessore di un diciottomillesimo di pollice.\n      spessore. Si poteva vedere solo con il microscopio.\n\n      (*27) Newton dimostr\u00f2 che la retina, sotto l'influenza del raggio\n      del raggio violetto dello spettro, vibrava 900.000.000 di volte in un secondo.\n      in un secondo.\n\n      (*28) Pila Voltaica.\n\n      (*29) L'apparato di stampa elettrotelegrafica.\n\n      (*30) L'elettrotelegrafo trasmette informazioni\n      istantaneamente, almeno per quanto riguarda qualsiasi distanza sulla terra.\n      terra.\n\n      (*31) Esperimenti comuni nella filosofia naturale. Se due raggi rossi\n      due raggi rossi provenienti da due punti luminosi vengono ammessi in una camera buia in modo da cadere su una superficie\n      su una superficie bianca, e differiscono nella loro lunghezza di 0,0000258\n      di pollice, la loro intensit\u00e0 raddoppia. Cos\u00ec anche se la differenza di lunghezza\n      lunghezza \u00e8 un multiplo intero di questa frazione. A\n      multiplo di 2 1\/4, 3 1\/4, &c., d\u00e0 un'intensit\u00e0 pari a un solo\n      un solo raggio; ma un multiplo di 2 1\/2, 3 1\/2, ecc.\n      di oscurit\u00e0 totale. Nei raggi violetti si verificano effetti simili quando la\n      differenza di lunghezza \u00e8 di 0,000157 di pollice; e con tutti gli altri raggi i risultati sono gli stessi.\n      raggi i risultati sono gli stessi, con una differenza che varia con un\n      uniformemente dal violetto al rosso.\n\n       Esperimenti analoghi rispetto al suono producono risultati analoghi.\n      risultati analoghi.\n\n      (*32) Porre un crogiolo di platina su una lampada a spirito e mantenerlo a\n      calore rosso; versate un po' di acido solforico che, pur essendo il pi\u00f9 volatile dei corpi a\n      volatile dei corpi a una temperatura comune, si scoprir\u00e0 che\n      nel crogiolo caldo si fissa completamente e non ne evapora nemmeno una goccia.\n      evapora, essendo circondato da un'atmosfera propria, non tocca le pareti.\n      non tocca le pareti. A questo punto si introducono alcune gocce d'acqua\n      di acqua, quando l'acido, entrando immediatamente in contatto con le pareti del crogiolo\n      lati riscaldati del crogiolo, vola via in vapore di acido solforoso,\n      e il suo progresso \u00e8 cos\u00ec rapido che il calorico dell'acqua\n      che il calorico dell'acqua si disperde con esso, facendo cadere sul fondo un grumo di ghiaccio.\n      approfittando del momento in cui si lascia rifondere, pu\u00f2 essere\n      sfruttando il momento in cui si lascia rifondere, si pu\u00f2 estrarre un pezzo di ghiaccio da un recipiente arroventato.\n\n      (*33) Il dagherrotipo.\n\n      (*34) Sebbene la luce percorra 167.000 miglia in un secondo, la distanza di\n      61 Cygni (l'unica stella la cui distanza \u00e8 stata\n      accertata) \u00e8 cos\u00ec inconcepibilmente grande, che i suoi raggi richiederebbero\n      richiederebbero pi\u00f9 di dieci anni per raggiungere la Terra. Per le stelle oltre\n      di queste, 20 o addirittura 1000 anni sarebbero una stima moderata. Quindi,\n      se fossero state annientate 20 o 1000 anni fa, potremmo vederle ancora oggi con la luce\n      oggi potremmo ancora vederle grazie alla luce che \u00e8 partita dalle loro\n      superficie 20 o 1000 anni fa. Che molti di quelli che vediamo\n      vedono ogni giorno siano davvero estinti, non \u00e8 impossibile e nemmeno\n      improbabile.\n\nNote Maelstrom\n\n      (*1) Vedi Archimede, _De Incidentibus in Fluido_. lib. 2.\n\nAppunti Isola del Fay\n\n      (*1) Moraux \u00e8 qui derivato da moeurs, e il suo significato \u00e8\n       alla moda o pi\u00f9 strettamente di modi.\n\n      (*2) Parlando delle maree, Pomponio Mela, nel suo trattato De\n      Situ Orbis, dice che o il mondo \u00e8 un grande animale, o ecc.\n\n      (*3) Balzac in sostanza non ricordo le parole\n\n      (*4) Florem putares nare per liquidum aethera. P. Commire.\n\nNote Dominio di Arnheim\n\n      (*1) Un incidente, simile nei contorni a quello qui immaginato,\n      si verific\u00f2, non molto tempo fa, in Inghilterra. Il nome del fortunato\n      fortunato erede era Thelluson. Ho visto per la prima volta un resoconto di questa\n      di questa vicenda nel Tour del principe Puckler Muskau, che fa della somma ereditata\n      ereditata _novanta milioni di sterline_, e osserva giustamente che\n       nella contemplazione di una somma cos\u00ec ingente e dei servizi a cui potrebbe\n      cui potrebbe essere destinata, c'\u00e8 persino qualcosa di\n      sublime.  Per adattarmi al punto di vista di questo articolo ho seguito l'affermazione del Principe, anche se \u00e8 un po' grossolana.\n      Principe, anche se in modo grossolanamente esagerato. Il germe,\n      e, di fatto, l'inizio del presente lavoro \u00e8 stato pubblicato\n      molti anni fa, prima dell'uscita del primo numero di Sue\n      Sue, che forse gli \u00e8 stato suggerito dal racconto di Muskau.\n      forse gli \u00e8 stato suggerito dal racconto di Muskau.\n\nNote Berenice\n\n      (*1) Poich\u00e9 Giove, durante la stagione invernale, regala per due volte sette giorni di calore\n      giorni di calore, gli uomini hanno chiamato questo elemento e tempo temperato\n      la nutrice del bellissimo Alcione _Simonide_."},{"titolo":"Il mistero della camera gialla","autore":"Gaston Leroux","categoria":"Giallo","contenuto":"PREFAZIONE\n\nIl Libro I di questo volume occupa un quarto o un terzo del volume,\ne consiste in materiale scritto circa quattro anni fa, ma non ancora\npubblicato in forma di libro. Contiene errori di giudizio e di fatto. I\ndi fatto e di giudizio, che ora ho corretto al meglio delle mie capacit\u00e0 e delle mie conoscenze.\n\n\nIl Libro II \u00e8 stato scritto all'inizio del 1903 e non \u00e8 ancora apparso in nessuna forma.\nfinora non \u00e8 apparso in nessuna forma. In esso il mio scopo \u00e8 stato quello di presentare un\nritratto della signora Eddy, tratto unicamente dai suoi atti e dalle sue parole, non da dicerie e dicerie.\ne dalle sue parole, e non da dicerie e voci di corridoio; e di spiegare la natura e la portata della sua monarchia, cos\u00ec come si rivela\ndella sua monarchia, come rivelato dalle leggi che la governano e che lei stessa ha scritto.\nche lei stessa ha scritto.\n\nMARK TWAIN\n\nNEW YORK. Gennaio 1907\n\n\n\n\nCAPITOLO I\n\nVIENNA 1899.\n\nL'estate scorsa, mentre stavo tornando a Vienna dalla\nAppetite-Cure in montagna, sono caduta in un dirupo al crepuscolo e mi sono rotta braccia e gambe e una cosa o l'altra.\ne mi sono rotto braccia e gambe e un'altra cosa.\nfortuna fui trovato da alcuni contadini che avevano perso un asino e mi portarono all'abitazione pi\u00f9 vicina, che era una delle\npi\u00f9 vicino, che era una di quelle grandi case coloniche basse e con il tetto di paglia.\ncon il tetto di paglia, con appartamenti in soffitta per la famiglia e un\nportico sotto il timpano profondo, decorato con scatole di fiori e gatti dai colori vivaci.\nfiori e gatti dai colori vivaci; al piano terra un ampio e luminoso salotto,\nun salotto ampio e luminoso, separato dall'appartamento del bestiame da latte da un tramezzo; e nel cortile anteriore si ergeva\nnel cortile anteriore si ergeva maestoso e fine la ricchezza e l'orgoglio della casa, il\nletamaio\". Questa frase \u00e8 germanica, e dimostra che sto acquisendo\nche sto acquisendo quella sorta di padronanza dell'arte e dello spirito della lingua che permette\nche permette a un uomo di viaggiare tutto il giorno in una frase senza cambiare auto.\n\nC'era un villaggio a un miglio di distanza, dove viveva un medico a cavallo, ma non c'era un chirurgo.\nnon c'era un chirurgo. Sembrava una prospettiva negativa; il mio era decisamente\nun caso di chirurgia. Poi mi venne in mente che una signora di Boston stava\ndi Boston che stava trascorrendo l'estate in quel villaggio, era un medico della Scienza Cristiana e\nScienza Cristiana e poteva curare qualsiasi cosa. Cos\u00ec fu mandata a chiamare. A quel punto era notte e non poteva\nnon poteva venire comodamente, ma mand\u00f2 a dire che non c'era problema, che non c'era fretta, che avrebbe curato tutto,\nnon c'era fretta, mi avrebbe dato una cura assente ora e sarebbe venuta\nnel frattempo mi preg\u00f2 di mettermi tranquilla e a mio agio e di ricordarmi che non c'era nulla di male.\ntranquillo e di ricordare che non c'era nulla che non andasse in me. I\npensai che ci dovesse essere un errore.\n\n Le hai detto che sono sceso da una scogliera alta 15 metri?\n\n S\u00ec.\n\n E ha colpito un masso sul fondo ed \u00e8 rimbalzato?\n\n S\u00ec.\n\n E ha colpito un altro e ha rimbalzato di nuovo?\n\n S\u00ec.\n\n E ne ha colpito un altro e ha rimbalzato ancora una volta?\n\n S\u00ec.\n\n E ha rotto i massi?\n\n S\u00ec.\n\n Questo spiega tutto: sta pensando ai massi. Perch\u00e9 non le hai\ndirle che mi sono fatto male anch'io?\n\n L'ho fatto. Le ho detto quello che tu mi hai detto di dirle: che ora non sei che\nuna serie incoerente di fratture composte che si estendevano dal\ndal cuoio capelluto fino ai talloni, e che le proiezioni comminute ti facevano sembrare\nche le sporgenze comminute ti facevano assomigliare a un portacappelli.\n\n Ed \u00e8 stato dopo questo che ha voluto che mi ricordassi che non c'era\nnulla che non andasse in me?\n\n Queste sono state le sue parole.\n\n Non lo capisco. Credo che non abbia diagnosticato il caso con\nsufficiente attenzione. Sembrava una persona che stava teorizzando, oppure sembrava una persona\no sembrava una persona che \u00e8 caduta da un precipizio e che porta in aiuto\naiuto della scienza astratta le conferme dell'esperienza personale?\n\n Bitte?\n\nSi trattava di un contratto troppo grande per il vocabolario della Stubenmadchen; non poteva\nnon poteva chiamare la mano. Lasciai riposare l'argomento e chiesi qualcosa da mangiare e da fumare\nqualcosa da mangiare e da fumare, e qualcosa di caldo da bere, e un cestino\nper metterci le gambe; ma non potei avere nulla di tutto ci\u00f2.\n\n Perch\u00e9?\n\n Lei ha detto che non vi sarebbe servito nulla.\n\n Ma ho fame e sete e soffro disperatamente.\n\n Ha detto che avreste avuto queste allucinazioni, ma che non avreste dovuto farci caso.\nad esse. Vuole che vi ricordiate in particolare che non esistono\ncose come la fame, la sete e il dolore\".\n\n Lo fa, vero?\n\n \u00c8 quello che ha detto.\n\n Le sembra di essere in pieno possesso della sua pianta intellettuale, come tale?\npianta intellettuale, cos\u00ec com'\u00e8?\n\n Bitte?\n\n La lasciano libera o la legano?\n\n Legarla?\n\n Ecco, buonanotte, vai pure, sei una brava ragazza, ma il tuo Geschirr mentale non \u00e8 predisposto per una conversazione leggera.\nGeschirr non \u00e8 predisposto per una conversazione leggera e ariosa. Lasciatemi alle mie\nillusioni.\n\n\n\n\nCAPITOLO II\n\nFu una notte di angoscia, naturalmente, o almeno lo supponevo, perch\u00e9 ne aveva tutti i sintomi.\nma alla fine pass\u00f2, e arriv\u00f2 la Scienziata Cristiana, e fui felice che fosse di mezza et\u00e0, grossa e ossuta.\nScienziata Cristiana, e fui felice. Era di mezza et\u00e0, grande e ossuta,\ned eretta, con un viso austero e una mascella risoluta e un becco romano\ned era una vedova di terzo grado, e si chiamava Fuller. Ero\nansioso di mettermi all'opera e trovare sollievo, ma lei era angosciosamente\ndeliberata. Disfece, sganci\u00f2 e disfece le tappezzerie una per una, abolendo le rughe.\nuno per uno, elimin\u00f2 le grinze con un colpo di mano e appese gli articoli.\ni capi; si tolse i guanti e se ne liber\u00f2, prese un libro dalla sua\ndalla borsa a mano, poi accost\u00f2 una sedia al capezzale del letto, vi scese senza fretta\nsenza fretta, e io appesi la lingua al chiodo. Disse, con piet\u00e0 ma senza\npassione:\n\n Riportatela nel suo contenitore. Abbiamo a che fare solo con la mente, non con i suoi\nmuti servitori.\n\nNon ho potuto offrire il mio polso, perch\u00e9 il collegamento era interrotto; ma lei ha individuato le scuse prima che potessi pronunciarle e ha indicato con un messaggio negativo\nma lei cap\u00ec le scuse prima che potessi formularle e indic\u00f2, con un'inclinazione negativa della testa, che il polso era un altro servo muto\ninclinazione della testa che il polso era un altro servitore muto di cui non aveva\nche non le serviva a nulla. Allora pensai di raccontarle i miei sintomi e come mi sentivo, in modo che capisse il caso.\nche avrebbe capito il caso; ma questa era un'altra incongruenza,\nnon aveva bisogno di sapere quelle cose; inoltre, la mia osservazione su come mi sentivo\nInoltre, la mia osservazione su come mi sentivo era un abuso di linguaggio, un'applicazione errata dei termini.\n\n Non si sente, spiegava, non esiste il sentimento.\nsentimento: quindi, parlare di una cosa inesistente come esistente \u00e8 una\ncontraddizione. La materia non esiste; non esiste nulla se non la mente; la mente non pu\u00f2 provare dolore, pu\u00f2 solo immaginarlo.\nmente non pu\u00f2 provare dolore, pu\u00f2 solo immaginarlo.\n\n Ma se fa male, lo stesso...\n\n Non \u00e8 cos\u00ec. Una cosa irreale non pu\u00f2 esercitare le funzioni della realt\u00e0.\nrealt\u00e0. Il dolore \u00e8 irreale, quindi non pu\u00f2 fare male.\n\nFacendo un gesto ampio per indicare l'atto di scacciare l'illusione del dolore dalla mente.\ndel dolore, pass\u00f2 la mano su uno spillo del vestito, disse: \"Ahi!\n Ahi! e continu\u00f2 tranquillamente il suo discorso.  Non dovreste mai permettervi di\ndi parlare di come vi sentite, n\u00e9 permettere agli altri di chiedervi come vi sentite.\ncome vi sentite; non dovreste mai ammettere di essere malati, n\u00e9 permettere agli altri di parlare di malattie, dolori o\ndi parlare di malattia o di dolore o di morte o di simili inesistenze in vostra presenza.\nin vostra presenza. Questi discorsi non fanno altro che incoraggiare la mente a continuare le sue\nvuoti immaginari.  Proprio in quel momento lo Stuben-madchen calpest\u00f2 la coda del gatto.\ncoda del gatto, e il gatto si lasci\u00f2 andare a una frenetica profanazione felina. Ho chiesto, con\ncautela:\n\n L'opinione di un gatto sul dolore ha valore?\n\n Un gatto non ha opinioni; le opinioni procedono solo dalla mente; gli animali inferiori, essendo eternamente deperibili, non hanno la mente.\nanimali inferiori, essendo eternamente deperibili, non hanno la mente; senza mente, l'opinione \u00e8 impossibile.\nmente, l'opinione \u00e8 impossibile.\n\n Ha solo immaginato di sentire un dolore... il gatto?\n\n Non pu\u00f2 immaginare un dolore, perch\u00e9 immaginare \u00e8 un effetto della mente; senza mente non c'\u00e8 immaginazione.\nmente, non c'\u00e8 immaginazione. Un gatto non ha immaginazione.\n\n Allora aveva un vero dolore?\n\n Vi ho gi\u00e0 detto che il dolore vero non esiste.\n\n \u00c8 strano e interessante. Mi chiedo cosa sia successo al\ngatto. Perch\u00e9, non esistendo un dolore reale e non essendo lei in grado di immaginarne uno\nimmaginario, sembrerebbe che Dio, nella sua piet\u00e0, abbia compensato il gatto con una sorta di\npiet\u00e0 abbia compensato la gatta con una sorta di misteriosa emozione\nmisteriosa che si prova quando le viene calpestata la coda e che, per il momento, unisce il gatto e il\ncristiano in una comune fratellanza di...\n\nHa fatto irruzione con un irritato...\n\n Pace! Il gatto non sente nulla, il cristiano non sente nulla. Le vostre vuote\ne sciocche immaginazioni sono profanazioni e bestemmie, e possono farvi male.\nferita. \u00c8 pi\u00f9 saggio e migliore e pi\u00f9 santo riconoscere e confessare che non esiste la malattia, il dolore o la morte.\nnon esiste la malattia, il dolore o la morte.\n\n Sono pieno di torture immaginarie, dissi, ma non credo che potrei essere pi\u00f9 a disagio se fossero\nessere pi\u00f9 a disagio se si trattasse di torture reali. Cosa devo fare per liberarmene?\nliberarmene?\n\n Non c'\u00e8 occasione di sbarazzarsi di loro perch\u00e9 non esistono. Sono\nsono illusioni propagate dalla materia, e la materia non esiste; non esiste la materia.\nnon esiste la materia.\n\n Sembra giusto e chiaro, eppure sembra in un certo senso sfuggente; sembra sfuggire, proprio quando si pensa di averne la padronanza.\nsembra sfuggire proprio quando si pensa di averla afferrata.\ndi averla afferrata.\n\n Spiegare.\n\n Per esempio: se la materia non esiste, come pu\u00f2 la materia propagare le cose?\npropagare le cose?\n\nNella sua compassione quasi sorrideva. Avrebbe sorriso se fosse esistito\nuna cosa come il sorriso.\n\n \u00c8 molto semplice, ha detto; le proposizioni fondamentali della Scienza Cristiana lo spiegano.\nScienza Cristiana lo spiegano, e sono riassunte nelle quattro\nseguenti proposizioni evidenti: 1. Dio \u00e8 Tutto in tutti. 2. Dio \u00e8\nbene. Il bene \u00e8 mente 3. Dio, Spirito, essendo tutto, nulla \u00e8 materia 4. Vita,\nDio, onnipotente Bene, nega la morte, il male, il peccato, la malattia.\n\n Ecco... ora vedete.\n\nSembrava nebuloso; non sembrava dire nulla sulla difficolt\u00e0 in questione.\ncome la materia inesistente possa propagare le illusioni.\ncon qualche esitazione:\n\n Spiega?\n\n Non \u00e8 vero? Anche se letto al contrario, lo far\u00e0.\n\nCon una speranza nascente, le chiesi di farlo al contrario.\n\n Molto bene. Malattia peccato male morte negare il Bene Dio onnipotente vita materia\n\u00e8 nulla tutto l'essere Spirito Dio Mente \u00e8 Bene il bene \u00e8 Dio tutto in Tutto \u00e8\nDio. Avete capito ora?\n\n E'... beh, \u00e8 pi\u00f9 chiaro di quanto non fosse prima; tuttavia...\n\n Allora?\n\n Potresti provare in altri modi?\n\n Tutti quelli che volete; il significato \u00e8 sempre lo stesso. Intercambiato in qualsiasi modo\nnon pu\u00f2 avere un significato diverso da quello che ha quando viene\nsignificato quando \u00e8 messo in un altro modo. Perch\u00e9 \u00e8 perfetto. Si pu\u00f2 confondere\ntutto, e non fa differenza: torna sempre come era prima.\ncome era prima. \u00c8 stata una mente meravigliosa a produrlo. Come tour de force mentale\ncome tour de force mentale non ha eguali, sfida sia il semplice, sia il concreto, sia l'occulto,\ne l'occulto.\n\n Sembra essere un'ottima soluzione.\n\nArrossii per quella parola, ma fu pronunciata prima che potessi fermarla.\n\n Cosa?\n\n Una struttura meravigliosa, una combinazione, per cos\u00ec dire, di pensieri profondi...\npensieri, pensieri impensabili...\n\n \u00c8 vero. Se lette all'indietro, o in avanti, o perpendicolarmente, o con un qualsiasi angolo\nangolo, queste quattro proposizioni si troveranno sempre d'accordo in\ndichiarazione e nella prova.\n\n Ah... la prova. Ora ci arriviamo. Le affermazioni sono d'accordo; sono d'accordo\ncon... con... in ogni caso, sono d'accordo; l'ho notato; ma cos'\u00e8 che dimostrano\ndimostrano, in particolare?\n\n Nulla di pi\u00f9 chiaro. Lo dimostrano:\n\n 1. DIO: principio, vita, verit\u00e0, amore, anima, spirito, mente. Avete capito\nquesto?\n\n Io... beh, mi sembra di s\u00ec. Continui, per favore.\n\n 2. L'UOMO: l'idea universale di Dio, individuale, perfetta, eterna. \u00c8\nchiaro?\n\n Credo di s\u00ec. Continua.\n\n 3. IDEA - Un'immagine nella mente; l'oggetto immediato della comprensione. Ecco\nl'intero sublime Arcano della Scienza Cristiana in poche parole. Trovate\ntrovate un punto debole in esso da qualche parte?\n\n Beh... no, sembra forte.\n\n Molto bene C'\u00e8 di pi\u00f9. Questi tre elementi costituiscono la definizione\ndefinizione scientifica di Mente Immortale. Poi abbiamo la definizione scientifica\ndella mente mortale. Cos\u00ec. PRIMO GRADO: Depravazione I. Fisica: passioni e appetiti, paura, volont\u00e0 depravata, orgoglio, invidia, inganno, odio, vendetta.\nappetiti, paura, volont\u00e0 depravata, orgoglio, invidia, inganno, odio, vendetta,\npeccato, malattia, morte.\n\n Fantasmi, signora... irrealt\u00e0, per come la intendo io.\n\n Tutti. SECONDO GRADO: Scomparsa del male. I. Onest\u00e0 morale,\naffetto, compassione, speranza, fede, mitezza, temperanza. \u00c8 chiaro?\n\n Cristallo.\n\n TERZO GRADO: Salvezza spirituale. I. Spirituale: fede, saggezza, potere,\npurezza, comprensione, salute, amore. Vedete come tutto ci\u00f2 sia interdipendente e antropomorfo in modo\ncoordinatamente interdipendenti e antropomorfi. In questo\nTerzo Grado, come sappiamo dalle rivelazioni della Scienza Cristiana, la mente mortale\nmente mortale scompare.\n\n Non prima?\n\n No, non prima di aver completato l'insegnamento e la preparazione al Terzo Grado.\ncompletato l'insegnamento e la preparazione per il Terzo Grado.\n\n Solo a quel punto si \u00e8 in grado di prendere in mano la Scienza Cristiana in modo efficace e con il giusto senso di simpatia e di parentela.\nScienza cristiana in modo efficace e con il giusto senso di simpatia e parentela,\ncome ho capito. Cio\u00e8, non potrebbe avere successo durante i processi del secondo grado.\nprocessi del Secondo Grado, perch\u00e9 ci sarebbero ancora resti di mente.\ndi mente; e quindi... Ma l'ho interrotta. Stava per\ndi spiegare ulteriormente i buoni risultati che derivano dalle erosioni e dalle\ndisintegrazioni operate dal Terzo Grado. \u00c8 molto interessante; continui, per favore.\ncontinua, per favore.\n\n S\u00ec, come dicevo, in questo Terzo Grado la mente mortale scompare.\nLa scienza inverte cos\u00ec tanto l'evidenza davanti ai sensi umani corporei da rendere vera nei nostri cuori questa testimonianza scritturale.\nche la testimonianza scritturale sia vera nei nostri cuori: \"Gli ultimi saranno i primi e i primi saranno gli ultimi\".\nsaranno i primi e i primi saranno gli ultimi\", affinch\u00e9 Dio e la Sua idea siano per noi.\nche Dio e la sua idea siano per noi, ci\u00f2 che la divinit\u00e0 \u00e8 realmente e deve necessariamente essere onnicomprensiva.\n\n \u00c8 bellissimo. E con quale esauriente esattezza la scelta e la disposizione delle parole\ndi parole confermano e stabiliscono ci\u00f2 che avete rivendicato per i poteri e le funzioni del Terzo Grado.\ni poteri e le funzioni del Terzo Grado. Il Secondo potrebbe probabilmente\nprodurre solo un'assenza mentale temporanea; al Terzo \u00e8 riservato il compito di renderla permanente.\nrenderla permanente. Una frase pronunciata sotto gli auspici del Secondo\nSecondo potrebbe avere un significato, una sorta di parvenza ingannevole, mentre \u00e8 solo sotto il Terzo Grado.\nmentre \u00e8 solo sotto la magia del Terzo che questo difetto\nscomparirebbe. Inoltre, senza dubbio, \u00e8 il Terzo Grado che\ncontribuisce a un'altra notevole specialit\u00e0 della Scienza Cristiana, vale a dire\nla facilit\u00e0, la fluidit\u00e0 e la ricchezza delle parole, il ritmo, l'oscillazione e la scorrevolezza.\nscorrevolezza. Ci deve essere una ragione speciale per questo?\n\n S\u00ec--Dio--tutto, tutto--Dio, buon Dio, non-materia, Materia, Spirito,\nOssa, Verit\u00e0.\n\n Questo spiega tutto.\n\n Non c'\u00e8 nulla nella Scienza Cristiana che non sia spiegabile; perch\u00e9 Dio \u00e8 uno, il tempo \u00e8 uno, l'individualit\u00e0 \u00e8 una, e pu\u00f2 essere una di una serie.\n\u00e8 uno, il tempo \u00e8 uno, l'individualit\u00e0 \u00e8 una, e pu\u00f2 essere una di una serie,\nuno dei tanti, come un singolo uomo, un singolo cavallo; mentre Dio \u00e8 uno,\nnon uno di una serie, ma uno solo e senza eguali.\n\n Sono pensieri nobili. Fanno venire voglia di saperne di pi\u00f9. Come spiega la\nScienza Cristiana spiega la relazione spirituale della dualit\u00e0 sistematica\ncon la deviazione accidentale?\n\n La Scienza Cristiana inverte l'apparente relazione tra Anima e corpo, come l'astronomia inverte la percezione umana del movimento solare.\ncome l'astronomia inverte la percezione umana del movimento del sistema solare.\ne rende il corpo tributario della Mente. Come la terra \u00e8 in movimento\n\u00e8 in movimento, mentre il sole \u00e8 in riposo, anche se nel vedere il sole sorgere\n\u00e8 impossibile credere che il sole non stia veramente sorgendo, cos\u00ec\nil corpo non \u00e8 altro che l'umile servitore della Mente riposante, anche se al senso finito sembra\nsenso finito; ma questo non lo capiremo mai se ammettiamo che l'anima \u00e8 nel corpo o\nammettere che l'anima \u00e8 nel corpo, o la mente nella materia, e che l'uomo \u00e8 incluso nella non-intelligenza.\nnella non-intelligenza. L'anima \u00e8 Dio, immutabile ed eterna, e l'uomo coesiste con l'anima e la riflette.\ncoesiste con l'anima e la riflette, perch\u00e9 il Tutto nel Tutto \u00e8 il Tutto,\ne il Tutto abbraccia il Tutto-uno, Anima-Mente, Mente-Anima, Amore,\nSpirito, Ossa, Fegato, uno di una serie, solo e senza eguali.\n\n Qual \u00e8 l'origine della Scienza Cristiana? \u00c8 un dono di Dio, o \u00e8 semplicemente\nsemplicemente accaduto?\n\n In un certo senso, \u00e8 un dono di Dio. Cio\u00e8, i suoi poteri vengono da\nma il merito della scoperta dei poteri e del loro scopo \u00e8 di una signora americana.\n\u00e8 dovuto a una signora americana.\n\n Davvero? Quando \u00e8 successo?\n\n Nel 1866. Quella \u00e8 la data immortale in cui il dolore, la malattia e la morte\nscomparvero dalla terra per non tornare pi\u00f9 per sempre. Cio\u00e8, le\nfantasie per le quali questi termini sono stati utilizzati sono scomparse. Le cose stesse\nnon sono mai esistite; quindi, non appena si \u00e8 capito che non c'erano pi\u00f9, sono state facilmente bandite.\nche non esistevano pi\u00f9, erano facilmente bandite. La storia e la natura\ndella grande scoperta sono riportate nel libro e...\n\n La signora ha scritto il libro?\n\n S\u00ec, ha scritto tutto lei stessa. Il titolo \u00e8 Scienza e salute, con\nchiave delle Scritture, perch\u00e9 spiega le Scritture, che prima non erano state\ncomprese prima. Nemmeno dai dodici discepoli. Inizia cos\u00ec...\nvi legger\u00f2.\n\nMa aveva dimenticato di portare gli occhiali.\n\n Beh, non importa, disse.  Ricordo le parole... In effetti, tutti i cristiano-scienziati conoscono il libro a memoria.\nScienziati Cristiani conoscono il libro a memoria; \u00e8 necessario nella nostra pratica.\npratica. Altrimenti commetteremmo errori e faremmo del male. Comincia\ncos\u00ec: Nell'anno 1866 ho scoperto la Scienza della Guarigione Metafisica e l'ho chiamata Scienza Cristiana.\nmetafisica e l'ho chiamata Scienza Cristiana\". E dice in modo molto\nsplendidamente, credo: \"Attraverso la Scienza Cristiana, la religione e la medicina\nreligione e la medicina sono ispirate da una natura e da un'essenza pi\u00f9 divinatorie.\nalla fede e alla comprensione, e i pensieri si avvicinano a Dio.\nintelligentemente con Dio\". Le sue stesse parole.\n\n \u00c8 elegante. Ed \u00e8 anche un bel pensiero: sposare la religione alla\nalla medicina, invece che la medicina all'impresario di pompe funebri, come si faceva una volta.\nreligione e medicina sono propriamente due cose che stanno insieme, essendo alla base di ogni\ndi ogni salute spirituale e fisica. Che tipo di medicina date per le\nle malattie ordinarie, come...\n\n Non diamo mai medicine in nessuna circostanza! Noi...\n\n Ma, signora, c'\u00e8 scritto...\n\n Non mi interessa cosa dice e non voglio parlarne.\n\n Mi dispiace se ho offeso, ma vede che la menzione sembrava in qualche modo\nin qualche modo incoerente, e...\n\n Non ci sono incoerenze nella Scienza Cristiana. La cosa \u00e8\nimpossibile, perch\u00e9 la Scienza \u00e8 assoluta. Non pu\u00f2 essere altrimenti, poich\u00e9\nprocede direttamente dal Tutto-in-tutto e dal Tutto-che,\nanche Anima, Ossa, Verit\u00e0, uno di una serie, solo e senza eguali. \u00c8\nMatematica purificata dalle scorie materiali e resa spirituale.\n\n Lo capisco, ma...\n\n Poggia sulla base inamovibile di un principio apodittico.\n\nLa parola si appiatt\u00ec contro la mia mente nel tentativo di entrare e mi disordin\u00f2 un po'.\ne mi disorient\u00f2 un po', e prima che potessi indagare sulla sua pertinenza,\nlei stava gi\u00e0 gettando la luce necessaria:\n\n Questo Principio apodittico \u00e8 il Principio assoluto della guarigione scientifica.\nguarigione mentale, l'Onnipotenza sovrana che libera i figli degli uomini dal dolore, dalla malattia, dal decadimento e da tutti i mali di cui la carne \u00e8 erede.\nuomini dal dolore, dalla malattia, dalla decadenza e da ogni male di cui la carne \u00e8 erede.\n\n Sicuramente non ogni malattia, ogni decadimento?\n\n Tutti; non ci sono eccezioni; il decadimento non esiste, \u00e8 un'irrealt\u00e0, non esiste.\n\u00e8 un'irrealt\u00e0, non ha esistenza.\n\n Ma senza gli occhiali la sua vista debole non le permette di...\ndi...\n\n La mia vista non pu\u00f2 fallire; nulla pu\u00f2 fallire; la Mente \u00e8 padrona e la Mente non permette alcun regresso.\nMente non permette alcun regresso.\n\nEra sotto l'ispirazione del Terzo Grado, quindi non c'era motivo di continuare questa parte del tema.\nnon poteva essere utile continuare questa parte dell'argomento. Mi spostai su un altro\nterreno e chiesi ulteriori informazioni sullo Scopritore della Scienza.\n\n La scoperta \u00e8 avvenuta all'improvviso, come nel Klondike, o dopo lunghi studi e calcoli, come in America?\ncalcolo, come in America?\n\n I paragoni non sono rispettosi, poich\u00e9 si riferiscono a\nbanalit\u00e0 - ma lasciamo perdere. Risponder\u00f2 con le parole dello Scopritore\nparole dello Scopritore: Dio mi stava graziosamente preparando, da molti anni, a ricevere la rivelazione finale del Principio assoluto della scienza.\ndi una rivelazione finale del Principio assoluto della guarigione scientifica della mente\".\nguarigione mentale\".\n\n Molti anni. Quanti?\n\n Diciotto secoli!\n\n Tutto--Dio, Dio--bene, bene--Dio, Verit\u00e0, Ossa, Fegato, uno di una serie,\nsolo e senza eguali... \u00e8 sorprendente!\n\n Pu\u00f2 ben dirlo, signore. Ma \u00e8 la verit\u00e0 Questa signora americana,\nla nostra venerata e sacra Fondatrice, \u00e8 chiaramente menzionata, e la sua venuta\nprofetizzata nel dodicesimo capitolo dell'Apocalisse; non avrebbe potuto essere indicata pi\u00f9 chiaramente da San Giovanni senza\nnon avrebbe potuto essere indicata pi\u00f9 chiaramente da San Giovanni senza\nmenzionare il suo nome.\n\n Che cosa strana, che cosa meravigliosa!\n\n Citer\u00f2 le sue stesse parole, tratte dalla sua Chiave delle Scritture: Il dodicesimo capitolo dell'Apocalisse\ndodicesimo capitolo dell'Apocalisse ha una speciale suggestione in\nin relazione a questo diciannovesimo secolo\". Ecco... lo notate?\nPensate, annotatelo bene.\n\n\n Ma... cosa significa?\n\n Ascoltate e saprete. Cito di nuovo le sue parole ispirate: \"Nel\napertura del Sesto Sigillo, tipica dei seimila anni trascorsi da Adamo,\nc'\u00e8 un elemento distintivo che si riferisce in modo particolare all'epoca attuale.\npresente epoca. Cos\u00ec:\n\n Apocalisse xii. I. E apparve una grande meraviglia nel cielo: una\nuna donna vestita di sole, la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle.\ntesta una corona di dodici stelle\".\n\n Questo \u00e8 il nostro Capo, il nostro Capo, il nostro Scopritore della Scienza Cristiana.\nScienza Cristiana - niente di pi\u00f9 chiaro, niente di pi\u00f9 sicuro. E notate questo:\n\n Apocalisse xii. 6. E la donna fugg\u00ec nel deserto, dove aveva un luogo\naveva un luogo preparato da Dio\".\n\n Questa \u00e8 Boston. La riconosco, signora. Sono cose sublimi e impressionanti.\nimpressionanti; non ho mai capito questi passaggi prima d'ora; la prego di continuare con\ncon le prove.\n\n Molto bene. Ascoltate:\n\n E vidi un altro potente angelo scendere dal cielo, vestito di una nuvola.\nnuvola; e un arcobaleno era sul suo capo, e la sua faccia era come il sole, e i suoi piedi come colonne di fuoco.\nsole e i suoi piedi come colonne di fuoco. E teneva in mano un piccolo\nlibro\".\n\n Un piccolo libro, semplicemente un piccolo libro - le parole potrebbero essere pi\u00f9 modeste? Eppure quanto\nstupenda la sua importanza! Sapete che libro era?\n\n Era...\n\n La tengo in mano: la scienza cristiana!\n\n Amore, Fegati, Luci, Ossa, Verit\u00e0, Reni, uno di una serie, da solo e senza eguali.\nsenza eguali - \u00e8 al di l\u00e0 dell'immaginazione per la meraviglia!\n\n Ascoltate le eloquenti parole del nostro Fondatore: 'Allora una voce dall'armonia grider\u00e0,\n Va' e prendi il piccolo libro; prendilo e mangialo, e ti render\u00e0 amaro il ventre; ma sar\u00e0 nella tua bocca dolce come il miele\".\nil tuo ventre amaro, ma sar\u00e0 nella tua bocca dolce come il miele\".\n Mortale, obbedisci all'evangelo celeste. Prendi la Scienza Divina. Leggila dall'inizio alla fine.\ninizio alla fine. Studiatela, meditatela. Sar\u00e0 certamente dolce al primo assaggio, quando\nal primo assaggio, quando vi guarir\u00e0; ma non mormorate sulla Verit\u00e0, se troverete la sua digestione amara\".\nla sua digestione amara\". Ora conoscete la storia della nostra cara e santa Scienza, signore.\nScienza, signore, e che la sua origine non \u00e8 di questa terra, ma solo la sua scoperta.\nscoperta. Lascio il libro a voi e me ne vado; ma non preoccupatevi.\nnon si preoccupi: le riserver\u00f2 un trattamento assente da adesso fino a quando non\na letto.\n\n\n\n\nCAPITOLO III\n\nSotto la potente influenza del trattamento vicino e del trattamento assente\ntrattamento assente, le mie ossa si stavano gradualmente ritirando verso l'interno e\nscomparire dalla vista. Il buon lavoro prese il via e and\u00f2 avanti speditamente.\nrapidamente. Il mio corpo si sforzava e si allungava diligentemente, di qua e di l\u00e0\nper assecondare i processi di restauro, e ogni minuto o due sentivo un\nogni minuto o due sentivo uno scatto sordo all'interno e sapevo che le due estremit\u00e0 della\nfrattura erano state unite con successo. Questo ticchettio ovattato e\nsferragliare, macinare e raspare continu\u00f2 per le tre ore successive, poi si interruppe.\nore e poi si ferm\u00f2: le connessioni erano state tutte effettuate. Tutte, tranne le\nlussazioni; ce n'erano solo sette: fianchi, spalle, ginocchia,\ncollo; e cos\u00ec questo fu presto superato; una dopo l'altra scivolarono nelle loro\ncon un suono simile a quello di un tappo di sughero lontano, e io saltai su come nuovo, in quanto a struttura, e\ncome nuovo, per quanto riguarda la struttura, e mandai a chiamare il medico dei cavalli.\n\nSono stata costretta a farlo perch\u00e9 avevo mal di pancia e raffreddore alla\ne non volevo pi\u00f9 affidare queste cose alle mani di una donna che non conoscevo.\nnelle mani di una donna che non conoscevo e della cui capacit\u00e0 di trattare con successo\ndi curare con successo una semplice malattia, avevo perso ogni fiducia. La mia posizione era giustificata\ngiustificata dal fatto che il raffreddore e il dolore erano stati affidati a lei fin dall'inizio, insieme alle fratture e alle\nprima, insieme alle fratture, ma non avevano avuto un'ombra di sollievo.\ndi sollievo; e, anzi, il dolore stava diventando sempre peggiore e sempre pi\u00f9\nsempre pi\u00f9 aspro, probabilmente a causa della prolungata astensione da cibo e bevande.\ndal cibo e dalle bevande.\n\nArriv\u00f2 il medico a cavallo, un uomo piacevole e pieno di speranza e di interesse professionale per il caso.\ndi speranza e di interesse professionale per il caso. Per quanto riguarda l'olfatto, era piuttosto aromatico, anzi\ne cercai di accordarmi con lui per un trattamento assente, ma non era nel suo campo, quindi, per delicatezza, non lo feci,\nma non era nelle sue corde e quindi, per delicatezza, non ho insistito.\nMi ha guardato i denti e ha esaminato il garretto, e ha detto che la mia et\u00e0 e le mie condizioni generali\ncondizioni generali erano favorevoli a misure energiche; quindi mi avrebbe dato\nqualcosa che avrebbe trasformato il mal di stomaco in una pustola e il raffreddore alla testa in una\ntesta in barcollamenti ciechi; poi sarebbe stato al suo posto e avrebbe saputo cosa fare.\ne avrebbe saputo cosa fare. Prepar\u00f2 un secchio di pastone di crusca e disse\nun bicchiere ogni due ore, alternato a un'inzuppata di acquaragia e di grasso per assi.\ntrementina e grasso per assi, avrebbe eliminato i miei disturbi in ventiquattro ore, oppure\nin ventiquattr'ore, oppure mi avrebbe interessato in altri modi tanto da farmi dimenticare\ndimenticare la loro presenza sul posto. Mi somministr\u00f2 lui stesso la prima dose,\npoi si conged\u00f2, dicendomi che ero libero di mangiare e bere tutto quello che\ne di bere tutto quello che volevo e in qualsiasi quantit\u00e0. Ma io non avevo pi\u00f9 fame e\nnon mi interessava il cibo.\n\nPresi in mano il libro della Scienza Cristiana e ne lessi met\u00e0, poi presi un\nun po' di acqua e ho letto l'altra met\u00e0. Le esperienze che ne risultarono\nerano piene di interesse e di avventura. Per tutta la durata dei brontolii e\ne i brontolii, i tremolii e le effervescenze che accompagnano l'evoluzione del malessere in\ndel malessere in botts e del freddo in barcollamenti ciechi, potevo notare la generosa lotta per la padronanza\nla generosa lotta per la padronanza in corso tra il mash, l'inzuppo e la letteratura.\ne l'inzuppo e la letteratura; e spesso potevo dire chi era in vantaggio e\ne riuscivo a distinguere facilmente la letteratura dalle altre quando queste erano\nquando le altre erano separate, ma non quando erano mescolate; perch\u00e9 quando un pastone di crusca e un\ne un'acquazzone eclettico sono mischiati insieme, assomigliano proprio al\nPrincipio apodittico, e nessuno pu\u00f2 distinguerlo da quello.\nAlla fine il traguardo \u00e8 stato raggiunto, le evoluzioni sono state completate e un bel successo.\nun bel successo, ma credo che questo risultato si sarebbe potuto ottenere con meno materiali.\nmeno materiali. Credo che il mash sia stato necessario per la conversione del\nmal di stomaco in botts, ma credo che si sarebbe potuto sviluppare il cieco\ndalla letteratura da soli; inoltre, che le macchie cieche prodotte in questo modo\nprodotti in questo modo sarebbero di qualit\u00e0 migliore e pi\u00f9 duraturi di quelli prodotti\ndi quelli prodotti dai processi artificiali del medico dei cavalli.\n\nPerch\u00e9 di tutti i libri strani e frenetici, incomprensibili e\nlibri che l'immaginazione dell'uomo ha creato, sicuramente questo\nquesto \u00e8 il campione del premio. \u00c8 scritto con una fiducia illimitata\ne compiacimento, e con un'audacia, un'agitazione e una seriet\u00e0 che spesso\ncon un'impetuosit\u00e0, un'agitazione e una sincerit\u00e0 che spesso fanno pensare all'eloquenza, anche quando le parole non sembrano avere un\nnon hanno alcun significato. Ci sono molte persone che credono di capire\ndi capire il libro; lo so, perch\u00e9 ho parlato con loro; ma in tutti i casi si trattava di persone che immaginavano anche\ntutti i casi si trattava di persone che immaginavano anche che non esistessero\ndolore, la malattia e la morte, e che non ci fossero realt\u00e0 nel mondo;\nnulla di realmente esistente se non la Mente. Mi sembra che questo modifichi il valore\ndella loro testimonianza. Quando queste persone parlano di Scienza Cristiana\nfanno come la signora Fuller: non usano il loro linguaggio, ma quello del libro.\nlibro; riversano le vistose incoerenze del libro e lasciano che si scopra in un secondo momento che non erano\nscoprire in un secondo momento che non erano originali, ma solo citazioni;\nSembra che conoscano il volume a memoria e lo venerino come farebbero con una Bibbia, un'altra Bibbia, forse.\nuna Bibbia, un'altra Bibbia, forse dovrei dire. \u00c8 evidente che il libro \u00e8 stato\n\u00e8 stato scritto sotto le desolazioni mentali del Terzo Grado, e sono sicuro che solo i membri di quel gruppo\nche solo i membri di quel grado possano scoprirvi dei significati.\nin esso. Quando lo si legge, sembra di ascoltare un discorso vivace e\naggressivo e oracolare pronunciato in una lingua sconosciuta, un discorso di cui si coglie lo spirito ma non le\nun discorso di cui si coglie lo spirito ma non i particolari; o, per cambiare la figura,\nsembra che stiate ascoltando uno strumento vigoroso che fa un\nche fa un rumore che pensa sia una melodia, ma che, per chi non fa parte della\ndella banda, \u00e8 solo il ticchettio marziale di un trombone, e agita allegramente l'animo attraverso il rumore, ma non\nl'anima attraverso il rumore, ma non trasmette un significato.\n\nLa serenit\u00e0 e l'autocompiacimento del libro sembrano quasi avere un'origine celeste.\nun'origine celeste: non hanno parenti sulla terra. \u00c8 pi\u00f9 che\numano essere cos\u00ec placidamente certi delle cose, e cos\u00ec finemente superiori,\ne cos\u00ec ariosamente soddisfatti delle proprie prestazioni. Senza mai presentare\nsenza mai presentare nulla che possa essere giustamente chiamato con il nome forte di prova,\ne a volte senza nemmeno menzionare una ragione per una deduzione,\ntuona le parole sorprendenti: \"Ho dimostrato cos\u00ec e cos\u00ec\". Prende\nil Papa e tutti i grandi cannoni della sua Chiesa in batteria per\nper stabilire autorevolmente il significato di un singolo passo della Scrittura non chiarito.\nun solo e unico passo non chiarito delle Scritture, e questo con un grande dispendio di tempo, di studio e di riflessione.\ndi tempo, di studio e di riflessione, ma l'autrice di quest'opera \u00e8 superiore a tutto ci\u00f2.\na tutto ci\u00f2: trova l'intera Bibbia in un'audizione non chiarita, e con un piccolo dispendio di tempo e nessuna spesa\ndi tempo e nessuna spesa per lo sforzo mentale, la chiarisce di\nda un coperchio all'altro, riorganizza e migliora i significati, poi li stabilisce autorevolmente con formule\ncon formule che non si possono distinguere da quelle di un'altra persona.\n Sia la luce! ed Eccola!  \u00c8 la prima volta dagli\ndagli albori della Creazione che una Voce si \u00e8 abbattuta nello spazio\ncon una sicurezza e un comando cos\u00ec placidi e compiaciuti.\n\n[Gennaio 1903. La prima lettura di un libro la cui terminologia \u00e8 nuova e strana\nnuova e strana \u00e8 quasi certo che lasci il lettore in uno stato d'animo disorientato e sarcastico.\nsarcastico. Ma ora che, durante gli ultimi due mesi,\nho acquisito, grazie alla diligenza, una discreta conoscenza dei tecnicismi della Scienza e della Salute, non trovo pi\u00f9\nsalute, non trovo pi\u00f9 la maggior parte di quest'opera difficile da capire.\ncapire.--M. T.]\n\nP.S. La saggezza raccolta dalle riflessioni precedenti mi ha gi\u00e0 reso un servizio\nun servizio e mi ha risparmiato un dolore. Quasi un mese fa mi \u00e8 arrivato da una\nda una delle universit\u00e0 un trattato del dottor Edward Anthony Spitzka sull'anatomia encefalica delle razze.\nsull'anatomia encefalica delle razze.  Ho ritenuto che il mio parere fosse\nche la mia opinione fosse desiderata dall'universit\u00e0, e fui molto contento di questa attenzione.\ne scrissi dicendo che l'avrei fornita appena possibile. Quella sera\nQuella sera misi da parte la mia faticosa e scoraggiante attivit\u00e0 estrattiva della Christian Science e mi occupai della questione.\ne mi occupai della questione. Scrissi un capitolo appassionato e contavo di finire la mia opinione il giorno dopo.\ndi finire la mia opinione il giorno dopo, ma fui chiamato per una settimana e la mia mente fu presto occupata da altri interessi.\ne la mia mente \u00e8 stata presto occupata da altri interessi. Solo oggi, dopo quasi un mese\ndopo quasi un mese, ho ripreso in mano il mio capitolo sull'Encefalo.\ncapitolo dell'Encefalo. Nel frattempo mi era arrivata la nuova saggezza e l'ho letta con vergogna.\ncon vergogna. Riconobbi che mi ero imbarcato in quell'opera in modo tutt'altro che\ndal giusto temperamento, lontano dallo spirito rispettoso e giudiziario che era\nche le spettava di riverenza. Avevo iniziato con il seguente paragrafo\nper il carburante:\n\n FISSURE DEI LOBI PARIETALI E OCCIPITALI (SUPERFICIE LATERALE).\nComplesso fissurale postcentrale - In questo emicerebro, il postcentrale e il\npostcentrale e subcentrale si uniscono per formare una fessura continua, che raggiunge una lunghezza di 8,5 cm.\n8,5 cm. Dorsalmente, la fessura si biforca, abbracciando l'area\nfrastagliato dall'arto caudale della paracentrale. L'arto caudale del\npostcentrale \u00e8 unito da un pezzo transparietale. In tutto, cinque ulteriori\nrami aggiuntivi che scaturiscono dalla fessura combinata. Un vadum lo separa dal\nparietale; un altro dal centrale.\n\nMi umilia, ora, vedere come mi sono arrabbiata per questo; e come\nsprezzante. Ho detto che lo stile era vergognoso, che era faticoso e tumultuoso, e in alcuni punti violento.\ntumultuoso e a tratti violento, che la trattazione era coinvolta e\nerratico e quasi, di norma, sconcertante; che alla mancanza di semplicit\u00e0 si aggiungeva la mancanza di\nsemplicit\u00e0 si aggiungeva una mancanza di vocabolario; che c'era troppo sentimento\nche se avessi avuto un cane cos\u00ec eccitato e incoerente per un argomento tranquillo come l'encefalo\ntranquillo come l'anatomia encefalica, non gli avrei pagato le tasse; e a quel punto mi sono emozionato io stesso e\na quel punto mi sono eccitato anch'io e ho parlato amaramente di queste pazzie\npazzie e dissi che tanto valeva cercare di capire la Scienza e la Salute.\ne la salute.\n\n[Ora so dov'era il problema e sono contento dell'interruzione che mi ha evitato di inviare il mio verdetto all'universit\u00e0.\nche mi ha evitato di inviare il mio verdetto all'universit\u00e0. Mi fa venire freddo\nfreddo pensare a quello che quelle persone avrebbero potuto pensare di me.--M. T.]\n\n\n\n\nCAPITOLO IV\n\nNessuno dubita - e di certo non io - che la mente eserciti una potente\ninfluenza sul corpo. Fin dall'inizio dei tempi, lo stregone, l'interprete dei sogni, l'indovino, il ciarlatano, il ciarlatano\ninterprete dei sogni, l'indovino, il ciarlatano, il ciarlatano,\nil medico selvaggio, il medico istruito, il mesmerista e l'ipnotizzatore si sono serviti della mente.\nipnotista si sono serviti dell'immaginazione del cliente per aiutarlo nel suo\nnel loro lavoro. Tutti hanno riconosciuto la potenza e la disponibilit\u00e0 di questa forza.\nquesta forza. I medici curano molti pazienti con una pillola di pane; sanno che\nsanno che quando la malattia \u00e8 solo una fantasia, la fiducia del paziente nel medico\nmedico render\u00e0 efficace la pillola di pane.\n\nLa fede nel medico. Forse \u00e8 proprio questo il problema. Sembra che\ncos\u00ec. Nei tempi antichi il re curava il male del re con il tocco della mano reale.\nmano reale. Spesso faceva guarigioni straordinarie. Potrebbe il suo cameriere\nfarlo il suo cameriere? No, non con i suoi vestiti. Travestito da Re, avrebbe potuto\naverlo fatto? Penso che non possiamo dubitarne. Penso che possiamo essere sicuri\nche non \u00e8 stato il tocco del Re a far guarire in ogni caso,\nma la fede del paziente nell'efficacia del tocco del Re. Guarigioni autentiche e\nguarigione sono state ottenute grazie al contatto con le reliquie di un santo.\nsanto. Non \u00e8 forse probabile che qualsiasi altro osso avrebbe fatto altrettanto bene se\nse la sostituzione fosse stata nascosta al paziente? Quando ero ragazzo, la moglie di un\nmoglie di un contadino che viveva a cinque miglia dal nostro villaggio aveva una grande fama di medico della fede.\nmedico della fede, cos\u00ec si definiva. Le persone sofferenti venivano da\nda tutte le parti, e lei imponeva loro la mano e diceva: \"Abbiate fede, \u00e8 tutto ci\u00f2 che serve\".\nfede - \u00e8 tutto ci\u00f2 che \u00e8 necessario\", e se ne andavano con i loro disturbi.\ndisturbi. Non era una donna religiosa e non pretendeva poteri occulti.\npoteri occulti. Diceva che la fede del paziente in lei faceva il lavoro. Diverse volte l'ho vista\ndiverse volte l'ho vista guarire immediatamente da forti mal di denti. Mia madre era\nla paziente. In Austria c'\u00e8 un contadino che esercita un grande commercio di\nquesto tipo di industria e ha come pazienti sia l'alto che il basso.\nOgni tanto finisce in prigione per aver esercitato senza diploma,\nma i suoi affari vanno a gonfie vele come sempre quando esce, perch\u00e9 il suo lavoro\n\u00e8 indiscutibilmente di successo e mantiene alta la sua reputazione. In Baviera\nc'\u00e8 un uomo che ha effettuato cos\u00ec tante guarigioni che ha dovuto ritirarsi dalla sua\ndalla sua professione di falegname per poter soddisfare la domanda dei suoi\nper soddisfare la domanda dei suoi clienti, in costante aumento. Continua di anno in anno a\ndi anno in anno a fare i suoi miracoli ed \u00e8 diventato molto ricco. Non pretende alcun aiuto\nreligiosi, n\u00e9 di aiuti soprannaturali, ma pensa che ci sia qualcosa nel suo\nche ispiri la fiducia dei suoi pazienti e che sia questa fiducia a fare il lavoro.\nfiducia dei suoi pazienti, e che sia questa fiducia a fare il lavoro, e non un misterioso potere\nmisterioso che proviene da lui stesso.\n\nNell'ultimo quarto di secolo, in America, sono apparse, sotto vari nomi, diverse sette di\ncuratori sono apparsi sotto vari nomi e hanno fatto cose notevoli nel\ndi curare i disturbi senza l'uso di farmaci. Ci sono la\nCura della Mente, la Cura della Fede, la Cura della Preghiera, la Cura della Scienza Mentale e la Cura della Scienza Cristiana.\ne la Cura della Scienza Cristiana; e apparentemente tutte fanno i loro miracoli\ncon lo stesso vecchio e potente strumento: l'immaginazione del paziente.\nNomi diversi, ma nessuna differenza nel processo. Ma non danno il merito a quello strumento.\na questo strumento il merito; ogni setta sostiene che il suo metodo differisce da quello delle altre.\ndalle altre.\n\nTutte ottengono delle cure, non c'\u00e8 dubbio; e la Cura della Fede e la Cura della Preghiera probabilmente non fanno male quando non fanno bene.\nLa Cura della Fede e la Cura della Preghiera probabilmente non fanno male quando non fanno bene,\nnon proibiscono al paziente di aiutare la guarigione con le medicine, se lo desidera.\ndi aiutare il paziente a curarsi con le medicine, se lo desidera; ma le altre vietano le medicine e pretendono di curare\nogni possibile malattia umana attraverso l'applicazione delle loro forze mentali.\nmentale. Qui sembra esserci un elemento di pericolo. Ha\nl'aspetto di una pretesa eccessiva, credo. La fiducia del pubblico probabilmente\nsarebbe aumentata se fossero state fatte meno affermazioni.\n\nLo Scienziato Cristiano non \u00e8 stato in grado di curare il mio mal di stomaco e il mio raffreddore.\nraffreddore; ma il medico dei cavalli ci \u00e8 riuscito. Questo mi convince che la Scienza Cristiana\nScienza Cristiana pretende troppo. A mio parere, dovrebbe lasciar perdere le malattie e limitarsi alla chirurgia.\ne limitarsi alla chirurgia. L\u00ec avrebbe fatto tutto a modo suo.\nmodo.\n\nIl medico dei cavalli mi ha fatto pagare trenta kreutzer e io l'ho pagato, anzi,\nanzi, li ho raddoppiati e gli ho dato uno scellino. La signora Fuller ha portato una fattura dettagliata\nper una cassa di ossa rotte riparate in duecentotrentaquattro punti.\npunti: un dollaro per ogni frattura.\n\n Non esiste nulla se non la Mente?\n\n Niente, rispose.  Tutto il resto \u00e8 senza sostituto, tutto il resto \u00e8\nimmaginario.\n\nLe ho dato un assegno immaginario e ora mi sta facendo causa per ingenti somme di denaro.\ndollari. Sembra incoerente.\n\n\n\n\nCAPITOLO V\n\nConsideriamo che siamo tutti parzialmente pazzi. Questo ci spiegher\u00e0\nci spiegher\u00e0 gli uni con gli altri; scioglier\u00e0 molti enigmi; render\u00e0 chiare e semplici\nmolte cose che ora sono coinvolte in difficolt\u00e0 e oscurit\u00e0 ossessionanti\ne oscure.\n\nQuelli di noi che non sono in manicomio, e che non sono dimostrabili come tali,\nsono comunque, senza dubbio, pazzi in uno o due particolari. Credo che\nche dobbiamo ammetterlo; ma credo che per il resto siamo sani di mente.\nPenso che quando vediamo tutti una cosa allo stesso modo, \u00e8 la prova che, per quanto riguarda quella cosa, le nostre menti\nper quella cosa, le nostre menti sono perfettamente sane. Ora ci sono\ncose che vediamo tutti allo stesso modo; cose che accettiamo tutti e sulle quali non\ncose che accettiamo e sulle quali non discutiamo. Per esempio, noi che siamo\nfuori dal manicomio siamo tutti d'accordo sul fatto che l'acqua cerca il suo livello; che il sole d\u00e0 luce e calore; che il fuoco\nsole d\u00e0 luce e calore; che il fuoco consuma; che la nebbia \u00e8 umida; che sei\nsei per sei fa trentasei, che due per dieci fa otto, che otto e sette fanno quindici.\ne sette sono quindici. Queste sono forse le uniche cose su cui siamo d'accordo.\nma, sebbene siano cos\u00ec poche, hanno un valore inestimabile,\nperch\u00e9 costituiscono uno standard infallibile di sanit\u00e0 mentale. Chiunque le accetti\nle, sappiamo che \u00e8 sostanzialmente sano di mente; sufficientemente sano di mente; nell'essenziale, sano di mente.\nessenziale, sano di mente. Chiunque ne contesti una sola, sappiamo che \u00e8\nsappiamo essere completamente pazzo e qualificato per il manicomio.\n\nMolto bene, l'uomo che non contesta nessuno di questi elementi, concediamo di avere il diritto\ndi essere libero. Ma questa \u00e8 una concessione sufficiente. Non possiamo andare oltre\ndi questo, perch\u00e9 sappiamo che in tutte le questioni di mera opinione quell'uomo \u00e8 pazzo.\n\u00e8 pazzo, proprio come noi, proprio come lo era Shakespeare.\nSappiamo esattamente dove mettere il dito sulla sua pazzia: \u00e8 dove\nla sua opinione differisce dalla nostra.\n\n\u00c8 una regola semplice e facile da ricordare. Quando io, un presbiteriano\ne non benedetto presbiteriano, esamino il Corano, so che, al di l\u00e0 di ogni dubbio, ogni maomettano \u00e8 pazzo.\ndubbio che ogni maomettano \u00e8 pazzo; non in tutte le cose, ma in quelle religiose.\nreligiose. Quando un maomettano riflessivo e non benedetto esamina il\nCatechismo di Westminster, sa che al di l\u00e0 di ogni dubbio io sono\nspiritualmente pazzo. Non posso dimostrare a lui che \u00e8 pazzo, perch\u00e9\nperch\u00e9 non si pu\u00f2 mai dimostrare nulla a un pazzo, perch\u00e9 \u00e8 parte della sua pazzia e ne \u00e8 la prova.\npazzia e ne \u00e8 la prova. Lui non pu\u00f2 dimostrare a me che sono pazzo,\nperch\u00e9 la mia mente ha lo stesso difetto che affligge la sua. Tutti i democratici sono\ndemocratici sono tutti pazzi, ma nessuno di loro lo sa; nessuno, tranne i repubblicani e gli\nrepubblicani e i bifolchi lo sanno. Tutti i Repubblicani sono pazzi, ma solo i Democratici\ne i bifolchi riescono a percepirlo. La regola \u00e8 perfetta: in tutte le questioni di\nopinione i nostri avversari sono pazzi. Quando mi guardo intorno, sono spesso\nspesso mi preoccupo di vedere quanta gente \u00e8 pazza. Per citarne solo alcuni:\n\nL'ateo, il teosofo, l'infedele, lo svedesiano, l'agnostico, lo scuotitore, il battista, il millerita, il metodista, l'agnostico.\nagnostici, gli scuotitori, i battisti, i milleriti, i metodisti, i mormoni, i cristiano-scienziati, i Laurence Oliphant Harrisiti, i mormoni.\nMormoni, i Cristiani Scientisti, i Laurence Oliphant Harrisiti, i Cattolici e le 115 sette cristiane.\ncattolici e le 115 sette cristiane, esclusa quella presbiteriana,\nIl popolo del Gran Lama, i monarchici, gli imperialisti, le 72 sette maomettane, i maomettani.\nsette maomettane, i Democratici, i Repubblicani (ma non i\nI Buddisti, i Blavatsky-Buddisti, i Curisti della Mente, i Curisti della Fede, i Nazionalisti.\ncuristi della fede, i nazionalisti, gli scienziati mentali, i confuciani,\nGli spiritisti, gli allopati, le 2000 sette dell'India orientale, gli omeopati, gli elettrotecnici.\nomeopatici, gli elettropatici, le persone particolari, i...\n\nMa l'elenco non finisce qui: ce ne sono milioni! E tutti\nfolli; ognuno a modo suo; folli per quanto riguarda la propria moda o opinione,\nma per il resto sani e razionali. Questo dovrebbe spingerci a essere caritatevoli\nverso le pazzie degli altri. Riconosco che nella sua particolare convinzione\nlo Scienziato Cristiano \u00e8 folle, perch\u00e9 non crede come me; ma lo accolgo come un pazzo.\nma lo accolgo come mio amico e compagno, perch\u00e9 sono pazzo quanto lui dal suo punto di vista.\nfolle dal suo punto di vista, e il suo punto di vista \u00e8 autorevole quanto il mio e vale altrettanto.\nautorevole come il mio e vale altrettanto. Vale a dire, vale un soldo di ottone. Su\nsu una grande questione religiosa o politica, l'opinione della testa pi\u00f9 ottusa del mondo\ndel mondo vale quanto l'opinione della testa pi\u00f9 brillante del mondo.\ndel mondo: un farthing di ottone. Come si arriva a questo? \u00c8 semplice.\nL'opinione affermativa di un uomo stupido \u00e8 neutralizzata dall'opinione negativa del suo vicino stupido.\ndel suo vicino stupido, non si raggiunge alcuna decisione; l'opinione affermativa del gigante intellettuale Gladstone\ndel gigante intellettuale Gladstone \u00e8 neutralizzata dall'opinione negativa del gigante intellettuale Newman.\nopinione negativa del gigante intellettuale Newman... non si arriva a nessuna decisione.\ndecisione. Le opinioni che non provano nulla sono, ovviamente, prive di valore.\nma una persona morta lo sa bene. Questo ci obbliga ad ammettere la verit\u00e0\ndella sgradevole proposizione appena citata: che, nelle questioni politiche e religiose\nquestioni politiche e religiose, l'opinione di un uomo non vale pi\u00f9 di quella di un suo\ndi un suo pari, e di conseguenza ne consegue che l'opinione di nessun uomo possiede un\nvalore reale. \u00c8 un pensiero umiliante, ma non c'\u00e8 modo di aggirarlo.\ntutti i pareri su questi grandi temi sono pareri di ottone.\n\n\u00c8 un fatto chiaro e semplice, chiaro e certo come il fatto che otto\ne sette fanno quindici. E da questo riconosciamo che siamo tutti pazzi,\nper quanto riguarda queste questioni. Se fossimo sani di mente, tutti vedremmo allo stesso modo una\ndottrina politica o religiosa allo stesso modo; non ci sarebbe alcuna controversia: si tratterebbe di\nsarebbe un caso di otto e sette, proprio come in cielo, dove tutti sono sani di mente e nessuno \u00e8 pazzo.\nsono sani di mente e nessuno \u00e8 pazzo. L\u00ec c'\u00e8 una sola religione, un solo credo;\nl'armonia \u00e8 perfetta, non c'\u00e8 mai una nota discordante.\n\nSotto la protezione di questi preliminari, suppongo di poter ripetere senza offesa\nsenza offesa che lo Scienziato Cristiano \u00e8 pazzo. Non voglio fargli\nnon voglio fargli uno sgarbo, e non sto accusando - e nemmeno immaginando - che egli sia\nche sia pi\u00f9 pazzo del resto della razza umana. Penso che sia pi\u00f9\npittorescamente folle di alcuni di noi. Allo stesso tempo, sono abbastanza sicuro\nche in un importante e splendido particolare \u00e8 molto pi\u00f9 sano di quanto lo sia\ndella maggior parte della razza.\n\nPerch\u00e9 \u00e8 pazzo? Ve l'ho gi\u00e0 detto: \u00e8 perch\u00e9 le sue opinioni non sono\nnostre. Non conosco altre ragioni e non ne ho bisogno; \u00e8 l'unico modo che abbiamo per scoprire la pazzia quando non \u00e8 violenta.\n\u00e8 l'unico modo che abbiamo per scoprire la pazzia quando non \u00e8 violenta. \u00c8\n\u00e8 solo il carattere pittoresco della sua follia che la rende pi\u00f9 interessante\ninteressante della mia o della vostra. Per esempio, considerate il suo piccolo\nlibro; il piccolo libro esposto nel cielo diciotto secoli fa dall'angelo fiammeggiante dell'Apocalisse.\ndiciotto secoli fa dall'angelo fiammeggiante dell'Apocalisse e tramandato ai nostri giorni alla signora Mary Baker G. Eddy.\nMary Baker G. Eddy, del New Hampshire, e da lei tradotto, parola per parola, in inglese (con l'aiuto di un'altra persona).\nparola per parola, in inglese (con l'aiuto di un lucidatore), e ora pubblicato e distribuito in centinaia di edizioni da lei presso\ncentinaia di edizioni da lei pubblicate e distribuite con un chiaro profitto per volume,\nper volume, al di sopra del costo, del settecento per cento!\nappartiene all'angelo dell'Apocalisse, e che lo raccolga se pu\u00f2.\nun piccolo libro che la C.S. chiama molto spesso proprio con questo\nnome, e sempre racchiuso tra virgolette per tenere a mente la sua alta origine.\nun piccolo libro che spiega e ricostruisce e ridipinge e decora.\ne ricostruisce e ridipinge e decora la Bibbia, mettendoci sopra un tetto a mansarda, un parafulmine e tutto il resto.\nun tetto mansardato, un parafulmine e tutti gli altri miglioramenti moderni; un piccolo libro che per ora\nun piccolo libro che per il momento si impegna a viaggiare in giogo con la Bibbia e ad essere\ne di essergli amico, ma che nel giro di mezzo secolo si aggancer\u00e0 alla Bibbia e da quel momento in poi viagger\u00e0\ne d'ora in poi viagger\u00e0 in tandem, in testa, nell'imminente grande marcia dello scientismo cristiano attraverso la\nScientismo cristiano attraverso i domini protestanti del pianeta.\ndel pianeta.\n\n\n\n\nCAPITOLO VI\n\n Gli affamati si affollano per ascoltare la Bibbia letta in collegamento con il libro di testo della Scienza Cristiana, Scienza e Salute.\nlibro di testo della Scienza Cristiana, Scienza e Salute, con Chiave delle Scritture, di Mary Baker G. Eddy.\nScritture, di Mary Baker G. Eddy. Questi sono i nostri unici predicatori. Essi\nsono la parola di Dio.   Christian Science Journal, ottobre 1898.\n\n\u00c8 pittoresco? Una signora mi ha detto che in una cappella della Moschea di Boston c'\u00e8 un quadro o un'immagine di Mrs.\ndi Boston c'\u00e8 un quadro o un'immagine della signora Eddy, e che davanti ad esso\narde una luce che non si spegne mai. \u00c8 pittoresco? Quanto tempo pensate\nQuanto tempo pensate che passer\u00e0 prima che i Christian Scientist venerino quell'immagine e la\nimmagine e la preghino? Quanto tempo pensate che passer\u00e0\nprima che si affermi che la signora Eddy \u00e8 un Redentore, un Cristo e un'uguale a Cristo?\nCristo e un suo pari? Gi\u00e0 il suo esercito di discepoli parla di lei con riverenza come di\n Nostra Madre.\n\nQuanto tempo passer\u00e0 prima che la mettano sui gradini del Trono, accanto alla Vergine.\naccanto alla Vergine e, pi\u00f9 tardi, un gradino pi\u00f9 in alto? Prima, Maria la Vergine e\nMaria la Matrona; poi, con un cambio di precedenza, Maria la Matrona e Maria la Vergine.\ne Maria la Vergine. Che l'artista si prepari con la sua tela e i suoi\npennelli; il nuovo Rinascimento \u00e8 alle porte e ci sar\u00e0 denaro per le tele d'altare.\ntele d'altare, mille volte pi\u00f9 di quanto i Papi e la loro Chiesa abbiano mai speso per gli antichi maestri.\nPapi e la loro Chiesa hanno mai speso per gli Antichi Maestri; perch\u00e9 le loro ricchezze erano povert\u00e0 rispetto a quanto\nrispetto a quello che si sta per riversare nel forziere del Papato\nPapato cristiano-scientifico, non dubitiamone. Esamineremo\nesamineremo le prospettive finanziarie e vedremo cosa promette. A\nsoggetto preferito del nuovo Vecchio Maestro sar\u00e0 il primo versetto del dodicesimo capitolo dell'Apocalisse.\ncapitolo dell'Apocalisse, un versetto che, secondo la signora Eddy (nel suo\nAllegato alle Scritture) ha una caratteristica distintiva che si riferisce in modo speciale all'epoca attuale.\nriferimento all'epoca attuale e a lei, come viene\nindicato:\n\n E apparve un grande prodigio nel cielo: una donna vestita di sole e di luna sotto i suoi piedi, ecc.\nsole e la luna sotto i suoi piedi, ecc.\n\nLa donna vestita di sole sar\u00e0 un ritratto della signora Eddy.\n\n\u00c8 forse una follia credere che il cristianesimo-scientifico sia destinato a fare\nlo spettacolo pi\u00f9 formidabile che qualsiasi nuova religione abbia fatto nel mondo\ndalla nascita e dalla diffusione del maomettanesimo, e che nel giro di un secolo\nche nel giro di un secolo potrebbe essere secondo solo a Roma, per numero e potenza nella\ncristianit\u00e0?\n\nSe si tratta di un sogno selvaggio, non sar\u00e0 facile dimostrarlo, credo.\ncredo. Sembra che ci siano argomentazioni per cui potrebbe avverarsi. Il boom della scienza cristiana\n non ha ancora cinque anni, ma ha gi\u00e0 duecentocinquanta chiese.\ne cinquanta chiese.\n\nL'inizio c'\u00e8, ed \u00e8 fenomenale. Inoltre,\nsi sta diffondendo con una rapidit\u00e0 sempre maggiore. Ha\nha maggiori possibilit\u00e0 di crescere e prosperare e di raggiungere la permanenza di qualsiasi\ndi qualsiasi altro ismo esistente, perch\u00e9 ha pi\u00f9 cose da offrire di qualsiasi altro. Il passato\nci insegna che, per avere successo, un movimento come questo non deve essere una semplice filosofia.\nuna mera filosofia, deve essere una religione; inoltre, non deve pretendere di essere completamente\nnon deve pretendere di essere completamente originale, ma accontentarsi di passare per un miglioramento\nuna religione gi\u00e0 esistente, e mostrare la sua mano pi\u00f9 tardi, quando sar\u00e0 forte e\nprospera, come il maomettanesimo.\n\nPoi, devono esserci i soldi, e in abbondanza.\n\nPoi, il potere e l'autorit\u00e0 e il capitale devono essere concentrati nella\ndi una cricca ristretta e irresponsabile, senza che nessuno all'esterno possa\ndi fare domande o di trovare difetti.\n\nPoi, come gi\u00e0 osservato, deve adescare il proprio amo con alcuni vantaggi nuovi e\nvantaggi attraenti rispetto alle esche offerte dai concorrenti. Un nuovo movimento\nmovimento dotato di alcune di queste doti - come lo spiritismo, per esempio\npu\u00f2 contare su un successo considerevole; un nuovo movimento dotato di\ncon la maggior parte di esse, come il maomettanesimo, per esempio, pu\u00f2 contare su una conquista\nuna conquista ampiamente estesa. Il mormonismo aveva tutti i requisiti, tranne uno\nnon aveva nulla di nuovo e nulla di valido con cui esordire. Allo spiritismo mancava\nl'importante dettaglio della concentrazione del denaro e dell'autorit\u00e0 nelle\nnelle mani di una cricca irresponsabile.\n\nL'attrezzatura di cui sopra \u00e8 eccellente, ammirevole, potente, ma non perfetta.\nC'\u00e8 ancora un altro dettaglio che vale tutto questo insieme\ne pi\u00f9; un dettaglio che non \u00e8 mai stato unito (all'inizio di un movimento religioso) a un'apparecchiatura di lavoro supremamente buona, fin dai tempi del\nun movimento religioso) a un'apparecchiatura di lavoro supremamente buona da quando \u00e8 nato il mondo, fino ad ora.\nmondo, fino ad ora: un nuovo personaggio da venerare. Il cristianesimo aveva\nil Salvatore, ma all'inizio e per generazioni ha mancato di denaro e di potere concentrato.\npotere concentrato. Nella signora Eddy, la Scienza Cristiana possiede il nuovo personaggio da adorare.\nnuovo personaggio da venerare, e in pi\u00f9 - qui, proprio all'inizio - un'attrezzatura\nun'apparecchiatura funzionante che non presenta alcun difetto. All'inizio,\nIl maomettanesimo non aveva denaro e non ha mai avuto nulla da offrire ai suoi clienti se non il cielo.\ncliente se non il cielo, niente di prezioso qui sotto. Oltre al\noltre al paradiso dell'aldil\u00e0, la Scienza Cristiana ha da offrire la salute attuale e uno spirito allegro.\ne uno spirito allegro da offrire; e in confronto a questa tangente tutte le altre tangenti di questo mondo\nmondo sono povere e di poco valore. Riconoscete che questa stima \u00e8\nammissibile, non \u00e8 vero?\n\nA chi si rivolge il nazionalismo di Bellamy? Necessariamente a pochi:\npersone che leggono e sognano, che sono compassionevoli e che si preoccupano dei\npoveri e i duri. A chi si rivolge lo Spiritualismo? Necessariamente\na pochi; il suo boom \u00e8 durato per mezzo secolo e credo che\nche in America abbia meno di quattro milioni di adepti. Chi \u00e8 attratto\ndallo Swedenborgianesimo e da altri ismi raffinati e delicati? Pochi, ancora una volta: persone\npochi: persone istruite, organizzate in modo sensibile, con dotazioni mentali superiori, che cercano di\nsuperiori, che cercano piani di pensiero elevati e vi trovano il loro appagamento.\ne vi trovano il loro appagamento. E chi \u00e8 attratto dalla Scienza Cristiana? Non c'\u00e8 limite;\nil suo campo \u00e8 senza orizzonti; il suo fascino \u00e8 universale come il fascino del cristianesimo stesso.\ndel cristianesimo stesso. Si rivolge ai ricchi, ai poveri, agli alti, ai bassi, ai colti, agli ignoranti, ai dotati.\nbasso, i colti, gli ignoranti, i dotati, gli stupidi, i modesti,\nil vanitoso, il saggio, lo sciocco, il soldato, il civile, l'eroe, il vigliacco, l'ozioso, l'ozioso.\nvigliacco, l'ozioso, il lavoratore, il pio, il senza dio, il libero, lo schiavo, l'adulto, il bambino.\nschiavo, l'adulto, il bambino; coloro che sono malati nel corpo o nella mente,\ncoloro che hanno amici malati nel corpo o nella mente. Per dirla in una frase, il suo\nfrase, il suo cliente \u00e8 la razza umana. Si metter\u00e0 in marcia? Penso di s\u00ec.\n\nRicordate la sua principale grande offerta: liberare la Razza dal dolore e dalla malattia.\n\u00c8 in grado di farlo? In larga misura, s\u00ec. Quanta parte del dolore e della malattia nel\nmondo sono creati dall'immaginazione di chi ne soffre e poi tenuti in vita da quella stessa immaginazione?\nin vita da quelle stesse immaginazioni? Quattro quinti? Non meno di\ndi questo, credo. La Scienza Cristiana pu\u00f2 bandire questi quattro quinti? I\nPenso di s\u00ec. Pu\u00f2 farlo qualsiasi altra forza (organizzata)? Nessuna che io conosca.\nSarebbe un mondo nuovo quando ci\u00f2 si realizzasse? E pi\u00f9 piacevole\nper noi che stiamo bene e per i malati pignoli e agitati?\nmalati e agitati? Sembrerebbe che non ci sia pi\u00f9 il tempo cupo di una volta?\ncome prima? Penso di s\u00ec.\n\nNel frattempo, lo scienziato ucciderebbe un buon numero di pazienti? I\nPenso di s\u00ec. Pi\u00f9 di quelli che vengono uccisi ora con i metodi legalizzati? Mi occuper\u00f2\nquesta domanda.\n\nAl momento, vorrei chiedervi di esaminare alcune performance dello Scienziato, registrate nella sua rivista\nScientista, cos\u00ec come sono state registrate nella sua rivista, The Christian Science Journal.\nJournal - numero di ottobre 1898. In primo luogo, un ecclesiastico battista ci d\u00e0 questo\nun'immagine veritiera del cristiano ortodosso medio - e avrebbe potuto aggiungere che si tratta di un'immagine veritiera del\navrebbe potuto aggiungere che \u00e8 un'immagine veritiera dell'essere umano medio (civilizzato):\n\n \u00c8 un uomo preoccupato, agitato e pauroso; ha paura di se stesso e delle sue propensioni, ha paura dei raffreddori e delle febbri, ha paura di calpestare i serpenti.\npropensioni, ha paura dei raffreddori e delle febbri, ha paura di calpestare i serpenti o di bere cose mortali.\no di bere cose mortali.\n\nPoi ci offre questo contrasto:\n\n Il cristiano scientista medio ha messo sotto i piedi tutte le ansie e le preoccupazioni.\nsotto i suoi piedi. Ha una vittoria sulla paura e sulle preoccupazioni che non \u00e8 stata ottenuta\ndal cristiano ortodosso medio.\n\nHa messo sotto i suoi piedi tutte le ansie e le preoccupazioni. Quale percentuale dei\ndei vostri guadagni o del vostro reddito sareste disposti a pagare per questo stato d'animo, anno dopo anno?\nmente, anno dopo anno? \u00c8 davvero superiore a qualsiasi prezzo che si possa\nprezzo che gli si pu\u00f2 attribuire. Dove potete acquistarla, con un esborso di qualsiasi tipo, in qualsiasi Chiesa o al di fuori di essa, se non nella Chiesa Scientista.\nChiesa o al di fuori di essa, tranne che dagli Scienziati?\n\nEbbene, \u00e8 l'ansia e l'agitazione per i raffreddori, le febbri, le correnti d'aria, i piedi bagnati e il cibo proibito consumato in un luogo di lavoro.\ncorrenti d'aria, di bagnarsi i piedi, di mangiare cibi proibiti per paura di\nmangiato nel terrore di un'indigestione, che porta il raffreddore, la febbre, l'indigestione e la maggior parte degli altri disturbi.\ne la febbre, l'indigestione e la maggior parte degli altri disturbi.\nse la Scienza riuscisse a bandire quest'ansia dal mondo, credo che potrebbe ridurre le\nmalattie e i dolori del mondo di circa quattro quinti.\n\nIn questo numero di ottobre molti dei redenti testimoniano e ringraziano;\ne non freddamente, ma con appassionata gratitudine. Di norma sembrano\nebbri di salute e della sorpresa, della meraviglia, dell'indicibile gloria e splendore, dopo un lungo periodo di sobriet\u00e0.\ngloria e lo splendore inenarrabili, dopo un lungo e sobrio periodo trascorso a inventare\ninventare malattie immaginarie e a concretizzarle con la roba dei medici.\nIl primo testimone testimonia che, quando questa bellissima Verit\u00e0 gli \u00e8 apparsa per la prima volta, aveva quasi\nquando questa bellissima Verit\u00e0 gli \u00e8 apparsa per la prima volta, aveva quasi tutti i mali di cui la carne \u00e8 erede.\nquelli che non aveva, pensava di averli... e questo ha reso il racconto pi\u00f9 o meno completo.\ncompleto. Qual \u00e8 stato il risultato naturale? Era una discarica per tutti i dottori, i farmacisti e i\nmedici, i farmacisti e le medicine brevettate del paese.  La scienza cristiana\nLa scienza cristiana venne in suo aiuto, e le vecchie condizioni di malattia passarono e\ne con esse i lugubri presentimenti che egli era abituato a\na evocare i malanni. E cos\u00ec era un uomo sano e allegro\nuomo sano e allegro, ora, e stupito.\n\nMa non mi stupisco, perch\u00e9 da altre fonti so quale doveva essere il suo metodo di applicazione della Scienza Cristiana.\nmetodo di applicazione della Scienza Cristiana. Se sono nel giusto, egli\nse sono nel giusto, egli distoglieva con attenzione e diligenza la sua mente da canali malsani e la\nmenti malsani e la costrinse a percorrere quelli sani. Nulla di pi\u00f9 formidabile, per invenzione umana\numano potrebbe essere pi\u00f9 formidabilmente efficace di questo, per scacciare\ndisturbi immaginari e nel chiudere gli ingressi ai successivi richiedenti della loro\nsuccessivi richiedenti della loro razza. Credo che il suo metodo fosse quello di continuare a dire: \"Sto bene!\nsto bene! Sono sano! - Sano e vegeto! Sano e vegeto! Perfettamente sano,\nperfettamente in salute! Non ho dolore; non esiste il dolore! Non ho\nmalattie; non esistono malattie! Nulla \u00e8 reale se non la Mente; tutto\n\u00e8 Mente, Tutto-Buono-Buono, Vita, Anima, Fegato, Ossa, uno di una serie,\nante e passate il testimone!\n\nNon intendo dire che questa fosse esattamente la formula usata, ma che senza dubbio ne contiene lo spirito.\nsenza dubbio ne contiene lo spirito. Lo Scienziato attribuirebbe valore alla\nalla formula esatta, senza dubbio, e allo spirito religioso con cui \u00e8 stata usata.\nutilizzata. Penso che qualsiasi formula che possa distogliere la mente da\nda canali non salutari e la costringa in quelli salutari risponderebbe a ogni scopo\nscopo con alcune persone, anche se non con tutte. Ritengo molto probabile\nmolto probabilmente un uomo molto religioso troverebbe l'aggiunta dello spirito religioso\nspirito religioso un potente rinforzo nel suo caso.\n\nIl secondo testimone attesta che la Scienza ha bandito un vecchio problema organico, che il medico e il chirurgo avevano curato con\nche il medico e il chirurgo avevano curato con farmaci e\ne il coltello per sette anni.\n\nLa chiama la sua rivendicazione.  Un minatore di superficie penserebbe che non \u00e8 affatto\nnon sia affatto sua, ma di propriet\u00e0 del medico e del suo amico chirurgo.\nchirurgo, perch\u00e9 sarebbe stato fuorviato da quella parola, che \u00e8 il gergo della Scienza Cristiana\nScienza Cristiana per indicare un disturbo.  Lo Scienziato Cristiano non ha nessun disturbo; per lui non esiste\nper lui non esiste, e non user\u00e0 questa parola odiosa. Tutto ci\u00f2 che\nche gli accade \u00e8 che sulla sua attenzione si affaccia a volte un disturbo immaginario che pretende\nche pretende di essere un disturbo, ma che non lo \u00e8.\n\nQuesto testimone offre una testimonianza per un ecclesiastico di settant'anni che aveva\npredicato per quarant'anni in una chiesa cristiana e ora \u00e8 passato alla nuova setta.\nnuova setta. Era quasi cieco e sordo.  \u00c8 stato trattato con il metodo C. S.\ne quando ha sentito la voce della Verit\u00e0 ha visto spiritualmente.  Vedeva\nspiritualmente? \u00c8 un po' indefinito; avrebbero fatto meglio a trattarlo di nuovo.\nLe testimonianze indefinite potrebbero essere opportunamente cestinate, dal momento che non mancano\nevidentemente non ne mancano di precise; ma questa rivista della C.S.\n\u00e8 poco curata e quindi bisogna aspettarsi errori di questo tipo.\n\nIl prossimo testimone \u00e8 un soldato della Guerra Civile. Quando la Scienza Cristiana\nlo trov\u00f2, aveva in magazzino le seguenti affermazioni:\n\nIndigestione, reumatismi, catarro, depositi gessosi nelle articolazioni delle spalle,\nbraccia e delle mani, insonnia, atrofia dei muscoli delle braccia e delle spalle, rigidit\u00e0 di tutte le articolazioni, dolori lancinanti nella maggior parte dei casi.\nSpalle, rigidit\u00e0 di tutte le articolazioni, dolori lancinanti per la maggior parte del tempo.\ntempo.\n\nQueste rivendicazioni hanno un suono molto consistente. Sono state esposte durante le\ncampagne. I medici hanno fatto il possibile, ma \u00e8 stato poco. Le preghiere\nma non ho mai ottenuto alcun sollievo fisico da quella fonte\".\n Dopo trent'anni di torture, and\u00f2 da un cristiano scientista, fece un trattamento di un'ora e torn\u00f2 a casa senza dolore.\nun'ora di trattamento e torn\u00f2 a casa senza dolore. Due giorni dopo, cominci\u00f2 a\na mangiare come un uomo sano.  Poi i disturbi sono scomparsi, alcuni subito, altri pi\u00f9 gradualmente.\npi\u00f9 gradualmente; infine, sono quasi del tutto scomparsi.\n E, cosa ancora pi\u00f9 importante, ora \u00e8 contento e felice.\nfelice.  Questo \u00e8 un dettaglio che, come gi\u00e0 detto, \u00e8 una specialit\u00e0 della Chiesa Scientista.\nChiesa Scientista. E, in effetti, si pu\u00f2 andare oltre e affermare con\ncon poca o nessuna esagerazione che si tratta di un monopolio della Scienza Cristiana. Con\ntrentuno anni di sforzi, la Chiesa Metodista non era riuscita a fornirla a questo\nfornire a questo soldato tormentato.\n\nE cos\u00ec la storia continua. Testimone dopo testimone, le sue affermazioni vengono confermate,\ndichiara la loro pronta abolizione e d\u00e0 alla Scoperta di Mrs.\nl'elogio. La gamba da latte \u00e8 stata curata; la prostrazione nervosa \u00e8 stata curata; la tisi \u00e8 stata curata; e la danza di San Vito \u00e8 stata curata.\ne la danza di San Vito diventa un passatempo. Anche senza violino.\nE di tanto in tanto appare sulla pagina una nuova interessante aggiunta al gergo scientifico.\nScienza appare sulla pagina. Abbiamo dimostrazioni su geloni e cose del genere.\ncose del genere. Sembra essere un modo ridotto per dire dimostrazioni del potere della verit\u00e0 cristiano-scientifica\ndel potere della Verit\u00e0 della Scienza Cristiana sulla finzione che si maschera sotto il nome di geloni.\nsotto il nome di geloni.  I bambini, cos\u00ec come gli adulti,\npartecipano alle benedizioni della Scienza.  Attraverso lo studio del \"piccolo libro\nlibro\" imparano a essere sani, pacifici e saggi.\n A volte vengono curati dai guaritori professionisti per i loro piccoli problemi.\nguaritore professionista, e a volte i bambini pi\u00f9 avanzati dicono la formula e si curano da soli.\ncurarsi da soli.\n\nUna bambina del Far-West di nove anni, dotata di un vocabolario da adulti,\ndichiara la sua et\u00e0 e dice: \"Ho pensato di scrivere una dimostrazione a\na voi.  Aveva un reclamo, derivato dall'essere stata scaraventata sopra la testa di un pony e\ne atterrata su un cumulo di pietre. Si \u00e8 salvata dal disastro ricordandosi di\ndi dire \"Dio \u00e8 tutto\" mentre era in aria. Io non avrei potuto farlo.\nNon avrei dovuto nemmeno pensarci. Sarei stata troppo emozionata.\nNient'altro che la Scienza Cristiana avrebbe potuto permettere a quella bambina di fare quella\ncalma, riflessiva e giudiziosa in quelle circostanze. \u00c8 scesa\ne, secondo tutte le regole, avrebbe dovuto romperla;\nma l'intervento della formula lo ha impedito, per cui l'unico danno\nl'unico danno che ne deriv\u00f2 fu un occhio annerito. Luned\u00ec mattina era ancora gonfio e\nchiuso. A scuola faceva molto male, o almeno cos\u00ec sembrava.  Cos\u00ec sono stata\nscusato, sono sceso in cantina e ho detto: \"Ora dipendo dalla mamma invece che da Dio, e dipender\u00f2 da Dio invece che dalla mamma\".\nmamma invece che da Dio, e dipender\u00f2 da Dio invece che dalla mamma\".  Senza dubbio\nSenza dubbio questo avrebbe risposto; ma, per essere sicura, aggiunse Mrs.\nEddy e recit\u00f2 la Dichiarazione Scientifica dell'Essere, che \u00e8 uno dei principali incantesimi.\n\u00e8 uno dei principali incantesimi, credo. Poi sentii l'occhio aprirsi.\naprirsi.  Perch\u00e9, caro, avrebbe aperto un'ostrica. Credo che sia una\ndelle cose pi\u00f9 commoventi della storia dei bambini, quel pio topolino gi\u00f9 in\ncantina che pompa la dichiarazione scientifica dell'essere.\n\nC'\u00e8 una pagina dedicata a un altro bambino buono: il piccolo Gordon. Il piccolo Gordon\n \u00e8 venuto al mondo senza l'aiuto di interventi chirurgici o anestetici.\n \u00c8 stata una dimostrazione.  Una dimostrazione indolore; pertanto, la sua venuta ha evocato\n gioia e gratitudine a Dio e allo Scopritore della Scienza Cristiana.\n \u00c8 una caratteristica notevole di questa letteratura: il collegamento cos\u00ec frequente delle\ndei due esseri in un legame paritario; anche delle loro due Bibbie.\nQuando il piccolo Gordon aveva due anni, stava giocando a cavallo sul letto,\ndove avevo lasciato il mio \"libretto\". Lo notai fermarsi nel suo gioco, prendere\nil libro con cura tra le sue manine, lo baci\u00f2 dolcemente, poi si guard\u00f2 intorno\npoi cerc\u00f2 il posto pi\u00f9 alto e sicuro che le sue braccia potessero raggiungere e lo mise l\u00ec.\n Questo atto pio riemp\u00ec la madre di un pensiero che non avevo mai sperimentato prima.\nmai sperimentato prima. Pensai alla dolce madre di tanto tempo fa\nche conservava le cose nel suo cuore, ecc. \u00c8 un paragone azzardato, tuttavia,\nLe profanazioni inconsapevoli sono comuni nelle bocche dei membri laici della nuova Chiesa.\nmembri della nuova Chiesa quanto quelle franche e aperte dei suoi capi consacrati.\ndei suoi capi consacrati.\n\nAlcuni giorni dopo, la biblioteca di famiglia - libri di scienza cristiana - giaceva\nin una finestra profonda. Questa era un'altra occasione per il santo bambino di\nmettersi in mostra. Lasci\u00f2 il suo gioco, and\u00f2 l\u00ec e spinse tutti i libri da una parte, tranne l'allegato che prese con entrambe le mani.\nda una parte, tranne l'allegato che prese con entrambe le mani, lo port\u00f2 lentamente alle labbra e poi lo tolse.\nalle labbra, poi lo tolse con cautela e si sedette alla finestra.\nfinestra.  Alla madre era sembrato troppo meraviglioso per essere vero, quella prima volta.\nprima volta; ma ora era convinta che n\u00e9 l'immaginazione n\u00e9 la\nn\u00e9 l'immaginazione n\u00e9 l'incidente avevano nulla a che fare con tutto ci\u00f2.  Pi\u00f9 tardi, il piccolo Gordon lasci\u00f2 che l'autore del suo\nautore del suo essere lo vedesse fare. Dopo di che lo fece spesso;\nprobabilmente ogni volta che qualcuno lo guardava. Preferirei avere quel bambino\npiuttosto che un cromo. Se questo racconto ha un qualche scopo, \u00e8 quello di indicare che il libro ispirato\nlibro ispirato era soprannaturalmente in grado di trasmettere a questa creatura innocente il senso del suo carattere sacro e terribile\ne terribile a questa piccola creatura innocente, senza\nl'intervento di aiuti esterni. La rivista non \u00e8 redatta con\ndiscrezione ad alto prezzo. Il redattore ha un diritto, e dovrebbe essere trattato.\ntrattato.\n\nTra gli altri testimoni ce n'\u00e8 uno che aveva un mal di denti saltellante,\n che pi\u00f9 volte l'ha tentata di credere che ci fosse una sensazione nella materia.\nmateria, ma ogni volta fu superata dal potere della Verit\u00e0.  Non permise al dentista di\nnon avrebbe permesso al dentista di usare la cocaina, ma si sedette e lasci\u00f2 che lui\nche lui perforasse, trapanasse, spaccasse e schiacciasse il dente, strappasse e tagliasse le sue\nulcerazioni, estrarre il nervo e scavare frammenti di osso; e non confess\u00f2 nemmeno una volta che si trattava di una\nnon ha mai confessato che le faceva male. E ancora oggi pensa che\ne non ho dubbi che abbia nove decimi di ragione e che la sua fede nella Scienza Cristiana le abbia reso un servizio migliore.\nla sua fede nella Scienza Cristiana le ha reso un servizio migliore di quello che avrebbe potuto\ndalla cocaina.\n\nC'\u00e8 un racconto di un ragazzo che, a causa di un incidente, fu ridotto in piccoli pezzi.\nun incidente, ma che aveva pronunciato la Dichiarazione Scientifica dell'Essere, o qualche altro\nincantesimi, e guar\u00ec senza aver sofferto alcun dolore e senza l'intervento di un chirurgo.\nsenza aver sofferto alcun dolore e senza l'intervento di un chirurgo.\n\nInoltre, c'\u00e8 un resoconto del ripristino della perfetta salute, in una sola notte, di un cavallo fatalmente\nin una sola notte, di un cavallo ferito mortalmente, grazie all'applicazione della\nScienza Cristiana. Posso sopportare molte cose, ma mi rendo conto che il ghiaccio si sta\nsi sta assottigliando. Quel cavallo aveva ben cinquanta richieste di risarcimento; come poteva\ncome avrebbe potuto dimostrare di averli superati? Poteva fare il Tutto-Buono, il Buono-Buono,\nFegato, Ossa, Verit\u00e0, Tutti gi\u00f9 per terra, tranne Nove, e sistemarli nell'Altro Vicolo?\nl'altro vicolo? Potrebbe intonare la Dichiarazione Scientifica dell'Essere?\nOra, potrebbe? Non gli verrebbe una ricaduta? Limitiamoci ai cavalli.\ncavalli. Cavalli e mobili.\n\nCi sono molte altre testimonianze nella rivista, ma questi esempi citati risponderanno\ncampioni citati saranno sufficienti. Mostrano il tipo di commercio che la Scienza sta portando avanti.\nOra torniamo alla domanda: la Scienza uccide un paziente qua e l\u00e0 e di tanto in tanto?\ne l\u00e0 e di tanto in tanto? Dobbiamo ammetterlo. Compensa\nper questo? Sono convinto che possa fornire una dimostrazione plausibile in tal senso.\ndirezione. Per esempio: quando mette la mano su un soldato che ha subito trent'anni di\ntrent'anni di impotenti torture e lo rende integro nel corpo e nella mente, qual \u00e8 la somma effettiva di questo\ne mente, qual \u00e8 la somma effettiva di questo risultato? Questo, credo:\nche ha restituito alla vita un soggetto che era morto essenzialmente dieci volte all'anno per trent'anni.\nmorti all'anno per trent'anni, ognuna delle quali lunga e dolorosa.\nSe non fosse stato per la sua interferenza, quell'uomo, nei tre anni che sono\ntre anni che sono trascorsi, sarebbe morto essenzialmente trenta volte di pi\u00f9. Ci sono\nmigliaia di giovani nel paese che ora sono pronti a vivere una morte simile a quella di quell'uomo.\nmorte simile a quella di quell'uomo. Ogni volta che la Scienza\ncattura uno di questi e gli assicura l'immunit\u00e0 a vita dalle malattie\nmalattie create dall'immaginazione, pu\u00f2 plausibilmente affermare che nella sua persona ha\npersona ha salvato trecento vite. Nel frattempo, uccider\u00e0 un uomo\ndi tanto in tanto. Ma non importa, sar\u00e0 comunque in vantaggio sul lato del credito.\ncredito.\n\n[NOTA.--Ho ricevuto diverse lettere (due da persone colte e\npersone apparentemente intelligenti), che contenevano, in sostanza, questa\nprotesta:  Non mi oppongo al fatto che uomini e donne rischino la loro vita con\ncon queste persone, ma \u00e8 una vergogna bruciante che la legge consenta loro di\ndi affidare i loro piccoli bambini indifesi alle loro mani mortali.  Non \u00e8\ntoccante? Non \u00e8 profondo? Non \u00e8 modesto? \u00c8 come se la persona dicesse:\n So che per un genitore il figlio \u00e8 il cuore del suo cuore, la pupilla dei suoi occhi, un bene cos\u00ec caro e prezioso\ndei suoi occhi, un bene cos\u00ec caro, cos\u00ec prezioso che ne affiderebbe la vita a\nvita in nessuna mano se non in quelle che ritiene, con tutta l'anima, le migliori e le pi\u00f9 sicure.\nche sia la migliore e la pi\u00f9 sicura.\nlegge non gli imponga di venire da me per chiedere che tipo di guaritore gli\ndi guaritore che gli permetter\u00f2 di chiamare.  Il pubblico \u00e8 solo un me moltiplicato. --M.T.]\n\n\n\n\nCAPITOLO VII\n\n Dichiariamo consapevolmente che Scienza e Salute, con la chiave delle\nScritture, \u00e8 stata predetta, cos\u00ec come la sua autrice, Mary Baker Eddy, nell'Apocalisse x.\nRivelazione x. Ella \u00e8 il \"potente angelo\", o il pi\u00f9 alto pensiero di Dio a questa\ndi Dio a quest'epoca (versetto 1), dandoci l'interpretazione spirituale della Bibbia nel \"piccolo libro aperto\".\nBibbia nel \"piccolo libro aperto\" (versetto 2). Cos\u00ec dimostriamo che la Scienza Cristiana \u00e8 la seconda venuta di Cristo\nScienza cristiana \u00e8 la seconda venuta di Cristo-Verit\u00e0-Spirito. --Conferenza del dott.\nGeorge Tomkins, D.D. C.S.\n\nEcco in parole povere. Lei \u00e8 l'angelo potente, \u00e8 la portatrice\nportatrice divinamente e ufficialmente inviata del pi\u00f9 alto pensiero di Dio. Per il\npresente, porta il Secondo Avvento. Dobbiamo aspettarci che prima che\nprima di cinquant'anni di permanenza nella tomba, sar\u00e0 considerata da chi la segue\ncome se fosse stata lei stessa il Secondo Avvento. \u00c8 gi\u00e0 venerata e dobbiamo aspettarci\ne dobbiamo aspettarci che questo sentimento si diffonda, a livello territoriale, e si approfondisca anche\nintensit\u00e0.\n\nSoprattutto dopo la sua morte, perch\u00e9 allora, come tutti possono prevedere, il culto di Eddy sar\u00e0 insegnato nelle scuole domenicali e nei pulpiti di tutto il mondo,\nil culto di Eddy sar\u00e0 insegnato nelle scuole domenicali e nei pulpiti del culto.\nculto. Gi\u00e0 adesso qualsiasi cosa su cui lei appone il suo marchio, anche se \u00e8 solo\nun cucchiaio commemorativo, \u00e8 sacro e viene acquistato con entusiasmo e gratitudine dai discepoli.\ndiscepolo e diventa un feticcio nella sua casa. Dico comprato, perch\u00e9 il\nBoston Christian-Science Trust non regala nulla; tutto ci\u00f2 che ha \u00e8 in vendita.\n\u00e8 in vendita. E le condizioni sono in contanti; e non solo in contanti, ma in anticipo.\nanticipo. Il suo dio \u00e8 prima la signora Eddy, poi il dollaro. Non un dollaro spirituale\nNon un dollaro spirituale, ma reale. Da un capo all'altro della letteratura della Scienza Cristiana\ndella letteratura della Scienza Cristiana non si ammette che una sola cosa (materiale) al mondo sia reale, tranne il dollaro.\nreale, tranne il dollaro. Ma in tutte le sue pubblicit\u00e0\nquesta realt\u00e0 \u00e8 avidamente e persistentemente riconosciuta.\n\nIl dollaro viene cacciato in tutti i modi; la chiesa madre della scienza cristiana e il banco delle occasioni di Boston vendono ogni genere di prodotti.\nChiesa Madre e banco delle occasioni di Boston vende ai fedeli ogni genere di\ndi prodotti spirituali ai fedeli, e sempre a una condizione: contanti,\ncontanti in anticipo. L'angelo dell'Apocalisse non potrebbe andare l\u00ec a prendere\nuna copia del suo libro pirata a credito. Molte, molte cose preziose della Scienza\nScienza cristiana si possono avere in contanti: Lezioni di Bibbia; Manuale della Chiesa\nManuale della Chiesa; Innario della C.S.; Storia della costruzione della Chiesa Madre; un sacco di sermoni; il libro della Comunione.\ndi sermoni; l'inno di comunione, Saw Ye My Saviour, della signora Eddy, mezzo dollaro a copia.\nmezzo dollaro a copia, parole usate con il permesso speciale della signora Eddy.  Inoltre abbiamo\nEddy e il piccolo allegato blu dell'Angelo in otto stili di rilegatura a otto tipi di prezzo\ndi rilegatura a otto tipi di prezzi di guerra; tra questi una cosa dolce in\n levant, circuito della divinit\u00e0, pelle foderata fino al bordo, angoli arrotondati, bordo dorato\ncuciti in seta, ciascuno, prepagato, 6 dollari, e se ne prendete un milione li avrete a uno scellino in meno.\nuno scellino in meno, vale a dire, prepagato, 5,75 dollari.  Inoltre abbiamo\nEddy, a prezzi elevati, lo stile del circuito di divinit\u00e0.\nstile divinit\u00e0-circuito, con lo sconto di uno scellino quando si prende un'edizione.\nSi tratta di un'edizione che ha come oggetto Cristo e il Natale, della fertile signora Eddy.\nEddy - una poesia - se solo potessi vederla! - prezzo 3 dollari, in contanti. Poi\nseguono altri cinque libri della signora Eddy, a prezzi da brigante, alcuni dei quali in\nin copertina di similpelle, altri in stoffa di ciottoli, con\ncon circuito divinatorio, bilanciamento di compensazione, doppia vite e altri miglioramenti moderni.\ne allo stesso banco delle occasioni si pu\u00f2 trovare il Christian Science Journal.\nScience Journal.\n\nGli scarichi letterari della scienza cristiana sono un monopolio della fabbrica della\nFabbrica della Madre-Chiesa di Boston; nessuna genuina senza il\nmarchio del Trust. Dovete fare domanda l\u00ec e non altrove.\n\nCento dollari per questo. E ho un caso tra le mie statistiche in cui\nstudente ha frequentato un corso di tre settimane e ha pagato trecento dollari.\n\nIl Trust ama il dollaro, quando non \u00e8 spirituale.\n\nPer forzare la vendita della Bibbia-allegato della signora Eddy, nessun guaritore,\nmetafisico o altro, \u00e8 autorizzato a praticare il gioco se non possiede una copia di quel libro.\nse non possiede una copia di quel libro. Questo significa un'entrata cospicua e\ne in costante aumento per il Trust. Nessuna famiglia C.S. si considererebbe\nsi considererebbe fedele o pia o a prova di dolore senza uno o due allegati in casa.\ncasa. Ci\u00f2 significa un reddito per il Trust, in un prossimo futuro, di\nmilioni, non migliaia di milioni all'anno.\n\nNessun membro, giovane o anziano, di una chiesa cristiano-scientifica affiliata pu\u00f2\ne mantenere l'appartenenza alla Chiesa-madre a meno che non paghi una\n di non meno di un dollaro, come recita il Regolamento, al Boston Trust ogni anno.\nBoston Trust ogni anno. Questo significa un reddito per il Trust, nel prossimo futuro, di...\nfuturo, di - azzardiamo a dire - milioni di euro in pi\u00f9 all'anno.\n\n\u00c8 ragionevole ipotizzare che nel 1920 in America ci saranno dieci milioni di cristiani scientisti e tre milioni in Gran Bretagna.\nmilioni di cristiano-scienziati e tre milioni in Gran Bretagna;\nche queste cifre saranno triplicate nel 1930; che in America nel 1920\nin America nel 1920 i cristiano-scienziati saranno una forza politica, nel 1930 politicamente\nformidabile e nel 1940 il potere di governo della Repubblica.\nquesto, in modo permanente. E ritengo che sia ragionevole ipotizzare che il Trust\n(che gi\u00e0 ai nostri giorni \u00e8 piuttosto brusco nei suoi modi) sar\u00e0 allora\nil pi\u00f9 insolente, spregiudicato e tirannico signore politico-religioso\nche abbia mai dominato un popolo dai tempi della\nInquisizione. E un padrone pi\u00f9 forte del pi\u00f9 forte dei tempi passati,\nperch\u00e9 questo avr\u00e0 una forza finanziaria mai sognata da nessun\npredecessore; una concentrazione di potere irresponsabile tanto efficace quanto\ndi potere irresponsabile come nessun altro predecessore; nella ferrovia, nel telegrafo e nei giornali sovvenzionati\ngiornale sovvenzionato, strutture migliori per controllare e gestire il suo impero\ndi qualsiasi altro predecessore; e, dopo una o due generazioni, probabilmente divider\u00e0 la cristianit\u00e0 con i cattolici.\nprobabilmente divider\u00e0 la cristianit\u00e0 con la Chiesa cattolica.\n\nLa Chiesa romana ha un'organizzazione perfetta e un'efficace centralizzazione del potere.\ncentralizzazione del potere, ma non della sua cassa. La sua moltitudine di vescovi\nsono ricchi, ma le loro ricchezze rimangono in gran parte nelle loro mani.\nRaccolgono da duecento milioni di persone, ma tengono il grosso del risultato in casa.\ngran parte del risultato in patria. Il Papa di Boston di qui a qualche tempo trarr\u00e0 il suo\ndi dollari a testa da trecento milioni di persone.\nrazza umana, e l'Annex e il resto della sua libreria ne ricaveranno altrettanti.\ne i suoi Collegi Metafisici, il pellegrinaggio annuale alla tomba di Mrs.\nEddy, da tutto il mondo, e l'ammissione, il dollaro della Scienza Cristiana (pagabile in anticipo).\nDollar (da pagare in anticipo) - acquisti di perle di vetro consacrate,\ncandele, cucchiai commemorativi, ritratti in cromo aureolato e falsi autografi della signora Eddy.\ndi Mrs. Eddy; offerte in denaro al suo santuario, nessuna stampella di storpi guariti\ndi storpi guariti e non si possono appendere imitazioni di gambe e colli rotti miracolosamente restaurati\ncollo miracolosamente ristabiliti, a meno che non siano fatti con il Metallo Santo\ne provati dal fuoco; denaro per i miracoli compiuti sulla tomba: queste\nqueste fonti di denaro, insieme a mille altre ancora da inventare e da tendere al\ndevoti, porteranno l'incremento annuale ben oltre il miliardo. E\nnessuno, tranne il Trust, potr\u00e0 gestirlo. In quel giorno, il\nTrust monopolizzer\u00e0 la produzione e la vendita dell'Antico e del Nuovo Testamento e dell'Annesso.\nTestamento e dell'Annesso, aumentandone il prezzo fino alle tariffe dell'Annesso,\ne costringer\u00e0 i devoti a comprarli (perch\u00e9 gi\u00e0 oggi un guaritore deve avere l'Allegato e le Scritture, altrimenti non potr\u00e0 essere\nAllegato e le Scritture, altrimenti non gli viene permesso di giocare), e\nche porter\u00e0 diverse centinaia di milioni di dollari in pi\u00f9. In quei giorni, il\nTrust avr\u00e0 un reddito che si avviciner\u00e0 ai cinque milioni di dollari al giorno, e\nsenza spese da sostenere, senza tasse da pagare e senza enti di beneficenza da sostenere.\nda sostenere. Quest'ultimo dettaglio non dovrebbe essere ignorato dal lettore.\nlettore; \u00e8 un dettaglio che merita attenzione.\n\nNessun ente di beneficenza da sostenere. No, nemmeno per contribuire. Si cerca invano nelle\ninvano gli annunci pubblicitari del Trust e le dichiarazioni dei suoi organi per trovare\nche si possa dire che spenda un centesimo per orfani, vedove, prigionieri dimessi, ospedali, scuole per sfrattati, missioni notturne, missioni cittadine, ecc.\nprigionieri, ospedali, scuole per sfrattati, missioni notturne, missioni cittadine, biblioteche, case di riposo,\nbiblioteche, case di riposo o qualsiasi altro oggetto che faccia appello al portafoglio di un\ndi un essere umano attraverso il suo cuore.\n\nHo cercato, cercato e cercato, per corrispondenza e in altro modo, e non sono ancora riuscito a rintracciare un centesimo che il Trust abbia speso.\ne non sono ancora riuscito a rintracciare un solo centesimo che il Trust abbia speso\nper un oggetto degno di nota. Nulla mette cos\u00ec a disagio uno scienziato quanto\nchiedergli se conosce un caso in cui la Scienza Cristiana abbia speso denaro\nper un'opera di benevolenza, sia tra i suoi aderenti che altrove. \u00c8\nobbligato a rispondere di no E poi si scopre che la persona interrogata\n\u00e8 stata posta questa domanda molte volte e che sta diventando un argomento\nun argomento dolente per lui. Perch\u00e9 un argomento dolente? Perch\u00e9 ha scritto ai\nsuoi capi e ha chiesto, con grande fiducia, una risposta che\nconfondere questi interroganti - e i capi non hanno risposto. Ha scritto\ne poi ancora - non con fiducia, ma con umilt\u00e0, ora - e ha implorato munizioni difensive con voce\nha chiesto munizioni difensive con voce di supplica. Una risposta\nfinalmente una risposta:  Dobbiamo avere fede in Nostra Madre e\ne essere soddisfatti nella convinzione che qualsiasi cosa Lei faccia con il denaro\n\u00e8 in accordo con gli ordini del Cielo, perch\u00e9 Lei non compie nessun atto di qualsiasi tipo senza prima\ndi qualsiasi tipo senza aver prima \"manifestato\".\n\nQuesto risolve la questione, per quanto riguarda il discepolo. La sua mente\n\u00e8 soddisfatta di quella risposta; scende sul suo allegato e fa uno o due incantesimi.\nincantesimo o due, e questo ipnotizza il suo spirito e lo addormenta.\naddormentarlo, portandogli la pace. Pace, conforto e gioia, fino a quando qualche curioso non\nnon riesca a perforare di nuovo la vecchia piaga.\n\nTramite amici in America ho fatto alcune domande e in alcuni casi ho ottenuto\nrisposte precise e informative; in altri casi le risposte non sono state\nrisposte non sono state definite e non hanno avuto valore. Alla domanda: \"Il denaro va in beneficenza?\nbeneficenza? la risposta di una fonte autorevole \u00e8 stata:  No, non nel\nnon nel senso che di solito si d\u00e0 a questa parola.  (Il corsivo \u00e8 mio).\nrisposta \u00e8 cauta. Ma definitiva, credo... assolutamente e inattaccabilmente\ndefinitiva, anche se piuttosto nebulosa dal punto di vista cristiano-scientifico.\nLa testimonianza cristiano-scientifica \u00e8 generalmente nebbiosa, generalmente diffusa,\ngeneralmente garrula. Lo scrittore era consapevole che la prima parola della sua frase\nfrase rispondeva alla domanda che stavo ponendo, ma non ha potuto fare a meno di\naggiungere nove parole oscure. Parole senza senso, se non spiegate da lui stesso. \u00c8\n\u00e8 abbastanza probabile, come lui stesso ha lasciato intendere, che la Scienza Cristiana abbia inventato\nuna nuova classe di oggetti a cui applicare la parola carit\u00e0, ma senza una\nspiegazione non possiamo sapere quali siano. \u00c8 abbastanza facile e naturale\ne con sicurezza che si tratta in tutti i casi di oggetti che\nche renderanno il cinquecento per cento dell'investimento del Trust,\nma tirare a indovinare non \u00e8 conoscenza; si tratta semplicemente, in questo caso, di una sorta di\ncertezza dei nove decimi deducibile da ci\u00f2 che pensiamo di conoscere dei principi commerciali del Trust e del suo\nprincipi commerciali del Trust e dei suoi modi subdoli e furtivi.\n\nSornione? Profondo? Giudizioso? Il Trust comprende il proprio business. Il Trust non\nnon si tradisce. Sconfigge tutti i tentativi di noi impertinenti di\ndi carpire i suoi segreti commerciali. Ad oggi, dopo tutta la nostra diligenza, non siamo\nnon siamo riusciti a fargli confessare cosa fa con il denaro. Non lascia\nnon permette nemmeno ai suoi stessi discepoli di scoprirlo. Tutto ci\u00f2 che dice \u00e8 che la questione\n\u00e8 stata dimostrata.  Di tanto in tanto uno scienziato laico dice, con\ncon grata esultanza, che la signora Eddy \u00e8 enormemente ricca, ma si ferma l\u00ec; per quanto riguarda il fatto che i soldi vadano ad altre organizzazioni di beneficenza\nse una parte del denaro va ad altri enti di beneficenza o meno,\n\u00e8 costretto ad ammettere di non saperlo. Tuttavia, il Trust \u00e8\n\u00e8 composto da esseri umani; e questo giustifica la congettura che se avesse\nse avesse un'associazione di beneficenza nella sua lista di cui fosse orgoglioso, ne sentiremmo presto parlare.\ndi cui andare fieri, ne sentiremmo presto parlare.\n\n Senza denaro e senza prezzo.  Un tempo erano questi i termini. Mrs.\nEddy li cancella. Il motto della Scienza Cristiana \u00e8: Il\nlavoratore \u00e8 degno del suo salario.  E ora che \u00e8 stato dimostrato, il suo significato spirituale \u00e8\nche il suo significato spirituale \u00e8: \"Fai tutto ci\u00f2 che la tua mano pu\u00f2 trovare\nche la vostra mano possa trovare da fare; e fatevi pagare in contanti e raccogliete i soldi in anticipo.\nin anticipo.  Lo Scienziato ha sulla lingua una serie di documenti semplici,\ndi argomenti piuttosto semplici, la cui funzione \u00e8 quella di dimostrare che si tratta di un'attivit\u00e0\nche \u00e8 un dovere imposto dal Cielo e che i croupier del gioco non hanno altra scelta che obbedire.\ngioco non hanno altra scelta che obbedire.\n\nLa fiducia sembra essere una reincarnazione. Esodo xxxii. 4.\n\nNon ho alcuna riverenza per il Trust, ma non mi manca la riverenza per la sincerit\u00e0 dei membri laici della nuova Chiesa.\nla sincerit\u00e0 dei membri laici della nuova Chiesa. Ci sono tutte le\nche i membri laici siano del tutto sinceri nella loro fede, e credo che la sincerit\u00e0 abbia sempre diritto all'onore e al rispetto.\nPenso che la sincerit\u00e0 abbia sempre il diritto di essere onorata e rispettata, anche se l'ispirazione della sincerit\u00e0\nche l'ispirazione della sincerit\u00e0 sia quella che pu\u00f2 essere. Lo zelo e la sincerit\u00e0 possono\nuna nuova religione pi\u00f9 di qualsiasi altro missionario, tranne il fuoco e la spada.\nspada, e credo che la nuova religione conquister\u00e0 met\u00e0 della cristianit\u00e0 in cento anni.\ncristianit\u00e0 in cento anni. Non intendo fare un complimento alla razza umana.\nalla razza umana; sto solo esprimendo un'opinione. Eppure penso che\nforse \u00e8 un complimento per la razza. Ricordo il detto di un predicatore ortodosso\nun predicatore ortodosso, citato pi\u00f9 indietro. Egli ammetteva che questo nuovo\ncristianesimo libera la vita del suo possessore da preoccupazioni, paure, vessazioni,\namarezze e ogni sorta di malesseri e dolori propagati dall'immaginazione,\ne riempie il suo mondo di sole e il suo cuore di gioia. Se\nScienza Cristiana, con questo stupendo equipaggiamento - e la salvezza finale\nnon riesce a conquistare la met\u00e0 del mondo cristiano, devo essermi sbagliato di grosso sulla\ndella composizione della razza umana.\n\nPenso che il Trust sar\u00e0 tramandato come l'altro papato, e sapr\u00e0 sempre come gestire il suo denaro illimitato.\nsapr\u00e0 sempre come gestire il suo denaro illimitato. Premer\u00e0 il pulsante;\nlo zelo, l'energia, la sincerit\u00e0, l'entusiasmo dei suoi innumerevoli vassalli faranno il resto.\nvassalli faranno il resto.\n\n\n\n\nCAPITOLO VIII\n\nIl potere che l'immaginazione di un uomo ha sul suo corpo di guarirlo o di farlo ammalare \u00e8 una forza che nessuno di noi nasce senza.\n\u00e8 una forza di cui nessuno di noi nasce senza. Il primo uomo l'aveva\nl'ultimo lo possieder\u00e0. Se lasciato a se stesso, un uomo \u00e8 molto\n\u00e8 pi\u00f9 probabile che usi solo la met\u00e0 maliziosa di questa forza, quella che\ninventa per lui disturbi immaginari e li coltiva; e se \u00e8 uno di questi.\npersone molto sagge, \u00e8 molto probabile che si faccia beffe della met\u00e0\nmet\u00e0 benefica della forza e negarne l'esistenza. Quindi, per guarire o aiutare quell'uomo\no aiutare quell'uomo, sono necessarie due immaginazioni: la sua e quella di un estraneo.\nestraneo. L'estraneo, B, deve immaginare che i suoi incantesimi siano il\npotere curativo che sta guarendo A, e A deve immaginare che sia cos\u00ec. I\nIo penso che non sia affatto cos\u00ec; ma non importa, la guarigione \u00e8 avvenuta e questo \u00e8 l'importante.\n\u00e8 questa la cosa pi\u00f9 importante. Il lavoro dell'estraneo \u00e8 indiscutibilmente prezioso;\ncos\u00ec prezioso da poter essere paragonato all'essenziale lavoro\ndell'ingegnere quando maneggia la valvola a farfalla e accende il vapore.\nIl potere effettivo risiede esclusivamente nel motore, ma se il motore fosse lasciato da solo non sarebbe mai\nse il motore fosse lasciato da solo non si avvierebbe mai da solo. Che il macchinista si chiami\nche il macchinista si chiami Jim, Bob o Tom, \u00e8 un tutt'uno: i suoi servizi sono necessari e ha diritto a riceverli.\nnecessari, e ha diritto al salario che riesce a farsi pagare.\nChe si chiami Scienziato Cristiano, o Scienziato Mentale, o Curista della Mente\nCuratore della Mente, o Esperto del Male del Re, o Ipnotizzatore, \u00e8 tutto uno; egli \u00e8 semplicemente l'Ingegnere.\nl'ingegnere; si limita a mettere in moto il solito vapore e il motore fa\nl'intero lavoro.\n\nL'ingegnere cristiano-scientifico fa esattamente lo stesso mestiere degli altri ingegneri.\naltri ingegneri, eppure supera tutti loro messi insieme.\n\n\u00c8 perch\u00e9 ha catturato il nome di Takeest? Penso che sia\nsolo una piccola parte. Penso che il segreto della sua grande prosperit\u00e0\nsi trova altrove.\n\nLo Scienziato Cristiano ha organizzato l'attivit\u00e0. Questa \u00e8 stata\ncertamente un'idea gigantesca. L'elettricit\u00e0, in quantit\u00e0 illimitata, esiste\nesiste nell'aria, nelle rocce e nella terra e in ogni luogo da quando\ndall'inizio dei tempi... e stava andando sprecata per tutto il tempo. Nel nostro tempo abbiamo\norganizzato quella forza dispersa e vagante e l'abbiamo messa al lavoro,\ne abbiamo sostenuto l'attivit\u00e0 con il capitale e l'abbiamo concentrata in poche e competenti mani.\nmani competenti, e i risultati sono quelli che vediamo.\n\nLa Scienziata Cristiana ha preso una forza che giaceva inattiva in ogni membro della\nogni membro della razza umana dall'inizio dei tempi, l'ha organizzata, sostenuta con capitali e concentrata a Boston,\ne ha sostenuto l'attivit\u00e0 con il capitale, e l'ha concentrata nella sede centrale di Boston\nnelle mani di un Trust piccolo e molto competente, ed ecco i risultati.\nrisultati.\n\nIn ci\u00f2 sta la promessa che questo monopolio estender\u00e0 il suo\ncommercio in tutta la terra. Penso che se l'attivit\u00e0 fosse condotta\nin modo lasco e disgiunto, come \u00e8 consuetudine per questo tipo di cose, non\nse l'attivit\u00e0 venisse condotta in modo sciolto e disgiunto, non otterrebbe molto di pi\u00f9 della modesta prosperit\u00e0 di solito assicurata\nda grandi imprese morali e commerciali non organizzate; ma ritengo che\nfinch\u00e9 questa rimarr\u00e0 organizzata in maniera compatta e strettamente concentrata in un Trust\nin un Trust, la diffusione del suo dominio continuer\u00e0.\n\n\n\n\nCAPITOLO IX\n\nQuattro anni fa ho scritto i capitoli precedenti. I saggi mi avevano assicurato che\nche la Scienza Cristiana era una moda passeggera e che sarebbe presto scomparsa. Questo\nprofeta, pronto e competente, si trova sempre sul mercato a prezzi\nmercato a prezzi da pianterreno. Non si ferma a caricare, n\u00e9 a riflettere, n\u00e9 a prendere\nprendere la mira, ma vola cos\u00ec come si trova. I fatti non sono nulla per lui, non gli servono\nnon ha bisogno di queste cose; lavora completamente per ispirazione. E cos\u00ec, quando\nquando gli viene chiesto perch\u00e9 considera un nuovo movimento una moda passeggera e rapidamente\nuna moda passeggera e rapidamente deperibile, si trova impreparato con una ragione e si trova pi\u00f9 o meno in imbarazzo.\nimbarazzato. Per un momento. Solo per un attimo. Poi scansa il primo spettro\nprimo spettro di una ragione che si aggira per i luoghi deserti della sua mente e\ndella sua mente, ed \u00e8 di nuovo sereno e pronto al conflitto. Sereno\ne fiducioso. Eppure non dovrebbe essere cos\u00ec, perch\u00e9 non ha avuto modo di\ndi esaminare la sua cattura, e non pu\u00f2 sapere se questa aiuter\u00e0 la sua\ncontesa o se la dannegger\u00e0.\n\nLa ragione estemporanea fornita dai primi profeti di cui ho parlato era la seguente\nparlato era questa:\n\n Non c'\u00e8 nulla nella Scienza Cristiana, non c'\u00e8 nulla che si rivolga all'intelletto.\nche si rivolge all'intelletto; il suo mercato sar\u00e0 ristretto ai non intelligenti, ai mentalmente inferiori, alle persone che non pensano.\nnon intelligenti, alle persone mentalmente inferiori, alle persone che non pensano.\n\nLo definirono un motivo per cui il culto non sarebbe fiorito e durato. Sembra\nsembra l'equivalente di dire:\n\n Non c'\u00e8 denaro nella latta; non c'\u00e8 nulla che attragga i ricchi; il suo mercato si limiter\u00e0 ai poveri.\nIl suo mercato sar\u00e0 limitato ai poveri.\n\n\u00c8 come proporre la migliore ragione del mondo per cui la Scienza Cristiana dovrebbe\nScienza cristiana dovrebbe fiorire e vivere, e poi offrirla blandamente come una\nmotivo per cui dovrebbe ammalarsi e morire.\n\nQuesta ragione mi \u00e8 stata fornita dai profeti compiacenti e non spaventati quattro anni fa\nprofeti quattro anni fa, e mi \u00e8 stata fornita di nuovo oggi. Se\nse le conversioni a nuove religioni o a quelle vecchie fossero in qualche misura\nse le conversioni a nuove religioni o a quelle antiche fossero in qualche misura considerevoli\nsenza dubbio valida e sufficiente; il ricercatore della Scienza Cristiana\npotrebbe andarsene non convinto e non convertito. Ma sappiamo tutti che\nconversioni avvengono raramente in questo modo; che una cosa come una seria e scrupolosa\nseria e scrupolosa e abbastanza competente sulle rivendicazioni di una religione o di un dogma politico \u00e8\nreligione o di un dogma politico \u00e8 un evento raro; e che la grande massa di uomini e donne sono\nmassa di uomini e donne \u00e8 ben lungi dall'essere in grado di fare un simile\nun tale esame. Non ne sono capaci, perch\u00e9 le loro menti,\nper quanto buone possano essere, non sono preparate per questo tipo di esame. La\nmente non addestrata per questo lavoro non \u00e8 competente per farlo pi\u00f9 di quanto\nnon \u00e8 pi\u00f9 competente a svolgerlo di quanto lo siano avvocati e contadini\ndi fare vestiti di successo senza imparare il mestiere del sarto. Tra noi ci sono settantacinque milioni di uomini e donne che non sanno\ndonne tra noi che non sanno come tagliare e confezionare un abito da sera e non penserebbero mai di provarci.\ne non penserebbero mai di provarci; eppure tutti pensano di poter elaborare con competenza\nun progetto politico o religioso senza alcun apprendistato nel settore.\nsenza alcun apprendistato, e molti di loro credono di aver fatto il miracolo.\nmiracolo. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che quasi tutti gli uomini e le donne della nostra nazione o di qualsiasi altra nazione\nnazione o di qualsiasi altra hanno preso la loro religione e la loro politica dove\nastronomia: interamente di seconda mano. Non essendo addestrati, non sono\nnon sono in grado di esaminare intelligentemente un dogma o una politica pi\u00f9 di quanto lo siano\ndi calcolare un'eclissi.\n\nGli uomini sono di solito pensatori competenti solo in base alla loro formazione specialistica.\nformazione specialistica. Solo entro questi limiti le loro opinioni e i loro giudizi hanno\ngiudizi; al di fuori di questi limiti brancolano e si perdono, di solito senza saperlo.\npersi, di solito senza saperlo. In una chiesa di cinquecento persone\ndi cinquecento persone, ci saranno uno o due uomini le cui menti allenate possono cogliere\nogni dettaglio di un grande progetto di produzione e riconoscere il suo valore o la sua\no la sua mancanza di valore; e possono passare i dettagli in rassegna intelligente, sezione per sezione, e infine\nintelligente, sezione per sezione, e infine nel suo insieme, per poi emettere un\nun verdetto sul progetto che non pu\u00f2 essere messo da parte con leggerezza o\nrisposta. E ci saranno uno o due altri uomini in grado di fare la stessa cosa con una\nstesso modo con un grande e complicato progetto educativo; e uno o due altri che possono\naltri due che possono fare la stessa cosa con un grande progetto di applicazione dell'elettricit\u00e0\nelettricit\u00e0 in un modo nuovo e inedito; e uno o due altri che possono fare lo stesso con un progetto\ncon un progetto appariscente per rivoluzionare le nozioni scientifiche accettate dal mondo\nnozioni accettate dal mondo scientifico in materia di geologia. E cos\u00ec via. Ma gli\nesperti di produzione non saranno in grado di esaminare lo schema educativo in maniera\nintelligenti, e la loro opinione in merito non sarebbe preziosa;\nNessuno di questi due gruppi sar\u00e0 in grado di comprendere e valutare lo schema elettrico.\nelettrico; nessuno di questi tre gruppi di esperti sar\u00e0 in grado di comprendere\ndi comprendere e commentare la rivoluzione geologica; e probabilmente non\nprobabilmente nessuno di questi tre gruppi di esperti sar\u00e0 in grado di capire e commentare la rivoluzione geologica.\ndi uno schema politico o religioso, nuovo o vecchio, e dare un giudizio su di esso che\nun giudizio su di esso che possa essere considerato prezioso.\n\nEcco la crosta superiore. Saranno presenti quattrocentosettantacinque uomini e\nsettantacinque uomini e donne presenti che possono attingere alla loro formazione e\ngiudizi inoppugnabili su formaggio, cuoio, bestiame, ferramenta, sapone, catrame, candele e brevetti,\ne bestiame, e ferramenta, e sapone, e catrame, e candele, e farmaci brevettati, e sogni, e apparizioni, e sapone, e catrame, e candele, e\nmedicinali, e sogni, e apparizioni, e camion da giardino, e gatti, e cibo per bambini, e verruche, e\ncibo per bambini, e verruche, e inni, e tabelle orarie, e tariffe di trasporto, e\nlocalit\u00e0 di villeggiatura, whisky, legge, chirurgia, odontoiatria, fabbro e calzoleria.\nfabbro, calzoleria, danza, caramelle di Huyler, matematica, combattimenti di cani e\nmatematica, combattimenti di cani, ostetricia, musica e salsicce,\ne prodotti secchi, e melassa, e scorte ferroviarie, e cavalli, e letteratura, e sindacati, e verdure.\nletteratura, sindacati, verdura, morale, patatine fritte, galateo, letteratura, sindacati, verdura, morale, patatine fritte, galateo.\nfritture d'agnello, il galateo e l'agricoltura. E non dieci tra i cinquecento\ncento - che le loro menti siano cos\u00ec buone e brillanti - saranno competenti,\nper grazia dell'addestramento mentale specializzato richiesto, di prendere in mano una\nun'astrazione complessa di qualsiasi tipo e di farne una questione di testa o di coda.\n\nTutti i cinquecento sono pensatori, e sono tutti capaci di pensare, ma solo nei limiti della loro specializzazione.\npensatori, ma solo entro gli stretti limiti della loro formazione specialistica.\nformazione. Quattrocentonovanta di loro non sono in grado di esaminare con competenza\nn\u00e9 un piano religioso n\u00e9 uno politico. Pochi di loro riescono a esaminarli entrambi.\nesaminano entrambi, cio\u00e8 credono di farlo. Con risultati preziosi come\nquando esamino la teoria nebulare e la spiego a me stesso.\n\nSe i quattrocentonovanta avessero la loro religione attraverso le loro menti,\ne attraverso dettagli ponderati e misurati, la Scienza Cristiana non sarebbe una\napparizione spaventosa. Ma non \u00e8 cos\u00ec; ne ricevono un po' attraverso la mente e un po' attraverso i sentimenti.\nattraverso la mente, un po' attraverso i sentimenti e la maggior parte di essa attraverso l'ambiente.\nattraverso il loro ambiente.\n\nL'ambiente \u00e8 l'elemento principale da considerare quando ci si propone di\nprevedere il futuro della Scienza Cristiana. Non \u00e8 la capacit\u00e0 di ragionare\nche rende il presbiteriano, o il battista, o il metodista, o il cattolico, o il maomettano, o il buddista, o il mormone.\ncattolico, o il maomettano, o il buddista, o il mormone; \u00e8 l'ambiente.\nl'ambiente. Se le religioni fossero ottenute con il ragionamento, avremmo lo straordinario spettacolo di una famiglia americana con\nstraordinario spettacolo di una famiglia americana con un presbiteriano,\ne un battista, un metodista, un cattolico, un maomettano, un buddista e un mormone.\nun mormone. Una famiglia presbiteriana non produce famiglie cattoliche o altri marchi religiosi.\no altri marchi religiosi, produce il suo stesso genere; e non\nper processi intellettuali, ma per associazione. E cos\u00ec anche per il\nMaomettanesimo, il culto che ai nostri giorni si sta diffondendo con l'ampiezza di una fluttuazione mondiale in Oriente.\ndi una conflagrazione mondiale attraverso l'Oriente, quella patria del pensiero profondo e della\npensiero profondo e di sottili recinti intellettuali, quel grembo fertile da cui \u00e8 nata ogni grande religione esistente.\nda cui sono nate tutte le grandi religioni esistenti. Compresa la nostra; perch\u00e9 con tutto il nostro\ncon tutti i nostri cervelli non possiamo inventare una religione e commercializzarla.\n\nIl linguaggio dei profeti da me citati ricorre ora, e ci meravigliamo al pensiero di quanto piccolo sia lo spazio nel mondo della potente Chiesa maomettana.\nquanto piccolo sia lo spazio nel mondo che la potente Chiesa maomettana occuperebbe ora\nMaometto occuperebbe ora, se il successo del suo commercio fosse stato\nse il successo del commercio dei suoi prodotti fosse stato condizionato da un'esposizione\ninvece che ai non intelligenti, ai mentalmente inferiori, alle persone che non pensano.\npensare.\n\nLa Chiesa della Scienza Cristiana, come la Chiesa Maomettana, non fa alcun appello imbarazzante all'intelletto.\nimbarazzante appello all'intelletto, non ne ha l'occasione e pu\u00f2 fare a meno.\ne pu\u00f2 farne tranquillamente a meno.\n\nFornito. A condizione di cosa? Che possa garantire quella cosa che vale\nche vale due o trecentomila volte di pi\u00f9 di un appello all'intelletto.\nall'intelletto: l'ambiente. Pu\u00f2 ottenerlo? Sar\u00e0 una minaccia per il\nper il cristianesimo regolare se lo ottiene? \u00c8 tempo che il cristianesimo regolare\ncristianesimo regolare di allarmarsi? O il cristianesimo regolare deve sorridere\ne si girer\u00e0 a fare un altro pisolino? Non sar\u00e0 forse saggio e opportuno che il cristianesimo regolare\ncristianesimo regolare fare il vecchio modo, il modo consueto, il modo storico...\nmodo storico: chiudere la porta della stalla dopo che il cavallo se n'\u00e8 andato? Proprio come il protestantesimo\nha sorriso e annuito per tutto questo tempo (mentre il cattolico attento e diligente\ncattolico si intrufolava e conquistava le scuole pubbliche), e ora comincia a\ne ora comincia a cercare la chiave quando \u00e8 troppo tardi?\n\nLa Christian Science avr\u00e0 la possibilit\u00e0 di mostrare la sua merce? Si \u00e8 gi\u00e0\nha gi\u00e0 ottenuto questa possibilit\u00e0. Fiorir\u00e0, si diffonder\u00e0 e prosperer\u00e0 se\nse creer\u00e0 per se stessa l'unica cosa essenziale per queste condizioni: un\nambiente? Un ambiente l'ha gi\u00e0 creato. Ci sono famiglie\ndi cristiano-scienziati in ogni comunit\u00e0 americana e ogni famiglia \u00e8 una fabbrica.\nogni famiglia \u00e8 una fabbrica; ogni famiglia produce un prodotto della Scienza Cristiana\nOgni famiglia produce un prodotto della Scienza Cristiana agli intervalli consueti e lo contribuisce alla Causa nell'unico modo in cui\nin cui i contributi di reclutamento alle Chiese sono mai stati fatti su larga scala.\nsu larga scala: grazie alle forze potenti del contatto personale e dell'associazione.\nOgni famiglia \u00e8 un'agenzia per la Causa e fa convertire i vicini\nvicini e avvia altre fabbriche.\n\nQuattro anni fa c'erano sei cristiano-scienziati in una certa citt\u00e0\nche conosco; un anno fa ce n'erano duecentocinquanta; hanno costruito una chiesa e i suoi membri sono ora quattro.\nhanno costruito una chiesa, i cui membri sono ora quattrocento.\nquattrocento. Tutto questo \u00e8 stato fatto in modo tranquillo, senza frenetici revival,\nsenza uniformi, bande di ottoni, parate per le strade, oratori d'angolo o altre\ndi persuasione alla vita divina. La Scienza Cristiana, come il\nMaomettanesimo, \u00e8 riservata ai non intelligenti, alle persone che non pensano.\nnon pensano.  Qui sta il pericolo. Questo rende la Scienza Cristiana\nformidabile. \u00c8 limitata a novantanove centesimi della razza umana\ndella razza umana e deve fare i conti con il cristianesimo regolare. E lo sar\u00e0\ne lo far\u00e0, non appena sar\u00e0 troppo tardi.\n\n\n\n\n\n\nLIBRO II\n\n C'erano cose notevoli nello straniero chiamato l'\nUomo--Mistero--cose cos\u00ec straordinarie che monopolizzavano l'attenzione\nattenzione e facevano sembrare straordinario tutto ci\u00f2 che lo riguardava; ma non era cos\u00ec,\nla maggior parte delle sue qualit\u00e0 erano comuni, quotidiane e simili a quelle di chiunque altro.\ncomune, di tutti i giorni e come quelle di chiunque altro. Era curioso. Era di statura ordinaria e aveva aspetti ordinari.\ne aveva aspetti ordinari, eppure in lui si nascondevano strane contraddizioni e sproporzioni!\ne sproporzioni! Era maestosamente impavido ed eroico; aveva la forza di trenta uomini e l'audacia di trentamila.\nla forza di trenta uomini e l'audacia di trentamila; gestiva eserciti, organizzava stati, amministrava\neserciti, organizzare stati, amministrare governi, questi erano\npassatempi per lui; accettava pubblicamente e ostentatamente la razza umana\ncome semidei, e in privato, e con successo, la trattava\nin privato e con successo la trattava con un'altra e pi\u00f9 giusta valutazione: come bambini e schiavi;\nle sue ambizioni erano stupefacenti e i suoi sogni non avevano a che fare con l'umile pianura, ma si muovevano con i monti.\numile pianura, ma si muovevano con il grattacielo delle nuvole tra i cumuli di neve.\nQueste caratteristiche erano davvero straordinarie, ma il resto di lui era ordinario e consueto.\ndi lui era ordinario e consueto. Era cos\u00ec meschino, in fatto di gelosia, che si pensava\ngelosia, tanto che si pensava che discendesse da un dio; era vanitoso\nin piccole cose e aveva un orgoglio per le banalit\u00e0; era appassionato di ballate\ndi luna e di cuori feriti; era carente in fatto di istruzione, era indifferente alla letteratura e\nera indifferente alla letteratura e non conosceva l'arte; era muto su tutti gli argomenti tranne uno, indifferente\ntutti gli argomenti tranne uno, indifferente a tutti tranne che a quello: la teoria nebulare.\nteoria nebulare. Su quest'ultima il suo flusso di parole era pieno e libero, era un\ngeyser. Gli astronomi ufficiali contestavano i suoi fatti e negavano le sue\nopinioni e dissero che le aveva inventate entrambe, non essendo reperibili in nessun libro.\nnessuno dei libri. Ma molti laici, che volevano le loro nebulosit\u00e0 fresche, ammiravano la sua dottrina.\nnebulosit\u00e0 fresche, ammirarono la sua dottrina e la adottarono, e questa raggiunse una grande\nprosperit\u00e0 nonostante l'ostilit\u00e0 degli esperti. --La leggenda dell'uomo-mistero, cap. i.\nUomo-Mistero, cap. i.\n\n\n\n\nCAPITOLO I\n\nGENNAIO 1903. Quando non si conosce personalmente un uomo pubblico, lo si indovina\ndai fatti della sua carriera. Quando si tratta di Washington, arriviamo tutti\nallo stesso risultato. Siamo d'accordo che le sue parole e i suoi atti\ninterpretano chiaramente il suo carattere e non ci lasciano mai il dubbio sulle\ndubbio sui motivi che hanno spinto le parole e gli atti. \u00c8 lo stesso\nGiovanna d'Arco, ma anche di altri due o tre o cinque o sei immortali.\naltri tra gli immortali. Ma sulla questione dei motivi e di alcuni dettagli del carattere\ndettagli del carattere siamo d'accordo nel non essere d'accordo su Napoleone, Cromwell e tutti gli altri.\ntutti gli altri; e a questa lista dobbiamo aggiungere la signora Eddy. Credo che possiamo\npacificamente d'accordo su due o tre caratteristiche straordinarie del suo\nma non su tutte le altre caratteristiche. Non possiamo essere pacificamente\nnon possiamo essere pacificamente d'accordo sulle sue motivazioni, quindi il suo carattere deve rimanere storto per\nalcuni di noi e dritto per gli altri.\n\nNon importa, \u00e8 abbastanza interessante anche senza un accordo amichevole. Per molti aspetti \u00e8\ndiversi aspetti \u00e8 la donna pi\u00f9 interessante che sia mai vissuta, e la pi\u00f9\npi\u00f9 straordinaria. Lo stesso si pu\u00f2 dire della sua carriera e del suo principale risultato.\nsi pu\u00f2 dire lo stesso della sua carriera, e lo stesso si pu\u00f2 dire del suo risultato principale. \u00c8 partita dal nulla. I suoi nemici\naccusano che abbia preso di nascosto da Quimby un sistema peculiare di guarigione\ndi guarigione che era una cura della mente con una base biblica. Lei e i suoi amici\nnegano di aver preso qualcosa da lui. Questo \u00e8 un argomento che possiamo\ndiscutere tra un po'. Che l'abbia presa o inventata, era...\nquando l'ha ottenuta era, materialmente, una miniera di segatura e l'ha trasformata in un Klondike.\nIl suo bacino spirituale non aveva quasi nessuna usanza, se non nessuna.\nda cui ha lanciato una religione mondiale che ora ha seicentosessantatr\u00e9 chiese.\ne sessantatr\u00e9 chiese, e ne fonda una nuova ogni quattro giorni.\nQuando non conosciamo una persona - e anche quando la conosciamo - dobbiamo giudicare la sua\ndalla grandezza e dalla natura delle sue realizzazioni, confrontate con le realizzazioni di altri nel suo specifico settore.\nrisultati ottenuti da altri nel suo particolare settore di attivit\u00e0.\naltro modo. In base a questo criterio, sono milleduecento anni che il mondo non produce pi\u00f9\ntare che il mondo non ha prodotto nessuno che potesse raggiungere la cintura della signora Eddy.\nEddy.\n\nIn senso figurato, la signora Eddy \u00e8 gi\u00e0 alta come la torre Eiffel.\nOgni giorno aumenta in modo sorprendente la sua statura. \u00c8 abbastanza probabile\n\u00e8 molto probabile che tra un secolo sar\u00e0 la figura pi\u00f9 imponente che\nfigura pi\u00f9 imponente che abbia gettato la sua ombra sul mondo dall'inaugurazione della nostra era.\ndella nostra era. Mi rendo conto che dopo aver detto queste cose forti, \u00e8\n\u00e8 necessario che io offra alcuni dettagli calcolati per dimostrare in modo soddisfacente\ndimostrare le proporzioni che ho sostenuto per lei. Lo far\u00f2\nma prima di esporre la sequoia gigantea matura, credo sia meglio esporre il\nche sia meglio mostrare il germoglio da cui \u00e8 nata. Questo pu\u00f2 evitare\nal lettore di fare calcoli sbagliati. La persona che immagina che un\nBig Tree sia pi\u00f9 grande di altri tipi di germogli si sbaglia di grosso.\n\u00c8 una cosa normale, non d\u00e0 nell'occhio, non si fa notare, non ha una qualit\u00e0 rilevabile.\nnon ha una qualit\u00e0 percepibile che gli dia diritto all'attenzione o che suggerisca il futuro gigante\nche suggerisca il futuro gigante che la sua linfa sta allattando. Questo \u00e8 il tipo di\ngermoglio della signora Eddy.\n\nDai giorni dell'infanzia fino al momento in cui stava correndo un mezzo secolo a\nmezzo secolo di corsa e di guadagno, \u00e8 stata umanamente molto comune.\n\n\u00c8 lei la testimone da cui attingo. Lo ha rivelato nella sua\nautobiografia non intenzionalmente, ovviamente, non lo sto affermando. Un'autobiografia\nautobiografia \u00e8 la cosa pi\u00f9 infida che esista. Lascia trapelare\nogni segreto che il suo autore sta cercando di mantenere; lascia che la verit\u00e0 risplenda\nsenza ostacoli attraverso ogni piccolo inganno innocuo che cerca di mettere in atto;\nlo smaschera impietosamente come un eroe di latta che adora se stesso come Big Metal\nogni volta che tenta di fare la parte del modesto incosciente davanti al\nlettore. Non sto tirando a indovinare; parlo per esperienza personale autobiografica.\nesperienza personale; non sono mai riuscito a trattenermi dal menzionare, con\ncon una studiata disinvoltura che non pu\u00f2 ingannare nessuno, se non il lettore pi\u00f9 incauto.\nlettore, che un mio antenato fu inviato come ambasciatore in Spagna da Carlo I.\nI., n\u00e9 che in un ramo remoto della mia famiglia esiste un pretendente\ndi una contea, n\u00e9 che un mio zio possedeva un cane che discendeva da un cane che era stato\ncane che discendeva dal cane che era nell'Arca; e allo stesso tempo non sono mai stato in grado di persuadermi\nallo stesso tempo non sono mai riuscito a persuadermi a chiamare una gogna con il suo nome giusto quando\naltri miei antenati, ma ne parlavo sempre come di una piattaforma\n piattaforma, lasciando intendere in maniera puerile che erano fuori a tenere una lezione quando\naccadde.\n\n\u00c8 di nuovo la signora Eddy. Per quanto riguarda la sua met\u00e0 minore, \u00e8\nbanale come il resto di noi. Vana di cose banali per tutta la prima met\u00e0 della sua vita e\ndella sua vita, e ancora le vaneggia a settant'anni e le registra con ingenua soddisfazione.\ningenuamente soddisfatta, salvando persino alcune sue prime rime del genere\nche tutti noi scarabocchiamo nei giorni innocenti della nostra giovinezza - salvandole\ne stamparle senza piet\u00e0 o scuse, proprio come fanno i pi\u00f9 deboli e comuni di noi nella nostra\npi\u00f9 deboli e comuni di noi nella nostra et\u00e0 grigia. Ancora di pi\u00f9: lei li ammira ancora francamente\ne nel presentarli conferisce loro profanamente il nome sacro di poesia.\nnome sacro di poesia.  Esempio:\n\n      E lodare la terra i cui talenti cullano\n     La culla del suo potere,\n     E le corone sono intrecciate intorno alla Roccia di Plymouth\n     dal pergolato dell'erudizione.\n\n      I sandali d'argento di Minerva sono ancora\n     sono sciolti e non effettati.\n\nNotate che non \u00e8 un po' pi\u00f9 alto di quello che tutti gli esseri umani sfornano in giovent\u00f9.\nin giovent\u00f9.\n\nNon si direbbe che in un piccolo manuale - perch\u00e9 di questo si tratta - una persona con una carriera tumultuosa di settant'anni\nAutobiografia, una persona con una carriera tumultuosa di settant'anni alle spalle possa trovare spazio per due o tre pagine di questo\ncarriera tumultuosa di settant'anni alle spalle possa trovare spazio per due o tre pagine di imbottitura di questo\ndi questo tipo, ma questo \u00e8 il caso. Evidentemente la scrittrice mette insieme la narrazione con\ncon difficolt\u00e0 e non si trova a suo agio in essa, ed \u00e8 felice di avere qualcosa di\npronto con cui riempire. Un altro esempio:\n\n      Qui il famoso e onorato Hickory si erge con la sua forma audace,\n     e affronta con coraggio i fulmini e la tempesta,\n     Mentre la Palma, l'Alloro e il Lauro in un'allegria classica,\n     inseguono il tulipano, la magnolia e il profumato albero della frangia.\n\nVivace? Si vedono bene quegli alberi che galoppano. Che lei\npossa ancora fare tesoro, e stampare, e ammirare palesemente quelle poesie,\nindica che la donna pi\u00f9 audace, mascolina e magistrale che\nche sia apparsa sulla terra da secoli, ha le stesse parti morbide e femminili\nfemminili che abbiamo tutti noi.\n\nQuando si tratta di selezionare i suoi antenati \u00e8 ancora umana, naturale,\nvanitoso, banale... come lo sono io quando seleziono gli antenati per la mia autobiografia.\nantenati per la mia autobiografia. Passa al pettine alcuni scozzesi affidabili, li\ne li etichetta e li mette da parte per l'uso, senza trascurare quello a cui\nSir William Wallace diede una spada pesante racchiusa in un fodero di ottone,\n e spiegando ingenuamente di quale Sir William Wallace si trattava, per evitare di sbagliare\nper non sbagliare il calzino; questo \u00e8 colui dal cui patriottismo e coraggio deriva quel\ne il coraggio del quale si evince quell'aria struggente: \"Scots wha hae wi' Wallace\nsanguinarono\".  Hannah More era legata ai suoi antenati. Spiega chi era\nHannah More.\n\nOgni volta che una persona ci informa su chi era Sir William Wallace, o su chi ha scritto l'Amleto, o su dove \u00e8 stata combattuta la Dichiarazione d'Indipendenza, ci riempie di gioia.\n Amleto, o dove \u00e8 stata combattuta la Dichiarazione d'Indipendenza, ci riempie di un sospetto\nci riempie di un sospetto che equivale quasi a una convinzione, che quella persona\nnon ci sospetterebbe di essere cos\u00ec privi di conoscenza se non fosse lui stesso\nse non soffrisse lui stesso della stessa pretesa. Poi andiamo a pagina 20 dell'Autobiografia e ci imbattiamo in questo passo\nAutobiografia e ci imbattiamo in questo passaggio, e quel sospetto affrettato\nviene rimproverato:\n\n Ho acquisito la conoscenza dei libri con molta meno fatica di quanto sia necessario di solito.\nA dieci anni conoscevo la Grammatica di Lindley Murray come il Catechismo di Westminster.\ncon il Catechismo di Westminster; e quest'ultimo dovevo ripeterlo tutte le domeniche.\ndomenica. I miei studi preferiti erano la filosofia naturale, la logica e le scienze morali.\nMorale. Da mio fratello Alberto ricevetti lezioni di lingue antiche, ebraico e\nlingue antiche, ebraico, greco e latino.\n\nSi riprende fiato per lo stupore e si sente di nuovo e ancora di nuovo\nil dolore di quel rimprovero. Ma poi l'occhio cade sulla frase successiva\ne il dolore passa e si ripropone il sospetto con malvagia soddisfazione.\ncon malvagia soddisfazione:\n\n Dopo la mia scoperta della Scienza Cristiana, la maggior parte delle conoscenze che avevo\nscolastica \u00e8 svanita come un sogno.\n\nQuesta scomparsa spiega molte cose nei suoi scritti vari. Come\nCome dicevo, lei gestisce le sue ombre ancestrali, come le chiama lei, proprio\ncome io gestisco le mie. \u00c8 notevole. Quando si imbatte in un parente di mio\nNonno Baker, il generale Henry Knox, famoso per la Rivoluzione\nquando ne trova un altro, il defunto Sir John Macneill,\nnella linea della famiglia di mio nonno Baker, lo annota e si ricorda che fu un uomo importante\nricorda che era un personaggio di spicco nella politica britannica e che un tempo\nun tempo ricopr\u00ec la carica di ambasciatore in Persia; quando scopre che anche i suoi nonni erano\nnonni erano legati anche al capitano John Lovewell, il cui\nJohn Lovewell, il cui valoroso comando e la cui morte durante i disordini indiani del 1722-25\nche quella prolungata contesa sia nota storicamente come Guerra di Lovewell,\n quando si scopre che un cugino di sua nonna era John Macneill.\nnonna era John Macneill, il generale del New Hampshire che combatt\u00e9 a Lundy's Lane e si distinse.\nLundy's Lane e si distinse nel 1814 nella battaglia di Chippewa,\n e cataloga il generale. (E racconta dove si trovava Chippewa).\nsalta tutte le persone della piattaforma; non ne cita nemmeno una. Questo dimostra che\nche \u00e8 umana come tutti noi.\n\nEppure, dopo tutto, c'\u00e8 qualcosa di molto toccante nel suo orgoglio per questi\ndi questi meritevoli pesciolini, e qualcosa di grande e raffinato nella sua modestia nel non\ndi ricordare che la loro parentela con lei non pu\u00f2 conferirle alcuna distinzione, mentre\nmentre la semplice menzione dei loro nomi ha conferito loro una\nloro un'immortalit\u00e0 terrena senza volto.\n\n\n\n\nCAPITOLO II\n\nQuando scrisse questa piccola biografia, la grande opera della sua vita era gi\u00e0 stata\nera gi\u00e0 stata compiuta, era diventata famosa; per moltitudini di discepoli riverenti era un personaggio sacro, un familiare di Dio e di\ndiscepoli era un personaggio sacro, un familiare di Dio e il Suo canale di comunicazione\ndi Dio e il suo ispirato canale di comunicazione con il genere umano. Inoltre, per loro\nper loro le seguenti cose erano fatti e non erano messe in dubbio:\n\nNella mezza et\u00e0 aveva scritto una Bibbia e l'aveva pubblicata; l'aveva rifatta, ingrandita e pubblicata di nuovo.\nl'aveva rifusa, ampliata e pubblicata di nuovo; non si era fermata l\u00ec, ma l'aveva ampliata ulteriormente, aveva perfezionato il suo\nnon si era fermata l\u00ec, ma l'aveva ampliata ancora, aveva perfezionato il testo, la\nla forma e l'aveva pubblicata ancora una volta. Alla fine era diventato un testo compatto,\ngrammaticale, dignitoso e a regola d'arte. Questo era\nun buon allenamento, un allenamento costante; e in tutte le arti \u00e8 l'allenamento che porta l'arte alla perfezione.\nche porta l'arte alla perfezione. Ora ci troviamo di fronte a uno degli enigmi pi\u00f9\nenigmi pi\u00f9 stuzzicanti e sconcertanti della storia della signora Eddy.\nessere formulato cos\u00ec:\n\nCom'\u00e8 possibile che un'arma letteraria primitiva, nata come un'arma ad avancarica a canna liscia da cento\ncento metri ad avancarica ad anima liscia, e che nel corso di quarant'anni ha acquisito\ne che nel corso di quarant'anni ha acquisito un notevole perfezionamento dopo l'altro: tappo a percussione, cartuccia fissa, canna rigata, efficienza a mezzo metro;\ncartuccia fissa; canna rigata; efficienza a mezzo miglio.\ncome mai un'arma del genere, sufficientemente buona per la caccia all'elefante (Christian Science)\nfin dall'inizio, e sia sempre migliorato in quarant'anni, sia sempre crollato.\nquarant'anni, sia sempre crollato alla sua originaria\nnel momento in cui la cacciatrice l'ha usata per cacciare qualsiasi altra creatura che non fosse un elefante?\nelefante?\n\nQualcosa di pi\u00f9 di una generazione fa la signora Eddy usc\u00ec con il suo\ncon il suo lucchetto a pietra focaia sul poligono dei conigli; e questo \u00e8 stato parte del risultato:\n\n Dopo la sua morte, e un grave infortunio ritenuto fatale da abili medici, abbiamo scoperto che il principio di ogni guarigione e la legge del\nmedici, scoprimmo che il Principio di ogni guarigione e la legge che lo governa \u00e8 Dio, un Principio divino, spirituale e non materiale.\nche la governa \u00e8 Dio, un Principio divino e una legge spirituale e non materiale.\nspirituale e non materiale, e abbiamo riacquistato la salute. -Prefazione a Scienza e Salute, prima\nrevisione, 1883.\n\nN.B. Non dal libro stesso, ma dalla Prefazione.\n\nNoterete la goffaggine di questo inglese. Se doveste portare\nquesto paragrafo fino alla Corte Suprema degli Stati Uniti, per scoprire\nper scoprire definitivamente se l'incidente fatale \u00e8 accaduto all'uomo morto - come il paragrafo quasi asserisce - o a una persona o a pi\u00f9 persone.\nmorto - come quasi afferma il paragrafo - o a qualche persona o persone\nnon accennato nel paragrafo, la Corte Suprema sarebbe costretta a dire che le prove\ndire che le prove non hanno stabilito nulla con certezza se non che\nche c'era stato un incidente - la vittima non \u00e8 nota.\n\nIl contesto pensa di spiegare chi fosse la vittima, ma non fa nulla di\ndel genere. Fornisce una sorta di materiale per indovinare che permette di\ndi supposizioni che permettono di dedurre che siamo stati noi a subire il danno menzionato, ma se si portasse la lingua in tribunale non si potrebbe\nse si dovesse portare il linguaggio davanti a un tribunale non si riuscirebbe a dimostrare\nche il significato fosse necessariamente quello.  Noi siamo la signora Eddy; un buffo vezzo.\nbuffo vezzo. In seguito la sostitu\u00ec con la pi\u00f9 dignitosa terza persona.\n\nIl paragrafo citato \u00e8 tratto dalla prefazione di Mrs. Eddy alla prima revisione di Science and Health (1883).\ndi Scienza e Salute (1883). Sessantaquattro pagine pi\u00f9 avanti, nel corpo del libro (il\ncorpo del libro (la gamma degli elefanti), \u00e8 uscita con lo stesso\ncon la stessa pietra focaia e ha ottenuto il seguente risultato. Il suo inglese \u00e8 quasi\ndritto, pulito e competente come l'inglese dell'ultima revisione di Scienza e Salute\nrevisione di Scienza e Salute, dopo che l'arma \u00e8 stata migliorata dal moschetto a canna liscia fino al\nmoschetto ad anima liscia fino al fucile a vista per le lunghe distanze:\n\n L'uomo controllato dal Creatore non soffre fisicamente. Il suo corpo \u00e8\narmonioso, i suoi giorni si moltiplicano invece di diminuire, egli sta\nverso la vita invece che verso la morte, facendo emergere l'uomo nuovo e crocifiggendo i vecchi affetti, tagliandoli in ogni materiale.\ne crocifiggendo i vecchi affetti, tagliandoli in ogni direzione materiale, fino a che\nin ogni direzione materiale, finch\u00e9 non impara l'assoluta supremazia dello Spirito e cede alla sua\nobbedienza.\n\nNell'ultima revisione di Scienza e salute (1902), la pistola perfezionata\npistola perfezionata fornisce quanto segue. L'inglese \u00e8 pulito, compatto, dignitoso,\nquasi perfetta. Ma si pu\u00f2 osservare che non \u00e8 nettamente migliore\ndi quanto non lo sia nel paragrafo precedente, che era un prodotto della primitiva\nprimitivo lucchetto a pietra focaia:\n\n Quanto \u00e8 irragionevole la convinzione che stiamo consumando la vita e affrettando la morte.\ne di affrettarci verso la morte, e allo stesso tempo di essere in comunione con l'immortalit\u00e0?\nimmortalit\u00e0? Se i defunti sono in rapporto con la mortalit\u00e0, o con la materia,\nnon sono spirituali, ma devono essere ancora mortali, peccatori, sofferenti,\ne morenti. Allora perch\u00e9 cercare in loro - anche se la comunicazione fosse possibile\npossibile, per avere prove dell'immortalit\u00e0 e accettarli come oracoli?\n --Edizione del 1902, pagina 78.\n\nCon i paragrafi precedenti confrontate quelli che seguono. \u00c8 la signora Eddy\nEddy che scrive, dopo ben vent'anni di esercizio della penna. Confrontate anche\ncon le presunte Poesie gi\u00e0 citate. La caratteristica principale dei\ndelle Poesie \u00e8 l'affettazione, l'artificiosit\u00e0; la loro composizione \u00e8 un compiacimento\ncompiacente e pretenzioso di false figure e di una scrittura raffinata, in stile\nstile sofistico. Si ritrovano le stesse qualit\u00e0 e lo stesso stile,\ninalterati, senza modifiche, in questi paragrafi, dopo pi\u00f9 di cinquant'anni e dopo che\npi\u00f9 di cinquant'anni e dopo, come detto, una lunga formazione letteraria.\nIl corsivo \u00e8 mio:\n\n1.  Quale macchia di peste o bacilli stavano [sic] rosicchiando [sic] il cuore di questa\nquesta metropoli... e lo hanno portato [il cuore] in ginocchio? Perch\u00e9, era\nera un istituto che era entrato nelle sue viscere, che, tra le altre cose, insegnava giochi, ecc,\ninsegnava giochi, eccetera.--C.S. Journal, p. 670, articolo intitolato A\nNarrazione di Mary Baker G. Eddy.\n\n2.  I parchi sono sorti [sic]... le auto elettriche corrono [sic] allegramente per diverse strade, i marciapiedi di cemento e le strade macadamizzate punteggiano [sic].\ndiverse strade, marciapiedi di cemento e strade macadamizzate punteggiano [sic]\nil luogo, eccetera.--Ibidem.\n\n3.  Spogliato [sic] dei suoi sobborghi, aveva in effetti ben poco da ammirare, se non\na chi si immagina uno scheletro in superficie che respira [sic] lentamente\nattraverso un seno arido [sic]. --Ibidem.\n\nQuesto non \u00e8 inglese, cio\u00e8 un inglese adulto. Ma \u00e8\ninglese di quindici anni fa, e non \u00e8 cresciuto di un mese da quando la stessa mente\nmente ha prodotto i Poemi. Lo standard delle Poesie e del\nsforzo di macchie di peste e bacilli \u00e8 esattamente lo stesso. \u00c8 molto strano\n\u00e8 molto strano che lo stesso intelletto che ha scritto il semplice e autonomo paragrafo\nparagrafo che inizia con Quanto \u00e8 irragionevole la convinzione,\n scarichi sul mondo, nello stesso lustro, un tale caos verbale come l'enunciazione di\ncaos verbale come l'enunciazione di quel punto di peste o di quei bacilli che\nche stavano rosicchiando le viscere della metropoli e che hanno portato il suo cuore in\nin ginocchio, esponendo cos\u00ec all'occhio il resto dello scheletro che respirava\nlentamente attraverso un petto arido.\n\nL'immenso contrasto tra l'inglese legittimo di Scienza e Salute e quello bastardo delle opere miscellanee di Mrs.\nSalute e l'inglese bastardo delle opere miscellanee della signora Eddy, e tra la maturit\u00e0 dell'una e la giovinezza dell'altra.\ntra la maturit\u00e0 della dizione dell'una e la giovinezza dell'altra,\nsuggerisce - e obbliga - a chiedersi: \"Ci sono due pistole? Sembrerebbe di s\u00ec.\nC'\u00e8 un povero, sciocco, vecchio e dispersivo fucile a pietra focaia per i conigli e un fucile a lunga gittata, a guida centrale, per i conigli.\na lunga gittata, a guida centrale e con caricatore Mauser aggiornato per l'elefante?\nSembra proprio di s\u00ec. Infatti, si pu\u00f2 osservare che a Scienza e Salute (il campo degli elefanti) la pratica\n(il campo degli elefanti) la pratica era buona all'inizio ed \u00e8 rimasta tale,\ne che la pratica nel campo vario, esterno, della selvaggina piccola\nera pessima all'inizio e non \u00e8 mai stata meno pessima in nessun momento successivo.\n\nVorrei dire che a Mrs. Eddy non chiedo un inglese perfetto, ma solo un buon inglese,\nma solo un buon inglese. Nessuno pu\u00f2 scrivere un inglese perfetto e mantenerlo\nper un tratto di dieci capitoli. Non \u00e8 mai stato fatto. \u00c8 stato\nnel pozzo dell'inglese senza macchia; \u00e8 stato affrontato nell'allegato di\nnell'allegato di Mrs. Eddy a quel libro; \u00e8 stato affrontato in diverse grammatiche inglesi; io ho persino affrontato\ngrammatiche inglesi; l'ho anche affrontato io stesso; ma nessuno di noi ha\nporto.\n\nOra, l'inglese di Science and Health \u00e8 buono. Nei passaggi che si trovano\nnell'Autobiografia di Mrs. Eddy (alle pagine 53, 57, 101 e 113) e a pagina 6 della sua squallida prefazione a Science and Health, prima revisione, lei\npagina 6 della sua squallida prefazione a Scienza e Salute, prima revisione, la signora Eddy sembra\nmi sembra che rivendichi l'intera e unica paternit\u00e0 del libro. Che\nche abbia scritto l'Autobiografia, e quella prefazione, e le Poesie, e la\nmacchia di peste-Bacilli, non ci \u00e8 permesso dubitare. Anzi, sappiamo che\nli ha scritti. Ma proprio la certezza che abbia scritto queste cose costringe a dubitare\ndubbio che abbia scritto Scienza e Salute. \u00c8 colpevole di piccole\ndi piccole goffaggini espressive nell'Autobiografia che una penna esperta\ndifficilmente permetterebbe di non correggere anche in una frettolosa lettera privata,\ne non si sognerebbe di farli passare senza correzioni in brani destinati alla stampa.\nstampa. Ma lei li passa placidamente; placidamente come se non sospettasse che si tratta di offese alla\ncome se non sospettasse che si tratta di offese all'inglese di terza classe. Io penso\nche quella placidit\u00e0 nasca proprio da quella inconsapevolezza, per cos\u00ec dire. I\nciter\u00f2 alcuni esempi tratti dall'Autobiografia. Il corsivo \u00e8 mio:\n\n Ricordo di aver letto nella mia infanzia alcuni manoscritti contenenti\nSonetti scritturali, oltre ad altri versi ed enigmi, ecc. Pagina 7.\n\n[Molti pallidi storpi sono entrati in Chiesa appoggiandosi alle stampelle e ne sono usciti portandole sulle spalle.\nstampelle che uscivano portandole sulle spalle.\n\nE' imbarazzante, perch\u00e9 a prima vista sembra dire che gli storpi sono entrati appoggiandosi a stampelle che sono usciti portando con s\u00e9 il\nzoppi entravano appoggiandosi alle stampelle che uscivano portando gli\nstorpi sulle loro spalle. Non le sarebbe costato fatica mettere\nmettere il suo che dopo gli storpi.  La biasimo un po'; penso che il suo\ncorrettore di bozze avrebbe dovuto essere fucilato. Possiamo lasciar passare la sua C maiuscola, ma\nma \u00e8 un'altra goffaggine, poich\u00e9 sta parlando di un edificio, non\ndi una societ\u00e0 religiosa.\n\n Matrimonio e parentela [Titolo del capitolo. Pagina 30]. Immaginate che\nche stia per iniziare un discorso sul suo matrimonio e che finisca con\nqualche racconto su suo padre e sua madre. E cos\u00ec sarete ingannati.\n Il matrimonio era giusto, ma la parentela non era la parola migliore per il resto del\ndella storia. Si riferisce alla nascita del proprio figlio. Dopo un certo\nperiodo di tempo \u00e8 nato il mio bambino.  Matrimonio e maternit\u00e0--Matrimonio e\nmaternit\u00e0, matrimonio e prodotto, matrimonio e dividendo.\nsi sarebbero adattate ai fatti e avrebbero chiarito la questione.\n\n A mia insaputa \u00e8 stato nominato tutore.  Pagina 32.\n\nSta parlando di suo figlio. Intende dire che \u00e8 stato nominato un tutore per il figlio\n\u00e8 stato nominato, ma non \u00e8 quello che dice.\n\n Se le conclusioni spirituali vengono separate dalle loro premesse, il nesso si perde e l'argomentazione con le sue giuste conclusioni diventa\nnesso si perde e l'argomentazione, con le sue giuste conclusioni, diventa\ndi conseguenza oscuro.  Pagina 34.\n\nNon sapremo mai perch\u00e9 abbia inserito la parola corrispondente\nl\u00ec. Qualsiasi parola bella e grande avrebbe risposto altrettanto bene:\npsicosuperintangibilmente, elettroincandescentemente, oligarcheologicamente...\nsanchrosynchro-stereopticamente... una qualsiasi di queste avrebbe risposto,\nognuna di queste avrebbe riempito il vuoto.\n\n Il suo noumeno spirituale e il suo fenomeno hanno messo a tacere la ritrattistica.  Pagina 34.\n\nEppure dice di aver dimenticato tutto quello che sapeva, quando ha scoperto la\nScienza Cristiana. Mi rendo conto che il noumeno \u00e8 una margherita; e non negher\u00f2 che lo user\u00f2 ogni volta che mi trover\u00f2 in una compagnia che riterr\u00f2 di poter utilizzare.\nnon negher\u00f2 che lo user\u00f2 ogni volta che mi trover\u00f2 in una compagnia che ritengo di poter\nimbarazzante; ma, allo stesso tempo, credo che sia fuori luogo\ntra amici in un'autobiografia. L\u00ec penso che una persona non dovrebbe\navere un asso nella manica. Mina la fiducia. Ma la mia\ninsoddisfazione per il passo citato non \u00e8 per il noumeno;\nma per l'uso improprio del termine \"silenziato\".  Non si pu\u00f2\nnon si pu\u00f2 mettere a tacere la ritrattistica con un noumenon; se la ritrattistica dovesse fare rumore,\nsi potrebbe trovare un modo per metterlo a tacere, ma anche in questo caso non si potrebbe fare\ncon un noumeno. Nemmeno con un mattone, pensano alcune autorit\u00e0.\n\n Pu\u00f2 darsi che la battaglia della vita mortale sia ancora in corso, ecc. Pagina 35.\n\nQuesto \u00e8 maldestro. Le battaglie non si fanno, si fanno. La signora Eddy ha\nuna particolarit\u00e0 molto curiosa e interessante: ogni volta che si accorge che\nche si sta chiacchierando senza dire nulla, si tira su con un improvviso\nDio \u00e8 su tutti noi, o qualche altra irrilevanza sonora, e per il momento sembra illuminare il\nper il momento sembra illuminare l'intero quartiere; poi, prima che tu possa riprenderti dallo shock, si spegne.\nprima che possiate riprendervi dallo shock, lei se ne va piacevolmente e senza senso\ne voi vi affrettate speranzosi a seguirla, pensando che stavolta otterrete qualcosa.\ndi ottenere qualcosa questa volta; ma non appena vi ha condotto abbastanza lontano dal suo lotto di tacchini\nlontano dal suo lotto di tacchini, si avvicina a un albero. Ogni volta che scopre\nche si sta staccando, si accoppia con un \"Ma\" ostentato che non ha nulla di\nostentazione di un Ma che non ha nulla a che fare con tutto ci\u00f2 che \u00e8 stato\nprima o con quello che verr\u00e0 dopo, poi aggancia al treno alcuni vuoti\nversetti della Bibbia, di solito non correlati, e se ne va via dalla vista\ne ti lascia a chiederti come abbia fatto a fare quella cosa intelligente. Per casi eclatanti\nesempi, si veda il paragrafo in basso a pagina 34 e il paragrafo a pagina 35 della sua Autobiografia.\n35 della sua Autobiografia. Ha uno scopo, uno scopo profondo, oscuro e artistico, in ci\u00f2 che dice.\nscopo - in quello che dice nel primo paragrafo, e voi indovinate qual \u00e8.\nma questo \u00e8 dovuto al vostro talento, non al suo; lei l'ha reso pi\u00f9 oscuro del linguaggio.\nha reso il tutto pi\u00f9 oscuro di quanto il linguaggio potesse fare. L'altro paragrafo non ha\nsignificato e non ha un'intenzione individuabile. \u00c8 semplicemente uno dei suoi\nDio. Non posso dedicargli spazio in questo luogo.\n\n Ho visto con ineffabile stupore la meravigliosa abilit\u00e0 del nostro grande Maestro nell'esigere\nnon esigere n\u00e9 l'obbedienza alle leggi igieniche n\u00e9, ecc. Pagina 41.\n\nLa parola \u00e8 scelta in modo approssimativo: abilit\u00e0. Probabilmente intendeva giudizio,\nintuizione, penetrazione o saggezza.\n\n Naturalmente, i miei primi appunti non erano altro che tentativi di esprimere in una flebile\ndizione della Verit\u00e0 ultima.  Pagina 42.\n\nSi capisce cosa intende, ma avrebbe dovuto essere in grado di dire ci\u00f2 che intendeva.\nin qualsiasi momento, prima che scoprisse la Scienza Cristiana e dimenticasse tutto ci\u00f2 che sapeva.\ne avesse dimenticato tutto ci\u00f2 che sapeva, e anche dopo. Se avesse messo \"debole\" davanti a \"sforzi\n davanti a \"sforzi\" e poi avesse tralasciato \"in\" e \"dizione\", avrebbe fatto centro.\navrebbe fatto centro.\n\n ... la sua espressione scritta aumenta di perfezione sotto la guida\ndel grande Maestro.  Pagina 43.\n\n\u00c8 un errore. Nemmeno in queste circostanze vantaggiose si pu\u00f2\naumentare la perfezione.\n\n Il male non si domina con il male, ma si pu\u00f2 vincere solo con il Bene.\nQuesto mette in evidenza il nulla del male e l'eterno Qualcosa\nrivendica il Principio divino e migliora la razza di Adamo.  Pagina 76.\n\nQuesto \u00e8 troppo estraneo per me. \u00c8 questo il problema della signora Eddy quando\nEddy quando si mette a spiegare una mostra troppo grande: nel momento in cui si pensa che la\nluce si spegne la candela e la mente inizia a vagare.\na vagare.\n\n Nessun altro pu\u00f2 scolare la coppa che ho bevuto fino alla feccia, come lo scopritore e insegnante della Scienza Cristiana.\nscopritore e insegnante della Scienza Cristiana Pagina 47.\n\nQuesto significa che non possiamo svuotare una coppa vuota. Lo sapevamo gi\u00e0 prima; e sappiamo che\nsappiamo che intendeva dirci che quella particolare coppa rimarr\u00e0\nvuota. Cio\u00e8, pensiamo che l'idea fosse quella, ma non possiamo esserne certi.\nLei ha un talento assolutamente sorprendente nel mettere insieme le parole\nin modo tale da rendere impossibile un'indagine efficace sulla loro intenzione.\nimpossibile.\n\nIn genere ci mette a disagio quando comincia ad accordare il suo\ntimbro della scrittura. Mi riporta ai suoi giorni di Peste e Poesia, e io li temo.\ne io li temo:\n\n Nell'obliquit\u00e0 materiale della mente mortale guardai e rimasi abbattuto.\nLa guancia dell'orgoglio era sbiadita. Il mio cuore si pieg\u00f2 in basso davanti all'onnipotenza\nonnipotenza dello Spirito, e una tinta di umilt\u00e0 morbida come il cuore di un raggio di luna\ndi un raggio di luna, che ricopre la terra. Betlemme e Betania, il Getsemani e il\nGetsemani e Calvario, parlarono al mio senso castigato come alle labbra lacrimose di un bambino.\n Pagina 48.\n\nIl cuore di un raggio di luna \u00e8 un'espressione abbastanza carina per Friendship's-Album.\nanche se penso che la figura sia un po' sforzata, ma l'umilt\u00e0 non ha tinte, non ha colorito, e se avesse un colorito, sarebbe un'umiliazione;\nma l'umilt\u00e0 non ha tinte, l'umilt\u00e0 non ha carnagione, e se l'avesse non potrebbe ammantarsi di terra.\nnon potrebbe ricoprire la terra. Un raggio di luna potrebbe - non lo so - ma lei non ha detto che era la luna.\nnon ha detto che era un raggio di luna. Ma lasciamo perdere, non posso decidere, lei\nmi confonde cos\u00ec tanto. Un bambino non ha le labbra che lacrimano, sono gli occhi. Non c'\u00e8\nnon c'\u00e8 nulla del tipo di inglese della signora Eddy in Scienza e Salute, nemmeno una riga.\nuna riga.\n\n\n\n\nCAPITOLO III\n\nA parte il frontespizio, l'indice, ecc. la piccola Autobiografia inizia a pagina 7 e termina a pagina 130.\npagina 7 e termina a pagina 130. Le mie citazioni sono tratte dalle prime quaranta\npagine. Mi sembra che dimostrino la presenza della mano del \"prete\". Lo stile\nstile delle quaranta pagine \u00e8 sciolto, debole e \"prenziano\". Il\nmovimento della narrazione non \u00e8 ordinato e sequenziale, ma divaga\nma divaga e salta in avanti e indietro e qui e l\u00e0 e l\u00e0,\nalla maniera di 'prentice'. Molti viaggiatori hanno spezzato la loro narrazione e hanno\ne ha saltato e divagato, ma lo ha fatto per uno scopo, per un vantaggio.\nun vantaggio; c'era dell'arte in questo, e dei punti da segnare; il lettore attento ha capito il gioco.\nlettore attento percepiva il gioco, si divertiva e lo rispettava, se era ben giocato.\nse era ben giocato. Ma l'interpretazione della signora Eddy era priva di intenzioni,\ne priva di arte. Non poteva segnare alcun punto a queste condizioni,\ne quasi tutti i lettori possono vedere che il suo lavoro \u00e8 stato il\ndi una principiante.\n\nNel paragrafo precedente ho descritto il primo terzo del libretto.\nCompletato questo terzo, la signora Eddy lascia la riserva di conigli,\nattraversa la frontiera e si affaccia sul suo vasto territorio di caccia grossa: la Scienza Cristiana.\nterritorio, la Scienza Cristiana, e c'\u00e8 un cambiamento istantaneo! Lo stile\nLo stile migliora elegantemente e le piccole e maldestre offese tecniche scompaiono. In questi\nquesti due terzi dell'opuscolo ne trovo solo uno, e ha l'aria di essere un errore di stampa.\nun errore di stampa.\n\nLascio l'indovinello al lettore. Forse pu\u00f2 spiegare come sia possibile\ncome mai una persona - addestrata o meno - che un giorno non riesce a scrivere nulla di meglio che\nmeglio di Peste-Spot-Bacilli e di una storia personale debole, incerta e vagante, disseminata di cifre false e di oscurit\u00e0 e di\nstoria personale piena di cifre false, di oscurit\u00e0 e di\ndi figure false e di oscurit\u00e0 e di errori tecnici, pu\u00f2 il giorno dopo sedersi e scrivere in modo fluente,\nfluidamente, in modo compatto, capace e sicuro di s\u00e9 su un grande argomento\nargomento, e farlo con la stessa facilit\u00e0 e comodit\u00e0 con cui una balena pagaia intorno al\nil globo.\n\nPer quanto mi riguarda, in cinquant'anni ho scribacchiato cos\u00ec tanto che sono diventato\nsaturazione di convinzioni di un tipo e dell'altro riguardo ai limiti di uno\nlimiti di uno scribacchino; e queste sono cos\u00ec forti che quando conosco il lavoro di un letterato\ncon l'opera di un letterato mi sento perfettamente sicuro di conoscere abbastanza\nsui suoi limiti per sapere cosa non pu\u00f2 fare. Se il signor Howells dovesse\nHowells dovesse fingere di aver scritto la rapsodia sul bacillo della peste, riceverei l'affermazione con cortesia.\nricevere l'affermazione con cortesia; ma la riconoscerei per una... beh, per una\nuna perversione. Se il defunto Josh Billings si alzasse e mi dicesse che ha scritto\ndi aver scritto le filosofie di Herbert Spencer, dovrei rispondere che l'ortografia\nl'ortografia mette in dubbio la sua affermazione. Se il defunto Jonathan Edwards\nsi alzasse e mi dicesse che ha scritto i libri del signor Dooley, dovrei rispondere\ne dire che la marcata differenza tra il suo stile e quello di Dooley \u00e8 un\n\u00e8 un argomento contro la fondatezza della sua affermazione. Vedete quanto io\ndelle prove indiziarie. Nelle questioni letterarie, a mio avviso, \u00e8 spesso migliore\n\u00e8 spesso migliore della parola di qualsiasi persona, migliore del giuramento di qualsiasi personaggio losco.\ngiuramento di un personaggio losco. \u00c8 difficile per me credere che la stessa mano che ha scritto il\nche ha scritto la Peste-Spot-Bacilli e il primo terzo della piccola biografia di\nEddy abbia scritto anche Scienza e Salute. Anzi, \u00e8 pi\u00f9 che\ndifficile, \u00e8 impossibile.\n\nIn linea di massima, negli ultimi due mesi ho letto un'infinit\u00e0 di scritti della signora Eddy.\nEddy, negli ultimi due mesi. Non posso sapere, ma sono convinto\nche le prove circostanziali dimostrano che la sua effettiva partecipazione al lavoro di\nlavoro di composizione e formulazione di queste cose era cos\u00ec esigua da essere\nirrilevante. Dove lei mette il suo piede letterario, la sua traccia\nsulla pagina del suo lustratore a pagamento \u00e8 evidente come quella di un elefante in una\ndi una processione domenicale. La sua produzione verbale, quando viene lasciata inalterata dai suoi\nquando non viene ritoccata dai suoi commessi, \u00e8 inconfondibile.\ncaratteristiche fortemente distintive osservabili nei passaggi vergini della sua penna\ngi\u00e0 citati da me:\n\nVuoto nel deserto, per quanto riguarda il pensiero. Autocompiacimento. Puerilit\u00e0.\nSentimentalismo. Affetti di erudizione. Brama di espressione eloquente e\ne fiorito. Ripetizione di pittoreschi vezzi poetici.\nAffermazioni confuse e vaganti. Metafora impazzita. Parole senza senso\nparole senza senso, usate perch\u00e9 sono belle, o appariscenti, o insolite. Tentativi dolorosi\ntentativi epigrammatici. Distruzione dell'originalit\u00e0.\n\nIl grosso volume intitolato Scritti vari della signora Eddy contiene\ndiverse centinaia di pagine. Delle cinquecentocinquantaquattro pagine di prosa che lo compongono\ndi prosa, trovo che dieci righe, a pagina 319, siano di Mrs.\npagina della prefazione o Prospectus; inoltre una quindicina di pagine sparse nel libro.\nnel libro. Se ha scritto qualcosa del resto della prosa, \u00e8 stato\n\u00e8 stato riscritto dopo di lei da un'altra mano. Qui inserir\u00f2 due terzi\ndella sua pagina del prospetto. \u00c8 evidente che ogni volta che, sotto l'ispirazione della\nispirazione della Divinit\u00e0, si fa uscire un libro, le \u00e8 sempre permesso di\ndi fare una parte della prefazione. Mi chiedo come mai. In realt\u00e0 rovina sempre l'opera.\nPenso che sia fatto con umorismo e malizia, penso che ai commessi piaccia vederla\nche lei si dia alla macchia. Sanno che lo far\u00e0, dato che la sua scorta di materiali utilizzabili\ndi materiali utilizzabili \u00e8 limitata e la sua procedura per impiegarli \u00e8 sempre la stessa,\nsostanzialmente. Sanno che quando gli iniziati si imbattono nella sua prima\nallusione erudita, o su una qualsiasi delle sue altre propriet\u00e0 sceniche, possono\npossono chiudere gli occhi e dire cosa seguir\u00e0. Di solito butta gi\u00f9\nun'osservazione facile, tutta intrisa di cultura greca o ebraica o latina; di solito\ndi solito ha una persona che osserva una stella - raramente riesce ad allontanarsi\nda questa idea poetica - a volte si tratta di un caldeo, a volte di un delegato di\na volte un Delegato a piedi, a volte un perfetto sconosciuto, ma che sia come sia, in genere \u00e8\n\u00e8 generalmente presente quando il treno \u00e8 pronto a partire e ha il suo lasciapassare nel\ncappello; lei in genere ha un Essere con una cupola su di lui, o qualche altro\ndi copertura che \u00e8 insolito e fuori moda; le piace sparare un\nun versetto delle Scritture dove fa il rumore pi\u00f9 bello e si avvicina di pi\u00f9 alla\ndi rompere la connessione; spesso lancia un Forefelt, o un\nForesplendor, o un Foreslander dove avr\u00e0 un bel suono nautico e\nnautico e far cantare la frase; dopodich\u00e9 \u00e8 quasi certa di gettare via la discrezione e di\n\u00e8 quasi certa di gettare via la discrezione e di dedicarsi alla sua passione mortale,\nMetafora inebriante. In quel momento la signora Eddy che non esita \u00e8 perduta.\nesita \u00e8 perduta:\n\n L'antico greco guardava con desiderio all'Olimpiade. Il Caldeo\nper lui non c'era destino pi\u00f9 alto che potesse albeggiare sulla\ndell'essere di quello prefigurato dai segni del cielo. Il mite\nNazareno, lo schernitore di tutti gli schernitori, disse: \"Voi potete discernere la faccia del cielo; ma non potete\ndel cielo, ma non riuscite a discernere i segni dei tempi?\naveva intuito e previsto la prova di un cristianesimo perfetto, odiato dai peccatori.\npeccatori.\n\n Per accendere tutte le menti con un bagliore di gratitudine, la nuova idea che nasce dalla Verit\u00e0 infinita deve essere compresa.\nche scaturisce dalla Verit\u00e0 infinita deve essere compresa. Il veggente di questa\nepoca dovrebbe essere un saggio.\n\n L'umilt\u00e0 \u00e8 il trampolino di lancio per un pi\u00f9 alto riconoscimento della Divinit\u00e0. Il\nsenso che cresce, raccoglie nuove forme e strani fuochi dalle ceneri del\ndell'io che si dissolve e fa cadere il mondo. La mitezza accresce gli attributi immortali\nimmortali, solo rimuovendo la polvere che li offusca. La bont\u00e0 rivela\nun'altra scena e un altro s\u00e9 apparentemente avvolti nelle ombre, ma portati alla luce dalle evoluzioni del\nma che vengono portati alla luce dalle evoluzioni del pensiero che avanza, grazie alle quali\nil potere della Verit\u00e0 e dell'Amore di guarire i malati.\n\n L'orgoglio \u00e8 l'ignoranza; coloro che assumono di pi\u00f9 hanno meno saggezza o esperienza.\nesperienza; e rubano al prossimo, perch\u00e9 hanno cos\u00ec poco di\npoco del proprio. --Scritti vari, pagina 1, e sei righe all'inizio di pagina 2.\npagina 2.\n\nNon \u00e8 credibile che la mano che ha scritto quelle frasi sgraziate e affettate\nfrasi goffe e affettate abbia scritto l'inglese scorrevole di Science and Health.\n\n\n\n\nCAPITOLO IV\n\nSpesso si dice che la signora Eddy sostiene che Dio \u00e8 l'autore di Scienza e Salute.\ndi Scienza e Salute. Il signor Peabody afferma nel suo opuscolo che la signora Eddy dice che\nche non \u00e8 lei, ma Dio l'autore.  Non trovo che nella sua autobiografia\nnon riesco a trovare che nella sua autobiografia faccia questo trasferimento di paternit\u00e0, ma credo che in essa\nche in essa affermi con certezza di aver fatto il suo lavoro sotto la Sua\nispirazione di Dio, sicuramente per lei, perch\u00e9 di norma non \u00e8 una persona molto\npersona molto precisa, anche quando sembra che faccia del suo meglio per essere chiara e\ne positiva. Parlando dei primi tempi in cui la sua Scienza cominciava a\na dispiegarsi e a prendere forma nella sua mente, dice (Autobiografia,\npagina 43):\n\n La mano divina mi ha condotto in un nuovo mondo di luce e di vita, un universo nuovo.\nuniverso: vecchio per Dio, ma nuovo per il suo \"piccolo\".\n\nLei \u00e8 la Sua piccola, come ho capito.\n\nLa mano divina l'ha guidata. Sembra voler dire che Dio mi ha ispirato; ma quando una persona\nquando una persona usa metafore invece di statistiche - e questa \u00e8 la moda comune della signora Eddy - non si pu\u00f2 sempre essere sicuri dell'intenzione.\nEddy, non si pu\u00f2 sempre essere sicuri dell'intenzione.\n\n[Anche la Scrittura non ha dato un'interpretazione diretta del principio di guarigione.\nBase scientifica per dimostrare il Principio spirituale della guarigione,\nfino a quando il nostro Padre Celeste non ha ritenuto opportuno, attraverso la Chiave delle Scritture, in\nScienza e Salute, di svelare questo \"mistero di piet\u00e0\".\n\nUn'altra metafora sconcertante. Se avesse usato un linguaggio semplice, da pronostico, e avesse detto: \"Dio ha scritto la chiave e io l'ho messa nel mio libro\",\ne avesse detto che Dio ha scritto la Chiave e io l'ho messa nel mio libro; oppure se avesse detto che\n Dio mi ha fornito la soluzione del mistero e io l'ho messa su carta;\no se avesse detto che Dio ha fatto tutto, allora avremmo capito; ma la sua frase \u00e8 aperta a tutti e a ciascuno.\nfrase \u00e8 aperta a tutte le traduzioni, ed \u00e8 una chiave che non sblocca nulla, per noi.\nche non apre nulla, per noi. Tuttavia, sembra che significhi almeno che Dio\nmi ha ispirato, se non altro.\n\nC'\u00e8 stata una comunione personale e intima, in ogni caso lo si capisce\ndagli enigmi. Il legame si \u00e8 esteso agli affari, dopo\nl'istituzione dell'industria dell'insegnamento e della guarigione.\n\n[Pagina 71.] Quando Dio mi spinse a fissare un prezzo per la mia istruzione, ecc.\nPi\u00f9 in basso:  Dio mi ha poi mostrato, in molti modi, la saggezza di questa decisione.\ndi questa decisione.\n\nNon era in grado di pensare a un equivalente finanziario - cio\u00e8 un equivalente pecuniario - per la sua istruzione nella Scienza Cristiana.\nequivalente pecuniario - per la sua istruzione nella Scienza Cristiana\nguarigione mentale.  In questa situazione di emergenza fu indotta a far pagare trecento dollari\ndollari per un periodo di dodici mezze giornate.  Non dice chi l'abbia indotta,\ndice solo che la cifra la preoccupava molto. Penso che significhi\nche il prezzo sia stato suggerito dall'alto, essendo il termine teologico\nidentico alla nostra espressione commerciale \"condotta personalmente\".  Lei si \u00e8 tirata indietro\ndi chiederlo, ma alla fine fu indotta, da una strana provvidenza, ad accettare questo\nquesto prezzo.   Provvidenza \u00e8 un altro termine teologico. Due led e una\nuna provvidenza, presi insieme, costituiscono un argomento piuttosto forte per\nispirazione. Penso che queste statistiche rendano chiaro che il prezzo\n\u00e8 stato organizzato in alto. Questo punto di vista \u00e8 costruttivamente supportato dal fatto,\nche Dio approv\u00f2 in seguito, in molti modi, la saggezza di\nmodi, la sua saggezza nell'accettare il compenso menzionato.  Molteplici\nmodi - un'inclusione molteplice - suggerisce entusiasmo. Entusiasmo negli affari.\nE suggerisce vicinanza. La vicinanza di Dio al suo piccolo.  Vicinanza,\ne un interesse personale vigile. Un interesse caldo, palpitante, Standard-Oil, per cos\u00ec dire.\nStandard-Oil, per cos\u00ec dire. Tutto ci\u00f2 indica un'ispirazione. Possiamo ipotizzare,\ndue ispirazioni: una per il libro, l'altra per l'attivit\u00e0.\n\nLe prove dell'ispirazione sono ulteriormente accresciute dalla testimonianza del rev.\nGeorge Tomkins, D.D., gi\u00e0 citato, che la signora Eddy e il suo libro sono stati preannunciati nell'Apocalisse e che la signora Eddy \u00e8 la pi\u00f9 brillante delle donne di Dio.\nEddy e il suo libro sono stati predetti nell'Apocalisse e che la signora Eddy \u00e8 il pensiero pi\u00f9 luminoso di Dio per questa epoca, dandoci l'interpretazione spirituale della Bibbia.\npensiero di Dio per questa epoca, che ci d\u00e0 l'interpretazione spirituale della Bibbia\nnel \"piccolo libro\" dell'Angelo.\n\nSono consapevole che non \u00e8 il signor Tomkins a parlare, ma la signora Eddy.\nI conferenzieri incaricati della Chiesa della Scienza Cristiana devono essere\nmembri del Consiglio delle Conferenze. (Statuto Sec. 2, pag. 70).\ndi Conferenze \u00e8 selezionato dal Consiglio di Amministrazione della Chiesa.\n(Statuto, Sezione 3, pag. 70) Il Consiglio di amministrazione della Chiesa \u00e8 di propriet\u00e0 della signora Eddy.\npropriet\u00e0 della signora Eddy. (Statuto, p. 22) Il signor Tomkins non ha fatto questa dichiarazione senza l'autorizzazione della sede centrale.\nTomkins non ha fatto questa dichiarazione senza l'autorizzazione della sede centrale. L'ha ottenuta necessariamente\ndal Consiglio di amministrazione, il Consiglio di amministrazione dalla signora Eddy, la signora Eddy dalla Divinit\u00e0.\nEddy dalla Divinit\u00e0. Il signor Tomkins sarebbe stato rifiutato da quella\nse le sue osservazioni fossero state insoddisfacenti.\n\nPu\u00f2 darsi che da qualche parte ci sia la prova, come \u00e8 stato sostenuto, che\nEddy abbia attribuito alla Divinit\u00e0 la paternit\u00e0 verbale di Scienza e Salute.\ne Salute. Ma se ha mai fatto questa accusa, l'ha ritirata (come mi sembra), e nel modo pi\u00f9 formale e senza riserve.\nmi sembra), e nel modo pi\u00f9 formale e non qualificato di tutti. Vedi\nAutobiografia, pagina 57:\n\n Quando la richiesta di questo libro \u00e8 aumentata... il copyright \u00e8 stato violato.\nHo intentato una causa legale e il mio copyright \u00e8 stato protetto.\n\n\u00c8 chiaro quindi che non ha sostenuto che la Divinit\u00e0 fosse l'Autore (verbale); perch\u00e9 se lo avesse fatto avrebbe perso la causa.\nse l'avesse fatto, avrebbe perso la causa, e con\ncon una rude rapidit\u00e0. Eravamo ai vecchi tempi, prima della Convenzione di Berna e prima che\nprima dell'approvazione della nostra legge emendata del 1891, e il tribunale avrebbe\navrebbe citato la seguente severa clausola dello statuto esistente e l'avrebbe cacciata dal posto\ne l'avrebbe cacciata dal posto:\n\n Nessuno straniero pu\u00f2 acquisire il diritto d'autore negli Stati Uniti.\n\nPer riassumere. Le prove che ho raccolto indicano tre cose:\n\n1. La signora Eddy rivendica per s\u00e9 la paternit\u00e0 verbale. 2. Che lei\nnega alla Divinit\u00e0. 3. Che, secondo lei, ha scritto il libro sotto l'ispirazione della Divinit\u00e0.\nispirazione della Divinit\u00e0, ma ha fornito lei stessa il linguaggio.\n\nIn un punto dell'Autobiografia rivendica sia il linguaggio sia le idee.\nidee; ma quando questa testimone testimonia, bisogna tracciare un confine\nun limite, o dimostrer\u00e0 entrambi i lati del suo caso, nove lati, se\nse lo si desidera.\n\n\u00c8 troppo vero. Troppo vero. Molte, molte volte troppo vero. \u00c8 una testimone molto\ntestimone pi\u00f9 difficile, il testimone pi\u00f9 difficile che abbia mai baciato il Libro, ne sono certo.\nsicuro. Non \u00e8 possibile tenere il passo con la sua testimonianza irregolare. Non appena\nnon appena si \u00e8 inchiodata la sua parte di paternit\u00e0 dove si spera e si crede che rimanga\nche non si possa pi\u00f9 smuovere, lei la smuove di nuovo, o sembra farlo.\no sembra che lo faccia; non si pu\u00f2 essere sicuri, perch\u00e9 la sua abitudine di\ndi trattare con metafore prive di significato invece che con semplici e dirette\nstatistica, rende quasi sempre impossibile capire cosa stia\ncosa stia cercando di dire. \u00c8 stata precisa quando ha rivendicato sia il\nlinguaggio e le idee del libro. Questo sembra risolvere la questione.\nSembrava che distribuisse con precisione le percentuali di merito tra i collaboratori: novantadue\ncollaboratori: il 92% alla signora Eddy, che ha fatto tutto il lavoro, e l'8% alla signora Eddy.\nlavoro, e l'otto per cento alla Divinit\u00e0, che ha fornito l'ispirazione\nnon abbastanza per danneggiare i diritti d'autore in un paese chiuso agli stranieri, ma abbastanza per pubblicizzare\nstranieri, ma abbastanza per pubblicizzare il libro e commercializzarlo a prezzi da carestia.\nprezzi da carestia. Poi la signora Eddy non rimane immobile, ma si gira, si fa avanti e testimonia di nuovo.\ne si fa avanti per testimoniare di nuovo. \u00c8 molto ingiusto. Perch\u00e9 questa volta ricorre alla\nmetafora questa volta, e questo crea problemi, perch\u00e9 sembra invertire le\npercentuali e rivendicare solo l'otto per cento per s\u00e9. Cito\ndal libro del signor Peabody (Eddyism, or Christian Science. Boston: 15 Court\nSquare, prezzo venticinque centesimi):\n\n Parlando di questo libro, la signora Eddy, nel gennaio scorso (1901), ha detto: \"Dovrei arrossire di scrivere di Scienza e Salute, con Chiave delle Scritture.\narrossirei a scrivere di Scienza e Salute, con la Chiave delle Scritture,\ncome ho fatto, se fosse di origine umana e se io, a parte Dio, ne fossi l'autrice;\nma essendo solo uno scriba che riecheggiava le armonie del Cielo nella metafisica divina, non posso\nmetafisica divina, non posso essere supermodesto del libro di testo della Scienza Cristiana.\ncristiana. '\n\nCommento del signor Peabody:\n\n Nulla potrebbe essere pi\u00f9 chiaro di questo. Qui c'\u00e8 una chiara dichiarazione che il\nlibro intitolato Scienza e Salute \u00e8 opera di Dio Onnipotente.\n\nSembra proprio che sia cos\u00ec. Era solo una scriba.  Confondere la\nparola, \u00e8 solo una confusione, non ha un significato determinabile, ci lascia in sospeso.\nci lascia perplessi. Uno scriba \u00e8 semplicemente una persona che scrive. Pu\u00f2 essere\ncopista, pu\u00f2 essere un amanuense, pu\u00f2 essere uno scrittore di originali e fornire sia la lingua che le idee.\nfornire sia il linguaggio che le idee. Come al solito con la signora Eddy, il collegamento\nconnessione non offre alcun aiuto, l'eco non getta luce sullo scriba.  A\nuna roccia pu\u00f2 riflettere un'eco, un muro pu\u00f2 farlo, una montagna pu\u00f2 farlo, molte cose possono farlo.\nmolte cose, ma uno scriba no. Uno scriba in grado di riflettere\nun'eco potrebbe guadagnare pi\u00f9 di trenta dollari alla settimana in uno spettacolo secondario. Molti\nimpresari lo preferirebbero a una mucca con quattro code. Se ammettiamo\nse ammettiamo che questo scriba stava registrando le armonie del\ncielo - e certamente questo sembra essere stato il caso - c'era\nsolo un modo per farlo: ascoltare la musica e annotare le note una dopo l'altra.\ne annotare le note una dopo l'altra, man mano che cadevano. In questo caso Mrs.\nEddy non ha inventato la melodia, l'ha solo scritta sulla carta. Pertanto\nlasciando perdere la metafora, era solo un'amanuense e non forniva\nn\u00e9 il linguaggio di Scienza e Salute n\u00e9 le idee. Questo la riduce\nall'otto per cento. (e i dividendi su questo e sul resto).\n\n\u00c8 cos\u00ec? Non lo sapremo mai. Perch\u00e9 la signora Eddy pu\u00f2 testimoniare\nin qualsiasi momento. Ma fino a quando non lo far\u00e0, credo che dovremo concludere\nche la Divinit\u00e0 sia stata l'autrice dell'intero libro e che la signora Eddy sia solo la Sua\nEddy solo il Suo telefono e la Sua stenografa. Concedendo questo, la sua pretesa di essere la voce di Dio\nper il momento \u00e8 giustificata e stabilita.\n\n\n\n\nPOSTSCRIPT\n\nMi \u00e8 sfuggito qualcosa. Sembra che ci sia stato qualcosa di pi\u00f9 in quella frase\ndi quello che il signor Peabody ha citato nel paragrafo precedente. Si trover\u00e0\nnell'organo della signora Eddy, il Christian Science Journal (gennaio 1901), e recita\nrecita come segue:\n\n Non sono stato io... a dettare Scienza e Salute con Chiave delle Scritture.\nScritture.\n\nQuesto \u00e8 certamente abbastanza chiaro. Le parole che ho tolto da quella\nfrase importante spiegano chi \u00e8 stato a dettare. \u00c8 stato\nfatto da\n\n il potere divino della Verit\u00e0 e dell'Amore, infinitamente al di sopra di me.\n\nQuesto \u00e8 certo. Finalmente, grazie alla sua testimonianza personale,\nabbiamo una presa sicura sui seguenti fatti vitali, che stabiliscono la paternit\u00e0 di Scienza e Salute\npaternit\u00e0 di Scienza e Salute al di l\u00e0 di ogni perplessit\u00e0:\n\n1. La signora Eddy ha fornito le idee e il linguaggio.  2. Dio ha fornito\nle idee e il linguaggio.\n\n\u00c8 un grande conforto avere la questione risolta in modo autorevole.\n\n\n\n\nCAPITOLO V\n\n\u00c8 difficile localizzarla, si sposta cos\u00ec tanto. \u00c8 come una goccia\ndi argento vivo su cui si mette il dito e non c'\u00e8.\nC'\u00e8 un paragrafo dell'Autobiografia (pagina 96) che mette in\nuna processione apparentemente oscuramente significativa di tre personaggi:\n\n1. La Vergine Maria 2. Ges\u00f9 di Nazareth. 3. La signora Eddy.\n\nQuesto \u00e8 il paragrafo a cui si fa riferimento:\n\n Nessuna persona pu\u00f2 prendere il posto individuale della Vergine Maria. Nessuna persona\npu\u00f2 compiere la missione individuale di Ges\u00f9 di Nazareth.\nNessuno pu\u00f2 prendere il posto dell'autore di Scienza e Salute, dello scopritore e fondatore della Scienza Cristiana.\nscopritore e fondatore della Scienza Cristiana. Ogni individuo deve riempire\nla propria nicchia nel tempo e nell'eternit\u00e0.\n\nL'ho letto molte volte, ma non sono ancora sicuro di averlo capito bene.\ndi averla compresa. Se il nome del Salvatore fosse stato messo al primo posto, quello della Vergine Maria al secondo e quello di Mrs.\nVergine Maria al secondo posto e quello della signora Eddy al terzo, dovrei trarre la deduzione\nche fosse indicata una scala decrescente da Prima Importanza a Seconda Importanza e poi a\nimportanza alla seconda e poi alla piccola importanza; ma mettere la Vergine Maria al primo posto, il Salvatore al secondo e la signora Eddy al terzo,\nil Salvatore al secondo posto e la signora Eddy al terzo, sembra invertire la scala e renderla ascendente.\ninvertire la scala e renderla una scala ascendente di importanza, con Mrs.\nEddy, che si colloca al primo posto rispetto agli altri due.\n\nPenso che forse era questa l'intenzione, ma nessuno, se non un esperto cristiano scientista, pu\u00f2 esaminare un animale letterario come quello della signora Eddy.\nScientista esperto non pu\u00f2 esaminare un animale letterario creato da Mrs.\nEddy e dire da che parte sta la coda. \u00c8 facilmente la scrittrice pi\u00f9\nsconcertante e sconcertante del settore letterario.\n\nEddy \u00e8 un nome banale e avrebbe un aspetto poco impressionante nell'elenco della Sacra Famiglia riformata.\ndella Sacra Famiglia riformata. Lei ci ha pensato. Nel libro\ndi Statuto scritto da lei - spinta da un potere non suo - c'\u00e8 un paragrafo che spiega come e quando i suoi discepoli vennero a conferire una\nc'\u00e8 un paragrafo che spiega come e quando i suoi discepoli vennero a conferirle un titolo.\ntitolo a lei; e questa spiegazione \u00e8 seguita da un avvertimento su cosa\na qualsiasi scienziato donna che lo profaner\u00e0:\n\n Il titolo di Madre. Pertanto, se uno studente della Scienza Cristiana\nse questo titolo viene applicato a se stessa o ad altri, eccetto che come termine per la\nparentela secondo la carne, sar\u00e0 considerato dalla Chiesa come una\ncome un'indicazione di mancanza di rispetto per il loro Pastore Emerito, e di inadeguatezza a essere\nmembro della Chiesa-madre.\n\n\u00c8 la pastora emerita.\n\nMentre il paragrafo citato sulla processione sembra indicare che\nEddy si aspetta di occupare il primo posto, questa aspettativa non viene\nnon \u00e8 stata definitivamente dichiarata. In un suo precedente discorso \u00e8 pi\u00f9 chiara e non\npi\u00f9 chiaro e non rivendica il primo posto tutto per s\u00e9, ma solo la met\u00e0.\nsolo la met\u00e0. Cito ancora dal libro del signor Peabody:\n\n Nel Christian Science Journal dell'aprile 1889, quando era di sua propriet\u00e0 e pubblicato da lei.\ne pubblicato da lei, si affermava per lei, e con la sua approvazione, che era uguale a Ges\u00f9.\nche era uguale a Ges\u00f9, e sono stati fatti molti sforzi per stabilire questa\nper stabilire questa affermazione.\n\n La signora Eddy ha autorizzato distintamente l'affermazione a suo nome che lei stessa era\ndi essere il successore prescelto e l'eguale di Ges\u00f9.\n\nNei suoi Scritti vari (usando il suo preferito Noi per Io) dice che\ndice: \"Sebbene abbiamo opinioni decise... e le esprimeremo come\nil dovere lo richiede, non pretenderemo alcun dono speciale dalla nostra origine divina,\n ecc.\n\nLa nostra origine divina. Suggerisce di nuovo l'Uguale. \u00c8 deducibile, quindi,\nche nel prossimo futuro la nuova Chiesa classificher\u00e0 ufficialmente la Sacra Famiglia nel seguente ordine\nFamiglia nel seguente ordine:\n\n1. Ges\u00f9 di Nazareth - 1. Nostra Madre. 2. La Vergine Maria.\n\n\n\n\nSOMMARIO\n\nNon sto giocando con la Scienza Cristiana e il suo fondatore, li sto esaminando.\ne lo faccio per l'interesse che provo nell'indagine.\nI miei risultati possono sembrare inadeguati al lettore, ma per me hanno chiarito un groviglio e portato una sorta di ordine da un caos.\nhanno chiarito un groviglio e portato una sorta di ordine da un caos, e quindi li apprezzo.\nvalore.\n\nLe mie letture dei vari sforzi letterari poco ispirati della signora Eddy\nmi hanno convinto di diverse cose:\n\n1. Che non ha scritto Scienza e Salute. 2. Che la Divinit\u00e0 l'ha (o\nnon l'ha scritta. 3. Che lei pensa di averlo scritto. 4. Che crede\ndi averla scritta sotto l'ispirazione della Divinit\u00e0. 5. Che crede di essere\nun membro della Sacra Famiglia. 6. Che crede di essere uguale al\nil Capo di essa.\n\nInfine, ritengo che ora abbia diritto alla S maiuscola, in base alle sue stesse\nprove.\n\n\n\n\nCAPITOLO VI\n\nFin qui abbiamo una parte del ritratto della signora Eddy. Non \u00e8 fatto di finzioni,\nsupposizioni, resoconti, voci, insinuazioni, lasciati cadere dai suoi nemici; no, ha fornito lei stessa tutto il materiale e lo ha steso sulla tela.\nno, ha fornito lei stessa tutti i materiali e li ha stesi sulla tela,\nsotto la mia supervisione e direzione generale. Per quanto si \u00e8 spinta oltre\n\u00e8 la presentazione di una donna del New England compiacente, banale e analfabeta che ha dimenticato tutto ci\u00f2 che sapeva\nNew England che ha dimenticato tutto ci\u00f2 che sapeva quando ha scoperto la sua\nla sua scoperta, poi ha scritto una Bibbia in inglese sotto l'ispirazione di Dio e l'ha scalata.\ndi Dio, e l'ha scalata fino alla pi\u00f9 alta vetta della grandezza terrena\nraggiungibile dall'uomo - dove oggi siede serena, amata e venerata da una moltitudine di esseri umani\nda una moltitudine di esseri umani con un'intelligenza media tanto buona quanto quella\nposseduta da coloro che marciano sotto la bandiera di qualsiasi culto concorrente.\nNon si tratta di adulare i culti concorrenti, ma solo di una fredda constatazione.\ndichiarazione di un freddo dato di fatto.\n\nChe una persona comune si arrampichi in alto e diventi un dio o un mezzo dio o un quarto di dio e venga venerato da uomini e donne di media statura.\nun mezzo dio o un quarto di dio e sia venerato da uomini e donne di media intelligenza, non \u00e8\nintelligenza, non \u00e8 nulla. \u00c8 successo un milione di volte, succeder\u00e0\naccadere altri cento milioni. Sono passati milioni di anni da quando\nmilioni di anni da quando \u00e8 apparso il primo di questi soprannaturali, e quando l'ultimo, in un futuro inconcepibilmente remoto, sar\u00e0\nfuturo inconcepibilmente remoto avr\u00e0 compiuto le sue solenni\nsolenne sul palcoscenico e avr\u00e0 chiuso l'attivit\u00e0, ce ne saranno abbastanza\ndi loro accumulati nel museo dell'Altro Lato per fondare un proprio paradiso\nproprio e incepparlo.\n\nOgnuno, a turno, quei piccoli soprannaturali delle nostre epoche ed eoni passati si unirono al corteo dei mostri che li avevano preceduti e marciarono.\neoni si sono uniti alla mostruosa processione dei suoi predecessori e hanno marciato\nverso l'orizzonte, scomparvero e furono dimenticati. Non hanno cambiato nulla,\nnon hanno costruito nulla, non hanno lasciato dietro di s\u00e9 nulla che li ricordi,\nniente che tenga uniti i loro discepoli, niente che solidifichi la loro opera e le permetta di sfidare l'asino.\ne che le permettesse di sfidare gli assalti del tempo e delle intemperie. Sono passati,\ne hanno lasciato un vuoto. Hanno commesso un errore fatale; l'hanno commesso tutti,\ntutti, ognuno a suo turno: non riuscirono a organizzare le forze, non riuscirono a\ncentralizzare le loro forze, non sono riusciti a fornire una Bibbia fresca e una\nuna Bibbia nuova e una rendita sicura e perpetua per gli affari, e spesso non sono riusciti a\nun personaggio divino nuovo e accettato da venerare.\n\nLa signora Eddy non fa parte di quel ristretto numero di persone. I materiali con cui \u00e8 stato realizzato il\nper la realizzazione del resto del suo ritratto lo dimostreranno. Li fornir\u00e0 lei stessa\nlei stessa:\n\nHa pubblicato il suo libro. L'ha messo sotto copyright. Ha il copyright su tutto.\nSe dicesse: \"Buongiorno, come sta?\", lo metterebbe sotto copyright, perch\u00e9 \u00e8 una persona attenta e conosce il valore delle piccole cose.\nperch\u00e9 \u00e8 una persona attenta e conosce il valore delle piccole cose.\n\nCominci\u00f2 a insegnare la sua Scienza, cominci\u00f2 a guarire, cominci\u00f2 a raccogliere\nconvertiti alla sua nuova religione: persone ferventi, sincere, devote, riconoscenti.\npersone riconoscenti. Un anno o due dopo organizz\u00f2 la sua prima Associazione di Scienza Cristiana, con sei discepoli nel registro.\n Scienza Cristiana, con sei dei suoi discepoli nell'elenco.\n\nHa continuato a insegnare e a curare. Non si faceva pagare nulla, dice,\nnonostante fosse molto povera. Insegnava e guariva gratuitamente per quattro anni\nin tutto quattro anni, dice.\n\nPoi, nel 1879-81, era diventata abbastanza forte e ben\nabbastanza forte e ben consolidata da poter azzardare un paio di mosse di grande importanza. La prima\nprima di queste mosse fu quella di trasformare l'Associazione in una Chiesa.\n Coraggiosa? \u00c8 il nome giusto, credo. Il nome precedente non suggerisce\nnulla, non invitava a nessuna osservazione, critica, indagine o ostilit\u00e0; il nuovo nome le invitava tutte.\nnuovo nome le invitava tutte. Deve aver fatto questa intrepida impresa di sua iniziativa.\ndi sua iniziativa. Non poteva avere consiglieri importanti in quel primo\nprima ora. Se accettiamo che sia stata una sua idea e una sua azione - e credo che dobbiamo farlo - abbiamo una chiave di lettura del suo carattere.\ndobbiamo, abbiamo una chiave del suo carattere. E questo spiegher\u00e0 i successivi\natti successivi che, senza di essa, ci avrebbero semplicemente stordito e intontito. Dovremmo\nchiamarlo coraggio? O dobbiamo chiamarlo incoscienza? Il coraggio osserva;\nriflette; calcola; esamina l'intera situazione; conta i costi,\nstima le probabilit\u00e0, prende una decisione; poi affronta l'impresa\ndeciso a vincere o a morire. L'incoscienza non riflette, si tuffa senza paura\nsi butta a capofitto e si assume i rischi, qualunque essi siano,\nsenza badare a spese. L'incoscienza spesso fallisce, ma la signora Eddy non ha mai fallito.\nEddy non ha mai fallito, dal punto di vista dei suoi seguaci. Il punto di vista degli\nIl punto di vista delle altre persone non \u00e8 naturalmente una questione di grande importanza per lei.\n\nLa nuova Chiesa non \u00e8 nata disarticolata e priva di caratteristiche, ma ha avuto un\npiano definito, un carattere definito, obiettivi definiti e un nome che era una sfida e sfidava tutti i\nuna sfida e sfidava tutti gli avversari. Era una Chiesa che guarisce la mente.  Era\nsenza un credo.  Il suo nome era Chiesa di Cristo, Scientista.\n\nLa signora Eddy non pot\u00e9 mettere il copyright sulla sua Chiesa, ma la fond\u00f2, il che era la stessa cosa e allevi\u00f2 il dolore.\nera la stessa cosa e alleviava il dolore. Aveva ventisei membri fondatori.\nmembri. La signora Eddy fu subito insediata come pastore.\n\nL'altra iniziativa, di cui si \u00e8 parlato sopra, era il Massachusetts Metaphysical College della signora Eddy.\nMassachusetts Metaphysical College, in cui si insegnava la patologia del potere spirituale.\nspirituale.  Non riusc\u00ec a mettere il copyright, ma lo fece fondare. Per\nfacolt\u00e0 c'erano lei stessa, il marito dell'epoca (il dottor Eddy) e il figlio adottivo, il dottor Foster-Eller.\nfiglio adottivo, il dottor Foster-Eddy. Il periodo universitario era di appena tre\nsettimane, dice. Anche in questo caso fu audace, coraggiosa, avventata, spericolata - scegliete voi.\nperch\u00e9 non solo inizi\u00f2 a far pagare lo studente, ma gli fece pagare\ncento dollari a settimana per le lezioni. E l'ha ottenuta?\nchiedere. Facilmente. Gli studenti accorsero da lontano e da vicino. Venivano a centinaia.\nIn seguito il termine fu quasi dimezzato, ma il prezzo rimase quello di prima.\nprima. Per l'esattezza, il termine fu ridotto a sette lezioni, il prezzo,\ntrecento dollari. Il collegio ha fruttato una grande rendita.  Questo \u00e8\ncredibile. In sette anni la signora Eddy insegn\u00f2, come lei stessa afferma, a pi\u00f9 di quattromila studenti.\nquattromila studenti. (Prefazione all'edizione del 1902 di Scienza e salute).\nSalute). Trecento per quattromila \u00e8... ma forse potete\ndecifrarlo da soli. Potrei farlo normalmente, ma ieri sono caduto e mi sono fatto male a una gamba.\ne mi sono fatto male alla gamba. Decifratelo; vedrete che \u00e8 una somma notevole per una donna\ndonna in sette anni\". Tuttavia, non \u00e8 tutto quello che ha ottenuto dal suo\nuniversit\u00e0 in sette anni.\n\nAll'epoca in cui faceva pagare allo studente elementare trecento dollari per dodici lezioni\nper dodici lezioni, non si accontentava di questa\nma aveva altri modi per depredarlo. Con un annuncio pubblicitario gli\ngli offriva dei privilegi che gli consentivano di aggiungere diciotto lezioni al suo\nper cinquecento dollari in pi\u00f9. In altre parole, poteva ottenere un\ntotale di trenta lezioni nel suo college per ottocento dollari.\n\nQuattromila per ottocento \u00e8... ma \u00e8 una somma difficile da decifrare per un\nper uno storpio a cui non \u00e8 stata dimostrata la capacit\u00e0 di cifrare; lasciate perdere.\nHa insegnato a pi\u00f9 di quattromila studenti in sette anni.  Oltre non \u00e8\nnon \u00e8 definitivo, ma probabilmente rappresenta un'eccedenza di studenti non paganti\noltre ai quattromila paganti. Studenti di beneficenza, senza dubbio. I\nCredo che la pubblicit\u00e0 pi\u00f9 interessante che sia stata stampata dai tempi\nromantici tempi degli altri bucanieri \u00e8 questa del Christian Science Journal di settembre 1886: \"La scienza cristiana\nScience Journal del settembre 1886:\n\n\n COLLEGIO METAFISICO DEL MASSACHUSETTS\n\n Rev. MARY BAKER G. EDDY, PRESIDENTE\n\n 571 Columbus Avenue, Boston\n\n Il corso universitario di guarigione metafisica della Scienza Cristiana\ncomprende dodici lezioni. La retta \u00e8 di trecento dollari.\n\n Il corso di ostetricia metafisica comprende sei lezioni giornaliere ed \u00e8 aperto solo agli studenti di questo collegio.\naperto solo agli studenti di questo college. La retta \u00e8 di cento dollari.\n\n La classe di teologia, aperta (come la precedente) ai laureati, riceve sei lezioni supplementari sulle Scritture e una sintesi dei principi e dei principi di base.\nlezioni aggiuntive sulle Scritture e un riassunto dei principi e della pratica della Scienza Cristiana, duecento dollari.\ndella Scienza Cristiana, duecento dollari.\n\n La classe normale \u00e8 aperta a coloro che hanno frequentato il primo corso di questo\nIl corso normale \u00e8 completato da sei lezioni giornaliere. La retta \u00e8 di duecento\ncento dollari.\n\n Non si accettano invalidi e solo persone di buona moralit\u00e0.\ncome studenti. Tutti gli studenti sono soggetti a un esame e a un rifiuto; e\nsono tenuti ad abbandonare la classe se non sono ritenuti idonei a rimanervi.\n\n Un numero limitato di ecclesiastici ha ricevuto gratuitamente.\n\n Il pi\u00f9 grande sconto per gli studenti indigenti, cento dollari sul primo corso.\ncorso.\n\n Nessuna deduzione sugli altri.\n\n Marito e moglie, iscritti insieme, trecento dollari.\n\n La retta per tutti \u00e8 rigorosamente anticipata.\n\nEcco, la figlia della sanguisuga \u00e8 di nuovo in vita, dopo una\ntre secoli di vacanza. Cinquanta o sessanta ore di conferenza per ottocento dollari.\ncento dollari.\n\nMi sono sbagliato su una questione: non ci sono studenti di carit\u00e0.\nGli ecclesiastici che insegnano gratuitamente non devono essere messi sotto questa voce; sono solo una\nsono solo una pubblicit\u00e0. Gli studenti poveri possono accedere alla classe infantile\ncon una tariffa di due terzi (in contanti), ma nemmeno un arcangelo pu\u00f2 accedere al resto del gioco con\nnemmeno un arcangelo pu\u00f2 entrare nel resto del gioco a un prezzo inferiore alla pari, in contanti. Perch\u00e9 \u00e8\n nello spirito della carit\u00e0 di Cristo, come uno che \u00e8 gioioso di sentire la guarigione\nai malati che la signora Eddy sta lavorando al gioco. Manda la guarigione\na loro fuori. Non pu\u00f2 portarla all'interno del collegio, perch\u00e9 non permette che un malato\nmotivo che non permette a un candidato malato di entrare. \u00c8 vero\n\u00e8 vero che questo puzza di incoerenza, ma non \u00e8 nulla; la signora Eddy\nEddy non sarebbe la signora Eddy se dovesse mai essere coerente su\nqualcosa per due giorni di seguito.\n\nTranne che per la questione del dollaro. Il dollaro e l'appetito per il potere\ne notoriet\u00e0. Bisogna aggiungere anche l'inglese: \u00e8 sempre coerente,\n\u00e8 sempre Mrs. Eddy, nel suo inglese: \u00e8 sempre e costantemente\nconfuso, storpiato e povero. Ha scritto la Pubblicit\u00e0; i suoi marchi letterari sono\nmarchi letterari sono l\u00ec. Quando dice che tutti gli studenti sono soggetti\nall'esame, non intende gli studenti, ma i candidati per\nQuando dice che gli studenti sono suscettibili di lasciare la classe se\nse non vengono ritenuti idonei a rimanere nella classe, non intende dire che se si trovano\nnon intende dire che se si trovano inadatti, o se vengono trovati inadatti da altri, \u00e8 probabile che chiedano il\nchiedere il permesso di lasciare la classe; intende dire che se lei li trova inadatti sar\u00e0\nnon idonei, sar\u00e0 tenuta a licenziarli. Quando offre nobilmente\n lezioni per tutti rigorosamente in anticipo, non intende l'istruzione per tutti in anticipo.\nper tutti in anticipo, pagando in seguito.  No, questo \u00e8 solo ci\u00f2 che\nNo, \u00e8 solo quello che dice, non \u00e8 quello che intende. Se avesse scritto Scienza e Salute,\nl'uomo pi\u00f9 anziano del mondo non sarebbe in grado di dire con certezza\nche cosa si intendeva dire in un passaggio di esso.\n\nLa sua Chiesa era sulle sue gambe.\n\nLei era il suo pastore. Stava prosperando.\n\n\u00c8 stata nominata membro di un comitato per la stesura di uno statuto per il suo\ngoverno. Si pu\u00f2 osservare, senza esagerare con l'irriverenza, che per lei questo\nche per lei si trattava di uno specchietto per le allodole. Si occup\u00f2 lei stessa di tutta la stesura. Fin dall'inizio\nfin dall'inizio era sempre sul sedile anteriore quando c'era da fare\nquando c'era qualcosa da fare; sul sedile anteriore, con entrambi gli occhi aperti, e guardando\ncon entrambi gli occhi aperti e guardando con attenzione al Numero Uno; sul sedile anteriore, facendo lavorare la Mente Mortale con\nmente mortale con grande efficacia e facendo riposare la mente immortale per la domenica. Quando la sua\nChiesa fu riorganizzata, tra un po', lo Statuto fu mantenuto. Lei se ne occup\u00f2\na questo. In queste leggi per il governo della sua Chiesa, del suo impero, del suo dispotismo, il carattere di Mrs.\ndispotismo, il carattere della signora Eddy \u00e8 imbalsamato nel bene e nel male. Credo che\nun esame particolareggiato di queste leggi della Chiesa sar\u00e0 trovato\ninteressante. E non di meno se teniamo presente che sono stati\n da un potere non proprio, come dice la signora Eddy, l'anglicismo, l'ispirazione di Dio.\nispirazione di Dio.\n\n\u00c8 una Chiesa senza credo.  Tuttavia, ne ha uno. La signora Eddy l'ha redatto\ne l'ha messo sotto copyright. A suo nome. Non si pu\u00f2 diventare membri della\nChiesa Madre (n\u00e9 di alcuna Chiesa della Scienza Cristiana) senza firmarlo.\nsenza firmarlo. Costituisce il primo capitolo dello Statuto ed \u00e8 intitolato Divinit\u00e0.\n  Divinit\u00e0 della Chiesa Madre, la Prima Chiesa di Cristo Scientista.  Il documento\nnon contiene l'inferno: lo getta in mare.\n\n\n\n\nIL PASTORE EMERITO\n\nAll'incirca al momento della riorganizzazione, la signora Eddy si ritir\u00f2 dalla posizione di pastore della sua chiesa.\npastore della sua Chiesa, abol\u00ec l'ufficio di pastore in tutte le Chiese affiliate e nomin\u00f2 il suo libro\ntutte le Chiese filiali, e nomin\u00f2 il suo libro, Scienza e Salute, come\npastore universale. La signora Eddy non si \u00e8 staccata del tutto dall'incarico\nnon si \u00e8 staccata del tutto dall'ufficio, quando si \u00e8 ritirata, ma si \u00e8 nominata pastore emerito. \u00c8 un titolo\n\u00e8 un titolo fuorviante e appartiene alla famiglia di quella frase senza\nun credo.  Si tratta di un titolo fuorviante, che appartiene alla famiglia delle espressioni senza credo.\nnulla da fare e nessuna autorit\u00e0. Lo Zar di Russia \u00e8 Imperatore Emerito\nalle stesse condizioni. La signora Eddy era gi\u00e0 Autocrate della Chiesa con\ncon un'autorit\u00e0 illimitata, e ha mantenuto la sua presa su quell'autorit\u00e0 illimitata\nquando ha assunto questo titolo fittizio.\n\n\u00c8 curioso e interessante notare con quale istinto infallibile il\nPastore emerito abbia pensato e previsto tutti i possibili sconfinamenti\nalla sua autocrazia pianificata, e abbia sbarrato la strada contro di loro, nello\nStatuto che ha redatto e protetto da copyright, sotto la guida dell'Essere Supremo.\nEssere Supremo.\n\n\n\n\nIL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE\n\nPer esempio, quando l'articolo I parla di un Presidente e di un Consiglio di Amministrazione, si pensa di aver scoperto un controllo formidabile\nConsiglio di Amministrazione, si pensa di aver scoperto un formidabile freno ai poteri e alle ambizioni\npoteri e alle ambizioni del pastore onorario, del pastore ornamentale, del pastore\npastore senza funzioni, del pastore emerito, ma \u00e8 un errore. Questi\ngrandi funzionari appartengono alla famiglia della Chiesa senza seme e del Pastore senza nulla.\ne del Pastore-Senza-Nulla-Fare; cio\u00e8 della famiglia dei\nGrandi-Nomi-Che-Non-Significano-Nulla. Il Consiglio \u00e8 cos\u00ec poco importante\nche lo Statuto non dice come viene scelto, n\u00e9 chi lo fa; ma dice, in modo molto chiaro, che\nper\u00f2 stabilisce, in modo inequivocabile, che il Consiglio direttivo non pu\u00f2 occupare un posto vacante nel suo\nConsiglio non pu\u00f2 occupare un posto vacante nel suo numero, a meno che il candidato non sia approvato dal Pastore Emerito.\n\nIl candidato.  Il Consiglio non pu\u00f2 nemmeno procedere all'elezione finch\u00e9 il\nPastore emerito ha esaminato l'elenco e ha eliminato i candidati che non la soddisfano.\nnon sono soddisfacenti per lei.\n\nIndipendentemente dal fatto che il primo Consiglio originario sia nato come propriet\u00e0 personale della signora Eddy o meno.\nEddy o meno, \u00e8 prevedibile che col tempo, in base a questo Regolamento, la signora\ndi propriet\u00e0 della signora Eddy. Il primo Consiglio potrebbe essere infastidito da una regola del genere,\ne cercare di eliminarla per legge un giorno. Ma Mrs. Eddy era\nsveglia. Prevedeva questo pericolo e aggiunse questa clausola ingegnosa ed efficace.\nclausola:\n\n Il presente Statuto non pu\u00f2 essere n\u00e9 modificato n\u00e9 annullato, se non con il consenso di\ndella signora Eddy, il pastore emerito.\n\n\n\n\nIL PRESIDENTE\n\nIl Consiglio di amministrazione, o Servi, o Cifre, elegge il Presidente.\n\nIn queste condizioni chiaramente formulate:  Con l'approvazione del Pastore\nEmerito.\n\nPerci\u00f2 lo elegge.\n\nUn lungo periodo pu\u00f2 investire un alto funzionario di influenza e potere e renderlo pericoloso.\ne renderlo pericoloso. Mrs. Eddy ha riflettuto su questo punto; quindi limita il mandato del presidente a un anno.\nPresidente a un anno. Ha un capo commerciale capace, un capo\nun responsabile dell'organizzazione, un responsabile del governo.\n\n\n\n\nTESORIERE E CANCELLIERE\n\nCi sono un Tesoriere e un Cancelliere. Sono eletti dal Consiglio di amministrazione.\nAmministrazione. Cio\u00e8 dalla signora Eddy.\n\nIl loro mandato scade il primo marted\u00ec di giugno di ogni anno,\n o all'elezione dei loro successori.  Devono essere attentamente\nobbedienti e soddisfacenti nei suoi confronti, altrimenti elegger\u00e0 e insedier\u00e0 i loro\nsuccessori con una rapidit\u00e0 che pu\u00f2 essere sgradevole per loro. Va da s\u00e9 che\nVa da s\u00e9 che il Tesoriere gestisce il Tesoro per soddisfare le esigenze di Mrs.\nEddy, e di fatto \u00e8 solo un vice tesoriere temporaneo.\n\nA quanto pare il Cancelliere ha solo due compiti da svolgere: leggere i messaggi di Mrs.\nEddy ai Primi Membri riuniti in Consiglio solenne e fornire gli elenchi dei candidati all'adesione alla Chiesa.\nelenchi di candidati all'adesione alla Chiesa. Il corpo selezionato chiamato\nI Primi Membri sono l'aristocrazia della Chiesa Madre, i Membri Fondatori, gli aborigeni, gli abitanti del luogo.\nmembri, gli aborigeni, una sorta di piccolo collegio cardinalizio elegante ma senza stipendio, buono per\nCollegio Cardinalizio, elegante ma senza stipendio, buono per lo spettacolo, ma non indispensabile. Nessuno \u00e8\nindispensabile nell'impero della signora Eddy; lei se ne occupa.\n\nQuando il Pastore emerito invia una lettera o un messaggio a quel piccolo\nSinedrio, \u00e8 dovere imperativo del Cancelliere leggerla nel luogo e nell'ora stabiliti.\ne all'ora specificati.  Altrimenti, il mondo potrebbe finire. Questi\nsono belle e grandi, e ci ricordano i modi di fare degli imperatori e simili.\nQuesti non usano il penny-post, ma mandano un messaggero speciale, dorato e dipinto, che si muove a passo di marcia.\ndorato e dipinto, il quale entra nel Parlamento e gli affari si fermano\nun'improvvisa, solenne e terribile interruzione; e nel silenzio impressionante che segue\nche segue, il cancelliere capo legge il documento. \u00c8 il suo imperativo\ndovere.  Se lo trascurasse, la sua vita ufficiale finirebbe. \u00c8\n\u00e8 la stessa cosa per il commesso della Chiesa Madre; se egli non svolge questa\nimportante funzione del suo ufficio, devono seguire alcune maestose e irrinunciabili\nsolennit\u00e0 maestose e irrinunciabili: viene convocata una riunione speciale; un membro della Chiesa\nmembro della Chiesa deve presentare un reclamo formale; quindi il Cancelliere deve essere\n rimosso dall'incarico.  La denuncia \u00e8 sufficiente, non \u00e8 necessario un processo.\n\nC'\u00e8 qualcosa di molto dolce e giovanile, innocente e grazioso in questi\nqueste piccole vanit\u00e0 di orpelli, queste gravi scimmiottature di fronzoli e piume e cerimonie monarchiche, qui sul nostro suolo ostentatamente democratico.\npiume e cerimonie, qui sul nostro suolo ostentatamente democratico. Lei\n\u00e8 la stessa signora che abbiamo trovato nell'Autobiografia, che era cos\u00ec ingenuamente\ningenuamente vanitosa di tutta quella piccola marmaglia militare ancestrale che aveva scavato\ne annesso. La natura di una persona non cambia mai. Ci\u00f2 che \u00e8 nell'infanzia,\nrimane. Sotto pressione, o in seguito a un cambiamento di interessi, pu\u00f2 scomparire parzialmente o totalmente dalla vista.\nparzialmente o totalmente scomparire dalla vista, e per lunghi periodi di tempo.\nnulla potr\u00e0 mai modificarla in modo permanente, nulla potr\u00e0 mai eliminarla.\n\n\n\n\nCONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE\n\nNon c'\u00e8... ora. Ma con il potere e il denaro che si accumulano sempre pi\u00f9 in alto\ne il dominio della Chiesa si espande ogni giorno di pi\u00f9.\nsempre pi\u00f9 lontano, potrebbe arrivare un momento in cui gli invidiosi e gli ambiziosi potrebbero cominciare a\nl'idea che sarebbe saggio e opportuno mettere sotto controllo questi beni.\nuna guardia dotata di un'autorit\u00e0 adeguatamente ampia. Per consuetudine, un\nConsiglio di amministrazione. La signora Eddy ha previsto questa probabilit\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 una donna\nuna donna con uno sguardo lungo, lunghissimo, il pi\u00f9 lungo che una donna abbia mai avuto.\nche una donna abbia mai avuto - e ha provveduto a questa emergenza. Nell'Art. I, Sec.\n5, ha decretato che nessun Consiglio di amministrazione potr\u00e0 mai esistere nella Chiesa Madre\nChiesa Madre se non sar\u00e0 costituito dal Pastore Emerito.\n\nLa sua magnificenza, la sua audacia! Finora lo \u00e8:\n\nCollegio Metafisico del Massachusetts; Pastore Emerito; Presidente;\nConsiglio di Amministrazione, Tesoriere, Cancelliere e futuro Consiglio di Amministrazione;\n\ne continua ad andare avanti, sempre pi\u00f9 avanti. Quando la contemplo da un punto di vista\ncommerciale, non ci sono parole che possano esprimere la mia ammirazione per lei.\nammirazione per lei.\n\n\n\n\nLETTORI\n\nQueste sono una caratteristica di prima importanza nella macchina ecclesiastica della Scienza Cristiana.\nScienza Cristiana. Perch\u00e9 occupano il pulpito. Occupano il posto\nche il predicatore occupa nelle altre Chiese cristiane. Occupano quel posto\nposto, ma non predicano. Due di loro sono in servizio alla volta, un uomo e una donna.\ne una donna. Uno legge un passo della Bibbia, l'altro legge la spiegazione da Scienza e Salute.\nla spiegazione da Scienza e Salute, e cos\u00ec continuano ad alternarsi.\nalternandosi. Questo costituisce il servizio - questo, con la musica del coro. Non pronunciano\nnon pronunciano alcuna parola propria. L'art. IV, Sez. 6, chiude loro la bocca con questo\nquesto bavaglio senza compromessi:\n\n Non dovranno fare alcun commento esplicativo della Lezione-Sermone in nessun momento\ndurante il servizio.\n\nSembra una cosa semplice. Non ci si stupisce di questa cosa alla prima\nlettura, n\u00e9 alla seconda, n\u00e9 alla terza. Si pu\u00f2 doverla leggere\nuna dozzina di volte prima che l'intera grandezza si manifesti alla mente.\nSupera di gran lunga e di gran lunga la migliore idea imprenditoriale che sia stata\ninventata per la salvaguardia e la perpetuazione di una religione. Se fosse stata\nse fosse stata pensata e messa in atto settecento e settanta anni fa,\nse fosse stata pensata e messa in atto settecento e settanta anni fa, oggi ci sarebbe una sola setta cristiana nel mondo, invece di dieci\ndecine di s\u00e8tte.\n\nCi sono molte variet\u00e0 di uomini nel mondo, di conseguenza ci sono\ndi menti diverse sui suoi pulpiti. Questo assicura molte interpretazioni\ninterpretazioni diverse di importanti testi delle Scritture, e questo a sua volta assicura\nla suddivisione di una religione in molte sette. \u00c8 quello che \u00e8 successo;\nera sicuro che sarebbe successo.\n\nLa signora Eddy ha notato questo risultato disastroso della predicazione e ha alzato le\nle sbarre. Non vuole prediche nella sua Chiesa. Ha spiegato\ntutte le Scritture essenziali e ha riportato le spiegazioni nel suo libro. Nella sua convinzione\nsua convinzione, i suoi subalterni non possono migliorare queste spiegazioni e\ncon la sua severa sentenza che non dovranno fare commenti esplicativi ha\nha impedito loro di provarci per sempre. Sar\u00e0 obbedita, non c'\u00e8 dubbio.\ndubbio su questo.\n\nNell'organizzare il suo governo ha preso in prestito idee da varie fonti.\nnon sono scadenti, ma le migliori sul mercato governativo, ma questa \u00e8 nuova.\nma questa \u00e8 nuova, questa \u00e8 uscita da una testa d'affari non comune, questa\ndeve essere uscita da lei stessa, non c'\u00e8 stato nessun altro cranio commerciale in mille secoli che fosse\ncommerciale in mille secoli che fosse all'altezza. Ha preso in prestito\nliberamente e saggiamente, ma sono sicuro che questa idea \u00e8 molte volte pi\u00f9 grande\npi\u00f9 grande di tutti i suoi prestiti messi insieme. Bisogna rispettare il cervello\ncervello affarista che l'ha prodotta, lo splendido coraggio e l'impudenza che ha\nche si \u00e8 arrischiata a promulgarla, in ogni caso.\n\n\n\n\nELEZIONE DEI LETTORI\n\nI lettori non sono presi a caso, come non lo sono i predicatori per i pulpiti di altre sette.\na caso per i pulpiti di altre sette. No, i lettori sono eletti dal\nConsiglio di amministrazione. Ma...\n\n Sezione 3. Il Consiglio informa la Pas. per l'Emerito dei nomi dei candidati a Lettori prima della loro elezione.\ncandidati a Lettori prima della loro elezione; se la Pas. per Emeritus si oppone alla nomina, i candidati non saranno scelti.\nalla nomina, tali candidati non saranno scelti.\n\nSi tratta di un'elezione da parte del Consiglio? Finora non sono riuscito a\nscoprire a cosa serva il Consiglio degli Spettri. Di certo non ha una vera e propria\nfunzione, nessun dovere che la ragazza assunta non potrebbe svolgere, nessun ufficio\noltre alla semplice registrazione dei decreti dell'autocrate.\n\nNel governo della signora Eddy non ci sono cariche pericolosamente lunghe.\nI Lettori sono eletti per un solo anno. Questo assicura la loro\nloro sottomissione alla proprietaria.\n\nI lettori non sono autorizzati a copiare i passaggi e a leggerli dal\nmanoscritto sul pulpito; devono leggere dal libro stesso della signora Eddy.\nHa ragione. Piccole modifiche potrebbero essere apportate furbescamente, ripetute e, col tempo, accettate dalle congregazioni.\ne con il tempo essere accettati dalle congregazioni. Da queste pratiche potrebbero nascere delle sette\npratiche. La signora Eddy conosce la razza umana e sa fino a che punto fidarsi di essa. Il suo\nlimite non \u00e8 superiore a un quarto di pollice. \u00c8 tutto ci\u00f2 che una persona saggia\nrischier\u00e0.\n\nL'innata disposizione di Mrs. Eddy a mettere tutto sotto copyright, a\ntutto, di assicurarsi il giusto e doveroso credito per\ntutto ci\u00f2 che fa, e tutto ci\u00f2 che pensa di fare, e tutto ci\u00f2 che\ne tutto ci\u00f2 che pensa, e tutto ci\u00f2 che pensa o ha pensato o intende pensare, \u00e8 illustrato nella sezione 5.\npensa o ha pensato o intende pensare, \u00e8 illustrata nella Sezione 5 dell'Art. IV. IV, che definisce i\ndoveri dei Lettori ufficiali in chiesa:\n\n Nomi di libri e autori. Il lettore di Scienza e salute, con chiave\ndelle Scritture, prima di iniziare la lettura di questo libro, dovr\u00e0\nannunciare distintamente il titolo completo e il nome dell'autore.\n\nAltrimenti la congregazione potrebbe prendere l'abitudine di dimenticare chi\n(apparentemente) ha scritto il libro.\n\n\n\n\nL'ARISTOCRAZIA\n\nSi tratta dei Primi Membri e della loro successione apostolica. \u00c8 una\nstretta corporazione e il suo limite di appartenenza \u00e8 di cento membri. Quaranta saranno\nma se il numero scende al di sotto di questo limite, si deve procedere a un'elezione per\nper riempire il grande quorum.\n\nQuesto Sinedrio non pu\u00f2 fare nulla di minimamente importante, ma pu\u00f2 parlare.\npu\u00f2 parlare. Pu\u00f2 discutere.  Cio\u00e8, pu\u00f2 discutere di questioni importanti\nrelative ai membri della Chiesa, evidentemente persone che sono gi\u00e0 membri della Chiesa.\nmembri della Chiesa. Questo le permette di divertirsi e non le fa male.\n\nPu\u00f2 fissare gli stipendi dei lettori.\n\nDue volte all'anno vota sull'ammissione dei candidati. Cio\u00e8, per l'adesione alla Chiesa\nChiesa. Ma il suo lavoro \u00e8 fatto in anticipo, dall'Art. IX:\n\n Ogni raccomandazione per l'adesione alla Chiesa \"deve essere\ncontrofirmata da un fedele studente della signora Eddy, da un direttore della Chiesa o da un primo membro\".\nChiesa o da un primo membro\".\n\nTutte queste tre classi di esseri sono propriet\u00e0 personale di Mrs.\nEddy. Lei ha il controllo assoluto delle elezioni.\n\nInoltre, deve trattare tutti gli affari della Chiesa che possono essere\nad essa.\n\n Per bene \u00e8 una parola che fa riflettere. Nessun affare importante pu\u00f2 precedere\ndi affari importanti. Le leggi hanno provveduto a questo. Nessuna questione importante viene sottoposta\nnessuno per l'ultima parola, tranne la signora Eddy. Lei se ne \u00e8 occupata.\n\nIl Sinedrio vota i candidati per l'ammissione al proprio organismo. Ma\nil suo voto vale pi\u00f9 di quanto varrebbe il mio? No, non lo \u00e8. Il paragrafo 4 dell'art.\nArt. V - Elezione dei primi membri - lo dimostra chiaramente:\n\n Prima di essere eletti, i candidati a Primi Membri devono essere\napprovati dalla Pastora emerita con la propria firma.\n\nIl Sinedrio \u00e8 quindi una propriet\u00e0 personale della signora Eddy. \u00c8 di sua propriet\u00e0.\nNon ha funzioni, n\u00e9 autorit\u00e0, n\u00e9 esistenza reale. \u00c8 un altro\nConsiglio delle Ombre. La signora Eddy \u00e8 lei stessa il Sinedrio.\n\nMa \u00e8 arrivato il momento di fare un passo indietro e vedere a che punto siamo.  Per ora,\nla signora Eddy \u00e8:\n\nCollegio Metafisico del Massachusetts; Pastore Emerito, Presidente;\nConsiglio di Amministrazione; Tesoriere; Impiegato; Futuro Consiglio di Amministrazione;\nProprietario del Sacerdozio: Dittatore dei servizi; Proprietario del Sinedrio.\ndel Sinedrio. Ha fatto molta strada ed \u00e8 ancora in cammino.\n\n\n\n\nAPPARTENENZA ALLA CHIESA\n\nIn questo articolo vengono mostrate un'altra volta un paio delle grandi\ndella signora Eddy: il suo talento commerciale e la sua conoscenza della natura umana.\nconoscenza della natura umana.\n\nNon supplica e non implora le persone di unirsi alla sua Chiesa. Conosce\nla razza umana meglio di cos\u00ec. Si limita a fare le cose per bene e a concedere l'ammissione\ncon riluttanza, concedendo l'ammissione al richiedente per fargli un favore. L'idea\nidea ha un valore incalcolabile. Non sta al cancello dell'ovile con le braccia aperte\ncon le braccia aperte e riceve la pecorella smarrita con lieta emozione.\ne allestisce il vitello grasso, invita il vicino e si diverte. No,\nlo guarda con freddezza, lo snobba, dice:\n\n Chi siete? Chi \u00e8 il tuo sponsor? Chi ti ha chiesto di venire qui? Andate via,\ne non tornare finch\u00e9 non sarai invitato.\n\nE' calcolato per impressionare in modo sorprendente una persona abituata ai revival di Moody, Sankey e Sam Jones.\nSankey e Sam Jones; abituato agli appelli cervellotici al peccatore sconosciuto e non approvato di farsi avanti ed entrare\nal peccatore sconosciuto e non approvato di farsi avanti ed entrare nella gioia, ecc.\necc... cos\u00ec com'\u00e8; abituati a vederlo fare; abituati a vederlo passare per la navata.\na vederlo passare lungo la navata tra i singhiozzi di benvenuto, amore e congratulazioni.\ndi accoglienza, amore e congratulazioni, e arrivare alla panca del lutto ed essere\ncome un titolo di Stato perso da tempo.\n\nNo, non c'\u00e8 nulla del genere nel sistema della signora Eddy. Lei sa che\nse si vuole conferire a un essere umano qualcosa che non \u00e8 certo di\nche non \u00e8 sicuro di volere, il modo migliore \u00e8 rendergli apparentemente difficile ottenerlo.\nallora non \u00e8 un figlio di Adamo se quella mela non assume ai suoi occhi un interesse che prima non aveva.\ninteresse ai suoi occhi che prima non aveva. Con il tempo questo interesse pu\u00f2 trasformarsi in\ndesiderio. La signora Eddy sa che quando non si riesce a convincere un uomo a provare, gratuitamente, un nuovo ed efficace rimedio.\nun rimedio nuovo ed efficace per una malattia da cui \u00e8 afflitto, in genere si pu\u00f2\ngeneralmente \u00e8 possibile venderglielo se gli si applica un prezzo che non pu\u00f2 permettersi.\nnon pu\u00f2 permettersi. Quando, all'inizio, insegn\u00f2 la Scienza Cristiana\ngratuita (per buone ragioni), gli allievi erano pochi e riluttanti, e richiedevano\npersuasione; fu quando alz\u00f2 il limite a trecento dollari per un dollaro di valore che\nper un dollaro di valore, non riusc\u00ec a trovare posti in piedi per l'invasione di allievi che segu\u00ec.\ninvasione di studenti che ne segu\u00ec.\n\nCon grande astuzia, si occupa di rendere difficile l'adesione alla sua Chiesa.\nl'adesione alla sua Chiesa. Questo sistema ha un duplice valore\nsistema: d\u00e0 all'appartenenza un valore elevato agli occhi del richiedente;\ne allo stesso tempo i requisiti richiesti permettono alla signora Eddy di tenere\nEddy di tenerlo fuori se ha dubbi sul suo valore per lei. Un'altra parola sulle\nle domande di adesione:\n\n Le domande di iscrizione degli studenti del Collegio Metafisico devono essere firmate dal\ndal Consiglio di amministrazione.\n\n\u00c8 sicuro. La signora Eddy \u00e8 la proprietaria di quella pensione.\n\nI bambini di dodici anni possono essere ammessi se invitati da uno dei fedeli studenti di Mrs.\nEddy, da un primo membro o da un direttore.\n\nQuesti sponsor sono di propriet\u00e0 della signora Eddy, quindi la sua Chiesa \u00e8\nChiesa \u00e8 salvaguardata dall'intrusione di bambini indesiderati.\n\nAltri studenti. I candidati che non hanno studiato con la Sig.ra Eddy possono entrare\nsolo su invito e raccomandazione di studenti della signora Eddy....\no da membri della Chiesa Madre.\n\nAltri paragrafi spiegano come due o tre altre variet\u00e0 di richiedenti\ndi altre due o tre variet\u00e0 di candidati, e ci dicono chi \u00e8 autorizzato a invitarli, a raccomandarli, ad appoggiarli e cos\u00ec via.\ninvitarli, raccomandarli, appoggiarli e tutto il resto.\n\nLe garanzie sono definite e sembrerebbero essere sufficientemente\nper il signor Sam Jones, in ogni caso. Non per la signora Eddy. Aggiunge\nquesto punto cruciale:\n\n I candidati sono eletti a maggioranza dai Primi Membri presenti.\npresenti.\n\n\u00c8 l'aristocrazia, gli aborigeni, il Sinedrio. \u00c8 la propriet\u00e0 di Mrs.\nEddy. Lei stessa \u00e8 il Sinedrio. Nessuno pu\u00f2 entrare nella\nChiesa se lei vuole tenerlo fuori.\n\nQuesto potere di veto potrebbe un giorno o l'altro avere un grande valore per lei,\nquindi era saggio riservarlo.\n\n\u00c8 probabile che non venga utilizzato di frequente. \u00c8 anche probabile che\ndifficolt\u00e0 legate all'ammissione a membro sono state istituite pi\u00f9 per\nsono state istituite pi\u00f9 per invitare che per scoraggiare, pi\u00f9 per accrescere il valore della\nvalore dell'affiliazione e far s\u00ec che le persone la desiderino pi\u00f9 che renderla davvero difficile da ottenere.\ndifficile da ottenere. Penso che sia cos\u00ec, perch\u00e9 la Chiesa Madre. Chiesa ha molte migliaia di membri\nmigliaia di membri, pi\u00f9 di quanti ne possa ospitare il suo edificio.\n\n\n\n\nE UN PO' DI INGLESE RICHIESTO\n\nLa signora Eddy \u00e8 molto particolare per quanto riguarda un dettaglio curiosamente\nper lei, tutto sommato. I lettori della Chiesa devono essere buoni studiosi di inglese\nstudiosi dell'inglese; devono essere studiosi approfonditi dell'inglese.\n\n\u00c8 quindi sensibile all'inglese dei suoi subordinati per motivi di lavoro,\nforse. Nel capitolo in cui definisce i doveri dell'impiegato c'\u00e8 un'indicazione\nche lei si ricordi con risentimento di un'occasione in cui la qualit\u00e0 nebulosa del suo inglese\nqualit\u00e0 nebulosa del suo inglese le ha creato problemi imprevisti e mortificanti:\n\n Comprensione delle comunicazioni. Sec. 2. Se il Cancelliere di questa Chiesa riceve una comunicazione dal\nriceva dal Pastore Emerito una comunicazione che non comprende appieno\ncomprensione, dovr\u00e0 informarla di questo fatto prima di presentarla alla Chiesa e\nalla Chiesa, e ottenere una chiara comprensione della questione, quindi agire in\nin accordo con essa.\n\nAvrebbe dovuto aspettare di calmarsi, quindi, ma invece ha aggiunto questo,\nche manca di zucchero:\n\n In caso di mancata osservanza del presente Statuto, il Segretario deve rassegnare le dimissioni.\n\nVorrei poter vedere la comunicazione che ha fatto traboccare il vaso.\nProbabilmente \u00e8 stato l'inizio:  Quale punto o bacilli della peste stavano\nrosicchiano il cuore di questa metropoli e la portano in ginocchio?\n e ritengo probabile che l'impiegato di buona volont\u00e0 abbia cercato di tradurlo in inglese.\nin inglese, abbia perso la testa e sia dovuto andare all'ospedale.\nQuel Bylaw non era il frutto di una previsione, di un'intuizione, ma era certamente nato da un'esperienza dolorosa.\ncertamente nato da un'esperienza dolorosa. Il suo carattere d\u00e0 il fatto\ndi fatto.\n\nIl piccolo libro degli statuti \u00e8 stato palesemente maneggiato da uno dei minuziosi studiosi di inglese di Mrs.\nEddy, perch\u00e9 nella maggior parte dei casi i significati sono chiari.\nsignificati sono chiari. Il libro non \u00e8 nemmeno rovinato dalla particolare specialit\u00e0 della signora Eddy.\nEddy: le goffaggini del linguaggio. Credo che il lucidatore stipendiato\nlucidatore li abbia eliminati tutti tranne uno. In un punto, dopo aver fatto riferimento a\na Scienza e Salute, la signora Eddy continua dicendo che la Bibbia e il libro sopra menzionato, con altri\nlibro sopra citato, con altre opere dello stesso autore, ecc.\n\n\u00c8 una frase infelice, perch\u00e9 potrebbe trarre in inganno un lettore frettoloso o disattento.\nlettore frettoloso o disattento. La signora Eddy l'ha incorniciato, \u00e8 suo e porta il suo marchio.\nil suo marchio.  La Bibbia e Scienza e Salute, insieme ad altre opere della stessa autrice, potrebbero provenire da\ndella stessa autrice, non potevano provenire da nessun altro vuoto letterario se non da quello\nche ha prodotto l'osservazione (nell'Autobiografia):  Ricordo di aver letto,\nnella mia infanzia, alcuni manoscritti contenenti sonetti scritturali,\noltre ad altri versi ed enigmi.\n\nSappiamo cosa intende, in entrambi i casi, ma un impiegato di basso prezzo non lo saprebbe necessariamente.\nnon lo saprebbe necessariamente, e con uno stipendio come il suo potrebbe giustificatamente\nche il pastore emerito gli avesse ordinato di venire a proclamare che lei era l'autrice della Bibbia\ndi venire a proclamare che lei era l'autrice della Bibbia, e che stava pensando di\ndi scaricare sulla congregazione alcuni sonetti scritturali e altri enigmi.\ncongregazione. Potrebbe fargli perdere il posto, ma non sarebbe giusto, se\nse ci\u00f2 fosse avvenuto prima della promulgazione dell'editto sulle comunicazioni\npromulgato l'editto sulla comprensione delle comunicazioni.\n\n\n\n\n LETTORI ANCORA UNA VOLTA\n\nIl regolamento fa un'ostentata finzione di ordine e di sistema, ma \u00e8 solo una finzione.\n\u00e8 solo una finzione. Non mi spinger\u00f2 a dire che \u00e8 un'accozzaglia harum-scarum, perch\u00e9 non \u00e8 cos\u00ec, ma credo sia giusto dire che \u00e8 almeno un'accozzaglia harum-scarum.\nnon lo \u00e8, ma credo sia giusto dire che in alcuni punti \u00e8 almeno\nin alcuni punti \u00e8 un'accozzaglia. Per esempio, gli articoli III e IV espongono in modo molto\nin modo molto dettagliato le qualifiche e i doveri dei Lettori, poi salta una trentina di pagine e si occupa di\nsalta una trentina di pagine e riprende l'argomento. Sembra\nsembra sciatteria, ma forse \u00e8 solo arte. Il Regolamento tardivo ha un aspetto\nun aspetto sufficientemente tranquillo, ma contiene una tonnellata di dinamite. Fa s\u00ec che\ntutti i lettori della Chiesa della Scienza Cristiana nel mondo sono\ndella signora Eddy. Ogni volta che lo desidera, pu\u00f2 allungare il suo lungo braccio\nbraccio intorno al ventre grasso del mondo e flirtare con un lettore dal suo pulpito,\nanche se \u00e8 nascosto in un'apparente sicurezza e oscurit\u00e0 in un villaggio sperduto nel\nvillaggio sperduto nel mezzo della Cina:\n\n In qualsiasi Chiesa. Sec. 2. Il Pastore emerito della Chiesa madre avr\u00e0 il diritto di\nha il diritto (tramite una lettera indirizzata alla persona e alla Chiesa\ndi cui \u00e8 il Lettore) di rimuovere un Lettore da questo ufficio in qualsiasi\nChiesa di Cristo, Scientista, sia in America che all'estero;\no di nominare il Lettore a ricoprire qualsiasi carica appartenente alla denominazione della Scienza Cristiana.\nScienza Cristiana.\n\nNon deve preferire le accuse contro di lui, non deve\nnon deve trovarlo pigro, negligente, incompetente, disordinato, maleducato, empio,\ndisonesto, non deve scoprire un difetto di qualsiasi tipo in lui,\nnon deve dire a lui e alla sua congregazione perch\u00e9 lo licenzia, lo disonora e lo insulta.\ndisonorevole e insulta il suo mite gregge, non deve spiegare alla sua famiglia perch\u00e9\nalla sua famiglia perch\u00e9 toglie loro il pane di bocca e li fa uscire all'aperto, senza casa e con vergogna.\nall'aperto, senza casa e vergognosi, in una terra straniera; non deve fare altro che\nnon deve fare altro che inviare una lettera e dire: \"Fate i bagagli!  Fate i bagagli! E non fate domande!\n\nIl Papa ha questo potere? L'altro Papa, quello di Roma. Ha\nqualcosa che gli si avvicina? Pu\u00f2 allontanare un sacerdote dal suo pulpito e privarlo del suo ufficio e del suo sostentamento\ne privarlo del suo ufficio e del suo sostentamento solo per un capriccio, un capriccio,\ne nel frattempo non fornire alcuna motivazione alla parrocchia? Non in America. E\nnon altrove, possiamo credere.\n\n\u00c8 strano e singolare vedere persone intelligenti e istruite tra di noi che\nche venerano questo tiranno egoista e senza rimorsi come un Dio. Questa\nquesto culto viene negato da persone che sono esse stesse adoratrici di Mrs.\nEddy. Sono sicuro che si tratta di un culto che continuer\u00e0 nei secoli.\nsecoli.\n\nChe la signora Eddy abbia scritto di suo pugno questo sorprendente statuto, abbiamo prove\nprove migliori della sua parola. Abbiamo il suo inglese. \u00c8 l\u00ec. Non pu\u00f2 essere\nnon pu\u00f2 essere imitato. Non dovrebbe mai fare la spesa di mettere il copyright\ni suoi discorsi verbali. Se qualcuno cerca di rivendicarle, dovrebbe chiamare me.\nIo riesco sempre a distinguerle da quelle di qualsiasi altro apprendista letterato con uno sguardo\nsguardo da qualsiasi altro apprendista letterario. \u00c8 stato da lei definire l'America una nazione; chiamerebbe nazione anche un\nun banco di sabbia, se si trovasse in una frase in cui parlava di popoli.\ndi popoli, perch\u00e9 non saprebbe come districarlo e tirarlo fuori e classificarlo da solo.\ne classificarlo da solo. E la chiusura di questo\nStatuto \u00e8 anch'essa in vera forma eddysoniana. In esso si riserva l'autorit\u00e0 di\ndi far ricoprire a un lettore qualsiasi carica legata a una chiesa-santuario della Scienza,\nsagrestano, becchino, agente pubblicitario, addetto alla pulizia degli annessi, direttore del coro,\npresidente, direttore, tesoriere, impiegato, ecc. Non intendeva questo.\nLei possedeva gi\u00e0 quell'autorit\u00e0. Intendeva rivestire se stessa di\npotere, dispotico e incontestabile, di nominare tutti i Lettori di Scienze ai loro\ntutti i lettori di scienze nei loro uffici, sia in patria che all'estero. La frase o nominare\n \u00e8 un altro errore di intenzione; non intendeva \"o\", ma \"e\".\n e.\n\n\nQuesto statuto mette nelle mani della signora Eddy il comando assoluto sulla forza e sull'influenza pi\u00f9\nformidabile forza e influenza esistente nel regno della Scienza Cristiana\nal di fuori di lei, e lo fa in modo incondizionato e (grazie alla forza ausiliaria delle leggi gi\u00e0 citate)\nforza ausiliaria delle Leggi gi\u00e0 citate) in modo irrevocabile. Tuttavia, non \u00e8 del tutto\nsoddisfatta. Potrebbe accadere qualcosa, ma non sa cosa. Perci\u00f2\nun altro chiodo, per essere sicura, e lo conficca in profondit\u00e0:\n\n Il presente Statuto non pu\u00f2 essere n\u00e9 modificato n\u00e9 annullato, se non con il consenso del\ndel Pastore Emerito.\n\nLasciate che qualcuno con una fantasia sfrenata e delirante provi a vedere se pu\u00f2\nimmaginare che sia lei a dare il consenso.\n\n\n\n\nMONOPOLIO DEL PANE SPIRITUALE\n\nMolto opportunamente, la prima qualifica per l'appartenenza alla Chiesa Madre \u00e8 la fede nelle dottrine della Scienza Cristiana.\nMadre Chiesa \u00e8 la fede nelle dottrine della Scienza Cristiana.\n\nMa queste dottrine non devono essere raccolte da fonti secondarie. C'\u00e8\nuna sola fonte riconosciuta. Il candidato deve essere un credente nelle\ndottrine della Scienza Cristiana secondo la piattaforma e gli insegnamenti\ncontenuti nel libro di testo della Scienza Cristiana, \"Scienza e Salute, con la\ncon la chiave delle Scritture\", della Rev. Mary Baker G. Eddy.\n\nQuesto \u00e8 definitivo, ed \u00e8 definitivo. Non ci devono essere commentari, n\u00e9 volumi\nfaticosi volumi di esposizione e di spiegazione da parte di chiunque, tranne che dalla signora\nEddy. Perch\u00e9 queste cose potrebbero seminare errori, creare opinioni contrastanti,\ndividere la religione in sette e paralizzarne disastrosamente il potere. Mrs.\nEddy si occuper\u00e0 di tutte le spiegazioni, da sola, anzi, lo ha gi\u00e0 fatto.\nHa scritto diversi libri. Si possono avere (pagando in anticipo),\nsono tutti sacri; le aggiunte non possono mai essere necessarie e non saranno mai permesse.\nnon saranno mai permesse. Dicono al candidato come istruirsi,\ncome insegnare agli altri, come fare tutto ci\u00f2 che \u00e8 compreso nell'attivit\u00e0.\nchiudono la porta a tutti gli aspiranti concorrenti e monopolizzano il commercio.\ncommercio:\n\n La Bibbia e il libro sopra citato [Scienza e Salute], insieme ad altre opere dello stesso autore, devono essere i suoi unici libri di testo per il\ndello stesso autore, devono essere i suoi unici libri di testo per il commercio.\ncommercio: non pu\u00f2 cercare fuori.\n\nLe parole della signora Eddy devono essere le uniche elucidatrici della Bibbia e di Scienza e Salute, per sempre.\nScienza e Salute, per sempre. Nel corso dei secoli, ogni volta che c'\u00e8 un\ndubbio sul significato di un passo di uno di questi libri, il ricercatore non si sognerebbe\ndi uno di questi libri, il ricercatore non si sogna di cercare di spiegarlo a se stesso.\nrabbrividirebbe al pensiero di una tale temerariet\u00e0, di una tale profanit\u00e0, verrebbe\nall'Inquisizione e poi alla pubblica piazza e al rogo se venisse sorpreso a studiare nel testo.\nse venisse sorpreso a studiare i significati dei testi con il proprio amo; sar\u00e0 prudente e cercher\u00e0 i significati\nsar\u00e0 prudente e cercher\u00e0 i significati nell'unica fonte consentita, i commentari di Mrs.\nEddy.\n\nValore di questa giacca a vento. Non bisogna sottovalutare la magnificenza\ndi questa idea dalla testa lunga, non bisogna sottovalutare le sue gigantesche\npossibilit\u00e0 di unire solidamente la Chiesa e di mantenerla tale.\ne di mantenerla tale. Essa soffoca l'indagine indipendente e la rende impossibile, profana e criminale.\nimpossibile, profana, criminale, risolve in modo autoritario ogni controversia\nche pu\u00f2 sorgere. Inizia con la definitivit\u00e0, un punto verso il quale la Chiesa Romana\nha percorso quindici o sedici secoli, tappa dopo tappa,\ne non ha ancora raggiunto. La questione dell'Immacolata Concezione della\ndella Vergine Maria non \u00e8 stata risolta in modo autorevole fino ai giorni di Pio IX.\nIX - ieri, per cos\u00ec dire.\n\nCome gi\u00e0 notato, i protestanti sono suddivisi in una lunga serie di sette.\nsette, a causa delle dispute sul significato dei testi, dispute rese inevitabili dall'assenza di un'autorit\u00e0 infallibile\ninevitabili per l'assenza di un'autorit\u00e0 infallibile a cui sottoporre i passaggi dubbiosi.\npassaggi dubbi. Una o due settimane fa (sto scrivendo a met\u00e0 gennaio,\n1903), il clero e altri qui intorno hanno avuto un'accesa disputa sui giornali su questo\nsu questa domanda: Ges\u00f9 ha mai affermato di essere Dio? Sembrava una\nsembrava una domanda facile, ma si \u00e8 rivelata difficile. \u00c8 stata abilmente e\nabilmente ed elaboratamente discussa da uomini dotti di diverse denominazioni, ma alla fine \u00e8 rimasta\nalla fine \u00e8 rimasta irrisolta.\n\nUna settimana fa \u00e8 scoppiata un'altra discussione. Si trattava di questo testo:\n\n Vendi tutto quello che hai e distribuiscilo ai poveri.\n\nUn verdetto era formulato come segue:\n\n Quando Cristo rispose al giovane ricco dicendogli di dare ai poveri tutto ci\u00f2 che possedeva, altrimenti non avrebbe ottenuto la vita eterna.\nai poveri tutto ci\u00f2 che possedeva o non avrebbe potuto ottenere la vita eterna, Egli non intendeva\nnon lo intendeva in senso letterale. La mia interpretazione delle sue parole \u00e8 che noi\ndi separarci da ci\u00f2 che si frappone tra noi e Cristo.\n\n Non c'\u00e8 dubbio che Ges\u00f9 credesse che il giovane ricco pensasse pi\u00f9 alle sue\npi\u00f9 alle sue ricchezze che alla sua anima e, stando cos\u00ec le cose, era suo dovere rinunciare alle\nera suo dovere rinunciare alle ricchezze.\n\n Ognuno di noi sa che c'\u00e8 qualcosa a cui deve rinunciare per\nCristo. Coloro che sono veri credenti e seguaci sanno a che cosa hanno\nrinuncia, e quelli che non sono ancora seguaci sanno nel loro cuore\nci\u00f2 a cui devono rinunciare.\n\nSono stati intervistati dieci ecclesiastici di varie denominazioni e nove di loro si sono trovati d'accordo con questo verdetto.\ndi loro erano d'accordo con quel verdetto. Questo non ha risolto la questione, perch\u00e9\ndecimo ha detto che il linguaggio di Ges\u00f9 era cos\u00ec diretto e definito da\nspiegato da solo:  Vendi tutto, non una percentuale.\n\nC'\u00e8 una caratteristica molto insolita in questa controversia: le nove persone\nche hanno deciso allo stesso modo, non hanno citato una sola autorit\u00e0 a sostegno della loro\nposizione. Non so se ho mai visto disputanti preparati fare una cosa simile\ndi questo tipo prima d'ora. I nove si limitarono a fornire le proprie opinioni, fondate\nsu... niente di niente. Nell'altra disputa (\"Ges\u00f9 ha mai affermato di essere Dio?\nessere Dio? ) lo stesso tipo di uomini - ecclesiastici istruiti e colti - hanno sostenuto\nle loro argomentazioni con capitoli e versetti. Da entrambe le parti. Un sacco di versetti.\nNon si sono trovati versetti di rinforzo nel caso in questione? Sembra\ncos\u00ec.\n\nL'opinione dei nove mi sembra strana, perch\u00e9 non \u00e8 sostenuta\ndall'autorit\u00e0, mentre c'era almeno un'autorit\u00e0 costruttiva per l'opinione\nparere opposto.\n\nSono le divergenze di opinione sui significati dei testi contestati che hanno diviso in molte sette una Chiesa un tempo unita.\nche hanno diviso in molte sette una Chiesa un tempo unita. Si pu\u00f2\nsi pu\u00f2 dedurre da alcuni nomi dell'elenco che segue che alcune delle\ndifferenze sono molto lievi - cos\u00ec lievi da non essere distintamente\nda non essere di particolare importanza, eppure hanno spinto alcuni gruppi a ritirarsi da\ncomunioni a cui appartenevano e a fondare una propria setta. L'elenco\nlista, accompagnata da varie statistiche della Chiesa per il 1902, compilata da\nDr. H. K. Carroll, \u00e8 stato pubblicato l'8 gennaio 1903 nel New York Christian Advocate.\nChristian Advocate di New York:\n\nAvventisti (6 enti), Battisti (13 enti), Fratelli (Plymouth) (4 enti), Fratelli (River) (3 enti), Cattolici (8 enti), Cattolici (3 enti).\n(4 enti), Fratelli (River) (3 enti), Cattolici (8 enti), Cattolici\nApostolici, Christadelphiani, Christian Connection, Cristiani Cattolici,\nAssociazione Missionaria Cristiana, Scienziati Cristiani, Chiesa di Dio\n(Vinitaliota), Chiesa della Nuova Gerusalemme, Congregazionalisti,\nDiscepoli di Cristo, Dunkards (4 organismi), Evangelical (2 organismi),\nAmici (4 organismi), Amici del Tempio, Evangelici Tedeschi\nEvangelico Tedesco, Sinodo Evangelico Tedesco, Congregazioni indipendenti, Ebrei (2 organismi), Santi degli Ultimi Giorni.\n(2 enti), Santi degli Ultimi Giorni (2 enti), Luterani (22 enti), Mennoniti (12 enti), Metodisti (12 enti).\n(12 organismi), Metodisti (17 organismi), Moravi, Presbiteriani (12 organismi), Protestanti Episcopali (12 organismi).\n(12 organismi), protestanti episcopali (2 organismi), riformati (3 organismi),\nSchwenkfeldiani, Fratelli sociali, Spiritualisti, Evangelici svedesi.\nMiss. Svedese Evangelica del Miss. (Waldenstromiani), Unitari, Fratelli Uniti (2 organismi), Universalisti.\n(2 organismi), Universalisti.\n\nTotale delle sette e delle scissioni: 139.\n\nNel mese in corso (febbraio), il signor E. I. Lindh, A.M., ha comunicato al Boston Transcript un articolo di speranza sulla soluzione del problema del\nal Boston Transcript un articolo pieno di speranza sulla soluzione del problema della\nproblema della Chiesa divisa.  Divisa non \u00e8 un termine troppo violento.\nSuddiviso sarebbe stato lecito se ci avesse pensato. Ci \u00e8 andato vicino\nCi \u00e8 andato vicino, perch\u00e9 lui stesso cita alcune delle suddivisioni:\n i 12 tipi di presbiteriani, i 17 tipi di metodisti, i 13 tipi di battisti, ecc.\nbattisti, ecc.  Ha tralasciato i 12 tipi di Mennoniti e i 22 tipi di Luterani, che per\u00f2 non sono\nluterani, ma sono presenti nell'elenco del Rev. Carroll. In totale,\n76 suddivisioni sotto 5 bandiere. Il Literary Digest (14 febbraio) \u00e8 soddisfatto\ndell'articolo ottimistico del signor Lindh, e anche dei segni dei tempi, e percepisce che la\ne percepisce che l'idea dell'unit\u00e0 della Chiesa \u00e8 nell'aria.\n\nOra, dunque, la signora Eddy non \u00e8 profondamente saggia nel proibire, per sempre,\ntutte le spiegazioni della sua religione se non quelle che lei stessa far\u00e0\nsua?\n\nPenso di s\u00ec. Penso che non ci siano dubbi. In un certo senso, saranno\nperch\u00e9, a prescindere dal membro del suo staff impiegatizio che fornir\u00e0 le spiegazioni.\nle spiegazioni, non permetter\u00e0 mai che venga stampata una riga di esse\nfinch\u00e9 non l'avr\u00e0 approvata, accettata, protetta da copyright e\ne cabbata. Su questo possiamo contare su una fiducia a quattro zeri.\n\n\n\n\nCAPITOLO VII.\n\n\n\n\nLA NUOVA INFALLIBILIT\u00c0\n\nA tempo debito, la fabbrica della signora Eddy prender\u00e0 in mano quel\nComandamento e lo spiegher\u00e0 per bene a tutti. Pu\u00f2 darsi che un membro del turno\ndel turno voter\u00e0 che la parola \"tutto\" significa \"tutto\"; pu\u00f2 darsi che dieci membri del turno voteranno che \"tutto\" significa solo una percentuale; ma\nmembri del turno voteranno che tutto significa solo una percentuale; ma\n\u00e8 la signora Eddy, non gli undici, a decidere. E se lei\nSe lei dice che \u00e8 una percentuale, allora \u00e8 una percentuale, per sempre, ed \u00e8 quello che mi aspetto.\n\u00e8 quello che mi aspetto, visto che non vende tutto lei, n\u00e9 una parte\nparte considerevole e, per quanto riguarda i poveri, non dichiara alcun dividendo.\nMa se dice che tutto significa tutto, allora tutto \u00e8, fino alla fine dei tempi.\ne nessun suo seguace potr\u00e0 mai ricostruire quel testo, o restringerlo, o ridurlo.\nquel testo, n\u00e9 di rimpicciolirlo, n\u00e9 di gonfiarlo, n\u00e9 di intromettersi in alcun modo in esso\nin alcun modo. Anche oggi - proprio qui, all'inizio - lei \u00e8 l'unica persona\nche, nell'ambito dell'esegesi della Scienza cristiana, ha il privilegio di\nsfruttare la torsione a spirale. Il mondo cristiano ha ora due Infallibili.\n\nDi pari potenza? Solo per il momento. Quando Leone XIII passer\u00e0 al riposo\nun altro Infallibile salir\u00e0 al suo trono; altri, e altri ancora, e altri ancora lo seguiranno, e saranno infallibili come lui, e decideranno.\naltri, e altri ancora lo seguiranno, e saranno infallibili come lui, e decideranno\nquestioni di dottrina finch\u00e9 si presenteranno, in un lontano futuro.\nfuturo; ma Mary Baker G. Eddy \u00e8 l'unica infallibile che potr\u00e0 mai\noccupare il trono della Scienza. Molti papi della Scienza le succederanno, ma\nlei ha chiuso loro la bocca; essi ripeteranno e loderanno con riverenza le sue infallibilit\u00e0.\nadulano e adorano le sue infallibilit\u00e0, ma non ne azzardano nessuna. Nella sua tomba\nnella sua tomba superer\u00e0 ancora tutti gli altri Papi, di qualsiasi Chiesa essi siano.\nAvr\u00e0 il pi\u00f9 alto dei titoli terreni, l'Infallibile, con la T maiuscola.\nMolti nella storia del mondo hanno avuto fame di tali pepite e fette di potere.\npepite e fette di potere che potevano ragionevolmente sperare di afferrare da\ndi un impero o di una religione, ma la signora Eddy \u00e8 l'unica persona, in vita o in morte, che abbia mai\nEddy \u00e8 l'unica persona, viva o morta, che abbia mai colpito per la loro totalit\u00e0. Per le piccole\nper le cose piccole ha l'occhio di un microscopio, per quelle grandi l'occhio di un telescopio.\ntelescopio, e qualsiasi cosa veda, la vuole. Vuole tutto.\n\n\n\n\nI POEMI SACRI\n\nQuando le sacre rivelazioni della signora Eddy (questo \u00e8 il linguaggio dello Statuto) vengono lette in pubblico, la loro paternit\u00e0 deve essere indicata.\nStatuto) vengono lette in pubblico, la loro paternit\u00e0 deve essere indicata. Il Regolamento\nlo prescrive due volte, quindi, per correttezza, lo menzioniamo due volte.\n\nMa \u00e8 anche ordinato che quando un membro cita pubblicamente le poesie del nostro pastore emerito\npoesie del nostro Pastore Emerito, la paternit\u00e0 deve essere indicata. Perch\u00e9 anche queste\nsono anch'esse sacre. Ci sono persone gentili che potrebbero sospettare una generosit\u00e0 nascosta\ngenerosit\u00e0 nascosta in questo regolamento; potrebbero pensare che sia l\u00ec per proteggere il\nLettore ufficiale dal sospetto di aver scritto lui stesso le poesie.\nQueste persone non conoscono la signora Eddy. Lei fa una quantit\u00e0 spropositata di protezione,\nma in nessun caso della sua storia il Numero Due \u00e8 stato oggetto di protezione.\nDue ne \u00e8 stato oggetto. Sono stati citati dei casi, ma non hanno trovato\nma non hanno trovato prove e nemmeno plausibilit\u00e0.\n\n I membri devono anche istruire i loro studenti a guardare fuori e pubblicizzare\nla paternit\u00e0 quando leggono queste poesie e altre cose. Non per conto della signora Eddy, ma\nEddy, ma per il bene della nostra Causa.\n\n\n\n\nL'EDIFICIO DELLA CHIESA\n\n1. La signora Eddy ha donato il terreno. All'epoca non aveva molto valore, ma ora \u00e8 molto\nora ha molto valore. 2. I suoi collaboratori vi hanno costruito l'edificio della Chiesa Madre, al costo di duecentocinquantamila dollari.\nMadre, per un costo di duecentocinquantamila dollari. 3. Poi hanno\ndonarono a lei l'intera propriet\u00e0. 4. Poi l'ha consegnata al Consiglio di\nAmministrazione. Lei \u00e8 il Consiglio di amministrazione. L'ha preso da una tasca\ne l'ha messo nell'altra. 5. Art. 10 (dell'atto).  Ogni volta che detti\nDirettori stabiliranno che non \u00e8 conveniente mantenere la predicazione,\nlettura o di parlare in detta chiesa in conformit\u00e0 ai termini di questo\natto, sono autorizzati e tenuti a cedere nuovamente e immediatamente il lotto di terreno con l'edificio\ndi terreno con l'edificio su di esso a Mary Baker G. Eddy, ai suoi eredi e\neredi e assegnatari, per sempre, con un regolare atto di cessione.\n\nNon \u00e8 mai negligente, non \u00e8 mai approssimativa in una questione di affari.\nIl fatto di possedere la propriet\u00e0 attraverso il suo Consiglio delle Cere era abbastanza sicuro.\nera un buon affare mettere un'altra presa su di essa per coprire gli incidenti,\ne lei lo fece. I suoi abbaiatori (che nome curioso; mi chiedo se sia\nche nome curioso; mi chiedo se sia coperto da copyright); i suoi imbonitori pubblicizzano insistentemente al pubblico la sua\ngenerosit\u00e0 nel dare via un pezzo di terra che le \u00e8 costato un'inezia e un\nuna chiesa da duecentocinquantamila dollari che non le \u00e8 costata nulla.\ne non riescono a parlare dell'altruismo senza scoppiare a piangere.\nsenza scoppiare a piangere; eppure sanno che non ha dato via nulla, e non ha mai\nintenzione di farlo. Tuttavia, la razza umana \u00e8 cos\u00ec. Spesso sembra un vero peccato che\npeccato che No\u00e8 e i suoi non abbiano perso la barca.\n\nAlcuni ostili pensano che l'idea della signora Eddy di proteggere questa propriet\u00e0 nell'interesse dei suoi eredi e di accumulare una grande quantit\u00e0 di denaro\npropriet\u00e0 nell'interesse dei suoi eredi e di accumulare una grande fortuna di denaro\nfortuna di denaro, sia quella di lasciare i suoi eredi naturali ben provvisti quando\nquando se ne andr\u00e0. Credo che sia un errore. Credo che negli ultimi anni si stia preoccupando\nun solo interesse: il suo potere e la sua gloria, la perpetuazione e il culto di\nla perpetuazione e il culto del suo Nome, con la N maiuscola.\n\u00e8 il suo erede prediletto e credo che le procurer\u00e0 ricchezza. \u00c8 la torcia\nche illuminer\u00e0 il mondo e i secoli con la sua gloria.\n\nCredo che un tempo apprezzasse il denaro per l'agio e la comodit\u00e0 che poteva portare,\nle vanit\u00e0 appariscenti che poteva fornire e la promozione sociale che poteva\nPerch\u00e9 abbiamo visto che \u00e8 nata nel mondo con piccoli modi di fare e istinti\nmodi e istinti e aspirazioni e affetti che sono duplicati\ndei nostri. Non credo che la sua passione per il denaro sia mai diminuita in\nferocia, non credo che abbia mai permesso a un dollaro che non aveva\nche non avesse amici, ma credo che il motivo per cui lo desiderava sia cambiato.\nsia cambiata. Credo che ora lo voglia per accrescere, consolidare e\ne perpetuare il suo potere e la sua gloria, non per accrescere le sue comodit\u00e0 e i suoi lussi.\nlussi, non per fornire vernici, fronzoli e piume da esibire vanamente.\nCredo che le sue ambizioni si siano spinte al di sopra dello stadio delle piume e delle mosche.\nLe piacciono ancora i piccoli spettacoli e le vanit\u00e0.\nin un discorso pubblico due o tre giorni fa, quando lei non se ne accorgeva.\nma credo che ora non vi attribuisca un grande valore.\nSe volesse, potrebbe costruire un palazzo imponente e scintillante, con tanto di ottone, ma non lo fa.\nse lo volesse, ma non lo fa. Avrebbe avuto questo tipo di ambizione\nambizione nei primi tempi in cui si arrangiava. Oggi potrebbe andare in Inghilterra\ned essere venerata dai conti e ricevere l'attenzione di una cometa da un milione di persone.\nmilioni di persone, se le interessassero queste cose. Sarebbe andata nei primi tempi\ntempi in cui si arrabattava per molto meno di un conte, e ne sarebbe stata vanitosa e\ndi mettersi in mostra davanti ai resti della parentela scozzese. Ma queste cose\nsono molto piccole per lei ora... quasi invisibili, osservate attraverso il\ndalla cima vertiginosa dove si trova in questi grandi giorni.\nNon vuole quella propriet\u00e0 della chiesa per s\u00e9. Vale solo un quarto di milione.\nun quarto di milione, una somma che potrebbe prelevare dalle sue greggi lontane\ndomani con un semplice gesto della mano. Non una stretta di mano, solo un'alzata. La somma\nsenza un mormorio; verrebbe con gratitudine, verrebbe con gioia. E se la sua\ngloria avesse pi\u00f9 bisogno del denaro a Boston di quanto non ne abbia dove le sue\ngreggi che la propagano, credo che alzerebbe la mano.\n\nSta ancora cercando il dollaro, continuer\u00e0 a cercarlo;\nma non per spenderlo per se stessa; non per spenderlo in beneficenza; non per indennizzare una privazione precoce e\nnon per spendere in opere di beneficenza; non per compensare una privazione precoce e\ndi una privazione precoce e vestirsi con uno sfavillante sfarzo di abiti North Adams; non perch\u00e9 possa mangiare\nnove tipi di torta per colazione, come solo i ricchi abitanti del New England possono fare;\nnon perch\u00e9 possa assecondare qualsiasi piccola vanit\u00e0 materiale o appetito che un tempo era suo e\nun tempo erano suoi, apprezzati e curati, ma che possa destinare quel dollaro a usi pi\u00f9\na usi pi\u00f9 statali e collocarlo dove possa proiettare la lucentezza metallica della sua gloria\ndella sua gloria pi\u00f9 lontano, attraverso le distese del globo che si allontanano.\n\n\n\n\nPREGHIERA\n\nUna breve e buona descrizione \u00e8 contenuta nel libro dello Statuto. Lo Scienziato\n\u00e8 tenuto a recitarla ogni giorno.\n\n\n\n\nLA PREGHIERA DEL SIGNORE MODIFICATA\n\nQuesto non \u00e8 nello Statuto, ma nel primo capitolo di Science and Health, edizione del 1902.\nSalute, edizione del 1902. Non lo trovo nell'edizione del 1884. \u00c8 probabile che\n\u00e8 probabile che all'epoca non fosse ancora stato tramandato. Scienza e\nHealth (ultima) interpretazione del suo senso spirituale \u00e8 la seguente:\n\n Nostro Padre-Madre Dio' onnipotente, adorabile Uno. Il tuo regno \u00e8\n\u00e8 dentro di noi, Tu sei sempre presente. Rendici capaci di sapere che, come in cielo, cos\u00ec in terra.\nsulla terra - Dio \u00e8 supremo. Dacci la grazia per oggi; nutri gli affetti affamati.\naffetti. L'Amore infinito si riflette nell'amore. E l'Amore non ci conduce\nnon ci induce in tentazione, ma ci libera dal peccato, dalla malattia e dalla morte. Perch\u00e9\nDio \u00e8 ora e per sempre tutta la Vita, la Verit\u00e0 e l'Amore.\n\nSe pensassi che la mia opinione fosse desiderata e venisse adeguatamente rispettata, dovrei dire che a mio parere questo\ndovrei dire che, a mio giudizio, questo \u00e8 un ottimo lavoro di carpenteria\nquanto uno qualsiasi di quegli undici esperti di Comandamenti potrebbe fare con il materiale\ndopo tutta la loro pratica. Noto solo un punto dubbio.  Non ci indurre\nin tentazione mi sembra una richiesta molto precisa, e che la nuova resa\nnuova interpretazione trasforma la richiesta precisa in un'affermazione precisa. I\nsarei lieto di tornare alla vecchia versione e di rimuovere i segni della\nSpiral Twist rimossi o verniciati; allora sar\u00f2 soddisfatto,\ne far\u00f2 del mio meglio con ci\u00f2 che \u00e8 rimasto. Allo stesso tempo, sento che\nsento che la contrazione dei nostri beni spirituali sta diventando seria.\nPrima i Comandamenti, ora la Preghiera. Non mi sarei mai aspettato di vedere questi\nvecchi e affidabili titoli annacquati fino a questo punto. E questo non \u00e8\ntutto questo. L'estate scorsa i presbiteriani hanno esteso la chiamata e l'elezione a quasi tutti coloro che hanno diritto alla salvezza.\nelezione a quasi tutti coloro che hanno diritto alla salvezza. Non si sono\nnon si sono fermati l\u00ec, ma hanno fatto uscire tutti i neonati americani non battezzati\nche avevamo accumulato per duecento anni e pi\u00f9. Ci sono alcuni\nche credono che avrebbero fatto uscire anche quelli scozzesi, se avessero potuto\nse avessero potuto farlo. Tutto sta andando in rovina; tra non molto non ci rester\u00e0 altro che l'amore di Dio.\nnon ci rester\u00e0 altro che l'amore di Dio.\n\n\n\n\nIL NUOVO PECCATO IMPERDONABILE\n\n Lavorare contro la causa. Sec. 2. Se un membro di questa Chiesa si oppone alla realizzazione di quanto\nmembro di questa Chiesa lavorer\u00e0 contro la realizzazione di ci\u00f2 che lo Scopritore e Fondatore della Scienza\nScienza Cristiana ritiene che sia vantaggioso per l'individuo, per la Chiesa e per la Causa della Scienza Cristiana.\nChiesa e per la Causa della Scienza Cristiana - se ne va. Per sempre.\n\nIl membro pu\u00f2 pensare che ci\u00f2 che sta facendo faccia progredire la Causa,\nma non \u00e8 invitato a riflettere. Anzi, non gli \u00e8 permesso di farlo, come\nnon gli \u00e8 permesso di farlo, come si evince chiaramente da questo Statuto. Quando una persona\nQuando una persona entra a far parte della Chiesa della signora Eddy deve lasciare a casa il suo pensiero. Lasciare\npermanentemente. Per essere sicuri che non si spenga prima o poi\nper essere sicuri che non si spenga una volta o l'altra quando non si sta guardando, sar\u00e0 pi\u00f9 sicuro per lui metterlo in un punto. Se dovesse\ndimenticasse di s\u00e9 e ci pensasse solo una volta, il Regolamento prevede che venga\nche sar\u00e0 licenziato, immediatamente, per sempre, senza ritorno.\n\n Sar\u00e0 dovere di questa Chiesa convocare immediatamente una riunione, e\neliminare per sempre il nome di questo membro dai suoi registri.\n\nMa che indignazione!\n\nCi sono offese perdonabili, ma questa non \u00e8 una di quelle; ci sono ammonizioni, libert\u00e0 vigilate, sospensioni, in diversi casi minori.\nammonizioni, condizionamenti, sospensioni, in diversi casi minori; la misericordia viene\nIl derelitto ha piet\u00e0, in quei casi viene usato con delicatezza e con il tempo pu\u00f2 tornare all'ovile, anche se ha ripetuto l'infrazione.\nanche se ha ripetuto l'infrazione. Ma lasciate che\nMa lasciatelo pensare, solo una volta, senza che il suo pensatore sia impostato sul tempo di Eddy,\ne questo \u00e8 sufficiente; la sua testa si stacca. Non c'\u00e8 una seconda offesa e\nnon c'\u00e8 nessun cancello aperto a quella pecora smarrita, mai pi\u00f9.\n\n Questa regola non pu\u00f2 essere cambiata, modificata o annullata se non con il voto unanime di tutti i Primi Membri.\nvoto unanime di tutti i Primi Membri.\n\nLo stesso vale per la signora Eddy. \u00c8 ingenuamente furbo e grazioso vederla continuare a\ndi primo membro, di consiglio di questo e di quello, e di altre\ne altre brodaglie e gorgiere della sua veste, come se fossero entit\u00e0 indipendenti, invece di essere\ncome se fossero entit\u00e0 indipendenti, invece che parte dei suoi vestiti, e potessero fare tutto da sole\nda soli quando lei era al di fuori di essi.\n\nLa signora Eddy non aveva bisogno di mettere sotto copyright la frase appena citata, il suo\ninglese l'avrebbe protetta. Nessuno, se non lei, avrebbe spinto quel\ncomicamente superfluo.\n\nIl precedente Peccato Imperdonabile \u00e8 andato in disuso. Possiamo inquadrare il nuovo\nnuovo della Scienza Cristiana:\n\n Chiunque pensi e, senza il permesso di Nostra Madre, agisca in base al suo pensiero, sar\u00e0 tagliato fuori dalla Chiesa per sempre.\nil suo pensiero, sar\u00e0 tagliato fuori dalla Chiesa per sempre.\n\n\u00c8 stato detto che commetto molti errori riguardo alla Scienza Cristiana\nperch\u00e9 non conosco i significati spirituali della sua terminologia.\nCredo che sia vero. Sono stato ingannato per tutto questo tempo da quella parola\nMembro, perch\u00e9 non c'\u00e8 stato nessuno che mi abbia detto che il suo significato spirituale\nspirituale era Schiavo.\n\n\n\n\nASSE E BLOCCO\n\nEsiste uno Statuto che proibisce ai membri di praticare l'ipnotismo; la pena \u00e8 la scomunica.\npena la scomunica.\n\n1. Se si scopre che un membro \u00e8 un professionista della salute mentale--2. La denuncia deve essere\ncontro di lui--3. Dal Pastore emerito e da nessun altro;\n4. Nessun membro \u00e8 autorizzato a presentare reclamo a lei in merito; 5. Su semplice denuncia della signora Eddy.\nEddy, non suffragata da prove e senza dare all'accusato la possibilit\u00e0 di essere ascoltato.\nsenza dare all'accusato la possibilit\u00e0 di essere ascoltato, il suo nome sar\u00e0 cancellato dalla Chiesa.\nquesta Chiesa.\n\nLa signora Eddy deve solo dire che un membro \u00e8 colpevole, tutto qui. E questo finisce\nfine. Non si tratta di un caso in cui egli pu\u00f2 essere escluso dalla salvezza della Scienza Cristiana, ma di un caso in cui lo sar\u00e0.\nScienza Cristiana, \u00e8 un caso di \"lo sar\u00e0\". I suoi servi devono occuparsene e\nnon dire una parola.\n\nL'altro Papa possiede questo potere prodigioso e irresponsabile?\nCertamente non ai nostri giorni.\n\nQualcuno potrebbe essere curioso di sapere come la signora Eddy scopre che un membro pratica l'ipnotismo.\nipnotismo, dal momento che a nessuno \u00e8 permesso di presentarsi al suo trono per accusarlo.\ne accusarlo. Lo ha spiegato nella Storia della Scienza Cristiana,\nprima e seconda edizione, pagina 16:\n\n Possiedo un senso spirituale di ci\u00f2 che l'operatore mentale maligno\nmentali, che non pu\u00f2 essere ingannato; posso discernere nella mente umana pensieri\nmente umana i pensieri, le motivazioni e gli scopi, e n\u00e9 le argomentazioni mentali n\u00e9 il potere\nn\u00e9 il potere psichico possono intaccare questa intuizione spirituale.\n\nUna donna meravigliosa, con una fame di potere mai vista al mondo.\nnel mondo prima d'ora. Nessuna cosa, piccola o grande, che contenga un seme o un suggerimento di potere, sfugge al suo occhio avido.\ndi potere, sfugge al suo occhio avido; e quando riesce a metterci l'occhio sopra, la sua presa\nl'occhio su di essa, segue la sua presa spietata. Non c'\u00e8 cristiano scientista che non sia\nscienziato cristiano che non sia ecclesiasticamente di sua propriet\u00e0 come se lei lo avesse\nse l'avesse comprato e pagato, e se l'avesse coperto con i diritti d'autore e avesse ottenuto uno statuto.\nNon pu\u00f2 essere soddisfatta quando ha ammanettato un membro, e gli ha messo una\nuna catena per le gambe e una palla, gli ha tappato le orecchie e gli ha tolto il cervello,\ncontinua ad avvolgere catene inutili intorno a lui, proprio come farebbe un ragno.\nragno. Perch\u00e9 non si fida di nessuno, non crede all'onest\u00e0 di nessuno,\ngiudica tutti da sola. Anche se abbiamo visto che ha il comando assoluto\ne irresponsabile sui suoi Baroni spettrali e su ogni\ndella sua Chiesa, in patria e all'estero, su ogni minimo dettaglio del governo della sua Chiesa.\nogni minimo dettaglio del governo della sua Chiesa, presente e futuro, e possa\ndi persone colpevoli o sospette con varie formalit\u00e0 plausibili e ogni volta che vuole.\nformalit\u00e0 plausibili e ogni volta che lo desidera, non \u00e8 ancora soddisfatta, ma deve\ndeve mettere al lavoro la sua mente bizzarra e inventare un modo per prendere un membro.\nmembro, qualsiasi membro, per il collo e il frustino e buttarlo fuori senza che\nformalit\u00e0.\n\nLei \u00e8 l'unica accusatrice e l'unica testimone, e la sua testimonianza \u00e8 definitiva e\nporta con s\u00e9 una condanna intransigente e irrimediabile.\n\nIl Tribunale Unico dei Testimoni! Dovrebbe far rivoltare nella tomba il Consiglio dei Dieci e il\nConsiglio dei Tre si rivolteranno nella tomba per la vergogna, vedendo quanto poco sapevano\nsapevano sulle concentrazioni sataniche di potere irresponsabile. Qui abbiamo\nun accusatore, un testimone, un giudice, un capo... e tutti e quattro raggruppati nella signora Eddy, la donna di\nEddy, l'ispirata di Dio, il Suo ultimo pensiero al Suo popolo, il nuovo membro della Sacra Famiglia.\npopolo, nuovo membro della Sacra Famiglia, uguale a Ges\u00f9.\n\nQuando un membro non \u00e8 soddisfacente per la signora Eddy, ma \u00e8 irreprensibile nella sua vita e irreprensibile nella sua appartenenza alla Scienza Cristiana.\ne irreprensibile nella sua vita, nella sua appartenenza alla Scienza Cristiana e nella sua conversazione.\ncristiana, pu\u00f2 forse tenere la testa alta e inclinare il cappello sopra un orecchio\nun orecchio e si ritiene al sicuro grazie a queste perfezioni? Perch\u00e9,\nproprio in quel momento la signora Eddy proietter\u00e0 quella sua radiografia spirituale\nattraverso la salopette e gli dir\u00e0:\n\n Vedo che il suo ipnotismo funziona, tra le sue viscere... Portatelo al blocco!\nblocco!\n\nCosa gli giova sapere che non \u00e8 cos\u00ec? Nulla. La sua testimonianza \u00e8\ndi nessun valore. Nessuno la vuole, nessuno la chieder\u00e0. Non \u00e8 presente\nper offrirla (non sa di essere accusato), e se fosse presente per offrirla, non verrebbe ascoltata.\nper offrirla, non verrebbe ascoltata.\n\nFu a partire da poteri che si avvicinavano a quelli della signora Eddy - anche se non li eguagliavano - che si svilupparono l'Inquisizione e le devastazioni dell'Interdetto.\nl'Inquisizione e le devastazioni dell'Interdetto.\nLei trasmetter\u00e0 i suoi. L'uomo nato tra due secoli penser\u00e0 di essere\ndi essere arrivato all'inferno; e tutto sommato penser\u00e0 di saperlo.\nVaste concentrazioni di potere irresponsabile non sono mai state usate in nessun'epoca\nin nessuna epoca sono state usate in modo misericordioso, e non c'\u00e8 nulla che faccia pensare che il Papato della Scienza Cristiana\nScienza cristiana abbia intenzione di spendere soldi per le novit\u00e0.\n\nDiversi cristiano-scienziati mi hanno chiesto di astenermi dal profetismo.\nAi nostri giorni non c'\u00e8 profezia, ma storia. Ma la storia \u00e8 un\nprofeta affidabile. La storia si ripete sempre, perch\u00e9\nle condizioni si ripetono sempre. Da condizioni duplicate\nla storia ottiene sempre un prodotto duplicato.\n\n\n\n\nLETTURA DI LETTERE DURANTE LE RIUNIONI\n\nMi chiedo se ci sia qualcosa che un deputato possa fare per non suscitare la gelosia di Mrs.\nEddy? Il Regolamento sembra dargli la caccia da un pilastro all'altro tutto il tempo\ne trasformano tutti i suoi pensieri e atti e parole in peccati contro la\nla nuova divinit\u00e0 mite e umile che adora. A quanto pare la sua gelosia\nnon dorme mai. Sembra che qualsiasi sciocchezza possa offenderla e che una sola pena possa placarla: la scomunica.\nplacarla: la disunione. Il regolamento potrebbe essere intitolato correttamente e ragionevolmente\nessere intitolato \"Leggi per coccolare e confortare le piccole gelosie di nostra madre\".\ngelosia di nostra madre. La legge citata in testa a questo paragrafo prevede che il suo\ntrasgressore dalla Chiesa se porta una lettera di Mrs.\nEddy alla congregazione e si dimentica di leggerla o non la legge per intero.\nlettera.\n\n\n\n\nREQUISITO DI ONEST\u00c0\n\nI membri disonesti devono essere ammoniti; se continuano nelle pratiche disoneste, segue la scomunica.\npratiche disoneste, segue la scomunica. Considerando chi ha redatto questa\nquesta legge, c'\u00e8 una certa dose di umorismo in essa.\n\n\n\n\nULTERIORI APPLICAZIONI DELL'ASCIA\n\nSeguono i titoli di alcuni altri Statuti la cui violazione \u00e8\npunita con la scomunica:\n\n\nSilenzio vietato. Insegnamento errato. Allontanamento dai principi. Violazione della\nAmicizia cristiana. Offese morali. Adozione illegale. Violazione dello statuto.\nViolazione dello Statuto. (Formule vietate.\nConsigli ufficiali. (Vieta il \"clack\" di Tom, Dick e Harry).\nappartenenza. Scomunica definitiva. Organizzazione delle Chiese.\n\nSembra che la signora Eddy abbia dedicato gran parte del suo tempo e del suo talento a inventare modi per liberarsi dei suoi membri della Chiesa.\ntalento a inventare modi per sbarazzarsi dei membri della sua Chiesa. Tuttavia, in\nun altro punto sembra invitare all'adesione. Non in modo pressante,\n\u00e8 vero, ma lancia comunque un'esca a coloro che desiderano essere notati e distinti (in altre parole, i\ndistinzione (in altre parole, la razza umana). Pagina 82:\n\n \u00c8 importante che queste condizioni, apparentemente rigide, vengano rispettate.\nperch\u00e9 i nomi dei membri della Chiesa Madre saranno registrati nella storia della Chiesa e ne faranno parte.\nnella storia della Chiesa e ne faranno parte.\n\nTutti vogliamo essere storici.\n\n\n\n\nPI\u00d9 AUTOPROTEZIONI\n\nL'innario. Esiste un Innario della Scienza Cristiana. L'accesso ad esso \u00e8 stato\nchiuso nel 1898. Gli studenti della Scienza Cristiana che fanno inni al giorno d'oggi possono\npossono farli cantare nella Chiesa Madre, ma solo se approvati dal pastore emerito.\ndal Pastore Emerito.  Art. XXVII, Sez. 2.\n\nCantanti solisti. La signora Eddy ha contribuito con le parole di tre degli inni\ndell'Innario. Due di essi vi compaiono complessivamente sei volte, ciascuno dei quali \u00e8 stato\nciascuno di essi \u00e8 impostato su tre forme originali di angoscia musicale. La signora Eddy,\nEddy, sempre premurosa, ha promulgato una legge che impone il canto di uno dei suoi tre inni nelle\ndei suoi tre inni nella Chiesa Madre almeno una volta al mese.\n \u00c8 una buona idea. Una congregazione potrebbe stancarsi anche della musa della signora Eddy nel corso del tempo.\nEddy nel corso del tempo, senza l'incentivo cordiale dell'obbligo.\ncostrizione. Sappiamo tutti quanto possano diventare stancanti le cose pi\u00f9 dolci e toccanti\ntoccanti, attraverso la ripetizione, e ancora la ripetizione, e ancora la ripetizione.\nripetizione, e ancora ripetizione, e ancora ripetizione, come il dolce\ndolce by-and-by, nel dolce by-and-by, per esempio, e Tah-rah-rah\ne sicuramente non \u00e8 probabile che la macchina della signora Eddy abbia prodotto prodotti\nEddy abbia sfornato prodotti in grado di superare questi grandi stimolatori di cuori, senza\nl'assistenza della frusta.  O'er Waiting Harpstrings of the Mind \u00e8\nabbastanza buono, da discreto a medio - tutte e sette le strofe -, ma la ripetizione\nma la ripetizione sarebbe sicuramente in grado di togliere l'eccitazione nel\nnel corso del tempo, anche se fossero quattordici, e poi suonerebbero come\ncome la tabella delle moltiplicazioni, e smetterebbe di salvare. La congregazione\nsarebbe perfettamente sicura di stancarsi; in effetti, si \u00e8 stancata.\nda qui l'obbligo di legge. \u00c8 una misura nata dall'esperienza, non dalla previsione.\n\nIl Regolamento dice che se un cantante solista trascura o si rifiuta di cantare\ndi cantare da solo uno di questi tre inni almeno una volta al mese, e anche pi\u00f9 spesso se\nConsiglio di Amministrazione - che \u00e8 la signora Eddy - lo stipendio del cantante sar\u00e0 sospeso.\ncantante sar\u00e0 interrotto. \u00c8 una prova circostanziale che alcuni\nsolisti hanno trascurato questo sacramento e altri lo hanno rifiutato. Almeno questo\n\u00e8 il punto di vista caritatevole da prendere in considerazione. C'\u00e8 solo un altro punto di vista da\nche la signora Eddy avesse davvero previsto che ci sarebbero stati dei cantanti che\nche un giorno si sarebbero stancati di eseguire i suoi inni e di proclamarne la paternit\u00e0.\npaternit\u00e0, a meno che non venissero persuasi da un Regolamento, con annessa sanzione. L'idea poteva\nl'idea poteva naturalmente venire in mente alla sua saggia testa, perch\u00e9 sapeva che una pausa di sette strofe poteva\nche un'interruzione di sette strofe potrebbe essere uno sforzo calamitoso per un solista, e che quindi potrebbe evitare\nche egli potrebbe evitarla se non fosse sorvegliato. Non poteva limitarla,\nperch\u00e9 tutto ci\u00f2 che Mrs. Eddy fa \u00e8 sacro e non pu\u00f2 essere tagliato.\ntagliato.\n\n\n\n\nCONSIGLIO D'ISTRUZIONE\n\n\u00c8 composto da quattro membri, uno dei quali ne \u00e8 il Presidente. I suoi membri\nsono eletti annualmente. Soggetto all'approvazione della Sig.ra Eddy. Art. XXX.\n2.\n\n\u00c8 la proprietaria del Consiglio, \u00e8 il Consiglio.\n\nLa signora Eddy \u00e8 presidente del Metaphysical College. Se in qualsiasi momento\nse si libera di tale carica, i direttori del Collegio (cio\u00e8 la signora Eddy) eleggeranno il presidente del Consiglio di amministrazione,\nEddy) eleggeranno per il posto vacante il presidente del Consiglio d'istruzione (che non \u00e8 altro che rieleggere se stessa).\nIstruzione (che non fa altro che rieleggere se stessa).\n\n\u00c8 un altro caso di pastore emerito.  Rinuncia all'ombra dell'autorit\u00e0\nautorit\u00e0, ma mantiene ben salda la sostanza.\n\n\n\n\nINSEGNANTI PUBBLICI\n\nI candidati all'ammissione a questo settore devono superare un esame approfondito di tre giorni davanti al\ntre giorni di esame davanti al Board of Education in Science and Health,\ncapitolo sulla \"Ricapitolazione\"; la Piattaforma della Scienza Cristiana; pagina 403\ndella Pratica della Scienza Cristiana, dalla seconda riga al secondo paragrafo di pagina 405.\ndi pagina 405; e pagina 488, secondo e terzo paragrafo.\n\n\n\n\nCONSIGLIO DI PRESIDENZA\n\nI conferenzieri sono collaboratori molto importanti della signora Eddy, e lei li sceglie con grande attenzione.\nEddy e lei li sceglie con grande cura. Ognuno di loro ha un territorio\nin cui svolgere i propri compiti: al Nord, al Sud, all'Est, all'Ovest, in Canada, in Gran Bretagna e cos\u00ec via.\nOvest, in Canada, in Gran Bretagna e cos\u00ec via.\nterritorio e non deve andare oltre i suoi confini. Credo che sia ovvio\nche nessuna conferenza venga tenuta prima che la signora Eddy l'abbia esaminata e approvata.\nche nessuna conferenza viene tenuta prima che lei l'abbia esaminata e approvata, e che al conferenziere non \u00e8 permesso\nnon gli \u00e8 permesso di cambiarla in seguito.\n\nI membri del Consiglio di presidenza sono eletti annualmente...\n\n Con l'approvazione della Rev. Mary Baker G. Eddy.\n\n\n\n\nMISSIONARI\n\nSono solo quattro. Vengono eletti, come il resto dei\ndomestici, ogni anno. Per quanto posso scoprire, non c'\u00e8 un solo servitore della\ndella Sacra Casa ha un lavoro fisso, tranne la signora Eddy. \u00c8 evidente che\n\u00e8 evidente che non si fida di nessun altro essere umano se non di se stessa.\n\n\n\n\nLO STATUTO\n\nAlle Chiese filiali \u00e8 severamente vietato utilizzarle.\n\nPer quanto mi risulta, non potrebbero farlo nemmeno se lo volessero. Il Regolamento\nsono solo la voce del padrone che impartisce ordini ai servi.\nNon c'\u00e8 niente e nessuno a cui i servi possano ribattere.\n\nQuesto inutile editto \u00e8 ripetuto nel piccolo libro, qualche pagina pi\u00f9 avanti.\navanti. Ci sono molte altre ripetizioni di divieti nel libro che potrebbero essere risparmiate.\npotrebbero essere risparmiate: occupano solo spazio per nulla.\n\n\n\n\nLA CREAZIONE \u00c8 coperta da copyright. Non so perch\u00e9, ma suppongo che sia per evitare che\nper evitare che un giorno degli avventurieri sostengano di averla inventata loro e non la signora Eddy.\nEddy e quella strana Provvidenza che le ha suggerito tante cose intelligenti.\ncose intelligenti a lei.\n\nNessun cambiamento. \u00c8 vietato cambiare il Credo. Questo \u00e8 importante, ad\nin ogni caso.\n\n\n\nCOPYRIGHT\n\nCapisco perch\u00e9 la signora Eddy abbia messo il copyright sulle prime edizioni e revisioni di Science and Health.\ne le revisioni di Scienza e Salute, e perch\u00e9 avesse la mania di\ndi copyright su ogni scarto di ogni tipo che usciva dalla sua penna in quei giorni\ngiorni in cui essere stampati probabilmente le sembrava un'eccezionale distinzione\nper lei, nella sua oscurit\u00e0 provinciale, ma perch\u00e9 avrebbe dovuto continuare questo\ndelirio in questi giorni di divinit\u00e0 e di fama diffusa, non riesco a spiegarmelo.\nspiegare a me stesso. Soprattutto per quanto riguarda Scienza e Salute. Lei sa\nsa, ora, che quell'allegato vivr\u00e0 per molti secoli; e quindi,\na cosa pu\u00f2 servire un fugace copyright di quarantadue anni?\n\nUn copyright perpetuo sarebbe un'altra cosa. Vorrei\nun suggerimento. Lasciatela scioperare per ottenere un copyright perpetuo su quel libro.\nC'\u00e8 un precedente in tal senso. C'\u00e8 un solo libro al mondo che ha la\nla vita affascinante del copyright perpetuo (un fatto che non \u00e8 noto a venti persone al mondo).\npersone al mondo). Grazie a un'abile perversione del privilegio da parte del\ndel potere legislativo, la Bibbia gode di un diritto d'autore perpetuo in Gran Bretagna.\nNon c'\u00e8 giustificazione per questo in termini di equit\u00e0, n\u00e9 spiegazione di ci\u00f2\nse non che la Chiesa \u00e8 abbastanza forte da avere la sua strada, giusta o sbagliata che sia.\no meno. Anche la recente Versione Riveduta gode di un diritto d'autore perpetuo.\nprecedente pi\u00f9 forte dell'altra.\n\nOra, dunque, che cos'\u00e8 l'Allegato se non una versione riveduta? Che ovviamente \u00e8\nnaturalmente lo \u00e8: il Padre Nostro e tutto il resto. Con questa coppia di formidabili\nprecedenti britannici su cui procedere, quale Congresso del nostro...\n\nMa quanto sono miope. La signora Eddy ci ha gi\u00e0 pensato da tempo. Lei\npensa a tutto. Sa che deve solo mantenere in vita il suo copyright del\n1902 attraverso la sua prima fase di ventotto anni e la perpetuit\u00e0 \u00e8 assicurata.\n\u00e8 assicurata. Un Congresso della Scienza Cristiana regner\u00e0 allora in Campidoglio.\nProbabilmente attribuisce poco valore alla prima edizione (1875). Anche se\nrivelazione dall'alto, era esile, scarna, incompleta, imbottita di balle di stracci\ncon balle di stracci di scarto e sbuffi di celebrit\u00e0 prese al lazo per riempirla.\nun libro non accreditabile, un libro facilmente sparabile, un libro da non\nun libro che non pu\u00f2 essere menzionato nello stesso anno con l'elegante, grasso, conciso, compatto\ncompresso e competente di oggi, con le sue delicate copertine flessibili, i bordi dorati, il\ncopertina flessibile, con i bordi dorati, gli angoli arrotondati, la doppia vite, la spirale,\nbilancia di compensazione, contraffazione del Testamento e tutto il resto; un libro nato per\nnato per accoccolarsi sullo scaffale degli inni in chiesa e sembrare troppo dolce e santo per\ne santo per qualsiasi cosa. S\u00ec, ora capisco per quale motivo aveva messo sotto copyright quella\nbambino.\n\n\n\n\nASSOCIAZIONE EDITORIALE DI SCIENZA CRISTIANA\n\n\u00c8 vero che in materia di affari la signora Eddy pensa a tutto. Ha pensato\npens\u00f2 a un organo per diffondere la Verit\u00e0 come era nella signora Eddy.\nNe fond\u00f2 subito uno: il Christian Science Journal.\n\n\u00c8 vero: nelle questioni di lavoro la signora Eddy pensa a tutto. Non appena\nNon appena ebbe ottenuto che il Christian Science Journal fosse sufficientemente indebitato da\nda renderne sgradevole la presenza in casa, le venne in mente di regalarlo a qualcuno.\ndi fare un regalo a qualcuno. Lo fece, insieme ai debiti.\ndebiti. Era l'estate del 1889. La vittima prescelta fu la\nla sua Chiesa, chiamata a quei tempi Associazione Nazionale Cristiana Scientista.\nNazionale Cristiana Scientista.\n\nHa consegnato questo dolore a quegli agnelli come un dono in considerazione della loro\ndella loro fedelt\u00e0 alla nostra grande causa.\n\nInoltre - sempre pensando a tutto - disse loro di mantenere il sig. Bailey\nBailey e di fare del signor Nixon l'editore. Non sappiamo cosa avesse\nnon sappiamo cosa avesse contro quegli uomini; n\u00e9 sappiamo se avesse fatto centro o meno con Bailey.\nBailey o meno, sappiamo solo che Dio ha protetto Nixon, e per questo sono\nsinceramente contento, anche se non conosco Nixon e non l'ho nemmeno mai visto.\nnon l'ho mai visto.\n\nNixon ha preso il Journal e il resto delle passivit\u00e0 della Societ\u00e0 Editrice.\ne ha dimostrato di averli controllati per tre anni, poi ha presentato la\nil suo rapporto:\n\n Quando assunsi l'incarico di editore, non c'era un dollaro in cassa; al contrario, la Societ\u00e0 aveva debiti non pagati per la stampa e per l'acquisto di libri.\nal contrario, la Societ\u00e0 doveva pagare fatture per la stampa e la carta per un ammontare di diverse centinaia di dollari.\ndi stampa e di carta non pagate per un ammontare di diverse centinaia di dollari, senza contare\nper non parlare di una passivit\u00e0 potenziale di molte altre centinaia di dollari.\nabbonamenti anticipati pagati per il Journal e la Series, i cui prodotti Mrs.\nbeni che Mrs. Eddy non aveva consegnato. E non poteva, forse, con una rendita del\ncon un reddito del Metaphysical College di poche migliaia di dollari al giorno, o alla settimana, o qualunque cosa fosse in quel periodo.\nsettimana, o quello che era in quei tempi magnificamente fiorenti. Il\nJournal, in difficolt\u00e0, aveva inghiottito quegli anticipi, ma la sua\n ma la sua richiesta di risarcimento era grave e non erano riusciti a curarla. Ma Nixon lo cur\u00f2\nnei suoi diligenti tre anni di lavoro, e con gioia comunic\u00f2 la notizia che aveva\ndi aver azzerato tutti i debiti e di avere in banca seimila dollari.\nin banca.\n\nAlla signora Eddy venne l'acquolina in bocca.\n\nNel momento in cui la signora Eddy aveva scaricato quel lugubre regalo alla sua\nNational Association, aveva seguito la sua inveterata abitudine: aveva\naveva legato una corda alla zampa posteriore e ne teneva un'estremit\u00e0 attaccata alla\ncintura. L'abbiamo vista fare lo stesso nel caso della Moschea di Boston. Quando\nQuando fa un atto di propriet\u00e0, inserisce la clausola della corda. Essa prevede che\na certe condizioni pu\u00f2 tirare la corda e far atterrare la propriet\u00e0\nnella casa amata della sua felice giovinezza. Nel caso in questione, la signora\nNel caso in questione credeva di aver dato disposizioni affinch\u00e9, in qualsiasi momento, l'Associazione Nazionale di Scienza\nNazionale della Scienza Cristiana dovesse sciogliersi con un voto formale,\nlei avrebbe potuto tirare.\n\nUn anno dopo il bellissimo rapporto di Nixon, scrive all'Associazione che\nche ha una richiesta unica da sottoporre all'Associazione.  L'Associazione si \u00e8 sciolta e lei non \u00e8\nnon \u00e8 del tutto sicura che il Christian Science Journal sia gi\u00e0 caduto nelle sue mani\nnelle sue mani con quell'atto, anche se le sembra che abbia avuto quell'incidente.\ndi questo incidente; quindi vorrebbe che la questione venisse decisa con una votazione formale.\nvoto formale. Ma che ci sia un dubbio o meno, vedo la saggezza, dice,\n di possedere di nuovo questo bambino della Scienza Cristiana.\n\nCredo che questa sia una prova inattaccabile del fatto che il vagabondo stava facendo\nsoldi, senza ombra di dubbio.\n\nHa raccolto il suo dono. Pochi anni dopo ha donato la Societ\u00e0\nSociet\u00e0 Editrice, con le sue propriet\u00e0 immobiliari, i suoi edifici, i suoi impianti, le sue pubblicazioni e il suo denaro.\npubblicazioni e il suo denaro, il tutto per un valore di ventiduemila dollari e senza debiti.\ndollari e senza debiti... beh, alla Chiesa Madre!\n\nVale a dire, a se stessa. C'\u00e8 un resoconto di questo fatto nel Christian Science\nScienza Cristiana, e di come avesse gi\u00e0 fatto altri bei\nalla sua Chiesa e altri alla sua Causa, oltre a un numero quasi innumerevole di beneficenze private\nun numero quasi innumerevole di beneficenze private di importo nebuloso e altrimenti\nindefinito. Questa valanga di generosit\u00e0 travolse uno dei suoi domestici letterari.\ndomestici letterati. Mentre si trovava in quella condizione, cerc\u00f2 di esprimere\nquello che sentiva:\n\n Sforziamoci di elevare i nostri cuori in segno di gratitudine verso... la nostra Madre in Israele\nin Israele per queste prove di generosit\u00e0 e di abnegazione che\nche fanno appello al nostro pi\u00f9 profondo senso di gratitudine, anche se superano la nostra comprensione.\ncomprensione.\n\nUno o due anni dopo, la signora Eddy promulg\u00f2 un regolamento di tipo\ndi autosacrificio che lo tranquillizzarono, forse, e forse permisero al suo\ndi fare uno sprint e di recuperare il tempo perduto. Queste si trovano\nsi trovano nell'Art. XII, intitolato.\n\n\n\n\nLA SOCIET\u00c0 EDITRICE DI SCIENZE CRISTIANE\n\nQuesto articolo mette l'intero business dell'editoria nelle mani di un\nConsiglio editoriale, speciale. La signora Eddy nomina i membri del comitato.\n\nI profitti vanno semestralmente al tesoriere della Chiesa Madre. La signora\nEddy \u00e8 la proprietaria del tesoriere.\n\nI redattori e gli editori del Christian Science Journal non possono essere\neletti o rimossi senza la conoscenza e il consenso della signora Eddy.\n\nOgni candidato a un impiego di alto livello o di basso livello, in altri periodici o in una casa editrice, deve prima essere accettato\naltri periodici o nella casa editrice, deve essere prima accettato da Mrs.\ndalla signora Eddy come idoneo.  E dal Consiglio di Amministrazione, il che \u00e8 superfluo, visto che la signora Eddy \u00e8 la proprietaria del Consiglio.\nche \u00e8 superfluo, dal momento che la signora Eddy \u00e8 la proprietaria del Consiglio di Amministrazione.\n\nSe in qualsiasi momento verr\u00e0 fondato un settimanale, sar\u00e0 di propriet\u00e0 della Prima Chiesa di Cristo Scientista.\nPrima Chiesa di Cristo, Scientista - che \u00e8 la signora Eddy.\n\n\n\n\nCAPITOLO VIII\n\nPenso che chiunque esamini attentamente il Regolamento (ho messo a disposizione del lettore tutti i pi\u00f9 importanti), giunger\u00e0 alla conclusione che\nho messo davanti al lettore tutti quelli pi\u00f9 importanti), giunger\u00e0 alla\nconclusione che negli ultimi anni la passione principale nel cuore di Mrs.\n\u00e8 la fame di potere e di gloria; e che, sebbene la sua fame di denaro rimanga ancora\ndenaro, ora lo vuole per l'espansione e l'ampliamento che pu\u00f2 fornire a quel potere e a quella gloria.\na quel potere e a quella gloria, piuttosto che per ci\u00f2 che pu\u00f2 fare per lei per\nsoddisfare ambizioni minori e meschine.\n\nVorrei soffermarmi un po' su questo argomento. Penso che sia abbastanza chiaro\nche la ragione per cui la signora Eddy ha concentrato in s\u00e9 tutti i poteri,\ntutte le distinzioni, tutte le entrate che sono sotto il comando della\nChiesa della Scienza Cristiana Universale \u00e8 che lei desidera e intende\ndi dedicarli allo scopo appena suggerito: l'accrescimento della sua gloria personale.\ngloria personale, la sua e quella di nessun altro, e la continuazione della gloria del suo nome anche dopo che\ngloria del suo nome anche dopo la sua morte. Se ha trascurato un solo potere\nun solo potere, per quanto piccolo, non posso scoprirlo. Se ha trovato\ngrande o piccolo, che non ha afferrato e fatto suo, non c'\u00e8 traccia di esso, non c'\u00e8 traccia di\nnon c'\u00e8 traccia di esso, non c'\u00e8 traccia di esso. Nelle sue incursioni e depredazioni, di solito\ndi solito propone la Madre-Chiesa, una figura laica, e si nasconde dietro di essa.\ndi essa. Mentre, in realt\u00e0, \u00e8 la Madre-Chiesa stessa. Essa\nha un'impressionante schieramento di funzionari, comitati e consigli di direzione, di istruzione e di\ndi direzione, di istruzione, di insegnamento e cos\u00ec via... tutti cavalli di razza,\nombre, spettri, apparizioni, figure di cera: lei \u00e8 suprema su tutti loro, pu\u00f2 abolirli quando\nsu tutti, pu\u00f2 abolirli quando vuole, spegnerli come farebbe con una candela.\ncandela. \u00c8 lei stessa la Madre-Chiesa. Ora c'\u00e8 uno statuto che\ndice che la Chiesa-Madre:\n\n non sar\u00e0 controllata ufficialmente da nessun'altra chiesa.\n\nQuesto non ci sorprende: dal resto del Regolamento sappiamo che si tratta di un'osservazione\n\u00e8 un'osservazione del tutto irrilevante. Tuttavia ci chiediamo vagamente e vagamente perch\u00e9\nperch\u00e9 si prenda la briga di dirlo; perch\u00e9 sprechi le parole; quale possa essere il suo scopo.\noggetto, visto che l'emergenza \u00e8 stata affrontata in tanti, tanti modi e in modo cos\u00ec efficace e drastico.\nmodi e cos\u00ec efficacemente e drasticamente impedita e resa impossibile.\nPoi, di l\u00ec a poco, l'oggetto comincia a farsi strada. Ovvero, dopo che\ndopo aver letto il resto del Regolamento tre o quattro volte, meravigliandoci e ammirando\ne ammirati nel vedere la signora Eddy - la signora Eddy - la signora Eddy, tra tutte le persone.\ngettare via il potere! Fare uno scambio equo, fare una cosa equa\nper un'altra volta, una cosa quasi generosa! Poi lo guardiamo\nancora una volta insoddisfatti, un po' sospettosi - e scopriamo che non \u00e8 altro che\nche non \u00e8 altro che una finzione sottile e subdola, e che persino il suo stesso titolo\n\u00e8 un sarcasmo e racchiude una falsit\u00e0: l'autogoverno:\n\n Autogoverno locale. La Prima Chiesa di Cristo, Scientista, di\nBoston, Massachusetts, non assumer\u00e0 alcun controllo ufficiale su altre\nchiese di questa denominazione. Essa non sar\u00e0 controllata ufficialmente da nessun\naltra chiesa.\n\nHa un'aria di perfetta correttezza, di dare e avere, molto pia e ingannevole,\naltruismo, magnanimit\u00e0... quasi divinit\u00e0, in effetti. Ma \u00e8 tutta arte.\n\n\nNello Statuto, la signora Eddy, parlando per bocca dell'altra se stessa, la Madre-Chiesa, proclama che non assumer\u00e0 alcun controllo ufficiale sulla Chiesa.\nMadre-Chiesa, proclama che non assumer\u00e0 alcun controllo ufficiale sulle\naltre chiese-rami. Esaminiamo gli altri statuti, che rispondono ad alcune domande importanti.\nrispondono ad alcune domande importanti per noi:\n\n1. Che cos'\u00e8 una Chiesa filiale? \u00c8 un corpo di Scienziati Cristiani,\norganizzato nell'unico modo consentito: da un membro, in regola, della Chiesa Madre, che sia anche\ndella Chiesa Madre e che sia anche allievo di uno degli studenti accreditati di Mrs.\nEddy. Vale a dire, una delle sue propriet\u00e0. Nessun\nnessun altro pu\u00f2 farlo. Ci sono altri requisiti indispensabili; quali sono?\nsono?\n\n2. La nuova Chiesa non pu\u00f2 assumere le sue funzioni fino a quando i suoi membri non abbiano\nfirmato individualmente e promesso fedelt\u00e0 a un Credo fornito dalla signora Eddy.\nMrs. Eddy.\n\n3. Sono obbligati a studiare i suoi libri e a ordinare la loro vita in base ad essi.\nE non devono leggere opere religiose esterne.\n\n4. Devono cantare gli inni e pregare le preghiere da lei fornite, e non usarne altre nelle funzioni, se non con il suo permesso.\nnon usarne altri nelle funzioni, se non con il suo permesso.\n\n5. Non possono avere predicatori e pastori. La sua legge.\n\n6. Nella loro Chiesa devono avere due lettori, un uomo e una donna.\n\n7. Devono leggere i servizi da lei stabiliti e nominati.\n\n8. \u00c8 lei, non la Chiesa filiale, a nominare i lettori.\n\n9. Lei, non la Chiesa filiale, li licenzia e riempie i posti vacanti.\n\n10. Pu\u00f2 farlo senza consultare la Chiesa filiale e senza dare spiegazioni.\nspiegare.\n\n11. La Chiesa filiale pu\u00f2 tenere di tanto in tanto una conferenza religiosa. Facendo\nrichiesta alla signora Eddy. Non c'\u00e8 altro modo.\n\n12. Ma la Chiesa filiale non pu\u00f2 scegliere il conferenziere. Lo fa la signora Eddy.\n\n13. La Chiesa filiale paga il suo onorario.\n\n14. L'imbrigliamento di tutte le squadre nuziali della Scienza Cristiana, membri\ndella Chiesa filiale, deve essere fatto da funzionari della Scienza Cristiana debitamente autorizzati e consacrati.\nconsacrati dalla Scienza Cristiana. La sua fabbrica \u00e8 l'unica che li\ne li autorizza.\n\n[15. Non si dice nulla sui battesimi. Se ne deduce che\nche un bambino della Scienza Cristiana nasce cristiano-scienziato e non ha bisogno di\ndi modifiche].\n\n[16. Non si parla di funerali. Si deduce, quindi, che una\nChiesa filiale ha il privilegio di fare in questa materia ci\u00f2 che vuole].\n\nPer riassumere. Sono assenti dall'elenco alcune importanti funzioni della Chiesa? I\nNon me ne viene in mente nessuna. Ne mancano alcune il cui esercizio potrebbe\nche potrebbero rendere il ramo indipendente dalla Chiesa Madre, anche in misura minima?\nChiesa, anche solo in minima parte? Non mi viene in mente nessuno. Se le funzioni nominate\nfunzioni nominate, ci sarebbe ancora una Chiesa? Ci sarebbe\nci sarebbe anche solo l'ombra di una Chiesa? Rimarrebbe qualcosa?\nAnche solo il nome?\n\nEvidentemente no. Non c'\u00e8 una sola funzione vitale ed essenziale della Chiesa\ndi qualsiasi tipo, che non sia nominata nell'elenco. E su ognuna di esse\nla Madre-Chiesa ha un controllo permanente e incontestabile, su ognuna delle quali\nsu ognuna di esse la signora Eddy ha posto la sua presa inamovibile. Lei detiene,\nin perpetuo, una sovranit\u00e0 e un controllo autocratici e indiscutibili su ogni\nogni ramo della Chiesa sulla terra; eppure dice, in quel suo modo zuccheroso, ingenuo,\nmodo ingenuo e ingenuo da angelo, che la Chiesa-madre:\n\n non assumer\u00e0 alcun controllo ufficiale su altre chiese di questa\ndenominazione.\n\nMentre, in verit\u00e0, le libert\u00e0 non manipolate di un ramo della Chiesa della Scienza Cristiana\nScienza Cristiana sono solo poche, pochissime, e sono queste:\n\n1. Pu\u00f2 nominare il proprio forno-stoccatore, gli inverni. 2. Pu\u00f2 nominare\ni propri distributori di ventilatori, in estate. 3. Pu\u00f2, secondo la propria scelta in materia, bruciare, seppellire o\nscelta in materia, bruciare, seppellire o conservare i membri che si fingono\ndi essere morti, mentre la morte non esiste. 4. Pu\u00f2 fare una\nraccolta.\n\nLe Chiese filiali non hanno libert\u00e0 importanti, nessuna che dia loro una\nvoce importante nei loro affari. Sono tutte chiuse a chiave e Mrs.\nEddy ha la chiave.  L'autogoverno locale \u00e8 un nome importante e suona bene.\nma le Chiese filiali non ne hanno pi\u00f9 di quanto ne abbiano i soldati semplici del re di Dahomey.\nnell'esercito del re del Dahomey.\n\n\n\n\n MADRE-CHIESA UNICA\n\nLa signora Eddy, con occhio invidioso e ammirato per la maestosit\u00e0 solitaria e\nmaest\u00e0 solitaria, senza rivali e senza ombra di mondo di San Pietro, rivela nel suo\nStatuto il suo proposito di isolare la Chiesa Madre da sola, in una\ne farla duplicare quella sublimit\u00e0 solitaria sotto il cielo d'Occidente.\ncielo occidentale. Lo statuto intitolato Chiesa-Madre Unica dice: \"La Chiesa-Madre \u00e8 un'entit\u00e0 unica\".\n\n Nel suo rapporto con le altre chiese della Scienza Cristiana, la Chiesa-Madre\nsi trova da sola.\n\n Occupa una posizione che nessun'altra Chiesa pu\u00f2 occupare.\n\n Quindi, per una Chiesa filiale assumere tale posizione sarebbe disastroso per la Scienza Cristiana.\nScienza Cristiana,\n\n Quindi...\n\nPertanto, a nessuna Chiesa filiale \u00e8 permesso avere filiali. Non ci sar\u00e0\nnon ci sar\u00e0 nessun San Pietro della Scienza Cristiana sulla terra, ma solo una, la Chiesa Madre di Boston.\nChiesa Madre di Boston.\n\n\n\n\n NESSUN PRIMO MEMBRO\n\nSe non fosse per il ponderato Statuto cos\u00ec intitolato, ogni ramo della Scienza della terra\nterra imiterebbe la Chiesa Madre e istituirebbe un'aristocrazia. Ogni\nogni piccolo gruppo di Smith e Furguson, Shadwell e Simpson che organizzasse un ramo, assumerebbe il grande titolo di \"scienziato\".\nSimpson che avesse organizzato un ramo, avrebbe assunto il grande titolo di\n Primo Membro, con i suoi ampi privilegi di discutere il tempo\ntempo e di votare scheda bianca, e ben presto ci sarebbe stata una tale\npresto ci sarebbe stata una tale invasione di locuste che avrebbe perso il suo valore e avrebbe dovuto essere abolito.\nvalore e dovrebbe essere abolito.\n\nMa quando si tratta di affari e di gloria, la signora Eddy pensa a tutto.\na tutto, e cos\u00ec non ha mancato di prendersi cura dei suoi aborigeni,\ni suoi maestosi ed esclusivi Cento, il suo collegio di cardinali senza funzione\ncardinali, il suo Sinedrio di parlatori privilegiati (Limited). Dopo aver tolto\ntutte le libert\u00e0 delle Chiese filiali, e nello stesso tempo\ndi ogni controllo ufficiale sui loro affari, le colpisce sulla bocca con questa...\nbocca con questo - la stessa bocca che aveva l'acquolina in bocca per quelle nobby\nonorificenze del piano terra...\n\n Nessun Primo Membro. Le Chiese filiali non si organizzeranno con primi\nmembri, poich\u00e9 questo metodo speciale di organizzazione \u00e8 adatto solo alla Chiesa Madre.\nChiesa madre.\n\nE cos\u00ec, essendo proibiti i primi membri, ci si apre un varco nella nube dell'inglese di Mrs.\ndell'inglese della signora Eddy e percepiamo che essi devono necessariamente\norganizzarsi con i membri successivi. Non c'\u00e8 altro modo. Si penser\u00e0\ndi fondare un'aristocrazia di Primi Membri Successivi.\nNon c'\u00e8 nessuna legge che lo vieti.\n\n\n\n\n IL\n\nMi scopro a quella parola imperiale. E anche alla mente che ha concepito\nl'idea di appropriarsene e monopolizzarla come titolo. Credo che sia l'invenzione pi\u00f9 brillante di Mrs.\nEddy sia la sua invenzione pi\u00f9 sfolgorante. Per spettacolo, stile, grandezza, tuoni, lampi e fuochi d'artificio.\ntuoni e lampi e fuochi d'artificio, supera tutte le precedenti\ninvenzioni dell'uomo, e alza il limite del Papa. Non potr\u00e0 mai mettere\nla sua mano avida su quella parola di parole... \u00e8 pre-servita. E protetto da copyright,\nnaturalmente. Solleva la Chiesa-madre nel cielo e la rende amica di\ne la accomuna alla rara, selezionata ed esclusiva piccola compagnia dei\ndella gloria senza morte, persone e cose di cui la storia e le epoche possono fornire solo singoli esempi.\nla storia e le epoche possono fornire solo un singolo esempio, non due: il Salvatore, la Vergine, la Via Lattea, la Via Lattea, la Via Lattea, la Via Lattea, la Via Lattea.\nVergine, la Via Lattea, la Bibbia, la Terra, l'Equatore, il Diavolo,\nl'anello mancante - e ora la Prima Chiesa Scientista. E per clamore di\neditto e statuto, la signora Eddy intima a tutti i rami delle Chiese Scientiste di questo pianeta di lasciare\nScientist di questo pianeta di lasciare in pace THE.\n\nHa manifestato su di essa e l'ha resa sacra alla Madre-Chiesa:\n\n L'articolo \"Il\" non deve essere usato prima dei titoli dei rami.\nChiese...\n\n N\u00e9 scritto sulle domande di adesione a tali chiese.\n\nQuesti sono i termini. Ci possono essere e ci saranno un milione di Prime Chiese di Cristo\ndi Cristo, Scientista, sparse in tutto il mondo, in un milione di citt\u00e0, villaggi, borghi e citt\u00e0.\nvillaggi, frazioni e citt\u00e0, e ognuna di esse potr\u00e0 chiamarsi (sopprimendo l'articolo)\nl'articolo), Prima Chiesa di Cristo. Scientista - \u00e8 lecito,\ne non c'\u00e8 nulla di male; ma c'\u00e8 solo una Chiesa di Cristo Scientista e non ce ne sar\u00e0 mai un'altra.\nnon ce ne sar\u00e0 mai un'altra. E sia che questa grande parola cada nel\ndi una frase o all'inizio di essa, deve sempre avere la sua T maiuscola.\nT maiuscola.\n\nNon credo che una passione giovanile per i piccoli spettacoli mondani e le vanit\u00e0\ne vanit\u00e0 possa essere all'altezza di questo, in nessuna parte della storia della\nvivaio. La signora Eddy sembra essere un po' pi\u00f9 affezionata alle piccole distinzioni e ai\ndistinzioni e di fronzoli di quanto sia normale per gli esseri umani.\n\nHa istituito quell'immodesto Il con le sue mani; non ha aspettato che qualcun altro ci pensasse.\nche qualcun altro ci pensasse.\n\n\n\n\nUN MONOPOLIO A VITA\n\nC'\u00e8 un solo Pastore umano in tutto il mondo della Scienza Cristiana; ella riserva a se stessa quel posto eccelso.\nriserva a se stessa quel posto eccelso.\n\n\n\n\nUNA PERPETUA\n\nC'\u00e8 solo un altro oggetto in tutto il mondo della Scienza Cristiana che si onora di questo titolo e di questa carica: \u00e8 il suo libro, la Scienza Cristiana.\nonorato con questo titolo e che ricopre questa carica: \u00e8 il suo libro, l'Annesso.\nAllegato - Pastore permanente della Prima Chiesa e di tutte le Chiese filiali.\n\nCon la sua stessa mano ha redatto lo Statuto che la rende l'unico sovrano\nsovrano veramente assoluto che vive oggi nella cristianit\u00e0.\n\nNon permette che nella sala in cui si vendono i suoi libri vengano esposti quadri sgradevoli, n\u00e9 che si indulga a pettegolezzi\nnella sala dove si vendono i suoi libri, n\u00e9 di indulgere in pettegolezzi inutili;\ne dall'aspetto generale di questo statuto ritengo che una persona\npersona sconveniente pu\u00f2 trovarsi a disagio in quel luogo come in paradiso.\ncielo.\n\n\n\n\nIL SANCTUM SANCTORUM E LA CATTEDRA SACRA\n\nIn una stanza della Prima Chiesa di Cristo, Scientista, c'\u00e8 un museo di oggetti\ndi oggetti che hanno raggiunto la santit\u00e0 grazie al contatto con Mrs.\nEddy, tra cui un'immagine ad olio illuminata elettricamente di una sedia su cui era solita sedersi.\ne i discepoli di tutto il mondo vi si recano dolcemente, in gruppi ristretti, sotto la\nin gruppi ristretti, sotto un'adeguata sorveglianza, e guardano con riverenza\nsu quelle reliquie. \u00c8 un culto. La signora Eddy poteva impedirlo se non le piaceva, perch\u00e9 la sua sovranit\u00e0\nse non le piacesse, perch\u00e9 la sua sovranit\u00e0 su quel tempio \u00e8 suprema.\n\nL'allestimento di quel luogo come santuario non \u00e8 un caso, n\u00e9 un'idea casuale e non ponderata.\ncasuale, n\u00e9 un'idea non ponderata; \u00e8 imitata da antiche usanze religiose.\nA Treves il pellegrino guarda con riverenza la veste senza cuciture e la venera umilmente.\ne adora con umilt\u00e0; e fa lo stesso in quell'altra chiesa continentale\ncontinentale dove ne conservano un duplicato; e lo stesso fa nella Chiesa del Santo Sepolcro, a Gerusalemme.\nSanto Sepolcro, a Gerusalemme, dove sono conservati i ricordi della Crocifissione.\ne ora, per fortuna, abbiamo la nostra Santa Cattedra e tutto il resto,\ne un mercato per le nostre adorazioni pi\u00f9 vicino a casa.\n\nMa non c'\u00e8 un dettaglio che sia nuovo, fresco, originale? S\u00ec, qualsiasi cosa\nvecchia cosa toccata dalla signora Eddy riceve qualcosa di nuovo dal contatto.\nqualcosa di non pensato prima da nessuno, qualcosa di originale, tutto suo, e\nbrevettabile. La novit\u00e0 \u00e8 l'adorazione di se stessi, dimostrata nel permettere l'installazione di questo\nquesto santuario durante la sua vita e strizzando il suo sacro occhio.\nocchio sacro ad esso.\n\nUn importante scienziato cristiano mi ha assicurato che gli scienziati non venerano la signora Eddy.\nEddy, e ritengo probabile che ci siano cinque o sei membri del culto nel mondo che non la venerano.\ncinque o sei del culto nel mondo che non la venerano, ma lei stessa non fa certo parte di quella compagnia.\nnon fa certamente parte di quella compagnia. Qualsiasi persona sana di mente che voglia\nesaminer\u00e0 la piccola Autobiografia della signora Eddy e il Manuale di Statuto da lei scritto\nscritto dalla signora Eddy, si convincer\u00e0 che lei adora se stessa e che\na questo servizio un fervore di devozione superiore persino a quello che\nai piedi del Dollaro, ed \u00e8 pari a quello che sale al Trono di Grazia da un'altra parte.\nal Trono di Grazia da qualsiasi parte.\n\nPenso che questo sia il posto migliore per rimediare a una ferita che ho inflitto a un cristiano scientista di recente.\ndi recente a un cristiano scientista. Il primo terzo\ndi questo libro \u00e8 stato scritto nel 1899 a Vienna. Fino all'estate scorsa avevo\nfino all'estate scorsa avevo supposto che quel terzo fosse stato stampato in un libro che avevo pubblicato\ncirca un anno dopo, cosa che non \u00e8 avvenuta. Ho quindi inviato i\ncapitoli che lo componevano alla North American Review, ma non sono riuscito a\ncaso, di datarli. E cos\u00ec, in un capitolo non datato, ho detto che una signora mi ha detto\nieri sera cos\u00ec e cos\u00ec. Non c'era nulla che indicasse al lettore\nche quell'ultima notte risalisse a diversi anni prima, quindi la frase\nsembrava riferirsi a una notte molto recente. Quello che la signora mi aveva detto\nmi aveva detto che in una parte della Chiesa Madre di Boston aveva visto degli scienziati\nScienziati in adorazione di un ritratto della signora Eddy davanti al quale una luce era\nuna luce costantemente accesa.\n\nUno scienziato \u00e8 venuto da me e mi ha chiesto di ritrattare quella falsit\u00e0.  Mi disse che\nche non esisteva un ritratto del genere e che se volevo esserne sicuro potevo\ndi esserne certo, potevo andare a Boston e vedere con i miei occhi. Gli spiegai che la mia ultima notte\n si riferiva a un bel po' di tempo fa; che non dubitavo della sua affermazione che non ci fosse\nnon c'era pi\u00f9 quel ritratto, ma che avrei continuato a credere che ci fosse\nche fosse stato l\u00ec al momento della visita della signora fino a quando non avrebbe ritrattato\nla sua affermazione. Non ho mai garantito per la verit\u00e0 dell'osservazione, tuttavia ho ritenuto che valesse la pena di\ntuttavia ritenevo che valesse la pena di essere presa in considerazione.\n\nEppure mi dispiace che la signora me l'abbia detto, perch\u00e9 ne \u00e8 derivata una ferita che non mi porta alcuna\nfelicit\u00e0. Sono disposta ad applicare il balsamo che posso.\nIl modo migliore per mettere a posto la questione e rendere tutto piacevole e\npiacevole e gradevole per tutti sar\u00e0 quello di stampare in questo luogo una descrizione del\ndescrizione del santuario come \u00e8 apparso a un recente visitatore, il signor Frederick W. Peabody, di Boston.\nBoston. Copier\u00f2 il resoconto del suo giornale e il lettore potr\u00e0 constatare che\nIl ritratto della signora Eddy non c'\u00e8 pi\u00f9:\n\n Ultimamente ci siamo fermati sulla soglia del Santo dei Santi della Chiesa Madre.\nChiesa Madre e, insieme a una folla di fedeli, abbiamo pazientemente atteso l'ingresso\nl'ammissione ai recinti santificati della \"Stanza della Madre\". Sopra la\nun cartello che ci informava che sarebbero state ammesse solo quattro persone alla volta.\nche sarebbero state ammesse solo quattro persone alla volta; che sarebbe stato permesso loro di rimanere solo cinque minuti,\ne che avrebbero dovuto ritirarsi dalla \"Stanza della Madre\" al suono della campana.\ncampana. Entrando con tre fedeli, guardammo con occhi profani gli arredi consacrati.\ncon occhi profani gli arredi consacrati. Una donna di spettacolo presente\nmonotonamente annunciava il carattere dei diversi appuntamenti.\nIn una nicchia della parete, illuminato da una luce elettrica, c'era un dipinto a olio che la donna mostrava.\nun dipinto a olio che la show-woman dichiarava seriamente essere un'immagine realistica e realistica della\nrealistico della sedia su cui sedeva la Madre quando componeva la sua opera \"ispirata\".\nla sua opera \"ispirata\". Si trattava di un'immagine di una sedia a dondolo in stile antico, di campagna, di panno\ndi campagna, con i capelli a dondolo, e un tavolo dall'aspetto molto comune con una pila di manoscritti, un\nmanoscritto, una boccetta d'inchiostro e una penna. Sul\npavimento c'erano fogli di manoscritto. La mensola del caminetto \u00e8 di puro onice\", prosegu\u00ec la show-woman.\ne l'alveare sul davanzale della finestra \u00e8 fatto da un unico blocco di onice.\ndi onice; il tappeto \u00e8 fatto di cento seni di anatre di piuma d'oca\ndi piuma d'oca, e la toilette che vedete nell'angolo \u00e8 di ultima generazione, con\ncon tubi di scarico placcati d'oro; le finestre dipinte sono tratte dal poema della Madre\ndal poema della Madre, Cristo e Natale, e la teca contiene copie complete di tutte le opere della Madre.\ncopie complete di tutti i libri della Madre\". Le sedie su cui la sacra persona della\nsacra persona della Madre erano protette da tocchi sacrileghi da un nastro di raso\nsacrilego da un'ampia fascia di nastro di raso. I miei compagni espressero la loro\nammirazione con toni sommessi e riverenti, e al tintinnio della campana\ntintinnio della campanella uscimmo in punta di piedi dalla stanza per ammettere un'altra delegazione\ndei pazienti camerieri alla porta.\n\nOra, dunque, spero che la ferita sia guarita. Sono disposto a rinunciare al\nritratto e a fare un compromesso sulla cattedra. Allo stesso tempo, se dovessi adorare\ndi venerare l'uno o l'altro, non sceglierei la cattedra.\n\nCome personaggio pittorescamente e persistentemente interessante, non c'\u00e8\nnon c'\u00e8 nessuna compagna di Mrs. Eddy, l'accettata Uguale del Salvatore. Ma alcuni dei suoi gusti\ngusti sono cos\u00ec diversi dai suoi! Trovo del tutto impossibile immaginare\nin vita, che sponsorizzasse quel museo e si dilettasse con i suoi sontuosi spettacoli.\npiacere alle sue sontuose esposizioni. Credo che metterebbe quella sedia nel\nnel fuoco, e con essa la campana; e credo che farebbe sparire la donna degli spettacoli.\ndonna dello spettacolo. Credo che romperebbe quelle lampadine elettriche e il\n di onice puro, e direbbe cose di rimprovero sui tubi di scarico d'oro del gabinetto.\nd'oro del gabinetto, e darebbe il costoso tappeto di petti d'anatra ai poveri, e taglierebbe il nastro di satin\nai poveri, e tagliare il nastro di raso e invitare gli stanchi a riposare e ad alleviare i loro\na riposare e ad alleviare i loro dolori sulle sedie consacrate. Cosa farebbe con le finestre dipinte\nfinestre dipinte potremo ipotizzarlo meglio quando verremo ad esaminare le loro\nesaminare le loro peculiarit\u00e0.\n\n\n\n\nIL PASTORE DELLA SCIENZA CRISTIANA - UNIVERSALE\n\nQuando la signora Eddy ha cacciato i pastori da tutte le chiese della Scienza Cristiana e ha abolito la carica per sempre.\ne abol\u00ec l'ufficio per sempre, per quanto riguarda l'occupazione umana.\nper quanto riguarda l'occupazione umana, nomin\u00f2 lo Spirito Santo per occupare il loro posto. Se questo\nse questo linguaggio \u00e8 blasfemo, non ho inventato io la blasfemia, ma sto semplicemente\naffermare un fatto. Citer\u00f2 da pagina 227 di Science and Health\n(edizione 1899), come primo passo verso una spiegazione di questa sorprendente\nun passaggio che espone e classifica la Trinit\u00e0 della Scienza Cristiana: \"La Trinit\u00e0\nTrinit\u00e0:\n\n La Vita, la Verit\u00e0 e l'Amore costituiscono il Dio trino, o principio triplicemente divino.\nPrincipio. Rappresentano una trinit\u00e0 nell'unit\u00e0, tre in uno - la stessa in\nessenza, anche se multiforme nella funzione: Dio Padre; Cristo, il tipo di\nFigliolanza; la Scienza Divina, o il Santo Consolatore....\n\n Lo Spirito Santo, o Spirito, rivela questo Principio trino e (lo Spirito Santo) si esprime nella Scienza Divina, che \u00e8 il Consolatore.\nSpirito Santo) si esprime nella Scienza Divina, che \u00e8 il Consolatore,\nche conduce a tutta la Verit\u00e0 e rivela il Principio divino dell'universo: l'armonia universale e perpetua.\ndell'universo: l'armonia universale e perpetua.\n\nCiter\u00f2 un altro passaggio. Parlando di Ges\u00f9...\n\n I suoi studenti ricevettero allora lo Spirito Santo. Con questo si intende che, grazie a\ntutto ci\u00f2 di cui erano stati testimoni e che avevano sofferto, furono portati a una comprensione pi\u00f9 ampia della Scienza\ncomprensione della Scienza divina, fino all'interpretazione spirituale...\n... dei suoi insegnamenti, ecc.\n\nInoltre, a pagina 579, nel capitolo chiamato Glossario:\n\n IL SANTO SPIRITO. La Scienza Divina; gli sviluppi della Vita, della Verit\u00e0 e dell'Amore.\n\nLo Spirito Santo rivela lo spirito di massa della trinit\u00e0 fusa; questo spirito di massa si esprime nella Scienza Divina ed \u00e8 il Consolatore.\nspirito massificato \u00e8 espresso nella Scienza divina ed \u00e8 il Consolatore;\nLa Scienza Divina trasmette agli uomini l'interpretazione spirituale degli insegnamenti del Salvatore.\ndegli insegnamenti del Salvatore. Questo sembra essere il significato dei passi citati.\npassaggi citati.\n\nLa Scienza Divina \u00e8 la Scienza Cristiana; il libro Scienza e Salute \u00e8 una rivelazione dell'intero spirito della Trinit\u00e0.\n rivelazione dell'intero spirito della Trinit\u00e0, ed \u00e8 quindi Lo Spirito Santo; esso trasmette agli uomini l'interpretazione spirituale del\nSpirito Santo; esso trasmette agli uomini l'interpretazione spirituale degli insegnamenti della\ninsegnamenti della Bibbia e quindi \u00e8 il Consolatore.\n\nNon trovo facile questo lavoro di analisi, preferirei segare il legno; e una persona non pu\u00f2 mai dire se ha sommato le somme di Scienza e Salute.\nuna persona non pu\u00f2 mai dire se ha fatto bene i conti di Scienza e Salute o no.\nuna somma di Scienza e Salute, in ogni caso, dopo tutta la sua fatica. N\u00e9 pu\u00f2 scoprire facilmente\nse i testi sono ancora in commercio o se sono stati scartati dal libro.\ndal libro, perch\u00e9 ne sono state pubblicate duecentocinquantotto edizioni e non sembra che ci siano due edizioni.\ne nessuna edizione sembra essere uguale all'altra. I cambiamenti annuali - nella\nterminologia tecnica, nella materia e nella formulazione, nelle trasposizioni di capitoli e versetti, nell'abbandono di\ncapitoli e versetti; nel tralasciare vecchi capitoli e versetti per inserirne di nuovi.\ndi versetti e di capitoli vecchi, inserendone di nuovi, sembrano essere pressoch\u00e9 innumerevoli,\nnon c'\u00e8 un indice, non c'\u00e8 modo di trovare una cosa che si vuole senza leggere il libro\ntutto il libro. Se mai dovessi ispirare un allegato alla Bibbia, non mi affretter\u00f2 ad affrontarlo in un\ndigerito a met\u00e0 e in modo frettoloso e dovr\u00f2 impiegare trentotto anni\nper cercare di ottenere una parte di esso nel modo in cui voglio, mi sieder\u00f2 e penser\u00f2\ne sapr\u00f2 cosa voglio dire prima di iniziare. Un ispiratore non pu\u00f2\nispirare per la signora Eddy e mantenere la sua reputazione. Non ho mai visto un lavoro cos\u00ec\nlavoro cos\u00ec scadente, a parte i dieci che hanno interpretato per il mercato domestico il\n vendi tutto ci\u00f2 che hai.  Ho citato un'interpretazione spirituale del\ndel Padre Nostro, ne ho vista un'altra e mi \u00e8 stato detto che ce ne sono altre cinque.\naltre cinque. Eppure l'ispiratore della signora Eddy, il nuovo Infallibile, getta una pietra critica compiacente\ncompiacente pietra critica all'altro Infallibile perch\u00e9 non \u00e8 in grado di\ndi decidere su queste cose. Scienza e Salute, edizione 1899,\npagina 33:\n\n Le decisioni, con il voto dei concili ecclesiastici, su cosa debba o non debba essere considerato\nSacra Scrittura, gli errori manifesti delle antiche versioni, le trentamila letture diverse dell'Antico Testamento\nversioni: le trentamila letture diverse nell'Antico Testamento e le trecentomila nel Nuovo.\ne le trecentomila del Nuovo Testamento: questi fatti dimostrano come un senso mortale e materiale\nsenso mortale e materiale si sia insinuato nella documentazione divina, oscurando, in una certa misura, le pagine ispirate con il suo\noscurando, in qualche misura, le pagine ispirate con la propria tonalit\u00e0.\n\nIn una certa misura, s\u00ec - parlando con cautela. Ma non \u00e8 nulla, davvero\nnulla; la signora Eddy \u00e8 solo un po' indietro, e se il suo ispiratore vive per far s\u00ec che il suo allegato gli vada bene\nse il suo ispiratore vivr\u00e0 per far s\u00ec che il suo allegato si adatti a lui, quel disco cattolico dovr\u00e0 andare\ncome dice la ballata. Ascoltate il canto vanaglorioso\ndell'organo della signora Eddy, il Christian Science Journal del marzo 1902,\nsulla revisione e la semisoluzione di Scienza e Salute di quell'anno,\nil cui nome ufficiale \u00e8 lo Spirito Santo, il Consolatore, e che \u00e8 ora\nPastore ufficiale e guida infallibile e infallibile di ogni chiesa di Scienza Cristiana nei due emisferi.\nScienza Cristiana nei due emisferi, ascoltate il semplice Simon che ha incontrato l'Infallibile\npieman vantarsi della fallibilit\u00e0 dell'Infallibile:\n\n In tutto il libro i cambiamenti verbali sono cos\u00ec numerosi da indicare\nche indicano la grande quantit\u00e0 di tempo e di lavoro che la signora Eddy ha dedicato a questa revisione.\nrevisione. Il tempo e il lavoro cos\u00ec profusi sono relativamente grandi quanto\nquello del comitato che ha revisionato la Bibbia.... Abbiamo cos\u00ec un'ulteriore\nprova degli sforzi erculei che la nostra amata Guida ha compiuto e sta compiendo\nper la promulgazione della Verit\u00e0 e per l'avanzamento della sua missione.\nmissione divinamente conferita, ecc.\n\n\u00c8 un lavoro stabile. Potrei aiutare a ispirare, se lo si desidera; non sto facendo molto ora, e lavorerei a met\u00e0 prezzo.\nNon sto facendo molto in questo momento, lavorerei a met\u00e0 prezzo e non avrei nulla da obiettare al paese.\npaese.\n\n\n\n\nPREZZO DEL PASTORE-UNIVERSALE\n\nIl prezzo del Pastore Universale, Scienza e Salute, chiamato nella letteratura scientifica il Consolatore.\nil Consolatore, e con quell'altro nome sacro, \u00e8 di tre dollari in\ntre dollari in stoffa, come in precedenza, sei quando \u00e8 finemente rilegato e modellato\na imitazione del Testamento, ed \u00e8 suddiviso in versetti. Margine di profitto\nsopra il costo di produzione, dal cinquecento al settecento per cento.\nNel commercio profano di sottoscrizioni, costa molto all'editore\nl'editore costa molto per vendere un libro da tre dollari; deve pagare all'agente generale il sessanta per cento.\nagente generale il sessanta per cento di commissione, vale a dire un dollaro e ottanta centesimi.\nottanta centesimi. La signora Eddy sfugge a questa tassa salata, perch\u00e9 possiede\nperch\u00e9 \u00e8 la proprietaria del canvasser della Scienza Cristiana e pu\u00f2 costringerlo a lavorare per niente.\nLeggete il seguente comando - non richiesta - minacciato dalla signora Eddy, con la sua firma, sul Christian Science Journal.\nEddy, a sua firma, nel Christian Science Journal del marzo 1897, e citato da Mr.\ncitato dal signor Peabody nel suo libro. Il libro a cui si fa riferimento \u00e8 Scienza e salute.\nSalute:\n\n Sar\u00e0 dovere di tutti i cristiano-scienziati far circolare e vendere quanti pi\u00f9\nvendere il maggior numero possibile di questi libri.\n\nQuesto viene scagliato contro tutti gli eletti, ovunque splenda il sole, ma nessuna sanzione viene scossa sulle loro teste per spaventarli.\npena viene scossa sulle loro teste per spaventarli. Lo stesso comando \u00e8 stato\nlo stesso comando \u00e8 stato impartito ai membri (che oggi sono venticinquemila) della Chiesa Madre.\nMadre-Chiesa, ma con la minaccia di infliggere, in caso di disobbedienza, una sanzione\nin caso di disobbedienza, della punizione pi\u00f9 temuta\nnella lista delle sanzioni della Chiesa per le trasgressioni agli editti della signora Eddy: la scomunica.\nEddy: la scomunica:\n\n Se un membro della Prima Chiesa di Cristo, Scientista, non obbedisce a questa ingiunzione, sar\u00e0 passibile di perdere l'appartenenza alla Chiesa.\nobbedire a questa ingiunzione, sar\u00e0 passibile di perdere l'appartenenza a questa Chiesa.\nin questa Chiesa. MARY BAKER EDDY.\n\n\u00c8 lo spirito dell'Inquisizione spagnola.\n\nSolo le divinit\u00e0 accettate e ben consolidate possono azzardare un affronto del genere\nun simile affronto e farlo con sicurezza. Ma la razza umana accetta qualsiasi cosa\nda quella classe. La signora Eddy conosce la razza umana; la conosce meglio di quanto\ndi quanto qualsiasi altro essere umano l'abbia conosciuta in migliaia di secoli. La mia fiducia\nnella sua umanit\u00e0 sta vacillando, la mia fiducia nella sua divinit\u00e0 si sta\nsi sta irrigidendo.\n\n\n\n\nSETTECENTO PER CENTO.\n\nUno scienziato dell'Ovest ha fatto visita a un libraio - con l'intento di trovare un difetto nei miei confronti - e ha portato con s\u00e9 l'informazione che il prezzo a cui \u00e8 stato venduto il libro\ncon me, e ha portato con s\u00e9 l'informazione che il prezzo a cui Mrs.\nEddy vende Scienza e Salute non \u00e8 insolitamente alto per le dimensioni e la fattura del libro.\ndimensioni e la fattura del libro. Questo \u00e8 vero. Ma nel commercio dei libri, quel\ndi profitto sconosciuto al libro della signora Eddy - un libro da tre dollari che\nche viene prodotto per trentacinque o quaranta centesimi nelle grandi edizioni \u00e8 messo a\ntre dollari perch\u00e9 l'editore deve pagare l'autore, l'intermediario e la pubblicit\u00e0.\npubblicit\u00e0, e se il prezzo fosse molto inferiore a tre il profitto che ne deriverebbe\nnon lo pagherebbe adeguatamente per il suo tempo e il suo lavoro. Allo stesso tempo, se\nse potesse ottenere dieci dollari per il libro lo accetterebbe, e la sua morale\nmorale non verrebbe criticata.\n\nMa se fosse una persona ispirata incaricata dalla Divinit\u00e0 di ricevere e stampare e diffondere\ne di stampare e diffondere tra gli uomini dolenti, sofferenti e poveri un prezioso messaggio di guarigione\nun prezioso messaggio di guarigione, di gioia e di salvezza, dovrebbe fare come le Societ\u00e0 Bibliche.\ncome fanno le Societ\u00e0 Bibliche: vendere il libro con un margine ridotto rispetto al costo a chi pu\u00f2 pagare e\na chi poteva pagare, e darlo gratuitamente a chi non poteva; e il suo nome sarebbe stato lodato.\nil suo nome sarebbe stato lodato. Ma se lo vendesse al settecento per cento.\ne si fosse messo in tasca il denaro, il suo nome sarebbe stato deriso e\nderiso. Proprio come lo \u00e8 quello della signora Eddy. E a ragione, come mi sembra, il nome della signora Eddy.\nmi sembra.\n\nLa Bibbia completa contiene un milione di parole. Il Nuovo Testamento da solo\ncontiene da solo duecentoquarantamila parole.\n\nLa mia edizione dell'84 di Scienza e Salute contiene centoventimila parole.\nparole: solo la met\u00e0 di quelle del Nuovo Testamento.\n\nScience and Health \u00e8 stato gonfiato da ispirazioni successive, tanto che l'edizione del 1902 contiene cento e ottantamila parole.\nl'edizione del 1902 contiene centottantamila parole, senza contare le trentamila in fondo, dedicate da Mrs.\nsenza contare le trentamila in fondo, dedicate dalla signora Eddy a pubblicizzare le capacit\u00e0 curative del libro.\nalle capacit\u00e0 di guarigione del libro, e l'ispirazione continua a essere\ncontinua.\n\nSe avete un libro il cui mercato \u00e8 cos\u00ec sicuro e cos\u00ec grande che potete\nun ordine eterno di trenta, quaranta o cinquantamila copie all'anno, il tipografo le fornir\u00e0 a basso prezzo.\ndi trenta, quaranta o cinquantamila copie all'anno, egli le fornir\u00e0 a un prezzo conveniente, perch\u00e9\nOgni volta che c'\u00e8 un periodo di inattivit\u00e0 nella sua sala stampa e nella legatoria, egli pu\u00f2\npu\u00f2 riempire gli intervalli di inattivit\u00e0 con il vostro libro e guadagnare qualcosa invece di\ninvece di perdere. Questo \u00e8 il tipo di contratto che si pu\u00f2 stipulare ogni anno per Science and Health.\nSalute ogni anno. Sono obbligato a dubitare che i tre dollari di Science and Health\nScience and Health da tre dollari costi alla signora Eddy pi\u00f9 di quindici centesimi, o che la copia da sei dollari le costi pi\u00f9 di ottanta centesimi.\nda sei dollari le costi pi\u00f9 di ottanta centesimi. Sono abbastanza sicuro che il profitto medio\ndi questi libri, al di sopra del costo di produzione, sia del settecento per cento.\ncento per cento.\n\nOgni vero Scienziato Cristiano deve comprare e possedere (e fare propaganda)\nScienza e Salute (centottantamila parole) e deve possedere anche una Bibbia (un milione di parole).\nanche una Bibbia (un milione di parole). L'una pu\u00f2 essere acquistata a un prezzo\na sei dollari, e l'altra a quindici centesimi. Oppure, se i tre dollari sono\ntre dollari \u00e8 tutto il denaro che ha, pu\u00f2 comprare la Bibbia per niente. Quando l'Essere Supremo\nQuando l'Essere Supremo diffonde un messaggio di salvezza attraverso agenti non ispirati - il Nuovo Testamento, ad esempio - pu\u00f2\nNuovo Testamento, per esempio, pu\u00f2 farlo per cinque centesimi a copia, ma quando ne invia uno contenente solo due terzi del testo\nquando ne manda uno contenente solo due terzi delle parole attraverso il negozio di un personaggio\ndi un personaggio divino, costa sessanta volte tanto. Penso che\nin questioni di tale importanza sia una cattiva economia impiegare un'agenzia di\nagenzia.\n\nEcco alcuni dati perfettamente autentici che sembrano giustificare la mia opinione.\ngiustificare la mia opinione.\n\n Queste societ\u00e0 [bibliche], ispirate solo da un senso di dovere religioso,\nstanno pubblicando la Bibbia a un prezzo cos\u00ec basso che l'hanno resa il libro pi\u00f9 economico stampato.\nlibro pi\u00f9 economico stampato. Per esempio, l'American Bible Society offre un'edizione\nun'edizione dell'intera Bibbia a soli quindici centesimi e del Nuovo Testamento a cinque centesimi.\na cinque centesimi, e la Societ\u00e0 Britannica a sei pence e un penny,\nrispettivamente a sei pence e a un penny. Questi prezzi bassi, resi possibili dalla loro politica di vendita dei libri a\nQuesti prezzi bassi, resi possibili dalla loro politica di vendita dei libri al costo o sottocosto, ecc... - New York Sun, 25 febbraio 1903.\n\n\n\n\nCAPITOLO IX\n\nPossiamo ora fare una valutazione finale della signora Eddy e vedere che cos'\u00e8, nella pienezza dei suoi poteri.\nnella pienezza dei suoi poteri. Lei \u00e8:\n\nIl Massachusetts Metaphysical College Pastore emerito; Presidente; Consiglio di amministrazione; Consiglio di istruzione; Consiglio delle conferenze; Futuro Consiglio di amministrazione.\ndi Amministrazione; Consiglio di Istruzione; Consiglio delle Conferenze; futuro Consiglio di Amministrazione, Proprietario della Casa Editrice e dei Periodici.\nConsiglio di Amministrazione, Proprietario della Casa Editrice e dei Periodici; Tesoriere;\nTesoriere; Impiegato; Proprietario degli Insegnanti; Proprietario dei Docenti;\nProprietario dei Missionari; Proprietario dei Lettori; Dittatore dei Servizi; unica Voce del Pulpito.\ndei servizi; unica voce del pulpito; proprietario del Sinedrio;\nProprietario unico del Credo. (Copyrighted.); Autocrate indiscutibile\ndelle Chiese filiali, con la loro vita e la loro morte nelle sue mani; unica pensatrice della Prima Chiesa (e\npensatore unico per la Prima Chiesa (e per le altre); unico e infallibile\nEsploratore della dottrina, in vita e in morte; unico e lecito scopritore, denunciatore, giudicatore.\nScopritore, denunciatore, giudice e giustiziere degli ipnotizzatori ostensivi;\nDio cinquantenne della scomunica, con un fulmine in ogni mano;\nNominatore e Installatore del Pastore di tutte le Chiese - il Pastore Perpetuo.\nPastore Universale, Scienza e Salute, il Consolatore.\n\n\n\n\nCAPITOLO X\n\n\u00c8 l\u00ec, dipinta da sola. A nessun altro testimone, oltre a lei, \u00e8 stato\ntestimone, se non lei stessa. \u00c8 l\u00ec dipinta dai suoi atti e decorata dalle sue\ndalle sue parole. Quando parla, ha solo un valore decorativo come testimone, sia a favore che contro di lei.\ncome testimone, sia a favore che contro se stessa, perch\u00e9 si occupa principalmente di\nasserzioni non supportate; e nei rari casi in cui espone un fatto verificabile\nverificabile, ne ricava un significato che si rifiuta di fornire a chiunque altro.\na nessun altro. Inoltre, quando parla, \u00e8 instabile, vaga,\n\u00e8 inguaribilmente incoerente; ci\u00f2 che dice oggi lo contraddice domani.\ndomani.\n\nMa i suoi atti sono coerenti. Sono sempre fedeli a lei, non la\ninterpretano male, sono uno specchio che la riflette sempre esattamente,\ncon precisione, minuziosamente, infallibilmente, e sempre la stessa, fino ad oggi, con solo quei piccoli e progressivi\ncon solo quei piccoli e progressivi cambiamenti naturali nella statura, nell'abbigliamento, nella carnagione,\ndi umore e di portamento che segnano, esteriormente, la marcia degli anni e registrano\nl'avanzare degli anni e registrano l'accumulo di esperienza, mentre all'interno\nevoluzione, l'unico dettaglio essenziale, il dettaglio dominante, il dettaglio maestro del\ndettaglio, il dettaglio principale del trucco rimane com'era all'inizio, non subisce cambiamenti e pu\u00f2\nall'inizio, non subisce alcun cambiamento e non pu\u00f2 subirne alcuno; la base del\ndel carattere; il temperamento, la disposizione, quell'indistruttibile struttura di ferro\nindistruttibile su cui si costruisce il carattere e la cui forma deve\nforma che deve assumere e mantenere per tutta la vita. La chiamiamo natura della persona.\n\nAll'uomo che nasce avaro si pu\u00f2 insegnare a dare con liberalit\u00e0, con le mani, ma non con il cuore.\nmani, ma non con il cuore. L'uomo nato gentile e compassionevole\npu\u00f2 avere questa disposizione schiacciata fuori dalla vista dall'esperienza\nesperienza; ma se fosse un organo l'autopsia lo troverebbe ancora\nnel suo cadavere. L'uomo nato con l'ambizione del potere e della gloria pu\u00f2 vivere a lungo senza scoprirlo.\nsenza scoprirlo, ma quando arriver\u00e0 l'occasione lo sapr\u00e0,\nsi dedicher\u00e0 alla cosa pi\u00f9 grande entro i limiti delle sue possibilit\u00e0 in quel momento.\ndi possibilit\u00e0 in quel momento, magari stabile, e sar\u00e0 felice e orgoglioso quando la otterr\u00e0,\ne ne scriver\u00e0 a casa. Ma non si fermer\u00e0 con quell'inizio; il suo\nappetito verr\u00e0 di nuovo, e tra poco di nuovo, e ancora di nuovo; e quando\nquando sar\u00e0 salito al grado di commissario di polizia, finalmente comincer\u00e0 a capire che\nche ci\u00f2 che la sua anima napoleonica vuole e per cui \u00e8 nata \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 in alto.\nnon sa bene cosa, ma la circostanza e l'opportunit\u00e0 gli indicheranno la direzione e lui taglier\u00e0 la corda.\ngli indicheranno la direzione e lui taglier\u00e0 la strada per scoprirlo.\n\nCredo che la signora Eddy sia nata con un occhio lungimirante per gli affari, ma non lo sapeva; e con un grande talento organizzativo ed esecutivo.\ncon un grande talento organizzativo ed esecutivo, ma non lo sapeva.\ne con un grande appetito per il potere e la distinzione, e non lo sapeva.\nnon lo sapeva. Credo che la ragione per cui il suo talento non si sia manifestato fino alla\nfino alla mezza et\u00e0 sia stata la fortuna del generale Grant: le circostanze e le opportunit\u00e0 non le sono capitate.\nLe circostanze e le opportunit\u00e0 non le sono capitate quando era pi\u00f9 giovane. Le qualit\u00e0\nche erano nate in lei dovettero aspettare le circostanze e le opportunit\u00e0.\nerano l\u00ec: erano l\u00ec per rimanere, sia che abbiano mai avuto la possibilit\u00e0 di\ndi fruttificare o meno. Se fossero arrivate presto, l'avrebbero trovata pronta e competente.\npronta e competente. E loro, non lei, avrebbero stabilito a che livello\navrebbero stabilito a che livello di lavoro e cosa avrebbero fatto di lei. Se avessero deciso di\nse avessero deciso di affidarle l'incarico di seconda cuoca in una pensione in bancarotta,\nSo il resto, so cosa sarebbe successo. Avrebbe\navrebbe posseduto la pensione nel giro di sei mesi; avrebbe avuto il defunto proprietario\nproprietario con uno stipendio e un po' di soldi, come dicono i mondani.\navrebbe fatto in modo che la pensione sputasse denaro come una zecca; avrebbe\navrebbe fatto lavorare la servit\u00f9 e il defunto proprietario fino al limite, avrebbe\navrebbe spremuto i pensionanti fino a farli gemere, e per qualche misteriosa\nmisteriosa qualit\u00e0 nata in lei, avrebbe mantenuto l'affetto di alcuni dei\ndi alcuni di loro, di cui apprezzava l'amore e la stima, e avrebbe gettato gli altri nel retrobottega.\nin due anni avrebbe posseduto tutte le pensioni della citt\u00e0, in cinque tutte le\ncinque tutte le pensioni dello Stato, in venti tutti gli alberghi d'America, in quaranta tutti gli alberghi d'America.\nAmerica, in quaranta tutti gli alberghi del pianeta, e si sarebbe seduta a casa sua\ncon il dito su un bottone e governerebbe l'intera combinazione con la stessa facilit\u00e0 con cui\ncome un manager di panchina governa una mostra di cani.\n\nSarebbe una cosa grandiosa da vedere, e provo una sorta di delusione - ma non importa, una religione \u00e8 migliore e pi\u00f9 grande.\ndelusione - ma non importa, una religione \u00e8 migliore e pi\u00f9 grande; e\nc'\u00e8 di pi\u00f9. E non mi sono immerso nella Scienza Cristiana per tutte queste settimane senza scoprire che l'unica cosa sensata\nScienza Cristiana per tutte queste settimane senza scoprire che l'unica cosa sensata da fare\ndelusione \u00e8 togliersela dalla testa e pensare a qualcosa di pi\u00f9 allegro.\nqualcosa di pi\u00f9 allegro.\n\nNoi estranei non possiamo concepire la religione della Scienza Cristiana di Mrs.\ncome una nascita improvvisa e miracolosa, ma solo come una crescita da un seme\npiantato dalle circostanze e sviluppatosi fase dopo fase grazie al comando e alla\ndella stessa forza. Quali fossero queste fasi non possiamo saperlo, ma\nma abbiamo il privilegio di indovinare. Forse l'idea della guarigione mentale le era stata data da Quimby.\nda Quimby... Era stata sperimentata per secoli e non era una propriet\u00e0\npropriet\u00e0 speciale di nessuno. [Per il momento, per comodit\u00e0, procediamo con l'ipotesi che si trattasse solo di\nper convenienza, procediamo con l'ipotesi che sia tutto ci\u00f2 che lei ha ottenuto da lui e che\ne che lei stessa abbia messo a disposizione il resto del patrimonio. Questo ci metter\u00e0 a dura prova, ma\nproviamo]. In tutte le sue forme e con tutti i suoi nomi,\nla guarigione mentale ha sempre avuto dei limiti, ed erano piuttosto stretti.\nLa signora Eddy, immaginiamo, ha rimosso il recinto, ha abolito le frontiere.\nfrontiere. Non espandendo la guarigione mentale, ma assorbendo la sua piccola massa nella pi\u00f9 vasta\nnella pi\u00f9 vasta mole della Scienza Cristiana, la Scienza Divina, lo Spirito Santo, il Consolatore.\nSpirito Santo, il Consolatore, che era una forza del tutto diversa e pi\u00f9 sublime,\nche era rimasta a lungo dormiente e disoccupata.\n\nLo Scienziato Cristiano crede che lo Spirito di Dio (vita e amore)\npervade l'universo come un'atmosfera; che chi studier\u00e0 la Scienza e la Salute\ne della Salute pu\u00f2 ricavarne il segreto di come inalare quell'aria trasformante; che respirarla significa essere\ntrasformante; che respirarla significa essere resi nuovi; che dall'uomo nuovo tutti i dolori, tutte le preoccupazioni, tutte le\ntutti i dolori, tutte le preoccupazioni, tutte le miserie della mente scompaiono, perch\u00e9 solo\npace, contentezza e gioia senza misura possono vivere in quel fluido divino;\nche esso purifica il corpo dalle malattie, che sono una creazione viziosa della\ndella mente umana grossolana e non pu\u00f2 continuare a esistere alla presenza della\nMente Immortale, lo Spirito rinnovatore di Dio.\n\nLo scienziato trova ci\u00f2 ragionevole, naturale e non pi\u00f9 difficile da credere\nche il germe della malattia, una creatura dell'oscurit\u00e0, perisca quando\nalla luce del grande sole, una nuova rivelazione della scienza profana di cui nessuno dubita.\nscienza profana di cui nessuno dubita. Egli ci ricorda che il raggio attinico, brillando sul lupus, lo cura.\nsul lupus, lo cura: un'orribile malattia che era incurabile quindici\nquindici anni fa e che era stata incurabile per dieci milioni di anni prima; che questa meraviglia, incredibile per i\nquesta meraviglia, all'inizio incredibile per i medici, ora \u00e8 creduta da loro.\ne quindi \u00e8 tranquillamente fiducioso che stia per arrivare il momento in cui\nil mondo sar\u00e0 educato fino al punto di comprendere e concedere\nche la luce dello Spirito di Dio, che risplende senza ostacoli sull'anima, sia un raggio\n\u00e8 un raggio attinico che pu\u00f2 purificare sia la mente che il corpo dalle malattie, liberandoli e rendendoli integri.\ne liberarli e renderli integri.\n\n\u00c8 evidente, quindi, che nella Scienza cristiana non \u00e8 la mente di un uomo\nmente di un uomo che agisce sulla mente di un altro uomo che guarisce; che \u00e8 solo lo Spirito di Dio che guarisce; che la mente del guaritore non svolge altro compito che quello di\ndi Dio che guarisce; che la mente del guaritore non svolge altro compito che quello di\nche la mente del guaritore non ha altro compito se non quello di trasmettere quella forza al paziente; che \u00e8 solo il filo che\nche trasporta il fluido elettrico, per cos\u00ec dire, e trasmette il messaggio.\nPertanto, se queste cose sono vere, la guarigione mentale e la guarigione scientifica sono processi separati e distinti.\nsono processi separati e distinti, e non esiste alcuna parentela tra loro.\n\nGuarire il corpo dai suoi mali e dai suoi dolori \u00e8 un grande beneficio, ma ai giorni nostri i nostri medici e chirurghi fanno mille miracoli.\nai nostri giorni i nostri medici e chirurghi fanno mille miracoli - prodigi che sarebbero stati considerati miracoli\nche cinquant'anni fa sarebbero stati considerati miracoli, e hanno esteso cos\u00ec tanto il loro dominio sulle\nche hanno esteso cos\u00ec tanto il loro dominio sulla malattia che ci sentiamo cos\u00ec ben\nprotetto che siamo in grado di guardare con una buona dose di compostezza e di\nisterica alle pretese dei nuovi concorrenti in quel campo.\n\nMa c'\u00e8 un beneficio pi\u00f9 potente della guarigione del corpo, ed \u00e8 la guarigione dello spirito.\n\u00e8 la guarigione dello spirito, che \u00e8 l'altra rivendicazione della Scienza Cristiana.\ndella Scienza Cristiana. Per quanto ne so, per quanto posso scoprire, questo la rende buona.\nPersonalmente non ho mai conosciuto uno scienziato che non sembrasse sereno,\nsoddisfatto, non tormentato. Non ho mai trovato un estraneo la cui osservazione\ndegli scienziati gli abbia fornito un'opinione diversa dalla mia. Spirito\ndi spirito, benessere mentale, libert\u00e0 dalle preoccupazioni sono felicit\u00e0 che tutti noi\na intervalli; ma negli intervalli, caro mio, le ore nere!\nHanno maledetto la vita di tutti gli esseri umani che ho conosciuto, giovani o vecchi.\nconosciuto, giovane o vecchio. Non ammetto una sola eccezione. A meno che non si tratti\nessere quegli scienziati a cui ho appena fatto riferimento. Forse stavano giocando una parte\ncon me; spero che non sia cos\u00ec e credo che non lo sia.\n\nIl tempo metter\u00e0 alla prova l'affermazione della Scienza. Se il tempo la render\u00e0 valida, se il tempo\nse il tempo dimostrer\u00e0 che la Scienza pu\u00f2 guarire lo spirito perseguitato dell'uomo e\ne scacciare i suoi problemi e mantenerlo sereno, solare e soddisfatto...\nMrs. Eddy avr\u00e0 un monumento che arriver\u00e0 al di sopra delle nuvole. Perch\u00e9 se\nse non \u00e8 stata lei a trovare quell'idea imperiale, a svilupparla e a realizzarla,\nil suo scopritore non potr\u00e0 mai essere identificato con certezza, ora, credo.\n\u00c8 l'elemento gigante, \u00e8 il sole che cavalca lo zenit della Scienza Cristiana.\nScienza Cristiana, le caratteristiche ausiliarie sono di secondaria importanza [lasciamo ancora da parte il grande se\nlasciamo ancora da parte il grande se, per il momento, e procediamo come se non esistesse.\ncome se non esistesse].\n\nNon \u00e8 ipotizzabile che Mrs. Eddy si sia resa conto, all'inizio, dell'entit\u00e0 del suo\nbottino. (No, trovare... questa \u00e8 la parola giusta; non si \u00e8 resa conto delle dimensioni della sua\nsua scoperta, all'inizio). Doveva crescere su di lei, a poco a poco, secondo\nsecondo l'inalterabile consuetudine della circostanza, che lavora per gradi, e\ne solo per gradi, e non fornisce mai a nessuna mente tutto il materiale per\nuna grande idea in una sola volta.\n\nAll'inizio, la signora Eddy era probabilmente interessata solo alla\nguarigione mentale, e forse era interessata soprattutto a livello pecuniario,\nperch\u00e9 era povera.\n\nAvrebbe avuto successo in qualsiasi cosa avesse intrapreso. Avrebbe attirato allievi,\ne il suo commercio sarebbe cresciuto. Ispirerebbe nei pazienti e negli allievi la fiducia nella sua seriet\u00e0.\nfiducia nella sua seriet\u00e0, e la sua storia dimostra che non avrebbe\nche non avrebbe fallito in questo.\n\nProbabilmente arriv\u00f2 un momento, a tempo debito, in cui i suoi studenti cominciarono a pensare\na pensare che nei suoi insegnamenti c'era qualcosa di pi\u00f9 profondo di quanto\nsospettavano, un mistero che andava oltre la guarigione mentale e pi\u00f9 in alto. \u00c8\n\u00e8 ipotizzabile che, di conseguenza, il loro modo di porsi nei suoi confronti cambiasse poco a poco\na poco a poco, e da rispettoso sia diventato riverente. \u00c8 ipotizzabile che\nche questo abbia un'influenza su di lei; che la spinga a chiedersi se il loro pensiero segreto.\na chiedersi se il loro pensiero segreto - che lei fosse ispirata - non potesse essere un'ipotesi\nipotesi fondata. \u00c8 ipotizzabile che con il passare del tempo il pensiero\npensiero nelle loro menti e il suo riflesso in quella di lei potessero solidificarsi in\nconvinzione.\n\nRicordava, allora, che da bambina era stata chiamata, pi\u00f9 di una volta, da una voce misteriosa.\npi\u00f9 di una volta da una voce misteriosa, proprio come era accaduto al piccolo Samuel.\n(Sarebbe stata colpita da quell'antica reminiscenza, ora, e avrebbe potuto avere un significato profetico per lei.\nricordo, ora, e potrebbe avere un significato profetico per lei.\n\n\u00c8 immaginabile che le influenze persuasive intorno e dentro di lei\nun nuovo e potente impulso al suo filosofare, e che da questo, col tempo, sarebbe nata\nche da questo, col tempo, sarebbe scaturita quella grande nascita, la guarigione del corpo e della mente\ncorpo e della mente mediante l'effusione dello Spirito di Dio, l'idea centrale e dominante della Scienza Cristiana.\nidea centrale e dominante della Scienza Cristiana.\nnon avrebbe dubitato che si trattasse di un'ispirazione diretta dal cielo.\n\n\n\n\nCAPITOLO XI\n\n[Devo riposare un po', ora. Stare qui seduto a elaborare minuziosamente uno schema\nche immagina che la signora Eddy, tra tutte le persone, lavori con la sua mente su un piano\nun piano superiore a quello commerciale; la immagina pensare, filosofare,\nscoprire cose maestose; e immagina persino che si occupi di\nsincerit\u00e0 - ad essere sincero, lo trovo un grosso contratto.\nMa l'ho iniziato e lo porter\u00f2 a termine].\n\n\n\n\nCAPITOLO XII\n\n\u00c8 evidente che fece discepoli in fretta, e che la loro fede in lei e nell'autenticit\u00e0 della sua ambasceria celeste\ne nell'autenticit\u00e0 della sua ambasceria celeste non era di tipo\ntiepida e a met\u00e0, ma era profondamente seria e sincera.\nIl suo libro usc\u00ec dalle stampe nel 1875, inizi\u00f2 la sua opera di\ndi conversione e nel giro di sei anni aveva lanciato con successo una nuova religione e un nuovo sistema di guarigione.\nReligione e un nuovo sistema di guarigione, e li stava insegnando a folle di studenti desiderosi di\nstudenti desiderosi in un suo Collegio, a prezzi cos\u00ec straordinari che siamo quasi costretti ad accettare\nche siamo quasi costretti ad accettare la sua dichiarazione (no, la sua prudente\nche le tariffe erano state fissate in alto, dato che un semplice essere umano\nessere umano non avvezzo al commercio e abituato a pensare in centesimi\ndifficilmente avrebbe potuto mettere in piedi una mano del genere senza un aiuto soprannaturale.\n\nDa questo stadio in poi - essendo la signora Eddy ci\u00f2 che era - il resto dello sviluppo\nsviluppo, le tappe sarebbero seguite in modo naturale e inevitabile.\n\nMa se fosse stata un'altra persona, ci sarebbe stata una diversa\ndisposizione, con risultati diversi. Essendo una persona straordinaria\npersona straordinaria che era, si rese conto della sua posizione e delle sue possibilit\u00e0;\nsi rese conto delle possibilit\u00e0 e ebbe l'ardire di sfruttarle per quanto\nvalore.\n\nAbbiamo visto quali sono stati i suoi metodi dopo che ha superato la fase in cui la sua\nambasciatore divino le fu concesso di essere eseguito nei cuori e nelle menti dei suoi seguaci.\ndei suoi seguaci; abbiamo visto quanto costante e impavida e calcolata\ne calcolata e ordinata la sua marcia da allora in poi di conquista in conquista; l'abbiamo vista colpire i morti, senza\nabbiamo visto che colpiva a morte, senza esitazione, qualsiasi forza ostile o discutibile\nforza ostile o discutibile che si \u00e8 presentata sul suo cammino: prima, l'orda di pretendenti che \u00e8 sorta\ne che cercavano di portarle via la sua Scienza e il suo mercato.\nli ha schiacciati, li ha cancellati; quando la sua Associazione Nazionale della Scienza\nnazionale della Scienza Cristiana divenne grande in termini di numero e di influenza, e\ne pericolosamente sgarbata, e inizi\u00f2 a esporre le dottrine secondo le sue\nsecondo le proprie nozioni non ispirate, prese la spugna senza un fremito di paura e spazz\u00f2 via quell'Associazione.\ndi paura e cancell\u00f2 quell'Associazione; quando si rese conto che\nche i predicatori nei suoi pulpiti stavano diventando affetti da\ndottrina, ne riconobbe il pericolo e non esit\u00f2 n\u00e9 temporeggi\u00f2, ma\nnon esit\u00f2 n\u00e9 temporeggi\u00f2, ma li licenzi\u00f2 prontamente in un giorno\ngiorno, e abol\u00ec definitivamente il loro incarico; abbiamo visto che, man mano che il suo potere cresceva, era competente\nabbiamo visto che, man mano che il suo potere cresceva, era competente a prenderne le misure e che\nnon appena la sua espansione suggeriva alla sua ambizione nativa di risvegliarsi gradualmente\nun gradino pi\u00f9 alto; e cos\u00ec, attraverso questo processo evolutivo, abbiamo visto\nprocesso evolutivo, abbiamo visto la grossolana sete di denaro relegata al secondo posto,\ne la brama di impero e di gloria salire al di sopra di essa. Un sogno splendido; e con la forza delle\nforza delle qualit\u00e0 che sono nate in lei, lo sta realizzando.\n\nQueste qualit\u00e0, e le capacit\u00e0 che ne derivano grazie alle influenze\ninfluenze della formazione, dell'osservazione e dell'esperienza sembrano essere chiaramente\nchiaramente indicate dal carattere della sua carriera e dai suoi risultati. Sembrano\nessere:\n\nUna testa chiara per gli affari, e una lunghezza fenomenale; una chiara comprensione delle situazioni aziendali; una\ncomprensione delle situazioni aziendali; accuratezza nella stima delle opportunit\u00e0\nopportunit\u00e0 che offrono; intelligenza nel pianificare una mossa commerciale;\nfermezza nell'attenersi ad essa dopo che \u00e8 stata decisa; straordinaria audacia\nstraordinaria audacia; perseveranza indistruttibile; ambizione divorante; egoismo illimitato\negoismo; conoscenza delle debolezze, delle povert\u00e0 e delle docilit\u00e0 della natura umana\ndella natura umana e di come metterle a frutto, che non \u00e8 mai stata\nsuperata, se mai eguagliata.\n\nE, necessariamente, il fondamento del carattere della signora Eddy \u00e8 la fiducia in se stessa.\nfiducia in se stessa.\n\n\u00c8 un carattere granitico. E, in modo del tutto naturale, una certa quantit\u00e0 di talco\ndelle piccolezze comuni alla natura umana \u00e8 mescolata in esso e distribuita\nattraverso di esso. Quando la signora Eddy non sta dettando servigi dal suo trono tra le nuvole\nnuvole ai suoi domestici ufficiali di Boston o ai suoi sudditi sparsi per il pianeta, ma sta dettando servigi dal suo trono\nsoggetti sparsi per il pianeta, ma \u00e8 a terra, \u00e8 parente di noi e una di noi.\n\u00e8 parente di noi e una di noi: sentimentale come una ragazza, sgarbata, sgrammaticata, incomprensibile, affettata, vana,\nincomprensibile, affettata, vanitosa della sua piccola ascendenza umana, instabile,\nincoerente, inaffidabile nelle affermazioni e ingenuamente e perennemente\ncontraddittorio - oh, banale e comune e banale come il pi\u00f9 comune di noi!\nNapoleone come lo vedeva Madame de Remusat, un dio di ottone con le gambe di argilla.\nun dio d'ottone con le gambe d'argilla.\n\n\n\n\nCAPITOLO XIII\n\nNel disegnare il ritratto di Mrs. Eddy ho voluto limitarmi ai materiali forniti da lei stessa.\ndi limitarmi ai materiali forniti da lei stessa, e credo di esserci riuscito.\nquesto. Se ho interpretato male qualche suo gesto, non l'ho fatto intenzionalmente.\nintenzionalmente.\n\nSi noter\u00e0 che, nello schematizzare un elenco delle qualit\u00e0 che l'hanno portata alla vetta\nche l'hanno portata alla vetta vertiginosa che occupa, non ho menzionato la potenza\nnon ho menzionato il potere che \u00e8 stato la forza di comando impiegata per raggiungere\nquesto volo altissimo. Non faceva parte di quell'elenco; era una forza che\nnon era un dettaglio del suo carattere, ma era esterna. Era\nera il potere che derivava dal riconoscimento da parte del suo popolo di un personaggio\npersonaggio soprannaturale, portatore dell'ultima Parola e divinamente incaricato di consegnarla al mondo.\ne divinamente incaricata di consegnarla al mondo. La forma che tale riconoscimento\nriconoscimento, consciamente o inconsciamente, \u00e8 l'adorazione; e l'adorazione non mette in discussione o critica, ma\nnon mette in discussione n\u00e9 critica, ma obbedisce. L'oggetto non ha bisogno di\nnon ha bisogno di coccolarlo, di corromperlo, di abbindolarlo, di ragionare con lui, di convincerlo.\nlo comanda; ci\u00f2 \u00e8 sufficiente; l'obbedienza resa non \u00e8\nnon \u00e8 riluttante, ma pronta e sincera. Ammirazione per un Napoleone,\nl'ammirazione per un Napoleone, la fiducia in lui, l'orgoglio per lui, l'affetto per lui, possono portarlo in alto e lontano.\ne portarlo lontano; e queste sono forme di culto, e sono forze forti, ma sono\nma, in fin dei conti, si tratta del culto di un semplice essere umano, e sono\ninfinitamente deboli rispetto a quelle generate da quell'altro culto, il culto di un\ndall'altro culto, il culto di un personaggio divino. La signora Eddy ha questo\nadorazione efficiente, questa forza massificata e centralizzata, questa forza che\n\u00e8 indifferente all'opposizione, non \u00e8 turbata dalla paura, e va in battaglia\ncome i soldati di Cromwell; e finch\u00e9 l'ha, pu\u00f2 comandare e obbedire.\ne questa obbedir\u00e0, mantenendola sul suo trono ed estendendo il suo impero.\n\nLo avr\u00e0 finch\u00e9 non morir\u00e0; e allora vedremo un curioso e interessante\ninteressante sviluppo della sua opera rivoluzionaria.\n\n\n\n\nCAPITOLO XIV\n\nIl Presidente e il Consiglio di amministrazione le succederanno e il governo andr\u00e0 avanti senza intoppi.\ngoverno andranno avanti senza intoppi. Lo Statuto \u00e8 in grado di dare questa\ninterpretazione. Tutti i grandi poteri della Chiesa Madre sono concentrati in quel Consiglio.\nConsiglio di amministrazione. Le illimitate riserve personali della signora Eddy rendono l'apparente supremazia del Consiglio, durante la sua vita, una finzione.\nsupremazia apparente del Consiglio, durante la sua vita, una finzione e il Consiglio stesso un'ombra.\nombra. Ma la signora Eddy non ha fatto queste riserve per nessun altro se non per se stessa.\nsono nettamente personali, portano il suo nome e non sono utilizzabili da un'altra persona.\nutilizzabili da un altro individuo. Quando muore, le sue riserve muoiono e\ni poteri ombra del Consiglio diventano poteri reali, senza la modifica di alcuna\nsenza cambiare alcuno statuto importante, e il Consiglio siede al suo posto come sovrano assoluto e\nsovrano assoluto e irresponsabile come lo era lei.\n\n\u00c8 composto da sole cinque persone, un cardinalato molto pi\u00f9 gestibile di quello del Papa romano.\ndel Papa romano. Penso che elegger\u00e0 il suo Papa dal suo stesso corpo, e che\nche riempir\u00e0 i propri posti vacanti. Un papato elettivo \u00e8 un sistema sicuro e\nun sistema sicuro e saggio, e di lunga durata.\n\n\n\n\nCAPITOLO XV\n\nPotremmo riprendere l'argomento ora.\n\nNon si tratta di un singolo se, ma di uno a pi\u00f9 articolazioni; non \u00e8 un'ostrica, ma un vertebrato.\nvertebrato.\n\n1. La signora Eddy ha preso in prestito da Quimby la Grande Idea, o solo la piccola, la vecchia, la normale guarigione mentale.\npiccola, la vecchia, l'ordinaria guarigione mentale, la guarigione da parte della mente mortale?\n mente mortale?\n\n2. Se ha preso in prestito la Grande Idea, l'ha portata con s\u00e9 nella sua testa o in un manoscritto?\nmanoscritto?\n\n3. Ha avuto lei stessa la Grande Idea? Con la Grande Idea intendo, ovviamente\nNaturalmente, la convinzione che la Forza coinvolta fosse ancora esistente e potesse essere\ne che poteva essere applicata ora proprio come era stata applicata dai discepoli di Cristo e dai loro convertiti, e con lo stesso successo.\nCristo e dai loro convertiti, e con lo stesso successo.\n\n4. L'ha filosofeggiato, sistematizzato e scritto in un libro?\n\n5. \u00c8 stata lei, e non un'altra, a costruire una nuova Religione sul libro\ne l'ha organizzata?\n\nPenso che al n. 5 si possa rispondere con un s\u00ec, e che si possa uscire dalla\ncontroversia. E penso che la Grande Idea, per quanto grande, non avrebbe goduto che di una breve attivit\u00e0, e poi si sarebbe addormentata.\navrebbe goduto solo di una breve attivit\u00e0, e poi sarebbe andata a dormire\nper qualche altro secolo, se non fosse stato per l'impulso perpetuante che ha ricevuto\nda quella forza organizzata e tremenda.\n\nPer quanto riguarda i numeri 1, 2 e 4, gli ostili sostengono che la signora Eddy abbia avuto la Grande Idea da Quimby e l'abbia portata con s\u00e9 in forma di manoscritto.\nGrande Idea da Quimby e l'abbia portata via manoscritta. Ma la loro\ntestimonianza, pur essendo importante, manca del dettaglio pi\u00f9 importante; per quanto mi risulta, la Quimby\nper quanto ne so, il manoscritto di Quimby non \u00e8 stato prodotto. I\nPenso che non possiamo discutere con profitto il n. 1 e il n. 2. Lasciamo perdere.\n\nPer me il n. 3 ha un interesse lieve e il n. 4 violento.\n\nPer quanto riguarda il n. 3, la signora Eddy \u00e8 stata educata, fin dalla culla, come una cristiana d'altri tempi, con il catechismo di Westminster.\ncristiana d'altri tempi, con il ferro da stiro e il catechismo di Westminster, e conosceva la sua Bibbia come il capitano Kydd conosceva la sua.\nla sua Bibbia cos\u00ec come il capitano Kydd conosceva la sua, quando navigava, quando\nquando navigava, e forse con la stessa simpatia. La Grande Idea aveva colpito un\nmilioni di lettori della Bibbia prima di lei, come possibile resurrezione e applicazione.\napplicazione, deve averne colpiti altrettanti ed essere stata meditata,\nindolentemente, con dubbi, poi lasciata cadere e dimenticata - e avrebbe potuto colpire anche lei, a tempo debito.\ncolpito lei, a tempo debito. Ma come poteva interessarla, come poteva\ncome abbia potuto attrarla, con lei, \u00e8 una cosa difficile da\ncomprendere.\n\nPerch\u00e9 la cosa che ne sta alla base \u00e8 del tutto graziosa e bella: il potere,\nattraverso l'amorevole misericordia e la compassione, di guarire i mali e i dolori della carne.\ne dolori e afflizioni... tutti... con una parola, con un tocco della mano! Questo potere\n\u00e8 stato dato dal Salvatore ai Discepoli e a tutti i convertiti.\nTutti... tutti. \u00c8 stato esercitato per generazioni in seguito.\nQualsiasi cristiano che fosse serio e non un finto, non un\ncristiano, non un cristiano solo di facciata, aveva questo potere di guarigione e poteva curare qualsiasi\npotere di guarigione e poteva curare con esso qualsiasi malattia o qualsiasi ferita o danno possibile\nalla carne e alle ossa dell'uomo. Queste cose sono vere, oppure no. Se fossero\nse fossero state vere diciassette, diciotto e diciannove secoli fa, sarebbe stato\ndifficile spiegare in modo soddisfacente perch\u00e9 o come o con quale argomentazione quel potere\npotere dovrebbe essere inesistente nei cristiani di oggi.\n\nIl desiderio di esercitarlo potrebbe venire in mente alla signora Eddy, ma lo farebbe?\n\nArraffona, sordida, penosa, affamata di tutto ci\u00f2 che vede - denaro,\npotere, gloria... Vano, non sincero, geloso, dispotico, arrogante, insolente,\nspietata nei confronti di pensatori e ipnotizzatori, analfabeta,\nsuperficiale, incapace di ragionare al di fuori delle linee commerciali,\nimmensamente egoista.\n\nCerto, la Grande Idea potrebbe colpirla, questo dobbiamo concederlo, ma\nperch\u00e9 dovrebbe interessarla \u00e8 una domanda che pu\u00f2 facilmente\nimmaginazione e provocare prostrazione nervosa, o qualcosa del genere,\ne che \u00e8 meglio lasciar perdere per chi \u00e8 giudizioso, mi sembra...\n\nA meno che non chiamiamo in aiuto il presunto altro lato del carattere e della\nEddy, il lato che la moltitudine dei suoi seguaci vede e in cui crede sinceramente.\nsinceramente. La correttezza richiede che il loro punto di vista sia\nqui. \u00c8 l'opposto di quello che ho tratto dalla storia e dallo statuto della signora Eddy.\nEddy e dal suo Statuto. Per i suoi seguaci lei \u00e8 questo:\n\nPaziente, gentile, amorevole, compassionevole, di cuore nobile, altruista,\nsenza peccato, ampiamente colto, splendidamente equipaggiato mentalmente, profondo pensatore, abile scrittore, personaggio divino, messaggero ispirato\nun profondo pensatore, un abile scrittore, un personaggio divino, un messaggero ispirato i cui atti sono\natti sono dettati dal Trono e ogni sua affermazione \u00e8 la voce di Dio.\nvoce di Dio.\n\nHa consegnato loro una religione che ha rivoluzionato le loro vite, ha bandito le tenebre che le oscuravano e le ha riempite di gioia.\nvita, ha bandito le tenebre che le oscuravano, le ha riempite e inondate di sole, di gioia e di pace.\ndi sole, di letizia e di pace; una religione che non ha\nnon ha l'inferno; una religione il cui paradiso non \u00e8 rimandato a un altro tempo, con\nun'interruzione e un abisso, ma inizia qui e ora e si fonde con l'eternit\u00e0\neternit\u00e0 come le fantasie del giorno di veglia si fondono con i sogni del sonno.\n\nCredono che si tratti di un cristianesimo che si trova nel Nuovo Testamento; che sia sempre stato presente.\nche sia sempre stato l\u00ec, che nella deriva dei secoli sia andato perduto per\ne che questo benefattore l'abbia ritrovato e restituito agli uomini, trasformando la notte della vita in giorno, i suoi terrori in miti.\nagli uomini, trasformando la notte della vita in giorno, i suoi terrori in miti,\ni suoi lamenti in canti di emancipazione e di gioia.\n\nEcco la signora Eddy come la vedono i suoi seguaci. Ha sollevato\ndal dolore, dalle preoccupazioni, dai dubbi e dalle paure, e ha reso le loro vite\nbella; li ha trovati che vagavano smarriti in un deserto invernale e li ha condotti in un paradiso tropicale come quello\nli ha condotti in un paradiso tropicale come quello di cui canta il poeta:\n\n      Oh, ci sono isole sulla faccia del mare\n     Dove le foglie non svaniscono mai e i cieli non piangono mai.\n\nChiedere loro di esaminare con un microscopio il carattere di un tale\nbenefattore; di chiedere loro di esaminarlo affatto; di chiedere loro di guardare una\nun'imperfezione che un'altra persona crede di avervi trovato... beh, al loro posto potreste farlo?\nposto lo fareste? Lo fareste? Non vi vergognereste di farlo?\nfarlo? Se un vagabondo avesse salvato vostro figlio dal fuoco e dalla morte, e salvato il cuore di sua madre dalla\ncuore di sua madre, potreste vedere i suoi stracci? Potreste sentire l'odore\nil suo alito? La signora Eddy ha fatto molto di pi\u00f9 per queste persone.\n\nSono testimoni prevenuti. Per il merito della natura umana non \u00e8\npossibile che siano diversi. Credono sinceramente che\nEddy sia pura, perfetta e bellissima, e che la sua storia sia senza\nsenza macchie o imperfezioni. Ma questo non basta. Essi\nsinceramente che non abbia preso in prestito la Grande Idea da Quimby, ma l'abbia avuta da sola.\nma che l'abbia avuta da sola. Potrebbe essere cos\u00ec, e potrebbe essere cos\u00ec. Lasciamo perdere, non c'\u00e8\nnon c'\u00e8 modo di stabilirlo. Credono che non abbia portato via nessun\nQuimby. Lasciate perdere anche questo: non c'\u00e8 modo di risolverlo. Credono\ncredono che sia stata lei, e non un'altra, a costruire la religione sul libro e a organizzarla.\ne l'abbia organizzata. Lo credo anch'io.\n\nInfine, si ritiene che abbia filosofeggiato la Scienza Cristiana,\nspiegata, sistematizzata e scritta di suo pugno nel libro Scienza e Salute.\nil libro Scienza e Salute.\n\nNon riesco a crederci. Tracciamo una linea di demarcazione. I prodotti noti\ne indiscussi prodotti della sua penna sono una formidabile testimonianza contro di lei.\nlei. Mi sembra che dimostrino, in modo chiaro e definitivo, che la scrittura\nche scrivere, anche su argomenti semplici, \u00e8 un lavoro difficile per lei.\nnon \u00e8 mai stata in grado di scrivere qualcosa di superiore alla terza classe di inglese; che\n\u00e8 debole in materia di grammatica; che non ha che un senso rozzo e\nsenso del valore delle parole; che \u00e8 cos\u00ec carente in materia di precisione letteraria che raramente pu\u00f2\nprecisione letteraria che raramente riesce a esprimere un pensiero in parole che\nche lo esprimano lucidamente al lettore e che non lascino dubbi nella sua mente se\nse abbia capito bene o no; che non riesce nemmeno a redigere una\nPrefazione che una persona possa comprendere appieno, n\u00e9 che possa essere tradotta da qualsiasi\nche possa essere tradotta in una forma pienamente comprensibile; che raramente pu\u00f2\nche raramente riesce a inserire in una Prefazione anche singole frasi il cui significato sia\nEppure le prefazioni sono la sua specialit\u00e0, se ne ha una.\n\nGli scritti noti e indiscussi della signora Eddy sono molto limitati;\nnon mostrano alcuna profondit\u00e0, nessuna qualit\u00e0 analitica, nessun pensiero di dimensioni\ndi composizione scolastica, e solo un'abilit\u00e0 giovanile nel gestire pensieri anche di\ndi questa modesta entit\u00e0. Ha un'ottima capacit\u00e0 commerciale e potrebbe\nun vasto sistema ferroviario con grande stile; potrebbe redigere un insieme di regole che\ndi regole che Satana stesso direbbe che non possono essere migliorate - per\nper efficacia diabolica, dal suo staff; ma sappiamo, grazie alle nostre escursioni tra i\ntra gli statuti della Chiesa Madre, che il loro inglese screditerebbe\nil vice-smistatore di bagagli. Sono abbastanza sicuro che Mrs. Eddy non sappia scrivere bene\nsu qualsiasi argomento, anche commerciale.\n\nNella primissima revisione di Scienza e Salute (1883), la signora Eddy scrisse\nuna Prefazione che \u00e8 una testimonianza ineccepibile che il resto del libro\nlibro \u00e8 stato scritto da qualcun altro. L'ho inserita in appendice insieme a una o due\npagina o due prese dal corpo del libro, e chieder\u00f2 al lettore di\ndi confrontare i faticosi e confusi brancolamenti di questa Prefazione\ncon l'inglese facile, scorrevole e diretto dell'altra esposizione, e di vedere se\ne vedere se riesce a credere che una mano e un cervello abbiano prodotto entrambi.\n\nE che prenda la Prefazione a parte, frase per frase, e\ne esamini scrupolosamente ogni frase parola per parola, e veda se riesce a trovare\nuna mezza dozzina di frasi del cui significato \u00e8 cos\u00ec sicuro da poterle riformulare\nriformularle - con parole proprie - e riprodurre ci\u00f2 che ritiene essere\nsignificati. Si possono perdere soldi in questo gioco. Lo so, perch\u00e9 sono io che\nche li ha persi.\n\nOra lasciate che il lettore si rivolga all'estratto che ho fatto dal capitolo sulla preghiera (l'edizione dello scorso anno di Science and Health).\ncapitolo sulla preghiera (edizione dell'anno scorso di Scienza e Salute), e\ne confronti quel saggio e sano ed elevato e lucido e compatto pezzo di\ncon la suddetta Prefazione e con le poesie di Mrs. Eddy sugli alberi ginnici e su Minus.\ngli alberi ginnici, i sandali di Minerva, non ancora effimeri, e le corone importate dall'Erudizione.\ndi Minerva, e le ghirlande importate dal pergolato dell'Erudizione per decorare Plymouth\nPlymouth Rock, e la macchia della peste e i bacilli, e gli altri miei reperti (tornate ai miei capitoli I e II).\nai miei capitoli I e II) dell'Autobiografia, e infine con la\nla recente comunicazione che mi riguarda, e vedere se ritiene che l'affermazione di qualcuno o la\no la testimonianza giurata di qualcuno, o qualsiasi altra testimonianza di\nqualsiasi tipo immaginabile sia in grado di convincerlo che la signora Eddy\nEddy ha scritto quel capitolo sulla preghiera.\n\nNon voglio imporre la mia opinione a nessuno che non la permetta.\nma, cos\u00ec com'\u00e8, la offro qui per quello che vale. Non posso\nnon posso credere, e non credo, che la signora Eddy abbia dato origine ad alcuno dei\npensieri e ragionamenti con cui \u00e8 stato costruito il libro Scienza e Salute.\nScienza e Salute; e non posso credere, e non credo, che abbia mai\nscritto alcuna parte di quel libro.\n\nPenso che se c'\u00e8 qualcosa al mondo che pu\u00f2 essere provato, e bene e solidamente provato, da testimonianze ineccepibili.\ne solidamente provata da una testimonianza ineccepibile - la testimonianza traditrice della sua stessa penna\ndella sua stessa penna nelle sue produzioni letterarie conosciute e indiscusse, \u00e8 che\nEddy non \u00e8 in grado di pensare su piani elevati, n\u00e9 di ragionare con chiarezza\nn\u00e9 di ragionare con chiarezza o di scrivere con intelligenza su quelli bassi.\n\nPoich\u00e9, a mio avviso, le prime edizioni del libro Scienza e Salute erano molto al di sopra delle possibilit\u00e0 mentali e letterarie di Mrs Eddy.\ne Salute erano molto al di sopra delle capacit\u00e0 mentali e letterarie della signora Eddy.\ncapacit\u00e0 mentali e letterarie della signora Eddy, credo che fin dall'inizio abbia rivendicato come suo\ncome suo il libro di un'altra persona, e indossando come sua propriet\u00e0 gli allori\ndi propriet\u00e0 di quella persona, il vero autore di Scienza e Salute.\nSalute. E credo che la ragione - e l'unica ragione - per cui lui non ha\nprotesta sia perch\u00e9 il suo lavoro \u00e8 stato dato alle stampe solo dopo la sua morte.\nmorto.\n\nChe con un occhio agli affari, e grazie al suo talento commerciale,\nha restituito al mondo caratteristiche trascurate e abbandonate della religione\nreligione cristiana, che le migliaia di seguaci trovano\nbenedetti e soddisfacenti, lo riconosco e lo confesso; ma sono convinta che\nogni singolo dettaglio dell'opera, tranne questo: la consegna del prodotto al mondo.\nil Prodotto al mondo, \u00e8 stato concepito e realizzato da un altro.\n\n\n\n\nAPPENDICE A\n\nPRIMA PREFAZIONE ORIGINALE A SCIENZA E SALUTE\n\nSembra che ci sia la necessit\u00e0 cristiana di imparare il potere e il proposito di Dio di\nguarire sia la mente che il corpo. Questo pensiero \u00e8 nato dalla nostra precoce ricerca di\nLui in tutte le nostre vie, e da un invalidismo disperato e singolare che le medicine\naumentavano invece di diminuire, e l'igiene dava benefici solo per una stagione.\nstagione. Per gradi ci siamo spinti verso latitudini di pensiero pi\u00f9 spirituali, sperimentando man mano che avanzavamo.\ndi pensiero pi\u00f9 spirituali, sperimentando man mano fino a dimostrare pienamente il potere della mente sul corpo.\npotere della mente sul corpo. Verso l'anno 1862, avendo sentito parlare di un\nmesmerista di Portland che curava i malati con la manipolazione, siamo andati a trovarlo.\nci fece visita; ci aiut\u00f2 per un certo periodo, poi ricademmo un po'. Dopo\nla sua morte e una grave ferita ritenuta fatale da abili medici,\nscoprimmo che il Principio di ogni guarigione e la legge che lo governa \u00e8 Dio, un Principio divino.\n\u00e8 Dio, un Principio divino e una legge spirituale e non materiale, e abbiamo riacquistato la salute.\nriacquistare la salute.\n\nNon \u00e8 stata una mente individuale o mortale ad agire su un'altra cosiddetta\nmente che ci ha guarito. Sono state le gloriose verit\u00e0 della Scienza Cristiana\nche scoprimmo mentre ci avvicinavamo a quell'orlo della cosiddetta vita materiale\nche si chiama morte; s\u00ec, fu la grande Shekinah, lo spirito della Vita, della Verit\u00e0 e dell'Amore, a illuminare la nostra comprensione,\ne Amore che illuminava la nostra comprensione dell'azione e della potenza dell'Onnipotenza!\nOnnipotenza! L'anziano signore a cui abbiamo fatto riferimento aveva delle idee molto\navanzate in materia di guarigione, ma non era dichiaratamente religioso n\u00e9\nerudito. Ci siamo scambiati pensieri sul tema della guarigione dei malati.\nIo restaurai alcuni suoi pazienti che lui non era riuscito a guarire e lasciai in suo possesso alcuni manoscritti di\nin suo possesso alcuni miei manoscritti che contenevano le correzioni delle sue\nscritti, che sono stato informato che alla sua morte sono passati nelle mani di un suo paziente, ora\nmani di un suo paziente, ora residente in Scozia. Mor\u00ec nel 1865 e non lasci\u00f2\nnon ha lasciato opere pubblicate. L'unico manoscritto che abbiamo conservato di lui,\npi\u00f9 a lungo che per correggerlo, \u00e8 stato un manoscritto di forse una dozzina di pagine, la maggior parte delle quali\nche avevamo composto noi. Manipolava i malati; quindi il suo apparente metodo di guarigione era\nmetodo di guarigione era fisico anzich\u00e9 mentale.\n\nCon i nostri scritti lo abbiamo aiutato a guadagnarsi la stima del pubblico, ma non abbiamo mai\nmai saputo che avesse dichiarato oralmente o per iscritto che curava i suoi pazienti\nmentali; non l'abbiamo mai sentito dare indicazioni in tal senso; e l'abbiamo saputo da uno dei suoi pazienti, che ora afferma di essere stato il fondatore del\nda uno dei suoi pazienti, che ora afferma di essere il fondatore della cura mentale, che non ha mai rivelato\ndella guarigione mentale, che non ha mai rivelato a nessuno il suo metodo. Ci riferiamo a questi\na questi fatti semplicemente per confutare le calunnie e le false affermazioni dei nostri\nnemici, che preferiscono le affermazioni disoneste alla scoperta e alla\nalla scoperta e alla fondazione, in questo periodo, della Guarigione Metafisica o Scienza Cristiana.\n\nLa Scienza e le leggi di una guarigione puramente mentale e il loro metodo di\ndi applicazione attraverso il solo potere spirituale, altrimenti un'argomentazione mentale\ncontro la malattia, sono una nostra scoperta. \u00c8 vero che il Principio\n\u00e8 divino ed eterno, ma la sua applicazione per la guarigione dei malati era stata\nl'applicazione di esso per guarire i malati era stata persa di vista e richiedeva di essere nuovamente discernuta spiritualmente\ne di scoprirne la scienza, affinch\u00e9 l'uomo possa conservarlo attraverso la comprensione.\ncomprensione. Da quando, nel 1866, abbiamo scoperto la scienza divina della guarigione cristiana, ci siamo impegnati per la guarigione dei malati.\nguarigione cristiana, abbiamo lavorato con lingua e penna per fondare questo sistema.\nsistema. In questo sforzo ogni ostacolo \u00e8 stato gettato sul nostro cammino, che\nche l'invidia e la vendetta di alcuni studenti disaffezionati potessero escogitare. La superstizione e l'ignoranza\nsuperstizione e l'ignoranza anche in questo periodo non hanno mancato di\nnon hanno mancato di dare il loro contributo per giudicarci male, mentre il progresso cristiano e la ricerca scientifica\nprogresso cristiano e la ricerca scientifica hanno contribuito a sostenere i nostri deboli sforzi.\nsforzi.\n\nFin dalla nostra prima edizione di Scienza e Salute, pubblicata nel 1875, due\ndei suddetti studenti hanno plagiato e piratato le nostre opere. Nei\nnumeri di E. J. A., quasi esclusivamente nostri, c'erano tredici paragrafi,\nsenza credito, presi alla lettera dai nostri libri.\n\nNessuna delle nostre opere stampate \u00e8 stata copiata o estratta da scritti pubblicati o inediti di qualcuno.\nscritti pubblicati o inediti di qualcuno. In tutte le nostre\npubblicazioni di Guarigione Metafisica o di Scienza Cristiana, quando le abbiamo scritte o dettate, ci siamo dedicati alla contemplazione\no dettandole, ci siamo dedicati alla contemplazione completamente\ndall'osservazione dei sensi materiali: guardare una copia avrebbe\navrebbe distratto i nostri pensieri dall'argomento che avevamo davanti. Raramente eravamo in grado di\ndi copiare le nostre composizioni, e abbiamo impiegato un amanuense\nnegli ultimi sei anni. Ogni opera che abbiamo fatto pubblicare \u00e8 stata\nogni opera che abbiamo fatto pubblicare \u00e8 stata scritta estemporaneamente; e su cinquanta conferenze e sermoni che abbiamo tenuto nell'ultimo anno, quaranta\ntenuti nell'ultimo anno, quarantaquattro sono stati estemporanei. Abbiamo\nabbiamo distribuito molti dei nostri manoscritti inediti; abbiamo prestato a uno dei nostri studenti pi\u00f9 giovani, R. K. K.\nuno dei nostri studenti pi\u00f9 giovani, R. K--------y, tra le tre e le quattrocento pagine, di cui eravamo gli unici autori.\npagine, di cui eravamo gli unici autori, dandogli la libert\u00e0 di copiarle ma non di pubblicarle.\ndi pubblicarle.\n\nAppoggiandoci all'Infinito che ci sostiene con amorevole fiducia, le prove del giorno diventano brevi e il domani \u00e8 ricco di benedizioni.\ngiorno diventano brevi e il domani \u00e8 ricco di benedizioni.\n\nIl pastore sveglio, che bada alle sue greggi, vede dalla cima della montagna\nil primo debole raggio mattutino prima che sorga il giorno. Cos\u00ec dalle\nvette pi\u00f9 alte dell'anima brilla la pallida stella per il pastore-profeta, e\ne attraversa la notte, fino a dove il giovane bambino giace, in una cullata\noscurit\u00e0, che risveglier\u00e0 un mondo. Sopra la notte dell'errore sorgono i\nraggi mattutini e la stella guida della Verit\u00e0, e i saggi sono condotti da essa alla Scienza, che ripete la storia del mondo.\nalla Scienza, che ripete l'eterna armonia che ha riprodotto, a prova di immortalit\u00e0.\nprova dell'immortalit\u00e0. \u00c8 giunta l'ora dei pensatori; e l'ora delle rivoluzioni\nrivoluzioni, ecclesiastiche e civili, deve arrivare. La verit\u00e0, indipendente da\ndottrine o da sistemi consolidati nel tempo, si trova alle soglie della storia.\nIl compiacimento per il passato o la fredda convenzionalit\u00e0 della consuetudine non possono pi\u00f9 chiudere la porta alla scienza.\nnon possono pi\u00f9 chiudere la porta alla scienza; anche se gli imperi cadono, Colui che ha diritto di farlo regner\u00e0.\nregner\u00e0 colui che ha il diritto di farlo.  L'ignoranza di Dio non deve pi\u00f9 essere il trampolino di lancio per la fede.\nalla fede; la comprensione di Colui che \u00e8 Vita eterna \u00e8 l'unica garanzia di obbedienza.\n\u00e8 l'unica garanzia di obbedienza.\n\nQuesto volume non pu\u00f2 aprire un nuovo pensiero e renderlo subito familiare. Ha il compito robusto di un\nha il compito robusto di un pioniere, di abbattere le alte querce e tagliare il granito grezzo, lasciando che le epoche future dichiarino ci\u00f2 che ha fatto.\ngranito grezzo, lasciando alle epoche future il compito di dichiarare ci\u00f2 che ha fatto.\nLa prima scoperta dell'adattamento della metafisica al trattamento delle malattie \u00e8 stata fatta nell'inverno del 1883.\nal trattamento delle malattie nell'inverno del 1866; da allora abbiamo testato il Principio su noi stessi e sugli altri.\nda allora abbiamo testato il Principio su noi stessi e su altre persone, e non abbiamo mai riscontrato che non\ndi dimostrare le affermazioni che abbiamo fatto su di esso. Dobbiamo imparare la scienza della\nVita, per raggiungere la perfezione dell'uomo. Comprendere Dio come Principio di tutto l'essere\ndi tutto l'essere e vivere in accordo con questo Principio \u00e8 la Scienza della Vita.\nScienza della vita. Ma per riprodurre questa armonia dell'essere, l'errore del senso personale deve cedere alla scienza.\ndel senso personale deve cedere alla scienza, proprio come la scienza della musica\ncorregge i toni captati dall'orecchio e d\u00e0 la dolce concordia del suono.\nsuono. Ci sono molte teorie di fisica e di teologia e molti appelli, in ciascuna delle loro direzioni, a trovare la giusta via.\nteorie della fisica e della teologia, e molti appelli alla retta via in ognuna delle loro direzioni; ma noi proponiamo di risolvere la questione di\nquestione di Che cos'\u00e8 la Verit\u00e0? sul terreno della prova, e lasciamo che quel metodo\ndi curare i malati e di stabilire il cristianesimo che si \u00e8\nche si scopre essere quello che d\u00e0 pi\u00f9 salute e che fa diventare i cristiani migliori; la scienza\nscienza avr\u00e0 un campo equo, nel qual caso siamo certi del suo trionfo su tutte le opinioni e le credenze.\nsu tutte le opinioni e le credenze. La malattia e il peccato hanno sempre avuto i loro\nmedici; ma la domanda \u00e8: sono diventati meno a causa loro? La\nlongevit\u00e0 dei nostri antidiluviani direbbe: no!\ndi oggi si esprimono poco a favore di questa conclusione. Non\nche neghiamo a Cesare le cose che sono sue, ma che chiediamo le cose che appartengono alla\nchiediamo le cose che appartengono alla Verit\u00e0; e affermiamo con sicurezza, dalle dimostrazioni che abbiamo potuto fare, che\ndimostrazioni che siamo stati in grado di fare, che la scienza dell'uomo\ndell'uomo avrebbe sradicato il peccato, la malattia e la morte in meno di seimila anni.\nmeno di seimila anni. Troviamo grandi difficolt\u00e0 nell'iniziare\nquesto lavoro. Alcune affermazioni scioccamente false sono gi\u00e0 state fatte per una pratica\nmetafisica; il mesmerismo, ai suoi antipodi, \u00e8 una di queste.\nFinora non abbiamo mai riscontrato, in un solo caso di nostra scoperta, la minima somiglianza tra\nla minima somiglianza tra mesmerismo e metafisica. Nessuna particolare\nidiosincrasia per acquisire la conoscenza della guarigione metafisica.\nmetafisica; il senso spirituale \u00e8 pi\u00f9 importante dell'intelletto per il suo discernimento.\ndell'intelletto; e chi vuole apprendere questa scienza senza un elevato standard morale di pensiero e di azione\nmorale di pensiero e di azione, non riuscir\u00e0 a comprenderla fino a quando non\nsalire pi\u00f9 in alto. A causa delle nostre spiegazioni che vibrano costantemente tra gli stessi punti, una fastidiosa ripetizione\nstessi punti, si verifica una fastidiosa ripetizione di parole; anche l'uso delle maiuscole, dei generi e dei tecnicismi\nmaiuscole, dei generi e dei tecnicismi propri della scienza.\nLa variet\u00e0 del linguaggio, o la bellezza della dizione, devono lasciare il posto a un'analisi\nanalisi e al pensiero senza fronzoli.  Sperando tutto, sopportando tutto\ntutto, di fare del bene ai nostri nemici, di benedire coloro che ci maledicono, e di\ndi portare ai dolenti e ai malati consolazione e guarigione, affidiamo queste pagine ai\nqueste pagine ai posteri.\n\nMARY BAKER G. EDDY.\n\n\n\n\nAPPENDICE B\n\nLe narrazioni evangeliche danno una breve testimonianza anche della vita del nostro grande Maestro.\nMaestro. Il suo noumeno spirituale e il suo fenomeno hanno messo a tacere la ritrattistica.\nScrittori meno sapienti degli Apostoli hanno elaborato nel Nuovo Testamento apocrifo una storia leggendaria e tradizionale della prima vita del Maestro.\nNuovo Testamento, una storia leggendaria e tradizionale della prima vita di Ges\u00f9.\nGes\u00f9. Ma San Paolo ha riassunto il carattere di Ges\u00f9 come modello del\ndel cristianesimo, con queste parole:  Considerate Colui che ha sopportato tali\ncontraddizioni dei peccatori contro se stesso. che per la gioia che gli \u00e8 stata posta\ndavanti a s\u00e9, ha sopportato la croce, disprezzando l'ignominia, ed \u00e8 stato posto alla\nalla destra del trono di Dio.\n\nPu\u00f2 darsi che la battaglia della vita mortale sia ancora in corso, e che debba continuare\nfinch\u00e9 i suoi errori non saranno sconfitti dalla Scienza che porta la vittoria; ma questo trionfo arriver\u00e0!\nquesto trionfo arriver\u00e0! Dio \u00e8 al di sopra di tutto. Solo Lui \u00e8 la nostra origine, il nostro scopo\ne l'Essere. Il vero uomo non viene dalla polvere, n\u00e9 \u00e8 mai stato creato attraverso la carne.\ndalla carne, perch\u00e9 suo padre e sua madre sono l'unico Spirito, e i suoi fratelli sono tutti figli di un unico genitore, il Bene eterno.\nfratelli sono tutti figli di un unico genitore, il Bene eterno.\n\nQualsiasi tipo di composizione letteraria era eccessivamente difficile per Mrs.\nEddy. Trovava che fosse un lavoro duro da macinare per trovare qualcosa da dire. Si rese conto, in questa fase della sua vita, che con tutti i suoi problemi\nSi rendeva conto, in questa fase della sua vita, che con tutti i suoi problemi non era riuscita a mettere insieme\nnon era riuscita a mettere insieme nemmeno il materiale sufficiente per un'autobiografia per bambini.\nAutobiografia di un bambino, e anche che quello che aveva ottenuto non era in gran parte\nnon era di valore, non era importante, considerando l'et\u00e0 e la fama della persona di cui stava scrivendo.\ndi cui stava scrivendo; e cos\u00ec le venne in mente di tentare, in quel\nparagrafo, di scusare l'esiguit\u00e0 e la scarsa qualit\u00e0 del banchetto che stava\nbanchetto che stava imbandendo, lasciando intendere che avrebbe potuto fare molto meglio se\nse avesse voluto, ma era costretta dall'etichetta divina. Nutrirsi\ncon pi\u00f9 di qualche briciola indifferente un appetito plebeo per i dettagli personali\ndettagli personali su personaggi della sua classe non era la cosa giusta, e lei\ne lei fa notare con gentilezza che c'\u00e8 un precedente che giustifica questo riserbo. Quando Mrs.\nEddy cerca di essere astuta, in letteratura, in genere lo fa alla maniera dello struzzo.\ndello struzzo; e con la fortuna dello struzzo. Per favore, cercate di trovare il\nconnessione tra i due paragrafi. T.\n\n\n\n\nAPPENDICE C\n\nIl significato spirituale del Padre Nostro \u00e8 il seguente:\n\nPrincipio, eterno e armonioso, Intelligenza senza nome e adorabile,\nTu sei sempre presente e supremo. E quando questa supremazia dello\nSpirito, il sogno della materia scomparir\u00e0. Dacci la comprensione\ncomprensione della Verit\u00e0 e dell'Amore. E amando impareremo Dio, e la\nLa verit\u00e0 distrugger\u00e0 ogni errore. E guidaci alla Vita che \u00e8 l'Anima,\ne liberaci dagli errori del senso, del peccato, della malattia e della morte.\nDio \u00e8 Vita, Verit\u00e0 e Amore per sempre\".\n1881.\n\nMi sembra che questo sia nettamente superiore a quello che \u00e8 stato ispirato per l'edizione dell'anno scorso.\nispirato per l'edizione dell'anno scorso. \u00c8 strano, ma a mio parere evidente, che l'ispirazione sia un'arte che non migliora con la pratica,\nche l'ispirazione sia un'arte che non migliora con la pratica\". T.\n\n\n\n\nAPPENDICE D\n\n Perch\u00e9 in verit\u00e0 vi dico che chiunque dir\u00e0 a questo monte: \"Sii rimosso e gettato nel mare\",\nSii rimosso e gettato nel mare, e non dubiter\u00e0 in cuor suo, ma creder\u00e0 che le cose che dice si avvereranno.\ncuore, ma creder\u00e0 che le cose che egli dice si avvereranno.\navverranno, avr\u00e0 ci\u00f2 che ha detto. Perci\u00f2 vi dico,\nQuali cose desiderate quando pregate, credete che le riceverete,\ne le avrete.\n\n Il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno, prima che gliele chiediate.\nLui. --CRISTO GES\u00d9.\n\nLa preghiera che recupera il peccatore e guarisce il malato \u00e8 una fede assoluta che tutto \u00e8 possibile a Dio.\nche tutto \u00e8 possibile a Dio, una comprensione spirituale di Lui, un amore disinteressato.\ndi Lui, un amore disinteressato. Indipendentemente da ci\u00f2 che gli altri possono dire o pensare\nsu questo argomento, io parlo per esperienza. Questa preghiera, combinata con\nabnegazione e fatica, \u00e8 il mezzo con cui Dio mi ha permesso di fare ci\u00f2 che ho fatto per la religione e la\ndi fare ci\u00f2 che ho fatto per la religione e la salute dell'umanit\u00e0.\n\nI pensieri non espressi non sono sconosciuti alla Mente divina. Il desiderio \u00e8 preghiera;\ne non c'\u00e8 niente di meno che confidare a Dio i nostri desideri, affinch\u00e9 possano essere\nessere plasmati ed esaltati prima che prendano forma in parole udibili e in azioni.\nazioni.\n\nQuali sono le motivazioni della preghiera? Preghiamo per migliorare noi stessi o per\nper beneficiare coloro che ci ascoltano; per illuminare l'Infinito o per essere ascoltati dagli uomini?\ndegli uomini? Siamo avvantaggiati dalla preghiera? S\u00ec, il desiderio che va avanti\n\u00e8 benedetto dal Padre nostro e non torna a vuoto.\nnon torna a vuoto.\n\nDio non \u00e8 spinto dal soffio della lode a fare pi\u00f9 di quanto non abbia gi\u00e0 fatto; n\u00e9 l'Infinito pu\u00f2 fare di meno che elargire ogni bene.\nn\u00e9 l'Infinito pu\u00f2 fare di meno che elargire tutto il bene, poich\u00e9 Egli \u00e8\nsapienza e amore immutabili. Possiamo fare di pi\u00f9 per noi stessi con umili\numili e ferventi petizioni; ma l'Onnipotente non le esaudisce solo a parole, perch\u00e9 Egli \u00e8 un\ndi un servizio a parole, perch\u00e9 Egli conosce gi\u00e0 tutto.\n\nLa preghiera non pu\u00f2 cambiare la Scienza dell'Essere, ma ci porta in armonia con essa.\narmonia con essa. La bont\u00e0 raggiunge la dimostrazione della Verit\u00e0. La richiesta\nche un altro possa lavorare per noi non fa mai il nostro lavoro. L'abitudine di supplicare\ncon la Mente divina, come si fa con un essere umano, perpetua la credenza in Dio come circoscritto umanamente.\nDio come umanamente circoscritto, un errore che impedisce la crescita spirituale.\ncrescita spirituale.\n\nDio \u00e8 amore. Possiamo chiedergli di essere di pi\u00f9? Dio \u00e8 intelligenza. Possiamo\ninformare la Mente infinita, o dirgli qualcosa che gi\u00e0 non\ncomprende? Speriamo di cambiare la perfezione? Dobbiamo chiedere di pi\u00f9\nalla fonte aperta, che versa sempre pi\u00f9 di quanto riceviamo? La\npreghiera non espressa ci avvicina alla Fonte di ogni esistenza e di ogni beatitudine.\ne della beatitudine.\n\nChiedere a Dio di essere Dio \u00e8 una vana ripetizione.  Dio \u00e8 lo stesso ieri,\ne oggi, e per sempre; e Colui che \u00e8 immutabilmente giusto far\u00e0 il giusto,\nsenza che gli si ricordi la sua provincia. La saggezza dell'uomo non \u00e8\nsufficiente a giustificare un consiglio a Dio.\n\nChi si metterebbe davanti a una lavagna e pregherebbe il principio di\nmatematica di risolvere il problema? La regola \u00e8 gi\u00e0 stabilita,\ne il nostro compito \u00e8 quello di trovare la soluzione. Chiediamo al Principio divino di ogni bont\u00e0\nPrincipio di ogni bont\u00e0 di fare il suo lavoro? Il suo lavoro \u00e8 gi\u00e0 fatto; e\ne noi dobbiamo solo avvalerci della regola di Dio per riceverne la benedizione.\nbenedizione della stessa.\n\nL'Essere divino deve essere riflesso dall'uomo, altrimenti l'uomo non \u00e8 l'immagine e la somiglianza di colui che \u00e8 paziente, tenero e vero.\nimmagine e somiglianza del paziente, tenero e vero, l'unico e del tutto amabile;\nma comprendere Dio \u00e8 opera dell'eternit\u00e0 e richiede un'assoluta\nconcentrazione assoluta di pensiero ed energia.\n\nQuanto sono vuote le nostre concezioni della Divinit\u00e0! Ammettiamo teoricamente che\nDio \u00e8 buono, onnipotente, onnipresente, infinito, e poi cerchiamo di dare informazioni a questa Mente infinita\ninformazioni a questa Mente infinita; e imploriamo un perdono immeritato e una\ndi benefattori. Siamo davvero grati per il bene\nricevuto? Allora sfrutteremo le benedizioni che abbiamo e saremo in grado di ricevere\ne quindi saremo pronti a riceverne altri. La gratitudine \u00e8 molto pi\u00f9 di un'espressione\nespressione verbale di ringraziamento. L'azione esprime pi\u00f9 gratitudine della parola.\n\nSe non siamo riconoscenti per la Vita, la Verit\u00e0 e l'Amore, eppure ringraziamo Dio per tutte le benedizioni, siamo insinceri e incorriamo in un'aspra censura.\nDio per tutte le benedizioni, siamo insinceri e incorriamo nella severa censura che il nostro Maestro\nche il nostro Maestro pronuncia nei confronti degli ipocriti. In questo caso l'unica preghiera accettabile\npreghiera accettabile \u00e8 mettere il dito sulle labbra e ricordare le nostre benedizioni.\nSe il cuore \u00e8 lontano dalla Verit\u00e0 e dall'Amore divini, non possiamo nascondere l'ingratitudine di una vita arida.\ningratitudine di una vita arida, perch\u00e9 Dio conosce ogni cosa.\n\nCi\u00f2 di cui abbiamo pi\u00f9 bisogno \u00e8 la preghiera di un fervente desiderio di crescita nella grazia,\nespressa in pazienza, mitezza, amore e buone azioni. Osservare i\ndel nostro Maestro e seguire il suo esempio, \u00e8 il nostro debito verso di Lui e l'unica prova degna di gratitudine per tutto ci\u00f2 che Egli ci ha dato.\ne l'unica prova degna della nostra gratitudine per tutto ci\u00f2 che Egli ha fatto.\nfatto. L'adorazione esteriore non \u00e8 di per s\u00e9 sufficiente a esprimere una gratitudine\ne sentita gratitudine, poich\u00e9 Egli ha detto: \"Se mi amate, osservate i miei insegnamenti\":  Se mi amate, osservate i miei\nComandamenti.\n\nLa lotta abituale per essere sempre buoni \u00e8 una preghiera incessante. Le sue\nmotivi si manifestano nelle benedizioni che portano, le quali, anche se non sono riconosciute con parole\nse non riconosciute con parole udibili, attestano la nostra dignit\u00e0 di essere resi\npartecipi dell'Amore.\n\nIl semplice chiedere di poter amare Dio non ce lo far\u00e0 mai amare; ma il desiderio di essere migliori e pi\u00f9 santi, espresso nella vigilanza quotidiana e nella\ndesiderio di essere migliori e pi\u00f9 santi, che si esprime nella vigilanza quotidiana e nello sforzo di assimilare sempre pi\u00f9 il carattere divino.\ndi assimilare di pi\u00f9 il carattere divino, questo ci plasmer\u00e0 e ci modeller\u00e0 di nuovo, finch\u00e9 non ci risveglieremo a Sua somiglianza.\nci modeller\u00e0 e modeller\u00e0 sempre di pi\u00f9, finch\u00e9 non ci risveglieremo a Sua immagine e somiglianza. Raggiungiamo la Scienza\ndel cristianesimo attraverso la dimostrazione della natura divina, ma in questo\nmondo malvagio si parler\u00e0 male della bont\u00e0, e la pazienza deve lavorare\nesperienza.\n\nLa preghiera sonora non pu\u00f2 mai compiere le opere di comprensione spirituale che rigenerano.\nrigenerante; ma la preghiera silenziosa, la vigilanza e l'obbedienza devota,\nci permettono di seguire l'esempio di Ges\u00f9. Le lunghe preghiere, l'ecclesiasticismo e i credo\necclesiastici e i credi hanno tagliato i pignoni divini dell'Amore e hanno rivestito la religione di abiti umani.\nvesti umane. Materializzano il culto, ostacolano lo Spirito e impediscono all'uomo di dimostrare il proprio potere\ne impediscono all'uomo di dimostrare il suo potere sull'errore.\n\nIl dolore per le azioni sbagliate \u00e8 solo un passo verso la riforma, e il pi\u00f9 semplice.\npasso pi\u00f9 semplice. Il passo successivo e pi\u00f9 grande richiesto dalla Saggezza \u00e8 la prova della nostra sincerit\u00e0.\ndella nostra sincerit\u00e0, cio\u00e8 la riforma. A questo scopo siamo messi sotto lo\ncircostanze. La tentazione ci chiede di ripetere l'offesa, e guai a chi ci fa un torto.\nin cambio di ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto. Cos\u00ec sar\u00e0 per sempre, finch\u00e9 non impareremo che\nche non c'\u00e8 sconto nella legge della giustizia e che dobbiamo pagare fino all'ultimo centesimo.\nl'ultimo spicciolo.  La misura che avete misurato sar\u00e0 misurata di nuovo a voi\ndi nuovo, e sar\u00e0 piena e stracolma.\n\nSanti e peccatori ottengono il loro pieno riconoscimento, ma non sempre in questo mondo.\nI seguaci di Cristo hanno bevuto il suo calice. L'ingratitudine e la persecuzione\nMa Dio riversa le ricchezze del suo amore nella comprensione e negli affetti, dandoci forza secondo i nostri giorni.\ne negli affetti, dandoci forza secondo i nostri giorni.\nI peccatori fioriscono come un alloro verde; ma, guardando pi\u00f9 lontano, il Salmista poteva vedere la loro fine.\nSalmista poteva vedere la loro fine: la distruzione del peccato attraverso la sofferenza.\nla sofferenza.\n\nLa preghiera viene talvolta utilizzata come confessionale per cancellare il peccato. Questo errore\nimpedisce la vera religione. Il peccato \u00e8 perdonato solo in quanto distrutto da Cristo-Verit\u00e0 e Vita.\nCristo-Verit\u00e0 e Vita. Se la preghiera alimenta la convinzione che il peccato viene\ne che l'uomo sia migliorato solo pregando, \u00e8 un male.\nPeggiora chi continua a peccare perch\u00e9 si crede perdonato.\n\nUn apostolo dice che il Figlio di Dio (Cristo) \u00e8 venuto a distruggere le opere del diavolo.\nopere del diavolo.  Dovremmo seguire il nostro divino Esemplare e cercare di distruggere\ndistruzione di tutte le opere del male, compresi l'errore e la malattia. Non possiamo\nsfuggire alla pena dovuta al peccato. Le Scritture dicono che se rinneghiamo Cristo\nCristo, anche Lui ci rinnegher\u00e0.\n\nL'Amore divino corregge e governa l'uomo. Gli uomini possono perdonare, ma questo\nPrincipio divino \u00e8 il solo a riformare il peccatore. Dio non \u00e8 separato dalla\nsaggezza che dona. I talenti che ci ha dato devono essere migliorati. Invocare il\ndi perdonare il nostro lavoro, mal fatto o non fatto, implica la vana\nsupposizione che non abbiamo nulla da fare se non chiedere perdono, e che\ne che dopo saremo liberi di ripetere l'offesa.\n\nProvocare la sofferenza, come risultato del peccato, \u00e8 il mezzo per distruggere il peccato.\npeccato. Ogni presunto piacere nel peccato fornir\u00e0 pi\u00f9 del suo\nequivalente di dolore, fino a quando la fede nella vita materiale e nel peccato non sar\u00e0 distrutta.\nPer raggiungere il cielo, l'armonia dell'Essere, dobbiamo comprendere il Principio divino dell'Essere.\nPrincipio dell'Essere.\n\n Dio \u00e8 Amore.  Pi\u00f9 di questo non possiamo chiedere; pi\u00f9 in alto non possiamo guardare;\npi\u00f9 lontano non possiamo andare. Supporre che Dio perdoni o punisca il peccato,\na seconda che la sua misericordia sia cercata o non cercata, \u00e8 fraintendere l'Amore\ne fare della preghiera la valvola di sicurezza per le azioni sbagliate.\n\nGes\u00f9 scopre e rimprovera il peccato prima di scacciarlo. Di una donna malata\ndisse che Satana l'aveva legata; e a Pietro disse: \"Tu sei un'offesa per me\".\noffesa per me.  Egli venne a insegnare e a mostrare agli uomini come distruggere il peccato,\nla malattia e la morte. Dell'albero senza frutti disse: \"\u00c8 stato abbattuto\".\n\nMolti ritengono che un certo magistrato, vissuto al tempo di Ges\u00f9, abbia lasciato questa testimonianza\ndi Ges\u00f9, abbia lasciato questa testimonianza:  Il suo rimprovero \u00e8 spaventoso.  Il linguaggio forte\ndel nostro Maestro conferma questa descrizione.\n\nL'unica sentenza civile che ebbe per l'errore fu: \"Vattene dietro di me, Satana\".\ndietro di me, Satana\".  Una prova ancora pi\u00f9 forte del fatto che il rimprovero di Ges\u00f9 era\npungente \u00e8 nelle Sue stesse parole, che dimostrano la necessit\u00e0 di un'espressione cos\u00ec forte\nquando scacciava i demoni e guariva i malati e i peccatori. La rinuncia all'errore\nrinuncia all'errore priva il senso materiale delle sue false pretese.\n\nLa preghiera sonora \u00e8 impressionante, d\u00e0 una solennit\u00e0 momentanea e un'elevazione al pensiero.\nal pensiero; ma produce qualche beneficio duraturo? Guardando in profondit\u00e0\nqueste cose, scopriamo che uno zelo... non conforme alla conoscenza, d\u00e0 occasione a\nreazione sfavorevole alla crescita spirituale, alla sobriet\u00e0 e alla sana percezione di Dio,\ne alla sana percezione delle esigenze di Dio. I motivi della preghiera verbale\nverbali possono includere troppo amore per l'applauso per indurre o incoraggiare il sentimento cristiano.\nsentimento cristiano.\n\nLa sensazione fisica, non l'Anima, produce estasi ed emozioni materiali.\nSe il senso spirituale guidasse sempre l'uomo in questi momenti, ne deriverebbe un'esperienza pi\u00f9 elevata e una vita migliore.\nda quei momenti estatici un'esperienza pi\u00f9 elevata e una vita migliore, con\ncon pi\u00f9 devota abnegazione e purezza. Una ventilazione autocompiaciuta\ndi sentimenti fervidi non fa mai un cristiano. Dio non \u00e8 influenzato dall'uomo.\ndall'uomo. L'orecchio divino non \u00e8 un nervo acustico. \u00c8 la Mente onniveggente e onnisciente\ne onnisciente, a cui ogni desiderio dell'uomo \u00e8 sempre noto e da cui sar\u00e0 soddisfatto.\ncui ogni esigenza dell'uomo \u00e8 sempre nota e da cui sar\u00e0 soddisfatta.\n\nIl pericolo della preghiera sonora \u00e8 che possa indurci in tentazione.\nPotremmo diventare degli ipocriti involontari, esprimendo desideri che non sono reali e consolandoci in mezzo al peccato con il\nnon sono reali e consolandoci nel bel mezzo del peccato con il ricordo di aver pregato\ncon il ricordo di aver pregato o di voler chiedere perdono in un altro momento.\nun giorno successivo. L'ipocrisia \u00e8 fatale alla religione.\n\nUna preghiera verbosa pu\u00f2 dare un tranquillo senso di autogiustificazione, ma rende il peccatore un ipocrita.\nrende il peccatore un ipocrita. Non dobbiamo mai disperare di un cuore onesto,\nma c'\u00e8 poca speranza per coloro che si trovano solo spasmodicamente faccia a faccia\nfaccia a faccia con la loro malvagit\u00e0 e poi cercano di nasconderla. Le loro preghiere sono\nsono indici che non corrispondono al loro carattere. Hanno una comunione segreta\ncon il peccato, e Ges\u00f9 parla di queste esteriorizzazioni come di sepolcri imbiancati.\na sepolcri imbiancati... pieni di ogni impurit\u00e0.\n\nSe un uomo, pur essendo apparentemente fervente e orante, \u00e8 impuro, e quindi insincero, quale deve essere il commento su di lui?\nquindi insincero, quale deve essere il commento su di lui? Se avesse raggiunto\nse avesse raggiunto l'altezza della sua preghiera, non ci sarebbe occasione per un tale\ncommento. Se sentiamo l'aspirazione, l'umilt\u00e0, la gratitudine e l'amore che le nostre parole esprimono.\nche le nostre parole esprimono, questo Dio lo accetta; ed \u00e8 saggio non cercare di ingannare noi stessi o gli altri, perch\u00e9\ndi ingannare noi stessi o gli altri, perch\u00e9 non c'\u00e8 nulla di nascosto che non venga\nnon sar\u00e0 rivelato.  Le professioni e le preghiere udibili sono come la carit\u00e0 in un\ncarit\u00e0 per un aspetto: coprono una moltitudine di peccati.  Pregare per l'umilt\u00e0,\ncon qualsiasi fervore di espressione, non sempre significa desiderarla.\nper essa. Se ci allontaniamo dai poveri, non siamo pronti a ricevere la ricompensa di Colui che benedice i poveri.\nricompensa di Colui che benedice i poveri. Confessiamo di avere un cuore molto malvagio\ne chiediamo che venga messo a nudo davanti a noi; ma non conosciamo forse gi\u00e0\nnon conosciamo gi\u00e0 pi\u00f9 di quanto siamo disposti a far vedere al nostro prossimo?\n\nDobbiamo esaminare noi stessi e imparare quali sono gli affetti e i propositi del cuore.\ndel cuore, perch\u00e9 solo questo pu\u00f2 mostrarci ci\u00f2 che siamo onestamente.\nSe un amico ci informa di un difetto, ascoltiamo il rimprovero con pazienza,\ne diamo credito a ci\u00f2 che viene detto? Non ringraziamo piuttosto di non essere come gli altri uomini?\ncome gli altri uomini?  Per molti anni l'autore \u00e8 stato molto grato per i\nrimproveri meritati. Il pungiglione sta nella censura immeritata, nella falsit\u00e0 che non fa bene a nessuno.\nche non fa bene a nessuno.\n\nLa prova di ogni preghiera sta nella risposta a queste domande: Amiamo il nostro\namiamo meglio il nostro prossimo grazie a questa richiesta? Perseguiamo il vecchio egoismo, soddisfatti di aver\negoismo, soddisfatti di aver pregato per qualcosa di meglio,\ndi aver pregato per ottenere qualcosa di meglio, anche se non diamo prova della sincerit\u00e0 delle nostre richieste vivendo\nvivere in modo coerente con la nostra preghiera? Se l'egoismo ha lasciato il posto alla\ngentilezza, considereremo il nostro prossimo in modo disinteressato e benediremo coloro che ci maledicono.\nma non riusciremo mai ad adempiere a questo grande dovere semplicemente chiedendo che\nche venga fatto. C'\u00e8 una croce da prendere, prima di poter godere della\nfruizione della nostra speranza e della nostra fede.\n\nAmi tu il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente?\nanima e con tutta la tua mente?  Questo comando include molto, persino la\nrinuncia a tutte le sensazioni, agli affetti e all'adorazione puramente materiali. Questo\n\u00e8 l'El Dorado del cristianesimo. Coinvolge la Scienza della Vita,\ne riconosce solo il controllo divino dello Spirito, in cui l'Anima \u00e8 il nostro\ne il senso materiale e la volont\u00e0 umana non hanno posto.\n\nSiete disposti a lasciare tutto per Cristo, per la Verit\u00e0, e quindi a essere annoverati tra i peccatori?\ntra i peccatori? No! Desiderate davvero raggiungere questo punto? No! Allora\nperch\u00e9 fare lunghe preghiere al riguardo e chiedere di essere cristiani, visto che non vi interessa\ndi camminare sulle orme del nostro caro Maestro? Se non volete seguire il suo\nesempio, perch\u00e9 pregare con le labbra di essere partecipi della sua natura?\ndella sua natura? La preghiera coerente \u00e8 il desiderio di fare il bene. Pregare significa\nche desideriamo e vogliamo camminare nella luce, nella misura in cui la riceviamo,\nanche se con passi sanguinanti, e aspettando pazientemente il Signore,\nlasceremo che i nostri veri desideri siano ricompensati da Lui.\n\nIl mondo deve crescere nella comprensione spirituale della preghiera. Se siamo abbastanza bravi\ndi Ges\u00f9, Dio ci sosterr\u00e0 in questi dolori.\nsotto questi dolori. Finch\u00e9 non saremo cos\u00ec divinamente qualificati e disposti a bere il suo calice, milioni di vane ripetizioni non si riverseranno mai su di noi.\nfinch\u00e9 non saremo cos\u00ec divinamente qualificati e disposti a bere il suo calice, milioni di vane ripetizioni\npreghiera l'unzione dello Spirito, in una dimostrazione di potenza e con segni\nseguenti.  La Scienza Cristiana rivela la necessit\u00e0 di superare il\nmondo, la carne e il male, distruggendo cos\u00ec ogni errore.\n\nCercare non \u00e8 sufficiente. \u00c8 l'impegno che ci permette di entrare.\nLe conquiste spirituali aprono la porta a una comprensione pi\u00f9 elevata della Vita divina.\nvita divina.\n\nUna delle forme di culto in Thibet \u00e8 quella di portare una macchina per pregare\nper le strade, e fermarsi alle porte per guadagnare un penny macinando\nuna preghiera; mentre la civilt\u00e0 paga per le preghiere clericali, in alti edifici.\nedifici. Ma la differenza \u00e8 poi cos\u00ec grande?\n\nL'esperienza ci insegna che non sempre riceviamo le benedizioni che chiediamo\nin preghiera.\n\nC'\u00e8 un'errata comprensione della fonte e dei mezzi di ogni bont\u00e0 e benedizione.\ne della benedizione, altrimenti riceveremmo certamente ci\u00f2 che chiediamo. Le\nScritture dicono:  Voi chiedete e non ricevete, perch\u00e9 chiedete male per\nper consumarlo nelle vostre voglie.  Ci\u00f2 che desideriamo e chiediamo non \u00e8\nsempre meglio per noi riceverlo. In questo caso l'Amore infinito non esaudir\u00e0\nla richiesta. Chiedete alla Sapienza di essere misericordiosa e di non punire il peccato? Allora\n chiedete male.  Senza punizione, il peccato si moltiplicherebbe. La preghiera di Ges\u00f9,\n rimetti a noi i nostri debiti, ha specificato anche i termini del perdono. Quando\nperdonare la donna adultera, disse: \"Va' e non peccare pi\u00f9\".\n\nIl magistrato a volte rimette la pena, ma questo pu\u00f2 non essere un beneficio morale per il criminale.\nbeneficio morale per il criminale e, nel migliore dei casi, lo salva solo da una forma di punizione.\ndi punizione. La legge morale, che ha il diritto di assolvere o condannare,\nesige sempre la restituzione, prima che i mortali possano salire pi\u00f9 in alto.  La legge infranta\nlegge comporta una pena, al fine di costringere questo progresso.\n\nIl mero perdono legale (e non ce n'\u00e8 un altro, perch\u00e9 il Principio divino non perdona mai i nostri peccati o i nostri errori\nnon perdona mai i nostri peccati o i nostri errori finch\u00e9 non vengono corretti) lascia il colpevole libero di ripetere l'offesa.\nlascia il colpevole libero di ripetere l'offesa, se non ha gi\u00e0 sofferto a sufficienza per\nse non ha gi\u00e0 sofferto a sufficienza per allontanarsi dal vizio con disgusto.\nLa verit\u00e0 non concede alcun perdono all'errore, ma lo cancella nella maniera pi\u00f9\nefficace. Ges\u00f9 ha sofferto per i nostri peccati, non per annullare la sentenza divina\nsentenza divina contro il peccato di un individuo, ma per mostrare che il peccato deve portare\ninevitabile sofferenza.\n\nLe petizioni portano ai mortali solo i risultati della loro fede. Sappiamo che\nche il desiderio di santit\u00e0 \u00e8 necessario per ottenerla; ma se desideriamo la santit\u00e0 sopra ogni cosa, sacrificheremo tutto per essa.\nse desideriamo la santit\u00e0 sopra ogni altra cosa, sacrificheremo tutto per essa.\nDobbiamo essere disposti a farlo, per poter camminare con sicurezza nell'unica strada\nstrada pratica per la santit\u00e0. La preghiera, da sola, non pu\u00f2 cambiare l'inalterabile\nVerit\u00e0, o darci la possibilit\u00e0 di comprenderla; ma la preghiera unita a un fervente desiderio abituale di conoscere e\nfervente desiderio abituale di conoscere e fare la volont\u00e0 di Dio ci porter\u00e0\nin tutta la Verit\u00e0. Un tale desiderio non ha bisogno di un'espressione udibile. Si esprime meglio\n\u00e8 meglio espresso nel pensiero e nella vita.\n\n\n\n\nAPPENDICE E\n\nIl reverendo Heber Newton sulla Scienza Cristiana:\n\nPer cominciare, quindi, dall'inizio, la Scienza Cristiana accetta l'opera di\ndi curare le malattie come parte integrante del discepolato di Ges\u00f9 Cristo.\nCristo. In Cristo trova ci\u00f2 che la Chiesa ha sempre riconosciuto,\nteoricamente, anche se ha praticamente ignorato il fatto: il Grande Medico.\nMedico. Che Cristo abbia guarito i malati, nessuno di noi lo mette in dubbio. \u00c8\n\u00e8 scritto chiaramente nei documenti. Questo ministero di guarigione era una parte troppo\nparte della sua opera per essere escluso da qualsiasi immagine di quella vita. Tale\nservizio non fu un incidente della Sua carriera, ma un elemento essenziale di quella carriera.\nelemento essenziale di quella carriera. Era un fattore integrale della sua missione. Gli\nEvangelisti non ci lasciano alcuna possibilit\u00e0 di confusione su questo punto. Co-equivalente\ncon la sua opera di istruzione e di ispirazione era la sua opera di guarigione.\n\nLe registrazioni rendono altrettanto chiaro che il Maestro ha imposto ai suoi discepoli di fare come lui.\ndiscepoli di fare come Lui aveva fatto.  Quando chiam\u00f2 a s\u00e9 i suoi\ndodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti immondi, di scacciarli e di guarire ogni tipo di malattia e di\nscacciare e di guarire ogni sorta di malattia e di infermit\u00e0.  Nel mandarli\nmandandoli avanti, comand\u00f2 loro dicendo: \"Non appena andrete, predicate, predicate, predicate e predicate\". Mentre andate, predicate,\ndicendo: \"Il regno dei cieli \u00e8 vicino. Guarite i malati, mondate i\nlebbrosi, risuscitate i morti, scacciate i demoni.\n\nChe i dodici discepoli si siano impegnati a compiere l'opera di guarigione del Maestro,\ne che, nella loro misura, ci siano riusciti, sembra fuori discussione. Essi\ntrovarono in loro stessi lo stesso potere che il Maestro aveva trovato in s\u00e9,\ne lo usarono come Lui aveva usato il suo potere. Il resoconto degli Atti degli Apostoli\nApostoli, se mai si tratta di una storia affidabile, mostra che anche loro guarivano i malati.\ni malati.\n\nAl di l\u00e0 della cerchia dei dodici originari, \u00e8 altrettanto chiaro che i primi discepoli si credevano incaricati della stessa missione.\nprimi discepoli si ritenevano incaricati della stessa missione e\nmissione e che cercavano di compierla. I documenti della Chiesa primitiva rendono\nindiscutibile che i poteri di guarigione erano riconosciuti tra i doni dello Spirito.\ndello Spirito. Le lettere di San Paolo rendono certo che questi doni\nnon erano un privilegio solo dei dodici originari, ma erano un patrimonio\nche erano un'eredit\u00e0 in cui tutti i discepoli erano entrati.\n\nAl di l\u00e0 dell'era della Chiesa primitiva, attraverso diverse generazioni, i\ni primi cristiani si sono sentiti chiamati allo stesso ministero di guarigione,\ne abilitati allo stesso segreto di potere. Per quasi tre secoli, i doni di guarigione\nsecoli, i doni di guarigione sembrano essere stati, pi\u00f9 o meno,\nriconosciuti ed esercitati nella Chiesa. Nel corso di quelle generazioni,\nTuttavia, c'\u00e8 stato un graduale disuso di questo potere, che ha fatto seguito a un\nriconoscimento del suo possesso. Ci\u00f2 che in origine era la regola\nregola divenne l'eccezione. A poco a poco, il senso dell'autorit\u00e0 e del potere\ndi guarire usc\u00ec dalla coscienza della Chiesa. Cess\u00f2 di essere un\nun segno dello Spirito inabitante. Per quindici secoli, il riconoscimento\ndi questa autorit\u00e0 e potere \u00e8 stato del tutto eccezionale. Qua e l\u00e0, nella storia di questi secoli\ne l\u00e0, nel corso della storia di questi secoli, ci sono stati coloro che\nhanno preso coscienza del proprio privilegio e del proprio dovere e hanno utilizzato il dono che\ne hanno usato il dono che hanno riconosciuto. La Chiesa non \u00e8 mai rimasta senza\nsenza una linea di testimoni di questo aspetto del discepolato di Cristo.\nCristo. Ma \u00e8 arrivata ad accettare come normale ordine delle cose che\nche ci\u00f2 che una volta era la regola nella Chiesa cristiana sia ora solo un'eccezione.\neccezione. L'Ortodossia ha elaborato una teoria delle parole di Ges\u00f9 per spiegare questo strano allontanamento della sua Chiesa.\nper spiegare questo strano allontanamento della sua Chiesa da esse. Insegna\nci insegna a credere che il suo esempio non era destinato a essere seguito, sotto questo aspetto, da tutti i suoi discepoli.\nquesto aspetto, da tutti i suoi discepoli. Il potere di guarigione che era in Lui\nera un potere puramente eccezionale. Era usato come prova della sua missione divina.\nmissione divina. Era un dono miracoloso. Il dono di operare miracoli non fu\nnon \u00e8 stato conferito alla sua Chiesa in generale. I suoi discepoli originari, i dodici\napostoli, ricevettero questo dono come una necessit\u00e0 dell'epoca critica del cristianesimo.\ncristianesimo, la fondazione della Chiesa. Tracce di questo potere sono rimaste\ntracce del potere, in un'attivit\u00e0 sempre pi\u00f9 debole, finch\u00e9 non cessarono gradualmente e si entr\u00f2 nella condizione normale della Chiesa.\ncondizione normale della Chiesa, in cui i miracoli non sono pi\u00f9 possibili.\nmiracoli non sono pi\u00f9 possibili.\n\n\nAccettiamo questo, inconsciamente, come il vero stato delle cose nel\ncristianesimo. Ma si tratta di una concezione che non sopporta un attimo di\nesame. Non c'\u00e8 il minimo suggerimento che Cristo abbia posto un limite a questa accusa.\nCristo abbia posto un limite a questa accusa che ha dato ai suoi discepoli. Al contrario, non mancano\nAl contrario, non mancano accenni al fatto che Egli cercasse il possesso e l'esercizio di questo potere ovunque\ne l'esercizio di questo potere ovunque il Suo Spirito soffiasse negli uomini.\n\nAnche se il paragrafo conclusivo del Vangelo di San Marco fosse un'appendice successiva, potrebbe comunque essere\nanche se il paragrafo conclusivo del Vangelo di San Marco fosse un'appendice successiva, potrebbe comunque essere un'eco fedele delle parole del Maestro.\ndel Maestro, cos\u00ec come \u00e8 certamente un resoconto attendibile della convinzione dei primi cristiani circa il pensiero di Ges\u00f9\ndei primi cristiani riguardo al pensiero di Ges\u00f9 sui suoi seguaci.\nIn questo interessante passaggio, Ges\u00f9, dopo la sua morte, apparve agli\nundici e li incaric\u00f2 formalmente di riprendere la sua opera nel mondo, dicendo loro: \"Andate!\nnel mondo, dicendo loro: \"Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura\".\nad ogni creatura.   E questi segni, disse loro, seguiranno coloro che crederanno.\nnon solo gli apostoli, ma tutti coloro che crederanno, senza limiti di tempo.\nsenza limiti di tempo: nel mio nome scacceranno i demoni... imporranno le mani ai malati e questi guariranno.\nimporranno le mani ai malati e questi guariranno.  Il discorso conclusivo ai\ndiscepoli, riportato nel Vangelo secondo Giovanni, afferma la stessa aspettativa di Ges\u00f9.\nstessa aspettativa da parte di Ges\u00f9, sottolineandola nel suo modo solenne:\n In verit\u00e0, in verit\u00e0 vi dico: chi crede in me, le opere che io faccio le far\u00e0 anche lui; e chi crede in me, le far\u00e0 anche lui.\nopere che io faccio, le far\u00e0 anche lui; e ne far\u00e0 di pi\u00f9 grandi di queste.\n\n\n\n\nAPPENDICE F\n\nPochi negheranno che un'intelligenza indipendente dall'uomo ha formato e governa l'universo spirituale e l'uomo.\nspirituale e l'uomo; questa intelligenza \u00e8 l'eterna Mente e n\u00e9 la materia n\u00e9 l'uomo hanno creato questa intelligenza e l'uomo divino.\nMente, e n\u00e9 la materia n\u00e9 l'uomo hanno creato questa intelligenza e questo Principio divino.\nprincipio divino; n\u00e9 questo principio pu\u00f2 produrre qualcosa di diverso da s\u00e9. Tutto ci\u00f2 che\nche chiamiamo peccato, malattia e morte \u00e8 compreso nella credenza della materia.\nIl regno del reale \u00e8 spirituale; l'opposto dello Spirito \u00e8 la materia;\ne il contrario di reale \u00e8 irreale o materiale. La materia \u00e8 un errore\ndi affermazione, perch\u00e9 non c'\u00e8 materia. Questo errore di premessa porta all'errore di\nerrore di conclusione in ogni affermazione che abbia come base la materia. Nulla\nche possiamo dire o credere riguardo alla materia \u00e8 vero, se non che la materia \u00e8 irreale, semplicemente una credenza che ha un inizio e una fine.\nirreale, semplicemente una credenza che ha un inizio e una fine.\n\nL'azienda conservatrice chiamata materia e mente non \u00e8 mai stata formata da Dio. La\nmente, infallibile ed eterna, distrugge questo sodalizio immaginario,\nformata solo per essere sciolta in un modo e in un periodo sconosciuto. Questa\n\u00e8 obsoleta. Sottoposta al microscopio della metafisica, la materia scompare.\nla materia scompare. Solo comprendendo che non ci sono due cose, la materia e la mente\ne la mente, si ottiene una conclusione logica e corretta da entrambe.\nLa scienza non raccoglie uva di spine o fichi di cardi. L'intelligenza\nnon ha mai prodotto la non-intelligenza, come la materia: l'immortale non ha mai prodotto la mortalit\u00e0, il bene non ha mai dato luogo alla\nmortalit\u00e0, il bene non ha mai prodotto il male. La scienza della Mente\ndimostra in modo definitivo che la materia \u00e8 un mito. La metafisica \u00e8 al di sopra della fisica,\ne non trascina la materia, o ci\u00f2 che viene definito tale, in una delle sue premesse o conclusioni.\no conclusioni. La metafisica risolve le cose in pensieri e scambia gli oggetti del senso con le idee della mente.\ngli oggetti del senso con le idee dell'anima. Queste idee sono perfettamente\ntangibili e reali per la coscienza e hanno questo vantaggio: sono eterne.\nsono eterne. La mente e i suoi pensieri comprendono l'intero Dio, l'universo e l'uomo.\nuniverso e dell'uomo. La ragione e la rivelazione coincidono con questa\ne ne sostengono la prova ogni ora, perch\u00e9 non c'\u00e8 nulla di armonioso o eterno che non sia spirituale.\no eterno che non sia spirituale: la realizzazione di ci\u00f2 far\u00e0 emergere oggetti\ndi questo, la realizzazione di questo far\u00e0 emergere gli oggetti da una fonte di pensiero pi\u00f9 elevata; quindi pi\u00f9 belli e\nimmortali.\n\nLa spiritualizzazione produce risultati in netto contrasto con la farsa della materializzazione.\nla farsa della materializzazione: l'una produce i risultati della castit\u00e0 e della purezza, l'altra le tendenze al ribasso e la gravitazione verso la terra.\ne della purezza, l'altra le tendenze al ribasso e la gravitazione verso la terra\ndel sensualismo e dell'impurit\u00e0.\n\nGli effetti esaltanti e curativi della metafisica mostrano la loro fonte.\nNiente in patologia ha superato l'applicazione della metafisica.\nSolo attraverso la mente abbiamo prevenuto le malattie e preservato la salute. In\nmalattie croniche e acute, nelle loro forme pi\u00f9 gravi, abbiamo cambiato le\nabbiamo modificato le secrezioni, rinnovato la struttura e ripristinato la salute; abbiamo\nallungato arti accorciati, rilassato muscoli rigidi, reso flessibili articolazioni cicatrizzate; ripristinato ossa cariate\nduttili; abbiamo riportato le ossa cariate in condizioni di salute, abbiamo rinnovato quella che\nsostanza perduta dei polmoni; e hanno ripristinato organizzazioni sane dove la malattia era organica invece che funzionale.\norganizzazioni sane dove la malattia era organica anzich\u00e9 funzionale.\n\n\n\n\nLA SIGNORA EDDY IN ERRORE\n\nSono quasi certo che le opere di ispirazione di Mrs.\ndi riparazione. Lo penso perch\u00e9 hanno commesso alcuni errori in una dichiarazione che\ndichiarazione che ha rilasciato alla stampa il 17 gennaio. Non grandi,\nForse non si tratta di grandi errori, ma \u00e8 comunque dovere di un amico\ne sistemare le cose, quando \u00e8 possibile. Perci\u00f2 metter\u00f2 da parte i miei altri doveri\nper un momento e mi dedicher\u00f2 a questo utile servizio. Lei disse quanto segue:\n\n In considerazione della diffusione di alcune critiche provenienti dalla penna di Mark\nTwain, vi sottopongo la seguente dichiarazione:\n\n \u00c8 un fatto, ben noto, che ho pregato gli studenti che per primi mi hanno dato l'appellativo\ndi non chiamarmi cos\u00ec. Ma,\nsenza il mio consenso, quella parola si diffuse a macchia d'olio. Devo ancora pensare che\nche il nome non sia applicabile a me. Io sono in relazione a questo secolo come\ncome scopritore, fondatore e leader cristiano. Considero l'auto-deificazione\nblasfemo; forse sono pi\u00f9 amato, ma sono meno lodato, coccolato,\ncoccolato, assistito e rallegrato rispetto ad altri prima di me... e perch\u00e9? Perch\u00e9\nLa Scienza Cristiana non \u00e8 ancora popolare e io rifiuto l'adulazione.\n\n La mia visita alla Chiesa Madre, dopo la sua costruzione e dedicazione, mi ha fatto piacere.\ne la situazione era soddisfacente. I cari membri volevano salutarmi con\ncon la scorta e il suono delle campane, ma ho rifiutato e mi sono recata da sola in carrozza alla chiesa, sono entrata e mi sono inginocchiata in segno di ringraziamento sulla\nin carrozza alla chiesa, sono entrato e mi sono inginocchiato per ringraziare sui gradini dell'altare.\ndell'altare. L\u00ec, lo splendore degli inizi della verit\u00e0\ncadde misteriosamente sul mio spirito. Credo in un solo Cristo, insegno un solo\nCristo, conosco un solo Cristo. Credo in una sola incarnazione, in una sola Madre Maria.\nMadre Maria, e so di non essere quella, e di non aver mai preteso di esserlo. Mi\nmi basta imparare la scienza delle Scritture su questo tema.\nargomento.\n\n I cristiano-scienziati non hanno alcun problema con i protestanti, i cattolici o qualsiasi altra setta,\no con qualsiasi altra setta. Devono essere intesi come seguaci del Principio divino\nPrincipio divino Dio, l'Amore e non devono essere immaginati come adoratori non scientifici di un\nessere umano.\n\n Nel suddetto articolo, di cui ho visto solo degli estratti, Mark Twain non si \u00e8 sprecato in certe direzioni.\nTwain non ha sprecato la sua arguzia in certe direzioni. La scienza cristiana\nrifiuta i diritti divini negli esseri umani. Se l'individuo governasse la coscienza umana\nse fosse l'individuo a governare la coscienza umana, la mia affermazione sulla Scienza Cristiana sarebbe smentita.\ncomprendere l'idea spirituale \u00e8 essenziale per dimostrare la Scienza e il suo puro monoteismo.\ne il suo puro monoteismo: un solo Dio, un solo Cristo, nessuna idolatria, nessuna propaganda umana.\npropaganda umana. Ges\u00f9 ha insegnato e dimostrato che ci\u00f2 che nutre alcuni nutre tutti. Il suo\nvita ha subordinato il materiale allo spirituale, e ha lasciato questa\nquesta eredit\u00e0 di verit\u00e0 all'umanit\u00e0. La sua metafisica non \u00e8 lo sport della filosofia, della religione o della scienza.\nfilosofia, della religione o della scienza, ma \u00e8 il cuore e la fine di tutte.\ntutte.\n\n Non ho l'ispirazione o l'aspirazione di essere una prima o una seconda Vergine Madre.\nVergine Madre - il suo duplicato, antecedente o successivo. Ci\u00f2 che sono\nresta da dimostrare con il bene che faccio. Abbiamo bisogno di molta umilt\u00e0, saggezza\ne amore per svolgere le funzioni di prefigurazione e preannuncio del cielo in noi.\ndel cielo dentro di noi. Questa gloria \u00e8 fusa nella fornace dell'afflizione.\n\nPensa ancora che il nome di Nostra Madre non sia applicabile a lei; e riesce anche a ricordare che l'ha angosciata quando le \u00e8 stato conferito.\n\u00e8 anche in grado di ricordare che la angosciava quando le era stato conferito\ne che aveva pregato di sopprimerlo. La sua memoria \u00e8\ndifetto la sua memoria. Se prende il suo Statuto e fa riferimento alla Sezione 1 dell'Articolo XXII.\ndell'articolo XXII, scritto di suo pugno, scoprir\u00e0 che si \u00e8 riservata quel titolo\nche ha riservato quel titolo a se stessa, ed \u00e8 cos\u00ec soddisfatta e cos\u00ec... possiamo dire\ngeloso, tanto da minacciare di scomunica qualsiasi sorella scienziata che si chiami\nsorella scienziata che si chiamer\u00e0 con questo titolo. Questa \u00e8 la Sezione 1:\n\n Il titolo di Madre. Nel 1895 i fedeli cristiano-scienziati\nhanno dato all'autrice del loro libro di testo, la Fondatrice della Scienza Cristiana, l'appellativo individuale e affettuoso di Madre.\nScienza Cristiana, il termine individuale e affettuoso di Madre. Pertanto, se uno\nse uno studente della Scienza Cristiana applicher\u00e0 questo titolo, sia a se stesso\na se stessa o ad altri, se non come termine di parentela secondo la carne, sar\u00e0 considerato dalla Chiesa come\nsar\u00e0 considerato dalla Chiesa come un'indicazione di mancanza di rispetto nei confronti del loro\nPastore Emerito e di inadeguatezza a essere un membro della Chiesa Madre.\n\nLa signora Eddy \u00e8 lei stessa la Madre-Chiesa, i suoi poteri e le sue autorit\u00e0 sono in suo esclusivo possesso.\nsono esclusivamente in suo possesso, e pu\u00f2 abolire questo titolo ogni volta che le fa\ndi farlo. Deve solo ordinare al suo popolo, ovunque si trovi sulla terra, di non usarlo pi\u00f9.\nsulla terra, di non usarlo pi\u00f9 e non sar\u00e0 mai pi\u00f9 pronunciato.\nmai pi\u00f9. Ne \u00e8 consapevole.\n\nPu\u00f2 darsi che rifiuti l'adulazione quando non \u00e8 sveglia, ma quando \u00e8 sveglia la incoraggia e la diffonde in quel museo chiamato \"museo\".\nquando \u00e8 sveglia la incoraggia e la propaga in quel museo chiamato\n Stanza di Nostra Madre, nella sua chiesa di Boston. Potrebbe abolire quell'istituzione\nistituzione con una parola, se lo volesse. Ne \u00e8 consapevole. Dir\u00f2 ancora una parola\ndir\u00f2 un'altra parola sul museo.\n\nPi\u00f9 avanti nella colonna, la sua memoria \u00e8 di nuovo infedele:\n\n Credo in... una sola Madre Maria, e so di non essere quella, e di non aver mai preteso di esserlo.\nnon ho mai preteso di esserlo.\n\nNel corso di una sessione dell'Associazione Nazionale della Scienza Cristiana, tenutasi nella citt\u00e0 di\nNew York il 27 maggio 1890, la segretaria \u00e8 stata incaricata di inviare alla Madre i saluti e le parole di affetto da parte sua.\ndi inviare alla nostra Madre i saluti e le parole di affetto dei suoi\nfigli riuniti.\n\nLa sua risposta telegrafica \u00e8 stata letta all'Associazione durante la riunione del giorno successivo.\nriunione:\n\n Salute! Egli ha ricolmato di beni gli affamati e non ha mandato via i malati.\nnon li ha mandati via a vuoto\".\n\nQuale Madre Maria \u00e8 questa? Ce ne sono due? Se \u00e8 cos\u00ec, \u00e8 entrambe\nPerch\u00e9, quando ha firmato questo telegramma in questo modo soddisfatto e non\nsoddisfatta e senza prove, il titolo di Madre che stava per obiettare cos\u00ec strenuamente\nobiettare e allontanare da lei con umilt\u00e0, e afferrare con entrambe le mani,\ne riservare come sua unica propriet\u00e0, proteggendo il suo monopolio con un\nun severo statuto, pur riconoscendo con diffidenza che non era applicabile a lei (allora e oggi).\nche non era applicabile a lei (n\u00e9 allora n\u00e9 oggi), che il titolo di Madre non era ancora\nnon era ancora nato e non le sarebbe stato offerto fino a cinque anni dopo. La data\ndi Madre Maria \u00e8 il 1890; il titolo individuale e affettuoso di Madre le fu attribuito nel 1895.\nMadre le fu dato nel 1895, secondo la sua stessa testimonianza. Si veda il suo\nStatuto citato sopra.\n\nNel suo discorso di apertura alla Convenzione del 1890, il Presidente\nriconobbe questa Maria, la nostra Maria, e abol\u00ec tutte le precedenti. Ha detto:\n\n C'\u00e8 un solo Mos\u00e8, un solo Ges\u00f9; e c'\u00e8 una sola Maria.\n\nEssendo state dissipate le confusioni, abbiamo questo risultato chiarito:\n\nC'era stato un Mos\u00e8 un tempo, e uno solo; c'era stato un Ges\u00f9 un tempo, e uno solo; c'\u00e8 una Maria e una sola.\nun tempo, e uno solo; c'\u00e8 una Maria e una sola.  Lei non \u00e8 un\n\u00e8 stata, \u00e8 un \"Io\", l'Autore della scienza e della salute, e non possiamo ignorarla.\nignorarla.\n\n1. Nel 1890 c'era una sola Madre Maria. Lo ha detto il Presidente. 2.\nLa signora Eddy era quella. Lo ha detto lei stessa, firmando il telegramma. 3. Mrs.\nEddy non era quella, perch\u00e9 lo dice lei stessa nella dichiarazione all'Associated Press del 17 gennaio.\ndel 17 gennaio. 4. E non ha mai affermato di esserlo - a meno che la\nfirma del telegramma sia una rivendicazione.\n\nQuindi \u00e8 provato e stabilito che lei \u00e8 quella Maria e non lo \u00e8,\ne pensava di esserlo e sa di non esserlo. Questo \u00e8 chiaro.\n\nAnche lei \u00e8 La Madre, per l'elezione del 1895, e non ha voluto il titolo, e pensa che non sia applicabile a lei.\ntitolo, ritiene che non sia applicabile a lei e scomunicher\u00e0 chiunque cerchi di toglierglielo.\nscomunica chiunque cerchi di toglierglielo. Questo \u00e8 chiaro.\n\nPenso che l'unica confusione veramente fastidiosa legata a queste\nquestioni particolari sia nata dal nome di Maria. Molta irritazione, molti\nincomprensione, si sarebbero potuti evitare se la signora Eddy avesse usato altri\naltri nomi al posto di questo.  Madre Maria era certo di suscitare\ndiscussioni. Sarebbe stato molto meglio se avesse firmato il telegramma Madre Baker.\nil telegramma Madre Baker; cos\u00ec non ci sarebbe stata alcuna competizione biblica e, naturalmente, non ci sarebbe stata alcuna\nbiblico e, ovviamente, \u00e8 una cosa da evitare. Ma non \u00e8 ancora troppo\ntroppo tardi.\n\nVorrei interrompere qui con una parentesi e poi riprendere l'esame dell'affermazione della signora Eddy del 17 gennaio.\nesame della dichiarazione della signora Eddy del 17 gennaio.\n\nLa storia del telegramma di Madre Maria, cos\u00ec come mi \u00e8 stata raccontata da una persona che\ndovrebbe essere un'ottima autorit\u00e0, \u00e8 curiosa e interessante. Il telegramma\ntelegramma cita apparentemente il versetto 53 del Magnificat, ma in realt\u00e0\nma in realt\u00e0 vi apporta alcune modifiche piuttosto formidabili. Questa \u00e8 la versione di San Luca:\n\n Egli ha ricolmato di beni gli affamati e ha mandato via i ricchi\nvuoti.\n\nQuesta \u00e8 la versione telegrafica di Madre Maria:\n\n Ha ricolmato di beni gli affamati e non ha mandato via i malati a vuoto.\nmandato via a vuoto.\n\nA giudicare dal resoconto ufficiale, lo scoppio di questa bomba in quella\ndi cristiani preparati non ha suscitato alcuno stupore, poich\u00e9\nnon ha suscitato alcun commento, e i lavori del congresso sono proseguiti tranquillamente\ntranquillamente, come se non fosse successo nulla.\n\nQueste persone hanno rilevato questi cambiamenti? Non possiamo saperlo. Penso che debbano\nPenso che li abbiano notati, dato che la formulazione del versetto di San Luca \u00e8 familiare a tutti i\nLuca \u00e8 familiare a tutti i cristiani come lo \u00e8 la formulazione delle Beatitudini; e penso che il motivo per cui la nuova versione non ha provocato alcuna sorpresa e alcun commento\nche la nuova versione non abbia suscitato alcuna sorpresa e alcun commento \u00e8 che l'assemblea l'ha\nche l'assemblea l'abbia presa per una chiave, una spiegazione spiritualizzata del versetto 53,\nappena inviata dal cielo attraverso la signora Eddy. Perch\u00e9 tutti gli scienziati studiano\nle loro Bibbie con diligenza e conoscono il loro Magnificat. Credo che\nche la loro fiducia nell'autenticit\u00e0 delle ispirazioni della signora Eddy sia cos\u00ec\nEddy \u00e8 cos\u00ec illimitata e cos\u00ec saldamente stabilita che nessun cambiamento, per quanto violento,\nche lei potrebbe apportare a un testo biblico potrebbe turbare la loro compostezza o provocare una\nprovocare in loro una protesta.\n\nLa sua interpretazione migliorata del versetto 53 \u00e8 stata inserita nel resoconto della convenzione e il giorno dopo \u00e8 apparsa su un giornale di New York.\nIl giorno dopo apparve su un giornale di New York. Lo scienziato (all'epoca)\nche ho menzionato un minuto fa, e che non era presente al convegno, lo vide e si meravigli\u00f2; si meravigli\u00f2 e si indign\u00f2.\nconvenzione, lo vide e si meravigli\u00f2; si meravigli\u00f2 e si indign\u00f2, indignandosi con il tipografo o con il telegrafista.\nindignato con il tipografo o il telegrafista per aver commesso un errore cos\u00ec\nterribile errore. E anche molto angosciato, perch\u00e9, ovviamente, i\ngiornali ci sarebbero caduti sopra, avrebbero fatto del sarcasmo, si sarebbero presi gioco\nsarcasmo, si sarebbero presi gioco della cosa, si sarebbero divertiti e avrebbero ringraziato per l'occasione.\npossibilit\u00e0. Questo dimostra quanto fosse innocente; dimostra che non conosceva i limiti degli uomini dei giornali in materia di\nlimiti degli uomini di giornale in materia di conoscenza biblica. Il nuovo\nIl nuovo versetto 53 non ha sollevato alcuna insurrezione nella stampa; in realt\u00e0, non \u00e8 stato neanche\nNon \u00e8 stato nemmeno notato; avrei potuto dirgli che i ragazzi non avrebbero saputo che c'era\nche i ragazzi non avrebbero saputo che c'era qualcosa di strano. Io stesso sono stato un giornalista e\na quei tempi avevo i miei limiti come gli altri.\n\nLo Scienziato si affrett\u00f2 a Concord e disse alla signora Eddy che era stato commesso un errore disastroso.\nerrore che era stato commesso, ma scopr\u00ec con sconcerto che la signora era tranquilla e non si proponeva di correggerlo.\ntranquilla al riguardo e non si proponeva di correggerlo. Non riusc\u00ec a\ndi farle promettere di fare una correzione. Chiese al suo segretario se\nse aveva sentito bene quando il telegramma gli era stato dettato; il segretario rispose di s\u00ec e prese il file del telegramma.\nIl segretario rispose di s\u00ec, prese la copia archiviata e ne verific\u00f2 l'autenticit\u00e0 confrontandola con la stenografia.\ne ne verific\u00f2 l'autenticit\u00e0 confrontandola con gli appunti stenografici.\n\nLa signora Eddy fece la correzione, due mesi dopo, nel suo organo ufficiale.\nufficiale. Non attir\u00f2 alcuna attenzione tra gli scienziati e, naturalmente, non ne attir\u00f2 alcuna altrove,\naltrove, perch\u00e9 la diffusione di quel periodico era praticamente\npraticamente limitata ai discepoli del culto.\n\nQuesta \u00e8 la storia che mi \u00e8 stata raccontata da un ex scienziato. Verso\n53 - rinnovato e spiritualizzato - ha avuto una piccola fuga da una tremenda\ncelebrit\u00e0. I giornalisti l'avrebbero reso famoso come l'assassinio di Cesare, ma\nl'assassinio di Cesare, ma per i loro limiti.\n\nPer tornare al reclamo. Mi trovo in grande imbarazzo per l'osservazione di Mrs.\nEddy:  Considero l'auto-deificazione come blasfema.  Se ha ragione\nSe ha ragione su questo punto, questa settimana ho scritto un mezzo fiume di manoscritto\nche non devo pubblicare, n\u00e9 nel libro che sto scrivendo, n\u00e9 altrove.\nperch\u00e9 si occupa proprio di questo argomento con un'ampia elaborazione,\ncitando, nei dettagli, parole e atti della signora Eddy che mi sembrano provare\nEddy che mi sembrano dimostrare che \u00e8 una fedele e instancabile adoratrice di se stessa e che ha portato l'auto-deificazione a un livello che\ne ha portato l'auto-deificazione a un livello che non era mai stato\nin secoli. Se mai. Non c'\u00e8 abbastanza spazio in questo capitolo per questa\nIn questo capitolo non c'\u00e8 abbastanza spazio per l'indagine, ma posso riassumerne qui una parte.\n\nCon la sua mente non istruita e non addestrata, e senza aiuti esterni,\nha eretto su fondamenta solide e durature il sistema pi\u00f9 minuziosamente\nperfetto, meraviglioso, perfettamente funzionante e meglio protetto che sia mai stato concepito\nsistema di governo che sia mai stato ideato al mondo, come credo e come credo che\nmondo, come credo e come sono sicuro di poter dimostrare se avessi spazio per le mie prove documentali.\nprove documentali.\n\nSi tratta di un dispotismo (su questo suolo democratico); una sovranit\u00e0 pi\u00f9 assoluta\ndel papato romano, pi\u00f9 assoluta della zarit\u00e0 russa; non ha un solo potere, non ha un briciolo di autorit\u00e0\nnon un solo potere, non uno straccio di autorit\u00e0, legislativa o esecutiva,\nche non sia depositato unicamente nel sovrano; tutti i suoi sogni, le sue funzioni, le sue energie\nfunzioni, le sue energie, hanno un unico oggetto, un'unica ragione di esistere, e solo quella.\ndi esistere, e solo quello: costruire fino al cielo la gloria del\nsovrano e mantenerla luminosa fino alla fine dei tempi.\n\nLa signora Eddy \u00e8 la sovrana; ha ideato quel grande posto per s\u00e9,\noccupa quel trono.\n\nNel 1895 scrisse un piccolo manuale, un piccolo corpo di leggi autocratiche,\nchiamato Manuale della Prima Chiesa di Cristo, Scientista, e ha messo in vigore\nquelle leggi in vigore, in modo permanente. Il suo governo \u00e8 tutto l\u00ec; tutto\nin quel piccolo libro dall'aspetto ingannevole e innocente, quel piccolo e astuto libro\nlibro diabolico, quel piccolo vulcano marrone assopito, con l'inferno nelle sue\nviscere. In quel libro ha pianificato il suo sistema, ha classificato e definito i suoi scopi e i suoi poteri.\ndefinito i suoi scopi e i suoi poteri.\n\n\n\n\nPARTI PRINCIPALI DELLA MACCHINA\n\nUna chiesa suprema. A Boston. Chiese filiali. In tutto il mondo Un unico\nun solo pastore per tutte: il suo libro \"Scienza e salute\". Termine\ndell'ufficio del libro: per sempre.\n\nIn ogni pulpito C.S., due lettori, un uomo e una donna. Nessun parlatore,\nnessun predicatore, in nessuna Chiesa: solo lettori. Lettori della Bibbia e dei suoi\nlibri, nessun altro. Nessun commentatore autorizzato a scrivere o stampare.\n\nUn servizio ecclesiale. L'ha elaborato - per tutte le Chiese della C.S. - ha selezionato le letture, le preghiere e gli inni da usare.\nle letture, le preghiere e gli inni da usare e ha stabilito l'ordine di procedura.\nl'ordine di procedura. Non sono ammesse modifiche.\n\nUn Credo. Lo ha scritto lei. Tutte le Chiese C.S. devono sottoscriverlo. Nessun altro\nconsentito.\n\nUn tesoro. A Boston. Porta la chiave.\n\nUn libro di C.S. - Casa editrice. Per i libri approvati da lei. Non sono ammessi altri\nconsentito.\n\nRiviste e giornali. Questi sono suoi organi e sono controllati da lei.\nlei.\n\nUn Collegio. Per l'insegnamento di C.S.\n\n\n\n\nDISTRIBUZIONE DEI POTERI E DELLE DIGNIT\u00c0 DELLA MACCHINA\n\nChiesa Suprema. Pastore emerito: la signora Eddy. Consiglio di amministrazione. Consiglio\ndell'Istruzione. Consiglio delle Finanze. Facolt\u00e0 universitaria. Comitati vari.\nTesoriere. Cancelliere. Primi membri (della Chiesa suprema). Membri della\nChiesa Suprema.\n\nSembra giusto, sembra reale, ma \u00e8 tutta una finzione.\n\nAnche il piccolo Pastore Emerito \u00e8 una finzione. Invece di essere un semplice\nun funzionario onorario e ornamentale, la signora Eddy \u00e8 l'unico funzionario di tutto il\ndell'intero corpo che ha il minimo potere. Nel suo Manuale, ha fornito una\nNel suo Manuale ha fornito una prodigalit\u00e0 di modi e forme con cui pu\u00f2 liberarsi di qualsiasi\nqualsiasi funzionario del governo quando lo desidera. I funzionari\nsono tutte ombre, tranne lei stessa; lei \u00e8 l'unica realt\u00e0. Non permette a nessuno\nnessuno di ricoprire una carica per pi\u00f9 di un anno, nessuno ha la possibilit\u00e0 di diventare\ntroppo popolare o troppo utile e pericoloso.  La scomunica \u00e8 la pena preferita\nscomunica \u00e8 la pena preferita: viene minacciata in ogni occasione. \u00c8 evidentemente l'animale pi\u00f9\nterrore dei membri della Chiesa.\n\nIl membro che pensa, senza aver ricevuto il suo pensiero da Mrs.\ndi pronunciarlo, \u00e8 bandito in modo permanente. Uno o due tipi di peccatori possono\npossono chiedere di rientrare nell'ovile, ma questo tipo di peccatori mai. Pensare - nella\nnella Chiesa Suprema \u00e8 il nuovo peccato imperdonabile.\n\nA quasi ogni regola severa e feroce, la signora Eddy aggiunge questo punto fermo:  Questo\nStatuto non potr\u00e0 essere modificato senza il consenso del Pastore Emerito.\n\nLa signora Eddy \u00e8 l'intera Chiesa Suprema, nella sua persona, in materia di poteri e autorit\u00e0.\ndi poteri e autorit\u00e0.\n\nSebbene abbia fornito tanti modi per liberarsi di membri e funzionari insoddisfacenti, temeva comunque di aver lasciato un\nmembri e funzionari insoddisfacenti, temeva comunque di aver lasciato in giro un\nsalvagente in giro da qualche parte, quindi ha escogitato una regola per\nper coprire questo difetto. Applicandola, pu\u00f2 scomunicare (e questo \u00e8 ancora una volta\nperpetua) ogni funzionario legato alla Chiesa Suprema,\ne ognuno dei venticinquemila membri di quella Chiesa, con un preavviso di un'ora.\nun'ora di preavviso, e farlo da sola senza l'aiuto di nessuno.\n\nCon l'autorit\u00e0 di questo sorprendente statuto, deve solo dire che una persona legata a quella Chiesa\nuna persona legata a quella Chiesa pratichi segretamente l'ipnotismo o il mesmerismo; in questo caso, la scomunica immediata, senza udienza, \u00e8\nmesmerismo; in tal caso, la scomunica immediata, senza udienza,\n\u00e8 la sua parte! Non deve ordinare un processo e produrre prove.\nprove: la sua accusa \u00e8 tutto ci\u00f2 che \u00e8 necessario.\n\nDov'\u00e8 il Papa? E dov'\u00e8 lo Zar? Come dice la ballata:\n\n      Chiedete ai venti che lontano\n     con frammenti hanno disseminato il mare!\n\nIl pulpito della Chiesa filiale \u00e8 occupato da due lettori.  Senza di loro\nla Chiesa di ramo \u00e8 morta come se le avessero tagliato la gola. Avere\ncontrollo dei lettori, significa avere il controllo delle Chiese filiali.\nChiese filiali. La signora Eddy ha questo controllo: un controllo totalmente illimitato, un controllo\ncontrollo che non condivide con nessuno.\n\n1. Nessun Lettore pu\u00f2 essere nominato in nessuna Chiesa del mondo della Scienza Cristiana senza la sua\nsenza la sua esplicita approvazione.\n\n2. Pu\u00f2 espellere sommariamente dal suo posto qualsiasi Lettore, in patria o all'estero, con una semplice lettera di licenziamento, con la sua firma e senza\nall'estero, con una semplice lettera di licenziamento, con la sua firma e senza\nsenza fornire alcuna motivazione n\u00e9 alla Congregazione n\u00e9 al Lettore.\n\nIn questo modo ha un controllo assoluto su tutte le Chiese filiali come ha\nsulla Chiesa suprema. Questo potere supera quello del Papa.\n\nIn verit\u00e0, \u00e8 l'unica sovrana assoluta di tutta la cristianit\u00e0.\nL'autorit\u00e0 degli altri sovrani ha dei limiti, la sua non ne ha, nessuno\nalcuno. E il suo giogo non si preoccupa, non si offende. Molti dei\nsudditi degli altri monarchi sentono il loro giogo, e sono\nla loro lealt\u00e0 \u00e8 insincera. Non \u00e8 cos\u00ec per le propriet\u00e0 umane di questo\npropriet\u00e0 umana; la loro lealt\u00e0 \u00e8 genuina, seria, sincera, entusiasta.\nIl sentimento che provano per lei \u00e8 un sentimento che si sprigiona nella pura\nperfezione a nessun altro occupante di un trono; perch\u00e9 \u00e8 amore, puro dal dubbio, dall'invidia, dall'esazione, dall'esaltazione.\ndubbio, invidia, esazione, ricerca di colpe, un amore il cui sole non ha macchie.\nquella forma d'amore, forte, grande, edificante, senza limiti, le cui vaste proporzioni non sono\nproporzioni sono comprimibili solo con una parola, la parola prodigiosa,\nadorazione. E non \u00e8 in quanto essere umano che i suoi sudditi la adorano,\nma come un essere soprannaturale, divino, che ha rapporti con Dio e parla con la sua voce.\nDio e parla con la Sua voce.\n\nLa signora Eddy ha creato lei stessa tutte queste grandezze personali e\nautocrazie, insieme ad altre che non ho menzionato (in questo articolo).\nEsse la collocano in una solitudine alpina e in una supremazia di potere e di spettacolo\nspettacolarit\u00e0 finora non raggiunta da nessun'altra schiavista\nschiavista travestito da nome cristiano, e mi convincono che,\nanche se considera l'auto-deificazione come blasfema, ne \u00e8 ghiotta come io lo sono della torta.\n\u00e8 affezionata ad essa come io lo sono alla torta.\n\nConosce la stanza di Nostra Madre nella Chiesa Suprema di Boston.\nBoston, di cui si \u00e8 parlato sopra, perch\u00e9 ci \u00e8 stata. In un articolo recentemente\nNorth American Review, ho citato una signora che diceva che il ritratto di Mrs.\nEddy poteva essere visto in una teca, illuminato da luci sempre accese, e che C.S.\ne che i discepoli di C.S. venivano a venerarlo. Questa osservazione ha ferito\ni sentimenti di pi\u00f9 di uno scienziato. Dissero che non era vero e mi chiesero di\nmi hanno chiesto di correggerla. Mi adeguo con piacere. Che il ritratto ci fosse o meno quattro anni fa\nquattro anni fa o meno, ora non c'\u00e8 pi\u00f9, perch\u00e9 mi sono informato.\nchiesto. L'unico oggetto che si trova ora nella teca, illuminato da un impianto elettrico e venerato, \u00e8 un ritratto a olio della sedia di crine.\n\u00e8 un ritratto a olio della sedia in crine di cavallo su cui la signora Eddy era solita\nEddy quando scriveva Scienza e Salute! Mi sembra che\nche l'adulazione abbia toccato il fondo.\n\nLa signora Eddy ne sa qualcosa. Lei \u00e8 stata l\u00ec, l'ha visto, ha\nha visto gli adoratori. Potrebbe abolire quel sarcasmo con una parola. Lei\nma la trattiene. Ancora una volta mi sembra di riconoscere in lei esattamente lo stesso\nstesso appetito per l'auto-deificazione che io ho per la torta. Sembriamo essere\ncuriosamente simili; perch\u00e9 l'amore per l'auto-deificazione \u00e8 in realt\u00e0 solo la forma\nforma spirituale dell'appetito materiale per la torta, e niente potrebbe essere pi\u00f9\npi\u00f9 sorprendentemente armonioso dal punto di vista cristiano-scientifico.\n\nNoto questa frase:\n\n La Scienza Cristiana rifiuta i diritti divini negli esseri umani.\n\n Diritti \u00e8 vago; non so cosa significhi. Mrs. Eddy non conosce bene la lingua\nnon ha una buona conoscenza della lingua inglese e raramente riesce a dire\nin essa ci\u00f2 che sta cercando di dire. Non ha l'orecchio per la parola esatta e spesso non ci riesce.\nspesso non ci arriva.  Diritti.  Significa onori, attributi?\n\n Esche.  Questo \u00e8 un altro ombrello dove ci dovrebbe essere una torcia; non\nnon illumina la frase, ma approfondisce solo le ombre. Intende forse\nnega, rifiuta, proibisce o qualcosa del genere? Intende forse\nintende:\n\n La Scienza Cristiana nega gli onori divini agli esseri umani?  Oppure:\n\n La Scienza Cristiana rifiuta di riconoscere gli attributi divini negli esseri umani?\nesseri umani?  Oppure:\n\n La Scienza Cristiana proibisce il culto degli esseri umani?\n\nLa maggior parte della frase successiva \u00e8 per me un tunnel, ma, quando ne esco da questa parte, mi sembra di entrare nella luce del giorno.\nquando ne esco da questa parte, mi sembra di entrare nella luce del giorno. Allora mi sembra di\ncomprendere entrambe le frasi, con questo risultato:\n\n La Scienza Cristiana riconosce un solo Dio, proibisce l'adorazione di esseri umani e rifiuta di riconoscere il possesso di attributi divini da parte degli\nesseri umani e si rifiuta di riconoscere il possesso di attributi divini a\ndi attributi divini da parte di qualsiasi membro della razza.\n\nSono soggetto a correzioni, ma credo che questo sia pi\u00f9 o meno ci\u00f2 che Mrs.\nEddy intendeva trasmettere. Il suo inglese - che \u00e8 sempre difficile\nper me - mi ha forse ingannato nel fraintendere la seguente osservazione, che lei\nche la signora Eddy fa (chiamandosi noi, secondo una sua vecchia moda regale) nella sua\nprefazione ai suoi Scritti vari?\n\n Sebbene abbiamo opinioni decise sul metodo migliore per elevare la razza\nrazza dal punto di vista fisico, morale e spirituale, e le esprimeremo secondo le esigenze del dovere, non pretenderemo alcun dono speciale\nopinioni come richiesto dal dovere, non rivendicheremo alcun dono speciale dal nostro organo divino, nessun potere\norgano divino, nessun potere soprannaturale.\n\nVoleva forse dire:\n\n Sebbene io sia di origine divina e dotato di poteri soprannaturali, non attinger\u00f2 a queste risorse per determinare il metodo migliore di\nnon attinger\u00f2 a queste risorse per determinare il metodo migliore di\nelevare la razza?\n\nSe avesse tralasciato la parola \"nostro\", sarebbe sembrato che dicesse:\n\n Non rivendico alcun grado particolare o insolito di origine divina...\n\nIl che \u00e8 imbarazzante, molto imbarazzante, perch\u00e9 uno o ha un'origine divina o non ce l'ha.\nnon ce l'ha; le quote di essa, i gradi di essa, sono sicuramente impossibili. L'idea di\ndi incroci di razze nel bestiame \u00e8 una cosa che possiamo considerare, perch\u00e9 siamo abituati a\n\u00e8 possibile; ma l'idea di un meticcio divino \u00e8 impensabile.\n\nAllora, che cosa intende dire? Sono sicuro di non saperlo con certezza. \u00c8\n\u00e8 la parola \"nostro\" che crea tutti i problemi. Con il \"nostro\", sta\nchiaramente la mia origine divina.  La parola da sembra essere intesa\nper significare \"a causa di\".  Deve significare questo o niente, se il nostro \u00e8\nse si permette al nostro di rimanere. La clausola dice poi:\n\n Non pretender\u00f2 alcun dono speciale a causa della mia origine divina.\n\nE credo che l'intera frase volesse significare ci\u00f2 che ho gi\u00e0 suggerito.\ngi\u00e0 suggerito:\n\n Anche se sono di origine divina e dotato di poteri soprannaturali, non attinger\u00f2 a queste risorse per determinare il metodo migliore di\nnon attinger\u00f2 a queste risorse nel determinare il metodo migliore per\nelevare la razza.\n\nQuando sette anni fa la signora Eddy pubblic\u00f2 la Prefazione, era da tempo abituata a considerare se stessa come un personaggio divino.\nera abituata a considerare se stessa come un personaggio divino. Cito da Mr.\nF. W. Peabody:\n\n Nel Christian Science Journal dell'aprile 1889, quando era di sua propriet\u00e0 e pubblicato da lei.\ne pubblicato da lei, si affermava per lei, e con la sua approvazione, che era uguale a Ges\u00f9.\nche era uguale a Ges\u00f9, e sono stati fatti molti sforzi per stabilire questa\nper stabilire questa affermazione.\n\n La signora Eddy ha autorizzato distintamente l'affermazione a suo favore, secondo cui lei stessa era\ndi essere il successore prescelto e l'eguale di Ges\u00f9.\n\nIl seguente commento in quel numero di aprile, citato dal signor Peabody,\nindica che la sua affermazione era gi\u00e0 stata fatta in precedenza e aveva suscitato\n orrore tra alcune brave persone:\n\n Ora, una parola sull'orrore che molte brave persone provano nel considerare l'Autore della Scienza e della Salute \"uguale a Ges\u00f9\".\nAutore di Scienza e Salute \"uguale a Ges\u00f9\".\n\nSicuramente, se avesse suscitato orrore anche nella signora Eddy, avrebbe pubblicato un\navrebbe pubblicato una dichiarazione di non responsabilit\u00e0. Il giornale era di sua propriet\u00e0, poteva dire ci\u00f2 che\npoteva dire ci\u00f2 che voleva sulle sue colonne. Invece di rimproverare il suo editore, ha lasciato che lui rimproverasse\nrimproverare quelle brave persone per aver obiettato all'affermazione.\n\nQueste cose sembrano gettare luce su quelle parole, la nostra [mia] divina\norigine.\n\nPu\u00f2 darsi che la Scienza cristiana rifiuti i diritti divini negli esseri umani e proibisca di adorare solo un Dio, un Cristo.\nesseri umani e proibisce l'adorazione di un solo Dio e di un solo Cristo; ma, se \u00e8 cos\u00ec, sembra che la signora Eddy sia una cristiana poco seria.\nse questo \u00e8 il caso, sembra che la signora Eddy sia una cristiana\nScientista, e deve essere disciplinata. Credo che abbia una grave malattia\ngrave, l'auto-deificazione, e che sarebbe bene che uno degli esperti\nesperti che la esamini.\n\nNel frattempo, lasciatela continuare a vivere, per il mio bene. Esaminata da vicino,\nstudiata minuziosamente, \u00e8 la persona pi\u00f9 interessante del pianeta e, per molti versi, la donna pi\u00f9 straordinaria.\ndel pianeta e, per molti aspetti, anche la donna pi\u00f9 straordinaria\nche sia mai nata su di esso.\n\n\nP.S.-Dopo aver scritto quanto sopra, \u00e8 apparso l'articolo di Mr.\n(nel numero di marzo della North American Review). Prima che il suo articolo\ncio\u00e8 nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio, avevo scritto un nuovo libro, un ritratto della signora McCrackan.\nun nuovo libro, un ritratto della signora Eddy, tratto dai suoi atti e dalle sue parole.\nEddy, tratto dai suoi stessi atti e dalle sue stesse parole, e fu allora, insieme ai tre brevi articoli\narticoli pubblicati in precedenza sulla North American Review, pronto per essere\nessere consegnato al tipografo per essere pubblicato in forma di libro. In quel libro, per\nper caso e per fortuna, ho risposto alle obiezioni mosse da Mr.\nMcCrackan alle mie opinioni, e quindi non \u00e8 necessario aggiungere una risposta qui.\nInoltre, in esso ho corretto alcune mie affermazioni errate che egli ha notato, e molte altre che ha\ne molte altre a cui non ha fatto riferimento. Ci sono\nci sono una o due importanti questioni di opinione sulle quali non siamo\nin disaccordo; ma ce ne sono altri su cui continueremo a dissentire.\nsuppongo che dovremo continuare a non essere d'accordo, anzi, so che dovremo esserlo; per esempio, lui crede che la signora Eddy abbia scritto\nche la signora Eddy abbia scritto Scienza e Salute, mentre io sono abbastanza sicuro di poter\nsono sicuro di poter convincere una persona non inficiata da predilezioni che non l'ha fatto.\n\nPer quanto riguarda una questione considerevole, spero di convertirlo. Egli crede\nEddy; nel suo articolo la cita come testimone e prende per buona la sua testimonianza.\nla sua testimonianza alla pari; ma se far\u00e0 un giro nel mio libro quando uscir\u00e0\nquando uscir\u00e0, ed esaminer\u00e0 spassionatamente le sue testimonianze come\ntestimonianze, credo che ammetter\u00e0 in tutta franchezza che la donna \u00e8 in larga percentuale la pi\u00f9\nin grande percentuale la pi\u00f9 erratica, contraddittoria e inaffidabile\nche abbia occupato il banco dei testimoni dai tempi del compianto\nAnania.\n\n\n\n\nCONCLUSIONE\n\nIn linea di massima, gli ostili rifiutano e ripudiano tutte le pretese\ndel cristianesimo della Scienza Cristiana. Affermano che non ha aggiunto nulla di\nnulla di nuovo al cristianesimo; che non pu\u00f2 fare nulla che il cristianesimo non potesse\nnon potesse fare e non facesse prima della nascita della Scienza Cristiana.\n\nIn questo caso non c'\u00e8 campo per il nuovo cristianesimo, non c'\u00e8 occasione\ndi utilit\u00e0, utilit\u00e0 preziosa, utilit\u00e0 grande e distinta?\nIo penso di s\u00ec. Sono ben lontano dall'essere sicuro che possa riempirlo,\nma vi indicher\u00f2 quel campo non occupato, senza alcun onere, e se riuscir\u00e0 a conquistarlo\nconquistarlo, meriter\u00e0 la lode e la gratitudine del mondo cristiano\nmondo cristiano e lo otterr\u00e0, ne sono certo.\n\nIl cristianesimo attuale \u00e8 un ottimo cristiano privato, ma i suoi sforzi per renderlo\nsforzi per farne uno pubblico eccellente non servono a nulla, sostanzialmente.\n\nQuesta \u00e8 una nazione onesta, nella vita privata. Il cristiano americano \u00e8 un uomo\nuomo retto, pulito e onesto, e nel commercio privato con i suoi\ncon i suoi simili si pu\u00f2 confidare che si attenga fedelmente ai principi di onore e di onest\u00e0\ne onest\u00e0 imposti dalla sua religione. Ma nel momento in cui si presenta\ndi esercitare una fiducia pubblica, si pu\u00f2 contare sul fatto che\ndi tradire quella fiducia in nove casi su dieci, se la lealt\u00e0 di partito lo richiede.\ndi partito lo richieder\u00e0.\n\nSe nella sua citt\u00e0 ci sono due biglietti in campo, uno composto da uomini onesti e l'altro da famigerati blatherskites e criminali, egli \u00e8 in grado di scegliere il biglietto da visita.\nuomini onesti e l'altro di noti blateratori e criminali, non esiter\u00e0 a mettere da parte il suo onore cristiano e a votare per\nnon esiter\u00e0 a mettere da parte il suo onore privato di cristiano e a votare per\nblatherskites, se l'onore del suo partito lo richieder\u00e0. Il suo cristianesimo\nnon gli \u00e8 di alcuna utilit\u00e0 e non ha alcuna influenza su di lui quando agisce in\npubblica. Ha una sana e robusta morale privata, ma non ha\npubblica. Nell'ultima grande elezione municipale a New York, quasi la met\u00e0 dei voti\nquasi la met\u00e0 dei voti, in rappresentanza di 3.500.000 cristiani, sono stati\ncristiani sono stati espressi per una lista che comprendeva a malapena un uomo il cui posto\nposto era fuori da una prigione. Ma quel voto era presente in chiesa la\ndomenica successiva, come sempre, e inconsapevole della sua perfidia come se non fosse successo nulla.\nfosse accaduto.\n\nI nostri Congressi sono composti da cristiani. Nella loro vita privata sono\nogni obbligo d'onore; eppure in ogni sessione li violano tutti, e lo fanno senza vergognarsene.\ne lo fanno senza vergognarsene, perch\u00e9 l'onore del partito \u00e8 superiore all'onore di se stessi.\na se stessi. \u00c8 una legge accettata della vita pubblica che in essa un uomo\npu\u00f2 sporcare il proprio onore nell'interesse delle convenienze di partito.\nquando la convenienza del partito lo richiede. Nella vita privata questi uomini si risentirebbero amaramente\nrisentirebbero amaramente - e giustamente - di qualsiasi insinuazione che non sarebbe sicuro lasciare\ndenaro non custodito a portata di mano; eppure non si potrebbero ferire i loro sentimenti ricordando loro che ogni volta che\nnon si potrebbero ferire i loro sentimenti ricordando loro che ogni volta che votano dieci dollari per la\npensione, nove di questi sono soldi rubati e loro sono i predoni.\nHanno rubato i soldi per prendersi cura del partito; credono che sia stato giusto farlo.\nche fosse giusto farlo; non vedono come il loro onore privato sia stato colpito;\nPerci\u00f2 le loro coscienze sono chiare e tranquille. Con il voto fanno\nogni giorno, nell'interesse del partito, cose sbagliate che non potrebbero\nnon potrebbero essere persuasi a fare nella vita privata. Nell'interesse della convenienza del partito\ndanno impegni solenni, fanno patti solenni; nell'interesse delle convenienze di partito ripudiano\nnell'interesse delle convenienze di partito li ripudiano senza arrossire. Non si sognerebbero\nnon si sognerebbero di commettere questi strani crimini nella vita privata.\n\nOra, la Scienza Cristiana pu\u00f2 introdurre il Blush del Congresso? Ci sono\nCi sono morali private cristiane, ma non ci sono morali pubbliche cristiane,\nalle urne, o al Congresso, o in qualsiasi altro luogo... tranne che qui e l\u00e0\ne sparse in giro come comete perdute nel sistema solare. Pu\u00f2 la Scienza\nScienza cristiana persuadere la nazione e il Congresso a gettare via la loro morale pubblica\nmorali pubbliche e a usare d'ora in poi solo quelle private in tutte le loro\nattivit\u00e0, sia pubbliche che private?\n\nNon credo; ma non importa: c'\u00e8 il campo, un campo grandioso, splendido, sublime e assolutamente non occupato.\ngrandioso, splendido, sublime, e assolutamente non occupato. La Scienza Cristiana ha\nLa Scienza Cristiana ha abbastanza fiducia in se stessa da impegnarsi ad entrarci\ne cercare di possederlo?\n\nFai uno sforzo, Scienza Cristiana; \u00e8 una causa nobile e potrebbe avere successo.\npotrebbe avere successo. Potrebbe avere successo. Allora avremo una nuova letteratura,\ncon romanzi intitolati: \"Come essere un onesto deputato anche se cristiano\".\nCome essere un cittadino rispettabile anche se cristiano."},{"titolo":"L'avversario segreto","autore":"Agatha Christie","categoria":"Giallo","contenuto":"Capitolo I.\n\n\nEssendo il nome di famiglia di mio padre Pirrip, e il mio nome cristiano Philip, la mia lingua infantile non poteva\nlingua infantile non poteva fare di entrambi i nomi nulla di pi\u00f9 lungo o di pi\u00f9 esplicito\ndi Pip. Cos\u00ec mi chiamai Pip e venni chiamato Pip.\n\nIndico Pirrip come nome di famiglia di mio padre, sulla base della sua lapide e di mia sorella, la signora Joe Gargery, che ha sposato il fabbro.\ne di mia sorella, la signora Joe Gargery, che spos\u00f2 il fabbro.\nPoich\u00e9 non ho mai visto n\u00e9 mio padre n\u00e9 mia madre, e non ho mai visto alcuna somiglianza con nessuno di loro (poich\u00e9 i loro giorni erano molto prima dei giorni di\ndi mia madre e non ho mai visto nessuna immagine di loro (perch\u00e9 i loro tempi erano molto prima delle\nfotografie), le mie prime fantasie su come fossero sono state\nirragionevolmente derivate dalle loro lapidi. La forma delle lettere su quella di\nmio padre mi ha dato la strana idea che fosse un uomo quadrato, robusto e scuro,\ncon i capelli neri e ricci. Dal carattere e dall'andamento dell'iscrizione,\n Georgiana moglie del suddetto, ho tratto la conclusione infantile che mia madre fosse lentigginosa e malata.\nmia madre era lentigginosa e malaticcia. A cinque piccole losanghe di pietra, ciascuna\ndi circa un metro e mezzo, che erano disposte in fila ordinata accanto alla loro tomba e che erano sacre alla\nla loro tomba, ed erano sacre alla memoria di cinque fratellini miei, che si arresero\nmiei fratelli, che hanno rinunciato a cercare di guadagnarsi da vivere, molto presto in quella\nlotta universale, sono in debito per la convinzione che ho religiosamente\nche fossero nati tutti sulla schiena con le mani nelle tasche dei pantaloni.\nnelle tasche dei pantaloni e che non le avessero mai tirate fuori in questo stato di esistenza.\ndi esistenza.\n\nLa nostra era una zona paludosa, lungo il fiume, a meno di venti miglia dal mare.\nventi miglia dal mare. La mia prima impressione pi\u00f9 vivida e ampia\ndell'identit\u00e0 delle cose mi sembra che sia stata acquisita in un\nun memorabile pomeriggio crudo verso sera. In quel momento scoprii con certezza\nche quel luogo desolato e ricoperto di ortiche era il cimitero della\ncimitero della chiesa; e che Philip Pirrip, defunto di questa parrocchia, e anche\nGeorgiana, moglie del suddetto, erano morti e sepolti; e che Alexander,\nBartholomew, Abraham, Tobias e Roger, figli minorenni dei suddetti, erano morti e sepolti.\nsuddetti, erano anch'essi morti e sepolti; e che l'oscuro e pianeggiante deserto\noltre il cimitero, intersecato da dighe, tumuli e cancelli,\ncon il bestiame sparso che vi si nutriva, erano le paludi; e che la linea bassa e plumbea al di l\u00e0 era il fiume\nlinea plumbea al di l\u00e0 era il fiume; e che la lontana tana selvaggia da cui il vento\ndal quale il vento si stava precipitando, era il mare; e che il piccolo fascio di brividi\nbrividi che si spaventava di tutto ci\u00f2 e cominciava a piangere, era Pip.\n\n Non fate rumore! grid\u00f2 una voce terribile, mentre un uomo si alzava da\ntra le tombe ai lati del portico della chiesa.  Stai fermo, piccolo\npiccolo diavolo, o ti taglier\u00f2 la gola!\n\nUn uomo spaventoso, tutto vestito di un grigio grossolano, con un grande ferro sulla gamba. Un uomo\nsenza cappello, con le scarpe rotte e con un vecchio straccio legato intorno alla testa.\ntesta. Un uomo che era stato bagnato dall'acqua, soffocato dal fango, ferito dai sassi e tagliato dalle pietre.\npietre, tagliato da pietre focaie, punto da ortiche e lacerato da rovi; che zoppicava, zoppicava, zoppicava, zoppicava, zoppicava, zoppicava.\nrovi; che zoppicava, rabbrividiva, sbracciava e ringhiava e i cui denti\ndenti gli frullavano in testa mentre mi afferrava per il mento.\n\n Oh! Non tagliatemi la gola, signore, implorai terrorizzato.  Ti prego, non farlo,\nsignore.\n\n Dicci il tuo nome! disse l'uomo.  Presto!\n\n Pip, signore.\n\n Ancora una volta, disse l'uomo, fissandomi.  Dagli la bocca!\n\n Pip. Pip, signore.\n\n Mostraci dove vivi, disse l'uomo.  Facci vedere il posto!\n\nIndicai il punto in cui si trovava il nostro villaggio, sulla costa piatta tra gli\nontani e pollastri, a circa un miglio dalla chiesa.\n\nL'uomo, dopo avermi guardato per un attimo, mi ha girato a testa in gi\u00f9 e mi ha\ne mi svuot\u00f2 le tasche. Non c'era altro che un pezzo di pane.\nQuando la chiesa si \u00e8 ripresa, perch\u00e9 lui \u00e8 stato cos\u00ec improvviso e forte che l'ha fatta andare a testa in gi\u00f9 davanti a me, e ho visto il campanile\nche la fece andare a testa in gi\u00f9 davanti a me, e vidi il campanile sotto i miei piedi.\npiedi, quando la chiesa si \u00e8 fatta da s\u00e9, dico, ero seduto su un'alta pietra tombale\npietra tombale, tremando, mentre lui mangiava famelico il pane.\n\n[Illustrazione]\n\n Giovane cane, disse l'uomo, leccandosi le labbra, che guance grasse hai\nhai.\n\nCredo che fossero grassi, anche se a quel tempo ero sottodimensionato per i miei anni e non\nanni e non ero forte.\n\n Che mi venga un colpo se non riesco a mangiarli, disse l'uomo, scuotendo minacciosamente la testa.\nscosse minacciosamente la testa, e se non avessi mezza voglia di farlo!\n\nHo espresso sinceramente la mia speranza che non lo facesse e mi sono aggrappata pi\u00f9 forte alla\npietra tombale su cui mi aveva messo; in parte, per tenermi su di essa;\nin parte per non piangere.\n\n Ora guarda qui! disse l'uomo.  Dov'\u00e8 tua madre?\n\n Ecco, signore! dissi io.\n\nSi avvi\u00f2, fece una breve corsa, si ferm\u00f2 e si guard\u00f2 alle spalle.\n\n Ecco, signore!  Ho spiegato timidamente.  Anche Georgiana. \u00c8 mia madre.\n\n Oh! disse lui, tornando indietro.  E quello \u00e8 tuo padre e tua madre?\nmadre?\n\n S\u00ec, signore, dissi io; anche lui, ultimo di questa parrocchia.\n\n Ha! mormor\u00f2 poi, riflettendo.  Con chi vivresti, supponendo che\nche ti venga gentilmente concesso di vivere, cosa che non ho ancora deciso?\n\n Mia sorella, signore, la signora Joe Gargery, moglie di Joe Gargery, il fabbro,\nsignore.\n\n Fabbro, eh? disse. E si guard\u00f2 la gamba.\n\nDopo aver guardato oscuramente la sua gamba e me pi\u00f9 volte, si avvicin\u00f2 alla mia lapide, mi prese per entrambe le braccia e mi inclin\u00f2 all'indietro.\nalla mia lapide, mi prese per entrambe le braccia e mi inclin\u00f2 all'indietro il pi\u00f9 possibile.\nin modo che i suoi occhi guardassero con forza nei miei,\ne i miei guardavano impotenti verso i suoi.\n\n Ora guardate qui, ha detto, la questione \u00e8 se vi lasceranno vivere o meno.\nlasciati vivere. Sapete cos'\u00e8 una cartella?\n\n S\u00ec, signore.\n\n E sapete cos'\u00e8 il wittles?\n\n S\u00ec, signore.\n\nDopo ogni domanda mi inclinava un po' di pi\u00f9, in modo da darmi un senso di impotenza e di pericolo.\nsenso di impotenza e di pericolo.\n\n Mi procuri un fascicolo.  Mi ha inclinato di nuovo.  E tu portami dei wittles.  Lui\nmi ha inclinato di nuovo.  Me li porti entrambi.  Mi ha inclinato di nuovo.  Oppure\nti faccio fuori il cuore e il fegato.  Mi ha inclinato di nuovo.\n\nEro terribilmente spaventata e cos\u00ec euforica che mi aggrappai a lui con entrambe le mani e dissi: \"Se volete gentilmente lasciarmi stare in piedi\".\ne dissi: \"Se mi lasciate stare in piedi, signore, forse non dovrei stare male e forse potrei assistere di pi\u00f9\",\nsignore, forse non mi ammalerei e forse potrei assistere di pi\u00f9.\n\nMi ha fatto un tuffo e un rotolamento tremendo, tanto che la chiesa ha saltato\nsopra la sua stessa banderuola. Poi, mi tenne per le braccia, in posizione eretta\nposizione eretta sulla cima della pietra e continu\u00f2 con questi termini spaventosi:\n\n Portami, domani mattina presto, quella lima e quei fagioli. Portatemi\nportarmi il lotto, in quella vecchia batteria laggi\u00f9. Lo fai e\nnon osi mai dire una parola o fare un segno riguardo al fatto che tu\ndi aver visto una persona come me, o qualsiasi altra persona, e sarete\nsarete lasciati vivere. Se fallisci o ti allontani dalle mie parole in qualsiasi cosa, per quanto piccola\nper quanto piccola sia, il tuo cuore e il tuo fegato saranno strappati, arrostiti e mangiati.\narrosto e mangiati. Ora, non sono solo, come forse pensate.\nC'\u00e8 un giovane nascosto con me, al cui confronto io sono un angelo.\nsono un angelo. Quel giovane ascolta le parole che pronuncio. Quel giovane ha\nun modo segreto e peculiare di arrivare a un ragazzo, al suo cuore e al suo fegato.\ncuore e al fegato. \u00c8 inutile che un ragazzo cerchi di nascondersi da quel giovane.\nnascondersi da quel giovane. Un ragazzo pu\u00f2 chiudere a chiave la porta, pu\u00f2 stare al caldo a\nletto, pu\u00f2 rimboccarsi le coperte, pu\u00f2 mettersi i vestiti in testa, pu\u00f2 pensare di essere a suo agio e al sicuro.\ndi sentirsi a suo agio e al sicuro, ma quel giovane striscer\u00e0 dolcemente e\nstrisciando verso di lui e lo aprir\u00e0. Sto impedendo a quel giovane\ndi farvi del male in questo momento, con grande difficolt\u00e0. I\ntrovo molto difficile tenere quel giovane lontano da voi. Ora, cosa\nche ne dici?\n\nDissi che gli avrei procurato la cartella e che gli avrei procurato i pezzetti di cibo che potevo.\ndi cibo che potevo, e sarei venuto da lui alla Batteria, la mattina presto.\nmattina presto.\n\n Di' che il Signore ti colpisca a morte se non lo fai! disse l'uomo.\n\nL'ho detto e mi ha fatto scendere.\n\n Ora, ha proseguito, ricordate ci\u00f2 che avete intrapreso, e ricordate quel giovane uomo, e tornate a casa!\nricordate quel giovane, e tornate a casa!\n\n Buona notte, signore, ho esitato.\n\n Molto di questo! disse, guardando intorno a s\u00e9 la fredda e umida pianura.  I\nvorrei essere una rana. O un'anguilla!\n\nAllo stesso tempo, abbracci\u00f2 il suo corpo tremante con entrambe le braccia, stringendosi a s\u00e9, come per tenersi insieme.\nbraccia, stringendosi su se stesso, come per tenersi insieme, e zoppic\u00f2\nverso il muro basso della chiesa. Mentre lo vedevo andare via, raccogliendo la sua strada tra le\nortiche e tra i rovi che delimitavano i monticelli verdi, sembrava\nai miei giovani occhi come se stesse sfuggendo alle mani dei morti,\nche si protendevano cautamente fuori dalle loro tombe, per afferrare una caviglia\ncaviglia e tirarlo dentro.\n\nQuando arriv\u00f2 al muretto della chiesa, lo scavalc\u00f2, come un uomo con le gambe intorpidite e rigide, e poi si gir\u00f2 per cercarmi.\ngambe intorpidite e rigide, e poi si gir\u00f2 per cercarmi. Quando\nQuando lo vidi voltarsi, mi misi con la faccia verso casa e sfruttai al meglio le mie gambe.\nle mie gambe. Ma di l\u00ec a poco mi guardai alle spalle e vidi che stava andando di nuovo\nverso il fiume, sempre abbracciandosi con entrambe le braccia, e\ne si faceva strada con i piedi doloranti tra le grandi pietre cadute nelle\npaludi, qua e l\u00e0, per fare da gradini quando le piogge erano\npiogge o quando c'era la marea.\n\nLe paludi erano solo una lunga linea nera orizzontale, mentre mi fermavo a guardarlo.\na guardarlo; e il fiume era solo un'altra linea orizzontale, non\nnon cos\u00ec larga n\u00e9 cos\u00ec nera; e il cielo era solo una fila di lunghe linee rosse\nlinee rosse arrabbiate e fitte linee nere mescolate. Sul bordo del fiume\nfiume riuscivo a scorgere debolmente le uniche due cose nere in tutto il\nprospettiva che sembravano stare in piedi; una di queste era il\nfaro con cui i marinai governavano, come una botte non issata su un palo, una cosa brutta quando si \u00e8\nun'orrenda cosa quando ci si avvicina; l'altra, una gogna, con delle catene appese\ncon appese alcune catene che un tempo avevano trattenuto un pirata. L'uomo stava\nzoppicando verso quest'ultima, come se fosse il pirata tornato in vita,\ne scendesse e tornasse indietro per riattaccarsi. Mi venne un brivido\nmi ha fatto venire un brivido quando l'ho pensato; e mentre vedevo il bestiame alzare le teste per guardarlo\ntesta per guardarlo, mi chiesi se lo pensassero anche loro. I\nguardai tutt'intorno per cercare l'orribile giovane, ma non ne vidi traccia.\ndi lui. Ma ora ero di nuovo spaventata e corsi a casa senza fermarmi.\n\n\n\n\nCapitolo II.\n\n\nMia sorella, la signora Joe Gargery, aveva pi\u00f9 di vent'anni di me,\ne si era creata una grande reputazione presso di s\u00e9 e i vicini\nperch\u00e9 mi aveva allevato a mano.  A quel tempo, dovendo scoprire\ncosa significasse questa espressione e sapendo che aveva una mano dura e pesante e che era\nmano dura e pesante e che aveva l'abitudine di imporla sia al marito che a me.\nmarito oltre che su di me, supposi che Joe Gargery e io fossimo stati entrambi\ncresciuti con le mani.\n\nNon era una donna di bell'aspetto, mia sorella, e avevo l'impressione generale che\nimpressione che dovesse aver fatto sposare Joe Gargery con le sue mani. Joe\nJoe era un uomo di bell'aspetto, con riccioli di capelli di lino su ogni lato del suo viso liscio\nviso liscio, e con occhi di un azzurro cos\u00ec indeciso che sembravano\nche sembravano essersi in qualche modo mescolati con i loro bianchi. Era un uomo mite,\nmite, di buon carattere, dal temperamento dolce, disinvolto, sciocco, caro, una specie di Ercole in forza e\nErcole nella forza e anche nella debolezza.\n\nMia sorella, la signora Joe, con i capelli e gli occhi neri, aveva un tale prevalente rossore della pelle che talvolta mi chiedevo se fosse possibile\narrossamento della pelle, tanto che a volte mi chiedevo se fosse possibile\nche si lavasse con una grattugia di noce moscata invece che con il sapone. Era alta\ne ossuta, e indossava quasi sempre un grembiule grossolano, allacciato dietro la sua\nfigura dietro con due passanti e con un bavaglino quadrato inespugnabile davanti, che veniva\ndavanti, che era pieno di spilli e aghi. Ne faceva un forte pregio\nmerito di se stessa e un forte rimprovero nei confronti di Joe, il fatto che portasse\ngrembiule cos\u00ec spesso. Anche se in realt\u00e0 non vedo alcuna ragione per cui avrebbe dovuto indossarlo\no perch\u00e9, se lo portava, non avrebbe dovuto toglierlo ogni giorno della sua vita.\nnon avrebbe dovuto toglierselo ogni giorno della sua vita.\n\nLa fucina di Joe confinava con la nostra casa, che era una casa di legno, come lo erano la maggior parte delle abitazioni del nostro paese.\nabitazioni del nostro paese, come lo erano la maggior parte di quelle dell'epoca. Quando tornavo a casa dal cimitero\nquando tornai a casa dal cimitero, la fucina era chiusa e Joe era\nseduto da solo in cucina. Essendo io e Joe compagni di sofferenza e di\nconfidenze in quanto tali, Joe mi fece una confidenza, nel momento in cui\nNel momento in cui sollevai il chiavistello della porta e lo sbirciai di fronte ad essa,\nseduto nell'angolo del camino.\n\n La signora Joe \u00e8 uscita una dozzina di volte per cercarti, Pip. E ora \u00e8\nora, e sono una dozzina.\n\n Lo \u00e8?\n\n S\u00ec, Pip, disse Joe; e quel che \u00e8 peggio, ha con s\u00e9 Tickler.\n\nA questa triste notizia, mi sono girato l'unico bottone del panciotto e ho guardato con grande sconforto il fuoco.\ne guardai con grande depressione il fuoco. Il solleticatore\nera un pezzo di canna con l'estremit\u00e0 di cera, consumato dalla collisione con la mia struttura solleticata.\nsolletico.\n\n Si \u00e8 seduta, disse Joe, e si \u00e8 alzata, ha afferrato Tickler e se n'\u00e8 andata.\nTickler e se ne and\u00f2. \u00c8 quello che ha fatto, disse Joe, pulendo lentamente il fuoco\ne guardando il fuoco tra le sbarre inferiori, disse Joe.\ne lo guard\u00f2; se ne and\u00f2, Pip.\n\n E' andata via da molto, Joe?  L'ho sempre trattato come una specie pi\u00f9 grande\ndi bambino e come un mio pari.\n\n Beh, disse Joe, dando un'occhiata all'orologio olandese, \u00e8 stata sulla pagina Ram, quest'ultima volta, per circa cinque minuti, Pip.\nRam-page, quest'ultima volta, da circa cinque minuti, Pip. Sta arrivando! Vai\ndietro la porta, vecchio mio, e tieni l'asciugamano tra le mani.\n\nHo seguito il consiglio. Mia sorella, la signora Joe, spalancando la porta,\ne trovando un'ostruzione dietro di essa, ne intu\u00ec subito la causa,\ne applic\u00f2 il Tickler per approfondire la questione. Concludeva gettandomi\nMi ha concluso lanciando me che spesso servivo come missile connubiale a Joe, il quale, felice di\ndi potersi appropriare di me a qualsiasi condizione, mi ha fatto passare nel camino e mi ha tranquillamente\nmi ha recintato lass\u00f9 con la sua grande gamba.\n\n Dove sei stato, giovane scimmia? disse la signora Joe, battendo i piedi.\npiede.  Dimmi direttamente che cosa hai fatto per logorarmi con\ndi agitazione, spavento e preoccupazione, o ti farei uscire da quell'angolo anche se tu fossi\nfoste cinquanta Pips e lui cinquecento Gargery.\n\n Sono stata solo al cimitero, dissi, dal mio sgabello, piangendo e strofinandomi.\nstrofinandomi.\n\n Churchyard! ripet\u00e9 mia sorella.  Se non fosse stato per me, sareste gi\u00e0 stati\nal cimitero molto tempo fa, e ci saresti rimasta. Chi ti ha portato su per\nmano?\n\n L'hai fatto, ho detto.\n\n E perch\u00e9 l'ho fatto, vorrei saperlo? esclam\u00f2 mia sorella.\n\nHo piagnucolato, non lo so.\n\n Io no! disse mia sorella.  Non lo farei mai pi\u00f9! Lo so. Posso\nposso dire che non mi sono mai tolta questo grembiule da quando sei nata.\n\u00c8 gi\u00e0 abbastanza brutto essere la moglie di un fabbro (e lui di un gargarozzo) senza essere\nessere tua madre.\n\nI miei pensieri si sono allontanati da quella domanda mentre guardavo sconsolato il\nil fuoco. Per il fuggitivo nelle paludi con la gamba stirata, il giovane misterioso, la cartella, il cibo e il terribile impegno che mi ero assunto.\nil giovane misterioso, la cartella, il cibo e il terribile impegno che mi ero assunto di\ndi commettere un furto in quei luoghi riparati, si ergevano di fronte a me\nnei carboni ardenti della vendetta.\n\n Disse la signora Joe, riportando Tickler al suo posto.  Churchyard,\ndavvero! Potete ben dirlo, voi due.  Uno di noi, tra l'altro,\nnon l'ha detto affatto.  Mi porterete al cimitero tra di voi, uno di questi giorni.\nuno di questi giorni, e oh, che coppia preziosa sareste senza di me!\nme!\n\nMentre lei si dedicava a preparare le cose per il t\u00e8, Joe mi sbirciava\ncome se stesse facendo un'analisi mentale di me e di se stesso e calcolando\ne calcolasse che tipo di coppia avremmo dovuto formare in pratica, nelle\ngravi circostanze preannunciate. Dopodich\u00e9, si \u00e8 seduto a pettinarsi i riccioli\nriccioli di lino e i baffi del lato destro, e seguiva Mrs.\ncon i suoi occhi azzurri, come faceva sempre nei momenti difficili.\n\nMia sorella aveva un modo incisivo di tagliare il pane e il burro per noi,\nche non variava mai. Per prima cosa, con la mano sinistra incastrava la pagnotta con forza\ncontro il suo bavaglino, dove a volte si infilava uno spillo e a volte un ago, che poi ci entrava in bocca.\na volte un ago, che poi ci entrava in bocca. Poi\nburro (non troppo) su un coltello e lo spalmava sulla pagnotta,\ncome se stesse preparando un intonaco, usando entrambi i lati del coltello con un\nentrambi i lati del coltello con una destrezza da schiaffi, e tagliando e modellando il burro intorno alla\nil burro intorno alla crosta. Poi, diede al coltello un'ultima\nun'ultima passata sul bordo dell'intonaco, e poi ha tagliato un tondo molto\nun tondo molto spesso, che alla fine, prima di separarlo dalla pagnotta, tagli\u00f2 in due met\u00e0.\npagnotta, lo tagli\u00f2 in due met\u00e0, di cui Joe prese una e io l'altra.\n\nIn quell'occasione, pur avendo fame, non osai mangiare la mia fetta.\nSentivo che dovevo avere qualcosa di riserva per il mio terribile\ne per il suo alleato, un giovane ancora pi\u00f9 terribile. Sapevo che\nJoe era di tipo rigoroso e che le mie ricerche di furti avrebbero potuto\nricerche di ladri non avrebbero trovato nulla di disponibile nella cassaforte.\nPerci\u00f2 decisi di mettere il mio pezzo di pane e burro nella gamba dei pantaloni.\npantaloni.\n\nLo sforzo di risoluzione necessario per il raggiungimento di questo scopo\ntrovai alquanto tremendo. Era come se dovessi decidere di saltare dall'alto di una casa\ndalla cima di una casa alta o di immergermi in una grande profondit\u00e0 d'acqua.\nEd era reso ancora pi\u00f9 difficile dall'inconscio di Joe. Nella nostra\ngi\u00e0 menzionata massoneria come compagni di sofferenza, e nella sua\nbonaria compagnia con me, era nostra abitudine la sera confrontare\nil modo in cui mordicchiavamo le nostre fette, tenendole silenziosamente in mano all'ammirazione\nall'ammirazione dell'altro di tanto in tanto, il che ci stimolava a nuovi sforzi.\nQuesta sera Joe mi invit\u00f2 pi\u00f9 volte, mostrando la sua fetta in rapida\nfetta in rapida diminuzione, a partecipare alla nostra solita competizione amichevole; ma mi trov\u00f2, ogni volta, con il mio\nma ogni volta mi trovava con la mia tazza gialla di t\u00e8 su un ginocchio e il mio pane e burro non\npane e burro intatti sull'altro. Alla fine, disperatamente\nche la cosa che avevo in mente doveva essere fatta, e che era meglio\nche era meglio farlo nel modo meno improbabile possibile, compatibilmente con le circostanze.\ncircostanze. Approfittai di un momento in cui Joe mi aveva appena guardato e presi il mio pane e il mio burro.\nJoe mi aveva appena guardato, e mi infilai il pane e il burro nella gamba.\n\nJoe era evidentemente messo a disagio da quella che supponeva fosse la mia perdita di appetito.\nappetito, e diede un morso pensieroso alla sua fetta, che sembrava non piacergli.\nnon sembrava gradire. La gir\u00f2 in bocca molto pi\u00f9 a lungo del solito, meditandoci sopra.\ndel solito, riflettendoci sopra a lungo, e alla fine la trangugi\u00f2 come una pillola.\nuna pillola. Stava per dare un altro morso, e aveva appena messo la testa da un lato per\nda un lato per poterlo acquistare, quando gli cadde l'occhio su di me e vide che il mio pane e burro era sparito.\nche il mio pane e burro era sparito.\n\nLa meraviglia e la costernazione con cui Joe si ferm\u00f2 sulla soglia del suo\ndel suo boccone e mi fissava, erano troppo evidenti per sfuggire all'osservazione di mia sorella.\nmia sorella.\n\n Che cosa c'\u00e8 adesso? disse lei, in modo intelligente, mentre posava la tazza.\n\n Dico, lo sai! mormor\u00f2 Joe, scuotendo la testa verso di me in segno di seria\nrimostranza.  Pip, vecchio mio! Ti farai del male da solo. Si\nsi attaccher\u00e0 da qualche parte. Non puoi averla scucita, Pip.\n\n Cosa c'\u00e8 adesso? ripet\u00e9 mia sorella, pi\u00f9 bruscamente di prima.\n\n Se riesci a sputare qualche inezia, Pip, ti consiglio di farlo\", disse Joe, tutto sbigottito.\ndisse Joe, tutto sbigottito.  Le buone maniere sono buone maniere, ma il tuo elth \u00e8\nil tuo elth.\n\nA questo punto, mia sorella era abbastanza disperata, cos\u00ec si avvent\u00f2 su Joe,\ne, prendendolo per i baffi, gli sbatt\u00e9 la testa per un po' contro il muro dietro di lui.\ncontro il muro dietro di lui, mentre io mi sedevo nell'angolo e guardavo colpevolmente\ncolpevolmente.\n\n Ora, forse mi dirai qual \u00e8 il problema, disse mia sorella, con il fiatone.\nfiato, che fissi un grande maiale incastrato.\n\nJoe la guard\u00f2 in modo impotente, poi diede un morso impotente e mi guard\u00f2 di nuovo.\nguard\u00f2 di nuovo me.\n\n Sai, Pip, disse Joe, solennemente, con l'ultimo boccone sulla guancia,\ne parlando con voce confidenziale, come se fossimo soli,\n io e te siamo sempre stati amici, e sarei l'ultimo a parlarne con te,\nin qualsiasi momento. Ma lui spost\u00f2 la sedia e guard\u00f2 il pavimento tra noi\ntra di noi, e poi di nuovo verso di me un Bolt cos\u00ec comune!\n\n Ha mangiato a sbafo, vero? grid\u00f2 mia sorella.\n\n Sai, vecchio mio, disse Joe, guardando me e non la signora Joe,\ncon il suo morso ancora sulla guancia, anch'io ho fatto il bullone quando avevo la tua et\u00e0.\net\u00e0 e da ragazzo sono stato in mezzo a molti bolt; ma non ho mai visto il tuo\nvedere il tuo bullismo alla pari, Pip, ed \u00e8 una fortuna che tu non sia\nmorto.\n\nMia sorella si tuff\u00f2 su di me e mi tir\u00f2 su per i capelli, dicendomi solo le terribili parole: \"Vieni qui e fatti drogare\".\nnient'altro che le terribili parole: \"Vieni qui e fatti drogare\".\n\nA quei tempi, qualche medico aveva fatto rivivere l'acqua di catrame come un'ottima medicina e la signora Joe ne teneva sempre una scorta nella credenza.\ne la signora Joe ne teneva sempre una scorta nella credenza;\ncredendo nelle sue virt\u00f9 in misura corrispondente alla sua cattiveria. Nei momenti migliori\nmomenti migliori, mi veniva somministrato talmente tanto di questo elisir come\ncome un ottimo ricostituente, tanto che ero consapevole di andare in giro profumando come\nun nuovo recinto. In questa particolare serata l'urgenza del mio caso richiedeva\nuna pinta di questa miscela, che mi fu versata in gola, per il mio maggior conforto.\nconforto, mentre la signora Joe mi teneva la testa sotto il braccio, come uno stivale sarebbe stato\nuno stivale. Joe se ne and\u00f2 con mezza pinta; ma gli fu fatto ingoiare anche quella (con grande turbamento).\ninghiottire quella (con suo grande disappunto, visto che stava seduto a sgranocchiare lentamente e a\nmeditando davanti al fuoco), perch\u00e9 aveva avuto un turno.  A giudicare da\ngiudicare da me stesso, direi che ha avuto sicuramente un turno dopo, se non ne aveva avuto\nprima.\n\nLa coscienza \u00e8 una cosa terribile quando accusa l'uomo o il ragazzo; ma quando, nel caso di un ragazzo, quel fardello segreto collabora con un altro segreto.\nragazzo, questo fardello segreto collabora con un altro fardello segreto\nsegreto lungo la gamba dei suoi pantaloni, \u00e8 (come posso testimoniare) una grande\npunizione. La colpevole consapevolezza che stavo per derubare la signora Joe, non ho mai pensato di farlo.\nNon ho mai pensato che avrei derubato Joe, perch\u00e9 non ho mai pensato a nessuna delle\npropriet\u00e0 della casa come sua, unitamente alla necessit\u00e0 di tenere sempre\nuna mano sul pane e sul burro mentre ero seduta, o quando mi veniva ordinato di girare per la cucina\ncucina per qualsiasi piccola commissione, mi fecero quasi uscire di senno. Poi,\nmentre i venti della palude facevano brillare il fuoco, mi sembr\u00f2 di sentire la voce\nvoce fuori, dell'uomo con il ferro da stiro sulla gamba che mi aveva giurato di\nsegretezza, dichiarando che non poteva e non voleva morire di fame fino a\ndomani, ma che doveva essere nutrito ora. Altre volte ho pensato: \"E se il giovane che con tanta difficolt\u00e0\ngiovane uomo che con tanta difficolt\u00e0 si tratteneva dall'infilare le sue\nmani in me cedesse a un'impazienza costituzionale, o sbagliasse l'ora e si credesse\nsbagliasse il momento e si ritenesse accreditato al mio cuore e al mio fegato\nfegato di questa sera, invece che di domani! Se mai a qualcuno si sono drizzati i capelli\nterrore, i miei devono essersi drizzati in quel momento. Ma forse nessuno l'ha mai fatto?\nmai nessuno?\n\nEra la vigilia di Natale e dovevo mescolare il budino per il giorno dopo, con un bastone di rame, dalle sette alle otto di sera.\ncon un bastoncino di rame, dalle sette alle otto di sera. Ho provato con\ncon il carico sulla gamba (e questo mi ha fatto pensare di nuovo all'uomo con il carico sulla\ngamba) e ho scoperto che l'esercizio tendeva a far uscire il pane e il burro dalla caviglia.\npane e burro alla caviglia, piuttosto ingestibile. Fortunatamente scivolai via\ne depositai quella parte della mia coscienza nella mia camera da letto in soffitta.\n\n Quando avevo finito di rimescolare e mi stavo scaldando un po' nell'angolo del camino prima di essere mandato a letto, mi sono detto: \"Ecco!\nnell'angolo del camino prima di essere mandato a letto; erano grandi cannoni, Joe?\npistole, Joe?\n\n Ah! disse Joe.  C'\u00e8 un altro conflitto.\n\n Che cosa significa, Joe?\n\nLa signora Joe, che si prendeva sempre le spiegazioni da sola, disse, con tono sferzante,\n Fuggito. Sfuggito.  Somministrando la definizione come acqua di catrame.\n\nMentre la signora Joe sedeva con la testa china sul suo lavoro d'ago, io mi misi a parlare con Joe, \"Che cos'\u00e8 un detenuto?\nbocca per dire a Joe: \"Che cos'\u00e8 un detenuto?\".  Joe mise\nla sua bocca per rispondere in modo cos\u00ec elaborato,\nche non riuscii a capire altro che la singola parola Pip.\n\n C'\u00e8 stata una lite ieri sera, disse Joe, ad alta voce, dopo il tramonto.\ntramonto. E hanno sparato per avvertirlo. E ora sembra che stiano\nsparando per avvisare un altro.\n\n Chi \u00e8 che spara?\n\n Accidenti a quel ragazzo, interpose mia sorella, accigliata di fronte al suo lavoro,\n che razza di interrogatore \u00e8. Non fare domande e non ti verranno dette bugie.\nbugie.\n\nNon \u00e8 stato molto educato nei suoi confronti, ho pensato, insinuare che mi avrebbe detto delle\nbugie da lei, anche se avessi fatto delle domande. Ma lei non era mai educata\na meno che non ci fosse compagnia.\n\nA questo punto Joe aument\u00f2 notevolmente la mia curiosit\u00e0 prendendosi la briga di spalancare la bocca\ndi spalancare la bocca e di pronunciare una parola che mi sembrava\nparola che mi sembrava imbronciata.  Pertanto, mi venne spontaneo indicare la\nJoe, e misi la mia bocca in forma di dire: lei?  Ma Joe\nnon ne volle sapere e spalanc\u00f2 di nuovo la bocca,\ne ne usc\u00ec la forma di una parola molto enfatica. Ma non riuscii a capire\nnulla di quella parola.\n\n Signora Joe, dissi io, come ultima risorsa, vorrei sapere se le dispiace\nse le dispiacerebbe sapere da dove proviene la cottura?\n\n Dio benedica il ragazzo! esclam\u00f2 mia sorella, come se non volesse dire\nche non intendeva proprio questo, ma piuttosto il contrario.  Dagli Hulk!\n\n Oh-h! dissi, guardando Joe.  Hulks!\n\nJoe emise un colpo di tosse di rimprovero, come per dire: \"Beh, te l'avevo detto\".\n\n E, per favore, che cos'\u00e8 Hulks?\n\n Questo ragazzo \u00e8 fatto cos\u00ec! esclam\u00f2 mia sorella, indicandomi con ago e filo e scuotendo la testa.\ncon ago e filo e scuotendo la testa.  Rispondi a una\ndomanda e lui te ne far\u00e0 direttamente una dozzina. Gli Hulk sono navi-prigione,\ne sono proprio delle maglie incrociate.  Nel nostro paese abbiamo sempre usato questo nome per le paludi.\npaese.\n\n Mi chiedo chi viene messo nelle navi-prigione e perch\u00e9 ci viene messo?\nIo, in modo generico e con tranquilla disperazione.\n\nEra troppo per la signora Joe, che si alz\u00f2 immediatamente.  Ti dico una cosa,\ngiovane, disse, non ti ho tirato su con le mani per\nla vita delle persone. Se l'avessi fatto, sarebbe stato un biasimo per me e non una lode.\nLa gente viene messa in prigione perch\u00e9 uccide, perch\u00e9 ruba, perch\u00e9 falsifica e perch\u00e9 fa ogni genere di cose,\ne perch\u00e9 rubano, falsificano e fanno ogni genere di male; e si comincia sempre col fare domande.\ndomande. Ora, andate a letto!\n\nNon mi \u00e8 mai stata concessa una candela per accendere il letto e, mentre salivo le scale al buio, con la testa che mi formicolava, mi sono accorta che il ditale di Mrs.\ndi sopra al buio, con la testa che mi formicolava a causa del ditale della signora Joe\nche la signora Joe aveva suonato il tamburello per accompagnare le sue ultime parole, mi resi conto della grande convenienza\nmi sentivo terribilmente consapevole della grande convenienza che i baraccati erano\na portata di mano per me. Ero chiaramente sulla buona strada. Avevo iniziato facendo domande\ndomande e stavo per derubare la signora Joe.\n\nDa quel momento, che ormai \u00e8 abbastanza lontano, ho pensato spesso che\nche pochi sanno quale segretezza ci sia nei giovani sotto il terrore.\nNon importa quanto irragionevole sia il terrore, purch\u00e9 sia terrore. Avevo un terrore\nterrore mortale del giovane che voleva il mio cuore e il mio fegato; ero nel terrore mortale del mio interlocutore.\nterrore mortale del mio interlocutore con la gamba di ferro; ero nel terrore mortale di me stesso, dal quale si sprigionava un\nterrore di me stesso, da cui era stata estorta una terribile promessa; non avevo\nsperanza di liberazione attraverso la mia onnipotente sorella, che mi respingeva a ogni\nHo paura di pensare a ci\u00f2 che avrei potuto fare su\nrichiesta, nel segreto del mio terrore.\n\nSe quella notte ho dormito, \u00e8 stato solo per immaginarmi alla deriva lungo il fiume\nlungo il fiume con una forte marea primaverile, fino agli Hulk; un pirata spettrale\nche mi chiamava con una tromba parlante, mentre passavo davanti alla stazione delle\nstazione delle gibbare, che avrei fatto meglio a scendere a terra e a farmi impiccare l\u00ec subito, senza\nsubito, senza rimandare. Avevo paura di dormire, anche se ne avevo voglia, perch\u00e9 sapevo che\nsapevo che alle prime luci dell'alba avrei dovuto svaligiare la dispensa.\nla dispensa. Non c'era modo di farlo di notte, perch\u00e9 non era possibile\nun accendino per semplice attrito; per ottenerlo avrei dovuto\nper ottenerne uno dovevo colpirlo con pietra focaia e acciaio, e fare un rumore come il pirata stesso\npirata stesso che scuoteva le catene.\n\nNon appena la grande coltre di velluto nero fuori dalla mia finestrella fu\ngrigia, mi alzai e scesi al piano di sotto; ogni asse sulla strada,\ne ogni fessura di ogni tavola mi chiamava: \"Fermate il ladro!\" e \"Alzatevi, signora Joe!\".\nalzati, signora Joe!  Nella dispensa, che era molto pi\u00f9 rifornita del solito, a causa della stagione.\ndi solito, a causa della stagione, fui molto allarmato da una lepre\nappesa per i talloni, che credevo di aver preso, mentre ero di spalle, ammiccando.\nero mezzo girato, strizzando l'occhio. Non ho avuto tempo di verificare, di selezionare, di\nselezione, non avevo tempo per nulla, perch\u00e9 non avevo tempo da perdere. Ho rubato\npane, un po' di crosta di formaggio, circa mezzo barattolo di carne macinata (che ho legato nel mio fazzoletto da taschino).\nnel fazzoletto da taschino con la fetta dell'ultima notte), un po' di\ndi brandy da una bottiglia di pietra (che ho travasato in una bottiglia di vetro che avevo\ndi vetro che avevo usato di nascosto per preparare quel liquido inebriante,\nliquore spagnolo, l'acqua di liquirizia, su in camera mia: diluendo la bottiglia di pietra da una\nuna brocca nella credenza della cucina), un osso di carne con ben poco\nun bel pasticcio di maiale rotondo e compatto. Stavo per andarmene senza il\nma fui tentata di salire su una mensola per vedere cosa fosse che\nche era stato riposto con tanta cura in un piatto di terracotta coperto in un angolo,\ne ho scoperto che si trattava della torta, e l'ho presa nella speranza che non fosse\nche non fosse destinata a un uso precoce e che non se ne sarebbe sentita la mancanza per un po' di tempo.\n\nC'era una porta in cucina che comunicava con la fucina; la aprii e la sbullonai e presi una lima tra gli attrezzi di Joe.\nAprii e sbullonai quella porta e presi una lima tra gli attrezzi di Joe.\nPoi ho rimesso le chiusure come le avevo trovate, ho aperto la porta da cui ero entrata quando sono corsa a casa ieri sera, l'ho chiusa e sono corsa via.\nche avevo aperto quando ero tornato a casa ieri sera, l'ho chiusa e sono corso verso le paludi nebbiose.\nnebbiose paludi.\n\n\n\n\nCapitolo III.\n\n\nEra una mattinata uggiosa e molto umida. Avevo visto l'umidit\u00e0 stendersi sulla\nfuori della mia finestrella, come se qualche folletto avesse pianto l\u00ec\ntutta la notte e avesse usato la finestra come fazzoletto da taschino. Ora ho visto\nl'umidit\u00e0 sulle siepi spoglie e sull'erba rada, come una sorta di ragnatela pi\u00f9 grossolana.\ndi ragnatele; si appendeva di ramoscello in ramoscello e di filo in filo.\nSu ogni ringhiera e cancello, l'umido giaceva umido e la nebbia della palude era cos\u00ec densa che il dito di legno sul cancello\nfitta che il dito di legno sul palo che indicava la direzione del nostro villaggio\nvillaggio, una direzione che non accettavano mai, perch\u00e9 non ci venivano mai.\nnon mi era visibile fino a quando non mi trovavo sotto di esso. Allora, mentre\nguardando verso l'alto, mentre gocciolava, sembrava alla mia coscienza oppressa\ncome un fantasma che mi dedicava agli Hulk.\n\nLa nebbia era ancora pi\u00f9 fitta quando sono uscito sulle paludi, cos\u00ec che\ninvece di correre verso tutto, tutto sembrava correre verso di me.\nQuesto era molto sgradevole per una mente colpevole. I cancelli, le dighe e gli argini\nargini mi arrivavano addosso attraverso la nebbia, come se mi gridassero a chiare lettere\ncome se gridassero pi\u00f9 chiaramente possibile: \"Un ragazzo con il pasticcio di maiale di qualcun altro! Fermatelo!  Il bestiame\nIl bestiame mi \u00e8 piombato addosso con la stessa rapidit\u00e0, con gli occhi fissi e le narici fumanti,\ne fumanti dalle narici: \"Salve, giovane ladro!\".  Un bue nero\nbue nero, con una cravatta bianca, che aveva persino per la mia coscienza risvegliata\nun po' di aria clericale, mi fissava cos\u00ec ostinatamente con gli occhi e\ne che muoveva la sua testa spuntata in modo cos\u00ec accusatorio mentre io mi muovevo\nche gli dissi a bassa voce: \"Non ho potuto evitarlo, signore! Non \u00e8 stato\nper me stesso che l'ho preso!  Al che lui abbass\u00f2 la testa, soffi\u00f2 una nuvola di fumo dal naso e si dilegu\u00f2.\ndi fumo dal naso e scomparve con un calcio alle zampe posteriori e un\nun colpo di coda.\n\nPer tutto questo tempo, andavo avanti verso il fiume; ma per quanto andassi veloce, non riuscivo a scaldare i piedi, ai quali il freddo umido sembrava incollato.\nper quanto andassi veloce, non riuscivo a scaldare i piedi, ai quali il freddo umido sembrava essere\ncome il ferro da stiro alla gamba dell'uomo che correvo incontro. I\nconoscevo bene la strada per la Batteria, perch\u00e9 ero stato laggi\u00f9 una domenica con Joe.\nuna domenica con Joe, e Joe, seduto su un vecchio fucile, mi aveva raccontato che quando ero un ragazzo\nquando sarei stato suo amico, regolarmente vincolato, avremmo avuto delle allodole cos\u00ec\nl\u00ec! Tuttavia, nella confusione della nebbia, alla fine mi trovai\ntroppo a destra, e di conseguenza dovetti provare a tornare indietro lungo il\nlungo il fiume, sulla riva di pietre sciolte al di sopra del fango e dei pali che\nche delimitavano la marea. Percorrendo questo tratto di strada con la massima rapidit\u00e0, avevo appena\navevo appena attraversato un fosso che sapevo essere molto vicino alla Batteria e avevo appena scavalcato il\ne mi ero appena arrampicato sulla collinetta al di l\u00e0 del fossato, quando vidi l'uomo\nseduto davanti a me. La sua schiena era rivolta verso di me, aveva le braccia conserte,\ne annuiva in avanti, appesantito dal sonno.\n\nPensai che sarebbe stato pi\u00f9 contento se lo avessi incontrato con la sua colazione,\nin quel modo inaspettato, cos\u00ec mi avvicinai dolcemente e gli toccai la spalla.\nspalla. Si alz\u00f2 immediatamente, e non era lo stesso uomo, ma un altro!\nun altro uomo!\n\nEppure anche quest'uomo era vestito di un grigio grossolano, e aveva un grande ferro\ngamba, ed era zoppo, rauco e freddo, ed era tutto ci\u00f2 che era l'altro uomo.\nl'altro uomo, solo che non aveva la stessa faccia e aveva un cappello di feltro piatto e a tesa larga\ncappello di feltro a tesa larga e bassa. Tutto questo lo vidi in un attimo, perch\u00e9\nun attimo, perch\u00e9 avevo solo un attimo per vederlo: mi giur\u00f2, mi colp\u00ec, ma fu un colpo debole e rotondo.\nun colpo, un colpo debole e rotondo che mi manc\u00f2 e che per poco non fece cadere lui stesso, perch\u00e9 lo fece inciampare.\na terra, perch\u00e9 l'ha fatto inciampare, e poi \u00e8 corso nella nebbia, inciampando\ninciampando due volte, e io lo persi.\n\n \u00c8 il giovane!  Pensai, sentendo il cuore battere mentre lo identificavo.\nlui. Oserei dire che avrei sentito anche un dolore al fegato, se avessi saputo dov'era.\nse avessi saputo dove si trovava.\n\nDopo poco tempo mi trovai alla Batteria e l\u00ec c'era l'uomo giusto, abbracciato a se stesso e zoppicante come se non avesse mai avuto un'esperienza cos\u00ec lunga.\nuomo, abbracciato e zoppicante, come se non avesse mai smesso di abbracciarsi e zoppicare per tutta la notte.\nnotte avesse smesso di abbracciarsi e zoppicare, aspettandomi. Era terribilmente\nfreddo, a dire il vero. Mi aspettavo quasi di vederlo cadere a terra davanti al mio viso\ne morire di freddo mortale. Anche i suoi occhi sembravano cos\u00ec terribilmente affamati, che\nquando gli passai la lima e la pos\u00f2 sull'erba, pensai che avrebbe cercato di mangiarla.\nmi \u00e8 venuto in mente che avrebbe cercato di mangiarla, se non avesse visto il mio\nfagotto. Questa volta non mi ha messo sottosopra per prendere quello che avevo,\nma mi lasci\u00f2 con il lato destro rivolto verso l'alto mentre aprivo il fagotto e svuotavo le tasche.\ntasche.\n\n Cosa c'\u00e8 nella bottiglia, ragazzo? disse.\n\n Brandy, ho detto.\n\nSi stava gi\u00e0 passando la carne macinata in gola nel modo pi\u00f9 curioso.\nmodo curioso, pi\u00f9 come un uomo che lo metteva via da qualche parte con una fretta\nfretta, piuttosto che un uomo che la stesse mangiando, ma si allontan\u00f2 per prendere un po' di\ndel liquore. Per tutto il tempo rabbrivid\u00ec cos\u00ec violentemente che era\nche non riusciva a tenere il collo della bottiglia tra i denti senza\ntra i denti, senza morderlo.\n\n Credo che tu abbia l'agitazione, dissi.\n\n Sono molto d'accordo con te, ragazzo, disse.\n\n Qui non va bene, gli ho detto.  Sei stato sdraiato sulle\ne le maglie sono terribilmente agitate. E anche reumatico.\n\n Far\u00f2 colazione prima che mi uccidano, disse.  Lo farei\nse dovessi essere impiccato a quella forca che c'\u00e8 laggi\u00f9, subito dopo.\nlaggi\u00f9, subito dopo. Scommetto che mi passeranno i brividi.\nche non mi sono mai fermato.\n\nStava trangugiando carne macinata, osso di carne, pane, formaggio e pasticcio di maiale, tutto\ncontemporaneamente: mentre lo faceva, fissava con diffidenza la nebbia intorno a noi e spesso si fermava\ne spesso smetteva anche di fermare le sue fauci per ascoltare. Qualche suono reale o\no immaginario, qualche tintinnio sul fiume o il respiro di una bestia sulla palude, lo faceva scattare.\npalude, lo fece trasalire e disse, all'improvviso,\n\n Non sei un folletto ingannatore? Non hai portato nessuno con te?\n\n No, signore! No!\n\n E non date a nessuno l'incarico di seguirvi?\n\n No!\n\n Ebbene, disse, io ti credo. Non saresti altro che un giovane segugio feroce\nse alla tua et\u00e0 potessi dare una mano a cacciare un misero\nun miserabile animale che si trova vicino alla morte e al letamaio come questo miserabile animale\n\u00e8!\n\nQualcosa scatt\u00f2 nella sua gola, come se avesse delle opere dentro di s\u00e9 come un orologio,\ne stesse per suonare. E si spalm\u00f2 la manica ruvida sugli occhi.\nocchi.\n\nCompatendo la sua desolazione e guardandolo mentre si sistemava a poco a poco sulla torta, ho osato dire\nsulla torta, mi azzardai a dire: \"Sono contento che ti piaccia\".\n\n Hai parlato?\n\n Ho detto che mi fa piacere che ti sia piaciuto.\n\n Grazie, ragazzo mio. Lo faccio.\n\nAvevo spesso osservato un nostro cane di grossa taglia che mangiava il suo cibo; e ora notavo una decisa somiglianza tra il modo di mangiare del cane e quello di\ne notai una decisa somiglianza tra il modo di mangiare del cane e quello dell'uomo.\nL'uomo faceva morsi forti e improvvisi, proprio come il cane. Ingoiava\ninghiottiva, o meglio, tirava su ogni boccone, troppo presto e troppo in fretta;\ne guardava di qua e di l\u00e0 mentre mangiava, come se pensasse che ci fosse il pericolo\ncome se pensasse che in ogni direzione ci fosse il pericolo che qualcuno venga a portare via la\ntorta. Era troppo scombussolato nella sua mente per apprezzarla comodamente\nper apprezzarla comodamente, penso, o per avere qualcuno a cena con lui, senza\nsenza che il visitatore si mettesse a tagliare con le mandibole. In tutti\nparticolari era molto simile a un cane.\n\n Temo che non gliene lascerete neanche un po', dissi timidamente; dopo un silenzio durante il quale avevo esitato sulla cortesia di farglielo notare.\nun silenzio durante il quale avevo esitato sulla gentilezza di fare\nl'osservazione.  Non c'\u00e8 pi\u00f9 nulla da ottenere da dove \u00e8 venuto quello.  Era\nla certezza di questo fatto che mi spinse a dare il suggerimento.\n\n Lasciare qualcosa per lui? Chi \u00e8? disse il mio amico, interrompendo il suo\nsgranocchiare la crosta della torta.\n\n Il giovane. Di cui hai parlato. Che era nascosto con te.\n\n Oh, ah! rispose lui, con una specie di risata burbera.  Lui? S\u00ec, lui,\ns\u00ec! Lui non vuole i wittles.\n\n Mi \u00e8 sembrato che lo facesse, ho detto.\n\nL'uomo smise di mangiare e mi guard\u00f2 con la massima attenzione e sorpresa.\nsorpresa.\n\n Guardato? Quando?\n\n Proprio ora.\n\n Dove?\n\n Laggi\u00f9, dissi, indicando; laggi\u00f9, dove l'ho trovato che annuiva\naddormentato e ho pensato che fossi tu.\n\nMi tenne per il colletto e mi fiss\u00f2 in modo tale che cominciai a pensare che la sua prima idea di tagliarmi la gola\nprima idea di tagliarmi la gola fosse tornata in auge.\n\n Vestito come te, sai, solo con un cappello, spiegai, tremando;\n ed ero molto ansioso di dirlo con delicatezza e con la stessa\nmotivo per cui volevo prendere in prestito una lima. Non avete sentito il cannone ieri sera?\nnotte?\n\n Allora c'\u00e8 stato uno sparo! si disse.\n\n Mi meraviglio che non ne foste sicuri, tornai, perch\u00e9 l'abbiamo sentita a casa, e quella \u00e8 pi\u00f9 lontana.\nl'abbiamo sentita a casa, e quella \u00e8 pi\u00f9 lontana, e poi eravamo chiusi in casa.\ninoltre.\n\n Ma guarda un po'! disse.  Quando un uomo si trova da solo su queste pianure, con la testa e lo stomaco\ntesta e lo stomaco leggero, che sta per morire di freddo e di fame, non sente\nnulla per tutta la notte, se non spari e voci che chiamano. Sentire? Vede\ni soldati, con le loro giubbe rosse illuminate dalle fiaccole portate\nprima, che si avvicinano a lui. Sente chiamare il suo numero, si sente\nsfida, sente il tintinnio dei moschetti, sente gli ordini Preparatevi!\npronti! Presente! Copritelo bene, uomini! e gli vengono messe le mani addosso e\nnon c'\u00e8 niente! Se ieri sera ho visto un gruppo di inseguitori salire in ordine.\nin ordine, accidenti a loro, con il loro calpestio, ne vedo un centinaio. E per quanto riguarda\nsparare! Ho visto la nebbia agitarsi con i cannoni, anche se era pieno giorno.\nMa quest'uomo; aveva detto tutto il resto, come se si fosse dimenticato della mia presenza.\ncome se avesse dimenticato la mia presenza; avete notato qualcosa in lui?\n\n Aveva una faccia molto ammaccata, dissi, ricordando ci\u00f2 che quasi non sapevo di sapere.\nsapevo.\n\n Non qui? esclam\u00f2 l'uomo, colpendosi senza piet\u00e0 la guancia sinistra,\ncon il piatto della mano.\n\n S\u00ec, l\u00ec!\n\n Dove si trova?  Ha stipato il poco cibo rimasto nel petto della sua giacca grigia.\ndella sua giacca grigia.  Mostrami la strada che ha percorso. Lo tirer\u00f2 gi\u00f9, come un\nsegugio. Maledetto questo ferro da stiro sulla mia gamba dolorante! Dateci il fascicolo,\nragazzo.\n\nIndicai in quale direzione la nebbia aveva avvolto l'altro uomo, e lui alz\u00f2 lo sguardo per un istante.\ne lui guard\u00f2 per un istante verso l'alto. Ma lui era gi\u00f9, sull'erba umida e\nerba bagnata, a limare il suo ferro come un pazzo, senza badare a me n\u00e9 alla sua gamba, che aveva una vecchia abrasione e\ndella sua gamba, che aveva una vecchia screpolatura ed era insanguinata, ma che maneggiava\nmaneggiava con la stessa rudezza con cui maneggiava la lima, come se non avesse pi\u00f9 sensibilit\u00e0 in essa.\nAvevo di nuovo molta paura di lui, ora che si era messo in testa questa\nin questa fretta feroce, e allo stesso modo avevo molta paura di rimanere\nlontano da casa pi\u00f9 a lungo. Gli dissi che dovevo andare, ma lui non ci fece caso,\ncos\u00ec pensai che la cosa migliore da fare fosse svignarmela. L'ultima volta che lo vidi\ndi lui, la sua testa era piegata sul ginocchio e stava lavorando duramente alla sua\ne stava lavorando duramente alla sua pastoia, mormorando impazienti imprecazioni contro di essa e contro la sua gamba. L'ultima volta che\nL'ultima volta che lo sentii, mi fermai nella nebbia per ascoltare, e la lima era ancora in corso.\nancora in corso.\n\n\n\n\nCapitolo IV.\n\n\nMi aspettavo di trovare un agente in cucina, in attesa di portarmi su...\nsu. Ma non solo non c'era nessun agente, ma non era ancora stato scoperto il furto.\nscoperta della rapina. La signora Joe era prodigiosamente occupata a preparare la casa per le\ncasa per i festeggiamenti del giorno, e Joe era stato messo sulla soglia della cucina per\nsulla soglia della cucina per tenerlo lontano dalla pattumiera, un articolo in cui il suo destino lo portava sempre.\nin cui il suo destino lo portava sempre, prima o poi, quando mia sorella stava\nmia sorella stava raccogliendo vigorosamente i pavimenti della sua azienda.\n\n E dove diavolo sei stato? fu il saluto natalizio della signora Joe, quando io e la mia coscienza ci presentammo.\nquando io e la mia coscienza ci presentammo.\n\nHo detto che ero scesa per ascoltare i canti.  Ah! Bene! osserv\u00f2 Mrs.\nJoe.  Avresti potuto fare di peggio.  Non ne dubito, pensai.\n\n Forse, se non avessi avvertito la moglie di un fabbro, e (che \u00e8 la stessa cosa) una schiava con il grembiule mai tolto, _avrei dovuto sentire la moglie di un fabbro.\nschiava con il grembiule mai tolto, _io_ sarei stata ad ascoltare i canti\nCarols, disse la signora Joe.  Anch'io ho un debole per i canti, e\nquesta \u00e8 la migliore delle ragioni per cui non ne ho mai sentiti.\n\nJoe, che si era avventurato in cucina dopo di me mentre la paletta si era\nsi era ritirato prima di noi, si pass\u00f2 il dorso della mano sul naso con un'aria\ncon aria conciliante, quando Mrs. Joe gli lanci\u00f2 un'occhiata e, quando i suoi occhi si ritirarono, incroci\u00f2 segretamente i suoi due indici e\nocchi si ritirarono, incroci\u00f2 segretamente i due indici e li mostr\u00f2 a me\ne me le mostr\u00f2, come segno che Mrs. Joe era di cattivo umore.\nQuesto era il suo stato normale, tanto che spesso Joe e io, per settimane, eravamo\nsettimane insieme, eravamo, per quanto riguarda le dita, come crociati monumentali per quanto riguarda le\ngambe.\n\nDovevamo consumare una cena superba, composta da una coscia di maiale marinato e\ne verdure, e un paio di polli ripieni arrosto. Un bel pasticcio di carne macinata era stato\nera stata preparata ieri mattina (il che spiegava perch\u00e9 la carne macinata non era\ne il pudding era gi\u00e0 pronto. Questi ampi\nci hanno fatto interrompere senza troppe cerimonie la colazione.\ncolazione; perch\u00e9 io, disse la signora Joe, non ho intenzione di fare\ndi fare le valigie e di lavare i piatti, con quello che ho davanti a me, ve lo assicuro!\ncon quello che ho davanti, ve lo assicuro!\n\nCos\u00ec ci siamo fatti servire le nostre fette, come se fossimo duemila soldati in marcia forzata invece che uomini e ragazzi a casa; e abbiamo bevuto a sorsi le nostre fette, come se fossimo\nuna marcia forzata invece di un uomo e un ragazzo a casa; e abbiamo bevuto boccate di latte e acqua\nlatte e acqua, con espressioni di scusa, da una brocca sul com\u00f2.\ncassettiera. Nel frattempo, la signora Joe tir\u00f2 su delle tende bianche e pulite, e\nun nuovo volant a fiori sull'ampio camino per sostituire quello vecchio.\nvecchio, e scopr\u00ec il piccolo salotto di Stato dall'altra parte del passaggio,\nche non fu mai scoperto in nessun altro momento, ma che pass\u00f2 il resto dell'anno\nil resto dell'anno in una fresca foschia di carta argentata, che si estendeva anche ai quattro\ndi stoviglie bianche sulla mensola del caminetto, ognuno con un naso nero e un cesto di fiori nella\nnaso nero e un cestino di fiori in bocca, ognuno la controparte dell'altro.\ndell'altro. La signora Joe era una governante molto pulita, ma aveva una squisita\narte di rendere la sua pulizia pi\u00f9 scomoda e inaccettabile dello sporco.\ndella sporcizia stessa. La pulizia \u00e8 vicina alla pulizia di Dio e alcune persone fanno lo stesso con la loro religione.\nstesso con la loro religione.\n\nMia sorella, avendo cos\u00ec tanto da fare, andava in chiesa per via vicariale, cio\u00e8 io e Joe ci andavamo.\ncio\u00e8 Joe e io ci andavamo. Con i suoi abiti da lavoro, Joe era un fabbro dall'aspetto\nfabbro dall'aspetto caratteristico e ben lavorato; con gli abiti delle vacanze\ncon gli abiti delle vacanze era pi\u00f9 simile a uno spaventapasseri in buone condizioni che ad altro.\nNulla di ci\u00f2 che indossava allora gli stava bene o sembrava appartenere a lui; e\ntutto ci\u00f2 che indossava allora lo sfiorava. Nell'attuale occasione di festa\noccasione \u00e8 uscito dalla sua stanza, quando le campane suonavano a festa,\nl'immagine della miseria, in un completo penitenziale domenicale. Quanto a me,\ncredo che mia sorella dovesse avere l'idea generale che io fossi un giovane delinquente\ndelinquente che un poliziotto accoucheur aveva preso (il giorno del mio compleanno) e consegnato a lei, perch\u00e9 se ne occupasse.\nconsegnato a lei, per essere trattato secondo l'oltraggiata\nmaest\u00e0 della legge. Venivo sempre trattata come se avessi insistito per nascere\nnato in opposizione ai dettami della ragione, della religione e della morale,\ne contro le argomentazioni dissuasive dei miei migliori amici. Anche quando\nun nuovo abito, il sarto aveva l'ordine di confezionarlo come una specie di riformatorio.\ndi farli come una specie di riformatorio e di non lasciarmi per nessun motivo il\nlibero uso delle mie membra.\n\nJoe e io che andiamo in chiesa, quindi, deve essere stato uno spettacolo commovente\nper le menti compassionevoli. Tuttavia, ci\u00f2 che ho sofferto fuori non era nulla\nquello che subivo all'interno. I terrori che mi avevano assalito ogni volta che Mrs.\nJoe si avvicinava alla dispensa o usciva dalla stanza erano solo\neguagliare il rimorso con cui la mia mente si soffermava su ci\u00f2 che avevano fatto le mie mani.\navevano fatto le mie mani. Sotto il peso del mio malvagio segreto, mi chiedevo se la Chiesa sarebbe stata abbastanza potente da proteggermi.\nChiesa sarebbe stata abbastanza potente da mettermi al riparo dalla vendetta di quel terribile\nterribile giovane, se l'avessi divulgato a quella istituzione. Ho concepito\nl'idea che il momento in cui furono letti i bandi e in cui l'ecclesiastico disse: \"Ora dovete dichiarare il vostro matrimonio\".\nQuando l'ecclesiastico disse: \"Dovete dichiararlo!\", fu il momento in cui mi alzai e proposi una conferenza privata in sagrestia.\nproporre una conferenza privata in sagrestia. Sono ben lungi dall'essere sicuro\nche non avrei stupito la nostra piccola congregazione ricorrendo a questa misura estrema.\na questa misura estrema, se non fosse che era il giorno di Natale e non una domenica.\n\nIl signor Wopsle, l'impiegato della chiesa, avrebbe cenato con noi; e il signor Hubble, il carrozziere, e la signora Hubble; e lo zio Pumblechook (lo zio di Joe).\nHubble e la signora Hubble; e lo zio Pumblechook (lo zio di Joe,\nJoe, ma la signora Joe se n'\u00e8 appropriata), che era un commerciante di mais benestante nella\ncitt\u00e0 pi\u00f9 vicina e guidava un proprio carretto. L'ora di cena era\nl'una e mezza. Quando Joe e io tornammo a casa, trovammo la tavola apparecchiata e la signora Joe vestita.\nla signora Joe vestita, la cena in tavola e la porta d'ingresso aperta (non lo era mai a quell'ora).\n(non lo era mai stata in nessun altro momento) per permettere alla compagnia di entrare, e\ntutto era splendido. E ancora, non una parola del furto.\n\nArriv\u00f2 il momento, senza portare con s\u00e9 alcun sollievo per i miei sentimenti, e\narriv\u00f2 la compagnia. Il signor Wopsle, unito a un naso romano e a una grande\nfronte calva e lucente, aveva una voce profonda di cui andava insolitamente fiero.\ndi cui andava insolitamente fiero; infatti tra i suoi conoscenti era diffusa l'idea che se si fosse potuto\nse solo gli si dava la testa, avrebbe letto l'ecclesiastico in preda alle crisi; lui stesso confessava che se la Chiesa fosse stata\nlui stesso confessava che se la Chiesa fosse stata aperta, nel senso della\nconcorrenza, non avrebbe disperato di lasciare il segno in essa. La Chiesa\nnon fosse stata aperta, lui era, come ho detto, il nostro impiegato. Ma egli\npuniva tremendamente gli Amen; e quando pronunciava il salmo, dando sempre\nsempre l'intera strofa, guardava prima tutta la congregazione, come a dire: \"Avete sentito?\ncome a dire: \"Avete ascoltato il mio amico in testa; obbligatemi a dare la vostra opinione su questo stile!\nopinione su questo stile!\n\nAprii la porta alla compagnia, facendo credere che fosse nostra abitudine aprire quella\nnostra abitudine aprire quella porta, e aprii prima al signor Wopsle, poi ai signori Hubble e infine allo zio Pumblechook.\nHubble e per ultimo allo zio Pumblechook. N.B. _I_ non mi era\nnon mi era permesso di chiamarlo zio, pena le pi\u00f9 severe sanzioni.\n\n Signora Joe, disse lo zio Pumblechook, un omone di mezza et\u00e0 dal respiro duro e lento, con la bocca come un pesce, gli occhi spenti e fissi e i capelli color sabbia.\ncon una bocca come quella di un pesce, occhi spenti e fissi e capelli sabbiosi che gli stavano\ncapelli sabbiosi ritti sulla testa, tanto che sembrava che fosse stato appena\ne che fosse arrivato a quel momento, vi ho portato gli omaggi della stagione.\ncome omaggio di stagione ti ho portato, mamma, una bottiglia di sherry e ti ho portato, mamma, una bottiglia di vino\ne ti ho portato, mamma, una bottiglia di vino di Porto.\n\nOgni giorno di Natale si presentava, come una profonda novit\u00e0, con\ncon le stesse parole e portando le due bottiglie come campanelli.\nOgni giorno di Natale, la signora Joe rispondeva, come ora, O, Un cle\nPum-ble chook! Questo \u00e8 gentile!  Ogni giorno di Natale, lui rispondeva, come ora\nnon \u00e8 altro che i vostri meriti. E ora siete tutti\ne come sei centesimi di mezzo penny?\n\nIn queste occasioni cenavamo in cucina e ci trasferivamo in salotto per le noci, le arance e le mele.\ne le arance e le mele al salotto; il che era un cambiamento molto simile al\nJoe, che passava dagli abiti da lavoro al vestito della domenica. Mia sorella\nmia sorella era insolitamente vivace in questa occasione, e in effetti era generalmente\npi\u00f9 gentile in compagnia di Mrs. Hubble che in altre compagnie. I\nHubble come una piccola persona riccioluta e spigolosa, vestita di azzurro,\nche ricopriva una posizione convenzionalmente giovanile, perch\u00e9 aveva sposato\nHubble, non so in quale epoca remota, quando era molto pi\u00f9 giovane di lui.\npi\u00f9 giovane di lui. Ricordo il signor Hubble come un uomo duro, con le spalle alte,\nchino, di un profumo di segatura, con le gambe straordinariamente\nstraordinariamente divaricate, tanto che nei miei brevi giorni di vita vedevo sempre qualche miglia\ndi campagna aperta tra di loro quando lo incontravo che saliva per il viottolo.\n\nIn mezzo a questa buona compagnia mi sarei sentito, anche se non avessi\nderubato la dispensa, in una posizione falsa. Non perch\u00e9 fossi schiacciato\nangolo acuto della tovaglia, con il tavolo nel petto e il gomito pumblechochiano nell'occhio, n\u00e9 perch\u00e9 mi sentivo in una posizione falsa.\nil gomito di Pumblechookian nell'occhio, n\u00e9 perch\u00e9 non mi era permesso di parlare (non volevo parlare).\ndi parlare (non volevo parlare), n\u00e9 perch\u00e9 venivo intrattenuto con le punte squamose delle bacchette\ndelle bacchette dei polli e con quegli oscuri angoli di carne di maiale di cui il maiale\ndi maiale di cui il maiale, quando era in vita, aveva avuto il minimo motivo per\ndi essere vanitoso. No, non mi sarebbe dispiaciuto, se solo mi avessero lasciato in pace.\nlasciarmi in pace. Ma non mi lasciarono in pace. Sembrava che pensassero\nl'occasione persa, se non riuscivano a puntare la conversazione su di me,\ndi tanto in tanto, e infilare il punto in me. Avrei potuto essere un\nsfortunato piccolo toro in un'arena spagnola, se fossi stato toccato in modo cos\u00ec intelligente\nda questi pungoli morali.\n\n\u00c8 iniziato nel momento in cui ci siamo seduti a tavola. Il signor Wopsle ha ringraziato con\ndeclamazione teatrale, come ora mi appare, qualcosa di simile a un\nincrocio religioso tra il fantasma dell'Amleto e Riccardo Terzo, e si concluse con l'aspirazione molto appropriata\ne concluse con la giusta aspirazione di essere veramente grati.\nAl che mia sorella mi fiss\u00f2 con lo sguardo e disse, a bassa voce e con aria di rimprovero\nvoce di rimprovero: \"Hai sentito? Sii grato.\n\n In particolare, disse il signor Pumblechook, sii grato, ragazzo, a coloro che ti hanno\nti hanno portato su a mano.\n\nLa signora Hubble scosse la testa e, contemplandomi con un mesto presentimento che non avrei ottenuto nulla di buono, mi chiese: \"Perch\u00e9 la signora Hubble non ha fatto nulla di buono?\npresentimento che non sarei arrivata a nulla di buono, chiese: \"Perch\u00e9 i giovani non sono mai\ngiovani non sono mai riconoscenti?  Questo mistero morale sembrava troppo per la\nfinch\u00e9 il signor Hubble non l'ha risolto in modo sbrigativo dicendo: \"Nateralmente\nsaggiamente.  Tutti allora mormorarono Vero! e mi guardarono in modo\nmodo particolarmente sgradevole e personale.\n\nLa posizione e l'influenza di Joe erano pi\u00f9 deboli (se possibile) quando\nquando c'era compagnia che quando non c'era. Ma mi ha sempre aiutato e confortato\nmi ha sempre aiutato e confortato quando ha potuto, in qualche modo, e lo ha sempre fatto\na cena dandomi il sugo, se c'era. Essendoci\ndi sugo in abbondanza, Joe me ne mise nel piatto circa mezzo litro.\nmezzo litro.\n\nPoco pi\u00f9 tardi, durante la cena, il signor Wopsle ha rivisto la predica con\ncon una certa severit\u00e0, e indic\u00f2, nel solito caso ipotetico in cui la Chiesa fosse stata aperta, quale tipo di sermone\nChiesa fosse stata aperta, che tipo di sermone avrebbe fatto lui.\nloro. Dopo averli deliziati con alcuni capi di quel discorso, ha osservato che considerava\ndi quel discorso, osserv\u00f2 che riteneva il tema dell'omelia del giorno mal scelto.\nscelto; il che era tanto meno scusabile, aggiunse, quando c'erano cos\u00ec tanti argomenti da trattare.\nargomenti da trattare.\n\n Ancora una volta \u00e8 vero, disse zio Pumblechook.  Avete fatto centro, signore! Ci sono un sacco di\nsoggetti in giro, per chi sa come mettere il sale sulla coda.\ncode. \u00c8 questo che si vuole. Un uomo non ha bisogno di andare lontano per trovare un soggetto, se\nse \u00e8 pronto con la sua scatola di sale.  Il signor Pumblechook, dopo un breve intervallo di riflessione, aggiunse\ndi riflessione, \"Guardate solo Pork. Ecco un soggetto! Se volete un soggetto\nSe volete un soggetto, guardate Pork!\n\n \u00c8 vero, signore. Una morale per i giovani, rispose il signor Wopsle, e io sapevo che mi avrebbe trascinato dentro prima di dirlo.\nsapevo che stava per trascinarmi dentro, prima che lo dicesse; si potrebbe dedurre\nda quel testo.\n\n(Ascolta questo, mi disse mia sorella, in una severa parentesi).\n\nJoe mi diede dell'altro sugo.\n\n Porci, prosegu\u00ec il signor Wopsle, con la sua voce profonda, e puntando la forchetta sui miei arrossamenti, come se stesse menzionando il mio nome cristiano, porci, prosegu\u00ec il signor Wopsle.\nforchetta sul mio rossore, come se stesse menzionando il mio nome cristiano, i porci\nerano i compagni del prodigo. L'ingordigia dei porci \u00e8 messa\n(Ho pensato che questo fosse abbastanza giusto per colui che aveva lodato il\nlui che aveva lodato il maiale perch\u00e9 era cos\u00ec grasso e succoso).\n Ci\u00f2 che \u00e8 detestabile in un maiale \u00e8 ancora pi\u00f9 detestabile in un ragazzo.\n\n O ragazza, suggerisce il signor Hubble.\n\n Certo, o ragazza, signor Hubble, asser\u00ec il signor Wopsle, piuttosto irritato.\nirritato, ma non c'\u00e8 nessuna ragazza.\n\n E poi, disse il signor Pumblechook, rivolgendosi a me in modo brusco, pensa a ci\u00f2 per cui\nper cui essere grati. Se fossi nato come Squeaker\n\n Lo era, se mai lo \u00e8 stato un bambino\", disse mia sorella, con grande enfasi.\n\nJoe mi diede dell'altro sugo.\n\n Beh, ma io intendo uno Squeaker a quattro zampe, disse il signor Pumblechook.  Se\nfossi nato cos\u00ec, saresti qui ora? Non tu\n\n A meno che non sia in questa forma, disse il signor Wopsle, facendo un cenno verso il piatto.\n\n Ma non intendo in quella forma, signore, rispose il signor Pumblechook, che si opponeva all'interruzione.\nPumblechook, che si opponeva a essere interrotto; intendo dire che si diverte con i suoi\nanziani e superiori, migliorandosi con la loro conversazione e\ne di rotolarsi nel lusso. Avrebbe fatto questo? No, non l'avrebbe fatto.\nE quale sarebbe stata la tua destinazione?\ndi nuovo.  Ti saresti sbarazzato per tanti scellini, secondo il prezzo di mercato dell'articolo.\nsecondo il prezzo di mercato dell'articolo, e il macellaio Dunstable sarebbe venuto da te\nDunstable il macellaio si sarebbe avvicinato a te mentre giacevi sulla paglia e ti avrebbe frustato\nsotto il suo braccio sinistro e con il destro si sarebbe rimboccato la veste per\nper prendere un coltellino dalla tasca del panciotto e avrebbe versato il vostro sangue e\navrebbe versato il tuo sangue e avrebbe avuto la tua vita. Allora non si tirava su con le mani.\nNeanche un po'!\n\nJoe mi offr\u00ec altro sugo, che avevo paura di prendere.\n\n Vi ha creato un sacco di problemi, signora, disse la signora Hubble,\ncommiserando mia sorella.\n\n Guai? fece eco mia sorella; guai? e poi si addentr\u00f2 in un pauroso\ndi tutte le malattie di cui mi ero macchiata, di tutti gli atti di insonnia che avevo commesso, di tutte le\ndi insonnia che avevo commesso, e di tutti i posti alti da cui ero caduta\nda cui ero caduto, e tutti i posti bassi in cui ero caduto, e tutte le ferite che avevo fatto a me stesso, e tutte le volte in cui\ne tutte le volte che lei mi aveva augurato di finire nella tomba e io avevo\ne io avevo contumacemente rifiutato di andarci.\n\nPenso che i romani si siano aggravati molto l'un l'altro, con\ni loro nasi. Forse, di conseguenza, sono diventati il popolo irrequieto che erano.\nconseguenza. In ogni caso, il naso romano del signor Wopsle mi ha talmente aggravato, durante la\ndurante la presentazione delle mie malefatte, che avrei voluto tirarglielo\nfino a farlo ululare. Ma tutto quello che avevo sopportato fino a quel momento non era nulla in confronto alle\nnulla in confronto ai terribili sentimenti che si impossessarono di me quando la pausa\npausa che segu\u00ec alla recita di mia sorella, e durante la quale tutti mi guardarono (e\npausa tutti mi avevano guardato (come mi sentivo dolorosamente consapevole) con\ncon indignazione e disgusto.\n\n Eppure, disse il signor Pumblechook, riconducendo la compagnia dolcemente al tema da cui si erano allontanati, il maiale considerato come un piatto \u00e8 ricco.\ntema da cui si erano allontanati, il maiale considerato come un biliardo \u00e8 ricco,\nanche ricco, non \u00e8 vero?\n\n Bevi un po' di brandy, zio, disse mia sorella.\n\nO cielo, finalmente era arrivato! Avrebbe scoperto che era debole, avrebbe detto\nche era debole e io ero perduta! Mi aggrappai con entrambe le mani alla gamba del tavolo sotto\nsotto il panno, con entrambe le mani, e aspettai il mio destino.\n\nMia sorella and\u00f2 a prendere la bottiglia di pietra e torn\u00f2 con la bottiglia di pietra,\ne vers\u00f2 il suo brandy: nessun altro ne prese. Il disgraziato\ngiocherell\u00f2 con il suo bicchiere, lo prese, lo guard\u00f2 attraverso la luce, lo pos\u00f2, prolung\u00f2 la mia sofferenza.\ne lo mise gi\u00f9, prolungando la mia sofferenza. Per tutto questo tempo la signora Joe e Joe stavano\nJoe e la signora Joe sparecchiavano alacremente la tavola per la torta e il budino.\n\nNon riuscivo a togliergli gli occhi di dosso. Tenendomi sempre stretta alla gamba del\ncon le mani e con i piedi, vidi quella misera creatura diteggiare giocosamente il suo\nbicchiere, prenderlo, sorridere, gettare la testa all'indietro e bere il brandy.\nbrandy. Subito dopo, la compagnia fu colta da un'indicibile\nsgomento inenarrabile, a causa del suo balzare in piedi, girarsi pi\u00f9 volte\npi\u00f9 volte in una spaventosa danza spasmodica di pertosse e si precipit\u00f2 fuori dalla porta.\ne si \u00e8 precipitato fuori dalla porta; poi \u00e8 diventato visibile attraverso la finestra,\ncon violenti stantuffi ed espettorazione, facendo le facce pi\u00f9 orribili,\ne apparentemente fuori di s\u00e9.\n\nMi tenni stretta, mentre la signora Joe e Joe correvano da lui. Non sapevo come avevo fatto\nnon sapevo come avevo fatto, ma non avevo dubbi di averlo ucciso in qualche modo. Nella mia\nsituazione terribile, fu un sollievo quando fu riportato indietro, e\ne guardando la compagnia tutt'intorno, come se _loro_ fossero stati in disaccordo con lui,\nsprofond\u00f2 nella sua sedia con un unico significativo sussulto: Tar!\n\nAvevo riempito la bottiglia dalla brocca di acqua e catrame. Sapevo che sarebbe stato\npeggiore di l\u00ec a poco. Mossi il tavolo, come un Medium dei giorni nostri,\ncon la forza della mia presa invisibile su di esso.\n\n Tar! grid\u00f2 mia sorella, stupita.  Perch\u00e9, come \u00e8 possibile che Tar sia venuto\nl\u00ec?\n\nMa lo zio Pumblechook, che era onnipotente in quella cucina, non volle sentire una parola, non volle sentire l'argomento, e imperiosamente scacci\u00f2 tutto.\nparola, non volle sentire parlare di questo argomento, imperiosamente\ncon la mano e chiese acqua e gin caldo. Mia sorella, che aveva\naveva iniziato a essere allarmantemente meditativa, dovette adoperarsi attivamente per\ngin, l'acqua calda, lo zucchero e la buccia di limone e a mescolarli.\ne a mescolare il tutto. Almeno per il momento, ero salvo. Mi tenevo ancora\nalla gamba del tavolo, ma ora la stringevo con il fervore della gratitudine.\ngratitudine.\n\nA poco a poco, diventai abbastanza calmo da mollare la presa e mangiare il budino.\nbudino. Il signor Pumblechook mangi\u00f2 il budino. Tutti mangiarono il budino.\nIl corso termin\u00f2 e il signor Pumblechook inizi\u00f2 a sorridere sotto l'influenza geniale del gin e dell'acqua.\ngeniale influenza del gin e dell'acqua. Cominciavo a pensare che avrei superato\nquando mia sorella disse a Joe: \"Piatti puliti, freddi\".\n\nMi strinsi subito alla gamba del tavolo e la strinsi al mio petto come se fosse stata la compagna della mia giovinezza e l'amica della mia vita.\ncome se fosse stata la compagna della mia giovinezza e l'amica della mia anima.\nanima. Prevedevo ci\u00f2 che stava per accadere e sentivo che questa volta ero davvero\nandato.\n\n Dovete assaggiare, disse mia sorella, rivolgendosi agli ospiti con la sua miglior\ngrazia, dovete assaggiare, per finire, un regalo cos\u00ec delizioso e delizioso dello zio Pumblechook!\nregalo dello zio Pumblechook!\n\nDevono! Che non sperino di assaggiarlo!\n\n Devi sapere, disse mia sorella alzandosi, che \u00e8 una torta; una torta salata di maiale.\ndi maiale.\n\nLa compagnia mormor\u00f2 i propri complimenti. Zio Pumblechook, consapevole di aver meritato\ndi essersi meritato il favore dei suoi simili, disse, in modo piuttosto vivace,\ntutto sommato, \"Bene, signora Joe, faremo del nostro meglio;\ndiamo una fetta di questa stessa torta.\n\nMia sorella usc\u00ec a prenderlo. Ho sentito i suoi passi andare verso la dispensa.\nVidi il signor Pumblechook tenere in equilibrio il suo coltello. Ho visto risvegliare l'appetito nelle\nromano nelle narici del signor Wopsle. Ho sentito il signor Hubble osservare che un po' di\nun po' di torta di maiale saporita sarebbe stata in cima a qualsiasi cosa si potesse nominare, e non avrebbe fatto\ne sentii Joe dire: \"Ne prenderai un po', Pip\".  Non sono mai stato\nnon sono mai stato assolutamente certo di aver emesso un urlo di terrore,\nsolo nello spirito o anche nell'udito della compagnia. Sentivo che\nche non potevo pi\u00f9 sopportare e che dovevo scappare. Lasciai la gamba del tavolo e corsi per salvarmi.\ntavolo e mi misi a correre per salvarmi.\n\nMa non andai oltre la porta della casa, perch\u00e9 l\u00ec mi imbattei a testa in gi\u00f9 in un gruppo di soldati con i loro moschetti.\nun gruppo di soldati con i loro moschetti, uno dei quali mi tese un paio di manette dicendo\nun paio di manette, dicendomi: \"Eccoti qui, stai attento, vieni!\n\n\n\n\nCapitolo V.\n\n\nL'apparizione di una schiera di soldati che calavano i loro moschetti carichi sulla soglia di casa nostra\nmoschetti carichi sulla soglia di casa, fece alzare i commensali da tavola in preda alla confusione e fece rientrare in cucina Mrs.\ntavola in preda alla confusione e fece s\u00ec che la signora Joe, rientrata in cucina\na mani vuote, si fermasse a fissare, nel suo stupito lamento di\n Santo cielo, santo cielo, cos'\u00e8 successo alla torta!\n\nIl sergente e io eravamo in cucina quando la signora Joe rimase a fissarci; a quel punto recuperai parzialmente l'uso dei sensi.\ncrisi recuperai parzialmente l'uso dei sensi. Era stato il\nsergente che mi aveva parlato, e ora stava guardando la compagnia, con le manette\ncompagnia, con le manette allungate invitantemente verso di loro nella sua\nmano destra e la sinistra sulla mia spalla.\n\n Scusatemi, signore e signori, disse il sergente, ma come ho accennato alla porta a questo\ncome ho accennato alla porta a questo giovane e intelligente barbiere (cosa che non aveva fatto),\n sono a caccia in nome del re e voglio il fabbro.\n\n E, di grazia, che cosa volete da _lui_? replic\u00f2 mia sorella, pronta a\nrisentirsi del fatto che lo si volesse affatto.\n\n Signorina, rispose il galante sergente, parlando a nome mio, dovrei rispondere che ho l'onore e il piacere di conoscere la sua bella moglie.\nl'onore e il piacere di conoscere la sua bella moglie;\na nome del re, rispondo: un piccolo lavoro fatto.\n\nLa cosa fu accolta dal sergente come piuttosto ordinata, tanto che Mr.\nPumblechook grid\u00f2 in modo udibile: \"Bene di nuovo!\n\n Vedete, fabbro, disse il sergente, che ormai aveva individuato Joe con lo sguardo, abbiamo avuto un incidente con questi\nJoe con l'occhio, abbiamo avuto un incidente con questi, e ho scoperto che la serratura di uno di essi\nche la serratura di una di esse si \u00e8 guastata e l'accoppiamento non si comporta bene.\nVisto che sono richiesti per un servizio immediato, ci daresti un occhio?\nsu di esse?\n\nJoe li guard\u00f2 e dichiar\u00f2 che il lavoro avrebbe richiesto l'accensione del fuoco della sua forgia\nche il lavoro avrebbe richiesto l'accensione del fuoco della sua fucina e che ci sarebbero volute pi\u00f9\nore piuttosto che una.  Sar\u00e0 cos\u00ec? Allora mettetevi subito all'opera,\nfabbro? Disse il sergente, che era al servizio di Sua Maest\u00e0.\nSua Maest\u00e0. E se i miei uomini sono in grado di dare una mano ovunque, si renderanno\nsi renderanno utili.  E cos\u00ec dicendo, chiam\u00f2 i suoi uomini, che vennero a frotte\nin cucina uno dopo l'altro e ammucchiarono le armi in un angolo.\nE poi si misero in piedi, come fanno i soldati; ora con le mani\nmani allentate davanti a loro; ora, appoggiando un ginocchio o una spalla; ora,\nallentando una cintura o una sacca; ora aprendo la porta per sputare rigidamente sui loro\ni loro alti ceppi, nel cortile.\n\nTutte queste cose le vidi senza sapere di averle viste, perch\u00e9 ero in agonia di apprensione.\nin un'agonia di apprensione. Ma cominciai a percepire che le\nmanette non erano per me, e che i militari avevano avuto la meglio sulla torta\nche i militari avevano avuto la meglio sulla torta, mettendola in secondo piano.\nun po' di pi\u00f9 il mio ingegno disperso.\n\n Mi daresti il tempo? disse il sergente, rivolgendosi al signor Pumblechook.\nPumblechook, come a un uomo le cui capacit\u00e0 di apprezzamento giustificavano la\nche il tempo a disposizione fosse all'altezza della situazione.\n\n Sono appena passate le due e mezza.\n\n Non \u00e8 poi cos\u00ec male, disse il sergente, riflettendo; anche se fossi costretto a fermarmi qui per quasi due ore, mi basterebbe.\ncostretto a fermarmi qui per quasi due ore, mi basterebbe. Quanto lontano potreste definirvi\ndalle paludi, da queste parti? Non pi\u00f9 di un miglio, credo?\n\n Solo un miglio, disse la signora Joe.\n\n Questo andr\u00e0 bene. Cominciamo ad avvicinarci a loro verso il tramonto. Un po' prima\ndel tramonto, i miei ordini sono. Va bene cos\u00ec.\n\n Galeotti, sergente? domand\u00f2 il signor Wopsle, in modo scontato.\n\n S\u00ec! rispose il sergente, due. Si sa che sono ancora in giro per le paludi\nnelle paludi, e non cercheranno di allontanarsi prima del\ndel crepuscolo. Qualcuno di voi ha visto qualcosa di simile?\n\nTutti, tranne me, hanno detto di no, con fiducia. Nessuno ha pensato a\nme.\n\n Beh! disse il sergente, si ritroveranno intrappolati in un cerchio, credo, prima di quanto pensino.\ncerchio, credo, prima di quanto pensino. Ora, fabbro! Se siete\npronto, Sua Maest\u00e0 il Re lo \u00e8.\n\nJoe si era tolto il cappotto, il panciotto e la cravatta, e il grembiule di cuoio\ngrembiule, ed entr\u00f2 nella fucina. Uno dei soldati apr\u00ec le finestre di legno\nfinestre di legno, un altro accese il fuoco, un altro ancora si mise a lavorare al\nun altro si mise a lavorare al mantice, mentre gli altri stavano intorno alla fiamma, che ben presto divenne roboante. Poi\nJoe cominci\u00f2 a martellare e a tintinnare, a martellare e a tintinnare, e noi tutti guardavamo.\n\nL'interesse per l'imminente inseguimento non solo assorbiva l'attenzione generale\nattenzione generale, ma rese liberale anche mia sorella. Attinse dalla botte un boccale di birra per i soldati\ndalla botte per i soldati, e invit\u00f2 il sergente a prendere un\nun bicchiere di brandy. Ma il signor Pumblechook disse bruscamente: \"Dategli del vino\",\nMamma. Non c'\u00e8 catrame in questo. Il sergente lo ringrazi\u00f2 e disse che preferiva bere\ne disse che, dato che preferiva bere senza catrame, avrebbe preso del\nvino, se fosse stato ugualmente conveniente. Quando glielo diedero, bevve la sua\nMaest\u00e0 e i complimenti della stagione, lo bevve tutto d'un fiato e si schiocc\u00f2 le labbra.\nbocca e si socchiuse le labbra.\n\n Roba buona, eh, sergente? disse il signor Pumblechook.\n\n Le dir\u00f2 una cosa, rispose il sergente: sospetto che quella roba\nroba sia di _vostra_ provenienza.\n\nIl signor Pumblechook, con una specie di risata grassa, disse: \"S\u00ec, s\u00ec? Perch\u00e9?\n\n Perch\u00e9, rispose il sergente battendogli la spalla, lei \u00e8 un uomo che sa cosa fare.\nun uomo che sa cosa fare.\n\n Lo pensate? disse il signor Pumblechook, con la sua risata di sempre.  Bevete\nun altro bicchiere!\n\n Con voi. Hob e nob, rispose il sergente.  La cima del mio al\npiede del tuo, il piede del tuo al mio, suona una volta, suona due volte.\ndue volte, la migliore melodia degli occhiali musicali! La vostra salute. Che tu possa vivere\nmille anni e non essere mai un giudice peggiore di quello che sei in questo momento della tua vita.\ndi quanto non lo siate in questo momento della vostra vita!\n\nIl sergente gett\u00f2 di nuovo il suo bicchiere e sembrava pronto per un altro\nun altro bicchiere. Notai che il signor Pumblechook, nella sua ospitalit\u00e0, sembrava dimenticare\nPumblechook nella sua ospitalit\u00e0 sembr\u00f2 dimenticare di aver regalato il vino, ma prese la bottiglia da Mrs.\nJoe ed ebbe il merito di distribuirlo in uno slancio di giovialit\u00e0.\ndi giovialit\u00e0. Persino io ne ho preso un po'. Ed era cos\u00ec libero di bere il vino\nche chiam\u00f2 anche l'altra bottiglia e la distribu\u00ec con la stessa liberalit\u00e0.\ncon la stessa liberalit\u00e0, quando la prima era finita.\n\nMentre li osservavo mentre stavano tutti raggruppati intorno alla fucina,\nsi divertivano cos\u00ec tanto, pensai a quale ottimo condimento per una\ncena il mio amico fuggitivo nelle paludi. Non si erano divertiti\nnon si erano divertiti neanche un quarto, prima che l'intrattenimento fosse allietato\ncon l'eccitazione da lui procurata. E ora, quando erano tutti in viva attesa\ndi catturare i due furfanti, e quando i mantici sembravano\nsembravano ruggire per i fuggiaschi, il fuoco divampare per loro, il fumo\nfumo che li inseguiva, Joe che martellava e tintinnava per loro e\ntutte le ombre torbide sul muro che si agitavano minacciose verso di loro mentre la\nfiamma si alzava e si abbassava, e le scintille roventi cadevano e si spegnevano, il pallido pomeriggio fuori sembrava quasi\npallido pomeriggio fuori sembrava quasi, nella mia giovane fantasia pietosa, che fosse\nimpallidire per colpa loro, poveri disgraziati.\n\nAlla fine, il lavoro di Joe fu terminato e gli squilli e i ruggiti cessarono. Mentre\nJoe si mise il cappotto, trov\u00f2 il coraggio di proporre che qualcuno di noi\ndi scendere con i soldati per vedere cosa ne veniva fuori dalla caccia. Il Sig.\nPumblechook e il signor Hubble rifiutarono, adducendo la scusa della pipa e delle signore\nma il signor Wopsle disse che sarebbe andato, se Joe avesse voluto. Joe disse che era\nJoe disse che era d'accordo e che mi avrebbe portato con s\u00e9, se la signora Joe avesse approvato. Non avremmo mai\nnon avremmo mai ottenuto il permesso di andare, ne sono certa, se non fosse stato per la curiosit\u00e0 di Mrs.\ndi sapere tutto e come andava a finire. In realt\u00e0, si limit\u00f2 a stabilire che se\nSe riporterete il ragazzo con la testa fatta a pezzi da un moschetto, non aspettatevi che io\nnon aspettate che sia io a rimetterla a posto.\n\nIl sergente si conged\u00f2 educatamente dalle signore e si separ\u00f2 da Mr.\nPumblechook come da un compagno; anche se dubito che fosse altrettanto pienamente\ndi quel gentiluomo in condizioni di aridit\u00e0, come quando\numide, come quando c'era qualcosa di umido. I suoi uomini ripresero i loro moschetti e si accodarono.\nIl signor Wopsle, Joe e io ricevemmo l'ordine tassativo di restare nelle retrovie e di non dire una parola dopo aver raggiunto il campo.\ndi non dire una parola dopo che avessimo raggiunto le paludi. Quando fummo tutti all'aria aperta\nall'aria aperta e ci stavamo dirigendo verso la nostra attivit\u00e0, io\na Joe, a tradimento, sussurrai: \"Spero, Joe, che non li troveremo\" e Joe mi sussurr\u00f2: \"Spero che non li troveremo\".\nJoe mi sussurr\u00f2: \"Darei uno scellino se avessero tagliato la corda\",\nPip.\n\nNon si sono uniti a noi i ritardatari del villaggio, perch\u00e9 il tempo era freddo e minaccioso, la strada tetra, il terreno pessimo, l'oscurit\u00e0 in arrivo.\nfreddo e minaccioso, la strada era tetra, il terreno pessimo, l'oscurit\u00e0 si avvicinava.\ne la gente aveva dei bei fuochi all'interno e si teneva il giorno. A\nqualche volto si affrett\u00f2 a guardare le finestre illuminate, ma nessuno usc\u00ec.\nnessuno \u00e8 uscito. Passammo il palo della cuccagna e proseguimmo dritti fino al cimitero della chiesa.\nL\u00ec fummo fermati per qualche minuto da un segnale del sergente\nsergente, mentre due o tre dei suoi uomini si disperdevano tra le tombe e\ntra le tombe, esaminando anche il portico. Sono rientrati senza trovare nulla\nnulla, e poi ci incamminammo verso le paludi aperte, attraverso il cancello\ndal cancello a lato del cimitero. Un nevischio pungente ci sferragliava contro\nqui con il vento dell'est, e Joe mi prese sulle spalle.\n\nOra che eravamo nella desolata natura selvaggia, dove loro poco\npensavano che fossi stato in otto o nove ore e che avessi visto entrambi gli uomini\nnascosti, pensai per la prima volta, con grande timore, se ci fossimo imbattuti in loro.\nse ci fossimo imbattuti in loro, il mio particolare detenuto avrebbe supposto che fossi stato io a\nche ero stato io a portare l\u00ec i soldati? Mi aveva chiesto se ero un'imbrogliona e mi aveva risposto che avrei dovuto\ne mi aveva detto che sarei stato un giovane mastino feroce se mi fossi unito alla caccia contro di lui.\ncaccia contro di lui. Avrebbe creduto che ero sia un folletto che un cane da caccia in\ntraditore e che lo avessi tradito?\n\nNon serviva a nulla porsi questa domanda adesso. Ero l\u00ec, sulla schiena di Joe\ne sotto di me c'era Joe, che caricava i fossati come un cacciatore e stimolava Mr.\ncacciatore, stimolando il signor Wopsle a non cadere sul suo naso romano e a tenere il passo con noi.\na tenere il passo con noi. I soldati erano di fronte a noi e si estendevano in una linea piuttosto\nuna linea piuttosto ampia con un intervallo tra uomo e uomo. Stavamo seguendo\nla rotta che avevo iniziato e dalla quale avevo deviato nella nebbia.\nO la nebbia non era ancora uscita, o il vento l'aveva dissipata.\nSotto il basso bagliore rosso del tramonto, il faro, la gogna, il tumulo della batteria e il\ndella batteria e la riva opposta del fiume erano evidenti,\nanche se tutti di un colore piombo acquoso.\n\nCon il cuore che batteva come un fabbro sulla spalla larga di Joe, guardai intorno alla\nguardai tutto intorno alla ricerca di qualche segno dei detenuti. Non ne vedevo, non ne sentivo\nsentivo. Il signor Wopsle mi aveva allarmato pi\u00f9 di una volta, per il suo\nil suo soffio e il suo respiro affannoso; ma ormai conoscevo i suoni e riuscivo a dissociarli dall'oggetto.\ne riuscivo a dissociarli dall'oggetto dell'inseguimento. Ho avuto un tremendo\nquando mi sembr\u00f2 di sentire la lima che continuava ad avanzare, ma era solo un\nun campanello per pecore. Le pecore si fermarono a mangiare e ci guardarono timidamente;\ne il bestiame, con la testa rivolta verso il vento e il nevischio, ci fissava\ncome se ci ritenessero responsabili di entrambi i fastidi; ma, a parte queste cose, e il brivido\nqueste cose e il brivido del giorno che muore in ogni filo d'erba,\nnon c'era alcuna pausa nella desolante quiete delle paludi.\n\nI soldati stavano procedendo in direzione della vecchia batteria e noi stavamo procedendo un po' dietro di loro.\nstavamo procedendo un po' dietro di loro, quando, all'improvviso, ci siamo tutti\nci fermammo. Perch\u00e9 ci raggiunse, sulle ali del vento e della pioggia, un lungo grido.\nlungo grido. Era ripetuto. Era lontano, verso est, ma era lungo e forte.\nera lungo e forte. Anzi, sembrava che ci fossero due o pi\u00f9 grida sollevate\ninsieme, se si pu\u00f2 giudicare dalla confusione del suono.\n\nA questo proposito il sergente e gli uomini pi\u00f9 vicini stavano parlando sottovoce quando\nquando io e Joe ci avvicinammo. Dopo un altro momento di ascolto,\nJoe (che era un buon giudice) era d'accordo e il signor Wopsle (che era un pessimo giudice) era d'accordo.\nera d'accordo. Il sergente, un uomo deciso, ordin\u00f2 che non si rispondesse al suono, ma che si seguisse la rotta.\ndi non rispondere al suono, ma di cambiare la rotta e che i suoi uomini\nche i suoi uomini si dirigessero verso di lui di corsa.  Cos\u00ec ci inclinammo a destra (dove c'era l'est) e\n(dove si trovava l'Est) e Joe martellava cos\u00ec meravigliosamente che dovetti\nche dovetti tenermi stretto per mantenere il mio posto.\n\nOra era davvero una corsa e Joe la chiamava, con le uniche due parole che pronunciava sempre, un Winder.\nparole che pronunci\u00f2 per tutto il tempo, un Winder.  Gi\u00f9 per gli argini e su per gli argini, oltre i cancelli\ne di cancelli, di spruzzi negli argini, di frangenti di giunchi grossolani: a nessuno importava dove andasse.\nuomo si preoccupava di dove andasse. Man mano che ci avvicinavamo alle grida, diventava sempre pi\u00f9 evidente\nsempre pi\u00f9 evidente che erano fatte da pi\u00f9 di una voce.\nA volte sembravano cessare del tutto, e allora i soldati si fermavano.\nQuando ricominciava, i soldati si dirigevano verso di loro pi\u00f9 velocemente che mai e noi li seguivamo.\npi\u00f9 che mai, e noi dietro di loro. Dopo un po', l'avevamo talmente ridotto,\nche si sentiva una voce che chiamava Assassinio! e un'altra voce,\n Galeotti! Fuggitivi! Guardia! Da questa parte per i detenuti in fuga!  Poi\nEntrambe le voci sembravano soffocate in una lotta, e poi\nscoppiavano di nuovo. E quando si arriv\u00f2 a questo punto, i soldati scapparono come\ncervi, e anche Joe.\n\nIl sergente entr\u00f2 per primo, quando il rumore si era attenuato, e due dei suoi uomini lo seguirono da vicino.\ndue dei suoi uomini gli corsero vicino. I loro pezzi erano armati e\nquando siamo entrati tutti.\n\n Ecco i due uomini! ansim\u00f2 il sergente, lottando in fondo a un fossato.\nfosso.  Arrendetevi, voi due! E confondetevi per due bestie selvagge! Venite\ndividetevi!\n\nL'acqua schizzava, il fango volava, si giurava e si colpiva,\ne colpi, quando altri uomini scesero nel fosso per aiutare il sergente e trascinarono fuori, separatamente, il mio detenuto e\nper aiutare il sergente e trascinarono fuori, separatamente, il mio detenuto e l'altro.\nl'altro. Entrambi sanguinavano, ansimavano, esecravano e si dibattevano.\nlottavano; ma naturalmente li conoscevo entrambi direttamente.\n\n Mente! disse il mio galeotto, asciugandosi il sangue dal viso con le sue\nmaniche e scuotendo i capelli strappati dalle dita:  L'ho preso io! _I_\nve lo consegno! Badate a questo!\n\n Non c'\u00e8 molto di cui preoccuparsi, disse il sergente; ti servir\u00e0 a poco, amico mio, essendo tu nella stessa situazione.\nti servir\u00e0 a poco, amico mio, essendo tu stesso nella stessa situazione. Manette\nEcco!\n\n Non mi aspetto che mi faccia bene. Non voglio che mi faccia pi\u00f9\nbene di quanto non faccia ora, disse il mio detenuto, con una risata avida.  L'ho preso\nlui. Lui lo sa. Questo mi basta.\n\nL'altro detenuto era livido a vedersi e, oltre al vecchio lato sinistro del viso, sembrava\nlivido lato sinistro del viso, sembrava essere livido e lacerato dappertutto.\nNon riusc\u00ec a prendere fiato per parlare, finch\u00e9 non furono entrambi ammanettati separatamente.\nammanettati separatamente, ma si appoggi\u00f2 a un soldato per non cadere.\ncadere.\n\n Faccia attenzione, guardia, ha cercato di uccidermi, sono state le sue prime parole.\n\n Ha tentato di ucciderlo? Disse il mio detenuto, sdegnosamente.  Provare e non fare\nfarlo? L'ho preso e consegnato, ecco cosa ho fatto. Non solo ho impedito\nnon solo gli ho impedito di uscire dalle paludi, ma l'ho trascinato qui, l'ho trascinato fin qui sulla via del ritorno.\ntrascinato fin qui sulla via del ritorno. \u00c8 un gentiluomo, se volete, questo\ncattivo. Ora Hulks ha di nuovo il suo gentiluomo, grazie a me. Assassinio\nassassinarlo? Non vale la pena di ucciderlo, quando potrei fare di peggio e trascinarlo indietro!\ntrascinarlo indietro!\n\nL'altro ansimava ancora: \"Ha cercato di uccidermi\". Orso testimone\ntestimone.\n\n Guardate qui! disse il mio galeotto al sergente.  Da solo sono riuscito a\ndalla nave-prigione; ho fatto una corsa e ce l'ho fatta. Avrei potuto liberarmi\ndi questi appartamenti freddi come la morte, ma guardate la mia gamba: non ci troverete molto ferro\nnon troverete molto ferro su di essa se non avessi scoperto che _lui_ era qui. Che sia libero?\nche _lui_ sia libero? Che _lui_ tragga profitto dai mezzi che ho scoperto? Che _lui_\nsi faccia strumento di me ancora e ancora? Ancora una volta? No, no, no. Se fossi\nmorto sul fondo, e lui avesse dato un colpo deciso al fosso\ncon le sue mani ammanettate, mi sarei aggrappato a lui con quella presa, che tu\nsareste stati sicuri di trovarlo nella mia presa.\n\nL'altro fuggitivo, che evidentemente aveva un estremo orrore per il suo\ncompagno, ripet\u00e9: \"Ha cercato di uccidermi. Sarei stato un uomo morto\nse non foste arrivati voi.\n\n Mente! disse il mio galeotto, con feroce energia.  \u00c8 nato bugiardo e\nmorir\u00e0 da bugiardo. Guardate la sua faccia; non \u00e8 scritto l\u00ec? Lasciategli\nche rivolga quei suoi occhi su di me. Lo sfido a farlo.\n\nL'altro, sforzandosi di fare un sorriso sprezzante, che non riusc\u00ec per\u00f2 a\ndi raccogliere il lavoro nervoso della sua bocca in un'espressione fissa, guard\u00f2 i soldati e guard\u00f2 intorno alle paludi e alle\nespressione, guard\u00f2 i soldati, guard\u00f2 le paludi e il cielo, ma non guard\u00f2 certo l'oratore.\nal cielo, ma non guard\u00f2 certo l'oratore.\n\n Lo vedete? ha proseguito il mio galeotto.  Vedete che razza di cattivo \u00e8?\nVedete quegli occhi brontolanti e vaganti? Era cos\u00ec che appariva\nquando siamo stati processati insieme. Non mi ha mai guardato.\n\nL'altro, che lavorava e lavorava sempre sulle sue labbra secche e girava gli occhi\ninquieto intorno a s\u00e9 lontano e vicino, alla fine li rivolse per un attimo\nsull'oratore, con le parole: \"Non sei molto bello da vedere\" e con un'occhiata\ncon un'occhiata di scherno alle mani legate. A quel punto, il mio detenuto\nesasperato, tanto che si sarebbe avventato su di lui, se non fosse stato per l'interposizione dei soldati.\nse non fosse stato per l'interposizione dei soldati.  Non ti ho detto, disse allora l'altro detenuto, che\nl'altro detenuto, che mi avrebbe ucciso, se avesse potuto?  E chiunque poteva\nchiunque poteva vedere che tremava per la paura e che sulle sue labbra spuntavano\nsulle sue labbra curiosi fiocchi bianchi, come neve sottile.\n\n Basta con questi discorsi, disse il sergente.  Accendete quelle torce.\n\nQuando uno dei soldati, che portava un cesto al posto della pistola, si mise in ginocchio per aprirla, il mio detenuto si guard\u00f2 intorno per la prima volta.\nin ginocchio per aprirla, il mio detenuto si guard\u00f2 intorno per la prima volta e mi vide.\nper la prima volta e mi vide. Ero sceso dalla schiena di Joe sull'orlo del fosso quando eravamo arrivati\nfosso quando eravamo arrivati, e da allora non mi ero pi\u00f9 mosso. Lo guardai con impazienza\nquando lui mi guard\u00f2, e mossi leggermente le mani e scossi la testa. I\naspettavo che mi vedesse per cercare di assicurargli la mia innocenza.\ninnocenza. Non mi \u00e8 sembrato affatto che abbia compreso la mia intenzione, perch\u00e9 mi ha dato un'occhiata\nmia intenzione, perch\u00e9 mi rivolse uno sguardo che non capii, e tutto pass\u00f2 in un attimo.\ntutto pass\u00f2 in un attimo. Ma se mi avesse guardata per un'ora o per un giorno\ngiorno, non avrei mai potuto ricordare il suo volto come se fosse stato\npi\u00f9 attento.\n\nIl soldato con la cesta si accese subito, accese tre o quattro torce, ne prese una lui stesso e distribu\u00ec le altre.\ntorce, ne prese una e distribu\u00ec le altre. Prima era quasi buio, ma ora sembrava\nquasi buio prima, ma ora sembrava del tutto buio, e poco dopo\nmolto buio. Prima che ci allontanassimo da quel punto, quattro soldati in piedi in\nun anello, spararono due volte in aria. Subito dopo vedemmo altre torce\naccese a una certa distanza dietro di noi e altre sulle paludi sulla sponda opposta del fiume.\nriva opposta del fiume.  Va bene, disse il sergente.  Marzo.\n\nNon avevamo fatto molta strada quando tre cannoni spararono davanti a noi con un suono che sembrava\nsuono che sembrava far scoppiare qualcosa nel mio orecchio.  Vi aspettano a bordo\na bordo, disse il sergente al mio detenuto; sanno che stai arrivando.\nNon allontanarti, amico mio. Chiudetevi qui.\n\nI due erano tenuti separati e ognuno camminava circondato da una guardia separata.\nguardia. Io tenevo la mano di Joe e Joe portava una delle torce.\ntorce. Il signor Wopsle era intenzionato a tornare indietro, ma Joe era deciso a\ndi andare fino in fondo, cos\u00ec proseguimmo con il gruppo. C'era un sentiero ragionevolmente\nsentiero ragionevolmente buono, perlopi\u00f9 sul bordo del fiume, con una deviazione qua e l\u00e0\ndove si trovava una diga, con un mulino a vento in miniatura e una chiusa fangosa.\nfangoso. Quando mi guardai intorno, riuscii a vedere le altre luci che ci seguivano.\ndopo di noi. Le torce che portavamo con noi lasciavano cadere grandi macchie di fuoco sul\nsul sentiero, e potevo vedere anche quelle, che giacevano fumanti e infuocate. I\nnon vedevo altro che buio nero. Le nostre luci riscaldavano l'aria\ncon il loro ardore pungente e i due prigionieri sembravano piuttosto\nche ai due prigionieri piacesse, mentre zoppicavano in mezzo ai moschetti. Non potevamo\nnon potevamo andare veloci, a causa della loro zoppia; ed erano cos\u00ec esausti,\nche due o tre volte dovemmo fermarci per farli riposare.\n\nDopo circa un'ora di viaggio, arrivammo a una capanna di legno grezzo e a un approdo.\ne un approdo. Nella capanna c'era una guardia e ci sfidarono,\ne il sergente rispose. Poi, entrammo nella capanna, dove c'era\nun odore di tabacco e di bianco, e un fuoco vivo, e una lampada, e un banco di moschetti e un\nmoschetti, un tamburo e un basso letto di legno, simile a un mangano senza\nun mangano troppo cresciuto senza i macchinari, in grado di contenere circa una\nuna dozzina di soldati tutti insieme. Tre o quattro soldati che vi si sdraiarono sopra\nnon erano molto interessati a noi, ma si limitavano ad alzare la testa e a\ntesta e guardavano assonnati, poi si sdraiarono di nuovo. Il sergente\nfece una specie di rapporto, e qualche annotazione in un libro, e poi il\ngaleotto, che io chiamo l'altro galeotto, fu fatto scendere con la sua guardia,\nper salire a bordo per primo.\n\nIl mio detenuto non mi guard\u00f2 mai, tranne quella volta. Mentre stavamo nella\ncapanna, stava davanti al fuoco e lo guardava pensieroso, o metteva i piedi a turno sul\npiedi a turno sul piano di cottura e li guardava pensieroso come se\ncome se li compatisse per le loro recenti avventure. Improvvisamente si rivolse al\nsergente e osserv\u00f2,\n\n Vorrei dire qualcosa a proposito di questa fuga. Potrebbe evitare che alcune\npersone sospettate di me.\n\n Pu\u00f2 dire quello che vuole, rispose il sergente, che lo guardava freddamente a braccia conserte.\ncon freddezza, guardandolo a braccia conserte, ma non ha il diritto di dirlo qui.\nqui. Avr\u00e0 modo di parlarne e di sentirne parlare abbastanza\ndi parlarne, e di sentirne parlare, prima che sia tutto finito, sa.\n\n Lo so, ma questa \u00e8 un'altra pinta, una questione a parte. Un uomo non pu\u00f2\nNon si pu\u00f2 morire di fame, almeno io. Ho preso dei wittles, su al Willage laggi\u00f9, dove la chiesa sorge\nlaggi\u00f9, dove la chiesa si affaccia sulle paludi.\n\n Intende dire rubare, disse il sergente.\n\n E vi dir\u00f2 da dove. Dal fabbro.\n\n Halloa! disse il sergente, fissando Joe.\n\n Halloa, Pip! disse Joe, fissandomi.\n\n Si trattava di qualche wittles rotto, ecco cos'era, e di un bicchierino di liquore,\ne una torta.\n\n Vi \u00e8 capitato di perdere un articolo come la torta, fabbro?\nil sergente, in modo confidenziale.\n\n Mia moglie l'ha fatto, proprio nel momento in cui siete entrati. Non lo sai,\nPip?\n\n Allora, disse il mio galeotto, volgendo gli occhi su Joe in modo lunatico e\nsenza degnarmi di uno sguardo, siete il fabbro, vero?\nAllora mi dispiace dire che ho mangiato la tua torta.\n\n Dio sa che sei la benvenuta, per quanto sia mai stata mia\", torn\u00f2 Joe, ricordando la signora Joe.\nJoe, con un ricordo salvifico della signora Joe.  Non sappiamo cosa hai fatto\nnon sappiamo cosa hai fatto, ma non vorremmo che tu morissi di fame per questo, povero\nmiserabile creatura. Lo faremmo, Pip?\n\nQuel qualcosa che avevo notato prima, \u00e8 scattato di nuovo nella gola dell'uomo e si \u00e8 girato.\ndi nuovo, e si gir\u00f2 di spalle. La barca era tornata e la sua guardia era\nerano pronte, cos\u00ec lo seguimmo fino all'approdo fatto di rozzi pali e pietre\npali e pietre, e lo vedemmo salire sulla barca, remata da un equipaggio di galeotti come lui.\nequipaggio di galeotti come lui. Nessuno sembrava sorpreso di vederlo, o\ninteressato a vederlo, o contento di vederlo, o dispiaciuto di vederlo, o\no parlare, se non che qualcuno nella barca ringhiava come ai cani,\n Fate largo, voi!\", che fu il segnale per il tuffo dei remi. Alla\nluce delle torce, vedemmo il nero Hulk disteso a poca distanza dalla\ndal fango della riva, come una malvagia arca di No\u00e8. Incatenato, sbarrato e ormeggiato\normeggiata da massicce catene arrugginite, la nave-prigione sembrava ai miei giovani occhi\nche fosse stirata come i prigionieri. Vedemmo la barca affiancarsi e lo\nvederlo salire sulla fiancata e scomparire. Poi, le estremit\u00e0 delle torce\nfurono gettate sibilando nell'acqua e si spensero, come se fosse tutto finito con lui.\ncon lui.\n\n\n\n\nCapitolo VI.\n\n\nIl mio stato d'animo riguardo al furto dal quale ero stato cos\u00ec\ninaspettatamente scagionato, non mi ha spinto a rivelarlo con franchezza; ma spero che in fondo ci sia un fondo di bene.\nspero che in fondo ci sia qualche briciola di bene.\n\nNon ricordo di aver provato alcuna tenerezza di coscienza nei confronti di Mrs.\nJoe, quando mi fu tolta la paura di essere scoperto. Ma io\nJoe, forse per nessun motivo migliore, in quei primi giorni, se non perch\u00e9\nperch\u00e9 il caro amico mi permetteva di amarlo e, per quanto riguardava lui, il mio io interiore\nnon era cos\u00ec facilmente componibile. Avevo molto in mente (soprattutto quando\nquando lo vidi per la prima volta cercare la sua cartella) che avrei dovuto dire a Joe\ntutta la verit\u00e0. Eppure non lo feci, e per la ragione che diffidavo\nche se l'avessi fatto, mi avrebbe creduto peggiore di quello che ero. La paura di perdere la fiducia di\nla fiducia di Joe e di dovermi sedere d'ora in poi nell'angolo del camino di notte\ndi notte a fissare tristemente il mio compagno e amico perduto per sempre, mi legava la lingua.\nla mia lingua. Mi sono morbosamente immaginato che, se Joe lo avesse saputo, non avrei pi\u00f9 potuto\nnon avrei mai potuto vederlo al caminetto mentre si tastava i baffi, senza pensare che fosse\nbaffi, senza pensare che ci stesse meditando sopra. Che, se Joe\nse Joe lo sapeva, non avrei mai pi\u00f9 potuto vederlo dare un'occhiata, per quanto casuale, alla\ncarne o al budino di ieri, quando arrivavano sulla tavola di oggi, senza pensare che stesse\nsenza pensare che stesse discutendo se fossi stata in dispensa. Questo,\nse Joe lo sapeva e in un qualsiasi periodo successivo della nostra vita domestica congiunta\nla sua birra fosse piatta o densa, la convinzione di sospettare la presenza di catrame\nsospettare che ci fosse del catrame, mi avrebbe fatto salire il sangue alla faccia. In una parola,\nero troppo vigliacco per fare ci\u00f2 che sapevo essere giusto, come ero stato troppo vigliacco per evitare di fare ci\u00f2 che\nvigliacco per evitare di fare ci\u00f2 che sapevo essere sbagliato. Non avevo avuto\nrapporti con il mondo a quel tempo, e non imitavo nessuno dei suoi\nmolti abitanti che agiscono in questo modo. Essendo un genio non istruito, scoprii\nscoperta della linea d'azione da solo.\n\nSiccome avevo sonno prima che fossimo lontani dalla nave-prigione, Joe mi prese di nuovo in spalla e mi port\u00f2 a casa.\nJoe mi prese di nuovo sulle spalle e mi port\u00f2 a casa. Deve aver fatto un viaggio faticoso\nviaggio, perch\u00e9 il signor Wopsle, essendo incinta, era cos\u00ec di cattivo umore che se la chiesa fosse stata aperta, avrebbe probabilmente\nche, se la Chiesa fosse stata aperta, avrebbe probabilmente scomunicato\nscomunicato l'intera spedizione, a cominciare da me e Joe. In qualit\u00e0 di\nlaico, si ostinava a sedersi nell'umidit\u00e0 in misura cos\u00ec\ninsano, tanto che quando gli fu tolto il cappotto per farlo asciugare al fuoco della\ncucina, la prova indiziaria sui suoi pantaloni lo avrebbe impiccato, se\nimpiccato, se si fosse trattato di un reato capitale.\n\nA quel punto, barcollavo sul pavimento della cucina come una piccola\nubriaco, dopo essere stato rimesso in piedi da poco e dopo aver\naddormentato, e per essermi svegliato nel calore, nelle luci e nel rumore delle lingue.\nrumore di lingue. Quando mi ripresi (con l'aiuto di una pesante botta\ntra le spalle e l'esclamazione ristoratrice Yah! C'\u00e8 mai stato un\nmai un ragazzo come questo! da parte di mia sorella), trovai Joe che raccontava loro della confessione del detenuto.\ndella confessione del detenuto, e tutti i visitatori che suggerivano\ndiversi modi in cui era entrato nella dispensa. Il signor Pumblechook\nPumblechook, dopo aver ispezionato attentamente i locali, ha concluso che prima era salito\nsul tetto della fucina, poi era salito sul tetto della casa e si era calato gi\u00f9.\ncasa, e poi si era calato dal camino della cucina con una corda fatta di\ncon la sua biancheria da letto tagliata a strisce; e poich\u00e9 il signor Pumblechook era molto\ne guid\u00f2 il suo stesso carretto su tutti, si convenne che doveva essere cos\u00ec.\nche doveva essere cos\u00ec. Il signor Wopsle, infatti, grid\u00f2 selvaggiamente: \"No!\ncon la debole malizia di un uomo stanco; ma, poich\u00e9 non aveva una teoria e non aveva il cappotto, fu unanimemente messo in fuga.\nsenza cappotto, fu unanimemente messo fuori gioco, per non parlare del suo fumante e duro\ndietro, mentre dava le spalle al fuoco della cucina per tirare fuori l'umidit\u00e0.\nche non ispirava fiducia.\n\nQuesto fu tutto ci\u00f2 che sentii quella notte, prima che mia sorella mi stringesse a s\u00e9, come un'offesa alla vista della compagnia, e mi aiutasse ad alzarmi dal letto.\ncome un'offesa alla vista della compagnia, e mi aiutasse a salire sul letto con una mano cos\u00ec forte\ncon una mano cos\u00ec forte che mi sembr\u00f2 di avere cinquanta stivali e di farli penzolare tutti contro i bordi delle scale.\nche mi sembrava di avere cinquanta stivali e di farli penzolare tutti contro i bordi delle scale. Il mio stato d'animo, come\ncome l'ho descritto, inizi\u00f2 prima che mi alzassi al mattino e dur\u00f2 a lungo dopo che l'argomento si era spento.\ne dur\u00f2 a lungo dopo che l'argomento si era spento e non se ne parlava pi\u00f9.\ndi menzionare l'argomento, se non in occasioni eccezionali.\n\n\n\n\nCapitolo VII.\n\n\nQuando mi trovavo sul sagrato della chiesa a leggere le lapidi di famiglia\nlapidi di famiglia, avevo imparato quanto bastava per poterle sillabare. La mia\nanche il loro semplice significato non era molto corretto, perch\u00e9 io\nmoglie di Sopra come un riferimento complementare all'esaltazione di mio padre verso un mondo migliore.\nesaltazione di mio padre in un mondo migliore; e se qualcuno dei miei parenti defunti fosse stato indicato come\nse uno qualsiasi dei miei parenti defunti fosse stato indicato come \"Sotto\", non ho dubbi che avrei formato\ndi quel membro della famiglia. N\u00e9 le mie idee sulle posizioni teologiche\nposizioni teologiche a cui mi legava il mio catechismo, non erano affatto accurate.\nho il vivo ricordo di aver pensato che la mia dichiarazione di camminare nel\ndichiarazione che avrei camminato nello stesso per tutti i giorni della mia vita,\nmi imponesse di attraversare sempre il villaggio da casa nostra in una direzione\ncasa nostra in una direzione particolare, e di non variarla mai scendendo\ndal carrozziere o dal mulino.\n\nQuando sarei stata abbastanza grande, sarei stata apprendista di Joe, e finch\u00e9 non fossi stata in grado di assumere quella dignit\u00e0\ndi assumere quella dignit\u00e0, non dovevo essere quello che la signora Joe chiamava \"pompeizzato\" o \"coccolato\".\n Pompeizzato, o (come lo chiamo io) coccolato. Pertanto, non ero solo\nnon solo ero il ragazzo strano della fucina, ma se a qualche vicino capitava di volere un ragazzo in pi\u00f9 per spaventare gli uccelli o\nper spaventare gli uccelli, o raccogliere pietre, o fare qualsiasi altro lavoro, ero\nmi veniva concesso l'impiego. Tuttavia, affinch\u00e9 la nostra posizione di superiorit\u00e0\nposizione superiore non venisse compromessa, si teneva un salvadanaio sulla mensola della\nsulla mensola del camino della cucina, in cui veniva pubblicamente reso noto che tutti i miei\nguadagni venivano gettati. Ho l'impressione che dovessero essere\nalla liquidazione del debito nazionale, ma so che non avevo alcuna speranza di ottenerlo,\nma so che non avevo alcuna speranza di partecipare personalmente al tesoro.\n\nLa prozia del signor Wopsle teneva una scuola serale nel villaggio; cio\u00e8, era una vecchia ridicola, di mezzi limitati e senza limiti.\ncio\u00e8, era una vecchia ridicola, di mezzi limitati e infermit\u00e0 illimitata, che andava a dormire dalle sei alle sette di ogni sera\ninfermit\u00e0, che era solita andare a dormire dalle sei alle sette di ogni sera, in\nsociet\u00e0 di giovani che pagavano due pence a settimana ciascuno, per avere la possibilit\u00e0\nper avere la possibilit\u00e0 di vederla fare. Aveva affittato un piccolo cottage,\ne il signor Wopsle aveva la stanza al piano di sopra, dove noi studenti eravamo soliti\ndi leggere ad alta voce in un modo molto dignitoso e terrificante, e di tanto in tanto sbatteva sul soffitto.\ndi tanto in tanto sbatteva sul soffitto. Si dice che il signor Wopsle esaminasse gli studenti.\nWopsle esaminasse gli studenti una volta al trimestre. Quello che faceva in quelle occasioni\nin quelle occasioni era di alzarsi i polsini, tirarsi su i capelli e fare l'orazione di Marco Antonio sul corpo.\nAntonio sul corpo di Cesare. Questa era sempre seguita da\nCollins sulle Passioni, in cui veneravo particolarmente il signor Wopsle nella parte della Vendetta.\nWopsle come Vendetta che getta a terra la sua spada macchiata di sangue in un tuono, e prende la trilogia che denuncia la guerra.\ne che prendeva la tromba che denunciava la guerra con uno sguardo sprezzante. Non era\nallora, come lo fu in seguito, quando entrai in contatto con la societ\u00e0 delle\nPassioni e li confrontai con Collins e Wopsle, a svantaggio di entrambi.\nsvantaggio di entrambi.\n\nLa prozia del signor Wopsle, oltre a gestire questa istituzione educativa,\nteneva nella stessa stanza un piccolo negozio di articoli generici. Non aveva idea di quali scorte avesse\ndi quali scorte avesse, o quale fosse il prezzo di qualsiasi cosa; ma c'era un piccolo libro di\nun piccolo libro di appunti unti tenuto in un cassetto, che serviva come catalogo dei prezzi.\nCatalogo dei prezzi, e con questo oracolo Biddy organizzava tutte le transazioni del negozio.\ntransazioni del negozio. Biddy era la nipote della prozia del signor Wopsle.\nMi confesso di non essere in grado di risolvere il problema di quale fosse la sua\nrelazione con il signor Wopsle. Era un'orfana come me; come me,\nanche lei era stata allevata a mano. Mi sembrava che si facesse notare soprattutto\nper quanto riguarda le sue estremit\u00e0; infatti, i suoi capelli volevano sempre essere spazzolati,\nle mani dovevano sempre essere lavate e le scarpe dovevano sempre essere rammendate\ne di tirare su il tacco. Questa descrizione deve essere accolta con una\nlimitazione ai giorni della settimana. La domenica andava in chiesa elaborata.\n\nCon gran parte di me stessa e pi\u00f9 con l'aiuto di Biddy che con quello della prozia del signor Wopsle, mi sono sforzata di imparare l'alfabeto come se fosse stato un libro di testo.\nWopsle, ho faticato come se l'alfabeto fosse un cespuglio di rovi, preoccupandomi e graffiandomi notevolmente ad ogni\ncome se fosse stato un cespuglio di rovi, preoccupandomi e graffiandomi a ogni lettera.\nlettera. Dopo di che mi ritrovai tra quei ladri, le nove figure, che ogni sera sembravano\nche ogni sera sembravano fare qualcosa di nuovo per camuffarsi e\nper non farsi riconoscere. Ma alla fine cominciai, a tentoni, a leggere, scrivere e cifrare.\na leggere, scrivere e cifrare, su scala molto ridotta.\n\nUna sera ero seduto nell'angolo del camino con la mia lavagna, spendendo\ngrandi sforzi per produrre una lettera a Joe. Credo che dovesse\nun anno dopo la nostra caccia alle paludi, perch\u00e9 era passato molto tempo ed era inverno e\nmolto tempo dopo, ed era inverno e un forte gelo. Con un alfabeto\nsul focolare ai miei piedi, riuscii in un'ora o due a stampare e spalmare questo\na stampare e imbrattare questa epistola:\n\n MI DEER JO i OPE U R KRWITE WELL i OPE i SHAL SON B HABELL 4 2 TEEDGE\nU JO AN ALLORA NOI SHORL B SO GLODD AN WEN i M PRENGTD 2 U JO WOT LARX AN\nMI HA FATTO SCOPRIRE LA PIP.\n\n\nNon c'era alcuna necessit\u00e0 indispensabile di comunicare con Joe tramite\nlettera, visto che era seduto accanto a me ed eravamo soli. Ma ho consegnato\nquesta comunicazione scritta (con tanto di ardesia) con la mia mano e Joe l'ha ricevuta come un miracolo di erudizione.\nJoe l'ha ricevuta come un miracolo di erudizione.\n\n Pip, vecchio mio, disse Joe, spalancando gli occhi azzurri, che studioso sei!\nstudioso! E tu?\n\n Vorrei esserlo, dissi, guardando la lavagna mentre la teneva in mano;\ncon il timore che la scrittura fosse un po' collinosa.\n\n Ecco una J, disse Joe, e una O pari a qualsiasi cosa! Ecco una J e\nuna O, Pip, e una J-O, Joe.\n\n[Illustrazione]\n\nNon avevo mai sentito Joe leggere ad alta voce in misura maggiore di questo\nmonosillabo, e avevo osservato in chiesa domenica scorsa, quando\nper caso il nostro libro di preghiere al contrario, che sembrava adattarsi\nche sembrava adattarsi alla sua comodit\u00e0 come se fosse stato tutto a posto. Desiderando\ncogliere l'occasione di scoprire se, nell'insegnare a Joe, avrei dovuto cominciare\nse, nell'insegnare a Joe, avrei dovuto ricominciare dall'inizio, dissi: \"Ah! Ma leggi il resto, Jo.\nresto, Jo.\n\n Il resto, eh, Pip? disse Joe, guardandolo con occhio lento e indagatore.\nuno, due, tre. Ecco tre J, tre O e tre J-O, Pip!\nJ-O, Joe, Pip!\n\nMi chinai su Joe e, con l'aiuto dell'indice, gli lessi l'intera lettera.\nlettera per intero.\n\n Sorprendente! disse Joe, quando ebbi finito.  Tu sei uno studioso.\n\n Come si scrive Gargery, Joe?  Gli chiesi, con un modesto paternalismo.\n\n Io non lo scrivo affatto, disse Joe.\n\n Ma supponiamo che tu l'abbia fatto?\n\n Non \u00e8 possibile, disse Joe.  Anche se mi piace molto leggere,\nanche.\n\n E tu, Joe?\n\n In comune. Datemi, disse Joe, un buon libro, o un buon giornale, e\nsedermi davanti a un buon fuoco, e non chiedo di meglio. Signore!\ncontinu\u00f2, dopo essersi sfregato un po' le ginocchia, quando si arriva a una J e a una O, e si dice: \"Ecco, qui\".\ne una O, e ti dici: \"Ecco, finalmente, una J-O, Joe, com'\u00e8 interessante\nlettura \u00e8 interessante!\n\nNe ho dedotto che l'educazione di Joe, come quella di Steam, era ancora agli inizi.\ninfanzia. Proseguendo l'argomento, mi informai,\n\n Sei mai andato a scuola, Joe, quando eri piccolo come me?\n\n No, Pip.\n\n Perch\u00e9 non sei mai andato a scuola, Joe, quando eri piccolo come me?\n\n Bene, Pip, disse Joe, riprendendo l'attizzatoio e dedicandosi alla sua solita occupazione\noccupazione abituale, quando era pensieroso, di rastrellare lentamente il fuoco\ntra le sbarre inferiori; te lo dir\u00f2. Mio padre, Pip, era dedito al\ne quando era sopraffatto dall'alcol, martellava mia madre, in maniera\nmadre, in modo molto crudele. Era l'unico martellamento che faceva,\nin effetti, tranne che su di me. E mi martellava con una parrucca che era solo\nessere eguagliato dalla parrucca con cui martellava a sua\nsuo figlio. Tu ascolti e comprendi, Pip?\n\n S\u00ec, Joe.\n\n Di conseguenza, io e mia madre siamo scappati da mio padre diverse volte.\ne poi mia madre and\u00f2 a lavorare e disse, Joe,\ndisse: \"Ora, per favore, Dio, dovrai fare un po' di scuola, bambina\".\nmi mise a scuola. Ma mio padre era cos\u00ec buono di cuore che\nnon poteva sopportare di stare senza di noi. Cos\u00ec, arriv\u00f2 con una folla\ne fece un tale baccano alle porte delle case dove eravamo, che\nche erano obbligate a non avere pi\u00f9 a che fare con noi e a consegnarci a lui.\ne a consegnarci a lui. Poi ci portava a casa e ci prendeva a martellate.\nChe, vedi, Pip, disse Joe, interrompendo il suo meditativo rastrellamento del\nfuoco e mi guard\u00f2, erano un ostacolo al mio apprendimento.\n\n Certo, povero Joe!\n\n Ma bada bene, Pip, disse Joe, con uno o due tocchi giudiziosi dell'attizzatoio sul bancone superiore.\ncon uno o due tocchi di attizzatoio sulla barra superiore, rendendo a tutti la loro\ngiustizia tra uomo e uomo, mio padre fosse buono di cuore, non vedi?\ncuore, non vedi?\n\nNon ho visto, ma non l'ho detto.\n\n Bene!  Joe ha proseguito, qualcuno deve far bollire la pentola, Pip, o la pentola non bollir\u00e0, non lo sai?\npentola non bolle, non lo sai?\n\nL'ho visto e l'ho detto.\n\n Di conseguenza, mio padre non fece obiezioni al fatto che andassi a lavorare; cos\u00ec\nCos\u00ec andai a lavorare per la mia attuale vocazione, che era anche la sua, se l'avesse seguita.\nse l'avesse seguita, e ho lavorato molto duramente, te lo assicuro, Pip. Con il tempo\ntempo riuscii a tenerlo, e lo tenni finch\u00e9 non se ne and\u00f2 in preda a una\nun attacco di leptismo violaceo. Ed era mia intenzione far scrivere sulla sua lapide che\nlapide che, a prescindere dalle sue mancanze, ricordassi al lettore\nera cos\u00ec buono nel suo cuore.\n\nJoe recit\u00f2 questo distico con un orgoglio cos\u00ec manifesto e una cos\u00ec attenta\nperspicuit\u00e0, che gli chiesi se l'avesse fatto lui stesso.\n\n L'ho fatto io, disse Joe, io stesso. L'ho fatto in un momento. \u00c8 stato come\ncolpire un ferro di cavallo completo, in un solo colpo. Non sono mai stato cos\u00ec\nsorpreso in tutta la mia vita, non riuscivo a credere al mio lavoro, a dire il vero.\nverit\u00e0, quasi non credevo che fosse il mio. Come stavo dicendo, Pip,\nera mia intenzione farla tagliare su di lui; ma la poesia costa, tagliatela come volete.\ndenaro, tagliatela come volete, piccola o grande che sia, e non \u00e8 stato fatto. Per non\nper non parlare dei portatori, tutti i soldi che potevano essere risparmiati sono stati voluti per\nmia madre. Era in cattive condizioni e piuttosto al verde. Non era da molto che seguiva\nseguire, povera anima, e alla fine \u00e8 arrivata la sua parte di pace.\n\nGli occhi blu di Joe divennero un po' acquosi; se ne strofin\u00f2 prima uno e poi l'altro,\ne poi l'altro, in modo poco piacevole e scomodo,\ncon il pomello rotondo in cima all'attizzatoio.\n\n Era molto triste, disse Joe, vivere qui da solo, e ho fatto conoscenza con tua sorella.\nconosciuto tua sorella. Ora, Pip, Joe mi guard\u00f2 con fermezza, come se sapesse che non sarei stato d'accordo con lui.\ncome se sapesse che non sarei stato d'accordo con lui; tua sorella \u00e8 una bella\nfigura di donna.\n\nNon potevo fare a meno di guardare il fuoco, in evidente stato di dubbio.\n\n Qualunque sia l'opinione della famiglia o del mondo su questo argomento, Pip.\nPip, tua sorella \u00e8, Joe batt\u00e9 la barra in alto con l'attizzatoio dopo ogni parola che seguiva, una bella figura di donna!\npoker dopo ogni parola che segue, una bella figura di donna!\n\nNon ho trovato niente di meglio da dire se non che sono felice che lo pensiate,\nJoe.\n\n Anch'io, rispose Joe, raggiungendomi.  Sono contento di pensarla cos\u00ec, Pip.\nUn po' di rossore o un po' di ossa, qui o l\u00e0, cosa significa per me?\ncosa significa per me?\n\nOsservai sagacemente: se non significava per lui, per chi significava?\nsignificato?\n\n Certamente! asser\u00ec Joe.  \u00c8 cos\u00ec. Hai ragione, vecchio mio! Quando ho conosciuto\nQuando ho conosciuto tua sorella, si parlava di come ti stesse allevando a mano.\nti ha tirato su con le sue mani. Molto gentile da parte sua, dicevano tutti, e io rispondevo,\ninsieme a tutta la gente. Per quanto riguarda te, Joe prosegu\u00ec con un'espressione\nche esprimeva l'idea di vedere qualcosa di molto brutto, se tu avessi saputo\nse ti fossi reso conto di quanto eri piccolo, flaccido e meschino, caro mio, ti saresti\nti saresti fatto l'opinione pi\u00f9 spregevole di te stesso!\n\nNon gradendo molto la cosa, dissi: \"Non badare a me, Joe.\n\n Ma mi sono occupato di te, Pip\", rispose con tenera semplicit\u00e0.  Quando ho\nquando ho offerto a vostra sorella di tenervi compagnia e di essere invitata in chiesa\nin chiesa quando era disposta e pronta a venire alla fucina, le dissi: \"E porta la povera bambina\".\nE porta il povero bambino. Dio benedica il povero bambino\nbambino, dissi a tua sorella, c'\u00e8 posto per _lui_ alla fucina!\n\nScoppiai a piangere e a chiedere scusa, e abbracciai Joe al collo:\nche lasci\u00f2 cadere l'attizzatoio per abbracciarmi e dire: \"Sempre i migliori amici\";\nE noi, Pip? Non piangere, vecchio mio!\n\nQuando questa piccola interruzione fu terminata, Joe riprese:\n\n Beh, vedi, Pip, ed eccoci qui! Questo \u00e8 il punto in cui si accende;\neccoci qua! Ora, quando mi prenderai per mano nel mio apprendimento, Pip (e ti dico in anticipo che sono terribilmente noioso, terribilmente noioso), Mrs.\nti dico in anticipo che sono terribilmente noioso, terribilmente noioso), la signora Joe non deve\nvedere troppo di quello che stiamo facendo. Deve essere fatto, come posso dire, di nascosto.\ndi nascosto. E perch\u00e9 di nascosto? Te lo dico io perch\u00e9, Pip.\n\nAveva ripreso in mano l'attizzatoio, senza il quale, dubito che avrebbe potuto\nprocedere nella sua dimostrazione.\n\n Tua sorella \u00e8 affidata al governo.\n\n Consegnato al governo, Joe?  Rimasi sbigottito, perch\u00e9 avevo la vaga idea (e temo di dover aggiungere, la speranza) che Joe avesse divorziato da lei in un'altra occasione.\n(e temo di dover aggiungere la speranza) che Joe avesse divorziato da lei in\nfavore dei Signori dell'Ammiragliato o del Tesoro.\n\n Dato al governo, ha detto Joe.  E io intendevo dire il governo di\nte e di me stesso.\n\n Oh!\n\n E lei non era troppo favorevole ad avere degli studiosi in casa, continuava Joe.\ne, in parte, non sarebbe stata troppo favorevole al fatto che io fossi una\nstudioso, per paura che potessi alzarmi. Come una specie di ribelle, non capite?\nvedete?\n\nStavo per replicare con una domanda, ed ero arrivato fino a Why\nquando Joe mi ferm\u00f2.\n\n Rimani un po'. So cosa stai per dire, Pip; resta un po'! I\nnon nego che tua sorella si faccia prendere la mano da noi, di tanto in tanto. I\nnon nego che ci faccia fare delle cadute all'indietro e che ci cada addosso\npesantemente su di noi. In momenti come quello in cui tua sorella \u00e8 sulla pagina del Ram,\nPip, Joe abbass\u00f2 la voce a un sussurro e lanci\u00f2 uno sguardo alla porta, il candore\ncostringe la pelliccia ad ammettere che lei \u00e8 un'avversaria.\n\nJoe pronunci\u00f2 questa parola come se iniziasse con almeno dodici B maiuscole.\nB.\n\n Perch\u00e9 non mi alzo? Era la tua osservazione quando l'ho interrotta,\nPip?\n\n S\u00ec, Joe.\n\n Bene, disse Joe, passandosi l'attizzatoio nella mano sinistra, per sentirsi i baffi.\nbaffi; e non speravo in lui ogni volta che si dedicava a quella placida occupazione.\nplacida occupazione; tua sorella \u00e8 una mente padrona. Una mente padrona.\n\n Che cos'\u00e8?  chiesi, nella speranza di farlo ragionare. Ma\nJoe fu pi\u00f9 pronto con la sua definizione di quanto mi aspettassi, e mi ferm\u00f2 completamente\nmi blocc\u00f2 completamente argomentando in modo circolare e rispondendo con uno sguardo fisso,\n Lei.\n\n E io non sono una mente padrona\", riprese Joe, dopo aver spento lo sguardo,\ne torn\u00f2 a farsi i baffi.  E infine, Pip, e voglio dirti una cosa molto seria, vecchio mio.\ndire molto seriamente a te, vecchio mio, io vedo cos\u00ec tanto nella mia povera madre, di\nuna donna che sgobba e sgobba e si spezza il cuore onestamente e non ha mai\npace nei suoi giorni mortali, che ho una tale paura di sbagliare\ndi sbagliare nel modo di non fare ci\u00f2 che \u00e8 giusto per una donna, e preferirei\npiuttosto di sbagliare nell'altro modo, e di essere un po'\nmalconsigliato io stesso. Vorrei che fossi solo io a essere messo fuori gioco, Pip; vorrei che non ci fosse nessun Tickler.\nVorrei che non ci fosse nessun Tickler per te, vecchio mio; vorrei potermi prendere tutto\ntutto su di me; ma questa \u00e8 la verit\u00e0, Pip, e spero che tu possa ignorare le mancanze.\nSpero che tu possa ignorare i difetti.\n\nPer quanto giovane fossi, credo di aver provato una nuova ammirazione per Joe da quella sera.\nquella sera. In seguito fummo uguali, come lo eravamo stati prima; ma,\nnei momenti di tranquillit\u00e0, quando mi sedevo a guardare Joe e a pensare a lui, avevo una nuova sensazione di sentirmi consapevole\nJoe e a pensare a lui, ebbi una nuova sensazione di sentirmi consapevole che stavo guardando\na Joe nel mio cuore.\n\n Comunque, disse Joe, alzandosi per rifornire il fuoco, ecco l'orologio olandese che si sta impegnando per essere all'altezza di colpirne otto.\norologio olandese che si sta dando da fare per essere all'altezza di colpirne otto,\ne non \u00e8 ancora tornata a casa! Spero che la cavalla dello zio Pumblechook non abbia\nnon abbia poggiato un piede anteriore su un pezzo di ghiaccio e non sia caduta.\n\nLa signora Joe si recava occasionalmente dallo zio Pumblechook nei giorni di mercato,\nper assisterlo nell'acquisto di oggetti e beni per la casa che richiedevano il giudizio di una donna.\nzio Pumblechook era scapolo e non riponeva fiducia nella sua domestica.\nconfidenza con la sua domestica. Questo era un giorno di mercato e la signora Joe\nJoe era fuori per una di queste spedizioni.\n\nJoe accese il fuoco e spazz\u00f2 il focolare, e poi andammo alla porta per\nascoltare il vagone. Era una notte fredda e secca, il vento soffiava forte e il gelo era bianco e duro.\ne il gelo era bianco e duro. Un uomo sarebbe morto stanotte per\nsdraiato sulle paludi, pensai. Poi guardai le stelle\ne pensai a quanto sarebbe stato terribile per un uomo rivolgere il viso verso di loro\nloro mentre moriva congelato, e non vedere alcun aiuto o piet\u00e0 in tutta la\nmoltitudine scintillante.\n\n Ecco che arriva la cavalla, disse Joe, suonando come uno scampanio!\n\nIl suono delle sue scarpe di ferro sulla strada dura era piuttosto musicale, mentre\nmentre procedeva a un trotto molto pi\u00f9 veloce del solito. Abbiamo preparato una sedia,\nper far scendere la signora Joe, accendemmo il fuoco perch\u00e9 potessero vedere una finestra luminosa e facemmo un'ultima panoramica della cucina che\nfinestra luminosa, e facemmo un ultimo sopralluogo in cucina per verificare che nulla fosse fuori posto.\nche nulla fosse fuori posto. Quando abbiamo completato questi\npreparativi, salirono in macchina, avvolti negli occhi. La signora Joe fu presto\nJoe fu presto sbarcata e anche lo zio Pumblechook fu presto a terra, coprendo la cavalla con un panno.\ne presto fummo tutti in cucina, portando con noi cos\u00ec tanta aria fredda che sembrava\nfredda con noi che sembrava scacciare tutto il calore dal fuoco.\n\n Ora, disse la signora Joe, scartando se stessa con fretta ed eccitazione, e\ne gettandosi la cuffietta sulle spalle, dove pendeva dai lacci,\n se questo ragazzo non \u00e8 grato questa notte, non lo sar\u00e0 mai!\n\nAvevo l'aria pi\u00f9 grata possibile per un ragazzo che non sapeva\nnon sapeva perch\u00e9 avrebbe dovuto assumere quell'espressione.\n\n C'\u00e8 solo da sperare, disse mia sorella, che non venga pompeizzato.\nMa io ho i miei timori.\n\n Non \u00e8 in quella linea, mamma, disse il signor Pumblechook.  Lei sa\nmeglio.\n\nLei? Guardai Joe, facendo il movimento con le labbra e le sopracciglia,\n Lei?  Joe mi guard\u00f2, facendo il movimento con le labbra e le sopracciglia.\nsopracciglia, Lei?  Mia sorella lo colse in flagrante e lui si pass\u00f2 il dorso della mano sul naso con la sua solita\nmano sul naso con la sua solita aria conciliante in queste occasioni, e la guard\u00f2.\noccasioni, e la guard\u00f2.\n\n Ebbene? disse mia sorella, con il suo modo di fare scattante.  Che cosa stai guardando?\nLa casa \u00e8 in fiamme?\n\n Che qualcuno, ha accennato Joe con garbo, ha nominato.\n\n E lei \u00e8 una lei, suppongo? disse mia sorella.  A meno che non chiamiate la signorina\nHavisham un lui. E dubito che anche voi possiate arrivare a tanto.\n\n Miss Havisham, in citt\u00e0? disse Joe.\n\n C'\u00e8 qualche signorina Havisham in citt\u00e0?\n\n Vuole che il bambino vada a giocare l\u00ec. E naturalmente lui ci va. E\nE sar\u00e0 meglio che ci giochi, disse mia sorella, scuotendo la testa per incoraggiarmi ad essere\ncome un incoraggiamento a essere estremamente leggero e sportivo, o lo far\u00f2 lavorare.\n\nAvevo sentito parlare della signorina Havisham in citt\u00e0, tutti per miglia e miglia avevano sentito parlare della signorina Havisham in citt\u00e0.\ndi Miss Havisham in citt\u00e0, come di una signora immensamente ricca e cupa che\nche viveva in una grande e lugubre casa blindata contro i ladri, e che\nconduceva una vita di clausura.\n\n Ma certo! disse Joe, sbalordito.  Mi chiedo come abbia fatto a conoscere\nPip!\n\n Noodle! grid\u00f2 mia sorella.  Chi ha detto che lo conosceva?\n\n Che qualche persona, ha accennato ancora Joe con gentilezza, ha detto che\nche voleva che lui andasse a giocare l\u00ec.\n\n E non poteva chiedere allo zio Pumblechook se conosceva un ragazzo che andasse a giocare l\u00ec?\ngiocare l\u00ec? Non \u00e8 appena possibile che lo zio Pumblechook possa essere\nun suo inquilino, e che a volte possa avere una frequenza non diciamo trimestrale o\ntrimestrale o semestrale, perch\u00e9 sarebbe troppo impegnativo per voi.\na volte si rechi l\u00ec per pagare l'affitto? E non potrebbe allora chiedere a zio\nPumblechook se conosceva un ragazzo che andasse a giocare l\u00ec? E non poteva\nZio Pumblechook, che \u00e8 sempre premuroso e attento per\nAnche se non lo pensate, Joseph, con un tono di profondo rimprovero, non poteva\nrimprovero, come se fosse il pi\u00f9 insensibile dei nipoti, menzionare questo\nragazzo, che sta qui a saltellare, cosa che io dichiaro solennemente di non aver fatto.\nche sono sempre stato uno schiavo consenziente?\n\n Ancora bene! grid\u00f2 zio Pumblechook.  Ben detto! Ben indicato!\nDavvero buono! Ora Joseph, tu conosci il caso.\n\n No, Joseph, disse mia sorella, sempre con tono di rimprovero, mentre Joe\nJoe si passava il dorso della mano sul naso, scusandosi,\n non lo sai ancora, anche se non puoi pensare che sia cos\u00ec. Potresti\nche tu lo sappia, ma non lo sai, Joseph. Perch\u00e9 non sai\nche lo zio Pumblechook, essendo consapevole che, per quanto possiamo dire,\nla fortuna di questo ragazzo potrebbe essere fatta andando dalla signorina Havisham.\nsi \u00e8 offerto di portarlo in citt\u00e0 stasera con la sua carrozza, di tenerlo per stanotte e di\ndi tenerlo con s\u00e9 stanotte e di portarlo con le sue mani da Miss\nHavisham domani mattina. E, maledizione! grid\u00f2 mia sorella,\ngettando via la cuffietta in preda a un'improvvisa disperazione: \"Sto qui a parlare con\ncon dei semplici Mooncalf, con lo zio Pumblechook che mi aspetta, e la cavalla che prende freddo alla porta, e il ragazzo\nfreddo alla porta, e il ragazzo sporco di terra e di coccio dai capelli alla\ntesta alla pianta del piede!\n\nCon ci\u00f2, si avvent\u00f2 su di me, come un'aquila su un agnello, e il mio viso fu spremuto in ciotole di legno nei lavandini, e la mia testa fu messa sotto i rubinetti.\ne la mia faccia \u00e8 stata schiacciata in ciotole di legno nei lavandini, e la mia testa \u00e8 stata messa sotto i rubinetti\nd'acqua, e fui insaponato, impastato, asciugato e\ne spalmate, e battute, e erpicate, e raspate, fino a quando non ero davvero\ndi me stesso. (A questo punto posso dire che ritengo di conoscere meglio di ogni altro\ndi qualsiasi autorit\u00e0 vivente, con l'effetto di raspatura di un anello nuziale, che passa inosservato.\ndi un anello nuziale, che passa in modo indifferente sul volto umano).\n\nQuando le mie abluzioni furono completate, fui rivestito di biancheria pulita del\ncome un giovane penitente con la tela di sacco, e fui\ne fui fasciato con il mio abito pi\u00f9 stretto e temibile. Poi fui consegnato\nal signor Pumblechook, che mi ricevette formalmente come se fosse lo sceriffo e che mi lasci\u00f2 andare a un'azione di disturbo.\nSceriffo, e mi fece il discorso che sapevo che non vedeva l'ora di fare\nche non vedeva l'ora di fare:  Ragazzo, sii per sempre grato a tutti gli amici, ma\nsoprattutto a quelli che ti hanno cresciuto per mano!\n\n Addio, Joe!\n\n Dio ti benedica, Pip, vecchio mio!\n\nNon mi ero mai separata da lui prima d'ora e, a causa dei miei sentimenti e dei saponi, all'inizio non vedevo le stelle dalla carrozza.\ncon i saponi, all'inizio non riuscivo a vedere le stelle dalla carrozza. Ma\nscintillarono una dopo l'altra, senza gettare alcuna luce sulla\nperch\u00e9 mai andassi a suonare da Miss Havisham e cosa mai mi aspettassi di suonare da Miss Havisham.\ncosa mai ci si aspettava che giocassi.\n\n\n\n\nCapitolo VIII.\n\n\nI locali del signor Pumblechook nella High Street della citt\u00e0 mercato, erano\ndi carattere pepato e farinaceo, come dovrebbero essere i locali di un\ndi un mercante di mais e di sementi. Mi sembrava che dovesse essere\nun uomo molto felice, per avere tanti piccoli cassetti nel suo negozio;\ne mi meravigliai quando, sbirciando in uno o due dei livelli inferiori, vidi i pacchetti di carta marrone legati e\ne ho visto i pacchetti di carta marrone legati all'interno, se i semi e i bulbi di fiori\ne i bulbi non avessero bisogno di una bella giornata per uscire da quelle prigioni e fiorire.\nsbocciare.\n\n\u00c8 stato al mattino presto, dopo il mio arrivo, che ho formulato questa\nipotesi. La notte precedente ero stata mandata subito a letto in una\nuna soffitta con il tetto spiovente, che era cos\u00ec bassa nell'angolo dove si trovava il letto\nletto, tanto che calcolai che le tegole fossero a un metro dalle mie sopracciglia.\nsopracciglia. La mattina presto scoprii una singolare affinit\u00e0 tra i semi e i pantaloni a coste.\ntra i semi e i pantaloni a coste. Il signor Pumblechook portava i pantaloni a coste e cos\u00ec il suo negoziante.\ne anche il suo negoziante; e in qualche modo, c'era un'aria e un sapore generale di\ndi velluto a coste, cos\u00ec simile alla natura dei semi, e un'aria e un sapore generale di\nsapore dei semi, cos\u00ec simile a quello dei velluti, che quasi non sapevo quale fosse\nche difficilmente sapevo quale fosse l'uno e quale l'altro. La stessa occasione mi \u00e8 servita per\nnotare che il signor Pumblechook sembrava condurre i suoi affari guardando\nguardare dall'altra parte della strada il sellaio, il quale sembrava svolgere i\ni suoi affari tenendo d'occhio il carrozziere, che sembrava andare avanti nella vita\nche sembrava andare avanti nella vita mettendo le mani in tasca e contemplando il fornaio, che a sua volta\nil panettiere, che a sua volta piegava le braccia e fissava il droghiere,\nche stava sulla porta e sbadigliava al farmacista. L'orologiaio, sempre\nsu una piccola scrivania con una lente d'ingrandimento all'occhio e sempre ispezionato da un gruppo di camici.\nsempre ispezionato da un gruppo di camici che lo osservavano attraverso il vetro della sua\nvetrina, sembrava essere l'unica persona in High Street il cui mestiere\nHigh Street il cui mestiere attirava la sua attenzione.\n\nIo e il signor Pumblechook facemmo colazione alle otto nel salottino dietro il negozio.\ndietro il negozio, mentre il negoziante prendeva la sua tazza di t\u00e8 e il suo\npane e burro su un sacco di piselli nel locale antistante. Consideravo\nPumblechook una pessima compagnia. Oltre a essere posseduto dall'idea di mia\nmia sorella che si dovesse dare un carattere mortificante e penitenziale alla mia dieta, oltre che\ndi un carattere mortificante e penitenziale alla mia dieta, oltre a darmi la maggior quantit\u00e0 di mollica possibile in\nburro, e a mettere nel latte una tale quantit\u00e0 di acqua calda che avrebbe\nacqua calda nel mio latte, tanto che sarebbe stato pi\u00f9 corretto lasciarlo del tutto\nlatte, la sua conversazione non consisteva in nient'altro che\naritmetica. Quando lo salutai educatamente con un \"buongiorno\", mi disse, pomposamente,\npomposamente: \"Sette volte nove, ragazzo?  E come avrei potuto rispondere\nrispondere, schivato in quel modo, in un posto sconosciuto, a stomaco vuoto! I\nAvevo fame, ma prima che avessi inghiottito un boccone, cominci\u00f2 una somma\nche dur\u00f2 per tutta la colazione.  Sette?   E quattro?   E\notto?   E sei?   E due?   E dieci?  E cos\u00ec via. E dopo che ogni\nfigura era stata smaltita, era il massimo che potessi fare per mangiare un boccone o un\nprima che arrivasse il successivo, mentre lui se ne stava seduto a suo agio senza indovinare nulla,\ne mangiava pancetta e panini caldi, in (se mi \u00e8 concessa l'espressione)\nun modo di ingozzarsi e gormitare.\n\nPer queste ragioni, fui molto contenta quando arrivarono le dieci e partimmo per andare da Miss Havisham.\nper la signorina Havisham, anche se non ero per niente a mio agio sul\nmodo in cui mi sarei comportata sotto il tetto di quella signora. Nel giro di un\nun quarto d'ora arrivammo a casa della signorina Havisham, che era di vecchi mattoni, lugubre e\nmattoni, lugubre e con molte sbarre di ferro. Alcune finestre\nfinestre erano state murate; di quelle che erano rimaste, tutte le pi\u00f9 basse erano\narrugginite e sbarrate. Davanti c'era un cortile, che era sbarrato; cos\u00ec abbiamo dovuto aspettare, dopo aver suonato\ndovevamo aspettare, dopo aver suonato il campanello, che qualcuno venisse ad aprirci.\naprire. Mentre aspettavamo al cancello, sbirciai dentro (anche allora Mr.\nPumblechook disse: \"E quattordici?\", ma io feci finta di non sentirlo), e vidi che al lato della casa\ne vidi che a lato della casa c'era una grande fabbrica di birra. Non si produceva birra\nnon c'era nessuna produzione di birra e sembrava che non ce ne fosse per molto tempo.\ntempo.\n\nSi sollev\u00f2 una finestra e una voce chiara chiese: \"Che nome?\".  Al che\nil mio conduttore rispose: Pumblechook.  La voce rispose: \"Giusto\",\ne la finestra fu richiusa, e una giovane donna attravers\u00f2 il cortile\ncortile, con le chiavi in mano.\n\n Questo, disse il signor Pumblechook, \u00e8 Pip.\n\n \u00c8 Pip, vero? rispose la signorina, che era molto carina e sembrava molto orgogliosa.\nsembrava molto orgogliosa; entra, Pip.\n\nAnche il signor Pumblechook stava entrando, quando lei lo ferm\u00f2 con il cancello.\n\n Oh! Ha detto.  Volevate vedere la signorina Havisham?\n\n Se la signorina Havisham desidera vedermi, torn\u00f2 il signor Pumblechook,\nsconfortato.\n\n Ah! disse la ragazza; ma vedete che non lo fa.\n\nLo disse in modo cos\u00ec definitivo e indecifrabile che Mr.\nPumblechook, sebbene in una condizione di dignit\u00e0 arruffata, non riusc\u00ec a protestare.\nprotestare. Ma mi guard\u00f2 severamente, come se _io_ gli avessi fatto qualcosa!\ne se ne and\u00f2 con le parole pronunciate con rimprovero:  Ragazzo! Che il tuo\nil tuo comportamento qui faccia onore a coloro che ti hanno allevato a mano!\nmano!  Non ero esente dall'apprensione che sarebbe tornato per\nper proporre attraverso il cancello: \"E sedici?\".  Ma non lo fece.\n\nLa mia giovane conduttrice chiuse il cancello e attraversammo il cortile.\nEra pavimentato e pulito, ma l'erba cresceva in ogni fessura. Gli edifici della\nedifici della birreria avevano un piccolo vicolo di comunicazione con esso, e i cancelli di legno di quel vicolo erano aperti, e tutta la birreria\ncancelli di legno di quel vicolo erano aperti, e tutta la fabbrica di birra al di l\u00e0 era\naperta, fino all'alto muro di cinta; e tutto era vuoto e in disuso.\nIl vento freddo sembrava soffiare pi\u00f9 freddo l\u00ec che fuori dal cancello, e faceva un rumore stridente\ne faceva un rumore stridente, ululando dentro e fuori i lati aperti della birreria.\nbirreria, come il rumore del vento nel sartiame di una nave in mare.\n\nMi ha visto mentre la guardavo e mi ha detto: \"Potresti bere senza problemi\ntutta la birra forte che viene prodotta l\u00ec, ragazzo.\n\n Credo di poterlo fare, signorina, dissi io, in modo timido.\n\n Meglio non provare a fare la birra l\u00ec ora, o diventer\u00e0 acida, ragazzo;\nnon credi?\n\n Sembra di s\u00ec, signorina.\n\n Non che qualcuno voglia provarci, aggiunse, perch\u00e9 \u00e8 tutto finito,\ne il posto rester\u00e0 inattivo finch\u00e9 non cadr\u00e0. Per quanto riguarda la birra\nbirra forte, nelle cantine ce n'\u00e8 gi\u00e0 abbastanza da affogare il maniero.\nCasa.\n\n[Illustrazione]\n\n \u00c8 il nome di questa casa, signorina?\n\n Uno dei suoi nomi, ragazzo.\n\n Ne ha pi\u00f9 di uno, allora, signorina?\n\n Un altro. L'altro nome era Satis, che \u00e8 greco, o latino, o ebraico, o tutti e tre o tutti e tre per me \u00e8 sufficiente.\nebraico, o tutti e tre o tutti e tre per me \u00e8 sufficiente.\n\n Basta Casa, dissi; \u00e8 un nome curioso, signorina.\n\n S\u00ec, rispose lei; ma significava pi\u00f9 di quello che diceva. Significava, quando era\nquando fu dato, che chiunque avesse questa casa non avrebbe potuto desiderare nient'altro. Devono essere stati\ndovevano essere facilmente soddisfatti a quei tempi, credo. Ma\nnon bighellonare, ragazzo.\n\nSebbene mi chiamasse spesso ragazzo, e con una noncuranza tutt'altro che complimentosa, aveva circa la mia et\u00e0.\ntutt'altro che complimentosa, aveva pi\u00f9 o meno la mia et\u00e0. Sembrava molto\nmolto pi\u00f9 grande di me, ovviamente, essendo una ragazza, bella e\ne bella e sicura di s\u00e9; e mi disprezzava come se avesse avuto una\nuna e venti e una regina.\n\nSiamo entrati in casa da una porta laterale, il grande ingresso frontale aveva due\ncatene all'esterno, e la prima cosa che notai fu che i passaggi erano tutti bui\npassaggi erano tutti bui e che lei aveva lasciato una candela accesa.\nLa prese e attraversammo altri passaggi e salimmo una scala,\ne ancora era tutto buio e solo la candela ci illuminava.\n\nFinalmente arrivammo alla porta di una stanza e lei disse: \"Entrate\".\n\nRisposi, pi\u00f9 per timidezza che per cortesia, \"Dopo di lei, signorina\".\n\nA questo ritorn\u00f2:  Non essere ridicolo, ragazzo; io non entro.\nE si allontan\u00f2 sprezzante, e quel che \u00e8 peggio port\u00f2 con s\u00e9 la candela.\ncon lei la candela.\n\nEra molto scomodo e avevo una mezza paura. Tuttavia, l'unica cosa\nbussare alla porta, bussai e mi fu detto dall'interno di entrare.\ndall'interno di entrare. Entrai e mi trovai in una stanza piuttosto grande, ben illuminata da candele di cera.\nstanza piuttosto grande, ben illuminata da candele di cera. Non si vedeva alcuno spiraglio di\nluce del giorno. Era un camerino, come supponevo dai mobili, anche se molti di essi erano\ncome supponevo dai mobili, anche se molti di essi avevano forme e usi allora\nsconosciuti. Ma spiccava un tavolo drappeggiato con uno specchio dorato.\ndorato, che a prima vista mi parve un bel tavolo da toeletta per signora.\nda toeletta per signora.\n\nNon so se sarei riuscito a capire cos\u00ec presto questo oggetto se non ci fosse stata una\nse non ci fosse stata una bella signora seduta, non saprei dire. In una poltrona, con un gomito appoggiato sul tavolo e la testa appoggiata alla mano, sedeva la signora\ngomito appoggiato sul tavolo e la testa appoggiata su quella mano, sedeva la\npi\u00f9 strana che abbia mai visto, o che vedr\u00f2 mai.\n\nEra vestita di materiali ricchi, rasi, pizzi e sete, tutti di colore bianco.\nbianco. Le sue scarpe erano bianche. E aveva un lungo velo bianco che dipendeva\ndai capelli e aveva fiori da sposa tra i capelli, ma i suoi capelli erano bianchi.\nbianchi. Alcuni gioielli brillanti scintillavano sul suo collo e sulle sue mani e\naltri gioielli giacevano scintillanti sul tavolo. Abiti, meno splendidi\nmeno splendidi dell'abito che indossava, e bauli mezzi impacchettati, erano sparsi ovunque.\nNon aveva ancora finito di vestirsi, perch\u00e9 aveva solo una scarpa, l'altra era sul tavolo vicino alla mano.\nl'altra era sul tavolo vicino alla mano, il velo era sistemato solo a met\u00e0,\nl'orologio e la catenina non erano stati indossati, e alcuni merletti per il petto giacevano\ncon quei ninnoli, e con il fazzoletto, i guanti, i fiori e un libro di preghiere.\nfiori e un libro di preghiere, il tutto ammucchiato confusamente intorno allo specchio.\nspecchio.\n\nNon fu nei primi istanti che vidi tutte queste cose, anche se\nnei primi momenti ne ho viste pi\u00f9 di quanto si possa pensare. Ma\nMa vidi che tutto ci\u00f2 che era sotto i miei occhi e che avrebbe dovuto essere bianco, era gi\u00e0 stato\nbianco da molto tempo, aveva perso la sua lucentezza ed era sbiadito e giallo. Vidi\nche la sposa con l'abito da sposa era appassita come l'abito e come i fiori e non aveva pi\u00f9 luminosit\u00e0.\ncome i fiori, e non era rimasta altra luminosit\u00e0 che quella dei suoi\nocchi infossati. Vidi che l'abito era stato messo sulla figura tondeggiante di una giovane donna\ndi una giovane donna, e che la figura su cui pendeva ora si era\nsi era ridotta a pelle e ossa. Una volta mi avevano portato a vedere un'orrenda opera di cera alla\ndi cera alla Fiera, che rappresentava non so quale impossibile personaggio\nche giaceva in stato di riposo. Una volta ero stato portato in una delle nostre vecchie chiese di palude per vedere uno scheletro\nper vedere uno scheletro tra le ceneri di un ricco abito che era stato estratto da una\nuna volta sotto la pavimentazione della chiesa. Ora, la cera e lo scheletro sembravano avere\nocchi scuri che si muovevano e mi guardavano. Avrei dovuto gridare, se\navrei potuto.\n\n Chi \u00e8? disse la signora al tavolo.\n\n Pip, signora.\n\n Pip?\n\n Il figlio del signor Pumblechook, signora. Vieni a giocare.\n\n Avvicinati, lascia che ti guardi. Avvicinati.\n\nFu quando mi trovai davanti a lei, evitando i suoi occhi, che presi nota degli oggetti circostanti in modo dettagliato e vidi che il suo orologio si era fermato.\noggetti circostanti e vidi che il suo orologio si era fermato alle nove\nalle nove meno venti e che un orologio nella stanza si era fermato alle nove meno venti.\nalle nove meno venti.\n\n Guardatemi, disse la signorina Havisham.  Non avete paura di una donna che\nnon ha mai visto il sole da quando siete nata?\n\nMi dispiace dichiarare che non ho avuto paura di dire l'enorme bugia\ncompresa nella risposta No.\n\n Sai che cosa tocco qui?\", disse, posando le mani, una sull'altra, sul suo fianco sinistro.\nl'altra, sul fianco sinistro.\n\n S\u00ec, signora.  (Mi ha fatto pensare al giovane).\n\n Cosa devo toccare?\n\n Il vostro cuore.\n\n Rotto!\n\nPronunci\u00f2 la parola con uno sguardo impaziente, con forte enfasi e\ncon uno strano sorriso che aveva una sorta di vanto. Poi tenne le mani\nle mani per un po' di tempo e le tolse lentamente come se\ncome se fossero pesanti.\n\n Sono stanca, disse la signorina Havisham.  Voglio un po' di svago e ne ho abbastanza\ndi uomini e donne. Giocare.\n\nCredo che il mio lettore pi\u00f9 polemico ammetter\u00e0 che difficilmente avrebbe potuto\ndifficilmente avrebbe potuto indirizzare uno sfortunato ragazzo a fare qualcosa di\nmondo pi\u00f9 difficile da fare, date le circostanze.\n\n A volte ho delle fantasie malate, ha proseguito, e ho una fantasia malata\ndi voler vedere uno spettacolo. Ecco, ecco! Con un movimento impaziente delle dita della mano destra.\ndelle dita della mano destra; recita, recita, recita!\n\nPer un attimo, con la paura che mia sorella mi lavorasse davanti agli occhi, ebbi l'idea disperata di girare per la stanza con la presunta\ndisperata idea di fare il giro della stanza assumendo il\ndi fare il giro della stanza assumendo l'aspetto del carrozzone del signor Pumblechook. Ma mi sentivo cos\u00ec\nche ho rinunciato e sono rimasta a guardare la signorina\nHavisham in quello che suppongo abbia preso per un atteggiamento ostinato, in quanto\ndisse, quando ci fummo guardate bene,\n\n Siete imbronciati e ostinati?\n\n No, signora, mi dispiace molto per lei e mi dispiace molto di non poter giocare in questo momento.\nora. Se vi lamentate di me, mi metter\u00f2 nei guai con mia sorella, quindi lo farei se potessi.\nLo farei se potessi; ma \u00e8 cos\u00ec nuovo qui, e cos\u00ec strano, e cos\u00ec bello, e malinconico.\nbello e malinconico.  Mi fermai, temendo di dire troppo o di averlo gi\u00e0 detto.\no di averlo gi\u00e0 detto, e ci guardammo ancora una volta.\n\nPrima di parlare di nuovo, distolse lo sguardo da me e guard\u00f2 l'abito che indossava, la toeletta e infine se stessa in un'immagine di s\u00e9.\nvestito che indossava, e alla toeletta, e infine a se stessa nella\nnello specchio.\n\n Cos\u00ec nuovo per lui, mormor\u00f2, cos\u00ec vecchio per me; cos\u00ec strano per lui, cos\u00ec familiare per me; cos\u00ec malinconico per entrambi!\nfamiliare per me; cos\u00ec malinconico per entrambi! Chiama Estella.\n\nPoich\u00e9 stava ancora guardando il suo riflesso, ho pensato che stesse ancora\nche stesse ancora parlando da sola e rimasi in silenzio.\n\n Chiama Estella\", ripet\u00e9, lanciandomi un'occhiata.  Puoi farlo.\nChiama Estella. Alla porta.\n\nStare al buio in un passaggio misterioso di una casa sconosciuta,\ngridare Estella a una giovane donna sprezzante, non visibile n\u00e9\nn\u00e9 visibile n\u00e9 reattiva, e sentendo come una terribile libert\u00e0 il fatto di urlare il suo nome,\nera quasi peggio che suonare su ordinazione. Ma alla fine rispose, e\nla sua luce arriv\u00f2 lungo il passaggio buio come una stella.\n\nLa signorina Havisham le fece cenno di avvicinarsi, prese un gioiello dal tavolo e ne prov\u00f2 l'effetto sul suo bel seno giovane e contro la sua\ndal tavolo e ne prov\u00f2 l'effetto sul suo giovane e bel seno e sui suoi bei capelli castani.\nbei capelli castani.  Un giorno sar\u00e0 tuo, mia cara, e lo userai bene.\nbene. Lascia che ti veda giocare a carte con questo ragazzo.\n\n Con questo ragazzo? Ma \u00e8 un comune operaio!\n\nCredevo di aver sentito la risposta della signorina Havisham, ma mi sembrava cos\u00ec...\nimprobabile. Ebbene? Puoi spezzargli il cuore.\n\n A cosa giochi, ragazzo? chiese Estella a me, con il massimo disprezzo.\ndisprezzo.\n\n Non c'\u00e8 niente che non sia un'elemosina per il mio vicino, signorina.\n\n Mendicante, disse la signorina Havisham a Estella. Cos\u00ec ci sedemmo a giocare a carte.\n\nFu allora che iniziai a capire che tutto nella stanza si era\ncome l'orologio e la pendola, molto tempo prima. Notai che\nHavisham pos\u00f2 il gioiello esattamente nel punto da cui l'aveva preso.\npreso. Mentre Estella dava le carte, diedi di nuovo un'occhiata al\ntore e vidi che la scarpa, un tempo bianca e ora gialla, non era mai stata indossata.\ngialla, non era mai stata indossata. Abbassai lo sguardo sul piede dal quale mancava la scarpa e vidi che\nscarpa, e vidi che la calza di seta, un tempo bianca e ora gialla, era stata calpestata.\ngialla, era stata calpestata. Senza questo arresto di tutto,\nquesto arresto di tutti gli oggetti pallidi e decaduti, nemmeno l'abito da sposa appassito sul\nvestito da sposa avvizzito sulla forma crollata avrebbe potuto sembrare cos\u00ec\nun abito da sposa appassito sulla forma crollata avrebbe potuto assomigliare a una veste funebre, o il lungo velo a un sudario.\n\nCos\u00ec rimase seduta, come un cadavere, mentre giocavamo a carte; i fronzoli e le guarnizioni del suo abito da sposa sembravano\norpelli del suo abito da sposa sembravano carta terrosa. Non sapevo\nallora nulla delle scoperte che di tanto in tanto vengono fatte di corpi\nsepolti nell'antichit\u00e0, che cadono in polvere nel momento in cui vengono\nma, da allora, ho pensato spesso che lei doveva sembrare\ncome se l'ingresso della luce naturale del giorno l'avesse ridotta in polvere.\nl'avrebbe ridotta in polvere.\n\n Chiama i fanti, questo ragazzo! disse Estella con sdegno,\nprima che la nostra prima partita fosse finita.  E che mani rozze ha! E che\nstivali spessi!\n\nNon avevo mai pensato di vergognarmi delle mie mani prima d'ora, ma cominciai a considerarle\na considerarle un paio molto indifferenti. Il suo disprezzo per me era cos\u00ec\nforte che divenne contagioso e lo presi.\n\nLei ha vinto la partita e io ho dato le carte. Ho commesso un errore, come era naturale che fosse, quando\nsapevo che lei era in agguato per farmi sbagliare; e lei mi denunci\u00f2 per\nuno stupido e maldestro manovale.\n\n Non dite nulla di lei, osserv\u00f2 Miss Havisham, mentre guardava\nmentre mi guardava.  Lei dice molte cose dure di te, ma tu non dici nulla di lei. Che cosa\ncosa pensi di lei?\n\n Non mi piace dirlo, balbettai.\n\n Ditemelo all'orecchio, disse la signorina Havisham, chinandosi.\n\n Credo che sia molto orgogliosa\", risposi in un sussurro.\n\n C'\u00e8 altro?\n\n Penso che sia molto bella.\n\n C'\u00e8 altro?\n\n Penso che sia molto offensiva.  (Mi guardava con uno sguardo di\nsguardo di suprema avversione).\n\n C'\u00e8 altro?\n\n Credo che vorrei andare a casa.\n\n E non vederla mai pi\u00f9, anche se \u00e8 cos\u00ec bella?\n\n Non sono sicuro che mi piacerebbe rivederla, ma vorrei andare a casa adesso.\ntornare a casa ora.\n\n Andrai presto, disse Miss Havisham, ad alta voce.  Giocate al gioco.\n\nSe non fosse stato per l'unico strano sorriso iniziale, mi sarei sentita quasi sicura\nche il volto della signorina Havisham non potesse sorridere. Era sceso in un'espressione\nespressione vigile e meditabonda, molto probabilmente quando tutte le cose intorno a lei\ndi lei erano diventati fissi, e sembrava che nulla avrebbe potuto risollevarla\nsollevarla di nuovo. Il suo petto si era abbassato, tanto che si era chinata; e la sua voce si era abbassata, tanto che parlava a bassa voce.\nvoce si era abbassata, tanto che parlava a bassa voce e con un tono spento;\nNel complesso, aveva l'aria di essere caduta nel corpo e nell'anima,\ndentro e fuori, sotto il peso di un colpo schiacciante.\n\nHo giocato fino in fondo con Estella, e lei mi ha supplicato. Ha\ngettava le carte sul tavolo quando le aveva vinte tutte, come se\ncome se le disprezzasse per essere state vinte da me.\n\n Quando vi riavr\u00f2 qui? disse la signorina Havisham.  Lasciatemi pensare.\n\nStavo iniziando a ricordarle che oggi era mercoled\u00ec, quando mi ha\nquando mi ha fermato con il suo precedente movimento impaziente delle dita della mano destra.\nmano destra.\n\n Ecco, ecco! Non so nulla dei giorni della settimana; non so nulla delle settimane dell'anno.\nsettimane dell'anno. Tornate dopo sei giorni. Hai sentito?\n\n S\u00ec, signora.\n\n Estella, portalo gi\u00f9. Lasciategli mangiare qualcosa, e lasciate che\nvagare e guardare intorno a s\u00e9 mentre mangia. Vai, Pip.\n\nSeguii la candela in basso, come avevo seguito la candela in alto, e lei la pose nel punto in cui l'avevamo trovata.\ne lei la pose nel punto in cui l'avevamo trovata. Finch\u00e9 non apr\u00ec l'ingresso laterale\ningresso laterale, avevo immaginato, senza pensarci, che dovesse essere\nnecessariamente essere notte. L'impeto della luce del giorno mi confuse e mi fece sentire come se\nmi ha confuso e mi ha fatto sentire come se fossi stato per molte ore alla luce della candela in quella strana stanza.\nstanza per molte ore.\n\n Devi aspettare qui, ragazzo, disse Estella; e scomparve e chiuse la porta.\nchiuse la porta.\n\nHo colto l'occasione di essere da solo nel cortile per guardarmi le\nmani rozze e gli stivali comuni. La mia opinione su quegli accessori non era\nnon era favorevole. Non mi avevano mai preoccupato prima, ma ora mi preoccupavano\nora, come appendici volgari. Decisi di chiedere a Joe perch\u00e9 mai mi avesse\nmi aveva insegnato a chiamare Jack quelle figurine che avrebbero dovuto essere chiamate\nfanti. Avrei voluto che Joe fosse stato educato in modo un po' pi\u00f9 gentile e\ne poi lo sarei stato anch'io.\n\nTorn\u00f2 con del pane e della carne e un boccale di birra. Lei\npos\u00f2 il boccale sulle pietre del cortile e mi diede il pane e la carne senza guardarmi, con insolenza come se fossi un cane in mezzo alla\nsenza guardarmi, con la stessa insolenza di un cane in disgrazia.\ndisgrazia. Ero cos\u00ec umiliato, ferito, disprezzato, offeso, arrabbiato, dispiaciuto, non riesco a trovare il nome giusto per definire il tutto.\nnon riesco a trovare il nome giusto per quella furbata che Dio sa come si chiamava, che mi vennero le lacrime agli occhi.\nche mi vennero le lacrime agli occhi. Nel momento stesso in cui mi vennero, la\nragazza mi guard\u00f2 con un rapido compiacimento per esserne stata la causa.\ndi averle provocate. Questo mi diede la forza di trattenerle e di guardarla: quindi, lei\ndiede un'occhiata sprezzante, ma con la sensazione, pensavo, di essersi assicurata troppo\ntroppo sicuro che fossi cos\u00ec ferito e mi lasci\u00f2.\n\nMa quando se ne fu andata, mi guardai intorno in cerca di un posto dove nascondere il viso.\ne mi misi dietro uno dei cancelli del vicolo della birreria, appoggiai la manica al muro, ci appoggiai la fronte e piansi.\nmanica contro il muro, vi appoggiai la fronte e piansi.\nMentre piangevo, davo calci al muro e mi torcevo forte i capelli; tanto erano amari i miei sentimenti e cos\u00ec acuti\namari erano i miei sentimenti, e cos\u00ec acuta era l'intelligenza senza nome,\nche necessitava di una reazione.\n\nL'educazione di mia sorella mi aveva reso sensibile. Nel piccolo mondo in cui i bambini\nin cui i bambini hanno la loro esistenza, chiunque li cresca, non c'\u00e8\nnulla di cos\u00ec finemente percepito e sentito come l'ingiustizia. Pu\u00f2 essere\npiccole ingiustizie a cui il bambino pu\u00f2 essere esposto; ma il bambino \u00e8 piccolo e il suo mondo \u00e8 piccolo.\npiccolo, e il suo mondo \u00e8 piccolo, e il suo cavallo a dondolo \u00e8 alto tante mani, in base alla scala, quanto\nalto, secondo la scala, come un cacciatore irlandese dalle ossa grosse. Dentro di me\nme stesso, fin dall'infanzia, ho sostenuto un conflitto perpetuo con l'ingiustizia.\ningiustizia. Sapevo, fin da quando ero in grado di parlare, che mia sorella, nella sua\nsorella, nella sua capricciosa e violenta coercizione, era ingiusta con me. Avevo\nprofonda convinzione che il fatto che mi avesse cresciuta con le mani\nnon le dava il diritto di crescermi a scatti. Con tutte le mie punizioni,\ndisgrazie, digiuni, veglie e altre prestazioni penitenziali, avevo\nquesta certezza; e il fatto di averla comunicata cos\u00ec tanto, in maniera\nin modo solitario e non protetto, devo in gran parte il fatto che ero\nmoralmente timido e molto sensibile.\n\nPer il momento mi sono liberato dei miei sentimenti feriti prendendoli a calci contro il muro della birreria e\nmuro della birreria e strappandoli dai capelli, poi mi lisciai il viso con la manica e uscii da dietro il cancello.\nviso con la manica e uscii da dietro il cancello. Il pane e la carne\npane e la carne erano accettabili, la birra riscaldava e pizzicava, e presto fui di buon umore per guardarmi intorno.\ndi spirito per guardarmi intorno.\n\nA dire il vero, era un luogo deserto, fino alla piccionaia nel cortile della birreria, che era stata fatta cadere storta sul palo da qualche alto\nche il vento forte aveva fatto saltare sul suo palo e che avrebbe fatto credere ai piccioni di essere in mare se\nvento forte e avrebbe fatto credere ai piccioni di essere in mare, se ci fossero stati\nse ci fosse stato qualche piccione a farsi cullare. Ma non c'erano\npiccioni nella colombaia, n\u00e9 cavalli nella stalla, n\u00e9 maiali nel porcile,\nnessun malto nel magazzino, nessun odore di cereali e birra nel rame o nel tino.\no nel tino. Tutti gli usi e gli odori della fabbrica di birra potrebbero essere\nevaporati con l'ultima puzza di fumo. In un cortile c'era una\nuna selva di botti vuote, che avevano un certo aspro ricordo di\ndi giorni migliori; ma era troppo acida per essere accettata come un\ncome un campione della birra che non c'era pi\u00f9, e a questo proposito ricordo che\nricordo che quei reclusi erano come la maggior parte degli altri.\n\nDietro l'estremit\u00e0 pi\u00f9 lontana della fabbrica di birra, c'era un giardino con un vecchio muro.\nmuro; non cos\u00ec alto da permettermi di arrampicarmi e di resistere abbastanza a lungo da\ne vedere che il giardino era il giardino della casa e che era ricoperto di erbacce\ncasa e che era ricoperto di erbacce intricate, ma che c'era una traccia sui sentieri verdi e gialli\nche c'era una traccia sui sentieri verdi e gialli, come se qualcuno a volte vi avesse\ne che Estella si stava allontanando da me anche in quel momento. Ma\nsembrava essere ovunque. Quando cedetti alla tentazione delle botti e cominciai a\ndelle botti e cominciai a camminarci sopra, vidi _lei_ che ci camminava sopra in fondo al cortile.\nalla fine del cortile dei barili. Dava le spalle a me,\ne teneva i suoi bei capelli castani sparsi tra le due mani, non si guardava mai\nguardarsi intorno, e pass\u00f2 direttamente fuori dalla mia vista. Cos\u00ec, nella fabbrica di birra\ncon cui intendo il grande locale pavimentato e soppalcato in cui si produceva la birra, e dove\nbirra e dove si trovavano ancora gli utensili per la produzione della birra. Quando\nquando vi entrai per la prima volta e, piuttosto oppressa dalla sua oscurit\u00e0, rimasi vicino alla porta a guardare\nporta, guardandomi intorno, la vidi passare tra i fuochi spenti, salire delle scale di ferro\nsalire delle leggere scale di ferro e uscire da un ballatoio in alto,\ncome se stesse uscendo nel cielo.\n\nFu in questo luogo, e in questo momento, che accadde una cosa strana\nalla mia fantasia. Mi sembr\u00f2 una cosa strana allora, e mi sembr\u00f2 una cosa\nstrana molto tempo dopo. Volsi i miei occhi un po' offuscati dalla\nluce gelida verso una grande trave di legno in un angolo basso dell'edificio vicino a me.\ndell'edificio vicino a me, alla mia destra, e vidi una figura\nappesa per il collo. Una figura tutta vestita di bianco giallo, con un'unica\nuna scarpa ai piedi; e pendeva in modo tale che potevo vedere che le guarnizioni sbiadite del vestito erano come\nsbiaditi del vestito erano come carta terrosa, e che il viso era quello della signorina Havisham, con una\nHavisham, con un movimento che percorreva l'intero volto come se\ncome se stesse cercando di chiamarmi. Nel terrore di vedere la figura, e\nnel terrore di essere certa che non fosse stata l\u00ec un attimo prima.\nprima, dapprima scappai da essa e poi le corsi incontro. E il mio terrore\nfu pi\u00f9 grande di tutti quando non trovai alcuna figura.\n\nNiente di meno che la luce gelida del cielo allegro, la vista delle persone che passavano oltre le sbarre del cancello del cortile, e il ravvivarsi della\ndi persone che passavano al di l\u00e0 delle sbarre del cancello del cortile e l'influenza rivitalizzante del resto del pane, della carne e della birra\ndel resto del pane e della carne e della birra, mi avrebbe\nmi avrebbe fatto tornare in me. Anche con questi aiuti, forse non sarei rientrato in me stesso cos\u00ec presto.\nse non fosse che vidi Estella avvicinarsi con le chiavi per farmi uscire.\nper farmi uscire. Avrebbe avuto una buona ragione per guardarmi dall'alto in basso, pensai, se mi avesse visto spaventata.\npensai, se mi avesse visto spaventata; e non avrebbe avuto alcun motivo valido.\n\nPassandomi accanto mi lanci\u00f2 un'occhiata trionfale, come se si rallegrasse del fatto che le mie mani fossero cos\u00ec ruvide e i miei stivali cos\u00ec spessi.\nmani cos\u00ec ruvide e gli stivali cos\u00ec spessi, apr\u00ec il cancello e rimase a tenerlo.\ncancello e rimase in piedi a tenerlo. Stavo uscendo senza guardarla,\nquando mi tocc\u00f2 con una mano provocatoria.\n\n Perch\u00e9 non piangi?\n\n Perch\u00e9 non voglio.\n\n Lo sai, disse lei.  Hai pianto fino a diventare mezzo cieco, e\ne ora stai per piangere di nuovo.\n\nLei rise sprezzante, mi spinse fuori e mi chiuse il cancello in faccia.\nAndai subito dal signor Pumblechook e fui immensamente sollevata di non trovarlo in casa.\ntrovare che non era in casa. Cos\u00ec, lasciando detto al negoziante il giorno in cui sarei stato\ndi Miss Havisham, mi misi in cammino per le quattro miglia che mi separavano dalla nostra fucina.\nalla nostra fucina; mentre andavo avanti, riflettevo su tutto ci\u00f2 che avevo visto e mi rendevo conto di essere\nche ero un comune bracciante, che le mie mani erano ruvide, che i miei stivali erano spessi;\nche i miei stivali erano spessi; che ero caduto nella spregevole abitudine di chiamare\ndi chiamare i fanti; che ero molto pi\u00f9 ignorante di quanto mi\nieri sera e, in generale, che ero in una situazione di bassa\ncattiva vita.\n\n\n\n\nCapitolo IX.\n\n\nQuando arrivai a casa, mia sorella era molto curiosa di sapere tutto sulla storia di Miss\nHavisham e mi fece molte domande. E presto mi ritrovai a essere\npesantemente colpita da dietro sulla nuca e sul\nnuca e nella parte bassa della schiena, e di avere il viso ignominiosamente spinto contro il muro della\nmuro della cucina, perch\u00e9 non avevo risposto a quelle domande in modo sufficientemente\nsufficientemente a lungo.\n\nSe il timore di non essere capiti si nasconde nei petti di altri\ngiovani in misura simile a quella in cui si nascondeva nel mio.\nnel mio, cosa che ritengo probabile, dato che non ho alcun motivo particolare per\nsospetto di essere una mostruosit\u00e0, \u00e8 la chiave di molte riserve.\nriserve. Mi sentivo convinta che se avessi descritto la signorina Havisham come\ncome l'avevano vista i miei occhi, non sarei stata capita. Non solo, ma mi sentivo convinto che\nche anche la signorina Havisham non sarebbe stata compresa; e\nSebbene per me fosse perfettamente incomprensibile, avevo l'impressione che\nimpressione che ci sarebbe stato qualcosa di grossolano e infido nel mio\ntrascinarla cos\u00ec com'era in realt\u00e0 (per non parlare della signorina Estella) davanti alla\nalla contemplazione della signora Joe. Di conseguenza, dissi il meno possibile\ne mi feci sbattere la faccia contro il muro della cucina.\n\nLa cosa peggiore fu che quel vecchio prepotente di Pumblechook, preda della\ndalla divorante curiosit\u00e0 di essere informato di tutto ci\u00f2 che avevo visto e sentito, arriv\u00f2\nall'ora del t\u00e8, con il suo carrozzone, per farsi raccontare i dettagli.\nper farsi raccontare i dettagli. E la sola vista di quel tormento, con i suoi occhi da pesce\ncon gli occhi e la bocca aperti, i capelli sabbiosi che si rizzano curiosamente e il panciotto che si agita per il vento\ncon i suoi occhi di pesce e la sua bocca aperta, i suoi capelli sabbiosi e curiosi, e il suo panciotto che si agitava per il vento aritmetico, mi rese vizioso nella mia reticenza.\n\n Bene, ragazzo, cominci\u00f2 zio Pumblechook, non appena si fu seduto sulla sedia d'onore accanto al fuoco.\nsedia d'onore accanto al fuoco.  Come sei arrivato in citt\u00e0?\n\nRisposi: \"Abbastanza bene, signore\", e mia sorella mi scosse il pugno.\n\n Abbastanza bene?  Il signor Pumblechook ha ripetuto.  Piuttosto bene non \u00e8 una risposta.\nCi dica cosa intende per \"abbastanza bene\", ragazzo?\n\nL'imbiancatura sulla fronte indurisce il cervello in uno stato di ostinazione\nforse. In ogni caso, con l'imbiancatura del muro sulla fronte, la mia\nostinazione era adamantina. Riflettei per qualche tempo e poi risposi\ncome se avessi scoperto una nuova idea, cio\u00e8 abbastanza bene.\n\nMia sorella, con un'esclamazione di impazienza, stava per scagliarsi contro di me.\nNon avevo ombra di difesa, perch\u00e9 Joe era occupato nella fucina, quando Mr.\nPumblechook si interpose con No! Non perdere la calma. Lasciate questo ragazzo\nlasciate questo ragazzo a me, signora; lasciate questo ragazzo a me.  Il signor Pumblechook allora mi gir\u00f2\nverso di lui, come se stesse per tagliarmi i capelli, e disse,\n\n Primo (per mettere ordine nei nostri pensieri): Quarantatr\u00e9 penny?\n\nHo calcolato le conseguenze di una risposta di quattrocento sterline e, trovandole a mio sfavore, mi sono avvicinato il pi\u00f9 possibile alla risposta, che \u00e8 stata di quattrocento sterline.\ntrovandole a mio sfavore, mi avvicinai il pi\u00f9 possibile alla risposta che era\ncirca otto pence in meno. Il signor Pumblechook mi ha poi fatto passare il mio\npence, da dodici pence a uno scellino, fino a quaranta pence a tre e quattro pence.\ntre pence e quattro pence, e poi chiese trionfalmente, come se avesse fatto per me\nfatto per me, _Ora! _ Quanto costa quarantatr\u00e9 pence?  Al che io\nrisposi, dopo un lungo intervallo di riflessione, che non lo so.  Ed ero cos\u00ec\ntalmente aggravato che quasi dubito di saperlo.\n\nIl signor Pumblechook si mise a lavorare con la testa come una vite per tirarmela fuori, e disse: \"Sono quarantatr\u00e9 pence e sette pence e sei pence?\ndisse: \"Per esempio, quarantatr\u00e9 pence e sette pence e sei pence sono tre fard?\nper esempio?\n\n S\u00ec! dissi io. E sebbene mia sorella mi avesse immediatamente tappato le orecchie, fu molto gratificante per me vedere che la risposta rovinava il suo scherzo e\nmi gratificava molto vedere che la risposta rovinava il suo scherzo e lo portava a fermarsi.\ne lo port\u00f2 a un punto morto.\n\n Ragazzo! Che tipo \u00e8 la signorina Havisham?  Il signor Pumblechook ricominci\u00f2 quando si fu ripreso.\nsi era ripreso; ripiegando le braccia sul petto e applicando la\nvite.\n\n Molto alto e scuro, gli ho detto.\n\n Lo \u00e8, zio? chiese mia sorella.\n\nIl signor Pumblechook fece un cenno di assenso, dal quale dedussi subito che non aveva mai visto la signorina Havisham.\nnon aveva mai visto la signorina Havisham, perch\u00e9 non era niente del genere.\n\n Bene! disse Mr. Pumblechook con presunzione. ( Questo \u00e8 il modo per averlo\nlui! Stiamo cominciando a tenere testa a tutti, credo, mamma?)\n\n Sono sicura, zio, rispose la signora Joe, che vorrei che lo avessi sempre con te; sai cos\u00ec bene come comportarti con lui.\nsai cos\u00ec bene come comportarti con lui.\n\n Ora, ragazzo! Che cosa stava facendo quando siete entrati oggi?\nPumblechook.\n\n Era seduta, risposi, in una carrozza di velluto nero.\n\nIl signor Pumblechook e la signora Joe si guardarono l'un l'altro come potevano\ne ripeterono entrambi: \"In una carrozza di velluto nero?\n\n S\u00ec, dissi io. E la signorina Estella, che \u00e8 sua nipote, credo le abbia consegnato\ntorta e vino alla finestra della carrozza, su un piatto d'oro. E tutti abbiamo mangiato\ntorta e vino su un piatto d'oro. E io mi sono alzata dietro la carrozza per mangiare\nil mio, perch\u00e9 lei mi aveva detto di farlo.\n\n C'era qualcun altro? chiese il signor Pumblechook.\n\n Quattro cani, ho detto.\n\n Grande o piccolo?\n\n Immenso, dissi io. E si contesero le cotolette di vitello da un cesto d'argento.\ncesto d'argento.\n\nIl signor Pumblechook e la signora Joe si fissarono di nuovo l'un l'altro, in totale\nstupore. Ero perfettamente agitato, un testimone incosciente sotto la\ntortura, e avrei detto loro qualsiasi cosa.\n\n Dov'era questa carrozza, in nome della grazia? chiese mia sorella.\n\n Nella stanza della signorina Havisham.  Si fissarono di nuovo.  Ma non c'erano\ncavalli.  Ho aggiunto questa clausola di salvezza, nel momento in cui ho scartato\nquattro cavalli da corsa riccamente agghindati che avevo pensato di\nimbrigliare.\n\n \u00c8 possibile, zio? chiese la signora Joe.  Cosa pu\u00f2 voler dire il ragazzo?\n\n Te lo dico io, mamma, disse il signor Pumblechook.  La mia opinione \u00e8 che sia una\nportantina. \u00c8 volubile, sai, molto volubile, abbastanza volubile\nabbastanza volubile da passare i suoi giorni in una portantina.\n\n L'hai mai vista con questo vestito, zio? chiese la signora Joe.\n\n Come potrei, torn\u00f2, costretto all'ammissione, se non la vedo mai in vita mia?\nin vita mia? Non l'ho mai vista!\n\n Santo cielo, zio! Eppure le hai parlato?\n\n Perch\u00e9, non sapete, disse il signor Pumblechook, in modo provocatorio, che quando sono stato l\u00ec\nsono stato l\u00ec, sono stato portato fino all'esterno della sua porta e la\nporta \u00e8 rimasta socchiusa e lei mi ha parlato in quel modo. Non dire che\nnon dire che non lo sai, mamma. Comunque, il ragazzo \u00e8 andato l\u00ec a giocare. A cosa\na cosa hai giocato, ragazzo?\n\n Abbiamo giocato con le bandiere, ho detto. (Mi permetto di osservare che penso a me stesso con\ncon stupore, quando ricordo le bugie che ho detto in questa occasione).\n\n Bandiere! fece eco mia sorella.\n\n Estella sventol\u00f2 una bandiera blu, io una rossa e la signorina Havisham una cosparsa di stelline d'oro.\nla signorina Havisham ne sventol\u00f2 una cosparsa di stelline dorate, fuori\nal finestrino della carrozza. E poi tutti sventolammo le spade e gridammo.\n\n Spade! ripet\u00e9 mia sorella.  Dove hai preso le spade?\n\n Da un armadio, dissi. E vi vidi pistole, marmellata e pillole.\npillole. E nella stanza non c'era la luce del giorno, ma era tutta illuminata\ncon le candele.\n\n \u00c8 vero, mamma, disse il signor Pumblechook, con un cenno grave.  Questo \u00e8 lo\nstato delle cose, per quello che ho visto io stesso.  E poi entrambi\nmi fissarono, e io, con un'invadente dimostrazione di disinvoltura sul mio\nvolto, li fissai e intrecciai la gamba destra dei pantaloni con la mano destra.\ncon la mano destra.\n\nSe mi avessero fatto altre domande, mi sarei indubbiamente tradito, perch\u00e9 ero gi\u00e0 sul punto di dire che\ntradito, perch\u00e9 anche in quel momento stavo per dire che\nche c'era un pallone aerostatico in cortile e avrei azzardato l'affermazione\nse non fosse stato che la mia invenzione era divisa tra quel fenomeno e un orso\nnella birreria. Erano cos\u00ec occupati, tuttavia, a discutere delle\nmeraviglie che avevo gi\u00e0 presentato alla loro attenzione, che mi sono\nsfuggito. L'argomento li teneva ancora occupati quando Joe rientr\u00f2 dal suo lavoro per\nprendere una tazza di t\u00e8. A cui mia sorella, pi\u00f9 per sollievo della propria mente che per gratificazione\nmente che per gratificare la sua, raccont\u00f2 le mie finte esperienze.\nesperienze.\n\nQuando vidi Joe aprire i suoi occhi azzurri e rotearli per tutta la cucina con impotente stupore, fui presa da un senso di penitenza.\ncucina con impotente stupore, fui colta da un senso di penitenza; ma solo per quanto riguardava lui, non\nper quanto riguardava lui, non per quanto riguardava gli altri due. Verso\nJoe, e solo nei confronti di Joe, mi consideravo un giovane mostro, mentre loro sedevano\na discutere su quali risultati mi avrebbe portato la conoscenza e il favore della signorina Havisham.\nconoscenza e dal favore della signorina Havisham. Non avevano dubbi sul fatto che la signorina Havisham avrebbe fatto\nqualcosa per me; i loro dubbi riguardavano la forma che quel qualcosa\nforma che avrebbe assunto. Mia sorella si distingueva per la propriet\u00e0.  Il signor Pumblechook era favorevole\nun bel premio per legarmi come apprendista a un mestiere signorile, ad esempio\ncommercio signorile, ad esempio quello del mais e delle sementi. Joe cadde nella pi\u00f9\npi\u00f9 profondo disonore con entrambi, per aver proposto il brillante suggerimento che\nche avrei potuto essere presentato solo con uno dei cani che avevano combattuto per le\ncotolette di vitello.  Se la testa di uno sciocco non pu\u00f2 esprimere opinioni migliori di queste, disse mia sorella.\ndi questa, disse mia sorella, e tu hai del lavoro da fare, faresti meglio ad andare a farlo.\nandare a farlo.  E cos\u00ec and\u00f2.\n\nDopo che il signor Pumblechook se ne fu andato e mentre mia sorella stava lavando\nmi sono infilata nella fucina da Joe e sono rimasta accanto a lui fino a quando non ha\nfatto per la notte. Poi dissi: \"Prima che il fuoco si spenga, Joe, vorrei dirti una cosa.\nprima che il fuoco si spenga, Joe, vorrei dirti una cosa.\n\n Dovresti, Pip? disse Joe, avvicinando il suo sgabello alla fucina.\n Allora diteci. Cosa c'\u00e8, Pip?\n\n Joe, dissi io, prendendo la manica arrotolata della sua camicia e rigirandola tra il dito e il pollice, ti ricordi tutto quello che \u00e8 successo alla signorina\ntra il dito e il pollice, ti ricordi di tutta quella storia della signorina\nHavisham?\n\n Ricordi? disse Joe.  Ti credo! Meraviglioso!\n\n \u00c8 una cosa terribile, Joe; non \u00e8 vero.\n\n Di cosa stai parlando, Pip? grid\u00f2 Joe, ricadendo nel pi\u00f9 grande stupore.\nstupore.  Non vorrai dire che \u00e8\n\n S\u00ec, lo so; sono bugie, Joe.\n\n Ma non tutto? Perch\u00e9 sei sicuro di non voler dire, Pip, che non c'erano\nnon c'era il nero del pozzo, eh?  Infatti, rimasi in piedi scuotendo la testa.  Ma almeno\nc'erano i cani, Pip? Suvvia, Pip, disse Joe, in modo persuasivo, se non c'era\nse non c'erano le cotolette, almeno c'erano i cani?\n\n No, Joe.\n\n Un cane? disse Joe.  Un cucciolo? Vieni?\n\n No, Joe, non c'era niente del genere.\n\nMentre fissavo i miei occhi senza speranza su Joe, Joe mi contempl\u00f2 sgomento.\n Pip, vecchio mio! Questo non va bene, vecchio mio! Dico io! Dove pensi di andare\ndi andare?\n\n \u00c8 terribile, Joe, non \u00e8 vero?\n\n Terribile? grid\u00f2 Joe.  Terribile! Cosa ti ha posseduto?\n\n Non so cosa mi abbia posseduto, Joe, risposi, lasciando andare la manica della sua camicia e sedendomi nella cenere ai suoi piedi, abbassando la testa.\ne mi sedetti in mezzo alla cenere ai suoi piedi, con la testa penzoloni, ma vorrei che tu non mi avessi insegnato a chiamare i fanti a carte;\n ma vorrei che non mi avessi insegnato a chiamare i fanti a carte fanti; e vorrei che i miei stivali non fossero cos\u00ec spessi e le mie mani cos\u00ec grossolane.\nVorrei che i miei stivali non fossero cos\u00ec spessi e le mie mani cos\u00ec ruvide.\n\nE poi dissi a Joe che mi sentivo molto infelice e che non ero stata in grado di spiegarmi con la signora Joe e Pumblechook.\ndi spiegarmi alla signora Joe e a Pumblechook, che erano stati cos\u00ec sgarbati con me, e che c'era stata una bella ragazza da Miss Havisham.\ne che da Miss Havisham c'era stata una bella signorina che era\nche era terribilmente orgogliosa, e che aveva detto che ero comune, e che io sapevo di essere comune, e che...\nche sapevo di essere comune, e che avrei voluto non esserlo, e che le bugie erano venute fuori in qualche modo.\nmenzogna era venuta fuori in qualche modo, anche se non sapevo come.\n\nSi trattava di un caso di metafisica, difficile da affrontare per Joe almeno quanto per me.\nJoe come per me. Ma Joe port\u00f2 il caso fuori dall'ambito della metafisica e lo sconfisse.\nmetafisica e con ci\u00f2 lo sconfisse.\n\n Di una cosa puoi essere certo, Pip, disse Joe, dopo averci riflettuto un po'.\nriflessione, e cio\u00e8 che le bugie sono bugie. In qualunque modo arrivino, non dovevano\nnon dovevano arrivare, e provengono dal padre della menzogna, e lavorano\nstesso. Non raccontarne altre, Pip. Non \u00e8 questo il modo per\nper evitare di essere comune, vecchio mio. E per quanto riguarda l'essere comune, non mi \u00e8 chiaro\nnon \u00e8 affatto chiaro. Sei comune in alcune cose. Sei comune\npiccolo. Allo stesso modo sei uno studioso comune.\n\n No, sono ignorante e arretrato, Joe.\n\n Guarda che lettera hai scritto ieri sera! Scritta addirittura in stampatello! Ho visto lettere\nlettere Ah! e da parte di gentiluomini! che giurerei non fossero scritte a stampa, disse Joe.\nstampa, disse Joe.\n\n Non ho imparato quasi nulla, Joe. Tu pensi molto di me. \u00c8 solo\nche.\n\n Beh, Pip, disse Joe, che sia cos\u00ec o che sia figlio mio, devi essere uno studioso comune\nstudioso prima di poter essere un comune studioso, spero! Il re sul\ntrono, con la corona in testa, non pu\u00f2 sedersi e scrivere i suoi atti di\nParlamento, senza aver iniziato, quando era un principe non promosso, con l'alfabeto.\nprincipe non promosso, con l'alfabeto. Ah! aggiunse Joe, scuotendo la testa, con un\nche era pieno di significato, e che aveva cominciato con la A e si era fatto strada fino alla Z.\nE _io_ so cosa vuol dire fare, anche se non posso dire di averlo fatto esattamente.\nesattamente.\n\nC'era un po' di speranza in questo pezzo di saggezza e mi ha piuttosto incoraggiato.\nmi ha incoraggiato.\n\n Se i comuni per quanto riguarda le chiamate e i guadagni, prosegu\u00ec Joe,\nriflessivamente, non sia meglio continuare a tenere compagnia\ncon quelli comuni, invece di andare a giocare con quelli comuni.\nche mi ricorda di sperare che ci fosse una bandiera, forse?\n\n No, Joe.\n\n (Mi dispiace che non ci fosse una bandiera, Pip). Se questo possa essere o\nnon possa essere, \u00e8 una cosa che non pu\u00f2 essere esaminata ora, senza mettere\ntua sorella su tutte le furie; e questa \u00e8 una cosa che non va pensata come\nintenzionale. Guarda qui, Pip, cosa ti dice un vero amico.\nvero amico. Che questo ti dice il vero amico. Se non puoi arrivare a\nessere comune andando dritto, non riuscirai mai a farlo andando\nstorto. Quindi non parlarne pi\u00f9, Pip, e vivi bene e muori felice.\nfelice.\n\n Non sei arrabbiato con me, Joe?\n\n No, vecchio mio. Ma tenendo presente che si trattava di un tipo di\nun tipo sbalorditivo e sfrenato, alludendo a loro che sconfinavano in\nun sincero benefattore avrebbe fatto altrettanto, Pip,\ndi farli cadere nelle tue meditazioni, quando vai a letto di sopra.\nQuesto \u00e8 tutto, vecchio mio, e non farlo mai pi\u00f9.\n\nQuando salii nella mia stanzetta e dissi le mie preghiere, non dimenticai la raccomandazione di Joe.\nJoe, eppure la mia giovane mente era in quello stato di turbamento e di ingratitudine che\nstato di ingratitudine, tanto che pensai a lungo, dopo essermi coricata, a come Estella avrebbe considerato Joe, un semplice fabbro, quanto fossero spessi i suoi stivali.\nEstella avrebbe considerato Joe un semplice fabbro; quanto spessi fossero i suoi stivali e quanto rozze le sue mani.\nquanto rozzi fossero i suoi stivali e le sue mani. Pensai che Joe e mia sorella erano seduti in cucina e che io avevo\nin cucina, e a come io fossi salita a letto dalla cucina, e a come la signorina Havisham ed Estella non avessero mai\nHavisham ed Estella non si erano mai sedute in una cucina, ma erano molto al di sopra\nlivello di queste azioni comuni. Mi addormentai ricordando quello che facevo\nquando ero dalla signorina Havisham, come se fossi stata l\u00ec per settimane o mesi, invece che per ore.\no mesi, invece che di ore; e come se fosse un vecchio argomento di\ncome se si trattasse di un vecchio argomento di memoria, invece di uno che era sorto solo quel giorno.\n\nQuello \u00e8 stato un giorno memorabile per me, perch\u00e9 ha prodotto grandi cambiamenti in me. Ma \u00e8\n\u00e8 lo stesso per ogni vita. Immaginate che un giorno scelto sia stato tolto da essa,\ne pensate a quanto sarebbe stato diverso il suo corso. Fermatevi, voi che leggete\ne pensate per un momento alla lunga catena di ferro o d'oro, di spine o di fiori, che non vi avrebbe mai legato se non fosse stato per la\nspine o di fiori, che non vi avrebbe mai legato, se non fosse stato per il\nse non si fosse formato il primo anello in un giorno memorabile.\n\n\n\n\nCapitolo X.\n\n\nUna mattina o due dopo, al risveglio, mi venne la felice idea che il miglior passo che potessi compiere per rendermi insolita\nche il passo migliore che potessi fare per rendermi non comune era quello di\nBiddy tutto ci\u00f2 che sapeva. In base a questa luminosa\nluminosa concezione accennai a Biddy, quando la sera andai dalla prozia di Mr.\nWopsle la sera, che avevo una ragione particolare per desiderare di\ndi andare avanti nella vita e che mi sarei sentita molto obbligata nei suoi confronti se mi avesse\nse mi avesse trasmesso tutto il suo sapere. Biddy, che era la pi\u00f9 gentile delle ragazze, disse subito che l'avrebbe fatto.\ndi ragazze, disse subito che l'avrebbe fatto e inizi\u00f2 a mantenere la promessa nel giro di cinque minuti.\npromessa nel giro di cinque minuti.\n\nLo schema o corso educativo istituito dalla prozia del signor Wopsle\npu\u00f2 essere sintetizzato come segue. Gli alunni mangiavano mele e\nmele e si infilavano cannucce l'un l'altro nella schiena, finch\u00e9 la prozia del signor Wopsle\nWopsle raccolse le sue energie e le colp\u00ec indiscriminatamente con una verga di betulla.\ncon una verga di betulla. Dopo aver ricevuto l'accusa con ogni segno di derisione,\ngli alunni si misero in fila e passarono ronzantemente un libro stracciato di mano in mano.\nmano a mano. Il libro conteneva un alfabeto, alcune figure e tabelle, e un po' di ortografia, cio\u00e8 di\nun po' di ortografia, vale a dire che un tempo era stato scritto. Non appena questo\nvolume inizi\u00f2 a circolare, la prozia del signor Wopsle cadde in uno stato di\ncoma, dovuto al sonno o a un parossismo reumatico. Gli alunni\nGli alunni si misero allora a fare un esame competitivo sul tema degli\ndi Stivali, con l'obiettivo di verificare chi fosse in grado di calpestare\npi\u00f9 duro sulle dita dei piedi. Questo esercizio mentale \u00e8 durato fino a quando Biddy non si \u00e8 avventata su di loro e ha distribuito\nBiddy si \u00e8 scagliata contro di loro e ha distribuito tre Bibbie deturpate (a forma di\ncome se fossero state abilmente tagliate dall'estremit\u00e0 di qualcosa), stampate in modo pi\u00f9\nstampate in modo pi\u00f9 illeggibile di qualsiasi altra curiosit\u00e0 letteraria che io abbia\ndi tutte le curiosit\u00e0 letterarie che ho incontrato da allora, con macchie di muffa e con vari esemplari del mondo degli insetti\nesemplari del mondo degli insetti schiacciati tra le foglie. Questa parte\nQuesta parte del corso era di solito alleggerita da diversi combattimenti singoli tra\nBiddy e gli studenti refrattari. Quando i combattimenti erano terminati, Biddy dava il numero di una pagina e\nBiddy dava il numero di una pagina e tutti leggevamo ad alta voce quello che potevamo o quello che non potevamo\nin un coro spaventoso; Biddy conduceva con una voce alta, stridula e monotona,\nvoce acuta, stridula e monotona, e nessuno di noi aveva la minima nozione o riverenza per ci\u00f2 che\nriverenza per ci\u00f2 che stavamo leggendo. Quando questo orribile frastuono\ndurato un certo tempo, svegli\u00f2 meccanicamente la prozia del signor Wopsle,\nche si avvicin\u00f2 a un ragazzo in modo fortuito e gli tir\u00f2 le orecchie. Questo fu\nQuesto fece capire che il Corso per la sera era terminato, e noi uscimmo nell'aria con\ne siamo emersi nell'aria con grida di vittoria intellettuale. \u00c8 giusto sottolineare che\nnon c'era alcun divieto di intrattenersi con la lavagna o con l'inchiostro.\ncon la lavagna o addirittura con l'inchiostro (quando c'era), ma che non era\nnon era facile dedicarsi a questa branca di studio nella stagione invernale, a causa del\nper via della piccola bottega generale in cui si tenevano le lezioni e che era anche il\nche era anche il salotto e la camera da letto della prozia del signor Wopsle, non era che\ndi una candela a immersione di scarso valore e di nessun annusatore.\ne di nessuno spegnimento.\n\nMi sembrava che ci sarebbe voluto del tempo per diventare insolito, in queste\nTuttavia, decisi di provare, e quella sera stessa\nsera Biddy diede il via al nostro accordo speciale, fornendo alcune\ninformazioni tratte dal suo piccolo catalogo di prezzi, sotto la voce\nzucchero umido, e prestandomi, per copiarlo a casa, un grande e vecchio D\nche aveva imitato dall'intestazione di un giornale e che io supponevo, fino a quando non mi ha detto che cosa fosse, di\nche, finch\u00e9 non mi disse di cosa si trattava, pensavo fosse il disegno di una fibbia.\n\nNaturalmente nel villaggio c'era un pub e naturalmente a Joe piaceva\nJoe amava a volte fumare la pipa l\u00ec. Avevo ricevuto ordini precisi da mia sorella\ndi andare a cercarlo al Three Jolly Bargemen quella sera, tornando da scuola, e di riportarlo a casa a mio rischio e pericolo.\nsera, tornando da scuola, e di riportarlo a casa a mio rischio e pericolo. Ai\nTre allegri barcaroli, quindi, diressi i miei passi.\n\nC'era un bar al Jolly Bargemen, con alcuni segni di gesso spaventosamente lunghi sul muro a lato della porta, che mi sembravano\nsul muro a lato della porta, che mi sembrava non venissero mai pagati.\nche non fossero mai stati pagati. Erano l\u00ec da quando avevo memoria, e\nerano cresciuti pi\u00f9 di me. Ma c'era una grande quantit\u00e0 di gesso nel nostro\ngesso nel nostro paese, e forse la gente non trascurava l'opportunit\u00e0 di\ndi farne tesoro.\n\nEssendo sabato sera, trovai il padrone di casa che guardava in modo piuttosto torvo questi registri.\nma, dato che i miei affari erano con Joe e non con lui, mi limitai ad augurargli la buona sera e passai nella sala comune della casa.\ngli augurai semplicemente buona sera e passai nella sala comune in fondo al corridoio.\nin fondo al corridoio, dove c'era un grande e luminoso fuoco da cucina e dove Joe stava fumando la sua pipa in compagnia\ndove Joe stava fumando la pipa in compagnia del signor Wopsle e di uno sconosciuto.\nsconosciuto. Joe mi salut\u00f2 come al solito con Halloa, Pip, vecchio mio!\nNel momento in cui lo disse, lo sconosciuto gir\u00f2 la testa e mi guard\u00f2.\n\nEra un uomo dall'aspetto segreto che non avevo mai visto prima. La sua testa era\nda un lato e uno dei suoi occhi era semichiuso, come se stesse\ncome se stesse prendendo la mira con una pistola invisibile. Aveva una pipa in bocca\nbocca, la tir\u00f2 fuori e, dopo aver soffiato lentamente tutto il suo fumo\ne guardandomi intensamente, annu\u00ec. Allora ho annuito e lui ha annuito di nuovo e ha fatto spazio\nannu\u00ec di nuovo e fece spazio sul sedile accanto a lui per farmi sedere l\u00ec.\nsedermi l\u00ec.\n\nMa siccome ero abituata a sedermi accanto a Joe ogni volta che entravo in quel luogo di\ndi villeggiatura, dissi No, grazie, signore, e mi misi nello spazio che Joe mi aveva preparato sul\nJoe mi aveva preparato sul lato opposto. Lo strano uomo, dopo aver dato un'occhiata a Joe,\nJoe e vedendo che la sua attenzione era impegnata in altro modo, mi fece di nuovo un cenno\nquando mi fui seduto, e poi si strofin\u00f2 la gamba in un modo molto strano, come mi colp\u00ec.\nmi colp\u00ec.\n\n Stavi dicendo, disse l'uomo strano, rivolgendosi a Joe, che eri un\nfabbro.\n\n S\u00ec, l'ho detto. L'ho detto, sai, ha detto Joe.\n\n Cosa beve, signor? A proposito, non ha fatto il suo nome.\n\nJoe l'ha menzionato ora, e lo strano uomo l'ha chiamato con questo nome.  Cosa\nbere, signor Gargery? A mie spese? Per fare il pieno?\n\n Beh, disse Joe, a dire la verit\u00e0 non ho l'abitudine di bere a spese di nessuno se non le mie.\nbere a spese di altri se non le mie.\n\n Abitudine? No, rispose lo straniero, ma una volta e via, e per di pi\u00f9 di sabato sera.\nsabato sera. Venite! Dica un nome, signor Gargery.\n\n Non vorrei essere di compagnia, disse Joe.  Rum.\n\n Rum, ripet\u00e9 lo straniero.  E l'altro signore dar\u00e0 origine a un\nsentimento.\n\n Rum, ha detto il signor Wopsle.\n\n Tre rum! grid\u00f2 il forestiero, chiamando l'oste.  Bicchieri\nintorno!\n\n Quest'altro signore, ha osservato Joe, presentando il signor Wopsle,\n \u00e8 un signore che vorreste sentir parlare. Il nostro impiegato in\nchiesa.\n\n Aha! disse lo straniero, velocemente, e strizzando l'occhio a me.  La\nchiesa solitaria, proprio sulla palude, con le tombe intorno!\n\n Ecco, disse Joe.\n\nLo straniero, con un comodo grugnito sopra la pipa, mise le gambe sul\ngambe sul sedile che aveva a disposizione. Indossava un cappello a tesa larga\ncappello da viaggiatore a tesa larga, e sotto di esso un fazzoletto legato sul\nsotto di esso un fazzoletto legato sulla testa a mo' di berretto, in modo da non mostrare i capelli. Mentre\nguardando il fuoco, mi sembr\u00f2 di vedere un'espressione astuta, seguita da una\nuna mezza risata sul suo volto.\n\n Non conosco questo paese, signori, ma sembra un paese solitario verso il fiume.\nsolitario verso il fiume.\n\n La maggior parte delle paludi \u00e8 solitaria, ha detto Joe.\n\n Senza dubbio, senza dubbio. Ci sono zingari, ora, o vagabondi, o\nvagabondi di qualsiasi tipo, l\u00e0 fuori?\n\n No, disse Joe; solo un detenuto scappato di tanto in tanto. E noi non\ntrovare _loro_, facilmente. Eh, signor Wopsle?\n\nIl signor Wopsle, con un maestoso ricordo del vecchio sconforto, acconsent\u00ec;\nma non con calore.\n\n Sembra che siate usciti dopo tanto tempo? chiese lo straniero.\n\n Una volta, \u00e8 tornato Joe.  Non che volessimo prenderli, sia chiaro;\nSiamo usciti come osservatori; io, il signor Wopsle e Pip. Non siamo stati noi,\nPip?\n\n S\u00ec, Joe.\n\nLo straniero mi guard\u00f2 di nuovo, continuando ad alzare gli occhi, come se mi stesse prendendo espressamente di mira con la sua pistola invisibile, e disse: \"E' un uomo di colore\".\ncome se mi stesse espressamente prendendo di mira con la sua pistola invisibile, e disse: \"\u00c8 proprio un\nun bel pezzo d'ossa. Come lo chiamate?\n\n Pip, disse Joe.\n\n Battezzato Pip?\n\n No, non battezzato Pip.\n\n Cognome Pip?\n\n No, disse Joe, \u00e8 una specie di nome di famiglia che si \u00e8 dato da solo quando era un\nbambino e con cui viene chiamato.\n\n Figlio suo?\n\n Beh, disse Joe, meditabondo, non perch\u00e9 fosse in qualche modo necessario\nnecessario riflettere su questo, ma perch\u00e9 era il modo in cui i\nJolly Bargemen di considerare a fondo tutto ci\u00f2 che veniva\ndiscusso davanti alle pipe, beh, no. No, non lo \u00e8.\n\n Nevvy? disse lo strano uomo.\n\n Beh, disse Joe, con la stessa aria di profonda riflessione, non \u00e8...\nnon \u00e8 no, non per ingannarvi, non \u00e8 la mia nevvella.\n\n Che cosa \u00e8 questo \"Blue Blazes\"? chiese lo straniero. Il che mi sembr\u00f2\nuna richiesta di forza non necessaria.\n\nIl signor Wopsle ha colpito su questo punto; come uno che sa tutto sulle relazioni\nrelazioni, avendo occasione professionale di tenere a mente quali relazioni femminili\nrelazioni femminili che un uomo non pu\u00f2 sposare; ed espose i legami tra me e\nJoe. Avendo la mano in mano, il signor Wopsle concluse con un passaggio\nterribilmente ringhioso di Riccardo Terzo, e sembrava pensare di aver fatto abbastanza\nsembrava aver fatto abbastanza per giustificarlo quando aggiunse, come dice il poeta.\ncome dice il poeta.\n\nE a questo punto posso osservare che quando il signor Wopsle si riferiva a me, riteneva necessario\nconsiderava una parte necessaria di tale riferimento quella di scompigliare i miei capelli e\ncapelli e ficcarmeli negli occhi. Non riesco a capire perch\u00e9 tutti quelli della sua levatura\nche venivano a trovarci a casa nostra dovessero sottopormi sempre allo stesso\nprocesso infiammatorio in circostanze simili. Eppure non mi viene in mente che\nche io sia mai stata, nella mia prima giovinezza, oggetto di osservazioni nella nostra\nfamiglia, ma che qualche persona dalle mani grandi abbia fatto qualche\noftalmico per farmi un po' di condiscendenza.\n\nPer tutto questo tempo, lo strano uomo non guard\u00f2 altri che me, e mi guard\u00f2 come se fosse deciso a colpirmi finalmente e a portarmi via.\ncome se fosse deciso a colpirmi e a farmi fuori.\ne farmi fuori. Ma non disse nulla dopo aver offerto la sua osservazione sulle Blue Blazes,\nfinch\u00e9 non furono portati i bicchieri di rum e acqua; poi fece il suo tiro, e fu un tiro straordinario.\ncolpo, e fu un colpo straordinario.\n\nNon si trattava di un'osservazione verbale, ma di un procedimento di muto spettacolo, ed era\nrivolto a me. Agit\u00f2 il suo rum e l'acqua in modo acuto verso di me\ne ha assaggiato il rum e l'acqua rivolgendosi a me. E l'ha mescolato\ne lo assaggi\u00f2, non con un cucchiaio che gli era stato portato, ma con una lima.\nlima_.\n\nLo fece in modo che nessuno, a parte me, vedesse la lima; e quando ebbe fatto\npul\u00ec il fascicolo e lo mise in un taschino. Sapevo che era la cartella di Joe\nJoe, e sapevo che lui conosceva il mio detenuto, nel momento in cui ho visto lo strumento.\nstrumento. Rimasi a guardarlo, incantata. Ma lui ora si era sdraiato sul\nsi era sdraiato sulla sua poltrona, prestando pochissima attenzione a me e parlando soprattutto di rape.\ndi rape.\n\nC'era un delizioso senso di pulizia e di pausa silenziosa\nprima di ricominciare la vita, nel nostro villaggio il sabato sera,\nche stimolava Joe a osare rimanere fuori mezz'ora in pi\u00f9 il sabato\nsabato pi\u00f9 a lungo che in altre occasioni. La mezz'ora e il rum e l'acqua\nsi esaurirono insieme, Joe si alz\u00f2 per andare e mi prese per mano.\n\n Si fermi un attimo, signor Gargery, disse lo strano uomo.  Credo di avere\nuno scellino nuovo di zecca da qualche parte in tasca, e se l'ho fatto, il ragazzo lo avr\u00e0.\nragazzo lo avr\u00e0.\n\nL'ha cercata in una manciata di spiccioli, l'ha piegata in una carta stropicciata e me l'ha data.\ncarta stropicciata e me la diede.  Tua! disse.  Attenzione! Il tuo.\n\nLo ringraziai, fissandolo ben oltre i limiti della buona educazione,\ne tenendomi stretto a Joe. Diede la buonanotte a Joe e la diede a Mr.\nWopsle (che usc\u00ec con noi), e mi lanci\u00f2 solo un'occhiata con l'occhio puntato, no, non un'occhiata, perch\u00e9 mi guard\u00f2.\ncon il suo occhio puntato, no, non uno sguardo, perch\u00e9 l'ha chiuso, ma si possono fare meraviglie con un occhio nascondendolo.\nma si possono fare meraviglie con un occhio nascondendolo.\n\nTornando a casa, se ero in vena di parlare, le chiacchiere dovevano essere tutte dalla mia parte.\ndovevano essere tutti dalla mia parte, perch\u00e9 il signor Wopsle si separ\u00f2 da noi alla porta del\nJolly Bargemen, e Joe se ne torn\u00f2 a casa con la bocca spalancata, per sciacquare il rum con il pi\u00f9 possibile\naperta, per sciacquare il rum con quanta pi\u00f9 aria possibile. Ma io ero in un certo senso\nstupefatto da questo ritorno del mio vecchio misfatto e della mia vecchia\nvecchia conoscenza e non riuscivo a pensare ad altro.\n\nMia sorella non era di cattivo umore quando ci presentammo in cucina.\ncucina, e Joe fu incoraggiato da quella insolita circostanza a\nraccontarle dello scellino brillante.  Un cattivo soggetto, ne sono certa, disse trionfante la signora Joe.\nJoe trionfante, altrimenti non l'avrebbe dato al ragazzo! Guardiamolo\nguardiamo.\n\nL'ho tirato fuori dalla carta e si \u00e8 rivelato un buon lavoro.  Ma che cos'\u00e8\nquesto? disse la signora Joe, gettando lo scellino e riprendendo il giornale.\ncarta.  Due banconote da una sterlina?\n\nNientemeno che due grasse banconote da una sterlina che sembravano\nche sembravano essere in rapporti di massima intimit\u00e0 con tutti i mercati del bestiame della contea.\ndella contea. Joe prese di nuovo il cappello e corse con loro dal\nJolly Bargemen per restituirle al proprietario. Mentre se ne andava, mi sedetti\nseduto sul mio solito sgabello e guardai a bocca aperta mia sorella, sentendomi abbastanza sicuro che l'uomo non sarebbe stato l\u00ec.\nche quell'uomo non sarebbe stato l\u00ec.\n\nDi l\u00ec a poco Joe torn\u00f2, dicendo che l'uomo se n'era andato, ma che lui,\nJoe aveva lasciato un messaggio ai Three Jolly Bargemen riguardo ai biglietti.\nMia sorella li sigill\u00f2 in un pezzo di carta e li mise sotto alcune foglie di rosa secche in una teiera ornamentale\nfoglie di rosa secche in una teiera ornamentale sopra una pressa nel salotto di Stato.\nnel salotto di Stato. L\u00ec rimasero, come un incubo per me, molte e\nmolte notti e giorni.\n\nQuando ero a letto avevo tristemente interrotto il sonno, pensando a quello strano uomo che mi puntava contro con la sua pistola invisibile.\nstrano uomo che mi prendeva di mira con la sua pistola invisibile e alla\ncolpevolmente rozzo e comune, di essere in rapporti segreti di cospirazione con i detenuti, una caratteristica della mia bassa carriera che avevo\ncon i galeotti, una caratteristica della mia bassa carriera che avevo\ndimenticato in precedenza. Anche il fascicolo mi perseguitava. Un timore mi possedeva\nche quando meno me lo aspettavo, il fascicolo sarebbe riapparso. Mi sono addormentato\ndi addormentarmi pensando a Miss Havisham, il prossimo mercoled\u00ec; e nel sonno vidi la cartella che mi veniva incontro dalla porta\nnel sonno vidi la cartella che mi veniva incontro da una porta, senza vedere chi la teneva\nsenza vedere chi la tenesse, e mi sono svegliata urlando.\n\n\n\n\nCapitolo XI.\n\n\nAll'ora stabilita tornai dalla signorina Havisham e il mio suono esitante al cancello fece uscire Estella.\nsuonata al cancello fece uscire Estella. Dopo avermi ammesso, lo chiuse a chiave,\ncome aveva fatto in precedenza, e mi precedette di nuovo nel buio passaggio\ndove si trovava la sua candela. Non si accorse di me finch\u00e9 non ebbe la candela in mano.\ncandela in mano, quando si guard\u00f2 alle spalle dicendo con superbia: \"Dovete venire da questa parte\".\ndicendo: \"Oggi verrete da questa parte\", e mi port\u00f2 in un'altra parte della casa.\nparte della casa.\n\nIl passaggio era lungo e sembrava pervadere tutto il seminterrato quadrato della casa padronale.\ndel palazzo padronale. Abbiamo attraversato solo un lato della piazza,\nalla fine si ferm\u00f2, pos\u00f2 la candela e apr\u00ec una porta.\naprire una porta. Qui riapparve la luce del giorno e mi ritrovai in un piccolo cortile lastricato, il\nun piccolo cortile lastricato, il cui lato opposto era costituito da una casa\ncasa indipendente, che sembrava appartenere al direttore o all'impiegato capo della\ndirettore o dell'impiegato capo della fabbrica di birra estinta. C'era un orologio nella\nmuro esterno di questa casa. Come l'orologio della stanza della signorina Havisham, e come l'orologio della signorina Havisham.\ncome l'orologio della signorina Havisham, si era fermato alle nove meno venti.\n\nSiamo entrati dalla porta, che era aperta, e in una stanza tetra con il soffitto basso, al piano terra sul retro.\nsoffitto basso, al piano terra sul retro. C'era un po' di gente nella\ned Estella mi disse, mentre si univa a loro: \"Devi andare a stare l\u00ec, ragazzo, finch\u00e9 non ti cercano\".\ne starai l\u00ec, ragazzo, finch\u00e9 non sarai desiderato.   Essendoci la finestra, mi\nfinestra, mi avvicinai ad essa e rimasi l\u00ec, in uno stato d'animo molto scomodo, a guardare fuori.\nmentale, guardando fuori.\n\nSi apriva a terra e si affacciava su un angolo miserabile del giardino trascurato, su un rudere di cavoli e un albero di bosso.\ngiardino trascurato, su un rudere di cavoli e un bosso che era stato tagliato da tempo\nche era stato tagliato molto tempo fa, come un budino, e che aveva una nuova\nin cima una nuova crescita, fuori forma e di colore diverso, come se\ncome se quella parte del budino fosse rimasta attaccata alla pentola e si fosse bruciata. Questo\nQuesto era il mio pensiero casalingo, mentre contemplavo il bosso. C'era stata una\nuna leggera nevicata, durante la notte, e non c'era nessun'altra cosa che io sappia;\nma non si era ancora sciolta dall'ombra fredda di questo pezzo di giardino.\ngiardino, e il vento la raccoglieva in piccoli vortici e la gettava sulla\nfinestra, come se mi avesse colpito per essere venuta l\u00ec.\n\nMi resi conto che il mio arrivo aveva interrotto la conversazione nella stanza, e che\nche gli altri occupanti mi stavano guardando. Non potevo vedere nulla della stanza\na parte il bagliore del fuoco nel vetro della finestra, ma mi irrigidii in tutte le mie\ntutte le mie articolazioni con la consapevolezza di essere sotto stretta osservazione.\n\nNella stanza c'erano tre signore e un signore. Prima che io fossi\ncinque minuti di permanenza alla finestra, in qualche modo mi trasmisero\nche erano tutte puttane e sceme, ma che ognuna di loro fingeva di non sapere che le altre fossero puttane e sceme.\nche ognuno di loro fingeva di non sapere che gli altri lo fossero, perch\u00e9 l'ammettere di saperlo\nammettere che lui o lei lo sapeva, lo avrebbe fatto passare per\nun fannullone e un imbroglione.\n\nAvevano tutti un'aria svogliata e noiosa di attesa del piacere di qualcuno,\ne la pi\u00f9 loquace delle signore doveva parlare in modo rigido per\nper reprimere uno sbadiglio. Questa signora, il cui nome era Camilla, mi ricordava molto\nmi ricordava molto mia sorella, con la differenza che era pi\u00f9 grande e (come scoprii quando la vidi)\ncome mi accorsi quando la vidi) con una fisionomia pi\u00f9 sboccata.\nIn effetti, quando la conobbi meglio, cominciai a pensare che fosse una misericordia che avesse\nche avesse dei lineamenti, tanto era vuota e alta la parete morta del suo viso.\nviso.\n\n Povera anima! disse la signora, con un modo di fare piuttosto brusco di mia sorella.\nsorella. Nessuno \u00e8 nemico se non il proprio!\n\n Sarebbe molto pi\u00f9 lodevole essere il nemico di qualcun altro, disse il signore.\nil signore; molto pi\u00f9 naturale.\n\n Cugino Raymond, ha osservato un'altra signora, dobbiamo amare il nostro\nvicino.\n\n Sarah Pocket, rispose il cugino Raymond, se un uomo non \u00e8 il proprio\nvicino, chi lo \u00e8?\n\nMiss Pocket rise, e Camilla rise e disse (controllando uno sbadiglio),\n L'idea!  Ma a me \u00e8 sembrato che anche loro pensassero che fosse una buona idea\nanche. L'altra signora, che non aveva ancora parlato, disse con tono grave ed enfatico: \"Molto vero!\ncon enfasi: \"Verissimo!\n\n Povera anima!  Camilla prosegu\u00ec subito (sapevo che nel frattempo tutti mi avevano\nmi guardavano nel frattempo), \u00e8 cos\u00ec strano! Qualcuno crederebbe\nqualcuno crederebbe che quando la moglie di Tom mor\u00ec, non riusc\u00ec a capire\nl'importanza che i bambini avessero la pi\u00f9 profonda delle guarnizioni per\nlutto?  Buon Dio! dice lui, Camilla, che cosa pu\u00f2 significare\nfinch\u00e9 le povere creature in lutto sono vestite di nero?  Proprio come Matteo!\nL'idea!\n\n Ha buone qualit\u00e0, ha buone qualit\u00e0, disse il cugino Raymond; il cielo non vuole che io neghi le buone qualit\u00e0 in lui; ma non le ha mai avute e non le ha mai avute.\nNon voglio negare che ci siano buone qualit\u00e0 in lui; ma non ha mai avuto, e non avr\u00e0 mai\nsenso delle buone maniere.\n\n Sai che ero obbligata, disse Camilla, ero obbligata a essere ferma. I\nHo detto: \"Non lo far\u00f2, per il credito della famiglia\".  Gli dissi che,\nsenza guarnizioni profonde, la famiglia era in disgrazia. Ho pianto per questo dalla\ncolazione alla cena. Mi sono fatta male alla digestione. E alla fine lui si \u00e8 scagliato\ncon il suo modo violento e disse, con una D: \"Allora fai come vuoi\".  Grazie\nGrazie al cielo, mi consoler\u00e0 sempre sapere che sono immediatamente\nuscire sotto una pioggia battente e comprare le cose.\n\n Li ha pagati lui, non \u00e8 vero? chiese Estella.\n\n Non si tratta, mia cara bambina, di sapere chi li ha pagati, ha risposto Camilla.\nCamilla.  Li ho comprati io. E ci penser\u00f2 spesso con pace,\nquando mi sveglier\u00f2 di notte.\n\nIl suono di una campana lontana, unito all'eco di un grido o di un richiamo lungo il passaggio da cui ero venuto, interruppe il momento.\nlungo il passaggio da cui ero venuto, interruppe la conversazione e fece dire a Estella\nconversazione e fece s\u00ec che Estella mi dicesse: \"Ora, ragazzo!  Quando mi sono girato\nmi guardarono tutti con il massimo disprezzo e, mentre uscivo, sentii Sarah Pocket dire: \"Non \u00e8 vero!\nUscendo, sentii Sarah Pocket dire: \"Bene, sono sicuro! E adesso?\ne Camilla aggiungere, con indignazione: \"C'\u00e8 mai stata una fantasia simile! L'i-d_e_-a!\n\nMentre procedevamo con la nostra candela lungo il passaggio buio, Estella\nEstella si ferm\u00f2 all'improvviso e, voltandosi, disse con il suo modo provocante\ncon il viso molto vicino al mio,\n\n Allora?\n\n Allora, signorina?  Risposi, quasi cadendo su di lei e controllandomi.\n\nLei rimase a guardarmi e, naturalmente, io rimasi a guardarla.\n\n Sono bella?\n\n S\u00ec, penso che tu sia molto bella.\n\n Sto insultando?\n\n Non cos\u00ec tanto come l'ultima volta, dissi io.\n\n Non cos\u00ec tanto?\n\n No.\n\nHa sparato quando ha fatto l'ultima domanda, e mi ha schiaffeggiato il viso\ncon la forza che aveva, quando risposi.\n\n Ora? disse lei.  Piccolo mostro grossolano, che cosa pensi di me\nora?\n\n Non ve lo dir\u00f2.\n\n Perch\u00e9 lo dirai al piano di sopra. \u00c8 cos\u00ec?\n\n No, dissi, non \u00e8 cos\u00ec.\n\n Perch\u00e9 non piangi di nuovo, piccolo disgraziato?\n\n Perch\u00e9 non pianger\u00f2 mai pi\u00f9 per te\", dissi. Il che era, suppongo, la dichiarazione pi\u00f9 falsa che sia mai stata fatta,\ndichiarazione pi\u00f9 falsa che sia mai stata fatta, perch\u00e9 dentro di me stavo piangendo per\nlei in quel momento, e so quello che so del dolore che mi \u00e8 costato in seguito.\n\nDopo questo episodio siamo saliti al piano superiore e, mentre stavamo salendo, abbiamo incontrato un signore che scendeva a tentoni.\nsalendo, incontrammo un signore che scendeva a tentoni.\n\n Chi abbiamo qui? chiese il signore, fermandosi a guardarmi.\n\n Un ragazzo, disse Estella.\n\nEra un uomo corpulento, di carnagione molto scura, con una testa molto grande e una mano altrettanto grande.\ntesta estremamente grande e una mano altrettanto grande. Mi prese il mento\nnella sua grande mano e mi gir\u00f2 il viso per guardarmi alla luce della candela.\nluce della candela. Era prematuramente calvo sulla sommit\u00e0 del capo,\ne aveva sopracciglia nere e folte che non si abbassavano, ma si alzavano\nirto. I suoi occhi erano molto infossati nella testa, ed erano\nsideralmente acuti e sospettosi. Aveva una grossa catena da orologio e\ne forti punti neri al posto della barba e dei baffi, se li avesse lasciati.\nse li avesse lasciati. Non era niente per me e non potevo prevedere che sarebbe mai diventato qualcosa\nche sarebbe mai stato qualcosa per me, ma mi capit\u00f2 di avere l'opportunit\u00e0 di osservarlo bene.\nl'opportunit\u00e0 di osservarlo bene.\n\n Ragazzo del quartiere? Ehi? disse lui.\n\n S\u00ec, signore, ho detto.\n\n Come fai a venire qui?\n\n La signorina Havisham mi ha mandato a chiamare, signore, ho spiegato.\n\n Bene! Comportati bene. Ho una vasta esperienza di ragazzi e...\ne voi siete un brutto gruppo di ragazzi. Ora attenzione! disse, mordendosi il lato del suo grande indice mentre mi guardava accigliato.\ngrande indice mentre mi guardava accigliato, comportati bene!\n\nCon queste parole, mi lasci\u00f2 andare, cosa di cui fui felice, perch\u00e9 la sua mano profumava di sapone\nprofumata di sapone e se ne and\u00f2 al piano di sotto. Mi chiedevo se\nse potesse essere un medico; ma no, pensai; non pu\u00f2 essere un medico, altrimenti avrebbe\navrebbe avuto un modo di fare pi\u00f9 tranquillo e persuasivo. Non ci fu molto tempo\ntempo per riflettere sull'argomento, perch\u00e9 fummo presto nella stanza della signorina Havisham,\ndove lei e tutto il resto erano esattamente come li avevo lasciati. Estella\nmi lasci\u00f2 in piedi vicino alla porta, e rimasi l\u00ec finch\u00e9 la signorina Havisham\nHavisham mi guard\u00f2 dalla toeletta.\n\n Cos\u00ec! disse lei, senza stupirsi n\u00e9 sorprendersi: i giorni si sono\nconsumati, vero?\n\n S\u00ec, signora. Oggi \u00e8\n\n Ecco, ecco, ecco! con il movimento impaziente delle sue dita.  I\nnon voglio sapere. Sei pronto a suonare?\n\nFui costretta a rispondere con una certa confusione: \"Non credo di esserlo, signora\".\n\n Non di nuovo a carte? chiese, con uno sguardo indagatore.\n\n S\u00ec, signora; potrei farlo, se mi volessero.\n\n Poich\u00e9 questa casa ti sembra vecchia e grave, ragazzo, disse la signorina Havisham,\ncon impazienza, e non sei disposto a giocare, sei disposto a lavorare?\n\nA questa domanda potevo rispondere con un cuore migliore di quello che ero stato in grado di\ntrovare per l'altra domanda, e dissi che ero del tutto disposto a farlo.\n\n Allora vai in quella stanza di fronte, disse, indicando con la mano avvizzita la porta dietro di me.\ndietro di me con la sua mano appassita, e aspetta l\u00ec finch\u00e9 non arrivo.\n\nAttraversai il pianerottolo della scala ed entrai nella stanza che mi aveva indicato.\nAnche da quella stanza la luce del giorno era completamente esclusa, e aveva un odore\nun odore di mancanza d'aria che opprimeva. Il fuoco era stato acceso di recente\numido e antiquato, ma era pi\u00f9 disposto a spegnersi che a bruciare.\ne il fumo riluttante che aleggiava nella stanza sembrava pi\u00f9 freddo\npi\u00f9 freddo dell'aria limpida, come la nostra nebbia di palude. Alcuni rami invernali\nrami di candele invernali sull'alto comignolo illuminavano debolmente la camera.\ncamera; o sarebbe pi\u00f9 espressivo dire che ne turbavano debolmente l'oscurit\u00e0.\nbuio. Era spaziosa, e oserei dire che un tempo era stata bella, ma\nma ogni cosa distinguibile era coperta di polvere e muffa e stava cadendo a pezzi.\ne cadeva a pezzi. L'oggetto pi\u00f9 in vista era un lungo tavolo con una tovaglia\ntovaglia stesa, come se fosse stato preparato un banchetto quando la casa e gli orologi si sono\ncasa e gli orologi si sono fermati tutti insieme. Un'epergola o un centrotavola\nun'epergola o un centrotavola di qualche tipo al centro della tovaglia.\nragnatele che la sua forma era del tutto indistinguibile; e..,\ne, mentre guardavo lungo la distesa gialla da cui mi ricordo che sembrava\ncome un fungo nero, vidi dei ragni dalle zampe a macchia con il corpo a chiazze\ncorpi macchiati che correvano verso di essa e ne uscivano, come se alcune circostanze di grande importanza pubblica\ncome se nella comunit\u00e0 dei ragni fossero appena accadute circostanze di grande importanza pubblica.\ncomunit\u00e0 dei ragni.\n\nHo sentito anche i topi che si agitavano dietro i pannelli, come se lo stesso evento fosse importante per loro.\ncome se lo stesso evento fosse importante per i loro interessi. Ma gli scarafaggi neri\nnon si accorgevano dell'agitazione e si aggiravano per il focolare in modo\nponderoso e anziano, come se fossero miopi e duri d'orecchi, e non fossero in sintonia tra loro.\nudito e non fossero in sintonia tra loro.\n\nQuesti esseri striscianti avevano affascinato la mia attenzione, e li stavo osservando\nda lontano, quando la signorina Havisham mi pos\u00f2 una mano sulla spalla.\nNell'altra mano aveva un bastone con la testa a stampella su cui si appoggiava,\ne sembrava la strega del luogo.\n\n Questo, disse, indicando il lungo tavolo con il bastone, \u00e8 il luogo in cui verr\u00f2 deposta quando sar\u00f2 morta.\nQuando sar\u00f2 morta, sar\u00f2 deposta su questo tavolo. Verranno a guardarmi qui.\n\nCon il vago timore che potesse salire sul tavolo e morire subito.\ne morire all'istante, la completa realizzazione dell'orribile opera di cera\nalla Fiera, mi sottrassi al suo tocco.\n\n Cosa pensi che sia? mi ha chiesto, indicando ancora una volta con il suo\nbastone; quello, dove sono le ragnatele?\n\n Non riesco a indovinare cosa sia, signora.\n\n \u00c8 una grande torta. Una torta da sposa. La mia!\n\nGuard\u00f2 per tutta la stanza con aria truce e poi disse, appoggiandosi a me mentre la sua mano mi stringeva la spalla,\nappoggiandosi a me mentre la sua mano mi stringeva la spalla: \"Vieni, vieni, vieni!\nCammina, cammina!\n\nNe dedussi che il lavoro che dovevo fare era quello di accompagnare Miss\nHavisham in giro per la stanza. Di conseguenza, partii subito, lei si appoggi\u00f2 alla mia spalla e\nlei si appoggi\u00f2 alla mia spalla e ci allontanammo con un passo che avrebbe potuto essere\nessere un'imitazione (basata sul mio primo impulso sotto quel tetto) della chaise di Mr.\nPumblechook.\n\nNon era fisicamente forte e dopo un po' disse: \"Pi\u00f9 piano!\nTuttavia, andammo a una velocit\u00e0 impaziente e irregolare e, mentre andavamo, lei\nmano sulla mia spalla e lavorava la bocca, facendomi credere che andavamo veloci perch\u00e9 i suoi pensieri erano veloci.\nche andavamo veloci perch\u00e9 i suoi pensieri andavano veloci. Dopo un po\nDopo un po' disse: \"Chiama Estella!\", cos\u00ec uscii sul pianerottolo e rugg\u00ec quel nome come avevo fatto sulla nave.\nquel nome come avevo fatto nella precedente occasione. Quando la sua luce\nQuando la sua luce apparve, tornai dalla signorina Havisham e partimmo di nuovo in giro\ne a girare per la stanza.\n\nSe solo Estella fosse venuta a fare da spettatrice, mi sarei sentita sufficientemente scontenta.\navrei provato sufficiente malcontento; ma poich\u00e9 portava con s\u00e9 le tre signore e il\ntre signore e il gentiluomo che avevo visto di sotto, non sapevo\ncosa fare. Per educazione, avrei voluto fermarmi; ma la signorina Havisham\nmi ha dato una scrollata alla spalla e abbiamo proseguito, con la vergogna e la consapevolezza\nvergogna da parte mia che avrebbero pensato che fosse tutta opera mia.\n\n Cara signorina Havisham, disse la signorina Sarah Pocket.  Come state bene!\n\n Non \u00e8 vero, rispose la signorina Havisham.  Sono pelle e ossa gialle.\n\nCamilla si illumin\u00f2 quando la signorina Pocket ricevette questo rimprovero; e mormor\u00f2, mentre contemplava pian piano la signorina Havisham\nmormor\u00f2, mentre contemplava pian piano la signorina Havisham, \"Povera cara\nanima! Non ci si pu\u00f2 certo aspettare che abbia un bell'aspetto, poverina. L'idea!\n\n E tu come stai? disse la signorina Havisham a Camilla. Poich\u00e9 eravamo vicini a\nCamilla, mi sarei fermato di corsa, ma la signorina Havisham non si ferm\u00f2.\nHavisham non si sarebbe fermata. Andammo avanti e io sentii di essere altamente\nodiosa a Camilla.\n\n Grazie, signorina Havisham, ha risposto lei, sto bene come non ci si pu\u00f2\naspettarsi.\n\n Perch\u00e9, qual \u00e8 il tuo problema? chiese la signorina Havisham, con eccessiva\nacutezza.\n\n Niente che valga la pena di menzionare, rispose Camilla.  Non voglio ostentare i miei sentimenti, ma\ndei miei sentimenti, ma sono solita pensare a voi pi\u00f9 di notte\nnotte pi\u00f9 di quanto non sia in grado di fare.\n\n Allora non pensare a me, replic\u00f2 Miss Havisham.\n\n Molto facile a dirsi! osserv\u00f2 Camilla, reprimendo amabilmente un singhiozzo, mentre un\nun'increspatura del labbro superiore e le lacrime traboccavano.  Raymond \u00e8 testimone\ntestimone di quanto zenzero e sale volatile sono costretta a prendere durante la notte.\nRaymond \u00e8 testimone di quali scatti nervosi ho nelle gambe. Soffocamento\ne scatti nervosi, tuttavia, non sono una novit\u00e0 per me quando penso con\nansia a coloro che amo. Se potessi essere meno affettuosa e sensibile,\ndovrei avere una digestione migliore e una serie di nervi di ferro. Sono certo che\nvorrei che fosse cos\u00ec. Ma per quanto riguarda l'idea di non pensare a te di notte, l'idea!\nidea!  Ecco, uno scoppio di lacrime.\n\nIl Raymond a cui si fa riferimento, ho capito essere il signore presente e\nlui ho capito essere il signor Camilla. A questo punto \u00e8 intervenuto in soccorso\ne disse con voce consolatoria e complimentosa: \"Camilla, mia cara, \u00e8 risaputo che i tuoi sentimenti familiari\nCamilla, mia cara, \u00e8 risaputo che i tuoi sentimenti familiari ti stanno gradualmente\nti stanno minando al punto da rendere una gamba pi\u00f9 corta dell'altra.\ndell'altra.\n\n Non so, osserv\u00f2 la grave signora la cui voce avevo sentito solo una volta, che pensare ad una persona\nche pensare a una persona \u00e8 una grande pretesa nei suoi confronti, mia cara.\npersona, mia cara.\n\nLa signorina Sarah Pocket, che ora vedevo essere una vecchia un po' secca, bruna, ondulata, con un viso piccolo che avrebbe potuto essere fatto\ncon un viso piccolo che poteva essere fatto di gusci di noce e una bocca grande come quella di un gatto senza baffi.\ngusci di noce e una bocca grande come quella di un gatto senza baffi,\nsostenne questa posizione dicendo: \"No, davvero, mia cara. Hem!\n\n Pensare \u00e8 abbastanza facile, disse la signora della tomba.\n\n Cosa c'\u00e8 di pi\u00f9 facile, sapete? asser\u00ec la signorina Sarah Pocket.\n\n Oh, s\u00ec, s\u00ec! esclam\u00f2 Camilla, i cui sentimenti in fermento sembravano\ndalle gambe al petto.  \u00c8 tutto molto vero! \u00c8 una debolezza\nessere cos\u00ec affettuosa, ma non posso farne a meno. Senza dubbio la mia salute sarebbe\nsalute sarebbe molto migliore se fosse altrimenti, tuttavia non cambierei la mia disposizione d'animo\nse potessi. \u00c8 la causa di molte sofferenze, ma \u00e8 una consolazione sapere di possederla, quando mi sveglio.\nconsolazione sapere di possederla, quando mi sveglio di notte.  Ecco un'altra esplosione di\nsentimento.\n\nIo e la signorina Havisham non ci siamo mai fermati per tutto questo tempo, ma abbiamo continuato a girare\ngiro per la stanza; ora sfiorando le gonne dei\nvisitatori, ora facendo loro percorrere l'intera lunghezza della lugubre camera.\n\n Ecco Matthew! disse Camilla.  Senza mai mischiarsi a nessun legame naturale,\nnon viene mai qui a vedere come sta la signorina Havisham! Mi sono messa sul divano\ncon il laccetto tagliato, e sono rimasta l\u00ec per ore insensibile, con la\ntesta di lato, con i capelli sciolti e i piedi non so dove\ndove\n\n(Molto pi\u00f9 in alto della tua testa, amore mio, disse il signor Camilla).\n\n Mi sono abbandonata in quello stato, ore e ore, a causa dello strano comportamento di\nMatthew e nessuno mi ha ringraziato.\n\n Devo dire che non credo proprio! interpose la grave signora.\n\n Vede, mia cara, aggiunse la signorina Sarah Pocket (un personaggio blandamente vizioso), la domanda da porsi \u00e8: chi si aspettava di trovare?\npersonaggio), la domanda da porsi \u00e8: chi ti aspettavi che ti ringraziasse, amore mio?\nringraziarti, amore mio?\n\n Senza aspettarsi ringraziamenti o altro, riprese Camilla, sono rimasta in quello stato per ore e ore.\nCamilla, sono rimasta in quello stato per ore e ore, e Raymond \u00e8 testimone di quanto mi sia soffocata\nRaymond \u00e8 testimone della misura in cui ho soffocato e della totale inefficacia dello zenzero.\ninefficacia dello zenzero, e sono stata sentita dall'accordatore di piano-forte dall'altra parte della strada, dove\ndi fronte, dove i poveri bambini sbagliati hanno addirittura\nche si trattasse di piccioni che tubavano a distanza, e ora mi si dice\nQui Camilla si port\u00f2 una mano alla gola e cominci\u00f2 a essere abbastanza chimica\nsulla formazione di nuove combinazioni in quel punto.\n\nQuando fu nominato questo stesso Matthew, la signorina Havisham ferm\u00f2 me e se stessa e rimase a guardare l'oratore.\nse stessa e rimase a guardare l'oratore. Questo cambiamento ebbe una grande\ninfluenza nel portare la chimica di Camilla a una fine improvvisa.\n\n Matthew verr\u00e0 a trovarmi alla fine, disse Miss Havisham, severamente,\n quando sar\u00f2 stesa su quel tavolo. Quello sar\u00e0 il suo posto, l\u00ec, a colpire\nil tavolo con il suo bastone, alla mia testa! E il suo sar\u00e0 l\u00ec! E\ntuo marito \u00e8 l\u00ec! E Sarah Pocket \u00e8 l\u00ec! E Georgiana \u00e8 l\u00ec!\nOra sapete tutti dove prendere posto quando verrete a banchettare con me.\ncon me. E ora andate!\n\nAl pronunciare ogni nome, la donna aveva colpito il tavolo con il bastone in un\nun nuovo punto. Ora disse: \"Cammina, cammina!\" e proseguimmo.\n\n Suppongo che non ci sia nulla da fare, esclam\u00f2 Camilla, se non adeguarsi e partire.\ne partire. \u00c8 una cosa che fa piacere aver visto l'oggetto del proprio amore e del proprio dovere\ndovere anche per cos\u00ec poco tempo. Penser\u00f2 a questo con una malinconica\nmalinconica soddisfazione quando mi sveglier\u00f2 di notte. Vorrei che Matthew potesse avere\nquesto conforto, ma lo rifiuta. Sono decisa a non dare sfoggio dei miei\ndei miei sentimenti, ma \u00e8 molto difficile sentirsi dire che si vuole\nbanchettare con i propri parenti, come se si fosse un gigante, e sentirsi dire di andarsene.\nLa sola idea!\n\nIl signor Camilla si interpose, mentre la signora Camilla posava la mano sul suo seno ansimante\nseno, la signora assunse un atteggiamento di innaturale fortezza che\nche ho ritenuto indicasse l'intenzione di lasciarsi cadere e soffocare una volta fuori\ne, baciando la mano alla signorina Havisham, fu accompagnata fuori. Sarah\nPocket e Georgiana si contendevano chi dovesse rimanere per ultimo; ma Sarah era\nSarah era troppo saccente per essere superata e si aggirava intorno a Georgiana con quell'abile\nscivolosa che quest'ultima fu costretta ad avere la precedenza. Sarah\nPocket fece poi il suo effetto separato di andarsene con: \"Che tu sia benedetta,\nMiss Havisham cara! e con un sorriso di perdonante piet\u00e0 sul suo\ncon un sorriso di piet\u00e0 indulgente sul suo volto di guscio di noce per le debolezze degli altri.\n\nMentre Estella era via ad accenderli, la signorina Havisham camminava ancora\ncon la mano sulla mia spalla, ma sempre pi\u00f9 lentamente. Alla fine si\nsi ferm\u00f2 davanti al fuoco e disse, dopo aver borbottato e guardato\nalcuni secondi,\n\n \u00c8 il mio compleanno, Pip.\n\nStavo per augurarle tanti auguri, quando ha alzato il bastone.\n\n Non permetto che se ne parli. Non permetto a coloro che erano qui\no chiunque altro ne parli. Vengono qui il giorno stesso, ma\nnon osano parlarne.\n\nNaturalmente non feci alcuno sforzo per farvi riferimento.\n\n In questo giorno dell'anno, molto prima che tu nascessi, questo cumulo di decadimento\ndecadenza, che con il suo bastone sgualcito pungola il mucchio di ragnatele sul tavolo, ma non lo tocca, \u00e8 stato portato qui.\ntavolo, ma senza toccarlo, \u00e8 stato portato qui. Io e lui ci siamo consumati\ninsieme. I topi l'hanno rosicchiato e denti pi\u00f9 affilati di quelli dei topi hanno rosicchiato me.\ntopi hanno rosicchiato me.\n\nTeneva la testa del suo bastone contro il cuore mentre guardava\ntavolo; lei con il suo vestito bianco, una volta, tutto giallo e avvizzito; il panno, una volta bianco, tutto giallo e avvizzito; tutto intorno in uno stato di abbandono.\nstoffa, un tempo bianca, tutta gialla e avvizzita; tutto intorno in stato di\ndi sgretolarsi al solo tocco.\n\n Quando la rovina sar\u00e0 completa, disse lei, con uno sguardo spettrale, e quando mi deporranno morta, in abito da sposa, sul tavolo della sposa.\nmi adageranno morta, con il mio vestito da sposa sul tavolo della sposa, cosa che sar\u00e0\nche sar\u00e0 fatto e che sar\u00e0 la maledizione definitiva per lui, tanto meglio se sar\u00e0 fatto in questo giorno!\nmeglio se sar\u00e0 fatto in questo giorno!\n\nRimase in piedi a guardare il tavolo come se stesse guardando la propria\nfigura che giaceva l\u00ec. Io rimasi in silenzio. Estella torn\u00f2 e anche lei\nsilenzio. Mi sembr\u00f2 che continuassimo cos\u00ec per molto tempo.\nNell'aria pesante della stanza, e nella pesante oscurit\u00e0 che covava negli angoli pi\u00f9 remoti, ebbi persino l'allarmante sensazione che Estella e io fossimo\nangoli pi\u00f9 remoti, ebbi persino l'allarmante sensazione che Estella ed io\nche Estella e io potessimo iniziare a decadere.\n\nAlla fine, non uscendo dal suo stato di angoscia per gradi, ma in un istante, la signorina Havisham disse\nun istante, la signorina Havisham disse: \"Fatemi vedere come giocate a carte; perch\u00e9 non avete ancora iniziato?\nperch\u00e9 non avete cominciato?  Con ci\u00f2, tornammo nella sua stanza e ci sedemmo come prima.\ncome prima; io fui elemosinato, come prima; e di nuovo, come prima, la signorina Havisham\nci osserv\u00f2 per tutto il tempo, indirizz\u00f2 la mia attenzione sulla bellezza di Estella e me la fece notare ancora di pi\u00f9\ne me la fece notare ancora di pi\u00f9 provando i suoi gioielli sul seno e sui capelli di Estella.\ncapelli.\n\nEstella, dal canto suo, mi tratt\u00f2 come prima, solo che\nnon si degn\u00f2 di parlare. Dopo aver giocato una mezza dozzina di partite,\nfu fissato un giorno per il mio ritorno e fui portata in cortile per essere nutrita\nper essere nutrito come un cane. Anche l\u00ec fui di nuovo lasciato\ndi girovagare a mio piacimento.\n\nNon \u00e8 molto importante se un cancello nel muro del giardino che avevo scavalcato per sbirciare\nche avevo scavalcato per sbirciare l'ultima volta fosse, in quell'ultima occasione, aperto o chiuso.\naperta o chiusa. Basta che non abbia visto alcun cancello allora e che ne abbia visto uno adesso.\nun cancello ora. Poich\u00e9 era aperto e sapevo che Estella aveva fatto uscire i visitatori, perch\u00e9 era tornata con\nEstella aveva fatto uscire i visitatori, perch\u00e9 era tornata con le chiavi in mano.\npasseggiare nel giardino, e passeggiare per tutto il giardino. Era un vero e proprio\ne c'erano vecchi telai per meloni e cetrioli,\nche sembravano aver prodotto, con il loro declino, una crescita spontanea di\ntentativi deboli di pezzi di vecchi cappelli e stivali, con di tanto in tanto una\ndi un vecchio cappello e di uno stivale, con ogni tanto un germoglio di erbaccia che assumeva le sembianze di una pentola malconcia.\n\nQuando ebbi esaurito il giardino e una serra in cui non c'erano altro che\nun vitigno caduto e alcune bottiglie, mi ritrovai nel lugubre\nangolo su cui mi ero affacciato dalla finestra. Non ho mai messo in dubbio\nche la casa fosse ormai vuota, mi affacciai a un'altra finestra,\ne mi ritrovai, con mia grande sorpresa, a scambiare un ampio sguardo con un\nun giovane signore pallido, con le palpebre rosse e i capelli chiari.\n\nQuesto giovane signore pallido scomparve rapidamente e riapparve accanto a me.\nme. Stava leggendo i suoi libri quando mi sono ritrovata a fissarlo,\ne ora mi accorgevo che era di colore scuro.\n\n Halloa! disse lui, giovanotto!\n\nEssendo Halloa un'osservazione generale che di solito avevo osservato essere\nche di solito si rispondeva meglio da soli, _io_ dissi, Halloa! omettendo gentilmente il giovane\ngiovane.\n\n Chi l'ha fatta entrare?\n\n Signorina Estella.\n\n Chi ti ha dato il permesso di aggirarti?\n\n Signorina Estella.\n\n Vieni a combattere, disse il giovane signore pallido.\n\nCosa potevo fare se non seguirlo? Mi sono posta spesso questa domanda\nda allora; ma cos'altro potevo fare? Il suo modo di fare era cos\u00ec definitivo e io ero cos\u00ec\nstupita che seguii le sue indicazioni come se fossi stata vittima di un incantesimo.\nincantesimo.\n\n Fermati un attimo, per\u00f2, disse, girandosi prima che avessimo fatto\nmolti passi.  Dovrei anche darvi una ragione per combattere. Ecco\n\u00e8!  In un modo molto irritante, sbatt\u00e9 immediatamente le mani contro\nl'una contro l'altra, ha alzato una gamba dietro di s\u00e9, mi ha tirato i capelli, ha schiaffeggiato di nuovo le mani, ha abbassato la testa e mi ha buttato gi\u00f9 la testa.\ncapelli, schiaffeggi\u00f2 di nuovo le mani, abbass\u00f2 la testa e me la sbatt\u00e9 sullo stomaco.\nstomaco.\n\nL'azione del toro, di cui si \u00e8 detto, oltre ad essere indubbiamente da\nindubbiamente da considerare alla luce di una libert\u00e0, era\nparticolarmente sgradevole subito dopo il pane e la carne. Perci\u00f2 lo colpii\ne stavo per colpirlo di nuovo, quando lui disse: \"Aha! Lo faresti?\ne inizi\u00f2 a danzare avanti e indietro in un modo che non ha eguali\nsenza precedenti nella mia limitata esperienza.\n\n Le leggi del gioco! Ecco, salt\u00f2 dalla gamba sinistra a quella\ndestra.  Regole regolari!  Qui, ha saltato dalla gamba destra a quella\nsinistra.  Vieni a terra e passa ai preliminari!  Qui,\nschivava avanti e indietro e faceva ogni sorta di cose mentre io lo guardavo impotente.\nguardavo impotente.\n\nAvevo segretamente paura di lui quando lo vedevo cos\u00ec abile; ma mi sentivo moralmente e fisicamente convinto che la sua testa leggera avrebbe potuto\nmoralmente e fisicamente convinta che la sua leggera testa di capelli non avrebbe potuto\nnon avrebbe potuto avere a che fare con la bocca dello stomaco e che avevo il diritto di considerarla\ndi considerarlo irrilevante quando si intrometteva nella mia attenzione. Pertanto, lo\nlo seguii senza dire una parola, fino a un angolo ritirato del giardino, formato dalla\ndue muri e schermato da alcune immondizie. Quando mi chiese\nse fossi soddisfatto del terreno e alla mia risposta affermativa, mi preg\u00f2 di assentarmi.\nmi preg\u00f2 di assentarsi per un momento e torn\u00f2 subito con una bottiglia d'acqua e una spatola.\ncon una bottiglia d'acqua e una spugna imbevuta di aceto.  A disposizione per\nentrambi, disse, appoggiandoli al muro. E poi si mise a\ndi togliersi non solo la giacca e il panciotto, ma anche la camicia, in maniera\nmodo scanzonato, affaristico e sanguigno allo stesso tempo.\n\nAnche se non aveva un aspetto molto sano, con brufoli sul viso e una\nbocca, queste terribili preparazioni mi hanno spaventato.\nmi hanno spaventato. Lo giudicai della mia et\u00e0, ma era molto pi\u00f9 alto e aveva un modo di girare su se stesso che era pieno di apparenza.\naveva un modo di girare su se stesso che era pieno di apparenza. Per il resto\nper il resto, era un giovane gentiluomo in abito grigio (quando non era denudato per la battaglia), con i gomiti\nbattaglia), con i gomiti, le ginocchia, i polsi e i talloni considerevolmente in\nghiere, ginocchia, polsi e talloni notevolmente in anticipo rispetto al resto dello sviluppo.\n\nIl cuore mi \u00e8 venuto meno quando l'ho visto squadrarmi con ogni\ndimostrazione di precisione meccanica, e che osservava la mia anatomia come se stesse\nminuziosamente il suo osso. Non sono mai stato cos\u00ec sorpreso in vita mia,\ncome quando ho sferrato il primo colpo e l'ho visto sdraiato sulla schiena,\ncon il naso insanguinato e il volto estremamente\naccorciato.\n\nMa si rimise subito in piedi e, dopo essersi spugnato con una grande\ngrande dimostrazione di destrezza, ricominci\u00f2 a fare quadrato. La seconda pi\u00f9 grande\nsorpresa che ho avuto in vita mia \u00e8 stata vederlo di nuovo sulla schiena,\nche mi guardava da un occhio nero.\n\nIl suo spirito mi ha ispirato grande rispetto. Sembrava non avere\nforza, e non mi ha mai colpito con forza, ed \u00e8 sempre stato messo a terra.\nma si rialzava in un attimo, spugnandosi o bevendo dalla borraccia, con la massima soddisfazione\no beveva dalla borraccia, con la massima soddisfazione di\ndi darsi una regolata secondo la forma, e poi si avventava su di me con un'aria\ne un'esibizione che mi facevano credere che avrebbe fatto davvero per me.\nfinalmente. Si fece molto male, perch\u00e9 mi dispiace constatare che pi\u00f9 lo colpivo e pi\u00f9 lo colpivo forte.\npi\u00f9 lo colpivo, pi\u00f9 lo colpivo forte; ma si rialz\u00f2 ancora e ancora e ancora\nfinch\u00e9 alla fine cadde malamente con la nuca contro il muro.\ncontro il muro. Anche dopo quella crisi, si rialz\u00f2 e si gir\u00f2 confusamente\nsi gir\u00f2 confusamente un paio di volte, non sapendo dove fossi;\nma alla fine si avvicin\u00f2 in ginocchio alla sua spugna e la gett\u00f2, ansimando allo stesso tempo: \"Questo \u00e8 il mio lavoro\".\nansimando: \"Questo significa che hai vinto\".\n\nSembrava cos\u00ec coraggioso e innocente che, sebbene non avessi proposto la gara, non provai che una cupa soddisfazione per la mia vittoria.\ngara, non provai che una cupa soddisfazione per la mia vittoria. Anzi, mi spingo a sperare\nanzi, mi spingo a sperare di essermi considerato, mentre mi vestivo, come una specie di\nselvaggio giovane lupo o altra bestia selvaggia. Comunque, mi vestii, asciugando cupamente\npulendomi il viso sanguinario a intervalli, e dissi: \"Posso aiutarvi?\ne lui disse: \"No, grazie\", e io dissi: \"Buon pomeriggio\", e lui disse: \"Lo stesso a te\".\n Lo stesso per te.\n\nQuando entrai nel cortile, trovai Estella che mi aspettava con le chiavi.\nMa non mi chiese dove fossi stata, n\u00e9 perch\u00e9 l'avessi fatta aspettare.\ne sul suo viso c'era un rossore luminoso, come se\ncome se fosse successo qualcosa che l'avesse deliziata. Invece di andare direttamente al\ncancello, fece un passo indietro nel passaggio e mi fece un cenno.\n\n Vieni qui! Puoi baciarmi, se vuoi.\n\nLe baciai la guancia mentre la rivolgeva a me. Credo che avrei affrontato\nmolto per baciarle la guancia. Ma sentivo che il bacio era\ncome un pezzo di denaro, e che non valeva nulla.\nche non valeva nulla.\n\nCon le visite di compleanno, con i biglietti e con la lotta, il mio soggiorno era durato cos\u00ec tanto che quando mi avvicinai a casa\nil mio soggiorno era durato cos\u00ec a lungo che, quando mi avvicinai a casa, la luce sullo sputo di sabbia\nluce sullo spiedo di sabbia al largo della punta sulle paludi brillava\nnero del cielo notturno e la fornace di Joe stava lanciando una scia di\ndi fuoco attraverso la strada.\n\n\n\n\nCapitolo XII.\n\n\nLa mia mente si inquietava molto per l'argomento del giovane gentiluomo pallido.\nPi\u00f9 pensavo al combattimento e ricordavo il giovane signore pallido sulla schiena\nsulla schiena, in vari stadi del suo volto gonfio e incattivito, pi\u00f9 mi sembrava\npi\u00f9 appariva certo che mi sarebbe stato fatto qualcosa. Sentivo\nche il sangue di quel giovane pallido era sulla mia testa e che la Legge\nvendicarlo. Senza avere un'idea precisa delle pene che\ndi sanzioni, mi era chiaro che i ragazzi di un villaggio non potevano andare\nnon potevano andare in giro per il paese, devastando le case di gentiluomini e\ne a colpire la studiosa giovent\u00f9 inglese, senza esporsi a\nsenza esporsi a una severa punizione. Per alcuni giorni rimasi addirittura in casa,\ne ho guardato la porta della cucina con la massima cautela e trepidazione prima di\nprima di andare a fare una commissione, per timore che gli agenti del carcere della contea\nprigione della contea mi piombassero addosso. Il naso pallido del giovane gentiluomo mi aveva macchiato i pantaloni\npantaloni e cercai di lavare via la prova della mia colpa nel cuore della notte.\nnotte. Mi ero tagliato le nocche contro i denti del giovane e pallido signore\ne la mia immaginazione si contorceva in mille grovigli, mentre escogitavo\nescogitare modi incredibili per giustificare quella maledetta circostanza\nquando sarei stato chiamato a comparire davanti ai giudici.\n\nQuando arriv\u00f2 il giorno di tornare sul luogo dell'atto di violenza, i miei terrori arrivarono al culmine.\nviolenza, i miei terrori raggiunsero l'apice. Se i mirmidoni della\ngiustizia, inviati appositamente da Londra, fossero in agguato\ndietro il cancello; se la signorina Havisham, preferendo vendicarsi personalmente per un\nvendetta personale per un oltraggio fatto alla sua casa, potesse alzarsi in quelle\nvestito da tombarolo, estraesse una pistola e mi sparasse a morte; se\nse, con l'aiuto di ragazzi corrotti, una numerosa banda di mercenari si sia messa in testa di\nnella birreria e mi avessero ammanettato fino a quando non fossi stato pi\u00f9; era un'alta\ntestimonianza della mia fiducia nello spirito del pallido giovane gentiluomo,\nche non lo immaginai mai complice di queste rappresaglie; esse mi vennero sempre\nmi sono sempre venuti in mente come atti di suoi parenti ingiusti,\ndi parenti ingiusti, spinti dallo stato del suo viso e da un'indignata simpatia per le\nlineamenti della famiglia.\n\nTuttavia, dovevo andare dalla signorina Havisham e ci andai. Ed ecco!\nnon si seppe nulla dell'ultima lotta. Non vi si accennava in alcun modo,\ne nessun giovane gentiluomo pallido fu scoperto nei locali. I\ncancello aperto, esplorai il giardino e guardai anche alle finestre della casa indipendente.\nalle finestre della casa indipendente, ma la mia vista fu improvvisamente fermata dalle persiane chiuse\ndalle persiane chiuse all'interno, e tutto era privo di vita. Solo nell'angolo\nin cui si era svolto il combattimento, solo nell'angolo\ndell'esistenza del giovane gentiluomo. In quel punto c'erano tracce di sangue\ntracce del suo sangue in quel punto, e le coprii con della muffa da giardino per evitare l'occhio dell'uomo.\n\nSul largo pianerottolo tra la stanza della signorina Havisham e l'altra stanza in cui era\nstanza in cui era stata apparecchiata la lunga tavola, ho visto una sedia da giardino, una\nleggera su ruote, che si spingeva da dietro. Era stata collocata l\u00ec\ndall'ultima volta che l'ho visitata e, quello stesso giorno, ho iniziato a occuparmi regolarmente di\noccupazione di spingere la signorina Havisham su questa sedia (quando si stancava di camminare\ndi camminare con la mano sulla mia spalla) per la sua stanza, per il pianerottolo e per l'altra stanza.\nattraverso il pianerottolo e nell'altra stanza. Pi\u00f9 e pi\u00f9 e pi\u00f9 volte\nquesti viaggi, che a volte duravano anche tre ore di fila.\na volte duravano anche tre ore di fila. Insensibilmente cado in una menzione generale di questi\ndi questi viaggi come numerosi, perch\u00e9 si stabil\u00ec subito che dovevo tornare ogni giorno\nche sarei dovuto tornare a mezzogiorno a giorni alterni per questi scopi,\ne perch\u00e9 sto per riassumere un periodo di almeno otto o dieci mesi.\nmesi.\n\nQuando cominciammo ad abituarci l'una all'altra, la signorina Havisham parl\u00f2 di pi\u00f9 con me e mi fece delle domande\ncon me e mi fece domande come: cosa avevo imparato e cosa sarei diventata?\ncosa avrei fatto? Le risposi che sarei stata apprendista di Joe, credo\nJoe, credo; e mi dilungai sul fatto che non sapevo nulla e volevo sapere\ntutto, nella speranza che lei potesse offrirmi un aiuto per raggiungere quel\nfine auspicabile. Ma non lo fece; al contrario, sembrava preferire\nche io fossi ignorante. Non mi diede mai del denaro, n\u00e9 altro\nche la mia cena quotidiana, n\u00e9 stabil\u00ec mai che dovessi essere pagata per i miei servizi.\nservizi.\n\nEstella era sempre nei paraggi e mi lasciava sempre entrare e uscire, ma non mi ha mai detto\nche avrei potuto baciarla di nuovo. A volte mi tollerava freddamente;\na volte mi trattava con condiscendenza; a volte era abbastanza\nfamiliare con me; a volte mi diceva energicamente che mi odiava.\nmi odiava. La signorina Havisham mi chiedeva spesso in un sussurro o quando eravamo sole\neravamo soli: \"Diventa sempre pi\u00f9 bella, Pip?  E quando rispondevo\ns\u00ec (perch\u00e9 in effetti lo faceva), sembrava che ne godesse avidamente. Inoltre, quando\nquando giocavamo a carte, la signorina Havisham guardava, con un gusto avaro, gli stati d'animo di Estella.\ndegli stati d'animo di Estella, qualunque essi fossero. E a volte, quando i suoi umori\nerano cos\u00ec tanti e cos\u00ec contraddittori l'uno con l'altro da lasciarmi perplessa su cosa\ncosa dire o fare, la signorina Havisham la abbracciava con\naffettuoso, mormorando all'orecchio qualcosa che suonava come \"Spezza i loro cuori\ncuori il mio orgoglio e la mia speranza, spezza i loro cuori e non avere piet\u00e0!\n\nC'era una canzone che Joe era solito canticchiare a frammenti alla fucina, e di cui\nil peso era Old Clem. Non era un modo molto cerimonioso di rendere\nrendere omaggio a un santo patrono, ma credo che il Vecchio Clem fosse in\nrelazione con i fabbri. Si trattava di una canzone che imitava la misura\ndi battere sul ferro, ed era una mera scusa lirica per l'introduzione del nome di Old Clem\nl'introduzione del rispettato nome del vecchio Clem. Cos\u00ec, dovevate martellare\nragazzi intorno a Old Clem! Con un tonfo e un suono Old Clem! Battilo,\nbattete, battete, battete, battete, battete, battete, battete, battete, battete, battete! Con un tintinnio per il robusto Old Clem! Soffia il\nfuoco, soffia il fuoco Old Clem! Ruggente asciugatore, pi\u00f9 alto Old Clem!\nUn giorno, poco dopo la comparsa della sedia, la signorina Havisham improvvisamente\nmi disse, con un movimento impaziente delle dita: \"L\u00e0,\nl\u00e0, l\u00e0! Canta!  Fui sorpreso a canticchiare questa canzoncina mentre la\nmentre la spingevo sul pavimento. Le piacque cos\u00ec tanto che la prese in mano con un\nche la riprese a bassa voce come se stesse cantando nel sonno.\nDopo di che, divent\u00f2 una consuetudine per noi ascoltarla mentre ci muovevamo,\ned Estella spesso si univa a noi, anche se il ritmo era talmente\nsommesso, anche quando eravamo in tre, che faceva meno rumore nella vecchia e lugubre casa\nvecchia casa meno rumore del pi\u00f9 leggero soffio di vento.\n\nCosa potrei diventare con questi ambienti? Come potrebbe il mio carattere\nnon esserne influenzato? C'\u00e8 da meravigliarsi se i miei pensieri erano storditi, come i miei occhi, quando\nerano storditi, come lo erano i miei occhi, quando sono uscito alla luce naturale\ndalle stanze gialle e nebbiose?\n\nForse avrei potuto raccontare a Joe di quel pallido giovane gentiluomo, se non mi fossi\nse non fossi stata precedentemente tradita in quelle enormi invenzioni che avevo\nconfessato. Date le circostanze, ritenevo che Joe difficilmente avrebbe potuto\nche Joe non avrebbe potuto fare a meno di scorgere nel giovane signore pallido un passeggero appropriato\ndi essere messo nella carrozza di velluto nero; perci\u00f2 non dissi nulla di lui.\ndi lui. Inoltre, la ritrosia a far parlare di Miss Havisham e di Estella, che mi era venuta\ne Estella, che mi aveva assalito all'inizio, divenne molto pi\u00f9\npi\u00f9 forte con il passare del tempo. Non riponevo completa fiducia in nessuno, se non in Biddy.\nBiddy; ma alla povera Biddy raccontavo tutto. Perch\u00e9 mi venne naturale farlo\ne perch\u00e9 Biddy si preoccupasse profondamente di tutto ci\u00f2 che le dicevo, non lo sapevo allora, anche se credo che\nnon lo sapevo allora, anche se credo di saperlo adesso.\n\nNel frattempo, nella cucina di casa andavano avanti i consigli, con un'aggravante quasi insopportabile per il mio spirito esasperato.\ninsopportabile aggravamento del mio spirito esasperato. Quell'asino,\nPumblechook, era solito venire spesso di notte per\ndiscutere con mia sorella delle mie prospettive; e credo davvero (a tutt'oggi con meno pentimento di quanto\ncon meno pentimento di quanto dovrei), che se queste mani avessero potuto\nse queste mani avessero potuto togliere un perno dalla sua carrozza, l'avrebbero fatto.\nl'avrebbero fatto. Quel miserabile era un uomo di una stolidit\u00e0 d'animo cos\u00ec limitata\nche non riusciva a discutere delle mie prospettive senza avermi di fronte\ndi fronte a lui, per cos\u00ec dire, per operare, e mi trascinava dal mio sgabello (di solito per il colletto) dove\n(di solito per il colletto) dove me ne stavo tranquillo in un angolo, e, mettendomi davanti al fuoco come se dovessi\ndavanti al fuoco come se dovessi essere cucinato, iniziava dicendo,\n Ora, mamma, ecco questo ragazzo! Ecco il ragazzo che hai cresciuto a mano.\nmano. Tieni alta la testa, ragazzo, e sii per sempre grato a coloro che\nhanno fatto cos\u00ec. Ora, mamma, con tutto il rispetto per questo ragazzo!  E poi lui\ncapelli nel modo sbagliato, cosa che fin dai miei primi ricordi, come gi\u00e0 accennato, ho\ncome gi\u00e0 accennato, ho negato nella mia anima il diritto di qualsiasi\ndi qualsiasi altra creatura, e mi teneva davanti a s\u00e9 per la manica, uno spettacolo di imbecillit\u00e0\nspettacolo di imbecillit\u00e0 pari solo a lui stesso.\n\nPoi, lui e mia sorella si lasciavano andare a speculazioni insensate sulla signorina Havisham e su ci\u00f2 che avrebbe fatto con me e per me.\nsulla signorina Havisham e su ci\u00f2 che avrebbe fatto con me e per me,\nche io desideravo ardentemente scoppiare in lacrime dispettose, volare da\na Pumblechook e prenderlo a pugni dappertutto. In questi dialoghi, mia sorella\nmia sorella mi parlava come se volesse strapparmi moralmente un dente a ogni\nogni riferimento; mentre Pumblechook stesso, che si autocostituiva mio protettore,\nsi sedeva a sorvegliare con occhio deprecatorio, come l'architetto delle mie\ndella mia fortuna che si credeva impegnato in un lavoro molto poco remunerativo.\n\nJoe non partecipava a queste discussioni. Ma spesso gli si parlava,\nmentre erano in corso, perch\u00e9 la signora Joe si accorgeva che lui\nche non era favorevole al mio allontanamento dalla fucina. Ero abbastanza grande\nabbastanza grande per essere apprendista di Joe; e quando Joe si sedeva con l'attizzatoio sulle ginocchia\nsulle ginocchia a rastrellare pensieroso la cenere tra le sbarre inferiori, mia sorella\nmia sorella interpretava cos\u00ec distintamente quell'azione innocente come\nopposizione da parte di lui, che si tuffava su di lui, gli toglieva l'attizzatoio dalle mani, lo scuoteva\ndalle sue mani, lo scuoteva e lo metteva via. Ogni discussione si concludeva in modo irritante\nirritante di tutti questi dibattiti. Tutto in un attimo, senza che nulla\nmia sorella si fermava in uno sbadiglio e, vedendomi, per cos\u00ec dire, per caso, mi vedeva\nvedendomi per caso, mi piombava addosso con: \"Vieni!\nne hai abbastanza di te! Vai a letto; hai dato abbastanza problemi per una notte, spero!\nabbastanza per una notte, spero!  Come se avessi chiesto loro come favore di\ndi darmi fastidio per la vita.\n\nContinuammo cos\u00ec per molto tempo e sembrava probabile che avremmo continuato a farlo per molto tempo.\nche avremmo continuato a farlo per molto tempo, quando un giorno la signorina\nHavisham si ferm\u00f2 mentre io e lei stavamo camminando, appoggiandosi alla mia spalla.\nspalla; e disse con un certo disappunto,\n\n Stai crescendo in altezza, Pip!\n\nHo pensato che fosse meglio accennare, attraverso uno sguardo meditativo,\nche questo poteva essere dovuto a circostanze su cui non avevo\ncontrollo.\n\nSul momento non disse altro, ma di l\u00ec a poco si ferm\u00f2 e mi guard\u00f2 di nuovo; e di l\u00ec a poco di nuovo; e poi guard\u00f2 accigliata.\ndi nuovo; e di nuovo di nuovo; e dopo di ci\u00f2, sembrava accigliata e\nlunatico. Il giorno successivo, quando il nostro consueto esercizio era terminato e l'avevo raggiunta al suo tavolo da toeletta.\ne l'avevo fatta accomodare al suo tavolo da toeletta, mi trattenne con un\nmovimento delle sue dita impazienti:\n\n Dimmi ancora il nome di quel tuo fabbro.\n\n Joe Gargery, signora.\n\n Cio\u00e8 il maestro presso il quale dovevate essere apprendisti?\n\n S\u00ec, signorina Havisham.\n\n \u00c8 meglio che tu faccia subito l'apprendista. Gargery potrebbe venire qui con\ne portare i vostri contratti, secondo voi?\n\nHo risposto che non avevo dubbi che avrebbe preso come un onore il fatto di essere\nchiesto.\n\n Allora lasciatelo venire.\n\n In un momento particolare, signorina Havisham?\n\n Ecco, ecco! Non so nulla dei tempi. Che venga presto, e che venga\ncon voi.\n\nQuando tornai a casa la sera, e consegnai questo messaggio a Joe, mia sorella\n mia sorella si scaten\u00f2 in una furia pi\u00f9 allarmante che in qualsiasi altro momento.\nperiodo precedente. Chiese a me e a Joe se pensavamo che lei fosse uno zerbino\nsotto i nostri piedi, e come osassimo usarla cos\u00ec, e quale compagnia pensassimo graziosamente che\ngentilmente pensavamo che fosse adatta a lei? Quando ebbe esaurito un fiume\ndi domande di questo tipo, lanci\u00f2 un candeliere contro Joe, scoppi\u00f2 in un forte\nsinghiozzi, tir\u00f2 fuori la paletta, che era sempre un pessimo segno, si mise il grembiule grossolano e\ngrembiule grossolano e inizi\u00f2 a pulire in modo terribile. Non si accontent\u00f2\nnon si accontent\u00f2 di una pulizia a secco, prese secchio e spazzola,\ne ci ripul\u00ec casa per casa, tanto che ci ritrovammo a tremare nel cortile posteriore.\ncortile sul retro. Erano le dieci di sera prima che ci avventurassimo di nuovo in casa.\ne allora lei chiese a Joe perch\u00e9 non avesse sposato subito una schiava negra?\nsubito una schiava negra? Joe non rispose, poverino, ma rimase a tastarsi i baffi e a guardarmi sconsolato.\ne mi guardava sconsolato, come se pensasse che avrebbe potuto davvero\nessere stata una speculazione migliore.\n\n\n\n\nCapitolo XIII.\n\n\nFu una prova per i miei sentimenti, il giorno successivo, vedere Joe\nche si era vestito da domenica per accompagnarmi dalla signorina Havisham.\nHavisham. Tuttavia, poich\u00e9 riteneva il suo abito da corte necessario per l'occasione, non era il caso che gli dicessi che stava molto meglio\noccasione, non spettava a me dirgli che stava molto meglio in\nin abito da lavoro; piuttosto, perch\u00e9 sapevo che si metteva cos\u00ec\ndisagio, interamente per colpa mia, e che era per me che\nche era per me che si tirava su il colletto della camicia cos\u00ec alto dietro, da far rizzare i capelli sulla\ncapelli sulla corona della testa come un ciuffo di piume.\n\nA colazione mia sorella dichiar\u00f2 la sua intenzione di andare in citt\u00e0 con noi.\ncon noi, e di essere lasciata dallo zio Pumblechook e di essere richiamata quando avevamo finito con le nostre belle signore.\nquando avessimo finito con le nostre belle signore.\nJoe sembrava incline a prevedere il peggio. La fucina fu chiusa per il giorno\ne Joe scrisse con il gesso sulla porta (come era sua abitudine fare nelle rarissime occasioni in cui\ncome era sua abitudine fare nelle rarissime occasioni in cui non era al lavoro) il monosillabo\nHOUT, accompagnato dallo schizzo di una freccia che si supponeva stesse volando nella\ndirezione che aveva preso.\n\nAndammo in citt\u00e0 a piedi, con mia sorella che ci guidava con un grande berretto di castoro e portava un cestino come il Grande Sigillo d'Inghilterra\ne portava un cesto di paglia intrecciata come il Grande Sigillo d'Inghilterra, un paio di patten, uno scialle di riserva e un ombrello.\npaglia intrecciata, un paio di patten, uno scialle di ricambio e un ombrello, anche se era\nuna bella giornata luminosa. Non mi \u00e8 chiaro se questi articoli fossero\npenitenziale o ostentata, ma credo piuttosto che fossero\ncome oggetti di propriet\u00e0, proprio come Cleopatra o qualsiasi altra sovrana\nsovrana in fuga potrebbe esibire le sue ricchezze in un corteo o in una processione.\nprocessione.\n\nQuando arrivammo a Pumblechook s, mia sorella entr\u00f2 e ci lasci\u00f2. Poich\u00e9 era quasi\nera quasi mezzogiorno, Joe e io proseguimmo dritti verso la casa della signorina Havisham.\nEstella apr\u00ec il cancello come al solito e, nel momento in cui lei apparve, Joe si tolse il cappello e si mise a soppesare il peso della casa della signorina Havisham.\nJoe si tolse il cappello e si mise a tenerlo per la tesa con entrambe le mani;\ncome se avesse in mente qualche ragione urgente per essere particolare\nmezzo quarto di oncia.\n\nEstella non fece caso a nessuno di noi, ma ci condusse per la strada che conoscevo bene.\ncos\u00ec bene. Io la seguii accanto a lei e Joe arriv\u00f2 per ultimo. Quando mi voltai a guardare\nquando guardai Joe nel lungo passaggio, stava ancora soppesando il suo cappello con la massima\ncon la massima cura e ci seguiva a lunghi passi sulla punta dei piedi.\ndita dei piedi.\n\nEstella mi disse che dovevamo entrare entrambi, cos\u00ec presi Joe per la manica del cappotto e lo condussi alla presenza della signorina Havisham.\ne lo condussi in presenza della signorina Havisham. Era seduta al suo\ntavolo da toeletta e ci guard\u00f2 subito intorno.\n\n Oh! disse lei a Joe.  Lei \u00e8 il marito della sorella di questo ragazzo?\n\nDifficilmente avrei potuto immaginare il caro vecchio Joe cos\u00ec diverso da se stesso o\ncos\u00ec simile a un uccello straordinario; in piedi come se fosse senza parole, con il suo\ncon il ciuffo di piume arruffate e la bocca aperta come se volesse un verme.\nverme.\n\n Voi siete il marito, ripeteva la signorina Havisham, della sorella di questo\nragazzo?\n\nEra molto irritante; ma, per tutto il colloquio, Joe si ostin\u00f2 a rivolgersi a me invece che a Miss Havisham.\na rivolgersi a me invece che alla signorina Havisham.\n\n E io intendevo dire, Pip, osserv\u00f2 ora Joe in un modo che era al tempo stesso\ndi argomentazioni forti, di una fiducia rigorosa e di una grande cortesia.\ncortesia, visto che ho sposato vostra sorella e che all'epoca ero\nquello che si potrebbe definire (se si fosse disposti a farlo) un uomo single.\n\n Bene! disse la signorina Havisham.  E voi avete allevato il ragazzo, con l'intenzione\nintenzione di prenderlo come apprendista; \u00e8 cos\u00ec, signor Gargery?\n\n Sai, Pip, rispose Joe, visto che io e te siamo sempre stati amici, e si pensava che la cosa si sarebbe\ntra di noi, come se fosse calcolato per portare alle allodole.\nallodole. Se tu avessi mai fatto obiezioni all'affare, come ad esempio il fatto che fosse aperto a neri e negri.\ncome ad esempio il fatto che fosse aperto a neri e sut, o cose del genere, non\nnon \u00e8 che sarebbero state prese in considerazione, non capisci?\n\n Il ragazzo, disse la signorina Havisham, ha mai fatto obiezioni? Gli piace\ngli piace il mestiere?\n\n E questo lo sai bene anche tu, Pip, rispose Joe,\nrafforzando il suo precedente mix di argomentazioni, fiducia e cortesia.\ncortesia, che era il desiderio del tuo stesso cuore.  (Ho visto l'idea che\nimprovvisamente gli venne l'idea di adattare il suo epitaffio alla\nprima che continuasse a dire) e che non ci fosse alcuna obiezione da parte vostra.\nda parte vostra, e che Pip fosse il grande desiderio del vostro cuore!\n\n\u00c8 stato del tutto inutile il mio tentativo di fargli capire che doveva\nche avrebbe dovuto parlare con la signorina Havisham. Pi\u00f9 facevo facce e gesti per convincerlo\ndi farlo, pi\u00f9 lui si ostinava a essere confidenziale, polemico ed educato con me.\nsi ostinava a essere con me.\n\n Avete portato con voi il suo contratto? chiese Miss Havisham.\n\n Beh, Pip, sai, rispose Joe, come se questo fosse un po' irragionevole.\nirragionevole, tu stesso mi hai visto metterli nella mia stanza, e quindi sai come sono\nsai che sono qui.  E cos\u00ec li tir\u00f2 fuori e li diede non a Miss Havisham, ma a me.\nalla signorina Havisham, ma a me. Temo di essermi vergognato del caro buon\ncaro e bravo ragazzo, so che mi sono vergognato di lui, quando ho visto che Estella stava\ndietro la sedia della signorina Havisham, e che i suoi occhi ridevano\nmaliziosamente. Gli tolsi di mano i documenti e li diedi a Miss Havisham.\nMiss Havisham.\n\n Vi aspettavate, disse la signorina Havisham, mentre li guardava, che non ci fosse alcun\npremio con il ragazzo?\n\n Joe!  Mi sono giustificata, perch\u00e9 non mi ha risposto affatto.  Perch\u00e9 non\nrispondere\n\n Pip, rispose Joe, tagliando corto come se fosse ferito, cosa che intendevo dire.\nintendevo dire che non era una domanda che richiedeva una risposta tra te e me.\ne io, e che sai bene che la risposta \u00e8 No. Tu sai che \u00e8 No, Pip, e perch\u00e9 dovrei dirlo?\nche \u00e8 no, Pip, e perch\u00e9 dovrei dirlo?\n\nLa signorina Havisham gli lanci\u00f2 un'occhiata come se capisse che cosa fosse in realt\u00e0\nmeglio di quanto avessi creduto possibile, vedendo ci\u00f2 che era; e prese\nuna piccola borsa dal tavolo accanto a lei.\n\n Pip si \u00e8 guadagnato un premio qui, ha detto, ed eccolo qui. Ci sono\ncinque e venti ghinee in questa borsa. Dalli al tuo padrone, Pip.\n\nCome se fosse assolutamente fuori di testa per la meraviglia risvegliata in lui dalla\ndalla strana figura di lei e dalla strana stanza, Joe, anche a questo punto,\npersisteva a rivolgersi a me.\n\n Questo \u00e8 molto liberale da parte tua, Pip, disse Joe, ed \u00e8 come tale\nricevuto e accolto con gratitudine, anche se mai cercato, n\u00e9 lontano n\u00e9 vicino,\nn\u00e9 lontano n\u00e9 in nessun luogo. E ora, vecchio mio, disse Joe, trasmettendomi una sensazione\nsensazione, prima di bruciore e poi di gelo, perch\u00e9 mi sentivo come se quell'espressione familiare fosse applicata a Miss Havish.\nfamiliare espressione fosse applicata alla signorina Havisham, e ora, vecchio mio,\nche possiamo fare il nostro dovere! Che tu e io possiamo fare il nostro dovere, sia nei nostri confronti, da parte di uno e dell'altro\nl'uno e l'altro, e da quelli che i vostri liberali presenti hanno\nsoddisfazione della mente di coloro che non sono mai stati qui Joe ha mostrato di sentirsi\ndi essere caduto in una spaventosa difficolt\u00e0, finch\u00e9 non si salv\u00f2 trionfalmente con le parole\nsi salv\u00f2 con le parole: \"E da me lontano!  Queste\nparole ebbero un suono cos\u00ec rotondo e convincente per lui che le disse\ndue volte.\n\n Addio, Pip! disse la signorina Havisham.  Falli uscire, Estella.\n\n Devo tornare, signorina Havisham?  chiesi.\n\n No. Gargery \u00e8 il vostro padrone ora. Gargery! Una parola!\n\nMentre lo richiamavo, mentre uscivo dalla porta, la sentii dire a Joe con voce decisamente enfatica\ncon voce decisa ed enfatica: \"Il ragazzo \u00e8 stato un bravo ragazzo qui e\nquesta \u00e8 la sua ricompensa. Naturalmente, da uomo onesto, non ti aspetterai altro e non\naltro e non di pi\u00f9.\n\nNon sono mai stato in grado di stabilire come Joe sia uscito dalla stanza, ma so che quando \u00e8 uscito\nso che quando usc\u00ec, invece di scendere, si diresse costantemente al piano di sopra\ninvece di scendere e rimase sordo a ogni richiamo fino a quando non lo\nfinch\u00e9 non lo inseguii e lo afferrai. In un altro minuto eravamo fuori dal\ncancello, che era chiuso a chiave, ed Estella era sparita. Quando ci trovammo di nuovo alla\nluce del giorno di nuovo soli, Joe indietreggi\u00f2 contro un muro e mi disse,\n Sorprendente!  E rimase cos\u00ec a lungo a dire: \"Stupefacente!\nstupefacente a intervalli, cos\u00ec spesso, che cominciai a pensare che i suoi sensi non sarebbero mai tornati\ntornare. Alla fine prolung\u00f2 il suo commento in Pip, Vi assicuro che \u00e8...\nche questo \u00e8 stupefacente! e cos\u00ec, a poco a poco, divent\u00f2 discorsivo e\nin grado di allontanarsi.\n\nHo ragione di pensare che l'intelletto di Joe sia stato illuminato dall'incontro che avevano affrontato.\nincontro che avevano vissuto, e che mentre andavamo a Pumblechook s\ninvent\u00f2 un disegno sottile e profondo. La mia ragione va ricercata in ci\u00f2 che\nnel salotto del signor Pumblechook: quando ci presentammo, mia sorella si sedette\nmia sorella era seduta a colloquio con quel detestato uomo dei semi.\n\n Ebbene? grid\u00f2 mia sorella, rivolgendosi a noi due contemporaneamente.  E che cosa\n\u00e8 successo a _te_? Mi meraviglio che abbiate l'accortezza di tornare in una povera societ\u00e0 come questa.\nsociet\u00e0 come questa, ne sono certa!\n\n La signorina Havisham, disse Joe, con uno sguardo fisso su di me, come uno sforzo di memoria, ha fatto in modo che noi la dessimo, se non fosse stato per lei.\nricordo, ha fatto s\u00ec che fosse molto pi\u00f9 importante che noi le facessimo se si trattava di\nse si trattasse di complimenti o di ossequi, Pip?\n\n Complimenti, ho detto.\n\n E questo lo credo anch'io, rispose Joe; i suoi complimenti a Mrs.\nJ. Gargery\n\n Mi faranno molto bene! osserv\u00f2 mia sorella; ma anche piuttosto gratificata.\nanche piuttosto gratificata.\n\n E desiderando, prosegu\u00ec Joe, con un altro sguardo fisso su di me, come un altro sforzo di memoria, che lo stato della signorina Havisham\nche lo stato di salute della signorina Havisham fosse\ncome avrebbe permesso, vero Pip?\n\n Di lei che ha il piacere, ho aggiunto.\n\n Di compagnia femminile, disse Joe. E trasse un lungo respiro.\n\n Bene! esclam\u00f2 mia sorella, con un'occhiata rassicurante al signor Pumblechook.\n Avrebbe potuto avere la cortesia di inviare quel messaggio all'inizio, ma \u00e8 meglio tardi che mai.\n\u00e8 meglio tardi che mai. E cosa ha dato al giovane Rantipole?\nRantipole?\n\n Lei non gli ha dato nulla, ha detto Joe.\n\nLa signora Joe stava per scoppiare, ma Joe continu\u00f2.\n\n Quello che lei d\u00e0, disse Joe, lo d\u00e0 ai suoi amici.  E con i suoi\namici, furono le sue spiegazioni, intendo nelle mani di sua sorella\nMrs. J. Gargery.  Sono state le sue parole; la signora J. Gargery.  Forse non\naver saputo, aggiunse Joe, con un'apparenza di riflessione, se si trattava di Joe o di Jorge.\nJoe o Jorge.\n\nMia sorella guard\u00f2 Pumblechook, che lisci\u00f2 i gomiti della sua poltrona di legno e annu\u00ec a lei e al fuoco, come se avesse saputo tutto.\npoltrona di legno e annu\u00ec a lei e al fuoco, come se avesse saputo tutto in anticipo.\ncome se avesse saputo tutto in anticipo.\n\n E quanto hai? chiese mia sorella, ridendo. Positivamente\nridere!\n\n Cosa direbbe la compagnia attuale di dieci sterline? chiese Joe.\n\n Dicono, rispose mia sorella, in modo brusco, abbastanza bene. Non troppo,\nma abbastanza bene.\n\n \u00c8 pi\u00f9 di questo, allora, disse Joe.\n\nQuel timoroso impostore di Pumblechook annu\u00ec immediatamente e disse, strofinando i braccioli della sedia: \"\u00c8 pi\u00f9 di questo, mamma\".\nstrofinando i braccioli della sedia: \"\u00c8 pi\u00f9 di questo, mamma.\n\n Perch\u00e9, non vuoi dire che ha iniziato mia sorella.\n\n S\u00ec, mamma, disse Pumblechook, ma aspetta un po'. Vai avanti, Joseph. Buono\nin te! Vai avanti!\n\n Cosa direbbe la societ\u00e0 attuale, procedendo Joe, a venti sterline?\n\n Bello sarebbe la parola giusta, ha risposto mia sorella.\n\n Bene, allora, disse Joe, \u00e8 pi\u00f9 di venti sterline.\n\nQuell'abietto ipocrita di Pumblechook annu\u00ec di nuovo e disse, con una risata condiscendente\ncon una risata condiscendente: \"\u00c8 pi\u00f9 di questo, mamma. Ancora bene! Seguila\nJoseph, seguila!\n\n Allora, per farla finita, disse Joe, porgendo con gioia la borsa a\nmia sorella; sono cinque sterline e venti.\n\n Sono cinque sterline e venti, mamma, risuon\u00f2 il pi\u00f9 meschino dei truffatori,\nPumblechook, alzandosi per stringerle la mano; e non sono pi\u00f9 dei tuoi meriti (come ho detto quando mi \u00e8 stato chiesto il parere).\nnon \u00e8 pi\u00f9 dei tuoi meriti (come ho detto quando mi \u00e8 stata chiesta la mia opinione), e ti auguro di essere felice per i soldi!\ndel denaro!\n\nSe il furfante si fosse fermato qui, il suo caso sarebbe stato sufficientemente\nma ha annerito la sua colpa procedendo a prendermi in\ncon un diritto di patronato che ha lasciato la sua criminalit\u00e0 precedente\ncriminalit\u00e0 precedente.\n\n Ora vedete, Giuseppe e moglie, disse Pumblechook prendendomi per il braccio sopra il gomito, io sono uno di quelli che vanno sempre dritti per la strada\nbraccio sopra il gomito, io sono uno di quelli che vanno sempre fino in fondo\ncon ci\u00f2 che hanno iniziato. Questo ragazzo deve essere legato, senza problemi. Questo \u00e8\nil mio modo di fare. Legato a mano.\n\n Lo sa bene, zio Pumblechook, disse mia sorella (afferrando il denaro), che siamo profondamente obbligati a\ndenaro), ti siamo profondamente debitori.\n\n Non badare a me, mamma, \u00e8 tornato quel diabolico mercante di mais.  A\npiacere \u00e8 un piacere in tutto il mondo. Ma questo ragazzo, sai, dobbiamo\ndobbiamo farlo legare. Ho detto che ci avrei pensato io, a dire la verit\u00e0.\n\nI giudici erano riuniti nel municipio a poca distanza e noi ci recammo immediatamente\nper farmi legare l'apprendista a Joe in presenza del Magistrato.\npresenza del Magistrato. Ho detto che siamo andati, ma sono stato spinto da Pumblechook,\nesattamente come se in quel momento avessi borseggiato o sparato un colpo;\nIn effetti, l'impressione generale in tribunale era che fossi stato preso con le mani\ncon le mani nel sacco; infatti, mentre Pumblechook mi spingeva davanti a s\u00e9 tra la folla,\nho sentito alcuni dire: \"Cosa ha fatto?\" e altri: \"\u00c8 anche un giovane, ma ha un brutto aspetto.\n giovane, ma ha un brutto aspetto, non \u00e8 vero?  Una persona dall'aspetto mite e benevolo\naspetto mite e benevolo mi diede persino un opuscolo ornato da una xilografia di un giovane maligno\nmalvagio, dotato di un perfetto negozio di salsicce, e intitolato\nintitolato DA LEGGERE NELLA MIA CELLA.\n\nLa sala era un posto strano, pensai, con banchi pi\u00f9 alti di una chiesa e con persone appese ai banchi a guardare.\nchiesa, con persone appese ai banchi a guardare, e con potenti giudici (uno con la testa incipriata)\ngiudici (uno con la testa incipriata) appoggiati sulle sedie, con le braccia conserte, o che prendevano il tabacco da fiuto, o che dormivano, o che scrivevano.\nbraccia conserte, o prendevano il tabacco da fiuto, o si addormentavano, o scrivevano, o leggevano i giornali\ngiornali, e con alcuni ritratti neri e lucenti alle pareti,\nche il mio occhio poco artistico considerava come una composizione di pasta dura e\ngesso. Qui, in un angolo, le mie promesse erano state debitamente firmate e\ne attestato, e fui legato; il signor Pumblechook mi tenne per tutto il tempo\ncome se ci fossimo affacciati sul patibolo, per sbrigare questi piccoli\npreliminari.\n\nQuando uscimmo di nuovo e ci liberammo dei ragazzi che erano stati messi di buon umore dall'attesa di vedermi pubblicamente\ndi vedermi torturato pubblicamente, e furono molto delusi nel constatare che i miei amici erano\ntorturato pubblicamente, e che rimasero molto delusi nello scoprire che i miei amici si stavano\nche i miei amici si stavano semplicemente stringendo intorno a me, tornammo a Pumblechook.\nmia sorella si eccit\u00f2 a tal punto per le venticinque ghinee, che nulla le sarebbe servito se non\nche nulla le sarebbe servito se non una cena al Blue Boar.\ne che Pumblechook doveva andare con la sua carrozza e portare gli Hubbles e Mr.\nHubbles e Mr. Wopsle.\n\nFu deciso di farlo e passai una giornata molto malinconica. Perch\u00e9, in effetti\nimperscrutabilmente sembrava che, nella mente di tutta la\ncompagnia, che io fossi un'escrescenza dell'intrattenimento. E per peggiorare le cose\npeggio, tutti mi chiedevano di tanto in tanto, insomma, ogni volta che non avevano\nnon avevano altro da fare, perch\u00e9 non mi divertivo? E cosa potevo fare\nfare se non dire che mi stavo divertendo, quando invece non era cos\u00ec!\n\nTuttavia, erano cresciuti e avevano la loro strada, e la sfruttavano al meglio.\npi\u00f9 di tutti. Quel truffaldino di Pumblechook, esaltato come il benefico\ndell'intera occasione, prese effettivamente il posto in cima al tavolo;\ne, quando si rivolse loro sull'argomento del mio legame e si congratul\u00f2 diabolicamente con loro per la\ne si era diabolicamente congratulato con loro per il fatto che sarei stato passibile di imprigionamento se avessi\nse avessi giocato a carte, bevuto liquori forti, fatto le ore piccole o frequentato cattive compagnie,\no se mi fossi lasciato andare ad altri capricci che la forma del mio contratto sembrava\nsembrava che fosse quasi inevitabile, mi mise in piedi su una sedia accanto a lui per\naccanto a lui per illustrare le sue osservazioni.\n\nGli unici altri ricordi che ho della grande festa sono: che non mi lasciavano dormire.\nnon mi lasciavano andare a dormire, ma ogni volta che mi vedevano afflosciarmi,\nmi svegliavano e mi dicevano di divertirmi. Che, a tarda sera, il signor Wopsle\nsera il signor Wopsle ci ha fatto l'ode di Collins e ha lanciato la sua spada insanguinata in un tuono\nspada macchiata di sangue, con un tale effetto che un cameriere entr\u00f2 e disse: \"La pubblicit\u00e0 sotto di me \u00e8 un'altra cosa\".\nche un cameriere entr\u00f2 e disse: \"I Commercianti sotto hanno mandato i loro complimenti, e non era il Tumblers Arms\".\nnon era il Tumblers Arms.  Cos\u00ec, erano tutti di ottimo umore durante la\nstrada verso casa, e cantarono O Lady Fair! Il signor Wopsle ha preso il basso e ha\ne afferm\u00f2 con voce tremendamente forte (in risposta al curioso\nche conduce quel brano musicale in modo impertinente, volendo sapere tutto di tutti\ndi sapere tutto sulle faccende private di tutti) che _lui_ era l'uomo\nl'uomo con le ciocche bianche, e che era nel complesso\nil pellegrino pi\u00f9 debole in circolazione.\n\nInfine, ricordo che quando entrai nella mia cameretta, ero veramente\nmiserabile e avevo la forte convinzione che non mi sarebbe mai piaciuto il mestiere di\nil mestiere di Joe. Mi era piaciuto una volta, ma una volta non era pi\u00f9 cos\u00ec.\n\n\n\n\nCapitolo XIV.\n\n\n\u00c8 una cosa molto miserabile vergognarsi della propria casa. Pu\u00f2 esserci\ningratitudine nera nella cosa, e la punizione pu\u00f2 essere punitiva\ne ben meritata; ma posso testimoniare che \u00e8 una cosa miserabile.\n\nLa casa non \u00e8 mai stata un luogo molto piacevole per me, a causa del carattere di mia sorella.\nsorella. Ma Joe l'aveva santificata e io ci avevo creduto. Avevo creduto\navevo creduto nel salotto migliore come in un salone elegantissimo; avevo creduto nella porta d'ingresso come un\nnella porta d'ingresso, come un misterioso portale del tempio di Stato la cui\nsolenne apertura era accompagnata da un sacrificio di polli arrosto; avevo creduto nella cucina come un\ncucina come un appartamento casto, anche se non sfarzoso; ho creduto nella fucina come\ncome un appartamento casto anche se non magnifico; avevo creduto nella fucina come la strada incandescente verso la virilit\u00e0 e l'indipendenza.\nindipendenza. Nel giro di un anno tutto questo \u00e8 cambiato. Ora era tutto\nrozzo e comune, e non avrei voluto che la signorina Havisham e Estella\nvederla per nessun motivo.\n\nQuanto del mio stato d'animo non gentile possa essere stato colpa mia,\nquanto di Miss Havisham, quanto di mia sorella, ora non ha importanza n\u00e9 per me n\u00e9 per nessuno.\nme o per chiunque altro. Il cambiamento \u00e8 avvenuto in me; la cosa \u00e8 stata fatta. Bene\nbene o male, in modo giustificato o ingiustificato, \u00e8 stata fatta.\n\nUna volta mi era sembrato che, quando finalmente avrei dovuto rimboccarmi le maniche della camicia e\nmaniche della camicia e andare in fucina, Joe s prentice, sarei stato distinto e felice.\ndistinto e felice. Ora che la realt\u00e0 era nelle mie mani, sentivo solo che ero\nche ero impolverato dalla polvere del carbone di piccole dimensioni e che avevo un peso\nun peso sulla mia memoria quotidiana che l'incudine era una piuma. Ci sono state\noccasioni nella mia vita successiva (suppongo come nella maggior parte delle vite) in cui mi sono sentito\nper un certo periodo ho avuto la sensazione che una spessa cortina fosse calata su tutto il suo\ninteresse e romanticismo, per escludermi da tutto ci\u00f2 che non fosse una noiosa sopportazione\npi\u00f9. Mai quel sipario \u00e8 calato cos\u00ec pesante e vuoto, come quando la mia\nstrada nella vita si stendeva dritta davanti a me attraverso la strada appena\nstrada dell'apprendistato di Joe.\n\nRicordo che, in un periodo successivo, la domenica sera, al calar della sera, mi mettevo in piedi intorno al\nil cimitero della chiesa la domenica sera, quando calava la notte, confrontando la mia\nprospettiva con la vista della palude ventosa, e trovavo una certa somiglianza tra loro\nuna certa somiglianza, pensando a quanto fossero entrambe piatte e basse, e a come su entrambe\ncome su entrambi si affacciasse una strada sconosciuta e una nebbia scura e poi il mare. Ero abbastanza\nil primo giorno di lavoro del mio apprendistato come in quello successivo.\ndopo; ma sono felice di sapere che non ho mai rivolto a Joe un mormorio\nfinch\u00e9 \u00e8 durato il mio apprendistato. \u00c8 l'unica cosa che sono felice di sapere di me\nsapere di me stesso a questo proposito.\n\nPerch\u00e9, sebbene includa ci\u00f2 che aggiunger\u00f2, tutto il merito di ci\u00f2 che aggiunger\u00f2 \u00e8 di Joe.\nnon \u00e8 stato perch\u00e9 io ero fedele, ma perch\u00e9 Joe era fedele.\nperch\u00e9 Joe era fedele, che non sono mai scappato e non sono andato a cercare un soldato o un marinaio.\no un marinaio. Non \u00e8 stato perch\u00e9 avevo un forte senso della virt\u00f9 dell'industria, ma perch\u00e9 Joe aveva un forte senso dell'industria.\ndell'industria, ma perch\u00e9 Joe aveva un forte senso della virt\u00f9 dell'industria,\nche ho lavorato con tollerabile zelo contro il grano. Non \u00e8 possibile\nnon \u00e8 possibile sapere fino a che punto l'influenza di un uomo amabile e onesto che fa il dovere\nuomo onesto e ligio al dovere, ma \u00e8 possibile sapere quanto abbia toccato\ncome ha toccato se stessi nel corso del tempo, e so bene che tutto il bene che si \u00e8 mescolato con il mio apprendistato\nche si \u00e8 mescolato al mio apprendistato proveniva da un semplice Joe soddisfatto e non da un\nJoe, e non da me che aspiravo irrequieto e scontento.\n\nCosa volevo, chi pu\u00f2 dirlo? Come posso dirlo io, che non l'ho mai saputo? Quello che\ntemevo che in un'ora sfortunata, essendo io al massimo della mia miseria e del\npi\u00f9 comune, alzassi gli occhi e vedessi Estella affacciata a una delle finestre di legno della fucina.\nfinestre di legno della fucina. Ero ossessionato dal timore che lei\nche prima o poi mi avrebbe trovato fuori, con la faccia e le mani nere, a fare\nla parte pi\u00f9 grossolana del mio lavoro, e si sarebbe esaltata per me e mi avrebbe disprezzato.\nSpesso, dopo il tramonto, quando tiravo il mantice per Joe, e stavamo\ne cantavamo Old Clem, e quando il pensiero di come eravamo soliti cantarla a Miss\nHavisham mi sembrava di vedere il volto di Estella nel fuoco, con i suoi bei capelli\ncapelli che svolazzavano al vento e i suoi occhi che mi disprezzavano, spesso in quei\nspesso in quei momenti guardavo verso quei pannelli di notte nera nella\nmuro che allora erano le finestre di legno, e mi sembrava di vederla\ne credevo di vederla allontanare il suo volto e di credere che fosse finalmente arrivata.\nfinalmente.\n\nDopo di che, quando andavamo a cena, il posto e il pasto avevano un aspetto pi\u00f9 casalingo che mai.\navevano un aspetto pi\u00f9 casalingo che mai, e io mi sarei vergognata di casa pi\u00f9 che mai, nel mio stesso petto ingrato.\ncasa che mai, nel mio stesso petto ingrato.\n\n\n\n\nCapitolo XV.\n\n\nPoich\u00e9 stavo diventando troppo grande per la stanza della prozia del signor Wopsle, la mia educazione sotto quella femmina assurda termin\u00f2.\neducazione sotto quella femmina assurda termin\u00f2. Tuttavia, non\nBiddy mi aveva trasmesso tutto ci\u00f2 che sapeva, dal piccolo catalogo dei prezzi a una canzone comica\ncatalogo dei prezzi, a una canzone comica che aveva comprato una volta per un\nmezzo penny. Anche se l'unica parte coerente di quest'ultimo pezzo di letteratura\nletteratura fossero i versi iniziali,\n\n     Quando sono andato nella citt\u00e0 di Lunnon, signori,\n     Troppo rul loo rul\n     Too rul loo rul\n     Non sono stato fatto molto marrone, signori?\n     Troppo rullo loo rul\n     Troppo rullo loo rul\n\n\n Tuttavia, nel mio desiderio di essere pi\u00f9 saggio, ho imparato a memoria questo componimento con la massima\ncon la massima seriet\u00e0; n\u00e9 ricordo di averne messo in dubbio il merito,\nse non che ritenevo (come ritengo tuttora) che la quantit\u00e0 di \"Troppo\" fosse un po' in\ndi troppo rispetto alla poesia. Nella mia fame di informazioni, proposi al Sig.\nWopsle di elargirmi qualche briciola intellettuale, cosa che lui\ngentilmente accondiscese. Si scopr\u00ec, per\u00f2, che mi voleva solo per una\nuna figura drammatica e profana, da contraddire, abbracciare e piangere\ne da maltrattare e stringere e pugnalare e colpire in vari modi.\ndi modi diversi, rifiutai presto quel corso di istruzione; anche se non prima che Mr.\nWopsle, nel suo furore poetico, mi aveva gravemente sbranato.\n\nTutto ci\u00f2 che ho acquisito, ho cercato di trasmetterlo a Joe. Questa affermazione suona cos\u00ec\nbene che non posso, in coscienza, lasciarla passare senza spiegazioni. Volevo\nrendere Joe meno ignorante e comune, in modo che potesse essere pi\u00f9 degno della mia\nsociet\u00e0 e meno esposto al rimprovero di Estella.\n\nLa vecchia batteria sulla palude era il nostro luogo di studio, e un'ardesia rotta e un breve pezzo di matita di ardesia erano il nostro insegnamento.\nardesia e un breve pezzo di matita di ardesia erano i nostri strumenti didattici.\nstrumenti didattici, ai quali Joe aggiungeva sempre una pipa di tabacco. Non ho mai saputo\nJoe che si ricordasse qualcosa da una domenica all'altra, o che acquisisse,\nsotto i miei insegnamenti, una qualsiasi informazione. Eppure fumava\nla pipa alla Batteria con un'aria molto pi\u00f9 sagace che altrove.\ncon un'aria molto pi\u00f9 sagace che altrove, persino con un'aria colta, come se considerasse di essere\ndi essere immensamente progredito. Caro amico, spero che sia cos\u00ec.\n\nEra piacevole e tranquillo, l\u00e0 fuori con le vele sul fiume\nche passavano oltre il terrapieno e a volte, quando la marea era bassa,\ncome se appartenessero a navi affondate che continuavano a navigare in fondo all'acqua.\nsul fondo dell'acqua. Ogni volta che guardavo le navi che si alzavano\nin mare con le vele bianche spiegate, pensavo in qualche modo a Miss Havisham ed Estella.\nHavisham ed Estella; e ogni volta che la luce colpiva di traverso, in lontananza,\nsu una nuvola, su una vela, su una collina verde o su una linea d'acqua, era proprio lo stesso\nstesso. La signorina Havisham ed Estella e la strana casa e la strana vita\nvita sembravano avere a che fare con tutto ci\u00f2 che era\npittoresco.\n\nUna domenica in cui Joe, che si divertiva molto con la sua pipa, si era talmente compiaciuto di essere\ndi essere terribilmente noioso, che l'avevo abbandonato per tutto il giorno, mi sdraiai per un po' di tempo sul terrapieno con il mento sulla mano.\nsul terrapieno per un po' di tempo con il mento sulla mano, scorgendo\ntracce di Miss Havisham ed Estella in tutta la prospettiva, nel cielo e nell'acqua.\ne nell'acqua, finch\u00e9 alla fine mi decisi ad accennare a un pensiero\nche mi era passato per la testa.\n\n Joe, dissi; non credi che dovrei fare una visita alla signorina Havisham?\n\n Beh, Pip, rispose Joe, riflettendo lentamente.  Perch\u00e9?\n\n Perch\u00e9, Joe? A cosa serve una visita?\n\n C'\u00e8 qualche problema di saggezza, disse Joe, come per sempre rimane aperta la questione, Pip.\ndomanda, Pip. Ma per quanto riguarda la saggezza della signorina Havisham. Potrebbe\npensare che tu volessi qualcosa, che ti aspettassi qualcosa da lei.\n\n Non credi che potrei dire che non l'ho fatto, Joe?\n\n Potresti, vecchio mio, disse Joe.  E lei potrebbe dargli credito. Allo stesso modo\npotrebbe non farlo.\n\nJoe sent\u00ec, come me, di aver centrato il punto, e tir\u00f2 forte la pipa per non indebolirla con la ripetizione.\nla pipa per evitare di indebolirla con la ripetizione.\n\n Vedi, Pip, prosegu\u00ec Joe, non appena superato quel pericolo, la signorina\nHavisham ha fatto la cosa giusta per te. Quando la signorina Havisham ha fatto la cosa\nbella cosa da parte tua, mi ha richiamato per dirmi come se fosse\ntutto.\n\n S\u00ec, Joe. L'ho sentita.\n\n TUTTI, ripete Joe, con molta enfasi.\n\n S\u00ec, Joe. Ti dico che l'ho sentita.\n\n E io intendevo dire, Pip, che forse il suo significato era: \"Falla finita\"!\ndi questo! Come voi! Io a nord e tu a sud! Tenetevi in\ntraverso!\n\nCi avevo pensato anch'io, ed era tutt'altro che confortante scoprire che ci aveva pensato anche lui.\nscoprire che ci aveva pensato anche lui, perch\u00e9 sembrava rendere la cosa pi\u00f9\nprobabile.\n\n Ma, Joe.\n\n S\u00ec, vecchio mio.\n\n Eccomi qui, al compimento del mio primo anno di vita, e dal giorno in cui sono stata legata\ndi essere stata legata, non ho mai ringraziato la signorina Havisham, n\u00e9 ho chiesto di lei\ndi lei, n\u00e9 ho mai mostrato di ricordarmi di lei.\n\n E' vero, Pip; e a meno che non le facciate un paio di scarpe tutte e quattro\ntutte e quattro rotonde, e intendo dire che anche un paio di scarpe tutte e quattro rotonde\nnon sarebbe accettabile come regalo, in una totale mancanza di\nzoccoli\n\n Non intendo quel tipo di ricordo, Joe; non intendo un regalo.\n\nMa Joe aveva in testa l'idea di un regalo e doveva insistere su di essa.\nl'idea di un regalo.  O anche, disse, se ti avessero aiutato a farle una nuova catena per la porta d'ingresso, o diciamo un paio di viti a testa di squalo.\nuna nuova catena per la porta d'ingresso, o diciamo un paio di viti a testa di rondine\nper uso generale, o qualche articolo di fantasia leggero, come un forchettone per tostare\nquando prendeva i muffin, o una graticola quando prendeva uno spratto o cose simili.\ncome\n\n Non intendo affatto un regalo, Joe, interruppi.\n\n Beh, disse Joe, continuando a insistere come se avessi insistito particolarmente su questo punto.\nSe fossi in te, Pip, non lo farei. No, non lo farei. Perch\u00e9\nche cos'\u00e8 una catena per la porta quando ne ha una sempre alzata? E le teste di squalo sono\n\u00e8 aperto a travisamenti. E se si trattasse di un forchettone per brindare, andreste\nin ottone e non ti faresti onore. E l'operaio pi\u00f9 onesto non pu\u00f2\nnon pu\u00f2 mostrarsi onesto in una graticola, perch\u00e9 una graticola \u00e8 una graticola,\ndisse Joe, ribadendolo con fermezza, come se stesse tentando di destarmi da un'illusione fissa.\ndi destarmi da un'illusione fissa, e tu puoi pensare a quello che vuoi,\nma una graticola verr\u00e0 fuori, o con il tuo permesso o con un altro permesso.\ne non si pu\u00f2 fare a meno\n\n Mio caro Joe, gridai, disperata, afferrandogli il cappotto, non\ncontinuare in questo modo. Non ho mai pensato di fare un regalo alla signorina Havisham.\nregalo.\n\n No, Pip, asser\u00ec Joe, come se avesse sempre sostenuto questa tesi.\nE quello che ti dico \u00e8 che hai ragione, Pip.\n\n S\u00ec, Joe; ma quello che volevo dire \u00e8 che, dato che siamo piuttosto fiacchi in questo momento.\nora, se mi concedeste una mezza vacanza per domani, credo che andrei\ndi andare in citt\u00e0 a fare una visita alla signorina Est Havisham.\n\n Il suo nome, disse Joe, gravemente, non \u00e8 Estavisham, Pip, a meno che non sia stato\nsia stata rieducata.\n\n Lo so, Joe, lo so. \u00c8 stato un mio errore. Cosa ne pensi,\nJoe?\n\nIn breve, Joe pensava che se io ne pensavo bene, anche lui ne pensava bene.\ndi lui. Ma \u00e8 stato molto preciso nello stabilire che se non fossi stato accolto con\nse non fossi stato accolto con cordialit\u00e0 o se non fossi stato incoraggiato a ripetere la mia visita come una visita\nvisita che non avesse un secondo fine, ma fosse semplicemente una visita di gratitudine per un favore\nun favore ricevuto, allora questo viaggio sperimentale non avrebbe avuto un\nsuccessore. A queste condizioni ho promesso di attenermi.\n\nOra, Joe teneva un operaio a paga settimanale di nome Orlick. Egli\nfingeva che il suo nome di battesimo fosse Dolge, una chiara impossibilit\u00e0, ma\nera un tipo cos\u00ec ostinato che credo che non sia stato\nche non sia stato vittima di un'illusione in questo particolare, ma che abbia intenzionalmente\ndi aver imposto quel nome al villaggio come un affronto alla sua\ncomprensione. Era un tipo bruno, dalle spalle larghe e dai piedi sciolti, di\ndi grande forza, mai di fretta e sempre dinoccolato. Non sembrava nemmeno\nnon sembrava nemmeno arrivare al lavoro di proposito, ma si accucciava come per\ne quando andava a cenare al Jolly Bargemen o se ne andava la sera.\ncena, o se ne andava la sera, se ne andava dinoccolato, come Caino o l'Ebreo Errante, come se fosse\nEbreo errante, come se non avesse idea di dove stesse andando e non avesse intenzione di tornare.\ndi tornare. Alloggiava presso il guardiano di una chiusa, nelle paludi,\ne nei giorni di lavoro arrivava dinoccolato dal suo eremo, con le mani in tasca e la cena\nmani in tasca e la cena legata in un fagotto al collo e penzolante sulla schiena.\nal collo e penzolante sulla schiena. La domenica, per lo pi\u00f9, stava tutto il giorno sulle\nsaracinesche, o stava in piedi contro i recinti e i fienili. Era sempre dinoccolato,\nlocomotivamente, con gli occhi a terra; e, quando lo si avvicinava o gli si chiedeva di alzarli, guardava\ndi sollevarli, alzava lo sguardo in modo semipreoccupato\ncome se l'unico pensiero che avesse mai avuto fosse stato che era\nstrano e dannoso che non dovesse mai pensare.\n\nQuesto moroso artigiano non aveva alcuna simpatia per me. Quando ero molto piccolo e\ntimido, mi fece capire che il Diavolo viveva in un angolo nero della fucina e che lo conosceva molto bene.\ndella fucina e che conosceva molto bene il demonio; inoltre che era necessario\nche era necessario accendere il fuoco, una volta ogni sette anni, con un ragazzo vivo,\ne che potevo considerarmi un combustibile. Quando divenni il viceparroco di Joe\nOrlick ebbe forse la conferma del sospetto che lo avrei rimpiazzato.\nlui; tuttavia, gli piacevo ancora meno. Non che abbia mai detto o fatto qualcosa\no fatto qualcosa che implicasse apertamente ostilit\u00e0; notavo solo che\nche batteva sempre le sue scintille nella mia direzione, e che ogni volta che cantavo Old Clem\nClem, lui arrivava fuori tempo.\n\nDolge Orlick era al lavoro e presente, il giorno dopo, quando ricordai a Joe della mia mezza vacanza.\nJoe della mia mezza vacanza. Al momento non disse nulla, perch\u00e9 lui e Joe avevano appena\nun pezzo di ferro caldo tra di loro e io ero al mantice; ma poi disse, appoggiandosi al suo martello\ne poi disse, appoggiandosi al suo martello,\n\n Ora, padrone! Di sicuro non favorir\u00e0 solo uno di noi. Se il giovane Pip ha una mezza vacanza.\nPip ha una mezza vacanza, fate altrettanto per il vecchio Orlick.  Suppongo che avesse\nche avesse circa cinque anni e venti, ma di solito parlava di se stesso come di una persona\npersona antica.\n\n Perch\u00e9, cosa ne farete di una mezza vacanza, se la otterrete? disse Joe.\n\n Cosa ne far\u00f2 io! Cosa ne far\u00e0 lui? Io ci far\u00f2 tanto quanto\ndi lui, disse Orlick.\n\n Quanto a Pip, sta andando in citt\u00e0\", disse Joe.\n\n Ebbene, per quanto riguarda il vecchio Orlick, egli sta andando in citt\u00e0, replic\u00f2 quel\ndegno.  Due possono andare in citt\u00e0. Non \u00e8 solo uno che pu\u00f2 andare in citt\u00e0.\n\n Non perdere la calma, disse Joe.\n\n Lo far\u00f2 se voglio, ringhi\u00f2 Orlick.  Alcuni e i loro quartieri alti! Ora,\npadrone! Venite. Non si fanno favori in questo negozio. Sii uomo!\n\nIl maestro si rifiut\u00f2 di affrontare l'argomento fino a quando l'operaio non fosse stato pi\u00f9\nOrlick si tuff\u00f2 nella fornace, ne estrasse una barra rovente e con essa mi colp\u00ec come se volesse trapassarmi il corpo.\nuna barra rovente, mi colp\u00ec con essa come se volesse trapassarmi il corpo,\nmi fece girare la testa, la pose sull'incudine, la martell\u00f2, come se fossi io, pensai, e\ncome se fossi io, pensavo, e le scintille fossero il mio sangue che scorreva e\ne alla fine disse, quando si era scaldato e il ferro era diventato freddo, e\ne si appoggi\u00f2 di nuovo al martello,\n\n Ora, maestro!\n\n Stai bene? chiese Joe.\n\n Ah! Sto bene, disse burbero il vecchio Orlick.\n\n Allora, visto che in generale vi attenete al vostro lavoro come la maggior parte degli uomini, disse Joe, facciamo una mezza vacanza per tutti.\nJoe, che sia una mezza vacanza per tutti.\n\nMia sorella era rimasta in silenzio nel cortile, a portata di udito, era una spia e un'ascoltatrice molto spregiudicata.\nuna spia e un'ascoltatrice senza scrupoli, e subito si affacci\u00f2 a una delle finestre.\nuna delle finestre.\n\n Come te, sciocco! disse lei a Joe, dando le vacanze a grandi\noziosi come quello. Sei un uomo ricco, sulla mia vita, per sprecare il salario in\nin questo modo. Vorrei essere io il suo padrone!\n\n Saresti il padrone di tutti, se potessi, replic\u00f2 Orlick, con un ghigno malandrino.\nsorriso sfavorevole.\n\n(Lasciatela stare, disse Joe).\n\n Sarei all'altezza di tutti gli spaghetti e di tutti i furfanti, rispose mia sorella,\ncominciando a farsi prendere da una forte rabbia.  E non potrei essere all'altezza\nper le tagliatelle, senza essere all'altezza del tuo padrone, che \u00e8 l'ottuso re delle tagliatelle.\nre delle tagliatelle, che \u00e8 un cretino. E non potevo essere all'altezza dei\nmascalzoni, senza essere all'altezza di te, che sei la pi\u00f9 nera e la peggiore mascalzone\npeggiore tra questa e la Francia. Ora!\n\n Sei una bisbetica, madre Gargery, ringhi\u00f2 l'artigiano.  Se questo\nse questo fa di un giudice dei furfanti, tu dovresti essere una brava persona.\n\n(Lasciatela stare, d'accordo? disse Joe).\n\n Che cosa hai detto? grid\u00f2 mia sorella, cominciando a urlare.  Che cosa hai\ndetto? Cosa mi ha detto quel tale Orlick, Pip? Come mi ha chiamato,\ncon mio marito accanto? Oh! Oh! Oh!  Ognuna di queste esclamazioni\nera un urlo; e devo notare di mia sorella, ci\u00f2 che \u00e8 ugualmente vero per\ndi tutte le donne violente che ho visto, che la passione non era una scusa per lei.\nperch\u00e9 \u00e8 innegabile che, invece di cadere nella passione, lei\nconsapevolmente e deliberatamente si impegnava in modo straordinario per costringersi a\ne diventava ciecamente furiosa a intervalli regolari; qual era il nome che mi aveva dato prima di\nnome che mi ha dato di fronte all'uomo che ha giurato di difendermi? Oh! Tienimi!\nme! Oh!\n\n Ah-h-h! ringhi\u00f2 l'artigiano, tra i denti, ti terrei, se fossi mia moglie.\nfossi mia moglie. Ti terrei sotto la pompa e ti soffocherei.\n\n( Vi dico di lasciarla stare, disse Joe).\n\n Oh! Per sentirlo! grid\u00f2 mia sorella, con un battito di mani e un urlo insieme, che fu la sua fase successiva.\nun urlo insieme, che fu il suo stadio successivo.  Sentire i nomi che mi ha dato!\nmi ha dato! Quell'Orlick! In casa mia! Io, una donna sposata! Con mio\nmarito che mi sta accanto! Oh! Oh! Mia sorella, dopo una serie di strepiti e grida, si batteva le mani sul petto e sulle ginocchia.\ne urla, si batteva le mani sul petto e sulle ginocchia, si toglieva il cappello e si tirava i capelli.\ne si tolse il berretto e si tir\u00f2 i capelli, che erano le ultime tappe\nsulla strada della frenesia. Essendo ormai una furia perfetta e un successo totale\nsuccesso, si scagli\u00f2 contro la porta che fortunatamente avevo chiuso a chiave.\n\nChe cosa poteva fare ora il misero Joe, dopo le sue disattese interruzioni parentetiche, se non rivolgersi al suo artigiano\ninterruzioni, se non affrontare il suo artigiano e chiedergli che cosa intendesse dire con\ncosa intendesse con l'interferenza tra lui e la signora Joe, e inoltre se\nse era abbastanza uomo da farsi avanti? Il vecchio Orlick riteneva che la situazione\nche la situazione non ammetteva altro che l'intervento, e si mise subito in difesa.\nCos\u00ec, senza nemmeno togliersi i grembiuli bruciati e bruciacchiati, si affrontarono.\ngrembiuli bruciati, si affrontarono come due giganti. Ma se un uomo in quel quartiere\nse c'era un uomo in quel quartiere che potesse resistere a lungo contro Joe, non l'ho mai visto.\nOrlick, come se non avesse avuto pi\u00f9 importanza del giovane pallido\npallido, si ritrov\u00f2 ben presto tra la polvere di carbone e non aveva fretta di uscirne.\nuscirne. Poi Joe apr\u00ec la porta e prese in braccio mia sorella, che si era\nche si era accasciata insensibile alla finestra (ma che aveva visto la rissa per prima, credo), e che fu portata in casa.\nche era stata portata in casa e fatta sdraiare, e a cui era stato raccomandato di rianimarsi e di farlo.\nraccomandato di rianimarsi, e non faceva altro che dimenarsi e stringere le mani nei\nmani nei capelli di Joe. Poi arriv\u00f2 quella singolare calma e quel silenzio che\nche succedono a tutti i tumulti; e poi, con la vaga sensazione che ho sempre collegato a tale\nsempre collegato a questa tregua, cio\u00e8 che era domenica e che qualcuno era morto.\nqualcuno era morto, andai di sopra a vestirmi.\n\n[Illustrazione]\n\nQuando scesi di nuovo, trovai Joe e Orlick che stavano spazzando, senza altre tracce di sconforto\ntracce di disagio, a parte una fessura in una narice di Orlick,\nche non era n\u00e9 espressiva n\u00e9 ornamentale. Un bricco di birra era apparso\ndai Jolly Bargemen e se lo stavano dividendo a turno in modo pacifico.\nmodo pacifico. La tregua ebbe un'influenza sedativa e filosofica su Joe, che mi segu\u00ec all'uscita del locale.\nfilosofica su Joe, che mi segu\u00ec sulla strada per dire, come osservazione di commiato che mi avrebbe fatto bene.\ncome osservazione di commiato che mi avrebbe fatto bene: \"Sulla rampa, Pip, e fuori dalla rampa, Pip\".\nFuria, Pip: cos\u00ec \u00e8 la vita!\n\nCon quali assurde emozioni (perch\u00e9 riteniamo i sentimenti che sono molto\nseri in un uomo, ma comici in un ragazzo) mi ritrovai di nuovo ad andare da\nMiss Havisham, poco importa in questa sede. N\u00e9 importa se passai e ripassai davanti al cancello\nil cancello molte volte prima di decidermi a suonare. N\u00e9 come mi sono\ndiscusso se dovessi andarmene senza suonare; n\u00e9 come sarei andata, senza dubbio, se il mio tempo\nsenza dubbio sarei andata, se avessi avuto il tempo di tornare.\n\nLa signorina Sarah Pocket si avvicin\u00f2 al cancello. Niente Estella.\n\n Come, allora? Sei di nuovo qui? disse la signorina Pocket.  Che cosa vuoi?\n\nQuando dissi che ero venuta solo per vedere come stava la signorina Havisham, Sarah\nSarah ha evidentemente riflettuto se mandarmi o meno a fare i miei affari.\naffari. Ma non volendo rischiare la responsabilit\u00e0, mi fece entrare,\ne di l\u00ec a poco port\u00f2 il brusco messaggio che dovevo salire.\n\nTutto era immutato e la signorina Havisham era sola.\n\n Ebbene? disse lei, fissando i suoi occhi su di me.  Spero che tu non voglia nulla.\nNon avrai nulla.\n\n No, davvero, signorina Havisham. Volevo solo farvi sapere che sto facendo\nmolto bene nel mio apprendistato e che vi sono sempre molto grata.\n\n L\u00ec, l\u00ec! con le vecchie dita inquiete.  Vieni ogni tanto; vieni\nil giorno del tuo compleanno. Ay! grid\u00f2 all'improvviso, girando se stessa e la sua sedia verso di me.\nsedia verso di me, Stai cercando Estella? Ehi?\n\nIn effetti, stavo cercando Estella e balbettai che speravo stesse bene.\nsperare che stesse bene.\n\n All'estero, disse la signorina Havisham, per educare una signora; lontano dalla sua portata;\npi\u00f9 bella che mai; ammirata da tutti coloro che la vedono. Sentite di averla\ndi averla persa?\n\nC'era un divertimento cos\u00ec maligno nel pronunciare le ultime parole\ne scoppi\u00f2 in una risata cos\u00ec sgradevole che non seppi cosa dire.\nche non sapevo cosa dire. Mi risparmi\u00f2 la fatica di riflettere, congedandomi.\ncongedandomi. Quando il cancello mi fu chiuso da Sarah, dall'aspetto\nnoce, mi sentii pi\u00f9 che mai insoddisfatta della mia casa, del mio mestiere e di tutto il resto.\ncasa, del mio mestiere e di tutto quanto; e questo fu tutto ci\u00f2 che presi con\nquel movimento.\n\nMentre gironzolavo per la High Street, guardando sconsolatamente le\nvetrine e pensando a cosa avrei comprato se fossi stato un gentiluomo,\nchi usc\u00ec dalla libreria se non il signor Wopsle. Il signor Wopsle aveva in mano\nin mano l'appassionante tragedia di George Barnwell, nella quale aveva investito in quel momento\naveva investito sei pence, con l'intento di riversare ogni parola sulla testa di Pumblechook.\nsulla testa di Pumblechook, con il quale stava andando a prendere il t\u00e8. Non appena\nnon appena mi vide, sembr\u00f2 considerare che una speciale Provvidenza\nche una speciale Provvidenza avesse messo sulla sua strada un amico a cui leggere; mi afferr\u00f2 e insistette perch\u00e9 lo accompagnassi a casa sua,\ne insistette perch\u00e9 lo accompagnassi nel salotto di Pumblechookian. Poich\u00e9 sapevo che\nsapevo che a casa sarebbe stato un inferno, e dato che le notti erano buie e la strada era tetra\nstrada era tetra, e quasi ogni compagnia sulla strada era meglio\nnon opposi grande resistenza; di conseguenza, entrammo a\nPumblechook proprio quando la strada e i negozi si stavano illuminando.\n\nNon avendo mai assistito a nessun'altra rappresentazione di George Barnwell, non so quanto tempo ci voglia di solito.\nnon so quanto tempo possa durare di solito; ma so benissimo che \u00e8 durato fino alle nove e mezza di quella sera.\nso molto bene che ci volle fino alle nove e mezza di quella sera, e che quando il signor Wopsle entr\u00f2 a Newgate\nNewgate, ho pensato che non sarebbe mai andato al patibolo, perch\u00e9 \u00e8 diventato cos\u00ec lento\ndivenne molto pi\u00f9 lento che in qualsiasi altro periodo della sua vergognosa carriera.\ncarriera. Ho pensato che fosse un po' troppo che si lamentasse di essere stato\ndi essere stato accorciato nel suo fiore, come se non avesse\ncome se non avesse corso verso il seme, foglia dopo foglia, fin dall'inizio del suo percorso. Questo, tuttavia, era\nuna mera questione di lunghezza e stanchezza. Ci\u00f2 che mi pungeva era l'identificazione\nl'identificazione dell'intera vicenda con la mia persona non colpevole. Quando\nBarnwell inizi\u00f2 a sbagliare, dichiaro di essermi sentito decisamente\nscuse, tanto lo sguardo indignato di Pumblechook mi aveva tassato. Anche Wopsle,\nanche Wopsle si preoccup\u00f2 di presentarmi nella luce peggiore. Allo stesso tempo feroce e\nferoce e lagnoso, mi ha fatto assassinare mio zio senza alcuna\ncircostanze attenuanti; Millwood mi ha messo in difficolt\u00e0 in ogni occasione.\nMillwood mi metteva in difficolt\u00e0 nelle discussioni, in ogni occasione; la figlia del mio padrone diventava una vera e propria monomania\ne tutto ci\u00f2 che posso dire per il mio comportamento ansimante e procrastinatore la mattina fatale\ncondotta la mattina fatale \u00e8 che era degna della generale debolezza del mio carattere.\ndebolezza del mio carattere. Anche dopo la mia felice impiccagione e dopo che Wopsle\naveva chiuso il libro, Pumblechook rimase seduto a fissarmi, scuotendo la testa e dicendo\nscuotendo la testa e dicendo: \"Attento, ragazzo, attento!\ncome se fosse un fatto noto che io avessi intenzione di uccidere un parente stretto, purch\u00e9\nse solo potessi indurne uno ad avere la debolezza di diventare mio benefattore.\n\nEra una notte molto buia quando tutto fin\u00ec e quando mi misi in cammino con il signor Wopsle per tornare a casa.\nWopsle per tornare a casa. oltre la citt\u00e0, trovammo una fitta nebbia,\ne cadeva umida e fitta. Il lampione dell'autostrada era un po' confuso, apparentemente fuori dalla\ndal suo posto abituale, e i suoi raggi sembravano sostanza solida\nsulla nebbia. Lo stavamo notando, e dicevamo che la nebbia si alzava\ncon un cambio di vento da una certa zona delle nostre paludi, quando ci siamo imbattuti in un uomo, che si era accasciato\nquando ci imbattemmo in un uomo, che se ne stava sdraiato sotto la protezione del casello autostradale.\n\n Halloa! abbiamo detto, fermandoci.  C'\u00e8 Orlick?\n\n Ah! rispose, uscendo dinoccolato.  Sono rimasto in piedi un minuto, per\npossibilit\u00e0 di avere compagnia.\n\n Sei in ritardo, ho osservato.\n\nOrlick rispose non innaturalmente: \"Allora? E tu sei in ritardo.\n\n Siamo stati, ha detto il signor Wopsle, esaltati dalla sua ultima esibizione, abbiamo\nci siamo concessi, signor Orlick, una serata intellettuale.\n\nIl vecchio Orlick ringhi\u00f2, come se non avesse nulla da dire in proposito, e tutti noi\ncontinuammo insieme. Di l\u00ec a poco gli chiesi se avesse passato\nla sua mezza vacanza su e gi\u00f9 per la citt\u00e0?\n\n S\u00ec, disse, tutto quanto. Sono arrivato dietro di te. Non ti ho visto\nNon ti ho visto, ma dovevo essere molto vicino a te. A proposito, i cannoni\nsta ripartendo.\n\n Agli Hulk?\n\n Ay! Alcuni uccelli sono volati via dalle gabbie. I fucili sono in funzione\ndal tramonto, pi\u00f9 o meno. Tra poco ne sentirete uno.\n\nIn effetti, non avevamo camminato per molti metri, quando il ben ricordato boma venne verso di noi, attutito dalla nebbia, e pesantemente\nquando il bum ben ricordato venne verso di noi, attutito dalla nebbia, e rotol\u00f2 pesantemente\ne si allontan\u00f2 pesantemente lungo i terreni bassi del fiume, come se inseguisse e minacciasse i fuggitivi.\ncome se stesse inseguendo e minacciando i fuggitivi.\n\n Una buona notte per tagliare la corda, disse Orlick.  Saremmo perplessi su come\nun uccello da galera in volo, stanotte.\n\nL'argomento era per me suggestivo, e ci pensai in\nsilenzio. Il signor Wopsle, come zio malvisto della tragedia della sera, si mise a meditare ad alta voce nel suo giardino a Camberwell.\ntragedia, si mise a meditare ad alta voce nel suo giardino a Camberwell. Orlick,\ncon le mani in tasca, si accucci\u00f2 pesantemente al mio fianco. Era molto\nbuio, molto bagnato, molto fangoso, e cos\u00ec sguazzammo. Di tanto in tanto, il\nsuono del cannone di segnalazione si abbatteva di nuovo su di noi, e di nuovo rotolavamo\nimbronciati lungo il corso del fiume. Mi sono tenuto per me e per i miei\npensieri. Il signor Wopsle mor\u00ec amabilmente a Camberwell, e in modo estremamente\nsul campo di Bosworth, e nelle pi\u00f9 grandi agonie a Glastonbury. Orlick\na volte ringhiava: \"Batti, batti, vecchio Clem! Con un tintinnio\nper la birra, vecchio Clem!  Pensavo che avesse bevuto, ma non era\nnon era ubriaco.\n\nCos\u00ec arrivammo al villaggio. La strada per cui ci siamo avvicinati ci ha portato\ntre Jolly Bargemen, che con sorpresa trovammo alle undici in uno stato di agitazione, con la porta spalancata e\nalle undici in uno stato di agitazione, con la porta spalancata e le luci\nluci che erano state frettolosamente raccolte e riposte, sparse in giro.\nsparsi in giro. Il signor Wopsle entr\u00f2 per chiedere che cosa fosse successo (supponendo che\nche fosse stato preso un detenuto), ma usc\u00ec di corsa in gran fretta.\n\n C'\u00e8 qualcosa che non va, disse senza fermarsi, a casa tua, Pip.\ncasa tua, Pip. Correte tutti!\n\n Cosa c'\u00e8?  Chiesi, tenendomi al passo con lui. Lo stesso fece Orlick, al mio fianco.\n\n Non riesco a capire. Sembra che la casa sia stata violentemente\nquando Joe Gargery era fuori. Si suppone da detenuti. Qualcuno \u00e8 stato\n\u00e8 stato aggredito e ferito.\n\nStavamo correndo troppo velocemente per ammettere che ci fosse stato detto altro, e non ci fermammo finch\u00e9 non arrivammo in cucina.\nfermarci finch\u00e9 non arrivammo nella nostra cucina. Era piena di gente; l'intero villaggio era\nvillaggio era l\u00ec, o nel cortile; e c'era un chirurgo, e c'era Joe, e c'era un gruppo di donne, tutte sul pavimento in mezzo a loro.\nc'era Joe e c'era un gruppo di donne, tutte a terra in mezzo alla cucina.\ndella cucina. Gli astanti disoccupati si ritrassero quando mi videro,\ne cos\u00ec mi resi conto di mia sorella, che giaceva senza sensi e senza movimenti sulle\nsulle tavole nude dove era stata sbattuta da un tremendo colpo alla\ndietro la testa, inferto da una mano sconosciuta quando il suo viso era rivolto verso il fuoco.\nrivolto verso il fuoco, destinato a non essere mai pi\u00f9 sulla Furia,\nmentre era la moglie di Joe.\n\n\n\n\nCapitolo XVI.\n\n\nCon la testa piena di George Barnwell, in un primo momento ero disposta a credere che\ndi credere che _io_ dovessi essere coinvolto nell'attacco a mia sorella,\no che, in ogni caso, in quanto suo parente stretto, popolarmente noto per i suoi obblighi\nobblighi nei suoi confronti, fossi un oggetto di sospetto pi\u00f9 legittimo di\ndi chiunque altro. Ma quando, alla luce pi\u00f9 chiara del mattino successivo, cominciai a riconsiderare la faccenda e a\na riconsiderare la questione e a sentirla discutere intorno a me da tutte le parti, mi feci un'idea diversa della\nquando cominciai a riconsiderare la questione e a sentirla discutere intorno a me da tutte le parti, mi feci un'idea diversa del caso, pi\u00f9 ragionevole.\n\nJoe era stato al Three Jolly Bargemen, fumando la pipa, dalle otto e un quarto alle dieci.\notto e un quarto alle dieci e un quarto. Mentre era l\u00ec\nmia sorella era stata vista in piedi davanti alla porta della cucina e aveva scambiato la\ne aveva scambiato la buonanotte con un bracciante che tornava a casa. L'uomo non poteva\nnon poteva essere pi\u00f9 preciso sull'ora in cui l'aveva vista (si confondeva quando cercava di esserlo).\nconfusione quando tentava di farlo), se non che doveva essere\nprima delle nove. Quando Joe torn\u00f2 a casa, cinque minuti prima delle dieci, la trov\u00f2\nla trov\u00f2 accasciata a terra e chiam\u00f2 subito i soccorsi. Il fuoco\nIl fuoco non era ancora insolitamente basso, n\u00e9 lo sbuffo della candela era molto lungo.\nmolto lungo; la candela, tuttavia, si era spenta.\n\nNon era stato portato via nulla da nessuna parte della casa. N\u00e9, al di l\u00e0\nlo spegnimento della candela, che si trovava su un tavolo tra la porta e mia sorella, e che era dietro di lei quando si trovava di fronte al fuoco e\ne mia sorella, e che si trovava dietro di lei quando era di fronte al fuoco e\nfu colpita, c'\u00e8 stato alcuno scompiglio in cucina, se non quello che\nche lei stessa aveva fatto, cadendo e sanguinando. Ma c'era una\nnotevole prova sul posto. Era stata colpita con\ncon qualcosa di contundente e pesante, sulla testa e sulla colonna vertebrale; dopo i colpi, qualcosa di pesante era stato gettato\ndopo che i colpi erano stati inferti, qualcosa di pesante era stato gettato a terra con notevole\nviolenza, mentre giaceva a faccia in gi\u00f9. E a terra accanto a lei, quando\nJoe la prese in braccio, c'era un ferro da gamba da galeotto che era stato limato\nin due.\n\nOra, Joe, esaminando questo ferro con occhio da fabbro, dichiar\u00f2 che era stato\nera stato limato qualche tempo fa. Il grido di allarme che si lev\u00f2 verso\nHulks e la gente che veniva a esaminare il ferro, l'opinione di Joe fu confermata.\nJoe fu confermata. Non si impegnarono a dire quando avesse lasciato le navi-prigione, verso le quali indubbiamente\nnavi-prigione a cui indubbiamente era appartenuto, ma\naffermarono di sapere con certezza che quel particolare manacolo non era stato\nche quella particolare manetta non era stata indossata da nessuno dei due detenuti fuggiti la notte scorsa. Inoltre,\nuno di questi due era gi\u00e0 stato ripreso e non si era liberato del suo\nferro.\n\nSapendo quello che sapevo, ho fatto una mia deduzione. Credevo che\nche il ferro fosse del mio galeotto, quello che avevo visto e sentito limare nelle paludi.\nche aveva visto e sentito limare, nelle paludi, ma la mia mente non lo accus\u00f2 di averla utilizzata\ndi averlo usato per l'ultima volta. Perch\u00e9 credevo che una o due altre persone se ne fossero\nche se ne fosse impossessata e che l'avesse usata per questo crudele motivo.\nO Orlick, o lo strano uomo che mi aveva mostrato la cartella.\n\nOra, per quanto riguarda Orlick, era andato in citt\u00e0 esattamente come ci aveva detto quando l'abbiamo\nquando siamo andati a prenderlo all'autostrada, era stato visto in giro per la citt\u00e0 tutta la sera.\nsera, era stato in diverse compagnie in diversi locali pubblici, e\nera tornato con me e il signor Wopsle. Non c'era nulla contro di lui\nlui, a parte il litigio; e mia sorella aveva litigato con lui e con tutti quelli che la circondavano\ncon lui e con tutti gli altri intorno a lei, diecimila volte. Per quanto riguarda lo strano uomo, se\nse fosse tornato a prendere le sue due banconote non ci sarebbe stata nessuna\nperch\u00e9 mia sorella era del tutto pronta a restituirle.\nrestituirle. Inoltre, non c'era stato alcun alterco; l'assalitore era entrato in modo cos\u00ec\ncos\u00ec silenziosamente e all'improvviso che lei era stata abbattuta prima di potersi\nguardarsi intorno.\n\nEra orribile pensare che avevo fornito l'arma, anche se\nnon progettata, ma non potevo pensare diversamente. Ho sofferto\nindicibili problemi mentre consideravo e riconsideravo se\nse alla fine avrei dovuto sciogliere quell'incantesimo della mia infanzia e raccontare a Joe tutta la\nstoria. Per mesi, ogni giorno, risolvevo la questione in modo negativo\nnegativa, per poi riaprirla e ridiscuterla la mattina dopo. La\ncontesa arriv\u00f2, in fin dei conti, a questo: il segreto era talmente vecchio\normai, era cos\u00ec cresciuto in me e diventato una parte di me stesso, che non potevo\nstrapparlo. Oltre al timore che, avendo portato a tanti guai, sarebbe stato ora\nmali, ora sarebbe stato pi\u00f9 probabile che mai allontanare Joe da me\nse ci avesse creduto, avevo l'ulteriore timore che non ci avrebbe creduto, ma avrebbe\nnon ci avrebbe creduto, ma l'avrebbe associata ai favolosi cani e alle cotolette di vitello\ncome una mostruosa invenzione. Tuttavia, ho temporeggiato con me stesso, naturalmente\nNaturalmente, non stavo forse vacillando tra il bene e il male, quando la cosa \u00e8 sempre stata fatta?\ne decisi di fare una rivelazione completa se avessi visto una nuova occasione di\nuna nuova occasione per aiutare a scoprire l'aggressore.\nl'aggressore.\n\nI Constables e gli uomini di Bow Street di Londra, perch\u00e9 questo accadeva ai tempi della\nQuesto accadde ai tempi dell'estinzione della polizia con i vestiti rossi.\nuna settimana o due, e fecero pi\u00f9 o meno quello che ho sentito e letto fare da autorit\u00e0 simili in altri casi simili.\nautorit\u00e0 in altri casi simili. Presero diverse persone palesemente\npersone sbagliate e si sono scontrati duramente con idee sbagliate,\ne si sono ostinati a cercare di adattare le circostanze alle idee, anzich\u00e9\ninvece di cercare di estrarre le idee dalle circostanze. Inoltre, sono rimasti\nalla porta del Jolly Bargemen, con sguardi consapevoli e riservati che\nche riempivano di ammirazione tutto il vicinato; e avevano un\nmisterioso modo di prendere il loro drink, che era quasi come\nprendere il colpevole. Ma non proprio, perch\u00e9 non lo facevano mai.\n\nMolto tempo dopo che questi poteri costituzionali si erano dispersi, mia sorella giaceva\nmolto malata a letto. La sua vista era disturbata, cos\u00ec che vedeva gli oggetti\nmoltiplicati e si aggrappava a tazze da t\u00e8 e bicchieri da vino visionari invece che alla realt\u00e0.\nl'udito era molto compromesso, la memoria pure e la parola era incomprensibile.\nla memoria e il linguaggio era incomprensibile. Quando, alla fine, riusc\u00ec a riprendersi tanto da poter essere\nda poter essere aiutata a scendere, fu comunque necessario tenere la mia lavagna sempre\nper indicare per iscritto ci\u00f2 che non riusciva a indicare a parole.\na parole. Poich\u00e9 (a parte la pessima calligrafia) era un'ortografia pi\u00f9 che\npi\u00f9 che indifferente e che Joe era un lettore pi\u00f9 che indifferente,\nsorte straordinarie complicazioni tra loro che io ero sempre chiamato a risolvere.\nche io ero sempre chiamato a risolvere. La somministrazione di carne di montone al posto delle medicine,\nla sostituzione di Tea con Joe e del panettiere con la pancetta sono stati tra i miei errori pi\u00f9 lievi.\nerrori pi\u00f9 lievi che ho commesso.\n\nTuttavia, il suo temperamento era molto migliorato e aveva pazienza. A\ntremolante incertezza nell'azione di tutte le membra divenne presto parte del suo\ndi tutte le sue membra divenne presto parte del suo stato regolare e in seguito, a intervalli di due o tre mesi\nmesi, si portava spesso le mani alla testa e rimaneva per circa una settimana alla volta\nper circa una settimana in una qualche aberrazione mentale. Noi\nnon riuscivamo a trovare un'assistente adatta a lei, fino a quando una circostanza\ncircostanza che ci sollev\u00f2. La prozia del signor Wopsle\nWopsle, la prozia aveva vinto un'abitudine di vita in cui era caduta.\ne Biddy entr\u00f2 a far parte della nostra famiglia.\n\nForse era circa un mese dopo la ricomparsa di mia sorella in cucina, quando Biddy venne da noi con una piccola scatola maculata contenente il\ncucina, quando Biddy arriv\u00f2 da noi con una piccola scatola maculata che conteneva\ntutti i suoi effetti personali e divenne una benedizione per la casa.\nSoprattutto, fu una benedizione per Joe, poich\u00e9 il caro vecchio era tristemente\nera tristemente distrutto dalla costante contemplazione del naufragio di sua moglie e aveva\nera abituato, mentre si occupava di lei la sera, a rivolgersi a me\ndi tanto in tanto e mi diceva, con gli occhi azzurri inumiditi: \"Una cos\u00ec bella\nfigura di donna come lo era una volta, Pip!  Biddy si prese subito cura di lei\ncome se l'avesse studiata fin dall'infanzia; Joe divenne in qualche modo in grado di apprezzare la\nJoe riusc\u00ec in qualche modo ad apprezzare la maggiore tranquillit\u00e0 della sua vita,\ne di scendere di tanto in tanto al Jolly Bargemen per un cambiamento che gli faceva bene.\nche gli faceva bene. Era caratteristico della polizia che tutti avessero pi\u00f9 o meno sospettato del povero Joe.\ntutti avevano pi\u00f9 o meno sospettato del povero Joe (anche se lui non lo aveva mai saputo), e che\nche erano tutti concordi nel considerarlo uno degli spiriti pi\u00f9 profondi\nspiriti pi\u00f9 profondi che avessero mai incontrato.\n\nIl primo trionfo di Biddy nel suo nuovo ufficio fu quello di risolvere una difficolt\u00e0 che\nche mi aveva completamente sconfitto. Ci avevo provato con tutte le mie forze, ma non avevo\nnulla. Cos\u00ec \u00e8 stato:\n\nAncora e ancora e ancora, mia sorella aveva tracciato sulla lavagna un carattere\nun carattere che assomigliava a una curiosa T, e poi con la massima\ncon la massima impazienza, aveva richiamato la nostra attenzione su di esso come qualcosa che\nvoleva. Invano avevo provato tutto ci\u00f2 che era producibile e che iniziava per T,\ndal catrame al pane tostato e alla vasca. Alla fine mi era venuto in mente che il segno\nche il segno assomigliava a un martello, e quando avevo chiamato con insistenza quella parola all'orecchio di mia sorella\nmia sorella, lei aveva iniziato a martellare sul tavolo e aveva espresso un\nassenso qualificato. A quel punto, avevo portato tutti i nostri martelli, uno\nuno dopo l'altro, ma senza successo. Allora mi venne in mente una stampella, dalla forma\nforma era pi\u00f9 o meno la stessa, ne presi una in prestito in paese e la\ne la mostrai a mia sorella con notevole sicurezza. Ma lei scosse la testa\nscosse la testa a tal punto quando le fu mostrata, che eravamo terrorizzati\nche temevamo che, nel suo stato debole e distrutto, si slogasse il collo.\n\nQuando mia sorella si accorse che Biddy era molto veloce a capirla, questo segno misterioso riapparve sulla lavagna.\nmisterioso segno riapparve sulla lavagna. Biddy lo guard\u00f2 pensierosa\nBiddy lo guard\u00f2 pensierosa, ascolt\u00f2 la mia spiegazione, guard\u00f2 pensierosa mia sorella, guard\u00f2 pensierosa Joe (che era sempre rappresentato sulla lavagna dal suo\nJoe (che era sempre rappresentato sulla lavagna dalla sua lettera iniziale), e corse nella stanza.\nlettera iniziale), e corse nella fucina, seguita da Joe e da me.\n\n Ma certo! grid\u00f2 Biddy, con una faccia esultante.  Non vedi?\n\u00c8 lui!\n\nOrlick, senza dubbio! Aveva perso il suo nome e riusciva a identificarlo solo\nsolo con il suo martello. Gli dicemmo perch\u00e9 volevamo che venisse in cucina.\ncucina, e lui pos\u00f2 lentamente il martello, si asciug\u00f2 la fronte con il braccio, si pul\u00ec di nuovo con il grembiule e si avvicin\u00f2.\ncon il braccio, si pul\u00ec di nuovo con il grembiule e usc\u00ec dinoccolato,\ncon una curiosa curva da vagabondo sulle ginocchia che lo contraddistingueva\nche lo contraddistingueva.\n\nConfesso che mi aspettavo di vedere mia sorella denunciarlo e che sono rimasta delusa dal diverso risultato.\ndeluso dal diverso risultato. Manifestava la massima ansia di essere\nansia di essere in buoni rapporti con lui, era evidentemente molto contenta che fosse\nche si fosse presentato e fece cenno di dargli qualcosa da bere.\nqualcosa da bere. Osservava il suo volto come se desiderasse\ncome se desiderasse particolarmente assicurarsi che lui avesse accolto bene il suo\ndi accoglierlo, mostr\u00f2 tutto il desiderio possibile di conciliarlo, e\nc'era un'aria di umile propiziazione in tutto ci\u00f2 che faceva, come ho visto pervadere il portamento di una\nho visto pervadere il portamento di un bambino nei confronti di un padrone severo. Dopo quel\ngiorno, raramente passava un giorno senza che lei disegnasse il martello sulla sua lavagna,\ne senza che Orlick entrasse dinoccolato e si mettesse in piedi davanti a lei, come se non ne sapesse pi\u00f9 di me.\ncome se non sapesse pi\u00f9 di me cosa fare.\n\n\n\n\nCapitolo XVII.\n\n\nOra sono entrato in una routine regolare di vita da apprendista, che era\noltre i limiti del villaggio e delle paludi, da nessuna circostanza pi\u00f9 rilevante dell'arrivo del mio compleanno e del\ncircostanze pi\u00f9 rilevanti dell'arrivo del mio compleanno e della mia\nun'altra visita alla signorina Havisham. Trovai la signorina Sarah Pocket ancora in servizio\nal cancello; trovai la signorina Havisham proprio come l'avevo lasciata e lei parl\u00f2 di Estella con la stessa\nparl\u00f2 di Estella nello stesso modo, se non con le stesse parole.\nIl colloquio dur\u00f2 pochi minuti, e lei mi diede una ghinea quando me ne andai, dicendomi di tornare a casa.\nquando me ne sono andata, e mi ha detto di tornare al mio prossimo compleanno. Posso dire\nsubito che questa divenne un'abitudine annuale. Cercai di rifiutare di prendere\nla ghinea la prima volta, ma non ottenni altro risultato che\nche lei mi chiese con molta rabbia se mi aspettavo di pi\u00f9. Poi, e dopo\nallora l'ho accettata.\n\nLa casa vecchia e monotona, la luce gialla nella stanza buia, lo spettro sbiadito sulla sedia accanto al vetro della toeletta, erano cos\u00ec immutabili che\nstanza, lo spettro sbiadito sulla sedia accanto al vetro della toeletta, che\nMi sentivo come se l'arresto degli orologi avesse fermato il Tempo in quel\nluogo misterioso e, mentre io e tutto il resto al di fuori di esso invecchiava\ninvecchiato, esso rimaneva immobile. La luce del giorno non entrava mai nella casa\npensieri e i ricordi che avevo di essa, pi\u00f9 che nella realt\u00e0 dei fatti.\nMi disorientava e sotto la sua influenza continuavo a odiare il mio mestiere e a vergognarmi del\nil mio mestiere e a vergognarmi di casa.\n\nImpercettibilmente, per\u00f2, mi resi conto di un cambiamento in Biddy. Le sue\nscarpe si alzavano sul tallone, i suoi capelli crescevano lucidi e ordinati, le sue mani erano sempre\nmani sempre pulite. Non era bella, era comune e non poteva essere come Estella.\nessere come Estella, ma era piacevole, sana e di buon umore.\nNon era stata con noi pi\u00f9 di un anno (ricordo che era da poco uscita dal lutto quando\nlutto quando mi colp\u00ec), quando una sera osservai tra me e me che aveva\nuna sera che aveva occhi curiosamente pensierosi e attenti; occhi\nche erano molto belli e molto buoni.\n\n\u00c8 nato dal fatto che ho alzato gli occhi da un compito che stavo portando avanti\na scrivere alcuni passaggi di un libro, per migliorare me stesso in due modi contemporaneamente\nstratagemma e vedere Biddy attenta a ci\u00f2 che stavo facendo.\ndi quello che stavo facendo. Posai la penna, e Biddy smise di ricamare senza\nposare.\n\n Biddy, dissi, come fai? O io sono molto stupida, o voi\nsei molto intelligente.\n\n Cos'\u00e8 che riesco a fare? Non lo so, rispose Biddy, sorridendo.\n\nGestiva tutta la nostra vita domestica, e anche in modo meraviglioso; ma non intendevo questo, anche se ci\u00f2 rendeva pi\u00f9 sorprendente ci\u00f2 che intendevo.\nnon intendevo questo, anche se ci\u00f2 rendeva pi\u00f9 sorprendente ci\u00f2 che intendevo.\n\n Come fai, Biddy, dissi, a imparare tutto quello che imparo io,\ne a stare sempre al passo con me?  Cominciavo a essere piuttosto vanitosa delle mie conoscenze, perch\u00e9\nconoscenza, perch\u00e9 ci ho speso le ghinee del mio compleanno e ho messo da parte la maggior parte della mia\ngran parte della mia paghetta per un simile investimento; anche se non ho\ndubbio che quel poco che sapevo era estremamente caro a quel prezzo.\n\n Potrei anche chiederti, disse Biddy, come te la cavi tu?\n\n No, perch\u00e9 quando rientro dalla fucina di una notte, chiunque pu\u00f2 vedermi\nche mi volto verso di essa. Ma tu non ti giri mai, Biddy.\n\n Suppongo di doverla prendere come una tosse, disse Biddy, a bassa voce; e continu\u00f2 a cucire.\ncontinu\u00f2 a cucire.\n\nSeguendo la mia idea, mentre mi appoggiavo alla mia sedia di legno e guardavo Biddy che cuciva con la testa da un lato, cominciai a pensare che la sua testa non fosse un'altra.\nBiddy che cuciva con la testa da un lato, cominciai a pensare che fosse una ragazza\npiuttosto una ragazza straordinaria. Perch\u00e9 ora mi ricordavo che era\nche era ugualmente esperta nei termini del nostro mestiere, e nei nomi dei nostri\ndiversi tipi di lavoro e dei nostri vari strumenti. In breve, qualsiasi cosa io\nsapeva, Biddy lo sapeva. In teoria, era gi\u00e0 un fabbro bravo quanto me, se non di pi\u00f9.\ncome me, se non di pi\u00f9.\n\n Sei una di quelle, Biddy, dissi, che sfruttano al massimo ogni occasione.\noccasione. Non hai mai avuto un'occasione prima di venire qui, e guarda come sei migliorata!\nsei migliorata!\n\nBiddy mi guard\u00f2 per un istante e continu\u00f2 a cucire.  Sono stata la tua prima\nla tua prima insegnante, vero? disse, mentre cuciva.\n\n Biddy!  esclamai stupita.  Ma come, stai piangendo!\n\n No, non lo sono\", disse Biddy, alzando lo sguardo e ridendo.  Cosa ti ha fatto venire in\nnella tua testa?\n\nCosa avrebbe potuto mettermi in testa se non il luccichio di una lacrima che cadeva\nsul suo lavoro? Rimasi in silenzio, ricordando che razza di seccatura fosse stata\nfino a quando la prozia del signor Wopsle non aveva superato con successo quella cattiva abitudine di vivere\nvita, di cui alcune persone desiderano liberarsi. Ho ricordato\nle circostanze disperate da cui era stata circondata nel\nmisero negozietto e nella misera e rumorosa scuola serale,\ncon quel vecchio e miserabile fagotto di incompetenza sempre da trascinare e\nspalla. Riflettei che anche in quei tempi disgraziati ci doveva essere\nBiddy doveva essere latente quello che si stava sviluppando ora, perch\u00e9, nel mio primo\ndisagio e di malcontento mi ero rivolta a lei per chiedere aiuto, come\nnaturalmente, mi ero rivolta a lei per chiedere aiuto. Biddy si sedette tranquillamente a cucire, senza versare altre lacrime, e mentre io la guardavo e pensavo a tutto ci\u00f2.\nmentre la guardavo e pensavo a tutto questo, mi venne in mente che forse\nnon ero stata abbastanza grata a Biddy. Forse ero stata troppo\ntroppo riservata, e avrei dovuto trattarla con maggiore condiscendenza (anche se non ho usato\nquesta parola precisa nelle mie meditazioni) con la mia fiducia.\n\n S\u00ec, Biddy, ho osservato, quando ho finito di girarlo, che sei stata la mia prima insegnante.\nprima maestra, e questo in un momento in cui non pensavamo di stare mai\ninsieme cos\u00ec, in questa cucina.\n\n Ah, poverina! rispose Biddy. \u00c8 stato come se si fosse dimenticata di trasferire\ndi trasferire l'osservazione a mia sorella e di alzarsi e darsi da fare per lei,\nper farla sentire pi\u00f9 a suo agio; questo \u00e8 tristemente vero!\n\n Bene! dissi io, dobbiamo parlare un po' di pi\u00f9 insieme, come facevamo una volta.\nE io devo consultarti un po' di pi\u00f9, come facevo una volta. Facciamo una\npasseggiata tranquilla sulle paludi domenica prossima, Biddy, e una lunga chiacchierata.\n\nMia sorella non veniva mai lasciata sola, ma Joe si prese pi\u00f9 che volentieri cura di lei quella domenica pomeriggio.\nquella domenica pomeriggio, e Biddy e io uscimmo insieme.\ninsieme. Era estate e il tempo era bello. Quando avevamo superato\nil villaggio, la chiesa e il cimitero, e ci trovammo sulle paludi\npaludi e cominciammo a vedere le vele delle navi che navigavano, io\ncominci\u00f2 a combinare Miss Havisham ed Estella con la prospettiva, nel mio\nmodo abituale. Quando arrivammo in riva al fiume e ci sedemmo sulla riva,\ncon l'acqua che si increspava ai nostri piedi e rendeva il tutto pi\u00f9 tranquillo di quanto\nsarebbe stato senza quel suono, decisi che era il momento e il luogo giusto per\ne luogo per l'ammissione di Biddy nella mia confidenza interiore.\n\n Biddy, dissi io, dopo averla obbligata al segreto, voglio essere un\ngentiluomo.\n\n Se fossi in te, non lo farei!  Non credo che sarebbe\nrispondere.\n\n Biddy, dissi io, con una certa severit\u00e0, ho delle ragioni particolari per\nper voler essere un gentiluomo.\n\n Tu lo sai bene, Pip; ma non credi di essere pi\u00f9 felice cos\u00ec?\n\n Biddy, esclamai con impazienza, non sono affatto felice cos\u00ec. Sono\ndisgustata della mia vocazione e della mia vita. Non ho mai accettato\nda quando sono stata legata. Non essere assurda.\n\n Sono stata assurda? disse Biddy, sollevando tranquillamente le sopracciglia; mi dispiace per questo, non volevo esserlo.\nper questo; non volevo esserlo. Voglio solo che tu stia bene e che ti senta a tuo agio.\na vostro agio.\n\n Beh, allora capisci una volta per tutte che non potr\u00f2 mai essere a mio agio o altro che non sia miserabile, Biddy!\na mio agio o altro che non sia infelice l\u00ec, Biddy! a meno che non riesca a condurre un\nun tipo di vita molto diverso da quello che conduco ora.\n\n \u00c8 un peccato! disse Biddy, scuotendo la testa con aria addolorata.\n\nOra, anch'io avevo pensato cos\u00ec spesso che fosse un peccato che, in quella singolare specie di\ndi litigio con me stessa che portavo sempre avanti, ero quasi incline a versare lacrime di\ndi versare lacrime di irritazione e di angoscia quando Biddy dava\nBiddy diede voce al suo sentimento e al mio. Le dissi che aveva ragione e che sapevo\nsapevo che c'era molto da rammaricarsi, ma non si poteva fare altrimenti.\n\n Se avessi potuto sistemarmi, dissi a Biddy, raccogliendo l'erba corta a portata di mano, come un tempo avevo tirato i miei sentimenti.\nerba a portata di mano, proprio come una volta avevo tirato i miei sentimenti\ndai capelli e li avevo presi a calci contro il muro della fabbrica di birra, se avessi potuto\nse avessi potuto sistemarmi e amare la fucina anche solo per la met\u00e0 di quanto ero\npiccolo, so che sarebbe stato molto meglio per me. Tu, io e Joe\nnon avremmo voluto nulla allora, e Joe e io saremmo forse diventati\nsoci quando io non ero pi\u00f9 in tempo, e forse sarei anche cresciuto per\ncompagnia di te e ci saremmo potuti sedere su questa stessa riva in una bella domenica.\nbella domenica, persone del tutto diverse. Sarei stato abbastanza bravo per\nper te; non \u00e8 vero, Biddy?\n\nBiddy sospir\u00f2 guardando le navi in navigazione e rispose: \"S\u00ec, non sono troppo particolare\".\nrisposta: \"S\u00ec, non sono troppo particolare\".  Non suonava affatto\nlusinghiero, ma sapevo che aveva buone intenzioni.\n\n Invece di questo, dissi io, raccogliendo altra erba e masticando un filo o due.\nvedere come sto andando avanti. Insoddisfatto e a disagio,\ne cosa significherebbe per me, che sono rozzo e comune, se nessuno me l'avesse detto!\nnessuno me l'avesse detto!\n\nBiddy gir\u00f2 improvvisamente il viso verso il mio e mi guard\u00f2 molto pi\u00f9\nmolto pi\u00f9 attentamente di quanto non avesse fatto con i velieri.\n\n Non era una cosa molto vera n\u00e9 molto educata da dire, osserv\u00f2.\nosserv\u00f2, rivolgendo di nuovo lo sguardo alle navi.  Chi l'ha detto?\n\nEro sconcertato, perch\u00e9 mi ero allontanato senza capire bene dove stavo andando.\ndove stavo andando. Tuttavia, non era il caso di rimandare, e risposi: \"La bella signorina di Miss Havisham \u00e8 pi\u00f9 che altro un'amica\".\nLa bella signorina della signorina Havisham, ed \u00e8 pi\u00f9 bella di chiunque altro.\npi\u00f9 bella di chiunque altro, e l'ammiro terribilmente, e voglio essere un gentiluomo per lei.\nvoglio essere un gentiluomo per lei.  Dopo aver fatto questa folle\nconfessione, cominciai a gettare la mia erba strappata nel fiume, come se avessi\ncome se avessi in mente di seguirlo.\n\n Vuoi essere un gentiluomo, per farle un dispetto o per conquistarla?\nmi chiese tranquillamente Biddy, dopo una pausa.\n\n Non lo so, risposi con malumore.\n\n Perch\u00e9, se \u00e8 per fare un dispetto a lei, Biddy ha proseguito, credo che ma\nche si possa fare meglio e in modo pi\u00f9 indipendente non curandosi delle sue parole.\nnon curarsi delle sue parole. E se si tratta di conquistarla, credo che\npenso, ma tu lo sai meglio di me, che non valga la pena di conquistarla.\n\nEsattamente quello che io stesso avevo pensato, molte volte. Esattamente ci\u00f2 che era\nperfettamente manifesto in quel momento. Ma come potevo io, un povero ragazzo di\ndi paese, evitare quella meravigliosa incoerenza in cui gli uomini migliori e pi\u00f9 saggi\nuomini migliori e pi\u00f9 saggi cadono ogni giorno?\n\n Forse \u00e8 tutto vero, dissi a Biddy, ma la ammiro terribilmente.\nterribilmente.\n\nIn breve, mi sono girato sulla faccia quando sono arrivato a questo punto, ho afferrato bene i capelli su ogni lato della testa e li ho tirati bene.\nafferrare i capelli su ciascun lato della testa e li strappai bene. Il tutto\ntutto ci\u00f2 sapendo che la follia del mio cuore era talmente folle e\nche ero consapevole che avrei fatto bene a sollevare il mio viso.\nse l'avessi sollevata per i capelli e l'avessi sbattuta contro i ciottoli come punizione\nciottoli come punizione per il fatto di appartenere a un tale idiota.\n\nBiddy era la pi\u00f9 saggia delle ragazze e non cerc\u00f2 pi\u00f9 di ragionare con me.\nMise la sua mano, che era una mano comoda anche se irruvidita dal lavoro, sulle mie mani, una dopo l'altra, e le tolse delicatamente dalle mie mani.\nlavoro, sulle mie mani, una dopo l'altra, e me le tolse delicatamente dai capelli.\ncapelli. Poi mi accarezz\u00f2 dolcemente la spalla in modo rassicurante, mentre con il viso sulla manica piangevo\ncon il viso sulla manica piangevo un po', esattamente come avevo fatto nel cortile della\nnel cortile della fabbrica di birra, e mi sentivo vagamente convinta di essere molto maltrattata\nda qualcuno, o da tutti; non so dire quale.\n\n Sono felice di una cosa, disse Biddy, e cio\u00e8 che tu abbia sentito di potermi dare la tua fiducia, Pip.\ndi potermi dare la tua fiducia, Pip. E sono felice di un'altra cosa,\ne cio\u00e8 che ovviamente sapete che potete contare sul fatto che la mantenga\ne che la meriti sempre. Se la tua prima maestra (cara!\npovera, e cos\u00ec bisognosa di essere istruita lei stessa!\nse la tua prima maestra (cara! cos\u00ec povera e cos\u00ec bisognosa di essere istruita!) fosse stata la tua insegnante in questo momento, lei pensa di sapere quale lezione avrebbe\nlezione. Ma sarebbe una lezione difficile da imparare, e tu l'hai superata,\ne non serve pi\u00f9 a nulla.  Cos\u00ec, con un sospiro sommesso per me, Biddy si alz\u00f2 dal\ndalla riva e disse, con un cambio di voce fresco e piacevole: \"Vogliamo camminare ancora un po'?\ncamminiamo ancora un po' o andiamo a casa?\n\n Biddy, gridai, alzandomi, mettendole un braccio intorno al collo e dandole un bacio, ti racconter\u00f2 sempre tutto.\nun bacio, ti racconter\u00f2 sempre tutto.\n\n Finch\u00e9 non sarai un gentiluomo, disse Biddy.\n\n Sai che non lo sar\u00f2 mai, quindi \u00e8 sempre cos\u00ec. Non che io abbia alcuna\noccasione di dirti qualcosa, perch\u00e9 tu sai tutto quello che so, come ti ho detto a casa l'altra sera.\ncome ti ho detto a casa l'altra sera.\n\n Ah! disse Biddy, in un sussurro, guardando le navi.\nE poi ripet\u00e9, con il suo precedente e piacevole cambiamento: \"Camminiamo un po' di pi\u00f9 o torniamo a casa?\nancora un po' o torniamo a casa?\n\nDissi a Biddy che avremmo camminato ancora un po', e cos\u00ec facemmo, e il pomeriggio estivo si attenu\u00f2 fino a diventare sera.\npomeriggio d'estate si \u00e8 trasformato in una sera d'estate, ed \u00e8 stato molto\nbella. Cominciai a pensare se non fossi pi\u00f9 naturalmente e sanamente\nsano, dopo tutto, in queste circostanze, che non giocare a\nmendicante del mio vicino a lume di candela nella stanza con gli orologi fermi, ed essere disprezzata\norologi fermi, ed essere disprezzata da Estella. Ho pensato che sarebbe stato molto\nse riuscissi a togliermela dalla testa, insieme a tutti gli altri ricordi e le\nricordi e fantasie, e potessi andare al lavoro decisa ad assaporare\ndi assaporare il lavoro che dovevo fare, di continuare a farlo e di trarne il meglio. Mi sono chiesto\nmi sono chiesta se non sapessi che se Estella fosse stata accanto a me in quel momento\naccanto a me in quel momento al posto di Biddy, mi avrebbe reso infelice?\nFui costretto ad ammettere che lo sapevo per certo, e mi dissi: \"Pip, che sciocco!\nPip, che sciocco che sei!\n\nAbbiamo parlato molto mentre camminavamo e tutto quello che Biddy ha detto sembrava\ngiusto. Biddy non \u00e8 mai stata offensiva, n\u00e9 capricciosa, n\u00e9 Biddy oggi e qualcun altro domani; ne avrebbe ricavato solo dolore, e nessun dolore\nBiddy oggi e qualcun altro domani; avrebbe tratto solo dolore, e nessun\npiacere, dal darmi dolore; avrebbe preferito di gran lunga ferire il suo\nil proprio petto piuttosto che il mio. Com'\u00e8 possibile, allora, che non mi piacesse lei\nmolto meglio delle due?\n\n Biddy, dissi mentre tornavamo a casa, vorrei che tu mi mettessi a posto.\nmettermi a posto.\n\n Vorrei poterlo fare! disse Biddy.\n\n Se solo riuscissi a innamorarmi di te, non ti dispiace che io parli cos\u00ec apertamente a una vecchia conoscenza?\nparlare cos\u00ec apertamente a una vecchia conoscenza?\n\n Oh cielo, niente affatto! disse Biddy.  Non badare a me.\n\n Se solo riuscissi a convincere me stesso a farlo, _questa_ sarebbe la cosa giusta per me.\nper me.\n\n Ma non lo farai mai, vedi, disse Biddy.\n\nQuella sera non mi sembr\u00f2 cos\u00ec improbabile, come lo sarebbe stato se ne avessimo parlato qualche ora prima.\nse ne avessimo discusso qualche ora prima. Pertanto\nosservai che non ne ero del tutto sicura. Ma Biddy disse che lo era, e lo disse con decisione.\nlo disse con decisione. In cuor mio credevo che avesse ragione; e tuttavia\nTuttavia non mi andava gi\u00f9 che lei fosse cos\u00ec sicura su questo punto.\n\nQuando ci siamo avvicinati al cimitero, abbiamo dovuto attraversare un terrapieno e\ne scavalcare una traversa vicino a una saracinesca. Dal cancello si alz\u00f2 un'ondata di luce,\no dai giunchi, o dalla melma (che era piuttosto stagnante), il vecchio Orlick.\nmodo), il vecchio Orlick.\n\n Halloa! ringhi\u00f2, dove state andando?\n\n Dove dovremmo andare, se non a casa?\n\n Beh, allora, disse, sono frastornato se non ti vedo a casa!\n\nLa pena di essere sculacciati era uno dei suoi casi preferiti di supposizione.\nsuo caso preferito. Non attribuiva un significato preciso alla parola, che io sappia,\nma la usava, come il suo preteso nome cristiano, per offendere l'umanit\u00e0,\ne trasmettere l'idea di qualcosa di selvaggiamente dannoso. Quando ero pi\u00f9 giovane,\navevo la convinzione generale che se mi avesse preso in giro personalmente, l'avrebbe fatto con un\nl'avrebbe fatto con un amo affilato e contorto.\n\nBiddy era molto contraria a che venisse con noi e mi disse in un sussurro,\n Non farlo venire, non mi piace\".  Siccome non piaceva neanche a me, mi\nmi sono presa la libert\u00e0 di dire che lo ringraziavamo, ma che non volevamo\nvedere a casa. L'uomo accolse questa informazione con un grido di\ndi risate, indietreggi\u00f2, ma ci segu\u00ec dinoccolato a poca distanza.\ndistanza.\n\nCurioso di sapere se Biddy lo sospettasse di essere coinvolto in quell'attacco omicida\nin quell'attacco omicida di cui mia sorella non era mai stata in grado di fornire\ndi quell'aggressione omicida di cui mia sorella non era mai stata in grado di dare conto, le chiesi perch\u00e9 non le piacesse.\n\n Oh! rispose lei, lanciando un'occhiata alle sue spalle mentre lui ci seguiva di soppiatto,\n perch\u00e9 temo di piacergli.\n\n Ti ha mai detto che gli piaci?  Chiesi indignata.\n\n No, disse Biddy, guardandosi di nuovo alle spalle, non me l'ha mai detto.\nma balla con me ogni volta che riesce a catturare il mio sguardo.\n\nPer quanto nuova e particolare fosse questa testimonianza di attaccamento, non dubitavo\ndubbio sull'esattezza dell'interpretazione. Ero davvero molto arrabbiato per\nvecchio Orlick che aveva osato ammirarla; tanto quanto se fosse stato un oltraggio a\nme stesso.\n\n Ma per te non fa differenza, sai, disse Biddy, con calma.\n\n No, Biddy, per me non fa differenza; solo che non mi piace, non lo approvo.\napprovo.\n\n Nemmeno io, disse Biddy.  Anche se per te non fa differenza.\nvoi.\n\n Esattamente, dissi io; ma devo dirvi che non avrei avuto alcuna opinione di voi, Biddy, se avesse ballato con voi con il vostro stesso consenso.\ndi te, Biddy, se avesse ballato con te con il tuo stesso consenso.\n\nDopo quella sera tenni d'occhio Orlick e, ogni volta che le circostanze erano favorevoli\ncircostanze favorevoli al suo ballo con Biddy, mi mettevo davanti a lui per oscurare quella\ndimostrazione. Aveva messo radici nel locale di Joe, a causa dell'improvvisa passione di mia sorella per lui.\ndi mia sorella, altrimenti avrei cercato di farlo licenziare.\nlicenziarlo. Lui cap\u00ec e ricambi\u00f2 le mie buone intenzioni, come ebbi modo di sapere in seguito.\ncome ebbi modo di sapere in seguito.\n\nE ora, poich\u00e9 la mia mente non era gi\u00e0 abbastanza confusa, ho complicato la sua confusione cinquantamila volte\nla sua confusione cinquantamila volte, avendo stati e stagioni in cui ero\nche Biddy era incommensurabilmente migliore di Estella e che la semplice e onesta vita di lavoro a cui ero nata\nvita lavorativa onesta e semplice a cui ero nato non aveva nulla di cui\nvergogna, ma mi offriva mezzi sufficienti per il rispetto di me stessa e la felicit\u00e0.\nfelicit\u00e0. In quei momenti decidevo in modo definitivo che la mia\ndisaffezione verso il caro vecchio Joe e la fucina era sparita, e che stavo\nche stavo crescendo bene per diventare socia di Joe e per fare compagnia a Biddy.\ncon Biddy, quando in un attimo un ricordo sconcertante dei giorni di\nHavisham mi cadeva addosso come un missile distruttivo, e\ndisperdere di nuovo il mio senno. Per raccogliere i pensieri sparsi ci vuole molto tempo; e\ne spesso, prima di averli messi insieme, si disperdevano in tutte le direzioni\nin tutte le direzioni da un pensiero vagante, che forse dopo tutto Miss\nHavisham avrebbe fatto la mia fortuna quando il mio tempo fosse scaduto.\n\nSe il mio tempo fosse scaduto, mi avrebbe lasciato ancora al culmine delle mie\nperplessit\u00e0, oserei dire. Tuttavia, non si \u00e8 mai esaurito, ma \u00e8 stato\nma si concluse prematuramente, come vado a raccontare.\n\n\n\n\nCapitolo XVIII.\n\n\nEra il quarto anno del mio apprendistato presso Joe ed era un sabato sera.\nsabato sera. C'era un gruppo riunito intorno al fuoco del Three Jolly Bargemen, attento al signor Wopsle che leggeva il giornale ad alta voce.\nJolly Bargemen, attenti al signor Wopsle che leggeva il giornale ad alta voce.\nDi quel gruppo facevo parte anch'io.\n\nEra stato commesso un omicidio molto popolare e il signor Wopsle era impregnato di sangue fino alle sopracciglia.\nsangue fino alle sopracciglia. Gongolava per ogni aggettivo abominevole presente nella descrizione\ndescrizione e si \u00e8 identificato con tutti i testimoni dell'inchiesta.\nInchiesta. Gemette debolmente: \"Sono spacciato\", come la vittima, e\nbarbaramente, come l'assassino, ha urlato: \"Ti far\u00f2 fuori\". Ha dato\ntestimonianza medica, imitando alla perfezione il nostro medico locale;\ne ha pianto e tremato, come l'anziano guardiano di un autoporto che aveva sentito i colpi\ncolpi, in una misura cos\u00ec paralitica da suggerire un dubbio sulla\nsulla competenza mentale di quel testimone. Il coroner, nelle mani di Mr.\nWopsle, diventava Timone d'Atene; il maggiordomo, Coriolano. Si \u00e8 divertito\nsi \u00e8 divertito moltissimo, e tutti noi ci siamo divertiti e siamo stati deliziosamente\nconfortevole. In questo stato d'animo siamo giunti al verdetto di omicidio volontario.\nomicidio.\n\nA quel punto, e non prima, mi accorsi di uno strano signore che si appoggiava\ndi fronte a me, che mi guardava. C'era un'espressione\nespressione di disprezzo sul suo volto, e si mordeva il lato di un grande\ndito indice mentre osservava il gruppo di facce.\n\n Bene! disse lo straniero al signor Wopsle, quando la lettura fu terminata,\n avete risolto tutto in modo soddisfacente, non ho dubbi?\n\nTutti si voltarono e guardarono in alto, come se si trattasse dell'assassino. Egli guard\u00f2\ntutti con freddezza e sarcasmo.\n\n Colpevole, naturalmente?  Fuori di qui. Vieni!\n\n Signore, ha risposto il signor Wopsle, senza avere l'onore di conoscerla.\nconoscenza, mi dichiaro colpevole.  A questo punto tutti abbiamo avuto il coraggio di unirci\nin un mormorio di conferma.\n\n So che lo sai, disse lo straniero; sapevo che l'avresti fatto. Te l'avevo detto.\nMa ora ti faccio una domanda. Sapete o non sapete che la legge inglese\nche la legge inglese considera ogni uomo innocente fino a quando non viene\ndimostrato che \u00e8 colpevole?\n\n Signore, cominci\u00f2 a rispondere il signor Wopsle, io stesso sono un inglese.\n\n Vieni! disse lo straniero, mordendogli l'indice.  Non eludere\nla domanda. O lo sai, o non lo sai. Quale delle due cose\nessere?\n\nStava in piedi con la testa da una parte e lui stesso da un lato, in modo\ninterrogativo, e lanci\u00f2 l'indice verso il signor Wopsle, come per marcarlo prima di morderlo di nuovo.\nWopsle, come per segnarlo prima di morderlo di nuovo.\n\n Ora! disse.  Lo sai o non lo sai?\n\n Certo che lo so, rispose il signor Wopsle.\n\n Certamente lo sai. Allora perch\u00e9 non l'hai detto subito? Ora, le far\u00f2 un'altra\ndomanda, impossessandomi del signor Wopsle, come se ne avesse il diritto.\ncome se ne avesse il diritto, sa che nessuno di questi testimoni \u00e8 stato\nnessuno di questi testimoni \u00e8 stato ancora interrogato?\n\nIl signor Wopsle stava iniziando, posso solo dire quando lo straniero lo ferm\u00f2.\nlo ha fermato.\n\n Cosa? Non vuoi rispondere alla domanda, s\u00ec o no? Ora, ti riprovo\ndi nuovo.  Gli lancia di nuovo il dito contro.  Mi stia a sentire. \u00c8 consapevole,\no non lo sa, che nessuno di questi testimoni \u00e8 stato ancora\ncontrointerrogato? Venga, voglio solo una parola da lei. S\u00ec o no?\n\nIl signor Wopsle esitava e tutti noi cominciavamo a nutrire una scarsa opinione di lui.\nopinione di lui.\n\n Vieni! disse lo straniero, ti aiuter\u00f2. Non meriti aiuto, ma\nti aiuter\u00f2. Guarda quel foglio che tieni in mano. Che cos'\u00e8?\n\n Che cos'\u00e8?\", ripet\u00e9 il signor Wopsle, guardandolo con aria smarrita.\n\n \u00c8 forse, ha proseguito lo sconosciuto nel suo modo pi\u00f9 sarcastico e sospettoso\nil giornale stampato che avete appena letto?\n\n Senza dubbio.\n\n Senza dubbio. Ora, guardi quel foglio e mi dica se in esso \u00e8 scritto\nse afferma chiaramente che il prigioniero ha detto espressamente che i suoi consulenti legali\nlegali gli avevano dato istruzioni di riservarsi del tutto la difesa?\n\n L'ho letto proprio ora, ha supplicato il signor Wopsle.\n\n Non importa quello che ha letto ora, signore; non le chiedo cosa ha letto ora.\nora. Pu\u00f2 leggere il Padre Nostro al contrario, se vuole, e forse l'ha gi\u00e0 fatto oggi,\nforse l'ha gi\u00e0 fatto oggi. Si rivolga al giornale. No, no, no, amico mio\nNo, no, no, amico mio, non in cima alla colonna, lo sai bene; in fondo, in fondo.\n(Tutti cominciavamo a pensare che il signor Wopsle fosse pieno di sotterfugi).\nsotterfugio).  Ebbene? L'avete trovato?\n\n Ecco, disse il signor Wopsle.\n\n Ora, seguite questo passaggio con l'occhio e ditemi se c'\u00e8 scritto chiaramente che il prigioniero\nse afferma chiaramente che l'imputato ha detto espressamente di essere stato\nistruzioni dei suoi consulenti legali di riservare completamente la sua difesa? Suvvia!\nLo dice lei?\n\nIl signor Wopsle ha risposto: \"Non sono le parole esatte.\n\n Non le parole esatte! ripet\u00e9 amaramente il signore.  \u00c8 la\nsostanza esatta?\n\n S\u00ec, ha detto il signor Wopsle.\n\n S\u00ec, ha ripetuto lo sconosciuto, guardando il resto della compagnia\ncon la mano destra tesa verso il testimone Wopsle.  E ora vi chiedo\nvi chiedo che cosa dite alla coscienza di quell'uomo che, con quel\ncon quel passaggio davanti agli occhi, possa posare la testa sul cuscino dopo aver\naver dichiarato colpevole un suo simile, inascoltato?\n\nTutti noi cominciammo a sospettare che il signor Wopsle non fosse l'uomo che pensavamo fosse\ne che stesse iniziando a essere scoperto.\n\n E quello stesso uomo, ricordate, prosegu\u00ec il gentiluomo, lanciando il dito contro il signor Wopsle.\ndito contro il signor Wopsle, potrebbe essere convocato come giurato in questo stesso processo.\ncome giurato in questo stesso processo e, dopo essersi impegnato cos\u00ec a fondo\ne, dopo essersi impegnato a fondo, potrebbe tornare in famiglia e posare la testa sul cuscino.\ncuscino, dopo aver deliberatamente giurato di voler giudicare bene e veramente\ndi giudicare la questione tra il Nostro Sovrano Signore il Re e il\nre e il prigioniero alla sbarra, e che avrebbe emesso un verdetto veritiero in base alle prove.\nprove, che Dio lo aiuti!\n\nEravamo tutti profondamente convinti che lo sfortunato Wopsle si fosse spinto troppo in l\u00e0.\ne che sarebbe stato meglio interrompere la sua avventata carriera finch\u00e9 c'era tempo.\ntempo.\n\nLo strano gentiluomo, con un'aria di autorit\u00e0 che non poteva essere contestata e con\ncon un modo di fare che indicava di conoscere qualcosa di segreto su ognuno di noi che\ndi ognuno di noi, che sarebbe stato utile a ciascuno se avesse scelto di rivelarlo.\ndi rivelarlo, lasci\u00f2 la parte posteriore dell'accampamento e venne nello spazio tra i due\ntra i due tavoli, di fronte al fuoco, dove rimase in piedi, con la mano sinistra in tasca.\nin piedi, con la mano sinistra in tasca e mordendo l'indice della destra.\ndestra.\n\n Da informazioni che ho ricevuto, disse, guardandoci intorno mentre noi\ntutti tremanti davanti a lui, ho ragione di credere che tra di voi ci sia un fabbro\ntra di voi, di nome Joseph o Joe Gargery. Qual \u00e8 l'uomo?\n\n Ecco l'uomo, disse Joe.\n\nLo strano signore gli fece cenno di uscire dal suo posto e Joe and\u00f2.\n\n Ha un apprendista, ha inseguito lo straniero, comunemente noto come Pip?\n\u00c8 qui?\n\n Sono qui!  Ho pianto.\n\nLo sconosciuto non mi riconobbe, ma io riconobbi in lui il signore che avevo incontrato sulle scale in occasione della mia seconda visita.\nsignore che avevo incontrato sulle scale, in occasione della mia seconda visita alla signorina\nalla signorina Havisham. L'avevo riconosciuto nel momento in cui l'avevo visto guardare oltre la\ne ora che mi trovavo di fronte a lui, con la sua mano sulla mia spalla, ho ricontrollato i dettagli\nspalla, ricontrollavo nei dettagli la sua grande testa, la sua carnagione scura, i suoi\ncarnagione scura, gli occhi infossati, le sopracciglia nere e folte, la grande catena dell'orologio, i forti punti neri\ncatena dell'orologio, le forti macchie nere di barba e baffi, e persino l'odore di sapone profumato sul suo grande\nodore di sapone profumato sulla sua grande mano.\n\n Desidero avere un colloquio privato con voi due\", disse, dopo avermi osservato con calma.\nquando mi ebbe osservato con calma.  Ci vorr\u00e0 un po' di tempo. Forse \u00e8 meglio\nmeglio andare a casa vostra. Preferisco non anticipare la mia\ncomunicazione qui; lei ne far\u00e0 partecipe tanto o poco quanto vuole\nai suoi amici; io non ho nulla a che fare con questo.\n\nIn mezzo a un silenzio meravigliato, noi tre uscimmo dal Jolly Bargemen,\ne in un silenzio stupito ci incamminammo verso casa. Mentre procedevamo, lo strano signore\nsignore mi guardava di tanto in tanto e di tanto in tanto si mordeva il lato del\ndito. Mentre ci avvicinavamo a casa, Joe riconosceva vagamente l'occasione\ncome un'occasione impressionante e cerimoniosa, and\u00f2 ad aprire la porta d'ingresso.\nporta d'ingresso. La nostra conferenza si tenne nel salotto di Stato, debolmente illuminato da una sola candela.\nilluminato da una sola candela.\n\nLa storia inizi\u00f2 con lo strano signore che si sedette al tavolo,\nla candela a lui, e guardando alcune annotazioni nel suo\ntascabile. Poi mise via il taccuino e mise la candela un po' in disparte, dopo aver scrutato nell'oscurit\u00e0 Joe e me.\ndopo aver scrutato nell'oscurit\u00e0 me e Joe, per accertarsi\nper capire chi fosse l'uno e chi l'altro.\n\n Il mio nome \u00e8 Jaggers e sono un avvocato di Londra. Sono\npiuttosto noto. Ho un affare insolito da trattare con voi, e comincio spiegandovi che non \u00e8 di mia origine.\ninizio spiegando che non \u00e8 di mia origine. Se mi fosse stato chiesto un consiglio\nse il mio consiglio fosse stato richiesto, non sarei qui. Non \u00e8 stato chiesto e voi mi vedete qui.\nmi vedete qui. Quello che devo fare in qualit\u00e0 di agente confidenziale di un altro, lo\nfare. N\u00e9 meno, n\u00e9 pi\u00f9.\n\nAccorgendosi di non riuscire a vederci bene da dove era seduto, si alz\u00f2, mise una gamba sopra lo schienale di una sedia e vi si appoggi\u00f2.\nsi alz\u00f2, mise una gamba sopra lo schienale di una sedia e vi si appoggi\u00f2 sopra; cos\u00ec\nun piede sul sedile della sedia e un piede a terra.\n\n Ora, Joseph Gargery, sono latore di un'offerta per sollevarvi da questo giovane apprendista.\nquesto giovane apprendista. Non vi opporrete a cancellare i suoi\nsu sua richiesta e per il suo bene? Non vorreste nulla per\ncos\u00ec facendo?\n\n Dio non voglia che io voglia qualcosa per non intralciare il cammino di Pip\ndisse Joe, fissandolo.\n\n Il Signore che proibisce \u00e8 pio, ma non serve allo scopo, ha risposto Mr.\nJaggers.  La domanda \u00e8: volete qualcosa? Volete\nqualcosa?\n\n La risposta \u00e8, ha risposto Joe, con severit\u00e0, no.\n\nMi \u00e8 sembrato che Mr. Jaggers abbia lanciato un'occhiata a Joe, come se lo considerasse un pazzo\nper il suo disinteresse. Ma ero troppo disorientata tra\ncuriosit\u00e0 e sorpresa per esserne certo.\n\n Molto bene, disse il signor Jaggers.  Ricordate l'ammissione che avete fatto,\ne non cercate di svincolarvi da essa in questo momento.\n\n Chi ci prover\u00e0? replic\u00f2 Joe.\n\n Non dico che qualcuno lo sia. Tiene un cane?\n\n S\u00ec, tengo un cane.\n\n Ricordate quindi che Brag \u00e8 un buon cane, ma Holdfast \u00e8 migliore.\nLo terrete a mente? ripet\u00e9 Mr. Jaggers, chiudendo gli occhi e facendo un cenno con la testa a Joe, come se gli stesse perdonando qualcosa.\ne annuendo con la testa a Joe, come se gli stesse perdonando qualcosa.\n Ora torno a questo giovane. E la comunicazione che devo fare\nche ha grandi aspettative.\n\nIo e Joe sussultammo e ci guardammo l'un l'altro.\n\n Ho l'incarico di comunicargli, disse Mr. Jaggers, lanciandomi il dito di traverso, che si trover\u00e0 in una bella propriet\u00e0.\ndito di traverso, che entrer\u00e0 in possesso di una bella propriet\u00e0.\nInoltre, \u00e8 desiderio dell'attuale possessore di quella propriet\u00e0\npropriet\u00e0, che egli venga immediatamente allontanato dalla sua attuale sfera di\ndalla sua attuale sfera di vita e da questo luogo, e che venga educato come un gentiluomo, in una parola,\ncome un giovane dalle grandi aspettative.\n\nIl mio sogno era finito; la mia fantasia sfrenata era stata superata dalla sobria realt\u00e0; la signorina Havisham avrebbe fatto la mia fortuna su larga scala.\nHavisham avrebbe fatto la mia fortuna su larga scala.\n\n Ora, signor Pip, prosegu\u00ec l'avvocato, rivolgo a lei il resto di ci\u00f2 che devo\ndire a voi. Dovete capire, in primo luogo, che \u00e8 richiesta dalla persona\npersona da cui ricevo le mie istruzioni che voi portiate sempre il nome di\nnome di Pip. Non avrete nulla da obiettare, oserei dire, al fatto che le vostre grandi aspettative\naspettative siano gravate da questa facile condizione. Ma se avete\nobiezioni, questo \u00e8 il momento di farle presente.\n\nIl mio cuore batteva cos\u00ec forte e nelle mie orecchie c'era un tale canto,\nche riuscii a malapena a balbettare che non avevo obiezioni.\n\n Non credo proprio! Ora dovete capire, in secondo luogo, signor Pip, che\nil nome della persona che \u00e8 il vostro benefattore liberale rimane un\nprofondo segreto, finch\u00e9 la persona non sceglie di rivelarlo. Ho il potere di\ndi menzionare che \u00e8 intenzione della persona rivelarlo in prima battuta\nmano, tramite passaparola, a voi stessi. Quando o dove questa intenzione potr\u00e0 essere\nquando o dove tale intenzione potr\u00e0 essere attuata, non posso dirlo io e non pu\u00f2 dirlo nessuno. Potrebbe essere tra qualche anno. Ora,\ndovete capire chiaramente che vi \u00e8 assolutamente proibito\nvietato di fare qualsiasi indagine in merito, o qualsiasi allusione o riferimento\nallusione o riferimento, per quanto distante, a qualsiasi persona come _l'individuo\npersona, in tutte le comunicazioni che avrete con me. Se avete\nun sospetto nel vostro petto, tenetelo nel vostro petto.\nNon \u00e8 importante quali siano le ragioni di questo divieto; possono essere le pi\u00f9 forti.\ndi questo divieto; possono essere le ragioni pi\u00f9 forti e gravi, oppure possono essere semplici\ncapriccio. Non sta a voi indagare. La condizione \u00e8 stabilita.\nLa vostra accettazione e la vostra osservanza come vincolante sono le\n\u00e8 l'unica condizione che mi resta da soddisfare, da parte della persona da cui\nche riceve le mie istruzioni e per la quale non sono altrimenti\nresponsabile. Questa persona \u00e8 quella da cui traete le vostre aspettative.\naspettative, e il segreto \u00e8 detenuto esclusivamente da quella persona e da me.\nAnche in questo caso, non \u00e8 una condizione molto difficile con la quale\nfortuna; ma se avete qualche obiezione in merito, questo \u00e8 il momento\ndi menzionarla. Parlate.\n\nAncora una volta, balbettai a fatica che non avevo obiezioni.\n\n Non credo proprio! Ora, signor Pip, ho chiuso con le clausole.\nSebbene mi chiamasse signor Pip e cominciasse a fare la pace con me, non riusciva comunque a liberarsi di una certa aria di sospetto prepotente.\nnon riusciva comunque a liberarsi di una certa aria di sospetto prepotente; e\nAnche adesso, di tanto in tanto, chiudeva gli occhi e mi lanciava un dito mentre\nmentre parlava, come per esprimere che sapeva ogni genere di cose a mio discapito, se solo avesse scelto di\ndenigrazione, se solo avesse scelto di menzionarle.  Veniamo ora ai semplici\ndettagli della disposizione. Dovete sapere che, sebbene io abbia usato pi\u00f9 volte il termine\npi\u00f9 di una volta il termine \"aspettative\", voi non siete dotati di\nsolo di aspettative. Nelle mie mani \u00e8 gi\u00e0 depositata una somma di denaro\nampiamente sufficiente per la vostra educazione e il vostro mantenimento. Vi prego di\nconsiderarmi il vostro tutore. Oh! perch\u00e9 stavo per ringraziarlo, vi dico subito che\nvi dico subito che sono pagato per i miei servizi, altrimenti non dovrei renderli.\nnon dovrei renderli. Si ritiene che dobbiate essere istruita meglio, in conformit\u00e0 con la vostra\nposizione, e che sarete consapevoli dell'importanza e della necessit\u00e0 di entrare subito\nimportanza e della necessit\u00e0 di ottenere subito questo vantaggio.\n\nHo detto che l'ho sempre desiderato.\n\n Non si preoccupi di ci\u00f2 che ha sempre desiderato, signor Pip, replic\u00f2;\n attenetevi alla cronaca. Se lo desiderate ora, \u00e8 sufficiente. Mi \u00e8 stato risposto che siete\nche siete pronto per essere affidato subito a un vero e proprio\ntutore adeguato? \u00c8 cos\u00ec?\n\nBalbettai di s\u00ec, e cos\u00ec fu.\n\n Bene. Ora, le vostre inclinazioni devono essere consultate. Non credo che sia\nsaggio, ma \u00e8 la mia fiducia. Avete mai sentito parlare di un tutore che\nche preferiresti a un altro?\n\nNon avevo mai sentito parlare di nessun altro tutore se non di Biddy e della prozia del signor Wopsle;\nquindi risposi negativamente.\n\n C'\u00e8 un certo precettore, di cui ho una certa conoscenza, che penso possa\nche potrebbe essere adatto allo scopo, disse il signor Jaggers.  Non lo raccomando,\nperch\u00e9 non raccomando mai nessuno. Il signore di cui parlo \u00e8\nun certo Mr. Matthew Pocket.\n\nAh! Ho colto direttamente il nome. La parente della signorina Havisham. Il\nMatthew di cui avevano parlato i signori Camilla. Il Matthew il cui posto\nposto alla testa della signorina Havisham, quando lei giaceva morta, nel suo\nvestito da sposa sul tavolo della sposa.\n\n Conoscete il nome? disse Mr. Jaggers, guardandomi con attenzione e chiudendo gli occhi in attesa della mia risposta.\nchiudendo gli occhi in attesa della mia risposta.\n\nLa mia risposta fu che avevo sentito parlare di questo nome.\n\n Oh! disse lui.  Avete sentito parlare di questo nome. Ma la domanda \u00e8: cosa\ncosa ne dite?\n\nHo detto, o cercato di dire, che gli ero molto obbligato per la sua raccomandazione.\nraccomandazione\n\n No, mio giovane amico! interruppe, scuotendo la sua grande testa molto\nlentamente.  Ricordati di te stesso!\n\nNon ricordandomi di me stesso, ricominciai dicendo che ero molto obbligato a lui\nper la sua raccomandazione\n\n No, mio giovane amico, interruppe, scuotendo la testa e accigliandosi\ne sorridendo allo stesso tempo, no, no, no; \u00e8 molto ben fatto, ma non va bene.\nnon va bene; sei troppo giovane per fissarmi con questo. Raccomandazione non \u00e8\nla parola giusta, signor Pip. Provate con un'altra.\n\nCorreggendomi, dissi che gli ero molto grato per aver menzionato il signor Matthew Pocket.\nmenzione del signor Matthew Pocket\n\n Cos\u00ec va meglio! grid\u00f2 il signor Jaggers. E (aggiunsi), vorrei\nvolentieri quel signore.\n\n Bene. \u00c8 meglio che lo proviate a casa sua. La strada sar\u00e0 preparata\ne potrete vedere prima suo figlio, che si trova a Londra. Quando\nverrete a Londra?\n\nDissi (guardando Joe, che stava a guardare, immobile), che pensavo di poter venire direttamente.\nsupponevo di poter venire direttamente.\n\n Per prima cosa, disse il signor Jaggers, dovreste avere dei vestiti nuovi da portare\ne non devono essere abiti da lavoro. Diciamo questa settimana. Avrete bisogno di\nvorr\u00e0 un po' di denaro. Le lascio venti ghinee?\n\nCon la massima freddezza, tir\u00f2 fuori un lungo borsellino, li cont\u00f2 sul tavolo e me li porse.\nsul tavolo e li spinse verso di me. Era la prima volta che\nche si alzava dalla sedia. Una volta spinto il denaro, si sedette a cavalcioni sulla sedia e\nquando ebbe spinto il denaro, si sedette a cavalcioni della sedia e si mise a dondolare il borsellino e a guardare Joe.\n\n Allora, Joseph Gargery? Hai l'aria stupefatta?\n\n Lo sono! disse Joe, in modo molto deciso.\n\n Era chiaro che non volevi nulla per te, ricordi?\n\n \u00c8 stato capito, disse Joe.  E si capisce. E sar\u00e0 sempre\nsar\u00e0 simile secondo.\n\n E se, disse Mr. Jaggers, agitando il borsellino, fosse nelle mie istruzioni farvi un regalo, come compenso?\nistruzioni di farvi un regalo, come compenso?\n\n Come risarcimento per cosa?  Chiese Joe.\n\n Per la perdita dei suoi servizi.\n\nJoe pos\u00f2 la sua mano sulla mia spalla con il tocco di una donna. Da allora l'ho\nda allora l'ho pensato spesso come il martello a vapore che pu\u00f2 schiacciare un uomo o\nun guscio d'uovo, nella sua combinazione di forza e dolcezza.  Pip\n\u00e8 un benvenuto di cuore, disse Joe, per andare in libert\u00e0 con i suoi servigi, all'onore e alla fortuna, come nessuna parola pu\u00f2 dire.\nonore e fortuna, come nessuna parola pu\u00f2 dirgli. Ma se pensate che il denaro\npossa risarcirmi per la perdita del piccolo bambino, cosa ne pensi?\nalla fucina e sempre i migliori amici!\n\nO caro buon Joe, che ero cos\u00ec pronto a lasciare e cos\u00ec poco riconoscente verso di te, ti vedo di nuovo, con il tuo braccio muscoloso da fabbro davanti agli occhi.\nti vedo di nuovo, con il tuo braccio muscoloso da fabbro davanti agli occhi,\ne il tuo ampio petto che ansima, e la tua voce che si spegne. O caro buon\nfedele e tenero Joe, sento l'amorevole tremito della tua mano sul mio braccio.\nbraccio, cos\u00ec solennemente oggi come se fosse stato il fruscio di un'ala d'angelo!\nala di un angelo!\n\nMa in quel momento ho incoraggiato Joe. Mi ero persa nei labirinti del mio futuro\nfortuna e non riuscivo a ripercorrere i sentieri che avevamo percorso insieme. I\nJoe di essere confortato, perch\u00e9 (come disse) eravamo sempre stati i migliori amici e (come dissi)\namici e (come dissi io) lo saremmo sempre stati. Joe si guard\u00f2 gli occhi\ncon il polso disimpegnato, come se fosse intenzionato a cavarsi un occhio, ma non disse un'altra parola.\nnon disse un'altra parola.\n\nMr. Jaggers aveva osservato la cosa, come uno che riconosceva in Joe lo\nscemo del villaggio e in me il suo custode. Quando tutto fu finito, disse,\nsoppesando in mano il borsellino che aveva smesso di dondolare:\n\n Ora, Joseph Gargery, ti avverto che questa \u00e8 la tua ultima possibilit\u00e0. Non ci sono mezze\nmisure con me. Se intende accettare un regalo che ho l'incarico di farle, parli e lo avr\u00e0.\nincarico di farvi, parlate e lo avrete. Se invece\nSe al contrario intendi dire Qui, con suo grande stupore, fu fermato da Joe che gli girava improvvisamente intorno con tutte le dimostrazioni di una fellatio\nJoe si mise improvvisamente a lavorare intorno a lui con tutte le dimostrazioni di un\npugilistica.\n\n E io intendevo dire, grid\u00f2 Joe, che se vieni a casa mia\na fare l'adescatore di tori e a tormentare me, esci! E io dico che se sei un uomo\nsei un uomo, vieni! E io dico che quello che dico, lo dico\ne che siate o non siate d'accordo con me!\n\nAllontanai Joe, che divenne subito placabile e si limit\u00f2 a dirmi, in modo cortese e come un avviso di cortesia\nin modo cortese e come un avviso di cortesia a chiunque potesse essere\na chiunque potesse essere interessato, che non aveva intenzione di essere\nnon sarebbe stato attaccato e tormentato nel suo stesso posto. Mr. Jaggers si era alzato quando\nJoe aveva manifestato e si era avvicinato alla porta. Senza mostrare alcuna\ndi rientrare, fece il suo discorso di commiato.\ncommenti di commiato. Erano questi.\n\n Beh, signor Pip, credo che prima ve ne andrete da qui, visto che volete essere un\ngentiluomo, meglio sar\u00e0. Lasciate che sia valido per questa settimana e nel frattempo riceverete il mio\nriceverete il mio indirizzo stampato nel frattempo. Potete prendere una\ncarrozza all'ufficio delle diligenze di Londra e venire direttamente da me.\nda me. Sia ben chiaro che non esprimo alcuna opinione, in un senso o nell'altro, sulla\nfiducia che mi assumo. Sono pagato per farlo e lo faccio. Ora,\ncapite questo, finalmente. Comprendetelo!\n\nStava lanciando il dito contro entrambi e credo che avrebbe continuato, se non fosse che sembrava che Joe fosse pericoloso e se ne and\u00f2.\nse non fosse stato per il fatto che sembrava ritenere Joe pericoloso e se ne and\u00f2.\n\nMi venne in mente qualcosa che mi indusse a corrergli dietro, mentre stava\nmentre stava scendendo al Jolly Bargemen, dove aveva lasciato una carrozza\ncarrozza.\n\n Chiedo scusa, signor Jaggers.\n\n Halloa! disse lui, voltandosi, che cosa c'\u00e8?\n\n Desidero essere corretto, signor Jaggers, e attenermi alle vostre indicazioni;\nquindi ho pensato che fosse meglio chiedere. Ci sarebbe qualche obiezione se io\ncongedarmi da qualcuno che conosco, qui intorno, prima di partire?\n\n No, disse lui, con l'aria di chi quasi non mi capisce.\n\n Non intendo solo in paese, ma anche in citt\u00e0?\n\n No, ha detto.  Nessuna obiezione.\n\nLo ringraziai e corsi di nuovo a casa, dove scoprii che Joe aveva gi\u00e0 chiuso la porta d'ingresso e lasciato il salotto di Stato.\nchiuso a chiave la porta d'ingresso e aveva lasciato il salotto di stato, ed era\nseduto accanto al fuoco della cucina, con una mano su ogni ginocchio, fissando con attenzione\ni carboni ardenti. Anch'io mi sedetti davanti al fuoco e guardai le braci.\ne non si parl\u00f2 di nulla per molto tempo.\n\nMia sorella era nella sua poltrona imbottita nel suo angolo, e Biddy sedeva al suo lavoro d'ago davanti al fuoco, e Joe si sedette accanto a Biddy.\nBiddy si sedette a ricamare davanti al fuoco, Joe si sedette accanto a Biddy e io mi sedetti accanto a Joe nell'angolo di fronte a mia sorella.\nJoe nell'angolo di fronte a mia sorella. Pi\u00f9 guardavo i carboni ardenti\ncarboni ardenti, pi\u00f9 diventavo incapace di guardare Joe; pi\u00f9 a lungo durava il silenzio, pi\u00f9\npi\u00f9 durava il silenzio, pi\u00f9 mi sentivo incapace di parlare.\n\nAlla fine mi sono detto: Joe, l'hai detto a Biddy?\n\n No, Pip, rispose Joe, guardando ancora il fuoco e stringendo le ginocchia, come se fosse in possesso di informazioni private che intendevano\nginocchia, come se avesse avuto informazioni private sul fatto che avevano intenzione di\ndi andarsene da qualche parte, cosa che ho lasciato fare a te, Pip.\n\n Preferirei che me lo dicessi, Joe.\n\n Allora \u00e8 un gentiluomo di fortuna, disse Joe, e che Dio lo benedica!\nin essa!\n\nBiddy lasci\u00f2 cadere il suo lavoro e mi guard\u00f2. Joe si teneva le ginocchia e mi guardava\nme. Io guardai entrambi. Dopo una pausa, entrambi si congratularono\nsi congratularono con me; ma c'era un certo tocco di tristezza nelle loro\ntristezza nelle loro congratulazioni, che mi infastidiva alquanto.\n\nMi assunsi l'onere di far capire a Biddy (e, tramite Biddy, a Joe) il grave obbligo che ritenevo gravante sui miei amici\nil grave obbligo che ritenevo gravante sui miei amici, di non sapere nulla e di non\ndi non sapere e di non dire nulla sul creatore della mia fortuna. Tutto sarebbe venuto fuori a\ntempo, osservai, e nel frattempo non si doveva dire nulla,\nse non che avevo ricevuto grandi aspettative da un misterioso mecenate.\nBiddy fece un cenno pensieroso con la testa verso il fuoco, mentre riprendeva il lavoro\ne disse che sarebbe stata molto precisa; e Joe, sempre trattenendo le ginocchia, disse: \"S\u00ec, s\u00ec, s\u00ec, s\u00ec\".\nle ginocchia, disse: \"S\u00ec, s\u00ec, sar\u00f2 sempre pi\u00f9 esigente, Pip\"; poi si congratularono di nuovo con me e andarono via.\nsi congratularono di nuovo con me e continuarono ad esprimere tanta meraviglia per l'idea\nstupore per l'idea che fossi un gentiluomo che non mi piaceva affatto.\n\nBiddy si preoccup\u00f2 infinitamente di trasmettere a mia sorella un'idea di ci\u00f2 che era successo.\nidea di ci\u00f2 che era accaduto. Per quanto ne so, questi sforzi fallirono\ncompletamente falliti. Lei rise e annu\u00ec con la testa un sacco di volte,\ne persino ripet\u00e9 dopo Biddy le parole Pip e Property.  Ma dubito che\ndubito che avessero pi\u00f9 significato di un grido elettorale, e non posso suggerire un'immagine pi\u00f9 cupa della sua\nnon posso suggerire un quadro pi\u00f9 cupo del suo stato d'animo.\n\nNon avrei mai potuto crederlo senza esperienza, ma man mano che Joe e Biddy\ntornarono a essere pi\u00f9 allegri, io diventai piuttosto cupo.\nNon potevo certo essere insoddisfatta della mia fortuna, ma \u00e8 possibile che, senza saperlo, fossi insoddisfatta.\npossibile che fossi, senza saperlo, insoddisfatta di me stessa.\ndi me stessa.\n\nComunque, mi sedetti con il gomito sul ginocchio e il viso sulla mano,\nguardando nel fuoco, mentre quei due parlavano della mia partenza, e\ndi cosa avrebbero dovuto fare senza di me, e tutto il resto. E ogni volta che\ndi una di loro mi guardava, anche se mai in modo cos\u00ec piacevole (e loro mi guardavano spesso, in particolare Biddy).\nspesso mi guardavano, in particolare Biddy), mi sentivo offesa, come se\ncome se stessero esprimendo una certa diffidenza nei miei confronti. Anche se il cielo sa che non l'hanno mai fatto\ncon parole o segni.\n\nIn quei momenti mi alzavo e guardavo fuori dalla porta, perch\u00e9 la porta della nostra cucina\ncucina si apriva subito di notte e rimaneva aperta nelle sere d'estate per arieggiare la stanza.\nper arieggiare la stanza. Le stesse stelle verso le quali alzavo gli occhi, temo di averle considerate solo povere e umili stelle\ntemo di aver pensato che non fossero altro che povere e umili stelle che scintillavano sugli oggetti\noggetti rustici tra i quali avevo passato la mia vita.\n\n Sabato sera, dissi io, quando ci sedemmo alla nostra cena a base di pane, formaggio e birra.\ne birra.  Ancora cinque giorni, e poi il giorno prima del _giorno_! Se ne andranno\npresto se ne andranno.\n\n S\u00ec, Pip, osserv\u00f2 Joe, la cui voce suonava vuota nel suo boccale di birra.\n Se ne andranno presto.\n\n Presto, presto, vai, disse Biddy.\n\n Stavo pensando, Joe, che quando luned\u00ec andr\u00f2 in citt\u00e0 e ordiner\u00f2 i miei nuovi vestiti.\ne ordiner\u00f2 i miei nuovi vestiti, dir\u00f2 al sarto che verr\u00f2 a metterli l\u00ec, o che li far\u00f2 mandare da Mr.\nche verr\u00f2 a metterli l\u00ec, o che li far\u00f2 spedire al signor Pumblechook.\nsarebbe molto sgradevole essere fissata da tutte le persone qui.\n\n Il signore e la signora Hubble potrebbero gradire di vederti nella tua nuova figura di gen-teel\nPip, disse Joe, tagliando industriosamente il suo pane, con sopra il formaggio, nel palmo della mano sinistra.\ncon il formaggio sopra, nel palmo della mano sinistra, e guardando la mia cena non assaggiata\ncome se pensasse a quando eravamo soliti confrontare le fette.  Cos\u00ec potrebbe\nWopsle. E i Jolly Bargemen potrebbero prenderlo come un complimento.\n\n \u00c8 proprio quello che non voglio, Joe. Ne farebbero una questione cos\u00ec\nrozzo e comune che non riuscirei a sopportare.\n\n Ah, questo s\u00ec, Pip! disse Joe.  Se non riuscissi a sopportare te stesso\n\nBiddy mi chiese, mentre si sedeva con il piatto di mia sorella: \"Hai pensato a quando ti mostrerai al signor Gargery e a tua sorella?\nHai pensato a quando ti presenterai al signor Gargery, a tua sorella e a me?\ne a me? Ti mostrerai a noi; non \u00e8 vero?\n\n Biddy, ho risposto con un po' di risentimento, sei cos\u00ec estremamente veloce\nche \u00e8 difficile starti dietro.\n\n(Lei \u00e8 sempre stata veloce, osserv\u00f2 Joe).\n\n Se avessi aspettato un altro momento, Biddy, mi avresti sentito dire che\nche una sera porter\u00f2 qui i miei vestiti in un fagotto, molto probabilmente\nla sera prima di partire.\n\nBiddy non disse altro. Perdonandola con gentilezza, mi scambiai subito un'affettuosa buona\naffettuosa buonanotte con lei e Joe e andai a letto. Quando\nQuando arrivai nella mia stanzetta, mi sedetti e la guardai a lungo, come una stanzetta meschina da cui presto sarei stata separata e innalzata.\ncome una stanzetta meschina da cui presto mi sarei separata e sollevata,\nper sempre. Era anche arredata con ricordi giovani e freschi, e anche\nnello stesso momento caddi nella stessa confusa divisione mentale\ntra questa e le stanze migliori in cui mi stavo recando, cos\u00ec come mi ero trovata tante volte\ntra la fucina e la casa della signorina Havisham, e tra Biddy ed Estella.\n\nIl sole aveva brillato tutto il giorno sul tetto della mia mansarda e la stanza era calda.\nla stanza era calda. Mentre aprivo la finestra e mi mettevo a guardare fuori, vidi Joe\nvidi Joe uscire lentamente dalla porta buia, in basso, e fare uno o due giri in aria; poi vidi Biddy arrivare\ne poi vidi Biddy arrivare, portargli la pipa e accenderla per lui.\naccendergliela. Non aveva mai fumato cos\u00ec tardi, e mi sembr\u00f2 di capire che voleva\nche voleva essere confortato, per un motivo o per l'altro.\n\nDi l\u00ec a poco si affacci\u00f2 alla porta sotto di me, fumando la pipa.\npipa, e anche Biddy era l\u00ec, a parlare tranquillamente con lui, e sapevo che parlavano di me.\nche parlavano di me, perch\u00e9 sentii pi\u00f9 di una volta il mio nome pronunciato in tono affettuoso\ntono affettuoso da entrambi pi\u00f9 di una volta. Non avrei ascoltato di pi\u00f9\ndi pi\u00f9, se avessi potuto sentire di pi\u00f9; quindi mi allontanai dalla finestra e mi\ndalla finestra e mi sedetti sulla mia unica poltrona accanto al letto, sentendo molto doloroso e\nstrano che questa prima notte della mia luminosa fortuna dovesse essere la pi\u00f9\npi\u00f9 solitaria che avessi mai conosciuto.\n\nGuardando verso la finestra aperta, vidi galleggiare le corone di luce della pipa di Joe.\nfluttuare, e pensai che fosse come una benedizione di Joe, non\nnon mi si \u00e8 presentata o ha sfilato davanti a me, ma ha pervaso l'aria che condividevamo\ninsieme. Spensi la luce e mi infilai nel letto; era un letto scomodo ora, e non dormivo mai.\nletto ora, e non dormivo pi\u00f9 il vecchio sonno tranquillo.\n\n\n\n\nCapitolo XIX.\n\n\nIl mattino ha fatto una notevole differenza nella mia prospettiva generale di vita,\ne la illumin\u00f2 a tal punto da non sembrare pi\u00f9 la stessa. Quello che mi pesava di pi\u00f9\npi\u00f9 pesantemente la mia mente era la considerazione che sei giorni mi separavano\ntra me e il giorno della partenza, perch\u00e9 non riuscivo a liberarmi dal timore che\nnon riuscivo a liberarmi dal dubbio che nel frattempo potesse accadere qualcosa a Londra e che\ne che, quando sarei arrivato l\u00ec, sarebbe stata o molto deteriorata o\ncompletamente sparita.\n\nJoe e Biddy sono stati molto comprensivi e piacevoli quando ho parlato della nostra\ndella nostra imminente separazione, ma vi facevano riferimento solo quando lo facevo io. Dopo\nJoe tir\u00f2 fuori i miei contratti dalla pressa nel salotto migliore, li mettemmo nel fuoco e mi sentii libera.\nsalotto, le mettemmo nel fuoco e sentii di essere libera. Con\ncon tutta la novit\u00e0 della mia emancipazione addosso, andai in chiesa con Joe,\ne pensai che forse l'ecclesiastico non avrebbe letto quella storia del\nricco e il regno dei cieli, se avesse saputo tutto.\n\nDopo aver cenato presto, uscii da solo, con l'intenzione di finire subito le\npaludi in una sola volta e di farla finita. Passando davanti alla chiesa, ho\n(come avevo sentito durante la funzione del mattino) una sublime compassione per le povere creature\nper le povere creature che erano destinate ad andarci, domenica dopo domenica, per tutta la vita.\ndomenica dopo domenica, per tutta la vita, e a giacere infine oscuramente tra le\nbassi monticelli verdi. Promisi a me stessa che avrei fatto qualcosa per loro\nuno di questi giorni, e preparai un progetto di massima per offrire una cena\nuna cena a base di roast-beef e plum-pudding, una pinta di birra e un gallone di\ndi condiscendenza a tutti gli abitanti del villaggio.\n\nSe in passato avevo spesso pensato, con qualcosa di simile alla vergogna, alla mia\ncompagnia del fuggitivo che una volta avevo visto zoppicare tra quelle\nquelle tombe, quali erano i miei pensieri in questa domenica, quando il posto\nquando il luogo ha ricordato il disgraziato, cencioso e tremante, con il suo ferro e il suo distintivo da criminale!\ndistintivo! Il mio conforto era che era successo molto tempo fa e che senza dubbio era stato trasportato\nera stato senza dubbio trasportato molto lontano, e che per me era morto e poteva essere\nper me, e che poteva essere veramente morto.\n\nNiente pi\u00f9 terreni bassi e umidi, niente pi\u00f9 dighe e chiuse, niente pi\u00f9 bestiame al pascolo, anche se sembravano, con i loro modi monotoni, indossare\nbestiame al pascolo, anche se sembravano, nel loro modo monotono, indossare un'aria pi\u00f9\npi\u00f9 rispettosi e si girassero intorno per poter fissare il pi\u00f9 a lungo possibile\nper fissare il pi\u00f9 a lungo possibile il possessore di cos\u00ec grandi aspettative.\naspettative, addio, monotone conoscenze della mia infanzia,\nd'ora in poi sono per Londra e la grandezza; non per il lavoro di fabbro in generale e per voi!\nin generale, e per voi! Mi diressi esultante verso la vecchia batteria e..,\ne mi sdraiai per riflettere sulla questione se la signorina Havisham\nmi avesse destinato a Estella, mi addormentai.\n\nQuando mi svegliai, fui molto sorpreso di trovare Joe seduto accanto a me,\nfumando la sua pipa. Mi salut\u00f2 con un sorriso allegro quando aprii gli occhi e mi disse: \"Non ho mai visto un'opera d'arte\".\nocchi e mi disse,\n\n Come l'ultima volta, Pip, ho pensato di seguirti.\n\n E Joe, sono molto contento che tu l'abbia fatto.\n\n Grazie, Pip.\n\n Puoi star certo, caro Joe, continuai, dopo che ci eravamo stretti la mano,\n che non ti dimenticher\u00f2 mai.\n\n No, no, Pip! disse Joe, in tono rassicurante, _ne sono sicuro.\nS\u00ec, s\u00ec, vecchio mio! Che tu sia benedetto, bastava che la cosa fosse ben\nnella mente di un uomo, per esserne certi. Ma ci \u00e8 voluto un po' di tempo\nper farcela, visto che il cambiamento \u00e8 avvenuto in un modo cos\u00ec comune; non \u00e8 vero?\n\nIn qualche modo, non ero molto contenta che Joe fosse cos\u00ec sicuro di me.\ndi me. Avrei preferito che avesse tradito l'emozione, o che avesse detto,\n Ti fa onore, Pip, o qualcosa del genere. Perci\u00f2 non feci\nnon feci alcuna osservazione sul primo punto di Joe; mi limitai a dire, per quanto riguarda il secondo, che le\nche la notizia era arrivata all'improvviso, ma che avevo sempre desiderato di essere un\ngentiluomo e che spesso e volentieri avevo riflettuto su cosa avrei fatto, se\nse lo fossi stato.\n\n Ma lo avete fatto? disse Joe.  Sorprendente!\n\n \u00c8 un peccato, Joe, disse, che tu non sia andato un po' pi\u00f9 d'accordo,\nquando avevamo le nostre lezioni qui; non \u00e8 vero?\n\n Beh, non lo so, rispose Joe.  Sono cos\u00ec terribilmente noioso. Sono solo il padrone\ndel mio mestiere. \u00c8 sempre stato un peccato che fossi cos\u00ec terribilmente noioso, ma non \u00e8\nnon \u00e8 pi\u00f9 un peccato di quanto non lo sia stato in questi dodici mesi, non capisci?\n\nQuello che intendevo dire \u00e8 che, quando sono entrato nella mia propriet\u00e0 e sono stato in grado di\nfare qualcosa per Joe, sarebbe stato molto pi\u00f9 piacevole se fosse stato\nse fosse stato pi\u00f9 qualificato per un aumento di grado. Era cos\u00ec perfettamente\nperfettamente innocente del mio significato, tuttavia, che pensai di parlarne a\nBiddy di preferenza.\n\nCos\u00ec, quando tornammo a casa a piedi e prendemmo il t\u00e8, portai Biddy nel nostro\ngiardino sul lato della strada e, dopo averle detto in modo generico, per risollevare il suo spirito, che non avrei mai\nin modo generico, per risollevare il suo spirito, che non l'avrei mai dimenticata.\ndimenticarla, dissi che avevo un favore da chiederle.\n\n Ed \u00e8 vero, Biddy, dissi, che non tralascerai nessuna opportunit\u00e0 di\naiutare un po' Joe.\n\n Come sta andando? chiese Biddy, con uno sguardo fermo.\n\n Ebbene! Joe \u00e8 un bravo ragazzo, anzi, credo sia il pi\u00f9 caro che sia mai vissuto, ma \u00e8 piuttosto arretrato in alcune cose.\nche sia mai esistito, ma \u00e8 piuttosto arretrato in alcune cose. Per esempio, Biddy\nPer esempio, Biddy, nel suo apprendimento e nelle sue maniere.\n\nSebbene guardassi Biddy mentre parlavo, e sebbene lei avesse spalancato gli occhi quando avevo parlato, non mi guard\u00f2.\nspalanc\u00f2 gli occhi quando parlai, non mi guard\u00f2.\n\n Oh, le sue maniere! Non andranno bene le sue maniere? chiese Biddy, cogliendo una foglia di ribes nero.\nuna foglia di ribes nero.\n\n Mia cara Biddy, qui si trovano molto bene\n\n Oh! Fanno molto bene qui? interruppe Biddy, guardando attentamente la\nla foglia che aveva in mano.\n\n Ascoltatemi, ma se dovessi portare Joe in una sfera pi\u00f9 elevata, come spero di fare quando\nspero di farlo quando avr\u00f2 raggiunto la mia propriet\u00e0, non gli renderebbero giustizia.\ndifficilmente gli renderebbero giustizia.\n\n E non credi che lui lo sappia? chiese Biddy.\n\nEra una domanda cos\u00ec provocatoria (perch\u00e9 non mi era mai venuta in mente la pi\u00f9 lontana\nmi era mai venuta in mente), tanto che dissi, in modo brusco,\n\n Biddy, cosa vuoi dire?\n\nBiddy, dopo aver sfregato la foglia tra le mani, e l'odore di un cespuglio di ribes nero mi ha ricordato da allora che\nIl profumo di un cespuglio di ribes nero mi ha sempre ricordato quella sera nel\nsera nel giardinetto al lato della strada, disse: \"Non hai mai considerato che\nmai considerato che potrebbe essere orgoglioso?\n\n Orgoglioso?  Ripetei, con sdegnosa enfasi.\n\n Ci sono molti tipi di orgoglio\", disse Biddy, guardandomi in faccia e scuotendo la testa.\nscuotendo la testa; l'orgoglio non \u00e8 tutto di un tipo\n\n Ebbene? Perch\u00e9 ti fermi?\n\n Non tutti dello stesso tipo, riprese Biddy.  Potrebbe essere troppo orgoglioso per lasciare che qualcuno\ndi lasciare che qualcuno lo tolga da un posto che \u00e8 in grado di occupare, e che occupa\ne che occupa bene e con rispetto. A dire la verit\u00e0, credo che lo sia; anche se mi sembra azzardato dirlo.\nmi sembra azzardato dirlo, perch\u00e9 dovete conoscerlo molto meglio di me.\ndi me.\n\n Ora, Biddy, dissi, mi dispiace molto vedere questo in te. Non mi aspettavo\nmi aspettavo di vedere questo in te. Sei invidiosa, Biddy, e rancorosa. Sei\nsei insoddisfatta per il mio aumento di fortuna e non puoi fare a meno di mostrarlo.\ndimostrarlo.\n\n Se avete il cuore di pensarlo, ha risposto Biddy, ditelo. Ditelo\npi\u00f9 e pi\u00f9 volte, se hai il cuore di pensarlo.\n\n Se hai il cuore di esserlo, vuoi dire, Biddy, dissi io, in tono virtuoso e superiore.\ntono virtuoso e superiore; non scaricarlo su di me. Mi dispiace molto\ndi vederlo, ed \u00e8 un lato negativo della natura umana. Avevo intenzione di\nchiederti di sfruttare ogni piccola opportunit\u00e0 che avresti potuto avere dopo la mia partenza\ndi migliorare il caro Joe. Ma dopo questo non ti chiedo pi\u00f9 nulla. Sono\nestremamente dispiaciuto di vedere questo in te, Biddy, ho ripetuto.  \u00c8 un lato negativo della natura umana.\nlato negativo della natura umana.\n\n Sia che mi rimproveriate o che mi approviate, la povera Biddy, potete ugualmente\nche io cerchi di fare tutto ci\u00f2 che \u00e8 in mio potere, qui, in ogni momento.\nsempre. E qualunque sia l'opinione che vi toglierete di me, non far\u00e0 alcuna differenza\ndifferenza nel mio ricordo di voi. Tuttavia un gentiluomo non dovrebbe essere\nun gentiluomo non dovrebbe essere ingiusto, disse Biddy, voltando la testa.\n\nHo ripetuto ancora una volta con calore che si trattava di un lato negativo della natura umana (in\nche, rinunciando alla sua applicazione, da allora ho visto che avevo ragione di\ndi aver ragione), e mi incamminai lungo il piccolo sentiero allontanandomi da Biddy,\ne Biddy entr\u00f2 in casa, mentre io uscii dal cancello del giardino e\ne passeggiai sconsolata fino all'ora di cena, sentendo ancora una volta molto\ndolorosa e strana che questa, la seconda notte delle mie brillanti\nfortuna, dovesse essere solitaria e insoddisfacente come la prima.\n\nMa il mattino illumin\u00f2 di nuovo la mia vista, e io estesi la mia clemenza a Biddy, e lasciammo cadere l'argomento.\na Biddy e lasciammo perdere l'argomento. Indossando i vestiti migliori che avevo\nche avevo, andai in citt\u00e0 il pi\u00f9 presto possibile, sperando di trovare i negozi aperti,\ne mi presentai al signor Trabb, il sarto, che stava facendo\nTrabb, il sarto, che stava facendo colazione nel salottino dietro il suo negozio e che non pens\u00f2 di\nche non pens\u00f2 che valesse la pena di venire da me, ma mi chiam\u00f2 a s\u00e9.\n\n Bene! disse il signor Trabb, con un tono di saluto e di benvenuto.  Come sta\ne cosa posso fare per lei?\n\nIl signor Trabb aveva tagliato il suo rotolo caldo in tre letti di piume e stava\nburro tra le coperte e lo stava coprendo. Era un\nvecchio scapolo benestante, e la sua finestra aperta dava su un piccolo giardino e frutteto benestante\ngiardino e sul frutteto, e c'era una cassaforte di ferro\nnel muro a lato del caminetto, e non dubitavo che\nche in essa fossero stati riposti in sacchi i suoi averi.\n\n Signor Trabb, dissi, \u00e8 una cosa spiacevole da menzionare,\nperch\u00e9 sembra un vanto; ma sono entrato in una bella propriet\u00e0.\npropriet\u00e0.\n\nIl signor Trabb sub\u00ec un cambiamento. Dimentic\u00f2 il burro a letto, si alz\u00f2\ndalla sponda del letto e si pul\u00ec le dita sulla tovaglia, esclamando,\n Signore benedici la mia anima!\n\n Sto andando dal mio tutore a Londra\", dissi, tirando fuori casualmente alcune ghinee dalla tasca e guardandole.\nghinee dalla tasca e le guardai; e voglio un vestito alla moda per andare\nvestiti alla moda per andarci. Desidero pagarli io, aggiunsi, altrimenti avrei pensato che\naltrimenti pensavo che avrebbe potuto fingere di farli, con denaro pronto.\n\n Mio caro signore, disse il signor Trabb, mentre piegava rispettosamente il corpo, apriva le braccia e si prendeva la libert\u00e0 di toccarmi su ogni lato.\nbraccia e si prese la libert\u00e0 di toccarmi all'esterno di ciascun gomito.\ngomito, non mi faccia del male a parlarne. Posso permettermi di congratularmi con\ncon te? Mi farebbe il favore di entrare nel negozio?\n\nIl ragazzo del signor Trabb era il pi\u00f9 audace di tutta la campagna.\nQuando ero entrato stava spazzando il negozio e aveva addolcito le sue\nfatica spazzando su di me. Stava ancora spazzando quando uscii nel negozio con il signor Trabb.\nTrabb, e ha sbattuto la scopa contro tutti gli angoli e gli ostacoli possibili, per esprimere (come si dice in gergo)\nostacoli, per esprimere (come ho capito io) la parit\u00e0 con\nqualsiasi fabbro, vivo o morto.\n\n Non fare rumore, disse il signor Trabb, con la massima severit\u00e0, o ti faccio saltare la testa!\no ti faccio saltare la testa! Mi faccia il favore di sedersi, signore. Ora,\nquesto, disse il signor Trabb, prendendo un rotolo di stoffa e stendendolo in maniera\nin modo fluido sul bancone, prima di metterci la mano sotto per\nsotto di esso per mostrare il lucido, \u00e8 un articolo molto dolce. Posso raccomandarlo\nper il suo scopo, signore, perch\u00e9 \u00e8 davvero super. Ma ne vedrete\nvedrete altri. Dammi il numero quattro, tu!  (Al ragazzo, con uno sguardo terribilmente\ncon uno sguardo terribilmente severo, prevedendo il pericolo che quel birbante mi\nmi sfiorasse o facesse qualche altro segno di familiarit\u00e0).\n\nIl signor Trabb non distolse mai lo sguardo severo dal ragazzo finch\u00e9 non ebbe depositato il numero quattro sul bancone e non fu di nuovo a distanza di sicurezza.\ndepositato il numero quattro sul bancone ed era di nuovo a distanza di sicurezza.\nPoi gli ordin\u00f2 di portare il numero cinque e il numero otto.  E non voglio che\nE non permettetemi di fare i vostri scherzi, disse il signor Trabb, o ve ne pentirete, giovane furfante.\no te ne pentirai, giovane furfante, il giorno pi\u00f9 lungo che ti resta da vivere.\n\nIl signor Trabb si chin\u00f2 poi sul numero quattro e, con una sorta di deferente confidenza, me lo raccomand\u00f2 come articolo leggero da indossare d'estate, un\nconfidenza me lo raccomand\u00f2 come un articolo leggero da indossare in estate, un articolo\nun articolo molto in voga tra la nobilt\u00e0 e l'alta borghesia, un articolo che sarebbe stato\nsarebbe sempre stato un onore per lui riflettere su un distinto\ncittadino (se poteva considerarmi un suo concittadino) avesse indossato.\nindossato.  Stai portando i numeri cinque e otto, vagabondo, disse Mr.\nTrabb al ragazzo, o devo cacciarti dal negozio e portarli io?\nportarli io stesso?\n\nScelsi i materiali per un abito, con l'aiuto del giudizio del signor Trabb, e rientrai in sala per farmi misurare.\nTrabb, e rientrai nel salotto per prendere le misure. Anche se il signor Trabb aveva gi\u00e0 la mia misura e si era gi\u00e0 accontentato.\nTrabb avesse gi\u00e0 la mia misura, e fosse stato abbastanza soddisfatto\ndi questa misura, disse scusandosi che non andava bene nelle circostanze attuali, signore.\ncircostanze, signore, non andava affatto bene.  Cos\u00ec il signor Trabb mi misur\u00f2 e calcol\u00f2\nTrabb mi misur\u00f2 e calcol\u00f2 in salotto, come se io fossi una tenuta e lui il pi\u00f9 raffinato\ndi geometra, e si \u00e8 dato un tale daffare che ho sentito che nessun vestito\nche non c'era vestito che potesse ricompensarlo delle sue\ndolori. Quando finalmente ebbe finito e si decise a mandare gli articoli al signor Pumblechook\na Mr. Pumblechook il gioved\u00ec sera, disse, con la mano sulla serratura del salotto\ncon la mano sulla serratura del salotto, \"So, signore, che non ci si pu\u00f2 aspettare che i gentiluomini di Londra\ndi solito non ci si pu\u00f2 aspettare che patrocinino il lavoro locale; ma se voleste darmi un turno ogni tanto nella\nse di tanto in tanto mi deste un turno nella qualit\u00e0 di cittadino, lo apprezzerei molto\nlo apprezzerei molto. Buongiorno, signore, molto obbligato. Porta!\n\nL'ultima parola fu lanciata al ragazzo, che non aveva la minima idea di che cosa\nsignificato. Ma lo vidi crollare mentre il suo padrone mi strofinava con le mani.\nmani, e la mia prima esperienza decisiva dello stupefacente potere del denaro\nera che esso aveva moralmente messo sulla sua schiena il ragazzo di Trabb.\n\nDopo questo evento memorabile, andai dal cappellaio, dal calzolaio e dal calzolaio.\ncalzolaio e dal calzolaio e mi sentivo un po' come il cane di Madre Hubbard\ndi Madre Hubbard, il cui corredo richiedeva i servizi di cos\u00ec tanti mestieri. Sono anche andata\nalla carrozzeria e presi posto per le sette di sabato mattina.\nmattina alle sette. Non era necessario spiegare dappertutto che ero arrivato\nin una bella propriet\u00e0; ma ogni volta che dicevo qualcosa in tal senso,\nogni volta che dicevo qualcosa in tal senso, il commerciante ufficiale smetteva di avere la sua attenzione\ndi essere distratto dalla finestra di High Street e si concentrava su di me.\nmente su di me. Quando ebbi ordinato tutto ci\u00f2 che volevo, diressi i miei passi verso Pumblechook s.\nPumblechook e, avvicinandomi al locale di quel signore, lo vidi in piedi.\nluogo di lavoro di quel gentiluomo, lo vidi in piedi davanti alla sua porta.\n\nMi aspettava con grande impazienza. Era uscito presto con il\ncon il carretto, aveva fatto una visita alla fucina e aveva sentito la notizia. Aveva\naveva preparato una collazione per me nel salotto di Barnwell, e anche lui aveva ordinato al suo negoziante di\ndi uscire dalla passerella al passaggio della mia sacra persona.\n\n Mio caro amico, disse il signor Pumblechook, prendendomi per entrambe le mani, quando lui, io e la collazione eravamo soli, vi do la gioia della vostra buona riuscita.\nlui, io e la collazione eravamo soli, ti do la gioia della tua fortuna.\nfortuna. Ben meritata, ben meritata!\n\nQuesto \u00e8 stato un modo sensato di esprimersi.\nesprimersi.\n\n Pensare, disse il signor Pumblechook, dopo aver sbuffato di ammirazione per alcuni istanti, che avrei dovuto essere l'umile strumento per condurre\nche io sia stato l'umile strumento che ha portato a questo\na questo, \u00e8 una ricompensa orgogliosa.\n\nHo pregato il signor Pumblechook di ricordare che non si doveva mai dire o accennare nulla\no accennato, su questo punto.\n\n Mio caro giovane amico, disse il signor Pumblechook, se mi permettete di chiamarvi cos\u00ec...\nchiamarti cos\u00ec\n\nMormorai Certamente, e il signor Pumblechook mi prese di nuovo per entrambe le mani\ne comunic\u00f2 un movimento al suo panciotto, che aveva un'aria emotiva, anche se era piuttosto basso.\nun aspetto emotivo, anche se era piuttosto basso: \"Mio caro giovane amico.\nmio caro giovane amico, confida nel fatto che io faccia il mio piccolo dovere in tua assenza, tenendo\nil fatto davanti alla mente di Joseph. Joseph! Disse il signor Pumblechook, in modo\nmodo di un'ammonizione compassionevole.  Joseph!!! Joseph!!!  A quel punto\nscosse la testa e la picchiett\u00f2, esprimendo il suo senso di carenza nei confronti di Joseph.\nGiuseppe.\n\n Ma mio caro giovane amico, disse il signor Pumblechook, devi essere affamato,\ndevi essere esausto. Siediti. Ecco un pollo mangiato dal cinghiale\ncinghiale, una lingua di cinghiale, un paio di cosette di cinghiale che spero\npiccole cose fatte dal cinghiale, che spero non disprezzerete\".\nMa io, disse il signor Pumblechook, rialzandosi un attimo dopo che si era seduto, vedo prima di me\nseduto, vedo davanti a me un uomo con il quale mi sono mai divertito ai tempi della sua\nfelice infanzia? E posso forse?\n\nQuesto May I, voleva dire che poteva stringere la mano? Ho acconsentito e lui \u00e8 stato\nfervente, e poi si sedette di nuovo.\n\n Ecco il vino, disse il signor Pumblechook.  Beviamo, grazie alla Fortuna,\ne che possa sempre scegliere i suoi preferiti con uguale giudizio! Eppure io\nnon posso, disse il signor Pumblechook, alzandosi di nuovo, vedere di fronte a me Uno e\nbere a uno senza esprimere di nuovo \"posso\"?\n\nHo detto che poteva, e lui mi ha stretto di nuovo la mano, ha svuotato il bicchiere e l'ha capovolto.\nbicchiere e lo capovolse. Io feci lo stesso; e se mi fossi capovolto prima di bere, il vino non avrebbe potuto\nse mi fossi capovolto prima di bere, il vino non sarebbe potuto arrivare pi\u00f9\npi\u00f9 diretto alla mia testa.\n\nIl signor Pumblechook mi ha aiutato a mangiare un'ala di fegato e la migliore fetta di lingua (non ci sono pi\u00f9 quelle specie di \"No Thoroughares of Pork\").\nlingua (ora non ci sono pi\u00f9 quelle strade senza frontiere per il maiale), e\ne non si occup\u00f2 affatto di se stesso, in termini comparativi.  Ah! Pollame,\npollame! Hai pensato poco, disse il signor Pumblechook, apostrofando il pollame nel piatto, quando\nquando eri un giovane pivellino, cosa ti aspettava.\nper te. Non hai mai pensato che sotto questo umile tetto saresti stato il ristoro\numile tetto per uno come Chiamatela debolezza, se volete, disse Mr.\nPumblechook, alzandosi di nuovo, ma posso? Posso?\n\nCominciava a essere inutile ripetere la forma di dire che avrebbe potuto, cos\u00ec lo fece subito.\nlo fece subito. Come abbia fatto a farlo cos\u00ec spesso senza ferirsi\ncon il mio coltello, non lo so.\n\n E tua sorella, ha ripreso, dopo aver mangiato un po' con costanza, che ha avuto\nl'onore di crescerti a mano! \u00c8 triste pensare che non sia pi\u00f9 in grado\nche non \u00e8 pi\u00f9 in grado di comprendere appieno l'onore. Maggio\n\nVidi che stava per attaccarmi di nuovo e lo fermai.\n\n Berremo alla sua salute, dissi.\n\n Ah! esclam\u00f2 il signor Pumblechook, appoggiandosi alla sedia, piuttosto flaccido di ammirazione.\ndi ammirazione, \u00e8 cos\u00ec che li conoscete, signore!  (Non so chi fosse il\nnon so chi fosse il signore, ma di certo non ero io, e non c'era una terza persona presente); questo \u00e8 il modo in cui le conoscete, signore!\npresente); \u00e8 cos\u00ec che si conoscono i nobili d'animo, signore! Sempre\nperdonare e sempre affabile. Potrebbe, disse il servile Pumblechook,\nposare in fretta il bicchiere non bevuto e rialzarsi, a una persona comune potrebbe sembrare\npersona comune, avere l'aspetto di ripetere ma posso?\n\nQuando l'ebbe fatto, riprese il suo posto e bevve a mia sorella.  Non siamo mai ciechi\nnon siamo mai ciechi, disse il signor Pumblechook, di fronte ai suoi difetti di carattere, ma\nma c'\u00e8 da sperare che avesse buone intenzioni.\n\nA quell'ora cominciai a notare che si stava arrossando in viso.\nviso; quanto a me, mi sentivo tutta la faccia, intrisa di vino e dolorante.\n\nHo accennato al signor Pumblechook che desideravo che i miei nuovi vestiti\na casa sua, e lui rimase estasiato dal fatto che lo distinguessi in questo modo. I\nho accennato al motivo per cui desideravo evitare di essere osservata in paese,\ne lui l'ha lodato fino al cielo. Non c'era nessun altro, a parte lui, che\ndegno della mia fiducia e, in breve, avrebbe potuto farlo? Poi\nmi chiese teneramente se ricordavo i nostri giochi da ragazzi alle somme e come eravamo andati insieme a\ncome ci eravamo messi d'accordo per farmi legare l'apprendista, e, in effetti, come lui\nera sempre stato la mia fantasia preferita e il mio amico prescelto? Se avessi preso\nse avessi bevuto dieci volte pi\u00f9 bicchieri di vino di quanti ne ho bevuti, avrei saputo che egli\nche non aveva mai avuto quel rapporto con me e avrei dovuto, in cuor mio, ripudiare l'idea.\ncuore avrebbe dovuto ripudiare l'idea. Tuttavia, ricordo di essermi sentita convinta di essermi sbagliata\nche mi ero sbagliata di grosso su di lui e che era un uomo sensibile, pratico e di buon cuore.\nsensibile, pratico e di buon cuore.\n\nA poco a poco, cominci\u00f2 a riporre in me una fiducia cos\u00ec grande da chiedere\nconsiglio per i suoi affari. Mi disse che c'era la possibilit\u00e0\nun'opportunit\u00e0 per una grande fusione e un monopolio del commercio di mais e di\ndi mais e di sementi in quei locali, se ampliata, come non era mai accaduto\nprima d'ora in quella o in qualsiasi altra zona. Ci\u00f2 che mancava alla\nalla realizzazione di una grande fortuna, egli riteneva che fosse pi\u00f9 capitale.\nQueste erano le due paroline: pi\u00f9 capitale. Ora gli sembrava che\n(Pumblechook) che se quel capitale fosse entrato nell'attivit\u00e0, tramite\nun socio dormiente, signore, il quale socio dormiente non avrebbe avuto altro da fare che\nnon avrebbe dovuto fare altro che entrare, da solo o con un delegato, ogni volta che gli piaceva, per esaminare i libri\nlibri contabili, e due volte l'anno si porterebbe in tasca i profitti\nin tasca il cinquanta per cento, gli \u00e8 sembrato che quella potesse essere un'occasione\nche potesse essere un'opportunit\u00e0 per un giovane gentiluomo di spirito e di\npropriet\u00e0, che sarebbe stato degno della sua attenzione. Ma io cosa ne pensavo?\nLui confidava molto nella mia opinione, e io cosa pensavo? Gliel'ho data\ncome mia opinione.  Aspettate un po'!  La vastit\u00e0 e la distinzione di questa\ndi questo punto di vista lo colp\u00ec a tal punto che non mi chiese pi\u00f9 se poteva stringermi la mano, ma disse che doveva farlo e lo fece.\nmano, ma disse che doveva farlo e lo fece.\n\nBevemmo tutto il vino e il signor Pumblechook si impegn\u00f2 pi\u00f9 e pi\u00f9 volte a mantenere Joseph al passo (non so quale passo).\npi\u00f9 volte a mantenere Joseph all'altezza (non so quale) e a rendermi un servizio efficiente e costante (non so quale).\ndi rendermi un servizio efficiente e costante (non so quale servizio).\nservizio). Inoltre, per la prima volta nella mia vita, mi ha fatto sapere che\ndopo aver mantenuto il suo segreto meravigliosamente bene, che aveva sempre detto di me\ndi aver sempre detto di me: \"Quel ragazzo non \u00e8 un ragazzo comune e, credetemi, la sua fortuna non sar\u00e0 una fortuna comune\".\nnon sar\u00e0 una fortuna comune.  Disse con un sorriso lacrimevole che era una cosa\nsingolare a cui pensare ora, e lo dissi anch'io. Infine, uscii\nall'aria, con la percezione che c'era qualcosa di inusuale nella\nnella condotta della luce del sole, e scoprii che avevo assopito la strada\nall'autostrada senza aver tenuto conto della strada.\n\nL\u00ec fui svegliato dal signor Pumblechook che mi chiamava. Era molto lontano\nstrada soleggiata e faceva gesti espressivi per farmi fermare.\nfermarmi. Mi fermai e lui si avvicin\u00f2 trafelato.\n\n No, mio caro amico, disse lui, quando ebbe recuperato il fiato per parlare.\n Non se posso evitarlo. Questa occasione non passer\u00e0 del tutto senza\nquesta affabilit\u00e0 da parte vostra. Posso, come vecchio amico e benefattore?\nPosso?\n\nCi siamo stretti la mano almeno per la centesima volta e lui ha ordinato a un giovane carrettiere di togliermi di mezzo con\ncarrettiere di togliermi di mezzo con la massima indignazione. Poi mi ha benedetto\ne rimase a salutarmi con la mano fino a quando non ebbi superato la strada\nstrada; poi svoltai in un campo e mi riposai a lungo sotto una siepe prima di riprendere la strada di casa.\nprima di riprendere la strada di casa.\n\nAvevo un bagaglio scarso da portare con me a Londra, perch\u00e9 il poco che possedevo non era adatto al mio nuovo incarico.\nche possedevo era adatto alla mia nuova stazione. Ma iniziai a fare le valigie quello stesso\npomeriggio stesso, e impacchettai selvaggiamente le cose che sapevo mi sarebbero servite il\nil mattino seguente, con la fantasia di non perdere un attimo.\n\nCos\u00ec passarono marted\u00ec, mercoled\u00ec e gioved\u00ec; e venerd\u00ec mattina andai da Mr.\nPumblechook per indossare i miei nuovi abiti e fare visita alla signorina Havisham.\nMiss Havisham. La stanza del signor Pumblechook mi fu messa a disposizione per vestirmi.\ne fu decorata con asciugamani puliti appositamente per l'evento. I miei\nvestiti erano piuttosto deludenti, naturalmente. Probabilmente ogni indumento nuovo e\ne tanto atteso da quando sono arrivati i vestiti, si \u00e8 rivelato un po' meno\nnon ha soddisfatto le aspettative di chi lo indossa. Ma dopo aver indossato il mio nuovo\ndopo aver indossato il mio nuovo abito per circa mezz'ora e dopo aver affrontato un'immensit\u00e0 di\ndi postura con il limitatissimo occhiale del signor Pumblechook, nel futile tentativo di vedere\ninutile tentativo di vedere le mie gambe, mi sembr\u00f2 che mi stesse meglio. Era\nmattina di mercato in una citt\u00e0 vicina a una decina di miglia di distanza, Mr.\nPumblechook non era in casa. Non gli avevo detto esattamente quando intendevo partire, e non era probabile che\ne non avevo intenzione di stringergli di nuovo la mano prima di partire.\ndi partire. Era tutto come doveva essere, e uscii nel mio nuovo\nnuovo assetto, con la paura di dover passare davanti al negoziante e il sospetto\nsospetto di trovarmi in una situazione di svantaggio personale, come quella di Joe\nJoe con il suo vestito della domenica.\n\nAndai da Miss Havisham per tutte le vie secondarie e suonai il campanello a fatica, a causa delle mie dita lunghe e rigide.\nal campanello a fatica, a causa delle dita lunghe e rigide dei miei guanti.\nguanti. Sarah Pocket arriv\u00f2 al cancello e indietreggi\u00f2 quando mi vide cos\u00ec cambiata.\nquando mi vide cos\u00ec cambiata; anche il suo viso da guscio di noce divenne\nda marrone a verde e giallo.\n\n Tu? disse lei.  Tu? Santo cielo! Che cosa vuoi?\n\n Vado a Londra, signorina Pocket, dissi, e voglio salutare la signorina Havisham.\nalla signorina Havisham.\n\nNon mi aspettava, perch\u00e9 mi lasci\u00f2 chiusa in cortile, mentre andava a chiedere se fossi stata ammessa.\na chiedere se dovevo essere ammesso. Dopo un brevissimo ritardo, torn\u00f2\ne mi port\u00f2 su, fissandomi per tutto il tragitto.\n\nLa signorina Havisham stava facendo ginnastica nella stanza con il lungo tavolo\ntavolo, appoggiandosi al bastone della stampella. La stanza era illuminata come un tempo,\ne al suono del nostro ingresso si ferm\u00f2 e si volt\u00f2. In quel momento si trovava\nproprio davanti alla torta della sposa marcita.\n\n Non andare, Sarah, disse.  Allora, Pip?\n\n Parto per Londra, signorina Havisham, domani.\ne ho pensato che gentilmente non vi sarebbe dispiaciuto se mi fossi congedata da voi.\ncongedo da voi.\n\n Questa \u00e8 una figura allegra, Pip\", disse lei, facendo suonare il suo bastone da stampella intorno a me.\nintorno a me, come se lei, la fata madrina che mi aveva cambiato, stesse\nmi avesse fatto il regalo finale.\n\n Ho avuto una tale fortuna dall'ultima volta che vi ho visto, Miss\nHavisham, mormorai.  E ve ne sono cos\u00ec grata, signorina Havisham!\n\n Ay, ay! disse lei, guardando con piacere la sconfortata e invidiosa Sarah.\ncon gioia.  Ho visto il signor Jaggers. Ne ho sentito parlare, Pip. Quindi tu\nandrai domani?\n\n S\u00ec, signorina Havisham.\n\n E siete stati adottati da una persona ricca?\n\n S\u00ec, signorina Havisham.\n\n Non \u00e8 stato nominato?\n\n No, signorina Havisham.\n\n E il signor Jaggers \u00e8 diventato il vostro tutore?\n\n S\u00ec, signorina Havisham.\n\nSi gongolava su queste domande e risposte, tanto era forte il suo\ngodimento della gelosa costernazione di Sarah Pocket.  Bene! continu\u00f2; hai una carriera promettente\nhai una carriera promettente davanti a te. Sii brava a meritarla e rispetta le istruzioni di Mr.\nJaggers.  Mi guard\u00f2 e guard\u00f2 Sarah, e il volto di Sarah si contorse.\nSarah strapp\u00f2 al suo volto vigile un sorriso crudele.\n Addio, Pip! Terrai sempre il nome di Pip, lo sai.\n\n S\u00ec, signorina Havisham.\n\n Addio, Pip!\n\nAllung\u00f2 la mano, io mi inginocchiai e me la portai alle labbra.\nlabbra. Non avevo pensato a come congedarmi da lei; mi venne spontaneo farlo in quel momento.\nnaturalmente in quel momento fare cos\u00ec. Guard\u00f2 Sarah Pocket\ncon il trionfo nei suoi strani occhi, e cos\u00ec lasciai la mia fata madrina, con le mani sulla stampella.\ncon entrambe le mani sul bastone della stampella, in piedi in mezzo alla stanza scarsamente illuminata\nstanza poco illuminata, accanto alla torta nuziale marcia che era nascosta dalle ragnatele.\n\nSarah Pocket mi condusse gi\u00f9, come se fossi un fantasma che deve essere visto\nfuori. Non riusciva a capacitarsi del mio aspetto ed era in ultima analisi\nconfusa. Le dissi Addio, signorina Pocket, ma lei si limit\u00f2 a fissarmi e non sembr\u00f2 abbastanza raccolta da capire che avevo parlato.\nnon sembrava abbastanza raccolta da capire che avevo parlato. Fuori dalla casa\ncasa, mi avviai al meglio verso Pumblechook, mi tolsi i vestiti nuovi e li feci a pezzi.\nvestiti nuovi, ne feci un fagotto e tornai a casa con il mio vestito pi\u00f9 vecchio,\na dire la verit\u00e0 molto pi\u00f9 a mio agio, anche se avevo il fagotto da portare.\nfagotto da portare.\n\nE ora, quei sei giorni che dovevano scorrere cos\u00ec lentamente, si erano esauriti velocemente e\nerano finiti in fretta e se ne erano andati, e il domani mi guardava in faccia pi\u00f9\npi\u00f9 fermamente di quanto io potessi guardarlo. Mentre le sei sere si erano ridotte\na cinque, a quattro, a tre, a due, ero diventata sempre pi\u00f9\napprezzavo sempre di pi\u00f9 la compagnia di Joe e Biddy. In quest'ultima sera, mi\nmi vestii con i miei nuovi abiti per la loro gioia e rimasi seduta nel mio splendore fino all'ora di andare a letto.\nsplendore fino all'ora di andare a letto. Per l'occasione abbiamo consumato una cena calda,\ncon l'immancabile pollo arrosto, e per finire abbiamo mangiato un po' di flip\ncon cui finire. Eravamo tutti molto gi\u00f9 di morale, ma non pi\u00f9 di tanto per aver fatto finta di esserlo.\nspiriti.\n\nDovevo lasciare il nostro villaggio alle cinque del mattino, portando con me il mio piccolo\ne avevo detto a Joe che volevo andarmene da sola.\nda sola. Temo che questo proposito abbia avuto origine dalla mia percezione del contrasto\ndel contrasto che ci sarebbe stato tra me e Joe, se fossimo andati insieme in carrozza.\ncarrozza insieme. Avevo finto con me stessa che non ci fosse nulla di\ndi questo tipo nell'accordo; ma quando sono salita nella mia stanzetta quest'ultima sera, mi sono sentita costretta a\nieri sera, mi sono sentita costretta ad ammettere che poteva essere cos\u00ec, e ho avuto l'impulso di scendere nella mia cameretta.\nun impulso a scendere di nuovo e a chiedere a Joe di camminare con me al mattino.\nmattina. Non lo feci.\n\nPer tutta la notte ci sono state carrozze nel mio sonno interrotto, che andavano in luoghi sbagliati\ninvece che a Londra, e che avevano nelle tracce ora cani, ora gatti, ora maiali, ora uomini, mai cavalli.\nmaiali, ora uomini, mai cavalli. Fantastici fallimenti di viaggi mi occuparono\nfinch\u00e9 non spunt\u00f2 il giorno e gli uccelli cantarono. Allora mi alzai e\ne mi sono vestita in parte, mi sono seduta alla finestra per dare un'ultima occhiata fuori, e nel\ne nel darlo mi sono addormentato.\n\nBiddy si era svegliata cos\u00ec presto per prendere la mia colazione che, sebbene non avessi dormito un'ora alla finestra, sentii l'odore del fumo del fuoco della cucina quando\nalla finestra per un'ora, sentii l'odore del fumo del fuoco della cucina quando mi alzai con la terribile idea che dovesse essere tardi.\nmi alzai con la terribile idea che dovesse essere tardo pomeriggio.\npomeriggio. Ma molto tempo dopo, e molto tempo dopo aver sentito il tintinnio delle tazze da t\u00e8\ndelle tazze da t\u00e8 ed ero gi\u00e0 pronta, volli prendere la decisione di andare\nal piano di sotto. Dopotutto, rimasi lass\u00f9, sbloccando e svincolando ripetutamente\ne a sganciare il mio piccolo baule e a chiuderlo e riagganciarlo,\nfinch\u00e9 Biddy non mi disse che ero in ritardo.\n\nEra una colazione frettolosa e priva di gusto. Mi alzai dal pasto,\ndicendo con una sorta di brio, come se mi fosse venuto in mente solo ora,\n Bene! Immagino di dover andare! E poi baciai mia sorella che rideva, annuiva e si agitava.\nridendo, annuendo e scuotendosi sulla sua solita sedia, e baciai Biddy,\ne gettai le braccia al collo di Joe. Poi presi il mio piccolo\nportmanteau e uscii. L'ultima volta che li vidi fu quando\nquando sentii un tafferuglio alle mie spalle e, voltandomi, vidi Joe che gettava\nuna vecchia scarpa e Biddy che ne lanciava un'altra. Mi fermai\nallora, per sventolare il mio cappello, e il caro vecchio Joe agit\u00f2 il suo robusto braccio destro sopra la\nsopra la testa, gridando sommessamente Hooroar! e Biddy si mise il grembiule sulla\nviso.\n\nMi allontanai di buon passo, pensando che era stato pi\u00f9 facile andare via di quanto\nche era stato pi\u00f9 facile di quanto pensassi, e riflettendo che non avrebbe mai\nuna vecchia scarpa lanciata dietro la carrozza, alla vista di tutta la High Street.\nHigh Street. Fischiettai e non pensai minimamente ad andare. Ma il villaggio era molto\ntranquillo e silenzioso, e le nebbie leggere si alzavano solennemente, come per mostrarmi il mondo.\nmondo, e io ero stata cos\u00ec innocente e piccola l\u00ec, e tutto ci\u00f2 che c'era al di l\u00e0 era cos\u00ec sconosciuto e grande, che\ntutto quello che c'era oltre era cos\u00ec sconosciuto e grande, che in un attimo, con un forte sospiro\ne singhiozzo scoppiai in lacrime. Era vicino al palo del dito alla fine del\nvillaggio, vi posai sopra la mano e dissi: \"Addio, o mio caro,\ncaro amico!\n\nIl cielo sa che non dobbiamo mai vergognarci delle nostre lacrime, perch\u00e9 esse sono pioggia\nsulla polvere accecante della terra, che sovrasta i nostri cuori duri. Ero\nmeglio dopo aver pianto rispetto a prima, pi\u00f9 dispiaciuta, pi\u00f9 consapevole della mia\ningratitudine, pi\u00f9 gentile. Se avessi pianto prima, avrei avuto Joe con me.\ncon me.\n\nEro talmente soggiogata da quelle lacrime, e dal loro scoppiare di nuovo nel corso della\ncorso della tranquilla passeggiata, che quando fui sulla carrozza, e la citt\u00e0 era ormai\ncitt\u00e0, ho riflettuto con il cuore dolorante se non volessi scendere quando abbiamo cambiato cavallo\nscendere al momento del cambio di cavallo e tornare indietro a piedi, per passare un'altra serata a casa e\na casa e un commiato migliore. Ci cambiammo, ma non avevo ancora deciso\ndecisione, e riflettevo ancora, per mio conforto, che sarebbe stato abbastanza\nche sarebbe stato abbastanza fattibile scendere e tornare a piedi, quando avremmo cambiato di nuovo. E mentre\nmentre ero occupata in queste riflessioni, immaginavo un'esatta\nsomiglianza con Joe in qualche uomo che veniva verso di noi lungo la strada, e il mio cuore\ncuore batteva forte. Come se potesse essere l\u00ec!\n\nCambiammo di nuovo, e ancora di pi\u00f9, e ormai era troppo tardi e troppo lontano per\ntornare indietro, e io proseguii. E le nebbie si erano tutte solennemente alzate, e\nil mondo si stendeva davanti a me.\n\nQuesta \u00e8 la fine della prima fase delle aspettative di Pip.\n\n\n\n\nCapitolo XX.\n\n\nIl viaggio dalla nostra citt\u00e0 alla metropoli durava circa cinque ore.\nore. Era poco pi\u00f9 di mezzogiorno quando la diligenza a quattro cavalli di cui ero passeggero\nche mi trasportava, si \u00e8 imbattuta nel traffico che si \u00e8 snodato intorno a Cross Keys, Wood Street, Cheapside, Londra.\nCross Keys, Wood Street, Cheapside, Londra.\n\nA quel tempo noi britannici avevamo stabilito in modo particolare che era\ntradimento dubitare di avere e di essere il meglio di tutto:\naltrimenti, mentre ero spaventato dall'immensit\u00e0 di Londra, credo che avrei potuto avere qualche dubbio\ncredo che avrei potuto nutrire qualche lieve dubbio sul fatto che non fosse piuttosto brutta,\nstorto, stretto e sporco.\n\nIl signor Jaggers mi aveva debitamente inviato il suo indirizzo: era Little Britain, e aveva scritto sul suo biglietto da visita\naveva scritto sul suo biglietto da visita, appena fuori Smithfield, e vicino alla\nvicino alla stazione dei pullman.  Ciononostante, un carrozziere, che sembrava avere\nche sembrava avere tanti mantelli quanti erano gli anni del suo cappotto unto, mi caric\u00f2 sulla sua carrozza e mi\nmi ha fatto salire sulla sua carrozza e mi ha circondato con una barriera di gradini pieghevoli e tintinnanti, come se stesse per\ndi passi, come se dovesse portarmi a cinquanta miglia. Il suo salire\nsulla sua carrozza, che ricordo essere stata decorata con un vecchio\nverde pisello macchiato dalle intemperie e ridotto a stracci, fu un vero e proprio\nlavoro di tempo. Era un equipaggiamento meraviglioso, con sei grandi coroncine\nfuori, e cose stracciate dietro per non so quanti pedoni da tenere\ne un erpice sotto di loro, per evitare che i pedoni dilettanti cedessero alla tentazione.\nper evitare che i dilettanti cedessero alla tentazione.\n\nAvevo appena avuto il tempo di godermi la carrozza e di pensare a quanto fosse simile a una\ndi paglia, eppure come un negozio di stracci, e di chiedermi perch\u00e9 le sacche per il naso dei cavalli fossero\nperch\u00e9 i sacchi da naso dei cavalli fossero tenuti all'interno, quando osservai il cocchiere\nche il cocchiere cominciava a scendere, come se dovessimo fermarci di l\u00ec a poco. E ci fermammo\nin una strada tenebrosa, presso alcuni uffici con la porta aperta, su cui era dipinto MR.\nporta aperta, su cui era dipinto MR. JAGGERS.\n\n Quanto?  Chiesi al cocchiere.\n\nIl cocchiere rispose: \"Uno scellino, a meno che non vogliate fare di pi\u00f9\".\n\nNaturalmente ho detto che non volevo fare di pi\u00f9.\n\n Allora deve essere uno scellino, osserv\u00f2 il cocchiere.  Non voglio mettermi nei\nmettermi nei guai. Lo conosco!  Chiuse cupamente un occhio al nome di Mr.\nJaggers e scosse la testa.\n\nQuando ebbe preso il suo scellino e, col passare del tempo, ebbe completato la salita al suo\nsalita al suo palco e se ne and\u00f2 (cosa che sembr\u00f2 alleggerirgli la mente), andai in prima fila con il mio piccolo portamonete in mano.\nmente), entrai nell'ufficio di fronte con il mio piccolo portmanteau in mano e chiesi: \"Il signor Jaggers \u00e8 in casa?\ne chiesi: \"Il signor Jaggers \u00e8 in casa?\n\n Non lo \u00e8, ha risposto il cancelliere.  Al momento \u00e8 in tribunale. Mi sto\nrivolgendomi al signor Pip?\n\nFeci segno che si stava rivolgendo al signor Pip.\n\n Il signor Jaggers ha lasciato detto: \"Aspettate nella sua stanza\". Non ha potuto dire quanto\nnon ha potuto dire quanto tempo sarebbe rimasto, avendo un caso in corso. Ma \u00e8 logico che, essendo il suo tempo\nche il suo tempo sia prezioso, non si tratterr\u00e0 pi\u00f9 a lungo di quanto possa servire.\n\nCon queste parole, l'impiegato apr\u00ec una porta e mi fece entrare in una sala interna sul\ncamera sul retro. Qui trovammo un gentiluomo con un occhio solo, vestito di\ndi velluto e pantaloni al ginocchio, che si pul\u00ec il naso con la manica quando fu\ninterrotto nello sfogliare il giornale.\n\n Vai ad aspettare fuori, Mike, disse l'impiegato.\n\nHo iniziato a dire che speravo di non interrompere, quando l'impiegato ha spinto fuori questo signore con\nha spinto fuori questo signore con la pi\u00f9 piccola cerimonia che abbia mai visto usare,\ne, gettando via il suo berretto di pelliccia, mi lasci\u00f2 solo.\n\nLa stanza del signor Jaggers era illuminata solo da un lucernario, ed era un luogo molto\nIl lucernario, inclinato in modo eccentrico come una testa rotta,\ne le case adiacenti distorte che sembravano essersi contorte\ncome se si fossero contorte per sbirciarmi attraverso di esso. Non c'erano molti giornali\nnon c'erano cos\u00ec tanti giornali in giro, come mi sarei aspettato di vedere; e c'erano alcuni oggetti strani\noggetti strani, che non mi sarei aspettato di vedere, come una vecchia pistola arrugginita, una spada\npistola arrugginita, una spada in un fodero, diverse scatole e pacchetti dall'aspetto strano e\ne due terribili calchi su una mensola, con facce particolarmente\ngonfie e che si contorcevano sul naso. La sedia con lo schienale alto di Mr.\nJaggers era di crine nero e mortale, con file di chiodi di ottone intorno,\ndi chiodi d'ottone intorno, come una bara; e mi sembrava di vedere come si appoggiava all'indietro e\ne si mordeva l'indice dei clienti. La stanza era piccola e i clienti sembravano\nclienti sembravano avere l'abitudine di appoggiarsi al muro; il muro, soprattutto di fronte a Mr.\nmuro, soprattutto quello di fronte alla sedia del signor Jaggers, era unto di\nspalle. Ricordavo anche che il signore con un occhio solo si era spostato contro il muro quando io ero l'avvocato.\ncontro il muro quando io ero la causa innocente della sua\ndi essere stato allontanato.\n\nMi sedetti sulla sedia del cliente posizionata di fronte a quella del signor Jaggers e rimasi affascinato dall'atmosfera lugubre del luogo.\nJaggers e rimasi affascinato dall'atmosfera lugubre del luogo. I\nmi venne in mente che il commesso aveva la stessa aria di sapere qualcosa a\nsvantaggio di tutti gli altri, come il suo padrone. Mi chiesi quanti\naltri impiegati al piano di sopra e se tutti pretendessero di avere la stessa\nla stessa deleteria padronanza dei loro simili. Mi chiedevo quale\nstoria di tutta quella strana spazzatura nella stanza e come fosse arrivata l\u00ec.\nl\u00ec. Mi chiedevo se le due facce gonfie appartenessero alla famiglia di Mr.\nJaggers e, se fosse stato cos\u00ec sfortunato da avere una coppia di parenti cos\u00ec\nparenti cos\u00ec brutti, perch\u00e9 li avesse messi su quel trespolo polveroso perch\u00e9 i neri e le mosche vi si posassero\nneri e le mosche, invece di dare loro un posto a casa.\nNaturalmente non avevo esperienza di una giornata estiva londinese, e il mio spirito poteva essere oppresso dal caldo\nd'estate londinese, e il mio spirito potrebbe essere stato oppresso dall'aria calda ed estenuata, dalla polvere e dal\npolvere e la grana che ricoprono ogni cosa. Ma rimasi seduto a chiedermi e ad aspettare nella\nJaggers, finch\u00e9 non riuscii a sopportare i due calchi sulla mensola sopra il signor Jaggers.\nsulla mensola sopra la sedia di Mr. Jaggers, mi alzai e uscii.\n\nQuando dissi all'impiegato che avrei fatto un giro in aereo mentre aspettavo, mi consigli\u00f2 di girare l'angolo e di entrare nel\nattesa, mi ha consigliato di girare l'angolo e sarei entrato a Smithfield.\nSmithfield. Cos\u00ec entrai a Smithfield; e quel luogo vergognoso, essendo\ntutto imbrattato di sporcizia, grasso, sangue e schiuma, sembrava attaccarsi a me.\na me. Cos\u00ec, con tutta la rapidit\u00e0 possibile, me lo sono tolto girando in una strada dove\nstrada dove vidi la grande cupola nera di San Paolo che si stagliava su di me\nda dietro un lugubre edificio di pietra che, secondo un passante, era la prigione di Newgate.\nNewgate. Seguendo il muro della prigione, trovai la carreggiata coperta di paglia per attutire il rumore del\ndi paglia per attutire il rumore dei veicoli che passavano; e da questo, e dalla quantit\u00e0 di persone in piedi che\ndalla quantit\u00e0 di gente in piedi che emanava un forte odore di alcolici e birra\ne di birra, dedussi che i processi erano in corso.\n\nMentre mi guardavo intorno, un ministro della giustizia, molto sporco e parzialmente ubriaco, mi chiese se volessi intervenire per ascoltare un\nministro della giustizia mi ha chiesto se volessi intervenire per ascoltare un\nprocesso o gi\u00f9 di l\u00ec, informandomi che poteva darmi un posto in prima fila per mezza corona.\ncorona, da cui avrei potuto vedere il Presidente della Corte Suprema con la sua parrucca e i suoi abiti.\ncon la sua parrucca e le sue vesti, menzionando quel terribile personaggio come se fosse di cera, e\ne che mi avrebbe offerto al prezzo ridotto di diciotto pence. Poich\u00e9\nrifiutai la proposta adducendo come motivo un appuntamento, fu cos\u00ec gentile da\ndi portarmi in un cortile e di mostrarmi dove si teneva il patibolo, e anche\ndove le persone venivano frustate pubblicamente, e poi mi mostr\u00f2 la Porta dei Debitori, da cui i colpevoli uscivano.\nPorta dei Debitori, da cui uscivano i colpevoli per essere impiccati; accrescendo l'interesse per quel terribile portale\ndi quel terribile portale facendomi capire che il giorno stesso quattro\nsarebbero usciti da quella porta dopodomani alle otto del mattino per essere\nmattina, per essere uccisi in fila. Questo era orribile e mi dava un'idea\nLondra; tanto pi\u00f9 che il proprietario del Lord Chief Justice\nproprietario indossava (dal cappello fino agli stivali e di nuovo fino al fazzoletto da\nfazzoletto da taschino compreso) abiti ammuffiti che evidentemente non gli erano\nnon gli appartenevano in origine, e che mi sono convinto avesse\ncomprato a poco prezzo dal boia. In queste circostanze pensai di essermi liberato\ndi essermi liberato di lui per uno scellino.\n\nSono entrata in ufficio per chiedere se il signor Jaggers fosse gi\u00e0 arrivato, ma ho scoperto che non lo era.\ne mi accorsi che non era ancora arrivato, cos\u00ec uscii di nuovo. Questa volta ho fatto il giro di\ndi Little Britain e svoltai in Bartholomew Close; a questo punto mi resi conto che altre persone stavano\nche altre persone stavano aspettando il signor Jaggers, oltre a me.\nI. C'erano due uomini dall'aspetto segreto che oziavano in Bartholomew\nBartholomew Close, che infilavano pensierosi i piedi nelle fessure del marciapiede mentre\nmentre parlavano tra loro, uno dei quali disse all'altro quando\nuno dei due disse all'altro, quando mi passarono davanti, che Jaggers l'avrebbe fatto se fosse stato necessario.\nC'era un nodo di tre uomini e due donne in piedi all'angolo, e una delle donne piangeva su una sedia a rotelle.\nuna delle donne piangeva sul suo scialle sporco e l'altra la consolava dicendo, mentre le tirava il\nl'altra la confortava dicendo, mentre si tirava il proprio scialle sulle spalle, \"Jaggers\n\u00e8 per lui, Melia, e cosa potresti avere di pi\u00f9?  C'era un\nEbreo dagli occhi rossi che entr\u00f2 nel Close mentre io mi aggiravo l\u00ec\nin compagnia di un secondo piccolo ebreo che aveva mandato a fare una commissione;\ne mentre il messaggero se ne era andato, notai questo ebreo, che aveva un temperamento\ntemperamento molto eccitabile, che si esibiva in una giga di ansia sotto un palo della\nlampione e si accompagnava, in una sorta di frenesia, alle parole\nparole: \"O Jaggerth, Jaggerth, Jaggerth! Tutti gli altri con Cag-Maggerth,\ndatemi Jaggerth!  Queste testimonianze della popolarit\u00e0 del mio guardiano\nmi fecero una profonda impressione, e ammirai e mi meravigliai pi\u00f9 che mai.\nmai.\n\nA un certo punto, mentre guardavo il cancello di ferro di Bartholomew Close\ndi Barthomew Close verso Little Britain, vidi il signor Jaggers che attraversava la strada verso di me.\nverso di me. Tutti gli altri che stavano aspettando lo videro nello stesso momento e si accalcarono.\nuna bella corsa verso di lui. Il signor Jaggers, mettendomi una mano sulla spalla e\ne mi accompagn\u00f2 al suo fianco senza dirmi nulla, si rivolse ai suoi seguaci.\nsi rivolse ai suoi seguaci.\n\nPer prima cosa, ha preso i due uomini segreti.\n\n Ora, non ho nulla da dire a _voi_, disse Mr. Jaggers, lanciando il dito contro di loro.\ndito verso di loro.  Non voglio sapere pi\u00f9 di quello che so. Per quanto riguarda il risultato,\n\u00e8 un'incognita. Ve l'ho detto fin dall'inizio che era un'incognita. Avete\npagato Wemmick?\n\n Abbiamo recuperato i soldi stamattina, signore, disse uno degli uomini,\nuno degli uomini, sottomesso, mentre l'altro osservava il volto del signor Jaggers.\n\n Non ti chiedo quando l'hai inventato, o dove, o se l'hai inventato del tutto.\no se l'hai inventato. Ce l'ha Wemmick?\n\n S\u00ec, signore, dissero entrambi insieme.\n\n Molto bene; allora potete andare. Ora, non voglio! Disse il signor Jaggers,\nagitando la mano per metterli alle spalle.  Se mi dite una parola\nSe mi dite una sola parola, butto all'aria il caso.\n\n Pensavamo, signor Jaggers, esord\u00ec uno degli uomini, togliendosi il cappello.\n\n \u00c8 quello che ti avevo detto di non fare, disse il signor Jaggers.  Avete pensato! I\npenso per te; questo \u00e8 sufficiente per te. Se ti voglio, so dove trovarti.\ntrovare; non voglio che sia tu a trovare me. Ora non lo voglio. Non voglio\nsentire una parola.\n\nI due uomini si guardarono l'un l'altro quando il signor Jaggers fece loro cenno di tornare\ne si ritirarono umilmente e non se ne seppe pi\u00f9 nulla.\n\n E ora _voi_! disse Mr. Jaggers, fermandosi di colpo e rivolgendosi alle due donne con gli scialli, dalle quali i tre uomini si erano docilmente allontanati.\nle due donne con gli scialli, da cui i tre uomini si erano docilmente separati.\nseparati, Oh! Amelia, vero?\n\n S\u00ec, signor Jaggers.\n\n E ricorda, replic\u00f2 Mr. Jaggers, che se non fosse stato per me lei non sarebbe qui e non potrebbe essere qui?\nnon sareste qui e non potreste essere qui?\n\n Oh s\u00ec, signore! esclamarono insieme le due donne.  Dio vi benedica, signore, ben\nlo sappiamo!\n\n Allora perch\u00e9, disse il signor Jaggers, siete venuto qui?\n\n Il mio Bill, signore!\", implorava la donna piangendo.\n\n Ora, vi dico una cosa! disse il signor Jaggers.  Una volta per tutte. Se non sapete\nsa che il suo Bill \u00e8 in buone mani, lo so io. E se viene qui\na preoccuparsi del suo Bill, far\u00f2 un esempio sia del suo Bill che di lei.\nte, e me lo lascer\u00f2 sfuggire. Hai pagato Wemmick?\n\n Oh s\u00ec, signore! Ogni farden.\n\n Molto bene. Allora hai fatto tutto quello che dovevi fare. Dite un'altra\nuna sola parola e Wemmick vi restituir\u00e0 i soldi.\n\nQuesta terribile minaccia fece cadere immediatamente le due donne. Non rimaneva\nnessuno, tranne l'eccitabile ebreo, che aveva gi\u00e0 sollevato pi\u00f9 volte le gonne del cappotto di Mr.\ngonne del cappotto del signor Jaggers alle labbra pi\u00f9 volte.\n\n Non conosco quest'uomo! disse Mr. Jaggers, con lo stesso tono devastante: \"Non conosco quest'uomo!\ndevastante:  Cosa vuole questo tizio?\n\n Ma thear Mithter Jaggerth. Fratello di Habraham Latharuth?\n\n Chi \u00e8? disse il signor Jaggers.  Lasciami il cappotto.\n\nIl pretendente, baciando di nuovo l'orlo dell'abito prima di cederlo, rispose: \"Habraham Latharuth, su thuthpithion di piatto\".\nrispose: \"Habraham Latharuth, sul thuthpithion del piatto\".\n\n \u00c8 troppo tardi, disse il signor Jaggers.  Sono oltre la strada.\n\n Padre santo, Mitter Jaggerth! grid\u00f2 il mio eccitabile conoscente,\ndiventando bianco, non dire che sei di nuovo Habraham Latharuth!\n\n Lo sono, disse il signor Jaggers, e la cosa finisce l\u00ec. Toglietevi di mezzo.\nstrada.\n\n Mithter Jaggerth! Mezzo momento! Il mio padrone \u00e8 andato da Mitter\nWemmick in quel momento, per offrirgli un termine. Mitra\nJaggerth! Mezzo quarto di minuto! Se avete il coraggio di\ndi essere comprato dall'altro lato a un prezzo molto pi\u00f9 alto, prego!\nnon \u00e8 un problema! Mithter Jaggerth Mithter!\n\nIl mio tutore gett\u00f2 via il suo supplicante con suprema indifferenza, e lo\ne lo lasci\u00f2 danzare sul selciato come se fosse rovente. Senza ulteriori\nsenza ulteriori interruzioni, raggiungemmo l'ufficio, dove trovammo l'impiegato e l'uomo in velluto\nl'uomo in velluto con il berretto di pelliccia.\n\n Ecco Mike, disse l'impiegato, scendendo dallo sgabello e avvicinandosi a Mr.\ne si avvicin\u00f2 a Mr. Jaggers in modo confidenziale.\n\n Oh! disse il signor Jaggers, voltandosi verso l'uomo, che si tirava una ciocca di capelli in mezzo alla fronte, come il toro in Cock Robin.\ncapelli in mezzo alla fronte, come il toro in Cock Robin che tira la corda della campana.\nil vostro uomo arriva oggi pomeriggio. Ebbene?\n\n Beh, signor Jaggers, rispose Mike, con la voce di chi soffre di un raffreddore costituzionale.\nDopo molti problemi, ne ho trovato uno, signore, che potrebbe andare bene.\npotrebbe andare bene.\n\n Cosa \u00e8 disposto a giurare?\n\n Beh, Mas r Jaggers, disse Mike, pulendosi il naso sul suo berretto di pelliccia questa volta\nin generale, in ogni caso.\n\nIl signor Jaggers divenne improvvisamente molto irato.  L'avevo avvertita prima,\ndisse, scagliando l'indice contro il cliente terrorizzato, che se avesse mai\nse avesse mai osato parlare in questo modo qui, avrei fatto di lei un esempio. Tu\nCome osa dire a me questo?\n\nIl cliente aveva un'aria spaventata, ma anche sconcertata, come se fosse inconsapevole\ndi ci\u00f2 che aveva fatto.\n\n Spooney! disse il commesso, a bassa voce, dandogli una scossa con il gomito.\ngomito.  Testa morbida! C'\u00e8 bisogno di dirlo faccia a faccia?\n\n Ora, ti chiedo, brutto imbroglione, disse il mio guardiano, molto severamente,\n ancora una volta e per l'ultima volta, cosa \u00e8 disposto a giurare l'uomo che avete portato qui?\n\u00e8 disposto a giurare?\n\nMike guard\u00f2 intensamente il mio tutore, come se cercasse di imparare una lezione dal suo viso, e rispose lentamente\ndal suo volto, e lentamente rispose: \"Non si tratta di carattere, o di essere stato in sua compagnia e di non averlo mai lasciato per tutta la notte in questione\".\ndi essere stato in sua compagnia e di non averlo mai lasciato per tutta la notte in questione.\n\n Ora, fate attenzione. In quale stato di vita si trova quest'uomo?\n\nMike si guard\u00f2 il cappello, guard\u00f2 il pavimento, guard\u00f2 il soffitto, guard\u00f2 il commesso e guard\u00f2 anche me.\nsoffitto, guard\u00f2 il commesso e guard\u00f2 anche me, prima di cominciare a rispondere in modo nervoso\nprima di iniziare a rispondere in modo nervoso: \"Lo abbiamo vestito come\nquando il mio tutore ha sbottato,\n\n Cosa? Lo farai, vero?\n\n( Spooney! aggiunse ancora l'impiegato, con un'altra agitazione).\n\nDopo un po' di confusione, Mike si illumina e ricomincia:\n\n \u00c8 vestito come un pasticciere spectabile. Una specie di pasticcere.\n\n \u00c8 qui? chiese il mio tutore.\n\n L'ho lasciato, ha detto Mike, a fissare le porte dietro l'angolo.\nangolo.\n\n Portatelo oltre quella finestra e fatemelo vedere.\n\nLa finestra indicata era quella dell'ufficio. Ci avvicinammo tutti e tre,\ndietro la tenda metallica, e subito vedemmo passare il cliente in maniera\nin modo accidentale, con un individuo alto e dall'aspetto omicida, con un vestito corto di\ndi lino bianco e un berretto di carta. Questo pasticcere senza scrupoli non era\nnon era affatto sobrio e aveva un occhio nero, in fase di guarigione, che era stato\nguarigione, che era stato coperto con un pennarello.\n\n Digli di portare via subito il suo testimone, disse il mio tutore all'impiegato, con estremo disgusto.\ncon estremo disgusto, e di chiedergli che cosa intende fare portando con s\u00e9 un\nun tipo come quello.\n\nIl mio tutore mi port\u00f2 poi nella sua stanza e, mentre pranzava,\nin piedi, da una scatola di panini e da una bottiglia tascabile di sherry (sembrava che\nsembrava che si maltrattasse il panino mentre lo mangiava), mi inform\u00f2 su quali disposizioni\nche aveva preso per me. Dovevo andare a Barnard Inn, nelle stanze del giovane Mr.\nPocket, dove era stato mandato un letto per la mia sistemazione; sarei rimasto con il giovane Mr.\nPocket fino a luned\u00ec; luned\u00ec sarei andato con lui a casa di suo padre, nella\nluned\u00ec sarei andata con lui a casa di suo padre per una visita, in modo da poter provare come mi piaceva.\ncome mi piaceva. Inoltre, mi fu detto quale sarebbe stata la mia paghetta, una paghetta molto\ne mi furono consegnati da uno dei cassetti del mio tutore i biglietti da visita di alcuni commercianti con cui\ndi alcuni commercianti con i quali avrei dovuto trattare per tutti i tipi di vestiti,\ne di tutte le cose che avrei potuto desiderare.  Troverete il vostro\ncredito, signor Pip, disse il mio tutore, il cui fiasco di sherry puzzava di\ndi sherry puzzava come un'intera botte, mentre si rinfrescava frettolosamente.\nin questo modo sar\u00f2 in grado di controllare le vostre fatture e di tirarvi su se vi trovo\nse dovessi accorgermi che siete in ritardo rispetto all'agente di polizia. Certo, in qualche modo sbaglierai, ma non \u00e8 colpa mia.\nnon \u00e8 colpa mia.\n\nDopo aver riflettuto un po' su questo sentimento incoraggiante, chiesi a Mr.\nJaggers se potevo mandare una carrozza? Mi rispose che non valeva la pena\ndi fare il giro a piedi con Wemmick, se lo desideravo,\nse mi faceva piacere.\n\nHo poi scoperto che Wemmick era l'impiegato nella stanza accanto. Un altro commesso\nun altro commesso dal piano di sopra per sostituirlo mentre era fuori, e io lo accompagnai in strada, dopo aver stretto la mano al mio tutore.\naccompagnarlo in strada, dopo aver stretto la mano al mio tutore.\nTrovammo un nuovo gruppo di persone che si attardavano all'esterno, ma Wemmick si fece strada tra loro dicendo con freddezza ma con decisione\nWemmick si fece strada tra loro dicendo con freddezza e decisione: \"Vi dico che \u00e8 inutile; non avr\u00e0 una parola da dire a\nnon avr\u00e0 una parola da dire a uno di voi; e presto ci allontanammo da loro,\ne proseguimmo fianco a fianco.\n\n\n\n\nCapitolo XXI.\n\n\nGuardando il signor Wemmick mentre procedevamo, per vedere com'era alla luce del giorno, lo trovai un uomo asciutto, piuttosto basso di statura.\nalla luce del giorno, lo trovai un uomo asciutto, piuttosto basso di statura, con un viso squadrato e legnoso.\ndi statura, con un viso squadrato e legnoso, la cui espressione sembrava essere stata\nespressione sembrava essere stata scheggiata in modo imperfetto con uno scalpello spigoloso. C'erano alcuni\nsegni che avrebbero potuto essere fossette, se il materiale fosse stato pi\u00f9 morbido e lo strumento pi\u00f9 fine.\nse il materiale fosse stato pi\u00f9 morbido e lo strumento pi\u00f9 fine, ma che, cos\u00ec com'era, erano solo delle fossette.\nLo scalpello aveva fatto tre o quattro di questi tentativi di abbellimento\nsul naso, ma li aveva abbandonati senza sforzarsi di levigarli.\nlisciarli. Lo giudicai scapolo dalle condizioni sfilacciate della sua biancheria, e sembrava aver sostenuto\ne sembrava aver subito molti lutti, perch\u00e9 portava almeno quattro lutti.\nportava almeno quattro anelli di lutto, oltre a una spilla che rappresentava una\ndonna e un salice piangente su una tomba con un'urna. Ho notato, inoltre,\nche diversi anelli e sigilli pendevano dalla sua catena dell'orologio, come se fosse\ncome se fosse carico di ricordi di amici defunti. Aveva occhi scintillanti\nocchi scintillanti, piccoli, acuti e neri, e labbra sottili e larghe e screziate. Aveva avuto\nper quanto ne so, da quaranta a cinquant'anni.\n\n Quindi non siete mai stato a Londra prima d'ora? mi disse il signor Wemmick.\n\n No, dissi io.\n\n Una volta ero nuovo qui, disse il signor Wemmick.  Un po' di rum per pensare a questo momento!\n\n Lo conoscete bene ora?\n\n S\u00ec, disse il signor Wemmick.  Ne conosco le mosse.\n\n \u00c8 un luogo molto malvagio?  Ho chiesto, pi\u00f9 per il gusto di dire qualcosa che per\npi\u00f9 per dire qualcosa che per avere informazioni.\n\n A Londra si pu\u00f2 essere truffati, derubati e uccisi. Ma ci sono\nun sacco di persone, ovunque, che lo faranno per voi.\n\n Se tra voi e loro non corre buon sangue, dissi, per stemperare un po' la situazione.\nun po'.\n\n O! Non so se ci sia del cattivo sangue, rispose il signor Wemmick, non c'\u00e8\nmolto cattivo sangue in giro. Lo faranno, se c'\u00e8 da guadagnarci qualcosa.\nda questo.\n\n Questo peggiora le cose.\n\n Credi? rispose il signor Wemmick.  Pi\u00f9 o meno lo stesso, direi\ndirei.\n\nPortava il cappello dietro la nuca e guardava dritto davanti a s\u00e9: camminava in modo autonomo come se non ci fosse nulla di\ndi fronte a s\u00e9: camminava in modo autonomo, come se non ci fosse nulla nelle\nstrada che reclamasse la sua attenzione. La sua bocca era una tale bocca da ufficio postale che\nbocca che aveva un'apparenza meccanica di sorriso. Eravamo arrivati in cima\nHolborn Hill prima che capissi che si trattava solo di un'apparenza meccanica e che non stava sorridendo.\nmeccanica e che non stava affatto sorridendo.\n\n Sa dove vive il signor Matthew Pocket?  Ho chiesto al signor Wemmick.\n\n S\u00ec, disse lui, facendo un cenno in direzione.  Ad Hammersmith, a ovest di\nLondra.\n\n \u00c8 cos\u00ec lontano?\n\n Bene! Diciamo cinque miglia.\n\n Lo conosci?\n\n Ma lei \u00e8 un vero e proprio controinterrogatore! disse il signor Wemmick, guardandomi con aria di approvazione.\ncon aria di approvazione.  S\u00ec, lo conosco. Lo conosco!\n\nC'era un'aria di tolleranza o di svalutazione nel pronunciare quelle parole che\nche mi deprimeva; e continuavo a guardare di traverso quel\nil suo volto isolato alla ricerca di una nota incoraggiante al testo,\nquando disse che eravamo a Barnard's Inn. La mia depressione non fu\nalleviata dall'annuncio, perch\u00e9 avevo pensato che quell'albergo\nBarnard, mentre il Blue Boar, nella nostra citt\u00e0, era un semplice pub.\nera un semplice pub. Mentre ora scoprivo che Barnard era uno spirito\nspirito disincarnato o una finzione, e la sua locanda il pi\u00f9 squallido insieme di edifici\ndi edifici malandati che si sono mai stretti insieme in un angolo isolato come un club per\nper i gattopardi.\n\nSiamo entrati in questo rifugio attraverso un cancello, e siamo stati sboccati da un passaggio introduttivo in una piccola piazza malinconica che mi sembrava\npassaggio introduttivo in una malinconica piazzetta che mi \u00e8 sembrata\nche mi sembrava un campo di sepoltura pianeggiante. Mi sembrava che ci fossero gli alberi pi\u00f9 lugubri\ne i passeri pi\u00f9 lugubri, i gatti pi\u00f9 lugubri e le case pi\u00f9 lugubri (in numero della met\u00e0).\ncase (in numero di circa una mezza dozzina) che avessi mai visto.\nvisto. Pensai che le finestre delle camere in cui erano divise quelle case\ncase erano divise in ogni stadio di persiana e tenda fatiscente, di\ntenda, di vaso da fiori malandato, di vetro incrinato, di decadimento polveroso e di miserabile\nmentre \"To Let\", \"To Let\", \"To Let\" mi guardavano dalle stanze vuote,\ncome se non fossero mai arrivati nuovi disgraziati e la vendetta dell'anima di Barnard si fosse lentamente placata.\nBarnard fosse lentamente placata dal graduale suicidio degli attuali occupanti e dei loro\ndegli attuali occupanti e la loro empia sepoltura sotto la ghiaia. Un lutto\nlutto di fuliggine e di fumo che avvolgeva questa creazione abbandonata di Barnard,\ne si era cosparsa di cenere sul capo e si stava sottoponendo a penitenza e umiliazione come semplice buco della polvere.\numiliazione come un semplice buco di polvere. Fin qui il mio senso della vista; mentre il marciume secco\nmarciume secco e umido e tutte le marcescenze silenziose che marciscono nei tetti e nelle cantine trascurate, marciume di topi e ratti e di\ncantina, il marciume dei topi e delle cimici e delle carrozze a portata di mano\nsi rivolgevano debolmente all'olfatto e gemevano,\n Provate la miscela di Barnard.\n\nLa realizzazione della prima delle mie grandi aspettative era cos\u00ec imperfetta che guardai con sgomento Mr.\naspettative, che guardai con sgomento il signor Wemmick.  Ah! disse lui,\nmi ha frainteso; la pensione le ricorda la campagna. Cos\u00ec fa\nme.\n\nMi condusse in un angolo e mi fece salire una rampa di scale, che mi sembr\u00f2 stesse lentamente crollando in segatura.\nche mi sembrava stessero lentamente crollando in segatura, cos\u00ec che uno di quei giorni\nuno di quei giorni gli inquilini superiori si sarebbero affacciati alla porta e avrebbero trovato\nsenza la possibilit\u00e0 di scendere, a una serie di stanze all'ultimo piano.\npiano superiore. MR. POCKET, JUN. era dipinto sulla porta e c'era un'etichetta sulla cassetta delle lettere.\nun'etichetta sulla cassetta delle lettere: \"Ritorno a breve\".\n\n Non pensava che sareste arrivati cos\u00ec presto, ha spiegato il signor Wemmick.  Lei\nnon mi vuole pi\u00f9?\n\n No, grazie, dissi io.\n\n Dato che tengo i contanti, ha osservato il signor Wemmick, molto probabilmente ci incontreremo\nmolto spesso. Buona giornata.\n\n Buona giornata.\n\nAllungai la mano e il signor Wemmick all'inizio la guard\u00f2 come se pensasse che volessi qualcosa.\ncome se pensasse che volessi qualcosa. Poi mi ha guardato e ha detto, correggendosi\nse stesso,\n\n Per essere sicuri! S\u00ec, \u00e8 vero. Ha l'abitudine di stringere la mano?\n\nEro piuttosto confusa, pensando che dovesse essere fuori dalla moda londinese,\nma dissi di s\u00ec.\n\n Ne sono uscito cos\u00ec bene! disse il signor Wemmick, salvo alla fine. Molto\npiacere, ne sono certo, di fare la vostra conoscenza. Buona giornata!\n\nQuando ci siamo stretti la mano e lui se n'\u00e8 andato, ho aperto la finestra della scala e mi sono quasi decapitato, perch\u00e9 le corde erano marcite e lui non aveva pi\u00f9 niente da fare.\ne per poco non mi decapitavo, perch\u00e9 le corde erano marcite e\ncome una ghigliottina. Fortunatamente \u00e8 stato cos\u00ec veloce che non avevo\nla testa fuori. Dopo questa fuga, mi accontentai di vedere la nebbia della locanda attraverso la finestra.\ndella locanda attraverso la finestra incrostata di sporcizia, e di stare a guardare tristemente\ne di stare a guardare tristemente fuori, dicendo a me stesso che Londra era decisamente sopravvalutata.\n\nL'idea che il signor Pocket, Junior, aveva di \"Shortly\" non era la mia, perch\u00e9 avevo quasi impazzito a guardare fuori per mezz'ora e avevo scritto il mio libro.\nquasi impazzito a guardare fuori per mezz'ora e avevo scritto pi\u00f9 volte il mio nome con il dito\nnome con il dito pi\u00f9 volte nello sporco di ogni vetro della finestra, prima di sentire\nfinestra, prima di sentire dei passi sulle scale. A poco a poco si presentarono\ndavanti a me il cappello, la testa, il colletto, il panciotto, i pantaloni, gli stivali di un\ndi un membro della societ\u00e0 pi\u00f9 o meno del mio stesso livello. Aveva un sacchetto di carta sotto\nsotto il braccio e un vaso di fragole in una mano, ed era senza fiato.\nfiato.\n\n Il signor Pip?\n\n Signor Pocket?\n\n Caro mio! ha esclamato.  Sono estremamente dispiaciuto, ma sapevo che a mezzogiorno c'era una carrozza\ndalla vostra parte del paese a mezzogiorno e ho pensato che sareste venuto\nvenire con quella. Il fatto \u00e8 che sono stato fuori per colpa vostra, non che sia una scusa.\nnon che questo sia una scusa, perch\u00e9 ho pensato che, venendo dalla campagna, avreste voluto\nche avreste gradito un po' di frutta dopo cena, e sono andata al mercato di Covent Garden\nGarden per prenderne di buona.\n\nPer un motivo che avevo, mi sembrava che gli occhi mi uscissero dalla testa.\ntesta. Riconobbi la sua attenzione in modo incoerente e cominciai a pensare che fosse un sogno.\nche si trattasse di un sogno.\n\n Santo cielo! disse il signor Pocket, Junior.  Questa porta si blocca cos\u00ec!\n\nSiccome stava velocemente facendo la marmellata di frutta lottando con la porta mentre\ni sacchetti di carta sotto le braccia, lo pregai di permettermi di tenerli in mano.\ndi tenerli. Li ha ceduti con un piacevole sorriso e ha lottato con la porta come se fosse una bestia selvaggia.\ncon la porta come se fosse una bestia selvaggia. Alla fine cedette cos\u00ec all'improvviso,\nche lui indietreggi\u00f2 su di me e io indietreggiai sulla porta opposta.\ne ridemmo entrambi. Ma ancora mi sentivo come se i miei occhi dovessero uscire\ncome se i miei occhi dovessero uscire dalla testa e come se questo dovesse essere un sogno.\n\n Prego, entrate, disse il signor Pocket, Junior.  Permettetemi di farvi strada. I\nsono piuttosto spoglio, ma spero che riuscirete a cavarvela bene fino a luned\u00ec.\nbene fino a luned\u00ec. Mio padre pensava che sareste andati pi\u00f9 d'accordo\ndomani con me piuttosto che con lui, e che ti piacerebbe fare una passeggiata\nLondra. Sono sicura che sar\u00f2 molto felice di mostrarvi Londra. Per quanto riguarda\nper quanto riguarda la nostra tavola, spero che non la troverete male, perch\u00e9 sar\u00e0 rifornita\ndalla nostra caffetteria qui, e (\u00e8 giusto aggiungere) a vostre spese.\na vostre spese, secondo le indicazioni del signor Jaggers. Per quanto riguarda il nostro alloggio, non \u00e8\nnon \u00e8 affatto splendido, perch\u00e9 devo guadagnarmi il pane da solo e mio padre non ha nulla da darmi.\npadre non ha nulla da darmi e non sarei disposta a prenderlo, se lo avesse.\nse lo avesse fatto. Questo \u00e8 il nostro salotto, con sedie, tavoli, tappeti e cos\u00ec via.\ne il tappeto e cos\u00ec via, come vedete, che hanno potuto portare da casa. Non dovete\nnon dovete darmi credito per la tovaglia, i cucchiai e le rotelle,\nperch\u00e9 vengono dalla caffetteria. Questa \u00e8 la mia piccola\ncamera da letto; piuttosto ammuffita, ma quella di Barnard \u00e8 ammuffita. Questa \u00e8 la vostra camera da letto;\nI mobili sono stati noleggiati per l'occasione, ma confido che rispondano allo scopo.\nSe vi serve qualcosa, vado a prenderla. Le\ncamere sono ritirate e saremo soli, ma non litigheremo, oserei dire.\nlitigare, oserei dire. Ma, caro mio, ti chiedo scusa, hai tenuto il\nfrutta per tutto questo tempo. Vi prego di lasciarmi prendere questi sacchetti. Mi vergogno\nvergogna.\n\nMentre ero di fronte al signor Pocket, Junior, e gli consegnavo le buste,\nUno, Due, vidi nei suoi occhi l'aspetto iniziale che sapevo essere nei miei.\nche sapevo essere nei miei, ed egli disse, indietreggiando,\n\n Che il Signore mi benedica, tu sei il ragazzo che si aggira!\n\n E voi, dissi, siete il giovane signore pallido!\n\n\n\n\nCapitolo XXII.\n\n\nIo e il giovane signore pallido stavamo contemplando l'un l'altro a\nBarnard's Inn, finch\u00e9 non scoppiammo entrambi a ridere.  L'idea che sia\nvoi! disse lui.  L'idea che sia tu! dissi io. E poi ci contemplammo di nuovo e ridemmo.\ncontemplati di nuovo e ridemmo di nuovo.  Bene! disse il\npallido giovane gentiluomo, tendendo la mano con buon umore, \u00e8 tutto\nspero che sia tutto finito e sar\u00e0 magnanimo da parte vostra perdonarmi\nper avervi fatto arrabbiare in questo modo.\n\nDa questo discorso ho dedotto che Mr. Herbert Pocket (perch\u00e9 Herbert era il nome del giovane pallido) confondeva ancora un po' le sue intenzioni con quelle di Mr.\ngiovane e pallido gentiluomo) confondeva ancora un po' le sue intenzioni con la sua\nla sua esecuzione. Ma io risposi con modestia e ci stringemmo calorosamente la mano.\n\n Non aveva avuto la sua fortuna in quel periodo? disse Herbert\nTasca.\n\n No, dissi io.\n\n No, ha acconsentito:  Ho sentito che \u00e8 successo molto di recente. Ero\npiuttosto in cerca di fortuna, allora.\n\n Davvero?\n\n Si'. La signorina Havisham mi ha mandato a chiamare, per vedere se si era invaghita di me.\ndi me. Ma non poteva, in ogni caso, non l'ha fatto.\n\nMi \u00e8 sembrato educato sottolineare che sono rimasto sorpreso da questa affermazione.\n\n Cattivo gusto, disse Herbert ridendo, ma \u00e8 un dato di fatto. S\u00ec, mi aveva mandato a chiamare\nuna visita di prova, e se ne fossi uscito con successo, suppongo che avrei dovuto essere\nsuppongo che avrei dovuto essere mantenuto; forse avrei dovuto essere\ncome si suol dire, per Estella.\n\n Che cos'\u00e8?  chiesi, con improvvisa gravit\u00e0.\n\nMentre parlavamo stava sistemando la frutta nei piatti, il che divideva la sua attenzione e gli ha fatto perdere una parola.\nattenzione ed \u00e8 stata la causa della sua perdita di parola.\n Fidanzato, spieg\u00f2, ancora impegnato con la frutta.  Promessi sposi.\nFidanzato. Come si chiama. Qualsiasi parola del genere.\n\n Come ha sopportato la sua delusione?  Ho chiesto.\n\n Pooh! disse lui, non me ne importava molto. \u00c8 una tartara.\n\n La signorina Havisham?\n\n Non dico di no, ma intendevo Estella. Quella ragazza \u00e8 dura e\ne capricciosa fino all'ultimo grado, ed \u00e8 stata cresciuta dalla signorina\nMiss Havisham per vendicarsi di tutto il sesso maschile.\n\n Che rapporto ha con la signorina Havisham?\n\n Nessuno, disse lui.  Solo adottato.\n\n Perch\u00e9 dovrebbe vendicarsi di tutto il sesso maschile? Quale vendetta?\n\n Signore, signor Pip! disse.  Non lo sapete?\n\n No, dissi io.\n\n Caro mio! \u00c8 una bella storia, e la lasceremo in sospeso fino all'ora di cena. E\nora mi permetta di farle una domanda. Come siete arrivati\nl\u00ec, quel giorno?\n\nGliel'ho detto e lui \u00e8 rimasto attento finch\u00e9 non ho finito, poi \u00e8 scoppiato a ridere di nuovo e mi ha chiesto se mi faceva male dopo?\nscoppi\u00f2 a ridere di nuovo e mi chiese se mi faceva male dopo. Non gli ho chiesto se\nnon gli chiesi se lo fosse anche lui, perch\u00e9 la mia convinzione su questo punto era perfettamente\nperfettamente consolidata.\n\n Il signor Jaggers \u00e8 il vostro tutore, mi sembra di capire?\n\n S\u00ec.\n\n Sapete che \u00e8 l'uomo d'affari e l'avvocato della signorina Havisham.\nla sua fiducia quando nessun altro ce l'ha?\n\nQuesto mi stava portando (sentivo) verso un terreno pericoloso. Risposi con\ncon una costrizione che non cercai di mascherare, che avevo visto Mr.\nJaggers in casa della signorina Havisham proprio il giorno del nostro scontro, ma mai in un altro momento.\naltro momento, e che credevo non ricordasse di avermi mai\ndi avermi mai visto l\u00ec.\n\n \u00c8 stato cos\u00ec cortese da suggerire mio padre come precettore, e ha\nha chiamato mio padre per proporlo. Naturalmente sapeva di mio padre\nper il suo legame con la signorina Havisham. Mio padre \u00e8 cugino della signorina Havisham\nHavisham; non che questo implichi una relazione familiare tra loro, perch\u00e9 lui \u00e8 un pessimo cortigiano e non vuole\n\u00e8 un pessimo cortigiano e non la propizia.\n\nHerbert Pocket aveva con lui un modo di fare franco e semplice che mi conquist\u00f2 molto.\nNon avevo mai visto nessuno allora, e non ho mai visto nessuno da allora, che mi esprimesse con pi\u00f9 forza, in ogni sguardo e tono, una naturalezza\nche mi esprimesse con pi\u00f9 forza, in ogni sguardo e tono, una naturale\nincapacit\u00e0 di fare qualcosa di segreto e meschino. C'era qualcosa di\nmeravigliosamente speranzoso nella sua aria generale, e qualcosa che al tempo stesso\nallo stesso tempo mi sussurrava che non avrebbe mai avuto molto successo o ricchezza. I\nnon so come mai. La prima volta, prima che ci sedessimo a cena, mi sono sentita pervasa da questa idea.\nprima che ci sedessimo a cena, ma non saprei dire con quali mezzi.\nmezzi.\n\nEra ancora un giovane gentiluomo pallido, e aveva un certo languore conquistato in mezzo ai suoi spiriti e alla sua vivacit\u00e0 che\nlanguore in mezzo al suo spirito e alla sua vivacit\u00e0, che non sembrava\nche non sembrava indicativo di una forza naturale. Non aveva un bel viso,\nma era meglio che bello: era estremamente amabile e allegro.\nLa sua figura era un po' sgraziata, come nei giorni in cui le mie nocche si erano\nsi erano prese tante libert\u00e0, ma sembrava che sarebbe sempre stato\nleggero e giovane. Se il lavoro locale del signor Trabb si sarebbe adattato pi\u00f9\nTrabb sarebbe stato pi\u00f9 aggraziato su di lui che su di me, ma sono consapevole che\nche lui portava i suoi vestiti piuttosto vecchi molto meglio di quanto io portassi\nmio vestito nuovo.\n\nDato che era cos\u00ec comunicativo, ho pensato che il riserbo da parte mia sarebbe stato un\nun cattivo ritorno, inadatto ai nostri anni. Gli raccontai quindi la mia piccola storia\ne sottolineai che mi era stato proibito di chiedere chi fosse il mio benefattore.\nGli dissi inoltre che, essendo stato allevato come fabbro in un luogo di campagna, conoscevo ben poco\ndi campagna e che conoscevo molto poco i modi della cortesia, avrei preso\nche avrei preso come una grande gentilezza da parte sua se mi avesse dato un suggerimento ogni volta che\nmi avesse dato un suggerimento ogni volta che mi avesse visto in difficolt\u00e0 o in errore.\n\n Con piacere, disse lui, anche se mi azzardo a profetizzare che\nche avrete bisogno di pochissimi suggerimenti. Oserei dire che ci troveremo spesso insieme, e vorrei\nvorrei bandire ogni inutile vincolo tra noi. Mi farete il favore\nil favore di iniziare subito a chiamarmi con il mio nome cristiano, Herbert?\n\nLo ringraziai e dissi che l'avrei fatto. In cambio gli ho comunicato che il mio\nnome cristiano era Philip.\n\n Non mi piace Philip, disse, sorridendo, perch\u00e9 sembra un ragazzo morale uscito dal libro di sillabazione, che era cos\u00ec pigro da cadere nello stagno.\nche era cos\u00ec pigro da cadere in uno stagno,\no cos\u00ec grasso da non riuscire a vedere dagli occhi, o cos\u00ec avaro da chiudere la sua torta\nche ha chiuso a chiave la sua torta finch\u00e9 i topi non l'hanno mangiata, o cos\u00ec deciso ad andare a fare il nido di\nnido di uccelli che si fece mangiare dagli orsi che vivevano a portata di mano nel\nnelle vicinanze. Vi dico cosa vorrei. Siamo cos\u00ec in armonia,\ne tu sei stato un fabbro, ti dispiacerebbe?\n\n Non mi interessa nulla di ci\u00f2 che proponi, risposi, ma non ti capisco.\ncapisco.\n\n Vi dispiacerebbe se Handel fosse un nome familiare? C'\u00e8 un affascinante pezzo di\ndi Handel, intitolato Il fabbro armonioso.\n\n Mi piacerebbe molto.\n\n Allora, mio caro Handel, disse, voltandosi quando la porta si apr\u00ec,\n ecco la cena, e devo pregarti di prendere il primo posto a tavola, perch\u00e9 la cena \u00e8 a tua disposizione.\ntavola, perch\u00e9 la cena \u00e8 a vostra disposizione.\n\nNon ne ho voluto sapere, cos\u00ec lui ha preso la vetta e io l'ho affrontato. Fu una\nuna bella cenetta, che mi sembr\u00f2 allora una vera e propria festa del Signore, e che acquis\u00ec un ulteriore sapore\ne acquist\u00f2 ulteriore gusto per il fatto di essere stata consumata in quelle circostanze\ncircostanze, senza vecchi nei paraggi e con Londra intorno a noi.\nTutto ci\u00f2 era accresciuto anche da un certo carattere zingaresco che dava vita al banchetto.\nbanchetto; infatti, mentre la tavola era, come avrebbe detto Mr.\nPumblechook avrebbe potuto dire, il grembo del lusso, essendo interamente arredato dal\ncaff\u00e8, la regione circostante, il salotto, era di un\ndi un carattere relativamente privo di pascoli e di umidit\u00e0, imponendo al cameriere\nl'abitudine di posare le coperte sul pavimento (dove cadeva), il burro fuso\nil burro fuso sulla poltrona, il pane sulla libreria, il formaggio nel\nil burro fuso nella poltrona, il pane sulla libreria, il formaggio nel carbonaio e il pollo bollito nel\nnel mio letto nella stanza accanto, dove trovai gran parte del suo prezzemolo e del suo burro\nin uno stato di congelamento quando mi ritirai per la notte. Tutto questo rese\ntutto ci\u00f2 rendeva il banchetto delizioso e, quando il cameriere non era l\u00ec a sorvegliarmi, il mio piacere era senza\npiacere era senza legami.\n\nAvevamo fatto un po' di strada durante la cena, quando ricordai a Herbert la sua\npromessa di parlarmi della signorina Havisham.\n\n Vero, rispose.  Lo riscatter\u00f2 subito. Permettetemi di introdurre l'argomento\nargomento, Handel, ricordando che a Londra non \u00e8 consuetudine mettere\nil coltello in bocca, per paura di incidenti, e che la forchetta, pur essendo riservata a questo uso, non viene\n\u00e8 riservata a questo uso, non viene infilata pi\u00f9 del necessario. \u00c8 un fatto che non vale la pena di menzionare\n\u00e8 appena il caso di dirlo, ma \u00e8 bene fare come fanno gli altri.\nfare. Inoltre, il cucchiaio non viene generalmente usato sopra la mano, ma sotto. Questo\nha due vantaggi. Si arriva meglio alla bocca (che dopo tutto \u00e8 lo scopo\nl'obiettivo), e si risparmia una buona parte dell'atteggiamento di apertura delle ostriche\nostriche, da parte del gomito destro.\n\nOffr\u00ec questi suggerimenti amichevoli in un modo cos\u00ec vivace che\nentrambi ridemmo e io arrossii appena.\n\n Ora, ha proseguito, riguardo alla signorina Havisham. La signorina Havisham, dovete sapere\nsapere che era una bambina viziata. Sua madre mor\u00ec quando era piccola e il padre non le neg\u00f2 nulla.\npadre non le neg\u00f2 nulla. Suo padre era un gentiluomo di campagna\nvostra parte del mondo, ed era un birraio. Non capisco perch\u00e9 dovrebbe essere\nperch\u00e9 dovrebbe essere una crepa essere un birraio; ma \u00e8 indiscutibile che se non si pu\u00f2\nnon si pu\u00f2 essere gentili e cucinare, si pu\u00f2 essere gentili come non lo sono mai state\ne fare la birra. Lo si vede tutti i giorni.\n\n Ma un gentiluomo non pu\u00f2 tenere un locale pubblico, vero? dissi io.\n\n Non per niente, torn\u00f2 Herbert; ma una casa pubblica pu\u00f2 mantenere un\ngentiluomo. Bene! Il signor Havisham era molto ricco e molto orgoglioso. Anche sua\nfiglia.\n\n La signorina Havisham era figlia unica?  Ho azzardato.\n\n Fermatevi un attimo, ci sto arrivando. No, non era figlia unica; aveva un fratellastro.\naveva un fratellastro. Suo padre si era risposato privatamente con la sua cuoca, credo\ncredo.\n\n Pensavo che fosse orgoglioso, ho detto.\n\n Mio buon Handel, cos\u00ec era. Spos\u00f2 la sua seconda moglie privatamente,\nperch\u00e9 era orgoglioso, e col tempo _lei_ mor\u00ec. Quando fu morta\nmorte, credo che prima abbia raccontato alla figlia ci\u00f2 che aveva fatto, e poi\nil figlio entr\u00f2 a far parte della famiglia, risiedendo nella casa che voi conoscete.\nconoscete. Quando il figlio divenne un giovane uomo, si trasform\u00f2 in un dissoluto,\nstravagante, indisciplinato, complessivamente cattivo. Alla fine il padre lo disered\u00f2\nma si ammorbid\u00ec quando stava per morire e lo lasci\u00f2 benestante, anche se\nnon cos\u00ec bene come la signorina Havisham. Prendete un altro bicchiere di vino,\ne scusate se vi dico che la societ\u00e0 in generale non si aspetta che uno sia\nnon si aspetta che si sia cos\u00ec rigorosamente coscienziosi nello svuotare il proprio bicchiere, da girarlo\nverso l'alto con il bordo sul naso.\n\nL'avevo fatto, in un eccesso di attenzione al suo recital. I\nlo ringraziai e mi scusai. Lui ha detto: \"Niente affatto\", e ha ripreso.\n\n La signorina Havisham era ormai un'ereditiera, e si pu\u00f2 supporre che venisse considerata\ncome un ottimo partito. Il fratellastro aveva di nuovo ampi mezzi, ma a causa dei debiti e della\ncon i debiti e con la nuova follia li sprec\u00f2 di nuovo in modo spaventoso.\nTra lui e lei c'erano differenze pi\u00f9 forti di quelle che c'erano state tra lui e suo padre.\ntra lui e suo padre, e si sospetta che nutrisse un profondo e mortale rancore verso\nrancore profondo e mortale nei suoi confronti per aver influenzato l'ira del padre.\nrabbia del padre. Ora vengo alla parte pi\u00f9 crudele della storia, interrompendomi solo per notare che, caro Handel, la sua famiglia non \u00e8 stata in grado di fare nulla,\nmio caro Handel, per far notare che un tovagliolo non va in un\ntumbler.\n\nPerch\u00e9 stessi cercando di mettere il mio nel mio bicchiere non sono in grado di dirlo.\ndire. So solo che mi ritrovai, con una perseveranza degna di una causa migliore, a fare i pi\u00f9 strenui sforzi per comprimerlo.\ndi una causa molto migliore, a fare i pi\u00f9 strenui sforzi per comprimerlo\nentro quei limiti. Lo ringraziai di nuovo e mi scusai, e di nuovo lui\ne di nuovo mi rispose nel modo pi\u00f9 allegro: \"Niente affatto, ne sono certo!\" e riprese.\n\n Sulla scena, diciamo alle corse, o ai balli pubblici,\no in qualsiasi altro luogo vogliate, un certo uomo, che fece l'amore con la signorina\nHavisham. Non l'ho mai visto (perch\u00e9 \u00e8 successo cinque e vent'anni fa,\nprima che io e te lo fossimo, Handel), ma ho sentito mio padre dire che\nche era un uomo appariscente e adatto allo scopo. Ma che non\nnon doveva essere scambiato per un gentiluomo, senza ignoranza o pregiudizio.\ngentiluomo, mio padre lo afferma con forza, perch\u00e9 \u00e8 un suo principio\nprincipio che nessun uomo che non fosse un vero gentiluomo nel cuore sia mai\n\u00e8 mai stato, dall'inizio del mondo, un vero gentiluomo nei modi. Dice che nessuna\nvernice pu\u00f2 nascondere le venature del legno; e che pi\u00f9 vernice si mette, pi\u00f9 le venature si\npi\u00f9 vernice si mette, pi\u00f9 la venatura si esprime. Bene! Quest'uomo segu\u00ec da vicino\nHavisham da vicino e si professava devoto a lei. Credo che\nnon avesse mostrato molta suscettibilit\u00e0 fino a quel momento; ma tutta la suscettibilit\u00e0 che aveva\nsuscettibilit\u00e0 che possedeva \u00e8 certamente emersa in quel momento, e lei\nappassionatamente lo amava. Non c'\u00e8 dubbio che lo idolatrasse perfettamente.\nlui. Lui si esercitava sul suo affetto in modo cos\u00ec sistematico da ottenere da lei\ngrandi somme di denaro da lei, e la indusse a comprare suo fratello da una\ndi una quota della birreria (che gli era stata lasciata debolmente dal padre) a un prezzo immenso.\npadre) a un prezzo immenso, con la scusa che quando sarebbe stato suo marito\nmarito, avrebbe dovuto tenere e gestire tutto. A quel tempo il vostro tutore non era\nHavisham e lei era troppo altezzosa e troppo innamorata per farsi consigliare da qualcuno.\nper farsi consigliare da qualcuno. I suoi parenti erano poveri e intriganti, ad\nmio padre; lui era abbastanza povero, ma non serviva a nulla o era geloso.\ngeloso. L'unico indipendente tra loro, la metteva in guardia sul fatto che lei\nche stava facendo troppo per quell'uomo e si stava mettendo troppo\nsenza riserve nel suo potere. Lei colse la prima occasione per ordinare con rabbia\ndi ordinare a mio padre di uscire di casa, in sua presenza, e mio padre non l'ha pi\u00f9 vista.\nmio padre non l'ha pi\u00f9 vista.\n\nPensai al fatto che lei avesse detto: \"Matthew verr\u00e0 a trovarmi alla fine\nquando sar\u00f2 morta su quel tavolo; e chiesi a Herbert se suo padre fosse cos\u00ec\npadre fosse cos\u00ec ostile a lei?\n\n Non si tratta di questo, disse lui, ma lei lo accus\u00f2, in presenza del suo\nmarito, di essere stato deluso nella speranza di adularla per il suo\nper il proprio tornaconto e, se ora andasse da lei, sembrerebbe vero anche a lui e a lei.\nsarebbe sembrato vero anche a lui e a lei. Tornare da quell'uomo e porre fine\nfine di lui. Il giorno del matrimonio fu fissato, gli abiti da sposa furono\nIl giorno del matrimonio fu fissato, gli abiti da sposa furono comprati, il viaggio di nozze fu pianificato, gli invitati furono\ninvitati. Il giorno arriv\u00f2, ma non lo sposo. Le scrisse una lettera\n\n Che ha ricevuto, ho colpito, quando si stava vestendo per il suo\nmatrimonio? Alle nove meno venti?\n\n All'ora e al minuto, disse Herbert, annuendo, al che lei ferm\u00f2 tutti gli orologi.\ndopo aver fermato tutti gli orologi. Cosa c'era dentro, oltre al fatto che\nche ha interrotto il matrimonio in modo spietato, non posso dirvelo, perch\u00e9 non lo so.\nnon lo so. Quando si riprese da una brutta malattia che aveva avuto,\nha messo a soqquadro l'intera casa, come avete visto, e da allora non ha pi\u00f9\nda allora non ha pi\u00f9 visto la luce del giorno.\n\n \u00c8 tutta qui la storia?  Chiesi, dopo averci riflettuto.\n\n Tutto quello che so, e in effetti ne so cos\u00ec tanto, solo per averlo ricostruito da sola, perch\u00e9 mio padre evita sempre di parlarne.\nmio padre lo evita sempre e, anche quando la signorina Havisham mi ha invitato ad andarci, non mi ha detto nulla di pi\u00f9 di quello che era.\nHavisham mi ha invitato ad andarci, non mi ha detto nulla di pi\u00f9 di quello che era\nassolutamente necessario che io capissi. Ma ho dimenticato una\ncosa. Si \u00e8 ipotizzato che l'uomo a cui ha dato la sua fiducia malriposta\nfiducia ha agito sempre di concerto con il fratellastro; che si sia trattato di una\nche si sia trattato di una cospirazione tra loro e che si siano divisi i profitti.\n\n Mi meraviglio che non l'abbia sposata e non abbia ottenuto tutte le propriet\u00e0, dissi io.\n\n Forse era gi\u00e0 sposato e la crudele mortificazione di lei potrebbe essere stata\nparte del piano del fratellastro, disse Herbert.  Attenzione! Non lo so\nnon lo so.\n\n Che ne \u00e8 stato dei due uomini?  chiesi, dopo aver riflettuto ancora una volta sull'argomento.\nargomento.\n\n Sono caduti in una vergogna e in una degradazione pi\u00f9 profonde, se pu\u00f2 esistere una vergogna e una rovina pi\u00f9 profonde.\nrovina.\n\n Sono vivi adesso?\n\n Non lo so.\n\n Poco fa avete detto che Estella non era parente della signorina Havisham, ma\nadottata. Quando \u00e8 stata adottata?\n\nHerbert scroll\u00f2 le spalle.  C'\u00e8 sempre stata una Estella,\nda quando ho sentito parlare di una Miss Havisham. Non ne conosco altre. E ora,\nHandel, disse, gettando finalmente via la storia, c'\u00e8 una\nun'intesa perfettamente aperta tra noi. Tutto quello che so della signorina\nHavisham, lo sapete.\n\n E tutto ci\u00f2 che so, ho replicato, lo sai.\n\n Ne sono pienamente convinto. Quindi non ci pu\u00f2 essere competizione o perplessit\u00e0\ntra voi e me. E per quanto riguarda la condizione sulla quale si basa il vostro\navanzamento nella vita, e cio\u00e8 che non dovete chiedere o discutere a\na chi lo dovete, potete essere certi che non sar\u00e0 mai invaso da\no anche solo avvicinata, da me o da qualcuno che mi appartiene.\n\nA dire il vero, lo disse con tanta delicatezza, che mi sembr\u00f2 che l'argomento fosse chiuso\nchiuso, anche se avrei dovuto rimanere sotto il tetto di suo padre per anni\ne anni a venire. Ma lo disse anche con cos\u00ec tanto senso, che sentii che capiva perfettamente\nche sentivo che capiva perfettamente che la signorina Havisham era la mia benefattrice.\nio stessa.\n\nNon mi era venuto in mente prima che si fosse avvicinato al tema per\nper togliercelo di torno; ma eravamo talmente pi\u00f9 leggeri e pi\u00f9 tranquilli per averlo affrontato\npi\u00f9 leggeri e pi\u00f9 facili per averla affrontata, che ora ho capito che era cos\u00ec\nche ora mi rendevo conto che era cos\u00ec. Eravamo molto allegri e socievoli e gli chiesi, nel corso della conversazione, che cosa fosse?\nconversazione, cosa fosse? Mi rispose: \"Un capitalista, un\nAssicuratore di navi.  Suppongo che mi abbia visto dare un'occhiata in giro per la stanza in cerca di\nalla ricerca di qualche segno di navigazione o di capitale, perch\u00e9 aggiunse: \"In citt\u00e0\".\ncitt\u00e0.\n\nMi ero fatto un'idea grandiosa della ricchezza e dell'importanza degli Assicuratori di Navi in\ne cominciai a pensare con timore di aver fatto cadere sulla schiena un giovane assicuratore, di avergli annerito l'occhio intraprendente e di avergli tagliato la responsabilit\u00e0\nsulla schiena, annerito il suo occhio intraprendente e tagliato la sua testa responsabile.\ntesta. Ma di nuovo mi venne in mente, per mio sollievo, quella strana impressione\nimpressione che Herbert Pocket non avrebbe mai avuto molto successo o ricchezza.\n\n Non mi accontenter\u00f2 di impiegare il mio capitale solo per\nassicurare le navi. Comprer\u00f2 alcune buone azioni di assicurazione sulla vita e\nnella direzione. Far\u00f2 anche qualcosa nel settore minerario. Nessuna di queste\nqueste cose interferir\u00e0 con il mio noleggio di qualche migliaio di tonnellate per conto mio.\nper conto mio. Penso che commercer\u00f2, disse, appoggiandosi alla sedia, verso le\nverso le Indie Orientali, per sete, scialli, spezie, tinture, droghe e legni preziosi.\nlegni preziosi. \u00c8 un commercio interessante.\n\n E i profitti sono elevati?\n\n Tremendo! disse lui.\n\nHo vacillato di nuovo e ho cominciato a pensare che ci fossero aspettative pi\u00f9 grandi delle mie.\nmie.\n\n[Illustrazione]\n\n Penso che far\u00f2 anche del commercio, disse, infilandosi i pollici nelle tasche del\nnelle tasche della giacca, con le Indie Occidentali, per lo zucchero, il tabacco e il rum.\nAnche a Ceylon, soprattutto per le zanne degli elefanti.\n\n Avrete bisogno di molte navi, dissi.\n\n Una flotta perfetta, disse.\n\nPiuttosto sopraffatto dalla magnificenza di queste transazioni, gli chiesi\ndove si trovavano attualmente le navi che assicurava?\n\n Non ho ancora iniziato ad assicurarmi, rispose.  Mi sto guardando intorno.\n\nIn qualche modo, quella ricerca sembrava pi\u00f9 in linea con la locanda di Barnard. Dissi\n(in tono convinto), Ah-h!\n\n Si. Sono in una casa di contabilit\u00e0 e mi guardo intorno.\n\n \u00c8 redditizia una casa di conteggio?  Ho chiesto.\n\n E che cosa intendi per il giovane che ne fa parte? chiese, in risposta.\n\n S\u00ec, a te.\n\n No, non per me.  Lo disse con l'aria di chi fa attentamente\ndi uno che fa i conti e si mette a tavolino.  Non direttamente redditizio. Cio\u00e8,\nnon mi paga nulla e devo mantenermi.\n\nQuesto non aveva certo un aspetto redditizio, e scossi la testa come se volessi far credere che sarebbe stato difficile accumulare molto\ncome se volessi insinuare che sarebbe stato difficile accumulare molto capitale\ncapitale da una simile fonte di reddito.\n\n Ma il fatto \u00e8, disse Herbert Pocket, che ci si guarda intorno.\n\u00c8 questa la cosa pi\u00f9 importante. Siete in una casa di contabilit\u00e0, lo sapete, e\nguardarsi intorno.\n\nMi sembr\u00f2 una singolare implicazione il fatto che non si potesse uscire da una\nda un ufficio di contabilit\u00e0 e guardarsi intorno; ma mi sono rimesso silenziosamente alla sua esperienza.\nalla sua esperienza.\n\n Poi arriva il momento, disse Herbert, in cui vedi la tua apertura. E\ne si entra, si piomba su di essa e si fa il proprio capitale, e poi\neccoti servito! Quando si \u00e8 creato il proprio capitale, non c'\u00e8 niente da fare\nnon si deve fare altro che impiegarlo.\n\nQuesto era molto simile al suo modo di condurre l'incontro in giardino;\nmolto simile. Anche il suo modo di sopportare la povert\u00e0 corrispondeva esattamente\nal suo modo di affrontare quella sconfitta. Mi sembrava che prendesse tutti i colpi e i\ntutti i colpi e i colpi con la stessa aria con cui aveva preso i miei allora.\nEra evidente che non aveva nulla intorno a s\u00e9 se non le pi\u00f9 semplici necessit\u00e0.\ntutto il necessario, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che avevo notato risultava essere\ntutto ci\u00f2 che avevo osservato risultava essere stato mandato per mio conto dalla caffetteria o da qualche altro posto.\n\nEppure, avendo gi\u00e0 fatto fortuna nella sua mente, era cos\u00ec\nche gli sono stata grata per non essersi gonfiato.\ngonfiato. Era una piacevole aggiunta ai suoi modi naturalmente piacevoli,\ne andammo molto d'accordo. La sera uscimmo a fare una passeggiata per le strade e\ne andammo a teatro a met\u00e0 prezzo; il giorno dopo andammo in chiesa all'abbazia di\nchiesa all'Abbazia di Westminster e nel pomeriggio passeggiammo nei parchi.\nparchi; e mi chiedevo chi ferrasse tutti i cavalli l\u00ec, e desideravo che lo facesse Joe.\nl'avesse fatto Joe.\n\nSecondo un calcolo moderato, quella domenica erano passati molti mesi da quando avevo lasciato Joe e Biddy.\nlasciato Joe e Biddy. Lo spazio interposto tra me e loro\naveva la stessa dilatazione, e le nostre paludi erano lontane. Che\nche io potessi essere nella nostra vecchia chiesa, con i miei vecchi abiti da chiesa, proprio l'ultima domenica che\nl'ultima domenica che sia mai esistita, sembrava una combinazione di impossibilit\u00e0\nimpossibilit\u00e0, geografica e sociale, solare e lunare. Eppure nelle\nstrade londinesi cos\u00ec affollate di gente e cos\u00ec brillantemente illuminate nel\ncrepuscolo della sera, c'erano deprimenti accenni di rimproveri per il fatto che io\ndi aver messo la povera vecchia cucina di casa cos\u00ec lontana; e nel cuore della notte, i passi dei\nnotte, i passi di un incapace impostore di un facchino che si aggirava\nBarnard's Inn, con la scusa di sorvegliarlo, mi cadevano nel cuore.\ncuore.\n\nIl luned\u00ec mattina, alle nove meno un quarto, Herbert si rec\u00f2 alla\ncontabilit\u00e0 per fare rapporto, e anche per guardarsi intorno, suppongo.\nsuppongo, e io gli feci compagnia. Doveva partire tra un'ora o due per accompagnarmi ad Hammersmith.\nper accompagnarmi ad Hammersmith, e io dovevo aspettarlo. Mi \u00e8 sembrato\nmi sembrava che le uova da cui venivano covati i giovani Assicuratori\nerano state incubate nella polvere e nel calore, come le uova degli struzzi, a giudicare dai luoghi in cui\na giudicare dai luoghi in cui quei giganti incipienti si recavano il luned\u00ec mattina.\nmattina. N\u00e9 la casa dei conti, dove Herbert assisteva, si presentava ai miei occhi come un\ncome un buon osservatorio, essendo un secondo piano posteriore su un cortile,\ndi una presenza lugubre in tutti i suoi particolari, e con uno sguardo su un altro\nsecondo piano posteriore, piuttosto che un'occhiata all'esterno.\n\nHo aspettato finch\u00e9 non \u00e8 stato mezzogiorno, sono andato al Cambiamento e ho visto degli\nuomini sgarbati seduti sotto i conti della spedizione, che ritenevo\ngrandi mercanti, anche se non riuscivo a capire perch\u00e9 dovessero essere tutti\nfuori di s\u00e9. Quando arriv\u00f2 Herbert, andammo a pranzare in una celebre casa\nuna celebre casa che allora veneravo, ma che ora ritengo essere\nche fosse la pi\u00f9 abietta superstizione d'Europa, e dove non potei fare a meno di notare, gi\u00e0 allora, che c'erano\nnon potei fare a meno di notare che c'era molto pi\u00f9 sugo sulle tovaglie, sui coltelli e sui vestiti dei camerieri.\ncoltelli e sui vestiti dei camerieri che sulle bistecche. Questa collazione\nsmaltito a un prezzo moderato (considerando il grasso, che non era\nnon era stato addebitato), tornammo alla locanda di Barnard e prendemmo il mio piccolo\ne poi prendemmo la carrozza per Hammersmith. Arrivammo l\u00ec alle\nalle due o alle tre del pomeriggio e avevamo poca strada da percorrere per arrivare a casa di Mr.\ncasa di Mr. Pocket. Sollevando il chiavistello di un cancello, passammo direttamente\nin un piccolo giardino che si affacciava sul fiume, dove i bambini di Mr.\nPocket stavano giocando. E a meno che non mi inganni su un punto in cui i miei interessi o le mie\ninteressi o preposizioni, vidi che i figli di Mr.\nPocket non stavano crescendo o venendo educati, ma stavano\nma stavano ruzzolando.\n\nLa signora Pocket era seduta su una sedia da giardino sotto un albero a leggere, con le gambe appoggiate su un'altra sedia da giardino; e le due infermiere della signora Pocket erano sedute a leggere.\nle sue gambe su un'altra sedia da giardino; e le due infermiere della signora Pocket\nguardavano intorno a loro mentre i bambini giocavano.  Mamma, disse\nHerbert, questo \u00e8 il giovane Mr. Pip.  Al che la signora Pocket mi ricevette\ncon un'apparenza di amabile dignit\u00e0.\n\n Padron Alick e Miss Jane, grid\u00f2 una delle infermiere a due dei bambini, se andate a rimbalzare contro quei cespugli\nbambini, se andate a rimbalzare contro quei cespugli, cadrete nel fiume e annegherete.\nnel fiume e annegherete, e cosa dir\u00e0 vostro padre?\n\nNello stesso momento l'infermiera raccolse il fazzoletto della signora Pocket e disse: \"Se non \u00e8 la sesta volta che ti cade, mamma!\ndisse: \"Se non \u00e8 la sesta volta che ti cade, mamma!  Al che\nLa signora Pocket rise e disse: \"Grazie, Flopson\" e, sistemandosi su una sola sedia, riprese il suo libro.\ne si sistem\u00f2 su una sola sedia, riprendendo il suo libro. Il suo volto\nsubito un'espressione intenta e sferruzzata, come se stesse leggendo da una settimana.\ncome se avesse letto per una settimana, ma prima di leggere una mezza dozzina di righe,\nprima che potesse leggere una mezza dozzina di righe, fiss\u00f2 i suoi occhi su di me e disse: \"Spero che tua madre stia bene.\nbene?  Questa domanda inaspettata mi mise talmente in difficolt\u00e0 che cominciai a dire\nche cominciai a dire nel modo pi\u00f9 assurdo che se ci fosse stata una persona cos\u00ec\npersona, non avevo dubbi che sarebbe stata bene e che sarebbe stata molto\nsarebbe stata molto riconoscente e le avrebbe mandato i suoi complimenti, quando la\ninfermiera venne in mio soccorso.\n\n Ebbene! grid\u00f2, raccogliendo il fazzoletto da taschino, se non fa sette volte!\nfa sette volte! Cosa stai facendo oggi pomeriggio, mamma!  La signora\nPocket ricevette la sua propriet\u00e0, dapprima con uno sguardo di impronunciabile\nsorpresa, come se non l'avesse mai vista prima, e poi con una risata di riconoscimento.\ndi riconoscimento, disse: \"Grazie, Flopson\", mi dimentic\u00f2 e continu\u00f2 a leggere.\nlettura.\n\nMi accorsi, ora che avevo tempo di contarle, che erano presenti non meno di sei\nsei piccole tasche presenti, in vari stadi di rotazione. Avevo\nappena arrivati al totale, quando se ne ud\u00ec un settimo, come nella\nregione dell'aria, lamentarsi dolorosamente.\n\n Se non c'\u00e8 Baby! disse Flopson, sembrando pensare che la cosa fosse molto\nsorprendente.  Sbrigatevi, mugnai.\n\nMillers, che era l'altra infermiera, si ritir\u00f2 in casa e, a poco a poco, il pianto della bambina si plac\u00f2 e cess\u00f2, come se si trattasse di un'esperienza di vita\na poco a poco i lamenti del bambino si zittirono e si interruppero, come se si trattasse di un\nventriloquo con qualcosa in bocca. La signora Pocket leggeva sempre\nPocket leggeva sempre, e io ero curiosa di sapere quale potesse essere il libro.\n\nSuppongo che stessimo aspettando che il signor Pocket venisse da noi; in ogni caso, aspettammo l\u00ec e cos\u00ec ebbi l'opportunit\u00e0 di osservare il signor Pocket.\nin ogni caso aspettammo l\u00ec e cos\u00ec ebbi l'opportunit\u00e0 di osservare il notevole fenomeno familiare\nfenomeno familiare che, ogni volta che uno dei bambini si avvicinava alla signora\nPocket durante il gioco, inciampavano e ruzzolavano su di lei.\ninciampavano e ruzzolavano su di lei, sempre con suo momentaneo stupore e\ncon suo momentaneo stupore e con loro stesso pi\u00f9 duraturo rammarico. Non riuscivo a spiegarmi questa\nquesta sorprendente circostanza e non potevo fare a meno di dedicare la mia mente a\nfinch\u00e9, dopo un po', Millers non scese con il bambino,\nche fu consegnato a Flopson, che lo stava consegnando a Mrs.\nPocket, quando anche lei and\u00f2 a testa alta sopra la signora Pocket, con il bambino e tutto il resto, e fu afferrata da Herbert.\ne tutto il resto, e fu presa da Herbert e da me.\n\n Per carit\u00e0, Flopson! disse la signora Pocket, distogliendo per un attimo lo sguardo dal suo libro.\ntutti stanno cadendo!\n\n Grazie a te, mamma! rispose Flopson, molto rosso in viso;\n cos'hai l\u00ec?\n\n Sono arrivato qui, Flopson? chiese la signora Pocket.\n\n Ma se non \u00e8 il tuo sgabello! grid\u00f2 Flopson.  E se lo tieni\nsotto le gonne in questo modo, chi pu\u00f2 fare a meno di cadere? Ecco! Prendi il\nbambino, mamma, e dammi il tuo libro.\n\nLa signora Pocket segu\u00ec il consiglio e, con poca esperienza, fece ballare il neonato in grembo, mentre gli altri bambini giocavano\nin grembo, mentre gli altri bambini ci giocavano intorno. Questo\ndurato pochissimo tempo, quando la signora Pocket diede l'ordine sommario\nche dovevano essere portati tutti in casa per un pisolino. Cos\u00ec feci\nla seconda scoperta di quella prima volta, che il nutrimento dei piccoli Pocket consisteva nell'alternare\nPocket consisteva nell'alternarsi di capriole e di sdraiate.\n\nIn queste circostanze, quando Flopson e Millers ebbero portato i bambini in casa, come un piccolo gregge, e Mr.\nbambini in casa, come un piccolo gregge di pecore, e il signor Pocket ne usc\u00ec per fare la mia conoscenza, non mi stupii pi\u00f9 di tanto.\nPocket usc\u00ec per fare la mia conoscenza, non fui molto sorpreso di scoprire che Mr.\nche il signor Pocket fosse un gentiluomo con un'espressione piuttosto perplessa e con il viso molto grigio.\nperplessa e con i capelli molto grigi in disordine sulla testa, come se non vedesse bene la strada da seguire per\ncome se non vedesse la strada per mettere le cose a posto.\n\n\n\n\nCapitolo XXIII.\n\n\nIl signor Pocket disse che era contento di vedermi e sperava che non mi dispiacesse vederlo.\nvederlo.  Infatti, non sono davvero, ha aggiunto, con il sorriso di suo figlio, un personaggio\nun personaggio allarmante.  Era un uomo giovane, nonostante le sue perplessit\u00e0 e le sue\nperplessit\u00e0 e i capelli molto grigi, e i suoi modi sembravano abbastanza\nnaturale. Uso la parola naturale, nel senso che non \u00e8 affettata;\nc'era qualcosa di comico nel suo modo di fare sconvolto, come se fosse stato\nsarebbe stato del tutto ridicolo se non fosse stato per la sua stessa percezione che era\nmolto vicino ad esserlo. Dopo aver parlato un po' con me, disse a\nPocket, con una contrazione piuttosto ansiosa delle sopracciglia, che erano nere e belle.\nBelinda, spero che abbiate accolto il signor Pip?\nLei alz\u00f2 gli occhi dal suo libro e disse: \"S\u00ec\".  Poi sorrise a me\nin uno stato d'animo assente, e mi chiese se mi piacesse il sapore dell'acqua di fiori d'arancio.\nacqua di fiori d'arancio? Dato che la domanda non aveva alcuna attinenza, vicina o remota, con\nalcuna transazione precedente o successiva, ritengo che sia stata\ncome i suoi precedenti approcci, nella generale condiscendenza conversazionale.\ncondiscendenza conversazionale.\n\nNel giro di poche ore ho scoperto, e posso dirlo subito, che Mrs.\nPocket era l'unica figlia di un certo Cavaliere deceduto in modo del tutto accidentale, che aveva inventato per s\u00e9 la convinzione che la sua defunta\nCavaliere, che si era inventato la convinzione che il suo defunto padre sarebbe stato\npadre sarebbe stato nominato baronetto se non fosse stato per la decisa opposizione di qualcuno\nopposizione determinata da motivi del tutto personali, non ricordo di chi, se mai l'ho saputo.\nse mai l'ho saputo, il Sovrano, il Primo Ministro, il Lord Cancelliere, l'Arcivescovo, il Presidente del Consiglio.\nCancelliere, l'Arcivescovo di Canterbury, chiunque altro, e si \u00e8 aggiunto ai nobili di\ne si era messo tra i nobili della terra in virt\u00f9 di questo fatto\nfatto del tutto supponente. Credo che sia stato nominato cavaliere per aver\nper aver preso d'assalto la grammatica inglese con la punta della penna, in un disperato\ndiscorso su pergamena, in occasione della posa della prima pietra di un edificio o di un altro.\nprima pietra di un edificio o di un altro, e per aver consegnato a qualche personaggio reale\nla cazzuola o la malta. Comunque sia, aveva ordinato a Mrs.\nPocket di essere cresciuta fin dalla culla come una persona che, nella natura delle cose\ndelle cose deve sposare un titolo e che deve essere preservata dall'acquisizione di conoscenze domestiche\ndall'acquisizione di conoscenze domestiche plebee.\n\nQuesto genitore aveva stabilito una sorveglianza e un controllo cos\u00ec efficaci sulla ragazza\nda questo genitore giudizioso, che la ragazza era cresciuta in modo altamente ornamentale, ma\nperfettamente indifesa e inutile. Con il carattere cos\u00ec felicemente formato,\nnel primo fiore della sua giovinezza aveva incontrato il signor Pocket: anche lui nel primo fiore della giovinezza.\nanche lui nel primo fiore della giovinezza, e non aveva ancora deciso se\nse salire sul sacco di lana o se coprirsi con una mitra. Poich\u00e9 fare l'uno o l'altro\nl'una o l'altra cosa era una mera questione di tempo, lui e la signora Pocket\navevano preso il Tempo per il ciuffo (che, a giudicare dalla sua lunghezza, sembrava dovesse essere tagliato).\na giudicare dalla sua lunghezza, sembrava che avesse bisogno di essere tagliato) e si erano sposati all'insaputa del\nall'insaputa del genitore giudizioso. Il genitore giudizioso, non avendo nulla\ndi concedere o rifiutare se non la sua benedizione, aveva ben sistemato quella\ndopo una breve lotta, e aveva informato il signor Pocket che sua moglie era un tesoro\nPocket che sua moglie era un tesoro per un principe.  Il signor Pocket aveva investito\nil tesoro del Principe nelle vie del mondo da allora e si supponeva che\nsi supponeva che gli avesse fruttato solo interessi indifferenti. Tuttavia, Mrs.\nPocket era in generale oggetto di una strana sorta di rispettosa piet\u00e0,\nperch\u00e9 non aveva sposato un titolo; mentre il signor Pocket era oggetto di una sorta di\nuna sorta di bizzarro rimprovero, perch\u00e9 non ne aveva mai ottenuto uno.\n\nIl signor Pocket mi port\u00f2 in casa e mi mostr\u00f2 la mia stanza: era piacevole e arredata in modo tale da poterla usare con comodit\u00e0 per\npiacevole, e arredata in modo tale da poterla usare comodamente come\nmio salotto privato. Poi buss\u00f2 alle porte di altre due stanze\nstanze simili e mi present\u00f2 i loro occupanti, Drummle e Startop.\ne Startop. Drummle, un giovane dall'aspetto anziano e dall'architettura pesante, fischiettava.\narchitettura, stava fischiettando. Startop, pi\u00f9 giovane di et\u00e0 e di aspetto,\nleggeva e si teneva la testa, come se pensasse di essere in pericolo di\ndi farla esplodere con una carica di conoscenza troppo forte.\n\nSia il signor che la signora Pocket avevano l'aria di essere nelle mani di qualcun altro, tanto che mi chiedevo chi fosse il vero proprietario della casa.\nmani altrui, tanto che mi sono chiesta chi fosse davvero il proprietario della casa\ne li ha lasciati vivere l\u00ec, finch\u00e9 non ho scoperto che questo potere sconosciuto era la\ndomestici. Era un modo semplice di andare avanti, forse, per risparmiare\ndi risparmiare problemi; ma aveva l'aspetto di essere costoso, perch\u00e9 i domestici\nservi ritenevano un dovere verso se stessi essere gentili nel mangiare e nel bere\nmangiare e bere, e di tenere molta compagnia al piano di sotto. Essi\nconcedevano una tavola molto liberale ai signori Pocket, eppure mi sembrava sempre che\nTuttavia mi \u00e8 sempre sembrato che la parte migliore della casa in cui\nsarebbe stata la cucina, sempre supponendo che il pensionante fosse capace di\ndi autodifesa, perch\u00e9, prima che fossi l\u00ec da una settimana, una signora vicina\nche la famiglia non conosceva personalmente, mi scrisse per dire che aveva visto\naveva visto Millers schiaffeggiare il bambino. Questo fatto ha addolorato molto la signora Pocket, che \u00e8 scoppiata a piangere quando ha visto Millers schiaffeggiare il bambino.\nPocket, che scoppi\u00f2 in lacrime quando ricevette il biglietto, e disse che era una cosa\nche era una cosa straordinaria che i vicini non riuscissero a farsi i fatti loro.\naffari loro.\n\nA poco a poco appresi, soprattutto da Herbert, che Mr. Pocket era stato educato a Harrow e a Cambridge.\nera stato educato a Harrow e a Cambridge, dove si era distinto; ma che quando aveva avuto la felicit\u00e0 di sposare Mrs.\nma che quando aveva avuto la felicit\u00e0 di sposare Mrs. Pocket\nmolto presto nella vita, aveva compromesso le sue prospettive e aveva intrapreso il mestiere di\ndi arrotino. Dopo aver macinato un certo numero di lame spente, delle quali\nera notevole il fatto che i loro padri, quando erano influenti, erano sempre\ndi aiutarlo a raggiungere il successo, ma si dimenticavano sempre di farlo quando le lame\nlame avevano lasciato la mola, si era stancato di quel povero lavoro ed era venuto a Londra.\nera venuto a Londra. Qui, dopo aver gradualmente fallito in speranze pi\u00f9 elevate, aveva\naveva letto con altri che non avevano avuto opportunit\u00e0 o le avevano trascurate,\ne ne aveva rimessi a nuovo altri per occasioni speciali, e aveva rivolto le sue\nle sue acquisizioni per la compilazione e la correzione di testi letterari,\ne con questi mezzi, sommati ad alcune risorse private molto moderate, manteneva la casa che ho visto.\nmantenere la casa che ho visto.\n\nI coniugi Pocket avevano una vicina di casa, una signora vedova di quella natura altamente\nnatura estremamente comprensiva che era d'accordo con tutti, benediceva tutti,\ne versava sorrisi e lacrime su tutti, a seconda delle circostanze.\nQuesta signora si chiamava Mrs. Coiler e ho avuto l'onore di portarla a cena il giorno del mio\na cena il giorno del mio insediamento. Mi ha fatto capire\nsulle scale, che era un duro colpo per la cara signora Pocket che il caro Mr.\nPocket fosse costretto a ricevere dei gentiluomini che leggessero con lui.\ncon lui. Questo non si estendeva a me, mi disse in uno slancio d'amore e di fiducia (a quel tempo avevo\nfiducia (all'epoca la conoscevo da meno di cinque minuti).\nse fossero stati tutti come me, sarebbe stata un'altra cosa.\n\n Ma la cara signora Pocket, disse la signora Coiler, dopo la delusione iniziale (non che il caro Mr.\ndelusione (non che il caro Mr. Pocket ne abbia colpa),\nrichiede tanto lusso ed eleganza\n\n S\u00ec, signora, dissi per fermarla, perch\u00e9 temevo che avrebbe pianto.\npiangere.\n\n Ed \u00e8 di indole cos\u00ec aristocratica\n\n S\u00ec, signora, ho detto di nuovo, con lo stesso obiettivo di prima.\n\n \u00c8 difficile, disse la signora Coiler, che il tempo e l'attenzione del caro signor Pocket vengano distolti dalla cara signora Pocket.\ne l'attenzione della cara signora Pocket.\n\nNon potevo fare a meno di pensare che sarebbe stato pi\u00f9 difficile se il tempo e l'attenzione del macellaio\ne l'attenzione del macellaio fossero distolti dalla cara signora Pocket; ma non dissi nulla,\ne in effetti avevo gi\u00e0 abbastanza da fare per tenere sotto controllo i miei\nmaniere.\n\nSono venuto a sapere, attraverso ci\u00f2 che \u00e8 passato tra la signora Pocket e\nDrummle mentre ero attento al mio coltello, alla forchetta, al cucchiaio, ai bicchieri e agli altri strumenti di autodistruzione.\naltri strumenti di autodistruzione, che Drummle, il cui nome cristiano era\nnome di battesimo era Bentley, era in realt\u00e0 il prossimo erede di un baronetto. Inoltre\nche il libro che avevo visto leggere dalla signora Pocket in giardino era\nPocket in giardino era tutto sui titoli, e che lei conosceva la data esatta in cui\nnonno sarebbe entrato nel libro, se mai fosse entrato nel libro.\nmai venuto. Drummle non parl\u00f2 molto, ma nel suo modo limitato (mi sembrava un tipo\nun tipo imbronciato) parl\u00f2 come uno degli eletti e riconobbe la signora Pocket come una donna e una sorella.\nPocket come donna e sorella. Nessuno, a parte loro e la signora Coiler\nCoiler, la vicina di casa, mostrarono interesse per questa parte della conversazione.\ne mi sembr\u00f2 che fosse doloroso per Herbert; ma prometteva di durare a lungo.\nprometteva di durare a lungo, quando arriv\u00f2 il paggio con l'annuncio di una\nannuncio di un'afflizione domestica. Si trattava, in effetti, del fatto che il cuoco\naveva smarrito il manzo. Con mio immenso stupore, per la prima volta vidi Mr.\nper la prima volta, vidi il signor Pocket alleviare la sua mente con uno spettacolo\nche mi colp\u00ec molto per la sua straordinariet\u00e0, ma che non fece impressione a\naltri, ma che non mi fece alcuna impressione, e con la quale divenni presto familiare come il resto. Egli\npos\u00f2 il coltello da intaglio e la forchetta, essendo impegnato a intagliare, al momento\nmomento, mise le due mani nei capelli scompigliati e sembr\u00f2 fare uno sforzo straordinario per sollevarsi\nuno sforzo straordinario per sollevarsi. Quando ebbe fatto questo\nquesto, e non si era affatto sollevato, continu\u00f2 tranquillamente a fare\nquello che stava facendo.\n\nLa signora Coiler cambi\u00f2 argomento e cominci\u00f2 a lusingarmi. Mi piacque\nper qualche istante, ma mi adul\u00f2 in modo cos\u00ec grossolano che il piacere fin\u00ec presto.\npiacere fin\u00ec presto. Aveva un modo serpeggiante di avvicinarsi a me\nquando fingeva di interessarsi agli amici e alle localit\u00e0 che avevo lasciato.\nche avevo lasciato, che era del tutto viscido e forcaiolo; e\nquando di tanto in tanto si scagliava contro Startop (che le diceva poco\nStartop (che le diceva pochissimo), o su Drummle (che diceva meno), li invidiavo per il fatto di essere\ndi essere dalla parte opposta del tavolo.\n\nDopo cena i bambini furono presentati e la signora Coiler fece commenti ammirati su occhi, nasi e gambe.\ncommenti ammirati sui loro occhi, sui nasi e sulle gambe, un modo sagace per\nmigliorare le loro menti. C'erano quattro bambine e due bambini\nmaschietti, oltre al bambino che avrebbe potuto essere l'uno o l'altro, e il suo prossimo\nche non era ancora nessuno dei due. Sono stati portati da Flopson e\nMillers, come se quei due sottufficiali avessero reclutato dei bambini e\nreclutamento di bambini da qualche parte e avessero arruolato questi, mentre Mrs.\nPocket guardava i giovani Noble che avrebbero dovuto essere come se pensasse di avere\ncome se pensasse di aver avuto il piacere di ispezionarli prima, ma\nma non sapeva bene cosa pensare di loro.\n\n Ecco! Dammi la forchetta, mamma, e prendi il bambino, disse Flopson.  Non\nprenderlo in questo modo, o ti ritroverai la sua testa sotto il tavolo.\n\nCos\u00ec consigliata, la signora Pocket la prese dall'altra parte e ne mise la testa sul tavolo.\nsul tavolo; il che fu annunciato a tutti i presenti da una prodigiosa\ncommozione.\n\n Caro, caro! Ridammelo, mamma, disse Flopson; e Miss Jane, vieni a ballare con il bambino!\na ballare con il bambino!\n\nUna delle ragazzine, una mite che sembrava essersi prematuramente\ndi una certa responsabilit\u00e0 nei confronti degli altri, usc\u00ec dal suo posto accanto a me\ne danz\u00f2 verso e dal bambino finch\u00e9 questo non smise di piangere e si mise a ridere.\nridere. A quel punto tutti i bambini risero e il signor Pocket (che nel frattempo si era sforzato due volte di\nnel frattempo si era sforzato due volte di sollevarsi per i capelli) rideva,\ne tutti noi ridemmo e fummo felici.\n\nFlopson, a forza di raddoppiare il bambino alle giunture come una bambola olandese,\npoi lo mise al sicuro in grembo alla signora Pocket e gli diede le noccioline per giocare.\ndi giocare; allo stesso tempo raccomand\u00f2 alla signora Pocket di fare attenzione\nche i manici di quello strumento non andavano d'accordo con i suoi\nocchi, e incaric\u00f2 severamente Miss Jane di badare alla stessa cosa. Poi, le\ndue infermiere lasciarono la stanza e si azzuffarono vivacemente sulla scala\ncon un paggio dissipato che aveva servito a cena e che aveva chiaramente\nche aveva chiaramente perso met\u00e0 dei suoi bottoni al tavolo da gioco.\n\nMi ha reso molto inquieto il fatto che Mrs. Pocket abbia discusso con Drummle su due baronetti.\nDrummle a proposito di due baronetti, mentre mangiava un'arancia a fette inzuppata di zucchero e vino\nun'arancia a fette imbevuta di zucchero e vino e, dimenticando il bambino in grembo, che faceva cose terribili con la noce.\nbambino in grembo, che faceva cose terribili con gli schiaccianoci.\nAlla fine la piccola Jane, vedendo che il suo giovane cervello era in pericolo,\nlasci\u00f2 dolcemente il suo posto e, con molti piccoli artifizi, allontan\u00f2 l'arma pericolosa.\npericolosa arma. La signora Pocket fin\u00ec la sua arancia pi\u00f9 o meno nello stesso momento\nnello stesso momento e, non approvando la cosa, disse a Jane,\n\n Bambina cattiva, come osi? Vai a sederti immediatamente!\n\n Mamma cara, biascic\u00f2 la bambina, il piccolo Ood ha spento gli occhi.\nfuori.\n\n Come osi dirmi questo? replic\u00f2 la signora Pocket.  Vada a sedersi sulla\nsedia in questo momento!\n\nLa dignit\u00e0 della signora Pocket era cos\u00ec schiacciante che mi sono sentita piuttosto abbattuta, come se io stessa avessi fatto qualcosa per suscitarla.\ncome se io stessa avessi fatto qualcosa per suscitarla.\n\n Belinda, protest\u00f2 il signor Pocket, dall'altra parte del tavolo,\n come puoi essere cos\u00ec irragionevole? Jane si \u00e8 intromessa solo per\nprotezione del bambino.\n\n Non permetter\u00f2 a nessuno di interferire, disse la signora Pocket.  Sono\nsorpreso, Matthew, che tu mi esponga all'affronto dell'interferenza.\ninterferenza.\n\n Buon Dio! grid\u00f2 il signor Pocket, in uno slancio di desolata disperazione.\n I neonati devono essere trascinati nelle loro tombe e nessuno li salver\u00e0?\nsalvarli?\n\n Non mi far\u00f2 intromettere da Jane\", disse Mrs. Pocket, con un'occhiata maestosa a quell'innocente\ncon uno sguardo maestoso a quella piccola e innocente delinquente.  Spero di conoscere la posizione del mio\npovero nonno. Jane, davvero!\n\nIl signor Pocket si mise di nuovo le mani nei capelli e questa volta si sollev\u00f2 veramente\nsollevarsi di qualche centimetro dalla sedia.  Sentite questa! esclam\u00f2 impotente\nesclam\u00f2 impotente agli elementi.  I bambini devono essere uccisi a colpi di noccioline, per\nper le posizioni del povero nonno!  Poi si lasci\u00f2 cadere di nuovo\ne divenne silenzioso.\n\nTutti guardavamo con imbarazzo la tovaglia mentre questo accadeva. A\npausa, durante la quale l'onesta e incontenibile bambina fece una serie di\nuna serie di salti e di gracchiamenti verso la piccola Jane, che mi sembrava l'unico membro della famiglia (a prescindere dalla servit\u00f9) con cui\ndella famiglia (a prescindere dalla servit\u00f9) con la quale aveva\nuna conoscenza decisa.\n\n Signor Drummle, disse la signora Pocket, suoner\u00e0 per Flopson? Jane, piccola\npiccola e indulgente, vai a sdraiarti. Ora, tesoro, vieni con\nmamma!\n\nIl bambino era l'anima dell'onore e protestava con tutte le sue forze. Si\nsi \u00e8 raddoppiato al contrario sul braccio della signora Pocket, ha mostrato alla compagnia un paio di\nun paio di scarpette di maglia e le caviglie infossate alla compagnia al posto del suo\nviso tenero, e fu portato fuori nel pi\u00f9 alto stato di ammutinamento. E alla fine\nE alla fine ha ottenuto il suo scopo, perch\u00e9 l'ho visto dalla finestra nel giro di qualche minuto\npochi minuti, mentre veniva allattato dalla piccola Jane.\n\n\u00c8 successo che gli altri cinque bambini sono stati lasciati a tavola, a causa di un impegno privato di Flopson.\na tavola, perch\u00e9 Flopson aveva qualche impegno privato e\nnon erano affari di nessun altro. Cos\u00ec venni a conoscenza dei rapporti reciproci tra loro e Mr.\nrapporti reciproci tra loro e il signor Pocket, che si esemplificavano nel\nmodo seguente. Mr. Pocket, con la normale perplessit\u00e0 del suo volto accentuata e i capelli arruffati.\nperplessit\u00e0 del volto e i capelli arruffati, li guard\u00f2 per alcuni minuti,\ncome se non riuscisse a capire come mai si trovassero in quella struttura e perch\u00e9 non avessero\nin quella struttura e perch\u00e9 non fossero stati sistemati dalla natura su\nqualcun altro. Poi, in un lontano modo missionario, fece loro alcune\ndomande, come il motivo per cui il piccolo Joe aveva quel buco nella balza, che diceva che Pa,\nFlopson l'avrebbe rammendato quando avrebbe avuto tempo, e come la piccola Fanny\ncome la piccola Fanny si sia procurata quel buco, chi rispose, pap\u00e0, che Millers avrebbe fatto un impiastro\nquando non se ne fosse dimenticata. Poi, si sciolse nella tenerezza dei genitori, e\ndiede loro uno scellino a testa e disse loro di andare a giocare.\nmentre uscivano, con uno sforzo molto forte per sollevarsi dai capelli\ncapelli, liquid\u00f2 l'argomento senza speranza.\n\nLa sera c'era il canottaggio sul fiume. Poich\u00e9 Drummle e Startop\navevano ciascuno una barca, decisi di montare la mia e di tagliarli fuori entrambi. I\nero abbastanza bravo nella maggior parte degli esercizi in cui i ragazzi di campagna sono esperti, ma\nma poich\u00e9 ero consapevole di non avere l'eleganza dello stile per il Tamigi, per non dire per altre acque, mi\nper non dire per altre acque, mi impegnai subito a mettermi sotto la\ndi un vincitore di un veliero che navigava alle nostre scale e al quale fui presentato dai miei nuovi alleati.\nche navigava alle nostre scale e al quale ero stato presentato dai miei nuovi alleati. Questa autorit\u00e0 pratica\nmi confuse molto dicendo che avevo il braccio di un fabbro. Se avesse saputo\nse avesse saputo quanto il complimento gli avesse fatto perdere il suo allievo, dubito che l'avrebbe fatto.\ndubito che l'avrebbe fatto.\n\nLa sera, dopo il ritorno a casa, c'\u00e8 stata una cena al sacco e credo che ci saremmo divertiti tutti, se non fosse che la cena \u00e8 stata piuttosto sgradevole.\nci saremmo divertiti tutti, se non fosse stato per uno spiacevole\nsgradevole evento domestico. Il signor Pocket era di buon umore, quando entr\u00f2 una cameriera e disse: \"Se non vi dispiace, signore, vorrei sapere che cosa ne pensate.\nentr\u00f2 e disse: \"Se non vi dispiace, signore, vorrei parlarvi\".\n\n Parlare con il vostro padrone? disse la signora Pocket, la cui dignit\u00e0 era di nuovo\ndi nuovo.  Come potete pensare una cosa del genere? Andate a parlare con Flopson. Oppure\nparlatemi in un altro momento.\n\n Chiedo scusa, signora, rispose la domestica, ma vorrei parlare subito.\nparlare subito, e di parlare al padrone.\n\nA questo punto il signor Pocket usc\u00ec dalla stanza e noi facemmo del nostro meglio fino al suo ritorno.\nfino al suo ritorno.\n\n Questa \u00e8 una cosa carina, Belinda! disse il signor Pocket, tornando con una\ncon un volto che esprimeva dolore e disperazione.  Ecco la cuoca che giace\ninsensibilmente ubriaco sul pavimento della cucina, con un grosso fascio di burro fresco\nburro fresco nella credenza, pronto per essere venduto come grasso!\n\nLa signora Pocket si mostr\u00f2 subito molto emozionata e disse: \"\u00c8 colpa di quell'odiosa Sophia!\nl'odiosa Sophia!\n\n Cosa vuoi dire, Belinda? chiese il signor Pocket.\n\n Sophia ve l'ha detto, disse la signora Pocket.  Non l'ho forse vista con i miei occhi\nocchi e sentirla con le mie orecchie, entrare nella stanza e chiedere di parlarle?\ndi parlare con voi?\n\n Ma non mi ha portato di sotto, Belinda, torn\u00f2 il signor Pocket,\n e mi ha mostrato la donna e anche il fagotto?\n\n E tu la difendi, Matthew, disse la signora Pocket, per aver commesso\nmalizia?\n\nIl signor Pocket emise un lugubre gemito.\n\n Sono forse io, la nipote del nonno, a non essere nulla in casa?\nLa signora Pocket.  Inoltre, la cuoca \u00e8 sempre stata una donna rispettosa e molto gentile\ndonna, e ha detto con la massima naturalezza, quando \u00e8 venuta ad occuparsi\nsituazione, che sentiva che ero nata per essere una duchessa.\n\nC'era un divano dove stava il signor Pocket, e lui vi si lasci\u00f2 cadere sopra nell'atteggiamento del\natteggiamento del Gladiatore morente. Sempre in quell'atteggiamento disse, con voce\ncon voce vuota: \"Buonanotte, signor Pip\", quando ritenni opportuno andare a letto e lasciarlo.\nandare a letto e lasciarlo.\n\n\n\n\nCapitolo XXIV.\n\n\nDopo due o tre giorni, quando mi fui stabilito nella mia stanza e\nLondra pi\u00f9 volte, e avevo ordinato tutto ci\u00f2 che volevo ai miei commercianti, Mr.\ntutto quello che volevo dai miei commercianti, io e Mr. Pocket parlammo a lungo\ninsieme. Sapeva pi\u00f9 lui della carriera che intendevo intraprendere di quanto non sapessi io stesso, perch\u00e9\nperch\u00e9 mi disse che Mr. Jaggers gli aveva detto che non ero destinato a nessuna professione e che avrei dovuto\nche non ero destinato a nessuna professione e che sarei stato abbastanza istruito per il mio\ndestino se fossi stato in grado di reggere il confronto con la media dei giovani in\ncircostanze agiate. Naturalmente ho acconsentito, non sapendo nulla del contrario.\nil contrario.\n\nMi consigli\u00f2 di frequentare alcuni luoghi di Londra per acquisire i semplici\ndi acquisire i semplici rudimenti di cui avevo bisogno, e di affidare a lui le funzioni di\nfunzioni di spiegatore e direttore di tutti i miei studi. Sperava che\ncon un'assistenza intelligente avrei incontrato ben poco che mi scoraggiasse,\ne che presto sarei stato in grado di fare a meno di qualsiasi aiuto tranne il suo. Grazie al suo\nmodo di dire questo, e molto altro ancora, si pose in rapporti confidenziali con me in modo\nin modo ammirevole e posso affermare subito che era sempre cos\u00ec zelante\nposso affermare subito che fu sempre cos\u00ec zelante e onorevole nell'adempiere ai suoi\nche mi ha reso zelante e onorevole nell'adempiere ai suoi patti con lui.\nmio con lui. Se avesse mostrato indifferenza come padrone, non ho dubbi che avrei ricambiato il complimento.\nnon ho dubbi che avrei ricambiato il complimento come allievo; lui non mi ha dato questa\nnon mi ha dato una simile scusa e ognuno di noi ha reso giustizia all'altro. N\u00e9 ho mai\nn\u00e9 ho mai pensato che avesse qualcosa di ridicolo o altro che non fosse\nserio, onesto e buono nella sua comunicazione da precettore con me.\n\nQuando questi punti furono risolti, e cos\u00ec tanto da iniziare a lavorare seriamente, mi venne in mente che se fossi riuscito a mantenere il mio lavoro\ndi lavorare seriamente, mi venne in mente che se avessi potuto mantenere la mia camera da letto a\ncamera da letto a Barnard Inn, la mia vita sarebbe stata piacevolmente variata, mentre i miei modi non sarebbero stati peggiori\nmaniere non sarebbero state peggiori per la compagnia di Herbert. Mr. Pocket non si oppose\nPocket non si oppose a questa soluzione, ma insistette sul fatto che prima di fare qualsiasi passo\nessere fatto, doveva essere sottoposto al mio tutore. Io ritenevo\nche questa delicatezza derivasse dalla considerazione che il piano avrebbe risparmiato\nHerbert avrebbe risparmiato qualche spesa, cos\u00ec andai a Little Britain e comunicai il mio desiderio a Mr.\nil mio desiderio a Mr. Jaggers.\n\n Se potessi comprare i mobili che sono stati noleggiati per me, dissi, e una o due altre piccole cose, sarei a casa mia.\ne un paio di altre piccole cose, sarei a casa mia.\n\n Vai! disse Mr. Jaggers, con una breve risata.  Te l'avevo detto che saresti andato\nandare avanti. Bene! Quanto vuoi?\n\nHo detto che non sapevo quanto.\n\n Andiamo! replic\u00f2 il signor Jaggers.  Quanto? Cinquanta sterline?\n\n O, non cos\u00ec tanto.\n\n Cinque sterline? disse il signor Jaggers.\n\nFu una caduta cos\u00ec grande che disorientata dissi: \"Oh, pi\u00f9 di cos\u00ec\".\nche.\n\n Pi\u00f9 di cos\u00ec, eh! replic\u00f2 il signor Jaggers, che mi aspettava con le mani in tasca, la testa da un lato e gli occhi puntati addosso.\nmani in tasca, la testa su un lato e gli occhi sul muro dietro di me.\nmuro dietro di me; quanto di pi\u00f9?\n\n \u00c8 cos\u00ec difficile fissare una somma, dissi, esitando.\n\n Andiamo! disse il signor Jaggers.  Diamoci dentro. Due volte cinque, va bene?\nTre volte cinque, va bene? Quattro volte cinque; va bene?\n\nHo detto che pensavo che sarebbe andato bene.\n\n Quattro volte cinque andr\u00e0 bene, vero? Disse il signor Jaggers,\naggrottando le sopracciglia.  Ora, cosa ne pensate del quattro per cinque?\n\n Cosa ne penso?\n\n Ah! disse il signor Jaggers; quanto?\n\n Suppongo che siano venti sterline\", dissi sorridendo.\n\n Non importa quello che faccio io, amico mio, osserv\u00f2 Mr.\ncon un gesto consapevole e contraddittorio della testa.  Voglio sapere cosa\nlo fate voi.\n\n Venti chili, naturalmente.\n\n Wemmick! disse il signor Jaggers, aprendo la porta del suo ufficio.  Prendi l'ordine scritto del signor Pip\nPip e pagategli venti sterline.\n\nQuesto modo fortemente marcato di fare affari mi ha fatto una forte\nimpressione su di me, e non di tipo piacevole. Il signor Jaggers non rideva mai\nnon rideva mai, ma indossava grandi stivali lucidi e scricchiolanti e, nel posizionarsi su questi stivali, con la sua grande testa china e le sopracciglia\nsu questi stivali, con la testa china e le sopracciglia unite, in attesa di una risposta.\nsopracciglia unite, in attesa di una risposta, a volte faceva scricchiolare gli stivali, come se\nscricchiolare, come se _loro_ ridessero in modo secco e sospettoso. Quando gli capit\u00f2 di\nuscire, e dato che Wemmick era vivace e loquace, dissi a Wemmick che quasi non conoscevo\nWemmick che non sapevo cosa pensare del modo di fare del signor Jaggers.\n\n Diglielo e lo prender\u00e0 come un complimento, rispose Wemmick;\n non intende dire che tu debba sapere cosa farne. Oh! perch\u00e9 io\nsorpreso, non \u00e8 una questione personale, ma professionale.\nprofessionale.\n\nWemmick era alla sua scrivania e pranzava sgranocchiando un biscotto secco e duro;\npezzi di cui gettava di tanto in tanto nella sua bocca a fessura, come se li stesse\ncome se li stesse imbucando.\n\n Mi sembra sempre, disse Wemmick, che abbia preparato una trappola per uomini e la stia osservando.\ne la stesse osservando. All'improvviso si scatta e si viene catturati!\n\nSenza sottolineare che le trappole per uomini non fanno parte delle comodit\u00e0 della vita,\ndissi che pensavo fosse molto abile?\n\n Profondo, disse Wemmick, come l'Australia.  Indicando con la penna il pavimento dell'ufficio\nper esprimere che l'Australia era intesa, ai fini della figura, come\nper la figura, che l'Australia si trovava simmetricamente sul punto opposto del globo.\ndel globo.  Se ci fosse qualcosa di pi\u00f9 profondo, aggiunse Wemmick, mettendo la penna sulla carta, sarebbe lui.\ncarta, sarebbe lui.\n\nPoi, ho detto che supponevo che avesse un buon affare, e Wemmick ha detto,\n Ca-pi-tal!  Poi gli chiesi se c'erano molti impiegati e lui rispose\nrispose,\n\n Non ci imbattiamo molto nei commessi, perch\u00e9 c'\u00e8 un solo Jaggers e la gente non lo vuole avere di seconda mano.\ne la gente non lo vuole avere di seconda mano. Siamo solo in quattro. Volete\nVorresti vederli? Lei \u00e8 uno di noi, come posso dire.\n\nAccettai l'offerta. Quando il signor Wemmick ebbe messo tutto il biscotto nella\ne mi pag\u00f2 i soldi da una cassetta di sicurezza, la cui chiave teneva da qualche parte sulla schiena\ncassaforte, che teneva da qualche parte lungo la schiena e che estraeva dal colletto della\ndal colletto del cappotto come una coda di ferro, salimmo al piano di sopra. La casa era buia\ne malandata, e le spalle unte che avevano lasciato il segno nella stanza di Mr.\nJaggers sembravano aver fatto su e gi\u00f9 per le scale per anni.\nper anni. Al primo piano, un impiegato che sembrava una via di mezzo tra un pubblicitario e un\nun impiegato che sembrava una via di mezzo tra un pubblicitario e un acchiapparatti.\nuomo era attentamente impegnato con tre o quattro persone dall'aspetto malandato che\naspetto trasandato, che trattava con la stessa disinvoltura con cui sembravano essere trattati tutti coloro che\ntrattati tutti coloro che contribuivano alle casse del signor Jaggers.  Raccogliere le prove\nmentre uscivamo, Mr. Wemmick ha detto che stavano raccogliendo le prove per il Bailey.  Nella\nstanza sopra, un piccolo e flaccido terrier di un impiegato con i capelli penzolanti\n(il taglio sembrava essere stato dimenticato quando era un cucciolo) era impegnato allo stesso modo con un uomo\ncon un uomo dagli occhi deboli, che il signor Wemmick mi aveva presentato come un fonditore che\nWemmick mi present\u00f2 come un fonditore che teneva la sua pentola sempre in ebollizione e che mi avrebbe fuso tutto quello che volevo e che era\nche mi avrebbe fuso qualsiasi cosa mi piacesse, e che era in un'eccessiva sudorazione bianca,\ncome se avesse provato la sua arte su se stesso. In una stanza sul retro, un\nun uomo con le spalle alte e il mal di faccia, legato con una flanella sporca, vestito con vecchi abiti neri che portavano la scritta\nvestiti con vecchi abiti neri che avevano l'aspetto di essere stati\ndi cera, era chino sul suo lavoro di fare delle belle copie degli appunti degli altri due gentiluomini.\ndegli altri due signori, per uso personale del signor Jaggers.\n\nQuesto era tutto l'establishment. Quando scendemmo di nuovo al piano di sotto, Wemmick\nmi condusse nella stanza del mio tutore e mi disse: \"Questo l'hai gi\u00e0 visto\".\n\n Di grazia, dissi io, quando i due odiosi calchi con l'espressione contorta\nmi hanno catturato di nuovo la vista, di chi sono quelle sembianze?\n\n Questi? disse Wemmick, salendo su una sedia e soffiando via la polvere dalle\nle orribili teste prima di farle cadere.  Questi sono due celebri\ncelebri. Nostri clienti famosi che ci hanno fatto guadagnare un sacco di soldi. Questo tizio\n(ma devi essere sceso di notte e aver sbirciato nel calamaio per avere questa\ncalamaio, per avere questa macchia sul sopracciglio, vecchio mascalzone!\nil suo padrone e, considerando che non \u00e8 stato portato in tribunale per le prove,\nnon l'ha pianificato male.\n\n \u00c8 come lui?  Chiesi, allontanandomi dal bruto, mentre Wemmick sputava sul sopracciglio e lo strofinava con la manica.\nsul suo sopracciglio e lo sfregava con la manica.\n\n Come lui? \u00c8 lui stesso, sai. Il calco \u00e8 stato fatto a Newgate,\nsubito dopo la sua cattura. Avevi una particolare simpatia per me,\nnon \u00e8 vero, vecchio Artful? disse Wemmick. Poi spieg\u00f2 questa\napostrofo affettuoso, toccando la sua spilla raffigurante la signora\ne il salice piangente sulla tomba con l'urna sopra, e disse,\n L'ho fatta fare per me, espresso!\n\n La signora \u00e8 qualcuno?\n\n No, ha risposto Wemmick.  Solo il suo gioco. (Ti \u00e8 piaciuto il tuo gioco,\nnon \u00e8 vero?) No; non c'\u00e8 un briciolo di donna in questo caso, signor Pip, tranne una.\nuna, e non era di questo tipo di donna snella, e non l'avreste trovata\ne non l'avreste trovata a occuparsi di quest'urna, a meno che non ci fosse qualcosa da\nda bere.  Wemmick, dopo aver rivolto l'attenzione alla sua spilla, pos\u00f2 il calco e lucid\u00f2 l'urna.\npos\u00f2 il gesso e lucid\u00f2 la spilla con il suo\nfazzoletto da tasca.\n\n L'altra creatura ha fatto la stessa fine?  Ho chiesto.  Ha lo stesso\nstesso sguardo.\n\n Hai ragione, disse Wemmick, \u00e8 uno sguardo autentico. Come se una narice\nnarice fosse impigliata con un crine di cavallo e un piccolo amo da pesca. S\u00ec, \u00e8 arrivato\n\u00e8 arrivato alla stessa fine; una fine del tutto naturale, ve lo assicuro. Egli\ntestamenti, questo lama lo faceva, se non faceva addormentare anche i presunti\ntestatori. Eravate un gentiluomo Cove, per\u00f2 (Mr.\nWemmick stava di nuovo apostrofando), e hai detto di saper scrivere in greco.\nS\u00ec, rimbalzabile! Che bugiardo che eri! Non ho mai incontrato un bugiardo come te!\nPrima di riporre il suo defunto amico sulla sua mensola, Wemmick tocc\u00f2 il pi\u00f9 grande dei suoi anelli di lutto e\nil pi\u00f9 grande dei suoi anelli di lutto e disse: \"Mi ha mandato a comprarlo\nsolo il giorno prima.\n\nMentre sistemava l'altro gesso e scendeva dalla sedia,\nmi \u00e8 passato per la mente il pensiero che tutti i suoi gioielli personali fossero derivati\nda fonti simili. Poich\u00e9 non aveva mostrato alcuna diffidenza al riguardo, mi sono\nmi sono permesso di porgli la domanda, quando si \u00e8 trovato di fronte a me a\ndavanti a me, spolverandosi le mani.\n\n Oh s\u00ec, torn\u00f2, questi sono tutti doni di questo tipo. Uno porta\nun altro, vedi; \u00e8 cos\u00ec che funziona. Io li prendo sempre. Sono\ncuriosit\u00e0. E sono propriet\u00e0. Magari non valgono molto, ma,\ndopo tutto, sono propriet\u00e0 e sono trasportabili. Non \u00e8 importante per voi con la vostra\nla vostra brillante attenzione, ma per quanto mi riguarda, la mia stella guida \u00e8 sempre quella,\n Procurarsi una propriet\u00e0 portatile.\n\nDopo aver reso omaggio a questa luce, continu\u00f2 a dire, in maniera\nmodo amichevole:\n\n Se in qualche momento strano, quando non hai niente di meglio da fare, non ti dispiacerebbe venire a trovarmi a Walworth, potrei offrirti un letto.\nvenire a trovarmi a Walworth, potrei offrirti un letto, e lo considererei un onore.\nconsidererei un onore. Non ho molto da mostrarvi; ma le due o tre curiosit\u00e0 che ho\ndue o tre curiosit\u00e0 che ho, ma potrebbe darci un'occhiata.\nun po' di giardino e una casa estiva.\n\nHo detto che sarei stato lieto di accettare la sua ospitalit\u00e0.\n\n Grazie, disse lui; allora considereremo che si pu\u00f2 togliere, quando\nconveniente per voi. Avete gi\u00e0 cenato con il signor Jaggers?\n\n Non ancora.\n\n Bene, disse Wemmick, vi dar\u00e0 del vino, e del buon vino. Io vi dar\u00f2\nvi dar\u00f2 del punch, e non del cattivo punch. E ora vi dir\u00f2 una cosa. Quando\nJaggers, guardate la sua governante.\n\n Devo vedere qualcosa di molto insolito?\n\n Bene, disse Wemmick, vedrete una bestia selvaggia addomesticata. Non \u00e8 molto\nrari, mi direte. Io rispondo che dipende dalla selvaticit\u00e0\nselvatichezza della bestia e dalla quantit\u00e0 di addomesticamento. Non abbasser\u00e0 la vostra\nopinione dei poteri del signor Jaggers. Tenetelo d'occhio.\n\nGli dissi che l'avrei fatto, con tutto l'interesse e la curiosit\u00e0 che la sua preparazione aveva risvegliato.\npreparazione risvegliava. Mentre mi accingevo a partire, mi chiese se volessi dedicare cinque minuti\nse volessi dedicare cinque minuti per vedere il signor Jaggers all'opera?\n\nPer diverse ragioni, e non da ultimo perch\u00e9 non sapevo chiaramente a che cosa sarebbe stato trovato il signor Jaggers, ho risposto affermativamente.\nJaggers, ho risposto affermativamente. Ci siamo\nci immergemmo nella citt\u00e0 e ci ritrovammo in un affollato tribunale di polizia, dove una\nparente di sangue (nel senso di omicida) del defunto, con un gusto fantasioso per le spille.\ngusto fantasioso per le spille, stava in piedi al bancone, masticando a disagio\nmasticare qualcosa; mentre il mio tutore aveva una donna sotto esame o\ncontrointerrogatorio, non so quale, e la colpiva, e il banco e tutti i presenti\nbanco e tutti i presenti, con timore. Se qualcuno, di qualsiasi grado\ngrado, diceva una parola che non approvava, esigeva immediatamente che fosse\ndi farla togliere.  Se qualcuno non voleva fare un'ammissione, diceva,\n Se qualcuno faceva una confessione, diceva: \"Te la far\u00f2 pagare!\" e se qualcuno faceva una confessione, diceva: \"Ora ti ho preso!\n Ora ti ho preso!  I magistrati rabbrividirono sotto il morso di un solo dito.\ndito. Ladri e ladri pendevano dalle sue parole con terrificante estasi\nparole e si ritraevano quando un pelo delle sue sopracciglia si volgeva nella loro direzione.\ndirezione. Non riuscivo a capire da quale parte fosse, perch\u00e9 mi sembrava che\nmi sembrava che stesse macinando l'intero posto in un mulino; so solo che quando sono uscito in punta di piedi\nso solo che quando sono uscito in punta di piedi, lui non era dalla parte del banco, perch\u00e9 stava\nperch\u00e9 stava rendendo le gambe dell'anziano signore che presiedeva, alquanto convulse\nsotto il tavolo, con le sue denunce della sua condotta in qualit\u00e0 di\nrappresentante della legge e della giustizia britannica su quella sedia quel giorno.\n\n\n\n\nCapitolo XXV.\n\n\nBentley Drummle, che era un tipo cos\u00ec imbronciato da prendere in mano persino un libro\ncome se il suo autore gli avesse fatto un torto, non ha preso una\nconoscenza con uno spirito pi\u00f9 piacevole. Appesantito nella figura, nei movimenti e\ncomprensione, nella carnagione fiacca del viso e nella lingua grande e goffa che sembrava\nlingua grossa e impacciata che sembrava ciondolare nella bocca come lui stesso\nin una stanza, era ozioso, orgoglioso, avaro, riservato e sospettoso,\nriservato e sospettoso. Veniva da gente ricca del Somersetshire,\nche avevano coltivato questa combinazione di qualit\u00e0 fino a quando non avevano scoperto\nscoperta che si trattava solo dell'et\u00e0 e di una testa di legno. Cos\u00ec, Bentley\nDrummle era arrivato da Mr. Pocket quando era alto una testa in pi\u00f9 di quel signore e\nsignore e una mezza dozzina di teste in pi\u00f9 rispetto alla maggior parte dei gentiluomini.\n\nStartop era stato viziato da una madre debole e tenuto a casa quando avrebbe dovuto andare a scuola.\nscuola, ma era devotamente legato a lei e l'ammirava oltremodo.\nammirava oltre misura. Aveva una delicatezza femminile nei lineamenti, e\nera, come puoi vedere, anche se non l'hai mai vista, mi disse Herbert, esattamente come sua madre.\nHerbert mi disse che era esattamente come sua madre.  Era naturale che lo prendessi in simpatia\nmolto pi\u00f9 gentilmente di Drummle e che, anche nelle prime serate di navigazione, lui e\nprime sere di navigazione, lui e io ci dirigessimo verso casa l'uno accanto all'altro, conversando di barca in barca.\nconversando da una barca all'altra, mentre Bentley Drummle si avvicinava alla nostra\nBentley Drummle si avvicinava alla nostra scia da solo, sotto le sponde sporgenti e tra i giunchi. Egli\nsi insinuava sempre a riva come una scomoda creatura anfibia, anche quando la marea\ncreatura anfibia, anche quando la marea l'avrebbe fatto proseguire velocemente per la sua strada.\nPenso sempre a lui che ci insegue al buio o nelle acque\nquando le nostre due barche rompevano il tramonto o la luce della\nluna a met\u00e0 della corrente.\n\nHerbert era mio intimo compagno e amico. Gli regalai una mezza quota della mia\nuna mezza quota della mia barca, cosa che gli permetteva di scendere spesso ad Hammersmith.\nHammersmith; e il possesso di una mezza quota nel suo studio mi portava spesso a Londra.\nmi portava a Londra. Eravamo soliti passeggiare tra i due luoghi a tutte le ore.\nore. Sono ancora affezionato alla strada (anche se non \u00e8 cos\u00ec piacevole come allora).\npiacevole come lo era allora), formatosi nell'impressionabilit\u00e0 della\ngiovent\u00f9 e della speranza non ancora sperimentata.\n\nQuando ero nella famiglia del signor Pocket da un mese o due, si presentarono i signori Camilla.\nCamilla si presentarono. Camilla era la sorella del signor Pocket. Georgiana, che avevo visto\nche avevo visto da Miss Havisham nella stessa occasione, si present\u00f2 anche lei. Lei\nera una cugina, una donna single e indigesta, che chiamava la sua rigidit\u00e0\nreligione e il suo fegato amore. Queste persone mi odiavano con l'odio della cupidigia e della delusione.\ncupidit\u00e0 e della delusione. Come \u00e8 ovvio, mi adulavano nella mia prosperit\u00e0\nnella mia prosperit\u00e0 con la pi\u00f9 bassa meschinit\u00e0. Verso il signor Pocket, come un bambino\nPocket, come un bambino cresciuto senza alcuna idea dei propri interessi, mostravano la compiacente\ncompiacente tolleranza che avevo sentito esprimere. La signora Pocket era disprezzata\ndisprezzavano; ma permettevano che la povera anima fosse stata pesantemente\ndelusa dalla vita, perch\u00e9 questo gettava una debole luce riflessa su di loro.\nloro stessi.\n\nQuesto \u00e8 stato l'ambiente in cui mi sono stabilita e mi sono dedicata alla mia istruzione.\nalla mia educazione. Presto presi abitudini dispendiose e cominciai a spendere\na spendere una quantit\u00e0 di denaro che, in pochi mesi, avrei ritenuto quasi\navrei ritenuto quasi favolosa; ma nel bene e nel male rimasi fedele ai miei libri.\nlibri. Non c'era altro merito in questo, se non quello di avere abbastanza buon senso da\nda percepire le mie carenze. Tra Mr. Pocket e Herbert andavo molto d'accordo;\ne, con l'uno o l'altro sempre al mio fianco per darmi l'avvio desiderato e per eliminare gli ostacoli.\ne per eliminare le ostruzioni dalla mia strada, dovevo essere un\nse avessi fatto di meno.\n\nNon vedevo il signor Wemmick da alcune settimane, quando pensai di scrivergli un biglietto e di proporgli di andare a casa una certa sera.\nun biglietto e proporgli di andare a casa con lui una certa sera. Lui\nche gli avrebbe fatto molto piacere e che mi avrebbe aspettato in ufficio alle sei.\nche mi avrebbe aspettato in ufficio alle sei. Ci andai e lo trovai,\nmentre la chiave della sua cassaforte si abbassava sulla schiena al rintocco dell'orologio.\n\n Hai pensato di andare a piedi fino a Walworth?\n\n Certamente, ho detto, se lei \u00e8 d'accordo.\n\n Molto, fu la risposta di Wemmick, perch\u00e9 ho tenuto le gambe sotto la scrivania tutto il giorno e sar\u00f2 felice di sgranchirle.\nscrivania per tutto il giorno e sar\u00f2 felice di sgranchirmele. Ora vi dir\u00f2\ncosa ho preparato per cena, signor Pip. Ho una bistecca in umido, preparata in casa, e una bistecca fredda.\nche \u00e8 stata preparata in casa, e un arrosto di pollo freddo, che viene dalla\nnegozio di cucina. Penso che sia tenero, perch\u00e9 il padrone del negozio era un giurato.\nL'altro giorno il padrone del negozio era un giurato in alcuni casi nostri e l'abbiamo lasciato tranquillo.\nGliel'ho ricordato quando ho comprato il pollo e gli ho detto: \"Sceglitene uno buono, vecchio inglese\".\nperch\u00e9 se avessimo scelto di tenerti nella scatola un altro giorno o due, avremmo potuto facilmente\nun altro giorno o due, avremmo potuto farlo facilmente.  Lui rispose,\n Lascia che ti regali il miglior pollo del negozio.  Gliel'ho permesso, naturalmente.\nnaturalmente, gliel'ho permesso. Per quanto riguarda la propriet\u00e0, \u00e8 di propriet\u00e0 e trasportabile. Non avete nulla da obiettare\na un genitore anziano, spero?\n\nPensavo davvero che stesse ancora parlando del pollame, finch\u00e9 non ha aggiunto,\n Perch\u00e9 ho un genitore anziano a casa mia.  A quel punto ho detto ci\u00f2 che\neducazione richiedeva.\n\n Allora, non avete ancora cenato con il signor Jaggers?\nlungo la strada.\n\n Non ancora.\n\n Me l'ha detto oggi pomeriggio, quando ha saputo del vostro arrivo. Mi aspetto che\nche domani riceverete un invito. Chieder\u00e0 anche ai tuoi amici.\nSono in tre, vero?\n\nAnche se non avevo l'abitudine di considerare Drummle come uno dei miei intimi\nintimi, risposi: \"S\u00ec\".\n\n Beh, chieder\u00e0 a tutta la banda, mi sono sentito a malapena complimentato da questa parola, e qualsiasi cosa ti dia, te la dar\u00e0 bene.\ne qualsiasi cosa vi dar\u00e0, ve la dar\u00e0 per bene. Non aspettatevi\nvariet\u00e0, ma avrete l'eccellenza. E c'\u00e8 un'altra cosa\nin casa sua, prosegu\u00ec Wemmick, dopo un attimo di pausa, come se l'osservazione seguisse la comprensione della governante.\ncome se l'osservazione fosse seguita alla comprensione della governante; non lascia mai che una porta o una finestra\ndi notte non lascia mai chiudere una porta o una finestra.\n\n Non viene mai derubato?\n\n Ecco! ha detto Wemmick.  Dice, e lo dice pubblicamente, che voglio vedere\nvoglio vedere l'uomo che mi deruber\u00e0.  Che il Signore vi benedica, l'ho sentito cento volte, se non una, dire a dei regolari cricetini,\ncento volte, se l'ho sentito una sola volta, dire a dei regolari cenciaioli nel nostro\nnel nostro ufficio: \"Sapete dove abito; l\u00ec non viene mai tirato un catenaccio; perch\u00e9 non fate un sopralluogo?\nperch\u00e9 non fate un po' di affari con me? Venite, non posso\ntentare?  Nessuno di loro, signore, avrebbe il coraggio di provarci,\nper amore o per denaro.\n\n Lo temono cos\u00ec tanto? dissi io.\n\n Lo temono, disse Wemmick.  Ti credo che lo temono. Non solo per quello che\n\u00e8 abile, anche nello sfidarli. Niente argento, signore. Britannia\nmetallo, ogni cucchiaio.\n\n Quindi non avrebbero avuto molto, ho osservato, anche se\n\n Ah! Ma lui avrebbe molto, disse Wemmick, tagliandomi corto, e loro lo sanno.\nlo sanno. Avrebbe le loro vite e quelle di molti di loro.\nAvrebbe avuto tutto quello che poteva avere. Ed \u00e8 impossibile dire che cosa non potrebbe\nottenere, se ci pensasse.\n\nStavo meditando sulla grandezza del mio custode, quando Wemmick\nosserv\u00f2:\n\n Per quanto riguarda l'assenza di piastre, si tratta solo della sua profondit\u00e0 naturale. A\nfiume \u00e8 la sua profondit\u00e0 naturale, e lui \u00e8 la sua profondit\u00e0 naturale. Guardate la sua\ncatena dell'orologio. \u00c8 abbastanza reale.\n\n \u00c8 molto massiccio, ho detto.\n\n Massiccio? ha ripetuto Wemmick.  Credo di s\u00ec. E il suo orologio \u00e8 un ripetitore d'oro\nd'oro, e vale cento sterline se vale un penny. Signor Pip,\nci sono circa settecento ladri in questa citt\u00e0 che sanno tutto di quell'orologio.\norologio; tra loro non c'\u00e8 un uomo, una donna o un bambino che non saprebbe\nnon identificherebbe il pi\u00f9 piccolo anello di quella catena, e lo lascerebbe cadere come se fosse\nse lo toccassero con l'inganno.\n\nAll'inizio con questi discorsi, e in seguito con conversazioni di natura pi\u00f9\ndi carattere pi\u00f9 generale, il signor Wemmick e io ingannammo il tempo e la strada, finch\u00e9 non mi fece capire che eravamo arrivati in\nstrada, fino a quando non mi fece capire che eravamo arrivati nel\ndistretto di Walworth.\n\nSembrava un insieme di vicoli, fossati e giardinetti e presentava l'aspetto di un ritiro piuttosto noioso.\ne di piccoli giardini, con l'aspetto di un ritiro piuttosto noioso.\nLa casa di Wemmick era un piccolo cottage di legno in mezzo a un giardino.\ngiardino, e la parte superiore era ritagliata e dipinta come una batteria\nuna batteria di cannoni.\n\n \u00c8 opera mia, disse Wemmick.  Sembra carino, non \u00e8 vero?\n\nLa lodai molto, credo che fosse la casa pi\u00f9 piccola che avessi mai visto;\ncon le pi\u00f9 strane finestre gotiche (la maggior parte delle quali\ne una porta gotica quasi troppo piccola per entrarci.\n\n Quello \u00e8 un vero pennone, sapete, disse Wemmick, e la domenica faccio issare una vera bandiera.\nuna vera bandiera. Allora guardate qui. Dopo aver attraversato questo ponte, lo\nDopo aver attraversato questo ponte, la isser\u00f2 e interromper\u00f2 le comunicazioni.\n\nIl ponte era di tavole e attraversava una voragine larga circa un metro e mezzo e profonda due.\ndue metri di profondit\u00e0. Ma \u00e8 stato molto piacevole vedere l'orgoglio con cui lo ha\ncon cui lo issava e lo fissava, sorridendo mentre lo faceva, con gusto e non solo meccanicamente.\ncon gusto e non solo meccanicamente.\n\n Alle nove di ogni sera, ora di Greenwich, ha detto Wemmick, la pistola spara\nspara. Eccolo l\u00ec, vedete! E quando lo sentirete partire, penso che direte\ndirete che \u00e8 uno Stinger.\n\nIl pezzo di artiglieria a cui si fa riferimento era montato in una fortezza separata,\ncostruita con una struttura a traliccio. Era protetto dalle intemperie da un\nun piccolo e ingegnoso espediente a mo' di ombrello.\n\n Poi, in fondo, disse Wemmick, fuori dalla vista, per non ostacolare l'idea delle fortificazioni.\nl'idea delle fortificazioni, perch\u00e9 per me \u00e8 un principio: se hai un'idea, portala avanti e mantienila.\nun'idea, portarla avanti e mantenerla, non so se questa \u00e8 la vostra opinione.\nopinione\n\nDissi, con decisione.\n\n In fondo, c'\u00e8 un maiale, e ci sono galline e conigli; poi, metto insieme il mio piccolo telaio, vedi, e coltivo i cetrioli.\nPoi metto insieme il mio piccolo telaio e coltivo i cetrioli.\ne giudicherete a cena che tipo di insalata riesco a preparare\". Allora, signore, disse\nWemmick, sorridendo di nuovo, ma anche seriamente, mentre scuoteva la testa, se potete pensare che il piccolo posto\nse si pu\u00f2 pensare che il piccolo posto sia assediato, si pu\u00f2 resistere a lungo\nun tempo infernale in termini di provviste.\n\nPoi mi condusse a un pergolato distante una dozzina di metri, ma a cui si accedeva con un percorso cos\u00ec ingegnoso che ci voleva un bel po' di tempo.\nche si avvicinava con un percorso cos\u00ec ingegnoso che ci volle un bel po' di tempo per raggiungerlo.\ne in questo rifugio i nostri bicchieri erano gi\u00e0 pronti.\nIl nostro punch si raffreddava in un laghetto ornamentale, sul cui margine era stata innalzata la pergola.\nera stato innalzato. Questo specchio d'acqua (con un'isola nel mezzo che avrebbe potuto essere l'insalata per la cena)\ndi forma circolare, e vi aveva costruito una fontana, che avrebbe potuto essere l'insalata per la cena.\naveva costruito una fontana che, quando si metteva in moto un piccolo mulino e si toglieva un tappo\ne si toglieva un tappo da una pipa, suonava in modo cos\u00ec potente da\nche ti bagnava il dorso della mano.\n\n Sono il mio ingegnere, il mio falegname, il mio idraulico, il mio giardiniere e il mio \"Jack of all Trades\", ha detto Wemmick.\ne il mio giardiniere, e il mio \"Jack of all Trades\", disse Wemmick, riconoscendo i miei complimenti.\nriconoscendo i miei complimenti.  Beh, \u00e8 una buona cosa, sapete. \u00c8\nspazzola via le ragnatele di Newgate e fa piacere agli anziani. Non ti dispiacerebbe\nnon vi dispiacerebbe essere presentati subito agli anziani, vero? Non ti farebbe impazzire?\nnon vi metterebbe fuori gioco?\n\nHo espresso la disponibilit\u00e0 che sentivo e siamo entrati nel castello. L\u00ec trovammo\nseduto accanto al fuoco, un uomo molto anziano con un cappotto di flanella: pulito,\npulito, allegro, comodo e ben curato, ma intensamente sordo.\n\n Genitore anziano, disse Wemmick, stringendogli la mano in modo cordiale e scherzoso, come stai?\ne scherzoso, come stai?\n\n Va bene, John; va bene! rispose il vecchio.\n\n Ecco il signor Pip, genitore anziano, disse Wemmick, e vorrei che sentiste il suo nome.\nil suo nome. Fategli un cenno, signor Pip; \u00e8 quello che gli piace. Fategli un cenno, se volete.\nse volete, come se facesse l'occhiolino!\n\n Questo \u00e8 un bel posto di mio figlio, signore, grid\u00f2 il vecchio, mentre io annuivo il pi\u00f9 possibile.\nannuivo pi\u00f9 forte che potevo.  Questo \u00e8 un bel parco divertimenti,\nsignore. Questo luogo e queste belle opere che vi si trovano dovrebbero essere conservate\ndalla Nazione, dopo il tempo di mio figlio, per il godimento del popolo.\npopolo.\n\n Ne sei orgoglioso come Punch; non \u00e8 vero, vecchio? disse Wemmick,\ncontemplando il vecchio, con il volto duro e davvero addolcito;\n Ecco un cenno per te, un cenno tremendo; eccone un altro per te, un cenno ancora pi\u00f9 tremendo.\nun altro per te, che gliene fa uno ancora pi\u00f9 forte; ti piace, vero?\nquesto, vero? Se non siete stanco, signor Pip, anche se so che \u00e8 faticoso per gli estranei.\nper gli estranei, gli darete un'altra mancia? Non potete pensare a quanto gli faccia piacere\nlui.\n\nGli ho dato altre mance e lui era di ottimo umore. Lo lasciammo\ndi dare da mangiare ai polli e ci sedemmo a bere il punch nel pergolato.\ndove Wemmick mi disse, mentre fumava la pipa, che gli ci erano voluti molti anni per portare la propriet\u00e0\nanni per portare la propriet\u00e0 all'attuale livello di perfezione.\nperfezione.\n\n \u00c8 suo, signor Wemmick?\n\n Oh s\u00ec, disse Wemmick, ne sono entrato in possesso, un po' alla volta. \u00c8 una\npropriet\u00e0 libera, per Dio!\n\n Davvero? Spero che il signor Jaggers lo ammiri.\n\n Mai visto, disse Wemmick.  Non ne ho mai sentito parlare. Mai visto l'anziano.\nMai sentito parlare di lui. No; l'ufficio \u00e8 una cosa, la vita privata \u00e8 un'altra.\nun'altra. Quando vado in ufficio, mi lascio il Castello alle spalle, e quando entro nel Castello\nquando entro nel Castello, mi lascio alle spalle l'ufficio. Se non \u00e8\nse la cosa non le \u00e8 sgradita, mi far\u00e0 la cortesia di fare lo stesso. I\nnon voglio che se ne parli professionalmente.\n\nNaturalmente ho sentito la mia buona fede nel rispettare la sua richiesta.\nrichiesta. Essendo il punch molto buono, ci sedemmo a berlo e a parlare\na parlare, finch\u00e9 non furono quasi le nove.  Ci stiamo avvicinando agli spari,\ndisse allora Wemmick, posando la pipa; \u00e8 un piacere per gli anziani.\n\nEntrando di nuovo nel castello, abbiamo trovato l'anziano che scaldava l'attizzatoio,\ncon gli occhi pieni di aspettative, come preliminare all'esecuzione di questa grande cerimonia notturna.\ncerimonia notturna. Wemmick rimase in piedi con l'orologio in mano fino al momento in cui\nmomento di prendere l'attizzatoio arroventato dall'anziano e di\ne di recarsi alla batteria. Lo prese, usc\u00ec e di l\u00ec a poco lo Stinger esplose con un botto che non aveva nulla da invidiare a quello della batteria.\nStinger part\u00ec con un botto che fece tremare la piccola e folle scatola di una\ncasetta come se dovesse cadere a pezzi e fece risuonare tutti i bicchieri e le tazze da t\u00e8.\ne ogni bicchiere e tazza da t\u00e8. A questo punto, l'anziano, che credo sarebbe saltato gi\u00f9 dalla poltrona se non fosse stato per il fatto di aver trattenuto\ndalla poltrona, se non fosse stato per il fatto che si teneva per i gomiti, grid\u00f2 esultante,\n Ha sparato! L'ho sentito! E io feci un cenno al vecchio gentiluomo, fino a quando non \u00e8 un modo di dire\nnon \u00e8 un modo di dire dichiarare che non riuscivo assolutamente a vederlo.\n\nL'intervallo tra quel momento e la cena Wemmick lo dedic\u00f2 a mostrarmi la sua collezione di\nla sua collezione di curiosit\u00e0. Erano per lo pi\u00f9 di carattere criminale\ndi carattere criminale, tra cui la penna con la quale era stato commesso un famoso\nun famoso falso, uno o due rasoi di pregio, alcune ciocche di capelli e\ndiverse confessioni manoscritte scritte durante la condanna, sulle quali\nWemmick ha attribuito un particolare valore in quanto, per usare le sue stesse parole, tutte\ntutte bugie, signore.  Questi oggetti erano piacevolmente dispersi tra piccoli\ndi porcellana e di vetro, varie e ordinate inezie realizzate dal\nproprietario del museo e alcuni tappi per il tabacco intagliati dagli anziani.\nErano tutti esposti in quella camera del Castello in cui ero stato introdotto per la prima volta e che\nche mi aveva introdotto per la prima volta e che fungeva non solo da salotto ma anche da cucina\nma anche come cucina, se posso giudicare da una pentola sul piano di cottura e da un\nsul piano di cottura e da un bijou di bronzo sopra il camino, destinato a sospendere\nper la sospensione di un arrosto.\n\nEra presente una ragazzina ordinata, che si occupava degli anziani\ndurante il giorno. Quando aveva steso il panno per la cena, il ponte veniva abbassato per consentirle di uscire e lei si ritirava per la notte.\nper consentirle di uscire e lei si ritir\u00f2 per la notte. La cena\neccellente; e anche se il Castello era piuttosto soggetto a marciume secco\nche sapeva di noce avariata, e anche se il maiale avrebbe potuto essere pi\u00f9\npi\u00f9 lontano, fui molto soddisfatto di tutto il mio intrattenimento.\nNon c'era nemmeno un inconveniente nella mia piccola camera da letto a torretta, oltre al fatto che il soffitto\nsoffitto molto sottile tra me e il pennone, tanto che quando mi\nquando mi sdraiavo sulla schiena nel letto, sembrava che dovessi tenere in equilibrio quell'asta sulla\nsulla fronte per tutta la notte.\n\nWemmick si \u00e8 alzato presto la mattina e temo di averlo sentito pulire gli stivali.\npulire i miei stivali. Dopo di che, si dedic\u00f2 al giardinaggio e lo vidi dalla mia finestra gotica\ndalla mia finestra gotica che fingeva di impiegare l'anziano e gli faceva cenno con la mano in modo\nmodo pi\u00f9 devoto. La nostra colazione fu buona come la cena e alle otto e mezza precise partimmo per\notto e mezza precise partimmo per Little Britain. A poco a poco,\nWemmick diventava sempre pi\u00f9 secco e duro man mano che procedevamo, e la sua bocca si stringeva di nuovo\nbocca si stringeva di nuovo a forma di ufficio postale. Alla fine, quando arrivammo al suo posto di lavoro\ne lui tir\u00f2 fuori la chiave dal colletto del cappotto, sembrava\ninconsapevole della sua propriet\u00e0 di Walworth, come se il castello, il ponte levatoio, il pergolato e la\nponte levatoio e il pergolato e il lago e la fontana e il vecchio,\nfossero stati tutti insieme spazzati via nello spazio dall'ultima scarica del\nStinger.\n\n\n\n\nCapitolo XXVI.\n\n\nLe cose andarono come Wemmick mi aveva detto che sarebbero andate, e cos\u00ec ebbi presto l'opportunit\u00e0 di confrontare l'alloggio del mio tutore con quello di lui.\ndi confrontare l'attivit\u00e0 del mio tutore con quella del suo\ncassiere e dell'impiegato. Il mio tutore era nella sua stanza a lavarsi le mani con il suo sapone profumato.\nsapone profumato, quando entrai in ufficio da Walworth; mi chiam\u00f2 a s\u00e9 e mi diede la possibilit\u00e0 di\nmi chiam\u00f2 a s\u00e9 e mi consegn\u00f2 l'invito per me e per gli amici\nche Wemmick mi aveva preparato per ricevere.  Nessuna cerimonia, stabil\u00ec,\n e niente abito da sera, e dire domani.  Gli chiesi dove avremmo dovuto\n(perch\u00e9 non avevo idea di dove vivesse), e credo che la sua obiezione generale sia stata quella di non fare nulla di simile\ngenerale di non fare alcuna ammissione, che mi rispose,\n Vieni qui e ti porto a casa con me.  Colgo l'occasione per\ndi osservare che si era lavato i clienti, come se fosse un chirurgo o un dentista.\nun dentista. Aveva un armadio nella sua stanza, attrezzato a questo scopo,\nche odorava di sapone profumato come la bottega di un profumiere. Aveva un\nun asciugamano insolitamente grande su un rullo all'interno della porta, e lui si lavava le mani e le asciugava.\nmani, le strofinava e le asciugava su questo asciugamano,\nogni volta che rientrava da un tribunale o congedava un cliente dalla sua stanza.\nstanza. Quando io e i miei amici ci recammo da lui alle sei del giorno successivo, sembrava che fosse\nSembrava che fosse impegnato in un caso di carnagione pi\u00f9 scura del solito.\ndel solito, perch\u00e9 lo trovammo con la testa infilata nell'armadio, non solo a lavarsi le mani, ma anche a lavarsi le mani.\nnon solo a lavarsi le mani, ma anche a lavarsi il viso e a farsi i gargarismi in gola. E\nanche quando aveva fatto tutto questo, e aveva fatto il giro dell'asciugamano,\ntir\u00f2 fuori il coltellino e si gratt\u00f2 via l'astuccio dalle unghie prima di\ndi infilarsi il cappotto.\n\nQuando siamo usciti in strada c'erano alcune persone che si aggiravano come al solito\nstrada, che evidentemente erano ansiose di parlare con lui; ma c'era qualcosa di cos\u00ec definitivo\nqualcosa di cos\u00ec decisivo nell'alone di sapone profumato che circondava la sua\npresenza, che rinunciarono per quel giorno. Mentre camminavamo\nverso ovest, veniva riconosciuto di volta in volta da qualche volto nella folla delle strade.\nstrada, e ogni volta che ci\u00f2 accadeva mi parlava a voce pi\u00f9 alta; ma non riconosceva mai nessuno, n\u00e9 faceva caso a nessuno.\nnon riconosceva mai nessuno, n\u00e9 si accorgeva che qualcuno lo riconoscesse.\nriconosciuto lui.\n\nCi condusse a Gerrard Street, a Soho, in una casa sul lato sud della\ndi quella strada. Una casa piuttosto signorile nel suo genere, ma tristemente in\ntinteggiatura e con le finestre sporche. Tir\u00f2 fuori la chiave e\ne apr\u00ec la porta; entrammo tutti in una sala di pietra, spoglia, tetra e poco utilizzata.\npoco utilizzato. Quindi, su per una scala marrone scuro, in una serie di tre stanze marrone scuro al primo piano.\nmarrone scuro al primo piano. C'erano ghirlande intagliate sulle\npareti rivestite e, mentre si trovava in mezzo ad esse per darci il benvenuto, so\nche tipo di anelli mi sembravano.\n\nLa cena veniva servita nella migliore di queste stanze; la seconda era il suo\ncamerino; la terza era la sua camera da letto. Ci ha detto che teneva tutta la\ncasa, ma raramente ne usava pi\u00f9 di quanto abbiamo visto. La tavola era\nLa tavola era comodamente apparecchiata, non c'era argento nel servizio, naturalmente, e al lato della sua sedia c'era un\nsedia c'era un capiente mestolo, con una variet\u00e0 di bottiglie e decanter\ndecanter, e quattro piatti di frutta per il dessert. Ho notato\nche teneva tutto sotto la sua mano e distribuiva tutto da solo.\ntutto da solo.\n\nNella stanza c'era una libreria; dal dorso dei libri ho visto che si trattava di prove, di diritto penale, di biografia criminale,\nche si trattava di prove, diritto penale, biografia criminale,\nprocessi, atti del Parlamento e cose del genere. I mobili erano tutti molto\nsolido e buono, come la sua catena di orologi. Tuttavia, aveva un aspetto ufficiale,\ne non c'era nulla di meramente ornamentale da vedere. In un angolo c'era un\nun tavolino di carte con una lampada a luce fissa, cos\u00ec che sembrava che l'uomo si portasse\nl'ufficio con s\u00e9 anche da questo punto di vista, e di portarlo a casa la sera per\nsera e mettersi al lavoro.\n\nPoich\u00e9 fino a quel momento aveva visto a malapena i miei tre compagni, perch\u00e9 io e lui avevamo camminato insieme, si ferm\u00f2 sul copri-camino, dopo aver suonato il campanello.\navevamo camminato insieme, dopo aver suonato il campanello si mise in piedi sul focolare\ne li guard\u00f2 con attenzione. Con mia sorpresa, sembr\u00f2 subito\nprincipalmente, se non esclusivamente, interessato a Drummle.\n\n Pip, disse, mettendomi la sua grande mano sulla spalla e spostandomi verso la\nalla finestra, non so distinguere l'uno dall'altro. Chi \u00e8 il Ragno?\n\n Il ragno?\n\n Il tipo macchiato, tarchiato e imbronciato.\n\n Quello \u00e8 Bentley Drummle, risposi; quello con il viso delicato \u00e8 Startop.\nStartop.\n\nNon tenendo minimamente conto di quello con il viso delicato, ha risposto: \"Bentley Drummle \u00e8 il suo nome, vero?\nBentley Drummle \u00e8 il suo nome, vero? Mi piace l'aspetto di quel\nragazzo.\n\nCominci\u00f2 subito a parlare con Drummle, per nulla scoraggiato dalla sua\nrisposta nel suo modo pesantemente reticente, ma apparentemente spinto da questo a\ndiscorso. Stavo guardando i due, quando arriv\u00f2 tra me e loro la governante, che\ntra me e loro la governante, con il primo piatto per la tavola.\n\nEra una donna di circa quarant'anni, suppongo, ma forse la credevo pi\u00f9 giovane di quanto non fosse.\npi\u00f9 giovane di quanto non fosse. Piuttosto alta, di figura agile e snella, estremamente\npallida, con grandi occhi sbiaditi e una quantit\u00e0 di capelli fluenti. Non posso\nnon saprei dire se qualche affezione del cuore le facesse scostare le labbra come se ansimasse.\ncome se stesse ansimando, e il suo viso avesse una curiosa espressione di\nespressione di improvviso turbamento; ma so che ero stata a vedere il Macbeth a teatro.\nMacbeth a teatro, una o due sere prima, e che il suo viso mi era sembrato\ncome se fosse stato turbato da un'aria infuocata, come i volti che avevo visto emergere dalle Streghe.\nvisto uscire dal calderone delle Streghe.\n\nMise il piatto, tocc\u00f2 tranquillamente il mio tutore con un dito sul braccio per avvisare che la cena era pronta e spar\u00ec.\ndito per avvisare che la cena era pronta, e spar\u00ec. Prendemmo posto\nal tavolo rotondo e il mio tutore tenne Drummle da un lato,\nmentre Startop si sedette dall'altro. Era un nobile piatto di pesce quello che la\nLa governante aveva messo in tavola un nobile piatto di pesce.\ndi montone altrettanto pregiato e poi un uccello altrettanto pregiato. Salse, vini, tutti gli accessori\ntutti gli accessori che volevamo, e tutti i migliori, ci sono stati distribuiti dal nostro\ncameriere muto; e quando avevano fatto il giro del tavolo, li rimetteva sempre a posto.\ntavola, li rimetteva sempre a posto. Allo stesso modo, ci forniva piatti, coltelli e forchette\npiatti, coltelli e forchette puliti, per ogni portata, e lasciava cadere quelli appena\nin due cestini a terra accanto alla sua sedia. Non \u00e8 apparso nessun altro addetto\ndella governante. Si occupava di ogni piatto e io vedevo sempre nel suo volto\nnel suo volto un volto che usciva dal calderone. Anni dopo, mi feci una\nuna terribile somiglianza con quella donna, facendo s\u00ec che un viso che non aveva altra somiglianza naturale\nsomiglianza naturale con esso se non quella che derivava dai capelli fluenti, passasse\ndietro una coppa di spiriti infuocati in una stanza buia.\n\nIndotto a notare in modo particolare la governante, sia per il suo\nsia per il suo aspetto sorprendente che per la preparazione di Wemmick, ho osservato che\nogni volta che si trovava nella stanza, teneva lo sguardo attento sul mio\nguardiano e che toglieva le mani da ogni piatto che gli metteva davanti, esitando\nesitante, come se temesse che lui la richiamasse e volesse che lui parlasse quando lei non era in grado\ne volesse che lui parlasse quando lei era vicina, se aveva qualcosa da dire. I\nmi sembrava di scorgere nel suo modo di fare la consapevolezza di ci\u00f2 e di\ne il proposito di tenerla sempre in sospeso.\n\nLa cena si svolse in modo allegro e, sebbene il mio tutore sembrasse pi\u00f9 seguire che\npiuttosto che dare origine agli argomenti, sapevo che aveva strappato da noi la parte pi\u00f9 debole delle\ndelle nostre disposizioni. Per quanto mi riguarda, mi accorsi che stavo esprimendo\nla mia tendenza a spendere molto, a patrocinare Herbert e a vantarmi delle mie grandi prospettive.\nvantarmi delle mie grandi prospettive, prima ancora di rendermi conto di aver aperto le labbra.\nlabbra. Era cos\u00ec per tutti noi, ma per nessuno pi\u00f9 di Drummle: lo sviluppo della cui inclinazione\nla cui inclinazione a stringere la mano in modo rancoroso e sospettoso\nsospettoso nei confronti degli altri, gli fu tolta prima che il pesce fosse tolto.\n\nNon fu allora, ma quando fummo arrivati al formaggio, che la nostra conversazione\nconversazione sulle nostre imprese di canottaggio, e che Drummle fu rincuorato\nper essere arrivato dietro una notte con quel suo lento modo anfibio.\nDrummle, a questo punto, inform\u00f2 il nostro ospite che preferiva di gran lunga la nostra camera alla nostra\nche in quanto ad abilit\u00e0 era pi\u00f9 che il nostro padrone e che in quanto a forza poteva sparpagliarci.\nin quanto a forza poteva disperderci come pula. Per qualche invisibile\ninvisibile, il mio tutore lo port\u00f2 a un livello di ferocia poco inferiore\nper questa sciocchezza; e si mise a sbracciare e a distendere il braccio per mostrare quanto fosse\nmuscoloso, e tutti noi ci mettemmo a sbracciarci e ad allargare le braccia in maniera\nmodo ridicolo.\n\nIn quel momento la governante stava sparecchiando la tavola; il mio tutore,\nsenza badare a lei, ma con il viso rivolto verso di lei,\nera appoggiato alla sedia mordendosi il dito indice e mostrando un interesse per Drummle che per me era\nmostrava un interesse per Drummle che, per me, era del tutto inspiegabile.\nImprovvisamente, egli pose la sua grande mano su quella della governante, come una trappola,\nmentre lei la allungava sul tavolo. Lo fece in modo cos\u00ec improvviso e intelligente che\nche ci fermammo tutti nella nostra sciocca contesa.\n\n Se parlate di forza, disse Mr. Jaggers, vi mostrer\u00f2 un polso.\nMolly, fagli vedere il polso.\n\nLa sua mano intrappolata era sul tavolo, ma aveva gi\u00e0 messo l'altra mano dietro la vita.\nmano dietro la vita.  Maestro\", disse a bassa voce, con gli occhi\ncon gli occhi attenti e imploranti fissi su di lui.  Non farlo.\n\n Vi mostrer\u00f2 un polso\", ripet\u00e9 Mr. Jaggers, con l'inamovibile determinazione di mostrarlo.\ndeterminazione a mostrarlo.  Molly, fagli vedere il polso.\n\n Maestro, mormor\u00f2 ancora.  Per favore!\n\n Molly, disse Mr. Jaggers, senza guardarla, ma guardando ostinatamente\nsul lato opposto della stanza, lasciate che vedano _entrambi_ i vostri polsi.\nMostrateglieli. Vieni!\n\nLui tolse la mano dalla sua e gir\u00f2 il polso sul tavolo. Lei\nl'altra mano da dietro e le tenne affiancate.\nfianco. L'ultimo polso era molto sfigurato, profondamente segnato e sfregiato\nda parte a parte. Quando tese le mani, distolse lo sguardo da Mr.\nJaggers e li rivolse con attenzione a tutti noi in successione.\nin successione.\n\n Qui c'\u00e8 forza, disse Mr. Jaggers, tracciando con freddezza i tendini con l'indice.\ncon l'indice.  Pochi uomini hanno il potere del polso che ha questa donna.\ndonna. \u00c8 notevole la forza di presa che c'\u00e8 in queste mani.\nmani. Ho avuto modo di notare molte mani, ma non ne ho mai viste di pi\u00f9 forti di queste.\npi\u00f9 forti di queste, sia di uomo che di donna, sotto questo aspetto.\n\nMentre lui pronunciava queste parole con uno stile piacevole e critico, lei continuava a\na guardare ognuno di noi in successione regolare mentre eravamo seduti. Nel momento in cui\nlui smetteva, lei lo guardava di nuovo.  Va bene cos\u00ec, Molly, disse Mr.\nJaggers, facendole un leggero cenno; sei stata ammirata e puoi andare.\nLei ritir\u00f2 le mani e usc\u00ec dalla stanza, mentre Mr. Jaggers,\nJaggers, che aveva preso i decanter dal suo muto cameriere, riemp\u00ec il suo bicchiere e\ne pass\u00f2 il vino.\n\n Alle nove e mezza, signori, disse, dobbiamo scioglierci. Vi prego di fare\ndi fare il miglior uso possibile del vostro tempo. Sono felice di vedervi tutti. Signor Drummle, io\nbrindo a voi.\n\nSe il suo scopo nell'individuare Drummle era quello di metterlo ancora pi\u00f9 in evidenza,\n\u00e8 perfettamente riuscito. In un trionfo imbronciato, Drummle mostr\u00f2 il suo morigerato\nsvalutazione del resto di noi, in misura sempre pi\u00f9 offensiva,\nfino a diventare del tutto insopportabile. In tutte le sue fasi, Mr.\nJaggers lo segu\u00ec con lo stesso strano interesse. Sembrava davvero\nsembrava che servisse a rendere pi\u00f9 piccante il vino di Mr.\n\nNella nostra fanciullesca mancanza di discrezione, oserei dire che abbiamo bevuto troppo,\ne so che abbiamo parlato troppo. Ci scaldammo particolarmente per un\nbecero di Drummle, secondo cui eravamo troppo liberi con i nostri soldi.\ni nostri soldi. Questo mi port\u00f2 a far notare, con pi\u00f9 zelo che discrezione, che\nche la cosa era stata fatta con cattiva grazia da lui, a cui Startop aveva prestato del denaro in mia presenza\npresenza di Startop solo una settimana prima.\n\n Bene, replic\u00f2 Drummle, sar\u00e0 pagato.\n\n Non intendo insinuare che non lo far\u00e0, dissi, ma questo potrebbe farle tenere\na tenere a freno la lingua su di noi e sui nostri soldi, credo.\n\n Dovresti pensarci tu! replic\u00f2 Drummle.  Oh Signore!\n\n Oserei dire, continuai, con l'intenzione di essere molto severo, che non prestereste\nprestare denaro a nessuno di noi se lo volessimo.\n\n Avete ragione, disse Drummle.  Non presterei a nessuno di voi un solo penny.\nNon presterei a nessuno un penny.\n\n Direi che \u00e8 piuttosto meschino chiedere un prestito in queste circostanze.\n\n Dovresti dirlo tu, ripet\u00e9 Drummle.  Oh Signore!\n\nLa cosa era tanto pi\u00f9 aggravante quanto pi\u00f9 mi ritrovavo a non poter fare a meno di\nnon riuscivo a contrastare la sua scontrosa ottusit\u00e0, tanto che dissi, ignorando gli sforzi di Herbert di\nHerbert di controllarmi,\n\n Suvvia, Mr. Drummle, visto che siamo in argomento, le racconter\u00f2 cosa\ntra Herbert e me, quando avete preso in prestito quel denaro.\n\n Non voglio sapere cosa \u00e8 successo tra Herbert e te,\nringhi\u00f2 Drummle. E credo che abbia aggiunto, con un ringhio pi\u00f9 basso, che potremmo\nandare entrambi al diavolo e scuoterci.\n\n Ma ve lo dir\u00f2, disse, sia che vogliate saperlo o meno. Noi\nAbbiamo detto che, mentre lo mettevate in tasca molto contento di averlo, sembravate\nsembrava immensamente divertito dal fatto che lui fosse cos\u00ec debole da prestarlo.\n\nDrummle si mise a ridere di gusto e si sedette a ridere in faccia a noi, con le mani in tasca e le spalle tonde alzate.\nmani in tasca e le spalle rotonde sollevate, a significare chiaramente che\nche era tutto vero e che ci disprezzava come asini.\n\nA questo punto Startop lo prese per mano, anche se con una grazia molto migliore di quella che\ne lo esort\u00f2 a essere un po' pi\u00f9 gradevole. Startop,\nessendo un giovane vivace e brillante, e Drummle l'esatto opposto, quest'ultimo era sempre disposto a risentirsi\nquest'ultimo era sempre disposto a risentirsi di lui come di un\naffronto personale. Ora ribatteva in modo rozzo e bitorzoluto e Startop cercava di allontanare la discussione\nStartop cerc\u00f2 di allontanare la discussione con qualche piccola battuta che ci fece\nridere tutti. Risentendosi di questo piccolo successo pi\u00f9 di ogni altra cosa,\nDrummle, senza alcuna minaccia o avvertimento, tir\u00f2 fuori le mani dalle tasche, abbass\u00f2 le spalle rotonde e si allontan\u00f2.\ndalle tasche, abbass\u00f2 le spalle rotonde, imprec\u00f2, prese un grande bicchiere e\ne l'avrebbe scagliato in testa all'avversario, se non fosse che il nostro intrattenitore l'ha\nse il nostro intrattenitore non l'avesse abilmente afferrato nell'istante in cui era stato sollevato a quello scopo.\nscopo.\n\n Signori, disse il signor Jaggers, posando deliberatamente il bicchiere e tirando fuori il suo ripetitore d'oro con la sua massiccia catena.\ne tirando fuori il suo ripetitore d'oro dalla sua massiccia catena, sono estremamente\nsono spiacente di annunciare che sono le nove e mezza.\n\nA questo suggerimento ci alzammo tutti per partire. Prima di arrivare alla porta della strada,\nStartop chiamava allegramente Drummle, vecchio mio, come se non fosse successo nulla.\nfosse successo nulla. Ma il vecchio era cos\u00ec lontano dal rispondere, che non avrebbe nemmeno\nnon avrebbe nemmeno camminato fino ad Hammersmith sullo stesso lato della strada; cos\u00ec Herbert e io,\nche eravamo rimasti in citt\u00e0, li vedemmo percorrere la strada su lati opposti;\nStartop in testa e Drummle in ritardo all'ombra delle case, come era solito fare.\ncase, come era solito fare con la sua barca.\n\nSiccome la porta non era ancora chiusa, pensai di lasciare Herbert l\u00ec per\ne di correre di nuovo al piano di sopra per dire una parola al mio tutore. Lo trovai\nnel suo spogliatoio, circondato dalla sua scorta di stivali, gi\u00e0\na lavarsi le mani di noi.\n\nGli dissi che ero salita di nuovo per dirgli quanto mi dispiaceva che fosse accaduto qualcosa di\nspiacevole, e che speravo non mi rimproverasse pi\u00f9 di tanto.\nme molto.\n\n Pooh! Disse lui, spalmandosi il viso e parlando attraverso le gocce d'acqua.\ngocce d'acqua; non \u00e8 niente, Pip. Per\u00f2 mi piace quel Ragno.\n\nOra si era girato verso di me, scuoteva la testa e soffiava,\ne si asciugava.\n\n Sono contento che le piaccia, signore, dissi, ma non mi piace.\n\n No, no, acconsent\u00ec il mio tutore; non avere troppo a che fare con lui.\nTieniti alla larga da lui il pi\u00f9 possibile. Ma a me piace il ragazzo, Pip; \u00e8 uno\ndi quelli veri. Se fossi un veggente\n\nGuardando fuori dall'asciugamano, ha attirato la mia attenzione.\n\n Ma non sono un indovino\", disse, lasciando cadere la testa in un festone di asciugamani e asciugandosi le due orecchie.\nfestone di asciugamano e si asciug\u00f2 le due orecchie.  Sapete cosa sono\nso cosa sono, non \u00e8 vero? Buonanotte, Pip.\n\n Buona notte, signore.\n\nDopo circa un mese, il tempo trascorso dal Ragno con il signor Pocket fin\u00ec per sempre.\ne, con grande sollievo di tutta la casa tranne che della signora Pocket, torn\u00f2 a casa nel buco di famiglia.\ncasa nel buco di famiglia.\n\n\n\n\nCapitolo XXVII.\n\n\n MIO CARO SIGNOR PIP:\n\n Vi scrivo su richiesta del signor Gargery, per farvi sapere che sta per andare a Londra in compagnia del signor Wopsle e che sarebbe lieto se il signor Wopsle\nche sta andando a Londra in compagnia del signor Wopsle e che sarebbe lieto se\nd'accordo di potervi vedere. Si presenter\u00e0 all'Hotel Barnard\nmarted\u00ec mattina alle nove, se non \u00e8 d'accordo lasciate un messaggio.\nparola. La vostra povera sorella \u00e8 molto simile a quando siete partiti. Parliamo di\ndi te in cucina tutte le sere e ci chiediamo cosa stai dicendo e facendo.\ncosa stai facendo. Se ora lo consideri alla luce di una libert\u00e0, scusami per l'amore dei vecchi tempi.\namore per i poveri vecchi tempi. Non pi\u00f9, caro signor Pip, da\n\n Il vostro sempre obbligato e affettuoso servitore,\n BIDDY.\n\n\n P.S. Desidera che io scriva in particolare _che allodole_. Dice che tu\ncapirete. Spero e non dubito che sar\u00e0 piacevole vederlo\nanche se \u00e8 un gentiluomo, perch\u00e9 voi avete sempre avuto un buon cuore, e lui \u00e8 un uomo degno, degno.\nun uomo degno, degno. Gli ho letto tutto, tranne l'ultima piccola frase.\nfrase, e mi chiede in particolare di scrivere di nuovo _che\nallodole_.\n\nHo ricevuto questa lettera per posta il luned\u00ec mattina, e quindi l'appuntamento era per il giorno successivo.\nappuntamento era per il giorno successivo. Lasciatemi confessare con quali sentimenti\naspettavo con ansia la venuta di Joe.\n\nNon con piacere, anche se ero legato a lui da tanti vincoli; no; con\ncon un notevole turbamento, una certa mortificazione e un acuto senso di\nincongruenza. Se avessi potuto tenerlo lontano pagando del denaro, avrei certamente\navrei pagato. La mia pi\u00f9 grande rassicurazione era che stava venendo\na Barnard Inn, non ad Hammersmith, e che di conseguenza non sarebbe caduto\ndi Bentley Drummle. Avevo poche obiezioni al fatto che fosse visto da Herbert o da suo padre.\nHerbert o da suo padre, per i quali nutrivo un certo rispetto; ma avevo la pi\u00f9 acuta sensibilit\u00e0 per il suo\nsensibilit\u00e0 per il fatto che fosse visto da Drummle, che disprezzavo.\ndisprezzo. Cos\u00ec, nel corso della vita, le nostre peggiori debolezze e meschinit\u00e0 vengono\nsono di solito commesse per amore delle persone che pi\u00f9 disprezziamo.\n\nAvevo cominciato a decorare sempre le camere in modo\nmodo superfluo e inappropriato, e quelle lotte con Barnard si rivelarono molto costose.\nlotta con Barnard si rivelarono molto costose. A quel punto le stanze erano molto\nmolto diverse da come le avevo trovate, e godevo dell'onore di\ndi occupare alcune pagine importanti nei libri di un vicino tappezziere.\ntappezziere vicino. Negli ultimi tempi avevo fatto progressi cos\u00ec rapidi che avevo persino iniziato un\nun ragazzo con gli stivali, stivali di gomma, in servit\u00f9 e schiavit\u00f9, al quale avrei potuto dire di\nsi pu\u00f2 dire che passer\u00f2 i miei giorni. Infatti, dopo aver costruito il mostro (con i rifiuti della mia lavandaia)\ndella mia famiglia di lavandaie) e averlo vestito con un cappotto blu, un panciotto canarino e un\ngilet canarino, cravatta bianca, calzoni color crema e gli stivali gi\u00e0 menzionati, dovevo trovarlo\ngi\u00e0 menzionati, dovevo trovargli poco da fare e molto da mangiare.\nmangiare; e con entrambe queste orribili esigenze egli infestava la mia\nesistenza.\n\nA questo fantasma vendicatore era stato ordinato di essere in servizio alle otto del marted\u00ec\nmattina nel salone (era di due metri quadrati, come da tariffa per il pavimento).\ne Herbert sugger\u00ec alcune cose per la colazione che pensava sarebbero piaciute a Joe.\nche pensava sarebbero piaciute a Joe. Sebbene mi sentissi sinceramente obbligata per l'interesse e la premura che\nper essere stato cos\u00ec interessato e premuroso, avevo una strana sensazione di\nsospetto, che se Joe fosse venuto a trovare _lui_, non sarebbe stato cos\u00ec\nnon sarebbe stato cos\u00ec brusco.\n\nTuttavia, sono venuta in citt\u00e0 il luned\u00ec sera per essere pronta per Joe, e mi sono alzata presto la mattina.\nMi alzai presto la mattina e feci in modo che il salotto e il tavolo della colazione\ntavolo della colazione assumessero il loro aspetto pi\u00f9 splendido. Purtroppo\nla mattina era piovigginosa e nemmeno un angelo avrebbe potuto nascondere il fatto che\nche Barnard versava lacrime di fuliggine fuori dalla finestra, come un debole gigante di Sweep.\ncome un debole gigante dello sweep.\n\nAll'approssimarsi dell'ora avrei voluto scappare, ma il Vendicatore, in base agli ordini, era in sala.\nin base agli ordini era nel corridoio, e di l\u00ec a poco sentii Joe sulla\nscala. Sapevo che era Joe per il suo modo goffo di salire le scale.\ndi salire le scale, dato che i suoi stivali di stato erano sempre troppo grandi per lui, e dal tempo che\ntempo che impiegava a leggere i nomi degli altri piani nel corso della sua\nsalita. Quando alla fine si ferm\u00f2 davanti alla nostra porta, sentii il suo dito tracciare\ndito che tracciava le lettere dipinte del mio nome, e in seguito lo sentii\ndistintamente il suo respiro dal buco della serratura. Alla fine diede un\ne Pepper, questo era il nome compromettente del ragazzo vendicatore, annunci\u00f2 il signor Gargoyle.\nvendicatore annunci\u00f2 il signor Gargery!  Pensavo che non avrebbe mai\nche non avrebbe mai finito di pulirsi i piedi e che sarei dovuto uscire per sollevarlo dal tappeto.\nma alla fine entr\u00f2.\n\n Joe, come stai, Joe?\n\n Pip, come ARIA, Pip?\n\nCon il suo bel viso onesto, luminoso e splendente, e il suo cappello posato a terra tra noi, prese entrambe le mie mani e le lavor\u00f2.\na terra tra di noi, mi prese entrambe le mani e le fece lavorare\nsu e gi\u00f9, come se fossi stata l'ultima pompa brevettata.\n\n Sono felice di vederti, Joe. Dammi il tuo cappello.\n\nMa Joe, prendendolo con cura con entrambe le mani, come un nido d'uccello\ncon le uova dentro, non voleva saperne di separarsi da quel pezzo di propriet\u00e0,\ne si ostinava a parlarci sopra in modo molto scomodo.\n\n Che avete che crescono, disse Joe, e che si gonfiano e che\ngentiluomo; Joe riflett\u00e9 un po' prima di scoprire questa parola;\n come se foste un onore per il vostro re e per il vostro paese.\n\n E tu, Joe, hai un aspetto meraviglioso.\n\n Grazie a Dio, disse Joe, mi sono avvicinato alla maggior parte delle persone. E tua sorella, non \u00e8\npeggio di prima. E Biddy, \u00e8 sempre pronta e corretta. E tutti\namici non \u00e8 un sostenitore, se non un perdente.  A parte Wopsle, lui ha bevuto un\ngoccia.\n\nPer tutto questo tempo (sempre con entrambe le mani che si occupavano del nido d'uccello), Joe si girava con gli occhi intorno alla stanza.\nnido d'uccello), Joe girava gli occhi per tutta la stanza e\nintorno al motivo a fiori della mia vestaglia.\n\n Hai bevuto, Joe?\n\n S\u00ec, disse Joe, abbassando la voce, ha lasciato la Chiesa e si \u00e8 dato alla recitazione.\nalla recitazione. E la recitazione lo ha portato a Londra insieme a me.\nLondra insieme a me. E il suo desiderio era, disse Joe, di mettere il nido di\nsotto il braccio sinistro per il momento e cercando un uovo con la destra.\nun uovo con la destra; se non \u00e8 un'offesa, come vorrei che fosse.\n\nPresi quello che mi diede Joe e scoprii che era la locandina sgualcita di un piccolo teatro metropolitano, che annunciava la prima apparizione\nun piccolo teatro metropolitano, che annunciava la prima apparizione, proprio quella\nproprio quella settimana, del celebre dilettante provinciale di fama rosciana,\ndi fama rosciana, la cui singolare interpretazione della pi\u00f9 alta\nnazionale ha suscitato ultimamente grande scalpore negli ambienti drammatici locali.\ndrammatico locale.\n\n Eri presente alla sua esibizione, Joe?  Ho chiesto.\n\n Lo sono stato\", disse Joe, con enfasi e solennit\u00e0.\n\n C'\u00e8 stata una grande sensazione?\n\n Ma, disse Joe, s\u00ec, c'era sicuramente una buccia d'arancia.\nPi\u00f9 difficile quando si vede il fantasma. Anche se vi ho chiesto, signore,\nse fosse necessario per tenere un uomo al lavoro con un buon cuore\ncuore, essere continuamente tagliato tra lui e lo Spirito con\n Amen!  Un uomo pu\u00f2 aver avuto una disgrazia e aver frequentato la Chiesa, disse Joe, abbassando la voce per un'intervista.\nJoe, abbassando la voce a un tono argomentativo e di sentimento, ma questo non \u00e8\nnon \u00e8 una ragione per cui dovreste cacciarlo in un momento del genere. Che io\ndire che se non si pu\u00f2 permettere al fantasma del padre di un uomo di\ndi reclamare la sua attenzione, cosa pu\u00f2 farlo, signore? Ancora di pi\u00f9, quando il suo lutto\n\u00e8 sfortunatamente cos\u00ec piccolo che il peso delle piume nere\nlo porta via, cercate di tenerlo su come potete.\n\nUn effetto di visione fantasma nel volto di Joe mi inform\u00f2 che Herbert era entrato nella stanza.\nera entrato nella stanza. Cos\u00ec, presentai Joe a Herbert, che gli tese la mano; ma Joe si tir\u00f2 indietro e si aggrapp\u00f2 al nido d'uccello.\nmano, ma Joe si tir\u00f2 indietro e si aggrapp\u00f2 al nido d'uccello.\n\n Il vostro servitore, signore, disse Joe, e spero che, essendo voi e Pip qui, il suo sguardo sia caduto sul Vendicatore, che stava mettendo in tavola un po' di pane tostato.\nl'occhio cadde sul Vendicatore, che stava mettendo in tavola alcuni toast, e cos\u00ec\nchiaramente l'intenzione di fare di quel giovane gentiluomo un membro della famiglia, che io lo respinsi e lo confusi di pi\u00f9.\nfamiglia, tanto che lo respinsi e lo confusi di pi\u00f9.\ndue gentiluomini, che spero vi troviate bene in questo posto cos\u00ec vicino?\nPer il momento potrebbe essere un'ottima locanda, secondo le opinioni di Londra,\ndisse Joe, in tono confidenziale, e credo che il suo carattere lo sopporti; ma non ci terrei un maiale.\nio stesso non ci terrei un maiale, non nel caso in cui volessi fargli ingrassare\ningrassare in modo sano e da mangiare con un sapore migliore.\n\nAvendo portato questa lusinghiera testimonianza dei meriti della nostra\nluogo di residenza, e avendo incidentalmente mostrato questa tendenza a chiamarmi\n signore, Joe, invitato a sedersi a tavola, cerc\u00f2 in tutta la stanza un punto adatto per depositare il cappello.\nstanza per trovare un posto adatto su cui depositare il cappello, come se fosse\ncome se solo su alcune rare sostanze in natura potesse trovare un posto\ne alla fine lo pose su un angolo estremo del camino, dal quale\ncamino, da cui in seguito cadde a intervalli.\n\n Prende il t\u00e8 o il caff\u00e8, Mr. Gargery? chiese Herbert, che presiedeva sempre la mattinata.\npresiedere una mattinata.\n\n Grazie, signore, disse Joe, irrigidito da capo a piedi, prender\u00f2 quello che vi piace di pi\u00f9.\npi\u00f9 gradito a voi.\n\n Cosa si dice al caff\u00e8?\n\n Grazie, signore, rispose Joe, evidentemente contrariato dalla proposta,\n visto che siete cos\u00ec gentili da fare un caff\u00e8, non voglio contravvenire alle vostre opinioni.\nnon mi opporr\u00f2 alle vostre opinioni. Ma non trovate mai che sia un po'\n mangiare?\n\n Dite pure il t\u00e8, disse Herbert, versandolo.\n\nIl cappello di Joe cadde dalla mensola del camino e lui si alz\u00f2 dalla sedia, lo raccolse e lo sistem\u00f2 nello stesso punto.\nsedia, lo raccolse e lo sistem\u00f2 nello stesso identico punto. Come se fosse\nfosse un punto assoluto di buona educazione che dovesse cadere di nuovo\npresto.\n\n Quando \u00e8 arrivato in citt\u00e0, signor Gargery?\n\n Era ieri pomeriggio? disse Joe, dopo aver tossito dietro la mano, come se avesse avuto il tempo di prendere la pertosse da quando era arrivato.\nmano, come se avesse avuto il tempo di prendere la pertosse da quando era arrivato.\n No, non lo era. S\u00ec, invece. Si. Era ieri pomeriggio (con\nun'apparenza di saggezza, sollievo e rigorosa imparzialit\u00e0).\n\n Avete gi\u00e0 visto qualcosa di Londra?\n\n S\u00ec, signore, disse Joe, io e Wopsle andammo subito a vedere il Blacking Ware.\nil Blacking Ware. Ma non abbiamo trovato che fosse all'altezza della sua\na somiglianza delle banconote rosse alle porte del negozio; e voglio dire, aggiunse Joe, in modo esplicativo, che \u00e8 l\u00ec disegnato\nJoe, a mo' di spiegazione, che \u00e8 disegnato anche l\u00ec.\narchitectooralooral.\n\nCredo davvero che Joe avrebbe allungato questa parola (potentemente\nespressiva per la mia mente di un'architettura che conosco) in un perfetto\ncoro, se non fosse stato che la sua attenzione fu provvidenzialmente attratta dal suo\ncappello che stava cadendo. In effetti, ci\u00f2 richiedeva da parte sua una costante\nattenzione e una rapidit\u00e0 di occhio e di mano molto simile a quella richiesta dal\ndi wicket. Si \u00e8 divertito a giocarci in modo straordinario e ha dimostrato la pi\u00f9 grande\ngrande abilit\u00e0: ora si precipitava su di essa e la prendeva perfettamente quando cadeva; ora\nora, fermandola a met\u00e0 strada, picchiandola e assecondandola in varie parti della stanza e della\nin varie parti della stanza e contro buona parte del disegno della carta sul muro.\ndella carta sul muro, prima di ritenere sicuro chiudere con essa;\nalla fine l'ha spruzzato nel lavandino, dove io mi sono preso la libert\u00e0 di\ndi metterci le mani sopra.\n\n[Illustrazione]\n\nPer quanto riguarda il colletto della camicia e il colletto del cappotto, erano perplessit\u00e0 da\nriflettere, entrambi misteri insolubili. Perch\u00e9 un uomo dovrebbe raschiarsi\na tal punto, prima di potersi considerare vestito di tutto punto? Perch\u00e9\nPerch\u00e9 dovrebbe pensare che sia necessario purificarsi soffrendo per i suoi\nvestiti per le vacanze? Poi cadeva in tali inspiegabili crisi di\nmeditazione, con la forchetta a met\u00e0 strada tra il piatto e la bocca; aveva gli occhi\nocchi attratti in direzioni cos\u00ec strane; era afflitto da una tosse cos\u00ec\ntosse; si sedeva cos\u00ec lontano dal tavolo e lasciava cadere molto pi\u00f9 di quanto\ndi quello che mangiava, fingendo di non averlo fatto, che fui felice quando Herbert ci lasci\u00f2.\nfelice quando Herbert ci lasci\u00f2 per la citt\u00e0.\n\nNon avevo n\u00e9 il buon senso n\u00e9 il buon sentimento per sapere che era tutta colpa mia e che se fossi stata pi\u00f9 semplice con Joe, Joe avrebbe\nche era tutta colpa mia e che se fossi stata pi\u00f9 facile con Joe, Joe sarebbe stato pi\u00f9 facile con me.\nsarebbe stato pi\u00f9 facile con me. Mi sentivo insofferente nei suoi confronti e fuori di s\u00e9; in questa condizione\nin queste condizioni mi gett\u00f2 addosso carboni ardenti.\n\n Noi due siamo ora soli, signore, esord\u00ec Joe.\n\n Joe\", interruppi, con fare meschino, \"come puoi chiamarmi signore?\n\nJoe mi guard\u00f2 per un solo istante con qualcosa di vagamente simile al\nrimprovero. Per quanto assurda fosse la sua cravatta e i suoi colletti, ero consapevole di una sorta di dignit\u00e0 nello sguardo.\nper quanto fosse assurdo il suo cravattino e i suoi colletti, ero consapevole di una sorta di dignit\u00e0 in quello sguardo.\n\n Essendo ora noi due soli, riprese Joe, e avendo io le intenzioni e le capacit\u00e0 di rimanere ancora per\ne le capacit\u00e0 di rimanere ancora per pochi minuti, concluder\u00f2 ora\nconcludere almeno inizier\u00f2 ad accennare a ci\u00f2 che mi ha portato ad avere questo\npresente onore. Perch\u00e9 non \u00e8 forse vero, disse Joe, con la sua vecchia aria di lucida\nche il mio unico desiderio fosse quello di essere utile a voi, non avrei avuto l'onore di\nnon avrei avuto l'onore di rompere le canne in compagnia e in casa di gentiluomini.\ngentiluomini.\n\nEro cos\u00ec poco propensa a rivedere quello sguardo che non feci alcuna rimostranza\ncontro questo tono.\n\n Ebbene, signore, ha proseguito Joe, le cose sono andate cos\u00ec. Ero al Bargemen\nl'altra sera, Pip; ogni volta che cedeva all'affetto mi chiamava Pip, e ogni volta che ricadeva nell'educazione mi chiamava signore.\nPip, e ogni volta che ricadeva nella cortesia mi chiamava signore; quando\nquando arriv\u00f2 con il suo carro a cavalli, Pumblechook. Che \u00e8 lo stesso\nidentico, disse Joe, scendendo su un nuovo sentiero, mi pettina l'aria in modo\na volte mi fa sbagliare aria, terribile, dando su e gi\u00f9 per la citt\u00e0 come se fosse\nlui che ha mai avuto la tua compagnia infantile ed \u00e8 stato guardato come un\ncompagno di giochi.\n\n Sciocchezze. Sei stato tu, Joe.\n\n E io credevo proprio che lo fosse, Pip\", disse Joe, scuotendo leggermente la testa.\ntesta, anche se ora significa poco, signore. Ebbene, Pip, questo stesso\nidentico, che i suoi modi sono portati a sbruffoneggiare, \u00e8 venuto da me al\nBargemen (dove una pipa e una pinta di birra danno ristoro a chi lavora, signore).\nlavoro, signore, e non stimolano troppo), e le sue parole furono,\n Joseph, la signorina Havisham desidera parlarti.\n\n Miss Havisham, Joe?\n\n Vorrebbe, se fosse la parola di Pumblechook, parlare con te.  Joe si sedette e\nocchi al soffitto.\n\n S\u00ec, Joe? Continui, per favore.\n\n Il giorno dopo, signore, disse Joe, guardandomi come se fossi molto lontano,\n dopo essermi ripulito, vado a trovare la signorina A.\n\n Signorina A., Joe? Signorina Havisham?\n\n E io dico, signore, rispose Joe, con un'aria di formalit\u00e0 legale, come se stesse facendo testamento.\nse stesse facendo testamento, Miss A., o comunque Havisham. La sua\nespressione, a quel punto, \u00e8 come se seguisse:  Signor Gargery. Siete in\ncorrispondenza con il signor Pip?  Avendo ricevuto una vostra lettera, sono in grado di\ndire che lo sono.  (Quando ho sposato vostra sorella, signore, ho detto che lo far\u00f2; e quando ho risposto al vostro amico Pip, ho detto che lo far\u00f2.\nquando ho risposto al vostro amico Pip, ho detto che lo sono. )  Vorresti dirglielo?\nallora, disse, che Estella \u00e8 tornata a casa e che sarebbe felice di vederlo.\nvederlo.\n\nSentii il mio viso infiammarsi mentre guardavo Joe. Spero che una causa remota del\ndi questo incendio possa essere stata la consapevolezza che se avessi conosciuto il suo\nse avessi conosciuto la sua missione, avrei dovuto incoraggiarlo di pi\u00f9.\n\n Biddy, inseguita da Joe, quando sono tornata a casa e le ho chiesto di scrivere il messaggio a te, si \u00e8 un po' trattenuta.\nmessaggio a voi, un po 'appeso indietro. Biddy ha detto, so che sar\u00e0 molto\nso che sar\u00e0 molto contento di riceverlo a voce, \u00e8 tempo di vacanze, vuoi vederlo, vai!\n\u00e8 tempo di vacanze, volete vederlo, andate!  Ho concluso, signore, disse Joe, alzandosi dalla sedia,\n e, Pip, ti auguro di stare sempre bene e di prosperare sempre pi\u00f9 in alto.\nmaggiore altezza.\n\n Ma tu non vai adesso, Joe?\n\n S\u00ec, sono io\", disse Joe.\n\n Ma tornerai a cena, Joe?\n\n No, non lo sono\", disse Joe.\n\nI nostri occhi si incontrarono e tutto il Signore si sciolse da quel cuore virile quando mi diede la mano.\nmi diede la mano.\n\n Pip, caro vecchio mio, la vita \u00e8 fatta di tante parti saldate insieme.\ninsieme, come posso dire, e un uomo \u00e8 un fabbro, e uno \u00e8 un\nbianco, e uno \u00e8 un orafo, e uno \u00e8 un ramaio. Le divisioni\ntra questi devono arrivare e devono essere affrontate cos\u00ec come arrivano. Se c'\u00e8 stato un errore\ncolpa oggi, \u00e8 la mia. Io e te non siamo due figure che possono stare\ninsieme a Londra, n\u00e9 in nessun altro luogo se non quello che \u00e8 privato, e\ne conosciuto, e compreso tra amici. Non \u00e8 che io sia orgoglioso, ma\nche voglio avere ragione, visto che non mi vedrete mai pi\u00f9 in questi\nvestiti. Ho sbagliato con questi vestiti. Sono sbagliato fuori dalla fucina, dalla cucina o dalle maglie.\ncucina o fuori dalle maglie. Non troverete la met\u00e0 dei difetti in me se\nse mi vedete vestito da forgia, con il martello in mano o con la pipa.\nla pipa. Non troverete la met\u00e0 della colpa in me se, supponendo che vogliate vedermi\ndi vedermi, venite a mettere la testa alla finestra della fucina e vedete Joe il fabbro.\ne vedessi Joe il fabbro, l\u00ec, sulla vecchia incudine, con il vecchio grembiule bruciato e\ngrembiule bruciato, attaccato al vecchio lavoro. Sono terribilmente noioso, ma spero di aver\ndi aver tirato fuori qualcosa di vicino ai diritti di questo lavoro. E quindi DIO ti benedica\nti, caro vecchio Pip, vecchio mio, DIO ti benedica!\n\nNon mi ero sbagliato nel pensare che in lui ci fosse una semplice dignit\u00e0.\ndignit\u00e0. La moda del suo abbigliamento non poteva intralciarlo quando\nparole, cos\u00ec come non poteva intromettersi in Paradiso. Mi tocc\u00f2\nmi tocc\u00f2 delicatamente sulla fronte e usc\u00ec. Non appena riuscii a riprendermi a sufficienza\nappena potei riprendermi a sufficienza, mi affrettai a seguirlo e a cercarlo nelle strade vicine.\nstrade vicine, ma non c'era pi\u00f9.\n\n\n\n\nCapitolo XXVIII.\n\n\nEra chiaro che dovevo tornare nella nostra citt\u00e0 il giorno dopo e, nel primo flusso del mio pentimento, era altrettanto chiaro che dovevo rimanere da Joe.\ndel mio pentimento, era altrettanto chiaro che dovevo rimanere da Joe.\nMa, quando mi fui assicurato il posto nella carrozza di domani e fui sceso da Mr.\nPocket e ritorno, non ero affatto convinto su quest'ultimo punto e cominciai a inventare ragioni\ne cominciai a inventare ragioni e scuse per andare al Blue Boar.\nal Blue Boar. Sarei stata un fastidio da Joe, non ero attesa e il mio letto non sarebbe stato\nJoe; non mi aspettavano e il mio letto non sarebbe stato pronto; sarei stata troppo lontana da Miss\nHavisham, e lei era esigente e forse non le sarebbe piaciuto. Tutti gli altri\ntutti gli altri imbroglioni della terra non sono nulla rispetto agli imbroglioni di se stessi, e con tali\npretese ho imbrogliato me stesso. \u00c8 sicuramente una cosa curiosa. Che io prenda\ninnocentemente una mezza corona scadente di fabbricazione altrui \u00e8 abbastanza\nragionevole; ma che io consideri consapevolmente una moneta spuria\ndi mia produzione come denaro buono! Un cortese sconosciuto, con la scusa di\ndi piegare in modo compatto le mie banconote per sicurezza, le estrae e mi d\u00e0 dei gusci di noce.\ne mi d\u00e0 dei gusci di noce; ma qual \u00e8 il suo gioco di prestigio rispetto al mio?\nquando io stesso ripiego i miei gusci di noce e li spaccio per banconote!\n\nAvendo stabilito che dovevo andare al Cinghiale Blu, la mia mente era molto\ndisturbata dall'indecisione se prendere o meno il Vendicatore. Era\nallettante pensare a quel costoso Mercenario che arieggiava pubblicamente i suoi stivali\nnell'arco del cortile della stazione di posta del Cinghiale Blu; era quasi solenne immaginarlo\nera quasi solenne immaginarlo prodotto con disinvoltura in sartoria e confondere gli\nsensi irrispettosi del ragazzo di Trabb. D'altra parte, il ragazzo di Trabb\nTrabb poteva entrare nella sua intimit\u00e0 e raccontargli delle cose; oppure, sconsiderato e disperato\ne disperato, come sapevo che poteva essere, avrebbe potuto fargli la corte in High Street.\nHigh Street. Anche la mia patrona potrebbe sentirlo e non approvare. Nel complesso\ntutto, decisi di lasciarmi alle spalle il Vendicatore.\n\nEra la carrozza pomeridiana con cui avevo preso posto e, dato che l'inverno era ormai arrivato, non sarei arrivata a destinazione prima di aver preso posto.\ninverno, sarei arrivato a destinazione solo due o tre ore dopo il tramonto.\ndue o tre ore dopo il tramonto. L'ora di partenza da Cross Keys\nera alle due. Arrivai a terra con un quarto d'ora di anticipo, accompagnato dal Vendicatore.\nun quarto d'ora prima, assistito dal Vendicatore, se posso collegare questa espressione con\nuno che non mi ha mai assistito se ha potuto evitarlo.\n\nA quell'epoca era consuetudine trasportare i detenuti fino al porto\nin carrozza. Poich\u00e9 avevo spesso sentito parlare di loro come passeggeri esterni e li avevo visti pi\u00f9 di una volta sulla strada\npasseggeri esterni e li avevo visti pi\u00f9 di una volta sulla strada maestra che penzolavano\nle loro gambe di ferro sopra il tetto della carrozza, non avevo motivo di sorprendermi quando\nquando Herbert, incontrandomi nel cortile, si avvicin\u00f2 e mi disse che c'erano\ndue galeotti che scendevano con me. Ma avevo una ragione, ormai vecchia, per\nmotivo di vacillare costituzionalmente ogni volta che sentivo la parola\n galeotto.\n\n Non ti danno fastidio, Handel? disse Herbert.\n\n O no!\n\n Credevo che sembrasse che non ti piacessero?\n\n Non posso fingere che mi piacciano, e suppongo che a voi non piacciano particolarmente.\nparticolarmente. Ma a me non dispiacciono.\n\n Vedi! Eccoli, disse Herbert, uscendo dal rubinetto. Che spettacolo\ndegradato e ignobile!\n\nAvevano fatto la guardia, suppongo, perch\u00e9 c'era un carceriere con loro, e tutti e tre uscirono pulendosi la bocca sulle mani.\ne tutti e tre uscirono pulendosi la bocca sulle mani.\nI due detenuti erano ammanettati insieme e avevano i ferri alle gambe, ferri di un modello che conoscevo bene.\ngambe, ferri di un modello che conoscevo bene. Indossavano l'abito che\nanche io conoscevo bene. Il loro guardiano aveva un paio di pistole e portava con s\u00e9 un randello\nsotto il braccio una spessa mazza; ma era in buoni rapporti con loro e stava con loro.\ncon loro e se ne stava in piedi con loro accanto, a guardare\ncavalli, con un'aria come se i galeotti fossero un'interessante esposizione\nfossero una mostra interessante, al momento non ancora aperta, e lui il curatore.\nil curatore. Uno dei due era pi\u00f9 alto e robusto dell'altro e si presentava come un\ne appariva come un dato di fatto, secondo le misteriose modalit\u00e0 del mondo\nmondo, sia dei detenuti che dei liberi, gli fosse stato assegnato il vestito pi\u00f9 piccolo.\nabiti pi\u00f9 piccoli. Le sue braccia e le sue gambe erano come dei grandi puntaspilli di quelle\nforme, e il suo abbigliamento lo mascherava in modo assurdo; ma ho riconosciuto i suoi\nocchi socchiusi con un solo sguardo. L\u00ec si trovava l'uomo che avevo visto sul\nal Tre allegri barcaroli il sabato sera, e che mi aveva fatto cadere con la sua pistola invisibile.\nmi aveva fatto cadere con la sua pistola invisibile!\n\nEra facile assicurarsi che per ora non mi conoscesse pi\u00f9 che se non mi avesse mai visto in vita sua.\nnon mi avesse mai visto in vita sua. Mi guard\u00f2 di fronte e il suo occhio\nil suo occhio ha valutato la mia catenina dell'orologio, poi ha incidentalmente sputato e ha detto\nqualcosa all'altro galeotto, e loro risero e si misero a ridere\ncon un tintinnio di manette e guardarono qualcos'altro.\naltro. I grandi numeri sulle loro spalle, come se fossero porte di strada;\nla loro superficie esterna rozza e sgraziata, come se fossero animali inferiori; le loro gambe ferrate, apostrofate come\nanimali inferiori; le loro gambe ferrate, apologicamente\nfazzoletti da taschino; e il modo in cui tutti i presenti li guardavano\ne si tenevano alla larga da loro, li rendevano (come aveva detto Herbert) uno spettacolo sgradevole e degradato.\ne degradato.\n\nMa questo non \u00e8 stato il peggio. Si scopr\u00ec che l'intero\nche l'intera parte posteriore della carrozza era stata occupata da una famiglia in partenza da Londra e che\nche non c'era posto per i due prigionieri se non sul sedile davanti, dietro al cocchiere.\ndavanti, dietro al cocchiere. A questo punto, un signore collerico, che aveva preso il quarto posto su quel\nche aveva preso il quarto posto su quel sedile, si \u00e8 infuriato come una furia,\ne disse che era stata una violazione del contratto mescolarlo con una compagnia cos\u00ec\ncompagnia scellerata e che era velenoso, pernicioso, infame e vergognoso.\ninfame e vergognoso e non so cos'altro. A questo punto la\ncarrozza era pronta e il cocchiere impaziente, e tutti ci stavamo preparando a salire.\ne i prigionieri erano arrivati con il loro guardiano, portando con s\u00e9 quel curioso sapore di pane-patatine.\ncon loro quel curioso sapore di cataplasma, di baize, di filo di corda e di\ndi pane, pancetta, filo di corda e pietra del focolare, che accompagna la presenza dei detenuti.\n\n Non se la prenda tanto, signore, disse il custode al passeggero arrabbiato.\npasseggero arrabbiato; mi sieder\u00f2 io stesso accanto a lei. Li metter\u00f2 all'esterno della\nfila. Non interferiranno con lei, signore. Non deve sapere che sono\nl\u00ec.\n\n E non dare la colpa a me\", ringhi\u00f2 il detenuto che avevo riconosciuto.  _I_\nnon voglio andare. Sono pronto a rimanere qui. Per quanto mi riguarda\nper quanto mi riguarda, chiunque \u00e8 il benvenuto a casa mia.\n\n O il mio, disse l'altro, burbero.  Non avrei dato fastidio a nessuno di voi\ndi voi, se avessi fatto a modo mio.  Poi entrambi risero e cominciarono a\na rompere le noci e a sputare i gusci in giro. Come penso davvero che\nche mi sarebbe piaciuto fare io stesso, se fossi stato al loro posto e cos\u00ec\ndisprezzato.\n\nAlla fine si decise che non c'era pi\u00f9 niente da fare per il gentiluomo arrabbiato,\ne che doveva andare con la sua compagnia o rimanere indietro. Cos\u00ec\nsi mise al suo posto, continuando a lamentarsi, e il guardiano si mise al posto accanto a lui.\ne il guardiano si mise al suo posto e i detenuti si tirarono su meglio che potevano.\ne il detenuto che avevo riconosciuto si sedette dietro di me con il suo fiato sui capelli.\ncon il suo fiato sui capelli della mia testa.\n\n Addio, Handel!  Herbert ci chiam\u00f2 mentre ci avviavamo. Pensai che era una\nfortuna che avesse trovato per me un nome diverso da Pip.\n\n\u00c8 impossibile esprimere con quale acutezza ho sentito il respiro del detenuto\nrespiro del detenuto, non solo sulla nuca, ma lungo tutta la colonna vertebrale. La sensazione\nsensazione era come se mi avessero toccato il midollo con qualche acido pungente e\nacido pungente e penetrante, mi faceva saltare i denti. Sembrava che avesse pi\u00f9\nrespirare pi\u00f9 di un altro uomo e che facesse pi\u00f9 rumore nel farlo.\ne io ero consapevole di essere diventato alto di spalle da un lato,\nnel tentativo di respingerlo.\n\nIl tempo era miseramente crudo e i due maledissero il freddo. Ci rese\nletargici prima ancora di andare lontano e, quando ci lasciammo alle spalle la Casa di Mezzo, abitualmente ci appisolavamo e tremavamo e tacevamo.\ncasa, abitualmente ci appisolavamo, rabbrividivamo e tacevamo. Io stesso mi sono appisolato\nmi sono assopito io stesso, nel considerare se dovessi restituire un\nsterline a questa creatura prima di perderla di vista,\ne come farlo al meglio. Nell'atto di immergermi in avanti come se dovessi\ncome se volessi fare il bagno tra i cavalli, mi sono svegliato di soprassalto e ho ripreso in mano la questione.\ndomanda di nuovo.\n\nMa devo averla persa pi\u00f9 a lungo di quanto pensassi, poich\u00e9, sebbene non riuscissi a riconoscere nulla nell'oscurit\u00e0\nnon riuscivo a riconoscere nulla nell'oscurit\u00e0 e nelle luci e ombre\nombre delle nostre lampade, tracciai il paese delle paludi nel vento freddo e umido che\numido che soffiava su di noi. Rannicchiati in avanti per riscaldarsi e per farmi da schermo contro il vento, i detenuti erano\nvento, i detenuti erano pi\u00f9 vicini a me di prima. Le prime\nparole che sentii scambiare non appena presi coscienza, furono le parole del mio stesso pensiero.\nmio pensiero: \"Due banconote da una sterlina\".\n\n Come li ha avuti? disse il detenuto che non avevo mai visto.\n\n Come faccio a saperlo? rispose l'altro.  Le aveva nascoste\nda qualche parte. Glieli hanno dati gli amici, immagino.\n\n Vorrei, disse l'altro, con un'amara maledizione al freddo, averli qui.\naverli qui.\n\n Due banconote da una sterlina, o amici?\n\n Due banconote da una sterlina. Venderei tutti gli amici che ho avuto per una sola, e\ne lo riterrei un ottimo affare. Allora? E lui dice?\n\n Cos\u00ec dice, riprese il galeotto che avevo riconosciuto, \u00e8 stato tutto detto e fatto in mezzo minuto, dietro un mucchio di legname nel bosco.\ne fatto in mezzo minuto, dietro una catasta di legname nella\nSta per essere congedato?  S\u00ec, \u00e8 cos\u00ec. Se volessi trovare\nil ragazzo che gli aveva dato da mangiare e aveva mantenuto il suo segreto, e dargli le due banconote da una sterlina?\nbanconote da una sterlina? S\u00ec, l'avrei fatto. E lo feci.\n\n Pi\u00f9 stupido di te, ringhi\u00f2 l'altro.  Li avrei spesi per un uomo, in\nbevande e alcolici. Doveva essere un tipo verde. Vuoi dire che non sapeva\nnulla di voi?\n\n Non un ha porth. Bande diverse e navi diverse. Fu processato\ndi nuovo per evasione e fu nominato Lifer.\n\n Ed \u00e8 stata quella, Onorevole, l'unica volta che ha lavorato in questa parte del paese?\npaese?\n\n L'unica volta.\n\n Quale poteva essere la sua opinione sul posto?\n\n Un luogo bestiale. Banco di fango, nebbia, palude e lavoro; lavoro, palude,\nnebbia, e argine di fango.\n\nEntrambi esecravano il luogo con un linguaggio molto forte, e a poco a poco si sono\nringhiando e non avevano pi\u00f9 nulla da dire.\n\nDopo aver ascoltato questo dialogo, sarei sicuramente sceso e lasciato nella solitudine e nell'oscurit\u00e0 dell'autostrada.\ne sarei stato lasciato nella solitudine e nell'oscurit\u00e0 della strada, se non fosse che mi sentivo\nche quell'uomo non sospettasse nulla della mia identit\u00e0. In effetti, non ero\nnon solo ero cos\u00ec cambiato nel corso della natura, ma anche vestito in modo cos\u00ec diverso e\ndiverse circostanze, che non era affatto probabile che potesse riconoscermi senza\nche potesse riconoscermi senza un aiuto fortuito. Tuttavia, la coincidenza del nostro\ncoincidenza di trovarci insieme sulla carrozza era sufficientemente strana da riempirmi di\npaura che qualche altra coincidenza potesse da un momento all'altro collegarmi\nlui, con il mio nome. Per questo motivo, decisi di scendere appena\nnon appena avessimo toccato la citt\u00e0 e di mettermi al riparo dalla sua attenzione. Questo\nQuesto espediente fu messo in atto con successo. Il mio piccolo portamonete era nel bagagliaio\nsotto i miei piedi; non dovevo far altro che girare una cerniera per tirarlo fuori; lo gettai a terra\ngettato a terra davanti a me, scesi dietro di lui e mi ritrovai alla prima lampada sulle\nprima pietra del marciapiede della citt\u00e0. Per quanto riguarda i galeotti, andarono per la loro strada\ncon la carrozza e sapevo a che punto sarebbero stati portati al fiume.\nal fiume. Nella mia fantasia vedevo la barca con l'equipaggio di galeotti che li aspettava\ndi galeotti che li aspettavano sulle scale lavate dalla melma, e sentii di nuovo il burbero \"Give way\",\ncome un ordine ai cani, vidi di nuovo la malvagia Arca di No\u00e8 distesa sull'acqua nera.\nsull'acqua nera.\n\nNon avrei saputo dire di che cosa avevo paura, perch\u00e9 la mia paura era del tutto\nindefinita e vaga, ma la paura era grande in me. Mentre camminavo\nverso l'albergo, sentii che un timore, molto superiore alla semplice apprensione\ndi un riconoscimento doloroso o sgradevole, mi faceva tremare. Sono\nsono certo che non abbia preso una forma ben definita e che sia stato il\nche fosse il rivivere per qualche minuto il terrore dell'infanzia.\n\nLa sala del caff\u00e8 del Blue Boar era vuota e io non solo avevo ordinato la mia cena l\u00ec, ma mi ero anche seduto, prima che il cameriere mi conoscesse.\ncena, ma mi ero gi\u00e0 seduto, prima che il cameriere mi conoscesse. Non appena\nAppena si \u00e8 scusato per la sua memoria, mi ha chiesto se doveva mandare Boots a chiamare il signor Pumblechook.\nse doveva mandare Boots a chiamare il signor Pumblechook?\n\n No, ho detto, certamente no.\n\nIl cameriere (era stato lui a portare la Grande Rimostranza dei Commercianti, il giorno in cui ero stata consegnata) apparve sorpreso e si mise in contatto con me.\ncommerciali, il giorno in cui ero stato legato) apparve sorpreso e colse la prima occasione di mettere\ne colse la prima occasione per mettere una vecchia e sporca copia di un giornale locale\ndi un giornale locale, cos\u00ec direttamente sulla mia strada, che io la presi e lessi questo\nparagrafo:\n\nI nostri lettori apprenderanno, non senza interesse, in riferimento alla recente\nalla recente e romantica ascesa di un giovane artigiano del ferro di questo quartiere (che tema, tra l'altro, per la nostra penna magica).\ndi ferro di questo quartiere (che tema, tra l'altro, per la penna magica del nostro\nnon ancora universalmente riconosciuto TOOBY, il poeta delle nostre colonne!\nche il primo mecenate, compagno e amico di questo giovane era\nun individuo molto rispettato e non del tutto estraneo al commercio di mais e di\ne sementi, i cui locali commerciali, molto comodi e confortevoli, sono situati nel raggio di cento miglia.\nlocali commerciali sono situati nel raggio di un centinaio di chilometri da High Street. Non \u00e8\nnon \u00e8 del tutto indifferente ai nostri sentimenti personali il fatto che lo registriamo come\nmentore del nostro giovane Telemaco, perch\u00e9 \u00e8 bene sapere che la nostra citt\u00e0 ha prodotto il fondatore di quest'ultimo\ncitt\u00e0 ha prodotto il fondatore delle fortune di quest'ultimo. La fronte\nmente contratta del Saggio locale o l'occhio lucente della Bellezza locale si chiede forse di chi siano le fortune?\nBellezza locale si chiedono di chi siano le fortune? Noi crediamo che Quintin Matsys sia stato il\nBLACKSMITH di Anversa. VERBO. SAP.\n\nHo la convinzione, basata su un'ampia esperienza, che se nei giorni della mia prosperit\u00e0 fossi andato al Polo Nord\nse nei giorni della mia prosperit\u00e0 fossi andato al Polo Nord, avrei incontrato\nesquimaux o di un uomo civilizzato, che mi avrebbe detto che Pumblechook\nche mi avrebbe detto che Pumblechook \u00e8 stato il mio primo mecenate e il fondatore della mia fortuna.\nfortuna.\n\n\n\n\nCapitolo XXIX.\n\n\nQualche volta al mattino mi alzai e uscii. Era ancora troppo presto per andare da\nMiss Havisham, cos\u00ec bighellonai in campagna dalla parte di Miss Havisham, che non era la parte di Joe.\ndella citt\u00e0, che non era la parte di Joe; avrei potuto andarci domani, pensando alla mia protettrice e dipingendo\nalla mia protettrice e dipingendo immagini brillanti dei suoi piani per me.\nper me.\n\nAveva adottato Estella, aveva praticamente adottato me e non poteva non essere sua intenzione\nnon poteva non essere sua intenzione farci incontrare. Aveva riservato a me il compito di\ndi restaurare la casa desolata, di far entrare la luce del sole nelle stanze buie, di far funzionare gli orologi e i freddi focolari.\nstanze buie, rimettere in moto gli orologi e accendere i freddi focolari, togliere le ragnatele, distruggere le\nle ragnatele, distruggere i parassiti, in breve, compiere tutte le azioni brillanti del\ndel giovane cavaliere del romanticismo, e sposare la principessa. Mi ero fermato a\ncasa mentre passavo; e i suoi muri di mattoni rossi bruciati, le finestre ostruite e la robusta edera verde\nfinestre, e la forte edera verde che stringeva con i suoi ramoscelli e tendini anche le pile dei camini.\nramoscelli e i tendini, come con vecchie braccia snodate, avevano costituito un ricco mistero\nmistero attraente, di cui io ero l'eroe. Estella ne era l'ispirazione\nispirazione e il cuore di esso, naturalmente. Ma, sebbene si fosse\ndi me, sebbene la mia fantasia e le mie speranze fossero cos\u00ec\nsu di lei, nonostante la sua influenza sulla mia vita e sul mio carattere di ragazzo fosse\nera stata onnipotente, non l'ho investita, nemmeno quella mattina romantica, di\ndi attributi diversi da quelli che lei possedeva. Ne parlo in questo\ndi proposito, perch\u00e9 \u00e8 l'indizio con cui devo essere seguito nel mio povero labirinto.\nseguire nel mio povero labirinto. Secondo la mia esperienza, il concetto\nnozione convenzionale di amante non pu\u00f2 essere sempre vera. La verit\u00e0 incondizionata\nverit\u00e0 \u00e8 che quando ho amato Estella con l'amore di un uomo, l'ho amata\nsemplicemente perch\u00e9 la trovavo irresistibile. Una volta per tutte; sapevo, con mio\ndolore, spesso e spesso, se non sempre, di averla amata contro la\nragione, contro le promesse, contro la pace, contro la speranza, contro la felicit\u00e0, contro ogni\nfelicit\u00e0, contro ogni scoraggiamento possibile. Una volta per tutte; non l'ho amata\nl'amavo non di meno perch\u00e9 lo sapevo, e questo non aveva pi\u00f9 influenza\nnel trattenermi pi\u00f9 che se l'avessi creduta devotamente la perfezione umana.\nperfezione.\n\nHo organizzato la mia camminata in modo da arrivare al cancello alla mia vecchia ora. Quando\nsuonato il campanello con mano instabile, voltai le spalle al cancello, mentre cercavo di riprendere fiato e di trattenere i battiti del cuore.\nal cancello, mentre cercavo di riprendere fiato e di mantenere moderatamente calmo il battito del mio cuore.\nmoderatamente tranquillo. Sentii la porta laterale aprirsi e dei passi attraversare il cortile.\ncortile; ma feci finta di non sentire, anche quando il cancello oscill\u00f2 sui suoi\ncardini arrugginiti.\n\nQuando finalmente fui toccato sulla spalla, mi avviai e mi girai. Ho iniziato\nmolto pi\u00f9 naturalmente, per trovarmi di fronte a un uomo in un sobrio abito grigio.\nsobrio abito grigio. L'ultimo uomo che mi sarei aspettata di vedere in quel posto di\nportinaio alla porta della signorina Havisham.\n\n Orlick!\n\n Ah, giovane maestro, ci sono pi\u00f9 cambiamenti del tuo. Ma entrate, entrate\ndentro. \u00c8 contrario ai miei ordini tenere il cancello aperto.\n\nSono entrato e lui l'ha fatta oscillare, l'ha chiusa e ha tirato fuori la chiave.  S\u00ec!\ndisse, voltandosi, dopo avermi preceduto di qualche passo verso la casa.\ncasa.  Eccomi!\n\n Come sei arrivato qui?\n\n Vengo qui, replic\u00f2, sulle mie gambe. Ho fatto portare la mia scatola\nin una carriola.\n\n Sei qui per il bene?\n\n Non sono qui per fare del male, giovane padrone, suppongo.\n\nNon ne ero cos\u00ec sicuro. Avevo il tempo di pensare alla replica nella mia\nmente, mentre lui sollevava lentamente il suo sguardo pesante dal marciapiede, su per le mie\ngambe e le braccia, fino al mio viso.\n\n Allora hai lasciato la fucina?  Ho detto.\n\n Vi sembra una fucina? rispose Orlick, lanciando uno sguardo intorno a s\u00e9 con\nintorno a lui con aria di sufficienza.  Ora, ti sembra che lo sia?\n\nGli chiesi da quanto tempo aveva lasciato la fucina di Gargery?\n\n Un giorno \u00e8 cos\u00ec simile a un altro qui, rispose, che non lo so\nsenza fare un confronto. Comunque, sono venuto qui da qualche tempo, da quando sei partito.\n\n Avrei potuto dirtelo io, Orlick.\n\n Ah! disse lui, seccamente.  Ma allora devi essere uno studioso.\n\nA quel punto eravamo arrivati alla casa, dove trovai la sua stanza\nporta laterale, con una finestrella che dava sul cortile.\ncortile. Nelle sue proporzioni ridotte, non era dissimile dal tipo di posto\ndi solito assegnato a un portiere a Parigi. Alcune chiavi erano\nappese al muro, a cui ora si aggiungeva la chiave del cancello; e il suo letto rivestito di patchwork\nIl suo letto, rivestito di stoffe, si trovava in una piccola divisione interna o in una nicchia. L'insieme aveva un\ntutto aveva un aspetto trasandato, confinato e sonnolento, come una gabbia per un ghiro umano.\nghiro umano; mentre lui, che si stagliava cupo e pesante nell'ombra di un angolo della\nangolo vicino alla finestra, sembrava proprio il ghiro umano per il quale era stato\nper il quale era stata allestita, come in effetti era.\n\n Non ho mai visto questa stanza prima d'ora, ho osservato; ma una volta non c'era nessun\nPorter qui.\n\n No, rispose; non prima che si venisse a sapere che non c'era protezione nei locali\ne che il locale era considerato pericoloso, con i detenuti, Tag, Rag e Bobtail che andavano su e gi\u00f9.\nTag, Rag e Bobtail che andavano su e gi\u00f9. E allora fui raccomandato\ncome un uomo che poteva dare a un altro uomo quanto lui aveva portato,\ne ho accettato. \u00c8 pi\u00f9 facile che soffiare e martellare. Questo \u00e8\ncarico, ecco.\n\nIl mio sguardo era stato catturato da una pistola con il calcio rilegato in ottone sopra il camino.\ncamino, e il suo sguardo aveva seguito il mio.\n\n Ebbene, dissi io, non desideroso di altre conversazioni, devo salire da\nMiss Havisham?\n\n Bruciatemi, se lo so! replic\u00f2, prima stiracchiandosi e poi scuotendosi\nscuotendosi; i miei ordini finiscono qui, giovane padrone. Io do a questa campana\ncampana con questo martello, e voi proseguite lungo il passaggio fino a quando\nfinch\u00e9 non incontrerai qualcuno.\n\n Sono atteso, credo?\n\n Bruciami due volte, se posso dirlo! disse.\n\nA quel punto, mi voltai per il lungo passaggio che avevo percorso per la prima volta con gli\ncon i miei spessi stivali, e lui fece suonare il suo campanello. Alla fine del passaggio,\nmentre la campana stava ancora riverberando, trovai Sarah Pocket, che sembrava\nsembrava essere diventata costituzionalmente verde e gialla a causa mia.\ndi me.\n\n Oh! disse lei.  Siete voi, vero, signor Pip?\n\n \u00c8 cos\u00ec, signorina Pocket. Sono lieta di dirle che il signor Pocket e la sua famiglia stanno bene.\nstanno tutti bene.\n\n Sono pi\u00f9 saggi? disse Sarah, scuotendo tristemente la testa;\n \u00e8 meglio che siano pi\u00f9 saggi, piuttosto che bene. Ah, Matthew, Matthew! Conosci la\nla tua strada, signore?\n\nTollerabilmente, perch\u00e9 avevo salito le scale al buio molte volte. I\nora, con stivali pi\u00f9 leggeri di un tempo, e bussai alla porta della stanza della signorina Havisham.\nmodo alla porta della stanza della signorina Havisham.  Pip rap, la sentii dire,\nimmediatamente; entra, Pip.\n\nEra sulla sua sedia vicino al vecchio tavolo, con il vecchio vestito, con le due mani incrociate sul bastone, il mento appoggiato su di esse e gli occhi puntati su di lei.\nmani incrociate sul bastone, il mento appoggiato su di esse e gli occhi sul\nil fuoco. Seduta vicino a lei, con la scarpa bianca, che non era mai stata\nin mano e la testa china a guardarla, c'era una signora elegante che non avevo mai visto.\nelegante che non avevo mai visto.\n\n Entra, Pip, continuava a borbottare la signorina Havisham, senza guardarsi intorno o in alto; entra, Pip, come stai, Pip?\nEntra, Pip, come stai, Pip? Mi baci la mano come se fossi una regina, eh?\ncome se fossi una regina, eh? Ebbene?\n\nMi guard\u00f2 all'improvviso, muovendo solo gli occhi, e ripet\u00e9 in maniera\nin modo truce e scherzoso,\n\n Allora?\n\n Ho saputo, signorina Havisham, dissi io, un po' spaesata, che eravate cos\u00ec gentile da desiderare che venissi a trovarvi.\ngentile da desiderare che venissi a trovarvi, e sono venuta subito.\n\n Allora?\n\nLa signora, che non avevo mai visto prima, alz\u00f2 gli occhi e mi guard\u00f2 arcignamente.\ne mi guard\u00f2 arcignamente, e allora vidi che gli occhi erano quelli di Estella. Ma lei\nera cos\u00ec cambiata, era molto pi\u00f9 bella, molto pi\u00f9 donna,\nin tutte le cose che conquistavano l'ammirazione, aveva fatto un progresso cos\u00ec meraviglioso, che\nmi sembrava di non averne fatti. Mentre la guardavo, mi sembrava di essere\ndi essere ritornato irrimediabilmente il ragazzo rozzo e comune. O il\nsenso di lontananza e di disparit\u00e0 che mi assaliva, e l'inaccessibilit\u00e0\ninaccessibilit\u00e0 che si manifestava intorno a lei!\n\nMi diede la mano. Balbettai qualcosa sul piacere che provavo a\ndi rivederla e di averla aspettata con ansia per molto tempo.\nmolto, molto tempo.\n\n La trovi molto cambiata, Pip? chiese Miss Havisham, con il suo sguardo avido, e battendo il bastone sulla sedia\nsguardo avido, e battendo il bastone su una sedia che si trovava tra loro, come\ntra loro, per farmi segno di sedermi l\u00ec.\n\n Quando sono entrata, signorina Havisham, ho pensato che non ci fosse nulla di Estella\nnel viso o nella figura; ma ora tutto si \u00e8 sistemato in modo cos\u00ec curioso nel\nil vecchio\n\n Che c'\u00e8? Non dirai alla vecchia Estella?  La signorina Havisham\nha interrotto.  Era orgogliosa e offensiva e voi volevate allontanarvi da lei.\nda lei. Non ti ricordi?\n\nRisposi confusamente che era molto tempo fa, e che non conoscevo meglio\ne cose simili. Estella sorrise con perfetta compostezza e disse che non aveva dubbi sul fatto che avessi\nche non aveva dubbi sul fatto che io avessi ragione e che lei fosse stata molto\nsgradevole.\n\n \u00c8 cambiato?  Le chiese Miss Havisham.\n\n Molto, disse Estella, guardandomi.\n\n Meno rozzo e comune? disse Miss Havisham, giocando con i capelli di Estella.\ncapelli.\n\nEstella rise, guard\u00f2 la scarpa che aveva in mano e rise di nuovo,\ne mi guard\u00f2, e mise gi\u00f9 la scarpa. Mi trattava ancora come un ragazzo,\nma mi attirava.\n\nCi sedemmo nella stanza dei sogni tra le vecchie e strane influenze che mi avevano cos\u00ec\ne venni a sapere che era appena tornata dalla Francia e che stava andando a Londra.\nFrancia e che stava andando a Londra. Orgogliosa e ostinata come un tempo,\naveva assoggettato queste qualit\u00e0 alla sua bellezza, tanto che\nera impossibile e fuori natura, o almeno cos\u00ec credevo, separarle dalla sua bellezza.\ndalla sua bellezza. In verit\u00e0 era impossibile dissociare la sua presenza\nda tutte quelle miserabili voglie di denaro e di gentilezza che avevano\nche avevano turbato la mia fanciullezza, da tutte quelle aspirazioni sregolate che avevano\nche mi avevano fatto vergognare della casa e di Joe, da tutte quelle visioni che avevano\nil suo volto nel fuoco incandescente, l'avevano colpito dal ferro sull'incudine, l'avevano estratto dal\nl'incudine, lo estrasse dall'oscurit\u00e0 della notte per guardare dentro la finestra di legno della\nfinestra di legno della fucina, e fuggire via. In una parola, era impossibile per me\nsepararla, nel passato o nel presente, dall'intimo della mia vita.\ndella mia vita.\n\nFu deciso che sarei rimasta l\u00ec per tutto il resto della giornata e che sarei tornata all'albergo la sera e a Londra domani.\ntornare all'albergo la sera e tornare a Londra domani. Quando avevamo\nconversato per un po', la signorina Havisham ci mand\u00f2 a passeggiare nel giardino trascurato.\ngiardino trascurato: quando rientrammo, disse che avrei dovuto farle fare un giro\nche l'avrei fatta girare un po', come ai tempi passati.\n\nCos\u00ec, Estella ed io uscimmo in giardino dal cancello attraverso il quale mi ero\nche mi aveva portato all'incontro con il pallido giovane gentiluomo, ora Herbert;\nIo, tremante di spirito e venerando l'orlo stesso del suo vestito; lei,\nabbastanza composta e decisamente non venerando l'orlo del mio. Mentre\nci avvicinammo al luogo dell'incontro, lei si ferm\u00f2 e disse,\n\n Dovevo essere una piccola creatura singolare per nascondermi e vedere quel combattimento\nquel giorno; ma lo feci e mi piacque molto.\n\n Mi avete ricompensato molto.\n\n Davvero? rispose lei, in modo incidentale e smemorato.  Ricordo di aver\nche avevo una grande obiezione nei confronti del vostro avversario, perch\u00e9 mi dava fastidio\nche venisse portato qui per infastidirmi con la sua compagnia.\n\n Ora io e lui siamo grandi amici.\n\n Lo sei? Mi sembra di ricordare, per\u00f2, che tu legga con suo padre?\n\n S\u00ec.\n\nFeci questa ammissione con riluttanza, perch\u00e9 sembrava avere un'aria da ragazzo\ne lei mi trattava gi\u00e0 abbastanza come un ragazzo.\n\n Da quando hai cambiato fortuna e prospettive, hai cambiato anche i tuoi\ncompagni, disse Estella.\n\n Naturalmente, dissi io.\n\n E necessariamente, aggiunse, in tono altero, ci\u00f2 che era adatto alla compagnia\nper voi una volta, non lo sarebbe pi\u00f9 adesso.\n\nIn coscienza, dubito fortemente che mi fosse rimasta l'intenzione di andare a trovare Joe.\nintenzione di andare a trovare Joe; ma se l'avessi avuta, questa osservazione l'ha messa\nl'ha messa in fuga.\n\n Non avevate idea della vostra imminente fortuna, a quei tempi?\nEstella, con un leggero gesto della mano, a significare che in tempi di combattimento\ntempi di combattimento.\n\n Non \u00e8 l'ultimo.\n\nL'aria di completezza e superiorit\u00e0 con cui camminava al mio fianco, e l'aria di giovinezza e sottomissione con cui camminavo io\ncon cui camminava al mio fianco e l'aria di giovinezza e sottomissione con cui camminavo al suo\nlei, creava un contrasto che sentivo fortemente. Mi avrebbe irritato pi\u00f9 di quanto\nse non mi fossi considerato come se l'avessi provocato essendo\ncos\u00ec a parte per lei e assegnata a lei.\n\nIl giardino era troppo invaso e spoglio per potervi camminare agevolmente e, dopo aver fatto il giro due o tre volte, uscimmo di nuovo.\ndopo aver fatto il giro due o tre volte, siamo usciti di nuovo\nnel cortile della birreria. Le mostrai con precisione il punto in cui l'avevo vista\nsulle botti, quel primo giorno, e lei mi disse, con uno sguardo freddo e noncurante in quella direzione: \"Hai visto?\nsguardo distratto in quella direzione: \"L'ho fatto?  Le ricordai dove era\nuscito di casa e mi aveva dato da mangiare e da bere, e lei disse: \"Non mi ricordo\".\nnon ricordo.   Non ti ricordi che mi hai fatto piangere?\ndisse lei, scuotendo la testa e guardandosi intorno. Credo proprio\nche il suo non ricordare e il non preoccuparsi minimamente, mi abbia fatto piangere\ndi nuovo, interiormente, e questo \u00e8 il pianto pi\u00f9 acuto di tutti.\n\n Dovete sapere, disse Estella, accondiscendendo a me come potrebbe fare una donna brillante e\nbella e brillante, che non ho cuore, se questo ha a che fare con la mia memoria.\ncon la mia memoria.\n\nMi sono sentito dire in gergo che mi sono preso la libert\u00e0 di\ndubitare di questo. Che ne sapevo di pi\u00f9. Che non poteva esistere una tale bellezza\nsenza di essa.\n\n Ho un cuore da trafiggere o da sparare, non ho dubbi, disse Estella.\nEstella, e naturalmente se smettesse di battere cesserei di essere. Ma\nsai cosa voglio dire. Non ho nessuna morbidezza,\nnessuna simpatia, nessun sentimento senza senso.\n\nChe cosa mi \u00e8 venuto in mente quando \u00e8 rimasta immobile e mi ha guardato con attenzione?\nmi guardava con attenzione? Qualcosa che avevo visto nella signorina Havisham?\nNo. In alcuni dei suoi sguardi e dei suoi gesti c'era quella sfumatura di\nsomiglianza con la signorina Havisham, che spesso si nota essere stata acquisita\nbambini, da persone adulte con cui sono stati molto associati e appartati.\ne appartati e che, quando l'infanzia \u00e8 passata, produce una notevole somiglianza\nproducono una notevole somiglianza occasionale di espressione tra volti\nche altrimenti sono molto diversi. Eppure non sono riuscita a risalire a Miss Havisham.\nMiss Havisham. Guardai di nuovo e, sebbene lei mi stesse ancora guardando,\nla suggestione era sparita.\n\nChe cos'era?\n\n Sono seria, disse Estella, non tanto con un'espressione corrucciata (perch\u00e9 la sua fronte era liscia) quanto con un'espressione pi\u00f9 scura.\nera liscia) ma con una scurimento del viso; se dobbiamo stare insieme molto\nmolto insieme, faresti meglio a crederci subito. No!\nmi ferm\u00f2 mentre aprivo le labbra.  Non ho dato sfogo alla mia tenerezza\nda nessuna parte. Non ho mai avuto niente del genere.\n\nIn un altro momento ci trovammo nella birreria, da tempo in disuso, e lei mi indic\u00f2 la galleria alta dove l'avevo vista uscire in quello stesso\ne mi indic\u00f2 il ballatoio dove l'avevo vista uscire il primo giorno e mi disse che si ricordava di essere stata lass\u00f9\nprimo giorno, e mi disse che si ricordava di essere stata lass\u00f9 e di avermi visto\ndi avermi visto in piedi, spaventato, sotto di lei. Mentre i miei occhi seguivano la sua mano bianca,\nla sua mano bianca, ancora una volta la stessa suggestione che non potevo cogliere mi attravers\u00f2\nmi ha attraversato. Il mio scatto involontario la indusse a posare la mano sul mio braccio.\nImmediatamente il fantasma pass\u00f2 di nuovo e scomparve.\n\nChe cos'era?\n\n Cosa c'\u00e8? chiese Estella.  Hai di nuovo paura?\n\n Dovrei esserlo, se credessi a quello che hai detto poco fa, ho risposto, per spegnerlo.\nspegnerlo.\n\n Allora non lo fai? Molto bene. E' stato detto, in ogni caso. La signorina Havisham\nvi aspetter\u00e0 presto al vostro vecchio posto, anche se penso che potrebbe essere\naccantonato ora, insieme ad altre vecchie cose. Facciamo un altro giro del giardino\ndel giardino e poi entriamo. Vieni! Non verserai lacrime per la mia\ncrudelt\u00e0 di oggi; sarai il mio paggio e mi darai la tua spalla.\n\nIl suo bel vestito era caduto a terra. Lo teneva in una mano\ne con l'altra mi toccava leggermente la spalla mentre camminavamo. Abbiamo\nIl giardino in rovina fu percorso altre due o tre volte e per me era tutto in fiore.\nfiorito per me. Se la crescita di erbacce verdi e gialle nelle fessure del vecchio muro\ndel vecchio muro fossero stati i fiori pi\u00f9 preziosi che fossero mai sbocciati, non avrebbero potuto\nnon avrebbero potuto essere pi\u00f9 cari al mio ricordo.\n\nNon c'era una differenza di anni tra noi che la allontanasse da me;\neravamo quasi coetanei, anche se naturalmente l'et\u00e0 contava pi\u00f9 nel suo caso che nel mio.\nnel suo caso pi\u00f9 che nel mio; ma l'aria di inaccessibilit\u00e0 che la sua bellezza e il suo modo di fare le\nbellezza e i suoi modi le conferivano, mi tormentava nel bel mezzo del mio\ne al culmine della certezza che la nostra patrona ci avesse scelti l'uno per l'altra.\nci avesse scelti l'uno per l'altra. Disgraziato ragazzo!\n\nAlla fine rientrammo in casa e l\u00ec sentii, con sorpresa,\nche il mio tutore era sceso a trovare la signorina Havisham per affari e che sarebbe tornato a cena.\nsarebbe tornato a cena. I vecchi rami invernali dei lampadari nella\nnella stanza dove era apparecchiata la tavola in rovina erano stati accesi mentre\nmentre eravamo fuori, e la signorina Havisham era sulla sua sedia e mi stava aspettando.\n\n\u00c8 stato come spingere la sedia stessa indietro nel passato, quando abbiamo cominciato\nil vecchio e lento giro intorno alle ceneri del banchetto nuziale. Ma, nella\nfunebre, con quella figura di tomba ricaduta sulla sedia che fissava gli occhi su di lei, Estella sembrava pi\u00f9 luminosa e\nsedia che fissava i suoi occhi su di lei, Estella appariva pi\u00f9 luminosa e bella di prima.\nbella di prima, e l'incanto fu pi\u00f9 forte.\n\nIl tempo si sciolse cos\u00ec tanto che l'ora di cena si avvicin\u00f2,\ned Estella ci lasci\u00f2 per prepararsi. Ci eravamo fermati vicino al centro del\ndella lunga tavola, e la signorina Havisham, con un braccio avvizzito\ndistesa dalla sedia, poggiava la mano stretta sul panno giallo.\npanno giallo. Mentre Estella si guardava alle spalle prima di uscire dalla porta, la signorina Havisham\nla signorina Havisham le baci\u00f2 quella mano, con un'intensit\u00e0 famelica che era\nche era del tutto terribile nel suo genere.\n\nPoi, poich\u00e9 Estella se n'era andata e noi due eravamo rimasti soli, si rivolse a me e\ndisse in un sussurro,\n\n \u00c8 bella, aggraziata, ben cresciuta? La ammirate?\n\n Tutti devono vederla, signorina Havisham.\n\nMi ha messo un braccio intorno al collo e ha avvicinato la mia testa alla sua mentre\nsi sedette sulla sedia.  Amarla, amarla, amarla! Come ti usa\ncome ti usa?\n\nPrima che io potessi rispondere (se avessi potuto rispondere a una domanda cos\u00ec difficile\nlei ripeteva: \"Amala, amala, amala! Se ti favorisce\nSe ti favorisce, amala. Se ti ferisce, amala. Se ti fa a pezzi il cuore\ne, man mano che diventa pi\u00f9 grande e pi\u00f9 forte, si lacerer\u00e0 ancora di pi\u00f9, amala, amala, amala!\namala, amala, amala!\n\nNon avevo mai visto una foga cos\u00ec appassionata come quella che si era unita al\npronunciare queste parole. Potevo sentire i muscoli del sottile braccio\nintorno al mio collo gonfiarsi per la veemenza che la possedeva.\n\n Ascoltami, Pip! L'ho adottata per essere amata. L'ho allevata ed educata,\nper essere amata. L'ho trasformata in ci\u00f2 che \u00e8, perch\u00e9 fosse amata.\nAmatela!\n\nAveva detto quella parola abbastanza spesso e non c'era dubbio che intendesse dirla.\nma se la parola spesso ripetuta fosse stata odio anzich\u00e9 amore.\ndi amore, disperazione, vendetta, morte, non sarebbe potuta suonare dalle sue labbra come\nlabbra pi\u00f9 simile a una maledizione.\n\n Ti dir\u00f2, disse lei, con lo stesso sussurro appassionato e frettoloso,\n che cos'\u00e8 il vero amore. \u00c8 cieca devozione, indiscutibile\numiliazione, totale sottomissione, fiducia e convinzione contro se stessi e contro il mondo intero.\ncontro se stessi e contro il mondo intero, consegnare tutto il cuore e l'anima al\nal tiranno, come ho fatto io!\n\nQuando arriv\u00f2 a questo, e a un grido selvaggio che lo segu\u00ec, la afferrai\nla presi per la vita. Perch\u00e9 si alz\u00f2 sulla sedia, in quel suo sudario di\nvestito, e colp\u00ec l'aria come se volesse sbattere contro il muro e cadere morta.\ncontro il muro e fosse caduta morta.\n\nTutto questo pass\u00f2 in pochi secondi. Mentre la facevo accomodare sulla sua sedia, mi\nun profumo che conoscevo e, voltandomi, vidi il mio tutore nella stanza.\nstanza.\n\nPortava sempre con s\u00e9 (non ne ho ancora parlato, credo) un fazzoletto da tasca di seta\nfazzoletto da taschino di seta pregiata e di proporzioni imponenti, che gli era molto utile nella\ndi grande valore per la sua professione. L'ho visto terrorizzare cos\u00ec tanto un\ncliente o un testimone dispiegando cerimoniosamente questo fazzoletto da taschino\ncome se dovesse immediatamente soffiarsi il naso, e poi fare una pausa, come se sapesse di non avere il tempo di\ncome se sapesse di non avere il tempo di farlo prima che il cliente o il testimone si\ntestimone si sia impegnato, che l'auto-impegno \u00e8 seguito\ndirettamente, in modo del tutto ovvio. Quando l'ho visto nella stanza\naveva questo fazzoletto da taschino espressivo in entrambe le mani e ci stava guardando.\nverso di noi. Quando ha incrociato il mio sguardo, ha detto chiaramente, con una momentanea e silenziosa\npausa in quell'atteggiamento: \"Davvero? Singolare! e poi mise il fazzoletto\nfazzoletto al suo giusto uso con un effetto meraviglioso.\n\nLa signorina Havisham l'aveva visto subito dopo di me, e ne aveva (come tutti gli altri)\npaura di lui. Fece un forte tentativo di ricomporsi, e\nbalbett\u00f2 che lui era puntuale come sempre.\n\n Puntuale come sempre, ha ripetuto, avvicinandosi a noi.  (Piacere,\nPip? Vi do un passaggio, signorina Havisham? Un giro?) E cos\u00ec sei\nsei qui, Pip?\n\nGli raccontai quando ero arrivata e di come la signorina Havisham mi avesse chiesto di\ndi venire a trovare Estella. Al che lui rispose: \"Ah! Davvero una bella signorina!\nPoi spinse la signorina Havisham sulla sedia di fronte a lui, con una delle sue\nmani e infil\u00f2 l'altra nella tasca dei pantaloni come se la tasca fosse\nfosse piena di segreti.\n\n Bene, Pip! Quante volte hai visto la signorina Estella prima d'ora?\nsi ferm\u00f2.\n\n Quanto spesso?\n\n Ah! Quante volte? Diecimila volte?\n\n Certamente non cos\u00ec tanti.\n\n Due volte?\n\n Jaggers, interpose la signorina Havisham, con mio grande sollievo, lasciate in pace il mio Pip e andate con lui a cena.\ne andate con lui a cena.\n\nLui si adegu\u00f2 e scendemmo insieme a tentoni le scale buie. Mentre\nmentre eravamo ancora in viaggio verso quegli appartamenti indipendenti che si trovavano di fronte al cortile\ncortile sul retro, mi chiese quante volte avessi visto la signorina Havisham mangiare e bere.\ne bere; offrendomi un'ampia scelta, come al solito, tra le cento\nvolte e una sola.\n\nHo riflettuto e ho detto: \"Mai\".\n\n E non lo far\u00e0 mai, Pip, replic\u00f2, con un sorriso accigliato.  Non si \u00e8 mai\nnon si \u00e8 mai permessa di essere vista fare n\u00e9 l'una n\u00e9 l'altra cosa, da quando vive questa\nvita attuale. Gira di notte e poi mette le mani sul cibo che prende.\nmani sul cibo che prende.\n\n Di grazia, signore, dissi, posso farle una domanda?\n\n Lei pu\u00f2 farlo, disse, e io posso rifiutarmi di rispondere. Ponga la sua\ndomanda.\n\n Il nome di Estella. \u00c8 Havisham o ?  Non avevo nulla da aggiungere.\n\n O cosa?\n\n E' Havisham?\n\n \u00c8 Havisham.\n\nQuesto ci port\u00f2 al tavolo da pranzo, dove ci aspettavano lei e Sarah Pocket.\nci aspettavano. Il signor Jaggers presiedeva, Estella sedeva di fronte a lui, io avevo di fronte la mia amica verde e gialla.\ne gialla. Cenammo molto bene, e fummo servite da una\nuna cameriera che non avevo mai visto in tutto il mio andirivieni, ma che, per quanto ne so, aveva\nma che, per quanto ne so, era stata in quella misteriosa casa per tutto il tempo.\ntempo. Dopo cena, una bottiglia di porto vecchio e pregiato fu messa davanti al mio\ntutore (evidentemente conosceva bene l'annata) e le due signore ci lasciarono.\ndue signore ci lasciarono.\n\nQualcosa che eguagliasse la decisa reticenza del signor Jaggers sotto quel\nnon ho mai visto altrove, nemmeno in lui. Teneva i suoi sguardi per\ne non ha quasi mai rivolto lo sguardo verso il viso di Estella durante la cena.\ncena. Quando lei gli parlava, lui ascoltava e a tempo debito rispondeva,\nma non la guardava mai, a quanto ho potuto vedere. D'altra parte, lei lo guardava spesso\nd'altra parte, lei lo guardava spesso, con interesse e curiosit\u00e0, se non addirittura con diffidenza, ma il suo\nviso non mostrava mai la minima consapevolezza. Per tutta la cena prov\u00f2 un\npiacere secco nel rendere Sarah Pocket sempre pi\u00f9 verde e gialla, facendo spesso riferimento\nriferendosi spesso, nella conversazione con me, alle mie aspettative; ma anche in questo caso,\nnon mostrava alcuna consapevolezza e anzi faceva sembrare che\nestorceva e addirittura estorceva, anche se non so come questi riferimenti\ndal mio io innocente.\n\nE quando io e lui rimanemmo soli, lui si sedette con l'aria di chi sta mentendo in generale\ndi generale menefreghismo in conseguenza di informazioni che possedeva, che\nera davvero troppo per me. Esamin\u00f2 il suo vino proprio quando non aveva\naltro in mano. Lo teneva tra s\u00e9 e la candela, assaggiava il porto, lo faceva girare\nporto, l'ha fatto rotolare in bocca, l'ha ingoiato, ha guardato di nuovo il bicchiere, ha annusato il porto, ha provato a\ndi nuovo il bicchiere, annus\u00f2 il porto, lo assaggi\u00f2, lo bevve, lo riemp\u00ec di nuovo, e\ne interrog\u00f2 di nuovo il bicchiere, finch\u00e9 non mi sentii nervoso come se avessi saputo che il vino\nse avessi saputo che il vino gli stava dicendo qualcosa a mio svantaggio. Tre o quattro volte\nquattro volte pensai debolmente di iniziare una conversazione, ma ogni volta che\nogni volta che mi vedeva sul punto di chiedergli qualcosa, mi guardava con il bicchiere in mano e\ne roteava il vino in bocca, come se mi chiedesse di prendere atto che non serviva a nulla.\ndi prendere atto che non serviva a nulla, perch\u00e9 non poteva rispondere.\n\nCredo che la signorina Pocket fosse consapevole che la mia vista la metteva in pericolo\npericolo di essere spinta alla pazzia, e forse di strapparsi di dosso il berretto, che era molto orrendo, di tipo mocio.\nche era molto orribile, simile a uno straccio di mussola, e di spargere per terra i suoi capelli, che sicuramente non erano mai cresciuti su di lei.\ne di spargere per terra i suoi capelli, che di sicuro non erano mai cresciuti sulla\nsulla sua testa. Quando poi salimmo nella stanza della signorina Havisham non si fece vedere.\nHavisham, e noi quattro giocammo a whist. Nell'intervallo, la signorina\nHavisham, in modo fantastico, aveva messo alcuni dei gioielli pi\u00f9 belli\ndalla sua toeletta nei capelli di Estella, sul seno e sulle braccia.\nbraccia; e vidi persino il mio tutore che la guardava da sotto le sue folte\nsopracciglia e sollevarle un po', quando la sua bellezza era davanti a lui,\ncon quelle ricche vampate di luce e di colore.\n\n[Illustrazione]\n\nDel modo e della misura in cui prendeva in custodia la nostra briscola e ne usciva con carte piccole e meschine alle estremit\u00e0 delle mani.\ne ne usciva con carte piccole e meschine alle estremit\u00e0 delle mani, davanti alle quali la gloria dei nostri Re e Regine era\ngloria dei nostri Re e delle nostre Regine, non dico nulla; n\u00e9\ndella sensazione che ho avuto, riguardo al suo sguardo su di noi personalmente alla\nalla luce di tre indovinelli molto ovvi e poveri che aveva scoperto\nmolto tempo fa. Ci\u00f2 di cui soffrivo era l'incompatibilit\u00e0 tra la sua fredda presenza e i miei sentimenti verso Estella.\nfredda presenza e i miei sentimenti verso Estella. Non \u00e8 che sapessi di non poter\nnon avrei mai potuto sopportare di parlargli di lei, n\u00e9 di sentirlo scricchiolare gli stivali.\ndi sentirlo scricchiolare con i suoi stivali, che non avrei mai potuto sopportare di vederlo\ndi vederlo lavarsi le mani di lei; era che la mia ammirazione dovesse essere\na un metro o due da lui, che i miei sentimenti si trovassero nello stesso punto di\nstesso posto con lui, _questa_ era la circostanza angosciante.\n\nGiocammo fino alle nove, e poi fu deciso che quando Estella sarebbe arrivata a Londra\nEstella sarebbe arrivata a Londra, sarei stata avvertita del suo arrivo e l'avrei incontrata in carrozza.\ne che l'avrei incontrata alla carrozza; poi mi congedai da lei, la toccai e la lasciai.\ne la lasciai.\n\nIl mio tutore giaceva al Cinghiale nella stanza accanto alla mia. Nel corso della notte\nnotte, le parole della signorina Havisham, \"Amala, amala, amala!\", risuonarono nelle mie orecchie.\nnelle mie orecchie. Le adattai alla mia ripetizione e dissi al mio cuscino: \"La amo, la amo, la amo!\ncuscino, l'amo, l'amo, l'amo! centinaia di volte. Poi,\nun'esplosione di gratitudine mi assal\u00ec, perch\u00e9 lei era destinata a me,\nil ragazzo del fabbro. Poi pensai che se lei fosse stata, come temevo, per nulla\nnon fosse ancora estasiata dalla gratitudine per quel destino, quando avrebbe cominciato a interessarsi a me?\nquando avrebbe cominciato a interessarsi a me? Quando avrei dovuto risvegliare in lei il cuore\nche ora era muto e addormentato?\n\nAh, io! Pensavo che fossero emozioni forti e grandi. Ma non ho mai\npensato che ci fosse qualcosa di basso e piccolo nel mio stare lontana da Joe,\nperch\u00e9 sapevo che lei lo avrebbe disprezzato. Era passato solo un giorno,\ne Joe mi aveva fatto venire le lacrime agli occhi; si erano presto asciugate, Dio mi perdoni!\nperdonami! presto asciugate.\n\n\n\n\nCapitolo XXX.\n\n\nDopo aver riflettuto bene sulla questione mentre mi vestivo al Cinghiale Blu la mattina\nal mattino, decisi di dire al mio tutore che dubitavo che Orlick\nche Orlick fosse il tipo d'uomo adatto a ricoprire un posto di fiducia presso la signorina Havisham.\n Certo che non \u00e8 il tipo d'uomo giusto, Pip, disse il mio tutore,\nma non mi sono accontentato di questo, perch\u00e9 l'uomo che ricopre un posto di fiducia non\nperch\u00e9 l'uomo che occupa un posto di fiducia non \u00e8 mai il tipo giusto di uomo.  Sembrava\nSembrava che lo mettesse di buon umore scoprire che questo particolare incarico non era\nche questo particolare posto non era eccezionalmente ricoperto da un tipo di uomo giusto, e ascolt\u00f2 in modo\nsoddisfatto mentre gli raccontavo le mie conoscenze su Orlick.  Molto\nBene, Pip, osserv\u00f2, quando ebbi concluso, andr\u00f2 subito a pagare il nostro amico.\ne pagher\u00f2 il nostro amico.  Piuttosto allarmato da questa azione\nazione sommaria, ero favorevole a un po' di ritardo e ho anche accennato al fatto che il nostro amico\namico potesse essere difficile da trattare.  Oh no, non lo far\u00e0, disse il mio\nmio tutore, facendo la punta del suo fazzoletto da taschino, con perfetta\ncon perfetta sicurezza; vorrei vederlo discutere la questione con _me_.\n\nMentre tornavamo insieme a Londra con la carrozza di mezzogiorno, e mentre facevo colazione con un tale terrore di Pumblechook che a stento riuscivo a\ncolazione con un tale terrore di Pumblechook che a malapena potevo\ndi Pumblechook che a malapena riuscivo a reggere la tazza, questo mi diede l'opportunit\u00e0 di dire che volevo fare una\ne che avrei proseguito lungo la strada di Londra mentre il signor Jaggers era occupato, se\nJaggers, se lui avesse fatto sapere al cocchiere che sarei andato al mio posto quando\nche mi sarei messo al mio posto una volta sorpassato. In questo modo fui in grado di fuggire dal Blue Boar subito dopo colazione.\nsubito dopo colazione. Facendo poi un giro di circa un paio di chilometri\ndi miglia in aperta campagna sul retro dei locali di Pumblechook, mi\ndi High Street, un po' pi\u00f9 in l\u00e0 di quel trabocchetto, e mi sentii relativamente al sicuro.\ne mi sentivo relativamente al sicuro.\n\nEra interessante trovarsi di nuovo nella tranquilla citt\u00e0 vecchia e non era sgradevole essere\nnon era spiacevole essere improvvisamente riconosciuti e fissati qua e l\u00e0.\ne di essere guardati a vista. Uno o due commercianti uscirono addirittura dalle loro botteghe\ne hanno fatto un po' di strada prima di me, per potersi girare,\ncome se si fossero dimenticati di qualcosa, per incrociarmi faccia a faccia.\noccasioni non so se erano loro o io a fingere di pi\u00f9: loro di non farlo, o io di non farlo.\nloro di non farlo o io di non vederlo. Tuttavia la mia posizione era\nposizione di prestigio e non ne ero affatto insoddisfatto, finch\u00e9 il destino non mi mise sulla strada\nIl destino mi ha messo sulla strada di quel mascalzone senza limiti, il figlio di Trabb.\n\nAd un certo punto del mio cammino, gettando lo sguardo lungo la strada, vidi il ragazzo di Trabb avvicinarsi.\nvidi il ragazzo di Trabb che si avvicinava, sferzandosi con una borsa blu vuota.\nRitenendo che una contemplazione serena e inconsapevole di lui sarebbe stata la migliore\ne che sarebbe stata pi\u00f9 adatta a placare la sua mente malvagia, avanzai con quell'espressione del viso\ncon quell'espressione e mi stavo congratulando per il mio successo.\nquando, all'improvviso, le ginocchia del ragazzo di Trabb\nTrabb, i suoi capelli si alzarono, il cappello cadde, trem\u00f2 violentemente in ogni\nogni membra, usc\u00ec barcollando sulla strada e grid\u00f2 alla folla,\n Trattenetemi! Sono cos\u00ec spaventato! Fingeva di essere in preda a un parossismo di terrore e di\ndi terrore e di contrizione, causati dalla dignit\u00e0 del mio aspetto. Quando gli passai accanto\nlui, i suoi denti battevano forte nella testa e, con ogni segno di estrema umiliazione, si prostr\u00f2.\numiliazione estrema, si prostr\u00f2 nella polvere.\n\nEra una cosa difficile da sopportare, ma non era niente. Non avevo avanzato di altri duecento\naltri duecento metri quando, con mio inesprimibile terrore, stupore e indignazione, vidi di nuovo il ragazzo di Trabb avvicinarsi,\ne indignazione, vidi di nuovo il ragazzo di Trabb avvicinarsi. Stava arrivando\ndietro un angolo stretto. La sua sacca blu era appesa alla spalla, nei suoi occhi brillava l'onesta\nonesta industria brillava nei suoi occhi, la determinazione a procedere verso Trabb s con\nTrabb s con allegra disinvoltura, come indicava la sua andatura. Con uno shock si accorse di me\ncon uno shock si accorse di me e fu visitato severamente come prima; ma questa volta il suo movimento era rotatorio e\nmovimento era rotatorio, e barcollava intorno a me con le ginocchia\nginocchia pi\u00f9 afflitte e con le mani alzate come se implorasse piet\u00e0. Le sue\nsofferenze furono accolte con la massima gioia da un gruppo di spettatori,\ne io mi sentivo completamente confuso.\n\nNon ero ancora arrivato in fondo alla strada, fino all'ufficio postale, quando vidi di nuovo il ragazzo di Trabb che sparava per la strada secondaria.\nquando vidi di nuovo il figlio di Trabb che girava per una strada secondaria. Questa volta era\nera completamente cambiato. Indossava la borsa blu come il mio cappotto\ne si stava pavoneggiando lungo il marciapiede verso di me, sul lato opposto della strada, accompagnato da un gruppo di\nlato opposto della strada, accompagnato da una compagnia di giovani e deliziati amici\namici, ai quali di tanto in tanto esclamava, con un gesto della mano, \"Don t know yah!\nmano: \"Non ti conosco!  Le parole non possono descrivere l'aggravante e il danno\ne di danno che mi ha procurato il ragazzo di Trabb, quando mi \u00e8 passato accanto,\nsi \u00e8 tirato su il colletto della camicia, si \u00e8 attorcigliato i capelli, ha infilato un braccio\ne sorrideva in modo stravagante, agitando i gomiti e il corpo,\ne dicendo ai suoi assistenti: \"Non ti conosco, non ti conosco, pon\nl'anima mia non ti conosco!  Il disonore che gli derivava dal fatto che subito dopo\nsubito dopo si mise a cantare e mi insegu\u00ec attraverso il ponte con\ncorvi, come da un volatile estremamente depresso che mi aveva conosciuto quando ero\nfabbro, culmin\u00f2 il disonore con cui lasciai la citt\u00e0 e fui, per cos\u00ec dire, espulso.\ne fui, per cos\u00ec dire, espulso da essa in aperta campagna.\n\n[Illustrazione]\n\nMa se non avessi tolto la vita al figlio di Trabb in quell'occasione, non vedo proprio cosa avrei potuto fare se non sopportare.\nnon vedo proprio cosa avrei potuto fare per evitare di sopportare. Se avessi lottato con lui\nlotta con lui in strada, o di esigere da lui una ricompensa inferiore al sangue del suo cuore\nricompensa inferiore al sangue del suo cuore, sarebbe stato inutile e degradante.\ne degradante. Inoltre, era un ragazzo che nessun uomo avrebbe potuto ferire; un servo invulnerabile e\nun serpente invulnerabile e schivabile che, quando veniva inseguito in un angolo, volava\ntra le gambe del suo rapitore, guaendo sprezzantemente. Ho scritto,\nTrabb per posta il giorno dopo, per dire che il signor Pip doveva rifiutarsi di trattare ulteriormente con uno che poteva\nPip doveva rifiutarsi di trattare ulteriormente con una persona che poteva dimenticare cos\u00ec tanto ci\u00f2 che doveva\nagli interessi della societ\u00e0, al punto da assumere un ragazzo che suscitava\ndisgusto in ogni mente rispettabile.\n\nLa carrozza, con il signor Jaggers dentro, arriv\u00f2 a tempo debito, e io ripresi il mio posto a sedere, e arrivai a Londra sano e salvo, ma non sano, perch\u00e9 il mio cuore si era gi\u00e0 fermato.\ne arrivai a Londra sano e salvo, ma non sano, perch\u00e9 il mio cuore non c'era pi\u00f9.\ncuore era andato. Appena arrivato, mandai un baccal\u00e0 penitenziale e un barile di ostriche a\ndi ostriche a Joe (come riparazione per non essere andata io stessa), e poi\npoi andai a Barnard Inn.\n\nTrovai Herbert che stava mangiando carne fredda e fu felice di darmi il benvenuto.\nAvendo mandato il Vendicatore al caff\u00e8 per un'aggiunta alla cena, sentii che dovevo aprire il petto quella sera stessa al mio\ncena, sentii che dovevo aprire il mio petto quella sera stessa al mio amico e compagno.\namico e compagno. Poich\u00e9 la confidenza era fuori questione con il Vendicatore in sala, che poteva essere solo\nnella sala, che poteva essere considerata solo un'anticamera del buco della serratura.\nanticamera del buco della serratura, lo mandai a giocare. Una prova migliore della\ndella severit\u00e0 della mia schiavit\u00f9 nei confronti di quell'agrimensore non poteva essere\nuna prova migliore della severit\u00e0 della mia servit\u00f9 nei confronti di quell'agrimensore, che i turni degradanti a cui ero costantemente costretto per\nper trovargli un impiego. L'estremo \u00e8 cos\u00ec meschino che a volte lo mandavo all'angolo di Hyde Park a vedere che ora fosse.\nHyde Park per vedere che ore fossero.\n\nFinita la cena e seduti con i piedi sul parafango, dissi a Herbert: \"Mio caro Herbert, ho qualcosa di molto particolare da dirti\".\nHerbert: \"Mio caro Herbert, ho qualcosa di molto particolare da dirti\".\ndirti.\n\n Mio caro Handel, ha risposto, stimer\u00f2 e rispetter\u00f2 la vostra\nfiducia.\n\n Riguarda me stesso, Herbert, dissi io, e un'altra persona.\n\nHerbert incroci\u00f2 i piedi, guard\u00f2 il fuoco con la testa da un lato,\ne dopo averla guardata invano per un po' di tempo, mi guard\u00f2 perch\u00e9 io\nnon continuavo.\n\n Herbert, dissi, posando la mia mano sul suo ginocchio, amo, adoro Estella.\nadoro Estella.\n\nInvece di rimanere sbalordito, Herbert rispose in modo semplice e\nmodo semplice e scontato: \"Esattamente\". Ebbene?\n\n Allora, Herbert? E' tutto quello che dici? Allora?\n\n E poi? disse Herbert.  Certo che lo so.\n\n Come fai a saperlo?\n\n Come lo so, Handel? Da te.\n\n Non te l'ho mai detto.\n\n Detto fatto! Non mi hai mai detto quando ti sei tagliato i capelli, ma ho avuto i sensi per percepirlo.\nho avuto i sensi per percepirlo. L'hai sempre adorata, da quando\nda quando ti conosco. Hai portato qui la tua adorazione e il tuo portmanteau\ninsieme. Me l'hai detto! Perch\u00e9, me l'hai sempre detto tutto il giorno. Quando mi hai\nmi hai raccontato la tua storia, mi hai detto chiaramente che hai iniziato ad adorarla\nla prima volta che l'hai vista, quando eri davvero molto giovane.\n\n Molto bene, allora, dissi io, per il quale questa era una luce nuova e non sgradita, non ho mai smesso di adorarla.\nluce, non ho mai smesso di adorarla. Ed \u00e8 tornata, una creatura\nuna creatura bellissima ed elegantissima. E l'ho vista ieri. E\nse prima l'adoravo, ora l'adoro doppiamente.\n\n Sei fortunato, Handel, disse Herbert, perch\u00e9 sei stato scelto e assegnato a lei.\nper lei e che le sia stato assegnato. Senza sconfinare in un terreno proibito,\npossiamo azzardarci a dire che non c'\u00e8 alcun dubbio tra di noi su questo\nquesto fatto. Hai gi\u00e0 un'idea delle opinioni di Estella sulla questione dell'adorazione?\nadorazione?\n\nScossi la testa cupamente.  Oh! Lei \u00e8 lontana migliaia di miglia da\nme, dissi.\n\n Pazienza, mio caro Handel: tempo sufficiente, tempo sufficiente. Ma avete\nancora qualcosa da dire?\n\n Mi vergogno a dirlo, sono tornata, eppure non \u00e8 peggio dirlo che pensarlo.\nche pensarlo. Lei mi definisce un uomo fortunato. Certo che lo sono. Ero un\nfabbro ieri; oggi sono, come dire, un uomo fortunato?\n\n Dite \"un bravo ragazzo\", se volete un'espressione, rispose Herbert, sorridendo,\ne battendo la mano sulla schiena del mio un bravo ragazzo, con\nimpetuosit\u00e0 ed esitazione, audacia e diffidenza, azione e sogno.\nsognare, curiosamente mescolati in lui.\n\nMi sono fermato per un momento a considerare se c'era davvero questo\nmistura nel mio carattere. Nel complesso, non riconobbi affatto l'analisi\nanalisi, ma ritenevo che non valesse la pena di discuterne.\n\n Quando ti chiedo come devo chiamarmi oggi, Herbert, continuai, ti propongo quello che ho in mente.\nsuggerisco ci\u00f2 che ho in mente. Tu dici che sono fortunato. So di non aver fatto\nnulla per crescere nella vita e che solo la Fortuna mi ha fatto crescere.\nmi ha fatto crescere; questo \u00e8 essere molto fortunati. Eppure, quando penso a Estella\n\n( E quando non lo fai, sai?  Herbert si intromise, con gli occhi puntati sul fuoco.\nfuoco; cosa che mi sembr\u00f2 gentile e comprensiva da parte sua).\n\n Allora, mio caro Herbert, non so dirti quanto mi senta dipendente e incerta e quanto sia esposta a centinaia di rischi.\nmi sento, e quanto sono esposta a centinaia di rischi. Evitando il terreno proibito\nterreno proibito, come hai fatto tu poc'anzi, posso comunque dire che dalla costanza di\nuna persona (senza nominarla) dipendono tutte le mie aspettative. E al\nmeglio, quanto sono indefinite e insoddisfacenti, solo per sapere cos\u00ec vagamente quali\nsono!  Dicendo questo, ho sollevato la mia mente da ci\u00f2 che \u00e8 sempre stato\npi\u00f9 o meno, anche se senza dubbio la maggior parte da ieri.\n\n Ora, Handel, rispose Herbert, nel suo modo gay e pieno di speranza, mi sembra che\nmi sembra che nello sconforto della tenera passione, stiamo guardando nella bocca del nostro\nbocca del nostro cavallo da regalo con una lente d'ingrandimento. Allo stesso modo, mi sembra\nche, concentrando la nostra attenzione sull'esame, trascuriamo completamente\nuno dei punti migliori dell'animale. Non mi avete detto che\nJaggers, il vostro tutore, vi ha detto all'inizio che non eravate\nche non eravate dotati solo di aspettative? E anche se non ve l'avesse detto\nanche se si tratta di un'ipotesi molto ampia, potreste credere che, tra tutti gli uomini di Londra, Mr.\ndi tutti gli uomini di Londra, Mr. Jaggers sia l'uomo pi\u00f9 adatto a mantenere i suoi attuali rapporti con te\nnei vostri confronti, a meno che non sia sicuro delle sue ragioni?\n\nHo detto che non potevo negare che questo fosse un punto di forza. L'ho detto (le persone\nspesso lo fanno, in questi casi) come una concessione un po' riluttante alla verit\u00e0 e alla\ngiustizia; come se volessi negarlo!\n\n Credo che fosse un punto forte, disse Herbert, e credo che sareste in difficolt\u00e0 a immaginarne uno pi\u00f9 forte.\nPenso che non riusciresti a immaginarne uno pi\u00f9 forte.\nPer il resto, devi aspettare il tempo del tuo tutore e lui deve aspettare il tempo del suo cliente.\nAvrai un anno e venti prima di sapere dove ti trovi, e allora\nforse otterrai qualche ulteriore illuminazione. In ogni caso, sarete pi\u00f9 vicini a\npi\u00f9 vicino a ottenerla, perch\u00e9 alla fine deve arrivare.\n\n Che disposizione d'animo speranzosa hai! dissi, ammirando con gratitudine i suoi\nmodi allegri.\n\n Dovrei averla, disse Herbert, perch\u00e9 non ho molto altro. Devo\ndevo riconoscere che il buon senso di ci\u00f2 che ho appena detto non \u00e8 mio, ma di mio padre.\nL'unico commento che gli ho sentito fare sulla vostra storia \u00e8 stato quello finale.\nsulla vostra storia \u00e8 stata quella finale: \"La cosa \u00e8 risolta e conclusa, altrimenti Mr.\nJaggers non sarebbe stato coinvolto.  E ora, prima di dire qualsiasi altra cosa su\nmio padre, o del figlio di mio padre, e di ricambiare la fiducia con la fiducia, voglio\nvoglio rendermi per un attimo seriamente sgradevole per voi.\nun momento, decisamente ripugnante.\n\n Non ci riuscirai, dissi.\n\n Oh s\u00ec, lo far\u00f2! disse lui.  Uno, due, tre, e ora ci sono dentro.\nHandel, mio buon amico; anche se parlava in questo tono leggero, era molto\nda quando abbiamo parlato con i piedi su questo parapetto, pensavo che Estella\ncon i piedi su questo parapetto, che Estella non pu\u00f2 certo essere una condizione\ndella vostra eredit\u00e0, se non \u00e8 mai stata menzionata dal vostro tutore. Sono\nHo ragione di intendere ci\u00f2 che mi avete detto, cio\u00e8 che egli non ha mai\ndirettamente o indirettamente, in alcun modo? Non ha mai nemmeno accennato,\nper esempio, che il vostro protettore potesse avere delle opinioni sul vostro matrimonio\nin definitiva?\n\n Mai.\n\n Ora, Handel, sono del tutto libero dal sapore dell'uva acerba, sul mio\nanima e sull'onore! Non essendo legato a lei, non puoi staccarti da lei?\nda lei? Ti ho detto che sarei stato sgradevole.\n\nHo girato la testa dall'altra parte, perch\u00e9, con un impeto e un'ondata, come i vecchi venti di palude che salgono dal mare, ho provato una sensazione simile a quella che mi aveva fatto provare.\nventi di palude che salgono dal mare, una sensazione simile a quella che mi aveva\nmi aveva soggiogato la mattina in cui avevo lasciato la fucina, quando le nebbie si stavano\nsolennemente, e quando avevo posato la mano sul palo del villaggio,\nmi colp\u00ec di nuovo il cuore. Ci fu silenzio tra noi per un po\nun po' di tempo.\n\n S\u00ec; ma mio caro Handel, continu\u00f2 Herbert, come se stessimo parlando,\ninvece che in silenzio, il fatto che sia stato cos\u00ec fortemente radicato nel petto di un ragazzo\ndi un ragazzo che la natura e le circostanze hanno reso cos\u00ec romantico, lo rende molto\nserio. Pensa alla sua educazione e pensa a Miss Havisham. Pensate a\nPensate a ci\u00f2 che \u00e8 lei stessa (ora sono ripugnante e voi mi abominate). Questo pu\u00f2\nportare a cose miserabili.\n\n Lo so, Herbert, dissi io, con la testa ancora girata dall'altra parte, ma non riesco a trattenermi.\nnon posso farci niente.\n\n Non riesci a staccarti?\n\n No. Impossibile!\n\n Non puoi provare, Handel?\n\n No. Impossibile!\n\n Bene! disse Herbert, alzandosi con una scossa vivace, come se fosse stato addormentato, e attizzando il fuoco.\naddormentato, e attizzando il fuoco, cercher\u00f2 di rendermi di nuovo gradevole!\npiacevole di nuovo!\n\nCos\u00ec fece il giro della stanza e scosse le tende, mise le sedie al loro posto, riordin\u00f2 i libri e cos\u00ec via che erano in giro.\nle sedie al loro posto, mise in ordine i libri e tutto il resto che c'era in giro,\nguard\u00f2 nel corridoio, sbirci\u00f2 nella cassetta delle lettere, chiuse la porta e torn\u00f2 alla sua sedia accanto al fuoco.\ne torn\u00f2 alla sua poltrona accanto al fuoco, dove si sedette, curando la gamba sinistra con\ngamba sinistra con entrambe le braccia.\n\n Stavo per dire una o due parole, Handel, riguardo a mio padre e al figlio di mio padre.\nfiglio di mio padre. Temo che non sia necessario che il figlio di mio padre\nche la casa di mio padre non \u00e8 particolarmente brillante\nnella gestione della casa.\n\n C'\u00e8 sempre molto da dire, Herbert, dissi io, per dire qualcosa di\nincoraggiante.\n\n Oh s\u00ec! E cos\u00ec dice il netturbino, credo, con la pi\u00f9 forte\ne lo dice anche il negozio di nautica nella strada sul retro.\nGravemente, Handel, perch\u00e9 l'argomento \u00e8 abbastanza grave, sai bene com'\u00e8.\nbene quanto me. Suppongo che un tempo mio padre non avesse ancora\nmio padre non si fosse arreso; ma se mai c'\u00e8 stato, quel tempo \u00e8 passato. Posso chiederle\nse ha mai avuto l'occasione di notare, dalle sue parti\ndel paese, che i figli di matrimoni non proprio adatti sono sempre\nsono sempre particolarmente ansiosi di sposarsi?\n\nEra una domanda cos\u00ec singolare che gli chiesi in cambio: \"\u00c8 cos\u00ec?\ncos\u00ec?\n\n Non lo so, disse Herbert, \u00e8 questo che voglio sapere. Perch\u00e9 \u00e8\n\u00e8 decisamente il nostro caso. La mia povera sorella Charlotte, che era\nmia e che mor\u00ec prima di compiere quattordici anni, era un esempio lampante. Poco\nJane \u00e8 la stessa. Nel suo desiderio di essere fondata sul matrimonio, si potrebbe supporre che\nsi potrebbe supporre che abbia trascorso la sua breve esistenza nella perpetua\ncontemplazione della felicit\u00e0 domestica. Il piccolo Alick in abito da sera ha gi\u00e0\nha gi\u00e0 preso accordi per la sua unione con un giovane adatto a Kew.\nE in effetti, credo che siamo tutti fidanzati, tranne il bambino.\n\n Allora lo siete?\n\n Lo sono, disse Herbert, ma \u00e8 un segreto.\n\nGli ho assicurato di aver mantenuto il segreto e ho pregato di essere favorito con\nulteriori dettagli. Aveva parlato con tanta sensibilit\u00e0 e sentimento della mia\ndebolezza che volevo sapere qualcosa sulla sua forza.\n\n Posso chiedere il nome?  Ho risposto.\n\n Il nome di Clara, disse Herbert.\n\n Vivi a Londra?\n\n S\u00ec, forse dovrei menzionarlo, disse Herbert, che era diventato\ncuriosamente abbattuto e mite, da quando ci siamo addentrati nell'interessante tema\ntema, che lei \u00e8 piuttosto al di sotto delle insensate nozioni familiari di mia madre.\nnozioni familiari insensate di mia madre. Suo padre si occupava del vettovagliamento delle navi passeggeri.\nCredo che fosse una specie di commissario di bordo.\n\n Che cos'\u00e8 adesso?\n\n Ora \u00e8 un invalido\", rispose Herbert.\n\n Vivere di?\n\n Al primo piano, disse Herbert. Non era affatto quello che intendevo,\nperch\u00e9 intendevo che la mia domanda si riferisse ai suoi mezzi.  Non l'ho mai\nvisto, perch\u00e9 ha sempre tenuto la sua stanza sopraelevata, da quando conosco Clara.\nClara. Ma l'ho sentito costantemente. Fa dei tremendi\nruggiti e picchietta sul pavimento con qualche strumento spaventoso.  Nel\nguardandomi e poi ridendo di cuore, Herbert recuper\u00f2 per il momento\nrecuper\u00f2 il suo solito modo di fare vivace.\n\n Non ti aspetti di vederlo? dissi.\n\n Oh s\u00ec, mi aspetto sempre di vederlo, torn\u00f2 Herbert, perch\u00e9 non lo sento mai, senza aspettarmi che arrivi\nnon lo sento mai, senza aspettarmi che salti fuori dal soffitto.\nsoffitto. Ma non so quanto possano reggere le travi.\n\nDopo aver riso ancora una volta di cuore, torn\u00f2 ad essere mite e mi disse che, nel momento in cui aveva iniziato a realizzare il Capitale, era sua intenzione\nmi disse che nel momento in cui aveva iniziato a realizzare il Capitale, era sua intenzione\nsposare questa giovane donna. Aggiunse, come una proposizione ovvia,\ncome una proposizione ovvia, che metteva di buon umore: \"Ma non ci si pu\u00f2 sposare, sai, finch\u00e9 si guarda intorno a s\u00e9.\nguardare intorno a te.\n\nMentre contemplavamo il fuoco, e mentre pensavo a quale difficile visione\nrealizzare questo stesso Capitale a volte, mi misi le mani in tasca.\ntasche. Un pezzo di carta piegato in una di esse attir\u00f2 la mia attenzione.\nattenzione, lo aprii e scoprii che si trattava della locandina che avevo ricevuto da Joe\nda Joe, relativa al celebre dilettante di provincia di fama rosciana.\ndi fama rosciana.  E, benedetto il mio cuore, aggiunsi involontariamente ad alta voce, si tratta di\nstasera!\n\nQuesto cambi\u00f2 l'argomento in un istante e ci fece decidere in fretta di\ndi andare allo spettacolo. Cos\u00ec, dopo che mi ero impegnata a confortare e ad aiutare\nHerbert negli affari di cuore con tutti i mezzi praticabili e impraticabili, e quando Herbert mi aveva detto che la sua fidanzata\ne quando Herbert mi disse che la sua fidanzata mi conosceva gi\u00e0 di fama e che avrei dovuto\ndi fama e che avrei dovuto essere presentata a lei, e quando ci eravamo\nci siamo stretti calorosamente la mano sulla nostra reciproca fiducia, abbiamo spento le nostre\ncandele, accendemmo il fuoco, chiudemmo la porta e uscimmo alla ricerca di Mr.\ndel signor Wopsle e della Danimarca.\n\n\n\n\nCapitolo XXXI.\n\n\nAl nostro arrivo in Danimarca, trovammo il re e la regina di quel paese\ndi quel Paese, seduti in due poltrone su un tavolo da cucina, che tenevano una corte. L'intera nobilt\u00e0 danese era presente\nnobilt\u00e0 danese era presente, composta da un nobile ragazzo\nun nobile ragazzo con gli stivali di pelle lavata di un gigantesco antenato, un venerabile Pari con la faccia sporca che sembrava\ncon la faccia sporca che sembrava essere emerso dal popolo in tarda et\u00e0, e la cavalleria danese.\ne la cavalleria danese con un pettine tra i capelli e un paio di gambe di seta bianca.\ngambe di seta bianca, presentando nel complesso un aspetto femminile. Il mio\ndotato di citt\u00e0 se ne stava cupamente in disparte, a braccia conserte, e avrei voluto che i suoi riccioli e i suoi\navrei voluto che i suoi riccioli e la sua fronte fossero stati pi\u00f9 verosimili.\n\nDurante l'azione sono emerse diverse circostanze curiose\nazione. Il defunto re del paese non solo sembr\u00f2 essere stato tormentato dalla tosse al momento della sua\ntosse al momento della sua morte, ma che l'avesse portata con s\u00e9 nella tomba e che l'avesse riportata.\ncon s\u00e9 nella tomba e che l'avesse riportata. Il fantasma reale\nportava anche un manoscritto spettrale attorno al suo manganello, al quale sembrava che\ndi tanto in tanto, e anche questo con un'aria ansiosa e con la tendenza a perdere il filo del discorso.\nansia e una tendenza a perdere il punto di riferimento che erano\nsuggestivi di uno stato di mortalit\u00e0. Fu questo, credo, che port\u00f2 a consigliare a Shade\nche la galleria consigli\u00f2 all'Ombra di girare!\nraccomandazione che fu accolta molto male. Si deve anche notare che, mentre\ndi questo spirito maestoso, che mentre appariva sempre con un'aria di\ncon l'aria di essere stato fuori a lungo e di aver camminato per un'immensa distanza, era\npercepiva che proveniva da un muro strettamente contiguo. Questo ha fatto s\u00ec che i suoi\nterrore veniva accolto in modo derisorio. La regina di Danimarca, una signora molto formosa, anche se senza dubbio\nmolto formosa, anche se senza dubbio storicamente sfacciata, era considerata dal pubblico\ndi ottone; il suo mento era attaccato al diadema da un'ampia fascia di questo metallo (il\nmento era attaccato al diadema da un'ampia fascia di quel metallo (come se avesse uno splendido mal di denti), la vita era circondata da un\nvita era circondata da un'altra, e ciascuna delle sue braccia da un'altra ancora, cos\u00ec che\ncos\u00ec da essere apertamente indicata come il tamburo del bollitore.  Il nobile ragazzo con\nstivali ancestrali era incoerente, rappresentando se stesso, per cos\u00ec dire\nin un sol fiato, come un abile marinaio, un attore ambulante, un becchino, un\nun ecclesiastico, e una persona della massima importanza in una partita di\nscherma di Corte, sulla base del cui occhio esperto e della cui\ndiscriminazione, si giudicavano i colpi pi\u00f9 belli. Questo port\u00f2 gradualmente a una\ntolleranza nei suoi confronti, e persino quando fu individuato negli ordini sacri\nordini sacri, e rifiutando di celebrare il servizio funebre per l'indignazione generale\nindignazione generale che prese la forma di noci. Infine, Ofelia era preda di una tale\nlenta follia musicale, che quando, col tempo, si era tolta la sciarpa di mussola bianca\nla sua sciarpa di mussola bianca, la ripieg\u00f2 e la seppell\u00ec, un uomo imbronciato, che aveva\nche aveva a lungo rinfrescato il suo naso impaziente contro una sbarra di ferro nella\nprima fila della galleria, ringhi\u00f2: \"Ora che il bambino \u00e8 a letto, ceniamo!\ncenare!  Il che, a dir poco, era fuori luogo.\n\nSul mio sfortunato cittadino tutti questi incidenti si sono accumulati con\neffetto giocoso. Ogni volta che il Principe indeciso doveva fare una domanda o\ndubbio, il pubblico lo aiutava a risolvere il problema. Per esempio, alla domanda\nalla domanda se fosse pi\u00f9 nobile per l'animo soffrire, alcuni gridavano\ns\u00ec, e altri no, e altri ancora che propendevano per entrambe le opinioni dicevano \"Toss up for\ne ne nacque una societ\u00e0 di dibattito. Quando chiese cosa avrebbero dovuto fare\ncome lui, strisciando tra la terra e il cielo, fu incoraggiato con grida di\ncon forti grida di \"udite, udite!  Quando apparve con la calza in disordine\ndisordinata (il suo disordine \u00e8 espresso, secondo l'uso, da una piega molto\nuna piega molto ordinata nella parte superiore, che suppongo debba essere sempre\nferro da stiro), in galleria si \u00e8 svolta una conversazione sul pallore della sua\ndella gamba e se fosse dovuto alla piega che gli aveva dato il fantasma.\nfantasma gli aveva dato. Quando prese in mano i flauti dolci, molto simili a un piccolo flauto nero\nche era stato appena suonato nell'orchestra e consegnato alla porta, \u00e8 stato chiamato all'unanimit\u00e0\nall'unanimit\u00e0, gli fu chiesto di cantare \"Rule Britannia\". Quando\nraccomandato al suonatore di non segare l'aria in questo modo, l'uomo imbronciato disse,\n E non farlo nemmeno tu; sei molto peggio di lui!  E mi\nMi duole aggiungere che le risate hanno accolto il signor Wopsle in ognuna di queste occasioni.\nqueste occasioni.\n\nMa le sue prove pi\u00f9 grandi furono nel cimitero della chiesa, che aveva l'aspetto di una foresta primordiale, con una specie di piccolo tempio ecclesiastico.\nforesta primordiale, con una specie di piccolo lavatoio ecclesiastico da un lato e un cancello di ingresso dall'altro.\nlavatoio ecclesiastico da un lato e un cancello d'ingresso dall'altro. Il signor Wopsle, con\ncon un ampio mantello nero, essendo stato visto entrare dal cancello,\nil becchino fu ammonito in modo amichevole: \"Attento! Sta arrivando il\nsta arrivando l'impresario delle pompe funebri, per vedere come va il tuo lavoro!  I\nCredo che sia ben noto in un paese costituzionale che il signor Wopsle\nnon avrebbe potuto restituire il teschio, dopo aver fatto la morale,\nsenza spolverarsi le dita su un tovagliolo bianco preso dal petto;\nMa anche questa azione innocente e indispensabile non pass\u00f2 senza il commento\nil commento: Wai-ter!  L'arrivo della salma per l'inumazione (in una cassa nera vuota e con il coperchio\nuna cassa nera vuota con il coperchio che si apriva), fu il segnale di una\ngioia generale, accresciuta dalla scoperta, tra i portatori, di un individuo\ntra i portatori, di un individuo che non si lasciava identificare. La gioia ha accompagnato\nWopsle durante la sua lotta con Laerte sull'orlo dell'orchestra e della tomba.\ndell'orchestra e della tomba, e non si \u00e8 pi\u00f9 attenuata finch\u00e9 non ha fatto cadere il re dal tavolo della cucina e\nre dal tavolo della cucina ed era morto a pochi centimetri dalle caviglie in su.\nverso l'alto.\n\nAll'inizio avevamo fatto dei pallidi sforzi per applaudire il signor Wopsle;\nma erano troppo disperati per essere portati avanti. Perci\u00f2 ci siamo seduti,\nsentendo fortemente per lui, ma ridendo comunque da un orecchio all'altro. I\nridevo mio malgrado per tutto il tempo, l'intera faccenda era cos\u00ec divertente;\ne tuttavia avevo l'impressione latente che ci fosse qualcosa di decisamente\ndi eleganza nell'eloquio del signor Wopsle, non tanto per il gusto delle vecchie associazioni, temo, ma perch\u00e9 era\ntemo, ma perch\u00e9 era molto lenta, molto squallida, molto in salita e in\nin salita e in discesa, e molto diverso da qualsiasi modo in cui un uomo in circostanze naturali di vita o di morte\ncircostanze naturali di vita o di morte si \u00e8 mai espresso su qualcosa.\nQuando la tragedia si concluse, e lui fu chiamato e chiamato a raccolta, dissi a Herbert: \"Andiamo a casa\".\ndissi a Herbert: \"Andiamo subito, o forse lo incontreremo\".\n\nCi siamo affrettati al massimo, ma non siamo stati abbastanza veloci.\nma non fummo abbastanza veloci. Davanti alla porta c'era un uomo ebreo con un'innaturale e pesante\nsopracciglia, che mi ha guardato mentre avanzavamo e, quando ci siamo avvicinati a lui, ha detto\nci avvicinammo a lui,\n\n Il signor Pip e un amico?\n\nConfessione dell'identit\u00e0 del signor Pip e dell'amico.\n\n Il signor Waldengarver, disse, sarebbe stato lieto di avere questo onore.\n\n Waldengarver?  Ho ripetuto quando Herbert mi ha mormorato all'orecchio: \"Probabilmente\nWopsle.\n\n Oh! dissi io. S\u00ec. Vogliamo seguirla?\n\n Qualche passo, per favore.  Quando fummo in un vicolo laterale, si gir\u00f2 e chiese.\nchiese: \"Come ti \u00e8 sembrato? L'ho vestito.\n\nNon so che aspetto avesse, se non quello di un funerale; con l'aggiunta di un grande sole o di una stella danese\ncon l'aggiunta di un grande sole o stella danese appeso al collo con un nastro blu, che gli dava l'impressione di essere assicurato in qualche\nnastro blu, che gli dava l'impressione di essere assicurato in qualche\nstraordinario ufficio antincendio. Ma ho detto che aveva un aspetto molto bello.\n\n Quando arriv\u00f2 alla tomba, disse il nostro conduttore, mostr\u00f2 il suo mantello\nbellissimo. Ma, a giudicare dall'ala, mi \u00e8 sembrato che quando ha visto il fantasma nell'appartamento della regina\nil fantasma nell'appartamento della regina, avrebbe potuto fare di pi\u00f9 le sue\ncalze.\n\nIo assentii modestamente e passammo tutti attraverso una piccola e sporca porta a battente,\nin una specie di cassa da imballaggio calda che si trovava subito dietro. Qui il signor Wopsle\nWopsle si stava spogliando dei suoi indumenti danesi e qui c'era giusto lo spazio per guardarlo\nspazio per guardarlo l'uno alle spalle dell'altro, tenendo lo sportello o il coperchio della cassa da imballaggio.\nporta della cassa da imballaggio, o coperchio, spalancato.\n\n Signori, disse il signor Wopsle, sono orgoglioso di vedervi. Spero, signor Pip,\nche vogliate scusare il mio giro. Ho avuto la fortuna di conoscervi in passato\ne il dramma ha sempre avuto una pretesa che \u00e8 sempre stata\nriconosciuto, ai nobili e ai ricchi.\n\nNel frattempo, il signor Waldengarver, in preda a un'agghiacciante sudorazione, cercava di togliersi i suoi abiti principeschi.\ndi togliersi i suoi abiti principeschi.\n\n Togliete le calze al signor Waldengarver, disse il proprietario di quella propriet\u00e0, o le romperete.\no le farai a pezzi. Se li rompete, vi rompete\ncinque e trenta scellini. A Shakspeare non \u00e8 mai stato fatto un complimento con un\ncoppia pi\u00f9 bella. Ora stai tranquillo sulla tua sedia e lasciali a me.\n\nCon ci\u00f2, si mise in ginocchio e cominci\u00f2 a scorticare la sua vittima, la quale,\nalla prima calza che si stacc\u00f2, sarebbe sicuramente caduto\nall'indietro con la sedia, se non fosse che non c'era spazio per cadere.\n\nFino ad allora avevo avuto paura di dire una parola sullo spettacolo. Ma poi,\nil signor Waldengarver ci guard\u00f2 compiaciuto e disse,\n\n Signori, come vi \u00e8 sembrato andare davanti?\n\nHerbert mi disse da dietro (e allo stesso tempo mi punzecchi\u00f2), Capitally.  Quindi\nHo detto Capitally.\n\n Vi \u00e8 piaciuta la mia interpretazione del personaggio, signori?\nWaldengarver, quasi, se non proprio, con condiscendenza.\n\nHerbert disse da dietro (ancora una volta punzecchiandomi), Massiccio e concreto.  Quindi\nHo detto con coraggio, come se l'avessi inventato io e dovessi insistere su di esso: \"Massiccio e concreto\".\nmassiccio e concreto.\n\n Sono lieto di avere la vostra approvazione, signori, disse il signor Waldengarver,\ncon aria dignitosa, nonostante fosse finito a terra contro la parete\ncontro il muro e di essersi aggrappato al sedile della sedia.\n\n Ma le dir\u00f2 una cosa, signor Waldengarver, disse l'uomo che era in ginocchio.\nin ginocchio, in cui lei \u00e8 fuori dalla sua lettura. Ora badi bene! Non mi interessa\nNon mi interessa chi dice il contrario, ve lo dico io. Sei fuori dalla lettura dell'Amleto\nAmleto quando si mettono le gambe di profilo. L'ultimo Amleto che ho vestito,\nha commesso gli stessi errori nella lettura durante le prove, finch\u00e9 non gli ho fatto mettere\nfinch\u00e9 non gli ho fatto mettere un grosso wafer rosso su ogni stinco, e poi a quella prova (che \u00e8 stata l'ultima) sono andato a fare un'audizione.\n(che era l'ultima) sono andato davanti, signore, in fondo alla buca, e\nogni volta che la sua lettura lo portava di profilo, gridavo: \"Non vedo le ostie!\nnon vedo le ostie!  E la sera la sua lettura era deliziosa.\n\nIl signor Waldengarver mi sorrise, come per dire che un fedele\nDipendente, sorvolo sulla sua follia; e poi disse ad alta voce: \"La mia visione \u00e8 un po'\nun po' classica e riflessiva per loro; ma miglioreranno,\nmiglioreranno.\n\nHerbert e io abbiamo detto insieme: \"Senza dubbio miglioreranno\".\n\n Avete notato, signori, ha detto il signor Waldengarver, che c'era un uomo in tribuna che ha cercato di deridere il servizio\nin galleria che ha cercato di deridere il servizio, cio\u00e8 la rappresentazione?\ncio\u00e8 la rappresentazione?\n\nRispondemmo con semplicit\u00e0 che ci sembrava di aver notato un uomo simile. I\nAggiunsi: \"Senza dubbio era ubriaco\".\n\n Oh, no, signore, disse il signor Wopsle, non ubriaco. Il suo datore di lavoro se ne occuper\u00e0\na questo, signore. Il suo datore di lavoro non gli avrebbe permesso di ubriacarsi.\n\n Conosce il suo datore di lavoro?\n\nIl signor Wopsle chiuse gli occhi e li riapr\u00ec, compiendo entrambe le\ncerimonie molto lentamente.  Avrete notato, signori, disse,\n un ignorante e un palese imbecille, con la gola raspante e un volto\ndi bassa malignit\u00e0, che ha attraversato, non voglio dire\nsostenuto il r le (se posso usare un'espressione francese) di Claudio, re di Danimarca.\ndi Danimarca. Questo \u00e8 il suo datore di lavoro, signori. Questa \u00e8 la professione!\n\nSenza sapere se mi sarebbe dispiaciuto di pi\u00f9 per il signor Wopsle se fosse stato in preda alla disperazione.\nWopsle se fosse stato disperato, ero talmente dispiaciuta per lui\nche colsi l'occasione del suo voltarsi per farsi mettere l'apparecchio\nper fargli mettere l'apparecchio, cosa che ci fece allontanare dalla porta, per chiedere a Herbert che cosa ne pensasse\ndi invitarlo a casa per cena? Herbert disse che pensava che sarebbe stato gentile\ncos\u00ec l'ho invitato e lui \u00e8 andato a Barnard con noi,\ne noi facemmo del nostro meglio per lui, e lui rimase seduto fino alle\nfino alle due di notte, rivedendo il suo successo e sviluppando i suoi piani.\npiani. Non ricordo nei dettagli quali fossero, ma ho un ricordo generale\nricordo che doveva iniziare con il rilanciare il dramma e finire con lo schiacciarlo.\ncon il distruggerlo, poich\u00e9 la sua morte l'avrebbe lasciato completamente privo di\ne senza alcuna possibilit\u00e0 o speranza.\n\nMiseramente andai a letto, dopo tutto, e miseramente pensai a Estella,\ne sognai miseramente che le mie aspettative erano state tutte cancellate e che\ndovevo dare la mia mano a Clara di Herbert, o recitare Amleto per il fantasma di Miss Havisham, davanti a ventimila persone.\nfantasma della signorina Havisham, di fronte a ventimila persone, senza sapere\nventi mila persone, senza conoscerne venti parole.\n\n\n\n\nCapitolo XXXII.\n\n\nUn giorno, mentre ero occupata con i miei libri e con il signor Pocket, ricevetti per posta un biglietto che mi mise in agitazione.\nun biglietto per posta, la cui sola lettura mi fece trasalire;\nperch\u00e9, pur non avendo mai visto la calligrafia con cui era indirizzato,\navevo intuito di chi fosse la mano. Non aveva un inizio fisso, come Caro signor Pip,\no Caro Pip, o Caro Signore, o Caro Qualunque cosa, ma recitava cos\u00ec:\n\n Devo arrivare a Londra dopodomani con la carrozza di mezzogiorno. I\ncredo che sia stato deciso che mi dovrete incontrare. In ogni caso la signorina Havisham\nha questa impressione, e io scrivo per obbedire ad essa. Vi manda i suoi\nstima.\n\n\n Tuo, ESTELLA.\n\n\nSe avessi avuto tempo, probabilmente avrei ordinato diversi abiti per l'occasione.\nper l'occasione; ma poich\u00e9 non c'era, ho preferito accontentarmi di quelli che avevo.\naccontentarmi di quelli che avevo. Il mio appetito svan\u00ec all'istante e non conobbi pace o riposo fino a quando\npace o riposo fino all'arrivo del giorno. Non che il suo arrivo mi portasse\nperch\u00e9 allora stavo peggio che mai e cominciai a infestare la carrozzeria di Wood Street.\ncarrozza in Wood Street, Cheapside, prima che la carrozza avesse lasciato il Blue Boar nella nostra citt\u00e0.\nBlue Boar nella nostra citt\u00e0. Per quanto lo sapessi perfettamente, mi sentivo comunque\nsentivo come se non fosse sicuro lasciare la rimessa fuori dalla mia vista\npi\u00f9 di cinque minuti alla volta; e in questa condizione di irragionevolezza avevo\navevo fatto la prima mezz'ora di un turno di guardia di quattro o cinque ore,\nquando Wemmick mi venne incontro.\n\n Salve, signor Pip, disse, come sta? Non avrei mai pensato\npensare che questo fosse il vostro ritmo.\n\nHo spiegato che stavo aspettando di incontrare una persona che stava arrivando in\ne ho chiesto informazioni sul Castello e sugli anziani.\n\n Entrambi stanno fiorendo grazie, disse Wemmick, e in particolare l'anziano.\n\u00c8 in splendida forma. Compir\u00e0 ottantadue anni il prossimo compleanno. Ho l'idea di\ndi sparare ottantadue volte, se il vicinato non dovesse\nse il vicinato non si lamentasse e il mio cannone si dimostrasse all'altezza della pressione.\nTuttavia, questo non \u00e8 un discorso da Londra. Dove pensate che stia andando?\n\n All'ufficio? dissi io, perch\u00e9 stava andando in quella direzione.\n\n Subito dopo, ha detto Wemmick, andr\u00f2 a Newgate. Siamo impegnati in un caso di\nun caso di pacchi bancari proprio in questo momento, e sono stato lungo la strada\na dare un'occhiata alla scena dell'azione, e quindi devo scambiare una parola\ncon il nostro cliente.\n\n Il suo cliente ha commesso la rapina?  Ho chiesto.\n\n Che tu sia benedetto, no\", rispose Wemmick, con tono molto brusco.  Ma lui\n\u00e8 accusato di questo. Anche tu o io potremmo esserlo. Ognuno di noi potrebbe essere accusato\ndi questo, lo sai.\n\n Solo che nessuno di noi due lo \u00e8, ho osservato.\n\n S\u00ec! disse Wemmick, toccandomi il petto con l'indice;\n siete un tipo profondo, signor Pip! Vi piacerebbe dare un'occhiata a Newgate?\nAvete tempo da perdere?\n\nAvevo cos\u00ec tanto tempo a disposizione che la proposta fu un sollievo,\nnonostante la sua inconciliabilit\u00e0 con il mio desiderio latente di tenere d'occhio la\ndi tenere d'occhio la carrozza. Borbottando che avrei chiesto se avevo tempo\nse avessi avuto il tempo di camminare con lui, entrai nell'ufficio e\ne mi accertai dall'impiegato, con la massima precisione e con grande\ncon la massima precisione e con grande disappunto del suo carattere, il primo momento in cui si poteva aspettare la carrozza.\nche la carrozza si sarebbe potuta aspettare, cosa che io sapevo in anticipo, cos\u00ec come lui. Poi mi ricongiunsi al\nWemmick e, dopo aver consultato l'orologio ed essere rimasto sorpreso dalle informazioni ricevute, accettai la sua proposta.\ninformazioni ricevute, accettai la sua offerta.\n\nIn pochi minuti arrivammo a Newgate e passammo attraverso la loggia\ndove alcune catene erano appese alle pareti spoglie tra le regole della prigione, all'interno del carcere.\nregole della prigione, all'interno del carcere. A quel tempo le carceri erano molto\ntrascurate, e il periodo di reazione esagerata che segue ogni\npubblica e che \u00e8 sempre la sua punizione pi\u00f9 pesante e pi\u00f9 lunga.\npunizione pi\u00f9 pesante e lunga, era ancora lontano. Quindi, i criminali non erano alloggiati e nutriti meglio dei soldati (per non parlare dei pa\ndei soldati (per non parlare degli indigenti), e raramente davano fuoco alle loro\nprigioni con il giustificato scopo di migliorare il sapore della loro zuppa.\nzuppa. Era l'ora delle visite quando Wemmick mi ospit\u00f2, e un vasaio stava facendo il giro con la birra.\nun pentolaio stava facendo il suo giro con la birra; e i prigionieri, dietro le sbarre nei cortili,\ncomprano la birra e parlano con gli amici; e una scena sgradevole, brutta,\ndisordinata e deprimente.\n\nMi colp\u00ec il fatto che Wemmick camminasse tra i prigionieri come un giardiniere potrebbe\ncome un giardiniere cammina tra le sue piante. La prima volta che mi venne in mente fu quando\nvedendo un germoglio spuntato nella notte e dicendo: \"Cosa...\",\nCapitano Tom? Ci siete voi? Ah, s\u00ec! E anche: \"Quello \u00e8 Black Bill dietro la cisterna?\nBill dietro la cisterna? Perch\u00e9 non ti ho cercato in questi due mesi;\ncome ti trovi?  Anche nel suo fermarsi al bar e\ne di occuparsi di ansiosi bisbigliatori, sempre singolarmente, Wemmick con il suo\nufficio postale in uno stato immobile, li guardava mentre erano in conferenza,\ncome se stesse prendendo nota dei progressi che avevano fatto,\ndall'ultima volta che sono stati osservati, verso l'uscita in piena regola dal processo.\n\nEra molto popolare e ho scoperto che si occupava del settore familiare del signor Jaggers.\nJaggers, anche se qualcosa dello stato di Mr.\nJaggers, che gli impediva di avvicinarsi oltre certi limiti. Il suo\nriconoscimento personale di ogni cliente successivo consisteva in un cenno del capo,\ne nel sistemarsi il cappello un po' pi\u00f9 facilmente sulla testa con entrambe le mani e nel\ncon entrambe le mani, per poi stringere l'ufficio postale e mettere le mani in tasca.\nin tasca. In uno o due casi c'\u00e8 stata una difficolt\u00e0 nel\ndifficolt\u00e0 a riscuotere le tasse, e allora il signor Wemmick, allontanando per quanto possibile\ndall'insufficienza del denaro prodotto, disse: \"\u00c8 inutile, ragazzo mio. Io sono\nsono solo un subordinato. Non posso accettarlo. Non continuare in questo modo con un\nsubordinato. Se non sei in grado di decidere il tuo quantum, ragazzo mio, faresti meglio a rivolgerti a un preside.\nmeglio che ti rivolga a un direttore; ci sono molti direttori nella professione, sai.\nci sono molti presidi, sai, e ci\u00f2 che non vale la pena di fare per uno,\npu\u00f2 valere la pena di un altro; questa \u00e8 la mia raccomandazione per te,\nparlando da subalterno. Non tentare di adottare misure inutili. Perch\u00e9 dovreste\nPerch\u00e9 dovreste? Ora, chi \u00e8 il prossimo?\n\nPassammo cos\u00ec per la serra di Wemmick, finch\u00e9 lui si gir\u00f2 verso di me e disse: \"Notate l'uomo a cui devo stringere la mano\".\ndisse: \"Notate l'uomo a cui devo stringere la mano\".  Avrei dovuto farlo,\nsenza prepararmi, visto che non aveva ancora stretto la mano a nessuno.\n\nQuasi subito dopo aver parlato, un uomo corpulento e robusto (che vedo ora, mentre scrivo), con una giacca d'ordinanza olivastra e ben usurata, con un'aria di sufficienza.\nmentre scrivo) con una giacca da camera color oliva ben consumata, con un\nun pallore particolare che copriva il rosso della sua carnagione, e gli occhi che\nocchi che vagavano quando cercava di fissarli, si avvicin\u00f2 a un angolo del\nbar e mise la mano sul cappello che aveva una superficie grassa e untuosa come un brodo freddo\ngrasso come il brodo freddo, con un saluto militare mezzo serio e mezzo scherzoso.\nmilitare semiserio e scherzoso.\n\n Colonnello, a lei! disse Wemmick; come sta, colonnello?\n\n Va bene, signor Wemmick.\n\n \u00c8 stato fatto tutto quello che si poteva fare, ma le prove erano troppo\nforti per noi, colonnello.\n\n S\u00ec, era troppo forte, signore, ma a me non interessa.\n\n No, no, disse Wemmick, freddamente, a te non importa.  Poi, rivolgendosi a\na me, serv\u00ec Sua Maest\u00e0 quest'uomo. Era un soldato di linea e ha comprato\nil suo congedo.\n\nDissi: \"Davvero?\" e gli occhi di quell'uomo mi guardarono, poi guardarono sopra la mia testa e poi guardarono intorno a me.\ntesta, e poi mi guardarono intorno, e poi si pass\u00f2 la mano sulle labbra e rise.\nlabbra e rise.\n\n Credo che luned\u00ec sar\u00f2 fuori di qui, signore\", disse a Wemmick.\n\n Forse, ha risposto il mio amico, ma non si pu\u00f2 sapere.\n\n Sono lieto di avere la possibilit\u00e0 di salutarla, signor Wemmick,\ndisse l'uomo, tendendo la mano tra due sbarre.\n\n Grazie, disse Wemmick, stringendogli la mano.  Lo stesso per voi,\nColonnello.\n\n Se quello che avevo addosso quando mi hanno preso fosse stato vero, signor Wemmick, disse l'uomo, non volendo lasciare la sua mano, avrei chiesto il favore\nuomo, non volendo lasciare la sua mano, avrei dovuto chiederle il favore di\ndi farvi indossare un altro anello come riconoscimento delle vostre attenzioni.\n\n Accetter\u00f2 il testamento per l'atto, disse Wemmick.  A proposito, lei era\nun appassionato di piccioni.  L'uomo guard\u00f2 il cielo.  Mi hanno detto che lei\nche avevate una notevole razza di piccioni. Potreste incaricare un vostro amico\ndi portarmene un paio, se non ne avete pi\u00f9 bisogno?\n\n Sar\u00e0 fatto, signore.\n\n Va bene, disse Wemmick, ci occuperemo di loro.\nBuon pomeriggio, colonnello. Arrivederci!  Si strinsero di nuovo la mano e mentre ci allontanavamo\nmentre ci allontanavamo Wemmick mi disse: \"Un Coiner, un ottimo operaio\". Il\nIl rapporto del cancelliere \u00e8 stato fatto oggi, e lui \u00e8 sicuro di essere giustiziato luned\u00ec.\nLuned\u00ec. Ma vedete, per quanto riguarda la questione, un paio di piccioni sono\npropriet\u00e0 portatile\".  Con ci\u00f2, si guard\u00f2 indietro e annu\u00ec\na questa pianta morta, e poi gett\u00f2 gli occhi intorno a s\u00e9 uscendo dal cortile, come se stesse\ncome se stesse valutando quale altro vaso sarebbe andato meglio al suo posto.\nal suo posto.\n\nQuando uscimmo dalla prigione attraverso la loggia, mi accorsi che la grande importanza del mio guardiano era apprezzata\nimportanza del mio tutore era apprezzata dai guardarobieri, non meno che\nda coloro che tenevano in custodia.  Ebbene, signor Wemmick, disse il\nche ci teneva tra i due cancelli borchiati e chiodati della loggia,\ne che ne chiudeva accuratamente uno prima di aprire l'altro, cosa far\u00e0 Mr.\nJaggers ha intenzione di fare con quell'omicidio in riva al mare? Lo considerer\u00e0 un omicidio\nomicidio colposo, o cosa ne far\u00e0?\n\n Perch\u00e9 non lo chiedete a lui?\n\n O s\u00ec, oserei dire! disse il chiaviur.\n\n \u00c8 cos\u00ec che funziona qui, signor Pip, osserv\u00f2 Wemmick,\nvoltandosi verso di me con il suo aspetto da ufficio postale allungato.  Non si preoccupano di ci\u00f2 che\nnon si preoccupano di quello che chiedono a me, il subalterno; ma non li troverete mai a fare domande al mio principale.\ndomande al mio principale.\n\n Questo giovane gentiluomo \u00e8 uno dei praticanti o dei praticanti del vostro ufficio?\nchiese il portiere, con un sorriso per l'umorismo del signor Wemmick.\n\n Ecco che ci risiamo, vedete! grid\u00f2 Wemmick, ve l'avevo detto! Chiede\nun'altra domanda al subordinato prima che la prima sia stata esaurita! Ebbene,\nsupponiamo che il signor Pip sia uno di loro?\n\n Ma allora, disse il chiaviur, sorridendo di nuovo, lui sa cos'\u00e8 Mr.\nJaggers.\n\n Yah! grid\u00f2 Wemmick, colpendo all'improvviso il chiaviere in maniera\nin modo scherzoso, sei muto come una delle tue chiavi quando hai a che fare con il mio direttore, lo sai.\ncon il mio direttore, lo sai bene. Facci uscire, vecchia volpe, o gli far\u00f2 intentare un'azione legale contro di te.\no gli far\u00f2 intentare un'azione legale contro di te per falsa detenzione.\n\nIl portiere si mise a ridere, ci diede la buona giornata e si ferm\u00f2 a ridere di noi\nsulle punte del cancello quando scendemmo i gradini per la strada.\nstrada.\n\n Badate, signor Pip, disse Wemmick, gravemente all'orecchio, mentre mi prendeva il braccio per essere pi\u00f9 confidenziale.\nper essere pi\u00f9 confidenziale; non so se il signor Jaggers faccia una cosa migliore\ndi meglio del modo in cui si mantiene cos\u00ec in alto. \u00c8 sempre cos\u00ec\nalto. La sua costante altezza fa il paio con le sue immense capacit\u00e0.\nIl colonnello non poteva congedarsi da lui pi\u00f9 di quanto il maggiordomo non potesse chiedergli le sue intenzioni in merito a un affare.\nchiedergli le sue intenzioni su un caso. Poi, tra la sua altezza e\nloro, si infila il suo subalterno, non vedete? E cos\u00ec li ha presi,\nanima e corpo.\n\nSono rimasto molto colpito, e non per la prima volta, dalla sottigliezza del mio tutore.\nsottigliezza del mio tutore. A dire il vero, avrei voluto, e non per la prima volta, avere un altro tutore di minori capacit\u00e0.\nche avessi avuto un altro tutore di minori capacit\u00e0.\n\nIl signor Wemmick e io ci siamo lasciati nell'ufficio di Little Britain, dove i fornitori del bando di Mr.\ndove i sostenitori di Mr. Jaggers si attardavano come al solito, e io tornai al mio posto di guardia nella strada della carrozza.\nSono tornato al mio posto di guardia nella strada della carrozza, con circa tre ore a disposizione.\ntre ore a disposizione. Ho trascorso tutto il tempo pensando a quanto fosse strano\nstrano che io fossi circondato da tutta questa macchia di prigione e di\ncriminalit\u00e0; che, nella mia infanzia, nelle nostre paludi solitarie in una sera d'inverno, avessi incontrato per la prima volta\nd'inverno, l'avessi incontrata per la prima volta; che fosse ricomparsa in due occasioni.\nriapparve in due occasioni, iniziando come una macchia che era sbiadita\nsbiadita ma non scomparsa; che in questo nuovo modo pervadesse la mia fortuna e il mio\navanzamento. Mentre la mia mente era cos\u00ec impegnata, pensai alla bella e giovane Estella, orgogliosa e raffinata.\ngiovane Estella, orgogliosa e raffinata, che veniva verso di me, e pensavo con\ncon assoluta ripugnanza il contrasto tra la prigione e lei. Avrei voluto\nche Wemmick non mi avesse incontrato, o che io non avessi ceduto a lui e non fossi andata con lui, in modo che, di fronte a tutto ci\u00f2, non avrei potuto\ncos\u00ec che, tra tutti i giorni dell'anno, in questo giorno non avrei avuto\nnon avessi avuto Newgate nell'alito e sui vestiti. Ho tolto la polvere della prigione\ndai miei piedi mentre andavo e venivo, e l'ho scossa dal mio vestito,\ne ho espirato la sua aria dai miei polmoni. Mi sentivo cos\u00ec contaminata,\nricordandomi di chi stava arrivando, che la carrozza arriv\u00f2 in fretta e\nNon mi ero ancora liberata dalla consapevolezza di aver sporcato il conservatorio di Mr.\nWemmick, quando vidi il suo volto al finestrino della carrozza e la sua mano che mi\nmano che mi salutava.\n\nChe cos'era l'ombra senza nome che in quell'unico istante era passata\npassato?\n\n\n\n\nCapitolo XXXIII.\n\n\nNel suo abito da viaggio con la pelliccia, Estella sembrava pi\u00f9 delicatamente\npi\u00f9 delicatamente bella di quanto non fosse mai stata, anche ai miei occhi. Il suo modo di fare era\npi\u00f9 accattivanti di quanto non avesse mai fatto con me prima, e mi sembrava di vedere l'influenza della signorina Havisham\nmi sembrava di vedere l'influenza della signorina Havisham in questo cambiamento.\n\nRimanemmo nel cortile della locanda mentre lei mi indicava il suo bagaglio, e quando fu tutto ritirato mi ricordai di aver dimenticato tutto, ma non di aver fatto il giro del mondo.\nQuando fu tutto raccolto, mi ricordai di aver dimenticato tutto tranne che\nlei stessa, nel frattempo, che non sapevo nulla della sua destinazione.\n\n Vado a Richmond, mi ha detto.  La nostra lezione \u00e8 che ci sono\ndue Richmond, uno nel Surrey e uno nello Yorkshire, e che il mio \u00e8 il Richmond del Surrey.\nRichmond del Surrey. La distanza \u00e8 di dieci miglia. Devo avere una carrozza,\ne voi mi accompagnerete. Questo \u00e8 il mio borsellino, da cui dovrete pagare le mie spese.\ncon questa borsa. Oh, dovete prendere la borsa! Non abbiamo altra scelta, io e voi,\nse non quella di obbedire alle nostre istruzioni. Non siamo liberi di seguire i nostri\ndi seguire i nostri schemi, io e voi.\n\nMentre mi guardava dandomi la borsa, speravo che ci fosse un significato interiore nelle sue parole.\nsignificato nelle sue parole. Le ha dette con leggerezza, ma non con\ndispiacere.\n\n Bisogner\u00e0 mandare una carrozza, Estella. Volete riposare qui un\nun po'?\n\n S\u00ec, mi riposer\u00f2 un po' qui, berr\u00f2 del t\u00e8 e voi vi prenderete cura di me nel frattempo.\nprendersi cura di me per tutto il tempo.\n\nLei incroci\u00f2 il suo braccio con il mio, come se dovesse essere fatto, e io chiesi a un cameriere che stava fissando la carrozza come un uomo che non aveva mai visto.\ncameriere, che stava fissando la carrozza come un uomo che non aveva mai visto\nuna cosa del genere in vita sua, di mostrarci un salottino privato. A questo punto,\ntovagliolo, come se si trattasse di un indizio magico senza il quale non poteva\nsenza il quale non avrebbe potuto trovare la strada per il piano superiore, e ci condusse nel buco nero della\ndel locale, munito di uno specchio a scomparsa (un articolo del tutto superfluo, viste le proporzioni del buco).\nun articolo superfluo, viste le proporzioni del buco), una cassetta per la salsa di acciughe,\ne le pattene di qualcuno. Alla mia obiezione a questo ritiro, ci port\u00f2 in un'altra stanza con un tavolo da pranzo.\nin un'altra stanza con un tavolo per trenta persone e, nella griglia, una foglia bruciacchiata di un libro\nun foglio bruciacchiato di un quaderno sotto un moggio di polvere di carbone. Avendo guardato\ndi questa conflagrazione spenta e scuotendo la testa, prese la mia ordinazione;\nche si rivel\u00f2 essere semplicemente un po' di t\u00e8 per la signora, lo fece uscire dalla stanza in uno stato di\ndalla stanza in uno stato d'animo molto basso.\n\nEro e sono convinto che l'aria di questa camera, con la sua forte combinazione di stalla e brodo, avrebbe potuto indurre a pensare che l'aria di questa stanza\ncombinazione di scuderia e brodo, avrebbe potuto indurre a dedurre che il reparto carrozze non andava bene e che\nche il reparto carrozze non stava andando bene e che l'intraprendente proprietario\nproprietario stesse bollendo i cavalli per il reparto ristorazione.\nTuttavia, la stanza era tutto sommato piacevole per me, visto che c'era Estella. Pensavo che\ncon lei avrei potuto essere felice l\u00ec per tutta la vita. (Non ero affatto\nfelice in quel momento, osserva, e lo sapevo bene).\n\n Dove andrai, a Richmond?  Chiesi a Estella.\n\n Andr\u00f2 a vivere, disse, a caro prezzo, con una signora del luogo,\nche ha il potere, o dice di avere, di portarmi in giro, di presentarmi, di mostrarmi la gente e di mostrarmi alla gente.\ne di presentarmi, di mostrarmi alla gente e di mostrarmi alla gente.\n\n Suppongo che sarete contenti della variet\u00e0 e dell'ammirazione?\n\n S\u00ec, credo di s\u00ec.\n\nMi rispose con tanta noncuranza che le dissi: \"Parli di te come se fossi un'altra persona\".\nfossi un'altra persona.\n\n Dove hai imparato come parlo degli altri? Su, su, disse Estella,\nsorridendo deliziosamente, non dovete aspettarvi che io vada a scuola da _voi_;\nDevo parlare a modo mio. Come va con il signor Pocket?\n\n Vivo abbastanza piacevolmente l\u00ec; almeno a me sembrava che stessi perdendo\nperdere una possibilit\u00e0.\n\n Almeno? ripet\u00e9 Estella.\n\n Nel modo pi\u00f9 piacevole possibile, lontano da te.\n\n Stupido ragazzo\", disse Estella, con compostezza, \"come puoi dire queste sciocchezze?\nsciocchezze? Il tuo amico Mr. Matthew, credo, \u00e8 superiore al resto della sua famiglia?\ndella sua famiglia?\n\n Davvero molto superiore. Non \u00e8 nemico di nessuno\n\n Non aggiungere altro che il suo, interpose Estella, perch\u00e9 odio quella classe di uomini.\nuomini. Ma lui \u00e8 davvero disinteressato e al di sopra di piccole gelosie e dispetti, ho sentito dire?\nho sentito dire che \u00e8 disinteressato e al di sopra di piccole gelosie e dispetti.\n\n Sono sicuro di avere tutte le ragioni per dirlo.\n\n Non hai tutte le ragioni per dire cos\u00ec del resto della sua gente, disse Estella, annuendo con un'espressione del viso che era allo stesso tempo\nEstella, annuendo con un'espressione del viso che era al tempo stesso\ngrave e rassicurante allo stesso tempo, perch\u00e9 assillano la signorina Havisham con\ninsinuazioni a vostro svantaggio. Vi osservano, vi travisano,\nscrivono lettere su di voi (a volte anonime), e voi siete il tormento e l'occupazione\ne l'occupazione della loro vita. Non riuscite a rendervi conto dell'odio\ndell'odio che queste persone provano per voi.\n\n Non mi fanno male, spero.\n\nInvece di rispondere, Estella scoppi\u00f2 a ridere. Questo \u00e8 stato molto\nsingolare per me e la guardai con notevole perplessit\u00e0. Quando\nquando se ne and\u00f2 e non aveva riso languidamente, ma con vero divertimento\ndivertimento, dissi, nel mio modo diffidente con lei,\n\n Spero di poter supporre che non vi divertireste se mi facessero del male.\nmale.\n\n No, no, puoi starne certa, disse Estella.  Potete essere certi\nche io rido perch\u00e9 loro falliscono. Oh, quelle persone con la signorina Havisham, e le\nle torture che subiscono!  Rise di nuovo e anche ora che mi aveva detto il perch\u00e9\nmi aveva detto il perch\u00e9, la sua risata era molto singolare per me, perch\u00e9 non potevo dubitare che fosse autentica\nnon potevo dubitare che fosse autentica, eppure mi sembrava eccessiva per l'occasione. I\npensai che doveva esserci davvero qualcosa di pi\u00f9 di quello che sapevo; lei vide il pensiero nella mia mente e rispose\nlei vide il pensiero nella mia mente e rispose.\n\n Non \u00e8 facile nemmeno per voi, disse Estella, capire quale soddisfazione\nsoddisfazione nel vedere queste persone ostacolate, n\u00e9 quale piacevole senso del\nridicolo che provo quando loro vengono messi in ridicolo. Perch\u00e9 non sei stata\ncresciuta in quella strana casa fin da piccola. Lo ero. Non avete avuto\nil tuo piccolo ingegno affilato dai loro intrighi contro di te, soppresso e indifeso, sotto la maschera della simpatia e della piet\u00e0 e quant'altro.\ne indifesa, sotto la maschera della simpatia e della piet\u00e0 e di ci\u00f2 che non \u00e8\nmorbida e rassicurante. Io l'ho avuta. Non hai aperto gradualmente i tuoi occhi rotondi\nocchi infantili e rotondi alla scoperta di quell'impostore di donna che calcola le sue riserve di pace.\ndonna che calcola le sue riserve di tranquillit\u00e0 per quando si sveglia di notte.\ndi notte. Io l'ho fatto.\n\nEstella ora non rideva pi\u00f9, e non rievocava queste\nricordi da un luogo superficiale. Non avrei voluto essere la causa di\nquel suo sguardo, se avessi avuto tutte le mie aspettative in un mucchio.\n\n Due cose posso dirle, disse Estella.  Primo: nonostante il proverbio secondo cui\nproverbio secondo cui le continue cadute consumano la pietra, potete stare tranquilli che queste persone non\nmente che queste persone non pregiudicheranno mai, nemmeno in cento\nmai in cento anni comprometterebbero il vostro rapporto con la signorina Havisham, in qualsiasi particolare, grande o\no piccolo. In secondo luogo, sono in debito con voi in quanto causa del loro essere cos\u00ec\noccupati e cos\u00ec meschini, e su questo c'\u00e8 la mia mano.\n\nMentre me lo porgeva scherzosamente, poich\u00e9 il suo umore pi\u00f9 cupo era stato solo\nmomentaneo, la presi e me la portai alle labbra.  Ridicolo ragazzo, disse\nEstella, non accetti mai un avvertimento? O vuoi baciare la mia mano con lo stesso\nstesso spirito con cui una volta ti ho lasciato baciare la mia guancia?\n\n Che spirito era quello?\n\n Devo riflettere un attimo. Uno spirito di disprezzo per i pedinatori e i complottisti.\ncomplottisti.\n\n Se dico di s\u00ec, posso baciare di nuovo la guancia?\n\n Avresti dovuto chiedere prima di toccare la mano. Ma s\u00ec, se\npiacere.\n\nMi chinai e il suo viso calmo era come quello di una statua.\nEstella, scivolando via nell'istante in cui le toccai la guancia, ti occuperai di farmi prendere il t\u00e8 e mi porterai a Richmond.\nche io prenda un po' di t\u00e8 e che tu mi porti a Richmond.\n\nIl suo ritorno a questo tono, come se la nostra associazione fosse stata forzata,\ne fossimo semplici marionette, mi dava dolore; ma tutto nel nostro rapporto mi dava dolore.\nrapporto mi dava dolore. Qualunque fosse il suo tono con me,\nnon potevo riporre alcuna fiducia e non potevo costruire alcuna speranza su di esso; eppure andavo avanti\ncontro la fiducia e contro la speranza. Perch\u00e9 ripeterlo mille volte? Cos\u00ec\nsempre cos\u00ec.\n\nHo suonato per il t\u00e8 e il cameriere, riapparso con il suo magico indizio,\nport\u00f2 a poco a poco una cinquantina di complementi per quel rinfresco, ma di\nt\u00e8 neanche l'ombra. Un tagliere da t\u00e8, tazze e piattini, piatti, coltelli e forchette (compresi gli intagliatori), un'altra tazza e un'altra ancora.\nforchette (comprese quelle da intaglio), cucchiai (vari), saliere, un piccolo muffin\nun piccolo muffin, confinato con la massima precauzione sotto un robusto coperchio di ferro.\nun muffin mite confinato con la massima precauzione sotto un robusto coperchio di ferro, Mos\u00e8 tra i giunchi, tipico di un morbido pezzetto di burro in una\ndi burro in una quantit\u00e0 di prezzemolo, una pagnotta chiara con la testa in polvere, due impronte di\ndue impronte di prova delle sbarre del camino della cucina su pezzetti triangolari di pane\npane, e infine una grassa urna di famiglia, con la quale il cameriere entr\u00f2 barcollando\ncon cui il cameriere entr\u00f2 barcollando, esprimendo nel suo volto peso e sofferenza. Dopo una\ndopo un'assenza prolungata a questo punto dell'intrattenimento, torn\u00f2 con uno scrigno di\ncon uno scrigno di aspetto prezioso contenente ramoscelli. Questi\ninzuppati in acqua calda, e cos\u00ec dall'insieme di questi apparecchi\nestrassi una tazza di non so che cosa per Estella.\n\nIl conto pagato, il cameriere ricordato, il cameriere non dimenticato,\ne la cameriera presa in considerazione, in una parola, l'intera casa\ncasa in uno stato di disprezzo e animosit\u00e0, e il portafoglio di Estella molto alleggerito, salimmo sulla nostra carrozza e ce ne andammo.\nEstella si era alleggerita, salimmo sulla nostra carrozza postale e partimmo.\nSvoltando in Cheapside e percorrendo Newgate Street, fummo presto\nsotto le mura di cui mi vergognavo tanto.\n\n Che posto \u00e8 quello?  Mi chiese Estella.\n\nFeci la sciocca finta di non riconoscerlo subito e poi glielo dissi.\nlei. Lei lo guard\u00f2 e si ritrasse, mormorando,\n Disgraziati!  Non avrei confessato la mia visita per nessun motivo.\nconsiderazione.\n\n Il signor Jaggers, dissi io, per dare la colpa a qualcun altro,\n ha la reputazione di essere pi\u00f9 addentro ai segreti di quel luogo lugubre\ndi qualsiasi uomo a Londra.\n\n \u00c8 pi\u00f9 addentro ai segreti di ogni luogo, credo, disse Estella, a bassa voce.\nvoce bassa.\n\n Siete stati abituati a vederlo spesso, suppongo?\n\n Sono abituato a vederlo a intervalli incerti, fin da quando\nricordo. Ma ora non lo conosco meglio di quanto non lo conoscessi prima di poter\nparlare apertamente. Qual \u00e8 la sua esperienza personale con lui? Avanzate con lui?\nlui?\n\n Una volta abituato ai suoi modi diffidenti, dissi, ho fatto molto bene.\nbene.\n\n Siete intimi?\n\n Ho cenato con lui nella sua casa privata.\n\n Immagino, disse Estella, che sia un luogo curioso.\n\n \u00c8 un luogo curioso.\n\nAvrei dovuto evitare di parlare troppo liberamente del mio tutore anche con lei.\nma avrei proseguito l'argomento fino a descrivere la cena a Gerrard Street, se non fossimo arrivati a un punto morto.\nla cena in Gerrard Street, se non fossimo arrivati a un'improvvisa\ndi gas. Sembrava, finch\u00e9 \u00e8 durato, che fosse tutto acceso e vivo\ncon quella sensazione inspiegabile che avevo provato prima; e quando ne fummo fuori, ero come\ndi essa, per qualche istante rimasi stordito come se fossi stato colpito da un fulmine.\nlampo.\n\nCos\u00ec ci siamo messi a parlare d'altro, e principalmente del percorso\nche stavamo percorrendo, e su quali parti di Londra si trovavano da questa\ndi Londra da questo lato e quali da quello. La grande citt\u00e0 era quasi nuova per lei, mi disse.\nmi disse, perch\u00e9 non aveva mai lasciato il quartiere di Miss Havisham prima di andare in Francia.\nFrancia, e allora aveva solo attraversato Londra all'andata e al ritorno.\nLondra all'andata e al ritorno. Le chiesi se il mio tutore si fosse occupato di lei mentre rimaneva qui.\nmentre rimaneva qui? A questa domanda rispose con enfasi che Dio ce ne scampi!\ne niente di pi\u00f9.\n\nEra impossibile per me evitare di vedere che ci teneva ad attrarmi;\nche si rendeva vincente, e che mi avrebbe conquistato anche se il compito\navrebbe conquistato anche se il compito avesse richiesto dolore. Eppure questo non mi rendeva affatto pi\u00f9 felice, perch\u00e9 anche se non avesse\nse non avesse assunto il tono di chi vuole che gli altri si occupino di noi, avrei sentito che\navrei sentito che teneva il mio cuore in mano perch\u00e9 aveva deliberatamente scelto di farlo\nperch\u00e9 aveva scelto volontariamente di farlo, e non perch\u00e9 avrebbe suscitato in lei una qualche tenerezza nel\nschiacciarlo e gettarlo via.\n\nQuando passammo per Hammersmith, le mostrai dove abitava il signor Matthew Pocket.\nPocket e le dissi che non era molto distante da Richmond e che speravo di vederla qualche volta.\nche speravo di vederla qualche volta.\n\n Oh s\u00ec, mi vedrete; verrete quando lo riterrete opportuno; sarete menzionati in famiglia; anzi, siete gi\u00e0 stati menzionati.\nsarai menzionato alla famiglia; anzi, sei gi\u00e0 stato menzionato.\n\nMi sono chiesto se fosse una famiglia numerosa quella di cui avrebbe fatto parte.\n\n No, ce ne sono solo due: madre e figlia. La madre \u00e8 una signora di\ndi un certo rango, anche se non disdegna di aumentare le sue entrate.\n\n Mi meraviglio che Miss Havisham possa separarsi di nuovo da voi cos\u00ec presto.\n\n Fa parte dei piani della signorina Havisham per me, Pip, disse Estella, con un sospiro, come se fosse stanca.\ncon un sospiro, come se fosse stanca; dovr\u00f2 scriverle costantemente e vederla regolarmente\ne vederla regolarmente e riferirle come vado avanti, io e i gioielli, perch\u00e9 sono quasi tutti\nquasi tutti miei.\n\nEra la prima volta che mi chiamava per nome. Naturalmente lo fece\nlo fece di proposito e sapeva che ne avrei fatto tesoro.\n\nArrivammo a Richmond troppo presto, e la nostra destinazione era una casa vicino al green, una vecchia e stabile casa\nvicino al prato, una vecchia casa stabile, dove cerchi, cipria e toppe,\ncappotti ricamati, calze arrotolate, gorgiere e spade, avevano avuto i loro\ncorte molte volte. Alcuni alberi antichi davanti alla casa erano ancora\ndi moda, formali e innaturali come i cerchi, le parrucche e le gonne rigide.\nma il loro posto nella grande processione dei morti non era lontano.\nmorti non erano lontani, e presto vi si sarebbero calati e avrebbero preso la\ne avrebbero seguito la strada silenziosa degli altri.\n\nUna campana con una voce antica che, oserei dire, a suo tempo aveva spesso detto alla casa: \"Ecco il farthingale verde\".\ncasa: \"Ecco il farthingale verde, ecco la spada con il\nspada, Ecco le scarpe con il tacco rosso e il solitario blu suon\u00f2 gravemente al\nal chiaro di luna, e due cameriere color ciliegia uscirono svolazzando per ricevere Estella.\na ricevere Estella. L'ingresso assorb\u00ec presto le sue scatole, e lei mi diede la mano e un sorriso.\nmi ha dato la mano e un sorriso, mi ha dato la buonanotte ed \u00e8 stata assorbita\nanche lei. E io rimasi ancora a guardare la casa, pensando a quanto sarei stata felice se avessi vissuto l\u00ec con lei.\nsarei stata felice se avessi vissuto l\u00ec con lei, e sapendo che non ero mai felice con lei, ma sempre infelice.\ncon lei, ma sempre infelice.\n\nSono salito in carrozza per essere riportato ad Hammersmith, e sono salito\ncon un brutto mal di cuore, e ne sono uscita con un mal di cuore ancora peggiore. Alla nostra\nporta di casa nostra, ho trovato la piccola Jane Pocket che tornava da una festicciola\nscortata dal suo piccolo amante; e ho invidiato il suo piccolo amante, nonostante\nche fosse soggetto a Flopson.\n\nIl signor Pocket era in giro a tenere conferenze, perch\u00e9 era un appassionato di economia domestica.\neconomia domestica, e i suoi trattati sulla gestione dei bambini e della\ndomestici erano considerati i migliori libri di testo su questi temi. Ma\nLa signora Pocket era a casa ed era un po' in difficolt\u00e0 perch\u00e9 il bambino era stato sistemato con\nil bambino era stato sistemato con una scatola di aghi per tenerlo\nper tenerlo tranquillo durante l'inspiegabile assenza di Millers.\nGuardia di Finanza) di Millers. E mancavano pi\u00f9 aghi di quanti se ne potessero considerare\nsalutari per un paziente di cos\u00ec tenera et\u00e0, sia per l'applicazione esterna\nsia per l'applicazione esterna che per l'assunzione come tonico.\n\nIl signor Pocket \u00e8 giustamente famoso per i suoi eccellenti consigli pratici e per la sua chiara e sana percezione delle cose.\nconsigli pratici, e per avere una percezione chiara e solida delle cose e una mente molto\ndi avere una percezione chiara e solida delle cose e una mente molto giudiziosa, ho avuto l'idea di pregarlo di accettare la mia fiducia.\ndi pregarlo di accettare la mia fiducia. Ma mi capit\u00f2 di guardare la signora Pocket, mentre\nPocket mentre leggeva il suo libro delle dignit\u00e0 dopo aver prescritto il letto come rimedio\nrimedio sovrano per il bambino, pensai: \"No, non lo far\u00f2\".\n\n\n\n\nCapitolo XXXIV.\n\n\nMan mano che mi abituavo alle mie aspettative, avevo insensibilmente iniziato a notare il loro effetto su di me e su coloro che mi circondavano.\na notare il loro effetto su me stesso e su coloro che mi circondano. La loro influenza sul\nsul mio carattere, che avevo nascosto il pi\u00f9 possibile,\nma sapevo benissimo che non era tutto positivo. Vivevo in uno stato di\ncronico di disagio per quanto riguarda il mio comportamento nei confronti di Joe. La mia coscienza non era\nnon era affatto tranquilla riguardo a Biddy. Quando mi svegliavo di notte, come\nnotte, come Camilla, ero solita pensare, con una stanchezza nello spirito,\nche sarei stata pi\u00f9 felice e migliore se non avessi mai visto il volto della signorina Havisham.\nHavisham e fossi diventato uomo contento di essere socio di Joe nella vecchia e onesta fucina.\nJoe nella vecchia e onesta fucina. Molte volte, la sera, mentre ero seduto da solo a guardare il fuoco, pensavo\nda solo a guardare il fuoco, ho pensato che, dopo tutto, non c'era un fuoco come quello della forgia e della cucina.\nil fuoco della fucina e quello della cucina di casa.\n\nEppure Estella era cos\u00ec inseparabile da tutte le mie inquietudini e i miei turbamenti d'animo che\nmente, che sono davvero caduto in confusione sui limiti della mia parte\nnella sua realizzazione. Cio\u00e8, supponendo che non avessi avuto aspettative,\ne che avessi avuto Estella a cui pensare, non riuscivo a capire con soddisfazione\nche avrei fatto molto meglio. Ora, per quanto riguarda l'influenza\ninfluenza della mia posizione sugli altri, non mi trovavo in questa difficolt\u00e0 e quindi\npercepivo, anche se forse in modo abbastanza confuso, che non era vantaggiosa per nessuno e, soprattutto, che\nnessuno e, soprattutto, che non era vantaggioso per Herbert. Le mie\nabitudini sfarzose inducevano la sua natura facile a spese che non poteva\ncorrompere la semplicit\u00e0 della sua vita e disturbare la sua pace con ansie e rimpianti.\ncon ansie e rimpianti. Non ero affatto pentito di aver involontariamente\ninvolontariamente gli altri rami della famiglia Pocket alle povere arti che\narti che praticavano, perch\u00e9 tali piccolezze erano la loro naturale inclinazione,\ne sarebbero state evocate da chiunque altro, se li avessi lasciati\nassopiti. Ma Herbert era un caso molto diverso, e spesso mi faceva\nmi provocava una fitta al pensiero di avergli reso un cattivo servizio nell'affollare\naffollare le sue stanze arredate in modo spartano con tappezzerie incongrue\ne mettendo a sua disposizione il Vendicatore dal petto canarino.\n\nCos\u00ec, come metodo infallibile per rendere il poco agio un grande agio, ho iniziato a\na contrarre una quantit\u00e0 di debiti. Non potevo certo iniziare, ma anche Herbert doveva\nHerbert doveva iniziare, e cos\u00ec lo segu\u00ec presto. Su suggerimento di Startop, ci iscriviamo\ndi Startop, ci proponemmo per l'elezione in un club chiamato I Fringuelli del Grove.\nGrove: lo scopo di questa istituzione non l'ho mai capito, se non fosse che i membri\nse non fosse che i membri dovevano cenare costosamente una volta ogni due settimane, per\nlitigare tra loro il pi\u00f9 possibile dopo cena e far s\u00ec che\nsei camerieri a ubriacarsi sulle scale. So che questi gratificanti\nsociali gratificanti erano cos\u00ec invariabilmente raggiunti che Herbert e io non capivamo\nHerbert e io non capimmo a cos'altro si riferisse il primo brindisi in piedi della societ\u00e0\ndella societ\u00e0: \"Signori, possa l'attuale promozione dei buoni sentimenti\nche l'attuale promozione dei buoni sentimenti regni sempre predominante tra i Fringuelli del Grove.\n\nI Finch spendevano i loro soldi in modo sciocco (l'albergo in cui cenavamo era a\nCovent Garden), e il primo Finch che vidi quando ebbi l'onore di entrare a far parte del Grove fu Bentley Drummle, che all'epoca si aggirava a vuoto.\ndi entrare a far parte del Grove fu Bentley Drummle, che a quel tempo si aggirava per la citt\u00e0 con un\ncitt\u00e0 con un taxi tutto suo, danneggiando non poco i pali agli angoli delle strade.\nagli angoli delle strade. Di tanto in tanto, si sparava fuori dal suo\ndalla sua attrezzatura a testa in gi\u00f9 sul grembiule; e in un'occasione l'ho visto\nin questo modo involontario, consegnarsi alla porta del Grove, come\ncarboni. Ma qui anticipo un po', perch\u00e9 non ero un Fringuello e non potevo esserlo, secondo le leggi sacre.\nsecondo le sacre leggi della societ\u00e0, fino alla maggiore et\u00e0.\net\u00e0.\n\nConfidando nelle mie risorse, mi sarei volentieri accollata le spese di Herbert.\nHerbert, ma Herbert era orgoglioso e non potevo fargli una simile proposta.\nproposta di questo tipo. Cos\u00ec si trov\u00f2 in difficolt\u00e0 in ogni\ndifficolt\u00e0 in ogni direzione e continu\u00f2 a guardarsi intorno. Quando a poco a poco ci trovammo a fare\na fare le ore piccole e a stare in compagnia, notai che a colazione si guardava intorno\ncon occhio avvilito all'ora di colazione; che cominci\u00f2 a guardarsi intorno pi\u00f9\npi\u00f9 speranzoso verso mezzogiorno; che si afflosciava quando arrivava a\ncena; che sembrava scorgere la Capitale in lontananza, piuttosto\ndopo cena; che verso mezzanotte si rese conto della Capitale e che verso le due\nmezzanotte; e che, verso le due del mattino, era diventato cos\u00ec\nprofondamente sconfortato da parlare di comprare un fucile e andare in America, con l'obiettivo generale di costringere\nAmerica, con l'intento generale di catturare i bufali per fare fortuna.\nfortuna.\n\nDi solito ero ad Hammersmith per circa met\u00e0 della settimana, e quando ero ad\nHammersmith ho infestato Richmond, di cui si parla a parte. Herbert\nveniva spesso ad Hammersmith quando c'ero io, e credo che in quei periodi suo padre\nsuo padre abbia avuto di tanto in tanto la percezione che\nl'apertura che stava cercando, non era ancora apparsa. Ma nel\nfamiglia, il suo emergere nella vita da qualche parte,\nera una cosa che doveva avvenire in qualche modo. Nel frattempo il signor Pocket diventava\nsempre pi\u00f9 grigio e cercava sempre pi\u00f9 spesso di tirarsi fuori dalle sue perplessit\u00e0 per\ncapelli. Mentre la signora Pocket faceva inciampare la famiglia con il suo sgabello,\nleggeva il suo libro delle dignit\u00e0, perdeva il fazzoletto da taschino, ci parlava di\nnonno, e insegnava alla giovane idea di sparare, sparando nel letto ogni volta che\na letto ogni volta che attirava la sua attenzione.\n\nPoich\u00e9 ora sto generalizzando un periodo della mia vita con lo scopo di\ndi chiarirmi la strada, non posso fare di meglio che completare subito la descrizione dei modi e dei costumi\ncompletare la descrizione dei modi e delle abitudini di Barnard s Inn.\nBarnard Inn.\n\nAbbiamo speso pi\u00f9 soldi che potevamo, ottenendo in cambio il minimo che le persone\npersone potevano decidere di darci. Eravamo sempre pi\u00f9 o meno\nmiserabili, e la maggior parte dei nostri conoscenti era nelle stesse condizioni.\nC'era una gay finzione tra di noi che ci divertivamo costantemente\ne la verit\u00e0 scheletrica che non lo facevamo mai. Per quanto ne so, il nostro caso\nper quanto ne so, il nostro caso era, sotto l'ultimo aspetto, piuttosto comune.\n\nOgni mattina, con un'aria sempre nuova, Herbert si recava in citt\u00e0 per guardarsi intorno.\nintorno a lui. Spesso gli facevo visita nella buia stanza sul retro in cui\nun barattolo d'inchiostro, una molletta per il cappello, una carboniera, una cassetta per le corde, un almanacco, una scrivania, uno sgabello e un righello.\nalmanacco, una scrivania, uno sgabello e un righello; e non ricordo di averlo mai visto fare altro che\nnon ricordo di averlo mai visto fare altro che guardarsi intorno. Se tutti facessimo ci\u00f2 che ci\nci impegniamo a fare, con la stessa fedelt\u00e0 con cui lo faceva Herbert, potremmo vivere in una\nRepubblica delle Virt\u00f9. Non aveva nient'altro da fare, poverino, se non\na una certa ora di ogni pomeriggio per andare ai Lloyd's in osservanza della\ndi una cerimonia per vedere il suo principale, credo. Non ha mai fatto nient'altro\nLloyd's che io abbia potuto scoprire, tranne che tornare\ndi nuovo. Quando riteneva che il suo caso fosse insolitamente grave e che dovesse assolutamente\ntrovare un'apertura, si recava al Change in un momento di grande affluenza, entrando e uscendo, in una sorta di\ne camminava dentro e fuori, in una sorta di cupa figura da ballo di campagna, tra i magnati riuniti.\nmagnati riuniti.  Infatti, mi disse Herbert, tornando a casa a cena in una di quelle occasioni speciali.\nuna di queste occasioni speciali, trovo che la verit\u00e0 sia, Handel, che\nun'apertura non viene da s\u00e9, ma bisogna andarci, e cos\u00ec \u00e8 stato per me.\n\nSe fossimo stati meno attaccati l'uno all'altro, penso che ci saremmo odiati\nl'un l'altro regolarmente ogni mattina. In quel periodo di pentimento detestavo le camere\ndi espressione in quel periodo di pentimento, e non potevo sopportare la vista della livrea del Vendicatore\ndella livrea del Vendicatore, che allora aveva un aspetto pi\u00f9 costoso e meno\nremunerativo che in qualsiasi altro momento delle\nquattro ore e venti. Man mano che ci indebitavamo sempre di pi\u00f9, la colazione\nsempre pi\u00f9 in debito, la colazione diventava una forma sempre pi\u00f9 stridente e, in un'occasione, all'ora di colazione, fu\ncolazione minacciati (con una lettera) di azioni legali, non\nnon del tutto estraneo, come potrebbe dire il mio giornale locale, ai gioielli,\nSono arrivato al punto di afferrare il Vendicatore per il colletto blu e di scuoterlo dai piedi.\ne scuoterlo dai piedi, in modo che si trovasse in aria, come un Cupido stivalato, per aver presunto di supporre\nCupido, per aver supposto che volessimo un rotolo.\n\nIn certi momenti, cio\u00e8 in momenti incerti, perch\u00e9 dipendevano dal nostro umore, dicevo a Herbert, come se si trattasse di una scoperta straordinaria, di\numore, dicevo a Herbert, come se fosse una scoperta straordinaria,\n\n Mio caro Herbert, stiamo andando male.\n\n Mio caro Handel, Herbert mi direbbe, in tutta sincerit\u00e0, se mi credete, che queste stesse parole erano sulle mie labbra, per uno strano motivo\nse mi credete, queste stesse parole erano sulle mie labbra, per una strana\ncoincidenza.\n\n Allora, Herbert, risponderei: guardiamo ai nostri affari.\n\nAbbiamo sempre tratto una profonda soddisfazione dal fissare un appuntamento per\nquesto scopo. Ho sempre pensato che questo fosse il lavoro, che questo fosse il modo per\naffrontare la cosa, questo era il modo di prendere il nemico per la gola. E\nSo che anche Herbert la pensava cos\u00ec.\n\nAbbiamo ordinato qualcosa di piuttosto speciale per cena, con una bottiglia di\nqualcosa di altrettanto fuori dal comune, in modo che le nostre menti si fortificassero per l'occasione\nper l'occasione e che fossimo all'altezza della situazione.\nsegno. Finita la cena, abbiamo prodotto un mazzo di penne, una copiosa scorta di\nd'inchiostro e un bel po' di carta da scrivere e da cancellare. Perch\u00e9 c'era\nqualcosa di molto comodo nell'avere molta cancelleria.\n\nPoi prendevo un foglio di carta e vi scrivevo sopra, con mano ordinata, il titolo: \"Memorandum dei debiti di Pip\".\nmano ordinata, l'intestazione \"Memorandum dei debiti di Pip\", con l'aggiunta di Barnard Inn e della data.\nInn e la data con molta attenzione. Anche Herbert prendeva un foglio\nfoglio di carta e vi scriveva sopra con le stesse formalit\u00e0: Memorandum dei debiti di Herbert.\nHerbert.\n\nOgnuno di noi faceva poi riferimento a un mucchio confuso di carte al suo fianco,\nche erano stati gettati nei cassetti, consumati nei buchi delle tasche, mezzi bruciati nell'accendere le candele, infilati per settimane nello specchio e\nbruciati nell'accendere le candele, infilati per settimane nello specchio e danneggiati in altro modo.\ne danneggiati in altro modo. Il rumore delle nostre penne ci rinfresc\u00f2\nci rinfrescava moltissimo, tanto che a volte mi era difficile distinguere\ndistinguere tra questo edificante procedere e l'effettivo\npagare il denaro. Per quanto riguarda il carattere meritorio, le due cose sembravano\nsembravano pi\u00f9 o meno uguali.\n\nQuando avevamo scritto un po' di tempo, chiedevo a Herbert come se la fosse cavata.\nHerbert probabilmente si sarebbe grattato la testa in modo molto\nalla vista delle cifre che si accumulavano.\n\n Stanno aumentando, Handel, direbbe Herbert; sulla mia vita, stanno aumentando.\nstanno salendo.\n\n Sii risoluto, Herbert, ribattei, esercitando la mia penna con grande\nassiduit\u00e0.  Guarda in faccia la situazione. Guarda in faccia i tuoi affari. Fissa\nle guardi in faccia.\n\n Cos\u00ec vorrei, Handel, solo che mi guardano in cagnesco.\n\nTuttavia, la mia determinazione avrebbe avuto il suo effetto e Herbert si sarebbe rimesso al lavoro.\nsi rimetteva al lavoro. Dopo un po' di tempo si arrendeva ancora una volta, adducendo la\ndi non aver ricevuto il conto di Cobbs, o di Lobbs, o di Nobbs, a seconda dei casi.\ncaso.\n\n Allora, Herbert, fai una stima; fai una stima in numeri tondi e mettila gi\u00f9.\ne mettilo gi\u00f9.\n\n Che tipo di risorsa sei! rispondeva il mio amico con ammirazione.\nammirazione.  Le sue capacit\u00e0 imprenditoriali sono davvero notevoli.\n\nLo pensavo anch'io. In queste occasioni mi ero creato la reputazione di\nreputazione di uomo d'affari di prim'ordine, pronto, deciso, energico,\nenergico, chiaro, freddo. Quando avevo messo in lista tutte le mie responsabilit\u00e0\nsulla mia lista, le confrontai con il conto e le spuntai. La mia\nquando spuntavo una voce era una sensazione piuttosto lussuosa.\nQuando non avevo pi\u00f9 crocette da fare, ripiegai tutte le banconote in modo uniforme,\nogni biglietto sul retro e legai il tutto in un mazzo simmetrico.\nsimmetrico. Poi feci la stessa cosa per Herbert (che modestamente diceva di non avere il mio\nil mio genio amministrativo), e sentii di aver messo a fuoco i suoi affari per lui.\nun punto focale per lui.\n\nLe mie abitudini commerciali avevano un'altra caratteristica brillante, che ho chiamato\n lasciare un margine.  Per esempio, supponendo che i debiti di Herbert fossero di\nsessantaquattro sterline e quattro pence, io dicevo: \"Lasciate un margine\" e li mettevo a duecento.\nmargine, e li mettevo a duecento.  Oppure, supponendo che i miei siano\nquattro volte tanto, lascerei un margine e li metterei a settecento.\ncento. Avevo la massima opinione della saggezza di questo stesso margine,\nma sono costretto ad ammettere che, ripensandoci, ritengo che sia stato\nun espediente costoso. Infatti, abbiamo sempre contratto nuovi debiti immediatamente,\nper tutta l'estensione del margine, e a volte, nel senso di libert\u00e0 e di solvibilit\u00e0 che\nlibert\u00e0 e di solvibilit\u00e0 che ci dava, ci siamo spinti in un altro margine.\nmargine.\n\nMa c'era una calma, un riposo, un silenzio virtuoso, conseguente a questi\nesame dei nostri affari che mi ha dato, per il momento, un'ammirabile\ndi me stessa. Rassicurata dalle mie fatiche, dal mio metodo e dai complimenti di Herbert, mi sedevo con la sua simmetrica\nHerbert, mi sedevo con il suo fagotto simmetrico e il mio sul tavolo davanti a me, tra la cancelleria.\ntavolo davanti a me, tra la cancelleria, e mi sentivo una specie di banca, piuttosto che un privato.\nuna sorta di banca, piuttosto che un privato.\n\nIn queste occasioni solenni chiudiamo la porta esterna per non essere interrotti.\nper non essere interrotti. Una sera mi ero abbandonata al mio stato di serenit\u00e0\nsera, quando sentimmo una lettera cadere attraverso la fessura della suddetta\nporta e cadere a terra.  \u00c8 per te, Handel, disse Herbert,\nuscendo e rientrando con essa, e spero che non ci sia nulla di\nproblema.  Questo per alludere al suo pesante sigillo nero e al suo bordo.\n\nLa lettera era firmata Trabb & Co. e il suo contenuto era semplicemente che ero un signore onorato e che mi pregavano di informare che la signora J. J. era stata invitata a fare un salto a casa.\nche ero un onorato signore e che mi pregavano di informarmi che la signora J. Gargery aveva lasciato questa vita luned\u00ec scorso alle venti e un quarto.\nJ. Gargery ha lasciato questa vita luned\u00ec scorso alle sei e venti di sera.\nsei di sera e che era richiesta la mia presenza alla sepoltura luned\u00ec\nsepoltura luned\u00ec prossimo alle tre del pomeriggio.\n\n\n\n\nCapitolo XXXV.\n\n\nEra la prima volta che una tomba si apriva nel mio cammino di vita, e\nil vuoto che si creava nel terreno liscio era meraviglioso. La figura di mia\nsorella sulla sua sedia accanto al fuoco della cucina mi perseguitava notte e giorno. Che\nche quel posto potesse essere senza di lei, era qualcosa che la mia mente sembrava\ne mentre negli ultimi tempi lei era stata raramente o mai presente nei miei\npensieri negli ultimi tempi, ora avevo le idee pi\u00f9 strane che lei stesse venendo\nche mi venisse incontro per strada o che di l\u00ec a poco avrebbe bussato alla porta.\nporta. Anche nelle mie stanze, alle quali non era mai stata associata,\nc'era allo stesso tempo il vuoto della morte e una perpetua suggestione di\ndella sua voce o del suo volto o della sua figura, come se fosse ancora viva e fosse stata spesso l\u00ec\nfosse ancora viva e fosse stata spesso l\u00ec.\n\nQualunque fosse la mia sorte, difficilmente avrei potuto ricordare mia sorella con\nsorella con molta tenerezza. Ma suppongo che ci sia uno shock di rimpianto\nche pu\u00f2 esistere senza molta tenerezza. Sotto la sua influenza (e\nforse per compensare la mancanza del sentimento pi\u00f9 tenero) fui colta da una violenta indignazione\nviolenta indignazione nei confronti dell'aggressore da cui lei aveva\naveva sofferto cos\u00ec tanto; e sentivo che, con prove sufficienti, avrei potuto\nvendicarsi di Orlick, o di chiunque altro, fino all'estremo.\n\nDopo aver scritto a Joe, per offrirgli consolazione e per assicurargli che sarei venuta al funerale, passai i giorni intermedi a casa mia.\nche sarei venuta al funerale, ho trascorso i giorni intermedi nel\ncurioso stato d'animo a cui ho accennato. Scesi di buon mattino\nmattina e scesi al Blue Boar in tempo utile per raggiungere la fucina.\nfucina.\n\nEra di nuovo bel tempo d'estate e, mentre camminavo, mi tornavano in mente i tempi in cui ero una piccola creatura indifesa e mia sorella non mi risparmiava.\nquando ero una piccola creatura indifesa e mia sorella non mi risparmiava,\ntornavano vividamente. Ma tornavano con un tono gentile che\nche ammorbidiva anche la punta del Tickler. Perch\u00e9 ora, il respiro stesso dei fagioli e del trifoglio\nfagioli e del trifoglio mi sussurrava al cuore che doveva arrivare il giorno in cui sarebbe stato bene per la mia memoria\nsarebbe stato bene per la mia memoria che altri, camminando sotto il sole, si addolcissero pensando a me.\nsi addolcissero pensando a me.\n\nFinalmente arrivai in vista della casa e vidi che Trabb e Co.\navevano messo in atto un'esecuzione funebre e ne avevano preso possesso. Due persone tristemente\npersone assurde, ognuna delle quali esibiva con ostentazione una stampella\nbenda nera, come se quello strumento potesse mai comunicare un\nconforto a qualcuno, erano appostate davanti alla porta d'ingresso; in una di esse riconobbi un postino congedato dalla\nriconosciuto un postino congedato dal Boar per aver trasformato una giovane coppia in un\nuna giovane coppia in una segheria la mattina del loro matrimonio, in seguito all'intossicazione che\ndi ubriachezza che gli aveva reso necessario cavalcare il suo cavallo\nal collo con entrambe le braccia. Tutti i bambini del villaggio e\ne la maggior parte delle donne, ammiravano questi guardiani di zibellino e le finestre chiuse della casa e della fucina.\nfinestre chiuse della casa e della fucina; e mentre mi avvicinavo, uno dei due guardiani (il postino) buss\u00f2\nuno dei due guardiani (il postino) ha bussato alla porta, facendo intendere che ero troppo\ntroppo sfinito dal dolore per avere ancora la forza di bussare da solo.\n\nUn altro guardiano di zibellino (un falegname, che una volta aveva mangiato due oche per una\nscommessa) apr\u00ec la porta e mi fece entrare nel salotto migliore. Qui il Sig.\nTrabb si era preso il tavolo migliore, aveva alzato tutte le foglie e teneva in mano una specie di Bauletto nero.\ne stava tenendo una specie di bazar nero, con l'aiuto di una quantit\u00e0 di spilli neri.\ndi spilli neri. Al momento del mio arrivo, aveva appena finito di mettere\ndi mettere il cappello di qualcuno nei vestiti lunghi neri, come un bambino africano;\nCos\u00ec tese la mano per la mia. Ma io, fuorviato dal gesto e confuso dall'occasione, strinsi la mano.\nconfuso dall'occasione, gli strinsi la mano con ogni testimonianza di\naffetto.\n\nIl povero Joe, avvolto in un piccolo mantello nero legato in un grande fiocco sotto il mento, era seduto in disparte all'estremit\u00e0 superiore della stanza.\nsotto il mento, era seduto in disparte all'estremit\u00e0 superiore della stanza, dove,\ncome capo lutto, era stato evidentemente messo da Trabb. Quando mi chinai\ne gli dissi: \"Caro Joe, come stai?\", lui rispose: \"Pip, vecchio mio,\nl'hai conosciuta quando era una bella figura, mi ha stretto la mano e non ha detto altro.\ne non disse altro.\n\nBiddy, molto ordinata e modesta nel suo vestito nero, si muoveva tranquillamente\nqua e l\u00e0 e mi fu di grande aiuto. Dopo aver parlato con Biddy, poich\u00e9 ritenevo che non fosse il momento di parlare\nnon era il momento di parlare, andai a sedermi vicino a Joe e cominciai a chiedermi in quale parte della casa fosse\ne cominciai a chiedermi in quale parte della casa si trovasse mia sorella.\nL'aria del salotto era viziata dall'odore di torta, e mi guardai intorno per cercare il tavolo del rinfresco.\nl'aria del salotto era viziata dall'odore dei dolci, cercai il tavolo del rinfresco; era a malapena visibile\nera a malapena visibile finch\u00e9 non ci si fosse abituati alla penombra, ma c'era una torta di prugne tagliata\nc'era una torta di prugne tagliata, e c'erano arance tagliate, panini, biscotti e due decanter.\nbiscotti e due decanter che conoscevo bene come soprammobili, ma che non avevo mai\nmai visti usare in tutta la mia vita: uno pieno di porto e uno di sherry.\nIn piedi davanti a questo tavolo, mi accorsi del servile Pumblechook\ncon un mantello nero e diversi metri di fascia per il cappello, che si stava alternativamente\nche si rimpinzava e faceva movimenti ossequiosi per attirare la mia attenzione.\nattenzione. Nel momento in cui ci riusc\u00ec, si avvicin\u00f2 a me (respirando\ne mi disse con voce sommessa: \"Posso, caro signore?\" e lo fece.\ne lo fece. Poi vidi il signor e la signora Hubble, quest'ultima in un discreto\nparossismo senza parole in un angolo. Stavamo tutti per seguirli e\ne stavamo tutti per essere legati separatamente (da Trabb) in\nfasci ridicoli.\n\n E io intendevo dire, Pip, mi sussurr\u00f2 Joe, mentre stavamo facendo quello che Mr.\nTrabb chiamava \"due e due\" nel salotto, e sembrava che ci stessimo\nuna preparazione per una specie di danza lugubre; e io intendevo dire, signore, che avrei preferito\ndire, signore, che di preferenza l'avrei portata io stesso in chiesa, insieme a tre o quattro\nchiesa io stesso, insieme a tre o quattro amiche che si erano presentate\ncon braccia e freni volenterosi, ma ho pensato che i vicini\navrebbero guardato dall'alto in basso e sarebbero stati di parere\nrispetto.\n\n Tutti fuori i fazzoletti da taschino! grid\u00f2 a questo punto il signor Trabb, con una voce\nvoce depressa e affannosa.  Fuori i fazzoletti! Siamo\npronti!\n\nCos\u00ec ci mettemmo tutti il fazzoletto da taschino in faccia, come se il naso ci sanguinasse\nsanguinassero, e ci siamo messi in fila a due a due: Joe e io, Biddy e Pumblechook.\nBiddy e Pumblechook; il signore e la signora Hubble. I resti della mia povera sorella erano\nerano stati portati vicino alla porta della cucina, ed essendo un punto di\nCerimonia dell'Impegno che i sei portatori dovessero essere soffocati e accecati\nsotto un orribile involucro di velluto nero con un bordo bianco, l'intero\nun mostro cieco con dodici zampe umane, che si muoveva e si muoveva\nsotto la guida di due guardiani, il postino e il suo compagno.\nil postino e il suo compagno.\n\nIl vicinato, tuttavia, approvava molto queste disposizioni e\ne siamo stati molto ammirati quando abbiamo attraversato il villaggio; la parte pi\u00f9 giovane e vigorosa della comunit\u00e0\npi\u00f9 giovani e vigorosi della comunit\u00e0 si precipitavano di tanto in tanto per tagliarci la strada e\ndi tanto in tanto per tagliarci la strada, e in attesa di intercettarci nei punti panoramici. In questi momenti\nin questi momenti i pi\u00f9 esuberanti chiamavano in maniera eccitata\nnostra comparsa dietro qualche angolo di aspettativa, \"Eccoli che arrivano!\n Eccoli! e noi ci rallegravamo. In questo percorso ero molto infastidito\nmolto infastidito dall'abietto Pumblechook che, essendo dietro di me, si ostinava a\nper tutto il tragitto a sistemare con delicata attenzione la fascia del mio cappello,\ne a lisciare il mio mantello. I miei pensieri furono ulteriormente distratti dall'eccessivo\neccessivo orgoglio di Mr. e Mrs. Hubble, che erano oltremodo presuntuosi e vanagloriosi\ne vanagloriosi di far parte di un corteo cos\u00ec distinto.\n\nE ora la catena di paludi si stendeva chiara davanti a noi, con le vele delle navi sul fiume\nnavi sul fiume che spuntavano da essa; ed entrammo nel cimitero della chiesa,\nvicino alle tombe dei miei genitori sconosciuti, Philip Pirrip, defunto di questa\nparrocchia, e di Georgiana, moglie del suddetto. E l\u00ec mia sorella fu\nmia sorella era stata deposta tranquillamente nella terra, mentre le allodole cantavano in alto e il vento leggero la\nvento leggero la ricopriva di belle ombre di nuvole e alberi.\n\nDella condotta del mondano Pumblechook mentre ci\u00f2 avveniva,\nNon voglio dire altro se non che era tutto rivolto a me; e che anche quando furono letti quei nobili passaggi che ricordano all'umanit\u00e0 come\nquando vennero letti quei nobili passi che ricordano all'umanit\u00e0 come essa non abbia\nnon ha portato nulla al mondo e non pu\u00f2 portarne via nulla, e come\nfugge come un'ombra e non si ferma mai a lungo, l'ho sentito tossire una riserva sul caso del\ntosse una riserva sul caso di un giovane gentiluomo che era venuto\ninaspettatamente in una grande propriet\u00e0. Quando tornammo, ebbe l'ardire di dirmi che\ndi dirmi che avrebbe voluto che mia sorella sapesse che le avevo fatto tanto onore.\nche le avessi fatto tanto onore, e che avrebbe considerato la cosa\nragionevolmente acquistato al prezzo della sua morte. Dopo di che, bevve\ntutto il resto dello sherry e Mr. Hubble bevve il porto, e i due parlarono (cosa che ho osservato in seguito).\nparlarono (cosa che da allora ho osservato essere consueta in questi casi) come se\ncome se fossero di un'altra razza rispetto alla defunta e fossero\nnotoriamente immortali. Infine, se ne and\u00f2 con i signori Hubble, per passare una serata insieme.\nHubble, per passare una serata, ne sono certa, e per dire ai Jolly Bargemen che lui era il fondatore della\nBargemen che era il fondatore della mia fortuna e il mio primo\nbenefattore.\n\nQuando se ne furono andati tutti, e quando Trabb e i suoi uomini, ma non il suo ragazzo; io lo cercai, avevano stipato le loro mummie in sacchi e se ne erano andati anche loro.\nlo cercai, avevano messo le loro cose in sacchi e se ne erano andati anche loro,\nla casa si sent\u00ec pi\u00f9 sana. Poco dopo, Biddy, Joe e io consumammo insieme una cena fredda.\ncena fredda; ma cenammo nel salotto migliore, non nella vecchia cucina.\ncucina, e Joe era cos\u00ec attento a ci\u00f2 che faceva con coltello e forchetta e con la saliera.\ncoltello e forchetta, la saliera e quant'altro, che c'era una grande\nrestrizione su di noi. Ma dopo cena, quando gli feci prendere la pipa, e quando\ne dopo aver gironzolato con lui intorno alla fucina, e quando ci sedemmo\ninsieme sul grande blocco di pietra all'esterno, andammo pi\u00f9 d'accordo. I\nnotai che dopo il funerale Joe cambi\u00f2 talmente tanto i suoi vestiti, da\nun compromesso tra il suo abito domenicale e quello da lavoro; in questo\nin cui il caro amico appariva naturale e come l'uomo che era.\n\nEra molto contento che gli avessi chiesto di poter dormire nella mia stanzetta.\ne anch'io ne fui contento, perch\u00e9 sentivo di aver fatto una grande\ngrande cosa nel fare la richiesta. Quando le ombre della sera si avvicinavano\nQuando le ombre della sera si stavano avvicinando, colsi l'occasione per andare in giardino con Biddy per\nper parlare un po'.\n\n Biddy, dissi io, penso che avresti potuto scrivermi di queste tristi\nquestioni.\n\n Davvero, signor Pip? disse Biddy.  Avrei scritto se avessi pensato\nche.\n\n Non credere che io voglia essere scortese, Biddy, quando dico che ritengo\nche avresti dovuto pensarlo.\n\n Davvero, signor Pip?\n\nEra cos\u00ec tranquilla e aveva un modo di fare cos\u00ec ordinato, buono e grazioso che non mi piaceva il pensiero di farla piangere di nuovo.\nche non mi piaceva il pensiero di farla piangere di nuovo. Dopo\ndopo aver guardato un po' i suoi occhi abbattuti mentre camminava accanto a me, ho rinunciato a\nrinunciai all'idea.\n\n Immagino che sar\u00e0 difficile per te rimanere qui ora, Biddy\ncara?\n\n Oh! Non posso farlo, signor Pip\", disse Biddy, con un tono di rammarico ma ancora di tranquilla convinzione.\ndi tranquilla convinzione.  Ho parlato con Mrs. Hubble e andr\u00f2 da lei domani.\nHubbard, e domani andr\u00f2 da lei. Spero che saremo in grado di prenderci cura di Mr.\nMr. Gargery, insieme, finch\u00e9 non si sar\u00e0 sistemato.\n\n Come farai a vivere, Biddy? Se vuoi un po' di\n\n Come far\u00f2 a vivere?\", ripet\u00e9 Biddy, colpita da un momentaneo\nrossore sul viso.  Ve lo dico io, signor Pip. Cercher\u00f2 di ottenere\nil posto di direttrice nella nuova scuola quasi ultimata qui. Posso essere\nben raccomandata da tutti i vicini, e spero di essere industriosa e paziente, e di insegnare a me stessa mentre insegno agli altri.\ne paziente, e insegnare a me stessa mentre insegno agli altri. Sapete, signor Pip,\ncontinu\u00f2 Biddy, con un sorriso, mentre alzava gli occhi sul mio viso, le nuove scuole non sono come le vecchie.\nle nuove scuole non sono come quelle vecchie, ma ho imparato molto da voi\ndopo quella volta, e da allora ho avuto tempo per migliorare.\n\n Credo che miglioreresti sempre, Biddy, in qualsiasi circostanza.\n\n Ah! Tranne che per il mio lato cattivo della natura umana, mormor\u00f2 Biddy.\n\nNon era tanto un rimprovero quanto un irresistibile pensiero ad alta voce. Ebbene!\nHo pensato di rinunciare anche a questo punto. Cos\u00ec, camminai ancora un po'\ncon Biddy, guardando in silenzio i suoi occhi bassi.\n\n Non ho sentito i particolari della morte di mia sorella, Biddy.\n\n Sono molto lievi, poverina. Era stata in uno dei suoi brutti\nstati di malessere, anche se ultimamente erano migliorati, piuttosto che peggiorati, per quattro giorni.\nquando la sera, all'ora del t\u00e8, ne usc\u00ec e disse chiaramente, Joe.\ne disse chiaramente: \"Joe\".  Siccome non aveva mai detto una parola per un lungo\ntempo, corsi a chiamare il signor Gargery dalla fucina. Lei mi fece segno\nche voleva che lui si sedesse vicino a lei e che gli mettessi le braccia al collo.\nche gli mettessi le braccia intorno al collo. Cos\u00ec gliele misi intorno al collo e lei pos\u00f2 la testa sulla sua spalla, molto soddisfatta.\nla testa sulla spalla di lui, molto contenta e soddisfatta. E cos\u00ec lei\ndisse di nuovo Joe, e una volta Pardon, e una volta Pip.  E cos\u00ec\nnon alz\u00f2 pi\u00f9 la testa, e solo un'ora dopo\nquando la posammo sul suo letto, perch\u00e9 ci accorgemmo che non c'era pi\u00f9.\n\nBiddy grid\u00f2; il giardino che si oscurava, il viale e le stelle che spuntavano\nche stavano spuntando, si confondevano alla mia vista.\n\n Non \u00e8 mai stato scoperto nulla, Biddy?\n\n Niente.\n\n Sapete cosa ne \u00e8 stato di Orlick?\n\n Dal colore dei suoi vestiti mi viene da pensare che lavori nelle cave.\ncave.\n\n Certo che l'hai visto, allora? Perch\u00e9 stai guardando quell'albero scuro\nalbero scuro nel vicolo?\n\n L'ho visto l\u00ec, la notte in cui \u00e8 morta.\n\n Non \u00e8 stata nemmeno l'ultima volta, Biddy?\n\n No; l'ho visto l\u00ec, da quando stiamo camminando qui. \u00c8 di\n\u00c8 inutile, disse Biddy, mettendomi una mano sul braccio, mentre stavo per scappare.\nsai che non ti ingannerei; non \u00e8 stato l\u00ec un minuto e se n'\u00e8 andato.\nse n'\u00e8 andato.\n\nLa mia massima indignazione nel constatare che era ancora inseguita da questo\nquesto tipo, e mi sentivo inviso a lui. Glielo dissi e le dissi che avrei speso qualsiasi\nche avrei speso qualsiasi cifra o fatto qualsiasi sforzo per scacciarlo da quel\nquel paese. A poco a poco mi port\u00f2 a parlare in modo pi\u00f9 temperato, e mi disse\nmi disse che Joe mi amava e che non si era mai lamentato di nulla, non disse, di me.\ndi me; non ne aveva bisogno; sapevo cosa intendeva, ma ha sempre fatto il suo dovere nel suo modo di vivere.\nil suo dovere nel suo modo di vivere, con una mano forte, una lingua tranquilla e un cuore gentile.\ncuore gentile.\n\n In effetti, sarebbe difficile dire troppo per lui, dissi; e Biddy,\ndobbiamo parlare spesso di queste cose, perch\u00e9 naturalmente sar\u00f2 spesso\nqui ora. Non lascer\u00f2 il povero Joe da solo.\n\nBiddy non disse mai una sola parola.\n\n Biddy, non mi senti?\n\n S\u00ec, signor Pip.\n\n Per non parlare del fatto che mi chiami signor Pip, che mi sembra di cattivo gusto.\ndi cattivo gusto, Biddy, cosa vuoi dire?\n\n Cosa voglio dire? chiese Biddy, timidamente.\n\n Biddy, dissi io, in un modo virtuosamente auto-assolutorio, devo chiedere di sapere\ndi sapere cosa intendete con questo?\n\n Con questo? disse Biddy.\n\n Non fare l'eco, replicai.  Una volta non facevi eco, Biddy.\n\n Non usato! disse Biddy.  Oh, signor Pip! Usato!\n\nBene! Pensavo di rinunciare anche a questo punto. Dopo un altro\nsilenzioso in giardino, tornai sulla posizione principale.\n\n Biddy, dissi, ho fatto un'osservazione sul fatto che vengo spesso qui,\nper vedere Joe, che avete accolto con un netto silenzio. Abbi la\nbont\u00e0, Biddy, di dirmi perch\u00e9.\n\n Siete proprio sicura, allora, che verrete a trovarlo spesso?\nBiddy, fermandosi nella stretta passeggiata del giardino e guardandomi sotto le stelle con\nstelle con occhio limpido e sincero.\n\n Oh, santo cielo! dissi io, come se mi trovassi costretta a rinunciare a Biddy per disperazione.\ndisperazione.  Questo \u00e8 davvero un lato negativo della natura umana! Non dire altro\ndi pi\u00f9, se non ti dispiace, Biddy. Questo mi sconvolge molto.\n\nPer questo motivo ho tenuto Biddy a distanza durante la cena e, quando sono salita nella mia vecchia stanzetta, mi sono congedata in modo signorile da lei.\nquando sono salita nella mia vecchia stanzetta, mi sono congedata da lei nel modo pi\u00f9 signorile\ndi congedarmi da lei nel modo in cui potevo, nella mia anima mormorante, ritenere conciliabile con il\ncimitero e con gli eventi della giornata. Ogni volta che ero inquieta nella\nnotte, e questo accadeva ogni quarto d'ora, riflettevo su quale\nscortesia, che ferita, che ingiustizia, Biddy mi avesse fatto.\n\nLa mattina presto dovevo andare. La mattina presto ero fuori e\ne guardavo dentro, non visto, a una delle finestre di legno della fucina. L\u00ec\nper minuti a guardare Joe, gi\u00e0 al lavoro, con un bagliore di salute e di forza sul\nsalute e di forza sul suo viso che faceva sembrare che il sole splendente della\nsole della vita che lo attendeva.\n\n Addio, caro Joe! No, non cancellarlo per l'amor di Dio, dammi la tua mano annerita!\nmano annerita! Scender\u00f2 presto e spesso.\n\n[Illustrazione]\n\n Mai troppo presto, signore, disse Joe, e mai troppo spesso, Pip!\n\nBiddy mi aspettava sulla porta della cucina, con una tazza di latte nuovo e una crosta di pane.\ne una crosta di pane.  Biddy, dissi quando le diedi la mano per separarmi, non sono arrabbiata, ma sono ferita.\nnon sono arrabbiata, ma sono ferita.\n\n No, non siate ferita, supplic\u00f2 lei in modo patetico; lasciate che sia ferita solo io, se sono stata ingenerosa.\nse sono stata ingenerosa.\n\nAncora una volta, le nebbie si alzavano mentre mi allontanavo. Se mi hanno rivelato, come sospetto, che\nSe mi hanno rivelato, come sospetto, che non dovevo tornare e che Biddy aveva ragione, posso solo dire che avevano ragione anche loro.\nBiddy aveva ragione, posso solo dire che avevano ragione anche loro.\n\n\n\n\nCapitolo XXXVI.\n\n\nHerbert e io andammo di male in peggio, aumentando i nostri\ndebiti, di controllare i nostri affari, di lasciare margini, e simili\noperazioni esemplari; e il tempo \u00e8 andato avanti, che sia o no, come ha modo di fare; e io sono diventato maggiorenne, in adempimento della previsione di Herbert.\ne io sono diventato maggiorenne, in adempimento della predizione di Herbert,\nche l'avrei fatto prima di sapere dove mi trovavo.\n\nHerbert stesso era diventato maggiorenne otto mesi prima di me. Poich\u00e9 non aveva\naltro che la sua maggiore et\u00e0, l'evento non suscit\u00f2 una profonda\nprofonda sensazione a Barnard Inn. Ma avevamo atteso con ansia il mio\nventesimo compleanno con una folla di speculazioni e anticipazioni.\nanticipazioni, perch\u00e9 entrambi ritenevamo che il mio tutore non avrebbe potuto\nnon avrebbe potuto fare a meno di dire qualcosa di preciso in quell'occasione.\n\nMi ero premurato di far capire bene a Little Britain quando sarebbe stato il mio\ncompleanno. Il giorno precedente ricevetti una nota ufficiale da Wemmick, che mi informava che il signor Jaggers sarebbe stato lieto di chiamarmi.\nWemmick, che mi informava che Mr. Jaggers sarebbe stato lieto se fossi passato da lui alle cinque del pomeriggio del giorno propizio.\nJaggers sarebbe stato lieto se mi fossi recato da lui alle cinque del pomeriggio del giorno propizio. Questo ci convinse\nche qualcosa di grande stava per accadere, e mi ha gettato in un'insolita\nquando mi recai nell'ufficio del mio tutore, un modello di puntualit\u00e0.\npuntualit\u00e0.\n\nNell'ufficio esterno Wemmick mi ha fatto le sue congratulazioni e si \u00e8 sfregato il naso con un pezzo piegato.\ne si strofin\u00f2 il naso con un pezzo di carta velina piegato che mi piacque molto.\ncarta velina che mi piaceva. Ma non disse nulla al riguardo\ne mi fece cenno di entrare nella stanza del mio tutore. Era\nnovembre, e il mio tutore era in piedi davanti al fuoco, appoggiato con la schiena al camino\nappoggiato con la schiena al camino, con le mani sotto la giacca.\n\n Ebbene, Pip, disse, oggi devo chiamarti signor Pip. Congratulazioni,\nsignor Pip.\n\nCi siamo stretti la mano, lui \u00e8 sempre stato molto breve, e io l'ho ringraziato.\nlui.\n\n Prendete una sedia, signor Pip, disse il mio tutore.\n\nMentre mi sedevo, e lui manteneva il suo atteggiamento e chinava le sopracciglia sugli stivali, mi sentivo in svantaggio.\nstivali, mi sentivo in una situazione di svantaggio che mi ricordava quel vecchio periodo\nquando ero stato messo su una pietra tombale. I due orribili calchi sullo\nnon erano molto distanti da lui e la loro espressione era come se stessero\ncome se stessero facendo uno stupido tentativo apoplettico di seguire la conversazione.\n\n Ora, mio giovane amico, ha esordito il mio tutore, come se fossi un testimone in aula.\nbox, voglio scambiare due parole con te.\n\n Se non vi dispiace, signore.\n\n Cosa pensate, disse Mr. Jaggers, piegandosi in avanti per guardare il terreno e poi gettando la testa indietro per guardare il soffitto?\nterra e poi gettando la testa all'indietro per guardare il soffitto, di quanto\nsupponete di vivere al ritmo di?\n\n Al ritmo di, signore?\n\n A, ripet\u00e9 il signor Jaggers, sempre guardando il soffitto,\n il tasso di?  Poi guard\u00f2 tutta la stanza e si ferm\u00f2 con il fazzoletto da taschino in mano, a met\u00e0 del naso.\nfazzoletto da tasca in mano, a met\u00e0 strada dal naso.\n\nAvevo esaminato i miei affari cos\u00ec spesso che avevo completamente distrutto\nogni minima nozione che avrei potuto avere del loro andamento. A malincuore,\nconfessai di non essere in grado di rispondere alla domanda. Questa risposta\nJaggers, che disse: \"Lo penso anch'io!\" e si soffi\u00f2 il naso con aria soddisfatta.\nnaso con aria soddisfatta.\n\n Ora, vi ho fatto una domanda, amico mio, disse il signor Jaggers.\n Avete qualcosa da chiedere a me?\n\n Naturalmente sarebbe un grande sollievo per me farle diverse domande, signore.\ndomande, signore, ma ricordo il suo divieto.\n\n Chiedetelo a uno, disse il signor Jaggers.\n\n Il mio benefattore mi sar\u00e0 reso noto oggi?\n\n No. Chiedete a un altro.\n\n Questa fiducia mi sar\u00e0 presto trasmessa?\n\n Rinunciate un attimo a questo, disse Mr. Jaggers, e chiedetene un altro.\n\nMi guardai intorno, ma sembrava che non ci fosse pi\u00f9 alcuna possibilit\u00e0 di sfuggire alla richiesta.\nHo qualcosa da ricevere, signore?  A questo punto il signor Jaggers\nJaggers disse trionfante: \"Pensavo che saremmo arrivati a questo!\nWemmick di dargli quel pezzo di carta. Wemmick si present\u00f2, lo consegn\u00f2\ne scomparve.\n\n Ora, signor Pip, disse il signor Jaggers, assistete, se non vi dispiace. Avete disegnato\nabbastanza liberamente qui; il vostro nome ricorre abbastanza spesso nel libro di cassa di Wemmick.\ncassa di Wemmick; ma siete in debito, ovviamente?\n\n Temo di dover dire di s\u00ec, signore.\n\n Sapete che dovete dire di s\u00ec, vero? disse il signor Jaggers.\n\n S\u00ec, signore.\n\n Non ti chiedo quanto devi, perch\u00e9 non lo sai; e se lo sapessi, non me lo diresti; mi diresti di meno.\nse lo sapessi, non me lo diresti; mi diresti di meno. S\u00ec, s\u00ec, amico mio,\ngrid\u00f2 Mr. Jaggers, agitando l'indice per fermarmi mentre facevo mostra di protestare.\nprotestare: \u00e8 abbastanza probabile che pensiate che non lo fareste, ma lo fareste.\ninvece lo faresti. Mi scuser\u00e0, ma lo so meglio di lei. Ora, prenda questo\npezzo di carta in mano. L'ha preso? Molto bene. Ora lo dispieghi\ne dimmi che cos'\u00e8.\n\n Questa \u00e8 una banconota, dissi, di cinquecento sterline.\n\n \u00c8 una banconota, ha ripetuto il signor Jaggers, di cinquecento sterline.\nE anche una bella somma di denaro, credo. Lei la considera tale?\n\n Come potrei fare altrimenti!\n\n Ma rispondete alla domanda, disse il signor Jaggers.\n\n Senza dubbio.\n\n La considerate, senza dubbio, una bella somma di denaro. Ora, quella\nbella somma di denaro, Pip, \u00e8 tua. \u00c8 un regalo per te in questo\ngiorno, in segno di stima per le tue aspettative. E al ritmo di questa bella\nall'anno, e a nessun altro tasso superiore, vivrai fino a che\nfino a quando non apparir\u00e0 il donatore dell'intera somma. Vale a dire che ora prenderete i vostri\naffari di denaro interamente nelle vostre mani e prenderete da\nWemmick centoventicinque sterline a trimestre, fino a quando non sarai\nin comunicazione con la fonte e non pi\u00f9 con un semplice agente.\nagente. Come le ho gi\u00e0 detto, io sono il semplice agente. Eseguo le mie\nistruzioni e vengo pagato per farlo. Posso pensare che siano ingiuste, ma\nNon sono pagato per dare un'opinione sul loro merito.\n\nStavo iniziando a esprimere la mia gratitudine al mio benefattore per la grande\nliberalit\u00e0 con cui sono stato trattato, quando il signor Jaggers mi ha fermato.  Non sono\nnon sono pagato, Pip, disse con freddezza, per portare le tue parole a qualcuno; e poi si tir\u00f2 su le code del cappotto, come aveva fatto con le parole.\ne poi si tir\u00f2 su le code del cappotto, come aveva fatto per l'argomento, e\ne si mise a fissare gli stivali come se sospettasse che avessero dei disegni contro di lui.\nlui.\n\nDopo una pausa, ho accennato,\n\n Poco fa c'\u00e8 stata una domanda, signor Jaggers, che lei mi ha chiesto di\ndi rinunciare per un momento. Spero di non fare nulla di male a porla di nuovo?\ndi nuovo?\n\n Cosa c'\u00e8?\n\nPotevo sapere che non mi avrebbe mai aiutato; ma mi ha colto di sorpresa dover formulare di nuovo la domanda, come se fosse del tutto nuova.\ndi dover formulare di nuovo la domanda, come se fosse del tutto nuova.\n \u00c8 probabile, dissi dopo aver esitato, che il mio mecenate, la fonte di cui avete parlato, Mr.\ndi cui avete parlato, il signor Jaggers, presto si trover\u00e0 l\u00ec.\ndelicatamente si ferm\u00f2.\n\n Presto cosa? chiese il signor Jaggers.  Non c'\u00e8 dubbio che sia cos\u00ec,\nsapete.\n\n Verr\u00e0 presto a Londra, dissi io, dopo aver cercato una forma precisa di\no mi convochi altrove?\n\n Ora, qui, rispose Mr. Jaggers, fissandomi per la prima volta con i suoi occhi scuri e profondi, dobbiamo tornare alla sera in cui ci siamo incontrati la prima volta\nocchi scuri e profondi, dobbiamo tornare alla sera in cui ci siamo\nci siamo incontrati per la prima volta nel vostro villaggio. Cosa vi dissi allora,\nPip?\n\n Mi avete detto, signor Jaggers, che forse tra qualche anno sarebbe apparsa quella\npersona.\n\n Proprio cos\u00ec, disse Mr. Jaggers, questa \u00e8 la mia risposta.\n\nMentre ci guardavamo a pieni polmoni, sentii il mio respiro accelerare nel mio\nforte desiderio di ottenere qualcosa da lui. E mentre sentivo che arrivava\npi\u00f9 velocemente, e mentre sentivo che lui vedeva che arrivava pi\u00f9 velocemente, sentivo che avevo\nmeno possibilit\u00e0 che mai di ottenere qualcosa da lui.\n\n Crede che tra qualche anno sar\u00e0 ancora cos\u00ec, signor Jaggers?\n\nMr. Jaggers scosse la testa, non negando la domanda, ma negando del tutto l'idea di poter rispondere in qualche modo.\nnegando del tutto l'idea che si potesse in qualche modo fargli rispondere.\ne i due orribili visi contorti sembravano, quando i miei occhi si sono\nocchi si sono soffermati su di loro, come se fossero giunti a una crisi nella loro\nattenzione sospesa e stessero per starnutire.\n\n Andiamo! disse il signor Jaggers, scaldandosi il dorso delle gambe con il dorso delle mani\nsar\u00f2 chiaro con te, amico Pip. Questa \u00e8 una\ndomanda che non mi deve essere fatta. Lo capirete meglio quando vi dir\u00f2 che\nquando vi dir\u00f2 che \u00e8 una domanda che potrebbe compromettere _me_. Vieni! Andr\u00f2 un po\nancora un po' con te; ti dir\u00f2 qualcosa di pi\u00f9.\n\nSi chin\u00f2 cos\u00ec tanto per guardarsi gli stivali, che riusc\u00ec a strofinarsi i polpacci delle gambe nella pausa.\npolpacci delle gambe nella pausa.\n\n Quando quella persona si riveler\u00e0, disse Mr. Jaggers, raddrizzandosi,\n voi e quella persona risolverete i vostri affari. Quando quella persona\nriveler\u00e0, la mia parte in questa faccenda cesser\u00e0 e si concluder\u00e0. Quando quella persona\npersona, non sar\u00e0 necessario che io ne sappia nulla.\na questo proposito. E questo \u00e8 tutto ci\u00f2 che ho da dire.\n\nCi guardammo finch\u00e9 non ritirai gli occhi e guardai pensieroso il pavimento.\npensosamente il pavimento. Da quest'ultimo discorso ricavai l'idea\nche la signorina Havisham, per qualche motivo o per nessun motivo, non lo avesse preso in confidenza\nconfidenza sul fatto che mi avesse progettato per Estella; che lui se ne fosse\nrisentito di questo, e che ne provasse gelosia; oppure che si opponeva davvero\nche si opponeva davvero a quel progetto e che non avrebbe avuto nulla a che fare con esso. Quando\nquando alzai di nuovo gli occhi, mi accorsi che mi aveva guardato con attenzione\nper tutto il tempo e continuava a farlo.\n\n Se questo \u00e8 tutto ci\u00f2 che avete da dire, signore, ho osservato, non ci pu\u00f2 essere\nnon mi resta nulla da dire.\n\nFece un cenno d'assenso, tir\u00f2 fuori il suo orologio da ladro e mi chiese\ndove avrei cenato? Risposi nel mio studio, con Herbert.\nCome sequenza necessaria, gli chiesi se ci avrebbe fatto il favore della sua compagnia.\ncompagnia, ed egli accett\u00f2 prontamente l'invito. Ma ha insistito per\na casa con me, in modo che non dovessi fare altri preparativi per lui.\nPrima aveva una o due lettere da scrivere e (ovviamente) doveva lavarsi le mani.\nle mani da lavare. Cos\u00ec dissi che sarei andata nell'ufficio esterno a parlare con Wemmick.\ncon Wemmick.\n\nIl fatto \u00e8 che quando le cinquecento sterline erano arrivate nelle mie tasche\nin tasca, mi era venuto in mente un pensiero che era stato spesso presente\ne mi sembr\u00f2 che Wemmick fosse una buona persona con cui consigliarsi\ncon cui consigliarsi in merito a tale pensiero.\n\nAveva gi\u00e0 chiuso la cassaforte e fatto i preparativi per tornare a casa.\ncasa. Aveva lasciato la sua scrivania, aveva tirato fuori i due candelabri unti dell'ufficio e li aveva messi in fila con i tabacchi da fiuto su una lastra vicino alla\ncandelabri unti dell'ufficio e li aveva messi in fila con gli smoccolatori su una lastra vicino alla porta, pronti per essere spenti.\nvicino alla porta, pronti per essere spenti; aveva spento il fuoco, aveva messo a posto il cappello e il cappotto\ncappello e il cappotto, e si batteva sul petto con la chiave della\ncon la chiave della cassaforte, come esercizio atletico dopo il lavoro.\n\n Signor Wemmick, dissi, voglio chiedere la sua opinione. Sono molto desideroso\ndi servire un amico.\n\nWemmick strinse il suo ufficio postale e scosse la testa, come se la sua opinione fosse\ncome se la sua opinione fosse contraria a qualsiasi debolezza fatale di questo tipo.\n\n Questo amico, ho proseguito, sta cercando di andare avanti nella vita commerciale, ma non ha denaro e trova difficile e scoraggiante\nnon ha soldi e trova difficile e scoraggiante iniziare.\ninizio. Ora voglio aiutarlo in qualche modo a iniziare.\n\n Con un anticipo? disse Wemmick, con un tono pi\u00f9 secco di qualsiasi segatura.\n\n Con _qualche_ soldo in meno, risposi, perch\u00e9 un ricordo inquietante mi attravers\u00f2\ndi quel fascio simmetrico di carte a casa con _qualche_ soldo in meno, e forse qualche anticipazione delle mie aspettative.\ndenaro, e forse qualche anticipazione delle mie aspettative.\n\n Signor Pip, disse Wemmick, vorrei scorrere con lei sulle mie dita, se non le dispiace, i nomi dei vari ponti che si trovano in alto.\ndita, se non vi dispiace, i nomi dei vari ponti che si trovano fino a\nChelsea Reach. Vediamo: Londra, uno; Southwark, due;\nBlackfriars, tre; Waterloo, quattro; Westminster, cinque; Vauxhall, sei.\nAveva controllato ogni ponte a turno, con il manico della sua chiave di sicurezza sul palmo della mano.\nchiave di sicurezza sul palmo della mano.  Ci sono ben sei ponti tra cui scegliere.\nscegliere.\n\n Non ti capisco, dissi.\n\n Scegliete il vostro ponte, signor Pip, rispose Wemmick, e fate una passeggiata sul vostro ponte\ne gettate i vostri soldi nel Tamigi sopra l'arco centrale del vostro ponte.\ndel vostro ponte, e ne conoscerete la fine. Servite un amico con questi soldi e\ne forse ne conoscerete anche la fine, ma \u00e8 una fine meno piacevole e redditizia.\nfine.\n\nAvrei potuto mettergli un giornale in bocca, tanto l'ha allargata dopo aver\naver detto questo.\n\n Questo \u00e8 molto scoraggiante, ho detto.\n\n Era previsto che fosse cos\u00ec, ha detto Wemmick.\n\n Allora \u00e8 tua opinione, chiesi, con un po' di indignazione,\n che un uomo non dovrebbe mai\n\n Investire una propriet\u00e0 portatile in un amico? ha detto Wemmick.  Certamente\nnon dovrebbe. A meno che non voglia sbarazzarsi dell'amico, e in quel caso diventa\ndiventa una questione di quanto possa valere la propriet\u00e0 portatile per sbarazzarsene.\nliberarsi di lui.\n\n E questa, ho detto, \u00e8 la vostra opinione deliberata, signor Wemmick?\n\n Questo, ha risposto, \u00e8 il mio parere deliberato in questo ufficio.\n\n Ah! dissi io, incalzandolo, perch\u00e9 mi sembrava di averlo visto vicino a una scappatoia\nqui; ma sarebbe questa la tua opinione a Walworth?\n\n Signor Pip, rispose con gravit\u00e0, Walworth \u00e8 un posto e questo ufficio \u00e8 un altro.\nufficio \u00e8 un altro. Cos\u00ec come l'anziano \u00e8 una persona e il signor Jaggers \u00e8 un'altra.\nun'altra. Non devono essere confusi insieme. I miei sentimenti a Walworth\ndevono essere presi a Walworth; i miei sentimenti ufficiali non possono essere presi\nin questo ufficio.\n\n Molto bene, dissi io, molto sollevato, allora ti cercher\u00f2 a\nWalworth, potete contarci.\n\n Signor Pip, ha risposto, sarete il benvenuto l\u00ec, a titolo privato e personale.\npersonale.\n\nAvevamo tenuto questa conversazione a bassa voce, ben sapendo che le orecchie del mio\ntutore di essere il pi\u00f9 acuto degli acuti. Mentre ora appariva sulla\nall'ingresso, asciugandosi le mani, Wemmick indoss\u00f2 il cappotto e si mise a spegnere le candele.\ne si mise a spegnere le candele. Tutti e tre andammo in strada insieme\ninsieme, e dalla soglia della porta Wemmick gir\u00f2 per la sua strada e Mr.\nJaggers e io ci girammo.\n\nNon ho potuto fare a meno di desiderare pi\u00f9 di una volta, quella sera, che il signor Jaggers\navesse avuto un anziano in Gerrard Street, o uno Stinger, o un Qualcosa, o un Qualcuno, per distendere un po' le sopracciglia.\nQualcuno, per distendere un po' le sopracciglia. Era una considerazione scomoda\nconsiderazione, in occasione di un ventunesimo compleanno, che diventare maggiorenni\nsembrava poco utile in un mondo cos\u00ec sorvegliato e sospettoso come quello che lui\nmondo sorvegliato e sospettoso come quello in cui si trovava. Era mille volte pi\u00f9 informato e intelligente di Wemmick.\nWemmick, eppure avrei preferito mille volte avere Wemmick a\ncena. E il signor Jaggers non rendeva solo me intensamente malinconico,\nperch\u00e9, dopo che se ne fu andato, Herbert disse di se stesso, con gli occhi\nfissi sul fuoco, che pensava di aver commesso un reato e di averne dimenticato i dettagli.\ndimenticato i dettagli, tanto si sentiva abbattuto e colpevole.\n\n\n\n\nCapitolo XXXVII.\n\n\nRitenendo che la domenica fosse il giorno migliore per raccogliere i sentimenti di Mr.\nWalworth, dedicai la domenica pomeriggio successiva a un pellegrinaggio al castello.\nal castello. Arrivato davanti ai merli, trovai la Union Jack sventolante e il ponte levatoio alzato.\nJack e il ponte levatoio alzato; ma non scoraggiato da questo spettacolo di\ndi sfida e resistenza, ho suonato al cancello e sono stato ammesso in modo pacifico dagli anziani.\npacifico dagli anziani.\n\n Mio figlio, signore, ha detto il vecchio, dopo aver messo in sicurezza il ponte levatoio, aveva piuttosto\naveva in mente che lei potesse passare di qui, e ha lasciato detto che sarebbe tornato presto dalla sua passeggiata pomeridiana.\nche sarebbe tornato presto dalla sua passeggiata pomeridiana. \u00c8 molto\nregolare nelle sue passeggiate, mio figlio. \u00c8 molto regolare in tutto, mio\nfiglio.\n\nAnnuii al vecchio signore come avrebbe potuto annuire lo stesso Wemmick, quindi entrammo e ci sedemmo accanto al camino.\nentrammo e ci sedemmo accanto al caminetto.\n\n Lei ha fatto conoscenza con mio figlio, signore, disse il vecchio, nel suo modo\nmentre si scaldava le mani al fuoco, nel suo ufficio, immagino?\nimmagino, nel suo ufficio?  Annuii.  Ah! Ho sentito dire che mio figlio \u00e8 molto bravo\nnel suo lavoro, signore?  Annuii con forza.  S\u00ec, cos\u00ec mi dicono. Il suo\naffari \u00e8 la legge?  Annuii ancora di pi\u00f9.  Il che lo rende pi\u00f9 sorprendente\nin mio figlio, disse il vecchio, perch\u00e9 non \u00e8 stato educato alla Legge,\nma al vino e alle sue cooperazioni.\n\nCurioso di sapere come il vecchio signore fosse informato sulla reputazione di Mr.\nreputazione di Mr. Jaggers, gli urlai quel nome. Mi gett\u00f2 nella pi\u00f9 grande confusione\nconfusione, ridendo di cuore e rispondendo in maniera molto\nmolto vivace: \"No, certo, avete ragione\".  E a tutt'oggi non ho\nnon ho la pi\u00f9 pallida idea di cosa volesse dire, o di quale scherzo pensasse che io\navesse fatto.\n\nPoich\u00e9 non potevo starmene l\u00ec seduto ad annuire in continuazione, senza fare qualche altro\nqualche altro tentativo di interessarlo, gridai alla richiesta se la sua\nse la sua vocazione nella vita fosse stata quella di bacchettatore di vino.  A forza di sforzare quel termine\nquel termine pi\u00f9 volte e toccando il vecchio signore sul petto per associarlo a lui, mi\nsul petto per associarlo a lui, alla fine riuscii a far capire il mio\nsignificato.\n\n No, disse il vecchio signore; lo stoccaggio, lo stoccaggio. Prima,\nlaggi\u00f9; sembrava intendesse dire su per il camino, ma credo intendesse riferirsi a Liverpool; e poi nella City di Londra.\nche intendesse riferirsi a Liverpool; e poi nella City di Londra.\nqui. Tuttavia, avendo un'infermit\u00e0, perch\u00e9 sono duro d'orecchi, signore\n\nEspressi con la pantomima il pi\u00f9 grande stupore.\n\n S\u00ec, duro d'orecchi; essendo questa infermit\u00e0 venuta su di me, mio figlio, egli\nmio figlio entr\u00f2 nella Legge e si prese cura di me, e a poco a poco\na poco a poco ha fatto questa propriet\u00e0 elegante e bella. Ma tornando a\na quello che avete detto, sapete, prosegu\u00ec il vecchio, ridendo di nuovo di cuore,\n io dico: \"No, certo, avete ragione\".\n\nMi chiedevo modestamente se il mio massimo ingegno mi avrebbe permesso di dire qualcosa\ndi dire qualcosa che lo avrebbe divertito anche solo la met\u00e0 di questo\nimmaginario, quando fui spaventato da un improvviso scatto nella parete\nda un lato del camino e dal fantomatico aprirsi di un piccolo\ndi legno con sopra JOHN. Il vecchio, seguendo i miei occhi, grid\u00f2 con grande trionfo: \"Mio figlio \u00e8 arrivato\".\ncon grande trionfo: \"Mio figlio \u00e8 tornato a casa!\" e uscimmo entrambi verso il ponte levatoio.\nponte levatoio.\n\nValeva la pena di vedere Wemmick che mi salutava dall'altra parte del fossato, quando avremmo potuto stringerci la mano con\ndall'altro lato del fossato, quando avremmo potuto stringerci la mano dall'altra parte con\ncon la massima facilit\u00e0. L'anziano era cos\u00ec contento di lavorare al ponte levatoio,\nche non mi offrii di assisterlo, ma rimasi in silenzio fino a quando Wemmick non fu\nWemmick e mi avesse presentato alla signorina Skiffins, una signora da cui era accompagnato.\naccompagnata.\n\nLa signorina Skiffins aveva un aspetto legnoso e, come la sua scorta, lavorava nel settore delle\ndel ramo postale del servizio. Poteva avere due o tre anni in meno di Wemmick\ntre anni pi\u00f9 giovane di Wemmick, e giudicai che fosse in possesso di\ndi beni mobili. Il taglio del vestito dalla vita in su, sia davanti che dietro, rendeva la sua figura molto\nsia davanti che dietro, rendeva la sua figura molto simile a un aquilone da ragazzo; e avrei potuto giudicare la sua veste\navrei potuto giudicare il suo abito un po' troppo decisamente arancione e i suoi guanti\nun po' troppo intensamente verdi. Ma sembrava essere una brava persona\ne mostrava un'alta considerazione per gli anziani. Non tardai a scoprire che\nscoprire che era un'assidua frequentatrice del Castello; infatti, quando entrammo e mi complimentai con lei\nentrando, e quando mi complimentai con Wemmick per il suo ingegnoso espediente per\nper annunciarsi all'anziana, mi preg\u00f2 di prestare la mia attenzione per un momento all'altro lato del camino.\nattenzione all'altro lato del camino e scomparve. Di l\u00ec a poco\nun altro clic, e un'altra porticina si apr\u00ec con la signorina Skiffins sopra.\nSkiffins; poi Miss Skiffins si chiuse e John si apr\u00ec; poi Miss Skiffins e John si aprirono entrambi.\nMiss Skiffins e John si aprirono insieme e infine si chiusero insieme.\ninsieme. Al ritorno di Wemmick dal lavoro su questi apparecchi meccanici,\ngli espressi la grande ammirazione con cui li consideravo, e lui mi rispose: \"Beh, sai, sono molto belli.\ne lui mi disse: \"Beh, sai, sono sia piacevoli che utili per gli anziani.\nE per Giorgio, signore, \u00e8 una cosa che vale la pena menzionare, che di tutte le persone che vengono a questo\npersone che vengono a questo cancello, il segreto di quelle tirate \u00e8 conosciuto solo\nagli anziani, alla signorina Skiffins e a me!\n\n E il signor Wemmick li ha fatti, ha aggiunto la signorina Skiffins, con le sue stesse mani\ndalla sua stessa testa.\n\nMentre la signorina Skiffins si toglieva la cuffia (ha mantenuto i guanti verdi per tutta la sera come segno esteriore e visibile che era\nguanti verdi durante la serata come segno esteriore e visibile che c'era\ncompagnia), Wemmick mi invit\u00f2 a fare una passeggiata con lui intorno alla\nper vedere come si presentava l'isola in inverno. Pensando che lo facesse per\ndi darmi l'opportunit\u00e0 di cogliere i suoi sentimenti di Walworth, colsi l'occasione non appena ci trovammo in compagnia.\ncolsi l'occasione non appena fummo fuori dal castello.\n\nDopo aver riflettuto attentamente sulla questione, ho affrontato l'argomento come se non l'avessi mai\ncome se non l'avessi mai accennato prima. Informai Wemmick che ero in ansia per Herbert Pocket.\nHerbert Pocket, e gli raccontai come ci eravamo conosciuti e come avevamo combattuto.\navevamo combattuto. Ho dato un'occhiata alla casa di Herbert, al suo carattere e al suo\ne sul suo carattere, e sul fatto che non avesse altri mezzi se non quelli per cui dipendeva da suo padre;\nquelli, incerti e poco puntuali. Ho accennato ai vantaggi che avevo\ndalla sua societ\u00e0, nella mia prima ignoranza, e ho confessato che temevo di avere\nconfesso che temevo di averli ripagati male e che lui avrebbe potuto fare meglio senza di me e senza le mie aspettative.\navrebbe potuto fare meglio senza di me e le mie aspettative. Tenendo la signorina Havisham\nin secondo piano e a grande distanza, accennai ancora alla possibilit\u00e0 di\npossibilit\u00e0 che io avessi gareggiato con lui nelle sue prospettive, e alla\ncertezza che possedesse un animo generoso e che fosse molto al di sopra di qualsiasi\ndiffidenze, ritorsioni o disegni meschini. Per tutte queste ragioni (lo dissi a\nWemmick), e poich\u00e9 era il mio giovane compagno e amico, e nutrivo per lui un\ne che nutrivo un grande affetto per lui, desideravo che la mia fortuna riflettesse alcuni\nraggi su di lui, e perci\u00f2 chiesi consiglio all'esperienza e alla conoscenza di Wemmick\nWemmick e dalla sua conoscenza degli uomini e degli affari, come avrei potuto tentare al meglio con le mie\nrisorse per aiutare Herbert a ottenere una qualche rendita attuale, diciamo di cento\nall'anno, per mantenerlo nella speranza e nell'animo, e per acquistarlo gradualmente\na qualche piccola societ\u00e0. In conclusione, pregai Wemmick di comprendere che il mio aiuto\ndi capire che il mio aiuto doveva essere sempre reso all'insaputa o al sospetto di Herbert.\nHerbert, e che non c'era nessun altro al mondo con cui potessi\ncon cui potermi consigliare. Conclusi posando la mano sulla sua\nsulla sua spalla e dicendogli: \"Non posso fare a meno di confidarmi con te, anche se so che deve essere\nche deve essere fastidioso per te; ma \u00e8 colpa tua, se mi hai portato qui.\navermi portato qui.\n\nWemmick rimase in silenzio per un po', e poi disse con una specie di\ncon una specie di inizio: \"Beh, sapete, signor Pip, devo dirvi una cosa. Questo \u00e8\ndiabolicamente buono da parte vostra.\n\n D\u00ec che mi aiuterai a essere buono, allora, dissi.\n\n Ecod, rispose Wemmick scuotendo la testa, non \u00e8 il mio mestiere.\n\n E questo non \u00e8 nemmeno il tuo luogo di scambio, dissi.\n\n Hai ragione, \u00e8 tornato.  Avete colpito nel segno. Signor Pip,\nMi metter\u00f2 il mio berretto da vista e credo che tutto ci\u00f2 che volete fare possa essere fatto\nfare per gradi. Skiffins (che \u00e8 suo fratello) \u00e8 un contabile e agente.\nagente. Lo cercher\u00f2 e lavorer\u00f2 per voi.\n\n Vi ringrazio diecimila volte.\n\n Al contrario, disse, vi ringrazio, perch\u00e9 anche se siamo in veste strettamente\nnostra veste privata e personale, si pu\u00f2 comunque dire che ci sono\nci sono ragnatele di Newgate in giro, e le spazzola via.\n\nDopo un'ulteriore conversazione con lo stesso effetto, tornammo nel castello dove trovammo Miss Skiffins che preparava il t\u00e8.\nnel castello dove trovammo Miss Skiffins che stava preparando il t\u00e8. Il compito di preparare il\ncompito di fare il brindisi era stato delegato all'anziano, e quel\ne quell'eccellente vecchio gentiluomo era cos\u00ec intento a farlo che mi sembr\u00f2\nche mi sembrava rischiasse di sciogliersi gli occhi. Non si trattava di un pasto nominale\nma una vigorosa realt\u00e0. L'anziano prepar\u00f2 un tale\ndi pane tostato imburrato che a malapena riuscivo a vederlo mentre\nmentre cuoceva a fuoco lento su un supporto di ferro agganciato alla barra superiore; mentre la signorina\nSkiffins prepar\u00f2 una tale quantit\u00e0 di t\u00e8 che il maiale nel retro si eccit\u00f2 molto\nsi eccit\u00f2 moltissimo ed espresse pi\u00f9 volte il desiderio di\npartecipare all'intrattenimento.\n\nLa bandiera era stata colpita e il cannone era stato sparato al momento giusto.\nmomento giusto, e io mi sentii tagliato fuori dal resto di Walworth come se il fossato fosse largo trenta piedi e profondo altrettanti.\ncome se il fossato fosse largo trenta piedi e profondo altrettanti. Nulla disturbava\nla tranquillit\u00e0 del castello, se non l'occasionale rumoreggiare di John e Miss Skiffins.\nJohn e Miss Skiffins, le cui porticine erano in preda a qualche\ninfermit\u00e0 spasmodica che mi metteva simpaticamente a disagio finch\u00e9 non mi\nabituato. Dalla natura metodica delle disposizioni di Miss\nSkiffins che vi preparasse il t\u00e8 ogni domenica sera; e sospettavo piuttosto che una spilla classica\nsospettavo che la classica spilla che portava, raffigurante il profilo di una donna indesiderabile\nprofilo di una donna indesiderabile con un naso molto dritto e una luna molto\nluna nuova, fosse un pezzo di propriet\u00e0 portatile regalatole da Wemmick.\nWemmick.\n\nMangiammo tutto il pane tostato e bevemmo il t\u00e8 in proporzione, e fu delizioso vedere quanto eravamo caldi e unti dopo averlo mangiato.\ndelizioso vedere come eravamo tutti caldi e unti dopo aver mangiato. L'anziano\navrebbe potuto passare per un vecchio e pulito capo di una trib\u00f9 selvaggia, appena\ntrib\u00f9 selvaggia, appena oliato. Dopo una breve pausa di riposo, la signorina Skiffins, in assenza della piccola serva che\nassenza della piccola serva che, a quanto pare, si ritirava in seno alla famiglia la domenica pomeriggio.\nfamiglia la domenica pomeriggio, lav\u00f2 le cose per il t\u00e8, in un modo da signora dilettante che non comprometteva\nmodo da signora dilettante che non comprometteva nessuno di noi. Poi, indoss\u00f2 di nuovo\nguanti, ci mettemmo intorno al fuoco e Wemmick disse: \"Ora,\nGenitore anziano, dacci il giornale.\n\nWemmick mi spieg\u00f2, mentre l'anziano si toglieva gli occhiali, che questo era secondo l'uso\nche questo era secondo l'usanza e che al vecchio gentiluomo dava un'infinita soddisfazione\nche al vecchio gentiluomo dava un'infinita soddisfazione leggere le notizie ad alta voce.  Non voglio offrire scuse\nscuse, disse Wemmick, perch\u00e9 non \u00e8 capace di molti piaceri, vero, anziano P.?\nvoi, vecchio P.?\n\n D'accordo, John, d'accordo, rispose il vecchio, vedendosi\nparlato.\n\n Fagli solo un cenno ogni tanto quando guarda il suo giornale,\ndisse Wemmick, e sar\u00e0 felice come un re. Siamo tutti attenti,\nAged One.\n\n Va bene, John, va bene! rispose l'allegro vecchietto, cos\u00ec indaffarato e cos\u00ec soddisfatto, che era davvero affascinante\ne cos\u00ec soddisfatto, che era davvero incantevole.\n\nLa lettura di The Aged mi ha ricordato le lezioni della prozia del signor Wopsle.\nprozia del signor Wopsle, con la piacevole particolarit\u00e0 che sembrava venire\nattraverso il buco della serratura. Dato che voleva le candele vicino a s\u00e9 e che era sempre sul punto di mettere la testa\nsempre sul punto di infilarci dentro la testa o il giornale, aveva bisogno di essere sorvegliato\ndi metterci dentro la testa o il giornale, aveva bisogno di essere sorvegliato come un mulino a polvere. Ma Wemmick era\nWemmick era altrettanto instancabile e gentile nella sua vigilanza e l'anziano continuava a leggere,\nabbastanza inconsapevole dei suoi numerosi salvataggi. Ogni volta che ci guardava, tutti noi\nogni volta che ci guardava, tutti noi esprimevamo il massimo interesse e stupore, e annuivamo finch\u00e9 non\nriprendeva.\n\nMentre Wemmick e Miss Skiffins sedevano fianco a fianco, e io in un angolo in ombra, osservai un lento e graduale allungamento di Mr.\nangolo in ombra, osservai un lento e graduale allungamento della bocca di Mr.\nWemmick, che suggeriva con forza il suo lento e graduale\nbraccio intorno alla vita della signorina Skiffins. Col tempo vidi la sua mano\nla sua mano apparire dall'altra parte di Miss Skiffins; ma in quel momento\nMiss Skiffins lo ferm\u00f2 ordinatamente con il guanto verde, gli srotol\u00f2 di nuovo il braccio come se fosse un oggetto\ncome se si trattasse di un capo d'abbigliamento e, con la massima\ndeliberazione lo pos\u00f2 sul tavolo davanti a lei. La compostezza della signorina Skiffins\nSkiffins mentre lo faceva \u00e8 stata una delle cose pi\u00f9 straordinarie che abbia mai visto.\ne se avessi potuto pensare che l'atto fosse coerente con l'astrazione mentale, avrei ritenuto che\ndella mente, avrei ritenuto che Miss Skiffins lo avesse eseguito\nmeccanicamente.\n\nA poco a poco, notai che il braccio di Wemmick cominciava a scomparire di nuovo, e\ngradualmente a scomparire dalla vista. Poco dopo, la sua bocca cominci\u00f2 ad\nad allargarsi di nuovo. Dopo un intervallo di suspense da parte mia molto\navvincente e quasi doloroso, vidi la sua mano apparire dall'altra parte della\ndella signorina Skiffins. Immediatamente, la signorina Skiffins la ferm\u00f2 con la precisione\ndi un placido pugile, si tolse la cintura o il cesto come prima e lo pos\u00f2 sul tavolo.\nsul tavolo. Prendendo il tavolo per rappresentare il sentiero della virt\u00f9, ho il diritto di affermare che durante tutto il tempo\nsono giustificato nell'affermare che per tutto il tempo della lettura di Aged,\nWemmick si allontanava dal sentiero della virt\u00f9 e veniva richiamato da Miss Skiffins.\ndalla strada della virt\u00f9 e veniva richiamato ad essa dalla signorina Skiffins.\n\nAlla fine, l'anziano si addorment\u00f2 in un sonno leggero. Questo fu il momento\nWemmick produsse un piccolo bollitore, un vassoio di bicchieri e una bottiglia nera con tappo in porcellana, che rappresentava un\nbottiglia nera con tappo di porcellana, raffigurante un dignitario\ndignitario di aspetto rubicondo e sociale. Con l'aiuto di questi\ndi questi apparecchi avevamo tutti qualcosa di caldo da bere, compreso l'anziano che\nche si era presto risvegliato. La signorina Skiffins mescolava e osservai che lei e Wemmick bevevano da un bicchiere di vino.\nWemmick bevevano da un unico bicchiere. Naturalmente sapevo bene che non mi sarei offerta di\ndi accompagnare a casa la signorina Skiffins e, date le circostanze, pensai che avrei fatto meglio a\nche avrei fatto meglio ad andarmene per prima; e cos\u00ec feci, congedandomi cordialmente dall'anziana e avendo passato una piacevole serata.\ne di aver trascorso una piacevole serata.\n\nPrima della fine della settimana, ho ricevuto una nota da Wemmick, datata Walworth,\nin cui affermava che sperava di aver fatto qualche passo avanti in quella questione\nche riguardava le nostre capacit\u00e0 private e personali e che sarebbe stato lieto se\nche sarebbe stato lieto se fossi venuto a trovarlo di nuovo a questo proposito. Cos\u00ec andai di nuovo a\nWalworth, e ancora, e ancora, e l'ho visto su appuntamento in citt\u00e0 diverse volte.\nappuntamento in citt\u00e0 diverse volte, ma non ho mai avuto alcuna comunicazione\ncon lui sull'argomento a Little Britain o nelle vicinanze. Il risultato fu che\nche trovammo un giovane e valido commerciante o agente marittimo, non molto\nche voleva un aiuto intelligente e che voleva un capitale.\ncapitale e che, a tempo debito, avrebbe voluto un socio.\nsocio. Tra me e lui vennero firmati degli accordi segreti di cui Herbert era il soggetto.\nHerbert e gli pagai met\u00e0 delle mie cinquecento sterline di acconto e mi impegnai a fare altre cose.\ne mi impegnai a effettuare diversi altri pagamenti, alcuni dei quali a scadenze precise\nalcune scadenze con le mie entrate, altre con l'entrata in possesso delle mie propriet\u00e0.\npropriet\u00e0. Il fratello di Miss Skiffins condusse la trattativa. Wemmick\nWemmick la pervase per tutto il tempo, ma non vi apparve mai.\n\nL'intera faccenda fu gestita in modo cos\u00ec abile che Herbert non ebbe il minimo sospetto che ci fosse il mio zampino.\nil minimo sospetto che ci fosse il mio zampino. Non dimenticher\u00f2 mai il\nvolto radioso con cui torn\u00f2 a casa un pomeriggio e mi raccont\u00f2, come una\ncome una grande notizia, che si era imbattuto in un certo Clarriker (il nome del giovane mercante)\ngiovane commerciante), e che Clarriker aveva mostrato una straordinaria\nstraordinaria inclinazione verso di lui, e di essere convinto che l'apertura\nfinalmente l'apertura. Di giorno in giorno, mentre le sue speranze diventavano pi\u00f9 forti e il suo\nviso pi\u00f9 luminoso, doveva ritenermi un amico sempre pi\u00f9 affezionato, perch\u00e9\namico, perch\u00e9 ho avuto la massima difficolt\u00e0 a trattenere le mie lacrime di\ndi trionfo quando lo vedevo cos\u00ec felice. Alla fine, essendo la cosa fatta e\nquel giorno entr\u00f2 in casa Clarriker e mi parl\u00f2 per un'intera serata\nper un'intera serata in preda al piacere e al successo, piansi davvero sul serio quando me ne andai.\ndavvero piangevo sul serio quando andavo a letto, al pensiero che le mie aspettative\navevano fatto del bene a qualcuno.\n\nUn grande evento della mia vita, il punto di svolta della mia vita, si apre ora sulla mia\nvista. Ma, prima di procedere alla sua narrazione e di passare a tutti i cambiamenti che ha comportato, devo dedicare un capitolo a Estella.\ncambiamenti che ha comportato, devo dedicare un capitolo a Estella. Non \u00e8\nNon \u00e8 molto da dare al tema che per tanto tempo ha riempito il mio cuore.\n\n\n\n\nCapitolo XXXVIII.\n\n\nSe quella vecchia e stabile casa vicino al Green di Richmond dovesse mai essere\nessere infestata quando sar\u00f2 morto, sar\u00e0 sicuramente infestata dal mio fantasma. O\nle molte, molte notti e i giorni in cui lo spirito inquieto dentro di me\nspirito inquieto dentro di me ha infestato quella casa quando Estella ci viveva! Che il mio corpo fosse dove voleva\nche il mio corpo fosse dove voleva, il mio spirito vagava sempre, vagava, vagava, vagava, in quella\ncasa.\n\nLa signora presso la quale Estella fu collocata, la signora Brandley, era una vedova con una figlia di diversi anni pi\u00f9 grande di Estella.\nvedova, con una figlia di diversi anni pi\u00f9 grande di Estella. La madre\nmadre sembrava giovane e la figlia sembrava vecchia; la madre aveva una carnagione\nrosa, mentre quella della figlia era gialla; la madre era portata per la frivolezza e la figlia per la teologia,\ne la figlia per la teologia. Erano in quella che si chiama una buona\nposizione, e visitavano, ed erano visitati, da molte persone. Poco,\ntra loro ed Estella, ma si era stabilita l'intesa che erano necessarie.\nma si era stabilita l'intesa che loro erano necessari a lei e che lei era necessaria a loro.\nche lei era necessaria a loro. Mrs. Brandley era stata un'amica di Miss\nHavisham prima del periodo di clausura.\n\nIn casa della signora Brandley e fuori di casa della signora Brandley, ho subito\nogni tipo e grado di tortura che Estella poteva procurarmi. La\nnatura dei miei rapporti con lei, che mi ponevano in termini di familiarit\u00e0 senza\nfamiliarit\u00e0 senza per\u00f2 mettermi in condizioni di favore, contribu\u00ec alla mia\ndistrazione. Si serviva di me per stuzzicare altri ammiratori, e trasformava\nla stessa familiarit\u00e0 tra me e lei per mettere in dubbio la mia\ncostante della mia devozione nei suoi confronti. Se fossi stato il suo segretario,\namministratore, fratellastro, parente povero, se fossi stato un fratello minore del suo\ndel marito designato, non avrei potuto sembrare a me stesso pi\u00f9 lontano\ndalle mie speranze quando ero pi\u00f9 vicino a lei. Il privilegio di chiamarla per nome\nnome e sentirmi chiamare da lei con il mio divenne, date le circostanze, un\ncircostanze un'aggravante delle mie prove; e se da un lato ritengo probabile che\nche questo facesse quasi impazzire gli altri suoi amanti, so troppo certamente che\nquasi impazzito me.\n\nAveva ammiratori a non finire. Senza dubbio la mia gelosia rendeva ammiratori\nogni persona che si avvicinava a lei; ma ce n'erano pi\u00f9 che abbastanza\nsenza questo.\n\nLa vedevo spesso a Richmond, ne sentivo parlare spesso in citt\u00e0, e portavo spesso lei e i Brandley sull'acqua.\nspesso portavo lei e i Brandley sull'acqua; c'erano picnic,\npicnic, giornate di festa, spettacoli teatrali, opere liriche, concerti, feste, ogni sorta di piacere,\nin cui la inseguivo, e per me erano tutte miserie. Non ho mai\nun'ora di felicit\u00e0 in sua compagnia, eppure la mia mente per tutte le\nquattro e venti ore si \u00e8 accanita sulla felicit\u00e0 di averla con s\u00e9 fino alla\ncon me fino alla morte.\n\nDurante tutta questa parte del nostro rapporto, che dur\u00f2, come si vedr\u00e0\ncome si vedr\u00e0, per quello che allora ritenevo un lungo periodo di tempo, lei torn\u00f2 abitualmente\ntono che esprimeva che la nostra associazione era stata forzata\na noi. Ci furono altre volte in cui si blocc\u00f2 improvvisamente\nin questo tono e in tutti i suoi numerosi toni, e sembrava compatirmi.\n\n Pip, Pip, disse una sera, arrivando a un tale controllo, quando ci sedemmo\nalla finestra della casa di Richmond che si stava oscurando; non farai mai\nprendere avvertimento?\n\n Di cosa?\n\n Di me.\n\n Avvertire di non essere attratto da te, vuoi dire, Estella?\n\n Intendo dire! Se non sapete cosa intendo, siete ciechi.\n\nAvrei dovuto rispondere che l'Amore era comunemente ritenuto cieco, ma per il motivo che ero sempre trattenuto e questo non era l'ultimo dei miei problemi.\nmotivo che ero sempre trattenuto e questa non era l'ultima delle mie\nmiserie dalla sensazione che fosse ingeneroso fare pressioni su di lei,\nquando sapeva di non poter scegliere se non obbedire alla signorina Havisham. Il mio\npaura \u00e8 sempre stata che questa sua consapevolezza mi ponesse in un pesante svantaggio\nsvantaggio con il suo orgoglio e mi rendesse oggetto di una ribelle\nribelle nel suo petto.\n\n In ogni caso, dissi, non mi \u00e8 stato dato alcun avvertimento proprio ora, poich\u00e9 mi avete\nmi avete scritto di venire da voi, questa volta.\n\n \u00c8 vero, disse Estella, con un sorriso freddo e noncurante che mi ha sempre\nmi agghiacciava.\n\nDopo aver guardato il crepuscolo senza, per un po' di tempo, ha proseguito\na dire:\n\n \u00c8 arrivato il momento in cui la signorina Havisham desidera ospitarmi per un giorno a Satis.\na Satis. Dovete portarmi l\u00ec e riportarmi indietro, se volete. Lei\npreferirebbe che non viaggiassi da sola e si oppone a ricevere la mia cameriera,\nperch\u00e9 ha un sensibile orrore di sentirsi parlare da persone del genere. Potete\nportarmi?\n\n Posso portarti con me, Estella!\n\n Potete allora? Dopodomani, se volete. Dovrete pagare\ntutte le spese dalla mia borsa. Avete sentito le condizioni per la vostra partenza?\n\n E devo obbedire, dissi io.\n\nQuesta fu tutta la preparazione che ricevetti per quella visita, o per altre simili.\nLa signorina Havisham non mi ha mai scritto, n\u00e9 ho mai visto la sua scrittura.\nvisto la sua calligrafia. Scendemmo il giorno successivo e la trovammo nella stanza dove l'avevo vista per la prima volta.\ne la trovammo nella stanza in cui l'avevo vista per la prima volta, ed \u00e8 inutile aggiungere che\n\u00e8 inutile aggiungere che non ci fu alcun cambiamento in casa Satis.\n\nEra ancora pi\u00f9 terribilmente affezionata a Estella di quanto lo fosse stata l'ultima volta che le avevo viste insieme.\nl'ultima volta che le avevo viste insieme; ripeto la parola con prudenza, perch\u00e9 c'era\nc'era qualcosa di veramente terribile nell'energia dei suoi sguardi e dei suoi abbracci.\nSi appoggiava alla bellezza di Estella, alle sue parole, ai suoi gesti e si sedeva\ngesti, e si sedette borbottando le proprie dita tremanti mentre la guardava, come se fosse\ncome se stesse divorando la bella creatura che aveva allevato.\nallevata.\n\nDa Estella mi ha guardato, con uno sguardo indagatore che sembrava\nfrugare nel mio cuore e sondarne le ferite.  Come ti usa, Pip, come ti usa?\ncome ti usa? mi chiese di nuovo, con la sua foga da strega,\nanche all'orecchio di Estella. Ma quando ci sedemmo accanto al suo fuoco tremolante la sera\ndi notte, era molto strana, perch\u00e9 allora, tenendo la mano di Estella\nattraverso il suo braccio e stringendola nella propria mano, le estorceva, a forza di\na forza di riferirsi a ci\u00f2 che Estella le aveva raccontato nelle sue regolari\nlettere, i nomi e le condizioni degli uomini che aveva affascinato;\ne mentre la signorina Havisham si soffermava su questo rotolo, con l'intensit\u00e0 di una mente\nmortalmente ferita e malata, sedeva con l'altra mano sul bastone della stampella e il mento su quella\ne il mento su quella, e i suoi occhi magri e luminosi mi guardavano, come uno spettro.\nspettro.\n\nVedevo in questo, per quanto mi rendesse miserabile e amaro il senso di\ndipendenza e persino di degradazione che risvegliava, vidi che Estella era decisa a vendicarsi degli uomini.\nEstella era destinata a vendicarsi della signorina Havisham sugli uomini, e che non mi sarebbe stata data fino a quando\nnon doveva essere data a me finch\u00e9 non l'avesse soddisfatta per un certo periodo. Ho visto\nin questo, una ragione per cui mi era stata assegnata in anticipo. Mandarla\nper attirare, tormentare e fare del male, la signorina Havisham la mand\u00f2 con\ncon la maliziosa certezza che era fuori dalla portata di tutti gli ammiratori,\ne che tutti coloro che avevano puntato su quel cast erano sicuri di perdere. Vedevo in\nin questo che anch'io ero tormentata da una perversione dell'ingegno, persino\nmentre il premio era riservato a me. Vidi in questo la ragione per cui ero\ndi essere stato rimandato cos\u00ec a lungo e la ragione per cui il mio defunto tutore\ntutore si rifiut\u00f2 di impegnarsi nella conoscenza formale di un simile progetto.\nIn una parola, vidi in questa signorina Havisham quello che avevo allora e l\u00ec\ndavanti ai miei occhi, e l'avevo sempre avuta davanti ai miei occhi; e vidi in questo, l'ombra distinta dell'oscuro\nl'ombra distinta della casa oscura e malsana nella quale\nla sua vita era nascosta al sole.\n\nLe candele che illuminavano quella stanza erano collocate in appliques sulla\nparete. Erano alte da terra e bruciavano con la costante opacit\u00e0\nluce artificiale in un'aria che raramente si rinnova. Mentre\nguardai intorno a loro, e alla pallida oscurit\u00e0 che creavano, e all'orologio fermo e alle\norologio fermo, e ai capi d'abbigliamento da sposa appassiti sul tavolo e per terra, e a lei.\ntavolo e per terra, e la sua stessa orribile figura con il suo spettrale\nriflesso del fuoco sul soffitto e sul muro, vidi in ogni cosa la costruzione che la mia mente\nvidi in tutto la costruzione che la mia mente aveva elaborato, ripetuto\ne mi veniva riproposta. I miei pensieri passarono alla grande sala\ngrande sala, dall'altra parte del pianerottolo, dove il tavolo era apparecchiato, e lo vidi scritto, come\nscritto, per cos\u00ec dire, nella caduta delle ragnatele dal centrotavola, nelle\nragni sulla stoffa, nelle orme dei topi che si muovevano\ntore, mentre si dirigevano con i loro cuoricini velocizzati dietro i pannelli, e nelle\ne nelle soste degli scarafaggi sul pavimento.\n\nIn occasione di questa visita, nacquero delle parole taglienti tra Estella e la signorina Havisham.\ntra Estella e la signorina Havisham. Era la prima volta che le vedevo\nche le vedevo contrapposte.\n\nEravamo sedute accanto al fuoco, come appena descritto, e la signorina Havisham\naveva ancora il braccio di Estella tra i suoi e stringeva ancora la mano di Estella nella sua.\nEstella nella sua mano, quando Estella cominci\u00f2 gradualmente a staccarsi.\nPi\u00f9 di una volta aveva mostrato un'orgogliosa impazienza, e aveva preferito sopportare quell'affetto feroce piuttosto che accettare\nsopportare quell'affetto feroce piuttosto che accettarlo o ricambiarlo.\n\n Cosa! disse la signorina Havisham, fulminandola con gli occhi, siete stanca di me?\ndi me?\n\n Sono solo un po' stanca di me stessa, rispose Estella, staccando il braccio,\ne si spost\u00f2 verso il grande camino, dove rimase a guardare il\nil fuoco.\n\n D\u00ec la verit\u00e0, ingrato! grid\u00f2 la signorina Havisham, colpendo appassionatamente il bastone sul pavimento.\ncolpendo il bastone sul pavimento; sei stanca di me.\n\nEstella la guard\u00f2 con perfetta compostezza, e abbass\u00f2 di nuovo lo sguardo sul\nil fuoco. La sua figura aggraziata e il suo bel viso esprimevano una\nindifferenza al calore selvaggio dell'altra, quasi crudele.\nquasi crudele.\n\n Tu, pietra e calce! esclam\u00f2 la signorina Havisham.  Cuore freddo, freddo!\n\n Cosa? disse Estella, mantenendo il suo atteggiamento di indifferenza mentre si\nappoggiata al grande camino e muovendo solo gli occhi; mi rimprovera di avere freddo?\nmi rimproveri di essere fredda? Tu?\n\n Non \u00e8 vero? fu la feroce replica.\n\n Dovresti saperlo, disse Estella.  Io sono quello che tu hai fatto di me. Prenditi tutte\nl'elogio, il biasimo; il successo, il fallimento; insomma, prendete me.\nfallimento; in breve, prendete me.\n\n Oh, guardatela, guardatela! grid\u00f2 amaramente la signorina Havisham; guardatela cos\u00ec dura e ingrata, sul focolare dove \u00e8 stata allevata!\ncos\u00ec dura e ingrata, sul focolare dove \u00e8 stata allevata! Dove l'ho\nl'ho portata in questo misero petto quando sanguinava per la prima volta dalle sue\npugnalate, e dove le ho prodigato anni di tenerezza!\n\n[Illustrazione]\n\n Almeno io non ho partecipato al patto, disse Estella, perch\u00e9 se potevo camminare e parlare, quando fu stipulato, era il massimo che potevo fare.\ncamminare e parlare, quando fu stipulato, era il massimo che potevo fare. Ma\ncosa avresti voluto? Sei stata molto buona con me e devo tutto a te.\ntutto a te. Cosa vorresti?\n\n Amore, rispose l'altro.\n\n L'avete capito.\n\n Non l'ho fatto, disse la signorina Havisham.\n\n Madre d'adozione, replic\u00f2 Estella, senza mai abbandonare la facile grazia del suo atteggiamento, senza mai alzare la voce come fece l'altra.\ngrazia del suo atteggiamento, senza mai alzare la voce come faceva l'altra, senza mai\ncedere n\u00e9 alla rabbia n\u00e9 alla tenerezza, madre adottiva, ho detto che\nho detto che devo tutto a te. Tutto ci\u00f2 che possiedo \u00e8 liberamente tuo. Tutto\ntutto quello che mi avete dato, \u00e8 a vostra disposizione per averlo di nuovo. Al di l\u00e0 di questo,\nnon ho nulla. E se mi chiedete di darvi ci\u00f2 che non mi avete mai dato,\nla mia gratitudine e il mio dovere non possono fare cose impossibili.\n\n Non le ho mai dato amore! grid\u00f2 la signorina Havisham, voltandosi selvaggiamente verso di me.\n Non le ho mai dato un amore bruciante, inseparabile dalla gelosia in ogni momento e dal\ne da un dolore acuto, mentre lei mi parla cos\u00ec! Che mi chiami\npazza, che mi chiami pazza!\n\n Perch\u00e9 dovrei darti della pazza, torn\u00f2 Estella, proprio io? C'\u00e8 forse\nqualcuno vive, che sa quali sono i tuoi propositi, bene quanto me?\ncome me? C'\u00e8 qualcuno che vive, che sa che memoria stabile hai, la met\u00e0 di quanto lo sappia io?\ncome me? Io che mi sono seduto su questo stesso focolare sul piccolo sgabello\nche ora \u00e8 l\u00ec accanto a te, imparando le tue lezioni e guardandoti in faccia, quando il tuo viso era\nin faccia, quando il tuo volto era strano e mi spaventava!\n\n Presto dimenticati! gemette la signorina Havisham.  Tempi presto dimenticati!\n\n No, non dimenticato, replic\u00f2 Estella, non dimenticato, ma custodito nella mia memoria.\nnella mia memoria. Quando mi hai trovata falsa nei tuoi insegnamenti? Quando mi hai trovato\nmi hai trovato incurante dei tuoi insegnamenti? Quando mi hai trovato a dare\nqui, si tocc\u00f2 il seno con la mano, a qualcosa che\nche tu hai escluso? Siate giusti con me.\n\n Cos\u00ec orgogliosa, cos\u00ec orgogliosa! gemette Miss Havisham, spingendo via i suoi capelli grigi\ncon entrambe le mani.\n\n Chi mi ha insegnato ad essere orgogliosa?  Chi mi ha lodato quando ho\nimparato la lezione?\n\n Cos\u00ec forte, cos\u00ec forte! gemette la signorina Havisham, con la sua precedente azione.\n\n Chi mi ha insegnato a essere dura?  Chi mi ha lodato quando ho\nimparato la lezione?\n\n Ma essere orgogliosi e duri con _me_!  La signorina Havisham quasi strillava, mentre\nallarg\u00f2 le braccia.  Estella, Estella, Estella, per essere orgogliosa e\ne duro con me!\n\nEstella la guard\u00f2 per un attimo con una sorta di calma e stupore, ma non fu disturbata in altro modo.\nNon si scompose pi\u00f9 di tanto; quando il momento fu passato, abbass\u00f2 di nuovo lo sguardo sul\nil fuoco.\n\n Non riesco a pensare, disse Estella, alzando gli occhi dopo un po' di silenzio, al perch\u00e9\nperch\u00e9 tu debba essere cos\u00ec irragionevole quando vengo a trovarti dopo una\nseparazione. Non ho mai dimenticato i tuoi torti e le loro cause. Non sono\nnon sono mai stato infedele a te o alla tua scuola. Non ho mai mostrato alcuna\ndebolezza di cui possa accusarmi.\n\n Sarebbe una debolezza ricambiare il mio amore? esclam\u00f2 Miss Havisham.  Ma\ns\u00ec, s\u00ec, lo chiamerebbe cos\u00ec!\n\n Comincio a pensare, disse Estella, in modo pensieroso, dopo un altro momento di calma\ndi calma meraviglia, che quasi comprendo come ci\u00f2 avvenga. Se tu\nse aveste cresciuto la vostra figlia adottiva interamente nel buio di queste\ndi queste stanze, e non le aveste mai fatto sapere che esisteva la\nla luce del giorno, grazie alla quale non ha mai visto il vostro volto, se aveste fatto cos\u00ec e poi, per un po' di tempo.\nse l'aveste fatto e poi, per uno scopo, aveste voluto farle capire la luce del giorno e sapere tutto su di essa, allora\nluce del giorno e sapere tutto su di essa, sareste rimasti delusi e arrabbiati?\narrabbiato?\n\nLa signorina Havisham, con la testa tra le mani, si sedette emettendo un basso lamento,\ne si dondolava sulla sedia, ma non rispose.\n\n O, disse Estella, che \u00e8 un caso pi\u00f9 vicino, se tu le avessi insegnato,\nfin dagli albori della sua intelligenza, con la massima energia e forza,\nche esisteva la luce del giorno, ma che era stata creata per essere il suo\nnemico e distruttore, e che doveva sempre rivoltarsi contro di esso, perch\u00e9 aveva\nperch\u00e9 vi aveva rovinato e avrebbe rovinato anche lei; se aveste fatto questo e poi,\nse aveste fatto questo, e poi, per uno scopo, aveste voluto che lei si portasse naturalmente alla luce del giorno e lei\ne lei non ci fosse riuscita, sareste stati delusi e arrabbiati?\n\nLa signorina Havisham rimase seduta ad ascoltare (o almeno cos\u00ec sembrava, perch\u00e9 non riuscivo a vederla in faccia).\nviso), ma non rispose.\n\n Quindi, disse Estella, devo essere presa come sono stata fatta. Il successo\nnon \u00e8 mio, il fallimento non \u00e8 mio, ma le due cose insieme fanno me.\n\nLa signorina Havisham si era sistemata, non so come, sul pavimento,\ntra le sbiadite reliquie nuziali di cui era disseminato. Approfittai\napprofittato del momento che avevo cercato fin dal primo momento per uscire dalla\nstanza, dopo aver implorato l'attenzione di Estella con un movimento della mano.\nmano. Quando me ne andai, Estella era ancora in piedi accanto alla grande\ncamino, cos\u00ec come era rimasta per tutto il tempo. I capelli grigi della signorina Havisham\ncapelli grigi della signorina Havisham erano tutti alla deriva per terra, tra gli altri relitti della sposa, e\nera uno spettacolo miserabile da vedere.\n\nFu con il cuore depresso che camminai alla luce delle stelle per un'ora e pi\u00f9.\nper un'ora e pi\u00f9, per il cortile, per la fabbrica di birra e per il\nil giardino in rovina. Quando alla fine mi feci coraggio e tornai nella stanza, trovai Estella\nEstella seduta alle ginocchia della signorina Havisham, che stava facendo dei punti\nin uno di quei vecchi capi d'abbigliamento che cadevano a pezzi e di cui mi sono spesso ricordata\nche stavano cadendo a pezzi e che da allora mi sono stati spesso ricordati dai brandelli sbiaditi di vecchi stendardi\nstendardi che ho visto appesi nelle cattedrali. In seguito, Estella\nEstella e io giocammo a carte, come un tempo, solo che ora eravamo abili e facevamo giochi francesi.\ngiochi francesi, e cos\u00ec la serata volgeva al termine e io andai a letto.\n\nMi sono coricato in quell'edificio separato dall'altra parte del cortile. Era la prima volta\nprima volta che mi sdraiavo a riposare nella Casa di Satis e il sonno si rifiutava di avvicinarsi a me.\navvicinarsi a me. Mille Miss Havisham mi perseguitavano. Era da questa\nlato del mio cuscino, su quello, alla testa del letto, ai piedi, dietro la\ndietro la porta semiaperta del camerino, nel camerino, nella stanza di sopra, in quella di sotto.\nstanza di sopra, in quella di sotto, dappertutto. Alla fine, quando la notte\nlentamente verso le due, sentii che non potevo assolutamente\nnon potevo pi\u00f9 sopportare quel posto come luogo in cui sdraiarmi e che dovevo alzarmi.\nche dovevo alzarmi. Perci\u00f2 mi alzai, mi vestii e uscii attraverso il cortile\ne uscii attraverso il cortile nel lungo passaggio di pietra, con l'intenzione di raggiungere il\ncortile esterno e passeggiarvi per dare sollievo alla mia mente. Ma non ero ancora\nprima di entrare nel passaggio che spensi la mia candela; perch\u00e9 vidi la signorina\nHavisham che lo percorreva in modo spettrale, emettendo un basso grido. I\nla seguii a distanza e la vidi salire le scale. Aveva\nportava in mano una candela spoglia, che probabilmente aveva preso da una\nda una delle applique della sua stanza e che, alla sua luce, era un oggetto\nluce. In piedi, in fondo alla scala, sentii l'aria ammuffita della camera delle feste\ndella camera delle feste, senza vederla aprire la porta, e l'ho sentita camminare l\u00ec e poi attraversare la\ne l'ho sentita camminare l\u00ec, e poi attraversare la sua stanza, e poi ancora attraversare\nin quella, senza mai smettere di piangere. Dopo un po' di tempo, cercai nel buio\ndi uscire e di tornare indietro, ma non riuscii a fare nulla finch\u00e9 non arrivarono delle\ndi giorno e mi mostrarono dove posare le mani. Durante\nDurante tutto l'intervallo, ogni volta che andavo in fondo alla scala, sentivo il suo passo, vedevo la sua\nsentivo il suo passo, vedevo la sua luce passare sopra e sentivo il suo incessante\nbasso grido.\n\nPrima della nostra partenza il giorno dopo, non c'\u00e8 stata alcuna ripresa della differenza tra lei ed Estella, n\u00e9 \u00e8 mai stata ripresa in altre occasioni simili.\nlei ed Estella, n\u00e9 si \u00e8 mai ripresentata in un'occasione simile; e\nci furono quattro occasioni simili, per quanto mi ricordo. N\u00e9,\ni modi della signorina Havisham nei confronti di Estella non cambiarono in alcun modo, se non che\nche ritenevo avesse qualcosa di simile alla paura infusa tra le sue precedenti\ncaratteristiche precedenti.\n\n\u00c8 impossibile girare questa pagina della mia vita senza mettere il nome di Bentley Drummle.\nDrummle; o lo farei molto volentieri.\n\nIn una certa occasione, quando i Fringuelli erano riuniti in forze, e\nQuando i buoni sentimenti venivano promossi nel modo consueto da nessuno\nnessuno era d'accordo con nessun altro, il Finch che presiedeva richiam\u00f2 all'ordine il Grove, poich\u00e9 Mr.\ndi ordine, poich\u00e9 il signor Drummle non aveva ancora brindato a una signora; cosa che,\nsecondo la solenne costituzione della societ\u00e0, quel giorno toccava al bruto.\ntore di fare quel giorno. Mi \u00e8 sembrato di vederlo guardare in modo sgradevole verso di me\nmentre i decanter giravano, ma dato che tra noi non c'era amore perso\ntra noi, era facile che fosse cos\u00ec. Quale fu la mia indignata sorpresa quando\nquando ha chiesto alla compagnia di prometterlo a Estella!\n\n Estella chi? dissi io.\n\n Non importa, replic\u00f2 Drummle.\n\n Estella di dove? dissi io. Siete obbligata a dire di dove.  E lui\nera, come un fringuello.\n\n Di Richmond, signori, disse Drummle, mettendomi fuori discussione,\n e una bellezza senza pari.\n\nQuanto sapeva di bellezze impareggiabili, un meschino, miserabile idiota! I\nsussurr\u00f2 Herbert.\n\n Conosco quella signora, disse Herbert, dall'altra parte del tavolo, quando il brindisi fu\n\u00e8 stato onorato.\n\n E tu? disse Drummle.\n\n E anch'io, ho aggiunto, con il volto scarlatto.\n\n E tu? disse Drummle.  Oh, Signore!\n\nQuesta era l'unica storta, a parte il vetro o le stoviglie, che la pesante creatura era in grado di fare.\ncreatura era in grado di fare; ma la cosa mi incurios\u00ec tanto quanto\ncome se fosse stato spinato con arguzia, e mi alzai immediatamente al mio posto\ne dissi che non potevo che considerare come l'impudenza dell'onorevole Finch\nFinch di scendere in quel boschetto, abbiamo sempre parlato di scendere in quel boschetto, come\ndi scendere in quel boschetto, come un'espressione parlamentare\ndi scendere in quel boschetto a chiedere in sposa una signora di cui non sapeva nulla.\nnulla. Il signor Drummle, a questo punto, si \u00e8 alzato e ha chiesto che cosa intendessi dire?\nquesto? Al che gli risposi in modo estremo che credevo sapesse\ndove trovarmi.\n\nSe fosse possibile, in un Paese cristiano, andare avanti senza sangue,\nera una questione su cui i Finch erano divisi. Il dibattito\ndibattito si \u00e8 animato a tal punto che almeno altri sei membri\nmembri d'onore hanno detto ad altri sei, durante la discussione, che\nche credevano di sapere dove si trovavano. Tuttavia, alla fine fu\ndeciso alla fine (essendo il Grove una Corte d'Onore) che se il signor Drummle\nDrummle avrebbe portato un piccolo certificato da parte della signora, in cui si affermava che\ndi aver avuto l'onore di conoscerla, il signor Pip avrebbe dovuto esprimere il suo rammarico,\ncome gentiluomo e come Finch, per essere stato tradito in un calore\nche.  Il giorno successivo \u00e8 stato fissato per la rappresentazione (per evitare che il nostro onore\nper evitare che il nostro onore si raffreddasse a causa del ritardo), e il giorno successivo Drummle si present\u00f2 con un\ncon una piccola ed educata dichiarazione nella mano di Estella, che aveva avuto l'onore di\ndi ballare con lui diverse volte. Questo non mi lasci\u00f2 altra via che il rammarico\ndi essere stata tradita in un calore che, nell'insieme, ripudiavo come insostenibile.\nripudiare, in quanto insostenibile, l'idea di trovarmi da qualche parte.\nDrummle e io rimanemmo seduti a sbuffare l'uno contro l'altro per un'ora, mentre il\nGrove si impegnava in una contraddizione indiscriminata, e alla fine la\ndi buoni sentimenti \u00e8 stato dichiarato che la promozione \u00e8 andata avanti a un ritmo sorprendente.\nvelocit\u00e0.\n\nLo dico con leggerezza, ma non \u00e8 stata una cosa leggera per me. Infatti, non posso\nesprimere adeguatamente il dolore che mi procurava il pensiero che Estella dovesse\nEstella dovesse mostrare un qualche favore a una spregevole, goffa e imbronciata taccagna, cos\u00ec\nal di sotto della media. Fino al momento attuale, credo che sia stato\ndi generosit\u00e0 e disinteresse nel mio amore per lei, che non abbia potuto\namore per lei, che non potevo sopportare il pensiero che si abbassasse a\nquel mastino. Non c'\u00e8 dubbio che sarei stato infelice con chiunque lei avesse favorito.\nfavorito; ma un oggetto pi\u00f9 degno mi avrebbe causato un diverso tipo\ntipo e grado di angoscia.\n\nEra facile per me scoprire, e lo scoprii presto, che Drummle aveva iniziato a seguirla da vicino e che lei glielo permetteva.\naveva iniziato a seguirla da vicino e che lei glielo permetteva. A\nun po' di tempo e lui era sempre all'inseguimento di lei e io e lui ci incrociavamo ogni giorno.\nlui e io ci incrociavamo ogni giorno. Lui resisteva, in modo ottuso e persistente, ed Estella lo tratteneva.\nEstella lo tratteneva, ora con incoraggiamento, ora con scoraggiamento,\nora quasi lusingandolo, ora disprezzandolo apertamente, ora conoscendolo\nmolto bene, ora ricordando a malapena chi fosse.\n\nIl Ragno, come lo aveva chiamato il signor Jaggers, era abituato ad aspettare,\ne aveva la pazienza della sua trib\u00f9. A questo si aggiungeva una fiducia\nfiducia nei suoi soldi e nella grandezza della sua famiglia, che a volte gli rendeva un buon servizio\nche a volte gli rendeva un buon servizio, sostituendosi quasi alla\nconcentrazione e di uno scopo determinato. Cos\u00ec, il Ragno, osservando ostinatamente Estella, super\u00f2 molti altri\nEstella, superava molti altri insetti pi\u00f9 brillanti e spesso si\ne si lasciava cadere al momento giusto.\n\nA un certo ballo dell'Assemblea a Richmond (allora c'erano i balli dell'Assemblea in quasi tutti i posti), dove Estella aveva superato tutte le altre bellezze.\nnella maggior parte dei luoghi), dove Estella aveva superato tutte le altre bellezze,\nquesto Drummle sprovveduto le girava talmente intorno, e con tanta tolleranza da parte sua, che decisi di parlarle di lui.\nda parte sua, che decisi di parlarle di lui. Colsi l'occasione\noccasione, quando stava aspettando che Mrs. Blandley la portasse a casa e si era seduta in disparte\nBlandley per accompagnarla a casa, ed era seduta in disparte tra i fiori, pronta a partire. I\nEro con lei, perch\u00e9 quasi sempre le accompagnavo da e per questi luoghi.\nluoghi.\n\n Sei stanca, Estella?\n\n Piuttosto, Pip.\n\n Dovresti esserlo.\n\n Anzi, non dovrei, perch\u00e9 devo scrivere la mia lettera a Satis House prima di andare a dormire.\nscrivere, prima di andare a dormire.\n\n Raccontare il trionfo di ieri sera? Dissi io. Di sicuro un trionfo molto scarso,\nEstella.\n\n Cosa intende dire? Non sapevo che ce ne fossero stati.\n\n Estella, dissi io, guarda quel tipo nell'angolo laggi\u00f9, che sta\nche ci guarda da qui.\n\n Perch\u00e9 dovrei guardarlo? rispose Estella, con gli occhi puntati su di me.\ninvece.  Cosa c'\u00e8 in quel tipo nell'angolo laggi\u00f9, per usare le tue parole, che devo guardare?\nle tue parole, che io debba guardare?\n\n In effetti, \u00e8 proprio questa la domanda che voglio farvi, dissi io, poich\u00e9 egli\n\u00e8 stato in agguato tutta la notte.\n\n Le falene e ogni sorta di brutte creature, rispose Estella con uno sguardo verso di lui, si aggirano intorno alla candela accesa.\nsguardo verso di lui, si aggirano intorno a una candela accesa. La candela pu\u00f2 aiutare\npu\u00f2 aiutarla?\n\n No, sono tornato; ma l'Estella non pu\u00f2 farne a meno?\n\n Bene! disse lei, ridendo, dopo un attimo, forse. S\u00ec, \u00e8 vero. Tutto quello che\nti piace.\n\n Ma, Estella, ascoltami. Mi fa male il fatto che tu incoraggi\nincoraggiare un uomo cos\u00ec generalmente disprezzato come Drummle. Sapete che \u00e8\ndisprezzato.\n\n Ebbene? disse lei.\n\n Sapete che \u00e8 sgraziato dentro e fuori. Un uomo carente,\nmalumore, abbassamento, stupidit\u00e0.\n\n Ebbene? disse lei.\n\n Sapete che non ha nulla da raccomandare se non il denaro e una ridicola\ndi predecessori con la testa bacata; ora, non lo sai?\n\n Ebbene? disse di nuovo; e ogni volta che lo diceva, apriva i suoi\nbili occhi pi\u00f9 ampi.\n\nPer superare la difficolt\u00e0 di superare quel monosillabo, lo presi da lei e dissi, ripetendolo con enfasi, \"Bene\".\nda lei e dissi, ripetendolo con enfasi: \"Bene! Allora \u00e8 per questo\n\u00e8 per questo che mi rende miserabile.\n\nOra, se avessi potuto credere che lei avesse favorito Drummle con l'idea di\ndi rendermi miserabile, sarei stata pi\u00f9 serena;\nma, con quel suo modo abituale di fare, mi mise cos\u00ec fuori dalla\nche non potevo credere a nulla del genere.\n\n Pip, disse Estella, lanciando un'occhiata alla stanza, non siate sciocchi riguardo all'effetto che ha su di voi.\nsciocco dell'effetto che ha su di te. Pu\u00f2 avere il suo effetto su altri, e\npu\u00f2 avere il suo effetto su altri, e pu\u00f2 essere destinato ad averlo. Non vale la pena di discuterne.\n\n S\u00ec, dissi, perch\u00e9 non posso sopportare che si dica,\n che lei butta via le sue grazie e le sue attrattive per un semplice cafone, il pi\u00f9 basso\ndella folla.\n\n Posso sopportarlo, disse Estella.\n\n Non essere cos\u00ec orgogliosa, Estella, e cos\u00ec inflessibile.\n\n Mi chiama orgogliosa e inflessibile in questo respiro! disse Estella, aprendo le mani.\nle mani.  E nel suo ultimo respiro mi ha rimproverato di abbassarmi a un\ncafone!\n\n Non c'\u00e8 dubbio che lo facciate\", dissi io, un po' frettolosamente, perch\u00e9 vi ho visto lanciare sguardi e sorrisi\nho visto che proprio questa sera gli hai rivolto sguardi e sorrisi che non hai mai\na me.\n\n Volete dunque che io, disse Estella, voltandosi improvvisamente con uno sguardo fisso e serio, se non addirittura arrabbiato, vi inganni e vi tradisca?\nsguardo fisso e serio, se non addirittura arrabbiato, per ingannarvi e intrappolarvi?\n\n Lo inganni e lo intrappoli, Estella?\n\n S\u00ec, e molti altri, tutti tranne lei. Ecco la signora Brandley. Non\nnon dir\u00f2 altro.\n\n\n\n\nE ora che ho dedicato un capitolo al tema che ha riempito il mio cuore e che spesso lo ha fatto soffrire e soffrire ancora.\nil mio cuore, e che cos\u00ec spesso lo ha fatto soffrire e soffrire ancora, passo\nsenza ostacoli, all'evento che incombeva su di me da pi\u00f9 tempo; l'evento che si era iniziato a preparare, prima di sapere che il mondo\nevento che aveva cominciato a prepararsi, prima di sapere che il mondo\nEstella, e nei giorni in cui la sua intelligenza di bambina riceveva le prime\nle prime distorsioni dalle mani sciupate della signorina Havisham.\n\nNella storia orientale, la pesante lastra che doveva cadere sul letto dello Stato nel momento della conquista\nstato nel momento della conquista, veniva lentamente tirata fuori dalla cava,\nil tunnel per la fune che doveva tenerla al suo posto fu lentamente portato\nattraverso le leghe di roccia, la lastra \u00e8 stata lentamente sollevata e montata nel\ntetto, la fune fu fissata su di essa e portata lentamente attraverso le miglia di\ndi cavit\u00e0 fino al grande anello di ferro. Tutto fu preparato con molta fatica,\ne giunta l'ora, il sultano fu svegliato nel cuore della notte, e\nl'ascia affilata che avrebbe dovuto tagliare la corda dal grande anello di ferro\nfu messa nella sua mano, ed egli colp\u00ec con essa, e la corda si separ\u00f2 e\nsi stacc\u00f2 e il soffitto cadde. Cos\u00ec, nel mio caso, tutto il lavoro, vicino e lontano\ne lontano, che tendevano al fine, era stato compiuto; e in un attimo il colpo fu sferrato e\nistante il colpo fu sferrato e il tetto della mia roccaforte cadde su di me.\nsu di me.\n\n\n\n\nCapitolo XXXIX.\n\n\nAvevo tre anni e venti. Non avevo sentito un'altra parola che mi illuminasse\nche mi illuminasse sull'argomento delle mie aspettative, e il mio ventitreesimo\ncompleanno era passato da una settimana. Avevamo lasciato Barnard Inn da pi\u00f9 di un anno,\ne vivevamo nel Tempio. Il nostro studio era a Garden-court, lungo il fiume.\nfiume.\n\nIl signor Pocket e io ci siamo separati da tempo rispetto ai nostri rapporti originari, anche se abbiamo continuato ad avere\nrapporti originari, anche se continuavamo a rimanere in ottimi rapporti. Nonostante la mia\nincapacit\u00e0 di stabilirmi su qualcosa, che spero derivasse dall'inquieto e incompleto\ne incompleta con cui tenevo i miei mezzi, avevo il gusto di leggere e\nlettura e leggevo regolarmente molte ore al giorno. La questione di\nHerbert stava ancora progredendo e tutto per me era come l'ho\ncome l'ho riportata alla fine dell'ultimo capitolo precedente.\n\nGli affari avevano portato Herbert in viaggio a Marsiglia. Ero sola e\ne avevo una sgradevole sensazione di essere sola. Sconfortata e ansiosa, sperando a lungo\nche domani o la prossima settimana mi avrebbero liberato la strada, e a lungo delusa,\nMi mancava molto il volto allegro e la risposta pronta del mio amico.\n\nEra un tempo miserabile; tempestoso e umido, tempestoso e umido; e fango, fango,\nfango, fango, fango, in tutte le strade. Giorno dopo giorno, un vasto e pesante velo si era posato\nLondra da est, e continuava a farlo, come se a est ci fosse un'eternit\u00e0 di nuvole.\nOriente ci fosse un'eternit\u00e0 di nuvole e vento. Le raffiche erano cos\u00ec furiose che\nfuriose le raffiche, che gli alti edifici in citt\u00e0 erano stati strappati dal piombo\ntetti; e in campagna, gli alberi erano stati divelti e le vele dei mulini a vento portate via.\nmulini a vento; e dalla costa giungevano cupi resoconti di naufragi e morti,\ndi naufragi e morti. Violenti scrosci di pioggia avevano accompagnato queste\nvento, e la giornata appena conclusa, mentre mi sedevo a leggere, \u00e8 stata la peggiore di tutte.\nil peggiore di tutti.\n\nDa allora sono state apportate modifiche a questa parte del Tempio,\ne ora non ha pi\u00f9 il carattere solitario di allora, n\u00e9 \u00e8 cos\u00ec esposto al fiume.\nesposto al fiume. Vivevamo in cima all'ultima casa e il vento che risaliva il fiume\nvento che risaliva il fiume scuoteva la casa quella notte, come le scariche di\ndi cannone, o come il frangersi di un mare. Quando la pioggia arriv\u00f2 e si abbatt\u00e9 sulle\ncontro le finestre, ho pensato, alzando gli occhi su di esse mentre dondolavano,\nche avrei potuto immaginarmi in un faro battuto dalla tempesta.\nDi tanto in tanto, il fumo scendeva dal camino come se non potesse\ncome se non potesse sopportare di uscire in una notte come questa; e quando aprivo le porte e guardavo gi\u00f9 per le\naperte e guardavo gi\u00f9 per le scale, le lampade delle scale erano spente;\ne quando mi coprivo il viso con le mani e guardavo attraverso le finestre nere (aprendole sempre un po' era\nfinestre nere (aprirle un po' era fuori questione, con quel vento e quella pioggia), ho visto che\nvento e la pioggia), vidi che le lampade nella corte erano spente e che le lampade\nspente, e che le lampade sui ponti e sulla riva tremavano, e che le lampade\ne che i fuochi di carbone nelle chiatte sul fiume venivano portati via dal vento come\ncome spruzzi roventi sotto la pioggia.\n\nHo letto con l'orologio sul tavolo, con l'intenzione di chiudere il mio libro alle\nalle undici. Mentre lo chiudevo, San Paolo e tutti gli orologi delle chiese della citt\u00e0\norologi delle chiese della citt\u00e0, alcuni che guidavano, altri che accompagnavano, altri ancora che\nche li seguivano, suonarono quell'ora. Il suono era curiosamente alterato dal vento;\ne io stavo ascoltando, pensando a come il vento lo assalisse e lo lacerasse,\nquando sentii un passo sulle scale.\n\nLa follia nervosa che mi ha fatto partire, e che mi ha fatto collegare terribilmente al\npasso di mia sorella morta, non ha importanza. Era passato in un attimo, e io\nascoltato di nuovo e ho sentito il passo incespicare nell'avanzare.\nRicordando allora che le luci delle scale erano spente, presi la mia lampada da lettura e uscii\nla mia lampada da lettura e uscii verso la testata delle scale. Chiunque fosse sotto si era\nsi era fermato vedendo la mia lampada, perch\u00e9 tutto era tranquillo.\n\n C'\u00e8 qualcuno laggi\u00f9, vero?  Ho chiamato, guardando\ngi\u00f9.\n\n S\u00ec, disse una voce dall'oscurit\u00e0 sottostante.\n\n Che piano vuoi?\n\n Il top. Signor Pip.\n\n Questo \u00e8 il mio nome. Non c'\u00e8 niente che non va?\n\n Non c'\u00e8 niente da fare, rispose la voce. E l'uomo prosegu\u00ec.\n\nRimasi in piedi con la mia lampada tesa sopra la ringhiera delle scale, e lui venne lentamente\nalla sua luce. Era una lampada a luce diffusa, per illuminare un libro, e il suo\ncerchio di luce era molto ristretto, cos\u00ec che lui vi rimase per un solo\nistante e poi ne usc\u00ec. In quell'istante, avevo visto un volto che mi era\nstrano per me, che guardava in alto con un'aria incomprensibile di essere commosso\ne di piacere alla mia vista.\n\nSpostando la lampada mentre l'uomo si muoveva, ho capito che era sostanzialmente\nvestito in modo sostanziale, ma approssimativo, come un viaggiatore per mare. Che aveva lunghi capelli grigio ferro\ncapelli grigio ferro. Che la sua et\u00e0 era di circa sessant'anni. Che era un uomo muscoloso, forte sulle gambe.\ngambe, e che era imbruttito e indurito dall'esposizione alle\nalle intemperie. Quando sal\u00ec l'ultima o le ultime due scale, e la luce della mia lampada\nci ha inclusi entrambi, ho visto, con una sorta di stupido stupore, che mi stava\nche mi stava porgendo entrambe le mani.\n\n Di grazia, qual \u00e8 il suo mestiere?  Gli chiesi.\n\n I miei affari? ripet\u00e9, facendo una pausa.  Ah! S\u00ec. Vi spiegher\u00f2 i miei\naffari, con il vostro permesso.\n\n Desidera entrare?\n\n S\u00ec, rispose; desidero entrare, padrone.\n\nGli avevo posto la domanda in modo abbastanza inospitale, perch\u00e9 mi dava fastidio quella specie di\nriconoscimento luminoso e gratificato che ancora brillava sul suo volto.\nMi dava fastidio, perch\u00e9 sembrava implicare che si aspettasse una mia\nrispondere. Ma lo condussi nella stanza che avevo appena lasciato e..,\ne, dopo aver posato la lampada sul tavolo, gli chiesi, nel modo pi\u00f9 civile possibile, di spiegarsi.\nspiegarsi.\n\nGuardava intorno a s\u00e9 con l'aria pi\u00f9 strana, un'aria di meraviglia\npiacere, come se avesse una parte nelle cose che ammirava, e si tolse un cappotto ruvido\ne si tolse un cappotto ruvido e il cappello. Poi vidi che la sua testa\nche la sua testa era solcata e calva, e che i lunghi capelli grigio-ferro crescevano solo ai lati.\nlati. Ma non vidi nulla che lo spiegasse minimamente. Al contrario\nAl contrario, lo vidi un attimo dopo tendermi ancora una volta entrambe le mani.\na me.\n\n Cosa vuoi dire?\", dissi io, sospettando che fosse pazzo.\n\nSi ferm\u00f2 a guardarmi e si pass\u00f2 lentamente la mano destra sulla\ntesta.  \u00c8 disarmante per un uomo, disse con una voce rozza e spezzata, dopo aver cercato cos\u00ec lontano e aver fatto tanta strada.\ndopo aver cercato ard cos\u00ec lontano ed essere arrivato cos\u00ec in fretta; ma non \u00e8 colpa tua, n\u00e9 nostra.\nnon \u00e8 colpa tua, non \u00e8 colpa di nessuno di noi. Parler\u00f2\nparler\u00f2 tra mezzo minuto. Datemi mezzo minuto, per favore.\n\nSi sedette su una sedia che si trovava davanti al fuoco e si copr\u00ec la fronte con le grandi mani marroni e venose.\nfronte con le sue grandi mani marroni e venose. Lo guardai\nattentamente e mi allontanai un po' da lui, ma non lo conoscevo.\nnon lo conoscevo.\n\n Non c'\u00e8 nessuno vicino, disse, guardandosi alle spalle; vero?\n\n Perch\u00e9 tu, un estraneo che entra nelle mie stanze a quest'ora della notte,\nfare questa domanda?\n\n Tu sei uno che gioca, mi rispose, scuotendo la testa con un affetto deliberato, allo stesso tempo\ndeliberato affetto, allo stesso tempo incomprensibile ed esasperante.\nSono contento che tu sia cresciuto, uno che gioca! Ma non prendermi in giro.\ndi me. In seguito ti dispiacerebbe averlo fatto.\n\nHo rinunciato all'intenzione che aveva individuato, perch\u00e9 lo conoscevo! Eppure\nNon riuscivo a ricordare un solo tratto, ma lo conoscevo! Se il vento e la pioggia\npioggia avevano portato via gli anni trascorsi, avevano disperso tutti gli oggetti\noggetti, ci avessero portato sul sagrato della chiesa dove ci siamo trovati per la prima volta\nci siamo trovati faccia a faccia su piani cos\u00ec diversi, non avrei potuto conoscere il mio\ngaleotto pi\u00f9 distintamente di quanto lo conoscessi ora, mentre sedeva sulla sedia\ndavanti al fuoco. Non c'era bisogno di prendere un fascicolo dalla tasca e mostrarlo a\nnon c'era bisogno di prendere un fascicolo dalla tasca e mostrarmelo; non c'era bisogno di prendere il fazzoletto dal collo e girarlo intorno alla\ntesta; non c'era bisogno di abbracciarsi con entrambe le braccia e di fare un\ntremante attraverso la stanza, voltandosi verso di me per riconoscermi. I\nLo conoscevo gi\u00e0 prima che mi desse uno di quegli aiuti, un attimo prima,\nun attimo prima non ero stato consapevole di sospettare lontanamente la sua identit\u00e0.\n\nTorn\u00f2 al punto in cui mi trovavo e mi tese nuovamente entrambe le mani. Non sapendo\nnon sapendo cosa fare, perch\u00e9 nel mio stupore avevo perso il mio\ndi me stesso, gli porsi le mani con riluttanza. Lui le afferr\u00f2\ncon entusiasmo, le port\u00f2 alle labbra, le baci\u00f2 e le tenne ancora.\n\n Hai agito in modo nobile, ragazzo mio, disse.  Nobile, Pip! E non l'ho mai\ndimenticato!\n\nAd un cambiamento nel suo modo di fare, come se stesse per abbracciarmi, gli posai una mano sul petto e lo allontanai.\nuna mano sul suo petto e lo allontanai.\n\n Rimani! Ho detto io. Stai lontano! Se mi siete grati per ci\u00f2 che ho fatto\nquando ero un bambino, spero che tu mi abbia dimostrato la tua gratitudine\nmigliorando il vostro stile di vita. Se siete venuti qui per ringraziarmi, non \u00e8 stato necessario.\nnecessario. Tuttavia, in qualunque modo mi abbiate scoperto, ci deve essere\nqualcosa di buono nel sentimento che vi ha portato qui, e non vi respinger\u00f2.\nnon vi respinger\u00f2; ma sicuramente dovete capire che io\n\nLa mia attenzione era talmente attratta dalla singolarit\u00e0 del suo sguardo fisso su di me\nche le parole mi si spensero sulla lingua.\n\n Stavi dicendo, osserv\u00f2, quando ci eravamo affrontati in\nsilenzio, che sicuramente avrei dovuto capire. Cosa, sicuramente devo\ncapire?\n\n Che non posso desiderare di rinnovare quel rapporto casuale con voi di tanto tempo fa\ntempo fa, in queste diverse circostanze. Sono felice di credere che vi siate\npentito e che ti sia ripreso. Sono felice di dirvelo. Sono felice\nche, pensando di meritare di essere ringraziato, siate venuti a ringraziarmi. Ma\nle nostre strade sono comunque diverse. Sei bagnato e sembri\nstanco. Vuoi bere qualcosa prima di andare?\n\nSi era rimesso il fazzoletto da collo allentato ed era rimasto in piedi, acutamente\nosservandomi, a mordicchiarne una lunga estremit\u00e0.  Penso, rispose, sempre con\ncon l'estremit\u00e0 alla bocca e ancora osservandomi, che _bever\u00f2_ (vi ringrazio) prima di\nbere (grazie) prima di andare.\n\nC'era un vassoio pronto su un tavolino. Lo portai al tavolo vicino al\nfuoco e gli chiesi cosa volesse. Tocc\u00f2 una delle\nsenza guardarla n\u00e9 parlare, e io gli preparai del rum caldo e dell'acqua.\ne acqua. Cercai di mantenere la mano ferma mentre lo facevo, ma il suo sguardo\nma il suo sguardo, mentre si appoggiava allo schienale della sedia con la lunga estremit\u00e0 strascicata del suo\ntra i denti, evidentemente dimenticato, rendeva la mia mano molto\ndifficile da dominare. Quando alla fine gli porsi il bicchiere, vidi con stupore che i suoi occhi erano pieni di\ncon stupore che i suoi occhi erano pieni di lacrime.\n\nFino a quel momento ero rimasta in piedi, per non nascondere che desideravo che se ne andasse.\nche se ne andasse. Ma l'aspetto ammorbidito di quell'uomo mi intener\u00ec e\ne provai un pizzico di rimprovero.  Spero, dissi, di aver messo in fretta qualcosa\nin un bicchiere per me, e di avvicinare una sedia al tavolo, che non pensiate che io abbia parlato\nche non pensiate che vi abbia parlato duramente. Non avevo intenzione di\ndi farlo, e mi dispiace se l'ho fatto. Vi auguro di stare bene e di essere felici!\n\nMentre portavo il bicchiere alle labbra, lui guard\u00f2 con sorpresa l'estremit\u00e0 del suo fazzoletto da collo, che gli cadeva dalla bocca quando lo apr\u00ec.\nil suo fazzoletto da collo, che gli cadeva dalla bocca quando lo apriva, e\nallung\u00f2 la mano. Gli diedi la mia, poi bevve e si pass\u00f2 la manica sugli occhi e sulla fronte.\nla manica sugli occhi e sulla fronte.\n\n Come stai vivendo?  Gli ho chiesto.\n\n Ho fatto il pecoraio, l'allevatore e altri mestieri, nel nuovo mondo.\nnel nuovo mondo, disse; a molte migliaia di miglia di acque tempestose da qui.\nquesto.\n\n Spero che abbiate fatto bene.\n\n Ho fatto benissimo. Ci sono altri che sono usciti insieme a me che hanno\nma nessuno ha fatto bene quanto me. Sono famoso per\nper questo.\n\n Sono felice di sentirlo.\n\n Spero di sentirtelo dire, mio caro ragazzo.\n\nSenza fermarmi a cercare di capire quelle parole o il tono con cui erano state pronunciate, mi sono allontanato verso il punto che mi era appena arrivato.\nparole o il tono con cui erano state pronunciate, mi sono soffermato su un punto che mi era appena venuto in mente.\nmente.\n\n Hai mai visto il messaggero che mi hai mandato una volta, chiesi,\n da quando si \u00e8 assunto quella responsabilit\u00e0?\n\n Non l'ho mai visto. Non ne dubito.\n\n Venne fedelmente e mi port\u00f2 le due banconote da una sterlina. Ero un\npovero allora, come sapete, e per un povero ragazzo erano una piccola\nfortuna. Ma, come te, da allora ho fatto bene, e devi permettermi di restituirli.\nrestituirli. Puoi metterli a disposizione di qualche altro ragazzo povero.  Ho tirato fuori\nil mio borsellino.\n\nMi guard\u00f2 mentre appoggiavo il borsellino sul tavolo e lo aprivo, e mi guard\u00f2 mentre\nmi guard\u00f2 mentre separavo dal suo contenuto due banconote da una sterlina. Erano\nerano pulite e nuove, le ho stese e gliele ho consegnate.\nSempre guardandomi, le mise una sopra l'altra, le pieg\u00f2 in senso longitudinale e le gir\u00f2.\npiegati in senso longitudinale, li gir\u00f2, diede fuoco alla lampada e lasci\u00f2 cadere la cenere nel vassoio.\ncenere nel vassoio.\n\n Posso osare tanto, disse allora, con un sorriso che sembrava un cipiglio,\ne con un cipiglio che era come un sorriso, di chiederti _come_ hai fatto bene\nbene, da quando io e te siamo stati in quelle paludi solitarie e tremanti?\n\n Come?\n\n Ah!\n\nSvuot\u00f2 il bicchiere, si alz\u00f2 e si mise a lato del fuoco, con la mano pesante e bruna sulla mensola del camino.\nmano pesante e bruna sulla mensola del camino. Mise un piede sulle sbarre per asciugarlo e riscaldarlo,\nper asciugarlo e riscaldarlo, e lo stivale bagnato cominci\u00f2 a vaporizzare; ma non lo guard\u00f2, n\u00e9 guard\u00f2 il fuoco.\nnon lo guard\u00f2, n\u00e9 guard\u00f2 il fuoco, ma guard\u00f2 costantemente me. Solo ora\nsolo ora che cominciai a tremare.\n\nQuando le mie labbra si furono dischiuse, e avevano dato forma ad alcune parole senza\nsuono, mi costrinsi a dirgli (anche se non riuscivo a farlo\ndistintamente), che ero stato scelto per succedere a qualche propriet\u00e0.\n\n Potrebbe un semplice guerrafondaio chiedere quale propriet\u00e0? disse.\n\nHo vacillato, non lo so.\n\n Potrebbe un semplice guastafeste chiedere di chi \u00e8 la propriet\u00e0?\n\nHo vacillato di nuovo, non lo so.\n\n Potrei indovinare, mi chiedo, disse il galeotto, il vostro reddito\nda quando sei diventato maggiorenne! Per quanto riguarda la prima cifra. Cinque?\n\nCon il cuore che batteva come un pesante martello di azioni disordinate, mi alzai dalla sedia e rimasi con la mano sullo schienale.\ndalla sedia e rimasi in piedi con la mano sulla spalliera a guardarlo\nselvaggiamente verso di lui.\n\n Per quanto riguarda il tutore, ha proseguito.  Avrebbe dovuto esserci un\ntutore, o qualcosa di simile, finch\u00e9 eri minorenne. Un avvocato, forse. Come\nalla prima lettera del nome di quell'avvocato. Sarebbe J?\n\nTutta la verit\u00e0 della mia posizione mi balen\u00f2 addosso, e le sue\ndelusioni, pericoli, disgrazie, conseguenze di ogni genere, si precipitavano\nin una tale moltitudine che ne fui trascinato e dovetti lottare per ogni mio respiro.\ne dovetti lottare per ogni respiro che facevo.\n\n Mettetelo, riprese, come il datore di lavoro di quell'avvocato il cui nome iniziava con la J e poteva essere Jaggers, mettetelo come era venuto via mare.\ncon la J e che potrebbe essere Jaggers, mettetelo come se fosse venuto via mare a\nPortsmouth, era sbarcato l\u00ec e voleva venire da voi.\n Tuttavia, mi avete scoperto, come avete detto poco fa. Bene! Tuttavia, ti ho scoperto?\nTi ho scoperto? Ho scritto da Portsmouth a una persona di Londra, per avere\nper avere informazioni sul suo indirizzo. Il nome di quella persona? Wemmick.\n\nNon avrei potuto dire una sola parola, anche se fosse stato per salvarmi la vita. I\ncon una mano sullo schienale della sedia e una sul petto, dove mi sembrava di soffocare.\nSembrava che stessi soffocando, rimasi cos\u00ec, guardandolo selvaggiamente, fino a quando non\nafferrare la sedia, quando la stanza cominci\u00f2 ad agitarsi e a girare. Lui mi afferr\u00f2\nMi prese, mi attir\u00f2 verso il divano, mi mise contro i cuscini e si pieg\u00f2 in ginocchio davanti a me, portando il volto\nin ginocchio davanti a me, portando il volto che ora ricordavo bene, e che\nche mi faceva rabbrividire, molto vicino al mio.\n\n S\u00ec, Pip, caro ragazzo, ho fatto di te un gentiluomo! Sono io che l'ho fatto\nSono io che l'ho fatto! Quella volta ho giurato che, se mai avessi guadagnato una ghinea, quella ghinea\nsarebbe andata a te. Ho giurato che in seguito, per quanto abbia mai speculato e si sia arricchito.\nricco, che tu saresti diventato ricco. Ho vissuto in modo rude, perch\u00e9 tu potessi vivere in modo tranquillo;\nHo lavorato duramente, perch\u00e9 tu fossi al di sopra del lavoro. Quali sono le probabilit\u00e0, caro ragazzo? Devo\nraccontarlo, per farti sentire in obbligo? Neanche un po'. Te lo dico perch\u00e9 tu sappia\nche quel cane da letamaio che ti ha dato la vita, ha la testa cos\u00ec alta\ntesta cos\u00ec alta da poter essere un gentiluomo, e, Pip, tu l'hai fatto!\n\nL'avversione che provavo per quell'uomo, il timore che avevo di lui, la ripugnanza\nripugnanza con cui mi sottraevo a lui, non avrebbe potuto essere superata\nse fosse stato una bestia terribile.\n\n Guarda qui, Pip. Sono il tuo secondo padre. Tu sei mio figlio, pi\u00f9 di me\nn\u00e9 a nessun altro figlio. Ho messo da parte dei soldi, solo perch\u00e9 tu possa spenderli. Quando ero un\npastore a pagamento in una capanna solitaria, non vedevo altre facce che quelle delle\npecore fino a dimenticare come fossero i volti di uomini e donne, ho visto il tuo.\nil tuo. Mi \u00e8 caduto il coltello molte volte in quella capanna mentre mangiavo la mia cena o la mia\ncena o la cena, e dicevo: \"Ecco di nuovo il ragazzo che mi guardava\nmentre mangio e bevo!  Ti ho visto l\u00ec molte volte, cos\u00ec come ti vedo\nti ho visto su quelle paludi nebbiose.  Signore, colpiscimi a morte!  Io dico\nogni volta, e vado in aria a dirlo sotto il cielo aperto.\ncielo, ma se avr\u00f2 la libert\u00e0 e i soldi, far\u00f2 di quel ragazzo un\ngentiluomo!  E l'ho fatto. Ma guardati, caro ragazzo! Guarda questi\nquesti tuoi alloggi, adatti a un signore! Un signore? Ah! Dovrai mostrare\ncon i signori per scommettere, e li batterai!\n\nNella sua foga e nel suo trionfo, e sapendo che ero quasi svenuta, non fece alcun commento sulla mia accoglienza.\nsvenimento, non fece alcuna osservazione sulla mia accoglienza di tutto ci\u00f2. Era l'unico\ndi sollievo che avevo.\n\n Guarda qui! continu\u00f2, tirando fuori dalla tasca il mio orologio, e\ne girando verso di lui l'anello che avevo al dito, mentre io indietreggiavo dal suo\ntocco come se fosse stato un serpente, un oro e una bellezza: Questo \u00e8 un\ngentiluomo, spero! Un diamante tutto incastonato di rubini; _questo \u00e8_ un\nun gentiluomo, spero! Guardate la vostra biancheria; fine e bella! Guardate i vostri\ni tuoi vestiti; non c'\u00e8 di meglio! E anche i vostri libri, girando gli occhi per la\nocchi intorno alla stanza, che si accumulano a centinaia sui loro scaffali! E\nli leggi, vero? Vedo che li stavi leggendo quando sono entrato.\nquando sono entrato. Ah, ah, ah! Me le leggerai, caro ragazzo! E se sono in\nlingue straniere che non capisco, sar\u00f2 orgoglioso quanto\nse le capissi.\n\nDi nuovo prese entrambe le mie mani e se le port\u00f2 alle labbra, mentre il mio sangue\nscorreva freddo dentro di me.\n\n Non ti dispiace parlare, Pip, disse, dopo essersi di nuovo tirato la manica sugli occhi e sulla fronte.\nsugli occhi e sulla fronte, mentre gli veniva in gola lo scatto che ricordavo bene, e mi faceva ancora pi\u00f9 orrore il fatto che fosse cos\u00ec\ne mi faceva ancora pi\u00f9 orrore il fatto che fosse cos\u00ec serio; non puoi fare di meglio n\u00e9 stare zitto, caro ragazzo.\nnon puoi fare di meglio n\u00e9 stare zitto, caro ragazzo. Tu\nnon hai atteso con ansia questo momento come me; non ti sei preparato a questo\na questo come lo sono stato io. Ma non hai mai pensato che potessi essere io?\n\n Oh no, no, no, sono tornato, mai, mai!\n\n Beh, come vedete, sono stato io, e da solo. Non c'era anima viva, se non\nme stesso e il signor Jaggers.\n\n Non c'era nessun altro?  Ho chiesto.\n\n No, disse lui, con uno sguardo di sorpresa: chi altro dovrebbe esserci?\nE, caro ragazzo, come sei diventato bello! Ci sono occhi brillanti\nda qualche parte, eh? Non ci sono occhi brillanti da qualche parte, che ti piacciono i\npensieri?\n\nO Estella, Estella!\n\n Saranno tuoi, caro ragazzo, se i soldi possono comprarli. Non che un\nun gentiluomo come te, cos\u00ec ben sistemato, non possa vincerli al suo stesso gioco.\nma i soldi ti sosterranno! Lasciami finire quello che ti stavo dicendo,\ncaro ragazzo. Da quella capanna e da quell'affittacamere ho ottenuto i soldi\nlasciatomi dal mio padrone (che era morto ed era stato uguale a me), mi sono liberato e sono andato per conto mio.\nla mia libert\u00e0 e sono andato per conto mio. In ogni singola cosa che ho fatto, ho\nper te.  Che il Signore ci rovini, dico, qualsiasi cosa io abbia fatto per\nse non \u00e8 stato per lui!  Tutto ha prosperato meravigliosamente. Come vi ho dato\ncome vi ho appena detto, sono famoso per questo. \u00c8 stato il denaro che mi \u00e8 stato lasciato\ne i guadagni del primo anno che ho mandato a casa a Mr.\nJaggers quando \u00e8 arrivato da voi, come da mia lettera.\nlettera.\n\nOh, se non fosse mai venuto! Che mi avesse lasciata alla fucina, tutt'altro che\nsoddisfatta, eppure, in confronto, felice!\n\n E poi, caro ragazzo, \u00e8 stata una ricompensa per me, guarda un po' qui, sapere\nin segreto che stavo facendo un gentiluomo. I cavalli sanguinari di quei\ncolonizzatori potrebbero sollevare la polvere su di me mentre cammino; cosa devo dire?\ndire? Mi sono detto: sto diventando un gentiluomo migliore di quanto non lo sarai mai tu!\nsarai!  Quando uno di loro dice a un altro: \"Era un galeotto, qualche anno fa, ed \u00e8 un comune ignorante\".\nqualche anno fa, e ora \u00e8 un comune ignorante, per quanto sia fortunato, che cosa dico?\nIo rispondo? Io dico a me stesso: \"Se non sono un gentiluomo, e non ho ancora imparato\ndi apprendimento, sono il proprietario di tali beni. Tutti voi possedete azioni e terreni; chi di voi possiede un\npossiede un gentiluomo londinese cresciuto?  In questo modo mi sono mantenuto\nin movimento. E in questo modo tenevo fermo nella mia mente che sarei sicuramente\ncerto che un giorno sarei andato a trovare il mio ragazzo, e mi sarei fatto conoscere da lui, sul\nsuo stesso terreno.\n\nMi pos\u00f2 una mano sulla spalla. Rabbrividii al pensiero che per\nper quanto ne sapevo, la sua mano potesse essere macchiata di sangue.\n\n Non \u00e8 facile, Pip, per me lasciare le parti, e non \u00e8 nemmeno sicuro.\nsicuro. Ma ho tenuto duro, e pi\u00f9 era difficile, pi\u00f9 tenevo duro, perch\u00e9 ero determinata e la mia mente era ferma.\nero determinato e la mia mente era fermamente decisa. Alla fine ce l'ho fatta. Caro\nragazzo, ce l'ho fatta!\n\nCercai di raccogliere i miei pensieri, ma ero stordito. Per tutto il tempo mi era\nmi era sembrato di prestare attenzione pi\u00f9 al vento e alla pioggia che a lui;\nanche ora, non riuscivo a separare la sua voce da quelle voci, anche se\nquelle erano forti e la sua era silenziosa.\n\n Dove mi metterete? chiese subito.  Devo essere messo\nda qualche parte, caro ragazzo.\n\n Per dormire? dissi io.\n\n S\u00ec. E di dormire a lungo e bene, rispose, perch\u00e9 sono stato\nmare e sono stato lavato dal mare per mesi e mesi.\n\n Il mio amico e compagno, dissi alzandomi dal divano, \u00e8 assente;\ndevi avere la sua stanza.\n\n Non torner\u00e0 domani, vero?\n\n No, dissi io, rispondendo quasi meccanicamente, nonostante i miei sforzi\nsforzi; non domani.\n\n Perch\u00e9, guarda qui, caro ragazzo, disse, abbassando la voce e posando un lungo dito sul mio petto in modo impressionante, la prudenza \u00e8\ne posando un lungo dito sul mio petto in modo impressionante, la cautela \u00e8\nnecessaria.\n\n In che senso? Attenzione?\n\n Per G , \u00e8 la Morte!\n\n Cos'\u00e8 la morte?\n\n Sono stato mandato a vita. \u00c8 la morte a tornare. Ci sono stati troppi ritorni negli ultimi anni\nritorno negli ultimi anni, e di sicuro sarei impiccato se\npreso.\n\nNon c'era bisogno di nient'altro che di questo; il misero uomo, dopo aver caricato per anni il misero\ncatene d'oro e d'argento per anni, aveva rischiato la vita per venire da me.\nvenire da me, e io lo tenevo in custodia! Se lo avessi amato\ninvece di aborrirlo; se fossi stata attratta da lui dall'ammirazione e dall'affetto pi\u00f9 forti, invece di\ndall'ammirazione e dall'affetto pi\u00f9 forti, invece di\ncon la pi\u00f9 forte ripugnanza, non sarebbe potuta andare peggio. Al contrario,\nal contrario, sarebbe stato meglio, perch\u00e9 la sua conservazione si sarebbe rivolta\nnaturalmente e teneramente il mio cuore.\n\nLa mia prima cura \u00e8 stata quella di chiudere le imposte, in modo che non si vedesse luce\ndall'esterno, e poi chiudere e fissare le porte. Mentre facevo\nlui stava a tavola a bere rum e mangiare biscotti; e quando lo vidi cos\u00ec impegnato, vidi il mio galeotto sulle paludi\nvederlo cos\u00ec impegnato, vidi il mio galeotto sulle paludi a mangiare\ndi nuovo. Mi sembr\u00f2 quasi che dovesse chinarsi di l\u00ec a poco, per\nper limarsi la gamba.\n\nQuando entrai nella stanza di Herbert e chiusi ogni altra comunicazione tra questa e la scala\ncomunicazione tra quest'ultima e la scala se non attraverso la stanza in cui\nconversazione, gli chiesi se volesse andare a letto.\nletto? Mi rispose di s\u00ec, ma mi chiese un po' di biancheria del mio signore per\nper indossarla al mattino. La portai fuori e la preparai per lui, ma il mio sangue si raffredd\u00f2 di nuovo quando\nil mio sangue si raffredd\u00f2 di nuovo quando mi prese di nuovo per entrambe le mani per darmi la buonanotte.\nbuonanotte.\n\nMi sono allontanata da lui, senza sapere come, e ho riparato il fuoco nella stanza dove eravamo stati insieme.\nnella stanza in cui eravamo stati insieme e mi sedetti accanto ad esso, con la paura di\ndi andare a letto. Per un'ora o pi\u00f9 rimasi troppo stordita per pensare; e solo quando cominciai a riflettere\nSolo quando iniziai a pensare, cominciai a rendermi conto di quanto fossi\nero, e come la nave su cui avevo navigato fosse andata in pezzi.\n\nLe intenzioni della signorina Havisham nei miei confronti, tutto un mero sogno; Estella non era\nEstella non \u00e8 stata pensata per me; io ho sofferto in Satis House solo come una convenienza, una\nper gli avidi parenti, un modello con un cuore meccanico su cui esercitarsi\nun modello con un cuore meccanico su cui esercitarmi quando non ce n'erano altri a portata di mano; queste erano le prime\nintelligenza che ho avuto. Ma il dolore pi\u00f9 acuto e profondo di tutti fu quello per il\ncondannato, colpevole di non so quali crimini, e passibile di essere portato fuori da quelle\nda quelle stanze dove sedevo a pensare, e impiccato alla porta dell'Old Bailey,\nche avevo abbandonato Joe.\n\nNon sarei tornata da Joe ora, non sarei tornata da Biddy ora, per nessun motivo.\nBiddy, per nessuna ragione; semplicemente, credo, perch\u00e9 la mia percezione della mia inutile\ndella mia inutile condotta nei loro confronti era superiore a qualsiasi\nconsiderazione. Nessuna saggezza sulla terra avrebbe potuto darmi il conforto che\nche avrei dovuto trarre dalla loro semplicit\u00e0 e fedelt\u00e0; ma non avrei mai potuto\nmai, mai, disfare ci\u00f2 che avevo fatto.\n\nIn ogni raptus del vento e in ogni scroscio di pioggia, sentivo gli inseguitori. Due volte avrei giurato\navrei giurato che bussavano e sussurravano alla porta esterna.\nCon questi timori addosso, cominciai a immaginare o a ricordare che avevo\nche avevo avuto misteriosi avvertimenti dell'avvicinamento di quest'uomo. Che per settimane\nsettimane passate, avevo incrociato per strada volti che avevo pensato come\nsuoi. Che queste somiglianze erano diventate sempre pi\u00f9 numerose, man mano che lui, arrivando\nmare, si era avvicinato. Che il suo spirito malvagio aveva in qualche modo mandato\nquesti messaggeri al mio, e che ora, in questa notte di tempesta, egli era\nparola e con me.\n\nA queste riflessioni si aggiungeva quella che avevo visto con i miei occhi di bambino\ncon i miei occhi di bambino che era un uomo disperatamente violento; che avevo sentito l'altro detenuto ripetere\nche avevo sentito l'altro detenuto ripetere che aveva cercato di ucciderlo;\nche l'avevo visto gi\u00f9 nel fosso mentre si sbranava e combatteva come una bestia selvaggia.\nbestia selvaggia. Da questi ricordi ho portato alla luce del fuoco un\nterrore che non fosse sicuro rimanere chiuso l\u00ec con lui nel\ncon lui nel cuore della notte selvaggia e solitaria. Questo si dilatava fino a\nriemp\u00ec la stanza e mi spinse a prendere una candela e a entrare per guardare\nil mio terribile fardello.\n\nSi era arrotolato un fazzoletto intorno alla testa e il suo viso era fisso e\nabbassato nel sonno. Ma dormiva, e anche tranquillamente, anche se aveva\naveva una pistola appoggiata sul cuscino. Sicuro di ci\u00f2, estrassi dolcemente la chiave\nchiave all'esterno della porta e l'ho girata su di lui prima di sedermi di nuovo accanto al fuoco.\nprima di sedermi di nuovo accanto al fuoco. A poco a poco scivolai dalla sedia e mi sdraiai sul pavimento.\npavimento. Quando mi svegliai senza essermi separato dal sonno con la percezione della mia miseria.\npercezione della mia miseria, gli orologi delle chiese dell'Est battevano le cinque, le candele erano\ndelle chiese dell'Est battevano le cinque, le candele erano esaurite, il fuoco era spento e il vento e la pioggia intensificavano il nero denso\nvento e la pioggia intensificavano la fitta oscurit\u00e0 nera.\n\n\u00c8 LA FINE DELLA SECONDA FASE DELLE ASPETTATIVE DI PIP.\n\n\n\n\nCapitolo XL.\n\n\nFu una fortuna per me dover prendere delle precauzioni per garantire (per quanto possibile) l'incolumit\u00e0 del mio temuto visitatore.\nper quanto possibile) l'incolumit\u00e0 del mio temuto visitatore, perch\u00e9 questo pensiero\nquesto pensiero, che mi assillava al risveglio, teneva gli altri pensieri in un confuso\nconfusi a distanza.\n\nL'impossibilit\u00e0 di tenerlo nascosto nelle camere era\nevidente. Non si poteva fare, e il tentativo di farlo avrebbe\ninevitabilmente avrebbe generato sospetti. \u00c8 vero, ora non avevo un Vendicatore al mio servizio.\nma ero assistito da una vecchia e infiammata donna, assistita da un\nuna stracciona animata che chiamava sua nipote, e tenere segreta una stanza a loro\nuna stanza sarebbe stato come invitare alla curiosit\u00e0 e all'esagerazione. Entrambe\nEntrambe avevano gli occhi deboli, cosa che da tempo attribuivo al fatto che guardavano cronicamente\ne quando non erano richieste erano sempre a portata di mano;\nanzi, questa era la loro unica qualit\u00e0 affidabile, oltre al furto. Per non creare\nun mistero con queste persone, decisi di annunciare al mattino\nche mio zio era arrivato inaspettatamente dalla campagna.\n\nDecisi di seguire questa strada mentre ancora brancolavo nell'oscurit\u00e0\nper trovare il modo di accendere una luce. Alla fine non mi sono imbattuto nei mezzi,\nero pronto ad andare alla Loggia adiacente e a chiedere al guardiano di venire\ndi venire con la sua lanterna. Ora, mentre scendevo a tentoni le scale nere, caddi su qualcosa e\nscale nere, caddi su qualcosa, e quel qualcosa era un uomo accovacciato in un angolo.\nin un angolo.\n\nPoich\u00e9 l'uomo non rispose quando gli chiesi cosa facesse l\u00ec, ma eluse il mio tocco in silenzio, corsi alla Loggia e sollecitai il guardiano.\nsfuggiva al mio tocco in silenzio, corsi alla Loggia e sollecitai il guardiano a venire subito.\ndi venire subito, raccontandogli l'incidente sulla via del ritorno. Il vento\nvento era pi\u00f9 impetuoso che mai, non ci interessava mettere in pericolo la luce della\nlanterna riaccendendo le lampade spente sulla scala, ma abbiamo\nabbiamo esaminato la scala dal basso verso l'alto e non abbiamo trovato nessuno.\nnessuno. A quel punto mi \u00e8 venuto in mente che l'uomo poteva essersi\nche l'uomo potesse essere entrato nelle mie stanze; cos\u00ec, accendendo la mia candela presso il guardiano e lasciandolo in piedi davanti alla porta, mi\ne lasciandolo in piedi davanti alla porta, le ho esaminate attentamente, compresa la stanza in cui\nla stanza in cui dormiva il mio temuto ospite. Tutto era tranquillo e\nsicuramente nessun altro uomo si trovava in quelle stanze.\n\nMi preoccupava il fatto che ci fosse un appostato sulle scale, in quella notte\nquella notte di tutte le notti dell'anno, e chiesi al guardiano, con la possibilit\u00e0 di ottenere qualche spiegazione speranzosa\ndi ottenere qualche spiegazione speranzosa, mentre gli porgevo una dramma alla porta.\nse avesse ammesso al suo cancello qualche gentiluomo che aveva\nche avesse mangiato fuori casa? S\u00ec, rispose; in momenti diversi della notte, tre.\nnotte, tre. Uno abitava a Fountain Court e gli altri due a Lane.\nLane, e li aveva visti tutti tornare a casa. Inoltre, l'unico altro uomo\nche abitava nella casa di cui facevano parte le mie stanze era stato in\ncampagna da alcune settimane e sicuramente non era tornato di notte, perch\u00e9 avevamo visto la sua porta\nnotte, perch\u00e9 avevamo visto la sua porta con il suo sigillo quando eravamo saliti.\ndi sopra.\n\n Essendo la notte cos\u00ec brutta, signore, ha detto il guardiano, mentre mi restituiva il mio\nbicchiere, sono entrati in pochi al mio cancello. Oltre ai tre\nsignori che ho nominato, non me ne viene in mente un altro da quando, verso le undici\nundici circa, quando uno sconosciuto ha chiesto di voi.\n\n Mio zio, mormorai.  S\u00ec...\n\n L'ha visto, signore?\n\n Si'. Oh, s\u00ec.\n\n Anche la persona con lui?\n\n Persona con lui!  Ho ripetuto.\n\n Ho ritenuto che la persona fosse con lui, ha risposto il guardiano.  La persona\npersona si ferm\u00f2, quando si ferm\u00f2 per chiedere informazioni a me, e la persona\nha preso questa strada quando ha preso questa strada.\n\n Che tipo di persona?\n\nIl guardiano non l'aveva notato particolarmente; dovrebbe dire un lavoratore\npersona che lavorava; per quanto ne sapeva lui, aveva un tipo di abbigliamento\npolvere, sotto un cappotto scuro. Il guardiano fece pi\u00f9 luce di me sulla\ndi me, e naturalmente, non avendo i miei motivi per attribuirvi peso.\npeso alla cosa.\n\nQuando mi sbarazzai di lui, cosa che ritenni opportuno fare senza\nspiegazioni, la mia mente fu molto turbata da queste due\ncircostanze prese insieme. Mentre erano facili da risolvere in modo innocente\nsoluzione innocente, come, ad esempio, un commensale fuori casa o un commensale a casa, che non si fosse avvicinato a questo guardiano.\nnon si fosse avvicinato al cancello di questo guardiano, avrebbe potuto raggiungere la mia scala e\nscala e si fosse addormentato l\u00ec, e il mio visitatore senza nome avrebbe potuto\nqualcuno con s\u00e9 per mostrargli la strada, tuttavia, uniti, avevano\navevano un aspetto sgradevole per una persona incline alla sfiducia e alla paura come i cambiamenti di poche ore mi avevano\npoche ore mi avevano reso.\n\nAccesi il mio fuoco, che a quell'ora del mattino ardeva con un pallido e crudo bagliore, e mi appisolai davanti ad esso.\ndel mattino, e mi appisolai davanti ad esso. Mi sembrava di aver dormito\nnotte, quando gli orologi segnarono le sei. Poich\u00e9 c'era ancora un'ora e mezza\nun'ora e mezza tra me e la luce del giorno, mi appisolai di nuovo; ora, svegliandomi\ncon conversazioni prolisse sul nulla, nelle mie orecchie; ora,\ndi rumore del vento nel camino; infine, caddi in un sonno profondo da cui la luce del giorno\nun sonno profondo dal quale la luce del giorno mi svegli\u00f2 di soprassalto.\n\nIn tutto questo tempo non ero mai stato in grado di considerare la mia situazione, n\u00e9\nnon potevo ancora farlo. Non avevo la forza di occuparmene. Ero molto\nsconfortato e angosciato, ma in modo incoerente e all'ingrosso. Per quanto riguarda\ndi fare un piano per il futuro, avrei potuto fare anche un elefante.\nelefante. Quando aprii le persiane e guardai fuori l'umida e selvaggia mattina\nmattina umida e selvaggia, tutta di una tonalit\u00e0 plumbea; quando camminavo da una stanza all'altra; quando mi\nquando mi sono seduta di nuovo, tremante, davanti al fuoco, aspettando che la mia lavandaia apparisse\nPensavo a quanto fossi infelice, ma a malapena sapevo perch\u00e9, o da quanto tempo\nda quanto tempo lo fossi, o in quale giorno della settimana avessi fatto questa riflessione, o ancora\no addirittura chi fossi io a farla.\n\nFinalmente entrarono la vecchia e la nipote, quest'ultima con la testa non facilmente distinguibile dalla sua scopa impolverata.\nnon facilmente distinguibile dalla sua scopa impolverata, e testimoniarono sorpresa\nalla vista di me e del fuoco. Alle quali raccontai che mio zio era venuto di notte e si era addormentato\nnotte e che stava dormendo, e che i preparativi per la colazione dovevano essere modificati di conseguenza.\ncome i preparativi per la colazione dovessero essere modificati di conseguenza. Poi mi sono lavata e vestita, mentre loro\nmentre loro buttavano gi\u00f9 i mobili e facevano un po' di polvere; e cos\u00ec, in una sorta di sogno o di risveglio\nsogno o di risveglio, mi ritrovai di nuovo seduto accanto al fuoco, in attesa che\nche Lui venisse a fare colazione.\n\nA poco a poco la sua porta si apr\u00ec e lui usc\u00ec. Non riuscivo a sopportare la sua\nnon riuscivo a sopportare la sua vista e pensavo che alla luce del giorno avesse un aspetto peggiore.\n\n Non so nemmeno, dissi, parlando a bassa voce mentre prendeva posto a tavola, con quale nome chiamarvi.\ncon quale nome chiamarvi. Ho detto che siete mio\nzio.\n\n Ecco, caro ragazzo! Chiamami zio.\n\n Immagino che abbia assunto un nome a bordo della nave?\n\n S\u00ec, caro ragazzo. Ho preso il nome di Provis.\n\n Intende mantenere questo nome?\n\n S\u00ec, caro ragazzo, vale quanto un altro, a meno che tu non ne voglia un altro.\nun altro.\n\n Qual \u00e8 il tuo vero nome?  Glielo chiesi in un sussurro.\n\n Magwitch, rispose, con lo stesso tono; Chrisen d Abel.\n\n Come siete stati cresciuti?\n\n Un warmint, caro ragazzo.\n\nRispose in modo molto serio e us\u00f2 questa parola come se indicasse una professione.\nprofessione.\n\n Quando sei entrato nel Tempio ieri sera, ho detto, soffermandomi a chiedermi se potesse essere davvero ieri sera.\nse fosse davvero ieri sera, che sembrava tanto tempo fa.\ntempo fa.\n\n S\u00ec, caro ragazzo?\n\n Quando siete arrivati al cancello e avete chiesto al guardiano la strada per arrivare qui, avevate\nqualcuno con voi?\n\n Con me? No, caro ragazzo.\n\n Ma c'era qualcuno l\u00ec?\n\n Non ci ho fatto caso, disse dubbioso, non conoscendo i modi del luogo.\nle abitudini del posto. Ma credo che ci fosse anche una persona, entrata\naccanto a me.\n\n Siete conosciuti a Londra?\n\n Spero di no! disse, dando al suo collo uno scossone con l'indice che mi fece venire il voltastomaco.\nche mi fece venire il voltastomaco.\n\n Era conosciuto a Londra, una volta?\n\n Non \u00e8 un eccesso, caro ragazzo. Sono stato soprattutto in provincia.\n\n Siete stati processati a Londra?\n\n A che ora? disse lui, con uno sguardo acuto.\n\n L'ultima volta.\n\nAnnu\u00ec.  Per la prima volta conobbi il signor Jaggers in quel modo. Jaggers era per me.\n\nMi venne in mente di chiedergli per che cosa fosse stato processato, ma lui prese un coltello, lo fece roteare e, con le parole: \"Quello che ho fatto \u00e8 un'ingiustizia\".\ncoltello, gli diede una sventagliata e con le parole: \"E ci\u00f2 che ho fatto \u00e8 stato\n\u00e8 stato elaborato e pagato! si mise a fare colazione.\n\nMangiava in modo famelico e molto sgradevole, e tutte le sue azioni erano\nazioni erano rozze, rumorose e avide. Alcuni denti gli erano venuti meno\nda quando l'ho visto mangiare nelle paludi, e mentre rigirava il cibo in bocca e girava la testa di lato per portare\nin bocca e girava la testa di lato per farvi confluire le sue zanne pi\u00f9 forti, sembrava\nper farglielo mangiare, sembrava terribilmente un vecchio cane affamato. Se avessi iniziato con\nse avessi iniziato con un po' di appetito, me lo avrebbe tolto e sarei rimasto seduto come\ncome me, respinto da un'avversione insormontabile e guardando malinconicamente la stoffa.\ne guardando malinconicamente la stoffa.\n\n Sono un gran mangiatore, caro ragazzo, disse, come una sorta di scusa educata\nquando finiva il suo pasto, ma lo sono sempre stato. Se fosse stato nella mia costituzione\nse fosse stato nella mia costituzione essere un grufolatore pi\u00f9 leggero, mi sarei cacciato in guai pi\u00f9 lievi.\nguai pi\u00f9 lievi. Allo stesso modo, devo avere il mio fumo. Quando sono stato assunto per la prima volta come\npastore dall'altra parte del mondo, credo che mi sarei trasformato\nuna pecora mollacciona, se non avessi avuto il mio fumo.\n\nMentre lo diceva, si alz\u00f2 da tavola e, infilando la mano nel petto del cappotto di piselli che indossava, tir\u00f2 fuori una corta pipa nera e un'arma da fuoco.\nnel petto del cappotto di piselli che indossava, tir\u00f2 fuori una corta pipa nera e un\nuna manciata di tabacco sfuso del tipo chiamato \"testa di negro\". Dopo aver\npipa, rimise a posto il tabacco in eccesso, come se la sua tasca fosse un cassetto.\ntasca fosse un cassetto. Poi prese un carbone vivo dal fuoco con le pinze e accese il suo\ncon le pinze, accese la pipa e poi si gir\u00f2 sul\nsul copri focolare dando le spalle al fuoco e compiendo la sua azione preferita di\ndi tendere entrambe le mani verso la mia.\n\n E questo, disse, facendo oscillare le mie mani su e gi\u00f9 tra le sue, mentre sbuffava\npipa, e questo \u00e8 il gentiluomo che ho fatto! Il vero autentico\nUno! Mi fa bene guardarti, Pip. L'unica cosa che stipulo in ritardo \u00e8\nstare a guardare te, caro ragazzo!\n\nRilasciai le mani appena potei e mi accorsi che stavo cominciando a\nlentamente a rilassarmi nella contemplazione della mia condizione. A cosa ero\nincatenato, e quanto pesantemente, mi divenne comprensibile, mentre ascoltavo la sua voce roca e mi sedevo a guardare la sua testa calva e solcata con il suo\nvoce roca e mi sedetti a guardare la sua testa calva e solcata da capelli grigio-ferro\ncapelli grigio ferro ai lati.\n\n Non devo vedere il mio gentiluomo che calpesta il fango delle strade;\nnon ci deve essere fango sui suoi stivali. Il mio signore deve avere dei cavalli,\nPip! Cavalli da cavalcare e cavalli da guidare, e cavalli per il suo servitore da\ncavalcare e guidare. I coloni devono avere i loro cavalli (e il sangue\n se volete, buon Dio!) e non il mio gentiluomo londinese? No, no.\nGli faremo vedere un altro paio di scarpe, Pip; non \u00e8 vero?\n\nTir\u00f2 fuori dalla tasca un grosso libro tascabile, pieno di carte, e lo gett\u00f2 sul tavolo.\ndocumenti e lo gett\u00f2 sul tavolo.\n\n C'\u00e8 qualcosa che vale la pena spendere in quel libro, caro ragazzo. \u00c8\ntuo. Tutto quello che ho non \u00e8 mio, \u00e8 tuo. Non preoccuparti di questo.\nC'\u00e8 dell'altro da dove proviene. Sono venuto nel vecchio paese per vedere\nvedere il mio gentiluomo spendere i suoi soldi come un gentiluomo. Sar\u00e0 il mio\npiacere. Il mio piacere sar\u00e0 vederlo farlo. E che sia benedetto\ntutti! concluse, guardando in giro per la stanza e schioccando le dita una volta\ncon un forte schiocco di dita, vi distruggo tutti, dal giudice con la sua parrucca al\ndal giudice con la parrucca al colono che solleva la polvere, mi mostrer\u00f2 un gentiluomo migliore di\ndi tutto il vostro equipaggiamento messo insieme!\n\n Fermatevi! dissi, quasi in preda a un'ondata di paura e antipatia, voglio parlarvi.\nparlare con voi. Voglio sapere cosa si deve fare. Voglio sapere come\ncome vi terrete al riparo dal pericolo, quanto tempo resterete, quali\nprogetti.\n\n Guarda qui, Pip, disse, posando la sua mano sul mio braccio in modo improvvisamente\nmodo alterato e sommesso; prima di tutto, guarda qui. Mi sono dimenticato\nme stesso mezzo minuto fa. Quello che ho detto \u00e8 stato basso; ecco cos'era; basso.\nGuarda qui, Pip. Guarda qui. Non ho intenzione di essere basso.\n\n In primo luogo, ripresi, quasi gemendo, quali precauzioni possono essere prese\ncontro il riconoscimento e la cattura?\n\n No, caro ragazzo, disse, con lo stesso tono di prima, quello non va\nprima. La bassezza va per prima. Non ci sono voluti cos\u00ec tanti anni per fare un\ngentiluomo, non senza sapere cosa gli \u00e8 dovuto. Guarda qui, Pip. I\nsono stato basso, ecco cos'ero: basso. Guarda bene, caro ragazzo.\n\nUn certo senso del ridicolo mi spinse a una risata stizzita e risposi: \"L'ho guardato\".\nrisposi: \"Ci ho dato un'occhiata\". In nome del Cielo, non ci si arrovelli sopra!\nnon ci si accanisca sopra!\n\n S\u00ec, ma guarda qui, insistette.  Caro ragazzo, non sono venuto cos\u00ec di fretta,\nnon per fare il basso. Ora, vai, caro ragazzo. Dicevi che\n\n Come potete difendervi dal pericolo in cui siete incorsi?\n\n Beh, caro ragazzo, il pericolo non \u00e8 cos\u00ec grande. Senza che io sia stato informato\nsenza che io sia stato informato, il pericolo non \u00e8 cos\u00ec grande da significare. C'\u00e8 Jaggers, c'\u00e8\nWemmick e tu. Chi altro c'\u00e8 da informare?\n\n Non c'\u00e8 nessuna persona che potrebbe identificarla per strada?\nI.\n\n Ebbene, ha risposto, non ce ne sono molti. N\u00e9 ho intenzione di\npubblicizzarmi sui giornali con il nome di A.M. tornato da Botany Bay.\nBotany Bay; gli anni sono passati e chi ci guadagna? Eppure,\nguarda qui, Pip. Se il pericolo fosse stato cinquanta volte pi\u00f9 grande, sarei venuto a trovarti.\nsarei venuto a trovarti lo stesso.\n\n E per quanto tempo rimarrete?\n\n Quanto tempo? disse, togliendosi la pipa nera dalla bocca e abbassando la mascella mentre mi fissava.\nmascella mentre mi fissava.  Non torner\u00f2 indietro. Sono venuto per sempre.\n\n Dove andrai a vivere? dissi io. Che cosa si deve fare con te? Dove\nsarai al sicuro?\n\n Caro ragazzo, torn\u00f2, ci sono parrucche per travestirsi che si possono comprare per\ndenaro, e c'\u00e8 polvere per capelli, e occhiali, e vestiti neri, pantaloncini e quant'altro.\nvestiti neri, pantaloncini e quant'altro. Altri l'hanno fatto in modo sicuro prima, e quello che altri hanno fatto prima\naltri hanno fatto prima, altri possono fare anche oggi. Per quanto riguarda il dove e il come\nvivere, caro ragazzo, dammi la tua opinione in merito.\n\n Ora la prendete alla leggera, dissi, ma ieri sera eravate molto serio quando avete giurato\nieri sera, quando hai giurato che era la Morte.\n\n E cos\u00ec giuro che \u00e8 la Morte, disse, rimettendo la pipa in bocca.\ne la Morte con la corda, in strada, non lontano da qui,\ned \u00e8 grave che tu capisca bene che \u00e8 cos\u00ec. Che cosa\nquando questo \u00e8 stato fatto? Eccomi qui. Tornare indietro ora sarebbe peggio che\ndi restare in piedi, peggio ancora. E poi, Pip, sono qui perch\u00e9 l'ho voluto io.\nanni e anni. Quanto a ci\u00f2 che oso, sono un vecchio uccello ormai, che ha\nogni sorta di trappola da quando \u00e8 nato, e non mi\nnon ho paura di appollaiarmi su uno spaventapasseri. Se c'\u00e8 la Morte nascosta dentro,\nc'\u00e8, e che esca, lo affronter\u00f2 e allora creder\u00f2 in lui e non prima.\ncredero' in lui e non prima. E ora lasciatemi dare un'occhiata al mio\ngentiluomo agen.\n\nAncora una volta, mi prese per entrambe le mani e mi osserv\u00f2 con un'aria di\nammirata, fumando con grande compiacimento.\n\nMi sembr\u00f2 che non potessi fare di meglio che assicurargli una sistemazione tranquilla\nalloggio tranquillo nelle vicinanze, di cui avrebbe potuto prendere possesso al ritorno di Herbert.\nHerbert, che mi aspettavo tra due o tre giorni. Che il segreto dovesse essere\nconfidato a Herbert come una questione di inevitabile necessit\u00e0, anche se avrei potuto\nanche se avessi potuto escludere l'immenso sollievo che avrei tratto dal condividerlo con lui.\ncon lui, mi era chiaro. Ma non era affatto cos\u00ec\nProvis (decisi di chiamarlo con questo nome), che si riserv\u00f2 di dare il suo consenso alla partecipazione di Herbert fino a quando\nil suo consenso alla partecipazione di Herbert fino a quando non lo avesse visto\ne si fosse fatto un'idea favorevole della sua fisionomia.  E anche allora,\ncaro ragazzo, disse, tirando fuori dalla tasca un piccolo testamento nero e untuoso\ndalla tasca, lo faremo giurare.\n\nAffermare che il mio terribile protettore portava in giro per il mondo questo piccolo libro nero\nmondo solo per far giurare le persone in casi di emergenza, sarebbe affermare ci\u00f2 che non ho mai\naffermare ci\u00f2 che non ho mai stabilito con certezza; ma posso dire che non l'ho mai\nche non l'abbia mai usato per altri scopi. Il libro stesso aveva l'aspetto di\ndi essere stato rubato da una corte di giustizia e forse la sua\nconoscenza dei suoi antecedenti, combinata con la sua esperienza in quel\ndi giustizia e forse la sua conoscenza dei suoi antecedenti, unita alla sua esperienza in materia, gli ha fatto confidare nei suoi poteri come una sorta di incantesimo o fascino legale.\nincantesimo legale. In questa prima occasione in cui la produsse, ricordai come mi avesse fatto\nmi aveva fatto giurare fedelt\u00e0 sul sagrato della chiesa molto tempo prima, e di come si era\nieri sera aveva descritto se stesso come se giurasse sempre sui suoi propositi in\nsolitudine.\n\nPoich\u00e9 al momento era vestito con un abito da marinaio, con il quale sembrava che\nsembrava che avesse dei pappagalli e dei sigari da smaltire, ho discusso con lui su quale abito avrebbe dovuto indossare.\ndiscutere con lui su quale abito avrebbe dovuto indossare. Aveva una straordinaria\nstraordinaria fiducia nelle virt\u00f9 dei pantaloncini come travestimento, e aveva\nnella sua mente un abito che lo avrebbe reso una via di mezzo tra un decano e un dentista.\nuna via di mezzo tra un decano e un dentista. \u00c8 stato con notevole\ncon notevole difficolt\u00e0 che lo convinsi ad assumere un vestito pi\u00f9 simile a quello di un\nun agricoltore benestante; e ci accordammo affinch\u00e9 si tagliasse i capelli\ne di portare un po' di cipria. Infine, dato che non era ancora stato visto dalla\nlavandaia o da sua nipote, doveva tenersi fuori dalla loro vista fino a quando\nil cambio d'abito.\n\nSembrerebbe una cosa semplice decidere queste precauzioni; ma nel mio stato di stordimento, per non dire di distrazione, ci volle cos\u00ec tanto tempo che non mi accorsi di aver preso una decisione.\nstordito, per non dire distratto, ci volle cos\u00ec tanto tempo che non uscii per prenderle fino alle due o tre del pomeriggio.\nche non uscii per prenderle fino alle due o alle tre del pomeriggio. Doveva\nrimanere chiuso in camera mentre ero via, e non doveva in nessun caso aprire la porta.\naprire la porta.\n\nA quanto mi risulta, in Essex Street c'era un alloggio rispettabile che si affacciava sul retro del Tempio.\nEssex Street, il cui retro si affacciava sul Tempio ed era quasi a portata di\nfinestre, per prima cosa mi recai in quella casa e fui cos\u00ec fortunato da assicurarmi il secondo piano per mio zio, il signor Provis.\nfortunata da assicurarmi il secondo piano per mio zio, il signor Provis. I\npoi andai da un negozio all'altro, facendo gli acquisti necessari al\nal cambiamento del suo aspetto. Dopo aver sbrigato questi affari, mi rivolsi\nvolto, per conto mio, a Little Britain. Il signor Jaggers era alla sua\nma, vedendomi entrare, si alz\u00f2 immediatamente e si mise in piedi davanti al suo\nfuoco.\n\n Ora, Pip, disse, fai attenzione.\n\n Lo far\u00f2, signore, risposi. Perch\u00e9, venendo avanti, avevo pensato bene a ci\u00f2 che\nche stavo per dire.\n\n Non impegnatevi, disse Mr. Jaggers, e non impegnate nessuno.\nLei capisce chiunque. Non dirmi nulla: non voglio sapere nulla, non sono curioso.\nnulla; non sono curioso.\n\nNaturalmente ho visto che sapeva che l'uomo era arrivato.\n\n Voglio solo, signor Jaggers, dire, assicurarmi che ci\u00f2 che mi \u00e8 stato detto sia vero.\nmi \u00e8 stato detto \u00e8 vero. Non ho alcuna speranza che non sia vero, ma almeno\nalmeno di poterlo verificare.\n\nIl signor Jaggers annu\u00ec.  Ma avete detto \"detto\" o \"informato\"?\ncon la testa da un lato e non mi guardava, ma guardava il pavimento in modo\nin modo da ascoltare il pavimento.  Detto sembrerebbe implicare una comunicazione\ncomunicazione verbale. Non si pu\u00f2 avere una comunicazione verbale con un uomo del New South Wales.\nGalles del Sud, si sa.\n\n Dir\u00f2, informato, signor Jaggers.\n\n Bene.\n\n Sono stato informato da una persona di nome Abel Magwitch, che \u00e8 il\nbenefattore a me cos\u00ec a lungo sconosciuto.\n\n Questo \u00e8 l'uomo, ha detto il signor Jaggers, nel Nuovo Galles del Sud.\n\n E solo lui?\n\n E solo lui, disse il signor Jaggers.\n\n Non sono cos\u00ec irragionevole, signore, da ritenerla responsabile dei miei errori e delle mie conclusioni sbagliate.\ndei miei errori e delle mie conclusioni sbagliate; ma ho sempre pensato che fosse la signorina\nHavisham.\n\n Come dici tu, Pip, rispose il signor Jaggers, volgendo lo sguardo su di me\nfreddamente, e mordendosi l'indice, non sono affatto\nresponsabile di questo.\n\n Eppure sembrava cos\u00ec, signore, supplicai con il cuore abbattuto.\n\n Non una particella di prova, Pip, disse Mr. Jaggers, scuotendo la testa e raccogliendo le gonne.\ne raccogliendo le gonne.  Non prendete nulla in base all'aspetto; prendete\ntutto in base alle prove. Non c'\u00e8 regola migliore.\n\n Non ho altro da dire\", dissi con un sospiro, dopo essere rimasto in silenzio per un po'.\nun po' di tempo.  Ho verificato le mie informazioni e la questione \u00e8 chiusa.\n\n E Magwitch nel Nuovo Galles del Sud, essendosi finalmente rivelato,\ndisse il signor Jaggers, comprenderete, Pip, quanto rigidamente in tutta la mia\ncomunicazione con voi, mi sono sempre attenuto alla linea dei fatti.\nfatti. Non c'\u00e8 mai stato il minimo scostamento dalla rigorosa linea dei fatti.\nfatti. Ne siete consapevole?\n\n Certo, signore.\n\n Quando mi scrisse per la prima volta dal Nuovo Galles del Sud, comunicai a Magwitch l'avvertimento\ndal Nuovo Galles del Sud l'avvertimento che non doveva aspettarsi che io mi allontanassi mai dalla\ndalla rigorosa linea dei fatti. Gli comunicai anche\nun'altra cautela. Mi sembrava che nella sua lettera avesse accennato in modo oscuro a qualche\nlettera a una lontana idea di vedervi qui in Inghilterra. I\nche non dovevo pi\u00f9 sentirne parlare; che non aveva nessuna probabilit\u00e0 di ottenere la grazia; che era stato espulso\nche non aveva alcuna probabilit\u00e0 di ottenere la grazia; che era stato espatriato per il periodo della sua\nvita naturale; e che presentarsi in questo Paese sarebbe stato un\nun atto criminale, che lo avrebbe reso passibile dell'estrema pena della legge.\nlegge. Ho dato a Magwitch quell'avvertimento, disse Mr. Jaggers, guardandomi intensamente.\nJaggers, guardandomi intensamente; l'ho scritto al Nuovo Galles del Sud. Senza dubbio si \u00e8 attenuto ad essa.\n\n Senza dubbio, dissi io.\n\n Sono stato informato da Wemmick, ha proseguito Mr. Jaggers, guardandomi ancora con attenzione, che ha ricevuto una lettera, con data Portsmouth, da Mr.\nche ha ricevuto una lettera, datata Portsmouth, da un colono di nome Purvis o\ndi un colono di nome Purvis, o\n\n O Provis, ho suggerito.\n\n O Provis, grazie, Pip. Forse \u00e8 Provis? Forse sai che\nche \u00e8 Provis?\n\n S\u00ec, ho detto.\n\n Sapete che \u00e8 Provis. Una lettera, datata Portsmouth, da un colono di nome Provis.\ndi nome Provis, che chiede i dettagli del vostro indirizzo, per conto di Magwitch.\nper conto di Magwitch. Wemmick gli ha inviato i dettagli, a quanto ho capito, tramite\nritorno della posta. Probabilmente \u00e8 attraverso Provis che avete ricevuto la spiegazione di Magwitch\nla spiegazione di Magwitch nel Nuovo Galles del Sud?\n\n Ho risposto che \u00e8 arrivato tramite Provis.\n\n Buongiorno, Pip, disse il signor Jaggers, porgendogli la mano; sono felice di averti visto.\nvisto. Quando scrivete per posta a Magwitch nel Nuovo Galles del Sud o quando comunicate con lui attraverso Provis, abbiate la bont\u00e0 di menzionare\ncomunicare con lui attraverso Provis, abbiate la bont\u00e0 di menzionare\nche i dettagli e i buoni del nostro lungo conto vi saranno inviati, insieme al saldo.\ninsieme al saldo, perch\u00e9 c'\u00e8 ancora un residuo.\nBuona giornata, Pip!\n\nCi siamo stretti la mano e lui mi ha guardato intensamente finch\u00e9 ha potuto vedermi. I\nmi sono girato verso la porta e lui mi guardava ancora intensamente, mentre i due vili calchi sullo scaffale sembravano\nvili ingessati sullo scaffale sembravano cercare di aprire le palpebre,\ne di far uscire dalle loro gole gonfie: Oh, che uomo \u00e8!\n\nWemmick era fuori e, anche se era alla sua scrivania, non avrebbe potuto fare nulla per me.\nnulla per me. Tornai subito al Tempio, dove trovai il terribile Provis che\nterribile Provis che beveva rum e acqua e fumava testa di negro, al sicuro.\nsicurezza.\n\nIl giorno dopo arrivarono a casa i vestiti che avevo ordinato e lui li indoss\u00f2.\nQualunque cosa indossasse, gli donava meno (mi sembrava tristemente) di quello che\ndi quello che aveva indossato prima. A mio avviso, c'era qualcosa in lui che\nche rendeva vano il tentativo di camuffarlo. Pi\u00f9 lo vestivo\npi\u00f9 lo vestivo e meglio lo vestivo, pi\u00f9 assomigliava al dinoccolato\nfuggitivo sulle paludi. Questo effetto sulla mia fantasia ansiosa era in parte\nsenza dubbio al fatto che il suo vecchio volto e i suoi modi mi erano sempre pi\u00f9 familiari.\nma credo anche che trascinasse una gamba come se ci fosse ancora un peso di ferro su di essa.\ncome se ci fosse ancora un peso di ferro sopra, e che dalla testa ai piedi ci fosse un\nConvict nella grana stessa dell'uomo.\n\nInoltre, le influenze della vita solitaria nelle capanne gli conferivano un'aria selvaggia che nessun vestito avrebbe potuto domare.\nun'aria selvaggia che nessun vestito avrebbe potuto domare; a queste si aggiungevano le influenze della sua\ninfluenze della sua successiva vita di marca tra gli uomini e, cosa pi\u00f9 importante,\nla consapevolezza che ora stava schivando e nascondendo. In tutti i suoi modi di\ndi sedersi e di stare in piedi, di mangiare e di bere, di rimuginare in\nstile riluttante a spalle alte, di tirare fuori il suo grande coltello a serramanico\ncoltello a serramanico e di strofinarlo sulle gambe e di tagliare il cibo, di sollevare\nbicchieri e tazze leggere alle labbra, come se fossero goffi pannik\npannikin, di tagliare uno spicchio di pane e di inzuppare con quello\ngli ultimi frammenti di sugo intorno al suo piatto, come se volesse fare\ncome se si volesse approfittare di una concessione, per poi asciugarsi le estremit\u00e0 delle dita e\ninghiottirlo, in questi modi e in mille altri piccoli casi senza nome\ncasi che si presentavano ogni minuto della giornata, c'erano Prigioniero, Criminale,\nObbligazionista, pi\u00f9 semplice di cos\u00ec non si pu\u00f2.\n\nEra stata una sua idea indossare quel tocco di cipria e io avevo concesso la cipria dopo aver superato i pantaloncini.\nconcesso la cipria dopo aver superato i pantaloncini. Ma posso paragonare l'effetto\neffetto, una volta indossato, a nient'altro che il probabile effetto del rouge sui morti.\nmorti; era cos\u00ec terribile il modo in cui tutto ci\u00f2 che in lui era pi\u00f9 desiderabile\nche era pi\u00f9 desiderabile reprimere, si sprigionava attraverso quel sottile strato di\nfinzione, e sembrava uscire ardente dalla corona della sua testa. Fu abbandonato non appena\nabbandonato non appena provato, e portava i capelli brizzolati tagliati\ncorti.\n\nLe parole non possono dire quale fosse la sensazione che avevo, allo stesso tempo, del terribile\nmistero che egli rappresentava per me. Quando si addorment\u00f2 una sera, con le sue\nmani annodate che stringevano i lati della poltrona e la testa calva tatuata da profonde rughe\ntatuata di rughe profonde che cadeva in avanti sul suo petto, mi sedevo\na guardarlo, chiedendomi che cosa avesse fatto e caricandolo di tutti i crimini del\ntutti i crimini del calendario, finch\u00e9 non mi venne l'impulso di alzarmi e\nalzarmi e fuggire da lui. Ogni ora aumentava cos\u00ec tanto la mia avversione per\ndi lui, tanto da pensare che avrei potuto cedere a questo impulso nelle prime\nprima agonia di essere cos\u00ec perseguitata, nonostante tutto quello che aveva fatto per me e il rischio che correva.\nnonostante tutto quello che aveva fatto per me e il rischio che correva, ma per la consapevolezza che Herbert sarebbe presto tornato.\ntornare. Una volta, in effetti, mi alzai dal letto di notte e iniziai a vestirmi con i miei abiti peggiori.\ne iniziai a vestirmi con i miei abiti peggiori, con l'intenzione di lasciarlo l\u00ec con tutto ci\u00f2 che avevo.\nlui e tutto il resto che possedevo, per arruolarmi in India come soldato semplice.\nsoldato semplice.\n\nDubito che un fantasma potesse essere pi\u00f9 terribile per me, su in quelle\nstanze solitarie nelle lunghe sere e nelle lunghe notti, con il vento e la pioggia sempre\npioggia che scorreva sempre veloce. Un fantasma non avrebbe potuto essere preso e\nimpiccato per colpa mia, e la considerazione che avrebbe potuto esserlo e la paura che lo sarebbe stato\npaura che lo sarebbe stato, si aggiungevano non poco ai miei orrori. Quando\nquando non dormiva o non giocava a una complicata specie di Pazienza con un suo stracciato\ndi carte, un gioco che non ho mai visto n\u00e9 prima n\u00e9 dopo e nel quale\nin cui registrava le sue vincite conficcando il suo coltello da\nQuando non era impegnato in nessuna di queste attivit\u00e0, mi chiedeva di leggergli\nmi chiedeva di leggergli: Lingua straniera, caro ragazzo!  Mentre io mi adeguavo,\nlui, non capendo una sola parola, si metteva davanti al fuoco\ncon l'aria di un espositore, e io lo vedevo, tra le dita della mano con la quale\ntra le dita della mano con cui mi coprivo il viso, appellarsi in muto\nmuto ai mobili di prendere atto della mia bravura. Lo studente immaginario\nstudente immaginario inseguito dalla creatura deforme che aveva empiamente creato, non era\nnon era pi\u00f9 miserabile di me, inseguito dalla creatura che mi aveva creato, e che\ne che si ritraeva da lui con una repulsione tanto pi\u00f9 forte, quanto pi\u00f9 mi ammirava\ne pi\u00f9 si affezionava a me.\n\nDi questo si scrive, sono sensibile, come se fosse durato un anno. \u00c8\ndur\u00f2 circa cinque giorni. Aspettando Herbert per tutto il tempo, non osai uscire, se non quando portai Provis a fare una passeggiata dopo il tramonto.\nuscire, tranne quando portavo Provis a prendere aria dopo il tramonto. Alla fine, una\nsera, quando la cena era terminata e io ero caduta in un sonno abbastanza\nstanca, perch\u00e9 le mie notti erano state agitate e il mio riposo interrotto da sogni spaventosi.\nsogni paurosi, fui svegliata da un gradito passo sulle scale. Provis,\nche aveva dormito anche lui, si alz\u00f2 barcollando al mio rumore e in un attimo vidi il suo coltello a serramanico.\nistante vidi il suo coltellino che brillava nella sua mano.\n\n Silenzio! \u00c8 Herbert!  Dissi; e Herbert entr\u00f2 con la freschezza ariosa della Francia.\nfreschezza ariosa di seicento miglia di Francia.\n\n Handel, mio caro amico, come stai, e di nuovo come stai, e di nuovo come\ncome stai? Mi sembra di essere stato via un mese! E cos\u00ec devo essere stato, perch\u00e9\nperch\u00e9 siete diventato molto magro e pallido! Handel, mio Halloa! I\nchiedo scusa.\n\nLa sua corsa e la sua stretta di mano con me sono state fermate dalla vista di Provis.\nvedere Provis. Provis, che lo guardava con un'attenzione fissa, stava lentamente\nil suo coltellino e cercava qualcosa in un'altra tasca.\naltro.\n\n Herbert, mio caro amico, dissi, chiudendo le doppie porte, mentre Herbert rimaneva a guardare, qualcosa di molto strano \u00e8 accaduto.\nHerbert stava a guardare e a chiedersi: \"\u00c8 successa una cosa molto strana\".\n\u00e8 accaduto qualcosa di molto strano. Questo \u00e8 un mio visitatore.\n\n Va tutto bene, caro ragazzo! Disse Provis facendosi avanti, con il suo piccolo libro nero\nlibro nero, e si rivolse a Herbert.  Prendilo nella\nmano destra. Il Signore ti colpisca a morte sul posto, se mai dovessi sgarrare in\nin qualsiasi modo! Bacialo!\n\n Fallo, come vuole lui\", dissi a Herbert. Herbert, guardandomi con\ncon amichevole inquietudine e stupore, acconsent\u00ec e Provis, stringendogli subito la mano, disse: \"Ora sei in giuramento.\nsubito dopo, stringendogli la mano, disse: \"Ora sei sotto giuramento, sai?\nsai. E non credetemi mai sul mio, se Pip non vuole fare di voi un gentiluomo!\nte!\n\n\n\n\nCapitolo XLI.\n\n\nInvano dovrei tentare di descrivere lo stupore e l'inquietudine di Herbert, quando lui, io e Provis ci sedemmo davanti al fuoco.\nHerbert, quando lui, io e Provis ci sedemmo davanti al fuoco, e io\nraccontato l'intero segreto. Basta che io abbia visto i miei stessi sentimenti\nriflessi sul volto di Herbert e, non ultimo, la mia ripugnanza per l'uomo che aveva fatto tanto\nverso l'uomo che aveva fatto tanto per me.\n\nCi\u00f2 che da solo avrebbe creato una divisione tra quell'uomo e noi, se non ci fosse stata\nse non ci fosse stata un'altra circostanza a dividere, era il suo trionfo nella mia storia.\nA parte la sua fastidiosa sensazione di essere stato basso in un'occasione dal suo ritorno, su questo punto\nritorno, e su questo punto cominci\u00f2 a parlare con Herbert, nel momento in cui la mia rivelazione era terminata.\nnon aveva alcuna percezione della possibilit\u00e0 che io trovassi un difetto nella mia storia.\npossibilit\u00e0 che io trovassi qualcosa di sbagliato nella mia fortuna. Il suo vanto\nche mi aveva fatto diventare un gentiluomo e che era venuto a vedermi sostenere\nil personaggio con le sue ampie risorse, era fatto per me quanto per lui.\nper lui stesso. E che era un vanto molto piacevole per entrambi,\ne che entrambi dovevamo esserne molto orgogliosi, era una conclusione\nconclusione era abbastanza consolidata nella sua mente.\n\n Anche se, guarda un po', compagno Pip, disse a Herbert, dopo aver discusso per un po' di tempo.\ndopo aver discusso per un po' di tempo, so benissimo che da quando sono tornato per mezzo minuto\nda quando sono tornato per mezzo minuto sono stato gi\u00f9 di morale. Io dissi a Pip: \"So di essere stato basso\".\nstato gi\u00f9. Ma non preoccuparti per questo. Non ho fatto di Pip un\nun gentiluomo, e Pip non far\u00e0 di te un gentiluomo, non per me\nper non sapere ci\u00f2 che \u00e8 dovuto a entrambi. Caro ragazzo, e compagno di Pip, voi due\npotete contare sul fatto che io abbia sempre una museruola signorile. La museruola l'ho messa\nda quel mezzo minuto in cui sono stato tradito dalla bassezza, con la museruola\nsono in questo momento, con la museruola lo sar\u00f2 sempre.\n\nHerbert rispose: \"Certamente\", ma sembrava che non ci fosse una specifica\nconsolazione in questo, e rimase perplesso e sgomento. Eravamo\neravamo ansiosi che arrivasse il momento in cui sarebbe andato al suo alloggio e ci avrebbe lasciato\nma era evidentemente geloso di lasciarci insieme e rimase seduto fino a tardi.\ntardi. Era mezzanotte quando lo accompagnai in Essex Street e lo vidi entrare tranquillamente nella sua porta buia.\ne lo vidi entrare al sicuro nella sua porta buia. Quando si chiuse su di lui, provai il primo\nprimo momento di sollievo dalla notte del suo arrivo.\ndel suo arrivo.\n\nMai del tutto libera dal ricordo inquieto dell'uomo sulle scale, mi ero sempre guardata intorno nel portare fuori il mio ospite dopo il tramonto.\navevo sempre guardato intorno a me quando portavo fuori il mio ospite dopo il tramonto e quando lo riportavo indietro.\ne nel riportarlo indietro; e mi guardavo intorno anche adesso. Per quanto sia difficile in una\ncitt\u00e0 \u00e8 difficile evitare il sospetto di essere sorvegliati, quando la mente \u00e8\ndi essere osservati, quando la mente \u00e8 consapevole del pericolo, non riuscivo a persuadere me stesso che\nche nessuna delle persone in vista si preoccupasse dei miei movimenti. I pochi che\npassavano per la loro strada e la via era vuota quando tornai al Tempio.\nquando tornai al Tempio. Nessuno era uscito dal cancello con noi\ncon noi, nessuno era entrato al cancello con me. Mentre attraversavo la fontana\nfontana, vidi le sue finestre illuminate sul retro che sembravano luminose e tranquille e..,\nQuando rimasi per qualche istante sull'uscio dell'edificio in cui vivevo, prima di salire le scale.\nprima di salire le scale, Garden Court era immobile e senza vita come le scale\nsenza vita come lo era la scala quando la salii.\n\nHerbert mi accolse a braccia aperte, e non avevo mai sentito prima d'ora cos\u00ec\nbenedettamente cosa significhi avere un amico. Dopo aver pronunciato alcune parole\nparole di simpatia e di incoraggiamento, ci sedemmo a considerare la domanda\ndomanda: \"Cosa fare?\n\nLa sedia che Provis aveva occupato rimaneva ancora al suo posto.\nperch\u00e9 aveva un modo tutto suo di stare in un punto, in un modo non stabile, e di fare un giro di osservanze con\nun unico modo di stare in un solo punto, in un unico modo, e di fare un giro di osservanze con\nla sua pipa, la sua testa di negro, il suo coltello a serramanico e il suo mazzo di carte,\ne quant'altro, come se tutto fosse stato scritto per lui su una lavagna.\nla sedia rimase al suo posto, Herbert la prese inconsciamente, ma un attimo dopo ne usc\u00ec\nun attimo dopo si alz\u00f2, la spinse via e ne prese un'altra. Non ebbe\nnon ebbe pi\u00f9 occasione di dire che aveva concepito un'avversione per il mio\nmecenate, n\u00e9 io ebbi occasione di confessare la mia. Ci scambiammo quella\nconfidenza senza scambiarci una sillaba.\n\n Cosa, dissi a Herbert, quando era al sicuro su un'altra sedia, cosa si deve fare?\nfare?\n\n Mio povero caro Handel, rispose lui, tenendosi la testa, sono troppo stordito per\nper pensare.\n\n Lo ero anch'io, Herbert, quando il colpo \u00e8 caduto per la prima volta. Tuttavia, qualcosa deve essere\nfare. \u00c8 intenzionato a fare nuove spese, cavalli e carrozze,\ne apparizioni sfarzose di ogni tipo. Bisogna fermarlo in qualche modo.\n\n Vuoi dire che non puoi accettare\n\n Come posso?  interposi, mentre Herbert faceva una pausa.  Pensa a lui! Guarda\nlui!\n\nUn brivido involontario attravers\u00f2 entrambi.\n\n Ma temo che la terribile verit\u00e0, Herbert, sia che lui \u00e8 attaccato a me, fortemente attaccato a me.\na me, fortemente legato a me. C'\u00e8 mai stato un destino simile!\n\n Il mio povero caro Handel, ripet\u00e9 Herbert.\n\n Allora, dissi, dopo tutto, fermandomi qui, non prender\u00f2 mai un altro\nun altro centesimo da lui, pensa a quanto gli devo gi\u00e0! E poi ancora: Sono pesantemente\ndebito, molto pesantemente per me, che ora non ho aspettative, e sono\nsono stato allevato per nessuna vocazione, e non sono adatto a nulla.\n\n Bene, bene, bene!  Herbert protest\u00f2.  Non dire che non \u00e8 adatto a nulla.\n\n Per cosa sono adatto? So solo una cosa per cui sono adatto, ed \u00e8\n\u00e8 andare a fare il soldato. E avrei potuto andarci, mio caro Herbert, se non fosse stato per la prospettiva\nse non fosse stato per la prospettiva di avere un consiglio con la tua amicizia e il tuo affetto.\n\nNaturalmente sono crollata l\u00ec: e naturalmente Herbert, oltre a stringere la mia mano calda, ha fatto finta di non saperlo.\ncalda presa della mia mano, fece finta di non saperlo.\n\n Comunque, mio caro Handel, disse subito, il soldato non va bene. Se\nrinunciasse a questo patrocinio e a questi favori, suppongo che lo farebbe\nsuppongo che lo fareste con la tenue speranza di ripagare un giorno ci\u00f2 che avete\ngi\u00e0 avuto. Una speranza non molto forte, se andaste a fare il soldato!\nInoltre, \u00e8 assurdo. Sareste infinitamente meglio nella casa di Clarriker.\nClarriker, per quanto piccola sia. Sto lavorando per diventare socio, lo sai.\nsai.\n\nPoveretto! Sospettava poco con quale denaro.\n\n Ma c'\u00e8 un'altra questione, disse Herbert.  Si tratta di un uomo ignorante,\ndeterminato, che ha da tempo un'idea fissa. Ma soprattutto, mi sembra\nmi sembra (potrei giudicarlo male) un uomo dal carattere disperato e feroce.\nferoce.\n\n So che lo \u00e8, sono tornato.  Lasciate che vi dica quali prove ho visto\ndi questo.  E gli raccontai quello che non avevo menzionato nella mia narrazione, di\ndell'incontro con l'altro detenuto.\n\n Vedi, allora, disse Herbert, pensa a questo! Viene qui a rischio e pericolo\ndella sua vita, per realizzare la sua idea fissa. Nel momento della\nrealizzazione, dopo tutta la sua fatica e la sua attesa, voi gli tagliate la terra da sotto i piedi, distruggete la sua idea e rendete i suoi guadagni\nsotto i suoi piedi, distruggete la sua idea e rendete inutili i suoi guadagni.\nNon vedete nulla che potrebbe fare, sotto la delusione?\n\n L'ho visto, Herbert, e l'ho sognato, fin dalla notte fatale del suo arrivo.\ndel suo arrivo. Nulla \u00e8 stato nei miei pensieri cos\u00ec chiaramente come il suo\nche si \u00e8 messo sulla strada per essere preso.\n\n Allora potete contare sul fatto, disse Herbert, che ci sarebbe stato un grande pericolo\npericolo che lo faccia. Questo \u00e8 il suo potere su di voi finch\u00e9 rimane in Inghilterra.\nin Inghilterra, e questo sarebbe il suo comportamento sconsiderato se voi\nlo abbandonassi.\n\nEro cos\u00ec colpito dall'orrore di questa idea, che mi era pesata fin dall'inizio, e la cui realizzazione mi avrebbe fatto considerare\nfin dal primo momento, e la cui realizzazione mi avrebbe fatto considerare\nin qualche modo come il suo assassino, che non riuscii a riposare sulla mia\nsedia, ma cominciai a camminare avanti e indietro. Nel frattempo dissi a Herbert che\nche anche se Provis fosse stato riconosciuto e preso, suo malgrado, sarei stato\nsarei stato disgraziato come causa, anche se innocente. S\u00ec, anche se ero cos\u00ec\nmiserabile di averlo in libert\u00e0 e vicino a me, e anche se avrei preferito di gran lunga\navrei preferito di gran lunga lavorare alla fucina per tutti i giorni della mia vita piuttosto che\nche sarei mai arrivato a questo!\n\nMa non c'era modo di evitare la domanda: \"Che cosa si deve fare?\n\n La prima e principale cosa da fare, disse Herbert, \u00e8 portarlo via dall'Inghilterra.\nfuori dall'Inghilterra. Voi dovrete andare con lui e lui potr\u00e0 essere indotto a partire.\nindotto ad andarsene.\n\n Ma se lo porto dove voglio, posso evitare che torni?\n\n Mio buon Handel, non \u00e8 ovvio che con Newgate nella strada accanto\nstrada, ci deve essere un rischio molto maggiore nel rompere la tua mente a\ne renderlo imprudente, qui, piuttosto che altrove? Se si potesse trovare un pretesto per\nSe si potesse trovare un pretesto per portarlo via da quell'altro detenuto o da qualsiasi altra cosa nella sua vita.\nnella sua vita, ora.\n\n Ecco, di nuovo! dissi, fermandomi davanti a Herbert, con le mani aperte\naperte, come se contenessero la disperazione del caso.  Non so\nnulla della sua vita. Mi ha quasi fatto impazzire stare seduto qui di notte\ne vederlo davanti a me, cos\u00ec legato alle mie fortune e disgrazie,\neppure cos\u00ec sconosciuto, se non come il miserabile disgraziato che mi ha terrorizzato\ndue giorni della mia infanzia!\n\nHerbert si alz\u00f2, un\u00ec il suo braccio al mio e camminammo lentamente avanti e indietro\ninsieme, studiando il tappeto.\n\n Handel, disse Herbert, fermandosi, lei si sente convinto di non poter trarre\nnon ricevere pi\u00f9 alcun beneficio da lui, non \u00e8 vero?\n\n Completamente. Sicuramente lo fareste anche voi, se foste al mio posto.\n\n E si sente convinta di dover rompere con lui?\n\n Herbert, puoi chiedere a me?\n\n E voi avete, e siete tenuti ad avere, quella tenerezza per la vita che lui\nha rischiato per colpa vostra, che dovete salvarlo, se possibile, dal\nbuttarla via. Allora dovete portarlo via dall'Inghilterra prima di muovere\nprima di muovere un dito per liberarti. Fatto questo, si liberi, in nome del Cielo, e vedremo\nnome del cielo, e ce la vedremo insieme, caro vecchio mio.\n\n\u00c8 stato un conforto stringere la mano e camminare di nuovo su e gi\u00f9,\nsolo per questo.\n\n Ora, Herbert, dissi io, con l'intento di conoscere la sua storia.\ndella sua storia. C'\u00e8 solo un modo che conosco. Devo chiederglielo a bruciapelo\nin bianco.\n\n Si. Chiedeteglielo, disse Herbert, quando ci sediamo a colazione la mattina.\nmattina.  Perch\u00e9 aveva detto, congedandosi da Herbert, che sarebbe venuto a colazione con noi.\nsarebbe venuto a fare colazione con noi.\n\nCon questo progetto formato, andammo a letto. Ho fatto i sogni pi\u00f9 selvaggi\nsogni pi\u00f9 selvaggi su di lui e mi sono svegliata non riposata; mi sono svegliata anche per recuperare la paura\nche avevo perso durante la notte, di essere scoperto come un\ntrasporto. Svegliandomi, non ho mai perso quella paura.\n\nArriv\u00f2 all'ora stabilita, tir\u00f2 fuori il suo coltello a serramanico e si sedette a tavola.\ne si sedette a tavola. Era pieno di progetti per far s\u00ec che il suo gentiluomo ne uscisse\nforte e come un gentiluomo, e mi esort\u00f2 a iniziare subito a lavorare sul libro\nlibro tascabile che aveva lasciato in mio possesso. Considerava le\ncamere e il suo stesso alloggio come residenze temporanee e mi consigli\u00f2 di\ndi cercare subito una culla alla moda vicino a Hyde Park, dove avrebbe potuto\nin cui avrebbe potuto fare una scrollata.  Quando ebbe terminato la sua colazione,\ne si stava pulendo il coltello sulla gamba, gli dissi, senza fare una parola di\nprefazione,\n\n Dopo che ve ne siete andati ieri sera, ho raccontato al mio amico della lotta che\ni soldati vi hanno trovato impegnati nelle paludi, quando siamo arrivati. Ti\nricordi?\n\n Ricorda! disse lui.  Lo penso anch'io!\n\n Vogliamo sapere qualcosa su quell'uomo e su di voi. \u00c8 strano\ndi non sapere nulla di pi\u00f9 su nessuno dei due, e in particolare su di te, di quello che sono stato in grado di\nieri sera. Non \u00e8 questo un momento come un altro per saperne di pi\u00f9?\ndi pi\u00f9?\n\n Bene! disse, dopo averci riflettuto.  Hai fatto il tuo giuramento, lo sai,\ncompagno di Pip?\n\n Certamente, rispose Herbert.\n\n Per quanto riguarda qualsiasi cosa io dica, sapete, ha insistito.  Il giuramento vale per\ntutti.\n\n Mi risulta che sia cos\u00ec.\n\n E guardate qui! Qualunque cosa io abbia fatto \u00e8 gi\u00e0 stata elaborata e pagata, ha insistito di nuovo.\ninsistette ancora.\n\n E cos\u00ec sia.\n\nTir\u00f2 fuori la sua pipa nera e stava per riempirla di testa di negro,\nquando, guardando il groviglio di tabacco che aveva in mano, gli sembr\u00f2 di pensare che\nche avrebbe potuto confondere il filo della sua narrazione. La rimise a posto,\ninfil\u00f2 la pipa in un'asola del cappotto, stese una mano su ogni ginocchio e, dopo aver rivolto uno sguardo arrabbiato\nginocchia e, dopo aver rivolto un occhio arrabbiato al fuoco per qualche momento di silenzio, ci guard\u00f2 intorno e disse\nmomenti di silenzio, ci guard\u00f2 intorno e disse quanto segue.\n\n\n\n\nCapitolo XLII.\n\n\n Caro ragazzo e compagno di Pip. Non ho intenzione di raccontarvi la mia vita\ncome una canzone o un libro di racconti. Ma per renderla breve e pratica, la metter\u00f2 subito\nmetterla subito in una boccata d'inglese. In prigione e fuori di prigione, in\nprigione e fuori di prigione, in prigione e fuori di prigione. Ecco, avete capito.\nQuesta \u00e8 pi\u00f9 o meno la mia vita, fino al momento in cui sono stato imbarcato,\ndopo che Pip \u00e8 stato il mio amico.\n\n Mi \u00e8 stato fatto di tutto, tranne l'impiccagione. Sono stato\nrinchiuso quanto un teiere d'argento. Sono stato portato qui e\ne l\u00e0, e messo fuori da questa citt\u00e0, e messo fuori da quella citt\u00e0, e\ne sono stato messo alla gogna, frustato, inquietato e guidato. Non ho pi\u00f9\nnon ho pi\u00f9 idea di dove sono nato di quanta ne abbiate voi. Ho preso coscienza di me per la prima volta\ndi me stesso gi\u00f9 nell'Essex, a rubare rape per vivere. Summun era\nera scappato da me un uomo, uno stagnino, e si era portato via il fuoco, lasciandomi molto freddo.\nlasciandomi molto freddo.\n\n Sapevo che il mio nome era Magwitch, figlio di Abel. Come lo sapevo?\nCome sapevo che i nomi degli uccelli nelle siepi erano fringuello,\nfringuello, sparviero, tordo. Avrei potuto pensare che fossero tutte bugie insieme, solo che\ni nomi degli uccelli si rivelano veri, supponevo che fosse cos\u00ec anche per il mio.\n\n Per quanto ho potuto trovare, non c'era anima viva che vedesse il giovane Abel\nMagwitch, sia con lui che in lui, ma che si sia spaventata di lui\ne l'ha scacciato o l'ha fatto fuori. Sono stato preso, preso,\npreso, preso, preso, a tal punto che sono cresciuto regolarmente preso.\n\n Cos\u00ec \u00e8 stato, che quando ero un piccolo cretino straccione, tanto da essere\nda compatire come mai ho visto (non che guardassi nei vetri, perch\u00e9\nnon mi sono noti molti interni di case ammobiliate), mi sono guadagnato l'appellativo di\nnome di essere indurito.  Questo \u00e8 un terribile indurito, dicevano i saggi della\ncarcerieri, scegliendomi.  Si pu\u00f2 dire che viva in prigione, questo\nragazzo.  Poi mi guardarono, e io guardai loro, e mi misurarono la testa.\nla mia testa, alcuni avrebbero fatto meglio a misurarmi lo stomaco, e altri\nmi hanno dato trattati che non potevo leggere e mi hanno fatto discorsi che non potevo capire.\nnon potevo capire. Mi parlavano sempre del diavolo. Ma\nche diavolo dovevo fare? Devo mettere qualcosa nello stomaco,\nnon \u00e8 vero? Comunque, mi sto abbassando e so cosa devo fare. Caro\nragazzo e compagno di Pip, non temere che io sia gi\u00f9 di morale.\n\n Vagabondare, chiedere l'elemosina, rubare, lavorare qualche volta quando potevo, anche se\nanche se non cos\u00ec spesso come pensate, fino a quando non mi avete posto la questione\nse voi stessi sareste stati pronti a darmi un lavoro, un po' di bracconiere, un po' di bracciante, un po' di\nun po' di bracconiere, un po' di manovale, un po' di carrettiere, un po' di\nun po' di fienaio, un po' di venditore ambulante, un po' di tutte le cose che non pagano e che\nche non pagano e che portano ai guai, devo essere un uomo. Un soldato disertore in un\nTraveller's Rest, che si nascondeva fino al mento sotto un sacco di tatuaggi,\nmi ha insegnato a leggere; e un Gigante itinerante che firmava il suo nome per un\npenny alla volta mi ha insegnato a scrivere. Ora non mi rinchiudo pi\u00f9 cos\u00ec spesso come\nma ho consumato la mia buona dose di chiavi di metallo.\n\n Alle corse di Epsom, pi\u00f9 di vent'anni fa, feci conoscenza con un uomo il cui cranio\nun uomo a cui avrei spaccato il cranio con questo attizzatoio, come la chela di un'aragosta, se l'avessi messo su questo piano di cottura.\ncome la chela di un'aragosta, se lo avessi su questo piano di cottura. Il suo nome corretto era Compeyson; e\n\u00c8 questo l'uomo, caro ragazzo, che mi vedi sbattere nel fosso,\nsecondo quanto hai detto al tuo compagno dopo che me ne sono andato ieri sera.\nnotte.\n\n Si \u00e8 presentato come un gentiluomo, questo Compeyson, e ha frequentato un collegio pubblico\ncollegio pubblico e aveva imparato. Era uno che parlava con disinvoltura ed era\nun po' di pazienza con i modi di fare dei gentiluomini. Era anche di bell'aspetto. Era la\nnotte prima della grande corsa, quando lo trovai nella brughiera, in una cabina\nche conoscevo. Lui e altri erano seduti tra i tavoli quando entrai.\nQuando entrai, l'oste (che mi conosceva ed era un tipo sportivo) lo chiam\u00f2 e lo fece uscire.\nsportivo) lo chiam\u00f2 e gli disse: \"Credo che questo sia un uomo che potrebbe\nche potrebbe fare al caso vostro, cio\u00e8 io.\n\n Compeyson, mi guarda con molta attenzione e io lo guardo. Ha un\norologio, una catena, un anello, un fermaglio e un bel vestito.\nvestiti.\n\n A giudicare dalle apparenze, sei sfortunato, mi dice Compeyson.\n\n S\u00ec, maestro, e non ci sono mai stato molto dentro.  (Ero uscito dal carcere di\nprigione di Kingston l'ultima volta per un rinvio a giudizio per vagabondaggio. Non so cosa avrebbe potuto essere\nessere stato per qualcos'altro; ma non lo avvert\u00ec).\n\n La fortuna cambia, dice Compeyson; forse la vostra sta per cambiare.\n\n Io dico: \"Spero che sia cos\u00ec\". C'\u00e8 posto.\n\n Cosa si pu\u00f2 fare? dice Compeyson.\n\n Mangia e bevi, ti dico, se trovi il materiale.\n\n Compeyson rise, mi guard\u00f2 di nuovo con molta attenzione, mi diede cinque scellini e mi diede appuntamento per la notte successiva.\nscellini e mi diede appuntamento per la notte successiva. Stesso posto.\n\n La sera dopo sono andato da Compeyson, nello stesso posto, e Compeyson mi ha preso come\ncome suo uomo e compagno. E qual era l'attivit\u00e0 di Compeyson in cui\nche dovevamo fare da pardner? L'attivit\u00e0 di Compeyson era la truffa,\nfalsificazione di calligrafie, passaggio di banconote rubate e cose del genere. Tutti i tipi di\ndi trappole che Compeyson poteva tendere con la sua testa e da cui poteva tenere fuori le sue gambe\ne ricavarne i profitti e far entrare un altro uomo, erano affari di Compeyson.\nCompeyson. Non aveva pi\u00f9 cuore di una lima di ferro, era freddo come la morte\nfreddo come la morte e aveva la testa del diavolo di cui sopra.\n\n C'era un altro, insieme a Compeyson, che si chiamava Arthur, non come\ncome un nome, ma come un cognome. Era in declino ed era un'ombra da guardare.\nombra da guardare. Lui e Compeyson erano stati coinvolti in un brutto affare con una\nricca signora qualche anno prima, e avevano fatto un sacco di soldi con questo; ma\nCompeyson scommetteva e giocava d'azzardo, e aveva fatto il pieno di tasse per il re.\nCos\u00ec, Art\u00f9 era in fin di vita, e stava morendo povero e con gli orrori addosso,\ne la moglie di Compeyson (che Compeyson prendeva soprattutto a calci) aveva piet\u00e0 di lui quando poteva.\ndi lui quando poteva, e Compeyson non aveva piet\u00e0 di niente e di nessuno.\nnessuno.\n\n Avrei potuto essere avvertito da Arthur, ma non l'ho fatto; e non voglio fingere di essere stato\ndi essere stato un partigiano, perch\u00e9 dove sarebbe stato il bene, caro ragazzo e compagno?\nCos\u00ec iniziai con Compeyson, e nelle sue mani ero un povero strumento. Arthur\nabitava in cima alla casa di Compeyson (vicino a Brentford), e\nCompeyson gli teneva un conto accurato per il vitto e l'alloggio, nel caso in cui\ncaso si fosse rimesso a lavorare. Ma Arthur sald\u00f2 presto il conto.\nil conto. La seconda o terza volta che lo vidi, venne a\nnel salotto di Compeyson a tarda notte, con indosso solo un abito di flanella e con i capelli\ndi flanella, con i capelli tutti sudati, e disse alla moglie di Compeyson,\n Sally, lei \u00e8 davvero al piano di sopra con me, ora, e non posso liberarmi di lei.\ndi lei. \u00c8 tutta vestita di bianco, dice, con fiori bianchi tra i capelli, ed \u00e8 terribilmente pazza.\n\u00e8 terribilmente pazza, e ha un sudario appeso al braccio, e dice che me lo metter\u00e0 addosso quando\ndice che me lo metter\u00e0 alle cinque del mattino.\n\n Disse Compeyson:  Perch\u00e9, sciocco, non sai che ha un corpo vivo?\ncorpo? E come potrebbe essere lass\u00f9, senza passare dalla porta,\no dalla finestra, e salire le scale?\n\n Non so come sia l\u00ec, dice Arthur, tremando terribilmente per l'orrore, ma \u00e8 in piedi in un angolo, ai piedi del letto.\norrore, ma \u00e8 in piedi nell'angolo ai piedi del letto,\nterribilmente pazza. E sul punto in cui le si \u00e8 spezzato il cuore, tu l'hai spezzato, ci sono gocce di sangue.\ngocce di sangue.\n\n Compeyson parlava con forza, ma era sempre un codardo.  Vai da questo malato\nmalato che sta per morire, dice a sua moglie, e Magwitch, dalle una mano.\nuna mano, ti dispiace?  Ma lui non si avvicin\u00f2 mai.\n\n Io e la moglie di Compeyson lo portammo a letto e lui delirava in modo terribile.\nterribili.  Ma guardatela! grid\u00f2.  Sta scuotendo il sudario\nverso di me! Non la vedi? Guarda i suoi occhi! Non \u00e8 terribile vederla\ncos\u00ec arrabbiata?  Poi grida: \"Me lo metter\u00e0 addosso e io sar\u00f2 spacciato!\".\nToglieteglielo, toglieteglielo!  E poi ci ha afferrato,\ne continu\u00f2 a parlarle e a risponderle, finch\u00e9 non credetti quasi di vederla.\ndi averla vista io stesso.\n\n La moglie di Compeyson, essendo abituata a lui, gli diede un po' di liquore per far passare gli\norrore, e a poco a poco si calm\u00f2.  Oh, se n'\u00e8 andata! Il suo custode\n\u00e8 stato a cercarla? dice.  S\u00ec, dice la moglie di Compeyson.  Gli hai detto\ndi chiuderla a chiave e di sbarrarle la strada?   S\u00ec. E di portare via quella brutta cosa.   E di portarle via quella brutta cosa\nda lei?   S\u00ec, s\u00ec, va bene.   Sei un buon creatore, dice,\n non lasciarmi, qualunque cosa tu faccia, e grazie!\n\n Riposava abbastanza tranquillamente fino a quando non si voleva qualche minuto delle cinque, e\npoi si alza con un urlo e grida: \"Eccola! Ha\nha di nuovo il sudario. Lo sta dispiegando. Sta uscendo dall'angolo.\nangolo. Si avvicina al letto. Tienimi, tutti e due su di te, uno per\nnon lasciare che mi tocchi con quello. Quella volta mi ha mancato.\nNon lasciare che me lo getti sulle spalle. Non lasciare che mi sollevi per\nper metterla intorno a me. Mi sta sollevando. Tienimi gi\u00f9!  Poi si sollev\u00f2\nsollev\u00f2 con forza e mor\u00ec.\n\n Compeyson si \u00e8 preso una bella liberazione per entrambe le parti. Lui e io\nci siamo subito dati da fare, e prima mi ha fatto giurare (essendo sempre abile) sul mio stesso\nlibro, questo piccolo libro nero, caro ragazzo, su cui ho giurato il tuo compagno.\nsul quale ho giurato al tuo compagno.\n\n Non voglio entrare nel merito delle cose che Compeyson ha pianificato e che io ho fatto e che richiederebbero una settimana.\nche richiederebbero una settimana, mi limiter\u00f2 a dire a te, caro ragazzo e compagno di Pip, che\nquell'uomo mi ha messo in una rete tale da farmi diventare il suo schiavo nero. Ero sempre\nin debito con lui, sempre sotto il suo controllo, sempre a lavorare, sempre a\npericolo. Lui era pi\u00f9 giovane di me, ma aveva mestiere, e\ne aveva imparato, e mi ha battuto cinquecento volte, senza\npiet\u00e0. La mia signora e io abbiamo avuto la difficolt\u00e0 di fermarci! Non ho\nportato in casa sua\n\nSi guard\u00f2 intorno in modo confuso, come se avesse perso il suo posto nel libro dei ricordi.\nnel libro dei suoi ricordi; poi gir\u00f2 la faccia verso il fuoco, allarg\u00f2 le mani sulle ginocchia, le sollev\u00f2 e le mise in un angolo.\nle mani larghe sulle ginocchia, le sollevava e le rimetteva.\ndi nuovo.\n\n Non c'\u00e8 bisogno di approfondire, disse, guardandosi ancora una volta intorno.\n Il periodo con Compeyson \u00e8 stato il pi\u00f9 duro che abbia mai avuto; questo\ndetto, tutto \u00e8 stato detto. Vi ho detto che sono stato processato, da solo, per\nreato, mentre ero con Compeyson?\n\nHo risposto: \"No\".\n\n Ebbene, ha detto, lo sono stato e sono stato condannato. Per quanto riguarda i sospetti\nsospetto, questo avvenne due o tre volte nei quattro o cinque anni che\nche dur\u00f2; ma mancavano le prove. Alla fine, sia io che Compeyson siamo stati\nper crimine, con l'accusa di aver messo in circolazione banconote rubate.\ne c'erano altri capi d'accusa. Compeyson mi disse,\n Difese separate, nessuna comunicazione, e questo era tutto. E io ero cos\u00ec\nmiseramente povero che vendetti tutti i vestiti che avevo, tranne quello che pendeva sulla\nschiena, prima di poter prendere Jaggers.\n\n Quando ci misero al banco degli imputati, notai innanzitutto che gentiluomo era Compeyson.\nCompeyson, con i suoi capelli ricci, i suoi vestiti neri e il suo\nbianco, e che razza di disgraziato comune sembravo io.\nQuando si apr\u00ec l'accusa e le prove vennero messe in breve, in anticipo,\nnotai quanto tutto pesasse su di me e quanto fosse leggero su di lui. Quando le\nprove venivano consegnate, notavo come fossi sempre io a essere\nvenuto per l'ard, e che si poteva giurare su di me, che era sempre a me che il denaro era stato\ndenaro, come fosse sempre io a lavorare e a trarre profitto.\nl'affare e a trarne profitto. Ma quando arriva la difesa, allora vedo il piano pi\u00f9 chiaro.\nil piano pi\u00f9 chiaro; perch\u00e9, dice il consulente di Compeyson, mio signore e\nsignori, avete di fronte a voi, fianco a fianco, due persone che i vostri occhi possono\nocchi possono separare: uno, il pi\u00f9 giovane, ben educato, che sar\u00e0\nparler\u00e0 in quanto tale; uno, il pi\u00f9 anziano, mal educato, a cui si parler\u00e0\nuno, il pi\u00f9 giovane, che raramente, se non mai, viene visto in queste\noperazioni, e solo sospettato; l'altro, il pi\u00f9 anziano, sempre visto in queste operazioni e sempre con la sua colpa\n e sempre con le sue colpe. Si pu\u00f2 dubitare, se c'\u00e8\nuno solo, quale sia l'unico e, se ce ne sono due, quale sia il peggiore?\nmolto peggiore?  E cos\u00ec via. E quando si parla di carattere,\navvertite Compeyson, che era stato a scuola, e avvertite i suoi\ncompagni di scuola che era in questa e in quella posizione, e lo avvert\u00ec come\ncome era stato conosciuto da testimoni in tali club e societ\u00e0, e nulla a suo svantaggio?\nsvantaggio? E avvertire me, che ero gi\u00e0 stato processato in precedenza, e che avevo conosciuto\ncome era stato processato in precedenza, e come era stato conosciuto su e gi\u00f9 per le strade dei Bridewells e dei Lock-Ups! E quando\ndi parlare, avvertii Compeyson che poteva parlare a loro con\nil viso che di tanto in tanto cadeva nel suo bianco\ne con versi nel suo discorso, e avvertite me che potevo solo dire: \"Gentilezza\".\nme che potevo solo dire: \"Signori, quest'uomo al mio fianco \u00e8 un prezioso mascalzone\".\nprezioso mascalzone? E quando il verdetto \u00e8 arrivato, avvertire Compeyson che \u00e8 stato\nraccomandato alla clemenza per il suo buon carattere e per le sue cattive compagnie, e che\ne di aver dato tutte le informazioni possibili su di me, e di avvertire me che non ho mai avuto\nmai una parola se non Colpevole? E quando ho detto a Compeyson: \"Una volta fuori da questo tribunale.\nuna volta fuori da questa corte, spaccher\u00f2 quella faccia!\nil Giudice di essere protetto, e si fa mettere due scagnozzi tra di noi? E\nquando saremo condannati, lui avr\u00e0 sette anni e io quattordici,\ne il giudice \u00e8 dispiaciuto per lui, perch\u00e9 avrebbe potuto fare cos\u00ec bene\nbene, e non \u00e8 per me che il Giudice vede un vecchio delinquente di\npassione violenta, che rischia di peggiorare?\n\nAveva raggiunto uno stato di grande eccitazione, ma lo controll\u00f2, fece due o tre brevi respiri, deglut\u00ec altrettanto spesso e si stiracchi\u00f2.\nma la controll\u00f2, fece due o tre brevi respiri, deglut\u00ec altrettanto spesso, e tendendo la mano verso di me disse, in modo rassicurante\nmano verso di me disse, in modo rassicurante: \"Non ho intenzione di essere basso, caro ragazzo!\ndi essere basso, caro ragazzo!\n\nSi era talmente riscaldato che tir\u00f2 fuori il fazzoletto e si asciug\u00f2\nviso, la testa, il collo e le mani, prima di poter continuare.\n\n[Illustrazione]\n\n Avevo detto a Compeyson che gli avrei spaccato la faccia e ho giurato di farlo.\nSignore spacca la mia! di farlo. Eravamo nella stessa nave-prigione, ma io\nnon riuscivo a raggiungerlo a lungo, anche se ci provavo. Alla fine gli arrivai alle spalle\ne gli diedi un colpo sulla guancia per girarlo e dargli un colpo secco.\nquando fui visto e catturato. Il buco nero di quella nave non era un\nforte, per un giudice di buchi neri che sanno nuotare e immergersi. I\nscappai a riva e mi nascosi tra le tombe,\ninvidiando tutti quelli che erano l\u00ec dentro e dappertutto, quando vidi per la prima volta mio figlio!\n\nMi guard\u00f2 con uno sguardo d'affetto che me lo rese quasi ripugnante, anche se avevo provato grande piet\u00e0 per lui.\ndi nuovo a me, anche se avevo provato una grande piet\u00e0 per lui.\n\n Da mio figlio, mi \u00e8 stato dato di capire che anche Compeyson era in giro per quelle\npaludi. Credo quasi che sia fuggito terrorizzato, per\nper liberarsi di me, non sapendo che ero io ad essere sceso a terra. Gli diedi la caccia\nlo cacciai. Gli ho spaccato la faccia.  E ora, dicevo, come la cosa peggiore che potessi fare.\nfare, non curandomi di me stesso, ti trasciner\u00f2 indietro.  E avrei nuotato\na nuoto, tirandolo per i capelli, se fosse stato necessario, e l'avrei portato a bordo senza i soldati.\na bordo senza i soldati.\n\n Naturalmente ha dato il meglio di s\u00e9 fino all'ultimo, il suo personaggio era cos\u00ec\nbuono. Era fuggito quando era stato reso mezzo selvaggio da me e dalle mie intenzioni omicide.\nintenzioni omicide; e la sua punizione fu lieve. Io fui messo ai ferri, portato di nuovo\nprocesso e condannato all'ergastolo. Non mi sono fermato per l'ergastolo, caro ragazzo e\ncompagno di Pip, di essere qui.\n\nSi pul\u00ec di nuovo, come aveva fatto prima, e poi prese lentamente il suo groviglio di tabacco dalla tasca e tir\u00f2 fuori la pipa dalla tasca.\ndi tabacco dalla tasca, prese la pipa dall'asola, la riemp\u00ec lentamente e inizi\u00f2 a fumare.\ndall'occhiello, la riemp\u00ec lentamente e cominci\u00f2 a fumare.\n\n \u00c8 morto?  chiesi, dopo un po' di silenzio.\n\n Chi \u00e8 morto, caro ragazzo?\n\n Compeyson.\n\n Spera che io lo sia, se \u00e8 vivo, potete starne certi, con uno sguardo feroce.\n Non ho pi\u00f9 sentito parlare di lui.\n\nHerbert stava scrivendo con la matita sulla copertina di un libro. Egli\ndolcemente il libro verso di me, mentre Provis stava fumando con gli occhi sul\nocchi sul fuoco, e io lessi:\n\n Il giovane Havisham si chiamava Arthur. Compeyson \u00e8 l'uomo che ha professato di essere l'amante della signorina\ndi essere l'amante della signorina Havisham.\n\nChiusi il libro, feci un leggero cenno a Herbert e lo misi da parte;\nma nessuno di noi due disse nulla, ed entrambi guardammo Provis che stava\nin piedi a fumare accanto al fuoco.\n\n\n\n\nCapitolo XLIII.\n\n\nPerch\u00e9 dovrei soffermarmi a chiedere quanta parte del mio ritiro da Provis possa essere\na Estella? Perch\u00e9 avrei dovuto indugiare sulla mia strada, per confrontare lo stato d'animo\nmentale in cui avevo cercato di liberarmi della macchia della prigione\nprima di incontrarla alla stazione di servizio, con lo stato d'animo in cui\nriflettevo ora sull'abisso che separava Estella, nella sua fierezza e bellezza,\ne il trasporto di ritorno che ospitavo? La strada non sarebbe stata pi\u00f9\npi\u00f9 agevole per questo, la fine non sarebbe stata migliore per questo, lui non avrebbe\nnon sarebbe stato aiutato, n\u00e9 io sarei stata attenuata.\n\nLa sua narrazione aveva suscitato nella mia mente una nuova paura; o meglio,\nla sua narrazione aveva dato forma e scopo alla paura che era gi\u00e0\ngi\u00e0 presente. Se Compeyson fosse vivo e scoprisse il suo ritorno, non potrei dubitare delle conseguenze.\ndifficilmente avrei potuto dubitare delle conseguenze. Che Compeyson avesse un timore mortale di\nche Compeyson avesse una paura mortale di lui, nessuno dei due poteva saperlo meglio di me.\nuomo come era stato descritto esiterebbe a liberarsi per sempre da un\nun nemico temuto con il mezzo sicuro di diventare un informatore.\ninformatore era difficilmente immaginabile.\n\nNon avevo mai fiatato e non avrei mai fiatato o cos\u00ec ho deciso di dire una parola di Estella a Provis.\ndi Estella a Provis. Ma dissi a Herbert che, prima di poter andare all'estero, dovevo vedere sia Estella che Miss Havisham.\nall'estero, dovevo vedere sia Estella che la signorina Havisham. Questo avvenne quando\nrimasero soli la sera del giorno in cui Provis ci raccont\u00f2 la sua storia.\nDecisi di andare a Richmond il giorno dopo e ci andai.\n\nQuando mi presentai da Mrs. Brandley, la cameriera di Estella fu chiamata per dire che Estella era andata in campagna.\nper dire che Estella era andata in campagna. Dove? A Satis House,\ncome al solito. Non come al solito, dissi, perch\u00e9 non ci era mai andata senza di me.\nsenza di me; quando sarebbe tornata? C'era un'aria di riserva\nnella risposta che aument\u00f2 la mia perplessit\u00e0, e la risposta fu che la sua cameriera credeva\nla sua cameriera credeva che sarebbe tornata solo per un po' di tempo. I\nNon riuscii a capire nulla di tutto ci\u00f2, se non che era inteso che io non avrei dovuto\nnulla, e tornai a casa nel pi\u00f9 completo sconforto.\n\nUn altro consulto notturno con Herbert, dopo che Provis era andato a casa (io lo portavo sempre a casa e avevo sempre un bell'aspetto.\nsempre a casa, e avevo sempre un bell'aspetto), ci port\u00f2 alla conclusione che non si doveva parlare di andare all'estero\nconclusione che non si doveva parlare di andare all'estero fino al mio ritorno da Miss Havisham.\nNel frattempo, Herbert e io avremmo dovuto considerare separatamente\nconsiderare separatamente che cosa sarebbe stato meglio dire; se avremmo dovuto\nse inventare un pretesto per temere che lui fosse sotto osservazione sospetta\nse io, che non ero mai stata all'estero, dovessi proporre una spedizione.\nproporre una spedizione. Sapevamo entrambi che non dovevo far altro che proporre qualcosa,\ne lui avrebbe acconsentito. Eravamo d'accordo che non si poteva pensare che rimanesse molti giorni\npericolo, non era il caso di pensarci.\n\nIl giorno dopo ebbi la cattiveria di fingere di avere una promessa vincolante di scendere da Joe.\ndi scendere da Joe; ma ero capace di quasi tutte le cattiverie nei confronti di Joe\no il suo nome. Provis doveva stare rigorosamente attento mentre ero via, e\nHerbert si sarebbe occupato di lui come avevo fatto io. Dovevo assentarmi\nsolo una notte e, al mio ritorno, l'appagamento della sua impazienza per l'inizio del mio lavoro.\nimpazienza per il mio inizio come gentiluomo su scala pi\u00f9 ampia.\niniziato. Mi venne in mente allora, e come scoprii in seguito anche per Herbert\nche sarebbe stato meglio allontanarlo dall'altra parte dell'acqua, con questa\npretesto, come per fare acquisti o cose simili.\n\nAvendo cos\u00ec spianato la strada per la mia spedizione da Miss Havisham, partii con la carrozza del mattino presto, prima ancora che facesse giorno.\ncon la carrozza del mattino presto, prima ancora che facesse giorno, e mi trovavo sulla strada\nstrada in aperta campagna quando il giorno arriv\u00f2 strisciando, fermandosi e\ne tremante e avvolto da chiazze di nuvole e stracci di nebbia, come un mendicante.\nnebbia, come un mendicante. Quando arrivammo al Cinghiale Blu dopo una cavalcata piovigginosa, chi vidi uscire dal\npiovigginoso, chi vidi uscire sotto il cancello, con lo stuzzicadenti in mano,\nper guardare la carrozza, ma Bentley Drummle!\n\nMentre lui fingeva di non vedermi, io fingevo di non vedere lui. Era una\nuna finzione molto debole da entrambe le parti; pi\u00f9 debole perch\u00e9 entrambi andammo nella sala da caff\u00e8, dove lui aveva appena finito la colazione e dove io\ncaff\u00e8, dove lui aveva appena finito la sua colazione e dove io avevo ordinato la mia.\nordinato la mia. Era velenoso per me vederlo in citt\u00e0, perch\u00e9 sapevo bene perch\u00e9 era venuto l\u00ec.\nsapevo bene perch\u00e9 era venuto l\u00ec.\n\nFacendo finta di leggere un giornale scadente da molto tempo, che non aveva\nche non aveva nulla di cos\u00ec leggibile nelle sue notizie locali, come la materia estranea di\ncaff\u00e8, sottaceti, salse di pesce, sugo, burro fuso e vino di cui era cosparso, come se avesse preso il morbillo in un locale molto\ndi caff\u00e8, sottaceti, salse di pesce, sugo, burro fuso e vino, di cui era cosparso, come se avesse preso il morbillo in forma\nforma irregolare, mi sedetti al mio tavolo mentre lui stava davanti al fuoco. A poco a poco\na poco a poco divenne un enorme danno per me il fatto che lui stesse davanti al fuoco.\nfuoco. Mi alzai, decisa ad avere la mia parte. Ho dovuto mettere la mano dietro le\ndietro le sue gambe per l'attizzatoio quando andavo al caminetto a\nfuoco, ma feci comunque finta di non conoscerlo.\n\n \u00c8 un taglio? disse il signor Drummle.\n\n Oh! dissi io, con l'attizzatoio in mano; sei tu, vero? Come va? Mi chiedevo\nmi chiedevo chi fosse a tenere spento il fuoco.\n\nCon ci\u00f2, mi ficcai tremendamente e, dopo averlo fatto, mi posizionai a fianco del signor Drummle, con le spalle squadrate e la schiena rivolta verso l'alto.\nfianco a fianco con il signor Drummle, con le spalle squadrate e le spalle rivolte al fuoco.\nfuoco.\n\n Siete appena sceso? Disse Mr. Drummle, allontanandomi un po' con la spalla.\ncon la spalla.\n\n S\u00ec, dissi, allontanandolo un po' con la spalla.\n\n Un posto bestiale, disse Drummle.  La vostra parte del paese, credo?\n\n S\u00ec, ho acconsentito.  Mi hanno detto che \u00e8 molto simile al vostro Shropshire.\n\n Non mi piace affatto, disse Drummle.\n\nQui il signor Drummle guard\u00f2 i suoi stivali e io guardai i miei, e poi il signor Drummle guard\u00f2 i miei stivali e io i suoi.\nDrummle ha guardato i miei stivali e io ho guardato i suoi.\n\n Sei qui da molto tempo?  Chiesi, deciso a non cedere nemmeno un centimetro di\nil fuoco.\n\n Abbastanza a lungo da esserne stanco, rispose Drummle, fingendo di sbadigliare,\nma altrettanto determinato.\n\n Rimane qui a lungo?\n\n Non posso dirlo, rispose il signor Drummle.  E lei?\n\n Non posso dirlo, dissi io.\n\nSentii qui, attraverso un formicolio nel sangue, che se la spalla di Mr.\nDrummle avesse reclamato un altro capello di spazio, avrei dovuto\navrei dovuto sbatterlo contro la finestra; allo stesso modo, se la mia spalla avesse reclamato una simile\nun'analoga pretesa, Mr. Drummle mi avrebbe sbattuto nella cassa pi\u00f9 vicina.\nFischi\u00f2 un po'. Anch'io.\n\n Credo che qui ci sia una vasta zona di paludi? Disse Drummle.\n\n Si. E cosa c'entra?\n\nIl signor Drummle mi guard\u00f2 e poi guard\u00f2 i miei stivali, poi disse: \"Oh!\ne rise.\n\n Si diverte, signor Drummle?\n\n No, disse, non particolarmente. Vado a fare un giro in\nsella. Intendo esplorare quelle paludi per divertirmi. Villaggi fuori mano\nvillaggi, mi dicono. Piccole curiose case pubbliche e\nfabbri e cose del genere. Cameriere!\n\n S\u00ec, signore.\n\n Il mio cavallo \u00e8 pronto?\n\n Portato alla porta, signore.\n\n Io dico. Guardate qui, signore. La signora non vuole cavalcare oggi; il tempo\nnon va bene.\n\n Molto bene, signore.\n\n E non ceno, perch\u00e9 vado a cenare dalla signora.\n\n Molto bene, signore.\n\nAllora Drummle mi guard\u00f2, con un trionfo insolente sul suo\nche mi ha colpito al cuore, ottuso com'era, e mi ha esasperato a tal punto che mi sono sentita portata a prenderlo tra le braccia (come si dice in gergo).\nesasperato, che mi sentivo incline a prenderlo tra le braccia (come il brigante nel libro di fiabe\ncome si dice che il ladro nel libro di fiabe abbia preso la vecchia signora) e farlo sedere sul fuoco.\nsul fuoco.\n\nUna cosa era chiara a entrambi: finch\u00e9 non fossero arrivati i soccorsi, nessuno dei due avrebbe potuto\nnessuno dei due avrebbe potuto abbandonare il fuoco. Eravamo l\u00ec, ben\nben squadrati davanti ad esso, spalla a spalla e piede a piede, con le mani dietro la\nmani dietro di noi, senza muoverci di un millimetro. Il cavallo era visibile fuori nella\npioggerellina sulla porta, la mia colazione fu messa in tavola, quella di Drummle\nDrummle \u00e8 stato sparecchiato, il cameriere mi ha invitato a cominciare, ho annuito, abbiamo entrambi\ndi un'altra persona.\n\n Sei stato al Grove da allora? disse Drummle.\n\n No, dissi, ne ho avuto abbastanza dei Fringuelli l'ultima volta che sono stato l\u00ec.\nl\u00ec.\n\n \u00c8 stato allora che abbiamo avuto una divergenza di opinioni?\n\n S\u00ec, ho risposto, molto brevemente.\n\n Vieni, vieni! Ti hanno lasciato andare abbastanza facilmente, sogghign\u00f2 Drummle.  Non avresti dovuto\nnon avresti dovuto perdere la calma.\n\n Signor Drummle, dissi io, lei non \u00e8 competente a dare consigli su tale\nargomento. Quando perdo le staffe (e non ammetto di averlo fatto in quell'occasione), non lancio bicchieri.\noccasione), non lancio bicchieri.\n\n \u00c8 vero, disse Drummle.\n\nDopo avergli lanciato un paio di occhiate, in un crescente stato di\nferocia, dissi,\n\n Signor Drummle, non ho cercato questa conversazione e non la ritengo piacevole.\npiacevole.\n\n Sono sicuro che non lo \u00e8, disse lui, superciliosamente al di sopra delle sue spalle; non ci penso proprio.\nnon ci penso proprio.\n\n E quindi, ho proseguito, con il vostro permesso, suggerir\u00f2 di\ncomunicazione in futuro.\n\n \u00c8 la mia opinione, disse Drummle, e quello che avrei dovuto suggerire io stesso, o pi\u00f9 probabilmente fare senza suggerirlo.\no, pi\u00f9 probabilmente, senza suggerirlo. Ma non perdere la calma.\ntemperamento. Non hai gi\u00e0 perso abbastanza senza questo?\n\n Cosa intende dire, signore?\n\n Cameriere! disse Drummle, per rispondermi.\n\nIl cameriere \u00e8 riapparso.\n\n Guardi qui, signore. Capisce bene che la signorina non\ncavalca oggi e che io ceno da lei?\n\n Proprio cos\u00ec, signore!\n\nQuando il cameriere ebbe tastato con il palmo della mano la mia teiera che si raffreddava velocemente, mi guard\u00f2 implorante e se ne and\u00f2.\ne mi aveva guardato implorante, e se ne era andato, Drummle,\nDrummle, attento a non spostare la spalla accanto a me, prese un sigaro dalla tasca e\ne ne morse l'estremit\u00e0, ma non diede segno di volersi muovere. Soffocando e\ncome ero, sentivo che non potevamo andare avanti di una parola, senza introdurre il nome di Estella.\nil nome di Estella, che non potevo sopportare di sentirgli pronunciare;\ne quindi guardai con sguardo fisso verso la parete opposta, come se non ci fosse\nnessuno, e mi costrinsi al silenzio. Per quanto tempo avremmo potuto\nquanto tempo saremmo potuti rimanere in questa posizione ridicola \u00e8 impossibile dire, se non fosse che\nse non fosse stato per l'incursione di tre fiorenti contadini, messi a tavola dal cameriere, credo\nche entrarono nella sala da caff\u00e8 sbottonandosi i cappotti e sfregandosi le mani, e davanti ai quali\ne si sfregavano le mani, e di fronte ai quali, mentre si caricavano al fuoco, fummo costretti a cedere.\nsiamo stati costretti a cedere il passo.\n\nLo vidi attraverso la finestra, afferrare la criniera del suo cavallo e montare con il suo\ncon il suo modo brutale e sbruffone, e si allontanava e indietreggiava. Pensavo che\nPensavo che se ne fosse andato, quando torn\u00f2 indietro, chiedendo da accendere per il sigaro che aveva\nsigaro che aveva in bocca e che aveva dimenticato. Un uomo con un vestito color polvere\ncon quello che voleva, non saprei dire da dove:\nse dal cortile della locanda, o dalla strada, o da dove altro, e mentre Drummle\nDrummle si abbass\u00f2 dalla sella, accese il sigaro e rise, con uno scatto della testa verso il caff\u00e8.\ncon uno scatto della testa verso le finestre della sala da caff\u00e8, le spalle dinoccolate e i capelli\nspalle e i capelli arruffati di quest'uomo che mi dava le spalle mi ricordavano\nmi ricordarono Orlick.\n\nTroppo fuori di s\u00e9 per preoccuparmi se fosse lui o no, o per toccare la colazione.\no no, o per toccare la colazione, mi lavai il tempo e il viaggio dal viso e dalle mani e uscii dalla memorabile vecchia casa.\nviaggio dal viso e dalle mani, e uscii verso la vecchia e memorabile casa\nche sarebbe stato molto meglio per me non essere mai\nentrare e non averla mai vista.\n\n\n\n\nCapitolo XLIV.\n\n\nNella stanza dove si trovava la toletta e dove le candele di cera bruciavano sul muro\nbruciavano sul muro, trovai la signorina Havisham ed Estella; la signorina Havisham\nseduta su un divano vicino al fuoco, ed Estella su un cuscino ai suoi piedi.\nEstella stava lavorando a maglia e la signorina Havisham guardava. Entrambe\nalzarono gli occhi quando entrai ed entrambe videro un cambiamento in me. I\nlo dedussi dagli sguardi che si scambiarono.\n\n E quale vento, disse la signorina Havisham, ti spinge qui, Pip?\n\nSebbene mi guardasse fisso, vidi che era piuttosto confusa.\nEstella, fermandosi un attimo a sferruzzare con gli occhi puntati su di me, e poi continuando\npoi continuava, mi sembr\u00f2 di leggere nel movimento delle sue dita, cos\u00ec\nchiaramente come se me l'avesse detto in alfabeto muto, che avesse percepito\nche avevo scoperto il mio vero benefattore.\n\n Signorina Havisham, dissi io, ieri sono andata a Richmond per parlare con\nEstella; e avendo scoperto che il vento l'aveva portata qui, l'ho seguita.\n\nLa signorina Havisham mi fece cenno per la terza o quarta volta di sedermi,\npresi la sedia vicino alla toeletta, che le avevo visto occupare spesso.\noccupata. Con tutta quella rovina ai miei piedi e intorno a me, quel giorno mi sembr\u00f2 un posto naturale.\nposto naturale per me, quel giorno.\n\n Quello che dovevo dire a Estella, signorina Havisham, lo dir\u00f2 a voi,\ntra pochi istanti. Non vi sorprender\u00e0, non vi\nnon vi dispiacer\u00e0. Sono infelice come mai avete pensato che fossi.\n\nLa signorina Havisham continu\u00f2 a guardarmi fisso. Potevo vedere nell'azione delle\nEstella, mentre lavorava, che aveva ascoltato le mie parole; ma non alz\u00f2 lo sguardo.\nma non alz\u00f2 lo sguardo.\n\n Ho scoperto chi \u00e8 il mio mecenate. Non \u00e8 una scoperta fortunata,\ne non mi arricchir\u00e0 mai in reputazione, posizione, fortuna..,\nniente. Ci sono ragioni per cui non devo dire altro. Non \u00e8\nnon \u00e8 il mio segreto, ma quello di un altro.\n\nMentre rimasi in silenzio per un po', guardando Estella e valutando come proseguire, la signorina Havisham ripet\u00e9: \"Non \u00e8 il vostro segreto, ma un altro\".\ncontinuare, la signorina Havisham ripet\u00e9: \"Non \u00e8 il vostro segreto, ma quello di un altro\".\nEbbene?\n\n Quando mi avete fatto portare qui per la prima volta, signorina Havisham, quando appartenevo\nappartenevo al villaggio laggi\u00f9, che vorrei non aver mai lasciato, suppongo di essere davvero venuto qui\nsuppongo di essere davvero venuto qui, come sarebbe potuto venire qualsiasi altro ragazzo\ncome una specie di servo, per soddisfare un desiderio o un capriccio e per essere pagato per questo?\nper questo?\n\n S\u00ec, Pip, rispose la signorina Havisham, annuendo costantemente con la testa, l'hai fatto.\n\n E che il signor Jaggers\n\n Il signor Jaggers, disse la signorina Havisham, riprendendomi con tono deciso, non ha nulla a che fare con questa storia e non ne sa nulla.\nnon ha nulla a che fare con questa storia e non ne sa nulla. Il fatto che sia il mio avvocato e\nil suo essere l'avvocato del vostro patrono \u00e8 una coincidenza. Ha lo stesso rapporto\nrelazione con molte persone, e potrebbe facilmente nascere. Sia come sia\ncome sia, \u00e8 nata e non \u00e8 stata provocata da nessuno.\n\nChiunque avrebbe potuto vedere nel suo volto sparuto che non c'era stata alcuna\ndi soppressione o di evasione fino a quel momento.\n\n Ma quando sono caduto nell'errore in cui sono rimasto a lungo, almeno tu mi hai guidato?\ntu mi hai guidato?\n\n S\u00ec, rispose lei, annuendo di nuovo con fermezza, ti lascio andare avanti.\n\n \u00c8 stato gentile?\n\n Chi sono io?\", grid\u00f2 la signorina Havisham, battendo il bastone sul pavimento e\ne si scaten\u00f2 in un'ira cos\u00ec improvvisa che Estella alz\u00f2 gli occhi su di lei per la sorpresa.\nsorpresa, chi sono io, per l'amor di Dio, per essere gentile?\n\nEra un reclamo debole e non avevo intenzione di farlo. I\nGlielo dissi, mentre sedeva a rimuginare dopo questo sfogo.\n\n Bene, bene, bene! disse.  Che altro?\n\n Sono stata pagata profumatamente per la mia vecchia presenza qui, ho detto, per tranquillizzarla.\nper essere apprendista, e ho fatto queste domande solo per\nmia informazione. Ci\u00f2 che segue ha un altro scopo (e spero pi\u00f9\ndisinteressato). Assecondando il mio errore, signorina Havisham, avete punito\navete fatto pratica su Forse fornirete qualsiasi termine che esprima la vostra intenzione, senza offendere\nla vostra intenzione, senza offendere le vostre relazioni egoistiche?\n\n L'ho fatto. Perch\u00e9, loro vorrebbero che fosse cos\u00ec! E anche voi. Quale \u00e8 stata la mia\nstoria, per dovermi preoccupare di supplicare loro o voi\ndi non volere che sia cos\u00ec! Voi avete creato le vostre trappole. Non le ho mai fatte.\n\nAspettando che si calmasse di nuovo, perch\u00e9 anche questo era balenato in lei in maniera\nmodo selvaggio e improvviso, continuai.\n\n Sono stata gettata in una famiglia di vostri parenti, signorina Havisham,\ne sono stata costantemente tra loro da quando sono andata a Londra. So che loro\ndi essere stati onestamente sotto la mia illusione quanto me stesso. E sarei\nfalsa e meschina se non vi dicessi, che sia accettabile o meno per voi\ne che siate propensi a dargli credito o meno, che\nche fate un grave torto sia a Mr. Matthew Pocket che a suo figlio Herbert, se li ritenete\nse li ritenete diversi da quelli generosi, retti, aperti e\nincapaci di qualsiasi disegno o cattiveria.\n\n Sono tuoi amici, disse Miss Havisham.\n\n Si fecero miei amici, dissi, quando pensarono che io li avessi sostituiti.\nquando pensavano che io le avessi sostituite; e quando Sarah Pocket, Miss Georgiana e\nCamilla non erano mie amiche, credo.\n\nQuesto contrasto tra loro e gli altri sembrava, con mio grande piacere, far loro bene\nbene con lei. Mi guard\u00f2 intensamente per un po', e poi\npoi disse a bassa voce,\n\n Cosa volete per loro?\n\n Solo, dissi, che non li avresti confusi con gli altri. Essi\nsangue, ma, credetemi, non sono della stessa natura.\nnatura.\n\nSempre guardandomi con attenzione, la signorina Havisham ripet\u00e9,\n\n Cosa volete per loro?\n\n Non sono cos\u00ec astuto, vedete, dissi in risposta, consapevole di essere un po' arrossito, come se potessi nascondermi da voi, anche se lo volessi.\narrossito un po', come se potessi nascondermi da voi, anche se lo volessi,\nche voglio qualcosa. Signorina Havisham, se volete risparmiare i soldi\nper rendere al mio amico Herbert un servizio duraturo nella vita, ma che, per la natura del caso, deve essere fatto senza\nnatura del caso deve essere fatto senza che lui ne sia a conoscenza, potrei mostrarvi\ncome.\n\n Perch\u00e9 deve essere fatto senza che lui lo sappia?\nmani sul bastone, per potermi guardare con maggiore attenzione.\n\n Perch\u00e9, dissi, ho iniziato io stesso il servizio, pi\u00f9 di due anni fa, a sua insaputa, e non voglio essere tradito.\npi\u00f9 di due anni fa, a sua insaputa, e non voglio essere tradito. Perch\u00e9 non riesco\nnella mia capacit\u00e0 di portarlo a termine, non posso spiegarlo. \u00c8 una parte del segreto che\nsegreto che \u00e8 di un'altra persona e non mio.\n\nA poco a poco ritir\u00f2 gli occhi da me e li punt\u00f2 sul fuoco.\nDopo averlo osservato per un tempo che, nel silenzio e alla luce delle candele, sembrava\ncandele che si consumavano lentamente, fu svegliata dal crollo di alcuni carboni rossi e guard\u00f2 di nuovo verso di me\ncrollo di alcuni carboni rossi, e guard\u00f2 di nuovo verso di me, prima\nprima in modo assente, poi con un'attenzione gradualmente concentrata. Per tutto questo tempo\ntutto questo tempo Estella continu\u00f2 a sferruzzare. Quando la signorina Havisham ebbe fissato la sua\nattenzione su di me, disse, parlando come se non ci fosse stato alcun intervallo nel nostro dialogo\ndialogo,\n\n Che altro?\n\n Estella, dissi rivolgendomi a lei e cercando di controllare la mia voce tremante, sai che ti amo.\nvoce tremante, sai che ti amo. Sai che ti ho amata\na lungo e caramente.\n\nQuando si rivolse a me, alz\u00f2 gli occhi verso il mio viso e le sue dita\ndita hanno lavorato e mi ha guardato con un'espressione impassibile.\nvolto impassibile. Vidi che la signorina Havisham guard\u00f2 da me a lei e da lei a me.\nlei a me.\n\n Avrei dovuto dirlo prima, se non fosse stato per il mio lungo errore. Mi ha indotto\na sperare che la signorina Havisham ci intendesse l'uno per l'altra. Mentre pensavo\nche non poteste farne a meno, per cos\u00ec dire, mi sono astenuto dal dirlo.\nMa ora devo dirlo.\n\nMantenendo il suo volto impassibile e con le dita ancora in movimento,\nEstella scosse la testa.\n\n Lo so, dissi io, in risposta a quell'azione, lo so. Non ho speranza\ndi poterti chiamare mai mia, Estella. Non so cosa ne sar\u00e0 di me\ndi me molto presto, quanto potr\u00f2 essere povero o dove potr\u00f2 andare. Tuttavia, io ti amo\nti amo. Ti ho amata fin dalla prima volta che ti ho vista in questa casa.\n\nGuardandomi perfettamente indifferente e con le dita occupate, scosse di nuovo la testa.\ndi nuovo la testa.\n\n Sarebbe stato crudele da parte della signorina Havisham, orribilmente crudele, fare leva sulla suscettibilit\u00e0 di un povero ragazzo\nsulla suscettibilit\u00e0 di un povero ragazzo, e torturarmi per tutti questi anni con\ntutti questi anni con una speranza vana e un inseguimento ozioso, se avesse riflettuto\nsulla gravit\u00e0 di ci\u00f2 che ha fatto. Ma credo che non l'abbia fatto. Credo che,\nnella sopportazione della sua prova, abbia dimenticato la mia, Estella.\n\nVidi la signorina Havisham portarsi la mano al cuore e tenerla l\u00ec, mentre\nmentre guardava a turno Estella e me.\n\n Sembra, disse Estella, con molta calma, che ci siano sentimenti,\nfantasie, non so come chiamarle, che non sono in grado di\ncomprendere. Quando dite che mi amate, so cosa intendete, come forma di parole.\ndi parole, ma niente di pi\u00f9. Non ti rivolgi a nulla nel mio petto, non tocchi\nniente l\u00ec. Non mi interessa affatto quello che dici. Ho cercato di\ndi avvertirti di questo, non \u00e8 vero?\n\nRisposi in modo infelice: \"S\u00ec\".\n\n S\u00ec. Ma non vi siete fatti avvisare, perch\u00e9 pensavate che non lo pensassi sul serio.\nNon lo pensavi anche tu?\n\n Ho pensato e sperato che non lo pensassi davvero. Tu, cos\u00ec giovane, non provata e\nbella, Estella! Sicuramente non \u00e8 nella natura.\n\n \u00c8 nella _mia_ natura, rispose. E poi aggiunse, sottolineando le parole\nsulle parole: \"\u00c8 nella natura che si \u00e8 formata in me\". Faccio una grande\ndifferenza tra voi e tutte le altre persone quando dico queste cose. Non posso\nfare di pi\u00f9.\n\n Non \u00e8 forse vero, dissi, che Bentley Drummle \u00e8 qui in citt\u00e0 e vi sta\ne vi sta inseguendo?\n\n \u00c8 proprio vero, rispose lei, riferendosi a lui con l'indifferenza\ndi assoluto disprezzo.\n\n Che lo incoraggiate, che andate a cavallo con lui e che cenate con lui proprio oggi?\ncon voi proprio oggi?\n\nSembrava un po' sorpresa che lo sapessi, ma rispose di nuovo,\n \u00c8 vero.\n\n Non puoi amarlo, Estella!\n\nLe sue dita si fermarono per la prima volta, mentre lei replicava piuttosto arrabbiata,\n Che cosa ti ho detto? Pensate ancora, nonostante tutto, che io non\nche io non pensi quello che dico?\n\n Non lo sposeresti mai, Estella?\n\nGuard\u00f2 la signorina Havisham e riflett\u00e9 per un attimo con il suo lavoro tra le mani.\nlavoro tra le mani. Poi disse: \"Perch\u00e9 non dirvi la verit\u00e0? Io\nsposer\u00f2 con lui.\n\nMi sono lasciata cadere il viso tra le mani, ma sono riuscita a controllarmi meglio di quanto\ndi quanto potessi aspettarmi, considerando l'agonia che mi procur\u00f2 sentirle dire quelle parole.\nlei dire quelle parole. Quando rialzai il viso, la signorina Havisham aveva uno sguardo talmente\nsguardo spettrale della signorina Havisham, che mi colp\u00ec, anche nella mia\nfretta e nel dolore.\n\n Estella, carissima Estella, non lasciare che la signorina Havisham ti conduca a questo\npasso fatale. Mettetemi da parte per sempre, lo avete gi\u00e0 fatto, lo so bene, ma\nconcediti a una persona pi\u00f9 degna di Drummle. La signorina Havisham\nvi d\u00e0 a lui, come il pi\u00f9 grande affronto e danno che si possa fare\nai molti uomini migliori che vi ammirano e ai pochi che vi amano davvero.\nvi amano. Tra quei pochi potrebbe essercene uno che vi ama altrettanto\ncaro, anche se non vi ama da tanto tempo, come me. Prendetelo, e potr\u00f2 sopportare meglio, per il vostro bene!\nsopportare meglio, per il tuo bene!\n\nLa mia seriet\u00e0 suscit\u00f2 in lei uno stupore che sembrava voler essere\nsarebbe stata toccata dalla compassione, se fosse riuscita a rendermi\nintelligibile alla sua mente.\n\n Sto andando, disse ancora, con voce pi\u00f9 dolce, a sposarmi con lui.\nlui. I preparativi per il mio matrimonio sono in corso e mi sposer\u00f2 presto.\nsposata presto. Perch\u00e9 introduci in modo ingiurioso il nome di mia madre di\nadozione? \u00c8 un mio atto personale.\n\n Il tuo stesso gesto, Estella, di buttarti su un bruto?\n\n Su chi dovrei gettarmi? rispose lei, con un sorriso.\n Dovrei abbandonarmi all'uomo che pi\u00f9 presto sentir\u00e0 (se le persone sentono queste cose) che non gli ho portato nulla?\nse le persone sentono queste cose) che non ho preso nulla per lui? Ecco! \u00c8\nfatto. Me la caver\u00f2 abbastanza bene, e lo stesso vale per mio marito. Per quanto riguarda l'avermi indotto\na quello che voi chiamate il passo fatale, la signorina Havisham avrebbe voluto che io\naspettare e non sposarmi ancora; ma sono stanca della vita che ho condotto, che ha ben pochi\nche ha ben poco fascino per me, e sono abbastanza disposta a cambiarla. Non dire\nnon dire altro. Non ci capiremo mai.\n\n Un bruto cos\u00ec meschino, un bruto cos\u00ec stupido!  esortai, disperato.\n\n Non temere che io sia una benedizione per lui, disse Estella; non lo sar\u00f2.\nnon lo sar\u00f2. Vieni! Ecco la mia mano. Ci lasciamo su questo, ragazzo o uomo visionario?\nragazzo o uomo?\n\n O Estella!  risposi, mentre le mie lacrime amare cadevano velocemente sulla sua mano, fai pure quello che vuoi per trattenerle; anche se fossi rimasta in Inghilterra avrei potuto\nper trattenerle; anche se fossi rimasta in Inghilterra e avessi potuto tenere la testa\na testa alta con gli altri, come potrei vederti moglie di Drummle?\n\n Sciocchezze, torn\u00f2 a dire, sciocchezze. Passer\u00e0 in un attimo.\n\n Mai, Estella!\n\n Tra una settimana mi toglierai dai tuoi pensieri.\n\n Fuori dai miei pensieri! Tu sei parte della mia esistenza, parte di me stesso. Tu\nsei stato in ogni riga che ho letto da quando sono arrivato qui, il rozzo ragazzo comune\nrozzo ragazzo comune di cui hai ferito il povero cuore gi\u00e0 allora. Sei stato\nin ogni prospettiva che ho visto da allora, sul fiume, sulle vele delle navi, sulle paludi.\nsulle vele delle navi, sulle paludi, tra le nuvole, nella luce, nell'oscurit\u00e0, nel vento, nelle\nbuio, nel vento, nei boschi, nel mare, nelle strade. Tu\nsei stata l'incarnazione di ogni fantasia aggraziata che la mia mente ha mai\nconosciuto. Le pietre di cui sono fatti i pi\u00f9 solidi edifici londinesi\npi\u00f9 solide di Londra non sono pi\u00f9 reali, o pi\u00f9 impossibili da\ndi quanto la vostra presenza e la vostra influenza siano state per me, l\u00ec e ovunque, e lo saranno.\nper me, l\u00ec e ovunque, e lo saranno. Estella, fino all'ultima ora della mia\nvita, non puoi scegliere se non rimanere parte del mio carattere, parte del\npoco di buono in me, parte del male. Ma, in questa separazione, io\nti associo solo al bene; e ti terr\u00f2 fedelmente a questo\nsempre a questo, perch\u00e9 devi avermi fatto molto pi\u00f9 bene che male, lascia che io\nsenta ora l'angoscia pi\u00f9 acuta che posso. O Dio ti benedica, Dio ti perdoni!\n\nIn quale estasi di infelicit\u00e0 ho tirato fuori da me queste parole spezzate,\nnon lo so. La rapsodia \u00e8 sgorgata dentro di me, come il sangue da una\nferita interna, e sgorg\u00f2 fuori. Ho tenuto la sua mano sulle mie labbra per alcuni\ne poi l'ho lasciata. Ma dopo mi ricordai, e subito dopo con\ne poco dopo con maggiore ragione, che mentre Estella mi guardava solo\ncon incredula meraviglia, la figura spettrale della signorina Havisham, con la mano che ancora\nmano che copriva ancora il cuore, sembrava tutta risolta in uno sguardo spettrale di\npiet\u00e0 e di rimorso.\n\nTutto fatto, tutto andato! Era stato fatto e se n'era andato cos\u00ec tanto che, quando uscii dal cancello, la luce del giorno sembrava\ncancello, la luce del giorno sembrava di un colore pi\u00f9 scuro di quando sono\nentrata. Per un po' di tempo mi nascosi tra i vicoli e le stradine, e poi\npoi mi misi a camminare fino a Londra. A quel punto, infatti, mi ero\normai ero arrivato al punto di considerare che non potevo tornare alla\nalla locanda e vedere Drummle l\u00ec; che non potevo sopportare di sedermi sulla carrozza\ne sentirmi rivolgere la parola; che non avrei potuto fare nulla di cos\u00ec buono per me stessa se non\nstancarmi.\n\nEra mezzanotte passata quando ho attraversato il London Bridge. Seguendo gli stretti\nstrade che a quell'ora tendevano a ovest, vicino alla riva del fiume\nMiddlesex del fiume, il mio accesso pi\u00f9 rapido al Tempio era\nvicino al fiume, attraverso Whitefriars. Non mi aspettavano prima di\ndomani; ma avevo le mie chiavi e, se Herbert era andato a letto, potevo andare a letto da solo senza disturbarlo.\nandare a letto da sola senza disturbarlo.\n\nPoich\u00e9 mi capitava raramente di entrare da quel cancello di Whitefriars dopo la chiusura del\nTempio era chiuso, e poich\u00e9 ero molto infangato e stanco, non mi dispiacque che il portiere di notte mi esaminasse con molta attenzione mentre mi teneva\nnon mi dispiacque che il portiere di notte mi esaminasse con molta attenzione mentre teneva il cancello\nil cancello un po' aperto per farmi entrare. Per aiutarlo a ricordare\nil mio nome.\n\n Non ne ero del tutto sicuro, signore, ma lo pensavo. Ecco un biglietto, signore. Il\nmessaggero che l'ha portato, ha detto: \"Sareste cos\u00ec gentile da leggerlo alla mia\nlanterna?\n\n[Illustrazione]\n\nMolto sorpreso dalla richiesta, presi il biglietto. Era diretto a\nPhilip Pip, Esquire, e in cima all'iscrizione c'erano le parole\nparole: \"SI PREGA DI LEGGERE QUESTO, QUI\".  L'ho aperto, il guardiano ha alzato la sua\nla sua luce, e lessi all'interno, nella scrittura di Wemmick,\n\n NON ANDARE A CASA.\n\n\n\n\nCapitolo XLV.\n\n\nAppena letto l'avviso, mi allontanai dal cancello del Temple e mi diressi verso Fleet Street.\nstrada fino a Fleet Street, dove presi una carrozza\ncarrozza e mi recai all'Hummums di Covent Garden. A quei tempi un letto\nletto a qualsiasi ora della notte, e il ciambellano, facendomi entrare\nciambellano, facendomi entrare al suo cancello pronto, accese la candela accanto\nin ordine sul suo scaffale, e mi fece entrare direttamente nella camera da letto successiva\nin ordine sulla sua lista. Si trattava di una specie di caveau al piano terra, sul\ncon all'interno un mostro dispotico di letto a quattro piazze, a cavalcioni su tutto l'ambiente.\na cavalcioni su tutto il locale, infilando una delle sue gambe arbitrarie nel\nnel camino e un'altra nell'ingresso, e schiacciando il misero lavatoio\npiccolo lavabo in modo del tutto divinamente giusto.\n\nPoich\u00e9 avevo chiesto una lampada da notte, il ciambellano mi aveva portato,\nprima di lasciarmi, il buon vecchio lume costituzionale di quei\nvirtuosi giorni, un oggetto simile al fantasma di una canna da passeggio, che\nche si rompeva istantaneamente la schiena se veniva toccato, che non poteva mai essere\nche non poteva mai essere illuminato e che era stato messo in isolamento in\nin fondo a un'alta torre di latta, perforata da fori rotondi che facevano un\nche facevano un disegno fisso e sveglio sulle pareti. Quando mi misi a letto, e\ne mi sdraiai l\u00ec, dolorante, stanca e miserabile, mi accorsi che non potevo chiudere gli occhi pi\u00f9\nchiudere i miei occhi pi\u00f9 di quanto potessi chiudere quelli di questo sciocco Argo.\nE cos\u00ec, nel buio e nella morte della notte, ci fissammo l'un l'altro.\nl'un l'altro.\n\nChe notte dolorosa! Quanto ansiosa, quanto lugubre, quanto lunga! Nella stanza c'era un\nodore inospitale nella stanza, di fuliggine fredda e di polvere calda; e, mentre guardavo in alto negli angoli del\nguardando negli angoli del banco di prova sopra la mia testa, pensavo a quante\ndi mosche dal macellaio, di forbici dal mercato e di larve dalla campagna.\nmercato e le larve della campagna, devono essere rimaste lass\u00f9, in attesa di\nper la prossima estate. Questo mi ha portato a ipotizzare se qualcuno di loro sia mai\ne poi ho immaginato di sentire delle leggere cadute sul mio viso, un pensiero sgradevole che\nsgradevole, che suggeriva altri e pi\u00f9 sgradevoli approcci\ne pi\u00f9 sgradevoli, che mi suggerivano di risalire la schiena. Quando rimasi sveglio per un po', cominciarono quelle voci straordinarie\nvoci straordinarie di cui pullula il silenzio cominciarono a farsi sentire.\nudibili. L'armadio sussurrava, il caminetto sospirava, il piccolo lavatoio ticchettava e\nticchettio del piccolo lavabo, e una corda di chitarra suonava di tanto in tanto nel\ncassettiera. Pi\u00f9 o meno nello stesso momento, gli occhi sulla parete acquistarono\nuna nuova espressione, e in ognuno di quei giri di sguardi vidi scritto\nscritto: NON ANDARE A CASA.\n\nQualunque cosa mi affollassero le fantasie e i rumori notturni, non mi hanno mai\nnon hanno mai scongiurato questo \"NON ANDARE A CASA\". Si intrecciava a qualsiasi cosa io\npensiero, come avrebbe fatto un dolore corporeo. Non molto tempo prima, avevo\ngiornali, avevo letto che un signore sconosciuto era arrivato agli Hummums di notte e\ndi notte, era andato a letto, si era distrutto e la mattina era stato trovato\ntrovato la mattina bagnato di sangue. Mi venne in mente che\nche doveva aver occupato proprio questa mia volta, e mi alzai dal letto per accertarmi che non ci fossero\nper assicurarmi che non ci fossero segni rossi in giro; poi aprii la porta per guardare fuori\nper guardare i passaggi e rallegrarmi con la compagnia di una luce lontana, vicino alla quale\ndi una luce lontana, vicino alla quale sapevo che il ciambellano stava sonnecchiando. Ma\ntutto questo tempo, perch\u00e9 non dovevo tornare a casa, e cosa era successo a casa,\ne quando sarei dovuto tornare a casa, e se Provis fosse al sicuro a casa, erano\ndomande che occupavano la mia mente in modo cos\u00ec intenso, che si sarebbe potuto supporre che\nche si sarebbe potuto supporre che non ci fosse pi\u00f9 spazio per nessun altro tema. Anche quando\nEstella e a come ci eravamo lasciati quel giorno per sempre, e quando ricordavo tutte le circostanze della nostra separazione.\ntutte le circostanze della nostra separazione, e tutti i suoi sguardi e toni, e l'azione del suo\ntoni, e l'azione delle sue dita mentre lavorava a maglia, anche in quel momento stavo\nPerseguivo, qua e l\u00e0 e dappertutto, l'ammonimento: \"Non tornare a casa\".\nQuando alla fine mi assopii, nella pura stanchezza della mente e del corpo, divenne un\nun grande verbo oscuro che dovevo coniugare. Stato d'animo imperativo, presente\npresente: Non andare a casa tu, non andare a casa lui, non andare a casa noi, non andare a casa tu o tu, non andare a casa tu o tu.\nnon andate a casa, non lasciate che loro vadano a casa. Poi potenzialmente: Io non posso\nnon e non posso andare a casa; e non potrei, non potrei, non vorrei e non dovrei andare a casa.\nnon dovrei andare a casa; finch\u00e9 non sentii che stavo per distrarmi, e\ne mi rotolai sul cuscino e guardai di nuovo i tondi fissi sul muro.\nmuro.\n\nAvevo lasciato detto che mi avrebbero chiamato alle sette, perch\u00e9 era chiaro che dovevo vedere Wemmick prima di chiunque altro.\nera evidente che dovevo vedere Wemmick prima di vedere chiunque altro, e altrettanto evidente che si trattava di un caso\nche questo era un caso in cui si potevano prendere in considerazione solo i suoi sentimenti di Walworth.\nWalworth. Fu un sollievo uscire dalla stanza in cui la notte era stata cos\u00ec\nera stata cos\u00ec infelice, e non c'era bisogno di un secondo bussare alla porta per\nper svegliarmi dal mio letto inquieto.\n\nAlle otto mi sono apparsi alla vista i merli del castello. Il piccolo\nservitore che stava entrando nella fortezza con due panini caldi, passai attraverso il\npassai attraverso la botola e attraversai il ponte levatoio in sua compagnia,\ne cos\u00ec arrivai, senza preavviso, alla presenza di Wemmick mentre stava\nWemmick mentre preparava il t\u00e8 per s\u00e9 e per gli anziani. Una porta aperta permetteva di vedere\nvista prospettica dell'anziano a letto.\n\n Salve, signor Pip! disse Wemmick.  Siete tornato a casa, allora?\n\n S\u00ec, sono tornato, ma non sono andato a casa.\n\n Va bene cos\u00ec, disse, sfregandosi le mani.  Ho lasciato un biglietto per te\na ciascuno dei cancelli del Tempio, per caso. A quale porta sei arrivato?\na cui sei arrivato?\n\nGlielo dissi.\n\n Nel corso della giornata andr\u00f2 dagli altri e distrugger\u00f2 gli appunti, disse Wemmick.\nWemmick; \u00e8 buona norma non lasciare mai prove documentali se si pu\u00f2 fare a meno di\nprove documentali, se si pu\u00f2 fare a meno di farlo, perch\u00e9 non si sa quando possono essere\nin. Mi prender\u00f2 una libert\u00e0 con voi. Le dispiacerebbe abbrustolire\nquesta salsiccia per l'anziano P.?\n\nHo detto che sarei stato felicissimo di farlo.\n\n Allora puoi andare al tuo lavoro, Mary Anne, disse Wemmick alla piccola serva.\ne questo ci lascia a noi stessi, non vedete, signor Pip?\naggiunse, ammiccando, mentre lei scompariva.\n\nLo ringraziai per l'amicizia e la prudenza, e il nostro discorso prosegu\u00ec a bassa voce.\na bassa voce, mentre io abbrustolivo la salsiccia e lui imburrava la mollica del panino.\nimburrava la mollica del panino dell'anziano.\n\n Ora, signor Pip, sapete, disse Wemmick, che voi ed io ci capiamo\nl'un l'altro. Siamo a titolo personale e privato e siamo stati impegnati in una\nsiamo stati impegnati in una transazione confidenziale prima di oggi. I sentimenti ufficiali\nufficiali sono una cosa. Noi siamo extra ufficiali.\n\nAccettai cordialmente. Ero cos\u00ec nervosa che avevo gi\u00e0 acceso la salsiccia di\nla salsiccia dell'anziano come una torcia e fui costretto a spegnerla.\n\n Ho sentito per caso, ieri mattina, disse Wemmick, trovandomi in un certo luogo dove\ndove vi ho portato una volta, anche tra voi e me, \u00e8 bene non fare nomi quando si pu\u00f2 evitare.\n\u00e8 bene non fare nomi quando \u00e8 evitabile\n\n Molto meglio di no, ho detto. Ti capisco.\n\n Ho sentito per caso, ieri mattina, ha detto Wemmick, che una certa persona, non del tutto priva di interessi coloniali e non\nche una certa persona, non del tutto estranea alle attivit\u00e0 coloniali, e non\nnon \u00e8 priva di beni mobili, non so chi possa essere, ma non faremo il suo nome.\nnon faremo il nome di questa persona\n\n Non \u00e8 necessario, ho detto.\n\n Aveva fatto un po' di scalpore in una certa parte del mondo dove un buon numero di persone\nmolte persone, non sempre per soddisfare le proprie inclinazioni,\ne non sempre a prescindere dalle spese del governo.\n\nOsservando la sua faccia, feci un bel fuoco d'artificio con la salsiccia dell'anziano,\ne ho scomposto molto la mia attenzione e quella di Wemmick; per questo mi sono scusato.\nmi sono scusato.\n\n Scomparendo da quel luogo e non facendo pi\u00f9 sentire la sua presenza\nda quelle parti. Da ci\u00f2, ha detto Wemmick, sono nate congetture e teorie.\ne si erano formate delle teorie. Ho anche saputo che lei, nel suo studio di Garden Court, a Temple, \u00e8 stato sorvegliato e potrebbe esserlo di nuovo.\nCourt, a Temple, siete stati sorvegliati e potreste esserlo ancora.\n\n Da chi?\n\n Non vorrei entrare nel merito, ha detto Wemmick, in modo evasivo, potrebbe scontrarsi con le responsabilit\u00e0 ufficiali.\ncon le responsabilit\u00e0 ufficiali. L'ho sentito, come ho sentito a suo tempo\naltre cose curiose nello stesso posto. Non ve lo dico su informazioni\ninformazioni ricevute. L'ho sentito.\n\nMentre parlava, mi prese il forchettone e la salsiccia e mise la colazione dell'anziano su un piccolo vassoio.\nla colazione dell'anziano su un piccolo vassoio. Prima di metterlo\nprima di metterlo davanti a lui, and\u00f2 nella stanza dell'anziano con un panno bianco pulito,\ne lo leg\u00f2 sotto il mento dell'anziano signore, lo sostenne,\ne gli mise il berretto da notte su un lato, dandogli un'aria un po' rude. Poi\nPoi gli mise davanti la colazione con grande cura e disse: \"Bene, non \u00e8 vero, vecchio signore?\ntutto bene, vero, vecchio P.?  Al che l'anziano allegro rispose: \"Va bene, John, ragazzo mio.\nJohn, ragazzo mio, tutto bene!  Poich\u00e9 sembrava esserci una tacita intesa\nche l'anziano non era in uno stato presentabile e che quindi doveva essere considerato\ne che quindi doveva essere considerato invisibile, feci finta di essere all'oscuro di tutto.\ndi essere completamente all'oscuro di questo procedimento.\n\n Questa osservazione di me nelle mie stanze (che una volta ho avuto motivo di sospettare), ho detto a Wemmick quando \u00e8 tornato, \u00e8 inseparabile dal\nho detto a Wemmick quando \u00e8 tornato, \u00e8 inseparabile dalla persona a cui avete fatto riferimento.\ndalla persona a cui avete fatto riferimento, vero?\n\nWemmick sembrava molto serio.  Non potevo permettermi di dire che, di mia\nmia conoscenza. Cio\u00e8, non potevo impegnarmi a dire che lo fosse all'inizio. Ma\no lo \u00e8, o lo sar\u00e0, o rischia di esserlo.\n\nPoich\u00e9 vedevo che era trattenuto dalla fedelt\u00e0 alla piccola Gran Bretagna dal dire\ne sapendo, con gratitudine, quanto si fosse spinto oltre per dire ci\u00f2 che aveva detto, non ho potuto fargli pressione.\ndi quanto si fosse spinto fuori strada per dire quello che aveva detto, non potevo fargli pressioni. Ma\ndopo aver meditato un po' davanti al fuoco, gli dissi che mi sarebbe piaciuto\nuna domanda, con la riserva che rispondesse o meno, come lui\ncome riteneva giusto, e sicuro che il suo comportamento sarebbe stato corretto. Fece una pausa nella sua\ncolazione, incrociando le braccia e pizzicandosi le maniche della camicia (la sua idea di comodit\u00e0 in casa era\nconcetto di comodit\u00e0 all'interno della casa era quello di stare seduti senza cappotto), mi fece un cenno\nuna volta, per rispondere alla mia domanda.\n\n Avete sentito parlare di un uomo di cattivo carattere, il cui vero nome \u00e8\nCompeyson?\n\nRisponde con un altro cenno del capo.\n\n \u00c8 vivo?\n\nUn altro cenno.\n\n \u00c8 a Londra?\n\nMi ha fatto un altro cenno, ha compresso molto l'ufficio postale, mi ha fatto un ultimo cenno e ha continuato la sua colazione.\nun ultimo cenno e continu\u00f2 la sua colazione.\n\n Ora, disse Wemmick, terminato l'interrogatorio, che sottoline\u00f2 e ripet\u00e9 a mia guida, vengo a ci\u00f2 che ho fatto, dopo aver sentito ci\u00f2 che ho detto a me stesso.\nripetuto per guidarmi, vengo a ci\u00f2 che ho fatto, dopo aver ascoltato ci\u00f2 che ho sentito.\nsentito. Sono andato a Garden Court per cercarti; non trovandoti, sono andato da Clarriker per trovare Mr.\nClarriker per trovare Mr. Herbert.\n\n E chi hai trovato? dissi io, con grande ansia.\n\n E l'ho trovato. Senza fare nomi e senza entrare nei\ndettagli, gli feci capire che se fosse stato a conoscenza di qualcuno Tom,\nJack o Richard nelle stanze o nelle immediate vicinanze, avrebbe fatto meglio ad allontanare Tom, Jack o Richard.\nnelle immediate vicinanze, avrebbe fatto meglio a togliere di mezzo Tom, Jack o Richard\nmentre voi eravate fuori dai piedi.\n\n Sarebbe molto perplesso: cosa fare?\n\n Era perplesso sul da farsi; non di meno, perch\u00e9 gli avevo dato la mia opinione che non era sicuro tentare di portare Tom, Jack o Richard troppo in l\u00e0.\nopinione che non era sicuro cercare di allontanare Tom, Jack o Richard troppo\ntroppo lontano dalla strada in questo momento. Signor Pip, vi dir\u00f2 una cosa. Nelle circostanze attuali\ncircostanze, non c'\u00e8 posto come una grande citt\u00e0 quando si \u00e8\nuna volta dentro. Non rompete la copertura troppo presto. Rimanete vicini. Aspettate che le cose\nprima di provare ad uscire all'aperto, anche per l'aria straniera.\n\nLo ringraziai per il suo prezioso consiglio e gli chiesi cosa avesse fatto Herbert.\nfatto?\n\n Mr. Herbert, ha detto Wemmick, dopo essere stato tutto un mucchio per mezz'ora, ha elaborato un piano.\nmezz'ora, ha elaborato un piano. Mi ha detto, come segreto, che sta corteggiando una ragazza\nche sta corteggiando una giovane donna che ha, come sicuramente saprete, un padre costretto a letto.\nPa. Il quale pap\u00e0, avendo fatto il borsaiolo, giace a letto in un\nfinestra di prua da dove pu\u00f2 vedere le navi navigare su e gi\u00f9 per il fiume. Voi\nconoscete la signorina, molto probabilmente?\n\n Non personalmente, ho detto.\n\nLa verit\u00e0 \u00e8 che lei mi aveva contestato come una compagna costosa\nche non serviva a Herbert e che, quando Herbert aveva proposto per la prima volta di\ndi presentarmi a lei, aveva accolto la proposta con un calore cos\u00ec\ncon un calore cos\u00ec moderato che Herbert si era sentito obbligato a confidarmi lo stato del\nstato del caso a me, con l'obiettivo di far passare un po' di tempo\nprima di fare la sua conoscenza. Quando avevo iniziato a far progredire le prospettive di Herbert\nHerbert di nascosto, ero riuscita a sopportare la cosa con allegra filosofia.\nfilosofia: lui e la sua fidanzata, da parte loro, non erano naturalmente\nnon erano molto ansiosi di introdurre una terza persona nei loro colloqui;\ne cos\u00ec, sebbene fossi certa di aver aumentato la stima di Clara,\ne sebbene io e la giovane donna avessimo da tempo scambiato regolarmente\nmessaggi e ricordi tramite Herbert, non l'avevo mai vista. Tuttavia, non\nnon preoccupai Wemmick di questi particolari.\n\n La casa con il bow-window, disse Wemmick, si trovava in riva al fiume, lungo il Pool, tra Limehouse e Greenwich.\nfiume, lungo il Pool tra Limehouse e Greenwich, ed \u00e8 tenuta, sembra, da una vedova molto rispettabile\ne che \u00e8 tenuta, a quanto pare, da una vedova molto rispettabile che ha un piano superiore arredato\nMr. Herbert mi chiese che cosa ne pensassi di questo\ncome abitazione temporanea per Tom, Jack o Richard? Ora, io ne pensavo molto\nbene, per tre motivi che vi illustrer\u00f2. Vale a dire: In primo luogo.\n\u00c8 fuori da tutti i vostri giri, ed \u00e8 ben lontano dal solito\ndi strade grandi e piccole. In secondo luogo. Senza avvicinarsi ad esso\nsenza avvicinarsi, si poteva sempre sapere della sicurezza di Tom, Jack o Richard,\nattraverso Mr. Herbert. Terzo: dopo un po' di tempo, e quando poteva essere necessario, si poteva sempre sapere della sicurezza di Tom, Jack o Richard. Dopo un po' di tempo e quando potrebbe essere\nprudente, se si volesse far salire Tom, Jack o Richard a bordo di una\nnave straniera, eccolo pronto.\n\nMolto confortato da queste considerazioni, ringraziai Wemmick ancora e\ne lo pregai di procedere.\n\n Bene, signore! Mr. Herbert si \u00e8 buttato a capofitto nell'impresa,\ne alle nove di ieri sera ha ospitato Tom, Jack o Richard, che dir si voglia.\nRichard, quale che sia, io e voi non vogliamo saperlo, con un certo successo.\ncon successo. Al vecchio alloggio si era capito che era stato\na Dover e, in effetti, \u00e8 stato portato sulla strada di Dover e messo all'angolo.\ne messo alle strette. Ora, un altro grande vantaggio di tutto questo \u00e8 che\n\u00e8 che \u00e8 stato fatto senza di voi e quando, se qualcuno si preoccupava di\nsui vostri movimenti, si doveva sapere che eravate a tante miglia di distanza\ne impegnati in tutt'altro modo. In questo modo i sospetti vengono sviati e confusi;\ne per lo stesso motivo ho raccomandato che, anche se foste tornati ieri sera, non sareste\nieri sera, non dovreste tornare a casa. Questo porta pi\u00f9 confusione, e voi volete confusione.\nconfusione, e voi volete confusione.\n\nWemmick, dopo aver finito la colazione, guard\u00f2 l'orologio e inizi\u00f2 a mettersi il cappotto.\ne inizi\u00f2 a infilarsi il cappotto.\n\n E ora, signor Pip, disse con le mani ancora nelle maniche, probabilmente ho fatto il massimo che potevo fare.\nprobabilmente ho fatto il massimo che potevo fare; ma se mai potr\u00f2 fare di pi\u00f9, dal punto di vista di Walworth, e in un ambito strettamente privato e personale.\nWalworth, e a titolo strettamente privato e personale, sar\u00f2 lieto di farlo.\npersonale, sar\u00f2 lieto di farlo. Ecco l'indirizzo. Non ci sar\u00e0 nulla di male\nnon ci sar\u00e0 nulla di male se andrete qui stasera e vi accorgerete di persona che tutto \u00e8\nTom, Jack o Richard, prima di andare a casa, che \u00e8 un'altra ragione per cui non sei andato a casa ieri sera.\nmotivo per cui non siete andati a casa ieri sera. Ma, dopo essere andati a casa, non\ncasa, non tornate qui. Siete il benvenuto, ne sono certo, signor Pip;\nLe sue mani erano ormai fuori dalle maniche e io le stringevo; e permettetemi infine di farvi notare un punto importante.\ne permettetemi infine di farvi notare un punto importante.  Mi pose le mani sulle spalle\nsulle mie spalle e aggiunse in un sussurro solenne:  Approfitta di\ndi questa sera per impossessarti dei suoi beni mobili. Non sai cosa pu\u00f2\npu\u00f2 accadere a lui. Non permettere che accada nulla alla propriet\u00e0 portatile.\n\nDisperando di riuscire a chiarire a Wemmick il mio pensiero su questo punto, mi sono\nrinunciai a provarci.\n\n Il tempo \u00e8 scaduto, disse Wemmick, e devo andare. Se non avessi nulla di pi\u00f9\npi\u00f9 urgente da fare che restare qui fino al tramonto, \u00e8 quello che vi consiglierei.\nconsiglio. Sembri molto preoccupato e ti farebbe bene passare una giornata tranquilla con l'anziano.\ngiornata tranquilla con l'anziano, che tra poco si alzer\u00e0, e un po' di te, ricordi il maiale?\nun po' di te, ricordi il maiale?\n\n Certo, dissi io.\n\n Beh, e un po' di lui. La salsiccia che avete brindato era sua e\nera sua, ed era in tutto e per tutto un fuoriclasse. Provatelo, anche solo per una vecchia conoscenza.\nconoscenza. Addio, genitore anziano, con un grido allegro.\n\n Va bene, John; va bene, ragazzo mio! disse il vecchio dall'interno.\n\nMi addormentai subito davanti al fuoco di Wemmick, e io e l'anziano ci godemmo la compagnia reciproca addormentandoci davanti ad esso pi\u00f9 o meno tutto il giorno.\nci siamo goduti la compagnia l'un l'altro addormentandoci davanti ad esso pi\u00f9 o meno tutto il giorno.\nPer cena mangiammo lombo di maiale e verdure coltivate nella tenuta; e io annuivo all'anziano con buone intenzioni ogni volta che non riuscivo a\nannuivo all'anziano con una buona intenzione ogni volta che non lo facevo\nsonnolenza. Quando fu abbastanza buio, lasciai l'anziano che preparava il fuoco per il pane\nper il pane tostato; e dal numero di tazze da t\u00e8, cos\u00ec come dai suoi sguardi alle due porticine, dedussi\ndalle sue occhiate alle due porticine nel muro, che Miss Skiffins era attesa.\nSkiffins era attesa.\n\n\n\n\nCapitolo XLVI.\n\n\nErano gi\u00e0 le otto prima che entrassi nell'aria, che era profumata,\nnon sgradevole, dai trucioli e dalle scaglie dei costruttori di\ncostruttori di barche, alberi, remi e bozzelli. Tutta la regione acquatica\ndella piscina superiore e inferiore sotto il ponte era un terreno sconosciuto per me.\ne quando scesi lungo il fiume, scoprii che il punto che cercavo non era dove avevo immaginato\nnon era dove avevo pensato che fosse e che era tutt'altro che facile da trovare.\ntrovare. Si chiamava Mill Pond Bank, Chinks's Basin; e non avevo altra guida per arrivare a Chinks's Basin se non quella che mi aveva fatto supporre di trovarlo.\nguida per raggiungere Chinks s Basin se non la vecchia passeggiata su corda di Green Copper.\n\nNon importa tra quali navi incagliate che riparano nei bacini di carenaggio mi sia perso\ntra le quali mi sono perso, quali vecchi scafi di navi in procinto di essere fatti a pezzi,\nquali trasudazioni e melme e altri residui di marea, quali cantieri di costruttori e demolitori di navi, quali ancore arrugginite\ncantieri di costruttori e demolitori di navi, ancore arrugginite che mordono ciecamente il terreno, anche se\nterra, anche se da anni fuori servizio, quali montagne di botti e legname\ndi botti e legname accumulati, quante passerelle che non erano il Vecchio Rame Verde.\nRame Verde. Dopo aver pi\u00f9 volte mancato la meta e altrettanto spesso\ndopo aver pi\u00f9 volte mancato la meta e altrettante volte averla oltrepassata, giunsi inaspettatamente dietro un angolo, sulla Mill\nPond Bank. Si trattava di un luogo nuovo, in tutte le circostanze,\ndove il vento del fiume aveva spazio per girare su se stesso; e c'erano due o tre alberi\nc'erano due o tre alberi, e c'era il ceppo di un mulino a vento in rovina\ne c'era il vecchio sentiero di rame verde, la cui vista lunga e stretta si poteva\nstretta vista che potevo tracciare al chiaro di luna, lungo una serie di cornici di legno\ndi legno conficcate nel terreno, che sembravano\nfienagione che erano invecchiati e avevano perso la maggior parte dei denti.\n\nScegliendo tra le poche case strane sulla Mill Pond Bank una casa con la facciata in legno e tre piani di bow-window (non bay-window, come invece accadeva per le case di campagna).\nfacciata in legno e tre piani di bow-window (non bay-window, che \u00e8 un'altra cosa), guardai la targa sulla porta e vi lessi: \"Non \u00e8 vero che non c'\u00e8 niente\".\nun'altra cosa), guardai la targhetta sulla porta e vi lessi,\nMrs. Whimple. Essendo questo il nome che desideravo, bussai e una donna anziana, piacevole e prospera, buss\u00f2\ndonna anziana dall'aspetto piacevole e florido. Fu\nimmediatamente spodestata da Herbert, che mi condusse silenziosamente nel salotto e chiuse la porta.\nsalotto e chiuse la porta. Fu una strana sensazione vedere il suo volto molto\nfamiliare in quella stanza e in quella regione cos\u00ec sconosciute.\ne regione sconosciuta; e mi ritrovai a guardarlo, cos\u00ec come guardavo l'armadietto d'angolo con il vetro e il\narmadio d'angolo con i bicchieri e le porcellane, le conchiglie sul\ncamino e le incisioni a colori sulla parete, che rappresentavano la morte del capitano Cook, una nave\nla morte del Capitano Cook, il varo di una nave e Sua Maest\u00e0 Re Giorgio Terzo in carrozza.\nterzo in parrucca da cocchiere, pantaloni di pelle e stivali,\nsulla terrazza di Windsor.\n\n Tutto va bene, Handel, disse Herbert, e lui \u00e8 abbastanza soddisfatto, anche se\ndesideroso di vederti. La mia cara ragazza \u00e8 con suo padre; se aspetti che scenda, ti far\u00f2 conoscere a lei.\nSe aspetti che scenda, ti far\u00f2 conoscere a lei e poi andremo di sopra.\ndi sopra. Questo \u00e8 suo padre.\n\nMi ero accorto di un allarmante brontolio in alto e probabilmente l'avevo espresso nel mio volto.\nprobabilmente l'avevo espresso nel mio volto.\n\n Temo che sia un vecchio mascalzone triste, disse Herbert, sorridendo, ma non l'ho mai visto.\nnon l'ho mai visto. Non senti odore di rum? Lo beve sempre.\n\n Al rum? dissi io.\n\n S\u00ec, rispose Herbert, e si pu\u00f2 immaginare quanto sia lieve la sua\ngotta. Si ostina anche a tenere tutte le provviste al piano di sopra, nella sua\nstanza e a servirle fuori. Le tiene su scaffali sopra la sua testa e le pesa tutte.\nli pesa tutti. La sua stanza deve essere come la bottega di un venditore ambulante.\n\nMentre parlava, il brontolio divenne un ruggito prolungato e poi si spense.\npoi si spense.\n\n Quale altra conseguenza pu\u00f2 esserci, disse Herbert, per spiegare che se\nse vuole tagliare il formaggio? Un uomo con la gotta nella mano destra e dappertutto\ne dappertutto non pu\u00f2 aspettarsi di superare un Double Gloucester senza\nfarsi male.\n\nSembrava essersi fatto molto male, perch\u00e9 emise un altro ruggito furioso.\nruggito.\n\n Avere Provis come inquilino superiore \u00e8 una vera manna per Mrs.\nWhimple, disse Herbert, perch\u00e9 ovviamente la gente in generale non sopporterebbe\nquel rumore. \u00c8 un posto curioso, Handel, vero?\n\nSi trattava di un luogo curioso, ma straordinariamente ben tenuto e pulito.\n\n Mrs. Whimple, ha detto Herbert, quando gliel'ho detto, \u00e8 la migliore delle casalinghe.\ncasalinghe, e non so davvero cosa farebbe la mia Clara senza il suo\naiuto materno. Clara non ha una madre propria, Handel, e non ha parenti al mondo se non il vecchio Gruffand.\nparenti al mondo se non il vecchio Gruffandgrim.\n\n Non \u00e8 certo il suo nome, Herbert?\n\n No, no, disse Herbert, questo \u00e8 il mio nome per lui. Il suo nome \u00e8 Mr.\nBarley. Ma che benedizione \u00e8 per il figlio di mio padre e di mia madre\nfiglio di mio padre e mia madre di amare una ragazza che non ha parenti e che non pu\u00f2 mai preoccuparsi\no di chiunque altro della sua famiglia!\n\nHerbert mi aveva detto in precedenti occasioni, e ora me lo ricordava, che aveva conosciuto la signorina Clara Barley\nClara Barley quando stava completando la sua istruzione in un istituto di Hammersmith.\nHammersmith, e che quando era stata richiamata a casa per assistere il padre\npadre, lui e lei avevano confidato il loro affetto alla materna Mrs.\nmaterna Mrs. Whimple, dalla quale era stato alimentato e regolato con\ncon uguale gentilezza e discrezione. Era chiaro che\nnulla di tenero poteva essere confidato al vecchio Barley, a causa del suo\nper il fatto che non era assolutamente in grado di prendere in considerazione alcun argomento\npi\u00f9 psicologico della gotta, del rum e dei magazzini del borsaiolo.\n\nMentre conversavamo a bassa voce, mentre il ringhio prolungato del vecchio Barley vibrava nella trave che attraversava il soffitto, la porta della stanza si apr\u00ec.\nringhio del vecchio Barley vibrava nel fascio di luce che attraversava il soffitto, la porta della stanza si apr\u00ec\nsi apr\u00ec ed entr\u00f2 una ragazza molto carina, esile e dagli occhi scuri, di circa vent'anni, con un cesto in mano.\ncon un cesto in mano, che Herbert sollev\u00f2 con tenerezza dal\ne la present\u00f2, arrossendo, come Clara.  Era davvero una ragazza\nincantevole e avrebbe potuto passare per una fata prigioniera, che il vecchio orco truculento\norco truculento, il vecchio Barley, aveva spinto al suo servizio.\n\n Guarda qui, disse Herbert, mostrandomi il cesto con un sorriso compassionevole e tenero, dopo che avevamo parlato un po'.\ne tenero, dopo che avevamo parlato un po'; qui c'\u00e8 la cena della povera Clara, servita ogni sera.\ncena della povera Clara, servita ogni sera. Ecco la sua porzione di pane e\necco la sua fetta di formaggio, ed ecco il suo rum, che io bevo. Questa \u00e8\nQuesta \u00e8 la colazione del signor Barley per domani, servita per essere cucinata. Due\ncostolette di montone, tre patate, alcuni piselli spaccati, un po' di farina, due\ngrammi di burro, un pizzico di sale e tutto questo pepe nero. Il tutto\nstufato insieme, e preso caldo, ed \u00e8 una bella cosa per la gotta,\nPenso che sia una buona cosa per la gotta!\n\nC'era qualcosa di cos\u00ec naturale e vincente nel modo rassegnato di Clara di\ndi Clara di guardare questi negozi nei dettagli, mentre Herbert li indicava; e qualcosa di cos\u00ec confidente, amorevole e innocente\nqualcosa di cos\u00ec confidenziale, amorevole e innocente nel suo modo modesto di\ndi abbandonarsi al braccio avvolgente di Herbert; e qualcosa di cos\u00ec gentile in lei, cos\u00ec bisognosa di protezione\nche aveva bisogno di protezione sulla Mill Pond Bank, presso Chinks s Basin,\ne il vecchio sentiero di rame verde, con il vecchio Barley che brontolava nel\nche non avrei sciolto il fidanzamento tra lei e Herbert neanche per tutti i soldi che c'erano in casa.\nHerbert per tutto il denaro contenuto nel portafoglio che non avevo mai aperto.\n\nLa stavo guardando con piacere e ammirazione, quando all'improvviso il ringhio si trasform\u00f2 di nuovo in un ruggito\nringhio si trasform\u00f2 di nuovo in un ruggito e si sent\u00ec uno spaventoso rumore di\ncome se un gigante con una gamba di legno cercasse di bucare il soffitto per venire da noi.\nattraverso il soffitto per venire verso di noi. A questo punto Clara disse a Herbert,\n Pap\u00e0 mi vuole, tesoro! e corse via.\n\n C'\u00e8 un vecchio squalo inconcepibile per te! disse Herbert.  Che cosa\ncredi che voglia ora, Handel?\n\n Non lo so, ho detto. Qualcosa da bere?\n\n Ecco! grid\u00f2 Herbert, come se avessi fatto un'ipotesi di straordinario valore.\nmerito.  Tiene il grog pronto in una vaschetta sul tavolo.\nAspettate un momento e sentirete Clara sollevarlo per prenderne un po'. Ecco che\nva!  Un altro ruggito, con un prolungato scuotimento finale.  Ora, disse\nHerbert, visto che era seguito dal silenzio, sta bevendo. Ora, disse\nHerbert, mentre il ringhio risuonava ancora una volta nella trave, \u00e8 di nuovo a terra\nsulla schiena!\n\nClara torn\u00f2 poco dopo e Herbert mi accompagn\u00f2 al piano di sopra per vedere il nostro\nvedere il nostro incarico. Quando passammo davanti alla porta di Mr. Barley, lo si sent\u00ec borbottare rauco\nborbottare all'interno, in un tono che si alzava e si abbassava come il vento, il seguente ritornello.\nil seguente ritornello, in cui sostituisco gli auguri con qualcosa di\nal contrario:\n\n Ehi! Benedetti i vostri occhi, ecco il vecchio Bill Barley. Ecco il vecchio Bill Barley,\nbenedite i vostri occhi. Ecco il vecchio Bill Barley sul piano della schiena, per Dio.\nSignore. Disteso sul piano della schiena come una vecchia passera morta alla deriva,\necco il vostro vecchio Bill Barley, benedetti i vostri occhi. Ehi! Che tu sia benedetto.\n\nIn questo sforzo di consolazione, Herbert mi inform\u00f2 che l'invisibile Barley\nsi sarebbe comunicato con se stesso durante il giorno e la notte insieme; spesso, mentre\nluce, tenendo allo stesso tempo un occhio al telescopio che\nche era stato montato sul suo letto per poter sorvegliare il fiume.\n\nNelle due stanze della cabina in cima alla casa, fresche e ariose, in cui il signor Barley era meno udibile che in basso, ho trovato due stanze\ne in cui il signor Barley era meno udibile che sotto, trovai Provis comodamente sistemato.\nProvis comodamente sistemato. Non esprimeva alcun allarme e sembrava non provarne alcuno\nsembrava non provarne alcuno che valesse la pena di menzionare; ma mi colp\u00ec il fatto che fosse\nindefinitamente, perch\u00e9 non saprei dire come, e non riuscii mai a ricordare come, quando ci provai.\nnon avrei saputo dire come, e non avrei mai potuto ricordare in seguito come quando ci provai, ma certamente.\n\nL'opportunit\u00e0 che il giorno di riposo mi aveva dato per riflettere mi aveva\ndi riflessione mi aveva portato a decidere di non dirgli nulla riguardo a Compeyson.\nCompeyson. Per quanto ne sapevo, la sua animosit\u00e0 nei confronti di quell'uomo avrebbe potuto\naltrimenti avrebbe potuto portarlo a cercarlo e a precipitarsi verso la propria\ndistruzione. Perci\u00f2, quando Herbert e io ci sedemmo con lui accanto al fuoco, gli chiesi prima di tutto\nfuoco, gli chiesi innanzitutto se si affidava al giudizio e alle fonti di informazione di Wemmick.\ne alle fonti di informazione di Wemmick?\n\n S\u00ec, s\u00ec, caro ragazzo! rispose, con un cenno grave, Jaggers lo sa.\n\n Allora, ho parlato con Wemmick, dissi, e sono venuto a raccontarvi\nquale cautela mi ha dato e quale consiglio.\n\nLo feci con precisione, con la riserva appena menzionata; e gli dissi che Wemmick aveva sentito, nella prigione di Newgate (se da ufficiali o da persone che avevano fatto il giro)\nWemmick aveva sentito dire, nella prigione di Newgate (non saprei dire se da ufficiali o da prigionieri), che era sospettato e che era stato sospettato.\nnon saprei dire), che era sospettato e che le mie stanze erano state sorvegliate.\nche le mie stanze erano state sorvegliate; che Wemmick aveva raccomandato che lui si tenesse\ndi stare vicino a lui per un po' di tempo e di tenermi lontano da lui; e che cosa Wemmick aveva detto di\nWemmick aveva detto di portarlo all'estero. Aggiunsi che, naturalmente, quando sarebbe arrivato il momento\ndi andare con lui o di seguirlo da vicino, come sarebbe stato pi\u00f9 sicuro per Wemmick.\npi\u00f9 sicuro a giudizio di Wemmick. Quello che sarebbe seguito non l'ho\nnon lo toccai; n\u00e9, in effetti, mi era affatto chiaro o tranquillo\nnella mia stessa mente, ora che lo vedevo in quelle condizioni di debolezza e in\npericolo dichiarato per il mio bene. Per quanto riguarda la modifica del mio modo di vivere\naumentando le mie spese, gli chiesi se, nelle nostre attuali circostanze\ne difficili circostanze, non sarebbe semplicemente ridicolo, se non fosse\nse non fosse peggio?\n\nNon ha potuto negarlo e anzi \u00e8 stato molto ragionevole per tutto il tempo. Il suo\nritorno era un'impresa, disse, e aveva sempre saputo che era un'impresa.\nimpresa. Non avrebbe fatto nulla per renderla un'impresa disperata, e non aveva\naveva pochissimi timori per la sua incolumit\u00e0 con un aiuto cos\u00ec valido.\n\nHerbert, che stava guardando il fuoco e riflettendo, disse che gli era venuto in mente qualcosa a causa di Wemmick.\nche gli era venuta in mente una cosa, a seguito del suggerimento di Wemmick, che poteva\nWemmick, che sarebbe valsa la pena di seguire.  Siamo entrambi bravi\nHandel, e potremmo portarlo noi stessi lungo il fiume al momento giusto.\nmomento giusto. Non sarebbe necessario noleggiare una barca e non ci sarebbero barcaioli.\ne nessun barcaiolo; in questo modo si eviterebbe almeno una possibilit\u00e0 di sospetto, e ogni possibilit\u00e0 vale la pena di essere salvata.\nvale la pena di essere salvata. Non importa la stagione; non pensate che potrebbe essere una\nnon pensate che sarebbe una buona cosa se cominciaste subito a tenere una barca alle scale del Tempio,\ne avesse l'abitudine di remare su e gi\u00f9 per il fiume? Si cade in questa\ne poi chi se ne accorge o ci fa caso? Fatelo venti o cinquanta volte,\ne non c'\u00e8 nulla di speciale nel farlo la ventunesima o la cinquantesima.\ncinquantunesima.\n\nQuesto schema mi piaceva e Provis ne era entusiasta. Eravamo d'accordo che\nche venisse messo in atto e che Provis non ci riconoscesse mai se\nriconoscerci se fossimo scesi sotto il ponte e avessimo remato oltre la riva di Mill Pond.\nMa concordammo anche che avrebbe dovuto abbassare la tenda in quella parte della finestra\ndella sua finestra che dava a est, ogni volta che ci avesse visto e che tutto fosse\nbene.\n\nPoich\u00e9 la nostra conferenza era terminata e tutto era stato organizzato, mi alzai per andare;\ndicendo a Herbert che era meglio che io e lui non andassimo a casa insieme e che avrei preso mezz'ora di strada da lui.\nche mi sarei presa mezz'ora di vantaggio su di lui.  Non mi piace lasciarti qui\nnon mi piace lasciarti qui, dissi a Provis, anche se non posso dubitare che tu sia pi\u00f9 al sicuro qui\nqui che vicino a me. Addio!\n\n Caro ragazzo, rispose stringendomi le mani, non so quando ci rivedremo e non mi piace salutarmi.\nincontrarci di nuovo, e non mi piace l'addio. Di' buona notte!\n\n Buonanotte! Herbert si svolger\u00e0 regolarmente tra di noi, e quando arriver\u00e0 il momento\ndi essere pronto. Buonanotte, buonanotte!\n\nPensammo che fosse meglio che rimanesse nelle sue stanze; e lo lasciammo sul pianerottolo fuori dalla sua porta.\nsul pianerottolo fuori dalla sua porta, tenendo un lume sopra il\nscale per illuminarci al piano di sotto. Guardandolo, ho pensato alla\nla prima notte del suo ritorno, quando le nostre posizioni erano invertite e\nquando non pensavo che il mio cuore potesse mai essere cos\u00ec pesante e ansioso di\ndi separarmi da lui come lo era ora.\n\nIl vecchio Barley ringhiava e imprecava quando passammo di nuovo davanti alla sua porta, senza\nsembrava che avesse smesso o che avesse intenzione di smettere. Quando arrivammo ai\nai piedi delle scale, chiesi a Herbert se avesse conservato il nome di Provis.\ndi Provis. Mi rispose di no, e che l'inquilino era Mr.\nCampbell. Mi spieg\u00f2 anche che il massimo che si sapeva di Mr.\nCampbell, che lui (Herbert) gli aveva affidato il signor Campbell e che sentiva un forte interesse personale a che fosse curato bene.\ninteresse personale a che il signor Campbell fosse ben curato e vivesse una vita\nvita appartata. Cos\u00ec, quando entrammo nel salotto, dove Mrs.\nClara erano sedute al lavoro, non dissi nulla del mio interesse per Mr.\nCampbell, ma lo tenni per me.\n\nQuando mi congedai da quella bella ragazza dagli occhi scuri e gentili e da quella donna materna che non aveva superato la sua sincera simpatia per la\ndonna materna, che non aveva superato la sua sincera simpatia per una\nuna piccola storia di vero amore, mi sentii come se la vecchia passeggiata di rame verde\nfosse diventato un luogo del tutto diverso. Il vecchio Barley poteva essere vecchio come le\ncolline, e poteva imprecare come un intero campo di truppe, ma c'erano\ngiovani redentori, fiducia e speranza a sufficienza nel bacino di Chinks da riempirlo\nda riempirlo fino a farlo traboccare. E poi pensai a Estella e alla nostra separazione e tornai a casa molto tristemente.\ne tornai a casa molto tristemente.\n\nNel Tempio tutto era tranquillo come non l'avevo mai visto. Le\nfinestre delle stanze su quel lato, ultimamente occupate da Provis, erano buie e immobili.\ne immobili, e nella Garden Court non c'era nessun lettino. Passai davanti alla\nfontana due o tre volte prima di scendere i gradini che si trovavano tra me e le mie stanze.\nle mie stanze, ma ero completamente sola. Herbert, venendo al mio capezzale\nquando entr\u00f2, perch\u00e9 io andai subito a letto, scoraggiato e affaticato, mi fece lo stesso resoconto.\nstanchezza, fece lo stesso resoconto. Aprendo poi una delle finestre,\nfinestra, guard\u00f2 fuori al chiaro di luna e mi disse che il marciapiede era solennemente\nsolennemente vuoto come quello di qualsiasi cattedrale a quella stessa ora.\n\nIl giorno dopo mi misi a prendere la barca. Il lavoro fu presto fatto e la barca fu portata\nfu portata sulle scale del Tempio, dove potei raggiungerla in un minuto o due.\nin un minuto o due. Poi cominciai a uscire per allenarmi ed esercitarmi: a volte da solo, a volte con Herbert.\npratica: a volte da solo, a volte con Herbert. Spesso uscivo con\nfreddo, con la pioggia e con il nevischio, ma nessuno faceva caso a me dopo che ero stata\nuscite, nessuno si accorse di me dopo che ero stato fuori un po' di volte. All'inizio mi tenevo al di sopra del Blackfriars Bridge, ma con il variare delle ore di marea\nore di marea, mi diressi verso il London Bridge. A quei tempi era il Vecchio\nLondon Bridge a quei tempi, e in certi momenti di marea c'era un\nc'era una corsa e una caduta d'acqua che gli dava una cattiva reputazione. Ma\nsapevo abbastanza bene come fotografare il ponte dopo averlo visto fare, e\ncos\u00ec iniziai a remare tra le imbarcazioni dello stagno e fino a Erith.\nErith. La prima volta che passai davanti a Mill Pond Bank, Herbert e io stavamo tirando un paio di remi.\nHerbert e io stavamo tirando un paio di remi e, sia all'andata che al ritorno, vedemmo scendere la\ncieco verso est che scendeva. Herbert ci andava raramente\nraramente meno di tre volte alla settimana e non mi port\u00f2 mai una sola parola di\nuna sola parola di informazione che fosse minimamente allarmante. Tuttavia, sapevo che c'era\nche c'era motivo di allarmarsi e non riuscivo a liberarmi dell'idea di essere\nosservato. Una volta ricevuta, \u00e8 un'idea che mi perseguita; quante persone non intenzionate\nquante persone non progettate sospettavo mi stessero osservando, sarebbe difficile da calcolare.\n\nIn breve, ero sempre pieno di timori per l'uomo avventato che era in\nnascosto. Herbert mi aveva detto a volte che trovava piacevole stare\nstare a una delle nostre finestre dopo il tramonto, quando la marea scendeva,\ne pensare che scorreva, con tutto ci\u00f2 che portava con s\u00e9, verso\nClara. Ma io pensavo con terrore che stesse scorrendo verso Magwitch,\ne che ogni segno nero sulla sua superficie potesse essere il suo inseguitore, che andava\nrapidamente, silenziosamente e sicuramente, a prenderlo.\n\n\n\n\nCapitolo XLVII.\n\n\nPassarono alcune settimane senza portare alcun cambiamento. Aspettavamo Wemmick,\nma non fece alcun segno. Se non l'avessi mai conosciuto fuori da Little Britain,\ne non avessi mai goduto del privilegio di essere in confidenza con il Castello, avrei potuto dubitare di lui.\nCastello, avrei potuto dubitare di lui; ma non fu cos\u00ec per un momento, conoscendolo\ncome lo conoscevo.\n\nI miei affari mondani cominciarono ad assumere un aspetto cupo e fui pressato da pi\u00f9 creditori per ottenere denaro.\ndi denaro da pi\u00f9 di un creditore. Persino io stesso cominciai ad accorgermi della\nmancanza di denaro (intendo dire di denaro pronto in tasca), e ad alleviarla\ndi denaro (intendo dire di denaro pronto nelle mie tasche) e di alleviarla convertendo in contanti alcuni articoli di gioielleria facilmente risparmiabili. Ma\navevo deciso che sarebbe stata una frode senza cuore prendere altro\ndenaro al mio mecenate nello stato attuale dei miei incerti pensieri e piani.\nprogetti incerti. Pertanto, gli avevo inviato il libro tascabile non aperto di Herbert,\nHerbert, da tenere in custodia, e provai una sorta di soddisfazione sia che si trattasse di un tipo\nse fosse falsa o vera, non so, per non aver tratto vantaggio dalla sua\ngenerosit\u00e0 dopo la sua rivelazione di s\u00e9.\n\nMan mano che il tempo passava, si fece strada in me l'impressione che Estella\nera sposata. Temendo di averne la conferma, anche se ormai era quasi una\nconvinzione, evitai i giornali e pregai Herbert (a cui avevo confidato le circostanze del nostro ultimo colloquio) di non parlare mai di lei.\nle circostanze del nostro ultimo colloquio) di non parlarmi mai di lei.\na me. Perch\u00e9 avevo accumulato quest'ultimo misero brandello della veste della speranza\nsperanza che era stata strappata e data al vento, come faccio a saperlo? Perch\u00e9 tu\nche leggete questo, avete commesso una vostra incoerenza non dissimile\nl'anno scorso, il mese scorso, la settimana scorsa?\n\nEra una vita infelice quella che vivevo; e la sua unica ansia dominante,\nche sovrastava tutte le altre ansie, come un'alta montagna sopra un\nmontagne, non scompariva mai dalla mia vista. Tuttavia, non si presentava nessun nuovo motivo\ndi paura. Lasciatemi alzare dal mio letto come vorrei, con il terrore\ncon il terrore che fosse stato scoperto; che mi sedessi ad ascoltare, con terrore, l'arrivo di Herbert.\ncon terrore, il passo di Herbert di notte, per timore che fosse pi\u00f9\npi\u00f9 fuggevole del solito e con notizie cattive, perch\u00e9 tutto ci\u00f2, e molto pi\u00f9\ntutto questo, e molto altro ancora, il giro delle cose andava avanti. Condannato all'inazione e\nall'inazione e a uno stato di costante inquietudine e suspense, vogavo nella mia barca e aspettavo\nnella mia barca e aspettavo, aspettavo, aspettavo, come meglio potevo.\n\nCi sono stati momenti di marea in cui, dopo essere sceso lungo il fiume, non potevo\nnon riuscivo a tornare indietro attraverso le arcate e gli storni del vecchio London Bridge.\nponte di Londra; allora lasciai la mia barca a un molo vicino alla Custom House, per essere poi portata\nper essere poi portata su per le scale del Temple. Non mi dispiaceva fare questo\nnon mi dispiaceva fare questo, perch\u00e9 serviva a rendere me e la mia barca un fatto comune tra gli\ngente dell'acqua. Da questa piccola occasione nacquero due incontri\nche ora devo raccontare.\n\nUn pomeriggio, nel tardo mese di febbraio, sbarcai al molo all'imbrunire.\nmolo all'imbrunire. Ero sceso fino a Greenwich con il riflusso della marea,\ne avevo virato con la marea. Era stata una bella giornata luminosa, ma era diventata\nera diventata nebbiosa con il calare del sole, e avevo dovuto cercare di tornare\ntra le imbarcazioni, con molta attenzione. Sia all'andata che al ritorno, avevo\nsia all'andata che al ritorno, avevo visto il segnale nella sua finestra, Tutto bene.\n\nPoich\u00e9 era una sera cruda e avevo freddo, pensai di consolarmi con una cena.\ncena; e dato che avevo davanti a me ore di sconforto e di\nsolitudine davanti a me se fossi tornata a casa al Tempio, pensai di andare\ndopo di andare a teatro. Il teatro dove il signor Wopsle aveva ottenuto il suo discutibile\nWopsle aveva ottenuto il suo discutibile trionfo, si trovava in quel quartiere\nda nessuna parte), e a quel teatro decisi di andare. Ero consapevole che\nWopsle non era riuscito a far rivivere il dramma, ma, al contrario, aveva piuttosto\nal contrario, aveva piuttosto partecipato al suo declino. Si era sentito parlare di lui in modo minaccioso\ncome un nero fedele, in relazione con una ragazza di nobili natali, che\nuna ragazzina di nobili natali e una scimmia. E Herbert lo aveva visto\ncome un tartaro predatore dalle propensioni comiche, con un viso come un mattone rosso e un'indecente\ne un cappello oltraggioso su tutte le campane.\n\nHo cenato in quella che io e Herbert chiamavamo una \"chop-house geografica\",\ndove c'erano mappe del mondo in coperchi di pentole da facchinaggio su ogni\ntovaglie e carte del sugo su ogni coltello.\nOggi, nei domini di Lord Mayor, non c'\u00e8 quasi pi\u00f9 una chop-house che non sia\nSignore che non sia geografico, e si \u00e8 consumato il tempo\na sonnecchiare sulle briciole, a fissare il gas e a cuocere in un'esplosione di calore di\ncene. Alla fine mi sono svegliato e sono andato a teatro.\n\nL\u00ec ho trovato un virtuoso nostromo al servizio di Sua Maest\u00e0, un uomo eccellente.\nuomo eccellente, anche se avrei voluto che i suoi pantaloni non fossero cos\u00ec\nstretti in alcuni punti e non cos\u00ec larghi in altri, che ha fatto cadere i cappelli di tutti gli\ncappelli degli omini sugli occhi, anche se era molto generoso e coraggioso.\ncoraggioso, e che non voleva che si pagassero le tasse, pur essendo molto patriottico.\nmolto patriottico. Aveva un sacchetto di soldi in tasca, come un budino nella\ne su quella propriet\u00e0 spos\u00f2 una giovane in\ncon grandi festeggiamenti; l'intera popolazione di\nPortsmouth (nove persone all'ultimo censimento) si \u00e8 riversata sulla spiaggia\nper strofinarsi le mani e stringere quelle degli altri, e cantare Fill,\nFill!  Un certo Swab dai capelli scuri, per\u00f2, che non voleva riempire, n\u00e9 fare\nfare qualsiasi altra cosa gli venisse proposta, e il cui cuore era stato apertamente\ndichiarato (dal nostromo) che il suo cuore era nero come la sua testa di figura, propose\naltri due Swab di mettere in difficolt\u00e0 tutta l'umanit\u00e0, cosa che fu cos\u00ec\nefficacemente (la famiglia Swab ha una considerevole influenza politica) che ci volle met\u00e0 serata\nche ci volle met\u00e0 della serata per rimettere le cose a posto, e poi\nsolo grazie a un onesto piccolo droghiere con cappello bianco, ghette nere e\ncappello bianco, le ghette nere e il naso rosso, entrando in una pendola, con una graticola, e ascoltando\ncon una graticola, ha ascoltato, \u00e8 uscito e ha buttato gi\u00f9 da dietro con la graticola tutti quelli\nda dietro con la graticola tutti quelli che non riusciva a confutare con quanto aveva\nascoltato. Questo fece s\u00ec che il signor Wopsle (di cui non si era mai sentito parlare prima) entrasse con una stella e\nWopsle (di cui non si era mai sentito parlare prima) entr\u00f2 con stella e giarrettiera, come plenipotenziario di un grande potere\nplenipotenziario di grande potere direttamente dall'Ammiragliato, per dire che gli Swabs dovevano andare tutti\nin prigione sul posto, e che aveva portato al nostromo l'Union Jack come\nl'Union Jack, come piccolo riconoscimento dei suoi servizi pubblici. Il\nnostromo, per la prima volta senza equipaggio, si asciug\u00f2 rispettosamente gli occhi sul\nJack, poi, rallegrandosi e rivolgendosi a Mr.\nOnore, chiese il permesso di prenderlo per la pinna. Il signor Wopsle,\nWopsle, concedendo la sua pinna con graziosa dignit\u00e0, fu immediatamente spinto in un angolo polveroso, mentre tutti si affannavano\nun angolo polveroso, mentre tutti ballavano una hornpipe; e da quell'angolo, osservando il pubblico con una\nangolo, osservando il pubblico con occhio scontento, si accorse di me.\nme.\n\nIl secondo pezzo era l'ultima grande pantomima comica di Natale, nella cui prima scena\nprima scena della quale, mi ha addolorato il sospetto di aver individuato il Sig.\nWopsle, con gambe in pettinato rosso sotto un viso fosforico altamente ingrandito e una frangia rossa per capelli\ne una frangia di tenda rossa per capelli, impegnato nella fabbricazione di saette\ndi fulmini in una miniera, mostrando grande vilt\u00e0 quando il suo gigantesco padrone\nvigliaccheria quando il suo gigantesco padrone tornava a casa (molto rauco) per la cena.\nMa di l\u00ec a poco si present\u00f2 in circostanze pi\u00f9 degne,\nil Genio dell'Amore Giovanile aveva bisogno di assistenza a causa della brutalit\u00e0 dei genitori\nbrutalit\u00e0 genitoriale di un contadino ignorante che si opponeva alla scelta del cuore della figlia.\ncuore di sua figlia, cadendo di proposito sull'oggetto, in un\nsacco di farina, dalla finestra del primo piano, chiam\u00f2 un sentenzioso incantatore.\nIncantatore; e questi, giunto dagli antipodi in modo piuttosto instabile,\ndopo un viaggio apparentemente violento, si rivel\u00f2 essere il signor Wopsle con un cappello\ncappello a cilindro, con un'opera negromantica in un volume sotto il braccio.\nL'attivit\u00e0 di questo incantatore sulla terra era principalmente quella di essere\ndi questo incantatore sulla terra di essere chiacchierato, cantato, maltrattato, danzato e illuminato con fuochi di vari colori.\ncolori, aveva molto tempo a disposizione. E osservai, con grande\ncon grande sorpresa, che lo dedicava a fissare nella mia direzione come se fosse\ncome se fosse perso nello stupore.\n\nC'era qualcosa di cos\u00ec straordinario nel bagliore crescente degli occhi di Mr.\nWopsle, e sembrava che si stesse rigirando nella mente cos\u00ec tante cose\nmente e di confondersi cos\u00ec tanto che non riuscivo a capirlo. Rimasi\na pensarci per molto tempo dopo che era salito sulle nuvole in un grande\norologio, e ancora non riuscivo a capire. Ci stavo ancora pensando\nquando, un'ora dopo, uscii dal teatro e lo trovai ad aspettarmi vicino alla porta.\nche mi aspettava vicino alla porta.\n\n Come sta?\", dissi stringendogli la mano mentre giravamo insieme per la strada.\nstrada insieme.  Ho visto che mi hai visto.\n\n L'ho vista, signor Pip!  S\u00ec, certo che vi ho visto. Ma chi\naltro c'era?\n\n Chi altro?\n\n \u00c8 una cosa stranissima\", disse il signor Wopsle, perdendosi di nuovo nel suo sguardo smarrito.\nsguardo perso; eppure potrei giurarlo.\n\nAllarmato, pregai il signor Wopsle di spiegare il suo significato.\n\n Non so se l'avrei notato subito, se non fosse stato per la sua presenza,\ndisse il signor Wopsle, continuando con lo stesso modo smarrito, non posso esserne certo;\nma credo che l'avrei fatto.\n\nInvolontariamente mi guardai intorno, come ero abituato a fare quando tornavo a casa.\nquando tornavo a casa; perch\u00e9 queste parole misteriose mi fecero rabbrividire.\n\n Oh! Non pu\u00f2 essere in vista, disse il signor Wopsle.  \u00c8 uscito prima che io partissi.\ndi uscire. L'ho visto andare via.\n\nAvendo il motivo per cui ero sospettoso, sospettavo anche di\nquesto povero attore. Diffidavo di un disegno per intrappolarmi in qualche\nammissione. Perci\u00f2 gli lanciai un'occhiata mentre camminavamo insieme, ma non\nnon dissi nulla.\n\n Ho avuto la ridicola idea che fosse con voi, signor Pip, finch\u00e9 non ho visto che eravate del tutto inconsapevole di lui.\nche eravate del tutto inconsapevole di lui, seduto dietro di voi come un\nfantasma.\n\nIl brivido di prima mi assal\u00ec di nuovo, ma ero decisa a non parlare ancora.\nperch\u00e9 era del tutto coerente con le sue parole il fatto che potesse essere\nper indurmi a collegare questi riferimenti a Provis. Naturalmente, ero\nperfettamente sicuro che Provis non era stato l\u00ec.\n\n Oserei dire che vi meravigliate di me, signor Pip; in effetti, vedo che lo fate. Ma \u00e8\ncos\u00ec strano! Difficilmente crederete a quello che sto per dirvi. I\nIo stesso stenterei a crederci, se me lo diceste.\n\n Davvero? dissi io.\n\n No, infatti. Signor Pip, ricordate ai vecchi tempi un certo giorno di Natale, quando eravate piuttosto bambino.\nNatale, quando eravate un bambino, e io cenavo da Gargery, e alcuni soldati vennero alla porta\nsoldati vennero alla porta per farsi riparare un paio di manette?\n\n Lo ricordo molto bene.\n\n E ricordi che c'\u00e8 stato un inseguimento di due galeotti, e che ci siamo uniti a loro.\ne che ci siamo uniti ad esso, e che Gargery ti ha preso in spalla, e che io ho preso il comando\ne che io ho preso il comando, e tu hai tenuto il passo con me meglio che potevi?\n\n Ricordo tutto molto bene.  Meglio di quanto pensasse, tranne l'ultima\nclausola.\n\n E ricordate che abbiamo trovato i due in un fosso e che c'\u00e8 stata una colluttazione tra loro.\nc'\u00e8 stata una colluttazione tra di loro e che uno di loro era stato\ngravemente e che l'altro era stato picchiato sul viso?\n\n Vedo tutto davanti a me.\n\n E che i soldati accesero le torce e misero i due al centro,\ne che andammo a vedere l'ultimo di loro, oltre le paludi nere,\ncon la luce delle fiaccole che brillava sui loro volti, sono particolare\ncon la luce della torcia che brillava sui loro volti, quando c'era un\nanello esterno di notte scura intorno a noi?\n\n S\u00ec, dissi io, mi ricordo tutto.\n\n Allora, signor Pip, stasera uno dei due prigionieri era seduto dietro di lei. I\nl'ho visto alle vostre spalle.\n\n Fermo!  Ho pensato. Gli chiesi allora: \"Quale dei due pensi di aver visto?\nhai visto?\n\n Quello che era stato sbranato, rispose prontamente, e giuro di averlo visto!\ndi averlo visto! Pi\u00f9 penso a lui, pi\u00f9 ne sono certo.\n\n Questo \u00e8 molto curioso! dissi io, con la migliore ipotesi che potessi fare\ndi non essere altro per me.  Davvero molto curioso!\n\nNon posso esagerare l'inquietudine crescente in cui mi gett\u00f2 questa conversazione, n\u00e9 il terrore speciale e particolare che provai per il comportamento di Compeyson\nmi ha gettato, n\u00e9 il particolare terrore che ho provato nel vedere Compeyson\nCompeyson fosse dietro di me come un fantasma.  Perch\u00e9 se mai fosse uscito dai miei pensieri per\nse era mai uscito dai miei pensieri per pochi istanti dall'inizio della clandestinit\u00e0, era proprio\nera proprio in quei momenti in cui era pi\u00f9 vicino a me; e pensare che avrei dovuto essere\nche io fossi cos\u00ec inconsapevole e fuori guardia dopo tutte le mie preoccupazioni era come se avessi chiuso\ncome se avessi chiuso un viale di cento porte per tenerlo fuori, e poi lo avessi trovato\ne poi l'avessi trovato al mio fianco. Non potevo nemmeno dubitare che fosse l\u00ec,\nperch\u00e9 c'ero io, e che, per quanto lieve potesse essere l'apparenza del pericolo\nper quanto lieve potesse essere l'apparenza di pericolo intorno a noi, il pericolo era sempre vicino e attivo.\n\nHo posto al signor Wopsle domande come: \"Quando \u00e8 entrato quell'uomo? Lui\nNon ha saputo dirmelo; mi ha visto e alle mie spalle ha visto l'uomo.\nSolo dopo averlo visto per un po' di tempo cominci\u00f2 a identificarlo.\nidentificarlo; ma fin dal primo momento lo aveva vagamente associato a me,\ne lo conosceva come se in qualche modo mi fosse appartenuto ai tempi del vecchio villaggio. Come\nera vestito? Ben vestito, ma non in modo particolare, pens\u00f2,\nin nero. Aveva il viso sfigurato? No, credeva di no. I\nnon lo credevo anch'io, perch\u00e9, sebbene nel mio stato di rimuginazione non avessi fatto particolare attenzione\nparticolare attenzione alle persone dietro di me, ritenevo probabile che un volto\nviso sfigurato avrebbe attirato la mia attenzione.\n\nQuando il signor Wopsle mi ebbe trasmesso tutto quello che riusciva a ricordare o che io\nestratto, e quando lo ebbi rifocillato in modo appropriato dopo le fatiche della sera, ci separammo.\nrinfresco, dopo le fatiche della serata, ci separammo. Era\ntra le dodici e l'una quando raggiunsi il Tempio e i cancelli erano chiusi.\nchiusi. Non c'era nessuno vicino a me quando entrai e tornai a casa.\n\nHerbert era entrato e tenemmo un consiglio molto serio accanto al fuoco.\nMa non c'era nulla da fare, se non comunicare a Wemmick ci\u00f2 che avevo scoperto quella sera e ricordargli che aspettavamo il suo arrivo.\nche avevo scoperto quella sera, e di ricordargli che aspettavamo un suo\nsuggerimento. Poich\u00e9 pensavo che avrei potuto comprometterlo se fossi andato troppo spesso al castello, glielo comunicai per telefono.\nal Castello, feci questa comunicazione per lettera. L'ho scritta prima di\nprima di andare a letto, uscii e la imbucai; e ancora una volta non c'era nessuno vicino a me.\nHerbert e io convenimmo che non potevamo fare altro che essere molto\nprudenza. E fummo davvero molto cauti, pi\u00f9 cauti di prima,\nse fosse possibile, e da parte mia non mi avvicinai mai a Chinks s\nChinks s Basin, tranne quando ci passavo a remi, e allora guardavo solo Mill Pond Bank\ncome se guardassi qualsiasi altra cosa.\n\n\n\n\nCapitolo XLVIII.\n\n\nIl secondo dei due incontri di cui si \u00e8 parlato nel capitolo precedente \u00e8 avvenuto\ncirca una settimana dopo il primo. Avevo di nuovo lasciato la mia barca al molo\nBridge; l'ora era un'ora prima del pomeriggio e, indeciso su dove cenare, avevo passeggiato a Cheapside,\nindeciso su dove cenare, avevo passeggiato fino a Cheapside e lo stavo percorrendo, sicuramente il pi\u00f9\nCheapside, e stavo passeggiando, sicuramente la persona pi\u00f9\nquando una grande mano mi fu posata sulla spalla da qualcuno che mi\nche mi sorpass\u00f2. Era la mano di Mr. Jaggers, che mi pass\u00f2 attraverso il braccio.\nbraccio.\n\n Visto che andiamo nella stessa direzione, Pip, possiamo camminare insieme.\nDove sei diretto?\n\n Per il Tempio, credo, dissi.\n\n Non lo sa? disse il signor Jaggers.\n\n Ebbene, sono tornato, contento per una volta di avere la meglio su di lui nel\nNon lo so, perch\u00e9 non ho ancora preso una decisione.\n\n Andate a cena? disse il signor Jaggers.  Non vi dispiace ammetterlo\nquesto, suppongo?\n\n No, sono tornato, non mi dispiace ammetterlo.\n\n E non sono fidanzati?\n\n Non mi dispiace ammettere che non sono fidanzato.\n\n Allora, disse il signor Jaggers, venite a cenare con me.\n\nStavo per scusarmi, quando aggiunse: \"Sta arrivando Wemmick\".  Cos\u00ec ho\nla mia scusa in un'accettazione, le poche parole che avevo pronunciato,\nche servivano per l'inizio dell'uno e dell'altro, e ci avviammo lungo Cheapside e\ne ci dirigemmo verso Little Britain, mentre le luci si accendevano\nbrillanti nelle vetrine dei negozi e i lampionai, che a malapena trovavano un terreno\na malapena il terreno su cui piantare le loro scale in mezzo al trambusto pomeridiano\npomeriggio, saltavano su e gi\u00f9 e correvano dentro e fuori,\nocchi rossi nella nebbia crescente, pi\u00f9 di quanti ne abbia aperti la mia torre di lampioni alle\nHummums aveva aperto occhi bianchi nella parete spettrale.\n\nNell'ufficio di Little Britain c'\u00e8 stata la solita scrittura di lettere,\nlavare le mani, spegnere le candele e chiudere le casseforti, che chiudevano gli affari della giornata.\naffari della giornata. Mentre me ne stavo inattivo davanti al fuoco di Mr.\nfiamma che si alzava e si abbassava faceva sembrare i due calchi sulla mensola come se stessero\ncome se stessero giocando una diabolica partita a bo-peep con me; mentre la coppia di grossolane e grasse\ncandele da ufficio, grossolane e grasse, che illuminavano debolmente Mr.\nangolo erano decorate con lenzuola sporche, come se ricordassero\ndi una schiera di clienti impiccati.\n\nAndammo a Gerrard Street, tutti e tre insieme, in una carrozza a vapore: E,\nappena arrivati, la cena fu servita. Anche se non avrei mai pensato di\ndi fare, in quel luogo, il pi\u00f9 lontano dei riferimenti\nanche solo un'occhiata ai sentimenti di Wemmick a Walworth, tuttavia non avrei avuto alcuna\nnon avrei avuto alcuna obiezione a incrociare il suo sguardo di tanto in tanto in modo amichevole. Ma\nnon si poteva fare. Rivolgeva i suoi occhi a Mr. Jaggers ogni volta che\nJaggers ogni volta che li alzava dal tavolo, ed era secco e distante nei miei confronti come se\nci fossero due Wemmick gemelli e questo fosse quello sbagliato.\n\n Avete mandato quel biglietto della signorina Havisham al signor Pip, Wemmick?  Il Sig.\nJaggers chiese, poco dopo l'inizio della cena.\n\n No, signore, rispose Wemmick; stava andando per posta, quando avete portato il signor Pip in ufficio.\nPip in ufficio. Eccola qui.  L'ha consegnata al suo direttore\ninvece che a me.\n\n \u00c8 un biglietto di due righe, Pip, disse il signor Jaggers, porgendoglielo, inviato dalla signorina Havisham\ndalla signorina Havisham perch\u00e9 non era sicura del vostro indirizzo.\nindirizzo. Mi dice che vuole vederti per una piccola questione di\naffari di cui le avete parlato. Scenderete?\n\n S\u00ec, dissi, buttando l'occhio sul biglietto, che era esattamente in questi termini.\nquesti termini.\n\n Quando pensa di scendere?\n\n Ho un impegno imminente, dissi, dando un'occhiata a Wemmick, che stava mettendo il pesce nella\nche stava mettendo il pesce nell'ufficio postale, che mi rende piuttosto incerto sul\ndel mio tempo. Subito, credo.\n\n Se il signor Pip ha intenzione di andare subito, disse Wemmick a Mr.\nJaggers, non \u00e8 necessario che scriva una risposta.\n\nRicevendo questo come un'indicazione che era meglio non rimandare, decisi che sarei andata domani e lo dissi.\ndeciso che sarei andato domani e lo dissi. Wemmick bevve un bicchiere di\ndi vino e guard\u00f2 con aria trucemente soddisfatta il signor Jaggers, ma non\na me.\n\n Allora, Pip! Il nostro amico Ragno, ha detto il signor Jaggers, ha giocato le sue carte.\ncarte. Ha vinto la scommessa.\n\nNon potevo fare altro che acconsentire.\n\n Hah! \u00c8 un tipo promettente, a suo modo, ma potrebbe non avere tutto\na modo suo. Alla fine vincer\u00e0 il pi\u00f9 forte, ma il pi\u00f9 forte deve essere\nessere scoperto prima. Se dovesse rivolgersi a lei e batterla\n\n Di certo, interruppi, con il viso e il cuore in fiamme, non penserete davvero che sia\nnon penserete seriamente che sia abbastanza furfante per questo, signor Jaggers?\n\n Non ho detto questo, Pip. Sto esponendo un caso. Se si rivolgesse a lei e la picchiasse\ne la picchiasse, potrebbe forse avere la forza dalla sua parte; se dovesse essere\nuna questione di intelletto, di certo non lo far\u00e0. Sarebbe un lavoro casuale\ndi dare un'opinione su come un individuo di questo tipo si riveler\u00e0 in tali\ncircostanze, perch\u00e9 si tratta di una scelta tra due risultati.\n\n Posso chiedere quali sono?\n\n Un tipo come il nostro amico Spider, rispose Mr.\nbatte o ringhia. Pu\u00f2 battere e ringhiare, oppure battere e non ringhiare; ma\no batte o stride. Chiedete a Wemmick la sua opinione.\n\n O batte o si contorce, disse Wemmick, non rivolgendosi affatto a me.\na me.\n\n Ecco la signora Bentley Drummle\", disse il signor Jaggers, prendendo un decanter di vino pregiato dal suo cameriere muto e riempiendolo per ciascuno.\nun decanter di vino pregiato dal suo muto cameriere, riempiendolo per ciascuno di noi e per s\u00e9.\ne per s\u00e9, e che la questione della supremazia sia risolta con soddisfazione della signora!\nsoddisfazione della signora! Per la soddisfazione della signora _e_ del gentiluomo\ngentiluomo, non lo sar\u00e0 mai. Ora, Molly, Molly, Molly, Molly, come sei lenta oggi!\ncome sei lenta oggi!\n\nEra al suo fianco quando lui si rivolse a lei, mettendo un piatto sul tavolo.\ntavolo. Quando ritir\u00f2 le mani, indietreggi\u00f2 di un passo o due,\nborbottando nervosamente qualche scusa. E un certo movimento delle sue dita,\nmentre parlava, ha attirato la mia attenzione.\n\n Qual \u00e8 il problema? disse il signor Jaggers.\n\n Niente. Solo che l'argomento di cui stavamo parlando, dissi, era piuttosto\ndoloroso per me.\n\nL'azione delle sue dita era come quella di un lavoro a maglia. Rimase\nguardando il suo padrone, senza capire se era libera di andare o se\nse lui avesse ancora qualcosa da dirle e l'avrebbe richiamata se fosse andata via.\nandare. Il suo sguardo era molto intento. Di certo, avevo visto esattamente occhi e mani del genere\nmani simili in un'occasione memorabile molto di recente!\n\nLui la conged\u00f2 e lei usc\u00ec dalla stanza. Ma rimase\ndavanti a me come se fosse ancora l\u00ec. Guardai quelle\nmani, guardai quegli occhi, guardai quei capelli fluenti; e li confrontai con altre mani, altri occhi, altri capelli che conoscevo.\ne li confrontai con altre mani, altri occhi, altri capelli, che conoscevo,\ne con quello che avrebbero potuto essere dopo vent'anni di un marito brutale e di una vita\nuna vita burrascosa. Guardai di nuovo quelle mani e quegli occhi della\ndella governante, e pensai all'inspiegabile sensazione che mi era venuta\nquando avevo camminato per l'ultima volta, non da sola, nel giardino in rovina e nella birreria\nbirreria deserta. Pensai a come la stessa sensazione era tornata quando avevo\nun viso che mi guardava e una mano che mi salutava dal finestrino di una carrozza\ne come era tornata di nuovo e mi era balenata intorno come un lampo, quando ero passato in\nlampo, quando ero passata in una carrozza non da sola attraverso un improvviso\nun improvviso bagliore di luce in una strada buia. Pensai a come un legame di associazione\naveva aiutato quell'identificazione a teatro, e come tale legame,\nprima, si fosse riannodato per me adesso, quando ero passato per caso dal nome di Estella\nper caso dal nome di Estella alle dita con il loro lavoro a maglia e agli occhi attenti.\ne gli occhi attenti. E mi sentivo assolutamente certa che questa\ndonna fosse la madre di Estella.\n\nMr. Jaggers mi aveva visto con Estella e non poteva non aver colto i sentimenti che non mi ero preoccupato di nascondere.\ni sentimenti che non mi ero preoccupata di nascondere. Annu\u00ec quando dissi che\nche l'argomento mi addolorava, mi diede una pacca sulla spalla, rimise in circolo il vino e continu\u00f2 a cenare.\nvino e continu\u00f2 a cenare.\n\nSolo altre due volte la governante riapparve, ma la sua permanenza nella stanza fu molto breve.\nstanza fu molto breve e il signor Jaggers fu brusco con lei. Ma le sue mani\nerano le mani di Estella, e i suoi occhi erano gli occhi di Estella, e se fosse ricomparsa cento volte non avrei potuto essere n\u00e9 pi\u00f9 sicura n\u00e9 pi\u00f9\nse fosse ricomparsa cento volte non avrei potuto essere n\u00e9 pi\u00f9 sicura n\u00e9 meno\nche la mia convinzione fosse la verit\u00e0.\n\nFu una serata noiosa, perch\u00e9 Wemmick bevve il suo vino, quando arriv\u00f2,\ncome una questione di affari, proprio come avrebbe potuto prendere il suo stipendio quando arrivava\ne, con gli occhi puntati sul suo capo, si sedette in uno stato di perenne disponibilit\u00e0 al\ndi essere perennemente pronto al controinterrogatorio. Per quanto riguarda la quantit\u00e0 di vino,\nil suo ufficio postale era indifferente e pronto come qualsiasi altro ufficio postale per la quantit\u00e0 di lettere.\nper la quantit\u00e0 di lettere. Dal mio punto di vista, lui era il gemello sbagliato\nsempre il gemello sbagliato, e solo esteriormente come il Wemmick di Walworth.\n\nCi congedammo presto e ce ne andammo insieme. Anche quando stavamo cercando i nostri cappelli\nJaggers per i nostri cappelli, sentivo che il gemello destro stava tornando indietro.\ngemello giusto stava tornando indietro; e non avevamo percorso mezza dozzina di metri in Gerrard Street in direzione Walworth\nGerrard Street in direzione Walworth, prima che mi accorgessi che stavo\nche stavo camminando a braccetto con il gemello giusto e che il gemello sbagliato si era\nera evaporato nell'aria della sera.\n\n Bene, disse Wemmick, \u00e8 finita! \u00c8 un uomo meraviglioso, senza le sue\nma ho la sensazione di dovermi avvitare quando ceno con lui.\ncon lui, mentre io ceno pi\u00f9 comodamente svitato.\n\nHo ritenuto che questa fosse una buona esposizione del caso e gliel'ho detto.\n\n Non lo direbbe a nessuno se non a te stesso, rispose.  So che\nquello che viene detto tra me e te non va oltre.\n\nGli chiesi se avesse mai visto la figlia adottiva della signorina Havisham, Mrs.\nBentley Drummle. Mi rispose di no. Per evitare di essere troppo brusca, parlai allora degli\ndell'anziano e della signorina Skiffins. Quando ho nominato la signorina Skiffins ha avuto un'aria piuttosto sorniona\nSkiffins, e si ferm\u00f2 per strada per soffiarsi il naso, con un movimento della testa e un'espressione non proprio\ndella testa e un'espressione non del tutto priva di latente vanagloria.\n\n Wemmick, dissi io, ricorda di avermi detto, prima di andare a casa di Mr.\nMr. Jaggers, di fare attenzione a quella governante?\n\n Davvero? rispose.  Ah, oserei dire di s\u00ec. Prendetemi pure, aggiunse,\nimprovvisamente, so di averlo fatto. Mi accorgo di non essere ancora del tutto svitato.\n\n Una bestia selvaggia addomesticata, l'avete definita.\n\n E come la chiamate voi?\n\n Lo stesso. Come ha fatto il signor Jaggers a domarla, Wemmick?\n\n Questo \u00e8 il suo segreto. \u00c8 stata con lui per molti anni.\n\n Vorrei che mi raccontasse la sua storia. Sento un particolare interesse nel\nconoscerla. Sapete che ci\u00f2 che viene detto tra voi e me\nnon va oltre.\n\n Bene!  Wemmick rispose: \"Non conosco la sua storia, cio\u00e8, non la conosco\ntutta. Ma quello che so ve lo dir\u00f2. Siamo in veste privata e\npersonali, ovviamente.\n\n Naturalmente.\n\n Una ventina di anni fa, quella donna fu processata all'Old Bailey per omicidio e fu assolta.\nomicidio e fu assolta. Era una giovane donna molto bella, e credo che avesse\ncredo che avesse un po' di sangue zingaro. In ogni caso, era abbastanza caldo quando\nera in piedi, come si pu\u00f2 immaginare.\n\n Ma \u00e8 stata assolta.\n\n Mr. Jaggers era per lei, prosegu\u00ec Wemmick, con uno sguardo pieno di significato, e lavor\u00f2 sul caso in modo abbastanza sorprendente.\ndi significato, e si occup\u00f2 del caso in modo del tutto sorprendente. Era un\ncaso disperato, ed era relativamente agli inizi per lui, e lo ha risolto nell'ammirazione generale.\ne se ne occup\u00f2 suscitando l'ammirazione generale; in effetti, si pu\u00f2 quasi dire che lo\nche lo abbia reso famoso. Si impegn\u00f2 in prima persona presso l'ufficio di polizia, giorno dopo giorno\nper molti giorni, opponendosi persino a un rinvio a giudizio; e al processo, dove non poteva\ndove non ha potuto lavorare da solo, si \u00e8 seduto sotto l'avvocato e tutti sanno che ha messo il sale e il pepe\nsapeva che aveva messo tutto il sale e il pepe. La persona uccisa era una donna, una\ndonna di ben dieci anni pi\u00f9 grande, molto pi\u00f9 grande e molto pi\u00f9 forte.\nSi tratt\u00f2 di un caso di gelosia. Entrambi conducevano una vita da vagabondi, e questa donna\nGerrard Street era stata sposata molto giovane, a cavallo della scopa (come si suol dire), con un\n(come si dice), con un uomo vagabondo, ed era una vera furia in fatto di gelosia.\ngelosia. La donna uccisa, pi\u00f9 adatta all'uomo, certamente, in\nanni \u00e8 stata trovata morta in un fienile vicino a Hounslow Heath. C'era stata\nviolenta lotta, forse un combattimento. Era piena di lividi, graffi e lacerazioni\ne lacerata, e infine era stata presa per la gola e soffocata. Ora,\nnon c'erano prove ragionevoli per coinvolgere altre persone se non questa donna.\ndonna, e sull'improbabilit\u00e0 che fosse stata in grado di farlo Mr.\nJaggers poggiava principalmente sul suo caso. Potete essere certi, disse Wemmick,\ntoccandomi sulla manica, che non si \u00e8 mai soffermato sulla forza delle mani di\ndelle sue mani allora, anche se a volte lo fa adesso.\n\nAvevo raccontato a Wemmick di averci mostrato i suoi polsi, il giorno della cena.\nfesta.\n\n Bene, signore!  Wemmick continu\u00f2; \u00e8 successo, non vedete?\nche questa donna fosse vestita in modo cos\u00ec raffinato dal momento del suo\narresto, tanto da sembrare molto pi\u00f9 esile di quanto non fosse in realt\u00e0; in particolare, le maniche\nIn particolare, si ricorda sempre che le sue maniche erano cos\u00ec abilmente\nche le sue braccia avevano un aspetto delicato. Aveva solo uno o due\nlivido o due, niente di che per una barbona, ma il dorso delle mani era\nmani erano lacerate e ci si chiedeva se fosse stato fatto con le unghie.\nIl signor Jaggers dimostr\u00f2 che aveva lottato contro un gran numero di rovi.\nrovi che non erano alti quanto la sua faccia, ma che non avrebbe potuto\nnon sarebbe riuscita a passare e a tenere le mani fuori; e pezzi di quei rovi\nsono stati effettivamente trovati nella sua pelle e sono stati messi in evidenza, cos\u00ec come il fatto che i rovi in questione\nfatto che i rovi in questione sono stati esaminati come\nrovi in questione erano stati sfondati e presentavano piccoli brandelli del suo vestito e piccole\ndi sangue qua e l\u00e0. Ma l'osservazione pi\u00f9 audace che fece\nera questa: a riprova della sua gelosia, si cercava di dimostrare che\nche era fortemente sospettata di aver distrutto, all'incirca all'ora dell'omicidio, il suo bambino\nomicidio, distrutto freneticamente il figlio avuto da quest'uomo di circa tre anni per vendicarsi di lui.\ndi tre anni per vendicarsi di lui. Il signor Jaggers ha lavorato in questo modo:\n Noi diciamo che questi non sono segni di unghie, ma segni di rovi, e vi mostriamo i rovi.\nvi mostriamo i rovi. Voi dite che sono i segni delle unghie e\ne voi fate l'ipotesi che lei abbia distrutto il suo bambino. Dovete accettare\ntutte le conseguenze di questa ipotesi. Per quanto ne sappiamo, potrebbe aver\ndistrutto il suo bambino, e il bambino, aggrappandosi a lei, potrebbe averle\ngraffiato le mani. E allora? Non la processerete per l'omicidio\ndi suo figlio; perch\u00e9 non lo fate? Per quanto riguarda il caso in questione, se si tratta di graffi\ngraffi, diciamo che, per quanto ne sappiamo, pu\u00f2 averli giustificati.\nper loro, supponendo, per amor di discussione, che non li abbiate inventati?\nli ha inventati?   Per riassumere, signore, disse Wemmick, il signor Jaggers \u00e8 stato decisamente troppo\nper la giuria, che si \u00e8 arresa.\n\n Da allora \u00e8 al suo servizio?\n\n S\u00ec; ma non solo, disse Wemmick, \u00e8 passata al suo servizio\nsubito dopo l'assoluzione, addomesticata com'\u00e8 ora. Da allora\ninsegnato una cosa e un'altra per quanto riguarda i suoi doveri, ma \u00e8 stata\naddomesticata fin dall'inizio.\n\n Ricorda il sesso del bambino?\n\n Si dice che fosse una ragazza.\n\n Non hai altro da dirmi stasera?\n\n Niente. Ho ricevuto la sua lettera e l'ho distrutta. Niente.\n\nCi scambiammo una cordiale buonanotte e io tornai a casa, con nuovi argomenti per i miei pensieri, anche se senza alcun sollievo dai vecchi.\npensieri, anche se senza alcun sollievo da quelli vecchi.\n\n\n\n\nCapitolo XLIX.\n\n\nMisi in tasca il biglietto della signorina Havisham, perch\u00e9 mi servisse come\nper essere riapparso cos\u00ec presto a Satis House, nel caso la sua\nmento di una certa sorpresa nel vedermi, scesi di nuovo in carrozza il giorno dopo.\nil giorno dopo scesi di nuovo in carrozza. Ma scesi alla Halfway\ncasa, feci colazione l\u00ec e proseguii a piedi per il resto del tragitto, poich\u00e9\ncercavo di arrivare in citt\u00e0 in modo tranquillo per vie poco frequentate e di lasciarla\nlasciare la citt\u00e0 nello stesso modo.\n\nLa luce migliore del giorno era gi\u00e0 sparita quando passai lungo i silenziosi\ncorte che risuonava dietro la High Street. Gli angoli di rovina dove gli antichi monaci avevano\nmonaci avevano avuto i loro refettori e i loro giardini, e dove le robuste mura erano ora\nmura erano ora al servizio di umili capannoni e stalle,\nerano silenziosi quasi quanto i vecchi monaci nelle loro tombe. I rintocchi della cattedrale\ncattedrale, mentre mi affrettavo a evitare di essere osservato, avevano un suono pi\u00f9 triste e pi\u00f9 lontano\ndi quanto non avessero mai fatto prima; e cos\u00ec, il suono del vecchio organo\ndell'antico organo mi giungeva alle orecchie come una musica funebre; e le cornacchie, mentre si libravano\nrondini, mentre si libravano intorno alla torre grigia e dondolavano tra gli alti alberi spogli del giardino del\ndel giardino del priorato, sembravano dirmi che il luogo era cambiato e che Estella non c'era pi\u00f9.\nche il luogo era cambiato e che Estella ne era uscita per sempre.\n\nUna donna anziana, che avevo gi\u00e0 visto in passato come una delle domestiche che\nche vivevano nella casa supplementare sul retro del cortile, apr\u00ec il cancello.\ncancello. La candela accesa si trovava nel passaggio buio all'interno, come un tempo,\nla presi e salii le scale da sola. La signorina Havisham non era\nnon era nella sua stanza, ma in quella pi\u00f9 grande dall'altra parte del pianerottolo.\nGuardando alla porta, dopo aver bussato invano, la vidi seduta sul\nsul focolare, su una sedia logora, vicino e persa nella contemplazione\ncontemplazione del fuoco cinereo.\n\nFacendo come avevo fatto spesso, entrai e mi misi a toccare il vecchio camino\ncamino, dove lei poteva vedermi quando alzava gli occhi. C'era\nun'aria di totale solitudine, che mi avrebbe mosso a piet\u00e0 anche se mi avesse fatto intenzionalmente\npiet\u00e0, anche se mi avesse fatto intenzionalmente una ferita pi\u00f9 profonda di quella che potevo\naccusarla. Mentre stavo a compassione di lei e pensavo a come, con il passare del tempo\ncome, con il passare del tempo, anch'io fossi entrato a far parte del naufragio\nfortuna di quella casa, i suoi occhi si posarono su di me. Mi fiss\u00f2 e disse a bassa voce\na bassa voce: \"\u00c8 vero?\n\n Sono io, Pip. Il signor Jaggers mi ha dato il vostro biglietto ieri e non ho perso tempo.\ntempo.\n\n Grazie. Grazie a voi.\n\nMentre portavo un'altra delle sedie stracciate al focolare e mi sedevo, notai una nuova espressione sul suo volto, come se avesse paura di me.\nnotai una nuova espressione sul suo volto, come se avesse paura di me.\n\n Voglio, ha detto, portare avanti l'argomento che mi hai accennato quando\ne dimostrarvi che non sono tutta pietra. Ma\nforse non riuscirete mai a credere che ci sia qualcosa di umano nel mio cuore?\ncuore?\n\nQuando le dissi alcune parole rassicuranti, allung\u00f2 la mano destra tremante, come se volesse toccarmi.\nmano destra, come se volesse toccarmi; ma la ritir\u00f2 di nuovo prima che io capissi l'azione o sapessi come riceverla.\nprima che io capissi l'azione o sapessi come riceverla.\n\n Lei ha detto, parlando a nome del suo amico, che poteva dirmi come fare\nqualcosa di utile e buono. Qualcosa che vorresti fosse fatto, vero?\nnon \u00e8 vero?\n\n Una cosa che mi piacerebbe molto venisse fatta.\n\n Che cos'\u00e8?\n\nCominciai a spiegarle la storia segreta della partnership. Non ero\nnon ero arrivato molto lontano, quando giudicai dal suo sguardo che stava pensando\nin modo discorsivo a me, piuttosto che a ci\u00f2 che dicevo. Sembrava che fosse\nperch\u00e9, quando smisi di parlare, passarono molti istanti prima che mostrasse di essere consapevole del fatto.\nche fosse consapevole del fatto.\n\n Ti sei forse interrotto, mi chiese allora, con la sua precedente aria di paura di\ndi me, perch\u00e9 mi odi troppo per sopportare di parlarmi?\n\n No, no, risposi, come potete pensarlo, signorina Havisham! Mi sono fermato\nperch\u00e9 pensavo che non seguiste le mie parole.\n\n Forse non lo ero, rispose lei, portandosi una mano alla testa.  Ricomincia\ndi nuovo, e lasciatemi guardare qualcos'altro. Rimanete! Ora dimmi.\n\nMise la mano sul bastone nel modo risoluto che a volte le era abituale e guard\u00f2 il fuoco con un'espressione forte.\nabituale, e guard\u00f2 il fuoco con un'espressione decisa di\ndi forzarsi a partecipare. Continuai con la mia spiegazione e le dissi che speravo di portare a termine la transazione\ncome avevo sperato di portare a termine la transazione con i miei mezzi, ma come in questo\ndelusione. Quella parte dell'argomento (le ricordai)\nche non potevano far parte della mia spiegazione, perch\u00e9 erano\nerano i pesanti segreti di un'altra persona.\n\n Cos\u00ec! disse lei, acconsentendo con la testa, ma senza guardarmi.  E\nquanto denaro occorre per completare l'acquisto?\n\nAvevo un po' di timore a dichiararlo, perch\u00e9 sembrava una somma elevata.  Novecento\ncento sterline.\n\n Se le do il denaro per questo scopo, manterr\u00e0 il mio segreto come ha fatto con il suo?\ncome ha mantenuto il suo?\n\n Altrettanto fedelmente.\n\n E la vostra mente sar\u00e0 pi\u00f9 tranquilla?\n\n Molto pi\u00f9 a riposo.\n\n \u00c8 molto infelice ora?\n\nFece questa domanda, sempre senza guardarmi, ma con un\ntono di simpatia. Non potevo rispondere al momento, perch\u00e9 la voce mi\nvoce mi mancava. Mise il braccio sinistro sulla testa del bastone e vi pos\u00f2 dolcemente la fronte.\ne vi appoggi\u00f2 dolcemente la fronte.\n\n Sono ben lungi dall'essere felice, signorina Havisham; ma ho altre cause di\ndi inquietudine che non conoscete. Sono i segreti che ho menzionato.\n\nDopo un po', alz\u00f2 la testa e torn\u00f2 a guardare il fuoco.\ndi nuovo il fuoco.\n\n \u00c8 nobile da parte vostra dirmi che avete altre cause di\ninfelicit\u00e0. \u00c8 vero?\n\n Troppo vero.\n\n Posso servirti, Pip, solo servendo il tuo amico? Considerando questo\nfatto, non c'\u00e8 nulla che io possa fare per te?\n\n Niente. La ringrazio per la domanda. La ringrazio ancora di pi\u00f9 per il\ntono della domanda. Ma non c'\u00e8 nulla.\n\nSubito dopo si alz\u00f2 dalla poltrona e si guard\u00f2 intorno nella stanza\nalla ricerca di strumenti per scrivere. Non ce n'erano, e prese dalla tasca un set di tavolette d'avorio\nun set di tavolette d'avorio gialle, montate su oro appannato, e vi scrisse sopra con una matita\ne scrisse su di esse con una matita in un astuccio d'oro appeso al collo.\nal collo.\n\n Siete ancora in rapporti di amicizia con il signor Jaggers?\n\n Abbastanza. Ho cenato con lui ieri.\n\n Questa \u00e8 un'autorizzazione per lui a pagarvi quel denaro, da stendere a vostra\nirresponsabile discrezione per il vostro amico. Non tengo denaro qui, ma se\nse preferite che il signor Jaggers non sappia nulla di questa faccenda, ve li mander\u00f2\na voi.\n\n Grazie, signorina Havisham; non ho la minima obiezione a riceverlo da lui.\nda lui.\n\nMi lesse quello che aveva scritto; era diretto e chiaro, e\nevidentemente intendeva assolvermi da qualsiasi sospetto di aver tratto profitto dal\ndal ricevimento del denaro. Presi le tavolette dalla sua mano, che trem\u00f2 di nuovo, e trem\u00f2 ancora di pi\u00f9\ntremava di nuovo, e trem\u00f2 ancora di pi\u00f9 quando tolse la catenella a cui era attaccata la\nmatita e la mise nella mia. Tutto questo lo fece senza\nguardarmi.\n\n Il mio nome \u00e8 sulla prima foglia. Se mai potrai scrivere sotto il mio nome, io\nperdono, anche se molto tempo dopo che il mio cuore spezzato \u00e8 polvere, pregate di farlo!\ndi farlo!\n\n O signorina Havisham, dissi, ora posso farlo. Ci sono stati errori dolorosi\nerrori; e la mia vita \u00e8 stata cieca e ingrata; e voglio perdono e direzione\nperdono e direzione troppo per essere amareggiata con voi.\n\nPer la prima volta da quando l'aveva evitata, si volt\u00f2 verso di me,\ne, con mio grande stupore, e forse anche terrore, si mise in ginocchio ai miei piedi.\nai miei piedi, con le mani giunte alzate verso di me nel modo in cui,\nquando il suo povero cuore era giovane, fresco e integro, dovevano spesso essere\nal cielo da parte di sua madre.\n\nVederla con i suoi capelli bianchi e il suo viso consumato inginocchiata ai miei piedi\nmi diede una scossa in tutta la mia struttura. La pregai di alzarsi e la abbracciai per aiutarla ad alzarsi.\nle braccia per aiutarla ad alzarsi, ma lei si limit\u00f2 a premere la mano che\nmia mano che era pi\u00f9 vicina alla sua presa, vi pendeva sopra la testa e piangeva.\npiangeva. Non l'avevo mai vista versare una lacrima prima di allora e, nella speranza che il sollievo le facesse bene\nche il sollievo le facesse bene, mi chinai su di lei senza parlare. Non era\nnon era pi\u00f9 inginocchiata, ma era a terra.\n\n Oh! grid\u00f2, disperata.  Che cosa ho fatto! Che cosa ho fatto!\n\n Se intendete dire, signorina Havisham, cosa avete fatto per ferirmi, lasciatemi rispondere.\nrispondere. Molto poco. L'avrei amata in qualsiasi circostanza.\n\u00c8 sposata?\n\n S\u00ec.\n\nEra una domanda inutile, perch\u00e9 una nuova desolazione nella casa desolata\nmi aveva detto cos\u00ec.\n\n Che cosa ho fatto! Che cosa ho fatto!  Si stropicciava le mani e si schiacciava i capelli bianchi\ni suoi capelli bianchi, e ritorn\u00f2 a questo grido pi\u00f9 e pi\u00f9 volte.  Che cosa\nho fatto!\n\nNon sapevo come rispondere, n\u00e9 come confortarla. Che aveva fatto una cosa\nuna cosa grave nel prendere un bambino impressionabile per plasmarlo nella forma\nche il suo risentimento selvaggio, l'affetto respinto e l'orgoglio ferito trovavano\nvendetta, sapevo benissimo. Ma che, chiudendo la luce del giorno, aveva chiuso\ngiorno, si era preclusa infinitamente di pi\u00f9; che, nell'appartarsi, si era\nsi era isolata da mille influenze naturali e curative; che,\nla sua mente, covando in solitudine, si era ammalata, come fanno e devono fare tutte le menti che invertono l'ordine stabilito.\ndevono e vogliono che invertono l'ordine prestabilito dal loro Creatore, lo sapevo\naltrettanto bene. E potevo guardare a lei senza compassione, vedendo la sua\npunizione nella rovina in cui si trovava, nella sua profonda inadeguatezza a questa\nterra su cui era stata collocata, nella vanit\u00e0 del dolore che era diventata una\nuna mania di grandezza, come la vanit\u00e0 della penitenza, la vanit\u00e0 del rimorso,\nvanit\u00e0 dell'indegnit\u00e0, e altre mostruose vanit\u00e0 che sono state\nmaledizioni di questo mondo?\n\n Fino a quando non le hai parlato l'altro giorno, e fino a quando non ho visto in te una\nche mi ha mostrato ci\u00f2 che un tempo sentivo io stessa, non sapevo\ncosa avessi fatto. Che cosa ho fatto! Che cosa ho fatto!  E cos\u00ec di nuovo,\nventi, cinquanta volte, cosa aveva fatto!\n\n Signorina Havisham, dissi, quando il suo grido si era spento, potete allontanarmi\ndalla vostra mente e dalla vostra coscienza. Ma Estella \u00e8 un caso diverso e\ne se mai riuscirete a rimediare a una briciola di ci\u00f2 che avete fatto di male nel tenere lontana da lei una\nparte della sua giusta natura, sar\u00e0 meglio farlo.\nche rimpiangere il passato per cento anni.\n\n S\u00ec, s\u00ec, lo so. Ma, Pip mio caro!  C'era una sincera compassione\ncompassione per me nel suo nuovo affetto.  Mio caro! Credete a questo: quando\nquando \u00e8 venuta da me, volevo salvarla da una miseria come la mia. All'inizio\nall'inizio, non volevo fare altro.\n\n Bene, bene! dissi io. Lo spero.\n\n Ma man mano che cresceva e prometteva di essere molto bella, io a poco a poco feci di peggio.\ne con le mie lodi, i miei gioielli e i miei insegnamenti,\ne con la figura di me stesso sempre davanti a lei, un monito per sostenere e indicare\nlezioni, le rubai il cuore e al suo posto misi del ghiaccio.\n\n Meglio, non potevo fare a meno di dire, averle lasciato un cuore naturale,\nanche se ammaccato o spezzato.\n\nA questo punto, la signorina Havisham mi guard\u00f2 distrattamente per un po', e poi scoppi\u00f2 di nuovo: \"Che cosa ha fatto?\npoi scoppi\u00f2 di nuovo: \"Che cosa ha fatto!\n\n Se sapeste tutta la mia storia, mi ha supplicato, avreste un po' di\ncompassione per me e una migliore comprensione di me.\n\n Signorina Havisham, risposi, con la massima delicatezza possibile, credo di poter dire che\ndire che conosco la vostra storia e che l'ho conosciuta fin da quando ho lasciato\nlasciato questo quartiere. Mi ha ispirato una grande compassione,\ne spero di comprenderla e di capirne le influenze. Quello che \u00e8 passato tra noi\ntra di noi mi d\u00e0 qualche scusa per farle una domanda relativa a\nEstella? Non com'\u00e8, ma com'era quando \u00e8 arrivata qui?\n\nEra seduta a terra, con le braccia appoggiate alla sedia stracciata e la testa appoggiata su di esse.\nla testa appoggiata su di esse. Quando le dissi questo, mi guard\u00f2 intensamente e rispose\nrispose: \"Continua\".\n\n Di chi era figlia Estella?\n\nScosse la testa.\n\n Non lo sai?\n\nScosse di nuovo la testa.\n\n Ma Mr. Jaggers l'ha portata qui, o l'ha mandata qui?\n\n L'ha portata qui.\n\n Mi racconta come si \u00e8 arrivati a questo?\n\nRispose sottovoce e con cautela:  Sono stata rinchiusa in queste\nin queste stanze da molto tempo (non so quanto tempo; sai che ora fanno gli orologi qui), quando gli dissi che volevo una bambina da allevare.\norologi qui), quando gli dissi che volevo una bambina da allevare e amare e da salvare dal mio destino.\ne amare, e salvarla dal mio destino. L'ho visto per la prima volta quando l'ho mandato a chiamare\nquando l'ho mandato a chiamare per farmi demolire questo posto; dopo aver letto di lui sui giornali, prima che io e il mondo ci separassimo.\ngiornali, prima che io e il mondo ci separassimo. Mi disse che avrebbe cercato\nche avrebbe cercato intorno a s\u00e9 una bambina orfana. Una notte la port\u00f2 qui\naddormentata, e la chiamai Estella.\n\n Posso chiederle l'et\u00e0?\n\n Due o tre. Lei stessa non sa nulla, se non che era rimasta orfana e\norfana e che io l'ho adottata.\n\nEro talmente convinta che quella donna fosse sua madre, che non volevo alcuna\nprove per stabilire il fatto nella mia mente. Ma per qualsiasi mente, pensavo\npensai, il collegamento era chiaro e diretto.\n\nCosa potevo sperare di fare di pi\u00f9 prolungando il colloquio? Avevo\nHerbert, la signorina Havisham mi aveva detto tutto quello che sapeva di Estella, avevo detto e fatto il possibile per tranquillizzarla.\ndi Estella, avevo detto e fatto il possibile per tranquillizzarla. Non importa\ncon quali altre parole ci siamo lasciati; ci siamo lasciati.\n\nIl crepuscolo si stava avvicinando quando scesi all'aria aperta. I\nalla donna che aveva aperto il cancello al mio ingresso, che non l'avrei disturbata per il momento, ma che avrei fatto il giro della casa prima di\nche non l'avrei disturbata per il momento, ma che avrei fatto il giro della casa prima di\ndi andarmene. Perch\u00e9 avevo il presentimento che non sarei mai pi\u00f9 stata l\u00ec,\ne sentivo che la luce morente era adatta alla mia ultima visione del luogo.\n\nDalla selva di botti che avevo calpestato tanto tempo fa e su cui la pioggia degli anni era caduta\nla pioggia degli anni passati li ha fatti marcire in molti punti e ha lasciato\ne lasciando paludi e pozze d'acqua in miniatura su quelle che si ergevano\nmi diressi verso il giardino in rovina. Lo girai tutto intorno; vicino all'angolo\nangolo dove Herbert e io avevamo combattuto la nostra battaglia, vicino ai sentieri\nsentieri dove io ed Estella avevamo camminato. Cos\u00ec freddo, cos\u00ec solitario, cos\u00ec squallido\ntutto!\n\nPrendendo la birreria sulla via del ritorno, alzai il chiavistello arrugginito di una piccola\nporta all'estremit\u00e0 del giardino ed entrai. Stavo uscendo dalla\ndalla porta opposta, che ora non era facile da aprire, perch\u00e9 il legno umido si era\ne si era gonfiato, i cardini stavano cedendo e la soglia era\ndi funghi, quando mi voltai per guardare indietro.\nUn'associazione infantile si rianim\u00f2 con forza meravigliosa nell'istante di\ndi quella lieve azione e mi sembr\u00f2 di vedere la signorina Havisham appesa alla trave.\nalla trave. L'impressione fu cos\u00ec forte che rimasi in piedi sotto la trave\ntremando da capo a piedi prima di capire che si trattava di una fantasia, anche se per essere sicura\nsicuro che ero l\u00ec in un istante.\n\nLa tristezza del luogo e dell'ora e il grande terrore di questa illusione, anche se momentanea, mi fecero provare un senso di angoscia.\nillusione, sebbene fosse solo momentanea, mi fecero provare un\nindescrivibile soggezione quando uscii tra i cancelli di legno aperti dove un tempo\navevo strizzato i capelli dopo che Estella mi aveva strappato il cuore. Passando\nnel cortile d'ingresso, esitai se chiamare la donna per farmi uscire dal cancello chiuso a chiave.\nal cancello chiuso a chiave di cui aveva la chiave, o se andare prima al piano di sopra e assicurarmi che la signorina Havella\ndi sopra e assicurarmi che la signorina Havisham fosse al sicuro e in buona salute come l'avevo\ncome l'avevo lasciata. Scelsi la seconda strada e salii.\n\nGuardai nella stanza in cui l'avevo lasciata e la vidi seduta sulla\nsedia stracciata sul focolare vicino al fuoco, con la schiena\nverso di me. Nel momento in cui stavo ritraendo la testa per andarmene in silenzio\nvedere una grande luce fiammeggiante che si sprigionava. Nello stesso momento vidi\nlei che correva verso di me, urlando, con un vortice di fuoco che ardeva tutto intorno a lei e che si slanciava almeno quanto\ne che si librava sopra la sua testa almeno tanti metri quanto era alta.\n\nAvevo un cappotto a doppio cappuccio e sopra il braccio un altro cappotto spesso.\nChe me li sono tolti, ho chiuso con lei, l'ho buttata a terra e me li sono messi addosso.\nche per lo stesso scopo ho preso il grande panno dal tavolo e con esso ho trascinato gi\u00f9 il mucchio\nscopo, e con esso trascinai gi\u00f9 il cumulo di putridume che c'era in mezzo,\ne tutte le cose orrende che vi si rifugiavano; che eravamo a terra a lottare come\nterra a lottare come nemici disperati, e che pi\u00f9 la coprivo, pi\u00f9 lei gridava selvaggiamente.\npi\u00f9 la coprivo, pi\u00f9 lei gridava selvaggiamente e cercava di liberarsi.\nche questo avveniva lo sapevo grazie al risultato, ma non grazie a nulla di ci\u00f2 che sentivo o\npensiero o sapevo di aver fatto. Non sapevo nulla fino a quando non seppi che eravamo sul\nper terra vicino al grande tavolo e che nell'aria fumosa fluttuavano macchie di acciarino ancora acceso\nfluttuavano nell'aria fumosa che, un attimo prima, erano il suo abito da sposa sbiadito.\nvestito da sposa sbiadito.\n\nPoi mi guardai intorno e vidi gli scarafaggi e i ragni disturbati che correvano\nsul pavimento, e i servi che entravano con grida affannose\nalla porta. La tenevo ancora ferma con tutte le mie forze, come un prigioniero che potesse\ncome un prigioniero che potrebbe scappare; e dubito persino di sapere chi fosse, o perch\u00e9 avessimo lottato, o che\nperch\u00e9 avessimo lottato, o che fosse in fiamme, o che le fiamme fossero spente, finch\u00e9 non ho visto\nfiamme, o che le fiamme fossero spente, fino a quando non vidi le macchie di cenere che erano state le sue\nche erano stati i suoi indumenti, non pi\u00f9 incendiati, ma che cadevano in una pioggia nera intorno a noi.\n\nEra insensibile e avevo paura di farla muovere o anche solo toccare.\ntoccarla. Vennero chiamati i soccorsi e io la trattenni finch\u00e9 non arrivarono, come se pensassi irragionevolmente (credo) che, se l'avessi lasciata andare, il fuoco si sarebbe spento.\nirragionevolmente immaginassi (credo di s\u00ec) che, se l'avessi lasciata andare, il fuoco\nsarebbe scoppiato di nuovo e l'avrebbe consumata. Quando mi rialzai, quando il chirurgo\nchirurgo che la soccorreva, mi accorsi con stupore che entrambe le mie mani erano bruciate.\nmani erano bruciate; infatti, non me ne ero accorta attraverso il senso del\nsentimento.\n\nDopo averla esaminata, si \u00e8 constatato che aveva ricevuto gravi ferite, ma che di per s\u00e9 erano tutt'altro che disperate,\nma che di per s\u00e9 erano tutt'altro che disperate; il pericolo risiedeva principalmente\npericolo risiedeva soprattutto nello shock nervoso. Secondo le indicazioni del chirurgo, il suo letto venne\nin quella stanza e posato sul grande tavolo, che si prestava bene alla medicazione del\nche si prestava bene alla medicazione delle sue ferite. Quando la rividi,\nun'ora dopo, giaceva proprio nel punto in cui l'avevo vista battere il bastone e l'avevo sentita dire che\nbastone e l'avevo sentita dire che un giorno si sarebbe coricata.\n\nAnche se ogni vestigia del suo abito era bruciata, come mi hanno detto, aveva ancora\naveva ancora qualcosa del suo vecchio spettrale aspetto da sposa; infatti, l'avevano ricoperta fino alla gola con\navevano ricoperto fino alla gola di lana di cotone bianca, e mentre giaceva con un lenzuolo bianco\nlenzuolo bianco che la sovrastava, l'aria fantasma di qualcosa che\nche era stato e che era cambiato era ancora su di lei.\n\nInterrogando la servit\u00f9, ho scoperto che Estella era a Parigi e ho ottenuto dal chirurgo la promessa che le avrebbe scritto entro il prossimo giorno.\nIl chirurgo mi ha promesso che le avrebbe scritto con la prossima posta.\nposta. La famiglia della signorina Havisham l'ho presa in carico io, con l'intenzione di\ndi comunicare solo con il signor Matthew Pocket e di lasciarlo libero di fare ci\u00f2 che voleva\ndi informare gli altri. Lo feci il giorno dopo, tramite Herbert,\nappena rientrata in citt\u00e0.\n\nC'\u00e8 stata una fase, quella sera, in cui ha parlato in modo raccolto di quello che era\ndell'accaduto, anche se con una certa terribile vivacit\u00e0. Verso mezzanotte\nverso mezzanotte cominci\u00f2 a divagare nel suo discorso; e dopo di che si verific\u00f2 gradualmente che\ninnumerevoli volte, con voce bassa e solenne, disse: \"Che cosa ho fatto!\nE poi: \"Quando \u00e8 arrivata, volevo salvarla da una miseria come la mia\".\nmia.  E poi: \"Prendi la matita e scrivi sotto il mio nome: Io la perdono!\nperdono!  Non ha mai cambiato l'ordine di queste tre frasi, ma ha\nma a volte tralasciava una parola in una o nell'altra; non metteva mai\nun'altra parola, ma lasciava sempre uno spazio vuoto e passava alla parola successiva.\n\nNon potendo rendere alcun servizio in quel luogo e avendo, pi\u00f9 vicino a casa, quel motivo pressante di ansia e di paura che nemmeno le sue peregrinazioni potevano\nmotivo pressante di ansia e di paura che nemmeno le sue peregrinazioni potevano\nnon riuscivano a scacciare dalla mia mente, decisi, nel corso della notte, che sarei tornato con la carrozza del mattino presto\nche sarei tornata con la carrozza del mattino presto, camminando per circa un miglio e\ne di farmi portare lontano dalla citt\u00e0. Verso le sei del mattino,\nquindi, mi chinai su di lei e toccai le sue labbra con le mie, proprio come\ncome si diceva, senza smettere di essere toccati: \"Prendi la matita e scrivi sotto il mio nome\nsotto il mio nome, la perdono.\n\n\n\n\nCapitolo L.\n\n\nLe mie mani erano state medicate due o tre volte durante la notte e di nuovo al mattino.\nmattina. Il braccio sinistro era molto bruciato fino al gomito e, in modo meno grave, fino alla spalla.\nmeno gravemente, all'altezza della spalla; era molto doloroso, ma le fiamme si erano\nfiamme erano divampate in quella direzione e mi sentivo fortunato che non fosse peggio. La mia\nmano destra non era cos\u00ec gravemente ustionata, ma potevo muovere le dita. Era\nbendata, naturalmente, ma in modo molto meno fastidioso della mano e del braccio sinistro.\ne del braccio sinistro, che portavo in un'imbragatura; e potevo solo indossare il mio cappotto come un\ncome un mantello, sciolto sulle spalle e allacciato al collo. I miei capelli erano\nerano stati catturati dal fuoco, ma non la testa o il viso.\n\nQuando Herbert scese ad Hammersmith e vide suo padre, torn\u00f2 da me nel nostro studio e dedic\u00f2 la giornata ad assistermi.\ntorn\u00f2 da me nel nostro studio e dedic\u00f2 la giornata a occuparsi di me. Era\nera la pi\u00f9 gentile delle infermiere e, a orari prestabiliti, mi tolse le bende,\ne le immergeva nel liquido refrigerante che teneva a portata di mano, e le rimetteva\ncon una paziente tenerezza di cui gli ero profondamente grata.\nper la quale ero profondamente grata.\n\nAll'inizio, mentre me ne stavo tranquilla sul divano, trovai dolorosamente difficile, direi impossibile, liberarmi dell'impressione del bagliore del\nimpossibile liberarmi dell'impressione del bagliore delle fiamme, del loro\nfiamme, la loro fretta e il loro rumore, e il feroce odore di bruciato. Se mi assopivo\nper un minuto, venivo svegliato dalle grida della signorina Havisham e da lei che mi correva incontro con tutta la sua\ne da lei che mi correva incontro con tutta quell'altezza di fuoco sopra la testa. Questo dolore della\nmente era molto pi\u00f9 difficile da combattere di qualsiasi altro dolore corporeo\ne Herbert, vedendo ci\u00f2, fece del suo meglio per tenere la mia attenzione\nimpegnato.\n\nNessuno dei due parl\u00f2 della barca, ma entrambi ci pensammo. Questo era\nQuesto fu reso evidente dal fatto che evitammo l'argomento e dal nostro\naccordo senza accordo di rendere il mio recupero dell'uso delle mani una questione di\nuna questione di tante ore e non di tante settimane.\n\nLa mia prima domanda quando ho visto Herbert \u00e8 stata, ovviamente, se tutto andava bene lungo il fiume?\ntutto bene lungo il fiume? Poich\u00e9 mi rispose in modo affermativo, con perfetta\ncon perfetta fiducia e allegria, non riprendemmo l'argomento fino a quando il\ngiorno si stava esaurendo. Ma a quel punto, mentre Herbert cambiava le bende, pi\u00f9\nalla luce del fuoco pi\u00f9 che a quella esterna, torn\u00f2 a parlarne\nspontaneamente.\n\n Ieri sera sono stato seduto con Provis, Handel, per due ore buone.\n\n Dov'era Clara?\n\n Cara piccola cosa! disse Herbert.  And\u00f2 su e gi\u00f9 con\nGruffandgrim per tutta la sera. Lui non faceva altro che sbattere i piedi sul pavimento\nnel momento in cui lei si allontanava dalla sua vista. Dubito per\u00f2 che possa resistere a lungo.\nCon il rum e il pepe, e il pepe e il rum, credo che la sua\nche le sue battute siano quasi finite.\n\n E poi vi sposerete, Herbert?\n\n Come posso prendermi cura della cara bambina altrimenti? Stendi il braccio sullo\nsul retro del divano, mio caro ragazzo, e io mi sieder\u00f2 qui, e toglier\u00f2 la\nbendaggio in modo cos\u00ec graduale che non ti accorgerai quando arriver\u00e0. Stavo\nparlando di Provis. Sai, Handel, che migliora?\n\n Le ho detto che pensavo si fosse ammorbidito l'ultima volta che l'ho visto.\n\n E cos\u00ec \u00e8 stato. E cos\u00ec \u00e8. Ieri sera \u00e8 stato molto comunicativo e mi ha\nmi ha raccontato di pi\u00f9 della sua vita. Ricordi che si \u00e8 interrotto qui a proposito di una\ndonna con cui aveva avuto grossi problemi. Ti ho ferito?\n\nAvevo iniziato, ma non sotto il suo tocco. Le sue parole mi avevano dato il via.\n\n L'avevo dimenticato, Herbert, ma lo ricordo ora che ne parli.\n\n Bene! \u00c8 entrato in quella parte della sua vita, ed \u00e8 una parte oscura e selvaggia.\nDevo dirvelo? O ti preoccupa il momento?\n\n Ditemelo con ogni mezzo. Ogni parola.\n\nHerbert si pieg\u00f2 in avanti per guardarmi pi\u00f9 da vicino, come se la mia risposta fosse stata\npi\u00f9 frettolosa o pi\u00f9 impaziente di quanto potesse giustificare.\n La tua testa \u00e8 fresca?\" disse, toccandola.\n\n Dico io. Dimmi cosa ha detto Provis, mio caro Herbert.\n\n Sembra, disse Herbert, che la fasciatura sia stata tolta in modo affascinante, e\ne ora arriva quello fresco, che all'inizio ti fa rabbrividire, mio povero caro amico,\nma tra poco sar\u00e0 pi\u00f9 confortevole, sembra che la donna\nera una giovane donna, una donna gelosa e una donna vendicativa;\nvendicativa, Handel, fino all'ultimo grado.\n\n Fino a che punto?\n\n Omicidio. Colpisce troppo freddo in quel punto sensibile?\n\n Non lo sento. Come ha ucciso? Chi ha ucciso?\n\n Forse l'azione non meritava un nome cos\u00ec terribile, disse Herbert.\nHerbert, ma fu processata per questo, Mr. Jaggers la difese e la reputazione di quella difesa fece conoscere il suo nome a Provis.\ne la reputazione di quella difesa fece conoscere il suo nome a Provis. Era\nera stata vittima un'altra donna, pi\u00f9 forte, e c'era stata una lotta in un fienile.\nuna lotta in un fienile. Chi abbia iniziato, quanto sia stata giusta o ingiusta,\ndubbio, ma di certo non \u00e8 dubbio il modo in cui si \u00e8 conclusa, perch\u00e9 la vittima \u00e8 stata trovata strozzata.\nvittima \u00e8 stata trovata strozzata.\n\n La donna portata in carcere era colpevole?\n\n No, \u00e8 stata assolta. Mio povero Handel, ti ho fatto male!\n\n \u00c8 impossibile essere pi\u00f9 gentili, Herbert. Si'? Che altro?\n\n Questa giovane donna assolta e Provis ebbero un bambino; un bambino a cui Provis era molto affezionato.\nbambino a cui Provis era molto affezionato. La sera della stessa notte in cui\nnotte in cui l'oggetto della sua gelosia fu strangolato come vi ho detto, la giovane donna si present\u00f2 per un attimo davanti a Provis e giur\u00f2\ngiovane donna si present\u00f2 davanti a Provis per un momento e giur\u00f2\nche avrebbe distrutto il bambino (che era in suo possesso) e che lui non l'avrebbe pi\u00f9 rivisto.\nche lui non l'avrebbe mai pi\u00f9 rivisto; poi spar\u00ec. Il braccio peggiore\ncomodamente nell'imbragatura ancora una volta, e ora non resta che la mano destra, che \u00e8 un lavoro\nmano destra, che \u00e8 un lavoro molto pi\u00f9 facile. Posso farlo meglio con questa luce che\ncon questa luce che con una pi\u00f9 forte, perch\u00e9 la mia mano \u00e8 pi\u00f9 ferma quando non vedo le povere\nvesciche troppo distintamente. Non credi che la tua respirazione sia\ninfluenzato, mio caro ragazzo? Sembra che respiri velocemente.\n\n Forse s\u00ec, Herbert. La donna ha mantenuto il suo giuramento?\n\n Arriva la parte pi\u00f9 oscura della vita di Provis. L'ha fatto.\n\n Ovvero, lui dice che l'ha fatto.\n\n Ma certo, mio caro ragazzo, rispose Herbert in tono di sorpresa,\ne si chin\u00f2 di nuovo in avanti per guardarmi meglio.  Dice tutto lui.\nNon ho altre informazioni.\n\n No, per essere sicuri.\n\n Ora, se Herbert avesse usato male la madre del bambino o se l'avesse usata bene, Provis non lo dice,\no se avesse usato bene la madre del bambino, Provis non lo dice, ma\nma lei aveva condiviso circa quattro o cinque anni della vita miserabile che lui\ndescritto a questo caminetto, e lui sembra aver provato piet\u00e0 per lei e tolleranza nei suoi confronti.\npiet\u00e0 per lei e di essere stato tollerante nei suoi confronti. Pertanto, temendo di essere chiamato a deporre\ndi essere chiamato a deporre su questa bambina distrutta, e quindi di essere la causa\ndella sua morte, si nascose (per quanto fosse addolorato per la bambina), si tenne\noscuro, come dice lui stesso, fuori dalla strada e dal processo, ed era\nsolo vagamente come un certo uomo chiamato Abele, a causa del quale era sorta la\ngelosia. Dopo l'assoluzione lei scomparve e lui perse il bambino e la madre.\nil bambino e la madre del bambino.\n\n Voglio chiedere\n\n Un momento, mio caro ragazzo, e ho finito. Quel genio del male, Compeyson,\nil peggiore dei furfanti tra i tanti furfanti, sapendo che si era tenuto lontano in quel momento\ndi non farsi vedere in quel momento e delle ragioni per cui l'aveva fatto, ovviamente\nin seguito glielo ha fatto sapere per mantenerlo pi\u00f9 povero e farlo lavorare di pi\u00f9.\npi\u00f9 povero e farlo lavorare di pi\u00f9. Ieri sera \u00e8 stato chiaro che questo\nil punto dell'astio di Provis.\n\n Voglio sapere, dissi, e in particolare, Herbert, se ti ha detto quando \u00e8 successo?\nquando \u00e8 successo?\n\n In particolare? Mi lasci ricordare, allora, cosa ha detto a questo proposito. La sua\nespressione \u00e8 stata, una ventina di anni fa, e molto direttamente dopo che\nho iniziato a lavorare con Compeyson.  Quanti anni avevi quando l'hai incontrato nel piccolo\npiccolo cimitero?\n\n Credo al settimo anno.\n\n Ay. Era successo circa tre o quattro anni fa, disse, e tu gli hai fatto venire in mente la bambina cos\u00ec tragicamente perduta.\ngli ha fatto venire in mente la bambina cos\u00ec tragicamente perduta, che avrebbe avuto\navrebbe avuto circa la tua et\u00e0.\n\n Herbert, dissi io, dopo un breve silenzio, in modo frettoloso, riesci a vedermi meglio alla luce della finestra o alla luce del fuoco?\nmi vedi meglio alla luce della finestra o alla luce del fuoco?\n\n Alla luce del fuoco, rispose Herbert, avvicinandosi di nuovo.\n\n Guardatemi.\n\n Ti guardo, mio caro ragazzo.\n\n Toccatemi.\n\n Ti tocco, mio caro ragazzo.\n\n Non temete che io abbia la febbre, o che la mia testa sia molto\ndisordinata a causa dell'incidente di ieri sera?\n\n N-no, mio caro ragazzo\", disse Herbert, dopo aver preso tempo per esaminarmi.\n Sei piuttosto agitato, ma sei perfettamente in te.\n\n So di essere abbastanza me stesso. E l'uomo che abbiamo nascosto lungo il fiume\nfiume, \u00e8 il padre di Estella.\n\n\n\n\nCapitolo LI.\n\n\nQuale scopo avessi in mente quando mi accanivo a rintracciare e dimostrare la parentela di Estella, non so dirlo.\nEstella, non saprei dire. Si vedr\u00e0 tra poco che la questione\nnon mi si presentava in forma distinta fino a quando non mi \u00e8 stata posta\nda una testa pi\u00f9 saggia della mia.\n\nMa quando Herbert ed io avemmo tenuto la nostra importante conversazione, fui presa dalla febbrile convinzione di dover cercare la questione\nfui colta dalla febbrile convinzione che avrei dovuto dare la caccia alla questione\nche non dovevo lasciar perdere, ma che dovevo vedere Mr.\nJaggers e arrivare alla pura verit\u00e0. Non so davvero se sentivo\nse sentivo di averlo fatto per il bene di Estella o se ero contenta di trasferire\ntrasferire all'uomo per la cui salvaguardia ero tanto preoccupata alcuni\ndell'interesse romantico che mi aveva cos\u00ec a lungo circondato. Forse\nquest'ultima possibilit\u00e0 \u00e8 forse la pi\u00f9 vicina alla verit\u00e0.\n\nIn ogni caso, difficilmente avrei potuto trattenermi dall'andare a Gerrard Street\nquella sera. Herbert ha detto che, se l'avessi fatto, avrei probabilmente dovuto\nprobabilmente sarei stato costretto a rimanere a casa e inutilizzato, quando la sicurezza del nostro fuggitivo\ndipender\u00e0 da me, solo questo fren\u00f2 la mia impazienza. Con l'intesa,\npi\u00f9 volte ribadito, che, comunque fosse andata, sarei andato da Mr.\nJaggers domani, alla fine mi sono rassegnata a stare tranquilla, a farmi curare le mie ferite e a rimanere\ne di stare a casa. Il mattino seguente uscimmo insieme\ne all'angolo di Giltspur Street, vicino a Smithfield, lasciai Herbert per andare verso la sua strada.\nHerbert per andare in citt\u00e0 e presi la strada per Little Britain.\n\nC'erano occasioni periodiche in cui Mr. Jaggers e Wemmick esaminavano i conti dell'ufficio e\ni conti dell'ufficio, controllavano le ricevute e mettevano tutto a posto.\ntutto. In queste occasioni, Wemmick portava i suoi libri e le sue carte nella stanza di Mr.\nJaggers e uno degli impiegati del piano di sopra scendeva nell'ufficio esterno.\nufficio esterno. Trovando tale impiegato al posto di Wemmick quella mattina, capii cosa stava accadendo.\nche cosa stava succedendo; ma non mi dispiaceva avere Mr.\ninsieme, perch\u00e9 Wemmick avrebbe sentito di persona che non avevo detto nulla per\ncomprometterlo.\n\nIl mio aspetto, con il braccio fasciato e il cappotto allentato sulle spalle, favoriva il mio obiettivo.\nspalle, favoriva il mio obiettivo. Sebbene avessi inviato al signor Jaggers un breve resoconto dell'incidente\ndell'incidente appena arrivato in citt\u00e0, dovevo comunque fornirgli tutti i dettagli.\ntutti i dettagli; e la particolarit\u00e0 dell'occasione fece s\u00ec che la nostra conversazione\nla particolarit\u00e0 dell'occasione fece s\u00ec che i nostri discorsi fossero meno secchi e duri, e meno rigorosamente regolati dalle\nregole della prova, di quanto non fosse stato in precedenza. Mentre descrivevo il\nJaggers si mise in piedi, secondo la sua abitudine, davanti al fuoco.\nWemmick si appoggi\u00f2 alla sedia, fissandomi, con le mani nelle tasche dei pantaloni e il\nmani nelle tasche dei pantaloni e la penna infilata orizzontalmente nel palo.\nI due calchi brutali, sempre inseparabili nella mia mente dalle procedure ufficiali, sembravano\nsempre inseparabili nella mia mente dagli atti ufficiali, sembravano valutare congestiziamente se non sentissero\nse in quel momento non sentissero puzza di bruciato.\n\nTerminata la mia narrazione ed esaurite le loro domande, presentai l'autorit\u00e0 della signorina Havisham per ricevere le novecento sterline in cambio di un'altra persona.\nl'autorizzazione della signorina Havisham a ricevere le novecento sterline per\nHerbert. Gli occhi di Mr. Jaggers si ritirarono un po' di pi\u00f9 nella testa quando gli consegnai le tavolette.\nquando gli ho consegnato le tavolette, ma subito dopo le ha consegnate a Wemmick,\nWemmick, con l'istruzione di compilare l'assegno per la sua firma. Mentre questo\nmentre veniva fatto, guardavo Wemmick mentre scriveva e Mr.\nJaggers, in equilibrio e dondolante sui suoi stivali ben lucidati, mi guardava.\nguardava me.  Mi dispiace, Pip, disse, mentre mettevo l'assegno in tasca,\nquando l'aveva firmato, che non facciamo nulla per _te_.\n\n La signorina Havisham \u00e8 stata cos\u00ec gentile da chiedermi, al mio ritorno, se non poteva fare nulla per me.\nse non poteva fare nulla per me, e le dissi di no.\n\n Ognuno dovrebbe conoscere i propri affari, disse il signor Jaggers. E vidi le labbra di\nWemmick pronunciare le parole \"propriet\u00e0 portatile\".\n\n Non le avrei detto di no, se fossi stato in voi, disse Mr Jaggers;\n ma ogni uomo dovrebbe conoscere al meglio i propri affari.\n\n Gli affari di tutti gli uomini, disse Wemmick, in modo piuttosto rimproverante nei miei confronti,\n \u00e8 la propriet\u00e0 portatile.\n\nRitenendo che fosse giunto il momento di portare avanti il tema che avevo a cuore, dissi, rivolgendomi a Mr.\ncuore, dissi, rivolgendomi al signor Jaggers:\n\n Tuttavia, ho chiesto qualcosa alla signorina Havisham, signore. Le ho chiesto di\ninformazioni sulla figlia adottiva e lei mi ha dato tutto quello che\nmi ha dato tutto ci\u00f2 che possedeva.\n\n Davvero? disse Mr. Jaggers, piegandosi in avanti per guardare gli stivali e poi raddrizzandosi.\npoi si raddrizz\u00f2.  Ah! Non credo che l'avrei fatto,\nse fossi stata Miss Havisham. Ma lei dovrebbe conoscere meglio i propri affari.\nmeglio.\n\n Conosco la storia del figlio adottivo della signorina Havisham pi\u00f9 di quanto ne conosca la stessa signorina Havisham, signore.\nHavisham stessa, signore. Conosco sua madre.\n\nIl signor Jaggers mi guard\u00f2 con aria interrogativa e ripet\u00e9 Mamma?\n\n Ho visto sua madre in questi tre giorni.\n\n S\u00ec? disse il signor Jaggers.\n\n E anche voi, signore. E l'avete vista anche di recente.\n\n S\u00ec? disse il signor Jaggers.\n\n Forse conosco la storia di Estella pi\u00f9 di quanto la conosca tu, dissi.\nconosco anche suo padre.\n\nUna volta che Mr. Jaggers si ferm\u00f2 nel suo modo di fare era troppo\nera troppo sicuro di s\u00e9 per cambiare il suo modo di fare, ma non poteva fare a meno di\nuna sosta indefinitamente attenta mi ha assicurato che non sapeva\nnon sapeva chi fosse suo padre. Questo lo sospettavo fortemente dal racconto di Provis (come Herbert l'aveva ripetuto).\n(come Herbert aveva ripetuto) che si fosse tenuto all'oscuro di tutto;\nche avevo collegato al fatto che lui stesso non era stato cliente di Mr.\nJaggers fino a circa quattro anni dopo, e quando non poteva avere alcun motivo per\nper rivendicare la sua identit\u00e0. Ma non potevo essere certo di questa\ninconsapevolezza di Mr. Jaggers prima, anche se ora ne ero abbastanza sicuro.\ndi questa inconsapevolezza da parte del signor Jaggers prima, anche se ora ne ero abbastanza sicuro.\n\n Allora! Conoscete il padre della signorina, Pip? disse il signor Jaggers.\n\n S\u00ec, risposi, e il suo nome \u00e8 Provis, del Nuovo Galles del Sud.\n\nAnche il signor Jaggers ha iniziato a parlare quando ho pronunciato quelle parole. Era la pi\u00f9 piccola\nche possa sfuggire a un uomo, il pi\u00f9 accuratamente represso e il pi\u00f9 presto controllato.\nprima controllata, ma lui si mise in moto, anche se lo fece come parte dell'azione di\ndell'azione di tirare fuori il fazzoletto da tasca. Come Wemmick accolse l'annuncio\nnon so dire, perch\u00e9 avevo paura di guardarlo in quel momento, per evitare che Mr.\nper timore che l'acutezza di Mr. Jaggers potesse scoprire che c'era stata una\nqualche comunicazione a lui sconosciuta tra noi.\n\n E su quali prove, Pip, chiese il signor Jaggers, con molta freddezza, mentre si fermava con il fazzoletto mezzo al naso, Provis fa leva su una prova.\ncon il fazzoletto a met\u00e0 del naso, Provis avanza questa\nquesta affermazione?\n\n Non lo fa, dissi io, e non l'ha mai fatto, e non ha alcuna conoscenza o convinzione che sua figlia esista.\nconoscenza o convinzione che sua figlia esista.\n\nPer una volta, il potente fazzoletto da tasca fall\u00ec. La mia risposta fu cos\u00ec\ninaspettata che il signor Jaggers si rimise il fazzoletto in tasca\nsenza completare la solita performance, ripieg\u00f2 le braccia e mi guard\u00f2 con\ncon severa attenzione, anche se con il volto immobile.\n\nPoi gli raccontai tutto quello che sapevo e come lo sapevo, con l'unica riserva\ndi lasciargli dedurre che sapevo dalla signorina Havisham ci\u00f2 che in realt\u00e0\nsapevo da Wemmick. Fui davvero molto prudente su questo punto. N\u00e9 guardai verso\nWemmick fino a quando non ebbi terminato tutto quello che avevo da raccontare e non fui\nper un po' di tempo in silenzio, incrociando lo sguardo del signor Jaggers. Quando finalmente\nquando finalmente volsi gli occhi in direzione di Wemmick, scoprii che aveva tolto la penna e stava\npenna ed era intento al tavolo davanti a s\u00e9.\n\n Hah! disse infine Mr. Jaggers, avvicinandosi alle carte sul tavolo.\ntavolo.  A che punto eravate, Wemmick, quando \u00e8 entrato il signor Pip?\n\nMa io non potevo accettare di essere buttata fuori in quel modo e gli feci un appello appassionato, quasi indignato, affinch\u00e9 fosse pi\u00f9 franco e\nun appello appassionato, quasi indignato, affinch\u00e9 fosse pi\u00f9 franco e\nvirile con me. Gli ricordai le false speranze in cui ero caduto, la durata delle\nche avevo perso, il tempo che erano durate e la scoperta che avevo fatto.\ne gli accennai al pericolo che gravava sul mio spirito. I\nmi rappresentai come sicuramente meritevole di un po' di fiducia\nda parte sua, in cambio della fiducia che gli avevo appena accordato. Dissi\nche non lo biasimavo, n\u00e9 lo sospettavo, n\u00e9 diffidavo di lui, ma che volevo\ncertezza della verit\u00e0 da parte sua. E se mi avesse chiesto perch\u00e9 la volevo,\ne perch\u00e9 pensavo di averne diritto, gli avrei detto, per quanto poco gli importasse di questi poveri sogni, che\nper quanto si preoccupasse di questi poveri sogni, che avevo amato Estella molto e a lungo,\ne che, sebbene l'avessi persa e dovessi vivere un lutto,\nqualsiasi cosa la riguardasse mi era ancora pi\u00f9 vicina e cara di qualsiasi altra cosa al mondo.\nal mondo. E vedendo che Mr. Jaggers rimaneva immobile e silenzioso e apparentemente\nsilenzioso e apparentemente ostinato di fronte a questo appello, mi rivolsi a\nWemmick e dissi: \"Wemmick, so che siete un uomo dal cuore gentile.\ncuore. Ho visto la vostra bella casa, il vostro vecchio padre, e tutti i modi innocenti e allegri\ninnocenti e allegri modi di giocare con i quali rinfreschi la tua\nvita professionale. E vi prego di dire una parola per me al signor Jaggers e di fargli presente che, considerate tutte le circostanze.\ne di fargli presente che, considerate tutte le circostanze, dovrebbe essere pi\u00f9 aperto con me!\npi\u00f9 aperto con me!\n\nNon ho mai visto due uomini guardarsi in modo pi\u00f9 strano di quanto abbiano fatto Mr.\nJaggers e Wemmick dopo questa apostrofe. All'inizio ho temuto che Wemmick\nche Wemmick sarebbe stato immediatamente licenziato dal suo lavoro.\nlavoro; ma si sciolse quando vidi Mr. Jaggers rilassarsi in qualcosa di\nsorriso e Wemmick diventare pi\u00f9 audace.\n\n Che cos'\u00e8 tutto questo? disse il signor Jaggers.  Tu che hai un padre anziano e\ncon modi piacevoli e giocosi?\n\n Bene! rispose Wemmick.  Se non li porto qui, cosa importa?\nimporta?\n\n Pip, disse Mr. Jaggers, posando la mano sul mio braccio e sorridendo apertamente, quest'uomo deve essere il pi\u00f9 astuto impostore di tutta Londra.\nquest'uomo deve essere il pi\u00f9 astuto impostore di tutta Londra.\n\n Neanche un po'\", riprese Wemmick, sempre pi\u00f9 audace.  I\ncredo che tu sia un altro.\n\nSi scambiarono di nuovo gli sguardi stralunati di un tempo, ciascuno apparentemente ancora\ndiffidente nei confronti del fatto che l'altro lo stesse accogliendo.\n\n Voi avete una bella casa? disse il signor Jaggers.\n\n Dal momento che non interferisce con gli affari, ha risposto Wemmick, che sia\ncos\u00ec. Ora che vi guardo, signore, non mi stupirei se _voi_ aveste in mente di avere una bella casa tutta vostra, una volta\ndi avere una bella casa tutta per s\u00e9, uno di questi giorni, quando\ndi questi giorni, quando sarete stanco di tutto questo lavoro.\n\nIl signor Jaggers annu\u00ec retrospettivamente due o tre volte, e in realt\u00e0 tir\u00f2 un sospiro.\ne in realt\u00e0 tir\u00f2 un sospiro.  Pip, disse, non parleremo di poveri sogni.\nsogni; voi ne sapete pi\u00f9 di me su queste cose, avendo un'esperienza molto pi\u00f9 fresca\nesperienza di questo tipo. Ma ora parliamo di quest'altra questione. Ti sottoporr\u00f2 un\ncaso. Attenzione! Non ammetto nulla.\n\nAspett\u00f2 che dichiarassi di aver capito bene che aveva espressamente\naveva detto di non aver ammesso nulla.\n\n Ora, Pip, disse il signor Jaggers, esponi questo caso. Mettete il caso che una\nuna donna, in circostanze come quelle che avete menzionato, tenesse nascosto il figlio\ne sia stata costretta a comunicare il fatto al suo consulente legale, dopo avergli detto che doveva sapere\nlegale, dopo averle detto che doveva sapere, in vista della latitudine della sua difesa, come\nla latitudine della sua difesa, come stavano le cose riguardo a quel bambino. Mettere\nil caso che, nello stesso tempo, egli avesse un fondo per trovare un bambino da adottare e da far adottare a una\nuna ricca ed eccentrica signora da adottare e crescere.\n\n La seguo, signore.\n\n Mettiamo il caso che vivesse in un'atmosfera di malvagit\u00e0, e che tutto ci\u00f2 che vedeva dei bambini era il loro essere generati in gran numero per certi scopi.\nbambini era il loro essere generati in gran numero per una certa distruzione.\ndistruzione. Mettiamo il caso che abbia visto spesso bambini processati solennemente in un\nun tribunale penale, dove venivano tenuti in piedi per essere visti; mettiamo il caso che\nche sapeva abitualmente che venivano imprigionati, frustati, trasportati,\ntrascurati, scacciati, qualificati in tutti i modi per il boia e cresciuti per essere impiccati.\nimpiccagione. Mettiamo il caso che quasi tutti i bambini che vedeva nella sua vita quotidiana\nnella sua vita lavorativa quotidiana, aveva ragione di considerarli come una specie di uova,\nche si sarebbero sviluppati in pesci che sarebbero finiti nella sua rete, per essere\nperseguiti, difesi, abbandonati, resi orfani, tormentati in qualche modo.\n\n La seguo, signore.\n\n Mettiamo il caso, Pip, che ci fosse un bel bambino tra i tanti che potevano essere salvati.\nche poteva essere salvata; che il padre credeva morta e non osava fare\ne che il padre credeva morto e non osava fare niente; e che il consulente legale aveva il seguente potere\npotere: So cosa hai fatto e come l'hai fatto. Sei venuta cos\u00ec e cos\u00ec,\nhai fatto cose del genere per sviare i sospetti. Ti ho seguito in tutto e per tutto\ntutto questo, e vi dico tutto. Lasciate il bambino, a meno che non sia\na meno che non sia necessario produrlo per scagionarvi, e allora sar\u00e0\nprodotto. Consegnate il bambino nelle mie mani e io far\u00f2 del mio meglio per\nscagionarvi. Se siete salvati, anche il vostro bambino \u00e8 salvato; se siete perduti,\nvostro figlio \u00e8 ancora salvo.  Mettete il caso che questo sia stato fatto, e che\nla donna \u00e8 stata scagionata.\n\n Ti capisco perfettamente.\n\n Ma che non faccio ammissioni?\n\n Che lei non faccia ammissioni.  E Wemmick ha ripetuto: \"Nessuna ammissione\".\n\n Mettiamo il caso, Pip, che la passione e il terrore della morte avessero un po' scosso gli intelletti della donna.\nscosse un po' l'intelletto della donna e che, quando fu rimessa in libert\u00e0,\nspaventata dalle vie del mondo, era andata da lui per essere\nriparo. Mettiamo il caso che lui l'abbia accolta e che abbia tenuto a freno la vecchia natura selvaggia e violenta ogni volta che\nnatura selvaggia e violenta ogni volta che ne vedeva un accenno\ndi emergere, affermando il suo potere su di lei nel vecchio modo. Comprendete\nil caso immaginario?\n\n Abbastanza.\n\n Mettiamo il caso che il bambino sia cresciuto e si sia sposato per soldi. Che\nla madre era ancora in vita. Che il padre era ancora in vita. Che la madre e il padre\nmadre e il padre, sconosciuti l'uno all'altro, abitassero nel raggio di tante\nmiglia, furlongs, yards se si vuole, l'uno dall'altro. Che il segreto era\nsegreto, se non fosse che voi ne siete venuti a conoscenza. Riflettete su quest'ultimo caso\nmolto attentamente.\n\n Lo faccio.\n\n Chiedo a Wemmick di sottoporla a lui stesso con molta attenzione.\n\nE Wemmick rispose: \"Lo voglio\".\n\n Per il bene di chi riveleresti il segreto? Per il padre?\nnon sarebbe molto meglio per la madre. Per la madre?\nPenso che se avesse fatto un'azione del genere sarebbe pi\u00f9 al sicuro dov'\u00e8. Per\nPer la figlia? Penso che non sarebbe molto utile per lei stabilire la sua\nparentela per informare il marito, e trascinarla di nuovo in\ndisgrazia, dopo una fuga di vent'anni, abbastanza sicura da durare per\nvita. Ma aggiungete il caso che voi l'abbiate amata, Pip, e l'abbiate fatta oggetto di quei poveri sogni che hanno\nsoggetto di quei poveri sogni che, una volta o l'altra,\nnella testa di molti pi\u00f9 uomini di quanto tu possa pensare, allora ti dico\nche avresti fatto meglio e che avresti fatto molto prima, quando ci avresti pensato bene.\ndi tagliarti la mano sinistra fasciata con la mano destra fasciata, e poi passarmi il coltello.\nmano destra fasciata, e poi passare la mannaia a Wemmick, per tagliare anche quella\nanche quella.\n\nGuardai Wemmick, il cui volto era molto serio. Si tocc\u00f2 seriamente le\nlabbra con l'indice. Io feci lo stesso. Il signor Jaggers fece lo stesso.\n Ora, Wemmick, disse allora quest'ultimo, riprendendo il suo solito modo di fare, a quale\noggetto in cui vi trovavate quando \u00e8 entrato il signor Pip?\n\nRimanendo un po' in disparte, mentre erano al lavoro, osservai che gli sguardi strani che si erano lanciati l'un l'altro si erano ripetuti pi\u00f9 volte\nstrane occhiate che si erano lanciati l'un l'altro si ripetevano pi\u00f9 volte:\ncon la differenza che ora ognuno di loro sembrava sospettoso, per non dire\ndi essersi mostrato debole e poco professionale all'altro.\ndebole e non professionale all'altro. Per questo motivo, suppongo, erano ormai\ninflessibili l'uno con l'altro; Mr. Jaggers era molto dittatoriale e Wemmick ostinato.\nWemmick che si giustificava ostinatamente ogni volta che c'era un minimo punto\npunto in sospeso per un momento. Non li avevo mai visti in rapporti cos\u00ec\nrapporti, perch\u00e9 in genere andavano molto d'accordo.\n\nMa entrambi furono felicemente sollevati dall'apparizione di Mike, il cliente con il berretto di pelliccia e l'abitudine di pulirsi il naso.\nMike, il cliente con il berretto di pelliccia e l'abitudine di pulirsi il naso sulla manica.\nsulla manica, che avevo visto il primo giorno della mia comparsa tra quelle\ntra quelle mura. Questo individuo, che, sia nella sua persona che in quella di qualche membro della sua famiglia\ndi qualche membro della sua famiglia, sembrava sempre nei guai (che in quel luogo significava Newgate).\n(che in quel luogo significava Newgate), mi chiam\u00f2 per annunciarmi che la sua figlia maggiore era stata arrestata\nfiglia maggiore era stata arrestata perch\u00e9 sospettata di taccheggio. Mentre comunicava questa\nmalinconica circostanza a Wemmick, Mr. Jaggers, in piedi davanti al fuoco, magistra\ndavanti al fuoco e non prendeva parte al procedimento, l'occhio di Mike\nMike si accorse che gli brillava una lacrima.\n\n Che cosa vuoi fare? chiese Wemmick, con la massima indignazione.\n Perch\u00e9 sei venuto a piagnucolare qui?\n\n Non sono andato a farlo, signor Wemmick.\n\n L'hai fatto, disse Wemmick.  Come ti permetti? Non sei in condizioni di venire qui\nvenire qui, se non puoi venire qui senza strombazzare come una penna difettosa.\nCosa intendi dire?\n\n Un uomo non pu\u00f2 fare a meno dei suoi sentimenti, signor Wemmick, disse Mike.\n\n Il suo cosa? chiese Wemmick, in modo piuttosto feroce.  Ripetilo!\n\n Ora guarda qui, amico mio\", disse il signor Jaggers, avanzando di un passo e indicando la porta.\nindicando la porta.  Esci da questo ufficio. Non voglio avere sentimenti\nqui. Esca.\n\n Ti sta bene, disse Wemmick, vattene.\n\nCos\u00ec, lo sfortunato Mike si ritir\u00f2 molto umilmente, e Mr. Jaggers e Wemmick sembrarono aver ristabilito la loro buona intesa.\nWemmick sembravano aver ristabilito la loro buona intesa, e\ne si misero di nuovo al lavoro con un'aria rinfrescata come se avessero\ncome se avessero appena pranzato.\n\n\n\n\nCapitolo LII.\n\n\nDa Little Britain andai, con il mio assegno in tasca, da Miss Skiffins, il fratello del contabile.\nSkiffins, il fratello del commercialista; e il fratello di Miss Skiffins, il commercialista, and\u00f2 direttamente da Clarriker e mi port\u00f2 Clarriker.\ncontabile, and\u00f2 direttamente da Clarriker e port\u00f2 Clarriker da me,\nebbi la grande soddisfazione di concludere quell'accordo. Era l'unica cosa\nl'unica cosa buona che avevo fatto, e l'unica cosa completata,\nda quando ero stato messo al corrente delle mie grandi aspettative.\n\nClarriker mi inform\u00f2 in quell'occasione che gli affari della Casa\nche gli affari della Casa stavano progredendo, che ora sarebbe stato in grado di stabilire una\nuna piccola filiale in Oriente, molto richiesta per l'ampliamento dell'attivit\u00e0.\ne che Herbert, nella sua nuova veste di socio, sarebbe andato a occuparsene.\nche Herbert, nella sua nuova veste di socio, sarebbe andato a occuparsene, mi resi conto che dovevo prepararmi a una\nseparazione dal mio amico, anche se i miei affari erano stati pi\u00f9\npi\u00f9 definiti. E ora, in effetti, mi sentivo come se la mia ultima ancora si stesse allentando\ne che presto avrei dovuto abbandonare i venti e le onde.\n\nMa la gioia con cui Herbert tornava a casa una sera e mi raccontava di questi cambiamenti\ndi una notte e mi raccontava di questi cambiamenti, immaginando poco che non mi dicesse\nnon mi dava nessuna notizia, e abbozzava immagini ariose di s\u00e9 che conduceva Clara\nBarley nel paese delle Mille e una notte, e di me che andavo a raggiungerli (con una carovana di cammelli).\n(con una carovana di cammelli, credo), e di noi che risalivamo il Nilo e vedevamo meraviglie.\nNilo e di aver visto meraviglie. Senza essere ottimista riguardo al mio ruolo in questi\nin quei brillanti piani, sentivo che la strada di Herbert si stava liberando velocemente e che il vecchio Bill Barley doveva solo\nche il vecchio Bill Barley non doveva far altro che attenersi al suo pepe e al suo rum e sua\nfiglia sarebbe stata presto felicemente accudita.\n\nEravamo ormai entrati nel mese di marzo. Il mio braccio sinistro, sebbene non presentasse\nnon presentava alcun sintomo negativo, ci volle, come \u00e8 naturale, cos\u00ec tanto tempo per guarire\nche non ero ancora in grado di indossare il cappotto. Il mio braccio destro era stato\nsfigurato, ma abbastanza utilizzabile.\n\nUn luned\u00ec mattina, mentre Herbert e io eravamo a colazione, ricevetti per posta la seguente lettera di Wemmick.\nla seguente lettera di Wemmick per posta.\n\n Walworth. Bruciatelo appena letto. All'inizio della settimana, o diciamo\nmercoled\u00ec, potreste fare quello che sapete, se vi sentite disposti a provarlo.\ndi provarlo. Ora bruciate.\n\nQuando lo mostrai a Herbert e lo misi nel fuoco, ma non prima di averlo imparato a memoria, pensammo a cosa fare.\nprima che entrambi l'avessimo imparato a memoria, pensammo a cosa fare. Perch\u00e9, ovviamente\nnaturalmente il mio essere disabile non poteva pi\u00f9 essere tenuto nascosto.\n\n Ci ho pensato pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, disse Herbert, e credo di conoscere una strada migliore che\ndi conoscere una strada migliore di quella di prendere un uomo d'acqua del Tamigi. Prendete Startop. A\nun bravo ragazzo, una mano esperta, affezionato a noi, entusiasta e onorevole.\nonorevole.\n\nAvevo pensato a lui pi\u00f9 di una volta.\n\n Ma quanto gli diresti, Herbert?\n\n \u00c8 necessario dirgli ben poco. Lasciategli credere che sia un semplice\nscherzo della natura, ma in segreto, fino al mattino: poi fategli sapere che\nche c'\u00e8 un motivo urgente per far salire Provis a bordo e partire.\nAndrete con lui?\n\n Senza dubbio.\n\n Dove?\n\nMi era sembrato, nelle numerose e ansiose considerazioni che avevo fatto sul punto\nquasi indifferente quale porto avremmo raggiunto, Amburgo, Rotterdam,\nAnversa, il luogo significava poco, tanto che lui era fuori dall'Inghilterra. Qualsiasi\npiroscafo straniero che ci fosse capitato a tiro e che ci avesse fatto salire sarebbe andato bene. I\nmi ero sempre riproposto di portarlo ben oltre il fiume con il battello.\ncertamente ben oltre Gravesend, che era un luogo critico per le\nper le ricerche o le indagini, se ci fossero stati dei sospetti. Poich\u00e9 i piroscafi stranieri\nLondra all'incirca al momento dell'alta marea, il nostro piano sarebbe stato quello di scendere il fiume\nfiume con una precedente marea di riflusso e rimanere in un posto tranquillo fino a quando\nfino a quando non fossimo riusciti a raggiungerne uno. Il momento in cui una nave sarebbe arrivata nel punto in cui\ndove ci trovavamo, ovunque fosse, si poteva calcolare abbastanza bene, se ci si\nse ci si informava in anticipo.\n\nHerbert acconsent\u00ec a tutto questo e uscimmo subito dopo la\ncolazione per proseguire le nostre indagini. Trovammo che un piroscafo per\nAmburgo era quello che meglio si adattava al nostro scopo, e ci siamo orientati\npensieri soprattutto a quella nave. Ma prendemmo nota di quali altri piroscafi stranieri\naltri piroscafi stranieri che sarebbero partiti da Londra con la stessa marea, e ci siamo assicurati di sapere\ndi conoscere la costruzione e il colore di ciascuno di essi. Poi ci separammo\nper qualche ora: Io, per ottenere subito i passaporti necessari;\nHerbert, per andare a trovare Startop nel suo alloggio. Entrambi facemmo quello che dovevamo fare\nsenza alcun ostacolo, e quando ci incontrammo di nuovo all'una riferimmo di aver\nfatto. Io, da parte mia, ero preparato con i passaporti; Herbert aveva visto Startop, ed era pi\u00f9 che soddisfatto.\nStartop ed era pi\u00f9 che pronto a partecipare.\n\nCi accordammo sul fatto che quei due avrebbero dovuto tirare un paio di remi e io avrei timonato;\nil nostro compito sarebbe stato quello di stare seduti e di fare silenzio; dato che la velocit\u00e0 non era il nostro\nvelocit\u00e0 non era il nostro obiettivo, avremmo fatto abbastanza strada. Ci accordammo affinch\u00e9 Herbert non tornasse a\nHerbert non sarebbe tornato a casa per la cena prima di andare alla Mill Pond Bank quella sera; che\nche non ci sarebbe andato affatto domani sera, marted\u00ec; che avrebbe\nche avrebbe dovuto preparare Provis a scendere da alcune scale vicino alla casa, il mercoled\u00ec.\nmercoled\u00ec, quando ci avesse visto avvicinare, e non prima; che tutti gli accordi con lui dovevano\naccordi con lui dovevano essere conclusi quel luned\u00ec sera e che\nche non si sarebbe pi\u00f9 dovuto comunicare con lui in alcun modo, fino a quando non lo avessimo imbarcato.\na bordo.\n\nQueste precauzioni, ben comprese da entrambi, mi hanno portato a casa.\n\nAprendo la porta esterna delle nostre camere con la mia chiave, trovai una lettera nella cassetta, diretta a me.\nnella cassetta una lettera indirizzata a me; una lettera molto sporca, anche se non\nscritta male. Era stata consegnata a mano (ovviamente, da quando avevo lasciato casa) e il suo contenuto era\ncasa) e il suo contenuto era il seguente:\n\n Se non avete paura di venire alle vecchie paludi stanotte o domani sera alle nove.\nsera alle nove, e di venire alla piccola chiusa vicino alla calcinaia,\n\u00e8 meglio che veniate. Se volete informazioni su _vostro zio\nProvis_, fareste meglio a venire e a non dirlo a nessuno, senza perdere tempo.\nDovete venire da soli. Portate questo con voi.\n\nAvevo gi\u00e0 abbastanza carico per la mente prima di ricevere questa strana lettera.\nlettera. Non sapevo cosa fare ora. E il peggio era che dovevo\ndecidere in fretta, o avrei perso la carrozza del pomeriggio, che mi avrebbe portato gi\u00f9\nche mi avrebbe portato gi\u00f9 in tempo per la sera. Domani sera non potevo pensare di\ndi andare, perch\u00e9 sarebbe stato troppo vicino all'ora del volo. E\nE ancora, per quanto ne sapevo, l'informazione offerta avrebbe potuto avere qualche\nimportante per il volo stesso.\n\nSe avessi avuto tutto il tempo per riflettere, credo che sarei andato lo stesso.\nsarei comunque andato. Non avendo quasi tempo per riflettere, il mio orologio mi indicava che la carrozza sarebbe partita entro mezz'ora.\nche la carrozza sarebbe partita entro mezz'ora, decisi di andare. I\nnon sarei andata, se non fosse stato per il riferimento a mio zio Provis.\nProvis. Questo, insieme alla lettera di Wemmick e all'intensa mattinata di preparativi\npreparazione, fece pendere l'ago della bilancia.\n\n\u00c8 cos\u00ec difficile acquisire con chiarezza il contenuto di una lettera\ndi quasi tutte le lettere, in fretta e furia, che ho dovuto rileggere due volte questa misteriosa\nmisteriosa epistola due volte, prima che la sua ingiunzione di essere\nsegreto mi entrasse meccanicamente in testa. Cedendo allo stesso modo meccanico\nmeccanico, lasciai un biglietto a matita per Herbert, dicendogli che\nHerbert, dicendogli che, dato che sarei partita molto presto, non sapevo per quanto tempo, avevo deciso di\navevo deciso di affrettarmi a scendere e tornare, per accertarmi di persona di come se la cavasse Miss\nHavisham. Ebbi cos\u00ec appena il tempo di prendere il mio cappotto, chiudere a chiave la\nchiudere le stanze e dirigermi verso la carrozza per le brevi vie secondarie. Se\nse avessi preso un carro a cavalli e fossi andato per le strade, avrei mancato l'obiettivo.\navrei mancato l'obiettivo; cos\u00ec facendo, ho preso la carrozza proprio mentre usciva dal cortile.\ndal cortile. Ero l'unico passeggero all'interno, e stavo sballottato tra le ginocchia e la\npaglia, quando mi ritrovai.\n\nPerch\u00e9 non ero davvero pi\u00f9 me stessa da quando avevo ricevuto la lettera; mi aveva cos\u00ec disorientata, in seguito alla fretta della mattina.\nmi aveva cos\u00ec sconcertato, che era arrivata nella fretta del mattino. La mattina\nfretta e il nervosismo della mattina erano stati grandi; perch\u00e9, per quanto avessi aspettato a lungo e con ansia Wemmick, il suo suggerimento era arrivato come un\natteso Wemmick, il suo accenno era arrivato finalmente come una sorpresa. E ora\nCominciai a chiedermi perch\u00e9 mi trovavo nella carrozza e a dubitare\nse avessi una ragione sufficiente per essere l\u00ec, e a considerare\nse non fosse il caso di scendere subito e tornare indietro, e a discutere contro\ndi non dare mai retta a una comunicazione anonima e, in breve, di passare attraverso\ntutte quelle fasi di contraddizione e indecisione a cui, suppongo, pochi\npoche persone frettolose siano estranee. Tuttavia, il riferimento a Provis\nper nome dominava tutto. Ragionavo come avevo gi\u00e0 ragionato\nsenza saperlo, se questo \u00e8 ragionare, nel caso in cui un qualsiasi male dovesse\ndovesse accadere a lui a causa della mia mancata partenza, come potrei mai perdonarmi!\n\nEra gi\u00e0 buio prima di scendere, e il viaggio mi sembr\u00f2 lungo e tetro, perch\u00e9 potevo vedere poco all'interno e non potevo uscire all'esterno.\na me, che potevo vedere poco all'interno e che non potevo uscire\nin condizioni di disabilit\u00e0. Evitando il Cinghiale Blu, mi sistemai in una locanda di scarsa\ndi scarsa reputazione in fondo alla citt\u00e0 e ordinai la cena. Mentre si preparava\nmentre si preparava, andai a Satis House e chiesi della signorina Havisham; era ancora molto malata, sebbene fosse considerata\nera ancora molto malata, anche se si riteneva che stesse meglio.\n\nLa mia locanda faceva parte di un'antica casa ecclesiastica, e ho cenato in una piccola sala comune ottagonale, simile a una fonte battesimale.\ncenare in una piccola sala comune ottagonale, simile a una fonte battesimale. Poich\u00e9 non ero in grado di\ndi tagliare la mia cena, il vecchio padrone di casa, con la testa calva e lucente, lo fece per me.\nme. E, dopo averci fatto conversare, fu cos\u00ec gentile da intrattenermi con la mia storia.\ncon la mia storia, naturalmente con la nota caratteristica che Pumblechook era stato il mio primo\nPumblechook fu il mio primo benefattore e il fondatore della mia fortuna.\n\n Conosce il giovane?\n\n Lo conosco! ripet\u00e9 il padrone di casa.  Da quando non era pi\u00f9 alto\naffatto alta.\n\n Torna mai in questo quartiere?\n\n S\u00ec, torna, disse il padrone di casa, dai suoi grandi amici, di tanto in tanto, e d\u00e0 il benservito all'uomo che lo ha creato.\ne si fa scudo dell'uomo che l'ha creato.\n\n Che uomo \u00e8 quello?\n\n \u00c8 di lui che parlo, disse il padrone di casa.  Il signor Pumblechook.\n\n \u00c8 ingrato verso nessun altro?\n\n Senza dubbio lo sarebbe, se potesse, \u00e8 tornato il padrone di casa, ma non pu\u00f2.\nNon pu\u00f2. E perch\u00e9? Perch\u00e9 Pumblechook ha fatto tutto per lui.\n\n Lo dice Pumblechook?\n\n Dillo! rispose il padrone di casa.  Non \u00e8 chiamato a dirlo.\n\n Ma lo dice lui?\n\n A sentirlo raccontare, il sangue di un uomo diventerebbe aceto di vino bianco.\nsignore, disse il padrone di casa.\n\nPensai: \"Eppure Joe, caro Joe, tu non lo racconti mai\". Joe, sofferente e amorevole\ne amorevole Joe, non ti lamenti mai. E nemmeno tu, dolce Biddy!\n\n Il tuo appetito \u00e8 stato toccato dall'incidente, disse il padrone di casa, guardando il braccio fasciato sotto il mio cappotto.\nil padrone di casa, dando un'occhiata al braccio fasciato sotto il cappotto.  Prova con un pezzo pi\u00f9 tenero\nun po'.\n\n No, grazie\", risposi, voltandomi dal tavolo per rimuginare sul fuoco.\nfuoco.  Non posso pi\u00f9 mangiare. Per favore, portatelo via.\n\nNon ero mai stato colpito in modo cos\u00ec acuto, per la mia ingratitudine nei confronti di Joe, come\nattraverso lo sfacciato impostore Pumblechook. Pi\u00f9 falso lui, pi\u00f9 vero Joe;\npi\u00f9 meschino lui, pi\u00f9 nobile Joe.\n\nIl mio cuore \u00e8 stato profondamente e meritatamente umiliato mentre riflettevo davanti al fuoco per\nfuoco per un'ora o pi\u00f9. Il rintocco dell'orologio mi dest\u00f2, ma non dal mio sconforto o dal rimorso.\ndallo sconforto o dal rimorso, mi alzai, mi feci allacciare il cappotto al collo e uscii.\nal collo e uscii. In precedenza avevo cercato nelle mie tasche la\nlettera, per potervi fare riferimento di nuovo; ma non la trovai,\ne mi inquietava pensare che dovesse essere caduta nella paglia della carrozza.\ndella carrozza. Sapevo bene, tuttavia, che il luogo designato era la\nche il luogo prestabilito era la piccola chiusa vicino alla calchera sulla palude, e che l'ora era la nove.\nMi diressi subito verso le paludi, non avendo tempo da perdere.\n\n[Illustrazione]\n\n\n\n\nCapitolo LIII.\n\n\nEra una notte buia, anche se la luna piena spuntava quando lasciavo le terre\ne mi inoltrai nelle paludi. Oltre la loro linea scura c'era\nc'era un nastro di cielo limpido, largo a malapena per contenere la grande luna rossa.\nluna. In pochi minuti era salita fuori da quel campo chiaro, tra le montagne di nubi.\ntra le montagne di nuvole ammassate.\n\nC'era un vento malinconico e le paludi erano molto tristi. A\nstraniero le avrebbe trovate insopportabili, e persino per me erano cos\u00ec\ncos\u00ec opprimente che esitai, quasi propenso a tornare indietro. Ma io le conoscevo\nMa li conoscevo bene, avrei potuto trovare la strada in una notte molto pi\u00f9 buia e non avevo scuse per tornare indietro.\nnessuna scusa per tornare indietro, essendo l\u00ec. Cos\u00ec, essendo arrivata l\u00ec contro la mia\ninclinazione, proseguii contro di essa.\n\nLa direzione che presi non era quella in cui si trovava la mia vecchia casa, n\u00e9\nquella in cui avevamo inseguito i galeotti. Le mie spalle erano rivolte verso\nHulk distanti mentre camminavo e, sebbene potessi vedere le vecchie luci\nluci lontane sugli spuntoni di sabbia, le vedevo al di sopra delle mie spalle. Conoscevo\nconoscevo la fornace come conoscevo la vecchia batteria, ma erano distanti chilometri\ncos\u00ec che, se quella notte fosse stata accesa una luce in ogni punto,\nsarebbe stata una lunga striscia di orizzonte vuoto tra i due punti luminosi.\npuntini luminosi.\n\nAll'inizio dovetti chiudere alcuni cancelli e di tanto in tanto stare fermo mentre il bestiame che si trovava sul sentiero arginato si alzava.\nmentre il bestiame che giaceva nel sentiero arginato si alzava\ne si buttavano gi\u00f9 tra l'erba e le canne. Ma dopo un po' di tempo\nSembrava che avessi tutto l'appartamento per me.\n\nPass\u00f2 un'altra mezz'ora prima che mi avvicinassi al forno. La calce stava\ncalce bruciava con un odore soffocante e fiacco, ma i fuochi erano stati approntati e lasciati e non si vedevano operai.\ne lasciati, e non si vedeva nessun operaio. Nelle vicinanze c'era una piccola cava di pietra. Si trovava\ne che era stata lavorata quel giorno, come ho potuto constatare dagli attrezzi e dalle carriole\nattrezzi e le carriole che si trovavano in giro.\n\nUscendo da questo scavo e risalendo al livello della palude, poich\u00e9 il rude sentiero lo attraversava, vidi una luce nella vecchia chiusa.\nsentiero che lo attraversa, vidi una luce nella vecchia chiusa. Accelerai\npasso e bussai alla porta con la mano. Attesi una risposta,\nmi guardai intorno, notando come la chiusa fosse abbandonata e rotta,\ne che la casa di legno con il tetto di tegole non sarebbe stata a prova di\ntempo, se lo fosse stata anche ora, e come il fango e la melma fossero ricoperti di calce.\nfango e la melma erano ricoperti di calce, e come il vapore soffocante del forno\nsi insinuava in modo spettrale verso di me. Non c'era ancora risposta e bussai di nuovo.\nbussare di nuovo. Ancora nessuna risposta e provai a chiudere il chiavistello.\n\nSi sollev\u00f2 sotto la mia mano e la porta cedette. Guardando dentro, vidi una\nuna candela accesa su un tavolo, una panca e un materasso su una rete\nletto. Poich\u00e9 sopra c'era un soppalco, chiamai: \"C'\u00e8 qualcuno qui?\nma nessuna voce rispose. Allora guardai l'orologio e, constatando che erano le nove\nche erano le nove passate, chiamai di nuovo: \"C'\u00e8 qualcuno qui?  Non c'era ancora\nrisposta, uscii dalla porta, irresponsabile sul da farsi.\n\nCominciava a piovere velocemente. Non vedendo altro che quello che avevo gi\u00e0 visto\ngi\u00e0 visto, tornai in casa e mi misi al riparo dell'ingresso\nal riparo della porta, guardando fuori nella notte. Mentre stavo\nmentre consideravo che qualcuno doveva essere stato l\u00ec di recente e doveva presto tornare\ntornare, altrimenti la candela non avrebbe bruciato, mi venne in mente di guardare se lo stoppino\ndi controllare se lo stoppino fosse lungo. Mi voltai per farlo e presi la candela in mano.\nin mano la candela, quando questa si spense a causa di una violenta\ne la cosa che capii subito dopo fu che ero stato preso da un\nun forte cappio in corsa, gettato sulla mia testa da dietro.\n\n Ora, disse una voce soffocata con un giuramento, ti ho preso!\n\n Che cos'\u00e8 questo?  Ho gridato, lottando.  Chi \u00e8? Aiuto, aiuto, aiuto!\n\nNon solo le mie braccia erano tirate vicino ai fianchi, ma la pressione sul mio braccio\nbraccio malato mi provocava uno squisito dolore. A volte, la mano di un uomo forte,\na volte il petto di un uomo forte, per soffocare le mie grida.\ngrida, e con un alito caldo sempre vicino a me, mi dibattevo\nInefficacemente nell'oscurit\u00e0, mentre ero legata al muro.  E\nora, disse la voce soffocata con un altro giuramento, chiama di nuovo, e\nTi far\u00f2 un lavoro breve!\n\nSvenuta e malata per il dolore al braccio ferito, sconcertata per la sorpresa, eppure consapevole della facilit\u00e0 con cui la minaccia poteva essere messa in atto.\nsorpresa, eppure consapevole della facilit\u00e0 con cui questa minaccia poteva essere\ndesistetti e cercai di alleggerire il braccio, seppure di poco.\nMa era troppo stretto per farlo. Mi sentivo come se, dopo essere stato bruciato\nprima, ora fosse bollito.\n\nL'improvvisa esclusione della notte e la sostituzione della nera oscurit\u00e0 al suo posto mi avvertirono che l'uomo aveva chiuso la persiana.\nbuio al suo posto, mi fece capire che l'uomo aveva chiuso una persiana.\nDopo aver brancolato per un po', trov\u00f2 la pietra focaia e l'acciaio che cercava e inizi\u00f2 ad accendere il fuoco.\ne inizi\u00f2 ad accendere la luce. Tesi la vista sulle scintille che\nscintille che cadevano tra l'acciarino e su cui lui respirava e respirava, con il fiammifero in mano.\ne respirava, con il fiammifero in mano, ma riuscivo a vedere solo le sue labbra e la punta blu del fiammifero.\nblu del fiammifero; anche quelle, ma in modo discontinuo. L'acciarino era umido, non c'\u00e8 da stupirsi\nNon c'\u00e8 da stupirsi, e una dopo l'altra le scintille si spegnevano.\n\nL'uomo non aveva fretta e colp\u00ec ancora con la pietra focaia e l'acciaio. Mentre\nscintille cadevano fitte e luminose intorno a lui, riuscivo a vedere le sue mani e\ne tratti del suo viso, e riuscii a capire che era seduto e chino sul tavolo; ma niente di pi\u00f9.\nsul tavolo, ma niente di pi\u00f9. Di l\u00ec a poco vidi di nuovo le sue labbra blu,\nche respiravano sull'acciarino, e poi un bagliore di luce si accese e mi mostr\u00f2 Orlick.\nmi mostr\u00f2 Orlick.\n\nChi avessi cercato, non lo so. Non l'ho cercato. Vedendolo\nvedendolo, ho sentito che ero in una situazione davvero pericolosa e ho tenuto gli occhi su di lui.\nsu di lui.\n\nAccese la candela dal fiammifero acceso con grande attenzione,\nlasci\u00f2 cadere il fiammifero e lo spense. Poi mise la candela lontano\ndal tavolo, in modo da potermi vedere, si sedette con le braccia conserte sul tavolo e mi guard\u00f2.\nbraccia conserte sul tavolo e mi guard\u00f2. Mi accorsi che ero legato a\nuna robusta scala perpendicolare a pochi centimetri dalla parete, un\nl\u00ec, il mezzo per salire al soppalco di sopra.\n\n Ora, disse, dopo che ci eravamo guardati a vicenda per un po' di tempo, io ti ho\nte.\n\n Slegatemi. Lasciatemi andare!\n\n Ah! torn\u00f2, _ti lascio andare_. Ti lascer\u00f2 andare sulla luna,\nti lascer\u00f2 andare alle stelle. Tutto a tempo debito.\n\n Perch\u00e9 mi hai attirato qui?\n\n Non lo sai? disse lui, con uno sguardo mortale.\n\n Perch\u00e9 mi hai assalito nel buio?\n\n Perch\u00e9 intendo fare tutto da solo. Uno mantiene un segreto meglio di\ndue. O nemico, nemico!\n\nIl suo godimento per lo spettacolo che fornivo, mentre sedeva a braccia conserte sul tavolo, scuotendo la testa e abbracciandosi, aveva un senso di piacere.\nsul tavolo, scuotendo la testa e abbracciandosi, aveva una malignit\u00e0 che mi fece tremare.\nmalignit\u00e0 che mi faceva tremare. Mentre lo guardavo in silenzio, lui\nmento, mise la mano nell'angolo al suo fianco e prese una pistola con il calcio\ncalcio rilegato in ottone.\n\n Lo sai? disse lui, facendo finta di volermi prendere di mira.  Sa\nsai dove l'hai visto prima? Parla, lupo!\n\n S\u00ec, ho risposto.\n\n[Illustrazione]\n\n Mi sei costato quel posto. L'hai fatto. Parla!\n\n Cos'altro potrei fare?\n\n L'avete fatto, e questo sarebbe sufficiente, senza altro. Come hai osato\ndi metterti tra me e una giovane donna che mi piaceva?\n\n Quando l'ho fatto?\n\n Quando non l'hai fatto? Sei stato tu, come sempre, a dare al vecchio Orlick una cattiva nomea...\nlei.\n\n L'hai dato a te stesso, l'hai guadagnato per te stesso. Non avrei potuto farti\nnon ti avrei fatto del male, se tu non ne avessi fatto a te stesso.\n\n Sei un bugiardo. E farete qualsiasi sforzo, e spenderete qualsiasi cifra, per\nper cacciarmi da questo Paese, vero? disse, ripetendo le mie parole a\nBiddy nell'ultimo colloquio che ho avuto con lei.  Ora vi dir\u00f2 un'informazione\ninformazione. Non \u00e8 mai valsa la pena di farmi uscire da questo paese come\nda questo paese come stasera. Ah! Se si trattasse di tutti i vostri soldi, venti\nfino all'ultima moneta!  Mentre stringeva la sua mano pesante\ncon la bocca che ringhiava come quella di una tigre, sentii che era vero.\n\n Cosa mi farete?\n\n Sto andando\", disse, portando il pugno sul tavolo con un colpo pesante, e alzandosi mentre il colpo cadeva per dargli pi\u00f9 forza.\ne si alz\u00f2 mentre il colpo cadeva per dargli pi\u00f9 forza, ti far\u00f2 morire!\nla tua vita!\n\nSi \u00e8 sporto in avanti fissandomi, ha lentamente slacciato la mano e se l'\u00e8 portata sulla bocca come se avesse l'acquolina in bocca per me, e si \u00e8 seduto di nuovo.\nsulla bocca come se avesse l'acquolina in bocca per me, e si sedette di nuovo.\n\n Sei sempre stato sulla strada del vecchio Orlick fin da quando eri bambino. Tu\nquesta notte non gli sei pi\u00f9 d'intralcio. Non avr\u00e0 pi\u00f9 niente su di te.\nSei morto.\n\nSentivo di essere arrivato sull'orlo della tomba. Per un momento guardai\nselvaggiamente intorno alla mia trappola per cercare una possibilit\u00e0 di fuga; ma non c'era.\n\n E ancora di pi\u00f9, disse, ripiegando di nuovo le braccia sul tavolo, io\nnon voglio che di te rimanga uno straccio, un osso, sulla terra.\nMetter\u00f2 il tuo corpo nella fornace, ne porter\u00f2 due cos\u00ec, sulle mie\nspalle e, che la gente pensi quello che vuole di te, non sapr\u00e0 mai\nnon sapranno mai nulla.\n\nLa mia mente, con una rapidit\u00e0 inconcepibile, seguiva tutte le conseguenze\ndi una simile morte. Il padre di Estella avrebbe creduto che lo avessi abbandonato,\nsarebbe stato preso, sarebbe morto accusandomi; persino Herbert avrebbe dubitato di me,\nquando avrebbe confrontato la lettera che avevo lasciato per lui con il fatto che avevo\nHavisham solo per un momento; Joe e Biddy non avrebbero mai saputo quanto mi fosse dispiaciuto che\nJoe e Biddy non avrebbero mai saputo quanto fossi dispiaciuta quella notte, nessuno avrebbe mai saputo cosa avessi\nsofferto, quanto avevo inteso essere sincera, quale agonia avevo attraversato.\nagonia. La morte che mi stava davanti era terribile, ma molto pi\u00f9 terribile\ndella morte era il timore di essere ricordata male dopo la morte. E cos\u00ec\nveloce il mio pensiero che mi vedevo disprezzato dalle generazioni non ancora\ngenerazioni non ancora nate, dai figli di Estella e dai loro figli, mentre le parole di quel disgraziato\nparole erano ancora sulle sue labbra.\n\n Ora, lupo, disse, prima che ti uccida come una bestia qualsiasi, cosa che intendo fare e per la quale ti ho legato\nche intendo fare e per cui ti ho legato, ti guarder\u00f2 bene e ti pungoler\u00f2 per bene.\ne ti pungoler\u00f2 per bene. O nemico!\n\nMi era passato per la testa di gridare di nuovo aiuto; anche se pochi potevano sapere meglio di me\npotevano conoscere meglio di me la natura solitaria del luogo e la mancanza di aiuto.\ndisperazione dell'aiuto. Ma mentre lui era seduto a gongolare su di me, ero sostenuto da una\nuna sprezzante detestazione nei suoi confronti, che mi impediva di parlare. Soprattutto, decisi di non\ndecisi che non l'avrei implorato e che sarei morto opponendo un'ultima\nun'ultima misera resistenza. Per quanto i miei pensieri su tutto il resto degli\nuomini in quell'estrema situazione; implorando umilmente il perdono del Cielo; sciogliendomi il cuore, come se fossi un uomo\ncielo; sciolto nel cuore, com'ero, dal pensiero che non avevo preso nessun\naddio, e che non avrei mai potuto salutare coloro che mi erano cari, n\u00e9 spiegarmi con loro.\nn\u00e9 di potermi spiegare con loro, n\u00e9 di chiedere la loro compassione per i miei\nmiserabili errori, tuttavia, se avessi potuto ucciderlo, anche in fin di vita, l'avrei fatto.\nl'avrei fatto.\n\nAveva bevuto e i suoi occhi erano rossi e iniettati di sangue. Intorno al collo\ncollo una bottiglia di latta, come spesso avevo visto fare in altri giorni.\ncarne e bevande intorno a lui in altri giorni. Si port\u00f2 la bottiglia alle labbra e\ne ne bevve un sorso infuocato; e io sentii l'odore dei forti alcolici che avevo visto\nche vidi balenare sul suo volto.\n\n Lupo! disse, ripiegando di nuovo le braccia, il vecchio Orlick sta per dirti\nqualcosa. Sei stato tu a fare per quella bisbetica di tua sorella.\n\nDi nuovo la mia mente, con la sua precedente inconcepibile rapidit\u00e0, aveva esaurito\nl'intero argomento dell'aggressione a mia sorella, della sua malattia e della sua\nmorte, prima che il suo discorso lento ed esitante formasse queste parole.\n\n Sei stato tu, cattivo, ho detto.\n\n Ti dico che \u00e8 stata opera tua, ti dico che \u00e8 stata opera tua\", ribatt\u00e9.\nha replicato, riprendendo la pistola e sferrando un colpo con il calcio verso l'aria\naria libera tra noi.  L'ho aggredita alle spalle, come ho aggredito te...\nstasera. Gliel'ho data io! L'ho data per morta, e se ci fosse stata una calcina\nvicino a lei come c'\u00e8 ora vicino a te, non sarebbe tornata in vita.\ndi nuovo in vita. Ma non \u00e8 stato il vecchio Orlick a farlo, sei stato tu. Tu eri\nfavorito, e lui \u00e8 stato maltrattato e picchiato. Il vecchio Orlick \u00e8 stato maltrattato e picchiato, eh?\nOra ne paga le conseguenze. Tu l'hai fatto e ora ne paghi le conseguenze.\n\nBevve di nuovo e divenne pi\u00f9 feroce. Mi accorsi dal suo inclinare la\nche non ne era rimasta una grande quantit\u00e0. Ho capito chiaramente\nche con il suo contenuto si stava dando da fare per\nfine di me. Sapevo che ogni goccia che conteneva era una goccia della mia vita. Sapevo\nsapevo che quando mi ero trasformato in una parte del vapore che si era insinuato\nche si era insinuato verso di me poco prima, come il mio fantasma che mi avvertiva, lui\navrebbe fatto come nel caso di mia sorella, si sarebbe affrettato a raggiungere la citt\u00e0 e sarebbe stato visto\ncitt\u00e0 e si faceva vedere in giro a bere nelle birrerie. La mia\nmente lo segu\u00ec fino alla citt\u00e0, si fece un'immagine della strada con lui in mezzo\ncon lui, e contrapponeva le sue luci e la sua vita alla palude solitaria e al\nil vapore bianco che vi si insinuava sopra, nel quale avrei dovuto dissolvermi.\n\nNon si trattava solo del fatto che avrei potuto riassumere anni e anni e anni\nmentre lui diceva una dozzina di parole, ma che quello che diceva mi presentava\nimmagini e non semplici parole. Nello stato eccitato ed esaltato del mio\ndel mio cervello, non riuscivo a pensare a un luogo senza vederlo, o a persone\nsenza vederle. \u00c8 impossibile esagerare la vividezza di queste immagini.\nqueste immagini, eppure ero sempre cos\u00ec intento a pensare a lui\nche non sarei stato intento alla tigre che si accovacciava per scattare!\nche conoscevo la minima azione delle sue dita.\n\nQuando ebbe bevuto per la seconda volta, si alz\u00f2 dalla panca su cui sedeva e spinse da parte il tavolo.\ne spinse da parte il tavolo. Poi prese la candela e..,\nombreggiandola con la sua mano assassina in modo da proiettare la luce su di me,\nsi mise davanti a me, guardandomi e godendosi la vista.\n\n Wolf, ti dir\u00f2 qualcosa di pi\u00f9. Era il vecchio Orlick quando sei caduto\nsulle scale quella notte.\n\nHo visto la scala con le sue lampade spente. Vidi le ombre dei\npesanti ringhiere delle scale, proiettate dalla lanterna del guardiano sul muro. I\nvidi le stanze che non avrei mai pi\u00f9 rivisto; qui, una porta mezza aperta;\nl\u00e0, una porta chiusa; tutti i mobili intorno.\n\n E perch\u00e9 il vecchio Orlick era l\u00ec? Ti dir\u00f2 qualcosa di pi\u00f9, lupo. Tu\ne lei mi avete praticamente cacciato da questo paese, per quanto riguarda\nper quanto riguarda la possibilit\u00e0 di guadagnarmi da vivere, e ho trovato nuovi compagni,\ne nuovi padroni. Alcuni di loro scrivono le mie lettere quando voglio che siano scritte.\nScrive le mie lettere, ti dispiace? Scrive le mie lettere, lupo! Scrivono a cinquanta mani;\nnon \u00e8 come se ti prendessero in giro, come se ne scrivesse una sola. Ho avuto una mente ferma\ne una ferma volont\u00e0 di avere la tua vita, da quando sei sceso qui al\nsorella. Non ho visto un modo per metterti al sicuro, e ho guardato dentro di te per conoscere i tuoi insuccessi.\ne ho guardato dentro di te per conoscere i tuoi segreti. Perch\u00e9, dice il vecchio Orlick a se stesso,\n In un modo o nell'altro lo avr\u00f2!  Che c'\u00e8? Quando ti cerco, trovo tuo zio Provis, eh?\ntuo zio Provis, eh?\n\nLa riva dello stagno del mulino, il bacino di Chinks e il vecchio sentiero di rame verde,\ntutto cos\u00ec chiaro e limpido! Provis nelle sue stanze, il segnale il cui uso era finito, la bella Clara, la buona donna madre, il vecchio Bill Barley sulla sua\nClara, la bella donna materna, il vecchio Bill Barley sulla sua schiena, tutti alla deriva, come su un\nalla deriva, come sulla corrente della mia vita che corre veloce verso il mare!\nverso il mare!\n\n Anche tu con uno zio! Ti ho conosciuto a Gargery quando eri un lupo cos\u00ec piccolo\npiccolo lupo che avrei potuto prendere il tuo pisello tra il dito e il pollice e\npollice e buttarti via morto (come mi \u00e8 venuto in mente di fare, qualche volta,\nquando ti vedo gironzolare tra i polli la domenica), e tu non avevi trovato\nnon avevi trovato nessuno zio. No, non tu! Ma quando il vecchio Orlick venne a\nsentire che tuo zio Provis aveva quasi indossato il ferro da stiro che il vecchio Orlick aveva preso\nOrlick aveva raccolto, limato, su queste maglie, tanti anni fa.\nanni fa, e che l'ha tenuto con s\u00e9 finch\u00e9 non ha fatto cadere tua sorella con quello, come un\ncome un toro, come intende farvi cadere ehi? quando verr\u00e0 a sentire\nquel \"Ehi\"?\n\nNella sua selvaggia provocazione, sventol\u00f2 la candela cos\u00ec vicino a me che io\nche ho girato il viso di lato per salvarlo dalle fiamme.\n\n Ah! grid\u00f2 ridendo, dopo averlo rifatto, il bambino bruciato teme il fuoco!\nil fuoco! Il vecchio Orlick sapeva che eri bruciato, il vecchio Orlick sapeva che stavi\nche stavi portando via di nascosto tuo zio Provis, il vecchio Orlick \u00e8 un fiammifero per te e sapeva che saresti venuto stasera!\nsapeva che saresti venuto stanotte! Ora ti dir\u00f2 qualcosa di pi\u00f9, lupo, e\ne questa \u00e8 la fine. C'\u00e8 qualcuno che \u00e8 altrettanto adatto a tuo zio Provis\ncome il vecchio Orlick lo \u00e8 stato per te. Lascia che se li porti via, quando avr\u00e0 perso la sua\nnevvica! Lasciateglielo fare, quando nessuno riuscir\u00e0 a trovare uno straccio di vestito del suo caro\nparente, n\u00e9 un osso del suo corpo. Ci sono quelli che non possono\ne che non vogliono che Magwitch, s\u00ec, conosco il nome, viva nella stessa terra con loro.\nterra con loro, e che hanno avuto informazioni cos\u00ec sicure su di lui quando era\nin un'altra terra, tanto che non poteva e non doveva lasciarlo\nall'oscuro e metterli in pericolo. Sono loro che scrivono le cinquanta\nmani, e che non \u00e8 come se ti avessero preso di soppiatto per scriverne solo una.  Magazzino\nCompeyson, Magwitch e la forca!\n\nMi ha fatto scoppiare di nuovo la candela, affumicandomi il viso e i capelli e accecandomi per un istante, e ha voltato le spalle con forza mentre rimetteva a posto la candela.\nper un istante mi accec\u00f2, e volt\u00f2 le sue possenti spalle mentre rimetteva il\nluce sul tavolo. Avevo pensato a una preghiera, ed ero stata con Joe e\nBiddy e Herbert, prima che lui si voltasse di nuovo verso di me.\n\nTra il tavolo e la parete opposta c'era uno spazio libero di qualche metro.\nparete opposta. All'interno di questo spazio, ora si \u00e8 accasciato all'indietro e in\nin avanti. La sua grande forza sembrava essere pi\u00f9 forte che mai.\nprima, mentre lo faceva con le mani sciolte e pesanti ai fianchi e con gli occhi fissi.\nfianchi e con gli occhi fissi su di me. Non avevo pi\u00f9 un briciolo di speranza.\nPer quanto selvaggia fosse la mia fretta interiore, e meravigliosa la forza delle immagini\nche mi scorrevano davanti al posto dei pensieri, riuscivo comunque a capire chiaramente che\nche, a meno che non avesse deciso che ero a pochi istanti dal\ndi perire sicuramente fuori da ogni conoscenza umana, non mi avrebbe mai detto ci\u00f2 che\nmi avrebbe mai detto quello che mi aveva detto.\n\nAll'improvviso si ferm\u00f2, tolse il tappo dalla bottiglia e la gett\u00f2 via.\ne lo gett\u00f2 via. Per quanto fosse leggera, la sentii cadere come un precipizio. Deglut\u00ec\nlentamente, inclinando la bottiglia a poco a poco, e ora non mi guardava pi\u00f9.\nnon mi guardava pi\u00f9. Le ultime gocce di liquore le vers\u00f2 sul palmo della mano e le lecc\u00f2.\nmano e le lecc\u00f2. Poi, con un improvviso impeto di violenza e imprecando orribilmente\nimprecando orribilmente, gett\u00f2 via la bottiglia e si chin\u00f2; e vidi nella sua mano un martello di pietra.\nin mano un martello di pietra con un lungo e pesante manico.\n\nIl proposito che avevo preso non mi abbandon\u00f2, perch\u00e9, senza pronunciare una sola\nvana parola di appello, gridai con tutte le mie forze e lottai con tutte le mie forze.\nlottai con tutte le mie forze. Potevo muovere solo la testa e le gambe.\nsolo la testa e le gambe, ma fino a quel punto lottai con tutta la forza, fino ad allora sconosciuta, che\nfino ad allora sconosciuta, che era in me. Nello stesso istante sentii delle\ngrida di risposta, vidi delle figure e un bagliore di luce entrare dalla\nvoci e il tumulto, e vidi Orlick emergere da una lotta di uomini, come se si trattasse di un capitombolo.\nuomini, come se si trattasse di acqua che crolla, sgomberare il tavolo con un salto e volare\nnella notte.\n\nDopo un vuoto di memoria, mi accorsi che ero sdraiato senza legami, sul pavimento, nello stesso posto, con la testa sulle ginocchia di qualcuno.\nstesso posto, con la testa sulle ginocchia di qualcuno. I miei occhi erano fissi sulla\nscala contro il muro, quando mi ripresi, si erano aperti su di essa prima che la mia mente la vedesse\nmente lo vedesse, e cos\u00ec, mentre riprendevo conoscenza, sapevo di essere nel luogo in cui avevo\nsapevo di essere nel luogo in cui l'avevo persa.\n\nTroppo indifferente all'inizio, anche per guardarmi intorno e accertarmi di chi mi\nmi sosteneva, ero sdraiato e guardavo la scala, quando si \u00e8 presentato un volto\ntra me e la scala un volto. Il volto del figlio di Trabb!\n\n Penso che stia bene! disse il ragazzo di Trabb, con voce sobria; ma non \u00e8 proprio pallido!\nnon \u00e8 proprio pallido!\n\nA queste parole, il volto di colui che mi sosteneva guard\u00f2 il mio,\ne vidi che il mio sostenitore era\n\n Herbert! Grande Paradiso!\n\n Dolcemente, disse Herbert.  Con delicatezza, Handel. Non essere troppo impaziente.\n\n E il nostro vecchio compagno, Startop!  gridai, mentre anche lui si chinava su di me.\n\n Ricordate in cosa ci assister\u00e0, disse Herbert, e state tranquilli.\ncalma.\n\nL'allusione mi fece scattare in piedi, anche se poi ricaddi per il dolore al braccio.\nbraccio.  Il tempo non \u00e8 passato, Herbert, vero? Che notte \u00e8\nnotte? Da quanto tempo sono qui?  Perch\u00e9 ho avuto uno strano e forte\ndubbio di essere stato sdraiato l\u00ec per molto tempo, un giorno e una notte, due giorni e due notti.\nnotte, due giorni e due notti, di pi\u00f9.\n\n Il tempo non \u00e8 passato. \u00c8 ancora luned\u00ec sera.\n\n Grazie a Dio!\n\n E avete tutto domani, marted\u00ec, per riposare\", disse Herbert.  Ma\nnon puoi fare a meno di gemere, mio caro Handel. Che male hai? Riesci a\nRiesci a stare in piedi?\n\n S\u00ec, s\u00ec, dissi, posso camminare. Non ho ferite se non in questo braccio che pulsa\nbraccio.\n\nL'hanno messa a nudo e hanno fatto quello che hanno potuto. Era violentemente gonfio e infiammato\ne infiammato, e a malapena potevo sopportare di essere toccato. Ma loro\nstrapparono i loro fazzoletti per fare delle bende nuove, e con attenzione\ne lo sostituirono con cura nella fionda, finch\u00e9 non potemmo arrivare in citt\u00e0 e ottenere\ndi ottenere una lozione rinfrescante da applicare. In poco tempo chiudemmo la porta della\ndella chiusa, buia e vuota, e stavamo attraversando la cava per tornare indietro.\ncava sulla via del ritorno. Il ragazzo di Trabb Il giovane Trabb, ormai troppo cresciuto, ci precedeva\nTrabb, un giovane uomo troppo cresciuto, ci precedeva con una lanterna, che era la luce che avevo visto entrare\ndalla porta. Ma la luna era pi\u00f9 alta di due ore rispetto all'ultima volta che avevo visto il cielo.\nquando avevo visto il cielo per l'ultima volta, e la notte, sebbene piovosa, era molto pi\u00f9 chiara.\nIl vapore bianco della fornace si allontanava da noi mentre passavamo e, dato che prima avevo pensato a una preghiera, mi sono detto\ncome prima avevo pensato a una preghiera, ora pensavo a un ringraziamento.\n\nImplorando Herbert di raccontarmi come mi aveva salvato, cosa che all'inizio si era rifiutato categoricamente di fare.\nall'inizio si era rifiutato categoricamente di farlo, ma aveva insistito perch\u00e9 rimanessi\nvidero che nella fretta avevo lasciato cadere la lettera, aperta, nella nostra camera.\ndove lui, tornando a casa, aveva portato con s\u00e9 Startop che aveva incontrato per strada\nStartop, che aveva incontrato per strada mentre veniva da me, l'ha trovata poco dopo la mia partenza.\nandato via. Il suo tono lo mise a disagio, tanto pi\u00f9 per l'incoerenza tra il testo e l'hype.\nincoerenza tra questa e la lettera frettolosa che gli avevo lasciato. Il suo\ndisagio invece di diminuire, dopo un quarto d'ora di riflessione, si mise in viaggio per\ndopo un quarto d'ora di riflessione, si avvi\u00f2 verso la carrozza con Startop, che si offr\u00ec di accompagnarlo, per chiedere informazioni.\nStartop, che si offr\u00ec di accompagnarlo, per informarsi quando sarebbe scesa la carrozza successiva.\nScoprendo che la carrozza pomeridiana non c'era pi\u00f9 e che la sua inquietudine si era trasformata in allarme\nche la sua inquietudine si trasformava in un vero e proprio allarme, man mano che gli ostacoli si presentavano sulla sua strada.\ndecise di seguirlo in una carrozza postale. Cos\u00ec lui e Startop arrivarono al\nBlue Boar, aspettandosi di trovarmi o di avere notizie di me; ma non trovando nessuna notizia, and\u00f2 dalla signorina Havard,\nnon trovando n\u00e9 l'uno n\u00e9 l'altro, proseguirono fino alla casa della signorina Havisham, dove mi persero.\nA questo punto tornarono all'albergo (senza dubbio nel momento in cui\ndella mia storia) per rifocillarsi e trovare qualcuno che li guidasse.\ne per trovare qualcuno che li guidasse fuori dalle paludi.\nTra i clienti sotto l'arco del cinghiale c'era anche Trabb Boy, fedele alla sua antica abitudine di fare da guida alle paludi.\nTrabb's Boy, fedele alla sua antica abitudine di trovarsi dappertutto dove non aveva\nTrabb s boy mi aveva visto passare da Miss\nHavisham in direzione della mia sala da pranzo. Cos\u00ec Trabb boy divenne la loro guida\nTrabb s boy divenne la loro guida e con lui uscirono verso la chiusa, anche se per\nla strada cittadina per le paludi, che io avevo evitato. Ora, mentre procedevano\nHerbert rifletteva che, dopo tutto, avrei potuto essere stato portato l\u00ec\nper una qualche commissione autentica e utile per la sicurezza di Provis.\ne, pensando che in quel caso l'interruzione sarebbe stata maliziosa, lasci\u00f2 la sua guida\nmalizioso, lasci\u00f2 la sua guida e Startop sul bordo della cava e prosegu\u00ec da solo.\ne prosegu\u00ec da solo, facendo il giro della casa due o tre volte,\ncercando di verificare se tutto fosse a posto all'interno. Poich\u00e9 riusciva a\nnon riusciva a sentire altro che suoni indistinti di una voce roca e profonda (questo mentre la mia mente era\nmentre la mia mente era cos\u00ec occupata), alla fine cominci\u00f2 anche a dubitare che io fossi\nquando all'improvviso gridai forte e lui rispose alle grida,\ne si precipit\u00f2 dentro, seguito a ruota dagli altri due.\n\nQuando raccontai a Herbert quello che era successo in casa, lui fu favorevole a che ci recassimo immediatamente\nimmediatamente davanti a un magistrato in citt\u00e0, a tarda notte come era\nnotte, per ottenere un mandato. Ma avevo gi\u00e0 pensato che tale\nun tale modo di procedere, trattenendoci l\u00ec o obbligandoci a tornare, poteva essere\nfatale a Provis. Non c'era modo di superare questa difficolt\u00e0, e\nrinunciammo a perseguire Orlick in quel momento. Per il\nPer il momento, date le circostanze, ritenemmo prudente fare un po' di\ndi rendere la questione piuttosto leggera al ragazzo di Trabb che, ne sono convinto, avrebbe\ndelusione, se avesse saputo che il suo intervento mi aveva salvato dalla\nche il suo intervento mi aveva salvato dalla fornace. Non che il ragazzo di Trabb fosse di natura\nnatura maligna, ma che avesse troppa vivacit\u00e0 di riserva e che fosse nella sua costituzione\nche era nella sua costituzione desiderare variet\u00e0 ed eccitazione a spese di tutti.\na spese di tutti. Quando ci siamo lasciati, gli ho presentato due ghinee (che sembravano\nche sembravano soddisfare le sue opinioni) e gli dissi che mi dispiaceva di avere avuto una cattiva\ncattiva opinione di lui (cosa che non lo impression\u00f2 affatto).\n\nEssendo il mercoled\u00ec cos\u00ec vicino, decidemmo di tornare a Londra la notte stessa, alle tre in carrozza postale.\nquella notte, alle tre in carrozza postale; piuttosto, perch\u00e9 cos\u00ec saremmo stati lontani\ndi essere lontani prima che si cominciasse a parlare dell'avventura della notte. Herbert\nha preso un grosso flacone di roba per il mio braccio e, a forza di far cadere questa\na forza di farla cadere sopra per tutta la notte, riuscii a sopportare il dolore\nil dolore durante il viaggio. Quando arrivammo al Tempio era giorno,\ne io andai subito a letto, e rimasi a letto tutto il giorno.\n\nIl mio terrore, mentre giacevo l\u00ec, di ammalarmi e di non essere all'altezza di\ndomani, era cos\u00ec assillante che mi meraviglio che non mi abbia reso invalido da solo.\nse stesso. L'avrebbe fatto di sicuro, insieme al logorio mentale che avevo subito, se non fosse stato per l'innegabile\nlogoramento mentale che avevo subito, ma per l'innaturale tensione che\nche il domani \u00e8 stato. Cos\u00ec ansiosamente atteso, carico di tali\nconseguenze, i suoi risultati cos\u00ec impenetrabilmente nascosti, anche se cos\u00ec vicini.\n\nNessuna precauzione poteva essere pi\u00f9 ovvia del fatto che ci astenessimo dal comunicare con lui quel giorno.\ncomunicazione con lui quel giorno; eppure questo aument\u00f2 di nuovo la mia\ninquietudine. Ad ogni passo e ad ogni rumore mi alzavo, credendo che fosse stato scoperto e rapito e che fosse il messaggero a dirmelo.\nche fosse stato scoperto e preso, e che questo fosse il messaggero per dirmelo.\ncos\u00ec. Mi convinsi che sapevo che era stato rapito; che c'era qualcosa di pi\u00f9\nche nella mia mente c'era qualcosa di pi\u00f9 di una paura o di un presentimento; che il fatto era avvenuto e che avevo\nfatto era avvenuto e ne avevo una misteriosa conoscenza. Man mano che i giorni\ne non giungeva alcuna notizia negativa, mentre il giorno si avvicinava e calava l'oscurit\u00e0,\nil timore di essere colpita da una malattia prima del\nmattina mi dominava completamente. Il mio braccio bruciava e la mia testa bruciava.\ntesta e mi sembrava di cominciare a vagare. Ho contato fino a\nnumeri alti, per essere sicuro di me stesso, e ripetevo passaggi che conoscevo\nin prosa e in versi. A volte capitava che, nella mera fuga della mente affaticata, mi appisolassi\nmente affaticata, mi assopissi per qualche istante o me ne dimenticassi; allora dicevo a me stesso con un\ncon un sussulto: \"\u00c8 arrivato, e sto delirando!\n\nMi hanno tenuto molto tranquillo tutto il giorno e mi hanno tenuto il braccio costantemente vestito,\ne mi davano bevande rinfrescanti. Ogni volta che mi addormentavo, mi svegliavo con l'idea che avevo avuto nella chiusa, cio\u00e8 che era passato molto tempo e\nche era trascorso molto tempo e che l'opportunit\u00e0 di salvarlo era svanita.\nl'opportunit\u00e0 di salvarlo era svanita. Verso mezzanotte mi alzai dal letto\ne andai da Herbert, con la convinzione che avevo dormito per\nquattro e venti ore e che il mercoled\u00ec era passato. Fu l'ultimo\nsforzo di auto-esaurimento della mia agitazione, perch\u00e9 dopo di allora dormii\nprofondamente.\n\nMercoled\u00ec mattina stava sorgendo l'alba quando ho guardato fuori dalla finestra. Le luci ammiccanti\nluci ammiccanti sui ponti erano gi\u00e0 pallide, il sole che stava per arrivare era come una\ncome una palude di fuoco all'orizzonte. Il fiume, ancora scuro e misterioso, era\nancora oscuro e misterioso, era attraversato da ponti che diventavano freddamente grigi, con qua e l\u00e0\nin alto un tocco caldo del cielo che ardeva. Mentre guardavo i tetti\ntetti, con i campanili e le guglie che spuntavano nell'aria insolitamente limpida, il sole si alzava\ninsolitamente limpida, il sole si alz\u00f2 e sembr\u00f2 che un velo si stendesse\ndal fiume e milioni di scintille si sprigionarono sulle sue acque.\nAnche su di me sembr\u00f2 stendersi un velo e mi sentii forte e in forma.\n\nHerbert dormiva nel suo letto e il nostro vecchio compagno di studi dormiva sul divano.\ndivano. Non potevo vestirmi senza aiuto, ma accesi il fuoco, che era ancora acceso, e preparai il caff\u00e8 per loro.\nfuoco, che era ancora acceso, e preparai del caff\u00e8 per loro. In tempo utile\ntempo anche loro si alzarono forti e in forma, e noi ammettemmo l'aria pungente del mattino alle finestre e\naria pungente del mattino alle finestre e guardammo la marea che ancora scorreva verso di noi.\nche scorreva ancora verso di noi.\n\n Quando si gira alle nove, disse Herbert, allegramente, guardate fuori per noi e tenetevi pronti, voi laggi\u00f9 alla Mill Pond Bank!\ne tenetevi pronti, voi laggi\u00f9 alla Mill Pond Bank!\n\n\n\n\nCapitolo LIV.\n\n\nEra uno di quei giorni di marzo in cui il sole splende caldo e il vento soffia\nfreddo: quando \u00e8 estate alla luce e inverno all'ombra. Avevamo\navevamo con noi i nostri cappotti di piselli e io presi una borsa. Di tutti i miei beni terreni\nbeni del mondo non ho preso altro che i pochi beni di prima necessit\u00e0 che riempivano la borsa.\nborsa. Dove sarei potuta andare, cosa avrei potuto fare o quando sarei potuta ritornare, erano\ndomande del tutto sconosciute; e non mi preoccupai di queste, poich\u00e9\nera completamente concentrata sulla sicurezza di Provis. Mi chiesi solo per un momento\nmomento, mentre mi fermavo davanti alla porta e mi guardavo indietro, in quali altre circostanze\ncircostanze avrei rivisto quelle stanze, se mai le avrei viste.\n\nCi siamo attardati fino alle scale del Tempio e siamo rimasti l\u00ec a bighellonare, come se non fossimo ancora decisi ad andare in acqua.\ncome se non fossimo ancora decisi ad andare in acqua. Naturalmente, mi ero\nnaturalmente avevo fatto in modo che la barca fosse pronta e tutto in ordine. Dopo\ndopo una piccola dimostrazione di indecisione, che non vide nessuno se non le due o tre creature anfibie.\ncreature anfibie appartenenti alla nostra scala del Tempio, salimmo a bordo e salpammo.\nHerbert a prua, io al timone. Era allora\ncirca l'alta marea, le otto e mezza.\n\nIl nostro piano era questo. La marea, che iniziava a calare alle nove e che ci accompagnava fino alle tre, intendeva insinuarsi anche dopo la sua inversione.\ncon noi fino alle tre, avevamo intenzione di insinuarci anche dopo la sua inversione,\ne remare contro di essa fino al buio. A quel punto saremmo stati a buon punto in quel lungo\nsotto Gravesend, tra Kent ed Essex, dove il fiume \u00e8 ampio e solitario, dove l'acqua\ndove il fiume \u00e8 ampio e solitario, dove gli abitanti delle rive sono molto pochi e dove\ndove sono sparsi qua e l\u00e0 dei locali pubblici solitari, tra i quali potremmo scegliere\nscegliere uno di questi come luogo di riposo. L\u00ec avevamo intenzione di fermarci tutta la\nnotte. Il piroscafo per Amburgo e il piroscafo per Rotterdam sarebbero partiti da Londra\nLondra sarebbero partiti alle nove circa di gioved\u00ec mattina. Dovevamo sapere a che ora\na che ora aspettarli, a seconda di dove ci trovavamo, e avremmo chiamato il primo.\ncos\u00ec che, se per caso non fossimo stati portati all'estero, avremmo avuto un'altra possibilit\u00e0.\navremmo avuto un'altra possibilit\u00e0. Conoscevamo i segni distintivi di ogni\nnave.\n\nIl sollievo di essere finalmente impegnato nell'esecuzione dello scopo era cos\u00ec grande per me che\ncos\u00ec grande che mi fu difficile rendermi conto della condizione in cui mi trovavo poche ore prima.\nin cui mi trovavo poche ore prima. L'aria frizzante, la luce del sole, il movimento sul\nmovimento sul fiume, e il fiume stesso che si muoveva, la strada che correva\nstrada che correva con noi e che sembrava solidarizzare con noi, animarci e incoraggiarci a\ndi speranza, mi rinfrescava le idee. Mi sentivo mortificato per essere cos\u00ec poco utile\nnella barca; ma c'erano pochi rematori migliori dei miei due amici,\ne vogarono con un ritmo costante che sarebbe durato tutto il giorno.\n\nA quell'epoca il traffico a vapore sul Tamigi era di gran lunga inferiore a quello attuale e le imbarcazioni dei pescatori erano molto pi\u00f9 numerose.\ne le imbarcazioni dei pescatori erano molto pi\u00f9 numerose. Di chiatte, colliers a vela\na vela, colliers e navi da crociera, ce n'erano forse altrettanti come oggi; ma di navi a vapore, grandi e piccole, non\nma di navi a vapore, grandi e piccole, non c'era una decima o una ventesima parte di quelle\ntante. Per quanto fosse presto, c'erano un sacco di rematori che andavano di qua e di l\u00e0\ne di chiatte che scendevano con la marea;\nLa navigazione del fiume tra i ponti, con una barca aperta, era una cosa\nLa navigazione del fiume tra i ponti, con una barca aperta, era molto pi\u00f9 facile e comune a quei tempi di quanto non lo sia oggi.\ne noi andammo avanti spediti tra molti skiff e wherries.\n\nIl vecchio ponte di Londra fu presto superato, e il vecchio mercato di Billingsgate con le sue\ncon le sue barche da ostriche e i suoi olandesi, la White Tower e il Traitor's Gate, e ci ritrovammo tra le file di navi.\ne ci trovammo tra i livelli di navigazione. Qui c'erano i piroscafi di Leith, Aberdeen,\ne di Glasgow, che caricavano e scaricavano merci e sembravano\nimmensamente alti fuori dall'acqua mentre passavamo accanto; qui c'erano\ncolliers a decine e decine, con i carbonai che si tuffavano\ncome contrappeso alle misure di carbone che si alzavano,\nche poi venivano sballottate sulle chiatte; qui, ai suoi ormeggi, c'era il\normeggio c'era il piroscafo di domani per Rotterdam, di cui abbiamo preso buona nota.\ne qui quello di domani per Amburgo, sotto il cui bompresso passammo.\nattraversato. E ora io, seduto a poppa, potevo vedere, con il cuore che batteva forte\ncon il cuore che batteva pi\u00f9 forte, Mill Pond Bank e le scale di Mill Pond.\n\n \u00c8 l\u00ec? disse Herbert.\n\n Non ancora.\n\n Giusto! Non doveva scendere finch\u00e9 non ci avesse visto. Riesci a vedere il suo\nsegnale?\n\n Da qui non si vede bene, ma credo di vederlo. Ora lo vedo! Tirate entrambi.\nPiano, Herbert. Remi!\n\nAbbiamo toccato leggermente le scale per un solo istante, e lui era a bordo,\ne noi ripartimmo. Aveva con s\u00e9 un mantello da barca e una borsa di tela nera.\ne aveva l'aspetto di un pilota fluviale che il mio cuore avrebbe potuto desiderare.\n\n Caro ragazzo! disse, mettendomi un braccio sulla spalla, mentre prendeva posto.\nposto.  Fedele, caro ragazzo, ben fatto. Grazie, grazie!\n\nDi nuovo tra i livelli di navigazione, dentro e fuori, evitando cavi di catena arrugginiti, nasse di canapa sfrangiate e boe che galleggiano.\ncavi di catena arrugginiti, nasse di canapa sfilacciate e boe che galleggiano, affondando per il momento\ncesti rotti galleggianti, spargendo trucioli galleggianti di legno e di\ndi legno e di rasoio, tagliando la feccia di carbone galleggiante, dentro e fuori, sotto il\nsotto la testa del _Giovanni di Sunderland_ che parla ai venti (come fanno molti Giovanni di Sunderland).\n(come fanno molti John), e la _Betsy di Yarmouth_ con una ferma formalit\u00e0 di petto e di\nformalit\u00e0 del seno e i suoi occhi bitorzoluti che spuntano di cinque centimetri dalla testa.\ntesta; dentro e fuori, i martelli che lavorano nei cantieri navali, le seghe che lavorano il legno\nlegname, motori che si scontrano con cose sconosciute, pompe in navi che perdono, capstani in funzione.\nnavi che perdevano, capitani che si muovevano, navi che uscivano in mare, e incomprensibili\ncreature marine che scrosciavano bestemmie sopra i pennoni a chi rispondeva\ne fuori, fino ad arrivare al fiume pi\u00f9 limpido, dove i ragazzi delle navi potevano\ndove i ragazzi delle navi potevano prendere i loro parabordi, non pescando pi\u00f9 in acque agitate\nacque agitate con i parabordi, e dove le vele festonate potevano volare\nal vento.\n\nDalle scale dove l'avevamo portato all'estero, e da allora, avevo guardato con cautela\navevo guardato con cautela alla ricerca di qualsiasi segno che indicasse che eravamo sospettati. Non ne avevo visto nessuno. Noi\ncertamente non lo eravamo stati e in quel momento non eravamo\nn\u00e9 seguiti da alcuna imbarcazione. Se fossimo stati attesi da una barca\nse fossimo stati attesi da qualche barca, sarei corso a riva e l'avrei obbligata a proseguire,\no a rendere evidente il suo scopo. Ma abbiamo resistito senza alcun\napparenza di molestia.\n\nAveva il suo mantello da barca e sembrava, come ho detto, una parte naturale della scena.\nparte della scena. Era notevole (ma forse la vita miserabile che aveva condotto lo giustificava) che fosse il meno ansioso di tutti noi.\nche aveva condotto) che fosse il meno ansioso di tutti noi.\nNon era indifferente, perch\u00e9 mi disse che sperava di vivere per vedere il suo\ngentiluomo uno dei migliori gentiluomini in un paese straniero; non era\nnon era disposto a essere passivo o rassegnato, come ho capito, ma non aveva\ndi affrontare il pericolo a met\u00e0 strada. Quando gli si presentava davanti, lo affrontava\nma doveva arrivare prima che lui si preoccupasse.\n\n Se tu sapessi, caro ragazzo, mi disse, cosa vuol dire stare seduto qui\naccanto al mio caro ragazzo e fumare, dopo essere stato giorno dopo giorno\ntra quattro mura, mi invidieresti. Ma tu non sai cosa sia.\n\n Credo di conoscere i piaceri della libert\u00e0, risposi.\n\n Ah, disse lui, scuotendo gravemente la testa.  Ma tu non lo sai uguale\na me. Devi essere stato sotto chiave, caro ragazzo, per saperlo quanto me.\nma non ho intenzione di abbassarmi.\n\nMi \u00e8 sembrato incoerente che, per una qualsiasi idea dominante, egli\navrebbe dovuto mettere in pericolo la sua libert\u00e0 e persino la sua vita. Ma riflettei\nche forse la libert\u00e0 senza pericoli era troppo distante da tutte le\nabitudini della sua esistenza per essere per lui ci\u00f2 che sarebbe stato per un altro uomo. I\nnon ero lontano, poich\u00e9 egli disse, dopo aver fumato un po':\n\n Vedi, caro ragazzo, quando ero laggi\u00f9, dall'altra parte del mondo, guardavo sempre da questa parte.\nguardavo sempre da questa parte; e mi \u00e8 venuto spontaneo stare l\u00ec, perch\u00e9\nper quanto mi stessi arricchendo. Tutti conoscevano Magwitch, e Magwitch poteva\npoteva andare e venire, e nessuno si sarebbe preoccupato di lui.\nlui. Qui non \u00e8 cos\u00ec facile per me, caro ragazzo, non lo sarebbe,\nalmeno, se sapessero dove sono.\n\n Se tutto va bene, dissi, sarete di nuovo perfettamente liberi e al sicuro\nentro poche ore.\n\n Beh, torn\u00f2, tirando un lungo respiro, spero di s\u00ec.\n\n E lo pensa?\n\nImmerge la mano nell'acqua sopra il trincarino della barca e dice,\nsorridendo con quell'aria addolcita che non mi era nuova:\n\n S\u00ec, credo proprio di s\u00ec, caro ragazzo. Saremmo in difficolt\u00e0 se fossimo pi\u00f9 tranquilli e\ne tranquillo di quanto non lo siamo ora. Ma \u00e8 un flusso cos\u00ec dolce e piacevole\ndolce e piacevole attraverso l'acqua, come mi fa pensare il fatto che stavo\nche non possiamo vedere il fondo delle prossime ore pi\u00f9 di quanto non possiamo vedere\ndelle prossime ore pi\u00f9 di quanto non si possa vedere il fondo di questo\nfiume che ho afferrato. N\u00e9 possiamo trattenere la loro marea pi\u00f9 di quanto\ndi quanto io possa trattenere questa. E mi \u00e8 passata tra le dita ed \u00e8 sparita, vedete?\nvedete! sollevando la mano gocciolante.\n\n Se non fosse per il tuo viso, penserei che sei un po' avvilito\", mi disse.\nI.\n\n Non un po', caro ragazzo! Si tratta di un flusso cos\u00ec tranquillo, e di\nquell'increspatura alla testa della barca che fa una specie di melodia domenicale.\nForse sto anche diventando un po' vecchio.\n\nSi rimise in bocca la pipa con un'espressione indisturbata del viso e si sedette composto come se fossimo gi\u00e0 fuori casa.\ne si sedette composto e soddisfatto come se fossimo gi\u00e0 fuori dall'Inghilterra.\nInghilterra. Eppure era sottomesso a un consiglio come se fosse stato in preda al terrore.\nterrore; infatti, quando siamo scesi a terra per prendere alcune bottiglie di birra\ne lui stava scendendo, gli accennai che secondo me sarebbe stato pi\u00f9 al sicuro dove si trovava.\nche sarebbe stato pi\u00f9 al sicuro dove si trovava, e lui rispose.  Davvero, caro ragazzo?\ne si sedette di nuovo in silenzio.\n\nL'aria era fredda sul fiume, ma la giornata era luminosa e il sole era molto\nsole era molto incoraggiante. La marea era forte, ho fatto attenzione a non perderne\ndi non perderne, e la nostra corsa costante ci port\u00f2 avanti bene. Per\nimpercettibili gradi, man mano che la marea si esauriva, perdevamo sempre pi\u00f9\nboschi e colline pi\u00f9 vicine e scendevamo sempre pi\u00f9 in basso tra gli argini fangosi.\nfangosi, ma la marea era ancora con noi quando fummo al largo di Gravesend.\nSiccome il nostro capo era avvolto nel suo mantello, passai di proposito a una o due miglia di distanza dal\na una o due barche dalla Custom House galleggiante, e quindi a prendere la corrente, accanto a due emigranti.\nla corrente, accanto a due navi di emigranti e sotto la prua di un grande trasporto con truppe sul\ndi un grande trasporto con le truppe a prua che ci guardavano dall'alto. E\npresto la marea cominci\u00f2 a calare e le imbarcazioni all'ancora a oscillare,\ne in breve tempo si girarono tutte, e le navi che stavano approfittando della nuova marea per\ndella nuova marea per raggiungere la piscina cominciarono ad affollarsi su di noi in una flotta.\nflotta, e noi ci tenemmo sottocosta, il pi\u00f9 possibile al riparo dalla forza della marea.\nmarea, stando accuratamente lontani da bassi fondali e banchi di fango.\nbanchi di fango.\n\nI nostri rematori erano cos\u00ec freschi, a forza di lasciarla andare di tanto in tanto con la marea per un minuto o due, che un quarto d'ora di riposo\ncon la marea per un minuto o due, che un quarto d'ora di riposo si rivel\u00f2\nsi rivel\u00f2 quanto di meglio desiderassero. Siamo scesi a terra tra alcuni sassi scivolosi, mangiando e bevendo\npietre scivolose, mentre mangiavamo e bevevamo quello che avevamo con noi e ci guardavamo intorno. Era come\nera come la mia campagna palustre, piatta e monotona, e con un orizzonte\norizzonte; mentre il fiume tortuoso girava e rigirava, e le grandi boe galleggianti\nboe galleggianti su di esso giravano e giravano, e tutto il resto sembrava\nincagliato e immobile. Perch\u00e9 ora l'ultima flotta di navi aveva doppiato\nl'ultimo punto basso verso cui ci eravamo diretti; e l'ultima chiatta verde,\ncarico di paglia, con una vela marrone, ci aveva seguiti; e alcuni\nzavorre, a forma di prima imitazione di una barca da parte di un bambino,\ne un piccolo e tozzo faro a palafitta su palafitte aperte si trovava\nsu palafitte e stampelle; e pali viscidi spuntavano dal fango, e pali viscidi\npali viscidi dal fango, e pietre viscide dal fango, e punti di riferimento rossi e tidemark\nrossi e tidemark, e un vecchio pontile e una vecchia costruzione senza tetto\ne un vecchio edificio senza tetto scivolarono nel fango, e intorno a noi c'era solo ristagno e fango.\nristagno e fango.\n\nSiamo ripartiti e abbiamo fatto il possibile. Era molto pi\u00f9 difficile\nmolto pi\u00f9 faticoso, ma Herbert e Startop perseverarono, remando e remando e remando fino al tramonto.\nvogare fino al tramonto. A quel punto il fiume ci aveva sollevato un po'.\nun po', in modo da poter vedere al di sopra della riva. C'era il sole rosso, sul\nbasso della riva, in una foschia violacea che si stava rapidamente trasformando in nero.\nnero; e c'era la palude piatta e solitaria; e lontano c'erano i terreni\nle alture, tra le quali sembrava non esserci vita,\nsalvo qua e l\u00e0, in primo piano, un gabbiano malinconico.\n\nPoich\u00e9 la notte stava calando rapidamente e la luna, essendo passata la piena,\nnon si sarebbe alzata presto, tenemmo un piccolo consiglio; un consiglio breve, poich\u00e9\nchiaramente la nostra rotta era di fermarci alla prima taverna solitaria che avessimo trovato.\ntrovare. Cos\u00ec, loro tirarono ancora una volta i remi, e io cercai di individuare\nqualcosa che assomigliasse a una casa. Cos\u00ec continuammo, parlando poco, per quattro o\ncinque noiose miglia. Faceva molto freddo e una nave collier che ci passava accanto, con il suo\nil fuoco della sua galea che fumava e ardeva, sembrava una casa confortevole.\nLa notte era ormai buia come non lo sarebbe stata fino al mattino; e la luce che avevamo sembrava arrivare\nluce che avevamo, sembrava provenire pi\u00f9 dal fiume che dal cielo, mentre i remi, immergendosi, colpivano\ni remi, nel loro immergersi, colpivano qualche stella riflessa.\n\nIn questo momento di tristezza eravamo evidentemente tutti posseduti dall'idea di essere seguiti.\ndi essere seguiti. Quando la marea si alzava, sbatteva pesantemente a intervalli irregolari contro la\ncontro la riva e ogni volta che si sentiva un suono del genere, uno o l'altro di noi\nuno o l'altro di noi era sicuro di partire e guardare in quella direzione. Qua e l\u00e0\nqua e l\u00e0, la corrente aveva consumato l'argine in una piccola insenatura.\ne tutti noi eravamo sospettosi di questi luoghi e li guardavamo nervosamente.\nnervosamente. A volte, uno di noi diceva a bassa voce: \"Cos'era quell'increspatura?\nvoce bassa. Oppure un altro: \"C'\u00e8 una barca laggi\u00f9?  E poi cadevamo in un\nsilenzio, e io mi sedevo impaziente pensando a quale insolito rumore\ncon quale insolito rumore i remi lavoravano nei mulinelli.\n\nAlla fine vedemmo una luce e un tetto, e poco dopo ci trovammo di fronte a una piccola strada rialzata\nuna piccola strada rialzata fatta di pietre che erano state raccolte\nda. Lasciando gli altri nella barca, scesi a terra e scoprii che la luce si trovava nella finestra di un pub.\nche la luce si trovava nella finestra di un pub. Era un posto abbastanza sporco e, oserei dire, non\ndi contrabbando; ma c'era un buon fuoco in cucina e c'erano\nfuoco in cucina e c'erano uova e pancetta da mangiare e vari liquori da bere.\nliquori da bere. Inoltre, c'erano due stanze a due letti, cos\u00ec come\nerano, secondo il padrone di casa. In casa non c'era altra compagnia che\nil padrone di casa, sua moglie e una creatura maschile brizzolata, il Jack della\ndella piccola strada rialzata, che era viscido e imbrattato come se fosse stato\nanche lui al livello dell'acqua bassa.\n\nCon questo assistente, scesi di nuovo alla barca, e tutti scendemmo a terra, tirando fuori i remi, il timone, il gancio e tutto il resto.\na terra e portammo fuori i remi, il timone, il gancio e tutto il resto.\ne tutto il resto, e la tirammo su per la notte. Abbiamo fatto un ottimo pasto al fuoco della\nfuoco della cucina e poi ci dividemmo le camere da letto: Herbert e Startop\nHerbert e Startop dovevano occuparne una; io e il nostro incarico l'altra. Trovammo l'aria accuratamente\naccuratamente esclusa da entrambe, come se l'aria fosse fatale per la vita; e c'erano molti pi\u00f9\nsotto i letti c'erano molti pi\u00f9 vestiti sporchi e scatole di bandine di quanti avrei\nche la famiglia possedesse. Ma ci consideravamo benestanti,\nnonostante ci\u00f2, perch\u00e9 non avremmo potuto trovare un posto pi\u00f9 solitario.\n\nMentre ci stavamo consolando accanto al fuoco dopo il nostro pasto, il\nJack, che era seduto in un angolo e che aveva un paio di scarpe gonfie\nscarpe gonfie, che aveva esibito mentre mangiavamo uova e pancetta, come interessanti cimeli\ninteressanti cimeli che aveva preso pochi giorni prima dai piedi di un marinaio\nmarinaio annegato e portato a riva, mi chiese se avessimo visto una galea a quattro remi salire con la\ngalea che saliva con la marea? Quando gli ho detto di no, mi ha risposto che doveva\nessere scesa allora, eppure ha ripreso anche a salire, quando \u00e8 partita da l\u00ec.\n\n Per un motivo o per l'altro devono averci pensato meglio, disse\nJack, e scesero.\n\n Una galea a quattro remi, avete detto? Ho detto io.\n\n Un quattro, disse il Jack, e due sedute.\n\n Sono sbarcati qui?\n\n Hanno messo un barattolo di pietra da due galloni per un po' di birra. Sarei stato\nsarei stato felice di avvelenare io stesso la birra, disse Jack, o di metterci dentro un po' di\nfisica.\n\n Perch\u00e9?\n\n Io so perch\u00e9, disse Jack. Parlava con una voce fangosa, come se molto\nfango gli fosse finito in gola.\n\n Pensa, disse il padrone di casa, un uomo debolmente meditativo e con un occhio pallido, che sembrava fare molto affidamento sul suo Jack, pensa che siano stati, quello che \u00e8 stato, quello che \u00e8 stato.\nocchi pallidi, che sembrava fare molto affidamento sul suo Jack, pensa che fossero, quello che non erano.\nnon lo erano.\n\n Io so cosa penso, osserv\u00f2 Jack.\n\n Tu pensi che ci sia un'usanza, Jack? disse il padrone di casa.\n\n Lo so, disse Jack.\n\n Allora ti sbagli, Jack.\n\n SONO IO!\n\nNell'infinito significato della sua risposta e nella sua sconfinata fiducia nelle\nJack si tolse una delle sue scarpe gonfie, ci guard\u00f2 dentro,\ne le fece cadere qualche sassolino sul pavimento della cucina, e le indoss\u00f2 di nuovo.\ndi nuovo. Lo fece con l'aria di un Jack che aveva talmente ragione da potersi permettere di fare qualsiasi cosa.\nche poteva permettersi di fare qualsiasi cosa.\n\n Perch\u00e9, cosa pensi che abbiano fatto con i loro bottoni allora?\nJack? chiese il padrone di casa, vacillando debolmente.\n\n Hanno finito con i loro bottoni? Ha risposto il Jack.  Li ha buttati in mare.\nLi ha spazzati via. Seminate, per ottenere una piccola insalata. Fatto con i loro\nbottoni!\n\n Non fare lo sfacciato, Jack, ammon\u00ec il padrone di casa, in modo malinconico e patetico.\npatetico.\n\n Un ufficiale della Dogana sa cosa fare con i suoi bottoni, disse Jack, ripetendo l'odiosa parola con il massimo disprezzo.\nJack, ripetendo l'odiosa parola con il massimo disprezzo, quando\nquando si frappongono tra lui e la sua luce. Un quattro e due seduti non\nnon vanno in sospensione e in bilico, su con una marea e gi\u00f9 con un'altra e\ncon un'altra e con un'altra ancora, senza che alla base ci sia un \"noi\" personalizzato.\nin fondo.  Detto questo, se ne and\u00f2 sdegnato; e il padrone di casa, non avendo nessuno a cui rispondere, trov\u00f2\nnon avendo nessuno a cui replicare, trov\u00f2 impraticabile proseguire l'argomento.\nargomento.\n\nQuesto dialogo ci mise tutti a disagio, e io molto. Il vento lugubre\nborbottava intorno alla casa, la marea sbatteva sulla riva e io avevo la sensazione di essere in gabbia e minacciata.\nAvevo la sensazione di essere in gabbia e minacciati. Una galea a quattro remi\ngalea a quattro remi che si aggirava in un modo cos\u00ec insolito da attirare questa attenzione era una\nuna brutta circostanza di cui non riuscivo a liberarmi. Quando avevo indotto\nProvis a salire a letto, uscii con i miei due compagni (Startop ormai conosceva lo stato della nave).\nStartop era ormai al corrente della situazione), e tenni un altro consiglio.\nSe dovevamo rimanere in casa fino all'ora del piroscafo,\nche sarebbe stata circa l'una del pomeriggio, o se avremmo dovuto ripartire la mattina\nmattina presto, fu la questione che discutemmo. Nel complesso abbiamo\ndi rimanere dove eravamo, fino a un'ora o poco pi\u00f9 dall'ora del piroscafo.\nfino a circa un'ora prima dell'arrivo del piroscafo, per poi uscire sulle sue tracce e\nalla deriva con la marea. Dopo aver deciso di farlo, tornammo in casa e andammo a letto.\ncasa e andammo a letto.\n\nMi sdraiai con la maggior parte dei vestiti addosso e dormii bene per qualche ora.\nqualche ora. Quando mi svegliai, il vento si era alzato e l'insegna della casa (la Nave) scricchiolava e sbatteva, con rumori che mi spaventarono.\n(la Nave) scricchiolava e sbatteva, con rumori che mi spaventarono.\nmi spaventarono. Alzandomi dolcemente, poich\u00e9 il mio incarico dormiva profondamente, guardai fuori dalla finestra.\nfinestra. Si affacciava sulla strada rialzata dove avevamo tirato su la barca e..,\ne, mentre i miei occhi si adattavano alla luce della luna annebbiata, vidi\ndue uomini che la guardavano. Passarono sotto la finestra, senza guardare\nnon guardavano nient'altro, e non scesero al pontile che\nche riuscii a distinguere essere vuoto, ma attraversarono la palude in direzione\ndella Nore.\n\nIl mio primo impulso fu quello di chiamare Herbert e mostrargli i due uomini che si allontanavano.\nvia. Ma, prima di entrare nella sua stanza, che si trovava in fondo alla casa e confinava con la mia, mi accorsi che lui e Startop avevano avuto una discussione pi\u00f9 dura.\ndella casa e confinante con la mia, che lui e Startop avevano avuto una giornata pi\u00f9 difficile\nlui e Startop avevano avuto una giornata pi\u00f9 faticosa della mia ed erano affaticati. Tornando alla mia finestra, potevo\npotevo vedere i due uomini che si muovevano sulla palude. In quella luce, per\u00f2, li persi presto e\nli persi presto e, sentendo molto freddo, mi sdraiai per pensare alla questione e mi addormentai di nuovo.\ne mi addormentai di nuovo.\n\nCi siamo alzati presto. Mentre camminavamo avanti e indietro, tutti e quattro insieme, prima della\ncolazione, ho ritenuto opportuno raccontare ci\u00f2 che avevo visto. Anche in questo caso il nostro\ncarica era la meno ansiosa del gruppo. Era molto probabile che gli uomini\nuomini appartenevano alla Dogana, disse tranquillamente, e che non pensavano a noi.\npensiero di noi. Cercai di persuadermi che era cos\u00ec, come, in effetti,\npoteva essere facilmente. Tuttavia, proposi a lui e a me di allontanarci insieme\ninsieme fino a un punto lontano che potevamo vedere, e che la barca ci portasse a bordo l\u00ec, o il pi\u00f9 possibile\na bordo, o il pi\u00f9 vicino possibile, verso mezzogiorno.\nmezzogiorno. Ritenendo questa una buona precauzione, subito dopo la colazione lui e io ci\ne io partimmo, senza dire nulla alla taverna.\n\nFumava la pipa mentre andavamo avanti, e ogni tanto si fermava per battermi la\nsulla spalla. Si sarebbe detto che ero io ad essere in pericolo, non lui, e che mi stava rassicurando.\npericolo, non lui, e che mi stesse rassicurando. Parlammo molto poco. Quando\nci avvicinammo al punto, lo pregai di rimanere in un luogo riparato,\ndi rimanere in un posto riparato, mentre io andavo in avanscoperta, perch\u00e9 era verso di lui che gli uomini erano passati di notte.\nerano passati durante la notte. Lui acconsent\u00ec e io proseguii da solo. Non c'erano\nal largo della punta, n\u00e9 alcuna barca accostata, n\u00e9 c'era alcun segno che gli uomini si fossero\nn\u00e9 c'erano segni che gli uomini si fossero imbarcati l\u00ec. Ma, a dire il vero, la\nmarea era alta e potevano esserci delle impronte sott'acqua.\n\nQuando si affacci\u00f2 dal suo rifugio in lontananza e vide che gli facevo cenno di salire, mi raggiunse e l\u00ec aspettammo.\ngli ho fatto cenno con il cappello di salire, si \u00e8 ricongiunto a me e l\u00ec abbiamo aspettato;\na volte sdraiati sulla riva, avvolti nei nostri cappotti, e a volte muovendoci per riscaldarci, finch\u00e9 non vedemmo arrivare la nostra barca.\nfinch\u00e9 non vedemmo arrivare la nostra barca. Salimmo\na bordo con facilit\u00e0 e remammo verso la scia del piroscafo. A quel punto\normai mancava solo una decina di minuti all'una e cominciammo a cercare il fumo.\nil suo fumo.\n\nMa era l'una e mezza quando vedemmo il suo fumo, e poco dopo\ndietro di essa il fumo di un altro piroscafo. Mentre stavano arrivando\na tutta velocit\u00e0, preparammo le due borse e cogliemmo l'occasione per salutare Herbert e Startop.\ndi salutare Herbert e Startop. Ci eravamo tutti stretti la mano\ncordialmente, e n\u00e9 gli occhi di Herbert n\u00e9 i miei erano del tutto asciutti, quando\nquando vidi una galea a quattro remi spuntare da sotto la riva poco pi\u00f9\ndavanti a noi e remare sulla stessa rotta.\n\nUn tratto di costa si era ancora frapposto tra noi e il fumo del piroscafo,\na causa dell'ansa e del vento del fiume; ma ora era visibile,\nche si avvicinava a noi. Dissi a Herbert e a Startop di tenersi prima della\nmarea, in modo che potesse vederci in attesa di lei, e raccomandai a Provis di stare fermo, avvolto nel suo\ndi stare fermo, avvolto nel suo mantello. Rispose allegramente: \"Fidati di me, caro\nFidati di me, caro ragazzo, e rimase seduto come una statua. Nel frattempo la galea, che era\nmolto abile, ci aveva attraversato, ci aveva fatto salire e si era accostata.\ne si era accostata. Lasciando spazio sufficiente per il gioco dei remi,\ndi remi, si tenne a fianco, andando alla deriva quando noi andavamo alla deriva e tirando un colpo o due quando\ndue colpi quando noi tiravamo. Dei due seduti, uno teneva le linee del timone e ci guardava con attenzione.\nuno dei due seduti teneva le linee del timone e ci guardava con attenzione, come tutti i rematori; l'altro seduto era\nera imbacuccato, proprio come Provis, e sembrava rimpicciolirsi e bisbigliare qualche\nistruzioni al timoniere mentre ci guardava. Non fu pronunciata una parola in\nnessuna delle due barche.\n\nStartop riusc\u00ec a capire, dopo qualche minuto, quale piroscafo fosse il primo,\ne mi disse a bassa voce la parola Amburgo, mentre eravamo seduti faccia a faccia.\nSi stava avvicinando a noi molto velocemente e il battito dei pedali diventava sempre pi\u00f9 forte.\nsempre pi\u00f9 forte. Mi sembrava che la sua ombra fosse assolutamente su di noi,\nquando la galea ci chiam\u00f2. Risposi.\n\n Avete un trasporto restituito, disse l'uomo che teneva le fila.\n \u00c8 l'uomo avvolto nel mantello. Si chiama Abel Magwitch,\naltrimenti Provis. Io arresto quell'uomo e lo invito ad arrendersi,\ne voi ad assisterlo.\n\nNello stesso momento, senza dare alcuna direzione udibile al suo equipaggio,\ndirigeva la galea verso di noi. Avevano tirato un colpo improvviso\nun colpo improvviso, avevano tirato i remi, ci avevano affrontato e si erano aggrappati al trincarino\nprima che ci accorgessimo di quello che stavano facendo. Questo caus\u00f2 una grande\nconfusione a bordo del piroscafo, li sentii chiamare e udii l'ordine di fermare il piroscafo.\nl'ordine di fermare le pale, e li sentii fermarsi, ma sentii il piroscafo che si abbatteva su di noi irresistibilmente.\nsentivo il piroscafo che si abbatteva su di noi in modo irresistibile. Nello stesso momento vidi\nil timoniere della galea posare la mano sulla spalla del suo prigioniero,\ne vidi che entrambe le barche oscillavano con la forza della marea,\ne vidi che tutti gli uomini a bordo del piroscafo stavano correndo in avanti in modo\nfreneticamente. Tuttavia, nello stesso istante, vidi il prigioniero alzarsi,\nsporgersi sul suo carceriere e strappare il mantello dal collo del\nche si stava ritirando in cambusa. Sempre nello stesso istante, vidi che\nil volto svelato era quello dell'altro detenuto di tanto tempo fa.\nSempre nello stesso istante, vidi il volto inclinarsi all'indietro con un terrore bianco che non dimenticher\u00f2 mai.\nterrore che non dimenticher\u00f2 mai, e sentii un grande grido a bordo del piroscafo e un forte schizzo\na bordo del piroscafo, e un forte tonfo nell'acqua, e sentii la barca affondare\nsotto di me.\n\nFu solo per un istante che mi sembr\u00f2 di lottare con mille\nmulini e mille lampi di luce; passato quell'istante, fui portato a bordo della galea.\na bordo della galea. C'era Herbert e c'era Startop;\nma la nostra barca era sparita e i due galeotti erano spariti.\n\nCon le grida a bordo del piroscafo, il furioso soffiare del suo vapore, il suo avanzare e il nostro avanzare, non riuscivo a capire che cosa fosse successo.\nvapore, e il suo procedere, e il nostro procedere, all'inizio non riuscivo a distinguere il cielo dall'acqua o la costa dalla\ndistinguere il cielo dall'acqua o la costa dalla riva; ma l'equipaggio della galea la raddrizz\u00f2 con grande velocit\u00e0 e\ngalea la raddrizz\u00f2 con grande rapidit\u00e0 e, tirando certi rapidi e forti colpi di\ncolpi in avanti, si posarono sui remi, ognuno dei quali guardava silenzioso e\nsilenziosamente e avidamente l'acqua a poppa. Subito fu visto un oggetto scuro,\nche si dirigeva verso di noi con la marea. Nessuno parl\u00f2, ma il timoniere alz\u00f2 la mano e tutti indietreggiarono dolcemente.\nmano, e tutti indietreggiarono dolcemente e mantennero la barca dritta e\ndritto davanti a lui. Quando si avvicin\u00f2, vidi che si trattava di Magwitch, che nuotava,\nma non nuotava liberamente. Fu fatto salire a bordo e subito ammanettato\nai polsi e alle caviglie.\n\nLa galea fu mantenuta ferma e fu ripresa la silenziosa e ansiosa vigilanza sull'acqua.\nripreso a guardare l'acqua. Ma il piroscafo di Rotterdam si avvicin\u00f2 e, apparentemente non capendo cosa fosse successo, si avvicin\u00f2 a tutta velocit\u00e0.\ncapire cosa fosse successo, prosegu\u00ec a velocit\u00e0 sostenuta. Quando fu avvertito e fermato, entrambi i piroscafi\ndi essere stato avvisato e fermato, entrambi i piroscafi si stavano allontanando da noi, e noi salivamo e scendevamo in un mare agitato.\ne noi stavamo salendo e scendendo in una scia d'acqua agitata. La guardia\ndi guardia, anche dopo che tutto era tornato tranquillo e i due piroscafi erano spariti.\nma tutti sapevano che ormai non c'era speranza.\n\nAlla fine ci rinunciammo e ci accostammo alla riva verso la taverna che avevamo lasciato da poco, dove fummo accolti con non poca sorpresa.\nche avevamo lasciato da poco, dove fummo accolti con non poca sorpresa.\nQui riuscii a procurare qualche conforto a Magwitch, non pi\u00f9 Provis, che aveva ricevuto una ferita molto grave al petto.\nche aveva ricevuto una ferita molto grave al petto e un taglio profondo alla testa.\nun taglio profondo alla testa.\n\nMi disse che credeva di essere finito sotto la chiglia del piroscafo e di essere stato colpito alla testa nel rialzarsi.\ne di essere stato colpito alla testa mentre si alzava. La ferita al\nal petto (che gli rendeva estremamente dolorosa la respirazione) pensava di averla\ndi averla ricevuta contro la fiancata della galea. Aggiunse che non pretendeva di dire\nnon pretendeva di dire cosa avrebbe potuto o meno fare a Compeyson,\nma che, nel momento in cui aveva posato la mano sul mantello per identificarlo, quel furfante aveva barcollato\nil cattivo si era alzato e aveva barcollato, e che erano finiti entrambi in mare\nEntrambi erano finiti in mare insieme, quando l'improvviso strappo di lui (Magwitch) fuori dalla\n(Magwitch) fuori dalla nostra barca e il tentativo del suo rapitore di trattenerlo\ndi tenerlo dentro, ci aveva fatto capovolgere. Mi disse in un sussurro che erano andati a fondo\nferocemente avvinghiati l'uno all'altro, e che c'era stata una lotta sott'acqua, e che lui aveva\nche c'era stata una lotta sott'acqua e che lui si era liberato, aveva dato un colpo di reni\ne si era allontanato a nuoto.\n\nNon ho mai avuto motivo di dubitare dell'esatta verit\u00e0 di ci\u00f2 che mi aveva detto.\nmi disse. L'ufficiale che guidava la galea forn\u00ec lo stesso resoconto del loro\nche erano finiti in mare.\n\nQuando chiesi all'ufficiale il permesso di cambiare i vestiti bagnati del prigioniero\ndi cambiare gli abiti bagnati del prigioniero, acquistando qualsiasi indumento di ricambio\ndi cambiare i vestiti bagnati acquistando qualsiasi indumento di ricambio che potessi trovare al pub, l'ufficiale lo concesse prontamente.\ndi tutto ci\u00f2 che il prigioniero aveva con s\u00e9. Cos\u00ec il tascabile\nche era stato nelle mie mani pass\u00f2 a quelle dell'ufficiale.\nmi diede il permesso di accompagnare il prigioniero a Londra, ma si rifiut\u00f2 di\ndi accompagnare il prigioniero a Londra, ma si rifiut\u00f2 di concedere questa grazia ai miei due amici.\n\nIl fante della nave fu istruito sul punto in cui l'annegato si era inabissato e si impegn\u00f2 a cercare il corpo nei luoghi in cui si trovava.\ne si impegn\u00f2 a cercare il corpo nei punti in cui era pi\u00f9 probabile che\npi\u00f9 probabile che arrivasse a riva. Il suo interesse per il suo recupero mi \u00e8 sembrato\nmi \u00e8 sembrato che il suo interesse per il suo recupero sia aumentato quando ha saputo che aveva le calze. Probabilmente\nProbabilmente, ci sono voluti circa una dozzina di annegati per vestirlo completamente; e questa potrebbe essere la ragione per cui i diversi articoli\nmotivo per cui i diversi articoli del suo abbigliamento erano in\nvari stadi di decomposizione.\n\nRimanemmo al pub fino all'inversione della marea, poi Magwitch fu portato gi\u00f9 alla galea e imbarcato.\nMagwitch fu portato alla galea e messo a bordo. Herbert e\nStartop dovevano raggiungere Londra via terra, appena possibile. Ci separammo con\ntriste commiato, e quando presi posto al fianco di Magwitch, sentii che quello era il mio posto d'ora in poi.\nche quello sarebbe stato il mio posto d'ora in poi, finch\u00e9 lui fosse vissuto.\n\nPerch\u00e9 ora la mia ripugnanza per lui si era dissolta; e nella creatura braccata, ferita e incatenata che teneva la mia mano nella sua, vedevo solo un uomo,\nferito, incatenato, che teneva la mia mano nella sua, vedevo solo un uomo\nche aveva inteso essere il mio benefattore e che si era sentito affettuoso,\ncon affetto, gratitudine e generosit\u00e0 verso di me con grande costanza per una\nserie di anni. Vedevo in lui solo un uomo molto migliore di quello che ero stato per\nJoe.\n\nLa respirazione divenne pi\u00f9 difficile e dolorosa con il passare della notte,\ne spesso non riusciva a reprimere un gemito. Cercai di farlo riposare sul braccio\nche potevo usare, in qualsiasi posizione facile; ma era terribile pensare che non potevo\nche non potevo essere dispiaciuta per la sua grave ferita, dato che era\nindiscutibilmente meglio che morisse. Che c'erano, ancora in vita,\npersone in grado e disposte a identificarlo, non potevo dubitare.\ndubitare. Che sarebbe stato trattato con clemenza, non potevo sperare. Colui che era stato\nera stato presentato sotto la peggiore luce al processo, che nel frattempo aveva evaso la prigione e\nprigione ed era stato processato di nuovo, che era tornato dal trasporto\ndi una condanna all'ergastolo e che aveva causato la morte dell'uomo che era stato la causa del suo arresto.\nche era stato la causa del suo arresto.\n\nMentre tornavamo verso il sole che tramontava e che ieri ci eravamo lasciati alle spalle,\ne mentre il flusso delle nostre speranze sembrava tornare indietro, gli dissi quanto fossi\nquanto mi addolorava pensare che fosse tornato a casa per il mio bene.\n\n Caro ragazzo, rispose, sono contento di correre il rischio. Ho visto il mio\nvisto il mio ragazzo e sa essere un gentiluomo anche senza di me.\n\nNo. Ci avevo pensato, mentre eravamo l\u00ec fianco a fianco. No.\nA parte le mie inclinazioni, ora capivo il suggerimento di Wemmick.\nPrevedevo che, in caso di condanna, i suoi beni sarebbero stati confiscati alla Corona.\nCorona.\n\n Guarda qui, caro ragazzo, ha detto che \u00e8 meglio che un gentiluomo non sappia\nche si sappia che appartiene a me ora. Vieni a trovarmi solo come se fossi arrivato per\nper caso da Wemmick. Siediti dove io possa vederti quando mi giuro, per\nper l'ultima volta, e non chiedo altro.\n\n Non mi allontaner\u00f2 mai dal tuo fianco, dissi, quando mi sar\u00e0 concesso di starti vicino.\nvicino a te. Ti prego, Dio, sar\u00f2 fedele a te come tu lo sei stato a me!\n\nSentii la sua mano tremare mentre stringeva la mia, e lui volt\u00f2 il viso mentre\nsdraiato sul fondo della barca, e ho sentito quel vecchio suono nella sua\ngola, ora ammorbidito, come tutto il resto di lui. Era un bene\nche avesse toccato questo punto, perch\u00e9 mi fece venire in mente ci\u00f2 che altrimenti non avrei\naltrimenti non avrei pensato fino a quando non fosse stato troppo tardi, che lui non avrebbe mai dovuto sapere\ncome le sue speranze di arricchirmi fossero svanite.\n\n\n\n\nCapitolo LV.\n\n\nIl giorno dopo \u00e8 stato portato al Tribunale di Polizia e sarebbe stato immediatamente processato.\nsarebbe stato immediatamente processato, ma \u00e8 stato necessario mandare gi\u00f9\nun vecchio ufficiale della nave-prigione da cui era evaso,\nper parlare della sua identit\u00e0. Nessuno ne dubitava; ma Compeyson, che aveva intenzione di deporre, era\nche aveva intenzione di testimoniare, era morto e si dava il caso che in quel momento non ci fossero\nche a Londra non c'era nessun agente penitenziario in grado di fornire le prove richieste.\ndi Londra in grado di fornire la testimonianza richiesta. Mi ero recato direttamente da Mr.\nJaggers nella sua casa privata, al mio arrivo durante la notte, per ottenere la sua assistenza.\nIl signor Jaggers, a nome del prigioniero, non volle ammettere nulla. Era l'unica\nera l'unica risorsa, perch\u00e9 mi disse che il caso sarebbe stato chiuso in cinque\ncinque minuti, quando il testimone fosse stato presente, e che nessun potere al mondo avrebbe potuto\nimpedire che si mettesse contro di noi.\n\nHo comunicato al signor Jaggers il mio progetto di tenerlo all'oscuro del destino delle sue\ndestino delle sue ricchezze. Mr. Jaggers era querulo e arrabbiato con me per essermelo\nper essermelo lasciato sfuggire, e disse che avremmo dovuto fare un memoriale\ne che avremmo dovuto fare un resoconto e cercare in ogni caso di recuperarne una parte. Ma non mi nascose che\nche, sebbene ci potessero essere molti casi in cui la decadenza non sarebbe stata\nnon sarebbe stata richiesta la confisca, non c'erano circostanze in questo\ncaso non c'erano circostanze tali da renderlo uno di questi. Lo capii molto bene. Non ero\nnon ero imparentato con il fuorilegge, n\u00e9 legato a lui da alcun vincolo riconoscibile;\nprima della sua cattura non aveva firmato alcuno scritto o accordo in mio favore, e\nprima della sua cattura, e farlo ora sarebbe stato inutile. Non avevo alcuna pretesa e\ndecisi infine, e da allora mi attenni a questa decisione, che il mio cuore non avrebbe mai\nche il mio cuore non si sarebbe mai ammalato per il compito disperato di cercare di\ndi stabilirne una.\n\nSembrava che ci fosse motivo di supporre che l'informatore annegato avesse sperato in una ricompensa\nsperato di ottenere una ricompensa da questa confisca, e che avesse ottenuto una certa\nconoscenza accurata degli affari di Magwitch. Quando il suo corpo fu ritrovato, a molte\nmiglia dal luogo della morte, e cos\u00ec orribilmente sfigurato da essere riconoscibile solo dal contenuto\nriconoscibile solo dal contenuto delle sue tasche, le banconote erano ancora leggibili.\nleggibili, piegati in una valigetta che portava con s\u00e9. Tra questi c'era il nome di una\nbanca nel Nuovo Galles del Sud, dove si trovava una somma di denaro, e la denominazione di alcune\ndi alcuni terreni di notevole valore. Entrambe queste informazioni\ninformazioni erano contenute in un elenco che Magwitch, mentre era in prigione, aveva dato a Mr.\nJaggers dei beni che avrebbe dovuto ereditare. La sua\nignoranza, poveretto, alla fine gli \u00e8 servita: non ha mai dubitato\nche la mia eredit\u00e0 fosse del tutto sicura, con l'aiuto di Mr.\n\nDopo tre giorni di ritardo, durante i quali l'accusa della Corona ha aspettato\nper la presentazione del testimone dalla nave-prigione, il testimone \u00e8 arrivato\ne complet\u00f2 il semplice caso. Il testimone \u00e8 stato rinviato a giudizio\nalle prossime sessioni, che si sarebbero tenute tra un mese.\n\nFu in questo periodo buio della mia vita che Herbert torn\u00f2 a casa una sera.\nsera, molto abbattuto, e disse,\n\n Mio caro Handel, temo che presto dovr\u00f2 lasciarti.\n\nIl suo partner mi aveva preparato a questo, ero meno sorpreso di quanto pensasse.\npensasse.\n\n Perderemo una bella occasione se rimando la partenza per il Cairo, e temo proprio di dover andare, Handel, nel momento in cui hai pi\u00f9 bisogno di me.\nTemo proprio di dover andare, Handel, nel momento in cui hai pi\u00f9 bisogno di me.\n\n Herbert, avr\u00f2 sempre bisogno di te, perch\u00e9 ti amer\u00f2 sempre; ma il mio bisogno non \u00e8 pi\u00f9 grande ora che in un altro momento.\nil mio bisogno non \u00e8 pi\u00f9 grande ora che in un altro momento.\n\n Vi sentirete cos\u00ec soli.\n\n Non ho tempo di pensarci, dissi. Sapete che sono sempre con lui per tutto il tempo che mi \u00e8 concesso e che\nsempre con lui per tutto il tempo che mi \u00e8 concesso, e che\nche vorrei stare con lui tutto il giorno, se potessi. E quando mi allontano da lui\nquando mi allontano da lui, sai che i miei pensieri sono rivolti a lui.\n\nLe terribili condizioni in cui era stato portato erano cos\u00ec spaventose per\nentrambi, che non potevamo riferirci ad essa con parole pi\u00f9 chiare.\n\n Mio caro amico, disse Herbert, lascia che la prospettiva prossima della nostra\nseparazione, perch\u00e9 \u00e8 molto vicina, sia la mia giustificazione per averti disturbato\ndi te stesso. Hai pensato al tuo futuro?\n\n No, perch\u00e9 ho avuto paura di pensare al futuro.\n\n Ma il vostro non pu\u00f2 essere archiviato; anzi, mio caro Handel, non deve\nnon pu\u00f2 essere accantonato. Vorrei che tu entrassi ora nel merito, per quanto riguarda alcune\nparole amichevoli, con me.\n\n Lo far\u00f2, dissi.\n\n In questa nostra succursale, Handel, dobbiamo avere una\n\nVidi che la sua delicatezza stava evitando la parola giusta, cos\u00ec dissi: Un\ncommesso.\n\n Un impiegato. E spero che non sia affatto improbabile che si espanda (come si \u00e8 espanso un impiegato di sua conoscenza) fino a diventare socio.\nimpiegato di sua conoscenza) in un socio. Ora,\nHandel, insomma, mio caro ragazzo, vuoi venire da me?\n\nC'era qualcosa di incantevolmente cordiale e coinvolgente nel modo in cui\nche dopo aver detto Ora, Handel, come se fosse il grave inizio di un\nun portentoso esordium d'affari, aveva improvvisamente abbandonato quel tono,\nallung\u00f2 la mano onesta e parl\u00f2 come uno scolaretto.\n\n Clara e io ne abbiamo parlato pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, ha proseguito Herbert,\n e la piccola e cara creatura mi ha pregato solo questa sera, con le lacrime agli occhi, di dirvi che, se vorrete vivere con noi quando verremo a vivere con lei.\nlacrime agli occhi, di dirti che, se verrai a vivere con noi quando ci riuniremo, far\u00e0 del suo meglio per renderti felice.\ninsieme, far\u00e0 del suo meglio per renderti felice e per convincere l'amico di suo marito che \u00e8 suo amico.\nmarito che \u00e8 anche suo amico. Dovremmo andare molto d'accordo,\nHandel!\n\nLa ringraziai di cuore e ringraziai anche lui, ma dissi che non potevo ancora assicurarmi di unirmi a lui come mi aveva gentilmente offerto.\nnon potevo ancora essere sicuro di unirmi a lui come mi aveva gentilmente offerto. In primo luogo, la mia\nmente era troppo preoccupata per poter affrontare l'argomento con chiarezza.\nIn secondo luogo, s\u00ec! In secondo luogo, c'era un qualcosa di vago che indugiava nei miei\npensieri che si manifester\u00e0 molto vicino alla fine di questa breve narrazione.\n\n Ma se tu pensassi, Herbert, di poter lasciare aperta la questione per un po' di tempo senza danneggiare\nlasciare la questione aperta per un po' di tempo.\n\n Per un po' di tempo, grid\u00f2 Herbert.  Sei mesi, un anno!\n\n Non tanto a lungo, dissi. Due o tre mesi al massimo.\n\nHerbert fu molto contento quando ci stringemmo la mano su questo accordo,\ne disse che ora poteva avere il coraggio di dirmi che credeva di dover partire alla fine della settimana.\npartire alla fine della settimana.\n\n E Clara?\n\n La piccola e cara creatura, torn\u00f2 Herbert, si aggrappa doverosamente a suo\npadre finch\u00e9 dura; ma non durer\u00e0 a lungo. La signora Whimple\nmi ha confidato che se ne andr\u00e0 sicuramente.\n\n Per non dire una cosa insensibile, dissi, non pu\u00f2 fare di meglio che andarsene.\n\n Temo che questo debba essere ammesso, disse Herbert; e poi torner\u00f2 a prendere la cara piccola cosa.\ntorner\u00f2 a prendere la cara piccola cosa, e la cara piccola cosa e io\ne io e la cara piccolina andremo tranquillamente nella chiesa pi\u00f9 vicina. Ricordate! Il benedetto\ntesoro non viene da nessuna famiglia, mio caro Handel, e non ha mai guardato nel\nlibro rosso e non ha la minima idea di suo nonno. Che fortuna per il figlio di mia madre!\nfiglio di mia madre!\n\nIl sabato di quella stessa settimana, mi congedai da Herbert, pieno di\nsperanza, ma triste e dispiaciuto di lasciarmi, mentre sedeva su una delle carrozze postali del\ncarrozze postali del porto. Entrai in un caff\u00e8 per scrivere un bigliettino a Clara, dicendole che era partito.\na Clara, dicendole che era partito, mandandole il suo amore pi\u00f9 e pi\u00f9 volte.\ne poi andai alla mia casa solitaria, se meritava questo nome;\nperch\u00e9 ormai non era pi\u00f9 una casa per me, e non avevo pi\u00f9 una casa da nessuna parte.\n\nSulle scale incontrai Wemmick, che stava scendendo, dopo un'applicazione infruttuosa delle sue nocche alla mia porta.\ndopo un'applicazione infruttuosa delle sue nocche alla mia porta. Non l'avevo pi\u00f9 visto\nnon l'avevo pi\u00f9 visto da solo dopo la disastrosa conclusione del tentativo di fuga; ed era venuto, a titolo privato e personale, a dire\nera venuto, a titolo personale e privato, per dire qualche parola di spiegazione\ndi spiegazione in riferimento a quel fallimento.\n\n Il defunto Compeyson, disse Wemmick, era entrato a poco a poco nella met\u00e0 degli affari regolari che si stavano svolgendo\ndi met\u00e0 degli affari regolari che si stavano svolgendo, ed era\nche \u00e8 stato grazie ai discorsi di alcuni dei suoi uomini in difficolt\u00e0 (alcuni dei suoi uomini sono sempre in difficolt\u00e0) che ho saputo quello che ho saputo.\nsempre nei guai) che ho sentito quello che ho sentito. Ho tenuto le orecchie aperte,\nsembrava che le avessi chiuse, finch\u00e9 non ho saputo che era assente, e ho pensato che quello fosse il momento migliore per\nche era assente e pensai che quello sarebbe stato il momento migliore per fare il tentativo. Posso solo\nsupporre che facesse parte della sua politica, essendo un uomo molto intelligente,\ndi ingannare abitualmente i suoi stessi strumenti. Spero che non mi biasimiate,\nSignor Pip? Sono certo di aver cercato di servirvi con tutto il cuore.\n\n Sono sicuro di questo, Wemmick, come puoi esserlo tu, e ti ringrazio vivamente per il tuo interesse e la tua amicizia.\nsinceramente per il suo interesse e la sua amicizia.\n\n Grazie, grazie mille. \u00c8 un brutto lavoro, disse Wemmick,\ngrattandosi la testa, e le assicuro che \u00e8 da molto tempo che non sono cos\u00ec\nmolto tempo. Quello che vedo \u00e8 il sacrificio di tanti beni mobili.\npropriet\u00e0. Caro mio!\n\n Quello a cui penso, Wemmick, \u00e8 il povero proprietario della propriet\u00e0.\n\n S\u00ec, certo, disse Wemmick.  Naturalmente non c'\u00e8 nulla da obiettare\nche lei sia dispiaciuto per lui, e io stesso metterei una banconota da cinque sterline\nper tirarlo fuori da questa situazione. Ma quello che vedo \u00e8 questo. Il defunto Compeyson\nessendo stato in precedenza con lui nell'informarlo del suo ritorno, e\ned essendo cos\u00ec determinato a incriminarlo, non credo che si sarebbe potuto salvare.\nessere salvato. Invece, la propriet\u00e0 portatile avrebbe certamente potuto essere\nsalvata. \u00c8 questa la differenza tra la propriet\u00e0 e il proprietario, non capite?\nvede?\n\nInvitai Wemmick a salire al piano di sopra e a rinfrescarsi con un bicchiere di\ndi grog prima di incamminarsi verso Walworth. Accett\u00f2 l'invito. Mentre\nmentre beveva la sua moderata porzione, mi disse, senza che nulla lo\ne dopo essere apparso piuttosto nervoso,\n\n Cosa ne pensate della mia intenzione di prendermi una vacanza luned\u00ec, signor Pip?\n\n Suppongo che in questi dodici mesi non abbiate mai fatto una cosa del genere.\n\n Questi dodici anni, pi\u00f9 probabilmente, ha detto Wemmick.  S\u00ec. Ho intenzione di\nuna vacanza. Anzi, di pi\u00f9: andr\u00f2 a fare una passeggiata. Pi\u00f9 di questo\ndi pi\u00f9: vi chieder\u00f2 di fare una passeggiata con me.\n\nStavo per scusarmi, in quanto ero un pessimo compagno in quel momento,\nquando Wemmick mi anticip\u00f2.\n\n Conosco i vostri impegni, disse, e so che siete fuori forma,\nSignor Pip. Ma se poteste farmi un favore, lo prenderei come una gentilezza.\nNon \u00e8 una lunga passeggiata, ed \u00e8 presto. Diciamo che potrebbe occuparvi\n(compresa la colazione durante il cammino) dalle otto alle dodici. Non potrebbe\nallungare un po' il passo e farcela?\n\nAveva fatto cos\u00ec tanto per me in varie occasioni, che questo era davvero poco\nfare per lui. Gli dissi che potevo farcela, che ce l'avrei fatta e lui fu cos\u00ec\nmolto soddisfatto della mia acquiescenza, che lo ero anch'io. Su sua\nrichiesta particolare, ho deciso di andare a trovarlo al Castello alle otto e mezza di\nluned\u00ec mattina alle otto e mezza, e cos\u00ec ci separammo per il momento.\n\nPuntuale all'appuntamento, suonai al cancello del Castello il luned\u00ec mattina.\nmattina e sono stato ricevuto da Wemmick in persona, che mi ha colpito per il suo aspetto pi\u00f9\npi\u00f9 stretto del solito e con un cappello pi\u00f9 elegante. All'interno c'erano due\ndi rum e latte e due biscotti. L'anziano doveva essere\nallodola, perch\u00e9, dando un'occhiata alla prospettiva della sua camera da letto, notai che il suo letto era\ncamera da letto, osservai che il suo letto era vuoto.\n\nQuando ci fummo fortificati con il rum, il latte e i biscotti, e stavamo uscendo per la passeggiata con quella preparazione di addestramento addosso, io\ne stavamo uscendo per la passeggiata con quella preparazione, fui notevolmente sorpreso di vedere\nsorpresa nel vedere Wemmick prendere una canna da pesca e metterla a tracolla.\nsulla spalla.  Ma non andiamo a pescare! dissi io. No,\nrispose Wemmick, ma mi piace camminare con una canna.\n\nMi sembr\u00f2 strano, ma non dissi nulla e partimmo. Andammo\nverso Camberwell Green e, quando eravamo l\u00ec vicino, Wemmick disse\nall'improvviso,\n\n Ciao! Ecco una chiesa!\n\nNon c'era nulla di molto sorprendente in questo; ma di nuovo, sono stata piuttosto\nsorpresa quando disse, come se fosse animato da un'idea brillante,\n\n Entriamo!\n\nSiamo entrati, Wemmick ha lasciato la sua canna da pesca nel portico, e abbiamo guardato\ntutto intorno. Nel frattempo, Wemmick stava frugando nelle tasche del cappotto,\ne tirava fuori qualcosa dalla carta.\n\n Halloa! disse lui.  Ecco un paio di guanti! Mettiamoli\nmettiamoli!\n\nDato che i guanti erano di capretto bianco e che l'ufficio postale era stato allargato al massimo\nal massimo della sua estensione, cominciai a nutrire forti sospetti. Questi si sono rafforzati in certezza quando ho visto\nsi rafforzarono fino a diventare certezza quando vidi l'anziano entrare da una porta laterale\nporta laterale, accompagnando una signora.\n\n Halloa! disse Wemmick.  Ecco la signorina Skiffins! Facciamo un matrimonio.\n\nQuella discreta donzella era vestita come al solito, tranne che ora si stava\nguanti di capretto verdi con un paio di guanti bianchi. L'\nL'anziano era impegnato a preparare un sacrificio simile per l'altare di Imene.\nall'altare di Imene. Il vecchio gentiluomo, tuttavia, aveva cos\u00ec tante\ndifficolt\u00e0 a infilarsi i guanti, tanto che Wemmick trov\u00f2 necessario metterlo con la schiena\ndi metterlo con la schiena contro un pilastro, e poi di mettersi lui stesso dietro al pilastro per\ndietro il pilastro e tirarli via, mentre io, da parte mia, tenevo il vecchio signore intorno alla\nsignore intorno alla vita, in modo che potesse opporre una resistenza uguale e sicura.\nresistenza. Grazie a questo ingegnoso schema, i guanti furono indossati alla perfezione.\nalla perfezione.\n\nIl commesso e l'ecclesiastico si presentarono, e noi fummo disposti in ordine a\nbinari fatali. Fedele alla sua idea di sembrare di fare tutto senza\npreparazione, sentii Wemmick dire a se stesso, mentre tirava fuori qualcosa dalla tasca del panciotto\ndalla tasca del panciotto prima dell'inizio della funzione: \"Halloa! Ecco un\nanello!\n\nIo ho fatto da spalla, o testimone, allo sposo;\nmentre un piccolo apritore di banchi zoppicante, con una cuffietta morbida come quella di un bambino, faceva finta di essere\ndi essere l'amica del cuore di Miss Skiffins. La responsabilit\u00e0 di\ndi portare via la signora \u00e8 ricaduta sull'anziano, il che ha fatto s\u00ec che l'ecclesiastico venisse involontariamente\nche l'ecclesiastico venisse involontariamente scandalizzato, e cos\u00ec accadde.\nQuando egli disse: \"Chi d\u00e0 questa donna in sposa a quest'uomo?\nil vecchio gentiluomo, non sapendo minimamente a che punto della cerimonia fossimo\neravamo arrivati, rimase amabilmente abbagliato dai dieci comandamenti.\nAl che, l'ecclesiastico disse di nuovo: \"Chi d\u00e0 questa donna in sposa a quest'uomo?\nsposare quest'uomo?  Il vecchio signore era ancora in uno stato di stimabile\nstimabile stato di incoscienza, lo sposo grid\u00f2 con la sua solita voce\nvoce: \"Ora l'anziano P. lo sa; chi glielo concede?  Al che l'anziano rispose\ncon grande brio, prima di dire che _lui_ aveva dato, \"Va bene, John,\ntutto bene, ragazzo mio!  E l'ecclesiastico fece una pausa cos\u00ec tetra\nche per il momento dubitai che ci saremmo sposati completamente quel giorno.\nsposati quel giorno.\n\nTuttavia, era tutto pronto e, mentre uscivamo dalla chiesa, Wemmick tolse il coperchio del fonte battesimale e vi infil\u00f2 i suoi guanti bianchi.\nWemmick tolse il coperchio del fonte battesimale e ci mise dentro i suoi guanti bianchi,\ne rimise il coperchio. La signora Wemmick, pi\u00f9 attenta al futuro,\nmise in tasca i suoi guanti bianchi e assunse il suo verde.  Ora, signor Pip, disse Wemmick.\nPip, disse Wemmick, impugnando trionfalmente la canna da pesca mentre uscivamo, lasciate che vi chieda se qualcuno\nlasciate che vi chieda se qualcuno possa supporre che questa sia una\nfesta di nozze!\n\nLa colazione era stata ordinata in una piccola e piacevole taverna, a circa un miglio di distanza\nun miglio di distanza, sul terreno in salita oltre il verde; e nella stanza c'era una tavola per bagatelle\nin camera, nel caso in cui avessimo voluto liberare la mente dopo la solennit\u00e0.\nla solennit\u00e0. \u00c8 stato piacevole osservare che la signora Wemmick non ha pi\u00f9\nWemmick non srotolava pi\u00f9 il braccio quando questo si adattava alla sua figura, ma si sedeva su una sedia con lo schienale alto\nuna sedia con lo schienale alto contro il muro, come un violoncello nella sua custodia,\ne si sottoponeva a essere abbracciata come avrebbe fatto quel melodioso strumento.\nfare quello strumento melodioso.\n\nFacemmo un'ottima colazione e quando qualcuno rifiut\u00f2 qualcosa sul tavolo, Wemmick disse: \"Se \u00e8 previsto dal contratto, non temete\".\ntavola, Wemmick ha detto: \"\u00c8 previsto dal contratto, sapete; non abbiate paura!\ndi questo!  Ho brindato alla nuova coppia, ho brindato agli anziani, ho brindato al castello, ho salutato la sposa al momento del commiato e ho fatto in modo che la sposa si sentisse a suo agio.\nCastello, salutai la sposa al commiato e mi resi il pi\u00f9 gradevole possibile.\npossibile.\n\nWemmick scese con me alla porta e io gli strinsi di nuovo la mano e gli augurai gioia.\ne gli augurai di essere felice.\n\n Grazie! disse Wemmick, sfregandosi le mani.  \u00c8 una tale manager di\ngalline, non ne avete idea. Potrete mangiare qualche uovo e giudicare voi stessi.\nvoi stessi. Dico io, signor Pip! Mi richiama e parla a bassa voce.  Questo \u00e8\nun sentimento del tutto Walworth, per favore.\n\n Capisco. Per non essere menzionato in Little Britain, ho detto.\n\nWemmick annu\u00ec.  Dopo quello che avete lasciato trapelare l'altro giorno, il signor Jaggers potrebbe\nJaggers potrebbe anche non saperlo. Potrebbe pensare che il mio cervello si stia ammorbidendo, o\nqualcosa del genere.\n\n\n\n\nCapitolo LVI.\n\n\nRimase in prigione molto malato per tutto il tempo che intercorse tra il suo\nrinvio a giudizio e l'inizio delle sedute. Si era rotto\ndue costole, gli avevano ferito un polmone e respirava con grande dolore e difficolt\u00e0, che aumentavano di giorno in giorno.\ndolore e difficolt\u00e0, che aumentavano di giorno in giorno. La conseguenza del suo dolore era che parlava\nconseguenza del suo dolore che parlava a voce cos\u00ec bassa da essere a malapena udibile; quindi parlava\nmolto poco. Ma era sempre pronto ad ascoltarmi e divenne il primo dovere della mia vita\nprimo dovere della mia vita dirgli e leggergli ci\u00f2 che sapevo che avrebbe dovuto sentire.\nche avrebbe dovuto ascoltare.\n\nEssendo troppo malato per rimanere nella prigione comune, dopo il primo giorno o poco pi\u00f9 fu portato in infermeria.\ndopo il primo giorno circa, nell'infermeria. Questo mi ha dato la possibilit\u00e0 di\ndi stare con lui che altrimenti non avrei potuto avere. E se non fosse stato per la sua\nmalattia, sarebbe stato messo ai ferri, perch\u00e9 era considerato un\nera considerato un deciso violatore di carceri, e non so cos'altro.\n\nSebbene lo vedessi tutti i giorni, era per poco tempo; quindi, gli spazi regolarmente ricorrenti della nostra separazione erano abbastanza lunghi da registrare\nspazi di separazione che si ripetevano regolarmente erano abbastanza lunghi da registrare\nsul suo volto ogni piccolo cambiamento che avveniva nel suo stato fisico. I\nNon ricordo di aver visto una sola volta un cambiamento in meglio; si deperiva, diventava\ndeperiva, e diventava lentamente pi\u00f9 debole e peggiore, giorno dopo giorno, da quando\nquando la porta della prigione si chiuse su di lui.\n\nIl tipo di sottomissione o di rassegnazione che mostrava era quello di un uomo\nstanco. A volte ho avuto l'impressione, dal suo modo di fare\no da una o due parole sussurrate che gli sfuggivano, che riflettesse sulla questione\nse avrebbe potuto essere un uomo migliore in circostanze migliori.\ncircostanze migliori. Ma non si giustificava mai con un'allusione che tendesse in quella direzione, n\u00e9 cercava di\no cercato di piegare il passato dalla sua forma eterna.\n\nIn due o tre occasioni, in mia presenza, \u00e8 accaduto che la sua\nreputazione disperata \u00e8 stata accennata dall'uno o dall'altro dei presenti.\nche lo assistevano. Allora un sorriso gli attravers\u00f2 il volto e rivolse a me i suoi\nocchi su di me con uno sguardo fiducioso, come se confidasse nel fatto che io avessi visto\ndi aver visto in lui un piccolo tocco di redenzione, anche tanto tempo fa, quando ero un bambino.\nun bambino. Per il resto, era umile e contrito e non l'ho mai visto lamentarsi.\nnon l'ho mai visto lamentarsi.\n\nQuando le sessioni si sono svolte, il signor Jaggers ha chiesto di rinviare il processo alle sessioni successive.\ndi rinvio del processo alle sessioni successive. La richiesta \u00e8 stata ovviamente\novviamente con l'assicurazione che non avrebbe potuto vivere cos\u00ec a lungo,\ne fu rifiutata. Il processo si \u00e8 svolto subito e, quando \u00e8 stato messo alla sbarra, \u00e8 stato fatto sedere su una sedia a rotelle.\nalla sbarra, era seduto su una sedia. Non \u00e8 stata fatta alcuna obiezione se mi sono avvicinato\nvicino al banco degli imputati, all'esterno di esso, e di tenere la mano che egli\nmano che mi tendeva.\n\nIl processo \u00e8 stato molto breve e molto chiaro. Si disse tutto quello che si poteva dire\nper lui, di come avesse preso abitudini laboriose e di come fosse\ne che aveva prosperato in modo lecito e rispettabile. Ma nulla poteva cancellare il fatto che\nera tornato ed era l\u00ec in presenza del Giudice e della Giuria. Era impossibile\nera impossibile processarlo per questo, e fare altrimenti che dichiararlo\ncolpevole.\n\nA quel tempo, era consuetudine (come ho imparato dalla mia terribile esperienza di quella\nesperienza di quelle sessioni) di dedicare un giorno conclusivo al passaggio delle\nsentenze e di concludere con la sentenza di morte.\nmorte. Se non fosse stato per l'immagine indelebile che il mio ricordo mi ha\ndavanti a me, difficilmente potrei credere, anche mentre scrivo queste parole, di aver visto\ndi aver visto due o trenta uomini e donne messi davanti al Giudice per ricevere insieme quella\nsentenza insieme. Il primo dei trenta era lui, seduto,\nper poter respirare abbastanza da mantenere la vita.\n\nL'intera scena ricomincia con i colori vividi del momento,\nfino alle gocce di pioggia d'aprile sulle finestre della corte, che scintillano\nai raggi del sole di aprile. Sul banco degli imputati, mentre io mi trovavo ancora una volta fuori\nall'angolo con la sua mano nella mia, c'erano i due e trenta uomini e donne\ndonne; alcuni sfiduciati, altri terrorizzati, altri ancora singhiozzanti e piangenti, altri che si coprivano il volto.\npianto, chi si copriva il volto, chi si guardava intorno cupo. C'erano\ntra le donne detenute, ma erano state placate e si era creato un silenzio.\nzittire e si era creato un silenzio. Gli sceriffi con le loro grandi catene\ne i nasi, altri oggetti e mostri civici, banditori, uscieri, una grande galleria piena di gente, un grande teatro.\ngalleria piena di gente, un grande pubblico teatrale, guardavano, mentre il\ndue e trenta e il giudice si confrontavano solennemente. Poi il Giudice\nsi rivolse a loro. Tra le miserabili creature che aveva davanti e che doveva\nche doveva scegliere per un discorso speciale, c'era uno che quasi fin dall'infanzia era stato\nera stato un trasgressore delle leggi; che, dopo ripetute imprigionature e punizioni, era stato\ne punizioni, era stato condannato all'esilio per un periodo di anni.\nanni; e che, in circostanze di grande violenza e audacia, era riuscito a scappare e\nfuga ed era stato nuovamente condannato all'esilio a vita. Quel miserabile\nuomo sembrerebbe essersi convinto per un certo tempo dei suoi errori, quando\nlontano dalle scene dei suoi vecchi crimini, e aver vissuto una vita pacifica e onesta.\nvita pacifica e onesta. Ma in un momento fatale, cedendo a quelle\npassioni, la cui indulgenza lo aveva reso per tanto tempo un\nun flagello per la societ\u00e0, aveva abbandonato il suo rifugio di riposo e di\npentimento, ed era tornato nel Paese in cui era stato proscritto.\nEssendo stato qui denunciato, per un certo periodo era riuscito a sfuggire agli ufficiali di giustizia.\ngli ufficiali di giustizia, ma alla fine, catturato mentre era in atto di\ndi fuga, aveva opposto resistenza e, come meglio sa, se per esplicito\nse per un disegno esplicito o per la cecit\u00e0 della sua audacia, aveva causato la morte del suo\ndenunciatore, al quale era nota tutta la sua carriera. La punizione prevista\nper il suo ritorno alla terra che lo aveva cacciato, era la morte, e il suo caso era questo aggravato.\ncaso aggravato, egli deve prepararsi a morire.\n\nIl sole entrava dalle grandi finestre della corte, attraverso le gocce di pioggia scintillanti sui vetri.\ngocce di pioggia sui vetri e creava un ampio fascio di luce tra il duecentotrenta e il giudice, collegando entrambi.\nluce tra il duecentotrenta e il giudice, collegando entrambi,\ne forse ricordava a qualcuno del pubblico come entrambi stessero passando\ncon assoluta uguaglianza, al pi\u00f9 grande Giudizio che conosce tutte le\ncose e non pu\u00f2 sbagliare. Alzandosi per un momento, una macchia di viso distinta\nin questo modo di luce, il prigioniero disse: \"Mio Signore, ho ricevuto la sentenza di morte dall'Onnipotente.\nsentenza di morte da parte dell'Onnipotente, ma mi inchino alla tua, e si sedette di nuovo.\ndi nuovo. Ci fu un po' di silenzio e il Giudice continu\u00f2 con quello che aveva da dire agli altri.\ndire agli altri. Poi tutti furono formalmente condannati, e alcuni di loro furono\ndi loro sono stati sostenuti e alcuni sono usciti con un'aria\nsguardo coraggioso, alcuni fecero un cenno alla galleria, due o tre si strinsero la mano e altri uscirono.\nstringevano la mano, e altri uscivano masticando i frammenti di erba che avevano\ndalle erbe dolci che c'erano in giro. Lui and\u00f2 per ultimo, perch\u00e9\nessere aiutato a sollevarsi dalla sedia e ad andare molto lentamente; e mi tenne la mano mentre tutti gli altri venivano allontanati.\nmano mentre tutti gli altri venivano allontanati e mentre il pubblico si rialzava (mettendosi a posto i vestiti, come si diceva\nsi alzavano (mettendosi a posto i vestiti, come in chiesa o altrove),\ne indicava questo o quel criminale e soprattutto lui e me.\ne a me.\n\nSperavo e pregavo ardentemente che morisse prima che fosse redatto il rapporto del cancelliere.\nRapporto; ma, nel timore che si attardasse, quella sera iniziai a scrivere una petizione al Ministro dell'Interno\nnotte a scrivere una petizione al Ministro degli Interni, esponendo le mie conoscenze su di lui e come\nche lo conoscevo e che era tornato per il mio bene.\nper il mio bene. La scrissi nel modo pi\u00f9 fervente e patetico possibile; e quando la terminai e la inviai, mi chiesero\nfinito e l'ho spedito, ho scritto altre petizioni a quegli uomini\nautorit\u00e0 che speravo fossero le pi\u00f9 misericordiose, e ne stesi una alla Corona stessa.\nCorona stessa. Per diversi giorni e notti dopo la sua condanna non riposai se non quando mi addormentavo\nnon riposai se non quando mi addormentai sulla sedia, ma fui completamente assorbito da questi appelli.\nin questi appelli. E dopo averli inviati, non riuscivo a stare lontano dai luoghi in cui si trovavano.\nnon riuscivo a stare lontano dai luoghi in cui si trovavano, ma mi sembrava che fossero pi\u00f9 speranzosi e meno disperati\ne meno disperati quando ero vicino a loro. In questa irragionevole\nirrequietezza e dolore della mente, la sera vagavo per le strade,\nvagando per gli uffici e le case dove avevo lasciato le petizioni.\nFino ad oggi, le stanche strade occidentali di Londra in una fredda e polverosa notte di primavera, con le loro catene montuose,\npolverose notti di primavera, con le loro catene di palazzi severi e chiusi e le loro lunghe file di lampioni, sono\nle loro lunghe file di lampioni, sono per me malinconiche a causa di questa associazione.\n\nLe visite giornaliere che potevo fargli erano ora ridotte e lui era pi\u00f9\nstrettamente sorvegliato. Vedendo, o credendo, che fossi sospettata di avere l'intenzione di\ndi portargli del veleno, chiesi di essere perquisito prima di sedermi al suo capezzale.\ndi sedermi al suo capezzale e dissi all'ufficiale che era sempre presente,\nche ero disposto a fare qualsiasi cosa per assicurargli la\nl'unicit\u00e0 dei miei progetti. Nessuno fu duro con lui o con me. C'era\nc'era un dovere da compiere e fu fatto, ma non con durezza. L'ufficiale\nmi assicurava sempre che lui stava peggio, e altri prigionieri malati nella stanza, e altri prigionieri che assistevano\nprigionieri nella stanza, e alcuni altri prigionieri che li assistevano come\ninfermiere malate, (malfattori, ma non incapaci di gentilezza, Dio sia ringraziato!\nDio sia ringraziato!) si univano sempre allo stesso resoconto.\n\nCon il passare dei giorni, notai sempre pi\u00f9 spesso che giaceva placidamente\na guardare il soffitto bianco, con un'assenza di luce nel suo viso\nfino a quando qualche mia parola non lo illuminava per un istante, e poi si\ndi luce, poi si spegneva di nuovo. A volte era quasi o del tutto incapace di parlare, allora\nmi rispondeva con leggere pressioni sulla mia mano e io capivo sempre meglio il suo significato.\ncapire molto bene il suo significato.\n\nIl numero dei giorni era salito a dieci, quando vidi in lui un cambiamento pi\u00f9 grande\ndi quanto non avessi mai visto prima. I suoi occhi erano rivolti verso la porta e\nsi illuminarono quando entrai.\n\n Caro ragazzo, disse, mentre mi sedevo accanto al suo letto:  Pensavo che fossi in ritardo.\nMa sapevo che non potevi essere cos\u00ec.\n\n \u00c8 proprio il momento, dissi. L'ho aspettato al cancello.\n\n Tu aspetti sempre al cancello, vero, caro ragazzo?\n\n Si. Per non perdere neanche un attimo di tempo.\n\n Grazie, caro ragazzo, grazie. Dio ti benedica! Non mi hai mai abbandonato,\ncaro ragazzo.\n\nHo premuto la sua mano in silenzio, perch\u00e9 non potevo dimenticare che un tempo avevo\nintenzione di abbandonarlo.\n\n E la cosa pi\u00f9 bella di tutte, disse, \u00e8 che sei stato pi\u00f9 a tuo agio\ncon me, da quando ero sotto una nuvola scura, che quando splendeva il sole.\n\u00c8 la cosa migliore di tutte.\n\nSi sdrai\u00f2 sulla schiena, respirando con grande difficolt\u00e0. Faccia quello che vuole,\ne mi amasse pure, la luce lasci\u00f2 sempre pi\u00f9 il suo volto, e\nuna pellicola sullo sguardo placido del soffitto bianco.\n\n Soffre molto oggi?\n\n Non mi lamento di nulla, caro ragazzo.\n\n Non ti lamenti mai.\n\nAveva pronunciato le sue ultime parole. Sorrise e capii che il suo tocco significava che voleva\nche voleva sollevare la mia mano e posarla sul suo petto. La posai\ne lui sorrise di nuovo e mise entrambe le mani su di essa.\n\nIl tempo a disposizione \u00e8 scaduto, mentre eravamo in questo modo; ma, guardandomi intorno, ho trovato il governatore della prigione in piedi vicino a me.\nil governatore della prigione era in piedi vicino a me e mi sussurr\u00f2,\n Non devi ancora andartene\".  Lo ringraziai con gratitudine e chiesi: \"Posso parlargli?\nparlargli, se mi sente?\n\nIl governatore si fece da parte e fece cenno all'ufficiale di allontanarsi. Il cambio,\nsenza fare rumore, ha distolto la pellicola dal placido sguardo sul soffitto\nsguardo sul soffitto bianco, e mi guard\u00f2 con grande affetto.\n\n Caro Magwitch, devo dirtelo ora, finalmente. Capisci quello che\ndire?\n\nUna leggera pressione sulla mia mano.\n\n Una volta avevate un figlio, che avete amato e perso.\n\nUna pressione pi\u00f9 forte sulla mia mano.\n\n Ha vissuto e ha trovato amici potenti. Ora sta vivendo. \u00c8 una\nsignora e molto bella. E io la amo!\n\nCon un ultimo debole sforzo, che sarebbe stato impotente se non fosse stato per il mio\ncedere e assecondarlo, port\u00f2 la mia mano alle sue labbra. Poi,\nlasci\u00f2 dolcemente che si posasse di nuovo sul suo petto, con le sue mani\nsu di essa. Lo sguardo placido verso il soffitto bianco torn\u00f2 e pass\u00f2,\ne la sua testa ricadde tranquillamente sul petto.\n\nMemore di ci\u00f2 che avevamo letto insieme, pensai ai due uomini che erano saliti al Tempio per pregare.\nche erano saliti al Tempio per pregare, e sapevo che non c'erano parole migliori\nparole migliori che potessi dire accanto al suo letto, se non: \"Signore, sii misericordioso con lui, peccatore!\npeccatore!\n\n\n\n\nCapitolo LVII.\n\n\nOra che ero completamente abbandonato a me stesso, ho comunicato la mia intenzione di\ndi lasciare le stanze del Tempio non appena il mio contratto d'affitto si fosse legalmente\ne, nel frattempo, di subaffittarle. Subito misi dei cartelli\nalle finestre, perch\u00e9 ero indebitato e non avevo quasi pi\u00f9 soldi, e cominciai a essere seriamente allarmato dalla\ne cominciai ad essere seriamente allarmato per lo stato dei miei affari. Dovrei\npiuttosto scrivere che mi sarei allarmato se avessi avuto energia e concentrazione sufficienti per\nconcentrazione tali da aiutarmi a percepire chiaramente una qualsiasi verit\u00e0\nal di l\u00e0 del fatto che mi stavo ammalando gravemente. Il recente stress su di me\nmi aveva permesso di rimandare la malattia, ma non di allontanarla; sapevo che\nsapevo che ora mi stava venendo addosso, e sapevo ben poco altro, ed ero persino\nnoncurante di questo.\n\nPer un giorno o due, mi sdraiai sul divano, o sul pavimento, ovunque,\na seconda di dove mi capitava di sprofondare, con la testa pesante e le membra doloranti, e\nmembra doloranti, senza scopo e senza forza. Poi arriv\u00f2 una notte che\nche sembr\u00f2 di grande durata e che brulicava di ansia e di orrore;\ne quando al mattino cercai di sedermi nel mio letto e di pensarci, mi accorsi che non ci riuscivo.\ndi alzarmi dal letto e di pensarci, mi accorsi che non ci riuscivo.\n\nSe davvero ero sceso a Garden Court nel cuore della notte\nnotte, a cercare a tentoni la barca che pensavo fosse l\u00ec; se\nse due o tre volte mi fossi ritrovato sulle scale con grande\nterrore, non sapendo come avessi fatto ad alzarmi dal letto; se mi fossi trovata ad accendere la lampada, posseduta da un'idea di\naccendere la lampada, posseduta dall'idea che lui stesse salendo le\nche lui stesse salendo le scale e che le luci fossero spente; se fossi stato\nse fossi stata tormentata dal parlare distratto, dalle risate e dai gemiti di qualcuno.\ndi qualcuno e avessi quasi sospettato che quei suoni fossero stati prodotti da me\nse in un angolo buio della stanza ci fosse stata una fornace di ferro chiusa e una voce\nangolo della stanza e una voce avesse gridato, pi\u00f9 e pi\u00f9 volte,\nche la signorina Havisham si stava consumando al suo interno, queste erano cose che io\ncerc\u00f2 di risolvere con me stessa e di mettere un po' d'ordine, mentre giacevo quel\nmattina sul mio letto. Ma il vapore di una calce si frapponeva tra me e le cose\ntra me e loro, disordinando il tutto, e fu attraverso il vapore che alla fine\nche vidi due uomini che mi guardavano.\n\n Che cosa vuoi?  Ho chiesto, iniziando; non ti conosco.\n\n Beh, signore, rispose uno di loro, chinandosi e toccandomi la spalla, questa \u00e8 una questione che risolverete presto, oserei dire.\nspalla, questa \u00e8 una questione che risolverete presto, oserei dire, ma\nlei \u00e8 stato arrestato.\n\n Qual \u00e8 il debito?\n\n Centoventitr\u00e9 sterline, quindici, sei. Conto del gioielliere, credo\ncredo.\n\n Cosa fare?\n\n Fareste meglio a venire a casa mia, disse l'uomo.  Ho una casa molto bella\ncasa.\n\nFeci qualche tentativo per alzarmi e vestirmi. Quando mi recai da loro\nQuando mi recai da loro, erano in piedi, un po' distanti dal letto, e mi guardavano. I\nancora sdraiato.\n\n Vedete il mio stato, dissi. Verrei con voi se potessi, ma\nin effetti non sono in grado di farlo. Se mi portate via da qui, credo che morirei\nlungo la strada.\n\nForse mi hanno risposto, o hanno argomentato, o hanno cercato di incoraggiarmi a credere che ero migliore di quanto pensassi.\ncredere di essere migliore di quanto pensassi. Poich\u00e9 sono rimasti nella mia memoria solo\nmemoria solo da questo esile filo, non so cosa fecero,\nse non che si sono astenuti dall'allontanarmi.\n\nChe ho avuto la febbre e sono stata evitata, che ho sofferto molto, che ho perso spesso la ragione, che il tempo sembrava interminabile, che ho sofferto molto.\nspesso perdevo la ragione, che il tempo sembrava interminabile, che confondevo\nconfondevo esistenze impossibili con la mia stessa identit\u00e0; che ero un mattone\nun mattone nel muro della casa, e che tuttavia imploravo di essere liberato dal posto\nvertiginoso in cui mi avevano collocato i costruttori; che ero una trave d'acciaio di un\ndi un grande motore, che si scontra e vortica su un abisso, e che tuttavia imploravo\ndi fermare il motore e di eliminare la mia parte; che passai attraverso queste fasi.\nche ho attraversato queste fasi di malattia, lo so per mia memoria, e ho fatto in alcuni casi\nricordo, e in qualche modo lo sapevo in quel momento. Che a volte ho\nche a volte ho lottato con persone reali, nella convinzione che fossero assassini, e che\nche avrei capito subito che volevano farmi del bene e che poi sarei sprofondata esausta tra le loro braccia.\ne che poi sarei sprofondata esausta tra le loro braccia e avrei lasciato che mi\nsapevo anche in quel momento. Ma, soprattutto, sapevo che c'era una tendenza costante in tutte queste persone\ntendenza costante in tutte queste persone, che, quando ero molto malato, presentavano\npresentavano ogni tipo di trasformazione straordinaria del volto umano,\ne si dilatavano molto nelle dimensioni, soprattutto, dico, sapevo che c'era una tendenza\nche c'era una tendenza straordinaria in tutte queste persone, prima o poi, a\na ridursi alle sembianze di Joe.\n\nDopo aver superato il punto peggiore della mia malattia, ho iniziato a notare che, mentre tutte le altre caratteristiche cambiavano, questa\nche, mentre tutte le altre caratteristiche cambiavano, questa\nnon cambiava. Chiunque si avvicinasse a me, si stabiliva ancora in Joe. I\naprii gli occhi nella notte e vidi, sulla grande sedia al capezzale del letto, Joe.\nletto, Joe. Ho aperto gli occhi di giorno e ho visto Joe, seduto sul sedile della finestra, che fumava la pipa all'ombra.\nsedile della finestra, fumando la pipa nell'ombra della finestra aperta, ho visto ancora\nJoe. Chiesi di rinfrescarmi e la cara mano che me la diede fu quella di Joe.\nDopo aver bevuto, mi sdraiai sul cuscino e il volto che mi guardava con tanta speranza e tenerezza era quello di Joe.\nche mi guardava con tanta speranza e tenerezza era il volto di Joe.\n\nFinalmente, un giorno, mi feci coraggio e dissi: \"\u00c8 Joe?\n\nE la cara vecchia voce di casa rispose: Che aria tira, vecchio mio.\n\n O Joe, mi spezzi il cuore! Guardami con rabbia, Joe. Colpiscimi, Joe. Dimmi\ndella mia ingratitudine. Non essere cos\u00ec buono con me!\n\nJoe aveva infatti posato la testa sul cuscino al mio fianco e mi aveva messo il braccio intorno al collo, nella sua gioia di conoscerlo.\ne mi aveva messo un braccio intorno al collo, nella gioia di conoscermi.\n\n Che caro vecchio Pip, vecchio mio, disse Joe, io e te siamo sempre stati amici.\nE quando starai abbastanza bene da uscire per una cavalcata, che allodole!\n\nDopo di che, Joe si ritir\u00f2 alla finestra e si mise di spalle, asciugandosi gli occhi.\nverso di me, asciugandosi gli occhi. E poich\u00e9 la mia estrema debolezza mi impediva di\ndi alzarmi e andare da lui, rimasi l\u00ec a mormorare penitente,\n O Dio lo benedica! O Dio benedica questo gentile uomo cristiano!\n\nGli occhi di Joe erano rossi quando lo trovai accanto a me; ma io gli tenevo la mano e ci sentivamo entrambi felici.\nmano e ci sentivamo entrambi felici.\n\n Quanto tempo, caro Joe?\n\n Che intendi dire, Pip, quanto \u00e8 durata la tua malattia, caro vecchio\nvecchio mio?\n\n S\u00ec, Joe.\n\n \u00c8 la fine di maggio, Pip. Domani \u00e8 il primo giugno.\n\n E sei stato qui tutto questo tempo, caro Joe?\n\n Quasi, vecchio mio. Perch\u00e9, come ho detto a Biddy quando la notizia della tua\nquando la notizia della tua malattia \u00e8 stata portata per lettera, che \u00e8 stata portata per posta,\ned essendo prima celibe, ora \u00e8 sposato, anche se sottopagato per un sacco di\ndi camminare e di calzare, ma la ricchezza non era un suo obiettivo,\ne il matrimonio era il grande desiderio del suo cuore.\n\n \u00c8 cos\u00ec piacevole ascoltarti, Joe! Ma ti interrompo su ci\u00f2 che hai\ndetto a Biddy.\n\n E questo, disse Joe, \u00e8 il modo in cui tu puoi trovarti in mezzo agli estranei,\ne che, essendo io e te sempre stati amici, un consiglio in un momento del genere\nmomento non sarebbe stato inaccettabile. E Biddy disse: \"Vai da lui\".\nda lui, senza perdere tempo.  Questo, disse Joe, riassumendo con la sua aria da\naria da giudice, erano le parole di Biddy.  Vai da lui, disse Biddy, senza\nperdita di tempo.  In breve, non dovrei ingannarvi molto, aggiunse Joe,\ndopo una breve riflessione, se vi dicessi che le parole di quella giovane donna erano, senza\ndi quella giovane donna erano, senza un minuto di perdita di tempo.\n\nL\u00ec Joe si interruppe e mi inform\u00f2 che mi avrebbero parlato con\ncon grande moderazione, e che avrei dovuto prendere un po' di nutrimento ad\nfrequenti, sia che ne avessi voglia o meno, e che dovevo sottomettermi a tutti i suoi ordini.\nche dovevo sottomettermi a tutti i suoi ordini. Cos\u00ec gli baciai la mano e rimasi tranquilla\nmentre lui procedeva a scrivere un biglietto per Biddy con il mio amore.\ncon il mio amore.\n\nEvidentemente Biddy aveva insegnato a Joe a scrivere. Mentre ero a letto e lo guardavo\nmi ha fatto piangere di nuovo di piacere, nel mio stato di debolezza, il vedere l'orgoglio con cui si accingeva a scrivere.\norgoglio con cui si accingeva a scrivere. Il mio letto, privato delle tende, era stato\ntende, era stato portato, con me sopra, nel salotto, come\npi\u00f9 arioso e pi\u00f9 grande, e il tappeto era stato tolto, e la stanza era sempre\nstanza sempre fresca e salubre, giorno e notte. Al mio\ntavolo da scrittura, spinto in un angolo e ingombro di bottigliette,\nJoe si sedette ora al suo grande lavoro, scegliendo per prima cosa una penna dal\ndal portapenne come se fosse un baule di grandi attrezzi, e si rimbocc\u00f2 le maniche come se stesse per\nmaniche come se stesse per impugnare un piede di porco o una mazza. Era\nnecessario che Joe si tenesse pesantemente al tavolo con il gomito sinistro,\ne che la gamba destra fosse ben distesa dietro di lui, prima di poter iniziare;\ne quando inizi\u00f2, fece ogni colpo cos\u00ec lentamente che poteva essere\nche avrebbe potuto essere lunga due metri e mezzo, mentre a ogni colpo di penna si sentiva la sua penna\nstridere ampiamente. Aveva la curiosa idea che il calamaio fosse sul\nlato di lui dove non c'era, e intingeva continuamente la penna nello spazio.\ne intingeva continuamente la penna nello spazio, e sembrava abbastanza soddisfatto del risultato. Di tanto in tanto era\ninciampare in qualche inciampo ortografico, ma nel complesso se la cavava molto bene.\nmolto bene; e quando ebbe firmato il suo nome e tolto una macchia finale dal foglio\nuna macchia finale dal foglio alla corona della testa con le due dita anteriori.\ncon le due dita anteriori, si alz\u00f2 e si mise a volteggiare intorno al tavolo, provando l'effetto della sua performance da vari punti di\nl'effetto della sua performance da vari punti di vista, mentre giaceva l\u00ec,\ncon il massimo della soddisfazione.\n\nPer non mettere Joe a disagio parlando troppo, anche se fossi stata in grado di parlare molto, rimandai la domanda su Miss Havisham al giorno dopo.\nparlare molto, rimandai al giorno successivo la domanda su Miss Havisham. Scosse la testa quando gli chiesi se fosse guarita.\nscosse la testa quando gli chiesi se fosse guarita.\n\n \u00c8 morta, Joe?\n\n Perch\u00e9 vedi, vecchio mio, disse Joe, in tono di rimprovero, e per arrivare al punto per gradi, non mi spingerei fino a dire che, per quanto riguarda il suo lavoro, non \u00e8 vero che\nper arrivare al punto, non arriverei a dire questo,\nperch\u00e9 \u00e8 una cosa da dire; ma lei non \u00e8\n\n Vivere, Joe?\n\n Non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec, disse Joe; lei non vive.\n\n Si \u00e8 trattenuta a lungo, Joe?\n\n Dopo che ti sei ammalato, \u00e8 passata pi\u00f9 o meno quella che si potrebbe definire (se\nuna settimana, disse Joe; ancora determinato, per mio conto, a\ndi arrivare a tutto per gradi.\n\n Caro Joe, hai saputo cosa ne sar\u00e0 della sua propriet\u00e0?\n\n Ebbene, vecchio mio, disse Joe, sembra che lei abbia sistemato la maggior parte della\ndi tutto, cio\u00e8 di averla legata, alla signorina Estella. Ma lei aveva\nMa un giorno o due prima dell'incidente aveva scritto di suo pugno una piccola\nincidente, lasciando un bel gruzzolo di quattromila dollari al signor Matthew Pocket. E perch\u00e9,\ncredi che, soprattutto, Pip, abbia lasciato quei quattromila freschi\na lui?  Per il conto che Pip ha di lui, il suddetto Matthew.  Mi \u00e8 stato\nMi \u00e8 stato detto da Biddy che la scrittura, disse Joe, ripetendo il\ncome se gli facesse un bene infinito, che il conto di lui, il suddetto\nMatthew.  E un bel quattromila, Pip!\n\nNon ho mai scoperto da chi Joe abbia ricavato la temperatura convenzionale\ndelle quattromila sterline; ma sembrava che la somma di denaro gli rendesse\npi\u00f9 per lui, e aveva un evidente gusto nell'insistere sul fatto che fossero\nfresco.\n\nQuesto resoconto mi ha dato una grande gioia, perch\u00e9 ha perfezionato l'unica cosa buona che avevo fatto.\nche avevo fatto. Chiesi a Joe se aveva saputo se qualcuno degli altri parenti aveva\nparenti avesse qualche eredit\u00e0?\n\n La signorina Sarah, disse Joe, ha una pelliccia di venticinque sterline di peranni per\nper comprare le pillole, perch\u00e9 ha la bile. La signorina Georgiana ha venti\nsterline in meno. Signora, come si chiamano quelle bestie selvatiche con le gobbe, vecchio mio?\nvecchio mio?\n\n Cammelli? dissi, chiedendomi perch\u00e9 mai volesse saperlo.\n\nJoe annu\u00ec.  La signora Cammelli, con cui ho capito subito che intendeva\nCamilla, ha cinque sterline di pelliccia per comprare dei fari per metterla di buon umore quando si sveglia di notte.\nquando si sveglia di notte.\n\nL'accuratezza di questi resoconti era sufficientemente ovvia per darmi grande fiducia nelle informazioni di Joe.\nfiducia nelle informazioni di Joe.  E ora, disse Joe, tu\nnon sei ancora cos\u00ec forte, vecchio mio, da non poter sopportare pi\u00f9 di una\nun'altra cucchiaiata oggi. Il vecchio Orlick ha aperto una casa.\ncasa.\n\n Di chi?\n\n Non, ve lo concedo, ma i suoi modi di fare sono dati per spacconi, disse Joe, scusandosi; tuttavia, una casa inglese \u00e8 il suo castello.\nJoe, scusandosi; tuttavia, la casa di un inglese \u00e8 il suo castello e i castelli non vanno rotti, se non in tempo di guerra.\ncastelli non devono essere rotti, se non in tempo di guerra. E, nonostante le sue mancanze\nle mancanze da parte sua, egli era un coltivatore di grano e di semi nel suo cuore.\n\n Allora \u00e8 la casa di Pumblechook che \u00e8 stata violata?\n\n Ecco, Pip, disse Joe; e presero la sua cassa, e presero la sua cassetta dei soldi, e bevvero il suo vino, e si appropriarono delle sue arguzie.\ncassa, e hanno bevuto il suo vino, e hanno mangiato le sue mele,\ne gli hanno schiaffeggiato la faccia, gli hanno tirato il naso e lo hanno legato\nal suo letto, e gli diedero una dozzina di pezzi, e gli riempirono la bocca di\nbocca di piante annuali fiorite per impedire che gridasse. Ma lui\nconosceva Orlick, e Orlick \u00e8 nella prigione della contea.\n\nCon questi approcci arrivammo a una conversazione illimitata. Ero lento\na recuperare le forze, ma lentamente e inesorabilmente diventai meno debole e Joe\nJoe rimase con me e mi sembr\u00f2 di essere di nuovo il piccolo Pip.\n\nPerch\u00e9 la tenerezza di Joe era cos\u00ec meravigliosamente proporzionata al mio bisogno,\nche ero come un bambino nelle sue mani. Si sedeva e mi parlava con\ncon la vecchia confidenza, con la vecchia semplicit\u00e0 e con il vecchio modo di\nmodo non assertivo e protettivo, tanto che avrei quasi creduto che tutta la mia\nvita dai giorni della vecchia cucina fosse uno dei disturbi mentali\ndella febbre che era passata. Faceva tutto per me, tranne i\nlavori domestici, per i quali aveva ingaggiato una donna molto rispettabile, dopo aver\ndopo aver pagato la lavandaia al suo primo arrivo.  E questo ve lo assicuro,\nPip, diceva spesso, a spiegazione di quella libert\u00e0; la trovavo a battere il letto di riserva, come\nche picchiettava il letto di riserva come una botte di birra, e ne estraeva le piume\npiume in un secchio, per venderle. Che poi avrebbe picchiettato il tuo,\ne l'avrebbe tirato via con voi che vi sdraiavate sopra, e poi avrebbe portato via i carboni\ni carboni in modo graduale nelle zuppiere e nei piatti da portata, e il vino e gli alcolici\nvino e gli alcolici nei vostri stivali di gomma.\n\nAttendevamo con ansia il giorno in cui sarei uscito a cavalcare, come un tempo attendevamo con ansia il giorno del mio apprendistato.\nun tempo il giorno del mio apprendistato. E quando il giorno\nvenne, e una carrozza aperta fu messa in corsia, Joe mi avvolse,\nmi prese in braccio, mi port\u00f2 fino alla carrozza e mi fece salire, come se fossi ancora la piccola creatura indifesa a cui\ncome se fossi ancora la piccola creatura indifesa a cui aveva dato cos\u00ec abbondantemente la\nricchezza della sua grande natura.\n\nJoe sal\u00ec accanto a me e partimmo insieme verso la campagna,\ndove la ricca crescita estiva era gi\u00e0 sugli alberi e sull'erba,\ne i dolci profumi estivi riempivano l'aria. Quel giorno era domenica\ndomenica, e quando guardai la bellezza che mi circondava e pensai a come era cresciuta e cambiata e come\ncome era cresciuta e cambiata, e come i piccoli fiori selvatici si erano\ne le voci degli uccelli si erano rafforzate, di giorno e di notte, sotto il sole e sotto il sole.\ndi notte, sotto il sole e sotto le stelle, mentre io, povero, giacevo ardente e\ne mi rigiravo nel mio letto, il solo ricordo di aver bruciato e si \u00e8 rigirato l\u00ec\nil solo ricordo di aver bruciato e si \u00e8 rigirato l\u00ec \u00e8 stato come un freno alla mia pace. Ma quando sentii le campane della domenica\ncampane della domenica e guardai ancora un po' intorno alla bellezza diffusa, sentii che non ero ancora grata\nsentii che non ero abbastanza grata, che ero ancora troppo debole per essere\ne posai la testa sulla spalla di Joe, come l'avevo posata tanto tempo prima quando mi aveva portato\ncome l'avevo appoggiata tempo prima quando mi aveva portato alla Fiera o dove non l'aveva fatto, ed era troppo per i miei giovani sensi.\ntroppo per i miei giovani sensi.\n\nDopo un po' mi torn\u00f2 la calma e parlammo come un tempo, sdraiati sull'erba della vecchia batteria.\nparlare, sdraiati sull'erba della vecchia Batteria. Non c'era nessun cambiamento\nalcun cambiamento in Joe. Esattamente come era stato ai miei occhi allora, lo era ancora ai miei\nocchi; semplicemente fedele e semplicemente giusto.\n\nQuando tornammo indietro, e lui mi sollev\u00f2 e mi port\u00f2 cos\u00ec facilmente\nfacilmente attraverso il cortile e su per le scale, pensai a quell'emozionante\nNatale, quando mi aveva portato in braccio oltre le paludi. Non avevamo ancora\nallusione al mio cambiamento di fortuna, n\u00e9 sapevo quanto della mia storia recente conoscesse\ndella mia storia recente. Ero cos\u00ec dubbiosa di me stessa\ndi me stessa e che riponevo cos\u00ec tanta fiducia in lui, che non riuscivo a capire\nse dovessi fare riferimento ad essa quando lui non lo faceva.\n\n Hai sentito, Joe?\", gli chiesi quella sera, mentre fumava la pipa alla finestra.\nmentre fumava la pipa alla finestra, chi fosse il mio mecenate?\nera?\n\n Ho sentito, rispose Joe, come se non fosse Miss Havisham, vecchio mio.\n\n Hai sentito chi era, Joe?\n\n Bene! Ho sentito come una persona che ha mandato la persona che vi ha dato\nle banconote al Jolly Bargemen, Pip.\n\n Cos\u00ec \u00e8 stato.\n\n Sorprendente! disse Joe, nel modo pi\u00f9 pacato possibile.\n\n Hai sentito che \u00e8 morto, Joe?  Chiesi subito, con\ncrescente diffidenza.\n\n Quale? Quello che ha mandato le banconote, Pip?\n\n S\u00ec.\n\n Penso, disse Joe, dopo aver riflettuto a lungo e guardando piuttosto\ncon lo sguardo piuttosto evasivo verso il sedile della finestra, come se avessi sentito dire\nqualcosa o altro in generale in quella direzione.\n\n Hai saputo qualcosa delle sue condizioni, Joe?\n\n Non \u00e8 un partickler, Pip.\n\n Se vuoi sentire, Joe Stavo iniziando, quando Joe si alz\u00f2 e venne sul mio divano.\nsi avvicin\u00f2 al mio divano.\n\n Guarda qui, vecchio mio, disse Joe, chinandosi su di me.  Siamo sempre i migliori\namici; non \u00e8 vero, Pip?\n\nMi vergognavo a rispondergli.\n\n Molto bene, allora, disse Joe, come se avessi risposto; va bene cos\u00ec;\n\u00e8 tutto concordato. E allora perch\u00e9 parlare di argomenti, vecchio mio, che tra due persone\ntra due persone devono essere sempre necessari? Ci sono argomenti a sufficienza\ntra due secchi, senza quelli necessari. Signore! Pensare alla tua\npovera sorella e alle sue sfuriate! E non ti ricordi di Tickler?\n\n \u00c8 vero, Joe.\n\n Guarda qui, vecchio mio, disse Joe.  Ho fatto il possibile per tenere te e\nTickler, ma il mio potere non \u00e8 sempre stato all'altezza delle mie\ninclinazioni. Infatti, quando la tua povera sorella aveva in mente di farti un pompino, non era cos\u00ec\nJoe, con il suo modo di argomentare preferito, ha detto: \"Non \u00e8 che\nche si fosse fatta sotto anche a me, se mi fossi opposta a lei, ma che\nche lei si calava in te sempre pi\u00f9 pesantemente. L'ho notato. Non \u00e8 una\nun'afferrata al baffo di un uomo, non ancora una scrollata o due a un uomo (cosa che tua sorella era benvenuta).\nsorella era la benvenuta), che possa dissuadere un uomo dall'ottenere una piccola\nbambino dalla punizione. Ma quando quel bambino viene gettato in\npi\u00f9 pesante per quella presa di baffi o per uno scuotimento, allora quell'uomo si alza di scatto e si dice\ne dice a se stesso: \"Dov'\u00e8 il bene che stai facendo? Ti concedo\nVedo il braccio, dice l'uomo, ma non vedo il bene. Mi appello a\nSignore, quindi, di scoprire il bene.\n\n L'uomo dice?  Osservai, mentre Joe aspettava che io parlassi.\n\n L'uomo dice: \"Joe ha acconsentito\".  Ha ragione quell'uomo?\n\n Caro Joe, ha sempre ragione.\n\n Bene, vecchio mio, disse Joe, allora mantieni le tue parole. Se ha sempre\nragione (e in generale \u00e8 pi\u00f9 probabile che abbia torto), ha ragione quando dice questo\ndice questo: Supponendo che tu abbia mai tenuto per te una qualsiasi piccola questione, quando\nbambino, l'hai tenuta per lo pi\u00f9 perch\u00e9 sapevi che J. Gargery aveva il potere di separarti da te.\nGargery di dividere te e Tickler in due non fosse del tutto all'altezza delle sue inclinazioni.\nalle sue inclinazioni. Pertanto, non pensare pi\u00f9 a questa cosa come se fosse tra due\ne non lasciateci passare commenti su argomenti non necessari. Biddy\nsi \u00e8 data un sacco di problemi con me prima che partissi (perch\u00e9 sono quasi\nsono quasi terribilmente ottusa), perch\u00e9 la vedessi sotto questa luce e, vedendola sotto questa luce, perch\u00e9 la mettessi cos\u00ec\nluce, come avrei dovuto metterla. Entrambe le cose, disse Joe, piuttosto affascinato\ncon la sua logica disposizione, essendo state fatte, ora questo a te, un vero\namico, dire. E cio\u00e8. Non devi esagerare, ma devi cenare, bere vino e acqua.\ncena, il vino e l'acqua e devi essere messo tra le lenzuola.\nle lenzuola.\n\nLa delicatezza con cui Joe liquid\u00f2 questo tema e il dolce tatto e la gentilezza con cui Biddy, che con la sua arguzia di donna mi aveva scoperto, mi\ne gentilezza con cui Biddy, che con la sua arguzia di donna mi aveva scoperto cos\u00ec presto\ncos\u00ec presto lo aveva preparato, mi fece una profonda impressione. Ma\nse Joe sapesse quanto ero povera e come le mie grandi aspettative si erano tutte\nsi erano dissolte, come le nostre nebbie palustri davanti al sole, non riuscivo a capire.\ncapire.\n\nUn'altra cosa in Joe che non riuscivo a capire quando inizi\u00f2 a svilupparsi\nma che presto arrivai a comprendere dolorosamente.\nera questa: Man mano che diventavo pi\u00f9 forte e migliore, Joe diventava un po' meno\nmeno facile con me. Nella mia debolezza e nella mia totale dipendenza da lui, il caro amico era\nera caduto nel vecchio tono e mi chiamava con i vecchi nomi,\nil caro vecchio Pip, vecchio mio, che ora erano musica per le mie orecchie. Anch'io ero\nero ricaduto nelle vecchie abitudini, solo felice e grato che lui me lo avesse permesso. Ma,\nimpercettibilmente, anche se li tenevo stretti, la presa di Joe su di essi cominci\u00f2 a\nallentare; e mentre all'inizio me ne meravigliavo, presto cominciai a capire che la causa di ci\u00f2 era\npresto cominciai a capire che la causa di ci\u00f2 era in me e che la colpa era\ntutta mia.\n\nAh! Non avevo dato a Joe motivo di dubitare della mia costanza, e di pensare che\nnella prosperit\u00e0 mi sarei raffreddata nei suoi confronti e l'avrei scacciato? Non ho dato al cuore innocente di\nJoe non aveva motivo di sentire istintivamente che, man mano che diventavo pi\u00f9 forte, la sua\npi\u00f9 forte, la sua presa su di me sarebbe stata pi\u00f9 debole, e che avrebbe fatto meglio a\nallentarla in tempo e lasciarmi andare, prima che mi strappassi via?\n\nFu alla terza o quarta volta che uscii a passeggiare nei Giardini del Tempio appoggiandomi al braccio di Joe.\nGiardini del Tempio, appoggiandomi al braccio di Joe, che vidi questo cambiamento in lui in modo molto\nchiaramente questo cambiamento in lui. Eravamo seduti alla luce calda e brillante del sole, guardando il fiume.\nfiume, e mi capit\u00f2 di dire, mentre ci alzavamo,\n\n Vedi, Joe! Riesco a camminare abbastanza bene. Ora, mi vedrete tornare indietro\nda solo.\n\n Non esagerare, Pip, disse Joe, ma sar\u00f2 felice di vederti in grado di\nvedervi in grado di farlo, signore.\n\nL'ultima parola mi irrit\u00f2; ma come potevo ribattere! Non camminai oltre\nnon andai oltre il cancello dei giardini, poi feci finta di essere pi\u00f9 debole\ndi essere pi\u00f9 debole di quanto non fossi e chiesi a Joe il suo braccio. Joe me lo diede, ma era\npensieroso.\n\nAnch'io, da parte mia, ero pensierosa, perch\u00e9 il modo migliore per controllare questo crescente cambiamento di Joe\ncambiamento in Joe era una grande perplessit\u00e0 per i miei pensieri di rimorso. Che io\nche mi vergognavo di dirgli esattamente come ero messa e a cosa ero arrivata, non cerco di nasconderlo.\nnon cerco di nasconderlo; ma spero che la mia riluttanza non sia stata\nuna riluttanza del tutto indegna. Avrebbe voluto aiutarmi con i suoi piccoli risparmi, lo sapevo.\nrisparmi, lo sapevo, e sapevo che non avrebbe dovuto aiutarmi e che non dovevo permettergli di farlo.\nnon dovevo permettergli di farlo.\n\n\u00c8 stata una serata riflessiva per entrambi. Ma, prima di andare a letto\na letto, avevo deciso che avrei aspettato fino a domani, che \u00e8 domenica, e avrei iniziato il mio nuovo corso con la nuova settimana.\ne che avrei iniziato il mio nuovo corso con la nuova settimana. Luned\u00ec\nluned\u00ec mattina avrei parlato con Joe di questo cambiamento, avrei messo da parte l'ultimo\ndi riserva, gli avrei detto ci\u00f2 che avevo in mente (che in secondo luogo non era ancora arrivato).\n(che in secondo luogo non erano ancora arrivati) e perch\u00e9 non avevo deciso di andare da Herbert.\nHerbert, e allora il cambiamento sarebbe stato sconfitto per sempre. Mentre io\nJoe si schiar\u00ec e sembr\u00f2 che anche lui avesse simpaticamente\nuna risoluzione anche lui.\n\nLa domenica \u00e8 stata una giornata tranquilla, abbiamo cavalcato in campagna e poi abbiamo passeggiato nei campi.\ne poi abbiamo passeggiato nei campi.\n\n Mi sento grato di essere stato malato, Joe\", dissi.\n\n Caro vecchio Pip, vecchio mio, sei proprio un bel tipo, signore.\n\n \u00c8 stato un periodo memorabile per me, Joe.\n\n Anche per me stesso, signore, Joe torn\u00f2.\n\n Abbiamo trascorso un periodo insieme, Joe, che non potr\u00f2 mai dimenticare. Ci sono stati\ngiorni che ho dimenticato per un po', ma non dimenticher\u00f2 mai questi.\ndimenticher\u00f2 mai questi.\n\n Pip\", disse Joe, apparendo un po' affrettato e turbato, \"ci sono state delle allodole\".\nci sono state le allodole. E, caro signore, quello che c'\u00e8 stato tra di noi c'\u00e8 stato.\n\nLa sera, quando andai a letto, Joe entr\u00f2 nella mia stanza, come aveva fatto per tutta la mia convalescenza.\nper tutta la mia convalescenza. Mi chiese se mi sentivo sicura di stare bene come al mattino.\ncome al mattino?\n\n S\u00ec, caro Joe, proprio cos\u00ec.\n\n E sei sempre pi\u00f9 forte, vecchio mio?\n\n S\u00ec, caro Joe, costantemente.\n\nJoe mi accarezz\u00f2 il copriletto sulla spalla con la sua grande mano buona e disse, con una voce che mi sembr\u00f2 roca, \"Buona notte\".\ndisse, con una voce che mi sembr\u00f2 roca: \"Buonanotte!\n\nQuando mi alzai la mattina, rinvigorita e ancora pi\u00f9 forte, ero piena di\ndi raccontare tutto a Joe, senza indugio. Glielo avrei detto prima\ncolazione. Mi sarei vestita subito, sarei andata in camera sua e gli avrei fatto una sorpresa;\nperch\u00e9 era il primo giorno che mi alzavo presto. Andai in camera sua e\nlui non c'era. Non solo non c'era, ma la sua scatola era sparita.\n\nMi affrettai allora a raggiungere il tavolo della colazione, dove trovai una lettera. Questi\nbrevemente il suo contenuto:\n\n Non volendo intromettermi, ho lasciato la pelliccia e tu stai di nuovo bene, caro Pip.\nPip e farai meglio senza\n\n\nJO.\n\n\n P.S. Sempre i migliori amici.\n\n\nLa lettera conteneva una ricevuta per il debito e le spese per cui ero stato arrestato.\nero stato arrestato. Fino a quel momento avevo vanamente pensato che il mio\ncreditore si fosse ritirato o avesse sospeso il procedimento fino a quando non fossi stato\ncompletamente guarito. Non avevo mai sognato che Joe avesse pagato il denaro;\nma Joe l'aveva pagato e la ricevuta era a suo nome.\n\nNon mi restava altro da fare che seguirlo alla cara vecchia fucina, e l\u00ec\ne l\u00ec fargli la mia rivelazione, e la mia penitente rimostranza\ncon lui, e l\u00ec alleviare la mia mente e il mio cuore da quel pensiero riservato.\nSecondo, che era iniziato come un qualcosa di vago che indugiava nei miei\npensieri e che si era trasformato in un proposito fisso?\n\nLo scopo era che andassi da Biddy, che le mostrassi il mio ritorno umiliato e pentito, che le raccontassi come avevo perso la mia vita.\numiliato e pentito di essere tornato, che le avrei detto come avevo perso\ntutto ci\u00f2 in cui speravo, che le avrei ricordato le nostre vecchie confidenze nel\nil mio primo periodo infelice. Poi le avrei detto: \"Biddy, credo che un tempo ti piacessi\nun tempo ti piacevo molto, quando il mio cuore errante, anche se si allontanava da te, era pi\u00f9 tranquillo e\nlontano da te, era pi\u00f9 tranquillo e migliore con te di quanto non sia mai stato\nda allora. Se riuscissi a piacerti di nuovo solo per met\u00e0, se riuscissi a sopportarmi con tutti i miei difetti e le mie delusioni.\nse puoi accettarmi con tutti i miei difetti e le mie delusioni sulla mia testa, se puoi\nse riuscirai a ricevermi come una bambina perdonata (e in effetti sono altrettanto dispiaciuta, Biddy, e ho altrettanto bisogno di\ne ho altrettanto bisogno di una voce che zittisca e di una mano che rassereni), spero di essere\nspero di essere un po' pi\u00f9 degna di te di quanto lo fossi, non molto, ma un po'. E,\nBiddy, sta a te decidere se lavorer\u00f2 alla fucina con Joe o se prover\u00f2 a fare un'esperienza\ncon Joe, o se cercher\u00f2 un'altra occupazione in questo paese, o se andremo a vivere in un altro paese.\npaese, o se partiremo per un posto lontano dove mi aspetta un'opportunit\u00e0\nopportunit\u00e0 che ho accantonato, quando mi \u00e8 stata offerta, finch\u00e9 non ho conosciuto la tua risposta.\nconoscere la tua risposta. E ora, cara Biddy, se riesci a dirmi che vuoi\nattraversare il mondo con me, sicuramente lo renderai un mondo migliore\nper me, e io un uomo migliore per questo, e cercher\u00f2 di renderlo un mondo migliore per te.\nmondo migliore per te.\n\nQuesto era il mio scopo. Dopo altri tre giorni di convalescenza, sono sceso al\nvecchio posto per metterlo in pratica. E come ci sono riuscito \u00e8 tutto ci\u00f2 che\nmi resta da raccontare.\n\n\n\n\nCapitolo LVIII.\n\n\nLa notizia che le mie alte fortune avevano subito una pesante caduta era arrivata fino\nmio luogo natale e nelle sue vicinanze prima che vi arrivassi. Ho trovato il\nCinghiale Blu in possesso di questa notizia, che cambi\u00f2 molto il suo atteggiamento.\nche la cosa cambi\u00f2 molto il suo comportamento. Mentre il Cinghiale aveva coltivato\nla mia buona opinione con calda assiduit\u00e0 quando stavo entrando nella propriet\u00e0,\nil Cinghiale era estremamente freddo sull'argomento, ora che stavo uscendo dalla\npropriet\u00e0.\n\nEra sera quando arrivai, molto affaticato per il viaggio che avevo fatto cos\u00ec spesso\nspesso fatto con tanta facilit\u00e0. Il Cinghiale non riusc\u00ec a sistemarmi nella mia solita camera da letto,\nche era occupata (probabilmente da qualcuno che aveva delle aspettative), e\ne pot\u00e9 solo assegnarmi una camera molto indifferente tra i piccioni e le\ntra i piccioni e i postriboli del cortile. Ma ho dormito bene in quell'alloggio quanto\nnella sistemazione pi\u00f9 alta che il Cinghiale avrebbe potuto offrirmi, e\nla qualit\u00e0 dei miei sogni era pi\u00f9 o meno la stessa della migliore camera da letto.\n\nAl mattino presto, mentre si preparava la mia colazione, passeggiai\nvicino a Satis House. Sul cancello e su pezzi di moquette che pendevano dalle finestre c'erano dei manifesti stampati che annunciavano\ndi moquette che pendevano dalle finestre, annunciando una vendita all'asta di\nmobili ed effetti domestici, la prossima settimana. La casa stessa doveva essere\nessere venduta come vecchio materiale da costruzione e abbattuta. Il LOTTO 1 era segnato in\nlettere bianche sulla casa della birra; il LOTTO 2 su quella parte dell'edificio principale che era stata per lungo tempo\ndell'edificio principale che era stato a lungo chiuso. Altri lotti sono stati\nsu altre parti della struttura e l'edera era stata strappata per far posto alle scritte.\nper fare spazio alle iscrizioni, e gran parte di essa si \u00e8 trascinata in basso nella polvere ed era gi\u00e0\npolvere ed era gi\u00e0 appassita. Entrando per un momento nel cancello aperto\ncancello aperto, e guardandomi intorno con l'aria scomoda di un estraneo\nche non aveva nulla a che fare con quel luogo, vidi il commesso del banditore che camminava sulle\ne che li segnalava per informazione a un compilatore di cataloghi,\ncatalogo, con la penna in mano, che faceva da scrivania temporanea alla sedia a rotelle che avevo cos\u00ec spesso\nspesso spinto al ritmo di Old Clem.\n\nQuando tornai a fare colazione nella sala da caff\u00e8 del Cinghiale, trovai Mr.\nPumblechook che conversava con il padrone di casa. Il signor Pumblechook (non migliorato nell'aspetto dalla sua\ndall'aspetto dopo l'ultima avventura notturna) mi aspettava e si rivolse a me nei seguenti termini\ne si rivolse a me nei seguenti termini:\n\n Giovanotto, mi dispiace vederti ridotto cos\u00ec. Ma cos'altro ci si poteva\naspettarsi! Cos'altro ci si poteva aspettare!\n\nDato che mi ha teso la mano con aria magnificamente indulgente e dato che ero\nero distrutto dalla malattia e inadatto a litigare, la presi.\n\n William, disse il signor Pumblechook al cameriere, mettendo un muffin sul tavolo.\nE siamo arrivati a questo! Siamo arrivati a questo!\n\nMi sedetti accigliato a fare colazione. Il signor Pumblechook era in piedi sopra di me\ne mi vers\u00f2 il t\u00e8 prima che potessi toccare la teiera, con l'aria di un benefattore deciso a essere fedele fino all'ultimo.\nbenefattore che era deciso a essere fedele fino all'ultimo.\n\n William, disse il signor Pumblechook, mestamente, mette il sale. In\ntempi pi\u00f9 felici, rivolgendosi a me, credo che tu abbia preso lo zucchero? E hai\nlatte? S\u00ec, lo prendevi. Zucchero e latte. William, porta un crescione.\n\n Grazie, dissi brevemente, ma non mangio crescioni.\n\n Non le mangiate, rispose il signor Pumblechook, sospirando e annuendo pi\u00f9 volte con la testa, come se se lo aspettasse e come se avesse voluto che il signor Pumblechook\ntesta pi\u00f9 volte, come se se lo aspettasse e come se l'astinenza da crescioni fosse coerente con la mia rovina.\nse l'astinenza da crescioni fosse compatibile con la mia rovina.  \u00c8 vero.\nI semplici frutti della terra. No. Non \u00e8 necessario che tu ne porti, William.\n\nContinuai a fare colazione e il signor Pumblechook continu\u00f2 a stare in piedi davanti a me, fissando il pesce e respirando rumorosamente, come faceva sempre.\nsu di me, fissandomi con occhi di pesce e respirando rumorosamente, come faceva sempre.\n\n Poco pi\u00f9 che pelle e ossa! pens\u00f2 il signor Pumblechook, ad alta voce.  E\nEppure, quando se ne and\u00f2 da qui (posso dire con la mia benedizione), e io gli misi davanti il mio umile negozio, come l'Ape, lui era grassoccio come una pesca!\ne gli ho preparato il mio umile negozio, come l'Ape, era grassoccio come una pesca!\n\nQuesto mi fece ricordare la meravigliosa differenza tra il modo servile\nin cui aveva offerto la sua mano nella mia nuova prosperit\u00e0, dicendo: \"Posso?\ne l'ostentata clemenza con la quale aveva appena esibito le stesse\nle stesse grasse cinque dita.\n\n Ha continuato, porgendomi il pane e il burro.  E hai intenzione di\na-ra a Joseph?\n\n In nome del cielo, dissi, sparando mio malgrado, cosa importa a te dove vado?\nche importanza ha per voi dove sto andando? Lascia stare quella teiera.\n\n\u00c8 stata la cosa peggiore che potessi fare, perch\u00e9 ha dato a Pumblechook l'opportunit\u00e0 che voleva.\nl'opportunit\u00e0 che voleva.\n\n S\u00ec, giovanotto, disse, rilasciando il manico dell'articolo in questione, ritirandosi di un passo o due dal mio tavolo e parlando per conto di un'altra persona.\nin questione, ritirandosi di un passo o due dal mio tavolo e parlando per l'attenzione del padrone di casa e del cameriere alla porta.\nper il padrone di casa e per il cameriere alla porta, lascer\u00f2 quella\nteiera. Hai ragione, giovanotto. Per una volta hai ragione. I\nmi perdono quando mi interesso cos\u00ec tanto alla vostra colazione da desiderare\nche desidero che la tua struttura, esaurita dagli effetti debilitanti del\nprodigalit\u00e0, fosse stimolato dal nutrimento sano dei vostri\nantenati. Eppure, disse Pumblechook rivolgendosi al padrone di casa e al cameriere e indicandomi\ncameriere e indicandomi a distanza, questo \u00e8 l'uomo con cui mi sono mai\ncon cui mi sono divertito nei giorni della sua felice infanzia! Non ditemi che non pu\u00f2 essere; io\nvi dico che \u00e8 lui!\n\nI due risposero con un basso mormorio. Il cameriere sembrava essere\nparticolarmente colpito.\n\n Questo \u00e8 lui, disse Pumblechook, come ho cavalcato nel mio carretto. Questo\n\u00e8 lui come l'ho visto tirato su a mano. Questo \u00e8 lui, la sorella di cui ero zio\ndi cui ero zio per matrimonio, dato che si chiamava Georgiana M ria da sua madre.\nsua madre, che lo neghi se pu\u00f2!\n\nIl cameriere sembrava convinto che non potessi negarlo e che questo desse al caso un aspetto nero.\nil caso un aspetto nero.\n\n Giovanotto, disse Pumblechook, avvitando la testa verso di me alla vecchia maniera, tu vai da Joseph.\nTu vai da Joseph. Che importanza ha per me, mi chiedi\ndove vai? Le dico, signore, che lei sta andando da\nGiuseppe.\n\nIl cameriere toss\u00ec, come se mi invitasse modestamente a superarlo.\n\n Ora, disse Pumblechook, e tutto questo con un'aria esasperante di\ndi dire, per la causa della virt\u00f9, ci\u00f2 che era perfettamente convincente e\nconclusivo, vi dir\u00f2 cosa dire a Joseph. \u00c8 presente lo scudiero del\ndel Cinghiale presente, conosciuto e rispettato in questa citt\u00e0, e qui c'\u00e8\nWilliam, il cui nome paterno era Potkins, se non mi inganno.\nme stesso.\n\n Non \u00e8 cos\u00ec, signore, disse William.\n\n In loro presenza, prosegu\u00ec Pumblechook, ti dir\u00f2, giovanotto,\ncosa dire a Giuseppe. Dici, Giuseppe, che oggi ho visto il mio primo benefattore e il fondatore della mia fortuna.\nprimo benefattore e il fondatore della mia fortuna.\nnomi, Joseph, ma cos\u00ec si compiacciono di chiamarlo in citt\u00e0, e io ho visto quell'uomo.\nvisto quell'uomo.\n\n Giuro che non lo vedo qui, dissi.\n\n Dillo pure, replic\u00f2 Pumblechook.  Dite che avete detto questo, e anche\nGiuseppe probabilmente tradir\u00e0 la sorpresa.\n\n Lo sbagliate di grosso, dissi io. Lo so bene.\n\n Come dici tu, continu\u00f2 Pumblechook, Giuseppe, io ho visto quell'uomo e\nquell'uomo non ti porta cattiveria e non porta cattiveria a me. Conosce il tuo\ncarattere, Giuseppe, e conosce bene la tua cocciutaggine e la tua\nignoranza; e conosce il mio carattere, Giuseppe, e conosce la mia mancanza di\ngratitudine. S\u00ec, Giuseppe, dice lei, e Pumblechook scosse la testa e la mano verso di me.\ne la mano, conosce la mia totale carenza di gratitudine umana.\ngratitudine umana. Lui lo sa, Giuseppe, come nessuno pu\u00f2 saperlo. Tu non lo sai,\nGiuseppe, non avendo alcun titolo per saperlo, ma quell'uomo s\u00ec.\n\nAsino ventoso com'era, mi stupiva davvero che potesse avere la faccia\ndi parlare cos\u00ec con la mia.\n\n Mi ha detto, Giuseppe, che mi ha dato un piccolo messaggio, che ora ripeter\u00f2.\nripetere. Era che, nel mio abbassamento, vedeva il dito della Provvidenza.\nProvvidenza. Ha riconosciuto quel dito quando ha visto Giuseppe, e lo ha visto\nchiaro. Ha tracciato questa scritta, Giuseppe. Ricompensa dell'ingratitudine al\nal suo primo benefattore e fondatore di Fortuna. Ma quell'uomo disse di non\nnon si \u00e8 pentito di ci\u00f2 che ha fatto, Joseph. Niente affatto. Era giusto farlo\nera stato giusto farlo, era stato gentile farlo, era stato benevolo farlo, e l'avrebbe fatto di nuovo.\nfarlo di nuovo.\n\n \u00c8 un peccato, dissi sprezzante, mentre finivo la mia colazione interrotta, che quell'uomo non abbia detto ci\u00f2 che aveva fatto e che avrebbe fatto.\ncolazione interrotta, che quell'uomo non abbia detto cosa aveva fatto e avrebbe fatto di nuovo.\ndi nuovo.\n\n Scudieri del Cinghiale!  Pumblechook si rivolgeva ora al padrone di casa,\n e William! Non ho obiezioni al fatto che tu possa menzionare, sia in citt\u00e0\no in citt\u00e0, se questo \u00e8 il tuo desiderio, che \u00e8 stato giusto farlo, gentile farlo, benevolo farlo\nche \u00e8 stato giusto farlo, gentile farlo, benevolo farlo, e che lo rifarei.\n\nCon queste parole l'impostore li strinse entrambi per mano, con aria di sufficienza,\ne usc\u00ec di casa, lasciandomi molto pi\u00f9 stupito che compiaciuto delle\nvirt\u00f9 di quella stessa cosa indefinita.  Anch'io non tardai a lasciare la casa\nuscire di casa anch'io e, scendendo nella High Street, lo vidi\n(senza dubbio con lo stesso effetto) davanti alla porta del suo negozio a un gruppo di persone\ngruppo ristretto, che mi onorava con sguardi molto sfavorevoli mentre passavo sul lato opposto della strada.\npassando sul lato opposto della strada.\n\nMa era ancora pi\u00f9 piacevole rivolgersi a Biddy e a Joe, la cui grande tolleranza risplendeva pi\u00f9 di prima, se cos\u00ec si poteva dire.\ngrande tolleranza brillava pi\u00f9 di prima, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire,\nin contrasto con questo sfacciato pretendente. Andai verso di loro lentamente, perch\u00e9\nle mie membra erano deboli, ma con un senso di sollievo crescente man mano che mi avvicinavo a loro, e un senso di\navvicinarmi a loro, e un senso di lasciare l'arroganza e la falsit\u00e0\nsempre pi\u00f9 alle spalle l'arroganza e la falsit\u00e0.\n\nIl clima di giugno era delizioso. Il cielo era azzurro, le allodole si libravano\nsi libravano alte sul verde del grano, pensavo che tutta quella campagna fosse pi\u00f9\nbella e pacifica di quanto non l'avessi mai conosciuta. Molte\nimmagini piacevoli della vita che avrei condotto l\u00ec, e del\ncambiamento in meglio che sarebbe avvenuto nel mio carattere quando avrei avuto al mio fianco uno spirito\nspirito guida al mio fianco, la cui fede semplice e la chiara saggezza domestica\nche avevo dimostrato, mi hanno incuriosito. Risvegliarono in me una tenera emozione, perch\u00e9 il mio cuore si era\nil mio cuore si era ammorbidito con il mio ritorno e si era verificato un tale cambiamento,\nche mi sentivo come uno che tornava a casa a piedi nudi da un viaggio lontano,\ne le cui peregrinazioni erano durate molti anni.\n\nNon avevo mai visto la scuola dove Biddy era la maestra; ma il piccolo vicolo rotondo da cui ero entrata nel villaggio, per la tranquillit\u00e0\npiccola stradina rotatoria con la quale sono entrata in paese, per\nper motivi di tranquillit\u00e0, mi port\u00f2 a passarci davanti. Con disappunto scoprii che era un giorno di vacanza; non c'erano bambini e\nvacanza; non c'erano bambini e la casa di Biddy era chiusa. Qualche\nsperanza di vederla, impegnata nei suoi doveri quotidiani,\nprima che mi vedesse, mi era passata per la testa ed era stata sconfitta.\n\nMa la fucina era a pochissima distanza, e mi diressi verso di essa\nsotto i dolci tigli verdi, ascoltando il tintinnio del martello di Joe.\nMolto tempo dopo che avrei dovuto sentirlo, e molto tempo dopo che avevo creduto di sentirlo e mi ero accorto che era solo una fantasia, tutto era fermo.\ndi averlo sentito e che non era altro che una fantasia, tutto era fermo. I tigli erano l\u00ec,\ne le spine bianche erano l\u00ec, e i castagni erano l\u00ec, e le loro foglie frusciavano armoniosamente quando\nle loro foglie frusciavano armoniosamente quando mi fermavo ad ascoltare; ma, il tintinnio del martello di Joe\ntintinnio del martello di Joe non era nel vento di mezza estate.\n\nQuasi temendo, senza sapere perch\u00e9, di avvicinarmi alla fucina, la vidi finalmente e vidi che era chiusa.\nfinalmente la vidi e vidi che era chiusa. Nessun bagliore di fuoco, nessuna\nscintillante pioggia di scintille, nessun rombo di mantici; tutto chiuso, e\nancora.\n\nMa la casa non era deserta, e il salotto migliore sembrava essere in\nperch\u00e9 alla finestra c'erano tende bianche che svolazzavano e la finestra era aperta e\nfinestra era aperta e allegra di fiori. Mi avvicinai dolcemente, con l'intenzione di\ndi sbirciare tra i fiori, quando Joe e Biddy mi si pararono davanti, a braccetto.\nbraccio.\n\nAll'inizio Biddy emise un grido, come se pensasse che si trattasse di una mia apparizione, ma\nin un altro momento era nel mio abbraccio. Io piangevo nel vederla e lei piangeva nel vedere me.\npiangeva nel vedere me; io, perch\u00e9 aveva un aspetto cos\u00ec fresco e piacevole; lei,\nperch\u00e9 avevo un aspetto cos\u00ec consumato e bianco.\n\n Ma cara Biddy, quanto sei intelligente!\n\n S\u00ec, caro Pip.\n\n E Joe, quanto sei intelligente!\n\n S\u00ec, caro vecchio Pip, vecchio mio.\n\nLi guardai entrambi, dall'uno all'altro, e poi\n\n \u00c8 il giorno del mio matrimonio! grid\u00f2 Biddy, in uno slancio di felicit\u00e0, e sono sposata con Joe!\nsposata con Joe!\n\nMi hanno portato in cucina e ho appoggiato la testa sul vecchio tavolo da gioco.\nvecchio tavolo da gioco. Biddy si portava una mano alle labbra e Joe mi toccava la spalla.\ntocco ristoratore di Joe sulla mia spalla.  Che non \u00e8 abbastanza forte, mia\nmia cara, da essere sorpreso, disse Joe. E Biddy disse: \"Avrei dovuto pensarci, caro Joe.\navrei dovuto pensarci, caro Joe, ma ero troppo felice.  Erano entrambi cos\u00ec\nfelicissimi di vedermi, cos\u00ec orgogliosi di vedermi, cos\u00ec commossi per la mia venuta a\ncos\u00ec toccati dal mio arrivo da loro, cos\u00ec contenti che fossi venuta per caso a rendere la loro\ngiornata completa!\n\nIl mio primo pensiero fu di grande gratitudine perch\u00e9 non avevo mai\ndi non aver mai confidato a Joe quest'ultima speranza frustrata. Quante volte, mentre era con me\nnella mia malattia, mi era salita alle labbra! Quanto irrevocabile sarebbe stata\nirrevocabile la sua conoscenza, se fosse rimasto con me solo un'altra ora!\n\n Cara Biddy, dissi, hai il miglior marito del mondo,\ne se avessi potuto vederlo accanto al mio letto avresti Ma no, non potevi amarlo meglio di come lo ami tu.\nnon potresti amarlo pi\u00f9 di quanto lo ami tu.\n\n No, non potevo, disse Biddy.\n\n E, caro Joe, tu hai la moglie migliore del mondo, e lei ti render\u00e0 felice come nemmeno tu meriti di essere.\nti render\u00e0 felice come nemmeno tu meriti di essere, caro, buono e nobile Joe!\nJoe!\n\nJoe mi guard\u00f2 con un labbro tremante e si mise la manica davanti agli occhi.\nocchi.\n\n E Joe e Biddy, dato che siete stati in chiesa oggi e siete in carit\u00e0 e amore con tutti gli uomini, ricevete i miei umili ringraziamenti per tutto quello che fate.\ncarit\u00e0 e amore verso tutti gli uomini, ricevete i miei umili ringraziamenti per tutto ci\u00f2 che avete\nper tutto quello che avete fatto per me e che io ho ripagato cos\u00ec male! E quando dico che me ne andr\u00f2 entro un'ora\nche me ne vado entro un'ora, perch\u00e9 presto andr\u00f2 all'estero, e che non mi riposer\u00f2 mai finch\u00e9 non avr\u00f2 lavorato per\nche non mi riposer\u00f2 mai finch\u00e9 non avr\u00f2 lavorato per il denaro con cui mi avete\nmi avete tenuto fuori di prigione e ve li avr\u00f2 inviati, non pensate, cari Joe e Biddy, che se io\nJoe e Biddy, che se potessi ripagarlo mille volte, suppongo che potrei\nche potrei cancellare un solo centesimo del debito che ho con voi, o che lo farei se potessi!\nse potessi!\n\nErano entrambi sciolti da queste parole e mi hanno pregato di non dire altro.\ndi non dire altro.\n\n Ma devo dire di pi\u00f9. Caro Joe, spero che avrai dei figli da amare,\ne che qualche piccolo ragazzo sieder\u00e0 in questo angolo di camino in una notte d'inverno.\nnotte d'inverno, che possa ricordarti un altro piccolo ragazzo che se n'\u00e8 andato per sempre.\nper sempre. Non dirgli, Joe, che sono stata ingrata; non dirgli, Biddy,\nche sono stato ingeneroso e ingiusto; ditegli solo che vi ho onorato\nentrambi, perch\u00e9 eravate cos\u00ec buoni e sinceri, e che, come vostro figlio,\nche sarebbe stato naturale per lui crescere un uomo molto migliore di me.\ndi me.\n\n Non ho intenzione, disse Joe, da dietro la manica, di dirgli\nniente di simile, Pip. N\u00e9 Biddy, n\u00e9 nessun altro.\n\n E ora, anche se so che l'avete gi\u00e0 fatto nei vostri gentili\ncuori, vi prego di dirmi, entrambi, che mi perdonate! Di grazia, fatemi sentire le parole\nparole, in modo che possa portarne il suono con me, e\ne allora sar\u00f2 in grado di credere che possiate fidarvi di me e pensare meglio di me\ndi me, nel tempo a venire!\n\n O caro vecchio Pip, vecchio mio, disse Joe.  Dio solo sa come ti perdono, se ho\nse ho qualcosa da perdonare!\n\n Amen! E Dio sa che lo voglio! fece eco Biddy.\n\n Ora lasciatemi salire a vedere la mia vecchia stanzetta e riposare qualche minuto da sola.\nminuti da solo. E poi, quando avr\u00f2 mangiato e bevuto con voi, venite con me fino al palo della cuccagna, cari Joe e Biddy.\ncon me fino al palo della cuccagna, cari Joe e Biddy, prima di salutarci!\naddio!\n\n\n\n\nVendetti tutto quello che avevo e misi da parte quanto potevo per un concordato con i miei creditori.\ncon i miei creditori, che mi diedero tutto il tempo necessario per pagarli completamente, e io\ne mi unii a Herbert. Nel giro di un mese avevo lasciato l'Inghilterra e\nentro due mesi fui impiegato presso la Clarriker and Co. e nel giro di quattro mesi\nmesi assunsi la mia prima responsabilit\u00e0 indivisa. Per la trave che attraversa\nsoffitto del salotto di Mill Pond Bank aveva cessato di tremare sotto\nvecchio Bill Barley ed era in pace, Herbert se n'era andato per sposare Clara e io ero rimasto\nsposare Clara, e a me era stata lasciata l'esclusiva responsabilit\u00e0 della filiale orientale fino a quando\nfinch\u00e9 non l'avesse riportata.\n\nPassarono molti anni prima che diventassi socio della Casa; ma vivevo felicemente con Herbert e sua moglie.\nfelicemente con Herbert e sua moglie, vivevo in modo frugale, pagavo i miei debiti e mantenevo una costante corrispondenza con Biddy e Joe.\ndebiti e mantenni una costante corrispondenza con Biddy e Joe. Non \u00e8 stato\nnon fu quando divenni il terzo della societ\u00e0 che Clarriker mi trad\u00ec con Herbert.\nHerbert; ma poi dichiar\u00f2 che il segreto della societ\u00e0 di Herbert\nera stato abbastanza a lungo sulla sua coscienza e che doveva dirlo. Cos\u00ec lo\ne Herbert ne fu tanto commosso quanto stupito, e il caro amico e io non fummo peggiori amici per questo.\ne io non fummo amici peggiori per il lungo occultamento. Non devo\nnon devo lasciare che si pensi che siamo mai stati una grande Casa, o che abbiamo\no che avessimo fatto soldi a palate. Non facevamo affari in grande stile, ma avevamo un buon nome e lavoravamo\nun buon nome, lavoravamo per i nostri profitti e facevamo molto bene. Dovevamo molto\nmolto all'industria e alla prontezza sempre allegra di Herbert, che spesso mi sono\ncome avessi concepito la vecchia idea della sua inadeguatezza, finch\u00e9 un giorno fui illuminata dal\nfinch\u00e9 un giorno non fui illuminata dalla riflessione che forse l'inadeguatezza\nnon era mai stata in lui, ma in me.\n\n\n\n\nCapitolo LIX.\n\n\nPer undici anni non avevo mai visto Joe e Biddy con i miei occhi\nocchi, anche se entrambi erano stati spesso davanti alla mia fantasia in Oriente.\nquando, una sera di dicembre, un'ora o due dopo il tramonto, posai dolcemente la mano sul chiavistello della vecchia porta della cucina.\nposai dolcemente la mano sul chiavistello della vecchia porta della cucina. Lo toccai\ncos\u00ec piano da non essere sentito, e guardai dentro senza essere visto. L\u00ec, fumando\nla sua pipa nel vecchio posto alla luce del fuoco della cucina, sano e forte come sempre, anche se un po' grigio.\nforte come sempre, anche se un po' ingrigito, sedeva Joe; e l\u00ec, recintato in un angolo con la gamba di Joe, e\nangolo con la gamba di Joe e seduto sul mio piccolo sgabello a guardare il fuoco, c'ero di nuovo io!\nal fuoco, ero di nuovo io!\n\n Gli abbiamo dato il nome di Pip per il tuo bene, caro vecchio mio, disse Joe,\nJoe, deliziato, quando ho preso un altro sgabello al fianco del bambino (ma non gli ho stropicciato i capelli), e abbiamo sperato che crescesse come il bambino.\nnon gli ho scompigliato i capelli), e speravamo che crescesse un po' come te, e pensiamo che sia cos\u00ec.\ncome te, e pensiamo che sia cos\u00ec.\n\nLo pensavo anch'io e la mattina dopo l'ho portato a fare una passeggiata e abbiamo parlato immensamente, capendoci alla perfezione.\nparlammo immensamente, comprendendoci alla perfezione. E lo portai\nnel cimitero della chiesa e lo portai su una certa lapide,\ned egli mi mostr\u00f2 da quell'altura quale fosse la pietra sacra alla\nmemoria di Philip Pirrip, defunto di questa parrocchia, e di Georgiana, moglie del suddetto.\ndel suddetto.\n\n Biddy, dissi io, quando parlai con lei dopo cena, mentre la sua piccola\nbambina dormiva in grembo, devi darmi Pip uno di questi giorni.\no prestarmelo, in ogni caso.\n\n No, no, disse Biddy, gentilmente.  Dovete sposarvi.\n\n Cos\u00ec dicono Herbert e Clara, ma non credo che lo far\u00f2, Biddy. Mi sono cos\u00ec\nche non \u00e8 affatto probabile. Sono gi\u00e0\nun vecchio scapolo.\n\nBiddy guard\u00f2 il suo bambino e si port\u00f2 la manina alle labbra,\ne poi mise la buona mano matronale con cui l'aveva toccato nella\nmia. C'era qualcosa nell'azione e nella leggera pressione dell'anello nuziale di Biddy che aveva un'eloquenza molto bella.\nanello nuziale di Biddy, che aveva un'eloquenza molto bella.\n\n Caro Pip, disse Biddy, sei sicuro di non preoccuparti per lei?\n\n No, non credo, Biddy.\n\n Dimmi come un vecchio, vecchio amico. L'hai dimenticata?\n\n Mia cara Biddy, non ho dimenticato nulla nella mia vita che abbia mai avuto un\nposto in primo piano, e poco di ci\u00f2 che vi ha avuto posto. Ma\nquel povero sogno, come lo chiamavo una volta, \u00e8 passato, Biddy, \u00e8 passato!\npassato!\n\nTuttavia, mentre pronunciavo quelle parole, sapevo che avevo segretamente\ndi rivisitare il sito della vecchia casa quella sera, da solo, per\nper il suo bene. S\u00ec, anche cos\u00ec. Per il bene di Estella.\n\nAvevo sentito dire che conduceva una vita molto infelice e che si era separata dal marito, che l'aveva usata con grande crudelt\u00e0.\nmarito, che l'aveva usata con grande crudelt\u00e0, e che era diventato\nche era diventato abbastanza famoso come un composto di orgoglio, avarizia\nbrutalit\u00e0 e meschinit\u00e0. Avevo sentito parlare della morte del marito,\nper un incidente dovuto al maltrattamento di un cavallo. Questa\nera capitato a lei circa due anni prima; per quanto ne sapevo,\nsi era risposata.\n\nL'ora di cena anticipata da Joe mi lasci\u00f2 tempo in abbondanza, senza affrettare il discorso con Biddy, per andare al vecchio posto prima che facesse buio.\ndi tempo, senza affrettare il colloquio con Biddy, per raggiungere il vecchio posto prima che facesse buio.\nMa, a furia di bighellonare lungo la strada per guardare vecchi oggetti e pensare ai vecchi tempi, la giornata era ormai tramontata quando arrivai al luogo.\nai vecchi tempi, la giornata era ormai tramontata quando arrivai sul posto.\n\nNon c'era pi\u00f9 nessuna casa, nessuna birreria, nessun edificio, se non il muro del vecchio giardino.\nmuro del vecchio giardino. Lo spazio sgombro era stato recintato con un\nrecinto grezzo e, guardandolo, vidi che alcune delle vecchie edere avevano\naveva messo di nuovo radici e stava crescendo verde su bassi e tranquilli cumuli di rovine. A\nun cancello della recinzione socchiuso, lo spinsi e vi entrai.\n\nUna fredda nebbia argentea aveva velato il pomeriggio, e la luna non era ancora\nancora alzata per disperderla. Ma le stelle brillavano oltre la nebbia e la luna stava arrivando.\nluna stava arrivando e la sera non era buia. Potevo rintracciare dove\nogni parte della vecchia casa e dove si trovava la birreria,\ne dove i cancelli e dove le botti. L'avevo fatto e stavo\nlungo la desolata passeggiata del giardino, quando vidi una figura solitaria\nin esso.\n\nLa figura si mostr\u00f2 consapevole di me, mentre avanzavo. Si era mossa\nverso di me, ma si \u00e8 fermata. Avvicinandomi, vidi che si trattava della\nfigura di una donna. Mentre mi avvicinavo ancora, stava per allontanarsi,\nquando si ferm\u00f2 e mi lasci\u00f2 avvicinare. Poi esit\u00f2, come se fosse\nmolto sorpreso, e pronunci\u00f2 il mio nome, e io gridai,\n\n Estella!\n\n Sono molto cambiato. Mi meraviglio che tu mi conosca.\n\nLa freschezza della sua bellezza era effettivamente sparita, ma la sua indescrivibile\nmaestosit\u00e0 e il suo indescrivibile fascino. Quelle attrazioni in essa,\navevo gi\u00e0 visto prima; quello che non avevo mai visto prima era la luce rattristata\nluce addolcita degli occhi un tempo orgogliosi; quello che non avevo mai sentito prima era\nil tocco amichevole della mano un tempo insensibile.\n\nCi sedemmo su una panchina che era vicina e io dissi: \"Dopo tanti anni,\n\u00e8 strano che ci incontriamo di nuovo, Estella, qui dove c'\u00e8 stato il nostro primo incontro!\nprimo incontro! Torni spesso a trovarci?\n\n Da allora non sono mai stato qui.\n\n Neanche io.\n\nLa luna cominci\u00f2 a sorgere e io pensai allo sguardo placido del soffitto bianco, che era passato\nsoffitto, che era passato. La luna cominci\u00f2 a sorgere e io pensai alla\nalla pressione esercitata sulla mia mano quando avevo pronunciato le ultime parole che aveva\nsentite sulla terra.\n\nEstella fu la prossima a rompere il silenzio che si era creato tra noi.\n\n Ho sperato e voluto tornare molto spesso, ma sono stato impedito da molte circostanze.\nimpedito da molte circostanze. Povero, povero vecchio posto!\n\nLa nebbia argentea fu toccata dai primi raggi della luna, e gli stessi raggi toccarono le lacrime che le scendevano dagli occhi.\ngli stessi raggi toccarono le lacrime che le scendevano dagli occhi. Non sapendo\nche io le vedevo, e si prefiggeva di avere la meglio su di esse, lei\ndisse a bassa voce,\n\n Mentre camminavate, vi siete chiesti come mai fosse stata lasciata in queste condizioni?\nin queste condizioni?\n\n S\u00ec, Estella.\n\n Il terreno mi appartiene. \u00c8 l'unico bene che non ho\nrinunciato. Tutto il resto \u00e8 andato via da me, a poco a poco, ma io\nho conservato questo. \u00c8 stato l'oggetto dell'unica resistenza decisa che ho opposto\nresistenza che ho opposto in tutti questi anni miserabili.\n\n \u00c8 da costruire?\n\n Finalmente lo \u00e8. Sono venuto qui per congedarmi da essa prima del suo cambiamento. E\nE voi, disse, con una voce di toccante interesse per un vagabondo, vivete ancora all'estero?\nvivete ancora all'estero?\n\n Ancora.\n\n E fare bene, ne sono sicuro?\n\n Lavoro abbastanza duramente per vivere a sufficienza e quindi s\u00ec, me la cavo bene.\nbene.\n\n Ho pensato spesso a te\", disse Estella.\n\n E tu?\n\n Ultimamente, molto spesso. C'\u00e8 stato un lungo periodo difficile in cui ho tenuto lontano da me il\nlontano da me il ricordo di ci\u00f2 che avevo gettato via quando ignoravo\ndel suo valore. Ma poich\u00e9 il mio dovere non \u00e8 stato incompatibile con l'ammissione di quel\ncon l'ammissione di quel ricordo, gli ho dato un posto nel mio cuore.\n\n Hai sempre avuto un posto nel mio cuore, risposi.\n\nE siamo rimasti di nuovo in silenzio finch\u00e9 lei non ha parlato.\n\n Ho pensato poco, disse Estella, che avrei preso congedo da voi nel\ncongedandomi da questo luogo. Sono molto felice di farlo.\n\n Sei contenta di separarti di nuovo, Estella? Per me, separarmi \u00e8 una cosa dolorosa. Per me,\nil ricordo della nostra ultima separazione \u00e8 stato sempre luttuoso e\ndoloroso.\n\n Ma tu mi hai detto, torn\u00f2 Estella, molto seriamente: \"Dio ti benedica, Dio ti perdoni!\nDio ti benedica, Dio ti perdoni!  E se hai potuto dirmelo allora, non esiterai a dirmelo adesso, adesso che la sofferenza \u00e8\nnon esiterai a dirmelo ora, adesso, quando la sofferenza \u00e8 stata\npi\u00f9 forte di tutti gli altri insegnamenti, e mi ha insegnato a capire che cosa\nil tuo cuore. Sono stato piegato e spezzato, ma spero in una forma\nforma migliore. Sii premuroso e buono con me come lo sei stato e dimmi che siamo amici.\nche siamo amici.\n\n Siamo amici, dissi, alzandomi e chinandomi su di lei, mentre si alzava dalla panchina.\ndalla panchina.\n\n E continueranno ad essere amici a prescindere, disse Estella.\n\nPresi la sua mano e uscimmo da quel luogo in rovina; e, come le nebbie del mattino si erano alzate da tempo quando avevo lasciato la fucina, cos\u00ec\nle nebbie del mattino si erano alzate molto tempo fa quando avevo lasciato la fucina, cos\u00ec\nnebbie della sera si stavano alzando ora, e in tutta la vasta distesa di\nluce tranquilla che mi mostravano, non vedevo l'ombra di un'altra separazione\nda lei."},{"titolo":"La donna in bianco","autore":"Wilkie Collins","categoria":"Giallo","contenuto":"INTRODUZIONE.\n\nLa narrazione, come la scrittura di lettere, sta passando di moda. Non ci sono\nnon ci sono moderni Scheherezade, e i Sultani di oggi devono essere intrattenuti in modo diverso.\nmodo diverso. Ma, se \u00e8 per questo, centinaia di passatempi poetici\ndi svago sono fuggiti davanti all'implacabile demone della fretta che governa questo\nprosaico diciannovesimo secolo. Il menestrello errante \u00e8 scomparso, il trovatore e la corte sono scomparsi.\nTroubadour, la Corte dell'Amore, il Matto del Re, la Tavola Rotonda, e con loro la Tavola dei Racconti.\nTavola Rotonda, e con loro il Cantastorie.\n\n Vieni, raccontaci una storia!  \u00c8 l'appello familiare dell'infanzia. Infelice\nchi non ne \u00e8 stato assalito pi\u00f9 e pi\u00f9 volte. Tre volte infelice\ncolei che pu\u00f2 essere condannata a un destino peggiore dell'oblio dalla critica\ncritica: \"Non conosce nessuna storia!\", e tre volte benedetta colei che\nche viene riconosciuta a colpo d'occhio come una persona che potrebbe essere piena di\ndi storie.\n\nCi sono pochi preliminari e nessuna formalit\u00e0 quando si trova la Persona con una storia.\nstoria. La sorellina materna sta in piedi al lato della sua\ndue o tre piccoli avannotti si appollaiano sui braccioli e il bambino si arrampica in grembo (una persona del genere ha sempre un grembo capiente).\nsi arrampica sul suo grembo (una persona del genere ha sempre un grembo capiente), e\ne piega placidamente le sue grasse mani. Poi c'\u00e8 un profondo sospiro di beata attesa e un silenzio espressivo.\nattesa e un silenzio espressivo, che significa: \"Ora siamo pronti,\ne se fosse cos\u00ec gentile da iniziare con \"C'era una volta\", gliene saremmo molto grati.\ntempo\", ve ne saremmo molto grati; anche se ovviamente capiamo che\ntutte le storie del mondo non possono iniziare in questo modo, per quanto delizioso\nsarebbe delizioso.\n\nLa persona con una storia sorride gentilmente (almeno si spera che lo faccia), e si ritira in un angolino del suo cervello per\nche lo faccia), e si ritira in un angolino del suo cervello, per\nper cercare qualcosa di adatto all'occasione. Questo stesso\nangolo \u00e8 densamente popolato, se \u00e8 un'amante dei bambini. In esso\ncani eroici, scimmie meravigliose, gatti intelligenti,\ngattini dispettosi; virt\u00f9 che si mascherano in modo seducente da fate e vizi che si\nnascosti nei folletti; uccelli che concordano e dissentono nei loro piccoli nidi,\ne inevitabili ragazzini nell'atto di derubarli; api indaffarate che preparano le loro scorte invernali e\napi indaffarate a preparare le scorte per l'inverno e farfalle oziose che trascurano\ndi fare lo stesso; e poi un gruppo di bambini smarriti, bambini disobbedienti,\ne pigri, laboriosi, generosi o incuranti, che aspettano di fornire\ni momenti culminanti. Il narratore sceglie un eroe o un'eroina tra questa folla eterogenea\nda questa folla eterogenea, tutti desiderosi di essere presentati a Bright-Eye,\norecchio fine, cuore gentile e labbra dolci, e subito si apre il dramma.\n\nRachel ha mai avuto un pubblico simile? Credo di no. Rachel non ha mai avuto piccole\nmani che si accoccolavano tra le sue nella parte migliore della storia, n\u00e9 era abbastanza vicina ai suoi ascoltatori\nabbastanza vicino ai suoi ascoltatori da poter notare le mille sfumature di espressione\nche si rincorrevano sui loro volti, ammesso che avessero un'espressione, il che \u00e8 dubbio.\nespressione, il che \u00e8 dubbio. Rachel non ha mai visto fossette in agguato sulle\ndelle guance rosee, che spuntavano e spuntavano in modo cos\u00ec distraente che le veniva voglia di\ndistraente che le veniva voglia di punteggiare il suo discorso con dei baci! Il suo\nascoltatori, noiosi, convenzionali e adulti, si piegavano un po' in avanti sulle loro\nseduti, forse, e costretti dal suo potere magico ridevano e piangevano nei punti giusti.\nnei punti giusti; ma i loro occhi non brillavano mai di quella lucentezza stellata\nche vediamo negli occhi dei bambini felici, una lucentezza che si affievolisce,\nahim\u00e8, negli anni successivi. I loro occhi vedono ancora le visioni, ma le ombre della prigione\ndella prigione sono cadute intorno a noi, e le cose che abbiamo visto non le possiamo pi\u00f9 vedere!\nviste non si possono pi\u00f9 vedere!\n\nSe vi capita di essere la persona con una storia, vi sedete come una regina sul suo trono, circondata dai suoi fedeli sudditi.\ntrono circondata dai suoi fedeli sudditi; o come un sole indegno con un gruppo di fiori che\nun gruppo di fiori che volgono il loro volto verso di voi. Ispirati da un'attenzione\nattenzione, cercate ardentemente di fare del vostro meglio. Vi sembra che\nche non riuscireste mai a sopportare un fallimento totale, e difficilmente vedreste come potreste\ncon una qualche forma di equanimit\u00e0, anche lo sguardo assente o il movimento irrequieto che\nmovimenti irrequieti che lascerebbero intendere un interesse vagabondo. Se siete alle prime armi,\nforse vi passa per la testa l'idea spaventosa: \"E se uno di questi bambini\ndi questi bambini dovesse sgattaiolare fuori dalla stanza?  Oppure, possibilit\u00e0 ancora pi\u00f9 tragica\npossibilit\u00e0, supponiamo che vi guardino negli occhi e osservino con il terribile candore dell'infanzia\nterribile candore dell'infanzia: \"Questa storia non ci piace!  Ma no, voi siete\nsiete pi\u00f9 fortunati. La storia viene raccontata e voi venite accolti con sospiri di soddisfazione e con la richiesta istantanea di\ndi soddisfazione e con l'immediata richiesta: \"Racconta ancora!  Questo\n\u00e8 il bis del narratore: \"Racconta ancora! No, non un'altra\nNo, non un'altra storia; la stessa ancora una volta, per favore!\nquella dolce monotonia in cui tutto \u00e8 noto e amato perch\u00e9 \u00e8 noto?\nconosciuto?  Nessun riconoscimento regale potrebbe essere ricevuto con maggiore gratitudine. Voi\ndi lasciare che l'umilt\u00e0 aspetti l'amor proprio; ma quando si scopre che i bambini non possono\nche i bambini a malapena possono essere trascinati dalla vostra affascinante\naffascinante presenza, gridano come Romeo per la morte piuttosto che per il bando, e che\nla volta successiva alla vostra apparizione si precipitano selvaggiamente dalle regioni superiori,\ne si precipitano su di voi con tutto l'impatto dei loro pesi moltiplicati per la loro velocit\u00e0.\npesi moltiplicati per la loro velocit\u00e0, non si pu\u00f2 fare a meno di\ndi abbracciarvi pensando che il buon Dio vi ha dotato a sufficienza per\ndi conquistare l'amore e l'ammirazione di osservatori cos\u00ec acuti e di piccoli critici spietati.\ncritici.\n\nQuesto affascinante dramma si svolge nell'angolo della cameretta di qualcuno, al crepuscolo.\nal crepuscolo, quando si aspetta quell'allegro tocsin dell'anima, la campana della\ndell'anima, la campana della cena, o intorno al focolare di qualcuno, poco prima che i bambini\nbambini di andare a letto; ma la stessa scena si ripete ogni pochi giorni in\nin presenza di una bambina fresca e infantile, che tra tutte le donne \u00e8 la pi\u00f9 probabile\ndi tutte le donne che hanno pi\u00f9 probabilit\u00e0 di trovare il segreto dell'eterna giovinezza. Sceglie la storia come\ncome uno dei vasi in cui portare la verit\u00e0 alla sua cerchia di piccoli ascoltatori.\ndi piccoli ascoltatori, e non la sentirete mai dire, come il bisognoso\narrotino: \"Storia? Dio vi benedica, non ne ho da raccontare, signore!\n\nSe il gruppo \u00e8 composto da giovani brillanti, nati e cresciuti bene, l'opportunit\u00e0 di ispirare e istruire \u00e8 una delle pi\u00f9 importanti.\ngiovani, l'opportunit\u00e0 di ispirare e istruire \u00e8 una delle pi\u00f9\nefficace e preziosa che possa capitare a un insegnante. D'altra parte,\nd'altra parte, se la cerchia \u00e8 composta da piccoli straccioni, arabi, scribacchini e\ndi umanit\u00e0 vagabonda (a volte scalcagnati e a volte angeli), nati in scantinati e\nangeli), nati negli scantinati e cresciuti sui marciapiedi, allora credetemi, miei connazionali, c'\u00e8 uno spettacolo che vale la pena di essere\nmiei compatrioti, c'\u00e8 uno spettacolo che vale la pena di vedere, una scena adatta a un pittore. Potrebbe essere\npotrebbe essere una piacevole satira sulla nostra ospitalit\u00e0 nazionale se l'artista\nse l'artista chiamasse questo quadro \"Giovane America\", perch\u00e9 sono relativamente poche le facce\ndi volti distintamente americani nel suo gruppo di ritratti.\n\nImmaginatevi, cari lettori, il giro di bambini in ascolto in un asilo gratuito di San Francisco.\nun asilo gratuito di San Francisco, perch\u00e9 sarebbe difficile riunire una compagnia\nuna compagnia cos\u00ec cosmopolita altrove: capelli ricci e gialli e guance rosee...\nguance rosee... trecce bionde e occhi azzurri e tranquilli... visi bruni e riccioli blu-neri...\nriccioli blu-neri ... piccoli pomi di lana e labbra spesse ... nasi lunghi e arcuati e nasi larghi e piatti.\nnasi lunghi e arcuati e nasi larghi e piatti. L\u00ec vedrete il fuoco e la passione\ndelle razze del Sud e l'autosufficienza, la serenit\u00e0 e la solidit\u00e0 delle nazioni del Nord.\nnazioni del Nord. Pat \u00e8 l\u00ec, con un bagliore di umorismo negli occhi...\nTopsy, tutta sorrisi e denti... Abramo, che scambia le cime con il piccolo\nIsacco, il prossimo della fila... Hans e Gretchen, flemmatici e affidabili...\n... Francois, mai fermo un istante ... Christina, rosea, calma e\ne coscienzioso, e Duncan, astuto e prudente come nessun altro del suo clan.\n\nChe opportunit\u00e0 per l'amalgama delle razze e per gettare le basi della cittadinanza americana!\ndi cittadinanza americana, perch\u00e9 l'atmosfera puramente sociale dell'asilo lo rende una scuola di vita e di esperienza.\nl'asilo rende la scuola una scuola di vita e di esperienza. Immaginate un tale\nun gruppo di questo tipo che resta col fiato sospeso davanti alle vostre parole, mentre raccontate lo sbarco dei\ndei Padri Pellegrini o di dipingere il personaggio di George Washington\ndi George Washington con colori che possano piacere a bambini i cui antenati hanno conosciuto\nNapoleone, Cromwell e Bismarck, Pietro il Grande, Garibaldi, Bruce e Robert Emmett.\nRobert Emmett.\n\nA un tale pubblico sono state raccontate le storie del suo piccolo libro; e le righe che forse vi sembreranno banali per noi brillano di luce propria.\nche forse a voi sembreranno banali, per noi brillano di una luce che non \u00e8 mai stata\n luce che non \u00e8 mai stata n\u00e9 sul mare n\u00e9 sulla terraferma; perch\u00e9 il segreto delle nostre emozioni\nnon sta mai nell'oggetto nudo, ma nelle sue sottili relazioni con il nostro passato.\npassato.\n\nSfogliando le pagine, volti radiosi fanno capolino tra le parole; l'eco di risate infantili risuona nelle nostre orecchie e curva le nostre labbra con la sua allegria.\nrisate infantili risuona nelle nostre orecchie e incurva le nostre labbra con il suo felice ricordo.\nNon c'\u00e8 una sola O rotonda in tutti i capitoli che non serva come\nuna piccola cornice per il viso di un bambino impaziente! Le virgole dicono: \"Non c'\u00e8 altro?\nnon c'\u00e8 pi\u00f9 niente? i punti interrogativi chiedono: \"Che cosa ha fatto il ragazzo?\ni punti esclamativi gridano estasiati: Che bella storia!\n e i punti sospirano: \"Per oggi \u00e8 tutto\".\n\nA questo punto - quando il cane Moufflou ritorna dal suo padroncino - ricordiamo che Carlotty Griggs\nricordiamo che Carlotty Griggs batt\u00e9 le mani d'ebano e grid\u00f2 con trasporto: \"Sapevo che sarebbe venuto!\ntrasporto: \"Sapevo che sarebbe venuto! Sapevo che sarebbe venuto!\n\nQui \u00e8 il punto in cui abbiamo osservato in modo impressionante: \"Una bugia, bambini, \u00e8 la cosa peggiore del mondo!\nla cosa peggiore del mondo! Al che Billy interrog\u00f2, con gli occhi spalancati e la voce stupita: \"\u00c8 PEGGIO DI UN ATTRAVERSAMENTO FERROVIARIO?\nocchi spalancati e con voce stupita: \"\u00c8 PEGGIO DI UN INCROCIO DI FERROVIE?  E\nc'\u00e8 una frase nella storia del Nido d'Uccello sacra alla\nmemoria della lacrima di Tommy! Tommy, dalla coscienza insensibile e dal cuore di marmo.\ncuore di marmo. L'occhio spento di Tommy lavato per un breve momento dalla salutare lacrima!\nlacrima salutare! In verit\u00e0 l'umile Cantastorie non ha vissuto invano. Cantate, voi\nstelle del mattino, insieme, perch\u00e9 questo \u00e8 il luogo in cui Tommy ha pianto!\n\nSe volete essere la persona con una storia, non solo dovete averne una da raccontare, ma dovete essere disposti a imparare a raccontarla, se volete.\nraccontare, ma dovete essere disposti a imparare a raccontarla, se volete renderla\nse volete renderla memorabile per i bambini. Il narratore di storie, a differenza del\npoeta, \u00e8 fatto e anche nato, ma non \u00e8 fatto di tutto punto n\u00e9 in un batter d'occhio.\nun batter d'occhio. Da questo punto di vista \u00e8 molto simile all'Ichneumon\nnella rima nonsense:&&\n\n   C'era una volta un Iacneumone ozioso che pensava di imparare a suonare Schumann.\n   che pensava di imparare a suonare Schumann;\n   ma scopr\u00ec, con sua grande fatica, che\n   che ci volevano talento e cervello,\n   e nessuno dei due possedeva questo Ichneumon.\n\nPer essere efficace, la storia nella scuola materna dovrebbe essere sempre raccontata,\nmai letta, perch\u00e9 i bambini hanno bisogno del magnetismo degli occhi e del sorriso, nonch\u00e9 del gesto che illumina la parola sconosciuta e la\ne del sorriso, oltre che del gesto che illumina la parola strana e le conferisce un significato\ndi significato. La storia che viene raccontata \u00e8 sempre mille volte pi\u00f9\nattraente, reale e personale di qualsiasi cosa letta da un libro.\n\nStorie ben scelte e raccontate graficamente possono avere un notevole valore educativo\nvalore educativo nell'asilo nido o nella scuola materna. Fanno nascere nel bambino l'amore per la lettura, sviluppano\ndi lettura, sviluppano in lui almeno il germe del gusto per la buona letteratura e gli insegnano l'arte della parola.\nletteratura e gli insegnano l'arte della parola. Se sono raccontate in un inglese semplice,\nsemplice, grazioso ed espressivo, sono una diretta e preziosa lezione di\nlezione diretta e preziosa in quest'ultima direzione.\n\nL'orecchio del bambino si abitua a intonazioni raffinate e il linguaggio sciatto gli risulter\u00e0 sempre pi\u00f9 sgradevole.\nlinguaggio sciatto gli risulter\u00e0 sempre pi\u00f9 sgradevole. L'alunno dell'asilo\nnon pu\u00f2 essere troppo attento in questo campo. Con la dolcezza del suo tono e la\ndolcezza del tono e la perfezione dell'enunciazione, non solo si rende un modello degno di\nmodello degno per i bambini, ma rivela costantemente le possibilit\u00e0 del linguaggio e il suo\ndel linguaggio e del suo significato interiore.\n\n Il rimuginare di una voce su una parola, dice George Macdonald, sembra\ndi scoprire qualcosa di ci\u00f2 che c'\u00e8 in essa.\n\nLe storie aiutano il bambino a formarsi uno standard in base al quale vivere e crescere,\nperch\u00e9 sono la sua prima introduzione al grande mondo dell'ideale del carattere.\ncarattere.\n\n Viviamo di ammirazione, di speranza e di amore.\nsaggiamente fissate, saliamo nella dignit\u00e0 dell'essere.\n\nIl bambino comprende meglio la propria vita quando \u00e8 in grado di confrontarla con altre vite.\ncon altre vite; vede se stesso e le proprie possibilit\u00e0 riflesse in esse come in uno specchio.\nin esse come in uno specchio.\n\nFavoriscono inoltre la crescita della facolt\u00e0 immaginativa, che si sviluppa molto precocemente nel\nmolto precocemente nel bambino e richiede il suo nutrimento naturale.\n L'immaginazione, dice il dottor Seguin, \u00e8 pi\u00f9 di un attributo decorativo del tempo libero.\ndel tempo libero; \u00e8 un potere nel senso che dalle immagini percepite e memorizzate\nimmagini percepite e immagazzinate, sublima gli ideali.   Se dovessi scegliere tra due grandi\ncalamit\u00e0 per i miei figli, continua l'autore, preferirei che fossero\nche non siano alfabetici piuttosto che privi di immaginazione.\n\nEsiste una grande divergenza di opinioni sul valore delle fiabe.\nfiabe. I granaioli non le accettano su nessuna base, ma sono invariabilmente cos\u00ec affascinanti per i bambini\nsono invariabilmente cos\u00ec affascinanti per i bambini che \u00e8 certo che\nche \u00e8 certo che debbano servire a qualcosa di buono e che facciano appello a qualche desiderio intrinseco nella\nnatura infantile. Ma qui entra in gioco la necessit\u00e0 di discriminare.\nIl vero significato della parola fata \u00e8 spirituale, ma molte storie si mascherano sotto questo titolo\nma molte storie si mascherano sotto questo titolo senza averne diritto. Qualche verit\u00e0 spirituale universale\nverit\u00e0 spirituale universale alla base della vecchia fiaba veramente bella; ma non pu\u00f2 esserci\nnon ci pu\u00f2 essere alcuna influenza educativa nelle cosiddette storie di fate che\nche sono solo un'accozzaglia di episodi impossibili e che non di rado presentano\ndisonest\u00e0, inganno e crudelt\u00e0 sotto una veste attraente o divertente.\n\nQuando la fiaba ci trasporta in uno squisito mondo ideale, dove la fantasia pu\u00f2 vagare a piacimento, creando nuove immagini e vedendo la verit\u00e0 sempre in nuovi aspetti.\nfantasia pu\u00f2 vagare a piacimento, creando nuove immagini e vedendo la verit\u00e0 sempre in nuove forme.\nquando la fiaba ci porta in un mondo ideale e squisito, dove la fantasia pu\u00f2 vagare a piacimento, creando nuove immagini e vedendo la verit\u00e0 sempre in nuove forme, allora ha un'influenza pura e piacevole sui bambini, che sono\npoeti naturali, che vivono pi\u00f9 nello spirito e meno nel corpo di noi.\nnoi. La fiaba ci offre un'ampia tela sulla quale dipingere le nostre\nimmagini di parole. Non ci sono restrizioni di tempo o di spazio; il mondo \u00e8 nostro e possiamo vagare\n\u00e8 nostro e possiamo vagare a piacimento, perch\u00e9 lo spirito \u00e8 sempre vittorioso sulla materia.\nspirito \u00e8 sempre vittorioso sulla materia.\n\n C'era una volta, dice il narratore, un bellissimo albero di robinia che\nche piegava i suoi delicati ventagli e agitava i suoi fiori color crema\nal sole e rideva perch\u00e9 i suoi fiori erano cos\u00ec belli e profumati e il mondo era cos\u00ec fresco e verde nel suo vestito estivo.\nprofumati e il mondo era cos\u00ec fresco e verde nel suo vestito estivo.\n\n \u00c8 strano che un albero rida, disse Bright-Eye.\n\n Ma sarebbe ancora pi\u00f9 strano se non ridesse, con quei fiori cos\u00ec belli che pendono\nrispose Fine-Ear.\n\nPer il bambino felice tutto \u00e8 reale. La vita \u00e8 una sorta di giardino fatato,\ndove vaga come in un sogno.  Pu\u00f2 fare astrazione di tutto ci\u00f2 che\nnon rientra nella sua favola; e mette gli occhi in tasca proprio come noi\ncome noi ci tappiamo il naso in un vicolo sgradevole.\n\nLe storie offrono un campo prezioso per l'istruzione e per introdurre, in forma semplice e attraente, molte informazioni sulle leggi delle piante.\nin forma semplice e attraente molte informazioni sulle leggi della vita di piante\ndella vita delle piante, dei fiori e degli animali.\n\nUna storia di questo tipo, tuttavia, deve essere realizzata e raccontata da un artista.\nun artista, perch\u00e9 nelle mani di un pasticcione ha la stessa probabilit\u00e0 di essere un fallimento o un successo.\nfallimento che di successo. Deve essere composta con la massima cura,\ne i fatti scientifici devono essere generosamente diluiti e mescolati in piccole\nproporzioni con altri elementi pi\u00f9 attraenti, altrimenti verr\u00e0 rifiutato dallo stomaco\naltrimenti verr\u00e0 respinto dallo stomaco mentale o, se accolto da un orecchio, sar\u00e0\ndall'altro con un \"Avaunt!\", freddo fatto! Che cosa\nabbiamo in comune io e te!\n\nAvete mai raccontato una storia di questo tipo e ne avete osservato l'effetto sui bambini?\nbambini? Avete mai notato quel momento fatale in cui cominciava a\na capire che il vostro racconto era un sepolcro imbiancato e che lo stavate istruendo.\nche la vostra narrazione era un sepolcro imbiancato e che lo stavano istruendo\na pochi centimetri dalla sua vita?\n\n Trattatemi almeno con onest\u00e0, mia buona donna! grida nel suo spirito.\n Leggimi pure le lezioni, se vuoi, ma non pretendere di farmi divertire\nnello stesso momento!\n\nQuesto evidente atteggiamento di critica \u00e8 molto sgradevole per voi, ma non importa, sar\u00e0 una lezione salutare.\nnon importa, sar\u00e0 una lezione salutare. Pensavi forse, o maldestro visitatore\nmaldestro visitatore nella terra dell'infanzia, che solo perch\u00e9 chiamavi le tue bambole di peluche\nbambole di peluche Principe e Principessa, potessi condurle direttamente nel\nregno minerale e di permettere loro di conversare impunemente con tutti i metalli?\nimpunemente con tutti i metalli? Per la prima volta, fate in modo che i fatti scientifici siano parte integrante della storia.\ndella storia e non cercate di introdurre troppa conoscenza in una sola dose. Tutti i\nTutti i bambini amano la Natura e simpatizzano con lei (o se non lo fanno, allora\ndisperati, o filantropia! ), e tutte le storie che li avvicinano\nal cuore della cara madre li avvicinano allo stesso tempo a Dio.\nDio; quindi guidateli dolcemente a un'osservazione amorevole del\n\n                           Le colline\n rocciose e antiche come il sole; le vallate\n che si estendono in una quiete pensosa;\n I venerabili boschi; i fiumi che si muovono\n in maestosit\u00e0 e i ruscelli che si lamentano\n che rendono verdi i prati.\n\nLe storie portano la forza dell'esempio ai bambini nel modo migliore possibile.\nmodo migliore possibile. Qui possiamo parlare all'anima appena risvegliata e\ne toccarla con temi pi\u00f9 nobili. Questo pu\u00f2 essere fatto con pochissimo di quel\nmoralizzazioni astratte che in genere sono cos\u00ec inefficaci. Una morale trascinata\nuna morale trascinata dai talloni, per cos\u00ec dire, senza alcun senso di prospettiva da parte del narratore.\nsenza alcun senso della prospettiva da parte del narratore, non pu\u00f2 incitare un bambino a vivere in modo pi\u00f9 nobile\npi\u00f9 di quanto i cibi freddi possano servire a stimolare l'appetito. I fatti\nfatti stessi dovrebbero bastare a esercitare l'influenza morale; i fatti dovrebbero\nparlare pi\u00f9 forte delle parole e con toni pi\u00f9 chiari e pieni. Alla fine di\ndi una storia del genere, \"Va' e anche tu fa' lo stesso\" risuona nel cuore del bambino, e\nun nuovo palpito di tenerezza e di aspirazione, di desiderio di fare, di crescere e di essere.\ndi crescere e di essere, si agita dolcemente e risveglia l'anima verso ideali pi\u00f9 elevati. In una storia del genere\nstoria, la piccola morale banale, insulsa o didascalica, appiccicata come un'etichetta alla\nalla fine, per paura di non leggere bene la lezione, non \u00e8 altro che\nun insulto ai sentimenti migliori. Un tempo era molto in voga,\nma al giorno d'oggi abbiamo imparato meglio e riconosciamo (parafrasando la brillante\nWhitney) che spesso abbiamo vaccinato i bambini alla morale per paura che\ncon la morale per paura che la prendessero in modo naturale.\n\n\u00c8 un fatto curioso che i bambini simpatizzino con le pene immaginarie di uccelli, farfalle e piante\ndegli uccelli, delle farfalle e delle piante molto pi\u00f9 facilmente che con le\nsofferenze degli esseri umani; e si sciolgono in lacrime molto pi\u00f9 rapidamente\nmolto pi\u00f9 rapidamente da semplici episodi della multiforme vita della natura che dalle tragedie dell'esperienza umana che\ntragedie dell'esperienza umana che li circondano da ogni parte.\nRobert Louis Stevenson dice nel suo saggio sul Gioco del bambino: \"Una volta, quando\ngemevo ad alta voce per il dolore fisico, un giovane gentiluomo entr\u00f2 nella\ne con nonchalance mi chiese se avessi visto il suo arco e le sue frecce. Non tenne conto dei miei gemiti\nnon tenne conto dei miei lamenti, che accett\u00f2, come aveva dovuto accettare tante altre cose, come un pezzo di\naltro, come un pezzo dell'inspiegabile comportamento dei suoi anziani. Quegli anziani\nanziani, che si preoccupano cos\u00ec poco del godimento razionale e che sono addirittura\nrazionale e sono addirittura nemici del piacere razionale per gli altri, lui li aveva accettati senza\ncomprensione e senza lamentarsi, come il resto di noi accetta lo schema dell'universo.\ndell'universo.  La signorina Anna Buckland cita a questo proposito la storia di un bambino\ndi un bambino a cui la madre mostr\u00f2 un'immagine di Daniele nella fossa dei leoni.\ntana dei leoni. Il bambino sospir\u00f2 e sembr\u00f2 molto angosciato, al che la madre si affrett\u00f2 a rassicurarlo che il\nmadre si affrett\u00f2 a rassicurarlo che Daniele era un uomo cos\u00ec buono che Dio\nDio non aveva permesso che i leoni gli facessero del male.  Oh, rispose il piccolo, non stavo\nnon pensavo a questo; ma temevo che quei grandi leoni lo avrebbero\nmangiarsi tutto da soli e che non avrebbero dato al povero leoncino nell'angolo\nleoncino gi\u00f9 nell'angolo!\n\n\u00c8 bene ricordare i dettagli con i quali avete circondato la vostra\nquando l'avete raccontata per la prima volta, e attenersi rigorosamente ad essi in tutte le altre occasioni.\noccasioni. I bambini non vi concedono alcuna latitudine in questo campo; essi\nnon vi concedono alcuna latitudine in questo campo, ma si pongono un limite assoluto a qualsiasi cambiamento. Guai a voi, scribi e\nFarisei, se parlate di Jimmy quando il suo nome era Johnny; o se, quando\ni risultati terribili della disobbedienza, perdete Jane in una palude di mirtilli rossi invece che nella\nuna palude di mirtilli rossi invece che nel cuore di una foresta! Personalmente non vi interessa\npersonalmente non vi interessa molto la piccola Jane e non \u00e8 un problema per voi dove l'avete persa.\nma un errore come questo mina le fondamenta stesse dell'universo dei bambini.\ndell'universo nella mente dei bambini.  \u00c8 possibile che Jane si sia persa in due\npossono essere perse in due posti? esclamano mentalmente, o ci sono due Jane e sono entrambe perse?\nperch\u00e9 se \u00e8 cos\u00ec, deve essere una fatalit\u00e0 chiamarsi Jane.\n\nPerez racconta il seguente episodio:  Un certo bambino era appassionato di una\nstoria di un giovane uccello che, dopo aver lasciato il nido, nonostante la madre glielo avesse proibito, vol\u00f2 in cima a un camino\nmadre glielo avesse proibito, vol\u00f2 in cima a un camino, cadde nel fuoco e mor\u00ec vittima della sua disobbedienza.\ncadde dalla canna fumaria nel fuoco e mor\u00ec vittima della sua disobbedienza. La persona che ha raccontato la storia\npersona che ha raccontato la storia ha ritenuto necessario abbellirla con la propria immaginazione.\npropria immaginazione. \"Non \u00e8 vero\", disse il bambino al primo cambiamento\nche fu fatto, \"la madre disse questo e fece quello\". Suo cugino, non ricordando\nnon ricordando la storia parola per parola, fu costretto a ricorrere all'invenzione per\nall'invenzione per colmare le lacune. Ma il bambino non poteva sopportarlo. Scivol\u00f2\ndalle ginocchia del cugino e, con le lacrime agli occhi e i gesti indignati, esclam\u00f2: \"\u00c8 una storia che non si pu\u00f2 raccontare\".\ngesti indignati, esclam\u00f2: \"Non \u00e8 vero! L'uccellino disse, coui, coui,\ncoui, coui, coui, prima di cadere nel fuoco, per farsi sentire da sua madre; ma la madre non lo sent\u00ec e\nmadre non lo ascolt\u00f2, e lui si bruci\u00f2 le ali, gli artigli e il becco\nbecco e mor\u00ec, povero uccellino\". E il bambino corse via, piangendo\ncome se fosse stato picchiato. Era stato peggio che picchiato; era stato ingannato, o almeno era stato\ningannato, o almeno lo pensava; la sua storia era stata rovinata dall'alterazione.\nalterata.  Per molto tempo i bambini prendono seriamente la finzione per la realt\u00e0.\nrealt\u00e0.\n\nSe l'attenzione dei bambini \u00e8 distratta, spesso si pu\u00f2\nspesso \u00e8 possibile riconquistarla con delicatezza mostrando qualche oggetto che illustri la storia, disegnando\ndisegnando uno schizzo frettoloso alla lavagna o ponendo domande ai bambini.\nA volte riceverete pi\u00f9 risposte di quelle che avevate previsto; altre volte\nrisposte si confondono con i fatti reali, e a volte non sono\na volte non sono del tutto corrette.\n\nUna volta stavo raccontando l'emozionante storia del figlio del pastore smarrito in\nmontagne e del cane sagace che alla fine lo trov\u00f2. Quando\nquando giunsi all'emozionante episodio della ricerca, seguii il cane mentre\ndalla capanna del pastore con la colazione per il suo padroncino.\npadrone. Il pastore vede la fedele creatura e, colto da un'improvvisa ispirazione, segue il suo cammino.\nispirazione segue il suo cammino. Salgono, salgono i fianchi della montagna,\nil padre pieno di speranza, la madre tremante di paura. Il cane si precipita\nil cane si precipita in avanti, lontano dalla vista; gli abitanti del villaggio, ansiosi, si spingono all'inseguimento.\ninseguimento. La situazione si fa sempre pi\u00f9 intensa; girano attorno a una piccola\ndi rocce e l\u00ec, sotto l'ombra di un grande dirupo grigio, trovano\ntrovano&&&\n\n Cosa pensate che abbiano trovato?\n\n FI' CENTS!\" grid\u00f2 Benny in preda all'eccitazione.  SCOMMETTO CHE HANNO\nHANNO TROVATO CINQUE CENTESIMI!!!\n\nSi potrebbe immaginare che un'idea cos\u00ec assurda non possa trovare il favore di nessuna comunit\u00e0 sana di mente.\ncomunit\u00e0 sana di mente; ma questa ipotesi \u00e8 apparsa cos\u00ec seducente\nche un coro di \"Fi' cents\"!   Fi' centesimi! risuonava da ogni parte;\ne quando il tumulto si plac\u00f2, la scoperta di un bambino in carne e ossa cadde come un'anticlima\ndi un normale bambino in carne e ossa \u00e8 caduta come un anti-climax su un pubblico completamente innamorato\ndelle proprie incongruenze. Lasciamo che lo psicologo spieghi i processi mentali di Benny.\nBenny; noi preferiamo lasciarli indisturbati e non classificati.\n\nSe non avete figli vostri, cara persona con una storia, andate per le strade e le vie secondarie e raccogliete i piccoli che hanno bisogno di un aiuto.\nstrade e per le vie secondarie e raccogli i piccoli le cui labbra\nmadri sono mute; sigillati dalla povert\u00e0, dal duro lavoro e dalla vita costante in atmosfere\nvita in atmosfere in cui le graziose fantasie si spengono non appena nascono.\nnascono. Non c'\u00e8 un focolare e non c'\u00e8 un angolo del camino in quei tuguri affollati.\naffollati condomini. Non c'\u00e8 un nonno dai capelli d'argento, pieno di anni e di saggezza,\ncon la memoria che corre indietro ai bei tempi andati che non ci sono pi\u00f9. Non c'\u00e8\nnon c'\u00e8 una nonnina allegra con le tasche piene di leccornie e con un bagaglio di care\nvecchie reminiscenze che iniziano con l'incantevole frase: \"Quando ero una bambina\".\nuna bambina.\n\nRavvivate un po' queste sordide vite con i vostri bei pensieri, le vostre\nimmaginazione, con le vostre tenere immagini. Parlate loro con semplicit\u00e0, perch\u00e9\nle loro menti brancolano debolmente nel tenue crepuscolo delle loro vite limitate.\nLe vecchie, vecchie storie andranno bene; storie di amore, di eroismo e di sacrificio;\ndi fede, coraggio e fedelt\u00e0. Accendete nei cuori stanchi un pensiero\ndella vita; aprite gli occhi che non vedono e le orecchie che non sentono;\ninterpretate loro qualcosa della bellezza che vi \u00e8 stata rivelata.\nNon avete bisogno di talento, ma solo di simpatia, l'unica parola povera che comprende\ntutte le nostre migliori intuizioni e il nostro migliore amore.\n\n                        KATE DOUGLAS WIGGIN.\n\n\n\n\nPREFAZIONE.\n\n\nLe quattordici piccole storie di questo libro non sono offerte come una raccolta\nuna raccolta sufficientemente ampia da soddisfare tutte le esigenze dell'alunno della scuola materna.\n\nTale raccolta dovrebbe comprendere storie rappresentative di tutte le classi.\nclassi: narrativa, realistica, immaginativa, scientifica e storica,\ncos\u00ec come racconti brevi e semplici per i bambini.\n\nUn'esperienza di dodici anni tra i bambini della scuola materna, tuttavia, ci ha mostrato che c'\u00e8 spazio per un certo numero di libri come questo modesto esempio.\nche c'\u00e8 spazio per un certo numero di libri come questo modesto esempio;\ncontenenti storie che non necessitano di adattamenti o modifiche, che sono pronte per l'occasione e che sono gi\u00e0 state sperimentate in precedenza.\npronte per l'occasione, e che sono state provate a fondo davanti a\npubblico dopo pubblico di bambini.\n\nI tre adattamenti, Benjy nella Terra delle Bestie, Moufflou e La Stufa di Porcellana, sono stati realizzati nel modo pi\u00f9 simpatico possibile.\n Stufa di porcellana, sono stati realizzati nel modo pi\u00f9 simpatico possibile. La loro\nnon hanno bisogno di scuse, perch\u00e9 sono storie squisite e nella loro forma originale\nnella loro forma originale troppo avanzate per i bambini dell'asilo.\ndell'infanzia.\n\nKATE DOUGLAS WIGGIN.\n\nNORA A. SMITH.\n\n\n\n\nIL NIDO DEL RIGOGOLO.\n\n Guardate come ogni ragazzo, eccitato dall'evento reale, \u00e8 tutto orecchi. --Froebel.\n\n\nL\u00ec \u00e8 appeso, su un angolo della cornice, proprio come era appeso\nnel vecchio salice in giardino.\n\nEra primavera, e io spostavo la mia sedia a dondolo vicino alla finestra, dove potevo sporgermi e toccare i rami verdi e guardare\nalla finestra, dove potevo sporgermi e toccare i rami verdi, e osservare\nle cose meravigliose da raccontare ai miei bambini all'asilo.\nasilo. L\u00ec vedevo le formichine indaffarate e alacremente al lavoro sul\nterra; i pazienti, noiosi rospi marroni che schioccavano le mosche alla\nsole; i bruchi a strisce che strisciavano pigramente sul tronco dell'albero\ne decine di allegri uccelli che si preparano a fare i conti con la casa.\n\nSapevate che gli uccellini tengono casa? Oh, s\u00ec; non si imbarcano mai come\nuomini e donne; anzi, credo che non gli piaccia nemmeno affittare una casa\nsenza averla sistemata a proprio piacimento, ma preferiscono andare a lavorare e\nlavorare e costruirne una,\n\n     Cos\u00ec comodi e caldi, cos\u00ec accoglienti e ordinati,\n     per iniziare a fare le pulizie di casa in modo completo.\n\nOra, dentro la mia finestra c'era una scatola di fili e per due o tre giorni, per quanto ne mettessi\nper due o tre giorni, non importava quante ne mettessi, quando andavo a guardare la volta successiva\nquando andavo a guardare, non ne trovavo nessuna. Avevo parlato con le bambine e\nrimproverare i bambini della casa, ma nessuno sapeva nulla della questione.\nquando un pomeriggio, mentre ero seduta l\u00ec, un bellissimo uccello con il petto giallo\ndal salice, si appollai\u00f2 sul davanzale della finestra, fece volare il suo becco\ndavanzale della finestra, ha alzato la testa, ha strizzato l'occhio e, senza dire \"per favore\", ha tagliato la corda.\nsenza dire \"per favore\", infil\u00f2 il becco birichino nella scatola degli spaghi e vol\u00f2 via con un pezzo di\ne vol\u00f2 via con un pezzo di spago rosa.\n\nRimasi immobile come un topo per vedere se il piccolo furfante avrebbe osato tornare.\nNon lo fece, ma mand\u00f2 sua moglie, che fece un salto, un salto e un salto,\nmi ha guardato dritto negli occhi e ha preso la sua corda senza avere\npaura.\n\nE questo lo chiamate furto?  No, rispondete voi. Nemmeno io; per essere sicuri hanno preso\nCerto, hanno preso ci\u00f2 che mi apparteneva, ma la finestra era spalancata e credo che dovessero sapere che amavo gli uccelli e che avrei voluto regalarli.\nPenso che dovessero sapere che amavo gli uccelli e che avrei voluto dare loro\nqualcosa per la loro nuova casa. Forse sapevano anche che dei pezzi di vecchio spago\nspago non potevano valere molto.\n\nAllora, con quanto impegno iniziarono il loro lavoro! Avevano gi\u00e0 scelto il posto\nper il loro nido, saltando su e gi\u00f9 tra i rami finch\u00e9 non trovarono un ramo\nramo lontano dalla vista di serpenti e falchi e di crudeli gatti soriani, in alto\ndi serpenti, falchi e crudeli gatti soriani, fuori dalla portata di ragazzini dispettosi con le loro fionde.\ntutto era pronto perch\u00e9 questi piccoli falegnami potessero iniziare a costruire.\nNon erano necessari martello e chiodi, artiglio e becco erano tutti gli strumenti che usavano.\neppure che bel lavoro di falegnameria hanno fatto!\n\nVedete come il nido \u00e8 legato saldamente a quei tre esili ramoscelli e come \u00e8 intrecciato con cura e attenzione?\nramoscelli, e come \u00e8 intrecciato accuratamente e strettamente, in modo che si possa\na malapena a staccarlo? Quei peli neri e ispidi che tengono insieme tutto il resto\ninsieme sono stati lasciati cadere dalla coda del Principe Azzurro (il Principe Azzurro \u00e8 il bel cavallo da sella che\nil bel cavallo da sella che coltiva l'erba sotto il salice).\nQuei peli marroni e lucidi appartenevano a Dame Margery, la mucca gentile,\nche vive con il suo vitellino Pet nella stalla con il Principe Azzurro;\ne su un lato c'\u00e8 una macchia gialla e brillante. Ah, uccelli furfanti,\ndovevate essere fuori dalla finestra della cucina quando sono stati tagliati i riccioli del piccolo Johnny!\nJohnny sono stati tagliati! Potevamo risparmiarne solo due dalla sua preziosa testa, e abbiamo cercato ovunque questo\ne abbiamo cercato dappertutto questo per mandarlo alla nonna!\n\nGuardate questa porta sul lato del nido e ditemi come un uccello possa farne una cos\u00ec perfetta.\ncome un uccello possa farne una cos\u00ec perfetta; eppure vi ho sentito dire: \"\u00c8 solo un uccello, non sa nulla\".\n\u00e8 solo un uccello, non sa nulla.  Certo, non pu\u00f2 fare tante cose quante\ncose come voi, ma dopotutto non siete abbastanza saggi da fare molte delle\ncose che fa lui. Mi chiedo che cosa farebbe uno dei miei figlioli se\nse venisse trasportato a chilometri di distanza da casa e abbandonato in un luogo che non ha mai\nvisto? Sarebbe troppo spaventato per fare altro che piangere.\nci sono molti uccelli che, quando vengono portati via da lontano, si appollaiano\nin cima alla banderuola, forse, decidono con i loro piccoli pezzi di mente\nda che parte andare, e poi con un fruscio volano via sopra le cime delle case e i campanili delle chiese, le citt\u00e0 e le\nchiese, paesi e citt\u00e0, fiumi e prati, fino a raggiungere il luogo da cui sono partiti.\nil luogo da cui sono partiti.\n\nGuardate il nido per l'ultima volta e vedete il morbido e delizioso rivestimento\ndi piume d'anatra e lana d'agnello.\n\nPerch\u00e9 credete che sia stato reso cos\u00ec morbido e vellutato? Per gli uccellini che\nper gli uccellini che stavano arrivando, naturalmente; e di sicuro, una mattina\ndopo che la casetta era stata completata, mi sono affacciata alla finestra e ho visto cinque piccole uova\ne vidi cinque piccole uova rannicchiate l'una accanto all'altra; ma non ebbi molte occasioni di guardare quelle preziose uova.\ndi guardare quelle preziose uova, ve lo posso dire, perch\u00e9 la mamma uccello non poteva\nmamma uccello non riusciva a perdere un minuto per andare a bere l'acqua, tanto era\npaura di perdere il calore delle sue ali lanuginose.\n\nSi \u00e8 seduta l\u00ec nelle lunghe giornate di maggio e nelle notti calde e tranquille: chi se non una mamma sarebbe cos\u00ec dolce e gentile e paziente?\nmamma sarebbe stata cos\u00ec dolce e gentile e paziente?\nproblemi, neanche un po'. Che sia benedetto il suo caro cuoricino di uccello, non erano uova per lei.\nper lei: poteva vederle anche ora come stavano per diventare, le sue cinque\nastuti, lanuginosi e piumosi uccellini, che cinguettavano e svolazzavano sotto le sue ali.\ncos\u00ec non bad\u00f2 al dolore alla schiena o al crampo alle gambe, ma si sedette tranquillamente a casa.\ngambe, ma se ne stava tranquillamente a casa, anche se c'erano splendidi picnic\nnei campi di fragole e concerti sulle ringhiere della recinzione, e tutti gli uccelli padre e madre\ntutti gli uccelli padre e tutte le madri che non stavano covando le uova si stavano\nsi divertivano molto con questo bel tempo. Alla fine tutto era finito,\ne una mattina fui svegliato da un tale cinguettio e canto, da un tale svolazzare e volare.\nsvolazzare e volare - ho capito in un minuto che dove la notte prima\nc'erano stati due uccelli e cinque uova, ora c'erano sette uccelli e\ne nient'altro che gusci d'uovo nel verde del salice!\n\nIl pap\u00e0 rigogolo non aspettava che mi vestissi, ma volava su e gi\u00f9 dal davanzale della finestra, sembrando dire: \"Perch\u00e9 ti alzi?\ndavanzale della finestra e sembrava dire: \"Perch\u00e9 non ti alzi? Perch\u00e9 non ti\nalzarsi? Ho cinque uccellini; sono usciti dalle conchiglie proprio stamattina.\nmattina, cos\u00ec affamati che non riesco a farli mangiare a sufficienza! Perch\u00e9 non\nperch\u00e9 non ti alzi? Ho cinque uccellini e mi sto prendendo cura di loro mentre\nmentre mia moglie \u00e8 fuori a riposare!\n\nErano cinque piccoli esseri magri e spelacchiati, devo dire; perch\u00e9 si sa che gli uccelli non cominciano con l'essere belli come i gattini e le galline.\ngli uccelli non cominciano con l'essere graziosi come i gattini e le galline, ma sembrano\nmolto spogli e nudi, e non sembrano avere nulla da mostrare se non una grande bocca che si apre sempre e grida\nbocca grande e grossa che si apre sempre e grida Yip, yip, yip!\n\nOra penso che vi stiate chiedendo perch\u00e9 ho questo nido e come ho fatto a portare via la bella casa agli uccelli.\ncome ho potuto portare via la bella casa agli uccelli. Ah, questa \u00e8\nla parte triste della storia, e vorrei non dovervela raccontare.\n\nQuando gli uccellini avevano due giorni, sono uscita per un lungo viaggio\nin campagna, lasciando tutto al sicuro e felice nel vecchio salice verde.\nsalice; ma quando tornai, cosa pensate che abbia trovato a terra sotto i rami?\n---- Un magnifico nido di uccello da richiamo tagliato dall'albero, e cinque poveri uccellini ancora vivi.\nalbero, e cinque poveri uccellini immobili che giacevano al suo fianco. Cinque colli sottili\ntutti flaccidi e senza vita, cinque paia di occhi luminosi chiusi per sempre!\nsopra la testa i poveri mamma e pap\u00e0 che cinguettavano e piangevano come fanno gli uccellini quando sono spaventati.\ndi uccelli quando sono spaventati e dispiaciuti, volando qua e l\u00e0,\nprima a terra e poi sull'albero, per vedere se era davvero\ndavvero vero.\n\nMentre ero via, due ragazzini dispettosi erano venuti in giardino a cercare\ne subito hanno visto il nido del rigogolo.\n\n Tommy, c'\u00e8 un nido di uccelli, cos\u00ec buffo! Non c'\u00e8 nessuno qui, prendiamolo, disse Jack.\nqui, prendiamolo, grid\u00f2 Jack.\n\nAppoggiarono la scaletta all'albero e, bench\u00e9 fosse quasi fuori portata, un coltello a serramanico tagli\u00f2 i ramoscelli che la tenevano sollevata.\nfuori portata, un affilato coltello a serramanico tagli\u00f2 i ramoscelli che la tenevano sollevata, e\ndall'alto albero con un pesante tonfo sulla dura terra, e i cinque piccoli rigogoli non respirarono pi\u00f9!\ncinque piccoli rigogoli non respirarono pi\u00f9! Naturalmente i ragazzi non sapevano\nche nel nido c'erano degli uccellini, altrimenti non l'avrebbero fatto per niente al mondo.\nma questo non ha reso le cose pi\u00f9 facili per pap\u00e0 e mamma uccello.\nuccello.\n\nOra, cari bambini, non fatemi mai sentire dire: \"Non importa, sono solo uccelli, non gli importa\".\nsono solo uccelli, non gli importa.\n\nPensate a questo nido: come la madre e il padre ci hanno lavorato, intrecciando\ncapelli, spago e lana, giorno dopo giorno! Pensate a come la paziente\nmamma si \u00e8 seduta sulle uova, sognando il momento in cui avrebbe avuto cinque uccellini canterini e volanti da accudire, nutrire e insegnare!\nuccelli canterini e volanti di cui prendersi cura, da nutrire e a cui insegnare!\ndi farli vivere solo due brevi giorni! Non era terribile perdere la sua\nbella casa e i suoi cari bambini in una volta sola?\n\nNon dimenticate mai che, proprio come vostro padre e vostra madre amano i loro cari bambini e bambine, cos\u00ec Dio ha fatto s\u00ec che gli uccelli amassero i loro piccoli.\nbambini e bambine, cos\u00ec Dio ha fatto in modo che gli uccelli amassero i loro piccoli\nfigli piumati che nascono nei meravigliosi nidi che insegna loro a costruire.\na costruire.\n\n\n\n\nCOMPLEANNO DI DICKY SMILEY.\n\n Per essere particolarmente benefica ed efficace, la narrazione di una storia\ndovrebbe essere collegato agli eventi e agli avvenimenti della vita. --Froebel.\n\n\nDicky Smiley aveva otto anni quando sono accadute le cose che sto per raccontare.\notto anni, e brillante come un bottone d'acciaio.\nEra molto buffo che si chiamasse Smiley, perch\u00e9 il suo viso era proprio come un raggio di sole.\ncome un raggio di sole, e se mai piangeva era solo per un minuto,\ne poi i sorrisi si insinuavano e scacciavano le gocce di lacrime dal\ndal cielo blu dei suoi occhi.\n\nLa madre di Dicky cerc\u00f2 di chiamarlo Richard, perch\u00e9 era il nome di suo padre.\nma in qualche modo non lo diceva mai, e anche quando se ne ricordava e lo chiamava Richard, la sorellina Dot piangeva.\ne lo chiamava Richard, la sorellina Dot piangeva,\n Mamma, non sgridare Dicky.\n\nUna volta aveva un pap\u00e0 buono e affettuoso come il vostro, quando era un piccolo bambino in\nlunghi abiti bianchi; ma il caro pap\u00e0 un giorno marci\u00f2 via con i soldati dal mantello blu\nsoldati dal mantello blu un giorno e non \u00e8 pi\u00f9 tornato dai suoi figli;\nperch\u00e9 mor\u00ec lontano, molto lontano da casa, su un campo di battaglia verde, con molti altri soldati.\naltri soldati. Potete pensare a quanto fosse triste e sola la mamma di Dicky e a come abbracciasse i suoi tre bambini.\ncome abbracciasse i suoi tre bambini e dicesse: &&\n\n Cari, ora non avete pi\u00f9 un padre, ma il buon Dio aiuter\u00e0 vostra madre a prendersi cura di voi!\nmadre a prendersi cura di voi!\n\nE ora lavorava duramente, molto duramente, dalla mattina alla sera\nogni giorno per procurarsi i soldi per comprare pane, latte e vestiti per Bess, Dot e Dicky.\nDot e Dicky.\n\nMa Dicky era un bravo bambino e aiutava molto la mamma,\na togliere gli imbastiture dai suoi lavori d'ago, a portare la legna e i trucioli dal capanno e ad andare al negozio a prendere il burro e il pane.\ne trucioli dal capanno e andava al negozio a prendere il burro, le patate e le uova.\npatate e uova. Cos\u00ec una mattina lei disse:&&\n\n Dicky, mi sei stato di grande aiuto quest'estate, vorrei regalarti qualcosa che ti render\u00e0\nqualcosa che ti renda molto felice. Contiamo i soldi nella tua\nbanca - li hai guadagnati tutti tu - e vediamo cosa potremmo comprare con essi. Per\nBess vuole un impermeabile e Dot ha bisogno di gomme, ma vogliamo che il nostro bambino abbia un regalo di compleanno.\nche il nostro bambino abbia un regalo di compleanno.\n\n Oh, mamma, grid\u00f2 battendo le mani, che giorno felice sar\u00e0!\nsar\u00e0! Comprer\u00f2 quella cassetta degli attrezzi nel negozio dietro l'angolo! \u00c8 una tale bellezza\ncon una piccola sega, un martello, uno scalpello, un cacciavite e tutto ci\u00f2 che serve a un falegname.\ntutto ci\u00f2 che serve a un falegname. Costa solo un dollaro, esattamente!\n\nPoi svitarono la banca e trovarono novantacinque centesimi, in modo che ci volessero solo altri cinque centesimi per fare il dollaro.\nci sarebbero voluti solo altri cinque centesimi per fare il dollaro. Dicky li guadagn\u00f2\nprima di andare a letto, accatastando legna per un vicino; e la sua mamma cambi\u00f2 tutti i piccoli pezzi da cinque e dieci centesimi in due\nmamma cambi\u00f2 tutti i piccoli pezzi da cinque e dieci centesimi in due splendidi\nmezzo dollaro che tintinnavano gioiosamente nella tasca dei pantaloni.\n\nLa mattina dopo si alz\u00f2 quasi contemporaneamente ai pettirossi e alle rondini dei camini.\npettirossi e le rondini del camino uscivano dai loro nidi; salt\u00f2 gi\u00f9 per le scale, due alla volta, e riusc\u00ec a malapena a fare colazione, tanta era la fretta con cui si trovava.\nalla volta, e riusc\u00ec a malapena a fare colazione, tanta era la fretta di comprare la preziosa cassetta degli attrezzi.\nfretta di comprare la preziosa cassetta degli attrezzi. Apr\u00ec la porta d'ingresso, scese danzando i gradini di legno e si ferm\u00f2 sul marciapiede.\ndi legno, e l\u00ec, sul marciapiede di fronte alla casa, stava una bambina, con un\ncon un grembiule di percalle strappato, senza scarpe e senza cappello, e i suoi riccioli castano-nocciola\nriccioli castani che svolazzavano nel vento; peggio di tutto, piangeva come se il suo cuore\nsi sarebbe spezzato.\n\n Perch\u00e9, ragazzina, cosa c'\u00e8? chiese Dicky, perch\u00e9 era un ragazzo di buon cuore e non gli piaceva vedere le persone piangere.\ndi buon cuore e non gli piaceva vedere la gente piangere.\n\nSi tolse il grembiule e singhiozz\u00f2:&&\n\n Oh, ho perso il mio adorabile cagnolino marrone e non potr\u00f2 mai pi\u00f9 riaverlo!\nindietro!\n\n Qualcuno lo ha avvelenato? \u00c8 morto? disse Dicky.\n\nScosse la testa.\n\n No, oh no! L'uomo del canile l'ha portato via nel suo carretto... il mio dolce cagnolino.\ndi cane; ha una piccola coda riccioluta cos\u00ec astuta e lunghe orecchie di seta;\nfa tutti i tipi di trucchi, e non mi lasceranno mai entrare a casa senza\nBruno.\n\nE poi cominci\u00f2 a piangere pi\u00f9 forte che mai, tanto che Dicky quasi non sapeva\ncosa dirle.\n\nIl canile, bambini, \u00e8 un luogo molto grande vicino alla citt\u00e0,\ncon un alto recinto tutto intorno, e all'interno sono tenuti puledri e cavalli,\ni vitellini e le mucche madri, e le pecore e le capre che scappano da casa o vengono\nda casa o che vengono raccolti sul ciglio della strada. L'uomo del canile percorre la strada\nstrada su un grande carro, che ha un'intelaiatura di doghe costruita sopra\ndi doghe, in modo che sembri un pollaio su ruote, e al suo interno\ne in esso - alcuni di voi l'hanno visto fare - mette i poveri cani senza collare e i cui padroni\ncollari e i cui padroni non li hanno pagati. Poi se ne va\ne li rinchiude nel grande posto all'interno dell'alto recinto, e loro devono\ndevono rimanere per un po'. I cani vengono uccisi se nessuno viene a prenderli.\n\n Bene, disse Dicky, andiamo a vedere l'uomo delle sterline. Sapete dove\nvive?\n\n S\u00ec, infatti, rispose la bambina, che si chiamava Lola.  Ho corso\ndietro il carro fino al canile. Ho pianto dietro a Bruno, e Bruno\ne Bruno si lamentava per me, ficcava il naso tra le sbarre e cercava di saltare fuori, ma non ci riusciva.\nma non ci riusciva. La strada \u00e8 lunga e l'uomo \u00e8 arrabbiato come due bastoni.\n\u00e8 arrabbiato come due bastoni.\n\nMa si avviarono e continuarono a camminare insieme, con Dicky che teneva stretta la mano di Lola.\nmano di Lola, mentre lei gli raccontava le cose meravigliose che Bruno sapeva fare.\nBruno sapeva fare; come poteva salire e scendere da una scala, suonare il piffero e battere il tamburo, far addormentare i credenti e ballare la giga.\ne battere il tamburo, far addormentare i credenti e ballare la giga. Era grazie a\nquesti suoi trucchi che Lola guadagnava soldi per lo zio, con il quale viveva.\npadre e la madre erano morti e non c'era nessuno al mondo che volesse bene alla bambina.\nnessuno in tutto il mondo che amasse la bambina. La cara madre era morta in un\nun bellissimo paese di montagna dall'altra parte dell'oceano, e Lola e Bruno\nerano stati mandati in America con una nave. Ora questa cara e graziosa mamma di\nLola era solita cantare per lei quando la cullava per farla addormentare e, man mano che la bambina cresceva\nda bambina a ragazzina impar\u00f2 le canzoncine da cantare a Bruno\nquando era un cucciolo. Volete ascoltarne una? La cantava\ncantarla agli angoli delle strade, e alla fine dell'ultima strofa quella\nBruno, furbo e astuto, sbadigliava come se non riuscisse a stare sveglio un altro minuto.\nun altro minuto, infilava la sua testa setosa tra le due zampe anteriori, chiudeva i suoi\nocchi luminosi, emetteva un piccolo sospiro stanco e rimaneva addormentato finch\u00e9 Lola non lo\nLola lo svegli\u00f2. Questa \u00e8 la canzone:&&\n\nSvegliati, piccolo Bru-no! Svegliati, piccolo Bru-no,\n\nSvegliati, piccolo Bru-no, presto!\n\nQuando i due bambini arrivarono al canile e videro la casetta al cancello dove viveva l'uomo del canile, Dicky era piuttosto spaventato.\ndove viveva l'uomo del canile, Dicky era piuttosto spaventato e a malapena osava salire i gradini.\npaura e quasi non osava salire i gradini, ma dopo un attimo pens\u00f2: \"Non sar\u00f2 un codardo, non ho fatto niente di male\".\nnon sar\u00f2 un codardo; non ho fatto nulla di male.  Cos\u00ec diede alla porta\nbussare con forza, per un bambino di otto anni, e fece uscire subito l'uomo.\nsubito l'uomo.\n\n Che cosa volete? disse lui, con voce burbera, perch\u00e9 sembrava piuttosto\narrabbiato.\n\n Per favore, signore, voglio il piccolo cane marrone di Lola. \u00c8 l'unico cane che ha,\ne lei ci guadagna dei soldi. Fa dei trucchi divertenti per dieci centesimi.\n\n Come pensi che io sappia se ho un cane marrone l\u00ec dentro o no?\n ringhi\u00f2 lui.  \u00c8 meglio che corriate a casa dalle vostre madri, tutti e due.\n\nA questo punto Lola ricominci\u00f2 a piangere, e Dicky disse rapidamente:&&\n\n Oh, lo riconoscereste subito, ha una coda riccioluta e astuta e lunghe orecchie di seta.\ne lunghe orecchie di seta. Si chiama Bruno.\n\n Bene, scatt\u00f2 l'uomo, dove sono i tuoi soldi? Si sbrighi! Voglio la mia\ncolazione.\n\n Soldi! grid\u00f2 Dicky, guardando Lola.\n\n Soldi!\" sussurr\u00f2 la piccola Lola, voltandosi verso Dicky.\n\n S\u00ec, disse lui, certo! Datemi un dollaro e vi dar\u00f2 il cane.\ncane.\n\n Ma, rispose Lola, non ho un soldo, non ne ho mai avuti.\n\n N\u00e9 l'uno n\u00e9 l'altro - inizi\u00f2 Dicky; e poi le sue dita si insinuarono nella tasca dei pantaloni e tastarono i due mezzi dollari d'argento che avrebbero comprato\ntasca dei pantaloni e tastarono i due mezzi dollari d'argento che avrebbero dovuto comprare\nla sua cassetta degli attrezzi. Per un'ora si era dimenticato di quella cassetta degli attrezzi, ma...\ncome avrebbe potuto... come avrebbe potuto dare via quel prezioso denaro che\nche aveva messo insieme cos\u00ec a lungo, cinque centesimi alla volta? Ricordava\nricordava la piccola sega affilata, il robusto martello, l'astuta pialla,\nscalpello e del cacciavite lucente, e le sue dita si strinsero attorno al denaro.\ni soldi con forza; ma proprio in quel momento guard\u00f2 la piccola e graziosa Lola, con il suo\ncon il suo viso triste, i suoi occhi gonfi e le coraggiose labbra rosse che cercava di non\ndi non tremare per le lacrime. Era sufficiente; estrasse rapidamente il dollaro d'argento e disse al\nd'argento e disse all'uomo della sterlina: &&\n\n Ecco il tuo dollaro: dacci il cane!\n\nL'uomo sembrava molto sorpreso. Non molti ragazzini di otto anni hanno\nun dollaro nella tasca dei pantaloni.\n\n Dove l'hai preso?\n\n Mi sono guadagnato ogni centesimo, rispose il povero Dicky con un groppo in gola e la voce strozzata.\ngola e con la voce strozzata.  Ho portato carbone e tagliato legna per\nper quasi sei mesi prima di averne abbastanza, e non c'\u00e8 un'altra cassetta degli attrezzi al mondo che valga quanto quella per un dollaro.\nal mondo cos\u00ec buona come quella per un dollaro... Ma io voglio Bruno!\n\n{Illustrazione:  Ecco il tuo dollaro: dacci il cane\".}\n\nPoi l'uomo del canile mostr\u00f2 loro una scaletta che portava a un buco quadrato nel muro del canile.\nun buco quadrato nel muro del canile e disse loro di salire a guardare\ne di guardare se il cane fosse l\u00ec. Salirono e misero i loro\ndue visi rosei e impazienti alla piccola e ruvida finestra.  Bruno! Bruno!\nLola, ma non arriv\u00f2 nessun Bruno; ma tutti i cagnolini spaventati e nostalgici di quella prigione\nspaventato in quella prigione tir\u00f2 su il naso, scodinzol\u00f2 e si avvi\u00f2 verso la voce.\nverso la voce. Non importava che fossero Fidos, Carlos, Rovers o Ponto.\nRovers o Ponto; sapevano di essere cagnolini soli e che forse qualcuno si era ricordato di loro.\nforse qualcuno si era ricordato di loro. Il tenero cuore di Lola soffriva alla vista di tanti\nvista di tanti cani senza padre e senza madre, e pianse, &&\n\n No, no, poveri cari! Non sono venuto per voi; voglio il mio...\nBruno.\n\n Canta per lui, e forse verr\u00e0, disse Dicky; e Lola appoggi\u00f2 il gomito sul davanzale della finestra e cant\u00f2\ngomito sul davanzale della finestra e cant\u00f2:&&\n\n   Al cancello del Paradiso si vendono scarpe piccole,\n   E a tutti i brandelli di an-geli di luce vengono dati;\n   Slum-ber my dar-ling, Slum-ber my dar-ling,\n   Slum-ber my dar-ling sweet-ly.\n\nOra Bruno era cos\u00ec stanco di correre dall'uomo del canile, cos\u00ec affamato, cos\u00ec spaventato e cos\u00ec rauco per l'abbaiare che si era addormentato.\nspaventato e cos\u00ec rauco per l'abbaiare che si era addormentato; ma quando sent\u00ec la voce di Lola che cantava la canzone che conosceva bene, si alz\u00f2 di scatto.\nquando sent\u00ec la voce di Lola che cantava la canzone che conosceva cos\u00ec bene, si alz\u00f2 di scatto e usc\u00ec mezzo sveglio.\ne usc\u00ec mezzo sveglio - il pi\u00f9 caro, il pi\u00f9 bel cagnolino marrone del mondo, con un cagnolino\ncane marrone pi\u00f9 caro e pi\u00f9 bello del mondo, con un'astuta coda riccioluta che spuntava\ndietro, due lunghe orecchie di seta che quasi toccavano il terreno e quattro\nzampe bianche e morbide.\n\nAllora erano due bambini cos\u00ec felici, e un piccolo cane marrone cos\u00ec felice\ncane marrone era Bruno! Baciava i piedi nudi, le mani e il viso di Lola,\ne quasi mastic\u00f2 il grembiule fino a ridurlo in stracci, tanto era felice di rivedere la sua padrona.\npadrona. Persino l'uomo del canile ha sorriso e ha detto che era il pi\u00f9 bel\ncucciolo pi\u00f9 bello e pi\u00f9 intelligente che avesse mai avuto in canile e che quando lo aveva chiuso\nche quando l'aveva rinchiuso la sera prima aveva messo in atto tutti i suoi\ntutti i suoi buffi trucchi nella speranza di essere lasciato uscire.\n\nPoi Dicky e Lola tornarono a casa sulla strada polverosa, Bruno correva al loro fianco, abbaiando agli uccelli, annusando gli scoiattoli e\nBruno correva al loro fianco, abbaiando agli uccelli, annusando gli scoiattoli e inseguendo tutte le galline e i gattini che\ne rincorreva tutte le galline e i gattini che incontrava lungo la strada, finch\u00e9 finalmente\nall'angolo della strada, dove Lola svolt\u00f2 per andare a casa sua,\ndopo aver baciato il suo nuovo amico e averlo ringraziato per essere stato cos\u00ec buono e gentile con lei.\ngentilezza nei suoi confronti.\n\nMa che dire di Mastro Dicky stesso, che aveva perso la sua cassetta degli attrezzi? Egli\nNon si sentiva molto sorridente in quel momento. Entr\u00f2 di soppiatto dalla\ne quando vide la faccia della sua cara mamma in cucina non riusc\u00ec a sopportare un minuto di pi\u00f9 e scoppi\u00f2 a piangere.\nnon resistette un minuto di pi\u00f9, scoppi\u00f2 a piangere e le raccont\u00f2 tutto.\nl'accaduto.\n\n Beh, figliolo, disse lei, sono molto, molto dispiaciuta. Vorrei poterti dare\ndarti un altro dollaro, ma non ho soldi da spendere. Hai fatto bene\nLola a trovare Bruno e a ricomprarlo per lei, e sono molto orgogliosa del mio ragazzo.\nsono molto orgoglioso del mio ragazzo; ma non puoi dare via il dollaro e avere anche la cassetta degli attrezzi.\ncassetta degli attrezzi. Quindi asciugati gli occhi e cerca di essere felice. Non hai fatto colazione, caro.\ncolazione, caro, prendi un bel pezzo di pane e zucchero.\n\nDicky si asciug\u00f2 le lacrime e cominci\u00f2 a mangiare.\n\nDopo un po' volle pulirsi la bocca appiccicosa e zuccherosa e, mentre tirava fuori dalla tasca il suo fazzoletto pulito, si vide spuntare due occhietti luccicanti.\nil fazzoletto pulito dalla tasca, due oggetti rotondi, luccicanti, tintinnanti\ntintinnanti e tintinnanti sono caduti sul pavimento e sono rotolati sotto il tavolo della cucina!\nsotto il tavolo della cucina! Cosa potevano essere? I suoi due mezzi dollari d'argento\nmezzo dollaro, per essere sicuri. E da dove sono venuti, secondo voi?\nsupponiamo? \u00c8 stata la cosa pi\u00f9 bella e divertente! L'uomo della sterlina non era\nnon era poi cos\u00ec arrabbiato, perch\u00e9 pensava che Lola e Dicky fossero due bambini cos\u00ec gentili e\ne Bruno un cane cos\u00ec furbo, che non poteva sopportare di togliere il dollaro a Dicky.\nDicky; cos\u00ec, mentre il ragazzino guardava dall'altra parte, l'uomo del canile gli fece scivolare\nl'uomo del canile rimise i soldi nella tasca di Dicky senza dire una parola.\ntasca di Dick senza dire una parola. Non fu una bella sorpresa?\n\nCos\u00ec Dicky corse al negozio all'angolo pi\u00f9 veloce che i suoi piedi potessero portarlo,\ne compr\u00f2 la cassetta degli attrezzi.\n\nOgni sabato pomeriggio si diverte a giocarci!\nE chi credete che sieda sul pavimento bianco della cucina con Dot e Bess a guardarlo mentre costruisce tavoli e sedie per le bambole con il suo falegname?\nBess, a guardarlo mentre costruisce tavoli e sedie per bambole con i suoi attrezzi da falegname?\nattrezzi da falegname? Certo, Lola, e anche un cagnolino marrone, con un'astuta coda riccioluta e arrotondata.\ncoda riccioluta e arrotolata dietro e due lunghe orecchie di seta che toccavano il pavimento.\nche toccavano il pavimento. Perch\u00e9 la mamma di Dick aveva un cuore cos\u00ec grande che credo avrebbe\nche credo avrebbe potuto contenere tutti i bambini del mondo, e dato che lo zio di Lola\nzio di Lola non si preoccupava minimamente di lei, la diede a questa\nmamma di Dicky, che ha imparato ad amare questa bambina quasi quanto\ncome amava i suoi Dicky, Dot e Bess.\n\n\n\n\nAQUA; O, IL BABAY DELL'ACQUA.\n\n\n{Nota: il progetto di questa storia mi \u00e8 stato suggerito molti anni fa; cos\u00ec tanti, in effetti, che ora non ricordo se sia stato del mio amico, o di un'altra persona.\nanni fa; cos\u00ec tanti, in effetti, che ora non riesco a ricordare se fosse del mio amico,\no se avesse letto qualcosa di simile in tedesco. D. W.}\n\n\n Questo stare al di sopra della vita, eppure cogliere la vita, ed essere stimolati dalla vita, \u00e8 ci\u00f2 che rende l'educatore autentico.\nvita, \u00e8 ci\u00f2 che rende l'educatore autentico. --Froebel.\n\n\nEra una giornata limpida e soleggiata, e sul grande mare aperto scintillavano migliaia di gocce d'acqua.\nscintillavano migliaia e migliaia di gocce d'acqua. Una di queste era un\nallegro che ballava sul dorso argentato dei pesci mentre questi\nche si tuffavano su e gi\u00f9 tra le onde e, per quanto si alzasse,\nsempre scendeva grassoccio in grembo alla madre.\n\nSua madre, si sa, era l'Oceano, e quel giorno d'estate era molto bella con il suo vestito blu scuro e i volant bianchi.\ngiorno d'estate con il suo vestito blu scuro e i volant bianchi.\n\nA poco a poco l'allegra goccia d'acqua si stanc\u00f2 del suo gioco e, guardando il cielo limpido sopra di s\u00e9, pens\u00f2 che gli sarebbe piaciuto fare un giro su una barca a vela.\ncielo limpido sopra di lui pens\u00f2 che gli sarebbe piaciuto navigare su una delle\nnuvole bianche e fluttuanti; cos\u00ec, saltando dalle braccia dell'Oceano, preg\u00f2 il Sole di prenderlo e di lasciarlo andare in viaggio per vedere\nimplor\u00f2 il Sole di prenderlo e di fargli fare un viaggio per vedere la terra.\nterra.\n\nIl Sole ha detto s\u00ec, e ha preso anche tante altre gocce, perch\u00e9 Aqua non fosse sola lungo il cammino.\nnon si sentisse sola durante il cammino. Ma lui non lo sapeva, perch\u00e9\nperch\u00e9 tutte si erano trasformate in nebbia o vapore. Sapete cos'\u00e8 il\nvapore? Se respirate l'aria, quando \u00e8 abbastanza fredda, vedrete che esce dalla vostra bocca come vapore.\nSe respirate l'aria, quando \u00e8 sufficientemente fredda, la vedrete uscire dalla vostra bocca come vapore, e potrete anche vedere del vapore molto\nvapore molto caldo che esce dal naso di un bollitore d'acqua bollente. Quando\n\u00e8 abbastanza vicino alla terra, dove possiamo vederlo, lo chiamiamo nebbia.  Le\ngocce d'acqua sono state trasformate in vapore perch\u00e9 nella loro forma\ntroppo pesanti per essere trasportate dai raggi del sole.\n\nNavigavano sempre pi\u00f9 in alto, cos\u00ec velocemente che si sentivano storditi,\nin un'ora avevano percorso pi\u00f9 di cento miglia! E quanto era bello,\nguardare il mondo di sotto, e navigare pi\u00f9 velocemente di quanto i pesci possano\nnuotare o che gli uccelli possano volare!\n\nMa dopo un po' si fece quasi ora che il Sole andasse a letto; divenne molto rosso in viso e cominci\u00f2 a sprofondare sempre pi\u00f9 in basso.\ndivenne molto rosso in viso e cominci\u00f2 a scendere sempre pi\u00f9 in basso, finch\u00e9\nimprovvisamente scomparve dalla vista!\n\nLa povera piccola Aqua non poteva fare a meno di essere spaventata, perch\u00e9 ogni minuto che passava\nogni minuto che passava diventava sempre pi\u00f9 buio e freddo. Alla fine pens\u00f2 di provare a tornare sulla\nterra, cos\u00ec scivol\u00f2 via e, mentre cadeva sempre pi\u00f9 in basso, diventava pi\u00f9 pesante.\nsempre pi\u00f9 pesante, finch\u00e9 non fu di nuovo una piccola goccia rotonda e luminosa, e\ne si pos\u00f2 su un cespuglio di rose. Un grazioso bocciolo di velluto apr\u00ec le sue foglie e\ne si infil\u00f2 tra i cuscini cremisi, per dormire fino al mattino. Poi le\nfoglie si aprirono e, rotolandosi nel letto, chiam\u00f2: \"Ti prego, caro Sole, portami di nuovo con te\".\nSole, portami ancora con te\".  Cos\u00ec i raggi del sole lo catturarono una seconda volta e volarono\nuna seconda volta, e volarono nell'aria fino a mezzogiorno, quando divenne sempre pi\u00f9 caldo e\nsempre pi\u00f9 caldo, e non c'era pi\u00f9 una rosa rossa a nasconderlo, n\u00e9 un filo d'erba a ombreggiare la sua testa stanca.\nnemmeno un filo d'erba per ombreggiare la sua testa stanca; ma proprio mentre gridava,\n Ti prego, Re Sole, fammi tornare alla cara madre Oceano, il vento ebbe piet\u00e0 di lui e venne\nil vento ebbe piet\u00e0 di lui, arriv\u00f2 con il suo soffio fresco e lo sventol\u00f2, con tutti i suoi fratelli, in una pesante nuvola grigia.\nfratelli, in una pesante nuvola grigia, dopodich\u00e9 li separ\u00f2 e disse loro di unirsi per mano e di affrettarsi.\ne disse loro di unire le mani e di correre via verso la terra. E cos\u00ec, a passo di marcia\nscesero, rotolando l'uno sull'altro, finch\u00e9 con un ticchettio e uno schiocco di dita\ne sferragliare e schizzare toccarono terra e tutta la gente grid\u00f2: \"Piove\".\ngridarono: \"Piove\".\n\nAlcune gocce caddero sul fianco di una montagna, tra le quali c'era Aqua, che corse gi\u00f9 per la\nla parete rocciosa e corse, facendo da apripista ai suoi fratelli. Ben presto, insieme\nsi tuffarono in un ruscello di montagna, che scorreva spumeggiante e\nche si gettava spumeggiante e impetuoso, saltando sulle rocce e scendendo di corsa lungo il pendio, finch\u00e9 nella\nvalle sottostante udirono un rumore stranissimo.\n\nSulla riva c'era un mulino e alla porta c'era un uomo con il cappello e i vestiti grigi di polvere.\ncappello e i vestiti erano grigi di polvere.\n\nAll'interno del mulino c'erano due grandi pietre, che continuavano a girare\npi\u00f9 velocemente di quanto possa fare la testa di un ragazzo, grazie alla grande ruota esterna.\ne queste pietre macinavano il grano in farina e il mais in farina d'oro.\nfarina e il mais in farina d'oro.\n\nMa quale gigante pensate che fosse in grado di girare e far oscillare quella\ntremenda ruota, insieme a quelle pesanti pietre? Nessun gigante.\nNessuno, se non le nostre piccole gocce d'acqua, che vi sono salite a centinaia e a migliaia e l'hanno fatta girare in continuazione.\ncentinaia e migliaia e l'hanno fatta girare in continuazione.\n\nIl ruscello sfociava in uno stagno tranquillo dove nuotavano anatre e oche.\nEra un luogo cos\u00ec tranquillo e bello, con le code di gatto marroni e pelose che alzavano la testa\nche sollevavano la testa dall'acqua e i gigli gialli, con le loro foglie come\nle loro foglie come piatti verdi, che galleggiavano sulla superficie. Sul bordo vivevano\nverdi e grasse rane toro, e nell'acqua c'erano trote maculate, lucciconi d'argento e\nd'argento, pesciolini furbi e altri pesci.\n\nAd Aqua questo posto piacque cos\u00ec tanto che si ferm\u00f2 per un bel po' di tempo, navigando su e gi\u00f9\ne gi\u00f9, prendendo le anatre per navi e le rane per cavalli;\nma dopo un po' si stanc\u00f2 di quella vita noiosa, e lui e i suoi fratelli\ne lui e i suoi fratelli galleggiarono sopra una cascata e sotto un ponte per una lunga, lunga\nfino a quando videro un altro ruscello che scendeva lungo il pendio di una collina.\n\n Forza, diamoci la mano! grid\u00f2 Aqua; e cos\u00ec si precipitarono tutti insieme\nfinch\u00e9 non giunsero a un ampio fiume che apr\u00ec loro le braccia.\n\nCon l'aiuto di Aqua e dei suoi fratelli, il bellissimo fiume era in grado di far galleggiare\ndi far galleggiare pesanti navi, anche se non molto tempo fa era solo un piccolo ruscello,\nattraverso il quale un bambino poteva guadare o calpestare. Qui una\ncarico di legname veniva trasportato con la stessa facilit\u00e0 che se fosse stato un\nuna barca di carta; l\u00ec passava un piroscafo, carico di casse e barili e affollato di persone, con la sua grande\ndi persone, passava con la sua grande ruota che sbatteva sull'acqua e lasciava una lunga scia, come di schiuma.\nlasciando dietro di s\u00e9 una lunga scia, come di schiuma di sapone. Sempre pi\u00f9 avanti\nil fiume andava alla ricerca dell'oceano, e sia che si affrettasse a svoltare un angolo\no scivolava dolcemente verso il mare, c'era sempre qualcosa di nuovo e strano da vedere.\ncitt\u00e0 affollate, cittadine tranquille, segherie ronzanti, ponti di pietra, ponti di sabbia.\nsegherie, ponti di pietra e porti pieni di ogni tipo di imbarcazione, grande e piccola, con bandiere di ogni tipo.\ne piccole, con bandiere di tutti i colori che sventolano sugli alberi e marinai di tutti i Paesi che lavorano sui ponti.\ndi tutti i Paesi che lavoravano sui ponti. Ma Aqua non si ferm\u00f2 a lungo in nessun\nperch\u00e9, mentre il fiume si allargava sempre di pi\u00f9 e si avvicinava sempre di pi\u00f9 al suo\nalla sua fine, riusciva quasi a vedere la madre Oceano tra le cui braccia stava\ngioiosamente correndo. Lei si protese per raccogliere tutti i suoi figli, le gocce d'acqua, nel suo cuore.\ngocce d'acqua nel suo cuore, e pi\u00f9 vicino di tutti gli altri si annidava la nostra piccola Aqua.\npiccola Aqua.\n\nI suoi viaggi erano finiti, i suoi piaceri e i suoi pericoli passati; ed era di nuovo ripiegato sul caro cuore materno, il luogo pi\u00f9 sicuro e dolce di tutto il mondo.\nal caro cuore materno, il luogo pi\u00f9 sicuro e dolce di tutto il mondo.\nmondo intero. Nelle calde e tranquille sere d'estate, se fate una passeggiata sulla spiaggia\npasseggiata sulla spiaggia, si sente il dolce rumore delle onde.\ndelle onde; e alcune persone molto sagge pensano che siano le voci gorgoglianti di Aqua e di\ndi Aqua e dei suoi fratelli gocce d'acqua che si raccontano del loro\nmeraviglioso viaggio intorno al mondo.\n\n\n\n\nMOUFFLOU.\n\nAdattato da Ouida.\n\n Raccontiamo troppo poche storie ai bambini, e quelle che raccontiamo sono storie\ni cui eroi sono automi e bambole di peluche, --Froebel.\n\n\nLolo e Moufflou vivevano molto lontano da qui, in un paese soleggiato chiamato\nItalia.\n\nLolo non era forte come te e non poteva correre e giocare,\nperch\u00e9 era zoppo, poverino, e doveva sempre saltellare su una piccola\nstampella. Non \u00e8 mai stato abbastanza in forma per andare a scuola, ma le sue dita erano attive e veloci\nattive e veloci, riusciva a intrecciare stuoie di paglia e a fare cesti a casa.\ncasa. Aveva quattro o cinque fratellini e sorelline rosei e brillanti, ma\nma erano tutti cos\u00ec forti e potevano giocare tutto il giorno cos\u00ec facilmente che Lolo non stava molto con loro.\nLolo non stava molto con loro; cos\u00ec Moufflou era il suo migliore amico e stavano insieme tutto il giorno.\ninsieme tutto il giorno.\n\nMoufflou era un barboncino bianco come la neve, con una lana cos\u00ec morbida e riccioluta da sembrare un agnellino.\nL'uomo che lo aveva dato ai bambini, quando era un cucciolo, lo aveva chiamato Moufflon, che significa pecora in inglese.\ncucciolo, lo aveva chiamato Moufflon, che nel suo paese significa pecora.\npaese, che significa pecora.\n\nIl padre di Lolo era morto quattro anni prima, ma aveva una madre che doveva lavorare molto duramente per tenere i bambini puliti e farli mangiare a sufficienza.\nche doveva lavorare molto duramente per tenere puliti i bambini e farli mangiare a sufficienza.\nAveva anche un fratello maggiore, Tasso, che lavorava per un giardiniere e ogni sabato sera portava a casa la sua paga per aiutare a nutrire e vestire i piccoli.\nogni sabato sera portava a casa il suo salario per aiutare a nutrire e vestire i bambini.\nbambini. Tasso era quasi un uomo ormai, e in quel paese appena si diventa uomini si deve\nuomo si deve partire per fare il soldato; cos\u00ec la madre di Lolo era sempre preoccupata\nLolo era sempre preoccupata per il timore che il suo Tasso venisse portato via.\nSe si hanno soldi a sufficienza, si pu\u00f2 sempre pagare qualcuno che vada al tuo posto.\nma Tasso non aveva soldi, e nemmeno la povera madre, cos\u00ec ogni giorno era in ansia\nogni giorno era in ansia per il rischio che il suo ragazzo dovesse andare in guerra.\n\nMa Lolo e Moufflon non sapevano nulla di tutto questo e ogni giorno, quando Lolo stava bene, erano felici insieme.\nLolo stava abbastanza bene, erano felici insieme. Passeggiavano per le\nstrada, o si sedevano sui gradini della chiesa, o, se la giornata era bella, andavano in campagna e portavano a casa grandi mazzi di fiori gialli e\nse la giornata era bella, andavano in campagna e portavano a casa grandi fasci di fiori gialli, blu e cremisi.\nblu e cremisi.\n\nLa vecchia casa diroccata in cui viveva la famiglia era vicina a una chiesa alta e grigia,\nchiesa alta e grigia. Era una bella chiesa antica e tutti i bambini l'amavano, ma soprattutto Lolo.\nma soprattutto Lolo. Gli piaceva molto la mattina, quando le persone\nquando le persone portavano grandi mazzi di gigli bianchi per addobbarla; e a mezzogiorno, quando\nquando era fresco e ombroso; e al tramonto, quando i lunghi raggi brillavano attraverso le finestre dipinte\nfinestre dipinte e facevano luci blu, dorate e violette sul pavimento.\npavimento.\n\nUna mattina Lolo e Moufflou erano seduti sui gradini della chiesa e osservavano la gente.\nosservare la gente, quando un signore che passava di l\u00ec si ferm\u00f2 a guardare il cane.\nil cane.\n\n \u00c8 un barboncino molto bello\", disse.\n\n \u00c8 vero, grid\u00f2 Lolo.  Ma dovresti vederlo la domenica, quando viene\nappena lavato; allora \u00e8 bianco come la neve.\n\n Sa fare qualche trucco? chiese il signore.\n\n Direi di s\u00ec, disse Lolo, perch\u00e9 aveva insegnato al cane tutto ci\u00f2 che sapeva.  Lui\nsa stare in piedi sulle zampe posteriori, sa ballare, sa parlare, sa fare la carriola e quando gli metto un biscotto sul naso e lo conto.\ne quando gli metto un biscotto sul naso e conto uno, due, tre.\nuno, due, tre, lui scatta e prende il biscotto.\n\nIl signore disse che avrebbe voluto vedere alcuni trucchi, e Moufflou fu molto contento di farli.\nMoufflou fu molto contento di farli, perch\u00e9 nessuno lo aveva mai frustato o ferito e lui amava fare ci\u00f2 che il suo padroncino desiderava.\nnessuno lo aveva mai frustato o fatto del male e lui amava fare ci\u00f2 che il suo padroncino desiderava. Poi il\nLolo raccont\u00f2 di avere un bambino a casa, cos\u00ec debole e malato che non riusciva ad alzarsi da\nmalato che non riusciva ad alzarsi dal divano, e che avrebbe voluto che Lolo portasse il barboncino a casa sua.\nLolo gli avrebbe portato il barboncino per mostrarglielo l'indomani, cos\u00ec gli diede dei soldi e gli disse il nome del barboncino.\nun po' di soldi e gli disse il nome dell'albergo in cui alloggiava.\n\nLolo torn\u00f2 a casa saltellando il pi\u00f9 velocemente possibile con la sua piccola stampella e sal\u00ec velocemente al piano di sopra dalla madre.\ne sal\u00ec velocemente al piano di sopra da sua madre.\n\n Oh, mamma! ha detto.  Vedete i soldi che mi ha dato un signore, e tutto questo\nperch\u00e9 il caro Moufflou ha fatto i suoi bei trucchi cos\u00ec bene. Ora puoi avere il tuo\ncaff\u00e8 tutte le mattine e Tasso potr\u00e0 avere il suo vestito nuovo per domenica.\n Poi raccont\u00f2 a sua madre del signore e che aveva promesso di portare Moufflou a trovarlo.\ndi portare Moufflou a vederlo il giorno dopo.\n\n{Illustrazione: Scatter\u00e0 e prender\u00e0 il biscotto}\n\nCos\u00ec, quando arriv\u00f2 il mattino, Moufflou fu lavato bianco come la neve e i suoi bei riccioli furono legati con un nastro blu.\nriccioli erano legati con un nastro blu, ed entrambi se ne andarono al trotto.\nMoufflou era cos\u00ec orgoglioso dei suoi riccioli e del suo nastro che quasi non gli piaceva\ndi mettere i piedi per terra. Furono portati nella stanza del piccolo\nstanza del bambino, dove giaceva sul divano molto pallido e infelice. Uno sguardo luminoso\nocchietti luminosi quando vedeva il cane e rideva quando Moufflou faceva i suoi trucchi.\nMoufflou faceva i suoi trucchi. Come batteva le mani quando lo vedeva costruire\nuna carriola, e lanci\u00f2 a entrambi manciate di dolci e caramelle!\nN\u00e9 il bambino n\u00e9 il cane avevano mai abbastanza da mangiare, cos\u00ec\nmordicchiavano i dolcetti con i loro denti bianchi e affilati, ed erano molto\nfelici.\n\nQuando Lolo si alz\u00f2 per andare via, il bambino cominci\u00f2 a piangere e disse: \"Oh, voglio il cane\".\nvoglio il cane. Lasciatemi il cane!\n\n Non posso, disse Lolo, \u00e8 il mio Moufflou e non posso lasciarlo a voi.\nlasciarlo a te.\n\nIl bambino era cos\u00ec infelice e piangeva cos\u00ec amaramente che Lolo era molto dispiaciuto di vederlo.\nLolo era molto dispiaciuto di vederlo e scese velocemente le scale con Moufflou. Il signore\nsignore gli diede pi\u00f9 soldi questa volta, e lui era cos\u00ec eccitato e cos\u00ec contento che and\u00f2 molto veloce per tutta la strada di casa\nche and\u00f2 molto veloce fino a casa, dondolandosi sui sassi con la sua piccola stampella.\npietre con la sua piccola stampella. Ma quando apr\u00ec la porta, si trov\u00f2 davanti sua\nmadre che piangeva come se le si spezzasse il cuore, e tutti i bambini erano\ntutti i bambini piangevano in un angolo, e anche Tasso era tornato dal suo lavoro, con un'aria molto\ninfelice.\n\n Oh! Che succede? grid\u00f2 Lolo. Ma nessuno gli rispose e\nMoufflon, vedendoli tutti cos\u00ec tristi, si sedette, alz\u00f2 il naso in aria e ulul\u00f2 un lungo e triste lamento.\nin aria e lanci\u00f2 un lungo e triste ululato. Poi uno dei bambini raccont\u00f2 a Lolo che finalmente\nche finalmente Tasso era stato scelto come soldato e che presto sarebbe partito per la guerra.\npartire presto per la guerra. La povera madre disse, piangendo, che non sapeva che cosa\nche non sapeva cosa ne sarebbe stato dei suoi figlioli durante il lungo e freddo inverno.\ninverno.\n\nLolo le mostr\u00f2 il suo denaro, ma lei era troppo infelice per interessarsi anche a quello.\nCos\u00ec, a poco a poco, and\u00f2 a letto con Moufflou. Il cane aveva\nsempre dormito ai piedi di Lolo, ma questa notte si avvicin\u00f2 al fianco del suo padroncino\nal fianco del suo padroncino, e ogni tanto gli leccava la mano per dimostrare che\nche gli dispiaceva.\n\nIl mattino seguente Lolo e Moufflon andarono con Tasso ai giardini dove lavorava.\ne per tutto il tragitto, lungo il fiume luminoso e tra gli alberi verdi, parlarono insieme di cosa avrebbero fatto quando Tasso se ne fosse andato.\nalberi, parlarono insieme di cosa avrebbero fatto quando Tasso se ne fosse andato.\nTasso disse che se avessero potuto ottenere un po' di denaro non sarebbe dovuto partire per le guerre.\nnon avrebbe dovuto partire per le guerre, ma scosse la testa tristemente e sapeva che nessuno\nnessuno glielo avrebbe prestato. A mezzogiorno Lolo torn\u00f2 a casa con Moufflon per la sua\ncena. Quando ebbero finito (era solo una zuppa di fagioli e fu mangiata presto),\nla madre disse a Lolo che la zia voleva che andasse a trovarla quel pomeriggio e che si occupasse dei bambini.\npomeriggio e che si occupasse dei bambini mentre lei usciva. Cos\u00ec Lolo si mise\ncappello, chiam\u00f2 Moufflou e si diresse zoppicando verso la porta, quando sua madre disse\nmadre disse:&&\n\n No, non prendete il cane oggi, a vostra zia non piace; lasciatelo qui con me.\nqui con me.\n\n Lasciare Moufflou? disse Lolo, perch\u00e9 io non lo lascio mai; non saprebbe cosa fare senza di me per tutto il pomeriggio.\nche fare senza di me per tutto il pomeriggio.\n\n S\u00ec, lasciatelo, disse la madre.  Non voglio che lo portiate con voi.\ncon te. Non lasciare che te lo ripeta.  Cos\u00ec Lolo si volt\u00f2 e scese le\nle scale, sentendosi molto triste per aver lasciato il suo caro Moufflou anche solo per un\nbreve tempo. Ma le ore passarono e quando arriv\u00f2 la notte si affrett\u00f2 a tornare\ntornare in fretta e furia alla vecchia casa. Si ferm\u00f2 in fondo alla lunga e buia scala e chiam\u00f2 Moufflou.\nscura e chiamava Moufflou! Moufflou! ma non arriv\u00f2 nessun cagnolino; allora\nsal\u00ec fino a met\u00e0 del pianerottolo e chiam\u00f2 di nuovo Moufflou!\nma nessun piedino bianco scese. In cima alle scale and\u00f2 il povero e stanco Lolo\nil povero Lolo, stanco, e apr\u00ec la porta.\n\n Perch\u00e9, dov'\u00e8 il mio Moufflou?\n\nLa madre aveva pianto, aveva un'aria molto triste e non gli rispose per un momento.\nun momento.\n\n Dov'\u00e8 il mio Moufflou? chiese ancora Lolo, cosa ne avete fatto del mio\ncaro Moufflou?\n\n \u00c8 stato venduto, disse alla fine la madre, venduto al signore che ha\nil piccolo zoppo. \u00c8 venuto qui oggi, e il cane gli piace cos\u00ec tanto\ne il suo bambino era cos\u00ec contento dei bei trucchi che fa, che mi ha detto che avrebbe dato un sacco di soldi\nche mi ha detto che mi avrebbe dato un sacco di soldi se gli avessi venduto il cane.\nPensa, Lolo, mi ha dato cos\u00ec tanti soldi che ora possiamo pagare qualcuno\nper andare in guerra al posto di Tasso.\n\nMa prima che lei avesse finito di parlare, Lolo cominci\u00f2 a diventare bianco e freddo\ne a vacillare, tanto che la sua piccola stampella riusciva a malapena a sostenerlo.\na malapena la sua piccola stampella. Quando lei ebbe finito, egli grid\u00f2: \"Il mio Moufflou... il mio Moufflou ha venduto!\n e gett\u00f2 le mani sopra la testa e cadde tutto a terra, con la sua povera stampella.\npavimento, con la sua povera stampella che cadeva a terra accanto a lui. Sua madre\nmadre lo prese in braccio e lo mise sul letto, ma per tutta la notte si agit\u00f2\nper tutta la notte, chiamando il suo cane. Quando arriv\u00f2 il mattino, le sue manine e la sua\ntesta erano molto, molto calde, e poco dopo arriv\u00f2 il medico e disse che aveva la febbre.\naveva la febbre. Chiese alla madre che cosa chiamasse il bambino e lei gli rispose che aveva la febbre.\ne lei gli disse che era il suo cane e che era stato venduto.\nIl medico scosse la testa e se ne and\u00f2.\n\nGiorno dopo giorno il povero Lolo giaceva sul suo letto. I suoi capelli erano stati tagliati, non conosceva\nnon conosceva i suoi fratelli e le sue sorelle, n\u00e9 sua madre, e la sua piccola testa dolorante\ntesta dolorante andava avanti e indietro, avanti e indietro, sul cuscino dalla mattina alla sera.\nnotte. Una volta Tasso and\u00f2 all'albergo a cercare il signore. Stava\nstava per dirgli di prendere i soldi e di restituirgli il cane; ma il signore si era allontanato di molte miglia\nsignore era andato a molte miglia di distanza con i vagoni e aveva portato Moufflou con s\u00e9.\ncon lui. Cos\u00ec ogni giorno Lolo si indebol\u00ec, finch\u00e9 il medico disse che sarebbe morto molto presto.\nmorire molto presto.\n\nUn pomeriggio erano tutti nella stanza con lui. Le finestre erano spalancate\naperte. Sua madre era seduta accanto al suo letto e i bambini sul pavimento accanto a lei.\nAnche Tasso era a casa e aiutava a prendersi cura del fratellino.\nfratello minore. Tutto era cos\u00ec immobile che si poteva sentire il debole respiro del povero Lolo,\nquando, all'improvviso, si sent\u00ec uno scalpiccio e un ticchettio di piedini sulle scale.\nsulle scale e un barboncino bianco si precipit\u00f2 nella stanza e salt\u00f2 sul letto.\nletto. Era Moufflou! Ma non l'avreste mai riconosciuto, perch\u00e9 era cos\u00ec magro che si poteva\ncos\u00ec magro che si potevano contare tutte le sue ossa. I suoi riccioli erano sporchi e\ne pieni di stecche, pagliuzze e bave; i suoi piedi erano polverosi e\nsanguinanti, e si capiva subito che aveva percorso molte miglia.\nmolte miglia. Quando salt\u00f2 sul letto, Lolo apr\u00ec un po' gli occhi.\nVide che si trattava di Moufflou e pos\u00f2 una manina sottile sulla testa del cane.\ntesta del cane; poi si gir\u00f2 sul cuscino, chiuse gli occhi e si addorment\u00f2 tranquillamente.\nsonno. Moufflou non si alzava dal letto e non mangiava nulla se non glielo portavano l\u00ec.\nnon avrebbe mangiato nulla a meno che non glielo avessero portato l\u00ec. Si limitava a stare vicino al suo padroncino,\ncon gli occhi marroni spalancati che lo guardavano dritto in faccia. A poco a poco\nil dottore arriv\u00f2 e disse che Lolo stava davvero un po' meglio e che forse ora sarebbe guarito.\nche forse ora poteva guarire. La madre e Tasso erano molto contenti\nma sapevano che il signore sarebbe tornato a prendere il suo cane,\ne non sapevano cosa fare n\u00e9 cosa dirgli. Lolo diventava ogni giorno\nogni giorno un po' pi\u00f9 forte, e alla fine di una settimana un uomo sal\u00ec al piano di sopra\nchiedendo se c'era Moufflou. L'avevano portato molto lontano, ma un giorno era\nun giorno era scappato da loro e non erano mai riusciti a trovarlo.\ndi trovarlo. Tasso chiese al messaggero di far restare Moufflou finch\u00e9 non avesse visto il signore.\nil signore, prese i soldi, si mise il cappello e and\u00f2 con lui all'albergo.\nall'albergo. Il ragazzo malato era in camera con il padre, e Tasso and\u00f2 subito da loro e gli disse che il ragazzo era malato.\nTasso and\u00f2 subito da loro e raccont\u00f2 tutto: che Lolo stava per\nche Lolo aveva rischiato di morire senza il suo caro Moufflon, che giorno dopo giorno si era sdraiato nel suo letto\ne che alla fine un pomeriggio Moufflon torn\u00f2 da loro, magro, affamato e sporco.\nmagro, affamato e sporco, ma cos\u00ec felice di rivedere il suo piccolo padrone.\nsuo padroncino. Nessuno sapeva, disse Tasso, come avesse fatto a trovare la strada per tante miglia da solo.\nmiglia da solo, ma eccolo l\u00ec, e ora pregava il signore di essere\ncos\u00ec gentile da riprendersi il denaro. Sarebbe andato a fare il soldato, se\nma Lolo e il suo cane non dovevano pi\u00f9 separarsi.\n\nIl signore disse a Tasso che gli sembrava un fratello gentile, e che\nche avrebbe potuto tenersi i soldi e anche il cane, se solo avesse trovato loro\nun altro barboncino e gli avesse insegnato a essere saggio e fedele come Moufflou.\nTasso fu cos\u00ec contento che li ringrazi\u00f2 ancora e ancora e si affrett\u00f2 a tornare a casa\na casa per dare la buona notizia a Lolo e a sua madre. Trov\u00f2 subito un barboncino quasi\nquasi bello come Moufflou, e ogni giorno Lolo, che ora \u00e8 diventato forte,\naiuta Tasso a insegnargli tutti i trucchi di Moufflon.\n\nA volte Lolo si gira e mette le braccia intorno al collo di Moufflon e dice\ndice,&&\n\n Dimmi, mio Moufflou, come hai fatto a tornare da me, attraverso tutti i fiumi, i ponti e le miglia di strada?\nfiumi, e tutti i ponti, e tutte le miglia di strada?\n\nMoufflou non potr\u00e0 mai rispondergli, ma credo che abbia trovato la strada di casa perch\u00e9 amava tanto il suo padrone.\ncasa perch\u00e9 amava cos\u00ec tanto il suo padrone; e le persone adulte dicono sempre\ndicono sempre: l'amore trover\u00e0 la strada.\n\n\n\n\nBENJY IN BEASTLAND.\n\nADATTATO DALLA SIGNORA EWING.\n\n Con il narratore autentico si risveglia la vita interiore dell'ascoltatore autentico.\nviene risvegliata; viene portato fuori da se stesso, e in questo modo misura\nse stesso. --FROEBEL.\n\n\nBenjy era un bambino molto cattivo e sgradevole! \u00c8 triste dirlo, ma \u00e8\n\u00e8 la verit\u00e0. Aveva sempre un aspetto torbido, sbavato e trasandato, come un'ardesia mezza lavata, che faceva pensare a quanto sarebbe stato bello se avesse potuto essere pi\u00f9 pulito.\nlavata a met\u00e0, che faceva pensare a quanto sarebbe stato bello se avesse potuto essere\nlavato dentro e fuori con acqua calda e sapone.\n\nBenjy era l'unico maschio della famiglia, ma aveva due sorelline pi\u00f9 giovani di lui.\npi\u00f9 giovani di lui. Erano piccole, care e allegre e molti ragazzi le avrebbero trovate\nmolti ragazzi le avrebbero trovate piacevoli compagne di giochi, ma Benjy aveva dimostrato quanto non gli piacesse\nBenjy aveva dimostrato quanto non gli piacesse giocare con loro e questo le faceva sentire molto male.\nUna di loro un giorno disse: \"A Benjy non interessiamo perch\u00e9 siamo solo bambine\".\nperch\u00e9 siamo solo femmine, cos\u00ec abbiamo preso Nox come fratello.  Nox era un grosso cane riccio\ncane riccio, simile a un Terranova.\n\nBenjy non era affatto bello e odiava le vasche, le spazzole, il sapone e l'acqua.\nsapone e l'acqua. Gli piaceva dormire fino a tardi la mattina e quando si alzava aveva solo il tempo di lavarsi a met\u00e0.\nalzarsi aveva solo il tempo di lavarsi a met\u00e0. Ma Nox si alzava presto,\namava l'acqua fredda, aveva denti bianchi come la neve e capelli lucenti, e quando gli si parlava\nquando gli parlavi ti guardava dritto in faccia con i suoi chiari e onesti\nonesti occhi marroni. La giacca e il davanti della camicia di Benjy erano sempre sporchi di terra,\nmentre la copertura del petto di Nox era lucida e ben tenuta. Benjy entrava\nBenjy veniva in salotto con gli stivali infangati e le mani sporche; ma Nox, se era stato fuori nel fango, si sdraiava\nfango, quando tornava a casa si sdraiava e si leccava le zampe marroni finch\u00e9 non erano del tutto pulite.\nzampe marroni finch\u00e9 non erano ben pulite. A Benjy piaceva uccidere ogni tipo di\nanimali, ma Nox salvava vite, anche se spesso era vicino a perdere la propria.\n\nVicino alla loro casa c'era un fiume profondo, dove molti cani e gatti sono annegati.\nSulla riva del fiume c'era un vecchio salice, che allargava i suoi rami e allungava le sue lunghe braccia.\nsalice, che spalancava i suoi rami e allungava le sue lunghe braccia\nfino a toccare l'acqua. Qui Nox era solito portare tutto ci\u00f2 che\ntrovava nel fiume.\n\nDevo dire che a Benjy non piaceva Nox, e con ottime ragioni.\nragione. Benjy aveva avuto a che fare con la morte di alcuni animali\nanimali della gente del quartiere, aveva legato pietre o lattine al loro collo e li aveva gettati nel fiume.\no barattoli di latta al loro collo e li aveva gettati nel fiume. Ma Nox\nNox era solito aggirarsi di mattina presto e molto spesso trovava nel fiume\nfiume e tirava fuori ci\u00f2 che Benjy aveva gettato nel fiume, ed \u00e8 per questo che il cane coraggioso non gli piaceva.\nper questo non gli piaceva il cane coraggioso.\n\nIn famiglia c'era un altro cane, chiamato Mr. Rough. I suoi occhi erano\nquasi graffiati dai gatti, il suo corpicino portava i segni di molte botte e aveva un abbaio rauco che suonava come se avesse un brutto male\ndi percosse e aveva un abbaio rauco che sembrava avesse un brutto raffreddore.\nraffreddore.\n\nSe Benjy si prendeva cura di un animale, era per il signor Rough, anche se lo trattava peggio di Nox, perch\u00e9 era piccolo.\nanche se lo trattava peggio di Nox, perch\u00e9 era piccolo.\n\nUn giorno Benjy si sent\u00ec molto birichino e fece anche uno scherzo crudele a Nox\nmentre dormiva. Mentre era seduto vicino a lui, continuava a pungere leggermente le labbra del cane con un\nle labbra del cane con un ago sottile. Il cane si svegliava a met\u00e0, scuoteva la testa, si strofinava le labbra con la zampa.\ntesta, si strofinava le labbra con le zampe e poi si riaddormentava.\n\nAlla fine questo ragazzo crudele infil\u00f2 l'ago troppo a fondo e fer\u00ec il povero Nox,\nche si alz\u00f2 di scatto, e mentre lo faceva l'ago si spezz\u00f2, con una parte che rimase nella carne.\nparte di esso rimase nella carne, dove, dopo un gran lavoro che fer\u00ec terribilmente il povero cane, le sorelline lo trovarono.\npovero cane, le sorelline lo trovarono. Come piangevano\nper il loro animale! La pi\u00f9 coraggiosa tenne le labbra di Nox e tir\u00f2 fuori l'ago,\nmentre l'altra asciugava le lacrime dagli occhi della sorella, per farle vedere cosa stava facendo.\nvedere cosa stava facendo. Nox rimase fermo, gemette e scodinzol\u00f2 debolmente.\nmolto debolmente, ma quando tutto fin\u00ec fece cadere le sorelline nella sua foga di\nnella foga di mostrare la sua gratitudine. Ma Benjy usc\u00ec e trov\u00f2 il signor Rough.\ne trov\u00f2 il signor Rough e, poich\u00e9 non aveva voglia di essere gentile con nessuno, lo prese a calci.\ne il signor Rough, per la prima volta, scapp\u00f2 via. Benjy non riusc\u00ec a\nBenjy non riusc\u00ec a trovarlo, ma trov\u00f2 un bambino cattivo come lui, che stava inseguendo\nun altro cagnolino e lo colpiva con le pietre. Questo sarebbe stato molto\nsarebbe stato molto divertente, ma una delle pietre colp\u00ec il cane e lo uccise. Allora i\nragazzi gli legarono qualcosa al collo e lo gettarono nel fiume.\n\nBenjy and\u00f2 a letto presto quella sera, ma non riusc\u00ec a dormire, perch\u00e9 pensava a quel cagnolino bianco e desiderava non averlo gettato via.\nperch\u00e9 pensava a quel cagnolino bianco e desiderava non averlo gettato nel fiume.\nnel fiume; cos\u00ec alla fine si alz\u00f2 e and\u00f2 al salice. Guard\u00f2\nguard\u00f2 attraverso i rami e vide la luna che splendeva verso di lui, e\nsembrava cos\u00ec grande e cos\u00ec vicina che pens\u00f2 che se si fosse trovato solo sulla\nparte pi\u00f9 alta dell'albero avrebbe potuto toccarla con la mano. Mentre guardava\nmentre guardava, pens\u00f2 a un libro che aveva sua madre e che gli diceva che tutti gli animali\nanimali salgono sulla luna dopo aver lasciato la terra.\n\n Mi chiedo, disse Benjy, se il cane che abbiamo ucciso ieri sera sia davvero lass\u00f9.\nlass\u00f9.\n\nL'Uomo della Luna lo guard\u00f2 proprio in quel momento e, con sua grande sorpresa,\ndisse:&&\n\n Sono Beastland. Non vuoi salire a vedere se il cane \u00e8 qui? Puoi\narrampicarti?\n\n Credo di poterlo fare, disse Benjy, e si arrampic\u00f2 prima su un ramo, poi su un altro, finch\u00e9 non si trov\u00f2 sulla cima.\npoi su un altro ancora, finch\u00e9 non si trov\u00f2 in cima, e tutto ci\u00f2 che poteva vedere\ntutto ci\u00f2 che poteva vedere intorno a lui era una luce bianca e splendente.\n\n Entrate pure, disse l'Uomo della Luna.  Metti i piedi fuori, non aver paura!\npaura!  Cos\u00ec Benjy entr\u00f2 nella luna e si ritrov\u00f2 a Beastland.\n\nEra un posto cos\u00ec strano, eppure era molto bello. C'erano\nc'erano molte pi\u00f9 bestie che in un serraglio, ed erano cos\u00ec gentili tra di loro e cos\u00ec allegre e gentili con Benjy\neducati gli uni con gli altri e cos\u00ec allegri e gentili con Benjy, che lo fecero sentire\na casa.\n\nUn vecchio e simpatico ragno era ansioso di insegnargli a fare una ragnatela. Cos\u00ec disse\na Benjy:&&\n\n Quando siete pronti, guardatevi intorno e trovate un punto in cui annodare la vostra prima lenza.\nprima lenza; poi, naturalmente, avete un gomitolo di filo dentro di voi.\n\n Non posso dire di averlo fatto, disse Benjy, ma ho un bel po' di spago in tasca.\nin tasca.\n\n Oh, beh! disse il ragno, va bene cos\u00ec; che sia in tasca o nello stomaco \u00e8 lo stesso.\ntasca o nello stomaco \u00e8 lo stesso.\n\nProprio mentre il ragno dava a Benjy la sua lezione, un animale sussurr\u00f2 a un altro, e quello a un altro ancora, chi e cosa fosse Benjy.\nun altro, e quello a un altro ancora, chi e cosa fosse Benjy. Santo cielo! In un minuto\nminuto le bestie cambiarono tutte il loro modo di trattarlo. Lo chiamarono\nBOY! e lass\u00f9 questo significava qualcosa di tutt'altro che gentile. Poi lo portarono\nal Leone, il re di tutte le bestie, e gli chiesero cosa si dovesse fare con il ragazzo.\nfare con il ragazzo.\n\nIl Leone disse:  Se volete che io abbia a che fare con questo problema,\ndovete badare a me. Prima, per\u00f2, ascolteremo quello che Benjy ha da dire per\nse stesso.\n\nSi disposero tutti in cerchio, il Leone su un seggiolone,\n(perch\u00e9, sapete, sarebbe stato il giudice e tutti i giudici siedono su grandi sedie) e Benjy si sedette al centro del cerchio.\ne Benjy si sedette al centro del cerchio.\n\n Ora, che cosa ha fatto il ragazzo? chiese il Leone.\n\n Lapida e annega i cani, ferisce e uccide i gatti, grida le bestie tutte insieme.\nbestie tutte insieme.\n\n Il signor Rough uccide i gatti, disse Benjy, perch\u00e9 aveva paura.\n\n Molto bene, disse il Leone, manderemo qualcuno a chiamare il signor Rough.\n\nCos\u00ec tutti aspettarono, e dopo poco sentirono il tintinnio del collare di Mr.\nRough e lui entr\u00f2 nel cerchio con la sua piccola coda corta\ncon la coda corta e dritta in alto.\n\n Signor Rough, disse il Leone, Benjy dice che siete voi, e non lui, a stuzzicare e uccidere i gatti.\ne uccidere i gatti.\n\n Ebbene, disse il signor Rough, saltellando con rabbia, la colpa \u00e8 mia?\nBOUF, BOUF, chi mi ha insegnato a farlo? BOUF, BOUF, \u00e8 stato quel ragazzo laggi\u00f9.\nlaggi\u00f9. BOUF-BOUF!\n\nPoi il signor Rough raccont\u00f2 che Benjy lo aveva fatto stuzzicare e preoccupare i cani e i gatti cos\u00ec spesso che aveva imparato ad apprezzarlo.\ncani e gatti cos\u00ec spesso che aveva imparato ad apprezzarlo. Tutte le\nbestie si arrabbiarono molto e dissero che Benjy doveva essere punito.\n\nIl Leone disse che non sapeva cosa fosse meglio fare con Benjy.\nBenjy, cos\u00ec chiese alle bestie di aspettare finch\u00e9 non avesse fatto un giro e ci avesse pensato.\ne ci avesse pensato su. Risposero di s\u00ec, cos\u00ec lui fece il giro del cerchio per\nsette volte intorno al cerchio, sferzando la coda nel modo pi\u00f9 grandioso; poi riprese il suo posto e disse\npoi si sedette di nuovo e disse: &&\n\n Bestie gentili, uccelli e pesci, tutti voi avete sentito ci\u00f2 che ha fatto questo ragazzo e vorreste che fosse trattato come lui ha trattato voi.\ne vorreste che fosse trattato come lui ha trattato voi. Noi\nnon maltratteremo Benjy, ma non credo che sia abbastanza bravo da restare con noi.\ncon noi. Gli legheremo un bollitore di latta e lo cacceremo da Beastland, e il signor Rough sar\u00e0 il nostro capo.\nIl signor Rough sar\u00e0 il nostro capo.\n\nQuesto non fu detto prima di averlo fatto. Il leone emise un ruggito spaventoso come segnale\nsegnale per gli animali di iniziare l'inseguimento.\n\nCon il bollitore di latta attaccato a lui e che lo feriva a ogni passo, e con il signor Rough alle calcagna, Benjy fu condotto fuori da Beastland.\ncon il signor Rough alle calcagna, Benjy fu condotto fuori da Beastland. Quando\nQuando arriv\u00f2 sul bordo della luna, salt\u00f2 gi\u00f9 e il signor Rough lo segu\u00ec.\n\nGi\u00f9, gi\u00f9, sono andati, cos\u00ec veloci e cos\u00ec lontani! Benjy urlava per tutto il\ne il collare del signor Rough tintinnava. Arrivarono al fiume e, facendo\ntutto il rumore possibile, caddero dentro. Mentre Benjy affondava, pensava a tutte le\ncose poco gentili che aveva fatto. Arriv\u00f2 in cima, ma sprofond\u00f2 di nuovo, e\naffondando, pensava al suo pap\u00e0, alla sua mamma e alle sue sorelline, al suo bel lettino e al\nsuo bel lettino, e alle preghiere che la sua cara mamma gli sentiva dire.\ndire. Si alz\u00f2 per l'ultima volta, vide Nox in piedi sulla riva e pens\u00f2: \"Ora \u00e8 venuto a fare il suo dovere\".\ne pens\u00f2: \"Ora \u00e8 venuto a farmi qualcosa perch\u00e9 gli ho fatto spesso del male\".\nfatto del male a lui.  Scese, scese, come un'allodola che vola nel cielo d'estate. L'uccello\nl'uccello era quasi fuori dalla vista quando un morbido naso nero e grandi occhi marroni\nsi avvicinarono al suo viso, e una bocca gentile e delicata lo prese in braccio, e\nremando e nuotando pi\u00f9 forte che poteva, Nox port\u00f2 Benjy a riva e lo pos\u00f2 sotto il salice.\nriva e lo pos\u00f2 sotto il salice. L\u00ec il pap\u00e0 di Benjy lo trov\u00f2 e lo port\u00f2 a casa,\ne lo port\u00f2 a casa, dove rimase malato per molto, molto tempo. Quando si riprese\nun po' meglio, raccontava sempre alla gente della sua visita a Beastland, ma\nma loro dicevano sempre che era solo un sogno che aveva fatto durante la febbre.\n\nNelle lunghe settimane di malattia divenne molto pi\u00f9 gentile e dolce. Ma\nqualcosa accadde quando si stava riprendendo che addolc\u00ec il suo cuoricino una volta\ncuore una volta per sempre.\n\nMentre era malato, il signor Rough fu affidato a uno dei servi perch\u00e9 lo curasse e lo nutrisse bene.\nper essere accudito e nutrito bene, ma non lo trattava con gentilezza e, inoltre, il cane voleva il suo padroncino; voleva vederlo, ma nessuno glielo permetteva,\nil cane voleva il suo padroncino; voleva vederlo, ma nessuno glielo permetteva.\nCos\u00ec il povero fedele signor Rough diventava ogni giorno pi\u00f9 magro e pi\u00f9 debole,\nfinch\u00e9 alla fine non mangi\u00f2 pi\u00f9 nulla e non usc\u00ec nemmeno per una piccola\npasseggiata.\n\nUn giorno la porta del fienile era aperta e il signor Rough pens\u00f2 a Benjy e si infil\u00f2 in casa.\nin casa. Quando arriv\u00f2 all'ingresso sent\u00ec l'odore di Benjy e corse in salotto.\ne corse in salotto; e quando entr\u00f2 in salotto vide Benjy, che aveva sentito il tintinnio del suo collare e che\naveva sentito il tintinnio del suo colletto e si era alzato in piedi tendendogli le braccia.\nper lui. Il signor Rough gli salt\u00f2 addosso e poi cadde morto ai piedi del suo padrone.\npiedi del suo padrone.\n\nS\u00ec, cari bambini, il signor Rough \u00e8 morto di gioia nel rivedere Benjy. Benjy\nBenjy era molto dispiaciuto per lui e questo gli imped\u00ec di crescere bene per molto tempo.\nma gli fece bene in altri modi, perch\u00e9 mentre le lacrime scendevano dalle guance al\nguance sul povero musetto graffiato del signor Bough, si sentiva come se\nnon avrebbe mai pi\u00f9 potuto fare del male o essere scortese con un animale.\n\n\n\n\nLA STUFA DI PORCELLANA.\n\nAdattato da Ouida.\n\n Il narratore deve prendere la vita dentro di s\u00e9 nella sua interezza, deve lasciare che essa\nche essa viva e lavori intera e libera dentro di lui. Deve distribuirla liberamente\ne non abbreviata, e tuttavia stare al di sopra della vita che in realt\u00e0\n\u00e8. --Froebel.\n\n\nIn una piccola casa marrone, molto, molto lontana in Germania, vivevano un padre\ne i suoi figli. Erano in tanti, fammi vedere, Hilda, la cara sorella maggiore, e Hans, il fratello grande e forte,\nla cara sorella maggiore, e Hans, il fratello grande e forte; poi Karl e August, e la piccola Marta.\nAugust e la piccola Marta. Ce n'\u00e8 abbastanza per le dita di una mano. Quante\nquante sono? Ma \u00e8 di Karl che vi parler\u00f2. Aveva\nnove anni, un piccoletto roseo, con grandi occhi luminosi e una testa riccioluta\ntesta riccioluta e bruna come una noce matura. La cara madre era morta e il padre era\npadre era molto povero, cos\u00ec che Karl e i suoi fratelli e sorelle a volte sapevano\nsapevano cosa significava avere fame; ma erano felici, perch\u00e9 si amavano molto\nmolto cari, e mangiavano il loro pane marrone e il latte senza desiderare che fosse\nqualcosa di pi\u00f9 buono. Un pomeriggio Karl era stato mandato a fare un lungo viaggio. Era\nEra inverno e doveva correre velocemente sui campi ghiacciati di neve bianca.\nneve. La notte si avvicinava e lui si affrettava a tornare a casa con una grande brocca di latte, sentendo freddo e stanchezza.\ndi latte, sentendo freddo e stanchezza. Le montagne sembravano alte e bianche\ne immobili nella fredda luce della luna, e le stelle sembravano dire, quando scintillavano\nscintillavano: \"Sbrigati, Karl! I bambini hanno fame\".  Alla fine vide\nuna casetta marrone, con il tetto coperto di neve e una finestra splendente,\nattraverso la quale poteva vedere la luce del fuoco che danzava allegramente.\nHilda non chiuse mai le imposte finch\u00e9 tutti i ragazzi non furono al sicuro in casa.\ncasa. Quando vide la cara luce della casa, corse pi\u00f9 veloce che i suoi piedi potessero portarlo.\nirrompeva dalla porta d'ingresso bassa, baciava Hilda e gridava:&&\n\n Oh! caro, caro Hirschvogel! Sono cos\u00ec contenta di tornare da te; sei\nsei altrettanto buono come d'estate.\n\nOra, Hirschvogel non era un membro della famiglia, come si potrebbe pensare, e nemmeno uno splendido cane o un pony.\nn\u00e9 un cane splendido, n\u00e9 un pony, ma era una grande e bella stufa di porcellana\nporcellana, cos\u00ec alta da toccare il soffitto. Si trovava in fondo alla\nin fondo alla stanza, risplendeva con tutte le sfumature della coda di un pavone, luminosa e calda\ne bellissima; i suoi grandi piedi dorati avevano la forma degli artigli di un\nleone, e in cima a tutto c'era una corona d'oro. Non avete mai\nmai visto una stufa simile, perch\u00e9 era bianca dove le nostre stufe sono nere,\ne aveva fiori e uccelli e belle signore e grandi signori\ne ovunque era brillante d'oro e di colori vivaci.\ncolori brillanti. Era una stufa molto antica, perch\u00e9 sessant'anni prima il nonno di Karl l'aveva\nnonno di Karl l'aveva tirata fuori da alcuni edifici in rovina in cui stava\nlavoro e, avendola trovata forte e integra, l'aveva portata a casa; e da allora era rimasta nella\nda allora era rimasta nella grande stanza a scaldare i bambini, che\ncome piccoli fiori intorno ai suoi piedi splendenti. Il nonno\nnon lo sapeva, ma era una stufa meravigliosa, perch\u00e9 era stata costruita da un grande vasaio di nome\ngrande vasaio di nome Hirschvogel.\n\nUn vasaio, lo sapete, bambini, \u00e8 un uomo che costruisce ogni sorta di cose,\npiatti, piastrelle e vasi, di porcellana e argilla. Cos\u00ec la famiglia\nfamiglia ha sempre chiamato la stufa Hirschvogel, dal nome del vasaio, come se fosse viva.\ncome se fosse viva.\n\nAi bambini la stufa era molto cara. D'estate le stendevano intorno un\ndi muschio fresco intorno ad essa e l'adornavano con rami verdi e bellissimi fiori selvatici.\nbellissimi fiori di campo. D'inverno, tornando a casa da scuola sul ghiaccio e sulla neve, erano sempre felici di sapere che\nghiaccio e la neve, erano sempre contenti, sapendo che presto avrebbero\ndi spaccare le noci o di arrostire le castagne al calore e alla luce della vecchia stufa.\nvecchia stufa. Tutti i bambini la adoravano, ma Karl ancora pi\u00f9 degli altri,\ne si diceva: \"Quando sar\u00f2 grande far\u00f2 anch'io queste cose e poi\ne poi sistemer\u00f2 Hirschvogel in una bella stanza che costruir\u00f2 io stesso.\nche costruir\u00f2 io stesso. Questo \u00e8 ci\u00f2 che far\u00f2 quando sar\u00f2 un uomo.\n\nDopo aver cenato, in questa fredda notte, Karl si sdrai\u00f2 per terra accanto alla stufa, con i bambini intorno a lui, sulla grande pelle di lupo.\nvicino alla stufa, con i bambini intorno a lui, sul grande tappeto di pelle di lupo.\ndi pelle di lupo. Con alcuni bastoncini di carboncino disegnava per loro i disegni di\ndi ci\u00f2 che aveva visto tutto il giorno. Quando i bambini avevano guardato abbastanza un\nun'immagine, lui la spazzava via con il gomito e ne faceva un'altra: facce,\ne teste di cani, uomini su slitte, vecchie donne con le loro pellicce, pini e ogni tipo di\npini e animali di ogni tipo. Quando avevano giocato in questo modo per un po' di tempo, Hilda\nmodo per un po' di tempo, Hilda, la sorella maggiore, disse:&&\n\n \u00c8 ora che andiate tutti a letto, bambini. Pap\u00e0 \u00e8 molto in ritardo\nstasera; non dovete stare in piedi per lui.\n\n Oh, ancora cinque minuti, cara Hilda, implorano.  Hirschvogel \u00e8\ncos\u00ec caldo; i letti non sono mai cos\u00ec caldi come lui.\n\nNel mezzo delle loro chiacchiere e risate la porta si apr\u00ec ed entr\u00f2 il vento freddo e la neve da fuori.\nil vento freddo e la neve da fuori. Il padre era tornato a casa. Sembrava\nsembrava molto stanco e si avvicin\u00f2 lentamente alla sua sedia. Alla fine disse: \"Porta i bambini a letto, figlia\ni bambini a letto, figlia.\n\nKarl rimase, raggomitolato davanti alla stufa. Quando Hilda torn\u00f2, il padre\npadre disse tristemente:\n\n Hilda, ho venduto Hirschvogel! L'ho venduto a un venditore ambulante,\nperch\u00e9 ho molto bisogno di soldi; l'inverno \u00e8 cos\u00ec freddo e i bambini hanno tanta fame.\ncos\u00ec affamati. L'uomo lo porter\u00e0 via domani.\n\nHilda emise un grido.  Oh, padre! I bambini, in pieno inverno!\n e divenne bianca come la neve fuori.\n\nKarl giaceva mezzo cieco per il sonno, fissando il padre.  Non pu\u00f2 essere\nvero, non pu\u00f2 essere vero! grid\u00f2.  Ti stai prendendo gioco di me, padre.  Gli sembrava\nGli sembrava che il cielo dovesse cadere se Hirschvogel fosse stato portato via.\n\n S\u00ec, disse il padre, lo troverete abbastanza vero. Il venditore ambulante ha\nha pagato met\u00e0 del denaro stasera e mi pagher\u00e0 l'altra met\u00e0 domani quando\nquando impacchetter\u00e0 la stufa e la porter\u00e0 via.\n\n Oh, padre! caro padre! grid\u00f2 il povero piccolo Karl, non puoi dire sul serio ci\u00f2 che\ndici. Mandare via la nostra stufa? Moriremo tutti al buio e al freddo.\nAscoltate! Domani andr\u00f2 a cercare lavoro. Chieder\u00f2 loro di lasciarmi\ndi tagliare il ghiaccio o di fare i sentieri attraverso la neve. Ci deve essere qualcosa che posso\ne pregher\u00f2 le persone a cui dobbiamo dei soldi di aspettare. Sono tutti\nvicini; saranno pazienti. Ma vendere Hirschvogel! Oh, mai, mai,\nmai! Restituite i soldi all'uomo.\n\nIl padre era cos\u00ec dispiaciuto per il suo bambino che non riusciva a parlare. Lo guard\u00f2\nlo guard\u00f2 con tristezza; poi prese la lampada che stava sul tavolo e\ne lasci\u00f2 la stanza.\n\nHilda si inginocchi\u00f2 e cerc\u00f2 di confortare Karl, ma lui era troppo infelice per\nascoltare.  Rimarr\u00f2 qui, fu tutto ci\u00f2 che disse, e rimase l\u00ec sdraiato per tutta la notte.\nnotte. La lampada si spense; i topi arrivarono e corsero per la stanza;\nla stanza diventava sempre pi\u00f9 fredda. Karl non si mosse, ma rimase sdraiato con la\nfaccia a terra vicino alla bella stufa color arcobaleno. Quando si fece luce\nluce, sua sorella scese con una lampada in mano per iniziare il suo lavoro mattutino.\nlavoro mattutino. Si avvicin\u00f2 a lui, gli pos\u00f2 dolcemente la guancia e disse: &&\n\n Caro Karl, devi essere congelato. Karl! Alza lo sguardo, parla.\n\n Ah! disse il povero Karl, non far\u00e0 mai pi\u00f9 caldo.\n\nPoco dopo qualcuno buss\u00f2 alla porta. Una strana voce chiam\u00f2 attraverso\ndal buco della serratura,&&\n\n Fatemi entrare! Presto! Non c'\u00e8 tempo da perdere. Un'altra neve come questa e le\nstrade saranno tutte bloccate. Fatemi entrare! Avete sentito? Sono venuto a prendere la\ngrande stufa.\n\nHilda apr\u00ec la porta. L'uomo entr\u00f2 subito e cominci\u00f2 ad avvolgere\nla stufa in tanti involucri e la port\u00f2 fuori nella neve,\ndove un carro a buoi era in attesa. In un altro momento era sparita; sparita\nper sempre!\n\nKarl si appoggi\u00f2 al muro, con le lacrime che cadevano come pioggia sulle sue guance pallide.\nguance.\n\nProprio in quel momento pass\u00f2 un vecchio vicino e, vedendo il ragazzo, gli disse:\n Bambino, \u00e8 vero che tuo padre sta vendendo quella grande stufa dipinta?\n\nKarl annu\u00ec con la testa e ricominci\u00f2 a singhiozzare.  Mi piace! Lo amo!\ndisse.\n\n Beh, se fossi in te farei di meglio che piangere. Lo cercherei quando\nquando sarei cresciuto, disse il vicino, cercando di rincuorarlo un po'.\n Non piangere cos\u00ec forte, un giorno rivedrai la tua stufa\".\nIl vecchio se ne and\u00f2, lasciando nella testa di Karl una nuova idea.\n\n Seguilo, aveva detto il vecchio. Karl pens\u00f2: \"Perch\u00e9 non seguirlo?\n L'amava pi\u00f9 di qualsiasi altra cosa al mondo, persino pi\u00f9 di\nHilda. Corse velocemente dietro al carro che trasportava il caro\nHirschvogel alla stazione. Come ci fosse riuscito non l'ha mai saputo bene\nma \u00e8 certo che, quando il treno merci si allontan\u00f2 dalla stazione, Karl si nascose dietro la stufa.\nstazione Karl era nascosto dietro la stufa. Era molto buio, ma lui\nnon aveva paura. Era vicino a Hirschvogel, ma voleva essere ancora pi\u00f9 vicino.\nancora pi\u00f9 vicino; voleva entrare nella stufa. Si mise al lavoro come un\ncome un topolino per fare un buco nella paglia e nel fieno. Rosicchiava e mordicchiava,\ne spingeva e tirava, facendo un buco dove immaginava potesse essere la porta.\nporta. Alla fine la trov\u00f2; la attravers\u00f2, come aveva fatto spesso a casa per divertirsi, e si accucci\u00f2.\na casa per divertimento, e si raggomitol\u00f2. Tir\u00f2 insieme con cura il fieno e la paglia e fiss\u00f2 le corde.\ncon cura, e fiss\u00f2 le corde, in modo che nessuno avrebbe potuto\nnessuno avrebbe potuto sognare che un topolino fosse stato l\u00ec. Al sicuro nel suo caro\nHirschvogel, si addorment\u00f2 come se fosse nel suo lettino di casa.\ncasa. Il treno procedeva con la sua lentezza e pesantezza e Karl dorm\u00ec a lungo.\nKarl dorm\u00ec profondamente per molto tempo. Quando si svegli\u00f2 l'oscurit\u00e0 lo spavent\u00f2, ma\nsent\u00ec i fianchi freddi di Hirschvogel e disse dolcemente: \"Abbi cura di me, caro Hirschvogel\".\ndi me, caro Hirschvogel, oh, ti prego, prenditi cura di me!\n\nOgni volta che il treno si fermava, e sentiva i colpi, gli schiamazzi e le grida, il cuore gli saltava in bocca.\ngrida, il cuore sembrava salirgli in bocca. Quando le persone\nquando le persone sarebbero venute a tirare fuori la stufa, l'avrebbero trovato e, se l'avessero trovato, l'avrebbero ucciso?\nlo avrebbero ucciso? Anche il pensiero di Hilda continuava a stuzzicare il suo cuore.\ndi tanto in tanto il suo cuore, ma si disse: \"Se riesco a riportare\nHirschvogel a lei, come sar\u00e0 contenta e come batter\u00e0 le mani!\nle mani!  Non era affatto egoista nel suo amore per Hirschvogel; lo desiderava per loro a casa come\nvoleva per loro a casa tanto quanto per se stesso. Era a questo che\nera quello a cui continuava a pensare per tutto il tragitto, nell'oscurit\u00e0 e nella quiete che\nche dur\u00f2 cos\u00ec a lungo. Finalmente il treno si ferm\u00f2 e lo svegli\u00f2 da un mezzo sonno.\nsonno. Karl sent\u00ec la stufa sollevata da alcuni uomini, che la portarono su un carro,\ne poi ripresero il viaggio, in salita e in discesa, per\nsembravano chilometri e chilometri. Dove stessero andando Karl non ne aveva idea. Alla fine\nil carro si ferm\u00f2; poi sembr\u00f2 che stessero trasportando la stufa\nsu per le scale. Gli uomini si riposavano ogni tanto e poi ripartivano,\ne i loro piedi procedevano cos\u00ec dolcemente che pens\u00f2 che stessero camminando su spessi\ntappeti spessi. A poco a poco la stufa fu posata di nuovo, fortunatamente per Karl, perch\u00e9\nsi sentiva come se dovesse urlare o fare qualcosa per far sapere che\nche era l\u00ec. Poi gli vennero tolti gli involucri e sent\u00ec una voce dire: \"Che bella, bella stufa\".\nche diceva: \"Che bella, bellissima stufa!\n\n{Illustrazione:  Oh, fammi restare, ti prego, fammi restare}\n\nPoi qualcuno gir\u00f2 la maniglia rotonda della porta di ottone e il povero piccolo Karl si ferm\u00f2.\nIl cuore del povero Karl si ferm\u00f2.\n\n Cos'\u00e8 questo? disse l'uomo.  Un bambino vivo!\n\nPoi Karl usc\u00ec dalla stufa e cadde ai piedi dell'uomo che aveva parlato.\naveva parlato.\n\n Oh, lasciatemi restare, vi prego, lasciatemi restare! disse.  Sono venuto fin qui\ncon il mio caro Hirschvogel!\n\nL'uomo rispose gentilmente: \"Povera piccola bambina, raccontami come sei arrivata a\na nasconderti nella stufa. Non aver paura. Io sono il re.\n\nKarl era troppo serio per avere paura; era cos\u00ec contento, cos\u00ec contento che si trattasse del re, perch\u00e9 i re devono essere sempre gentili, pensava.\nche fosse il re, perch\u00e9 i re devono essere sempre gentili, pensava.\n\n Oh, caro re! disse con voce tremante, Hirschvogel era nostro,\ne l'abbiamo amato per tutta la vita, e pap\u00e0 l'ha venduto, e quando ho visto che se ne andava davvero da noi\nche se ne andava davvero da noi, ho detto a me stesso che sarei andato con lui;\ne vi supplico di lasciarmi vivere con lui, e uscir\u00f2 ogni mattina\ne taglier\u00f2 la legna per lei e per tutte le altre stufe, se solo mi permetterete di\nse solo mi permettete di stare al suo fianco. Nessuno l'ha mai nutrita con la legna tranne me da quando sono cresciuta abbastanza\nabbastanza grande, e mi ama, eccome se mi ama!  E poi alz\u00f2\nil suo piccolo viso pallido verso il giovane re, che vide che grandi lacrime stavano\nche grandi lacrime scorrevano sulle sue guance.\n\n Non posso rimanere con Hirschvogel?\n\n Aspetta un po', disse il re.  Cosa vuoi fare da uomo?\nuomo? Vuoi essere un taglialegna?\n\n Voglio essere un pittore, grid\u00f2 Karl.  Voglio essere quello che Hirschvogel\nera. Cio\u00e8 il vasaio che ha fatto il mio Hirschvogel.\n\n Capisco, rispose il re, che guard\u00f2 il bambino e sorrise.\nsorrise.  Alzati, ometto mio, disse con voce gentile; ti lascer\u00f2 stare con il tuo Hirschvogel.\nche tu rimanga con il tuo Hirschvogel. Resterai qui e ti insegner\u00f2 a fare il pittore, ma\npittore, ma dovrai crescere molto bene e quando avrai ventun anni, se avrai\nventuno anni, se avrai fatto bene, ti restituir\u00f2 la tua bella stufa.\nla tua bella stufa\".  Poi sorrise di nuovo e tese la mano.\nKarl gett\u00f2 le due braccia intorno alle ginocchia del re e gli baci\u00f2 i piedi, e poi\nPoi, tutto d'un colpo, era cos\u00ec stanco e cos\u00ec contento e affamato e felice, che\nche svenne sul pavimento.\n\nPoi il re fece scrivere una lettera al padre di Karl, dicendogli che Karl gli aveva fatto dei bellissimi disegni a carboncino e che gli erano piaciuti.\nKarl gli aveva fatto dei bellissimi disegni a carboncino e che gli erano piaciuti cos\u00ec tanto da\nche gli erano piaciuti cos\u00ec tanto che si sarebbe preso cura di lui fino a quando non fosse stato abbastanza grande da\ndipingere meravigliose stufe come Hirschvogel. E si prese cura di lui per\nmolto tempo e, quando Karl divent\u00f2 grande, spesso si recava per qualche giorno nella sua vecchia casa, dove il padre era ancora\ncasa, dove vive ancora suo padre.\n\nNella casetta marrone si trova Hirschvogel, alto e splendido, con i suoi colori pavone come sempre, il regalo del re a Hilda.\ni suoi colori di pavone pi\u00f9 belli che mai, il regalo del re a Hilda;\ne Karl non torna mai a casa senza entrare nella grande chiesa e ringraziare Dio che ha benedetto il suo strano inverno.\nDio che ha benedetto il suo strano viaggio invernale nella grande stufa di porcellana.\nstufa di porcellana.\n\n\n\n\nI BAMBINI NEL BOSCO\n\n La natura e la vita parlano molto presto all'uomo. --FROEBEL.\n\n\nTanti anni fa, tre bambine vivevano in una casa\ncasa in Oriente. Avevano una casa molto bella e un padre e una madre gentili, che cercavano di renderle felici.\nmadre, che cercavano di renderle felici. Per tutta l'estate erano solite\nper le colline e i campi, catturando farfalle, osservando gli uccelli e le api al lavoro.\nuccelli e le api al lavoro e studiavano i fiori e gli alberi dei prati e dei boschi.\nbellissimi prati e boschi. Poi, quando arrivava l'inverno e le giornate diventavano\nfredde, andavano a scuola; e la sera, quando il fuoco ardeva\nluminoso, leggevano e studiavano sui libri tutto ci\u00f2 che avevano visto durante l'estate.\nestate.\n\nOltre a tutte queste cose deliziose, e forse la migliore di tutte, avevano un\nun cortile molto grande in cui giocare, cos\u00ec grande che occupava un intero isolato e sembrava una\nsembrava una piccola fattoria in mezzo alla citt\u00e0. C'era un bel\nprato e aiuole; un orto, un'aia e una stalla; e un frutteto dove c'erano tutti i tipi di frutta.\nfrutteto dove crescevano alberi da frutto di ogni tipo, meli, peschi, peri e molti altri.\nmolti altri. Una mucca viveva nei prati di trifoglio e il vecchio Bob,\nil vecchio Bob, il cavallo, veniva a volte portato a pascolare l\u00ec. Ma la cosa pi\u00f9 bella\ndi tutto, c'era il cortile del bosco. Dovete ricordare che ogni inverno, dove\ndove vivevano queste bambine, cadeva la neve e si stendeva cos\u00ec tanto sulle strade\nche nessuno riusciva a portare la legna dalla foresta, e senza di essa tutti gli abitanti avrebbero\nsenza di essa tutte le persone si sarebbero congelate nelle loro fredde case.\n\nCos\u00ec ogni settembre i cancelli venivano spalancati, e nel cortile\ncarico dopo carico di legna veniva trascinato e accatastato sotto il capannone. Poi,\nquando era troppo freddo per giocare sulle colline, le bambine si divertivano in cortile a\nsi divertivano in cortile ad accatastare la legna, a fare letti, tavoli, sedie e stufe con i legnetti,\nsedie e stufe con i bastoni che un tempo erano stati i rami ondeggianti e i tronchi forti e robusti.\ne i tronchi forti e robusti degli alberi.\n\nVerso la primavera trovavano spesso una strana polvere gialla sul terreno\nsotto il bosco. All'inizio ci giocarono, chiamandola farina, e ne fecero torte e dolci.\ntorte e dolci con essa. Ma alla fine cominciarono a chiedersi da dove venisse la\nda dove venisse la farina e, dopo averla osservata e studiata a lungo, ecco cosa scoprirono.\nquesto \u00e8 ci\u00f2 che scoprirono.\n\nMa prima devo dirvi che per tutto il tempo in cui le tre bambine furono\nfelici e occupate in questo bellissimo posto, non erano l'unica famiglia\nfamiglia. C'erano i figli dei pettirossi, le cui mamme cercavano di farli diventare\nanche loro di essere bravi e felici. C'erano i figli degli scarafaggi, i figli delle formiche, le famiglie di rospi, i figli delle formiche e i figli delle formiche.\ndelle formiche e famiglie di rospi, farfalle e ragni. E mentre\nle tre bambine giocavano con i bastoncini di legno, c'erano,\nal loro interno, molte famiglie di bambini, al caldo e al sicuro nella loro casa di legno.\nal sicuro nella loro casa di legno.\n\nOra voglio che il pi\u00f9 piccolo di voi bambini alzi la mano. Quanto\npiccola rispetto al vostro corpo! Ora vediamo il mignolo di quella mano\ndi quella mano, \u00e8 ancora pi\u00f9 piccolo; e ora guardate l'unghia di quel dito.\ndi una di queste famiglie erano in tutto grandi quanto quel piccolo dito.\ndi una di queste famiglie erano complessivamente grandi quanto quella piccola unghia. La loro mamma era una vespa,\ncon ali leggere e vaporose e un corpo robusto con un lungo pungiglione all'estremit\u00e0, lungo circa come un\nun lungo pungiglione all'estremit\u00e0, della lunghezza di un ago. Con questo piccolo pungiglione o sega, come\ncome in realt\u00e0 era, aveva fatto molti buchi nel legno quando era ancora\nun albero verde, e in fondo a ogni buco aveva deposto un piccolo uovo.\nL\u00ec rimase a lungo, tutto bianco e immobile, finch\u00e9 un giorno si apr\u00ec e ne usc\u00ec una piccola\nfinch\u00e9 un giorno si apr\u00ec e ne usc\u00ec una buffa larva bianca, con sei corte zampe bianche e mascelle nere.\nzampe bianche e corte, e mascelle nere molto forti e grandi per una cosa cos\u00ec piccola.\nQuesta piccola creatura non aveva mai mangiato nulla e, poich\u00e9 era molto affamata, si mise a mangiare...\naffamata, si mise a mangiare... secondo voi? Legno... la sua stessa\ncasa! Non vi piacerebbe un bastoncino di legno per la vostra colazione, lo so, ma\nma la mamma vespa sapeva cosa volevano i suoi piccoli figli della gr\u00f9, cos\u00ec li ha messi\nli ha messi nel posto giusto, perch\u00e9 non avrebbero potuto mangiare nient'altro.\naltro. E le piccole larve affamate mangiarono, mangiarono e mangiarono finch\u00e9 poterono, allontanando dal buco il\nspingendo via dalla buca la parte che non volevano, e questa\ne questa cadeva a terra come quella strana polvere gialla che i bambini trovavano nel\nnel cortile del bosco, ogni primavera.\n\nE cos\u00ec, mentre le bambine si riposavano al sole, le piccole larve\nle piccole larve mangiavano nel bosco, finch\u00e9 un giorno si saziarono e si misero a dormire.\nsi saziarono e una dopo l'altra andarono a dormire. Rimasero l\u00ec, nelle\nnelle loro case buie, dormendo profondamente, per lunghe settimane, mentre la neve si scioglieva e l'erba spuntava.\nneve si scioglieva, l'erba spuntava e gli uccelli e le api ricominciavano il loro lavoro estivo.\nd'estate, finch\u00e9 un giorno queste piccole e pigre creature, che non avevano mai\nche non avevano mai fatto altro in vita loro che mangiare e dormire, si svegliarono e cominciarono a\na sgranchirsi. Ma cosa era successo loro? Invece dei\ncorpi bianchi e morbidi con cui si erano addormentati, ora ne avevano di neri\ne quattro ali vaporose; mentre sei esili zampe avevano preso il posto delle sei corte.\nsei zampe corte. C'erano ancora le forti mandibole nere per fare tutto il lavoro necessario\nlavoro necessario, e in pi\u00f9, le delicate parti della bocca, perch\u00e9 il loro cibo era ora\nil miele dei fiori. In effetti, avevano l'aspetto e l'aspetto della loro\nalla loro mamma, la vespa vaporosa. Una dopo l'altra si avvicinarono alla fine del\npassaggio che portava dalle loro case buie al mondo luminoso esterno.\nRimasero un minuto nel piccolo buco buio e poi, spiegando le ali, volarono fuori nella splendida\nali, volavano fuori nel bellissimo mondo del sole e dei fiori.\n\n\n\n\nLA STORIA DEL NATALE,\n\n Una grande efficienza spirituale sta nel raccontare storie. --FROEBEL.\n\n\nIl giorno di Natale, lo sapevate, cari bambini, \u00e8 il giorno di Cristo, il compleanno di Cristo.\ne voglio dirvi perch\u00e9 lo amiamo cos\u00ec tanto e perch\u00e9 cerchiamo di rendere tutti felici quando arriva ogni anno.\ndi rendere tutti felici quando arriva ogni anno.\n\nTanto, tanto tempo fa, pi\u00f9 di milleduecento anni fa, il giorno di Natale nacque il bambino Cristo.\nnacque nel giorno di Natale: un bambino cos\u00ec meraviglioso e cos\u00ec bello, che\nche \u00e8 cresciuto fino a diventare un uomo cos\u00ec saggio, cos\u00ec buono, cos\u00ec paziente e dolce che, ogni anno, le persone che lo conoscono lo amano sempre di pi\u00f9 e sono\nogni anno le persone che lo conoscono lo amano sempre di pi\u00f9 e sono sempre pi\u00f9 felici quando arriva il suo compleanno.\nsempre pi\u00f9 felici quando arriva il suo compleanno. Vedete che deve essere stato\ndeve essere stato molto buono e meraviglioso, perch\u00e9 la gente si \u00e8 sempre ricordata del suo\ncompleanno e l'ha conservato con amore per milleduecento anni.\n\n\u00c8 nato, molti anni fa, in una terra molto, molto lontana, al di l\u00e0 dei mari.\n\nPrima che il bambino Cristo nascesse, Maria, sua madre, dovette fare un lungo viaggio con il marito Giuseppe.\nviaggio con suo marito, Giuseppe. Fecero questo viaggio per essere tassati\no contare; a quei tempi, infatti, non si poteva fare nella citt\u00e0 in cui si viveva, ma dovevano essere contati nel luogo in cui si trovava la\nnon si poteva fare nella citt\u00e0 in cui le persone vivevano, ma dovevano essere contate nel luogo in cui\ndove erano nati.\n\nIn quel tempo lontano, l'unico modo di viaggiare era il cavallo, il cammello o l'asino.\ncammello o un buon asino paziente. I cammelli e i cavalli costavano molto\ndenaro, e Maria era molto povera; cos\u00ec cavalc\u00f2 su un asino tranquillo e sicuro,\nmentre Giuseppe camminava al suo fianco, guidandolo e appoggiandosi al suo bastone.\nMaria era molto giovane e bella, credo, ma Giuseppe era molto pi\u00f9 vecchio di lei.\nmolto pi\u00f9 vecchio di lei.\n\nLa gente si veste oggi, in quei paesi lontani, come si vestiva tanti anni fa.\nmolti anni fa, quindi sappiamo che Maria doveva indossare un abito lungo e spesso,\nche le ricadeva addosso in pesanti pieghe, e che aveva un morbido velo bianco\nsulla testa e sul collo e sul viso. Maria viveva a Nazareth e\nil viaggio che stavano facendo era verso Betlemme, a molte miglia di distanza.\n\nIl viaggio \u00e8 stato lungo, ne sono certa, perch\u00e9 gli asini sono lenti, anche se\nsono cos\u00ec attenti, e Mary deve essere stata molto stanca prima di arrivare\nalla fine del viaggio.\n\nAvevano viaggiato tutto il giorno ed era quasi buio quando giunsero a Betlemme, la citt\u00e0 dove sarebbe nato il Cristo bambino.\nBetlemme, la citt\u00e0 dove sarebbe nato il Cristo bambino. L\u00ec c'era\nil luogo in cui dovevano alloggiare, una specie di locanda, o di alloggio, ma non\nuna specie di locanda o di alloggio, ma non come quelle che conoscete.\n\nLe hanno oggi in quel paese lontano, proprio come le hanno costruite tanti anni fa.\ntanti anni fa.\n\nEra un edificio basso, con il tetto piatto, in pietra, senza finestre e con una sola grande porta.\ngrande porta. All'interno non c'erano camere da letto ben arredate, n\u00e9 letti bianchi e morbidi per i viaggiatori stanchi.\nletti bianchi e morbidi per i viaggiatori stanchi; c'erano solo piccoli posti costruiti\ncostruiti nelle pietre del muro, come le cuccette dei battelli a vapore di oggi.\nOggi, ogni viaggiatore portava con s\u00e9 il proprio giaciglio. Non c'era un bel giardino\ndavanti alla locanda non c'era un bel giardino, perch\u00e9 la strada correva proprio davanti alla porta, cos\u00ec\nche la sua polvere giaceva sul davanzale. Tutto intorno alla casa, fino a un'alta\ncollina rocciosa sul retro, era stata costruita una pesante recinzione in pietra, in modo che le persone e gli animali\npersone e gli animali all'interno fossero al sicuro.\n\nMaria e Giuseppe non riuscirono ad avvicinarsi molto alla locanda, perch\u00e9 la strada davanti era piena di cammelli, asini, pecore e mucche.\nstrada era piena di cammelli, asini, pecore e mucche, mentre un gran numero di uomini andava e veniva\nuomini andavano e venivano per prendersi cura degli animali. Alcuni\ndi queste persone erano venute a Betlemme per pagare le tasse, come avevano fatto Maria e Giuseppe.\nGiuseppe, mentre altri si fermavano per la notte, diretti a Gerusalemme, una grande citt\u00e0 poco distante.\nGerusalemme, una grande citt\u00e0 poco pi\u00f9 avanti.\n\nAnche il cortile era pieno di cammelli e di pecore; e gli uomini erano sdraiati a terra accanto a loro, a riposare, a sorvegliare e a tenerli al sicuro.\na terra accanto a loro, a riposare, a sorvegliare e a tenerli al sicuro.\nLa locanda era cos\u00ec piena e il cortile cos\u00ec pieno di gente che non c'era posto per nessun altro.\nNon c'era posto per nessun altro, e il guardiano dovette portare Giuseppe e Maria\nGiuseppe e Maria attraverso la casa e di nuovo verso l'alta collina, dove trovarono un altro\ndove trovarono un altro luogo adibito a stalla. Questa aveva solo una porta e una facciata, mentre dietro c'erano\ndietro c'erano grotte profonde che si estendevano nella roccia.\n\nQuesto \u00e8 il luogo in cui \u00e8 nato Cristo. Pensate che luogo povero!\nMaria era contenta di essere l\u00ec, dopotutto; e quando arriv\u00f2 il Cristo-bambino,\nera come gli altri bambini, ed era venuto cos\u00ec di recente dal cielo che era felice ovunque.\nfelice ovunque.\n\nIntorno alla grotta c'erano mangiatoie per il bestiame e le pecore.\ne grandi cumuli di fieno e paglia giacevano sul pavimento. Poi,\ncredo che ci fossero mucche e buoi dagli occhi marroni, e pecore tranquille e lanose, e forse anche alcuni cani che erano entrati per prendersi cura del\npecore, e forse anche alcuni cani che erano entrati per prendersi cura delle pecore.\npecore.\n\nE l\u00ec nella grotta, di l\u00ec a poco, arriv\u00f2 il meraviglioso bambino, lo avvolsero e lo deposero in una mangiatoia.\nlo avvolsero e lo deposero in una mangiatoia.\n\nQuella notte tutte le stelle del cielo brillarono, perch\u00e9 sapevano che era nato il Cristo-bambino.\nCristo-Bambino, e gli angeli del cielo cantarono insieme per la gioia.\nGli angeli sapevano di questo bel bambino ed erano felici che fosse venuto\nper aiutare gli abitanti della terra a essere buoni.\n\nL\u00ec giaceva il bellissimo bambino, con una mangiatoia come giaciglio, e buoi e pecore che dormivano tranquillamente intorno a lui.\nbuoi e le pecore che dormivano tranquillamente intorno a lui. Sua madre lo guardava e lo amava.\ne molti vennero a vederlo, perch\u00e9 avevano sentito dire che a Betlemme sarebbe nato un bambino meraviglioso.\nche a Betlemme sarebbe nato un bambino meraviglioso. Tutta la gente della locanda\ne anche i pastori lasciarono i loro greggi nei campi e cercarono il bambino e sua madre.\ne cercavano il bambino e sua madre.\n\nMa il bambino era molto piccolo e non poteva parlare come tutti gli altri bambini.\nbambino, quindi stava in grembo alla madre o nella mangiatoia e guardava solo la gente.\nguardava solo la gente. Cos\u00ec, dopo averlo visto e amato, se ne andarono di nuovo.\nse ne andarono di nuovo.\n\nDopo un po' di tempo, quando il bambino fu cresciuto, Maria lo riport\u00f2 a Nazareth e l\u00ec visse e crebbe.\nNazareth e l\u00ec visse e crebbe.\n\nE divenne un ragazzo cos\u00ec dolce, saggio e affettuoso, un uomo cos\u00ec tenero e disponibile.\nuomo, e disse cos\u00ec tante cose buone e belle, che tutti lo amarono\nche tutti quelli che lo conoscevano lo amavano. Molte delle cose che disse sono nella Bibbia, sapete,\ne tante belle storie delle cose che faceva quando era sulla\nsulla terra.\n\nAmava molto i bambini piccoli come voi e spesso li prendeva in braccio per parlare con loro.\nin braccio e parlava con loro.\n\nQuesto \u00e8 il motivo per cui amiamo cos\u00ec tanto il giorno di Natale e cerchiamo di rendere tutti\ntutti felici quando arriva ogni anno. Questo \u00e8 il motivo:\nperch\u00e9 Cristo, che \u00e8 nato il giorno di Natale, ha aiutato tutti noi a essere\ntante volte ad essere buoni, e perch\u00e9 \u00e8 stato il miglior regalo di Natale che il grande mondo abbia mai avuto!\nche il grande mondo abbia mai avuto!\n\n\n\n\nIL PRIMO GIORNO DI RINGRAZIAMENTO.\n\n La storia porta avanti altre persone, altre relazioni, altri tempi e luoghi, altre forme e anche molto diverse.\nluoghi, altre forme anche molto diverse tra loro; nonostante questo fatto,\nl'uditore vi cerca la sua immagine. --FROEBEL.\n\n\nCirca trecento anni fa, un gran numero di persone in Inghilterra\nerano molto infelici perch\u00e9 il loro re non permetteva loro di pregare Dio come\ncome volevano. Il re diceva che dovevano usare le stesse preghiere che usava lui;\ne se non lo facevano, spesso venivano gettati in prigione, o forse allontanati da casa.\nforse allontanati da casa.\n\n Andiamo via da questo paese, dissero gli infelici inglesi l'uno all'altro.\ne cos\u00ec lasciarono le loro case e andarono lontano, in un paese chiamato Olanda.\npaese chiamato Olanda. Fu in quel periodo che cominciarono a chiamarsi\nPellegrini.  I pellegrini, si sa, sono persone che viaggiano sempre\nsempre in viaggio per trovare qualcosa che amano, o per trovare una terra dove essere pi\u00f9\nessere pi\u00f9 felici; e questi uomini e donne inglesi erano in viaggio, dicevano,\n da un luogo all'altro, verso il cielo, il loro paese pi\u00f9 caro.\n\nIn Olanda, i Pellegrini furono tranquilli e felici per un po', ma erano molto poveri.\nmolto poveri; e quando i bambini cominciarono a crescere, non erano come i bambini inglesi, ma parlavano olandese\nbambini inglesi, ma parlavano in olandese, come i piccoli d'Olanda, e\nalcuni diventarono dispettosi e non vollero pi\u00f9 andare in chiesa.\n\n Questo non andr\u00e0 mai bene, dissero i padri e le madri Pellegrine; cos\u00ec, dopo aver parlato e pensato a lungo e aver scritto\nmolto parlare, pensare e scrivere, decisero di venire qui in America.\nqui in America. Noleggiarono due navi, la Mayflower e la Speedwell, per attraversare il mare.\nSpeedwell, per portarli attraverso il mare; ma la Speedwell non era una nave forte e il capitano dovette\nma la Speedwell non era una nave robusta e il capitano dovette riportarla a casa prima che fosse\nmolto lontano.\n\nAnche la Mayflower torn\u00f2 indietro. Parte dei passeggeri della Speedwell furono\ne poi part\u00ec da sola attraverso il grande oceano.\n\nA bordo c'erano cento persone, madri e padri, fratelli e sorelle e bambini piccoli.\ne sorelle e bambini piccoli. Erano molto affollati, faceva freddo e si stava\nfreddo e scomodo; il mare era agitato e faceva oscillare il Mayflower.\ne la navigazione sull'acqua dur\u00f2 due mesi.\n\nI bambini piansero molte volte durante il viaggio e desiderarono di non essere mai saliti sulla\nsu quella nave stancante che li dondolava cos\u00ec forte e non li lasciava stare un minuto.\nche non li lasciava stare fermi un minuto.\n\nMa avevano un bel gioco per divertirsi, perch\u00e9 nel mezzo del grande oceano era nato un bambino\ngrande oceano nacque un bambino Pellegrino, che chiamarono Oceano,\n per il suo luogo di nascita. Quando i bambini si stancarono a tal punto da diventare\ne scontrosi, la madre di Oceano li lasciava venire a giocare con lui e questo\nsempre il sorriso e il volto felice.\n\nAlla fine il Mayflower arriv\u00f2 in vista della terraferma; ma se i bambini avevano pensato all'erba, ai fiori e agli uccelli, dovevano essere\nse i bambini avessero pensato all'erba, ai fiori e agli uccelli, sarebbero rimasti molto delusi, perch\u00e9 il mese era un novembre freddo e\nmolto delusi, perch\u00e9 il mese era un freddo novembre e non si vedeva altro che\nnon si vedevano altro che rocce, sabbia e terra nuda e dura.\n\nAlcuni dei padri pellegrini, con a capo il coraggioso capitano Myles Standish, si recarono a riva per vedere se si poteva trovare qualche casa bianca.\nalla loro testa, andarono a riva per vedere se trovavano case o persone bianche.\nbianchi. Ma videro solo alcuni indiani selvaggi, che fuggirono da loro, e trovarono alcune capanne indiane e del grano sepolto in buche.\ntrovarono alcune capanne indiane e del mais sepolto in buche nel terreno. Essi\nandarono e tornarono dalla nave per tre volte, finch\u00e9, alla fine, trovarono un bel posto dove vivere.\nun bel posto dove vivere, dove c'erano campi e piccoli ruscelli.\nruscelli.\n\nAlla fine tutti i pellegrini, stanchi, sbarcarono dalla nave nel luogo che oggi si chiama Plymouth Rock.\nPlymouth Rock, e la prima casa fu costruita il giorno di Natale.\nMa quando vi dir\u00f2 quanto erano malati e quanto soffrirono quel primo inverno, sarete molto tristi e dispiaciuti per loro.\nprimo inverno, sarete molto tristi e dispiaciuti per loro. Il tempo era\nfreddo, la neve cadeva veloce e fitta, il vento era gelido, e i Padri Pellegrini non avevano nessuno che li aiutasse ad\npadri pellegrini non avevano nessuno che li aiutasse a tagliare gli alberi e a costruire la loro\nchiesa e le case.\n\nLe madri Pellegrine aiutarono quanto poterono, ma erano stanche per il lungo viaggio, infreddolite e anche affamate.\nviaggio, e il freddo, e anche la fame, perch\u00e9 nessuno aveva il giusto tipo di\ncibo giusto da mangiare, e nemmeno abbastanza.\n\nCos\u00ec prima si ammal\u00f2 uno, poi un altro, finch\u00e9 met\u00e0 di loro furono a letto contemporaneamente.\nIl coraggioso Myles Standish e gli altri soldati li curarono come sapevano fare.\ne gli altri soldati li curarono come meglio sapevano fare; ma prima che arrivasse la primavera la met\u00e0 della gente\nmorirono e se ne andarono finalmente in cielo, il loro paese pi\u00f9 caro.\n\nMa a poco a poco il sole brill\u00f2 di pi\u00f9, la neve si sciolse, le foglie cominciarono a crescere e la dolce primavera era tornata.\nfoglie cominciarono a crescere, e la dolce primavera era tornata.\n\nAlcuni indiani amichevoli avevano fatto visita ai Pellegrini durante l'inverno e il capitano Myles Standish, con alcuni dei suoi uomini, aveva ricambiato la visita.\nIl capitano Myles Standish, con alcuni dei suoi uomini, aveva ricambiato la visita.\n\nUno di questi gentili indiani si chiamava Squanto, e venne a stare con i\nPellegrini e mostr\u00f2 loro come piantare il mais, il pisello, il grano e l'orzo.\ngrano e orzo.\n\nQuando arriv\u00f2 l'estate e le giornate erano lunghe e luminose, i bambini Pellegrini erano molto felici e pensavano che Plymouth fosse un luogo incantevole.\nerano molto contenti e pensavano che Plymouth fosse un posto davvero\ndavvero incantevole. Alle loro porte crescevano fiori selvatici di ogni tipo, c'erano centinaia di uccelli e farfalle.\ncentinaia di uccelli e farfalle, e le grandi pinete erano sempre fresche e ombreggiate quando il sole\nsempre fresche e ombreggiate quando il sole era troppo forte.\n\nQuando fu autunno, i padri raccolsero l'orzo, il grano e il granturco che avevano piantato.\nche avevano piantato e si accorsero che era cresciuto cos\u00ec bene che\nche avrebbero avuto abbastanza per il lungo inverno che stava arrivando.\n\n Ringraziamo Dio per tutto questo, dicevano.  \u00c8 Lui che ha fatto splendere il sole\nil sole, la pioggia e il grano.  Cos\u00ec hanno ringraziato Dio nelle loro\ncasa e nella loro piccola chiesa; i padri, le madri e i bambini lo ringraziavano.\nbambini lo ringraziavano.\n\n Allora, dissero le madri pellegrine, facciamo una grande festa del Ringraziamento, invitiamo gli indiani e gioiamo tutti insieme.\nfesta, invitiamo gli amichevoli indiani e gioiamo tutti insieme.\n\nCos\u00ec hanno organizzato la prima festa del Ringraziamento, ed \u00e8 stata una festa grandiosa! Quattro\nuomini andarono a sparare un giorno intero e riportarono cos\u00ec tante anatre selvatiche e oche\ne oche e grandi tacchini selvatici che ce n'era abbastanza per quasi una settimana.\nsettimana. C'era anche carne di cervo, naturalmente, perch\u00e9 nella foresta ce n'era in abbondanza.\ncervi nella foresta. Poi le madri Pellegrine trasformarono il mais e il grano in pane e torte.\nin pane e torte, e avevano anche pesce e vongole dal mare.\n\nGli indiani amici vennero tutti con il loro capo Massasoit. Vennero tutti\ninvitati, e anche di pi\u00f9, oserei dire, perch\u00e9 erano in tutto novanta.\nin tutto novanta.\n\nPortarono con s\u00e9 cinque cervi, che diedero ai Pellegrini; e\ndevono aver gradito molto la festa, perch\u00e9 si sono fermati tre giorni.\n\nPer quanto gentili fossero gli indiani, vi sareste spaventati molto se li aveste visti.\ne il piccolo Oceano, che allora aveva un anno, cominci\u00f2 a piangere ogni volta che gli si avvicinavano.\na piangere ogni volta che gli si avvicinavano.\n\nErano vestiti con pelli di cervo e alcuni avevano il manto peloso di un gatto selvatico appeso al braccio.\nun gatto selvatico appeso al braccio. I lunghi capelli neri cadevano sciolti sulle\nsulle spalle ed erano ornati di piume o di code di volpe. Avevano\navevano il volto dipinto in tutti i modi pi\u00f9 strani, alcuni con strisce nere larghe come un dito\nstrisce nere larghe come un dito su e gi\u00f9 per il viso. Ma qualunque cosa\nera il loro vestito migliore, e lo avevano indossato per la festa del\nfesta del Ringraziamento.\n\nA ogni pasto, prima di mangiare, i Padri Pellegrini e gli Indiani\nringraziavano insieme Dio per tutta la sua bont\u00e0. Gli indiani cantavano e ballavano\nla sera, e ogni giorno facevano corse e giochi di ogni tipo con i bambini.\ngiochi con i bambini.\n\nPoi, a volte, i Pellegrini con i loro fucili e gli Indiani con i loro archi e frecce\narchi e frecce, vedevano chi riusciva a sparare meglio e pi\u00f9 lontano. Cos\u00ec\nerano felici, allegri e riconoscenti per tre giorni interi.\n\nLe madri e i padri Pellegrini erano stati malati e tristi molte volte da quando erano sbarcati dalla Mayflower.\nsbarcati dalla Mayflower; avevano lavorato molto duramente, spesso non avevano\nnon avevano abbastanza da mangiare, ed erano davvero addolorati quando i loro amici morivano e li\nlasciarli. Ma ora cercavano di dimenticare tutto questo, e di pensare solo a quanto\nDio era stato buono con loro; e cos\u00ec furono tutti felici insieme alla\nprima festa del Ringraziamento.\n\nTutto questo accadde quasi trecento anni fa e da allora nel nostro Paese si celebra il\nda allora nel nostro Paese si celebra il Giorno del Ringraziamento.\n\nOgni anno i nostri padri, i nostri nonni e i nostri bisnonni si sono\n hanno gioito insieme come i Pellegrini e ogni volta hanno avuto qualcosa per cui essere\nper cui essere grati ogni volta.\n\nOgni anno qualche padre ha raccontato la storia dei coraggiosi Pellegrini ai suoi figli e alle sue figlie.\nfigli e alle figlie e ha insegnato loro a essere molto felici e orgogliosi\nche il Mayflower sia salpato verso il nostro Paese tanti anni fa.\n\n\n\n\nIL PICCOLO GEORGE WASHINGTON, PARTE I.\n\n\n Il bambino prende ogni storia come una conquista, la afferra come un tesoro,\ne le inserisce nella propria vita, per il proprio progresso e la propria istruzione,\nci\u00f2 che ogni storia insegna e mostra. --Froebel.\n\n\nOgnuno dei miei figli piccoli ha visto un'immagine di George Washington,\nSono sicuro.\n\nForse ricorderete la sua immagine su un cavallo bianco rampante, che tiene in mano il suo cappello\ncappello a gallo in mano e si inchina al popolo, o la sua immagine come generale alla testa dei suoi eserciti, con la spada al fianco e la\ngenerale alla testa dei suoi eserciti, con la spada al fianco e gli stivali alti fino al ginocchio.\ncon la spada al fianco e gli stivali alti che arrivano al ginocchio; a volte lo si \u00e8 visto in barca mentre\nattraversare il fiume Delaware, avvolto nel suo pesante mantello da soldato; e ancora, come Presidente, con la cipria\naltre volte come Presidente, con i capelli incipriati, le gorgiere di pizzo e il cappotto di velluto.\n\nNaturalmente tutte queste sono immagini di un uomo forte, bello e adulto,\ne suppongo che non vi sia mai capitato di pensare che George Washington fosse\nun tempo un bambino.\n\nMa tanto tempo fa era piccolo come voi ora, e vi racconter\u00f2 di suo padre e sua madre, della sua casa e dei suoi giorni da bambino.\ndi suo padre e sua madre, della sua casa e dei suoi giorni da bambino.\n\n\u00c8 nato centosessant'anni fa in Virginia, vicino al grande fiume Potomac.\nfiume chiamato Potomac. Suo padre si chiamava Augustine, sua madre Mary.\nMary, e aveva diversi fratelli e una sorellina.\n\nVivevano tutti in campagna in una fattoria, o piantagione, come la chiamano in Virginia.\ncome la chiamano in Virginia. La casa dei Washington si trovava in mezzo a verdi campi di tabacco e prati fioriti.\ncampi di tabacco e prati fioriti, e intorno ad essa c'erano cos\u00ec tanti fienili, magazzini e capannoni\nmagazzini e capannoni che la circondavano, tanto da creare un vero e proprio villaggio.\ndi se stessi. I vicini pi\u00f9 vicini vivevano a miglia di distanza; non c'erano n\u00e9 ferrovie n\u00e9 diligenze e se si trattava di un villaggio\nferrovie n\u00e9 diligenze, e se si voleva viaggiare, bisognava cavalcare a\na cavallo attraverso i fitti boschi, oppure si poteva navigare su piccole barche su\ne lungo i fiumi.\n\nI bambini e le bambine di citt\u00e0 potrebbero pensare che il piccolo George Washington\nsi sentisse molto solo nella grande piantagione, senza ragazzi vicini con cui giocare.\nma dovete ricordare che i cavalli, il bestiame, le pecore e i cani di una fattoria sono i pi\u00f9 cari compagni di gioco.\ncani di una fattoria sono i pi\u00f9 cari compagni di gioco, e che ci sono tutti i tipi di\ncose piacevoli da fare in campagna che i ragazzi di citt\u00e0 non conoscono.\ndi cui i ragazzi di citt\u00e0 non sanno nulla.\n\nIl piccolo George giocava sempre all'aperto ed \u00e8 diventato molto forte. Andava\npesca e nuota nel grande fiume, corre e salta i recinti con i suoi fratelli e i cani, lancia sassi attraverso il bosco.\ncon i suoi fratelli e i cani, lanciava sassi attraverso i ruscelli e, quando divenne pi\u00f9 grande, impar\u00f2 anche a sparare.\nruscelli, e quando divenne pi\u00f9 grande impar\u00f2 anche a sparare.\n\nAveva anche un bel pony, di nome Hero, che amava molto e che cavalcava per tutta la piantagione.\nche cavalcava per tutta la piantagione.\n\nSono state conservate alcune lettere che ha scritto quando era un ragazzino.\nbambino, e in esse parla del suo pony, dei suoi libri con immagini di elefanti e del nuovo top che presto avr\u00e0.\nelefanti e del nuovo top che presto avr\u00e0.\n\nPensate al grande generale Washington su un cavallo bianco che una volta giocava\ncon un piccolo ronzino come il tuo!\n\nSi raccontano molte cose su Washington quando era piccolo; ma \u00e8 vissuto cos\u00ec tanto tempo fa che non si pu\u00f2 dire se siano mai accadute\ncos\u00ec tanto tempo fa che non si pu\u00f2 dire se siano mai accadute o meno.\no meno. Una storia racconta che suo padre lo port\u00f2 in giardino in una mattina di primavera e disegn\u00f2 le lettere del suo nome con un bastone\nuna mattina di primavera, e disegn\u00f2 le lettere del suo nome con un bastone nella morbida terra.\nterra. Poi riemp\u00ec le lettere con dei semi e disse al piccolo George di\naspettare una o due settimane e vedere cosa sarebbe successo. Tutti voi potete indovinare cosa\ne potete pensare a quanto fu contento il bambino quando trov\u00f2 il suo nome\nnome che cresceva in foglie fresche e verdi.\n\nPoi un'altra storia, che sicuramente avrete sentito tutti, \u00e8 quella del ciliegio\ne dell'accetta.\n\nIl padre del piccolo George un giorno gli regal\u00f2, cos\u00ec si dice, una bella, brillante,\ne affilata ascia di guerra. Naturalmente and\u00f2 in giro per i fienili e i capannoni,\nprovando tutto e vedendo come riusciva a tagliare bene, e alla fine and\u00f2\nnel frutteto. L\u00ec vide un giovane ciliegio, dritto come un soldato, con la pi\u00f9 bella\nun soldato, con la corteccia pi\u00f9 bella, liscia e lucente, che agitava le sue\nin modo molto provocatorio, come per dire: \"Non puoi tagliarmi\",\ne non devi provarci.\n\nIl piccolo George ci prov\u00f2 e lo tagli\u00f2, ma poi si pent\u00ec molto,\nperch\u00e9 si accorse che non era cos\u00ec facile rimetterlo in piedi.\n\n{Illustrazione: Le lettere del suo nome . . . la terra soffice}\n\nSuo padre si arrabbi\u00f2, naturalmente, perch\u00e9 viveva in un paese nuovo e a tremila miglia da qualsiasi luogo in cui potesse trovare buoni alberi da frutto.\ne a tremila miglia da qualsiasi luogo in cui potesse trovare buoni alberi da frutto;\nma quando il bambino disse la verit\u00e0, il padre disse che avrebbe preferito perdere mille ciliegi\nche avrebbe preferito perdere mille ciliegi piuttosto che far dire al figlio una bugia.\n\nForse questo non \u00e8 mai accaduto, ma se George Washington ha mai tagliato un ciliegio, potete essere certi che ha detto la verit\u00e0.\nun ciliegio, potete essere certi che ha detto la verit\u00e0.\n\nPenso che, anche se \u00e8 diventato un uomo cos\u00ec saggio e meraviglioso, debba essere stato\nessere stato un ragazzo brillante e felice come te, quando era piccolo.\n\nMa tutti sanno tre cose di lui: che ha sempre detto la verit\u00e0, che non ha mai avuto paura di nulla e che ha sempre amato.\nverit\u00e0, che non ha mai avuto paura di niente e che ha sempre amato\ne che ha sempre amato e curato sua madre.\n\nQuando il piccolo George aveva undici anni, il suo buon padre mor\u00ec e la sua povera madre rimase sola a prendersi cura dei suoi figli e della sua grande famiglia.\npovera madre rimase sola a prendersi cura dei suoi ragazzi e della sua grande piantagione.\npiantagione. Che madre indaffarata! rammendava e cuciva, insegnava\nalcuni dei suoi figli, si prendeva cura degli ammalati, filava la lana e\nfilare la lana e lavorare a maglia calze e guanti; ma ogni giorno trovava il tempo di raccogliere\ni suoi figli intorno a lei e leggere loro dei buoni libri e parlare loro di come\ndi essere bravi bambini.\n\nQuindi cavalcava il suo pony, aiutava la madre e imparava le lezioni,\nGeorge divenne un ragazzo alto.\n\nQuando aveva quattordici anni, decise che gli sarebbe piaciuto diventare un\ndiventare un marinaio e viaggiare lontano sulle acque blu con una grande nave.\nSuo fratello maggiore disse che avrebbe potuto farlo. Fu trovata la nave giusta;\ni suoi vestiti vennero impacchettati e portati a bordo, quando all'improvviso sua madre\nmadre disse che non doveva partire. Ci aveva pensato; era troppo giovane per partire e voleva che il suo\ntroppo giovane per partire e voleva che il figlio rimanesse con lei.\n\nNaturalmente George era molto deluso, ma rimase a casa, lavor\u00f2 e studi\u00f2 duramente.\ne lavor\u00f2 e studi\u00f2 duramente. Voleva tanto imparare a guadagnare soldi e aiutare la madre.\ne aiutare sua madre, e cos\u00ec studi\u00f2 per diventare geometra.\n\nI geometri misurano il terreno. Misurano i giardini e i terreni delle\ne le fattorie, e sanno dire dove mettere le recinzioni e quanta terra appartiene a te e quanta a me.\nquanto terreno appartiene a te e quanto a me, in modo che non si debba mai\nlitigare.\n\nPer essere un buon topografo bisogna essere molto attenti e non commettere errori.\nerrori; e George Washington fu attento e cerc\u00f2 sempre di fare del suo\ne George Washington era attento e cercava sempre di fare del suo meglio, in modo che i suoi rilievi fossero i migliori che si potessero fare.\n\nQuando aveva solo sedici anni, and\u00f2 nella grande foresta, dove non viveva nessuno se non gli indiani, per misurare un terreno per un suo amico.\nnessuno viveva se non gli indiani, per misurare un terreno per un suo amico.\nIl tempo era freddo; di notte dormiva in una tenda o fuori, su una pelle d'orso accanto al fuoco.\npelle d'orso accanto al fuoco, e dovette lavorare molto duramente. Incontr\u00f2 molti indiani e impar\u00f2 a conoscere\nindiani e impar\u00f2 a conoscere i loro modi di combattere e a gestirli.\ne come gestirli.\n\nPer tre anni lavor\u00f2 duramente all'agrimensura e finalmente era un uomo adulto!\nuomo!\n\nAllora era alto e splendido, pi\u00f9 di un metro e ottanta, dritto come un indiano, con il viso roseo e gli occhi azzurri.\nun indiano, con un viso roseo e brillanti occhi azzurri. Aveva mani e dita grandi\ne dita ed era meravigliosamente forte. La gente dice che la sua grande tenda,\nche servivano tre uomini per trasportarla, Washington riusciva a sollevarla con una sola mano e a gettarla nel carro.\ne a gettarla nel carro.\n\nEra anche molto coraggioso, come ricorderete. Sapeva sparare bene e quasi\nnon sbagliava quasi mai la mira; era abituato a camminare per molte miglia quando\ne sapeva cavalcare qualsiasi cavallo gli piacesse, per quanto selvaggio e feroce.\nferoce.\n\nQuindi, vedete, quando un uomo \u00e8 forte, quando pu\u00f2 sparare bene, camminare e cavalcare per grandi distanze, quando non ha mai paura di nulla, questo \u00e8 proprio il caso di dirlo.\ncavalcare per grandi distanze, quando non ha mai paura di nulla, quello \u00e8 proprio\n\u00e8 l'uomo giusto per fare il soldato; e presto vi racconter\u00f2 come George Washington\nWashington sia diventato un grande soldato.\n\n\n\n\nIL GRANDE GEORGE WASHINGTON, PARTE II.\n\n\n Il buon narratore ha molti effetti; ha un effetto nobilitante sui bambini.\nbambini, tanto pi\u00f9 nobilitante quanto pi\u00f9 sembra non volerlo fare.\nFROEBEL.\n\n\nPer tutto questo tempo, mentre George Washington cresceva, prima piccolo\nun ragazzino, poi un ragazzo pi\u00f9 grande e poi un giovane agrimensore, tutto questo tempo\nfrancesi, inglesi e indiani erano infelici e a disagio nel paese a nord della Virginia.\na nord della Virginia. I francesi volevano tutta la terra, cos\u00ec come gli inglesi.\ninglesi, e gli indiani vedevano che non ci sarebbe stato spazio per loro,\nper chiunque l'avesse avuta, cos\u00ec tutti cominciarono a disturbarsi l'un l'altro, a litigare e a combattere.\ne a combattere.\n\nQuesti problemi si aggravarono a tal punto che i virginiani cominciarono a temere i francesi e gli indiani e pensarono di dover ricorrere a qualche\npaura dei Francesi e degli Indiani e pensarono di dover avere dei\nsoldati propri pronti a combattere.\n\nGeorge Washington aveva solo diciannove anni, ma tutti sapevano che era saggio e coraggioso.\ne coraggioso, cos\u00ec lo scelsero per insegnare ai soldati vicini a casa sua come\nmarciare e combattere.\n\nAllora il re e il popolo d'Inghilterra si inquietarono molto a causa di tutte queste\nlitigio e inviarono soldati, cannoni e polvere da sparo e cominciarono a prepararsi a combattere sul serio.\ne cominciarono a prepararsi a combattere sul serio. Washington fu nominato maggiore,\ne dovette recarsi per mille miglia, in pieno inverno, nella\nindiani e francesi, per vedere i capi e i soldati e informarsi sui problemi.\ne scoprire i problemi.\n\nQuando torn\u00f2, tutto il popolo si compiacque del suo coraggio e del modo saggio in cui si era comportato.\ne per il modo saggio in cui si era comportato, che lo nominarono\ntenente colonnello.\n\nInizi\u00f2 quindi una lunga guerra tra francesi e inglesi, che dur\u00f2 sette anni.\nsette anni. Washington combatt\u00e9 per tutto il tempo e fu nominato colonnello e poi\ncolonnello e poi comandante di tutti i soldati della Virginia. Costru\u00ec\ncostru\u00ec fortezze e strade, vinse e perse battaglie, combatt\u00e9 gli indiani e i francesi.\ne contro i francesi; e grazie a tutti questi problemi e al duro lavoro impar\u00f2 a essere un\ngrande soldato.\n\nIn molte battaglie di questa guerra, Washington e i virginiani non indossarono un'uniforme come i soldati inglesi.\nnon indossarono un'uniforme come i soldati inglesi, ma una camicia di pelle di daino e dei gambali\nleggings con le frange come gli indiani.\n\nDall'inizio alla fine di alcune battaglie, Washington cavalc\u00f2 tra gli uomini, dicendo loro dove andare e come combattere.\ntra gli uomini, dicendo loro dove andare e come combattere; i proiettili fischiavano sempre intorno a lui, ma lui diceva che gli piaceva la musica.\nLe pallottole fischiavano sempre intorno a lui, ma lui diceva che la musica gli piaceva.\n\nAlla fine la guerra fin\u00ec; i francesi furono ricacciati nella loro parte del paese.\nWashington torn\u00f2 a casa, a Mt. Vernon, per riposare e port\u00f2 con s\u00e9 la moglie, la bella Martha Washington, che aveva conosciuto.\ncon s\u00e9 la moglie, l'adorabile Martha Washington, che aveva conosciuto e sposato mentre\nsposata mentre combatteva contro i francesi e gli indiani.\n\nMentre si trovava a Mt. Vernon, rivide tutti i suoi cavalli, Valiant e Magnolia, Chinkling e Ajax.\n Magnolia, Chinkling e Ajax, e ha fatto grandi galoppate per il paese.\ncampagna.\n\nAveva anche dei bei cani che correvano al suo fianco e lo aiutavano a cacciare le volpi dalla coda folta.\nvolpi dalla coda folta.  Vulcan e Bingwood, Music e Sweetlips\n erano i nomi di alcuni di loro. Si pu\u00f2 essere certi che i cani furono felici quando\ndi riavere il loro padrone a casa.\n\nMa Washington non ebbe molto tempo per riposare, perch\u00e9 un'altra guerra era in arrivo,\nla grande guerra della Rivoluzione.\n\nI bambini piccoli non possono capire tutte le ragioni di questa guerra, ma posso dirvene alcune.\nposso dirvene alcune.\n\nVi ricordate che nella storia del Ringraziamento vi ho raccontato dei Padri Pellegrini, che vennero dall'Inghilterra in questo Paese perch\u00e9 il loro re voleva\nche vennero dall'Inghilterra in questo Paese perch\u00e9 il loro re non permetteva loro di\nnon permetteva loro di pregare Dio come volevano. Quel re era morto e al suo posto\nc'era un altro al suo posto, un re di nome Giorgio, come il nostro Washington.\nWashington.\n\nI nostri bisnonni avevano sempre amato l'Inghilterra e gli inglesi,\nperch\u00e9 molti dei loro amici vivevano ancora l\u00ec e perch\u00e9 era la loro\nera la loro vecchia patria.\n\nIl re diede loro dei governatori che li aiutassero a prendersi cura del loro popolo e dei soldati che combattessero per loro.\nsoldati che combattessero per loro, e mandarono in Inghilterra molte cose da indossare e da mangiare.\nda indossare e da mangiare.\n\nMa poco prima della Guerra Rivoluzionaria, il re e i grandi uomini che lo hanno aiutato hanno iniziato a dire che le cose da fare in questo paese\nche lo aiutavano cominciarono a dire che in questo Paese si dovevano fare cose\nche il nostro popolo non riteneva affatto giuste. Il re disse che dovevano\nacquistare francobolli costosi da apporre su tutti i loro giornali, almanacchi e\ndocumenti degli avvocati, e che dovevano pagare tasse molto alte sul t\u00e8, sulla carta e sul vetro.\ncarta e vetro, e mand\u00f2 dei soldati a controllare che ci\u00f2 fosse fatto.\n\nQuesto fece arrabbiare molto i nostri bisnonni. Si rifiutarono di pagare le\ntasse, non volevano pi\u00f9 comprare nulla dall'Inghilterra e alcuni uomini salirono addirittura a bordo delle\nuomini salirono addirittura a bordo delle navi, quando arrivarono nel porto di Boston, e gettarono il t\u00e8 in acqua.\nil t\u00e8 in acqua.\n\nFurono quindi scelti cinquantuno uomini da tutto il Paese e si incontrarono a Filadelfia per vedere cosa si poteva fare.\na Filadelfia, per vedere cosa si poteva fare. Washington fu inviato dalla\nVirginia. Dopo aver parlato molto solennemente, tutti pensarono che presto ci sarebbero stati grossi problemi.\nche presto ci sarebbero stati grossi problemi, e Washington torn\u00f2 a casa per addestrare i\nsoldati.\n\nLa guerra inizi\u00f2 con la battaglia di Lexington, nel New England, e presto Washington fu nominato comandante degli eserciti.\nWashington fu presto nominato comandante in capo degli eserciti.\n\nPercorse l'intera distanza da Filadelfia a Boston a cavallo,\ncon un drappello di ufficiali; e tutta la gente lungo la strada venne a vederlo,\nportando bande musicali e acclamandolo al suo passaggio. Arriv\u00f2 all'accampamento\ncampo al mattino. I soldati erano allineati sulla strada, e uomini e donne e bambini che erano venuti a vedere.\ndonne e bambini che erano venuti a vedere Washington erano affollati tutt'intorno.\nintorno. Vedevano un uomo alto, splendido, bello, con un cappotto blu con il bordo di bufalo e le spalline sulle spalle.\ncon il bordo in bufalo e le spalline sulle spalle. Mentre si toglieva il cappello, estraeva la sua spada lucente e la\nspada lucente e la sollev\u00f2 alla vista di tutto il popolo, il cannone cominci\u00f2 a tuonare e tutti i presenti\ntuonare, e tutta la gente si mise a urlare e a lanciare i cappelli in aria.\nin aria.\n\nNaturalmente aveva un aspetto splendido e tutti sapevano quanto fosse coraggioso,\ne pensavano che avrebbe presto messo fine alla guerra.\n\nMa non and\u00f2 come si aspettavano, perch\u00e9 quello era solo l'inizio,\ne la guerra dur\u00f2 sette lunghi anni.\n\nCombattere \u00e8 sempre difficile, anche se si hanno molti soldati e molto da mangiare.\nWashington aveva pochi soldati, poca polvere per i cannoni e poco cibo per gli uomini.\npolvere per i cannoni e poco cibo per gli uomini.\n\nI soldati non erano in uniforme, come lo siamo noi oggi, ma ognuno era vestito come\nognuno di loro era vestito come veniva dalla sua bottega o dalla sua fattoria.\n\nWashington ordin\u00f2 per loro camicie da caccia, come quelle che indossava quando andava a combattere gli indiani.\nindiani, perch\u00e9 sapeva che avrebbero avuto un aspetto pi\u00f9 simile a quello dei soldati se\nse fossero stati vestiti tutti allo stesso modo.\n\nNaturalmente molti pensavano che i nostri uomini sarebbero stati sconfitti, man mano che la guerra andava avanti.\nma Washington non l'ha mai pensato, perch\u00e9 era sicuro che la nostra parte aveva\nragione.\n\nNon so cosa avrebbe fatto, alla fine, se i francesi non avessero promesso di venire ad aiutarci.\nse i francesi non avessero promesso di venire ad aiutarci e di inviarci denaro, uomini e navi.\nnavi. Tutti i membri dell'esercito hanno ringraziato Dio quando l'hanno saputo e hanno sparato con i loro cannoni per la gioia.\ne hanno sparato con i loro cannoni per la gioia.\n\nCon i soldati francesi arriv\u00f2 un giovane coraggioso di nome Lafayette, che divenne un grande amico di Washington e combatt\u00e9 per noi per tutta la durata della guerra.\nWashington e combatt\u00e9 per noi durante tutta la Rivoluzione.\nRivoluzione.\n\nIn questa guerra furono combattute molte battaglie e Washington ne perse alcune,\ne molti dei suoi uomini furono uccisi.\n\n\u00c8 difficile capire quanti problemi abbia avuto. In inverno, quando la\nneve, non aveva case o capanne in cui far dormire i suoi uomini; i suoi soldati erano stracciati e infreddoliti di giorno e non avevano coperte.\nsoldati erano stracciati e infreddoliti di giorno e non avevano coperte sufficienti a tenerli al caldo di notte.\ndi giorno, e non avevano coperte sufficienti a tenerli al caldo di notte; le loro scarpe erano vecchie e logore, e dovevano\nscarpe erano vecchie e consumate, e dovevano avvolgere dei panni intorno ai piedi per non congelarli.\n\nQuando si misero in marcia verso il fiume Delaware, in una fredda notte di Natale, un soldato inviato al loro seguito, con un messaggio per Washington, rintracci\u00f2\nun soldato che era stato mandato a cercarli, con un messaggio per Washington, li rintracci\u00f2\nle impronte sulla neve, tutte arrossate dal sangue dei loro poveri piedi tagliati.\ndei loro poveri piedi tagliati.\n\nDevono essere stati molto coraggiosi e pazienti per aver combattuto, quando\nfreddo, stracciati e affamati.\n\nWashington soffriva molto nel vedere i suoi soldati cos\u00ec miserabili e sono certo che, con tutta la sua forza e il suo coraggio, a volte\nSono certo che, con tutta la sua forza e il suo coraggio, a volte avrebbe perso le speranze, se non avesse parlato e pregato molto Dio.\navrebbe perso la speranza, se non avesse parlato e pregato molto Dio,\ne non avesse chiesto a Lui di aiutarlo.\n\nIn uno dei momenti pi\u00f9 difficili di tutta la guerra, Washington alloggiava\na casa di un contadino. Una mattina usc\u00ec molto presto per visitare i soldati.\nsoldati. Poco dopo il contadino and\u00f2 nei campi e, mentre passava davanti a un ruscello in cui crescevano molti cespugli\nun ruscello in cui crescevano molti cespugli, sent\u00ec una voce profonda dal\nuna voce profonda dalla boscaglia. Guard\u00f2 attraverso le foglie e vide Washington\nin ginocchio, a terra, che pregava Dio per i suoi soldati. Aveva\ncavallo a un albero e si era allontanato da solo per chiedere a Dio di aiutarli.\ndi aiutarli.\n\nAlla fine la guerra si concluse; gli inglesi furono sconfitti e le nostre armate\nlode e ringraziamento a Dio.\n\nPoi i soldati tornarono tranquillamente alle loro case e Washington salut\u00f2 tutti i suoi ufficiali e li ringrazi\u00f2 per il loro aiuto e per il loro impegno.\ntutti i suoi ufficiali e li ringrazi\u00f2 per il loro aiuto e il loro coraggio.\ncoraggio.\n\nLa piccola stanza a New York dove si \u00e8 congedato \u00e8 conservata per essere mostrata ai visitatori.\nvisitatori, e un giorno potrete vederla voi stessi.\n\nPoi Washington torn\u00f2 a casa a Mt. Vernon per riposare; ma prima che fosse l\u00ec da molto tempo, il popolo si rese conto che doveva avere qualcuno che lo aiutasse.\nprima che fosse l\u00ec da molto tempo, il popolo scopr\u00ec che dovevano avere qualcuno che li aiutasse a\na prendersi cura di loro, dato che non avevano pi\u00f9 nulla a che fare con il re d'Inghilterra.\nd'Inghilterra; e chiesero a Washington di venire a fare il primo presidente degli Stati Uniti.\ndegli Stati Uniti.\n\nCos\u00ec fece come volevano, e fu un Presidente saggio e buono, attento e raffinato come lo era stato il geometra, il soldato e il generale.\nPresidente quanto era stato geometra, soldato e generale.\n\nSapete che chiamiamo sempre Washington il Padre della patria, perch\u00e9 ha fatto tanto per noi e ha contribuito a rendere\nha fatto cos\u00ec tanto per noi e ha contribuito a rendere gli Stati Uniti cos\u00ec grandi.\n\nDopo la sua morte, in tutta la terra c'erano parchi e montagne e villaggi e paesi e citt\u00e0 che portavano il suo nome.\ncitt\u00e0 con il suo nome in tutta la terra, perch\u00e9 la gente lo amava cos\u00ec tanto e apprezzava cos\u00ec tanto ci\u00f2 che aveva fatto per loro.\ne apprezzavano cos\u00ec tanto ci\u00f2 che aveva fatto per loro.\n\nNella citt\u00e0 di Washington c'\u00e8 un edificio in cui \u00e8 possibile vedere molti\nmolti degli oggetti appartenuti al primo Presidente, quando era in vita.\nC'\u00e8 il suo cappotto da soldato, la sua spada e, in una vecchia cassapanca da campo, ci sono i piatti, i coltelli e le forchette che us\u00f2 durante la Rivoluzione.\npiatti, coltelli e forchette che us\u00f2 durante la Rivoluzione.\n\nIn quella citt\u00e0 c'\u00e8 un alto e splendido monumento di pietra grigia lucente,\nche svetta molto, molto al di sopra di tutti i tetti e le guglie pi\u00f9 alte. \u00c8 stato\nWashington, dal popolo degli Stati Uniti, per dimostrare che amavano e avrebbero sempre ricordato il Padre dei\nStati Uniti, per dimostrare che amavano e avrebbero sempre ricordato il Padre della sua\ndel suo Paese.\n\n\n\n\nLA FOGLIA D'ACERO E LA VIOLETTA.\n\n La narrazione deve piacere ai bambini, in modo da influenzare,\nrafforzare ed elevare la loro vita. --FROEBEL\n\n\nL'Acero viveva ai margini del bosco. Accanto e dietro di lei\ngli alberi crescevano cos\u00ec fitti e alti che c'era molta ombra alle sue radici.\nma, dato che nessuno si trovava di fronte, poteva sempre guardare attraverso i prati\nprati verso la casa marrone dove viveva Bessie e poteva vedere cosa succedeva nel mondo.\nmondo.\n\nDopo che il freddo inverno era passato e la primavera era tornata,\nl'acero emise migliaia di piccole gemme di foglie, che si allungarono e si ingrandirono di giorno in giorno\nche si allungavano e si ingrandivano di giorno in giorno al caldo sole. Un piccolo\ngermoglio, all'estremit\u00e0 di un alto ramo, si sforz\u00f2 cos\u00ec tanto di crescere che, prima o poi\ndi aprire tutte le sue pieghe e si ritrov\u00f2 una piccola foglia verde pallido.\nverde pallido.\n\nEra curioso, come lo sono in genere i bambini piccoli, e non appena apr\u00ec gli occhi voleva\nocchi voleva vedere tutto ci\u00f2 che lo circondava. Per prima cosa guard\u00f2 il cielo\ncielo blu sopra di lui, ma il cielo lo guardava solo in silenzio. Poi\nguard\u00f2 attraverso i prati dove viveva Bessie, ma Bessie era a scuola e la casa era immobile.\nscuola e la casa era immobile.\n\nPoi guard\u00f2 molto in basso, sul terreno; e l\u00ec, proprio sotto di lui,\nc'era una piccola violetta, che aveva srotolato i suoi petali viola qualche giorno prima.\ne aspettava di accogliere il primo germoglio che spuntava.\n\nCos\u00ec, quando la Foglia d'Acero abbass\u00f2 lo sguardo, gli sorrise e disse,\n Buongiorno.  Lui le rispose gentilmente, ma era molto piccolo e non sapeva bene cosa dire.\nnon sapeva bene cosa dire, cos\u00ec quel giorno non parl\u00f2 pi\u00f9.\n\nIl mattino seguente si salutarono di nuovo e presto divennero buoni amici e parlarono molto volentieri tutto il giorno.\ne parlarono insieme molto volentieri per tutto il giorno. Il Foglia d'Acero\nviveva cos\u00ec in alto sull'albero che poteva facilmente vedere i campi,\ne ogni giorno osservava Bessie che partiva per la scuola. Quando lei\nQuando usciva dalla porta di casa, lo diceva alla Violetta, che ogni mattina diceva sempre\nogni mattina: \"Cara Bessie! Anch'io vorrei vederla!\n\nA volte, quando la giornata era fredda e all'ombra era quasi troppo umido, la Violetta desiderava essere in alto, su un ramo, sopra la\nViolet desiderava essere in alto, sul ramo che la sovrastava, a sventolare al sole come una foglia d'acero.\ndi essere in alto, sul ramo che la sovrasta, a sventolare al sole come la foglia d'acero.\nera una creaturina soddisfatta e non si agitava mai a lungo per ci\u00f2 che non poteva avere.\navere.\n\nIl terreno era generalmente piacevole, e gli insetti, i bruchi e i vermi, mentre strisciavano sulle radici\ne vermi, mentre strisciavano sulle sue radici, spesso le raccontavano cose molto\ncose interessanti sulle loro famiglie e sui loro problemi.\n\nUn giorno era molto secco e caldo. La Foglia d'Acero non si sentiva affatto\nnon si sentiva affatto a suo agio, in alto nell'aria calda, e disse a sua madre,\n Mamma-albero, non mi lasci scendere vicino alla viola per stare al fresco?\n\nAllora l'Acero rispose: \"No, no, fogliolina, non ora; se ti lascio andare una volta, non potrai mai pi\u00f9 tornare\".\nse ti lascio andare, non potrai pi\u00f9 tornare. Rimani tranquillamente qui; presto arriver\u00e0 il momento\nche arriver\u00e0 presto il momento di lasciarmi.\n\nLa Foglia d'Acero lo raccont\u00f2 alla Violetta, e allora cominciarono a temere che\nquando l'albero-madre l'avesse lasciato andare, di l\u00ec a poco, non sarebbe stato in grado di cadere\naccanto alla viola.\n\nCos\u00ec il giorno dopo, quando il vento arriv\u00f2 fischiando, la Violetta gli chiese se volesse gentilmente prendersi cura della foglia e mandarla da lei quando\ngli chiese se volesse gentilmente prendersi cura della foglia, e mandarla da lei quando\nl'albero madre l'avesse lasciato andare. Il vento era rozzo e noncurante, e disse che\nnon lo sapeva. Non poteva essere sicuro di come si sarebbe sentito in quel momento. Avrebbero dovuto\navrebbero dovuto aspettare e vedere.\n\nI due piccoli amici erano piuttosto scontenti di questo, ma aspettarono\ntranquillamente. Il tempo si fece sempre pi\u00f9 freddo. L'aria era cos\u00ec fredda che il\nFoglia d'acero tremava di notte e al mattino, quando il sole sorse,\ne pot\u00e9 vedersi, scopr\u00ec di essere tutto rosso, proprio come le mani e le guance\ne le guance in una mattina di gelo. Quando la madre-albero lo vide, gli disse\ngli disse che presto l'avrebbe lasciata e lo salut\u00f2. A lui\nera dispiaciuto di andarsene, ma poi pens\u00f2 alla sua cara Violet e fu di nuovo felice.\ndi nuovo felice.\n\nA un certo punto arriv\u00f2 una folata di vento freddo che fece girare la fogliolina e la fece svolazzare in modo che non potesse pi\u00f9 aggrapparsi all'albero.\ne lo fece svolazzare in modo tale che non riusc\u00ec pi\u00f9 ad aggrapparsi all'albero.\npi\u00f9 all'albero. Cos\u00ec alla fine si stacc\u00f2, e il vento lo prese in braccio, danz\u00f2 con lui e gioc\u00f2 con lui finch\u00e9 non fu molto stanco e stanco.\ne gioc\u00f2 con lui finch\u00e9 non fu molto stanco e stordito. Ma alla fine,\nperch\u00e9 dopotutto era un vento gentile, soffi\u00f2 indietro la foglia, dritta verso la\nlato della viola. Come si strinsero l'uno all'altro e come furono felici!\nerano felici! Sareste stati molto contenti se li aveste visti insieme.\n\nAl mattino, quando il sole sorse giallo e luminoso, Bessie entr\u00f2 nel bosco con un cesto e una cazzuola.\nnel bosco con un cesto e una cazzuola. Era quasi inverno e sapeva che presto\nche presto la neve sarebbe caduta e avrebbe coperto tutte le belle cose in crescita.\nCos\u00ec scav\u00f2, con molta attenzione, radici di felce prugnosa e bacche di pernice\ncon le loro foglie, e piante di verzura e di bosso, per farle crescere nel suo\ngiardino della finestra durante l'inverno. Prese anche la viola, portando via cos\u00ec\nterra intorno alle sue radici che la piccola quasi non si sentiva\ndi essere stata spostata. Mentre Bessie riponeva le piante nel cesto, vide la\nBessie mise le piante nel cesto e vide la piccola foglia d'acero che riposava vicino alla violetta.\ngrazioso, disteso l\u00ec, che non lo spost\u00f2.\n\nAlla finestra soleggiata della piccola casa marrone la viola cresceva ancora\nsempre pi\u00f9 fresca e verde. Ma ogni giorno, quando le piante venivano annaffiate, la foglia d'acero si arricciava un po' di pi\u00f9 ai bordi e si abbassava di pi\u00f9.\nFoglia d'acero si arricciava un po' di pi\u00f9 ai margini e sprofondava sempre pi\u00f9\nnella terra, finch\u00e9 ben presto non fu quasi pi\u00f9 visibile, e a poco a poco\nsi sbriciol\u00f2 del tutto. Era comunque vicino alla sua Violetta, e tutta la forza che aveva\nforza di cui disponeva, la dedic\u00f2 alle sue radici.\n\nLo amava sempre allo stesso modo, anche se non poteva pi\u00f9 vederlo.\ne quando, dopo aver vissuto la sua vita, le sue foglie\nappassite, ognuna di esse, cadendo dal fusto, sprofond\u00f2 nella terra\ndove giaceva la foglia d'acero.\n\n\n\n\nSIGNORA. CHINCHILLA.\n\nLA STORIA DI UN GATTO.\n\n Guardate che visi gioiosi, che occhi brillanti e che giubilo accolgono il narratore, e che cerchio fiorito di bambini felici si stringe intorno a lui.\nil narratore, e quale cerchio fiorito di bambini felici si stringe intorno a lui!\nintorno a lui! --FROEBEL.\n\n\nLa signora Chinchilla non era una bella signora, con un vestito di morbido panno grigio\ne un grande manicotto e boa di cincill\u00e0. Non lo era affatto. La signora Chinchilla era\nun bellissimo gatto, con una pelliccia lucida come un raso grigio-argento e una coda molto\nbella coda, abbastanza lunga da sfiorare il terreno quando camminava.\nquando camminava. Non viveva in una casa, ma aveva una dimora molto confortevole\nin una bella farmacia, con una grande finestra quasi tutta per s\u00e9 e per i suoi gattini.\ngattini. Aveva tre bei gattini grassi, tutti di una morbida tonalit\u00e0 di grigio come la madre.\ngrigio come la loro madre. Non le piaceva nessun altro colore nei\ngattini cos\u00ec bene come un grigio tranquillo e femminile. Nessuno dei suoi figli era mai stato\nnero, o bianco, o giallo, ma a volte avevano quattro calzini bianchi come la neve\nsulle zampe grigie. Alla signora Chinchilla questo non dispiaceva, perch\u00e9 i calzini bianchi\nerano davvero una bella rifinitura per un gattino grigio, anche se, ovviamente, era\nera un bel problema tenerli puliti.\n\nAll'epoca in cui inizia la mia storia, i cuccioli erano tutti piccoli amenti, i cui occhi erano aperti solo da due giorni.\nocchi aperti solo da un giorno o due, per cui la signora Chinchilla doveva lavarli\nogni mattina. Aveva una lingua meravigliosa! Vi dir\u00f2\nvi dir\u00f2 cosa conteneva quella lingua: una spazzola per capelli, un pettine, uno spazzolino da denti,\nuno spazzolino da unghie, una spugna, un asciugamano e un panetto di sapone! E quando la signora\nCincill\u00e0 aveva finito quei tre piccoli amenti, erano freschi e dolci, lucidi e puliti.\ne dolci, lucidi e puliti, e baciabili e abbracciabili, come qualsiasi bambino\nappena uscito dalla vasca da bagno.\n\nUna mattina, dopo che i piccoli avevano fatto il loro giro nella soleggiata\nfinestra del golfo, si sentirono subito grandi abbastanza per giocare e cos\u00ec\ncos\u00ec cominciarono a scavalcarsi l'un l'altro, a correre tra i grandi barattoli di vetro\ncolorati, e persino a rincorrere e mordere le estremit\u00e0 delle loro code.\ncode. Prima di quella mattina non sapevano di avere una coda,\ne naturalmente fu un'incantevole sorpresa. La signora Chinchilla guardava\npigramente e gravemente. Era passato un bel po' di tempo dall'ultima volta che aveva avuto tempo o si era sentita\ndi sentirsi abbastanza giovane e allegra per inseguire la sua coda, ma era molto contenta di vedere i gattini divertirsi\ndi vedere i gattini divertirsi in modo innocuo.\n\nMentre questo accadeva, qualcuno si avvicin\u00f2 alla finestra e guard\u00f2 dentro.\ndentro. Era il ragazzo che abitava di fronte. Alla signora Chinchilla non piacevano\nquasi tutti i ragazzi, ma di questo aveva paura. Aveva riccioli d'oro e\ne un colletto alla Fauntleroy, e le labbra pi\u00f9 dolci che abbiano mai detto preghiere e\ne le mani pulite e infossate che sembravano fatte apposta per accarezzare i gatti e fargli fare le fusa.\ne fargli fare le fusa. Ma invece di accarezzarli, strofinava la loro pelliccia nel modo\nmodo sbagliato, e appendeva bollitori di latta alle loro code, e legava fazzoletti\nsopra le loro teste. Quando la signora Chinchilla vide il ragazzo, fece la gobba sulla schiena,\nin modo che sembrasse una montagna grigia, e disse: \"Sftt!\" per tre volte.\nQuando il ragazzo si accorse che lei lo stava guardando, sferz\u00f2 la coda,\ne sbadigliando in modo da mostrargli i suoi denti bianchi e affilati, spar\u00ec improvvisamente dalla vista.\nscomparve dalla vista. Cos\u00ec la signora Chinchilla diede ai gattini la loro colazione e loro si accoccolarono.\ncolazione, si accoccolarono in una palla rotonda e si addormentarono velocemente.\naddormentati. Erano prima arrotolati cos\u00ec strettamente e poi cos\u00ec legati con le loro code che non si poteva\ncode, che non si sarebbe potuto dire se fossero tre o sei gattini.\npiccoli amenti. Quando le loro morbide fusa, fusa, fusa, fusa, fusa si trasformarono prima in\nrussare sonnolenti e poi si spensero del tutto, Mrs.\nChinchilla salt\u00f2 gi\u00f9 dalla finestra e and\u00f2 a fare la sua aria mattutina nel\nmattutino nel cortile posteriore. Nello stesso momento il droghiere pass\u00f2 dietro un'alta scrivania per\ndietro un'alta scrivania per mescolare delle medicine, e il negozio rimase solo.\n\nProprio in quel momento il ragazzo (che non se n'era affatto andato, ma si era solo chinato per non farsi vedere) entr\u00f2 di corsa dalla porta, strapp\u00f2 uno dei gattini e lo prese in braccio.\nsi era appena chinato per non farsi vedere) entr\u00f2 di corsa nella porta, prese uno dei gattini\ndalla palla rotonda e corse via con lui il pi\u00f9 velocemente possibile.\nBen presto la signora Chinchilla torn\u00f2 e naturalmente cont\u00f2 i gattini come prima cosa.\ngattini come prima cosa. Lo faceva sempre. Con sua sorpresa e\nsorpresa e lo spavento, ne trov\u00f2 solo due invece di tre. Sapeva di non potersi sbagliare.\nsbagliata. Nella sua ultima famiglia c'erano cinque gattini e in questa ce ne sono due in meno.\nquesta famiglia; e cinque gattini meno due gattini fa tre gattini. Un\ncincill\u00e0 sparito! Cosa deve fare?\n\nUna volta aveva sentito una signora dire che c'erano gi\u00e0 troppi gatti al mondo.\nmondo, ma non aveva pazienza con le persone che facevano discorsi cos\u00ec malvagi.\ndiscorsi cos\u00ec malvagi. I suoi gattini erano sempre stati cos\u00ec belli che a volte si vendevano a cinquanta centesimi l'uno\nvenduti per cinquanta centesimi l'uno e nessuno di loro era mai stato annegato.\n\nLa signora Chinchilla cap\u00ec in un attimo dove era finito quel gattino. \u00c8\nuna gatta molto veloce, sveglia e saggia per prendersi cura e addestrare\nfamiglie di gattini vivaci, con pochissimo aiuto da parte del padre nell'allevarli.\npadre nell'allevarli. Sapeva che quel ragazzo aveva portato via il\ngattino e intendeva riprenderselo e graffiarlo a lungo, se solo avesse potuto\nlunghi graffi, se solo ne avesse avuto l'occasione. Guardando i suoi artigli,\nli trov\u00f2 belli e affilati, e quando il droghiere apr\u00ec la porta per un cliente\ncliente, la signora Chinchilla sgattaiol\u00f2 fuori, con un'occhiata all'indietro, come a dire: \"Andata\".\ncome a dire: \"Esco, torno subito\".  Poi attravers\u00f2 di corsa\nstrada e aspett\u00f2 sui gradini della casa del ragazzo. Molto presto arriv\u00f2 un\nuomo arriv\u00f2 con un fagotto e quando la domestica apr\u00ec la porta entr\u00f2 la signora Chinchilla.\nChinchilla entr\u00f2. Non aveva con s\u00e9 alcun biglietto da visita; ma poi\nil ragazzo non aveva lasciato alcun biglietto quando aveva chiamato per il gattino, quindi non le importava.\nnon si preoccup\u00f2 di questo.\n\nLa domestica non la vide quando entr\u00f2. Era una casa molto bella\ncasa per ospitare un ragazzo cos\u00ec senza cuore, pens\u00f2. La porta del salotto era\naperta, ma sapeva che il gattino non ci sarebbe stato, cos\u00ec corse al piano di sopra.\nQuando raggiunse il salone superiore rimase perfettamente immobile, con le orecchie alzate e i baffi tremanti.\norecchie alzate e i baffi tremanti. Improvvisamente sent\u00ec un debole miagolio, poi un altro e una risata.\nun altro e poi una risata: era il ragazzo. Spinse una porta socchiusa ed entr\u00f2\nsocchiusa ed entr\u00f2 nella stanza dei bambini. Il ragazzo era seduto al centro del\ndel pavimento, legando il gattino a un carrellino di latta, e il povero piccolo\nmiagolava disperatamente. La signora Chinchilla si avvicin\u00f2 di corsa al ragazzo, lo graffi\u00f2\ngraffiato a lungo, per quanto ne avesse il tempo in quel momento, prese il gattino spaventato nella sua\ngattino spaventato nella sua bocca gentile e delicata, come fanno tutte le madri gatte (perch\u00e9 se li portassero in braccio\ngatte (perch\u00e9 se li portassero con le zampe anteriori non avrebbero pi\u00f9\nnon ne avrebbero avuto abbastanza per camminare), e scese al piano di sotto e usc\u00ec sulla soglia di casa prima che la domestica avesse\nprima che la domestica avesse finito di pagare il fagotto all'uomo.\nfagotto. E quando port\u00f2 a casa quel gattino di cincill\u00e0, nella sicura e soleggiata\nfinestra del golfo, lo lav\u00f2 cos\u00ec tante volte che non lo dimentic\u00f2 mai, finch\u00e9 visse.\nche non dimentic\u00f2 mai, finch\u00e9 visse, il giorno in cui fu rubata dal ragazzo.\n\nQuando la madre del ragazzo si precipit\u00f2 al piano di sopra per vedere perch\u00e9 piangeva cos\u00ec forte,\ngli disse che doveva aspettarsi di essere graffiato dalle madri gatte se avesse\nse avesse rubato i loro gattini.  Ti toglier\u00f2 il tuo bel collare Fauntleroy,\n disse, non \u00e8 adatto al tuo carattere.\n\nIl ragazzo pianse amaramente fino all'ora di pranzo, ma quando si mise a riflettere sulla questione, cap\u00ec che sua madre aveva ragione e che la signora Chinchilla aveva ragione.\nquando si mise a riflettere sulla questione, cap\u00ec che sua madre aveva ragione e che anche la signora Chinchilla aveva ragione.\naveva ragione, e anche la signora Chinchilla; cos\u00ec tratt\u00f2 tutte le mamme-gatto e i loro gattini pi\u00f9\ngentilmente tutti i gatti madre e i loro gattini.\n\n\n\n\nUNA STORIA DELLA FORESTA\n\n Non sono le forme gaie che incontra nella fiaba ad affascinare il bambino, ma una verit\u00e0 spirituale e invisibile\nma una verit\u00e0 spirituale e invisibile che giace molto pi\u00f9 in profondit\u00e0. --Froebel.\n\n\nLontano, nella profondit\u00e0 di un grande bosco verde e frusciante, viveva un abete.\nAbete. Era alto, scuro e profumato; cos\u00ec alto che i suoi pennacchi pi\u00f9 alti sembravano\nche i suoi pennacchi sembravano ondeggiare tra le nuvole, e i suoi rami erano cos\u00ec folti\ne forti e ravvicinati che sotto di loro a terra era buio\nquasi come la notte.\n\nC'erano molti altri alberi nella foresta, alti e grandiosi come lei,\ne quando si piegavano e si inchinavano l'uno all'altro, mentre il vento giocava tra i loro rami, si sentiva un suono meraviglioso e delizioso, come di un grande organo.\nrami, si sentiva un suono meraviglioso e delizioso, come il grande organo\nquando suona dolcemente in chiesa.\n\nIn basso, sotto gli alberi, il terreno era ricoperto da un lucido tappeto marrone\nmarrone lucido delle foglie aghiformi e appuntite che gli abeti avevano lasciato cadere, e\nsu questo tappeto giacevano le pigne appuntite di abete marrone, dall'aspetto secco e\nappassite, ma che portavano sotto le loro scaglie molti piccoli semi, nascosti come\ncome lettere preziose nelle loro delicate buste.\n\nAnche nelle luminose giornate estive questo bosco era fresco e buio e, camminando sul morbido tappeto marrone, si sentiva il meraviglioso canto del\nsul morbido tappeto marrone, si poteva ascoltare il meraviglioso canto\naghi di pino quando si sfregavano l'uno contro l'altro; e forse, lontano, in cima a qualche albero\nlontano, in cima a qualche albero alto, si poteva sentire il tordo del bosco cantare\ncon piacere.\n\nIntorno al grande abete, dove erano cadute le sue pigne, cresceva una famiglia di giovani abeti\ndi giovani abeti, ancora molto piccoli, cos\u00ec piccoli che si sarebbero potuti\nschiacciarli mentre si cammina e non sentirli sotto i piedi.\n\nL'abete stese i suoi folti rami su di loro e tenne lontano il vento impetuoso e il freddo pungente.\nvento impetuoso e il freddo pungente, e sotto il suo riparo crescevano\nforte.\n\nErano tutti piccoli alberi molto belli, ma uno di loro, che si distingueva\nera il pi\u00f9 bello di tutti, molto dritto, ben modellato e bello.\ne bello. Ogni giorno guardava l'albero madre e vedeva come cresceva dritto e forte\ncome cresceva dritto e forte, come il vento piegava e agitava i suoi rami,\nma non smuoveva il suo grande tronco; e mentre guardava, mandava le sue\nradici pi\u00f9 in basso nella terra scura, e teneva la sua piccola testa\npi\u00f9 orgogliosamente.\n\nGli altri alberi non hanno tutti cercato di crescere forti e alti. Anzi, uno di loro\nuno di loro disse: \"Perch\u00e9 dovrei cercare di crescere? Chi pu\u00f2 vedermi qui, in questo bosco\nbosco? A cosa mi serve provare? Non potr\u00f2 mai essere bello e\nforte come l'albero madre.\n\nCos\u00ec, infelice, appese la testa e lasci\u00f2 che il vento lo spingesse sempre pi\u00f9 verso\nsempre pi\u00f9 verso la terra; e siccome non si curava delle sue\nradici, esse persero la loro presa nella terra e, a poco a poco, egli appass\u00ec\ncompletamente.\n\nMa il nostro coraggioso piccolo abete cresceva; e quando fu passato molto tempo,\nla sua testa era all'altezza dei rami pi\u00f9 bassi di sua madre, e poteva\nascoltare e sentire tutti i sussurri e i discorsi che si facevano tra i grandi alberi.\ngrandi alberi. Cos\u00ec impar\u00f2 molte cose, perch\u00e9 gli alberi erano vecchi e saggi.\nsaggi; e gli uccelli, che sono grandi viaggiatori, avevano raccontato loro molte\ncose meravigliose che erano accadute in terre lontane.\n\nE l'abete fece molte, molte domande alla madre.  Cara\nmadre-albero, disse, vivremo sempre qui? Continuer\u00f2 a crescere\ncrescere fino a diventare un grande albero alto come te? E tu sarai sempre\ncon me?\n\n Chi lo sa! disse l'albero-madre, frusciando in tutti i suoi rami.  Se noi\nse avremo un cuore robusto e cresceremo forti nel tronco e perfetti nella forma,\nforse saremo portati via dalla foresta e resi utili da qualche parte.\ne noi vogliamo essere utili, figliolo.\n\nFu in quel periodo che il giovane abete si fece una musica\nche sussurrava quando il vento soffiava e faceva dondolare i suoi rami.\nQuesta \u00e8 la canzoncina, ma non posso cantarla come lui.\n\n\nCANTO DELL'ABETE.\n\n   La radice cresca pi\u00f9 a lungo, il cuore sia pi\u00f9 forte;\n   Lascia che il sole mi benedica, dolcemente mi ca-\n   che le gocce di pioggia mi accarezzino,\n   il vento, le mie foglie scat- tino. La mia radice deve crescere\n   pi\u00f9 a lungo, il mio cuore deve diventare pi\u00f9 forte.\n\n   Radice, allungati,\n   Cuore, sii pi\u00f9 forte;\n   Che il sole mi benedica,\n   Mi accarezzi dolcemente;\n   Lascia che le gocce di pioggia tintinnino,\n   Il vento disperda le mie foglie.\n   La mia radice deve crescere pi\u00f9 a lungo,\n   Il mio cuore deve diventare pi\u00f9 forte.\n\nE un giorno, mentre cantava questa canzone per se stesso, alcuni uccelli\nvolavano vicino, compiaciuti della musica, e siccome sembrava gentile cominciarono a\na costruire il loro nido tra i suoi rami,\n\nChe abete orgoglioso che gli uccelli scelgano lui per prendersi cura di loro!\nprendersi cura di loro! Ora non voleva giocare con il vento che passava\nma stava dritto, per non scuotere il bel nido morbido.\nE quando finalmente le uova furono deposte, tutte le sue foglie si accarezzarono per la gioia.\nper la gioia, e il rumore che fecero fu cos\u00ec dolce che l'albero-madre si chin\u00f2 per vedere perch\u00e9 fosse cos\u00ec felice.\nper vedere perch\u00e9 era cos\u00ec felice.\n\nLa mamma uccello rimase pazientemente seduta sul nido tutto il giorno e quando, di tanto in tanto, volava via per riposare le zampette stanche, l'uccello padre arrivava\ndi tanto in tanto volava via per riposare le sue zampette stanche, l'uccello padre veniva a\na tenere le uova al caldo.\n\nCos\u00ec l'abete non era mai solo; e ora chiedeva agli uccelli alcune delle tante domande che aveva fatto una volta a sua madre.\ndomande che un tempo aveva fatto a sua madre: \"Ditemi, cari uccellini,\n disse, cosa vuol dire la mamma-albero? Dice che se divento forte, sar\u00f2\nsar\u00f2 portato via per essere utile da qualche parte. Come pu\u00f2 un abete essere utile\nse viene portato via dalla foresta in cui \u00e8 nato?\n\nCos\u00ec gli uccelli gli dissero come avrebbe potuto essere utile: come forse gli uomini avrebbero potuto\nprendere per l'albero di una nave e fissargli, forti e salde, le grandi vele bianche che fanno volare la nave come un uccello sull'acqua.\nvele bianche che fanno volare la nave come un uccello sull'acqua; o che poteva essere usato per tenere\nche avrebbe potuto essere usato per reggere una bandiera luminosa che sventolava al vento. Poi\nla mamma-uccello pens\u00f2 al felice periodo natalizio, perch\u00e9 gli uccelli, i fiori e gli alberi lo conoscono\ne i fiori e gli alberi lo sanno bene; e raccont\u00f2 all'abete delle\ndi Natale che erano stati tagliati nella foresta, dei rami e degli\nche servivano a rendere le case fresche e luminose; e degli alberi di Natale, sui quali si appendevano i doni per\nalberi di Natale, sui quali si appendevano i regali per i bambini.\n\nUn giorno l'abete aveva visto dei bambini e conosceva i loro occhi luminosi, le loro guance rosee e le loro mani morbide.\nocchi luminosi, delle guance rosee e delle manine morbide.\nIl giorno in cui erano venuti nel bosco, avevano fatto un anello e avevano danzato intorno a lui.\ne una bambina aveva alzato il dito e aveva chiesto alle altre di fare silenzio e di ascoltare la canzone che lui\nzittire e di ascoltare la canzone che stava cantando.\n\nCos\u00ec, di tutte le cose che gli uccelli gli avevano raccontato, la pi\u00f9 dolce per lui era\ndell'albero di Natale. Se solo potesse essere un albero di Natale, e se i bambini potessero\ni bambini danzassero di nuovo intorno a lui, e sentissero i loro regali tra i suoi\nrami verdi!\n\nCos\u00ec fece tutto ci\u00f2 che un piccolo albero poteva fare per crescere forte in ogni sua parte,\ne ogni giorno cantava la sua canzone:&&\n\n   Radice, allungati,\n   Cuore, cresci pi\u00f9 forte;\n   Dolce sole, benedicimi,\n   Accarezzami dolcemente;\n   Fredde gocce di pioggia, tintinnano,\n   Vento, le mie foglie si disperdono,\n   Le mie radici devono crescere pi\u00f9 a lungo,\n   Il mio cuore deve diventare pi\u00f9 forte,\n\nBen presto le giornate cominciarono a raffreddarsi. Gli uccellini che erano nati tra i rami dell'abete\nrami dell'abete erano andati lontano, verso sud. Anche il padre e la\npadre e la madre erano partiti, e durante il tragitto si erano fermati a salutare\nil coraggioso alberello.\n\nLa neve bianca era caduta a fiocchi leggeri e copriva le pigne e il tappeto lucido di aghi di pino.\nil lucido tappeto di aghi di pino. Tutto era immobile, splendente e freddo nella\nforesta, e i grandi alberi sembravano pi\u00f9 alti e pi\u00f9 scuri che mai.\n\nUn giorno alcuni uomini entrarono nel bosco con seghe, corde e asce e tagliarono molti grandi alberi.\ne abbatterono molti dei grandi alberi, tra i quali c'era anche l'abete madre.\nAttaccarono i buoi a tutti gli alberi e li trascinarono via, fruscianti e ondeggianti, sulla neve liscia.\nsulla neve liscia e ondeggiante.\n\nLa madre-albero se n'era andata, era andata a rendersi utile, disse il piccolo abete, e\ne sebbene gli mancasse molto e il mondo gli sembrasse molto vuoto quando guardava in alto e non vedeva pi\u00f9 i suoi rami spessi e il suo tronco forte, tuttavia\nquando guardava in alto e non vedeva pi\u00f9 i suoi folti rami e il suo forte tronco, tuttavia non era infelice, perch\u00e9 era un piccolo abete coraggioso.\nnon era infelice, perch\u00e9 era un piccolo abete coraggioso.\n\nI giorni diventavano sempre pi\u00f9 freddi e spesso l'abete si chiedeva se i bambini che avevano fatto l'anello e avevano ballato intorno a lui si sarebbero ricordati di lui.\nbambini che avevano fatto un anello e avevano ballato intorno a lui si sarebbero ricordati di lui\nquando sarebbe arrivato il Natale.\n\nNon poteva crescere, perch\u00e9 il tempo era troppo freddo, e cos\u00ec aveva pi\u00f9 tempo per pensare.\ntempo per pensare. Pens\u00f2 agli uccelli, all'albero-madre e, soprattutto, alla bambina che aveva alzato il dito e aveva detto: \"Non \u00e8 vero!\nsoprattutto alla bambina che aveva alzato il dito e aveva detto,\n Silenzio! Ascoltate il canto dell'abete.\n\nA volte i giorni sembravano lunghi, e lui sospirava in tutti i suoi rami, e quasi pensava che non sarebbe mai stato un albero di Natale.\nquasi pensava che non sarebbe mai stato un albero di Natale.\n\nMa all'improvviso, un giorno, sent\u00ec qualcosa di lontano che sembrava il suono di\ndi campane di Natale. Erano i bambini che ridevano e cantavano, mentre\nmentre correvano sulla neve.\n\nSi avvicinarono e si fermarono accanto all'abete.  S\u00ec, disse la bambina,\n \u00e8 proprio il mio albero, il mio albero che canta!\n\n In effetti, disse il padre, sar\u00e0 un buon albero di Natale. Vedete com'\u00e8\ndritto e ben modellato.\n\nAllora l'albero fu contento; non orgoglioso, perch\u00e9 era un piccolo abete buono, ma\ncontento che avessero visto che aveva fatto del suo meglio.\n\n{Illustrazione: Non tutti gli abeti possono essere alberi di Natale.}\n\nCos\u00ec lo tagliarono e lo portarono via su una grande slitta; lontano dagli alberi alti e scuri, dal tappeto di neve bianca e lucente ai loro piedi.\nalberi alti e scuri, dal tappeto di neve bianca e lucente ai loro piedi e da tutti i mormorii e i sussurri che si fanno nella foresta.\nda tutti i mormorii e i sussurri che si fanno nella foresta.\n\nI piccoli alberi si alzarono in punta di piedi e agitarono i loro rami verdi in segno di saluto.\n I grandi alberi chinarono il capo per guardarlo andare via.\n\n Non tutti gli abeti possono essere alberi di Natale, dicevano, ma solo quelli che crescono meglio.\nil loro meglio.\n\nIl buon Abete si trovava nella stanza dei bambini. Intorno ai suoi piedi\nc'erano fiori, muschi e rami verdi. Dai suoi rami pendevano giocattoli\ne libri e caramelle, e all'estremit\u00e0 di ogni ramoscello lucido c'era una luminosa\nscintillante candela natalizia.\n\nLe porte vennero aperte lentamente, i bambini entrarono di corsa e quando videro le luci scintillanti e l'albero di Natale che reggeva orgogliosamente il\nquando videro le luci scintillanti e l'albero di Natale che reggeva orgoglioso\ni loro regali, fecero un cerchio e danzarono intorno a lui, cantando.\n\nE l'abete fu molto felice!\n\n\n\n\nPICCOLA.\n\nSuggerito da una delle poesie della signora Celia Thaxter.\n\n La narrazione di storie \u00e8 un vero e proprio bagno di spirito. --Froebel.\n\n\nPiccola viveva in Italia, dove crescono le arance, e dove tutto l'anno\nil sole splende caldo e luminoso. Immagino che pensiate che Piccola sia un nome\nstrano per una bambina; ma nel suo paese non era affatto strano, e sua madre lo considerava il nome pi\u00f9 dolce che una bambina avesse mai avuto.\ne sua madre pensava che fosse il nome pi\u00f9 dolce che una bambina avesse mai avuto.\n\nPiccola non aveva un padre gentile, n\u00e9 un fratello o una sorella maggiori, n\u00e9 un dolce bambino con cui giocare e da amare.\ncon cui giocare e da amare. Lei e sua madre vivevano da sole in una vecchia\ncasa di pietra che dava su una strada stretta e buia. Erano molto poveri,\ne la madre era fuori casa quasi tutti i giorni, a lavare i panni, a pulire i pavimenti e a lavorare sodo.\nlavare i pavimenti e lavorava duramente per guadagnare i soldi per la bambina e per se stessa.\nse stessa. Quindi, come vedete, Piccola era sola per la maggior parte del tempo; e se non fosse stata una bambina molto felice e felice.\nse non fosse stata una bambina molto felice e soddisfatta, difficilmente so\ncosa avrebbe fatto. Non aveva giochi, a parte un mucchio di sassi nel cortile\nnel cortile posteriore che usava per costruire le case e una bambola molto vecchia e molto\nmolto vecchia e logora che sua madre aveva trovato un giorno per strada.\n\nMa c'era un piccolo buco rotondo nel muro di pietra in fondo al cortile.\ngiardino, e il suo pi\u00f9 grande piacere era guardare attraverso di esso nel giardino del suo\ngiardino del vicino. Quando si metteva in piedi su una pietra e avvicinava gli occhi al buco\nbuco, riusciva a vedere l'erba verde del giardino, a sentire il profumo dei fiori e persino a sentire lo scroscio dell'acqua.\nfiori e persino sentire l'acqua che sgorgava dalla fontana. Non aveva\nnon aveva mai visto nessuno passeggiare nel giardino, perch\u00e9 apparteneva a un vecchio signore che non si preoccupava\nvecchio signore che non si curava dell'erba e dei fiori.\n\nUn giorno, in autunno, la madre le disse che il vecchio signore se n'era andato e aveva affittato la sua casa a una famiglia di piccoli americani.\ne che aveva affittato la sua casa a una famiglia di bambini americani, venuti con la loro madre malata per\nbambini americani, che erano venuti con la madre malata a trascorrere l'inverno in Italia.\nin Italia. Da allora Piccola non si sent\u00ec pi\u00f9 sola, perch\u00e9 tutto il giorno i bambini correvano e giocavano, ballavano e\nbambini correvano e giocavano, ballavano e cantavano in giardino. Passarono diverse settimane\nsettimane prima che la vedessero del tutto, e non sono sicura che l'avrebbero mai fatto se non fosse che un giorno\nse non fosse che un giorno la gattina scapp\u00f2 e, inseguendola, si avvicinarono al muro.\nsi avvicinarono al muro e videro gli occhi neri di Piccola che guardavano\nattraverso il buco nelle pietre. All'inizio erano un po' spaventati e non le parlavano,\ne non le rivolsero la parola; ma il giorno dopo era di nuovo l\u00ec e Rose, la pi\u00f9 grande, sal\u00ec a casa sua.\nRose, la pi\u00f9 grande, si avvicin\u00f2 al muro e le parl\u00f2 per un po'.\nun po' di tempo. Quando i bambini si accorsero che non aveva nessuno con cui giocare e si sentiva molto sola, le parlarono.\nmolto sola, le parlarono tutti i giorni e spesso le portarono frutta e caramelle e gliele passarono.\ne caramelle e gliele passavano attraverso il buco nel muro.\n\nUn giorno spinsero anche la gattina attraverso il buco, ma il buco era a malapena\nabbastanza grande per lei, che miagolava e graffiava ed era molto spaventata.\nspaventata. Poi il bambino disse che avrebbe dovuto chiedere a suo padre se\nse il buco non potesse essere fatto pi\u00f9 grande, cos\u00ec Piccola sarebbe potuta entrare e\ngiocare con loro. Il padre aveva scoperto che la madre di Piccola era una buona donna e che la bambina\nche la madre di Piccola era una brava donna e che la bambina stessa era dolce e gentile.\nera molto contento che alcune pietre venissero rotte e che si creasse un'apertura per far entrare Piccola.\nun'apertura per l'ingresso di Piccola.\n\nQuanto era emozionata e quanto erano contenti i bambini quando\nquando entr\u00f2 in giardino! Indossava il suo vestito migliore, una lunga gonna di lana dai colori vivaci\ndi lana dai colori vivaci e una vita bianca. Al collo aveva un filo di perline,\ne ai piedi aveva delle scarpette di legno. A noi sembrerebbe molto strano, non \u00e8 vero?\na noi - non \u00e8 vero? - di indossare scarpe di legno; ma Piccola e sua madre non avevano mai\nPiccola e sua madre non avevano mai indossato altro e non avevano mai avuto i soldi per comprare le calze.\nPiccola correva quasi sempre a piedi nudi, come i gattini, le galline e le anatre.\ngalline e le anatre. Come si divertirono quel giorno, e come fu felice la mamma di Piccola\ne quanto era contenta la madre di Piccola che la sua bambina potesse avere un luogo cos\u00ec\nluogo piacevole e sicuro in cui giocare, mentre lei era fuori per lavoro!\n\nSempre pi\u00f9 spesso arriva il mese di dicembre e i piccoli americani cominciano a parlare di Natale.\nNatale. Un giorno, quando la testa riccioluta e gli occhi brillanti di Piccola fecero capolino\nche facevano capolino dal buco nel muro, corsero da lei e l'aiutarono a entrare.\ne mentre lo facevano, le chiesero subito cosa pensava di ricevere come regalo di\nregalo di Natale.  Un regalo di Natale! disse Piccola.\n Perch\u00e9, che cos'\u00e8?\n\nTutti i bambini si guardarono sorpresi e Rose disse, piuttosto gravemente: \"Cara Piccola, non sai cos'\u00e8 il Natale?\nRose disse, piuttosto seria: \"Cara Piccola, non sai cos'\u00e8 il Natale?\n\nOh, s\u00ec, Piccola sapeva che era il giorno felice in cui era nato il Cristo bambino.\ne quel giorno era stata in chiesa, aveva ascoltato il bel canto e aveva visto l'immagine del Bambino nella mangiatoia.\ne aveva visto l'immagine del Bambino nella mangiatoia, con il bestiame e le pecore che dormivano intorno.\ncon il bestiame e le pecore che dormivano intorno. Oh, s\u00ec, sapeva tutto questo molto\nma cos'era un regalo di Natale?\n\nAllora i bambini cominciarono a ridere e a risponderle tutti insieme. C'era un tale\nun tale rumore di lingue che lei riusciva a sentire solo qualche parola di tanto in tanto, come\ncome camino, Babbo Natale, calze, renne, vigilia di Natale, caramelle e giocattoli,\n  Vigilia di Natale, caramelle e giocattoli.  Piccola si mise le mani sulle orecchie e disse\ne disse: \"Oh, non riesco a capire una parola. Dimmelo tu, Rose\".\n Allora Rose le raccont\u00f2 di Babbo Natale, con le sue guance rosse, la barba bianca e la pelliccia.\ne la barba bianca e la pelliccia, e delle sue renne e della sua slitta piena di giocattoli.\ngiocattoli.  Ogni vigilia di Natale, disse Rose, scende dal camino e riempie le calze di tutti i bambini.\ne riempie le calze di tutti i bambini buoni.\nappendi la tua calza e chiss\u00e0 che bel regalo di Natale troverai quando\nNatale, e chiss\u00e0 che bel regalo di Natale troverai quando arriver\u00e0 il mattino!  Naturalmente Piccola pens\u00f2 che questo fosse un\nun piano delizioso e fu molto contenta di sentirlo. Poi tutti i\ntutti i bambini le raccontarono di tutte le vigilie di Natale che ricordavano e dei regali che avevano ricevuto.\ndi tutte le vigilie di Natale che si ricordavano e dei regali che avevano ricevuto.\nbambole, cerchi, palle, nastri, biglie, carri e aquiloni.\naquiloni. Raccont\u00f2 a sua madre di Babbo Natale, e sua madre sembr\u00f2 pensare che forse non sapeva che esistesse.\nche forse non sapeva che c'era una bambina in quella casa e che molto probabilmente non avrebbe\ncasa e che molto probabilmente non sarebbe venuto affatto. Ma Piccola si sentiva molto\nche Babbo Natale si sarebbe ricordato di lei, perch\u00e9 i suoi piccoli amici avevano promesso di\ndi mandare una lettera su per il camino per ricordarglielo.\n\nFinalmente arriv\u00f2 la vigilia di Natale. La madre di Piccola si affrett\u00f2 a tornare a casa dal suo\nlavoro; fecero la loro piccola cena a base di zuppa e pane, e presto arriv\u00f2 l'ora di andare a letto.\nora di andare a letto, di prepararsi per Babbo Natale. Ma Piccola si ricord\u00f2\nper la prima volta che i bambini le avevano detto di appendere la calza.\nla sua calza, e lei non ne aveva, e nemmeno sua madre.\n\nChe tristezza, che tristezza! Ora sarebbe arrivato Babbo Natale, e forse si sarebbe arrabbiato\narrabbiato perch\u00e9 non riusciva a trovare un posto dove mettere il regalo. La povera\nbambina stava vicino al camino e le grosse lacrime cominciarono a scorrere sulle guance.\nguance. Proprio in quel momento la mamma la chiam\u00f2: \"Sbrigati, Piccola, vieni a letto\".\na letto.  Cosa doveva fare? Ma lei smise di piangere e cerc\u00f2 di pensare;\ne in un attimo si ricord\u00f2 delle sue scarpe di legno e corse a prenderne una.\ndi legno e corse a prenderne una. La mise vicino al camino e si disse: \"Sicuramente Babbo Natale sapr\u00e0 a cosa serve\".\nBabbo Natale sapr\u00e0 a cosa serve. Sapr\u00e0 che non ho calze\ncalze, cos\u00ec gli ho dato la scarpa.\n\nPoi si ritir\u00f2 felicemente nel suo letto e si addorment\u00f2 quasi subito dopo essersi\nsi era accoccolata al fianco della madre.\n\nIl sole aveva appena cominciato a splendere, la mattina dopo, quando Piccola si svegli\u00f2.\nCon un salto era sul pavimento e correva verso il camino.\nLa scarpa di legno giaceva dove l'aveva lasciata, ma non si poteva mai,\nmai indovinare cosa contenesse.\n\n{Illustrazione: Guarda il regalo che mi ha portato Babbo Natale}\n\nPiccola non aveva intenzione di svegliare sua madre, ma questa sorpresa era pi\u00f9\ndi quanto una bambina potesse sopportare e stare tranquilla; cos\u00ec si avvicin\u00f2 al letto danzando con la scarpa in mano e chiamando: \"Mamma, mamma!\nletto con la scarpa in mano, chiamando: \"Mamma, mamma, guarda, guarda!\nil regalo che mi ha portato Babbo Natale!\n\nSua madre alz\u00f2 la testa e guard\u00f2 nella scarpa.  Perch\u00e9, Piccola, disse\ndisse, una piccola rondine del camino che si annida nella tua scarpa? Che bravo Babbo Natale a portarti un uccellino!\nBabbo Natale a portarti un uccellino!\n\n Buon Babbo Natale, caro Babbo Natale! grid\u00f2 Piccola; e baci\u00f2 la mamma, baci\u00f2 l'uccellino e baci\u00f2 la scarpa.\nmamma e baci\u00f2 l'uccellino e baci\u00f2 la scarpa, e gett\u00f2 persino baci su per il camino, tanto era felice.\ncamino, tanto era felice.\n\nQuando l'uccellino fu tolto dalla scarpa, si accorsero che non cercava di volare, ma solo di saltellare per la stanza.\ndi volare, ma solo di saltellare per la stanza; e quando guardarono meglio, videro che una delle sue ali era un po' ferita.\nvidero che una delle sue ali era un po' ferita. Ma la madre la leg\u00f2 con cura\nla madre la leg\u00f2 con cura, in modo che non sembrasse fargli male, e lui era cos\u00ec gentile che\nche bevve l'acqua da una tazza e mangi\u00f2 anche briciole e semi dalla mano di Piccola.\nsemi dalla mano di Piccola. Era una bambina orgogliosa quando port\u00f2 il suo\nil suo regalo di Natale per mostrarlo ai bambini in giardino. Avevano avuto\ntanti regali: bambole che sapevano dire mamma, libri illustrati luminosi,\ntreni di macchinine, pianoforti giocattolo; ma nessuno dei loro giocattoli era vivo,\ncome l'uccellino di Piccola. Erano contenti quanto lei, e Rose cerc\u00f2 in giro per la casa fino a trovare un grande\nRose cerc\u00f2 in giro per la casa finch\u00e9 non trov\u00f2 una grande gabbia di vimini appartenuta a un merlo che\nmerlo che aveva un tempo. La diede a Piccola e la rondine sembr\u00f2 trovarsi a suo agio in quella gabbia.\nLa rondine sembr\u00f2 subito trovarsi a suo agio e si sedette sul trespolo\ne si sedette sul trespolo strizzando l'occhio ai bambini. Rose aveva conservato un sacchetto di caramelle\nper Piccola e quando alla fine torn\u00f2 a casa, con la gabbia e la sua cara rondine al sicuro dentro\nrondine al sicuro, sono sicura che non c'era una bambina pi\u00f9 felice\nin tutto il paese d'Italia.\n\n\n\nIL BAMBINO E IL MONDO.\n\n     Vedo un nido in un olmo verde\n     Con piccoli passeri marroni, uno, due, tre!\n     L'olmo allunga i suoi rami,\n     e il nido \u00e8 morbido e caldo all'interno.\n     Al mattino, il sole, cos\u00ec dorato e luminoso,\n     sale per riempire il mondo di luce;\n     Apre i fiori, mi sveglia,\n     e sveglia gli uccellini, uno, due, tre.\n     E sporgendomi dalla mia finestra in alto\n     guardo in alto il cielo azzurro, azzurro,\n     e poi lontano la terra cos\u00ec verde,\n     e penso che sia il pi\u00f9 bello mai visto...\n     Il mondo pi\u00f9 bello che sia mai stato visto!\n\n     Ma quando il sole \u00e8 basso, gli uccelli e i bambini dormono,\n     e gli uccelli e i bambini dormono,\n     sbircio di nuovo dalla mia finestra in alto,\n     e guardo la terra, le nuvole e il cielo.\n     La rugiada notturna arriva in piogge silenziose,\n     per rinfrescare i cuori dei fiori assetati;\n     Esce la luna, l'esile cosa,\n     una mezzaluna ancora, ma presto un anello,--\n     E porta con s\u00e9 una stella gialla;\n     Come sembra piccola, cos\u00ec lontana!\n     Ma presto, nell'azzurro splendente del cielo,\n     Mille scintillano e lampeggiano verso di te,\n     Come mille lampade nel cielo cos\u00ec blu.\n\n     E silenzio! Una leggera brezza agita l'albero,\n     e fa dondolare gli uccellini, uno, due, tre.\n     Che bella culla, quel nido morbido e caldo!\n     Che bella copertina, il petto di mamma uccello!\n     Li stringe a s\u00e9, stretti, stretti...\n     che ogni testa di piumino \u00e8 nascosta alla vista;\n     Ma da sotto le sue ali riparatrici\n     i loro occhi luminosi scintillano, le cose pi\u00f9 belle!\n     Mi sporgo dall'alto della mia finestra\n     E dico: \"Caro, bel mondo, buonanotte!\n\n      Buonanotte, cara, bella luna bambina!\n     La tua culla superer\u00e0 molto presto,\n     e allora, forse, brillerai tutta la notte,\n     una signora luna adulta! Cos\u00ec bella\n     e luminosa che tutte le stelle\n     vorranno accendere le loro lampade dalla tua.\n     Dormite dolcemente, uccellini, non temete,\n     perch\u00e9 Dio veglia sempre vicino a voi!\n     E voi, cari, amichevoli del mondo di sopra,\n     Lo stesso ci tiene nel suo amore:\n     Sia voi cos\u00ec grandi, sia io cos\u00ec piccolo,\n     sono al sicuro... Egli vede la caduta del passero...\n     Il caro Dio veglia su tutti!\n\n\n\n\nQUANDO ERO UNA BAMBINA.\n\nLA NOSTRA FRIGGITORIA.\n\n Tornate con attenzione alla vostra giovinezza e risvegliate, riscaldate e vivificate l'eterna giovinezza della vostra mente.\nl'eterna giovinezza della vostra mente. --FROEBEL.\n\n\nQuando ero piccola, io e mia sorella vivevamo in campagna. Lei era\npi\u00f9 giovane di me, e la pi\u00f9 cara e grassa sorellina che\nche tu abbia mai conosciuto. Voleva sempre fare esattamente come me, cos\u00ec che dovevo stare molto attenta e fare le cose giuste.\ndovevo stare molto attenta e fare le cose giuste, perch\u00e9 se io fossi stata cattiva\nse fossi stata cattiva, lo sarebbe stata anche lei e questo mi avrebbe reso molto triste.\ntriste.\n\nPoich\u00e9 vivevamo in campagna, non avevamo nulla per divertirci come i bambini di citt\u00e0.\nbambini di citt\u00e0. Non potevamo camminare per le strade affollate e vedere la gente\ne guardare le belle vetrine dei negozi, o sentire i rumori delle strade e vedere i trucchi delle scimmie.\ne vedere le scimmie fare trucchi; non potevamo andare a scuola di ballo, n\u00e9 a\nalle feste per bambini, n\u00e9 al circo per vedere gli animali.\n\nMa in fondo abbiamo avuto delle belle rappresentazioni.\n\nIn primavera andavamo a caccia di fiori di maggio e navigavamo nei ruscelli,\ne raccoglievamo soffici salici. Abbiamo guardato i denti di leone gialli\nuno a uno, nell'erba corta e verde, e stavamo sotto gli aceri e guardavamo la linfa\naceri e guardavamo la linfa gocciolare dai loro tronchi nei grandi secchi di legno.\nsecchi di legno, perch\u00e9 la linfa dell'acero doveva essere bollita e trasformata in zucchero e sciroppo.\ne sciroppo, e ci piaceva pensarci. In estate andavamo\na raccogliere le fragole e i mirtilli, a giocare a nascondino dietro le\ndietro i fienili gialli e alti, e cavalcavamo in cima ai carri di fieno pieni. In autunno\nautunno andavamo a fare le noccioline e schiacciavamo le foglie autunnali rosse e gialle tra le\ntra le pagine del nostro grande Dizionario di Webster; raccoglievamo mele e\ne guardavamo gli uomini al lavoro alle presse per il sidro, e i contadini mentre\ntrebbiato il grano e decorticato il mais. E d'inverno facevamo gli\nuomini di neve, e scivolavamo gi\u00f9 dalla mattina alla sera quando c'era un po' di\nneve su cui scivolare, e andavamo in slitta dietro al nostro caro vecchio cavallo Jack,\ne arrostivamo le mele nella cenere del grande fuoco all'aperto.\n\nMa una delle cose a cui tenevamo di pi\u00f9 era la nostra ranocchia e ci giocavamo per ore insieme nelle lunghe giornate estive.\ngiocare insieme per ore nelle lunghe giornate estive.\n\nForse non sapete cos'\u00e8 una ranocchia, ma sapete cos'\u00e8 una rana e quindi potete indovinare che una ranocchia \u00e8 un luogo dove vivono le rane.\ne quindi potete indovinare che una ranocchiera \u00e8 un posto dove vivono le rane.\nAll'inizio io e la mia sorellina catturavamo le rane e le tenevamo in barattoli di latta pieni d'acqua.\ndi latta riempiti d'acqua, ma quando ci abbiamo pensato abbiamo visto che le\nche le povere rane non potevano godersela, e che era crudele portarle via dalla loro casa e farle vivere\ndalle loro case e farle vivere in case di latta non arredate. Cos\u00ec\nun giorno chiesi a mio padre se ci avrebbe regalato una parte del ruscello del giardino\nper noi. Lui rise e disse: \"S\u00ec, se non lo portiamo via\".\nportarlo via.\n\nIl nostro giardino era grande come quattro o cinque isolati di citt\u00e0, e un bellissimo ruscello limpido come l'argento scorreva in mezzo a noi, girando qua e l\u00e0 e qua e l\u00e0.\nruscello limpido come l'argento scorreva attraverso di esso, girando qua e l\u00e0, e qui\ne qua e l\u00e0 si rompeva in piccole cascate tintinnanti, e scendeva dolcemente\nin pozze limpide e tranquille.\n\n\u00c8 stata una di queste pozze profonde e tranquille che abbiamo scelto per la nostra rana. Era\nera quasi nascosta su due lati da folti cespugli di ontano verde, cos\u00ec che era sempre\nsempre fresco e piacevole, anche nei giorni pi\u00f9 caldi.\n\nMio padre mise dei pezzi di rete metallica nell'acqua su ciascuno dei quattro lati della piscina.\nquattro lati della piscina e li dispose in modo che potessimo far scivolare quelli\nsulle sponde, su e gi\u00f9 a nostro piacimento. Ogni volta che ci andavamo, toglievamo sempre\nle recinzioni laterali e ci sedevamo sulle pietre lisce ai margini del ruscello per giocare.\nai bordi del ruscello e giocavamo con le rane.\n\nQui guardavamo i nostri giovani polliwog diventare rane, con una zampa alla volta che spuntava da ogni angolo del loro corpo grasso e guizzante.\nuna zampa alla volta che usciva da ogni angolo dei loro grassi corpi guizzanti. Noi\ndue grandi rane toro, entrambi splendidi cantanti di basso livello, che erano state\nche erano stati presi a sassate da ragazzini dispettosi e lasciati morti sul ciglio della strada.\nstrada. Li trovammo l\u00ec, legammo le loro zampe rotte e le loro schiene ammaccate\nschiena, e li abbiamo curati abbastanza bene in un angolo della ranicchia\nche chiamavamo ospedale. In un altro angolo c'era la nursery, e qui\nqui tenevamo tutte le rane pi\u00f9 piccole, anche se le facevamo uscire una volta al giorno per giocare con le pi\u00f9 grandi.\nuna volta al giorno per giocare con i pi\u00f9 grandi, per paura che non avrebbero mai imparato\nnulla se fossero state tenute completamente da sole. Una delle nostre grandi\nrane toro \u00e8 cresciuta cos\u00ec forte e in forma, dopo essere stata in ospedale per un po', che\nche ha saltato il pi\u00f9 alto dei recinti di filo metallico, che era\nche era un metro e mezzo pi\u00f9 alto di quanto qualsiasi rana sia mai riuscita a saltare, cos\u00ec disse il nostro uomo\ndisse, - salt\u00f2 e scapp\u00f2 via. Lo chiamavamo il Generale, perch\u00e9\nera la pi\u00f9 grande delle nostre rane e la pi\u00f9 vecchia, pensavamo. (Non aveva capelli\ncapelli grigi, ma era molto rugoso). Ci dispiaceva perdere il\nGenerale, e non riuscivamo a pensare perch\u00e9 dovesse scappare, quando gli davamo\ncose cos\u00ec buone da mangiare e cercavamo di renderlo cos\u00ec felice. Mio padre disse\nmio padre disse che forse la sua casa era in un grande stagno, a una certa distanza, dove\ndove c'erano cos\u00ec tante centinaia di rane che per loro la vita in citt\u00e0 era gay\nmentre la sua casa si trovava in un ruscello tranquillo nel nostro vecchio e silenzioso giardino.\n(Se fossi una rana, mi sembra che una casa del genere mi piacerebbe di pi\u00f9 di una grande e rumorosa vasca stagnante).\nun grande stagno rumoroso e stagnante vicino alla strada, dove sarei spaventata a morte\nspaventata a morte una mezza dozzina di volte al giorno; ma i gusti non si contano!\ngusti).\n\n{Illustrazione:  Ci \u00e8 dispiaciuto perdere il Generale. }\n\nMa cosa ne pensate? Dopo tre giorni e tre notti di assenza\nil Generale \u00e8 tornato sano e salvo! Sapevamo che era il nostro amato\nGenerale, e non di un comune sconosciuto-rana, perch\u00e9 c'era la cicatrice sulla schiena\nsulla schiena dove i ragazzi lo avevano preso a sassate. La mia sorellina pens\u00f2 che\nche forse il Generale era nato nello stagno delle ninfee, dall'altra parte del\nvillaggio, e torn\u00f2 indietro solo per vedere le ninfee dello stagno, che erano appena\nche erano appena in piena fioritura. Se cos\u00ec fosse, non posso biasimare il generale; perch\u00e9\ngigli di stagno bianchi come la neve, con i loro cuori d'oro e i fronzoli verdi intorno al\nsono le cose pi\u00f9 belle del mondo, quando fluttuano tra i loro cuscinetti lucenti sul\ntra i loro cuscinetti lucidi sulla superficie dello stagno. Li avete mai visti?\nli?\n\nTutte le nostre rane avevano un nome proprio, naturalmente, e le conoscevamo tutte\nanche se agli altri sembravano tutti uguali. C'erano Principe\nPouter, Brownie e Goldilegs; Bright-Eye, Chirp e Gray Friar;\nHop-o'-my-Thumb, Croaker, Baby Mine, Nimblefoot, Tiny Tim e molti altri.\naltri.\n\nTemevamo cos\u00ec tanto che alle nostre rane non piacesse la ranocchiaia pi\u00f9 di ogni altro posto del ruscello che\nrato di qualsiasi altro posto nel ruscello, che abbiamo dato loro tutti i piaceri che\nche ci venivano in mente. Avevano sempre un sacco di mosche grasse e succose e di cimici per la loro cena.\nper le loro cene, e dopo un po' abbiamo messo nella pozza anche dei lucciconi d'argento e dei minuscoli\nminnows nella vasca, in modo che avessero pesci con cui giocare oltre che\ncon cui giocare, oltre che con le altre rane. Sapete che non sempre vi piace giocare con gli altri bambini.\nbambini; a volte ti piacciono di pi\u00f9 i gattini, i cani e gli uccelli.\n\nPoi, di tanto in tanto, abbiamo concesso alle nostre rane delle piccole vacanze. Abbiamo legato un lungo\ndi lana morbida intorno a una delle zampe posteriori, la fissavamo a un ramoscello di un ontano\na un ramoscello di un ontano e le lasciavamo fare una lunga nuotata e\ne che facessero visita a tutti i loro amici.\n\nAvevamo una scuola di canto per loro una volta alla settimana. Era molto fastidioso,\nperch\u00e9 non amavano stare in fila, ed \u00e8 del tutto inutile cercare di insegnare\n\u00e8 del tutto inutile cercare di insegnare una lezione di canto se gli allievi non stanno in fila\no non mantengano una sorta di ordine. Avevamo l'abitudine di mettere una piccola tavola\npiscina e poi cercavamo di far sedere le rane in fila durante la lezione.\nlezione. Il Generale si comportava bene e si immedesimava nello spirito della cosa.\nspirito della cosa, tanto da essere uno splendido esempio per il capoclasse.\nclasse. Poi mettevamo Myron W. Whitney in fila, per via della sua bella voce da basso.\nper la sua bella voce da basso. Gli abbiamo dato il nome di un signore che aveva cantato nella nostra chiesa.\nche una volta aveva cantato nella nostra chiesa, e spero che se l'avesse mai saputo non gli sarebbe dispiaciuto,\nperch\u00e9 la rana gli faceva davvero onore. Myron W. Whitney si \u00e8 comportato quasi\ngenerale, ma non riuscivamo mai a farlo cantare a meno che non tenessimo la lezione prima di andare a letto.\na meno che non tenessimo la lezione poco prima di andare a letto, e allora le piccole rane erano cos\u00ec assonnate che\nassonnate che continuavano a cadere dalla scuola di canto nella piscina.\nQuesto era il loro problema: non riuscivano mai a capire la differenza tra scuola e piscina.\ndifferenza tra scuola e piscina. Mi sembra che dovessero sapere che\nche in fondo era molto piccola.\n\nVerso la fine dell'estate li avevamo addestrati cos\u00ec bene che di tanto in tanto riuscivamo a farli stare fermi tutti insieme e tutti rivolti verso di noi.\nuna volta che riuscivamo a farli stare fermi tutti insieme e tutti rivolti nella\nverso la direzione giusta mentre si sedevano su quella tavola. Era uno spettacolo bellissimo,\ne valeva qualsiasi fatica e lavoro! Ventuno rane in fila, tutte\nin abiti verdi freschi, con camicie bianche pulite e lavate ogni giorno.\nIl Generale e Myron W. Whitney avevano sempre l'aria di scoppiare di orgoglio.\ndi orgoglio e, dato che erano troppo grassi e pigri per muoversi, potevamo contare sul loro buon comportamento.\ngeneralmente contare sul loro buon comportamento.\n\nPensavamo che se solo fossimo riusciti a farli guardare gi\u00f9 nella piscina,\nche era uno specchio d'acqua cos\u00ec bello, e vedere per una volta che bella immagine\nche bella immagine, seduti cos\u00ec dritti e immobili, e tutti cos\u00ec\nben classificati in base alle dimensioni, gli sarebbe piaciuto di pi\u00f9 e l'avrebbero fatto un po' pi\u00f9 volentieri.\npi\u00f9 volentieri.\n\nPensavamo anche che le rane piccole si sarebbero vergognate, quando avrebbero guardato nel\nvetro, di vedere che mentre le rane grandi stavano ferme di loro spontanea volont\u00e0, loro dovevano essere tenute\nvolont\u00e0, LORO dovevano essere tenute ferme con bastoni biforcuti. Ma noi non potremmo\nmai scoprire che si vergognavano.\n\nCos\u00ec, quando tutto era completo, la mia sorellina lasciava andare le\nrane (perch\u00e9, come ho detto, doveva tenerle ferme mentre noi formavamo la fila) e io iniziavo la lezione.\nformazione della fila), e io iniziavo la lezione. A volte ascoltavano\nascoltavano un minuto e poi iniziavano i loro scherzi. Insistevano\ninsistevano per giocare a saltare la rana, che \u00e8 un gioco molto simpatico, ma non\nappropriato per la scuola. Il piccolo Tim saltava dai piedi della classe\ne poi saltava sulla schiena di Myron W. Whitney. Il piccolo Mine\ncercava di infilarsi tra Croaker e Goldilegs, dove non c'era spazio.\nspazio. Nimblefoot si girava sulla tavola e mi dava le spalle,\nil che era molto maleducato, visto che io ero l'insegnante. Infine, Hop-o'-my-Thumb\nHop-o'-my-Thumb si tuffava nella piscina e tutti gli altri, tranne il buon vecchio generale, lo seguivano.\nGenerale, lo seguivano e la lezione finiva. Immagino che abbiate\nsentito cantare le rane appena dopo il tramonto, quando stavate andando a letto? Alcuni\nAlcuni pensano che le grandi rane toro dicano: JUGO'RUM! JUGO'RUM! JUGO'RUM! Ma\nMa io non credo che questo sia affatto probabile, perch\u00e9 le rane non bevono mai\nsolo acqua in tutta la loro vita.\n\nPensavamo che alcune rane dicessero: KERCHUG! KERCHUG! e\nche la pi\u00f9 grande dicesse: GOTACRUMB! GOTACRUMB! GOTACRUMB!  Forse\nforse non si riesce a farlo suonare bene, ma se si ascoltano le rane si pu\u00f2\nmolto presto.\n\nPensavamo che le rane della nostra ranocchia fossero le migliori cantanti di tutto il\npaese. Dopo che nostra madre ci aveva rimboccato le coperte e ci aveva dato il bacio della buonanotte, apriva la finestra\ne ci dava il bacio della buonanotte, apriva sempre la finestra per farci sentire\nil cinguettio e il ronzio delle rane nel caro vecchio giardino.\nvecchio giardino.\n\nMentre vagavamo sognanti nella Terra di Sandman, l'ultimo suono che abbiamo sentito \u00e8 stato l'allegro coro delle nostre rane.\nl'allegro coro delle nostre piccole rane e le profonde note di basso di Myron W. Whitney e del vecchio generale.\ndi Myron W. Whitney e del vecchio generale.\n\n\n\n\nCOMPLEANNO DI FROEBEL.\n\n L'intera efficienza futura dell'uomo \u00e8 vista nel bambino come un germe. --\nFROEBEL.\n\n\nIn questo giorno, bambini, il ventuno aprile, ricordiamo sempre il nostro caro Froebel.\nFroebel, perch\u00e9 era il suo compleanno.\n\nPortiamo fiori e rampicanti da appendere alla sua foto, cantiamo le canzoni e i giochi che amava di pi\u00f9.\ne giochiamo ai giochi che amava di pi\u00f9 e ricordiamo la storia della sua vita.\nvita. Lo ringraziamo tutto il giorno, perch\u00e9 ha fatto l'asilo per noi, ha inventato le cose belle che i bambini amano fare.\nha inventato queste belle cose che i bambini amano fare, ha pensato a\na tutti i lavori e i giochi piacevoli che fanno dell'asilo un luogo cos\u00ec\nun posto cos\u00ec felice.\n\nIn questo stesso giorno, pi\u00f9 di cento anni fa, il piccolo Froebel arriv\u00f2\npadre e la madre felici. Era un piccolo bambino tedesco, come il fratello di Elsa e la sorellina di Fritz.\nfratello di Elsa e la sorellina di Fritz, e quando inizi\u00f2 a parlare le sue prime parole furono\nparole erano tedesche.\n\nMa la cara mamma non rimase a lungo con il suo piccolo Friedrich, perch\u00e9 mor\u00ec quando lui non aveva ancora un anno.\nmor\u00ec quando lui non aveva ancora un anno e lui rimase un bambino molto triste e solo.\nbambino molto triste e solo. Suo padre era un ministro impegnato, con sermoni da scrivere, malati da visitare e persone infelici da consolare.\npersone malate da visitare e persone infelici da consolare, da un capo all'altro della settimana.\nsettimana all'altra, e non aveva tempo per occuparsi del suo piccolo figlio; cos\u00ec\nFriedrich fu affidato alla domestica, che era troppo occupata per prendersi cura di lui.\nper prendersi cura di lui in modo adeguato. Spesso era cos\u00ec frettolosa da essere costretta a chiuderlo in una stanza da solo, per\nin una stanza da sola, per tenerlo lontano dai suoi pensieri, e allora era molto difficile per il bambino\nmolto faticoso per il bambino divertirsi.\n\nL'unica finestra di questa stanza si affacciava su una chiesa che gli operai stavano\ne Friedrich osservava spesso questi uomini e cercava di fare come loro.\ncome loro. Prendeva tutti i piccoli mobili e li accatastava l'uno sull'altro per fare\ne li accatastava l'uno sull'altro per fare una chiesa grande, grande, come quella di fuori;\nma le sedie e gli sgabelli non si incastravano bene l'uno con l'altro e ben presto la chiesa\npresto la chiesa gli sarebbe crollata sulla testa. Quando Froebel divent\u00f2 un uomo\nuomo, si ricord\u00f2 di questo e costru\u00ec i blocchi da costruzione per noi, in modo che potessimo\nchiese e case alte e belle tutte le volte che volevamo.\n\nLa casa di Rebel era circondata da altri edifici e si trovava vicino alla grande chiesa di cui vi ho parlato.\ngrande chiesa di cui vi ho parlato. Intorno alla casa c'erano recinzioni e siepi\ncasa, e sul retro c'erano campi in pendenza che si estendevano su un'alta collina.\nalta collina.\n\nQuando il bambino divent\u00f2 abbastanza grande da camminare, gioc\u00f2 in giardino da solo per gran parte del tempo.\nda solo, per la maggior parte del tempo; ma non gli era permesso di uscire\ne non riusc\u00ec mai a intravedere il mondo esterno. Poteva\nsolo vedere il cielo azzurro e sentire il vento fresco che soffia dalle colline.\ncolline.\n\nSuo padre non aveva tempo per lui, sua madre era morta, e credo che forse sarebbe morto lui stesso, per la tristezza e la solitudine.\nsarebbe morto lui stesso, per la tristezza e la solitudine, se non fosse stato per i suoi fratelli maggiori.\nse non fosse stato per i suoi fratelli maggiori. Di tanto in tanto, quando erano a casa,\ngiocavano e parlavano con lui, e lui li amava sempre di pi\u00f9.\ndavvero.\n\nQuando Friedrich aveva quattro anni, suo padre port\u00f2 ai bambini una\nnuova madre e per un certo periodo il bambino fu molto felice. La madre era\nall'inizio molto gentile; e ora Froebel aveva qualcuno con cui passeggiare in giardino, qualcuno con cui parlare di giorno e con cui rimboccare le coperte\ngiardino, qualcuno con cui parlare di giorno e che gli rimboccasse le coperte la sera.\nletto di notte. Ma poi, quando arriv\u00f2 un bambino per la nuova\nmadre, non c'era pi\u00f9 posto nel suo cuore per il povero Friedrich e lui era pi\u00f9 infelice che mai.\npi\u00f9 infelice che mai. Cercava di essere un bravo ragazzo, ma nessuno sembrava capirlo.\nnessuno sembrava capirlo, e spesso veniva rimproverato per cattiverie che non aveva\nnon aveva fatto, e non veniva mai lodato o amato.\n\nQuando impar\u00f2 a leggere fu mandato a scuola, anche se non con altri ragazzi, perch\u00e9 il padre pensava che fosse meglio che stesse con le ragazze.\nragazzo, perch\u00e9 il padre pensava che fosse meglio per lui stare con le ragazze. La scuola\nscuola era piacevole e tranquilla e a Friedrich piaceva molto la maestra.\nmolto il maestro. Tutte le mattine i bambini leggevano dalla Bibbia e imparavano dolci canti e inni che i piccoli\ncanti e inni che il bambino ricord\u00f2 per tutti i giorni.\n\nLa vita a casa non diventava pi\u00f9 felice, man mano che Friedrich cresceva; anzi, sembrava che\nanzi, sembrava essere sempre pi\u00f9 d'intralcio e si metteva pi\u00f9 spesso nei guai.\n\nQuando aveva dieci anni, lo zio venne a trovarli e, vedendo Friedrich cos\u00ec infelice, temeva che non sarebbe cresciuto bene se non fosse stato per lui.\nFriedrich cos\u00ec infelice e temendo che non sarebbe cresciuto come un bravo ragazzo se non si fosse preso cura di lui\nqualcuno che si prendesse cura di lui, il buon zio chiese di poter portare il\nbambino a casa con s\u00e9 per vivere.\n\nOra, finalmente, Friedrich aveva cinque anni felici!\n\nSuo zio abitava in una graziosa cittadina sulle rive di un piccolo fiume\nfiume scintillante. Tutto era piacevole in casa e Friedrich andava a scuola con quaranta ragazzi della sua et\u00e0.\nscuola con quaranta ragazzi della sua et\u00e0. Saltava e correva con loro nei\ncon loro nei campi da gioco, impar\u00f2 a fare tutti i tipi di giochi e fu felice ovunque.\novunque, a scuola, a casa, in chiesa, giocando o lavorando.\n\nTrascorsi questi cinque piacevoli anni, Froebel aveva terminato la scuola,\ne ora doveva decidere cosa fare per guadagnarsi da vivere. Aveva sempre\nsempre amato i fiori, fin dai tempi in cui giocava da solo nel giardino di suo padre.\npadre, e gli piaceva stare all'aria aperta e vedere le cose che crescevano.\ncos\u00ec decise di fare l'agrimensore, come il nostro George Washington.\nWashington, e di imparare, inoltre, a prendersi cura di alberi e foreste.\ne delle foreste.\n\nHa studiato e lavorato molto duramente su queste cose e ha acquisito una grande quantit\u00e0 di\nconoscenza di fiori, piante, alberi e rocce.\n\nAlla fine lasci\u00f2 questo lavoro e and\u00f2 all'universit\u00e0, dove studi\u00f2 a lungo e divenne molto saggio.\ne divenne molto saggio. C'erano molte cose che aveva imparato a\nsapeva misurare la terra, curare i boschi e disegnare mappe; sapeva fare progetti di case e mostrare agli uomini come costruirle.\nmappe; sapeva fare progetti di case e mostrare agli uomini come costruirle;\nSapeva tutto sulle pietre e sui minerali pregiati e sapeva ordinarli e sistemarli.\nma alla fine scopr\u00ec che non c'era nulla al mondo che gli piacesse tanto quanto l'insegnamento.\nnulla al mondo che gli piacesse tanto quanto insegnare, perch\u00e9 amava molto i bambini e gli piaceva stare con loro.\nstare con loro. Quando Froebel era ormai un uomo maturo, all'et\u00e0 di trent'anni, scoppi\u00f2 una grande guerra in Germania.\nguerra in Germania ed egli part\u00ec per combattere per il suo Paese;\ncome il nostro George Washington, vedete. Si mise in marcia con i soldati\nsoldati e combatt\u00e9 coraggiosamente per un anno; poi la guerra fin\u00ec e torn\u00f2 al suo lavoro tranquillo.\ne torn\u00f2 di nuovo al suo tranquillo lavoro.\n\nPer il resto della sua vita Froebel continu\u00f2 a insegnare a tutti i tipi di persone.\nragazzi e uomini, ragazze e donne adulte; ma non fu mai del tutto felice o soddisfatto finch\u00e9 non pens\u00f2 di insegnare ai bambini piccoli\nfelice o soddisfatto finch\u00e9 non pens\u00f2 di insegnare a bambini piccoli,\nproprio come voi.\n\nRicordava molto bene quanto fosse triste e infelice da piccolo,\nnessuno che gli volesse bene, nessuno con cui giocare e niente da fare; cos\u00ec pens\u00f2 all'asilo, dove ci sono compagni di gioco piacevoli, belli e\nall'asilo, dove ci sono piacevoli compagni di gioco, bei\nlavoro, giochi felici per tutti e insegnanti che amano i bambini.\n\nEra un uomo anziano quando pens\u00f2 all'asilo; ma non era mai troppo vecchio per giocare con i bambini.\ntroppo vecchio per giocare con i bambini, e le persone che andavano nella sua casa di campagna\ndi campagna lo vedevano, con i piccoli intorno a lui, giocare alla piccionaia, alla ruota, al contadino o ad altri giochi che lui stesso aveva creato.\npiccione, o alla ruota, o al contadino, o ad alcuni dei giochi che faceva per noi.\n\nSpesso era molto povero e ha lavorato molto duramente per tutta la vita; ma non gli importava nulla di questo, se poteva aiutare gli altri e farli guadagnare.\nnon gli importava affatto, se poteva aiutare gli altri e rendere felici i bambini.\nbambini felici. E quando, alla fine, \u00e8 arrivato il momento di morire e di tornare a Dio, che lo ha mandato da noi, era tranquillo e\na Dio, che lo aveva mandato a noi, fu tranquillo e felice durante tutta la sua malattia.\nmalattia, e quasi le ultime parole che disse furono sui fiori che amava tanto\nfiori che amava cos\u00ec tanto e su Dio che era stato cos\u00ec buono con lui.\n\nQuesto \u00e8 il motivo, piccoli, per cui ogni anno festeggiamo il compleanno di Rebel.\nperch\u00e9 vogliamo che ricordiate tutto ci\u00f2 che ha fatto per i bambini,\ne che impariate ad amarlo proprio come lui ha amato voi.\n\n Venite, viviamo con i nostri figli; cos\u00ec la loro vita ci porter\u00e0 pace e gioia; cos\u00ec inizieremo a essere e a diventare saggi.\ne gioia a noi; cos\u00ec inizieremo a essere e a diventare saggi. -- FROEBEL."},{"titolo":"Emma","autore":"Jane Austen","categoria":"Romanzo","contenuto":"CAPITOLO I\n\n\nEmma Woodhouse, bella, intelligente e ricca, con una casa confortevole e un carattere\ncasa confortevole e un'indole felice, sembrava unire alcune delle migliori benedizioni dell'esistenza\ndell'esistenza; e aveva vissuto quasi ventuno anni nel mondo con ben poco\npoco che la angosciasse o la turbasse.\n\nEra la pi\u00f9 giovane delle due figlie di un padre molto affettuoso,\npadre molto affettuoso e indulgente e, in seguito al matrimonio della sorella,\ndi sua sorella, era stata la padrona di casa fin dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0. Sua madre era\nera morta da troppo tempo perch\u00e9 lei potesse avere pi\u00f9 di un ricordo indistinto delle sue\ndelle sue carezze; e il suo posto era stato preso da un'eccellente donna\ncome istitutrice, che era stata poco meno di una madre in quanto ad affetto.\n\nDa sedici anni la signorina Taylor era nella famiglia del signor Woodhouse, pi\u00f9 come governante che come amica.\npi\u00f9 come istitutrice che come amica, molto affezionata a entrambe le figlie, ma in particolare a\ndi Emma. Tra loro c'era pi\u00f9 un'intimit\u00e0 da sorelle. Anche\nprima che la signorina Taylor cessasse di ricoprire l'incarico nominale di istitutrice,\nla mitezza del suo temperamento non le aveva permesso di imporre alcuna\ne l'ombra dell'autorit\u00e0 era ormai passata da tempo, avevano vissuto insieme come amica e\nvivevano insieme come un'amica e un'amica molto legate tra loro,\ned Emma faceva quello che le piaceva; stimava molto il giudizio della signorina Taylor, ma era guidata principalmente\nTaylor, ma guidata principalmente dal suo.\n\nI veri mali della situazione di Emma erano il potere di fare un po' troppo a modo suo e la tendenza a pensare un po' troppo a lungo.\ntroppo a modo suo e la tendenza a pensare un po' troppo bene di s\u00e9.\ndi se stessa; questi erano gli svantaggi che minacciavano la lega\ni suoi numerosi piaceri. Il pericolo, tuttavia, era al momento cos\u00ec\nnon percepito, che non si trattava affatto di disgrazie per lei.\nsventura per lei.\n\nIl dispiacere arriv\u00f2, un dispiacere dolce, ma per nulla sotto forma di una\nsgradevole consapevolezza. La signorina Taylor si era sposata. Fu la perdita della signorina Taylor\nTaylor a portare per prima il dolore. Fu il giorno del matrimonio di questa\namica amata che Emma si sedette per la prima volta a pensare con dolore a qualsiasi\ncontinuare. Il matrimonio era finito e gli sposi se n'erano andati, il padre e lei erano rimasti a cenare insieme senza\nsuo padre e lei erano rimasti a cenare insieme, senza la prospettiva di un terzo che potesse\ndi un terzo che allietasse la lunga serata. Suo padre si mise a dormire dopo\ncena, come al solito, e a lei non rimase che sedersi e pensare a ci\u00f2 che aveva perso.\naveva perso.\n\nL'evento prometteva felicit\u00e0 per la sua amica. Mr. Weston era\nWeston era un uomo dal carattere ineccepibile, dalla fortuna facile, dall'et\u00e0 adatta e dai modi piacevoli.\ne di modi piacevoli; e c'era una certa soddisfazione nel considerare con quale\ncon quale amicizia generosa e abnegata aveva sempre desiderato e promosso l'incontro.\ncon quale amicizia generosa e autodeterminata aveva sempre desiderato e promosso l'incontro; ma per lei fu una mattinata di lavoro nero. La mancanza\ndi Miss Taylor si sarebbe fatta sentire ogni ora di ogni giorno. Ricordava la sua\ngentilezza, la gentilezza e l'affetto di sedici anni, come aveva insegnato e come aveva giocato con lei.\ncome aveva insegnato e come aveva giocato con lei fin dall'et\u00e0 di cinque anni.\ncome aveva dedicato tutte le sue forze per affezionarla e divertirla in salute e come l'aveva assistita nelle\nle varie malattie dell'infanzia. Un grande debito di\ngratitudine; ma i rapporti degli ultimi sette anni,\nl'uguaglianza e la perfetta assenza di riserve che avevano presto seguito il matrimonio di\nIsabella, quando furono lasciati l'uno all'altra, fu un ricordo pi\u00f9 caro e pi\u00f9 tenero.\nricordo pi\u00f9 caro e pi\u00f9 tenero. Era stata un'amica e una compagna come poche\nintelligente, ben informata, utile, gentile, che conosceva tutte le abitudini della famiglia.\ntutti i modi della famiglia, interessata a tutte le sue preoccupazioni, e\ne particolarmente interessata a se stessa, a ogni suo piacere, a ogni suo progetto.\na cui poteva parlare di ogni pensiero che le sorgeva e che aveva per lei un affetto che non avrebbe mai potuto\nun tale affetto per lei da non poter mai trovare difetti.\n\nCome avrebbe sopportato il cambiamento? Era vero che la sua amica stava andando\nsolo a mezzo miglio da loro; ma Emma era consapevole che grande doveva essere la\ndifferenza tra una Mrs. Weston, distante solo mezzo miglio da loro, e una\nTaylor in casa; e con tutti i suoi vantaggi, naturali e domestici, era ora in grave pericolo.\ndomestici, ora rischiava di soffrire di solitudine intellettuale.\nsolitudine intellettuale. Amava molto suo padre, ma non era un compagno per lei.\nNon poteva incontrarla in una conversazione, razionale o scherzosa.\n\nIl male dell'effettiva disparit\u00e0 di et\u00e0 (e Mr. Woodhouse non si era sposato presto) era molto accresciuto dalla sua costituzione e dalle sue abitudini.\nWoodhouse non si era sposato presto) era molto accresciuto dalla sua costituzione e dalle sue abitudini;\npoich\u00e9, essendo stato un valetudinario per tutta la vita, senza attivit\u00e0 di mente o di corpo, era un uomo molto pi\u00f9 vecchio nei modi che negli anni.\nsenza attivit\u00e0 di mente o di corpo, era un uomo molto pi\u00f9 vecchio nei modi che negli anni; e anche se\namato ovunque per la cordialit\u00e0 del suo cuore e il suo amabile\ntemperamento, il suo talento non avrebbe potuto raccomandarlo in nessun momento.\n\nSua sorella, bench\u00e9 relativamente poco distante dal matrimonio, si era stabilita a Londra, a sole sedici miglia di distanza.\nLondra, a sole sedici miglia di distanza, era molto al di fuori della sua portata quotidiana.\ne molte lunghe serate di ottobre e novembre dovettero essere trascorse a Hartfield\ndi ottobre e di novembre a Hartfield, prima che il Natale portasse la successiva visita di\nIsabella, di suo marito e dei loro figlioletti, per riempire la casa,\ne le dessero di nuovo una piacevole compagnia.\n\nHighbury, il grande e popoloso villaggio, quasi una citt\u00e0,\nHartfield, nonostante il suo prato, i suoi cespugli e il suo nome, non aveva eguali.\nnome, apparteneva davvero, non le offriva alcuno svantaggio. I Woodhouse erano\ni Woodhouse erano i primi in ordine di tempo. Tutti li guardavano con ammirazione. Aveva molte\nmolti conoscenti nel posto, poich\u00e9 suo padre era universalmente civile, ma\nnessuno tra loro che potesse essere accettato al posto della signorina Taylor per\nanche solo per mezza giornata. Era un cambiamento malinconico, ed Emma non poteva che\nsospirare e desiderare cose impossibili, finch\u00e9 suo padre non si svegli\u00f2,\ne rese necessario essere allegri. Il suo spirito aveva bisogno di essere sostenuto. Era\nera un uomo nervoso, che si deprimeva facilmente; affezionato a tutte le persone a cui era abituato e che odiava lasciare.\na tutte le persone a cui era abituato, e odiava separarsene; odiava i cambiamenti di ogni genere.\nIl matrimonio, in quanto origine del cambiamento, gli era sempre sgradito; e non si era ancora riconciliato con il matrimonio.\nnon si era ancora riconciliato con lo sposarsi della propria figlia, n\u00e9 poteva\nn\u00e9 poteva mai parlare di lei se non con compassione, anche se si era trattato di una\ndi affetto, quando ora era costretto a separarsi anche dalla signorina Taylor.\nTaylor; e a causa delle sue abitudini di gentile egoismo e di non essere mai in grado di\ndi non poter mai pensare che gli altri potessero provare sentimenti diversi dai suoi, era molto\nera molto propenso a pensare che la signorina Taylor avesse fatto una cosa triste per\nper se stessa come per loro, e che sarebbe stato molto pi\u00f9 felice se avesse passato\nse avesse trascorso il resto della sua vita a Hartfield. Emma sorrise e\nchiacchierava il pi\u00f9 allegramente possibile, per distoglierlo da tali pensieri; ma\nquando arriv\u00f2 il t\u00e8, fu impossibile per lui non dire esattamente quello che aveva\ndetto a cena,\n\n Povera signorina Taylor! Vorrei che fosse di nuovo qui. Che peccato che Mr.\nMr. Weston abbia mai pensato a lei!\n\n Non posso essere d'accordo con te, pap\u00e0; sai che non posso. Il signor Weston \u00e8 un uomo cos\u00ec\nuomo di buon umore, piacevole ed eccellente, che merita assolutamente una buona moglie.\nbuona moglie; e tu non avresti voluto che la signorina Taylor vivesse con noi per\nper sempre, e sopportare tutti i miei strani umori, quando potrebbe avere una casa tutta sua?\nsua?\n\n Una casa tutta sua! Ma qual \u00e8 il vantaggio di una casa tutta sua?\nQuesta \u00e8 tre volte pi\u00f9 grande. E tu non hai mai avuto strani umori, mia cara.\ncara.\n\n Quante volte noi andremo a trovarli e loro verranno a trovarci! Noi\nci incontreremo sempre! Dobbiamo iniziare; dobbiamo andare a fare una visita di matrimonio\nnozze molto presto.\n\n Mia cara, come faccio ad andare cos\u00ec lontano? Randalls \u00e8 cos\u00ec lontano. Non potrei\na piedi la met\u00e0 di questa distanza.\n\n No, pap\u00e0, nessuno ha pensato alla tua passeggiata. Dobbiamo andare in carrozza,\nper essere sicuri.\n\n La carrozza! Ma a James non piacer\u00e0 mettere i cavalli a fare cos\u00ec poca strada.\ne dove saranno i poveri cavalli mentre noi facciamo visita?\nvisita?\n\n Devono essere messi nella stalla del signor Weston, pap\u00e0. Sai che abbiamo\nrisolto tutto questo. Ne abbiamo parlato con Mr. Weston ieri sera.\nWeston ieri sera. E per quanto riguarda James, puoi star certo che gli piacer\u00e0 sempre andare a\na Randalls, per via di sua figlia che fa la domestica l\u00ec. Dubito solo\ndubito che ci porter\u00e0 mai da qualche altra parte. \u00c8 stata una tua scelta,\npap\u00e0. Hai trovato ad Hannah quel bel posto. Nessuno pensava ad Hannah finch\u00e9 non l'hai nominata tu.\nJames ti \u00e8 molto grato!\n\n Sono molto felice di aver pensato a lei. \u00c8 stata una fortuna, perch\u00e9 non avrei\nnon avrei mai permesso che il povero James si sentisse trascurato per nessun motivo; e sono sicura che sar\u00e0 un'ottima serva.\nsono sicura che sar\u00e0 un'ottima serva: \u00e8 una ragazza civile e di bella parlantina.\ncivile e dalla bella parlantina; ho un'ottima opinione di lei. Ogni volta che la vedo, fa sempre\nogni volta che la vedo, mi fa sempre l'inchino e mi chiede come sto, in modo molto carino; e quando la\nquando l'avete portata qui a fare i lavori di cucito, ho notato che gira sempre la serratura della porta\ndella porta nel modo giusto e non la sbatte mai. Sono sicura che sar\u00e0 un'ottima\neccellente; e sar\u00e0 di grande conforto per la povera signorina Taylor\ndi avere intorno a s\u00e9 qualcuno che \u00e8 abituata a vedere. Ogni volta che James va\nJames va a trovare sua figlia, sapete, sentir\u00e0 parlare di noi. Potr\u00e0\npotr\u00e0 dirle come stiamo tutti.\n\nEmma non risparmi\u00f2 sforzi per mantenere questo felice flusso di idee e sper\u00f2, con l'aiuto del backgammon, di far passare al padre un periodo di tolleranza.\nsper\u00f2, con l'aiuto del backgammon, di far arrivare suo padre a fine serata in modo tollerabile\nsera e di non essere assalita da nessun altro rimpianto se non il suo. Il\ntavolo da backgammon; ma subito dopo entr\u00f2 un visitatore che lo rese inutile.\nun visitatore che entr\u00f2 e lo rese superfluo.\n\nIl signor Knightley, un uomo sensibile di circa sette o otto anni e trenta, non solo era\nnon solo era un amico molto vecchio e intimo della famiglia, ma era anche particolarmente\nma particolarmente legato ad essa, in quanto fratello maggiore del marito di Isabella. Viveva\na circa un miglio da Highbury, era un visitatore frequente e sempre ben accetto,\ne in questo momento pi\u00f9 gradito del solito, in quanto proveniente direttamente dalle loro\nreciproci legami a Londra. Era tornato a cena tardi, dopo\ndopo alcuni giorni di assenza, e ora si recava a Hartfield per dire che tutto andava bene a Brunswick Square.\nche tutto andava bene a Brunswick Square. Fu una circostanza felice, che anim\u00f2 Mr.\nWoodhouse per qualche tempo. Mr. Knightley aveva un modo di fare allegro, che gli faceva sempre bene.\ne le sue numerose richieste di informazioni sulla povera Isabella e i suoi figli furono soddisfatte\ne i suoi figli ricevettero risposte molto soddisfacenti. Quando tutto questo fin\u00ec, Mr.\nWoodhouse osserv\u00f2 con gratitudine: \"\u00c8 molto gentile da parte vostra, signor Knightley,\nvenire a quest'ora tarda a farci visita. Temo che dobbiate\nche abbiate fatto una passeggiata sconvolgente.\n\n Niente affatto, signore. \u00c8 una bella notte di luna e cos\u00ec mite che devo allontanarmi dal vostro grande fuoco.\nche devo allontanarmi dal vostro grande fuoco.\n\n Ma deve averla trovata molto umida e sporca. Vorrei che non\nprendere il raffreddore.\n\n Sporco, signore! Guardate le mie scarpe. Non c'\u00e8 nemmeno un granello.\n\n Beh! Questo \u00e8 abbastanza sorprendente, perch\u00e9 abbiamo avuto una grande quantit\u00e0 di pioggia\nqui. Ha piovuto molto forte per mezz'ora mentre eravamo a colazione.\ncolazione. Volevo che rimandassero il matrimonio.\n\n A proposito, non vi ho augurato di essere felici. Essendo abbastanza consapevole di quale\ngioia che dovete provare entrambi, non ho avuto fretta nel farvi le mie congratulazioni.\ncongratulazioni; ma spero che sia andato tutto bene. Come vi siete\ncome vi siete comportati? Chi ha pianto di pi\u00f9?\n\n Ah! Povera signorina Taylor!  \u00c8 una triste faccenda.\n\n Poveri Mr. e Miss Woodhouse, se non vi dispiace; ma non posso assolutamente dire\n povera Miss Taylor.  Ho una grande stima per voi e per Emma; ma quando si tratta di\nquando si tratta di dipendenza o indipendenza! In ogni caso, deve essere\ndeve essere meglio averne uno solo da accontentare che due.\n\n Soprattutto quando _uno_ di quei due \u00e8 una creatura cos\u00ec fantasiosa e fastidiosa!\ndisse Emma scherzosamente.  Questo \u00e8 ci\u00f2 che avete in testa, lo so.\nso e quello che di certo direste se mio padre non fosse qui.\n\n Credo che sia molto vero, mia cara, in effetti, disse il signor Woodhouse, con un sospiro.\nun sospiro.  Temo di essere a volte molto fantasioso e fastidioso.\n\n Mio carissimo pap\u00e0! Non pensate che io possa intendere _te_, o supporre che Mr.\nKnightley si riferisca a voi. Che idea orribile! Oh no! Intendevo solo\nme stessa. Mr. Knightley ama trovare difetti con me, sapete che in uno scherzo\nscherzo \u00e8 tutto uno scherzo. Diciamo sempre quello che ci piace l'uno all'altro.\n\nIl signor Knightley, infatti, era una delle poche persone che riusciva a vedere i difetti di Emma Woodhouse.\ndi Emma Woodhouse, e l'unico che gliene parl\u00f2 mai; e anche se questo non era particolarmente gradito a Emma stessa, sapeva che\nSebbene questo non fosse particolarmente piacevole per Emma stessa, sapeva che\nche sarebbe stato molto meno piacevole per suo padre, che non voleva che lui\nsospettare una circostanza come il fatto che non fosse ritenuta perfetta da tutti.\ntutti.\n\n Emma sa che non la adulo mai, disse Mr. Knightley, ma non intendevo fare alcuna\nriflessione su nessuno. La signorina Taylor \u00e8 stata abituata ad avere due persone\nda accontentare; ora ne avr\u00e0 una sola. \u00c8 probabile che sia lei a guadagnarci.\nun guadagno.\n\n Bene, disse Emma, disposta a lasciar perdere, volete sapere del matrimonio.\nmatrimonio; e sar\u00f2 felice di raccontarvelo, perch\u00e9 ci siamo comportati tutti in modo\nincantevole. Tutti erano puntuali, tutti erano nel loro aspetto migliore:\nnon una lacrima e quasi nessun muso lungo da vedere. Oh no, tutti sentivamo che\nche saremmo stati a solo mezzo miglio di distanza l'uno dall'altro e che eravamo sicuri di incontrarci\nogni giorno.\n\n La cara Emma sopporta bene ogni cosa, disse il padre.  Ma, Mr.\nKnightley, \u00e8 davvero molto dispiaciuta di perdere la povera signorina Taylor, e sono sicuro che le mancher\u00e0 pi\u00f9 di quanto pensi.\nsicuro che le mancher\u00e0 pi\u00f9 di quanto pensi.\n\nEmma distolse la testa, divisa tra lacrime e sorrisi.  \u00c8\nimpossibile che Emma non senta la mancanza di un tale compagno, disse Mr.\nKnightley.  Non ci piacerebbe cos\u00ec tanto, signore, se potessimo immaginarlo.\nma lei sa quanto il matrimonio sia a vantaggio della signorina Taylor; sa quanto sia accettabile per la signorina Taylor.\nvantaggio della signorina Taylor; sa quanto deve essere accettabile, all'epoca della signorina Taylor\nTaylor, essere sistemata in una casa tutta sua, e quanto sia importante per lei\nquanto sia importante per lei avere la certezza di una sistemazione confortevole, e quindi non pu\u00f2 permettersi di\ndi provare tanto dolore quanto piacere. Ogni amico della signorina Taylor\ndeve essere felice di averla sposata cos\u00ec felicemente.\n\n E avete dimenticato una cosa che mi rallegra, disse Emma, e una molto importante\nmolto importante: ho fatto io stessa l'abbinamento. L'ho fatto io,\nsapete, quattro anni fa; e il fatto che abbia avuto luogo, e che sia stato dimostrato che era\nquando molti dicevano che Mr. Weston non si sarebbe mai pi\u00f9 sposato,\npu\u00f2 confortarmi per qualsiasi cosa.\n\nMr. Knightley scosse la testa. Suo padre rispose affettuosamente: \"Ah!\nvorrei che tu non facessi congetture e pronostici, perch\u00e9\nqualsiasi cosa tu dica si avvera sempre. Ti prego di non fare pi\u00f9\nfiammiferi.\n\n Ti prometto di non farne per me, pap\u00e0, ma devo farlo per gli altri.\naltre persone. \u00c8 il pi\u00f9 grande divertimento del mondo! E dopo un tale\nsuccesso, sai! Tutti dicevano che Mr. Weston non si sarebbe mai pi\u00f9 sposato.\ndi nuovo. Oh, cielo, no! Mr. Weston, che era rimasto vedovo cos\u00ec a lungo e che sembrava\nsembrava cos\u00ec perfettamente a suo agio senza una moglie, cos\u00ec costantemente occupato\noccupata nei suoi affari in citt\u00e0 o tra i suoi amici qui, sempre\naccettabile ovunque andasse, sempre allegro, Mr. Weston non aveva bisogno di passare\nuna sola sera all'anno da solo, se non gli piaceva. Oh no! Mr.\nWeston di certo non si sarebbe mai pi\u00f9 sposato. Alcuni parlavano addirittura di una\npromessa alla moglie sul letto di morte, e altri che il figlio e lo zio non glielo avrebbero permesso.\nzio non glielo permettessero. Si disse ogni sorta di solenne sciocchezza sull'argomento, ma io non ci credetti.\nma io non ci credevo.\n\n Dal giorno in cui, circa quattro anni fa, io e la signorina Taylor lo incontrammo a Broadway Lane.\nBroadway Lane, quando, poich\u00e9 iniziava a piovere, si allontan\u00f2 con tanta galanteria e ci prest\u00f2 due ombrelli\ncon tanta galanteria e ci prest\u00f2 due ombrelli da Farmer Mitchell, mi sono decisa sull'argomento.\nFarmer Mitchell, mi sono decisa sull'argomento. Pianificai l'incontro\nda quell'ora; e quando il successo mi ha benedetto in questo caso, caro pap\u00e0.\ncaso, caro pap\u00e0, non puoi pensare che io abbandoni\ndi fare incontri.\n\n Non capisco cosa intendiate per successo, disse il signor Knightley.\n Il successo presuppone uno sforzo. Il vostro tempo \u00e8 stato speso correttamente e delicatamente\nse avete cercato negli ultimi quattro anni di realizzare questo matrimonio.\nquesto matrimonio. Un impiego degno per la mente di una giovane donna! Ma\nse, come immagino, l'aver fatto il matrimonio, come lo chiamate voi,\nsignifica solo pianificarlo, dire a se stessa un giorno ozioso: \"Penso che sarebbe una cosa molto buona\".\nPenso che sarebbe una cosa molto buona per Miss Taylor se Mr.\nWeston la sposasse, e ripeterlo a te stesso ogni tanto\nPoi, perch\u00e9 parli di successo? Dov'\u00e8 il tuo merito? Di cosa siete\ndi cui sei orgoglioso? Hai tirato a indovinare e questo \u00e8 tutto ci\u00f2 che si pu\u00f2 dire.\ndire.\n\n E non avete mai conosciuto il piacere e il trionfo di un'ipotesi fortunata? I\nti compatisco. Ti credevo pi\u00f9 intelligente perch\u00e9, credimi, un'ipotesi fortunata non \u00e8 mai\nnon \u00e8 mai solo fortuna. C'\u00e8 sempre un po' di talento. E per quanto riguarda la mia povera\nparola successo, con la quale vi accapigliate, non so se sono cos\u00ec\ncompletamente priva di qualsiasi pretesa. Avete disegnato due bei quadri;\nma credo che ce ne sia un terzo, una via di mezzo tra il nulla e il tutto.\nil tutto. Se non avessi promosso le visite di Mr. Weston qui, e non avessi dato\nincoraggiamento e non avessi appianato molte piccole questioni, forse non si sarebbe\nnon si sarebbe arrivati a nulla, dopotutto. Credo che conosciate Hartfield\nabbastanza per capirlo.\n\n Un uomo schietto e aperto come Weston e una donna razionale e non affettata come la signorina Taylor\ncome la signorina Taylor, possono essere tranquillamente lasciati a gestire i loro\nloro preoccupazioni. \u00c8 pi\u00f9 probabile che abbiate fatto del male a voi stessi, piuttosto che\nbene a loro, interferendo.\n\n Emma non pensa mai a se stessa, se pu\u00f2 fare del bene agli altri, rispose Mr.\nMr. Woodhouse, comprendendo solo in parte.  Ma, mia cara, ti prego di non\ndi non fare altri incontri; sono cose sciocche e rompono il cerchio familiare.\nfamiglia in modo grave.\n\n Solo un altro, pap\u00e0; solo per Mr. Elton. Povero Mr. Elton! Ti piace Mr.\nElton, pap\u00e0, devo cercare una moglie per lui. Non c'\u00e8 nessuno a\nHighbury che lo meriti e lui \u00e8 qui da un anno intero, e ha\ne ha sistemato la sua casa in modo cos\u00ec confortevole, che sarebbe un peccato\ne ho pensato che quando si \u00e8 unito alle loro mani oggi.\noggi, sembrava proprio che volesse che lo stesso tipo di ufficio\nstesso tipo di lavoro per lui! Penso molto bene di Mr. Elton, e questo \u00e8\nl'unico modo che ho per rendergli un servizio.\n\n Mr. Elton \u00e8 un giovane molto carino, a dire il vero, e un ottimo\ne ho una grande stima di lui. Ma se vuoi mostrargli un po' di\nse vuoi mostrargli un po' di attenzione, mia cara, chiedigli di venire a cena da noi un giorno.\nSarebbe una cosa molto migliore. Oserei dire che il signor Knightley sar\u00e0 cos\u00ec\ngentile da incontrarlo.\n\n Con molto piacere, signore, in qualsiasi momento, disse il signor Knightley,\nridendo, e sono pienamente d'accordo con voi, che sar\u00e0 una cosa molto migliore\ncosa. Invitatelo a cena, Emma, e servitegli il meglio del pesce e del pollo.\ne del pollo, ma lasciategli scegliere la propria moglie. Ci puoi scommettere che un uomo di sei o sette\nun uomo di sei o sette anni e venti sa badare a se stesso.\n\n\n\n\nCAPITOLO II\n\n\nIl signor Weston era originario di Highbury e nato da una famiglia rispettabile,\nche nelle ultime due o tre generazioni si era evoluta in\ngentilt\u00e0 e di propriet\u00e0. Aveva ricevuto una buona educazione, ma, dopo aver ottenuto una piccola\nuna piccola indipendenza, era diventato indisponibile a qualsiasi\nper le attivit\u00e0 pi\u00f9 casalinghe in cui erano impegnati i suoi fratelli,\ne aveva soddisfatto una mente attiva e allegra e un temperamento sociale entrando nella\ndella milizia della sua contea, allora in carica.\n\nIl capitano Weston era il beniamino di tutti; e quando le occasioni della sua vita militare gli fecero conoscere la signorina Churchill, di grande\nmilitare gli fece conoscere la signorina Churchill, di una grande famiglia dello Yorkshire, e la signorina Churchill si innamor\u00f2 di lui.\nYorkshire, e la signorina Churchill si innamor\u00f2 di lui, nessuno si stup\u00ec, tranne il fratello e la moglie di lei, che non l'avevano mai visto.\nnessuno si stup\u00ec, tranne il fratello e la moglie, che non lo avevano mai visto e che erano pieni di orgoglio e di\ne che erano pieni di orgoglio e di importanza, che il legame avrebbe\noffendere.\n\nMiss Churchill, tuttavia, essendo maggiorenne e avendo il pieno controllo del suo patrimonio\npatrimonio, anche se la sua fortuna non era proporzionata al patrimonio familiare, non si lasci\u00f2 dissuadere dal matrimonio.\nnon si lasci\u00f2 dissuadere dal matrimonio, che ebbe luogo, con infinita\nmortificazione dei signori Churchill, che la scacciarono con il dovuto decoro.\ncon il dovuto decoro. Era un legame inadatto e non produsse molta felicit\u00e0.\nfelicit\u00e0. Mrs. Weston avrebbe dovuto trovare di pi\u00f9, perch\u00e9 aveva un marito dal cuore caldo e dal temperamento dolce.\nmarito, il cui cuore caldo e il cui temperamento dolce gli facevano pensare che ogni cosa\nin cambio della grande bont\u00e0 di essere innamorata di lui;\nma, pur avendo un tipo di spirito, non aveva il migliore. Aveva\nrisoluzione sufficiente a perseguire la propria volont\u00e0 a dispetto del fratello, ma non abbastanza da\nnon abbastanza da astenersi da irragionevoli rimpianti per l'irragionevole rabbia di quel fratello\nrabbia irragionevole di quel fratello, n\u00e9 di sentire la mancanza dei lussi della sua casa precedente.\nVivevano al di sopra delle loro entrate, ma non era nulla in confronto a Enscombe.\ndi Enscombe: non aveva smesso di amare suo marito, ma voleva subito essere la moglie del capitano West.\nessere la moglie del capitano Weston e Miss Churchill di Enscombe.\n\nIl capitano Weston, che era stato considerato, soprattutto dai Churchill,\nun'accoppiata cos\u00ec sorprendente, si dimostr\u00f2 che aveva avuto la peggio nell'affare.\nQuando la moglie mor\u00ec, dopo tre anni di matrimonio, si ritrov\u00f2 pi\u00f9 povero di quanto non fosse all'inizio e con un figlio da mantenere.\ndopo tre anni di matrimonio, si ritrov\u00f2 pi\u00f9 povero di prima e con un figlio da mantenere.\nLe spese per il bambino, tuttavia, lo sollevarono presto. Il bambino\nIl ragazzo, con l'ulteriore attenuante di una lunga malattia della madre, era stato\nmadre, era stato il mezzo per una sorta di riconciliazione; e i coniugi Churchill, non avendo figli, si erano\nChurchill, non avendo figli propri n\u00e9 altre giovani creature di pari\ndi cui prendersi cura, si offrirono di prendere in carico il piccolo Frank subito dopo la sua morte.\ndella piccola Frank subito dopo la sua morte. Qualche scrupolo e qualche\nriluttanza da parte del padre vedovo; ma poich\u00e9 furono superati da altre considerazioni, il bambino\nma, poich\u00e9 furono superati da altre considerazioni, il bambino fu affidato alle cure e alle\nalle cure e alle ricchezze dei Churchill, e lui aveva solo il suo conforto da cercare e la sua\ne la sua situazione da migliorare come poteva.\n\nEra auspicabile un cambio di vita completo. Lasci\u00f2 la milizia e si dedic\u00f2 al\ne si dedic\u00f2 al commercio, avendo fratelli gi\u00e0 ben avviati a Londra, che gli offriva un'apertura favorevole.\nLondra, che gli offrirono un'apertura favorevole. Si trattava di un'attivit\u00e0 che\nche gli procurava un'occupazione sufficiente. Aveva ancora una piccola casa a Highbury,\nHighbury, dove trascorreva la maggior parte del tempo libero; e tra un'occupazione utile e i piaceri della societ\u00e0.\noccupazione utile e i piaceri della societ\u00e0, i successivi diciotto o venti anni della sua vita\nanni della sua vita trascorsero allegramente. A quel punto aveva\nuna competenza abbastanza facile da garantirgli l'acquisto di una piccola propriet\u00e0\npropriet\u00e0 adiacente a Highbury, che aveva sempre desiderato abbastanza per\nsposare una donna priva di porzioni come la signorina Taylor, e di vivere secondo i desideri della sua amica e\nsecondo i desideri della sua indole amichevole e socievole.\n\nEra ormai passato un po' di tempo da quando la signorina Taylor aveva cominciato a influenzare i suoi piani.\nma, non essendo l'influenza tirannica della giovinezza sulla giovinezza, non aveva scosso la sua determinazione a non stabilirsi mai prima di aver potuto\nnon aveva scosso la sua determinazione a non stabilirsi mai finch\u00e9 non fosse riuscito ad acquistare Randalls.\nacquistare Randalls, e la vendita di Randalls era attesa da tempo;\nma era andato avanti con costanza, con questi obiettivi in vista, fino a quando non li aveva realizzati.\nrealizzati. Aveva fatto fortuna, comprato la sua casa e ottenuto la moglie.\nmoglie, e stava iniziando un nuovo periodo dell'esistenza, con ogni probabilit\u00e0\ncon ogni probabilit\u00e0 di maggiore felicit\u00e0 rispetto a quelli gi\u00e0 trascorsi. Non era mai stato\nnon era mai stato un uomo infelice; il suo stesso carattere glielo aveva impedito,\nanche in occasione del primo matrimonio; ma il secondo doveva dimostrargli quanto fosse delizioso\nuna donna ben disposta e veramente amabile, e gli avrebbe dato la prova pi\u00f9 piacevole\nprova che \u00e8 molto meglio scegliere che essere scelti, che suscitare gratitudine che\nscegliere che essere scelti, suscitare gratitudine che sentirla.\n\nNella sua scelta doveva compiacere solo se stesso: la sua fortuna era sua;\nperch\u00e9 per Frank, pi\u00f9 che essere tacitamente allevato come erede di suo zio, era diventata una\nzio erede, era diventata un'adozione cos\u00ec palese da fargli assumere il nome di\nil nome di Churchill una volta raggiunta la maggiore et\u00e0. Era molto improbabile,\nquindi molto improbabile che avesse bisogno dell'assistenza del padre. Suo padre\nnon ne aveva alcuna paura. La zia era una donna capricciosa e governava completamente il marito.\nmarito; ma non era nella natura di Mr. Weston immaginare che un capriccio potesse essere cos\u00ec forte da\nimmaginare che un capriccio potesse essere abbastanza forte da colpire una persona cos\u00ec cara,\ne, come lui credeva, cos\u00ec meritatamente cara. Vedeva suo figlio ogni anno a\nLondra, ed era orgoglioso di lui; e il suo affettuoso resoconto su di lui come un ottimo\ngiovane aveva fatto s\u00ec che anche Highbury provasse una sorta di orgoglio nei suoi confronti. Era\nera considerato sufficientemente appartenente al luogo da rendere i suoi meriti e le sue prospettive una sorta di\nprospettive una sorta di interesse comune.\n\nIl signor Frank Churchill era uno dei vanti di Highbury, e la curiosit\u00e0 di vederlo\ncuriosit\u00e0 di vederlo, anche se i complimenti erano cos\u00ec poco\nche non vi era mai stato in vita sua. La sua visita al padre\nsuo padre era stato spesso menzionato, ma mai realizzato.\n\nOra, al momento del matrimonio del padre, \u00e8 stato generalmente proposto, come un'attenzione\ncome un'attenzione molto appropriata, che la visita avesse luogo. Non c'era\nuna voce dissenziente sull'argomento, sia quando Mrs. Perry bevve il t\u00e8 con Mrs.\nPerry ha bevuto il t\u00e8 con Mrs. e Miss Bates, o quando Mrs. e Miss Bates hanno ricambiato la visita.\nvisita. Era giunto il momento che Mr. Frank Churchill venisse tra loro; e la speranza si rafforz\u00f2 quando si cap\u00ec che Mr.\nla speranza si rafforz\u00f2 quando si venne a sapere che aveva scritto alla sua\nnuova madre per l'occasione. Per qualche giorno, ogni visita mattutina ad\nHighbury includeva qualche accenno alla bella lettera che Mrs. Weston aveva ricevuto.\nWeston.  Immagino che abbiate sentito parlare della bella lettera che il signor Frank\nChurchill ha scritto a Mrs. Weston? So che era una lettera molto\nbella lettera, davvero. Mr. Woodhouse me ne ha parlato. Mr. Woodhouse ha visto\ne dice di non aver mai visto una lettera cos\u00ec bella in vita sua.\nvita.\n\nSi trattava, in effetti, di una lettera molto preziosa. Mrs. Weston si era fatta, naturalmente,\nun'idea molto favorevole del giovane; e un'attenzione cos\u00ec gradita era una prova irresistibile del suo grande buon senso e della\nattenzione era una prova irresistibile del suo grande buon senso e un'aggiunta molto gradita ad ogni\nun'aggiunta molto gradita a tutte le fonti e a tutte le espressioni di congratulazioni\nche il suo matrimonio le aveva gi\u00e0 assicurato. Si sentiva una donna molto\ndonna fortunata; e aveva vissuto abbastanza a lungo per sapere quanto potesse essere\npoteva essere ritenuta fortunata, laddove l'unico rimpianto era quello di una parziale\ndi una parziale separazione da amici la cui amicizia per lei non si era mai raffreddata, e che\nche non potevano sopportare di separarsi da lei.\n\nSapeva che a volte doveva mancarle e non riusciva a pensare, senza\ndolore, che Emma perdesse un solo piacere o soffrisse un'ora di noia,\ndi Emma per la mancanza della sua compagnia: ma la cara Emma non aveva un carattere debole.\ncarattere debole; era pi\u00f9 all'altezza della sua situazione di quanto la maggior parte delle ragazze\ndi quanto lo sarebbe stata la maggior parte delle ragazze, aveva buon senso, energia e uno spirito che si sperava\nche si sperava l'avrebbero sopportata bene e felicemente attraverso le sue piccole difficolt\u00e0 e privazioni.\nprivazioni. E poi c'era un tale conforto nella facile distanza di Randalls da Hartfield.\ndi Randalls da Hartfield, cos\u00ec comoda per le passeggiate femminili\ne nella disposizione e nelle circostanze di Mr. Weston, che avrebbero reso la stagione imminente\nWeston, che non avrebbero reso la stagione imminente un ostacolo a trascorrere insieme la met\u00e0 delle\nserate della settimana insieme.\n\nLa sua situazione fu oggetto di ore di gratitudine per Mrs.\nWeston, e di momenti di rammarico; e la sua soddisfazione, pi\u00f9 che la sua soddisfazione.\npi\u00f9 che soddisfazione il suo allegro godimento, era cos\u00ec giusto e cos\u00ec evidente,\nche Emma, per quanto conoscesse bene suo padre, a volte si stupiva\ndi essere ancora in grado di compatire la povera signorina Taylor, quando la lasciavano a Randalls\na Randalls nel centro di ogni comodit\u00e0 domestica, o la vedevano andare via la sera\nsera accompagnata dal suo piacevole marito in una carrozza di sua propriet\u00e0.\nsua carrozza. Ma non se ne andava mai senza che Mr. Woodhouse emettesse un leggero sospiro,\ne dicesse: \"Ah, povera Miss Taylor! Sarebbe molto contenta di rimanere.\n\nNon c'era modo di recuperare la signorina Taylor n\u00e9 di smettere di compatirla.\nMa alcune settimane portarono un po' di sollievo al signor Woodhouse.\nI complimenti dei suoi vicini erano finiti; non era pi\u00f9 stuzzicato dall'essere\ndi un evento cos\u00ec doloroso; e la torta nuziale, che era stata per lui una grande angoscia\nera stata una grande angoscia per lui, era gi\u00e0 stata consumata. Il suo stomaco non poteva\nnon poteva sopportare nulla di ricco, e non riusciva mai a credere che gli altri fossero\ndiverse da lui. Ci\u00f2 che non era salutare per lui lo considerava come\nper lui, lo considerava inadatto a qualsiasi persona; per questo aveva cercato di dissuaderli\ndi dissuaderli dall'avere qualsiasi torta nuziale e, quando questo si rivel\u00f2 vano, cerc\u00f2 altrettanto seriamente di impedire\ncercato seriamente di evitare che qualcuno la mangiasse. Si era preso la briga di\nPerry, lo speziale, sull'argomento. Il Sig.\nPerry era un uomo intelligente e gentile, le cui visite frequenti erano uno dei conforti di Mr.\nPerry era un uomo intelligente e gentile, le cui visite frequenti erano una delle comodit\u00e0 della vita del signor Woodhouse,\nnon pot\u00e9 fare a meno di riconoscere (sebbene sembrasse piuttosto contrario alle\ndi inclinazione) che la torta nuziale poteva certamente non essere gradita a molte\ncon molte persone, forse con la maggior parte, se non fosse stata presa con moderazione. Con tale\nopinione, a conferma della sua, il signor Woodhouse sperava di influenzare\nogni visitatore della coppia appena sposata; ma la torta fu comunque mangiata;\ne i suoi nervi benevoli non ebbero pace finch\u00e9 non fu tutta finita.\n\nA Highbury girava una strana voce che tutti i piccoli Perry fossero stati visti\ncon una fetta della torta nuziale della signora Weston in mano, ma Mr.\nWoodhouse non ci avrebbe mai creduto.\n\n\n\n\nCAPITOLO III\n\n\nIl signor Woodhouse amava la societ\u00e0 a modo suo. Gli piaceva molto\namici che venivano a trovarlo; e per varie cause congiunte, per la sua lunga residenza a Hartfield, per il suo buon carattere, per la sua fortuna.\ndalla sua lunga residenza a Hartfield e dal suo buon carattere, dalla sua fortuna, dalla sua casa e da sua figlia,\ncasa e dalla figlia, poteva ottenere le visite della sua piccola cerchia.\nsua piccola cerchia, in larga misura, a suo piacimento. Non aveva molti\ncon altre famiglie al di fuori di quella cerchia; il suo orrore per le ore piccole e le grandi cene\ne delle grandi cene, lo rendeva inadatto a tutte le conoscenze\nse non quelli che gli avrebbero fatto visita alle sue condizioni. Fortunatamente per lui,\nHighbury, che comprende Randalls nella stessa parrocchia e Donwell Abbey nella parrocchia adiacente, la sede di\nparrocchia adiacente, la sede del signor Knightley, comprendeva molti\ndi questo tipo. Non di rado, grazie alla persuasione di Emma, aveva a disposizione alcune delle\ndi Emma, aveva invitato a cena alcuni tra i migliori e i pi\u00f9 scelti, ma le feste serali erano quelle che preferiva.\ne, a meno che non si ritenesse in qualche momento incapace di stare in\na meno che non si ritenesse ineguale a stare in compagnia, non c'era quasi mai una sera della settimana in cui Emma non potesse\nEmma non potesse preparare un tavolo da gioco per lui.\n\nUna stima reale e di lunga data ha portato i Weston e il signor Knightley; e\nda Mr. Elton, un giovane uomo che viveva da solo senza amarlo, il privilegio di scambiare ogni serata vuota della sua\ndi scambiare qualsiasi serata vuota della propria solitudine con le\neleganze e la mondanit\u00e0 del salotto di Mr. Woodhouse e i sorrisi della sua deliziosa figlia\ndi Mr. Woodhouse e i sorrisi della sua adorabile figlia, non correva il rischio di essere gettato via.\n\nDopo di loro arriv\u00f2 una seconda serie; tra le pi\u00f9 disponibili c'erano\nBates e la signora Goddard, tre signore quasi sempre al servizio di un invito da Hartfield.\ndi un invito da Hartfield e che venivano portate a casa cos\u00ec spesso che Mr.\na casa cos\u00ec spesso che Mr. Woodhouse pensava che non fosse un problema n\u00e9 per James n\u00e9 per i cavalli.\nJames o per i cavalli. Se si fosse trattato di una sola volta all'anno, sarebbe stato\nsarebbe stato un problema.\n\nLa signora Bates, vedova di un ex vicario di Highbury, era una signora molto anziana, che aveva quasi superato ogni cosa\nsignora molto anziana, che aveva quasi dimenticato tutto tranne il t\u00e8 e la quadriglia. Viveva con la figlia\nfiglia nubile in un ambiente molto ristretto e veniva considerata con tutto il\nrispetto che un'innocua signora anziana, in circostanze cos\u00ec\ncircostanze, pu\u00f2 suscitare. La figlia godeva di un grado di popolarit\u00e0\ndi popolarit\u00e0 per una donna n\u00e9 giovane, n\u00e9 bella, n\u00e9 ricca, n\u00e9 sposata.\nMiss Bates si trovava nella peggiore situazione del mondo per avere\nfavore del pubblico; e non aveva alcuna superiorit\u00e0 intellettuale per\nper farsi perdonare o per spaventare coloro che potevano odiarla e portarla al rispetto esteriore.\nrispetto esteriore. Non aveva mai vantato n\u00e9 bellezza n\u00e9 intelligenza. La sua\ngiovinezza era trascorsa senza distinzioni e la sua met\u00e0 della vita era stata\nvita era stata dedicata alle cure di una madre in crisi e al tentativo di far fruttare il pi\u00f9 possibile una\ndi far fruttare il pi\u00f9 possibile una piccola rendita. Eppure era una donna felice e\nuna donna che nessuno nominava senza benevolenza. Era la sua stessa universale\nvolont\u00e0 e il suo temperamento soddisfatto che facevano tali meraviglie. Amava\nogni persona, si interessava alla felicit\u00e0 di ogni persona, era\ndi tutti i meriti; si riteneva una creatura molto fortunata e\ndi una madre cos\u00ec eccellente, di tanti buoni vicini e amici e di una famiglia\nvicini e amici, e una casa che non mancava di nulla. La semplicit\u00e0 e l'allegria della sua\nsemplicit\u00e0 e l'allegria della sua natura, il suo spirito contento e riconoscente\nspirito, erano una raccomandazione per tutti e una miniera di felicit\u00e0 per lei.\nlei stessa. Era una gran chiacchierona su piccoli argomenti, cosa che si adattava esattamente\nWoodhouse, piena di comunicazioni banali e di pettegolezzi innocui.\npettegolezzi.\n\nLa signora Goddard era la direttrice di una scuola, non di un seminario, o di una\no di un istituto, o di qualsiasi cosa che professasse, con lunghe frasi di\ndi raffinato nonsense, di combinare le acquisizioni liberali con la morale\nmoralit\u00e0 elegante, su nuovi principi e nuovi sistemi, e dove giovani donne\nper un'enorme retribuzione possono essere rovinate dalla salute e dalla vanit\u00e0.\nun collegio vero, onesto e all'antica, dove una quantit\u00e0 ragionevole di\ndi risultati a un prezzo ragionevole e dove le ragazze possono essere\ndove le ragazze potessero essere mandate a stare fuori dai piedi e a farsi un'istruzione\nun po' di istruzione, senza alcun pericolo di tornare prodigiose. La scuola di Mrs.\nGoddard godeva di un'ottima reputazione, e molto meritatamente; perch\u00e9 Highbury\nHighbury era considerato un luogo particolarmente salubre: aveva un'ampia casa e un giardino\ngiardino, dava ai bambini cibo sano in abbondanza, li lasciava liberi di correre\nd'estate e d'inverno curava i loro geloni con le sue stesse mani.\nmani. Non c'\u00e8 da stupirsi che un treno di venti giovani sposi la seguisse in chiesa.\nche la seguivano per andare in chiesa. Era una donna semplice e materna,\nche aveva lavorato duramente in giovent\u00f9 e che ora pensava di avere il diritto di\ndi una visita occasionale per il t\u00e8; e dovendo in passato molto alla gentilezza di Mr.\nMr. Woodhouse, sentiva la sua particolare esigenza di lasciare il suo\nlinda sala da pranzo, tappezzata di oggetti di fantasia, ogni volta che poteva, e vincere o perdere\ndi vincere o perdere qualche sestina davanti al suo caminetto.\n\nQueste erano le signore che Emma si trovava molto spesso a poter\ne fu felice, per il bene di suo padre, di poterlo fare;\nanche se, per quanto la riguardava, non era un rimedio all'assenza di Mrs.\nassenza di Mrs. Weston. Era felice di vedere il padre a suo agio\nconfortevole, e molto soddisfatta di se stessa per aver organizzato le cose\nma i tranquilli discorsi di tre donne del genere le fecero pensare che ogni serata trascorsa in quel modo\nche ogni serata trascorsa in questo modo era davvero una delle lunghe serate che aveva\ntemuto.\n\nMentre sedeva una mattina, pregustando esattamente la conclusione della giornata attuale, le fu portato un biglietto dalla signora Goddard.\ndi oggi, arriv\u00f2 un biglietto di Mrs. Goddard, che chiedeva, nei termini pi\u00f9 rispettosi, di poter portare con s\u00e9 Miss Smith.\ndi poter portare con s\u00e9 Miss Smith; una richiesta molto gradita, perch\u00e9 Miss Smith era una ragazza di diciassette anni.\nrichiesta molto gradita, perch\u00e9 la signorina Smith era una ragazza di diciassette anni, che Emma conosceva\nEmma conosceva molto bene di vista e da tempo provava interesse per la sua bellezza.\nbellezza. L'invito fu ricambiato con grande cortesia e la serata non fu pi\u00f9 temuta dalla bella signora.\nnon era pi\u00f9 temuta dalla bella padrona della villa.\n\nHarriet Smith era la figlia naturale di qualcuno. Qualcuno l'aveva inserita\nanni addietro, alla scuola della signora Goddard, e qualcuno l'aveva recentemente\nGoddard, e qualcuno l'aveva recentemente innalzata dalla condizione di studentessa a quella di\ndi pensionata. Questo era tutto ci\u00f2 che si sapeva della sua storia.\nNon aveva amicizie visibili se non quelle acquisite a Highbury, ed era appena tornata da una lunga visita.\ne ora era appena tornata da una lunga visita in campagna ad alcune giovani\nche avevano frequentato la scuola con lei.\n\nEra una ragazza molto carina e la sua bellezza era di un tipo di bellezza\nche Emma ammirava particolarmente. Era bassa, grassottella e chiara, con un bel fiore\nocchi azzurri, capelli chiari, lineamenti regolari e uno sguardo di grande dolcezza.\ne, prima della fine della serata, Emma era soddisfatta sia dei suoi modi che della sua persona.\nEmma era soddisfatta tanto dei suoi modi quanto della sua persona, ed era decisa a\ncontinuare la conoscenza.\n\nNon fu colpita da nulla di particolarmente intelligente nella conversazione della signorina Smith.\nSmith, ma la trov\u00f2 nel complesso molto coinvolgente, non\nnon fastidiosamente timida, non restia a parlare eppure cos\u00ec lontana dall'insistere,\nmostrando una deferenza cos\u00ec appropriata e corretta, sembrando cos\u00ec piacevolmente\ngrata di essere stata ammessa a Hartfield, e cos\u00ec abilmente colpita dall'apparenza di ogni cosa\ndall'apparenza di ogni cosa in uno stile cos\u00ec superiore a quello a cui era\nche doveva avere buon senso e meritare un incoraggiamento.\nL'incoraggiamento deve essere dato. Quei teneri occhi azzurri e tutte quelle\nnaturali, non dovevano essere sprecati nella societ\u00e0 inferiore di\nHighbury e dei suoi legami. Le conoscenze che aveva gi\u00e0 fatto\nerano indegne di lei. Gli amici da cui si era appena separata, anche se\npersone molto buone, dovevano farle del male. Si trattava di una famiglia di\nMartin, che Emma conosceva bene per carattere, in quanto affittuaria di una grande fattoria di Mr.\nKnightley, e risiedevano nella parrocchia di Donwell in maniera molto\nmolto affidabili, credeva di sapere che Mr. Knightley li stimasse molto\nma dovevano essere rozzi e poco raffinati, e molto inadatti a essere gli intimi di una ragazza che voleva solo\ndi una ragazza che voleva solo un po' pi\u00f9 di conoscenza e di\neleganza per essere perfetta. Lei si sarebbe accorta di lei, l'avrebbe migliorata.\nla avrebbe migliorata, l'avrebbe allontanata dalle sue cattive frequentazioni e introdotta nella\nnella buona societ\u00e0; avrebbe formato le sue opinioni e le sue maniere. Sarebbe\nsarebbe stata un'impresa interessante e certamente molto gentile; altamente\nche si addice alla sua situazione di vita, al suo tempo libero e alle sue capacit\u00e0.\n\nEra cos\u00ec occupata ad ammirare quei morbidi occhi azzurri, a parlare e ad ascoltare e a formulare tutti questi\ne ad ascoltare, e a formulare tutti questi piani nel mezzo, che la serata vol\u00f2 via a una velocit\u00e0 inusuale.\nche la serata vol\u00f2 via a una velocit\u00e0 inusuale; e la tavola della cena, che chiudeva sempre queste feste e per la quale era abituata a sedersi e\nche chiudeva sempre queste feste e per la quale lei era abituata a sedersi e a\ne a guardare l'ora stabilita, era gi\u00e0 pronta e si spostava verso il fuoco prima che lei se ne accorgesse.\nal fuoco, prima che lei se ne accorgesse. Con un'alacrit\u00e0 che andava oltre il comune\nimpulso di uno spirito che tuttavia non era mai indifferente al merito di\ndi fare ogni cosa bene e con attenzione, con la vera buona volont\u00e0 di una mente\nmente deliziata dalle proprie idee, fece allora tutti gli onori del\ndel pasto, aiutando e consigliando il pollo tritato e le ostriche\nostriche, con un'urgenza che sapeva sarebbe stata accettabile per le\nore piccole e agli scrupoli civili dei loro ospiti.\n\nIn queste occasioni i sentimenti del povero Mr. Woodhouse erano in triste guerra.\nAmava far stendere i panni, perch\u00e9 era la moda della sua giovinezza.\nma la sua convinzione che le cene fossero molto poco salutari lo rendeva\ndi vedere qualsiasi cosa messa su di esso; e mentre la sua ospitalit\u00e0\navrebbe accolto i suoi visitatori con ogni cosa, la sua preoccupazione per la loro salute\nsalute lo rendeva dispiaciuto che mangiassero.\n\nUn'altra piccola ciotola di pappa sottile come la sua era tutto ci\u00f2 che poteva\npoteva raccomandare, con piena auto-approvazione, anche se poteva\nmentre le signore stavano comodamente sparecchiando le cose pi\u00f9\ncose pi\u00f9 belle, a dire:\n\n Signora Bates, mi permetta di proporle di avventurarsi su uno di questi ovetti. Un uovo\nun uovo bollito molto morbido non \u00e8 sgradevole. Serle capisce come bollire un uovo\nmeglio di chiunque altro. Non consiglierei un uovo bollito da nessun altro.\nma non dovete temere, sono molto piccole, vedete, una delle nostre uova piccole non vi far\u00e0 male.\ndelle nostre piccole uova non vi far\u00e0 male. Miss Bates, lasciate che Emma vi aiuti a mangiare un\nun pezzetto di crostata, un pezzetto molto piccolo. Le nostre sono tutte crostate di mele. Non dovete\nNon dovete temere le conserve non salutari qui. Non vi consiglio la\ncrema pasticcera. Signora Goddard, cosa ne dice di mezzo bicchiere di vino? A\nun mezzo bicchiere piccolo, messo in un bicchiere d'acqua? Non credo che\nnon credo che possa essere in disaccordo con voi.\n\nEmma lasciava parlare il padre, ma riforniva i suoi visitatori in uno stile molto pi\u00f9 soddisfacente.\nmolto pi\u00f9 soddisfacenti, e la sera in questione ebbe un particolare piacere\npiacere di mandarli via felici. La felicit\u00e0 della signorina Smith era\nera all'altezza delle sue intenzioni. Miss Woodhouse era un personaggio cos\u00ec importante\nHighbury che la prospettiva della presentazione aveva suscitato tanto panico quanto piacere.\npanico quanto piacere; ma l'umile e riconoscente ragazzina se ne and\u00f2 con\nsentimenti altamente gratificati, deliziata dall'affabilit\u00e0 con la quale\nMiss Woodhouse l'aveva trattata per tutta la sera e alla fine le aveva stretto la mano!\nmano con lei alla fine!\n\n\n\n\nCAPITOLO IV\n\n\nL'intimit\u00e0 di Harriet Smith a Hartfield fu presto una cosa consolidata. Veloce\nEmma non perse tempo a invitarla, incoraggiarla e dirle di venire spesso,\ne a dirle di venire molto spesso; e man mano che la loro conoscenza aumentava\naumentava, aumentava anche la loro soddisfazione reciproca. Come compagna di passeggiate\nCome compagna di passeggiate, Emma aveva previsto molto presto quanto avrebbe potuto trovarla utile.\nDa questo punto di vista la perdita della signora Weston era stata importante. Suo padre non andava mai\nsuo padre non si spingeva mai oltre il cespuglio, dove due divisioni del terreno bastavano\nper la sua lunga passeggiata, o per quella breve, a seconda dell'anno; e dal matrimonio di Mrs.\nWeston il suo esercizio era stato troppo limitato. Si era\nsi era avventurata una volta da sola a Randalls, ma non era stato piacevole; e una Harriet\nSmith, quindi, una persona che poteva chiamare in qualsiasi momento per una passeggiata,\nsarebbe stata una preziosa aggiunta ai suoi privilegi. Ma sotto ogni aspetto,\npi\u00f9 la vedeva, l'approvava e veniva confermata in tutti i suoi\ngentili progetti.\n\nHarriet non era certo intelligente, ma aveva un carattere dolce, docile, grato\ndisposizione, era totalmente priva di presunzione e desiderava solo essere\ndi essere guidata da chiunque guardasse con ammirazione. Il suo attaccamento precoce a se stessa era\nmolto amabile; e la sua inclinazione per la buona compagnia, e il suo potere di apprezzare\ndi apprezzare ci\u00f2 che era elegante e intelligente, dimostravano che non mancava di\ndi gusto, anche se non bisognava aspettarsi forza di comprensione.\nNel complesso era convinta che Harriet Smith fosse esattamente la giovane amica che voleva.\ngiovane amica che desiderava, esattamente ci\u00f2 che la sua casa richiedeva.\nUn'amica come Mrs. Weston era fuori discussione. Due amici del genere non potevano\nmai essere concesse. Non ne voleva due. Era una cosa del tutto diversa\nun tipo di cosa diversa, un sentimento distinto e indipendente. Mrs. Weston era\nMrs. Weston era oggetto di una considerazione che aveva le sue basi nella gratitudine e nella stima.\nHarriet sarebbe stata amata come una persona a cui poteva essere utile. Per Mrs.\nWeston non c'era nulla da fare; per Harriet tutto.\n\nI suoi primi tentativi di utilit\u00e0 consistettero nel tentativo di scoprire chi fossero i genitori.\ngenitori, ma Harriet non seppe dirlo. Era pronta a raccontare\nogni cosa in suo potere, ma su questo argomento le domande erano vane. Emma\nEmma era costretta a immaginare ci\u00f2 che le piaceva, ma non poteva credere che nella stessa situazione\nnella stessa situazione non avrebbe scoperto la verit\u00e0. Harriet\nnon aveva penetrazione. Si era accontentata di sentire e credere solo\nquello che la signora Goddard aveva deciso di dirle, e non aveva guardato oltre.\n\nLa signora Goddard, gli insegnanti, le ragazze e gli affari della scuola in generale, costituivano naturalmente una parte importante del\nscuola in generale, costituivano naturalmente una gran parte della conversazione.\ne, se non fosse stato per la sua conoscenza dei Martin di Abbey-Mill Farm, sarebbe stata la totalit\u00e0.\nAbbey-Mill Farm, sarebbe stata la totalit\u00e0. Ma i Martin occupavano\nMa i Martins occupavano molto i suoi pensieri; aveva trascorso due mesi molto felici con loro e ora\ndue mesi molto felici con loro, e ora amava parlare dei piaceri della sua visita e descrivere le\nle molte comodit\u00e0 e meraviglie del luogo. Emma incoraggiava la sua\nchiacchiericcio, divertita dall'immagine di un altro gruppo di esseri, e godendo di quella semplicit\u00e0 giovanile che poteva parlare\ne godendo di quella semplicit\u00e0 giovanile che poteva parlare con tanta\ncon tanta esultanza che la signora Martin aveva due salotti, anzi due salotti molto buoni.\ndue salotti, anzi, due salotti molto buoni, uno dei quali grande quanto il salotto della signora Goddard.\nGoddard; e che aveva una cameriera superiore che aveva vissuto con lei\ncinque e vent'anni con lei; e che avevano otto mucche, due delle quali\nAlderney e una piccola mucca Welch, una piccola mucca Welch molto graziosa.\nmucca Welch, una piccola mucca Welch molto carina; e che la signora Martin disse che, dato che le piaceva tanto, doveva essere chiamata\nche avrebbe dovuto essere chiamata \"la sua mucca\"; e che avevano una bellissima\ncasa estiva nel loro giardino, dove un giorno dell'anno prossimo avrebbero bevuto il t\u00e8.\nuna casa estiva molto bella, abbastanza grande da contenere una dozzina di persone.\npersone.\n\nPer un po' di tempo si divert\u00ec, senza pensare al di l\u00e0 della causa immediata.\nma, man mano che capiva meglio la famiglia, sorgevano altri sentimenti.\naltri sentimenti. Si era fatta un'idea sbagliata, pensando che si trattasse di madre e figlia, figlio e moglie, che vivevano tutti insieme.\nfiglia, un figlio e la moglie del figlio, che vivevano tutti insieme; ma quando si scopr\u00ec che il signor Martin, che\nquando si scopr\u00ec che il signor Martin, che aveva una parte nella narrazione, e che era sempre citato con\nsempre menzionato con approvazione per la sua grande bont\u00e0 d'animo nel fare\ndi fare qualcosa o altro, era un uomo solo; che non c'era nessuna giovane Mrs.\nMartin, nessuna moglie; sospettava un pericolo per il suo povero piccolo amico da tutta questa ospitalit\u00e0 e gentilezza.\namica da tutta questa ospitalit\u00e0 e gentilezza e che, se non ci si fosse presi cura di lei, avrebbe potuto\nse non ci si fosse presi cura di lei, sarebbe stata costretta a sprofondare per sempre.\n\nCon questa idea stimolante, le sue domande aumentarono di numero e di significato.\nsignificato; e in particolare indusse Harriet a parlare di pi\u00f9 del signor Martin,\ne non c'era evidentemente alcuna antipatia. Harriet era molto pronta a\nHarriet era molto pronta a parlare della parte che lui aveva avuto nelle loro passeggiate al chiaro di luna e nei giochi serali.\ngiochi serali; e si sofferm\u00f2 molto sul fatto che fosse cos\u00ec\nbuonumore e gentilezza. Un giorno aveva fatto un giro di tre miglia per\nper portarle delle noci, perch\u00e9 lei aveva detto di esserne ghiotta.\ne in ogni altra cosa era molto cortese. Fece entrare il figlio del\nfiglio del pastore in salotto una sera per cantare per lei.\nA lei piaceva molto cantare. Anche lui sapeva cantare un po'. Lei\ncredeva che fosse molto intelligente e che capisse tutto. Aveva un gregge molto\ne, mentre lei era con loro, gli era stato offerto di pi\u00f9 per la sua\nlana di chiunque altro nel paese. Credeva che tutti parlassero bene di lui.\ndi lui. Sua madre e le sue sorelle gli erano molto affezionate. La signora Martin le aveva\nMartin le aveva detto un giorno (e arross\u00ec mentre lo diceva) che era impossibile\nche era impossibile per chiunque essere un figlio migliore, e quindi era sicura che,\nche, se si fosse sposato, sarebbe stato un buon marito. Non che lei\nvoleva che si sposasse. Non aveva affatto fretta.\n\n Ben fatto, signora Martin! pens\u00f2 Emma.  Lei sa di cosa si tratta.\n\n E quando se ne and\u00f2, la signora Martin fu cos\u00ec gentile da inviare alla signora Goddard una bellissima oca.\nGoddard un'oca bellissima, la pi\u00f9 bella oca che la signora Goddard avesse mai\nvista. La signora Goddard l'aveva vestita di domenica e aveva chiesto a tutte e tre le insegnanti, la signorina Nash, la signorina Prince e la signorina Martin.\ninsegnanti, Miss Nash, Miss Prince e Miss Richardson, di cenare con lei.\ncon lei.\n\n Il signor Martin, suppongo, non \u00e8 un uomo di informazioni al di l\u00e0 della linea di\nsuoi affari? Non legge?\n\n Oh s\u00ec! Cio\u00e8, no, non lo so, ma credo che abbia letto molto, ma non quello che si potrebbe pensare.\nma non di quello che si pensa. Legge i\nRapporti sull'agricoltura e altri libri che giacciono su uno dei sedili del\nsedili del finestrino, ma li legge tutti per s\u00e9. Ma a volte, la sera\nsera, prima di andare a giocare a carte, leggeva ad alta voce qualcosa dagli\nEstratti eleganti, molto divertente. E so che ha letto il\nVicario di Wakefield. Non ha mai letto il Romanzo della foresta, n\u00e9 I figli dell'abbazia.\nBambini dell'Abbazia. Non aveva mai sentito parlare di questi libri prima che io\nma \u00e8 deciso a procurarseli il prima possibile.\npossibile.\n\nLa domanda successiva \u00e8 stata\n\n Che tipo di uomo \u00e8 il signor Martin?\n\n Non \u00e8 bello, non \u00e8 affatto bello. Lo ritenevo molto semplice all'inizio\nall'inizio, ma ora non lo penso pi\u00f9 cos\u00ec semplice. Non \u00e8 cos\u00ec, sai,\ndopo un po' di tempo. Ma non l'avete mai visto? Ogni tanto viene ad Highbury\ndi tanto in tanto, ed \u00e8 sicuro di passare ogni settimana per andare a Kingston.\nKingston. Ti ha incrociato molto spesso.\n\n Pu\u00f2 darsi che sia cos\u00ec e che io l'abbia visto cinquanta volte, ma senza avere\nidea del suo nome. Un giovane contadino, a cavallo o a piedi,\n\u00e8 l'ultimo tipo di persona che suscita la mia curiosit\u00e0. I contadini sono\nsono proprio l'ordine di persone con cui sento di non poter avere nulla a\navere nulla a che fare. Un grado o due in meno, e un aspetto rispettabile, potrebbero interessarmi.\nPotrei sperare di essere utile alle loro famiglie in un modo o nell'altro.\nMa un contadino non ha bisogno del mio aiuto e quindi, in un certo senso,\nal di sopra della mia attenzione come in ogni altro senso \u00e8 al di sotto di essa.\n\n Per essere sicuri. Oh s\u00ec! Non \u00e8 probabile che l'abbiate mai osservato\nma lui vi conosce molto bene, intendo dire di vista.\n\n Non ho dubbi che sia un giovane molto rispettabile. So,\nche lo \u00e8 e, come tale, gli auguro ogni bene. Quale pensate che sia\nla sua et\u00e0?\n\n Lui ha compiuto quattro anni e venti l'8 giugno scorso, mentre il mio compleanno \u00e8 il 23.\n23, con due settimane e un giorno di differenza, il che \u00e8 molto strano.\n\n Solo quattro e vent'anni. \u00c8 troppo giovane per stabilirsi. Sua madre ha\nperfettamente ragione a non avere fretta. Sembrano molto a loro agio cos\u00ec\ne se si prendesse la briga di sposarlo, probabilmente se ne pentirebbe.\nprobabilmente se ne pentirebbe. Tra sei anni, se riuscisse a incontrare una giovane donna di buon\ndi giovane donna dello stesso rango della sua, con un po' di denaro, potrebbe essere\npotrebbe essere molto desiderabile.\n\n Tra sei anni! Cara Miss Woodhouse, avrebbe trent'anni!\n\n Beh, e questo \u00e8 il momento in cui la maggior parte degli uomini pu\u00f2 permettersi di sposarsi, che non sono nati per l'indipendenza.\nnon sono nati per l'indipendenza. Mr. Martin, immagino, ha la sua fortuna\ninteramente da realizzare non pu\u00f2 essere in anticipo sul mondo. Qualunque sia\ndenaro che potrebbe avere alla morte di suo padre, qualunque sia la sua quota di\npropriet\u00e0 di famiglia, \u00e8, oserei dire, tutto a galla, tutto impiegato nelle sue\ne cos\u00ec via; e anche se, con la diligenza e la fortuna, pu\u00f2 diventare ricco col tempo, non \u00e8\nricco con il tempo, \u00e8 quasi impossibile che abbia gi\u00e0 realizzato\nnulla ancora.\n\n Certo, \u00e8 cos\u00ec. Ma vivono molto comodamente. Non hanno\nuomo in casa, altrimenti non hanno bisogno di nulla; e la signora Martin parla di\ndi prendere un ragazzo un altro anno.\n\n Vorrei che non ti mettessi nei guai, Harriet, quando si sposer\u00e0.\nVoglio dire, per quanto riguarda la conoscenza di sua moglie, perch\u00e9 anche se le sue\nsorelle, grazie a un'educazione superiore, non si pu\u00f2 obiettare del tutto\nnon ne consegue che possa sposare qualsiasi persona che sia adatta a te.\nda notare. La sfortuna della vostra nascita dovrebbe farvi stare particolarmente\nparticolarmente attenti alle vostre frequentazioni. Non c'\u00e8 dubbio che tu sia la figlia di un\nfiglia di un gentiluomo, e devi sostenere la tua pretesa a tale posizione\ncon tutto ci\u00f2 che \u00e8 in suo potere, altrimenti ci saranno molte persone\nche si divertiranno a degradarti.\n\n S\u00ec, certo, suppongo che ci siano. Ma mentre sono in visita a Hartfield,\ne voi siete cos\u00ec gentile con me, Miss Woodhouse, non ho paura di quello che pu\u00f2 fare chiunque.\nqualcuno possa fare.\n\n Capisci bene la forza dell'influenza, Harriet; ma io vorrei che tu ti stabilissi nella buona societ\u00e0.\nma vorrei che ti affermassi cos\u00ec saldamente nella buona societ\u00e0, da essere\nindipendente anche da Hartfield e Miss Woodhouse. Voglio vederti\npermanentemente ben collegata, e a questo scopo sar\u00e0 consigliabile\ndi avere il minor numero possibile di conoscenze strane; e, pertanto, vi dico che se\nse dovesse essere ancora in questo Paese quando il signor Martin si sposer\u00e0, vorrei che non fosse\nche non siate attratti dalla vostra intimit\u00e0 con le sorelle, per conoscere la moglie, che probabilmente sar\u00e0\ncon la moglie, che probabilmente sar\u00e0 la figlia di un semplice contadino,\nsenza istruzione.\n\n Per essere sicuri. S\u00ec. Non che io creda che il signor Martin sposerebbe mai una persona. Non che io pensi che il signor Martin sposerebbe mai qualcuno\nche non avesse avuto una certa istruzione e fosse stato educato molto bene. Tuttavia,\nnon intendo contrapporre la mia opinione alla vostra e sono certa che non desiderer\u00f2\nsono certa che non desiderer\u00f2 conoscere sua moglie. Avr\u00f2 sempre una grande\ndelle signorine Martin, in particolare di Elizabeth, e mi dispiacerebbe molto\nMi dispiacerebbe molto rinunciare a loro, perch\u00e9 sono istruite quanto me. Ma\nMa se sposa una donna molto ignorante e volgare, di certo \u00e8 meglio che io non\nse posso evitarlo.\n\nEmma la osserv\u00f2 durante le fluttuazioni di questo discorso e non vide nessun\nsintomi allarmanti dell'amore. Il giovane era stato il primo ammiratore,\nma confidava che non ci fosse un'altra presa e che non ci sarebbero state serie difficolt\u00e0\ndifficolt\u00e0 serie, da parte di Harriet, a opporsi a qualsiasi accordo amichevole\naccordo amichevole da parte di Harriet.\n\nIncontrarono il signor Martin il giorno dopo, mentre camminavano sulla strada di Donwell.\nDonwell. Lui era a piedi e, dopo averla guardata con molto rispetto\nlei, guard\u00f2 il suo compagno con la pi\u00f9 sincera soddisfazione. Emma non era\nEmma non era dispiaciuta di avere una tale opportunit\u00e0 di indagine; e camminando qualche\ne camminando per qualche metro in avanti, mentre i due parlavano insieme, il suo occhio svelto\nsufficientemente il signor Robert Martin. Il suo aspetto era molto\ne aveva l'aspetto di un giovane sensibile, ma la sua persona non aveva altri vantaggi.\naltri vantaggi; e quando fu messo a confronto con dei gentiluomini, lei pens\u00f2 che\ndi signori, pens\u00f2 che avrebbe perso tutto il terreno guadagnato nella\ninclinazione di Harriet. Harriet non era insensibile ai modi di fare; aveva volontariamente notato\nvolontariamente la gentilezza del padre con ammirazione e meraviglia. Mr.\nMartin sembrava non sapere cosa fossero i modi.\n\nRimasero insieme solo pochi minuti, perch\u00e9 Miss Woodhouse non doveva essere fatta aspettare.\nHarriet corse da lei con il volto sorridente e in un'atmosfera di entusiasmo che Miss Woodhouse sperava di poter presto\ne con un'agitazione che Miss Woodhouse sperava di ricomporre molto presto.\ncomporre.\n\n Pensate che ci \u00e8 capitato di incontrarlo! Che strano! \u00c8 stato un caso\ncaso, disse, che non fosse passato da Randalls. Non pensava che\nnon pensava che avessimo mai percorso questa strada. Pensava che andassimo verso Randalls\nquasi tutti i giorni. Non \u00e8 ancora riuscito a trovare il Romanzo della Foresta.\nEra cos\u00ec occupato l'ultima volta che \u00e8 stato a Kingston che l'ha dimenticato.\nma ci torner\u00e0 domani. \u00c8 cos\u00ec strano che ci incontriamo per caso!\nEbbene, Miss Woodhouse, \u00e8 come ve lo aspettavate? Cosa ne pensate\ndi lui? Lo trovate cos\u00ec semplice?\n\n \u00c8 molto semplice, indubbiamente molto semplice, ma questo \u00e8 niente\nrispetto alla sua totale mancanza di gentilezza. Non avevo il diritto di aspettarmi\nmolto, e non mi aspettavo molto; ma non immaginavo che potesse essere cos\u00ec\nclownesco, cos\u00ec totalmente privo di aria. Lo avevo immaginato, lo confesso, un grado o due pi\u00f9 vicino alla\ngrado o due pi\u00f9 vicino alla gentilezza.\n\n A dire il vero, disse Harriet, con voce mortificata, non \u00e8 cos\u00ec signorile\ncome i veri gentiluomini.\n\n Credo, Harriet, che da quando ci hai conosciuto tu sia stata pi\u00f9 volte\npi\u00f9 volte in compagnia di alcuni gentiluomini cos\u00ec reali, che tu stessa devi essere colpita\nche tu stessa devi essere colpita dalla differenza nel signor Martin. Hartfield.\nHartfield, avete avuto ottimi esemplari di uomini ben istruiti e ben allevati.\nuomini ben educati. Sarei sorpreso se, dopo averli visti, poteste stare di nuovo in compagnia di Mr.\nMartin senza percepire che si tratta di una creatura molto\nuna creatura inferiore e che vi meravigliate di averlo mai\nper averlo mai ritenuto gradevole prima. Non iniziate a sentirlo ora?\nNon sei rimasta colpita? Sono certa che sarete stati colpiti dal suo sguardo impacciato\nsguardo goffo e dai modi bruschi, e dalla rozzezza di una voce che ho sentito essere\ncompletamente immodulata mentre mi trovavo qui.\n\n Certamente non \u00e8 come il signor Knightley. Non ha un'aria e un modo di camminare\ne il modo di camminare di Mr. Knightley. Vedo la differenza abbastanza chiaramente.\nMa Mr. Knightley \u00e8 un uomo cos\u00ec raffinato!\n\n L'aria di Mr. Knightley \u00e8 cos\u00ec straordinariamente buona che non \u00e8 giusto paragonare Mr.\nparagonare il signor Martin a lui. Non se ne vede uno su cento con\ncon la scritta _gentleman_ cos\u00ec chiara come nel signor Knightley. Ma non \u00e8 l'unico\nunico gentiluomo a cui siete stati abituati ultimamente. Cosa ne dite di Mr. Weston\ne Mr. Elton? Confrontate Mr. Martin con uno di loro. Confrontate il loro\nmodo di comportarsi, di camminare, di parlare, di tacere.\nsilenzio. Dovete vedere la differenza.\n\n Oh s\u00ec, c'\u00e8 una grande differenza. Ma Mr. Weston \u00e8 quasi un vecchio\nuomo. Mr. Weston deve avere tra i quaranta e i cinquanta anni.\n\n Il che rende le sue buone maniere ancora pi\u00f9 preziose. Pi\u00f9 una persona invecchia\nHarriet, quanto pi\u00f9 \u00e8 importante che le sue maniere non siano\npi\u00f9 \u00e8 importante che le sue maniere non siano cattive; pi\u00f9 diventa evidente e disgustoso il rumore, la rozzezza o la goffaggine.\ngoffaggine diventa pi\u00f9 evidente e disgustosa. Ci\u00f2 che \u00e8 passabile in giovent\u00f9 \u00e8 detestabile in et\u00e0\net\u00e0. Il signor Martin \u00e8 ora goffo e brusco; cosa sar\u00e0 all'et\u00e0 del signor Weston?\nWeston?\n\n Non c'\u00e8 niente da dire, infatti, rispose Harriet in modo piuttosto solenne.\n\n Ma si pu\u00f2 indovinare abbastanza bene. Sar\u00e0 un contadino del tutto grossolano,\nvolgare, totalmente disattento alle apparenze e che non pensa ad altro che ai profitti e alle perdite.\na nient'altro che al profitto e alle perdite.\n\n Lo far\u00e0 davvero? Sarebbe molto grave.\n\n Quanto i suoi affari lo impegnino gi\u00e0 \u00e8 evidente dalla\ndalla circostanza che si \u00e8 dimenticato di chiedere il libro che gli avete raccomandato.\nEra troppo preso dal mercato per pensare a qualsiasi altra cosa.\nche \u00e8 proprio come dovrebbe essere, per un uomo fiorente. Che cosa ha a che fare\nche cosa ha a che fare con i libri? E non ho dubbi che prosperer\u00e0, e sar\u00e0 un uomo molto\nricco nel tempo e il suo essere analfabeta e rozzo non ci deve disturbare.\nnoi.\n\n Mi meraviglio che non si sia ricordato del libro\" fu la risposta di Harriet, pronunciata con un certo grado di grave disappunto\ne pronunciata con un grado di grave disappunto che Emma pensava potesse essere\ntranquillamente lasciato a se stesso. Perci\u00f2 non disse altro per qualche tempo. Il suo\nsuccessivo inizio fu,\n\n Sotto un aspetto, forse, i modi di Mr. Elton sono superiori a quelli di Mr.\nKnightley o di Mr. Weston. Sono pi\u00f9 gentili. Potrebbero essere\npi\u00f9 tranquillamente essere presi a modello. C'\u00e8 un'apertura, una rapidit\u00e0,\nquasi una schiettezza in Mr. Weston, che piace a tutti,\nperch\u00e9 c'\u00e8 tanto buonumore, ma che non andrebbe copiato.\nessere copiato. N\u00e9 lo farebbe il signor Knightley, con il suo modo di fare deciso, deciso e\ndi Mr. Knightley, anche se gli si addice molto bene; la sua figura, il suo aspetto,\ne l'aspetto, e la situazione nella vita sembrano permetterlo; ma se un giovane si mettesse in testa di copiarlo\nse qualche giovane si mettesse a copiarlo, non sarebbe sopportabile. Al contrario, credo che\ncredo che a un giovane si possa consigliare tranquillamente di prendere Mr. Elton come\ncome modello. Mr. Elton \u00e8 di buon umore, allegro, servizievole e gentile. Mi sembra\nMi sembra che ultimamente sia diventato particolarmente gentile. Non so\nnon so se abbia in mente di ingraziarsi qualcuna di noi,\nHarriet, con un'ulteriore morbidezza, ma mi sembra che i suoi modi siano\npi\u00f9 morbidi di un tempo. Se ha intenzione di fare qualcosa, deve essere per\ncompiacerti. Non ti ho detto cosa ha detto di te l'altro giorno?\n\nPoi ripet\u00e9 alcune calorose lodi personali che aveva tratto da Mr.\nMr. Elton, e che ora rendeva pienamente giustizia; Harriet arross\u00ec e sorrise,\ne disse che aveva sempre ritenuto Mr. Elton molto piacevole.\n\nMr. Elton era proprio la persona su cui Emma aveva puntato per scacciare il giovane agricoltore dalla testa di Harriet.\ncontadino dalla testa di Harriet. Pensava che sarebbe stato un ottimo\ne troppo palesemente desiderabile, naturale e probabile, perch\u00e9 lei\nper avere un grande merito nel pianificarlo. Temeva che fosse quello che tutti\ntutti gli altri dovevano pensare e prevedere. Non era probabile, tuttavia, che qualcuno\nnessuno l'avrebbe eguagliata nella data di realizzazione del piano, visto che le era\nera entrato nella sua mente durante la prima sera dell'arrivo di Harriet a\nHartfield. Pi\u00f9 a lungo ci pensava, pi\u00f9 si rendeva conto della sua convenienza.\ndella sua convenienza. La situazione di Mr. Elton era la pi\u00f9 adatta, proprio il gentiluomo\ngentiluomo e senza legami di basso livello; allo stesso tempo, non apparteneva a nessuna famiglia che potesse\nfamiglia che avrebbe potuto obiettare alla dubbia nascita di Harriet.\nAveva una casa confortevole per lei ed Emma immaginava una rendita molto sufficiente.\nreddito; infatti, sebbene il vicariato di Highbury non fosse grande, si sapeva che lui aveva\ndi Highbury non era grande, ma si sapeva che aveva delle propriet\u00e0 indipendenti.\ncome un giovane di buon umore, di buone intenzioni, rispettabile, senza alcuna\ndi comprensione utile o di conoscenza del mondo.\n\nSi era gi\u00e0 accertata che lui pensasse che Harriet fosse una bella ragazza.\nragazza, e confidava che, con incontri cos\u00ec frequenti a Hartfield, fosse una base sufficiente per lui.\ndi Harriet, che poteva avere pochi dubbi sul fatto che l'idea di essere preferita da lui\ndubbio che l'idea di essere preferita da lui avrebbe avuto tutto il peso e l'efficacia abituali.\npeso e di efficacia. E lui era davvero un giovane molto piacevole, un giovane\ngiovane che poteva piacere a qualsiasi donna non esigente. Era considerato\nmolto bello; la sua persona era molto ammirata in generale, anche se non da lei,\nc'era una mancanza di eleganza nei lineamenti di cui lei non poteva fare a meno.\nma la ragazza che poteva essere gratificata da un Robert Martin che cavalcava\nRobert Martin in giro per la campagna a prendere le noci per lei, poteva benissimo essere conquistata\ndall'ammirazione di Mr. Elton.\n\n\n\n\nCAPITOLO V\n\n\n Non so quale sia la vostra opinione, Mrs. Weston, disse Mr.\nKnightley, di questa grande intimit\u00e0 tra Emma e Harriet Smith, ma\nio la ritengo una cosa negativa.\n\n Una cosa brutta! Pensi davvero che sia una cosa negativa? Perch\u00e9?\n\n Credo che nessuno dei due far\u00e0 del bene all'altro.\n\n Mi sorprendi! Emma deve fare del bene a Harriet, e fornendole un nuovo oggetto di interesse\nun nuovo oggetto di interesse, si pu\u00f2 dire che Harriet faccia del bene a Emma. Ho\nho visto la loro intimit\u00e0 con il massimo piacere. Come ci sentiamo\ndiversamente ci sentiamo! Non credo che si faranno del bene a vicenda! Questo\nsar\u00e0 certamente l'inizio di uno dei nostri litigi su Emma, Mr.\nKnightley.\n\n Forse pensate che io sia venuto apposta per litigare con voi, sapendo che Weston \u00e8 fuori e che dovete ancora combattere la vostra battaglia.\nWeston \u00e8 fuori e che dovete ancora combattere la vostra battaglia.\n\n Mr. Weston mi sosterrebbe senza dubbio, se fosse qui, perch\u00e9 la pensa esattamente come me sull'argomento.\nla pensa esattamente come me sull'argomento. Ne parlavamo solo ieri\nieri, e concordavamo su quanto fosse fortunato per Emma che ci fosse\nche ci fosse una ragazza del genere a Highbury da frequentare. Mr.\nKnightley, non vi permetter\u00f2 di essere un giudice imparziale in questo caso. Voi\nsiete talmente abituato a vivere da solo, che non conoscete il valore di una\ne, forse, nessun uomo pu\u00f2 essere un buon giudice del conforto che una donna\ndonna si sente in compagnia di uno del suo stesso sesso, dopo essere stata abituata a\nabituata per tutta la vita. Posso immaginare la vostra obiezione a Harriet Smith. Non \u00e8\nnon \u00e8 la giovane donna superiore che l'amica di Emma dovrebbe essere. Ma d'altra parte\nd'altra parte, visto che Emma vuole vederla meglio informata, sar\u00e0 un\nun incentivo per lei a leggere di pi\u00f9. Leggeranno insieme. Lei\nLo pensa davvero, lo so.\n\n Emma ha deciso di leggere di pi\u00f9 da quando aveva dodici anni.\nanni. Ho visto moltissimi elenchi che ha stilato in vari momenti\ndi libri che intendeva leggere regolarmente e si trattava di liste molto belle\nErano molto ben scelti e ordinati, a volte in ordine\nin ordine alfabetico e a volte secondo qualche altra regola. La lista che stil\u00f2\nquando aveva solo quattordici anni, ricordo di aver pensato che facesse cos\u00ec tanto onore al suo giudizio\nche l'ho conservata per un po' di tempo; e oserei dire che potrebbe aver fatto una\nuna lista molto buona. Ma ho smesso di aspettarmi da Emma qualsiasi corso di\nlettura costante da Emma. Non si sottoporr\u00e0 mai a nulla che richieda\npazienza e la sottomissione dell'immaginazione alla comprensione.\ncomprensione. Dove la signorina Taylor non \u00e8 riuscita a stimolare, posso tranquillamente affermare che\naffermare che Harriet Smith non far\u00e0 nulla. Non siete mai riusciti a convincerla\na leggere la met\u00e0 di quanto desiderava. Sapete di non poterlo fare.\n\n Oserei dire, rispose Mrs. Weston, sorridendo, che lo pensavo anche io\n_allora_; ma da quando ci siamo lasciate, non ricordo mai che Emma abbia omesso di\ndi fare una cosa che ho desiderato.\n\n Non si pu\u00f2 certo desiderare di rinfrescare un ricordo come quello, disse Mr.\nMr. Knightley, con sentimento; e per un momento o due lo aveva fatto.  Ma io,\nsubito dopo aggiunse, che non ho subito un simile fascino sui miei sensi, devo ancora vedere, sentire e ricordare.\nvedere, sentire e ricordare. Emma \u00e8 viziata dal fatto di essere la pi\u00f9 intelligente\ndella sua famiglia. A dieci anni ha avuto la sfortuna di poter rispondere a domande che\nrispondere a domande che lasciavano perplessa sua sorella a diciassette anni. Era sempre\nsempre veloce e sicura: Isabella lenta e diffidente. E da quando\ndodici anni, Emma \u00e8 stata la padrona di casa e di tutti voi. Con\nmadre ha perso l'unica persona in grado di affrontarla. Ha ereditato\ntalento della madre e deve essere stata sottomessa a lei.\n\n Mi sarebbe dispiaciuto, Mr. Knightley, dover dipendere dalla vostra\nraccomandazione, se avessi lasciato la famiglia di Mr. Woodhouse e avessi voluto un'altra\nsituazione; non credo che avreste detto una buona parola per me a\nnessuno. Sono sicuro che mi avete sempre ritenuto inadatto alla carica che ricoprivo.\n\n S\u00ec, disse sorridendo.  Siete pi\u00f9 adatta a una moglie, ma non a un'istitutrice.\nmoglie, ma non per una governante. Ma vi stavate preparando\nper essere una moglie eccellente per tutto il tempo che sei stata a Hartfield. Non \u00e8 detto che\nnon dare a Emma un'educazione cos\u00ec completa come i vostri poteri sembrerebbero promettere.\npromettere; ma stavate ricevendo un'ottima educazione da _lei_, sul piano\npunto molto importante per il matrimonio: sottomettere la propria volont\u00e0 e\ne di fare ci\u00f2 che vi era stato chiesto; e se Weston mi avesse chiesto di raccomandargli una moglie, avrei certamente nominato la signorina\nmoglie, avrei certamente fatto il nome di Miss Taylor.\n\n Grazie. Ci sar\u00e0 ben poco merito nel fare una buona moglie per\nun uomo come Mr. Weston.\n\n A dire il vero, temo che siate piuttosto buttati via e che, con ogni disposizione a sopportare, non ci sar\u00e0 nulla da sopportare.\nche con ogni disposizione a sopportare, non ci sar\u00e0 nulla da sopportare.\nTuttavia, non dispereremo. Weston potrebbe arrabbiarsi per l'ingordigia delle comodit\u00e0\ndi comodit\u00e0, o suo figlio potrebbe tormentarlo.\n\n Spero di no. Non \u00e8 probabile. No, Mr. Knightley, non\npreannunciare seccature da quel punto.\n\n Non io, infatti. Dico solo delle possibilit\u00e0. Non pretendo di avere il genio di Emma\ngenio di Emma nel prevedere e indovinare. Spero, con tutto il cuore, che il\nche il giovane sia un Weston nel merito e un Churchill nella fortuna. Ma\nHarriet Smith Non ho ancora finito di parlare di Harriet Smith. La ritengo la peggior\npeggior tipo di compagna che Emma possa avere. Non sa\nnulla, e guarda Emma come se sapesse tutto. \u00c8 una\nl'adulazione in tutti i suoi modi; e tanto peggiore, perch\u00e9 non progettata.\nLa sua ignoranza \u00e8 ora l'adulazione. Come pu\u00f2 Emma pensare di avere qualcosa da\ndi avere qualcosa da imparare da sola, mentre Harriet presenta una cos\u00ec deliziosa\ninferiorit\u00e0? E per quanto riguarda Harriet, mi azzarder\u00f2 a dire che _lei_\nnon pu\u00f2 trarre vantaggio da questa conoscenza. Hartfield la metter\u00e0 solo in imbarazzo\ndi presunzione rispetto a tutti gli altri luoghi a cui appartiene. Diventer\u00e0\nabbastanza raffinata da sentirsi a disagio con coloro tra i quali la nascita e le circostanze\ncircostanze l'hanno messa a casa. Mi sbaglio di grosso se le dottrine di Emma\ndottrine di Emma diano forza d'animo o tendano a far s\u00ec che una ragazza si adatti razionalmente alle variet\u00e0\nuna ragazza ad adattarsi razionalmente alle variet\u00e0 della sua situazione di vita.\nvita. Danno solo un po' di smalto.\n\n O faccio pi\u00f9 affidamento sul buon senso di Emma di quanto ne facciate voi, oppure sono pi\u00f9\no sono pi\u00f9 preoccupato per il suo benessere attuale, perch\u00e9 non posso lamentarmi di questa conoscenza.\nCome stava bene ieri sera!\n\n Preferiresti parlare della sua persona piuttosto che della sua mente, vero? Molto\nBene; non cercher\u00f2 di negare che Emma sia bella.\n\n Bella, anzi bellissima. Riuscite a immaginare qualcosa di pi\u00f9 vicino alla perfetta\nbellezza di Emma, sia nel viso che nella figura?\n\n Non so cosa avrei potuto immaginare, ma confesso che raramente ho\nun volto o una figura pi\u00f9 gradevole della sua. Ma sono un vecchio amico parziale\nvecchio amico.\n\n Che occhio! Il vero occhio color nocciola e cos\u00ec brillante!\nun viso aperto, con una carnagione che fiorisce in piena salute,\ne un'altezza e una taglia cos\u00ec belle; una figura cos\u00ec solida ed eretta!\nC'\u00e8 salute, non solo nel suo fiore, ma anche nella sua aria, nella sua testa, nel suo sguardo.\nsguardo. A volte si sente dire che un bambino \u00e8 l'immagine della salute;\nEmma mi d\u00e0 sempre l'idea di essere l'immagine completa della salute degli\nsalute da adulti. \u00c8 la bellezza in persona. Mr. Knightley, non \u00e8 vero?\n\n Non ho alcun difetto da trovare nella sua persona, rispose.  Penso che lei\ntutto quello che hai descritto. Mi piace guardarla; e aggiunger\u00f2 questa lode,\nche non la ritengo personalmente vanitosa. Considerando che \u00e8 molto bella\nsembra che se ne occupi poco; la sua vanit\u00e0 sta in un altro modo.\nin un altro modo. Mrs. Weston, non voglio che mi si dica che non amo Harriet Smith o che ho paura di lei.\nHarriet Smith, o il mio timore che faccia del male a entrambe.\n\n E io, Mr. Knightley, sono altrettanto convinto che non\nche non faccia loro alcun male. Con tutti i piccoli difetti della cara Emma, \u00e8 una\ncreatura eccellente. Dove potremo vedere una figlia migliore, o una sorella pi\u00f9 gentile\nsorella pi\u00f9 gentile, o un'amica pi\u00f9 vera? No, no; ha qualit\u00e0 di cui ci si pu\u00f2 fidare.\nnon condurr\u00e0 mai nessuno in errore, non commetter\u00e0 alcun errore duraturo.\nnon commetter\u00e0 alcun errore duraturo; se Emma sbaglia una volta, ha ragione cento volte.\nvolte.\n\n Molto bene; non vi tormenter\u00f2 pi\u00f9. Emma sar\u00e0 un angelo e\nter\u00f2 per me il mio spleen finch\u00e9 il Natale non porter\u00e0 John e\nIsabella. John ama Emma con un affetto ragionevole e quindi non cieco.\ne Isabella la pensa sempre come lui, tranne quando non \u00e8\nquando non \u00e8 abbastanza spaventato per i bambini. Sono sicura di avere le loro\nopinioni con me.\n\n So che tutti voi le volete troppo bene per essere ingiusti o scortesi;\nma scusatemi, signor Knightley, se mi prendo la libert\u00e0 (mi considero,\ndi avere un po' il privilegio di parola che avrebbe potuto avere la madre di Emma) di accennare alla libert\u00e0 di parlare\nmadre di Emma) la libert\u00e0 di accennare che non credo che nessun\npossibile bene dall'intimit\u00e0 di Harriet Smith che \u00e8 diventata una\nargomento di discussione tra di voi. Vi prego di scusarmi, ma supponendo che qualche\nqualche piccolo inconveniente possa essere previsto da questa intimit\u00e0, non ci si pu\u00f2 aspettare che\nnon ci si pu\u00f2 aspettare che Emma, che non deve rendere conto a nessuno se non a suo padre, il quale approva perfettamente la\npadre, che approva perfettamente la conoscenza, vi ponga fine, finch\u00e9 \u00e8 fonte di piacere per lei.\nfonte di piacere per lei stessa. \u00c8 stato per cos\u00ec tanti anni il mio compito di\nconsigli, che non potete essere sorpreso, Mr. Knightley, di questo\npiccolo residuo del mio incarico.\n\n Niente affatto, disse lui; ve ne sono molto grato. \u00c8 un ottimo\nconsiglio e avr\u00e0 una sorte migliore di quella che i vostri consigli hanno spesso trovato.\nhanno trovato, perch\u00e9 saranno seguiti.\n\n Mrs. John Knightley si allarma facilmente, e potrebbe essere resa infelice da\nsua sorella.\n\n Si accontenti, disse, non sollever\u00f2 alcuna protesta. Terr\u00f2 il mio\nmalumore per me. Ho un interesse molto sincero per Emma. Isabella\nnon sembra pi\u00f9 mia sorella; non ha mai suscitato un interesse maggiore;\nforse non cos\u00ec grande. C'\u00e8 un'ansia, una curiosit\u00e0 in quello che uno\nper Emma. Mi chiedo cosa ne sar\u00e0 di lei!\n\n Anch'io, disse Mrs. Weston con dolcezza, molto volentieri.\n\n Dichiara sempre che non si sposer\u00e0 mai, il che, ovviamente, non significa proprio\nnulla. Ma non ho idea che abbia mai visto un uomo a cui\nche le interessasse. Non sarebbe una cosa negativa per lei essere molto innamorata\ndi un oggetto appropriato. Mi piacerebbe vedere Emma innamorata, e con qualche dubbio di\ndubbio di un ritorno; le farebbe bene. Ma non c'\u00e8 nessuno qui intorno\nper legarla; e lei va cos\u00ec raramente da casa.\n\n In effetti, sembra che al momento ci sia ben poco che la invogli a rompere la sua\nrisoluzione al momento, disse Mrs. Weston, quanto di meglio ci possa essere; e finch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec felice a Hartfield\n\u00e8 cos\u00ec felice a Hartfield, non posso augurarle di stringere alcun\nattaccamento che creerebbe tali difficolt\u00e0 al povero Mr.\nWoodhouse. Non consiglio il matrimonio a Emma in questo momento,\nanche se non intendo offendere lo stato, ve lo assicuro.\n\nIn parte il suo intento era quello di nascondere il pi\u00f9 possibile alcuni pensieri preferiti suoi e di Mr.\ne di Mr. Weston sull'argomento, per quanto possibile. C'erano desideri\nRandalls riguardo al destino di Emma, ma non era auspicabile che venissero sospettati.\nsospettati; e il tranquillo passaggio che Mr. Knightley fece poco dopo a\nKnightley poco dopo a Che cosa pensa Weston del tempo; avremo pioggia?\npioggia? la convinse che non aveva pi\u00f9 nulla da dire o da supporre su Hartfield.\nsu Hartfield.\n\n\n\n\nCAPITOLO VI\n\n\nEmma non poteva dubitare di aver dato alla fantasia di Harriet un'adeguata direzione\ne di aver suscitato la gratitudine della sua giovane vanit\u00e0 a un ottimo scopo.\nscopo, perch\u00e9 la trov\u00f2 decisamente pi\u00f9 consapevole di prima che Mr.\nElton fosse un uomo straordinariamente bello e dai modi molto piacevoli;\ne poich\u00e9 non esitava a dare seguito alla garanzia della sua ammirazione con\nammirazione con allusioni piacevoli, fu presto abbastanza sicura di\ndi suscitare in Harriet tutta la simpatia possibile.\noccasione. Era abbastanza convinta che Mr. Elton fosse nel modo pi\u00f9 giusto per\nmodo pi\u00f9 bello di innamorarsi, se non gi\u00e0 innamorato. Non aveva\nscrupolo nei suoi confronti. Lui parlava di Harriet e la lodava in modo cos\u00ec\ncaldamente, che lei non poteva pensare che mancasse qualcosa che un po' di tempo\ntempo non avrebbe aggiunto. La sua percezione del notevole miglioramento dei modi di Harriet\nHarriet, da quando era stata presentata a Hartfield, non era una delle prove pi\u00f9\ndelle prove meno piacevoli del suo crescente attaccamento.\n\n Avete dato alla signorina Smith tutto ci\u00f2 che desiderava, disse lui; l'avete resa\nl'hai resa aggraziata e semplice. Era una bella creatura quando \u00e8 arrivata\nma, a mio avviso, le attrattive che avete aggiunto sono\nsono infinitamente superiori a quelle che ha ricevuto dalla natura.\n\n Mi fa piacere che pensiate che le sia stata utile; ma Harriet voleva solo\ndi ricevere pochi, pochissimi suggerimenti. Aveva tutta la\ngrazia naturale della dolcezza del carattere e della disinvoltura. Io ho\nfatto molto poco.\n\n Se fosse ammissibile contraddire una signora, disse il galante Mr.\nElton\n\n Forse le ho dato un po' pi\u00f9 di decisione di carattere, le ho\nle ho insegnato a ragionare su punti che prima non le capitavano a tiro.\n\n Esattamente cos\u00ec; questo \u00e8 ci\u00f2 che mi colpisce principalmente. Una decisione di carattere cos\u00ec\ndecisione del carattere! Abile \u00e8 stata la mano!\n\n Il piacere \u00e8 stato grande, ne sono certo. Non ho mai incontrato una disposizione\npi\u00f9 veramente amabile.\n\n Non ne ho dubbi\".  E fu detto con una sorta di sospirata\nanimazione, che aveva molto dell'amante. Non fu meno soddisfatta\nun altro giorno per il modo in cui lui assecond\u00f2 un suo improvviso desiderio,\ndi avere il quadro di Harriet.\n\n Ti sei mai fatta fotografare, Harriet? disse lei: ti sei mai\nmai seduto per la tua foto?\n\nHarriet stava per lasciare la stanza e si ferm\u00f2 solo per dire,\ncon un'interessante espressione da veterana,\n\n Oh, cielo, no, mai.\n\nNon appena fu fuori dalla vista, Emma esclam\u00f2,\n\n Che cosa squisita sarebbe una bella foto di lei! Darei\ndarei qualsiasi cifra per averlo. Vorrei quasi provare io stesso a imitarla.\nLei non lo sa, oserei dire, ma due o tre anni fa avevo una grande passione per le\npassione per i ritratti e ho tentato con diversi miei amici, e si pensava che avessi un occhio\ne si pensava che in generale avessi un occhio tollerabile. Ma per una causa o per l'altra\nun'altra, ho smesso per disgusto. Ma in realt\u00e0, potrei quasi azzardare,\nse Harriet volesse sedersi con me. Sarebbe un tale piacere avere il suo\nimmagine!\n\n Lasciate che vi supplichi, grid\u00f2 Mr. Elton; sarebbe davvero una delizia!\nVi prego, Miss Woodhouse, di esercitare un talento cos\u00ec affascinante a favore del vostro amico.\na favore del vostro amico. So quali sono i vostri disegni. Come potete\nsupporre che io sia ignorante? Questa stanza non \u00e8 forse ricca di esemplari dei vostri paesaggi e fiori?\npaesaggi e fiori; e Mrs. Weston non ha forse alcuni inimitabili\nfigure inimitabili nel suo salotto, a Randalls?\n\nS\u00ec, buon uomo! pens\u00f2 Emma, ma cosa c'entra tutto questo con la presa di\nsembianze? Non sai nulla di disegno. Non fingere di essere in\nestasiato per il mio. Tieni i tuoi entusiasmi per il viso di Harriet.  Beh, se\nse mi incoraggiate cos\u00ec gentilmente, Mr. Elton, credo che prover\u00f2\nquello che posso fare. I lineamenti di Harriet sono molto delicati, il che rende difficile la\nsomiglianza; eppure c'\u00e8 una particolarit\u00e0 nella forma dell'occhio e nelle linee della\nocchi e nelle linee della bocca che si dovrebbe cogliere.\n\n Esattamente cos\u00ec La forma dell'occhio e le linee della bocca non mi fanno dubitare del vostro successo.\nnon ho dubbi sul suo successo. Pregate, pregate, tentate. Come lo farete,\nsar\u00e0 davvero, per usare le vostre stesse parole, un possesso squisito.\n\n Ma temo, Mr. Elton, che Harriet non voglia sedersi. Pensa\ncos\u00ec poco della sua bellezza. Non avete osservato il suo modo di\nrispondermi? Come significava completamente, perch\u00e9 il mio ritratto dovrebbe essere\ndisegnato?\n\n Oh! S\u00ec, l'ho osservato, ve lo assicuro. Non mi \u00e8 sfuggito. Ma comunque\nnon riesco a credere che non si lascer\u00e0 convincere.\n\nHarriet fu presto di ritorno e la proposta fu quasi subito fatta;\ne non aveva scrupoli che potessero resistere per molti minuti al\npressioni delle altre. Emma desiderava mettersi al lavoro\ndirettamente, e quindi produsse la cartella che conteneva i suoi diversi\ntentativi di ritratto, poich\u00e9 nessuno di essi era mai stato terminato, in modo che\nper decidere insieme la dimensione migliore per Harriet. Vennero mostrati i suoi numerosi\niniziati erano esposti. Miniature, mezzi busti, figure intere,\nmatita, pastello e acquerello erano stati tutti provati a turno. La bambina aveva\nsempre voluto fare tutto, e aveva fatto pi\u00f9 progressi sia nel disegno che nella musica\nsia nel disegno che nella musica di quanti ne avrebbero potuti fare molti con cos\u00ec poco lavoro come\nlei si sarebbe mai sottoposta. Suonava e cantava e disegnava in quasi tutti gli stili.\nma le mancava sempre la costanza e in nulla si era avvicinata al livello di eccellenza che\nin nulla si era avvicinata al grado di eccellenza che sarebbe stata felice di\ne non avrebbe dovuto fallire. Non si ingannava molto sulle\ndi s\u00e9 come artista o musicista, ma non era disposta a far ingannare gli altri.\nnon era disposta a far ingannare gli altri, n\u00e9 le dispiaceva sapere che la sua reputazione di\ndi successo spesso pi\u00f9 alta di quella che meritava.\n\nC'era del merito in ogni disegno meno rifinito, forse il pi\u00f9\nIl suo stile era vivace; ma se ce ne fosse stato molto meno, o se ce ne fosse stato dieci volte di pi\u00f9, il piacere e l'ammirazione dei suoi due figli sarebbero stati\ndi meno, o di dieci volte di pi\u00f9, la gioia e l'ammirazione delle sue due\ncompagni sarebbero stati gli stessi. Erano entrambi in estasi. A\nsomiglianza piace a tutti e le esibizioni di Miss Woodhouse devono essere\ncapitale.\n\n Non c'\u00e8 una grande variet\u00e0 di volti per te, disse Emma.  Avevo solo la mia famiglia\nfamiglia da cui studiare. C'\u00e8 mio padre, un altro di mio padre, ma l'idea di sedersi per la sua foto lo rendeva cos\u00ec nervoso che non ho potuto far altro che\nl'idea di sedersi per la sua foto lo rendeva cos\u00ec nervoso che ho potuto prenderlo solo di nascosto.\ndi nascosto; nessuno dei due si assomiglia molto, quindi. La signora Weston\nancora, e ancora, e ancora, vedete. Cara Mrs. Weston! Sempre la mia pi\u00f9\namica pi\u00f9 gentile in ogni occasione. Si sedeva ogni volta che glielo chiedevo.\nEcco mia sorella; e davvero la sua stessa piccola ed elegante figura!\nil viso non \u00e8 da meno. Avrei potuto fare un bel ritratto di lei, se si fosse seduta pi\u00f9 a lungo.\nse si fosse seduta pi\u00f9 a lungo, ma aveva talmente fretta di farmi disegnare i suoi quattro figli che\nquattro figli che non voleva stare zitta. Allora, ecco tutti i miei\ntentativi di disegnare tre di quei quattro bambini; eccoli qui, Henry, John e Bella.\nJohn e Bella, da un'estremit\u00e0 all'altra del foglio, e ognuno di loro potrebbe andare bene per qualsiasi\ndi loro potrebbe andare bene per uno qualsiasi degli altri. Era cos\u00ec desiderosa di farli disegnare che\nche non potevo rifiutare; ma non \u00e8 possibile far stare fermi dei bambini di tre o quattro anni, sapete?\ndi tre o quattro anni non si possono far stare fermi; n\u00e9 pu\u00f2 essere molto facile prendere\nsomiglianza con loro, al di l\u00e0 dell'aria e della carnagione, a meno che non siano\npi\u00f9 grossolani di quanto non lo siano mai stati i figli della mamma. Ecco il mio\nschizzo del quarto, che era un bambino. L'ho scattato mentre dormiva sul\ndivano, ed \u00e8 la somiglianza pi\u00f9 forte che si possa desiderare della sua coccarda.\nche si possa desiderare di vedere. Aveva rannicchiato la testa in modo molto comodo. Questo \u00e8\nmolto simile. Sono piuttosto orgoglioso del piccolo George. L'angolo del divano\n\u00e8 molto bello. Poi ecco il mio ultimo, che chiude un grazioso disegno di un\ndi un gentiluomo in piccolo formato, a figura intera, il mio ultimo e il mio migliore fratello,\nMr. John Knightley. Questo non voleva essere finito, quando l'ho riposto in un animaletto\nlo misi in un animaletto e giurai che non avrei mai pi\u00f9 fatto un altro ritratto. I\nNon potevo fare a meno di essere provocata, perch\u00e9 dopo tutte le mie sofferenze, e quando avevo davvero\nuna somiglianza molto buona (Mrs. Weston e io eravamo piuttosto d'accordo nel ritenerla\nMrs. Weston e io eravamo abbastanza d'accordo nel ritenerlo _molto_ somigliante), solo troppo bello e troppo lusinghiero ma\nma questo era un difetto sul lato giusto dopo tutto questo, arriv\u00f2 la povera e cara\nIsabella, la sua fredda approvazione di S\u00ec, era un po' simile, ma di sicuro non gli rendeva giustizia.\ncerto non gli rendeva giustizia. Avevamo avuto molte difficolt\u00e0 a\npersuaderlo a sedersi. Era stato fatto un grande favore, e\ncomplessivamente era pi\u00f9 di quanto potessi sopportare; e cos\u00ec non avrei mai finito\nper avere la possibilit\u00e0 di scusarmi con tutti i visitatori mattutini di Brunswick Square come un'immagine sfavorevole\nvisitatori mattutini di Brunswick Square; e, come ho gi\u00e0 detto, mi sono poi\ndi non disegnare mai pi\u00f9 nessuno. Ma per il bene di Harriet, o piuttosto per il mio\ndi Harriet, o piuttosto per il mio, e dato che non ci sono mariti e mogli in questo caso\npresente, romper\u00f2 ora il mio proposito.\n\nMr. Elton sembrava molto colpito e deliziato dall'idea e ripeteva: \"Al momento non ci sono mariti e mogli nel caso in questione.\ne ripeteva: \"Al momento non ci sono n\u00e9 mariti n\u00e9 mogli, come\nosservate. Esattamente. Nessun marito e nessuna moglie, con una consapevolezza cos\u00ec interessante che\ninteressante, tanto che Emma cominci\u00f2 a considerare se non fosse meglio\nlasciarli subito insieme. Ma poich\u00e9 voleva essere disegnata, la\ndichiarazione doveva aspettare ancora un po'.\n\nBen presto aveva deciso le dimensioni e il tipo di ritratto. Doveva essere un\nacquerello a figura intera, come quello del signor John Knightley, ed era\ndestinato, se si fosse accontentata, a ricoprire un posto molto onorevole\nmolto onorevole sopra la mensola del caminetto.\n\nLa seduta inizi\u00f2; e Harriet, sorridendo e arrossendo, e temendo di non riuscire a\ndi non mantenere il suo atteggiamento e il suo volto, present\u00f2 un dolcissimo miscuglio di\nespressione giovanile agli occhi fissi dell'artista. Ma non c'era\nfare qualsiasi cosa, con Mr. Elton che si agitava dietro di lei e osservava ogni\ntocco. Lei gli diede credito per essersi posizionato in un punto dove poteva guardare\ne guardare di nuovo senza offendersi; ma fu davvero costretta a porre fine a questa\ne chiedergli di posizionarsi altrove. Le venne allora in mente\ndi impiegarlo nella lettura.\n\n Se fosse cos\u00ec buono da leggere per loro, sarebbe una gentilezza\ndavvero! Sarebbe un divertimento per le difficolt\u00e0 della sua parte, e ridurrebbe\nla seccatura della signorina Smith.\n\nMr. Elton era fin troppo contento. Harriet ascoltava ed Emma disegnava in pace.\nDoveva concedergli di essere ancora spesso in visita; qualsiasi cosa in meno sarebbe stata sicuramente troppo poco\ndi meno sarebbe stato certamente troppo poco in un amante; e lui era pronto\nalla pi\u00f9 piccola interruzione della matita, a saltare in piedi per vedere i\ne a vederne i progressi, rimanendo incantato. Non si poteva essere dispiaciuti di un tale\nincoraggiante, perch\u00e9 la sua ammirazione gli faceva scorgere una somiglianza quasi\nquasi prima che fosse possibile. Lei non poteva rispettare il suo sguardo, ma il suo amore e la sua\nil suo amore e la sua compiacenza erano ineccepibili.\n\nLa seduta \u00e8 stata complessivamente molto soddisfacente; lei era abbastanza\nabbastanza soddisfatta dello schizzo del primo giorno da desiderare di continuare. Non c'era mancanza di\ndi somiglianza, era stata fortunata nell'atteggiamento, e poich\u00e9 intendeva apportare un piccolo miglioramento alla figura, per dare un po' pi\u00f9 di\ndi apportare un piccolo miglioramento alla figura, per dare un po' pi\u00f9 di\naltezza e una maggiore eleganza, era molto fiduciosa che sarebbe stato\nche alla fine sarebbe stato un bel disegno in tutto e per tutto e che avrebbe occupato il posto che gli spettava\nposto a loro destinato, con merito di entrambi, un ricordo della bellezza di uno e dell'abilit\u00e0 dell'altro.\ndella bellezza dell'uno, dell'abilit\u00e0 dell'altro e dell'amicizia di entrambi, con\ncon tante altre associazioni piacevoli che l'attaccamento molto promettente di Mr.\nMr. Elton avrebbe potuto aggiungere.\n\nHarriet doveva sedersi di nuovo il giorno dopo e Mr. Elton, come era giusto che fosse,\nchiese il permesso di assistere e leggere di nuovo per loro.\n\n In ogni caso. Saremo molto lieti di considerarla come uno dei\npartito.\n\nLa stessa civilt\u00e0 e cortesia, lo stesso successo e la stessa soddisfazione,\nsi sono ripetuti l'indomani e hanno accompagnato l'intero svolgimento del quadro, che \u00e8 stato rapido e felice.\ndel quadro, che fu rapido e felice. Tutti coloro che l'hanno visto sono rimasti soddisfatti,\nma Mr. Elton era in continua estasi e lo difendeva da ogni critica.\ncritica.\n\n Miss Woodhouse ha regalato alla sua amica l'unica bellezza che\nche desiderava, osserv\u00f2 Mrs. Weston, non sospettando minimamente che si rivolgesse a un amante.\nche si stesse rivolgendo a un amante. L'espressione dell'occhio \u00e8 molto corretta,\nma Miss Smith non ha quelle sopracciglia e quelle ciglia. \u00c8 colpa del suo\ndel suo viso che non le ha.\n\n Lo pensi anche tu? rispose lui.  Non posso essere d'accordo con lei. Mi sembra\nuna somiglianza perfetta in ogni aspetto. Non ho mai visto una tale\nsomiglianza in vita mia. Dobbiamo tener conto dell'effetto dell'ombra, sapete.\n\n L'avete fatta troppo alta, Emma, disse il signor Knightley.\n\nEmma sapeva di averlo fatto, ma non volle ammetterlo, e Mr.\naggiunse,\n\n Oh no! Non \u00e8 certo troppo alto; non \u00e8 affatto troppo alto. Considerate,\n\u00e8 seduta, il che naturalmente presenta un aspetto diverso, che insomma\nd\u00e0 esattamente l'idea e le proporzioni devono essere preservate, sapete.\nProporzioni, accorciamento anteriore. Oh no! D\u00e0 esattamente l'idea di un'altezza come quella di Miss Smith.\nun'altezza come quella della signorina Smith. Esattamente cos\u00ec!\n\n \u00c8 molto bello, disse il signor Woodhouse.  Cos\u00ec graziosamente fatto! Proprio come\ncome sono sempre i tuoi disegni, mia cara. Non conosco nessuno che disegni cos\u00ec\nbene come te. L'unica cosa che non mi piace del tutto \u00e8 che la ragazza sembra\nsembra seduta all'aperto, con solo un piccolo scialle sulle spalle.\nspalle e fa pensare che debba prendere freddo.\n\n Ma, mio caro pap\u00e0, dovrebbe essere estate; una calda giornata d'estate.\nGuardate l'albero.\n\n Ma non \u00e8 mai sicuro stare fuori casa, mia cara.\n\n Voi, signore, potete dire qualsiasi cosa, disse Mr. Elton, ma devo confessare che considero un pensiero molto felice\ndevo confessare che considero un pensiero molto felice, il collocamento della signorina Smith fuori casa.\nfuori casa; e l'albero \u00e8 toccato da uno spirito cos\u00ec inimitabile! Ogni altra\nqualsiasi altra situazione sarebbe stata molto meno adatta. La na veterinaria dei modi di Miss Smith\nSmith e il suo modo di fare \u00e8 davvero ammirevole! Non riesco a\nnon riesco a distogliere lo sguardo. Non ho mai visto una tale somiglianza.\n\nLa cosa successiva da fare era quella di incorniciare il quadro; e qui c'erano alcune difficolt\u00e0.\ndifficolt\u00e0. Deve essere fatto direttamente; deve essere fatto a Londra;\nl'ordine doveva passare per le mani di una persona intelligente di cui si potesse\ndi persone intelligenti sul cui gusto si potesse fare affidamento; e Isabella, la solita esecutrice di tutte le\nIsabella, la solita esecutrice di tutte le commissioni, non doveva essere interpellata, perch\u00e9 era dicembre e Mr.\nWoodhouse non poteva sopportare l'idea che uscisse di casa con le nebbie di dicembre.\nnebbia di dicembre. Ma non appena l'angoscia fu nota a Mr.\nElton, che fu rimosso. La sua galanteria era sempre all'erta.\n Se gli fosse stato affidato l'incarico, quale infinito piacere avrebbe avuto nell'eseguirlo!\navrebbe avuto nell'eseguirlo! avrebbe potuto recarsi a Londra in qualsiasi momento. Era\nera impossibile dire quanto sarebbe stato gratificato dall'essere impiegato in una\nun incarico del genere.\n\n Era troppo buono! Non poteva sopportare il pensiero! Non gli avrebbe dato un incarico cos\u00ec fastidioso per il mondo.\nnon gli avrebbe dato un incarico cos\u00ec fastidioso per nulla al mondo.\nripetizione di suppliche e rassicurazioni, e in pochissimi minuti risolse\nla questione.\n\nMr. Elton doveva portare il disegno a Londra, scegliere la cornice e dare le indicazioni.\nEmma pensava di poterlo imballare in modo da garantirne la sicurezza senza disturbarlo pi\u00f9 di tanto.\nsicurezza senza disturbarlo pi\u00f9 di tanto, mentre lui sembrava pi\u00f9 che altro temere di non essere\ndi non essere abbastanza scomodo.\n\n Che prezioso deposito! disse con un tenero sospiro, mentre lo riceveva.\nricevuto.\n\n Quest'uomo \u00e8 quasi troppo galante per essere innamorato, pens\u00f2 Emma.  Dovrei\nma suppongo che ci siano cento modi diversi di essere innamorati.\nessere innamorati. \u00c8 un giovane eccellente e si adatter\u00e0 perfettamente a Harriet.\nHarriet; sar\u00e0 esattamente cos\u00ec, come dice lui stesso; ma sospira e si strugge, e si strugge, e si strugge, e si strugge.\nsospirare e languire, e studiare per i complimenti pi\u00f9 di quanto potrei\nsopportare come principale. Io ho una buona parte come secondo.\nMa \u00e8 la sua gratitudine per Harriet.\n\n\n\n\nCAPITOLO VII\n\n\nIl giorno stesso della partenza di Mr. Elton per Londra si present\u00f2 una nuova occasione per\nper i servizi di Emma verso la sua amica. Harriet era stata a Hartfield,\ncome al solito, subito dopo la colazione; e, dopo un po', era andata a casa per tornare a cena.\ntornare a cena: torn\u00f2, prima di quanto si era detto, e con un'aria agitata.\ndi cui si era parlato, e con uno sguardo agitato e frettoloso, annunciando che era accaduto qualcosa di\nqualcosa di straordinario che desiderava raccontare. Mezzo minuto\nun minuto per scoprire tutto. Aveva sentito, appena tornata a casa di Mrs.\nGoddard, che il signor Martin era stato l\u00ec un'ora prima e che, non trovando lei in casa, non aveva\ne che, avendo scoperto che non era in casa e che non era particolarmente attesa, aveva lasciato per lei un\nun piccolo pacco per lei da parte di una delle sue sorelle, e se n'era andato; e aprendo questo pacco, aveva in realt\u00e0\naprire questo pacco, aveva effettivamente trovato, oltre alle due canzoni\nche aveva prestato a Elizabeth per copiare, una lettera per se stessa; e questa lettera era di lui, di Mr.\nlettera era di lui, di Mr. Martin, e conteneva una proposta diretta di matrimonio.\ndi matrimonio.  Chi poteva pensarlo? Era cos\u00ec sorpresa che non sapeva\nche non sapeva cosa fare. S\u00ec, una vera e propria proposta di matrimonio; e una lettera molto buona, almeno cos\u00ec pensava.\nlettera, almeno cos\u00ec pensava. E lui scriveva come se l'amasse davvero\nmolto, ma lei non lo sapeva e quindi era venuta il pi\u00f9 in fretta possibile a chiedere a Miss Woodhouse\na chiedere a Miss Woodhouse cosa avrebbe dovuto fare.  Emma si vergognava a met\u00e0\ndella sua amica per essere sembrata cos\u00ec contenta e cos\u00ec dubbiosa.\n\n Sulla mia parola, esclam\u00f2, il giovane \u00e8 deciso a non perdere nulla per\nnulla per non aver chiesto. Si collegher\u00e0 bene se ci riuscir\u00e0.\n\n Vuoi leggere la lettera? grid\u00f2 Harriet.  Ti prego, fallo. Preferirei che\nlo facessi.\n\nEmma non era dispiaciuta di essere pressata. Lesse e rimase sorpresa. Lo stile della\nstile della lettera era molto al di sopra delle sue aspettative. Non solo non c'erano\nnon solo non vi erano errori grammaticali, ma come composizione non avrebbe\nun gentiluomo; il linguaggio, pur essendo semplice, era forte e\ne i sentimenti trasmessi andavano a tutto vantaggio di chi scriveva.\nscrittore. Era breve, ma esprimeva buon senso, caldo attaccamento, liberalit\u00e0, correttezza e persino delicatezza,\nliberalit\u00e0, correttezza, persino delicatezza di sentimenti. Si sofferm\u00f2 su di essa,\nmentre Harriet attendeva ansiosa il suo parere, con un \"Well\",\nBene, e alla fine fu costretta ad aggiungere: \"\u00c8 una buona lettera?\ntroppo breve?\n\n S\u00ec, in effetti, una lettera molto buona, rispose Emma piuttosto lentamente.\nuna lettera cos\u00ec bella, Harriet, che tutto sommato credo che una delle sue\nsorelle deve averlo aiutato. Non riesco a immaginare che il giovane che ho visto\nche ho visto parlare con te l'altro giorno potesse esprimersi cos\u00ec bene, se\nse lasciato alle sue sole forze, eppure non \u00e8 lo stile di una donna;\nNo, certo, \u00e8 troppo forte e conciso, non abbastanza diffuso per una donna.\ndonna. Senza dubbio \u00e8 un uomo sensibile, e suppongo che abbia un talento naturale per\ntalento naturale per pensare con forza e chiarezza e quando prende in mano una penna,\ni suoi pensieri trovano naturalmente le parole giuste. \u00c8 cos\u00ec per alcuni uomini. S\u00ec, \u00e8 cos\u00ec per alcuni uomini,\nCapisco il tipo di mente. Vigorosa, decisa, con sentimenti fino a un certo punto, non\nun certo punto, non grossolano. Una lettera scritta meglio, Harriet (restituendola) di quanto\ndi quanto mi aspettassi.\n\n Bene, disse Harriet ancora in attesa, bene e cosa devo fare?\n\n Cosa farete! In che senso? Intende dire riguardo a questa\nlettera?\n\n S\u00ec.\n\n Ma su cosa avete dubbi? Dovete rispondere naturalmente e\nrapidamente.\n\n Si. Ma cosa devo dire? Cara Miss Woodhouse, consigliatemi.\n\n Oh no, no! \u00c8 meglio che la lettera sia tutta vostra. Vi esprimerete\nesprimersi molto bene, ne sono certa. Non c'\u00e8 pericolo che tu\nnon sia comprensibile, che \u00e8 la prima cosa. Il suo significato deve essere\ninequivocabile, senza dubbi o esitazioni, e le espressioni di gratitudine e di preoccupazione per il dolore che\ngratitudine e preoccupazione per il dolore che state infliggendo, come richiede la correttezza, si presenteranno senza\nsi presenteranno spontaneamente alla vostra mente, ne sono convinto. Non \u00e8 necessario\nnon \u00e8 necessario che vi scriva con l'apparenza di un dispiacere per la sua delusione.\ndelusione.\n\n Credi che dovrei rifiutarlo?\", disse Harriet, abbassando lo sguardo.\n\n Dovrei rifiutarlo! Mia cara Harriet, cosa vuoi dire? Hai qualche dubbio\ndubbio su questo? Ho pensato, ma vi chiedo scusa, che forse mi sono\nun errore. Sicuramente vi ho frainteso, se vi sentite in dubbio sul\ndubbio sul significato della vostra risposta. Avevo immaginato che\nche mi aveste consultato solo per quanto riguarda la formulazione della risposta.\n\nHarriet rimase in silenzio. Con un po' di riserbo, Emma continu\u00f2:\n\n Intendete restituire una risposta favorevole, mi sembra di capire.\n\n No, non lo so; cio\u00e8, non intendo dire Cosa devo fare? Cosa mi consiglieresti di fare?\nconsigliarmi di fare? Di grazia, cara Miss Woodhouse, ditemi cosa devo fare.\nfare.\n\n Non ti dar\u00f2 alcun consiglio, Harriet. Non voglio avere nulla a che fare\ncon esso. Questo \u00e8 un punto che devi risolvere con i tuoi sentimenti.\n\n Non sapevo di piacergli cos\u00ec tanto, disse Harriet,\ncontemplando la lettera. Per un po' di tempo Emma persever\u00f2 nel suo\nsilenzio; ma cominciando a temere che l'ammaliante lusinga di quella lettera\nlettera potesse essere troppo potente, pens\u00f2 che fosse meglio dire,\n\n Io stabilisco come regola generale, Harriet, che se una donna dubita\nse accettare o meno un uomo, di sicuro dovrebbe\nrifiutare. Se esita sul s\u00ec, deve dire direttamente no.\ndirettamente. Non \u00e8 uno stato in cui si pu\u00f2 entrare con sentimenti dubbiosi, con il cuore a met\u00e0.\nsentimenti dubbi, con il cuore a met\u00e0. Ho pensato che fosse mio dovere, in quanto amica e\npi\u00f9 anziano di voi, di dirvi queste cose. Ma non pensate che io voglia\nvoglia influenzarvi.\n\n Oh! No, sono sicura che siete troppo gentile, ma se voleste consigliarmi cosa \u00e8 meglio fare.\nconsigliarmi cosa \u00e8 meglio che faccia No, no, non intendo dire che, come dite voi, si dovrebbe\nCome dice lei, una persona dovrebbe essere ben decisa Non dovrebbe esitare.\nesitare \u00c8 una cosa molto seria. Sarebbe pi\u00f9 sicuro dire No,\nforse. Pensa che sia meglio dire di no?\n\n Per nulla al mondo, rispose Emma, sorridendo gentilmente, vi consiglierei\nin un modo o nell'altro. Dovete essere il miglior giudice della vostra felicit\u00e0. Se preferite\nMartin a tutte le altre persone, se lo ritenete l'uomo pi\u00f9 piacevole con cui\nuomo pi\u00f9 piacevole che abbiate mai frequentato, perch\u00e9 dovreste esitare?\nesitare? Arrossisci, Harriet. Ti viene in mente qualcun altro in questo momento\nin questo momento con una simile definizione? Harriet, Harriet, non ingannare\nnon lasciarti ingannare, non lasciarti prendere dalla gratitudine e dalla compassione. In questo\nmomento a chi stai pensando?\n\nI sintomi erano favorevoli. Invece di rispondere, Harriet si allontan\u00f2 confusa e si ferm\u00f2 pensierosa accanto al fuoco.\nconfusa, e rimase pensierosa accanto al fuoco; e sebbene la lettera fosse ancora in mano\nancora in mano, era ora meccanicamente attorcigliata senza\nconsiderazione. Emma attese il risultato con impazienza, ma non senza forti speranze.\nsperanze. Alla fine, con qualche esitazione, Harriet disse\n\n Miss Woodhouse, visto che non vuole darmi il suo parere, devo fare il meglio che posso da sola.\nda sola; e ora sono decisa, e davvero quasi decisa, a rifiutare il signor Martin.\nquasi deciso a rifiutare il signor Martin. Pensate che abbia ragione?\n\n Perfettamente, perfettamente giusto, mia carissima Harriet; stai facendo proprio\nquello che dovresti fare. Mentre eri in sospeso ho tenuto per me i miei sentimenti.\nma ora che sei completamente decisa non ho esitazioni ad approvare.\nad approvare. Cara Harriet, mi do la possibilit\u00e0 di gioire di questo. Mi sarebbe\nmi sarebbe dispiaciuto perdere la vostra conoscenza, che deve essere stata la conseguenza\nconseguenza del tuo matrimonio con il signor Martin. Mentre tu eri minimamente\ntentennamenti, non ho detto nulla in proposito, perch\u00e9 non volevo\nMa sarebbe stata la perdita di un amico per me. Non avrei potuto\nnon avrei potuto visitare la signora Robert Martin, della fattoria Abbey-Mill. Ora sono\nsicuro di voi per sempre.\n\nHarriet non aveva ipotizzato il proprio pericolo, ma l'idea la colp\u00ec\nforzatamente.\n\n Non potete avermi visitato! grid\u00f2 lei, con aria sbigottita.  No, per essere\ncerto che non avresti potuto; ma non ci avevo mai pensato prima. Sarebbe stato\nsarebbe stato troppo terribile! Che fuga! Cara Miss Woodhouse, non rinuncerei\nrinuncerei al piacere e all'onore di essere in intimita' con voi per nessuna\nper nessuna cosa al mondo.\n\n In effetti, Harriet, sarebbe stato un duro colpo perderti; ma doveva essere cos\u00ec.\ndoveva essere. Ti saresti buttata fuori da ogni buona societ\u00e0.\nAvrei dovuto rinunciare a te.\n\n Caro me! Come avrei mai potuto sopportarlo! Mi avrebbe ucciso\nper non venire pi\u00f9 a Hartfield!\n\n Cara creatura affettuosa! Sei stata esiliata nella fattoria di Abbey-Mill! Tu\nconfinata per tutta la vita nella societ\u00e0 degli analfabeti e dei volgari! I\nMi chiedo come il giovane abbia potuto avere la certezza di chiederlo. Deve\navere una buona opinione di s\u00e9.\n\n Non credo nemmeno che sia presuntuoso, in generale, disse Harriet, la cui coscienza si opponeva a tale censura.\ncoscienza si opponeva a tale censura; per lo meno, \u00e8 molto di buon carattere,\ne mi sentir\u00f2 sempre molto obbligata nei suoi confronti, e avr\u00f2 una grande stima per\nma questa \u00e8 tutta un'altra cosa rispetto al fatto che, anche se gli piaccio, non ne consegue che io\nanche se gli piaccio, non \u00e8 detto che debba piacergli, e di certo devo confessare che da quando sono qui\ndevo confessare che da quando sono venuto qui ho visto delle persone e se si vuole fare un confronto\nse si tratta di confrontarle, persona e modi di fare, non c'\u00e8 proprio paragone,\nuno \u00e8 cos\u00ec bello e piacevole. Tuttavia, ritengo davvero che Mr.\nMartin un giovane molto amabile, e ho una grande opinione di lui; e\nil suo essere cos\u00ec affezionato a me e il fatto che abbia scritto una lettera cos\u00ec\ndi lasciarvi, \u00e8 ci\u00f2 che non farei per nessuna ragione.\n\n Grazie, grazie, mia dolce piccola amica. Non ci separeremo\nseparati. Una donna non deve sposare un uomo solo perch\u00e9 le \u00e8 stato chiesto, o perch\u00e9\nperch\u00e9 lui le \u00e8 affezionato e sa scrivere una lettera accettabile.\n\n Oh no; ed \u00e8 anche una lettera breve.\n\nEmma avvert\u00ec il cattivo gusto dell'amica, ma lo lasci\u00f2 passare con un'aria molto\nvero; e sarebbe stata una piccola consolazione per lei, per il modo di fare clownesco\nche la stava offendendo a ogni ora del giorno, sapere che suo marito\nsuo marito sapeva scrivere una buona lettera.\n\n Oh! S\u00ec, molto. Nessuno si preoccupa di una lettera; l'importante \u00e8 essere sempre\nfelici con compagni piacevoli. Sono decisa a rifiutarlo.\nMa come far\u00f2? Cosa devo dire?\n\nEmma le assicur\u00f2 che non ci sarebbero state difficolt\u00e0 nella risposta e le consigli\u00f2 di scriverla direttamente.\nconsigli\u00f2 di scriverla direttamente, cosa che fu accettata, nella speranza di ottenere il suo aiuto.\ne sebbene Emma continuasse a protestare contro la necessit\u00e0 di assistenza\nassistenza, in realt\u00e0 le fu data nella formazione di ogni frase.\nfrase. Il fatto di aver riletto la lettera, rispondendovi, ebbe una tale\naveva una tale tendenza ad ammorbidirsi, che era particolarmente necessario\ncon alcune espressioni decise; e lei era cos\u00ec tanto preoccupata\npreoccupata all'idea di renderlo infelice, e pensava cos\u00ec tanto a cosa\na quello che avrebbero pensato e detto la madre e le sorelle, ed era cos\u00ec preoccupata\nche Emma credeva che se il giovane si fosse trovato sulla sua strada al momento del\nse il giovane si fosse presentato sulla sua strada in quel momento, sarebbe stato\naccettato dopo tutto.\n\nQuesta lettera, tuttavia, \u00e8 stata scritta, sigillata e spedita. L'affare\nera concluso e Harriet era al sicuro. Rimase piuttosto gi\u00f9 per tutta la sera, ma\nEmma riusc\u00ec a tollerare i suoi amabili rimpianti, e a volte li alleviava\nparlando del proprio affetto, a volte proponendo l'idea di Mr.\nidea di Mr. Elton.\n\n Non sar\u00f2 mai pi\u00f9 invitata ad Abbey-Mill, fu detto in tono piuttosto\ntono dolente.\n\n N\u00e9, se lo fossi, potrei mai sopportare di separarmi da te, mia Harriet. Tu\nsei troppo necessaria a Hartfield per essere risparmiata ad\nAbbey-Mill.\n\n E sono sicura che non vorrei mai andarci; perch\u00e9 non sono mai felice\nse non a Hartfield.\n\nQualche tempo dopo \u00e8 successo, credo che la signora Goddard sarebbe molto\nsorpresa se sapesse cosa \u00e8 successo. Sono sicura che Miss Nash lo farebbe, perch\u00e9\nMiss Nash pensa che sua sorella sia molto ben sposata, ed \u00e8 solo una\ntintore di lino.\n\n Ci si dovrebbe rammaricare di vedere maggiore orgoglio o raffinatezza nell'insegnante di una scuola, Harriet.\ndi una scuola, Harriet. Oserei dire che la signorina Nash vi invidierebbe una tale\nopportunit\u00e0 come questa di sposarvi. Anche questa conquista apparirebbe\npreziosa ai suoi occhi. Per quanto riguarda qualsiasi cosa di superiore per voi, suppongo che lei\nsia del tutto all'oscuro. Le attenzioni di una certa persona non possono essere ancora\ntra i pettegolezzi di Highbury. Finora credo che io e te siamo le uniche persone\nche io e te siamo le uniche persone a cui il suo aspetto e i suoi modi si sono\nsi sono spiegati da soli.\n\nHarriet arross\u00ec e sorrise, e disse qualcosa sul fatto che si meravigliava del fatto che\nche lei piacesse cos\u00ec tanto alla gente. L'idea di Mr. Elton era certamente\nrallegrante; ma dopo un po' di tempo le torn\u00f2 il cuore tenero nei confronti di Mr.\nil rifiutato Mr. Martin.\n\n Ora ha ricevuto la mia lettera\", disse lei dolcemente.  Mi chiedo cosa stiano facendo\nse le sue sorelle sanno che se lui \u00e8 infelice, lo saranno anche loro.\ninfelici anche loro. Spero che non gli dispiaccia pi\u00f9 di tanto.\n\n Pensiamo a coloro che, tra i nostri amici assenti, sono pi\u00f9 allegramente\noccupati, esclam\u00f2 Emma.  In questo momento, forse, Mr. Elton sta mostrando la vostra foto a sua madre e alle sue sorelle.\nil vostro quadro a sua madre e alle sue sorelle, dicendo quanto sia pi\u00f9 bello l'originale.\npi\u00f9 bella dell'originale, e dopo che gli \u00e8 stata chiesta cinque o sei volte,\npermettendo loro di sentire il vostro nome, il vostro caro nome.\n\n Il mio quadro! Ma ha lasciato la mia foto in Bond Street.\n\n Lo ha fatto! Allora non so nulla di Mr. Elton. No, mia cara piccola e modesta\nHarriet, ci puoi scommettere che il quadro non sar\u00e0 a Bond-street fino a\nprima che lui monti a cavallo domani. \u00c8 il suo compagno per tutta questa\nquesta sera, il suo conforto, la sua gioia. Apre i suoi progetti alla famiglia,\nvi introduce tra di loro, diffonde tra i presenti quei\nsentimenti pi\u00f9 piacevoli della nostra natura, la curiosit\u00e0 e la calda\ncuriosit\u00e0 e calda simpatia. Come sono allegre, animate, sospettose e indaffarate le loro immaginazioni!\nimmaginazione!\n\nHarriet sorrise di nuovo e il suo sorriso si rafforz\u00f2.\n\n\n\n\nCAPITOLO VIII\n\n\nQuella notte Harriet dorm\u00ec a Hartfield. Da qualche settimana passava l\u00ec\npi\u00f9 della met\u00e0 del suo tempo l\u00ec e stava gradualmente ottenendo di avere una stanza da letto\ncamera da letto a lei dedicata; ed Emma ritenne che fosse meglio, sotto ogni punto di vista, la\nsotto ogni punto di vista, pi\u00f9 sicuro e pi\u00f9 gentile, tenerla con loro il pi\u00f9 possibile\nproprio in questo momento. Il mattino seguente fu costretta a recarsi per un'ora o due da Mrs.\nGoddard, ma poi si decise che sarebbe tornata ad Hartfield per\nHartfield, per fare una visita regolare di qualche giorno.\n\nMentre lei non c'era, Mr. Knightley venne a trovarci e rimase seduto per un po' di tempo con Mr.\nWoodhouse ed Emma, finch\u00e9 Mr. Woodhouse, che aveva gi\u00e0 deciso di andarsene, fu convinto dalla figlia a non rimandare.\ndi andarsene, fu persuaso dalla figlia a non rimandare, e fu indotto dalle suppliche di entrambi, anche se contro il parere della figlia.\ne fu indotto dalle suppliche di entrambi, anche se contro gli scrupoli di\nsua stessa civilt\u00e0, a lasciare Mr. Knightley a tale scopo. Mr.\nKnightley, che non aveva nulla di cerimonioso, offriva con le sue risposte brevi e decise\nrisposte brevi e decise, un divertente contrasto con le prolungate scuse\ne alle esitazioni civili dell'altro.\n\n Ebbene, credo che, se mi scusate, signor Knightley, se non mi considererete\nse non mi considererete una cosa molto scortese, seguir\u00f2 il consiglio di Emma e\nuscire per un quarto d'ora. Visto che c'\u00e8 il sole, credo che sia meglio che io\nmeglio fare i miei tre giri finch\u00e9 posso. Vi tratto senza cerimonie,\nMr. Knightley. Noi invalidi pensiamo di essere persone privilegiate.\n\n Mio caro signore, non faccia di me un estraneo.\n\n Lascio un'eccellente sostituta in mia figlia. Emma sar\u00e0 felice di\nintrattenervi. E quindi penso che vi chieder\u00f2 scusa e far\u00f2 i miei\ntre turni la mia passeggiata invernale.\n\n Non pu\u00f2 fare di meglio, signore.\n\n Vi chiederei il piacere della vostra compagnia, signor Knightley, ma sono molto lenta e il mio passo vi annoierebbe.\nun camminatore molto lento, e il mio passo sarebbe noioso per voi; e, inoltre,\navete un'altra lunga camminata davanti a voi, fino all'Abbazia di Donwell.\n\n Grazie, signore, grazie; io stesso sto andando in questo momento; e credo che prima\nche prima ci andrete e meglio sar\u00e0. Vado a prendere il vostro cappotto e vi apro\nla porta del giardino.\n\nIl signor Woodhouse alla fine se ne and\u00f2; ma il signor Knightley, invece di andarsene subito, si sedette di nuovo.\nimmediatamente, si \u00e8 seduto di nuovo, apparentemente intenzionato a\nchiacchiere. Cominci\u00f2 a parlare di Harriet, e a parlare di lei con pi\u00f9\nlodi volontarie che Emma non aveva mai sentito prima.\n\n Non posso valutare la sua bellezza come voi, disse lui; ma \u00e8 una creaturina graziosa e sono propenso a pensare molto bene di lei.\ncreatura graziosa e sono propenso a pensare molto bene della sua\ncarattere. Il suo carattere dipende da chi sta con lei; ma in buone mani\nmani, diventer\u00e0 una donna di valore.\n\n Sono felice che lo pensiate; e le buone mani, spero, non mancheranno.\nmancare.\n\n Suvvia, disse, siete ansioso di ricevere un complimento, quindi vi dir\u00f2\nche l'avete migliorata. L'avete guarita dalla sua risatina da scolaretta.\nrisatina da scolaretta; vi fa davvero onore.\n\n Grazie. Sarei davvero mortificato se non credessi di essere stato utile.\ndi essere stato di qualche utilit\u00e0; ma non tutti sono disposti a elargire lodi dove\ndove possono. Voi non mi sommergete spesso di elogi.\n\n L'aspettate di nuovo, avete detto, questa mattina?\n\n Quasi ogni momento. \u00c8 gi\u00e0 stata via pi\u00f9 a lungo di quanto\nintenzione.\n\n \u00c8 successo qualcosa che l'ha fatta ritardare, forse qualche visita.\n\n Pettegolezzi di Highbury! Stancanti disgraziati!\n\n Harriet potrebbe non considerare tutti i corpi come noi.\n\nEmma sapeva che questo era troppo vero per essere contraddetto e quindi non disse nulla.\nnulla. Di l\u00ec a poco aggiunse, con un sorriso,\n\n Non pretendo di fissare tempi e luoghi, ma devo dirvi che ho buone ragioni per credere che il vostro piccolo amico verr\u00e0 presto a sapere\nho buone ragioni per credere che la vostra piccola amica verr\u00e0 presto a conoscenza di\nqualcosa di vantaggioso per lei.\n\n Infatti, come? Di che tipo?\n\n Un tipo molto serio, ve lo assicuro; ancora sorridente.\n\n Molto serio! Mi viene in mente solo una cosa Chi \u00e8 innamorato di lei?\nChi ti fa diventare il suo confidente?\n\nEmma sperava pi\u00f9 della met\u00e0 che Mr. Elton le avesse fatto un cenno.\nMr. Knightley era una sorta di amico e consigliere generale, e lei sapeva che Mr.\nMr. Elton lo stimava.\n\n Ho ragione di pensare, rispose, che Harriet Smith ricever\u00e0 presto un'offerta di matrimonio.\nHarriet Smith ricever\u00e0 presto una proposta di matrimonio, e da un\nda un quartiere ineccepibile: Robert Martin \u00e8 l'uomo giusto. La sua visita ad Abbey-Mill, quest'estate\nAbbey-Mill, quest'estate, sembra aver fatto il suo dovere. \u00c8 disperatamente innamorato e intende sposarla.\ne ha intenzione di sposarla.\n\n \u00c8 molto gentile, disse Emma; ma \u00e8 sicuro che Harriet intenda sposarlo?\nsposarlo?\n\n Bene, bene, allora significa farle un'offerta. Va bene? \u00c8 venuto all'Abbazia\nall'Abbazia due sere fa, apposta per consultarmi. Sa che\nche ho una profonda stima di lui e di tutta la sua famiglia e, credo,\nmi considera uno dei suoi migliori amici. \u00c8 venuto a chiedermi se pensavo\nse pensassi che sarebbe stato imprudente da parte sua stabilirsi cos\u00ec presto; se la ritenessi troppo giovane.\nse la ritenevo troppo giovane: in breve, se approvavo del tutto la sua scelta.\nse approvavo la sua scelta in toto, avendo forse qualche timore che lei fosse considerata\n(soprattutto dopo che _tu_ ne hai fatto un gran parlare) come in una linea di societ\u00e0\nsuperiore a lui. Mi ha fatto molto piacere tutto quello che ha detto. Non ho mai sentito\nnon ho mai sentito un discorso pi\u00f9 sensato di quello di Robert Martin. Parla sempre allo scopo; aperto, schietto, diretto\nscopo; aperto, diretto e con un ottimo giudizio. Mi ha detto tutto\ncircostanze e dei suoi piani, e di cosa si proponevano di fare in caso di matrimonio.\ndi sposarsi. \u00c8 un giovane eccellente, sia come figlio che come fratello.\nsia come figlio che come fratello. Non ho esitato a consigliargli di sposarsi. Mi ha dimostrato che\nche poteva permetterselo e, stando cos\u00ec le cose, ero convinta che non avrebbe potuto\nche non avrebbe potuto fare di meglio. Ho lodato anche la bella signora e l'ho mandato via molto felice.\ne lo mandai via molto felice. Se prima non aveva mai stimato la mia opinione, allora\navrebbe avuto un'ottima opinione di me in quel momento e, oserei dire, lasci\u00f2 la casa\npensando che fossi il miglior amico e consigliere che un uomo avesse mai avuto. Questo accadde\nl'altro ieri sera. Ora, come \u00e8 lecito supporre, non lasci\u00f2 passare molto tempo prima di\nnon avrebbe lasciato passare molto tempo prima di parlare con la signora, e dato che non sembra aver parlato ieri\nieri, non \u00e8 improbabile che si trovasse da Mrs.\nGoddard oggi; e lei potrebbe essere trattenuta da un visitatore, senza per questo ritenerlo un\nsenza per questo considerarlo un fastidioso disgraziato.\n\n Vi prego, Mr. Knightley, disse Emma, che aveva sorriso tra s\u00e9 e s\u00e9 per gran parte del discorso.\nper gran parte di questo discorso, come fate a sapere che Mr. Martin\nnon ha parlato ieri?\n\n Certo, rispose lui, sorpreso, non lo so assolutamente; ma si pu\u00f2 dedurre.\nsi pu\u00f2 dedurre. Non \u00e8 stata tutto il giorno con voi?\n\n Vieni, disse lei, ti dir\u00f2 qualcosa, in cambio di ci\u00f2 che tu\nmi hai detto. Ieri ha parlato, cio\u00e8 ha scritto, ed \u00e8 stato\nrifiutato.\n\nLa cosa dovette essere ripetuta prima di poter essere creduta; e Mr.\nKnightley sembrava davvero rosso per la sorpresa e il disappunto, mentre si\nsi alz\u00f2 in piedi, con grande indignazione, e disse,\n\n Allora \u00e8 una sempliciotta pi\u00f9 grande di quanto io abbia mai creduto. Che cos'\u00e8 la\nsciocca ragazza?\n\n Oh! per essere sicuri, esclam\u00f2 Emma, \u00e8 sempre incomprensibile per un uomo\nche una donna possa rifiutare un'offerta di matrimonio. Un uomo immagina sempre\nimmagina che una donna sia pronta per qualsiasi persona che glielo chieda.\n\n Sciocchezze! Un uomo non immagina nulla del genere. Ma qual \u00e8 il\nsignificato di questo? Harriet Smith rifiuta Robert Martin? Una follia, se \u00e8 cos\u00ec.\nma spero che vi stiate sbagliando.\n\n Ho visto la sua risposta! Niente potrebbe essere pi\u00f9 chiaro.\n\n Hai visto la sua risposta! Hai scritto anche la sua risposta. Emma, questa \u00e8 la tua\nfatto. L'hai convinta a rifiutarlo.\n\n E se lo facessi (cosa che, comunque, sono ben lungi dal permettere) non sentirei di aver fatto un torto.\nnon sentirei di aver fatto un torto. Mr. Martin \u00e8 un giovane molto rispettabile,\nma non posso ammettere che sia all'altezza di Harriet; e sono piuttosto sorpreso\nche si sia azzardato a rivolgersi a lei. Secondo il vostro racconto, sembra\nsembra che abbia avuto qualche scrupolo. \u00c8 un peccato che siano mai stati\nsuperati.\n\n Non \u00e8 all'altezza di Harriet! esclam\u00f2 Mr. Knightley a voce alta e calda; e con pi\u00f9 calma aggiunse, un attimo dopo, \"No, non \u00e8 all'altezza di Harriet\".\ncon pi\u00f9 calma, aggiunse, pochi istanti dopo, \"No, non \u00e8\nnon \u00e8 un suo pari, perch\u00e9 \u00e8 superiore a lei sia in senso che in\nsituazione. Emma, la tua infatuazione per quella ragazza ti acceca. Quali sono le pretese di\nHarriet Smith, sia per nascita, natura o educazione, a qualsiasi\nrelazione superiore a quella di Robert Martin? \u00c8 la figlia naturale di\ndi non si sa chi, probabilmente senza alcuna pensione e\ne di certo non ha parenti rispettabili. \u00c8 conosciuta solo come\ncome istitutrice di una scuola comune. Non \u00e8 una ragazza assennata, n\u00e9 una ragazza\ndi informazioni. Non le \u00e8 stato insegnato nulla di utile, ed \u00e8 troppo\ngiovane e troppo semplice per aver acquisito qualcosa da sola. Alla sua et\u00e0 non pu\u00f2\nnon pu\u00f2 avere alcuna esperienza e, con il suo scarso ingegno, non \u00e8 molto probabile che\ndi averne mai avute di utili. \u00c8 carina e ha un buon\ntemperamento, e questo \u00e8 tutto. L'unico scrupolo che ho avuto nel consigliare l'abbinamento \u00e8 stato per\ndi lui, perch\u00e9 non era all'altezza dei suoi meriti e non era un buon partito per lui.\nHo pensato che, per quanto riguarda la fortuna, con ogni probabilit\u00e0 avrebbe potuto fare molto meglio;\ne che per quanto riguarda una compagna razionale o un'utile compagna, non avrebbe potuto fare di\npeggiore. Ma non potevo ragionare in questo modo con un uomo innamorato, ed ero disposta a fidarmi\nche non ci fosse nulla di male in lei, che avesse quel genere di\nche, in buone mani, come le sue, potesse essere facilmente guidata per il verso giusto\ne avere un esito molto positivo. Il vantaggio dell'incontro lo ritenevo tutto dalla\ne non avevo il minimo dubbio (n\u00e9 ce l'ho adesso) che ci sarebbe stato un\nche ci sarebbe stato un grido generale sulla sua estrema fortuna. Anche la _vostra_\nsoddisfazione me ne assicurai. Mi \u00e8 passato subito per la testa che\nche non ti sarebbe dispiaciuto che la tua amica lasciasse Highbury, per il bene di lei\ndi essersi sistemata cos\u00ec bene. Ricordo di aver detto a me stessa: \"Persino Emma, con tutta la sua\ncon tutta la sua predilezione per Harriet, penser\u00e0 che questo \u00e8 un buon partito.\n\n Non posso fare a meno di meravigliarmi che tu conosca cos\u00ec poco Emma da dire\nuna cosa del genere. Cosa pensate che un agricoltore, (e con tutto il suo buon senso e tutto il suo\nil signor Martin non \u00e8 niente di pi\u00f9) un buon partito per la mia intima amica!\namica! Non rimpiangere che abbia lasciato Highbury per sposare un uomo\nche non potrei mai ammettere come mio conoscente! Mi meraviglio che tu\nche tu possa pensare che io possa avere tali sentimenti. Vi assicuro\nche i miei sono molto diversi. Devo pensare che la vostra affermazione non sia affatto corretta.\nNon siete giusti nei confronti delle pretese di Harriet. Sarebbero valutate in modo molto\nMartin pu\u00f2 essere il pi\u00f9 ricco tra i due, ma \u00e8 senza dubbio inferiore a lei come rango\nMartin pu\u00f2 essere il pi\u00f9 ricco dei due, ma \u00e8 indubbiamente il suo inferiore come rango in\nsociet\u00e0. La sfera in cui lei si muove \u00e8 molto al di sopra della sua. Sarebbe una\ndegradazione.\n\n Una degradazione all'illegittimit\u00e0 e all'ignoranza, per essere sposata con un\nrispettabile e intelligente agricoltore gentiluomo!\n\n Per quanto riguarda le circostanze della sua nascita, anche se in senso giuridico pu\u00f2 essere chiamata\nessere chiamata Nessuno, ci\u00f2 non vale per il senso comune. Non deve pagare per l'offesa di altri\nper l'offesa altrui, essendo tenuta al di sotto del livello di coloro con cui\ncon cui \u00e8 cresciuta. Non c'\u00e8 dubbio che il padre sia un gentiluomo e un signore\nsuo padre \u00e8 un gentiluomo e un gentiluomo di fortuna. Il suo assegno \u00e8 molto\nmolto liberale; non le \u00e8 mai stato negato nulla per il suo miglioramento o la sua\ncomodit\u00e0. Che sia una figlia di gentiluomo, per me \u00e8 indubbio; che frequenti le figlie di gentiluomini \u00e8\nche frequenti le figlie di gentiluomini, nessuno, credo, lo negher\u00e0.\nnegher\u00e0. \u00c8 superiore al signor Robert Martin.\n\n Chiunque siano i suoi genitori, disse il signor Knightley, chiunque possa averla\ndi lei, non sembra che sia stato parte del loro piano di\nloro progetto di introdurla in quella che si potrebbe definire la buona societ\u00e0.\nDopo aver ricevuto un'educazione molto indifferente, viene lasciata nelle mani di Mrs.\nGoddard per spostarsi come pu\u00f2; per muoversi, in breve, nella linea di Mrs.\nGoddard, per fare la sua conoscenza. Le sue amiche\nevidentemente pensavano che questo fosse sufficiente per lei; e lo era.\nLei stessa non desiderava nulla di meglio. Finch\u00e9 non avete scelto di trasformarla in un\namica, la sua mente non aveva alcuna avversione per il proprio ambiente, n\u00e9 alcuna ambizione\nal di l\u00e0 di esso. In estate era il pi\u00f9 possibile felice con i Martin.\nAllora non aveva alcun senso di superiorit\u00e0. Se lo ha ora, glielo avete dato voi.\nl'avete dato voi. Non sei stata amica di Harriet Smith, Emma. Robert Martin non avrebbe\nRobert Martin non sarebbe mai arrivato a tanto, se non si fosse sentito convinto che lei non fosse\nche lei non fosse disincantata nei suoi confronti. Lo conosco bene. Ha troppi sentimenti veri\nper rivolgersi a una donna in base a una passione egoistica. E per quanto riguarda\npresunzione, \u00e8 il pi\u00f9 lontano da essa di tutti gli uomini che conosco. Ci creda...\nha avuto un incoraggiamento.\n\nA Emma conveniva non rispondere direttamente a questa affermazione.\naffermazione; scelse piuttosto di riprendere la sua linea dell'argomento\ndi nuovo.\n\n Lei \u00e8 un amico molto affettuoso di Mr. Martin, ma, come ho gi\u00e0 detto, \u00e8 ingiusto nei confronti di Harriet.\ningiusto nei confronti di Harriet. Le pretese di Harriet di sposarsi bene non sono cos\u00ec\nspregevoli come le rappresentate. Non \u00e8 una ragazza intelligente, ma ha un senso\nha pi\u00f9 buon senso di quanto voi sappiate, e non merita che si parli della sua\nla sua comprensione in modo cos\u00ec superficiale. Rinunciando a questo punto,\ne supponendo che sia, come la descrivete voi, solo bella e\ne di buon carattere, mi permetta di dirle che, nella misura in cui li possiede,\nnon sono raccomandazioni banali per il mondo in generale, perch\u00e9 lei\n\u00e8 una bella ragazza e deve essere considerata tale da novantanove persone su cento.\npersone su cento; e finch\u00e9 non appare che gli uomini sono molto pi\u00f9\nfilosofico sul tema della bellezza di quanto si creda;\nfinch\u00e9 non si innamoreranno di menti ben informate invece che di bei visi.\nuna ragazza, con un'avvenenza come quella di Harriet, ha la certezza di essere ammirata e ricercata.\ndi essere ammirata e ricercata, di avere il potere di scegliere tra\ntra tanti, di conseguenza ha la pretesa di essere simpatica. Anche il suo buon carattere non \u00e8\nnon \u00e8 una pretesa cos\u00ec lieve, in quanto comprende una reale e completa\ndolcezza di carattere e di modi, un'opinione molto umile di s\u00e9 e una grande disponibilit\u00e0 a compiacere gli altri.\nuna grande disponibilit\u00e0 a compiacere gli altri. Mi sbaglio di grosso\nse il vostro sesso, in generale, non ritenga tale bellezza e tale temperamento\ntemperamento, le pi\u00f9 alte pretese che una donna possa possedere.\n\n Parola mia, Emma, sentirvi abusare della ragione che avete \u00e8 quasi\n\u00e8 quasi sufficiente a far s\u00ec che lo pensi anch'io. Meglio essere privi di senno, piuttosto che abusarne\ncome fai tu.\n\n Certo! grid\u00f2 lei scherzosamente.  So che questo \u00e8 il sentimento di tutti voi.\ntutti voi. So che una ragazza come Harriet \u00e8 esattamente ci\u00f2 che ogni uomo\nuomo si diletta in ci\u00f2 che ammalia i suoi sensi e soddisfa il suo giudizio.\ngiudizio. Oh! Harriet pu\u00f2 scegliere e scegliere. Se voi stessi doveste mai sposarvi\nsposarvi, lei \u00e8 la donna giusta per voi. E lei, a diciassette anni, si sta appena\nappena entrata nella vita, che ha appena iniziato a farsi conoscere, che si meraviglia\nperch\u00e9 non accetta la prima offerta che riceve? No, lasciate che\nlasciatele il tempo di guardarsi intorno.\n\n Ho sempre pensato che fosse un'intimit\u00e0 molto sciocca, disse il signor Knightley.\nKnightley, anche se ho tenuto i miei pensieri per me; ma ora mi rendo conto che sar\u00e0\npercepisco che sar\u00e0 molto sfortunata per Harriet. Lei\nla gonfierete di idee tali sulla sua bellezza e su ci\u00f2 che le spetta, che in poco tempo\nche, in breve tempo, nessuno alla sua portata sar\u00e0 abbastanza buono per lei.\nabbastanza per lei. La vanit\u00e0, lavorando su una testa debole, produce ogni sorta di\nmalizia. Non c'\u00e8 niente di pi\u00f9 facile che una giovane donna si faccia aspettative troppo alte.\ntroppo alte. La signorina Harriet Smith non trover\u00e0 offerte di matrimonio cos\u00ec rapide, anche se \u00e8 una ragazza molto carina.\nveloce, anche se \u00e8 una ragazza molto carina. Gli uomini di buon senso, qualunque cosa\nche si voglia dire, non vogliono mogli sciocche. Gli uomini di famiglia non sarebbero molto\ndi famiglia non sarebbero molto propensi a legarsi a una ragazza cos\u00ec oscura e i pi\u00f9 prudenti\nuomini prudenti temerebbero gli inconvenienti e il disonore in cui potrebbero essere coinvolti\ndi essere coinvolti, quando il mistero della sua discendenza venisse svelato.\nrivelato il mistero della sua discendenza. Lasciatela sposare con Robert Martin e sar\u00e0 al sicuro, rispettabile e felice per sempre,\ne felice per sempre; ma se la incoraggiate ad aspettarsi di sposare\ne le insegnate a non accontentarsi di niente di meno che di un uomo di\ne di una grande fortuna, potr\u00e0 essere una pensionante di Mrs.\nGoddard per il resto della sua vita o, almeno, (perch\u00e9 Harriet Smith \u00e8 una ragazza che sposer\u00e0\nHarriet Smith \u00e8 una ragazza che si sposer\u00e0 con qualcuno o con qualcun altro) fino a quando non diventer\u00e0 disperata e\ne sar\u00e0 lieta di accalappiare il figlio del vecchio maestro di scrittura.\n\n Su questo punto la pensiamo in modo cos\u00ec diverso, signor Knightley, che \u00e8 inutile\nche non c'\u00e8 motivo di discuterne. Ci faremo solo arrabbiare di piu' l'un l'altro.\narrabbiati. Ma per quanto riguarda il fatto che io le permetta di sposare Robert Martin, e'...\n\u00e8 impossibile; lo ha rifiutato, e in modo cos\u00ec deciso, credo, da impedire\nche deve impedire una seconda richiesta. Deve sopportare il male di averlo\ndi averlo rifiutato, qualunque esso sia; e per quanto riguarda il rifiuto stesso, non pretender\u00f2 di dire che potrei\nnon pretender\u00f2 di dire che non avrei potuto influenzarla un po'; ma vi assicuro che non c'era molto da fare per me.\nvi assicuro che c'era ben poco da fare per me o per chiunque altro. Il suo\naspetto \u00e8 talmente a suo sfavore e il suo modo di fare \u00e8 talmente pessimo che, se mai fosse disposta a favorirlo, non avrebbe potuto\nse mai fosse stata disposta a favorirlo, ora non lo \u00e8 pi\u00f9. Posso immaginare che\nprima di aver visto qualcuno di superiore, avrebbe potuto tollerarlo. Era\nera il fratello dei suoi amici e si preoccupava di compiacerla; e in generale, non avendo visto nessuno di meglio (e non avendo visto nessuno di meglio)\ncomplessivamente, non avendo visto nessuno di meglio (che deve essere stato il suo grande\nassistente) non avrebbe potuto trovarlo sgradevole mentre era ad Abbey-Mill.\nsgradevole. Ma ora la situazione \u00e8 cambiata. Ora sa cosa sono i gentiluomini\ne solo un gentiluomo, per educazione e modi di fare, ha qualche possibilit\u00e0 di\ncon Harriet.\n\n Sciocchezze, sciocchezze errate, come mai se ne sono dette! grid\u00f2 Mr.\nKnightley. Le maniere di Robert Martin hanno senso, sincerit\u00e0 e\ne buonumore per raccomandarli; e la sua mente ha pi\u00f9 vera gentilezza\ndi quanto Harriet Smith possa capire.\n\nEmma non rispose e cerc\u00f2 di sembrare allegramente indifferente, ma in realt\u00e0 si sentiva a disagio e desiderava fortemente che lui se ne andasse.\nin realt\u00e0 si sentiva a disagio e desiderava fortemente che lui se ne andasse. Non si pent\u00ec di ci\u00f2 che aveva fatto\nnon si pentiva di quello che aveva fatto; si riteneva ancora un giudice migliore\ndi lui in una questione di diritto e raffinatezza femminile;\nma aveva una sorta di rispetto abituale per il suo giudizio in generale,\nche le rendeva sgradevole averlo cos\u00ec fortemente contro di lei; e vederlo seduto di fronte a lei in uno stato di rabbia\nseduto proprio di fronte a lei in stato di collera, era molto sgradevole.\nTrascorsero alcuni minuti in questo sgradevole silenzio, con un solo tentativo da parte di Emma di parlare di\nda parte di Emma di parlare del tempo, ma lui non rispose. Stava\npensando. Il risultato dei suoi pensieri apparve infine in queste parole.\n\n Robert Martin non ha una grande perdita se riesce a pensarlo; e spero che non passer\u00e0 molto tempo prima che lo faccia.\nspero che non passer\u00e0 molto tempo prima che lo faccia. Le sue idee su Harriet sono note solo a lei\nma dato che non fa mistero del suo amore per i matrimoni, \u00e8 lecito supporre che abbia idee, piani e progetti.\n\u00e8 lecito supporre che abbia opinioni, piani e progetti; e come amica mi limiter\u00f2 ad accennarle\ncome amico vi accenner\u00f2 che se Elton \u00e8 l'uomo giusto, credo che sar\u00e0\nche tutto il lavoro sar\u00e0 vano.\n\nEmma si mise a ridere e rifiut\u00f2. Lui continu\u00f2,\n\n Ci creda, Elton non lo far\u00e0. Elton \u00e8 un uomo molto buono,\ne un rispettabilissimo vicario di Highbury, ma non \u00e8 affatto propenso a fare\nun'unione imprudente. Conosce il valore di una buona rendita come chiunque altro.\npersona. Elton pu\u00f2 parlare in modo sentimentale, ma agir\u00e0 in modo razionale. \u00c8\nconosce bene le sue pretese, come voi potete conoscere quelle di Harriet.\nSa di essere un giovane molto bello e di essere molto amato ovunque vada.\novunque vada; e dal suo modo generale di parlare nei momenti senza riserve\nsenza riserve, quando ci sono solo uomini presenti, sono convinta che non intenda\nche non abbia intenzione di buttarsi via. L'ho sentito parlare con grande\ndi una grande famiglia di giovani donne con cui le sue sorelle sono intime.\nsorelle, che hanno tutte ventimila sterline a testa.\n\n Vi sono molto grata\", disse Emma, ridendo di nuovo.  Se mi fossi\nse avessi voluto che Mr. Elton sposasse Harriet, sarebbe stato molto gentile\ngentilezza aprirmi gli occhi; ma al momento voglio tenere Harriet solo per me.\nper me. Ho smesso di fare matrimoni. Non potrei mai sperare di\ndi eguagliare le mie azioni a Randalls. Lascer\u00f2 perdere finch\u00e9 star\u00f2 bene.\n\n Buongiorno a voi\", disse, alzandosi e allontanandosi bruscamente. Era\nmolto irritato. Sentiva la delusione del giovane, ed era\ndelusione del giovane e si sentiva mortificato per essere stato il mezzo per promuoverla, con la sanzione che\ne la parte che, secondo lui, Emma aveva preso nella vicenda, lo provocava oltremodo.\nvicenda, lo provocava oltremodo.\n\nAnche Emma rimase in uno stato di irritazione, ma c'era pi\u00f9\nindistinzione nelle cause di lei che in quelle di lui. Non sempre si sentiva\nnon si sentiva sempre cos\u00ec assolutamente soddisfatta di se stessa, cos\u00ec completamente convinta che\nche le sue opinioni fossero giuste e quelle del suo avversario sbagliate, come il signor Knightley. Lui\nse ne and\u00f2 con un'autoapprovazione pi\u00f9 completa di quella che aveva lasciato a lei. Lei\nTuttavia, non era cos\u00ec materialmente abbattuta, ma che un po' di tempo e il ritorno di Harriet\nil ritorno di Harriet furono un adeguato ricostituente. Harriet\nHarriet, che era rimasta lontana cos\u00ec a lungo, cominciava a metterla a disagio. La possibilit\u00e0\nche il giovane venisse da Mrs. Goddard quella mattina e si incontrasse con Harriet e\nHarriet e di perorare la propria causa, le dava idee allarmanti. Il timore\ndi un tale fallimento divenne l'inquietudine principale e quando\nHarriet si present\u00f2, di ottimo umore e senza avere alcun\nmotivo per la sua lunga assenza, prov\u00f2 una soddisfazione che\nche l'ha rasserenata e l'ha convinta che Mr.\nKnightley pensasse o dicesse quello che voleva, lei non aveva fatto nulla che\nche l'amicizia e i sentimenti di una donna non avrebbero giustificato.\n\nLe aveva fatto un po' di paura Mr. Elton; ma quando consider\u00f2 che Mr.\nche Mr. Knightley non avrebbe potuto osservarlo come aveva fatto lei, n\u00e9 con l'interesse n\u00e9 (deve permettersi di dirlo a se stessa)\nn\u00e9 con l'interesse, n\u00e9 (deve ammettere a se stessa, nonostante le pretese di Mr.\nMr. Knightley) con l'abilit\u00e0 di un osservatore su una questione come la sua.\nuna domanda come la sua, che lui l'aveva pronunciata frettolosamente e con rabbia,\nera in grado di credere che avesse detto piuttosto ci\u00f2 che voleva\nrisentito di essere vero, piuttosto che quello di cui era a conoscenza. Sicuramente\nElton avrebbe potuto parlare con pi\u00f9 disinvoltura di quanto lei avesse mai fatto.\ne Mr. Elton poteva non essere di indole imprudente e sconsiderata in materia di\ndi denaro; poteva essere naturalmente pi\u00f9 attento che altro alle questioni\ndi denaro; poteva naturalmente essere pi\u00f9 attento che altro a loro; ma Mr.\nl'influenza di una forte passione in guerra con tutti i motivi interessati.\nmotivi di interesse. Mr. Knightley non vedeva questa passione e, naturalmente, non pensava ai suoi effetti.\nnon pensava ai suoi effetti; ma lei ne vedeva troppa per dubitare che potesse\ndubbio che essa superasse qualsiasi esitazione che una ragionevole prudenza\nprudenza avrebbe potuto suggerire all'inizio; e pi\u00f9 che un grado ragionevole e\ndi prudenza, era molto sicura che non appartenesse a Mr. Elton.\n\nLo sguardo e i modi allegri di Harriet stabilirono il suo: torn\u00f2 non a pensare a Mr.\na pensare al signor Martin, ma a parlare del signor Elton. La signorina Nash le aveva\nNash le aveva raccontato qualcosa, che lei ripet\u00e9 subito con grande\npiacere. Mr. Perry era stato da Mrs. Goddard per assistere un bambino malato,\ne Miss Nash lo aveva visto, e lui aveva detto a Miss Nash che mentre tornava ieri da Clayton Park\ntornando ieri da Clayton Park, aveva incontrato Mr. Elton e aveva scoperto, con sua grande sorpresa, che Mr.\ncon sua grande sorpresa, che Mr. Elton era in realt\u00e0 in viaggio verso\nLondra, e che non intendeva tornare prima di domani, anche se era la sera del\nserata del whist-club, alla quale non era mai mancato prima d'ora; e Mr.\nPerry lo aveva rimproverato, dicendogli quanto fosse squallido per lui, il loro miglior giocatore, non\nche lui, il loro miglior giocatore, si assentasse, e aveva cercato in tutti i modi di convincerlo a rimandare\ndi convincerlo a rimandare il suo viaggio di un solo giorno; ma non sarebbe bastato.\nMr. Elton era deciso a partire e aveva detto, in modo molto\nin modo particolare, che stava andando per affari che non avrebbe\nnon avrebbe rimandato per nessun motivo al mondo; e qualcosa a proposito di una commissione molto\ncommissione invidiabile e di essere il portatore di qualcosa di estremamente\nprezioso. Il signor Perry non riusc\u00ec a capire bene, ma era molto\nsicuro che ci fosse una _donna_ nel caso, e glielo disse; e Mr.\nElton si limit\u00f2 ad avere un'aria molto consapevole e sorridente, e se ne and\u00f2 di gran lena.\ndi buon umore. Miss Nash le aveva raccontato tutto questo, e aveva parlato molto\nancora di Mr. Elton; e disse, guardandola in modo cos\u00ec significativo,\n che non pretendeva di capire quali potessero essere gli affari di Mr.\nsapeva solo che qualsiasi donna che Mr. Elton avesse potuto preferire, lei avrebbe ritenuto\nElton, avrebbe dovuto considerarsi la donna pi\u00f9 fortunata del mondo, perch\u00e9, senza dubbio, Mr.\nElton non aveva eguali per bellezza o gradevolezza.\n\n\n\n\nCAPITOLO IX\n\n\nMr. Knightley avrebbe potuto litigare con lei, ma Emma non poteva litigare con\nse stessa. Lui era cos\u00ec scontento che pass\u00f2 pi\u00f9 tempo del solito\nprima che tornasse a Hartfield; e quando si incontrarono, il suo sguardo grave\nsguardo grave dimostrava che lei non era stata perdonata. Era dispiaciuta, ma non poteva\npentirsi. Al contrario, i suoi piani e le sue azioni erano sempre pi\u00f9\ngiustificati e apprezzati dalle apparenze generali dei giorni successivi.\ngiorni successivi.\n\nIl quadro, elegantemente incorniciato, giunse a destinazione poco dopo il ritorno di Mr.\nElton, ed essendo appeso sopra la mensola del salotto comune, si alz\u00f2 per guardarlo e sospir\u00f2 per la met\u00e0 della sua vita.\nsalotto, lui si alz\u00f2 per guardarlo e sospir\u00f2 le sue mezze frasi di ammirazione, come era giusto che fosse.\nfrasi di ammirazione, come era giusto che fosse; e per quanto riguarda i sentimenti di Harriet\nHarriet, i suoi sentimenti si stavano visibilmente trasformando in un attaccamento forte e costante come la sua\nforte e costante che la sua giovinezza e il suo tipo di mente consentivano. Emma fu\nEmma fu presto perfettamente convinta che il signor Martin non fosse ricordato in altro modo,\ndi Mr. Martin non fosse ricordato in altro modo, se non per il contrasto con Mr.\nper quest'ultimo.\n\nI suoi propositi di migliorare la mente della sua piccola amica, attraverso una grande quantit\u00e0 di\nlettura e di conversazione utili, non aveva ancora portato a pi\u00f9 di qualche\nprimi capitoli e l'intenzione di continuare domani. Era molto\nmolto pi\u00f9 facile chiacchierare che studiare; molto pi\u00f9 piacevole lasciare che la sua immaginazione\ndi Harriet, piuttosto che sforzarsi di allargare la sua comprensione o di esercitarla\ndi ampliare la sua comprensione o di esercitarla su fatti sobri; e l'unica attivit\u00e0 letteraria che\nletterario che impegnava Harriet in questo momento, l'unica disposizione mentale che stava\nche stava facendo per la sera della vita, era raccogliere e trascrivere\ntutti gli indovinelli di ogni genere che riusciva a trovare, in un sottile quarto di carta\nquarto di carta pressata a caldo, confezionato dalla sua amica e ornato con\ncifrari e trofei.\n\nIn quest'epoca di letteratura, collezioni di questo tipo, su scala molto grande, non sono\nnon sono rare. Miss Nash, direttrice della scuola di Mrs. Goddard, ne aveva scritti almeno trecento.\nalmeno trecento; e Harriet, che ne aveva preso il primo accenno da lei, sperava, con Miss Woodhouse, di poterne fare una raccolta.\ndi lei, sperava, con l'aiuto di Miss Woodhouse, di ottenerne molte di pi\u00f9.\naltri. Emma la assisteva con la sua inventiva, la sua memoria e il suo gusto; e poich\u00e9 Harriet scriveva in una mano molto graziosa.\nHarriet scriveva con una mano molto bella, era probabile che si trattasse di una sistemazione di\ndi prim'ordine, sia per la forma che per la quantit\u00e0.\n\nIl signor Woodhouse era interessato all'affare quasi quanto le ragazze.\nragazze, e cercava molto spesso di ricordare qualcosa che valesse la pena di mettere\ndi essere messo in pratica.  Con tutti gli indovinelli intelligenti che c'erano quando era giovane, si meravigliava di non riuscire a ricordarli!\nsi meravigliava di non riuscire a ricordarli, ma sperava di riuscirci col tempo.\nE finiva sempre con Kitty, una cameriera bella ma gelida.\n\nAnche il suo buon amico Perry, con cui aveva parlato dell'argomento, non ricordava al momento nulla del tipo di indovinello.\nal momento non ricordava nulla del tipo di indovinello; ma aveva chiesto a Perry di stare in guardia.\naveva chiesto a Perry di stare all'erta e, dato che andava molto in giro,\npensava che da l\u00ec potesse arrivare qualcosa.\n\nNon era assolutamente desiderio di sua figlia che gli intelletti di Highbury\nHighbury in generale venissero messi a dura prova. Mr. Elton era l'unico a cui\nl'unico a cui chiese assistenza. Fu invitato a contribuire con qualsiasi enigma, sciarada o\nenigmi, sciarade o enigmi davvero validi che potesse ricordare; e lei ebbe il piacere di vederlo molto\ne lei ebbe il piacere di vederlo all'opera con i suoi ricordi.\ne allo stesso tempo, come poteva percepire, era molto attento\nche nulla di sgradevole, nulla che non fosse un complimento per il sesso\nche non fosse un complimento per il sesso, passasse per le sue labbra. Dovevano a lui i loro\ndue o tre enigmi pi\u00f9 educati; e la gioia e l'esultanza con cui alla fine ricordava\ncon cui alla fine ricordava, e piuttosto sentimentalmente recitava, quella ben nota\nsciarada,\n\nIl mio primo denota l'afflizione,\n    che il mio secondo \u00e8 destinato a sentire\nE il mio insieme \u00e8 il miglior antidoto\n    che l'afflizione ammorbidisce e guarisce.\n\n\nle dispiacque riconoscere che l'avevano gi\u00e0 trascritta alcune\npagine fa.\n\n Perch\u00e9 non ne scrivete una voi stesso per noi, Mr. Elton? disse lei;\n \u00e8 l'unica sicurezza per la sua freschezza; e niente potrebbe essere pi\u00f9 facile per voi.\npi\u00f9 facile per voi.\n\n Oh no! Non aveva mai scritto, quasi mai, nulla del genere in vita sua.\nvita. Che stupido! Temeva che nemmeno la signorina Woodhouse\nsi ferm\u00f2 un attimo o la signorina Smith potesse ispirarlo.\n\nIl giorno successivo, tuttavia, ebbe una prova dell'ispirazione. Egli chiam\u00f2\nper pochi istanti, solo per lasciare un foglio di carta sul tavolo\ncontenente, come disse, una sciarada che un suo amico aveva indirizzato a una giovane donna\na una giovane donna, oggetto della sua ammirazione, ma che, dal suo modo di fare, Emma era subito convinta dovesse essere\nEmma si convinse subito che doveva essere la sua.\n\n Non lo offro per la collezione della signorina Smith, disse.  Essendo mio\namico, non ho il diritto di esporlo in alcun modo agli occhi del pubblico,\nma forse non vi dispiacer\u00e0 guardarlo.\n\nIl discorso era pi\u00f9 rivolto a Emma che a Harriet, cosa che Emma poteva\ncapire. C'era una profonda consapevolezza in lui, e trovava pi\u00f9 facile incontrare lo sguardo di lei che quello dell'amica.\npi\u00f9 facile incontrare il suo sguardo che quello della sua amica.\ndopo un altro momento di pausa,\n\n Prendi, disse Emma, sorridendo, e spingendo il foglio verso Harriet.\nHarriet \u00e8 per te. Prendi il tuo.\n\nMa Harriet era in preda a un tremito e non riusc\u00ec a toccarlo; ed Emma, che non \u00e8 mai\ndi essere la prima, fu costretta a esaminarlo lei stessa.\n\nAlla signorina\n\n\nCHARADE.\n\n\nLa mia prima mostra la ricchezza e lo sfarzo dei re,\n    Signori della terra! Il loro lusso e il loro agio.\nUn'altra visione dell'uomo, la mia seconda,\n    Guardatelo l\u00ec, il monarca dei mari!\n\nMa ah! uniti, quale rovescio abbiamo!\n    Il potere e la libert\u00e0 di cui l'uomo si vantava sono stati spazzati via;\nSignore della terra e del mare, si piega a uno schiavo,\n    e la donna, la bella donna, regna da sola.\n\n    La tua prontezza di spirito sar\u00e0 presto soddisfatta dalla parola,\n    Che la sua approvazione possa brillare in quell'occhio tenero!\n\n\nCi butt\u00f2 l'occhio sopra, riflett\u00e9, colse il significato, lo rilesse per essere del tutto sicura e per essere padrona dei versi.\nper essere del tutto sicura e padrona delle righe, e poi\npassandola ad Harriet, si sedette felicemente sorridendo e dicendo a se stessa,\nmentre Harriet si interrogava sul foglio nella confusione della speranza e della noia.\ne ottusit\u00e0, \"Molto bene, Mr. Elton, molto bene. Ho letto cose peggiori\nsciarade. _Courtship_ \u00e8 un ottimo suggerimento. Ve ne do atto. Questo\n\u00e8 sentire la tua strada. Questo \u00e8 dire molto chiaramente Prego, signorina Smith,\nmi conceda il permesso di rivolgerle i miei discorsi. Approvi la mia farsa e le mie\nintenzioni con lo stesso sguardo.\n\nPossa la sua approvazione brillare in quell'occhio tenero!\n\n\nHarriet esattamente. Morbida \u00e8 la parola giusta per definire il suo occhio, la pi\u00f9 giusta che si possa dare.\npi\u00f9 giusto che si possa dare.\n\nLa tua prontezza di spirito sar\u00e0 presto soddisfatta dalla parola.\n\n\nLa prontezza di spirito di Harriet! Tanto meglio. Un uomo deve essere molto innamorato\ninnamorato, per descriverla cos\u00ec. Ah! Mr. Knightley, vorrei che aveste il beneficio di questo.\nbeneficio di questo; credo che questo vi convincerebbe. Per una volta nella vostra vita\nsareste obbligato a riconoscere di esservi sbagliato. Un'eccellente farsa\ndavvero! E molto utile allo scopo. Le cose devono arrivare presto a una crisi\nora.\n\nFu costretta a interrompere queste piacevolissime osservazioni,\nche altrimenti si sarebbero dilungate molto, a causa della\ndalla foga delle domande di Harriet.\n\n Cosa pu\u00f2 essere, Miss Woodhouse? Cosa pu\u00f2 essere? Non ne ho la minima idea.\nnon riesco minimamente a indovinare. Cosa pu\u00f2 essere? Cercate di scoprirlo\na scoprirlo, Miss Woodhouse. Mi aiuti. Non ho mai visto una cosa cos\u00ec difficile. \u00c8\n\u00e8 il regno? Mi chiedo chi sia l'amico e chi possa essere la giovane donna.\ndonna. Pensate che sia una bella donna? Pu\u00f2 essere una donna?\n\nE la donna, la bella donna, regna da sola.\n\n\nPu\u00f2 essere Nettuno?\n\nGuardatelo l\u00ec, il monarca dei mari!\n\n\nO un tridente? O una sirena? O uno squalo? Oh, no! Squalo \u00e8 solo una\nsillaba. Deve essere molto intelligente, altrimenti non l'avrebbe portato. Oh!\nMiss Woodhouse, pensa che lo scopriremo mai?\n\n Sirene e squali! Sciocchezze! Mia cara Harriet, a cosa stai pensando?\na cosa stai pensando? A cosa servirebbe che ci portasse una farsa fatta da un amico su una sirena o uno squalo?\namico su una sirena o uno squalo? Dammi il giornale e ascolta.\n\nPer Miss , leggere Miss Smith.\n\nLa mia prima mostra la ricchezza e lo sfarzo dei re,\n    Signori della terra! Il loro lusso e il loro agio.\n\n\nQuesto \u00e8 _il tribunale_.\n\nUn'altra visione dell'uomo, la mia seconda porta;\n    Guardatelo l\u00ec, il monarca dei mari!\n\n\nQuesta \u00e8 la \"nave\"; pi\u00f9 semplice di cos\u00ec non si pu\u00f2. Ora la crema.\n\nMa ah! uniti, (_courtship_, sapete,) quale rovescio abbiamo!\n    Il potere e la libert\u00e0 di cui l'uomo si vantava sono stati spazzati via.\nSignore della terra e del mare, si piega a uno schiavo,\n    e la donna, la bella donna, regna da sola.\n\n\nUn complimento molto appropriato! E poi segue la domanda, che credo, mia cara Harriet, non trovi molte difficolt\u00e0 ad accogliere.\nmia cara Harriet, non troverai molte difficolt\u00e0 a\ncomprendere. Leggila con comodo per te stessa. Non c'\u00e8 dubbio che sia stata scritta\nche sia stata scritta per te e a te.\n\nHarriet non pot\u00e9 resistere a lungo a una cos\u00ec piacevole persuasione. Lesse le\nrighe conclusive ed era tutta un fremito di felicit\u00e0. Non riusciva a\nparlare. Ma non voleva parlare. Le bastava sentire.\nEmma parl\u00f2 per lei.\n\n C'\u00e8 un significato cos\u00ec preciso e cos\u00ec particolare in questo complimento,\ndisse lei, che non posso avere dubbi sulle intenzioni di Mr. Elton. Voi\nsiete il suo oggetto e ne riceverete presto la prova pi\u00f9 completa. I\npensavo che dovesse essere cos\u00ec. Credevo di non poter essere cos\u00ec ingannata; ma ora \u00e8 chiaro,\n\u00e8 chiaro; lo stato della sua mente \u00e8 chiaro e deciso, cos\u00ec come lo sono stati i miei\ndesideri sull'argomento da quando ti conosco. S\u00ec, Harriet,\nda tanto tempo desideravo che si verificasse proprio la circostanza che\nsi \u00e8 verificata. Non ho mai saputo dire se un legame tra te e Mr.\nMr. Elton fosse il pi\u00f9 auspicabile o il pi\u00f9 naturale. La sua probabilit\u00e0 e la sua\nprobabilit\u00e0 e l'ammissibilit\u00e0 si sono davvero equivalse! Sono molto felice. I\ncongratularmi con te, mia cara Harriet, con tutto il mio cuore. Questo \u00e8 un\nattaccamento che una donna pu\u00f2 sentirsi orgogliosa di aver creato. \u00c8 un\nlegame che non offre nulla di buono. Ti dar\u00e0 tutto ci\u00f2 che\nconsiderazione, indipendenza, una casa vera e propria.\ndi tutti i vostri veri amici, vicino a Hartfield e a me, e confermer\u00e0 la nostra intimit\u00e0\nHartfield e a me, e confermer\u00e0 la nostra intimit\u00e0 per sempre. Questa, Harriet, \u00e8 un'alleanza\nche non potr\u00e0 mai far arrossire nessuno dei due.\n\n Cara Miss Woodhouse! e Cara Miss Woodhouse, fu tutto ci\u00f2 che Harriet,\ncon molti abbracci teneri, riusc\u00ec ad articolare all'inizio; ma quando arrivarono a qualcosa di pi\u00f9\nqualcosa di pi\u00f9 simile a una conversazione, fu sufficientemente chiaro all'amica che\nche la sua amica vedeva, sentiva, prevedeva e ricordava proprio come\ncome avrebbe dovuto. La superiorit\u00e0 di Mr. Elton era ampiamente riconosciuta.\n\n Qualsiasi cosa tu dica \u00e8 sempre giusta, disse Harriet, e quindi suppongo, credo e spero che sia cos\u00ec.\nsupporre, credere e sperare che sia cos\u00ec; ma altrimenti non avrei potuto immaginarlo.\nimmaginarlo. \u00c8 molto al di l\u00e0 di qualsiasi cosa io meriti. Mr. Elton,\nche potrebbe sposare chiunque! Non ci possono essere due opinioni su _lui_. Lui\n\u00e8 cos\u00ec superiore. Pensate solo a quei dolci versi Alla signorina .\nCaro mio, che intelligenza! Potrebbe davvero essere destinato a me?\n\n Non posso fare una domanda o ascoltare una domanda su questo. \u00c8 una\ncertezza. Accoglietela a mio giudizio. \u00c8 una sorta di prologo all'opera, un\nuna sorta di prologo al dramma, un motto al capitolo.\nprosa concreta.\n\n \u00c8 una cosa che nessuno poteva aspettarsi. Sono sicuro che un mese fa\nun mese fa, io stesso non ne avevo la pi\u00f9 pallida idea! Le cose pi\u00f9 strane accadono\nsi verificano!\n\n Quando la signorina Smith e il signor Elton si conoscono, lo fanno davvero, ed \u00e8 davvero strano.\n\u00e8 davvero strano; \u00e8 fuori dal corso comune che ci\u00f2 che \u00e8 cos\u00ec evidentemente\nevidentemente, palesemente desiderabile, ci\u00f2 che corteggia il preordinamento di\naltre persone, si trasformi cos\u00ec immediatamente nella forma appropriata.\nVoi e Mr. Elton siete chiamati a raccolta dalla situazione; vi appartenete l'uno all'altro\nvi appartenete l'un l'altro per ogni circostanza delle vostre rispettive case. Il vostro matrimonio\nsar\u00e0 uguale all'incontro a Randalls. Sembra che ci sia un\nqualcosa nell'aria di Hartfield che d\u00e0 all'amore esattamente la giusta\ndirezione, e lo manda proprio nel canale in cui dovrebbe scorrere.\n\nIl corso del vero amore non \u00e8 mai stato regolare\n\n\nUn'edizione Hartfield di Shakespeare avrebbe una lunga nota su questo\npassaggio.\n\n Che Mr. Elton fosse davvero innamorato di me, proprio di me,\nche non lo conosceva, a parlargli, a Michaelmas! E lui, l'uomo pi\u00f9\nuomo piu' bello che sia mai esistito, e un uomo che tutti guardano con ammirazione,\ncome il signor Knightley! La sua compagnia \u00e8 cos\u00ec ricercata che tutti\nche tutti dicono che non ha bisogno di mangiare un solo pasto da solo, se non lo sceglie;\nche ha pi\u00f9 inviti di quanti siano i giorni della settimana. E cos\u00ec\neccellente nella Chiesa! La signorina Nash ha annotato tutti i testi da cui ha predicato da quando \u00e8 arrivato in Chiesa.\nda cui ha predicato da quando \u00e8 arrivato a Highbury. Caro mio! Quando guardo indietro\nalla prima volta che l'ho visto! Quanto poco pensavo! I due abati e io\nIo e i due abati siamo corsi in camera e abbiamo sbirciato attraverso la persiana quando abbiamo sentito che stava\nQuando sentimmo che stava passando, la signorina Nash venne a rimproverarci e si ferm\u00f2 a guardare di l\u00e0.\nTuttavia, di l\u00ec a poco mi richiam\u00f2 e lasci\u00f2 che guardassi anch'io.\ne ha lasciato che guardassi anch'io, il che \u00e8 stato molto bonario. E quanto ci sembrava bello!\nsembrava bello! Era a braccetto con Mr. Cole.\n\n Questa \u00e8 un'alleanza che, a prescindere da quali siano i vostri amici, deve essere\nessere gradita, a patto che almeno abbiano buon senso; e noi non dobbiamo rivolgere la nostra condotta\nnon dobbiamo rivolgere la nostra condotta a degli sciocchi. Se sono ansiosi di vedervi\ndi vedervi sposati felicemente, ecco un uomo il cui carattere amabile ne d\u00e0 la certezza; se sono ansiosi di vedervi sposati\nSe desiderano che vi stabiliate nello stesso paese e nello stesso ambiente che hanno scelto per\npaese e nella stessa cerchia in cui hanno scelto di collocarvi, qui si realizzer\u00e0\nSe il loro unico obiettivo \u00e8 quello di farvi sposare, per dirla con un'espressione comune, con un _bene_.\ncomune, che siate \"ben sposati\", qui c'\u00e8 una fortuna confortevole, un\nrispettabile, l'ascesa nel mondo che deve soddisfarli.\nche li soddisfer\u00e0.\n\n S\u00ec, molto vero. Come parli bene; mi piace ascoltarti. Tu\ncapisci ogni cosa. Lei e Mr. Elton siete uno intelligente quanto l'altro.\nl'altro. Questa farsa! Se avessi studiato un mese, non avrei mai potuto\nfare nulla di simile.\n\n Ho pensato che intendesse mettere alla prova la sua abilit\u00e0, dal modo in cui l'ha rifiutata\nieri.\n\n Penso che sia, senza eccezioni, la migliore farsa che abbia mai letto.\n\n Non ne ho mai letto uno pi\u00f9 a proposito, certamente.\n\n \u00c8 di nuovo lungo come quasi tutti quelli che abbiamo avuto in precedenza.\n\n Non ritengo che la lunghezza sia particolarmente a suo favore. Tali\ncose in generale non possono essere troppo brevi.\n\nHarriet era troppo intenta alle battute per ascoltare. I paragoni pi\u00f9 soddisfacenti\nsoddisfacenti che le si affacciavano alla mente.\n\n Una cosa \u00e8, disse lei, con le guance in fiamme, avere un buon senso come tutti gli altri.\nbuon senso in modo comune, come tutti gli altri, e se c'\u00e8 qualcosa da dire, sedersi e scrivere una lettera e dire proprio quello che\nse c'\u00e8 qualcosa da dire, sedersi e scrivere una lettera, e dire proprio quello che si deve, in modo\ne di scrivere versi e sciarade come questa.\nquesto.\n\nEmma non avrebbe potuto desiderare un rifiuto pi\u00f9 deciso della prosa del signor Martin.\nprosa.\n\n Che righe dolci, ha continuato Harriet in questi due ultimi giorni! Ma come potr\u00f2\nrestituire il giornale o dire che l'ho scoperto? Oh!\nWoodhouse, cosa possiamo fare?\n\n Lasciate fare a me. Non fate nulla. Sar\u00e0 qui questa sera, oserei dire\ne allora glielo restituir\u00f2, e qualche sciocchezza o altro passer\u00e0 tra noi\ntra di noi, e tu non verrai commesso. I vostri occhi dolci\nsceglieranno il loro momento per brillare. Fidatevi di me.\n\n Oh! Miss Woodhouse, che peccato che io non debba scrivere questa bella\nsciarada nel mio libro! Sono sicura di non averne uno altrettanto bello.\n\n Tralasciando le ultime due righe, non c'\u00e8 motivo per non scriverlo nel libro.\nnon scriverlo nel vostro libro.\n\n Ma queste due righe sono\n\n Il migliore di tutti. Concesso; per il godimento privato; e per il godimento privato\npiacere privato, e per il piacere privato, teneteli. Non sono affatto meno scritti, sapete,\nperch\u00e9 li dividete. Il distico non cessa di essere, n\u00e9 il suo significato cambia.\nsignificato cambia. Ma se lo si toglie, cessa ogni _appropriazione_ e rimane un\nuna graziosa sciarada galante, adatta a qualsiasi collezione. Dipende\nche a lui non piacerebbe che la sua farsa venisse trascurata, molto meglio\ndella sua passione. Un poeta innamorato deve essere incoraggiato in entrambe le capacit\u00e0,\no in nessuna delle due. Datemi il libro, lo scriver\u00f2, e poi non ci potr\u00e0 essere\ne poi non ci potr\u00e0 essere alcuna riflessione su di voi.\n\nHarriet si sottomise, anche se la sua mente difficilmente riusciva a separare le parti, in modo da\nper essere sicura che la sua amica non stesse scrivendo una dichiarazione d'amore.\ndichiarazione d'amore. Sembrava un'offerta troppo preziosa per qualsiasi\ndi pubblicit\u00e0.\n\n Non permetter\u00f2 mai che quel libro esca dalle mie mani, disse.\n\n Molto bene, rispose Emma; un sentimento molto naturale; e pi\u00f9 a lungo durer\u00e0, pi\u00f9 mi far\u00e0 piacere.\npi\u00f9 durer\u00e0, pi\u00f9 ne sar\u00f2 contenta. Ma ecco che arriva mio padre: non\nnon vi opporrete al fatto che gli legga la farsa. Gli far\u00e0 molto piacere!\ncos\u00ec tanto piacere! Lui adora qualsiasi cosa del genere, e soprattutto qualsiasi\nche fa un complimento alla donna. Ha il pi\u00f9 tenero spirito di\ngalanteria verso tutti noi! Dovete lasciare che gliela legga.\n\nHarriet aveva un'aria grave.\n\n Mia cara Harriet, non devi soffermarti troppo su questa farsa. Tradirai\ntradirai i tuoi sentimenti in modo improprio, se sarai troppo consapevole e troppo\ne troppo veloce, e sembrerai voler attribuire pi\u00f9 significati, o addirittura tutti i significati\nche gli si pu\u00f2 attribuire. Non lasciatevi sopraffare da questo piccolo tributo di ammirazione.\ntributo di ammirazione. Se fosse stato ansioso di mantenere la segretezza, non avrebbe\nnon avrebbe lasciato il foglio mentre ero vicino; ma ha preferito spingerlo verso di me\npiuttosto che verso di voi. Non dobbiamo essere troppo solenni su questa faccenda. Egli ha\nha abbastanza incoraggiamento per procedere, senza che noi sospiriamo l'anima per questa\nquesta farsa.\n\n Oh! No, spero di non essere ridicola. Fate come volete.\n\nIl signor Woodhouse entr\u00f2, e molto presto port\u00f2 di nuovo l'argomento, con il ripetersi della sua frequente domanda\nricorrenza della sua frequentissima domanda: \"Bene, miei cari, come procede il vostro libro?\nil vostro libro? Avete qualcosa di nuovo?\n\n S\u00ec, pap\u00e0; abbiamo qualcosa da leggerti, qualcosa di molto fresco. A\nstamattina sul tavolo \u00e8 stato trovato un pezzo di carta (lasciato cadere, supponiamo,\nda una fata) contenente una farsa molto carina, e l'abbiamo appena copiata.\nl'abbiamo appena copiata.\n\nLei glielo lesse, proprio come a lui piaceva che gli venisse letto qualsiasi cosa, lentamente e\ndistintamente, e due o tre volte, con spiegazioni di ogni\nparte, e lui ne fu molto soddisfatto e, come lei aveva previsto, fu particolarmente colpito dalla\ncome lei aveva previsto, particolarmente colpito dalla conclusione complimentosa.\n\n S\u00ec, \u00e8 molto giusto, anzi, \u00e8 detto molto bene. Molto vero.\n Donna, bella donna.  \u00c8 una sciarada cos\u00ec bella, mia cara, che posso indovinare\nfacilmente indovinare quale fata l'abbia portata. Nessuno avrebbe potuto scrivere in modo cos\u00ec\ngraziosa, se non tu, Emma.\n\nEmma si limit\u00f2 ad annuire e a sorridere. Dopo aver riflettuto un po' e aver fatto un sospiro molto\ntenero sospiro, aggiunse,\n\n Ah! Non \u00e8 difficile capire a chi somigli! La tua cara madre\nera cos\u00ec abile in tutte queste cose! Se solo avessi la sua memoria! Ma non riesco a\nnulla, nemmeno quel particolare indovinello che mi avete sentito nominare.\nmi avete sentito nominare; riesco a ricordare solo la prima strofa; e ce ne sono\ndiverse.\n\nKitty, una bella ma gelida fanciulla,\n    accese una fiamma che ancora deploro,\nIl ragazzo dal cappuccio ammiccante lo chiamai in aiuto,\nanche se temevo il suo avvicinarsi,\n    cos\u00ec fatale per la mia causa.\n\n\nE questo \u00e8 tutto ci\u00f2 che riesco a ricordare, ma \u00e8 molto intelligente\ntutto il percorso. Ma credo, mia cara, che tu abbia detto di averlo ricevuto.\n\n S\u00ec, pap\u00e0, \u00e8 scritto nella nostra seconda pagina. L'abbiamo copiato dagli\nEstratti eleganti. Era di Garrick, sapete.\n\n S\u00ec, molto vero. Vorrei poterne ricordare di pi\u00f9.\n\nKitty, una cameriera onesta ma congelata.\n\n\nIl nome mi fa pensare alla povera Isabella, perch\u00e9 \u00e8 stata molto vicina a essere\nbattezzata Catherine, come sua nonna. Spero che la avremo qui\nsettimana prossima. Hai pensato, mia cara, a dove metterla e a che spazio ci sar\u00e0 per i bambini?\nche spazio ci sar\u00e0 per i bambini?\n\n Oh! S\u00ec, avr\u00e0 la sua stanza, naturalmente; la stanza che ha sempre avuto.\ne c'\u00e8 la nursery per i bambini, come al solito, sapete.\ncome al solito, sapete. Perch\u00e9 dovrebbe esserci un cambiamento?\n\n Non lo so, mia cara, ma \u00e8 tanto tempo che non \u00e8 pi\u00f9 qui!\nPasqua scorsa, e poi solo per pochi giorni. Il fatto che il signor John Knightley sia un\navvocato \u00e8 molto scomodo. Povera Isabella! \u00c8 tristemente portata via da tutti noi!\nda tutti noi! E come sar\u00e0 dispiaciuta quando arriver\u00e0, di non vedere la signorina\nTaylor qui!\n\n Non si stupir\u00e0, almeno pap\u00e0.\n\n Non lo so, mia cara. Sono sicura di essere stata molto sorpresa quando ho saputo\nquando ho saputo che si sarebbe sposata.\n\n Dobbiamo chiedere ai signori Weston di cenare con noi, mentre Isabella \u00e8 qui.\nqui.\n\n S\u00ec, mia cara, se c'\u00e8 tempo. Ma (con un tono molto depresso) lei viene\nviene solo per una settimana. Non ci sar\u00e0 tempo per nulla.\n\n \u00c8 un peccato che non possano rimanere pi\u00f9 a lungo, ma sembra che sia un caso di\nnecessit\u00e0. Mr. John Knightley deve tornare in citt\u00e0 il 28, e noi dobbiamo essere grati, pap\u00e0, di avere tutto il tempo a disposizione.\ndovremmo essere grati, pap\u00e0, di avere a disposizione tutto il tempo che possono\ntempo che possono concedere al paese, che due o tre giorni non devono essere\nnon saranno sottratti due o tre giorni per l'Abbazia. Mr. Knightley promette di rinunciare alla sua pretesa\nquesto Natale, anche se sapete che \u00e8 passato pi\u00f9 tempo da quando sono stati con lui,\nche con noi.\n\n Sarebbe davvero molto difficile, mia cara, se la povera Isabella dovesse essere\nin qualsiasi altro posto che non sia Hartfield.\n\nMr. Woodhouse non avrebbe mai potuto accettare le pretese di Mr.\nfratello, n\u00e9 le pretese di alcuno su Isabella, se non le proprie. Rimase\na riflettere per un po', e poi disse,\n\n Ma non vedo perch\u00e9 la povera Isabella debba essere costretta a tornare indietro cos\u00ec presto.\npresto, anche se lo fa. Credo, Emma, che cercher\u00f2 di convincerla a\nrimanere pi\u00f9 a lungo con noi. Lei e i bambini potrebbero rimanere benissimo.\n\n Ah! Pap\u00e0, questo \u00e8 ci\u00f2 che non sei mai stato in grado di fare, e non credo che lo farai mai.\nnon credo che lo farai mai. Isabella non pu\u00f2 sopportare di stare dietro a suo\nmarito.\n\nQuesto era troppo vero per essere contraddetto. Per quanto sgradito fosse, Mr. Woodhouse\nWoodhouse pot\u00e9 solo emettere un sospiro di sottomissione; ed Emma, vedendo il suo spirito colpito dall'idea dell'attaccamento della figlia al marito\ndall'idea dell'attaccamento di sua figlia al marito, lei\nsubito il ramo dell'argomento che doveva risollevarli.\n\n Harriet deve farci compagnia il pi\u00f9 possibile mentre mio fratello e mia sorella sono qui.\nfratello e la sorella sono qui. Sono sicura che sar\u00e0 contenta dei\nbambini. Siamo molto orgogliosi dei bambini, non \u00e8 vero, pap\u00e0? Mi chiedo\nquale riterr\u00e0 pi\u00f9 bello, Henry o John?\n\n S\u00ec, mi chiedo quale sar\u00e0. Poveri piccoli cari, come saranno felici\ndi venire. A loro piace molto stare a Hartfield, Harriet.\n\n Oserei dire che lo sono, signore. Sono sicuro di non sapere chi non lo sia.\n\n Henry \u00e8 un bravo ragazzo, ma John \u00e8 molto simile alla sua mamma. Henry \u00e8 il\nmaggiore, \u00e8 stato chiamato come me, non come suo padre. John, il secondo,\nsi chiama come suo padre. Alcune persone sono sorprese, credo, del fatto che\nil primogenito non lo fosse, ma Isabella avrebbe voluto chiamarlo Henry, cosa che\nche mi \u00e8 sembrato molto carino da parte sua. Ed \u00e8 un ragazzo davvero molto intelligente. Sono\nsono tutti molto intelligenti e hanno tanti bei modi di fare. Vengono\nvengono a mettersi vicino alla mia sedia e mi chiedono: \"Nonno, puoi darmi un po' di spago?\ndi spago? E una volta Henry mi ha chiesto un coltello, ma io gli ho risposto che i coltelli\nche i coltelli sono fatti solo per i nonni. Credo che il padre sia troppo duro con\ncon loro molto spesso.\n\n A te sembra rude, disse Emma, perch\u00e9 tu sei molto gentile.\nma se potessi confrontarlo con altri pap\u00e0, non lo riterresti\nnon lo riterresti rude. Desidera che i suoi ragazzi siano attivi e resistenti e, se si comportano male, pu\u00f2\nse si comportano male, pu\u00f2 dare loro una parola tagliente di tanto in tanto; ma \u00e8 un padre affettuoso.\npadre affettuoso, certamente Mr. John Knightley \u00e8 un padre affettuoso.\npadre. I bambini gli sono tutti affezionati.\n\n E poi entra lo zio e li lancia verso il soffitto in maniera\nmodo spaventoso!\n\n Ma a loro piace, pap\u00e0; non c'\u00e8 niente che gli piaccia cos\u00ec tanto. \u00c8 un tale\ndivertimento per loro, che se lo zio non avesse stabilito la regola del\nse lo zio non avesse imposto la regola dei turni, chi iniziava non avrebbe mai ceduto il passo all'altro.\n\n Non riesco a capire.\n\n Questo \u00e8 il caso di tutti noi, pap\u00e0. Una met\u00e0 del mondo non pu\u00f2\ncomprendere i piaceri dell'altra.\n\nPi\u00f9 tardi nella mattinata, e proprio mentre le ragazze si stavano separando per\npreparazione per la consueta cena delle quattro, l'eroe di questa\ninimitabile farsa entr\u00f2 di nuovo. Harriet si volt\u00f2; ma Emma pot\u00e9 accoglierlo con il solito sorriso\nEmma pot\u00e9 accoglierlo con il solito sorriso, e il suo occhio veloce scorse ben presto nel\nla consapevolezza di aver fatto una spinta, di aver lanciato un dado e immagin\u00f2 che fosse venuto a vedere\nimmagin\u00f2 che fosse venuto per vedere come sarebbe andata a finire. Il suo motivo apparente\nmotivo, tuttavia, era quello di chiedere se la festa di Mr. Woodhouse potesse essere composta\nWoodhouse senza di lui, o se fosse minimamente necessario a Hartfield.\nnecessario a Hartfield. Se lo era, tutto il resto doveva cedere\nma altrimenti il suo amico Cole aveva parlato cos\u00ec tanto della sua\ndi cenare con lui, ne aveva fatto una questione cos\u00ec importante, che gli aveva promesso\na condizione di venire.\n\nEmma lo ringrazi\u00f2, ma non poteva permettere che deludesse l'amico a causa loro.\nper colpa loro; suo padre era sicuro della sua gomma. Lui chiese di nuovo che lei\ne lui sembrava sul punto di fare il suo inchino, quando, prendendo il foglio dal tavolo, glielo restitu\u00ec.\ndal tavolo, lei lo restitu\u00ec\n\n Ecco la farsa che siete stati cos\u00ec gentili da lasciarci;\ngrazie per averla vista. L'abbiamo ammirata cos\u00ec tanto che mi sono\nche ho deciso di inserirla nella collezione di Miss Smith. Il vostro amico non\nspero che il vostro amico non la prender\u00e0 male. Naturalmente non ho trascritto oltre le prime otto righe.\notto righe.\n\nMr. Elton non sapeva certo cosa dire. Sembrava\npiuttosto dubbioso e confuso; disse qualcosa sull'onore, guard\u00f2 Emma e Harriet.\n onore, lanci\u00f2 un'occhiata a Emma e a Harriet, e poi, vedendo il libro aperto sul tavolo, lo prese e lo esamin\u00f2 molto attentamente.\nsul tavolo, lo prese ed esamin\u00f2 molto attentamente. Con l'intento di\ndi passare un momento imbarazzante, Emma disse sorridendo,\n\n Dovete porgere le mie scuse al vostro amico; ma una farsa cos\u00ec bella non deve\nnon deve essere limitata a una o due persone. Pu\u00f2 essere sicuro dell'approvazione di ogni donna\ndi tutte le donne mentre scrive con tale galanteria.\n\n Non ho alcuna esitazione a dire, rispose Mr. Elton, anche se esitava molto mentre parlava; non ho alcuna esitazione a dire che, almeno se il suo lavoro \u00e8 stato fatto, non \u00e8 possibile\nesitazione mentre parlava; non ho alcuna esitazione a dire che se il mio amico la pensa come me\nse il mio amico la pensa come me, non ho il minimo dubbio che,\nse vedesse la sua piccola effusione onorata come la vedo io (guardando di nuovo il libro e rimettendolo a posto).\nil libro e lo rimette sul tavolo), lo considererebbe il momento pi\u00f9 fiero della sua vita.\nil momento pi\u00f9 orgoglioso della sua vita.\n\nDopo questo discorso se ne and\u00f2 il prima possibile. Emma non poteva pensare\ntroppo presto; perch\u00e9 con tutte le sue buone e piacevoli qualit\u00e0, nei suoi discorsi c'era una sorta di\nuna sorta di parata nei suoi discorsi che la portava a ridere.\nridere. Corse via per assecondare l'inclinazione, lasciando il tenero e il sublime del piacere ad Harris.\nil sublime del piacere alla parte di Harriet.\n\n\n\n\nCAPITOLO X\n\n\nSebbene fosse ormai la met\u00e0 di dicembre, non c'era ancora stato un tempo che impedisse alle giovani signore di fare esercizio fisico regolare.\ndi fare esercizio fisico regolare; e il giorno dopo, Emma doveva fare una visita di beneficenza a una povera famiglia malata che\nEmma aveva una visita di beneficenza da fare a una famiglia povera e malata che viveva poco lontano da Highbury.\nuna povera famiglia malata che viveva poco lontano da Highbury.\n\nLa strada che conduceva a questo cottage indipendente era Vicarage Lane, un viottolo\nche conduceva ad angolo retto dall'ampia, anche se irregolare, strada principale del luogo.\ndel luogo e, come si pu\u00f2 dedurre, conteneva la benedetta dimora di Mr.\nMr. Elton. Prima dovevano essere superate alcune abitazioni di livello inferiore e poi,\na circa un quarto di miglio lungo il vicolo si ergeva il Vicariato, una casa vecchia e non molto\ncasa non molto bella, quasi il pi\u00f9 vicino possibile alla strada. Non aveva\nnon aveva alcun vantaggio di posizione, ma era stata molto abbellita dall'attuale proprietario.\nproprietario; e, cos\u00ec com'era, non c'era possibilit\u00e0 che i due amici la superassero senza\ndi passare davanti ai due amici senza rallentare il passo e senza osservare\nocchi. L'osservazione di Emma fu\n\n Ecco qui. Ecco a voi il vostro libro di indovinelli, uno di questi giorni.\ngiorni. Harriet era\n\n Oh, che bella casa! Che bella! Ci sono le tende gialle\ntende gialle che la signorina Nash ammira tanto.\n\n Non cammino spesso in questo modo _ora_, disse Emma, mentre procedevano,\n ma _quindi_ ci sar\u00e0 un incentivo, e gradualmente conoscer\u00f2\nconoscere intimamente tutte le siepi, i cancelli, le vasche e i giardini di questa parte di Highbury.\nquesta parte di Highbury.\n\nHarriet scopr\u00ec che non era mai stata in vita sua all'interno del Vicariato e la sua curiosit\u00e0 di vederlo era cos\u00ec estrema\nLa sua curiosit\u00e0 di vederla era cos\u00ec estrema che, considerando l'esterno e le probabilit\u00e0, Emma non pot\u00e9 che classificarla come una prova d'amore con Mr.\nprobabilit\u00e0, Emma non pot\u00e9 che classificarla come una prova d'amore, con Mr.\nElton che vedeva in lei un'arguzia pronta.\n\n Vorrei che si potesse fare, disse lei, ma non riesco a pensare a nessun pretesto tollerabile per entrare.\npretesto tollerabile per entrare; nessun servo di cui voglio informarmi\nsulla sua governante, nessun messaggio da parte di mio padre.\n\nLei rifletteva, ma non riusciva a pensare a nulla. Dopo un silenzio reciproco di\nalcuni minuti, Harriet ricominci\u00f2 cos\u00ec\n\n Mi meraviglia molto, signorina Woodhouse, che non siate sposata o che non stiate per sposarvi!\no che vi sposerete! Cos\u00ec affascinante come siete!\n\nEmma rise e rispose,\n\n Il mio essere affascinante, Harriet, non \u00e8 sufficiente per indurmi a sposarmi;\nDevo trovare altre persone affascinanti, almeno un'altra persona. E io\nnon solo non ho intenzione di sposarmi, al momento, ma ho ben poca\nintenzione di sposarmi.\n\n Ah! Cos\u00ec dite voi, ma io non posso crederci.\n\n Devo vedere qualcuno di molto superiore a tutti quelli che ho visto finora, per essere tentata.\nMr. Elton, sapete, (ricordandosi di s\u00e9) \u00e8 fuori questione.\ne io non desidero vedere una persona del genere. Preferirei\nnon essere tentata. Non posso davvero cambiare in meglio. Se dovessi sposarmi\nsposarmi, devo aspettarmi di pentirmene.\n\n Caro mio, \u00e8 cos\u00ec strano sentire una donna parlare cos\u00ec!\n\n Non ho nessuno dei soliti incentivi delle donne a sposarsi. Se mi innamorassi\ninnamorarmi, sarebbe un'altra cosa, ma non sono mai stata innamorata.\ninnamorata; non \u00e8 il mio modo, n\u00e9 la mia natura; e non credo che lo far\u00f2 mai.\nlo far\u00f2. E, senza amore, sono certa che sarei una sciocca a cambiare una situazione\nsituazione come la mia. La fortuna non la voglio, il lavoro non lo voglio;\nle conseguenze non le voglio: Credo che poche donne sposate siano la met\u00e0\npadrona della casa del marito quanto io lo sono di Hartfield; e mai,\nmai avrei potuto aspettarmi di essere cos\u00ec veramente amata e importante, cos\u00ec sempre\nprima e sempre giusta agli occhi di qualsiasi uomo come lo sono agli occhi di mio padre.\n\n Ma poi, essere finalmente una vecchia zitella, come Miss Bates!\n\n Questa \u00e8 l'immagine pi\u00f9 formidabile che tu possa presentare, Harriet; e se pensassi di essere come Miss Bates!\nse pensassi di essere come la signorina Bates! Cos\u00ec sciocca, cos\u00ec soddisfatta, cos\u00ec sorridente.\nsorridente, cos\u00ec procace, cos\u00ec indistinguibile e senza fronzoli e cos\u00ec incline a\ndi dire ogni cosa relativa a ogni persona che mi riguarda, mi sposerei\ndomani. Ma tra noi due, sono convinta che non ci potr\u00e0 mai essere alcuna\nsomiglianza, se non nell'essere non sposati.\n\n Ma sarai comunque una vecchia zitella, e questo \u00e8 cos\u00ec terribile!\n\n Non importa, Harriet, non sar\u00f2 una povera zitella; ed \u00e8 solo la povert\u00e0 che rende il celibato\nche rende il celibato spregevole per un pubblico generoso! Una donna single\nuna donna sola, con un reddito molto limitato, deve essere una ridicola e sgradevole zitella!\nuna vecchia zitella ridicola e sgradevole, che \u00e8 lo svago dei ragazzi e delle ragazze.\nfortuna, \u00e8 sempre rispettabile e pu\u00f2 essere sensata e piacevole come qualsiasi altro\npiacevole come chiunque altro. E la distinzione non \u00e8 tanto\ncontro il candore e il buon senso del mondo come sembra all'inizio;\nperch\u00e9 un reddito molto limitato tende a contrarre la mente e a inacidire il temperamento.\nil temperamento. Coloro che riescono a vivere a malapena, e che vivono per forza in un ambiente molto\nsociet\u00e0 molto ristretta e in genere molto inferiore, possono essere illiberali e\ncrudele. Questo non vale, per\u00f2, per Miss Bates; lei \u00e8 solo troppo\ntroppo buona e troppo sciocca per me; ma, in generale, \u00e8 molto\nin generale, \u00e8 molto gradita a tutti, anche se single e se povera. La povert\u00e0\ndi certo non ha contratto la sua mente: Credo davvero che se avesse\nuno scellino al mondo, sarebbe molto propensa a regalare\ne nessuno ha paura di lei: questo \u00e8 un grande fascino.\n\n Caro mio, ma che cosa farai? Come ti impiegherai quando\ninvecchiare?\n\n Se mi conosco, Harriet, la mia \u00e8 una mente attiva e impegnata, con molte risorse indipendenti.\nmolte risorse indipendenti; e non vedo perch\u00e9 dovrei essere pi\u00f9\ndi lavoro a quaranta o cinquant'anni piuttosto che a uno e venti. Le donne\ndonna saranno aperte a me come lo sono ora, o senza grosse variazioni.\ncome lo sono ora, o senza variazioni importanti. Se disegner\u00f2 meno, legger\u00f2\nse rinuncer\u00f2 alla musica, mi dedicher\u00f2 al lavoro con i tappeti. E per quanto riguarda\noggetti di interesse, oggetti per gli affetti, che \u00e8 in verit\u00e0 il grande punto di inferiorit\u00e0, la\ngrande punto di inferiorit\u00e0, la cui mancanza \u00e8 in realt\u00e0 il grande male\nda evitare nel non sposarsi, star\u00f2 molto bene, con tutti i figli di una sorella che amo tanto.\nfigli di una sorella che amo tanto, di cui prendermi cura. Ci saranno\nabbastanza di loro, con ogni probabilit\u00e0, per fornire ogni tipo di sensazione\nche la vita in declino pu\u00f2 richiedere. Ci sar\u00e0 abbastanza per ogni speranza e per ogni\nogni timore; e anche se il mio attaccamento a nessuno pu\u00f2 eguagliare quello di un\ngenitore, si adatta alle mie idee di conforto meglio di ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 caldo e pi\u00f9\npi\u00f9 blando. I miei nipoti! Avr\u00f2 spesso una nipote con me.\n\n Conosce la nipote della signorina Bates? Cio\u00e8, so che l'avr\u00e0 vista centinaia di volte.\ncentinaia di volte, ma la conoscete?\n\n Oh! S\u00ec; siamo sempre costretti a fare conoscenza ogni volta che viene ad\nHighbury. Tra l'altro, questo \u00e8 quasi sufficiente per far passare la presunzione\ncon una nipote. Il cielo non voglia, almeno, che io annoi mai la gente\nla met\u00e0 di tutti i Knightley insieme, come fa lei con Jane\nFairfax. Si \u00e8 stufi del solo nome di Jane Fairfax. Ogni lettera\nogni sua lettera viene letta quaranta volte; i suoi complimenti a tutti gli amici girano\ne se solo mandasse a sua zia il modello di uno stomacatore, o se lavorasse a maglia.\ndi uno stomacher, o di un paio di giarrettiere per la nonna, non si sente parlare d'altro per un mese.\ndi nient'altro per un mese. Auguro a Jane Fairfax ogni bene, ma mi stanca da morire.\nmi stanca a morte.\n\nSi stavano ormai avvicinando al cottage e tutti i discorsi oziosi furono\nsuperati. Emma era molto compassionevole; e le angosce dei poveri\nerano sicuri di essere alleviati dalla sua attenzione personale e dalla sua gentilezza, dal suo\nconsiglio e dalla sua pazienza, quanto dalla sua borsa. Capiva le loro abitudini,\npoteva tener conto della loro ignoranza e delle loro tentazioni, non aveva aspettative romantiche di\nromantiche aspettative di virt\u00f9 straordinarie da parte di coloro per i quali l'educazione aveva\nl'educazione aveva fatto cos\u00ec poco; si immedesimava nei loro problemi con pronta comprensione e\ne sempre con intelligenza e buona volont\u00e0. Nel\nNel caso in questione, erano la malattia e la povert\u00e0 insieme che lei\nche era venuta a visitare; e dopo essersi trattenuta il tempo necessario per dare conforto o\nconforto o consiglio, lasci\u00f2 il cottage con un'impressione tale della\ndella scena che le fece dire ad Harriet, mentre si allontanavano,\n\n Queste sono le viste, Harriet, che fanno bene. Come fanno sembrare insignificante\ntutto il resto! Ora mi sento come se non potessi pensare ad altro che a queste\na queste povere creature per tutto il resto della giornata; eppure, chi pu\u00f2 dire quanto presto\npresto tutto questo possa sparire dalla mia mente?\n\n Molto vero, disse Harriet.  Povere creature! Non si pu\u00f2 pensare ad altro\naltro.\n\n E davvero, non credo che l'impressione sar\u00e0 presto superata, disse Emma, mentre attraversava la bassa siepe, e il passo barcollante che terminava\nEmma, mentre attraversava la bassa siepe e il passo incerto che concludeva lo stretto e scivoloso sentiero\nil sentiero stretto e scivoloso attraverso il giardino del cottage, e li port\u00f2\nnel viottolo.  Non credo che lo far\u00e0, fermandosi a guardare ancora una volta\nancora una volta tutta la miseria esteriore del luogo, e ricordare quella ancora pi\u00f9\npi\u00f9 grande all'interno.\n\n Oh, no, disse il suo compagno.\n\nProseguirono a piedi. Il viottolo faceva una leggera curva; e quando quella curva fu superata, Mr.\nMr. Elton fu subito in vista, e cos\u00ec vicino da dare a Emma il tempo di dire\nil tempo di dire \"pi\u00f9 lontano\",\n\n Ah! Harriet, ecco una prova molto improvvisa della nostra stabilit\u00e0 nei buoni\npensieri. Bene, (sorridendo) spero che si possa ammettere che se la compassione\nse la compassione ha prodotto sforzo e sollievo per i sofferenti, ha fatto tutto quello che\n\u00e8 veramente importante. Se ci sentiamo abbastanza vicini ai miserabili da fare tutto ci\u00f2 che possiamo per loro, il resto \u00e8 vuoto.\nper loro, il resto \u00e8 una compassione vuota, che fa male solo a noi stessi.\nnoi stessi.\n\nHarriet riusc\u00ec appena a rispondere: \"Oh! caro, s\u00ec\", prima che il signore li raggiungesse.\nli raggiungesse. Le necessit\u00e0 e le sofferenze della povera famiglia, tuttavia, erano il primo argomento\nprimo argomento dell'incontro. Era andato a trovarli. La sua visita\nora avrebbe rimandato la sua visita; ma ebbero un colloquio molto interessante su ci\u00f2 che si poteva e si doveva fare.\ncosa si poteva e si doveva fare. Mr. Elton torn\u00f2 indietro per\naccompagnarli.\n\n Per un'impresa come questa, pensava Emma, ci si pu\u00f2 incontrare;\n incontrarsi in un progetto caritatevole; questo porter\u00e0 un grande aumento di\namore da entrambe le parti. Non mi stupirei se questo portasse alla dichiarazione.\ndichiarazione. Dovrebbe, se non fossi qui. Vorrei essere altrove.\n\nAnsiosa di separarsi da loro il pi\u00f9 possibile, si impossess\u00f2 poco dopo di uno stretto sentiero\npoco dopo si impossess\u00f2 di uno stretto sentiero pedonale, un po' rialzato su un\nlato del viottolo, lasciandoli insieme nella strada principale. Ma non aveva\nMa non era l\u00ec da due minuti quando si accorse che le abitudini di Harriet di\ndipendenza e di imitazione di Harriet stavano facendo crescere anche lei e che, in breve,\nche entrambe sarebbero state presto dopo di lei. Questo non andava bene; si ferm\u00f2 immediatamente\nsubito si ferm\u00f2, con la scusa di dover fare qualche modifica all'allacciatura del suo\nall'allacciatura del suo mezzo stivale e, chinandosi a occupare completamente il\nsentiero, li preg\u00f2 di avere la bont\u00e0 di proseguire e lei li avrebbe seguiti in mezzo minuto.\ndi proseguire e che li avrebbe seguiti in mezzo minuto. Fecero come volevano e, quando\nquando giudic\u00f2 ragionevole aver terminato il suo stivale, ebbe il conforto di un ulteriore\ndi ritardare ulteriormente, essendo stata superata da un bambino che veniva dalla\ndel cottage, che si stava avviando, secondo gli ordini, con la sua brocca per\nper andare a prendere il brodo a Hartfield. Camminare al fianco di questa bambina, parlare con lei e interrogarla\nparlare con lei e farle domande, era la cosa pi\u00f9 naturale del mondo, o sarebbe stata la pi\u00f9 naturale se\nse avesse agito in quel momento senza un disegno.\nsenza un disegno; e in questo modo gli altri poterono continuare ad andare avanti,\nsenza l'obbligo di aspettarla. Tuttavia, guadagn\u00f2 su di loro\ninvolontariamente: il passo della bambina era veloce, mentre il loro era piuttosto lento; e lei ne era ancora pi\u00f9 preoccupata, visto che\ne lei se ne preoccupava di pi\u00f9 perch\u00e9 erano evidentemente impegnati in una\nconversazione che li interessava. Mr. Elton parlava con\nMr. Elton parlava con animazione, Harriet ascoltava con un'attenzione molto compiaciuta; ed Emma,\nEmma, dopo aver mandato avanti la bambina, stava cominciando a pensare a come\nun po' pi\u00f9 indietro, quando entrambi si guardarono intorno e lei fu costretta a raggiungerli.\na raggiungerli.\n\nMr. Elton stava ancora parlando, ancora impegnato in qualche dettaglio interessante;\ned Emma prov\u00f2 una certa delusione quando si accorse che stava\nche stava solo facendo alla sua bella compagna un resoconto della festa di ieri a casa del suo amico Cole.\nCole, e che lei stessa era venuta per il formaggio Stilton, il Wiltshire del nord, il formaggio\nformaggio Stilton, il Wiltshire del nord, il burro, il sedano, le barbabietole e tutti i dolci.\ntutti i dessert.\n\n Questo avrebbe portato presto a qualcosa di meglio, naturalmente, era la sua riflessione consolatoria\nriflessione consolante: qualsiasi cosa interessa a chi si ama, e\nqualsiasi cosa servir\u00e0 come introduzione a ci\u00f2 che \u00e8 vicino al cuore. Se io\nse avessi potuto tenerlo lontano pi\u00f9 a lungo!\n\nCamminarono insieme tranquillamente, finch\u00e9 non arrivarono in vista della canonica.\nquando un'improvvisa decisione di far entrare Harriet in casa\ncasa, le fece trovare di nuovo qualcosa che non andava nel suo stivale,\ne si mise a sistemarlo ancora una volta. A quel punto ruppe il laccio\ne, gettandolo con destrezza in un fosso, fu costretta a pregarli di fermarsi e di\ndi fermarsi, riconoscendo la propria incapacit\u00e0 di rimettersi in sesto per poter\ndi rimettersi in sesto in modo da poter tornare a casa in modo confortevole.\n\n Una parte del mio merletto \u00e8 andata via, disse, e non so come posso\nescogitare. Sono davvero una compagna molto fastidiosa per entrambi, ma spero di non essere spesso cos\u00ec\nspero di non essere spesso cos\u00ec mal equipaggiata. Mr. Elton, devo chiedere il permesso di fermarmi a casa sua\ndi fermarmi a casa vostra e di chiedere alla vostra governante un po' di nastro o di\no spago, o qualsiasi cosa per tenere il mio stivale.\n\nMr. Elton sembr\u00f2 tutto contento di questa proposta; e niente poteva superare la sua\nnulla poteva superare la sua vigilanza e la sua attenzione nel condurli in casa sua\ne nel cercare di far apparire ogni cosa vantaggiosa. La stanza in cui furono\nera quella che lui occupava principalmente e, guardando in avanti;\ndietro di essa ce n'era un'altra con la quale comunicava immediatamente; la porta tra di esse era aperta ed Emma pass\u00f2\ntra di esse era aperta, ed Emma vi entr\u00f2 con la governante per\nper ricevere la sua assistenza nel modo pi\u00f9 confortevole. Fu costretta a\nsocchiudere la porta cos\u00ec come l'aveva trovata, ma aveva tutta l'intenzione che Mr.\nElton la chiudesse. Ma non fu chiusa, rimase ancora socchiusa.\nsocchiusa; ma coinvolgendo la governante in una conversazione incessante, sperava di rendere\nsperava di rendergli praticabile la scelta del suo argomento nella\nstanza adiacente. Per dieci minuti non riusc\u00ec a sentire altro che se stessa. Non si poteva\nnon poteva essere protratta oltre. Fu quindi costretta a finire e\nfare la sua apparizione.\n\nGli amanti erano in piedi insieme davanti a una delle finestre. Aveva un aspetto molto\naspetto favorevole e, per mezzo minuto, Emma prov\u00f2 la gloria di\ndi aver architettato un piano di successo. Ma non sarebbe bastato; non era arrivato al punto.\npunto. Era stato molto gradevole, molto piacevole; aveva detto ad Harriet di averli visti passare e di non averli visti.\nHarriet che li aveva visti passare e che li aveva seguiti di proposito;\nerano state lasciate cadere altre piccole galanterie e allusioni, ma nulla di\nserio.\n\n Cauto, molto cauto, pens\u00f2 Emma; avanza centimetro per centimetro e non azzarda nulla finch\u00e9 non si ritiene sicuro.\nnon azzarder\u00e0 nulla finch\u00e9 non si riterr\u00e0 sicuro.\n\nTuttavia, anche se non tutto era stato portato a termine con il suo\ningegnoso, non poteva che compiacersi del fatto che fosse stato\noccasione di un grande piacere presente per entrambi, e che li stesse conducendo\nin vista del grande evento.\n\n\n\n\nCAPITOLO XI\n\n\nMr. Elton deve ora essere lasciato a se stesso. Non era pi\u00f9 in potere di Emma\ndi supervisionare la sua felicit\u00e0 o di accelerare le sue misure. L'arrivo della famiglia di sua\nfamiglia di sua sorella era cos\u00ec vicina che, prima in previsione e poi in realt\u00e0,\ne poi nella realt\u00e0, divenne d'ora in poi il suo principale oggetto di interesse;\ne durante i dieci giorni della loro permanenza a Hartfield non ci si poteva aspettare che\nnon si aspettava che qualcosa, al di l\u00e0 di un'occasionale e\nfortuito aiuto potesse essere fornito da lei agli amanti. Essi\navrebbero potuto avanzare rapidamente se lo avessero voluto; dovevano avanzare in un modo o nell'altro\nin un modo o nell'altro, che lo volessero o no. Non desiderava certo avere pi\u00f9\npi\u00f9 tempo libero per loro. Ci sono persone che quanto pi\u00f9 si fa per loro, tanto meno\nmeno faranno per se stesse.\n\nIl signore e la signora John Knightley, essendo stati pi\u00f9 a lungo del solito assenti dal Surry\nSurry, stavano suscitando ovviamente pi\u00f9 del solito interesse.\ninteresse. Fino a quest'anno, ogni lunga vacanza dal loro matrimonio era stata divisa tra Hartfield e Donwell Abbey.\nerano state divise tra Hartfield e l'Abbazia di Donwell; ma tutte le vacanze di quest'autunno\ndi quest'autunno erano state dedicate ai bagni di mare per i bambini, ed era quindi\nerano quindi molti mesi che non si facevano vedere regolarmente dai loro\nSurry o da Mr. Woodhouse, che non poteva essere indotto a recarsi fino a\nnon poteva essere indotto a spingersi fino a Londra, nemmeno per il bene della povera Isabella, e di conseguenza\nche, di conseguenza, era ora molto nervoso e preoccupato di\ndi evitare questa visita troppo breve.\n\nPens\u00f2 molto ai mali del viaggio per lei, e non poco alle fatiche dei suoi cavalli e del cocchiere che avrebbero dovuto portare alcuni\nalle fatiche dei suoi cavalli e del cocchiere che avrebbe dovuto portare alcuni\ndella comitiva per l'ultima met\u00e0 del tragitto; ma i suoi allarmi furono inutili;\nle sedici miglia furono felicemente portate a termine, e i signori John Knightley, i loro cinque figli e i loro figli.\nKnightley, i loro cinque figli e un numero competente di\ndi infermiere, raggiunsero Hartfield sani e salvi. Il trambusto e la gioia di\ndi un tale arrivo, le molte persone con cui parlare, accogliere, incoraggiare, e\nda parlare, accogliere, incoraggiare, disperdere e smaltire, producevano un rumore e una confusione\nconfusione che i suoi nervi non avrebbero potuto sopportare per nessun'altra causa, n\u00e9 avrebbero potuto\nNon avrebbe potuto sopportare i suoi nervi per nessun'altra causa, n\u00e9 avrebbe resistito a lungo nemmeno per questo.\npadre erano talmente rispettati da Mrs. John Knightley, che\nnonostante la sollecitudine materna per il godimento immediato dei suoi\npiccoli, e per il fatto che avessero immediatamente tutta la libert\u00e0 e la frequentazione\nlibert\u00e0 e di frequentazione, di mangiare e bere, di dormire e giocare,\nche potessero desiderare, senza il minimo ritardo, ai\nnon gli permisero mai di disturbarlo a lungo, n\u00e9 in\nn\u00e9 in se stessi, n\u00e9 in una frequentazione inquieta di loro.\n\nLa signora John Knightley era una donna graziosa ed elegante, dai modi gentili e tranquilli e dall'indole notevolmente amabile e affettuosa,\nmaniere tranquille e un carattere straordinariamente amabile e affettuoso;\nmoglie devota, madre affettuosa e cos\u00ec teneramente attaccata al padre e alla sorella che, se non fosse stato per questi aspetti pi\u00f9 elevati.\nteneramente attaccata al padre e alla sorella che, se non fosse per questi legami pi\u00f9\nlegami, un amore pi\u00f9 forte sarebbe sembrato impossibile. Non riusciva mai a vedere un\ndifetto in nessuno di loro. Non era una donna di forte comprensione o\ndi forte comprensione o di rapidit\u00e0; e con questa somiglianza con il padre, aveva ereditato anche\nanche gran parte della sua costituzione; era delicata nella sua salute,\ndelicata nella sua salute, troppo attenta a quella dei suoi figli, aveva molte paure e molti nervi,\ned era affezionata al suo signor Wingfield in citt\u00e0 quanto suo padre poteva esserlo al signor Perry.\ndel signor Perry. Si assomigliavano anche per la generale benevolenza del carattere,\ne una forte abitudine al rispetto per ogni vecchia conoscenza.\n\nIl signor John Knightley era un uomo alto, gentile e molto intelligente;\ndi professione, domestico e rispettabile nel suo carattere privato, ma con\ncarattere, ma con modi riservati che gli impedivano di essere\ndi essere generalmente gradevole, e capace di essere talvolta fuori di s\u00e9. Non era\nnon era un uomo di cattivo umore, n\u00e9 cos\u00ec spesso irascibile da meritare un simile rimprovero.\nnon era un uomo irascibile, non era cos\u00ec spesso irascibile da meritare un tale rimprovero; ma il suo temperamento non era la sua grande perfezione;\ne, in effetti, con una moglie cos\u00ec adorante, era difficilmente possibile che\nche i suoi difetti naturali non si accentuassero. L'estrema\ndolcezza del suo carattere doveva danneggiare il suo. Lui aveva tutta la chiarezza e la rapidit\u00e0\nchiarezza e rapidit\u00e0 d'animo che lei desiderava, e a volte poteva comportarsi in maniera\nnon gentile, o dire una cosa severa.\n\nNon era molto amato dalla bella cognata. Nulla di sbagliato\nin lui le sfuggiva. Era veloce nel sentire le piccole ferite a\nIsabella, che lei stessa non sentiva mai. Forse avrebbe potuto\nse i suoi modi fossero stati lusinghieri per la sorella di Isabella,\nma erano solo quelli di un fratello e di un amico pacatamente gentile, senza lodi e senza cecit\u00e0.\nsenza lodi e senza cecit\u00e0; ma difficilmente un grado qualsiasi di complimento personale\ncomplimenti personali avrebbe potuto renderla incurante di quel difetto pi\u00f9 grande di tutti\nai suoi occhi, in cui a volte cadeva, la mancanza di rispettosa\nrispettosa tolleranza nei confronti del padre. Non sempre aveva la pazienza che\nche si poteva desiderare. Le peculiarit\u00e0 e l'irrequietezza di Mr.\nMr. Woodhouse lo provocavano a volte a una razionale rimostranza o a una\nuna replica tagliente altrettanto malriuscita. Non succedeva spesso, perch\u00e9 Mr.\nJohn Knightley aveva davvero una grande stima per il suocero e, in genere, un forte senso di ci\u00f2 che gli era dovuto.\nsuocero, e in genere un forte senso di ci\u00f2 che gli era dovuto; ma era troppo spesso\nper la carit\u00e0 di Emma, soprattutto perch\u00e9 c'era tutto il dolore dell'apprensione da sopportare.\napprensione da sopportare spesso, anche se l'offesa non arrivava. L'inizio di ogni visita\nall'inizio di ogni visita non mostrava altro che i sentimenti pi\u00f9\nsentimenti, ed essendo per forza di cose cos\u00ec breve si poteva sperare che passasse\ndi una cordialit\u00e0 incontaminata. Non erano seduti da molto tempo e\nquando Mr. Woodhouse, scuotendo malinconicamente la testa e sospirando, richiam\u00f2 l'attenzione di sua figlia.\ncon un sospiro, richiam\u00f2 l'attenzione di sua figlia sul triste cambiamento a Hartfield\ndall'ultima volta che era stata l\u00ec.\n\n Ah, mia cara, disse lui, la povera signorina Taylor \u00e8 una faccenda dolorosa.\n\n Oh s\u00ec, signore, grid\u00f2 lei con pronta simpatia, quanto deve mancarvi!\nE anche la cara Emma! Che terribile perdita per entrambe! Sono stata cos\u00ec\naddolorata per voi. Non riuscivo a immaginare come avreste potuto fare a meno di lei.\nlei. \u00c8 davvero un triste cambiamento. Ma spero che stia abbastanza bene, signore.\n\n Abbastanza bene, mia cara, spero abbastanza bene. Non so se il posto le si addice.\nposto le vada bene.\n\nMr. John Knightley chiese tranquillamente a Emma se c'erano dubbi sull'aria di Randalls.\ndubbi sull'aria di Randalls.\n\n Oh! No, per niente. Non ho mai visto Mrs. Weston in forma in vita mia.\nin vita mia, mai cos\u00ec in forma. Pap\u00e0 sta parlando solo del suo rammarico.\n\n Molto onore a entrambi, fu la bella risposta.\n\n E voi la vedete, signore, abbastanza spesso?\ncon il tono di voce che si addiceva a suo padre.\n\nMr. Woodhouse esit\u00f2. Non cos\u00ec spesso, mia cara, come vorrei.\n\n Oh! Pap\u00e0, non li abbiamo visti che un giorno intero da quando si sono\nsposati. O al mattino o alla sera di ogni giorno, tranne uno,\nabbiamo visto Mr. Weston o Mrs. Weston, e di solito entrambi,\no a Randalls o qui e, come puoi immaginare, Isabella, pi\u00f9 spesso qui.\nIsabella, pi\u00f9 spesso qui. Sono molto, molto gentili nelle loro visite. Mr. Weston\n\u00e8 davvero gentile come lei. Pap\u00e0, se parli in questo modo malinconico, darai a Isabella un'idea sbagliata.\nmalinconia, darai a Isabella un'idea sbagliata di tutti noi. Tutti\nche Miss Taylor ci mancher\u00e0, ma tutti devono essere certi che Mr.\nche i signori Weston impediscono davvero che ci manchi in qualsiasi modo.\nche ci impediscano di sentire la sua mancanza nella misura che noi stessi avevamo previsto.\n\u00e8 l'esatta verit\u00e0.\n\n Proprio come dovrebbe essere, disse Mr. John Knightley, e come speravo fosse dalle vostre lettere.\ndalle vostre lettere. Il suo desiderio di mostrarvi attenzione non poteva\ne il fatto che lui sia un uomo disimpegnato e socievole rende tutto pi\u00f9 facile.\nfacile. Ti ho sempre detto, amore mio, che non avevo idea che il cambiamento\nche il cambiamento fosse cos\u00ec importante per Hartfield, come tu hai pensato; e\nora che hai il resoconto di Emma, spero che sarai soddisfatta.\n\n Certo, disse Mr. Woodhouse, non posso certo negare che Mrs.\nche Mrs. Weston, la povera Mrs. Weston, viene a trovarci molto spesso.\nspesso, ma poi \u00e8 sempre costretta a ripartire.\n\n Sarebbe molto difficile per Mr. Weston se non lo facesse, pap\u00e0. Tu dimentichi\ndimenticare il povero Mr. Weston.\n\n Credo, infatti, disse John Knightley piacevolmente, che il signor Weston abbia\nqualche piccola pretesa. Io e te, Emma, ci avventureremo nella parte del povero marito.\ndel povero marito. Io, essendo un marito, e voi non essendo una moglie, le\nrivendicazioni dell'uomo potrebbero molto probabilmente colpirci con la stessa forza. Quanto a\nIsabella, \u00e8 stata sposata abbastanza a lungo da capire la convenienza di\nmettere da parte tutti i Mr. Weston per quanto possibile.\n\n Io, amore mio, grid\u00f2 la moglie, udendo e comprendendo solo in parte.\n Stai parlando di me? Sono sicura che nessuno dovrebbe essere, o pu\u00f2 essere, un\npi\u00f9 di me a favore del matrimonio; e se non fosse stato per la\nla sofferenza della sua partenza da Hartfield, non avrei mai pensato alla signorina Taylor se non come\nTaylor se non come la donna pi\u00f9 fortunata del mondo; e per quanto riguarda l'offesa a Mr.\ndi offendere Mr. Weston, quell'eccellente Mr. Weston, penso che non ci sia nulla\nnulla che non meriti. Credo che sia uno degli uomini pi\u00f9\nuomini dal temperamento migliore che siano mai esistiti. A parte voi e vostro\nfratello, non conosco un suo pari per temperamento. Non dimenticher\u00f2 mai il suo\ndi aver fatto volare l'aquilone di Henry per lui quel giorno ventoso della scorsa Pasqua e da\ndalla sua particolare gentilezza nello scorso mese di settembre nello scrivere\nquel biglietto, a mezzanotte, per assicurarmi che non c'era la scarlattina a\nche non c'era scarlattina a Cobham, mi sono convinta che non ci possa essere un cuore pi\u00f9 sensibile\nnon potrebbe esistere un cuore pi\u00f9 sensibile n\u00e9 un uomo migliore. Se c'\u00e8 qualcuno che\nse qualcuno pu\u00f2 meritarlo, deve essere la signorina Taylor.\n\n Dov'\u00e8 il giovane? disse John Knightley.  \u00c8 stato qui in questa\nquesta occasione o no?\n\n Non \u00e8 ancora venuto, rispose Emma.  C'era una forte\naspettative di un suo arrivo subito dopo il matrimonio, ma non si \u00e8 concluso\ne ultimamente non l'ho pi\u00f9 sentito nominare.\n\n Ma dovresti dire loro della lettera, mia cara\", disse il padre.  Egli\nuna lettera alla povera Mrs. Weston, per congratularsi con lei, ed era una lettera molto\nlettera molto bella e appropriata. Lei me l'ha mostrata. Ho pensato che fosse molto\nben fatto da parte sua. Se sia stata una sua idea, non si pu\u00f2 dire.\nnon si pu\u00f2 dire. \u00c8 solo giovane, e suo zio, forse\n\n Mio caro pap\u00e0, ha tre anni e venti. Si dimentica come passa il tempo.\n\n Tre e venti! Davvero? Beh, non avrei mai potuto pensarlo e\naveva solo due anni quando ha perso la sua povera madre! Beh, il tempo vola\ne la mia memoria \u00e8 pessima. Comunque, era una lettera molto\nlettera molto bella e graziosa, e ha fatto molto piacere ai signori Weston.\npiacere. Ricordo che era stata scritta da Weymouth, era datata 28 settembre e cominciava cos\u00ec: \"Mia cara signora, ma...\".\n28 settembre e iniziava con \"Mia cara signora\", ma non ricordo come proseguiva; ed era firmata F. C. Weston.\nera firmata F. C. Weston Churchill. Lo ricordo perfettamente.\n\n Che cosa molto gradita e appropriata da parte sua! grid\u00f2 la buona signora John Knightley.\nKnightley.  Non ho dubbi sul fatto che sia un giovane molto amabile. Ma\nquanto \u00e8 triste che non debba vivere a casa con suo padre! C'\u00e8\nqualcosa di cosi' scioccante nel fatto che un bambino venga portato via dai suoi genitori\ne dalla sua casa naturale! Non sono mai riuscita a capire come Mr. Weston abbia potuto separarsi da lui.\ncon lui. Rinunciare al proprio figlio! Non sono mai riuscita a pensare bene di\ndi chiunque abbia proposto una cosa del genere a qualcun altro.\n\n Nessuno ha mai pensato bene dei Churchill, credo, osserv\u00f2 Mr.\nJohn Knightley con freddezza.  Ma non c'\u00e8 bisogno di immaginare che Mr. Weston si sia sentito\nsentirsi come vi sentireste voi nel rinunciare a Henry o a John. Mr. Weston \u00e8\nun uomo facile e di buon umore, piuttosto che un uomo di forti sentimenti;\nprende le cose come le trova, e ne trae piacere in un modo o nell'altro, a seconda, sospetto, che\nin un modo o nell'altro, dipendendo, sospetto, molto pi\u00f9 da ci\u00f2 che viene chiamato societ\u00e0\nper i suoi comodi, cio\u00e8 dalla possibilit\u00e0 di mangiare e bere e di\ndi mangiare e bere e di giocare a whist con i suoi vicini cinque volte alla settimana, piuttosto che dall'affetto della famiglia o da qualsiasi\ndall'affetto della famiglia o da qualsiasi altra cosa che la casa offra.\n\nA Emma non piaceva ci\u00f2 che rasentava una riflessione su Mr. Weston, e aveva una mezza idea di riprenderla.\naveva una mezza idea di riprenderla; ma si oppose e lasci\u00f2 perdere. Avrebbe mantenuto la pace\navrebbe mantenuto la pace, se possibile; e c'era qualcosa di onorevole e prezioso\ne di valore nelle solide abitudini domestiche, nell'assoluta\nda cui derivava la disposizione del fratello a guardare dall'alto verso il basso\nil tasso comune di relazioni sociali e coloro per i quali erano importanti.\nimportante. Aveva un'alta pretesa di tolleranza.\n\n\n\n\nCAPITOLO XII\n\n\nMr. Knightley avrebbe cenato con loro, contro l'inclinazione di Mr.\nWoodhouse, che non gradiva che qualcuno condividesse con lui il primo giorno di Isabella.\nIl primo giorno di Isabella. Il senso di giustizia di Emma, tuttavia, aveva deciso in tal senso; e\noltre alla considerazione di ci\u00f2 che era dovuto a ciascun fratello, aveva un particolare piacere\nparticolare piacere, per la circostanza del recente disaccordo tra Mr.\ntra lei e Mr. Knightley, di procurargli un invito appropriato.\ninvito.\n\nSperava che ora potessero tornare amici. Pensava che fosse giunto il momento\ndi fare pace. Ma non era il caso di fare pace. Lei non era certo nel torto\nnel torto, e lui non avrebbe mai ammesso di averlo fatto. La concessione deve essere\nfuori questione; ma era il momento di sembrare dimenticare che avevano\nlitigato; e sperava che avrebbe favorito il ripristino dell'amicizia.\namicizia, che quando lui entrasse nella stanza lei avesse con s\u00e9 uno dei bambini.\nbambini con lei, la pi\u00f9 piccola, una bella bambina di circa otto mesi, che stava\ndi otto mesi, che stava facendo la sua prima visita a Hartfield e che era molto felice di essere\ndi essere danzata tra le braccia della zia. La cosa fu d'aiuto, perch\u00e9, sebbene iniziasse con sguardi\ncon sguardi gravi e domande brevi, fu presto portato a parlare di\ndi tutti loro nel modo consueto e a togliere la bambina dalle sue braccia con\ncon tutta la disinvoltura di una perfetta amicizia. Emma sent\u00ec che erano di nuovo amici\ne questa convinzione le diede dapprima una grande soddisfazione e poi un po' di saccenteria.\npoi un po' di saccenteria, non pot\u00e9 fare a meno di dire, mentre lui ammirava il\nil bambino,\n\n \u00c8 di grande conforto il fatto che pensiamo allo stesso modo ai nostri nipoti.\nnipoti. Per quanto riguarda gli uomini e le donne, le nostre opinioni sono a volte molto diverse;\nma per quanto riguarda questi bambini, osservo che non siamo mai in disaccordo.\n\n Se foste guidati dalla natura nel valutare gli uomini e le donne, e se foste cos\u00ec poco soggetti alla fantasia e al capriccio nei vostri rapporti.\ndonne, e poco sotto il potere dell'immaginazione e del capriccio nei vostri rapporti con loro, come lo siete per quanto riguarda i bambini.\ncon loro, come lo siete quando si tratta di questi bambini, potremmo\npensare sempre allo stesso modo.\n\n Certo, le nostre discordie devono sempre derivare dal fatto che io sono nel torto.\ntorto.\n\n S\u00ec, disse lui, sorridendo e ragionando bene. Avevo sedici anni quando\nsei nato.\n\n Una differenza sostanziale allora, rispose lei, e senza dubbio lei era molto\nmio superiore in fatto di giudizio in quel periodo della nostra vita; ma non \u00e8 che il\nuno e vent'anni non ci ha forse avvicinato di molto\npi\u00f9 vicine?\n\n S\u00ec, molto pi\u00f9 vicino.\n\n Ma comunque, non abbastanza da darmi la possibilit\u00e0 di avere ragione, se noi\npensiamo in modo diverso.\n\n Ho ancora il vantaggio di sedici anni di esperienza e di non essere una giovane donna carina e viziata.\ndi non essere una giovane donna carina e una bambina viziata. Su, mia cara Emma,\nrestiamo amici e non parliamo pi\u00f9 di questo. Di' a tua zia, piccola\nEmma, che dovrebbe darti un esempio migliore che non rinnovare\nvecchi rancori, e che se non ha sbagliato prima, lo sta facendo ora.\n\n \u00c8 vero, ha pianto molto. Piccola Emma, cresci una donna migliore\ndonna migliore di tua zia. Sii infinitamente pi\u00f9 intelligente e non cos\u00ec presuntuosa.\nOra, signor Knightley, ancora un paio di parole e ho finito. Per quanto riguarda le buone\nbuone intenzioni, avevamo entrambi ragione, e devo dire che nessun effetto\ndalla mia parte dell'argomentazione si sono ancora dimostrati sbagliati. Voglio solo sapere\nche il signor Martin non sia molto, molto amareggiato.\n\n Un uomo non pu\u00f2 esserlo di pi\u00f9, fu la sua risposta breve e completa.\n\n Ah! In effetti mi dispiace molto. Venga, mi stringa la mano.\n\nQuesto era appena avvenuto e con grande cordialit\u00e0, quando John Knightley fece la sua comparsa.\nKnightley fece la sua apparizione, e How d ye do, George? e John,\nJohn, come stai? riuscirono nel vero stile inglese, seppellendo sotto una calma che sembrava\ncalma che sembrava tutt'altro che indifferente, il vero attaccamento che\nche avrebbe portato l'uno e l'altro, se necessario, a fare ogni cosa per il bene dell'altro.\nper il bene dell'altro.\n\nLa serata fu tranquilla e piacevole, dato che il signor Woodhouse rifiut\u00f2 le carte\nper il gusto di parlare comodamente con la sua cara Isabella, e la piccola comitiva si divise in due parti.\ne la piccola comitiva si divise naturalmente in due: da un lato lui e la figlia, dall'altro i due Mr.\nda un lato lui e sua figlia, dall'altro i due Mr. Knightley.\ndistinti, o si mescolavano molto raramente ed Emma si univa solo occasionalmente all'uno o all'altro.\nl'uno o l'altro.\n\nI fratelli parlavano delle loro preoccupazioni e delle loro attivit\u00e0, ma soprattutto di quelle del maggiore, il cui carattere era molto pi\u00f9 comunicativo.\ndi quelli del maggiore, il cui carattere era di gran lunga il pi\u00f9 comunicativo,\ne che era sempre il pi\u00f9 chiacchierone. Essendo un magistrato, aveva\nin genere qualche punto di legge da consultare o, almeno, qualche aneddoto curioso da raccontare.\naneddoto curioso da raccontare; e come agricoltore, dato che teneva in pugno l'azienda agricola di Donwell, aveva\nDonwell, doveva dire che cosa avrebbe prodotto ogni campo l'anno successivo e fornire tutte le informazioni\ne dare tutte quelle informazioni locali che non potevano non essere interessanti per un fratello\ninteressanti per un fratello la cui casa era stata la parte pi\u00f9 lunga della sua vita e il cui attaccamento\ndella sua vita e il cui attaccamento era forte. Il progetto di un\ndi un canale di scolo, la modifica di una recinzione, l'abbattimento di un albero e la destinazione di ogni acro per il grano.\ndestinazione di ogni acro a frumento, rape o mais primaverile, era\nJohn, con la massima uguaglianza di interesse che le sue maniere pi\u00f9\nmaniere pi\u00f9 fredde, e se il suo volenteroso fratello gli lasciava qualcosa di cui\ndi cose su cui indagare, le sue richieste si avvicinavano persino a un tono di\nsmania di sapere.\n\nMentre erano cos\u00ec comodamente occupati, il signor Woodhouse stava godendo di un\ndi felici rimpianti e di timorosi affetti con la figlia.\n\n Mia povera e cara Isabella, disse lui, prendendole affettuosamente la mano e interrompendo per qualche istante\ninterrompendo per qualche istante le sue fatiche per uno dei suoi cinque figli.\nCinque figli Quanto tempo \u00e8 passato, quanto tempo \u00e8 passato dall'ultima volta che sei stata qui!\nE quanto devi essere stanca dopo il viaggio! Dovete andare a letto presto,\nmia cara e ti raccomando un po' di pappa prima di andare. Tu e io\nmangeremo insieme un bel piatto di pappa. Mia cara Emma, supponiamo di mangiare tutti\nun po' di pappa.\n\nEmma non poteva supporre una cosa del genere, sapendo che entrambi i Mr.\nKnightleys non erano persuasivi su quell'articolo quanto lei.\ne furono ordinate solo due bacinelle. Dopo un altro po' di\ndiscorso in lode della pappa, con un po' di meraviglia per il fatto che non fosse\nnon venisse consumata ogni sera da tutti, procedette a dire, con un'aria di\ngrave riflessione,\n\n \u00c8 stata una faccenda imbarazzante, mia cara, il fatto che tu abbia trascorso l'autunno a South End invece di venire qui.\nEnd invece di venire qui. Non ho mai avuto una grande opinione dell'aria di mare.\n\n Il signor Wingfield l'ha raccomandato caldamente, altrimenti non saremmo andati.\nsaremmo andati. L'ha raccomandato per tutti i bambini, ma in particolare per la debolezza della gola di\nper la debolezza della gola della piccola Bella, sia per l'aria di mare che per i bagni.\n\n Ah, mia cara, ma Perry aveva molti dubbi che il mare le facesse bene.\ne per quanto mi riguarda, sono da tempo perfettamente convinta, anche se\nforse non te l'ho mai detto prima, che il mare \u00e8 molto raramente utile\na qualcuno. Sono sicura che una volta mi ha quasi ucciso.\n\n Su, su, grid\u00f2 Emma, sentendo che si trattava di un argomento poco sicuro, devo\ndevo supplicarvi di non parlare del mare. Mi rende invidiosa e infelice; io che non l'ho mai visto!\nche non l'ho mai visto! Il South End \u00e8 proibito, se non vi dispiace. Mia cara\nIsabella, non ti ho ancora sentito fare una sola domanda sul signor Perry;\ne lui non ti dimentica mai.\n\n Oh! Il buon signor Perry come sta, signore?\n\n Abbastanza bene, ma non del tutto. Il povero Perry ha la bile e non ha tempo di prendersi cura di s\u00e9.\nnon ha tempo per prendersi cura di se stesso, mi dice che non ha tempo per\nnon ha tempo di prendersi cura di s\u00e9, il che \u00e8 molto triste, ma \u00e8 sempre ricercato in tutto il paese.\ntutto il paese. Suppongo che non ci sia un uomo in grado di fare questo\nda nessuna parte. Ma d'altronde non c'\u00e8 un uomo cos\u00ec intelligente da nessuna parte.\n\n E la signora Perry e i bambini, come stanno? I bambini crescono? I\nho una grande stima per il signor Perry. Spero che mi chiami presto. Sar\u00e0\nsar\u00e0 cos\u00ec contento di vedere i miei piccoli.\n\n Spero che sia qui domani, perch\u00e9 ho una o due domande da fargli su di me di una certa importanza.\nsu di me di una certa importanza. E, mia cara, quando verr\u00e0,\nfaresti meglio a fargli dare un'occhiata alla gola della piccola Bella.\n\n Oh! Mio caro signore, la sua gola \u00e8 migliorata cos\u00ec tanto che non ho quasi nessun\ndisagio al riguardo. O il bagno le \u00e8 stato di grande aiuto o\noppure \u00e8 da attribuire a un eccellente impacco di Mr.\nWingfield, che abbiamo applicato a tratti fin da agosto.\n\n Non \u00e8 molto probabile, mia cara, che il bagno le fosse utile\ne se avessi saputo che volevate un'idratazione, ne avrei parlato con\nparlato con\n\n Mi sembra che abbiate dimenticato Mrs. e Miss Bates, disse Emma, non ho sentito una sola richiesta di informazioni su di loro.\nnon ho sentito una sola richiesta di informazioni su di loro.\n\n Oh, i buoni Bateses, mi vergogno di me stessa, ma li menzionate nella maggior parte delle vostre lettere.\nnella maggior parte delle tue lettere. Spero che stiano bene. La buona vecchia Mrs.\nBates, andr\u00f2 a trovarla domani e porter\u00f2 con me i miei figli. Sono sempre\nsempre cos\u00ec contenti di vedere i miei figli. E quell'eccellente Miss\nBates! Che persone cos\u00ec degne di fede! Come stanno, signore?\n\n Ma, nel complesso, abbastanza bene, mia cara. Ma la povera Mrs. Bates ha avuto un\nun brutto raffreddore circa un mese fa.\n\n Quanto mi dispiace! Ma i raffreddori non sono mai stati cos\u00ec diffusi come in questo\nquest'autunno. Il signor Wingfield mi ha detto che non li ha mai conosciuti cos\u00ec\ngenerale o pesante, tranne quando si \u00e8 trattato di un'influenza.\n\n Questo \u00e8 stato in buona parte il caso, mia cara, ma non nella misura di cui parli.\nmenzionato. Perry dice che il raffreddore \u00e8 stato molto diffuso, ma non cos\u00ec pesante\ncome spesso gli \u00e8 capitato in novembre. Perry non la definisce\nnon la definisce una stagione malaticcia.\n\n No, non mi risulta che il signor Wingfield la consideri _molto_ malaticcia\ntranne\n\n Ah! Povera cara bambina, la verit\u00e0 \u00e8 che a Londra \u00e8 sempre una stagione\nstagione malaticcia. Nessuno \u00e8 sano a Londra, nessuno pu\u00f2 esserlo. \u00c8 una\n\u00e8 una cosa terribile che tu sia costretta a vivere l\u00ec! Cos\u00ec lontano!\naria cos\u00ec cattiva!\n\n No, anzi, non si respira affatto una brutta aria. La nostra parte di Londra \u00e8\nmolto superiore alla maggior parte delle altre! Non dovete confonderci con Londra in\nLondra in generale, mio caro signore. Il quartiere di Brunswick Square \u00e8 molto\ndiverso da quasi tutto il resto. Siamo cos\u00ec ariosi! Non sarei\nnon vorrei vivere in nessun'altra parte della citt\u00e0; non ce n'\u00e8 quasi nessun'altra in cui sarei soddisfatto di avere i miei figli.\ndifficilmente potrei essere soddisfatta di ospitare i miei figli in un'altra zona della citt\u00e0.\nnoi siamo cos\u00ec straordinariamente ariosi! Il signor Wingfield ritiene che le vicinanze di\nBrunswick Square siano decisamente le pi\u00f9 favorevoli per quanto riguarda l'aria.\n\n Ah! Mia cara, non \u00e8 come Hartfield. Si fa del proprio meglio, ma\ndopo una settimana a Hartfield, siete tutte creature diverse.\ncreature; non sembrate pi\u00f9 le stesse. Ora non posso dire di pensare che\nche nessuno di voi abbia un bell'aspetto in questo momento.\n\n Mi dispiace sentirglielo dire, signore; ma le assicuro che, a parte quei piccoli mal di testa e palpitazioni nervose che non sono mai completamente\nmal di testa e palpitazioni, da cui non sono mai del tutto esente, sto bene.\nda cui non sono mai del tutto esente, sto bene anch'io; e se i bambini erano un po' pallidi prima di andare a letto, era solo perch\u00e9 erano un po' pi\u00f9 stanchi.\nse i bambini erano piuttosto pallidi prima di andare a letto, era solo perch\u00e9 erano un po' pi\u00f9 stanchi del solito.\nun po' pi\u00f9 stanchi del solito, per il viaggio e la felicit\u00e0 di arrivare.\nviaggio e dalla felicit\u00e0 di essere venuti. Spero che domani penserete meglio del loro aspetto, perch\u00e9 vi assicuro che Mr.\nvi assicuro che il signor Wingfield mi ha detto che non credeva di averci mai\ndi averci mai mandato via del tutto, in un caso cos\u00ec bello. Confido, almeno, che non pensiate\nnon pensiate che Mr. Knightley sia malato, rivolgendo gli occhi con\ncon affettuosa ansia verso il marito.\n\n Mediocre, mia cara; non posso complimentarmi con te. Penso che il signor John Knightley\nsia molto lontano dall'avere un bell'aspetto.\n\n Qual \u00e8 il problema, signore? Mi avete parlato? grid\u00f2 Mr. John\nKnightley, sentendo il proprio nome.\n\n Mi dispiace scoprire, amore mio, che mio padre non ti trovi bene, ma spero che sia solo per un po' di stanchezza.\nma spero che sia solo perch\u00e9 sei un po' affaticata. Avrei voluto\navrei desiderato, tuttavia, come sai, che tu avessi visto il signor Wingfield prima di\ndi uscire di casa.\n\n Mia cara Isabella, esclam\u00f2 frettolosamente, non preoccuparti del mio aspetto.\ndel mio aspetto. Accontentati di curare e coccolare te e i bambini.\ni bambini, e lascia che io abbia l'aspetto che preferisco.\n\n Non ho capito bene quello che hai detto a tuo fratello,\nEmma, a proposito dell'intenzione del vostro amico Mr. Graham di avere un ufficiale giudiziario\ndalla Scozia, per occuparsi della sua nuova propriet\u00e0. Cosa risponder\u00e0? Non sar\u00e0\nNon sar\u00e0 troppo forte il vecchio pregiudizio?\n\nE parl\u00f2 in questo modo cos\u00ec a lungo e con successo che, quando fu costretta a\na dedicare di nuovo la sua attenzione al padre e alla sorella, non ebbe nulla di peggio da sentire che\ndi Isabella che le chiedeva gentilmente di Jane Fairfax; e Jane Fairfax, pur non essendo molto amata da lei in generale, era in quel momento\nFairfax, bench\u00e9 non le piacesse molto in generale, era in quel momento\nmomento era molto felice di contribuire a lodarla.\n\n Quella dolce, amabile Jane Fairfax! disse Mrs. John Knightley. \u00c8 cos\u00ec\ntanto tempo che non la vedo, se non di tanto in tanto per un momento\nper caso in citt\u00e0! Che felicit\u00e0 deve essere per la sua buona vecchia\nnonna e l'eccellente zia, quando viene a trovarle! Mi dispiace sempre\nsempre un eccessivo dispiacere per la cara Emma di non poter stare di pi\u00f9 a Highbury.\nHighbury; ma ora che la loro figlia \u00e8 sposata, suppongo che il colonnello e la signora Campbell non potranno separarsi da lei.\nCampbell non saranno in grado di separarsi da lei. Sarebbe una compagna cos\u00ec\ndeliziosa compagna per Emma.\n\nIl signor Woodhouse era d'accordo su tutto, ma ha aggiunto,\n\n La nostra piccola amica Harriet Smith, tuttavia, \u00e8 proprio un'altra bella\ntipo di giovane. Harriet vi piacer\u00e0. Emma non potrebbe avere una\ncompagna migliore di Harriet.\n\n Sono molto felice di sentirlo, ma solo Jane Fairfax si sa essere cos\u00ec\nmolto realizzata e superiore! ed esattamente dell'et\u00e0 di Emma.\n\nQuesto argomento \u00e8 stato discusso molto felicemente, e altri si sono succeduti di analogo momento, e sono passati con analoga armonia.\ndi simile importanza e passarono con analoga armonia; ma la serata non si concluse senza\nsenza un piccolo ritorno dell'agitazione. La pappa \u00e8 arrivata e ha fornito\nmolto da dire molte lodi e molti commenti indubbi sulla sua salubrit\u00e0 per i\ndecisione sulla sua salubrit\u00e0 per ogni costituzione, e piuttosto severe\nFilippiche piuttosto severe nei confronti delle molte case in cui non \u00e8 stata mai\nma, purtroppo, tra i fallimenti che la figlia ha dovuto\nfiglia, il pi\u00f9 recente, e quindi il pi\u00f9 importante, \u00e8 stato quello del suo cuoco a South End, un\nla propria cuoca a South End, una giovane donna assunta per il momento, che non era mai stata in grado di capire cosa\nche non era mai stata in grado di capire cosa si intendesse per una bacinella di pappa liscia\nuna zuppa bella e liscia, sottile, ma non troppo. Per quanto spesso l'avesse desiderata e ordinata, non era mai stata in grado di\nnon era mai riuscita a ottenere qualcosa di tollerabile. Qui c'era un\napertura pericolosa.\n\n Ah! disse Mr. Woodhouse, scuotendo la testa e fissando i suoi occhi su di lei\ncon tenera preoccupazione. L'eiaculazione all'orecchio di Emma esprimeva: Ah!\nnon c'\u00e8 fine alle tristi conseguenze del tuo andare a South End. Non\nnon \u00e8 il caso di parlarne.  E per un po' sper\u00f2 che lui non ne parlasse e che\nnon ne parlasse, e che una silenziosa riflessione potesse bastare a restituirgli\na restituirgli il gusto della sua pappa liscia. Dopo un intervallo di alcuni\nminuti, tuttavia, egli cominci\u00f2 con,\n\n Mi dispiacer\u00e0 sempre molto che tu sia andato al mare quest'autunno,\ninvece di venire qui.\n\n Ma perch\u00e9 dovrebbe essere dispiaciuto, signore? Le assicuro che ha fatto molto bene ai bambini.\nmolto bene ai bambini.\n\n E, inoltre, se si deve andare al mare, \u00e8 meglio che non sia stato\na South End. South End \u00e8 un luogo malsano. Perry \u00e8 rimasto sorpreso\nche tu abbia deciso di andare a South End.\n\n So che molte persone hanno questa idea, ma in realt\u00e0 \u00e8 un errore, signore.\nun errore, signore. L\u00ec abbiamo avuto tutti una salute perfetta, non abbiamo mai trovato\nnon abbiamo mai riscontrato il minimo inconveniente a causa del fango; e il signor Wingfield dice che \u00e8\nWingfield dice che \u00e8 un errore pensare che il posto sia malsano; e sono sicuro che si pu\u00f2 fare affidamento su di lui, perch\u00e9 ha\nche si pu\u00f2 fare affidamento su di lui, perch\u00e9 conosce bene la natura dell'aria,\ne suo fratello e la sua famiglia ci sono stati pi\u00f9 volte.\n\n Avresti dovuto andare a Cromer, mia cara, se fossi andata da qualche parte. Perry\n\u00e8 stato una settimana a Cromer una volta, e ritiene che sia il migliore di tutti i\nluoghi di balneazione. Un bel mare aperto, dice, e un'aria molto pura. E,\nda quello che so, avreste potuto alloggiare l\u00ec lontano dal mare, a un quarto di miglio.\ndal mare a un quarto di miglio di distanza, molto confortevoli. Avreste dovuto\nconsultare Perry.\n\n Ma, mio caro signore, la differenza del viaggio; pensate solo a quanto sarebbe stata\ngrande sarebbe stata. Cento miglia, forse, invece di quaranta.\n\n Ah, mia cara, come dice Perry, quando \u00e8 in gioco la salute, non si deve considerare nient'altro.\nse si deve viaggiare, non c'\u00e8 molto da scegliere tra quaranta e cento miglia.\nscegliere tra quaranta miglia e cento. Meglio non muoversi affatto,\nmeglio restare a Londra piuttosto che viaggiare per quaranta miglia per andare in un'aria peggiore.\naria peggiore. Questo \u00e8 proprio ci\u00f2 che disse Perry. Gli sembr\u00f2 una misura molto\nmisura mal ponderata.\n\nI tentativi di Emma di fermare il padre erano stati vani; e quando lui era arrivato a un punto come questo\nraggiunto un punto del genere, non poteva stupirsi che suo\ncognato che scoppiava.\n\n Mr. Perry, ha detto, con voce di forte disappunto, che avrebbe fatto meglio a\navrebbe fatto bene a tenersi la sua opinione fino a quando non gli fosse stata chiesta. Perch\u00e9 si preoccupa\ndi meravigliarsi di quello che faccio, di come porto la mia famiglia in una\nin una parte o nell'altra della costa? Spero che mi sia concesso l'uso del\ndel mio giudizio come quello del signor Perry. Non voglio le sue indicazioni pi\u00f9 che\nle sue droghe\".  Fece una pausa e, raffreddandosi in un attimo, aggiunse, con una asciuttezza\nSe il signor Perry pu\u00f2 dirmi come trasportare una moglie e cinque figli a una distanza di cento\ncinque figli per una distanza di centotrenta miglia senza maggiori\nsenza maggiori spese o disagi rispetto a una distanza di quaranta, sarei altrettanto disposto a\nsarei disposto a preferire Cromer a South End quanto lui stesso potrebbe farlo.\n\n Vero, vero, grid\u00f2 Mr. Knightley, con un'interposizione prontissima e molto\nvero. Questa \u00e8 davvero una considerazione. Ma John, per quanto riguarda ci\u00f2 che vi stavo dicendo\ndi spostare il sentiero verso Langham, di girarlo pi\u00f9 a destra per non tagliare i prati di casa, non riesco a concepire\npi\u00f9 a destra, in modo che non tagli i prati di casa, non riesco a concepire\nalcuna difficolt\u00e0. Non ci proverei mai, se questo dovesse comportare\ninconvenienti per gli abitanti di Highbury, ma se si richiama alla mente esattamente\nl'attuale linea del sentiero .... L'unico modo per dimostrarlo, tuttavia,\nsar\u00e0 quello di consultare le nostre mappe. Ci vedremo all'Abbazia domani mattina, spero.\nspero domani mattina all'Abbazia, cos\u00ec le esamineremo e lei mi dar\u00e0 la sua opinione.\nla sua opinione.\n\nMr. Woodhouse era piuttosto agitato da queste dure riflessioni sull'amico Perry.\namico Perry, al quale, in effetti, anche se inconsciamente, aveva attribuito molti\nmolti dei suoi stessi sentimenti e delle sue stesse espressioni; ma le attenzioni\nle attenzioni delle sue figlie hanno gradualmente eliminato il male attuale e l'immediata attenzione di un fratello\nimmediata vigilanza di un fratello e la migliore memoria dell'altro\ndell'altro, impedirono che si ripetesse.\n\n\n\n\nCAPITOLO XIII\n\n\nDifficilmente potrebbe esistere al mondo una creatura pi\u00f9 felice di Mrs. John\nKnightley, in questa breve visita a Hartfield, andando in giro ogni mattina\ntra le sue vecchie conoscenze con i suoi cinque figli e parlando di ci\u00f2 che aveva fatto\ndi quello che aveva fatto ogni sera con suo padre e sua sorella. Non aveva\nnulla da desiderare, se non che i giorni non passassero cos\u00ec velocemente.\nFu una visita deliziosa, perfetta perch\u00e9 troppo breve.\n\nIn generale, le loro serate erano meno impegnate con gli amici rispetto alle mattine.\nmattina; ma un impegno completo a cena, e anche fuori casa,\nnon si poteva evitare, anche se a Natale. Mr. Weston non avrebbe accettato alcun\nnon avrebbe accettato alcun rifiuto; un giorno dovevano cenare tutti da Randalls; persino Mr. Woodhouse si era\nWoodhouse era convinto di ritenerla una cosa possibile, piuttosto che una divisione della\ndel gruppo.\n\nCome dovessero essere trasportati tutti, avrebbe fatto fatica se avesse potuto.\nma, dato che la carrozza e i cavalli di suo figlio e sua figlia si trovavano a Hartfield, non era in grado di fare pi\u00f9 di una semplice domanda\na Hartfield, non fu in grado di fare pi\u00f9 di una semplice domanda in merito.\nNon era in grado di fare pi\u00f9 di una semplice domanda su questo punto; era a malapena un dubbio; e non ci volle molto perch\u00e9 Emma si convincesse che potevano\nEmma non impieg\u00f2 molto a convincerlo che in una delle carrozze avrebbero potuto trovare posto anche per\nHarriet.\n\nHarriet, Mr. Elton e Mr. Knightley, il loro gruppo speciale, erano le uniche persone invitate.\nle uniche persone invitate a incontrarli; l'orario doveva essere presto, cos\u00ec come il numero di persone.\nle abitudini e le inclinazioni di Mr. Woodhouse erano state\nMr. Woodhouse in ogni cosa.\n\nLa sera prima di questo grande evento (perch\u00e9 era davvero un grande evento che Mr.\nWoodhouse avrebbe dovuto cenare fuori, il 24 dicembre) era stata trascorsa da Harriet a Hartfield.\nHarriet a Hartfield, ed era tornata a casa cos\u00ec indisposta per il raffreddore che, se non fosse stato per il suo stesso desiderio di essere curata da Mr.\nraffreddore che, se non fosse stato per il suo sincero desiderio di essere curata da Mrs.\nGoddard, Emma non avrebbe potuto permetterle di uscire di casa. Emma\nIl giorno dopo and\u00f2 a trovarla e trov\u00f2 il suo destino gi\u00e0 firmato con\nper quanto riguarda Randalls. Era molto febbricitante e aveva un forte mal di gola:\nLa signora Goddard era piena di attenzioni e di affetto, si parlava del signor Perry,\ne Harriet stessa era troppo malata e gi\u00f9 di morale per resistere all'autorit\u00e0 che la escludeva da questo\nche la escludeva da questo delizioso impegno, anche se non poteva\nparlare della sua perdita senza molte lacrime.\n\nEmma rimase con lei il pi\u00f9 a lungo possibile, per assisterla durante le assenze inevitabili della signora Goddard e per sollevarle il morale rappresentandole quanto fosse importante per lei il fatto che\nGoddard, e a risollevare il suo spirito rappresentandole quanto Mr.\nMr. Elton sarebbe stato depresso quando avesse conosciuto il suo stato; e alla fine l'ha lasciata\nalla fine la lasci\u00f2 a suo agio, nella dolce dipendenza dal fatto che aveva fatto una visita\nuna visita poco confortante, e che tutti loro sentissero molto la sua mancanza. Non si era\nnon si era allontanata di molti metri dalla porta di Mrs. Goddard, quando fu raggiunta da Mr.\nMr. Elton in persona, che evidentemente stava venendo verso di lei, e mentre camminavano lentamente insieme\nlentamente insieme, conversando dell'invalido di cui, alla notizia di una grave malattia, era stato\nvoce di una grave malattia, si era recato a informarsi per\ndi portare qualche notizia su di lei a Hartfield, furono sorpresi da Mr.\nJohn Knightley, di ritorno dalla visita quotidiana a Donwell, con i suoi due figli maggiori, i cui sani e robusti\ni suoi due figli maggiori, i cui visi sani e luminosi mostravano tutto il beneficio di una\ndi una corsa in campagna e sembravano garantire una rapida preparazione dell'arrosto di montone e del\ne del budino di riso per cui si stavano affrettando a tornare a casa. Si unirono alla compagnia e\nprocedere insieme. Emma stava giusto descrivendo la natura del disturbo della sua amica: una gola molto\ngola molto infiammata, con molto calore intorno a lei, un polso veloce e basso.\npolso basso e veloce, ecc. ed era dispiaciuta di scoprire da Mrs.\nGoddard che Harriet era soggetta a mal di gola molto forti, e che spesso l'aveva\nallarmata per questo.  Mr. Elton sembr\u00f2 tutto allarmato per l'occasione, mentre\nesclam\u00f2,\n\n Un mal di gola! Spero non infettiva. Spero non sia di tipo putrido\ninfettiva. Perry l'ha vista? Dovrebbe prendersi cura di\ndi voi stessi e della vostra amica. Vi prego di non correre rischi.\nPerch\u00e9 Perry non la vede?\n\nEmma, che in realt\u00e0 non era affatto spaventata, tranquillizz\u00f2 questo eccesso di apprensione\ndi apprensione con le rassicurazioni sull'esperienza e la cura della signora Goddard.\nGoddard; ma poich\u00e9 doveva rimanere un certo grado di inquietudine che non poteva\nche non poteva voler eliminare, e che avrebbe preferito alimentare e aiutare\nche non, aggiunse subito dopo, come se si trattasse di un altro argomento,\n\n Fa cos\u00ec freddo, cos\u00ec tanto freddo e sembra e si sente cos\u00ec tanto come la\nche, se fosse in un altro posto o con un altro gruppo, cercherei di non uscire oggi e di dissuadere mio padre dall'uscire.\ncercherei davvero di non uscire oggi e di dissuadere mio padre dall'avventurarsi.\nma visto che si \u00e8 deciso e non sembra sentire il freddo, non mi va di\nfreddo, non voglio interferire, perch\u00e9 so che sarebbe una grande delusione per il signor\ngrande delusione per Mr. e Mrs. Weston. Ma, parola mia, Mr.\nElton, nel vostro caso, mi scuserei certamente. Mi sembrate\ngi\u00e0 un po' rauco, e se si considera quale richiesta di voce e quali fatiche\ne le fatiche di domani, credo che non sarebbe altro che una\nprudenza restare a casa e prendersi cura di s\u00e9 questa notte.\n\nMr. Elton aveva l'aria di non sapere bene che risposta dare;\nIl che era esattamente il caso; infatti, pur essendo molto gratificato dalle gentili\ndi una cos\u00ec bella signora, e non amando resistere ai consigli di lei, non aveva la minima intenzione di rinunciare alla visita,\nnon aveva la minima intenzione di rinunciare alla visita; ma Emma,\nEmma, troppo ansiosa e occupata dalle sue precedenti concezioni e vedute per ascoltarlo imparzialmente o vederlo.\nper ascoltarlo in modo imparziale o per vederlo con una visione chiara, era molto soddisfatta\ndi lui che borbottava che faceva molto freddo, certamente molto freddo.\nmolto freddo, e continu\u00f2 a camminare, rallegrandosi di averlo liberato da\nRandalls e di avergli assicurato il potere di mandare a chiedere di Harriet\nogni ora della sera.\n\n Avete fatto bene, disse lei; porteremo le vostre scuse ai signori Weston.\nWeston.\n\nMa non aveva ancora parlato, quando si accorse che il fratello le stava civilmente\nfratello stava civilmente offrendo un posto nella sua carrozza, se il tempo era l'unica obiezione di Mr.\nse il tempo fosse stato l'unica obiezione di Mr. Elton, e che quest'ultimo aveva accettato l'offerta con\nsoddisfazione. Era una cosa fatta; Mr. Elton doveva andare, e mai il suo ampio e bel viso aveva espresso pi\u00f9 piacere\nil suo bel viso largo aveva espresso pi\u00f9 piacere che in questo momento;\nmai il suo sorriso era stato pi\u00f9 forte, n\u00e9 i suoi occhi pi\u00f9 esultanti di quando\nquando la guard\u00f2.\n\n Ebbene, si disse, questo \u00e8 molto strano! Dopo che l'ho fatto uscire\ncos\u00ec bene, scegliere di andare in compagnia, e lasciare Harriet malata\nHarriet malata! Davvero strano! Ma credo che ci sia, in molti uomini,\nspecialmente negli uomini single, una tale inclinazione, una tale passione per la cena\nuna cena fuori \u00e8 cos\u00ec in alto nella classe dei loro piaceri,\ndei loro impieghi, delle loro dignit\u00e0, quasi dei loro doveri, che qualsiasi cosa\nqualsiasi cosa, e questo deve essere il caso di Mr. Elton; un giovane di grande valore, amabile e piacevole.\nun giovane di valore, amabile e piacevole, senza dubbio, e molto innamorato di Harriet.\nHarriet; ma comunque non pu\u00f2 rifiutare un invito, deve\ncenare fuori ovunque gli venga chiesto. Che strana cosa \u00e8 l'amore! Lui riesce a vedere\nin Harriet, ma non vuole cenare da solo per lei.\n\nPoco dopo Mr. Elton li lasci\u00f2, e lei non pot\u00e9 che rendergli giustizia, sentendo che c'era molto sentimento in lui.\nche c'era molto sentimento nel suo modo di nominare Harriet al momento del commiato.\nmodo di nominare Harriet al momento del commiato; nel tono di voce con cui le assicurava che avrebbe chiamato Mrs.\ndi Harriet al momento della partenza; nel tono della sua voce, mentre le assicurava che sarebbe passato da Mrs.\namica, l'ultima cosa prima di prepararsi alla felicit\u00e0 di incontrarla di nuovo.\ndi incontrarla di nuovo, quando sperava di essere in grado di dare un resoconto migliore.\nsospir\u00f2 e sorrise in un modo che lasciava la bilancia dell'approvazione a suo favore.\napprovazione a suo favore.\n\nDopo alcuni minuti di assoluto silenzio tra loro, John Knightley\ninizi\u00f2 con\n\n Non ho mai visto in vita mia un uomo pi\u00f9 intenzionato a essere gradevole di Mr.\nElton. Per lui \u00e8 un vero e proprio lavoro quando si tratta di donne. Con gli uomini\ncon gli uomini pu\u00f2 essere razionale e senza effetti, ma quando deve piacere alle signore\nquando ha delle signore da compiacere, ogni caratteristica funziona.\n\n Le maniere di Mr. Elton non sono perfette, rispose Emma; ma quando c'\u00e8 il desiderio di compiacere, si dovrebbe trascurare\ndesiderio di compiacere, si dovrebbe sorvolare, e si sorvola spesso.\nmolto. Quando un uomo fa del suo meglio con poteri solo moderati, avr\u00e0 il vantaggio\navr\u00e0 il vantaggio di una superiorit\u00e0 negligente. C'\u00e8 un tale\nperfetto buon umore e buona volont\u00e0 in Mr. Elton che non si pu\u00f2 non apprezzare.\nvalore.\n\n S\u00ec, disse subito Mr. John Knightley, con una certa scaltrezza, sembra che abbia\nche abbia molta buona volont\u00e0 nei vostri confronti.\n\n Io! rispose lei con un sorriso di stupore, immaginate che io sia l'oggetto di Mr.\ndi essere l'oggetto di Mr. Elton?\n\n Un'immaginazione del genere mi ha attraversato, lo ammetto, Emma; e se non vi \u00e8 mai venuta in mente prima, potete benissimo prenderla in considerazione.\nti \u00e8 mai venuta in mente prima, puoi benissimo prenderla in considerazione\nora.\n\n Mr. Elton innamorato di me! Che idea!\n\n Non dico che sia cos\u00ec; ma farete bene a considerare se lo \u00e8 o meno e a regolare il vostro comportamento di conseguenza.\ne regolare il vostro comportamento di conseguenza. Ritengo che i vostri\nmaniere nei suoi confronti siano incoraggianti. Parlo da amico, Emma. Faresti meglio a\nguardarti intorno e accertarti di ci\u00f2 che fai e di ci\u00f2 che intendi fare.\n\n La ringrazio, ma le assicuro che si sbaglia di grosso. Mr. Elton e io\nElton e io siamo ottimi amici, e niente di pi\u00f9\".\ndi considerare le gaffe che spesso derivano da una conoscenza\nconoscenza parziale delle circostanze, degli errori che le persone di\ndi alte pretese di giudizio cadono sempre; e non era molto\nnon era molto soddisfatta del fratello che la immaginava cieca e ignorante, e\nignorante e priva di consigli. Non disse altro.\n\nMr. Woodhouse si era cos\u00ec completamente rassegnato alla visita che, nonostante la crescente freddezza, sembrava non avere alcuna idea\nNonostante la crescente freddezza, sembrava non avere alcuna idea di\ndi sottrarsi, e alla fine si avvi\u00f2 puntualissimo con la figlia maggiore nella sua\nfiglia maggiore nella propria carrozza, con meno apparente consapevolezza del tempo\ndel tempo rispetto a tutti gli altri; troppo pieno della meraviglia del suo\ne del piacere che avrebbe procurato a Randalls per accorgersi che faceva freddo.\nfreddo, e troppo ben avvolto per sentirlo. Il freddo, tuttavia, era\ne quando la seconda carrozza si mise in moto, alcuni fiocchi di neve si stavano\ndi neve, e il cielo aveva l'aspetto di essere cos\u00ec carico da non volere pi\u00f9 saperne di\ndi essere cos\u00ec sovraccarico che bastava un'aria pi\u00f9 mite per produrre un mondo\nun mondo bianchissimo in poco tempo.\n\nEmma si accorse subito che il suo compagno non era dell'umore pi\u00f9 felice. I\npreparazione e l'uscita con quel tempo, con il sacrificio dei figli dopo cena, erano mali, almeno sgradevoli.\ni suoi figli dopo la cena, erano mali, erano perlomeno sgradevoli,\nche non piacevano affatto a Mr. John Knightley, che non prevedeva\nnulla nella visita che potesse valere l'acquisto; e l'intero viaggio per raggiungere il vicario\ntutto il viaggio verso la canonica fu speso per esprimere il suo malcontento.\nmalcontento.\n\n Un uomo, disse, deve avere un'ottima opinione di se stesso quando\nchiede alla gente di lasciare il proprio focolare e di affrontare un giorno come questo per venire a trovarlo.\nquesta, per venire a trovarlo. Deve ritenersi un tipo molto\npiacevole; io non potrei fare una cosa del genere. \u00c8 la pi\u00f9 grande\nAssurdit\u00e0 In realt\u00e0 sta nevicando in questo momento! La follia di non permettere alle persone\ndi non permettere alle persone di stare comode a casa e la follia delle persone che non stanno\na casa quando \u00e8 possibile! Se fossimo costretti a uscire una sera come questa\nsera come questa, per motivi di dovere o di lavoro, che fatica faremmo\nche difficolt\u00e0 avremmo considerato; ed eccoci qui, probabilmente con abiti pi\u00f9 magri del solito\ndel solito, che ci avviamo volontariamente, senza scuse, in barba alla\ndella voce della natura, che dice all'uomo, in ogni cosa data alla sua vista o al suo sentimento\no ai suoi sentimenti, di starsene a casa e di tenere al riparo tutto ci\u00f2 che\nche pu\u00f2; ecco che ci mettiamo in cammino per trascorrere cinque ore noiose in\ncasa di un altro uomo, senza nulla da dire o da ascoltare che non sia stato detto e ascoltato ieri\ne sentito ieri, e che non possa essere detto e sentito di nuovo domani.\nAndare con un tempo infausto, per tornare probabilmente con un tempo peggiore; quattro cavalli e quattro servi portati fuori per niente altro che\nquattro cavalli e quattro servitori che non servono ad altro che a trasportare cinque creature oziose e tremanti\nin stanze pi\u00f9 fredde e in una compagnia peggiore di quella che avrebbero potuto avere a casa.\na casa.\n\nEmma non si sentiva all'altezza di dare l'assenso compiaciuto, che senza dubbio aveva l'abitudine di ricevere, per emulare il Verissimo, il mio\nsenza dubbio aveva l'abitudine di ricevere, per emulare il Molto vero, amore mio, che doveva essere somministrato di solito dai suoi viaggiatori.\namore, che doveva essere di solito somministrato dal suo compagno di viaggio.\ncompagno di viaggio; ma era abbastanza risoluta da astenersi dal rispondere.\nrisposta. Non poteva essere accondiscendente, temeva di essere\nil suo eroismo arrivava solo al silenzio. Gli permise di\nparlare, sistem\u00f2 i bicchieri e si avvolse su se stessa, senza aprire le labbra.\nlabbra.\n\nArrivarono, la carrozza gir\u00f2, il gradino fu abbassato e Mr.\nElton, arzillo, nero e sorridente, fu subito con loro. Emma\npens\u00f2 con piacere di cambiare argomento. Mr. Elton era tutto\nobbligo e allegria; era cos\u00ec allegro nelle sue cortesie\nche lei cominci\u00f2 a pensare che dovesse aver ricevuto un resoconto di Harriet diverso da quello\ndi Harriet diverso da quello che le era arrivato. Aveva mandato un messaggio mentre si vestiva\nmentre si vestiva, e la risposta era stata: \"Molto uguale, non migliore\".\n\n Il mio rapporto dalla signora Goddard, disse subito, non \u00e8 stato cos\u00ec piacevole come speravo.\nNon migliore fu la mia risposta.\n\nIl suo viso si allung\u00f2 immediatamente; e la sua voce era la voce del\nsentimento quando rispose.\n\n Oh! No, sono addolorato nel constatare che ero sul punto di dirti che\nquando ho chiamato alla porta della signora Goddard, cosa che ho fatto proprio l'ultima cosa\nprima di tornare a vestirmi, mi \u00e8 stato detto che Miss Smith non stava meglio,\nanzi, non stava affatto meglio, anzi, stava peggio. Molto addolorata e preoccupata, mi ero\nmi ero illusa che dovesse stare meglio dopo un cordiale come quello che sapevo\nche le era stato dato la mattina.\n\nEmma sorrise e rispose La mia visita \u00e8 stata utile per la parte nervosa del suo disturbo, spero.\nSpero che sia servita alla parte nervosa del suo disturbo, ma nemmeno io posso incantare il mal di gola.\n\u00e8 un raffreddore molto forte. Il signor Perry \u00e8 stato con lei, come avrete saputo.\nprobabilmente avete sentito.\n\n S\u00ec, l'ho immaginato, cio\u00e8 non l'ho fatto\n\n \u00c8 stato abituato a queste lamentele, e spero che domani mattina\nmattina porter\u00e0 a entrambi un resoconto pi\u00f9 confortevole. Ma \u00e8\nimpossibile non provare disagio. Una cos\u00ec triste perdita per il nostro gruppo\noggi!\n\n Terribile! Esattamente cos\u00ec, infatti. Ci mancher\u00e0 ogni momento.\n\nQuesto \u00e8 stato molto appropriato; il sospiro che lo ha accompagnato \u00e8 stato veramente\nstimabile; ma sarebbe dovuto durare di pi\u00f9. Emma era piuttosto costernata\nquando solo mezzo minuto dopo lui cominci\u00f2 a parlare di altre cose,\ne con una voce della massima alacrit\u00e0 e divertimento.\n\n Che ottimo espediente, disse, l'uso di una pelle di pecora per le\ncarrozze. Come sono confortevoli; \u00e8 impossibile sentire il freddo\ncon queste precauzioni. Gli accorgimenti dei giorni moderni hanno davvero\nhanno reso la carrozza di un gentiluomo perfettamente completa. Una \u00e8 cos\u00ec recintata e protetta\ne protetta dalle intemperie, che non un soffio d'aria pu\u00f2 trovare la sua strada\nsenza permesso. Il tempo diventa assolutamente ininfluente. \u00c8 un pomeriggio molto\npomeriggio molto freddo, ma in questa carrozza non ne sappiamo nulla. Ah!\nVedo che nevica un po'.\n\n S\u00ec, disse John Knightley, e credo che ne avremo un bel po'...\ndi questo.\n\n Tempo di Natale, ha osservato Mr. Elton.  Abbastanza stagionale; e\ne possiamo ritenerci estremamente fortunati che non sia cominciato\nieri e non abbia impedito la festa di oggi, cosa che avrebbe potuto fare.\nMr. Woodhouse difficilmente si sarebbe avventurato se ci fosse stata molta neve sul terreno.\nse ci fosse stata molta neve sul terreno; ma ora non c'\u00e8 alcuna conseguenza. Questa \u00e8 la stagione\nquesta \u00e8 la stagione giusta per gli incontri amichevoli. A Natale tutti invitano gli amici\ninvita i propri amici, e la gente pensa poco anche al tempo peggiore.\ntempo peggiore. Una volta sono rimasto a casa di un amico a causa della neve per una settimana.\nNiente di pi\u00f9 piacevole. Sono andato solo per una notte, e non sono riuscito ad andarmene fino a quel giorno\nnon sono potuta andare via fino a quel giorno o quella notte.\n\nIl signor John Knightley sembr\u00f2 non comprendere il piacere, ma si limit\u00f2 a dire, freddamente\ndisse solo, freddamente,\n\n Non posso desiderare di rimanere innevato una settimana a Randalls.\n\nIn un altro momento Emma avrebbe potuto essere divertita, ma ora era troppo\nstupita dell'umore di Mr. Elton per provare altri sentimenti. Harriet\nsembrava aver dimenticato l'aspettativa di una festa piacevole.\n\n Siamo sicuri di avere ottimi fuochi, continu\u00f2, e di avere ogni cosa nel pi\u00f9 grande\nmassimo comfort. Persone affascinanti, il signore e la signora Weston; la signora Weston \u00e8 davvero\n\u00e8 davvero molto al di l\u00e0 di ogni elogio, e lui \u00e8 esattamente ci\u00f2 che si apprezza, cos\u00ec\nospitale e amante della societ\u00e0; sar\u00e0 una piccola festa, ma quando le piccole feste sono selezionate, sono forse\npiccole feste sono forse le pi\u00f9 piacevoli in assoluto.\nLa sala da pranzo di Mr. Weston non ospita pi\u00f9 di dieci persone\ne, per quanto mi riguarda, preferirei, in queste circostanze,\ndi meno di due, piuttosto che eccedere di due. Penso che sarete d'accordo con me,\n(rivolgendosi con aria dolce a Emma) credo che avr\u00f2 certamente la vostra approvazione, anche se Mr.\napprovazione, anche se Mr. Knightley forse, essendo abituato alle grandi feste di Londra\nfeste di Londra, potrebbe non entrare del tutto nei nostri sentimenti.\n\n Non so nulla delle grandi feste di Londra, signore, non ceno mai con nessuno.\nnessuno.\n\n Infatti! (con un tono di stupore e piet\u00e0) Non avevo idea che la legge fosse stata\nfosse stata una schiavit\u00f9 cos\u00ec grande. Beh, signore, deve arrivare il momento in cui sarete pagati per tutto questo.\nper tutto questo, in cui avrete poco lavoro e grande\ndivertimento.\n\n Il mio primo piacere, rispose John Knightley, mentre passavano attraverso\nil cancello, sar\u00e0 quello di ritrovarmi di nuovo al sicuro a Hartfield.\n\n\n\n\nCAPITOLO XIV\n\n\nEra necessario un certo cambiamento di espressione per ogni gentiluomo mentre entravano nel salotto di Mrs.\nWeston; Mr. Elton doveva comporre i suoi sguardi gioiosi e Mr. John Knightley disperdere il suo malumore.\nMr. Elton doveva comporre il suo aspetto gioioso e Mr. John Knightley disperdere il suo malumore. Mr. Elton\nElton doveva sorridere di meno e Mr. John Knightley di pi\u00f9, per adattarsi al luogo.\nposto. Emma poteva solo essere come la natura le suggeriva, e mostrarsi altrettanto\nfelice come era. Per lei era un vero piacere stare con i Weston.\nMr. Weston era un grande favorito e non c'era una creatura al mondo con cui parlasse\nmondo con cui parlava con tanta disinvoltura come con sua moglie; non c'era nessuno con cui si relazionasse con tanta\nnessuno con cui si relazionasse con la convinzione di essere ascoltata e compresa, di essere sempre interessante e sempre\ndi essere ascoltata e compresa, di essere sempre interessante e sempre comprensibile.\npiccoli affari, disposizioni, perplessit\u00e0 e piaceri di suo padre e di lei.\ne di se stessa. Non riusc\u00ec a raccontare nulla di Hartfield, per il quale Mrs. Weston non nutrisse una viva preoccupazione.\nWeston non avesse un interesse vivo; e mezz'ora di comunicazione ininterrotta di tutte quelle\nininterrotta di tutte quelle piccole questioni da cui dipende la felicit\u00e0 quotidiana della vita\ndella vita privata, era una delle prime gratificazioni di ciascuna.\n\nSi trattava di un piacere che forse la visita di un'intera giornata non avrebbe potuto\nche non apparteneva alla mezz'ora in corso; ma la vista stessa di Mrs Weston, il suo sorriso, il suo tocco, la sua voce.\nla sola vista di Mrs. Weston, il suo sorriso, il suo tocco, la sua voce erano\nEmma le fu grata e decise di pensare il meno possibile alle stranezze di Mr.\nalle stranezze di Mr. Elton o a qualsiasi altra cosa sgradevole, e di godersi al massimo tutto ci\u00f2 che era piacevole.\ntutto ci\u00f2 che era piacevole al massimo.\n\nLa sfortuna del raffreddore di Harriet era gi\u00e0 stata affrontata abbastanza bene\nprima del suo arrivo. Il signor Woodhouse era stato seduto al sicuro abbastanza a lungo per\ndi raccontarne la storia, oltre a quella del suo arrivo e di quello di Isabella.\nIsabella, e di Emma che l'avrebbe seguita, e in effetti era appena\naveva appena terminato di esprimere la sua soddisfazione per il fatto che James dovesse venire a vedere la\nfiglia, quando apparvero gli altri e Mrs. Weston, che era stata quasi del tutto assorbita dal suo\nquasi completamente assorbita dalle sue attenzioni per lui, pot\u00e9 allontanarsi e dare il benvenuto alla sua cara Emma.\ne dare il benvenuto alla sua cara Emma.\n\nIl progetto di Emma di dimenticare Mr. Elton per un po' la rese piuttosto dispiaciuta di scoprire, quando tutti avevano preso posto, che lui era vicino.\nquando tutti avevano preso posto, che lui era vicino a lei.\na lei. Era molto difficile scacciare dalla mente la sua strana insensibilit\u00e0 nei confronti di Harriet.\nverso Harriet, mentre lui non solo stava seduto al suo fianco, ma\nma si intrometteva continuamente con il suo volto felice nella sua attenzione e\ne si rivolgeva a lei con premura in ogni occasione. Invece di dimenticarlo\ninvece di dimenticarlo, il suo comportamento era tale che lei non poteva evitare la suggestione interna\nsuggerimento: \"Pu\u00f2 davvero essere come immaginava mio fratello?\npossibile che quest'uomo stia iniziando a trasferire i suoi affetti da Harriet a me?\nHarriet a me? Assurdo e insopportabile! Eppure sarebbe cos\u00ec ansioso che\nche lei sia perfettamente al caldo, sarebbe cos\u00ec interessato a suo padre, e\ncos\u00ec deliziato da Mrs. Weston; e alla fine avrebbe cominciato ad ammirare i suoi\ndisegni con cos\u00ec tanto zelo e cos\u00ec poca conoscenza che sembrava terribilmente\ncome un aspirante amante, e le fece fare un certo sforzo per preservare la sua\nbuone maniere. Per il suo bene non poteva essere scortese; e per quello di Harriet, nella speranza che\nHarriet, nella speranza che tutto si risolvesse per il meglio, era persino\nma era uno sforzo, soprattutto perch\u00e9 tra le altre persone stava succedendo qualcosa\ntra le altre, nel periodo pi\u00f9 opprimente delle sciocchezze di Mr.\nElton, che lei desiderava particolarmente ascoltare. Aveva sentito\nabbastanza da sapere che Mr. Weston stava dando qualche informazione su suo figlio.\nfiglio; sent\u00ec ripetere pi\u00f9 volte le parole \"mio figlio\", \"Frank\" e \"mio figlio\"; e, da un'idea di Mr.\nripetute pi\u00f9 volte; e, da alcune altre mezze sillabe, sospett\u00f2 molto\nsospettava che stesse annunciando una visita anticipata del figlio; ma prima di riuscire a calmare Mr.\nprima che riuscisse a tranquillizzare Mr. Elton, l'argomento era cos\u00ec completamente superato\nche qualsiasi domanda di rianimazione da parte sua sarebbe stata imbarazzante.\n\nOra, \u00e8 successo che, nonostante il proposito di Emma di non sposarsi mai\nsposarsi, c'era qualcosa nel nome, nell'idea di Mr. Frank\nChurchill, che l'ha sempre interessata. Aveva spesso\naveva spesso pensato, soprattutto dopo il matrimonio di suo padre con la signorina Taylor, che se\nse si fosse sposata, lui era la persona pi\u00f9 adatta per et\u00e0, carattere e condizione,\ncarattere e condizione. Questo legame tra le famiglie sembrava\nfamiglie, appartenesse a lei. Non poteva che ritenere che fosse un'unione\nche tutti coloro che li conoscevano avrebbero dovuto pensare a questa unione. Che Mr. e Mrs.\nWeston lo pensavano, ne era fortemente convinta; e anche se non intendeva\ndi essere indotta da lui, o da chiunque altro, a rinunciare a una situazione\nuna situazione che riteneva pi\u00f9 ricca di bene di qualsiasi altra che potesse\ndi una situazione che riteneva pi\u00f9 ricca di pregi di qualsiasi altra che potesse cambiare.\ndi trovarlo piacevole, di essergli gradita in una certa misura, e una specie di piacere\ne una sorta di piacere all'idea che fossero accoppiati nella\nloro amici immaginari.\n\nCon tali sensazioni, le cortesie di Mr. Elton erano terribilmente inopportune;\nma lei ebbe la comodit\u00e0 di apparire molto educata, pur sentendosi molto\ne di pensare che il resto della visita non avrebbe potuto passare\nsenza che le venisse riproposta la stessa informazione, o la sostanza di essa, dal\nsostanza, da parte dell'aperto Mr. Weston. E cos\u00ec fu, perch\u00e9\nQuando fu felicemente liberato da Mr. Elton e fatto accomodare da Mr. Weston a cena, si serv\u00ec proprio del\nWeston, a cena, sfrutt\u00f2 il primo intervallo tra le preoccupazioni dell'ospitalit\u00e0, il primo tempo libero dalla\ndell'ospitalit\u00e0, il primo momento di svago dalla sella di montone, per dirle\na lei,\n\n Vogliamo che solo altri due siano il numero giusto. Mi piacerebbe vederne\naltri due qui, la vostra graziosa amica, la signorina Smith, e mio figlio.\nfiglio e poi direi che siamo al completo. Credo che non mi abbiate\nnon mi abbia sentito dire agli altri in salotto che stiamo aspettando\nFrank. Ho ricevuto una sua lettera stamattina e sar\u00e0 con noi entro quindici giorni.\nentro quindici giorni.\n\nEmma parl\u00f2 con un grado di piacere molto appropriato e acconsent\u00ec pienamente alla proposta di Mr.\nproposta del signor Frank Churchill e della signorina Smith di rendere la loro festa\nfesta completa.\n\n \u00c8 da settembre che vuole venire da noi, continua il signor Weston.\nsettembre: ogni lettera ne parlava; ma non pu\u00f2 comandare il suo tempo.\ntempo. Deve accontentare chi deve essere accontentato, e chi (detto tra noi) a volte pu\u00f2 essere accontentato solo con molti sacrifici.\ntra noi) a volte possono essere accontentati solo con molti sacrifici.\nMa ora non ho dubbi che lo vedr\u00f2 qui verso la seconda settimana di gennaio.\ngennaio.\n\n Che grande piacere sar\u00e0 per voi! E Mrs. Weston \u00e8 cos\u00ec ansiosa di conoscerlo, che deve essere felice quasi quanto la signora Weston.\nansiosa di conoscerlo, che deve essere felice quasi quanto voi.\nvoi.\n\n S\u00ec, lo sarebbe, ma pensa che ci sar\u00e0 un altro rinvio.\nNon dipende dal suo arrivo quanto me, ma non conosce le parti cos\u00ec bene come me.\nconosce le parti cos\u00ec bene come me. Il caso, vedete, \u00e8 (ma questo \u00e8\ntra di noi): Non ne ho parlato nell'altra stanza.\nnell'altra stanza. Ci sono segreti in tutte le famiglie, si sa) Il caso \u00e8,\nche un gruppo di amici \u00e8 invitato a fare una visita a Enscombe a gennaio.\ngennaio; e l'arrivo di Frank dipende dal fatto che la loro visita venga rimandata. Se\nSe non vengono rimandati, lui non pu\u00f2 venire. Ma so che lo faranno, perch\u00e9 si tratta di una famiglia\nfamiglia che una certa signora, di una certa importanza, a Enscombe, ha un'antipatia particolare\nparticolare antipatia, e anche se si pensa che sia necessario invitarli\nuna volta ogni due o tre anni, sono sempre rimandati quando si arriva al punto.\na questo punto. Non ho il minimo dubbio sulla questione. Sono altrettanto\nsono fiducioso di vedere Frank qui prima della met\u00e0 di gennaio, cos\u00ec come lo sono io stesso di\nma il vostro buon amico laggi\u00f9 (facendo un cenno verso la parte superiore del tavolo)\ntavolo) ha cos\u00ec pochi capricci ed \u00e8 stata cos\u00ec poco abituata ad averne a Hartfield\npoco abituata a Hartfield, che non pu\u00f2 calcolare i loro effetti.\neffetti, come io ho fatto a lungo.\n\n Mi dispiace che ci sia qualcosa di simile a un dubbio nel caso, rispose Emma.\nEmma; ma sono disposta a schierarmi con voi, Mr. Weston. Se pensate che verr\u00e0\nverr\u00e0, lo penser\u00f2 anch'io; perch\u00e9 conoscete Enscombe.\n\n S\u00ec, ho un certo diritto a questa conoscenza, anche se non sono mai stato in\nquel posto in vita mia. \u00c8 una donna strana! Ma non mi permetto mai di\nparlare male di lei, a causa di Frank, perch\u00e9 credo che lei sia molto\naffezionata a lui. Pensavo che non fosse capace di affezionarsi a nessuno, se non a se stessa.\ndi affezionarsi a qualcuno, tranne che a se stessa, ma \u00e8 sempre stata gentile con lui (a suo modo di vedere\nmodo di fare, ammettendo piccoli capricci e capricci, e aspettandosi che ogni cosa\nche ogni cosa sia come piace a lei). E non \u00e8 un merito da poco, a mio avviso, se lui\ndi suscitare un tale affetto, perch\u00e9, anche se non lo direi a nessun altro, lei non ha\nnon lo direi a nessun altro, lei non ha pi\u00f9 cuore di una pietra per le persone in generale.\nin generale, e un carattere diabolico.\n\nA Emma l'argomento piacque cos\u00ec tanto che cominci\u00f2 a parlarne con Mrs. Weston,\nsubito dopo il loro trasferimento in salotto: augurandole gioia ma\nosservando che sapeva che il primo incontro doveva essere piuttosto allarmante.\nMrs. Weston era d'accordo, ma aggiunse che sarebbe stata molto contenta di essere\ndi non subire l'ansia di un primo incontro al momento di cui si parlava.\ndi cui si parlava: \"Non posso contare sul fatto che venga. Non posso essere cos\u00ec ottimista come\nMr. Weston. Ho molta paura che tutto finisca nel nulla. Mr.\nWeston, oserei dire, vi ha detto esattamente come stanno le cose...\ncome stanno le cose?\n\n S\u00ec, sembra dipendere solo dal malumore di Mrs.\nChurchill, che immagino sia la cosa pi\u00f9 certa del mondo.\n\n Mia Emma! rispose Mrs. Weston, sorridendo, qual \u00e8 la certezza del capriccio?\ncapriccio?  Poi si rivolse a Isabella, che non aveva assistito\nDovete sapere, mia cara Mrs. Knightley, che non siamo affatto sicuri di vedere Mr.\ncos\u00ec sicuri di vedere Mr. Frank Churchill, secondo me, come pensa suo padre.\nsuo padre. Dipende interamente dall'umore e dal piacere della zia; in breve, dal suo temperamento.\nin breve, dal suo carattere. A voi e alle mie due figlie posso dire la verit\u00e0.\nverit\u00e0. La signora Churchill governa a Enscombe ed \u00e8 una donna dal carattere molto strano.\ne la sua venuta dipende dalla sua volont\u00e0 di risparmiarlo.\nlui.\n\n Oh, la signora Churchill; tutti conoscono la signora Churchill, rispose Isabella.\nIsabella: e sono sicura di non aver mai pensato a quel povero giovane senza\nla pi\u00f9 grande compassione. Vivere costantemente con una persona di cattivo umore\ndeve essere terribile. \u00c8 una cosa che noi, fortunatamente, non abbiamo mai conosciuto\nma deve essere una vita di miseria. Che fortuna che non abbia avuto figli!\nnon abbia mai avuto figli! Povere piccole creature, quanto le avrebbe rese infelici!\nli avrebbe resi!\n\nEmma avrebbe voluto essere sola con Mrs. Weston. Avrebbe cos\u00ec potuto\navrebbe sentito di pi\u00f9: Mrs. Weston le avrebbe parlato, con un grado di non riservatezza\nche non avrebbe rischiato con Isabella; e, credeva davvero,\nche difficilmente avrebbe cercato di nasconderle qualsiasi cosa relativa ai Churchill.\nChurchill, ad eccezione di quelle opinioni sul giovane di cui la sua immaginazione le aveva gi\u00e0 dato\nimmaginazione le aveva gi\u00e0 dato una conoscenza cos\u00ec istintiva. Ma al momento\nal momento non c'era altro da dire. Mr. Woodhouse li segu\u00ec molto presto\nli segu\u00ec in salotto. Stare seduti a lungo dopo cena\nera una costrizione che non poteva sopportare. N\u00e9 il vino n\u00e9 la\nn\u00e9 il vino n\u00e9 la conversazione, e si avvicinava volentieri a coloro con cui\ncon cui si trovava sempre a suo agio.\n\nMentre lui parlava con Isabella, tuttavia, Emma trov\u00f2 l'occasione di\ndire,\n\n E quindi non consideri questa visita di suo figlio come assolutamente\ncerta. Mi dispiace. La presentazione deve essere spiacevole,\nogni volta che avviene; e prima si conclude, meglio \u00e8.\n\n S\u00ec, e ogni ritardo rende pi\u00f9 preoccupati di altri ritardi. Anche\nanche se questa famiglia, i Braithwaite, venisse rimandata, temo comunque che\nche si possa trovare qualche scusa per deluderci. Non posso sopportare di immaginare\nalcuna riluttanza da parte sua; ma sono certa che i Churchill desiderano tenerlo per s\u00e9.\nChurchill di tenerlo per s\u00e9. C'\u00e8 gelosia. Sono\nsono gelosi anche della sua considerazione per il padre. In breve, non sento alcuna dipendenza\ndipendere dal suo arrivo, e vorrei che Mr. Weston fosse meno ottimista.\n\n Dovrebbe venire, disse Emma.  Se potesse fermarsi solo un paio di giorni,\ndovrebbe venire; e difficilmente si pu\u00f2 concepire che un giovane uomo non abbia\nin suo potere di fare altrettanto. Una giovane donna, se cade in cattive mani, pu\u00f2 essere\nin cattive mani, pu\u00f2 essere presa in giro e tenuta a distanza da coloro con cui vuole stare.\nma non si pu\u00f2 pensare che un giovane uomo sia cos\u00ec\nun giovane uomo sia sottoposto a una tale costrizione da non poter passare una settimana con suo padre, se gli piace.\nse gli piace.\n\n Bisognerebbe essere a Enscombe e conoscere le abitudini della famiglia, prima di\ndecidere cosa fare, rispose Mrs. Weston.  Si dovrebbe\nusare la stessa cautela, forse, nel giudicare la condotta di un singolo individuo di una famiglia\ndi una qualsiasi famiglia; ma Enscombe, credo, non deve certo essere giudicato\nnon deve essere giudicata con regole generali: \u00e8 cos\u00ec irragionevole e ogni cosa le cede il passo.\nogni cosa le cede il passo.\n\n Ma lei \u00e8 cos\u00ec affezionata al nipote: \u00e8 un grande favorito.\nOra, secondo la mia idea di Mrs. Churchill, sarebbe molto naturale,\nche, mentre non fa alcun sacrificio per il benessere del marito, al quale deve\nmarito, al quale deve tutto, mentre esercita un incessante capriccio\nverso di lui, sia spesso governata dal nipote, a cui non deve nulla.\nnon deve assolutamente nulla.\n\n Mia carissima Emma, non pretendere, con il tuo dolce carattere, di comprendere\nun cattivo carattere, o di stabilire delle regole per esso: dovete lasciarlo andare per la sua strada.\nNon dubito che abbia, a volte, una notevole influenza; ma pu\u00f2 essere perfettamente impossibile per lui sapere in anticipo\nMa pu\u00f2 essere perfettamente impossibile per lui sapere in anticipo _quando_ sar\u00e0\nsar\u00e0.\n\nEmma ascolt\u00f2 e poi, freddamente, disse: \"Non sar\u00f2 soddisfatta se non verr\u00e0\".\nlui viene.\n\n Pu\u00f2 avere una grande influenza su alcuni punti, continua Mrs.\nWeston, e su altri molto poco: e tra quelli su cui lei \u00e8 al di fuori della sua portata\n\u00e8 al di fuori della sua portata, \u00e8 troppo probabile che sia proprio questa circostanza\ndel suo allontanamento da loro per venire a trovarci.\n\n\n\n\nCAPITOLO XV\n\n\nMr. Woodhouse fu presto pronto per il suo t\u00e8; e quando lo ebbe bevuto era pronto per tornare a casa.\nera pronto a tornare a casa e i suoi tre compagni non poterono fare altro che\ncompagni potessero fare per non fargli notare l'ora tarda, prima che gli altri signori apparissero.\ndell'ora tarda, prima che apparissero gli altri gentiluomini. Mr. Weston era un chiacchierone\ne conviviale, e non amava le separazioni anticipate di qualsiasi tipo; ma alla fine\nalla fine il gruppo del salotto ricevette un aumento. Mr. Elton, di ottimo\nElton, di ottimo umore, fu uno dei primi a entrare. Mrs. Weston ed\nMrs. Weston ed Emma erano sedute insieme su un divano. Le raggiunse immediatamente e,\ncon un invito appena accennato, si sedette tra loro.\n\nEmma, di buon umore anche per il divertimento che le procurava l'attesa di Mr.\nFrank Churchill, era disposta a dimenticare le sue ultime scorrettezze e a essere soddisfatta di lui come prima.\ne di essere soddisfatta di lui come prima, e quando Harriet divenne il suo primo argomento, fu pronta ad ascoltarlo con la massima disponibilit\u00e0.\nHarriet come primo argomento, era pronta ad ascoltarlo con un sorriso molto\nsorrisi amichevoli.\n\nSi \u00e8 dichiarato estremamente ansioso per la sua bella amica, la sua bella,\nbella, amabile amica.  Lo sapeva? Aveva sentito parlare di lei da quando erano a Randalls?\nda quando si trovavano a Randalls? Si sentiva molto in ansia, deve confessare che la natura delle sue lamentele lo allarmava molto.\nconfessa che la natura delle sue lamentele lo allarm\u00f2 notevolmente.  E\nin questo stile parl\u00f2 per un po' di tempo in modo molto corretto, senza\nrisposta, ma abbastanza sveglio per il terrore del mal di gola.\nterrore di un brutto mal di gola; ed Emma era abbastanza in confidenza con lui.\n\nMa alla fine ci fu una svolta perversa; sembr\u00f2 subito come se\nche avesse pi\u00f9 paura che si trattasse di un mal di gola per colpa sua, che di Harriet.\ndi Harriet, pi\u00f9 ansioso che lei sfuggisse all'infezione, che\nche non ci fosse un'infezione nel disturbo. Inizi\u00f2 con grande\ncon grande seriet\u00e0 a pregarla di astenersi dal visitare di nuovo la camera dei malati.\ndi non recarsi di nuovo nella camera dei malati, per il momento, e a pregarla di promettergli di non avventurarsi\ndi non avventurarsi in un simile rischio fino a quando non avesse visto Mr.\ne, sebbene lei cercasse di ridere e di riportare l'argomento nel suo\ndi riportare l'argomento nel suo giusto corso, non c'era modo di porre fine alla sua estrema sollecitudine\nper lei. Era irritata. Sembrava che non si potesse nascondere\nesattamente come la finzione di essere innamorato di lei, invece che di Harriet.\nHarriet; un'incostanza, se reale, la pi\u00f9 spregevole e abominevole!\ne aveva difficolt\u00e0 a comportarsi con temperamento. Si rivolse a Mrs.\nWeston per implorare il suo aiuto: non gli avrebbe dato il suo sostegno?\nnon gli avrebbe dato il suo appoggio? Non avrebbe aggiunto le sue persuasioni alle sue, per indurre Miss Woodhouse a non andare da Mrs.\nWoodhouse a non andare da Mrs. Goddard fino a quando non fosse stato certo che il disturbo di Miss\nSmith non fosse infetta? Non poteva essere soddisfatto senza una promessa\npromessa, non gli avrebbe dato la sua influenza per ottenerla?\n\n Cos\u00ec scrupoloso per gli altri, continuava, eppure cos\u00ec negligente per\nse stessa! Voleva che curassi il mio raffreddore restando a casa oggi, eppure non mi promette di evitare\neppure non promette di evitare il pericolo di prendersi un mal di gola\ngola. \u00c8 giusto, Mrs. Weston? Giudichi tra noi. Non ho forse\ndiritto di lamentarmi? Sono certa del vostro gentile sostegno e aiuto.\n\nEmma vide la sorpresa di Mrs. Weston, e sent\u00ec che doveva essere grande, di fronte a un\nche, con parole e modi, si arrogava il diritto di interessarsi per primo a lei.\ndi primo interesse nei suoi confronti; e per quanto riguarda lei stessa, era troppo provocata e offesa per\ne offesa per avere la forza di dire direttamente qualsiasi cosa a\nscopo. Poteva solo lanciargli un'occhiata; ma era un'occhiata tale che pensava\nche pensava dovesse farlo tornare in s\u00e9, e poi lasci\u00f2 il divano,\nsi sedette accanto alla sorella e le dedic\u00f2 tutta la sua attenzione.\n\nNon ebbe il tempo di sapere come Mr. Elton avesse accolto il rimprovero, tanto rapidamente\nun altro argomento; infatti Mr. John Knightley entr\u00f2 nella stanza dopo aver esaminato il tempo\nJohn Knightley entr\u00f2 nella stanza dopo aver esaminato il tempo, e apr\u00ec a tutti con l'informazione\nche il terreno era coperto di neve e che continuava a nevicare velocemente,\ncon un forte vento di deriva; e concluse con queste parole a Mr.\nWoodhouse:\n\n Questo sar\u00e0 un inizio vivace dei vostri impegni invernali, signore.\n\u00c8 qualcosa di nuovo per il vostro cocchiere e i vostri cavalli farsi strada\nattraverso una tempesta di neve.\n\nIl povero Mr. Woodhouse taceva per la costernazione, ma tutti gli altri avevano qualcosa da dire.\naveva qualcosa da dire; tutti erano sorpresi o non sorpresi,\ne aveva qualche domanda da fare o qualche conforto da offrire. Mrs. Weston ed\nWeston ed Emma cercarono seriamente di rincuorarlo e di distogliere la sua attenzione dal\ngenero, che stava portando avanti il suo trionfo in modo piuttosto insensibile.\n\n Ho ammirato molto la vostra determinazione, signore, nell'avventurarvi con questo tempo, perch\u00e9\ncon un tempo del genere, perch\u00e9 ovviamente avete visto che la neve sarebbe arrivata molto presto.\nTutti avranno visto che la neve stava arrivando. Ho ammirato il vostro spirito;\ne oserei dire che arriveremo a casa molto bene. Un'altra ora o due di neve\nun'altra ora o due di neve difficilmente render\u00e0 la strada impraticabile; e noi siamo due carrozze; se una\nse una viene travolta nella parte desolata del campo comune, ci sar\u00e0 l'altra a portata di\nl'altra a portata di mano. Oserei dire che saremo tutti al sicuro a Hartfield prima di\nmezzanotte.\n\nMr. Weston, con un trionfo di altro genere, stava confessando di aver saputo che\ndi aver saputo che stava nevicando da un po', ma di non aver detto una parola, per non mettere a disagio Mr.\nWoodhouse si sentisse a disagio e fosse una scusa per\nper far s\u00ec che il signor Woodhouse si allontanasse in fretta. Per quanto riguarda la quantit\u00e0 di neve caduta o che potrebbe\ndi neve caduta o che potrebbe cadere per ostacolare il loro ritorno, era solo uno scherzo; temeva che\ntemeva che non avrebbero trovato difficolt\u00e0. Si augurava che la strada fosse impraticabile,\nper poterli trattenere tutti a Randalls; e con la massima buona volont\u00e0 era sicuro che la sistemazione\ncon la massima buona volont\u00e0 era sicuro che si sarebbe potuto trovare una sistemazione per tutti,\ne invitava la moglie a concordare con lui che, con un po' di accorgimenti,\nche con un po' di accorgimenti si sarebbe potuto alloggiare tutti, cosa che lei sapeva a malapena come fare, visto che\nconsapevolezza che in casa c'erano solo due stanze libere.\n\n Cosa si deve fare, mia cara Emma? Cosa si deve fare? fu la prima esclamazione di Mr.\nWoodhouse esclam\u00f2 per la prima volta e fu tutto ci\u00f2 che riusc\u00ec a dire per un po' di tempo.\nA lei cercava conforto; e le sue rassicurazioni sulla sicurezza, la sua\ndi sicurezza, la sua descrizione dell'eccellenza dei cavalli e di James, e del fatto che\nJames e del fatto che avevano tanti amici intorno a loro, lo rianimarono un po'.\n\nL'allarme della figlia maggiore era pari al suo. L'orrore di essere\ndi essere bloccati a Randalls, mentre i suoi figli erano a Hartfield, era\ne immaginando che la strada fosse ora percorribile solo per le persone\navventurosi, ma in uno stato che non ammetteva ritardi, era impaziente di risolvere la questione\nera impaziente di decidere che suo padre ed Emma sarebbero rimasti a\nRandalls, mentre lei e il marito sarebbero partiti all'istante attraverso tutti i possibili\naccumuli di neve che avrebbero potuto ostacolarli.\n\n Faresti meglio a ordinare subito la carrozza, amore mio\", disse lei; \"oserei dire che riusciremo ad andare avanti, se partiamo subito.\noserei dire che saremo in grado di andare avanti, se partiamo subito; e se\nse ci imbattiamo in qualcosa di molto brutto, posso scendere e camminare. Non ho affatto\npaura. Non mi dispiacerebbe camminare per met\u00e0 strada. Potrei cambiare le\nscarpe, sapete, nel momento in cui arrivassi a casa; e non \u00e8 il genere di cose\nche mi fa venire il raffreddore.\n\n Infatti! rispose lui.  Allora, mia cara Isabella, \u00e8 la cosa pi\u00f9\nstraordinario del mondo, perch\u00e9 in generale ogni cosa\nfa venire il raffreddore. Andate a casa! Siete ben vestita per andare a casa a piedi,\noserei dire. Sar\u00e0 gi\u00e0 abbastanza brutto per i cavalli.\n\nIsabella si rivolse a Mrs. Weston per avere la sua approvazione del piano. Mrs.\nWeston non pot\u00e9 che approvare. Isabella and\u00f2 allora da Emma; ma Emma non poteva\nEmma non poteva rinunciare del tutto alla speranza che potessero fuggire;\ne stavano ancora discutendo su questo punto, quando Mr. Knightley, che aveva lasciato la stanza subito dopo l'arrivo del fratello.\naveva lasciato la stanza subito dopo il primo resoconto del fratello sulla neve,\ndi neve, torn\u00f2 di nuovo e disse loro che era stato fuori casa per\ne che non c'era la minima difficolt\u00e0 a tornare a casa, quando volevano.\ndi tornare a casa, quando volevano, ora o tra un'ora.\ndi l\u00ec a un'ora. Era andato oltre lo spazzamento per un po' di tempo lungo la strada di Highbury.\nstrada di Highbury, la neve non era pi\u00f9 profonda di mezzo centimetro, in molti punti a malapena\nin molti punti era a malapena sufficiente a imbiancare il terreno; al momento cadevano pochissimi fiocchi,\nma le nuvole si stavano diradando e c'era tutta l'aria che il tempo sarebbe finito presto.\nche il tempo finisca presto. Aveva visto i cocchieri ed entrambi erano d'accordo con lui che non c'era nulla da temere.\nche non c'era nulla da temere.\n\nPer Isabella, il sollievo di tali notizie fu molto grande, e per Emma furono appena meno gradite per via del padre.\nEmma, per conto del padre, che si sent\u00ec subito a suo agio sull'argomento, cos\u00ec come il suo nervosismo.\nche fu immediatamente messo a suo agio sull'argomento quanto la sua costituzione nervosa\nMa l'allarme che era stato suscitato non poteva essere placato\nplacato in modo tale da ammettere un qualsiasi conforto per lui mentre continuava a\nRandalls. Era convinto che non ci fosse alcun pericolo attuale nel tornare a casa.\ndi tornare a casa, ma nessuna rassicurazione poteva convincerlo che era sicuro\ne mentre gli altri esortavano e raccomandavano in vario modo, Mr,\nMr. Knightley ed Emma risolvevano la questione con poche e brevi frasi: cos\u00ec\n\n Tuo padre non sar\u00e0 facile; perch\u00e9 non vai?\n\n Io sono pronto, se lo sono anche gli altri.\n\n Devo suonare il campanello?\n\n S\u00ec, \u00e8 vero.\n\nIl campanello fu suonato e le carrozze vennero chiamate. Ancora qualche minuto\nancora pochi minuti ed Emma sperava di vedere un compagno fastidioso depositato in casa sua, per\na casa sua, per disintossicarsi e calmarsi, e che l'altro recuperasse il suo temperamento e la sua\nfelicit\u00e0 una volta terminata la visita di rigore.\n\nArriv\u00f2 la carrozza, e Mr. Woodhouse, sempre il primo oggetto in queste occasioni, fu accuratamente\nWoodhouse, sempre il primo oggetto in queste occasioni, fu accuratamente assistito da Mr.\nWeston; ma tutto ci\u00f2 che nessuno dei due riusc\u00ec a dire pot\u00e9 evitare che si rinnovasse un po' di\ndi allarme alla vista della neve che era effettivamente caduta, e alla\nscoperta di una notte molto pi\u00f9 buia di quella a cui era stato preparato.  Temeva\ntemeva che avrebbero avuto un viaggio molto difficile. Temeva che alla povera Isabella\nIsabella non avrebbe gradito. E che ci sarebbe stata la povera Emma nella carrozza dietro.\nNon sapeva cosa fosse meglio fare. Dovevano stare il pi\u00f9 possibile insieme\nJames gli parl\u00f2 e gli diede l'incarico di andare molto piano e di\nmolto lentamente e di aspettare l'altra carrozza.\n\nIsabella entr\u00f2 dopo il padre; John Knightley, dimenticando di non appartenere al gruppo, entr\u00f2 dopo la moglie con estrema naturalezza.\ndi non far parte del loro gruppo, entr\u00f2 dopo la moglie con estrema naturalezza;\ncos\u00ec che Emma scopr\u00ec, quando fu accompagnata e seguita nella seconda carrozza da Mr.\ncarrozza da Mr. Elton, che la porta doveva essere legittimamente chiusa su di loro,\ne che dovevano fare un giro in auto. Non sarebbe stato\nnon sarebbe stato l'imbarazzo di un momento, sarebbe stato piuttosto un piacere,\nprima dei sospetti di questo stesso giorno; avrebbe potuto parlargli di Harriet e dei\ndi Harriet e i tre quarti di miglio sarebbero sembrati solo uno.\nuno. Ma ora avrebbe preferito che non fosse successo. Credeva che avesse\nWeston, e si sentiva sicura che avrebbe voluto parlare di sciocchezze.\navrebbe voluto dire sciocchezze.\n\nPer trattenerlo il pi\u00f9 possibile, con le sue stesse maniere, si apprestava subito a parlare\nsi apprest\u00f2 a parlare con squisita calma e gravit\u00e0 del tempo e della notte.\ndel tempo e della notte; ma non aveva ancora cominciato, non aveva ancora\nappena avevano superato il cancello e si erano uniti all'altra carrozza, che\nche trov\u00f2 il suo argomento tagliato, la mano afferrata, l'attenzione richiesta e Mr.\nMr. Elton le stava facendo l'amore in modo violento: approfittando della preziosa occasione, Mr.\npreziosa occasione, dichiarando sentimenti che dovevano essere gi\u00e0 ben\nben noti, sperando di essere pronto a morire se lei lo avesse rifiutato; ma\nlusingandosi che il suo ardente attaccamento, il suo amore ineguagliabile e la sua\npassione ineguagliabile non potessero non avere un qualche effetto, e in breve,\nmolto deciso a farsi accettare seriamente il prima possibile. Era\nfu davvero cos\u00ec. Senza scrupoli, senza scuse, senza apparente diffidenza, Mr.\ndiffidenza, Mr. Elton, l'amante di Harriet, si stava professando\nil suo amante. Lei cerc\u00f2 di fermarlo, ma invano; lui continuava e diceva tutto.\ntutto. Per quanto fosse arrabbiata, il pensiero del momento la fece decidere di\ndi trattenersi quando avrebbe parlato. Sentiva che met\u00e0 di questa follia doveva\nubriachezza, e quindi poteva sperare che appartenesse solo al\nall'ora che passa. Di conseguenza, con un misto di serio e di\nscherzoso, che sperava si adattasse meglio al suo stato di mezzo e mezzo, rispose\nrispose,\n\n Sono molto stupito, Mr. Elton. Questo a me! Dimenticate\ndi te stesso, mi prendi per amico, qualsiasi messaggio alla signorina Smith sar\u00f2 felice di consegnarlo.\nfelice di consegnarlo; ma non pi\u00f9 a me, se non vi dispiace.\n\n Signorina Smith! Messaggio alla signorina Smith! Che cosa pu\u00f2 mai significare! E\nripet\u00e9 le sue parole con una tale sicurezza di accento, una tale vanagloriosa\nfinzione di stupore, che lei non pot\u00e9 fare a meno di rispondere con prontezza,\n\n Mr. Elton, questo \u00e8 un comportamento straordinario e posso spiegarlo solo in un modo.\nsolo in un modo: non siete voi stesso, altrimenti non potreste parlare\nn\u00e9 a me, n\u00e9 ad Harriet, in questo modo. Imponi a te stessa\ndi non dire altro, e cercher\u00f2 di dimenticarlo.\n\nMa Mr. Elton aveva bevuto vino solo per innalzare il suo spirito, non per\nper confondere l'intelletto. Sapeva perfettamente cosa intendeva; e\ndopo aver protestato vivamente contro i sospetti di lei, ritenendoli molto dannosi, e\ne accennato al suo rispetto per la signorina Smith in quanto sua amica, ma riconoscendo il suo stupore per il fatto che la signorina Smith\nriconoscendo il suo stupore per il fatto che la signorina Smith dovesse essere menzionata, riprese l'argomento della sua\nriprese l'argomento della sua passione, chiedendo con urgenza una risposta favorevole.\nrisposta favorevole.\n\nMentre pensava meno alla sua ebbrezza, pensava di pi\u00f9 alla sua\nincostanza e presunzione; e con meno sforzi di educazione,\nrispose,\n\n \u00c8 impossibile per me dubitare ancora. Siete stati troppo chiari\ntroppo chiaro. Mr. Elton, il mio stupore va ben oltre qualsiasi cosa io possa\nesprimere. Dopo un tale comportamento, come quello a cui ho assistito nell'ultimo mese, a Miss Smith.\na Miss Smith tali attenzioni, come ho avuto l'abitudine di osservare ogni giorno.\ndi osservare, rivolgersi a me in questo modo \u00e8 un'instabilit\u00e0 di\ndi carattere, invero, che non avevo ritenuto possibile! Credetemi,\nsignore, sono lontano, molto lontano, dall'essere gratificato dall'essere oggetto di tali\nprofessioni.\n\n Santo cielo! esclam\u00f2 Mr. Elton, cosa pu\u00f2 significare questo? Signorina\nSmith! Non ho mai pensato alla signorina Smith in tutto il corso della mia esistenza.\nnon le ho mai prestato attenzioni, se non come amico.\nmai importato se fosse viva o morta, se non come vostra amica. Se lei ha\nse ha pensato diversamente, i suoi stessi desideri l'hanno fuorviata, e mi dispiace moltissimo.\nMa, Miss Smith, davvero! Oh! Miss Woodhouse!\nChi puo' pensare alla signorina Smith, quando la signorina Woodhouse e' vicina! No, sul mio\nonore, non c'e' nessuna instabilita' di carattere. Ho pensato solo a\nvoi. Protesto di non aver prestato la minima attenzione a nessun altro.\naltri. Ogni cosa che ho detto o fatto, da molte settimane a questa parte, \u00e8 stato\n\u00e8 stata fatta con l'unico scopo di sottolineare la mia adorazione per voi. Non potete\ndavvero, seriamente, dubitarne. No! (con un accento che vuole essere\ninsinuante) sono sicuro che mi avete visto e capito.\n\nSarebbe impossibile dire che cosa prov\u00f2 Emma all'udire questa che, tra tutte le sensazioni sgradevoli, era la pi\u00f9 alta.\ndi tutte le sue sensazioni sgradevoli fosse al primo posto. Era troppo completamente\ntroppo sopraffatta per essere in grado di replicare immediatamente: e due momenti di silenzio\ndi Mr. Elton, che incoraggiava il suo stato d'animo sanguigno, cerc\u00f2 di prenderle di nuovo la mano, mentre\ncerc\u00f2 di prenderle di nuovo la mano, mentre esclamava gioioso\n\n Incantevole signorina Woodhouse! Permettetemi di interpretare questo interessante\nsilenzio. Confessa che mi avete capito da tempo.\n\n No, signore, grid\u00f2 Emma, non confessa nulla del genere. Lungi dall'avervi capito\navervi capito da tempo, sono stata in un errore completo rispetto\ndelle vostre opinioni, fino a questo momento. Per quanto mi riguarda, sono molto dispiaciuta che abbiate ceduto a qualsiasi sentimento\nche abbiate ceduto a qualsiasi sentimento Nulla di pi\u00f9 lontano dai miei desideri\ndai miei desideri il vostro attaccamento alla mia amica Harriet il vostro inseguimento di\n(inseguimento, a quanto pare) mi ha fatto molto piacere, e vi ho augurato molto seriamente di avere successo.\nmolto sinceramente augurandovi di avere successo: ma se avessi supposto che lei non fosse\nnon fosse la vostra attrazione per Hartfield, avrei certamente pensato che aveste\ngiudicare male le vostre visite cos\u00ec frequenti. Devo credere che non abbiate mai\nnon abbia mai cercato di raccomandarsi in modo particolare alla signorina\nSmith, che non abbiate mai pensato seriamente a lei?\n\n Mai, signora, grid\u00f2 lui, a sua volta offeso: mai, le assicuro.\nIo penso seriamente alla signorina Smith! La signorina Smith \u00e8 un'ottima ragazza\ne sarei felice di vederla sistemata in modo rispettabile. Le auguro\ne, senza dubbio, ci sono uomini che non avrebbero nulla da ridire\nOgni persona ha il suo livello, ma per quanto mi riguarda, non sono, credo,\nnon sono cos\u00ec in difficolt\u00e0. Non devo disperare cos\u00ec tanto di un'alleanza alla pari\nalleanza, tanto da rivolgermi alla signorina Smith! No, signora, le mie\nvisite a Hartfield sono state solo per voi; e l'incoraggiamento che ho ricevuto\nche ho ricevuto\n\n Incoraggiamento! Io vi incoraggio! Signore, vi siete completamente\nsbagliato nel supporlo. Vi ho visto solo come ammiratore del mio amico.\namico. Sotto nessun'altra luce avreste potuto essere per me pi\u00f9 di una comune\nconoscente. Sono estremamente dispiaciuto, ma \u00e8 bene che l'errore\nfinisca dove \u00e8 finito. Se il comportamento fosse continuato, la signorina Smith avrebbe potuto\navrebbe potuto essere indotta a un'idea sbagliata delle vostre opinioni; non essendo consapevole,\nprobabilmente, pi\u00f9 di me, della grande disuguaglianza di cui voi\nsiete cos\u00ec consapevoli. Ma, cos\u00ec com'\u00e8, la delusione \u00e8 singola e, confido, non sar\u00e0 duratura.\nconfido che non sar\u00e0 duratura. Non ho pensieri di matrimonio al momento\nmatrimonio, al momento.\n\nLui era troppo arrabbiato per dire un'altra parola; il modo di fare di lei era troppo deciso per invitare alla\ne in questo stato di crescente risentimento e di reciproca profonda mortificazione, dovettero continuare insieme\nprofonda mortificazione, dovettero continuare insieme ancora per qualche minuto,\nperch\u00e9 i timori di Mr. Woodhouse li avevano confinati a passo d'uomo. Se\nse non ci fosse stata tanta rabbia, ci sarebbe stata una disperata\nimbarazzo; ma le loro emozioni dirette non lasciavano spazio alle\npiccoli zigzag di imbarazzo. Senza sapere quando la carrozza\nVicarage Lane, o quando si ferm\u00f2, si ritrovarono,\nsi trovarono, tutto d'un tratto, davanti alla porta di casa sua; e lui usc\u00ec prima che passasse un'altra\nsillaba. Emma ritenne allora indispensabile augurargli la buonanotte.\nnotte. Il complimento fu appena ricambiato, con freddezza e fierezza; e, in preda a un'indescrivibile irritazione d'animo\nindescrivibile irritazione di spirito, fu poi trasportata a\nHartfield.\n\nL\u00ec fu accolta con grande gioia dal padre, che temeva i pericoli di un viaggio in solitaria da Vicarage.\nche aveva tremato per i pericoli di un viaggio in solitaria da Vicarage Lane\nVicarage Lane girando un angolo che non avrebbe mai potuto sopportare di pensare e in\nmani sconosciute un semplice cocchiere comune, non James; e l\u00ec sembrava come se\ncome se bastasse il suo ritorno per far s\u00ec che tutto andasse bene: perch\u00e9 Mr.\nJohn Knightley, vergognandosi del suo malumore, era ora tutto gentilezza e attenzione.\nattenzione, e cos\u00ec particolarmente premuroso per il conforto del padre\npadre, tanto da sembrare, se non del tutto pronto a unirsi a lui in un piatto di\ndi pappa, perfettamente consapevole della sua salubrit\u00e0; e la giornata si concludeva in pace e conforto.\ngiornata si stava concludendo in pace e conforto per tutta la loro piccola comitiva,\ntranne che per lei. Ma la sua mente non era mai stata cos\u00ec turbata e aveva bisogno di un forte sforzo per sembrare\ne fu necessario uno sforzo molto forte per apparire attenta e allegra fino a quando\nl'ora solita di separarsi le permise il sollievo di una tranquilla riflessione.\nriflessione.\n\n\n\n\nCAPITOLO XVI\n\n\nI capelli furono arricciati, la cameriera fu mandata via ed Emma si sedette a pensare e ad essere infelice.\ne ad essere infelice. Era una faccenda davvero miserabile! Un tale rovesciamento\ndi ogni cosa che aveva desiderato! Un tale sviluppo di ogni\ncosa pi\u00f9 sgradita! Un tale colpo per Harriet! Questo era il peggiore di tutti.\ndi tutto. Ogni parte di essa portava dolore e umiliazione, di un tipo o di un altro\nma, rispetto al male per Harriet, tutto era leggero; e lei avrebbe volentieri accettato di sentirsi ancora pi\u00f9 in errore.\navrebbe volentieri accettato di sentirsi ancora pi\u00f9 in errore, pi\u00f9 in\npi\u00f9 in errore, pi\u00f9 disonorata da un giudizio errato, di quanto non fosse in realt\u00e0, se gli effetti dei suoi errori fossero stati\neffetti dei suoi errori fossero stati limitati a se stessa.\n\n Se non avessi convinto Harriet a farsi piacere quell'uomo, avrei potuto sopportare\nqualsiasi cosa. Avrebbe potuto raddoppiare la sua presunzione con me, ma povera Harriet!\nHarriet!\n\nCome aveva potuto essere cos\u00ec ingannata! Lui protestava di non aver mai\nmai pensato seriamente ad Harriet! Si guard\u00f2 indietro meglio che poteva\nma era tutto confuso. Aveva preso l'idea, supponeva\nsupponeva, e aveva fatto in modo che ogni cosa si piegasse ad essa. I suoi modi, tuttavia, dovevano\nessere stati poco marcati, incerti, dubbiosi, altrimenti non avrebbe potuto essere cos\u00ec\ningannata.\n\nIl quadro! Quanto era stato ansioso di vedere il quadro, la sciarada e cento altre circostanze.\nsciarada! e un centinaio di altre circostanze; quanto chiaramente erano\nsembravano indicare Harriet. Per essere sicuri, la sciarada, con la sua pronta\nma anche gli occhi dolci, in realt\u00e0 non si addiceva a nessuno dei due; era un'accozzaglia senza\nun'accozzaglia senza gusto n\u00e9 verit\u00e0. Chi avrebbe potuto vedere attraverso una tale\nsciocchezze da testa dura?\n\nCerto, spesso, soprattutto negli ultimi tempi, aveva pensato che i suoi modi di fare\ninutilmente galanti; ma era passato come un suo modo di fare, come un mero\ncome un mero errore di giudizio, di conoscenza, di gusto, come una prova tra le altre\nche non aveva sempre vissuto nella migliore societ\u00e0, che con tutta la gentilezza dei suoi\ngentilezza dei suoi discorsi, a volte mancava la vera eleganza; ma,\nfino a quel giorno, non aveva mai sospettato, nemmeno per un istante, che questo significasse\nche non significasse altro che un grato rispetto nei suoi confronti come amica di Harriet.\n\nAl signor John Knightley era debitrice della sua prima idea sul\nper la prima idea sull'argomento, per il primo inizio della sua possibilit\u00e0. Non si pu\u00f2 negare\nche quei fratelli avessero una penetrazione. Ricordava ci\u00f2 che Mr. Knightley\nKnightley le aveva detto una volta su Mr. Elton, la cautela che aveva dato, la convinzione che Mr.\nconvinzione che aveva professato che Mr. Elton non si sarebbe mai sposato\nindiscreto; e arross\u00ec al pensiero di quanto fosse stata dimostrata una conoscenza del suo\ncarattere fosse stata dimostrata molto pi\u00f9 vera di quella che aveva raggiunto lei stessa. Era\nterribilmente mortificante; ma Mr. Elton si stava dimostrando, sotto molti aspetti\nper molti aspetti, l'esatto contrario di ci\u00f2 che lei aveva inteso e creduto di lui;\norgoglioso, presuntuoso, presuntuoso; molto pieno di s\u00e9 e poco preoccupato dei sentimenti altrui.\npreoccupato dei sentimenti degli altri.\n\nContrariamente al solito corso delle cose, il fatto che Mr. Elton non abbia voluto pagare i suoi\ndi pagare i suoi indirizzi a lei, lo aveva affossato nella sua opinione. Le sue professioni e le sue\nproposte non gli rendevano alcun servizio. Non pensava al suo attaccamento,\ne si sentiva offesa dalle sue speranze. Voleva sposarsi bene e, avendo l'arroganza di alzare gli occhi su di lei, pretendeva di\narroganza di alzare gli occhi su di lei, fingeva di essere innamorato; ma lei era perfettamente tranquilla\nera perfettamente tranquilla che lui non subisse alcuna delusione di cui\ndi cui preoccuparsi. Non c'era stato vero affetto n\u00e9 nel suo linguaggio\no nei modi. Sospiri e belle parole erano stati pronunciati in abbondanza; ma lei non riusciva a concepire alcuna\nma lei difficilmente riusciva a concepire una serie di espressioni o a immaginare un tono di voce,\nmeno affine al vero amore. Non doveva preoccuparsi di compatirlo.\nLui voleva solo accrescere e arricchire se stesso; e se Miss Woodhouse\ndi Hartfield, l'ereditiera di trentamila sterline, non fosse cos\u00ec\nfacilmente ottenibile come aveva immaginato, avrebbe subito cercato la signorina Somebody\ncon venti, o con dieci.\n\nMa che lui parlasse di incoraggiamento, che la considerasse consapevole delle sue idee, che accettasse le sue attenzioni, che intendesse (insomma) sposare\ndelle sue idee, accettando le sue attenzioni, intendendo (in breve) sposarlo!\nsi ritenga suo pari in termini di relazioni o di mente, guardi dall'alto in basso la sua amica.\namico, che conosce cos\u00ec bene le gradazioni di rango al di sotto di lui, e che \u00e8 cos\u00ec cieco di fronte a ci\u00f2 che\ndi rango al di sotto di lui, ed essere cos\u00ec cieco nei confronti di ci\u00f2 che sta al di sopra, da pensare di non mostrare alcuna\npresunzione nel rivolgersi a lei! Era molto provocatorio.\n\nForse non era giusto aspettarsi che lui si rendesse conto di quanto le fosse\ninferiore in talento e in tutte le eleganze della mente. La mancanza stessa di\ndi tale uguaglianza potrebbe impedirgli di percepirlo, ma deve sapere che\nin fortuna e conseguenze, lei era di gran lunga superiore a lui. Deve sapere\nche i Woodhouse si erano stabiliti da diverse generazioni a\nHartfield, il ramo pi\u00f9 giovane di una famiglia molto antica e che gli\nElton non erano nessuno. La propriet\u00e0 terriera di Hartfield era certamente\nera certamente irrilevante, essendo solo una sorta di intaglio nella propriet\u00e0 dell'Abbazia di Donwell,\ndi Donwell Abbey, a cui apparteneva tutto il resto di Highbury; ma la loro fortuna, da altre fonti, era tale da rendere\nda altre fonti, era tale da renderli a malapena secondari rispetto all'Abbazia di Donwell.\nDonwell Abbey stessa, in ogni altro tipo di conseguenza; e i Woodhouse\navevano occupato a lungo un posto di rilievo nella considerazione del quartiere\nche Mr. Elton era entrato per la prima volta non pi\u00f9 di due anni fa, per farsi strada come\nsenza alleanze, se non nel commercio, o qualsiasi altra cosa che lo facesse notare se non la sua situazione e il suo\nche lo facesse notare, se non la sua situazione e la sua civilt\u00e0. Ma aveva creduto che\ninnamorata di lui; evidentemente questo doveva dipendere da lui; e\ndopo aver sproloquiato un po' sull'apparente incongruenza tra modi gentili\ne una testa presuntuosa, Emma fu costretta, per comune onest\u00e0, a fermarsi e ad ammettere che il suo stesso comportamento nei suoi confronti aveva\nche il suo stesso comportamento nei suoi confronti era stato cos\u00ec compiacente e\ncortesia e di attenzione, tanto che (supponendo che il suo vero motivo non fosse stato percepito) avrebbe potuto\nmotivo non percepito) avrebbe potuto giustificare un uomo di ordinaria osservazione e delicatezza, come Mr.\ndelicatezza, come Mr. Elton, a ritenersi un favorito molto deciso.\nSe lei aveva cos\u00ec frainteso i sentimenti di lui, non aveva molto diritto di stupirsi che\naveva poco diritto di stupirsi che lui, con un interesse personale che lo accecava, avesse frainteso i suoi.\ni suoi.\n\nIl primo errore e il peggiore si trovavano davanti alla sua porta. Era sciocco, era sbagliato\nsbagliato, prendere una parte cos\u00ec attiva nel far incontrare due persone. Era\nera avventurarsi troppo, dare per scontato troppo, rendere leggero ci\u00f2 che dovrebbe essere\nserio, un trucco di ci\u00f2 che dovrebbe essere semplice. Era molto\npreoccupata e si vergognava, e decise di non fare pi\u00f9 cose del genere.\n\n Ecco, disse lei, ho davvero convinto la povera Harriet a essere molto\nmolto legata a quest'uomo. Non avrebbe mai pensato a lui se non fosse stato per\ne certamente non avrebbe mai pensato a lui con speranza, se non l'avessi assicurata del suo attaccamento.\nse non le avessi assicurato il suo attaccamento, perch\u00e9 \u00e8 modesta e umile come io\nmodesta e umile come ero solita pensare di lui. Oh! Se mi fossi accontentata di convincerla a non accettare il giovane Martin.\na non accettare il giovane Martin. Avevo ragione. Ho fatto bene\nma avrei dovuto fermarmi e lasciare il resto al tempo e al caso.\ncaso. La stavo introducendo in una buona compagnia e le stavo dando l'opportunit\u00e0 di piacere a qualcuno\nopportunit\u00e0 di piacere a qualcuno che valeva la pena di avere; non avrei dovuto\ntentare di pi\u00f9. Ma ora, povera ragazza, la sua pace \u00e8 compromessa per un po' di tempo.\nNon sono stato che un mezzo amico per lei; e se non dovesse provare questa delusione\nquesta delusione cos\u00ec forte, sono sicura di non avere idea di nessun altro\nWilliam Coxe Oh! no, non potrei sopportare William Coxe.\nnon potrei sopportare William Coxe, un giovane avvocato elegante.\n\nSi ferm\u00f2 per arrossire e ridere della propria ricaduta, e poi riprese a riflettere in modo pi\u00f9 serio e scoraggiante su ci\u00f2 che era stato e avrebbe potuto essere.\npi\u00f9 serio, pi\u00f9 scoraggiante, su ci\u00f2 che era stato, e che poteva essere\nessere, e doveva essere. L'angosciante spiegazione che doveva dare a\nHarriet, e tutto ci\u00f2 che la povera Harriet avrebbe sofferto, con la\nimbarazzo degli incontri futuri, le difficolt\u00e0 di continuare o\ndi continuare o interrompere la frequentazione, di dominare i sentimenti, di nascondere il\nrisentimento e di evitare l'eclatismo, erano sufficienti a occuparla in riflessioni\nriflessioni poco piacevoli ancora per un po', e alla fine and\u00f2 a dormire\ncon la convinzione di aver commesso un errore terribile.\nterribilmente.\n\nPer una giovinezza e un'allegria naturale come quella di Emma, anche se in un momento di temporaneo\nnotte, il ritorno del giorno non mancher\u00e0 di far tornare il buonumore.\nspirito. La giovinezza e l'allegria del mattino sono in felice analogia,\ne di potente effetto; e se l'angoscia non \u00e8 abbastanza\nda tenere gli occhi chiusi, essi si apriranno di sicuro a sensazioni di\ndolore attenuato e di speranza pi\u00f9 luminosa.\n\nEmma si alz\u00f2 il giorno dopo pi\u00f9 disposta al conforto di quanto non fosse andata a letto.\na letto, pi\u00f9 pronta a vedere delle attenuanti al male che aveva di fronte e a contare su una\ndi contare sulla possibilit\u00e0 di uscirne in modo accettabile.\n\nEra una grande consolazione che Mr. Elton non fosse davvero innamorato di lei.\ndi lei, o cos\u00ec particolarmente amabile da rendere sconvolgente per\ndeluderlo, il fatto che la natura di Harriet non fosse di quel tipo superiore\nsuperiore, in cui i sentimenti sono pi\u00f9 acuti e persistenti, e che non ci fosse bisogno di\nche non ci fosse bisogno che qualcuno sapesse cosa era successo, a parte i tre protagonisti.\ntre principali, e soprattutto che suo padre si preoccupasse un\nun momento di disagio per suo padre.\n\nErano pensieri molto rallegranti; e la vista di una grande quantit\u00e0 di\ndi neve sul terreno le rese un ulteriore servizio, perch\u00e9 qualsiasi cosa era benvenuta\nche potesse giustificare il fatto che tutti e tre fossero al momento lontani.\n\nIl tempo \u00e8 stato molto favorevole per lei, anche se il giorno di Natale non \u00e8 potuta andare in chiesa.\nnon pot\u00e9 andare in chiesa. Mr. Woodhouse sarebbe stato infelice se la figlia avesse tentato di farlo.\nfiglia avesse tentato di farlo, e quindi era al sicuro dall'eccitare\no di ricevere idee sgradevoli e inadatte. Il terreno era coperto di\ndi neve e l'atmosfera in quello stato di incertezza tra il gelo e il disgelo che \u00e8 di tutti gli altri.\ngelo e il disgelo, che tra tutti \u00e8 il pi\u00f9 ostile all'esercizio fisico.\nOgni mattina iniziava con la pioggia o la neve e ogni sera si gelava.\ngelo, fu per molti giorni una prigioniera d'onore. Nessun\nHarriet era possibile solo con un biglietto; non c'era chiesa per lei la domenica pi\u00f9 che per il\ndomenica pi\u00f9 che a Natale; e non c'era bisogno di trovare scuse per l'assenza di Mr.\nMr. Elton si assentasse.\n\nEra un tempo che avrebbe potuto confinare tutti in casa e, sebbene sperasse e credesse che lui si stesse davvero consolando in qualche\nAnche se sperava e credeva che lui si stesse davvero consolando in qualche\nsociet\u00e0 o altro, era molto piacevole vedere suo padre cos\u00ec ben\nsoddisfatto di essere tutto solo in casa sua, troppo saggio per uscire.\ne sentirlo dire a Mr. Knightley, che nessun tempo avrebbe potuto tenere\ncompletamente da loro,\n\n Ah! Mr. Knightley, perch\u00e9 non resta a casa come il povero Mr. Elton?\n\nQuesti giorni di reclusione sarebbero stati, se non fosse stato per le sue\nperplessit\u00e0, notevolmente confortevoli, in quanto tale isolamento si adattava esattamente\nfratello, i cui sentimenti dovevano sempre essere di grande importanza per i suoi compagni.\ncompagni; inoltre, aveva smaltito il suo malumore a Randalls.\nmalumore a Randalls, tanto che la sua amabilit\u00e0 non gli venne mai meno durante il\nil resto del suo soggiorno a Hartfield. Era sempre gradevole e\ne gentile, e parlava in modo piacevole di tutti. Ma con tutte le speranze di allegria\ndi allegria e tutto il comfort attuale del ritardo, c'era ancora un\nun tale male che incombeva su di lei nell'ora della spiegazione con Harriet,\nche rendeva impossibile per Emma essere sempre perfettamente a suo agio.\n\n\n\n\nCAPITOLO XVII\n\n\nI coniugi John Knightley non si sono trattenuti a lungo a Hartfield. Il tempo\ntempo miglior\u00f2 abbastanza da permettere a chi doveva muoversi di muoversi; e Mr.\nWoodhouse, che come al solito aveva cercato di persuadere la figlia a restare con tutti i suoi figli, fu costretto a veder partire l'intera comitiva.\ncon tutti i suoi figli, fu costretto a veder partire l'intera comitiva e a tornare a lamentarsi\ne tornare a lamentarsi del destino della povera Isabella.\nIsabella; la quale, passando la sua vita con coloro che si\ncon coloro di cui si occupava, piena dei loro meriti, cieca ai loro difetti e sempre innocentemente\nsempre innocentemente impegnata, avrebbe potuto essere un modello di giusta felicit\u00e0 femminile.\n\nLa sera del giorno stesso in cui si sono recati, Mr.\nElton a Mr. Woodhouse, un biglietto lungo, civile e cerimonioso, per dire, con i migliori complimenti di Mr.\ncon i migliori complimenti di Mr. Elton, che stava proponendo di lasciare Highbury la mattina seguente\nHighbury la mattina seguente per recarsi a Bath, dove, in seguito alle pressanti\npressanti richieste di alcuni amici, si era impegnato a trascorrere alcune settimane.\nsettimane, e si rammaricava molto per l'impossibilit\u00e0, a causa di varie circostanze di\ndi prendere personalmente congedo da Mr.\ndi congedarsi personalmente da Mr. Woodhouse, della cui amichevole civilt\u00e0 avrebbe sempre\ne se Mr. Woodhouse avesse avuto degli ordini, sarebbe stato felice di soddisfarli.\nsarebbe stato lieto di eseguirli.\n\nEmma ne fu piacevolmente sorpresa. L'assenza di Mr. Elton proprio in questo\nMr. Elton proprio in questo momento era la cosa pi\u00f9 desiderata. Lo ammirava per averla escogitata\nper averla ideata, anche se non poteva dargli molto credito per il modo in cui era stata annunciata.\nannunciato. Il risentimento non avrebbe potuto essere espresso in modo pi\u00f9 chiaro che\nin una cortesia verso il padre, dalla quale era stata esclusa in modo cos\u00ec netto.\nNon aveva nemmeno partecipato ai suoi complimenti iniziali. Il suo nome non fu\nIl suo nome non fu menzionato; e c'era un cambiamento cos\u00ec evidente in tutto questo, e una tale\nsolennit\u00e0 malriuscita del congedo nei suoi graziosi riconoscimenti,\nche all'inizio pensava di non poter sfuggire ai sospetti del padre.\n\nTuttavia, lo fece. Suo padre era piuttosto preso dalla sorpresa di un viaggio cos\u00ec improvviso e dai suoi timori che Mr.\nviaggio improvviso e dal timore che Mr. Elton non arrivasse mai sano e salvo alla fine del viaggio.\nalla fine del viaggio, e non vide nulla di straordinario nel suo linguaggio. Era\nuna nota molto utile, perch\u00e9 forn\u00ec loro nuovi spunti di riflessione e di conversazione durante il resto del viaggio\ne di conversazione per il resto della loro serata solitaria. Il signor Woodhouse\nWoodhouse parl\u00f2 dei suoi allarmi, ed Emma era in vena di convincerli ad andarsene\ncon tutta la sua solita prontezza.\n\nOra decise di non tenere pi\u00f9 all'oscuro Harriet. Aveva ragione di\ndi credere che fosse quasi guarita dal raffreddore e che fosse auspicabile\nche avesse pi\u00f9 tempo possibile per risolvere l'altro problema prima del ritorno del signore.\nl'altro disturbo prima del ritorno del signore. Si rec\u00f2 quindi da Mrs.\nGoddard il giorno dopo, per sottoporsi alla necessaria penitenza della comunicazione.\npenitenza della comunicazione; e fu una penitenza severa. Dovette distruggere\ntutte le speranze che aveva alimentato con tanto impegno per far apparire\ndi apparire nel personaggio poco gentile di colui che le era stato preferito e riconoscersi\ndi apparire nel personaggio poco cortese di colui che le era stato preferito e riconoscersi in errore e in errore di valutazione in tutte le sue idee su un argomento, tutte le sue osservazioni, tutte le sue\ntutte le sue osservazioni, tutte le sue convinzioni, tutte le sue profezie delle ultime sei settimane.\nsei settimane.\n\nLa confessione rinnov\u00f2 completamente la sua prima vergogna e la vista delle lacrime di Harriet le fece pensare che non avrebbe mai dovuto fare la carit\u00e0 a nessuno.\nHarriet le fece pensare che non sarebbe mai pi\u00f9 stata in carit\u00e0 con se stessa.\nse stessa.\n\nHarriet sopport\u00f2 molto bene l'intelligenza, non incolpando nessuno e testimoniando in ogni cosa\nin ogni cosa testimoniando un'ingenuit\u00e0 di carattere e un'umile opinione di s\u00e9\ndi s\u00e9, come doveva apparire con particolare vantaggio in quel momento alla sua amica.\nsua amica.\n\nEmma era dell'umore giusto per apprezzare al massimo la semplicit\u00e0 e la modestia;\ne tutto ci\u00f2 che era amabile, tutto ci\u00f2 che avrebbe dovuto essere affettuoso, sembrava dalla parte di Harriet, non dalla sua.\nHarriet, non dalla sua. Harriet non riteneva di avere\nnulla di cui lamentarsi. L'affetto di un uomo come Mr. Elton\nsarebbe stata una distinzione troppo grande. Non avrebbe mai potuto meritarlo\ne nessuno, se non un'amica cos\u00ec parziale e gentile come Miss Woodhouse, l'avrebbe ritenuto possibile.\navrebbe pensato che fosse possibile.\n\nLe sue lacrime caddero copiose, ma il suo dolore era cos\u00ec veramente privo di arte che nessuna dignit\u00e0 avrebbe potuto renderlo pi\u00f9 rispettabile agli occhi di Emma.\ndignit\u00e0 avrebbe potuto renderlo pi\u00f9 rispettabile agli occhi di Emma.\nascolt\u00f2 e cerc\u00f2 di consolarla con tutto il cuore e la comprensione.\ncomprensione, convinta per il momento che Harriet fosse la creatura\nHarriet fosse la creatura superiore tra le due e che assomigliare a lei sarebbe stato pi\u00f9\nbenessere e la felicit\u00e0 di Harriet, pi\u00f9 di quanto il genio e l'intelligenza\ngenio o l'intelligenza potessero fare.\n\nEra un po' troppo tardi per fare la figura del sempliciotto e dell'ignorante.\nignorante; ma la lasci\u00f2 con la conferma di tutti i propositi precedenti di essere\ndi essere umile e discreta e di reprimere l'immaginazione per tutto il resto della sua vita.\nvita. Il suo secondo dovere ora, inferiore solo alle pretese del padre,\nera quello di favorire il benessere di Harriet e di cercare di dimostrare il suo\naffetto con un metodo migliore di quello di combinare un matrimonio. La port\u00f2 a\nHartfield e le dimostr\u00f2 la pi\u00f9 costante gentilezza, sforzandosi di\ndi occuparla e divertirla e di allontanare Mr. Elton dai suoi pensieri con libri e conversazioni.\nElton dai suoi pensieri.\n\nSapeva che bisognava concedere del tempo per farlo in modo accurato; e non poteva pensare di essere un giudice indifferente di tali questioni in\ndi queste cose in generale, e molto inadeguata a simpatizzare per un attaccamento a Mr.\nin generale, e molto inadeguata a simpatizzare per un attaccamento a Mr.\nElton in particolare; ma le sembrava ragionevole che all'et\u00e0 di Harriet\nHarriet, e con l'estinzione totale di ogni speranza, un tale progresso potesse\nverso uno stato di compostezza entro il ritorno di Mr. Elton,\nElton, in modo da permettere a tutti di incontrarsi di nuovo nella comune routine di\ndi conoscenza, senza alcun pericolo di tradire i sentimenti o di accrescerli.\nsentimenti o di accrescerli.\n\nHarriet lo riteneva perfetto e sosteneva l'inesistenza di un corpo\ndi qualsiasi corpo che gli fosse pari in persona o in bont\u00e0 e, in verit\u00e0, si dimostr\u00f2\npi\u00f9 risolutamente innamorata di quanto Emma avesse previsto; eppure le sembrava cos\u00ec naturale, cos\u00ec inevitabile\nTuttavia, le sembrava cos\u00ec naturale, cos\u00ec inevitabile lottare contro un'inclinazione\ninclinazione di quel tipo _non corrisposta_, che non riusciva a comprendere\nche non riusciva a comprendere che continuasse a lungo con la stessa forza.\n\nSe Mr. Elton, al suo ritorno, avesse reso evidente e indubitabile la propria indifferenza come\nindubbia, come non poteva dubitare che avrebbe fatto con ansia, non riusciva a immaginare\nHarriet non riusciva a immaginarsi che si ostinasse a riporre la sua felicit\u00e0 nella vista o nel\nricordo di lui.\n\nIl loro essere fissi, cos\u00ec assolutamente fissi, nello stesso posto, era un male per\nciascuno, per tutti e tre. Nessuno di loro aveva il potere di rimuoverli o di\ndi effettuare un cambiamento materiale della societ\u00e0. Dovevano incontrarsi\ne fare del loro meglio.\n\nHarriet fu ulteriormente sfortunata dal tono dei suoi compagni di Mrs.\nGoddard; Mr. Elton era l'adorazione di tutte le insegnanti e delle grandi ragazze della scuola.\ndella scuola; e solo a Hartfield poteva avere qualche possibilit\u00e0 di sentirlo parlare con\navere qualche possibilit\u00e0 di sentir parlare di lui con fredda moderazione o\nrepellente verit\u00e0. Dove era stata inferta la ferita, l\u00ec si doveva trovare la cura, se non altrove.\nEmma sentiva che, finch\u00e9 non l'avesse vista in via di guarigione, non ci sarebbe stata vera pace.\ncura, non ci sarebbe stata vera pace per lei.\n\n\n\n\nCAPITOLO XVIII\n\n\nIl signor Frank Churchill non venne. Quando il momento proposto si avvicin\u00f2,\nI timori della signora Weston furono giustificati dall'arrivo di una lettera di\nscuse. Per il momento non poteva essere risparmiato, con sua grande mortificazione e rammarico.\nmortificazione e dispiacere; ma guardava comunque avanti con la speranza di\ndi arrivare a Randalls in un momento non lontano.\n\nMrs. Weston era estremamente delusa, molto pi\u00f9 delusa, in effetti, del marito.\ndel marito, anche se la sua dipendenza dal vedere il giovane uomo\nera stata molto pi\u00f9 sobria: ma un temperamento sanguigno, anche se si aspetta sempre pi\u00f9\naspettarsi pi\u00f9 cose buone di quelle che si verificano, non sempre ripaga le sue speranze con una\nuna proporzionata depressione. Ben presto supera l'attuale fallimento e ricomincia a sperare,\ne ricomincia a sperare. Per mezz'ora Mr. Weston rimase sorpreso e dispiaciuto; ma poi cominci\u00f2 a percepire\nma poi cominci\u00f2 a percepire che l'arrivo di Frank due o tre mesi dopo\nmesi dopo sarebbe stato un piano molto migliore; un periodo migliore dell'anno; un tempo migliore\ntempo migliore, e che sarebbe stato in grado, senza dubbio, di restare con loro\nsenza dubbio, di rimanere con loro molto pi\u00f9 a lungo che se fosse venuto prima.\n\nQuesti sentimenti lo confortarono rapidamente, mentre Mrs. Weston, di carattere pi\u00f9\npi\u00f9 apprensiva, non prevedeva altro che il ripetersi di scuse e ritardi.\nscuse e ritardi; e dopo tutta la sua preoccupazione per ci\u00f2 che il marito doveva\nmarito, soffr\u00ec molto di pi\u00f9 lei stessa.\n\nEmma non era in quel momento in uno stato d'animo tale da preoccuparsi davvero del mancato arrivo di Mr.\nFrank, se non come una delusione per Randalls.\nRandalls. La conoscenza al momento non aveva alcun fascino per lei. Voleva,\npiuttosto essere tranquilla e lontana dalle tentazioni; ma comunque, dato che era auspicabile apparire\ndesiderabile che apparisse, in generale, come la sua solita persona, si preoccup\u00f2 di\nsi preoccup\u00f2 di esprimere tutto il suo interesse per la circostanza e di entrare con\ndelusione di Mr. e Mrs. Weston, quanto poteva essere naturale\ncome era naturale che fosse per la loro amicizia.\n\nFu lei la prima ad annunciarlo a Mr. Knightley; ed esclam\u00f2 quanto era necessario (o, forse, recitando una parte).\nquanto era necessario (o, recitando una parte, forse un po' di pi\u00f9) per il comportamento dei Churchill nel tenerlo lontano.\ndi pi\u00f9) per la condotta dei Churchill nel tenerlo lontano. Poi\npoi ha continuato a dire molto pi\u00f9 di quello che sentiva, del vantaggio di\ndi una tale aggiunta alla loro ristretta societ\u00e0 nel Surry; il piacere di\ndi guardare qualcuno di nuovo; la giornata di gala ad Highbury, che la vista di lui avrebbe reso\ndi Highbury, che la sua vista avrebbe reso possibile; e per finire con le riflessioni sui\nChurchill, si trov\u00f2 direttamente coinvolta in un disaccordo con Mr.\ncon Mr. Knightley; e, con suo grande divertimento, si accorse che stava\nche stava prendendo una posizione diversa dalla sua reale opinione, e che si stava servendo\ndi Mrs. Weston contro se stessa.\n\n \u00c8 molto probabile che i Churchill siano in difetto, disse Mr. Knightley, freddamente;\n ma oserei dire che potrebbe venire se volesse.\n\n Non so perch\u00e9 lo diciate. Desidera ardentemente venire;\nma gli zii non lo risparmieranno.\n\n Non posso credere che non abbia il potere di venire, se ha fatto un\npunto di vista. \u00c8 troppo improbabile perch\u00e9 io possa crederci senza prove.\n\n Come sei strano! Che cosa ha fatto il signor Frank Churchill, per farvi\nsupporre che sia una creatura cos\u00ec innaturale?\n\n Non lo ritengo affatto una creatura innaturale, se sospetto che possa aver imparato ad essere\nche possa aver imparato ad essere al di sopra dei suoi legami e a preoccuparsi molto poco\ne a preoccuparsi molto poco di qualsiasi cosa che non sia il proprio piacere, vivendo con coloro che\nche gli hanno sempre dato l'esempio. \u00c8 molto pi\u00f9 naturale\ndi quanto si possa desiderare, che un giovane, allevato da coloro che sono\norgogliosi, lussuosi ed egoisti, sia anch'egli orgoglioso, lussuoso ed egoista.\ned egoista. Se Frank Churchill avesse voluto vedere suo padre, l'avrebbe fatto tra settembre e gennaio.\navrebbe trovato un modo per farlo tra settembre e gennaio. Un uomo della sua et\u00e0 cos'\u00e8?\ntre o quattro e venti anni, non pu\u00f2 non avere i mezzi per fare\ntanto. \u00c8 impossibile.\n\n Questo \u00e8 facile da dire e da sentire per voi, che siete sempre stati i padroni di voi stessi.\npadrone di se stesso. Voi siete il peggior giudice al mondo, signor Knightley, delle\ndifficolt\u00e0 della dipendenza. Non sapete cosa significhi avere dei temperamenti da gestire.\nda gestire.\n\n Non si pu\u00f2 pensare che un uomo di tre o quattro anni e venti\nnon possa avere libert\u00e0 di mente o di membra in quella misura. Non pu\u00f2 desiderare\ndenaro, non pu\u00f2 desiderare il tempo libero. Sappiamo, al contrario, che ne ha cos\u00ec tanto che\ndi entrambi che \u00e8 felice di liberarsene nei luoghi pi\u00f9 oziosi del regno.\ndel regno. Lo sentiamo sempre in qualche luogo d'acqua.\naltro. Poco tempo fa era a Weymouth. Questo dimostra che pu\u00f2\nlasciare i Churchill.\n\n S\u00ec, a volte ci riesce.\n\n E quei momenti sono ogni volta che ritiene che ne valga la pena; ogni volta che\nogni volta che c'\u00e8 una tentazione di piacere.\n\n \u00c8 molto ingiusto giudicare la condotta di una persona senza conoscere a fondo la sua situazione.\nconoscenza della loro situazione. Nessuno che non sia stato all'interno di una famiglia\ndi una famiglia, pu\u00f2 dire quali siano le difficolt\u00e0 di un individuo di quella famiglia.\nfamiglia. Dovremmo conoscere Enscombe e il carattere di Mrs.\nChurchill, prima di pretendere di decidere cosa pu\u00f2 fare suo nipote.\nnipote. A volte pu\u00f2 essere in grado di fare molto di pi\u00f9 che in altri momenti.\nin altri momenti.\n\n C'\u00e8 una cosa, Emma, che un uomo pu\u00f2 sempre fare, se lo desidera, ed \u00e8 il suo dovere.\n\u00e8 il suo dovere; non con le manovre e le finezze, ma con il vigore e la risoluzione.\nrisoluzione. \u00c8 dovere di Frank Churchill prestare questa attenzione a suo padre.\npadre. Lui sa che \u00e8 cos\u00ec, grazie alle sue promesse e ai suoi messaggi; ma se volesse farlo, potrebbe\nvolesse farlo, potrebbe farlo. Un uomo che si sente a posto direbbe subito\nChurchill Ogni sacrificio di mero piacere mi trover\u00e0 sempre pronto a\npiacere mi trover\u00e0 sempre pronto a fare per la sua convenienza; ma\nDevo andare a trovare mio padre immediatamente. So che si sentirebbe ferito dalla mia\nmancanza di un tale segno di rispetto nei suoi confronti in questa occasione. I\npartir\u00f2 quindi domani. Se lui le dicesse subito questo\ncon il tono deciso che si addice a un uomo, non si opporrebbe alla sua partenza.\nopposizione alla sua partenza.\n\n No, disse Emma, ridendo; ma forse potrebbe esserci un modo per farlo tornare di nuovo.\ntornare di nuovo. Un linguaggio del genere per un giovane completamente dipendente, da\nusare! Nessuno tranne voi, Mr. Knightley, lo immaginerebbe possibile. Ma voi\nnon avete un'idea di ci\u00f2 che \u00e8 necessario nelle situazioni\nalla vostra. Il signor Frank Churchill deve fare un discorso come questo agli\nzio e alla zia, che lo hanno allevato e devono provvedere a lui!\ne che devono provvedere al suo sostentamento! In piedi al centro della stanza, immagino, e parlando a voce pi\u00f9 alta possibile!\nad alta voce! Come si pu\u00f2 pensare che una simile condotta sia praticabile?\n\n Ci creda, Emma, un uomo di buon senso non troverebbe alcuna difficolt\u00e0.\nSi sentirebbe nel giusto; e la dichiarazione fatta, ovviamente, come un uomo di buonsenso\nnaturalmente, come farebbe un uomo di buon senso, in modo appropriato, gli farebbe pi\u00f9 bene, lo eleverebbe\npi\u00f9 bene, lo eleverebbe, rafforzerebbe il suo interesse nei confronti delle persone da cui dipende\npersone da cui dipendeva, pi\u00f9 di quanto una serie di spostamenti ed espedienti\ndi espedienti. Il rispetto si aggiungerebbe all'affetto. Sentirebbero di potersi fidare di lui\nche potevano fidarsi di lui; che il nipote che si era comportato bene con suo padre, si sarebbe comportato bene con loro.\npadre, si comporterebbe bene anche con loro; perch\u00e9 sanno, come lui sa, come tutto il mondo deve sapere, che il nipote\nche deve fare questa visita a suo padre; e mentre si sforzava meschinamente di fare il suo dovere, lui\npadre; e pur esercitando meschinamente il loro potere per ritardarla, in cuor loro non pensano che sia meglio per lui\nin cuor loro non lo ritengono migliore per essersi sottomesso ai loro capricci.\nIl rispetto per una condotta corretta \u00e8 sentito da tutti. Se agisse in questo modo\nse agisse in questo modo, per principio, in modo coerente, regolare, le loro\npiccole menti si piegherebbero alla sua.\n\n Ne dubito piuttosto. Vi piace molto piegare le piccole menti; ma\nma quando le piccole menti appartengono a persone ricche e autorevoli, credo che\nhanno la capacit\u00e0 di gonfiarsi, fino a diventare ingestibili come quelle dei\ngrandi. Posso immaginare che se voi, cos\u00ec come siete, Mr.\ntrasportato e messo tutto in una volta nella situazione del signor Frank Churchill.\nFrank Churchill, sareste in grado di dire e fare proprio quello che state\nraccomandato per lui; e potrebbe avere un effetto molto buono. I\nChurchill potrebbero non avere una parola da dire in cambio; ma in tal caso, voi non avreste\nnon avrebbero abitudini di obbedienza precoce e di lunga osservanza da spezzare.\nPer chi invece ce l'ha, potrebbe non essere cos\u00ec facile esplodere subito in una perfetta indipendenza\nperfetta indipendenza e azzerare tutte le loro pretese di gratitudine e considerazione.\ngratitudine e di stima. Pu\u00f2 avere un forte senso di ci\u00f2 che sarebbe giusto,\ndi ci\u00f2 che sarebbe giusto, senza per\u00f2 essere all'altezza, in particolari\ncircostanze, di agire all'altezza.\n\n Allora non sarebbe un senso cos\u00ec forte. Se non riuscisse a produrre lo stesso\nsforzo, non potrebbe essere una convinzione uguale.\n\n Oh, la differenza di situazioni e di abitudini! Vorrei che cercaste di\ncapire che cosa pu\u00f2 provare un giovane amabile nell'opporsi direttamente a coloro\na chi, da bambino e ragazzo, ha ammirato per tutta la vita.\nvita.\n\n Il nostro amabile giovanotto \u00e8 un giovanotto molto debole, se questa \u00e8 la prima\noccasione in cui porta a termine una risoluzione di fare il bene contro la\nvolont\u00e0 altrui. A quest'ora avrebbe dovuto avere l'abitudine di\nseguire il suo dovere, invece di consultare la convenienza. Posso ammettere\nle paure del bambino, ma non quelle dell'uomo. Quando \u00e8 diventato razionale, avrebbe dovuto\navrebbe dovuto svegliarsi e scrollarsi di dosso tutto ci\u00f2 che non era degno di\nautorit\u00e0. Avrebbe dovuto opporsi al primo tentativo da parte loro di\nloro di fargli dimenticare il padre. Se avesse iniziato come doveva, non ci sarebbero state\nnon ci sarebbe stata alcuna difficolt\u00e0.\n\n Non saremo mai d'accordo su di lui, grid\u00f2 Emma; ma questo non \u00e8 nulla di\nstraordinario. Non ho la minima idea che sia un giovane debole:\nSono sicura che non lo sia. Mr. Weston non sarebbe cieco di fronte alla follia,\nanche se in suo figlio; ma \u00e8 molto probabile che abbia un carattere pi\u00f9 arrendevole,\nmite e accondiscendente di quanto si addica alle vostre idee sulla perfezione dell'uomo.\nperfezione dell'uomo. Oserei dire che ce l'ha; e anche se questo pu\u00f2 privarlo di alcuni vantaggi, gliene garantir\u00e0 molti altri.\nvantaggi, gliene garantir\u00e0 molti altri.\n\n S\u00ec, tutti i vantaggi di stare fermo quando dovrebbe muoversi, e di\ndi condurre una vita di meri piaceri oziosi, credendosi estremamente\ndi essere estremamente esperto nel trovare scuse per questo. Pu\u00f2 sedersi e scrivere una bella lettera\nuna bella lettera fiorita, piena di professioni e di falsit\u00e0, e convincersi di aver\ndi aver trovato il metodo migliore al mondo per mantenere la pace in casa e\nper mantenere la pace in casa e impedire che il padre abbia il diritto di lamentarsi.\ndi lamentarsi. Le sue lettere mi disgustano.\n\n I vostri sentimenti sono singolari. Sembrano soddisfare tutti gli altri.\n\n Sospetto che non soddisfino la signora Weston. Difficilmente possono soddisfare una\nuna donna del suo buon senso e dei suoi rapidi sentimenti: al posto di una madre, ma senza\nmadre, ma senza l'affetto di una madre ad accecarla. \u00c8 per lei che\n\u00e8 a causa sua che l'attenzione a Randalls \u00e8 doppiamente dovuta, e deve doppiamente\ndoppiamente l'omissione. Se fosse stata lei stessa una persona importante, lui sarebbe venuto, oserei dire.\nsarebbe venuto, oserei dire; e non avrebbe avuto importanza se l'avesse fatto o meno.\nse l'avesse fatto o meno. Potete pensare che la vostra amica sia in ritardo in questo tipo di\nconsiderazioni? Credi che non dica spesso queste cose a se stessa?\nse stessa? No, Emma, il vostro amabile giovanotto pu\u00f2 essere amabile solo in\nfrancese, non in inglese. Pu\u00f2 essere molto amabile, avere ottime maniere e\nbuone maniere, ed essere molto piacevole; ma non pu\u00f2 avere alcuna delicatezza inglese\nverso i sentimenti delle altre persone: non c'\u00e8 nulla di veramente amabile in lui.\nin lui.\n\n Sembrate decisi a pensare male di lui.\n\n Io! Per niente, rispose Mr. Knightley, piuttosto contrariato; non voglio pensare male di lui.\nnon voglio pensare male di lui. Sarei pronto a riconoscere i suoi meriti\nmeriti di qualsiasi altro uomo; ma non ne sento nessuno, se non quelli puramente\npersonali: che \u00e8 ben cresciuto e di bell'aspetto, con maniere\nmodi garbati.\n\n Beh, se non ha nient'altro che lo raccomandi, sar\u00e0 un tesoro\nad Highbury. Non capita spesso di vedere dei bei giovani, ben educati e\ngradevoli. Non dobbiamo essere gentili e chiedere tutte le virt\u00f9 in cambio.\ndi tutte le virt\u00f9. Non riuscite a immaginare, Mr. Knightley, quale sensazione\narrivo produrr\u00e0? Ci sara' un solo soggetto in tutte le\nparrocchie di Donwell e Highbury; ma un solo interesse, un solo oggetto di curiosit\u00e0.\ncuriosit\u00e0; sar\u00e0 tutto Mr. Frank Churchill; non penseremo e non parleremo di nessun altro.\ndi nessun altro.\n\n Scuserai il mio eccesso di potenza. Se lo trover\u00f2\nconversabile, sar\u00f2 felice della sua conoscenza; ma se \u00e8 solo un chiacchierone\nchiacchierone, non occuper\u00e0 molto del mio tempo o dei miei pensieri.\n\n L'idea che ho di lui \u00e8 che possa adattare la sua conversazione ai gusti di ogni\nogni persona, e che abbia il potere e il desiderio di essere universalmente\ngradevole. A voi parler\u00e0 di agricoltura, a me di disegno o di musica;\ne cos\u00ec via con tutti gli altri, avendo quelle informazioni generali su tutti i\nsu tutti gli argomenti che gli consentiranno di seguire l'esempio o di prendere l'iniziativa,\ndi seguire o prendere l'iniziativa, a seconda delle esigenze, e di parlare molto bene di ciascuno di essi;\nQuesta \u00e8 la mia idea di lui.\n\n E la mia, disse Mr. Knightley con calore, \u00e8 che se dovesse diventare\nsar\u00e0 l'uomo pi\u00f9 insopportabile che esista! Che cosa!\na tre anni e venti essere il re della sua compagnia, il grande uomo, l'uomo politico\npolitico esperto, in grado di leggere il carattere di ogni persona e di far s\u00ec che\ndi ogni persona e far s\u00ec che i suoi talenti servano a mostrare la sua superiorit\u00e0; dispensare le sue lusinghe\ndispensare le sue lusinghe in giro, per far apparire tutti come\nsciocchi rispetto a se stesso! Mia cara Emma, il tuo buon senso non potrebbe\nnon potrebbe sopportare un simile cucciolo quando si arrivasse al dunque.\n\n Non dir\u00f2 pi\u00f9 nulla su di lui, grid\u00f2 Emma, tu volgi ogni cosa al\nmale. Siamo entrambe prevenute: voi contro, io a favore; e non abbiamo alcuna possibilit\u00e0 di accordarci finch\u00e9 non sar\u00e0 davvero qui.\npossibilit\u00e0 di accordarci finch\u00e9 non sar\u00e0 davvero qui.\n\n Pregiudizi! Non ho pregiudizi.\n\n Ma lo sono molto, e senza vergognarmene affatto. Il mio amore\nper Mr. e Mrs. Weston mi d\u00e0 un deciso pregiudizio a suo favore.\n\n \u00c8 una persona a cui non penso mai da un mese all'altro, disse Mr.\nMr. Knightley, con un certo grado di irritazione, che fece subito parlare Emma di altro.\nparlare di qualcos'altro, anche se non riusciva a capire perch\u00e9 lui si fosse\nessere arrabbiato.\n\nDisapprovare un giovane, solo perch\u00e9 sembrava avere un'indole\ndi un'indole diversa dalla sua, era indegno della reale liberalit\u00e0 d'animo\nd'animo che era sempre stata abituata a riconoscere in lui; infatti, con tutta la\ncon tutta l'alta opinione di s\u00e9, che spesso aveva imputato a lui, non aveva mai\nmai prima d'ora aveva pensato che potesse renderlo ingiusto nei confronti dei\nmerito di un altro.\n\n\n\n\nVOLUME II\n\n\n\n\nCAPITOLO I\n\n\nEmma e Harriet avevano passeggiato insieme una mattina e, secondo Emma, avevano parlato abbastanza di Mr.\nEmma aveva parlato abbastanza di Mr. Elton per quel giorno. Non poteva\nnon riusciva a pensare che il conforto di Harriet o i suoi stessi peccati richiedessero di pi\u00f9; e quindi\nquindi si stava industriando per sbarazzarsi dell'argomento quando\nma l'argomento esplodeva di nuovo quando pensava di esserci riuscita,\ne dopo aver parlato per un po' di tempo di ci\u00f2 che i poveri devono soffrire in inverno,\ne non ricevendo altra risposta se non un molto sommesso Mr. Elton \u00e8 cos\u00ec buono con i poveri!\n\u00e8 cos\u00ec buono con i poveri! si rese conto che bisognava fare qualcos'altro.\n\nSi stavano avvicinando alla casa dove vivevano la signora e la signorina Bates.\nDecise di chiamarle e di cercare la sicurezza nel numero. C'era\nmotivo sufficiente per questa attenzione; le signore e le signorine Bates amavano essere chiamate\nMrs. e Miss Bates amavano essere chiamate, e sapeva di essere considerata da quei pochissimi\nche presumevano di vedere un'imperfezione in lei, come piuttosto negligente sotto quel\ne che non contribuiva come avrebbe dovuto alle loro scarse comodit\u00e0.\nloro scarse comodit\u00e0.\n\nAveva ricevuto molti suggerimenti da Mr. Knightley e alcuni dal suo stesso cuore,\nsulla sua carenza, ma nessuno era stato all'altezza di contrastare la persuasione\ndi essere molto sgradevole, una perdita di tempo che stanca le donne e tutto il\nl'orrore di rischiare di entrare in contatto con le donne di seconda e terza categoria di Highbury, che\ndi Highbury, che le chiamavano a raccolta per sempre, e per questo si avvicinava raramente.\nPer questo motivo si avvicinava raramente a loro. Ma ora prese l'improvvisa decisione di\ndecisione di non oltrepassare la loro porta senza entrare osservando, mentre lo\nHarriet, che, per quanto potesse calcolare, erano ormai al sicuro da qualsiasi lettera di\nche, per quanto potesse calcolare, in questo momento erano al sicuro da qualsiasi lettera di Jane Fairfax.\n\nLa casa apparteneva a persone in attivit\u00e0. Mrs. e Miss Bates occupavano\nil piano del salotto; e l\u00ec, nell'appartamento di dimensioni molto moderate\nappartamento, che per loro era tutto, i visitatori furono accolti con molta\ncordialmente e persino con gratitudine; la tranquilla e ordinata signora, che con il suo lavoro a maglia\nche con il suo lavoro a maglia era seduta nell'angolo pi\u00f9 caldo, voleva persino\nil suo posto a Miss Woodhouse, e la figlia pi\u00f9 attiva e parlante, quasi pronta a sovrastarle.\nfiglia, quasi pronte a sopraffarle con attenzioni e gentilezze, ringraziamenti per la loro visita, sollecitudine per la loro\nper la loro visita, di ringraziamenti, di premure per le loro scarpe, di ansiose richieste di informazioni sulla salute di Mr.\nMr. Woodhouse, comunicazioni allegre sulla salute della madre, e\ndolci da parte del beaufet La signora Cole era appena stata l\u00ec, aveva fatto una visita di dieci minuti ed era stata\nper dieci minuti, ed era stata cos\u00ec gentile da sedersi un'ora con loro,\ne lei aveva preso un pezzo di torta ed era stata cos\u00ec gentile da dire che le era piaciuta molto.\nche le era piaciuta molto e, quindi, sperava che Miss Woodhouse e Miss Smith\nSmith facessero il favore di mangiarne un pezzo anche loro.\n\nLa menzione dei Coles era sicuramente seguita da quella di Mr. Elton.\nC'era intimit\u00e0 tra di loro e Mr. Cole aveva avuto notizie di Mr. Elton\nElton da quando era partito. Emma sapeva cosa stava per succedere; dovevano rivedere la lettera e decidere quanto tempo\nlettera e stabilire quanto tempo fosse stato via, quanto fosse impegnato in compagnia e che cosa\nquanto era stato impegnato in compagnia, e quanto fosse il preferito ovunque andasse, e quanto fosse pieno di\ne quanto fosse stato pieno il ballo del Maestro delle Cerimonie.\ne lei lo ha raccontato molto bene, con tutto l'interesse e le\ncon tutto l'interesse e gli elogi che potevano essere richiesti, e sempre facendo\nHarriet fosse costretta a dire una parola.\n\nQuando entr\u00f2 in casa era preparata a questo, ma intendeva,\nuna volta che aveva parlato con lui in modo piacevole, di non essere pi\u00f9 incomodata da\nnessun altro argomento fastidioso, e di vagare a piede libero tra tutte le\ndi Highbury e le loro feste a carte. Non era\nnon era disposta a far succedere Jane Fairfax a Mr. Elton; ma lui \u00e8 stato\nin realt\u00e0 \u00e8 stato messo in fuga da Miss Bates, che alla fine \u00e8 saltata via da lui\nbruscamente ai Coles, per consegnare una lettera di sua nipote.\n\n Oh! s\u00ec Mr. Elton, capisco certamente che per quanto riguarda il ballo Mrs. Cole mi stava\nmi ha detto che ballare nelle stanze a Bath \u00e8 stato Mrs. Cole \u00e8 stata cos\u00ec gentile\ndi sedersi un po' con noi, parlando di Jane; infatti, non appena \u00e8 entrata, ha iniziato a chiedere di lei.\nappena \u00e8 entrata, ha iniziato a chiedere di lei, perch\u00e9 Jane \u00e8 una grande favorita\nl\u00ec. Ogni volta che \u00e8 con noi, Mrs. Cole non sa come dimostrarci la sua gentilezza.\ngentilezza; e devo dire che Jane se la merita come nessun'altra persona.\npersona che possa meritarlo. E cos\u00ec cominci\u00f2 a chiedere direttamente di lei, dicendo: \"So che non avete avuto notizie di Jane di recente.\nso che non avete avuto notizie di Jane ultimamente, perch\u00e9 non \u00e8 il suo momento di scrivere\ndi scrivere; e quando le dissi subito: \"Ma in effetti l'abbiamo fatto, abbiamo ricevuto\nuna lettera proprio questa mattina, non so se ho mai visto qualcuno pi\u00f9\npi\u00f9 sorpreso.  Davvero, sul vostro onore? rispose lei; beh, \u00e8 una cosa\ndel tutto inaspettato. Fatemi sentire cosa dice.\n\nLa cortesia di Emma era a portata di mano direttamente, per dire, con sorridente interesse\n\n Avete avuto notizie di Miss Fairfax ultimamente? Sono estremamente felice. I\nspero che stia bene?\n\n Grazie. Siete cos\u00ec gentili! rispose la zia felicemente ingannata, mentre\ncercando con impazienza la lettera. Oh! Eccola qui. Ero sicura che non potesse essere\nnon poteva essere lontana; ma, come vedete, ci avevo messo sopra la mia mogliettina, senza accorgermene, e quindi era del tutto nascosta.\nsenza che me ne accorgessi, e quindi era del tutto nascosta, ma l'avevo in mano da cos\u00ec poco tempo che ero quasi certa\nultimamente che ero quasi sicura che fosse sul tavolo. Lo stavo leggendo\nCole e, da quando se n'\u00e8 andata, l'ho riletta a mia madre, perch\u00e9 \u00e8 un piacere per me.\nmadre, perch\u00e9 per lei una lettera di Jane \u00e8 un tale piacere che non la sente mai abbastanza spesso.\nche non la sente mai abbastanza; quindi sapevo che non poteva essere lontana, ed eccola qui, proprio sotto il mio naso.\nEccola qui, appena sotto la mia moglie, e visto che siete cos\u00ec gentili da voler sentire cosa dice.\ndi ascoltare ci\u00f2 che dice; ma, prima di tutto, devo davvero, per giustizia nei confronti di\ngiustizia nei confronti di Jane, scusarmi per aver scritto una lettera cos\u00ec breve, solo due pagine.\npagine, come vedete, a malapena due, e in generale riempie l'intero foglio e\nmet\u00e0. Mia madre si meraviglia spesso che io riesca a scrivere cos\u00ec bene.\nSpesso, quando la lettera viene aperta per la prima volta, dice: \"Bene, Hetty, ora penso che sarai costretta a\nHetty, ora penso che sarai costretta a fare tutto quel lavoro di dama, vero, signora?\nNon \u00e8 vero, signora? E poi le dico che sono sicura che troverebbe il modo di\nse non avesse nessuno che lo facesse per lei, ogni parola sono sicura che\nsono sicura che si soffermerebbe su di essa fino a scoprire ogni parola. E,\nAnche se gli occhi di mia madre non sono pi\u00f9 cos\u00ec buoni come una volta, riesce a vedere\nriesce a vedere incredibilmente bene, grazie a Dio, con l'aiuto degli occhiali. \u00c8\nuna tale benedizione! Gli occhi di mia madre sono davvero molto buoni. Jane dice spesso\nJane dice spesso, quando \u00e8 qui: \"Sono sicura, nonna, che devi aver avuto degli occhi molto forti per vedere come\nocchi molto forti per vedere come vedi e per fare un lavoro cos\u00ec bello come quello che hai fatto!\nanche! Vorrei solo che i miei occhi mi durassero altrettanto.\n\nTutto questo, detto molto velocemente, costrinse Miss Bates a fermarsi per riprendere fiato;\ned Emma disse qualcosa di molto civile sull'eccellenza della scrittura di Miss\nFairfax.\n\n Siete estremamente gentile, rispose Miss Bates, molto gratificata; voi che siete un tale giudice e scrivete in modo cos\u00ec bello.\nche siete un tale giudice e che scrivete cos\u00ec bene. Sono sicura che\nsono certa che non c'\u00e8 nessuno che possa darci tanto piacere quanto quello di Miss Woodhouse.\nMia madre non sente; \u00e8 un po' sorda, sapete.\nSignora, rivolgendosi a lei, ha sentito quello che Miss Woodhouse \u00e8 cos\u00ec gentile da dire\ndi dire sulla calligrafia di Jane?\n\nEd Emma ebbe il vantaggio di sentirsi ripetere due volte il proprio sciocco complimento\ndue volte prima che la buona vecchia potesse comprenderlo. Nel frattempo stava\nnel frattempo, stava riflettendo sulla possibilit\u00e0, senza sembrare molto\nscortese, di sfuggire alla lettera di Jane Fairfax, e aveva quasi deciso di\ndeciso di andarsene subito con qualche piccola scusa, quando Miss\nBates si volt\u00f2 di nuovo verso di lei e cattur\u00f2 la sua attenzione.\n\n La sordit\u00e0 di mia madre \u00e8 molto insignificante, non si vede proprio nulla. Solo alzando la voce\nsolo alzando la voce e dicendo qualsiasi cosa due o tre volte,\n\u00e8 sicura di sentire; ma del resto \u00e8 abituata alla mia voce. Ma \u00e8 davvero\nnotevole che senta sempre meglio Jane che me.\nJane parla in modo cos\u00ec chiaro! Comunque, non trover\u00e0 la nonna per niente\npi\u00f9 sbiadita di due anni fa, il che \u00e8 gi\u00e0 molto se si considera l'et\u00e0 di mia madre.\nmia madre, e sono davvero passati due anni, sai, da quando \u00e8 stata qui,\nda quando \u00e8 stata qui. Non siamo mai stati cos\u00ec a lungo senza vederla prima,\ne, come dicevo a Mrs. Cole, difficilmente sapremo come farne a meno.\ndi lei ora.\n\n Aspettate la signorina Fairfax qui a breve?\n\n Oh s\u00ec, la prossima settimana.\n\n Deve essere un piacere molto grande.\n\n Grazie. Siete molto gentili. S\u00ec, la prossima settimana. Tutti sono cos\u00ec\nsorpresi; e tutti dicono le stesse cose gentili. Sono sicura che\nsono sicura che sar\u00e0 felice di vedere i suoi amici a Highbury, cos\u00ec come loro possono essere felici di vederla.\nlei. S\u00ec, venerd\u00ec o sabato; non pu\u00f2 dire quale, perch\u00e9 il Colonnello\nCampbell vorr\u00e0 la carrozza di persona uno di quei giorni. Quindi\nmolto gentile da parte loro mandarla per tutta la strada! Ma lo fanno sempre, sai\nsai, lo fanno sempre. Oh s\u00ec, venerd\u00ec o sabato prossimo. \u00c8 di questo che scrive.\nQuesto \u00e8 il motivo per cui scrive fuori regola, come lo chiamiamo noi; perch\u00e9, secondo la prassi, non avremmo avuto sue notizie prima del\ncomune, non avremmo dovuto avere sue notizie prima del prossimo\nMarted\u00ec o mercoled\u00ec prossimi.\n\n S\u00ec, cos\u00ec immaginavo. Temevo che ci fossero poche possibilit\u00e0 di sentire\ndi sentire qualcosa di Miss Fairfax oggi.\n\n Che gentilezza! No, non avremmo mai saputo, se non fosse stata\nper questa particolare circostanza, del suo arrivo qui cos\u00ec presto. Mia\nmadre \u00e8 felicissima, perch\u00e9 star\u00e0 con noi almeno tre mesi.\nTre mesi, dice lei, in modo positivo, perch\u00e9 avr\u00f2 il piacere di leggervi.\npiacere di leggervi. Il caso \u00e8 che i Campbell stanno andando in Irlanda.\nCampbell stanno per andare in Irlanda. La signora Dixon ha convinto suo padre e sua madre a\nvenire a trovarla direttamente. Non avevano intenzione di partire prima dell'estate, ma\nestate, ma lei \u00e8 cos\u00ec impaziente di rivederli, perch\u00e9 fino a quando non si \u00e8 sposata, lo scorso ottobre, non \u00e8 mai stata\nsposata, lo scorso ottobre, non \u00e8 mai stata lontana da loro pi\u00f9 di una settimana,\nIl che deve rendere molto strano essere in regni diversi, stavo per dire.\nma in paesi diversi, e cos\u00ec scrisse una lettera molto urgente a sua madre o a suo padre.\nlettera molto urgente a sua madre o a suo padre, dichiaro di non sapere\nNon so quale fosse, ma lo vedremo tra poco, perch\u00e9 Jane scrisse a nome di Mr.\nDixon oltre che a nome suo, per sollecitare il loro arrivo diretto,\ne che avrebbero dato loro appuntamento a Dublino e li avrebbero riportati nella loro sede di campagna, a Baly-Crama.\nloro sede di campagna, Baly-craig, un posto bellissimo, immagino. Jane ha\nJane ha sentito parlare molto della sua bellezza; da Mr. Dixon, voglio dire, non so se ne ha mai sentito parlare da nessuno.\nnon so se ne abbia mai sentito parlare da qualcun altro; ma era molto\nnaturale, sapete, che lui volesse parlare della sua casa mentre\nmentre pagava i suoi indirizzi e visto che Jane usciva molto spesso a piedi con\ncolonnello e la signora Campbell erano molto esigenti sul fatto che la loro figlia\nfiglia non uscisse spesso solo con Mr. Dixon, e per questo non li biasimo affatto.\nnon li biasimo affatto; ovviamente lei sentiva tutto ci\u00f2 che lui poteva\nche lui potesse raccontare a Miss Campbell sulla sua casa in Irlanda; e credo che lei ci abbia scritto\nche lui avesse mostrato loro alcuni disegni del posto, vedute che aveva fatto lui stesso.\nche aveva fatto lui stesso. \u00c8 un giovane molto amabile e affascinante, credo.\ncredo. Jane desiderava molto andare in Irlanda, dal suo racconto delle cose.\ncose.\n\nIn quel momento, un sospetto ingegnoso e animato entr\u00f2 nel cervello di Emma\ndi Emma nei confronti di Jane Fairfax, di questo affascinante Mr. Dixon e del non\nandare in Irlanda, disse, con l'insidioso disegno di un'ulteriore\nscoperta,\n\n Dovete ritenere molto fortunato che Miss Fairfax abbia avuto il permesso di\ndi venire da voi in un momento come questo. Considerando l'amicizia molto particolare\ntra lei e Mrs. Dixon, difficilmente vi sareste aspettati che le venisse concesso di\ndi accompagnare il colonnello e la signora Campbell.\n\n Molto vero, molto vero. Proprio quello di cui abbiamo sempre avuto\npaura, perch\u00e9 non ci sarebbe piaciuto averla a una tale distanza da noi.\nlontana da noi, per mesi interi, senza poter venire se dovesse\naccadesse qualcosa. Ma vedete, ogni cosa si risolve per il meglio. Vogliono\nDixon) che venisse con il colonnello e la signora Campbell; ci puoi scommettere.\nCampbell; ci puoi scommettere; non c'\u00e8 niente di pi\u00f9 gentile e pressante\ndel loro invito congiunto, dice Jane, come sentirete tra poco;\nMr. Dixon non sembra minimamente indietro nelle attenzioni. \u00c8 un\ngiovane uomo molto affascinante. Da quando ha reso un servizio a Jane a\nWeymouth, quando erano fuori in quella festa sull'acqua, e lei, grazie all'improvviso vorticare di qualcosa di\nimprovviso vorticare di qualcosa tra le vele, avrebbe\nsarebbe stata gettata in mare all'istante, e in realt\u00e0 era quasi scomparsa,\nse lui, con la massima presenza di spirito, non si fosse aggrappato alla sua\n(non riesco mai a pensarci senza tremare).\nstoria di quel giorno, sono cos\u00ec affezionata al signor Dixon!\n\n Ma, nonostante l'urgenza degli amici e il suo stesso desiderio di vedere l'Irlanda, Miss Fairfax preferisce dedicare il tempo a voi e a Mrs Bates?\nIrlanda, Miss Fairfax preferisce dedicare il tempo a lei e a Mrs. Bates?\n\n S\u00ec, \u00e8 una scelta del tutto personale e il colonnello e la signora Campbell pensano che faccia bene, proprio quello che dovrebbero fare.\nCampbell pensano che faccia bene, proprio ci\u00f2 che dovrebbero\ne desiderano in particolare che provi la sua aria nativa, visto che ultimamente non sta bene come al solito.\naria nativa, visto che ultimamente non sta bene come al solito.\n\n Sono preoccupato di sentirlo. Penso che giudichino con saggezza. Ma Mrs.\nDixon deve essere molto delusa. La signora Dixon, a quanto mi risulta, non ha un\nun grado notevole di bellezza personale; non \u00e8, in nessun modo, da paragonare\nparagonabile a Miss Fairfax.\n\n Oh! No. Siete molto gentili a dire queste cose, ma certamente non \u00e8 cos\u00ec.\nNon c'\u00e8 paragone tra loro. La signorina Campbell \u00e8 sempre stata\nassolutamente semplice, ma estremamente elegante e amabile.\n\n S\u00ec, naturalmente.\n\n Jane ha preso un brutto raffreddore, poverina, il 7 novembre scorso (come vi legger\u00f2) e non \u00e8 mai stata bene.\nnovembre (come sto per leggervi) e non \u00e8 mai stata bene da allora.\nda allora. Non \u00e8 forse molto tempo che un raffreddore la perseguita? Non ne ha mai\nnon ne ha mai parlato prima, perch\u00e9 non voleva allarmarci. Proprio come lei!\npremurosa! Ma \u00e8 cos\u00ec lontana dalla salute che i suoi gentili amici Campbell pensano che sia meglio che torni a casa e che provi a fare un po' di fatica.\nCampbell pensano che sia meglio che torni a casa e provi un'aria che le piace sempre.\nche le \u00e8 sempre congeniale; e non dubitano che tre o quattro mesi a Highbury\ntre o quattro mesi a Highbury la cureranno completamente e sicuramente \u00e8 molto\nmolto meglio che venga qui, piuttosto che andare in Irlanda, se non sta bene.\nmalata. Nessuno potrebbe curarla, come dovremmo fare noi.\n\n Mi sembra la soluzione pi\u00f9 auspicabile al mondo.\n\n E cos\u00ec lei verr\u00e0 da noi il prossimo venerd\u00ec o sabato, e i Campbell lasceranno la citt\u00e0\nlasceranno la citt\u00e0 per andare a Holyhead il luned\u00ec successivo, come\ndalla lettera di Jane. Cos\u00ec all'improvviso! Pu\u00f2 immaginare, cara Miss Woodhouse,\nin quale confusione mi ha gettato! Se non fosse per l'inconveniente della\ndella sua malattia, ma temo che dovremo aspettarci di vederla sempre pi\u00f9 magra, e\ne con un aspetto molto malvagio. Devo dirvi che mi \u00e8 capitata una cosa sfortunata.\na me, a questo proposito. Mi sono sempre imposta di leggere le lettere di Jane prima di\nprima di leggerle ad alta voce a mia madre, sai, per\nper paura che ci sia dentro qualcosa che la angosci. Jane mi ha chiesto\nJane mi ha chiesto di farlo, e io lo faccio sempre; e cos\u00ec ho iniziato oggi con la mia solita cautela;\nma non appena sono arrivata ad accennare al suo malessere, sono scoppiata\nspaventata, ho esclamato: \"Benedetta! La povera Jane \u00e8 malata!\".\nmia madre, che era di guardia, sent\u00ec distintamente e ne fu tristemente allarmata.\nallarmata. Tuttavia, quando continuai a leggere, scoprii che non era cos\u00ec grave come avevo immaginato all'inizio\nimmaginato all'inizio; e ora la prendo cos\u00ec alla leggera che non ci pensa molto.\nnon ci pensa pi\u00f9 di tanto. Ma non riesco a immaginare come abbia potuto essere cos\u00ec\nguardia. Se Jane non guarisce presto, chiameremo il signor Perry. La spesa\nNon si penser\u00e0 alle spese; e anche se \u00e8 cos\u00ec liberale e cos\u00ec affezionato a Jane\naffezionato a Jane che oserei dire che non intenderebbe far pagare nulla per la presenza\nnon possiamo permettere che sia cos\u00ec, lo sai. Ha una moglie\ne una famiglia da mantenere, e non pu\u00f2 perdere il suo tempo. Bene,\nOra che vi ho dato un accenno a ci\u00f2 che scrive Jane, passiamo alla sua lettera.\nlettera, e sono sicura che lei racconta la sua storia molto meglio\nmeglio di quanto possa fare io al posto suo.\n\n Temo che dovremo scappare\", disse Emma guardando Harriet,\ne cominci\u00f2 ad alzarsi Mio padre ci star\u00e0 aspettando. Non avevo\nintenzione, pensavo di non poter restare pi\u00f9 di cinque minuti,\nquando sono entrata in casa. Ho solo chiamato, perch\u00e9 non volevo\nnon avrei oltrepassato la porta senza chiedere informazioni su Mrs. Bates; ma sono stata cos\u00ec\npiacevolmente trattenuta! Ora, per\u00f2, dobbiamo augurare a lei e a Mrs. Bates il buongiorno.\nbuongiorno a voi e alla signora Bates.\n\nE non tutto ci\u00f2 che poteva essere sollecitato per trattenerla ebbe successo. Riprese la strada\nla strada contenta di questo, che sebbene molto le fosse stato imposto contro la sua volont\u00e0\ncontro la sua volont\u00e0, sebbene avesse di fatto ascoltato l'intera sostanza della lettera di\nJane Fairfax, era riuscita a sfuggire alla lettera stessa.\n\n\n\n\nCAPITOLO II\n\n\nJane Fairfax era orfana, figlia unica della figlia minore della signora Bates.\nfiglia minore della signora Bates.\n\nIl matrimonio tra il tenente Fairfax del reggimento di fanteria e la signorina Jane Bates aveva avuto il suo momento di gloria, di speranza e di interesse.\nJane Bates, aveva avuto il suo giorno di fama e piacere, speranza e interesse;\nma ormai non ne restava pi\u00f9 nulla, se non il malinconico ricordo della morte di lui\ndi lui che moriva in azione all'estero, della sua vedova che sprofondava nella tisi e nel dolore e di questa ragazza.\npoco dopo e di questa ragazza.\n\nPer nascita apparteneva a Highbury e a tre anni, dopo aver perso la madre, \u00e8 diventata\nmadre, divenne la propriet\u00e0, l'onere, la consolazione, la trovatella della nonna e della zia.\nconsolazione, la trovatella di sua nonna e di sua zia, sembrava che\nzia, sembrava ci fossero tutte le probabilit\u00e0 che fosse stabilita l\u00ec; che le venisse insegnato solo ci\u00f2 che\ndi essere istruita solo con i mezzi pi\u00f9 limitati, e di crescere senza\nsenza alcun vantaggio di connessione o di miglioramento, da inserire in ci\u00f2 che la natura le aveva dato\nnatura le aveva dato una persona gradevole, una buona comprensione, e\nrelazioni calorose e piene di buone intenzioni.\n\nMa i sentimenti compassionevoli di un amico di suo padre hanno dato una svolta\ndestino. Si trattava del colonnello Campbell, che aveva un'alta considerazione di Fairfax, come un eccellente ufficiale e un giovane molto meritevole.\nFairfax, come un eccellente ufficiale e un giovane molto meritevole; e\ninoltre, gli era stato debitore di attenzioni, durante una grave febbre da campo, che riteneva\nfebbre da campo, che credeva gli avessero salvato la vita. Si trattava di rivendicazioni che\nnon impar\u00f2 a trascurare, anche se passarono alcuni anni dalla morte del povero Fairfax.\nmorte del povero Fairfax, prima che il suo ritorno in Inghilterra mettesse\nin suo potere. Quando torn\u00f2, cerc\u00f2 la bambina e si prese cura di lei.\ndi lei. Era un uomo sposato, con un solo figlio in vita, una bambina\nJane divenne loro ospite, facendo loro lunghe visite e diventando la beniamina di tutti.\ne divenne la loro ospite, facendo loro lunghe visite e diventando la beniamina di tutti.\nprima dei nove anni, la grande passione della figlia per lei e il desiderio di lui stesso di essere un vero amico\ndi essere un vero amico, si unirono per ottenere dal colonnello Campbell l'offerta di\ndi assumersi l'intero onere della sua educazione. L'offerta fu accettata e\nDa quel momento Jane appartenne alla famiglia del colonnello Campbell e visse interamente con loro.\nCampbell e visse interamente con loro, facendo visita alla nonna solo di tanto in tanto.\ndi tanto in tanto.\n\nIl piano prevedeva che venisse educata per istruire gli altri; le poche centinaia di sterline che aveva ereditato dal padre\npoche centinaia di sterline ereditate dal padre, rendendo impossibile l'indipendenza.\nl'indipendenza. Provvedere a lei in altro modo era fuori dal\nCampbell; infatti, sebbene il suo reddito, in termini di stipendio e di\nstipendio e le nomine, era molto ricco, il suo patrimonio era moderato e doveva essere tutto di sua figlia.\nfiglia; ma, dandole un'istruzione, sperava di fornire i mezzi per una vita rispettabile.\nfornire i mezzi per una sussistenza rispettabile in futuro.\n\nQuesta era la storia di Jane Fairfax. Era caduta in buone mani, aveva conosciuto\nsolo gentilezza da parte dei Campbell e le era stata impartita un'eccellente educazione.\neducazione. Vivendo costantemente con persone di buon senso e ben informate, il suo cuore e la sua comprensione\npersone rette e ben informate, il suo cuore e la sua comprensione avevano ricevuto tutti i vantaggi di\ndisciplina e cultura; e poich\u00e9 il colonnello Campbell risiedeva a Londra, ogni talento pi\u00f9 leggero era stato\nLondra, ogni talento pi\u00f9 leggero era stato pienamente valorizzato dalla frequentazione di\ndi maestri di prim'ordine. La sua indole e le sue capacit\u00e0 erano\ndegna di tutto ci\u00f2 che l'amicizia poteva fare; e a diciotto o diciannove anni era gi\u00e0\na diciotto o diciannove anni era, per quanto un'et\u00e0 cos\u00ec precoce possa essere qualificata per la\nper la cura dei bambini, era pienamente competente per l'ufficio dell'istruzione;\nma era troppo amata per separarsene. N\u00e9 il padre n\u00e9 la madre\nn\u00e9 il padre n\u00e9 la madre potevano promuovere, e la figlia non poteva sopportarlo. Il giorno\ngiorno fu rimandato. Fu facile decidere che era ancora troppo giovane;\ne Jane rimase con loro, condividendo, come un'altra figlia, tutti i piaceri razionali di una societ\u00e0 elegante e\npiaceri razionali di una societ\u00e0 elegante e di un'oculata miscela di casa e divertimenti.\ncasa e divertimento, con solo l'inconveniente del futuro, i suggerimenti\nsuggerimenti della sua stessa buona comprensione per ricordarle che tutto questo\ntutto questo potrebbe presto finire.\n\nL'affetto di tutta la famiglia, il caldo attaccamento della signorina Campbell\nCampbell in particolare, era tanto pi\u00f9 onorevole per ciascuna delle parti quanto pi\u00f9\ndalla decisa superiorit\u00e0 di Jane sia in termini di bellezza sia di\nbellezza e di cultura. Che la natura le avesse dato una caratteristica non poteva non essere vista dalla giovane\nche la natura le aveva conferito in termini di caratteristiche non poteva non essere visto dalla giovane donna, n\u00e9 i suoi poteri mentali superiori potevano essere\ngenitori. Tuttavia, continuarono a frequentarsi senza sosta fino al matrimonio della signorina Campbell, che\nfino al matrimonio della signorina Campbell, che per un caso fortuito, quella fortuna che cos\u00ec spesso\nspesso sfida l'anticipazione nelle questioni matrimoniali, dando attrazione a\nattrazione per ci\u00f2 che \u00e8 moderato piuttosto che per ci\u00f2 che \u00e8 superiore, ha attirato l'affetto di Mr.\ndi Mr. Dixon, un giovane uomo ricco e simpatico, quasi subito dopo la loro conoscenza.\nquasi subito dopo la loro conoscenza, e si era felicemente e opportunamente sistemata,\nmentre Jane Fairfax doveva ancora guadagnarsi il pane.\n\nQuesto evento si era verificato molto di recente; troppo di recente perch\u00e9 qualsiasi cosa fosse ancora\nper la sua amica meno fortunata di intraprendere la strada del dovere.\ndel dovere, anche se ormai aveva raggiunto l'et\u00e0 che il suo stesso giudizio aveva\naveva fissato per l'inizio. Da tempo aveva deciso che un anno e venti\nun anno e venti. Con la forza d'animo di un novizio devoto, aveva deciso di\naveva deciso di completare il sacrificio a un anno e venti e di ritirarsi da tutti i piaceri della vita.\nda tutti i piaceri della vita, dei rapporti razionali, della societ\u00e0 equa,\npace e speranza, alla penitenza e alla mortificazione per sempre.\n\nIl buon senso del colonnello e della signora Campbell non poteva opporsi a una simile\nrisoluzione, anche se i loro sentimenti lo facevano. Finch\u00e9 fossero vissuti, non sarebbe stato necessario\nsforzi, la loro casa poteva essere la sua per sempre e per il loro stesso benessere l'avrebbero tenuta tutta.\nper il loro stesso benessere avrebbero voluto mantenerla completamente; ma questo sarebbe stato egoismo.\nsarebbe stato egoismo: ci\u00f2 che deve essere alla fine, \u00e8 meglio che sia presto. Forse\ncominciarono a pensare che sarebbe stato pi\u00f9 gentile e pi\u00f9 saggio resistere alla\nalla tentazione di qualsiasi ritardo e risparmiarle l'assaggio di tali\npiaceri dell'agio e dell'ozio a cui ora doveva rinunciare. Tuttavia,\ncomunque, l'affetto era lieto di cogliere qualsiasi scusa ragionevole per non\naffrettare il misero momento. Non era mai stata bene dal\ndal matrimonio della figlia; e finch\u00e9 non avesse recuperato completamente le\ncompletamente recuperato le forze abituali, dovevano proibirle di impegnarsi in\nche, lungi dall'essere compatibili con una struttura indebolita e uno spirito variabile, sembravano\ne con uno spirito variabile, sembravano, nelle circostanze pi\u00f9 favorevoli,\ncircostanze pi\u00f9 favorevoli, richiedevano qualcosa di pi\u00f9 dell'umana perfezione del corpo e della mente per essere\nper essere assolti con tollerabile comodit\u00e0.\n\nPer quanto riguarda il fatto che non li avesse accompagnati in Irlanda, il suo racconto alla zia non conteneva altro che la verit\u00e0.\nzia non conteneva altro che la verit\u00e0, anche se potevano esserci delle verit\u00e0 non\nraccontate. Era stata una sua scelta quella di dedicare il tempo della loro assenza a Highbury.\nHighbury; di trascorrere, forse, i suoi ultimi mesi di perfetta libert\u00e0 con quei\ncon quei gentili parenti a cui era cos\u00ec cara; e i Campbell,\nqualunque fosse il loro motivo o i loro motivi, singoli, doppi o tripli,\no doppio, o triplo, diedero a questo accordo la loro pronta approvazione e dissero che\nche dipendevano di pi\u00f9 da alcuni mesi trascorsi nell'aria natia per il recupero della sua salute\nper il recupero della sua salute, pi\u00f9 che da qualsiasi altra cosa. Era certo che sarebbe venuta\nche sarebbe venuta e che Highbury, invece di dare il benvenuto a quella perfetta novit\u00e0\nnovit\u00e0 che era stata cos\u00ec a lungo promessa, il signor Frank Churchill avrebbe dovuto\nFrank Churchill dovesse sopportare, per il momento, Jane Fairfax, che poteva portare solo la\nfreschezza di due anni di assenza.\n\nEmma era dispiaciuta: dover rendere omaggio a una persona che non le piaceva per tre lunghi mesi!\nper tre lunghi mesi! Fare sempre pi\u00f9 di quanto avrebbe voluto e meno di quanto avrebbe dovuto!\nmeno di quanto avrebbe dovuto! Il perch\u00e9 non le piacesse Jane Fairfax poteva essere una domanda\nuna domanda difficile da rispondere; Mr. Knightley una volta le aveva detto che era perch\u00e9\nperch\u00e9 vedeva in lei la giovane donna veramente realizzata, che lei voleva\nche voleva far credere di essere lei stessa; e sebbene l'accusa fosse stata\nl'accusa era stata ardentemente respinta all'epoca, c'erano stati momenti di autoesame in cui\nche la sua coscienza non riusciva ad assolverla del tutto. Ma non riusc\u00ec mai a\nnon riusciva a conoscerla: non sapeva come fosse, ma c'era una tale freddezza e riservatezza\nuna tale freddezza e riservatezza, una tale apparente indifferenza se lei\ne poi, sua zia era un'eterna chiacchierona e lei era messa in difficolt\u00e0 da tutti.\ne si sentiva cos\u00ec presa in giro da tutti!\nimmaginato che fossero cos\u00ec intime perch\u00e9 la loro et\u00e0 era la stessa.\ntutti avevano pensato che dovessero essere cos\u00ec affezionate l'una all'altra.\nQueste erano le ragioni per cui non aveva di meglio.\n\nEra un'antipatia cos\u00ec piccola che ogni difetto imputato era cos\u00ec ingigantito dalla\nfantasia, che non vedeva mai Jane Fairfax la prima volta dopo una\ndopo un'assenza considerevole, senza sentire di averla ferita e\nQuando le fu fatta la dovuta visita, al suo arrivo, dopo un intervallo di due anni, fu particolarmente colpita dalla\ndue anni di intervallo, fu particolarmente colpita dall'aspetto e dai modi\nmaniere, che per quei due anni interi aveva deprezzato.\nJane Fairfax era molto elegante, straordinariamente elegante; e lei stessa aveva il massimo valore per l'eleganza.\nil pi\u00f9 alto valore per l'eleganza. La sua altezza era graziosa, proprio come\nche quasi tutti avrebbero ritenuto alta e che nessuno avrebbe ritenuto molto alta;\nla sua figura era particolarmente aggraziata; la sua taglia era una media molto gradevole,\ntra il grasso e il magro, anche se una leggera apparenza di cattiva salute sembrava\ndi salute sembrava indicare il male pi\u00f9 probabile tra i due. Emma non poteva non sentire tutto questo\ntutto questo; e poi, nel suo viso, nei suoi lineamenti c'era pi\u00f9 bellezza\ndi quanto non ricordasse; non era regolare, ma era una bellezza molto\nbellezza piacevole. I suoi occhi, di un grigio intenso, con ciglia e sopracciglia scure, non erano mai stati negati.\nciglia e le sopracciglia scure, non le avevano mai negato il loro elogio; ma la pelle, che era abituata a\nera abituata a criticare, in quanto priva di colore, aveva una chiarezza e una delicatezza che\ndelicatezza che non avevano bisogno di una fioritura pi\u00f9 intensa. Era uno stile di bellezza\ndi cui l'eleganza era il carattere dominante e, in quanto tale, doveva, in onore\nonore, per tutti i suoi principi, ammirarlo: un'eleganza che, sia di persona sia di mente, vedeva cos\u00ec\npersona o della mente, vedeva cos\u00ec poco a Highbury. L\u00ec, per non essere\nvolgare, c'era distinzione e merito.\n\nIn breve, durante la prima visita, si sedette a guardare Jane Fairfax con\ncon un duplice compiacimento: il senso di piacere e il senso di rendere giustizia.\ngiustizia, e decise che non l'avrebbe pi\u00f9 disprezzata. Quando\nQuando consider\u00f2 la sua storia, anzi, la sua situazione, oltre che la sua bellezza;\nquando consider\u00f2 a cosa era destinata tutta questa eleganza, a cosa stava per\na cosa sarebbe sprofondata, come avrebbe vissuto, sembrava impossibile\ndi provare altro che compassione e rispetto; soprattutto, se ad ogni noto particolare\nnoto particolare che le dava diritto all'interesse, si aggiungeva la circostanza altamente\nprobabile circostanza di un attaccamento a Mr. Dixon, che lei aveva cos\u00ec\nnaturalmente a se stessa. In questo caso, nulla poteva essere pi\u00f9\npietoso o pi\u00f9 onorevole dei sacrifici che aveva deciso di fare.\nEmma era molto disposta ad assolverla dall'accusa di aver sedotto l'affetto di Mr.\nDixon da sua moglie, o di qualsiasi altra cosa maliziosa che la sua immaginazione\nimmaginazione aveva suggerito all'inizio. Se si trattava di amore, poteva essere\nsemplice, singolo, senza successo, solo da parte sua. Forse stava\ninconsciamente il triste veleno, mentre partecipava alla sua conversazione con l'amica.\nconversazione con la sua amica; e per il migliore, il pi\u00f9 puro dei motivi,\ndi motivi, potrebbe ora negare a se stessa la visita in Irlanda, e decidere di\ndi dividersi efficacemente da lui e dalle sue conoscenze, iniziando presto\ndi dividersi efficacemente da lui e dalle sue conoscenze, iniziando presto la sua carriera di laborioso dovere.\n\nNel complesso, Emma la lasci\u00f2 con sentimenti cos\u00ec addolciti e caritatevoli,\nche la indussero a guardarsi intorno mentre tornava a casa e a lamentarsi del fatto che Highbury\nHighbury non offrisse nessun giovane degno di darle l'indipendenza, nessuno che\nnessuno che potesse desiderare di avere un piano per lei.\n\nErano sentimenti affascinanti, ma non duraturi. Prima di impegnarsi\ndi eterna amicizia per Jane Fairfax, o di fare qualcosa di pi\u00f9 per ritrattare i pregiudizi del passato.\nFairfax, o di fare di pi\u00f9 per una ritrattazione dei pregiudizi e degli errori del passato, che dire a Mr.\nerrori, che dire a Mr. Knightley: \"\u00c8 certamente bella; \u00e8 meglio che bella!\n\u00e8 pi\u00f9 che bella!  Jane aveva trascorso una serata a Hartfield con\nnonna e la zia, e ogni cosa stava ricadendo nel suo solito stato.\nstato abituale. Le precedenti provocazioni erano ricomparse. La zia era fastidiosa come\npi\u00f9 fastidiosa, perch\u00e9 all'ansia per la sua salute si aggiungeva ora l'ammirazione per i suoi poteri.\nl'ammirazione per i suoi poteri; e dovevano ascoltare la descrizione di quanto\nesattamente quanto poco pane e burro mangiasse a colazione, e quanto\ndi burro a colazione e di quanto piccola fosse la fetta di montone a cena, oltre a vedere le esibizioni di\ndi nuovi berretti e nuove borse da lavoro per la madre e per se stessa; e le offese di Jane aumentarono di nuovo.\nJane si offese di nuovo. C'era musica; Emma fu costretta a suonare; e i ringraziamenti e le lodi che seguirono necessariamente sembrarono\nringraziamenti e le lodi che necessariamente seguirono le sembrarono una\nun'affettazione di candore, un'aria di grandezza, con l'unico scopo di mettere in mostra\nin uno stile pi\u00f9 elevato la propria prestazione molto superiore. Inoltre, era,\nche era la cosa peggiore di tutte, cos\u00ec fredda, cos\u00ec prudente! Non c'era modo di arrivare\nla sua vera opinione. Avvolta in un mantello di gentilezza, sembrava\ndecisa a non azzardare nulla. Era disgustosamente, sospettosamente\nriservata.\n\nSe c'\u00e8 qualcosa che pu\u00f2 essere di pi\u00f9, dove tutto \u00e8 pi\u00f9 importante, lei \u00e8 stata pi\u00f9 riservata\nsull'argomento Weymouth e i Dixon pi\u00f9 di ogni altra cosa. Sembrava\nSembrava intenzionata a non dare una vera e propria visione del carattere di Mr.\nDixon, o il proprio valore per la sua compagnia, o l'opinione sull'adeguatezza dell'incontro. Era\nera tutta un'approvazione generale e un'eleganza, niente di\ndistinzione. Tuttavia, non le serv\u00ec a nulla. La sua prudenza fu gettata\ngettata via. Emma ne vide l'artificio e torn\u00f2 alle sue prime supposizioni. Probabilmente\nprobabilmente c'era qualcosa di pi\u00f9 da nascondere della sua stessa preferenza; Mr.\nDixon, forse, era stato molto vicino a cambiare un'amica con l'altra,\no si era fissato solo con Miss Campbell, per il bene delle future dodicimila sterline.\ndodicimila sterline.\n\nLo stesso riserbo ha prevalso su altri argomenti. Lei e il signor Frank Churchill\nerano stati a Weymouth nello stesso periodo. Si sapeva che si conoscevano un\nun po' di conoscenza; ma non una sillaba di vera informazione che Emma potesse\nEmma riusciva a sapere che cosa fosse veramente.  Era bello? Credeva che\nche fosse considerato un giovane molto bello.   Era simpatico? Era\ngeneralmente ritenuto tale.   Sembrava un giovane ragionevole, un giovane\ndi informazioni? In un luogo d'acqua o in una comune conoscenza londinese\nLondra, era difficile decidere su questi punti. Le maniere erano\ntutto ci\u00f2 che si poteva giudicare con sicurezza, con una conoscenza molto pi\u00f9 lunga di quella\ndi Mr. Churchill. Credeva che tutti trovassero i suoi\nmodi piacevoli.  Emma non poteva perdonarla.\n\n\n\n\nCAPITOLO III\n\n\nEmma non riusciva a perdonarla, ma poich\u00e9 n\u00e9 la provocazione n\u00e9 il risentimento\nKnightley, che aveva partecipato alla festa e aveva visto solo un'attenzione corretta e un\ne aveva visto solo una giusta attenzione e un comportamento piacevole da parte di tutti, si era\nil mattino seguente, trovandosi di nuovo a Hartfield per affari con Mr.\nMr. Woodhouse, la sua approvazione dell'insieme; non cos\u00ec apertamente come avrebbe potuto fare se il padre di lei fosse stato fuori casa.\navrebbe potuto fare se suo padre fosse stato fuori dalla stanza, ma parlando in modo abbastanza chiaro\nabbastanza chiaro da essere molto comprensibile per Emma. Era abituato a ritenerla\ningiusta nei confronti di Jane, e ora aveva un grande piacere nel notare un miglioramento.\n\n Una serata molto piacevole, cominci\u00f2, non appena il signor Woodhouse fu messo al corrente di ci\u00f2 che era necessario, e gli fu detto che aveva capito.\nWoodhouse era stato informato di ci\u00f2 che era necessario, gli era stato detto che aveva capito, e le carte\nspazzati via; particolarmente piacevole. Tu e Miss Fairfax ci avete regalato\nmusica molto buona. Non conosco uno stato pi\u00f9 lussuoso, signore, del\ndi essere intrattenuti per un'intera serata da due donne cos\u00ec giovani.\ngiovani donne; a volte con la musica e a volte con la conversazione. Sono\nsono sicuro che Miss Fairfax deve aver trovato la serata piacevole, Emma. Non avete lasciato\nnon avete lasciato nulla di intentato. Sono stata contenta che l'abbiate fatta suonare cos\u00ec tanto, perch\u00e9 non avendo uno strumento\nstrumento a casa della nonna, deve essere stata una vera indulgenza.\n\n Sono felice che abbiate approvato, disse Emma, sorridendo; ma spero di non essere spesso carente di ci\u00f2 che \u00e8 dovuto agli ospiti di Hartfield.\nspesso carente in ci\u00f2 che \u00e8 dovuto agli ospiti di Hartfield.\n\n No, mia cara, disse subito il padre; sono sicuro che non lo sei.\nnon lo sei. Non c'\u00e8 nessuno che sia cos\u00ec attento e civile come te. Se c'\u00e8 qualcosa\nse non altro, sei troppo attenta. Il muffin di ieri sera, se fosse stato\nse fosse stato distribuito una volta, credo che sarebbe stato sufficiente.\n\n No, disse Mr. Knightley, quasi contemporaneamente; non siete spesso carente; non siete spesso carente n\u00e9 nei modi n\u00e9 nella comprensione.\ncarente; non siete spesso carente n\u00e9 nei modi n\u00e9 nella comprensione. I\ncredo che mi abbiate capito, quindi.\n\nUno sguardo arcuato esprimeva che vi capisco abbastanza bene; ma lei ha detto\nsolo che Miss Fairfax \u00e8 riservata.\n\n Vi ho sempre detto che era un po' piccola; ma presto supererete tutta\nparte del suo riserbo che dovrebbe essere superato, tutto ci\u00f2 che ha il suo\nche ha il suo fondamento nella diffidenza. Ci\u00f2 che nasce dalla discrezione deve essere\nonorato.\n\n Voi la ritenete diffidente. Io non lo vedo.\n\n Mia cara Emma, disse lui, spostandosi dalla sua sedia a quella di lei,\n non mi direte, spero, che non avete trascorso una serata piacevole.\nserata.\n\n Oh! no; ero soddisfatta della mia perseveranza nel fare domande;\ne mi divertiva pensare a quante poche informazioni avevo ottenuto.\n\n Sono deluso, fu la sua unica risposta.\n\n Spero che tutti abbiano trascorso una serata piacevole\", ha detto Mr.\nmodo tranquillo.  Io l'ho avuta. Una volta ho sentito il fuoco un po' troppo forte, ma poi ho\nma poi ho spostato la sedia un po', molto poco, e non mi ha disturbato.\nLa signorina Bates era molto loquace e di buon umore, come lo \u00e8 sempre, anche se\nparla un po' troppo velocemente. Tuttavia, \u00e8 molto piacevole, e anche Mrs.\nBates, in modo diverso. Mi piacciono le vecchie amiche; e Miss Jane\nFairfax \u00e8 un tipo di ragazza molto carina, molto carina e molto\nmolto carina e molto ben educata. Deve aver trovato la serata\npiacevole, Mr. Knightley, perch\u00e9 ha avuto Emma.\n\n Vero, signore; ed Emma, perch\u00e9 aveva Miss Fairfax.\n\nEmma si accorse della sua ansia e volendo placarla, almeno per il momento, disse, con una sincerit\u00e0 che nessuno poteva mettere in dubbio\ncon una sincerit\u00e0 che nessuno poteva mettere in dubbio, disse\n\n \u00c8 una sorta di creatura elegante da cui non si riesce a distogliere lo sguardo.\nda cui non si pu\u00f2 prescindere. La guardo sempre per ammirarla e la compatisco di cuore.\ncuore.\n\nMr. Knightley aveva l'aria di essere pi\u00f9 gratificato di quanto volesse esprimere.\ne prima che potesse replicare, Mr. Woodhouse, i cui pensieri erano rivolti ai Bates, disse che Mr.\npensieri erano rivolti ai Bates, disse\n\n \u00c8 un grande peccato che le loro condizioni siano cos\u00ec limitate!\ne ho spesso desiderato, ma \u00e8 cos\u00ec poco che si possa\ndi fare regali piccoli e insignificanti, di qualsiasi cosa non comune.\nabbiamo ucciso un maiale, ed Emma pensa di mandare loro una lombata o una coscia;\n\u00e8 molto piccola e delicata La carne di maiale di Hartfield non \u00e8 come le altre\nma \u00e8 pur sempre carne di maiale e, mia cara Emma, se non si potesse essere certi\ndi farne bistecche, ben fritte, come le nostre,\nsenza il minimo grasso, e non arrosto, poich\u00e9 nessuno stomaco pu\u00f2 sopportare\narrosto, penso che sia meglio spedire la gamba, non credi, mia cara?\ncara?\n\n Mio caro pap\u00e0, ti ho mandato l'intero quarto posteriore. Sapevo che l'avresti desiderato.\nCi sar\u00e0 il cosciotto da salare, sai, che \u00e8 molto bello,\ne il lombo da condire direttamente nel modo che preferiscono.\n\n \u00c8 vero, mia cara, molto vero. Non ci avevo mai pensato prima, ma\n\u00e8 il modo migliore. Non si deve salare troppo il cosciotto; e poi, se non viene salato troppo, e se viene bollito molto bene, come fa Serle.\nse non viene salato troppo, e se viene bollito molto accuratamente, proprio come Serle\nSerle, e mangiato con molta moderazione, con una rapa bollita e un po' di carota o pastinaca.\ncarota o pastinaca, non lo considero sgradevole.\n\n Emma, disse Mr. Knightley, ho una notizia per voi.\nVi piacciono le notizie e, mentre venivo qui, ho sentito un articolo che credo vi interesser\u00e0.\nche vi interesser\u00e0.\n\n Notizie! Oh! S\u00ec, mi piacciono sempre le novit\u00e0. Cos'\u00e8? Perch\u00e9 sorridi cos\u00ec?\nDove l'hai sentita? Da Randalls?\n\nEbbe il tempo solo di dire,\n\n No, non a Randalls; non mi sono mai avvicinata a Randalls, quando la porta fu spalancata e le signorine Bates e Fairfax entrarono nella stanza.\nspalancata e Miss Bates e Miss Fairfax entrarono nella stanza. Piena di ringraziamenti\ndi ringraziamenti e di notizie, la signorina Bates non sapeva quale delle due dare\npi\u00f9 velocemente. Mr. Knightley si accorse subito di aver perso l'attimo e che non c'era pi\u00f9\nche non avrebbe potuto ricevere un'altra sillaba di comunicazione.\n\n Oh! Mio caro signore, come state stamattina? Mia cara Miss Woodhouse\nvengo abbastanza sovraccaricato. Un cos\u00ec bel quarto di maiale! Siete\ntroppo generosa! Avete sentito la notizia? Mr. Elton sta per sposarsi.\nsposato.\n\nEmma non aveva avuto nemmeno il tempo di pensare a Mr. Elton, ed era cos\u00ec completamente sorpresa che non pot\u00e9 evitare un piccolo trasalimento e un'escandescenza.\ncompletamente sorpresa che non riusc\u00ec a evitare un piccolo trasalimento e un\narrossire al suono.\n\n Ecco le mie notizie: pensavo che vi avrebbero interessato, disse Mr.\nKnightley, con un sorriso che implicava la convinzione di una parte di quello che\nera passato tra loro.\n\n Ma dove l'avete sentito? grid\u00f2 Miss Bates.  Dove potreste\nsentirlo, Mr. Knightley? Perch\u00e9 non sono passati cinque minuti da quando\nMrs. Cole, no, non possono essere pi\u00f9 di cinque o almeno dieci.\ndieci, perch\u00e9 mi ero messa la cuffia e la spencer, pronta per uscire.\nero scesa solo per parlare di nuovo con Patty della carne di maiale.\nJane era in piedi nel passaggio, non \u00e8 vero, Jane? Perch\u00e9 mia madre aveva cos\u00ec paura\nche non avessimo una salsiera abbastanza grande. Cos\u00ec dissi che sarei scesa a vedere\ne Jane mi disse: \"Scendo io al posto tuo?\nun po' di raffreddore, e Patty ha lavato la cucina. Oh, mia cara!\ndissi io, e proprio in quel momento arriv\u00f2 il biglietto. Una certa signorina Hawkins, \u00e8 tutto quello che so.\nso. Una certa signorina Hawkins di Bath. Ma, Mr. Knightley, come avete potuto sentirlo?\naverla sentita? Perch\u00e9 nel momento stesso in cui Mr. Cole ne ha parlato a Mrs. Cole\nCole, lei si \u00e8 seduta e mi ha scritto. Una certa signorina Hawkins\n\n Un'ora e mezza fa ero con il signor Cole per affari. Aveva appena\naveva appena letto la lettera di Elton quando mi ha fatto entrare, e me l'ha consegnata direttamente.\n\n Ebbene, suppongo che non ci sia mai stata una notizia pi\u00f9\ninteressante in generale. Mio caro signore, siete davvero troppo generoso. Mia madre\nmadre desidera i suoi migliori complimenti e saluti e mille ringraziamenti.\ngrazie, e dice che la opprimete davvero.\n\n Consideriamo la nostra carne di maiale di Hartfield, rispose Mr.\n\u00e8 certamente superiore a qualsiasi altra carne di maiale, tanto che io ed Emma\nnon possiamo avere un piacere maggiore che\n\n Mio caro signore, come dice mia madre, i nostri amici sono troppo buoni con noi.\ncon noi. Se mai ci sono state persone che, senza avere grandi ricchezze\nsenza avere grandi ricchezze, hanno avuto tutto ci\u00f2 che potevano desiderare, sono sicura che siamo noi. Possiamo\npossiamo ben dire che la nostra sorte \u00e8 stata gettata in un'ottima eredit\u00e0.  Bene, Mr.\nKnightley, e quindi avete visto davvero la lettera; ebbene\n\n Era breve solo per annunciare, ma allegro, esultante, naturalmente.\nQui ci fu un'occhiata sorniona a Emma.  Era stato cos\u00ec fortunato da dimenticare le parole precise.\nle parole precise, non \u00e8 compito di chi le ricorda. L'informazione\nera, come lei dice, che si sarebbe sposato con una certa signorina Hawkins.\nDal suo stile, immagino che la cosa si sia risolta.\n\n Mr. Elton sta per sposarsi! disse Emma, non appena riusc\u00ec a parlare.\n Avr\u00e0 tutti i desideri per la sua felicit\u00e0.\n\n \u00c8 molto giovane per stabilirsi, fu l'osservazione del signor Woodhouse.  Sarebbe stato meglio\nmeglio non avere fretta. Mi sembrava che stesse molto bene cos\u00ec com'era. Eravamo\nEravamo sempre contenti di vederlo a Hartfield.\n\n Una nuova vicina per tutti noi, Miss Woodhouse! disse Miss Bates,\nmia madre \u00e8 cos\u00ec contenta! Dice che non pu\u00f2 sopportare di avere\nil povero vecchio Vicariato senza una padrona. \u00c8 davvero una grande notizia.\nJane, non hai mai visto Mr. Elton! Non c'\u00e8 da stupirsi che tu abbia una tale curiosit\u00e0 di vederlo.\ncuriosit\u00e0 di vederlo.\n\nLa curiosit\u00e0 di Jane non sembrava di natura cos\u00ec assorbente da occuparla completamente.\noccuparla.\n\n No, non ho mai visto Mr. Elton\", rispose lei, lanciando un appello;\n \u00e8 un uomo alto?\n\n Chi risponder\u00e0 a questa domanda? grid\u00f2 Emma.  Mio padre direbbe\n s\u00ec, Mr. Knightley no; e Miss Bates e io che lui \u00e8 solo il\nfelice mezzo. Quando sarete qui un po' pi\u00f9 a lungo, Miss Fairfax,\ncapirete che Mr. Elton \u00e8 lo standard di perfezione di Highbury.\nHighbury, sia nella persona che nella mente.\n\n \u00c8 vero, Miss Woodhouse, lo far\u00e0. E' il miglior giovane\nMa, mia cara Jane, se ricordi, ieri ti ho detto che era\nesattamente l'altezza del signor Perry. Miss Hawkins, oserei dire, una\nun'eccellente giovane donna. La sua estrema attenzione nei confronti di mia madre\ndi sedersi nel banco della canonica, per poter sentire meglio, perch\u00e9 mia madre \u00e8 un po' sorda.\nmia madre \u00e8 un po' sorda, sapete che non \u00e8 molto, ma non ci sente\nnon sente molto velocemente. Jane dice che il colonnello Campbell \u00e8 un po' sordo. Egli\npensava che il bagno caldo potesse fargli bene, ma lei dice che non gli ha fatto\nma lei dice che non gli ha portato alcun beneficio duraturo. Il colonnello Campbell, sapete, \u00e8 il nostro angelo.\nE Mr. Dixon sembra un giovane molto affascinante, degno di lui. \u00c8\n\u00e8 una tale felicit\u00e0 quando le brave persone si riuniscono, e lo fanno sempre.\nOra, qui ci saranno Mr. Elton e Miss Hawkins; e ci sono i Coles,\nche sono davvero brave persone; e i Perry, suppongo che non ci sia mai stata una coppia pi\u00f9 felice o migliore di Mr.\ncoppia pi\u00f9 felice o migliore dei signori Perry. Dico io, signore,\nrivolgendosi a Mr. Woodhouse, penso che ci siano pochi posti con una tale\nsociet\u00e0 come Highbury. Dico sempre che siamo molto fortunati con i nostri vicini.\nvicini. Mio caro signore, se c'\u00e8 una cosa che mia madre ama pi\u00f9 di un'altra.\ndi un'altra, \u00e8 il maiale, una lonza di maiale arrosto.\n\n Per quanto riguarda chi o cosa sia la signorina Hawkins, o da quanto tempo la conosca, disse Emma.\nEmma, suppongo che non si possa sapere nulla. Si ha la sensazione che\nnon possa essere una conoscenza molto lunga. \u00c8 stato via solo quattro\nsettimane.\n\nNessuno aveva informazioni da dare; e, dopo qualche altra domanda,\nEmma disse,\n\n Siete silenziosa, Miss Fairfax, ma spero che intendiate interessarvi a questa notizia.\na questa notizia. Voi, che avete sentito e visto cos\u00ec tanto negli ultimi tempi su questi\nsu questi argomenti, che deve essere stata cos\u00ec coinvolta negli affari della signorina Campbell.\nCampbell, non possiamo scusare la vostra indifferenza nei confronti di Mr.\nElton e Miss Hawkins.\n\n Quando avr\u00f2 visto Mr. Elton, rispose Jane, oserei dire che mi interesser\u00e0\ninteressato, ma credo che ci voglia _questo_ con me. E poich\u00e9 sono passati alcuni\nmesi da quando Miss Campbell si \u00e8 sposata, l'impressione potrebbe essere un po'\nun po' logora.\n\n S\u00ec, se n'\u00e8 andato da appena quattro settimane, come osserva lei, signorina Woodhouse.\nWoodhouse, ha detto Miss Bates, quattro settimane ieri. La signorina\nHawkins! Beh, ho sempre pensato che si trattasse di una signorina di queste parti.\nNon che mi sia mai capitato che Mrs. Cole mi sussurrasse una volta, ma ho subito detto: \"No, Mr.\nNo, Mr. Elton \u00e8 un giovane uomo molto degno, ma in breve, non credo di essere\nInsomma, non credo di essere particolarmente veloce in questo genere di\nscoperte. Non lo pretendo. Quello che ho davanti, lo vedo. Allo stesso tempo\nAllo stesso tempo, nessuno potrebbe chiedersi se Mr. Elton avrebbe dovuto aspirare a Miss\nWoodhouse mi lascia chiacchierare, con tanto buonumore. Sa che non mi offenderei\noffenderei per nulla al mondo. Come sta Miss Smith? Sembra essersi ripresa\nora. Avete notizie della signora John Knightley ultimamente? Oh! Quei cari\nbambini. Jane, sai che ho sempre pensato che Mr. Dixon assomigli a Mr.\nJohn Knightley. Intendo dire di persona, alto, con quel tipo di sguardo e\nnon molto loquace.\n\n Non \u00e8 vero, mia cara zia, non c'\u00e8 alcuna somiglianza.\n\n \u00c8 molto strano, ma non ci si forma mai un'idea precisa di un corpo in anticipo.\nSi prende un'idea e la si porta via. Il signor Dixon, dite, non \u00e8\nnon \u00e8, in senso stretto, bello?\n\n Bello! Oh, no, tutt'altro. Ve l'ho detto che era\nsemplice.\n\n Mia cara, hai detto che la signorina Campbell non gli avrebbe permesso di essere semplice,\ne che lei stessa\n\n Quanto a me, il mio giudizio non vale nulla. Quando ho un riguardo, penso sempre\nsempre una persona di bell'aspetto. Ma ho dato quello che credevo fosse l'opinione\nopinione generale, quando l'ho definito \"semplice\".\n\n Beh, mia cara Jane, credo che dobbiamo scappare. Il tempo\nnon promette bene e la nonna sar\u00e0 inquieta. Siete troppo gentile,\nmia cara Miss Woodhouse; ma dobbiamo davvero congedarci. Questa \u00e8 stata una\nnotizia molto piacevole. Far\u00f2 un giro da Mrs.\nCole, ma non mi fermer\u00f2 tre minuti; e, Jane, \u00e8 meglio che tu vada subito a casa.\nE, Jane, \u00e8 meglio che tu vada a casa direttamente, non voglio che tu esca sotto la pioggia! Pensiamo che sia\nmigliore per Highbury. Grazie, lo pensiamo davvero. Non cercher\u00f2 di\nNon cercher\u00f2 di chiamare la signora Goddard, perch\u00e9 non credo proprio che le interessi\ndi maiale bollito: quando vestiremo la gamba sar\u00e0 un'altra cosa.\nun'altra cosa. Buongiorno a voi, mio caro signore. Oh! Anche il signor Knightley\nviene anche lui. Beh, \u00e8 davvero molto bello! Sono sicura che se Jane e' stanca, sarete cosi' gentile\nsarete cos\u00ec gentile da darle il vostro braccio. Mr. Elton, e Miss Hawkins! Buongiorno\nBuongiorno a voi.\n\nEmma, sola con il padre, aveva met\u00e0 della sua attenzione mentre lui\nlui si lamentava del fatto che i giovani avessero cos\u00ec tanta fretta di sposarsi e di\nsposare anche gli estranei e l'altra met\u00e0 poteva dedicarla alla sua visione\ndell'argomento. Per lei si trattava di una notizia divertente e molto gradita\nnotizia divertente e molto gradita, perch\u00e9 dimostrava che Mr. Elton non avrebbe potuto soffrire a lungo; ma le dispiaceva per Harriet.\nera dispiaciuta per Harriet: Harriet doveva sentirlo e tutto ci\u00f2 che poteva\nsperare era, dando lei stessa la prima informazione, di evitarle di\ndi evitarle di sentirlo bruscamente da altri. Era ormai l'ora in cui probabilmente\nprobabile che chiamasse. Se avesse incontrato Miss Bates sulla sua strada e se avesse cominciato a piovere, Emma sarebbe stata costretta a\ne quando inizi\u00f2 a piovere, Emma fu costretta a prevedere che il tempo l'avrebbe trattenuta da Mrs.\ntrattenuta da Mrs. Goddard, e che l'informazione si sarebbe indubbiamente\nsenza dubbio le sarebbe piombata addosso senza preparazione.\n\nLa pioggia fu forte, ma breve; e non erano passati pi\u00f9 di cinque minuti,\nquando entr\u00f2 Harriet, con l'aria accaldata e agitata che\nche l'affrettarsi verso di lei con il cuore pieno poteva dare; e l'Oh!\nMiss Woodhouse, cosa credete che sia successo?\nche si sprigion\u00f2 all'istante, aveva tutta l'evidenza di una corrispondente perturbazione. Mentre il colpo\nEmma sent\u00ec che non avrebbe potuto dare prova di maggiore gentilezza che\ndi ascoltare; e Harriet, senza alcun controllo, si mise a raccontare con foga ci\u00f2 che doveva\nda raccontare.  Era partita da Mrs. Goddard mezz'ora fa, aveva temuto che piovesse.\ntemeva che piovesse, temeva che piovesse a dirotto, ma pensava di poter arrivare a destinazione.\nma pensava di poter arrivare prima ad Hartfield e si era affrettata a\npi\u00f9 in fretta possibile; ma poi, mentre passava davanti alla casa in cui una giovane donna stava\nuna giovane donna che stava confezionando un abito per lei, pens\u00f2 di entrare e di\ndi entrare e vedere come procedeva; e anche se non sembr\u00f2 fermarsi un\ne non sembr\u00f2 rimanere l\u00ec per mezzo momento, poco dopo essere uscita cominci\u00f2 a piovere e lei non sapeva cosa fare.\nnon sapeva cosa fare; cos\u00ec corse via direttamente, il pi\u00f9 velocemente possibile,\ne si rifugi\u00f2 da Ford s. Ford s era il principale tessitore di lana,\ndi lana, di lino e di merceria insieme; il primo negozio per dimensioni e moda del luogo.\nmoda del luogo. E cos\u00ec, l\u00ec si era sistemata, senza avere un'idea di\ndi qualsiasi cosa al mondo, per dieci minuti forse, quando, all'improvviso\nquando, all'improvviso, chi doveva entrare per essere sicuri che fosse cos\u00ec strano!\nsempre a Ford s chi dovesse entrare, ma Elizabeth Martin e suo fratello!\nfratello! Cara Miss Woodhouse, pensa un po'. Pensavo che sarei\nsvenire. Non sapevo cosa fare. Ero seduta vicino alla\nElizabeth mi vide subito; ma lui no, era occupato con l'ombrello.\nombrello. Sono sicura che lei mi vide, ma distolse lo sguardo e non ci fece caso.\ne sono andati tutti e due in fondo al negozio, mentre io continuavo a sedermi vicino alla porta!\nIo rimasi seduta vicino alla porta! Oh, cielo, ero cos\u00ec infelice! Sono sicura che\nsono sicura che dovevo essere bianca come il mio vestito. Non potevo andarmene, sapete,\na causa della pioggia; ma desideravo tanto essere in qualsiasi altro posto al mondo che non fosse l\u00ec.\nl\u00ec. Oh! cara, Miss Woodhouse, alla fine, credo, si guard\u00f2 intorno e mi vide.\ne mi ha visto, perch\u00e9 invece di continuare a comprare, hanno cominciato a\na bisbigliare tra loro. Sono sicura che stavano parlando di me; e non ho potuto fare a meno di pensare che lui\nnon ho potuto fare a meno di pensare che lui la stesse convincendo a parlare con me (pensate che lo stesse facendo, Miss Woodhouse?\npensate che lo stesse facendo, Miss Woodhouse?) perch\u00e9 di l\u00ec a poco lei si avvicin\u00f2\ne mi chiese come stavo e sembrava pronta a stringermi la mano, se avessi voluto.\nmano, se avessi voluto. Non lo fece nello stesso modo in cui lo faceva prima.\ndi prima; si vedeva che era cambiata; ma, comunque, sembrava che\ndi essere molto amichevole, ci stringemmo la mano e rimanemmo a parlare per un po'; ma non so pi\u00f9 cosa dissi.\nNon so pi\u00f9 cosa le dissi, ero cos\u00ec tremante! Ricordo che disse\nche le dispiaceva che non ci fossimo pi\u00f9 incontrate, cosa che mi sembr\u00f2 quasi troppo gentile! Cara,\nMiss Woodhouse, ero assolutamente infelice! A quel punto, il tempo cominciava a\ncominciava a reggere, ed ero decisa che nulla mi avrebbe impedito di\ndi andarmene e poi solo di pensare! Mi accorsi che stava venendo verso di me\nverso di me troppo lentamente, come se non sapesse bene cosa fare.\nCos\u00ec si avvicin\u00f2 e parl\u00f2, e io risposi e rimasi un minuto in piedi, sentendomi\nterribilmente, sai, non si pu\u00f2 dire come; poi mi sono fatta coraggio e ho detto che non pioveva.\ne ho detto che non pioveva e che dovevo andare; e cos\u00ec mi sono avviata; e non ero ancora\nnon ero arrivata a tre metri dalla porta, quando lui mi segu\u00ec, solo per dirmi che, se stavo andando a Hartfield, pensava che\nHartfield, pensava che avrei fatto meglio a passare dalle scuderie di Mr.\nCole, perch\u00e9 avrei trovato la strada pi\u00f9 vicina piuttosto fluttuante a causa di questa\npioggia. Oh, cielo, pensavo che sarebbe stata la mia morte! Cos\u00ec\ngli dissi che gli ero molto grata: sapete che non avrei potuto fare di meno; e\npoi torn\u00f2 da Elizabeth, e io passai dalle stalle, credo, ma non sapevo dove.\ncredo, ma a malapena sapevo dove mi trovavo, o qualcosa del genere. Oh!\nMiss Woodhouse, preferirei fare qualsiasi cosa piuttosto che farlo accadere.\nEppure, sapete, c'era una sorta di soddisfazione nel vederlo comportarsi cos\u00ec\npiacevole e cos\u00ec gentile. E anche Elizabeth. Oh! Miss Woodhouse, parlatemi\nparlatemi e mettetemi di nuovo a mio agio.\n\nEmma desiderava sinceramente farlo, ma non era immediatamente in suo potere.\nsuo potere. Fu costretta a fermarsi a riflettere. Non era del tutto a suo agio\na suo agio. Il comportamento del giovane e di sua sorella sembravano\nil risultato di un sentimento reale e non poteva che compatirli. Come Harriet\nHarriet, c'era stata un'interessante miscela di affetto ferito e\naffetto e di genuina delicatezza nel loro comportamento. Ma lei aveva creduto\nche fossero persone ben intenzionate e degne di rispetto; e che differenza faceva questo\ndifferenza nei mali del legame? Era una follia essere disturbati\nda esso. Certo, doveva essere dispiaciuto di perderla, dovevano essere tutti dispiaciuti.\nL'ambizione, cos\u00ec come l'amore, probabilmente era stata mortificata. Avrebbero potuto tutti\navrebbero potuto sperare di crescere grazie alla conoscenza di Harriet; e poi, che valore aveva la descrizione di Harriet?\nvalore della descrizione di Harriet? Cos\u00ec facilmente si accontentava di una persona cos\u00ec poco\nperspicace; cosa significava il suo elogio?\n\nSi sforz\u00f2 e cerc\u00f2 di metterla a suo agio, considerando tutto quello che era passato come una semplice sciocchezza.\nconsiderando tutto quello che era successo come una semplice sciocchezza, e del tutto indegna di\ndi essere ricordato,\n\n Potrebbe essere angosciante, per il momento, disse lei; ma sembra che vi siate comportati molto bene.\ncomportato molto bene; ed \u00e8 finita e non potr\u00e0 mai pi\u00f9, come un primo incontro, ripetersi.\nun primo incontro, ripetersi e quindi non dovete pensarci.\nnon \u00e8 il caso di pensarci.\n\nHarriet disse che era vero, e non voleva pensarci; ma ne parlava ancora e non riusciva a parlare d'altro.\nMa lei continuava a parlarne e non riusciva a parlare d'altro; ed Emma,\nEmma, alla fine, per togliersi dalla testa i Martin, fu costretta a\ndi affrettare la notizia, che aveva inteso dare con tanta tenera cautela.\ncautela; a malapena sapeva se rallegrarsi o arrabbiarsi, vergognarsi o\no solo divertita, per un tale stato d'animo della povera Harriet, una tale conclusione sull'importanza di Mr.\nconclusione dell'importanza di Mr. Elton nei suoi confronti!\n\nI diritti di Mr. Elton, tuttavia, si sono gradualmente ravvivati. Anche se non sentiva la prima\nprima notizia come avrebbe potuto fare il giorno prima o un'ora prima, l'interesse \u00e8 presto aumentato\no un'ora prima, il suo interesse aument\u00f2 presto; e prima che la loro prima conversazione terminasse\nprima che la loro prima conversazione fosse terminata, si era convinta di provare tutte le sensazioni\ndi curiosit\u00e0, meraviglia e rammarico, dolore e piacere, nei confronti di questa\nfortunata signorina Hawkins, che potevano portare a porre i Martin sotto\nsubordinazione dei Martin nella sua fantasia.\n\nEmma impar\u00f2 a essere piuttosto contenta che ci fosse stato questo incontro. Era\nera stata utile per attutire il primo shock, senza conservare\nsenza mantenere alcuna influenza sull'allarme. Poich\u00e9 ora Harriet viveva, i Martin non potevano arrivare a lei senza cercarla, laddove fino a quel momento avevano voluto\nnon potevano arrivare a lei senza cercarla, laddove fino a quel momento non avevano avuto il coraggio o la\ncoraggio o la condiscendenza di cercarla; infatti, da quando aveva rifiutato il fratello, le sorelle non erano mai state\nfratello, le sorelle non si erano mai recate da Mrs.\nun mese poteva passare senza che venissero riunite di nuovo, con\nnecessit\u00e0, o anche solo con la possibilit\u00e0 di parlare.\n\n\n\n\nCAPITOLO IV\n\n\nLa natura umana \u00e8 cos\u00ec ben disposta nei confronti di coloro che si trovano in situazioni interessanti\nsituazioni interessanti, che un giovane che si sposa o muore \u00e8 sicuro di essere\ndi essere parlato bene di lui.\n\nNon era passata una settimana da quando il nome della signorina Hawkins era stato menzionato per la prima volta ad\nHighbury, prima che si scoprisse, in un modo o nell'altro, che la signorina Hawkins aveva\nogni raccomandazione di persona e di mente; di essere bella, elegante,\nelegante, di grande successo e perfettamente amabile e quando Mr.\nElton stesso arriv\u00f2 a trionfare delle sue felici prospettive e a diffondere la fama dei suoi meriti.\ndei suoi meriti, non c'era molto altro da fare se non dire il nome cristiano di lei e dire di quale musica si trattava.\nnome di battesimo e dire di chi era la musica che suonava principalmente.\n\nMr. Elton torn\u00f2, un uomo molto felice. Era andato via respinto e\ndeluso da una speranza molto ottimistica, dopo una serie di\ndi incoraggiamenti, e non solo di aver perso la donna giusta, ma anche di essersi svilito al livello di quella sbagliata.\ndonna giusta, ma si era trovato svilito al livello di una donna molto sbagliata. Se ne era andato profondamente offeso\nera andato via profondamente offeso \u00e8 tornato fidanzato con un'altra e con\nun'altra e con un'altra ancora come superiore, ovviamente, alla prima, poich\u00e9 in tali\ncircostanze ci\u00f2 che si guadagna \u00e8 sempre superiore a ci\u00f2 che si perde. Torn\u00f2\ngay e soddisfatto di s\u00e9, desideroso e impegnato, senza curarsi di Miss Woodhouse e sfidando Miss Smith Woodhouse.\nWoodhouse e sfidando la signorina Smith.\n\nL'affascinante Augusta Hawkins, oltre a tutti i soliti vantaggi di perfetta bellezza e merito, era in possesso di un'indipendenza\ndi perfetta bellezza e di merito, era in possesso di una fortuna indipendente\ndi una fortuna indipendente, di cos\u00ec tante migliaia di euro da essere sempre chiamate dieci; un punto di\ndignit\u00e0, oltre che di convenienza: la storia raccontava bene; lui non aveva\nnon si era buttato via, aveva guadagnato una donna da 10.000 _l_ o gi\u00f9 di l\u00ec; e aveva guadagnato\ne l'aveva conquistata con una rapidit\u00e0 cos\u00ec deliziosa che la prima ora di presentazione era stata cos\u00ec\nprima ora di presentazione era stata cos\u00ec presto seguita da una\ndi una nota distintiva; la storia che dovette fare alla signora Cole dell'inizio e del progresso della\nCole dell'ascesa e del progresso della vicenda era cos\u00ec gloriosa, i passi cos\u00ec rapidi,\ndall'incontro fortuito, alla cena da Mr. Green, alla festa da Mrs.\nsorrisi e arrossamenti che aumentavano d'importanza con la consapevolezza e l'agitazione.\nconsapevolezza e l'agitazione riccamente sparsa la signora era stata cos\u00ec\nfacilmente impressionata, cos\u00ec dolcemente disposta, era stata insomma, per usare un'espressione molto\nper usare un'espressione comprensibile, era stata cos\u00ec pronta ad averlo, che la vanit\u00e0 e la prudenza erano ugualmente\nprudenza erano ugualmente soddisfatte.\n\nAveva colto sia la sostanza che l'ombra, sia la fortuna che l'affetto, ed era proprio l'uomo felice che doveva essere.\nera proprio l'uomo felice che doveva essere; parlava solo di se stesso e dei suoi interessi\ndi se stesso e delle proprie preoccupazioni, aspettandosi di essere congratulato, pronto a essere deriso e\ncon sorrisi cordiali e impavidi, ora si rivolgeva a tutte le giovani signore del luogo, alle quali\ndel luogo, con le quali, qualche settimana fa, sarebbe stato pi\u00f9 cautamente\ngalante.\n\nIl matrimonio non era un evento lontano, dato che le parti dovevano accontentare solo se stesse, e non c'era altro da aspettare che i preparativi necessari.\ne niente altro che i preparativi necessari da attendere; e\nQuando ripart\u00ec per Bath, c'era un'aspettativa generale, che un certo sguardo di Mrs.\nun certo sguardo di Mrs. Cole non sembrava contraddire, che quando sarebbe entrato ad Highbury\nHighbury avrebbe portato la sua sposa.\n\nDurante il suo breve soggiorno, Emma lo aveva visto a malapena; ma solo quel tanto che bastava per sentire che il primo incontro era finito.\nabbastanza per sentire che il primo incontro era finito, e per darle l'impressione che lui non fosse migliorato dal\nl'impressione che lui non fosse migliorato dal miscuglio di stizza e di\npretesa, ora diffusa nella sua aria. In effetti, cominciava a chiedersi\na chiedersi se lo avesse mai ritenuto piacevole; e la sua vista era cos\u00ec inseparabilmente\nvista era cos\u00ec indissolubilmente legata ad alcuni sentimenti molto sgradevoli\nsentimenti molto sgradevoli, che, se non in una luce morale, come una penitenza, una lezione, una\nfonte di proficua umiliazione per la propria mente, sarebbe stata grata\nsarebbe stata grata di essere sicura di non vederlo mai pi\u00f9. Gli augurava ogni bene\nma lui le dava dolore e il suo benessere a venti miglia di distanza sarebbe stato\navrebbe dato molta soddisfazione.\n\nIl dolore per la sua permanenza a Highbury, tuttavia, deve essere\ncertamente essere attenuato dal suo matrimonio. Molte vane sollecitazioni sarebbero\nevitate, molte goffaggini appianate da esso. Una signora Elton sarebbe una scusa\nuna scusa per ogni cambiamento di rapporto; l'intimit\u00e0 precedente potrebbe affondare\nsenza alcun commento. Sarebbe quasi ricominciare la loro vita civile.\ndi nuovo.\n\nDella signora, singolarmente, Emma pensava molto poco. Era abbastanza buona\nabbastanza buona per Mr. Elton, senza dubbio; abbastanza realizzata per Highbury.\nHighbury abbastanza bella da sembrare semplice, probabilmente, al fianco di Harriet. Per quanto riguarda\nper quanto riguarda i legami, Emma era perfettamente a suo agio; convinta che, dopo tutte le\nle sue millantate pretese e il suo disprezzo per Harriet, lui non aveva fatto nulla. Su\nquell'articolo, la verit\u00e0 sembrava raggiungibile. Che cosa fosse, doveva essere\nincerto; ma _chi_ fosse, si sarebbe potuto scoprire; e mettendo da parte i\n10.000 sterline, non sembrava affatto che fosse superiore a Harriet.\nNon portava nessun nome, nessun sangue, nessuna alleanza. La signorina Hawkins era la\nHawkins era la pi\u00f9 giovane delle due figlie di un mercante di Bristol.\nma, dato che l'insieme dei profitti della sua vita mercantile\napparivano cos\u00ec moderati, non era ingiusto supporre che la dignit\u00e0 del suo\nsua linea di commercio fosse stata anch'essa molto moderata. Una parte di ogni inverno era solita\nera solita trascorrere a Bath; ma Bristol era la sua casa, il vero cuore di Bristol.\ncuore di Bristol; infatti, sebbene il padre e la madre fossero morti da qualche anno, uno zio era rimasto\nanni fa, uno zio era rimasto nel ramo della legge.\npi\u00f9 onorato di quello che era in linea con la legge e con lui la figlia aveva vissuto.\ncon lui la figlia aveva vissuto. Emma pens\u00f2 che fosse il tirapiedi di qualche avvocato e troppo stupido per\nqualche avvocato, e troppo stupido per elevarsi. E tutta la grandezza del legame\nlegame sembrava dipendere dalla sorella maggiore, che era _molto_ _bene_\nsposata con un gentiluomo di gran classe, vicino a Bristol, che teneva due carrozze!\ndue carrozze! Questo fu il finale della storia; questa fu la gloria di Miss Hawkins.\ndella signorina Hawkins.\n\nAvrebbe potuto dare ad Harriet i suoi sentimenti al riguardo! L'aveva\nl'aveva convinta ad amare, ma, ahim\u00e8, non era cos\u00ec facile convincerla a\nda esso. Il fascino di un oggetto che occupasse i molti spazi vuoti della mente di Harriet\nmente di Harriet non poteva essere smentito. Potrebbe essere sostituito da un altro; sicuramente lo sarebbe\ncertamente; niente di pi\u00f9 chiaro; anche un Robert Martin sarebbe stato sufficiente.\nsarebbe stato sufficiente; ma nient'altro, temeva, l'avrebbe curata.\nlei. Harriet era una di quelle che, una volta iniziate, sarebbero state sempre\ninnamorati. E ora, povera ragazza, era notevolmente peggiorata dalla ricomparsa di Mr.\nriapparizione di Mr. Elton. Lo vedeva sempre da qualche parte.\nda qualche parte. Emma lo vedeva solo una volta; ma due o tre volte\nogni giorno Harriet era sicura di incontrarlo, o di sentirne la mancanza, o di sentirne la voce.\ndi sentirne la voce, o di vederne la spalla, o di avere qualcosa di\nqualcosa che lo facesse rimanere nella sua fantasia, in tutto il calore favorevole\ncalore della sorpresa e delle congetture. Inoltre, sentiva continuamente\ndi lui; infatti, tranne quando si trovava a Hartfield, era sempre\ndi Mr. Elton, e non trovava nulla di cos\u00ec interessante come la discussione dei suoi problemi.\ninteressante come la discussione dei suoi problemi; e ogni notizia,\nogni resoconto, quindi, ogni supposizione su tutto ci\u00f2 che era gi\u00e0 accaduto, su tutto ci\u00f2 che avrebbe potuto\nnella sistemazione dei suoi affari, compresi i redditi, la servit\u00f9 e i mobili,\nservit\u00f9 e mobili, era continuamente in agitazione intorno a lei. Il suo\ndi lui, e i suoi rimpianti si mantenevano vivi e i suoi sentimenti irritati.\nrimpianti e i sentimenti irritati dalle ripetizioni incessanti della felicit\u00e0 di Miss Hawkins.\nHawkins e dalla continua osservazione di quanto lui sembrasse affezionato!\nLa sua aria mentre camminava vicino alla casa, il suo stesso cappello\ncappello, erano la prova di quanto fosse innamorato!\n\nSe fosse stato un divertimento ammissibile, se non ci fosse stato un dolore per l'amica o un rimprovero per se stessa.\namico, o rimprovero per se stessa, nei tentennamenti della mente di Harriet,\nEmma sarebbe stata divertita dalle sue variazioni. A volte Mr. Elton\nElton, a volte i Martin; e ognuno di essi era occasionalmente utile\ncome controllo dell'altro. Il fidanzamento di Mr. Elton era stato il rimedio alla\nl'agitazione dell'incontro con Mr. L'infelicit\u00e0 prodotta dalla\ndi quel fidanzamento era stata un po' messa da parte da Elizabeth\nMartin a Mrs. Goddard qualche giorno dopo. Harriet non era\nHarriet non era in casa, ma era stato preparato e lasciato un biglietto per lei,\nscritto proprio nello stile da toccare; un piccolo miscuglio di rimprovero, con una gran quantit\u00e0 di\ndi rimprovero, con una grande dose di gentilezza; e fino alla comparsa di Mr.\nElton stesso, ne era stata molto occupata, riflettendo continuamente su ci\u00f2 che si sarebbe potuto fare\nin cambio, e desiderando di fare pi\u00f9 di quanto osasse confessare. Ma Mr.\nElton, in persona, aveva allontanato tutte queste preoccupazioni. Mentre lui si tratteneva, i\nMartins erano dimenticati; e la mattina stessa della sua partenza per\nBath, Emma, per dissipare un po' dell'angoscia che gli procurava,\nritenne opportuno ricambiare la visita di Elizabeth Martin.\n\nIl modo in cui la visita doveva essere riconosciuta, cosa sarebbe stato necessario e cosa\ncosa sarebbe stato necessario e cosa sarebbe stato pi\u00f9 sicuro, era stato un punto di dubbia considerazione.\nTrascurare del tutto la madre e le sorelle, se invitate a venire, sarebbe stata un'ingratitudine.\nsarebbe stata ingratitudine. Non deve esserlo: eppure il pericolo di un rinnovo della conoscenza\nconoscenza!\n\nDopo averci riflettuto a lungo, non riusc\u00ec a decidere nulla di meglio che\nHarriet di ricambiare la visita, ma in un modo che, se avessero avuto comprensione, avrebbe\ncomprensione, avrebbe dovuto convincerle che si trattava solo di una conoscenza\nconoscenza formale. Intendeva portarla in carrozza, lasciarla al\nAbbey Mill, mentre andava un po' pi\u00f9 lontano, e tornare a chiamarla cos\u00ec presto da non lasciare il tempo di\npresto, in modo da non lasciare il tempo di fare domande insidiose o pericolose\npericolose ricorrenze del passato e dare la prova pi\u00f9 decisa del grado di intimit\u00e0 scelto per il futuro.\ndi intimit\u00e0 scelto per il futuro.\n\nNon riusciva a pensare a niente di meglio, e anche se c'era qualcosa in questo\nche il suo cuore non poteva approvare, qualcosa di ingratitudine, semplicemente\nsorvolato, doveva essere fatto, o cosa ne sarebbe stato di Harriet?\n\n\n\n\nCAPITOLO V\n\n\nUn cuore piccolo aveva Harriet per la visita. Solo mezz'ora prima che la sua\namica l'avesse chiamata da Mrs. Goddard, le sue stelle maligne l'avevano condotta proprio nel punto in cui, in quel momento, un baule, diretto a _The Rev.\nproprio nel punto in cui, in quel momento, si trovava un baule, diretto a _The Rev.\nPhilip Elton, White-Hart, Bath_, era in procinto di essere sollevato dal macellaio.\ndi essere sollevato sul carretto del macellaio, che lo avrebbe trasportato dove\ncarrozza; e ogni cosa al mondo, tranne quel baule e la direzione, era di conseguenza\ne la direzione, era di conseguenza un vuoto.\n\nLei and\u00f2, comunque; e quando arrivarono alla fattoria, e lei doveva essere messa\nalla fine dell'ampia e ordinata passeggiata di ghiaia che conduceva alla porta d'ingresso tra\nmeli a spalliera fino alla porta d'ingresso, la vista di tutte le cose che\nche le aveva dato tanto piacere l'autunno precedente, stava cominciando a\nun po' di agitazione locale; e quando si separarono, Emma osserv\u00f2 che si guardava intorno con una sorta di\nEmma osserv\u00f2 che si guardava intorno con una sorta di timorosa curiosit\u00e0 che\nche la spinse a non permettere che la visita superasse il quarto d'ora proposto.\nun'ora. And\u00f2 avanti lei stessa, per dare quella porzione di tempo a una vecchia serva sposata e\nservitore che si era sposato e si era stabilito a Donwell.\n\nIl quarto d'ora la port\u00f2 di nuovo puntualmente al cancello bianco;\ne la signorina Smith, ricevuta la convocazione, era con lei senza indugio e\nsenza alcun ritardo e senza l'accompagnamento di nessun giovane allarmante. Scese solitariamente lungo il\nghiaia, la signorina Martin era appena apparsa sulla porta e si era separata da lei\ncon lei, apparentemente con cerimoniosa civilt\u00e0.\n\nHarriet non riusc\u00ec molto presto a fornire un resoconto comprensibile. Era\ntroppo; ma alla fine Emma raccolse da lei abbastanza per\ncapire il tipo di incontro e il tipo di dolore che stava creando.\nAveva visto solo la signora Martin e le due ragazze. L'avevano accolta\ndubbiosa, se non fredda; e non si era parlato di nulla che andasse al di l\u00e0 del pi\u00f9 semplice luogo comune\ne non si era parlato di nulla che andasse oltre il pi\u00f9 banale dei luoghi comuni, fino a quando, all'ultimo momento, la signora Martin disse, all'improvviso.\nMartin aveva detto, all'improvviso, che pensava che la signorina Smith fosse cresciuta.\nSmith fosse cresciuta, aveva portato a un argomento pi\u00f9 interessante e a modi pi\u00f9 calorosi.\nIn quella stessa stanza era stata misurata lo scorso settembre, con le sue due amiche.\namiche. C'erano i segni a penna e i promemoria sul parapetto vicino alla finestra.\nvicino alla finestra. L'aveva fatto lui. Sembravano tutti ricordare il giorno,\nl'ora, la festa, l'occasione, di sentire la stessa coscienza, gli stessi rimpianti.\nstesso rammarico, di essere pronti a tornare alla stessa buona intesa; e\nstavano tornando ad essere se stesse (Harriet, come Emma doveva sospettare, era pronta come la migliore delle\ncome Emma deve sospettare, pronta come la migliore di loro a essere cordiale e felice), quando la carrozza ricomparve e\nquando la carrozza riapparve e tutto fin\u00ec. Lo stile della visita e la sua brevit\u00e0\nbreve, furono allora ritenuti decisivi. Quattordici minuti da\na coloro con i quali aveva trascorso con gratitudine sei settimane e non sei mesi fa!\nmesi fa! Emma non pot\u00e9 fare a meno di immaginarsi tutto questo e di sentire quanto giustamente si sarebbero potuti\navrebbero potuto risentirsi, quanto naturalmente Harriet avrebbe dovuto soffrire. Era un brutto affare.\nAvrebbe dato molto, o sopportato molto, per avere i Martins in un rango pi\u00f9 alto.\ni Martin in un rango di vita pi\u00f9 elevato. Erano cos\u00ec meritevoli che un\nun po' pi\u00f9 in alto sarebbe bastato: ma cos\u00ec com'era, come avrebbe potuto fare altrimenti?\nfare diversamente? Impossibile! Non poteva pentirsi. Dovevano essere\nma il processo era molto doloroso, cos\u00ec tanto per lei che ben presto sent\u00ec la necessit\u00e0 di un po' di\nche presto sent\u00ec il bisogno di un po' di consolazione e decise di andare a casa passando da Randalls per procurarsi\nconsolazione e decise di tornare a casa passando da Randalls per procurarsela.\nper procurarsela. La sua mente era abbastanza stufa di Mr. Elton e dei Martin. Il\nristoro di Randalls era assolutamente necessario.\n\nEra un buon piano; ma quando si recarono alla porta sentirono che n\u00e9 il padrone n\u00e9 la padrona erano in casa.\nche n\u00e9 il padrone n\u00e9 la padrona erano in casa; erano entrambi fuori da un po' di tempo.\ntempo; l'uomo credeva che fossero andati a Hartfield.\n\n Questo \u00e8 un peccato, grid\u00f2 Emma, mentre si allontanavano.  E ora ci mancheranno\nci mancheranno; troppo provocatorio! Non so quando sono stata cos\u00ec\ndelusa.  E si appoggi\u00f2 all'angolo, per assecondare i suoi mormorii o per ragionarci sopra.\nmormorii, o per ragionarci su; probabilmente un po' di entrambi, essendo questo\nun po' di entrambe le cose, essendo questo il processo pi\u00f9 comune di una mente non maldisposta. Di l\u00ec a poco la carrozza\nla carrozza si ferm\u00f2; lei alz\u00f2 lo sguardo; erano fermi Mr. e Mrs.\nWeston, che erano in piedi per parlarle. Il piacere fu immediato alla loro vista\ndi loro, e un piacere ancora maggiore fu trasmesso dal suono, perch\u00e9 Mr.\nWeston le si rivolse immediatamente,\n\n Come state? Come state? Siamo stati seduti con tuo padre, felici\ndi vederlo cos\u00ec bene. Frank arriva domani, ho ricevuto una lettera stamattina.\nstamattina, lo vedremo domani all'ora di cena, \u00e8 a Oxford da oggi.\nOxford oggi, e viene per due settimane; sapevo che sarebbe stato cos\u00ec.\ncos\u00ec. Se fosse venuto a Natale non avrebbe potuto fermarsi tre giorni; sono sempre stata contenta che non sia venuto a Natale.\nSono sempre stata contenta che non sia venuto a Natale; ora avremo il tempo giusto per lui.\nil tempo giusto per lui, un tempo bello, asciutto e stabile. Ci godremo\ngodremo completamente di lui; tutto \u00e8 andato esattamente come avremmo voluto.\ndesiderare.\n\nNon c'era modo di resistere a una simile notizia, n\u00e9 di evitare l'influenza di un volto felice come quello di Mr.\ndi evitare l'influenza di un volto felice come quello di Mr.\ndalle parole e dal volto della moglie, meno numerosi e pi\u00f9 silenziosi, ma non meno utili allo scopo.\nmeno e pi\u00f9 silenziosi, ma non meno utili allo scopo. Sapere che _lui_ riteneva certa la sua venuta\nera sufficiente a far s\u00ec che Emma lo considerasse tale, e sinceramente si rallegrava\ndella loro gioia. Fu una deliziosa rianimazione di spiriti esausti.\nspiriti esausti. Il passato logoro era affondato nella freschezza di ci\u00f2 che stava per\ne, nella rapidit\u00e0 di un mezzo momento di pensiero, sper\u00f2 che di Mr.\nElton non si parlasse pi\u00f9 di lui.\n\nMr. Weston le raccont\u00f2 la storia degli impegni a Enscombe, il che permise a suo figlio di rispondere al fatto di aver trascorso un'intera quindicina di giorni da lui.\nche consentiva al figlio di rispondere di avere un'intera quindicina di giorni a disposizione.\ndi una quindicina di giorni al suo comando, nonch\u00e9 l'itinerario e il metodo del suo viaggio; e lei ascolt\u00f2, sorrise e si congratul\u00f2.\nascolt\u00f2, sorrise e si congratul\u00f2.\n\n Lo porter\u00f2 presto a Hartfield\", disse alla fine.\n\nEmma immaginava di aver visto un tocco di braccio a questo discorso, da parte della moglie.\nmoglie.\n\n \u00c8 meglio che ci muoviamo, Mr. Weston, disse, stiamo trattenendo le ragazze.\nragazze.\n\n Bene, bene, sono pronta; e rivolgendosi di nuovo ad Emma, ma non dovete aspettarvi un giovane cos\u00ec\naspettarti un giovanotto cos\u00ec _molto_ bello; hai avuto solo il _mio_ conto, sai; oserei dire che non \u00e8 proprio niente di che.\nconto, lo sai; oserei dire che non \u00e8 davvero nulla di\nstraordinario: anche se i suoi stessi occhi scintillanti in quel momento\nparlavano di una convinzione molto diversa.\n\nEmma riusciva a sembrare perfettamente inconsapevole e innocente, e a rispondere in un\nmodo che non si appropriasse di nulla.\n\n Pensa a me domani, mia cara Emma, verso le quattro, fu l'ingiunzione di Mrs.\nWeston, pronunciata con una certa ansia e destinata solo a lei.\nper lei.\n\n Alle quattro! Ci puoi scommettere che sar\u00e0 qui per le tre, fu la rapida modifica di Mr.\nWeston; e cos\u00ec si concluse un incontro molto soddisfacente.\nGli spiriti di Emma erano cresciuti fino alla felicit\u00e0; ogni cosa aveva un'aria diversa.\nJames e i suoi cavalli non sembravano cos\u00ec pigri come prima.\nprima. Quando guardava le siepi, pensava che almeno il pi\u00f9 anziano\nche almeno il pi\u00f9 anziano dovesse uscire presto; e quando si gir\u00f2 verso Harriet, vide\nqualcosa di simile a uno sguardo di primavera, un tenero sorriso anche l\u00ec.\n\n Il signor Frank Churchill passer\u00e0 da Bath e da Oxford?\ndomanda, tuttavia, che non lasciava presagire nulla di buono.\n\nMa n\u00e9 la geografia n\u00e9 la tranquillit\u00e0 potevano arrivare tutte insieme, ed Emma\nEmma era ora in vena di decidere che sarebbero arrivate entrambe a tempo debito.\n\nArriv\u00f2 la mattina dell'interessante giorno e la fedele allieva di Mrs.\nWeston non dimentic\u00f2 n\u00e9 alle dieci, n\u00e9 alle undici, n\u00e9 alle dodici, che doveva pensare a lei alle quattro.\nche doveva pensare a lei alle quattro.\n\n La mia cara, cara amica ansiosa, disse lei, in un soliloquio mentale, mentre\nmentre scendeva le scale dalla sua stanza, sempre attenta a tutti i comfort\ndi tutti, tranne che del tuo; ti vedo ora in tutte le tue piccole agitazioni,\nche vai di continuo nella sua stanza, per essere sicura che tutto vada bene.  L'orologio\norologio batteva le dodici mentre lei attraversava il corridoio.  Sono le dodici; non dimenticher\u00f2\nnon mi dimenticher\u00f2 di pensare a te tra quattro ore; e a quest'ora\ndomani, forse, o un po' pi\u00f9 tardi, potrei pensare alla possibilit\u00e0\npossibilit\u00e0 che vengano tutti qui. Sono sicura che lo porteranno\npresto.\n\nApr\u00ec la porta del salotto e vide due gentiluomini seduti con suo padre, Mr.\npadre, il signor Weston e suo figlio. Erano arrivati solo da pochi\npochi minuti e Mr. Weston aveva appena finito di spiegare che\nFrank un giorno prima del tempo, e il padre di lei era ancora nel bel mezzo del suo\nquando lei apparve, mentre il padre era ancora nel bel mezzo del suo civile benvenuto e delle sue congratulazioni,\nquando apparve lei, per avere la sua parte di sorpresa, presentazione e piacere.\n\nIl Frank Churchill di cui si era parlato a lungo, di cos\u00ec alto interesse, era effettivamente davanti a lei.\nera stato presentato a lei, e non pensava che si fosse parlato troppo di lui.\nnon pens\u00f2 che si fosse parlato troppo di lui: era un giovane di bell'aspetto.\ndi un giovane di bell'aspetto; l'altezza, l'aria, il portamento erano ineccepibili, e il suo\nviso aveva molto dello spirito e della vivacit\u00e0 di quello paterno; aveva un'aria svelta e sensata.\npadre; sembrava svelto e sensibile. Sent\u00ec subito che le sarebbe piaciuto\nche le sarebbe piaciuto; e c'era una disinvoltura ben educata nei modi, e una\nprontezza di parola che la convinsero che era venuto con l'intenzione di conoscerla e che la conoscenza\ndi fare conoscenza con lei e che presto l'avrebbero fatta.\n\nAveva raggiunto Randalls la sera prima. Lei era contenta della\nche lo aveva spinto a modificare il suo piano e a viaggiare prima, pi\u00f9 tardi e pi\u00f9 in fretta per guadagnare mezza giornata.\nprima, pi\u00f9 tardi e pi\u00f9 velocemente, per guadagnare mezza giornata.\n\n Ve l'avevo detto ieri, grid\u00f2 Mr. Weston con esultanza, ve l'avevo detto a tutti che sarebbe stato qui prima dell'ora stabilita.\nche sarebbe stato qui prima dell'ora stabilita. Mi sono ricordato di quello che\ndi fare io stesso. Non si pu\u00f2 andare a tentoni in un viaggio; non si pu\u00f2 evitare di\nnon si pu\u00f2 fare a meno di andare avanti pi\u00f9 velocemente di quanto si sia programmato; e il piacere di incontrare gli amici prima del\ndi arrivare dai propri amici prima che inizi la ricerca, vale molto di pi\u00f9\nmolto di pi\u00f9 di qualsiasi piccolo sforzo necessario.\n\n \u00c8 un grande piacere dove ci si pu\u00f2 abbandonare, disse il giovane, anche se non ci sono molte case\nanche se non ci sono molte case in cui mi piacerebbe andare cos\u00ec lontano;\nma venendo a _casa_ sentivo di poter fare qualsiasi cosa.\n\nLa parola _casa_ fece s\u00ec che il padre lo guardasse con nuovo compiacimento.\nEmma era direttamente sicura che lui sapesse come rendersi gradevole; la convinzione fu rafforzata da ci\u00f2 che segu\u00ec.\nconvinzione fu rafforzata da ci\u00f2 che segu\u00ec. Era molto soddisfatto\ndi Randalls, la riteneva una casa organizzata in modo mirabile, difficilmente avrebbe\ndifficilmente avrebbe permesso che fosse molto piccola, ammirava la situazione, la passeggiata verso Highbury, Highbury stessa.\nHighbury, Highbury stessa, Hartfield ancora di pi\u00f9, e si dichiarava\ndi aver sempre provato quel tipo di interesse per il paese che solo il\nproprio paese, e la massima curiosit\u00e0 di visitarlo. Che\nche non fosse mai stato in grado di assecondare un sentimento cos\u00ec amabile prima,\npass\u00f2 sospettosamente per il cervello di Emma; ma comunque, anche se si trattava di una\nse si trattava di una falsit\u00e0, era piacevole, e piacevolmente gestita. I suoi modi\nnon aveva un'aria di studio o di esagerazione. Sembrava e parlava davvero come se\nin uno stato di non comune divertimento.\n\nI loro argomenti in generale erano quelli che appartengono a un'iniziale\nconoscenza. Da parte di lui c'erano le domande: \"\u00c8 una cavallerizza?\ncavallerizza? Piacevoli passeggiate? Piacevoli passeggiate? Avevano un grande\nquartiere? Highbury, forse, offriva abbastanza societ\u00e0? C'erano\ndiverse case molto graziose all'interno e nei dintorni. Avevano dei balli? Era\nuna societ\u00e0 musicale?\n\nMa quando fu soddisfatta su tutti questi punti e la loro conoscenza\nproporzionalmente avanzata, riusc\u00ec a trovare un'occasione, mentre\nmentre i due padri erano impegnati l'uno con l'altro, di presentare sua\nsuocera, e di parlare di lei con tante belle lodi, tanta\nammirazione, gratitudine per la felicit\u00e0 che aveva assicurato a suo padre e alla sua\nal padre, e la sua accoglienza molto gentile nei suoi confronti, come un'ulteriore prova\nprova aggiuntiva del suo saper compiacere e del fatto che certamente\nche valeva la pena cercare di compiacerla. Non si spinse oltre una parola di elogio\ndi lode oltre a quella che sapeva essere pienamente meritata da Mrs.\nWeston; ma, indubbiamente, lui poteva sapere ben poco della questione. Aveva\naveva capito cosa sarebbe stato gradito; poteva essere sicuro di poco altro.  Il matrimonio di suo\npadre, diceva, era stata la misura pi\u00f9 saggia, ogni amico doveva rallegrarsene.\nogni amico doveva rallegrarsene; e la famiglia da cui aveva ricevuto una tale benedizione\nbenedizione deve essere sempre considerata come se gli avesse conferito il pi\u00f9 alto\nobblighi nei suoi confronti.\n\nSi avvicin\u00f2 il pi\u00f9 possibile a ringraziarla per i meriti della signorina Taylor,\nsenza sembrare che dimenticasse che, nel corso comune delle cose, si doveva\nche la signorina Taylor avesse formato il carattere della signorina Woodhouse\nWoodhouse e non che Miss Woodhouse avesse formato il carattere di Miss Taylor.\ncome se avesse deciso di qualificare completamente la sua opinione per\noggetto, concluse il tutto con lo stupore per la giovinezza e la bellezza della sua persona.\ndella sua persona.\n\n Ero preparato a modi eleganti e gradevoli, disse; ma confesso che, considerando ogni cosa, non mi aspettavo pi\u00f9 di un\nconfesso che, considerando ogni cosa, non mi aspettavo pi\u00f9 di una\nuna donna di una certa et\u00e0 dall'aspetto piuttosto gradevole; non sapevo che avrei trovato\nnon sapevo che avrei trovato nella signora Weston una bella donna giovane.\n\n Non puoi vedere troppa perfezione nella signora Weston per i miei sentimenti,\nSe tu indovinassi che ha diciotto anni, ti ascolterei con piacere.\ncon piacere; ma _lei_ sarebbe pronta a litigare con voi per aver usato\nparole. Non lasciatele immaginare che avete parlato di lei come di una\ngiovane e graziosa.\n\n Spero di saperlo meglio, rispose; no, ci creda, (con un inchino galante) che rivolgendomi a Mrs Weston dovrei capire chi sono.\ncon un inchino galante) che rivolgendomi a Mrs. Weston avrei capito chi potevo elogiare senza rischiare di essere considerato stravagante\nsenza il rischio di essere considerato stravagante nei miei termini.\ntermini.\n\nEmma si chiedeva se lo stesso sospetto di ci\u00f2 che ci si poteva aspettare dalla\ndalla loro conoscenza, che si era impossessato della sua mente, avesse mai attraversato il suo\nmente, avesse mai attraversato la mente di lui; e se i suoi complimenti fossero da considerare\nse i suoi complimenti fossero da considerarsi segni di acquiescenza o prove di sfida. Doveva\nvedere di pi\u00f9 di lui per capire i suoi modi di fare; al momento sentiva solo che erano\nerano piacevoli.\n\nNon aveva dubbi su ci\u00f2 che Mr. Weston pensava spesso. Il suo occhio veloce\nsguardo veloce di Mr. Weston, che si rivolgeva pi\u00f9 volte verso di loro con un'espressione felice.\nespressione felice; e anche quando poteva decidere di non guardare, lei era sicura che\nera certa che stesse spesso ascoltando.\n\nIl padre di lei era perfettamente esente da qualsiasi pensiero di questo genere, la\nl'assoluta mancanza in lui di qualsiasi tipo di penetrazione o sospetto,\nera una circostanza molto confortevole. Fortunatamente non era lontano dall'approvare\ndall'approvare il matrimonio che dal prevederlo. Sebbene si opponesse sempre a\nmatrimonio che veniva combinato, non soffriva mai in anticipo per l'apprensione di un\ndi un matrimonio, non ha mai sofferto in anticipo per l'apprensione di uno di essi.\ndue persone che si intendevano, da supporre che volessero sposarsi, finch\u00e9 non fosse\nfinch\u00e9 non fosse stato provato contro di loro. Benedisse la cecit\u00e0 che lo favoriva. Poteva\nora, senza l'inconveniente di una sola spiacevole supposizione, senza uno sguardo\nsguardo in avanti su un possibile tradimento del suo ospite, dare spazio a tutta la sua\nla sua naturale gentilezza nel chiedere informazioni sulla sistemazione di Mr.\nFrank Churchill durante il suo viaggio, attraverso i tristi inconvenienti\ndi aver dormito due notti in viaggio, ed esprimendo una genuina ansia\nansia di sapere che era certamente scampato a un raffreddore che, tuttavia, non poteva permettergli di prendere,\nTuttavia, non gli permise di sentirsi del tutto sicuro di s\u00e9 fino a quando\ndopo un'altra notte.\n\nPagata una visita ragionevole, Mr. Weston cominci\u00f2 a muoversi. Doveva andare.\nAveva degli affari da sbrigare al Crown per il suo fieno e molte commissioni per Mrs.\nper Mrs. Weston da Ford, ma non doveva mettere fretta a nessun altro.  Suo\nfiglio, troppo ben educato per sentire l'allusione, si alz\u00f2 immediatamente dicendo,\n\n Dato che state andando lontano per affari, signore, coglier\u00f2 l'occasione per farvi visita.\ndi fare una visita, che deve essere fatta un giorno o l'altro, e quindi\ne che quindi pu\u00f2 essere fatta anche adesso. Ho l'onore di conoscere un vostro vicino, (rivolgendosi a Emma).\nvostra vicina (rivolgendosi a Emma), una signora che risiede a Highbury o nelle vicinanze.\nHighbury; una famiglia di nome Fairfax. Non avr\u00f2 difficolt\u00e0,\nSuppongo che non avr\u00f2 difficolt\u00e0 a trovare la casa; anche se Fairfax, credo, non \u00e8 il nome corretto.\nFairfax non sia il nome corretto, dovrei dire piuttosto Barnes o Bates. Conoscete qualche\nfamiglia con questo nome?\n\n Certo che s\u00ec, grid\u00f2 il padre; Mrs. Bates passammo davanti a casa sua e vidi Miss Bates alla finestra.\nho visto Miss Bates alla finestra. \u00c8 vero, \u00e8 vero, conoscete la signorina Fairfax.\nFairfax; ricordo che l'avete conosciuta a Weymouth, ed \u00e8 una bella ragazza.\nChiamatela, con ogni mezzo.\n\n Non c'\u00e8 bisogno di chiamarmi stamattina, disse il giovane; un altro giorno andrebbe bene lo stesso.\nun altro giorno andrebbe bene lo stesso; ma a Weymouth c'era quel grado di conoscenza\nconoscenza a Weymouth che\n\n Oh! Vai oggi, vai oggi. Non rimandare. Ci\u00f2 che \u00e8 giusto fare\nnon pu\u00f2 essere fatto troppo presto. Inoltre, devo darti un suggerimento, Frank;\nqualsiasi mancanza di attenzione nei suoi confronti _qui_ deve essere accuratamente evitata. Tu\nl'hai vista con i Campbell, quando era all'altezza di ogni persona con cui si mischiava.\ncon cui si mescolava, ma qui \u00e8 con una povera vecchia nonna, che ha a malapena\nabbastanza per vivere. Se non la chiamerete presto, sar\u00e0 un affronto.\n\nIl figlio sembrava convinto.\n\n L'ho sentita parlare di questa conoscenza, disse Emma; \u00e8 una giovane donna molto\nelegante.\n\nLui era d'accordo, ma con un s\u00ec cos\u00ec tranquillo da indurla quasi a dubitare del suo reale consenso.\ndi dubitare del suo reale assenso; eppure doveva esserci un tipo di eleganza molto\ndi eleganza per il mondo della moda, se Jane Fairfax poteva essere ritenuta\nsolo ordinariamente dotata di essa.\n\n Se non siete mai stati particolarmente colpiti dai suoi modi di fare prima, disse\nlei, credo che oggi lo farete. La vedrete con vantaggio; la vedrete\ne ascoltarla... No, temo che non la ascolterete affatto, perch\u00e9 ha una zia che non tiene mai a freno la lingua.\nuna zia che non tiene mai a freno la lingua.\n\n Voi conoscete la signorina Jane Fairfax, signore, vero?\nWoodhouse, sempre l'ultimo a farsi strada nella conversazione; allora mi permetta di assicurarle che la trover\u00e0 molto piacevole.\nmi permetta di assicurarle che la trover\u00e0 una giovane donna molto piacevole.\npiacevole. Si trova qui in visita a sua nonna e a sua zia, persone molto\npersone degne di nota; le conosco da sempre. Saranno estremamente\nSono certa che saranno molto felici di vedervi; e uno dei miei servitori verr\u00e0 con voi per\nper mostrarvi la strada.\n\n Mio caro signore, per nessun motivo al mondo; mio padre pu\u00f2 indirizzarmi.\n\n Ma tuo padre non sta andando cos\u00ec lontano; sta andando solo al Crown,\ndall'altra parte della strada, e ci sono molte case.\ncase; potreste trovarvi molto spaesati, ed \u00e8 una passeggiata molto sporca,\nse non si segue il sentiero pedonale; ma il mio cocchiere pu\u00f2 dirvi dove \u00e8 meglio\nmeglio attraversare la strada.\n\nIl signor Frank Churchill rifiut\u00f2 ancora, con l'aria pi\u00f9 seria possibile,\ne il padre gli diede il suo caloroso sostegno chiamandolo: \"Mio buon amico\",\nFrank sa riconoscere una pozzanghera d'acqua quando la vede, e per quanto riguarda Mrs.\ne per quanto riguarda Mrs. Bates, pu\u00f2 arrivarci dalla Corona in un balzo,\nun passo e un salto.\n\nFu permesso loro di andare da soli; e con un cordiale cenno dell'uno e un grazioso inchino dell'altro, i due gentiluomini si congedarono.\nun grazioso inchino da parte dell'altro, i due gentiluomini si congedarono. Emma\nEmma rimase molto soddisfatta di questo inizio di conoscenza, e\ne poteva ora impegnarsi a pensare a tutti loro a Randalls a qualsiasi ora del giorno,\ncon piena fiducia nel loro benessere.\n\n\n\n\nCAPITOLO VI\n\n\nIl mattino seguente arriv\u00f2 di nuovo il signor Frank Churchill. Venne con Mrs.\nWeston, con la quale e con Highbury sembrava avere un rapporto molto cordiale. Aveva\nera stato seduto con lei, a quanto pare, in modo molto amichevole a casa,\nfino alla sua solita ora di ginnastica; e quando gli \u00e8 stato chiesto di scegliere la loro passeggiata, ha subito scelto Highbury.\npasseggiata, scelse subito Highbury. Non dubitava che ci fossero passeggiate molto\npasseggiate molto piacevoli in ogni direzione, ma se fosse stato lasciato a lui, avrebbe sempre\nscegliere sempre la stessa. Highbury, quell'arioso, allegro, felice aspetto di Highbury,\nsarebbe stata la sua costante attrazione. Highbury, con Mrs. Weston, rappresentava Hartfield.\nper Hartfield; e lei confidava nel fatto che portasse la stessa costruzione\ncon lui. Vi si recarono direttamente.\n\nEmma non se l'aspettava proprio, perch\u00e9 il signor Weston, che aveva chiamato per\nper sentire che suo figlio era molto bello, non sapeva nulla dei loro piani.\nnulla dei loro piani; e fu una piacevole sorpresa per lei,\nsorpresa nel vederli camminare insieme verso la casa, a braccetto.\nbraccio. Aveva voglia di rivederlo e soprattutto di vederlo in compagnia di Mrs.\nWeston, dal cui comportamento dipendeva l'opinione che aveva di lui.\ndipendeva l'opinione che aveva di lui. Se era carente in questo campo, nulla avrebbe dovuto rimediare.\nper rimediare. Ma vedendoli insieme, divenne perfettamente soddisfatta. Non si trattava\nnon era solo con belle parole o complimenti iperbolici che lui faceva il suo dovere.\nnulla poteva essere pi\u00f9 appropriato o piacevole del suo modo di fare\nnulla poteva essere pi\u00f9 appropriato o piacevole di tutto il suo modo di fare nei suoi confronti.\ndi considerarla un'amica e di assicurarsi il suo affetto. E c'era\ntempo a sufficienza perch\u00e9 Emma potesse formarsi un giudizio ragionevole, visto che la loro visita\nvisita comprendeva tutto il resto della mattinata. Passeggiarono tutti e tre insieme\ninsieme per un'ora o due, prima tra i cespugli di Hartfield,\ne poi ad Highbury. Era entusiasta di ogni cosa; ammirava Hartfield a sufficienza per Mr.\nHartfield sufficientemente per l'orecchio di Mr. Woodhouse; e quando si decise di proseguire\nquando si decise di andare oltre, confess\u00f2 il suo desiderio di conoscere tutto il villaggio\ntutto il villaggio, e trov\u00f2 argomenti di elogio e interesse molto\ndi interesse molto pi\u00f9 spesso di quanto Emma potesse immaginare.\n\nAlcuni degli oggetti della sua curiosit\u00e0 parlavano di sentimenti molto amabili. Egli\nchiese che gli venisse mostrata la casa in cui suo padre aveva vissuto a lungo e che era stata la casa di suo padre.\nche era stata la casa del padre di suo padre; e ricordando che una vecchia donna che lo aveva curato\nche una vecchia donna che lo aveva accudito era ancora in vita, and\u00f2 alla ricerca della sua casetta\ndella sua casa da un capo all'altro della strada; e sebbene in alcuni punti di ricerca o di osservazione\nin alcuni punti della ricerca o dell'osservazione non c'era alcun merito positivo, essi\nmostravano, nel complesso, una buona volont\u00e0 nei confronti di Highbury in generale, che deve essere\nessere molto simile a un merito per coloro che erano con lui.\n\nEmma osserv\u00f2 e decise che, con sentimenti come quelli che si manifestavano adesso, non si poteva\nnon si poteva supporre che lui si fosse mai assentato volontariamente.\nche si fosse assentato volontariamente; che non avesse recitato una parte o fatto una\nparata di professioni insincere; e che Mr. Knightley di certo non gli aveva reso\nnon gli aveva reso giustizia.\n\nLa prima sosta fu alla Crown Inn, una casa insignificante, anche se la principale del genere.\nprincipale del genere, dove si tenevano un paio di cavalli da posta, pi\u00f9 per comodit\u00e0 del vicinato che per\ncavalli da posta, pi\u00f9 per la comodit\u00e0 del vicinato che per la\nstrada; e i suoi compagni non si aspettavano di essere trattenuti da alcun interesse\ninteresse; ma nel passarvi davanti fecero la storia della\nLa grande stanza era stata costruita molti anni fa come sala da ballo e, mentre il quartiere\nper una sala da ballo, e mentre il quartiere era particolarmente\npopoloso e danzante, era stata occasionalmente usata come tale; ma quei giorni brillanti erano passati da tempo\ngiorni brillanti erano passati da tempo e ora il massimo scopo per il quale era\nper il quale era stata richiesta era quello di ospitare un circolo di whist\ntra i gentiluomini e i semigentiluomini del luogo. Egli fu subito\ninteressato. Il suo carattere di sala da ballo lo cattur\u00f2; e invece di passare oltre, si ferm\u00f2 per alcuni minuti.\ninvece di passare oltre, si ferm\u00f2 per diversi minuti davanti alle due finestre\nfinestre aperte, per guardare dentro e contemplare le sue capacit\u00e0,\ne lamentarsi che il suo scopo originario fosse cessato. Non vedeva alcun\nnon vedeva alcun difetto nella stanza, n\u00e9 riconosceva alcuno di quelli che suggerivano. No,\nera abbastanza lunga, abbastanza ampia, abbastanza bella. Avrebbe contenuto il\nnumero di persone per il comfort. Avrebbero dovuto tenere dei balli l\u00ec almeno ogni due\nquindici giorni per tutto l'inverno. Perch\u00e9 Miss Woodhouse non ha fatto rivivere i\nvecchi tempi della sala? Lei che poteva fare qualsiasi cosa a\nHighbury! La mancanza di famiglie adeguate nel luogo e la convinzione che nessuno al di fuori del luogo e dei suoi dintorni\nche nessuno al di fuori del luogo e dei suoi immediati dintorni potesse essere invogliato a\nma lui non era soddisfatto. Non poteva essere\nnon poteva essere convinto che tante belle case, come quelle che vedeva intorno a lui, non potessero\nnon potessero fornire un numero sufficiente di persone per una tale riunione; e anche quando venivano\nparticolari e le famiglie descritte, non era ancora disposto ad ammettere\ndi ammettere che l'inconveniente di un tale miscuglio sarebbe stato di qualsiasi tipo,\no che ci sarebbe stata la minima difficolt\u00e0 a far s\u00ec che tutti\ntornare al proprio posto il mattino seguente. Discuteva come un\ncome un giovanotto molto preso dal ballo; ed Emma fu piuttosto sorpresa di vedere la costituzione dei Weston\ndi vedere la costituzione dei Weston prevalere in modo cos\u00ec deciso contro le abitudini dei Churchill.\nabitudini dei Churchill. Sembrava avere tutta la vita e lo spirito,\nsentimenti allegri e le inclinazioni sociali del padre, e nulla dell'orgoglio o del riserbo di Enscill.\ndell'orgoglio o della riservatezza di Enscombe. Di orgoglio, in effetti, ce n'era,\nforse, non abbastanza; la sua indifferenza alla confusione di rango,\nrasentava troppo l'ineleganza mentale. Tuttavia, non poteva essere un giudice\ndel male che teneva a buon mercato. Non si trattava che di un'effusione di\nspiriti.\n\nAlla fine si convinse a spostarsi dalla parte anteriore della Corona; e\ne trovandosi ora quasi di fronte alla casa dove alloggiavano i Bates, Emma si ricord\u00f2\nEmma si ricord\u00f2 della visita che si era prefissata il giorno prima e gli chiese se l'avesse\npagato.\n\n S\u00ec, oh! s\u00ec, rispose; stavo proprio per accennarlo. Una visita molto\nvisita di successo: Ho visto tutte e tre le signore e mi sono sentita molto\nmolto obbligata per il suo suggerimento preparatorio. Se la zia parlante mi aveva colto\nse la zia parlante mi avesse colto di sorpresa, sarebbe stata la mia morte. Invece, sono stata solo\nsono stata solo ingannata nel fare una visita irragionevole. Dieci minuti\nsarebbe stato tutto ci\u00f2 che era necessario, forse tutto ci\u00f2 che era opportuno;\ne avevo detto a mio padre che sarei stata sicuramente a casa prima di lui, ma\nnon c'era modo di scappare, n\u00e9 di fare una pausa; e, con mio grande stupore, mi accorsi che quando lui (non trovandomi in nessun posto)\nquando lui (non trovandomi da nessun'altra parte) mi raggiunse alla fine, scoprii che\nche ero rimasta seduta con loro per quasi tre quarti d'ora.\nun'ora. La buona signora non mi aveva mai dato la possibilit\u00e0 di scappare.\n\n E come vi \u00e8 sembrata Miss Fairfax?\n\n Malata, molto malata, se mai si pu\u00f2 permettere a una giovane donna di sembrare malata.\nmalata. Ma l'espressione non \u00e8 ammissibile, Mrs. Weston, vero?\nLe signore non possono mai sembrare malate. E, davvero, Miss Fairfax \u00e8 naturalmente cos\u00ec\npallida da dare quasi sempre l'impressione di essere malata. Una mancanza di\ndeplorevole mancanza di carnagione.\n\nEmma non volle accettare e inizi\u00f2 una calda difesa della carnagione di Miss Fairfax.\nFairfax.  Certamente non era mai brillante, ma non avrebbe\nnon avrebbe permesso che avesse una tonalit\u00e0 malaticcia in generale; e c'era una morbidezza\ne delicatezza nella sua pelle che dava una particolare eleganza al carattere del suo viso.\ndel suo viso.  Lui ascolt\u00f2 con la dovuta deferenza; riconobbe di aver sentito molte persone dire la stessa cosa ma\ndi aver sentito molte persone dire la stessa cosa, ma doveva confessare che per lui\nnulla poteva compensare la mancanza del bel bagliore della salute.\nDove i lineamenti erano indifferenti, una bella carnagione dava bellezza a tutti.\ne dove questi erano buoni, l'effetto era fortunatamente non\nnon ha bisogno di descrivere quale fosse l'effetto.\n\n Beh, disse Emma, i gusti non si discutono. Almeno tu\nammirarla, a parte la sua carnagione.\n\nScosse la testa e rise. Non riesco a separare Miss Fairfax dalla sua\ncarnagione.\n\n La vedeva spesso a Weymouth? Eravate spesso nella stessa\nsociet\u00e0?\n\nIn quel momento si stavano avvicinando a Ford e lui si affrett\u00f2 a esclamare,\n Questo deve essere il negozio che tutti frequentano ogni giorno della loro vita, come mi dice mio padre.\ndella propria vita, come mi informa mio padre. Lui stesso viene a Highbury, dice\ndice, sei giorni su sette, e ha sempre affari da Ford.\nse non vi \u00e8 di disturbo, vi prego di lasciarci entrare, in modo che io possa provare\ndi appartenere al luogo, di essere un vero cittadino di Highbury. Devo comprare qualcosa da Ford.\ncomprare qualcosa da Ford. Significherebbe togliere la mia libert\u00e0. Oserei dire che\nche vendano guanti.\n\n Oh! S\u00ec, guanti e tutto il resto. Ammiro il vostro patriottismo. Sarete\nsarete adorati a Highbury. Eri molto popolare prima di arrivare, perch\u00e9\nfiglio di Mr. Weston, ma se spendete mezza ghinea da Ford, la vostra popolarit\u00e0 si regger\u00e0 sulle vostre virt\u00f9.\npopolarit\u00e0 si baser\u00e0 sulle vostre stesse virt\u00f9.\n\nEntrarono; e mentre i pacchi eleganti e ben legati di Men s Beavers\ne York Tan venivano portati gi\u00f9 ed esposti sul bancone, lui disse\ndisse Ma vi chiedo scusa, signorina Woodhouse, stavate parlando con me,\nstavate dicendo qualcosa proprio nel momento in cui \u00e8 scoppiato il mio _amore_.\n_patriae_. Non lasciate che lo perda. Vi assicuro che il massimo della\nfama pubblica non mi farebbe perdonare la perdita di una qualsiasi felicit\u00e0 nella vita\nvita privata.\n\n Vi ho solo chiesto se sapevate molto della signorina Fairfax e del suo\nfesta a Weymouth.\n\n E ora che ho capito la sua domanda, devo dichiarare che \u00e8 molto\nmolto ingiusta. \u00c8 sempre diritto della signora decidere il grado di conoscenza.\ndi conoscenza. Miss Fairfax deve aver gi\u00e0 dato il suo resoconto. I\nnon mi impegner\u00f2 a pretendere pi\u00f9 di quanto lei decider\u00e0 di concedere.\n\n Parola mia! Rispondete con la stessa discrezione con cui potrebbe farlo lei stessa. Ma\nil suo racconto di ogni cosa lascia cos\u00ec tanto da indovinare, \u00e8 cos\u00ec molto\nriservata, cos\u00ec poco propensa a dare la bench\u00e9 minima informazione su qualsiasi\nche penso davvero che possiate dire quello che volete della vostra conoscenza con lei.\nconoscenza con lei.\n\n Posso? Allora dir\u00f2 la verit\u00e0, e niente mi si addice di pi\u00f9...\nbene. L'ho incontrata spesso a Weymouth. Avevo conosciuto i Campbell un po' in citt\u00e0\ne a Weymouth eravamo molto simili.\nIl colonnello Campbell \u00e8 un uomo molto piacevole e la signora Campbell una donna cordiale,\ncordiale. Mi piacciono tutti.\n\n Lei conosce la situazione della signorina Fairfax nella vita, concludo; cosa \u00e8 destinata a fare?\ndestinata a diventare?\n\n S\u00ec (piuttosto esitante) credo di s\u00ec.\n\n Ti occupi di argomenti delicati, Emma, disse Mrs. Weston sorridendo;\n ricordati che sono qui. Il signor Frank Churchill difficilmente sa cosa dire\nquando parla della situazione di Miss Fairfax nella vita. Mi sposter\u00f2 un\nun po' pi\u00f9 in l\u00e0.\n\n Di certo mi dimentico di pensare a _lei_, disse Emma, come se fosse mai stata\nstata nient'altro che la mia amica e la mia pi\u00f9 cara amica.\n\nSembrava che comprendesse e onorasse appieno tale sentimento.\n\nQuando i guanti furono comprati e i due uscirono di nuovo dal negozio.\nHai mai sentito suonare la signorina di cui parlavamo?\nChurchill.\n\n L'hai mai sentita! ripet\u00e9 Emma.  Dimentichi quanto lei appartenga a\nHighbury. L'ho sentita ogni anno della nostra vita, da quando abbiamo iniziato.\nSuona in modo affascinante.\n\n Lei lo pensa, vero? Volevo l'opinione di qualcuno che potesse\ngiudicare. A me \u00e8 sembrato che suonasse bene, cio\u00e8 con\ncon notevole gusto, ma io non so nulla di questa materia. Sono\neccessivamente appassionata di musica, ma senza la minima competenza o diritto di\ndi giudicare l'esecuzione di qualcuno. Sono stata abituata a sentirla ammirare\nammirata; e ricordo una prova del fatto che si pensava che suonasse bene: un uomo, un uomo molto musicale, e\nun uomo, molto musicale e innamorato di un'altra donna fidanzata con\nfidanzata con lei in procinto di sposarsi, non avrebbe mai chiesto a quell'altra donna di\ndi sedersi allo strumento, se la signora in questione poteva sedersi\ninvece non sembrava mai che gli piacesse ascoltare l'una se poteva ascoltare l'altra.\nQuesto, pensavo, in un uomo di noto talento musicale, era una prova.\n\n Davvero una prova! disse Emma, molto divertita. Il signor Dixon \u00e8 molto musicale,\nvero? Sapremo pi\u00f9 cose su tutti loro, in mezz'ora, da voi,\ndi quanto Miss Fairfax ci avrebbe garantito in mezzo anno.\n\n S\u00ec, il signor Dixon e la signorina Campbell erano le persone; e mi sembrava una prova molto\nprova molto forte.\n\n Certamente era molto forte; a dire la verit\u00e0, molto pi\u00f9 forte\ndi quanto, se _io_ fossi stata la signorina Campbell, sarebbe stato affatto piacevole\nper me. Non potevo scusare un uomo che avesse pi\u00f9 musica che amore, pi\u00f9 orecchio che occhio.\nche occhio, una sensibilit\u00e0 pi\u00f9 acuta per i bei suoni che per i miei sentimenti.\nCome sembrava piacere alla signorina Campbell?\n\n Era una sua amica molto particolare.\n\n Povero benessere! disse Emma, ridendo.  Si preferisce avere un estraneo\npreferito che un amico molto particolare, con uno sconosciuto potrebbe\nnon si ripresenta pi\u00f9, ma la miseria di avere un amico molto particolare\nsempre a portata di mano, per fare ogni cosa meglio di quanto si faccia da soli! Povera\nSignora Dixon! Sono felice che sia andata a stabilirsi in Irlanda.\n\n Ha ragione. Non \u00e8 stato molto lusinghiero per la signorina Campbell, ma lei non sembrava\nnon sembrava davvero sentirlo.\n\n Tanto meglio o tanto peggio: non so quale. Ma sia\ndolcezza o stupidit\u00e0 nella sua rapidit\u00e0 di amicizia, o ottusit\u00e0 di sentimenti.\ndulcis in fundo, c'era una persona, credo, che doveva sentirlo.\nlo: Miss Fairfax stessa. Deve aver sentito la distinzione impropria e pericolosa.\ndistinzione.\n\n A questo proposito non\n\n Oh! Non pensate che io mi aspetti un resoconto delle sensazioni della signorina Fairfax\nsensazioni della signorina Fairfax da voi o da chiunque altro. Non sono note a nessun altro\nessere umano, credo, se non lei stessa. Ma se ha continuato a suonare ogni volta che\nMr. Dixon le chiedeva di suonare, si pu\u00f2 immaginare ci\u00f2 che si pensa.\n\n Sembrava che tra tutti loro ci fosse un'intesa cos\u00ec perfetta che\ninizi\u00f2 piuttosto rapidamente, ma, fermandosi, aggiunse: \"E' impossibile per me dire in che termini fossero realmente\n\u00e8 impossibile per me dire in che condizioni fossero realmente come\ntutto dietro le quinte. Posso solo dire che c'era una certa fluidit\u00e0\nesteriore. Ma voi, che conoscete la signorina Fairfax fin da bambina, dovete essere un\ndi giudicare meglio di me il suo carattere e il modo in cui si comporta in situazioni critiche.\nin situazioni critiche, pi\u00f9 di quanto possa fare io.\n\n Senza dubbio la conosco fin da bambina, siamo state bambine e donne insieme.\ndonne insieme; ed \u00e8 naturale supporre che fossimo intime, che\nintimi, che ci fossimo portati l'un l'altro ogni volta che lei andava a trovare\namici. Ma non l'abbiamo mai fatto. Non so come sia potuto accadere; un po', forse, per\nun po', forse, per quella cattiveria da parte mia che era propensa a\ndisgusto nei confronti di una ragazza cos\u00ec idolatrata e cos\u00ec gridata come lo \u00e8 sempre stata\nzia e dalla nonna e da tutto il loro insieme. E poi, il suo\nNon sono mai riuscita ad affezionarmi a una persona cos\u00ec riservata.\n\n \u00c8 una qualit\u00e0 davvero ripugnante, disse.  A volte \u00e8 molto\nconveniente, senza dubbio, ma mai piacevole. C'\u00e8 sicurezza nella riserva,\nma nessuna attrazione. Non si pu\u00f2 amare una persona riservata.\n\n Non fino a quando non cessa il riserbo nei confronti di se stessi; e allora l'attrazione\npu\u00f2 essere maggiore. Ma devo essere pi\u00f9 bisognosa di un amico o di una\nun compagno piacevole di quanto non lo sia mai stato, per prendermi la briga di\ndi vincere il riserbo di qualcuno per procurarmene uno. L'intimit\u00e0 tra Miss\nFairfax e me \u00e8 del tutto fuori questione. Non ho motivo di pensare\nmale di lei, se non per il fatto che una cos\u00ec estrema e perpetua\ncautela nelle parole e nei modi, un tale timore di dare un'idea distinta\nsu qualsiasi persona, \u00e8 adatta a suggerire il sospetto che ci sia qualcosa da\nda nascondere.\n\nLui era perfettamente d'accordo con lei e, dopo aver camminato insieme cos\u00ec a lungo e averla pensata cos\u00ec\ne aver pensato cos\u00ec tanto allo stesso modo, Emma si sentiva cos\u00ec bene con lui,\nche difficilmente poteva credere che fosse solo il loro secondo incontro. Lui\nnon era esattamente quello che si era aspettata; meno uomo di mondo in alcune sue\nalcune delle sue nozioni, meno del figlio viziato della fortuna, quindi\nmeglio di quanto si aspettasse. Le sue idee sembravano pi\u00f9 moderate, i suoi\nsentimenti pi\u00f9 caldi. Fu particolarmente colpita dal suo modo di\ncasa di Mr. Elton, che, cos\u00ec come la chiesa, andava a vedere, senza per\u00f2\nandava a vedere e non si univa a loro nel trovare molti difetti. No,\nnon riusciva a ritenerla una cattiva casa; non era una casa che un uomo dovesse essere compatito\nda compatire per il fatto di averla. Se doveva essere condivisa con la donna che amava,\nnon poteva pensare che un uomo fosse da compatire per avere quella casa. Ci deve essere\ndeve esserci ampio spazio per ogni vero comfort. L'uomo deve essere un\ntesta di legno che voleva di pi\u00f9.\n\nMrs. Weston rise e disse che non sapeva di cosa stesse parlando.\ndi cui parlava. Abituato lui stesso a una casa grande, e senza aver mai pensato a quanti vantaggi e alloggi\nquanti vantaggi e sistemazioni fossero legati alle sue dimensioni, non poteva\nnon poteva essere in grado di giudicare le privazioni che inevitabilmente appartengono a una casa piccola.\npiccola. Ma Emma, da par suo, decise che lui sapeva di cosa stava parlando e che aveva\ndi cui parlava, e che mostrava un'inclinazione molto amabile a\na stabilirsi presto nella vita e a sposarsi, per motivi validi. Forse non era\nnon si rendeva conto dell'incidenza sulla pace domestica che avrebbe avuto la mancanza di una\nstanza della governante o da una cattiva dispensa del maggiordomo, ma senza dubbio sentiva perfettamente che\nsenza dubbio sentiva perfettamente che Enscombe non poteva renderlo felice, e che\nse fosse stato legato, avrebbe rinunciato volentieri a gran parte della ricchezza per\nrinuncerebbe volentieri a molte ricchezze pur di avere una sistemazione anticipata.\n\n\n\n\nCAPITOLO VII\n\n\nL'ottima opinione che Emma aveva di Frank Churchill fu un po' scossa il giorno successivo\nil giorno seguente, quando seppe che era andato a Londra, solo per\ntagliarsi i capelli. Sembrava che un'improvvisa follia lo avesse colto a colazione.\ncolazione, aveva chiamato una carrozza ed era partito, con l'intenzione di tornare a cena.\ndi tornare a cena, ma con l'intenzione di tagliare i capelli.\ntagliarsi i capelli. Di certo non c'era nulla di male a fargli percorrere\nsedici miglia per due volte per una commissione del genere; ma c'era un'aria di\ndi sciocchezza che lei non poteva approvare. Non era\nrazionalit\u00e0 del piano, la moderazione nelle spese e persino il calore altruistico del cuore.\ncalore d'animo disinteressato che aveva creduto di scorgere in lui ieri.\nieri in lui. Vanit\u00e0, stravaganza, amore per il cambiamento,\nl'irrequietezza del temperamento, che deve fare qualcosa, di buono o di cattivo;\ndisinteresse per il piacere di suo padre e di Mrs. Weston,\nindifferente al modo in cui la sua condotta poteva apparire in generale, divenne\na tutte queste accuse. Suo padre lo chiamava solo \"coxcomb\" e pensava che fosse una bella storia.\nche a Mrs. Weston non piacesse, era abbastanza chiaro dal fatto che lo avesse\nWeston non era piaciuta, era abbastanza chiaro, visto che l'aveva passata il pi\u00f9 rapidamente possibile e\nche tutti i giovani hanno i loro piccoli capricci.\ncapricci.\n\nCon l'eccezione di questa piccola macchia, Emma trov\u00f2 che la sua visita\nfino a quel momento aveva dato alla sua amica solo buone idee su di lui. Mrs. Weston era\nMrs. Weston era molto pronta a dire quanto lui fosse un compagno attento e piacevole\nquanto le piacesse il suo carattere in generale. Egli\nsembrava avere un carattere molto aperto, certamente molto allegro e vivace.\nvivace; lei non riusciva a notare nulla di sbagliato nelle sue idee, molto\nmolto di decisamente giusto; parlava di suo zio con calda considerazione, amava parlarne\ndi parlare di lui, diceva che sarebbe stato l'uomo migliore del mondo se fosse stato\nSebbene non fosse affezionato alla zia, riconosceva la sua gentilezza con gratitudine.\nriconosceva la sua gentilezza con gratitudine e sembrava intenzionato a parlarne sempre con\nparlare di lei con rispetto. Tutto ci\u00f2 era molto promettente e, se non fosse stato per la\nuna sfortunata mania di tagliarsi i capelli, non c'era nulla che potesse\nnulla che lo rendesse indegno del distinto onore che la sua immaginazione gli aveva attribuito.\nl'onore, se non di essere davvero innamorato di lei, di essere almeno molto vicino a lei.\ndi essere almeno molto vicino a esserlo, salvato solo dalla sua\nindifferenza (perch\u00e9 il suo proposito era ancora quello di non sposarsi mai), l'onore, insomma, di essere\nl'onore, in breve, di essere stato segnalato per lei da tutte le loro\nconoscenza.\n\nMr. Weston, da parte sua, ha aggiunto al conto una virt\u00f9 che deve avere un certo peso.\nun certo peso. Le fece capire che Frank l'ammirava molto\nla riteneva molto bella e molto affascinante; e con cos\u00ec tante cose da dire su di lui\nmolto da dire su di lui, si rese conto che non doveva giudicarlo\nduramente. Come osserv\u00f2 Mrs. Weston, tutti i giovani hanno i loro piccoli capricci.\npiccoli capricci.\n\nC'era una persona tra le sue nuove conoscenze a Surry, non cos\u00ec\nindulgente. In generale fu giudicato, in tutte le parrocchie di Donwell e Highbury, con grande candore.\ndi Donwell e Highbury, con grande candore; gli si concedeva un'indennit\u00e0 liberale per i piccoli eccessi di un giovane cos\u00ec bello\nper i piccoli eccessi di un giovane cos\u00ec bello, che sorrideva cos\u00ec spesso e si inchinava cos\u00ec spesso.\nche sorrideva cos\u00ec spesso e si inchinava cos\u00ec bene; ma c'era uno spirito tra loro che non si lasciava intenerire\nche non poteva essere ammorbidito, per il suo potere di censura, da inchini o sorrisi, il signor Knightley.\nKnightley. La circostanza gli fu riferita a Hartfield; per il momento,\nper il momento rimase in silenzio; ma Emma lo sent\u00ec quasi subito dopo dire tra s\u00e9 e s\u00e9\na se stesso, su un giornale che teneva in mano: Hum! proprio lo sciocco,\nsciocco per cui l'avevo preso.  Aveva una mezza idea di risentirsi, ma un'osservazione\nun attimo di osservazione la convinse che in realt\u00e0 era stato detto solo per\nalleviare i propri sentimenti, e non per provocare; e quindi lasci\u00f2 passare.\nlasci\u00f2 correre.\n\nSebbene in un caso non siano portatori di buone notizie, la visita dei coniugi Weston di questa mattina \u00e8 stata, sotto un altro aspetto, particolarmente gradita.\nWeston questa mattina sono stati particolarmente opportuni.\nopportuno. Mentre erano a Hartfield \u00e8 successo qualcosa che ha spinto Emma a chiedere il loro consiglio.\nEmma a volere il loro consiglio; e, cosa ancora pi\u00f9 fortunata, lei voleva\nesattamente il consiglio che le hanno dato.\n\nQuesto \u00e8 stato l'evento: I Coles si erano stabiliti da qualche anno a\nHighbury, ed erano un'ottima specie di persone amichevoli, liberali e senza\nsenza pretese; ma, d'altro canto, erano di bassa origine, di mestiere\ncommercio, e solo moderatamente signorili. Al loro primo arrivo nel paese\npaese, avevano vissuto in proporzione al loro reddito, in modo tranquillo, in\ncompagnia, e poco costoso; ma l'ultimo anno o due\navevano portato un considerevole aumento dei mezzi, la casa in citt\u00e0 aveva\nLa casa in citt\u00e0 aveva fruttato di pi\u00f9 e la fortuna in generale aveva sorriso loro.\nCon la loro ricchezza, le loro opinioni aumentarono; il loro desiderio di una casa pi\u00f9 grande,\nla loro inclinazione per una maggiore compagnia. Aggiunsero alla loro casa, al numero di\nnumero di servitori, alle spese di ogni genere e a quel punto\nper fortuna e stile di vita, erano secondi solo alla famiglia di\nHartfield. Il loro amore per la societ\u00e0, e la loro nuova sala da pranzo, preparavano\na tutti a tenere compagnia a cena; e alcune feste, soprattutto tra i single, si erano gi\u00e0 tenute\ntra i single, avevano gi\u00e0 avuto luogo. Le famiglie regolari e migliori\nfamiglie di Emma difficilmente avrebbero osato invitare n\u00e9 Donwell, n\u00e9 Hartfield, n\u00e9\nDonwell, n\u00e9 Hartfield, n\u00e9 Randalls. Nulla doveva invogliare _lei_ ad andare,\nse lo avessero fatto; e si rammaricava che le note abitudini di suo padre\nche le abitudini di suo padre avrebbero dato al suo rifiuto meno significato di quanto potesse desiderare. I Coles erano\nmolto rispettabili a modo loro, ma bisognava insegnare loro che non spettava a loro\nche non spettava a loro stabilire le condizioni di visita delle famiglie superiori.\nfamiglie superiori. Questa lezione, temeva molto, l'avrebbero ricevuta solo da lei.\nda se stessa; aveva poche speranze su Mr. Knightley, nessuna su Mr. Weston.\n\nMa lei aveva deciso come affrontare questa presunzione cos\u00ec tante settimane prima\nprima che si manifestasse, che quando l'insulto arriv\u00f2 alla fine, la trov\u00f2\nmolto diversamente. Donwell e Randalls avevano ricevuto il loro\nDonwell e Randalls avevano ricevuto il loro invito, e nessuno era venuto per suo padre e per lei; e Mrs.\nWeston si giustific\u00f2 con Immagino che non si prenderanno la libert\u00e0 con te.\nnon si prenderanno la libert\u00e0 di cenare con voi; sanno che non cenate fuori, non era del tutto sufficiente.\nsufficiente. Sentiva che avrebbe voluto avere il potere di rifiutare.\ndi rifiutare; e poi, visto che l'idea del gruppo che si sarebbe riunito l\u00ec\nche si sarebbe riunita l\u00ec, composta proprio da coloro la cui compagnia le era pi\u00f9 cara,\nsi ripeteva, non sapeva che non sarebbe stata tentata di accettare.\ntentata di accettare. Harriet sarebbe stata l\u00ec la sera, e i\nBates. Ne avevano parlato mentre passeggiavano per Highbury il giorno prima.\nil giorno prima, e Frank Churchill aveva lamentato con forza la sua assenza.\nassenza. Non si sarebbe potuto concludere la serata con un ballo?\nsua domanda. La sola possibilit\u00e0 che ci\u00f2 avvenisse le irritava ulteriormente lo spirito.\ne il fatto di essere lasciata in una solitaria magnificenza, anche supponendo che l'omissione\nomissione fosse intesa come un complimento, non era che una magra consolazione.\n\nFu proprio l'arrivo di questo invito, mentre i Weston erano a Hartfield, a rendere la loro presenza cos\u00ec gradita.\nHartfield, che rese la loro presenza cos\u00ec gradita; infatti, sebbene la sua prima osservazione, leggendolo, fosse\nprima osservazione, quando lo lesse, fu che ovviamente doveva essere rifiutato,\nsi mise subito a chiedere loro che cosa le consigliavano di fare,\nche il loro consiglio di andare fu molto rapido e fruttuoso.\n\nAmmetteva che, considerando ogni cosa, non era assolutamente priva di\ndi inclinazione per il partito. I Coles si erano espressi cos\u00ec\ncorrettamente, c'era cos\u00ec tanta attenzione reale nel modo di fare, cos\u00ec tanta\nconsiderazione per suo padre.  Avrebbero voluto sollecitare l'onore\nprima, ma stavano aspettando l'arrivo di uno schermo pieghevole da\nLondra, che speravano potesse tenere Mr. Woodhouse al riparo da qualsiasi corrente d'aria e quindi\nd'aria e quindi indurlo a concedere loro l'onore della compagnia.\ndella sua compagnia.  Nel complesso, la signora era molto persuasiva e, dopo aver deciso brevemente tra di loro\nbrevemente tra loro come si sarebbe potuto fare senza trascurare\ntrascurare il suo benessere, come certamente Mrs. Goddard, se non Mrs. Bates,\nGoddard, se non Mrs. Bates, potesse contare sulla sua compagnia.\nWoodhouse doveva essere convinto ad acconsentire che sua figlia uscisse a cena in un giorno\nun giorno ormai vicino, e di passare l'intera serata lontano da lui. Per quanto riguarda\nEmma non voleva che lui pensasse che fosse possibile, l'ora sarebbe stata troppo tarda e la festa sarebbe stata\nsarebbero state troppo tardi e la festa troppo numerosa. Presto fu abbastanza rassegnato.\nrassegnato.\n\n Non mi piace andare a cena, disse lui, non mi \u00e8 mai piaciuto. Non lo \u00e8 pi\u00f9\nEmma. Le ore piccole non ci piacciono. Mi dispiace che i signori Cole\nCole. Penso che sarebbe molto meglio se venissero\nun pomeriggio della prossima estate, e prendessero il t\u00e8 con noi e ci accompagnassero nella loro passeggiata pomeridiana.\npasseggiata pomeridiana; cosa che potrebbero fare, visto che il nostro orario \u00e8 cos\u00ec\nragionevoli, e tornare a casa senza stare fuori nell'umidit\u00e0 della sera.\nsera. La rugiada di una sera d'estate \u00e8 ci\u00f2 a cui non esporrei nessuno.\na nessun corpo. Tuttavia, dato che desiderano tanto che la cara Emma ceni con loro, e dato che entrambi vorrete\ncon loro, e dato che ci sarete entrambi, e anche Mr.\nprendersi cura di lei, non posso impedirlo, sempre che il tempo sia\nche il tempo sia quello che deve essere, n\u00e9 umido, n\u00e9 freddo, n\u00e9 ventoso\".  Poi, rivolgendosi a Mrs.\nWeston, con uno sguardo di dolce rimprovero Ah! Miss Taylor, se non vi foste sposata\nsposata, sareste rimasta a casa con me.\n\n Ebbene, signore, disse Mr. Weston, dato che ho portato via Miss Taylor, \u00e8\n\u00e8 mio dovere sostituirla, se posso; e andr\u00f2 da Mrs.\nGoddard in un attimo, se lo desiderate.\n\nMa l'idea di qualsiasi cosa da fare in un _momento_, stava aumentando, non\nl'agitazione di Mr. Woodhouse. Le signore sapevano meglio come\nplacarla. Mr. Weston doveva essere tranquillo, e ogni cosa doveva essere deliberatamente\norganizzato.\n\nCon questo trattamento, Mr. Woodhouse fu presto abbastanza composto da parlare\ncome al solito.  Sarebbe stato felice di vedere la signora Goddard. Aveva una grande\nGoddard. Aveva una grande considerazione di Mrs. Goddard; ed Emma avrebbe dovuto scrivere una riga e invitarla.\nJames potrebbe prendere il biglietto. Ma prima di tutto, deve esserci una risposta alla signora Cole.\nscritta alla signora Cole.\n\n Mi scuserai, mia cara, nel modo pi\u00f9 civile possibile. Direte\ndirai che sono un'invalida, che non vado da nessuna parte e che quindi devo rifiutare il loro\ndeclinare il loro cortese invito; iniziando con i miei _complimenti_, naturalmente.\nnaturalmente. Ma farete ogni cosa per bene. Non c'\u00e8 bisogno che vi dica cosa\nda fare. Dobbiamo ricordarci di far sapere a James che la carrozza sar\u00e0\nche la carrozza sar\u00e0 richiesta marted\u00ec. Non avr\u00f2 timori per voi con lui. Non ci siamo\nnon ci siamo mai stati pi\u00f9 di una volta da quando \u00e8 stato fatto il nuovo approccio; ma comunque\nnon ho dubbi che James vi porter\u00e0 con s\u00e9 in tutta sicurezza. E quando arriverete\nl\u00ec, dovete dirgli a che ora volete che venga a prendervi di nuovo\ne farete meglio a scegliere un'ora presto. Non vi piacer\u00e0 rimanere\ntardi. Sarete molto stanchi quando il t\u00e8 sar\u00e0 finito.\n\n Ma non vorresti che venissi via prima di essere stanca, pap\u00e0?\n\n No, amore mio, ma presto ti stancherai. Ci saranno molte\npersone che parlano contemporaneamente. Non ti piacer\u00e0 il rumore.\n\n Ma, mio caro signore, esclam\u00f2 Mr. Weston, se Emma viene via prima, sar\u00e0\nsar\u00e0 la rottura della festa.\n\n E non ci sarebbe nulla di male, disse Mr. Woodhouse.  Prima ogni partito\nprima ogni partito si scioglie, meglio \u00e8.\n\n Ma non si considera come potrebbe apparire ai Coles. Il fatto che Emma se ne vada\nEmma se ne va subito dopo il t\u00e8 potrebbe essere un'offesa. Sono persone di buon carattere\ne pensano poco alle proprie pretese, ma devono comunque pensare che\nche qualsiasi persona si affretti ad andarsene non \u00e8 un gran complimento; e Miss Woodhouse lo far\u00e0.\nWoodhouse lo farebbe pi\u00f9 di qualsiasi altra persona nella stanza.\nnella stanza. Non vorreste deludere e mortificare i Coles, ne sono certa, signore.\nsono sicuro, signore; persone amichevoli e buone che siano mai esistite, e che sono stati vostri vicini in questi dieci anni.\nsono stati i vostri vicini in questi dieci anni.\n\n No, per nessun motivo al mondo, Mr. Weston; vi sono molto grato per avermelo ricordato.\nper avermelo ricordato. Mi dispiacerebbe molto dare loro un po' di\ndolore. So che sono persone degne. Perry mi ha detto che Mr. Cole\nnon tocca mai il liquore di malto. A guardarlo non si direbbe, ma \u00e8 bilioso.\n\u00e8 bilioso Il signor Cole \u00e8 molto bilioso. No, non voglio essere il mezzo per\nfarli soffrire. Mia cara Emma, dobbiamo considerare questo aspetto. Sono sicura,\npiuttosto che correre il rischio di fare del male ai signori Cole, vi fermereste un po' pi\u00f9 a lungo di quanto\nun po' pi\u00f9 a lungo di quanto vorresti. Non vi preoccupate di essere stanchi. Sarete\nsarete perfettamente al sicuro, sapete, tra i vostri amici.\n\n Oh s\u00ec, pap\u00e0. Non ho alcun timore per me stessa; e non mi farei scrupoli a rimanere fino a tardi come Mrs.\nscrupoli a rimanere fino a tardi come Mrs. Weston, se non fosse per voi. Ho\nsolo paura che tu ti alzi per me. Non ho paura che tu non sia\nnon sia estremamente a suo agio con Mrs. Goddard. Lei ama il piquet, lo sai\nma quando se ne andr\u00e0 a casa, temo che ti metterai a sedere da solo, invece di andare a letto alla tua solita ora.\nda sola, invece di andare a letto alla tua solita ora e l'idea di\nche questo distrugga completamente il mio benessere. Devi promettermi di non stare\nin piedi.\n\nLo fece, a condizione di alcune promesse da parte di lei: ad esempio che, se fosse tornata a casa infreddolita, avrebbe\nse fosse tornata a casa infreddolita, avrebbe avuto la certezza di riscaldarsi a fondo; se avesse avuto fame, avrebbe preso qualcosa da mangiare\nfame, che avrebbe preso qualcosa da mangiare; che la sua cameriera avrebbe dovuto\nche la sua cameriera si sarebbe seduta per lei, e che Serle e il maggiordomo avrebbero controllato che ogni cosa\nche ogni cosa fosse al sicuro in casa, come al solito.\n\n\n\n\nCAPITOLO VIII\n\n\nFrank Churchill torn\u00f2 di nuovo; e se fece aspettare la cena del padre, non si seppe a Hartfield.\npadre, non lo si seppe a Hartfield, perch\u00e9 la signora Weston era troppo ansiosa di\nper il fatto che fosse un favorito di Mr. Woodhouse, per tradire qualsiasi\nimperfezione che potesse essere nascosta.\n\nTorn\u00f2, si era tagliato i capelli e rideva di se stesso con una\ncon molta grazia, ma senza sembrare che si vergognasse di ci\u00f2 che aveva fatto.\nfatto. Non aveva alcun motivo per desiderare di avere i capelli pi\u00f9 lunghi, per nascondere una\nconfusione del viso; non aveva motivo di desiderare che il denaro non venisse speso, per migliorare il suo\nspirito. Era imperterrito e vivace come sempre e, dopo averlo visto, Emma lo\ndopo averlo visto, Emma fece una morale a se stessa:\n\n Non so se debba essere cos\u00ec, ma di certo le cose sciocche cessano di essere sciocche se sono fatte da persone sensate in modo impudente.\ncessano di essere sciocche se vengono fatte da persone sensate in modo impudente.\nmodo impudente. La cattiveria \u00e8 sempre cattiveria, ma la follia non \u00e8 sempre follia. Dipende\ndipende dal carattere di coloro che la gestiscono. Mr. Knightley, lui \u00e8\nnon \u00e8 un giovane sciocco e insignificante. Se lo fosse, avrebbe agito\ndiversamente. Si sarebbe gloriato dell'impresa o se ne sarebbe vergognato.\nvergogna. Ci sarebbe stata o l'ostentazione di un\no le evasioni di una mente troppo debole per difendere le proprie vanit\u00e0.\nvanit\u00e0. No, sono perfettamente sicuro che non \u00e8 n\u00e9 insignificante n\u00e9 sciocco.\n\nCon il marted\u00ec si presentava la piacevole prospettiva di rivederlo e per un periodo\ndi vederlo di nuovo e per un periodo pi\u00f9 lungo di quello precedente; di giudicare le sue maniere in generale e, per deduzione, di\ndi giudicare le sue maniere in generale e, per deduzione, il significato delle sue maniere verso di lei; di indovinare\nquanto presto potrebbe essere necessario per lei gettare freddezza nella sua aria;\ne di immaginare quali potessero essere le osservazioni di tutti coloro che li vedevano insieme per la prima volta\nche li vedevano insieme per la prima volta.\n\nIntendeva essere molto felice, nonostante la scena fosse ambientata a casa di Mr.\nCole; e senza poter dimenticare che tra le mancanze di Mr.\nElton, anche nei giorni del suo favore, nessuna l'aveva disturbata pi\u00f9 della\nla sua propensione a cenare con Mr. Cole.\n\nIl conforto di suo padre fu ampiamente assicurato, potendo venire sia Mrs.\nGoddard; e il suo ultimo piacevole dovere, prima di lasciare la casa, fu quello di porgere loro i suoi saluti\ncasa, fu quello di porgere loro i suoi omaggi mentre sedevano insieme dopo la cena.\ncena; e mentre il padre notava con affetto la bellezza del suo\ndel suo vestito, di fare alle due signore tutte le ammende in suo potere, aiutandole a mangiare\nfette di torta e bicchieri di vino pieni, per quanto\nper qualunque involontaria abnegazione che la sua cura per la loro costituzione avesse obbligato\na praticare durante il pasto. Aveva preparato una cena abbondante\nper loro; avrebbe voluto sapere che era stato permesso loro di mangiarla.\nmangiare.\n\nSegu\u00ec un'altra carrozza fino alla porta di Mr. Cole e fu lieta di vedere che era di Mr.\ndi vedere che era quella di Mr. Knightley, perch\u00e9 Mr. Knightley non teneva cavalli,\nnon ha cavalli, ha pochi soldi da parte e molta salute, attivit\u00e0 e indipendenza.\ndi salute, di attivit\u00e0 e di indipendenza, era troppo incline, secondo Emma, a spostarsi come poteva,\ne a non usare la carrozza cos\u00ec spesso come faceva il proprietario dell'Abbazia di Donwell.\nLei ebbe l'occasione di esprimere la sua approvazione a caldo, perch\u00e9 lui si ferm\u00f2 a porgergli una mano.\ncuore, perch\u00e9 lui si ferm\u00f2 per porgerle la mano.\n\n Sta arrivando come si dovrebbe fare, disse lei; come un gentiluomo. Sono\nfelice di vederti.\n\nLui la ringrazi\u00f2, osservando: \"Che fortuna che siamo arrivati nello stesso momento!\nperch\u00e9, se ci fossimo incontrati prima in salotto, dubito che\ndubito che mi avreste considerato un gentiluomo pi\u00f9 del solito. Forse\nnon avreste potuto distinguere il mio arrivo dal mio aspetto o dai miei modi.\n\n S\u00ec, dovrei, sono sicuro che dovrei. C'\u00e8 sempre uno sguardo di\ncoscienza o di agitazione quando le persone si presentano in un modo che sanno essere\nnon \u00e8 all'altezza. Voi credete di cavarvela molto bene, oserei dire, ma\ncon voi \u00e8 una sorta di spavalderia, un'aria di indifferenza affettata; lo osservo sempre ogni volta che vi incontro sotto\nLo osservo sempre ogni volta che vi incontro in queste circostanze. Ora\nnon avete nulla da provare. Non avete paura di essere considerati\nvergognarsi. Non vi sforzate di sembrare pi\u00f9 alti di chiunque altro. Ora\nsar\u00f2 davvero felice di entrare nella stessa stanza con voi.\n\n Ragazza insensata! fu la sua risposta, ma per nulla arrabbiata.\n\nEmma aveva motivo di essere soddisfatta sia del resto del gruppo che di Mr.\ncon Mr. Knightley. Era stata accolta con un rispetto cordiale che non poteva\nnon poteva che farle piacere, e le furono date tutte le conseguenze che poteva desiderare. Quando\nWeston arrivarono, i pi\u00f9 gentili sguardi d'amore e la pi\u00f9 forte ammirazione furono per lei\ndi ammirazione sia da parte del marito che della moglie; il figlio le si avvicin\u00f2 con\nfiglio si avvicin\u00f2 a lei con un'allegra foga che la indicava come il suo oggetto peculiare,\ne a cena lo trov\u00f2 seduto accanto a lei e, come lei credeva fermamente,\nnon senza una certa destrezza da parte sua.\n\nLa comitiva era piuttosto numerosa, in quanto comprendeva un'altra famiglia, una vera e propria famiglia di campagna\nfamiglia di campagna, che i coniugi Coles avevano avuto il vantaggio di\ndi nominare tra le loro conoscenze, e la parte maschile della famiglia del signor Cox,\nl'avvocato di Highbury. Le donne meno degne dovevano arrivare in serata, con Miss Bates, Miss Cox e\nsera, con Miss Bates, Miss Fairfax e Miss Smith; ma gi\u00e0 a cena erano troppo numerose per\ncena, erano troppo numerose perch\u00e9 qualsiasi argomento di conversazione potesse essere\ngenerale; e, mentre si parlava di politica e di Mr. Elton, Emma pot\u00e9 dedicare\nEmma poteva tranquillamente dedicare tutta la sua attenzione alla piacevolezza della sua\nvicina. Il primo suono distante a cui si sent\u00ec obbligata ad assistere\na cui si sent\u00ec obbligata a prestare attenzione, fu il nome di Jane Fairfax. Sembrava che Mrs. Cole stesse raccontando\nqualcosa di lei che si preannunciava molto interessante. Ascolt\u00f2\nascolt\u00f2 e trov\u00f2 che valeva la pena ascoltarlo. Quella parte molto cara a\nEmma, la sua fantasia, ricevette un divertente rifornimento. Mrs. Cole stava raccontando che\nche era andata a trovare Miss Bates e che, appena entrata nella stanza, era stata colpita dalla vista di un pianoforte\nera stata colpita dalla vista di un pianoforte dall'aspetto molto elegante.\nuno strumento dall'aspetto molto elegante, non un pianoforte a coda, ma un pianoforte quadrato di grandi dimensioni.\nsostanza della storia, la fine di tutto il dialogo che ne segu\u00ec di\ndi stupore, di domande, di congratulazioni da parte di lei e di\nspiegazioni da parte della signorina Bates, fu che questo pianoforte era arrivato\nda Broadwood il giorno prima, con grande stupore di zia e nipote, del tutto inaspettato.\nzia e della nipote, del tutto inaspettato; all'inizio, secondo il racconto di Miss Bates,\nJane stessa era piuttosto confusa, sconcertata al pensiero di chi avesse potuto\nchi potesse averla ordinata, ma ora erano entrambe perfettamente convinte\nche poteva provenire da una sola parte; ovviamente doveva essere del\nColonnello Campbell.\n\n Non si pu\u00f2 supporre nient'altro, aggiunse Mrs. Cole, e io mi meravigliai solo che potesse esserci un dubbio.\nsorpreso che potesse esserci un dubbio. Ma Jane, a quanto pare,\nabbia ricevuto una lettera da loro molto recentemente, e non \u00e8 stata detta una parola al riguardo.\nLei conosce meglio di tutti i loro modi di fare; ma non dovrei considerare il loro silenzio come\nmotivo per cui non intendano fare il regalo. Potrebbero scegliere\ndi sorprenderla.\n\nLa signora Cole ha trovato molti d'accordo con lei; tutti coloro che sono intervenuti sull'argomento sono stati ugualmente convinti che la notizia dovesse provenire dal colonnello Campbell.\ntutti gli intervenuti erano ugualmente convinti che il regalo provenisse dal Colonnello Campbell,\nCampbell e si rallegravano allo stesso modo per il fatto che fosse stato fatto un regalo del genere.\nabbastanza pronti a parlare da permettere a Emma di pensare a modo suo e di ascoltare Mrs.\nascoltare Mrs. Cole.\n\n Dichiaro che non so quando ho sentito qualcosa che mi ha dato pi\u00f9 soddisfazione!\npi\u00f9 soddisfazione! Mi ha sempre fatto male il fatto che Jane Fairfax, che\nsuona cos\u00ec deliziosamente, non avesse uno strumento. Mi \u00e8 sembrato un vero peccato\npeccato, soprattutto se si considera quante case ci sono in cui gli strumenti\nstrumenti vengono assolutamente buttati via. \u00c8 come darsi uno schiaffo, certo!\nschiaffo, per essere sicuri! E proprio ieri stavo dicendo a Mr.\nche mi vergognavo davvero a guardare il nostro nuovo pianoforte a coda in salotto.\nsalotto, mentre non so distinguere una nota dall'altra, e le nostre piccole\nbambine, che hanno appena iniziato, forse non ne faranno mai nulla.\ne la povera Jane Fairfax, che \u00e8 l'amante della musica, non ha\nstrumento, nemmeno la vecchia spinetta pi\u00f9 pietosa del mondo, per amministrare\nvecchia spinetta del mondo, con cui divertirsi. Lo dicevo a Mr.\nCole proprio ieri, e lui era perfettamente d'accordo con me; solo che \u00e8 cos\u00ec\nparticolarmente appassionato di musica che non ha potuto fare a meno di concedersi all'acquisto, sperando che\nacquisto, sperando che qualcuno dei nostri buoni vicini possa essere cos\u00ec\ngentili da farne un uso migliore di quello che possiamo farne noi.\n\u00e8 davvero il motivo per cui lo strumento \u00e8 stato acquistato, altrimenti sono sicuro che dovremmo\naltrimenti sono sicuro che dovremmo vergognarcene. Speriamo vivamente che Miss Woodhouse\npossa essere convinta a provarlo questa sera.\n\nMiss Woodhouse fece la debita acquiescenza e, constatando che nulla doveva\nche non si poteva trarre altro da nessuna comunicazione della signora Cole, si rivolse a Frank Churchill.\na Frank Churchill.\n\n Perch\u00e9 sorridi? disse lei.\n\n No, perch\u00e9 lo fai?\n\n Io! Suppongo di sorridere per il piacere che il colonnello sia cos\u00ec ricco\ne cos\u00ec liberale. \u00c8 un bel regalo.\n\n Molto.\n\n Mi meraviglio piuttosto che non sia mai stato realizzato prima.\n\n Forse Miss Fairfax non ha mai soggiornato qui cos\u00ec a lungo.\n\n O che non le abbia concesso l'uso del loro stesso strumento che deve\nche ora deve essere chiuso a Londra, non toccato da nessuno.\n\n Quello \u00e8 un pianoforte a coda e potrebbe ritenerlo troppo grande per la casa di Mrs.\nBates.\n\n Potete dire quello che volete, ma il vostro volto testimonia che i vostri pensieri su questo argomento sono molto simili ai miei.\npensiero su questo argomento \u00e8 molto simile al mio.\n\n Non lo so. Credo piuttosto che mi stiate dando pi\u00f9 credito di acutezza\nacutezza di quanto non meriti. Sorrido perch\u00e9 voi sorridete, e probabilmente sospetter\u00f2\nsospettare qualsiasi cosa io ritenga che voi sospettiate; ma al momento non vedo che cosa\ncosa ci sia da mettere in dubbio. Se il colonnello Campbell non \u00e8 la persona, chi pu\u00f2 esserlo?\nessere?\n\n Cosa dire alla signora Dixon?\n\n Mrs. Dixon! \u00c8 proprio vero. Non avevo pensato alla signora Dixon. Lei\ndeve sapere bene quanto suo padre, quanto sarebbe accettabile uno strumento;\ne forse la modalit\u00e0, il mistero, la sorpresa, sono pi\u00f9 simili a un progetto di una giovane donna che di un uomo anziano.\ngiovane donna che a un uomo anziano. \u00c8 la signora Dixon, oserei dire.\ndire che \u00e8 la signora Dixon. Vi ho detto che i vostri sospetti avrebbero guidato i miei.\n\n Se \u00e8 cos\u00ec, dovete estendere i vostri sospetti e comprendere _Mr_. Dixon in\nin essi.\n\n Signor Dixon. Molto bene. S\u00ec, ho capito subito che deve essere il regalo congiunto\nregalo congiunto dei signori Dixon. Parlavamo l'altro giorno,\nche lui \u00e8 un caloroso ammiratore della sua esibizione.\n\n S\u00ec, e quello che mi avete detto a questo proposito ha confermato un'idea che mi ero gi\u00e0\navuto in precedenza. Non intendo criticare le buone intenzioni del signor Dixon o della signorina Fairfax.\ndel signor Dixon o della signorina Fairfax, ma non posso fare a meno di sospettare\nche, dopo aver fatto le sue proposte alla sua amica, abbia avuto la sfortuna di\nsfortuna di innamorarsi di _lei_, oppure che si sia reso conto di un piccolo\nun po' di attaccamento da parte di lei. Si potrebbero ipotizzare venti cose senza\nsenza indovinare esattamente quella giusta; ma sono sicuro che ci deve essere una causa particolare\nmotivo per cui ha scelto di venire a Highbury invece di andare con i Campbell in Irlanda.\nCampbell in Irlanda. Qui deve condurre una vita di privazioni e penitenze.\npenitenza; l\u00ec sarebbe stato tutto un divertimento. Per quanto riguarda la pretesa di\nprovare la sua aria nativa, la considero una mera scusa. In estate\nd'estate avrebbe potuto passare; ma cosa pu\u00f2 fare l'aria nativa di una persona in\nmesi di gennaio, febbraio e marzo? Fuochi e carrozze buone\nsarebbero molto pi\u00f9 utili nella maggior parte dei casi di salute delicata, e oserei dire anche in quella di lei.\nNon pretendo che voi adottiate tutti i miei sospetti,\nanche se fate una cos\u00ec nobile professione di farlo, ma vi dico onestamente quali sono.\nonestamente vi dico quali sono.\n\n E, parola mia, hanno un'aria di grande probabilit\u00e0. La preferenza del signor Dixon\nMr. Dixon preferisce la sua musica a quella dell'amico, posso rispondere che \u00e8 molto\ndecisa.\n\n E poi le ha salvato la vita. Ne avete mai sentito parlare? Una festa in acqua;\ne per qualche incidente lei stava cadendo in mare. Lui la prese.\n\n L'ha fatto. Ero presente alla festa.\n\n Lo sei stato davvero? Bene! Ma naturalmente non hai osservato nulla, perch\u00e9\nsembra essere un'idea nuova per voi. Se fossi stato l\u00ec, credo che avrei dovuto\navrei fatto delle scoperte.\n\n Oserei dire che lo fareste; ma io, semplice io, non ho visto altro che il fatto che Miss Fairfax \u00e8 stata quasi sbalzata fuori dalla nave e che Mr.\nMiss Fairfax \u00e8 stata quasi sbalzata fuori dal vascello e che Mr. Dixon\nDixon l'ha afferrata. \u00c8 stato il lavoro di un attimo. E anche se il conseguente\nshock e l'allarme che ne derivarono furono molto grandi e molto pi\u00f9 duraturi.\nche sia passata mezz'ora prima che qualcuno di noi si sentisse di nuovo a proprio agio, tuttavia quella\nera una sensazione troppo generalizzata perch\u00e9 si potesse osservare un'ansia particolare\nosservabile. Non voglio dire, tuttavia, che non avreste potuto fare delle scoperte.\nscoperte.\n\nLa conversazione \u00e8 stata qui interrotta. Sono stati chiamati a condividere l'imbarazzo di un\ndi un intervallo piuttosto lungo tra una portata e l'altra, e\ne obbligati a essere formali e ordinati come gli altri; ma quando il tavolo fu di nuovo coperto in modo sicuro, quando ogni piatto\ntavola era di nuovo coperta in modo sicuro, quando ogni piatto era posizionato in modo\nesattamente, e l'occupazione e l'agio furono generalmente ripristinati, Emma disse\nEmma disse,\n\n L'arrivo di questo pianoforte \u00e8 per me decisivo. Volevo saperne di pi\u00f9\ne questo mi dice abbastanza. Ci credo, presto sapremo che \u00e8 un regalo\npresto sentiremo che \u00e8 un regalo dei signori Dixon.\n\n E se i Dixon dovessero negare assolutamente di esserne a conoscenza, dobbiamo\nconcludere che proviene dai Campbell.\n\n No, sono sicura che non viene dai Campbell. Miss Fairfax sa che non \u00e8\nnon \u00e8 da parte dei Campbell, altrimenti li avrebbe indovinati subito. Non sarebbe stata\nnon sarebbe rimasta perplessa, se avesse osato fissarli. Forse non vi ho\nforse non vi avr\u00f2 convinti, ma io stesso sono perfettamente convinto che Mr.\nDixon sia il mandante dell'affare.\n\n In effetti mi ferite se mi ritenete poco convinto. I vostri ragionamenti\nportano con s\u00e9 il mio giudizio. All'inizio, mentre credevo che\nche il colonnello Campbell fosse il donatore, l'ho vista solo come una\npaterna, e pensavo che fosse la cosa pi\u00f9 naturale del mondo.\nMa quando avete menzionato la signora Dixon, ho pensato quanto fosse pi\u00f9 probabile che\nche si trattasse del tributo di una calda amicizia femminile. E ora non riesco a vederlo\nsotto altra luce se non quella di un'offerta d'amore.\n\nNon c'\u00e8 stata occasione di insistere ulteriormente sulla questione. La convinzione\nsembrava reale; lui aveva l'aria di sentirla. Lei non disse altro, altri argomenti\naltri argomenti; e il resto della cena pass\u00f2; il dessert si sussegu\u00ec, i bambini entrarono e vennero chiacchierati e ammirati.\nIl dessert si sussegu\u00ec, i bambini entrarono e vennero intrattenuti e ammirati\ncon i quali si parlava e si ammirava, con il solito ritmo di conversazione.\nsciocchezze, ma per la maggior parte n\u00e9 l'una n\u00e9 l'altra cosa\nn\u00e9 l'una n\u00e9 l'altra cosa, niente di peggio che osservazioni quotidiane, ripetizioni noiose, vecchie\nnotizie e battute pesanti.\n\nLe signore non erano rimaste a lungo nel salotto, prima che arrivassero le altre\nsignore, nelle loro diverse divisioni, arrivassero. Emma osserv\u00f2 l'ingresso\ndella sua piccola amica in particolare; e se non poteva esultare per la sua\ndignit\u00e0 e della grazia, non solo poteva amare la dolcezza e i modi\nla sua dolcezza e i suoi modi disinvolti, ma si rallegrava di cuore di quella luce,\nallegra e priva di sentimentalismi che le consentiva di avere tanti\nalleviamenti di piacere, in mezzo alle pene dell'affetto deluso.\naffetto deluso. Era seduta l\u00ec e chi avrebbe mai immaginato quante lacrime\naveva versato ultimamente? Essere in compagnia, ben vestita e vedere gli altri ben vestiti, sedersi\ne vedere gli altri ben vestiti, sedersi e sorridere e apparire carina, e non dire nulla, era sufficiente per la felicit\u00e0 di\nnulla, era sufficiente per la felicit\u00e0 dell'ora presente. Jane Fairfax\nsembrava e si muoveva in modo superiore; ma Emma sospettava che avrebbe potuto essere felice di\ndi cambiare i sentimenti con Harriet, molto contenta di aver acquistato la\nmortificazione di aver amato s\u00ec, di aver amato invano anche Mr. Elton\nElton invano, con la rinuncia a tutto il pericoloso piacere di sapersi\namata dal marito della sua amica.\n\nIn una festa cos\u00ec numerosa non era necessario che Emma si avvicinasse a lei.\nNon voleva parlare del pianoforte, si sentiva troppo coinvolta nel segreto, per ritenere giusta l'apparenza di curiosit\u00e0 o interesse.\nsegreto, per ritenere giusta l'apparenza di curiosit\u00e0 o interesse,\ne quindi si tenne volutamente a distanza; ma grazie agli altri, l'argomento fu quasi immediatamente\nl'argomento fu introdotto quasi subito, e vide il rossore della coscienza con cui\nconsapevolezza con cui venivano accolte le congratulazioni, il rossore della\ndi colpa che accompagnava il nome del mio eccellente amico, il colonnello Campbell.\nCampbell.\n\nMrs. Weston, gentile e musicale, era particolarmente interessata alla circostanza.\nLa circostanza era particolarmente interessante per Mrs Weston, ed Emma non poteva fare a meno di essere divertita dalla sua\nperseveranza nel soffermarsi sull'argomento; e avendo cos\u00ec tante cose da chiedere e da dire su tono, tocco e pedale\nda chiedere e da dire sul tono, sul tocco e sul pedale, del tutto insospettita dal desiderio\ndi dire il meno possibile al riguardo, che leggeva chiaramente nel volto della bella\nsul volto della bella eroina.\n\nA loro si unirono presto alcuni gentiluomini e il primo dei primi fu Frank Churchill.\nprimi fu Frank Churchill. Entr\u00f2, il primo e il pi\u00f9\npi\u00f9 bello; e dopo aver fatto i suoi complimenti en passant a Miss Bates\nBates e a sua nipote, si diresse direttamente al lato opposto del cerchio, dove sedeva Miss Woodhouse.\ndove sedeva Miss Woodhouse; e finch\u00e9 non fosse riuscito a trovare un posto accanto a lei,\nnon si sarebbe seduto affatto. Emma cap\u00ec cosa dovevano pensare tutti i presenti.\npensare. Lei era il suo oggetto e tutti dovevano percepirlo. Lo present\u00f2 alla sua amica, la signorina Smith.\nlo present\u00f2 alla sua amica, la signorina Smith, e, nei momenti opportuni\ne, nei momenti opportuni, sent\u00ec cosa ognuno pensava dell'altro.  Non aveva mai visto un viso cos\u00ec\nun viso cos\u00ec bello, ed era deliziato dalla sua na veterinaria.  E lei, solo per essere sicura che\nsolo per essere sicura di fargli un complimento troppo grande, ma pensava che ci fossero\nche ci fossero degli sguardi che assomigliavano un po' a Mr. Elton.  Emma trattenne la sua\nindignazione e si allontan\u00f2 da lei in silenzio.\n\nSorrisi di intesa passarono tra lei e il gentiluomo al primo\nsguardo verso Miss Fairfax; ma fu molto prudente evitare di parlare.\nLui le disse che era impaziente di lasciare la sala da pranzo e che, dopo essersi seduto a lungo, era sempre il primo a muoversi quando poteva.\nseduto a lungo era sempre il primo a muoversi quando poteva, che suo padre, Mr.\npadre, Mr. Knightley, Mr. Cox e Mr. Cole, erano rimasti molto occupati nelle\nche il tempo in cui era rimasto era stato abbastanza piacevole, perch\u00e9 li aveva trovati\nabbastanza piacevole, dato che li aveva trovati in generale un insieme di\ngentiluomini e di buon senso; e che aveva parlato cos\u00ec bene di Highbury\nche Emma cominci\u00f2 a pensare di essere abituata a disprezzare la sua famiglia.\nche Emma cominci\u00f2 a pensare di essere stata abituata a disprezzare il posto in modo eccessivo. Lei\ninterrogarlo sulla societ\u00e0 dello Yorkshire, sull'estensione dei dintorni di Enscombe e sulla\ndi Enscombe e simili; e dalle sue risposte pot\u00e9 capire che, per quanto riguardava Enscombe\nrisposte che, per quanto riguardava Enscombe, c'era ben poco\nche le loro visite si svolgevano tra una serie di grandi famiglie,\ne che anche quando si fissavano i giorni e si accettavano gli inviti, c'era la possibilit\u00e0 che\ninviti, c'era la possibilit\u00e0 che la signora Churchill non fosse in salute e di spirito per andarci.\nChurchill non fosse in salute e di buon umore per andarci; che si impegnavano a non visitare nessuna nuova\ne che, anche se lui aveva i suoi impegni, non era\nsenza difficolt\u00e0, e senza un notevole impegno, che potesse\nsenza difficolt\u00e0, senza un notevole indirizzo, riusciva ad allontanarsi o a presentare un conoscente per una notte.\n\nVedeva che Enscombe non poteva soddisfare, e che Highbury, preso al meglio, avrebbe potuto ragionevolmente piacere a un giovane uomo che aveva una vita pi\u00f9 ritirata.\nal suo meglio, poteva ragionevolmente piacere a un giovane uomo che aveva pi\u00f9\na casa pi\u00f9 di quanto gli piacesse. La sua importanza a Enscombe era molto evidente. Non si vantava\nnon si vant\u00f2, ma si trad\u00ec naturalmente, di aver convinto sua zia\nsua zia laddove lo zio non poteva fare nulla, e quando lei rideva e se ne accorgeva\ne se ne accorgeva, ammetteva di credere che (tranne in un paio di punti) avrebbe potuto\ndi poterla persuadere con il tempo a qualsiasi cosa. Uno di quei punti su cui\nche la sua influenza non riusciva a esercitare, fu poi menzionato. Aveva desiderato molto\ndi andare all'estero, era stato molto desideroso di poter viaggiare, ma lei non ne voleva sapere.\nlei non ne voleva sapere. Questo era accaduto l'anno precedente. Adesso_, disse, cominciava a non\ndisse, cominciava a non avere pi\u00f9 lo stesso desiderio.\n\nIl punto inoppugnabile, che lui non ha menzionato, Emma ha intuito che si trattava di\nla buona condotta nei confronti del padre.\n\n Ho fatto una scoperta molto spiacevole\", disse dopo una breve pausa.\n Sono qui da una settimana, domani la met\u00e0 del mio tempo. Non ho mai visto i giorni volare\ncos\u00ec velocemente. Una settimana a domani! E ho appena cominciato a divertirmi. Ma\nho appena fatto conoscenza con Mrs. Weston e altri! Odio il\nricordo.\n\n Forse ora comincerete a rimpiangere di aver speso un giorno intero, su pochi\ndi pochi, per tagliarvi i capelli.\n\n No, disse sorridendo, non \u00e8 affatto un argomento di cui pentirsi. Non ho alcun piacere\npiacere di vedere i miei amici, a meno che non mi ritenga in grado di essere\nvisto.\n\nEssendo il resto dei gentiluomini nella stanza, Emma si trov\u00f2 costretta ad allontanarsi da lui per qualche minuto\nobbligata a distogliersi da lui per qualche minuto e ad ascoltare Mr. Cole.\nQuando Mr. Cole si allontan\u00f2 e la sua attenzione pot\u00e9 tornare come prima, vide Frank Churchill che guardava intensamente la stanza\nprima, vide Frank Churchill che guardava intensamente dall'altra parte della stanza\nMiss Fairfax, che era seduta esattamente di fronte.\n\n Che cosa c'\u00e8?\n\nHa iniziato.  Grazie per avermi svegliato\", rispose.  Credo di essere stato\nmolto scortese; ma in realt\u00e0 la signorina Fairfax si \u00e8 acconciata i capelli in un modo cos\u00ec strano\nmodo cos\u00ec strano che non riesco a distogliere lo sguardo da lei. Non ho mai visto\nmai visto nulla di cos\u00ec strano! Quei riccioli! Dev'essere una sua fantasia. I\nnon vedo nessun'altra che le assomigli! Devo andare a chiederle se \u00e8\nuna moda irlandese. Lo faccio? S\u00ec, lo far\u00f2. Dichiaro che lo far\u00f2 e vedrai come la prende.\nvedrai come la prende, se si colora.\n\nSe ne and\u00f2 subito; ed Emma lo vide subito in piedi davanti a Miss Fairfax, che le parlava.\nFairfax e che le parlava; ma per quanto riguarda l'effetto che ebbe sulla giovane donna, dato che\nsi era impropriamente posizionato esattamente tra loro, esattamente di fronte a Miss Fairfax, non riusc\u00ec assolutamente a distinguere nulla.\ndi fronte a Miss Fairfax, non riusc\u00ec a distinguere assolutamente nulla.\n\nPrima che potesse tornare alla sua sedia, questa fu presa dalla signora Weston.\n\n Questo \u00e8 il lusso di una grande festa, disse lei: ci si pu\u00f2 avvicinare ad\nogni persona e dire ogni cosa. Mia cara Emma, desidero parlare con te.\ncon te. Ho fatto delle scoperte e dei progetti, proprio come te.\ne devo raccontarli finch\u00e9 l'idea \u00e8 fresca. Sai come sono arrivate\nBates e sua nipote sono arrivate qui?\n\n Come? Sono stati invitati, no?\n\n Ma come sono stati portati fin qui, come sono arrivati?\narrivo?\n\n Hanno camminato, concludo. In quale altro modo potevano venire?\n\n Molto vero. Beh, poco fa mi \u00e8 venuto in mente quanto sarebbe triste\nsarebbe stato che Jane Fairfax tornasse a casa a piedi, a notte fonda, e\nfredda come le notti di adesso. E mentre la guardavo, anche se non l'avevo mai vista\nnon l'ho mai vista cos\u00ec bene, mi ha colpito il fatto che fosse accaldata e quindi\ne che quindi sarebbe stata particolarmente soggetta a raffreddarsi. Povera ragazza! Non potevo\nnon potevo sopportarne l'idea; cos\u00ec, non appena il signor Weston entr\u00f2 nella stanza,\ne potei raggiungerlo, gli parlai della carrozza. Potete\ncome si sia subito adeguato ai miei desideri; e avendo la sua approvazione, mi diressi direttamente da Miss Bates.\ne avendo la sua approvazione, mi diressi direttamente da Miss Bates, per assicurarle che la carrozza\nche la carrozza sarebbe stata al suo servizio prima di riportarci a casa, perch\u00e9 pensavo che\nche l'avrebbe fatta sentire subito a suo agio. Buonanima! Era il pi\u00f9 grata possibile.\npossibile, potete starne certi.  Nessuno \u00e8 mai stato cos\u00ec fortunato come lei!\nma con molti, molti ringraziamenti non c'era occasione di disturbarci, perch\u00e9 Mr.\nperch\u00e9 la carrozza di Mr. Knightley li aveva portati e li avrebbe riportati a casa.\ndi nuovo a casa.  Ero abbastanza sorpreso; molto contento, sono sicuro, ma davvero molto\nsorpreso. Un'attenzione cos\u00ec gentile e cos\u00ec premurosa!\nun'attenzione cos\u00ec gentile e cos\u00ec premurosa! Il genere di cose che pochi uomini penserebbero di fare. E, in\nInsomma, conoscendo i suoi soliti modi di fare, sono molto incline a pensare\nche la carrozza sia stata usata proprio per loro. Ho il sospetto\nsospetto che non avrebbe avuto un paio di cavalli per s\u00e9, e che\nche fosse solo una scusa per assisterli.\n\n Molto probabilmente, disse Emma, niente di pi\u00f9 probabile. Non conosco uomo pi\u00f9\ndi Mr. Knightley di fare il tipo di cosa che fa una qualsiasi cosa\ndavvero di buon carattere, utile, premuroso o benevolo. Non \u00e8 un\nuomo galante, ma \u00e8 molto umano; e questo, considerando la cattiva salute di Jane\nFairfax, gli sembrerebbe un caso di umanit\u00e0; e per un atto di non ostentazione\nper un atto di gentilezza non ostentata, non c'\u00e8 nessuno a cui farei riferimento\npi\u00f9 di Mr. Knightley. So che oggi aveva i cavalli, perch\u00e9 siamo arrivati insieme.\ne io l'ho deriso, ma lui non ha detto una parola che potesse tradire.\nche potesse tradire.\n\n Ebbene, disse Mrs. Weston, sorridendo, in questo caso lei gli d\u00e0 credito di pi\u00f9\nsemplice e disinteressata benevolenza in questo caso di quanto non faccia io; perch\u00e9 mentre Miss Bates parlava\nMiss Bates stava parlando, un sospetto mi \u00e8 balenato in testa e non sono pi\u00f9\nnon sono pi\u00f9 riuscito a toglierlo. Pi\u00f9 ci penso, pi\u00f9 mi sembra\nprobabile. In breve, ho creato una corrispondenza tra Mr.\nKnightley e Jane Fairfax. Vedete la conseguenza di tenervi\ncompagnia! Cosa ne pensate?\n\n Mr. Knightley e Jane Fairfax! esclam\u00f2 Emma.  Cara Mrs. Weston,\ncome avete potuto pensare una cosa del genere? Mr. Knightley! Il signor Knightley non deve\nnon sposarsi! Non vorrete che il piccolo Henry sia tagliato fuori da Donwell? Oh!\nNo, no, Henry deve avere Donwell. Non posso assolutamente acconsentire al matrimonio di Mr.\nKnightley si sposi; e sono certa che non sia affatto probabile. Sono\nstupita che abbiate pensato a una cosa del genere.\n\n Mia cara Emma, ti ho detto cosa mi ha portato a pensarci. Non voglio\nnon voglio il matrimonio, non voglio ferire il caro piccolo Henry, ma l'idea mi \u00e8 stata data dalle circostanze.\nmi \u00e8 stata data dalle circostanze; e se Mr. Knightley desiderasse veramente\nse Mr. Knightley volesse davvero sposarsi, non vorreste che si astenesse per colpa di Henry, un bambino di\nsei anni, che non sa nulla della questione?\n\n S\u00ec, lo farei. Non potrei sopportare che Henry venga soppiantato. Signor Knightley\nsposarsi! No, non ho mai avuto un'idea del genere, e non posso adottarla ora.\nE anche Jane Fairfax, tra tutte le donne!\n\n Anzi, \u00e8 sempre stata la prima favorita di lui, come ben sapete.\nsapete.\n\n Ma l'imprudenza di un tale incontro!\n\n Non parlo della sua prudenza, ma solo della sua probabilit\u00e0.\n\n Non vedo alcuna probabilit\u00e0, a meno che non abbiate un fondamento migliore di quello che\ndi quello che citate. La sua bont\u00e0 d'animo, la sua umanit\u00e0, come vi ho detto, sarebbe\nsarebbero sufficienti a giustificare i cavalli. Ha un grande rispetto per i\ni Bates, lo sapete, indipendentemente da Jane Fairfax, ed \u00e8 sempre contento\ndi mostrare loro attenzione. Mia cara Mrs. Weston, non prendete in considerazione\na fare matrimoni. Lo fai molto male. Jane Fairfax padrona dell'Abbazia!\nAbbazia! Oh! No, no; ogni sentimento si rivolta. Per il suo bene, non vorrei\nche facesse una cosa cos\u00ec folle.\n\n Imprudente, se volete, ma non pazzo. A parte la disuguaglianza di fortuna,\ne forse un po' di disparit\u00e0 di et\u00e0, non vedo nulla di inadatto.\n\n Ma il signor Knightley non vuole sposarsi. Sono sicura che non ne ha la minima\nminima idea di farlo. Non metteteglielo in testa. Perch\u00e9 dovrebbe sposarsi? Lui\n\u00c8 il pi\u00f9 felice possibile da solo, con la sua fattoria, le sue pecore, la sua biblioteca e tutta la parrocchia da gestire.\nbiblioteca, e tutta la parrocchia da gestire; ed \u00e8 estremamente affezionato ai figli di suo fratello.\nfigli di suo fratello. Non ha alcuna occasione di sposarsi, n\u00e9 per riempire\nn\u00e9 per riempire il suo tempo n\u00e9 per riempire il suo cuore.\n\n Mia cara Emma, finch\u00e9 lui la pensa cos\u00ec, \u00e8 cos\u00ec; ma se ama veramente\nama Jane Fairfax\n\n Sciocchezze! Non gli importa di Jane Fairfax. Nel senso dell'amore, sono\nsono sicura che non lo fa. Non farebbe del bene a lei o alla sua famiglia, ma...\n\n Beh, disse Mrs. Weston, ridendo, forse il bene pi\u00f9 grande che potrebbe\nsarebbe quello di dare a Jane una casa cos\u00ec rispettabile.\n\n Se sarebbe un bene per lei, sono sicuro che sarebbe un male per lui; un legame molto vergognoso e degradante.\nun legame molto vergognoso e degradante. Come potrebbe sopportare che Miss\nBates a lui? Che lei si aggiri per l'Abbazia e lo ringrazi per tutto il giorno\ne lo ringraziasse tutto il giorno per la sua grande gentilezza nello sposare Jane? Cos\u00ec gentile\ne servizievole! Ma lui era sempre stato un vicino molto gentile!  E\ne poi volare via, per met\u00e0 frase, verso la vecchia sottoveste di sua madre.\n Non che fosse una sottoveste molto vecchia, perch\u00e9 sarebbe durata ancora un bel po'.\nsarebbe durata per un bel po' e, anzi, deve dire con gratitudine che le loro\nsottovesti erano tutte molto resistenti.\n\n Vergogna, Emma! Non imitarla. Mi fai andare contro la mia\ncoscienza. E, sulla mia parola, non credo che Mr Knightley sarebbe\nmolto disturbato dalla signorina Bates. Le piccole cose non lo irritano. Lei\npotrebbe continuare a parlare; e se volesse dire qualcosa lui stesso, non farebbe altro che\nparlare pi\u00f9 forte, e annegare la voce di lei. Ma la questione non \u00e8 se sia\nse sarebbe un legame negativo per lui, ma se lo desidera; e io credo che lo desideri.\nche lo voglia. L'ho sentito parlare, e anche voi dovete farlo, molto bene di Jane Fairfax!\nJane Fairfax! L'interesse che nutre per lei, la sua ansia per la sua salute, la sua preoccupazione\nla sua preoccupazione per la sua salute, la sua preoccupazione che lei non abbia prospettive pi\u00f9 felici! L'ho sentito\nsentito esprimersi cos\u00ec calorosamente su questi punti! Un tale ammiratore della\ndella sua esecuzione al pianoforte e della sua voce! L'ho sentito\nche avrebbe potuto ascoltarla per sempre. Oh! E avevo quasi dimenticato\nun'idea che mi \u00e8 venuta in mente, questo pianoforte che \u00e8 stato\ninviato qui da qualcuno, sebbene fossimo tutti cos\u00ec soddisfatti di considerarlo un regalo dei Campb.\ndi considerarlo un regalo dei Campbell, non potrebbe essere di Mr.\nKnightley? Non posso fare a meno di sospettare di lui. Penso che sia proprio la persona\nper farlo, anche senza essere innamorato.\n\n Allora non pu\u00f2 essere un argomento per dimostrare che \u00e8 innamorato. Ma non credo\ncredo che sia una cosa probabile per lui. Il signor Knightley non fa\nnulla di misterioso.\n\n L'ho sentito lamentarsi pi\u00f9 volte del fatto che non avesse uno strumento;\npi\u00f9 spesso di quanto supponessi che una simile circostanza gli sarebbe capitata, nel comune\ncorso delle cose, gli venisse in mente.\n\n Molto bene; e se avesse avuto intenzione di dargliene uno, glielo avrebbe detto.\ncos\u00ec.\n\n Potrebbero esserci scrupoli di delicatezza, mia cara Emma. Ho la forte impressione\nforte l'idea che provenga da lui. Sono certa che sia stato particolarmente\nsilenzioso quando la signora Cole ce ne ha parlato a cena.\n\n Prendete un'idea, Mrs. Weston, e ve la fate scappare, come mi avete\nmolte volte mi avete rimproverato di farlo. Non vedo segni di attaccamento.\nCredo che niente del pianoforte e solo una prova mi convincer\u00e0 che Mr.\nMr. Knightley abbia in mente di sposare Jane Fairfax.\n\nSi confrontarono ancora per un po' di tempo allo stesso modo, Emma piuttosto\nEmma guadagnava piuttosto terreno sulla mente della sua amica, perch\u00e9 Mrs. Weston era la pi\u00f9\nMrs. Weston era la pi\u00f9 abituata a cedere; finch\u00e9 un po' di trambusto nella stanza fece capire loro che il t\u00e8 era finito e lo strumento in preparazione.\nche il t\u00e8 era finito e lo strumento in preparazione; e nello stesso momento Mr.\nnello stesso momento Mr. Cole si avvicin\u00f2 per implorare Miss Woodhouse di fare\nl'onore di provarlo. Frank Churchill, di cui, nella\nfrettolosa conversazione con Mrs. Weston, non aveva visto nulla, se non che aveva trovato un\nnulla, se non che aveva trovato posto accanto a Miss Fairfax, segu\u00ec Mr.\nCole, per aggiungere le sue pressanti suppliche; e poich\u00e9, da ogni punto di vista, a Emma conveniva condurre, diede il via alla conversazione.\nEmma si adattava meglio a fare da guida, lei si adegu\u00f2 molto bene.\n\nConosceva troppo bene i limiti dei propri poteri per tentare di fare pi\u00f9 di quanto\ndi pi\u00f9 di quanto potesse fare con merito; non aveva n\u00e9 gusto n\u00e9 spirito\nnelle piccole cose che sono generalmente accettabili, e poteva\naccompagnare bene la propria voce. Un accompagnamento alla sua canzone la sorprese\npiacevolmente di sorpresa un secondo, leggermente ma correttamente ripreso da Frank Churchill.\nChurchill. Il suo perdono \u00e8 stato debitamente implorato alla fine della canzone, e\ne tutto ci\u00f2 che \u00e8 consueto \u00e8 seguito. Gli fu rimproverato di avere una voce deliziosa\nvoce deliziosa e di conoscere perfettamente la musica, cosa che fu opportunamente negata.\nche non sapeva nulla della materia e che non aveva alcuna voce, asserito con forza.\nasserito. Cantavano ancora una volta insieme; poi Emma lasciava il suo posto a Miss Fairfax, la quale\nposto a Miss Fairfax, la cui esibizione, sia vocale che strumentale,\nvocale e strumentale, che non riusc\u00ec mai a nascondere a se stessa, era infinitamente\nsuperiore alla sua.\n\nCon sentimenti contrastanti, si sedette a una piccola distanza dai\nnumeri intorno allo strumento, per ascoltare. Frank Churchill cant\u00f2 di nuovo.\nAvevano cantato insieme una o due volte, a quanto pare, a Weymouth. Ma la\nKnightley tra le persone pi\u00f9 attente, allontan\u00f2 ben presto la met\u00e0 dei pensieri di Emma.\nmente Emma; e cadde in un pensiero sul tema dei sospetti di Mrs. Weston.\nsospetti di Mrs. Weston, a cui il dolce suono delle voci unite\nvoci si interrompevano solo momentaneamente. Le sue obiezioni al matrimonio di Mr.\nKnightley non si attenuarono affatto. Non riusciva a vedere\nnient'altro che il male. Sarebbe stata una grande delusione per Mr. John\nKnightley e di conseguenza per Isabella. Un vero danno per i figli, un\nun cambiamento mortificante e una perdita materiale per tutti loro; una\nuna grande sottrazione al comfort quotidiano del padre e, per quanto riguarda lei stessa, non poteva\nnon poteva sopportare l'idea di Jane Fairfax a Donwell Abbey. Una Mrs.\nKnightley per tutti loro! No, Mr. Knightley non deve mai\nsposarsi. Il piccolo Henry deve rimanere l'erede di Donwell.\n\nA un certo punto Mr. Knightley si volt\u00f2 e venne a sedersi accanto a lei. I due\nall'inizio parlarono solo dello spettacolo. La sua ammirazione era certamente\nmolto calorosa; eppure lei pensava che, se non fosse stato per Mrs. Weston, non l'avrebbe\nl'avrebbe colpita. Come una sorta di pietra di paragone, tuttavia, cominci\u00f2 a parlare della sua\ngentilezza nel portare la zia e la nipote; e sebbene la risposta di lui fosse in\ndi tagliare corto, lei credette che indicasse solo la sua\nche indicasse solo la sua mancanza di volont\u00e0 di soffermarsi su una sua gentilezza.\n\n Spesso mi preoccupo, disse lei, perch\u00e9 non oso rendere la nostra carrozza\npi\u00f9 utile in queste occasioni. Non \u00e8 che mi manchi il desiderio;\nma sai bene quanto mio padre riterrebbe impossibile che James\nJames si metta in viaggio per un simile scopo.\n\n \u00c8 fuori questione, \u00e8 fuori questione, rispose lui.\nrispose; ma lo si deve desiderare spesso, ne sono certo.  E sorrise con un apparente piacere\ncon un apparente piacere alla convinzione che lei dovesse fare un altro passo.\npasso.\n\n Questo regalo da parte dei Campbell, disse lei, questo pianoforte \u00e8 molto\ngentilmente offerto.\n\n S\u00ec, rispose, senza il minimo imbarazzo apparente.\nimbarazzo. Ma avrebbero fatto meglio se l'avessero avvisata.\ndi preavviso. Le sorprese sono cose sciocche. Il piacere non \u00e8\nnon \u00e8 aumentato, e l'inconveniente \u00e8 spesso considerevole. Mi sarei aspettato\nmi sarei aspettato un giudizio migliore dal colonnello Campbell.\n\nDa quel momento, Emma avrebbe potuto giurare che Mr.\nnon si era preoccupato di dare lo strumento. Ma se lui fosse stato completamente\nlibero da un particolare attaccamento, se non ci fosse un'effettiva\npreferenza rimaneva ancora un po' in dubbio. Verso la fine della seconda canzone di Jane\nseconda canzone, la sua voce si fece roca.\n\n Questo andr\u00e0 bene, disse, quando fu finito, pensando ad alta voce che avete\ncantato abbastanza per una sera, ora state tranquilli.\n\nUn'altra canzone, tuttavia, fu presto implorata.  Un'altra; non volevano affaticare Miss Fairfax per nessun motivo\naffaticare Miss Fairfax per nessun motivo e ne chiesero solo un'altra.\nE Frank Churchill si sent\u00ec dire: \"Credo che possiate farcela senza sforzo.\nsenza sforzo; la prima parte \u00e8 davvero insignificante. La forza della\ncanzone cade sulla seconda.\n\nIl signor Knightley si arrabbi\u00f2.\n\n Quell'uomo, disse indignato, non pensa ad altro che a far valere\nla propria voce. Questo non deve essere.  E toccando Miss Bates, che in quel momento\nche in quel momento passava vicino alla signorina Bates, siete pazzo a lasciare che vostra nipote canti\nche vostra nipote si canti a squarciagola in questo modo? Andate e intervenite. Non hanno piet\u00e0 di\nlei.\n\nMiss Bates, in preda all'ansia per Jane, non riusc\u00ec a trattenersi nemmeno per essere\nprima di fare un passo avanti e porre fine a ogni altro canto.\ncanto. Qui si concluse la parte concertistica della serata, perch\u00e9 Miss\nWoodhouse e Miss Fairfax erano le uniche giovani interpreti; ma presto (nel giro di cinque minuti) la proposta di\npresto (nel giro di cinque minuti) la proposta di ballare, che non si sapeva esattamente dove\nda dove fosse nata, fu cos\u00ec efficacemente promossa da Mr. e Mrs. Cole,\nche ogni cosa si stava rapidamente sgomberando per dare il giusto spazio. Mrs.\nWeston, che si dilettava nei suoi balli di campagna, si era seduta e stava iniziando un\nun irresistibile valzer; e Frank Churchill, avvicinandosi con la pi\u00f9\ngalanteria a Emma, le aveva preso la mano e l'aveva condotta in cima.\n\nNell'attesa che gli altri giovani potessero accoppiarsi,\nEmma trov\u00f2 il tempo, nonostante i complimenti che riceveva per la sua voce e il suo gusto, di guardarsi intorno e vedere che fine avesse fatto il signor\nvoce e sul suo gusto, per guardarsi intorno e vedere che fine avesse fatto Mr.\nKnightley. Sarebbe stata una prova. Non era un ballerino in generale. Se\nse ora fosse stato molto attento nel coinvolgere Jane Fairfax, avrebbe potuto far presagire\nqualcosa. Non c'\u00e8 stata alcuna apparizione immediata. No, lui stava parlando con\nMrs. Cole lo guardava indifferente; Jane era stata interpellata da qualcun altro e lui stava ancora parlando con Mrs.\nJane \u00e8 stata interpellata da qualcun altro e lui stava ancora parlando con Mrs.\n\nEmma non era pi\u00f9 in allarme per Henry; il suo interesse era ancora al sicuro; e\ne condusse il ballo con spirito e divertimento genuini. Non si potevano radunare pi\u00f9 di\nnon pi\u00f9 di cinque coppie; ma la rarit\u00e0 e l'improvviso\nrendevano la cosa molto piacevole e lei si trov\u00f2 ben assortita in un\npartner. Erano una coppia che valeva la pena di guardare.\n\nDue balli, purtroppo, erano tutto ci\u00f2 che si poteva concedere. Si stava\nSi stava facendo tardi e Miss Bates era ansiosa di tornare a casa, per conto della madre.\nmadre. Dopo alcuni tentativi, quindi, di ottenere il permesso di ricominciare, furono costretti a ringraziare Mrs.\ndi ricominciare, furono costrette a ringraziare Mrs. Weston, con aria dispiaciuta,\ne fare cos\u00ec.\n\n Forse \u00e8 meglio cos\u00ec, disse Frank Churchill, mentre accompagnava Emma alla carrozza.\ncarrozza.  Avrei dovuto chiedere a Miss Fairfax, e la sua danza languida\nnon sarebbe stato d'accordo con me, dopo il tuo.\n\n\n\n\nCAPITOLO IX\n\n\nEmma non si pent\u00ec della sua condiscendenza nell'andare dai Coles. La visita\nIl giorno dopo la visita le procur\u00f2 molti ricordi piacevoli; e tutto ci\u00f2 che si poteva supporre avesse perso a favore di una\ntutto quello che si poteva supporre avesse perso sul versante della dignitosa solitudine, deve essere\ndeve essere ampiamente ripagato dallo splendore della popolarit\u00e0. Deve aver deliziato\ni Coles, persone degne, che meritavano di essere rese felici! E ha lasciato un nome\ndietro di s\u00e9 un nome che non si spegner\u00e0 presto.\n\nLa perfetta felicit\u00e0, anche nella memoria, non \u00e8 comune; e c'erano due punti su cui non si sentiva del tutto tranquilla.\ndue punti su cui non era del tutto tranquilla. Dubitava di non aver trasgredito\nnon avesse trasgredito al dovere di donna da donna, tradendo i suoi sospetti sui sentimenti di Jane Fairfax a Frank Churchill.\nJane Fairfax a Frank Churchill. Non era affatto giusto; ma era un'idea cos\u00ec\nera stata un'idea cos\u00ec forte che le sarebbe sfuggita, e la sua\nsottomissione a tutto ci\u00f2 che lei aveva raccontato, era un complimento alla sua penetrazione,\nche le rendeva difficile essere del tutto certa che avrebbe dovuto\navrebbe dovuto tenere a freno la lingua.\n\nL'altra circostanza di rammarico riguardava anche Jane Fairfax; e su questo non aveva dubbi.\nnon aveva dubbi. Si rammaricava senza mezzi termini e inequivocabilmente\nl'inferiorit\u00e0 del suo modo di suonare e cantare. Era molto addolorata\nsi addolorava per l'ozio della sua infanzia e si sedette ad esercitarsi\nvigorosamente per un'ora e mezza.\n\nFu interrotta dall'arrivo di Harriet; e se le lodi di Harriet l'avessero soddisfatta, si sarebbe presto consolata.\nse le lodi di Harriet l'avessero soddisfatta, si sarebbe presto consolata.\n\n Oh! Se potessi suonare bene come voi e Miss Fairfax!\n\n Non classificarci insieme, Harriet. Il mio modo di suonare non \u00e8 pi\u00f9 simile al suo\ndi quanto una lampada sia simile alla luce del sole.\n\n Oh, caro, penso che tu sia il migliore dei due. Penso che tu suoni\nbene quanto lei. Sono sicura che preferirei ascoltare te. Tutti\nieri sera hanno detto che hai suonato bene.\n\n Chi ne sapeva qualcosa, deve aver sentito la differenza. La verit\u00e0, Harriet, \u00e8 che\nverit\u00e0, Harriet, \u00e8 che il mio modo di suonare \u00e8 abbastanza buono da essere lodato,\nma quello di Jane Fairfax \u00e8 molto superiore.\n\n Beh, penser\u00f2 sempre che tu suoni bene quanto lei, o che se c'\u00e8 qualche differenza\nche se c'\u00e8 una differenza nessuno la scoprir\u00e0 mai. Il signor Cole\nCole ha detto che hai molto gusto; e il signor Frank Churchill ha parlato molto del tuo gusto, e che apprezzava il gusto molto pi\u00f9\nmolto del suo gusto, e che lui apprezzava il gusto molto pi\u00f9 dell'esecuzione.\nesecuzione.\n\n Ah! Ma Jane Fairfax li ha entrambi, Harriet.\n\n Ne \u00e8 sicuro? Ho visto che aveva l'esecuzione, ma non sapevo che avesse un po' di\ngusto. Nessuno ne parlava. E io odio il canto italiano. Non si capisce\ncapire una parola. Inoltre, se suona cos\u00ec bene, sai, non \u00e8 altro che\nnon \u00e8 pi\u00f9 di quanto sia obbligata a fare, perch\u00e9 dovr\u00e0 insegnare.\ninsegnare. Ieri sera i Cox si chiedevano se sarebbe entrata in una grande famiglia.\nuna grande famiglia. Come ti sembravano i Cox?\n\n Proprio come fanno sempre in modo molto volgare.\n\n Mi hanno detto qualcosa, disse Harriet piuttosto esitante; ma non \u00e8\nnulla di rilevante.\n\nEmma fu costretta a chiedere che cosa le avessero detto, anche se temeva che questo\ndi Mr. Elton.\n\n Mi hanno detto che il signor Martin ha cenato con loro sabato scorso.\n\n Oh!\n\n Si rec\u00f2 dal padre per alcuni affari e gli chiese di restare a cena.\na cena.\n\n Oh!\n\n Hanno parlato molto di lui, soprattutto Anne Cox. Non so\nnon so cosa volesse dire, ma mi ha chiesto se pensavo di andare a soggiornare\nl'estate prossima.\n\n Voleva essere impertinente e curiosa, proprio come dovrebbe essere una Anne Cox.\nessere.\n\n Lei ha detto che era molto simpatico il giorno in cui ha cenato l\u00ec. Si \u00e8 seduto accanto a lei\na cena. La signorina Nash pensa che una delle due Cox sarebbe molto contenta di\nsposarlo.\n\n Molto probabilmente. Credo che siano, senza eccezioni, le ragazze pi\u00f9 volgari di Highbury.\nragazze di Highbury.\n\nHarriet aveva degli affari a Ford s. Emma ha ritenuto pi\u00f9 prudente andare con lei.\nlei. Un altro incontro accidentale con i Martin era possibile e, nel suo stato attuale, sarebbe stato pericoloso.\nstato attuale, sarebbe stato pericoloso.\n\nHarriet, tentata da ogni cosa e influenzata da una mezza parola, era sempre\nmolto a lungo su un acquisto; e mentre era ancora in attesa di mussole\ne cambiava idea, Emma and\u00f2 alla porta per divertirsi. Non si poteva sperare molto\nnon si poteva sperare molto dal traffico anche della parte pi\u00f9 trafficata di Highbury; Mr.\nPerry che passava frettolosamente, Mr. William Cox che entrava dalla porta dell'ufficio, Mr.\nWilliam Cox che entrava dalla porta dell'ufficio, i cavalli del signor Cole che tornavano dall'esercizio o un\ndi Mr. Cole che tornava dall'esercizio, o un fattorino randagio su un mulo ostinato, erano gli oggetti pi\u00f9 vivaci che poteva\ne quando i suoi occhi caddero solo sul macellaio con il suo vassoio, un ordinatissimo\nmacellaio con il suo vassoio, una vecchia donna ordinata che tornava a casa dalla bottega con il suo\ncesto pieno, due ricci che litigavano per un osso sporco, e una serie di bambini\nbambini che ciondolavano intorno al piccolo bow-window del panettiere e che guardavano il\npan di zenzero, sapeva di non avere motivo di lamentarsi e si divertiva abbastanza.\nabbastanza divertita; abbastanza ancora da rimanere sulla porta. Una mente vivace e a suo agio\nmente vivace e a suo agio, non pu\u00f2 fare a meno di vedere nulla, e non pu\u00f2 vedere nulla che non\nrispondere.\n\nGuard\u00f2 lungo la strada di Randalls. La scena si allarg\u00f2; apparvero due persone\ndue persone, la signora Weston e suo genero, che stavano camminando verso Highbury.\nHighbury, naturalmente verso Hartfield. Si fermarono, per\u00f2, in primo luogo da Mrs.\nBates, la cui casa era un po' pi\u00f9 vicina a Randalls di quella di Ford.\ndi Ford; e avevano quasi bussato, quando Emma cattur\u00f2 il loro sguardo.\nsguardo. Immediatamente attraversarono la strada e si avvicinarono a lei; e la piacevolezza del fidanzamento di ieri\npiacevolezza del fidanzamento di ieri sembr\u00f2 dare un nuovo piacere\nal presente incontro. Mrs. Weston la inform\u00f2 che stava andando a\nBates, per ascoltare il nuovo strumento.\n\n Perch\u00e9 la mia compagna mi dice, disse, che ho assolutamente promesso a Miss\nBates ieri sera, che sarei venuta questa mattina. Non ne ero a conoscenza\nio stessa. Non sapevo di aver fissato un giorno, ma come dice lui, ci vado ora.\nvado ora.\n\n E mentre Mrs. Weston fa la sua visita, mi sar\u00e0 permesso, spero, disse Frank Churchill, di unirmi alla vostra comitiva e di aspettarla a Hartfield, se la signora Weston \u00e8 in visita.\nFrank Churchill, di unirmi alla vostra comitiva e di aspettarla a Hartfield se\nse state tornando a casa.\n\nLa signora Weston era delusa.\n\n Pensavo che volessi venire con me. Ne sarebbero molto contenti.\n\n Io! Sarei proprio d'intralcio. Ma forse potrei essere ugualmente d'intralcio\nd'intralcio qui. Miss Woodhouse sembra non volermi. Mia zia\nmi manda sempre via quando fa la spesa. Dice che la innervosisco a morte\ne Miss Woodhouse sembra quasi che possa dire lo stesso.\nCosa devo fare?\n\n Non sono qui per affari miei, disse Emma; sto solo aspettando il mio amico.\nla mia amica. Probabilmente avr\u00e0 finito presto, e poi andremo a casa.\nMa \u00e8 meglio che tu vada con Mrs. Weston a sentire lo strumento.\n\n Bene, se lo consigliate. Ma (con un sorriso) se il colonnello Campbell dovesse\navesse impiegato un amico sbadato, e se dovesse rivelarsi un tono\ntono indifferente, cosa dovrei dire? Non sar\u00f2 di alcun aiuto a Mrs.\nWeston. Potrebbe cavarsela benissimo da sola. Una verit\u00e0 sgradevole sarebbe\nsarebbe appetibile attraverso le sue labbra, ma io sono l'essere pi\u00f9 miserabile al mondo\nmondo a una falsit\u00e0 civile.\n\n Non credo a nulla di simile, rispose Emma. Sono convinta che\nche possiate essere insinceri come i vostri vicini, quando \u00e8 necessario; ma non c'\u00e8 motivo di supporre che lo strumento sia indifferente.\nnon c'\u00e8 motivo di supporre che lo strumento sia indifferente. Alquanto\nse ho capito l'opinione di Miss Fairfax ieri sera.\n\n Venite con me, disse Mrs. Weston, se non \u00e8 molto sgradevole per voi.\nper voi. Non c'\u00e8 bisogno di trattenerci a lungo. Dopo andremo a Hartfield. Seguiremo\nli seguiremo a Hartfield. Vorrei davvero che veniste con me. Sar\u00e0\nSar\u00e0 un'attenzione cos\u00ec grande! E ho sempre pensato che lo facessi sul serio.\n\nNon riusc\u00ec a dire altro e, con la speranza che Hartfield lo ricompensasse,\ntorn\u00f2 con Mrs. Weston alla porta di Mrs. Bates. Emma li guard\u00f2 entrare,\ne poi raggiunse Harriet all'interessante bancone, cercando, con tutta la forza del suo\ncon tutta la forza della sua mente, di convincerla che se voleva della mussola semplice\nmussola semplice non serviva a nulla guardare le figure; e che un nastro blu, per quanto bello, non avrebbe mai\nche fosse cos\u00ec bello, non sarebbe mai stato all'altezza del suo modello giallo. Alla fine\nFinalmente era tutto deciso, anche la destinazione del pacco.\n\n Devo mandarlo alla signora Goddard, signora? chiese la signora Ford.\nFord. S\u00ec, no, s\u00ec, alla signora Goddard. Solo che il mio abito da cerimonia \u00e8 a Hartfield.\nHartfield. No, lo mandi a Hartfield, se vuole. Ma poi,\nla signora Goddard vorr\u00e0 vederlo. E potrei portare il modello di abito\na casa da un giorno all'altro. Ma voglio direttamente il fiocco, quindi \u00e8 meglio che vada\na Hartfield almeno il nastro. Potreste fare due pacchi,\nsignora Ford, non \u00e8 vero?\n\n Non vale la pena, Harriet, di dare alla signora Ford il disturbo di due\npacchi.\n\n Non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec.\n\n Nessun problema al mondo, signora, disse la gentile signora Ford.\n\n Oh, ma in effetti preferirei di gran lunga averlo solo in uno. Allora, se vi fa piacere\nse vi fa piacere, manderete tutto alla signora Goddard s Non lo so No, credo, signorina Woodhouse, che potrei benissimo mandarlo a Hartfield.\nNo, credo, Miss Woodhouse, che potrei benissimo farlo spedire a Hartfield,\ne portarlo a casa con me la sera. Cosa mi consigliate?\n\n Che non dedichi un altro mezzo secondo all'argomento. A Hartfield,\nse non le dispiace, signora Ford.\n\n S\u00ec, sar\u00e0 molto meglio, disse Harriet, abbastanza soddisfatta, non vorrei che fosse inviata a Mrs.\nnon mi piacerebbe affatto che venisse spedito alla signora Goddard.\n\nDelle voci si avvicinarono al negozio, o meglio una voce e due signore: Mrs.\nWeston e Miss Bates le incontrarono sulla porta.\n\n Mia cara signorina Woodhouse, disse quest'ultima, sono appena passata per\nper chiedervi il favore di venire a sedervi con noi per un po',\ne darci la sua opinione sul nostro nuovo strumento; lei e la signorina Smith. Come\ncome sta, signorina Smith? Molto bene, grazie. E ho pregato Mrs. Weston\ndi venire con me, per essere sicura di riuscire.\n\n Spero che la signora Bates e la signorina Fairfax siano\n\n Molto bene, le sono molto grata. Mia madre sta benissimo;\ne Jane non ha preso il raffreddore ieri sera. Come sta il signor Woodhouse? Sono molto contenta\ndi sentire un cos\u00ec buon resoconto. Mrs. Weston mi ha detto che eravate qui. Oh!\nallora, dissi, devo correre di l\u00e0, sono certa che Miss Woodhouse mi permetter\u00e0 di\ndi correre dall'altra parte e di pregarla di entrare; mia madre sar\u00e0 cos\u00ec\nmia madre sar\u00e0 molto felice di vederla e ora che siamo una festa cos\u00ec bella, non potr\u00e0 rifiutare.\nrifiutare. S\u00ec, di grazia, disse il signor Frank Churchill, l'opinione della signorina Woodhouse sullo strumento\nMiss Woodhouse sar\u00e0 degna di avere il suo parere sullo strumento. Ma, dissi io, sar\u00f2 pi\u00f9 sicuro\nsar\u00f2 pi\u00f9 sicuro di riuscire se uno di voi verr\u00e0 con me. Oh, disse\nOh, disse lui, aspettate mezzo minuto, finch\u00e9 non avr\u00f2 finito il mio lavoro.\nMiss Woodhouse, eccolo l\u00ec, nel modo pi\u00f9 cortese del mondo, a fissare il\ndel mondo, ad allacciare il rivetto degli occhiali di mia madre. Il rivetto\nsi \u00e8 rotto, sapete, questa mattina. Molto cortese! Perch\u00e9 mia madre non aveva\nmia madre non poteva usare i suoi occhiali, non poteva metterli. E, a proposito, ogni persona\nogni persona dovrebbe avere due paia di occhiali; dovrebbero proprio averli. Jane\nha detto cos\u00ec. Volevo portarli a John Saunders come prima cosa.\nma qualcosa mi ha ostacolato per tutta la mattina; prima una cosa, poi un'altra.\nprima una cosa, poi un'altra, non si pu\u00f2 dire cosa, sapete. A un certo punto\nPatty venne a dire che pensava che il camino della cucina avesse bisogno di essere spazzato. Oh,\ndissi io, Patty non venire a darmi cattive notizie. Ecco il rivetto\ndegli occhiali della tua padrona. Poi arrivarono a casa le mele cotte,\nLa signora Wallis le ha mandate dal suo ragazzo; sono estremamente civili e gentili con noi, i Wallis.\ncon noi, i Wallis, ma ho sempre sentito dire da alcuni che Mrs.\nWallis pu\u00f2 essere incivile e dare risposte molto sgarbate, ma noi non abbiamo mai conosciuto\nnon abbiamo mai conosciuto altro che la massima attenzione da parte loro. E non pu\u00f2 essere\nper il valore della nostra abitudine ora, per quello che \u00e8 il nostro consumo di pane,\nsapete? Al momento siamo solo in tre, oltre alla cara Jane, e lei non mangia davvero nulla.\nmangia nulla fa una colazione cos\u00ec sconvolgente, che vi spaventereste se la vedeste.\nspaventata se la vedesse. Non oso far sapere a mia madre quanto poco mangia\nmangia, cos\u00ec dico una cosa e poi ne dico un'altra, e passa tutto. Ma\nverso met\u00e0 giornata ha fame e non c'\u00e8 niente che le piaccia cos\u00ec tanto come queste mele al forno.\nniente le piace tanto quanto queste mele al forno, e sono estremamente salutari,\nL'altro giorno ho colto l'occasione per chiedere al signor Perry; mi \u00e8 capitato di incontrarlo per strada.\nPer caso l'ho incontrato per strada. Non che avessi dubbi prima di aver sentito\ndi aver sentito il signor Woodhouse consigliare cos\u00ec spesso una mela cotta. Credo che sia\nsia l'unico modo in cui il signor Woodhouse ritiene che il frutto sia completamente\nsalutare. Tuttavia, noi mangiamo molto spesso gli gnocchi di mele. Patty fa un\nPatty fa un eccellente gnocchi di mele. Bene, Mrs. Weston, avete prevalso, spero, e queste signore ci accontenteranno.\nspero, e queste signore ci accontenteranno.\n\nEmma sarebbe stata molto felice di aspettare Mrs. Bates, ecc.\nfinalmente uscirono dal negozio, senza ulteriori ritardi da parte di Miss Bates,\n\n Come sta, signora Ford? Le chiedo scusa. Non l'ho vista prima.\nHo sentito che ha una bella collezione di nastri nuovi dalla citt\u00e0. Jane\n\u00e8 tornata ieri con piacere. Grazie, i guanti vanno molto bene, solo un po' troppo\nun po' troppo grandi sul polso; ma Jane li sta accettando.\n\n Di che cosa stavo parlando? disse lei, ricominciando quando furono tutti\nin strada.\n\nEmma si chiedeva cosa avrebbe sistemato di tutto il medley.\n\n Dichiaro di non ricordare di cosa stavo parlando. Oh! Gli occhiali di mia madre\nocchiali di mia madre. Molto gentile da parte del signor Frank Churchill!  Oh! disse lui, credo di poter\ncredo di poter fissare il rivetto; mi piace un lavoro di questo tipo\nmi piace molto un lavoro di questo tipo. Il che, come sapete, lo dimostrava molto.... In effetti devo\ndevo dire che, per quanto ne avessi sentito parlare prima e per quanto mi aspettassi,\nlui supera di gran lunga qualsiasi cosa.... Mi congratulo con voi, Mrs. Weston,\ncon tutto il cuore. Sembra tutto ci\u00f2 che il genitore pi\u00f9 affettuoso potrebbe....  Oh!\ndisse lui, posso fissare il rivetto. Mi piace un lavoro del genere\neccessivamente.  Non dimenticher\u00f2 mai il suo modo di fare. E quando portai fuori le\nle mele cotte dall'armadio, e speravo che i nostri amici sarebbero stati cos\u00ec\nmolto gentili da prenderne un po', disse subito: \"Non c'\u00e8 niente di cos\u00ec buono\nnon c'\u00e8 niente di cos\u00ec buono in fatto di frutta, e queste sono le pi\u00f9 belle mele\nmele cotte in casa pi\u00f9 belle che abbia mai visto in vita mia.  Questo, sapete\nsapete, era davvero.... E sono sicuro, dal suo modo di fare, che non era un\ncomplimento. In effetti sono mele davvero deliziose e la signora Wallis\nrende loro piena giustizia, solo che noi non le facciamo cuocere pi\u00f9 di due volte,\ne Mr. Woodhouse ci ha fatto promettere di farle fare tre volte ma\nMiss Woodhouse sar\u00e0 cos\u00ec buona da non menzionarlo. Le mele\nsono le migliori per la cottura, senza dubbio; tutte di Donwell, alcune di Mr.\nda Donwell, alcune delle forniture pi\u00f9 generose del signor Knightley. Ci manda un sacco ogni anno\nogni anno; e di certo non c'\u00e8 mai stata una mela cos\u00ec buona\ncome uno dei suoi alberi, credo che ce ne siano due. Mia madre\nmia madre dice che il frutteto era sempre famoso quando era giovane. Ma l'altro giorno sono rimasto\ndavvero scioccata l'altro giorno, perch\u00e9 il signor Knightley ha chiamato una mattina\ne Jane stava mangiando queste mele, ne abbiamo parlato e ci siamo detti quanto le piacessero.\ne ci siamo dette quanto le piacessero, e lui ci ha chiesto se non fossimo arrivati a\nfine delle nostre scorte.  Sono sicura che lo siete, disse, e vi mander\u00f2 un'altra scorta.\ne vi mander\u00f2 un'altra scorta, perch\u00e9 ne ho molte di pi\u00f9 di quelle che potr\u00f2 mai usare.\nutilizzare. William Larkins mi ha permesso di tenerne una quantit\u00e0 maggiore del solito quest'anno.\nquest'anno. Ve ne mander\u00f2 altre, prima che diventino inutili\".  Quindi\nHo pregato che non lo facesse, perch\u00e9 in realt\u00e0, per quanto riguarda i nostri, non potevo assolutamente dire che ne fossero rimasti molti.\nnon potevo assolutamente dire che ce ne fossero rimaste molte, non erano che una mezza dozzina\nma dovevano essere tenuti tutti per Jane; e non potevo assolutamente sopportare che ci mandasse altre\nnon potevo assolutamente sopportare che ce ne mandasse altri, cos\u00ec liberali come lo erano stati\ne Jane disse lo stesso. E quando se ne and\u00f2, quasi litig\u00f2 con me\nlitigato con me No, non direi litigato, perch\u00e9 non abbiamo mai litigato in vita nostra.\nlitigato, perch\u00e9 non abbiamo mai avuto un litigio in vita nostra; ma era piuttosto addolorata perch\u00e9 avevo saputo che le mele erano\nche le mele erano quasi finite; avrebbe voluto che gli avessi fatto credere che ce ne erano ancora\nmolte altre. Oh, dissi io, mia cara, ho detto tutto quello che potevo.\nTuttavia, la sera stessa William Larkins arriv\u00f2 con un grande cesto di mele, dello stesso tipo\ndi mele, lo stesso tipo di mele, almeno un moggio, e io fui molto grata e scesi gi\u00f9.\nmolto obbligato, scesi a parlare con William Larkins e gli dissi tutto, come potete immaginare.\nogni cosa, come potete immaginare. William Larkins \u00e8 una vecchia\nvecchia conoscenza! Mi fa sempre piacere vederlo. Tuttavia, ho scoperto in seguito da Patty\nche William ha detto che erano tutte le mele di quel tipo che aveva il suo padrone.\nmele di quel tipo che aveva il suo padrone; le aveva portate tutte e ora il suo padrone\nnon ne era rimasta nemmeno una da cuocere o bollire. William non sembrava preoccuparsene\nWilliam non sembrava preoccuparsene, era cos\u00ec contento di pensare che il suo padrone ne avesse vendute cos\u00ec tante.\nWilliam, si sa, pensa pi\u00f9 al profitto del suo padrone che a qualsiasi altra cosa;\nma la signora Hodges, disse, era piuttosto dispiaciuta che fossero stati mandati via tutti\nvia. Non poteva sopportare che il suo padrone non fosse in grado di avere\nun'altra torta di mele questa primavera. Egli lo disse a Patty, ma le disse di non\ndi non farci caso e di non dirci nulla al riguardo, perch\u00e9 Mrs.\nHodges a volte si arrabbiava, e finch\u00e9 si vendevano tanti sacchi non aveva importanza chi\nvenduti, non aveva importanza chi mangiasse il resto. E cos\u00ec mi disse Patty,\ne io ne fui davvero eccessivamente scioccata! Non avrei voluto che Mr. Knightley\nne sapesse nulla per nulla al mondo! Sarebbe stato cos\u00ec.... Volevo\nVolevo evitare che Jane lo sapesse; ma, sfortunatamente, ne avevo parlato\nprima che ne fossi consapevole.\n\nLa signorina Bates aveva appena fatto quando Patty apr\u00ec la porta; e i suoi visitatori salirono al piano di sopra senza avere una narrazione regolare da seguire.\nsalirono al piano di sopra senza dover seguire alcuna narrazione regolare,\ninseguiti solo dai suoni della sua volgare benevolenza.\n\n Faccia attenzione, signora Weston, c'\u00e8 un gradino alla svolta. Fate attenzione, signorina Woodhouse.\ndi fare attenzione, Miss Woodhouse, la nostra e' una scala piuttosto buia e piuttosto\npi\u00f9 stretta di quanto si possa desiderare. Miss Smith, faccia attenzione. Signorina\nWoodhouse, sono piuttosto preoccupata, sono certa che abbia battuto il piede. Signorina\nSmith, il gradino della svolta.\n\n\n\n\nCAPITOLO X\n\n\nL'aspetto del salottino, quando entrarono, era di\ntranquillit\u00e0: Mrs. Bates, privata del suo solito lavoro,\nMrs. Bates, priva del suo solito lavoro, dormiva da un lato del fuoco, Frank Churchill, a un tavolo vicino a lei, era\nvicino, Frank Churchill, molto impegnato con i suoi occhiali, e Jane Fairfax,\nin piedi, con le spalle rivolte a loro, intenta a suonare il pianoforte.\n\nPer quanto impegnato, tuttavia, il giovane riusc\u00ec a mostrare un'espressione molto\nfelice nel rivedere Emma.\n\n \u00c8 un piacere\", disse a bassa voce, arrivando almeno dieci minuti prima del previsto.\ndieci minuti prima di quanto avessi calcolato. Mi trovate a cercare di essere\nutile; ditemi se pensate che ci riuscir\u00f2.\n\n Ma come! disse Mrs. Weston, non l'avete ancora finito? Non vi guadagnereste molto bene\nnon riusciresti a guadagnarti da vivere come operaio argentiere a questo ritmo.\n\n Non ho lavorato ininterrottamente\", rispose, \"ho assistito la signorina Fairfax\nassistendo la signorina Fairfax nel tentativo di far stare in piedi il suo strumento,\nnon era del tutto stabile; un'irregolarit\u00e0 nel pavimento, credo. Vede\nabbiamo incastrato una gamba con della carta. \u00c8 stato molto gentile da parte vostra\nconvincervi a venire. Temevo quasi che sareste tornati di corsa a casa.\n\nFece in modo che lei si sedesse accanto a lui e si dedic\u00f2 a sufficienza a cercare la migliore mela cotta per lei e a tentare di\ne si occup\u00f2 a sufficienza di cercare la migliore mela cotta per lei, cercando di\ndi aiutarlo o consigliarlo nel suo lavoro, finch\u00e9 Jane Fairfax fu pronta a sedersi di nuovo al\npronta a sedersi di nuovo al pianoforte. Il fatto che non fosse subito\npronto, Emma sospett\u00f2 che derivasse dallo stato dei suoi nervi; non aveva ancora posseduto lo strumento abbastanza a lungo da\nnon aveva ancora posseduto lo strumento abbastanza a lungo da poterlo toccare senza\nemozione; doveva ragionare da sola per essere in grado di eseguirlo; e\nEmma non poteva che provare piet\u00e0 per questi sentimenti, qualunque fosse la loro origine, e non poteva che\nnon poteva non decidere di non esporli mai pi\u00f9 alla sua vicina.\n\nFinalmente Jane inizi\u00f2 e, sebbene le prime battute fossero deboli, le capacit\u00e0 dello strumento furono gradualmente rese\npotenza dello strumento, gradualmente le fu resa piena giustizia. Mrs.\nWeston era stata deliziata in precedenza e lo fu di nuovo; Emma si un\u00ec a lei in tutte le sue lodi.\nEmma si un\u00ec a lei in tutte le sue lodi; e il pianoforte, con ogni opportuna\ndiscriminazione, fu dichiarato del tutto promettente.\n\n Chiunque sia il colonnello Campbell, disse Frank Churchill, con un sorriso a Emma, non ha scelto male.\nsorriso a Emma, la persona non ha scelto male. Ho sentito parlare molto dei gusti del\nCampbell a Weymouth; e la morbidezza delle note superiori sono certo che\nnote superiori sono sicuro che \u00e8 esattamente ci\u00f2 che lui e _tutta_ quella _parte_ apprezzerebbero particolarmente.\nparticolarmente apprezzati. Oserei dire, Miss Fairfax, che ha dato al suo amico\namico o ha scritto lui stesso a Broadwood. Non credete\nnon lo pensate anche voi?\n\nJane non si guard\u00f2 intorno. Non era obbligata a sentire. Mrs. Weston le aveva\nWeston le aveva parlato nello stesso momento.\n\n Non \u00e8 giusto, disse Emma in un sussurro; la mia era un'ipotesi casuale. Non\nnon angosciarla.\n\nScosse la testa con un sorriso e sembr\u00f2 avere pochi dubbi e poca piet\u00e0.\ndubbio e poca piet\u00e0. Poco dopo ricominci\u00f2,\n\n I vostri amici in Irlanda staranno godendo del vostro piacere in questa occasione, Miss Fairfax.\nquesta occasione, Miss Fairfax. Oserei dire che pensano spesso a lei e si chiedono quale sar\u00e0 il giorno\ne si domandano quale sar\u00e0 il giorno, il giorno preciso, in cui lo strumento\nstrumento. Pensate che il colonnello Campbell sappia che l'affare si sta\nche l'affare stia andando avanti proprio in questo momento? Immagina che sia la conseguenza\nconseguenza di un suo incarico immediato, o che possa aver inviato solo\nun ordine indefinito nel tempo, per dipendere dalle contingenze e dalle convenienze.\ndipendere dalle contingenze e dalle convenienze?\n\nLui fece una pausa. Lei non poteva non sentire; non poteva evitare di rispondere,\n\n Finch\u00e9 non avr\u00f2 una lettera del colonnello Campbell, disse lei, con una voce di\ncalma forzata, non posso immaginare nulla con sicurezza. Devono essere\ntutte congetture.\n\n Congetture, a volte giuste e a volte sbagliate.\ncongetture sbagliate. Vorrei poter ipotizzare quanto presto riuscir\u00f2 a rendere questo\nquesto rivetto. Quante sciocchezze si dicono, Miss Woodhouse, quando si \u00e8 al lavoro.\nI vostri veri operai, suppongo, tengono la lingua a freno.\nma noi gentiluomini operai, se riusciamo a spiccicare una parola.\nFairfax ha parlato di congetture. Ecco, \u00e8 fatta. Ho il\nil piacere, signora, (a Mrs. Bates) di restituirle gli occhiali,\nper ora guariti.\n\nFu ringraziato calorosamente sia dalla madre che dalla figlia; per sfuggire un po' a quest'ultima, and\u00f2 al pianoforte e preg\u00f2 la signorina di\nquest'ultima, and\u00f2 al pianoforte e preg\u00f2 Miss Fairfax, che era ancora seduta al pianoforte, di suonare ancora qualcosa.\nFairfax, che era ancora seduta al pianoforte, di suonare ancora qualcosa.\n\n Se siete molto gentile, disse, sar\u00e0 uno dei valzer che abbiamo ballato ieri sera.\nballato ieri sera; fatemelo rivivere. Non vi sono piaciuti\ncome a me; siete sembrato stanco per tutto il tempo. Credo che tu sia stata contenta che non abbiamo\nche non abbiamo ballato pi\u00f9 a lungo; ma avrei dato tutti i mondi che si possono\nche si debbano dare per un'altra mezz'ora.\n\nHa suonato.\n\n Che felicit\u00e0 \u00e8 riascoltare una melodia che ci ha reso\nfelice! Se non sbaglio \u00e8 stata ballata a Weymouth.\n\nLei lo guard\u00f2 per un attimo, si color\u00f2 profondamente, e suon\u00f2\nqualcos'altro. Prese della musica da una sedia vicino al pianoforte,\ne rivolgendosi a Emma disse,\n\n Ecco qualcosa di abbastanza nuovo per me. La conoscete? Cramer. Ed ecco\nuna nuova serie di melodie irlandesi. Che, da un tale quartiere, ci si potrebbe\naspettarsi. Il tutto \u00e8 stato inviato insieme allo strumento. Molto premuroso da parte del\nColonnello Campbell, non \u00e8 vero? Sapeva che la signorina Fairfax non poteva avere la musica...\nqui. Mi fa onore questa parte dell'attenzione in particolare, perch\u00e9 dimostra che\nche \u00e8 stata fatta con il cuore. Niente di frettoloso, niente di\nincompleto. Solo il vero affetto poteva spingerla.\n\nEmma avrebbe voluto che lui fosse meno brusco, ma non pot\u00e9 fare a meno di essere divertita;\ne quando, lanciando un'occhiata a Jane Fairfax, colse i resti di un sorriso, quando vide che con tutto il profondo rossore di Jane Fairfax\nresti di un sorriso, quando vide che con tutto il profondo rossore della consapevolezza\nconsapevolezza, c'era stato un sorriso di segreta gioia, ebbe meno\nscrupolo nel divertimento e molto meno remore nei suoi confronti.\nlei. Questa amabile, retta, perfetta Jane Fairfax stava apparentemente\nsentimenti molto riprovevoli.\n\nLe port\u00f2 tutta la musica e la esaminarono insieme. Emma\ncolse l'occasione per sussurrare,\n\n Parli troppo chiaro. Lei deve capirti.\n\n Spero che lo faccia. Vorrei che mi capisse. Non mi vergogno affatto\nvergogna del mio significato.\n\n Ma in realt\u00e0 mi vergogno a met\u00e0 e vorrei non aver mai preso l'idea.\nidea.\n\n Sono molto felice che l'abbiate fatto e che me l'abbiate comunicato. Ora ho\nuna chiave per tutti i suoi strani sguardi e modi di fare. Lasciate a lei la vergogna. Se fa\nSe fa del male, deve sentirlo.\n\n Non ne \u00e8 del tutto priva, credo.\n\n Non ne vedo molti segni. Sta interpretando _Robin_ _Adair_ in questo momento\nmomento il suo preferito.\n\nPoco dopo la signorina Bates, passando vicino alla finestra, descrisse Mr.\nKnightley a cavallo poco distante.\n\n Il signor Knightley, lo dichiaro! Devo parlare con lui, se possibile, solo per\nringraziarlo. Non apriro' la finestra qui; vi darebbe freddo;\nma posso andare in camera di mia madre, sapete. Oserei dire che entrer\u00e0\nquando sapr\u00e0 chi \u00e8 qui. \u00c8 molto bello che vi incontriate tutti\ncos\u00ec! La nostra piccola stanza \u00e8 cos\u00ec onorata!\n\nMentre parlava, lei era nella camera adiacente e, aprendo l'anta, richiam\u00f2 immediatamente l'attenzione di Mr.\ne, aprendo la finestra, richiam\u00f2 immediatamente l'attenzione di Mr.\nsillaba della loro conversazione fu udita distintamente dagli altri,\ncome se fosse avvenuta nello stesso appartamento.\n\n Come va? Come va? Molto bene, grazie. Vi sono molto grata\nper la carrozza di ieri sera. Siamo arrivati giusto in tempo; mia madre era gi\u00e0 pronta\nper noi. Prego, entrate, entrate. Troverete degli amici qui.\n\nCos\u00ec inizi\u00f2 Miss Bates; e Mr. Knightley sembr\u00f2 deciso a farsi ascoltare a sua volta.\na sua volta, perch\u00e9 disse con grande decisione e con decisione,\n\n Come sta vostra nipote, Miss Bates? Voglio chiedere informazioni su tutti voi, ma\nin particolare di vostra nipote. Come sta Miss Fairfax? Spero che non abbia preso il raffreddore\nieri sera. Come sta oggi? Ditemi come sta Miss Fairfax.\n\nE Miss Bates fu costretta a dare una risposta diretta prima che lui la ascoltasse\ndi ascoltarla in qualsiasi altra cosa. Gli ascoltatori erano divertiti e Mrs. Weston lanci\u00f2 a Emma uno sguardo di particolare significato.\nEmma uno sguardo di particolare significato. Ma Emma continu\u00f2 a scuotere la testa in\ncostante scetticismo.\n\n Vi sono molto grato! Vi sono molto grato per la carrozza,\nriprese Miss Bates.\n\nLa tagli\u00f2 corto con,\n\n Vado a Kingston. Posso fare qualcosa per te?\n\n Oh, cara, Kingston sei tu? La signora Cole diceva l'altro giorno che\nvoleva qualcosa da Kingston.\n\n La signora Cole ha dei domestici da mandare. Posso fare qualcosa per voi?\n\n No, la ringrazio. Ma entrate pure. Chi pensa che ci sia qui? La signorina\nWoodhouse e la signorina Smith; cos\u00ec gentili da venire a sentire il nuovo\npianoforte. Mettete il vostro cavallo al Crown ed entrate.\n\n Bene, disse lui, in modo deliberato, forse per cinque minuti.\n\n Ed ecco anche la signora Weston e il signor Frank Churchill! Davvero delizioso;\ncos\u00ec tanti amici!\n\n No, non ora, grazie. Non posso restare due minuti. Devo andare\na Kingston il pi\u00f9 velocemente possibile.\n\n Oh! Entrate pure. Saranno molto felici di vederti.\n\n No, no; la sua stanza \u00e8 gi\u00e0 abbastanza piena. Chiamer\u00f2 un altro giorno e sentir\u00f2\nil pianoforte.\n\n Beh, mi dispiace tanto! Oh! Signor Knightley, che festa deliziosa ieri sera.\nieri sera; estremamente piacevole. Avete mai visto un tale ballo? Non \u00e8 stato\ndelizioso? Miss Woodhouse e Mr. Frank Churchill; non ho mai visto una cosa\ncosa pari a quella.\n\n Oh! Davvero delizioso; non posso dire di meno, perch\u00e9 suppongo che Miss Woodhouse e Mr.\nWoodhouse e Mr. Frank Churchill stiano sentendo tutto quello che succede.\nE (alzando ancora di pi\u00f9 la voce) non vedo perch\u00e9 non si debba parlare anche di Miss Fairfax.\nessere menzionata anche Miss Fairfax. Penso che Miss Fairfax balli molto bene; e Mrs.\nWeston \u00e8 la migliore suonatrice di danze country, senza eccezioni, d'Inghilterra.\nInghilterra. Ora, se i vostri amici hanno un po' di gratitudine, diranno\ndiranno qualcosa di molto forte su di voi e su di me in cambio; ma non posso restare a sentirlo.\nsentirlo.\n\n Oh! Signor Knightley, ancora un momento; qualcosa di importante cos\u00ec\nscioccato! Jane e io siamo entrambi cos\u00ec scioccati per le mele!\n\n Qual \u00e8 il problema ora?\n\n Pensare che ci hai mandato tutte le mele del tuo negozio. Avevi detto di averne molte\ne ora non ve ne \u00e8 rimasta nemmeno una. Siamo davvero scioccati!\nLa signora Hodges potrebbe essere arrabbiata. William Larkins ne ha parlato qui. Non avreste dovuto\nnon avreste dovuto farlo, anzi, non avreste dovuto. Ah! Se n'\u00e8 andato. Non sopporta mai\nnon sopporta di essere ringraziato. Ma pensavo che si sarebbe fermato adesso, e sarebbe stato un peccato\nsarebbe stato un peccato non averlo menzionato.... Beh, (tornando nella\nnella stanza,) non sono riuscita ad avere successo. Mr. Knightley non pu\u00f2 fermarsi.\nSta andando a Kingston. Mi ha chiesto se poteva fare qualcosa....\n\n S\u00ec, disse Jane, abbiamo sentito le sue gentili offerte, abbiamo sentito tutto.\n\n Oh! S\u00ec, mia cara, oserei dire che potresti, perch\u00e9 sai, la porta era aperta, e la finestra era aperta, e Mr.\naperta, la finestra era aperta e il signor Knightley parlava a voce alta. Dovete aver\naver sentito tutto, per essere sicuri.  Posso fare qualcosa per voi a\nKingston? disse lui; cos\u00ec ho appena accennato.... Oh! Miss Woodhouse, dovete\nandare? Sembrate appena arrivata, siete molto gentile.\n\nEmma trov\u00f2 che era davvero ora di essere a casa; la visita era gi\u00e0 durata a lungo\ne, controllando gli orologi, si percep\u00ec che la mattinata era gi\u00e0 trascorsa.\nche Mrs. Weston e la sua compagna, congedandosi, poterono concedersi solo una passeggiata con le due giovani fino a Hartfield.\ndi Mrs. Weston e della sua compagna, che si congedarono, poterono concedersi solo una passeggiata con le due giovani signore fino ai cancelli di Hartfield.\nHartfield, prima di ripartire per Randalls.\n\n\n\n\nCAPITOLO XI\n\n\nPu\u00f2 essere possibile rinunciare completamente alla danza. Sono noti casi di\nsono noti casi di giovani che hanno trascorso molti, molti mesi di seguito, senza\nsenza partecipare a nessun ballo di qualsiasi tipo, senza che il corpo o la mente ne risentissero.\nmente al corpo o alla mente; ma quando si inizia a frequentare il ballo, quando le\nfelicit\u00e0 del movimento rapido sono state provate, anche se in modo lieve, deve essere\ndeve essere un insieme molto pesante che non chiede di pi\u00f9.\n\nFrank Churchill aveva ballato una volta a Highbury e desiderava ballare di nuovo;\ne l'ultima mezz'ora di una serata che il signor Woodhouse era stato convinto a trascorrere con la figlia a Randalls\nWoodhouse a trascorrere con la figlia a Randalls, fu trascorsa dai due giovani\ngiovani in progetti sull'argomento. Frank ebbe la prima idea e il suo\nil pi\u00f9 grande zelo nel perseguirla, perch\u00e9 la signora era il miglior giudice delle\ndelle difficolt\u00e0 e la pi\u00f9 attenta alla sistemazione e all'aspetto.\napparenza. Ma aveva comunque l'inclinazione necessaria per far vedere alla gente\ncome il signor Frank Churchill e la signorina Woodhouse ballassero deliziosamente per\nper fare ci\u00f2 in cui non doveva arrossire di paragonarsi a Jane Fairfax.\ncon Jane Fairfax e anche per il semplice ballo in s\u00e9, senza alcun\naiuti malvagi della vanit\u00e0 per assisterlo prima nel percorrere la stanza in cui erano\nper vedere cosa poteva contenere e poi nel prendere le dimensioni dell'altro salotto.\ndimensioni dell'altro salotto, nella speranza di scoprire, nonostante tutto quello che Mr.\nnonostante tutto quello che Mr. Weston poteva dire sulle loro dimensioni esattamente uguali,\nche era un po' pi\u00f9 grande.\n\nLa sua prima proposta e richiesta \u00e8 stata che il ballo iniziato da Mr.\nCole, che si concludesse l\u00ec, che si riunisse la stessa comitiva e si ingaggiasse lo stesso musicista.\nlo stesso musicista, ha incontrato la pi\u00f9 pronta acquiescenza. Mr.\nWeston ha accolto l'idea con grande entusiasmo e Mrs.\nMrs. Weston si impegn\u00f2 molto volentieri a suonare fino a quando avrebbero voluto ballare;\nE l'interessante lavoro che ne \u00e8 seguito \u00e8 stato quello di calcolare esattamente\nesattamente chi ci sarebbe stato, e di suddividere l'indispensabile spazio\nspazio a ogni coppia.\n\n Tu e la signorina Smith e la signorina Fairfax sarete tre, e le due signorine Cox cinque\", era stato ripetuto pi\u00f9 volte.\nCoxes cinque, era stato ripetuto molte volte.  E ci saranno i\ndue Gilbert, il giovane Cox, mio padre e io, oltre a Mr. Knightley.\nS\u00ec, sar\u00e0 abbastanza per il piacere. Voi e la signorina Smith, e\nFairfax, sarete in tre, e le due signorine Cox in cinque; e per cinque\ncoppie ci sar\u00e0 spazio a sufficienza.\n\nMa ben presto si \u00e8 trovata da una parte,\n\n Ma ci sar\u00e0 spazio per cinque coppie? Non credo proprio\nche ci sar\u00e0.\n\nSu un altro,\n\n E dopo tutto, cinque coppie non sono sufficienti a far s\u00ec che valga la pena di\nalzarsi. Cinque coppie non sono nulla, se ci si pensa seriamente.\nNon \u00e8 possibile invitare cinque coppie. Pu\u00f2 essere ammissibile solo come\npensiero del momento.\n\nQualcuno ha detto che la signorina Gilbert era attesa da suo fratello e che doveva essere invitata insieme agli altri.\nfratello, e che doveva essere invitata insieme agli altri. Qualcun altro credeva che _Mrs_. Gilbert\navrebbe ballato l'altra sera, se le fosse stato chiesto. \u00c8 stata fatta una parola\nuna parola per un secondo giovane Cox; e infine, Mr. Weston nomin\u00f2 una famiglia di cugini che doveva essere\nuna famiglia di cugini che doveva essere inclusa, e un'altra di vecchissima\ncugini che dovevano essere inclusi e un'altra di vecchia conoscenza che non poteva essere esclusa.\ncinque coppie sarebbero state almeno dieci, e una speculazione molto interessante\nin quale modo fosse possibile disporne.\n\nLe porte delle due stanze erano proprio l'una di fronte all'altra.  Non potrebbero\nutilizzare entrambe le stanze e ballare attraverso il passaggio?  Sembrava la soluzione migliore\neppure non era cos\u00ec buono se non fosse che molti di loro ne volevano uno migliore.\nmeglio. Emma disse che sarebbe stato imbarazzante; Mrs. Weston era in ansia per la cena e Mr.\nMrs. Weston era in ansia per la cena; e Mr. Woodhouse si opponeva vivamente, per motivi di salute.\ndella salute. La cosa lo rendeva cos\u00ec infelice che non si poteva perseverare.\nperseverare.\n\n No, disse, sarebbe l'estremo dell'imprudenza. Non potrei\nsopportare per Emma! Emma non \u00e8 forte. Si prenderebbe un terribile raffreddore.\nAnche la povera piccola Harriet. E cos\u00ec tutti voi. Mrs. Weston, voi sareste\nsareste completamente a terra; non lasciate che parlino di una cosa cos\u00ec selvaggia. Di grazia, non\nnon lasciate che ne parlino. Quel giovane (parlando pi\u00f9 piano) \u00e8 molto\nsconsiderato. Non ditelo a suo padre, ma quel giovane non \u00e8 proprio\nil ragazzo non \u00e8 proprio il tipo. Questa sera ha aperto molto spesso le porte e le ha tenute aperte in modo\ne le ha tenute aperte in modo molto sconsiderato. Non pensa alla corrente d'aria.\ncorrente d'aria. Non intendo mettervi contro di lui, ma in effetti non \u00e8 proprio\nnon \u00e8 proprio la cosa giusta!\n\nMrs. Weston era dispiaciuta per una simile accusa. Sapeva quanto fosse importante,\ne disse tutto ci\u00f2 che era in suo potere per eliminarla. Ogni porta era ormai\nchiuse, si rinunci\u00f2 al piano di passaggio e si ricorse di nuovo al primo piano di ballare solo\ndi ballare solo nella stanza in cui si trovavano.\nFrank che lo spazio che un quarto d'ora prima era considerato appena sufficiente\nun quarto d'ora prima era stato ritenuto a malapena sufficiente per cinque coppie, era ora\nsi cercava di renderlo sufficiente per dieci.\n\n Siamo stati troppo magnifici, disse.  Abbiamo lasciato spazio inutile. Dieci\ncoppie possono stare benissimo qui.\n\nEmma esit\u00f2.  Sarebbe stata una folla, una folla triste; e cosa c'\u00e8 di peggio che ballare senza spazio?\npeggio che ballare senza spazio per girare?\n\n \u00c8 vero, rispose gravemente, era molto brutto.  Ma continu\u00f2 a misurare\nmisurare e concluse con,\n\n Penso che ci sar\u00e0 spazio molto tollerabile per dieci coppie.\n\n No, no, disse lei, siete del tutto irragionevole. Sarebbe terribile\nstare cos\u00ec vicini! Niente pu\u00f2 essere pi\u00f9 lontano dal piacere che\nballare in mezzo a una folla e a una folla in una piccola stanza!\n\n Non si pu\u00f2 negare, ha risposto.  Sono esattamente d'accordo con lei. A\nfolla in una piccola stanza, signorina Woodhouse, lei ha l'arte di dare\nimmagini in poche parole. Squisito, davvero squisito! Tuttavia,\navendo proceduto fino a questo punto, non si \u00e8 disposti a rinunciare alla questione. Sarebbe\nsarebbe una delusione per mio padre e complessivamente non so\nche sono piuttosto del parere che dieci coppie potrebbero stare qui molto\nbene.\n\nEmma percep\u00ec che la natura della sua galanteria era un po'\ne che avrebbe preferito opporsi piuttosto che perdere il piacere di ballare con lei; ma accett\u00f2 il complimento e perdon\u00f2 il resto.\nballare con lei; ma accett\u00f2 il complimento e perdon\u00f2 il resto.\nSe avesse avuto l'intenzione di sposarlo, sarebbe valsa la pena di fermarsi a riflettere e cercare di\nfermarsi a riflettere e cercare di capire il valore della sua preferenza,\ne il carattere del suo temperamento; ma per tutti gli scopi della loro\nconoscenza, era abbastanza amabile.\n\nPrima della met\u00e0 del giorno successivo, era a Hartfield; ed entr\u00f2 nella stanza con un sorriso cos\u00ec piacevole\nstanza con un sorriso cos\u00ec gradevole da certificare la continuazione del\nil progetto. Ben presto sembr\u00f2 che fosse venuto ad annunciare un miglioramento.\n\n Ebbene, Miss Woodhouse\", esord\u00ec quasi subito, \"la vostra inclinazione per il ballo non \u00e8 stata\nper il ballo non \u00e8 stata del tutto spaventata, spero, dai terrori\ndelle piccole stanze di mio padre. Vi porto una nuova proposta sull'argomento: una\npensiero di mio padre, che attende solo la vostra approvazione per essere attuato\nper essere attuata. Posso sperare di avere l'onore della vostra mano per i due primi balli\ndi questo piccolo ballo in progetto, che non si terr\u00e0 al Randalls, ma al Crown Inn?\nCrown Inn?\n\n La Corona!\n\n S\u00ec; se tu e il signor Woodhouse non avete obiezioni, e confido che non ne abbiate, mio padre spera che i suoi amici siano cos\u00ec gentili da fargli visita.\nmio padre spera che i suoi amici siano cos\u00ec gentili da fargli visita.\nl\u00ec. Pu\u00f2 promettere loro una sistemazione migliore, e un'accoglienza non meno\naccoglienza meno grata che a Randalls. \u00c8 una sua idea. Mrs. Weston non vede\nMrs. Weston non vede alcuna obiezione, a patto che voi siate soddisfatti. Questo \u00e8 ci\u00f2 che tutti noi\nsentiamo. Oh! Avevate perfettamente ragione! Dieci coppie, in una delle\nRandalls, sarebbe stato insopportabile! Terribile! Ho sentito quanto\nragione per tutto il tempo, ma ero troppo ansiosa di assicurarmi _qualunque_\nqualcosa per voler cedere. Non \u00e8 un buon scambio? Spero che tu sia d'accordo\nche tu sia d'accordo?\n\n Mi sembra un piano a cui nessuno pu\u00f2 opporsi, se Mr. e Mrs.\nWeston non lo fanno. Lo ritengo ammirevole e, per quanto posso rispondere per me, sar\u00f2 molto felice.\nper me stessa, sar\u00f2 molto felice Sembra l'unico miglioramento possibile.\nessere. Pap\u00e0, non pensi che sia un miglioramento eccellente?\n\nFu costretta a ripeterlo e a spiegarlo, prima che venisse compreso appieno.\ne poi, essendo del tutto nuovo, erano necessarie ulteriori rappresentazioni per renderlo accettabile.\nnecessarie per renderlo accettabile.\n\n No; lo riteneva tutt'altro che un miglioramento, un pessimo piano molto\npeggiore dell'altro. Una stanza in una locanda era sempre umida e pericolosa;\nnon era mai adeguatamente arieggiata o adatta a essere abitata. Se dovevano ballare, era meglio\nmeglio ballare da Randalls. Non era mai stato in una stanza del\nCrown in vita sua, non conosceva di vista le persone che la tenevano. Oh!\nno, un pessimo piano. Avrebbero preso raffreddori peggiori al Crown che\ndi qualsiasi altro posto.\n\n Stavo per osservare, signore, ha detto Frank Churchill, che una delle grandi raccomandazioni di questo cambiamento\ndi questo cambiamento sarebbe stato lo scarsissimo pericolo di\ndi raffreddarsi, tanto meno al Crown che a Randalls!\nRandalls! Il signor Perry avrebbe potuto avere motivo di rammaricarsi di questa modifica, ma\nnessun altro.\n\n Signore, disse Mr. Woodhouse, piuttosto calorosamente, vi sbagliate di grosso\nse pensate che Mr. Perry sia quel tipo di personaggio. Il signor Perry \u00e8\nestremamente preoccupato quando qualcuno di noi \u00e8 malato. Ma non capisco come\ncome la stanza del Crown possa essere pi\u00f9 sicura per voi della casa di vostro padre.\n\n Per il fatto stesso che \u00e8 pi\u00f9 grande, signore. Non avremo\ndi aprire le finestre per tutta la sera; ed \u00e8\n\u00e8 quella terribile abitudine di aprire le finestre, facendo entrare l'aria fredda su\ncorpi riscaldati, che (come ben sapete, signore) fa male.\n\n Aprire le finestre! Ma di certo, signor Churchill, nessuno penserebbe di\naprire le finestre a Randalls. Nessuno potrebbe essere cos\u00ec imprudente! Non ho mai\nmai sentito parlare di una cosa del genere. Ballare con le finestre aperte! Sono sicura che n\u00e9\ntuo padre n\u00e9 la signora Weston (la povera signorina Taylor) lo sopporterebbero.\nquesto.\n\n Ah! Signore, ma un giovane sconsiderato a volte si mette dietro una\ntenda di una finestra, e tira su un'anta, senza che se ne sospetti l'esistenza. I\nho saputo che l'ha fatto spesso io stesso.\n\n Davvero, signore? Che io sia benedetto! Non avrei mai potuto immaginarlo. Ma io\nvivo fuori dal mondo e spesso mi stupisco di ci\u00f2 che sento. Tuttavia,\nquesto fa la differenza; e, forse, quando arriveremo a discuterne\nma questo genere di cose richiede una buona dose di riflessione. Non si pu\u00f2\nnon si pu\u00f2 decidere in fretta. Se il signor e la signora Weston saranno cos\u00ec\ndi venire qui una mattina, potremmo parlarne e vedere cosa si pu\u00f2 fare.\ncosa si pu\u00f2 fare.\n\n Ma, purtroppo, signore, il mio tempo \u00e8 cos\u00ec limitato\n\n Oh! interruppe Emma, ci sar\u00e0 tutto il tempo per discutere di ogni\ndi tutto. Non c'\u00e8 alcuna fretta. Se si pu\u00f2 fare in modo di essere al Crown, pap\u00e0.\nCrown, pap\u00e0, sar\u00e0 molto comodo per i cavalli. Saranno\nsaranno cos\u00ec vicini alla loro scuderia.\n\n Cos\u00ec sar\u00e0, mia cara. \u00c8 una cosa fantastica. Non che James si sia mai\nma \u00e8 giusto risparmiare i nostri cavalli quando possiamo. Se potessi\nse potessi essere sicura che le stanze siano ben arieggiate, ma ci si pu\u00f2 fidare della signora Stokes?\nStokes? Ne dubito. Non la conosco, nemmeno di vista.\n\n Posso rispondere di ogni cosa di questa natura, signore, perch\u00e9 sar\u00e0\nsotto la cura di Mrs. Weston. Mrs. Weston si impegna a dirigere il tutto.\n\n Ecco, pap\u00e0! Ora dovete essere soddisfatti della nostra cara Mrs. Weston, che\n\u00e8 la prudenza in persona. Non ricordate cosa disse il signor Perry, tanti anni fa.\nanni fa, quando avevo il morbillo?  Se la signorina Taylor si impegna ad avvolgere la signorina Emma.\nMiss Emma, non dovete avere alcun timore, signore.  Quante volte vi ho\nsentito parlare di questo come di un complimento per lei!\n\n S\u00ec, \u00e8 vero. Il signor Perry l'ha detto. Non lo dimenticher\u00f2 mai. Povera\npiccola Emma! Sei stata molto male con il morbillo; cio\u00e8, saresti stata molto male, se non fosse stato per la grande attenzione di Perry.\nsaresti stata molto male, se non fosse stato per la grande attenzione di Perry. Veniva quattro volte\nquattro volte al giorno per una settimana. Ha detto che, fin dall'inizio, \u00e8 stato un tipo molto buono, il che \u00e8 stato di grande conforto.\nche \u00e8 stato il nostro grande conforto; ma il morbillo \u00e8 una malattia terribile.\nmalattia. Spero che ogni volta che i piccoli della povera Isabella avranno il\nmorbillo, mander\u00e0 a chiamare Perry.\n\n Mio padre e Mrs. Weston sono al Crown in questo momento\", disse Frank Churchill, esaminando le possibilit\u00e0 della casa.\nChurchill, esaminando le capacit\u00e0 della casa. Li ho lasciati l\u00ec\ne sono venuto a Hartfield, impaziente di avere la vostra opinione e sperando che possiate convincerli a raggiungerli e a dare il vostro parere sul posto.\ndi convincervi a raggiungerli e a dare il vostro parere sul posto. Mi \u00e8 stato\ndesiderato da entrambi. Sarebbe un grande piacere per loro\nse mi permetteste di assistervi. Non possono fare nulla\nsoddisfacente senza di voi.\n\nEmma fu molto contenta di essere chiamata a questo consiglio; e suo padre,\nimpegnandosi a riflettere su tutto mentre lei era via, i due giovani\npartirono insieme senza indugio per la Corona. L\u00ec c'erano Mr. e Mrs.\nWeston, lieti di vederla e di ricevere la sua approvazione, molto indaffarati e\nmolto indaffarati e molto felici nel loro diverso modo di essere; lei, con qualche piccola angoscia, e\nlui, che trovava tutto perfetto.\n\n Emma, disse, questo foglio \u00e8 peggiore di quanto mi aspettassi. Guarda! In alcuni punti\nvedi che \u00e8 terribilmente sporca; e l'intelaiatura \u00e8 pi\u00f9 gialla e\ndi quanto avrei mai potuto immaginare.\n\n Mia cara, sei troppo esigente, disse il marito.  Cosa significa tutto questo\nsignificato? A lume di candela non si vedr\u00e0 nulla. A lume di candela sar\u00e0\npulito come Randalls a lume di candela. Non vediamo mai nulla di tutto ci\u00f2 nelle nostre\nserate in discoteca.\n\nLe signore qui probabilmente si scambiavano sguardi che significavano: \"Gli uomini non sanno mai quando le cose sono sporche o no\".\nquando le cose sono sporche o no; e i gentiluomini forse pensavano, ognuno per conto proprio\nognuno a se stesso: \"Le donne avranno le loro piccole sciocchezze e le loro inutili\npreoccupazioni.\n\nSi present\u00f2 per\u00f2 una perplessit\u00e0 che i signori non disdegnarono. Si trattava\nriguardava una sala da pranzo. Al momento della costruzione della sala da ballo,\ncena non era in discussione, e una piccola sala da gioco adiacente era l'unica aggiunta.\nl'unica aggiunta. Che cosa si doveva fare? Questa sala da gioco sarebbe servita\ncome sala per le carte; oppure, se le carte erano state dichiarate superflue dalle\nnon era comunque troppo piccola per una cena confortevole?\ncena confortevole? Un'altra stanza di dimensioni molto migliori potrebbe essere\nma si trovava all'altro capo della casa e per accedervi bisognava attraversare un lungo e scomodo passaggio.\npassaggio scomodo per raggiungerla. Questo creava una difficolt\u00e0. Mrs.\nWeston temeva le correnti d'aria per i giovani in quel passaggio; e\nn\u00e9 Emma n\u00e9 i signori potevano tollerare la prospettiva di essere\nmiseramente affollati a cena.\n\nMrs. Weston aveva proposto di non consumare una cena regolare, ma solo panini, ecc,\nnella stanzetta, ma fu scartata come una proposta miserabile.\nproposta. Un ballo privato, senza sedersi a cena, \u00e8 stato\nun ballo privato, senza sedersi a cena, fu dichiarato un'infame frode ai diritti degli uomini e delle donne e Mrs.\nWeston non doveva pi\u00f9 parlarne. Poi adott\u00f2 un'altra linea di\ndi espediente e, guardando nella stanza dubbiosa, osserv\u00f2,\n\n Non credo che sia cos\u00ec piccolo. Non saremo in molti, lo sai.\n\nE Mr. Weston, nello stesso momento, camminando alacremente con passi lunghi\nattraverso il passaggio, chiamava,\n\n Parli molto della lunghezza di questo brano, mia cara. In fondo non \u00e8\nniente, dopo tutto; e non c'\u00e8 la minima corrente d'aria dalle scale.\n\n Vorrei, disse Mrs. Weston, che si potesse sapere quale disposizione i nostri\nospiti in generale preferiscano. Fare ci\u00f2 che sarebbe pi\u00f9 gradito\npiacere a tutti deve essere il nostro obiettivo, se solo si potesse dire quale sarebbe.\n\n S\u00ec, \u00e8 vero, grid\u00f2 Frank, \u00e8 vero. Volete le opinioni dei vostri vicini\nopinioni. Non mi meraviglio di voi. Se si potesse accertare quale sia il capo\ndi loro i Coles, per esempio. Non sono lontani. Devo chiamarli?\na loro? O Miss Bates? \u00c8 ancora pi\u00f9 vicina. E non so\nnon so se la signorina Bates non sia in grado di capire le inclinazioni del\ndel resto del popolo come chiunque altro. Penso che vorremmo un consiglio pi\u00f9\nconsiglio. E se andassi a invitare Miss Bates a unirsi a noi?\n\n Se volete, disse Mrs. Weston piuttosto esitante, se pensate che possa essere utile.\nche possa essere di qualche utilit\u00e0.\n\n Non otterrete nulla di utile da Miss Bates, disse Emma.  Lei\nsar\u00e0 tutta gioia e gratitudine, ma non vi dir\u00e0 nulla. Non\nnon ascolter\u00e0 nemmeno le vostre domande. Non vedo alcun vantaggio nel\nconsultare Miss Bates.\n\n Ma \u00e8 cos\u00ec divertente, cos\u00ec estremamente divertente! Mi piace molto sentire parlare\nMiss Bates parlare. E non ho bisogno di portare tutta la famiglia, sapete.\n\nQui li raggiunse Mr. Weston che, dopo aver ascoltato la proposta, la approv\u00f2 con decisione.\nla sua decisa approvazione.\n\n S\u00ec, certo, Frank. Vai a chiamare la signorina Bates e chiudiamo subito la faccenda.\nsubito. Sono sicuro che le piacer\u00e0 il progetto e non conosco persona pi\u00f9 adatta\npersona pi\u00f9 adatta a spiegarci come eliminare le difficolt\u00e0. Vai a prendere la signorina\nBates. Stiamo diventando un po' troppo gentili. Lei \u00e8 una lezione permanente di\ncome essere felici. Ma andate a prenderli entrambi. Invitateli entrambi.\n\n Entrambi, signore! Pu\u00f2 la vecchia signora? ...\n\n La vecchia signora! No, la signorina, per essere sicuri. Ti riterr\u00f2 una\nse porti la zia senza la nipote.\n\n Oh! Chiedo scusa, signore. Non me ne sono ricordato subito.\nSenza dubbio, se lo desiderate, cercher\u00f2 di persuaderli entrambi.\nE corse via.\n\nMolto tempo prima che ricomparisse, assistendo la zia, bassa, ordinata e\nzia e l'elegante nipote, Mrs. Weston, come una donna dal carattere dolce e una buona moglie\ne una brava moglie, aveva esaminato di nuovo il passaggio e aveva trovato che i mali di\nmolto meno di quanto avesse supposto in precedenza, anzi, molto insignificanti; e qui finirono le difficolt\u00e0 di decisione.\nQui finirono le difficolt\u00e0 di decisione. Tutto il resto, almeno a livello speculativo\nalmeno, fu perfettamente regolare. Tutti i piccoli accorgimenti relativi a tavolo e sedie, luci e musica, t\u00e8 e\ntavolo e sedia, luci e musica, t\u00e8 e cena, si fecero da sole o furono lasciate come\ncome semplici inezie da risolvere in qualsiasi momento tra Mrs. Weston e Mrs.\nStokes. Tutti gli invitati dovevano venire di sicuro; Frank aveva gi\u00e0 scritto a\nFrank aveva gi\u00e0 scritto a Enscombe per proporgli di restare qualche giorno in pi\u00f9 dei suoi quindici giorni,\nche non poteva essere rifiutata. E un ballo delizioso sarebbe stato\nun delizioso ballo.\n\nQuando Miss Bates arriv\u00f2, acconsent\u00ec molto cordialmente. Come consigliera non era\nconsigliere non era desiderata, ma come approvatrice (un personaggio molto pi\u00f9 sicuro) era davvero benvenuta.\ncome approvatrice (un personaggio molto pi\u00f9 sicuro) era davvero la benvenuta. La sua approvazione, allo stesso tempo generale e\nminuto, caloroso e incessante, non poteva che far piacere; e per un'altra mezz'ora\nper un'altra mezz'ora andarono tutti avanti e indietro, tra le diverse\nstanze, chi suggerendo, chi assistendo, e tutti in felice attesa del futuro.\ndel futuro. La festa non si sciolse senza che Emma si fosse assicurata\nassicurata per i due primi balli dall'eroe della serata, n\u00e9 senza che\nsenza che lei sentisse Mr. Weston sussurrare alla moglie: \"L'ha chiesta, mia cara\".\nlei, mia cara. \u00c8 vero. Sapevo che l'avrebbe fatto!\n\n\n\n\nCAPITOLO XII\n\n\nUna sola cosa si voleva fare per rendere la prospettiva del ballo completamente\nsoddisfacente per Emma il fatto che fosse stato fissato per un giorno entro il termine concesso di\ndel soggiorno di Frank Churchill nel Surry; perch\u00e9, nonostante la fiducia di Mr.\nWeston, non riusciva a pensare che fosse cos\u00ec impossibile che i\nChurchill non permettessero al nipote di restare un giorno oltre i quindici giorni.\nquindici giorni. Ma questo non era giudicato fattibile. I preparativi dovevano prendere tempo\ntempo, nulla poteva essere adeguatamente pronto fino all'inizio della terza settimana.\ne per alcuni giorni dovevano pianificare, procedere e sperare nell'incertezza.\nsperare nell'incertezza, con il rischio, a suo parere, enorme, che\nrischio di rendere tutto vano.\n\nEnscombe per\u00f2 fu cortese, cortese nei fatti, se non nelle parole. Il suo\ndesiderio di rimanere pi\u00f9 a lungo evidentemente non era gradito; ma non fu\nopposto. Tutto era sicuro e prospero; e poich\u00e9 la rimozione di una\ndi una preoccupazione in genere lascia il posto a un'altra, Emma, essendo ormai certa del suo\ndel suo ballo, cominci\u00f2 ad adottare come prossima seccatura la provocante indifferenza di Mr.\nMr. Knightley, la sua indifferenza al riguardo. O perch\u00e9 non ballava di persona, o perch\u00e9 il piano\nperch\u00e9 il piano era stato elaborato senza che lui fosse consultato, sembrava\nsembrava deciso a non interessarlo, deciso ad evitare che\nche la cosa lo interessasse, deciso a non suscitare alcuna curiosit\u00e0 presente o a non fornirgli alcun divertimento futuro.\nAlle sue comunicazioni volontarie Emma non pot\u00e9 ottenere una risposta pi\u00f9 approvata,\nche,\n\n Molto bene. Se i Weston pensano che valga la pena di prendersi tutto questo disturbo\nper qualche ora di divertimento rumoroso, non ho nulla da dire\nnulla in contrario, se non che non scelgano i piaceri per me. Oh! S\u00ec, io\ndevo esserci, non potrei rifiutare, e star\u00f2 sveglia il pi\u00f9 possibile.\nma preferirei essere a casa a controllare i conti della settimana di William Larkins.\nsettimana di William Larkins; molto meglio, lo confesso. Il piacere di vedere la danza!\nIo, infatti, non lo guardo mai, non so chi lo faccia. La bella danza, credo\ncredo che, come la virt\u00f9, debba essere la sua stessa ricompensa. Quelli che stanno a guardare\ndi solito pensano a qualcosa di molto diverso.\n\nEmma sent\u00ec che questo era rivolto a lei e la fece arrabbiare. Non era\nnon era per fare un complimento a Jane Fairfax che lui era cos\u00ec indifferente o cos\u00ec indignato,\no cos\u00ec indignato; non era guidato dai sentimenti di _lei_ nel rimproverare il ballo, perch\u00e9 _lei_ ne godeva in misura straordinaria.\nballo, perch\u00e9 _lei_ si divertiva al pensiero di esso in misura straordinaria.\nLa rendeva animata e aperta di cuore, come ha detto lei stessa;\n\n Oh! Miss Woodhouse, spero che non accada nulla che impedisca il ballo.\nChe delusione sarebbe! Lo attendo, lo ammetto, con\nmolto piacere.\n\nNon era quindi per obbligare Jane Fairfax che avrebbe preferito la societ\u00e0 di William Larkins.\npreferito la societ\u00e0 di William Larkins. No! Era sempre pi\u00f9 convinta\nsempre pi\u00f9 convinta che Mrs. Weston si fosse sbagliata in questa supposizione. C'era\nc'era una grande quantit\u00e0 di attaccamento amichevole e compassionevole da parte sua\nda parte di William Larkins, ma non c'era amore.\n\nAhim\u00e8, presto non ci fu pi\u00f9 tempo per litigare con il signor Knightley. Due\ndue giorni di gioiosa sicurezza furono immediatamente seguiti dal rovesciamento di\nogni cosa. Arriv\u00f2 una lettera da Mr. Churchill per sollecitare l'immediato ritorno del nipote.\nnipote di tornare immediatamente. La signora Churchill stava troppo male per fare a meno di lui.\nera in uno stato di grande sofferenza (cos\u00ec diceva il marito) quando aveva scritto al nipote due giorni fa.\nmarito) quando aveva scritto a suo nipote due giorni prima, anche se per la sua solita\nnon volere dare dolore e l'abitudine costante di non pensare mai a se stessa, non ne aveva parlato.\nnon ne aveva fatto cenno; ma ora era troppo malata per scherzare,\ne doveva pregarlo di partire senza indugio per Enscombe.\n\nLa sostanza di questa lettera \u00e8 stata trasmessa a Emma, in una nota di Mrs.\nWeston, all'istante. Quanto alla sua partenza, era inevitabile. Doveva partire\nnel giro di poche ore, pur senza provare alcun reale allarme per la zia,\nper attenuare la sua ripugnanza. Conosceva le sue malattie; non si verificavano mai\nse non per sua convenienza.\n\nMrs. Weston aggiunse che poteva solo concedersi il tempo di affrettarsi ad Highbury, dopo colazione, e di congedarsi dai pochi amici che si trovavano l\u00ec.\nHighbury, dopo la colazione, e prendere congedo dai pochi amici l\u00ec che\nche poteva supporre provassero un qualche interesse per lui; e che sarebbe stato atteso a Hartfield molto presto.\nche sarebbe stato atteso a Hartfield molto presto.\n\nQuesta misera nota fu il finale della colazione di Emma. Quando fu letta\nletto, non c'era altro da fare che lamentarsi ed esclamare. La perdita del\nperdita del ballo, la perdita del giovane e tutto ci\u00f2 che il giovane poteva provare!\nche il giovane poteva provare! Era troppo miserabile! Una serata cos\u00ec deliziosa come\nsarebbe stata! Tutti cos\u00ec felici! E lei e il suo compagno i pi\u00f9 felici!\npi\u00f9 felici! Ho detto che sarebbe stato cos\u00ec, \u00e8 stata l'unica consolazione.\n\nI sentimenti del padre erano ben distinti. Pensava soprattutto alla\nChurchill e voleva sapere come era stata curata; e per quanto riguarda il ballo, era scioccante che la cara Emma fosse delusa.\nper quanto riguarda il ballo, era scioccante che la cara Emma venisse delusa; ma\nsarebbero stati tutti pi\u00f9 al sicuro a casa.\n\nEmma era pronta ad accogliere il suo visitatore gi\u00e0 da un po' di tempo; ma se questo si rifletteva sulla sua impazienza\nse questo si rifletteva sulla sua impazienza, il suo sguardo dolente e la sua totale\ndi spirito quando arriv\u00f2 potrebbero riscattarlo. Sentiva la partenza\ndi andarsene quasi troppo per parlarne. Il suo sconforto era evidentissimo. Si sedette\nper i primi minuti era davvero perso nei suoi pensieri e quando si svegliava era solo per dire\nquando si svegli\u00f2, fu solo per dire,\n\n Tra tutte le cose orribili, il congedo \u00e8 la peggiore.\n\n Ma tornerai ancora, disse Emma.  Questa non sar\u00e0 la tua unica visita\na Randalls.\n\n Ah! (scuotendo la testa) l'incertezza di quando potr\u00f2 tornare!\ntornare! Ci prover\u00f2 con zelo! Sar\u00e0 l'oggetto di tutti i miei pensieri e le mie preoccupazioni!\npensieri e delle mie preoccupazioni! E se mio zio e mia zia andranno in citt\u00e0 questa primavera, ma\nTemo che non si siano mossi la scorsa primavera, temo che sia un'usanza\nperduta per sempre.\n\n Il nostro povero pallone deve essere abbastanza abbandonato.\n\n Ah! Quel ballo! Perch\u00e9 abbiamo aspettato? Perch\u00e9 non abbiamo colto il piacere subito?\npiacere subito? Quante volte la felicit\u00e0 viene distrutta dalla preparazione,\nuna sciocca preparazione! Ci avete detto che sarebbe stato cos\u00ec. Oh! Miss Woodhouse,\nperch\u00e9 avete sempre ragione?\n\n In effetti, mi dispiace molto avere ragione in questo caso. Avrei preferito\nstato molto pi\u00f9 allegro che saggio.\n\n Se riuscir\u00f2 a tornare, avremo ancora il nostro ballo. Mio padre dipende\nda questo. Non dimenticate il vostro impegno.\n\nEmma ha guardato con gratitudine.\n\n Sono stati quindici giorni cos\u00ec! ha continuato; ogni giorno pi\u00f9 prezioso e pi\u00f9 delizioso\nprezioso e pi\u00f9 delizioso del giorno precedente! Ogni giorno mi ha reso\nmeno adatto a sopportare qualsiasi altro luogo. Felici coloro che possono rimanere ad\nHighbury!\n\n Visto che ora ci rendete cos\u00ec ampia giustizia, disse Emma ridendo, mi permetto di chiedervi se non siete venuti un po' in dubbio all'inizio.\nmi permetto di chiedervi se non siete venuti un po' dubbiosi all'inizio?\nNon superiamo forse le vostre aspettative? Sono sicura di s\u00ec. Sono sicura\nche non vi aspettavate di piacervi. Non avreste tardato tanto a venire\nse avesse avuto un'idea piacevole di Highbury.\n\nLui rise piuttosto consapevolmente e, pur negando il sentimento, Emma era convinta che fosse cos\u00ec.\nEmma era convinta che fosse stato cos\u00ec.\n\n E deve partire proprio stamattina?\n\n S\u00ec, mio padre mi raggiunger\u00e0 qui: torneremo insieme e io dovr\u00f2 partire subito.\ndevo partire immediatamente. Ho quasi paura che ogni momento\nlo porti con s\u00e9.\n\n Neanche cinque minuti per le sue amiche Miss Fairfax e Miss Bates?\nBates? Che sfortuna! La mente potente e polemica di Miss Bates avrebbe potuto\navrebbe potuto rafforzare la vostra.\n\n S\u00ec, ho chiamato l\u00ec; passando davanti alla porta, ho pensato che fosse meglio. Era\nera una cosa giusta da fare. Sono entrata per tre minuti, ma sono stata trattenuta dalla\ndalla mancanza della signorina Bates. Era fuori e mi \u00e8 sembrato impossibile non\naspettare che rientrasse. \u00c8 una donna di cui si pu\u00f2, si deve, ridere.\nridere, ma che non si vorrebbe mai offendere. Era meglio fare la mia visita\nla mia visita, allora\n\nEsit\u00f2, si alz\u00f2 e si avvicin\u00f2 alla finestra.\n\n In breve, disse, forse, signorina Woodhouse, credo che difficilmente possiate essere\ndel tutto priva di sospetti\n\nLa guard\u00f2, come se volesse leggere i suoi pensieri. Lei non sapeva\ncosa dire. Sembrava il precursore di qualcosa di assolutamente\ngrave, che non desiderava. Costringendosi a parlare, quindi,\nnella speranza di far passare la cosa, disse con calma,\n\n Avete ragione; \u00e8 stato molto naturale fare la vostra visita,\npoi\n\nLui era silenzioso. Lei credeva che lui la stesse guardando; probabilmente stava riflettendo\nsu ci\u00f2 che lei aveva detto e cercava di capirne il modo. Lo sent\u00ec\nsospirare. Era naturale per lui sentire di avere un motivo per sospirare.\nNon poteva credere che lei lo stesse incoraggiando. Passarono alcuni momenti imbarazzanti\nPassarono alcuni momenti imbarazzanti, lui si sedette di nuovo e, in modo pi\u00f9 deciso, disse,\n\n \u00c8 stato bello sentire che tutto il resto del mio tempo poteva essere dedicato ad Hartfield.\na Hartfield. La mia stima per Hartfield \u00e8 molto calorosa\n\nSi ferm\u00f2 di nuovo, si rialz\u00f2 e sembr\u00f2 piuttosto imbarazzato. Era pi\u00f9\ninnamorato di lei pi\u00f9 di quanto Emma avesse supposto; e chi pu\u00f2 dire come sarebbe potuta finire, se non fosse apparso il padre?\nse suo padre non fosse apparso? Il signor Woodhouse\nsegu\u00ec presto; e la necessit\u00e0 dello sforzo lo rese composto.\n\nPochissimi minuti in pi\u00f9, tuttavia, hanno completato il processo in corso. Mr.\nWeston, sempre all'erta quando c'era da fare qualcosa, e incapace di\ndi procrastinare un male inevitabile e di prevederne uno dubbio, disse: \"\u00c8 ora di andare\".\ndubbio, disse: \"\u00c8 ora di andare\"; e il giovane, pur potendo e sospirando, non poteva\npoteva e aveva sospirato, non pot\u00e9 che accettare di congedarsi.\n\n Sentir\u00f2 parlare di voi tutti, disse; questa \u00e8 la mia principale consolazione. I\nsentir parlare di ogni cosa che accade tra di voi. Ho incaricato\nMrs. Weston di corrispondere con me. \u00c8 stata cos\u00ec gentile da promettere\ndi prometterlo. Oh! La benedizione di una corrispondente femminile, quando si \u00e8 davvero interessati all'assente!\nquando si \u00e8 veramente interessati all'assente! Mi racconter\u00e0 ogni cosa. Nelle sue lettere\nSar\u00f2 di nuovo alla cara Highbury.\n\nUna stretta di mano molto amichevole, un arrivederci molto sincero, chiusero il discorso e la porta aveva presto chiuso Frank Churchill.\ndiscorso e la porta aveva presto chiuso fuori Frank Churchill. Breve era stato\nbreve il loro incontro; se n'era andato; ed Emma si sentiva cos\u00ec dispiaciuta di separarsene, e prevedeva una perdita cos\u00ec grande per la loro piccola societ\u00e0\nEmma si sentiva cos\u00ec dispiaciuta di separarsi e prevedeva una perdita cos\u00ec grande per la loro piccola societ\u00e0\ndalla sua assenza, tanto da iniziare a temere di essere troppo dispiaciuta e di sentirlo troppo.\ntroppo.\n\n\u00c8 stato un triste cambiamento. Si erano incontrati quasi ogni giorno dal suo\narrivo. Certamente la sua presenza a Randalls aveva dato un grande spirito alle ultime due settimane.\nalle ultime due settimane uno spirito indescrivibile; l'idea, l'aspettativa di vederlo\ndi vederlo che ogni mattina portava con s\u00e9, la sicurezza delle sue\nattenzioni, la sua vivacit\u00e0, i suoi modi! Erano stati quindici giorni molto felici\ne triste deve essere lo sprofondare nel comune corso dei giorni di Hartfield.\ncorso dei giorni di Hartfield. Per completare ogni altra raccomandazione, lui\nle aveva quasi detto di amarla. Quale forza o quale costanza d'affetto\ncostanza dell'affetto, era un altro punto; ma al momento non poteva dubitare\nal momento non poteva dubitare che avesse un'ammirazione decisamente calorosa,\nuna preferenza consapevole nei suoi confronti; e questa persuasione, unita a tutto il resto, le faceva pensare che lei\nal resto, le fece pensare che doveva essere un po' innamorata di lui,\nnonostante ogni precedente determinazione contraria.\n\n Certo che devo, disse lei.  Questa sensazione di svogliatezza,\nstanchezza, di stupidit\u00e0, di non volersi sedere e di non voler lavorare\ndi sedermi e darmi da fare, questa sensazione che ogni cosa sia noiosa e insipida in casa!\ncasa!  Devo essere innamorata; sarei la creatura pi\u00f9 strana del mondo\nse non lo fossi almeno per qualche settimana. Bene! Il male per alcuni \u00e8 sempre\nbene per gli altri. Avr\u00f2 molti compagni per il ballo, se non per Frank Churchill.\nper Frank Churchill; ma Mr. Knightley sar\u00e0 felice. Potr\u00e0 trascorrere la\nserata con il suo caro William Larkins, se vuole.\n\nMr. Knightley, tuttavia, non mostrava una felicit\u00e0 trionfante. Non poteva\nnon poteva dire di essere dispiaciuto per il suo stesso motivo; il suo sguardo molto allegro lo avrebbe\navrebbe smentito se l'avesse fatto; ma disse, e molto fermamente, che\nche era dispiaciuto per la delusione degli altri, e con\nnotevole gentilezza aggiunse,\n\n Tu, Emma, che hai cos\u00ec poche occasioni di ballare, sei davvero\nsfortunata; sei davvero sfortunata!\n\nPassarono alcuni giorni prima che vedesse Jane Fairfax, a giudicare dal suo sincero\nrammarico per questo triste cambiamento; ma quando si incontrarono, la sua compostezza era\nodiosa. Era stata particolarmente indisposta, tuttavia, soffrendo di\nmal di testa in misura tale da far dichiarare alla zia che, se il ballo si fosse svolto, non avrebbe pensato che Jane\nse il ballo avesse avuto luogo, non pensava che Jane avrebbe potuto parteciparvi; ed \u00e8 stata una carit\u00e0\ncarit\u00e0 imputare un po' della sua indecorosa indifferenza al languore della\nsalute.\n\n\n\n\nCAPITOLO XIII\n\n\nEmma continuava a non avere dubbi sul fatto che fosse innamorata. Le sue idee\nsolo che le sue idee variavano sul quanto. All'inizio pensava che fosse\nmolto; e dopo, poco. Aveva un grande piacere a sentir parlare di\nFrank Churchill e, per il suo bene, un piacere pi\u00f9 grande che mai nel vedere Mr.\npiacere pi\u00f9 che mai nel vedere Mr. e Mrs. Weston; pensava molto spesso a lui,\ne non vedeva l'ora di ricevere una lettera per sapere come stava, com'era il suo spirito, come stava Mrs.\ncome stava, come stava la zia e quali erano le possibilit\u00e0 che tornasse a Randalls in primavera.\ndi tornare a Randalls in primavera. Ma, d'altra parte, non poteva\nnon poteva ammettere di essere infelice, n\u00e9, dopo la prima mattina, di essere\nmeno disposta al lavoro del solito; era ancora impegnata e\ne, per quanto lui fosse piacevole, riusciva comunque a immaginare che avesse dei difetti.\ndifetti; e inoltre, pur pensando a lui cos\u00ec tanto e, mentre sedeva\na disegnare o a lavorare, a formulare mille schemi divertenti per il progresso e la\ne la conclusione del loro legame, immaginando dialoghi interessanti e inventando\ninventare lettere eleganti, la conclusione di ogni immaginaria\ndichiarazione immaginaria da parte di lui era che lei lo rifiutava. Il loro affetto\ndoveva sempre stemperarsi in amicizia. Ogni cosa tenera e affascinante\ndoveva segnare la loro separazione; ma dovevano comunque separarsi. Quando divenne\ndi questo, le venne in mente che non poteva essere molto innamorata.\nnonostante la sua precedente e ferma determinazione a non lasciare mai il padre, a non sposarsi\npadre e di non sposarsi mai, un forte attaccamento doveva certamente\nun forte attaccamento doveva produrre una lotta maggiore di quella che poteva prevedere nei suoi sentimenti.\n\n Non mi trovo a fare alcun uso della parola _sacrificio_, disse\nlei. In nessuna delle mie intelligenti risposte, delle mie delicate negazioni, c'\u00e8\nallusione al sacrificio. Ho il sospetto che lui non sia\nnecessario per la mia felicit\u00e0. Tanto meglio. Di certo non\nnon mi convincer\u00f2 di sentirmi pi\u00f9 di quanto non sia. Sono abbastanza in amore.\nMi dispiacerebbe essere di pi\u00f9.\n\nNel complesso, era ugualmente soddisfatta della sua visione dei suoi\nsentimenti.\n\n Senza dubbio _lui_ \u00e8 molto innamorato ogni cosa lo denota molto\ne quando torner\u00e0, se il suo affetto continuer\u00e0, dovr\u00f2 stare attenta a non incoraggiarlo.\ndevo stare in guardia per non incoraggiarlo. Sarebbe imperdonabile\nsarebbe imperdonabile fare altrimenti, visto che la mia mente \u00e8 gi\u00e0 abbastanza decisa. Non che io pensi che lui\npossa pensare che io lo abbia incoraggiato finora. No, se avesse creduto che io\nse avesse creduto che io condividessi i suoi sentimenti, non si sarebbe comportato cos\u00ec male.\nSe avesse pensato di essere incoraggiato, il suo sguardo e il suo linguaggio al momento della\ndi separazione sarebbero stati diversi. Tuttavia, devo stare in guardia.\nguardia. Questo supponendo che il suo attaccamento continui ad essere quello che\nma non so se mi aspetto che sia cos\u00ec; non lo considero un uomo\nnon lo considero un tipo d'uomo e non mi baso del tutto sulla sua\nfermezza o costanza. I suoi sentimenti sono caldi, ma li immagino piuttosto mutevoli.\npiuttosto mutevoli. Ogni considerazione sull'argomento, in breve, mi rende\nmi fa ringraziare che la mia felicit\u00e0 non sia pi\u00f9 profondamente coinvolta. Andr\u00f2 di nuovo molto bene\nmolto bene dopo un po' di tempo e poi, sar\u00e0 una bella cosa\nperch\u00e9 si dice che tutti si innamorano una volta nella vita, e io mi sar\u00f2 liberata facilmente.\ne io sar\u00f2 stata lasciata andare facilmente.\n\nQuando arriv\u00f2 la lettera di lui a Mrs. Weston, Emma ebbe modo di leggerla; e la lesse con un piacere e un'ammirazione che la fecero sentire a disagio.\ne la lesse con un piacere e un'ammirazione che le fecero dapprima scuotere la testa per le sue stesse sensazioni e pensare di aver fatto un errore.\nscuotere la testa per le proprie sensazioni e pensare di averne sottovalutato la forza.\nsottovalutare la loro forza. Si trattava di una lettera lunga e ben scritta, che forniva\ndel suo viaggio e dei suoi sentimenti, esprimendo tutto l'affetto, la gratitudine e il rispetto che\naffetto, la gratitudine e il rispetto che erano naturali e onorevoli, e\ndescrivendo con spirito e precisione ogni cosa esteriore e locale che potesse essere\nche potesse essere attraente, con spirito e precisione. Non c'erano pi\u00f9 sospettosi fioretti di\ndi scuse o di preoccupazione; era il linguaggio dei veri sentimenti verso Mrs.\nWeston; e il passaggio da Highbury a Enscombe, il contrasto tra i luoghi in alcuni dei primi\nil contrasto tra i luoghi in alcune delle prime benedizioni della vita sociale era\ndi vita sociale \u00e8 stato appena accennato per far capire quanto fosse sentito e quanto\nquanto si sarebbe potuto dire di pi\u00f9 se non fosse stato per i vincoli della correttezza. Il fascino del\nfascino del suo nome non mancava. La signorina Woodhouse \u00e8 apparsa pi\u00f9 di una volta.\npi\u00f9 di una volta, e mai senza un collegamento piacevole, o un complimento al suo gusto, o un\nun complimento al suo gusto o un ricordo di ci\u00f2 che aveva detto.\nnell'ultima volta che l'ha incontrata, il suo occhio, non ornato da alcuna\ndi una cos\u00ec ampia corona di galanteria, riusc\u00ec comunque a percepire l'effetto della sua influenza e a riconoscere il pi\u00f9 grande complimento\ndella sua influenza e riconoscere il pi\u00f9 grande complimento forse di tutti\ntrasmesso. Compresse nell'angolo pi\u00f9 basso e vuoto ci furono queste\nNon ho avuto un momento libero marted\u00ec, come sapete, per la bella amica di Miss Woodhouse.\nWoodhouse, la sua bella amichetta. Vi prego di porgerle le mie scuse e i miei saluti.\na lei.  Emma non poteva dubitare che questo fosse tutto per lei. Harriet era\nHarriet era ricordata solo perch\u00e9 era _sua_ amica. Le sue informazioni e le sue prospettive\ndi Enscombe non erano n\u00e9 peggiori n\u00e9 migliori di quanto previsto;\nMrs. Churchill si stava riprendendo e lui non osava ancora, nemmeno nella sua stessa immaginazione, fissare un momento per venire da lui.\nfissare un momento per tornare a Randalls.\n\nTuttavia, per quanto la lettera fosse gratificante e stimolante nella parte materiale, i suoi sentimenti\ne i suoi sentimenti, scopr\u00ec tuttavia, quando fu ripiegata e restituita a Mrs Weston, che non aveva aggiunto alcun calore duraturo.\na Mrs. Weston, che non aveva aggiunto alcun calore duraturo, che poteva ancora fare a meno dello scrittore e che\nche poteva ancora fare a meno dello scrittore e che lui doveva imparare a fare a meno di lei.\nlei. Le sue intenzioni erano immutate. La sua risoluzione di rifiuto divenne solo\npi\u00f9 interessante con l'aggiunta di un piano per la sua successiva\nconsolazione e la felicit\u00e0 di lui. Il suo ricordo di Harriet, e le parole che lo\nche lo rivestivano, la piccola e bellissima amica, le suggerirono l'idea\nidea che Harriet le succedesse nei suoi affetti. Era\nimpossibile? No. Harriet era indubbiamente molto inferiore a lui in termini di comprensione.\ncomprensione; ma era stato molto colpito dalla bellezza del suo viso e dalla\nviso di lei e la calda semplicit\u00e0 dei suoi modi; e tutte le\nprobabilit\u00e0 di circostanze e connessioni erano a suo favore. Per\nHarriet sarebbe stato davvero vantaggioso e piacevole.\n\n Non devo pensarci, disse. Non devo pensarci. Conosco\nil pericolo di indulgere in tali speculazioni. Ma sono successe cose pi\u00f9 strane\ne quando smetteremo di prenderci cura l'uno dell'altro come facciamo ora, questo\nsar\u00e0 il mezzo per confermarci in quella sorta di vera amicizia disinteressata\namicizia disinteressata che gi\u00e0 attendo con piacere.\n\nEra bene avere in serbo un conforto per Harriet, anche se era saggio lasciarlo sfiorare di rado dalla fantasia.\nsarebbe stato saggio lasciare che l'immaginazione lo toccasse di rado, perch\u00e9 il male in quel\nil male era alle porte. Poich\u00e9 l'arrivo di Frank Churchill era succeduto all'impegno di Mr.\nElton nelle conversazioni di Highbury, come l'ultimo interesse aveva completamente\ncome l'ultimo interesse aveva del tutto annullato il primo, cos\u00ec ora, con la scomparsa di Frank\nChurchill, le preoccupazioni di Mr. Elton stavano assumendo la forma pi\u00f9\nforma irresistibile. Il giorno del suo matrimonio era stato nominato. Presto sarebbe stato di nuovo tra\npresto sarebbe stato di nuovo tra loro, Mr. Elton e la sua sposa. C'era appena il tempo di parlare della\nprima che Mr. Elton e la sua sposa fosse sulla bocca di tutti e Frank Churchill fosse dimenticato.\ndi tutti, e Frank Churchill fosse dimenticato. Emma si sent\u00ec male\na quel suono. Aveva avuto tre settimane di felice esenzione da Mr.\nElton; e la mente di Harriet, era stata disposta a sperare, si stava\nHarriet, sperava, si era rafforzata negli ultimi tempi. Almeno in vista del ballo di Mr. Weston, c'era stata una grande insensibilit\u00e0\ndi Mr. Weston, almeno, c'era stata una grande insensibilit\u00e0 per le altre cose; ma era ormai troppo\ntroppo evidente che non aveva raggiunto uno stato di compostezza tale da\nche avrebbe potuto resistere all'effettivo avvicinarsi di una nuova carrozza, al suono della campana e a tutto il resto.\ntutto.\n\nLa povera Harriet era in preda ad un'agitazione che richiedeva tutti i\nragionamenti, rassicurazioni e attenzioni di ogni genere che Emma poteva\ndare. Emma sentiva di non poter fare troppo per lei, che Harriet aveva diritto a tutto il suo ingegno e a tutta la sua pazienza.\nHarriet aveva diritto a tutto il suo ingegno e a tutta la sua pazienza; ma era pesante\nlavoro pesante essere sempre convincenti senza produrre alcun effetto, per sempre\nd'accordo, senza riuscire a far coincidere le loro opinioni. Harriet\nHarriet ascolt\u00f2 sottomessa e disse che era proprio vero che era proprio come lo descriveva la signorina Woodhouse.\nWoodhouse, che non valeva la pena di pensarci e che non ci avrebbe pi\u00f9 pensato.\nnon avrebbe pi\u00f9 pensato a loro, ma nessun cambiamento di argomento poteva\ne la mezz'ora successiva la vide ansiosa e inquieta per gli Elton come prima.\nElton come prima. Alla fine Emma la attacc\u00f2 su un altro terreno.\n\n Il tuo permettere di essere cos\u00ec occupata e cos\u00ec infelice per il matrimonio di Mr.\nElton di sposarsi, Harriet, \u00e8 il rimprovero pi\u00f9 forte che tu possa farmi.\nNon potresti darmi un rimprovero pi\u00f9 grande per l'errore in cui sono caduta. \u00c8 stata\n\u00e8 stata tutta colpa mia, lo so. Non l'ho dimenticato, te lo assicuro.\nvi assicuro. Ho ingannato me stesso, ho ingannato voi molto miseramente e questo sar\u00e0 per me una\nriflessione dolorosa per me per sempre. Non pensate che io rischi di\ndimenticarlo.\n\nHarriet lo sent\u00ec troppo per poter pronunciare pi\u00f9 di qualche parola di\nesclamazione. Emma continu\u00f2,\n\n Non ho detto: sforzati Harriet per il mio bene; pensa meno, parla meno di Mr.\nmeno di Mr. Elton per il mio bene; perch\u00e9 piuttosto per il vostro bene, vorrei che fosse fatto, per il bene di ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 importante\nvorrei che fosse fatto, per il bene di ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 importante del mio benessere.\nmio benessere, un'abitudine all'autocontrollo in voi, una considerazione di ci\u00f2 che \u00e8\ndovere, un'attenzione alla correttezza, uno sforzo per evitare i sospetti degli altri, per salvare\nsospetti altrui, per salvare la vostra salute e il vostro credito e per ripristinare la vostra tranquillit\u00e0.\ntranquillit\u00e0. Queste sono le motivazioni che vi ho esposto.\nSono molto importanti e mi dispiace che non riusciate a sentirli abbastanza per\nsufficientemente per agire di conseguenza. La mia salvezza dal dolore \u00e8 una considerazione\nconsiderazione secondaria. Voglio che lei si salvi da un dolore pi\u00f9 grande.\nForse qualche volta ho pensato che Harriet non avrebbe dimenticato ci\u00f2 che\ndovuto, o meglio, quello che sarebbe stato gentile da parte mia.\n\nQuesto appello ai suoi affetti fece pi\u00f9 di tutti gli altri. L'idea di\ndi non avere gratitudine e considerazione per Miss Woodhouse, che amava davvero\nche amava davvero, la rese triste per un po', e quando la violenza del dolore venne\ndel dolore, rimase abbastanza forte da spingerla a fare ci\u00f2 che era giusto\na ci\u00f2 che era giusto e a sostenerla in modo molto tollerabile.\n\n Tu, che sei stato il migliore amico che abbia mai avuto nella mia vita Vuoi\ngratitudine a te! Nessuno \u00e8 uguale a te! Non tengo a nessuno come tengo a\nvoi! Oh! Miss Woodhouse, quanto sono stata ingrata!\n\nTali espressioni, coadiuvate da tutto ci\u00f2 che l'aspetto e i modi potevano fare, fecero sentire a Emma che non aveva mai amato Harriet cos\u00ec tanto.\nmodi di fare, fecero sentire a Emma che non aveva mai amato Harriet cos\u00ec bene\nbene, n\u00e9 aveva mai apprezzato cos\u00ec tanto il suo affetto.\n\n Non c'\u00e8 fascino pari alla tenerezza del cuore, si disse in seguito\na se stessa.  Non c'\u00e8 nulla che possa essere paragonato ad essa. Il calore e la\ncalore e la tenerezza del cuore, con un modo di fare affettuoso e aperto, batteranno tutta la\nla chiarezza della testa del mondo, per attrazione, ne sono certa.\n\u00c8 la tenerezza del cuore che rende il mio caro padre cos\u00ec generalmente\namato, che d\u00e0 a Isabella tutta la sua popolarit\u00e0. Io non ce l'ho, ma so\nso come apprezzarla e rispettarla. Harriet mi \u00e8 superiore in tutto il\nfascino e tutta la felicit\u00e0 che d\u00e0. Cara Harriet! Non ti cambierei\ncon la donna pi\u00f9 lucida, pi\u00f9 lungimirante e con il miglior senso del\nche respira. Oh, la freddezza di una Jane Fairfax! Harriet vale cento volte di pi\u00f9\nE per una moglie, la moglie di un uomo sensibile, \u00e8 inestimabile. I\nnon faccio nomi; ma felice l'uomo che cambia Emma per Harriet!\n\n\n\n\nCAPITOLO XIV\n\n\nMrs. Elton \u00e8 stata vista per la prima volta in chiesa: ma anche se la devozione poteva essere interrotta\nla curiosit\u00e0 non poteva essere soddisfatta da una sposa in un banco, e bisognava lasciare che le visite formali\ne bisognava lasciare che fossero le visite di forma che si sarebbero dovute fare a quel punto a stabilire\nse fosse davvero molto bella, o solo piuttosto bella, o non lo fosse affatto.\no per niente bella.\n\nEmma aveva dei sentimenti, meno di curiosit\u00e0 che di orgoglio o di correttezza, che la spingevano a non essere l'ultima a porgere i suoi omaggi.\nper decidere di non essere l'ultima a porgere i suoi omaggi; e fece in modo che Harriet andasse con lei.\nHarriet con lei, in modo che la parte peggiore della faccenda potesse essere\nche il peggio della faccenda potesse essere affrontato il prima possibile.\n\nNon poteva entrare di nuovo in casa, non poteva trovarsi nella stessa stanza in cui\nche si era ritirata con un cos\u00ec vano artificio tre mesi fa, per\nallacciarsi lo stivale, senza _recuperare_. Mille pensieri fastidiosi\nsi ripresenterebbero. Complimenti, sciarade e orribili gaffe; e non si poteva pensare che la povera Harriet\nnon si poteva pensare che la povera Harriet non ricordasse anche lei;\nma si comport\u00f2 molto bene e rimase solo piuttosto pallida e silenziosa. La visita\nvisita fu naturalmente breve e c'erano cos\u00ec tanti imbarazzi e\nche Emma non si permise di farsi un'opinione completa della signora.\ndi farsi un'opinione della signora e di non darsene per nessun motivo,\nal di l\u00e0 dei termini senza significato di essere vestita elegantemente e molto\npiacevole.\n\nNon le piaceva davvero. Non avrebbe avuto fretta di trovare un difetto,\nma sospettava che non ci fosse eleganza; disinvoltura, ma non eleganza.\nEra quasi sicura che per una giovane donna, una sconosciuta, una sposa, ci fosse\ntroppo disinvolta. La sua persona era piuttosto buona; il suo viso non era privo di pretese;\nma n\u00e9 i tratti, n\u00e9 l'aria, n\u00e9 la voce, n\u00e9 i modi erano eleganti. Emma\npensava che almeno sarebbe andata cos\u00ec.\n\nPer quanto riguarda Mr. Elton, le sue maniere non apparivano, ma no, non si sarebbe permessa una parola affrettata o spiritosa da parte sua sulle sue maniere.\nuna parola affrettata o spiritosa sulle sue maniere. Era\nuna cerimonia imbarazzante, in qualsiasi momento, ricevere visite di nozze, e un uomo deve essere\nun uomo aveva bisogno di tutta la grazia necessaria per assolvere bene il suo compito. La donna\nera meglio; poteva avere l'assistenza di abiti eleganti e il privilegio della timidezza.\nprivilegio della timidezza, ma l'uomo poteva contare solo sul suo buon senso.\ne quando consider\u00f2 quanto fosse particolarmente sfortunato il povero Mr.\nElton a trovarsi contemporaneamente nella stessa stanza con la donna che aveva appena sposato, la donna che aveva voluto\nsposata, la donna che voleva sposare e la donna che si aspettava di sposare.\nche si aspettava di sposare, doveva permettergli di avere il diritto di apparire il pi\u00f9 possibile\nsaggio e di essere il pi\u00f9 affettato e il meno semplice possibile.\nche poteva essere.\n\n Bene, Miss Woodhouse, disse Harriet, quando furono uscite dalla casa,\ne dopo aver aspettato invano che la sua amica cominciasse; Ebbene, signorina Woodhouse, (con un dolce sospiro) cosa ne pensa di lei?\nWoodhouse, (con un leggero sospiro) cosa ne pensate di lei? Non \u00e8\nmolto affascinante?\n\nLa risposta di Emma ebbe una piccola esitazione.\n\n Oh! S\u00ec, una giovane donna molto piacevole.\n\n La trovo bella, molto bella.\n\n Un abito molto bello, davvero; un abito straordinariamente elegante.\n\n Non mi sorprende affatto che si sia innamorato.\n\n Oh, no, non c'\u00e8 nulla che possa sorprendere. Una bella fortuna; e\nlei \u00e8 arrivata sulla sua strada.\n\n Oserei dire, torn\u00f2 Harriet, sospirando di nuovo, che era molto\nmolto legata a lui.\n\n Forse potrebbe; ma non \u00e8 destino di tutti gli uomini sposare la donna che\nche lo ama di pi\u00f9. La signorina Hawkins forse voleva una casa e pensava che questa\nche questa fosse la migliore offerta che potesse ricevere.\n\n S\u00ec, disse Harriet con seriet\u00e0, e bene, nessuno potrebbe mai avere un\navere una persona migliore. Bene, auguro loro di essere felici con tutto il cuore. E ora, signorina\nWoodhouse, non credo che mi dispiacer\u00e0 rivederli. Lui \u00e8 superiore\nsuperiore come sempre; ma essere sposati, sapete, \u00e8 una cosa del tutto diversa.\ncosa. No, davvero, Miss Woodhouse, non dovete temere; posso sedermi ad ammirarlo ora senza\ne ammirarlo ora senza grandi sofferenze. Sapere che non si \u00e8\nnon si \u00e8 buttato via, \u00e8 un tale conforto! Sembra una giovane donna affascinante\ndonna affascinante, proprio quello che lui si merita. Felice creatura! L'ha chiamata Augusta.\nChe delizia!\n\nQuando la visita fu restituita, Emma si decise. Cos\u00ec pot\u00e9 vedere meglio\npi\u00f9 e giudicare meglio. Dato che Harriet non era presente a Hartfield,\ne che suo padre era presente per ingaggiare Mr. Elton, ebbe un quarto d'ora di conversazione della signora\nun quarto d'ora di conversazione della signora, e pot\u00e9 occuparsi con calma\ne pot\u00e9 occuparsi di lei in modo composto; e quel quarto d'ora la convinse che Mrs.\nElton era una donna vanitosa, estremamente soddisfatta di s\u00e9 e che pensava\nche intendeva brillare ed essere molto superiore, ma con modi di fare che\nmolto superiore, ma con modi che erano stati formati in una cattiva scuola,\nche tutte le sue nozioni provenivano da un unico gruppo di persone e da un unico stile di vita.\npersone e da un unico stile di vita; che, se non sciocca, era ignorante,\ne che la sua compagnia non avrebbe certo giovato a Mr. Elton.\n\nHarriet sarebbe stata un'accoppiata migliore. Se non fosse stata saggia o raffinata,\navrebbe potuto metterlo in contatto con chi lo era; ma la signorina Hawkins, si poteva\nHawkins, si potrebbe supporre dalla sua facile presunzione, era stata la migliore del suo\ndel suo stesso ambiente. Il ricco cognato vicino a Bristol era l'orgoglio dell'alleanza.\ndell'alleanza, e la sua casa e le sue carrozze erano l'orgoglio di lui.\n\nIl primo argomento trattato dopo essere stati fatti accomodare \u00e8 stato Maple Grove, mio fratello.\nIl posto del signor Suckling; un confronto tra Hartfield e Maple Grove. Il terreno di\nHartfield era piccolo, ma ordinato e grazioso, e la casa era moderna e ben costruita.\nmoderna e ben costruita. Mrs. Elton sembr\u00f2 favorevolmente impressionata dalle\ndalla grandezza della stanza, dall'ingresso e da tutto ci\u00f2 che poteva vedere o immaginare.\nimmaginare.  Davvero molto simile a Maple Grove! Era piuttosto colpita dalla somiglianza!\nsomiglianza! Quella stanza aveva la stessa forma e dimensione della sala da pranzo di Maple Grove.\nMaple Grove, la stanza preferita di sua sorella. Mr. Elton fu interpellato.\na Mr. Elton. Non era sorprendentemente simile? Poteva quasi immaginarsi a Maple Grove.\nse stessa a Maple Grove.\n\n E la scala Sai, quando sono entrato, ho osservato come fosse molto simile alla\nscala fosse esattamente nella stessa parte della casa. Non ho potuto fare a meno di\nnon ho potuto fare a meno di esclamare! Le assicuro, Miss Woodhouse, che \u00e8 molto\ndelizioso per me ricordare un luogo per il quale ho un debole per\ncome Maple Grove. Vi ho trascorso tanti mesi felici! (con un\npiccolo sospiro di sentimento). Un luogo affascinante, senza dubbio. Ogni persona\nche lo vede rimane colpito dalla sua bellezza; ma per me \u00e8 stata una vera e propria\ncasa. Quando sarete trapiantata, come me, signorina Woodhouse, capirete quanto sia delizioso\ncapir\u00e0 quanto sia delizioso incontrare qualcosa di simile a\na ci\u00f2 che ci si \u00e8 lasciati alle spalle. Dico sempre che questo \u00e8 uno dei mali del matrimonio.\ndel matrimonio.\n\nEmma rispose il meno possibile, ma fu pienamente sufficiente per Mrs.\nper Mrs. Elton, che voleva solo parlare.\n\n Cos\u00ec estremamente simile a Maple Grove! E non si tratta solo della casa, ma anche\nvi assicuro che i terreni, per quanto ho potuto osservare, sono straordinariamente simili.\nGli allori di Maple Grove sono nella stessa profusione di quelli di qui, e si ergono\ne si ergono allo stesso modo dall'altra parte del prato.\nun bell'albero di grandi dimensioni, con una panchina intorno, che mi ha fatto venire in mente cos\u00ec esattamente\nmente! Mio fratello e mia sorella rimarranno incantati da questo posto. Le persone\nche hanno un vasto parco sono sempre soddisfatte di qualsiasi cosa\nnello stesso stile.\n\nEmma dubitava della verit\u00e0 di questo sentimento. Aveva una grande idea che\nche le persone che avevano un terreno esteso si preoccupassero molto poco delle\ndi altri; ma non valeva la pena di attaccare un errore cos\u00ec doppio, e quindi si limit\u00f2 a rispondere\nattaccare un errore cos\u00ec doppio, e quindi si limit\u00f2 a rispondere,\n\n Quando avrete visto di pi\u00f9 di questo paese, temo che penserete di aver sopravvalutato Hartfield.\ndi aver sopravvalutato Hartfield. Il Surry \u00e8 pieno di bellezze.\n\n Oh! S\u00ec, lo so bene. \u00c8 il giardino d'Inghilterra, sapete\nsa. Surry \u00e8 il giardino d'Inghilterra.\n\n S\u00ec, ma non dobbiamo basare le nostre rivendicazioni su questa distinzione. Molte\ncontee, credo, sono chiamate il giardino d'Inghilterra, cos\u00ec come il\nSurry.\n\n No, non credo, rispose Mrs. Elton, con un sorriso molto soddisfatto.  I\nmai sentito chiamare cos\u00ec una contea diversa da Surry.\n\nEmma era ammutolita.\n\n Mio fratello e mia sorella ci hanno promesso una visita in primavera, o al massimo in estate, ha proseguito Mrs.\nestate al massimo, ha proseguito Mrs. Elton; e quello sar\u00e0 il nostro momento di\nper esplorare. Mentre sono con noi, esploreremo molto, oserei dire.\noserei dire. Naturalmente avranno il loro barouche-landau, che pu\u00f2 contenere perfettamente quattro persone.\nquattro persone; e quindi, senza dire nulla della _nostra_ carrozza, dovremmo essere in grado di\ncarrozza, saremo in grado di esplorare le diverse bellezze in modo estremamente\nbellezza. Difficilmente verrebbero in chaise, credo, in quella stagione dell'anno.\ndell'anno. Infatti, quando il tempo si avvicina, consiglier\u00f2 decisamente\nconsiglier\u00f2 loro di portare la barouche-landau; sar\u00e0 molto\npreferibile. Quando si arriva in un paese cos\u00ec bello, sapete, Miss Woodhouse.\nQuando le persone vengono in un paese cos\u00ec bello, sa, Miss Woodhouse, si desidera che vedano il pi\u00f9 possibile.\ne al signor Suckling piace molto esplorare. Abbiamo esplorato\na King s-Weston due volte la scorsa estate, in questo modo, con grande piacere,\nsubito dopo aver preso per la prima volta il barouche-landau. Ci sono molte\nfeste di questo tipo qui, suppongo, Miss Woodhouse, ogni estate?\n\n No, non subito. Siamo piuttosto lontani dalle bellezze pi\u00f9\nbellezze che attraggono il genere di persone di cui parlate; e\nsiamo un gruppo di persone molto tranquille, credo; pi\u00f9 disposte a rimanere in\na casa che a impegnarsi in progetti di piacere.\n\n Non c'\u00e8 niente di meglio che stare a casa per avere un vero comfort. Nessuno pu\u00f2\nessere pi\u00f9 devoto a casa di me. A Maple Grove ero un proverbio per questo.\nMaple Grove. Molte volte Selina ha detto, quando andava a Bristol, \"Non riesco proprio a far muovere questa ragazza\".\nBristol, \"Non riesco proprio a convincere questa ragazza a spostarsi da casa. I\nDevo assolutamente entrare da sola, anche se odio essere bloccata nel\nbarouche-landau senza una compagna; ma Augusta, credo, con la sua\nbuona volont\u00e0, non si muover\u00e0 mai al di l\u00e0 del parco.  Molte volte\nvolte l'ha detto; eppure non sono una sostenitrice dell'isolamento totale. I\nal contrario, credo che quando le persone si chiudono completamente in se stesse\ndalla societ\u00e0, sia una cosa molto negativa, e che sia molto pi\u00f9 consigliabile\nmescolarsi al mondo in misura adeguata, senza viverci n\u00e9 troppo n\u00e9 troppo poco.\ntroppo o troppo poco. Tuttavia, capisco perfettamente la vostra situazione,\nMiss Woodhouse (guardando verso Mr. Woodhouse), lo stato di salute di vostro padre\nsalute di vostro padre deve essere un grande inconveniente. Perch\u00e9 non prova con Bath? In effetti\ndovrebbe. Lasciate che vi raccomandi Bath. Vi assicuro che non ho dubbi sul fatto che\nche faccia bene al signor Woodhouse.\n\n Mio padre l'ha provata pi\u00f9 di una volta, in passato, ma senza ricevere alcun beneficio.\ne il signor Perry, il cui nome, oserei dire, non vi \u00e8 sconosciuto,\nnon ritiene che sia pi\u00f9 probabile che sia utile ora.\n\n Ah! \u00c8 un vero peccato, perch\u00e9 vi assicuro, Miss Woodhouse, che quando le acque sono d'accordo, \u00e8 meraviglioso il sollievo che danno.\nacque sono d'accordo, \u00e8 davvero meraviglioso il sollievo che danno. Nella mia vita a Bath\nBath, ne ho visti di casi simili! Ed \u00e8 un luogo cos\u00ec allegro\nche non poteva non essere utile agli spiriti di Mr. Woodhouse,\nche, a quanto ho capito, a volte sono molto depressi. E per quanto riguarda le sue\nraccomandazioni per voi, credo di non dovermi soffermare molto su di esse.\nsu di esse. I vantaggi di Bath per i giovani sono piuttosto comuni.\ncompresi. Sarebbe un'affascinante introduzione per voi, che avete vissuto una vita\nuna vita cos\u00ec appartata; e potrei immediatamente assicurarvi una delle migliori\nsociet\u00e0 del luogo. Una mia frase vi porterebbe una piccola schiera di conoscenti.\ne la mia amica in particolare, Mrs. Partridge, la signora con cui ho sempre risieduto a\nla mia amica in particolare, Mrs. Partridge, la signora con cui ho sempre risieduto a Bath, sarebbe felicissima di prestarle\nattenzioni e sarebbe la persona pi\u00f9 adatta per uscire in pubblico.\ncon cui andare in pubblico.\n\nEra il massimo che Emma potesse sopportare, senza essere scortese. L'idea di\ndi essere in debito con Mrs. Elton per quella che veniva definita una\ndi andare in pubblico sotto gli auspici di un'amica di Mrs. Elton.\ndi Mrs. Elton, probabilmente una vedova volgare e affascinante che, con l'aiuto di una pensionante, aveva appena\ndi una pensionante, si \u00e8 appena guadagnata da vivere! La dignit\u00e0 di Miss Woodhouse,\ndi Hartfield, era davvero affondata!\n\nSi trattenne, tuttavia, da qualsiasi rimprovero che avrebbe potuto fare e si limit\u00f2 a ringraziare freddamente Mrs.\ne si limit\u00f2 a ringraziare freddamente Mrs. Elton; ma la loro andata a\nBath era del tutto fuori questione; e non era del tutto convinta che il posto\nche quel posto potesse essere pi\u00f9 adatto a lei che a suo padre.  E poi, per\nper evitare un ulteriore oltraggio e indignazione, cambi\u00f2 direttamente argomento.\n\n Non le chiedo se \u00e8 un musicista, Mrs. Elton. In queste\nin queste occasioni, il carattere di una signora generalmente la precede; e Highbury sa da tempo\nHighbury sa da tempo che lei \u00e8 un'interprete superiore.\n\n Oh! no, davvero; devo protestare contro qualsiasi idea del genere. Un interprete superiore\nsuperiore! Molto lontano da questo, ve lo assicuro. Considerate da quanto parziale\nparziale la vostra informazione. Sono appassionato di musica\nappassionatamente alla musica; e i miei amici dicono che non sono del tutto privo di\ndi gusto; ma per quanto riguarda qualsiasi altra cosa, sul mio onore le mie prestazioni sono\nmediocre fino all'ultimo grado. Voi, Miss Woodhouse, lo so bene, suonate\ndeliziosamente. Vi assicuro che \u00e8 stata la pi\u00f9 grande soddisfazione,\nconforto e delizia per me, sentire in quale societ\u00e0 musicale sono stata\nin cui sono stata inserita. Non posso assolutamente fare a meno della musica. \u00c8 una necessit\u00e0 della vita\nper me; ed essendo sempre stata abituata ad una societ\u00e0 molto musicale, sia a\nMaple Grove e a Bath, sarebbe stato un sacrificio molto grave. I\nonestamente l'ho detto a Mr. E. quando parlava della mia futura casa,\ne mi ha espresso il suo timore che il suo ritiro potesse essere\ne l'inferiorit\u00e0 della casa, sapendo a cosa ero abituata.\nnaturalmente non era del tutto privo di timori.\nQuando ne parl\u00f2 in quel modo, dissi onestamente che _al mondo_ avrei potuto rinunciare alle feste.\nmondo_ potevo rinunciare alle feste, ai balli, alle rappresentazioni teatrali, perch\u00e9 non avevo paura del\npensione. Avendo tante risorse dentro di me, il mondo non era necessario per me.\nnon era necessario per me. Potevo farne benissimo a meno. Per coloro che\nsenza risorse era una cosa diversa; ma le mie risorse mi rendevano\nabbastanza indipendente. E per quanto riguarda le stanze pi\u00f9 piccole rispetto a quelle a cui ero abituata, non potevo\nabituata, non riuscivo proprio a pensarci. Speravo di essere perfettamente all'altezza\na qualsiasi sacrificio di questo tipo. Certamente ero stata abituata\na ogni lusso a Maple Grove; ma gli assicurai che due carrozze non erano necessarie per la mia felicit\u00e0, n\u00e9\nnon erano necessarie per la mia felicit\u00e0, n\u00e9 lo erano appartamenti spaziosi.\n Ma, dissi, per essere del tutto sincera, non credo di poter vivere senza\nuna societ\u00e0 musicale. Non sono condizionata da nient'altro, ma\nsenza musica, la vita sarebbe un vuoto per me.\n\n Non possiamo supporre, disse Emma sorridendo, che Mr. Elton esiterebbe ad assicurarvi che c'\u00e8 una societ\u00e0 musicale molto\nad assicurarvi che ad Highbury c'\u00e8 una societ\u00e0 _molto_ musicale; e spero che non vi accorgerete che ha oltrepassato la verit\u00e0 pi\u00f9 di quanto possa fare.\nSpero che non troviate che abbia oltrepassato la verit\u00e0 pi\u00f9 di quanto possa essere\nperdonato, in considerazione del motivo.\n\n No, infatti, non ho alcun dubbio al riguardo. Sono felice di\ndi trovarmi in un tale circolo. Spero che avremo molti piccoli e dolci\nconcerti insieme. Penso, Miss Woodhouse, che voi e io dovremmo fondare un club musicale\nclub musicale, e avere regolari incontri settimanali a casa vostra, o a casa nostra.\nNon sar\u00e0 un buon progetto? Se ci sforziamo, credo che non saremo a lungo\nnon resteremo a lungo senza alleati. Una cosa del genere sarebbe\nsarebbe particolarmente auspicabile per _me_, come incentivo a tenermi in esercizio.\ndonne sposate, sapete che c'\u00e8 una triste storia contro di loro, in generale.\ndonne sposate, sapete che c'\u00e8 una triste storia contro di loro, in generale. Sono troppo inclini a rinunciare alla musica.\n\n Ma per te, che sei cos\u00ec appassionato, non c'\u00e8 alcun pericolo,\nsicuramente?\n\n Spero di no; ma in realt\u00e0, quando mi guardo intorno tra i miei conoscenti, tremo.\nconoscenti, tremo. Selina ha abbandonato completamente la musica\nnon tocca mai lo strumento, anche se suonava dolcemente. E lo stesso si pu\u00f2 dire\ndi Mrs. Jeffereys Clara Partridge, che era e delle due Milman, ora Mrs.\nMilman, ora signora Bird e signora James Cooper; e di molte altre che non riesco a\nenumerare. Parola mia, \u00e8 abbastanza per mettere paura. Ero solita\nSelina, ma ora comincio a comprendere che una donna sposata\ndonna sposata ha molte cose a cui prestare attenzione. Credo di essere stata\nmezz'ora stamattina a stare chiusa in casa con la mia governante.\n\n Ma ogni cosa di questo genere, disse Emma, sar\u00e0 presto in un treno cos\u00ec regolare\nregolare\n\n Beh, disse Mrs. Elton ridendo, vedremo.\n\nEmma, trovandola cos\u00ec decisa a trascurare la musica, non ebbe altro da dire.\ne, dopo un attimo di pausa, Mrs. Elton scelse un altro argomento.\nargomento.\n\n Abbiamo fatto visita ai Randall, disse, e li abbiamo trovati entrambi a casa.\ncasa; e sembrano essere persone molto piacevoli. Mi piacciono molto.\nMr. Weston sembra una creatura eccellente, un vero e proprio beniamino\ncon me, ve lo assicuro. E _lei_ sembra davvero buona, c'\u00e8\nc'\u00e8 qualcosa di cos\u00ec materno e gentile in lei, che ci conquista\ndirettamente. Era la vostra governante, credo?\n\nEmma era quasi troppo stupita per rispondere; ma Mrs. Elton aspett\u00f2 a malapena l'affermativa prima di proseguire.\naspettava l'affermazione prima di continuare.\n\n Avendo capito questo, sono rimasto piuttosto stupito nel trovarla cos\u00ec\nsignora! Ma \u00e8 davvero una gentildonna.\n\n Le maniere della signora Weston, disse Emma, sono sempre state particolarmente buone.\nLa loro correttezza, semplicit\u00e0 ed eleganza le renderebbero il modello pi\u00f9 sicuro per ogni giovane donna.\nmodello per qualsiasi giovane donna.\n\n E chi pensi sia entrato mentre eravamo l\u00ec?\n\nEmma era piuttosto confusa. Il tono implicava una vecchia conoscenza e come poteva indovinare?\ncome avrebbe potuto indovinare?\n\n Knightley! continu\u00f2 Mrs. Elton; Knightley stesso! Non \u00e8 stata\nfortuna? Perch\u00e9, non essendo in casa quando ha chiamato l'altro giorno, non l'avevo mai visto prima; e naturalmente, essendo un amico cos\u00ec particolare di Mr.\nvisto prima; e naturalmente, essendo un amico cos\u00ec particolare di Mr. E,\nE., avevo una grande curiosit\u00e0.  Il mio amico Knightley era stato nominato cos\u00ec spesso\nspesso menzionato, che ero davvero impaziente di vederlo; e devo rendere al mio caro sposo la giustizia di dire che\ncaro sposo la giustizia di dire che non deve vergognarsi del suo amico.\namico. Knightley \u00e8 un vero gentiluomo. Mi piace molto.\nDecisamente, credo, un uomo molto gentile.\n\nFortunatamente, era giunto il momento di andarsene. Erano partiti ed Emma pot\u00e9 respirare.\nrespirare.\n\n Donna insopportabile! fu la sua immediata esclamazione.  Peggio di quanto avessi\nsupposto. Assolutamente insopportabile! Knightley! Non avrei potuto credere\nnon avrei potuto crederci. Knightley! Non l'ha mai visto in vita sua prima d'ora, e chiamarlo\nKnightley! e scoprire che \u00e8 un gentiluomo! Un piccolo montanaro,\nvolgare, con il suo Mr. E., il suo _caro_ _sposo_, le sue risorse, e tutte le sue arie di perturbante pretesa.\ne le sue risorse, e tutte le sue arie di pudica pretesa e di raffinatezza subalterna.\nIn realt\u00e0, scoprire che Mr. Knightley \u00e8 un gentiluomo! Dubito che\nse lui ricambier\u00e0 il complimento e scoprir\u00e0 che lei \u00e8 una signora. Non avrei potuto\nnon avrei potuto crederci! E proporre a me e a lei di unirci per\nper formare un club musicale! Si direbbe che siamo amiche per la pelle! E Mrs.\nWeston! Stupita che la persona che mi aveva cresciuta fosse una\ngentildonna! Sempre peggio. Non ho mai incontrato una sua pari. Molto al di l\u00e0\ndelle mie speranze. Harriet \u00e8 disonorata da qualsiasi paragone. Oh! Cosa direbbe Frank\nChurchill le direbbe, se fosse qui? Come si arrabbierebbe e come si divertirebbe\nsarebbe! Ah! Sto pensando direttamente a lui. Sempre la prima\npersona a cui si pensa! Come mi sono accorto di me stesso! Frank Churchill viene\nregolarmente nella mia mente!\n\nTutto questo le passava cos\u00ec facilmente per la testa, che quando il padre si era sistemato, dopo la partenza degli Elton, si era gi\u00e0\npadre si era sistemato, dopo il trambusto della partenza degli Elton,\ne fu pronto a parlare, lei fu in grado di assistere in modo molto tollerabile.\n\n Beh, mia cara, ha esordito deliberatamente, considerando che non l'abbiamo mai vista prima\nsembra una signorina molto carina; e oserei dire che \u00e8 stata molto contenta di te.\nsia stata molto contenta di te. Parla un po' troppo velocemente. Un po' di\nrapidit\u00e0 di voce che fa un po' male all'orecchio. Ma credo di essere\nsono simpatica; non mi piacciono le voci strane; e nessuno parla come voi e la\npovera Miss Taylor. Comunque, sembra una signorina molto gentile e educata.\ne senza dubbio sar\u00e0 un'ottima moglie. Anche se credo che\nche avrebbe fatto meglio a non sposarsi. Mi sono giustificata nel miglior modo possibile per non\ndi non aver potuto attendere lui e Mrs. Elton in questa felice occasione;\nHo detto che speravo di poterlo fare nel corso dell'estate. Ma avrei dovuto\nsarei dovuta andare prima. Non aspettare una sposa \u00e8 una vera negligenza. Ah!\nsi vede quanto sono tristemente invalido! Ma non mi piace l'angolo che porta a\nVicarage Lane.\n\n Oserei dire che le sue scuse sono state accettate, signore. Il signor Elton la conosce.\n\n S\u00ec, ma una giovane donna, una sposa, avrei dovuto porgerle i miei omaggi, se possibile.\nse possibile. \u00c8 stato molto carente.\n\n Ma, mio caro pap\u00e0, voi non siete amico del matrimonio; e quindi perch\u00e9\nperch\u00e9 siete cos\u00ec ansiosi di porgere i vostri omaggi a una sposa? Non dovrebbe\nnon dovrebbe essere una raccomandazione per voi. Incoraggiate le persone a sposarsi se le\nse ne fate un gran parlare.\n\n No, mia cara, non ho mai incoraggiato nessuno a sposarsi, ma vorrei sempre\nVorrei sempre prestare tutte le attenzioni del caso a una signora e, soprattutto, a una sposa,\nnon deve mai essere trascurata. A lei si deve dichiaratamente di pi\u00f9. Una sposa, sai\nmia cara, \u00e8 sempre la prima in compagnia, che gli altri siano chi\nche gli altri siano chi vogliono.\n\n Beh, pap\u00e0, se questo non \u00e8 un incoraggiamento a sposarsi, non so cosa lo sia.\nlo sia. E non mi sarei mai aspettato che tu dessi la tua approvazione a\na tali esche di vanit\u00e0 per povere giovani donne.\n\n Mia cara, non mi capisci. Si tratta di una questione di semplice\neducazione e di buon costume, e non ha nulla a che vedere con l'incoraggiamento\nincoraggiamento al matrimonio.\n\nEmma aveva fatto. Suo padre si stava innervosendo e non riusciva a comprendere\nlei_. La sua mente torn\u00f2 alle offese di Mrs. Elton e a lungo, molto a lungo,\nla occuparono.\n\n\n\n\nCAPITOLO XV\n\n\nEmma non \u00e8 stata obbligata a ritrattare la sua cattiva opinione di Mrs.\nopinione di Mrs. Elton. La sua osservazione era stata abbastanza corretta. Come\nElton le apparve in questo secondo colloquio, cos\u00ec le apparve ogni volta che si incontrarono di nuovo.\nogni volta che si incontravano di nuovo, presuntuosa, familiare, ignorante e di cattiva educazione,\ne maleducata. Aveva un po' di bellezza e un po' di successo, ma\ncos\u00ec poco giudizio che pensava di arrivare con una superiore\nconoscenza del mondo, per ravvivare e migliorare un quartiere di campagna;\ne riteneva che la signorina Hawkins avesse occupato un posto in societ\u00e0 che solo il successo di Mrs.\nElton avrebbe potuto essere superato solo dalle conseguenze.\n\nNon c'\u00e8 motivo di supporre che Mr. Elton la pensasse in modo diverso da sua moglie.\ndalla moglie. Sembrava non solo felice con lei, ma anche orgoglioso. Aveva\naveva l'aria di congratularsi con se stesso per aver portato una donna del genere a\nHighbury, che nemmeno Miss Woodhouse avrebbe potuto eguagliare; e la maggior parte delle\ndella sua nuova conoscenza, disposta a lodare o non abituata a giudicare, segu\u00ec l'esempio di Miss Woodhouse.\ngiudicare, seguiva l'esempio della benevolenza di Miss Bates o dava per scontato che la sposa dovesse essere altrettanto\nche la sposa fosse intelligente e piacevole come si professava, erano molto soddisfatte\ncome lei stessa si professava, erano molto soddisfatti; cos\u00ec che gli elogi di Mrs.\nElton passarono da una bocca all'altra, come \u00e8 giusto che sia, senza essere ostacolate da\nWoodhouse, che ha prontamente continuato il suo primo contributo e ha parlato con\ncon buona grazia che era molto piacevole e vestita in modo molto elegante.\nvestito.\n\nDa un punto di vista, Mrs. Elton peggior\u00f2 ancora di pi\u00f9 di quanto fosse apparsa all'inizio.\nall'inizio. I suoi sentimenti verso Emma cambiarono. Offesa, probabilmente, dallo scarso\npoco incoraggiamento alle sue proposte di intimit\u00e0, si tir\u00f2 indietro a sua volta e divenne gradualmente molto pi\u00f9\na sua volta, e gradualmente divenne molto pi\u00f9 fredda e distante; e anche se l'effetto era gradevole, la famiglia\nSebbene l'effetto fosse gradevole, la cattiva volont\u00e0 che lo produceva stava\nnecessariamente aumentava l'antipatia di Emma. Anche i suoi modi e quelli di Mr.\nElton, erano sgradevoli nei confronti di Harriet. Erano sprezzanti e\nnegligenti. Emma sperava di poter guarire rapidamente Harriet, ma le sensazioni che potevano indurre un simile comportamento\nsensazioni che potevano spingere a un simile comportamento le affossarono entrambe molto.\nmolto. Non c'era da dubitare che l'attaccamento della povera Harriet fosse stato\nun'offerta alla mancanza di riserve coniugali, e la sua parte nella storia,\nsotto una colorazione la meno favorevole per lei e la pi\u00f9 tranquillizzante per lui.\nlui, con ogni probabilit\u00e0 era stata data anche a lei. Lei era, ovviamente, l'oggetto\noggetto della loro antipatia comune. Quando non avevano altro da dire, doveva essere\nquando non avevano nient'altro da dire, doveva essere sempre facile iniziare a insultare Miss Woodhouse.\ninimicizia che non osavano manifestare con un'aperta mancanza di rispetto nei suoi confronti, trovava uno sfogo pi\u00f9 ampio\nsfogo nel trattamento sprezzante di Harriet.\n\nMrs. Elton si era invaghita di Jane Fairfax, e fin dal primo momento. Non\nquando uno stato di guerra con una giovane donna avrebbe potuto\nuna giovane donna avrebbe potuto consigliare l'altra, ma fin dal primo momento.\ndi esprimere una naturale e ragionevole ammirazione, ma senza\nsenza sollecitazione, o supplica, o privilegio, doveva essere desiderosa di assistere e\namicizia con lei. Prima che Emma perdesse la sua fiducia, e circa la terza volta che si incontrarono, ud\u00ec\nterza volta che si incontrarono, sent\u00ec tutta la cavalleria di Mrs. Elton\ndi Mrs. Elton sull'argomento.\n\n Jane Fairfax \u00e8 assolutamente affascinante, signorina Woodhouse. Sono davvero entusiasta\ndi Jane Fairfax. Una creatura dolce e interessante. Cos\u00ec mite e\nmite e signorile e con un tale talento! Vi assicuro che penso che abbia\nstraordinario talento. Non mi faccio scrupolo di dire che suona estremamente\nbene. Ne so abbastanza di musica per parlare con decisione di questo punto. Oh!\n\u00e8 assolutamente affascinante! Riderete del mio calore, ma, parola mia, non parlo d'altro che di Jane Fairfax,\nnon parlo d'altro che di Jane Fairfax. E la sua situazione \u00e8 cos\u00ec calcolata\nche fa presa su una persona! Miss Woodhouse, dobbiamo impegnarci e cercare di fare\ndi fare qualcosa per lei. Dobbiamo portarla avanti. Un talento come il suo\nnon deve rimanere sconosciuto. Oserei dire che avete sentito quei\naffascinanti versi del poeta,\n\n Molti fiori nascono per arrossire senza essere visti,\n     e sprecare la sua fragranza nell'aria del deserto.\n\n\nNon dobbiamo permettere che si verifichino nella dolce Jane Fairfax.\n\n Non credo che ci sia alcun pericolo, fu la risposta pacata di Emma e\nquando conoscerete meglio la situazione della signorina Fairfax e capirete\nFairfax e capirete quale sia stata la sua casa, con il colonnello e la signora Campbell, non credo che\nnon credo che penserete che il suo talento possa essere sconosciuto.\n\n Oh! Ma la cara Miss Woodhouse, \u00e8 ora in un tale ritiro, in un tale\noscurit\u00e0, cos\u00ec buttata via. Qualsiasi vantaggio possa aver goduto\ncon i Campbell sono cos\u00ec palesemente finiti! E credo che lo senta.\nNe sono certa. \u00c8 molto timida e silenziosa. Si vede che sente\nsente la mancanza di incoraggiamento. Mi piace di pi\u00f9 per questo. Devo\ndevo confessare che per me \u00e8 una raccomandazione. Sono un grande sostenitore della\ntimidezza e sono sicura che non la si incontra spesso. Ma in chi\nche sono inferiori, \u00e8 estremamente affascinante. Oh! Vi assicuro che\nvi assicuro che Jane Fairfax \u00e8 un personaggio davvero delizioso, e mi interessa pi\u00f9\ndi quanto possa esprimere.\n\n Sembra che si senta molto, ma non so come lei o qualcuno dei conoscenti della signorina Fairfax, di coloro che l'hanno conosciuta.\nMiss Fairfax qui, o chiunque la conosca da pi\u00f9 tempo di voi, possa prestarle\npi\u00f9 a lungo di voi, possiate dedicarle altre attenzioni che non siano\n\n Mia cara Miss Woodhouse, chi ha il coraggio di agire pu\u00f2 fare molto.\nagire. Voi e io non dobbiamo avere paura. Se _noi_ diamo l'esempio, molti lo seguiranno per quanto\nseguiranno per quanto possibile, anche se tutti non hanno la nostra situazione. Noi\nabbiamo carrozze per andare a prendere e portare a casa, e _noi_ viviamo in uno stile\nche non potrebbe rendere l'aggiunta di Jane Fairfax, in qualsiasi momento, il minimo inconveniente.\nminimo inconveniente. Sarei estremamente contrariata se Wright ci mandasse\nuna cena tale da farmi rimpiangere di aver chiesto a _pi\u00f9_ di Jane Fairfax di partecipare alla cena.\ndi Jane Fairfax di parteciparvi. Non ho idea di questo genere di\ncose. Non \u00e8 probabile che lo faccia, considerando quello a cui sono stata abituata.\nabituata. Il mio pi\u00f9 grande pericolo, forse, nella gestione della casa, potrebbe essere il\nfare troppo e non badare a spese. Acero\nGrove sar\u00e0 probabilmente il mio modello pi\u00f9 di quanto dovrebbe essere, perch\u00e9 noi non vogliamo\nnon abbiamo affatto l'intenzione di eguagliare mio fratello, Mr. Suckling, in termini di reddito. Tuttavia, la mia\ndecisione di notare Jane Fairfax. Di certo la terr\u00f2\nmolto spesso a casa mia, la introdurr\u00f2 ovunque sia possibile, organizzer\u00f2\nfeste musicali per far emergere il suo talento, e sar\u00f2 costantemente\ncostantemente alla ricerca di una situazione adatta. Le mie conoscenze sono cos\u00ec\nche non ho dubbi che presto sentir\u00f2 parlare di qualcosa di adatto a lei.\na breve. Ovviamente la presenter\u00f2 in modo particolare a mio fratello e a mia sorella quando\nfratello e sorella quando verranno da noi. Sono certa che la apprezzeranno\ne quando far\u00e0 un po' di conoscenza con loro, i suoi timori svaniranno del tutto.\npaura svanir\u00e0 del tutto, perch\u00e9 nei modi di fare di entrambi non c'\u00e8 niente di\ndi entrambi se non quello che \u00e8 altamente conciliante. La terr\u00f2 molto spesso\nmentre loro sono con me, e oserei dire che a volte troveremo un posto per lei nel\nun posto per lei nel barouche-landau in alcune delle nostre esplorazioni.\n\n Povera Jane Fairfax! pens\u00f2 Emma. Non ti sei meritata questo. Potrete anche\naver sbagliato nei confronti di Mr. Dixon, ma questa \u00e8 una punizione\nal di l\u00e0 di quanto tu possa aver meritato! La gentilezza e la protezione di Mrs.\nElton! Jane Fairfax e Jane Fairfax.  Cielo! Non lasciatemi supporre\nche osi andarsene in giro, Emma Woodhouse, a farmi la corte! Ma sul mio onore,\nnon sembrano esserci limiti alla licenziosit\u00e0 della lingua di quella donna!\n\nEmma non doveva pi\u00f9 ascoltare tali paradigmi a nessuno cos\u00ec esclusivamente\nrivolto a se stessa, cos\u00ec disgustosamente decorato con la cara Miss\nWoodhouse.  Il cambiamento da parte di Mrs. Elton apparve subito dopo,\ne lei fu lasciata in pace, senza essere costretta a essere l'amica\ndi Mrs. Elton, n\u00e9, sotto la guida di Mrs. Elton, l'attiva protettrice di Jane Fairfax.\ndi Jane Fairfax, ma solo di condividere con gli altri, in modo generale, ci\u00f2 che\nmodo generale, sapendo cosa si provava, cosa si meditava, cosa si faceva.\n\nLa signora guard\u00f2 con un certo divertimento. La gratitudine di Miss Bates per le attenzioni di Mrs.\nElton nei confronti di Jane era nel primo stile di semplicit\u00e0 e calore.\nsemplicit\u00e0 e calore. Era proprio una delle sue beniamine, la donna pi\u00f9\ndonna pi\u00f9 amabile, affabile e deliziosa, altrettanto realizzata e\naccondiscendente come Mrs. Elton intendeva essere considerata. L'unica sorpresa di Emma\nEmma si stupiva che Jane Fairfax accettasse quelle attenzioni e tollerasse Mrs.\ntollerare Mrs. Elton come sembrava fare. Aveva sentito parlare di lei che passeggiava con\nElton, di sedersi con gli Elton, di passare una giornata con gli Elton!\nEra sorprendente! Non avrebbe mai creduto possibile che il\ngusto o l'orgoglio di Miss Fairfax potessero sopportare una societ\u00e0 e un'amicizia cos\u00ec\namicizia come quella che il Vicariato aveva da offrire.\n\n \u00c8 un enigma, un vero enigma! disse lei. Scegliere di rimanere qui\nmese dopo mese, sotto privazioni di ogni genere! E ora scegliere la mortificazione\nmortificazione dell'attenzione di Mrs. Elton e della penuria della sua\ndi Mrs. Elton e la penuria della sua conversazione, piuttosto che tornare dalle compagne superiori che l'hanno sempre\nche l'hanno sempre amata con un affetto cos\u00ec vero e generoso.\n\nJane era venuta a Highbury per tre mesi; i Campbell erano andati in Irlanda per tre mesi.\nerano partiti per l'Irlanda per tre mesi; ma adesso i Campbell avevano\nCampbell avevano promesso alla figlia di restare almeno fino a mezz'estate, e nuovi\nnuovi inviti a raggiungerli l\u00ec. Secondo Miss\nBates tutto proveniva da lei, la signora Dixon aveva scritto con molta insistenza.\nSe Jane volesse andare, si troverebbero i mezzi, si manderebbero i domestici, si troverebbero gli amici.\namici, nessuna difficolt\u00e0 di viaggio; ma lei aveva comunque rifiutato!\nrifiutato!\n\n Doveva avere qualche motivo, pi\u00f9 potente di quanto sembri, per rifiutare\nQuesta \u00e8 la conclusione di Emma.  Deve essere sottoposta a una sorta di\npenitenza, inflitta dai Campbell o da lei stessa. C'\u00e8\ngrande paura, grande cautela, grande determinazione da qualche parte. Non vuole\nstare con i Dixon. Il decreto \u00e8 stato emesso da qualcuno. Ma perch\u00e9 deve\nacconsentire a stare con gli Elton? Questo \u00e8 un rompicapo a parte.\n\nQuando la signora parl\u00f2 ad alta voce della sua meraviglia su questa parte dell'argomento, davanti ai pochi che conoscevano la sua opinione su Mrs.\npochi che conoscevano la sua opinione su Mrs. Elton, Mrs. Weston azzard\u00f2 queste\nscuse per Jane.\n\n Non possiamo pensare che si diverta molto al Vicariato, mia cara Emma, ma \u00e8 meglio che stare sempre a casa.\nEmma, ma \u00e8 meglio che stare sempre a casa. Sua zia \u00e8 una\nbuona creatura, ma, come compagna costante, deve essere molto stancante. Dobbiamo\ndobbiamo considerare ci\u00f2 che Miss Fairfax lascia, prima di condannare il suo gusto per\nquello che va a fare.\n\n Avete ragione, Mrs. Weston, disse Mr. Knightley con calore, la signorina Fairfax\n\u00e8 in grado come tutti noi di farsi una giusta opinione di Mrs. Elton.\nSe avesse potuto scegliere con chi associarsi, non avrebbe scelto lei.\nlei. Ma (con un sorriso di rimprovero a Emma) riceve attenzioni da Mrs.\nda Mrs. Elton, che nessun altro le riserva.\n\nEmma sent\u00ec che Mrs. Weston la stava guardando per un attimo; e lei stessa fu colpita dal suo calore.\nfu lei stessa colpita dal suo calore. Con un leggero rossore, subito dopo\nrispose,\n\n Attenzioni come quelle di Mrs. Elton, avrei immaginato, avrebbero piuttosto\ndisgustare piuttosto che gratificare Miss Fairfax. Gli inviti di Mrs. Elton avrei immaginato\navrei immaginato tutt'altro che invitanti.\n\n Non mi stupirei, disse Mrs. Weston, se Miss Fairfax fosse stata attirata oltre la propria inclinazione\nFairfax fosse stata spinta oltre la sua stessa inclinazione dalla foga della zia di\nzia nell'accettare le cortesie di Mrs. Elton per lei. La povera Miss Bates potrebbe molto\nmolto probabilmente la nipote si \u00e8 impegnata e l'ha spinta a una maggiore\ndi intimit\u00e0 pi\u00f9 grande di quanto il suo buon senso le avrebbe imposto, a dispetto del\nnonostante il naturale desiderio di un piccolo cambiamento.\n\nEntrambi si sentirono piuttosto ansiosi di sentirlo parlare di nuovo; e dopo qualche minuto di silenzio\nminuti di silenzio, disse,\n\n Bisogna anche considerare che Mrs. Elton non parla con Miss Fairfax, ma parla di lei.\nnon parla a Miss Fairfax, ma parla di lei. Conosciamo tutti la\ndifferenza tra i pronomi lui o lei e tu, il pi\u00f9 semplice tra noi.\ntra di noi; tutti sentiamo l'influenza di un qualcosa che va oltre la comune\ncivilt\u00e0 nel nostro rapporto personale con gli altri, un qualcosa di pi\u00f9\npi\u00f9 precocemente impiantato. Non possiamo dare a nessuno l'impressione spiacevole di essere stati\nche forse abbiamo colto l'ora prima. Sentiamo le cose in modo diverso.\nE oltre a questo, come principio generale, si pu\u00f2 essere certi che Miss Fairfax\nche Miss Fairfax stupisce Mrs. Elton per la sua superiorit\u00e0 sia di mente che di modi.\ne di modi; e che, faccia a faccia, Mrs. Elton la tratta con tutto il rispetto\nrispetto che le spetta. Una donna come Jane Fairfax probabilmente\nFairfax probabilmente non si \u00e8 mai trovata sulla strada di Mrs. Elton prima d'ora e nessun grado di vanit\u00e0 pu\u00f2\npu\u00f2 impedirle di riconoscere la sua relativa piccolezza in azione, se non in\nse non nella coscienza.\n\n So quanto pensiate di Jane Fairfax\", disse Emma. Il piccolo Henry\nera nei suoi pensieri, e un misto di allarme e delicatezza la rendeva\nirresoluto su cos'altro dire.\n\n S\u00ec, rispose, tutti possono sapere quanto io pensi di lei.\n\n E tuttavia, disse Emma, iniziando frettolosamente e con uno sguardo arcuato, ma presto si ferm\u00f2.\nma presto smise che era meglio, comunque, sapere subito il peggio e si affrett\u00f2\nE tuttavia, forse, non vi rendete conto di quanto sia\n\u00e8. La portata della vostra ammirazione potrebbe sorprendervi un giorno o l'altro.\naltro.\n\nMr. Knightley stava lavorando sodo ai bottoni inferiori delle sue spesse ghette di pelle.\nghette di cuoio, e sia lo sforzo di sistemarle, sia qualche altra causa, gli fece venire il colorito in viso.\no qualche altra causa, gli fece prendere colore in viso, mentre rispondeva,\n\n Oh! Ci sei? Ma sei miseramente indietro. Il signor Cole me ne ha dato\nun accenno sei settimane fa.\n\nSi ferm\u00f2. Emma si sent\u00ec premere il piede da Mrs. Weston, e non sapeva\nsapeva cosa pensare. In un attimo lui continu\u00f2\n\n Ma questo non avverr\u00e0 mai, ve lo assicuro. Miss Fairfax, oserei dire\noserei dire che non mi vorrebbe se glielo chiedessi e sono molto sicura che non glielo chieder\u00f2 mai.\nmai di chiederglielo.\n\nEmma ricambi\u00f2 con interesse le pressioni dell'amica e fu cos\u00ec contenta da esclamare\nabbastanza da esclamare,\n\n Non siete vanitoso, signor Knightley. Lo dico io per voi.\n\nSembrava che non la sentisse; era pensieroso e in un modo che dimostrava di non essere contento.\nche dimostrava di non essere contento, poco dopo disse,\n\n Quindi avete deciso che dovrei sposare Jane Fairfax?\n\n No, infatti, non l'ho fatto. Mi avete rimproverato troppo per aver fatto una partita,\nper permettermi di prendermi una tale libert\u00e0 con voi. Quello che ho appena detto\nora, non significava nulla. Uno dice questo genere di cose, naturalmente, senza\nun'idea di significato serio. Oh! No, sulla mia parola, non ho il minimo desiderio\nminimo desiderio che tu sposi Jane Fairfax o Jane qualsiasi altra persona. Non\nnon verreste a sedervi con noi in questo modo confortevole, se foste\nsposata.\n\nIl signor Knightley era di nuovo pensieroso. Il risultato della sua fantasticheria fu: No,\nEmma, non credo che la portata della mia ammirazione per lei mi coglier\u00e0 mai di sorpresa.\nmi sorprender\u00e0 mai. Non ho mai pensato a lei in quel modo, ve lo assicuro.\nti assicuro.  E subito dopo: \"Jane Fairfax \u00e8 una giovane donna molto affascinante.\nma nemmeno Jane Fairfax \u00e8 perfetta. Ha un difetto. Non ha\nnon ha il carattere aperto che un uomo vorrebbe in una moglie.\n\nEmma non pot\u00e9 che rallegrarsi nel sentire che aveva un difetto.  Bene, disse\ne che hai messo subito a tacere Mr. Cole, suppongo?\n\n S\u00ec, molto presto. Mi ha fatto un accenno sommesso; gli ho detto che si sbagliava;\nmi ha chiesto scusa e non ha detto altro. Cole non vuole essere pi\u00f9 saggio o\npi\u00f9 arguto dei suoi vicini.\n\n A questo proposito, quanto \u00e8 diversa dalla cara Mrs. Elton, che vuole essere pi\u00f9 saggia e pi\u00f9\npi\u00f9 spiritosa di tutto il mondo! Mi chiedo come parli dei Coles, come li chiami!\nli chiama! Come fa a trovare un appellativo per loro, abbastanza profondo\nnella volgarit\u00e0 familiare? Ti chiama Knightley, cosa pu\u00f2 fare per Mr.\nCole? E quindi non devo stupirmi che Jane Fairfax accetti le sue\ne acconsenta a stare con lei. Mrs. Weston, la vostra argomentazione\nmi sembra pi\u00f9 importante. Posso accettare pi\u00f9 facilmente la tentazione di allontanarmi da Miss Bates\ndi allontanarmi da Miss Bates, piuttosto che credere al trionfo della mente di Miss Fairfax su Mrs.\nMiss Fairfax su Mrs. Elton. Non ho fiducia nel fatto che Mrs. Elton si riconosca\nElton si riconosca inferiore nei pensieri, nelle parole o nelle azioni; o che abbia\nche sia sottoposta a qualsiasi restrizione al di l\u00e0 delle sue scarse regole di buona educazione.\nNon riesco a immaginare che non insulti continuamente il suo visitatore\ncon lodi, incoraggiamenti e offerte di servizio; che non stia\nche non stia continuamente illustrando le sue magnifiche intenzioni, dal procurarle una\nuna situazione permanente all'inclusione di lei in quelle deliziose\nfeste esplorative che si terranno nel barouche-landau.\n\n Jane Fairfax ha sentimento, disse Mr. Knightley.\nmancanza di sentimenti. La sua sensibilit\u00e0, sospetto, \u00e8 forte e il suo temperamento\ntemperamento eccellente nel suo potere di sopportazione, pazienza, autocontrollo;\nma vuole essere aperta. \u00c8 riservata, pi\u00f9 riservata, credo, di quanto non fosse un tempo.\ndi quanto non fosse un tempo e io amo il carattere aperto. Finch\u00e9 Cole non ha accennato al mio\npresunto attaccamento, non mi era mai passato per la testa. Ho visto Jane Fairfax\ne ho conversato con lei, sempre con ammirazione e piacere, ma senza\npensiero al di l\u00e0.\n\n Ebbene, Mrs. Weston, disse Emma trionfante quando lui li lasci\u00f2, che cosa ne pensate\ncosa ne pensate del matrimonio di Mr. Knightley con Jane Fairfax?\n\n Ma, in realt\u00e0, cara Emma, dico che \u00e8 talmente occupato dall'idea di\ndall'idea di non essere innamorato di lei, che non mi stupirei se finisse per\nfinisse con l'esserlo alla fine. Non mi picchiate.\n\n\n\n\nCAPITOLO XVI\n\n\nTutti gli abitanti di Highbury e dintorni che erano andati a trovare Mr.\nerano disposti a prestargli attenzione in occasione del suo matrimonio. Vennero organizzate cene e\ncene e feste serali per lui e la sua signora, e gli inviti si susseguivano cos\u00ec velocemente che la signora ebbe presto il piacere di temere che fossero\ncos\u00ec velocemente che lei ebbe presto il piacere di temere che non avrebbero mai\nche non avrebbero mai avuto un giorno libero.\n\n Ho capito come stanno le cose, disse.  Vedo che vita dovr\u00f2 fare in mezzo a voi.\nParola mia, saremo assolutamente dissipati. Sembriamo davvero\nalla moda. Se questo \u00e8 vivere in campagna, non \u00e8 nulla di molto\nformidabile. Da luned\u00ec prossimo a sabato, vi assicuro che non abbiamo un giorno\ngiorno di disimpegno! Una donna con meno risorse di quelle che ho io, non avrebbe dovuto\nnon avrebbe dovuto trovarsi in difficolt\u00e0.\n\nNessun invito le sfuggiva. Le sue abitudini balneari rendevano le feste serali\nperfettamente naturali per lei, e Maple Grove le aveva trasmesso il gusto per le cene.\ncene. Rimase un po' scioccata per la mancanza di due salotti, per lo scarso tentativo di preparare torte\nil pessimo tentativo di preparare torte e il fatto che non ci fosse ghiaccio nelle feste di Highbury.\nHighbury. Mrs. Bates, Mrs. Perry, Mrs. Goddard e altre erano molto\nBates, Mrs. Perry, Mrs. Goddard e altre, erano molto indietro nella conoscenza del mondo, ma lei avrebbe presto\npresto avrebbe mostrato loro come ogni cosa doveva essere organizzata. Nel corso della primavera\nprimavera doveva ricambiare la loro gentilezza con una festa molto\nin cui i suoi tavoli da gioco sarebbero stati allestiti con candele separate e\ncandele separate e pacchetti intatti nel vero stile, e pi\u00f9 camerieri impegnati per la serata di quanti\nper la serata pi\u00f9 camerieri di quanti ne potesse fornire il loro locale, per portare i\nper portare i rinfreschi esattamente all'ora giusta e nell'ordine giusto.\n\nEmma, nel frattempo, non poteva essere soddisfatta senza una cena a\nHartfield per gli Elton. Non dovevano fare meno degli altri, o lei sarebbe stata esposta a odiosi sospetti\naltrimenti sarebbe stata esposta a odiosi sospetti e immaginata capace di un pietoso\nrisentimento. Una cena ci deve essere. Dopo che Emma ne aveva parlato per\nDopo che Emma ne ebbe parlato per dieci minuti, Mr. Woodhouse non prov\u00f2 alcuna riluttanza e si limit\u00f2 a fare la solita\ne si accontent\u00f2 della solita clausola di non sedersi lui stesso in fondo al tavolo,\ncon la consueta difficolt\u00e0 di decidere chi dovesse farlo al posto suo.\n\nLe persone da invitare non richiedevano grandi riflessioni. Oltre agli Elton,\nWeston e Mr. Knightley; fin qui era tutto scontato ed era quasi meno inevitabile che la povera piccola Harriet\ne non era meno inevitabile che alla povera piccola Harriet venisse chiesto di fare l'ottava\nHarriet dovesse essere invitata a fare l'ottava: ma questo invito non fu dato con\ncon altrettanta soddisfazione, e per molti aspetti Emma era particolarmente soddisfatta\nEmma fu particolarmente contenta che Harriet pregasse di poterlo declinare.  Avrebbe preferito non\nstare in sua compagnia pi\u00f9 di quanto potesse fare. Non era ancora in grado di\ndi vedere lui e la sua affascinante e felice moglie insieme senza sentirsi a disagio.\ndisagio. Se Miss Woodhouse non fosse dispiaciuta, preferirebbe restare a casa.\npreferiva rimanere a casa.  Era proprio quello che Emma avrebbe desiderato, se avesse ritenuto\nse avesse ritenuto possibile desiderarlo. Era felice della forza d'animo della sua\ndella forza d'animo della sua piccola amica, perch\u00e9 sapeva che la forza d'animo era in lei per\nrinunciare a stare in compagnia e rimanere a casa; e ora poteva invitare la persona\nproprio la persona con cui voleva davvero fare l'ottava, Jane Fairfax.\nDopo l'ultima conversazione con Mrs. Weston e Mr.\ndi coscienza nei confronti di Jane Fairfax pi\u00f9 di quanto fosse spesso\nspesso. Le parole di Mr. Knightley la tormentavano. Aveva detto che Jane\nFairfax riceveva da Mrs. Elton attenzioni che nessun altro le riservava.\n\n Questo \u00e8 molto vero, disse lei, almeno per quanto riguarda me, che era l'unica cosa che intendevo, ed \u00e8 molto vergognoso.\nera tutto ci\u00f2 che si intendeva, ed \u00e8 molto vergognoso. Avendo la stessa et\u00e0 e conoscendola\nconoscendola da sempre, avrei dovuto essere pi\u00f9 sua amica. Non le piacer\u00f2 mai\nnon le piacer\u00f2 mai. L'ho trascurata troppo a lungo. Ma le prester\u00f2 pi\u00f9 attenzione\nattenzione di quanto ho fatto.\n\nOgni invito ha avuto successo. Erano tutti disimpegnati e tutti\nfelici. L'interesse preparatorio di questa cena, per\u00f2, non era ancora\nfinito. Si verific\u00f2 una circostanza piuttosto sfortunata. I due piccoli Knightley pi\u00f9 grandi\nKnightley pi\u00f9 grandi erano impegnati a fare visita al nonno e alla zia per alcune settimane in primavera.\nsettimane in primavera, e il loro pap\u00e0 si proponeva di portarli e di\ne di fermarsi un giorno intero a Hartfield, che sarebbe stato il giorno stesso della festa.\ndi questa festa. I suoi impegni professionali non gli consentivano di rimandare, ma sia il padre che la figlia\nma sia il padre che la figlia erano turbati dal fatto che si verificasse\ncos\u00ec. Mr. Woodhouse considerava otto persone a cena il massimo che i suoi nervi potessero sopportare.\nche i suoi nervi potessero sopportare e qui ci sarebbe stata una nona persona ed Emma\nEmma temeva che sarebbe stata una nona persona molto di malumore per il fatto di non poter\ndi Hartfield per quarantotto ore senza imbattersi in una cena.\ndi Hartfield per quarantotto ore senza imbattersi in una cena.\n\nConfort\u00f2 il padre meglio di quanto potesse confortare se stessa\nche, sebbene lui li avrebbe certamente fatti diventare nove, tuttavia\nsempre parlato cos\u00ec poco che l'aumento del rumore sarebbe stato molto\nimmateriale. In realt\u00e0 pensava che fosse un triste scambio per se stessa, avere\ncon i suoi sguardi gravi e la sua conversazione riluttante, in contrapposizione a lei\nal posto del fratello.\n\nL'evento fu pi\u00f9 favorevole a Mr. Woodhouse che a Emma. John\nKnightley, ma Mr. Weston fu inaspettatamente convocato in citt\u00e0 e dovette assentarsi il giorno stesso.\nWeston fu inaspettatamente convocato in citt\u00e0 e dovette assentarsi il giorno stesso. Potrebbe essere in grado di raggiungerli in serata, ma\nsera, ma certamente non a cena. Mr. Woodhouse era abbastanza a suo agio;\ne il vederlo cos\u00ec, con l'arrivo dei bambini e la compostezza\nfilosofica compostezza del fratello nell'apprendere il suo destino, elimin\u00f2 la principale\nanche la principale delle preoccupazioni di Emma.\n\nArriv\u00f2 il giorno, la comitiva fu puntualmente riunita e Mr. John\nKnightley sembr\u00f2 dedicarsi subito all'attivit\u00e0 di essere\npiacevole. Invece di portare il fratello alla finestra, mentre aspettavano la cena.\ncena, si mise a parlare con Miss Fairfax. Mrs. Elton, elegante come\nMrs. Elton, elegante come i pizzi e le perle potevano renderla, lui la guardava in\nin silenzio, volendo solo osservare quanto bastava per informare Isabella.\nMiss Fairfax era una vecchia conoscenza e una ragazza tranquilla, e lui poteva parlare con lei.\nparlare con lei. L'aveva incontrata prima di colazione, mentre tornava da una passeggiata con i suoi figli.\npasseggiata con i suoi figlioli, quando aveva appena iniziato a piovere. Era naturale\nera naturale avere qualche speranza civile sull'argomento, e le disse,\n\n Spero che non vi siate avventurata lontano, Miss Fairfax, stamattina, o sono certa che vi sarete bagnata.\nsono certa che vi sarete bagnata. Siamo arrivati a casa a malapena in tempo. Spero che\nsia tornata direttamente a casa.\n\n Sono andata solo all'ufficio postale, disse lei, e sono arrivata a casa prima che\nche la pioggia fosse abbondante. \u00c8 la mia commissione quotidiana. Vado sempre a prendere le lettere\nquando sono qui. Mi risparmia la fatica e mi fa uscire. A\npasseggiata prima di colazione mi fa bene.\n\n Non una passeggiata sotto la pioggia, immagino.\n\n No, ma non pioveva assolutamente quando sono partito.\n\nIl signor John Knightley sorrise e rispose,\n\n Cio\u00e8, avete scelto di fare la vostra passeggiata, perch\u00e9 non eravate a sei metri dalla vostra porta quando ho avuto il piacere di incontrarvi.\ndalla vostra porta quando ho avuto il piacere di incontrarvi; e\nHenry e John avevano visto pi\u00f9 gocce di quante ne potessero contare molto tempo prima.\nL'ufficio postale ha un grande fascino in un periodo della nostra vita. Quando\nQuando avrete vissuto fino alla mia et\u00e0, comincerete a pensare che non vale mai la pena di\ndi andare sotto la pioggia.\n\nC'\u00e8 stato un piccolo rossore e poi questa risposta,\n\n Non posso sperare di trovarmi come voi, in mezzo a tutte le relazioni pi\u00f9 care.\ne quindi non posso aspettarmi che il semplice fatto di invecchiare mi renda indifferente alle lettere.\nanziani mi renda indifferente alle lettere.\n\n Indifferente! Oh! No, non ho mai pensato che tu potessi diventare indifferente.\nLe lettere non sono una questione di indifferenza; in genere sono una vera e propria\nmaledizione positiva.\n\n Voi parlate di lettere d'affari; le mie sono lettere d'amicizia.\namicizia.\n\n Ho spesso pensato che fossero i peggiori tra i due, rispose freddamente.\n Gli affari, si sa, possono portare soldi, ma l'amicizia non ne porta quasi mai.\n\n Ah! Non siete serio ora. Conosco troppo bene il signor John Knightley, sono\nsono sicuro che capisca il valore dell'amicizia meglio di chiunque altro. I\nche le lettere siano molto poco per voi, molto meno che per me.\nper me, ma non \u00e8 il fatto che abbiate dieci anni pi\u00f9 di me a fare la differenza.\nla differenza, non \u00e8 l'et\u00e0, ma la situazione. Lei ha tutte le persone\npersone a voi pi\u00f9 care sempre a portata di mano, mentre io, probabilmente, non lo far\u00f2 mai pi\u00f9.\nquindi, finch\u00e9 non avr\u00f2 superato tutti i miei affetti, un ufficio postale, credo, dovr\u00e0 sempre\nun ufficio postale, credo, dovr\u00e0 sempre avere il potere di attirarmi fuori, in tempi peggiori di quelli\noggi.\n\n Quando ho parlato del fatto che siete stati modificati dal tempo, dal progredire degli\nanni, ha detto John Knightley, intendevo dire che il cambiamento di situazione\nche il tempo di solito porta con s\u00e9. Ritengo che l'uno includa l'altro. Il tempo\nin genere diminuisce l'interesse di ogni attaccamento che non rientra nella\nquotidiano, ma non \u00e8 questo il cambiamento che avevo in mente per voi. Come vecchio amico\nvecchia amica, mi permetterete di sperare, Miss Fairfax, che tra dieci anni\nda qui a dieci anni possiate avere tanti oggetti concentrati quanti ne ho io.\n\n\u00c8 stato detto gentilmente, e molto lontano dall'offendere. Un piacevole grazie\nsembrava voler ridere, ma un rossore, un labbro tremante, una lacrima nell'occhio\nlacrima negli occhi, mostravano che la cosa era sentita pi\u00f9 di una risata. La sua attenzione era\nWoodhouse, che, secondo la sua abitudine in queste occasioni, stava facendo il giro dei suoi amici.\noccasioni, facendo il giro dei suoi ospiti e facendo i suoi particolari complimenti alle signore.\ncomplimenti particolari alle signore, stava terminando con lei e con tutta la sua\nla sua mite urbanit\u00e0, disse,\n\n Sono molto dispiaciuto di sapere, Miss Fairfax, che siete uscita stamattina\nsotto la pioggia. Le giovani signore dovrebbero prendersi cura di se stesse. Le giovani signore\nsono piante delicate. Dovrebbero prendersi cura della loro salute e del loro\ncarnagione. Mia cara, hai cambiato le calze?\n\n S\u00ec, signore, l'ho fatto e sono molto grato per la sua cortese\nsollecitudine nei miei confronti.\n\n Mia cara Miss Fairfax, le giovani signore sono sicuramente da curare. I\nspero che la vostra buona nonna e la vostra zia stiano bene. Sono alcune delle mie\nvecchi amici. Vorrei che la mia salute mi permettesse di essere una vicina migliore. Voi\nci fate un grande onore oggi, ne sono certa. Mia figlia e io siamo\nmia figlia e io siamo molto sensibili alla vostra bont\u00e0 e abbiamo la pi\u00f9 grande\nsoddisfazione nel vedervi a Hartfield.\n\nIl vecchio dal cuore gentile ed educato poteva allora sedersi e sentire di aver fatto il suo dovere e di aver reso ogni bella signora\ndi aver fatto il suo dovere e di aver reso ogni bella signora benvenuta e a suo agio.\n\nA questo punto, la passeggiata sotto la pioggia aveva raggiunto Mrs. Elton, e le sue\nrimproveri di Jane.\n\n Mia cara Jane, cosa sento dire? Andare all'ufficio postale sotto la\npioggia! Non deve essere cos\u00ec, te lo assicuro. Ragazza triste, come hai potuto fare\nuna cosa del genere? \u00c8 un segno che non ero l\u00ec per prendermi cura di te.\n\nJane le assicur\u00f2 molto pazientemente che non aveva preso alcun raffreddore.\n\n Oh! Non dirmelo. Sei davvero una ragazza molto triste, e non sai\ncome prendersi cura di se stessa. All'ufficio postale! Mrs. Weston,\navete mai sentito una cosa simile? Io e voi dobbiamo assolutamente esercitare la nostra\nautorit\u00e0.\n\n Il mio consiglio, ha detto Mrs. Weston con gentilezza e persuasione, mi sento sicuramente\nsento la tentazione di darlo. Miss Fairfax, non dovete correre questi rischi. Per quanto sia soggetta\ncome siete stata a forti raffreddori, in effetti dovreste essere particolarmente\nparticolarmente attenta, soprattutto in questo periodo dell'anno. La primavera, credo, richiede sempre\nrichieda pi\u00f9 di una comune attenzione. Meglio aspettare un'ora o due, o anche\no mezza giornata per le vostre lettere, piuttosto che correre il rischio di far tornare la tosse.\ntosse. Non vi sembra di averlo fatto? S\u00ec, sono sicuro che siete\ntroppo ragionevole. Sembra che non faresti mai pi\u00f9 una cosa del genere.\ndi nuovo.\n\n Oh! Non far\u00e0 mai pi\u00f9 una cosa del genere, replic\u00f2 con impazienza Mrs.\nElton.  Non le permetteremo di fare di nuovo una cosa del genere\".\nsignificativamente, deve essere preso qualche accordo, davvero.\nParler\u00f2 con Mr. E., l'uomo che porta le nostre lettere ogni mattina.\n(uno dei nostri uomini, non ricordo il nome) si occuper\u00e0 anche delle vostre e ve le porter\u00e0.\ne ve le porter\u00e0. Questo ovvier\u00e0 a tutte le difficolt\u00e0 che sapete; e\nda parte nostra credo proprio, mia cara Jane, che non avrai alcuno scrupolo ad accettare una simile\naccettare una simile soluzione.\n\n Siete molto gentile, disse Jane, ma non posso rinunciare alla mia passeggiata mattutina.\npasseggiata. Mi \u00e8 stato consigliato di stare fuori casa il pi\u00f9 possibile, devo andare a piedi da qualche parte, e l'ufficio postale \u00e8 un obiettivo.\nda qualche parte, e l'ufficio postale \u00e8 un obiettivo; e sulla mia parola, non ho mai avuto\nquasi mai avuto una brutta mattinata prima d'ora.\n\n Mia cara Jane, non dire altro. La cosa \u00e8 decisa, cio\u00e8\n(ridendo affettuosamente) per quanto io possa presumere di determinare qualsiasi cosa\nsenza il consenso del mio signore e padrone. Sapete, Mrs. Weston,\nvoi e io dobbiamo essere cauti nel modo in cui ci esprimiamo. Ma mi lusingo\nmia cara Jane, che la mia influenza non sia del tutto esaurita. Se non\nse non incontrer\u00f2 difficolt\u00e0 insuperabili, considerate questo punto come\nrisolto.\n\n Scusatemi, disse Jane con seriet\u00e0, non posso in alcun modo acconsentire a\nun tale accordo, cos\u00ec inutilmente fastidioso per la vostra domestica. Se la\nse la commissione non fosse un piacere per me, potrebbe essere fatta, come lo \u00e8 sempre\nquando non sono qui, da mia nonna.\n\n Oh, mia cara, ma quanto deve fare Patty! Ed \u00e8 una gentilezza impiegare\nimpiegare i nostri uomini.\n\nJane aveva l'aria di non voler essere conquistata; ma invece di rispondere, ricominci\u00f2 a parlare a Mr.\nrispondere, riprese a parlare con Mr. John Knightley.\n\n L'ufficio postale \u00e8 una struttura meravigliosa! La\nregolarit\u00e0 e la spedizione! Se si pensa a tutto ci\u00f2 che deve fare,\ne a tutto quello che fa cos\u00ec bene, \u00e8 davvero sorprendente!\n\n \u00c8 certamente molto ben regolamentata.\n\n Cos\u00ec raramente appare una negligenza o un errore! Cos\u00ec raramente che una\nlettera, tra le migliaia che passano di continuo per il\nregno, venga trasportata in modo errato e nemmeno una su un milione, suppongo,\neffettivamente perduta! E se si considera la variet\u00e0 di mani, e anche di cattive mani, che devono\nmani, e anche di mani sbagliate, che devono essere decifrate, aumenta la meraviglia.\n\n I commessi diventano esperti per abitudine. Devono iniziare con una certa rapidit\u00e0\ndi vista e di mano, e l'esercizio le migliora. Se volete altre spiegazioni\nSe volete altre spiegazioni, continu\u00f2 sorridendo, sono pagati per questo. Questa \u00e8 la\nchiave di molte capacit\u00e0. Il pubblico paga e deve essere servito\nbene.\n\nSi parl\u00f2 poi delle variet\u00e0 di scrittura e si fecero le solite osservazioni.\nosservazioni.\n\n Ho sentito affermare, disse John Knightley, che lo stesso tipo di scrittura prevale spesso in una famiglia.\ndi scrittura spesso prevale in una famiglia; e quando lo stesso maestro\ninsegna, \u00e8 abbastanza naturale. Ma per questo motivo, immagino che la somiglianza\nche la somiglianza sia principalmente limitata alle femmine, perch\u00e9 i ragazzi hanno\npoco insegnamento dopo la tenera et\u00e0 e si arrabattano in qualsiasi mano\nmano che riescono a ottenere. Isabella ed Emma, credo, scrivono in modo molto simile. I\nnon ho sempre saputo distinguere la loro scrittura.\n\n S\u00ec, disse il fratello esitando, c'\u00e8 una somiglianza. So cosa\nma la mano di Emma \u00e8 la pi\u00f9 forte.\n\n Isabella ed Emma scrivono entrambe magnificamente, disse il signor Woodhouse; e lo hanno sempre fatto.\nlo hanno sempre fatto. E anche la povera Mrs. Weston, con un mezzo sospiro e un mezzo sorriso.\nsorriso a lei.\n\n Non ho mai visto la calligrafia di un gentiluomo Emma inizi\u00f2, guardando anche Mrs.\nWeston; ma si ferm\u00f2, vedendo che la signora Weston si stava occupando di un'altra persona e la pausa le diede il tempo di riflettere.\nWeston si stava occupando di qualcun altro e la pausa le diede il tempo di riflettere.\npresentarlo? Non sono forse in grado di pronunciare subito il suo nome\ndavanti a tutte queste persone? \u00c8 necessario che io usi una qualche frase\nfrase? Il vostro amico dello Yorkshire, il vostro corrispondente nello Yorkshire.\nsarebbe il modo, suppongo, se fossi molto cattivo. No, posso pronunciare\nil suo nome senza il minimo disagio. Di certo miglioro sempre di pi\u00f9.\nmeglio. E ora, il gioco \u00e8 fatto.\n\nMrs. Weston si \u00e8 disimpegnata ed Emma ha ricominciato Mr. Frank Churchill\nscrive una delle migliori mani di gentiluomo che abbia mai visto.\n\n Non lo ammiro, disse il signor Knightley.  \u00c8 troppo piccolo vuole\nforza. \u00c8 come una scrittura femminile.\n\nNessuna delle due signore si \u00e8 opposta. Lo hanno difeso dalle\ncontro le basse asperit\u00e0.  No, non voleva assolutamente essere forte, non era una mano\nmano grande, ma molto chiara e certamente forte. Mrs. Weston non aveva forse\nnessuna lettera su di lei da presentare?  No, aveva avuto sue notizie molto\nultimamente, ma dopo aver risposto alla lettera, l'aveva messa via.\n\n Se fossimo nell'altra stanza, disse Emma, se avessi il mio scrittoio, sono sicura di poter produrre un esemplare.\nsono sicura che potrei produrre un esemplare. Ho una sua nota. Non vi ricordate\nNon ricorda, Mrs. Weston, di averlo assunto un giorno per scrivere per lei?\n\n Ha scelto di dire che era impiegato\n\n Bene, bene, ho quel biglietto e posso mostrarlo dopo cena per convincere Mr.\nMr. Knightley.\n\n Oh! Quando un giovane galante, come il signor Frank Churchill, disse seccamente Mr.\nKnightley, scrive a una bella signora come la signorina Woodhouse, egli\nnaturalmente, dar\u00e0 il meglio di s\u00e9.\n\nLa cena era in tavola. Mrs. Elton, prima che le si potesse parlare, era gi\u00e0 pronta.\npronta; e prima che Mr. Woodhouse l'avesse raggiunta con la sua richiesta di poterla\ndi poterla accompagnare nella sala da pranzo, stava dicendo\n\n Devo andare per primo? Mi vergogno davvero di aver sempre fatto da apripista.\n\nA Emma non era sfuggita la premura di Jane di andare a prendere le sue lettere.\nAveva sentito e visto tutto e sentiva la curiosit\u00e0 di sapere se la passeggiata bagnata di questa mattina ne avesse\nse la camminata umida di questa mattina ne avesse prodotta qualcuna. Sospettava che\nche l'avesse fatto; che non sarebbe stata affrontata con tanta determinazione se non in\ndi avere notizie di una persona molto cara, e che non fosse stato vano.\nnon era stata vana. Le sembrava che ci fosse un'aria di maggiore felicit\u00e0\ndel solito, un bagliore sia di carnagione che di spirito.\n\nAvrebbe potuto fare una o due domande sulla spedizione e sulle spese delle\nspedizione e le spese delle poste irlandesi; era a portata di lingua, ma si astenne.\nastenersi. Era decisa a non dire una parola che potesse ferire i sentimenti di Jane Fairfax.\ndi non dire una parola che potesse ferire i sentimenti di Jane Fairfax.\ndalla stanza, a braccetto, con un'apparenza di buona volont\u00e0 che si addiceva molto\nalla bellezza e alla grazia di ciascuna.\n\n\n\n\nCAPITOLO XVII\n\n\nQuando le signore tornarono in salotto dopo la cena, Emma trov\u00f2 che era difficile\nEmma trov\u00f2 difficile impedire che si formassero due gruppi distinti; con\ncon tanta perseveranza nel giudicare e nel comportarsi male, Mrs. Elton aveva coinvolto Jane Fairfax e trascurato se stessa.\nJane Fairfax e a se stessa. Lei e Mrs. Weston erano costrette a stare quasi sempre\nquasi sempre o a parlare insieme o a tacere insieme. Mrs. Elton\nnon lasciava loro scelta. Se Jane la reprimeva per un po' di tempo, presto ricominciava.\ne anche se molto di quello che passava tra di loro era in un\nmormorare, soprattutto da parte di Mrs. Elton, non si poteva evitare la conoscenza dei loro argomenti principali.\nconoscenza dei loro argomenti principali: L'ufficio postale che prendeva\nlettere e l'amicizia, furono a lungo discussi; e ad essi se ne aggiunse uno che doveva essere\na loro ne segu\u00ec una, che doveva essere almeno altrettanto sgradevole per\nJane si chiedeva se avesse gi\u00e0 sentito parlare di una situazione che le si addicesse.\ndi una situazione che potesse fare al caso suo, e di professioni di attivit\u00e0 meditata da Mrs.\n\n Ecco aprile, vieni! disse lei, sono piuttosto in ansia per te. Giugno\nsar\u00e0 presto qui.\n\n Ma non mi sono mai fissata su giugno o su un altro mese, ho solo guardato all'estate in generale.\nall'estate in generale.\n\n Ma avete davvero sentito parlare di nulla?\n\n Non ho nemmeno fatto alcuna richiesta, non voglio ancora farla.\n\n Oh, mia cara, non possiamo iniziare troppo presto; non ti rendi conto della difficolt\u00e0 di procurarsi\ndifficolt\u00e0 di procurarsi esattamente la cosa desiderata.\n\n Non lo sapevo! disse Jane, scuotendo la testa; cara Mrs. Elton, chi pu\u00f2 averci pensato come ho fatto io?\naverci pensato come ho fatto io?\n\n Ma voi non avete visto cos\u00ec tanto del mondo come me. Non sapete\nquanti candidati ci sono sempre per le _prime_ situazioni. Ne ho visti\nuna grande quantit\u00e0 di questo nel quartiere di Maple Grove. Un cugino di\nSuckling, la signora Bragge, aveva un'infinit\u00e0 di richieste; tutti erano ansiosi di far parte della sua famiglia.\nogni persona era ansiosa di far parte della sua famiglia, perch\u00e9 lei si muoveva nel primo\ncerchio. Candele di cera nell'aula scolastica! Potete immaginare quanto siano desiderabili!\nDi tutte le case del regno, quella della signora Bragge \u00e8 quella in cui vorrei vedervi.\ndi vederti.\n\n Il colonnello e la signora Campbell saranno di nuovo in citt\u00e0 entro la met\u00e0 dell'estate, disse Jane.\nJane.  Devo passare un po' di tempo con loro, sono sicura che lo vorranno.\nSono sicura che lo vorranno; poi probabilmente sar\u00f2 contenta di disporre di me stessa. Ma non vorrei\nnon vorrei che vi prendeste la briga di fare delle ricerche al momento.\n\n Guai! S\u00ec, conosco i tuoi scrupoli. Hai paura di darmi dei problemi.\nproblemi; ma ti assicuro, mia cara Jane, che i Campbell difficilmente possono essere\npi\u00f9 interessati a te di quanto lo sia io. Scriver\u00f2 a Mrs. Partridge tra\nuno o due giorni, e le dar\u00f2 l'ordine tassativo di stare alla ricerca\ndi stare all'erta per qualsiasi cosa che possa essere considerata idonea.\n\n Grazie, ma preferirei che non le parlassi di questo argomento;\nfinch\u00e9 non si avvicina il momento, non voglio dare problemi a nessuno.\nproblemi.\n\n Ma, mia cara bambina, il tempo si avvicina; ecco aprile, e giugno,\no diciamo anche luglio, \u00e8 molto vicino, con un tale lavoro da compiere davanti a noi.\nche ci attendono. La tua inesperienza mi diverte davvero! Una situazione come quella che\nmeritate, e che i vostri amici richiederebbero per voi, non \u00e8 di tutti i giorni\nnon \u00e8 di tutti i giorni, non si ottiene con un attimo di preavviso; anzi, dobbiamo\ndobbiamo iniziare a informarci direttamente.\n\n Mi scusi, signora, ma questa non \u00e8 assolutamente la mia intenzione; non ho fatto alcuna\nnon faccio alcuna indagine, e mi dispiacerebbe che i miei amici ne facessero qualcuna.\nQuando sono ben decisa sul tempo, non temo affatto di essere\ndi rimanere a lungo senza lavoro. Ci sono posti in citt\u00e0, uffici, in cui la ricerca\nprodurrebbe presto qualcosa di ufficiale per la vendita non tanto di carne umana\ncarne umana, ma di intelletto umano.\n\n Oh! mio caro, carne umana! Mi sconvolgi; se ti riferisci al commercio di schiavi, ti assicuro che Mr.\nalla tratta degli schiavi, vi assicuro che il signor Suckling \u00e8 sempre stato piuttosto amico\nall'abolizione.\n\n Non intendevo, non pensavo alla tratta degli schiavi, rispose Jane;\n la tratta dei governanti, vi assicuro, era tutto ci\u00f2 che avevo in mente; molto\ndiverse certamente per quanto riguarda la colpa di coloro che la portano avanti; ma per quanto riguarda la\nquanto alla maggiore miseria delle vittime, non so dove si trovi. Ma io\nMa voglio solo dire che esistono uffici di pubblicit\u00e0 e che, rivolgendomi a loro, non avrei\na loro non avrei dubbi di trovare molto presto qualcosa che\nqualcosa che possa andare bene.\n\n Qualcosa che vada bene! ripet\u00e9 Mrs. Elton.  S\u00ec, _quello_ potrebbe andare bene\nle umili idee che hai di te stessa; so che sei una creatura modesta;\nma non soddisfer\u00e0 i vostri amici il fatto che vi accontentiate di qualsiasi\nqualsiasi cosa vi si offra, qualsiasi situazione inferiore e banale, in una famiglia\nfamiglia che non si muove in una certa cerchia o che non \u00e8 in grado di dominare le eleganze della vita.\nvita.\n\n Siete molto cortese; ma per quanto riguarda tutto questo, mi \u00e8 molto indifferente; non sarebbe un problema per me stare con i ricchi; le mie mortificazioni, le mie\nnon sarebbe un problema per me stare con i ricchi; le mie mortificazioni, credo, sarebbero solo maggiori.\ncredo che le mie mortificazioni sarebbero solo maggiori; soffrirei di pi\u00f9 per il confronto.\nUna famiglia di gentiluomini \u00e8 tutto ci\u00f2 che vorrei.\n\n Ti conosco, ti conosco; ti metteresti con qualsiasi cosa; ma io sar\u00f2 un po' pi\u00f9 gentile e sono sicura che i buoni Campbell\nsar\u00f2 un po' pi\u00f9 gentile e sono sicura che i buoni Campbell saranno dalla mia parte.\ncon il tuo talento superiore, hai il diritto di muoverti nel primo cerchio.\nprimo cerchio. La tua conoscenza musicale da sola ti darebbe il diritto di stabilire le tue condizioni\ndi dare un nome alle tue condizioni, di avere tutte le stanze che vuoi e di mescolarti alla famiglia\ncio\u00e8 non so se conoscete l'arpa, potreste fare tutto questo, sono molto\nPotreste fare tutto questo, ne sono certa; ma cantate e suonate anche; s\u00ec, credo proprio che potreste, anche senza l'arpa.\ncredo proprio che potreste, anche senza l'arpa, stipulare per quello che\ne sarete deliziosamente, onorevolmente e comodamente sistemati prima dei Campb.\ncomodamente sistemata prima che i Campbell o io possiamo riposare.\n\n Potete ben classificare il piacere, l'onore e la comodit\u00e0 di una tale situazione, disse Jane.\ndi una simile situazione, disse Jane, sono sicuramente uguali;\nTuttavia, sono molto seria nel non desiderare che si tenti di fare qualcosa al momento\nal momento per me. Vi sono estremamente grata, Mrs. Elton, sono obbligata a\nsono obbligata a chiunque si preoccupi per me, ma sono molto seria nel voler\nche non si faccia nulla fino all'estate. Per altri due o tre mesi rester\u00f2\nrester\u00f2 dove sono e come sono.\n\n E sono anche molto seria, ve lo assicuro, rispose allegramente Mrs. Elton,\n di stare sempre all'erta e di impiegare anche i miei amici per\nper evitare che ci sfugga qualcosa di veramente ineccepibile.\n\nIn questo modo, continuava ad andare avanti, senza fermarsi mai fino a quando non entr\u00f2 Mr.\nMr. Woodhouse entr\u00f2 nella stanza; la sua vanit\u00e0 aveva allora cambiato\ne Emma la sent\u00ec dire a Jane con lo stesso mezzo sussurro,\n\n Ecco che arriva questo mio caro vecchio spasimante, protesto! Pensate solo alla sua\ngalanteria nel venire via prima degli altri uomini! Che cara creatura che \u00e8!\nvi assicuro che mi piace eccessivamente. Ammiro tutta questa pittoresca\neducazione all'antica; \u00e8 molto pi\u00f9 di mio gusto rispetto alla disinvoltura moderna;\nLa disinvoltura moderna spesso mi disgusta. Ma questo buon vecchio Mr. Woodhouse, vorrei che aveste sentito\navessi sentito i suoi discorsi galanti a me a cena. Oh! Vi assicuro che ho\nche il mio caro sposo sarebbe stato assolutamente geloso. Credo di essere\npiuttosto favorita; ha notato il mio abito. Come vi piace\ncome vi piace? La scelta di Selina \u00e8 bella, credo, ma non so se non sia eccessivamente\nnon so se non sia eccessivamente accollato; io non sopporto l'idea di essere accollata.\nHo una grande avversione per l'idea di essere sovraccaricata, un vero e proprio orrore per i fronzoli. Devo indossare qualche ornamento\nora, perch\u00e9 ci si aspetta da me. Una sposa, si sa, deve apparire come una sposa.\nuna sposa, ma il mio gusto naturale \u00e8 per la semplicit\u00e0; uno stile semplice di\nsemplice \u00e8 infinitamente preferibile alla raffinatezza. Ma sono abbastanza in minoranza, credo.\nminoranza, credo; poche persone sembrano apprezzare la semplicit\u00e0 del vestito, l'esibizione\ne la raffinatezza sono tutto. Ho l'idea di mettere una guarnizione come questa\nguarnizione come questa al mio popeline bianco e argento. Pensate che possa\nche possa stare bene?\n\nL'intera comitiva si era appena riunita nel salotto quando Mr.\nWeston fece la sua comparsa tra loro. Era tornato a cena tardi e\ncena e si era recato a Hartfield non appena era terminata. Era stato troppo\nera stato troppo atteso dai migliori giudici, ma la sorpresa fu grande.\nMr. Woodhouse era quasi contento di vederlo ora, come gli sarebbe dispiaciuto vederlo prima.\ndispiaciuto di vederlo prima. John Knightley era solo in muto\nstupore. Che un uomo che avrebbe potuto trascorrere tranquillamente la sua serata a\na casa dopo una giornata di lavoro a Londra, si rimettesse in cammino e camminasse\na piedi per mezzo miglio fino alla casa di un altro uomo, per il gusto di stare in compagnia fino all'ora di\ncompagnia fino all'ora di andare a letto, di finire la giornata tra gli sforzi della civilt\u00e0\ne il rumore del numero, era una circostanza che lo colpiva profondamente. A\nun uomo che era in movimento dalle otto del mattino e che avrebbe potuto\nche aveva parlato a lungo e avrebbe potuto tacere, che era stato in pi\u00f9 di un'occasione\nsilenzioso, che era stato in mezzo a pi\u00f9 di una folla e che poteva essere\nsolo! Un uomo del genere, per abbandonare la tranquillit\u00e0 e l'indipendenza del suo\ndel proprio focolare e la sera di una fredda e nebbiosa giornata di aprile\nnel mondo! Se avesse potuto, con un tocco del dito, riprendersi istantaneamente la moglie\nmoglie, ci sarebbe stato un motivo; ma la sua venuta probabilmente avrebbe\nprobabilmente avrebbe prolungato la festa piuttosto che interromperla. John Knightley lo guard\u00f2\nlo guard\u00f2 con stupore, poi scroll\u00f2 le spalle e disse: \"Non avrei potuto crederci nemmeno da parte di\nnon avrei potuto crederlo nemmeno a _lui_.\n\nMr. Weston intanto, perfettamente ignaro dell'indignazione che stava\ndi indignazione che stava suscitando, felice e allegro come al solito e con tutto il diritto di essere\nprincipale, che una giornata trascorsa lontano da casa conferisce, si stava\nsi rendeva gradevole tra gli altri; e dopo aver soddisfatto le\nmoglie in merito alla sua cena, convincendola che nessuna di tutte le sue\nsue attente indicazioni alla servit\u00f9, e diffondendo all'estero le notizie pubbliche\nnotizie pubbliche che aveva appreso, stava procedendo a una comunicazione familiare che, anche se principalmente\ncomunicazione familiare che, sebbene fosse indirizzata principalmente a Mrs.\nWeston, non aveva il minimo dubbio di essere molto interessante per tutti i presenti.\nstanza. Le diede una lettera, era di Frank e indirizzata a lei stessa; l'aveva incontrata per la sua strada, ma non aveva mai avuto la fortuna di vederla.\nl'aveva incontrata per strada e si era preso la libert\u00e0 di aprirla.\n\n Leggetela, leggetela, disse, vi dar\u00e0 piacere; solo poche righe non vi porteranno via molto tempo; leggetela a Emma.\npoche righe non ti porteranno via molto tempo; leggilo a Emma.\n\nLe due signore lo guardarono insieme; lui rimase seduto a parlare sorridendo\ncon loro per tutto il tempo, con voce un po' sommessa, ma ben udibile da tutti.\na tutti.\n\n Beh, sta arrivando, vedete; una buona notizia, credo. Beh, che ne dici\na questa notizia? Ti ho sempre detto che sarebbe tornato presto, no? Anna,\nAnne, mia cara, non te l'ho sempre detto e tu non mi hai creduto? In\nIn citt\u00e0 la prossima settimana, al pi\u00f9 tardi, oserei dire; perch\u00e9 _she_ \u00e8 impaziente come un gentiluomo di colore quando\nimpaziente come il gentiluomo nero quando c'\u00e8 da fare qualcosa; molto probabilmente saranno l\u00ec domani\nmolto probabilmente saranno l\u00ec domani o sabato. Per quanto riguarda la sua malattia, tutto\nnulla, naturalmente. Ma \u00e8 un'ottima cosa avere Frank di nuovo tra noi, cos\u00ec vicino alla citt\u00e0.\ndi nuovo tra noi, cos\u00ec vicino alla citt\u00e0. Si fermeranno per un bel po' quando verranno,\ne lui star\u00e0 per met\u00e0 del tempo con noi. \u00c8 proprio quello che volevo.\nBeh, una bella notizia, no? L'avete finito? Emma ha letto\nEmma ha letto tutto? Mettetelo su, mettetelo su; ne parleremo bene un'altra volta, ma...\nun'altra volta, ma ora non va bene. Mi limiter\u00f2 a menzionare la\ncircostanza agli altri in modo comune.\n\nMrs. Weston era molto soddisfatta dell'occasione. I suoi sguardi e le sue\nparole non avevano nulla da trattenere. Era felice, sapeva di esserlo\nfelice, sapeva di esserlo e sapeva che avrebbe dovuto esserlo. Le sue congratulazioni erano calorose\ne aperte; ma Emma non poteva parlare con tanta scioltezza. Era un po' occupata a soppesare\noccupata a soppesare i propri sentimenti e a cercare di capire il grado di agitazione di\ngrado della sua agitazione, che riteneva piuttosto considerevole.\n\nMr. Weston, tuttavia, troppo ansioso di essere molto attento, troppo comunicativo per\ntroppo comunicativo per volere che gli altri parlino, si accontent\u00f2 di ci\u00f2 che lei disse,\ne si allontan\u00f2 subito per rendere felice il resto dei suoi amici con una parziale\ncomunicazione parziale di ci\u00f2 che l'intera stanza doveva aver gi\u00e0 sentito.\n\nEra bene che desse per scontata la gioia di tutti, altrimenti non avrebbe pensato\navrebbe pensato che n\u00e9 il signor Woodhouse n\u00e9 il signor Knightley fossero particolarmente\ndeliziati. Erano i primi ad avere diritto, dopo Mrs. Weston ed Emma, a essere resi felici.\ndi essere resi felici; da loro avrebbe voluto procedere verso Miss Fairfax, ma\nFairfax, ma era cos\u00ec intenta a conversare con John Knightley che sarebbe stata un'interruzione troppo\nsarebbe stata un'interruzione troppo positiva; e trovandosi vicino a Mrs.\nElton e l'attenzione di quest'ultima disattesa, inizi\u00f2 necessariamente a parlare dell'argomento con lei.\nargomento con lei.\n\n\n\n\nCAPITOLO XVIII\n\n\n Spero di avere presto il piacere di presentarvi mio figlio,\ndisse Mr. Weston.\n\nMrs. Elton, ben disposta a supporre un complimento particolare\nun complimento particolare, le sorrise con molta gentilezza.\n\n Avrete sentito parlare di un certo Frank Churchill, presumo, egli\nha continuato e sa che \u00e8 mio figlio, anche se non porta il mio nome.\n\n Oh! S\u00ec, e sar\u00f2 molto felice di conoscerlo. Sono certa che Mr.\nElton non perder\u00e0 tempo a fargli visita; ed entrambi avremo un grande piacere\npiacere di vederlo al Vicariato.\n\n Lei \u00e8 molto cortese. Frank sar\u00e0 estremamente felice, ne sono certa.  Lui\nsar\u00e0 in citt\u00e0 la prossima settimana, se non prima. Ne abbiamo avuto notizia in una\nlettera di oggi. Stamattina ho incontrato la lettera sulla mia strada e, vedendo la mano di mio figlio, ho pensato di aprirla anche se non era diretta a lui.\nmio figlio, ho pensato di aprirla, anche se non era diretta a me, ma a Mrs.\na Mrs. Weston. \u00c8 la sua principale corrispondente, ve lo assicuro. I\nnon ricevo quasi mai una lettera.\n\n E cos\u00ec avete assolutamente aperto quello che era diretto a lei! Oh!\nWeston (ridendo affettuosamente) devo protestare contro questo. Un precedente molto\npericoloso precedente! Vi prego di non lasciare che i vostri vicini\nseguano il vostro esempio. Parola mia, se questo \u00e8 ci\u00f2 che devo aspettarmi, noi donne sposate\nnoi donne sposate dobbiamo cominciare ad impegnarci! Oh! Signor Weston, non avrei mai potuto\nnon avrei potuto crederlo da voi!\n\n S\u00ec, noi uomini siamo gente triste. Deve prendersi cura di s\u00e9, Mrs.\nElton. Questa lettera ci dice che \u00e8 una lettera breve, scritta in fretta e furia,\nsolo per avvisarci, ci dice che stanno tutti salendo in citt\u00e0\ncitt\u00e0, per via del fatto che Mrs. Churchill non \u00e8 stata bene tutto l'inverno e pensa che Enscombe\nChurchill non \u00e8 stata bene per tutto l'inverno e pensa che Enscombe sia troppo fredda per lei.\nquindi si muoveranno tutti verso sud senza perdere tempo.\n\n Infatti! Dallo Yorkshire, credo. Enscombe \u00e8 nello Yorkshire?\n\n S\u00ec, si trovano a circa centonovanta miglia da Londra, un viaggio\nviaggio considerevole.\n\n S\u00ec, parola mia, molto considerevole. Sessantacinque miglia pi\u00f9 lontano\nda Maple Grove a Londra. Ma cos'\u00e8 la distanza, Mr. Weston, per le persone\ndi grande fortuna? Vi stupirebbe sapere come mio fratello, Mr.\nSuckling, a volte vola in giro. Non mi crederete, ma due volte\nin una settimana lui e Mr. Bragge sono andati e tornati da Londra con quattro cavalli.\ncavalli.\n\n Il male della distanza da Enscombe, ha detto Mr. Weston, \u00e8 che Mrs.\nChurchill, come abbiamo capito, non \u00e8 stata in grado di lasciare il divano per una settimana.\ndivano per una settimana intera. Nell'ultima lettera di Frank si \u00e8 lamentata, ha detto, di essere troppo debole per\ndi essere troppo debole per entrare nel giardino d'inverno senza avere a disposizione\nsuo braccio e di quello dello zio! Questo, come sapete, indica un grande grado di debolezza.\nma ora \u00e8 cos\u00ec impaziente di essere in citt\u00e0, che intende\ndormire solo due notti durante il viaggio. Cos\u00ec Frank scrive una parola. Certamente,\nle signore delicate hanno una costituzione straordinaria, Mrs. Elton. Dovete\ndeve concedermelo.\n\n No, infatti, non vi conceder\u00f2 nulla. Prendo sempre la parte del mio\nsesso. Lo faccio davvero. Vi avviso che mi troverete un formidabile\nantagonista su questo punto. Io difendo sempre le donne e vi assicuro che se sapeste cosa prova Selina a dormire in una locanda,\nse sapeste come Selina si sente rispetto al dormire in una locanda, non vi meravigliereste\nnon vi meravigliereste se la signora Churchill facesse sforzi incredibili per\nper evitarlo. Selina dice che le fa orrore e credo di aver colto un po' della sua gentilezza.\nun po' della sua gentilezza. Viaggia sempre con le sue lenzuola;\nuna precauzione eccellente. La signora Churchill fa lo stesso?\n\n La signora Churchill fa tutto ci\u00f2 che qualsiasi altra bella signora ha mai fatto.\nsignora ha mai fatto. La signora Churchill non sar\u00e0 seconda a nessuna signora del\nterra per\n\nMrs. Elton si interpose con entusiasmo,\n\n Oh! Signor Weston, non mi fraintenda. Selina non \u00e8 una bella signora, ve lo assicuro.\nvi assicuro. Non scappate con un'idea del genere.\n\n Non \u00e8 cos\u00ec? Allora non \u00e8 una regola per Mrs. Churchill, che \u00e8 la pi\u00f9 completa\nuna signora raffinata come non se ne sono mai viste.\n\nMrs. Elton cominci\u00f2 a pensare di essersi sbagliata nel rifiutare cos\u00ec calorosamente.\nNon era affatto il suo obiettivo far credere che sua sorella non fosse\nnon fosse una bella signora; forse c'era un po' di spirito nel fingere di esserlo.\ne stava valutando in che modo sarebbe stato meglio ritrattare, quando Mr.\nWeston prosegu\u00ec.\n\n Mrs. Churchill non \u00e8 molto nelle mie grazie, come si pu\u00f2 sospettare, ma\nquesto rimane tra noi. \u00c8 molto affezionata a Frank e\nquindi non vorrei parlare male di lei. Inoltre, non \u00e8 in salute\nma, a detta sua, lo \u00e8 sempre stata. I\nnon lo direi a tutti, Mrs. Elton, ma non ho molta fiducia nella malattia di Mrs.\nnella malattia di Mrs. Churchill.\n\n Se \u00e8 davvero malata, perch\u00e9 non andare a Bath, Mr. Weston? A Bath o a\nClifton?   Si \u00e8 messa in testa che Enscombe \u00e8 troppo fredda per lei.\nper lei. Il fatto \u00e8, suppongo, che \u00e8 stanca di Enscombe. Ormai \u00e8\n\u00e8 stata ferma l\u00ec pi\u00f9 a lungo di quanto non lo sia mai stata prima e comincia a voler\ne comincia a desiderare un cambiamento. \u00c8 un posto ritirato. Un bel posto, ma molto\nritirato.\n\n Come Maple Grove, oserei dire. Non c'\u00e8 niente di pi\u00f9 lontano dalla\nstrada di Maple Grove. C'\u00e8 un'immensa piantagione tutt'intorno! Sembra\nSembra che si sia isolati da tutto, nel pi\u00f9 completo isolamento. E\nLa signora Churchill probabilmente non ha la salute o lo spirito di Selina per godersi\nquesto tipo di isolamento. O, forse, non ha abbastanza risorse\nper essere qualificata per una vita di campagna. Dico sempre che una donna\nuna donna non pu\u00f2 avere troppe risorse e mi sento molto grata di averne cos\u00ec tante da essere\ntante da essere abbastanza indipendente dalla societ\u00e0.\n\n Frank \u00e8 stato qui a febbraio per quindici giorni.\n\n Cos\u00ec ricordo di aver sentito dire. Trover\u00e0 un'aggiunta alla societ\u00e0 di Highbury quando torner\u00e0.\ndi Highbury quando torner\u00e0; se posso permettermi di definirmi un'aggiunta.\nun'aggiunta. Ma forse non ha mai sentito dire che esista\nuna simile creatura al mondo.\n\nQuesto era un richiamo troppo forte per un complimento da ignorare, e Mr.\nWeston, con molta grazia, esclam\u00f2 immediatamente,\n\n Mia cara signora! Nessuno, a parte lei, potrebbe immaginare una cosa del genere\npossibile. Non ho sentito parlare di voi! Credo che le lettere di Mrs. Weston ultimamente siano state\nsiano state piene di poco altro che Mrs. Elton.\n\nAveva fatto il suo dovere e poteva tornare da suo figlio.\n\n Quando Frank ci ha lasciato, ha proseguito, non si sapeva quando lo avremmo rivisto.\nQuando Frank ci ha lasciati, non si sapeva quando l'avremmo rivisto, per cui la notizia di oggi \u00e8 doppiamente gradita. \u00c8 stata\ncompletamente inaspettata. Cio\u00e8, io ho sempre avuto una forte convinzione\nche sarebbe stato di nuovo qui presto, ero sicuro che sarebbe saltato fuori qualcosa di favorevole\nma nessuno mi credeva. Sia lui che Mrs. Weston erano terribilmente\nsconfortati.  Come poteva pensare di venire? E come si poteva pensare\ncome si poteva pensare che lo zio e la zia lo avrebbero risparmiato di nuovo?\nho sempre pensato che qualcosa sarebbe accaduto a nostro favore; e cos\u00ec \u00e8 stato,\nvedete. Ho osservato, Mrs. Elton, nel corso della mia vita, che se le cose vanno male\nse le cose vanno male un mese, sicuramente si aggiustano il mese successivo.\n\n Molto vero, signor Weston, perfettamente vero. \u00c8 proprio quello che dicevo\na un certo gentiluomo in compagnia ai tempi del corteggiamento, quando,\nperch\u00e9 le cose non andavano del tutto bene, non procedevano con tutta la\nrapidit\u00e0 che si addiceva ai suoi sentimenti, era solito disperarsi e\nesclamare che era sicuro che di questo passo sarebbe stato _maggio_ prima che la veste di Imene\nzafferano per noi. Oh! Quanto mi sono affannato per\ndissipare quelle idee cupe e dargli visioni pi\u00f9 allegre! La\ncarrozza abbiamo avuto delle delusioni a proposito della carrozza; una mattina, ricordo\nuna mattina, ricordo, venne da me piuttosto disperato.\n\nFu fermata da un leggero attacco di tosse e Mr. Weston colse subito l'opportunit\u00e0 di proseguire.\ncolse al volo l'opportunit\u00e0 di proseguire.\n\n Lei ha parlato di maggio. Maggio \u00e8 proprio il mese in cui alla signora Churchill viene\nChurchill ha ordinato, o si \u00e8 ordinato, di trascorrere in qualche luogo pi\u00f9 caldo di Enscombe.\nEnscombe, in breve, di passare a Londra; cos\u00ec abbiamo la piacevole prospettiva di ricevere visite frequenti da Frank\ndi frequenti visite da parte di Frank per tutta la primavera, proprio la\nstagione dell'anno che si sarebbe dovuta scegliere: giornate quasi al\npi\u00f9 lunghe; il tempo \u00e8 geniale e piacevole, invita sempre a uscire e non fa mai troppo caldo per l'esercizio fisico.\nmai troppo caldo per l'esercizio fisico. Quando era qui prima, abbiamo fatto del nostro meglio.\nma c'\u00e8 stato un bel po' di tempo umido, bagnato e senza allegria.\nc'\u00e8 sempre a febbraio, sapete, e non abbiamo potuto fare la met\u00e0 di quello che volevamo.\nintenzione. Ora sar\u00e0 il momento giusto. Questo sar\u00e0 un piacere completo e non so, Mrs.\nnon so, Mrs. Elton, se l'incertezza dei nostri incontri, la sorta di\nse l'incertezza dei nostri incontri, l'attesa costante che ci sar\u00e0 del suo arrivo oggi o\ndomani, e a qualsiasi ora, non sia pi\u00f9 favorevole alla felicit\u00e0 di quanto non lo sia\nche averlo effettivamente in casa. Io credo che sia cos\u00ec. Credo che sia lo stato d'animo che\nstato d'animo che d\u00e0 pi\u00f9 spirito e piacere. Spero che sarete soddisfatti\nspero che siate soddisfatti di mio figlio, ma non dovete aspettarvi un prodigio. In genere si pensa che sia\n\u00e8 considerato un bravo ragazzo, ma non aspettatevi un prodigio. La parzialit\u00e0 della signora Weston\nMrs. Weston ha una grande predilezione per lui e, come potete immaginare, \u00e8 molto\ngratificante per me. Per lei nessuno \u00e8 all'altezza di lui.\n\n E vi assicuro, Mr. Weston, che ho pochissimi dubbi sul fatto che il mio parere\nsar\u00e0 decisamente a suo favore. Ho sentito cos\u00ec tante lodi di Mr.\nFrank Churchill. Allo stesso tempo, \u00e8 giusto osservare che io sono uno di quelli che\nche sono uno di quelli che giudicano sempre da soli e che non si lasciano\nnon si lasciano guidare implicitamente dagli altri. Le comunico che, come trovo suo figlio,\ncos\u00ec giudicher\u00f2 di lui. Non sono un adulatore.\n\nMr. Weston stava riflettendo.\n\n Spero, disse poi, di non essere stato severo con la povera Mrs.\nChurchill. Se \u00e8 malata mi dispiacerebbe farle un torto; ma\nci sono alcuni tratti del suo carattere che mi rendono difficile\nparlare di lei con la tolleranza che vorrei. Non pu\u00f2 essere\nElton, del mio legame con la famiglia e del trattamento che ho ricevuto.\ntrattamento che ho ricevuto; e, detto tra noi, la colpa di tutto questo\ndi tutto ci\u00f2 \u00e8 da attribuire a lei. \u00c8 stata lei l'istigatrice. La madre di Frank\nmadre di Frank non sarebbe mai stata trattata come lo \u00e8 stata se non fosse stato per lei. Il signor Churchill ha\nChurchill ha orgoglio, ma il suo orgoglio non ha nulla a che vedere con quello di sua moglie,\ntranquillo, indolente, da gentiluomo, che non farebbe del male a nessuno e si renderebbe solo\ne si rende solo un po' impotente e noioso; ma l'orgoglio di lei \u00e8 arroganza e insolenza!\ne insolenza! E, cosa che si sopporta di meno, lei non ha alcuna\ndi famiglia o di sangue. Non era nessuno quando lui l'ha sposata, a malapena la figlia di un signore.\nfiglia di un gentiluomo; ma da quando \u00e8 stata trasformata in un\nChurchill, li ha superati tutti in quanto ad alte e potenti pretese:\nMa di per s\u00e9, vi assicuro, \u00e8 una principiante.\n\n Pensate, deve essere infinitamente provocante! Ho un certo orrore\norrore degli emergenti. Maple Grove mi ha fatto provare un profondo disgusto per\npersone di questo tipo; infatti c'\u00e8 una famiglia in quel quartiere che\nche danno tanto fastidio a mio fratello e mia sorella per le arie che si danno!\nsi danno! La sua descrizione della signora Churchill mi ha fatto pensare a loro.\ndirettamente. Gente di nome Tupman, che si \u00e8 stabilita l\u00ec da poco tempo e\ne gravati da molti legami di basso livello, ma che si danno immense\ndandosi grandi arie e pretendendo di essere alla pari con le vecchie famiglie\nfamiglie. Un anno e mezzo \u00e8 il massimo che possono aver vissuto a West Hall.\nWest Hall; e come abbiano ottenuto la loro fortuna nessuno lo sa. Sono arrivati\nda Birmingham, che non \u00e8 un posto che promette molto, sapete, Mr.\nWeston. Non si hanno grandi speranze da Birmingham. Dico sempre che c'\u00e8\nqualcosa di terribile nel suono: ma non si sa nulla di pi\u00f9 dei\ndei Tupman, anche se vi assicuro che si sospettano un bel po' di cose.\neppure dai loro modi evidentemente si ritengono all'altezza anche di mio fratello, Mr.\nmio fratello, Mr. Suckling, che \u00e8 uno dei loro pi\u00f9 vicini.\nvicini. \u00c8 un vero peccato. Il signor Suckling, che da undici anni risiede a Maple Grove\nSuckling, che risiede da undici anni a Maple Grove, e il cui padre l'ha avuta prima di lui, credo, o almeno ne sono quasi certo.\ncredo, o almeno sono quasi sicuro che il vecchio Mr. Suckling avesse completato l'acquisto prima della sua morte.\nl'acquisto prima della sua morte.\n\nFurono interrotti. Stavano portando il t\u00e8 e Mr. Weston, dopo aver detto tutto quello che voleva, colse subito l'occasione per andarsene.\ndetto tutto quello che voleva, colse subito l'occasione per andarsene.\n\nDopo il t\u00e8, i signori Weston e Elton si sono seduti con Mr.\nWoodhouse a giocare a carte. Gli altri cinque furono lasciati alle loro forze,\ned Emma dubitava che se la cavassero molto bene, perch\u00e9 Mr. Knightley sembrava\nsembrava poco propenso alla conversazione; Mrs. Elton non voleva attenzioni, che\nMrs. Elton voleva un po' di attenzione, che nessuno era disposto a dare, e lei stessa era in una preoccupazione di\ndi spirito che le avrebbe fatto preferire il silenzio.\n\nIl signor John Knightley si dimostr\u00f2 pi\u00f9 loquace del fratello. Doveva\nil giorno dopo li avrebbe lasciati di buon'ora; e subito inizi\u00f2 con\n\n Ebbene, Emma, non credo di avere altro da dire sui ragazzi; ma hai la lettera di tua sorella e ogni cosa \u00e8 gi\u00f9 a casa tua.\nragazzi; ma avete la lettera di vostra sorella, e ogni cosa \u00e8\ntutto, possiamo esserne certi. La mia accusa sarebbe molto pi\u00f9 concisa\ndi quello di lei, e probabilmente non molto nello stesso spirito; tutto ci\u00f2 che ho da raccomandare\ntutto quello che ho da raccomandare \u00e8 di non rovinarli e di non far loro del male.\nnon li fisicizzare.\n\n Spero piuttosto di accontentarvi entrambi, disse Emma, perch\u00e9 far\u00f2 tutto ci\u00f2 che \u00e8 in mio potere per renderli felici.\nper renderli felici, il che sar\u00e0 sufficiente per Isabella; e la felicit\u00e0 deve precludere\nla felicit\u00e0 deve escludere le false indulgenze e i farmaci.\n\n E se li trovate fastidiosi, dovete rimandarli a casa.\n\n \u00c8 molto probabile. Lei lo pensa, non \u00e8 vero?\n\n Spero di essere consapevole del fatto che potrebbero essere troppo rumorosi per vostro padre o addirittura\npotrebbero essere un po' d'ingombro per voi, se i vostri impegni di visita continueranno a\naumentano come negli ultimi tempi.\n\n Aumenta!\n\n Certamente; deve essere consapevole del fatto che l'ultimo semestre ha fatto una\ngrande differenza nel vostro modo di vivere.\n\n Differenza! No, infatti, non lo sono.\n\n Non c'\u00e8 dubbio che lei sia molto pi\u00f9 impegnato con la compagnia\ndi un tempo. Ne \u00e8 testimonianza questo momento. Eccomi qui, sceso per\nsolo per un giorno, e voi siete impegnati in una cena! Quando mai \u00e8 successo\nprima d'ora, o qualcosa di simile? Il vostro quartiere sta aumentando,\ne voi vi mescolate sempre di pi\u00f9. Poco tempo fa, ogni lettera a Isabella\nportava un resoconto di nuovi divertimenti: cene da Mr. Cole o balli al Crown.\nal Crown. La differenza che Randalls, e solo Randalls, fa nel vostro\nRandalls, solo Randalls, \u00e8 molto grande.\n\n S\u00ec, disse rapidamente il fratello, \u00e8 Randalls che fa tutto.\n\n Molto bene e dato che Randalls, suppongo, non avr\u00e0 meno influenza di prima.\ninfluenza rispetto al passato, mi sembra possibile, Emma,\nche Henry e John possano essere talvolta d'intralcio. E se lo sono, vi\nvi prego solo di mandarli a casa.\n\n No, grid\u00f2 Mr. Knightley, questa non deve essere la conseguenza. Lasciate che\nsiano mandati a Donwell. Avr\u00f2 sicuramente tempo libero.\n\n Parola mia, esclam\u00f2 Emma, lei mi diverte! Vorrei sapere\nquanti di tutti i miei numerosi impegni hanno luogo senza che voi siate\ne perch\u00e9 si pensa che io rischi di non avere tempo libero\nper occuparmi dei bambini. Questi miei incredibili impegni quali\nsono stati? Aver cenato una volta con i Coles e aver parlato di un ballo,\nche non ha mai avuto luogo. Posso capire (facendo un cenno a Mr. John\nKnightley) che la vostra fortuna di incontrare cos\u00ec tanti amici in una sola volta qui\nqui, vi delizia troppo per passare inosservata. Ma voi, (rivolgendosi\nKnightley,) che sapete quanto raramente io sia a due ore da Hartfield.\nda Hartfield, perch\u00e9 dobbiate prevedere una tale serie di dissipazioni per\nper me, non riesco a immaginare. E per quanto riguarda i miei cari figlioli, devo dire che\nse zia Emma non ha tempo per loro, non credo che se la caverebbero molto meglio con lo zio Knightley, che\nmeglio con lo zio Knightley, che \u00e8 assente da casa circa cinque ore\nquando lei \u00e8 assente e che, quando \u00e8 a casa, sta leggendo\na se stesso o a sistemare i suoi conti.\n\nMr. Knightley sembrava cercare di non sorridere; e ci riusc\u00ec senza difficolt\u00e0, quando Mrs.\ndifficolt\u00e0, quando Mrs. Elton inizi\u00f2 a parlargli.\n\n\n\n\nVOLUME III\n\n\n\n\nCAPITOLO I\n\n\nUna piccola e tranquilla riflessione bast\u00f2 a Emma per capire la natura della sua agitazione nel sentire la notizia di Frank Churchill.\nnatura della sua agitazione nel sentire la notizia di Frank Churchill. Si convinse ben presto\npresto si convinse che non era per se stessa che si sentiva in apprensione o\napprensione o imbarazzo, ma per lui. Il suo attaccamento era\nera davvero diventato un nulla di fatto; non valeva la pena di pensarci, ma\nse lui, che senza dubbio era sempre stato il pi\u00f9 innamorato tra i due, fosse tornato con il\ndei due, fosse ritornato con lo stesso calore di sentimento che aveva\nche aveva portato via, sarebbe stato molto penoso. Se una separazione di due mesi\nmesi non l'avesse raffreddato, c'erano pericoli e mali davanti a lei: cautela per lui e per la sua famiglia.\npericoli e mali davanti a lei: sarebbe stata necessaria una certa cautela per lui e per se stessa. Non intendeva\nnon voleva che i suoi affetti fossero di nuovo coinvolti, e sarebbe stato\nsarebbe stato necessario evitare di incoraggiarlo.\n\nAvrebbe voluto poterlo trattenere da una dichiarazione assoluta.\nSarebbe stata una conclusione cos\u00ec dolorosa della loro attuale conoscenza!\nconoscenza! Eppure, non poteva fare a meno di anticipare qualcosa di\ndecisivo. Aveva l'impressione che la primavera non sarebbe passata senza portare una\ncrisi, un evento, qualcosa che alterasse il suo attuale stato composto e\nstato di tranquillit\u00e0.\n\nNon pass\u00f2 molto tempo, anche se pi\u00f9 a lungo di quanto Mr. Weston avesse previsto, prima che potesse farsi un'opinione su Frank.\nWeston, prima di riuscire a farsi un'opinione sui sentimenti di Frank Churchill.\nChurchill. La famiglia Enscombe non era arrivata in citt\u00e0 cos\u00ec presto\npresto come si era immaginato, ma lui fu ad Highbury molto presto.\nScese a cavallo per un paio d'ore; non poteva ancora fare di pi\u00f9, ma poich\u00e9 da Randalls arrivava subito a Hartfield.\nRandalls immediatamente a Hartfield, lei pot\u00e9 esercitare tutta la sua\ntutta la sua acutezza di osservazione e determinare rapidamente come lui fosse\ninfluenzato e come doveva agire. Si incontrarono con la massima\ncordialit\u00e0. Non c'era dubbio che lui fosse molto contento di vederla.\nvederla. Ma lei dubit\u00f2 quasi subito che lui si prendesse cura di lei come aveva fatto\ncome aveva fatto lui, che provasse la stessa tenerezza nella stessa misura. Lei\nlo osservava bene. Era chiaro che era meno innamorato di quanto non lo fosse\nera stato. L'assenza, con la convinzione probabilmente dell'indifferenza di lei, aveva prodotto questo effetto molto naturale e\naveva prodotto questo effetto molto naturale e molto desiderabile.\n\nEra di ottimo umore, pronto a parlare e a ridere come sempre e sembrava\nparlare della sua precedente visita e di rievocare vecchi aneddoti.\nnon era privo di agitazione. Non era nella sua calma che lei leggeva la sua\nla sua relativa indifferenza. Non era calmo; il suo spirito era\nevidentemente agitato; c'era inquietudine in lui. Per quanto vivace\nper quanto fosse, sembrava una vivacit\u00e0 che non lo soddisfaceva; ma ci\u00f2 che\nMa ci\u00f2 che la convinse a riguardo fu il fatto che lui si ferm\u00f2 solo un quarto d'ora\nun quarto d'ora, per poi andarsene di corsa a fare altre visite a Highbury.  Aveva visto un\ngruppo di vecchi conoscenti in strada, mentre passava.\nnon si era fermato, non si sarebbe fermato per pi\u00f9 di una parola, ma aveva la vanit\u00e0 di pensare che sarebbero rimasti delusi se\nvanit\u00e0 di pensare che sarebbero rimasti delusi se non avesse telefonato, e per quanto desiderasse\ndesiderava rimanere pi\u00f9 a lungo a Hartfield, doveva affrettarsi a partire.  Lei non aveva\ndubbio che lui fosse meno innamorato, ma n\u00e9 il suo spirito agitato,\nn\u00e9 il suo agitarsi, n\u00e9 il suo affrettarsi ad andarsene, le sembravano una cura perfetta; ed era piuttosto propensa a pensare che\nera propensa a pensare che ci\u00f2 implicasse il timore del suo ritorno in forze e la discreta decisione di non fidarsi di lui.\ndiscreta decisione di non fidarsi a lungo di lei.\n\nQuesta \u00e8 stata l'unica visita di Frank Churchill nel corso di dieci giorni.\nSpesso sperava, aveva intenzione di venire, ma gli \u00e8 sempre stato impedito. Sua\nzia non poteva sopportare che lui la lasciasse. Questo era il suo stesso racconto a Randall.\nSe era sincero, se cercava davvero di venire, si doveva dedurre che Mrs.\nSe era sincero, se aveva davvero cercato di venire, si doveva dedurre che il trasferimento a Londra di Mrs.\ndi Londra non era servito alla parte intenzionale o nervosa del suo disturbo. Che fosse davvero\nera davvero malata era molto certo; lui si era dichiarato convinto di questo,\na Randalls. Anche se molto poteva essere immaginato, non poteva dubitare, quando si guardava indietro, che lei fosse in un\nche fosse in uno stato di salute pi\u00f9 debole rispetto a quello di mezzo anno fa.\nmezzo anno prima. Non credeva che ci\u00f2 derivasse da qualcosa che\nche la cura e la medicina non potessero eliminare, o almeno che non potesse avere\nche non avesse ancora molti anni di vita davanti a s\u00e9; ma non riusciva a farsi convincere,\nnon poteva essere indotto, da tutti i dubbi del padre, a dire che le sue lamentele erano solo\nimmaginari o che fosse forte come sempre.\n\nBen presto si rese conto che Londra non era il posto giusto per lei. Non poteva\nsopportare il suo rumore. I suoi nervi erano continuamente irritati e sofferenti.\ne alla fine dei dieci giorni, la lettera di suo nipote a Randalls\ncomunic\u00f2 un cambiamento di programma. Si sarebbero trasferiti immediatamente a\nRichmond. La signora Churchill era stata raccomandata per la competenza medica di\nun'eminente persona che si trovava l\u00ec, e si era invaghita del posto. A\nuna casa gi\u00e0 arredata in un posto preferito e ci si aspettava un grande beneficio dal cambiamento.\ne ci si aspettava un grande beneficio dal cambiamento.\n\nEmma ha saputo che Frank ha scritto di buon grado di questa sistemazione,\ne sembrava apprezzare appieno la benedizione di avere due mesi\ndi avere davanti a s\u00e9 due mesi di vicinanza con molti cari amici, perch\u00e9 la casa\ncasa era stata presa per maggio e giugno. Le \u00e8 stato detto che ora lui scriveva con\ncon la massima fiducia di poter essere spesso con loro, quasi quanto\nquasi quanto potesse desiderare.\n\nEmma vide come Mr. Weston comprendeva queste prospettive gioiose. Stava\nconsiderarla come la fonte di tutta la felicit\u00e0 che offrivano. Lei\nsperava che non fosse cos\u00ec. Due mesi dovevano portarlo alla prova dei fatti.\n\nLa felicit\u00e0 del signor Weston era indiscutibile. Era molto contento. Era\nera proprio la circostanza che avrebbe potuto desiderare. Ora sarebbe stato\ndavvero avere Frank nelle loro vicinanze. Cosa sono nove miglia per un\ngiovane? Un'ora di viaggio. Verrebbe sempre qui. La\ndifferenza tra Richmond e Londra era sufficiente a fare la\nla differenza tra vederlo sempre e vederlo mai. Sedici\nmiglia, anzi diciotto, devono essere proprio diciotto, fino a Manchester-street era un\nun serio ostacolo. Se mai fosse riuscito ad andarsene, la giornata sarebbe trascorsa\ndi andata e di ritorno. Non c'era alcun conforto nel tenerlo a Londra;\navrebbe potuto benissimo essere a Enscombe; ma Richmond era la distanza giusta per\nfacile rapporto. Meglio che vicino!\n\nUna cosa buona \u00e8 stata immediatamente resa certa da questa\nrimozione, il ballo al Crown. Prima non era stato dimenticato, ma\nera stato presto riconosciuto vano il tentativo di fissare un giorno. Ora,\nora, invece, doveva essere assolutamente fissato; ogni preparazione fu ripresa e\nPoco dopo che i Churchill si erano trasferiti a Richmond, alcune righe di Frank\npoche righe da Frank, per dire che la zia si sentiva gi\u00e0 molto meglio per il cambiamento\nche la zia si sentiva gi\u00e0 molto meglio per il cambiamento e che non dubitava di poterli raggiungere per ventiquattro ore in qualsiasi momento.\nventiquattr'ore in qualsiasi momento, li indussero a nominare il giorno prima\ngiorno il pi\u00f9 presto possibile.\n\nIl ballo di Mr. Weston doveva essere una cosa vera. Pochissimi giorni futuri si frapponevano\ntra i giovani di Highbury e la felicit\u00e0.\n\nIl signor Woodhouse era rassegnato. Il periodo dell'anno gli ha alleggerito il male.\nMaggio era meglio di febbraio per ogni cosa. Mrs. Bates era impegnata a\nBates era impegnata a trascorrere la serata a Hartfield, James ne era stato debitamente avvisato e sperava ardentemente che n\u00e9 il caro piccolo Henry n\u00e9 il caro piccolo John\nsperava che n\u00e9 il caro piccolo Henry n\u00e9 il caro piccolo John avrebbero avuto\nqualcosa che non andava in loro, mentre la cara Emma era via.\n\n\n\n\nCAPITOLO II\n\n\nNon si verific\u00f2 alcuna disgrazia, ancora una volta, che impedisse il ballo. Il giorno si avvicinava,\nil giorno arriv\u00f2; e dopo una mattinata di ansiosa vigilanza, Frank Churchill, con tutta la certezza di s\u00e9, raggiunse Randalls.\nChurchill, con tutta la certezza di s\u00e9, raggiunse Randalls prima di cena e\nprima di cena, e ogni cosa era al sicuro.\n\nNon c'era ancora stato un secondo incontro tra lui ed Emma. La sala del\nCrown ne sarebbe stata testimone; ma sarebbe stato meglio di un comune\nincontro tra la folla. Mr. Weston era stato cos\u00ec sincero nelle sue\nMr. Weston aveva insistito molto perch\u00e9 arrivasse l\u00ec il pi\u00f9 presto possibile dopo di loro,\nallo scopo di conoscere il suo parere sull'adeguatezza e la comodit\u00e0 delle stanze\ndelle stanze prima dell'arrivo di altre persone, che non poteva rifiutarsi.\ne doveva quindi trascorrere un po' di tempo tranquillo in compagnia del giovane.\ncompagnia del giovane. Lei doveva accompagnare Harriet, e si diressero al Crown in tempo utile.\ntempo, la festa dei Randall li precedeva di poco.\n\nFrank Churchill sembrava essere stato in guardia e, sebbene non dicesse molto, i suoi occhi dichiaravano\nnon disse molto, i suoi occhi dichiararono che intendeva trascorrere una serata deliziosa.\nCamminarono tutti insieme per verificare che tutto fosse come doveva essere.\ne nel giro di pochi minuti furono raggiunti dal contenuto di un'altra carrozza, che Emma non pot\u00e9\nun'altra carrozza, di cui Emma non aveva sentito il rumore all'inizio,\nsenza grande stupore.  Cos\u00ec irragionevolmente in anticipo! stava per\nesclamare; ma poi scopr\u00ec che si trattava di una famiglia di vecchi amici,\nche erano venuti, come lei, per un desiderio particolare, per aiutare Mr.\nWeston; ed erano seguiti molto da vicino da un'altra carrozza di cugini, che avevano\ncarrozza di cugini, che erano stati pregati di arrivare presto con la stessa\ncon la stessa seriet\u00e0, per lo stesso motivo, che sembrava che\nche sembrava che met\u00e0 della compagnia si sarebbe presto riunita per un'ispezione\nispezione preparatoria.\n\nEmma percep\u00ec che il suo gusto non era l'unico da cui dipendeva Mr.\nWeston, e sent\u00ec che essere la favorita e l'intima di un uomo che aveva cos\u00ec tanti intimi e confidenti\nuomo che aveva cos\u00ec tanti intimi e confidenti, non fosse la prima\ndistinzione nella scala della vanit\u00e0. Le piacevano i suoi modi aperti, ma un\nun po' meno di apertura di cuore l'avrebbe reso un personaggio pi\u00f9\npersonaggio. La generica benevolenza, ma non la generica amicizia, rende un uomo\nquello che dovrebbe essere. Lei poteva immaginare un uomo del genere. L'intera comitiva camminava\ne guard\u00f2, e lod\u00f2 di nuovo; poi, non avendo altro da fare, form\u00f2 una specie di semicerchio intorno al fuoco, per\nnon avendo altro da fare, formarono una specie di semicerchio attorno al fuoco, per osservare in\nin vari modi, finch\u00e9 non si cominci\u00f2 a parlare di altri argomenti, che, anche se _maggio_, un fuoco di sera era comunque\nun fuoco di sera era ancora molto piacevole.\n\nEmma scopr\u00ec che non era colpa di Mr. Weston se il numero dei consiglieri privati non era ancora maggiore.\nconsiglieri non fosse ancora pi\u00f9 numeroso. Si erano fermati davanti alla porta di Mrs. Bates\nBates per offrire l'uso della loro carrozza, ma la zia e la nipote dovevano essere portate dagli Elton.\nzia e la nipote dovevano essere portate dagli Elton.\n\nFrank le stava accanto, ma non in modo stabile; c'era un'inquietudine,\nche denotava una mente non serena. Si guardava intorno, andava alla\nalla porta, osservava il rumore di altre carrozze, impaziente di cominciare o\nimpaziente di iniziare o timoroso di starle sempre vicino.\n\nSi \u00e8 parlato di Mrs. Elton.  Credo che sar\u00e0 qui presto, disse.  I\nHo una grande curiosit\u00e0 di vedere Mrs. Elton, ho sentito parlare cos\u00ec tanto di lei.\nNon ci vorr\u00e0 molto, credo, prima che venga.\n\nSi ud\u00ec una carrozza. Si mise subito in movimento, ma tornando indietro,\ndisse,\n\n Dimentico che non la conosco. Non ho mai visto\nMr. o Mrs. Elton. Non ho motivo di farmi avanti.\n\nSono apparsi Mr. e Mrs. Elton e tutti i sorrisi e le convenzioni sono passati.\npassarono.\n\n Ma Miss Bates e Miss Fairfax! disse Mr. Weston, guardandosi intorno.  Noi\npensavamo che le avreste portate voi.\n\nL'errore era stato lieve. La carrozza fu mandata a prenderli subito. Emma\nEmma desiderava sapere quale potesse essere la prima opinione di Frank su Mrs.\ncome fosse stato colpito dall'eleganza studiata del suo vestito e dai suoi sorrisi di\ngentilezza. Lui si era subito qualificato per formarsi un'opinione,\ndedicandole un'attenzione molto appropriata, dopo che le presentazioni erano passate.\n\nIn pochi minuti la carrozza torn\u00f2. Qualcuno parlava di pioggia. I\nfar\u00f2 in modo che ci siano degli ombrelli, signore, disse Frank a suo padre:\n La signorina Bates non deve essere dimenticata\", e se ne and\u00f2. Mr. Weston lo stava\nMr. Weston lo seguiva, ma Mrs. Elton lo trattenne per gratificarlo con la sua opinione sul figlio.\ndel figlio; e inizi\u00f2 cos\u00ec speditamente che il giovane, pur non muovendosi lentamente, riusc\u00ec a\nanche se non si muoveva affatto lentamente, non riusciva a non farsi sentire.\n\n Un giovanotto davvero in gamba, signor Weston. Sapete che vi ho detto candidamente\nche mi sarei fatta un'opinione personale; e sono felice di dire che sono estremamente\nsoddisfatto di lui. Potete credermi. Non faccio mai complimenti. Lo ritengo un\nun giovanotto molto bello, e i suoi modi sono esattamente quelli che mi piacciono e che\napprovo, cos\u00ec veramente da gentiluomo, senza la minima presunzione o pucciosit\u00e0.\nDovete sapere che ho una grande antipatia per i cuccioli, anzi, ne ho proprio orrore.\nNon sono mai stati tollerati a Maple Grove. N\u00e9 io n\u00e9 il signor Suckling\nSuckling n\u00e9 io abbiamo mai avuto pazienza con loro; e a volte dicevamo cose molto\ntaglienti! Selina, che \u00e8 mite quasi fino al midollo, li sopportava molto meglio.\nmolto meglio.\n\nMentre lei parlava di suo figlio, l'attenzione del signor Weston era incatenata; ma quando lei arriv\u00f2 a Maple Grove, riusc\u00ec a ricordare che c'erano delle signore\nquando lei arriv\u00f2 a Maple Grove, lui riusc\u00ec a ricordare che c'erano delle signore\nche stavano arrivando per essere assistite e che, con un sorriso felice, dovevano affrettarsi ad andare via.\n\nMrs. Elton si rivolse a Mrs. Weston.  Non ho dubbi che sia la nostra\ncarrozza con Miss Bates e Jane. Il nostro cocchiere e i nostri cavalli sono cos\u00ec\nestremamente veloci! Credo che guidiamo pi\u00f9 velocemente di chiunque altro. Che piacere\npiacere mandare una carrozza per un amico! Mi sembra di capire che\nsiete stati cos\u00ec gentili da offrirvi, ma un'altra volta sar\u00e0 del tutto\ninutile. Potete star certi che mi prender\u00f2 sempre cura di loro.\n\nMiss Bates e Miss Fairfax, scortate dai due gentiluomini, entrarono nella stanza.\ne Mrs. Elton sembr\u00f2 ritenere che il suo dovere fosse pari a quello di Mrs.\nWeston di riceverle. I suoi gesti e movimenti potevano essere\nchiunque avesse guardato come Emma; ma le sue parole, le parole di ogni persona, si persero presto sotto le\nparole di tutti, si perdevano presto sotto il flusso incessante di Miss Bates,\nBates, che era entrata parlando e che non aveva finito il suo discorso prima di molti minuti\ndopo essere stata ammessa nel cerchio del fuoco. Quando la porta si apr\u00ec\nsi apr\u00ec, la si sent\u00ec,\n\n Molto gentile da parte vostra! Non piove affatto. Non c'\u00e8 nulla da segnalare. Non mi\nnon mi preoccupo di me stesso. Scarpe piuttosto spesse. E Jane dichiara Bene! (non appena \u00e8 entrata nella porta) Bene!\nera dentro la porta) Bene! Questo \u00e8 davvero brillante! \u00c8\nammirevole! Ottimamente congegnato, sulla mia parola. Non manca nulla. Non avrei potuto\nnon l'avrei mai immaginato. Cos\u00ec ben illuminato! Jane, Jane, guarda!\nmai visto qualcosa? Oh! Signor Weston, dovete aver avuto davvero la lampada di Aladino.\nlampada di Aladino. La buona Mrs. Stokes non riconoscerebbe piu' la sua stanza. L'ho vista mentre\nSono entrato; era in piedi all'ingresso.  Oh! Mrs. Stokes, disse\nMa non avevo tempo per altro.  Ora la attendeva Mrs. Weston. Molto\nBene, vi ringrazio, signora. Spero che stiate bene. Sono molto felice di sentirlo\nmolto felice di sentirlo. Temevo che aveste un po' di mal di testa, vedendovi passare cos\u00ec spesso,\ne sapendo quanti problemi deve avere. Sono felice di sentirlo\ndavvero. Ah! Cara Mrs. Elton, vi sono molto grata per la carrozza!\ncarrozza! Ottimo momento. Jane e io siamo pronti. Non abbiamo trattenuto i\ncavalli un momento. Una carrozza molto confortevole. Oh! E sono certa che i nostri\nringraziamenti sono dovuti a voi, Mrs. Weston, a questo proposito. Mrs. Elton aveva gentilmente\ngentilmente mandato un biglietto a Jane, altrimenti saremmo stati noi. Ma due offerte del genere in\nin un giorno! Non ci sono mai stati vicini simili. Dissi a mia madre: \"Parola mia, signora.\nparola, signora.  Grazie, mia madre sta straordinariamente bene. \u00c8 andata da Mr.\nWoodhouse. Le ho fatto prendere il suo scialle, perch\u00e9 le sere non sono calde.\nIl suo grande scialle nuovo, regalo di nozze della signora Dixon. \u00c8 cos\u00ec gentile\npensare a mia madre! Comprato a Weymouth, sapete che \u00e8 stato scelto dal signor Dixon.\nCe n'erano altri tre, dice Jane, su cui hanno esitato per un po' di tempo.\ntempo. Il colonnello Campbell ha preferito un'oliva. Mia cara Jane, sei sicura\nsei sicura di non esserti bagnata i piedi? \u00c8 stata solo una goccia o due, ma ho tanta paura.\nma il signor Frank Churchill era cos\u00ec gentile e c'era un tappetino da calpestare che non dimenticher\u00f2 mai la sua estrema cortesia.\nnon dimenticher\u00f2 mai la sua estrema cortesia. Oh! Signor Frank\nChurchill, devo dirvi che gli occhiali di mia madre non si sono mai guastati da allora.\nda allora; il rivetto non \u00e8 mai pi\u00f9 uscito. Mia madre parla spesso del\ndel vostro buon carattere. Non \u00e8 vero, Jane? Non parliamo spesso del signor Frank\nChurchill? Ah! Ecco Miss Woodhouse. Cara Miss Woodhouse, come state\ncome state? Molto bene, grazie, abbastanza bene. Questo incontro e' proprio nel\npaese delle fate! Che trasformazione! Non devo fare complimenti, lo so (guardando Emma con aria compiaciuta).\nEmma con compiacimento) sarebbe scortese, ma sulla mia parola, signorina Woodhouse, siete davvero bellissima.\nWoodhouse, come vi piacciono i capelli di Jane? Siete un\ngiudice. Ha fatto tutto da sola. \u00c8 meraviglioso come si acconcia i capelli!\ncapelli! Nessun parrucchiere di Londra, credo, potrebbe farlo. Ah! Il dottor Hughes\nHughes e la signora Hughes. Devo andare a parlare un attimo con il dottor Hughes e la signora Hughes.\nun momento. Come state? Come state? Molto bene, grazie. Questo \u00e8\ndelizioso, non \u00e8 vero? Dov'\u00e8 il caro signor Richard? Oh! Eccolo qui. Non\ndisturbarlo. \u00c8 molto pi\u00f9 utile parlare con le signorine. Come sta\nCome va, signor Richard? Vi ho visto l'altro giorno mentre attraversavate la citt\u00e0.\nla signora Otway, lo ribadisco! e il buon signor Otway, e la signorina Otway e la signorina Caroline.\nCaroline. Una tale schiera di amici! E il signor George e il signor Arthur! Come\nCome ve la cavate? Come state tutti? Abbastanza bene, vi sono molto grata. Mai\nmeglio. Non sento un'altra carrozza? Chi pu\u00f2 essere? Molto probabilmente il\ndegno Coles. Parola mia, \u00e8 incantevole stare in mezzo a tali amici!\namici! E un fuoco cos\u00ec nobile! Sono abbastanza arrostito. Niente caff\u00e8, vi ringrazio.\ngrazie, perch\u00e9 io non prendo mai caff\u00e8. Un po' di t\u00e8, se non vi dispiace, signore,\na proposito, non c'\u00e8 fretta Oh! Ecco che arriva. Ogni cosa \u00e8 cos\u00ec buona!\n\nFrank Churchill torn\u00f2 alla sua postazione da Emma; e non appena Miss Bates fu tranquilla, si trov\u00f2 a dover ascoltare la voce di Emma.\nBates era tranquilla, si trov\u00f2 a dover ascoltare i discorsi di Mrs.\ndiscorso di Mrs. Elton e Miss Fairfax, che stavano in piedi poco\ndietro di lei. Lui era pensieroso. Se anche lui stesse ascoltando, lei\nnon riusc\u00ec a stabilire se anche lui stesse ascoltando. Dopo molti complimenti a Jane per il suo abito e il suo aspetto, complimenti molto pacati e appropriati.\ne il suo aspetto, complimenti molto tranquilli e appropriati, Mrs. Elton voleva evidentemente essere complimentata\nevidentemente voleva essere complimentata lei stessa e fu: \"Ti piace il mio abito?\ncome ti piace il mio abito? Ti piacciono le mie rifiniture? Come mi ha acconciato Wright\ncome mi ha pettinato Wright? e molte altre domande relative, a cui si rispondeva con paziente\npaziente cortesia. Mrs. Elton ha poi detto: \"Nessuno pu\u00f2 pensare meno di me all'abbigliamento in generale.\nnessuno pu\u00f2 pensare meno di me ai vestiti in generale, ma in un'occasione come questa, quando gli occhi di tutti sono cos\u00ec\nquando gli occhi di tutti sono puntati su di me, e per complimentarmi con i Weston che, senza dubbio, daranno questo ballo\nnon ho dubbi che stiano dando questo ballo soprattutto per farmi onore, non vorrei\nnon vorrei essere inferiore agli altri. E vedo poche perle in sala, a parte la mia.\nle mie. Quindi Frank Churchill \u00e8 un ottimo ballerino, a quanto ho capito. Vedremo\nvedremo se i nostri stili si adattano. Frank Churchill \u00e8 sicuramente un bravo ragazzo.\nMi piace molto.\n\nIn quel momento Frank inizi\u00f2 a parlare cos\u00ec vigorosamente che Emma non pot\u00e9 fare a meno di immaginare\nche Emma non pot\u00e9 fare a meno di pensare che lui avesse sentito le sue lodi e non volesse sentire altro.\ne le voci delle signore furono soffocate per un po', fino a quando\nfinch\u00e9 un'altra sospensione non port\u00f2 di nuovo distintamente i toni di Mrs.\ndistintamente i toni di Mrs. Elton. Mr. Elton li aveva appena raggiunti e sua moglie stava esclamando,\n\n Oh! Alla fine ci avete scoperto, vero, nel nostro isolamento? Stavo\nin questo momento a Jane, ho pensato che avreste iniziato a essere impazienti di avere\nnotizie di noi.\n\n Jane! ripet\u00e9 Frank Churchill, con uno sguardo di stupore e dispiacere.\ndisappunto. \u00c8 facile, ma Miss Fairfax non lo disapprova, suppongo.\nsuppongo.\n\n Ti piace Mrs. Elton? disse Emma in un sussurro.\n\n Per niente.\n\n Sei un ingrato.\n\n Ingrato! Cosa vuoi dire?  Poi passa dal cipiglio al sorriso\nsorriso No, non dirmelo, non voglio sapere cosa vuoi dire. Dov'\u00e8\nmio padre? Quando inizieremo a ballare?\n\nEmma non riusciva a capirlo; sembrava di uno strano umore. Si allontan\u00f2\npadre, ma torn\u00f2 subito con i signori Weston e Mrs.\nWeston. Li aveva incontrati in preda a una piccola perplessit\u00e0, che doveva essere\ndavanti a Emma. A Mrs. Weston era appena venuto in mente che si doveva chiedere a Mrs.\nElton di dare inizio al ballo; che lei se lo aspettava; il che interferiva con tutti i loro desideri di dare\ninterferito con tutti i loro desideri di dare a Emma questa distinzione. Emma\nascolt\u00f2 la triste verit\u00e0 con forza.\n\n E cosa dobbiamo fare per trovare un partner adatto a lei? disse Mr. Weston.\n Penser\u00e0 che Frank dovrebbe chiederglielo.\n\nFrank si rivolse subito a Emma, per reclamare la sua precedente promessa, e si vant\u00f2 di essere un uomo fidanzato.\nsi vant\u00f2 di essere un uomo fidanzato, cosa che il padre approv\u00f2 con la massima\ne poi si scopr\u00ec che Mrs. Weston voleva che _lui_ ballasse con Mrs.\nWeston voleva che lui ballasse con Mrs. Elton e che il loro compito era quello di\nera quello di aiutarlo a convincerlo, cosa che avvenne molto presto. Mr.\nWeston e Mrs. Elton fecero strada, Mr. Frank Churchill e Miss Woodhouse seguirono.\nWoodhouse. Emma dovette accettare di essere seconda a Mrs. Elton,\nanche se aveva sempre considerato il ballo come particolarmente adatto a lei. Era\nquasi sufficiente a farle pensare di sposarsi. Mrs. Elton aveva indubbiamente\nMrs. Elton era indubbiamente avvantaggiata, in questo momento, dalla vanit\u00e0 completamente appagata; infatti, anche se aveva intenzione di iniziare con Frank Church\naveva intenzione di iniziare con Frank Churchill, non poteva perdere dal\ncambiamento. Mr. Weston poteva essere il superiore di suo figlio. Nonostante questo\nNonostante questo piccolo inconveniente, comunque, Emma sorrideva divertita, felice di vedere\nla lunghezza rispettabile della scenografia che si stava formando, e di sentire che\ndi avere davanti a s\u00e9 tante ore di insolita festa. Era pi\u00f9\ndisturbata dal fatto che Mr. Knightley non ballasse piuttosto che da qualsiasi altra cosa. L\u00ec\nera l\u00ec, tra gli standisti, dove non avrebbe dovuto essere; avrebbe dovuto ballare, non classificarsi tra i\nballare, non classificarsi tra i mariti, i padri e i\npadri e suonatori di fischietto, che fingevano di provare interesse per il ballo\nfinch\u00e9 le loro gomme non erano pronte, cos\u00ec giovane come sembrava! Non avrebbe potuto\nnon avrebbe potuto apparire con maggior vantaggio in nessun luogo che non fosse\nposizionato. La sua figura alta, soda ed eretta, in mezzo alle forme ingombranti e alle spalle\ne le spalle chine degli uomini anziani, era tale che Emma sentiva di dover attirare gli sguardi di tutti.\ndi tutti gli sguardi; e, a parte il suo compagno, non c'era nessuno in tutta la fila di giovani uomini.\nnessuno in tutta la fila di giovani che potesse essere paragonato a lui. Egli\nsi avvicin\u00f2 di qualche passo e quei pochi passi furono sufficienti a dimostrare con\nquanto fosse un gentiluomo e con quale grazia naturale avrebbe dovuto\nballare, se solo si fosse preso la briga di farlo. Ogni volta che incrociava il suo sguardo, lo\nlo costringeva a sorridere, ma in generale aveva un'aria grave. Avrebbe voluto che lui\npotesse amare di pi\u00f9 una sala da ballo e che gli piacesse di pi\u00f9 Frank Churchill. Lui\nsembrava osservarla spesso. Non doveva illudersi che lui pensasse\nche lui pensasse al suo modo di ballare, ma se lui criticava il suo comportamento, lei non aveva\nnon si sentiva spaventata. Non c'era nulla di simile a un flirt tra lei e il suo\nsuo partner. Sembravano pi\u00f9 amici allegri e spigliati che amanti.\nChe Frank Churchill la considerasse meno di quanto avesse fatto, era indubbio.\nindubbio.\n\nIl ballo procedette piacevolmente. Le preoccupazioni ansiose, le attenzioni incessanti di Mrs.\nattenzioni di Mrs. Weston, non sono state buttate via. Tutti sembravano\nfelice; e l'elogio di essere stato un ballo delizioso, che raramente viene\nraramente viene elargito se non dopo che un ballo ha cessato di essere, \u00e8 stato ripetutamente dato all'inizio dell'esistenza di questo\nall'inizio della sua esistenza. Di eventi molto importanti, molto\neventi registrabili, non \u00e8 stato pi\u00f9 produttivo di quanto lo siano di solito le riunioni\ndi solito lo sono. Ce n'\u00e8 stato uno, tuttavia, a cui Emma ha pensato\na cui Emma pens\u00f2. Erano iniziati gli ultimi due balli prima della cena, e Harriet non aveva una compagna\nHarriet non aveva una compagna, era l'unica giovane donna seduta; e cos\u00ec uguale era stato fino a quel momento il numero di\nnumero di ballerini, che come potesse essercene uno solo\ndisimpegnata era la meraviglia! Ma la meraviglia di Emma diminu\u00ec poco dopo,\nvedendo Mr. Elton che passeggiava. Non avrebbe chiesto ad Harriet di ballare\nse fosse stato possibile evitarlo: lei era sicura che non l'avrebbe fatto e si aspettava ogni momento che lui\nsi aspettava che ogni momento lui fuggisse nella sala delle carte.\n\nLa fuga, tuttavia, non era il suo piano. Si avvicin\u00f2 alla parte della stanza\ndove erano riuniti i seduti, parl\u00f2 con alcuni e cammin\u00f2 davanti a loro, come per mostrare la sua libert\u00e0 e il suo proposito di\ndavanti a loro, come se volesse mostrare la sua libert\u00e0 e la sua intenzione di\ndi mantenerla. Non manc\u00f2 di presentarsi a volte direttamente davanti alla signorina\nSmith o di parlare a coloro che le erano vicini. Emma se ne accorse. Non stava\nnon stava ancora ballando; stava risalendo dal fondo e aveva quindi il tempo di guardarsi intorno.\nquindi il tempo di guardarsi intorno e, girando solo un po' la testa, vide tutto.\nsolo girando un po' la testa, vide tutto. Quando fu a met\u00e0 della scaletta, l'intero gruppo era esattamente dietro di lei.\nesattamente dietro di lei, e non permise pi\u00f9 ai suoi occhi di guardare;\nma Mr. Elton era cos\u00ec vicino che sent\u00ec ogni sillaba di un dialogo\nche si era appena svolto tra lui e Mrs. Weston; e si accorse che sua moglie, che stava\nmoglie, che si trovava immediatamente sopra di lei, non solo stava\nnon solo ascoltava, ma addirittura lo incoraggiava con sguardi\nsguardi significativi. La gentile e cordiale Mrs. Weston aveva lasciato il suo posto per raggiungerlo e dirgli: \"Non ballate?\nper raggiungerlo e dirgli: \"Non ballate, Mr. Elton?\".\n\u00e8 stata: \"Molto volentieri, Mrs. Weston, se volete ballare con me\".\n\n Io! Oh! No, ti troverei un partner migliore di me. Non sono\nballerina.\n\n Se Mrs. Gilbert desidera ballare, disse, mi far\u00e0 molto piacere.\npiacere, ne sono certo, perch\u00e9, anche se inizio a sentirmi un vecchio\nsposato e che i miei giorni da ballerino siano finiti, mi farebbe molto piacere\npiacere in qualsiasi momento di stare con una vecchia amica come Mrs.\nGilbert.\n\n Mrs. Gilbert non ha intenzione di ballare, ma c'\u00e8 una giovane signora\nche mi farebbe molto piacere veder ballare Miss Smith.   Miss\nSmith! Oh! Non l'avevo notato. Siete estremamente gentile e se non fossi\nnon fossi un vecchio uomo sposato. Ma i miei giorni di ballo sono finiti, Mrs. Weston. Mi scuserete...\nmi scuser\u00e0. Sarei molto felice di fare qualsiasi altra cosa, ai vostri ordini.\nma i miei giorni da ballerino sono finiti.\n\nMrs. Weston non disse altro; ed Emma immaginava con quale stupore e mortificazione dovesse tornare al suo posto.\nmortificazione, che doveva tornare al suo posto. Era Mr. Elton!\nl'amabile, servizievole, gentile Mr. Elton. Si guard\u00f2 intorno per un momento;\naveva raggiunto Mr. Knightley a poca distanza, e si stava sistemando per\nper una conversazione tranquilla, mentre sorrisi di grande allegria passavano\ntra lui e la moglie.\n\nNon avrebbe pi\u00f9 guardato. Il suo cuore era in fibrillazione e temeva che anche il suo\nviso potesse essere altrettanto caldo.\n\nIn un altro momento una visione pi\u00f9 felice la colse: il signor Knightley che conduceva Harriet sul set!\nHarriet verso il set! Non era mai stata pi\u00f9 sorpresa, raramente pi\u00f9\ndeliziata che in quell'istante. Era tutta piacere e gratitudine,\nsia per Harriet che per se stessa, e desiderava ringraziarlo; e sebbene fosse troppo distante per parlare, il suo volto\ntroppo distante per poter parlare, il suo volto disse molto, non appena riusc\u00ec a\ndi nuovo lo sguardo di lui.\n\nLa sua danza si rivel\u00f2 proprio come lei l'aveva creduta, estremamente buona;\ne Harriet sarebbe sembrata quasi troppo fortunata, se non fosse stato per\nse non fosse stato per il crudele stato delle cose precedenti, e per il completo divertimento\ne per l'altissimo senso di distinzione che i suoi lineamenti felici\nannunciano i suoi lineamenti felici. Non \u00e8 stato gettato via su di lei, ha saltato pi\u00f9 in alto che mai,\nvolava pi\u00f9 in basso al centro, ed era in un continuo corso di sorrisi.\n\nMr. Elton si era ritirato nella stanza delle carte, con un'aria (Emma confidava) molto\nsciocco. Non pensava che fosse cos\u00ec indurito come sua moglie, anche se\nche le assomigliasse sempre di pi\u00f9; _dimostr\u00f2 un po' dei suoi sentimenti osservando\nosservando a voce alta il suo compagno,\n\n Knightley ha avuto piet\u00e0 della povera signorina Smith! Molto bonario,\nLo dichiaro.\n\nFu annunciata la cena. Il trasloco ebbe inizio e Miss Bates pot\u00e9 essere ascoltata\nda quel momento, senza interruzione, fino al momento in cui si sedette a tavola e prese il cucchiaio.\ne a prendere il cucchiaio.\n\n Jane, Jane, mia cara Jane, dove sei? Ecco la tua collana. Mrs.\nWeston vi prega di indossare la vostra cuffietta. Dice che ha paura che ci siano\nche ci siano correnti d'aria nel passaggio, anche se \u00e8 stato fatto tutto il possibile.\nporta inchiodata Quantit\u00e0 di stuoie Mia cara Jane, \u00e8 proprio necessario. Mr.\nChurchill, oh! siete troppo gentile! Come l'avete messa bene!\ngratificato! Davvero una danza eccellente! S\u00ec, mia cara, sono corsa a casa, come avevo detto di fare, per aiutare la nonna ad andare a letto.\ncome avevo detto che avrei fatto, per aiutare la nonna ad andare a letto, e sono tornata di nuovo, e nessuno\nnessuno mi ha mancato. Sono partita senza dire una parola, proprio come ti ho detto.\nLa nonna stava abbastanza bene, ha passato un'incantevole serata con il signor Woodhouse, chiacchierando molto e\nWoodhouse, chiacchierando molto e giocando a backgammon. Il t\u00e8 \u00e8 stato preparato al piano di sotto, biscotti\nbiscotti e mele al forno e vino prima che lei se ne andasse: incredibile fortuna in alcuni dei suoi tiri\ne si \u00e8 informata molto su di voi, su come vi divertivate e su chi fossero i vostri partner.\ncome vi divertivate e chi fossero i vostri compagni.  Oh! dissi io, non voglio\nnon voglio disturbare Jane; l'ho lasciata a ballare con il signor George Otway; le piacer\u00e0 molto\ndi raccontarvi tutto domani: il suo primo partner \u00e8 stato Mr.\nElton, non so chi le chieder\u00e0 il prossimo, forse Mr. William Cox.\nMio caro signore, siete troppo gentile. Non c'\u00e8 nessuno che non\npiuttosto? Non sono indifesa. Signore, siete molto gentile. Parola mia, Jane\nsu un braccio e io sull'altro! Fermatevi, fermatevi, stiamo un po' indietro.\nMrs. Elton sta andando; cara Mrs. Elton, come \u00e8 elegante!\nelegante! Bellissimo pizzo! Ora seguiamo tutti la sua scia. \u00c8 la regina\ndella serata! Bene, eccoci al passaggio. Due passi, Jane, fai\ndue passi, Jane, occupati dei due passi. Oh! No, ce n'\u00e8 solo uno. Beh, ero convinta\nche ce ne fossero due. Che strano! Ero convinto che ce ne fossero due, e invece\nuno solo. Non ho mai visto nulla di paragonabile al comfort e allo stile delle\nstile Candele ovunque. Ti stavo parlando di tua nonna,\nJane, c'\u00e8 stata una piccola delusione. Le mele e i biscotti al forno,\neccellenti a modo loro, lo sai; ma c'era una delicata fricassea di\nfricassea di animelle e alcuni asparagi portati all'inizio, e il buon Mr.\nWoodhouse, non ritenendo gli asparagi sufficientemente bolliti, ha mandato tutto\ndi nuovo fuori. Non c'\u00e8 niente che la nonna ami di pi\u00f9 delle animelle e degli asparagi.\ne degli asparagi, quindi rimase piuttosto delusa, ma concordammo che non ne avremmo parlato con nessuno.\ndi non parlarne con nessuno, per paura che arrivasse alla cara Miss Woodhouse, che ne sarebbe rimasta molto colpita.\nWoodhouse, che sarebbe stata molto preoccupata! Beh, questo \u00e8\nbrillante! Sono tutta stupita! Non avrei potuto immaginare nulla! Una tale\neleganza e profusione! Non ho mai visto nulla di simile da quando... Beh, dove ci sediamo?\ndove ci sediamo? Dove ci sediamo? Ovunque, in modo che Jane non sia in difficolt\u00e0.\ncorrente d'aria. Dove mi siedo io non ha importanza. Oh! Mi consigliate questo\nlato? Beh, ne sono certo, signor Churchill, solo che mi sembra troppo bello, ma come\ncome volete voi. Ci\u00f2 che si dirige in questa casa non pu\u00f2 essere sbagliato. Cara Jane,\ncome faremo a ricordare la met\u00e0 dei piatti per la nonna? Anche la zuppa!\nChe io sia benedetto! Non vorrei essere aiutata cos\u00ec presto, ma ha un profumo eccellente,\ne non posso fare a meno di iniziare.\n\nEmma non ebbe modo di parlare con Mr. Knightley fino a dopo cena;\nma, quando furono di nuovo tutti nella sala da ballo, il suo sguardo lo invit\u00f2\nirresistibilmente a venire da lei per essere ringraziato. Era caldo nella sua\nrimprovero della condotta di Mr. Elton; era stata una maleducazione imperdonabile;\ne anche l'aspetto di Mrs. Elton ricevette la giusta dose di censura.\n\n Volevano ferire pi\u00f9 di Harriet, disse.  Emma, perch\u00e9\nche sono i tuoi nemici?\n\nGuard\u00f2 con sorridente penetrazione e, non ricevendo risposta, aggiunse,\n Lei non dovrebbe essere arrabbiata con voi, sospetto, qualunque cosa egli sia.\nessere. A questa supposizione, non dite nulla, naturalmente; ma confessate, Emma,\nche volevate che lui sposasse Harriet.\n\n L'ho fatto, rispose Emma, e non possono perdonarmi.\n\nScosse la testa, ma con un sorriso di indulgenza, e si limit\u00f2 a dire: \"Non \u00e8 vero!\ndisse solo,\n\n Non vi rimproverer\u00f2. Vi lascio alle vostre riflessioni.\n\n Puoi fidarti di me con tali adulatori? Il mio spirito vanitoso non mi dice mai\nche mi sbaglio?\n\n Non il vostro spirito vanitoso, ma il vostro spirito serio. Se uno dei due vi porta fuori strada,\nsono sicuro che l'altro ve lo dir\u00e0.\n\n Ammetto di essermi completamente sbagliato su Mr. Elton. C'\u00e8\nc'\u00e8 una piccolezza in lui che voi avete scoperto, e che io non ho scoperto:\ned ero pienamente convinto che fosse innamorato di Harriet. \u00c8 stato\nuna serie di strani errori!\n\n E, in cambio del tuo riconoscimento, ti far\u00f2 la giustizia di dire che avresti scelto per lui\ngiustizia di dire che avreste scelto per lui meglio di quanto egli abbia\nscelto per se stesso. Harriet Smith ha alcune qualit\u00e0 di prim'ordine, di cui Mrs.\nMrs. Elton \u00e8 totalmente priva. Una ragazza senza pretese, con una mentalit\u00e0 unica, senza arte\nsenza arte n\u00e9 parte, \u00e8 da preferire a qualsiasi uomo di buon senso e gusto.\ndonna come Mrs. Elton. Ho trovato Harriet pi\u00f9 conversabile di quanto mi aspettassi.\n\nEmma ne fu estremamente gratificata. Furono interrotti dal trambusto di Mr.\nMr. Weston che invitava tutti a ricominciare a ballare.\n\n Venite, signorina Woodhouse, signorina Otway, signorina Fairfax, che cosa state\ncosa state facendo? Vieni Emma, dai l'esempio alle tue compagne. Tutti sono pigri!\nTutti dormono!\n\n Sono pronta, disse Emma, ogni volta che mi si vuole.\n\n Con chi ballerai? chiese il signor Knightley.\n\nEsit\u00f2 un attimo e poi rispose: \"Con te, se me lo chiederai\".\nme.\n\n Lo farai? disse, porgendomi la mano.\n\n Certo che lo far\u00f2. Avete dimostrato di saper ballare, e sapete che non siamo\nnon siamo cos\u00ec fratelli e sorelle da rendere la cosa del tutto sconveniente.\n\n Fratello e sorella! No, davvero.\n\n\n\n\nCAPITOLO III\n\n\nQuesta piccola spiegazione con Mr. Knightley diede a Emma un notevole\npiacere. Fu uno dei ricordi piacevoli del ballo, che\nche la mattina dopo cammin\u00f2 sul prato per goderselo. Era estremamente\nche fossero giunti a una cos\u00ec buona intesa riguardo agli Elton, e che le loro opinioni\nElton e che le loro opinioni su marito e moglie fossero cos\u00ec simili.\ne che le loro opinioni su marito e moglie fossero cos\u00ec simili; e le sue lodi di Harriet, le sue concessioni in suo favore, furono\nparticolarmente gratificante. L'impertinenza degli Elton, che per qualche minuto aveva minacciato di rovinare\nper pochi minuti aveva minacciato di rovinare il resto della serata, era stata l'occasione per\noccasione di una delle sue pi\u00f9 grandi soddisfazioni; e attendeva con impazienza un altro felice risultato\nun altro risultato felice: la cura dell'infatuazione di Harriet. Da\nHarriet aveva parlato di questa circostanza prima che lasciassero la sala da\ndalla sala da ballo, nutriva forti speranze. Sembrava che i suoi occhi si fossero\nimprovvisamente si fossero aperti e avesse potuto vedere che Mr. Elton non era la\ncreatura superiore che aveva creduto. La febbre era passata ed Emma\nEmma poteva temere poco che il polso venisse accelerato di nuovo da\nuna cortesia dannosa. Dipendeva dai sentimenti malvagi degli Elton per\nper fornire tutta la disciplina della negligenza che poteva essere pi\u00f9\nrichiesta. Harriet razionale, Frank Churchill non troppo innamorato e Mr.\nMr. Knightley che non voleva litigare con lei, che estate molto felice\ndeve essere davanti a lei!\n\nStamattina non avrebbe visto Frank Churchill. Lui le aveva detto che\nche non poteva concedersi il piacere di fermarsi a Hartfield, visto che\ndoveva essere a casa a met\u00e0 giornata. Non se ne pent\u00ec.\n\nDopo aver sistemato tutte queste cose, averle esaminate e averle messe a posto, stava tornando a casa con l'animo rinvigorito.\ne averle messe a posto, stava tornando a casa con gli spiriti rinvigoriti\nper le richieste dei due bambini e del nonno, quando il grande cancello di ferro si apr\u00ec e due persone\nnonno, quando il grande cancello di ferro si apr\u00ec ed entrarono due persone che non si aspettava\nche non si sarebbe mai aspettata di vedere insieme Frank\nChurchill, con Harriet appoggiata al suo braccio, anzi Harriet! Un attimo\nbast\u00f2 per convincerla che era successo qualcosa di straordinario.\nHarriet sembrava bianca e spaventata e lui cercava di rincuorarla.\ndi rincuorarla. I cancelli di ferro e la porta d'ingresso non erano distanti venti metri\ndi distanza; in breve tempo furono tutti e tre nell'ingresso e Harriet\nHarriet sprofond\u00f2 in una sedia e svenne.\n\nUna giovane donna che sviene deve essere recuperata; le domande devono avere una risposta,\ne spiegare le sorprese. Questi eventi sono molto interessanti, ma la\nsuspense non pu\u00f2 durare a lungo. Pochi minuti permisero a Emma di conoscere\ndell'intera vicenda.\n\nMiss Smith e Miss Bickerton, un'altra pensionante di Mrs.\nGoddard, che era stata anche lei al ballo, erano uscite insieme e avevano preso una strada, la Richmond\nuna strada, la Richmond Road, che, sebbene apparentemente abbastanza pubblica per\nper la sicurezza, li aveva messi in allarme. Circa mezzo miglio dopo Highbury,\nche fa una svolta improvvisa, e profondamente ombreggiata da olmi su ogni lato, diventa\nper un tratto considerevole molto ritirato; e quando le giovani signore si erano\navanzarono per un po' di strada, scorsero all'improvviso, a una piccola distanza\na poca distanza, su una striscia di verde pi\u00f9 ampia ai lati, un gruppo di zingari.\nun gruppo di zingari. Un bambino di guardia si avvicin\u00f2 a loro per chiedere l'elemosina.\nLa signorina Bickerton, eccessivamente spaventata, lanci\u00f2 un grande urlo, e\ne chiamando Harriet a seguirla, corse su un argine scosceso, scavalc\u00f2 una leggera\nuna piccola siepe in cima e si diresse verso Highbury con una scorciatoia.\nHighbury. Ma la povera Harriet non poteva seguirla. Aveva sofferto molto di\ncrampi dopo aver ballato e il suo primo tentativo di salire sull'argine\ndi salire sull'argine le procur\u00f2 un tale ritorno che la rese assolutamente impotente e in\nin questo stato, ed estremamente terrorizzata, era stata costretta a rimanere.\n\nCome si sarebbero potuti comportare i vagabondi, se le signorine fossero state pi\u00f9 coraggiose, \u00e8 da dubitare.\nse le signorine fossero state pi\u00f9 coraggiose, c'\u00e8 da dubitarne; ma a un simile invito all'attacco non si poteva\nnon si poteva resistere; e Harriet fu presto assalita da una mezza dozzina di bambini, capeggiati da una donna robusta e da un ragazzone, tutti\nuna mezza dozzina di bambini, guidati da una donna robusta e da un ragazzone, tutti clamorosi e\nimpertinenti nell'aspetto, anche se non assolutamente nelle parole. Sempre pi\u00f9\nsempre pi\u00f9 spaventata, promise subito loro del denaro e, tirando fuori il suo borsellino, diede loro uno scellino.\nborsa, diede loro uno scellino e li preg\u00f2 di non volerne di pi\u00f9 e di non usarla male.\ndi usarla male. A quel punto fu in grado di camminare, anche se lentamente, e si stava allontanando\nma il suo terrore e la sua borsa erano troppo allettanti, e fu seguita, o meglio circondata, dagli\nseguita, o meglio circondata, da tutta la banda che chiedeva di pi\u00f9.\n\nIn questo stato Frank Churchill l'aveva trovata, lei tremante e\ncondizionata, loro rumorosi e insolenti. Per un caso fortunato, la sua partenza da Highbury\nlasciare Highbury era stato ritardato in modo tale da portarlo in suo aiuto\nin questo momento critico. La piacevolezza del mattino lo aveva indotto a camminare\na camminare in avanti e a lasciare che i suoi cavalli lo raggiungessero per un'altra strada,\nun chilometro o due oltre Highbury e di aver preso in prestito un paio di forbici la sera prima dalla signorina\nforbici la sera prima da Miss Bates e di aver dimenticato di restituirle, era stato costretto a\ndi restituirle, era stato costretto a fermarsi alla sua porta e a entrare per qualche minuto.\ndi pochi minuti: era quindi arrivato pi\u00f9 tardi del previsto e, essendo a piedi, non era stato visto da\na piedi, non fu visto da tutta la comitiva finch\u00e9 non fu quasi vicino a loro. Il\nterrore che la donna e il ragazzo avevano suscitato in Harriet fu poi\nloro stessi. Li aveva lasciati completamente spaventati; e Harriet\navidamente aggrappata a lui, e a malapena in grado di parlare, ebbe appena la forza\ndi raggiungere Hartfield, prima che il suo spirito venisse del tutto superato. L'idea di portarla ad Hartfield\nera stata sua l'idea di portarla a Hartfield: non aveva pensato a nessun altro luogo.\nluogo.\n\nQuesto fu l'ammontare dell'intera storia, della sua comunicazione e di quella di Harriet non appena si fu ripresa i sensi e la parola.\nHarriet non appena ebbe recuperato i sensi e la parola. Non osava\nnon osava trattenersi pi\u00f9 a lungo che per vederla stare bene; questi vari ritardi non gli lasciavano un minuto in pi\u00f9 da perdere\nnon gli lasciavano un altro minuto da perdere; ed Emma si impegn\u00f2 a dare assicurazione della sua sicurezza a Mrs.\nGoddard, e di informare Mr. Knight che c'era un tale gruppo di persone nelle vicinanze.\nnelle vicinanze a Mr. Knightley, egli si mise in viaggio, con tutte le\ngratitudine che poteva esprimere per la sua amica e per se stessa.\n\nUn'avventura come questa, un bel giovane uomo e una bella giovane donna\nun'avventura come questa, un bel giovane uomo e un'adorabile giovane donna, messi insieme in un modo simile, difficilmente potevano\nidee al cuore pi\u00f9 freddo e al cervello pi\u00f9 fermo. Cos\u00ec almeno pensava Emma.\nalmeno. Un linguista, un grammatico, persino un matematico avrebbe potuto\naver visto ci\u00f2 che lei aveva fatto, aver assistito alla loro comparsa insieme e\ne ascoltato la loro storia, senza percepire che le circostanze erano state\ncircostanze che li rendevano particolarmente interessanti l'uno per l'altra? Quanto\nquanto pi\u00f9 un'immaginista, come lei, deve essere infuocata da speculazioni e previsioni!\nprevisione! Soprattutto con una base di anticipazione come quella che la sua\nmente aveva gi\u00e0 fatto.\n\nEra una cosa davvero straordinaria! Non era mai accaduto nulla di simile\na memoria d'uomo, non era mai capitato a nessuna giovane donna del posto; nessun\nnessun incontro, nessun allarme di questo tipo; e ora era successo proprio alla persona e all'ora\nproprio alla persona, e proprio nell'ora in cui l'altra persona stava per caso\ndi passare per salvarla! Era certamente molto straordinario! E\nconoscendo, come lei, lo stato d'animo favorevole di ciascuno in quel periodo, la cosa la colp\u00ec ancora di pi\u00f9.\nmomento, la cosa la colp\u00ec ancora di pi\u00f9. Lui desiderava avere la meglio sul suo\nattaccamento a se stessa, mentre lei si stava appena riprendendo dalla sua mania per Mr.\nElton. Sembrava che ogni cosa si unisse per promettere le conseguenze pi\u00f9 interessanti.\nconseguenze interessanti. Non era possibile che l'evento non\nnon dovesse raccomandare fortemente l'uno all'altra.\n\nNei pochi minuti di conversazione che aveva avuto con lui, mentre Harriet era parzialmente insensibile, lui le aveva parlato del suo terrore, del suo dolore, del suo dolore.\nHarriet era rimasta parzialmente insensibile, lui aveva parlato del suo terrore, della sua\nterrore, del suo terrore, del suo fervore quando si era aggrappata e aggrappata al suo braccio, con una sensibilit\u00e0\ncon una sensibilit\u00e0 divertita e deliziata; e alla fine, dopo che Harriet aveva raccontato\nHarriet, aveva espresso la sua indignazione per l'abominevole follia della signorina B.\nabominevole follia di Miss Bickerton nei termini pi\u00f9 caldi. Ogni cosa\ndoveva seguire il suo corso naturale, tuttavia, senza essere n\u00e9 spinto n\u00e9 aiutato.\nLei non si sarebbe mossa di un passo, n\u00e9 avrebbe fatto un cenno. No, ne aveva abbastanza di\ninterferenze. Non poteva esserci nulla di male in un piano, un semplice piano passivo.\npassivo. Non era altro che un desiderio. Al di l\u00e0 di esso non avrebbe\nprocedere.\n\nIl primo proposito di Emma fu quello di non far sapere a suo padre cosa fosse\ndi ci\u00f2 che era accaduto, consapevole dell'ansia e dell'allarme che ne sarebbe derivato, ma presto si rese conto che l'occultamento doveva essere impossibile.\npresto sent\u00ec che l'occultamento doveva essere impossibile. Nel giro di mezz'ora\nera noto a tutta Highbury. Era proprio l'evento che coinvolgeva coloro che\nche parlano di pi\u00f9, i giovani e i poveri; e tutti i giovani e la servit\u00f9 del luogo erano ben presto\ndel luogo furono ben presto al corrente di notizie spaventose. Il ballo di ieri sera\nballo dell'altra sera sembrava essersi perso tra gli zingari. Il povero Mr. Woodhouse tremava mentre\ne, come Emma aveva previsto, difficilmente si sarebbe accontentato senza\npromettere di non andare mai pi\u00f9 oltre il cespuglio. Fu un po' di\nconforto il fatto che molte richieste di informazioni su di lui e su Miss Woodhouse\nWoodhouse (perch\u00e9 i suoi vicini sapevano che lui amava essere indagato), cos\u00ec come\nSmith, durante il resto della giornata, e aveva il piacere di rispondere che\npiacere di rispondere che erano tutti molto indifferenti.\nindifferenti, il che, anche se non \u00e8 esattamente vero, perch\u00e9 lei stava perfettamente bene,\ne Harriet non molto diversamente, Emma non avrebbe interferito. Aveva\nuno stato di salute infelice in generale per la figlia di un uomo del genere, poich\u00e9\nsapeva a malapena cosa fosse l'indisposizione; e se lui non inventava malattie per lei, lei poteva\nmalattie per lei, non avrebbe potuto fare la sua figura in un messaggio.\n\nGli zingari non attesero le operazioni della giustizia; se ne andarono in fretta e furia.\nsi sono allontanati in fretta e furia. Le giovani signore di Highbury avrebbero potuto\ncamminare di nuovo in sicurezza prima che iniziasse il panico, e tutta la storia\nsi ridusse presto a una questione di scarsa importanza se non per Emma e i suoi nipoti.\nnipoti: nella sua immaginazione mantenne la sua importanza, e Henry e\nJohn continuavano a chiedere ogni giorno la storia di Harriet e degli\nzingari, e la mettevano ancora tenacemente in riga se si discostava nel\nminimo particolare dal racconto originale.\n\n\n\n\nCAPITOLO IV\n\n\nErano passati pochi giorni da questa avventura, quando Harriet si present\u00f2 una mattina da Emma con un piccolo pacco in mano.\nmattina da Emma con un piccolo pacco in mano e, dopo essersi seduta e aver esitato, cominci\u00f2\ned esitante, inizi\u00f2 cos\u00ec:\n\n Signorina Woodhouse, se ha tempo, vorrei dirle qualcosa.\nuna specie di confessione da fare e poi, sapete, sar\u00e0 tutto finito.\nsar\u00e0 finita.\n\nEmma era molto sorpresa, ma la preg\u00f2 di parlare. C'era una\nseriet\u00e0 nel modo di fare di Harriet che la preparava, tanto quanto le sue\nparole, a qualcosa di pi\u00f9 dell'ordinario.\n\n \u00c8 mio dovere, e sono sicura che \u00e8 mio desiderio, ha continuato, non avere\nnessuna riserva con voi su questo argomento. Poich\u00e9 sono felicemente una creatura\ncreatura sotto un certo punto di vista, \u00e8 molto opportuno che voi abbiate la\nsoddisfazione di saperlo. Non voglio dire pi\u00f9 di quanto sia necessario\nnecessario, mi vergogno troppo di aver ceduto come ho fatto, e\noserei dire che mi capite.\n\n S\u00ec, disse Emma, spero di s\u00ec.\n\n Come ho potuto fantasticare cos\u00ec a lungo su me stessa!...\" esclam\u00f2 Harriet,\ncon calore.  Sembra una follia! Non vedo nulla di straordinario\nin lui ora. Non mi importa di incontrarlo o meno, se non che delle\ndue preferirei non vederlo e, anzi, farei qualsiasi giro per evitarlo.\nma non invidio affatto sua moglie; non la ammiro e non la invidio, come non la ammiro e non la invidio.\nNon la ammiro n\u00e9 la invidio, come ho fatto io: \u00e8 molto affascinante, oserei dire, e\ntutto questo, ma la ritengo molto irascibile e sgradevole Non dimenticher\u00f2 mai il suo sguardo dell'altra sera!\nnon dimenticher\u00f2 mai il suo sguardo dell'altra sera! Comunque, le assicuro, signorina\nWoodhouse, non le auguro nulla di male. No, che siano sempre felici insieme,\nnon mi far\u00e0 soffrire un altro momento: e per convincervi che ho\nche ho detto la verit\u00e0, ora distrugger\u00f2 ci\u00f2 che avrei dovuto\ndistruggere ci\u00f2 che avrei dovuto distruggere molto tempo fa, ci\u00f2 che non avrei mai dovuto conservare, lo so bene (arrossendo mentre ardeva).\nmolto bene (arrossendo mentre parlava). Tuttavia, ora distrugger\u00f2 tutto\ntutto ed \u00e8 mio particolare desiderio farlo in vostra presenza, cos\u00ec che possiate\nche tu possa vedere quanto sono diventata razionale. Non riuscite a indovinare cosa contiene questo pacco?\nnon riuscite a indovinare che cosa contiene questo pacco?\n\n Non il minimo al mondo. Ti ha mai dato qualcosa?\n\n No, non posso chiamarli regali, ma sono cose che ho apprezzato molto.\nmolto.\n\nTenne il pacco verso di s\u00e9, ed Emma lesse le parole _Most_\n_preziosi_ _tesori_ in cima. La sua curiosit\u00e0 fu molto eccitata.\nHarriet apr\u00ec il pacco e lo guard\u00f2 con impazienza. All'interno\nabbondante carta argentata c'era una graziosa scatoletta di Tunbridge, che Harriet apr\u00ec.\nHarriet apr\u00ec: era ben foderata con il cotone pi\u00f9 morbido; ma,\nEmma vide solo un piccolo pezzo di plastilina di corte, a parte il cotone.\n\n Ora, disse Harriet, dovete ricordare.\n\n No, infatti non lo so.\n\n Caro me! Non avrei mai creduto possibile che tu potessi dimenticare quello che\nin questa stessa stanza, a proposito del ministro del tribunale, una delle ultime volte in cui\nvolte che ci siamo incontrati! Fu solo pochi giorni prima che avessi il mio mal di\nmal di gola, poco prima che Mr. e Mrs. John Knightley venissero, credo, la sera stessa.\nsera stessa. Non ricordate che si tagli\u00f2 il dito con il vostro nuovo coltellino?\ncoltellino nuovo, e la tua raccomandazione di fare il plasmatore di corte? Ma, poich\u00e9 non ne avevate\ne sapevate che io ne avevo, volevate che lo rifornissi; cos\u00ec ho preso il mio e gliene ho tagliato un pezzo.\ne gliene ho tagliato un pezzo; ma era troppo grande, e lui l'ha ridotto, continuando a giocare\ne lui l'ha tagliato pi\u00f9 piccolo e ha continuato a giocare per un po' con quello che era rimasto, prima di\ndi restituirmelo. E allora, nella mia assurdit\u00e0, non potevo fare a meno di\ndi farne un tesoro, cos\u00ec lo misi da parte per non usarlo mai, e lo guardavo di tanto in tanto come\ndi tanto in tanto come un grande regalo.\n\n Mia carissima Harriet! grid\u00f2 Emma, mettendosi la mano davanti al viso e saltando in piedi, mi fai vergognare pi\u00f9 di quanto possa sopportare.\nmi fai vergognare di me stessa pi\u00f9 di quanto possa sopportare.\nTe lo ricordi? S\u00ec, ora ricordo tutto; tutto, a parte il fatto che avete salvato questa\nreliquia di cui non sapevo nulla fino a questo momento se non il taglio del\ndito, e il mio raccomandare il pastore di corte, dicendo che non ne avevo\ndi me! Oh! I miei peccati, i miei peccati! E per tutto il tempo ne ho avuti tanti in tasca!\ntasca! Uno dei miei trucchi insensati! Merito di essere continuamente\narrossire per il resto della mia vita. Ebbene (sedendosi di nuovo) che cosa\naltro?\n\n E ne avevi davvero qualcuno a portata di mano? Sono sicura di non aver mai sospettato\nche lo facessi con tanta naturalezza.\n\n E cos\u00ec avete davvero messo da parte questo pezzo di corte per il suo bene!\ndisse Emma, riprendendosi dal suo stato di vergogna e sentendosi divisa tra lo stupore e il divertimento.\ntra lo stupore e il divertimento. E segretamente aggiunse a se stessa: \"Signore\nSignore, benedicimi! Quando mai avrei pensato di mettere da parte, con il cotone, un pezzo di\nun pezzo di court-plaister che Frank Churchill aveva tirato in giro! I\nnon sono mai stata all'altezza di questo.\n\n Ecco, riprese Harriet, voltandosi di nuovo verso la sua scatola, qui c'\u00e8 qualcosa di\nancora pi\u00f9 prezioso, intendo dire che _\u00e8 stato_ pi\u00f9 prezioso, perch\u00e9\nperch\u00e9 questo \u00e8 ci\u00f2 che una volta apparteneva davvero a lui, cosa che il\nnon ha mai fatto.\n\nEmma era piuttosto ansiosa di vedere questo tesoro superiore. Era l'estremit\u00e0 di\nuna vecchia matita, la parte senza mina.\n\n Questo era davvero suo, disse Harriet. Non ti ricordi di una\nmattina? No, oserei dire di no. Ma una mattina, non ricordo esattamente\nil giorno, ma forse era il marted\u00ec o il mercoled\u00ec prima di quella sera.\nsera, volle prendere appunti sul suo taccuino; si trattava di\ndi birra di abete rosso. Il signor Knightley gli aveva parlato della\ndi birra all'abete rosso e voleva annotarlo; ma quando tir\u00f2 fuori la matita, c'era cos\u00ec poco\nla matita, c'era cos\u00ec poco piombo che l'ha subito tagliata tutta, e non sarebbe andata bene.\ncos\u00ec gliene hai prestata un'altra e questa \u00e8 stata lasciata sul tavolo come se non servisse a nulla.\ntavolo come se non servisse a nulla. Ma io la tenevo d'occhio e, non appena osai, la presi e\nosato, lo presi e da quel momento non me ne separai pi\u00f9.\n\n Me lo ricordo, grid\u00f2 Emma, me lo ricordo perfettamente. Si parlava di\nbirra all'abete rosso. Oh! S\u00ec, Mr. Knightley e io abbiamo detto che ci piaceva, e Mr. Elton sembrava deciso a imparare ad apprezzarla anche lui.\nMr. Elton sembrava deciso a imparare ad apprezzarla anche lui. Mi ricordo perfettamente\nricordo. Fermatevi; Mr. Knightley era proprio qui, non \u00e8 vero? I\nHo l'idea che fosse proprio qui.\n\n Ah! Non lo so. Non riesco a ricordare. \u00c8 molto strano, ma non riesco a\nricordare. Mr. Elton era seduto qui, mi ricordo, pi\u00f9 o meno dove mi trovo ora.\nora.\n\n Beh, continua.\n\n Oh! Questo \u00e8 tutto. Non ho nient'altro da mostrarvi o da dirvi, tranne che\nche ora li getter\u00f2 entrambi dietro al fuoco e vorrei che mi vedeste farlo.\nvedermi fare.\n\n Mia povera cara Harriet! E hai davvero trovato la felicit\u00e0 nel\nnel fare tesoro di queste cose?\n\n S\u00ec, ero un sempliciotto! Ma ora me ne vergogno e vorrei poterli dimenticare con la stessa facilit\u00e0 con cui posso bruciarli.\ndimenticare con la stessa facilit\u00e0 con cui posso bruciarli. \u00c8 stato molto sbagliato da parte mia, sai\ntenere qualsiasi ricordo, dopo che si era sposato. Sapevo che era cos\u00ec, ma\nma non avevo abbastanza determinazione per separarmene.\n\n Ma, Harriet, \u00e8 necessario bruciare il cancello del tribunale? Non ho una parola\nparola per il pezzo di vecchia matita, ma il timbro del tribunale potrebbe essere\nutile.\n\n Sar\u00f2 pi\u00f9 felice di bruciarlo, rispose Harriet.  Ha un\naspetto sgradevole per me. Devo sbarazzarmi di tutto. Ecco che se ne va,\ned ecco la fine, grazie al cielo, di Mr. Elton.\n\n E quando, pens\u00f2 Emma, ci sar\u00e0 un inizio di Mr. Churchill?\n\nPoco dopo ebbe motivo di credere che l'inizio fosse gi\u00e0\ne non pot\u00e9 fare a meno di sperare che la zingara, pur non avendo\nfortuna, si potesse dimostrare che era stata la zingara a fare Harriet.\nquindici giorni dopo l'allarme, giunsero a una spiegazione sufficiente, e\nabbastanza inaspettatamente. Emma non ci stava pensando in quel momento, il che\nche rendeva pi\u00f9 preziose le informazioni ricevute. Si limit\u00f2 a dire, nel corso di\nnel corso di una banale chiacchierata: \"Beh, Harriet, quando ti sposerai ti consiglierei di fare cos\u00ec e cos\u00ec.\nti consiglierei di fare cos\u00ec e cos\u00ec e non ci pens\u00f2 pi\u00f9, finch\u00e9 dopo un minuto di silenzio sent\u00ec Harriet\nun minuto di silenzio sent\u00ec Harriet dire in tono molto serio: \"Non mi sposer\u00f2 mai\".\nnon mi sposer\u00f2 mai.\n\nEmma alz\u00f2 allora lo sguardo e vide subito come era; e dopo un attimo di discussione\nun attimo di discussione, se dovesse passare inosservato o meno,\nrispose,\n\n Non sposarsi mai! Questo \u00e8 un nuovo proposito.\n\n Tuttavia, \u00e8 una scelta che non cambier\u00f2 mai.\n\nDopo un'altra breve esitazione, spero che non provenga da Spero che non sia un complimento a Mr.\nnon sia un complimento a Mr. Elton?\n\n Mr. Elton! grid\u00f2 Harriet indignata. Oh! no ed Emma riusc\u00ec a\ncogliere le parole, cos\u00ec superiore a Mr. Elton!\n\nSi \u00e8 poi presa un tempo di riflessione pi\u00f9 lungo. Non doveva procedere oltre?\nNon doveva andare oltre? Doveva lasciar correre e sembrare che non sospettasse nulla? Forse\nHarriet avrebbe potuto pensare che fosse fredda o arrabbiata se l'avesse fatto; o forse, se fosse stata del tutto silenziosa, avrebbe potuto solo\nse fosse stata totalmente in silenzio, avrebbe potuto solo spingere Harriet a chiederle di\ntroppo; e contro qualsiasi cosa che assomigliasse a una tale mancanza di riserve come era\nuna discussione cos\u00ec aperta e frequente di speranze e possibilit\u00e0, era perfettamente decisa\nera perfettamente decisa. Credeva che sarebbe stato pi\u00f9 saggio per lei dire\ne sapere subito tutto ci\u00f2 che intendeva dire e sapere. La franchezza \u00e8 sempre\nsempre la cosa migliore. Aveva gi\u00e0 stabilito in precedenza fino a che punto avrebbe proceduto,\nsu qualsiasi richiesta di questo tipo; e sarebbe stato pi\u00f9 sicuro per entrambi, avere\nla legge giudiziosa del suo cervello con la massima rapidit\u00e0. Era\ndecisa, e cos\u00ec parl\u00f2\n\n Harriet, non voglio avere dubbi sul tuo significato. La tua\nrisoluzione, o meglio la tua aspettativa di non sposarti mai, deriva dalla\ndall'idea che la persona che potreste preferire sarebbe troppo\nsuperiore a voi per pensare a voi. Non \u00e8 cos\u00ec?\n\n Oh! Miss Woodhouse, credetemi, non ho la presunzione di supporre che io non sia cos\u00ec pazzo.\nInfatti non sono cosi' pazzo. Ma \u00e8 un piacere per me ammirarlo a distanza\ne pensare alla sua infinita superiorit\u00e0 rispetto a tutto il resto del mondo.\nmondo, con la gratitudine, lo stupore e la venerazione che sono cos\u00ec\nappropriati, soprattutto in me.\n\n Non sono affatto sorpreso di te, Harriet. Il servizio che ti ha reso\n\u00e8 stato sufficiente a scaldarti il cuore.\n\n Servizio! Oh, \u00e8 stato un obbligo inesprimibile! Il solo\nricordo, e tutto ci\u00f2 che provai in quel momento, quando lo vidi\nil suo sguardo nobile e la mia miseria di prima. Un tale cambiamento! In un\nmomento un tale cambiamento! Dalla perfetta miseria alla perfetta felicit\u00e0!\n\n \u00c8 molto naturale. \u00c8 naturale ed \u00e8 onorevole. S\u00ec,\nonorevole, credo, scegliere cos\u00ec bene e con tanta gratitudine. Ma che\nsar\u00e0 una preferenza fortunata \u00e8 pi\u00f9 di quanto possa promettere. Non vi consiglio\nconsigliarti di cedere, Harriet. Non mi impegno in alcun modo a\nil suo ritorno. Rifletti su ci\u00f2 che stai per fare. Forse sar\u00e0\nforse sar\u00e0 pi\u00f9 saggio da parte tua controllare i tuoi sentimenti finch\u00e9 puoi.\nin ogni caso non lasciatevi trasportare lontano, a meno che non siate convinti di piacergli. Siate\nosservarlo. Lasciate che il suo comportamento sia la guida delle vostre sensazioni. I\nvi do questa avvertenza ora, perch\u00e9 non vi parler\u00f2 mai pi\u00f9 di questo\nargomento. Sono deciso a non interferire. D'ora in poi non\nd'ora in poi non sapr\u00f2 nulla della questione. Che nessun nome passi mai sulle nostre labbra. Ci siamo sbagliati\nmolto sbagliato prima; ora saremo cauti. \u00c8 un vostro superiore, senza dubbio\nsenza dubbio, e sembra che ci siano obiezioni e ostacoli di natura molto\nma, Harriet, sono accadute cose pi\u00f9 meravigliose.\nsono stati incontri di maggiore disparit\u00e0. Ma abbi cura di te. I\nNon voglio che tu sia troppo ottimista, anche se, comunque vada a finire, stai pur certa che\nche il tuo pensiero a _lui_ \u00e8 un segno di buon gusto che sapr\u00f2 sempre apprezzare.\nsapr\u00f2 sempre apprezzare.\n\nHarriet le baci\u00f2 la mano in segno di silenziosa e sottomessa gratitudine. Emma era\nmolto decisa nel ritenere che un tale attaccamento non fosse una cosa negativa per la sua\namica. La sua tendenza sarebbe stata quella di elevare e perfezionare la sua mente e doveva\nsalvarla dal pericolo della degradazione.\n\n\n\n\nCAPITOLO V\n\n\nIn questo stato di progetti, speranze e connivenze, il mese di giugno si apr\u00ec su\nHartfield. Per Highbury in generale non port\u00f2 alcun cambiamento sostanziale. Gli\nElton parlavano ancora di una visita dei Suckling e dell'uso che si sarebbe fatto del loro barocco-landau.\ndi una visita dei Suckling e dell'uso che si sarebbe fatto del loro barouche-landau; e Jane Fairfax era ancora a casa della nonna.\nnonna; e dato che il ritorno dei Campbell dall'Irlanda era ancora\nd'Irlanda era stato ritardato e si era fissato il mese di agosto, invece di quello di mezza estate.\nprobabilmente sarebbe rimasta l\u00ec ancora per due mesi, a patto che almeno\ndi Mrs. Elton al suo servizio e si salvasse dall'essere\ndi Mrs. Elton al suo servizio, evitando cos\u00ec di essere\nvolont\u00e0.\n\nIl signor Knightley, che, per qualche motivo a lui stesso noto, aveva certamente preso\ncertamente un'antipatia precoce nei confronti di Frank Churchill, non faceva altro che\nsempre pi\u00f9 antipatico. Cominciava a sospettarlo di qualche doppio gioco nella\ndi un qualche doppio gioco nel suo inseguimento di Emma. Che Emma fosse il suo obiettivo sembrava indiscutibile.\nOgni cosa lo dichiarava: le sue attenzioni, le allusioni del padre, il silenzio della suocera.\nsuocera, il suo silenzio sorvegliato; tutto era all'unisono: parole, comportamento,\ndiscrezione e indiscrezione, raccontavano la stessa storia. Ma mentre cos\u00ec tanti\nlo stavano dedicando a Emma, e Emma stessa lo stava facendo diventare Harriet,\nMr. Knightley cominci\u00f2 a sospettare che avesse qualche inclinazione a scherzare con Jane Fairfax.\nJane Fairfax. Non riusciva a capirlo, ma c'erano sintomi di intelligenza tra loro.\ndi intelligenza tra loro, cos\u00ec pensava, almeno sintomi di ammirazione da parte di lui.\nda parte di lui, che, una volta osservati, non riusciva a persuadersi di ritenere\ndi pensare che fossero del tutto privi di significato, per quanto desiderasse sfuggire agli errori di immaginazione di Emma.\nerrori di immaginazione di Emma. Lei non era presente quando il\nsospetto \u00e8 sorto per la prima volta. Era a cena con i Randall e Jane, dagli Elton.\nJane, dagli Elton; e aveva visto uno sguardo, pi\u00f9 di uno sguardo,\na Miss Fairfax, che, da parte dell'ammiratore di Miss Woodhouse, sembrava\nun po' fuori luogo. Quando era di nuovo in loro compagnia, non poteva\nnon pot\u00e9 fare a meno di ricordare ci\u00f2 che aveva visto; n\u00e9 pot\u00e9 evitare di fare osservazioni\nche, a meno che non fosse come Cowper e il suo fuoco al crepuscolo,\n\n Io stesso che creo ci\u00f2 che ho visto,\n\n\ngli fece sorgere il sospetto ancora pi\u00f9 forte che tra Frank Churchill e la sua famiglia ci fosse qualcosa di\ndi simpatia privata, di intesa privata, tra Frank Churchill e Jane.\ne Jane.\n\nUn giorno, dopo cena, era salito a piedi, come faceva spesso, per trascorrere la serata a Hartfield.\nserata a Hartfield. Emma e Harriet stavano andando a fare una passeggiata; lui si un\u00ec a loro.\ne, al ritorno, si unirono a un gruppo pi\u00f9 numeroso che, come loro, ritenevano pi\u00f9 saggio fare attivit\u00e0 fisica presto,\nche, come loro, ritenevano pi\u00f9 saggio fare esercizio fisico presto, dato che il tempo minacciava pioggia.\nMr. e Mrs. Weston e il loro figlio, Miss Bates e sua nipote, che aveva accidentalmente\ne sua nipote, che si erano incontrati per caso. Tutti si unirono e, arrivati al cancello di\ndi Hartfield, Emma, che sapeva che si trattava esattamente del tipo di visita\nvisita che sarebbe stata gradita a suo padre, fece pressione su tutti perch\u00e9 entrassero\ne bere il t\u00e8 con lui. I Randall accettarono immediatamente;\ne dopo un discorso piuttosto lungo di Miss Bates, che poche persone\nBates, che poche persone hanno ascoltato, anche lei ha trovato la possibilit\u00e0 di accettare l'invito della cara Miss Woodhouse.\ninvito della cara Miss Woodhouse.\n\nMentre stavano entrando nel parco, pass\u00f2 il signor Perry a cavallo.\na cavallo. I signori parlarono del suo cavallo.\n\n A proposito, disse Frank Churchill a Mrs. Weston di l\u00ec a poco, che ne \u00e8 stato del progetto di Mr.\nche fine ha fatto il progetto di Mr. Perry di sistemare la sua carrozza?\n\nMrs. Weston sembr\u00f2 sorpresa e disse: \"Non sapevo che lui avesse mai\navesse un piano del genere.\n\n No, l'ho avuta da te. Me ne avete parlato tre mesi fa.\n\n Io! Impossibile!\n\n \u00c8 vero, l'hai fatto. Me lo ricordo perfettamente. L'ha menzionato come ci\u00f2 che sarebbe\nsicuramente molto presto. La signora Perry l'aveva detto a qualcuno, ed era\nestremamente felice della cosa. Fu grazie alla sua persuasione, in quanto riteneva che\npensava che stare fuori con il brutto tempo gli facesse molto male. Dovete\nricorder\u00e0 ora?\n\n Parola mia, non ne ho mai sentito parlare fino a questo momento.\n\n Mai! Davvero, mai! Che io sia benedetto! Come potrebbe essere? Allora devo averlo\nsognato, ma ero completamente convinta Miss Smith, lei cammina come se fosse stanca.\nstanca. Non vi dispiacer\u00e0 ritrovarvi a casa.\n\n Che cos'\u00e8 questo? Che cos'\u00e8? grid\u00f2 il signor Weston, parlando di Perry e di una carrozza?\ncarrozza? Perry ha intenzione di montare la sua carrozza, Frank? Sono contento che\nche possa permettersela. L'ha avuta da lui stesso, vero?\n\n No, signore, rispose il figlio, ridendo, sembra che non l'abbia avuta da nessuno.\nnessuno. Molto strano! Ero davvero convinto che Mrs. Weston ne avesse parlato\nWeston ne avesse parlato in una delle sue lettere a Enscombe, molte settimane fa, con\ncon tutti questi particolari, ma dato che dichiara di non averne mai sentito una sillaba prima.\nprima, ovviamente deve essere stato un sogno. Sono una grande sognatrice. I\nsogno ogni persona ad Highbury quando sono via e quando ho passato in rassegna i miei\nquando ho passato in rassegna i miei amici particolari, allora inizio a sognare i signori Perry.\nPerry.\n\n \u00c8 strano, per\u00f2, osserv\u00f2 il padre, che lei abbia fatto un sogno cos\u00ec\nsogno cos\u00ec regolare su persone a cui non era molto probabile che tu\nche non era probabile che tu pensassi a Enscombe. Perry sta preparando la sua carrozza!\nsua moglie lo ha convinto a farlo, per la sua salute.\naccadr\u00e0, non ho dubbi, un giorno o l'altro; solo un po' prematuro.\nprematuro. Che aria di probabilit\u00e0 si respira a volte in un sogno!\nE altre volte, che mucchio di assurdit\u00e0! Beh, Frank, il tuo\nsogno dimostra certamente che Highbury \u00e8 nei tuoi pensieri quando sei\nassente. Emma, tu sei una grande sognatrice, credo?\n\nEmma non si sentiva. Si era affrettata a precedere i suoi ospiti per\npadre per la loro apparizione, e non era alla portata di Mr.\nMr. Weston.\n\n A dire la verit\u00e0, grid\u00f2 Miss Bates, che aveva cercato invano di farsi sentire negli ultimi due minuti, se devo parlare di questo argomento.\ndi farsi sentire negli ultimi due minuti, se devo parlare di questo argomento,\nnon si pu\u00f2 negare che Mr. Frank Churchill possa aver sognato.\nNon voglio dire che non l'abbia sognato, sono sicura che a volte faccio i sogni pi\u00f9 strani del mondo.\nsogni pi\u00f9 strani del mondo, ma se vengo interrogato al riguardo, devo ammettere che\ndevo ammettere che la scorsa primavera c'\u00e8 stata un'idea del genere, perch\u00e9 la stessa signora Perry\nPerry stessa l'ha accennata a mia madre, e i Coles ne erano a conoscenza come noi.\nma era un vero e proprio segreto, non era noto a nessun altro, e ci si pensava solo\npensato solo per circa tre giorni. La signora Perry era molto ansiosa che lui avesse una\ncarrozza e una mattina and\u00f2 da mia madre di buon umore perch\u00e9 pensava di averla avuta vinta.\nperch\u00e9 pensava di aver prevalso. Jane, non ricordi che\nnonna ce ne parl\u00f2 quando tornammo a casa? Non ricordo dove eravamo\nmolto probabilmente a Randalls; s\u00ec, credo che fosse a\nRandalls. La signora Perry \u00e8 sempre stata particolarmente affezionata a mia madre.\nnon so chi non lo sia e glielo aveva accennato in via confidenziale;\nnon aveva obiezioni a che ce lo dicesse, naturalmente, ma non doveva andare oltre.\ne, da quel giorno a oggi, non l'ho mai menzionato ad anima viva che io sappia.\nche io conosca. Allo stesso tempo, non risponder\u00f2 positivamente di non aver mai\nnon ho mai fatto un accenno, perch\u00e9 so che a volte mi capita di far saltare fuori una cosa\nprima di esserne consapevole. Sono un chiacchierone, lo sapete; sono piuttosto un chiacchierone; e\ne di tanto in tanto mi sono lasciata sfuggire una cosa che non avrei dovuto. Non sono\ncome Jane; vorrei esserlo. Risponder\u00f2 a questa domanda: lei non ha mai tradito la\nminima cosa al mondo. Dov'\u00e8? Oh! Proprio dietro. Ricorda perfettamente\nricordare l'arrivo della signora Perry. Un sogno straordinario, davvero!\n\nStavano entrando nel salone. Gli occhi di Mr. Knightley avevano preceduto quelli di Miss\nBates in uno sguardo a Jane. Dal volto di Frank Churchill, dove credeva di vedere\nFrank Churchill, dove credeva di aver visto confusione soppressa o derisa, si era involontariamente girato verso il suo\ninvolontariamente si era girato verso il suo; ma lei era davvero indietro, e troppo occupata\ncon il suo scialle. Mr. Weston era entrato. Gli altri due signori\naspettavano sulla porta per lasciarla passare. Mr. Knightley sospett\u00f2 in Frank\nChurchill la determinazione di catturare il suo sguardo, sembrava che la guardasse\ninvano, tuttavia, se cos\u00ec fosse, Jane pass\u00f2 tra di loro nel\ntra loro nel salone e non guard\u00f2 nessuno dei due.\n\nNon c'era tempo per altre osservazioni o spiegazioni. Il sogno doveva essere\ne Mr. Knightley doveva prendere posto con gli altri intorno al grande e moderno tavolo circolare\nil grande tavolo circolare moderno che Emma aveva introdotto a Hartfield,\ne che solo Emma avrebbe potuto collocare l\u00ec e convincere il padre a usarlo.\nconvincere il padre a usarlo, al posto del Pembroke di piccole dimensioni, sul quale\nche per quarant'anni aveva affollato due dei suoi pasti quotidiani. Il t\u00e8\npass\u00f2 piacevolmente e nessuno sembr\u00f2 avere fretta di muoversi.\n\n Signorina Woodhouse, disse Frank Churchill, dopo aver esaminato un tavolo dietro di lui, che poteva raggiungere mentre era seduto, faccia portare via i suoi nipoti.\nche poteva raggiungere mentre era seduto, i suoi nipoti hanno portato via i loro\ni loro alfabeti, la loro scatola di lettere? Una volta stava qui. Dov'\u00e8?\ndov'\u00e8? Questa \u00e8 una serata dall'aspetto scialbo, che dovrebbe essere trattata\npiuttosto come un inverno che come un'estate. Ci siamo divertiti molto con quelle lettere\nuna mattina. Voglio rompervi di nuovo le scatole.\n\nEmma era contenta di questo pensiero; e, dopo aver preso la scatola, il tavolo fu subito cosparso di alfabeti.\nrapidamente il tavolo fu cosparso di alfabeti, che nessuno sembrava tanto\nnessuno sembrava tanto disposto a usarli quanto loro due. Stavano rapidamente formando parole\nper l'altro o per chiunque altro fosse perplesso. La\nLa tranquillit\u00e0 del gioco lo rendeva particolarmente adatto al signor Woodhouse,\nche spesso era stato angosciato da quelli pi\u00f9 animati, che Mr.\nWeston aveva occasionalmente introdotto, e che ora sedeva felicemente occupato a\ncon tenera malinconia, per la partenza dei poveri ragazzi, o per indicare con affetto\ndei poveri ragazzi, o nel sottolineare affettuosamente, quando prendeva in mano una lettera\nlettera che gli capitava a tiro, quanto fosse bella la scrittura di Emma.\n\nFrank Churchill rivolse una parola a Miss Fairfax. Lei diede una leggera\nsguardo intorno al tavolo e si dedic\u00f2 alla questione. Frank era accanto a\nEmma, Jane di fronte a loro e Mr. Knightley in una posizione tale da poterli vedere tutti.\ntutti; e il suo obiettivo era quello di vedere il pi\u00f9 possibile, con il minor numero di osservazioni apparenti.\nosservazione apparente. La parola fu scoperta e, con un lieve sorriso, fu allontanata.\ne con un lieve sorriso la scacci\u00f2. Se fosse stata destinata a essere immediatamente mischiata con le altre, e\ne nascosta alla vista, avrebbe dovuto guardare sul tavolo invece che\ntavolo invece di guardare dall'altra parte, perch\u00e9 non era mischiata; e Harriet, desiderosa di ogni nuova parola, non ne trov\u00f2 nessuna.\nogni nuova parola, ma non trovandone nessuna, la prese subito e si mise al lavoro.\nal lavoro. Era seduta accanto a Mr. Knightley e si rivolse a lui per chiedere aiuto.\nLa parola era _blunder_; e mentre Harriet la proclamava con esultanza, c'era un rossore su Jane.\narrossire sulla guancia di Jane che le dava un significato non altrimenti\napparente. Mr. Knightley lo colleg\u00f2 al sogno; ma come potesse essere\ntutto ci\u00f2, era al di l\u00e0 della sua comprensione. Come la delicatezza, la discrezione\ndella sua favorita possano essere state cos\u00ec addormentate! Temeva che ci fosse\nun coinvolgimento deciso. L'insincerit\u00e0 e il doppio gioco sembravano\ndi incontrarlo a ogni passo. Queste lettere non erano che il veicolo per\ngalanteria e di trucchi. Si trattava di un gioco da ragazzi, scelto per nascondere un gioco pi\u00f9 profondo da parte di Frank Churchill.\ngioco pi\u00f9 profondo da parte di Frank Churchill.\n\nCon grande indignazione continu\u00f2 a osservarlo; con grande allarme e diffidenza, a osservare anche i suoi due compagni accecati.\ne diffidenza, ad osservare anche i suoi due compagni accecati. Vide una\nbreve parola preparata per Emma, e le fu data con uno sguardo sornione e\npudico. Vide che Emma l'aveva subito capita, e la trov\u00f2 molto\ndivertente, anche se era una cosa che lei riteneva opportuno\nsembrava censurare; infatti disse: \"Sciocchezze! Vergogna!  Sent\u00ec Frank\nChurchill dire, con un'occhiata a Jane, \"Glielo dar\u00f2 io?\ne altrettanto chiaramente sent\u00ec Emma che si opponeva con un'impaziente risata.\ncalore.  No, no, non dovete, non dovete proprio.\n\nTuttavia \u00e8 stato fatto. Questo giovane galante, che sembrava amare senza\nsentimento e di raccomandarsi senza compiacenza, consegn\u00f2 direttamente\na Miss Fairfax, e con un particolare grado di seducente civilt\u00e0 la invit\u00f2 a studiarlo.\ncivilt\u00e0 la preg\u00f2 di studiarla. L'eccessiva curiosit\u00e0 di Mr.\ndi sapere che cosa potesse essere questa parola, gli fece cogliere ogni momento possibile per\ndi dardeggiare lo sguardo verso di essa, e non pass\u00f2 molto tempo prima che vedesse che si trattava di\nche si trattava di _Dixon_. La percezione di Jane Fairfax sembr\u00f2 accompagnare quella di lui; la sua comprensione era certamente pi\u00f9\ncomprensione era certamente pi\u00f9 all'altezza del significato nascosto, della\nintelligenza superiore di quelle cinque lettere cos\u00ec disposte. Era\nevidentemente dispiaciuta; alz\u00f2 lo sguardo e, vedendosi osservata, arross\u00ec\narross\u00ec pi\u00f9 profondamente di quanto lui l'avesse mai percepita, e dicendo solo: \"Non sapevo che i nomi propri fossero ammessi\", spinse\nnon sapevo che i nomi propri fossero consentiti, spinse via le lettere con uno spirito persino\ncon uno spirito persino rabbioso, e sembrava decisa a non farsi ingaggiare da nessun'altra parola\nparola che potesse essere offerta. Il suo viso era distolto da coloro che avevano\nattacco e si volt\u00f2 verso la zia.\n\n S\u00ec, \u00e8 vero, mia cara\", esclam\u00f2 quest'ultima, anche se Jane non aveva detto una parola.\nuna parola, stavo per dire la stessa cosa. \u00c8 ora che ce ne andiamo\ndi andarcene. La sera si avvicina e la nonna ci cercher\u00e0.\nper noi. Mio caro signore, siete troppo gentile. Dobbiamo davvero augurarle la buona\nnotte.\n\nLa prontezza di Jane nel muoversi, dimostr\u00f2 che era pronta come la zia aveva\nzia aveva previsto. Si alz\u00f2 subito e volle lasciare il tavolo;\nma erano cos\u00ec tanti quelli che si muovevano, che non riusc\u00ec ad allontanarsi; e Mr.\nKnightley credette di aver visto un'altra collezione di lettere spingere ansiosamente verso di lei\nverso di lei, e risolutamente spazzata via da lei senza essere esaminata. Lei stava\ndopo stava cercando il suo scialle Frank Churchill stava cercando anche lui.\nera sempre pi\u00f9 buio e la stanza era in preda alla confusione; e come si separarono?\nMr. Knightley non seppe dirlo.\n\nRimase a Hartfield dopo tutto il resto, con i pensieri pieni di ci\u00f2 che aveva visto.\ndi ci\u00f2 che aveva visto; cos\u00ec pieni che, quando arrivarono le candele per aiutare le sue\nosservazioni, doveva s\u00ec, doveva certamente, come un amico un amico ansioso\namico dare a Emma qualche suggerimento, farle qualche domanda. Non poteva vederla\nin una situazione di tale pericolo, senza cercare di preservarla. Era\nsuo dovere.\n\n Di grazia, Emma, disse, posso chiedere in che cosa risiedeva il grande divertimento, la\nstruggente dell'ultima parola data a voi e alla signorina Fairfax? Ho visto\nla parola, e sono curiosa di sapere come abbia potuto essere cos\u00ec divertente\nper l'una e cos\u00ec angosciante per l'altra.\n\nEmma era estremamente confusa. Non riusciva a sopportare di dargli la vera spiegazione.\nspiegazione; infatti, sebbene i suoi sospetti non fossero affatto eliminati, si\nsi vergognava davvero di averli rivelati.\n\n Oh! grid\u00f2 lei in evidente imbarazzo, tutto questo non significava nulla; un semplice\nscherzo tra di noi.\n\n Lo scherzo, rispose gravemente, sembrava limitato a lei e a Mr.\nChurchill.\n\nLui sperava che lei parlasse di nuovo, ma non lo fece. Preferiva\npiuttosto che parlare. Rimase per un po' in dubbio.\ndubbio. Una serie di mali gli passarono per la testa. Interferenza infruttuosa\ninterferenza. La confusione di Emma, e l'intimit\u00e0 riconosciuta, sembravano\ndichiarare il suo affetto impegnato. Eppure avrebbe parlato. Lo doveva a\na lei, di rischiare qualsiasi cosa possa essere coinvolta in una sgradita\ninterferenza, piuttosto che il suo benessere; affrontare qualsiasi cosa, piuttosto che\npiuttosto che il ricordo di una negligenza in una simile causa.\n\n Mia cara Emma, disse infine, con sincera gentilezza, pensate di aver capito perfettamente il grado di conoscenza\ndi aver compreso perfettamente il grado di conoscenza tra il\nsignore e la signora di cui abbiamo parlato?\n\n Tra il signor Frank Churchill e la signorina Fairfax? Oh! S\u00ec, perfettamente. Perch\u00e9\nne dubita?\n\n Non ha mai avuto motivo di pensare che lui la ammirasse o che lei lo ammirasse?\nche lei ammirasse lui?\n\n Mai, mai! grid\u00f2 con una foga incredibile Mai, per la ventesima parte del momento, mi \u00e8 venuta in mente un'idea del genere.\nper la ventesima parte di un momento, mi \u00e8 venuta in mente un'idea del genere. E come potrebbe\ncome potrebbe venirvi in mente?\n\n Ultimamente ho immaginato di aver visto sintomi di attaccamento tra\ntra loro alcuni sguardi espressivi, che non credevo dovessero essere\npubblico.\n\n Oh! Mi divertite eccessivamente. Sono felice di scoprire che potete\ndi lasciar vagare la vostra immaginazione, ma non lo far\u00e0.\ndi controllarti nel tuo primo saggio, ma in effetti non va bene. Non c'\u00e8\nammirazione tra di loro, ve lo assicuro; e le apparenze che vi hanno catturato\nche vi hanno catturato, sono nate da circostanze particolari, da sentimenti\ndi natura totalmente diversa che \u00e8 impossibile spiegare con esattezza.\n\u00e8 impossibile spiegare con esattezza: c'\u00e8 una buona dose di assurdit\u00e0, ma la parte che \u00e8 in grado di essere comunicata, cio\u00e8 il senso\nche pu\u00f2 essere comunicata, che \u00e8 sensata, \u00e8 che essi sono lontani da qualsiasi\ndall'attaccamento o dall'ammirazione l'uno per l'altro, come possono esserlo due esseri al mondo.\nmondo possano essere. Cio\u00e8, io _presumo_ che sia cos\u00ec da parte di lei, e posso\nposso rispondere che \u00e8 cos\u00ec da parte di lui. Risponder\u00f2 per l'indifferenza del signore.\nindifferenza.\n\nParlava con una sicurezza che faceva barcollare, con una soddisfazione che\nammutol\u00ec il signor Knightley. Era di ottimo umore e avrebbe voluto\nprolungare la conversazione, volendo ascoltare i dettagli dei suoi\nsospetti, ogni sguardo descritto e tutti i dove e i come di una circostanza che la divertiva molto.\ncircostanze che la divertivano molto, ma l'allegria di lui non soddisfaceva\nla sua. Si accorse che non poteva essere utile e che i suoi sentimenti erano troppo irritati per\nirritati per parlare. Per evitare di essere irritato fino alla febbre\nfebbre, a causa del fuoco che le tenere abitudini di Mr.\nWoodhouse richiedevano quasi ogni sera per tutto l'anno, si conged\u00f2 in fretta e furia e torn\u00f2 a casa\ne si incammin\u00f2 verso il fresco e la solitudine dell'Abbazia di Donwell.\n\n\n\n\nCAPITOLO VI\n\n\nDopo aver alimentato a lungo le speranze di una rapida visita dei coniugi Suckling, il mondo di Highbury \u00e8 stato costretto a sopportare la mortificazione di una visita di un'altra persona.\nSuckling, il mondo di Highbury \u00e8 stato costretto a sopportare la mortificazione\ndi sentire che non sarebbero potuti venire prima dell'autunno. Nessuna novit\u00e0\nnovit\u00e0 avrebbe potuto arricchire le loro scorte intellettuali al momento.\nal momento. Nell'interscambio quotidiano di notizie, devono essere di nuovo\ndevono di nuovo limitarsi agli altri argomenti con cui per un po' di tempo la venuta dei Suckling\nSucklings, come ad esempio gli ultimi resoconti della signora Churchill,\nChurchill, la cui salute sembrava fornire ogni giorno un resoconto diverso, e la situazione di Mrs.\nWeston, la cui felicit\u00e0 si sperava potesse essere aumentata\ndi Mrs. Weston, la cui felicit\u00e0 si sperava potesse essere accresciuta dall'arrivo di un bambino, come quella di tutti i suoi vicini\ntutti i suoi vicini era aumentata dall'avvicinarsi di un bambino.\n\nMrs. Elton era molto delusa. Era il ritardo di una grande quantit\u00e0\npiacere e di una sfilata. Le sue presentazioni e raccomandazioni dovevano\naspettare, e ogni festa progettata era ancora solo chiacchierata. Cos\u00ec pensava\nall'inizio; ma un po' di considerazione la convinse che ogni cosa\nnon doveva essere rimandato. Perch\u00e9 non esplorare Box Hill anche se i Suckling non sono venuti?\nSuckling non venissero? Potevano tornarci con loro in autunno.\nautunno. Fu deciso che sarebbero andati a Box Hill. Che ci sarebbe stata\nche ci sarebbe stata una festa di questo tipo era noto da tempo: aveva persino fatto nascere l'idea\nidea di un'altra. Emma non era mai stata a Box Hill; desiderava vedere\nche tutti ritenevano cos\u00ec meritevole di essere visto, e lei e Mr.\nWeston avevano deciso di scegliere una bella mattina per andarci. Altri due o tre\naltri due o tre dei prescelti dovevano essere ammessi a unirsi a loro, e doveva essere\nin un modo tranquillo, senza pretese, elegante, infinitamente superiore alla\npreparazione, alle regolari mangiate e bevute e alle parate di picnic degli Elton e dei\npicnic degli Elton e dei Suckling.\n\nQuesto era cos\u00ec ben compreso tra loro, che Emma non pot\u00e9 non provare una certa\nsorpresa e un po' di dispiacere nell'apprendere da Mr.\nWeston che aveva proposto a Mrs. Elton, visto che il fratello e la sorella l'avevano delusa, di unire le due parti e di andare a casa sua.\nsorella l'avevano delusa, di unire le due parti e di andare insieme.\ne che Mrs. Elton aveva acconsentito molto prontamente, cos\u00ec doveva essere\ndoveva essere cos\u00ec, se lei non avesse avuto obiezioni. Ora, poich\u00e9 la sua obiezione non era altro che\nnon era altro che la sua grande antipatia per Mrs. Elton, di cui Mr. Weston doveva essere gi\u00e0\nWeston doveva essere gi\u00e0 perfettamente a conoscenza, non valeva la pena di riproporla: non si poteva\nnon poteva essere fatto senza un rimprovero a lui, che avrebbe dato dolore\nsua moglie; e si trov\u00f2 quindi costretta ad acconsentire a un accordo\nun accordo che avrebbe fatto di tutto per evitare; un accordo che probabilmente\nche probabilmente l'avrebbe esposta anche alla degradazione di essere\ndi essere considerata del partito di Mrs. Elton! Ogni sentimento era offeso e\nLa tolleranza della sua sottomissione esteriore lasci\u00f2 un pesante arretrato di\nsegreta severit\u00e0 nelle sue riflessioni sull'ingestibile benevolenza del carattere di Mr.\nWeston.\n\n Sono lieto che approviate ci\u00f2 che ho fatto\", disse lui molto serenamente.\n Ma pensavo che l'avreste fatto. Progetti come questi non sono nulla senza\nnumeri. Non si pu\u00f2 avere un partito troppo numeroso. Un gruppo numeroso si assicura il\ndivertimento. E lei, dopotutto, \u00e8 una donna di buon carattere. Non si pu\u00f2\nlasciarla fuori.\n\nEmma non ha negato nulla di tutto ci\u00f2 ad alta voce e non ha accettato nulla di tutto ci\u00f2 in privato.\n\nEra ormai la met\u00e0 di giugno e il tempo era bello; e Mrs. Elton era sempre pi\u00f9 impaziente di scegliere il giorno e di accordarsi con Mr.\nElton era sempre pi\u00f9 impaziente di dare un nome al giorno e di accordarsi con Mr.\npiccioni e l'agnello freddo, quando un cavallo da tiro zoppo gett\u00f2 ogni cosa\nnella triste incertezza. Potevano passare settimane, o pochi giorni,\nprima che il cavallo fosse utilizzabile; ma non si poteva azzardare nessun preparativo\ne tutto era malinconicamente stagnante. Le risorse di Mrs. Elton erano\nMrs. Elton erano inadeguate a un simile attacco.\n\n Non \u00e8 molto fastidioso, Knightley? grid\u00f2. E questo tempo\nper esplorare! Questi ritardi e queste delusioni sono davvero odiosi. Che cosa\ncosa dobbiamo fare? L'anno si consumer\u00e0 di questo passo e non si far\u00e0 nulla.\nPrima di questo periodo dell'anno scorso, vi assicuro che avevamo avuto un delizioso\nesplorazione da Maple Grove a Kings Weston.\n\n Fareste meglio a esplorare Donwell, rispose il signor Knightley.  Questo si pu\u00f2\nessere fatto senza cavalli. Venite a mangiare le mie fragole. Sono\nmaturando velocemente.\n\nSe Mr. Knightley non aveva iniziato seriamente, era obbligato a procedere cos\u00ec,\nperch\u00e9 la sua proposta fu colta con piacere; e il \"Oh! Mi piacerebbe\" di tutte le cose\ndi tutte le cose, non era pi\u00f9 chiaro nelle parole che nei modi. Donwell era\nDonwell era famosa per i suoi letti di fragole, il che sembrava un'esortazione all'invito:\nma non era necessario; i letti di cavoli sarebbero stati sufficienti per tentare la signora, che voleva solo essere\nla signora, che voleva solo andare da qualche parte. Gli promise ancora\ndi venire molto pi\u00f9 spesso di quanto lui non dubitasse e fu estremamente\nestremamente gratificata da una tale prova di intimit\u00e0, un complimento cos\u00ec distintivo\ncome lei aveva scelto di considerarlo.\n\n Potete contare su di me, disse lei.  Verr\u00f2 sicuramente. Dimmi il tuo\ngiorno e verr\u00f2. Mi permetterete di portare Jane Fairfax?\n\n Non posso nominare un giorno, disse, finch\u00e9 non avr\u00f2 parlato con altri che vorrei incontrare.\nche vorrei incontrare.\n\n Oh! Lascia fare a me. Datemi solo carta bianca. Sono la Signora\nPatrona, lo sapete. \u00c8 la mia festa. Porter\u00f2 degli amici con me.\n\n Spero che porterete Elton\", disse, \"ma non vi disturber\u00f2 a dare altri inviti\".\naltri inviti.\n\n Oh! Ora sembri molto furbo. Ma considerate che non dovete temere\ndi delegare il potere a me. Non sono una giovane donna in carriera.\nLe donne sposate, si sa, possono essere autorizzate con sicurezza. \u00c8 il mio partito.\nLasciate fare tutto a me. Inviter\u00f2 i vostri ospiti.\n\n No, rispose con calma, c'\u00e8 solo una donna sposata al mondo\nche posso permettere di invitare a Donwell gli ospiti che vuole, e quella \u00e8\nquella \u00e8\n\n Mrs. Weston, suppongo, interruppe Mrs. Elton, piuttosto mortificata.\n\n No Mrs. Knightley; e fino a quando non sar\u00e0 in vita, gestir\u00f2 queste\nquestioni da sola.\n\n Ah! Siete una strana creatura! esclam\u00f2, soddisfatta di non avere nessuno\npreferito a se stessa. Siete un umorista e potete dire quello che volete.\nProprio un'umorista. Bene, porter\u00f2 con me Jane e sua zia.\nzia. Il resto lo lascio a voi. Non ho alcuna obiezione a incontrare\nla famiglia Hartfield. Non fatevi scrupoli. So che siete affezionati a loro.\n\n Li incontrerete sicuramente se riuscir\u00f2 ad avere la meglio; e far\u00f2 visita a Miss Bates mentre torno a casa.\nMiss Bates mentre torno a casa.\n\n Non \u00e8 necessario, vedo Jane tutti i giorni: ma come volete. Si tratta di\nun programma mattutino, sapete, Knightley; una cosa piuttosto semplice. I\nindosser\u00f2 una grande cuffietta e porter\u00f2 uno dei miei piccoli cestini appesi\nal braccio. Ecco, probabilmente questo cestino con un nastro rosa. Niente pu\u00f2 essere\npi\u00f9 semplice, vedete. E Jane ne avr\u00e0 un altro. Non ci sar\u00e0\nnessuna forma o sfilata, una sorta di festa zingara. Dovremo passeggiare per i vostri\ngiardini, raccogliere le fragole e sederci sotto gli alberi.\nalberi; e qualsiasi altra cosa vogliate offrire, sar\u00e0 tutta all'aperto.\nall'aperto, con un tavolo all'ombra. Tutto il pi\u00f9 naturale\ne semplice possibile. Non \u00e8 questa la vostra idea?\n\n Non proprio. La mia idea di semplicit\u00e0 e naturalezza sar\u00e0 quella di avere la tavola\ntavola imbandita in sala da pranzo. La natura e la semplicit\u00e0 dei signori e delle signore\ngentiluomini e delle signore, con la loro servit\u00f9 e i loro mobili, penso che sia\nla natura e la semplicit\u00e0 di gentiluomini e gentildonne, con la loro servit\u00f9 e i loro mobili, credo sia meglio osservarla mangiando a casa. Quando sarete stanchi di mangiare\nfragole in giardino, ci sar\u00e0 della carne fredda in casa.\n\n Bene, come volete; solo che non avete una grande scenografia. E, a proposito,\nio o la mia governante possiamo esservi utili con la nostra opinione? Vi prego di essere\nsincero, Knightley. Se desiderate che parli con la signora Hodges, o che ispezioni\nispezionare qualcosa\n\n Non ne ho il minimo desiderio, vi ringrazio.\n\n Beh, ma se dovessero sorgere delle difficolt\u00e0, la mia governante \u00e8 estremamente\nintelligente.\n\n Risponder\u00f2 che la mia pensa di essere altrettanto intelligente, e che\ne rifiuta l'assistenza di chiunque.\n\n Vorrei che avessimo un asino. Sarebbe bello se venissimo tutti sugli asini.\nasini, Jane, Miss Bates, io e il mio caro sposo a piedi. I\ndevo proprio parlargli di acquistare un asino. In una vita di campagna\nconcepisco che sia una sorta di necessit\u00e0; perch\u00e9, anche se una donna ha sempre tante\nrisorse, non \u00e8 possibile che rimanga sempre chiusa in casa.\ne le passeggiate molto lunghe, si sa che d'estate c'\u00e8 polvere e d'inverno c'\u00e8 sporcizia.\ninverno c'\u00e8 la sporcizia.\n\n Non troverete nessuno dei due, tra Donwell e Highbury. Donwell Lane\nnon \u00e8 mai polverosa e ora \u00e8 perfettamente asciutta. Tuttavia, venite su un asino,\nse lo preferite. Potete prendere in prestito quello della signora Cole.\nche ogni cosa sia il pi\u00f9 possibile di vostro gusto.\n\n Ne sono certo. In effetti vi rendo giustizia, mio buon amico.\nSotto quel particolare tipo di modi asciutti e schietti, so che avete un cuore\ncuore pi\u00f9 caldo. Come ho detto al signor E., lei \u00e8 un umorista completo. S\u00ec,\ncredetemi, Knightley, sono pienamente consapevole delle vostre attenzioni nei miei confronti in\ntutto questo piano. Avete trovato la cosa giusta per farmi piacere\nme.\n\nIl signor Knightley aveva un altro motivo per evitare un tavolo all'ombra. Voleva\ndesiderava convincere Mr. Woodhouse, cos\u00ec come Emma, a unirsi alla festa;\ne sapeva che far sedere qualcuno di loro fuori casa per mangiare\nsarebbe stato inevitabile farlo ammalare. Mr. Woodhouse non doveva, con la\npretesto di un viaggio mattutino in auto e di un'ora o due trascorse a\nDonwell, essere tentato dalla sua miseria.\n\nEra stato invitato in buona fede. Nessun orrore in agguato doveva rimproverargli\nper la sua facile credulit\u00e0. Accett\u00f2. Non era stato a Donwell per\ndue anni.  In una bella mattinata, lui, Emma e Harriet, potevano andare\nmolto bene; e poteva restare seduto con Mrs. Weston, mentre le care ragazze\nragazze passeggiavano nei giardini. Non pensava che potessero essere umide\nora, a met\u00e0 giornata. Gli sarebbe piaciuto molto rivedere la vecchia casa\ne sarebbe stato molto felice di incontrare Mr. e Mrs. Elton,\ne tutti gli altri suoi vicini. Non vedeva alcuna obiezione\na che lui, Emma e Harriet ci vadano una bella mattina.\nPensava che Mr. Knightley avesse fatto molto bene a invitarli, molto gentile\ne sensato, molto pi\u00f9 intelligente che cenare fuori. Non gli piaceva cenare\nfuori.\n\nIl signor Knightley ha avuto la fortuna di ricevere il consenso di tutti. L'invito \u00e8 stato\nL'invito fu accolto ovunque cos\u00ec bene che sembrava che, come Mrs.\nMrs. Elton, tutti prendessero il progetto come un particolare complimento\na se stessi. Emma e Harriet si aspettavano di trarne un grande piacere.\ndi piacere; e Mr. Weston, non interpellato, promise di far arrivare Frank\ndi unirsi a loro, se possibile; una prova di approvazione e gratitudine di cui non si sarebbe potuto fare a meno.\nuna prova di approvazione e gratitudine di cui non si sarebbe potuto fare a meno. Mr. Knightley fu quindi costretto a dire\nche sarebbe stato felice di vederlo; e Mr. Weston si impegn\u00f2 a non perdere tempo a scrivere e a non risparmiare argomenti.\ntempo a scrivere e a non risparmiare argomenti per indurlo a venire.\n\nNel frattempo il cavallo zoppo si riprese cos\u00ec in fretta che la partenza per Box Hill fu di nuovo presa in considerazione.\nBox Hill fu di nuovo presa in considerazione e alla fine Donwell fu\nDonwell per un giorno e Box Hill per il successivo, visto che il tempo sembrava\nesattamente giusto.\n\nSotto il sole splendente di mezzogiorno, quasi in piena estate, il signor Woodhouse fu\nWoodhouse fu trasportato in carrozza, con un finestrino abbassato, per partecipare a questa festa all'aperto.\ndi questa festa all'aperto; e in una delle stanze pi\u00f9 confortevoli dell'Abbazia, preparata per lui con un fuoco acceso tutta la mattina.\ndell'Abbazia, appositamente preparata per lui con un fuoco acceso tutta la mattina, si trov\u00f2 felicemente\nfelicemente a suo agio, pronto a parlare con piacere dei risultati raggiunti e a consigliare ogni persona\ndi ci\u00f2 che era stato realizzato e di consigliare a tutti di venire a sedersi e di non scaldarsi.\ndi non scaldarsi. Mrs. Weston, che sembrava essere arrivata l\u00ec di proposito per\ndi essere stanca e di stare seduta tutto il tempo con lui, \u00e8 rimasta, quando tutti gli altri sono stati invitati o\ntutti gli altri erano stati invitati o convinti a uscire, la sua paziente ascoltatrice e\nascoltatore e simpatizzante.\n\nEra passato cos\u00ec tanto tempo dall'ultima volta che Emma era stata all'Abbazia che, non appena fu soddisfatta del benessere del padre, fu felice di lasciarlo.\ndi suo padre, fu lieta di lasciarlo e di guardarsi intorno.\nguardarsi intorno; desiderosa di rinfrescare e correggere la sua memoria con un'osservazione pi\u00f9\nosservazioni pi\u00f9 particolari, una comprensione pi\u00f9 esatta di una casa e di un terreno\nche dovevano essere sempre cos\u00ec interessanti per lei e per tutta la sua famiglia.\n\nProvava tutto l'orgoglio e il compiacimento onesto che la sua alleanza con il\ncon l'attuale e futuro proprietario, mentre osservava le dimensioni e lo stile rispettabili dell'edificio, le sue caratteristiche\nle dimensioni e lo stile rispettabili dell'edificio, la sua situazione adatta e\ncaratteristica situazione, bassa e riparata, i suoi ampi giardini\nche si estendevano fino a prati bagnati da un ruscello, di cui l'Abbazia, con tutta l'antica trascuratezza della prospettiva\nl'Abbazia, con tutta l'antica trascuratezza della prospettiva, non si vedeva quasi mai e l'abbondanza di legname\ndi legname in filari e viali, che n\u00e9 la moda n\u00e9 la stravaganza avevano\nn\u00e9 la moda n\u00e9 la stravaganza avevano sradicato. La casa era pi\u00f9 grande di Hartfield e totalmente diversa da essa.\nHartfield e totalmente diversa da essa, coprendo una buona quantit\u00e0 di terreno, irregolare, con molte case confortevoli e\nconfortevoli e una o due belle stanze. Era proprio come avrebbe dovuto essere\nessere, e aveva l'aspetto che aveva, ed Emma provava un crescente rispetto per\nper essa, in quanto residenza di una famiglia di vera nobilt\u00e0, incontaminata nel sangue e nella comprensione.\nsangue e comprensione. John Knightley aveva qualche difetto di carattere;\nma Isabella si era comportata in modo ineccepibile. Non aveva dato loro\nn\u00e9 uomini, n\u00e9 nomi, n\u00e9 luoghi che potessero far arrossire. Queste\nerano sentimenti piacevoli e lei li assecond\u00f2 finch\u00e9 non fu necessario fare come gli altri.\nfinch\u00e9 non fu necessario fare come gli altri e raccogliersi intorno ai letti di fragole.\nletti di fragole. Tutta la comitiva era riunita, eccetto Frank Churchill, che era atteso ogni momento.\nChurchill, che era atteso ogni momento da Richmond; e Mrs. Elton,\nMrs. Elton, con tutto il suo apparato di felicit\u00e0, la sua grande cuffietta e il suo cestino, era pronta a fare da apripista alla raccolta delle fragole.\npronto a fare da apripista per raccogliere, accettare o parlare di fragole, e solo di fragole.\nfragole, e solo di fragole si poteva pensare o parlare.\nparlare di fragole. Il miglior frutto in Inghilterra, il preferito da tutti, sempre\nsalutare. Questi sono i letti pi\u00f9 belli e le specie pi\u00f9 pregiate. Deliziose da raccogliere\nper se stessi, l'unico modo per goderseli davvero. Mattina decisamente\nil momento migliore mai stanchi ogni tipo di hautboy buono infinitamente\nsuperiore, non c'\u00e8 paragone con gli altri.\nChili preferito legno bianco sapore migliore di tutti prezzo delle fragole a Londra\nfragole a Londra abbondanza di fragole a Bristol Maple\nGrove letti di coltivazione quando devono essere rinnovati giardinieri pensare esattamente\nnessuna regola generale i giardinieri non devono mai essere messi fuori strada\nfrutta deliziosa solo troppo ricca per essere mangiata molto di inferiore alle\nciliegie ribes pi\u00f9 rinfrescante unica obiezione alla raccolta\nfragole il sole abbagliante, stanco da morire, non lo sopporta pi\u00f9.\nnon poteva pi\u00f9 sopportarlo e doveva andare a sedersi all'ombra.\n\nPer mezz'ora la conversazione fu cos\u00ec, interrotta solo una volta da Mrs.\nWeston, che usc\u00ec, nella sua premura per il genero, per chiedere se fosse arrivato e se fosse un po' inquieta.\nper chiedere se fosse arrivato ed era un po' inquieta. Aveva qualche timore per\ndel suo cavallo.\n\nFurono trovati dei posti a sedere all'ombra; e ora Emma fu costretta a\nascoltare ci\u00f2 di cui Mrs. Elton e Jane Fairfax stavano parlando. Una situazione,\nuna situazione molto desiderabile, era in questione. Mrs. Elton ne aveva ricevuto\nMrs. Elton ne aveva ricevuto notizia quella mattina ed era in visibilio. Non era con Mrs.\nSuckling, non era con Mrs. Bragge, ma in quanto a felicit\u00e0 e splendore non aveva nulla da invidiare a loro.\nera con una cugina della signora Bragge, una conoscente della signora Suckling.\nSuckling, una signora conosciuta a Maple Grove. Delizioso,\naffascinante, superiore, primi cerchi, sfere, linee, ranghi, ogni cosa e Mrs.\ne Mrs. Elton era entusiasta che l'offerta venisse chiusa con\nimmediatamente. Da parte sua, tutto era calore, energia e trionfo e si rifiut\u00f2 categoricamente di accettare l'offerta dell'amica.\nrifiut\u00f2 categoricamente di accettare l'offerta negativa dell'amica, anche se Miss Fairfax continu\u00f2 ad assicurarle che non avrebbe\nFairfax continu\u00f2 ad assicurarle che al momento non si sarebbe impegnata in alcun\ndi non impegnarsi in nessuna cosa, ripetendo gli stessi motivi che le erano stati\nprima. Mrs. Elton ha comunque insistito per essere autorizzata a scrivere un'acqui\nacquiescenza per posta il giorno dopo. Come Jane potesse sopportare tutto ci\u00f2, era\nstupefacente per Emma. Aveva un'aria irritata, parlava con tono deciso e alla fine\nalla fine, con una decisione d'azione insolita per lei, propose un\nrimozione. Non dovevano andare a piedi? Mr. Knightley non avrebbe mostrato loro i giardini?\ntutti i giardini? Desiderava vederne l'intera estensione. La\npertinacia della sua amica sembrava pi\u00f9 di quanto potesse sopportare.\n\nFaceva caldo; e dopo aver camminato per un po' nei giardini in maniera\nin modo sparso e dispersivo, a malapena in tre, si sono insensibilmente\nsi seguirono fino alla deliziosa ombra di un breve e ampio viale di tigli che si estendeva oltre il giardino\ndi tigli, che si estendeva al di l\u00e0 del giardino a una distanza uguale dal\nfiume, sembrava la fine del parco dei divertimenti. Non portava a nulla;\nniente, se non una vista alla fine su un basso muro di pietra con alti pilastri,\nche sembravano destinati, nella loro costruzione, a dare l'impressione di un accesso alla casa, che non aveva mai\ndi un accesso alla casa, che non c'era mai stato. Tuttavia, per quanto discutibile,\ndiscutibile, tuttavia, il gusto di una simile conclusione, era di per s\u00e9 una passeggiata\nuna passeggiata incantevole e la vista che la chiudeva era estremamente bella. Il notevole pendio\nconsiderevole pendio, ai piedi del quale si trovava l'Abbazia,\nl'Abbazia, acquisiva gradualmente una forma pi\u00f9 ripida al di l\u00e0 dei suoi terreni; e a mezzo miglio di distanza\na mezzo miglio di distanza si trovava un argine di considerevole asprezza e grandezza, ben\ne in fondo a questo argine, in posizione favorevole e riparata, si ergeva l'Abbazia.\ne riparata, si ergeva la fattoria Abbey Mill, con i prati di fronte e il fiume che faceva una curva stretta e piacevole.\nfiume che faceva una curva stretta e piacevole intorno ad essa.\n\nEra una vista dolce per gli occhi e per la mente. Verdure inglesi,\ncultura inglese, comfort inglese, visti sotto un sole luminoso, senza essere\nessere opprimente.\n\nIn questa passeggiata Emma e Mr. Weston trovarono tutti gli altri riuniti; e\nverso questa vista percep\u00ec subito Mr. Knightley e Harriet\ndistinti da tutti gli altri, che si facevano tranquillamente strada. Mr. Knightley e\nHarriet! Era uno strano t te- -t te; ma lei era contenta di vederlo. C'era stato un tempo in cui\nc'era stato un tempo in cui lui l'avrebbe disprezzata come compagna, e\ne si era allontanato da lei con poche cerimonie. Ora sembravano in piacevole\nconversazione. C'era stato anche un tempo in cui a Emma sarebbe dispiaciuto\ndi vedere Harriet in un luogo cos\u00ec favorevole per la fattoria di Abbey Mill;\nma ora non lo temeva pi\u00f9. Poteva essere tranquillamente vista con tutte le sue\ndi prosperit\u00e0 e bellezza, con i suoi ricchi pascoli, le greggi\ngreggi, il frutteto in fiore e la leggera colonna di fumo che sale. Lei\nli raggiunse presso il muro e li trov\u00f2 pi\u00f9 impegnati a parlare che a\na guardarsi intorno. Lui stava dando ad Harriet informazioni sui modi di fare agricoltura, ecc.\nagricoltura, ecc. ed Emma ricevette un sorriso che sembrava dire: \"Questi sono problemi miei\".\nsono le mie stesse preoccupazioni. Ho il diritto di parlare di questi argomenti senza essere sospettata di introdurre Robert Martin.\nsenza essere sospettata di aver presentato Robert Martin. Lei non lo sospettava.\nEra una storia troppo vecchia. Robert Martin aveva probabilmente smesso di pensare a\nHarriet. Fecero qualche giro insieme lungo la passeggiata. L'ombra era\nrinfrescante ed Emma la trov\u00f2 la parte pi\u00f9 piacevole della giornata.\n\nLa prossima mossa fu quella di andare a casa; dovevano andare tutti a mangiare; e tutti erano seduti e indaffarati, ma Frank Churchill ancora non arrivava.\nerano tutti seduti e indaffarati, ma Frank Churchill ancora non arrivava. Mrs.\nWeston cerc\u00f2 e cerc\u00f2 invano. Suo padre non voleva ammettere di essere\nsuo padre non si sarebbe detto a disagio e avrebbe riso dei suoi timori; ma lei non riusciva a liberarsi dal desiderio\nche lui si separasse dalla sua cavalla nera. Si era espresso in merito al\nvenire, con una certezza pi\u00f9 che comune.  Sua zia stava cos\u00ec bene,\nche non aveva dubbi di riuscire a raggiungerli. Lo stato della signora Churchill\nChurchill, tuttavia, come molti erano pronti a ricordarle, era suscettibile di variazioni improvvise\nvariazioni improvvise che avrebbero potuto deludere il nipote nella pi\u00f9 ragionevole\ne Mrs. Weston fu infine persuasa a credere, o a dire,\nche doveva essere per qualche attacco di Mrs. Churchill che gli era stato impedito di venire.\ndi arrivare. Emma guard\u00f2 Harriet mentre il punto era in esame;\nsi comport\u00f2 molto bene e non trad\u00ec alcuna emozione.\n\nIl pasto freddo era terminato e la comitiva doveva uscire ancora una volta a vedere\nper vedere ci\u00f2 che non era ancora stato visto, le vecchie peschiere dell'Abbazia; forse si sarebbe potuto arrivare\nforse arrivare fino al trifoglio, che si sarebbe iniziato a tagliare il giorno dopo, o, in ogni caso, avere il piacere di avere caldo e di crescere.\nin ogni caso, avere il piacere di avere caldo e di tornare al fresco. Mr.\nWoodhouse, che aveva gi\u00e0 fatto il suo giro nella parte pi\u00f9 alta dei giardini, dove non c'erano\ndei giardini, dove non si immaginava nemmeno l'arrivo del fiume, non si mosse pi\u00f9.\nnon si agit\u00f2 pi\u00f9; e la figlia decise di rimanere con lui,\nche Mrs. Weston potesse essere persuasa dal marito a fare l'esercizio e la variet\u00e0 che il suo spirito sembrava\ne alla variet\u00e0 di cui il suo spirito sembrava aver bisogno.\n\nMr. Knightley aveva fatto tutto ci\u00f2 che era in suo potere per il divertimento di Mr.\ndivertimento del signor Woodhouse. Libri di incisioni, cassetti di medaglie, cammei, coralli,\ncoralli, conchiglie e ogni altra collezione di famiglia presente nei suoi armadi, erano stati preparati per il suo vecchio amico\nper il suo vecchio amico, per passare la mattinata; e la gentilezza aveva risposto perfettamente.\ngentilezza aveva risposto perfettamente. Il signor Woodhouse era stato estremamente\ndivertito. Mrs. Weston glieli aveva mostrati tutti e ora lui li avrebbe mostrati a Emma.\nli avrebbe mostrati tutti a Emma, fortunata perch\u00e9 non aveva altra somiglianza\ndi un bambino, se non nella totale mancanza di gusto per ci\u00f2 che vedeva, perch\u00e9 era lento, costante e metodico.\nlento, costante e metodico. Prima che questo secondo esame fosse\nprima di iniziare questa seconda occhiata, Emma entr\u00f2 nel salone per osservare\nper osservare liberamente per qualche istante l'ingresso e il terreno della casa.\ncasa, e non era ancora arrivata, quando apparve Jane Fairfax, che arrivava velocemente dal giardino\ndal giardino e con un'aria di fuga. Non si aspettava di incontrare\nMiss Woodhouse cos\u00ec presto, all'inizio ebbe un sussulto; ma Miss Woodhouse era proprio la persona che cercava.\nera proprio la persona che stava cercando.\n\n Sarete cos\u00ec gentili, disse lei, quando mancher\u00f2, da dire che sono\nandata a casa? Sto andando in questo momento. Mia zia non sa quanto sia tardi,\nn\u00e9 da quanto tempo siamo assenti, ma sono sicura che ci vorr\u00e0, e sono decisa ad andare subito.\nSono decisa ad andare subito. Non ne ho parlato con nessuno.\nnessuno. Sarebbe solo fonte di problemi e di angoscia. Alcuni sono andati agli\nagli stagni e altri alla passeggiata dei tigli. Finch\u00e9 non torneranno tutti non sentir\u00f2\ne quando lo faranno, avrete la bont\u00e0 di dire che me ne sono andato?\nche me ne sono andata?\n\n Certo, se lo desideri; ma non hai intenzione di andare a piedi ad Highbury\nda sola?\n\n S\u00ec, cosa dovrebbe farmi male? Cammino velocemente. Sar\u00f2 a casa in venti\nminuti.\n\n Ma \u00e8 troppo lontano, davvero, per camminare da soli. Lasciate che il servo di mio\nservitore di mio padre venga con voi. Lasciate che ordini la carrozza. Pu\u00f2 essere\nin cinque minuti.\n\n Grazie, grazie, ma non se ne parla. Preferisco camminare. E per\nio abbia paura di camminare da sola! Io, che presto dovr\u00f2 sorvegliare\naltri!\n\nParlava con grande agitazione; ed Emma rispose con grande sentimento: \"Questo non pu\u00f2 essere un motivo\nnon pu\u00f2 essere una ragione per esporvi al pericolo ora. Devo ordinare la\ncarrozza. Anche il caldo sarebbe un pericolo. Siete gi\u00e0 affaticata.\n\n Sono io, rispose lei, sono affaticata, ma non \u00e8 il genere di fatica che\nstanchezza che una camminata veloce pu\u00f2 rinfrescare. Miss Woodhouse, sappiamo tutti a volte\na volte cosa significhi essere stanchi di spirito. I miei, lo confesso, sono\nesaurito. La pi\u00f9 grande gentilezza che possiate farmi, sar\u00e0 quella di lasciarmi\nlasciarmi fare a modo mio, e dire che me ne vado solo quando \u00e8 necessario.\n\nEmma non ebbe altra parola da opporre. Aveva visto tutto ed era entrata nei suoi sentimenti\nsentimenti, le promosse l'uscita immediata dalla casa e la sorvegli\u00f2 con lo zelo di un'amica.\ncon lo zelo di un'amica. Il suo sguardo di commiato fu\ngrato e le sue parole di commiato, Oh! Miss Woodhouse, il conforto di essere a volte sola!\nOh! Miss Woodhouse, il conforto di essere qualche volta sola!\ne descrivere in qualche modo la continua sopportazione che lei doveva praticare,\nanche nei confronti di alcuni di coloro che le volevano pi\u00f9 bene.\n\n Che casa, davvero! Che zia! disse Emma, tornando indietro nella sala.\nnel corridoio.  Mi fai davvero pena. E quanto pi\u00f9 si dimostra sensibile ai loro giusti orrori\ndei loro giusti orrori, pi\u00f9 mi piacerete.\n\nJane non era andata via da un quarto d'ora e avevano fatto solo alcune\navevano fatto solo alcune vedute di St. Mark Place, a Venezia, quando Frank Churchill entr\u00f2 nella stanza.\nChurchill entr\u00f2 nella stanza. Emma non aveva pensato a lui, si era dimenticata di pensarci.\naveva dimenticato di pensare a lui, ma fu molto contenta di vederlo. Mrs. Weston\nsarebbe stata a suo agio. La cavalla nera era incolpevole; avevano ragione coloro che avevano indicato Mrs.\navevano indicato Mrs. Churchill come causa. Era stato trattenuto da un\ntemporanea malattia di lei; un attacco nervoso che era durato alcune ore e che aveva\ncrisi nervosa che era durata alcune ore e aveva rinunciato a pensare di venire,\ne se avesse saputo quanto caldo sarebbe stato il viaggio e quanto tardi, con tutta la sua fretta, avrebbe\ne quanto avrebbe dovuto fare tardi, con tutta la fretta che aveva, credeva che non sarebbe venuto affatto.\nsarebbe venuto affatto. Il caldo era eccessivo, non aveva mai sofferto nulla di simile.\nquasi avrebbe voluto rimanere a casa, niente lo uccideva come il caldo.\ncaldo, poteva sopportare qualsiasi grado di freddo, eccetera, ma il caldo era insopportabile.\nma il caldo era insopportabile e si sedette, alla massima distanza possibile dai resti di Mr.\ndai leggeri resti del fuoco di Mr. Woodhouse, con un aspetto davvero deplorevole.\n\n Presto sarai pi\u00f9 fresco, se starai fermo\", disse Emma.\n\n Non appena sar\u00f2 pi\u00f9 fresco, ci torner\u00f2. Non avrei potuto essere risparmiato\nrisparmiato, ma la mia venuta \u00e8 stata cos\u00ec importante! Andrete tutti\nPresto ve ne andrete, suppongo; l'intera comitiva si \u00e8 sciolta. Ho incontrato _uno_ mentre arrivavo\nFollia con questo tempo! Follia assoluta!\n\nEmma ascolt\u00f2 e guard\u00f2, e presto si rese conto che lo stato di Frankill\nstato di Frank Churchill poteva essere meglio definito con l'espressione espressiva di essere fuori di\numore. Alcune persone erano sempre arrabbiate quando avevano caldo. Questo potrebbe essere il suo\ne siccome sapeva che mangiare e bere erano spesso la cura\nspesso la cura di questi disturbi accidentali, gli consigli\u00f2 di rinfrescarsi un po'.\nrinfrescarsi; avrebbe trovato ogni cosa in abbondanza nella\nsala da pranzo e gli indic\u00f2 umanamente la porta.\n\n No, non deve mangiare. Non aveva fame; lo avrebbe solo reso pi\u00f9 caldo.\npi\u00f9 caldo.  Nel giro di due minuti, per\u00f2, cedette a suo favore e, borbottando qualcosa sulla birra d'abete, se ne and\u00f2.\nborbottando qualcosa sulla birra di abete rosso, se ne and\u00f2. Emma riport\u00f2 tutta\nattenzione al padre, dicendo in segreto\n\n Sono felice di aver smesso di essere innamorata di lui. Non mi piacerebbe un uomo\nche si scompone cos\u00ec presto in una mattina calda. Il dolce e facile carattere di Harriet\nHarriet non ci far\u00e0 caso.\n\nSe ne and\u00f2 abbastanza a lungo da consumare un pasto molto confortevole, e torn\u00f2 tanto pi\u00f9 fresco e con buone maniere.\ntorn\u00f2 tanto pi\u00f9 fresco e con le buone maniere, come lui, in grado di avvicinarsi a loro e di interessarsi alle loro\ndi poter prendere una sedia vicino a loro, interessarsi al loro lavoro e rammaricarsi, in modo ragionevole, di essere arrivato cos\u00ec tardi.\ne di rammaricarsi, in modo ragionevole, di essere arrivato cos\u00ec tardi.\nNon era di buon umore, ma sembrava cercare di migliorarlo e, alla fine, si mise a parlare di sciocchezze,\nalla fine si mise a parlare di sciocchezze in modo molto piacevole. Stavano esaminando\npanorami dello Swisserland.\n\n Non appena mia zia guarir\u00e0, andr\u00f2 all'estero\", disse.  Non sar\u00f2\nnon sar\u00f2 mai tranquillo finch\u00e9 non avr\u00f2 visto alcuni di questi posti. Avrete i miei\nschizzi, una volta o l'altra, da guardare o il mio tour da leggere o la mia poesia.\nFar\u00f2 qualcosa per espormi.\n\n Pu\u00f2 darsi, ma non con gli schizzi in Swisserland. Non andrete mai in\nSwisserland. Tuo zio e tua zia non ti permetteranno mai di lasciare l'Inghilterra.\nInghilterra.\n\n Anche loro possono essere indotti a partire. Si pu\u00f2 prescrivere un clima caldo per\nlei. Ho pi\u00f9 di una mezza aspettativa che andremo tutti all'estero. I\nvi assicuro che \u00e8 cos\u00ec. Stamattina sento la forte convinzione che io\nche presto sar\u00f2 all'estero. Dovrei viaggiare. Sono stanco di non fare nulla. I\nvoglio un cambiamento. Sono serio, Miss Woodhouse, qualunque cosa i vostri occhi penetranti possano pensare\nocchi penetranti possano pensare, sono stufa dell'Inghilterra e la lascerei domani, se potessi.\nse potessi.\n\n Siete stanchi della prosperit\u00e0 e dell'indulgenza. Non potete inventarvi qualche\ndifficolt\u00e0 per voi e accontentarvi di restare?\n\n Io sono malato di prosperit\u00e0 e di indulgenza! Ti sbagli di grosso. Io non\nnon mi considero n\u00e9 ricco n\u00e9 indulgente. Sono ostacolato in\nogni cosa materiale. Non mi considero affatto una persona fortunata.\nfortunata.\n\n Tuttavia, non siete cos\u00ec infelici come la prima volta che siete arrivati. Andate a\nmangiare e bere un po' di pi\u00f9, e starai molto bene. Un'altra fetta\nun'altra fetta di carne fredda, un altro sorso di Madeira e acqua, ti renderanno\nquasi alla pari con il resto di noi.\n\n No, non mi muovo. Mi sieder\u00f2 accanto a te. Sei la mia migliore cura.\n\n Domani andremo a Box Hill; vi unirete a noi. Non \u00e8\nSwisserland, ma sar\u00e0 qualcosa per un giovane cos\u00ec bisognoso di\ndi un cambiamento. Rimarrai e verrai con noi?\n\n No, certamente no; torner\u00f2 a casa al fresco della sera.\n\n Ma potete tornare al fresco di domani mattina.\n\n No, non ne varr\u00e0 la pena. Se verr\u00f2, mi metter\u00f2 di traverso.\n\n Allora pregate di rimanere a Richmond.\n\n Ma se lo faccio, sar\u00f2 ancora pi\u00f9 arrabbiata. Non posso sopportare di pensare\nvoi tutti l\u00ec senza di me.\n\n Sono difficolt\u00e0 che dovete risolvere da soli. Scegliete il vostro\ngrado di sopportazione. Non vi far\u00f2 pi\u00f9 pressione.\n\nIl resto della comitiva stava rientrando e tutti furono presto riuniti.\nPer alcuni la vista di Frank Churchill fu motivo di grande gioia; altri la presero con molta calma.\naltri l'hanno presa con molta calma, ma c'era un'angoscia e un turbamento molto generale\nturbamento per la spiegazione della scomparsa di Miss Fairfax. Che era\nche era ora che tutti se ne andassero, concluse l'argomento; e con un breve accordo finale per il programma del giorno dopo\ncon un breve accordo finale per il programma dell'indomani, si separarono. Frank\nChurchill era cos\u00ec poco incline a escludersi,\nche le sue ultime parole a Emma furono,\n\n Beh, se volete che rimanga e mi unisca alla festa, lo far\u00f2.\n\nLei accett\u00f2 con un sorriso; e niente di meno che una convocazione da Richmond lo avrebbe riportato prima della sera successiva.\nRichmond lo avrebbe riportato indietro prima della sera successiva.\n\n\n\n\nCAPITOLO VII\n\n\nEra una giornata molto bella per Box Hill e tutte le altre circostanze esteriori di sistemazione e puntualit\u00e0 erano in\ncircostanze esteriori di disposizione, sistemazione e puntualit\u00e0, erano a favore\na favore di una festa piacevole. Il signor Weston ha diretto il tutto, officiando in modo sicuro\ntra Hartfield e il Vicariato, e tutti sono arrivati in tempo.\ntempo. Emma e Harriet sono andate insieme; Miss Bates e sua nipote, con gli\ngli Elton; i signori a cavallo. Mrs. Weston \u00e8 rimasta con Mr.\nWoodhouse. Non mancava altro che essere felici una volta arrivati.\nSono state percorse sette miglia in attesa del divertimento e ogni persona ha avuto un'esplosione di ammirazione\nogni persona ha avuto un'esplosione di ammirazione al primo arrivo; ma nella quantit\u00e0 generale\ndella giornata c'era una carenza. C'era un languore, una mancanza di spirito, una mancanza di\ndi spirito, una mancanza di unione che non poteva essere superata. Si sono separati\ntroppo in gruppi. Gli Elton camminavano insieme; Mr. Knightley si occupava di Miss Bates e Jane; e Mr.\nBates e Jane, mentre Emma e Harriet appartenevano a Frank Churchill.\nChurchill. Mr. Weston cerc\u00f2, invano, di farli armonizzare meglio.\nmeglio. All'inizio sembrava una divisione accidentale, ma non cambi\u00f2 mai\nmaterialmente variata. Mr. e Mrs. Elton, in effetti, non mostrarono alcuna riluttanza\ndi mescolarsi e di essere il pi\u00f9 gradevoli possibile; ma durante le due ore intere trascorse sulla collina, Mr.\nore che trascorsero sulla collina, sembrava esserci un principio di\nseparazione, tra le altre parti, troppo forte per qualsiasi bella\nprospettive, o qualsiasi fredda collazione, o qualsiasi allegro Mr.\nrimuovere.\n\nAll'inizio per Emma fu una vera e propria noia. Non aveva mai visto Frank\nChurchill cos\u00ec silenzioso e stupido. Non diceva nulla che valesse la pena di ascoltare, guardava\nsenza vedere, ammirava senza essere intelligente, ascoltava senza sapere\ncosa lei dicesse. Se lui era cos\u00ec ottuso, non c'era da stupirsi che Harriet fosse altrettanto ottusa.\nHarriet fosse altrettanto noiosa; ed erano entrambi insopportabili.\n\nQuando si sedettero tutti era meglio; per i suoi gusti molto meglio,\nperch\u00e9 Frank Churchill divenne loquace e allegro, facendola diventare il suo primo\noggetto. Tutte le attenzioni che si potevano avere erano rivolte a lei.\na lei. Divertirla e risultare gradevole ai suoi occhi sembrava l'unica cosa che gli interessava.\nEmma, felice di essere stimolata, non dispiaciuta di essere lusingata,\nera allegra e spigliata e gli dava tutto l'incoraggiamento amichevole, l'ammissione di essere galante, che lei\ndi essere galante, che gli aveva sempre dato nel primo e pi\u00f9\nanimato della loro conoscenza, ma che ora, nella sua stessa stima, non significava\nstima, non significava nulla, anche se a giudizio della maggior parte della gente\npersone che la guardavano doveva avere un aspetto che nessuna parola inglese se non\nflirtation potrebbe descrivere molto bene.  Il signor Frank Churchill e la signorina\nWoodhouse flirtavano eccessivamente insieme.  Si stavano esponendo\nsi esponevano a quella stessa frase e a farsela mandare in una lettera a Maple\nGrove da una signora, all'Irlanda da un'altra. Non che Emma fosse gay e spensierata\nspensierata per una reale felicit\u00e0; era piuttosto perch\u00e9 si sentiva meno\nfelice di quanto si aspettasse. Rideva perch\u00e9 era delusa;\ne sebbene lui le piacesse per le sue attenzioni e le considerasse tutte,\nche si trattasse di amicizia, ammirazione o scherzo, fossero estremamente sensate,\nnon stavano riconquistando il suo cuore. Lo intendeva ancora come suo\namico.\n\n Quanto vi sono obbligato, disse, per avermi detto di venire\noggi! Se non fosse stato per te, avrei sicuramente perso tutta la\nla felicit\u00e0 di questa festa. Avevo deciso di andarmene di nuovo.\n\n S\u00ec, eri molto arrabbiato, e non so per quale motivo, se non per il fatto che\nche eri in ritardo per le fragole migliori. Sono stata un'amica pi\u00f9 gentile di quanto\ndi quanto meritassi. Ma tu eri umile. Hai supplicato con forza che ti venisse ordinato di\nvenire.\n\n Non dire che ero arrabbiato. Ero affaticato. Il caldo mi ha sopraffatto.\n\n Oggi fa pi\u00f9 caldo.\n\n Non per i miei sentimenti. Oggi sono perfettamente a mio agio.\n\n Siete a vostro agio perch\u00e9 siete al comando.\n\n Il suo comando? S\u00ec.\n\n Forse volevo che lo dicesse lei, ma io intendevo l'autocontrollo. Ieri, in un modo o nell'altro, avete\nin un modo o nell'altro, ieri avete violato i limiti e siete scappati dalla vostra stessa\nma oggi siete tornati indietro e, dato che non posso essere sempre\ncon te, \u00e8 meglio credere che il tuo temperamento sia sotto il tuo comando\npiuttosto che sotto il mio.\n\n Si tratta della stessa cosa. Non posso avere un autocontrollo senza un\nmotivo. Tu mi ordini, che tu parli o meno. E puoi essere sempre\ncon me. Tu sei sempre con me.\n\n Dalle tre di ieri. La mia influenza perpetua non poteva\nnon poteva iniziare prima, altrimenti non sareste stati cos\u00ec fuori di umore\nprima.\n\n Le tre di ieri! \u00c8 la tua data. Pensavo di averti visto\nprima a febbraio.\n\n La vostra galanteria \u00e8 davvero inappellabile. Ma (abbassando la voce) nessuno\nnessuno parla tranne noi, ed \u00e8 un po' troppo parlare di sciocchezze\nsciocchezze per l'intrattenimento di sette persone silenziose.\n\n Non dico nulla di cui mi vergogno, rispose lui, con vivace\nimpudenza.  Ti ho visto per la prima volta a febbraio. Che tutti gli abitanti della collina\nmi senta, se pu\u00f2. Lasciate che i miei accenti si gonfino fino a Mickleham da una parte e a\nDorking dall'altra. Ti ho visto per la prima volta a febbraio.  E poi\nsussurrando I nostri compagni sono eccessivamente stupidi. Cosa dobbiamo fare per\nsvegliarli? Qualsiasi sciocchezza servir\u00e0. Devono parlare. Signore e\nSignore e signori, mi \u00e8 stato ordinato dalla signorina Woodhouse (che, ovunque si trovi,\npresiede) di dirvi che desidera sapere a cosa state pensando\na cosa state pensando?\n\nAlcuni risero e risposero bonariamente. Miss Bates ha detto molto\nmolto; Mrs. Elton si gonfi\u00f2 all'idea di far presiedere Miss Woodhouse; la risposta di Mr.\nKnightley fu la risposta pi\u00f9 netta.\n\n La signorina Woodhouse \u00e8 sicura di voler sentire ci\u00f2 che tutti noi stiamo\na cui stiamo pensando?\n\n Oh! no, no grid\u00f2 Emma, ridendo con la stessa noncuranza con la quale non avrebbe potuto fare alcun\nconto del mondo. \u00c8 proprio l'ultima cosa di cui vorrei sopportare il peso\ndi questo momento. Fatemi sentire qualsiasi cosa piuttosto che quello che state tutti\npensate. Non dir\u00f2 tutto. Ce ne sono uno o due, forse,\n(guardando Mr. Weston e Harriet) i cui pensieri non avrei paura di conoscere.\npaura di conoscerli.\n\n \u00c8 un genere di cose, grid\u00f2 Mrs. Elton con enfasi, che _io_ non avrei pensato di avere il privilegio di indagare.\nnon avrei pensato di avere il privilegio di indagare. Anche se,\nforse, in qualit\u00e0 di _Chaperon_ della festa, non sono mai stata in alcun\nesplorare le feste, le giovani donne, le donne sposate\n\nI suoi mormorii erano rivolti soprattutto al marito; e lui mormorava, in risposta,\n\n Molto vero, amore mio, molto vero. Esattamente cos\u00ec, anzi, \u00e8 del tutto inaudito ma\nalcune signore dicono qualsiasi cosa. Meglio farlo passare per uno scherzo. Tutti sanno\ntutti sanno cosa \u00e8 dovuto a voi.\n\n Non andr\u00e0 bene, sussurr\u00f2 Frank a Emma; la maggior parte di loro sono\naffronto. Li attaccher\u00f2 con pi\u00f9 decisione. Signore e signori, mi \u00e8 stato ordinato\nSignore e signori, Miss Woodhouse mi ha ordinato di dirvi che rinuncia al suo diritto di sapere\ndi sapere esattamente a cosa stiate pensando, e che richiede solo\nqualcosa di molto divertente da ciascuno di voi, in modo generale. Qui\nsiete in sette, oltre a me, (che, si compiace di dire, sono gi\u00e0 molto\ne lei chiede a ciascuno di voi solo una cosa molto\nuna cosa molto intelligente, sia essa in prosa o in versi, originale o ripetuta, oppure due\ndue cose moderatamente intelligenti o tre cose davvero molto noiose, e si impegna a\nsi impegna a ridere di cuore di tutte.\n\n Oh! Molto bene, esclam\u00f2 Miss Bates, allora non devo essere preoccupata.\n Tre cose molto noiose.  Per me va bene cos\u00ec, sapete. I\nsar\u00f2 sicura di dire tre cose noiose non appena aprir\u00f2 la bocca,\nnon \u00e8 vero? (Guardandosi intorno con la pi\u00f9 bonaria dipendenza dall'assenso di tutti).\nNon pensate tutti che lo far\u00f2?\n\nEmma non riusc\u00ec a resistere.\n\n Ah! Signora, ma potrebbe esserci una difficolt\u00e0. Perdonatemi, ma sarete\nlimitato al numero di tre in una sola volta.\n\nMiss Bates, ingannata dalla finta cerimonia del suo modo di fare, non colse subito il suo significato.\nnon colse subito il suo significato; ma, quando le esplose, non riusc\u00ec a\nrabbia, anche se un leggero rossore lasciava intendere che poteva addolorarla.\n\n Ah! Bene, per essere sicuri. S\u00ec, capisco cosa intende (rivolgendosi a Mr.\nKnightley) e cercher\u00f2 di tenere a freno la lingua. Devo rendermi molto\nsgradevole, o non avrebbe detto una cosa simile a un vecchio amico.\namico.\n\n Mi piace il suo piano, grid\u00f2 il signor Weston.  D'accordo, d'accordo. Far\u00f2 del mio\nmeglio. Sto creando un enigma. Come far\u00e0 un enigma a fare i conti?\n\n Temo che sia basso, signore, molto basso, rispose il figlio; ma saremo indulgenti soprattutto con chi ci fa strada.\nindulgenti soprattutto con chi ci fa strada.\n\n No, no, disse Emma, non si far\u00e0 il conto alla rovescia. Un enigma di Mr.\nWeston scagioner\u00e0 lui e il suo prossimo vicino. Venite, signore, vi prego di lasciarmi\nascoltarlo.\n\n Dubito anch'io che sia molto intelligente, disse Mr. Weston.  \u00c8 troppo\ntroppo un dato di fatto, ma ecco qui. Quali sono le due lettere dell'alfabeto\nche esprimono la perfezione?\n\n Che due lettere! Esprimono la perfezione! Sono sicuro di non saperlo.\n\n Ah! Non lo indovinerai mai. Voi, (a Emma), ne sono certo, non indovinerete mai\nindovinare. Te lo dir\u00f2. M. e A. Em-ma. Hai capito?\n\nComprensione e gratificazione si sono incontrate. Potrebbe essere un pezzo di spirito molto\nun'opera d'ingegno indifferente, ma Emma ci trov\u00f2 molto da ridere e da\nridere e divertirsi, e lo stesso fecero Frank e Harriet. Non sembr\u00f2 toccare allo stesso modo il resto della\naltri della comitiva; alcuni sembravano molto stupidi e Mr.\nKnightley disse gravemente,\n\n Questo spiega il genere di cose intelligenti che si vogliono fare e il signor Weston ha fatto molto bene.\nWeston ha fatto molto bene per se stesso; ma deve aver messo fuori gioco tutti gli altri.\naltri. La perfezione non sarebbe dovuta arrivare cos\u00ec presto.\n\n Oh! Per quanto mi riguarda, protesto di dover essere scusata, disse Mrs. Elton; _io_ non posso davvero tentare.\nnon posso proprio tentare di farlo, non mi piace affatto questo genere di cose. Una volta mi \u00e8 stato\nuna volta mi \u00e8 stato inviato un acrostico sul mio nome, che non mi \u00e8 piaciuto affatto.\nsoddisfatto. Sapevo da chi proveniva. Un cucciolo abominevole! Sapete\nchi intendo (facendo un cenno al marito). Questo genere di cose va benissimo\na Natale, quando si \u00e8 seduti intorno al fuoco; ma sono del tutto fuori luogo, a mio avviso, quando si va in giro per il paese in\nfuori luogo, a mio avviso, quando si va in giro per il paese d'estate.\nestate. Miss Woodhouse deve scusarmi. Non sono una di quelle che hanno\nspiritosi al servizio di tutti. Non pretendo di essere una spiritosa. I\nHo una grande vivacit\u00e0 a modo mio, ma devo davvero poter\ndi giudicare quando parlare e quando tenere la lingua a freno. Ci passi, se\nprego, signor Churchill. Fate passare Mr. E., Knightley, Jane e me. Noi\nnon abbiamo nulla di intelligente da dire, nessuno di noi.\n\n S\u00ec, s\u00ec, mi lasci passare, aggiunse il marito, con una sorta di sogghigno e consapevolezza.\nconsapevolezza; non ho nulla da dire che possa divertire Miss\nWoodhouse, o qualsiasi altra giovane donna. Un vecchio uomo sposato che non serve a\nniente. Facciamo due passi, Augusta?\n\n Con tutto il cuore. Sono davvero stanca di esplorare cos\u00ec a lungo in un punto.\nVieni, Jane, prendi l'altro braccio.\n\nJane per\u00f2 rifiut\u00f2 e i due coniugi se ne andarono.  Felice\ncoppia! disse Frank Churchill, non appena si furono allontanati dal\nudito: Come stanno bene l'uno con l'altra! Molto fortunati a sposarsi come\nsposarsi come hanno fatto, sulla base di una conoscenza fatta solo in un luogo pubblico! Si conoscevano solo\nsi sono conosciuti, credo, solo per poche settimane a Bath! Una fortuna particolare, perch\u00e9 per quanto riguarda\ndi una persona che Bath, o qualsiasi altro luogo pubblico, pu\u00f2 dare.\nluogo pubblico, pu\u00f2 dare \u00e8 tutto nulla; non ci pu\u00f2 essere conoscenza. \u00c8\nsolo vedendo le donne nelle loro case, tra le loro cose, cos\u00ec come sono sempre\ncome sono sempre, si pu\u00f2 formulare un giudizio corretto. In mancanza di questo, si tratta\n\u00e8 tutto un tirare a indovinare e una fortuna, e in genere sar\u00e0 una sfortuna. Quanti uomini\nsi \u00e8 impegnato per una breve conoscenza e se ne \u00e8 pentito per il resto della vita!\ndella sua vita!\n\nMiss Fairfax, che prima di allora aveva parlato raramente, se non tra i suoi\nconfederati, ora parlava.\n\n Sono cose che succedono, indubbiamente. Fu fermata da un colpo di tosse. Frank\nChurchill si gir\u00f2 verso di lei per ascoltare.\n\n Stavi parlando, disse lui, gravemente. Lei recuper\u00f2 la voce.\n\n Volevo solo osservare che, sebbene tali circostanze sfortunate si verifichino a volte sia per gli uomini che per le donne, non posso\ncircostanze si verifichino a volte sia per gli uomini che per le donne, non posso\nimmagino che siano molto frequenti. Pu\u00f2 capitare un attaccamento affrettato e imprudente\nnascere un attaccamento affrettato e imprudente, ma in genere c'\u00e8 tempo per riprendersi in seguito. I\nche si possa trattare solo di caratteri deboli e irresoluti (la cui felicit\u00e0 deve sempre essere\n(la cui felicit\u00e0 deve essere sempre in balia del caso) a subire una conoscenza sfortunata\nche subiscono una conoscenza sfortunata per essere un inconveniente, un'oppressione\nun'oppressione per sempre.\n\nNon rispose; si limit\u00f2 a guardare e a inchinarsi in segno di sottomissione; e poco dopo\ndisse poco dopo, in tono vivace,\n\n Beh, ho cos\u00ec poca fiducia nel mio giudizio che, quando mi sposer\u00f2.\nsposarmi, spero che qualcuno scelga mia moglie al posto mio. Lo farete? (rivolgendosi\na Emma.) Sceglierete una moglie per me? Sono sicura che mi piacerebbe che qualcuno\nche mi piaccia qualsiasi persona scelta da voi. Voi provvedete alla famiglia, sapete, (con un sorriso al padre).\nsorriso al padre). Trova un corpo per me. Non ho fretta. Adotta\nadottarla, educarla.\n\n E renderla simile a me.\n\n In ogni caso, se potete.\n\n Molto bene. Mi assumo l'incarico. Avrete una moglie\nmoglie.\n\n Deve essere molto vivace e avere gli occhi color nocciola. Non mi interessa nient'altro.\nAndr\u00f2 all'estero per un paio d'anni e, quando torner\u00f2, verr\u00f2 da voi per prendere moglie.\nda te per mia moglie. Ricorda.\n\nEmma non rischiava di dimenticarlo. Era una commissione che toccava ogni\nsentimenti preferiti. Harriet non sarebbe stata proprio la creatura descritta?\nA parte gli occhi nocciola, altri due anni potrebbero fare di lei tutto ci\u00f2 che lui desidera.\nPotrebbe anche avere Harriet nei suoi pensieri in questo momento; chi pu\u00f2 dirlo?\ndire? Riferire l'educazione a lei sembrava implicarlo.\n\n Ora, signora, disse Jane alla zia, vogliamo raggiungere Mrs. Elton?\n\n Se ti fa piacere, mia cara. Con tutto il cuore. Sono pronto. Ero\npronto ad andare con lei, ma questo andr\u00e0 bene lo stesso. Presto la raggiungeremo.\npresto la raggiungeremo. Eccola l\u00ec, no, \u00e8 un'altra persona. \u00c8 una delle\nuna delle signore del gruppo di auto irlandesi, che non le assomiglia affatto. Beh, io\ndichiarare\n\nSi allontanarono, seguiti dopo mezzo minuto dal signor Knightley. Rimasero solo Mr.\nWeston, suo figlio, Emma e Harriet; e gli animi del giovane salirono a un livello quasi sgradevole.\ngiovane ora saliva a un livello quasi sgradevole. Anche Emma si stanc\u00f2 alla fine\ndelle lusinghe e dell'allegria, e desiderava piuttosto camminare\npasseggiare tranquillamente con gli altri, o sedersi quasi da sola, e\nquasi da sola, senza essere sorvegliata, a osservare tranquillamente le belle vedute\nsotto di lei. L'apparizione della servit\u00f9 che si affacciava per avvisare le carrozze\nper avvisare delle carrozze era uno spettacolo gioioso; e anche il trambusto della raccolta e dei preparativi per la partenza e il\ndi raccogliere e preparare la partenza, e la sollecitudine di Mrs.\ndi Mrs. Elton per avere la sua carrozza per prima, furono sopportati con piacere, nella prospettiva del\ntranquillo ritorno a casa che avrebbe chiuso i discutibili piaceri di quella\nquesta giornata di piacere. Un simile schema, composto da cos\u00ec tante persone\npersone mal assortite, sperava di non essere mai pi\u00f9 tradita.\n\nMentre aspettava la carrozza, trov\u00f2 il signor Knightley al suo fianco. Lui\nguard\u00f2 intorno, come per vedere che non ci fosse nessuno nelle vicinanze, e poi disse,\n\n Emma, devo parlarvi ancora una volta come sono abituato a fare: un privilegio piuttosto sopportato che permesso, forse, ma devo comunque usare\nprivilegio pi\u00f9 sopportato che concesso, forse, ma devo comunque usarlo.\nma devo comunque usarlo. Non posso vedere che vi comportate in modo sbagliato, senza un rimprovero. Come avete potuto\nessere cos\u00ec insensibile con Miss Bates? Come avete potuto essere cos\u00ec insolente\ncon una donna del suo carattere, della sua et\u00e0 e della sua situazione? Emma, non avevo pensato\npensato che fosse possibile.\n\nEmma se ne ricord\u00f2, arross\u00ec, si dispiacque, ma cerc\u00f2 di ridere.\n\n No, come potevo fare a meno di dire quello che ho fatto? Nessuno avrebbe potuto evitarlo.\nNon era cos\u00ec grave. Oserei dire che non mi ha capito.\n\n Vi assicuro che l'ha fatto. Ha percepito tutto il tuo significato. Ne ha parlato\nda allora. Vorrei che aveste potuto sentire come ne ha parlato con quale\ncandore e generosit\u00e0. Avrei voluto sentirla onorare la vostra\npazienza, nel poterle prestare tali attenzioni, come quelle che riceveva per sempre da te e da tuo padre.\nda te e da tuo padre, quando la sua compagnia doveva essere\ncos\u00ec fastidiosa.\n\n Oh! grid\u00f2 Emma, so che non esiste una creatura migliore al mondo:\nma dovete ammettere che ci\u00f2 che \u00e8 buono e ci\u00f2 che \u00e8 ridicolo sono molto\npurtroppo mescolati in lei.\n\n Sono mescolati, disse lui, lo riconosco; e, se lei fosse prospera,\npotrei concedere molto per l'occasionale prevalenza del ridicolo sulla\nil bene. Se fosse una donna di fortuna, lascerei che ogni innocuo\nassurdit\u00e0 innocua al suo posto, non litigherei con voi per le\nlibert\u00e0 di modi. Se fosse una donna alla vostra altezza, ma, Emma,\nconsidera quanto questo sia lontano dall'essere il caso. \u00c8 povera; \u00e8 sprofondata\ndagli agi a cui \u00e8 nata e, se vivr\u00e0 fino alla vecchiaia, dovr\u00e0 probabilmente\nprobabilmente sprofonder\u00e0 ancora di pi\u00f9. La sua situazione dovrebbe suscitare la vostra compassione. \u00c8 stato\nfatto male, davvero! Voi, che lei aveva conosciuto fin da piccola, che aveva visto crescere da quando\nche aveva visto crescere da un periodo in cui la sua attenzione era un onore, per avere ora, in uno spirito sconsiderato e nell'orgoglio del momento\nche ora, in uno spirito sconsiderato e con l'orgoglio del momento, ridiate di lei\nlei, umiliandola e anche di fronte a sua nipote e ad altri, molti dei quali (certamente _alcuni_,)\nmolti dei quali (certamente _alcuni_) sarebbero interamente guidati dal vostro trattamento\ndi lei. Questo non \u00e8 piacevole per voi, Emma, ed \u00e8 molto lontano dal\npiacevole per me; ma devo, voglio, dirvi la verit\u00e0 finch\u00e9 posso;\nsoddisfatta di dimostrarmi vostra amica con un consiglio molto fedele, e\nconfidando che un giorno o l'altro mi renderete giustizia pi\u00f9 di quanto\ndi quanto possiate fare ora.\n\nMentre parlavano, avanzavano verso la carrozza; era pronta e, prima che lei potesse parlare di nuovo, lui l'aveva fatta entrare.\npronta e, prima che lei potesse parlare di nuovo, lui l'aveva fatta salire. Aveva\naveva frainteso i sentimenti che avevano tenuto il suo volto distratto e la sua lingua\nlingua immobile. Erano combinati solo da rabbia contro se stessa,\nmortificazione e profonda preoccupazione. Non era stata in grado di parlare e..,\nentrando in carrozza, si era sprofondata per un momento, superando poi\nrimproverandosi di non aver preso congedo, di non aver fatto alcun\ndi non aver preso congedo, di non aver dato alcun riconoscimento, di essersi separata in un apparente stato di malinconia.\nvoce e la mano desiderosa di mostrare la differenza; ma era troppo tardi. Lui\nlui si era allontanato e i cavalli erano in movimento. Lei continu\u00f2 a guardare\nma invano; e ben presto, con una velocit\u00e0 che sembrava inusuale, erano gi\u00e0 a met\u00e0 strada\ncon una velocit\u00e0 che sembrava inusuale, erano gi\u00e0 a met\u00e0 della collina e ogni cosa era stata lasciata alle spalle. Era\nirritata al di l\u00e0 di ci\u00f2 che avrebbe potuto esprimere, quasi al di l\u00e0 di ci\u00f2 che poteva\nnascondere. Non si era mai sentita cos\u00ec agitata, mortificata, addolorata, per\nper nessuna circostanza della sua vita. Fu colpita con forza. La verit\u00e0\ndi questa rappresentazione non poteva essere negata. La sentiva nel cuore.\nCome aveva potuto essere cos\u00ec brutale, cos\u00ec crudele con Miss Bates! Come aveva potuto\nesporsi a una tale cattiva opinione in una persona che stimava! E\ncome ha potuto soffrire che lui la lasciasse senza dire una parola di gratitudine, di\ndi consenso, di comune gentilezza!\n\nIl tempo non l'ha ricomposta. Man mano che rifletteva di pi\u00f9, sembrava che sentisse\npi\u00f9. Non era mai stata cos\u00ec depressa. Fortunatamente non era necessario\nparlare. C'era solo Harriet, che sembrava non essere di buon umore,\nstanca e molto disposta a tacere; ed Emma sent\u00ec le lacrime scorrere sulle guance quasi per tutto il viaggio di ritorno, senza\nquasi per tutto il tragitto verso casa, senza preoccuparsi di controllarle, per quanto straordinarie fossero.\ndi controllarle, per quanto straordinarie fossero.\n\n\n\n\nCAPITOLO VIII\n\n\nLa miseria di un progetto per Box Hill fu nei pensieri di Emma per tutta la sera.\nsera. Come potesse essere considerato dal resto della comitiva, non riusciva a dire\nnon poteva dirlo. Loro, nelle loro case diverse e nei loro modi diversi,\nloro, nelle loro diverse case e nei loro diversi modi, avrebbero potuto ripensarci con piacere; ma per lei era una mattinata\nmattinata pi\u00f9 completamente sprecata, pi\u00f9 totalmente priva di soddisfazione razionale\ndi soddisfazione razionale, e pi\u00f9 da aborrire nel ricordo, di qualsiasi altro\ndi tutte quelle che aveva trascorso. Un'intera serata di back-gammon con il padre\npadre, fu una felicit\u00e0. L\u00ec, in effetti, si trovava il vero piacere, perch\u00e9\nperch\u00e9 stava dedicando le ore pi\u00f9 dolci delle ventiquattro al suo conforto.\nconforto; e sentendo che, per quanto immeritato potesse essere il grado del suo affetto e della sua stima\naffetto e della stima fiduciosa di lui, non poteva, nella sua condotta generale,\nnon poteva essere oggetto di un severo rimprovero. In quanto figlia, sperava di non essere\nsenza cuore. Sperava che nessuno potesse dirle: \"Come hai potuto\nessere cos\u00ec insensibile con tuo padre? Devo, voglio dirvi la verit\u00e0\nfinch\u00e9 posso.  Miss Bates non dovrebbe mai pi\u00f9... no, mai! Se l'attenzione, in\nse l'attenzione, in futuro, potesse cancellare il passato, potrebbe sperare di essere perdonata. Era stata\nspesso negligente, la sua coscienza glielo diceva; negligente, forse, pi\u00f9 di pensiero che di fatto; sprezzante, non riconoscente.\npensiero che di fatto; sprezzante, non riconoscente. Ma non doveva pi\u00f9 essere cos\u00ec.\nNel calore della vera contrizione, l'indomani mattina si sarebbe rivolta a lei.\nmattina e sarebbe stato l'inizio, da parte sua, di un rapporto regolare,\nrapporti regolari, paritari e gentili.\n\nEra altrettanto determinata quando arriv\u00f2 l'indomani, e and\u00f2 di buon'ora, affinch\u00e9 nulla la impedisse.\nche nulla potesse impedirle di farlo. Non era improbabile, pens\u00f2, che potesse vedere Mr.\nche avrebbe potuto vedere Mr. Knightley sulla sua strada; o, forse, lui sarebbe potuto entrare mentre\nmentre lei stava facendo la sua visita. Non aveva obiezioni. Non si sarebbe vergognata\nnon si sarebbe vergognata dell'aspetto della penitenza, cos\u00ec giustamente e veramente sua.\nI suoi occhi erano rivolti a Donwell mentre camminava, ma non lo vide.\n\n Le signore erano tutte in casa.  Non si era mai rallegrata al suono\nprima, n\u00e9 era mai entrata nel passaggio o salito le scale,\ncon il desiderio di dare piacere, se non nel conferimento di un obbligo, o di\ndi ricavarlo, se non nel successivo ridicolo.\n\nAl suo arrivo c'era un gran viavai; una gran quantit\u00e0 di movimenti e di chiacchiere.\nSent\u00ec la voce della signorina Bates, c'era qualcosa da fare in fretta; la cameriera sembrava spaventata e impacciata.\ncameriera sembrava spaventata e impacciata; sperava che fosse contenta di aspettare\nun momento, e poi la fece entrare troppo presto. La zia e la nipote sembravano\nEntrambe scappavano nella stanza adiacente. Jane la vide distintamente, con un aspetto\nche sembrava molto malata; e, prima che la porta le chiudesse fuori, sent\u00ec Miss Bates dire: \"Beh, non \u00e8 vero?\nMiss Bates disse: \"Bene, mia cara, dir\u00f2 che ti sei sdraiata sul letto.\nsul letto, e sono sicura che sei abbastanza malata.\n\nLa povera Mrs. Bates, civile e umile come al solito, sembrava non capire bene cosa stesse succedendo.\nnon capisse bene cosa stesse succedendo.\n\n Temo che Jane non stia molto bene, disse, ma non lo so; mi dicono che sta bene.\nmi dicono che sta bene. Oserei dire che mia figlia sar\u00e0 qui a breve,\nMiss Woodhouse. Spero che troviate una sedia. Vorrei che Hetty non se ne fosse andata. I\nSono molto poco capace Avete una sedia, signora? Vi sedete dove volete?\nSono sicura che sar\u00e0 qui a breve.\n\nEmma sperava seriamente che lo facesse. Per un attimo ha temuto che Miss Bates\nsi tenesse lontana da lei. Ma Miss Bates arriv\u00f2 presto Molto felice e\nma la coscienza di Emma le diceva che non c'era pi\u00f9 la stessa\nvolubilit\u00e0 allegra di prima, meno facilit\u00e0 di sguardo e di modi. Una richiesta molto\nuna ricerca molto amichevole di Miss Fairfax, sperava, avrebbe potuto aprire la strada a un ritorno dei vecchi sentimenti.\nritorno dei vecchi sentimenti. Il contatto sembr\u00f2 immediato.\n\n Ah! Miss Woodhouse, come siete gentile! Suppongo che abbiate saputo e siate\nvenuto a darci gioia. Questo non sembra molto simile alla gioia, infatti, in\n(scendendo una o due lacrime), ma sar\u00e0 molto difficile per noi separarci da lei, dopo averla avuta per tanto tempo.\ndopo averla avuta cos\u00ec a lungo, e lei ha un terribile mal di testa in questo momento.\nmal di testa per aver scritto tutta la mattina: lettere cos\u00ec lunghe, sapete, da scrivere\nlettere cos\u00ec lunghe, sai, da scrivere al colonnello Campbell e alla signora Dixon.  Mia cara,\ndissi, ti accecherai perch\u00e9 le lacrime erano nei suoi occhi\nperennemente. Non ci si pu\u00f2 meravigliare, non ci si pu\u00f2 meravigliare. \u00c8 un grande\ncambiamento; e anche se \u00e8 incredibilmente fortunata in una situazione del genere, credo che\nuna situazione del genere, suppongo, che nessuna giovane donna ha mai incontrato prima d'ora al momento dell'uscita.\nnon ci ritenga ingrate, Miss Woodhouse, per questa sorprendente fortuna.\n(disperdendo di nuovo le lacrime) ma, povera cara anima!\nse vedeste che mal di testa ha. Quando si soffre molto, si sa che non si pu\u00f2\nnon si pu\u00f2 sentire nessuna benedizione come si merita. \u00c8 il pi\u00f9 basso\npossibile. A guardarla, nessuno penserebbe a quanto sia felice e contenta\nfelice di essersi assicurata una situazione del genere. Vi scuserete se non viene da voi, non \u00e8 in grado di farlo.\nnon \u00e8 in grado di farlo, \u00e8 andata nella sua stanza, voglio che si sdrai sul letto.\nsul letto.  Mia cara, dissi, dir\u00f2 che ti sei sdraiata sul letto.\nMa lei non lo fa; cammina per la stanza.\nMa, ora che ha scritto le sue lettere, dice che presto star\u00e0 bene.\nbene. Sar\u00e0 molto dispiaciuta di non vedervi, Miss Woodhouse,\nma la vostra gentilezza la scuser\u00e0. Vi hanno fatto aspettare alla porta.\nMi sono vergognata, ma in qualche modo c'\u00e8 stato un po' di trambusto perch\u00e9 \u00e8 successo che\nche non avevamo sentito bussare e fino a quando non siete saliti sulle\nnon ci siamo accorti che stava arrivando qualcuno.  \u00c8 solo la signora Cole,\ndissi io, ci puoi giurare. Nessun altro sarebbe venuto cos\u00ec presto.   Beh, disse\nlei, prima o poi bisogna sopportarlo, e tanto vale farlo adesso.\nMa poi entr\u00f2 Patty e disse che eravate voi.  Oh! dissi io, \u00e8 la signorina\nWoodhouse: Sono sicura che vi far\u00e0 piacere vederla. Non posso vedere nessuno,\ndisse lei; e si alz\u00f2 e volle andarsene; e questo fu ci\u00f2 che ci fece\ne questo \u00e8 stato ci\u00f2 che ci ha fatto aspettare e che ci ha fatto dispiacere e vergognare moltissimo.  Se devi\nSe devi andare, mia cara, dissi, devi, e dir\u00f2 che sei sdraiata sul letto.\nletto.\n\nEmma era sinceramente interessata. Il suo cuore stava da tempo diventando\npi\u00f9 gentile nei confronti di Jane; e questa immagine delle sue attuali sofferenze ag\u00ec\ncome una cura per ogni precedente e ingeneroso sospetto, e non le lasci\u00f2 nient'altro che\ne il ricordo delle sensazioni meno giuste e meno gentili del passato\nsensazioni meno giuste e meno dolci del passato, la costrinse ad ammettere che Jane avrebbe potuto\nnaturalmente decidere di vedere Mrs. Cole o qualsiasi altra amica stabile, quando\nquando non avrebbe potuto sopportare di vedere se stessa. Parlava come sentiva, con sincero\ncon sincero rammarico e sollecitudine, desiderando sinceramente che le circostanze che\nMiss Bates di essere ora effettivamente determinate, potessero\nche fossero il pi\u00f9 possibile a vantaggio e conforto di Miss Fairfax.  Deve essere\ndeve essere una dura prova per tutti. Aveva capito che doveva essere\nritardato fino al ritorno del colonnello Campbell.\n\n Molto gentile! rispose Miss Bates.  Ma lei \u00e8 sempre gentile.\n\nNon si poteva sopportare una cosa del genere sempre; e per spezzare la sua terribile gratitudine, Emma chiese direttamente\ntremenda gratitudine, Emma chiese direttamente a\n\n Dove posso chiedere? La signorina Fairfax sta andando?\n\n A una signora Smallridge, donna affascinante e superiore, di avere la responsabilit\u00e0\ndelle sue tre deliziose bambine. Impossibile che una situazione\nsituazione possa essere pi\u00f9 ricca di comfort; se si esclude, forse, la famiglia della signora Suckling e quella della signora Bragge,\nSuckling e la signora Bragge, ma la signora Smallridge \u00e8 intima di entrambe e, proprio per questo, \u00e8 in grado di\nSmallridge \u00e8 in intimit\u00e0 con entrambe, e nello stesso quartiere: vive a soli quattro\nmiglia da Maple Grove. Jane sar\u00e0 a sole quattro miglia da Maple Grove.\n\n Mrs. Elton, immagino, \u00e8 stata la persona a cui Miss Fairfax deve\n\n S\u00ec, la nostra buona Mrs. Elton. La pi\u00f9 instancabile, vera amica. Lei\nnon avrebbe accettato un rifiuto. Non avrebbe lasciato che Jane dicesse: \"No\"; perch\u00e9 quando Jane lo ha saputo (era l'altro ieri, proprio ieri)\nJane ne ha sentito parlare per la prima volta (era l'altro ieri, la mattina stessa in cui eravamo a Donwell).\nmattina in cui eravamo a Donwell), quando Jane l'ha saputo per la prima volta, era del tutto\nera del tutto contraria ad accettare l'offerta, e per le ragioni da voi citate;\nesattamente come dici tu, aveva deciso di non chiudere con nulla fino al ritorno del colonnello Campbell e\nColonnello Campbell, e nulla doveva indurla a prendere un impegno al momento.\nimpegno al momento e cos\u00ec disse a Mrs. Elton pi\u00f9 e pi\u00f9 volte.\nElton pi\u00f9 e pi\u00f9 volte e sono sicura che non avevo pi\u00f9 idea che avrebbe cambiato idea!\nma la buona Mrs. Elton, il cui giudizio non la delude mai, aveva visto pi\u00f9 lontano di me.\npi\u00f9 di me. Non tutti si sarebbero distinti in un modo cos\u00ec gentile come lei.\nin modo cos\u00ec gentile come ha fatto lei, rifiutando di accettare la risposta di Jane; ma lei ha\nma ha dichiarato che ieri non avrebbe scritto alcun diniego, come\nJane lo desiderava; avrebbe aspettato e, di sicuro, ieri sera era\nieri sera era tutto deciso: Jane sarebbe partita. Una bella sorpresa per me! Non ne avevo\nla minima idea! Jane prese da parte Mrs. Elton e le disse subito che, dopo aver riflettuto sui vantaggi di Mrs.\npensando ai vantaggi della situazione di Mrs. Smallridge, aveva deciso di accettare.\nera giunta alla decisione di accettarla. Non ne seppi una parola\nfinch\u00e9 non fu tutto deciso.\n\n Ha passato la serata con Mrs. Elton?\n\n S\u00ec, tutti; Mrs. Elton voleva che venissimo. \u00c8 stato deciso cos\u00ec, sulla\ncollina, mentre passeggiavamo con Mr. Knightley.  Dovete\npassare la serata con noi, disse lei, devo assolutamente farvi venire.\nche veniate tutti.\n\n C'era anche il signor Knightley, vero?\n\n No, non Mr. Knightley; ha rifiutato fin dal primo momento; e anche se pensavo che sarebbe venuto, perch\u00e9 Mrs.\npensavo che sarebbe venuto, perch\u00e9 Mrs. Elton aveva dichiarato che non lo avrebbe lasciato\nnon \u00e8 venuto; ma mia madre, Jane e io eravamo tutti presenti,\ne abbiamo trascorso una serata molto piacevole. Amici cos\u00ec gentili, sapete, Miss\nWoodhouse, bisogna sempre trovarli piacevoli, anche se tutti sembravano\npiuttosto stanchi dopo la festa del mattino. Anche il piacere, si sa, \u00e8\nanche il piacere, si sa, \u00e8 faticoso e non posso dire che nessuno di loro sembrasse molto\ngoduto. Tuttavia, penser\u00f2 sempre che sia stata una festa molto piacevole,\ne mi sento estremamente obbligata nei confronti dei gentili amici che mi hanno coinvolto.\n\n La signorina Fairfax, suppongo, anche se lei non ne era a conoscenza, aveva preso una decisione\ndecisione per tutto il giorno?\n\n Oserei dire che l'ha fatto.\n\n Quando arriver\u00e0 il momento, dovr\u00e0 essere sgradito a lei e a tutti i suoi amici.\namici, ma spero che il suo fidanzamento abbia tutte le attenuanti possibili.\nper quanto riguarda il carattere e le maniere della famiglia.\n\n Grazie, cara Miss Woodhouse. Si', in effetti, c'e' ogni cosa al mondo\nal mondo che possa renderla felice. A parte i Suckling e i\nBragges, non c'\u00e8 un altro asilo nido cos\u00ec liberale ed elegante\ned elegante, in tutta la conoscenza di Mrs. Elton. Mrs. Smallridge, una donna\ndonna deliziosa! Uno stile di vita quasi uguale a Maple Grove e per quanto riguarda i bambini, tranne i piccoli Suggling e Bragges.\nbambini, a parte i piccoli Suckling e i piccoli Bragges, non ci sono bambini cos\u00ec eleganti e dolci da nessuna parte.\nnon ci sono bambini cos\u00ec eleganti e dolci da nessuna parte. Jane sar\u00e0 trattata con\ncon tale riguardo e gentilezza! Non ci sar\u00e0 altro che piacere, una vita di\npiacere. E il suo stipendio! Non posso davvero azzardarmi a nominare il suo stipendio\na voi, Miss Woodhouse. Persino voi, abituata come siete alle grandi somme, difficilmente credereste\ndifficilmente credereste che si possa dare cos\u00ec tanto a una persona giovane come\nJane.\n\n Ah! Signora, grid\u00f2 Emma, se gli altri bambini sono come quelli che ricordo di essere stati io stessa, dovrei pensare che cinque volte tanto\nricordo di essere stata io stessa, ritengo che cinque volte l'ammontare di\ndi quello che ho sentito nominare come stipendio in queste occasioni.\nguadagnato.\n\n Siete cos\u00ec nobili nelle vostre idee!\n\n E quando vi lascer\u00e0 Miss Fairfax?\n\n Molto presto, molto presto, infatti, questo \u00e8 il peggio. Entro una\nquindici giorni. La signora Smallridge ha molta fretta. La mia povera madre non sa\nnon sa come sopportarlo. Allora cerco di toglierle il pensiero e le dico: \"Su, signora, non pensiamoci pi\u00f9\".\ndire: \"Suvvia signora, non pensiamoci pi\u00f9\".\n\n I suoi amici devono essere tutti dispiaciuti di perderla; e il colonnello e la signora Campbell non saranno dispiaciuti di scoprire che si \u00e8 fidanzata prima di lei.\nCampbell saranno dispiaciuti di scoprire che si \u00e8 fidanzata prima del loro ritorno?\ndel loro ritorno?\n\n S\u00ec, Jane dice che \u00e8 sicura che lo faranno; ma questa \u00e8 una situazione tale che non pu\u00f2\nsituazione che non pu\u00f2 sentirsi giustificata a rifiutare. Ero cos\u00ec\nstupita quando mi ha detto quello che aveva detto a Mrs.\nElton e quando Mrs. Elton, nello stesso momento, \u00e8 venuta a congratularsi con me!\nper questo! Era prima del t\u00e8... No, non poteva essere prima del t\u00e8, perch\u00e9 stavamo andando a giocare a carte.\nperch\u00e9 stavamo andando a giocare a carte, eppure era prima del t\u00e8, perch\u00e9 mi ricordo di aver pensato\nperch\u00e9 ricordo di aver pensato Oh! no, ora ricordo, ora ho capito; qualcosa \u00e8\n\u00e8 successo prima del t\u00e8, ma non quello. Mr. Elton fu chiamato fuori dalla stanza prima del t\u00e8.\nprima del t\u00e8, il figlio del vecchio John Abdy voleva parlargli. Povero vecchio\nJohn, ho una grande stima per lui; \u00e8 stato impiegato del mio povero padre\nventisette anni; e ora, povero vecchio, \u00e8 costretto a letto, e molto\ne sta molto male a causa della gotta reumatica alle articolazioni.\ne lo stesso far\u00e0 Jane, ne sono certa, se riuscir\u00e0 a uscire. E il povero\nJohn \u00e8 venuto a parlare con Mr. Elton per avere un aiuto dalla parrocchia.\n\u00e8 molto benestante, sapete, essendo il capo della Crown,\ne tutto il resto, ma non pu\u00f2 mantenere il padre senza un aiuto.\npadre senza un po' di aiuto; e cos\u00ec, quando Mr. Elton \u00e8 tornato, ci ha raccontato\nJohn ostler, e poi \u00e8 venuto fuori che la chaise \u00e8 stata mandata a Randalls.\nche la carrozza era stata mandata a Randalls per portare il signor Frank Churchill a\nRichmond. Questo \u00e8 quello che \u00e8 successo prima del t\u00e8. \u00c8 stato dopo il t\u00e8 che Jane\nparl\u00f2 con Mrs. Elton.\n\nLa signorina Bates non avrebbe dato a Emma il tempo di dire quanto questa circostanza fosse perfettamente nuova per lei.\ncircostanza fosse perfettamente nuova per lei; ma, senza supporre che fosse possibile che lei\ndi ignorare i particolari della partenza di Mr. Frank Churchill.\nFrank Churchill, procedette a fornirli tutti, non aveva alcuna importanza.\n\nCi\u00f2 che Mr. Elton aveva appreso dall'oste sull'argomento, essendo l'accumulo delle conoscenze dell'oste stesso e delle\ndi Mr. Elton sull'argomento, essendo l'accumulo delle sue conoscenze e di quelle della\nservitori di Randalls, era che un messaggero era arrivato da Richmond\nsubito dopo il ritorno della comitiva da Box Hill,\nnon era pi\u00f9 di quanto ci si aspettasse, e che Mr.\nChurchill aveva inviato a suo nipote poche righe, contenenti, nel complesso, un resoconto\ndi Mrs. Churchill, augurandogli solo di non ritardare il rientro oltre la mattina\ndi tornare oltre il mattino successivo di buon'ora; ma che il signor Frank Churchill aveva\nFrank Churchill aveva deciso di tornare a casa direttamente, senza aspettare affatto, e che il suo cavallo\nsembrava aver preso un raffreddore, Tom era stato mandato subito a prendere la carrozza Crown e l'ostello.\nCrown, e l'oste era rimasto fuori e l'aveva visto passare, il ragazzo andava di buon passo e guidava molto\nil ragazzo andava di buon passo e guidava in modo molto stabile.\n\nIn tutto questo non c'era nulla che potesse stupire o interessare e\nattenzione di Emma solo in quanto si univa all'argomento che\nche gi\u00e0 impegnava la sua mente. Il contrasto tra l'importanza di Mrs.\nChurchill nel mondo e Jane Fairfax, la colp\u00ec; una era tutto, l'altra niente.\nuna era tutto, l'altra niente.\ndestino delle donne, senza rendersi conto di ci\u00f2 su cui i suoi occhi erano fissi,\nfinch\u00e9 non fu svegliata dalle parole di Miss Bates,\n\n S\u00ec, ho capito a cosa stai pensando, al pianoforte. Cosa ne sar\u00e0\ndi quello? \u00c8 vero. La povera cara Jane ne stava parlando proprio ora. Dovete\ndevi andare, ha detto.  Io e te dobbiamo separarci. Non avrai pi\u00f9 nulla da fare\nqui. Lascia che rimanga, comunque, disse lei; dagli un posto in casa finch\u00e9 il colonnello\nCampbell torner\u00e0. Ne parler\u00f2 con lui; sistemer\u00e0 le cose per me.\nmi aiuter\u00e0 a superare tutte le mie difficolt\u00e0. E ancora oggi, credo, non sa\ncredo, non sa se fosse un regalo di lui o di sua figlia.\n\nOra Emma era costretta a pensare al pianoforte; e il ricordo di tutte le sue precedenti congetture fantasiose e ingiuste era cos\u00ec poco piacevole\ntutte le sue precedenti congetture fantasiose e ingiuste era cos\u00ec poco piacevole,\nche ben presto si concesse di credere che la sua visita fosse stata abbastanza\ne, dopo aver ripetuto tutto ci\u00f2 che poteva azzardarsi a dire sui desideri\ndi augurio che sentiva davvero, si conged\u00f2.\n\n\n\n\nCAPITOLO IX\n\n\nLe meditazioni pensose di Emma, mentre camminava verso casa, non furono interrotte;\nma quando entr\u00f2 nel salotto, trov\u00f2 coloro che dovevano svegliarla. Mr.\nKnightley e Harriet erano arrivati durante la sua assenza, e stavano seduti\ncon il padre. Mr. Knightley si alz\u00f2 immediatamente e, in un modo\ndecisamente pi\u00f9 grave del solito, disse,\n\n Non vorrei andarmene senza vedervi, ma non ho tempo da perdere,\ne quindi devo partire subito. Sto andando a Londra, per trascorrere\nqualche giorno con John e Isabella. Avete qualcosa da inviare o da dire,\noltre all'amore, che nessuno porta con s\u00e9?\n\n Niente di niente. Ma non si tratta di uno schema improvviso?\n\n S\u00ec, piuttosto ci ho pensato per un po' di tempo.\n\nEmma era sicura che lui non l'avesse perdonata; sembrava diverso da s\u00e9. Il tempo,\ntuttavia, pensava, gli avrebbe detto che avrebbero dovuto essere amici\ndi nuovo amici. Mentre lui rimaneva in piedi, come se volesse andarsene, ma non lo faceva, suo padre inizi\u00f2 a chiedere informazioni.\ninizi\u00f2 a chiedere informazioni.\n\n Allora, mia cara, sei arrivata sana e salva? E come hai trovato la mia\nvecchia amica e sua figlia? Oserei dire che devono essere state molto\nmolto obbligate a venire. La cara Emma \u00e8 andata a trovare Mrs. e Miss Bates, Mr.\nBates, Mr. Knightley, come vi ho gi\u00e0 detto. \u00c8 sempre cos\u00ec\nattenta a loro!\n\nIl colorito di Emma fu accentuato da questa lode ingiusta; e con un sorriso,\ne scuotendo la testa, che parlavano molto, guard\u00f2 Mr.\nKnightley. Sembrava che ci fosse un'impressione istantanea a suo favore.\nfavore, come se i suoi occhi avessero ricevuto la verit\u00e0 dai suoi, e tutto ci\u00f2 che era passato di buono nei suoi sentimenti fosse\ntutto ci\u00f2 che di buono era passato nei suoi sentimenti fosse subito colto e onorato.\nLui la guard\u00f2 con un bagliore di stima. Lei fu caldamente gratificata e in un\nun altro momento ancora di pi\u00f9, da un piccolo movimento di pi\u00f9 che comune\ncordialit\u00e0 da parte di lui. Le prese la mano; se non fosse stata lei stessa a fare il primo\nse non fosse stata lei stessa a fare la prima mossa, non saprebbe dire, forse avrebbe potuto\nma lui le prese la mano, la strinse e di certo era sul punto di portarla al suo\nsul punto di portarla alle labbra quando, per un'idea o per l'altra,\nimprovvisamente la lasci\u00f2 andare. Perch\u00e9 mai dovesse provare un tale scrupolo, perch\u00e9 mai dovesse\ncambiare idea quando ormai era tutto fatto, lei non riusciva a capire. Lui\navrebbe giudicato meglio, pens\u00f2, se non si fosse fermato. L'intenzione\nintenzione, tuttavia, era indubbia; e se fosse stato perch\u00e9 i suoi\nmodi di fare avevano in generale cos\u00ec poca galanteria, o comunque fosse\nera successo, ma lei pens\u00f2 che nulla lo rendeva pi\u00f9 tale. Era con lui, di carattere cos\u00ec semplice\nnatura cos\u00ec semplice, eppure cos\u00ec dignitosa. Non poteva non ricordare il tentativo\ntentativo con grande soddisfazione. Parlava di un'amicizia cos\u00ec perfetta. Lui li lasci\u00f2\nsubito dopo se ne and\u00f2 in un attimo. Si muoveva sempre con la\nmente che non poteva essere n\u00e9 indeciso n\u00e9 dilatorio, ma ora sembrava pi\u00f9\nora sembrava pi\u00f9 improvviso del solito nella sua scomparsa.\n\nEmma non si pent\u00ec di essere andata da Miss Bates, ma avrebbe voluto lasciarla dieci minuti prima.\nche l'avesse lasciata dieci minuti prima; sarebbe stato un grande piacere\nparlare della situazione di Jane Fairfax con Mr. Knightley. N\u00e9 si sarebbe\nn\u00e9 si rammaric\u00f2 del fatto che lui andasse a Brunswick Square, perch\u00e9 sapeva\nsapeva quanto la sua visita sarebbe stata gradita, ma sarebbe potuto accadere in un momento\nmomento migliore e averne avuto un preavviso pi\u00f9 lungo, sarebbe stato\nsarebbe stato pi\u00f9 piacevole. Si separarono comunque da amicizie profonde; lei non poteva essere\nnon poteva essere ingannata sul significato del suo volto e sulla sua incompiuta\ngalanteria; tutto ci\u00f2 era stato fatto per assicurarle che aveva recuperato completamente\nla sua buona opinione. Era seduto con loro da mezz'ora, come lei stessa ha potuto constatare.\nscopr\u00ec. Era un peccato che non fosse tornata prima!\n\nNella speranza di distogliere i pensieri del padre dalla sgradevole\nsgradevole che Mr. Knightley andasse a Londra, e che ci andasse cos\u00ec\nall'improvviso e di andare a cavallo, cosa che sapeva sarebbe stata molto negativa;\nEmma comunic\u00f2 la notizia di Jane Fairfax e la sua fiducia nell'effetto fu giustificata.\neffetto era giustificato; ha fornito un controllo molto utile, interessato,\nsenza disturbarlo. Lui aveva deciso da tempo che Jane Fairfax\ndi Jane Fairfax come istitutrice, e poteva parlarne allegramente, ma la partenza di Mr.\nKnightley a Londra era stato un colpo inaspettato.\n\n Sono molto contenta, mia cara, di sapere che si sistemer\u00e0 in modo cos\u00ec confortevole.\nsistemazione. Mrs. Elton \u00e8 molto buona e piacevole, e oserei dire che le sue conoscenze sono proprio\nche le sue conoscenze sono proprio quelle che dovrebbero essere. Spero che sia una situazione\ne che la sua salute sia curata al meglio. Dovrebbe\ndovrebbe essere il primo obiettivo, come sono certa che la povera Miss Taylor lo sia sempre stata con me.\nSai, mia cara, sar\u00e0 per questa nuova signora quello che la signorina Taylor \u00e8 stata per noi.\nTaylor per noi. E spero che sar\u00e0 migliore sotto un certo punto di vista, e che non sia\ne che non sia indotta ad andarsene dopo che questa \u00e8 stata la sua casa cos\u00ec a lungo.\n\nIl giorno seguente arrivarono notizie da Richmond che misero in secondo piano tutto il resto.\nin secondo piano. Un espresso arriv\u00f2 a Randalls per annunciare la\nmorte della signora Churchill! Sebbene il nipote non avesse avuto alcun motivo particolare per\ndi tornare in fretta per lei, non era vissuta pi\u00f9 di sei ore e trenta dopo il suo ritorno.\nore dopo il suo ritorno. Un improvviso attacco di natura diversa da qualsiasi\ndal suo stato generale, l'aveva portata via dopo una breve lotta.\nlotta. La grande signora Churchill non c'era pi\u00f9.\n\nEra sentita come devono essere sentite queste cose. Ogni corpo aveva un grado di\ngravit\u00e0 e di dolore; tenerezza verso i defunti, sollecitudine per gli amici\namici sopravvissuti; e, in un tempo ragionevole, la curiosit\u00e0 di sapere dove\ndove sarebbe stata sepolta. Goldsmith ci dice che quando una bella donna si abbassa a\nalla follia, non ha altro da fare che morire; e quando si abbassa a essere sgradevole, \u00e8 ugualmente\nsgradevole, \u00e8 ugualmente da raccomandare come un chiarimento della cattiva fama.\nLa signora Churchill, dopo essere stata antipatica per almeno venticinque anni, veniva\nChurchill, dopo essere stata antipatica per almeno venticinque anni, ora se ne parlava con compassione. In un punto era pienamente\ngiustificata. Non era mai stata ammessa prima d'ora come gravemente malata. L'evento\nevento la assolveva da tutte le fantasticherie e da tutto l'egoismo delle\nlamentele immaginarie.\n\n Povera signora Churchill! Senza dubbio aveva sofferto molto:\npi\u00f9 di quanto chiunque abbia mai supposto e il dolore continuo mette a dura prova la\ntemperamento. Era un evento triste, un grande shock, con tutti i suoi difetti, cosa avrebbe fatto Mr.\ncosa avrebbe fatto Mr. Churchill senza di lei? La perdita di Mr. Churchill sarebbe\nsarebbe stata davvero terribile. Il signor Churchill non l'avrebbe mai superata. Anche Mr.\nWeston scosse la testa, con aria solenne, e disse: \"Ah, povera donna!\nchi l'avrebbe mai detto! e decise che il suo lutto avrebbe dovuto essere\nil pi\u00f9 bello possibile; e sua moglie si sedette a sospirare e a fare la morale sui suoi\ncon una commiserazione e un buon senso veri e costanti.\nL'effetto che avrebbe avuto su Frank fu uno dei primi pensieri di entrambi. Era anche\nera anche un'ipotesi molto precoce per Emma. Il carattere di Mrs.\nChurchill, il dolore del marito.\ncon soggezione e compassione e poi si ripos\u00f2 con sentimenti pi\u00f9 leggeri su come\nFrank potesse essere influenzato dall'evento, quanto fosse avvantaggiato, quanto fosse liberato. Vide\nin un attimo tutto il bene possibile. Ora, un attaccamento a Harriet Smith\nnon avrebbe avuto nulla da ridire. Mr. Churchill, indipendentemente dalla moglie\nmoglie, non era temuto da nessuno; era un uomo facile e affidabile, che poteva essere persuaso a\nqualsiasi cosa da suo nipote. Tutto ci\u00f2 che restava da desiderare era che il nipote\nnipote si legasse a lui, poich\u00e9, pur con tutta la sua buona volont\u00e0 per la\nEmma non aveva la certezza che fosse gi\u00e0 nato.\n\nHarriet si \u00e8 comportata benissimo in quell'occasione, con grande\nautocontrollo. Se mai avesse provato una speranza pi\u00f9 luminosa, non trad\u00ec\nnulla. Emma fu gratificata dall'osservare in lei una tale prova di\ndi carattere rafforzato, e si astenne da qualsiasi allusione che potesse\nmettere in pericolo il suo mantenimento. Parlarono, quindi, della morte di Mrs.\nChurchill con reciproca tolleranza.\n\nA Randalls arrivarono brevi lettere da parte di Frank, che comunicavano tutto ci\u00f2 che era\ntutto ci\u00f2 che era immediatamente importante della loro situazione e dei loro piani. Il signor Churchill\nChurchill stava meglio di quanto ci si potesse aspettare; e il loro primo trasloco, dopo la partenza del funerale per lo Yorkshire, doveva essere\nfunerale per lo Yorkshire, sarebbe stato a casa di un vecchio amico a Windsor.\nvecchio amico di Windsor, al quale Mr. Churchill aveva promesso una visita negli ultimi dieci anni.\nvisita negli ultimi dieci anni. Al momento, non c'era nulla da fare per\nHarriet; i buoni auspici per il futuro erano tutto ci\u00f2 che era ancora possibile\nda parte di Emma.\n\nEra pi\u00f9 urgente prestare attenzione a Jane Fairfax, le cui prospettive si stavano chiudendo, mentre si aprivano quelle di Harriet.\nprospettive si stavano chiudendo, mentre si aprivano quelle di Harriet, i cui impegni\nnon permettevano pi\u00f9 di ritardare l'arrivo a Highbury di chiunque volesse dimostrarle gentilezza.\ne con Emma era diventato un primo desiderio. Non aveva quasi mai\nun rimpianto pi\u00f9 forte di quello per la sua passata freddezza; e la persona che aveva trascurato per cos\u00ec tanti mesi\nche aveva trascurato per tanti mesi, era ora proprio colui al quale avrebbe\navrebbe voluto elargire ogni distinzione di riguardo o di simpatia. Voleva\nessere utile a lei; voleva dimostrare di apprezzare la sua compagnia e di\ndimostrare rispetto e considerazione. Decise di convincerla a\npassare un giorno a Hartfield. Fu scritto un biglietto per sollecitarla. L'invito\nL'invito fu rifiutato e con un messaggio verbale.  Miss Fairfax non stava abbastanza bene\nper scrivere; e quando Mr. Perry si rec\u00f2 a Hartfield, la mattina stessa, risult\u00f2 che era talmente indisposta da essere\nPerry si \u00e8 recato a Hartfield la mattina stessa, e si \u00e8 scoperto che era talmente indisposta da essere stata visitata,\nanche se contro il suo stesso consenso, da lui stesso, e che stava soffrendo\nche soffriva di forti mal di testa e di una febbre nervosa tale da fargli dubitare della possibilit\u00e0 di andare da Mrs.\nche gli facevano dubitare della possibilit\u00e0 che si recasse da Mrs.\nproposto. La sua salute sembrava per il momento completamente compromessa l'appetito\ne anche se non c'erano sintomi assolutamente allarmanti,\nnulla che riguardasse la malattia polmonare, che era la principale apprensione della famiglia, Mr.\npreoccupazione della famiglia, il signor Perry era inquieto per lei. Pensava che\nche si fosse impegnata pi\u00f9 di quanto fosse in grado di fare e che lei stessa lo sentisse, anche se non voleva ammetterlo.\ne che lei stessa lo sentisse, anche se non voleva ammetterlo. Il suo spirito sembrava distrutto. La sua\ncasa attuale, non pot\u00e9 fare a meno di constatare, era sfavorevole a un disturbo\nnervoso: confinata sempre in una stanza, avrebbe voluto che fosse\ne la sua buona zia, sebbene fosse una sua vecchia amica, doveva\ndeve riconoscere che non \u00e8 la migliore compagna per un'invalida di quel tipo.\ndescrizione. Le sue cure e le sue attenzioni non potevano essere messe in discussione, anzi erano..,\nanzi, troppo grandi. Temeva che Miss Fairfax ne traesse pi\u00f9 male che bene.\npi\u00f9 male che bene da esse. Emma ascoltava con la pi\u00f9 viva preoccupazione;\nsi addolorava sempre di pi\u00f9 per lei e si guardava intorno desiderosa di scoprire un qualche\nmodo di essere utile. Per portarla via, anche se solo per un'ora o due, dalla zia, per farle cambiare\nzia, per farle cambiare aria e scena, e per farle avere una conversazione tranquilla e razionale, anche solo per un'ora o due.\nrazionale, anche solo per un'ora o due, le avrebbe fatto bene; e la mattina seguente le scrisse di nuovo per dirle che\nmattina seguente le scrisse di nuovo per dirle, con il linguaggio pi\u00f9\nche sarebbe andata a chiamarla in carrozza a qualsiasi ora\nche Jane avrebbe chiamato in carrozza a qualsiasi ora avesse voluto, menzionando che aveva l'opinione decisa di Mr.\nPerry, a favore di tale esercizio per la sua paziente. La risposta fu\nsolo in questa breve nota:\n\n I complimenti e i ringraziamenti di Miss Fairfax, ma non \u00e8 in grado di fare alcun esercizio.\nesercizio.\n\nEmma sentiva che il proprio biglietto avrebbe meritato qualcosa di meglio; ma era impossibile\nimpossibile litigare con le parole, la cui tremolante ineguaglianza mostrava cos\u00ec chiaramente\nindisposizione in modo cos\u00ec evidente, e pens\u00f2 solo a come avrebbe potuto contrastare al meglio\ncontrastare questa riluttanza a farsi vedere o assistere. Nonostante la\nrisposta, quindi, ordin\u00f2 la carrozza e and\u00f2 da Mrs. Bates,\nBates, nella speranza che Jane fosse indotta a raggiungerla, ma non fu possibile.\nMiss Bates si avvicin\u00f2 alla porta della carrozza, tutta riconoscente e d'accordo con lei nel pensare\ncon lei nel ritenere che un'arietta sarebbe stata di grande utilit\u00e0\ne si tent\u00f2 di fare tutto ci\u00f2 che il messaggio poteva fare, ma tutto fu invano.\ninvano. Miss Bates fu costretta a tornare senza successo; Jane non era affatto\nJane non si lasciava convincere; la sola proposta di uscire sembrava farla peggiorare.\npeggiorare. Emma avrebbe voluto vederla e tentare con le sue forze;\nma, quasi prima che potesse accennare al desiderio, Miss Bates fece capire che aveva promesso a sua nipote\nche aveva promesso a sua nipote di non far entrare Miss Woodhouse.\n La verit\u00e0 \u00e8 che la povera cara Jane non sopportava di vedere nessun\nqualsiasi persona, Mrs. Elton, in effetti, non poteva essere negata e Mrs.\nCole aveva insistito tanto e Mrs. Perry aveva detto tanto ma, a parte loro, Jane non avrebbe visto nessuno.\nloro, Jane non avrebbe visto davvero nessuno.\n\nEmma non voleva essere classificata con le Mrs Elton, le Mrs Perry e le Mrs Coles, che si imponevano ovunque,\ne le Mrs. Coles, che si sarebbero imposte ovunque; n\u00e9 poteva sentirsi in diritto di preferenza.\nn\u00e9 poteva sentirsi in diritto di preferenza.\ne si limit\u00f2 a interrogare ulteriormente Miss Bates sull'appetito e sulla dieta della nipote,\nche desiderava essere in grado di aiutare. Su questo argomento la povera Miss Bates\nera molto infelice e molto comunicativa; Jane non mangiava quasi nulla.\nMr. Perry raccomandava cibo nutriente, ma tutto ci\u00f2 che potevano\nma ogni cosa che potevano ordinare (e mai nessuno aveva avuto dei vicini cos\u00ec bravi) era\nsgradevole.\n\nEmma, una volta giunta a casa, chiam\u00f2 direttamente la governante per un\ne un po' di arrowroot di qualit\u00e0 superiore fu subito spedito a Miss Bates con una nota molto amichevole.\ndi qualit\u00e0 superiore, fu subito spedita a Miss Bates con un biglietto molto amichevole. In mezz'ora\nmezz'ora la radice di freccia fu restituita, con mille ringraziamenti da parte di Miss Bates.\nMiss Bates, ma la cara Jane non si accontent\u00f2 di rimandarla indietro.\nera una cosa che non poteva accettare e, inoltre, insisteva sul fatto che lei dicesse\ninsisteva nel dire che non le mancava nulla.\n\nQuando Emma seppe in seguito che Jane Fairfax era stata vista vagare\nnei prati, a una certa distanza da Highbury, il pomeriggio dello stesso giorno in cui lei aveva\npomeriggio dello stesso giorno in cui lei, con l'accusa di non essere in grado di fare alcun\nesercizio fisico, si era rifiutata perentoriamente di uscire con lei in carrozza,\nnon poteva dubitare, mettendo insieme tutte le cose, che Jane fosse\ndecisa a non ricevere alcuna gentilezza da _lei_. Era dispiaciuta, molto dispiaciuta.\nIl suo cuore era addolorato per una condizione che sembrava ancora pi\u00f9 pietosa\nper questa sorta di irritazione degli spiriti, incoerenza d'azione e disuguaglianza di poteri.\nincoerenza d'azione e disuguaglianza di poteri; e la mortificava il fatto che le venisse riconosciuto cos\u00ec poco\ndi sentimenti corretti, o che fosse stimata cos\u00ec poco degna di un'amica:\nma aveva la consolazione di sapere che le sue intenzioni erano buone,\ne di poter dire a se stessa che se Mr. Knightley fosse stato a conoscenza di tutti i suoi tentativi di assistenza\nKnightley fosse stato al corrente di tutti i suoi tentativi di aiutare Jane Fairfax, se avesse potuto anche solo\ndi Jane Fairfax, se avesse potuto anche solo vedere nel suo cuore, non avrebbe trovato, in questa occasione, nulla\ncosa da rimproverare.\n\n\n\n\nCAPITOLO X\n\n\nUna mattina, circa dieci giorni dopo la morte della signora Churchill, Emma fu chiamata al piano di sotto da Mr.\nWeston, che non poteva trattenersi cinque minuti e voleva parlare con lei in particolare.\ne voleva parlarle in modo particolare. Lui la incontr\u00f2 alla porta del salotto,\ne a malapena le chiese come stava, nella tonalit\u00e0 naturale della sua voce,\nla affond\u00f2 subito, per dire, inascoltato dal padre,\n\n Pu\u00f2 venire a Randalls a qualsiasi ora di questa mattina? Lo faccia, se \u00e8\npossibile. La signora Weston vuole vederla. Deve vederla.\n\n Non sta bene?\n\n No, no, per niente, solo un po' agitata. Avrebbe ordinato la carrozza e sarebbe venuta da\ncarrozza e venire da te, ma deve vederti _solo_, e questo lo sai.\n(facendo un cenno al padre) Humph! Puoi venire?\n\n Certamente. In questo momento, se non vi dispiace. \u00c8 impossibile rifiutare ci\u00f2 che\nche chiedete in questo modo. Ma qual \u00e8 il problema? Non \u00e8 davvero\nmalata?\n\n Affidatevi a me, ma non fate pi\u00f9 domande. Saprai tutto col tempo.\ntempo. L'affare pi\u00f9 inspiegabile! Ma silenzio, silenzio!\n\nIndovinare il significato di tutto questo era impossibile anche per Emma. Qualcosa di\nqualcosa di veramente importante sembrava annunciato dai suoi sguardi; ma, dato che la sua amica stava bene, si sforz\u00f2 di non essere preoccupata.\nstava bene, si sforz\u00f2 di non essere inquieta e, concordando con il padre che avrebbe fatto la sua passeggiata ora, lei e Mr.\npadre, che avrebbe fatto la sua passeggiata ora, lei e Mr. Weston erano presto\nfuori di casa insieme e si diressero a passo svelto a\nRandalls.\n\n Ora, disse Emma, quando furono abbastanza al di l\u00e0 dei cancelli dello spazzacamino, ora\nMr. Weston, fatemi sapere cosa \u00e8 successo.\n\n No, no, rispose gravemente. Non me lo chieda. Ho promesso a mia moglie di\nlasciare tutto a lei. Lei vi dir\u00e0 tutto meglio di quanto possa fare io. Non essere\nnon essere impaziente, Emma; tutto verr\u00e0 fuori troppo presto.\n\n Rompimela, grid\u00f2 Emma, immobile per il terrore. Bene\nDio! Signor Weston, ditemi subito. \u00c8 successo qualcosa a Brunswick\nSquare. So che \u00e8 successo. Ditemi, vi ordino di dirmi subito di cosa si tratta.\ndi cosa si tratta.\n\n No, in effetti vi sbagliate.\n\n Signor Weston, non scherzate con me. Considerate quanti dei miei pi\u00f9 cari\namici sono ora a Brunswick Square. Chi di loro \u00e8? Vi ordino\nper tutto ci\u00f2 che \u00e8 sacro, di non tentare di nasconderlo.\n\n Parola mia, Emma.\n\n La vostra parola! Perch\u00e9 non il vostro onore! Perch\u00e9 non dire sul vostro onore che non ha\nnon ha nulla a che fare con nessuno di loro? Santo cielo! Cosa pu\u00f2 esserci di\nche non riguardi uno di quella famiglia?\n\n Sul mio onore, disse molto seriamente, non \u00e8 cos\u00ec. Non \u00e8 in alcun modo\nminimamente collegato a un essere umano di nome\nKnightley.\n\nA Emma torn\u00f2 il coraggio e continu\u00f2 a camminare.\n\n Mi sono sbagliato, ha proseguito, nel parlarvi del suo essere \"rotto\". I\nnon avrei dovuto usare questa espressione. In effetti, non vi riguarda\nvoi, riguarda solo me, cio\u00e8, speriamo. Humph! Insomma, mia cara\nEmma, non c'\u00e8 motivo di essere cos\u00ec preoccupati. Non dico che\nnon dico che non sia una faccenda spiacevole, ma le cose potrebbero andare molto peggio. Se camminiamo\ncamminiamo velocemente, saremo presto a Randalls.\n\nEmma scopr\u00ec che doveva aspettare; e ora non richiedeva un grande sforzo. Non fece pi\u00f9 domande\nNon fece pi\u00f9 domande, quindi, ma si limit\u00f2 a usare la sua fantasia, che presto le indic\u00f2 la probabilit\u00e0 che si trattasse di denaro.\nche ben presto le fece notare la probabilit\u00e0 che si trattasse di un affare di denaro\ndi denaro, qualcosa che era appena venuto alla luce, di natura sgradevole nelle\ncircostanze della famiglia, qualcosa che l'ultimo avvenimento a Richmond\nRichmond aveva portato alla luce. La sua fantasia era molto attiva. Una mezza dozzina di figli naturali\nfigli naturali, forse, e il povero Frank tagliato fuori! Questo, anche se molto\nindesiderabile, non sarebbe stata un'agonia per lei. Ispirava poco\npi\u00f9 che una curiosit\u00e0 animata.\n\n Chi \u00e8 quel gentiluomo a cavallo? disse lei, mentre procedevano\nprocedettero parlando pi\u00f9 per aiutare Mr. Weston a mantenere il suo segreto,\nche per qualsiasi altro scopo.\n\n Non lo so. Uno degli Otway. Non Frank; non \u00e8 Frank, ve lo assicuro.\nche non \u00e8 Frank, ve lo assicuro. Non lo vedrete. A quest'ora \u00e8 gi\u00e0 a met\u00e0 strada per Windsor.\n\n Suo figlio \u00e8 stato con lei?\n\n Oh! Non lo sapevi? Bene, bene, non importa.\n\nPer un attimo rimase in silenzio; poi aggiunse, con un tono molto pi\u00f9 sorvegliato e pudico\ne pudico,\n\n S\u00ec, Frank \u00e8 venuto stamattina per chiederci come siamo andati.\n\nSi affrettarono e arrivarono rapidamente a Randalls. Bene, mia cara, disse\nmentre entravano nella stanza, l'ho portata e spero che tu stia presto meglio.\nche presto starai meglio. Vi lascio insieme. Non c'\u00e8 motivo di\nritardare. Non sar\u00f2 lontano, se mi vorrete. Ed Emma lo sent\u00ec distintamente\nsentirlo aggiungere, in tono pi\u00f9 basso, prima che uscisse dalla stanza: \"Sono stato\nsono stato di parola. Non ne ha la minima idea.\n\nMrs. Weston aveva un aspetto cos\u00ec malato e un'aria cos\u00ec turbata,\nche l'inquietudine di Emma aument\u00f2; e nel momento in cui rimasero sole, disse con impazienza\ndisse con impazienza,\n\n Cosa c'\u00e8, mio caro amico? Mi sembra che sia successo qualcosa di molto spiacevole.\n\u00e8 accaduto; fatemi sapere direttamente di cosa si tratta. Ho camminato\ncamminato per tutta questa strada in completa attesa. Entrambi aborriamo la suspense. Non\nnon lasciare che la mia si prolunghi. Vi far\u00e0 bene parlare della vostra\nangoscia, qualunque essa sia.\n\n Non ne avete proprio idea? disse Mrs. Weston con voce tremante.\n Non riuscite, mia cara Emma, a formulare un'ipotesi su ci\u00f2 che state per\nsentire?\n\n Per quanto riguarda il signor Frank Churchill, credo di s\u00ec.\n\n Hai ragione. Si riferisce a lui, e ve lo dir\u00f2 direttamente;\n(riprendendo il suo lavoro e sembrando decisa a non alzare lo sguardo).\n\u00e8 stato qui proprio questa mattina, per una commissione straordinaria. \u00c8\nimpossibile esprimere la nostra sorpresa. \u00c8 venuto a parlare con suo padre di un\nargomento, per annunciare un attaccamento\n\nSi ferm\u00f2 per respirare. Emma pens\u00f2 prima a se stessa e poi a\nHarriet.\n\n Pi\u00f9 che un attaccamento, in effetti, riprese Mrs. Weston; un\nfidanzamento, un fidanzamento vero e proprio. Cosa direte, Emma, cosa dir\u00e0 chiunque\ndiranno tutti, quando si sapr\u00e0 che Frank Churchill e Miss Fairfax sono fidanzati.\nfidanzati; anzi, che sono fidanzati da tempo!\n\nEmma sobbalz\u00f2 per la sorpresa e, sconvolta, esclam\u00f2,\n\n Jane Fairfax! Buon Dio! Non dite sul serio? Non dite sul serio?\n\n Potreste anche stupirvi, rispose Mrs. Weston, continuando a distogliere gli occhi e a parlare con ansia.\nocchi e continuando a parlare con impazienza, affinch\u00e9 Emma avesse il tempo di riprendersi.\nrecuperare... Potreste anche essere stupita. Ma \u00e8 proprio cos\u00ec. C'\u00e8 stato un\nsolenne fidanzamento tra loro da ottobre, formato a Weymouth,\ne tenuto segreto a tutti. Non una creatura ne \u00e8 a conoscenza, se non\nn\u00e9 i Campbell, n\u00e9 la famiglia di lei, n\u00e9 quella di lui. \u00c8 cos\u00ec\nmeraviglioso che, pur essendo perfettamente convinta del fatto, \u00e8 ancora\nquasi incredibile per me stessa. Stento a crederci. Credevo di conoscerlo\nlui.\n\nEmma non sent\u00ec quasi nulla di ci\u00f2 che veniva detto. La sua mente era divisa tra due\nidee, le sue precedenti conversazioni con lui a proposito di Miss Fairfax e la povera Harriet.\npovera Harriet; e per un po' di tempo riusc\u00ec solo a esclamare, e a chiedere\nconferma, ripetute conferme.\n\n Ebbene, disse alla fine, cercando di riprendersi, questa \u00e8 una\n\u00e8 una circostanza a cui dovr\u00f2 pensare per almeno mezza giornata, prima di riuscire a\ncomprenderla. Cosa! fidanzato con lei per tutto l'inverno prima che uno dei due\ndi loro venisse a Highbury?\n\n Fidanzati da ottobre, fidanzati in segreto. Mi ha ferito, Emma, molto\nmolto. Ha ferito anche suo padre. Una parte del suo comportamento non possiamo\nnon possiamo scusare.\n\nEmma riflett\u00e9 un attimo e poi rispose: \"Non finger\u00f2 di non capirvi.\ndi capirvi; e per darvi tutto il sollievo in mio potere, siate certa che\nche le sue attenzioni nei miei confronti non hanno sortito l'effetto che temete.\ntemuto.\n\nMrs. Weston alz\u00f2 lo sguardo, timorosa di credere; ma il volto di Emma era fermo come le sue parole.\ncostante come le sue parole.\n\n Affinch\u00e9 possiate avere meno difficolt\u00e0 a credere a questo vanto, della mia\nperfetta indifferenza, lei continu\u00f2, vi dir\u00f2 ancora che\nche c'\u00e8 stato un periodo, all'inizio della nostra conoscenza, in cui mi piaceva.\nmi piaceva, quando ero molto disposta ad affezionarmi a lui, anzi,\ncome questo sia cessato, \u00e8 forse la meraviglia.\nFortunatamente, per\u00f2, \u00e8 cessato. Da un po' di tempo a questa parte,\nalmeno in questi tre mesi, non mi \u00e8 importato nulla di lui. Potete\ncredermi, Mrs. Weston. Questa \u00e8 la semplice verit\u00e0.\n\nMrs. Weston la baci\u00f2 con lacrime di gioia e, quando riusc\u00ec ad esprimersi, le assicur\u00f2 che questa protesta le aveva fatto pi\u00f9 bene che mai.\ndi esprimersi, le assicur\u00f2 che questa protesta le aveva fatto pi\u00f9 bene\ndi qualsiasi altra cosa al mondo.\n\n Mr. Weston sar\u00e0 sollevato quasi quanto me, disse lei.  Su\nsu questo punto siamo stati disgraziati. Era nostro vivo desiderio che voi\nche foste legati l'uno all'altra e ci siamo convinti che fosse cos\u00ec.\nImmaginate cosa abbiamo provato per colpa vostra.\n\n Sono scampato; e il fatto che io sia scampato pu\u00f2 essere motivo di grato\nmeraviglia per voi e per me. Ma questo non assolve _lui_, Mrs. Weston;\ne devo dire che lo ritengo molto colpevole. Che diritto aveva di\nvenire tra noi con l'affetto e la fede impegnati, e con maniere cos\u00ec\ndisimpegnati? Che diritto aveva di sforzarsi di compiacere, come certamente ha fatto\ndi distinguere una sola giovane donna con perseverante\nattenzione, come certamente faceva mentre in realt\u00e0 apparteneva a un'altra? Come\ncome poteva sapere che male poteva fare? Come poteva capire che\ncome poteva capire che non mi avrebbe fatto innamorare di lui?\ndavvero.\n\n Da una cosa che ha detto, mia cara Emma, immagino piuttosto che\n\n E come poteva sopportare un simile comportamento! La compostezza con un testimone!\nguardare, mentre ripetute attenzioni venivano offerte a un'altra donna,\ndavanti al suo viso, e non risentirsene. Questo \u00e8 un grado di tranquillit\u00e0\nche non riesco n\u00e9 a comprendere n\u00e9 a rispettare.\n\n C'erano dei malintesi tra loro, Emma; lo disse espressamente.\nNon aveva il tempo di dilungarsi in molte spiegazioni. Era qui solo da un\nun quarto d'ora, e in uno stato di agitazione che non gli permetteva di\ndi utilizzare appieno anche il tempo che poteva rimanere, ma che c'erano stati dei\nmalintesi, disse con decisione. La crisi attuale, infatti, sembrava\ncrisi attuale, in effetti, sembrava essere stata provocata da essi; e quei malintesi potevano molto\nmolto probabilmente derivano dalla scorrettezza della sua condotta.\n\n Impropriet\u00e0! Oh! Mrs. Weston \u00e8 una censura troppo pacata. Molto, molto\noltre la scorrettezza! Lo ha affossato, non posso dire quanto lo abbia affossato...\nnella mia opinione. Cos\u00ec diverso da come dovrebbe essere un uomo! Niente di quella retta\nintegrit\u00e0, la rigorosa aderenza alla verit\u00e0 e ai principi, il disprezzo\ndei trucchi e delle piccolezze, che un uomo dovrebbe mostrare in ogni\ndella sua vita.\n\n No, cara Emma, ora devo prendere la sua parte, perch\u00e9 anche se ha sbagliato\nin questo caso, lo conosco da abbastanza tempo da poter dire che ha\nmolte, moltissime, buone qualit\u00e0; e\n\n Buon Dio! esclam\u00f2 Emma, senza badare a lei. Anche la signora Smallridge!\nJane \u00e8 davvero sul punto di andare a fare l'istitutrice! Cosa poteva intendere con\ntale orribile indelicatezza? Permetterle di impegnarsi, permetterle di\nanche solo di pensare a una simile misura!\n\n Non ne sapeva nulla, Emma. Su questo articolo posso assolverlo\nlui. Si trattava di una risoluzione privata di lei, non comunicata a lui o per lo meno\no perlomeno non comunicata in modo tale da essere convinta. Fino a ieri, so che\nso che ha detto di essere all'oscuro dei suoi piani. Gli sono saltati addosso, non so come, ma\nnon so come, ma con una lettera o un messaggio, ed \u00e8 stata la scoperta di ci\u00f2 che lei stava facendo.\ndi ci\u00f2 che lei stava facendo, di questo suo progetto, che l'ha spinto a farsi avanti subito.\nche lo ha spinto a farsi avanti subito, a confessare tutto allo zio, a\nsulla sua benevolenza e, in breve, a porre fine al miserabile stato di\nstato di occultamento che si protraeva da cos\u00ec tanto tempo.\n\nEmma inizi\u00f2 ad ascoltare meglio.\n\n Avr\u00f2 presto sue notizie, ha continuato Mrs. Weston.  Al momento della partenza mi ha detto\nche mi avrebbe scritto presto; e mi ha parlato in un modo che sembrava\nsembrava promettermi molti particolari che non potevano essere forniti ora. Aspettiamo\naspettiamo, quindi, questa lettera. Potrebbe portare molte attenuanti. Potrebbe\npotrebbe rendere comprensibili e scusabili molte cose che ora non possono essere\ncomprensibili. Non siamo severi, non abbiamo fretta di condannarlo.\ncondannarlo. Dobbiamo avere pazienza. Devo amarlo; e ora che sono soddisfatto su un punto, l'unico materiale\nora che sono soddisfatto su un punto, l'unico punto materiale, sono sinceramente ansioso\nche tutto si risolva per il meglio, e sono pronto a sperare che sia cos\u00ec. Devono\nEntrambi devono aver sofferto molto sotto un tale sistema di segretezza e di\noccultamento.\n\n Le sue sofferenze, rispose Emma seccamente, non sembrano avergli fatto molto male.\nmolto male. E come l'ha presa Mr. Churchill?\n\n Il nipote acconsent\u00ec con estrema facilit\u00e0 e con poche difficolt\u00e0.\ndifficolt\u00e0. Immaginate cosa hanno fatto gli eventi di una settimana in quella famiglia!\nfamiglia! Finch\u00e9 la povera signora Churchill era in vita, suppongo che non ci fosse\nuna speranza, una possibilit\u00e0, un'eventualit\u00e0; ma appena le sue spoglie riposano nella tomba di famiglia, che\nriposano nella tomba di famiglia, che il marito si convince ad agire esattamente\nesattamente il contrario di ci\u00f2 che lei avrebbe richiesto. Che benedizione quando un'influenza indebita\ninfluenza indebita non sopravvive alla tomba! Ha dato il suo consenso con\ncon pochissima persuasione.\n\n Ah! pens\u00f2 Emma, avrebbe fatto altrettanto per Harriet.\n\n La questione \u00e8 stata risolta ieri sera e Frank \u00e8 partito con la luce questa mattina.\nmattina. Si \u00e8 fermato a Highbury, dai Bates, credo, per qualche tempo e poi \u00e8 venuto qui.\nPoi \u00e8 venuto qui, ma aveva talmente fretta di tornare dallo zio,\nper il quale \u00e8 ora pi\u00f9 che mai necessario, che, come vi ho detto,\nche, come vi ho detto, non \u00e8 potuto rimanere con noi che un quarto d'ora. Era molto\nmolto agitato, tanto da sembrare una creatura molto\ncreatura diversa da qualsiasi altra che io abbia mai visto prima. Oltre a tutto il resto\nOltre a tutto il resto, c'era stato lo shock di averla trovata cos\u00ec\nmolto malata, cosa di cui non aveva mai sospettato prima, e c'era tutta l'aria di sentirsi\nche si era sentito molto male.\n\n E credete davvero che la relazione sia stata portata avanti con\nuna cos\u00ec perfetta segretezza? I Campbell, i Dixon, nessuno di loro era al corrente\ndel fidanzamento?\n\nEmma non riusciva a pronunciare il nome di Dixon senza arrossire.\n\n Nessuno, nemmeno uno. Disse con certezza che nessun essere al mondo lo conosceva\nal mondo se non a loro due.\n\n Beh, disse Emma, suppongo che a poco a poco ci riconcilieremo con l'idea.\nidea, e auguro loro di essere molto felici. Ma lo riterr\u00f2 sempre un tipo di\nabominevole tipo di procedura. Che cosa \u00e8 stato se non un sistema di\nipocrisia e inganno, spionaggio e tradimento? Venire tra noi con\nprofessioni di apertura e semplicit\u00e0, e una tale lega in segreto per giudicarci tutti!\ngiudicare tutti noi! Siamo stati qui, per tutto l'inverno e la primavera,\ncompletamente ingannati, credendoci tutti su un piano di verit\u00e0 e di onore\ne di onore, con due persone in mezzo a noi che potevano\nche potrebbero aver portato in giro, confrontato e giudicato sentimenti e parole che\nparole che non sono mai state destinate ad essere ascoltate da entrambi. Devono assumersene le\nconseguenza, se si sono sentiti parlare l'uno dell'altro in maniera non\nnon perfettamente gradevole!\n\n Sono abbastanza tranquilla su questo punto, rispose Mrs. Weston.  Sono molto sicura\nche non ho mai detto nulla di nessuno dei due all'altro, che entrambi potessero\nnon avessero sentito.\n\n Siete fortunati. Il tuo unico errore \u00e8 stato limitato al mio orecchio, quando hai immaginato\nimmaginando che un nostro amico fosse innamorato della signora.\n\n Vero. Ma poich\u00e9 ho sempre avuto un'ottima opinione della signorina Fairfax, non avrei mai potuto parlarne male.\nFairfax, non avrei mai potuto, per nessun motivo, parlar male di lei; e per quanto riguarda il parlar male di lui, dovevo essere al sicuro.\nquanto al parlare male di lui, l\u00ec dovevo essere al sicuro.\n\nIn quel momento il signor Weston apparve a poca distanza dalla\nfinestra, evidentemente di guardia. Sua moglie gli rivolse uno sguardo che lo invitava a\ne, mentre lui si avvicinava, aggiunse: \"Ora, carissima Emma, ti prego di dire e guardare tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 fargli battere il cuore.\nEmma, ti prego di dire e guardare ogni cosa che possa mettere il suo cuore a suo agio e\ne che lo induca a essere soddisfatto dell'incontro. Facciamo il\ne, in effetti, quasi tutte le cose possono essere dette a suo favore.\nfavore. Non \u00e8 un legame da appagare, ma se Mr. Churchill non lo sente, perch\u00e9 dovremmo farlo noi?\nChurchill non lo pensa, perch\u00e9 dovremmo farlo noi?\nper lui, per Frank, intendo, il fatto che si sia legato a una ragazza di\nuna ragazza di tale fermezza di carattere e buon senso come le ho sempre attribuito\nle ho sempre dato credito e sono tuttora disposto a darle credito, nonostante questa\nnonostante questa grande deviazione dalla regola del giusto. E\nquanto si pu\u00f2 dire nella sua situazione anche per questo errore!\n\n Molto, davvero! esclam\u00f2 Emma con sentimento.  Se una donna pu\u00f2 essere scusata per\ndi pensare solo a se stessa, \u00e8 in una situazione come quella di Jane Fairfax.\nFairfax. Di queste, si pu\u00f2 quasi dire che il mondo non \u00e8 loro,\nn\u00e9 la legge del mondo.\n\nAl suo ingresso, Mr. Weston le si fece incontro con un volto sorridente,\nesclamando,\n\n Mi hai giocato un bel tiro mancino, parola mia! Questo era un\nper divertire la mia curiosit\u00e0 ed esercitare il mio talento nell'indovinare.\ndi indovinare. Ma mi avete davvero spaventato. Pensavo che aveste perso almeno met\u00e0\ndelle vostre propriet\u00e0, almeno. Ed ecco che, invece di essere una questione di\ndi condoglianze, si \u00e8 rivelata una questione di congratulazioni. Mi congratulo\nWeston, con tutto il cuore, per la prospettiva di avere una delle pi\u00f9 belle e\ndelle giovani donne pi\u00f9 belle e realizzate d'Inghilterra per vostra figlia.\nfiglia.\n\nUno o due sguardi tra lui e la moglie lo convinsero che tutto era\ntutto come proclamava quel discorso; e il suo felice effetto sul suo spirito fu immediato.\nfu immediato. La sua aria e la sua voce riacquistarono l'abituale vivacit\u00e0, la strinse di cuore e con riconoscenza\nla strinse di cuore e con gratitudine per mano, e affront\u00f2 l'argomento in modo da dimostrare che\nargomento in modo da dimostrare che ora aveva solo bisogno di tempo e di\npersuasione di non ritenere il fidanzamento una cosa molto negativa. I suoi compagni\nsuggerirono solo ci\u00f2 che poteva attenuare l'imprudenza o smussare le obiezioni;\ne quando ne avevano parlato insieme e lui ne aveva parlato di nuovo con Emma.\ndi nuovo con Emma, durante la passeggiata di ritorno a Hartfield, si era\nperfettamente riconciliato e non era lontano dal pensare che fosse la cosa migliore\ncosa che Frank avrebbe potuto fare.\n\n\n\n\nCAPITOLO XI\n\n\n Harriet, povera Harriet! Queste erano le parole; in esse si nascondevano le\nidee tormentose di cui Emma non riusciva a liberarsi e che costituivano la vera\nla vera miseria della faccenda per lei. Frank Churchill si era comportato\nFrank Churchill si era comportato molto male da lei stessa in molti modi, ma non era tanto il _suo_ comportamento, quanto il _proprio_, a costituire il problema.\ncomportamento di Frank Churchill, ma non era tanto il _suo_ comportamento quanto il _proprio_, a renderla cos\u00ec arrabbiata con lui. Era il\nche l'aveva coinvolta per colpa di Harriet, a dare la tonalit\u00e0 pi\u00f9 profonda alla sua offesa.\ntoni pi\u00f9 profondi alla sua offesa. Povera Harriet! Essere per la seconda volta l'inganno\ndelle sue idee sbagliate e delle sue lusinghe. Mr. Knightley aveva parlato\nprofeticamente, quando una volta disse: \"Emma, non sei stata un'amica per Harriet Smith.\nHarriet Smith. Temeva di averle reso solo\ndisservizio. Era vero che non doveva accusare se stessa, in questa\ncaso come in quello precedente, di essere l'unica e originale autrice del\ndi averle suggerito sentimenti che altrimenti non sarebbero mai stati\naltrimenti non sarebbero mai entrati nell'immaginazione di Harriet; perch\u00e9 Harriet aveva riconosciuto\nHarriet aveva riconosciuto la sua ammirazione e la sua preferenza per Frank Churchill prima che lei le avesse\nun accenno all'argomento; ma si sentiva completamente colpevole di aver\ndi aver incoraggiato ci\u00f2 che avrebbe potuto reprimere. Avrebbe potuto\nprevenire l'indulgenza e l'aumento di tali sentimenti. La sua influenza\nsarebbe stata sufficiente. E ora era molto consapevole del fatto che avrebbe dovuto\nimpedirli. Sentiva di aver messo a repentaglio la felicit\u00e0 dell'amico\nfelicit\u00e0 della sua amica su basi del tutto insufficienti. Il buon senso le avrebbe\nl'avrebbe indirizzata a dire a Harriet che non doveva permettersi di pensare a lui.\nche non doveva permettersi di pensare a lui e che c'erano cinquecento probabilit\u00e0 su una che lui non\nche lui si interessasse mai a lei. Ma, sempre con buon senso, aggiunse: \"Temo di aver avuto poco da fare.\nHo avuto poco da fare.\n\nEra estremamente arrabbiata con se stessa. Se non avesse potuto essere arrabbiata\nanche con Frank Churchill, sarebbe stato terribile. Quanto a Jane\nFairfax, avrebbe potuto almeno sollevare i suoi sentimenti da ogni presente\npreoccupazione per lei. Harriet sarebbe stata gi\u00e0 abbastanza in ansia; non aveva bisogno di\nnon aveva pi\u00f9 bisogno di essere infelice per Jane, i cui problemi e la cui cattiva salute\navendo, ovviamente, la stessa origine, dovevano essere ugualmente in cura. I suoi\ngiorni di insignificanza e di male erano finiti. Presto sarebbe stata bene, felice e\nfelice e prospera. Emma riusciva ora a immaginare perch\u00e9 le sue attenzioni\nerano state trascurate. Questa scoperta rese aperte molte questioni minori. Senza dubbio\nsenza dubbio per gelosia. Agli occhi di Jane era una rivale;\ne qualsiasi cosa potesse offrire in termini di assistenza o di considerazione poteva essere\ndi assistenza o di riguardo sarebbe stata respinta. Un'arietta nella carrozza di Hartfield sarebbe stata la rastrelliera,\ne la radice di freccia del magazzino di Hartfield doveva essere veleno. Lei\ncapiva tutto; e per quanto la sua mente potesse disimpegnarsi dall'ingiustizia e dall'egoismo\ndall'ingiustizia e dall'egoismo di sentimenti rabbiosi, riconosceva che\nJane Fairfax non avrebbe avuto n\u00e9 elevazione n\u00e9 felicit\u00e0 al di l\u00e0 del suo\ndeserto. Ma la povera Harriet era una carica cos\u00ec coinvolgente! C'era\npoca simpatia per chiunque altro. Emma temeva tristemente\nche questa seconda delusione sarebbe stata pi\u00f9 grave della prima.\nConsiderando le pretese molto superiori dell'oggetto, avrebbe dovuto; e\na giudicare dal suo effetto apparentemente pi\u00f9 forte sulla mente di Harriet, producendo\nHarriet, producendo riserbo e autocontrollo, lo avrebbe fatto. Deve comunicare la dolorosa\ndolorosa verit\u00e0, tuttavia, e il prima possibile. Un'ingiunzione di segretezza era\ntra le parole di commiato di Mr. Weston.  Per il momento, l'intera\nvicenda doveva rimanere completamente segreta. Mr. Churchill ne aveva fatto un punto\ncome segno di rispetto per la moglie che aveva perso da poco; e tutti hanno ammesso che non era altro che\ntutti ammettevano che non si trattava di altro che del dovuto decoro. Emma aveva\nEmma aveva promesso; ma Harriet doveva comunque essere esclusa. Era il suo dovere superiore.\n\nNonostante la sua irritazione, non poteva fare a meno di ritenere quasi\nridicolo che avrebbe dovuto svolgere lo stesso penoso e delicato\nda Harriet, che Mrs. Weston aveva appena affrontato da sola.\nda sola. L'informazione che le era stata annunciata con tanta ansia\na lei, ora doveva essere annunciata con ansia a un'altra. Il suo cuore batt\u00e9\nil cuore le batteva forte quando sentiva il passo e la voce di Harriet; cos\u00ec, supponeva, si era sentita la povera Mrs.\npovera Mrs. Weston quando si stava avvicinando a Randalls. L'evento della\nevento della rivelazione avere la stessa somiglianza! Ma di questo,\npurtroppo, non c'era alcuna possibilit\u00e0.\n\n Ebbene, signorina Woodhouse! grid\u00f2 Harriet, entrando con impazienza nella stanza, non \u00e8 forse questa la notizia pi\u00f9 strana che ci sia mai stata?\nnon \u00e8 questa la notizia pi\u00f9 strana che ci sia mai stata?\n\n Che notizie intendi? rispose Emma, incapace di indovinare, dallo sguardo o dalla voce, se Harriet potesse davvero aver ricevuto qualche indizio.\nvoce, se Harriet potesse davvero aver ricevuto qualche indizio.\n\n Su Jane Fairfax. Avete mai sentito una cosa cos\u00ec strana? Oh!\nnon dovete temere di dirmela, perch\u00e9 Mr. Weston me l'ha raccontata\nlui stesso. L'ho incontrato poco fa. Mi ha detto che doveva essere un grande segreto;\ne che quindi non avrei pensato di parlarne con nessun altro se non con voi.\nvoi, ma ha detto che voi lo sapevate.\n\n Cosa vi ha detto Mr. Weston? disse Emma, ancora perplessa.\n\n Mi ha raccontato tutto: che Jane Fairfax e il signor Frank Churchill si sposeranno e che sono stati fidanzati privatamente con uno dei due.\nstanno per sposarsi, e che sono stati fidanzati in privato\nl'un l'altro da molto tempo. Che cosa strana!\n\nIl comportamento di Harriet era cos\u00ec strano che Emma non sapeva come capirlo.\nEmma non sapeva come capirlo. Il suo carattere appariva\nassolutamente cambiato. Sembrava che si proponesse di non mostrare alcuna agitazione, o\ndelusione o particolare preoccupazione per la scoperta. Emma la guardava\nEmma la guardava, incapace di parlare.\n\n Avevi idea, grid\u00f2 Harriet, che lui fosse innamorato di lei? Lei,\nforse, potresti. Tu (arrossendo mentre parlava) che riesci a vedere nel cuore di tutti.\ncuore di tutti, ma nessun altro\n\n Parola mia, disse Emma, comincio a dubitare di avere un simile talento.\nPuoi chiedermi seriamente, Harriet, se ho immaginato che lui fosse legato a\nun'altra donna nel momento stesso in cui ti incoraggiavo tacitamente, se non\napertamente, incoraggiandovi a cedere ai vostri sentimenti? Non ho mai avuto\nil minimo sospetto, fino all'ultima ora, che Mr. Frank\nChurchill avesse la minima considerazione per Jane Fairfax. Potete essere molto\nche se l'avessi avuto, vi avrei messo in guardia di conseguenza.\n\n Io! grid\u00f2 Harriet, colorita e stupita.  Perch\u00e9 dovresti mettermi in guardia\nme? Non penserete che mi interessi il signor Frank Churchill.\n\n Sono lieta di sentirla parlare con tanta fermezza di questo argomento, rispose Emma sorridendo.\nEmma, sorridendo; ma non vorrai negare che c'\u00e8 stato un tempo, e nemmeno molto lontano, in cui mi hai dato motivo di capire che tu\nnon molto lontano in cui mi avete dato motivo di capire che vi\nche ti importava di lui?\n\n Lui! Mai, mai. Cara signorina Woodhouse, come ha potuto confondermi in questo modo?\nsi allontana angosciata.\n\n Harriet! grid\u00f2 Emma, dopo un attimo di pausa Cosa vuoi dire? Bene\nCielo! Cosa vuoi dire? Ti sbagli! Devo supporre allora?\n\nNon riusc\u00ec a dire un'altra parola. La sua voce era persa e si sedette,\naspettando con grande terrore che Harriet rispondesse.\n\nHarriet, che era in piedi a una certa distanza e con il viso rivolto verso di lei, non disse subito nulla.\nHarriet, che era in piedi a una certa distanza e con il viso rivolto verso di lei, non disse subito nulla; e quando parl\u00f2, fu\ncon una voce quasi agitata come quella di Emma.\n\n Non avrei mai pensato che fosse possibile, ha esordito, che lei potesse\navermi frainteso! So che eravamo d'accordo di non nominarlo mai, ma\nconsiderando quanto egli sia infinitamente superiore a tutti gli altri, non avrei pensato\nnon avrei pensato che si potesse pensare che io mi riferissi a qualsiasi altra persona.\npersona. Il signor Frank Churchill, davvero! Non so chi potrebbe mai guardarlo\nguardarlo in compagnia dell'altro. Spero di avere un gusto migliore che\npensare a Mr. Frank Churchill, che non \u00e8 come nessuno al suo fianco. E\nche vi siate sbagliata cos\u00ec tanto, \u00e8 incredibile! Sono sicura che, se non fosse stato per\ncredere che voi approvaste completamente e intendeste incoraggiarmi nel mio\nattaccamento, all'inizio avrei considerato una presunzione troppo grande\npresunzione, quasi, osare pensare a lui. All'inizio, se non mi aveste\nse non mi aveste detto che erano successe cose pi\u00f9 meravigliose, che c'erano stati\nche c'erano stati incontri di maggiore disparit\u00e0 (sono state le vostre stesse parole), non avrei\nnon avrei osato cedere a Non avrei pensato che fosse possibile Ma se\ntu, che l'avevi sempre conosciuto\n\n Harriet! grid\u00f2 Emma, raccogliendosi con decisione.\nora, senza possibilit\u00e0 di ulteriori errori. State\nparlando di Mr. Knightley?\n\n Certo che lo sono. Non ho mai avuto idea di nessun altro e quindi ho pensato che tu lo sapessi.\npensavo che tu lo sapessi. Quando abbiamo parlato di lui, \u00e8 stato il pi\u00f9 chiaro possibile.\npossibile.\n\n Non proprio, rispose Emma, con forzata calma, perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che avete detto\ndetto in quel momento mi \u00e8 sembrato riferirsi a un'altra persona. Potrei quasi affermare\nquasi affermare che avevate nominato il signor Frank Churchill. Sono certa che il\nFrank Churchill vi aveva reso, proteggendovi dagli zingari.\nzingari, \u00e8 stato menzionato.\n\n Oh! Miss Woodhouse, come si dimentica!\n\n Mia cara Harriet, ricordo perfettamente la sostanza di quello che ho detto in\noccasione. Vi dissi che non mi meravigliavo del vostro attaccamento; che\nconsiderando il servizio che vi aveva reso, era estremamente\ne tu sei stata d'accordo, esprimendoti molto calorosamente sul tuo\ndi quel servizio e accennando anche alle sensazioni che aveva provato nel vederlo\nsensazioni provate nel vederlo intervenire in vostro soccorso. L'impressione\n\u00e8 forte nella mia memoria.\n\n Oh, cielo, esclam\u00f2 Harriet, ora ricordo cosa intendi; ma in quel momento stavo\nma in quel momento stavo pensando a qualcosa di molto diverso. Non erano gli\nzingari, non era il signor Frank Churchill che intendevo. No! (con un po' di\nelevazione) stavo pensando a una circostanza molto pi\u00f9 preziosa, l'arrivo di Mr.\nKnightley sia venuto e mi abbia chiesto di ballare, quando Mr. Elton non ha voluto\nElton non si sarebbe alzato con me, e quando non c'era nessun altro partner nella stanza. Questa\n\u00e8 stata un'azione gentile; \u00e8 stata una nobile benevolenza e generosit\u00e0;\nQuesto \u00e8 stato il servizio che mi ha fatto iniziare a sentire quanto egli fosse superiore a\nogni altro essere sulla terra.\n\n Buon Dio! grid\u00f2 Emma, questo \u00e8 stato un errore sfortunato e deplorevole!\ndeplorevole errore! Che cosa si deve fare?\n\n Non mi avresti incoraggiato, allora, se mi avessi capito? Almeno\nAlmeno, per\u00f2, non posso stare peggio di come sarei stato se l'altro fosse stato la persona.\nse l'altro fosse stato la persona; e ora \u00e8 possibile\n\nSi ferm\u00f2 qualche istante. Emma non riusciva a parlare.\n\n Non mi meraviglio, Miss Woodhouse, riprese, che sentiate una grande differenza tra le due cose, nei miei confronti o nei confronti di chiunque altro.\ngrande differenza tra le due cose, sia nei miei confronti che nei confronti di chiunque altro. Dovete\ndeve pensare che uno sia cinquecento milioni di volte superiore a me rispetto all'altro. Ma\nSpero, Miss Woodhouse, che supponendo che, per quanto strano possa apparire.\nper quanto possa sembrare strano. Ma sapete che sono state le vostre stesse parole, che sono accadute cose pi\u00f9 meravigliose\ncose meravigliose sono accadute, che si sono verificati incontri di maggiore disparit\u00e0\nche tra il signor Frank Churchill e me; e, quindi, sembra proprio che\nuna cosa come questa possa essersi verificata prima e se dovessi essere cos\u00ec fortunato, al di l\u00e0 di ogni espressione, da\nfortunato, al di l\u00e0 di ogni espressione, se il signor Knightley dovesse\ndavvero se _lui_ non si preoccupa della disparit\u00e0, spero, cara Miss\nWoodhouse, non vi opporrete e non cercherete di mettere\ndifficolt\u00e0. Ma voi siete troppo buona per questo, ne sono certa.\n\nHarriet era in piedi a una delle finestre. Emma si gir\u00f2 a guardarla\nguardarla costernata e disse frettolosamente,\n\n Avete idea che il signor Knightley ricambi il vostro affetto?\n\n S\u00ec, rispose Harriet con modestia, ma non con timore, devo dire che l'ho fatto.\nho.\n\nEmma ritir\u00f2 immediatamente gli occhi e rimase in silenzio a meditare,\nin un atteggiamento fisso, per qualche minuto. Pochi minuti furono sufficienti\nper farle conoscere il proprio cuore. Una mente come la sua, una volta\nuna volta aperta al sospetto, faceva rapidi progressi. Si tocc\u00f2, ammise di aver\nriconosceva l'intera verit\u00e0. Perch\u00e9 era tanto peggiore che Harriet\nfosse innamorata di Mr. Knightley, piuttosto che di Frank Churchill? Perch\u00e9\nperch\u00e9 il male era cos\u00ec terribilmente accresciuto dal fatto che Harriet aveva una speranza di\nritorno? Con la velocit\u00e0 di una freccia le balen\u00f2 in mente che Mr.\nKnightley doveva sposare solo lei!\n\nLa sua stessa condotta, cos\u00ec come il suo stesso cuore, era davanti a lei negli stessi\npochi minuti. Vide tutto con una chiarezza che non l'aveva mai benedetta prima.\nprima. Quanto si era comportata scorrettamente con Harriet! Quanto\nsconsiderato, indelicato, irrazionale, insensibile era stato il suo comportamento!\nla sua condotta! Quale cecit\u00e0, quale follia l'aveva portata avanti! La cosa la colp\u00ec\ncon forza spaventosa, ed era pronta a darle ogni nome negativo del mondo.\nmondo. Tuttavia, nonostante tutti questi demeriti, c'era una parte di rispetto per se stessa.\ndi tutti questi demeriti, un po' di preoccupazione per il proprio aspetto e un forte senso di giustizia da parte di Harriet (che\nsenso di giustizia da parte di Harriet (non ci sarebbe stato bisogno di _compassione_ per la ragazza che si credeva amata da Mr.\nragazza che si credeva amata dal signor Knightley, ma la giustizia\ngiustizia richiedeva che non fosse resa infelice da alcuna freddezza ora) diedero a\nEmma la risoluzione di sedersi e sopportare oltre con calma, con apparente gentilezza.\napparente gentilezza. Per il suo stesso vantaggio, in effetti, era opportuno che il\ndelle speranze di Harriet venisse indagato; e Harriet non aveva fatto nulla per perdere la\nHarriet non aveva fatto nulla per perdere la stima e l'interesse che era stato cos\u00ec\nvolontariamente formati e mantenuti o per meritare di essere trascurata dalla persona\npersona, i cui consigli non l'avevano mai portata sulla retta via. Svegliandosi dalla\ndalla riflessione, quindi, e domando la sua emozione, si rivolse di nuovo a Harriet\nHarriet e, con un accento pi\u00f9 invitante, rinnov\u00f2 la conversazione, perch\u00e9 per quanto riguardava\nl'argomento che l'aveva introdotta per primo, la meravigliosa storia di\nJane Fairfax, era del tutto affondato e perso. Nessuno dei due pensava se non\na Mr. Knightley e a loro stessi.\n\nHarriet, che non era rimasta in preda a un'infelice fantasticheria, fu tuttavia molto contenta di esserne richiamata\ndi essere richiamata da quel modo di fare incoraggiante di un giudice e di un'amica come Miss Woodhouse,\ne di un'amica come Miss Woodhouse, e voleva solo essere invitata a\ndi dare la storia delle sue speranze con grande, anche se trepidante\npiacere. I tremori di Emma mentre chiedeva e mentre ascoltava erano\nmeglio nascosti di quelli di Harriet, ma non erano minori. La sua voce non era\nnon era instabile, ma la sua mente era in preda alla perturbazione che una simile\nsviluppo di s\u00e9, una tale esplosione di male minaccioso, una tale confusione di emozioni\ndi emozioni improvvise e perplesse. Ascoltava con molta\nsofferenza interiore, ma con grande pazienza esteriore, i dettagli di Harriet.\ndettaglio. Non ci si poteva aspettare che fosse metodico, o ben organizzato, o molto ben\nnon ci si poteva aspettare che lo fossero; ma contenevano, una volta separati da tutte le\ndalla debolezza e dalla tautologia della narrazione, una sostanza in grado di far affondare il suo spirito\nsoprattutto per le circostanze corroboranti che la sua stessa memoria\nmemoria portavano a favore dell'opinione pi\u00f9 positiva di Mr.\nHarriet.\n\nHarriet si era accorta di una differenza nel comportamento di lui da quando\nquei due balli decisivi. Emma sapeva che lui, in quell'occasione,\ntrovato lei molto superiore alle sue aspettative. Da quella sera, o almeno\nda quella sera, o almeno dal momento in cui Miss Woodhouse l'aveva incoraggiata a pensare a lui.\nHarriet aveva iniziato a percepire che lui le parlava molto di pi\u00f9 di quanto\ndi quanto fosse abituato a fare, e che avesse un modo di fare molto diverso nei suoi confronti.\nmodo di fare nei suoi confronti; un modo di fare gentile e dolce! Negli ultimi tempi\nsempre pi\u00f9 consapevole di questo. Quando passeggiavano tutti insieme\ninsieme, lui era venuto cos\u00ec spesso a camminare accanto a lei e a parlare in modo cos\u00ec\ndeliziosamente! Sembrava che volesse conoscerla. Emma sapeva che\nche era proprio cos\u00ec. Aveva osservato spesso il cambiamento\nquasi la stessa misura. Harriet ripeteva espressioni di approvazione e di\ndi approvazione e di elogio da parte di Harriet ed Emma le sentiva in stretto accordo con\ncon quello che sapeva dell'opinione che lui aveva di Harriet. La lodava perch\u00e9 era\nsenza arte n\u00e9 parte, per i suoi sentimenti semplici, onesti e generosi,\nsentimenti. Sapeva che lui vedeva tali raccomandazioni in Harriet; si era soffermato su di esse con lei pi\u00f9 volte.\npi\u00f9 di una volta. Molte cose che vivevano nella memoria di Harriet\nHarriet, molti piccoli particolari delle attenzioni che aveva ricevuto da lui, uno sguardo, un discorso, un'espressione.\nuno sguardo, un discorso, un passaggio da una sedia all'altra, un complimento implicito, una preferenza\nun complimento sottinteso, una preferenza dedotta, erano passati inosservati, perch\u00e9\ninsospettato, da Emma. Circostanze che avrebbero potuto gonfiarsi in una relazione di mezz'ora\ne che contenevano molteplici prove per colei che le aveva viste, erano passate inosservate a colei che\nerano passate inosservate a colei che ora le ascoltava; ma i due ultimi avvenimenti da menzionare, i\navvenimenti da menzionare, i due pi\u00f9 promettenti per Harriet,\nnon erano privi di un certo grado di testimonianza da parte di Emma stessa. Il primo,\n\u00e8 stata la sua passeggiata con lei, separata dalle altre, nella calcinaia di\nDonwell, dove avevano passeggiato qualche tempo prima dell'arrivo di Emma, e lui aveva\nsi era preoccupato (come lei era convinta) di attirarla a s\u00e9 dagli altri.\ne, all'inizio, le aveva parlato in modo pi\u00f9 particolare\ndi quanto non avesse mai fatto prima, in un modo davvero molto particolare! (Harriet\nnon riusciva a ricordarlo senza arrossire). Sembrava quasi che le chiedesse\nse i suoi affetti fossero impegnati. Ma non appena lei (Miss\nWoodhouse) sembr\u00f2 essere in grado di unirsi a loro, cambi\u00f2 argomento e inizi\u00f2 a parlare di agricoltura.\ne inizi\u00f2 a parlare di agricoltura: La seconda \u00e8 che si era seduto a parlare con lei\nquasi mezz'ora prima che Emma tornasse dalla sua visita, l'ultima mattina di permanenza ad Hart.\nl'ultima mattina in cui si trovava a Hartfield, anche se, quando era arrivato per la prima volta, aveva detto di poter\naveva detto che non sarebbe potuto rimanere cinque minuti e il fatto che le avesse detto, durante la loro conversazione, che sebbene\ndurante la loro conversazione, che sebbene dovesse andare a Londra, era molto\nLondra, era molto contrario alla sua inclinazione lasciare casa.\nera molto di pi\u00f9 (come Emma sentiva) di quanto lui avesse riconosciuto a _lei_. Il\ngrado superiore di fiducia nei confronti di Harriet, che questo articolo\nche questo articolo segnava, le procurava un forte dolore.\n\nRiguardo alla prima delle due circostanze, dopo aver riflettuto un po', azzard\u00f2 la seguente domanda.\nriflessione, azzard\u00f2 la seguente domanda.  Non potrebbe? Non \u00e8\nNon \u00e8 possibile che, quando si chiedeva, come pensavate, lo stato dei vostri affetti, si riferisse al signor Martin?\ndei vostri affetti, si riferisse al signor Martin, non \u00e8 possibile che abbia in mente l'interesse del signor Martin?\nMartin? Ma Harriet respinse il sospetto con\nspirito.\n\n Signor Martin! No, davvero! Non c'era nemmeno un accenno al signor Martin. Spero di sapere\nspero di sapere che non mi interessa il signor Martin, o di essere sospettata di questo.\ndi lui.\n\nQuando Harriet chiuse la sua testimonianza, si appell\u00f2 alla sua cara Miss\nWoodhouse, per sapere se non avesse buoni motivi per sperare.\n\n Non avrei mai pensato di farlo all'inizio, disse lei, se non fosse stato per te.\nper te. Mi hai detto di osservarlo con attenzione e di lasciare che il suo comportamento sia\nil suo comportamento sia la mia regola e cos\u00ec ho fatto. Ma ora mi sembra di sentire che potrei\nche potrei meritarlo e che, se mi sceglier\u00e0, non sar\u00e0 una cosa cos\u00ec\nmeravigliosa.\n\nI sentimenti amari provocati da questo discorso, i molti sentimenti amari\nsentimenti, hanno reso necessario il massimo sforzo da parte di Emma, per permetterle di dire in risposta\ndi rispondere,\n\n Harriet, mi permetto solo di dichiarare che il signor Knightley \u00e8 l'ultimo uomo al mondo\nche darebbe intenzionalmente l'idea a una donna di provare per lei pi\u00f9\ndi provare per lei pi\u00f9 di quanto ne provi realmente.\n\nHarriet sembrava pronta a venerare la sua amica per una frase cos\u00ec\nsoddisfacente; ed Emma fu salvata dall'estasi e dall'affetto, che in quel momento sarebbero stati\nche in quel momento sarebbero stati una terribile penitenza, dal rumore dei passi del padre.\npadre. Stava attraversando il corridoio. Harriet era troppo\ntroppo agitata per incontrarlo.  Non riusciva a calmarsi, Mr.\nWoodhouse si sarebbe allarmato, era meglio che se ne andasse.\nincoraggiamento dell'amica, quindi, pass\u00f2 da un'altra porta.\ne nel momento in cui se ne and\u00f2, fu l'esplosione spontanea dei sentimenti di Emma.\nspontanea dei sentimenti di Emma:  Oh Dio, se non l'avessi mai vista!\n\nIl resto della giornata e la notte successiva furono appena sufficienti per i suoi\npensieri. Era disorientata in mezzo alla confusione di tutto ci\u00f2 che si era\nche le erano piombate addosso nelle ultime ore. Ogni momento aveva portato una\nogni momento una nuova sorpresa; e ogni sorpresa doveva essere motivo di umiliazione per lei.\nper lei. Come capire tutto questo! Come capire gli inganni che aveva\ncome capire gli inganni che aveva messo in atto su se stessa e che aveva subito! Gli errori, la cecit\u00e0\ncecit\u00e0 della sua testa e del suo cuore! Si sedette ancora, and\u00f2 in giro,\nprov\u00f2 la sua stanza, prov\u00f2 gli arbusti in ogni luogo, in ogni\nogni posizione, si rese conto di aver agito in modo molto debole, di essere stata\nera stata imposta dagli altri in misura mortificante; che aveva\nche si era imposta su se stessa in misura ancora pi\u00f9 mortificante; che era\nche era una miserabile, e che probabilmente questo giorno non sarebbe stato che l'inizio della\nmiseria.\n\nComprendere, comprendere a fondo il proprio cuore, \u00e8 stato il primo\ntentativo. A questo scopo, ogni momento di svago che il padre le concedeva e ogni momento di assenza involontaria\npadre le concedeva e ogni momento di involontaria assenza mentale.\n\nPer quanto tempo il signor Knightley le era stato cos\u00ec caro, come ogni sentimento\nlo dichiarava ora? Quando era iniziata la sua influenza?\nQuando era riuscito a conquistare il posto che Frank Churchill aveva occupato per un breve periodo?\nChurchill aveva occupato per un breve periodo? Si guard\u00f2 indietro; confront\u00f2\nparagon\u00f2 i due, cos\u00ec come erano sempre stati nella sua\ncome erano sempre stati nella sua stima, dal momento in cui quest'ultimo le era stato presentato e come\ncome avrebbero dovuto essere confrontati da lei in ogni momento, se per una qualche benedetta felicit\u00e0 le fosse\nuna qualche benedetta felicit\u00e0, le fosse venuto in mente di istituire il confronto. Si accorse che non c'era mai stato un momento\nvide che non c'era mai stato un momento in cui non avesse considerato Mr.\nKnightley come infinitamente superiore, o in cui il suo riguardo per lei non fosse stato infinitamente\nnon fosse stato infinitamente il pi\u00f9 caro. Si accorse che, nel persuadere se stessa,\nnel fantasticare, nell'agire al contrario, era stata completamente in preda a una\nillusione, totalmente ignorante del proprio cuore e, in breve, che non aveva mai\nnon si era mai interessata veramente a Frank Churchill!\n\nQuesta era la conclusione della prima serie di riflessioni. Questa era la\nconoscenza di se stessa, sulla prima questione di indagine, che lei\nraggiunta, e senza tardare a raggiungerla. Era molto\ndolorosamente indignata; si vergognava di ogni sensazione tranne quella che le rivelava\nil suo affetto per Mr. Knightley. Ogni altra parte della sua mente\nera disgustosa.\n\nCon insopportabile vanit\u00e0 si era convinta di conoscere il segreto dei sentimenti di ogni\nsentimenti di ogni persona; con imperdonabile arroganza si era proposta di organizzare\nil destino di tutti. Fu dimostrato che si sbagliava universalmente;\ne non aveva fatto proprio nulla, perch\u00e9 aveva fatto del male. Aveva\naveva portato il male a Harriet, a se stessa e, temeva troppo, a Mr.\nKnightley. Se questo legame, il pi\u00f9 ineguale di tutti, avesse avuto luogo, su di lei sarebbe ricaduto il\nsu di lei doveva ricadere tutto il rimprovero di averle dato inizio; poich\u00e9 il suo attaccamento\nattaccamento, deve credere che sia stato prodotto solo da una coscienza di\nHarriet; e anche se cos\u00ec non fosse, lui non avrebbe mai conosciuto\nHarriet se non fosse stato per la sua follia.\n\nIl signor Knightley e Harriet Smith! Era un'unione che allontanava ogni\nmeraviglia del genere. L'attaccamento di Frank Churchill e Jane Fairfax\ndiventava banale, logoro, stantio nel confronto, non suscitava alcuna\nsorpresa, non presentando alcuna disparit\u00e0, non offrendo nulla da dire o da pensare.\npensiero. Mr. Knightley e Harriet Smith! Una tale elevazione da parte di lei\nda parte di lei! Un tale svilimento da parte di lui! Era orribile per Emma pensare a come avrebbe dovuto\ncome avrebbe dovuto affondarlo nell'opinione generale, prevedere i sorrisi, gli sberleffi, l'allegria\nsorrisi, gli sberleffi, l'allegria che avrebbe suscitato a sue spese; la mortificazione\nmortificazione e il disprezzo di suo fratello, i mille inconvenienti per\nse stesso. Poteva essere? No, era impossibile. Eppure era molto, molto\nlontano dall'essere impossibile. Era forse una circostanza nuova che un uomo di ottime capacit\u00e0\ncapacit\u00e0 di essere affascinato da poteri molto inferiori? Era una novit\u00e0 per uno,\nforse troppo occupato per cercare, essere il premio di una ragazza che lo avrebbe cercato?\nlui? Era una novit\u00e0 che qualsiasi cosa al mondo fosse ineguale,\nincoerente, incongruente o che il caso e le circostanze (come cause seconde) dirigessero il destino umano?\ncause secondarie) di dirigere il destino umano?\n\nSe non avesse mai portato avanti Harriet! Se l'avesse lasciata dove doveva\ndove avrebbe dovuto, e dove lui le aveva detto che avrebbe dovuto! Non aveva forse, con una follia\nche nessuna lingua potrebbe esprimere, non le aveva impedito di sposare il\ngiovane ineccepibile che l'avrebbe resa felice e rispettabile\nnella linea di vita a cui doveva appartenere, tutto sarebbe stato sicuro.\ntutto sarebbe stato al sicuro; non ci sarebbe stato nulla di questo terribile seguito.\n\nCome ha potuto Harriet avere la presunzione di rivolgere i suoi pensieri a Mr.\na Mr. Knightley! Come ha potuto osare pensare di essere la prescelta di\nun uomo del genere finch\u00e9 non ne ebbe la certezza! Ma Harriet era meno umile,\naveva meno scrupoli di un tempo. La sua inferiorit\u00e0, sia di mente che di\nsituazione, sembrava poco sentita. Sembrava pi\u00f9 consapevole del fatto che Mr.\nElton di abbassarsi a sposarla, di quanto non sembrasse ora di Mr.\nKnightley. Ahim\u00e8, non era forse anche questa la sua colpa? Chi si era preoccupato di\ndarsi da fare per dare ad Harriet nozioni di auto-conseguenza, se non lei stessa? Chi se non lei stessa\nlei stessa le aveva insegnato che doveva elevarsi, se possibile,\ne che le sue pretese erano grandi per un'alta posizione mondana? Se\nHarriet, da umile, era diventata vanitosa, era anche colpa sua.\n\n\n\n\nCAPITOLO XII\n\n\nFino al momento in cui era minacciata di perderla, Emma non aveva mai saputo\nquanto la sua felicit\u00e0 dipendesse dall'essere la prima con Mr. Knightley,\nprimo nell'interesse e nell'affetto. Soddisfatta che fosse cos\u00ec, e sentendo che le spettava\ndi essere la prima per interesse e affetto, e sentendo che le spettava, se l'era goduta senza riflettere.\npaura di essere soppiantata, si rese conto di quanto fosse inestimabilmente importante\nera stata. Per molto, moltissimo tempo, sent\u00ec di essere stata la prima, perch\u00e9, non avendo\nnon aveva legami femminili, c'era stata solo Isabella le cui pretese potevano essere paragonate alle sue.\npotevano essere paragonate alle sue, e lei aveva sempre saputo esattamente fino a che punto\nlui amava e stimava Isabella. Lei stessa era stata la prima con lui per\nmolti anni. Non se lo meritava; spesso era stata negligente o perversa, trascurando i suoi consigli.\no perversa, trascurando i suoi consigli o addirittura opponendosi deliberatamente a lui,\ninsensibile alla met\u00e0 dei suoi meriti, e litigando con lui perch\u00e9 lui\nnon voleva riconoscere la stima falsa e insolente che lei aveva di s\u00e9, ma\nTuttavia, per attaccamento familiare e abitudine, e per l'eccellenza della mente\ndi mente, l'aveva amata e sorvegliata fin da ragazza, cercando di migliorarla.\ncon lo sforzo di migliorarla e l'ansia che facesse la cosa giusta, che nessun'altra creatura\nnessun'altra creatura aveva mai condiviso. Nonostante tutti i suoi difetti, sapeva di essergli cara.\nsapeva di essergli cara; non avrebbe potuto dire, molto cara? Quando i suggerimenti di speranza\ndi speranza, tuttavia, che dovevano seguire, si presentavano, lei\nnon poteva presumere di assecondarli. Harriet Smith poteva ritenersi\nnon indegna di essere amata in modo particolare, esclusivo, appassionato da Mr.\nMr. Knightley. Lei non poteva. Non poteva lusingarsi di avere un'idea\nidea di cecit\u00e0 nel suo attaccamento a _lei_. Aveva ricevuto una prova molto\nrecente prova della sua imparzialit\u00e0. Quanto era rimasto sconvolto dal comportamento di lei\ncomportamento di lei nei confronti di Miss Bates! Quanto direttamente, quanto fortemente si era espresso\ncon lei sull'argomento! Non troppo forte per l'offesa, ma\nma molto, troppo forte per scaturire da qualsiasi sentimento pi\u00f9 morbido della retta\ngiustizia e di una chiara benevolenza. Lei non aveva alcuna speranza, nulla che meritasse\nil nome di speranza, che lui potesse nutrire per lei quel tipo di affetto\nche ora era in questione; ma c'era una speranza (a volte lieve,\na volte molto pi\u00f9 forte) che Harriet si fosse ingannata e che stesse sopravvalutando\ne che stesse sopravvalutando la sua considerazione per _lei_. Doveva desiderarlo, per il bene di lui\nla conseguenza non fosse nulla per lei, ma che lui rimanesse single per tutta la vita.\nvita. Se fosse stata sicura di questo, anzi, del fatto che non si sarebbe mai sposato\ndi non sposarsi mai, credeva che sarebbe stata perfettamente soddisfatta. Che lui\nche continuasse a essere lo stesso Mr. Knightley per lei e suo padre, lo stesso Mr.\nKnightley per lei e suo padre, lo stesso Mr. Knightley per tutto il mondo; che Donwell e Hartfield non perdessero nulla del\ndei loro preziosi rapporti di amicizia e confidenza, e la sua pace\nsarebbe stata pienamente assicurata. Il matrimonio, infatti, non sarebbe stato adatto a lei. Sarebbe\nsarebbe stato incompatibile con ci\u00f2 che doveva a suo padre e con ci\u00f2 che\ncon quello che provava per lui. Nulla doveva separarla da suo padre. Non si\nnon si sarebbe sposata, anche se le fosse stato chiesto dal signor Knightley.\n\nDoveva essere il suo ardente desiderio che Harriet fosse delusa; e sperava che, quando avrebbe potuto vederle di nuovo insieme, avrebbe potuto almeno essere\nsperava che, quando fosse stata in grado di rivederle insieme, avrebbe potuto almeno\ndi poter accertare quali fossero le possibilit\u00e0 di farlo. Avrebbe dovuto vederle\nd'ora in poi con la pi\u00f9 stretta osservanza; e per quanto avesse miseramente\nfino a quel momento aveva frainteso anche coloro che stava osservando, non sapeva\ncome ammettere di poter essere accecata in questo caso. Lo si aspettava di ritorno ogni\ngiorno. Il potere di osservazione sarebbe stato presto abbandonato, e spaventosamente presto\nquando i suoi pensieri erano in un'unica direzione. Nel frattempo\ndecise di non vedere Harriet. Non avrebbe fatto bene a nessuna delle due, non avrebbe\nnon avrebbe fatto bene all'argomento, parlarne ancora. Era\ndeciso di non farsi convincere, finch\u00e9 poteva dubitare, eppure non aveva\nnessuna autorit\u00e0 per opporsi alla fiducia di Harriet. Parlare sarebbe stato solo\nirritare. Le scrisse, quindi, con gentilezza, ma con decisione, per\nper pregarla di non venire, per il momento, a Hartfield; riconoscendo che era sua convinzione\nche ogni altra discussione confidenziale su _un_ argomento era meglio evitarla.\nargomento sarebbe stato meglio evitare; e sperando che, se fossero passati alcuni giorni prima di rivedersi\npassare qualche giorno prima che si incontrassero di nuovo, se non in compagnia di\ndi altre persone a cui lei si opponeva solo per un t te- -t te, avrebbero potuto comportarsi come se\ncome se avessero dimenticato la conversazione di ieri. Harriet si sottomise,\ne approv\u00f2, e ne fu grata.\n\nQuesto punto era appena stato sistemato, quando arriv\u00f2 un visitatore che distolse un po' i pensieri di Emma dall'unico argomento che li aveva impegnati.\nEmma dall'unico argomento che li aveva assorbiti,\nsonno o dalla veglia, nelle ultime ventiquattro ore Mrs. Weston, che aveva fatto visita alla nuora eletta\nche aveva fatto visita alla nuora, e che aveva preso Hartfield per tornare a casa, quasi per dovere.\ncasa, quasi per dovere nei confronti di Emma quanto per piacere a se stessa, a raccontare tutti i particolari di quella\nraccontare tutti i particolari di un colloquio cos\u00ec interessante.\n\nMr. Weston l'aveva accompagnata da Mrs. Bates e si era occupato della sua parte di attenzioni essenziali.\ndi queste attenzioni essenziali in modo eccellente; ma lei, dopo aver indotto Miss Fairfax a unirsi a lei per un'ora d'aria, era tornata con un'altra persona.\nindotto Miss Fairfax a unirsi a lei per un'arietta, era ora tornata con\nmolto di pi\u00f9 da dire, e molto di pi\u00f9 da dire con soddisfazione, rispetto a un quarto d'ora passato con Mrs.\nun quarto d'ora trascorso nel salotto di Mrs. Bates, con tutto l'ingombro di sentimenti\ndi Mrs. Bates, con tutto l'ingombro di sentimenti imbarazzanti, avrebbe potuto permettere.\n\nEmma aveva un po' di curiosit\u00e0 e la sfrutt\u00f2 al massimo mentre la sua\namica raccontava. Mrs. Weston era partita per la visita in preda all'agitazione.\ndi agitazione; e in primo luogo aveva desiderato di non andare affatto\ndi non andare affatto, per poter scrivere a Miss Fairfax,\ne rimandare questa visita cerimoniosa a quando fosse passato un po' di tempo e Mr.\nMr. Churchill si fosse riconciliato con la notizia del fidanzamento;\npoich\u00e9, considerando ogni cosa, pensava che una visita del genere non avrebbe potuto essere fatta\nsenza portare a dei resoconti; ma Mr. Weston la pensava diversamente: era estremamente\nera estremamente ansioso di manifestare la sua approvazione a Miss Fairfax e alla sua famiglia\nFairfax e alla sua famiglia, e non concepiva che potesse destare alcun sospetto;\no se lo fosse stato, che avrebbe avuto qualche conseguenza; perch\u00e9 queste cose,\nosserv\u00f2, si diffondono sempre.  Emma sorrise e sent\u00ec che Mr. Weston aveva ottime ragioni per dirlo.\nWeston avesse ottime ragioni per dirlo. Erano andati via, in breve e molto\ngrande era stata l'evidente angoscia e confusione della signora. Aveva\na malapena era stata in grado di dire una parola, e ogni sguardo e azione avevano mostrato\nquanto profondamente soffrisse per la coscienza. La tranquilla e sentita soddisfazione\nsoddisfazione dell'anziana signora e la gioia estasiata della figlia, che si era dimostrata\nfiglia, che si era dimostrata persino troppo gioiosa per parlare come al solito, era stata una\nscena gratificante, ma quasi commovente. Erano entrambe cos\u00ec veramente\nrispettabili nella loro felicit\u00e0, cos\u00ec disinteressate a ogni sensazione;\npensavano cos\u00ec tanto a Jane, cos\u00ec tanto a tutti gli altri e cos\u00ec poco a loro stessi, che ogni sentimento gentile era\ndi se stessi, che ogni sentimento gentile era al lavoro per loro. Miss\nFairfax aveva offerto a Mrs. Weston una buona occasione per invitarla a una festa.\nWeston di invitarla a una festa; lei si era tirata indietro e aveva rifiutato in un primo momento, ma,\nma, dopo essere stata sollecitata, aveva ceduto; e, nel corso del viaggio in auto, Mrs.\nWeston, incoraggiandola dolcemente, aveva superato cos\u00ec tanto il suo\nimbarazzo, tanto da portarla a conversare sull'importante argomento.\nLe scuse per il suo silenzio apparentemente poco cortese durante la prima accoglienza e le espressioni pi\u00f9 calorose\ne le espressioni pi\u00f9 calorose della gratitudine che aveva sempre provato per se stessa e per Mr.\nverso se stessa e verso Mr. Weston, dovevano necessariamente aprirne la causa.\nma quando queste effusioni furono messe da parte, avevano parlato molto del presente e del futuro.\ndel presente e del futuro del fidanzamento. Mrs.\nWeston era convinta che tale conversazione dovesse essere il pi\u00f9 grande sollievo\nper la sua compagna, che si era chiusa in se stessa come ogni cosa era stata\ncome ogni cosa era stata a lungo, ed era molto soddisfatta di tutto ci\u00f2 che aveva detto sull'argomento.\nargomento.\n\n Sulla miseria di ci\u00f2 che aveva sofferto, durante l'occultamento di tanti mesi, continu\u00f2 Mrs.\nmesi, continu\u00f2 Mrs. Weston, era energica. Questa era una\ndelle sue espressioni.  Non dir\u00f2 che da quando mi sono impegnata non ho avuto\nfidanzamento non abbia avuto dei momenti felici; ma posso dire che non ho mai conosciuto la\nche non ho mai conosciuto la benedizione di un'ora di tranquillit\u00e0.\nlabbra, Emma, che l'ha pronunciata, era un'attestazione che sentivo nel cuore.\ncuore.\n\n Povera ragazza! disse Emma.  Pensa di aver sbagliato, allora, per aver\nacconsentire a un fidanzamento privato?\n\n Sbagliato! Nessuno, credo, pu\u00f2 biasimarla pi\u00f9 di quanto lei sia disposta a\na se stessa.  La conseguenza, ha detto, \u00e8 stata uno stato di\nsofferenza perpetua per me; e cos\u00ec dovrebbe essere. Ma dopo tutte le\npunizione che una cattiva condotta pu\u00f2 portare, non \u00e8 comunque meno cattiva.\nIl dolore non \u00e8 un'espiazione. Non potr\u00f2 mai essere irreprensibile. Ho agito\nho agito contro il mio senso del giusto; e la piega fortunata che ogni cosa ha preso\ne la gentilezza che sto ricevendo sono ci\u00f2 che la mia coscienza mi dice\ncoscienza mi dice che non dovrebbe essere cos\u00ec.   Non pensate, signora, continu\u00f2, che mi sia stato insegnato\nche mi sia stato insegnato male. Non lasciate che nessuna riflessione cada sui\nsui principi o sulla cura degli amici che mi hanno cresciuta. L'errore\n\u00e8 stato tutto mio; e vi assicuro che, con tutte le scuse che le circostanze attuali possono sembrare\ncircostanze attuali, avr\u00f2 ancora paura di rendere nota la storia al colonnello Campbell.\nstoria al colonnello Campbell.\n\n Povera ragazza! disse ancora Emma.  Allora lo ama eccessivamente, suppongo\nsuppongo. Deve essere stato solo per l'attaccamento che l'ha indotta a\na stipulare il fidanzamento. Il suo affetto deve aver preso il sopravvento sul suo\ngiudizio.\n\n S\u00ec, non ho dubbi che lei sia molto legata a lui.\n\n Temo, riprese Emma, sospirando, di aver spesso contribuito a renderla infelice.\ncontribuito a renderla infelice.\n\n Da parte tua, amore mio, \u00e8 stato fatto in modo molto innocente. Ma probabilmente\naveva qualcosa di simile nei suoi pensieri, quando alludeva alle\nincomprensioni di cui lui ci aveva dato accenni in precedenza. Una naturale\nconseguenza naturale del male in cui si era coinvolta, diceva, era\nera quella di renderla \"irragionevole\". La consapevolezza di aver fatto\ndi aver fatto male, l'aveva esposta a mille inquietudini e l'aveva resa capziosa e irritabile a un livello che doveva essere\ne irritabile in una misura che doveva essere difficile da sopportare.\ndifficile da sopportare.  Non ho fatto le ammissioni, disse lei, che avrei dovuto fare, per il suo temperamento e il suo\nper il suo temperamento e i suoi spiriti, il suo spirito delizioso e la sua\nquell'allegria, quella giocosit\u00e0 di carattere che, in qualsiasi altra circostanza\ncircostanze sarebbero stati, ne sono certa, costantemente ammalianti per me.\ncome lo erano all'inizio.  Inizi\u00f2 poi a parlare di voi e della\ngrande gentilezza che le avevate riservato durante la sua malattia; e con un rossore\nche mi fece capire come fosse tutto collegato, mi chiese, ogni volta che ne avessi avuto l'occasione, di ringraziarla.\nNon potrei mai ringraziarla troppo per ogni desiderio e per ogni sforzo di fare\ne per ogni tentativo di farle del bene. Era consapevole che non avevate mai\nricevuto un riconoscimento adeguato da parte sua.\n\n Se non la conoscessi ora come felice, disse Emma, seriamente, che,\nnonostante ogni piccolo inconveniente della sua coscienza scrupolosa, doveva essere\ndeve essere, non potrei sopportare questi ringraziamenti; perch\u00e9, oh! Mrs. Weston, se si facesse un resoconto del male e del bene che ho fatto a Miss Weston.\nse si facesse un resoconto del male e del bene che ho fatto alla signorina Fairfax!\nFairfax! Ebbene (si controlla e cerca di essere pi\u00f9 vivace), questo \u00e8\ntutto da dimenticare. Siete molto gentile a portarmi questi interessanti\nparticolari. La mostrano nel modo migliore. Sono sicura che \u00e8\nsono sicura che \u00e8 molto brava e spero che sar\u00e0 molto felice. \u00c8 giusto che la fortuna\ndalla parte di lui, perch\u00e9 credo che il merito sar\u00e0 tutto dalla parte di lei.\n\nUna simile conclusione non poteva rimanere senza risposta per Mrs. Weston. Pensava\nFrank sotto quasi tutti i punti di vista e, per di pi\u00f9, lo amava molto.\ne la sua difesa era, quindi, accorata. Parlava con\ncon molta ragione e con un affetto almeno pari a quello di Emma.\ntroppo da sollecitare per ottenere l'attenzione di Emma, che presto se ne and\u00f2 a Brunswick Square o a Donwell.\no a Donwell; si dimentic\u00f2 di cercare di ascoltare; e quando Mrs. Weston concluse con: \"Non abbiamo ancora avuto l'incontro\".\nWeston concluse con: \"Non abbiamo ancora ricevuto la lettera per la quale siamo cos\u00ec ansiosi, sai.\nma spero che arrivi presto, fu costretta a fare una pausa prima di rispondere.\nprima di rispondere, e alla fine fu costretta a rispondere a caso, prima di poter\nprima di riuscire a ricordare quale fosse la lettera per cui erano cos\u00ec ansiosi.\n\n Stai bene, mia Emma? fu la domanda di commiato della signora Weston.\n\n Oh! perfettamente. Io sto sempre bene, lo sai. Assicuratevi di darmi\ndella lettera il pi\u00f9 presto possibile.\n\nLe comunicazioni di Mrs. Weston fornirono a Emma ulteriori spunti per\nsgradevoli riflessioni, aumentando la sua stima e la sua compassione e il suo senso di ingiustizia\nsenso di ingiustizia passata nei confronti di Miss Fairfax. Si pent\u00ec amaramente\ndi non aver cercato di conoscerla pi\u00f9 da vicino e arross\u00ec per i sentimenti di invidia che certamente erano stati\nsentimenti di invidia che certamente ne erano stati, in qualche misura, la causa.\nSe avesse seguito i desideri noti di Mr. Knightley, nel prestare quell'attenzione\nFairfax, che le spettava in ogni caso; se avesse cercato di conoscerla meglio; se avesse fatto la sua parte verso la\nse avesse cercato di conoscerla meglio; se avesse fatto la sua parte verso l'intimit\u00e0; se avesse cercato di\ndi trovare un'amica l\u00ec, invece che in Harriet Smith; con ogni probabilit\u00e0 sarebbe stata risparmiata da\ncon ogni probabilit\u00e0, sarebbe stata risparmiata da ogni dolore che le\nora. La nascita, le capacit\u00e0 e l'educazione erano state ugualmente\nun'associata per lei, da accogliere con gratitudine; e l'altra cos'era?\nera? Supponendo anche che non fossero mai diventate amiche intime;\nche non fosse mai stata ammessa alla confidenza della signorina Fairfax su questa\nimportante, il che era molto probabile, conoscendola come avrebbe dovuto e potuto.\ne come avrebbe potuto, doveva essere preservata dagli abominevoli sospetti di una\nabominevoli sospetti di un attaccamento improprio a Mr. Dixon, che lei aveva\nnon solo aveva cos\u00ec stupidamente creato e covato lei stessa, ma aveva anche cos\u00ec\nun'idea che temeva fortemente fosse diventata oggetto di\nun argomento di sofferenza materiale per la delicatezza dei sentimenti di Jane, dalla leggerezza o dalla disattenzione di Frank.\nDi tutte le fonti di male che circondavano la prima, da quando era arrivata a casa di Frank Churchill.\nche circondavano il primo, da quando era arrivato a Highbury, era persuasa\nche lei stessa doveva essere la peggiore. Doveva essere una\nnemico perenne. Non avrebbero mai potuto essere tutte e tre insieme, senza che lei\nsenza che lei avesse pugnalato la pace di Jane Fairfax in mille occasioni; e a Box Hill, forse, era stato\nBox Hill, forse, era stata l'agonia di una mente che non avrebbe sopportato\ndi pi\u00f9.\n\nLa sera di questo giorno \u00e8 stata molto lunga e malinconica a Hartfield.\nIl tempo ha aggiunto quanto di pi\u00f9 cupo potesse esserci. Si \u00e8 scatenata una pioggia fredda e tempestosa,\ne non si vedeva nulla di luglio se non negli alberi e negli arbusti che il vento\nche il vento stava depredando, e la lunghezza del giorno, che rendeva solo pi\u00f9 visibili tali\ncrudeli, pi\u00f9 a lungo visibili.\n\nIl tempo ha colpito il signor Woodhouse, che si \u00e8 potuto mantenere tollerabilmente a suo agio soltanto\nsolo grazie a un'attenzione quasi incessante da parte della figlia, e\ndi sua figlia e da sforzi che non le erano mai costati la met\u00e0 di quanto le era costato prima. Le ricordava\nle ricordava il loro primo, disperato t te- t te, la sera del giorno delle nozze di Mrs. Weston; ma Mr.\nmatrimonio di Mrs. Weston; ma Mr. Knightley era entrato allora, subito dopo il t\u00e8, e aveva dissipato ogni malinconia\ne aveva dissipato ogni malinconia. Ahim\u00e8, prove cos\u00ec deliziose dell'attrazione di\nHartfield, come quel tipo di visite, potrebbero presto finire.\nfinire. Il quadro che si era fatta allora delle privazioni dell'inverno imminente\ndell'inverno imminente si era rivelato errato: nessun amico li aveva abbandonati,\nnessun piacere era andato perduto. Ma i suoi presenti presenti presentimenti temevano\nnon avrebbero incontrato una simile contraddizione. La prospettiva che le si presentava ora,\nera minacciosa in una misura che non poteva essere del tutto dissipata.\nche non poteva essere nemmeno parzialmente rischiarata. Se tutto ci\u00f2 che poteva accadere\naccadere nella cerchia dei suoi amici, Hartfield doveva essere\nHartfield doveva essere relativamente deserto e lei avrebbe dovuto rincuorare suo padre con gli\ncon i soli spiriti di una felicit\u00e0 rovinata.\n\nIl bambino che nascer\u00e0 a Randalls deve essere un legame ancora pi\u00f9 caro di lei.\ne il cuore e il tempo della signora Weston sarebbero stati occupati da lui. Dovrebbero\nperdere lei e, probabilmente, in larga misura, anche il marito.\nanche suo marito. Frank Churchill non sarebbe pi\u00f9 tornato tra loro; e Miss Fairfax, era ragionevole pensare, non avrebbe pi\u00f9 avuto problemi.\nFairfax, era ragionevole supporre, avrebbe presto smesso di appartenere a Highbury.\nHighbury. Si sarebbero sposati e si sarebbero stabiliti a Enscombe o nelle sue vicinanze.\nEnscombe. Tutto ci\u00f2 che c'era di buono sarebbe stato ritirato; e se a queste perdite si fosse aggiunta quella di Donwell.\na queste perdite, si aggiungeva la perdita di Donwell, cosa sarebbe rimasto di\nsociet\u00e0 allegra o razionale alla loro portata? Mr. Knightley non sarebbe pi\u00f9\nnon sarebbe pi\u00f9 venuto l\u00ec per il suo conforto serale! Non entrer\u00e0 pi\u00f9 a tutte le ore\na tutte le ore, come se fosse sempre disposto a cambiare la sua casa con la loro! Come\ncome sopportarlo? E se doveva essere perso per loro per il bene di Harriet.\nHarriet; se si dovesse pensare che in futuro trover\u00e0 in Harriet\nHarriet tutto ci\u00f2 che desiderava; se Harriet fosse stata la prescelta, la prima, la pi\u00f9 cara, l'amica.\nprima, la pi\u00f9 cara, l'amica, la moglie alla quale egli guardava per tutte le\nmigliori benedizioni dell'esistenza; cosa poteva aumentare la miseria di Emma se non il\nmiseria di Emma se non la riflessione, mai lontana dalla sua mente, che\nche era stata tutta opera sua?\n\nQuando si trattava di una situazione del genere, non era in grado di trattenersi dal\nun inizio, o un sospiro pesante, o anche dal camminare per la stanza per qualche secondo.\ne l'unica fonte da cui poteva trarre una qualche consolazione o\nconsolazione o compostezza, era il proposito di una sua migliore\ne la speranza che, per quanto inferiore in spirito e allegria potesse essere l'inverno successivo e ogni futuro\nper quanto inferiore nello spirito e nell'allegria potesse essere l'inverno successivo e ogni futuro inverno della sua vita\nper quanto inferiore nello spirito e nell'allegria al passato, l'avrebbe trovata pi\u00f9 razionale, pi\u00f9 consapevole di se stessa e\ne le avrebbe lasciato meno rimpianti quando se ne fosse andato.\n\n\n\n\nCAPITOLO XIII\n\n\nIl tempo continu\u00f2 a essere pi\u00f9 o meno lo stesso per tutta la mattina seguente; e la stessa solitudine e la stessa malinconia sembravano regnare\nsolitudine e la stessa malinconia sembravano regnare a Hartfield.\nHartfield, ma nel pomeriggio si schiar\u00ec, il vento cambi\u00f2 in un\npi\u00f9 morbido; le nuvole furono portate via; apparve il sole; era di nuovo estate.\ndi nuovo estate. Con tutta l'impazienza che una tale transizione comporta,\nEmma decise di uscire il prima possibile. Mai la vista, l'odore e le sensazioni\nsquisita vista, l'odore, la sensazione della natura, tranquilla, calda e\ne brillante dopo una tempesta, erano stati pi\u00f9 attraenti per lei. Desiderava ardentemente\nla serenit\u00e0 che avrebbero potuto introdurre gradualmente; e quando Mr. Perry arriv\u00f2 subito dopo cena, con un\nPerry subito dopo cena, con un'ora libera da dedicare a suo padre, non perse tempo ad affrettarsi\nnon perse tempo a precipitarsi nel cespuglio. L\u00ec, con gli spiriti\nrinfrescato e i pensieri un po' sollevati, aveva fatto qualche giro,\nquando vide Mr. Knightley passare dalla porta del giardino e venire verso di lei.\nverso di lei. Era la prima avvisaglia del suo ritorno da Londra.\nLondra. Il momento prima aveva pensato a lui, come a\nindubbiamente distante sedici miglia. C'era tempo solo per la\npi\u00f9 rapida sistemazione della mente. Doveva essere raccolta e calma. In mezzo minuto\nminuto erano insieme. I \"How d ye do\" erano tranquilli e\ncostretti da entrambe le parti. Lei chiese dei loro amici comuni; stavano tutti bene.\nstavano tutti bene. Quando li aveva lasciati? Solo quella mattina. Deve aver\nun viaggio bagnato. S\u00ec, aveva intenzione di camminare con lei. Aveva intenzione di camminare con lei, scopr\u00ec.  Aveva appena\naveva appena dato un'occhiata alla sala da pranzo e, dato che non era desiderato l\u00ec, preferiva\nstare fuori dalla porta. Le sembr\u00f2 che non avesse n\u00e9 l'aria n\u00e9 la parola\nallegro; e la prima causa possibile, suggerita dai suoi timori, fu che forse aveva\ntimori, era che forse aveva comunicato i suoi piani al fratello e si era addolorato\nfratello e che fosse addolorato per il modo in cui erano stati accolti.\n\nCamminarono insieme. Lui era silenzioso. Lei pensava che spesso la guardasse\ne cercava di vedere il suo viso pi\u00f9 di quanto le convenisse fare.\ndare. E questa convinzione le suscit\u00f2 un altro timore. Forse voleva\nparlare con lei del suo attaccamento ad Harriet; forse stava cercando un\nincoraggiamento a cominciare. Lei non si sentiva, non poteva sentirsi all'altezza di aprire la strada\ndi condurre il discorso a un argomento del genere. Doveva fare tutto da solo. Eppure non poteva\nsopportare questo silenzio. Con lui era del tutto innaturale. Lei\nsi \u00e8 risolta e, cercando di sorridere, ha cominciato a\n\n Ora che siete tornati, avete delle notizie che vi sorprenderanno.\nsorprenderti.\n\n L'ho fatto? disse lui a bassa voce, guardandola; di che natura?\n\n La natura pi\u00f9 bella del mondo \u00e8 il matrimonio.\n\nDopo aver aspettato un attimo, come se volesse essere sicuro che lei non volesse dire altro,\nrispose,\n\n Se vi riferite a Miss Fairfax e Frank Churchill, l'ho gi\u00e0 sentito dire.\ngi\u00e0 sentito.\n\n Com'\u00e8 possibile? grid\u00f2 Emma, volgendo le sue guance ardenti verso di lui.\nmentre parlava, le venne in mente che forse era passato da Mrs.\nGoddard sulla sua strada.\n\n Stamattina ho ricevuto da Mr. Weston alcune righe su questioni parrocchiali e alla fine mi ha raccontato brevemente cosa era successo.\nalla fine mi ha fatto un breve resoconto di ci\u00f2 che era successo.\n\nEmma si sent\u00ec abbastanza sollevata e pot\u00e9 subito dire, con un po' pi\u00f9 di\ncompostezza,\n\n Probabilmente voi siete stati meno sorpresi di noi, perch\u00e9 avete avuto i vostri sospetti.\nsospetti. Non ho dimenticato che una volta hai cercato di darmi un\nun ammonimento. Avrei voluto dargli ascolto, ma (con voce afflosciata e un pesante sospiro)\nun pesante sospiro) sembra che io sia stato condannato alla cecit\u00e0.\n\nPer un paio di momenti non si parl\u00f2 di nulla e lei non sospett\u00f2 di aver suscitato un particolare interesse.\ndi aver suscitato un interesse particolare, finch\u00e9 non si trov\u00f2 il braccio di lui\ndi lui, premuto contro il suo cuore, e lo sent\u00ec dire cos\u00ec,\nin un tono di grande sensibilit\u00e0, parlando a bassa voce,\n\n Il tempo, mia cara Emma, guarir\u00e0 la ferita. Il tuo eccellente\nsenso, i vostri sforzi per il bene di vostro padre, so che non vi permetterete di\ndi non permettere a te stessa di...  Il braccio di lei fu premuto di nuovo, mentre lui aggiunse, con un accento pi\u00f9 spezzato e sommesso.\ne sommesso, i sentimenti della pi\u00f9 calda amicizia.\namicizia Indignazione Abominevole canaglia! E con un tono pi\u00f9 forte e fermo, concluse con\ntono, concluse con: \"Presto se ne andr\u00e0. Saranno presto nello\nYorkshire. Mi dispiace per lei. Merita un destino migliore.\n\nEmma lo cap\u00ec e, non appena riusc\u00ec a riprendersi dal brivido di piacere\ndi piacere, eccitato da una cos\u00ec tenera considerazione, rispose,\n\n Siete molto gentili, ma vi sbagliate e devo mettervi a posto.  Non sono\nnon ho bisogno di questo tipo di compassione. La mia cecit\u00e0 nei confronti di ci\u00f2 che stava\nmi ha portato ad agire con loro in un modo di cui dovr\u00f2 sempre vergognarmi,\ne sono stato molto scioccamente tentato di dire e fare molte cose che potrebbero\nche potrebbero espormi a spiacevoli congetture, ma non ho altro motivo di rimpiangere\ndi rimpiangere di non essere entrato prima nel segreto.\n\n Emma! grid\u00f2 lui, guardandola con impazienza, lo siete davvero?\nNo, no, capisco che mi perdoniate.\nche tu possa dire anche solo questo. Non \u00e8 oggetto di rimpianto, anzi!\nnon passer\u00e0 molto tempo, spero, prima che questo diventi il riconoscimento\ndi pi\u00f9 della vostra ragione. Fortuna che i vostri affetti non sono stati\npi\u00f9 lontano! Non avrei mai potuto, lo confesso, dai vostri modi, assicurarmi\ndi ci\u00f2 che sentivate, ma ho potuto solo essere certo che\nc'era una preferenza e una preferenza che non ho mai creduto che lui\nmeritare. \u00c8 una vergogna per il nome dell'uomo. E sar\u00e0 ricompensato\ncon quella dolce giovane donna? Jane, Jane, sarai una misera creatura.\ncreatura.\n\n Mr. Knightley, disse Emma, cercando di essere vivace, ma in realt\u00e0 confusa, mi trovo in una situazione straordinaria.\nsono in una situazione davvero straordinaria. Non posso permettervi di continuare nel vostro\nerrore; e tuttavia, forse, dato che i miei modi hanno dato una tale impressione, ho altrettanto motivo di vergognarmi\nho altrettante ragioni per vergognarmi di confessare che non sono mai stato\ndi non essermi mai affezionata alla persona di cui stiamo parlando, come potrebbe essere\nnaturale per una donna confessare esattamente il contrario. Ma io\nnon l'ho mai fatto.\n\nLui ascolt\u00f2 in perfetto silenzio. Lei desiderava che lui parlasse, ma lui non voleva\nnon lo fece. Pensava di dover dire di pi\u00f9 prima di avere diritto alla sua\nclemenza; ma era un caso difficile essere costretta ad abbassarsi ancora\nnella sua opinione. Tuttavia, continu\u00f2.\n\n Ho ben poco da dire sulla mia condotta. Sono stata tentata dalle sue\nattenzioni e mi sono lasciata compiacere. Una vecchia storia,\nprobabilmente un caso comune e non pi\u00f9 di quanto sia gi\u00e0 successo a centinaia di persone del mio\nsesso; eppure potrebbe non essere pi\u00f9 scusabile in una persona che si erge a\ncome me per la comprensione. Molte circostanze hanno favorito la tentazione.\nEra il figlio di Mr. Weston, veniva continuamente qui e l'ho sempre trovato\nmolto piacevole e, in breve, perch\u00e9 (con un sospiro) lasciatemi gonfiare le cause\nle cause in modo ingegnoso, tutte si concentrano su questo alla fine la mia vanit\u00e0\nera stata lusingata e avevo permesso le sue attenzioni. Ultimamente, per\u00f2, per qualche tempo\ntempo, infatti, non ho avuto idea del loro significato. Pensavo\nun'abitudine, un trucco, niente che richiedesse seriet\u00e0 da parte mia.\nMi ha imposto delle cose, ma non mi ha ferito. Non sono mai stata\nattaccata a lui. E ora riesco a capire il suo comportamento. Non ha\nnon ha mai voluto affezionarsi a me. Era solo una copertura per nascondere la sua vera situazione\nsituazione con un'altra. Il suo obiettivo era quello di accecare tutti coloro che lo circondavano; e\nnessuno, ne sono certo, poteva essere accecato pi\u00f9 efficacemente di me, se non fosse che\nche non ero accecato, che era la mia fortuna che, in breve, ero al sicuro da lui.\nin un modo o nell'altro ero al sicuro da lui.\n\nLei sperava in una risposta, in qualche parola che dicesse che il suo comportamento era almeno\nche il suo comportamento fosse almeno comprensibile; ma lui era in silenzio e, per quanto\nper quanto lei potesse giudicare, immerso nei suoi pensieri. Alla fine, con il suo solito tono, disse\ntono, disse,\n\n Non ho mai avuto un'alta opinione di Frank Churchill. Posso supporre,\ntuttavia, che possa averlo sottovalutato. La mia conoscenza con lui \u00e8 stata\n\u00e8 stata solo insignificante. E anche se non l'ho sottovalutato finora, potrebbe ancora\npu\u00f2 ancora rivelarsi buono. Con una donna del genere ha una possibilit\u00e0. Non ho\nmotivo per augurargli del male e per il bene di lei, la cui felicit\u00e0 sar\u00e0\ndi lei, la cui felicit\u00e0 sar\u00e0 coinvolta nel suo buon carattere e nella sua condotta, gli augurer\u00f2 certamente\nbene.\n\n Non ho dubbi sul fatto che siano felici insieme, disse Emma; credo che siano molto\nche siano reciprocamente e sinceramente legati.\n\n \u00c8 un uomo molto fortunato!\", replic\u00f2 il signor Knightley, con energia.  Cos\u00ec\npresto nella vita, a tre anni e venti, un periodo in cui, se un uomo sceglie una moglie\nmoglie, in genere sceglie la malattia. A tre anni e vent'anni, aver ottenuto un simile\npremio! Quanti anni di felicit\u00e0 ha quell'uomo, secondo tutti i calcoli umani, davanti a s\u00e9!\ndavanti a s\u00e9! L'amore disinteressato di una donna del genere \u00e8 assicurato,\nperch\u00e9 il carattere di Jane Fairfax garantisce il suo disinteresse; ogni cosa a suo favore, l'uguaglianza di condizioni\ntutto a suo favore, l'uguaglianza di situazione intendo, per quanto riguarda la\nsociet\u00e0 e di tutte le abitudini e le maniere che sono importanti; uguaglianza in tutti i punti\nparit\u00e0 in tutti i punti, tranne uno, perch\u00e9 non si pu\u00f2 dubitare della purezza del suo cuore.\ndi lei non si pu\u00f2 dubitare, tale da accrescere la sua felicit\u00e0, poich\u00e9 sar\u00e0 lui a concedere gli unici vantaggi\ndi concedere gli unici vantaggi che lei desidera. Un uomo vorrebbe sempre dare a una donna\nuna donna in una casa migliore di quella da cui l'ha presa; e colui che pu\u00f2 farlo, dove non c'\u00e8\nche riesce a farlo, dove non c'\u00e8 alcun dubbio sulla considerazione di lei, deve essere, credo, il pi\u00f9 felice dei mortali.\nil pi\u00f9 felice dei mortali. Frank Churchill \u00e8, in effetti, il favorito della fortuna.\nfortuna. Ogni cosa gira per il suo bene. Incontra una giovane donna\ngiovane donna in un luogo d'acqua, si guadagna il suo affetto, non riesce nemmeno a stancarla\nse lui e tutta la sua famiglia avessero cercato in tutto il mondo una moglie perfetta per lui.\nmondo per trovare una moglie perfetta per lui, non avrebbero potuto trovarla\nsuperiore. Sua zia \u00e8 d'intralcio. La zia muore. Lui deve solo\nparlare. I suoi amici sono ansiosi di promuovere la sua felicit\u00e0. Aveva usato\ntutti i corpi malati e sono tutti felici di perdonarlo. \u00c8 un uomo\nuomo fortunato!\n\n Parli come se lo invidiassi.\n\n E io lo invidio, Emma. Da un certo punto di vista \u00e8 lui l'oggetto della mia invidia.\n\nEmma non riusc\u00ec a dire altro. Sembrava che si trovassero a mezza frase da\nHarriet, e il suo sentimento immediato fu quello di evitare l'argomento, se\npossibile. Fece il suo piano; avrebbe parlato di qualcosa di completamente\ndiverso dai bambini di Brunswick Square; e aspett\u00f2 solo di avere il fiato per iniziare, quando Mr.\ndi iniziare, quando Mr. Knightley la fece trasalire, dicendo,\n\n Non mi chiederete che senso ha l'invidia. Siete decisi, vedo, a\nvedo, a non avere alcuna curiosit\u00e0. Voi siete saggia, ma io non posso esserlo. Emma, devo\nEmma, devo dirvi ci\u00f2 che non mi chiederete, anche se potrei desiderare che non venga detto il\nmomento successivo.\n\n Oh! Allora non parlarne, non parlarne, grid\u00f2 con impazienza.  Prendetevi un\ntempo, riflettete, non impegnatevi.\n\n Grazie, disse lui, con un accento di profonda mortificazione, e non segu\u00ec altra sillaba.\nsegu\u00ec un'altra sillaba.\n\nEmma non poteva sopportare di dargli dolore. Lui desiderava confidarsi con\nforse per consultarla; se le costasse qualcosa, lei lo ascolterebbe.\nAvrebbe potuto aiutare la sua risoluzione o riconciliarlo con essa; avrebbe potuto dare\nun giusto elogio ad Harriet o, rappresentandogli la propria indipendenza, sollevarlo da quella\nindipendenza, sollevarlo da quello stato di indecisione, che deve essere\npi\u00f9 intollerabile di qualsiasi alternativa per una mente come la sua. Avevano\nraggiunto la casa.\n\n State entrando, suppongo? disse.\n\n No, rispose Emma, confermata dal modo depresso in cui parlava.\nparlare, vorrei fare un altro giro. Il signor Perry non \u00e8\nandato via.  E, dopo aver proceduto per qualche passo, aggiunse Vi ho fermato\ncon poca grazia, poco fa, Mr. Knightley, e, temo, vi ho fatto soffrire.\ndolore. Ma se desiderate parlarmi apertamente come amico, o chiedere la mia opinione su qualsiasi cosa\nchiedere la mia opinione su qualsiasi cosa abbiate in mente come amico.\namico, in effetti, potete ordinarmelo. Ascolter\u00f2 tutto ci\u00f2 che vorrete. I\nvi dir\u00f2 esattamente ci\u00f2 che penso.\n\n Come amico! ripet\u00e9 il signor Knightley. Emma, temo che questa sia una parola no,\nNon ho alcun desiderio Rimani, s\u00ec, perch\u00e9 dovrei esitare? Sono andata troppo oltre\nper nascondermi. Emma, accetto la vostra offerta Per quanto straordinaria possa sembrare.\nper quanto straordinaria possa sembrare, l'accetto e mi rivolgo a voi come a un'amica. Ditemi,\nallora, non ho alcuna possibilit\u00e0 di successo?\n\nSi ferm\u00f2 nella sua seriet\u00e0 per guardare la domanda, e l'espressione degli occhi di\ndei suoi occhi la sopraffece.\n\n Mia carissima Emma, disse, perch\u00e9 carissima sarai sempre, qualunque sia l'esito di quest'ora di conversazione.\nl'esito di questa ora di conversazione, la mia carissima, amatissima\nEmma ditemelo subito. Dite di no, se \u00e8 il caso di dirlo. Lei poteva davvero\ndire nulla. Siete in silenzio, grid\u00f2 lui, con grande animazione;\n assolutamente silenziosa! Al momento non chiedo altro.\n\nEmma era quasi pronta ad affondare sotto l'agitazione di questo momento. Il\npaura di essere risvegliata dal sogno pi\u00f9 felice era forse la sensazione pi\u00f9\nsensazione pi\u00f9 evidente.\n\n Non posso fare discorsi, Emma\", riprese subito, e con un tono di sincera, decisa e comprensibile tenerezza.\nsincera, decisa e comprensibile tenerezza che era tollerabilmente\nconvincente. Se ti amassi di meno, potrei parlarne di pi\u00f9.\ndi pi\u00f9. Ma tu sai come sono. Da me non sentirai altro che la verit\u00e0. I\nti ho rimproverato e ti ho fatto la predica, e tu l'hai sopportato come nessun'altra donna d'Inghilterra\ndonna in Inghilterra l'avrebbe sopportato. Sopportate le verit\u00e0 che vorrei dirvi\nora, carissima Emma, cos\u00ec come le hai sopportate tu. Il modo,\nforse, potrebbe avere poco da raccomandare. Dio sa che sono stato un\namante molto indifferente. Ma voi mi capite. S\u00ec, vedi, tu\ncapisci i miei sentimenti e li ricambierai, se puoi. Al momento, io\nchiedo solo di sentire, una volta sola, la tua voce.\n\nMentre parlava, la mente di Emma era molto occupata e, con tutta la meravigliosa velocit\u00e0 del pensiero, era riuscita e senza perdere una parola a\nvelocit\u00e0 del pensiero, era stata in grado, senza perdere una parola, di\ncogliere e comprendere l'esatta verit\u00e0 dell'intera faccenda; di vedere che le speranze di\nHarriet erano del tutto prive di fondamento, un errore, un'illusione, un'illusione completa quanto\nun errore, un'illusione, un'illusione completa quanto la sua, che Harriet non era nulla; che\nche lei era tutto se stessa; che quello che aveva detto riguardo a\nHarriet era stato preso come il linguaggio dei suoi stessi sentimenti; e\nche la sua agitazione, i suoi dubbi, la sua riluttanza, il suo scoraggiamento, erano stati accolti come\nerano stati accolti come scoraggiamento da lei stessa. E non solo c'era\nc'era tempo per queste convinzioni, con tutto il loro bagliore di\nfelicit\u00e0; c'era anche tempo per gioire del fatto che il segreto di Harriet non le era\nHarriet non le era sfuggito, e per decidere che non avrebbe dovuto e non dovr\u00e0 sfuggirle. Era\ntutto il servizio che poteva rendere alla sua povera amica; perch\u00e9 per quanto riguarda l'eroismo dei sentimenti che poteva\ndi quell'eroismo dei sentimenti che avrebbe potuto spingerla a implorarlo\ndi trasferire il suo affetto da lei ad Harriet, come infinitamente la\npi\u00f9 degno dei due, o anche alla pi\u00f9 semplice sublimit\u00e0 di decidere\ndi rifiutarlo subito e per sempre, senza fornire alcun motivo,\nperch\u00e9 non poteva sposarle entrambe, Emma non l'aveva. Sentiva per\nHarriet, con dolore e contrizione; ma nessun volo di generosit\u00e0\nfolle, che si oppone a tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 essere probabile o ragionevole, le entr\u00f2 in testa.\nmente. Aveva traviato la sua amica e questo le sarebbe stato rimproverato per sempre.\nper sempre; ma il suo giudizio era forte come i suoi sentimenti, e forte come\nforte come i suoi sentimenti e come mai lo era stato prima, nel riprovare qualsiasi alleanza di questo tipo per lui,\ncome molto diseguale e degradante. La sua strada era chiara, anche se non del tutto\nliscia. Parl\u00f2 allora, dopo essere stata cos\u00ec sollecitata. Cosa disse? Solo\nQuello che doveva, naturalmente. Una signora lo fa sempre. Ha detto abbastanza per far capire\nche non c'\u00e8 bisogno di disperarsi e per invitarlo a dire di pi\u00f9 lui stesso. Lui\naveva disperato a un certo punto; aveva ricevuto un'ingiunzione tale alla\ncautela e al silenzio, che per il momento aveva stroncato ogni speranza; lei aveva iniziato rifiutandosi di ascoltarlo.\nrifiutandosi di ascoltarlo. Il cambiamento era stato forse un po'\nimprovviso; la sua proposta di fare un altro giro, di rinnovare la\nconversazione che aveva appena interrotto, poteva essere un po' straordinaria!\nstraordinaria! Ne avvertiva l'incoerenza; ma Mr. Knightley era cos\u00ec\ngentile da sopportare e non cercare ulteriori spiegazioni.\n\nRaramente, molto raramente, la verit\u00e0 completa appartiene a qualsiasi rivelazione umana.\numano; raramente pu\u00f2 succedere che qualcosa non sia un po'\nmascherata o un po' sbagliata; ma se, come in questo caso, sebbene la condotta sia sbagliata, i sentimenti non lo sono, non \u00e8 detto che sia un granch\u00e9.\ncondotta \u00e8 sbagliata, i sentimenti non lo sono, pu\u00f2 non essere molto\nmateriale. Mr. Knightley non poteva imputare a Emma un cuore pi\u00f9 indulgente\ndi quello che lei possedeva, o un cuore pi\u00f9 disposto ad accettare il suo.\n\nIn realt\u00e0, non aveva mai sospettato della propria influenza. L'aveva\nl'aveva seguita nel cespuglio senza l'idea di provarla. Era venuto,\nnell'ansia di vedere come lei sopportasse il fidanzamento di Frankill, senza\nsenza alcuno scopo egoistico, se non quello di tentare, se lei gli concedeva un'apertura, di lenire o\nun'apertura, di tranquillizzarla o di consigliarla. Il resto era stato il lavoro\ndel momento, l'effetto immediato di ci\u00f2 che aveva sentito sui suoi sentimenti.\nLa deliziosa certezza della sua totale indifferenza nei confronti di Frank\nChurchill, del fatto che il suo cuore fosse completamente disimpegnato da lui, aveva fatto nascere la speranza che\naveva fatto nascere la speranza che, col tempo, avrebbe potuto guadagnarsi il suo affetto.\nma non si trattava di una speranza presente, ma solo di una momentanea\ndi giudizio, aspirava a sentirsi dire che lei non proibiva\nche lei non proibiva il suo tentativo di legarsi a lei. Le speranze superiori che\ngradualmente si aprivano erano tanto pi\u00f9 incantevoli. L'affetto, che\nche aveva chiesto di poter creare, se avesse potuto, era gi\u00e0 suo!\nsuo! Nel giro di mezz'ora, era passato da uno stato d'animo\nstato d'animo angosciato, a qualcosa di cos\u00ec simile alla perfetta felicit\u00e0, che non poteva\nche non poteva avere altro nome.\n\nIl cambiamento \u00e8 stato uguale. Questa mezz'ora aveva dato a ciascuno la stessa\npreziosa certezza di essere amati, aveva cancellato da ognuno lo stesso\ngrado di ignoranza, gelosia o diffidenza. Da parte di lui, c'era stata\nuna gelosia di lunga data, vecchia quanto l'arrivo, o addirittura l'attesa, di Frank Churchill,\ndi Frank Churchill. Era innamorato di Emma e geloso di Frank Churchill, pi\u00f9 o meno dallo stesso periodo.\nChurchill, pi\u00f9 o meno dallo stesso periodo, e un sentimento lo aveva probabilmente\nun sentimento lo aveva probabilmente illuminato sull'altro. Era stata la gelosia per Frank Churchill a portarlo via dal paese.\nche lo aveva portato via dal paese. La festa di Box Hill gli aveva fatto decidere\ndi andarsene. Si sarebbe risparmiato di assistere di nuovo a tali\nattenzioni consentite e incoraggiate. Era andato per imparare a essere\nindifferente. Ma era andato nel posto sbagliato. C'era troppa\nfelicit\u00e0 domestica nella casa di suo fratello; la donna indossava una forma troppo amabile\nIsabella era troppo simile a Emma, con differenze che si differenziavano solo per quelle\ndifferenze solo in quelle sorprendenti inferiorit\u00e0 che portavano sempre l'altra a brillare\nperch\u00e9 si potesse fare molto, anche se il suo tempo fosse stato pi\u00f9 lungo.\npi\u00f9 lungo. Tuttavia, aveva continuato a lavorare vigorosamente, giorno dopo giorno, fino a quando la posta di quella stessa mattina\nmattina la posta aveva trasmesso la storia di Jane Fairfax. Allora,\ncon la gioia che doveva provare, anzi, che non si faceva scrupolo di provare, non avendo mai creduto a Frank Churchill.\ndi provare, non avendo mai creduto che Frank Churchill fosse minimamente meritevole di\nEmma, c'era cos\u00ec tanta affettuosa sollecitudine, cos\u00ec tanta ansia per lei,\nche non poteva pi\u00f9 trattenersi. Aveva cavalcato fino a casa sotto la pioggia; e\ne si era recato a casa subito dopo cena, per vedere come questa dolcissima e migliore\ndi tutte le creature, impeccabile nonostante tutti i suoi difetti, sopportasse la scoperta.\nscoperta.\n\nL'aveva trovata agitata e abbattuta. Frank Churchill era un cattivo.  L'aveva\nsent\u00ec dichiarare che non lo aveva mai amato. Il carattere di Frank Churchill\nnon era disperato. Lei era la sua Emma, per mano e parola,\nquando rientrarono in casa; e se avesse potuto pensare a Frank Churchill in quel momento, avrebbe potuto considerarlo\nFrank Churchill in quel momento, avrebbe potuto considerarlo un ottimo tipo di\ntipo di persona.\n\n\n\n\nCAPITOLO XIV\n\n\nQuali sentimenti totalmente diversi aveva portato Emma in casa da quelli che aveva portato fuori!\nAllora aveva osato solo sperare in una piccola tregua dalle sofferenze; ora era in preda a uno squisito turbamento.\nuna piccola tregua dalle sofferenze; ora era in uno squisito fremito di felicit\u00e0.\nfelicit\u00e0, e per di pi\u00f9 una felicit\u00e0 che credeva dovesse essere ancora\npi\u00f9 grande quando il brivido sarebbe passato.\n\nSi sedettero a prendere il t\u00e8 con lo stesso gruppo, attorno allo stesso tavolo.\ne quante volte lo sguardo di lei si era posato sugli stessi\narbusti nel prato e osservato lo stesso splendido effetto del sole occidentale!\nsole occidentale! Ma mai in un tale stato d'animo, mai in una cosa simile.\ne fu con difficolt\u00e0 che riusc\u00ec a ritrovare abbastanza della sua solita\ndi essere l'attenta signora di casa, o addirittura la figlia attenta.\nfiglia.\n\nIl povero Mr. Woodhouse non sospettava cosa stesse tramando contro di lui nel petto di quell'uomo\nnel petto di quell'uomo che stava accogliendo con tanta cordialit\u00e0 e che sperava\nansiosamente sperando che non avesse preso freddo dalla sua cavalcata. Se avesse potuto\nvedere il cuore, si sarebbe preoccupato ben poco dei polmoni; ma\nsenza la pi\u00f9 lontana immaginazione del male imminente, senza la minima percezione di\nsenza la minima percezione di qualcosa di straordinario nell'aspetto o nei modi di\ndi nessuno dei due, ripet\u00e9 loro molto comodamente tutte le notizie\nPerry, e continu\u00f2 a parlare con molto\ncon molto autocompiacimento, del tutto insospettito da ci\u00f2 che avrebbero potuto dirgli\nin cambio.\n\nFinch\u00e9 il signor Knightley rimase con loro, la febbre di Emma continu\u00f2;\nma quando lui se ne and\u00f2, lei cominci\u00f2 a essere un po' pi\u00f9 tranquilla e\ne nel corso della notte insonne, che era la tassa per una serata del genere, trov\u00f2 uno o due punti molto seri da\nuna serata del genere, trov\u00f2 uno o due punti molto seri da considerare, che le fecero sentire che\nda considerare, che le fecero sentire che anche la sua felicit\u00e0 doveva avere qualche\nlega. Suo padre e Harriet. Non poteva stare da sola senza sentire\nil peso delle loro rivendicazioni separate; e il modo di salvaguardare al massimo il comfort di entrambi era\ndi entrambi al massimo, era il problema. Per quanto riguarda il padre, la\nera una domanda che trovava presto una risposta. Non sapeva ancora cosa avrebbe chiesto Mr.\nKnightley; ma un brevissimo colloquio con il suo stesso cuore produsse la pi\u00f9 solenne\nsolenne risoluzione di non abbandonare mai suo padre. Piangeva persino all'idea\nidea, come un peccato di pensiero. Finch\u00e9 lui era in vita, doveva essere solo un\nimpegno; ma si lusingava che, se fosse stato tolto il pericolo di allontanarla\ndi allontanarla, sarebbe potuto diventare un aumento di conforto per lui. Come\ncome fare del suo meglio per Harriet, era una decisione pi\u00f9 difficile; come risparmiarle\ncome risparmiarle ogni inutile dolore, come farle avere ogni possibile espiazione;\ncome apparire il meno possibile come sua nemica? Su questi argomenti, la sua perplessit\u00e0 e il suo\nperplessit\u00e0 e l'angoscia erano molto grandi e la sua mente doveva passare di continuo\nogni amaro rimprovero e doloroso rimpianto che l'aveva circondata.\nche l'avevano circondata. Alla fine riusc\u00ec solo a decidere che avrebbe comunque\nevitare un incontro con lei e di comunicarle tutto ci\u00f2 che doveva essere detto per\nlettera; che sarebbe stato estremamente desiderabile che si allontanasse\nper un certo periodo di tempo da Highbury, e assecondando un piano\npi\u00f9 vicino a risolvere, che sarebbe stato possibile ottenere un invito per lei a Brunswick Square.\na Brunswick Square. Isabella era rimasta soddisfatta di Harriet;\ne qualche settimana trascorsa a Londra doveva darle un po' di svago. Non pensava\nnon pensava che fosse nella natura di Harriet evitare di trarre beneficio dalla novit\u00e0 e dalla variet\u00e0.\ne dalla variet\u00e0, dalle strade, dai negozi e dai bambini. In ogni caso,\nsarebbe stata una prova di attenzione e gentilezza nei suoi confronti, da parte della quale\nogni cosa era dovuta; una separazione per il presente, una prevenzione del\ngiorno malvagio, quando dovranno ritrovarsi tutti insieme.\n\nSi alz\u00f2 presto e scrisse la sua lettera a Harriet; un lavoro che la lasci\u00f2 cos\u00ec seria e quasi triste che Mr.\nche la lasci\u00f2 cos\u00ec seria, cos\u00ec quasi triste, che Mr. Knightley, salendo a Hartfield per fare colazione, non arriv\u00f2 troppo presto.\na Hartfield per fare colazione, non arriv\u00f2 affatto troppo presto; e mezz'ora rubata in seguito per ripercorrere con lui lo stesso terreno\nmezz'ora rubata dopo per ripercorrere con lui la stessa strada,\nletteralmente e in senso figurato, era del tutto necessaria per reintegrare la sua\nuna parte adeguata della felicit\u00e0 della sera precedente.\n\nNon l'aveva lasciata a lungo, non abbastanza perch\u00e9 lei avesse la minima inclinazione a pensare a qualcun altro, quando arriv\u00f2 una lettera.\ndi pensare a qualcun altro, quando le fu portata una lettera da Randalls.\nRandalls, una lettera molto corposa; lei intu\u00ec cosa doveva contenere e\nindovin\u00f2 che cosa doveva contenere e si rammaric\u00f2 della necessit\u00e0 di leggerla. Ora era in perfetta\nperfetta carit\u00e0 con Frank Churchill; non voleva spiegazioni, voleva solo\nvoleva solo avere i suoi pensieri per s\u00e9 e, per quanto riguardava la comprensione di\nqualsiasi cosa lui scrivesse, era certa di esserne incapace. Tuttavia, bisognava\ncomunque superare il problema. Apr\u00ec il pacchetto; era troppo sicuro: un biglietto di Mrs.\nuna nota di Mrs. Weston a se stessa, preceduta dalla lettera di Frank a Mrs.\nMrs. Weston.\n\n Ho il pi\u00f9 grande piacere, mia cara Emma, di inoltrarti l'allegato.\naccluso. So che le renderete giustizia e non ho dubbi sul suo felice effetto.\ndubbio sul suo felice effetto. Penso che non saremo mai pi\u00f9 materialmente\nin disaccordo sullo scrittore; ma non voglio ritardarvi con una lunga prefazione.\nprefazione. Stiamo abbastanza bene. Questa lettera \u00e8 stata la cura di tutto il\nnervosismo che ho provato ultimamente. Non mi \u00e8 piaciuto molto\nMarted\u00ec non mi \u00e8 piaciuto molto il vostro aspetto, ma era una mattinata poco piacevole; e anche se non ammetterete mai di essere influenzati dal tempo\nnon ammetterete mai di essere influenzati dal tempo, credo che tutti sentano il vento di\nvento di nord-est. Mi sono sentita molto vicina al tuo caro padre durante la tempesta di marted\u00ec pomeriggio e ieri mattina.\nmarted\u00ec pomeriggio e ieri mattina, ma ho avuto il conforto di sentire\nieri sera, dal signor Perry, che non si \u00e8 ammalato.\n\n Sempre vostro,\n A. W.\n\n\n[_Alla signora Weston_.]\n\n\nWindsor luglio.\n\n\nMIA CARA SIGNORA,\n\n\n Se ieri mi sono reso comprensibile, questa lettera sar\u00e0 attesa;\nma, attesa o meno, so che sar\u00e0 letta con candore e\nindulgenza. Voi siete tutta la bont\u00e0, e credo che ci sar\u00e0 bisogno di\nanche di tutta la vostra bont\u00e0 per perdonare alcune parti della mia condotta passata. Ma\nSono stato perdonato da uno che aveva ancora di pi\u00f9 da risentire. Il mio coraggio\nmentre scrivo. Per i ricchi \u00e8 molto difficile essere\numile. Ho gi\u00e0 avuto un tale successo in due richieste di perdono\ndi perdono, che potrei correre il rischio di ritenermi troppo sicuro della vostra,\ne di quelli tra i vostri amici che hanno avuto motivo di offesa. Dovete\ndovete sforzarvi di comprendere l'esatta natura della mia situazione quando sono arrivato a Randalls.\nquando sono arrivato a Randalls; dovete considerarmi come se avessi un segreto\nche doveva essere mantenuto ad ogni costo. Questo era il fatto. Il mio diritto di\ndi mettermi in una situazione che richiedeva tale occultamento, \u00e8 un'altra\nquestione. Non ne parler\u00f2 qui. Per quanto riguarda la mia tentazione di _pensarlo_ come un diritto, rimando ogni cavaliere a una casa di mattoni, con finestre a vetri sotto\nun diritto, rimando ogni cavaliere a una casa di mattoni, con finestre a battente sotto,\ne finestre a battente sopra, a Highbury. Non osavo rivolgermi a lei apertamente; le mie\ndifficolt\u00e0 nello stato in cui si trovava allora Enscombe erano troppo note per richiedere una\ne fui abbastanza fortunato da riuscire ad avere la meglio, prima che ci separassimo a Weymouth, su di lei.\nWeymouth, e di indurre la mente femminile pi\u00f9 retta della\ndel creato ad abbassarsi per carit\u00e0 a un impegno segreto. Se avesse rifiutato, sarei\nsarei impazzito. Ma sarete pronti a dire: che cosa speravate di fare?\nnel fare questo? A cosa aspiravi? Ogni cosa, ogni cosa\nal tempo, al caso, alle circostanze, agli effetti lenti, alle esplosioni improvvise,\nalla perseveranza e alla stanchezza, alla salute e alla malattia. Ogni possibilit\u00e0 di\ndi bene era davanti a me, e la prima delle benedizioni era assicurata, nell'ottenere\nle sue promesse di fede e di corrispondenza. Se avete bisogno di ulteriori\nSe avete bisogno di ulteriori spiegazioni, ho l'onore, mia cara signora, di essere il figlio di vostro marito e il vantaggio di aver ereditato\nmarito, e il vantaggio di ereditare una disposizione a sperare nel bene,\nche nessuna eredit\u00e0 di case o di terre potr\u00e0 mai eguagliare il valore\ndi cui nessuna eredit\u00e0 di case o terre potr\u00e0 mai eguagliare il valore. Vedetemi, dunque, in queste circostanze, arrivare alla mia prima visita a Randalls.\na Randalls; e qui sono consapevole di aver sbagliato, perch\u00e9 quella visita avrebbe potuto\nsarebbe potuta avvenire prima. Guardate indietro e vedrete che non sono arrivato\nFairfax era a Highbury; e dato che la persona offesa eravate voi, mi perdonerete.\nmi perdonerete all'istante; ma devo far leva sulla compassione di mio padre, ricordandogli che\nmio padre, ricordandogli che, finch\u00e9 mi sono assentata da casa sua, ho perso la\ncasa sua, ho perso la benedizione di conoscerti. Il mio comportamento,\ndurante i quindici giorni molto felici che ho trascorso con voi, non mi ha, spero\nspero, non mi abbia esposto a rimproveri, tranne che su un punto. E ora\nora vengo alla parte principale, l'unica importante della mia condotta mentre\nmentre vi appartenevo, che suscita la mia stessa inquietudine o che richiede una\nspiegazioni molto premurose. Con il massimo rispetto e la pi\u00f9 calorosa\namicizia, menziono Miss Woodhouse; mio padre forse penser\u00e0 che dovrei aggiungere, con la pi\u00f9 profonda\ncon la pi\u00f9 profonda umiliazione. Alcune parole che gli sono cadute ieri\nieri hanno espresso la sua opinione, e qualche censura a cui mi riconosco\ndi essere passibile. Il mio comportamento con Miss Woodhouse ha indicato, credo,\npi\u00f9 di quanto avrebbe dovuto. Per favorire una dissimulazione per me cos\u00ec essenziale\nper me essenziale, fui indotto a fare un uso pi\u00f9 che lecito di quella sorta di\nintimit\u00e0 in cui fummo immediatamente catapultati. Non posso negare che Miss\nWoodhouse era il mio obiettivo apparente, ma sono sicuro che crederete alla dichiarazione che\ndichiarazione che, se non fossi stato convinto della sua indifferenza, non sarei stato indotto da nessun\nnon sarei stata indotta da alcuna visione egoistica a proseguire. Amabile e\nper quanto Miss Woodhouse sia deliziosa, non mi ha mai dato l'idea di una giovane donna\ndi una giovane donna che si possa affezionare; e il fatto che fosse perfettamente libera da qualsiasi\ntendenza ad affezionarsi a me, era tanto la mia convinzione quanto il mio desiderio.\ndesiderio. Riceveva le mie attenzioni con una facilit\u00e0, una cordialit\u00e0, una bonariet\u00e0\nscherzosa, che mi si addiceva perfettamente. Sembrava che ci capissimo\nl'un l'altro. Per la nostra situazione relativa, quelle attenzioni le erano dovute, e\nerano sentite come tali. Se Miss Woodhouse inizi\u00f2 a capirmi davvero\nprima della scadenza dei quindici giorni, non posso dirlo; quando la chiamai per congedarmi, ricordo che fui sul punto di\nper congedarmi da lei, ricordo che fui a un passo dal confessare la verit\u00e0.\nconfessare la verit\u00e0, e allora pensai che non fosse esente da sospetti;\nma non dubito che da allora mi abbia scoperto, almeno in una certa misura.\ngrado. Forse non aveva intuito tutto, ma la sua rapidit\u00e0 deve averne\ndeve averne penetrato una parte. Non posso dubitarne. Troverete, ogni volta che l'argomento\nliberare l'argomento dalle sue attuali costrizioni, che non l'ha presa\nnon l'ha colta del tutto di sorpresa. Me ne dava spesso accenni. Ricordo che\nche al ballo mi disse che dovevo a Mrs. Elton gratitudine per le sue attenzioni a Miss Fairfax.\nper le sue attenzioni nei confronti di Miss Fairfax. Spero che questa storia della mia condotta nei suoi confronti\nspero che questa storia della mia condotta nei suoi confronti sar\u00e0 accettata da voi e da mio padre come una grande attenuazione di ci\u00f2 che\nche avete visto male. Mentre voi mi consideravate come se avessi peccato nei confronti di Emma\nWoodhouse, non potevo meritare nulla da nessuno dei due. Assolvetemi qui, e\ne procuratemi, quando sar\u00e0 possibile, l'assoluzione e i buoni auspici di quella\nEmma Woodhouse, che considero con cos\u00ec tanto affetto fraterno da desiderare di averla\naffetto, tanto da desiderare di averla profondamente e felicemente innamorata quanto me.\nme stesso. Qualunque cosa strana io abbia detto o fatto durante quei quindici giorni,\nora ne avete la chiave. Il mio cuore era a Highbury, e il mio compito era quello di\nil mio corpo il pi\u00f9 spesso possibile e con il minimo sospetto.\nSe ricordate qualche stranezza, mettetela in conto. Del\ndel pianoforte di cui si \u00e8 tanto parlato, ritengo necessario dire solo che\nche il suo ordine era assolutamente sconosciuto alla signorina F, che non mi avrebbe mai\nnon mi avrebbe mai permesso di inviarlo, se le fosse stata data la possibilit\u00e0 di scegliere. La delicatezza\ndi mente durante l'intero impegno, mia cara signora, \u00e8 molto\nmia cara signora, \u00e8 al di l\u00e0 del mio potere di rendere giustizia. Presto, spero vivamente, la conoscerete a fondo,\nla conoscerete a fondo. Nessuna descrizione pu\u00f2 descriverla. Deve\nlei stessa deve dirvi che cos'\u00e8, ma non a parole, perch\u00e9 non \u00e8 mai esistita una\ncreatura umana che abbia voluto cos\u00ec tanto nascondere i propri meriti. Da quando ho\nquesta lettera, che sar\u00e0 pi\u00f9 lunga di quanto prevedessi, ho avuto sue notizie.\nda lei. Mi ha parlato bene della sua salute, ma dato che non si lamenta mai\nnon si lamenta mai, non oso fare affidamento. Vorrei avere la vostra opinione sul suo aspetto.\nSo che presto verrete a trovarla; vive nel terrore della visita.\nForse \u00e8 gi\u00e0 pagata. Fatemi avere notizie di voi senza indugio; sono\nimpaziente di avere mille dettagli. Ricorda quanti pochi minuti sono stata a\nRandalls, e in che stato di smarrimento, di pazzia; e non sto ancora molto\nancora meglio; sono ancora folle sia per la felicit\u00e0 che per l'infelicit\u00e0. Se penso\nalla gentilezza e al favore che ho incontrato, alla sua eccellenza e alla sua\npazienza di lei e alla generosit\u00e0 di mio zio, sono pazzo di gioia; ma quando ricordo tutte le\nquando ricordo tutto il disagio che le ho procurato, e quanto poco merito di essere\ndi essere perdonato, sono pazzo di rabbia. Se solo potessi rivederla! Ma\nNon devo ancora proporlo. Mio zio \u00e8 stato troppo buono con me per\ninvadere. Devo ancora aggiungere qualcosa a questa lunga lettera. Non avete sentito tutto\nnon avete sentito tutto quello che avreste dovuto sentire. Non ho potuto fornire alcun dettaglio\nieri; ma l'improvviso e, per certi versi, intempestivo\ncon cui la vicenda \u00e8 scoppiata, necessita di una spiegazione; infatti, anche se l'evento del 26\nevento del 26 dicembre, come avrete capito, mi ha aperto subito le prospettive pi\u00f9 felici, ma\nle pi\u00f9 felici prospettive, non avrei mai presunto di prendere cos\u00ec presto\nmisure cos\u00ec tempestive, se non fosse stato per le circostanze molto particolari che non mi lasciavano\nun'ora da perdere. Io stesso mi sarei tirato indietro di fronte a una cosa cos\u00ec affrettata,\ne lei avrebbe sentito ogni mio scrupolo con forza e raffinatezza moltiplicate.\ne raffinatezza. Ma non avevo scelta. Il fidanzamento affrettato che aveva\ncon quella donna qui, mia cara signora, fui costretto ad abbandonare\nlasciare bruscamente il discorso, per riprendermi e ricompormi. Ho camminato\nHo passeggiato per la campagna e ora, spero, sono abbastanza razionale da rendere\nil resto della mia lettera come dovrebbe essere. \u00c8, infatti, una retrospettiva molto\nmortificante per me. Mi sono comportato in modo vergognoso. E qui posso\nposso ammettere che le mie maniere con Miss W., nell'essere sgradevole con Miss F., sono state\naltamente biasimevoli. Lei li ha disapprovati, il che sarebbe dovuto essere\nsufficiente. La mia scusa di nascondere la verit\u00e0 non la ritenne\nsufficiente. Era dispiaciuta; lo ritenevo irragionevole: la ritenevo, in mille occasioni, inutilmente scrupolosa e cauta.\nin mille occasioni, inutilmente scrupolosa e prudente.\nla ritenevo persino fredda. Ma aveva sempre ragione. Se avessi seguito il suo\nse avessi seguito il suo giudizio e avessi ridotto i miei spiriti al livello di ci\u00f2 che lei riteneva\nche riteneva giusto, avrei evitato la pi\u00f9 grande infelicit\u00e0 che io abbia mai\nconosciuto. Abbiamo litigato.  Ricorda la mattina trascorsa a\nDonwell? L\u00ec ogni piccola insoddisfazione che si era verificata in precedenza\ngiunse a una crisi. Ero in ritardo; la incontrai che tornava a casa da sola e volevo accompagnarla.\nvolevo camminare con lei, ma non lo avrebbe permesso. Si rifiut\u00f2 assolutamente\nrifiut\u00f2 di permettermelo, cosa che allora ritenni molto irragionevole. Ora,\nora, invece, non vedo altro che un grado di discrezione molto naturale e coerente.\ndi discrezione. Mentre io, per accecare il mondo sul nostro fidanzamento, mi comportavo un'ora\nmi comportavo un'ora con una particolarit\u00e0 discutibile con un'altra donna,\nlei doveva acconsentire il giorno dopo a una proposta che avrebbe potuto rendere inutile\ninutile ogni precedente cautela? Se ci fossimo incontrati a passeggiare insieme\ntra Donwell e Highbury, la verit\u00e0 sarebbe stata sospettata. Ero\nabbastanza folle, tuttavia, da risentirmi. Dubitavo del suo affetto. Ne dubitai\nancora di pi\u00f9 il giorno dopo, a Box Hill, quando, provocato da una simile condotta da parte mia, da un\ncomportamento da parte mia, da una cos\u00ec vergognosa e insolente negligenza nei suoi confronti e da una cos\u00ec apparente\ndevozione alla signorina W., che sarebbe stato impossibile per qualsiasi donna di buon senso\ndi buon senso a sopportare, espresse il suo risentimento in una forma di parole perfettamente\nperfettamente comprensibili per me. In breve, mia cara signora, si trattava di un litigio irreprensibile\nda parte sua, abominevole da parte mia; e tornai la sera stessa a\nRichmond, anche se avrei potuto rimanere con voi fino al mattino successivo,\nsolo perch\u00e9 volevo essere il pi\u00f9 arrabbiato possibile con lei. Anche allora\nnon ero cos\u00ec sciocco da non voler riconciliarmi in tempo; ma ero io la persona ferita, ferita dalla sua freddezza.\npersona offesa, ferita dalla sua freddezza, e me ne andai deciso a\nche fosse lei a fare le prime avances. Mi congratuler\u00f2 sempre\ndi non aver fatto parte del partito di Box Hill. Se aveste assistito al mio\ncomportamento l\u00ec, non credo che avreste mai pensato bene di me.\ndi me. L'effetto che ebbe su di lei \u00e8 la risoluzione immediata che produsse.\nnon appena si rese conto che ero davvero andato via da Randalls, chiuse con l'offerta di quel\nnon appena si rese conto che ero davvero andata via da Randalls, chiuse con l'offerta di quell'offensiva di Mrs.\nil cui trattamento nei suoi confronti, tra l'altro, mi ha sempre riempito di indignazione e odio.\ne odio. Non devo litigare con uno spirito di tolleranza che si \u00e8\nche \u00e8 stato cos\u00ec abbondantemente esteso verso di me; ma, altrimenti, dovrei protestare ad alta voce\nprotestare contro la parte di essa che quella donna ha conosciuto. Jane,\ndavvero! Osserverete che non mi sono ancora permesso di chiamarla con questo\ncon questo nome, nemmeno con voi. Pensate, allora, a cosa devo aver sopportato nel sentire\nsentirlo pronunciare tra gli Elton con tutta la volgarit\u00e0 della\nvolgarit\u00e0 della ripetizione inutile e tutta l'insolenza di una superiorit\u00e0 immaginaria.\nAbbiate pazienza con me, lo far\u00f2 presto\". Concluse con questa\ncon questa offerta, decidendo di rompere completamente con me, e il giorno dopo mi scrisse per\nper dirmi che non ci saremmo mai pi\u00f9 incontrati. Sentiva che l'impegno\n_impegno_ _di essere_ _una_ fonte_ _di_ pentimento_ _e_ di _miseria_\n_a_ ciascuno_: _l'ha _dissolto_. Questa lettera mi giunse la mattina stessa\nmattina della morte della mia povera zia. Risposi nel giro di un'ora, ma dalla\ndalla confusione della mia mente e dalla molteplicit\u00e0 degli affari che mi\ndi affari, la mia risposta, invece di essere spedita con le altre lettere di quel giorno, rimase chiusa in un cassetto.\ndi quel giorno, rimase chiusa nella mia scrivania; e io, confidando di aver scritto abbastanza, anche se\ndi aver scritto abbastanza, anche se solo poche righe, per soddisfarla,\nrimasi senza alcun disagio. Ero piuttosto delusa di non avere\ndi non avere pi\u00f9 sue notizie in tempi brevi; ma mi scusai per lei, ero troppo occupato e, posso aggiungere?\ntroppo occupata e, posso aggiungere, troppo allegra nelle mie vedute per essere capziosa. Noi\nWindsor; e due giorni dopo ricevetti un pacco da lei, con le mie lettere tutte restituite!\nun pacco da parte sua, con le mie lettere tutte rispedite al mittente e, contemporaneamente, alcune righe\nposta, in cui dichiarava il suo estremo stupore per non aver ricevuto la pi\u00f9 piccola\nrisposta alla sua ultima lettera; e aggiungeva che, poich\u00e9 il silenzio su un punto del genere non poteva\nnon poteva essere frainteso, e poich\u00e9 doveva essere ugualmente desiderabile per entrambi\nche ogni accordo secondario venisse concluso il prima possibile, mi ha\nmi ha inviato, con un mezzo sicuro, tutte le mie lettere e mi ha chiesto che\nse non potevo comandare direttamente le sue, in modo da inviarle a Highbury\nentro una settimana, le avrei inoltrate dopo tale periodo a casa sua: in breve, l'ordine completo a Mr.\nIn breve, la direzione completa per Mr. Smallridge, vicino a Bristol, mi fissava\nin faccia. Conoscevo il nome, il luogo, sapevo tutto e ho capito subito cosa stava facendo.\ne capii immediatamente cosa stava facendo. Era perfettamente in accordo con\ncon la risolutezza di carattere che sapevo che possedeva; e la segretezza che aveva mantenuto\nsegretezza che aveva mantenuto su qualsiasi progetto del genere nella sua precedente lettera,\nera altrettanto descrittivo della sua ansiosa delicatezza. Per nulla al mondo\nnon sarebbe sembrato che mi minacciasse. Immaginate lo shock; immaginate come,\nfino a quando non ho scoperto il mio errore, ho inveito contro gli errori della posta.\ndella posta. Che cosa si doveva fare? Una sola cosa. Devo parlare con mio\nzio. Senza la sua approvazione non potevo sperare di essere ascoltato di nuovo. I\nparlare; le circostanze erano a mio favore; l'ultimo avvenimento aveva ammorbidito\nil suo orgoglio, ed era, prima di quanto potessi prevedere,\nprima di quanto potessi prevedere, si era completamente riconciliato e accondisceso; e alla fine pot\u00e9 dire, pover'uomo!\ncon un profondo sospiro, che desiderava che io potessi trovare nello stato matrimoniale la stessa felicit\u00e0\nmatrimonio la stessa felicit\u00e0 che aveva trovato lui. Sentivo che sarebbe stata di tipo diverso.\ntipo. Siete disposti a compatirmi per quello che devo aver sofferto nel\naprire la causa a lui, per la mia attesa mentre tutto era in gioco? No;\nNon compatitemi finch\u00e9 non ho raggiunto Highbury e non ho visto quanto l'avevo fatta star male.\nNon compatitemi finch\u00e9 non ho visto i suoi sguardi malati e smagriti. Arrivai a Highbury all'ora\nHighbury all'ora del giorno in cui, conoscendo l'ora tarda della colazione, ero certa di avere buone possibilit\u00e0 di trovare\nero certo di avere buone probabilit\u00e0 di trovarla da sola. Non fui\ndeluso; e alla fine non fui deluso nemmeno dall'oggetto del mio viaggio.\ndel mio viaggio. Ho dovuto convincere una gran quantit\u00e0 di ragionevole e giusto dispiacere.\nho dovuto convincere ad andarsene. Ma \u00e8 fatta; siamo riconciliati, pi\u00f9 cari, molto pi\u00f9 cari che mai.\npi\u00f9 cari che mai, e nessun momento di disagio potr\u00e0 mai pi\u00f9 verificarsi tra di noi.\ndi nuovo. Ora, mia cara signora, vi lascio andare; ma non ho potuto concludere prima.\nprima. Mille e mille ringraziamenti per tutta la gentilezza che mi avete\nper tutte le gentilezze che mi avete dimostrato, e diecimila per le attenzioni che il vostro cuore\ndettare verso di lei. Se pensate che io sia in qualche modo pi\u00f9 felice di quanto\nmerito, sono del tutto d'accordo con voi. La signorina W. mi chiama la figlia della\nfortuna. Spero che abbia ragione. In un aspetto la mia fortuna \u00e8\nindubbia, quella di potermi iscrivere,\n\nIl vostro obbligato e affettuoso Figlio,\n\nF. C. WESTON CHURCHILL.\n\n\n\n\nCAPITOLO XV\n\n\nQuesta lettera deve arrivare ai sentimenti di Emma. Era obbligata, nonostante la sua precedente\nnonostante la sua precedente determinazione al contrario, a renderle tutta la giustizia\ngiustizia che Mrs. Weston aveva predetto. Non appena arriv\u00f2 al suo nome,\nera irresistibile; ogni riga che si riferiva a lei era interessante,\ne quasi ogni riga era piacevole; e quando questo fascino cessava, l'argomento riusciva a mantenersi\nil soggetto riusciva ancora a mantenersi, grazie al naturale ritorno della sua\ndi prima per lo scrittore e la fortissima attrazione che ogni immagine di amore\nd'amore in quel momento doveva esercitare su di lei. Non si ferm\u00f2 mai finch\u00e9\nnon si ferm\u00f2 fino a quando non ebbe esaminato tutto; e sebbene fosse impossibile non sentire\nche lui avesse sbagliato, tuttavia aveva sbagliato meno di quanto lei avesse supposto\ne aveva sofferto, ed era molto dispiaciuto, ed era cos\u00ec grato a Mrs.\nMrs. Weston, e cos\u00ec innamorato di Miss Fairfax, e lei stessa era cos\u00ec felice, che non era possibile essere\nfelice, che non c'era modo di essere severi; e se lui fosse entrato nella stanza\nsarebbe entrato nella stanza, lei gli avrebbe stretto la mano con la stessa cordialit\u00e0 di sempre.\nsempre.\n\nPens\u00f2 cos\u00ec bene della lettera che, quando Mr. Knightley torn\u00f2,\ndesiderava che la leggesse. Era sicura che Mrs. Weston desiderasse che venisse comunicata.\nche Mrs. Weston desiderasse che fosse comunicata; soprattutto a chi, come Mr. Knightley, aveva visto\ncos\u00ec tanto da biasimare nella sua condotta.\n\n Sar\u00f2 molto felice di guardarlo, disse, ma mi sembra lungo. I\nla porter\u00f2 a casa con me la sera.\n\nMa non sarebbe bastato. Mr. Weston sarebbe venuto a trovarla in serata e lei doveva\ndoveva restituirlo da lui.\n\n Preferirei parlare con te, rispose; ma dato che sembra una questione di giustizia, sar\u00e0 fatto.\nquestione di giustizia, sar\u00e0 fatto.\n\nCominci\u00f2 a fermarsi, per\u00f2, quasi subito per dire: \"Se mi avessero offerto la visione di una delle lettere di questo signore a sua suocera\ndi vedere una delle lettere di questo signore alla suocera qualche mese fa, Emma, non l'avrei presa con tanta indifferenza.\nmesi fa, Emma, non l'avrei presa con tanta indifferenza.\n\nProsegu\u00ec un po' pi\u00f9 avanti, leggendo tra s\u00e9 e s\u00e9; poi, con un sorriso, osserv\u00f2: \"Humph!\nsorriso, osserv\u00f2: \"Un bell'incipit di complimenti\": Ma \u00e8 il suo\nmodo. Lo stile di un uomo non deve essere la regola per un altro uomo.\nseveri.\n\n Sar\u00e0 naturale per me, ha aggiunto poco dopo, esprimere la mia\nopinione ad alta voce mentre leggo. Cos\u00ec facendo, sentir\u00f2 di essere vicino a voi.\nNon sar\u00e0 una grande perdita di tempo: ma se non vi piace\n\n Per niente. Dovrei desiderarlo.\n\nMr. Knightley torn\u00f2 a leggere con maggiore alacrit\u00e0.\n\n Non si preoccupa di questa tentazione. Sa di essere in errore\nsbagliare, e non ha nulla di razionale da esortare. Male. Non avrebbe dovuto\nfidanzato. La disposizione del padre: \u00e8 ingiusto,\ntuttavia, nei confronti del padre. Il temperamento sanguigno di Mr. Weston era una benedizione per\ntutti i suoi sforzi onesti e onorevoli; ma Mr. Weston si \u00e8 guadagnato ogni comodit\u00e0 attuale prima di\nogni attuale conforto prima di sforzarsi di ottenerlo. \u00c8 vero, non \u00e8 venuto\nnon \u00e8 venuto finch\u00e9 non \u00e8 arrivata Miss Fairfax.\n\n E non ho dimenticato, disse Emma, quanto foste sicura che avrebbe potuto\nsarebbe potuto venire prima, se avesse voluto. Ci passi sopra molto bene, ma avevi perfettamente ragione.\navevi perfettamente ragione.\n\n Non sono stato del tutto imparziale nel mio giudizio, Emma: ma credo che se non ci foste stata voi, avrei comunque diffidato di lui.\ntu non fossi stata presente nel caso, avrei comunque diffidato di lui.\n\nQuando arriv\u00f2 da Miss Woodhouse, fu obbligato a leggere per intero\nad alta voce tutto ci\u00f2 che riguardava lei, con un sorriso, uno sguardo, uno scuotimento di testa, una o due parole di assenso o di disapprovazione o semplicemente di amore, come\ntesta; una o due parole di assenso, o di disapprovazione, o semplicemente di amore, a seconda dell'argomento\nd'amore, come richiedeva l'argomento; concludendo, tuttavia, con seriet\u00e0 e, dopo una costante\nriflessione, cos\u00ec\n\n Molto male anche se poteva andare peggio. Giocare un gioco molto pericoloso\npericoloso. Troppo in debito con l'evento per la sua assoluzione. Non \u00e8 in grado di giudicare i suoi\ndelle proprie maniere da parte vostra. Sempre ingannato nei fatti dai suoi stessi desideri, e\ne non si preoccupa di altro che della sua convenienza. Credendo che voi abbiate\ndi aver scoperto il suo segreto. \u00c8 abbastanza naturale che la sua mente sia piena di intrighi,\nche sospettasse di averli negli altri. Mistero; la raffinatezza come perverte\nla comprensione! Mia Emma, non \u00e8 forse vero che ogni cosa serve a dimostrare sempre pi\u00f9\nsempre di pi\u00f9 la bellezza della verit\u00e0 e della sincerit\u00e0 in tutti i nostri rapporti con\ncon gli altri?\n\nEmma accett\u00f2, con un rossore di sensibilit\u00e0 per Harriet, che non riusc\u00ec a dare una spiegazione sincera.\ndi Harriet, di cui non seppe dare una spiegazione sincera.\n\n \u00c8 meglio che tu vada avanti\", disse lei.\n\nLo fece, ma subito si ferm\u00f2 di nuovo per dire: il pianoforte! Ah! Questo\nera il gesto di un uomo molto, molto giovane, troppo giovane per considerare\nse l'inconveniente non fosse di gran lunga superiore al piacere.\npiacere. Un progetto infantile, davvero! Non riesco a comprendere che un uomo voglia\ndi dare a una donna una prova d'affetto di cui sa che lei preferirebbe fare a meno.\ndi cui lei preferirebbe fare a meno; e lui sapeva che lei avrebbe impedito la\nstrumento se avesse potuto.\n\nIn seguito, ha fatto dei progressi senza alcuna pausa. La confessione di Frank Churchill\nFrank Churchill di essersi comportato in modo vergognoso fu la prima cosa che richiese\npi\u00f9 di una parola di sfuggita.\n\n Sono perfettamente d'accordo con lei, signore, fu il suo commento.  Vi siete comportato\nmolto vergognoso. Non ha mai scritto una frase pi\u00f9 vera.  E dopo aver esaminato\nsubito dopo le basi del loro disaccordo e il suo persistere nel\ndi lui che si ostinava ad agire in diretta opposizione al senso del diritto di Jane Fairfax, fece una pausa pi\u00f9 lunga per dire\ndi Jane Fairfax, fece una pausa pi\u00f9 lunga per dire: \"Questo \u00e8 molto brutto\". L'aveva indotta a\na mettersi, per amor suo, in una situazione di estrema difficolt\u00e0 e disagio.\ndifficolt\u00e0 e di disagio, e il suo primo obiettivo avrebbe dovuto essere quello di\nevitare che soffrisse inutilmente. Doveva avere molto di pi\u00f9\ndi lui nel portare avanti la corrispondenza. Lui\navrebbe dovuto rispettare anche gli scrupoli irragionevoli, se ce ne fossero stati;\nma i suoi erano tutti ragionevoli. Dobbiamo guardare al suo unico difetto e ricordare che\nche aveva fatto una cosa sbagliata acconsentendo al fidanzamento.\nper sopportare che si trovasse in una tale condizione di punizione.\npunizione.\n\nEmma sapeva che stava arrivando alla festa di Box Hill e si sentiva a disagio.\ndisagio. Il suo comportamento era stato cos\u00ec scorretto! Si vergognava\nprofondamente vergognata e un po' spaventata dal suo prossimo sguardo. Fu letto tutto,\ntuttavia, con costanza, attenzione e senza la minima osservazione; e,\ntranne un'occhiata momentanea a lei, immediatamente ritirata, nel timore di non dare al dolore alcun ricordo di\ndi dare dolore, non sembrava esistere alcun ricordo di Box Hill.\n\n Non c'\u00e8 molto da dire sulla delicatezza dei nostri buoni amici, gli Elton.\nLa sua osservazione successiva \u00e8 stata quella di Elton. I suoi sentimenti sono naturali. Cosa?\nDecidete davvero di rompere completamente con lui! Sentiva che il fidanzamento\nera una fonte di pentimento e di infelicit\u00e0 per chiunque l'avesse sciolto. Che visione\nvisione della sua percezione del comportamento di lui! Ebbene, egli deve essere una persona\nstraordinario\n\n No, no, continuate a leggere. Scoprirete quanto soffre.\n\n Spero che lo faccia, rispose Mr. Knightley con freddezza, riprendendo la lettera.\nlettera.  Smallridge! Che cosa significa? Che cos'\u00e8 tutto questo?\n\n Si era impegnata ad andare a fare da governante ai figli di Mrs.\nElton, una vicina di Maple Grove; e, a proposito, mi chiedo come Mrs.\nmi chiedo come Mrs. Elton abbia sopportato la delusione.\n\n Non dire nulla, mia cara Emma, mentre mi obblighi a non leggere nulla nemmeno di Mrs.\nMrs. Elton. Ancora una sola pagina. Presto avr\u00f2 finito. Che lettera\nscrive quell'uomo!\n\n Vorrei che lo leggeste con uno spirito pi\u00f9 gentile nei suoi confronti.\n\n Beh, il sentimento c'\u00e8. Sembra che abbia sofferto nel\ntrovare lei malata. Di certo, non posso dubitare che sia affezionato a lei.\nlei.  Pi\u00f9 cara, molto pi\u00f9 cara che mai.  Spero che possa continuare a lungo a\nsenta tutto il valore di una tale riconciliazione. \u00c8 un uomo molto liberale\nringraziamento, con le sue migliaia e decine di migliaia. Pi\u00f9 felice di quanto\nmerito.  Suvvia, si conosce bene.  La signorina Woodhouse mi chiama\nfiglia della fortuna. Queste erano le parole di Miss Woodhouse, vero?\nE un bel finale ed ecco la lettera. Il figlio della fortuna!\nEra questo il nome che gli avete dato, vero?\n\n Non sembrate cos\u00ec soddisfatti della sua lettera come lo sono io; ma comunque dovete, almeno spero, pensare che sia migliore di lui per questo.\ndovete, almeno spero, pensare che sia migliore di lui per questo. I\nspero che gli serva a qualcosa con voi.\n\n S\u00ec, certamente. Ha avuto grandi colpe, colpe di sconsideratezza e di\nsconsideratezza e sconsideratezza; e io sono molto d'accordo con lui nel ritenere\nnel ritenere che potrebbe essere pi\u00f9 felice di quanto meriti; ma comunque, dato che \u00e8, senza dubbio, davvero\n\u00e8, senza dubbio, molto legato a Miss Fairfax e presto, si spera, avr\u00e0 il vantaggio\npresto, si spera, avr\u00e0 il vantaggio di stare costantemente con lei, sono\nsono pronta a credere che il suo carattere migliorer\u00e0 e acquisir\u00e0 da quello di lei\nla fermezza e la delicatezza di principio che richiede. E ora, lasciatemi\nparlarvi di un'altra cosa. Al momento ho talmente a cuore l'interesse di un'altra persona\ndi un'altra persona, che non posso pi\u00f9 pensare a Frank Churchill.\nChurchill. Da quando ti ho lasciata questa mattina, Emma, la mia mente \u00e8 stata\nmente ha lavorato intensamente su un argomento.\n\nSegu\u00ec l'argomento; era in un inglese semplice, non affettato, da gentiluomo.\ninglese, come quello che Mr. Knightley usava anche con la donna di cui era innamorato.\ndi cui era innamorato, come poterle chiedere di sposarlo, senza attentare alla felicit\u00e0 del padre di lei.\nfelicit\u00e0 di suo padre. La risposta di Emma fu pronta alla prima parola.\n Finch\u00e9 il suo caro padre viveva, qualsiasi cambiamento di condizione doveva essere\nimpossibile per lei. Non avrebbe mai potuto abbandonarlo.  Solo una parte di questa\nrisposta, tuttavia, fu ammessa solo in parte. L'impossibilit\u00e0 di lasciare il padre\npadre, Mr. Knightley la pensava come lei; ma l'inammissibilit\u00e0 di qualsiasi altro cambiamento non poteva\ninammissibilit\u00e0 di qualsiasi altro cambiamento, non poteva accettare. Aveva riflettuto\naveva riflettuto a lungo, con grande attenzione; all'inizio sperava di indurre Mr.\ndi indurre Mr. Woodhouse a trasferirsi con lei a Donwell; aveva voluto credere che fosse fattibile.\nvoleva credere che fosse possibile, ma la sua conoscenza di Mr.\nWoodhouse non gli avrebbe permesso di ingannarsi a lungo; e ora confessava la sua\nche un tale trapianto avrebbe messo a rischio il benessere del padre, forse anche la sua vita.\npadre, forse persino della sua vita, che non doveva essere rischiato. Mr.\nWoodhouse portato via da Hartfield! No, sentiva che non doveva essere tentato.\ntentare. Ma il piano che era sorto sul sacrificio di questo, confidava che la sua cara Emma non avrebbe trovato\nconfidava che la sua carissima Emma non avrebbe trovato in alcun modo discutibile;\nera che lui venisse accolto a Hartfield; che finch\u00e9 la felicit\u00e0 di suo padre, in altre parole, la sua\nfelicit\u00e0 di suo padre, in altre parole, la sua vita richiedeva che Hartfield\nla sua vita richiedeva che Hartfield continuasse a essere la sua casa, sarebbe stata la sua stessa casa.\n\nDi loro che si trasferiscono tutti a Donwell, Emma aveva gi\u00e0 avuto i suoi pensieri\npensieri. Come lui, aveva provato il progetto e l'aveva rifiutato; ma un'alternativa come questa non le era venuta in mente.\nun'alternativa come questa non le era venuta in mente. Era consapevole di tutto l'affetto\ndell'affetto che dimostrava. Sentiva che, lasciando Donwell, avrebbe dovuto sacrificare\nsacrificare una grande indipendenza di orari e di abitudini; che\nche, vivendo costantemente con suo padre e senza una casa propria, ci sarebbe stato molto, molto\nmolto, moltissimo, da sopportare. Lei promise di pensarci\ne gli consigli\u00f2 di pensarci ancora di pi\u00f9; ma lui era pienamente convinto\nche nessuna riflessione avrebbe potuto modificare i suoi desideri o la sua opinione al riguardo.\nargomento. Aveva riflettuto a lungo e con calma, come le aveva assicurato.\nconsiderazione; si era allontanato da William Larkins per tutta la mattinata\nmattina, per avere i suoi pensieri per s\u00e9.\n\n Ah! C'\u00e8 una difficolt\u00e0 che non \u00e8 stata risolta, grid\u00f2 Emma.  Sono sicura che\nWilliam Larkins non sar\u00e0 d'accordo. Dovete ottenere il suo consenso prima di\nchiedere il mio.\n\nPromise, tuttavia, di pensarci; e quasi promise,\ninoltre, di pensarci, con l'intenzione di trovarlo un ottimo\nschema.\n\n\u00c8 notevole che Emma, nei molti, moltissimi punti di vista in cui cominciava a considerare Donwell Abbey, non fosse mai colpita\nin cui stava iniziando a considerare Donwell Abbey, non fu mai colpita da alcun\nsenso di pregiudizio nei confronti di suo nipote Henry, i cui diritti di erede\ndiritti di erede designato che in precedenza erano stati cos\u00ec tenacemente considerati. Pensare che\nche la possibile differenza per il povero ragazzo; eppure si concedeva solo una\nsi concedeva solo un sorriso consapevole e si divertiva a individuare la vera causa di quella\nnel trovare la vera causa di quella violenta avversione di Mr.\nsposare Jane Fairfax, o qualsiasi altra persona, che all'epoca aveva\nimputato interamente all'amabile sollecitudine della sorella e della zia.\n\nQuesta sua proposta, questo piano di sposarsi e di continuare a vivere a\nHartfield, pi\u00f9 la contemplava e pi\u00f9 le piaceva.\nI mali di lui sembravano diminuire, i vantaggi di lei aumentare, il loro\nreciproco bene di superare ogni inconveniente. Un tale compagno per lei nei\nnei periodi di angoscia e di tristezza che le si presentavano davanti! Un tale compagno in\nin tutti i doveri e le preoccupazioni a cui il tempo deve dare un aumento di malinconia!\nmalinconia!\n\nSarebbe stata troppo felice se non fosse stato per la povera Harriet, ma ogni sua benedizione sembrava\nogni sua benedizione sembrava coinvolgere e far progredire le sofferenze della sua amica,\nche ora doveva essere addirittura esclusa da Hartfield. La deliziosa festa di famiglia\nfesta di famiglia che Emma stava assicurando a se stessa, la povera Harriet doveva, per semplice\ncaritatevole prudenza, la povera Harriet doveva essere tenuta a distanza. Sarebbe stata una perdente in\nogni modo. Emma non poteva deplorare la sua futura assenza come una detrazione\ndal proprio divertimento. In una festa del genere, Harriet sarebbe stata piuttosto un peso morto\nun peso morto; ma per la povera ragazza stessa sembrava una\nnecessit\u00e0 particolarmente crudele che la metteva in una condizione di punizione\ndi punizione immeritata.\n\nCol tempo, naturalmente, Mr. Knightley sarebbe stato dimenticato, cio\u00e8,\nsoppiantato; ma non ci si poteva aspettare che ci\u00f2 accadesse molto presto. Mr.\nKnightley stesso non avrebbe fatto nulla per aiutare la cura; non come Mr.\nMr. Elton. Mr. Knightley, sempre cos\u00ec gentile, cos\u00ec sensibile, cos\u00ec veramente\npremuroso per tutti, non avrebbe mai meritato di essere meno venerato di adesso.\ndi adesso; ed era davvero troppo sperare anche da parte di Harriet, che potesse\nche potesse essere innamorata di pi\u00f9 di _tre_ uomini in un anno.\n\n\n\n\nCAPITOLO XVI\n\n\nFu un grande sollievo per Emma trovare Harriet desiderosa come lei di evitare un incontro.\nlei di evitare un incontro. I loro rapporti erano gi\u00e0 abbastanza dolorosi per\nlettera. Quanto peggio, se fossero state costrette a incontrarsi!\n\nHarriet si espresse molto bene, come si poteva supporre, senza\nrimproveri, o apparente senso di malcostume; eppure Emma pensava che ci fosse\nc'era qualcosa di risentito, un qualcosa che rasentava il risentimento nel suo\nstile, che aumentava l'opportunit\u00e0 della loro separazione. Potrebbe essere\nforse era solo la sua consapevolezza, ma sembrava che solo un angelo\navrebbe potuto essere del tutto privo di risentimento sotto un simile colpo.\n\nNon ebbe difficolt\u00e0 a procurarsi l'invito di Isabella; ed ebbe la fortuna di avere un motivo sufficiente per chiederlo, senza\nfortunata perch\u00e9 aveva un motivo sufficiente per chiederlo, senza\nricorrere all'invenzione. C'era un dente che non andava. Harriet desiderava davvero\ne da tempo desiderava consultare un dentista. La signora John Knightley era\nJohn Knightley era lieta di essere utile; qualsiasi cosa che riguardasse la salute era una raccomandazione per lei.\ne, anche se non amava il dentista quanto il signor Wingfield, era\nera molto desiderosa di avere Harriet sotto le sue cure. Quando la questione fu risolta da parte della sorella, Emma propose\nsorella, Emma propose la cosa alla sua amica e la trov\u00f2 molto\npersuadibile. Harriet doveva andare, era invitata per almeno quindici giorni.\nquindici giorni; doveva essere trasportata nella carrozza di Mr. Woodhouse. Era\ntutto organizzato, tutto completato e Harriet era al sicuro a Brunswick Square.\nSquare.\n\nOra Emma poteva, infatti, godersi le visite di Mr.\nparlare e poteva ascoltare con vera felicit\u00e0, non controllata da quel senso di ingiustizia, di colpa, di qualcosa di molto doloroso che\ndi ingiustizia, di colpa, di qualcosa di molto doloroso, che l'aveva perseguitata quando\nquando si ricordava di quanto un cuore deluso fosse vicino a lei, di quanto\nquanto poteva essere sopportato in quel momento, e a poca distanza, da quei\nsentimenti che lei stessa aveva sviato.\n\nLa differenza tra la presenza di Harriet dalla signora Goddard e quella di Londra\nun'irragionevole differenza nelle sensazioni di Emma; ma non riusciva a\npensare a lei a Londra senza oggetti di curiosit\u00e0 e occupazione,\nche dovevano allontanare il passato e portarla fuori di s\u00e9.\n\nNon avrebbe permesso a nessun'altra ansia di succedere direttamente al posto\nnella sua mente il posto che Harriet aveva occupato. C'era una comunicazione\ndavanti a lei, una comunicazione che solo lei poteva essere competente a fare, la\nconfessione del suo fidanzamento al padre; ma al momento non avrebbe avuto nulla\na che fare con essa al momento. Aveva deciso di rimandare la rivelazione a quando Mrs.\nMrs. Weston fosse sana e salva. Non si doveva creare ulteriore agitazione\nagitazione aggiuntiva in questo momento tra le persone che amava e il male non avrebbe dovuto\nsu se stessa anticipando il momento stabilito. Almeno quindici giorni di\nalmeno quindici giorni di svago e di pace mentale, a coronamento di ogni piacere pi\u00f9 caldo, ma pi\u00f9\nagitante, dovrebbe essere il suo piacere.\n\nDecise subito, per dovere e per piacere, di impiegare mezz'ora di questa vacanza di spirito\nmezz'ora di questa vacanza degli spiriti per fare visita a Miss Fairfax. Doveva\ndi andare e desiderava vederla; la somiglianza tra le loro situazioni attuali\nsomiglianza delle loro attuali situazioni accresceva ogni altro motivo di benevolenza. Sarebbe stata una\nsoddisfazione segreta; ma la consapevolezza di una somiglianza di prospettive\nprospettiva avrebbe certamente accresciuto l'interesse con il quale avrebbe dovuto\ninteresse per qualsiasi cosa Jane le comunicasse.\n\nAnd\u00f2 a dire che aveva guidato una volta senza successo fino alla porta, ma che non era pi\u00f9\nnon era pi\u00f9 entrata in casa dalla mattina dopo Box Hill, quando la povera Jane\nquando la povera Jane si era trovata in un'angoscia tale che l'aveva riempita di compassione, anche se\nle peggiori sofferenze fossero state insospettabili. Il timore di essere\ndi essere ancora sgradita, la spinse, pur essendo certa che fossero in casa,\ndi aspettare nel corridoio e di chiamare il suo nome. Sent\u00ec Patty\nPatty che lo annunciava, ma non c'era il trambusto che la povera Miss Bates aveva reso\nprima aveva reso cos\u00ec felicemente comprensibile. No, non sent\u00ec altro che la risposta\nrisposta istantanea: \"Chiedile di salire\"; e un attimo dopo fu raggiunta\nun attimo dopo fu raggiunta sulle scale da Jane stessa, che veniva avanti con impazienza, come se nessun altro\ncome se nessun'altra accoglienza di lei fosse ritenuta sufficiente. Emma non l'aveva mai vista\ncos\u00ec bene, cos\u00ec bella, cos\u00ec coinvolgente. C'era consapevolezza,\nanimazione e calore; c'era tutto ci\u00f2 che il suo volto o il suo modo di fare avrebbero potuto\nmodi di fare avrebbero mai potuto desiderare.  Si fece avanti porgendo la mano\ne disse, in tono basso, ma molto sentito,\n\n E' davvero molto gentile! Signorina Woodhouse, \u00e8 impossibile per me esprimere\nSpero che crederete che mi scusi per essere cos\u00ec completamente senza parole.\nparole.\n\nEmma ne fu gratificata e non avrebbe avuto bisogno di parole, se il suono della voce di Mrs.\nse il suono della voce di Mrs. Elton dal salotto non l'avesse fermata,\nse il suono della voce di Mrs. Elton dal salotto non l'avesse fermata e non avesse reso opportuno comprimere tutti i suoi sentimenti di amicizia e di\ncongratulazioni in una stretta di mano molto, molto sincera.\n\nMrs. Bates e Mrs. Elton erano insieme. Miss Bates era fuori, il che\nche spiegava la precedente tranquillit\u00e0. Emma avrebbe potuto desiderare che Mrs.\nElton altrove; ma era dell'umore giusto per avere pazienza con tutti.\ne dato che Mrs. Elton la accolse con insolita cortesia, sperava che l'incontro avrebbe fatto bene a tutti.\nsper\u00f2 che l'incontro non avrebbe arrecato loro alcun danno.\n\nBen presto credette di poter penetrare i pensieri di Mrs. Elton e di capire perch\u00e9 fosse, come lei, di buon umore.\ne capire perch\u00e9 fosse, come lei stessa, di buon umore; il fatto di essere in confidenza con Miss Fairfax\nMiss Fairfax, e credendo di essere a conoscenza di ci\u00f2 che\nsegreto per le altre persone. Emma ne vide subito i sintomi\nnell'espressione del suo viso; e mentre faceva i suoi complimenti a Mrs.\nMrs. Bates, e sembrando di prestare attenzione alle risposte della buona vecchia signora, la vide con una specie di ansia\ncon una sorta di ansiosa parata di mistero, la vide ripiegare una lettera che\nlettera che, a quanto pare, stava leggendo ad alta voce a Miss Fairfax, e rimetterla\nnella reticella viola e oro al suo fianco, dicendo, con un significativo\ncenni significativi,\n\n Possiamo finire in un altro momento, sai. Tu e io non vogliamo\nopportunit\u00e0. E, in effetti, avete gi\u00e0 sentito tutto l'essenziale.\nVolevo solo dimostrarvi che la signora S. ammette le nostre scuse e non si sente offesa.\nnon si \u00e8 offesa. Vedete come scrive con piacere. Oh! \u00c8 una dolce\ncreatura! Avresti fatto la corte a lei, se fossi andato via. Ma non una parola\npi\u00f9. Cerchiamo di essere discreti e di comportarci bene. Silenzio!\nRicorda questi versi, in questo momento non ricordo la poesia:\n\n Perch\u00e9 quando c'\u00e8 di mezzo una signora,\n si sa che tutte le altre cose lasciano il posto.\n\n\nOra dico, mia cara, nel _nostro_ caso, per la _donna_, leggi mamma! una parola al\nsaggio. Sono di buon umore, vero? Ma voglio metterti il cuore in pace\ncuore per quanto riguarda la signora S. La mia rappresentazione, vedete, l'ha abbastanza\nplacata.\n\nE ancora, quando Emma si limit\u00f2 a girare la testa per guardare il lavoro a maglia della signora Bates\nMrs Bates, aggiunse, in un mezzo sussurro,\n\n Non ho fatto nessun _nome_, come avrete notato. Oh! No; prudente come un\nministro di Stato. L'ho gestita molto bene.\n\nEmma non poteva dubitare. Era un'ostentazione palpabile, ripetuta in ogni\noccasione possibile. Quando tutti avevano parlato per un po' in armonia del tempo e di Mrs.\ndel tempo e di Mrs. Weston, si ritrov\u00f2 a rivolgersi bruscamente a\ncon,\n\n Non crede, signorina Woodhouse, che la nostra piccola amica birichina si sia\nguarita in modo incantevole? Non credete che la sua guarigione faccia onore a Perry?\n(qui c'\u00e8 stata un'occhiata laterale di grande significato a Jane).\nparola, Perry l'ha ristabilita in un tempo meravigliosamente breve! Oh! Se l'aveste\nse l'aveste vista, come l'ho vista io, quando era nel momento peggiore! E quando Mrs. Bates stava\ndicendo qualcosa a Emma, sussurr\u00f2 pi\u00f9 in l\u00e0: \"Non diciamo una parola su qualsiasi\nassistenza che Perry potrebbe avere; non una parola di un certo giovane medico di Windsor.\nmedico di Windsor. Oh! no; Perry avr\u00e0 tutto il merito.\n\n Non ho avuto il piacere di vedervi, Miss Woodhouse\", esord\u00ec poco dopo.\nesord\u00ec poco dopo, dopo la festa a Box Hill. Molto piacevole\nfesta. Ma credo che mancasse qualcosa. Le cose non sembravano\nnon sembravano cos\u00ec, sembrava che ci fosse una piccola nuvola sullo spirito di alcuni. Cos\u00ec\nalmeno a me \u00e8 sembrato, ma potrei sbagliarmi. Tuttavia, credo che\nche la risposta sia stata tale da invogliare a ripartire. Che ne dite di\ndi raccogliere lo stesso gruppo e di esplorare di nuovo Box Hill, finch\u00e9 dura il bel tempo?\nfinch\u00e9 dura il bel tempo? Deve essere la stessa comitiva, sapete, proprio la\nstesso gruppo, non una sola eccezione.\n\nPoco dopo entr\u00f2 la signorina Bates ed Emma non pot\u00e9 fare a meno di essere\ndalla perplessit\u00e0 della sua prima risposta a se stessa, derivante,\ndal dubbio su cosa si potesse dire e dall'impazienza di dire tutto.\nogni cosa.\n\n Grazie, cara Miss Woodhouse, siete tutta gentilezza. \u00c8 impossibile\ndire S\u00ec, infatti, capisco perfettamente le prospettive della carissima Jane che\ncio\u00e8, non voglio dire. Ma si \u00e8 ripresa in modo incantevole. Come sta Mr.\nWoodhouse? Sono molto contenta. E' fuori dalla mia portata. Un piccolo circolo felice\nun circolo cosi' felice come quello che ci circonda. Si', davvero. Affascinante giovanotto! Che \u00e8 cos\u00ec\nmolto amichevole; intendo il buon Mr. Perry! Che attenzione per Jane! E da\ndalla sua grande, pi\u00f9 che comunemente riconoscente gioia nei confronti di Mrs. Elton\nElton per essere l\u00ec, Emma intu\u00ec che c'era stata una piccola dimostrazione di\nrisentimento nei confronti di Jane, da parte del vicariato, che era ora\ngentilmente superato. Dopo qualche sussurro, infatti, che lo poneva al di l\u00e0 di ogni supposizione, Mrs.\nal di l\u00e0 di ogni ipotesi, Mrs. Elton, parlando pi\u00f9 forte, disse,\n\n S\u00ec, eccomi qui, mio buon amico; e sono stato qui cos\u00ec a lungo che\nche in qualsiasi altro luogo riterrei necessario scusarmi; ma la verit\u00e0 \u00e8 che\n\u00e8 che sto aspettando il mio signore e padrone. Ha promesso di raggiungermi\nqui, e di porgervi i suoi omaggi.\n\n Avremo il piacere di ricevere una telefonata da Mr. Elton? Sarebbe\nsarebbe davvero un favore! Perch\u00e9 so che i gentiluomini non amano le visite mattutine,\ne il tempo di Mr. Elton \u00e8 cos\u00ec impegnato.\n\n Sulla mia parola \u00e8 cos\u00ec, Miss Bates. \u00c8 davvero impegnato dalla mattina alla\nnotte. Non c'\u00e8 fine alle persone che vengono da lui, con una scusa o l'altra.\no altro. I magistrati, i sovrintendenti e i guardiani della chiesa vogliono sempre\nvogliono il suo parere. Sembra che non siano in grado di fare nulla senza di lui.\nlui. Sulla mia parola, signor E., dico spesso: \"Meglio lei che io\".\nnon so che fine farebbero i miei pastelli e il mio strumento, se avessi la met\u00e0 dei\nse avessi la met\u00e0 dei richiedenti. \u00c8 gi\u00e0 abbastanza grave cos\u00ec, perch\u00e9 li trascuro assolutamente\nentrambi in misura imperdonabile. Credo di non aver suonato una battuta in questi\nquindici giorni. Tuttavia, vi assicuro che sta arrivando: s\u00ec, infatti, di proposito\nper aspettare tutti voi.  E alzando la mano per schermare le sue parole da\nEmma Una visita di congratulazioni, sapete. Oh! S\u00ec, del tutto indispensabile.\n\nMiss Bates si guardava intorno, cos\u00ec felice!\n\n Mi aveva promesso di venire da me non appena si fosse liberato di Knightley.\nKnightley; ma lui e Knightley sono chiusi insieme in una profonda\nconsultazione. Mr. E. \u00e8 il braccio destro di Knightley.\n\nEmma non avrebbe sorriso per nulla al mondo e disse solo: \"Mr.\n\u00e8 andato a piedi a Donwell? Far\u00e0 una bella passeggiata.\n\n Oh! No, \u00e8 una riunione al Crown, una riunione regolare. Ci saranno anche Weston e\nCole ci saranno anche loro; ma si \u00e8 soliti parlare solo di coloro che\ncomandano. Credo che Mr. E. e Knightley facciano tutto a modo loro.\n\n Non avete sbagliato giorno? disse Emma.  Sono quasi certa che\nche l'incontro al Crown non sia prima di domani. Mr. Knightley era a\nHartfield ieri, e ne ha parlato come di sabato.\n\n Oh! no, l'incontro \u00e8 certamente oggi, fu la risposta brusca, che denotava l'impossibilit\u00e0 di qualsiasi errore da parte di Mrs.\nche denotava l'impossibilit\u00e0 di qualsiasi errore da parte di Mrs. Elton. Credo che\ncredo che questa sia la parrocchia pi\u00f9 problematica che sia mai esistita.\nche sia mai esistita. Non abbiamo mai sentito parlare di queste cose a Maple Grove.\n\n La vostra parrocchia era piccola, disse Jane.\n\n Parola mia, mia cara, non lo so, perch\u00e9 non ho mai sentito parlare di questo argomento.\nparlato.\n\n Ma lo dimostra l'esiguit\u00e0 della scuola, di cui ho sentito parlare\ndi cui avete parlato, come sotto il patrocinio di vostra sorella e della signora Bragge;\nl'unica scuola, e non pi\u00f9 di cinque e venti bambini.\n\n Ah! creatura intelligente, \u00e8 proprio vero. Che cervello pensante\nhai! Dico, Jane, che personaggio perfetto saremmo tu e io, se potessimo\nse potessimo essere scossi insieme. La mia vivacit\u00e0 e la tua solidit\u00e0\nprodurrebbero la perfezione. Non che io abbia la presunzione di insinuare, tuttavia, che\nalcune persone non pensino che voi siate gi\u00e0 la perfezione. Ma silenzio! Non una\nparola, se non vi dispiace.\n\nSembrava una cautela inutile; Jane voleva dire la sua,\nnon a Mrs. Elton, ma a Miss Woodhouse, come quest'ultima vide chiaramente.\nIl desiderio di distinguerla, per quanto la civilt\u00e0 lo permettesse, era molto evidente.\nevidente, anche se spesso non riusciva ad andare oltre lo sguardo.\n\nMr. Elton fece la sua apparizione. La sua signora lo accolse con un po' della sua\nfrizzante vivacit\u00e0.\n\n Molto grazioso, signore, sulla mia parola; mandarmi qui, ad essere un\nper essere un ingombro per i miei amici, cos\u00ec tanto tempo prima che voi possiate venire! Ma\nsapevate con quale creatura doverosa avevate a che fare. Sapevate che\nche non mi sarei mossa finch\u00e9 non fosse apparso il mio signore e padrone. Sono stata qui\nqui seduto quest'ora, dando a queste signorine un esempio di vera obbedienza coniugale\nobbedienza coniugale, perch\u00e9 chi pu\u00f2 dire, sapete, quanto presto sar\u00e0 necessario?\n\nMr. Elton era cos\u00ec accaldato e stanco che tutta questa arguzia sembrava buttata via.\nLe sue cortesie alle altre signore dovevano essere pagate; ma il suo successivo obiettivo\nma il suo obiettivo successivo fu quello di lamentarsi per il caldo che soffriva e per la\nla passeggiata che aveva fatto per niente.\n\n Quando arrivai a Donwell, disse, Knightley non si trovava. Molto\nstrano! Davvero inspiegabile! dopo il biglietto che gli ho mandato stamattina, e il messaggio che mi ha restituito, che era certamente a casa fino all'una.\ne il messaggio che mi ha restituito, che sicuramente sarebbe stato a casa fino all'una.\n\n Donwell! grid\u00f2 la moglie. Mio caro signor E., lei non \u00e8 stato a\nDonwell! Intendete il Crown; venite dalla riunione al Crown.\n\n No, no, quello \u00e8 domani; e volevo vedere Knightley proprio oggi\noggi proprio per questo motivo. Una mattina cos\u00ec terribilmente calda! Sono andata anche\nnei campi (parlando con un tono di grande cattiveria), il che ha reso la cosa\nla situazione molto peggiore. E poi non l'ho trovato a casa! Vi assicuro che\nnon sono affatto contenta. E non ha lasciato scuse, n\u00e9 messaggi per me. La\ngovernante ha dichiarato di non sapere nulla del mio arrivo. Molto\nstraordinario! E nessuno sapeva da che parte fosse andato. Forse a\nHartfield, forse a Abbey Mill, forse nei suoi boschi. Signorina\nWoodhouse, questo non \u00e8 da amico di Knightley! Potete spiegarlo?\n\nEmma si divert\u00ec a protestare che era davvero straordinario,\ne che non aveva una sillaba da dire per lui.\n\n Non riesco a immaginare, disse Mrs. Elton, (sentendo l'indignazione come dovrebbe fare una moglie)\nnon riesco a immaginare come abbia potuto fare una cosa del genere con te, tra tutte le persone al mondo!\ndi tutte le persone al mondo! L'ultima persona da cui ci si aspetterebbe di essere\nessere dimenticata! Mio caro signor E., deve aver lasciato un messaggio per lei, ne sono certa.\nne sono certa. Nemmeno Knightley potrebbe essere cos\u00ec eccentrico; e i suoi servi l'hanno dimenticato.\nservitori l'hanno dimenticato. Ci credo, questo \u00e8 stato il caso: e molto probabilmente\nmolto probabile che accada con la servit\u00f9 dei Donwell, che sono tutti, ho spesso osservato\nosservato, estremamente goffi e negligenti. Sono certo che non vorrei che una creatura\nuna creatura come il suo Harry a stare alla nostra credenza per nessun motivo.\nE per quanto riguarda Mrs. Hodges, Wright la tiene davvero a buon mercato. Ha\nha promesso a Wright una ricevuta e non l'ha mai spedita.\n\n Ho incontrato William Larkins, continua Mr. Elton, mentre mi avvicinavo alla casa,\ne mi disse che non avrei trovato il suo padrone in casa, ma io non gli credetti.\ncredergli. William sembrava piuttosto gi\u00f9 di morale. Non sapeva cosa\nnon sapeva cosa fosse successo al suo padrone negli ultimi tempi, diceva, ma non riusciva quasi mai a\nparlare con lui. Non ho nulla a che fare con i desideri di William, ma \u00e8 davvero\nma \u00e8 davvero di grande importanza che _io_ veda Knightley\nKnightley oggi; e diventa quindi una questione molto seriamente\ninconveniente che io abbia fatto questa calda passeggiata a vuoto.\n\nEmma riteneva di non poter fare di meglio che tornare direttamente a casa. Con ogni probabilit\u00e0\nprobabilmente era attesa proprio in quel momento; e Mr.\nKnightley avrebbe potuto evitare di sprofondare nell'aggressivit\u00e0 verso Mr.\nMr. Elton, se non verso William Larkins.\n\nFu lieta, al momento di congedarsi, di trovare Miss Fairfax decisa ad accompagnarla fuori dalla stanza.\ndi accompagnarla fuori dalla stanza, per andare con lei anche al piano di sotto; questo le diede l'opportunit\u00e0, che sfrutt\u00f2 subito, di dirle\nun'opportunit\u00e0 che sfrutt\u00f2 immediatamente per dire,\n\n Forse \u00e8 meglio che non ne abbia avuto la possibilit\u00e0. Se tu\nnon foste stati circondati da altri amici, avrei potuto essere tentata di\ndi introdurre un argomento, di fare domande, di parlare pi\u00f9 apertamente di quanto\nessere rigorosamente corretto. Sento che sarei stato sicuramente\nimpertinente.\n\n Oh! esclam\u00f2 Jane, con un rossore e un'esitazione che Emma riteneva\ninfinitamente pi\u00f9 adatto a lei di tutta l'eleganza della sua solita compostezza.\nnon ci sarebbe stato alcun pericolo. Il pericolo sarebbe stato\nche vi avrei stancato. Non avreste potuto gratificarmi pi\u00f9 di tanto se non esprimendo\nesprimendo un interesse. In effetti, Miss Woodhouse (parlando in modo pi\u00f9\ncon la consapevolezza che ho della mia cattiva condotta, molto\ndi una cattiva condotta, una cattiva condotta molto grande, \u00e8 particolarmente consolante per me sapere che i miei amici\nmiei amici, la cui buona opinione \u00e8 pi\u00f9 importante da preservare, non sono\ndisgustati a tal punto da non avere il tempo di dire la met\u00e0 di quello che vorrei.\ndire. Desidero fare delle scuse, delle giustificazioni, sollecitare qualcosa per me stesso.\nme stesso. Lo sento molto dovuto. Ma, purtroppo, in breve, se la vostra\ncompassione non sopporta il mio amico\n\n Oh! Siete troppo scrupolosa, davvero, esclam\u00f2 Emma con calore, e\nprendendole la mano.  Non mi dovete delle scuse; e tutti coloro ai quali potreste\npotrebbe pensare che tu le debba, \u00e8 cos\u00ec perfettamente soddisfatto, cos\u00ec deliziato\nanche\n\n Siete molto gentile, ma so quali sono state le mie maniere con voi. Cos\u00ec freddi e\nartificiale! Avevo sempre una parte da recitare. Era una vita di inganni! So\nche devo averti disgustato.\n\n Vi prego di non dire altro. Sento che tutte le scuse dovrebbero essere da parte mia.\nPerdoniamoci a vicenda, subito. Dobbiamo fare tutto ci\u00f2 che deve essere fatto\ne credo che i nostri sentimenti non perderanno tempo. Spero che tu\nche abbiate ricevuto un resoconto piacevole da Windsor?\n\n Molto.\n\n E la prossima notizia, suppongo, sar\u00e0 che vi perderemo proprio quando\ninizio a conoscerti.\n\n Per quanto riguarda tutto questo, ovviamente non si pu\u00f2 ancora pensare a nulla. Sono qui\nfino a quando il colonnello e la signora Campbell non mi avranno reclamato.\n\n Forse non si pu\u00f2 ancora stabilire nulla, rispose Emma,\nsorridendo, ma, scusate, bisogna pensarci.\n\nIl sorriso fu ricambiato quando Jane rispose,\n\n Avete ragione, ci abbiamo pensato. E vi dir\u00f2, (sono sicuro che sar\u00e0 sicuro), che\nsono sicuro che sar\u00e0 sicuro), che per quanto riguarda il nostro vivere con Mr. Churchill\na Enscombe, \u00e8 deciso. Ci saranno almeno tre mesi di profondo lutto.\nlutto profondo; ma quando saranno passati, immagino che non ci sar\u00e0 pi\u00f9 nulla da\npi\u00f9 nulla da aspettare.\n\n Grazie, grazie. \u00c8 proprio quello che volevo sapere. Oh!\nse sapeste quanto amo ogni cosa decisa e aperta!\naperta! Arrivederci, arrivederci.\n\n\n\n\nCAPITOLO XVII\n\n\nGli amici di Mrs. Weston furono tutti felici della sua salvezza; e se la soddisfazione per il suo operato poteva essere accresciuta per Emma.\nse la soddisfazione per il suo operato poteva essere aumentata per Emma, era\ndi Emma, era quella di saperla madre di una bambina. Era stata decisa nel\ndesiderare una Miss Weston. Non voleva ammettere che fosse per\ndi farle sposare, in futuro, uno dei due figli di Isabella.\nfigli di Isabella; ma era convinta che una figlia sarebbe stata pi\u00f9 adatta sia al\npadre e la madre. Sarebbe stato di grande conforto per Mr. Weston, man mano che\nWeston, con l'avanzare dell'et\u00e0, e anche Mr. Weston potrebbe invecchiare dieci anni\ndi l\u00ec a dieci anni, avere il suo focolare animato dagli sport e dalle sciocchezze,\ngli scherzi e le fantasie di un bambino mai bandito da casa.\nMrs. Weston nessuno poteva dubitare che una figlia sarebbe stata la cosa pi\u00f9 importante per lei;\ne sarebbe stato un vero peccato che chi sapeva cos\u00ec bene come insegnare\ninsegnare, non potesse esercitare di nuovo i propri poteri.\n\n Ha avuto il vantaggio, sapete, di esercitarsi su di me, ha\nha continuato come La Baronne d Almane su La Comtesse d Ostalis, in Madame\nde Genlis Adelaide e Theodore, e adesso vedremo la sua piccola Adelaide\nAdelaide su un piano pi\u00f9 perfetto.\n\n Cio\u00e8, rispose Mr. Knightley, la asseconder\u00e0 ancora di pi\u00f9 di quanto non abbia fatto con voi.\ne creder\u00e0 di non assecondarla affatto. Sar\u00e0\nsar\u00e0 l'unica differenza.\n\n Povera bambina! grid\u00f2 Emma; di questo passo, che ne sar\u00e0 di lei?\n\n Nulla di molto negativo. Il destino di migliaia di persone. Sar\u00e0 sgradevole durante l'infanzia\ne si corregger\u00e0 quando crescer\u00e0. Sto perdendo tutta la mia\namarezza nei confronti dei bambini viziati, mia cara Emma. Io, che devo tutta la mia felicit\u00e0\ntutta la mia felicit\u00e0 a voi, non sarebbe un'orribile ingratitudine da parte mia\nessere severa con loro?\n\nEmma rise e rispose:  Ma ho avuto l'assistenza di tutti i vostri\nsforzi per contrastare l'indulgenza di altre persone. Dubito\nche il mio buonsenso mi avrebbe corretto senza di esso.\n\n E voi? Non ho dubbi. La natura vi ha dato la comprensione: La signorina Taylor\nti ha dato dei principi. Devi aver fatto bene. La mia interferenza era\nprobabile che la mia interferenza avrebbe fatto tanto male quanto bene. \u00c8 stato molto naturale per voi dire: \"Che diritto ha di farmi la predica?\nche diritto ha di farmi la predica? E temo che sia molto naturale per voi sentire\nche sia stato fatto in modo sgradevole. Non credo di averle fatto\nnon credo di avervi fatto del bene. Il bene \u00e8 stato tutto per me, facendo di voi un oggetto di\nl'affetto pi\u00f9 tenero per me. Non potevo pensare a te cos\u00ec tanto\nsenza soffermarmi su di te, difetti e tutto il resto; e a forza di immaginare cos\u00ec tanti errori\nerrori, sono stata innamorata di te da quando avevi almeno tredici anni.\nalmeno tredici anni.\n\n Sono sicura che mi sei stata utile, disse Emma.  Sono stata molto spesso\ninfluenzata giustamente da voi, pi\u00f9 spesso di quanto non volessi ammettere in quel momento. Sono\nsono sicura che mi avete fatto del bene. E se la povera piccola Anna Weston deve essere\nviziata, sar\u00e0 la pi\u00f9 grande umanit\u00e0 in voi a fare per lei tanto\ncome avete fatto per me, a parte innamorarvi di lei quando avr\u00e0 tredici anni.\ntredici anni.\n\n Quante volte, quando eravate una ragazza, mi avete detto, con uno dei vostri sguardi\nsguardo malizioso Mr. Knightley, sto per fare cos\u00ec e cos\u00ec; pap\u00e0 dice che posso\npap\u00e0 dice che posso, oppure ho il permesso della signorina Taylor, cosa che, come sapete, non approvavo.\nnon approvavo. In questi casi la mia interferenza vi dava due brutti\nsentimenti negativi invece di uno.\n\n Che creatura amabile ero! Non c'\u00e8 da stupirsi che tu tenga i miei discorsi\nin un ricordo cos\u00ec affettuoso.\n\n Signor Knightley. Mi avete sempre chiamato Mr. Knightley; e, per abitudine, non ha un suono cos\u00ec formale.\nabitudine, non ha un suono cos\u00ec formale. Eppure \u00e8 formale. Vorrei\nche mi chiamiate in un altro modo, ma non so come.\n\n Ricordo che una volta ti ho chiamato George, in una delle mie amabili crisi, circa\ndieci anni fa. Lo feci perch\u00e9 pensavo che ti avrebbe offeso; ma, visto che\nnon avete fatto obiezioni, non l'ho pi\u00f9 fatto.\n\n E non puoi chiamarmi George adesso?\n\n Impossibile! Non potro' mai chiamarvi altro che signor Knightley.  Non prometter\u00f2\nnon prometto nemmeno di eguagliare l'elegante schiettezza di Mrs. Elton, chiamandovi Mr.\nMr. K. Ma prometter\u00f2, aggiunse subito dopo, ridendo\ne arrossendo, prometter\u00f2 di chiamarvi una volta con il vostro nome di battesimo. I\nnon dico quando, ma forse potete indovinare il luogo: nell'edificio in cui\nin cui N. prende M. nella buona e nella cattiva sorte.\n\nEmma si addolorava di non poter essere pi\u00f9 apertamente giusta nei confronti di un importante\nservizio che il suo buon senso le avrebbe reso, al consiglio\nche l'avrebbe salvata dalla peggiore di tutte le sue follie femminili.\nfollie, la sua deliberata intimit\u00e0 con Harriet Smith; ma era un argomento troppo tenero.\ntroppo tenero. Non poteva parlarne. Harriet veniva nominata molto raramente\ntra loro. Questo, da parte di lui, poteva derivare semplicemente dal fatto che non si pensava a lei\ndi lei; ma Emma era piuttosto incline ad attribuirlo alla delicatezza e al sospetto, da alcune apparenze, che la loro amicizia\nalla delicatezza e al sospetto, da alcune apparenze, che la loro amicizia\namicizia fosse in declino. Lei stessa era consapevole del fatto che, separandosi in qualsiasi altra circostanza, avrebbero sicuramente\ncircostanze, avrebbero certamente dovuto corrispondere di pi\u00f9, e che\nche la sua intelligenza non si sarebbe basata, come ora quasi completamente, sulle lettere di Isabella.\nIsabella. Lui poteva osservare che era cos\u00ec. Il dolore di essere obbligati a\ndi essere obbligata a praticare la dissimulazione nei suoi confronti, era ben poco inferiore\nal dolore di aver reso Harriet infelice.\n\nIsabella ha inviato un resoconto della sua visitatrice che \u00e8 quanto di meglio ci si potesse aspettare.\nal suo primo arrivo aveva pensato che fosse fuori di s\u00e9,\nche era perfettamente naturale, visto che c'era un dentista da consultare.\nma, da quando quella faccenda era terminata, non sembrava che Harriet\nHarriet diversa da come l'aveva conosciuta prima. Isabella,\nIsabella, a dire il vero, non era un'osservatrice molto acuta; eppure se Harriet non era stata\nse Harriet non fosse stata all'altezza di giocare con i bambini, non le sarebbe sfuggito.\nLe comodit\u00e0 e le speranze di Emma furono portate avanti in modo molto piacevole, grazie al fatto che Harriet\nHarriet si sarebbe trattenuta pi\u00f9 a lungo; i suoi quindici giorni sarebbero diventati almeno un mese.\nMr. e Mrs. John Knightley sarebbero venuti in agosto e lei fu invitata a restare finch\u00e9 non l'avessero portata con s\u00e9.\ne lei fu invitata a rimanere finch\u00e9 non l'avessero riportata a casa.\n\n John non nomina nemmeno il vostro amico, disse il signor Knightley.  Ecco\nla sua risposta, se volete vederla.\n\nEra la risposta alla comunicazione della sua intenzione di sposarsi. Emma\nEmma l'accett\u00f2 con mano molto ansiosa, con un'impazienza tutta viva di sapere\ndi sapere che cosa avrebbe detto al riguardo, e per nulla turbata dal fatto di sentire che\nche la sua amica non era stata menzionata.\n\n John entra come un fratello nella mia felicit\u00e0, continu\u00f2 Mr.\nKnightley, ma non \u00e8 un complimentatore; e anche se so bene che ha un affetto\nun affetto fraterno nei vostri confronti, \u00e8 cos\u00ec lontano dal fare\nche qualsiasi altra giovane donna potrebbe pensare che sia piuttosto\nfreddo nelle sue lodi. Ma non ho paura che tu veda ci\u00f2 che scrive.\n\n Scrive come un uomo ragionevole\", rispose Emma, dopo aver letto la lettera.\nlettera.  Mi fa onore la sua sincerit\u00e0. \u00c8 molto chiaro che considera la fortuna del\nfortuna del fidanzamento come tutta dalla mia parte, ma che non \u00e8\nsperanza che io diventi, col tempo, degna del vostro affetto, come\ncome voi mi ritenete gi\u00e0. Se avesse detto qualcosa di diverso\ninterpretazione diversa, non gli avrei creduto.\n\n Mia Emma, non intende dire una cosa del genere. Intende solo\n\n Lui e io dovremmo differire molto poco nella nostra stima dei due,\ninterruppe lei, con una sorta di sorriso serio molto meno, forse, di quanto\ndi quanto lui sia consapevole, se potessimo affrontare l'argomento senza cerimonie o riserve.\nargomento senza cerimonie o riserve.\n\n Emma, mia cara Emma\n\n Oh! esclam\u00f2 con maggiore allegria, se pensi che tuo fratello non mi renda giustizia, aspetta solo che il mio caro padre sia nel segreto.\nnon mi renda giustizia, aspettate che il mio caro padre sia nel segreto,\ne sentire la sua opinione. Credeteci, sar\u00e0 molto pi\u00f9 lontano dal rendere giustizia a\ngiustizia a voi. Penser\u00e0 che tutta la felicit\u00e0, tutto il vantaggio\nvantaggio, dalla vostra parte della questione; tutto il merito dalla mia. Desidero\nNon vorrei sprofondare subito nella povera Emma con lui. La sua tenera compassione\nverso il valore oppresso non pu\u00f2 andare oltre.\n\n Ah! grid\u00f2, vorrei che tuo padre fosse convinto con la stessa facilit\u00e0\ncome lo sar\u00e0 John, che abbiamo tutti i diritti che il pari valore pu\u00f2 dare,\ndi essere felici insieme. Mi diverte una parte della lettera di John, l'hai notata?\ndove dice che la mia informazione non l'ha colto del tutto di sorpresa.\nsorpresa, che si aspettava piuttosto di sentire qualcosa del genere.\ndel genere.\n\n Se ho capito bene tuo fratello, intende solo che tu abbia qualche\npensieri di matrimonio. Non aveva idea di me. Sembra perfettamente\nimpreparato a questo.\n\n S\u00ec, s\u00ec, ma mi diverte che abbia visto cos\u00ec lontano nei miei sentimenti.\nsentimenti. Da cosa ha giudicato? Non sono consapevole di alcuna\ndifferenza nel mio spirito o nella mia conversazione che possa prepararlo in questo momento\nmomento al mio matrimonio pi\u00f9 che a un altro. Ma era cos\u00ec, suppongo.\nsuppongo. Oserei dire che c'\u00e8 stata una differenza quando sono stata da loro\nl'altro giorno. Credo di non aver giocato molto con i bambini come al solito.\ncome al solito. Ricordo che una sera i bambini dicevano: \"Lo zio sembra sempre stanco.\nsempre stanco adesso.\n\nStava arrivando il momento in cui la notizia doveva diffondersi ulteriormente, e altre\npersone a riceverla. Non appena Mrs. Weston si fu ripresa a sufficienza per ammettere le visite di Mr.\ndi ammettere le visite di Mr. Woodhouse, Emma, avendo in mente che i suoi gentili ragionamenti\nche i suoi gentili ragionamenti venissero impiegati per la causa, decise prima di tutto di\ndi annunciarlo a casa, e poi a Randalls. Ma come dirlo a\nsuo padre alla fine! Si era impegnata a farlo, in un'ora di assenza di Mr.\nMr. Knightley, o quando si fosse arrivati al punto il cuore le sarebbe venuto meno e avrebbe dovuto\navrebbe ceduto e avrebbe dovuto rimandare; ma Mr.\nKnightley sarebbe arrivato a quell'ora e avrebbe dato seguito all'inizio che lei doveva fare. Fu costretta a\nfu costretta a parlare, e a parlare anche con allegria. Non doveva farne un\nun argomento di infelicit\u00e0 pi\u00f9 deciso per lui, con un tono malinconico.\nNon doveva dare l'impressione di considerarla una disgrazia. Con tutto lo spirito che poteva\ncon tutto lo spirito che poteva comandare, lo prepar\u00f2 prima a qualcosa di strano, e poi,\nin poche parole, disse che se si fosse riusciti a ottenere il suo consenso e la sua approvazione, che\nche, confidava, non ci sarebbero state difficolt\u00e0,\npoich\u00e9 si trattava di un piano per promuovere la felicit\u00e0 di tutti coloro che lei e Mr.\nKnightley intendevano sposarsi; in questo modo Hartfield avrebbe ricevuto la costante\ncostante compagnia di quella persona che sapeva di amare, accanto alle figlie e a Mrs.\nalle sue figlie e a Mrs. Weston, la migliore al mondo.\n\nPovero uomo! All'inizio fu un notevole shock per lui, e cerc\u00f2 seriamente di dissuaderla.\nseriamente di dissuaderla. Pi\u00f9 di una volta le fu ricordato che aveva sempre detto\ndi aver sempre detto che non si sarebbe mai sposata, e le fu assicurato che sarebbe stato molto meglio\nche sarebbe stato molto meglio per lei rimanere nubile, e le parl\u00f2 della povera Isabella e della povera Miss Taylor.\nIsabella e della povera Miss Taylor. Ma non sarebbe bastato. Emma si strinse a lui\nEmma si strinse a lui con affetto, sorrise e disse che doveva essere cos\u00ec e che lui non doveva classificarla\nche non doveva classificarla come Isabella e Mrs. Weston, i cui matrimoni\nche li avevano portati via da Hartfield, avevano effettivamente apportato un cambiamento malinconico: ma lei non sarebbe andata via da Hartfield.\nlei non se ne andava da Hartfield; sarebbe rimasta sempre l\u00ec; non introduceva alcun\nnon stava introducendo alcun cambiamento nel loro numero o nelle loro comodit\u00e0, se non in meglio.\ne lei era molto sicura che lui sarebbe stato molto pi\u00f9 felice\ndi avere Mr. Knightley sempre a portata di mano, quando si fosse abituato all'idea.\nall'idea. Non amava forse molto Mr. Knightley? Non avrebbe negato\nche lo amava, ne era certa. Chi mai avrebbe voluto consultare per gli affari\nse non Mr. Knightley? Chi era cos\u00ec utile per lui, chi era cos\u00ec pronto a scrivere le sue lettere.\nlettere, chi era cos\u00ec felice di assisterlo? Chi era cos\u00ec allegro, cos\u00ec attento, cos\u00ec\naffezionato a lui? Non gli piacerebbe averlo sempre a disposizione? S\u00ec.\nEra tutto molto vero. Mr. Knightley non poteva essere presente troppo spesso; sarebbe stato contento di vederlo ogni giorno.\nsarebbe stato felice di vederlo ogni giorno; ma loro lo vedevano ogni giorno cos\u00ec com'era.\ncome era. Perch\u00e9 non potevano continuare come avevano fatto?\n\nIl signor Woodhouse non si riconcili\u00f2 subito, ma il peggio fu superato,\nl'idea era stata data; il tempo e la continua ripetizione dovevano fare il resto. A\nEmma e alle sue rassicurazioni si aggiunsero quelle di Mr.\nl'affettuoso elogio di lei diede al soggetto anche una sorta di benvenuto; e ben presto fu abituato a\nabituato a parlare con ciascuno di loro in ogni occasione. Ebbero tutta l'assistenza\nassistenza che Isabella poteva dare, con lettere di approvazione\ndi approvazione; e Mrs. Weston fu pronta, al primo incontro, a considerare l'argomento\na considerare l'argomento nella luce pi\u00f9 utile, in primo luogo, come una soluzione,\ne, in secondo luogo, come una brava persona ben consapevole della quasi uguale importanza\ndelle due raccomandazioni alla mente di Mr. Woodhouse. Fu concordato,\ncome ci\u00f2 che doveva essere; e tutti coloro che erano soliti guidarlo\ngli assicuravano che sarebbe stato per la sua felicit\u00e0; e avendo lui stesso alcuni\nsentimenti che quasi lo ammettevano, cominci\u00f2 a pensare che un giorno o l'altro, tra uno o due anni\ntra un anno o due, forse non sarebbe stato poi cos\u00ec male\nse il matrimonio avesse avuto luogo.\n\nMrs. Weston non recitava alcuna parte, non fingeva alcun sentimento in tutto quello che\nche gli disse a favore dell'evento. Era stata estremamente sorpresa,\nmai pi\u00f9 di quando Emma le aveva aperto per la prima volta la faccenda; ma vedeva in essa solo un aumento della felicit\u00e0 di tutti e non si faceva scrupoli.\nvedeva in essa solo un aumento di felicit\u00e0 per tutti e non aveva scrupoli a\ndi spingerlo al massimo. Aveva una tale considerazione per Mr.\nda pensare che meritasse anche la sua carissima Emma; ed era sotto ogni aspetto\nun legame cos\u00ec appropriato, adatto e ineccepibile e, sotto un aspetto, un punto della massima importanza.\nun aspetto, un punto della massima importanza, cos\u00ec peculiarmente idoneo,\ncos\u00ec singolarmente fortunato, che ora sembrava che Emma non avrebbe potuto\nnon si fosse potuta legare a nessun'altra creatura, e che fosse stata lei stessa\nche fosse stata la pi\u00f9 stupida degli esseri a non averci pensato e a non averlo voluto\nmolto tempo fa. Come pochi di quegli uomini in un grado di vita tale da potersi rivolgere a Emma\navrebbero rinunciato alla propria casa per Hartfield! E chi se non Mr.\nKnightley poteva conoscere e sopportare Mr. Woodhouse, tanto da rendere desiderabile un simile\naccordo desiderabile! La difficolt\u00e0 di sbarazzarsi del povero Mr.\nWoodhouse era sempre stata avvertita nei piani del marito e nei propri, per\nun matrimonio tra Frank ed Emma. Come regolare le pretese di Enscombe\ne Hartfield era stato un impedimento continuo, meno riconosciuto da Mr.\nWeston meno che da lei stessa, ma nemmeno lui era mai riuscito a concludere l'argomento meglio che\nargomento meglio che dicendo Quelle questioni si risolveranno da sole; i giovani troveranno una sistemazione\nda sole; i giovani troveranno un modo.  Ma qui non c'era\nnulla da spostare in una speculazione selvaggia sul futuro. Era\ntutto giusto, tutto aperto, tutto uguale. Nessun sacrificio da nessuna parte degno di\nnome. Era un'unione con la pi\u00f9 alta promessa di felicit\u00e0 in s\u00e9, e\nsenza una sola difficolt\u00e0 reale e razionale che potesse opporsi o ritardarla.\n\nMrs. Weston, con il suo bambino sulle ginocchia, abbandonandosi a riflessioni come queste, era una delle donne pi\u00f9 felici del mondo.\nqueste, era una delle donne pi\u00f9 felici del mondo. Se c'era qualcosa che\nse c'era qualcosa che poteva accrescere la sua gioia, era la percezione che il bambino avrebbe presto\npresto il bambino avrebbe superato il suo primo paio di cappellini.\n\nLa notizia suscit\u00f2 universalmente stupore ovunque si diffondesse; e Mr. Weston ebbe la sua parte di cinque minuti.\nWeston ne ebbe la sua parte di cinque minuti; ma cinque minuti furono sufficienti per\nfamiliarizzare l'idea con la sua prontezza di spirito. Vide i vantaggi dell'incontro\ndell'accoppiamento e ne gio\u00ec con tutta la costanza della moglie; ma la meraviglia della cosa fu ben presto nulla\nla meraviglia era ben presto nulla; e alla fine di un'ora non era lontano dal credere di essere\nnon era lontano dal credere di averlo sempre previsto.\n\n Concludo che deve essere un segreto, disse.  Queste cose sono sempre\nsegreti, finch\u00e9 non si scopre che tutti li conoscono. Lasciatemi solo\nche mi venga detto quando potr\u00f2 parlare. Mi chiedo se Jane abbia qualche sospetto.\n\nLa mattina dopo and\u00f2 ad Highbury e si accontent\u00f2 di questo punto.\npunto. Le diede la notizia. Non era forse come una figlia, la sua figlia maggiore?\nfiglia? Doveva dirglielo; ed essendo Miss Bates presente, la notizia pass\u00f2, ovviamente, a Mrs.\nnaturalmente a Mrs. Cole, Mrs. Perry e Mrs. Elton, subito dopo.\nElton, subito dopo. Non c'era niente di pi\u00f9 di quello a cui erano preparate le principali\navevano calcolato, dal momento in cui era stato reso noto a Randalls, quanto presto sarebbe stato\ndi Randalls, quanto presto sarebbe arrivato a Highbury; e pensavano a se stessi, come alla meraviglia serale\ncome la meraviglia della sera in molti circoli familiari, con grande sagacia.\n\nIn generale, \u00e8 stato un incontro molto ben approvato. Alcuni potrebbero pensare che lui,\ne altri potrebbero pensare che lei sia la pi\u00f9 fortunata. Un gruppo potrebbe consigliare\ndi trasferirsi a Donwell e di lasciare Hartfield ai John Knightley.\nKnightley; e un altro potrebbe prevedere disaccordi tra i loro servitori.\nma, nel complesso, non c'era alcuna obiezione seria, se non in una casa.\nsollevato, tranne che in una casa, il vicariato. L\u00ec, la sorpresa non fu\nnon fu attenuato da alcuna soddisfazione. A Mr. Elton importava poco,\nMr. Elton se ne preoccupava poco, rispetto a sua moglie; sperava solo che l'orgoglio della signorina fosse ora\nessere appagato; e supponeva che avesse sempre avuto intenzione di catturare Knightley se\nse avesse potuto; e, sul punto di vivere a Hartfield, poteva arditamente esclamare\nesclamare: \"Meglio lui che io! Ma Mrs. Elton era molto sconvolta.\ndavvero. Povero Knightley! Povero ragazzo! Triste affare per lui. Lei era\nestremamente preoccupata, perch\u00e9, sebbene fosse molto eccentrico, aveva mille buone\nqualit\u00e0. Come poteva essere cos\u00ec preso? Non lo riteneva affatto innamorato\ninnamorato, neanche un po'. Povero Knightley! Sarebbe stata la fine di ogni\npiacevoli rapporti con lui. Quanto era stato felice di venire a cenare con loro ogni volta che\ncon loro ogni volta che glielo chiedevano! Ma ora sarebbe tutto finito. Povero\npovero ragazzo! Niente pi\u00f9 feste esplorative a Donwell fatte per _lei_. Oh! no;\nci sarebbe stata una Mrs. Knightley a gettare acqua fredda su tutto.\nogni cosa. Estremamente sgradevole! Ma non era affatto dispiaciuta di aver\ndi aver maltrattato la governante l'altro giorno. Un piano scioccante, vivere\ninsieme. Non avrebbe mai funzionato. Conosceva una famiglia vicino a Maple Grove che ci aveva provato.\nche ci aveva provato ed era stata costretta a separarsi prima della fine del primo trimestre.\ntrimestre.\n\n\n\n\nCAPITOLO XVIII\n\n\nIl tempo passava. Ancora qualche giorno e la comitiva di Londra sarebbe arrivata.\nLondra sarebbe arrivata. Si trattava di un cambiamento allarmante, ed Emma ci pensava una mattina\nmattina, come una cosa che avrebbe dovuto agitarla e addolorarla,\nquando entr\u00f2 Mr. Knightley e i pensieri angosciosi furono messi da parte. Dopo\ndopo le prime chiacchiere di piacere, rimase in silenzio; e poi, in tono pi\u00f9 grave,\ncominci\u00f2 con,\n\n Ho qualcosa da dirti, Emma, delle novit\u00e0.\n\n Bene o male? disse lei, velocemente, guardandolo in faccia.\n\n Non so come dovrebbe chiamarsi.\n\n Oh! Sono sicuro che \u00e8 buono. Lo vedo nel vostro volto. Stai cercando di non\ndi sorridere.\n\n Ho paura, disse, ricomponendo i suoi lineamenti, ho molta paura,\nmia cara Emma, che non sorriderete quando lo sentirete.\n\n Ma perch\u00e9? Non riesco a immaginare che una cosa che piace o diverte voi\no divertente voi, non debba piacere e divertire anche me.\n\n C'\u00e8 un argomento, rispose, spero solo uno, su cui non la pensiamo allo stesso modo.\npensiamo allo stesso modo.  Si ferm\u00f2 un attimo, di nuovo sorridendo, con gli occhi fissi sul viso di lei.\nviso di lei.  Non ti viene in mente nulla? Non ti ricordi? Harriet\nSmith.\n\nLe sue guance arrossirono a quel nome e si sent\u00ec spaventata da qualcosa,\nanche se non sapeva cosa.\n\n L'avete sentita anche voi questa mattina?  L'avete fatto, credo\ncredo, e sapete tutto.\n\n No, non l'ho fatto; non so nulla; dimmelo, per favore.\n\n Siete preparati al peggio, vedo, e molto male. Harriet\nSmith sposa Robert Martin.\n\nEmma ebbe un sussulto, che non sembrava preparato e i suoi occhi,\nsguardo impaziente, dissero: \"No, questo \u00e8 impossibile!\nchiuse.\n\n \u00c8 cos\u00ec, infatti, ha continuato Mr. Knightley; l'ho saputo da Robert\nMartin in persona. Mi ha lasciato non pi\u00f9 di mezz'ora fa.\n\nLei lo guardava ancora con il pi\u00f9 vivo stupore.\n\n Ti piace, mia Emma, quanto poco temevo. Vorrei che le nostre opinioni fossero\nuguali. Ma col tempo lo saranno. Il tempo, puoi starne certa, far\u00e0 s\u00ec che l'uno o l'altro\no l'altro di noi la penser\u00e0 diversamente; e, nel frattempo, non dobbiamo\nnon dobbiamo parlare molto dell'argomento.\n\n Mi fraintendete, mi fraintendete proprio, rispose lei, sforzandosi.\n Non \u00e8 che una tale circostanza mi renda ora infelice, ma non posso crederci.\nnon posso crederci. Mi sembra impossibile! Non potete dire che\nche Harriet Smith ha accettato Robert Martin. Non potete dire che lui\nle abbia gi\u00e0 chiesto di sposarlo di nuovo. Intendete solo dire che ne ha l'intenzione.\n\n Intendo dire che l'ha fatto, rispose Mr. Knightley, con sorridente ma decisa\ndecisione, ed \u00e8 stato accettato.\n\n Buon Dio! grid\u00f2. Bene! Poi ricorse al suo cestino da lavoro,\nper giustificare l'abbassamento del viso e nascondere tutti gli squisiti\nsentimenti di piacere e divertimento che sapeva di dover esprimere, aggiunse\nesprimere, aggiunse: \"Bene, ora ditemi tutto; rendete tutto ci\u00f2\ncomprensibile per me. Come, dove, quando? Fammi sapere tutto. Non sono mai stata\npi\u00f9 sorpreso, ma questo non mi rende infelice, ve lo assicuro. Come come\n\u00e8 stato possibile?\n\n \u00c8 una storia molto semplice. \u00c8 andato in citt\u00e0 per affari tre giorni fa,\ne gli ho chiesto di occuparsi di alcuni documenti che volevo inviare a John.\na John. Ha consegnato questi documenti a John, nel suo studio, e gli \u00e8 stato chiesto di unirsi alla loro festa la sera stessa ad Astley.\ndi John, nel suo studio, e gli \u00e8 stato chiesto di unirsi alla loro comitiva la sera stessa ad Astley.\navrebbero portato i due ragazzi pi\u00f9 grandi ad Astley.\nnostro fratello e nostra sorella, Henry, John e la signorina Smith. Il mio amico Robert\nnon pot\u00e9 resistere. Lo chiamarono per la loro strada; erano tutti estremamente\nmio fratello gli chiese di cenare con loro il giorno dopo, cosa che fece.\ne nel corso di quella visita (a quanto ho capito) trov\u00f2 l'occasione di parlare con Harriet.\noccasione di parlare con Harriet; e di certo non parl\u00f2 invano.\ninvano. Lei lo ha reso, con la sua accettazione, tanto felice quanto lui \u00e8\nmeritevole. \u00c8 sceso con la carrozza di ieri ed \u00e8 stato da me questa mattina\nmattina, subito dopo la colazione, per riferire il suo operato, prima\nsui miei affari e poi sui suoi. Questo \u00e8 tutto ci\u00f2 che posso raccontare\ndel come, del dove e del quando. La vostra amica Harriet far\u00e0 una storia molto pi\u00f9 lunga\nstoria molto pi\u00f9 lunga quando la vedrete. Vi fornir\u00e0 tutti i dettagli pi\u00f9 minuti,\nche solo il linguaggio femminile pu\u00f2 rendere interessanti. Nelle nostre comunicazioni\ntrattiamo solo di grandi cose. Tuttavia, devo dire che il cuore di Robert Martin\nRobert Martin sembrava per _lui_, e per _me_, molto traboccante; e che ha accennato, senza che fosse molto utile allo scopo, che\naccenn\u00f2, senza che ci\u00f2 fosse di grande utilit\u00e0, che quando lasciarono il loro\nAstley, mio fratello si occup\u00f2 di Mrs. John Knightley e del piccolo John.\nJohn Knightley e del piccolo John, mentre lui seguiva Miss Smith e Henry; e che a un certo punto\nche a un certo punto si trovarono in una tale ressa da mettere Miss Smith piuttosto a disagio.\n\nSi ferm\u00f2. Emma non os\u00f2 tentare una risposta immediata. Parlare, era\nera sicura che avrebbe tradito un grado di felicit\u00e0 irragionevole.\nDoveva aspettare un momento, o lui l'avrebbe presa per pazza. Il suo silenzio\nLo turb\u00f2; e dopo averla osservata per un po', aggiunse,\n\n Emma, amore mio, hai detto che questa circostanza non ti avrebbe reso infelice.\ninfelice; ma temo che ti dia pi\u00f9 dolore di quanto ti aspettassi. La sua\nsituazione \u00e8 un male, ma devi considerarla come ci\u00f2 che soddisfa il tuo amico.\namico; e ti risponder\u00f2 se penserai sempre meglio di lui, man mano che\nlo conoscete meglio. Il suo buon senso e i suoi buoni principi vi delizieranno\ndi lui. Per quanto riguarda l'uomo, non potreste desiderare che il vostro amico sia in mani\nmani migliori. Il suo rango in societ\u00e0 lo cambierei se potessi, il che \u00e8\ndire molto, te lo assicuro, Emma. Tu ridi di me a proposito di William\nLarkins; ma non potrei fare a meno di Robert Martin.\n\nVoleva che lei guardasse in alto e sorridesse; e, dopo essersi imposta di non sorridere troppo\na non sorridere troppo, lo fece allegramente rispondendo,\n\n Non dovete preoccuparvi di riconciliarmi con la partita. Penso che\nHarriet stia facendo molto bene. I suoi legami potrebbero essere peggiori dei suoi.\nsuoi. In quanto a rispettabilit\u00e0 del carattere, non c'\u00e8 dubbio che lo siano.\nlo sono. Sono stato in silenzio solo per la sorpresa, una sorpresa eccessiva. Non potete immaginare\nnon potete immaginare quanto improvvisamente mi sia arrivato addosso, quanto fossi impreparato!\nimpreparato! Perch\u00e9 avevo ragione di credere che ultimamente lei fosse pi\u00f9\ndeterminata contro di lui, molto pi\u00f9 di quanto non lo fosse prima.\n\n Lei dovrebbe conoscere meglio la sua amica, rispose Mr.\nma direi che era una ragazza di buon umore e dal cuore tenero, che non poteva essere\nmolto, molto determinata nei confronti di un giovane che le dicesse di amarla.\n\nEmma non pot\u00e9 fare a meno di ridere mentre rispondeva: \"Parola mia, credo che la conosciate\nche la conosciate bene quanto me. Ma, Mr. Knightley, siete\nperfettamente sicuro che lei l'abbia assolutamente e completamente accettato. I\nPotrei supporre che potrebbe farlo col tempo, ma pu\u00f2 gi\u00e0 farlo? Non avete\nnon lo avete frainteso? Stavate entrambi parlando di altre cose, di affari,\ndi affari, di mostre di bestiame o di nuove esercitazioni e non avete forse, nella confusione di\ntanti argomenti, non l'avete forse frainteso? Non era la mano di Harriet quella di cui era certo.\nera certo che si trattasse delle dimensioni di qualche bue famoso.\n\nIl contrasto tra il volto e l'aria di Mr.\nRobert Martin era, in quel momento, cos\u00ec forte per i sentimenti di Emma, e cos\u00ec forte era il ricordo di tutto quello che\nforte era il ricordo di tutto ci\u00f2 che era passato di recente da parte di\nHarriet, cos\u00ec fresco il suono di quelle parole, pronunciate con tanta enfasi, \"No, spero di non essere io a dovermi accontentare\".\nenfasi, \"No, spero di sapere meglio che pensare a Robert Martin\",\nche si aspettava davvero che l'informazione si rivelasse, in qualche modo\nin qualche misura, prematura. Non poteva essere altrimenti.\n\n Osate dire questo? grid\u00f2 il signor Knightley.  Osate pensare che io\nuna testa di legno cos\u00ec grande da non sapere di cosa stia parlando un uomo? Che cosa\nmeritate?\n\n Oh! Mi merito sempre il trattamento migliore, perch\u00e9 non ho mai sopportato\ne, quindi, dovete darmi una risposta chiara e diretta. \u00c8\nsei sicuro di aver compreso le condizioni in cui si trovano ora il signor Martin e Harriet?\nMartin e Harriet?\n\n Sono sicuro, rispose lui, parlando molto distintamente, che mi disse che lei lo aveva accettato.\nche lei lo aveva accettato; e che non c'era nessuna oscurit\u00e0, niente di dubbio, nelle parole che aveva usato.\ndubbio, nelle parole che ha usato; e penso di potervi dare una prova che\nche deve essere cos\u00ec. Mi chiese la mia opinione su cosa avrebbe dovuto fare ora. Non conosceva\nGoddard a cui rivolgersi per avere informazioni sui suoi parenti o amici.\nparenti o amici di lei. Non potevo dire nulla di pi\u00f9 adatto a essere\nda fare che andare dalla signora Goddard? Gli assicurai che non potevo. Allora,\ndisse che avrebbe cercato di vederla nel corso della giornata.\n\n Sono perfettamente soddisfatta, rispose Emma, con il pi\u00f9 luminoso dei sorrisi,\n e auguro loro di cuore di essere felici.\n\n Lei \u00e8 materialmente cambiato da quando abbiamo parlato di questo argomento.\n\n Lo spero, perch\u00e9 all'epoca ero uno sciocco.\n\n E anch'io sono cambiata, perch\u00e9 ora sono molto disposta a concedervi tutte le qualit\u00e0 di Harriet.\nHarriet. Mi sono preoccupata per voi e per Robert Martin (che ho sempre avuto ragione di credere\nper il bene di Robert Martin, (che ho sempre avuto motivo di credere innamorato di lei come\ninnamorato di lei come non mai) di fare conoscenza con lei. Ho\nparlato spesso con lei. Avrete visto che l'ho fatto.\nA volte, in effetti, ho pensato che tu sospettassi che io\ndi perorare la causa della povera Martin, cosa che non \u00e8 mai avvenuta; ma, da tutte le mie osservazioni, sono convinto\nmie osservazioni, sono convinta che si tratti di una ragazza amabile e senza arte n\u00e9 parte,\ncon idee molto buone, principi molto seriamente buoni e che ripone la sua felicit\u00e0\nla sua felicit\u00e0 negli affetti e nell'utilit\u00e0 della vita domestica. Molto di questo,\ndi questo, non ho dubbi, vi ringrazier\u00e0.\n\n Io! grid\u00f2 Emma, scuotendo la testa. Ah! Povera Harriet!\n\nSi controll\u00f2, tuttavia, e si sottomise tranquillamente a un po' pi\u00f9 di\nelogi pi\u00f9 di quanto meritasse.\n\nLa loro conversazione fu chiusa poco dopo dall'ingresso del padre di lei.\npadre. Lei non era dispiaciuta. Voleva stare da sola. La sua mente era in uno stato\nstato di agitazione e meraviglia, che le rendeva impossibile essere\nraccolta. Era in vena di ballare, cantare, esclamare; e fino a quando\nfinch\u00e9 non si fosse mossa, non avesse parlato da sola, non avesse riso e riflettuto,\nnon era in grado di fare nulla di razionale.\n\nSuo padre doveva annunciare che James era uscito per mettere a posto i cavalli.\ncavalli, in vista del loro viaggio quotidiano verso Randalls; e lei aveva, quindi, una scusa immediata per sparire.\naveva, quindi, una scusa immediata per sparire.\n\nSi pu\u00f2 immaginare la gioia, la gratitudine, la squisita delizia delle sue sensazioni.\nimmaginare. L'unica lamentela e lega cos\u00ec rimossa nella prospettiva del benessere di Harriet\nHarriet, rischiava davvero di diventare troppo felice per la sicurezza.\nsicurezza. Che cosa doveva desiderare? Nulla, se non diventare pi\u00f9 degna di\nlui, le cui intenzioni e il cui giudizio erano sempre stati cos\u00ec superiori ai suoi.\nsue. Nulla, se non che le lezioni della sua follia passata le insegnassero\numilt\u00e0 e circospezione in futuro.\n\nEra seria, molto seria nella sua gratitudine e nei suoi propositi.\ne nei suoi propositi; eppure non si poteva evitare una risata, a volte, nel\nproprio nel bel mezzo di esse. Doveva ridere di una tale chiusura! Una tale fine della\ntriste delusione di cinque settimane prima! Che cuore, che Harriet!\n\nOra ci sarebbe stato piacere nel suo ritorno Ogni cosa sarebbe stata un\npiacere. Sarebbe un grande piacere conoscere Robert Martin.\n\nAl primo posto tra le sue felicit\u00e0 pi\u00f9 serie e sentite c'era la riflessione che\nriflessione che tutta la necessit\u00e0 di nascondersi da Mr.\npresto finita. Il travestimento, l'equivoco, il mistero, cos\u00ec odioso per lei da\npraticare, sarebbero presto finiti. Poteva ora guardare avanti e dargli quella\nquella piena e perfetta confidenza che la sua indole era pronta ad accogliere\nad accogliere come un dovere.\n\nCon l'animo pi\u00f9 allegro e felice, si mise al fianco del padre; non sempre ascoltando, ma sempre concordando con lui.\nnon sempre ascoltando, ma sempre acconsentendo a ci\u00f2 che diceva e, sia in\ncon la comoda persuasione che fosse obbligato ad andare a Randalls ogni giorno, altrimenti la povera Mrs.\ndi essere obbligato ad andare a Randalls ogni giorno, altrimenti la povera Mrs. Weston sarebbe stata\ndelusa.\n\nArrivarono. Mrs. Weston era da sola in salotto: ma non era stato detto loro del bambino e Mr.\ndel bambino e Mr. Woodhouse aveva ricevuto i ringraziamenti per essere venuto, che aveva chiesto\nper essere venuto, che aveva richiesto, quando si intravidero attraverso la\nattraverso la persiana, due figure che passavano vicino alla finestra.\n\n Sono Frank e Miss Fairfax, disse Mrs. Weston.  Stavo giusto per\nraccontarvi la nostra piacevole sorpresa nel vederlo arrivare questa mattina.\nSi fermer\u00e0 fino a domani e Miss Fairfax \u00e8 stata convinta a passare la giornata con noi.\nla giornata con noi. Stanno arrivando, spero.\n\nIn mezzo minuto furono nella stanza. Emma era estremamente felice di vederlo\nma c'era un certo grado di confusione, una serie di imbarazzanti\nricordi imbarazzanti da entrambe le parti. Si incontrarono prontamente e sorridendo, ma con una\nconsapevolezza che all'inizio permetteva di dire poco; e dopo essersi tutti\nseduti di nuovo, ci fu per qualche tempo un tale vuoto nel cerchio,\nche Emma cominci\u00f2 a dubitare che il desiderio ora assecondato, che aveva sentito a lungo, di vedere Frank Churchill\ndi rivedere Frank Churchill e di vederlo con Jane, avrebbe prodotto la sua parte di piacere.\nJane, avrebbe prodotto la sua parte di piacere. Quando Mr. Weston si un\u00ec alla\nWeston si un\u00ec alla festa, tuttavia, e quando il bambino fu portato via, non c'era pi\u00f9\ndi soggetto o di animazione o di coraggio e opportunit\u00e0 per Frank Churchill di avvicinarsi a lei e dire\nChurchill si avvicin\u00f2 a lei e le disse,\n\n Devo ringraziarla, Miss Woodhouse, per un messaggio di perdono molto gentile\nin una delle lettere della signora Weston. Spero che il tempo non vi abbia reso meno\ndisposta a perdonare. Spero che non ritrattiate ci\u00f2 che avete detto allora.\n\n No, infatti, esclam\u00f2 Emma, felicissima di cominciare, per niente. Sono\nparticolarmente felice di vedervi e di stringervi la mano e di darvi gioia\ndi persona.\n\nLa ringrazi\u00f2 con tutto il cuore e continu\u00f2 per qualche tempo a parlare\ncon serio sentimento della sua gratitudine e felicit\u00e0.\n\n Non ha un bell'aspetto? disse lui, volgendo lo sguardo verso Jane.\n Meglio di come era solita fare? Vedete come mio padre e Mrs. Weston\nsi occupano di lei.\n\nMa il suo spirito si rialz\u00f2 presto e con gli occhi ridenti, dopo aver accennato all'atteso ritorno dei Campbell, fece il nome dei Campbell.\ndopo aver accennato all'atteso ritorno dei Campbell, fece il nome di\nDixon. Emma arross\u00ec e proib\u00ec che fosse pronunciato in sua presenza.\n\n Non riesco mai a pensarci, grid\u00f2, senza estrema vergogna.\n\n La vergogna, rispose, \u00e8 tutta mia, o dovrebbe esserlo. Ma \u00e8 possibile\npossibile che non abbiate avuto alcun sospetto? Intendo dire negli ultimi tempi. All'inizio, lo so, non\nnon ne avevi.\n\n Non ho mai avuto il pi\u00f9 piccolo, ve lo assicuro.\n\n Sembra davvero meraviglioso. Una volta c'ero molto vicino e avrei voluto che fosse stato\nsarebbe stato meglio. Ma anche se facevo sempre cose sbagliate,\nerano cose sbagliate molto brutte e tali da non rendermi alcun servizio. Sarebbe\nsarebbe stata una trasgressione molto migliore se avessi rotto il vincolo del\nsegreto e vi avessi detto tutto.\n\n Ora non vale la pena di rimpiangere, disse Emma.\n\n Ho qualche speranza, riprese, che mio zio si convinca a fare una visita a Randalls.\nvisita a Randalls; vuole essere presentato a lei. Quando i Campbell\ntorneranno, li incontreremo a Londra e continueremo l\u00ec, spero, finch\u00e9 non\nfinch\u00e9 non potremo portarla a nord. Ma ora che sono a una tale distanza\ndistanza da lei, non \u00e8 difficile, Miss Woodhouse? Fino a questa mattina, non ci siamo\nnon ci siamo incontrate una volta dal giorno della riconciliazione. Non avete piet\u00e0 di me?\n\nEmma gli parl\u00f2 della sua piet\u00e0 in modo cos\u00ec gentile, che con un improvviso accesso di pensiero gay\npensiero, egli grid\u00f2,\n\n Ah! A proposito, abbassando la voce e assumendo un'aria pudica per il momento, spero che Mr.\nSpero che Mr. Knightley stia bene?  Fece una pausa. Lei si color\u00f2 e\nrise. So che avete visto la mia lettera e penso che ricorderete il mio augurio\nin vostro favore. Permettetemi di ricambiare le vostre congratulazioni. Vi assicuro che ho appreso la notizia\nvi assicuro che ho appreso la notizia con il pi\u00f9 vivo interesse e soddisfazione. \u00c8 un\nuomo che non posso permettermi di elogiare.\n\nEmma era felicissima e voleva solo che lui continuasse con lo stesso stile; ma la mente di lui era un attimo dopo concentrata sulle sue preoccupazioni e sulla sua Jane.\nla sua mente era un attimo dopo concentrata sulle sue preoccupazioni e sulla sua Jane,\ne le sue parole successive furono,\n\n Avete mai visto una pelle del genere, cos\u00ec liscia, cos\u00ec delicata, eppure\nsenza essere veramente chiara. Non si pu\u00f2 dire che sia chiara. \u00c8 una carnagione\ncarnagione insolita, con le sue ciglia e i suoi capelli scuri.\nuna carnagione che si distingue! \u00c8 una carnagione cos\u00ec particolare per la donna. Solo colore\nsufficiente per la bellezza.\n\n Ho sempre ammirato la sua carnagione, rispose Emma, con tono arcigno; ma non ricordo forse quando\nnon ricordo quando la rimproveravate per il suo pallore?\npallida? Quando abbiamo iniziato a parlare di lei. L'avete dimenticato?\n\n Oh! no, che cane impudente sono stato! Come ho potuto osare\n\nMa lui rise cos\u00ec di cuore al ricordo, che Emma non pot\u00e9 fare a meno di dire\ndire,\n\n Ho il sospetto che in quel periodo, nel bel mezzo delle sue perplessit\u00e0, si sia divertito molto a\nsi sia divertito molto a ingannare tutti noi. Ne sono certo. Sono\nsono sicuro che sia stata una consolazione per lei.\n\n Oh! No, no, no, come potete sospettare di una cosa del genere? Ero il pi\u00f9\nmiserabile disgraziato!\n\n Non cos\u00ec miserabile da essere insensibile all'allegria. Sono sicuro che era\nuna fonte di grande divertimento per voi, sentire che ci stavate prendendo\ntutti. Forse sono io il pi\u00f9 pronto a sospettare, perch\u00e9, a dire la verit\u00e0\nverit\u00e0, credo che avrei potuto divertirmi anch'io nella stessa situazione.\nsituazione. Credo che ci sia un po' di somiglianza tra noi.\n\nSi \u00e8 inchinato.\n\n Se non nelle nostre disposizioni, aggiunse subito dopo, con uno sguardo di vera\nsensibilit\u00e0, c'\u00e8 una somiglianza nel nostro destino; quel destino che\ndestino che ci permette di collegarci a due personaggi tanto superiori ai nostri.\nsuperiore al nostro.\n\n Vero, vero, rispose lui, con calore.  No, non \u00e8 vero da parte vostra. Non potete\nnon pu\u00f2 avere un superiore, ma \u00e8 molto vero da parte mia. \u00c8 un angelo completo. Guardatela\nguardatela. Non \u00e8 un angelo in ogni suo gesto? Osservate il giro della sua\ngola. Osservate i suoi occhi, mentre guarda mio padre. Sarete\nsarete contenti di sapere (inclinando la testa e sussurrando seriamente) che mio\nzio intende regalarle tutti i gioielli di mia zia. Saranno nuovi. I\nsono decisa ad averne alcuni come ornamento per la testa. Non sar\u00e0 forse\nnon saranno bellissimi tra i suoi capelli scuri?\n\n Molto bella, davvero, rispose Emma; e parl\u00f2 in modo cos\u00ec gentile che\nche lui scoppi\u00f2 a piangere con gratitudine,\n\n Come sono felice di rivedervi e di vedervi in un aspetto cos\u00ec eccellente!\naspetto! Non avrei perso questo incontro per nulla al mondo. Avrei\ndi certo avrei fatto visita a Hartfield, se non foste venuta.\n\nGli altri avevano parlato del bambino, Mrs. Weston aveva raccontato di un piccolo allarme\ndi un piccolo allarme che aveva avuto la sera prima a causa del\nbambino che non sembrava stare bene. Credeva di essere stata sciocca,\nma la cosa l'aveva allarmata ed era stata sul punto di mandare a chiamare Mr.\nmandare a chiamare il signor Perry. Forse avrebbe dovuto vergognarsi, ma il signor Weston\nWeston si era sentito a disagio quasi quanto lei. In dieci minuti, tuttavia, il\nbambino era tornato a stare perfettamente bene. Questa era la sua storia; e\nparticolarmente interessante per Mr. Woodhouse, che la lod\u00f2 molto per aver pensato di\nmolto per aver pensato di mandare a chiamare Perry, e si rammaricava solo che\nche non l'avesse fatto.  Avrebbe sempre dovuto mandare a chiamare Perry, se la bambina\nse il bambino appariva minimamente disordinato, anche se solo per un momento.\nNon poteva allarmarsi troppo presto, n\u00e9 mandare Perry troppo spesso. Era\npeccato, forse, che non fosse venuto ieri sera, perch\u00e9, anche se la bambina sembrava\nsembrava stare bene ora, anzi benissimo, probabilmente sarebbe stato\nmeglio se Perry l'avesse visto.\n\nFrank Churchill ha colto il nome.\n\n Perry! disse a Emma, cercando, mentre parlava, di catturare lo sguardo della signorina Fairfax.\nFairfax.  Il mio amico Mr. Perry! Cosa dicono di Mr.\nPerry? \u00c8 stato qui stamattina? E come viaggia ora? Ha\nha sistemato la sua carrozza?\n\nEmma si ricord\u00f2 subito di lui e lo cap\u00ec; e mentre si univa alla risata, era evidente dal volto di Jane che anche lei era veramente\nrisata, era evidente dal volto di Jane che anche lei lo stava davvero\nche anche lei lo sentiva davvero, anche se cercava di sembrare sorda.\n\n Un mio sogno cos\u00ec straordinario! grid\u00f2.  Non riesco mai a pensarci\nsenza ridere. Ci sente, ci sente, Miss Woodhouse. Lo vedo\nnella sua guancia, nel suo sorriso, nel suo vano tentativo di aggrottare le sopracciglia. Guardatela. Non vedete\nNon vedete che, in questo momento, il passaggio della sua stessa lettera,\nche mi ha inviato il rapporto, le sta passando sotto gli occhi.\nche l'intera gaffe \u00e8 davanti a lei e che non riesce a pensare ad altro,\npur fingendo di ascoltare gli altri?\n\nJane fu costretta a sorridere completamente, per un momento; e il sorriso in parte rimase quando si volt\u00f2 verso di lui e disse, in modo consapevole, basso ma\nsorriso rimase quando si volt\u00f2 verso di lui e disse, con voce consapevole, bassa ma ferma\nvoce ferma,\n\n Mi stupisce che tu possa sopportare tali ricordi! Essi _saranno_\na volte si intromettono, ma come riuscite a corteggiarli!\n\nLui ebbe molto da dire in cambio, e in modo molto divertente; ma i sentimenti di Emma erano principalmente per Jane, nella discussione.\nI sentimenti di Emma erano principalmente rivolti a Jane, nella discussione; e quando lasci\u00f2 Randalls, e cadde naturalmente in un confronto tra i due uomini.\nRandalls e cadendo naturalmente in un confronto tra i due uomini, sent\u00ec che\nsent\u00ec che, per quanto fosse stata contenta di vedere Frank Churchill e per quanto lo considerasse\ndi Frank Churchill, e di considerarlo davvero come un amico, non era mai stata pi\u00f9\ndi Mr. Knightley di un'elevata superiorit\u00e0 di carattere. La\nfelicit\u00e0 di questo giorno felicissimo, ricevette il suo completamento nella\ncontemplazione animata del suo valore che questo confronto produceva.\n\n\n\n\nCAPITOLO XIX\n\n\nSe Emma provava ancora, a intervalli, un sentimento di angoscia per Harriet, un\nun dubbio momentaneo che fosse possibile per lei essere davvero guarita dal suo\nKnightley, e fosse davvero in grado di accettare un altro uomo per\nun altro uomo per inclinazione imparziale, non dovette soffrire a lungo per il ripetersi di tale\nincertezza. Pochi giorni portarono la festa da Londra\nda Londra e non appena ebbe l'opportunit\u00e0 di stare un'ora da sola con Harriet\nHarriet da sola, quando fu perfettamente convinta che Robert Martin\nche Robert Martin avesse soppiantato Mr. Knightley,\ne che ora stava formando tutte le sue idee di felicit\u00e0.\n\nHarriet era un po' angosciata, all'inizio sembrava un po' sciocca, ma\nuna volta ammesso di essere stata presuntuosa e sciocca e di essersi\ningannata, il suo dolore e la sua confusione sembravano svanire con le parole\nparole, lasciandola senza alcun riguardo per il passato e con la pi\u00f9 completa esultanza per il presente.\nesultanza per il presente e il futuro; infatti, per quanto riguarda l'approvazione della sua amica, Emma aveva immediatamente\nEmma aveva immediatamente eliminato ogni timore in tal senso, incontrandola con le pi\u00f9\ndi quella natura, accogliendola con le pi\u00f9 incondizionate congratulazioni. Harriet fu molto\nHarriet era felicissima di raccontare ogni particolare della serata da Astley e della cena del giorno dopo.\ncena del giorno dopo; poteva soffermarsi su tutto con il massimo piacere.\nMa cosa spiegavano questi particolari? Il fatto era, come Emma poteva ora riconoscere\nriconoscere, che ad Harriet era sempre piaciuto Robert Martin; e che il suo\ncontinuare ad amarla era stato irresistibile. Al di l\u00e0 di questo, doveva sempre\nessere incomprensibile per Emma.\n\nL'evento, tuttavia, era molto gioioso e ogni giorno le dava nuovi motivi per pensarlo.\nmotivi per pensarlo. La discendenza di Harriet divenne nota. Si dimostr\u00f2 che era\nfiglia di un commerciante, sufficientemente ricco da permetterle il mantenimento\ndi un commerciante, abbastanza ricco da permetterle il mantenimento confortevole che era sempre stato il suo, e abbastanza rispettabile da\ne abbastanza rispettabile da aver sempre desiderato di essere nascosta. Tale era il sangue della nobilt\u00e0\nche in passato Emma era stata cos\u00ec pronta a garantire! Era probabile che fosse\nsangue di molti gentiluomini, ma quale legame si stava preparando per la sua famiglia?\nlegame si stava preparando per Mr. Knightley o per i Churchill o persino per Mr.\nChurchill o addirittura per Mr. Elton! La macchia dell'illegittimit\u00e0, non sbiancata dalla nobilt\u00e0 o dalla ricchezza, avrebbe\ndalla nobilt\u00e0 o dalla ricchezza, sarebbe stata davvero una macchia.\n\nDa parte del padre non fu sollevata alcuna obiezione; il giovane fu trattato con\nIl giovane fu trattato con generosit\u00e0, era tutto come doveva essere.\nRobert Martin, che ora era stato introdotto a Hartfield, riconobbe pienamente in lui tutte le\ndi senso e di valore che poteva essere il pi\u00f9 giusto per la sua piccola amica.\nche poteva essere il pi\u00f9 giusto per la sua piccola amica. Non aveva dubbi sulla felicit\u00e0 di Harriet\ndi Harriet con qualsiasi uomo di buon carattere; ma con lui, e nella casa che offriva, ci sarebbe stata la speranza\ncon lui, e nella casa che offriva, ci sarebbe stata la speranza di qualcosa di pi\u00f9, di sicurezza, stabilit\u00e0 e miglioramento.\nmiglioramento. Sarebbe stata messa in mezzo a coloro che la amavano,\ne che avevano pi\u00f9 buon senso di lei; sufficientemente ritirata per essere sicura e\noccupata a sufficienza per essere allegra. Non sarebbe mai stata indotta in tentazione\ntentazione, n\u00e9 lasciare che la scopra. Sarebbe stata rispettabile\ne felice; ed Emma ammise che era la creatura pi\u00f9 fortunata del mondo\ndel mondo, per aver creato un affetto cos\u00ec stabile e perseverante in un uomo del genere.\nuomo; o, se non proprio la pi\u00f9 fortunata, di aver ceduto solo a se stessa.\n\nHarriet, necessariamente allontanata dai suoi impegni con i Martin,\nsempre meno ad Hartfield; il che non era da rimpiangere. L'intimit\u00e0\ntra lei ed Emma doveva diminuire; la loro amicizia doveva cambiare\namicizia doveva trasformarsi in una sorta di benevolenza pi\u00f9 pacata; e, fortunatamente, ci\u00f2 che doveva essere e deve essere\ne deve essere, sembrava gi\u00e0 iniziato, e nel modo pi\u00f9 graduale e naturale possibile.\nnaturale.\n\nPrima della fine di settembre, Emma accompagn\u00f2 Harriet in chiesa e vide che la sua mano era stata data a Robert Martin\nla sua mano a Robert Martin con una soddisfazione cos\u00ec completa, che\nnessun ricordo, anche se legato a Mr. Elton mentre era di fronte a loro,\npotrebbero compromettere. Forse, in effetti, in quel momento non vedeva quasi Mr. Elton,\nse non come l'ecclesiastico la cui benedizione all'altare sarebbe potuta ricadere su di lei.\nlei stessa. Robert Martin e Harriet Smith, l'ultima coppia di fidanzati dei tre, furono i primi ad essere\ndei tre, furono i primi a sposarsi.\n\nJane Fairfax aveva gi\u00e0 lasciato Highbury ed era tornata alle comodit\u00e0 della sua amata casa con i Campbell.\ncomodit\u00e0 della sua amata casa con i Campbell. Anche i Mr. Churchill\nerano anch'essi in citt\u00e0 e aspettavano solo novembre.\n\nIl mese intermedio era quello fissato, per quanto possibile, da Emma e Mr.\nEmma e Mr. Knightley. Avevano deciso che il loro matrimonio doveva\nmatrimonio mentre John e Isabella erano ancora a Hartfield, per consentire loro di\nper consentire loro di assentarsi per quindici giorni per un tour al mare, che era il piano.\nil piano. John e Isabella, e tutti gli altri amici, erano d'accordo nell'approvarlo.\napprovavano. Ma Mr. Woodhouse come poteva essere indotto ad acconsentire?\nlui, che non aveva mai accennato al loro matrimonio se non come a un evento\nevento lontano.\n\nQuando \u00e8 stato ascoltato per la prima volta sull'argomento, era cos\u00ec infelice che erano\nquasi senza speranza. Una seconda allusione, in effetti, gli procur\u00f2 meno dolore. Cominci\u00f2 a pensare\na pensare che sarebbe stato cos\u00ec e che non avrebbe potuto impedirlo.\nun passo molto promettente della mente sulla via della rassegnazione. Tuttavia, non era ancora\nfelice. Anzi, appariva cos\u00ec diverso che il coraggio della figlia venne meno.\nfiglia venne meno. Non poteva sopportare di vederlo soffrire, di sapere che si credeva trascurato.\ntrascurato; e anche se la sua comprensione era quasi d'accordo con\ndi entrambi i signori Knightley, che una volta terminato l'evento, la sua angoscia si sarebbe presto risolta.\nche una volta terminato l'evento, anche la sua angoscia sarebbe stata presto superata, esitava e non riusciva a\nprocedere.\n\nIn questo stato di suspense furono accolti, non da un'improvvisa illuminazione della mente di Mr.\nilluminazione della mente del signor Woodhouse o da un meraviglioso cambiamento del suo sistema nervoso.\nsistema nervoso, ma dal funzionamento dello stesso sistema in un altro modo.\nmodo. Una notte il pollaio della signora Weston fu derubato di tutti i suoi tacchini.\ntacchini, evidentemente grazie all'ingegno dell'uomo. Anche altri pollai nelle vicinanze hanno sofferto.\ndintorni hanno sofferto. I furti sono diventati furti in casa, come temeva Mr.\nWoodhouse temeva. Era molto inquieto e, se non fosse stato per il senso di protezione del genero, avrebbe\nprotezione del genero, sarebbe stato miseramente in allarme ogni\nnotte della sua vita. La forza, la risoluzione e la presenza di spirito dei Mr.\ndei signori Knightley, gli imponevano la massima fiducia. Mentre uno dei due\ndi loro proteggeva lui e i suoi, Hartfield era al sicuro. Ma il signor John Knightley\ndoveva essere di nuovo a Londra entro la fine della prima settimana di novembre.\n\nIl risultato di questa angoscia fu che, con un consenso molto pi\u00f9 volontario,\nconsenso molto pi\u00f9 volontario e allegro di quello che la figlia aveva mai\ndi quanto la figlia avesse mai sperato in quel momento, fu in grado di fissare il giorno del suo matrimonio e Mr.\nElton fu chiamato, nel giro di un mese dal matrimonio dei coniugi Robert Martin, a unirsi\nMr. Knightley e Miss Woodhouse.\n\nIl matrimonio \u00e8 stato molto simile ad altri matrimoni, in cui le parti non hanno\nnon hanno alcun gusto per i fronzoli o per le sfilate; e Mrs. Elton, dai dettagli\ndettagliati dal marito, pensava che fosse tutto estremamente trasandato e molto\ninferiore al suo. Pochissimo raso bianco, pochissimi veli di pizzo; un'attivit\u00e0 davvero pietosa!\nun'attivit\u00e0 pietosa! Selina rimaneva a bocca aperta quando ne sentiva parlare. Ma,\nnonostante queste carenze, i desideri, le speranze, la fiducia,\nle previsioni della piccola schiera di veri amici che hanno assistito alla cerimonia\ncerimonia, trovarono piena risposta nella perfetta felicit\u00e0 dell'unione.\n\nFINITURA"},{"titolo":"Lady Susan","autore":"Jane Austen","categoria":"Romanzo","contenuto":"Capitolo I. Un'alleanza triangolare.\n\n\n     'Edina, sede cara alla Scozia!\n      Tutti salutano i tuoi palazzi e le tue torri!\".\n\n\nEdimburgo, aprile 189-.\n\n22 Breadalbane Terrace.\n\nAbbiamo gi\u00e0 viaggiato insieme, Salemina, Francesca e io, e conosciamo il peggio che c'\u00e8 da sapere l'una dell'altra.\nconosciamo il peggio che c'\u00e8 da sapere l'una dell'altra. Dopo aver raggiunto questo punto\nraggiunto, \u00e8 come se fosse avvenuto un matrimonio triangolare,\ne, finita comodamente la luna di miele, ci si muove in modo del tutto\namichevole. Non uso parole pi\u00f9 calde di \"amichevole\" perch\u00e9, in primo luogo, le pi\u00f9 alte maree di\nperch\u00e9, in primo luogo, le pi\u00f9 alte maree del sentimento non visitano le coste di\nalleanze triangolari; e perch\u00e9, in secondo luogo, \"amichevole\" \u00e8 una parola capace di\nparola in grado di far arrossire molte altre pi\u00f9 appassionate e\npi\u00f9 appassionata e affettuosa.\n\nTutti conoscono le nostre esperienze in Inghilterra, perch\u00e9 abbiamo scritto un volume di lettere che\ndi lettere a riguardo, che furono ampiamente diffuse tra i nostri amici di allora e lette ad alta voce sotto i lumi della sera.\namici dell'epoca e lette ad alta voce sotto le lampade della sera nelle\ncitt\u00e0 in cui risiedevamo.\n\nDa allora sono avvenuti pochi cambiamenti eclatanti nella nostra storia.\n\nSalemina torn\u00f2 a Boston per l'inverno e scopr\u00ec, con suo grande stupore,\nche per quaranta e passa anni l'aveva piuttosto sopravvalutata.\n\nArrivata a New York, Francesca scopr\u00ec che il giovane avvocato a cui per sei mesi aveva consigliato di sposare\nper sei mesi le aveva consigliato di sposare qualcuno pi\u00f9 degno di lei.\nlei, stava finalmente per farlo. Questo fu un po' uno shock, perch\u00e9\nuno shock, perch\u00e9 Francesca aveva l'abitudine, fin dall'et\u00e0 di\ndiciassette anni, di dare consigli simili ai suoi amanti, e fino a quel momento nessuno di loro li aveva mai seguiti.\nnessuno di loro l'aveva mai seguito. Ha quindi avuto la speranza non innaturale\nsperanza, credo, di organizzare, una volta o l'altra, tutti questi\ndelusi e fedeli in una confraternita celibataria e, forse, di passare per l'interessante monastero\nforse di passare con il marito davanti all'interessante monastero e di\ne di richiamare modestamente la sua attenzione sul fatto che questi poveri monaci\ndi vita arida con atti di piet\u00e0, cercando di ricordarsi del loro\nCreatore con una tale assiduit\u00e0 che, col tempo, avrebbero potuto dimenticarla.\n\nIl suo dispiacere era ancora pi\u00f9 forte per aver perso quest'ultimo aspirante alla sua mano\nperch\u00e9 si era quasi persuasa di essere affezionata a lui quanto\ndi chiunque altro e che, nel complesso, avrebbe fatto meglio a\nsposarlo e salvargli la vita e la ragione.\n\nFortunatamente non mi aveva comunicato questo barlume di speranza per lettera,\nsuppongo, che avrebbe voluto vedere di persona la luce della gioia\ndi gioia che irrompeva sulla sua pallida guancia. La scena sarebbe stata piuttosto\nma nel frattempo il Verme si era voltato e aveva spedito una lettera al\nlettera alla Majestic alla stazione di quarantena, dicendole che aveva trovato una\naveva trovato una sposa meno riluttante nella persona della sua amica intima\nRosa Van Brunt; e cos\u00ec il sogno di Francesca di dovere e sacrificio era\ndi dovere e di sacrificio di Francesca era finito.\n\nSalemina dice di essere stata un po' costretta per una settimana e un po' cinica per quindici giorni.\ncinico per quindici giorni, ma che in seguito il suo spirito \u00e8 salito a spirali sempre\nspirali ascendenti fino a raggiungere vette impossibili, dove da allora sono rimaste.\nDa tutto ci\u00f2 si evince che, bench\u00e9 fosse entusiasta di essere stata presa in parola, il suo cuore non era\nparola, il suo cuore non fu minimamente danneggiato. Non \u00e8 mai stato una di quelle\ndi quelle cose fragili che devono essere avvolte nel cotone e conservate\ndal minimo colpo: il cuore di Francesca. \u00c8 fatto di un eccellente\nmateriale robusto e duraturo, e spesso le dico che con la cura che ne ha\ne la moderata sollecitazione a cui \u00e8 sottoposto, dovrebbe essere come nuovo tra\ncome nuovo tra cento anni.\n\nPer quanto mi riguarda, la scena della mia storia d'amore si svolge in America e in Inghilterra, e non ha nulla a che fare con Edimburgo.\nInghilterra e non ha nulla a che fare con Edimburgo. \u00c8 tutt'altro che finito;\nanzi, spero che sar\u00e0 il serial pi\u00f9 lungo che si ricordi, uno di quei\nstorie affascinanti che crescono di interesse man mano che si dipana un capitolo dopo l'altro,\nche crescono di interesse man mano che si dipana un capitolo dopo l'altro, fino a quando alla fine si ha la sensazione di non potersi mai separare da quella deliziosa\npersone.\n\nIn questo momento dovrei essere la signora William Beresford, una giovane e rispettabile matrona che dipingeva\nrispettabile giovane matrona che dipingeva quadri piuttosto belli ai tempi della sua\nzitella, quando era la Penelope Hamilton della grande classe operaia americana.\nclasse operaia americana, Unlimited; ma la pericolosa malattia della signora Beresford prima\ne poi la sua morte, hanno tenuto il mio caro ragazzo prigioniero a Cannes,\nil suo cuore tristemente combattuto tra l'amore e il dovere verso sua madre e il desiderio di stare con me.\nsuo desiderio di stare con me. Ora la separazione \u00e8 virtualmente finita e noi due,\nnon abbiamo mai avuto una madre o un padre tra di noi, quindi non dovremo aspettare\nmesi prima di iniziare a confortarci a vicenda sul serio.\n\nNel frattempo Salemina e Francesca mi hanno convinto a unirmi alle loro forze,\ne il signor Beresford ci seguir\u00e0 in Scozia tra qualche settimana, quando\nquando ci saremo stabiliti nel paese.\n\nSiamo felicissime di essere di nuovo insieme, noi tre donne. Come ho detto\ncome ho detto prima, conosciamo il peggio l'una dell'altra, e il futuro non ci riserva terrori.\nAbbiamo imparato, per esempio, che...\n\nFrancesca non gradisce che si parta presto la mattina. Salemina si rifiuta di\narrivare in ritardo da nessuna parte. Penelope preferisce restare indietro e seguirla il giorno dopo.\ngiorno successivo.\n\nFrancesca si rifiuta di viaggiare in terza classe. Anche Salemina, ma lo far\u00e0\nse sollecitata.\n\nPenelope odia le quattro ruote. Salemina \u00e8 nervosa in una carrozza.\nFrancesca preferisce un barouche o un landau.\n\nA Salemina piace il fuoco fisso nella griglia. Penelope apre la finestra e si\ne si fa un bel ventaglio.\n\nSalemina \u00e8 propensa a spedizioni istruttive e proficue. Francesca\nama le processioni e le visite turistiche. Penelope le aborrisce tutte allo stesso modo.\n\nSalemina ama la storia. Francesca ama la narrativa. Penelope adora la poesia\ne detesta i fatti.\n\nA Penelope piacciono le colazioni sostanziose. Francesca non ama la vista del\ncibo al mattino.\n\nPer quanto riguarda la colazione, quando abbiamo il tempo di affermare i nostri gusti individuali, Salemina preferisce il t\u00e8, Francesca il cacao e io il caff\u00e8.\nSalemina preferisce il t\u00e8, Francesca il cacao e io il caff\u00e8.\nNon ci viene mai servita una pentola grande e comoda, ma ci troviamo di fronte a una carovana di brocche d'argento.\ndi qualsiasi cosa, ma ci troviamo di fronte a una carovana di brocche d'argento,\nbrocche d'argento, brocche di porcellana, ciotole di zucchero duro e morbido, latte caldo, latte freddo, acqua calda e panna.\nacqua calda e panna, mentre ognuna, in cuor suo, vorrebbe che le altre due\nmeno esigenti in fatto di dieta e bevande.\n\nQuesto non sembra promettente, ma nella pratica funziona perfettamente\ncon l'esercizio di un po' di flessibilit\u00e0.\n\nMentre ci lasciavamo alle spalle la cara vecchia Dovermarle Street e lo Smith's Private Hotel,\ne andavamo alla stazione per prendere il Flying Scotsman, ci siamo abbandonati a\ndi ricordi sulle gioie del viaggio che avevamo assaporato insieme in passato\nin passato, e parlavamo con viva aspettativa delle nuove esperienze che ci\nche ci aspettavano nella terra dell'erica.\n\nMentre Salemina and\u00f2 ad acquistare i tre biglietti di prima classe, io\ndi controllare i facchini mentre disponevano i nostri bagagli nel furgone, e nel fare questo\ne cos\u00ec facendo il mio sguardo si \u00e8 posato su una carrozza di terza classe che era, per\nuna carrozza di terza classe che, per la meraviglia, era pulita, confortevole e libera. Confrontandola frettolosamente con\ncon lo scompartimento di prima classe occupato da Francesca, scoprii che differiva\nche si differenziava solo per l'assenza di moquette sul pavimento e per un numero minore di\ndi bottoni nella tappezzeria. Questo era davvero straziante quando la\ndifferenza di prezzo per tre persone sarebbe stata di almeno venti dollari.\nChe bella somma da mettere da parte per i giorni di pioggia!\nche sia chiaro, che bella somma da mettere da parte e da spendere al primo giorno di pioggia!\ngiorno di pioggia, perch\u00e9 questo \u00e8 il modo in cui interpretiamo sempre l'espressione.\n\nQuando Salemina torn\u00f2 con i biglietti, mi trov\u00f2, come al solito,\nlamentando la nostra stravaganza.\n\nFrancesca scese all'improvviso dalla sua postazione e, strappando i biglietti alla duchessa, esclam\u00f2: \"So che posso salvare il paese e che posso farlo con la mia famiglia\".\ndalla sua duchessa, esclam\u00f2: \"So che posso salvare il Paese, e so che nessun altro pu\u00f2 farlo!\nso che nessun altro pu\u00f2 farlo!\", come disse William Pitt al Duca di Devonshire.\nNe ho abbastanza di questa discussione. Per sei mesi dell'anno scorso abbiamo\nabbiamo discusso di viaggiare in terza classe e abbiamo continuato a viaggiare in prima. Salire\nin quella carrozza di terza classe, pulita, dai sedili rigidi e mal imbottiti.\nimmediatamente, tutti e due; lasciate spazio a sufficienza per una madre con due bambini,\nun uomo che porta un cesto di pesce e una donna anziana con cinque bagagli a mano e un cane.\ncinque bagagli a mano e un cane; nel frattempo cambier\u00f2 i biglietti.\n\nCos\u00ec dicendo, scomparve rapidamente tra la folla di passeggeri,\nguardie, facchini, ragazzi dei giornali, golfisti con sacche di mazze, giovani donne con biciclette e vecchie signore con cappelliere di latta.\ngiovani donne con biciclette e vecchie signore con cappelliere di latta.\n\n Che decisione, che rapidit\u00e0 di giudizio, che coraggio ed energia!\n mormor\u00f2 Salemina.  Non \u00e8 meravigliosamente migliorata da quella inaspettata\nsvolta del Verme?\n\nFrancesca ci raggiunse proprio mentre la guardia stava per chiuderci dentro, e si butt\u00f2 a terra, con il fiatone per l'insolito sforzo.\ne si butt\u00f2 a terra, completamente priva di fiato per l'insolito sforzo.\n\n Beh, per una volta viaggiamo per terzi e i soldi sono risparmiati, o almeno sono pronti per essere spesi di nuovo alla prima occasione.\nalmeno \u00e8 pronto per essere speso di nuovo alla prima occasione. L'uomo\nnon voleva assolutamente cambiare i biglietti. Dice che non si fa mai. I\nGli ho detto che erano stati acquistati da una signora americana molto inesperta (cio\u00e8 tu, Salemina) che non sapeva quasi nulla delle distinzioni tra prima classe e prima\nSalemina) che non conosceva quasi per nulla le distinzioni tra prima e terza classe, e che naturalmente ha preso il migliore, credendo che fosse il migliore\ne terza classe, e naturalmente ha preso il migliore, ritenendo che non fosse troppo\ndi una cittadina della pi\u00f9 grande repubblica sulla faccia della terra.\ndella terra. Disse che i biglietti erano stati timbrati. Dissi che lo sarei stato anch'io\nse fossi tornato senza cambiarli. Era una persona molto ottusa e\nnon cap\u00ec affatto il mio scherzo, ma poi, \u00e8 vero, c'erano tredici uomini in fila dietro di me, con il treno che partiva tra tre minuti, e c'era un'altra persona che\nin fila dietro di me, con il treno che sarebbe partito tra tre minuti, e non c'\u00e8 niente di cos\u00ec debilitante per\nnulla \u00e8 cos\u00ec debilitante per un senso dell'umorismo naturalmente debole come\nvendere i biglietti dietro una grata, quindi non sono davvero irritato con lui.\nEcco, siamo abbastanza tranquilli, in attesa dell'arrivo dei bambini, del cane e del pesce.\ncane e del pesce, e certamente nessun venditore di letteratura periodica oser\u00e0 avvicinarsi a noi finch\u00e9\nosa avvicinarsi a noi mentre teniamo questi libri in evidenza.\n\nLei aveva i punti di riferimento letterari di Laurence Hutton e la Royal Edinburgh, di Mrs.\nOliphant; io avevo le Memorie del suo tempo di Lord Cockburn; e qualcuno aveva dato a Salemina, al momento della partenza da Londra, un'opera\nqualcuno aveva regalato a Salemina, al momento di lasciare Londra, un'opera su\nsulla \"cara sede di Scozia\", in tre enormi volumi. Quando tutto questo materiale stampato\ndi Salemina sul binario, la guardia aveva chiesto: \"Siete voi l'autore di questa opera?\nguardia aveva chiesto: \"Appartengono a voi questi libri, signora?\n\n Potremmo considerarci danneggiati dall'essere andati da Londra a Edimburgo in\nin una carrozza di terza classe in otto o dieci ore, ma ascoltate questo, disse\nSalemina, che quando il treno \u00e8 partito aveva aperto a caso uno dei suoi grandi volumi.\ntreno \u00e8 partito.\n\n La diligenza di Edimburgo e Londra inizia luned\u00ec 13 ottobre 1712.\n1712. Tutti coloro che lo desiderano... si rechino al Coach and Horses all'inizio di Canongate ogni\nCanongate ogni sabato, o al Black Swan a Holborn ogni altro luned\u00ec.\nin Holborn ogni luned\u00ec, dove potranno essere accolti in una carrozza che\nche compie l'intero viaggio in tredici giorni senza alcuna sosta\n(se Dio lo permette) con ottanta cavalli abili. Ogni passeggero paga 4\nsterline e 10 scellini per l'intero viaggio, consentendo a ciascuno 20 libbre di peso\ne tutti gli altri pagano 6 pence per libbra. La carrozza parte alle sei del mattino\nmattina\" (non avresti mai potuto capirlo, Francesca!), \"e viene eseguita da Henry Harrison\".\nda Henry Harrison\". Ed ecco un \"miglioramento moderno\", quarantadue anni dopo.\nquarantadue anni dopo. Nel luglio del 1754, l'Edinburgh Courant pubblicizza la diligenza\ntrainata da sei cavalli, con un postiglione su una delle guide, come una \"nuova,\nmacchina di vetro a due estremit\u00e0, appesa a molle d'acciaio, estremamente leggera e facile da usare\ne facile, da percorrere in dieci giorni d'estate e dodici d'inverno\". I passeggeri\npagheranno come al solito. Eseguito (se Dio lo permette) dal vostro doveroso servitore,\nHosea Eastgate. SI TENGA CONTO DEI PICCOLI PACCHI IN BASE AL LORO VALORE.\nVALORE\".\n\n Sarebbe stato un viaggio lungo e faticoso, dissi contemplativamente;\n ma, nonostante ci\u00f2, vorrei che lo stessimo facendo nel 1712 invece che un\nsecolo e tre quarti dopo.\n\n Cosa sarebbe successo, Salemina? chiese Francesca con gentilezza,\nma senza alcun desiderio di saperlo.\n\n L'Unione era gi\u00e0 stata istituita da cinque anni, ha esordito Salemina\nintelligentemente.\n\n Quale Unione?\n\n L'Unione di chi?\n\nSalemina \u00e8 abituata a queste interruzioni e a queste esplosioni di analfabetismo da parte nostra.\nda parte nostra. Credo che le piacciano, perch\u00e9 in presenza di una completa ignoranza come la nostra\ncompleta ignoranza come la nostra, la sua lampada della conoscenza brucia ancora di pi\u00f9.\n\n Anna era sul trono, prosegu\u00ec, con serena dignit\u00e0.\n\n Quale Anne?\n\n So tutto di Anne! esclam\u00f2 Francesca.  Viene dal paese del\nSole di Mezzanotte, o da quella parte. Era molto stravagante e aveva a che fare con\nqualcosa a che fare con Jingling Geordie ne Le fortune di Nigel. \u00c8\nmeraviglioso come la propria storia torni a galla!\n\n \u00c8 meraviglioso, disse Salemina seccamente; o almeno lo stato in cui torna \u00e8 meraviglioso.\n\u00e8 meraviglioso. Non sono una fissata con le date, come sapete.\nma se solo riusciste a fissare qualche periodo nelle vostre menti,\nragazze, in modo generale, non sareste cos\u00ec vergognosamente confuse.\nLa vostra Anna di Danimarca, Francesca, era la moglie di Giacomo VI di Scozia,\nche fu Giacomo I d'Inghilterra, e mor\u00ec cento anni prima dell'Anna che intendo io.\nAnna che intendo io, l'ultima degli Stuart, sapete. La mia Anna venne dopo\nGuglielmo e Maria, e prima dei Georges.\n\n Quale William and Mary?\n\n Quale Georges?\n\nMa questo era troppo anche per l'equanimit\u00e0 di Salemina, che si ritir\u00f2 dietro il suo libro con\ndietro il suo libro con dignitoso disappunto, mentre Francesca e io cercavamo docilmente di\ncercavamo le Annes in una tavola genealogica e cercavamo di decidere se\nb.1665\" significava nata o decapitata.\n\n\n\nCapitolo II. Edina, la sede pi\u00f9 cara della Scozia.\n\n\n\nIl tempo che ci accolse al nostro arrivo in Scozia, non preannunciato, fu di\nil tipo preciso di tempo offerto da Edimburgo alla sua sfortunata regina, quando,\n\n  Dopo una giovinezza di guai trascorsa,\n   Dopo mille dolori passati,\n   la bella Maria ancora una volta\n   mise piede sulla sua pianura natia\".\n\nJohn Knox racconta di quei giorni memorabili: \"La stessa faccia del cielo ha parlato\nmanifestamente quale conforto \u00e8 stato portato a questo paese con lei - per esempio, dolore, tristezza, oscurit\u00e0 e ogni empiet\u00e0.\ndolore, tristezza, oscurit\u00e0 e tutta l'empiet\u00e0, perch\u00e9 nella memoria dell'uomo\nnon si \u00e8 mai visto un volto del cielo pi\u00f9 doloroso di quello che si \u00e8 visto alla\nla sua arryvall... la foschia era cos\u00ec fitta che un uomo non poteva scorgerne un altro.\nun altro; e il sole non era stato visto per schiarirsi n\u00e9 due giorni prima n\u00e9 due giorni dopo\".\ndopo\".\n\nNon abbiamo potuto vedere i famosi palazzi e le torri di Edina a causa dell'haar,\nnebbia o nebbia umida, agghiacciante, piovigginosa e gocciolante che il vento dell'est richiama dal mare.\nvento dell'est che richiama dal mare; ma sapevamo che erano l\u00ec, avvolti nel cuore di quel grigio opaco e misterioso.\ncuore di quel grigiore opaco e misterioso, e che prima di molte ore\ni nostri occhi si sarebbero deliziati della loro bellezza.\n\nForse era il tempo, ma non riuscivo a pensare ad altro che alla povera Regina Maria!\nMaria! Era entrata nella mia immaginazione con l'haar, cos\u00ec che potevo immaginare il suo sguardo nostalgico sull'acqua mentre\nimmaginare il suo sguardo nostalgico sull'acqua mentre mormorava: \"Adieu, ma\nchere France! Je ne vous verray jamais plus!\" - potevo immaginare che dicesse come\nnel verso di Allan Cunningham:--\n\n  Il sole sorge luminoso in Francia,\n      e il tramonto \u00e8 bello;\n   Ma ha perso il suo splendore che aveva\n      nel mio paese\".\n\nE poi ho ricordato la prima buonanotte di Mary a Edimburgo: quella \"serenata\ndi 500 furfanti con vili violini e rebeck\"; quel canto, \"in malo modo\", di salmi protestanti da parte della folla bagnata sotto il palazzo.\ndi salmi protestanti dalla folla bagnata sotto le finestre del palazzo, mentre i fuochi su Arthur\npalazzo, mentre i fuochi sull'Arthur's Seat sprigionavano tremolanti bagliori di\ndi benvenuto attraverso la nebbia tetra. Che ninna nanna per la povera Maria, per met\u00e0 francese e per met\u00e0 papista!\nfrancese e tutta papista!\n\n\u00c8 appena il caso di ricordare l'affermazione dell'\"instancabile e inamovibile\" John\nKnox, \"la melodia le piacque e volle che continuasse per tutta la notte\".\ndi continuare per qualche notte\". Da parte mia, tuttavia, diffido del sentimento musicale di\nJohn Knox e propendo per il racconto di Sieur de Brantome.\nde Brantome, con i suoi \"vili violini\" e \"salmi discordanti\".\nanche se il suo giudizio era indubbiamente molto depresso da ci\u00f2 che egli definiva\ndi quello che egli chiamava il \"si grand brouillard\", che tanto aveva smorzato gli spiriti del seguito francese di Maria.\nMaria in Francia.\n\nAh beh, ero obbligato a ricordare, per essere ragionevolmente felice\nche Mary aveva un cuore allegro, dopo tutto; che aveva solo diciannove anni;\nche, pur essendo gi\u00e0 vedova, non piangeva il suo giovane marito come una persona\ngiovane marito come una persona che non pu\u00f2 essere confortata; e che presto le sar\u00e0 stata fornita\nmusica pi\u00f9 allegra dei salmi, perch\u00e9 un altro dei commenti acidi dell'epoca \u00e8: \"La nostra regina\".\ndell'epoca \u00e8: \"La nostra regina indossa il duolo, ma sa ballare ogni giorno, duolo e tutto il resto\".\ntutti i giorni, con le canne e tutto il resto!\".\n\nQuesti erano i miei pensieri mentre percorrevamo strade invisibili nella zona di Edimburgo.\nEdimburgo, svoltavamo in quella che il giorno dopo si rivel\u00f2 essere una Crescent e ci avvicinavamo ad una casa invisibile\ne ci avvicinammo a una casa invisibile con un numero 22 visibile che brillava sopra\nuna porta che la luce del gas trasformava in una probabilit\u00e0. Scendemmo e\nSebbene riuscissimo a malapena a vedere la mano tesa dell'autista, questi era in grado di\nuna mezza corona e ci chiese tre scellini.\n\nIl rumore del nostro taxi aveva portato alla porta la signora M'Collop, la buona (o almeno abbastanza buona) signora M'Collop, nei cui appartamenti ci eravamo recati.\nM'Collop, i cui appartamenti ci erano stati raccomandati da amici inglesi che non li avevano mai occupati.\nraccomandati da amici inglesi che non li avevano mai occupati.\n\nPer quanto squallido fosse l'esterno, tutto era confortevole all'interno, e un allegro fuoco (da un centesimo) scoppiettava nella griglia.\n(un centesimo) scoppiettava nella griglia. Il nostro salotto privato\nera arredato in modo affascinante e cos\u00ec grande che, nonostante la presenza di un pianoforte, due divani, cinque\npresenza di un pianoforte, due divani, cinque tavolini, armadietti, scrivanie e sedie, senza dimenticare un davanzale.\nsedie, senza dimenticare una deliziosa dotazione per il t\u00e8 delle cinque, avremmo potuto\navremmo potuto dare una festa nello spazio rimanente.\n\n Se questo \u00e8 un tipico alloggio scozzese, mi piace; e se \u00e8 ospitalit\u00e0 scozzese stendere i panni e preparare il fuoco prima che venga richiesto, mi piace.\nse \u00e8 ospitalit\u00e0 scozzese stendere i panni e preparare il fuoco prima che venga richiesto,\nallora la definisco semplicemente araba!\" e Salemina si tolse i guanti umidi e allung\u00f2 le mani verso la fiamma.\nguanti umidi e allung\u00f2 le mani verso il fuoco.\n\n E non \u00e8 meraviglioso che la bolletta non arrivi per un'intera settimana?\nsettimana? chiese Francesca.  Abbiamo solo le nostre esperienze inglesi su cui\nsu cui fondare la nostra conoscenza, e tutto \u00e8 un delizioso mistero. Il t\u00e8 potrebbe essere un\nM'Collop, e lo zucchero potrebbe non essere un extra; il fuoco potrebbe essere incluso nell'affitto della casa.\nil fuoco pu\u00f2 essere incluso nell'affitto dell'appartamento e il pianoforte non pu\u00f2 essere portato via\nnon sar\u00e0 portato via domani per aumentare le attrattive del pavimento della sala da pranzo.\n(\u00c8 stata Francesca, ricordate, che ha \"litigato\" con i conti dettagliati del\ncon i conti dettagliati dello Smith's Private Hotel di Londra, e lei che era sempre costretta a\nsempre obbligata a trasformare sterline, scellini e pence in dollari e centesimi prima di poter fare\ncentesimi prima di poter fare addizioni o sottrazioni).\n\n Venite a vedere i fiori nella mia camera da letto, ho chiamato, quattro grandi scatole\nscatole piene! Il signor Beresford deve aver ordinato i garofani, perch\u00e9 lo fa sempre.\nMa da dove vengono le rose, mi chiedo?\n\nSuonai il campanello e si present\u00f2 una cameriera ordinata e con il cappello bianco.\n\n Chi ha portato questi fiori, per favore?\n\n Non posso dirlo, mamma.\n\n Grazie; sareste cos\u00ec gentili da chiedere alla signora M'Collop?\n\nIn un attimo torn\u00f2 con il messaggio: \"Ci sar\u00e0 una lettera nella scatola, signora.\nnella scatola, mamma.\n\n Mi sembra che la lettera debba essere nella scatola ora, se mai lo sar\u00e0, pensai.\nHo pensato, e subito dopo ho estratto questo biglietto tra i boccioli profumati\nboccioli:--\n\nLady Baird manda queste rose scozzesi come piccola ricompensa per il piacere\nche ha ricevuto dai quadri della signorina Hamilton. Lady Baird si conceder\u00e0 il piacere di\nLady Baird si conceder\u00e0 il piacere di chiamare domani; nel frattempo spera che la signorina\nHamilton e il suo gruppo cenino con lei una sera di questa settimana\".\n\n Che bello! esclam\u00f2 Salemina.\n\n L'indistinto gruppo della celebre Miss Hamilton presenta i suoi\numili complimenti a Lady Baird, detta Francesca, e non avendo impegni di sorta e poche speranze di averne, cener\u00e0 con lei in qualsiasi momento.\nimpegni di alcun tipo, e con poche speranze di averne, cener\u00e0 con lei in qualsiasi\ne in tutte le serate che vorr\u00e0 nominare. Il gruppo di Miss Hamilton indosser\u00e0 i suoi abiti migliori\ndi Miss Hamilton indosser\u00e0 i suoi abiti migliori, lucider\u00e0 i suoi gioielli mentali e si sforzer\u00e0 in ogni modo possibile\ndi non danneggiare la reputazione della dotata Miss Hamilton presso la nobilt\u00e0 scozzese.\nnobilt\u00e0 scozzese.\n\nScrissi un biglietto di ringraziamento a Lady Baird e suonai il campanello.\n\n Posso mandare un messaggio, per favore?  Ho chiesto alla cameriera.\n\n Non posso dirlo, mamma.\n\n Sarebbe cos\u00ec gentile da chiedere alla signora M'Collop, per favore?\n\nIntervallo; quindi:--\n\n Gli Stivali lo prenderanno alle sette in punto, signora.\n\n Grazie; Fotheringay Crescent \u00e8 qui vicino?\n\n Non posso dirlo, mamma.\n\n Grazie; come si chiama, per favore?\n\nAspettai con un'ansia fondata, perch\u00e9 non avevo idea che conoscesse il suo nome o che, se l'avesse mai sentito, fosse in grado di pronunciarlo.\nnome o che, se lo avesse mai sentito, fosse in grado di pronunciarlo; ma, con mia grande sorpresa, rispose quasi subito\nsorpresa, rispose quasi subito: Susanna Crum, mamma!\n\nChe gioia \u00e8, in un mondo fastidioso, in cui le cose \"girano a vuoto\", trovare qualcosa di assolutamente giusto.\ntrovare qualcosa di assolutamente giusto.\n\nSe avessi dedicato anni all'argomento, avendo davanti agli occhi il corpo di Susanna Crum\ndavanti agli occhi ogni minuto del tempo per trarre ispirazione, Susanna Crum\n\u00e8 il nome che avrei dato a quella cameriera. Non una vocale poteva essere aggiunta, non una\nconsonante omessa. L'ho detto quando l'ho vista per la prima volta, e settimane di intima conoscenza non hanno fatto altro che\nsettimane di conoscenza intima non hanno fatto altro che accrescere la mia riverenza per il genio genitoriale che l'aveva\nche l'aveva cos\u00ec descritta al mondo.\n\n\n\nCapitolo III. Una visione in Princes Street.\n\n\n\nQuando ci svegliammo il mattino seguente, il sole si era dimenticato di s\u00e9 e splendeva\nalle finestre posteriori della signora M'Collop.\n\nAvremmo dovuto alzarci subito per bruciare sacrifici e offrire oblazioni,\nma avevamo visto il sole spesso in America e non avevamo idea (poveri sciocchi!) che fosse qualcosa di cui essere grati.\ndi essere grati, cos\u00ec lo accettammo quasi senza fare commenti, come una delle perenni provvidenze della vita,\nquasi senza commenti, come una delle provvidenze perenni della vita.\n\nQuando parlo di sole di Edimburgo non intendo, ovviamente, un raggio cos\u00ec ardente, pieno di cuore e di calore come quello che si trova nei paesi\nardente calore del fascio di luce come quello che si trova nei paesi in cui\ndove il clima \u00e8 una specialit\u00e0. Si tratta, in generale, di un\nun raggio incerto e debole, pallido e passeggero come il sorriso di un martire;\nma il suo pi\u00f9 debole bagliore, o il suo pi\u00f9 puerile tentativo di brillare, \u00e8 ammirato\ne registrato dal suo gruppo di elettori ben disciplinati. Non solo, ma al primo\nal primo timido battito di sole il vero scozzese osserva sorridendo,\n\"Penso che ora avremo un tempo stabile!\". \u00c8 un patetico\nottimismo, bello ma del tutto infondato, e porta a credere alla storia che\nche padre No\u00e8, quando si rifiut\u00f2 di portare Sandy nell'arca, si sedette filosoficamente all'esterno, dicendo\nsi sedette filosoficamente fuori, dicendo, con uno sguardo alle nuvole,\n\"Accidenti, il giorno \u00e8 proprio vicino all'ora, e non vorrei che vedessimo il sole prima di subito!\nvedessimo il sole prima di niente!\".\n\nMa quale fedele figlio di Edina si preoccupa di questi scherzi transatlantici, e dove si trova l'abitante delle sue porte reali che non cede a questi scherzi?\ndove si trova l'abitante dei suoi reali cancelli che non cede alla cupa bellezza della\ncupa bellezza di quella vecchia e grigia citt\u00e0 del Nord? Grigia! Perch\u00e9, \u00e8 grigia\no grigio e oro, o grigio e oro e blu, o grigio e oro e blu e verde, o grigio e oro e verde.\ne verde, o grigio e oro e blu e verde e viola, a seconda di quanto\nil cielo vuole e voi scegliete il vostro terreno! Ma prendetelo quando \u00e8\ngrigia, dov'\u00e8 un'altra citt\u00e0 cos\u00ec grigia?\".\n\nCos\u00ec dice uno dei suoi amanti, e cos\u00ec direbbe il grande esercito degli amanti,\nse avessero lo stesso dono della lingua; perch\u00e9\n\n  'Anche cos\u00ec, credo, dovrebbe essere una citt\u00e0 costruita,...\n   S\u00ec, una citt\u00e0 imperiale che potrebbe contenere\n   cinque volte cento nobili citt\u00e0 in fee....\n   Cos\u00ec dovrebbero essere innalzate le sue torri, con la vicinanza di chiare e ardite colline\n   di chiare e ardite colline, che curvano le sue strade,\n   come per indicare, tra le pi\u00f9 belle sedi\n   dell'arte, la maest\u00e0 della natura che dimora\".\n\nQuella prima mattina consumammo una colazione frettolosa e ci preparammo a uscire per una\nuna passeggiata nel grande ignoto, forse la sensazione pi\u00f9 piacevole del mondo.\ndel mondo. Francesca era pronta per prima e, dopo aver menzionato pi\u00f9 volte con ostentazione il fatto\npi\u00f9 volte con ostentazione, and\u00f2 in salotto ad attendere\ne leggere lo Scotsman. Quando ci recammo l\u00ec, pochi minuti dopo, scoprimmo che era sparita.\nche era scomparsa.\n\n \u00c8 sotto, naturalmente, disse Salemina.  Pensa che ci vergogneremo di pi\u00f9 del nostro ritardo\nvergogna per il nostro ritardo se la troveremo seduta sulla panca del corridoio\npanchina in un silenzioso martirio.\n\nNon c'era nessuno in sala, tuttavia, tranne Susanna, che chiese se volevamo vedere la cuoca prima di uscire.\nse avremmo visto il cuoco prima di uscire.\n\n Non abbiamo tempo ora, Susanna, osservai.  Siamo ansiosi di fare una\npasseggiata prima che il tempo cambi, se possibile, ma saremo fuori a pranzo e dentro a cena.\npranzo e a cena, e la signora M'Collop pu\u00f2 darci tutto quello che vuole.\nci fa piacere. Sapete dov'\u00e8 la signorina Francesca?\n\n Non posso...\n\n Certo, non si pu\u00f2, ma mi chiedo se la signora M'Collop l'abbia vista.\nlei?\n\nLa signora M'Collop si affacci\u00f2 dal seminterrato e garant\u00ec l'informazione che aveva visto \"il giovane leddy rinnegare il reggimento\".\nche aveva visto \"il giovane leddy correre dietro al reggimento\".\n\n Correre dietro al reggimento! ripet\u00e9 Salemina automaticamente.  Che\ninversione delle leggi della natura? Perch\u00e9, a Berlino, era sempre il\nreggimento che le correva dietro!\n\nAbbiamo saputo in che direzione erano andati i soldati e, seguendo la stessa strada, abbiamo trovato la giovane donna all'angolo di una strada vicina.\nstrada, trovammo la giovane donna all'angolo di una strada vicina. Lei\nera abbastanza disinvolta.  Non sapete che cosa vi siete persi!\neccitata.  Saliamo su questo tram e forse riusciremo a portarli da qualche parte.\nda qualche parte. Potrebbero andare in battaglia e, in tal caso, il mio sangue \u00e8 al loro servizio.\nal loro servizio. \u00c8 una di quelle esperienze che si fanno una volta sola nella vita.\nnella vita. C'erano pipe e c'erano kilt! (Non credo che\nche li indossassero davvero al di fuori del teatro!) Quando avrai\nQuando avrai visto dondolare i kilt, Salemina, non sarai mai pi\u00f9 la stessa donna\ndopo! Non ti aspettavi di vedere gli dei dell'Olimpo camminare, vero?\no sbaglio? Forse pensavate che fossero sempre seduti su rocce praticabili e che facessero\ngesti rigidi, dal gomito, come nelle opere di Wagner? Ebbene,\nquesti dei camminavano, se si pu\u00f2 chiamare camminata l'andatura ispirata! Se c'\u00e8\nse in Scozia \u00e8 rimasta una sola zitella, \u00e8 perch\u00e9 nessuno di questi le ha mai\nle ha chiesto di sposarlo. Ah, come dovrei essere grata di essere libera di dire \"s\u00ec\" se un uomo\ndi dire \"s\u00ec\", se mai un kilt mi chiedesse di essere sua! Povera Penelope, legata al\nal tuo banale Beresford! (Vorrei che il tram andasse pi\u00f9 veloce!)\nDevi catturare uno di loro, con le buone o con le cattive, Penelope, e io e Salemina lo tratterremo.\nSalemina e io lo terremo fermo mentre lo dipingi... Eccoli,\nsono l\u00ec da qualche parte, non li senti?\n\nEccoli l\u00ec, in fila lungo i pendii erbosi dei Giardini,\nattraversare uno dei ponti di pietra e risalire la Castlehill fino all'Esplanade come un lungo serpente scintillante.\nverso l'Esplanade come un lungo serpente scintillante; i festoni delle loro\nHighland sventolavano, le loro braccia scintillavano al sole e le cornamuse suonavano \"La marcia delle\ncornamuse che suonavano la \"Marcia degli uomini di Cameron\". Gli stessi zampognari\nin quella prima occasione ci furono misericordiosamente nascosti, e fu un bene,\nperch\u00e9 non avremmo mai potuto sopportare il peso di un'altra piuma di estasi.\n\nEravamo scesi in Princes Street, cos\u00ec chiamata per il principe che poi divenne Giorgio IV.\nprincipe che in seguito divenne Giorgio IV, e spero che egli sia stato, ed \u00e8,\nadeguatamente riconoscente. Non dovrebbe mai essere chiamata strada, questa pi\u00f9\nmagnifica delle terrazze, e il mondo ha motivo di benedire quell'interdetto\ndella Corte di Sessione nel 1774 che imped\u00ec ai Gradgrinds dell'epoca di erigere edifici lungo il suo lato meridionale.\ndi erigere edifici lungo il suo lato sud, un sordido progetto che avrebbe\nsordido progetto che sarebbe stato la vera superfluit\u00e0 della cattiveria.\n\nFu un invidioso di Glasgow ad affermare a malincuore, uscendo dalla stazione di\nstazione di Waverley e ne guard\u00f2 la splendida lunghezza per la prima volta.\nper la prima volta: \"Con tutti i loro clienti, non \u00e8 che una mezza strada\ndi strada! --che mi ha sempre ricordato il contadino dell'Ovest che veniva dalle pianure natie\npianure natie alle belle colline del Berkshire.  Ho sempre sentito parlare\ndi questo paesaggio, disse.  Mi dispiace se riesco a trovare un paesaggio; ma se ci fosse, nessuno lo vedrebbe.\nse ci fosse, nessuno potrebbe vederlo, c'\u00e8 cos\u00ec tanta altura sulla strada!\n\nPensare che poco pi\u00f9 di cento anni fa Princes Street non era altro che una strada di campagna\nnon era altro che una strada di campagna diritta, la \"Lang Dykes\" e la \"Lang\nGait\", come veniva chiamata.\n\nGuardammo gi\u00f9, oltre il baratro erboso che separa la Citt\u00e0 Nuova dalla Citt\u00e0 Vecchia; guardammo per la prima volta Arthur Seat, quel leone accovacciato di\nCitt\u00e0 Vecchia; guardammo per la prima volta Arthur's Seat, quel leone accovacciato di una\nmontagna; vedemmo la collina di Corstorphine, le alture di Calton e le Salisbury Crags, e infine quella stupenda scogliera di roccia.\nSalisbury Crags, e infine quella stupenda scogliera di roccia che culmina cos\u00ec\nmaestosamente nel Castello di Edimburgo. C'\u00e8 qualcos'altro che, come\nSusanna Crum, \u00e8 assolutamente e idealmente giusto! Stevenson la definisce\nuna delle rupi pi\u00f9 soddisfacenti della natura: una roccia bassa sulla terraferma, radicata in un giardino.\nterraferma, radicata in un giardino, scossa dai treni che passano, con una corona di merli e torrette.\ndi merli e torrette, e descrive la sua ombra bellicosa sull'arteria pi\u00f9 vivace e luminosa.\npi\u00f9 vivace e luminosa della nuova citt\u00e0. Domina\nl'intera campagna dall'acqua e dalla terra. Gli uomini che avrebbero avuto il coraggio di\ncoraggio di costruire un simile castello in un luogo simile sono tutti morti, tutti morti,\ne il mondo \u00e8 infinitamente pi\u00f9 confortevole senza di loro. Sono tutti\nsono morti e non ne nasceranno altri come loro, e possiamo contare di morire tranquillamente nel nostro\ndi noi pu\u00f2 contare sul fatto di morire tranquillamente nel proprio letto, a causa di malattie generate dalla moderna\ncivilt\u00e0 moderna. Ma sono contento che questi vecchi barbari, queste creature rudimentali\ncreature rudimentali che si sono evolute verso le sembianze divine, quando non\nquando non impiccavano, disegnavano, squartavano, torturavano e facevano a pezzi i loro\nvicini, e usavano le loro teste in disegni convenzionali sulle cime dei pali\ndi pali, dedicavano i loro intervalli di tempo libero a erigere fortezze come questa.\ncome questa. Il castello di Edimburgo non poteva essere concepito, tanto meno costruito,\nal giorno d'oggi, quando tutte le nostre energie sono consumate per migliorare la condizione del \"decimo sommerso\".\ndella \"decima sommersa\"! Che cosa importava loro delle \"masse\", di quella \"razza regale\" che ormai non \u00e8 pi\u00f9\nrazza regale che ora non c'\u00e8 pi\u00f9\", quando stavano sbozzando quei blocchi di roccia\ndi roccia e li ammucchiavano contro la linea del cielo sulla cima di quella grande montagna di pietra!\ngrande montagna di pietra! Mi diverte pensare a quanto pi\u00f9 pittoresco\npi\u00f9 pittoresco che hanno lasciato il mondo, e quanto migliore lo lasceremo noi; anche se se si chiedesse a un artista di distribuire\nse si chiedesse a un artista di distribuire premi individuali a diverse\ngenerazioni, non lo si potrebbe mai convincere a dare il primo premio ai\nsecoli che hanno prodotto lavanderie a vapore, carrelli, raggi X e impianti sanitari.\nsanitari.\n\nChe cosa pensavano dei Congressi di pace e degli arbitrati incruenti quando\naccendevano i fuochi dei fari, comunicando al gudeman e ai suoi figli che aravano o seminavano nelle Lang Dykes\nche aravano o seminavano nelle Lang Dykes, la notizia che i loro \"antichi nemici dell'Inghilterra\nnemici dell'Inghilterra avevano attraversato il Tweed\"!\n\nIo sono la persona pi\u00f9 pacifica del mondo, ma il Castello era troppo\nper la mia immaginazione. Ero gi\u00e0 in sella, e via, dal primo momento.\nHo ammirato le sue torri merlate, ho sentito i pifferi in lontananza e ho visto la Guardia Nera che saliva i gradini verdi dove si trovava l'enorme fortezza.\ne vidi la Guardia Nera che saliva i verdi gradini dove l'enorme fortezza \"tiene il suo stato\".\n'tiene il suo stato'. Il mondo moderno era scomparso e il mio\ngaloppo, al galoppo, al galoppo, al galoppo, di nuovo nel luogo delle cose che\nluogo delle cose che sono passate, attraversando i secoli a ogni balzo.\n\nAlle armi! Che ogni stendardo della Scozia si alzi sfidando la brezza!\".\n(Cos\u00ec sentii il mio spirito immaginario appena nato dire a quello reale) \"S\u00ec,\ne che il Diacono Convenzionale dispieghi la sacra Coperta Blu, sotto la quale\nogni borghese del regno \u00e8 tenuto a rispondere alle convocazioni! I\nballe brillano, dando l'allarme a Hume, Haddington, Dunbar, Dalkeith e Eggerh,\nDalkeith e Eggerhope. Alzatevi, Stirling, Fife e il Nord! Tutta\nScozia sar\u00e0 sotto le armi tra due ore. Un fuoco di balle: gli inglesi\nsono in movimento! Due: stanno avanzando! Quattro di seguito: sono di grande\nforza! Tutti gli uomini in armi a ovest di Edimburgo si radunino l\u00ec! Tutti a est,\na Haddington! E ogni inglese catturato in Scozia \u00e8 legittimamente\nprigioniero di chiunque lo prenda!\" (Cosa sto dicendo? Io amo gli inglesi,\nma l'incantesimo \u00e8 su di me!) \"Avanti, Macduff!\" (l'unica sfida adatta e familiare che il mio bellicoso inquilino pu\u00f2\nsfida adatta e familiare che il mio bellicoso inquilino pu\u00f2 evocare al momento). Io sono\nfiglio di un gaelico! Il mio pugnale \u00e8 nella cintura, e con lo spadone guida\nal mio fianco posso con un solo colpo tagliare un uomo in due! Il mio arco \u00e8 tagliato\ndal legno dei tassi di Glenure; l'asta \u00e8 del legno di\nLochetive, le piume dalle grandi aquile d'oro di Locktreigside!\nLa mia punta di freccia \u00e8 stata realizzata dai fabbri della razza di Macphedran! Avanti,\nMacduff!\n\nE ora un negoziante ha riempito la sua vetrina di tartan reali Stuart,\ne io sono immediatamente un giacobita.\n\n  I clan delle Highlands con la spada in mano,\n     Frae John o' Groat's to Airly,\n   hanno dichiarato a un uomo di voler stare\n     O di fare con il Royal Charlie.\n\n  'Venite attraverso l'erica, intorno a lui riunitevi,\n   Vieni Ronald, vieni Donald, vieni qui,\n   e incoronate il vostro legittimo re,\n     Perch\u00e9 chi sar\u00e0 il re se non Charlie?\".\n\n\u00c8 la vigilia della battaglia di Prestonpans. Non \u00e8 forse sotto la Roccia di\ndi Dunsappie, sull'Arthur's Seat, il nostro esercito delle Highlands si accamper\u00e0\nstanotte? Al tramonto il principe terr\u00e0 un consiglio dei suoi capi e nobili (io sono un capo e un nobile).\nnobili (io sono un capo e un nobile), e all'alba ci metteremo in marcia\nattraverso le vecchie siepi e i boschi di Duddingston, suonando i pifferi e sventolando i colori.\ne i colori sventoleranno, con Charlie alla testa, la sua claymore sguainata e il fodero gettato via!\nfodero gettato via! (Intendo dire: \"in attesa\"!).\n\n  'Allora ecco la salute per la causa di Charlie,\n     e che sia completa e tempestiva;\n   Il suo stesso nome riscalda il sangue del mio cuore\n     alle armi per il reale Charlie!\n\n  'Venite attraverso l'erica, intorno a lui riunitevi,\n   Vieni Ronald, vieni Donald, vieni qui,\n   e incoronate il vostro giusto e legittimo re,\n     Perch\u00e9 chi sar\u00e0 il re se non Charlie?\".\n\nSpero che le autorit\u00e0 non tentino mai di convocare un Congresso di pace a Edimburgo.\ndi pace a Edimburgo, per evitare che l'influenza del Castello sia troppo forte per i delegati.\nper i delegati. Non potrebbero resistere n\u00e9 voltargli le spalle, poich\u00e9, a differenza di altre antiche fortezze, non \u00e8 che\nnon potrebbero resistergli n\u00e9 voltargli le spalle, dato che, a differenza di altre antiche fortezze, si trova a pochi passi\ndalle finestre di tutti gli alberghi. Potrebbero non avere mai buone intenzioni,\nma finirebbero per comprare spille per cappelli e spille di claymore per le loro mogli.\nle loro mogli, le loro figlie correrebbero tutte dietro al reggimento kilted e\ne sposerebbero tutti gli zampognari che glielo chiedessero, e prima di notte\ntutti avrebbero gridato con il nobile FitzEustace...\n\n  Dov'\u00e8 il codardo che non oserebbe\n     di combattere per una simile terra?\".\n\nMentre io rapivo, Salemina e Francesca facevano shopping nell'Arcade, comprando alcuni cairngorm e borse di Tam O Shanter.\nArcade, comprando alcuni cairngorm, borse di Tam O'Shanter, modellini del cottage di Burns e copie di Marmion con copertine a quadri e\nmodelli del cottage di Burns, e copie di Marmion con copertine a quadri, e fibbie per cinture di cardo, e\ndi cardo e di penne di campanula, con cui in seguito inondammo la nostra terra natale.\ninondammo la nostra terra natale. Quando il mio stato d'animo bellicoso era passato, mi sedetti\nsui gradini del monumento a Scott e osservai i passanti in una sorta di sogno da\nuna sorta di sogno da svegli. Suppongo che fossero i soliti professori e\ndottori e ministri che sono soliti passeggiare su e gi\u00f9 per le strade di Edimburgo, con una\nEdimburgo, con una spruzzata di lairds e leddies di alto rango e qualche americano che guardava le vetrine dei negozi.\nqualche americano che guardava le vetrine per scegliere il tartan del proprio clan;\nma per me non esistevano. Al loro posto si aggiravano i fantasmi di re, regine e cavalieri.\nre e regine, cavalieri e nobili; Columba, abate di Iona; la regina Margherita e Malcolm.\nMargherita e Malcolm, la santa pi\u00f9 dolce di tutta la folla; il re David che cavalcava verso Drumsheugh\nDavide che cavalcava verso la foresta di Drumsheugh nel giorno della Santa Cresima, con i suoi corni\ne i segugi e i cacciatori che lo seguivano da vicino; Anna di Danimarca e il\nJingling Geordie; Maria Stuarda in tutta la sua bellezza di ragazza, con le quattro\nMaria Stuarda in tutta la sua bellezza femminile, con le quattro Marie al suo seguito; e in agguato, Bothwell, \"that ower sune\ne gli assassinati Rizzio e Darnley; John Knox, con il suo mantello nero da\nmantello nero di Ginevra, Bonnie Prince Charlie e Flora Macdonald, la bella Annabella Drummond, Robert\nAnnabella Drummond; Robert the Bruce; George Heriot con uno stendardo che recava le parole\nrecante le parole \"Distribuisco con gioia\"; Giacomo I. che porta il Quair del re; Oliver I. che porta il Quair del re.\nIl Quair del Re; Oliver Cromwell; e una lunga serie di eroi, martiri,\numili santi e principeschi fanti.\n\nDietro di loro, a prescindere dalla precedenza, sono arrivati il Poeta dell'Aratro e il Pastore di\nil pastore di Ettrick, Boswell e il dottor Johnson, il dottor John Brown e Thomas Carlyle, Lady Nairne e Drummond di Hawthornden, Allan Ramsay e Sir Carlyle.\nCarlyle, Lady Nairne e Drummond di Hawthornden, Allan Ramsay e Sir Walter.\nWalter; e non \u00e8 forse una prova dell'arte magica del Mago il fatto che accanto alle\nche accanto agli spettri di queste persone reali camminassero, o sembrassero camminare,\nla Bella Fanciulla di Perth, Jeanie Deans, Meg Merrilies, Guy Mannering,\nEllen, Marmion, e una schiera di altri cos\u00ec dolcemente familiari e cos\u00ec umanamente\nche i ragazzi di strada avrebbero potuto nominarli e salutarli al loro passaggio?\npassavano?\n\n\n\nCapitolo IV. Susanna Crum non pu\u00f2 dire.\n\n\n\nLa vita negli appartamenti della signora M'Collop, al numero 22 di Breadalbane Terrace, \u00e8\nsemplice, confortevole, dignitosa e piacevole come pu\u00f2 essere.\n\nLa stessa signora M'Collop \u00e8 ordinata, parsimoniosa, precisa, tollerabilmente geniale e \"verra releegious\".\n'verra releegious'.\n\nLa sua compagna, che \u00e8 anche la cuoca, \u00e8 una persona che ci viene presentata come Miss\nDiggity. In seguito abbiamo appreso che si scrive Dalgety, ma in Scozia non \u00e8 considerato\nin Scozia non \u00e8 considerata una buona abitudine pronunciare i nomi di persone e luoghi come sono scritti.\ne luoghi cos\u00ec come sono scritti. Quando, quindi, mi riferisco alla cuoca,\nche avverr\u00e0 il pi\u00f9 raramente possibile, parler\u00f2 di lei come Miss\nDiggity-Dalgety, in modo da presentarla correttamente sia all'occhio che all'orecchio e da dare un'immagine corretta della\nall'occhio e all'orecchio, e dandole allo stesso tempo un nome sillabato, cosa che \u00e8\nun nome sillabato, che \u00e8 un oggetto segreto di aspirazione in Gran Bretagna.\n\nSelezionando le nostre lettere e i nostri pacchi dalla comune scorta sul tavolo della sala, mi accorgo che la maggior parte dei nostri compagni di stanza sono\ntavolo della sala, mi accorgo che la maggior parte dei nostri compagni di viaggio sono signore sillabate\nle cui cartoline di visita diffondono la consapevolezza che nelle loro\npersone sono unite due antiche famiglie e fortune. Al\npiano terra ci sono le signorine Hepburn-Sciennes (pronuncia\nHebburn-Sheens); al piano superiore ci sono la signorina Colquhoun (Cohoon)\ne sua cugina Miss Cockburn-Sinclair (Coburn-Sinkler). Non appena\nHepburn-Sciennes, la signora M'Collop aspetta la signora Menzies di Kilconquhar, di cui si \u00e8 parlato.\nKilconquhar, di cui parleremo come della signora Mingess di Kinyuchar.\nIn casa non c'\u00e8 un uomo; anche lo stivale \u00e8 una ragazza, cos\u00ec che\n22 Breadalbane Terrace \u00e8 un vero e proprio castra puellarum come lo fu mai il castello di Edimburgo con la sua fanciulla.\nCastello di Edimburgo con le sue principesse nubili nei tempi passati.\n\nAbbiamo parlato con Miss Diggity-Dalgety la sera del nostro primo giorno a casa di Mrs.\nM'Collop, quando si avvicin\u00f2 per conoscere i nostri comandi. Poich\u00e9 Francesca\nFrancesca e Salemina erano entrambe nella stanza, decisi di essere il pi\u00f9 scozzese possibile, perch\u00e9\nperch\u00e9 Salemina si vanta di essere considerata una nativa di ogni paese che visita.\nper una nativa di ogni paese che visita.\n\n Ho detto che per il momento non avremo ospiti, signorina Diggity, quindi potete\npu\u00f2 darci solo i piatti ordinari, senza dubbio lei \u00e8 abituata a\nscones, baps o bannocks con marmellata, finnan-haddie o aringhe in scatola per colazione; t\u00e8\naringa per colazione; il t\u00e8, naturalmente non tocchiamo mai il caff\u00e8 al mattino.\nmattina (e qui Francesca trasal\u00ec di sorpresa); porridge, e ci piace che siano ben\nben bolliti, per favore (spero che abbia notato il pronome plurale; Salemina lo fece, e sboll\u00ec con enfasi).\nSalemina e sboll\u00ec per l'invidia); collops tritate per il pranzo, o una bella\nbraciola dal muso nero; brodo scozzese, pease brose o zuppa di cockyleekie a cena.\na cena, e l'haggis di tanto in tanto, con una forma fredda per dessert. Questo\n\u00e8 pi\u00f9 o meno il genere di cose a cui siamo abituati, - solo la semplice vita scozzese.\nvivere.\n\nStavo facendo colpo sulla signorina Diggity-Dalgety, lo vedevo chiaramente; ma Francesca ha rovinato l'effetto chiedendo maliziosamente se potevamo fare una visita a Miss Diggity-Dalgety.\nFrancesca ha rovinato l'effetto chiedendo, maliziosamente, se potevamo\nse a volte potevamo mangiare un Howtowdy con uova alla coque, o il suo piatto preferito, il Wee\ngrumphie con le neeps.\n\nQui Salemina fu costretta a punzecchiare il fuoco per nascondere i suoi sorrisi.\nsorrisi, e la cuoca probabilmente sospettava che Francesca avesse trovato howtowdy\nnel glossario scozzese; ma ci divertivamo molto l'una con l'altra, e questo \u00e8 lo scopo principale della nostra vita.\nscopo principale della nostra vita.\n\nGli antenati di Miss Diggity-Dalgety devono essere stati esposti a influenze straniere.\ninfluenze straniere, perch\u00e9 la signorina intercala le sue conversazioni culinarie con termini francesi.\ntermini francesi, e abbiamo scoperto che questo \u00e8 abbastanza comune. Un \"jigget\" di\ndi montone \u00e8 ovviamente un gigot, e abbiamo identificato un \"ashet\" come un'assiette.\nun'assiette. Le \"code di sottoveste\" che mi ha chiesto di comprare dal\npasticcere sono state un po' pi\u00f9 sconcertanti, ma quando sono state acquistate da Susanna Crum sono apparse\nacquistati da Susanna Crum sembravano essere dei normali pasticcini;\nforse, quindi, petits gastels, dato che gastel \u00e8 un'antica forma di gateau, come bel per beau.\ngateau, come bel per beau. Susanna, dal canto suo, parla del\narmadio della mia camera da letto come un \"orrido\". Di certo non contiene armi,\nnon contiene armi, quindi non pu\u00f2 essere un'armeria, e si ipotizza che la parola sia una corruzione di\ncorruzione di armoire.\n\n Questo \u00e8 stato un tocco notevole per la braciola dalla faccia nera, rise Salemina, quando la signorina Diggity-Dalgety si era ritirata.\nSalemina, quando la signorina Diggity-Dalgety si era ritirata; non che io creda che lo dicano mai.\nche l'abbiano mai detto.\n\n Sono sicuro che devono farlo, ho affermato con fermezza, perch\u00e9 sono passato davanti a un carnaio mentre tornavo a casa e ho visto un cartello con stampato \"Prime Black-Faced Mutton\".\ne ho visto un cartello con su scritto \"Prime Black-Faced Mutton\" (montone di prima scelta).\ndi montone di prima scelta\". Ho visto anche \"vitello nutrito\", ma ho dimenticato di chiederlo al cuoco.\n\n Avremmo dovuto davvero tenere casa a Edimburgo, osserv\u00f2 Francesca,\nalzando lo sguardo dallo Scotsman.  Si pu\u00f2 trovare un \"appartamento residenziale autonomo\" per venti sterline al mese.\nappartamento indipendente\" per venti sterline al mese. Siamo un trio cos\u00ec entusiasta che un\nun appartamento indipendente sarebbe tutto per noi; e se non fosse completamente arredato, ecco un'azienda che desidera\narredato, ecco un'azienda che vuole vendere un \"letto composito\" per sei\ne un \"letto imbottito da uomo\" a cinque sterline. A questi incentivi si aggiunge\nc'\u00e8 qualcuno che pubblicizza che le persone che intendono \"sfollare\nal Whit Term farebbero bene a consultarlo, perch\u00e9 \u00e8 specializzato in mobili di seconda mano e\ndi mobili di seconda mano e di \"cyclealities\". Cosa sono le \"ciclicit\u00e0\", Susanna?\nSusanna? (Era appena arrivata con le braci).\n\n Non posso dirlo, mamma.\n\n Grazie; no, non c'\u00e8 bisogno che lo chieda alla signora M'Collop; non ha alcuna\nconseguenza.\n\nSusanna Crum \u00e8 una giovane donna molto stimabile, pulita, rispettosa,\nvolont\u00e0, capace e metodica, ma come ufficio informazioni \u00e8\n\u00e8 dolorosamente inadeguata. A parte questa singola limitazione, sembra essere un\ndi tutte le buone qualit\u00e0 pratiche; ed essendo cos\u00ec rivestita di virt\u00f9, perch\u00e9\nrivestita di virt\u00f9, perch\u00e9 dovrebbe essere cos\u00ec timida e diffidente?\n\nHa un'espressione che pu\u00f2 significare solo una delle due cose: o ha sentito parlare del tomahawk nazionale e ha paura della violenza sulla terra.\no ha sentito parlare del tomahawk nazionale e teme la violenza da parte nostra.\nnostra, oppure sua madre si \u00e8 spaventata prima che lei nascesse. Questo\nin generale, per quanto riguarda la camminata, la voce e il modo di fare, ma \u00e8 forse la paura che\nche spinge il suo eterno \"non saprei dire\", o forse \u00e8 la cautela e la prudenza scozzese?\ne prudenza? Ha paura di proiettare la sua personalit\u00e0 in modo troppo indecente?\nlontano? \u00c8 l'effetto indiretto dei processi per eresia sulla sua immaginazione? Ricorda forse\nRicorda forse le viti a testa zigrinata delle generazioni precedenti? In ogni caso, non vuole\nnon vuole n\u00e9 affermare n\u00e9 negare, e io la sto sottoponendo a ogni sorta di\ntest, sperando di scoprire finalmente se \u00e8 un caso, un'esagerazione o un\nun'esagerazione o un tipo.\n\nSalemina pensa che il nostro accento americano possa confonderla. Naturalmente intende\nintende quello di Francesca e il mio, perch\u00e9 lei non ne ha; anche se noi abbiamo\nabbiamo talmente mitigato il nostro per amore degli indigeni, che non riusciamo quasi pi\u00f9 a\na malapena riusciamo a capirci. Per quanto riguarda l'accento di Susanna, lei proviene\nAberdeenshire e la sua intonazione \u00e8 al di l\u00e0 del mio potere di riprodurre.\nriprodurre.\n\nNaturalmente desideriamo identificare tutti i piatti nazionali; quindi, questa \u00e8\nzuppa di cocchi, Susanna?  le chiedo, mentre mi passa il piatto a cena.\n\n Non posso dirlo.\n\n Questa verdura mi \u00e8 nuova, Susanna; si tratta forse di cavolo di mare?\n\n Non posso dirlo, mamma.\n\nPoi, alla fine, nella disperazione, mentre un giorno mi porgeva una patata bollita,\nfissai i miei occhi marroni da yankee sui suoi occhi blu presbiteriani,\npresbiteriani, senza impegno, e chiesi: \"Cos'\u00e8 questa verdura, Susanna?\n\nIn un istante si ritir\u00f2, la sua anima, il suo ego, cos\u00ec completamente che\nMi sentivo come se stessi guardando un'imperscrutabile immagine di pietra, mentre lei rispondeva: \"Non posso dire, signora\".\nnon posso dirlo, mamma.\n\nQuesto era troppo! Sua madre poteva essere spaventata, molto male\nspaventata, ma questo era pi\u00f9 di quanto potessi sopportare senza protestare. La\npatata bollita \u00e8 praticamente universale. Non solo \u00e8 comune a tutti i\ntutti i climi temperati, ma ha permeato tutte le classi sociali.\nSono certo che la patata lessa sia stata uno dei principali elementi di\nnella costruzione della struttura in cui Susanna Crum nasconde le sue opinioni ed emozioni.\nnasconde le sue opinioni e le sue emozioni. Ho osservato, quindi, come un apparente ripensamento\napparente ripensamento: \"Perch\u00e9, \u00e8 una patata, non \u00e8 vero, Susanna?\n\nCosa credete che abbia risposto, quando \u00e8 stata messa all'angolo, spinta contro il muro, spinta ai confini della sua persona e della sua nazione?\ncontro un muro, spinta ai limiti della sua libert\u00e0 personale e nazionale?\nlibert\u00e0 personale e nazionale? Sottopose la patata a un secondo attento esame e rispose: \"Non direi che \u00e8 no\".\ne rispose: \"Non direi che \u00e8 no\"!\n\nNon si tratta di terrore fisico ereditato. \u00c8 l'essenza\nessenza concentrata di riserva intelligente, cautela e ostinazione;\n\u00e8 una copertura intellettuale consapevole; \u00e8 un tentativo accanito e determinato di costruire\ntentativo di erigere barriere di difesa tra l'interrogante e l'interrogato.\ninterrogato: deve essere, quindi, il figlio del catechismo e del processo per eresia.\nprocesso per eresia.\n\nAncora una volta, dopo aver stabilito un fatto altrettanto ovvio, riuscii a strapparle la riluttante ammissione: \"Dipende\".\na strapparle la riluttante ammissione: \"Dipende\", ma lei era cos\u00ec\nsconvolta dalla mole e dalla forza di questo esborso, cos\u00ec timorosa di aver messo a repentaglio in qualche modo la sua vita o la sua reputazione, cos\u00ec ansiosa per quanto riguarda il\ndi aver messo a repentaglio la sua vita o la sua reputazione, cos\u00ec ansiosa dell'effetto\neffetto che la sua testimonianza involontaria avrebbe potuto avere su generazioni non ancora nate,\nche non fu di alcun aiuto per il resto della giornata.\n\nVorrei che il Lord Advocate, o qualche moderno omologo di Braxfield,\nil giudice dell'impiccagione, convocasse Susanna Crum come testimone in una\ncaso importante. Avrebbe bisogno del suo piombino pi\u00f9 lungo per scandagliare le profondit\u00e0 della\ndella sua coscienza.\n\nNon ho avuto esperienze legali, ma posso immaginare la scena.\n\n Il prigioniero \u00e8 suo padre, Susanna Crum?\n\n Non posso dirlo, mio signore.\n\n Non hai capito la domanda, Susanna. Il prigioniero \u00e8 tuo\npadre?\n\n Non posso dirlo, mio signore.\n\n Su, su, ragazza mia, devi rispondere alle domande che ti pone la corte.\ntribunale. Sei stata un'inquilina della casa del prigioniero sin dalla tua\nprima consapevolezza. Egli vi ha fornito cibo, alloggio e vestiti\ndurante l'infanzia e la prima giovinezza. L'ha visto durante le visite annuali\nvisite annuali a casa vostra e l'avete osservato mentre svolgeva le consuete funzioni\ngenitoriali per i vostri fratelli e sorelle pi\u00f9 piccoli. Pertanto, ripeto, l'imputato \u00e8\nil prigioniero \u00e8 suo padre, Susanna Crum?\n\n Non direi che non lo \u00e8, mio signore.\n\n Questo \u00e8 davvero oltre il credibile! Quale concezione ha dell'idea\nche si cela nella parola \"padre\", Susanna Crum?\n\n Dipende, mio signore.\n\nE questo, qualche centinaio di anni prima, sarebbe stato il momento naturale e\nmomento efficace per le viti a testa zigrinata.\n\nNon voglio essere inteso come un difensore di queste scomode\napparecchi. Non sarebbero mai stati necessari per ottenere informazioni da me.\nperch\u00e9 avrei passato le notti a inventare cose da confessare di giorno.\ndi giorno. Sono sicuro che avrei riversato un tale fiume di confessioni e ritrattazioni che\ndi confessioni e ritrattazioni che se tutta la Scozia avesse avuto un orecchio\norecchio non avrebbe potuto ascoltare il mio racconto. Mi chiedo solo se,\nnell'estrarre la testimonianza dalla mente comune, la vite a testa zigrinata\nnon sia stata pi\u00f9 necessaria con alcune nazioni che con altre.\n\n\n\nCapitolo V. Emuliamo la taccola.\n\n\n\nGli inviti ci erano piovuti addosso sin dalla consegna delle nostre\nlettere di presentazione, ed era ormai la sera del nostro debutto nella societ\u00e0 di Edimburgo.\nEdimburgo. Francesca si era offerta di svolgere il compito di\ndi lasciare i biglietti, ordinando a tale scopo una victoria privata e vestendosi di\ndi porpora e di lino pregiato.\n\n Molto dipende dalla prima impressione, aveva detto.  Il \"gruppo\" di Miss Hamilton\nHamilton non sar\u00e0 dotato, ma \u00e8 ben vestito. La mia speranza \u00e8 che\nche alcune delle nostre future padrone di casa guardino dalle finestre del secondo piano.\nsecondo piano. Se cos\u00ec fosse, posso assicurare loro in anticipo che io sar\u00f2\nuna pubblicit\u00e0 nazionale.\n\n\u00c8 superfluo sottolineare che, poich\u00e9 mentre usciva di casa cominciava a piovere a dirotto, fu costretta a rimandare indietro la carrozza aperta.\nuscire di casa, fu costretta a rimandare indietro la carrozza aperta,\ne ordinare, per risparmiare tempo, uno dei taxi pubblici alla fermata della Terrazza.\nTerrazza.\n\n Ti dispiacerebbe avere il lamiter, essendo il primo della fila? chiese Susanna di Salemina.\ndi Salemina, che aveva trasmesso il comando.\n\nQuando Salemina non capisce nulla, il mondo \u00e8 tenuto nella pi\u00f9 completa ignoranza.\ne meno che mai si abbasserebbe a chiedere a un'umile serva di tradurre il vernacolo del paese\numile serva di tradurre il vernacolo del paese; quindi rispose affabilmente\ncon gentilezza: \"Certo, Susanna, \u00e8 il genere che preferiamo sempre. I\nsuppongo che sia coperto?\n\nFrancesca non si accorse, finch\u00e9 il cocchiere non scese per consegnare la prima lettera e i biglietti, che aveva un piede equino e una gamba di legno.\nprima lettera e biglietti, che aveva un piede equino e una gamba di legno;\nFu allora che le venne in mente il significato di \"lamiter\". Era\ncoperto, tuttavia, come Salemina aveva supposto, e l'evento ci ha dato una preziosa occasione per\nun'occasione preziosa per mettere alla prova quella prigione dell'apprendimento. Era\nera anche abbastanza sveglio e vigoroso, anche se di certo non conferiva\neleganza a un veicolo, e conosceva tutte le strade del quartiere di\nEdimburgo e ogni vicolo e vicolo della Citt\u00e0 Vecchia. In questo nostro primo\nincontro con lui, ha vacillato solo quando Francesca gli ha chiesto per ultimo di\ndi andare a \"Kildonan House, Helmsdale\"; supponendo, non innaturalmente,\nche fosse un indirizzo noto quanto Morningside House, Tipperlinn,\nda cui era appena arrivata. Il lamitatore non aveva mai sentito parlare di Kildonan House\nn\u00e9 di Helmsdale, e aveva guidato per le strade di Auld Reekie per trent'anni.\ntrent'anni. Nessuno degli autisti che aveva consultato era in grado di fornire informazioni.\ninformazioni; Susanna Crum non poteva dire di averne mai sentito parlare, n\u00e9 la signora M'Collop\nn\u00e9 la signora M'Collop, n\u00e9 la signorina Diggity-Dalgety. Era riservato a\nLady Baird di spiegare che Helmsdale si trovava duecentottanta miglia a\nnord e che Kildonan House distava dieci miglia dalla stazione ferroviaria di Helmsdale.\nstazione ferroviaria di Helmsdale, cosicch\u00e9 il povero lamerista avrebbe dovuto fare un viaggio faticoso anche se\navesse conosciuto la strada. Gli amici che ci avevano consegnato le lettere ai coniugi Jameson-Inglis (Jimm), hanno fatto un passo indietro.\nJameson-Inglis (Jimmyson-Ingals) dovevano aspettarsi che andassimo a visitare John o' Groats, sulla costa settentrionale.\nJohn o' Groats sul confine settentrionale, e che facessimo un salto a Kildonan House durante il tragitto, oppure che inviassimo il nostro biglietto\nKildonan House durante il tragitto, oppure che inviassimo il nostro biglietto di presentazione per posta e attendessimo un\ninvito a passare l'estate. In ogni caso, l'aneddoto si \u00e8 rivelato molto\nmolto gradito ai nostri conoscenti di Edimburgo. Non so se, se dovessero visitare l'America\nvisitassero l'America, apprezzerebbero i racconti della loro stupidit\u00e0\ndella loro stupidit\u00e0 quanto i racconti della nostra, ma in questo caso sono stati davvero molto\napprezzavano molto questo particolare, ed \u00e8 giusto nei nostri confronti dire che\ndire che abbiamo dato loro ogni opportunit\u00e0 di divertimento.\n\nMa devo tornare alla nostra prima grande cena in Scozia. Eravamo\nvestito alle sette e un quarto, quando, guardando di nuovo l'invito,\nscoprimmo che l'ora di cena era alle otto e non alle sette e mezza.\nSusanna non conosceva la distanza esatta e approssimativa da Fotheringay Crescent.\nFotheringay Crescent, ma la fanciulla Boots afferm\u00f2 che si trattava di soli due\nminuti di strada, cos\u00ec ci sedemmo davanti al fuoco per chiacchierare.\n\nEra il banchetto di compleanno di Lady Baird a cui eravamo stati invitati, e\navevamo fatto del nostro meglio per onorare l'occasione. Avevamo preparato un grande\nun grande bouquet legato con il tartan dei Maclean (Lady Baird \u00e8 una Maclean), e avevamo stampato a lettere d'oro su uno dei nastri\nin lettere d'oro su uno dei nastri: \"Un altro per Ettore\", il grido di battaglia del clan.\ngrido di battaglia del clan. Ognuno di noi portava un rametto di agrifoglio, perch\u00e9 \u00e8 il distintivo della famiglia.\ndella famiglia, mentre io aggiunsi una cintura e un nodo alla spalla di velluto tartan\ndi velluto tartan al mio abito verde pallido e ho preso in prestito la collana di smeraldo di Francesca\nFrancesca, convincendola che era troppo giovane per indossare tali gioielli nel vecchio paese.\nvecchio paese.\n\nFrancesca era miseramente invidiosa di non aver pensato per prima al tartan.\nprima.  Puoi considerarti \"geyan fine\", tutta ricoperta di plaid scozzese, ma io non sarei cos\u00ec \"kenspeckle\" per niente al mondo!\nscozzese, ma io non sarei cos\u00ec \"kenspeckle\" per il mondo!\nusando espressioni prese in prestito da Mrs. M'Collop; e per quanto riguarda la dissimulazione della vostra nazionalit\u00e0, non\nla sua nazionalit\u00e0, non si illuda di sembrare nient'altro che\nche un'americana. Ho dimenticato di raccontarvi la conversazione che ho ascoltato in\ntram stamattina, tra una madre e una figlia, che stavano parlando\ndi noi, oserei dire. 'Hanno dei vestiti adatti per una festa cos\u00ec numerosa?\nBella?\" chiese la madre.\n\n 'Pensavo di aver spiegato all'inizio, mamma, che sono\namericani\".\n\n Tuttavia, sapete che sono solo in viaggio, di passaggio, per cos\u00ec dire.\ndi passaggio, per cos\u00ec dire; potrebbero non conoscere le nostre usanze, e noi vogliamo che il nostro\nche la nostra sia una festa intelligente\".\n\n 'Aspetta di vederli, mamma, e probabilmente ti verr\u00e0 voglia di nascondere\nla tua testa ridotta! Sono convinta che se una signora americana fa un viaggio di mezz'ora in tram\nmezz'ora di tram, porti con s\u00e9 un abito da sera completo e una collana di diamanti, nel caso in cui\ncollana di diamanti, nel caso in cui dovesse accadere qualcosa durante il tragitto. Non sono minimamente\nminimamente nervoso per il loro aspetto. Spero solo che non siano troppo\nLe ragazze americane sono cos\u00ec spaventosamente vivaci e informali,\nMi sento sempre come se mi prendessero per la gola!\".\n\n Un'espressione pittoresca, anche se piuttosto vigorosa; tuttavia non fa male essere\nnon fa male essere perfettamente vestiti, disse Salemina consapevolmente, mettendo una pantofola ricamata in acciaio sul\nuna ciabatta ricamata in acciaio sul parafango e sistemando l'agrifoglio nelle\nd'argento della sua veste; poi, quando scopriranno che siamo tutti ben\ne che una di noi \u00e8 intelligente, far\u00e0 pi\u00f9 onore al paese che ci ha dato i natali.\nal paese che ci ha dato i natali.\n\n Naturalmente \u00e8 impossibile dire quale paese ti ha dato i natali,\n replic\u00f2 Francesca, ma questo sar\u00e0 solo a tuo vantaggio: lontano da casa!\ncasa!\n\nFrancesca \u00e8 inflessibilmente, quasi aggressivamente americana, ma Salemina \u00e8 una cittadina del mondo.\nSalemina \u00e8 una cittadina del mondo. Se gli Stati Uniti dovessero essere coinvolti in una guerra,\nsono sicuro che Salemina sarebbe in prima linea con gli altri cannoni Gatling, perch\u00e9 in quel caso sarebbe in gioco un principio.\nperch\u00e9 in quel caso sarebbe in gioco un principio; ma in tutte le questioni minori \u00e8 estremamente\nquestioni minori \u00e8 estremamente priva di pregiudizi. Preferisce la musica tedesca, il clima italiano\nclima italiano, le sartorie francesi, i sarti inglesi, le maniere giapponesi e quelle americane.\nAmericano... qualcosa di americano... ho dimenticato cosa.\nil gelato alla soda o la forma di governo, non ricordo quale.\n\n Mi chiedo perch\u00e9 l'abbiano chiamata 'Fotheringay' Crescent, pens\u00f2 Francesca.\n Sicuramente per via di un'associazione con Maria Stuarda. Povera, povera, bella signora!\nUna regina libera per soli sei anni, e pensate al numero di letti in cui ha dormito e al numero di alberi che ha piantato.\ne al numero di alberi che ha piantato; ne abbiamo gi\u00e0 visti, ho paura di dire quanti.\nabbiamo gi\u00e0 visto, ho paura di dire quanti. Quando ha governato, quando ha tramato,\nsoprattutto quando ha flirtato, con tutte queste corse e inseguimenti per il paese?\ncampagna? La signora M'Collop definisce Anna di Danimarca una \"triste sparpagliata\" e Maria una \"terribile\" pasticciona.\nMary una \"terribile pasticciona\", e sono propensa a concordare con lei. A proposito\nTra l'altro, mentre mi stava preparando il letto stamattina, mi ha detto che sua madre\nmadre rivendicava la discendenza dagli Stewart di Appin, chiunque essi siano.\nSi \u00e8 scusata per i difetti della Regina Maria come se fosse un lontano parente.\nlontana. Se \u00e8 cos\u00ec, il famoso fascino degli Stuart \u00e8 andato perso da qualche parte,\nperch\u00e9 la signora M'Collop non possiede certo le curve seducenti del temperamento.\n\n Proprio in questo momento sceglier\u00f2 alcuni antenati illustri,\nprima di andare alla mia prima cena a Edimburgo, ho detto con decisione.  Mi sembra\nsembra difficile che gli antenati abbiano tutto a che fare con la definizione della nostra\nnazionalit\u00e0 e la nostra posizione nella vita, e noi non abbiamo una parola da dire. Quanto sarebbe\nsarebbe bello scegliere i propri dopo aver raggiunto anni di discrezione, o adottare\ndi discrezione, o di adottarne di diversi a seconda del paese che si\npaese che si visita! Io lo far\u00f2; \u00e8 insolito, ma ci deve essere un pioniere in ogni buon\nci deve essere un pioniere in ogni buon movimento. Lasciatemi pensare: aiutatemi,\nSalemina! Per cominciare, sono un Hamilton; potrei discendere dal logico Sir William e diventare cos\u00ec un\nlogico Sir William, e diventare cos\u00ec l'idolo degli universitari!\ndell'universit\u00e0!\n\n \u00c8 morto solo una trentina d'anni fa e tu dovresti essere sua figlia.\nfiglia: non andrebbe mai bene, disse Salemina.  Perch\u00e9 non prendete\nThomas Hamilton, conte di Melrose e Haddington? \u00c8 stato Segretario di\nSegretario di Stato, Avvocato del Re, Presidente della Corte di Sessione, e ogni genere di cose\nogni sorta di belle cose. Era quello che Re Giacomo chiamava \"Tam o' the Cowgate\"!\nCowgate\"!\n\n Perfettamente delizioso! Non mi interessano molto gli altri suoi titoli, ma\n'Tam o' the Cowgate' \u00e8 irresistibile. Lo prender\u00f2. Era il mio...\nera?\n\n Era almeno il vostro bis-bis-bis-bis-bisnonno; questa \u00e8 una distanza\ndistanza di sicurezza. Poi c'\u00e8 la famosa Jenny Geddes, che ha scagliato il suo\nstola al decano di St. Giles, - anche lei era una Hamilton, se ti piace!\nimmaginate!\n\n S\u00ec, la prender\u00f2 con piacere, risposi con gratitudine.  Naturalmente\nnon so perch\u00e9 abbia scagliato lo sgabello, potrebbe essere stato molto\nriprovevole; ma c'\u00e8 sempre del buono in chi lancia lo sgabello; \u00e8 il tipo di spirito che ci piace ereditare\n\u00e8 il tipo di spirito che ci piace ereditare in forma diluita. Ora, chi\nprendere?\n\n Non ho nemmeno un piolo a cui appendere un antenato scozzese\", disse sconsolata Salemina.\nSalemina sconsolata.\n\n Oh, sciocchezze! Pensate meglio. Chiunque andr\u00e0 bene come punto di partenza; solo che\nsolo che dovete essere onorevoli e mostrare davvero un rapporto, come ho fatto con Jenny e Tam.\ne Tam.\n\n Mia zia Mary-Emma ha sposato un Lindsay, azzard\u00f2 Salemina esitando.\n\n Va bene, risposi con gioia.\n\n   I Gordon, gaiamente vestiti di inglese\n     Hanno indossato il loro tubo e il loro calzino;\n    I Lindsay volavano come il fuoco intorno a loro\n     Finch\u00e9 la mischia non fu spenta\".\n\n Si pu\u00f2 far credere di essere uno dei famosi \"Licht Lindsay\" e si pu\u00f2 cercare un particolare antenato nel proprio libro.\ne potete cercare il particolare antenato nel vostro grande libro. Ora, Francesca,\n\u00e8 il tuo turno!\n\n Sono americana fino alla spina dorsale\", dichiar\u00f2 con insopportabile dignit\u00e0.\ndignit\u00e0.  Non desidero antenati stranieri.\n\n Francesca!  Ho protestato.  Intendete dirmi che potete cenare\ncon un discendente di Sir Fitzroy Donald Maclean, baronetto di Duart e Morven, senza fare alcuno sforzo per risalire alla tua genealogia.\nDuart e Morven, e non fare alcuno sforzo per risalire alla tua genealogia\noltre i vostri genitori?\n\n Se mi spingete alla disperazione, rispose, indosser\u00f2 una bandiera americana tra i capelli, dichiarer\u00f2 che mio padre \u00e8 un pellerossa o\nbandiera americana tra i capelli, dichiarer\u00f2 che mio padre \u00e8 un pellerossa, o un\no un porchettaio, e parler\u00f2 per tutta la sera della superiorit\u00e0 del nostro sistema di controllo e dei nostri\nhotel per tutta la sera. Non voglio andarci, in ogni caso. Sar\u00e0 sicuramente\nCertamente sar\u00e0 rigido e cerimonioso, e l'uomo che mi accoglier\u00e0 mi chieder\u00e0 la popolazione di Chicago e la quantit\u00e0 di grano.\npopolazione di Chicago e la quantit\u00e0 di grano che abbiamo esportato l'anno scorso, - lo fa sempre.\nsempre.\n\n Non vedo perch\u00e9 dovrebbe, dissi. Sono sicuro che non sembra che tu lo sappia.\nsapesse.\n\n Finora il mio aspetto non mi ha protetto\", rispose tristemente.\n Salemina \u00e8 cos\u00ec flessibile, e tu sei cos\u00ec drammatica, che entri in tutte queste esperienze con\ntutte queste esperienze con entusiasmo. Credi gi\u00e0 pi\u00f9 della met\u00e0\nnella storia di Tam o' the Cowgate. Ma non ci sar\u00e0 nulla per me nella\nEdimburgo; ci saranno solo ecclesiastici...\n\n I ministri, interviene Salemina, sono tutti ministri e professori. I miei\nRedfern non saranno apprezzati e i miei abiti da sera Worth saranno peggio che sprecati!\nche sprecati!\n\n Ci sono alcune migliaia di studenti di medicina, dissi incoraggiante, e tutti i giovani avvocati.\ntutti i giovani avvocati, e una spruzzata di militari... conoscono i vestiti di Worth.\nI vestiti valgono.\n\n E, continuava Salemina con tono pungente, ci saranno sempre, anche in una citt\u00e0\ncitt\u00e0 intellettuale come Edimburgo, alcuni uomini che continueranno a sfuggire a\ntutte le influenze che si sviluppano intorno a loro, e rimangono banali,\nmanichini convenzionali, dediti al ballo e al flirt. Non temete, vi troveranno!\nvi troveranno!\n\nSembra una cosa dura, ma a nessuno dispiace Salemina, tanto meno a Francesca,\nche sa bene di essere la pupilla di quella zitella. Ma in questo\nSusanna apre la porta (in modo timoroso, come se dietro ci fosse una\npantera dietro) e annuncia il taxi (con lo stesso tono con cui annuncerebbe la bestia).\ncon lo stesso tono con cui annuncerebbe la bestia); raccogliamo i nostri drappeggi e veniamo portati via dal lamiter\ndalla lamerista per cenare con la nobilt\u00e0 scozzese.\n\n\n\nCapitolo VI. La societ\u00e0 di Edimburgo, passato e presente.\n\n\n\n  Chi ultimo accanto alla sua sedia far\u00e0\n   \u00c8 il re tra noi tre!\".\n\nFu la principessa Dashkoff a dire, nell'ultima parte del Settecento, che tra tutte le societ\u00e0 di uomini di talento\nSettecento, che di tutte le societ\u00e0 di uomini di talento che aveva incontrato nei suoi\ndi uomini di talento che aveva incontrato nei suoi viaggi, quella di Edimburgo era la prima in fatto di\ncapacit\u00e0.\n\nForse si potrebbe fare la stessa osservazione oggi, senza discostarsi molto dalla verit\u00e0.\ndalla verit\u00e0. Non si trovano, tuttavia, tanti nomi noti come quelli che sono\nassociati agli annali dei Club del Capo e del Poker o dei Crochallan\nCrochallan, quei famosi gruppi di uomini famosi che si riunivano per rilassarsi (e per ubriacarsi, credo).\nebbrezza, credo) al vecchio Isle of Man Arms o alla Dawney's Tavern in Anchor Close.\nDawney's Tavern in Anchor Close. Tra questi gruppi c'erano luci splendenti\npoeta Robert Fergusson, lo storico e filosofo Adam Ferguson, Gavin Wilson, Gavin Ferguson e Adam Ferguson.\nfilosofo, Gavin Wilson, Sir Henry Raeburn, David Hume, Erskine,\nNewton, Gillies, Monboddo, Hailes, Kames, Henry Mackenzie, e lo stesso\nPoeta dell'Aratro stesso, che ha mantenuto vivo il ricordo dei Crochallan\nin molti versi gioviali come quello in cui descrive Smellie, l'eccentrico filosofo e tipografo\neccentrico filosofo e stampatore:--\n\n  Lo scaltro Willie Smellie venne a Crochallan,\n   Il vecchio cappello a ghiera, la grigia sopravveste uguale,\n   la barba irta che si alzava appena nella sua forza;\n    Quattro lunghe notti e giorni fino alla notte della rasatura\";\n\no nel caratteristico quadro di William Dunbar, uno spiritoso dell'epoca,\ne il pi\u00f9 allegro dei Fencibles:--\n\n   Mentre passavo da Crochallan\n     Mi sono tenuto in piedi con la cannuccia;\n   Willie, ronzante e ruggente\n     era seduto a quel tavolo;\n   Seduto al bancone,\n     E in mezzo a una bella compagnia!\n   Willie il rattuso, il ruggente,\n     sei il benvenuto qui da me!\".\n\no nei versi su Creech, l'editore di Burns, che lasci\u00f2 Edimburgo per un certo periodo nel 1789.\nEdimburgo nel 1789. I \"Willies\", tra l'altro, sembrano essere particolarmente ispirati\nai ballatisti scozzesi.\n\n  'Oh, Willie era un uomo spiritoso,\n   e aveva un'aria poco pulita!\n   Auld Reekie aye he keepit tight\n     e trigonometrico e coraggioso;\n   Ma ora la prenderanno di mira come uno spavento...\n     Willie \u00e8 pronto!\n\nPenso che forse i raduni di oggi non siano n\u00e9 cos\u00ec\nn\u00e9 cos\u00ec allegri n\u00e9 cos\u00ec brillanti come quelli dell'epoca di Burns, quando\n\n  Willie prepar\u00f2 un bicchiere di maut,\n   e Rob e Allan vennero a prepararsi;\n\nma lo standard ideale di questi incontri sembra essere espresso nei versi\nrighe:--\n\n  Chi siede per ultimo accanto alla sua sedia lo far\u00e0,\n   \u00e8 il re tra noi tre!\".\n\nOggi, mentre siedono sulle loro sedie fino alla fine del banchetto, c'\u00e8 indubbiamente un po' di sobriet\u00e0 moderna\nsobriet\u00e0 moderna, senza dubbio si unisce anche un pizzico di moderna ottusit\u00e0 e discrezione.\ndiscrezione.\n\nPer un americano il grande fascino di Edimburgo \u00e8 la sua atmosfera tranquilla:\nnon l'ozio di un villaggio derivante dalla mancanza di idee e motivazioni, ma l'ozio di una citt\u00e0 che si appoggia alla tradizione e alla\ndi idee e di motivazioni, ma l'ozio di una citt\u00e0 che si adagia grandiosamente sulla tradizione e sulla storia.\nstoria; che ha fatto il suo lavoro e non ha bisogno di tessere il suo\ndi tessere i propri abiti, di scavare i propri carboni o di fondere il proprio ferro\".\n\nQuesto ci \u00e8 stato ricordato pi\u00f9 di una volta, e non ha mai mancato di deprimerci\ndi deprimerci a dovere. Se uno avesse mai vissuto a Pittsburg, Fall River o\nKansas City, ritengo che sarebbe quasi impossibile mantenere il\nrispetto per se stessi in un luogo come Edimburgo, dove i cittadini \"sono liberati dal dominio\ndal dominio volgarizzante dell'ora\". Ogni volta che uno dei grandi uomini di Auld\nReekie ha assunto questo tono con me, mi sono sempre sentito come se fossi\ncome se fossi il germe di un uovo mezzo schiuso, e lui un gallo anziano e signorile\nche mi guardava con piet\u00e0 attraverso il guscio. Lui, creatura fortunata, aveva vissuto\ntutte le lotte che io avrei dovuto affrontare; lui, infatti, era stato\nliberato dal \"dominio volgarizzante dell'ora\"; ma io, poverina,\ndevo crescere e crescere, e continuare a beccare il mio guscio, al fine di raggiungere\nl'esistenza.\n\nSydney Smith dice in una delle sue lettere: \"Non dimenticher\u00f2 mai i giorni felici trascorsi l\u00ec [a Edimburgo], tra odori odiosi, barbarie, e\ngiorni felici trascorsi l\u00ec [a Edimburgo], tra odori odiosi, suoni barbari, cattive cene, cuori eccellenti e le persone pi\u00f9 illuminate e\nsuoni barbari, cene pessime, cuori eccellenti e le pi\u00f9 illuminate e\ne colte\". La sua unica critica alla conversazione di quel\ndi quel tempo (1797-1802) riguardava la prevalenza di quella forma di umorismo scozzese che veniva\numorismo scozzese che veniva chiamato \"wut\", nonch\u00e9 le dispute e la dialettica.\ndialettica. Noi siamo stati pi\u00f9 fortunati di Sydney Smith, perch\u00e9 Edimburgo\nha superato i suoi odori odiosi, i suoi suoni barbari e le sue cattive cene e, cosa meravigliosa da raccontare, ha mantenuto le sue eccellenti qualit\u00e0,\ne, cosa meravigliosa da raccontare, ha conservato i suoi cuori eccellenti e le sue\ne colte. Per quanto riguarda il misticismo e la dialettica, dove si possono trovare\ndove si pu\u00f2 trovare una base migliore per la conversazione a tavola?\n\nLa tavola ospitale in s\u00e9 non presenta differenze eclatanti rispetto alla nostra\nnostre, a parte l'usanza di servire i dolci in piatti da minestra con\ndolci in piatti da minestra con cucchiaini da dessert, di un numero minore di forchette in parata, del\ncoltello da pesce su ogni piatto, della prevalenza di \"forma salata\" e \"forma fredda\" e dell'insolita\nforma fredda\" e dell'insolita grazia e maestria con cui la padrona di casa\npadrona di casa. Anche in occasione di cene molto abbondanti si vede di tanto in tanto una signora di alto rango\ndi alto livello che taglia le giunture di polli e uccelli con estrema delicatezza, mentre il suo signore\nmentre il suo signore guarda in felice ozio, pensando, forse, a quanto siano cambiati in meglio i tempi\ntempi siano cambiati in meglio dai tempi delle lotte e dei\ndi sangue, quando i nobili scozzesi\n\n  'Hanno cucinato a tavola con guanti d'acciaio,\n   e bevevano il loro vino attraverso elmi sbarrati\".\n\nIl maggiordomo scozzese non assomiglia affatto a quello inglese. Nessun uomo potrebbe\nessere rispettabile come sembra, nemmeno un anziano del kirk, a cui assomiglia molto.\nsomiglia molto. Porge il piatto come se fosse una cassetta dei contributi,\ne nei suoi momenti di tranquillit\u00e0, quando sta dietro al \"maister\", mi aspetto sempre che pronunci un\nsempre mi aspetto che pronunci una benedizione. Il maggiordomo inglese,\nquando vuole evitare di dare l'impressione di ascoltare la conversazione,\nguarda con occhi spenti nel vuoto; il maggiordomo scozzese guarda distintamente\nverso il cielo, come se stesse rimuginando sul principio della giurisdizione coordinata\ngiurisdizione coordinata con la subordinazione reciproca. Sarebbe impossibile per me negare\nnegato la chiave della cantina a un essere cos\u00ec intriso di santit\u00e0, ma \u00e8 stato fatto.\nmi \u00e8 stato detto che \u00e8 stato fatto in alcuni casi rari e isolati.\n\nPer quanto riguarda i servizi igienici, gli uomini si vestono come tutti gli altri uomini (ahim\u00e8, e ahim\u00e8, che lo diciamo, perch\u00e9 speravamo continuamente di avere il kilt!\nche lo si dica, perch\u00e9 speravamo continuamente in un kilt!\nsembra che non sia sopravvissuto lo spirito del finzionale Lord Napier.\nForse ricorderete che Lord e Lady Napier sono arrivati a Castlemilk\nnel Lanarkshire con l'intenzione di fermarsi una settimana, ma annunciarono la mattina dopo che si erano verificate\nmattina che si era verificata una circostanza che rendeva indispensabile\ndi tornare senza indugio alla loro sede nel Selkirkshire. Questa fu l'unica\nspiegazione fornita, ma si scopr\u00ec in seguito che il valletto di Lord Napier aveva\nNapier aveva commesso il grave errore di impacchettare una serie di\ndi colletti che non corrispondevano in PUNTO DI DATA alle camicie che accompagnavano!\nche accompagnavano!\n\nLe signore dell'alta societ\u00e0 di Edimburgo indossano fripperie e chiffon francesi, come le loro sorelle in ogni luogo.\ne chiffon, come le loro sorelle in ogni luogo, ma le altre donne dell'alta societ\u00e0 vestono un po' pi\u00f9\nsociet\u00e0 si vestono in modo un po' pi\u00f9 sobrio rispetto alle loro cugine di Londra, Parigi o New York,\nParigi o New York. La sobriet\u00e0 del gusto e la severit\u00e0 dello stile che caratterizzano le scozzesi\nche caratterizzano le donne scozzesi possono essere dovute, come i dubbi di Susanna Crum, alla\nal catechismo pi\u00f9 breve o forse, in qualche misura, alla presenza di tre rami del Presbiterio.\npresenza tra loro di tre rami della Chiesa presbiteriana; la societ\u00e0 che porta nel suo seno il\nsociet\u00e0 che porta nel suo seno tre tipi di presbiterianesimo distinti e antagonisti allo stesso tempo\nPresbiteriano allo stesso tempo, deve avere i suoi momenti freddi.\n\nAll'epoca di Lord Cockburn le \"dame di razza elevata e aristocratica\ndovevano essere sufficientemente attente alle frivolezze femminili per essere\nessere vestite in modo splendido e stravagante. Non conosco in tutta la letteratura\nnon conosco in tutta la letteratura un ritratto a parole pi\u00f9 delizioso e realistico di quello che Lord Cockburn d\u00e0\ndi Mrs. Rochead, la signora di Inverleith, nei Memorials. \u00c8 del tutto\ndegno di essere appeso accanto a una tela di Raeburn; non si pu\u00f2 dire di pi\u00f9.\n\nA parte la signora Siddons in alcune delle sue esibizioni di magnifica regalit\u00e0,\nnessuno poteva sedersi come la signora di Inverleith. Salperebbe come una nave da\ncome una nave proveniente da Tarshish, splendida in velluto o seta frusciante, vestita con\ntutti gli accessori: ventagli, orecchini e anelli per le dita, maniche cadenti\nmaniche, boccetta di profumo, borsa ricamata, cerchio e strascico; gestendo tutta questa\ncon la stessa facilit\u00e0 con cui un cigno in piena forma gestisce il suo piumaggio.\nil suo piumaggio. Prendeva possesso del centro di un grande divano,\ne nello stesso momento, senza il minimo sforzo visibile, lo copriva\ntutto il divano con la sua audacia, le pieghe aggraziate sembravano stendersi\ncome onde d'estate. Anche la discesa dalla carrozza\ndalla carrozza, dove sedeva come un nautilus nella sua conchiglia, era un'esibizione che nessuno al giorno d'oggi potrebbe\nnessuno in questi giorni potrebbe realizzare o anche solo immaginare. La carrozza color gelso\ngelso, apparentemente non troppo grande per quello che conteneva, sebbene ci fosse solo lei; la bella e bella carrozza\nc'era solo lei; il cocchiere bello e allegro e la sua splendida veste a martello\ndi merletti; i due rispettosi camerieri in livrea, uno per lato\ndella scalinata riccamente rivestita di moquette, questi si perdevano di vista nella lenta\nmaestosit\u00e0 con cui la Signora di Inverleith scese e tocc\u00f2 la terra.\nterra\".\n\nIl mio vicino di tavolo alla cena di Lady Baird \u00e8 rimasto sorpreso dalla mia\nche io abbia citato Lord Cockburn. I domestici qui sembrano sempre sorpresi quando si sa qualcosa.\nsorpresi quando si sa qualcosa; ma sono sempre anche deliziati,\nin modo che lo stupore sia meno forte. \u00c8 vero, avevo letto le Memorie\nsolo la settimana precedente e non ne avevo mai sentito parlare prima di allora;\nma questo dettaglio, secondo le mie teorie, non fa alcuna differenza. La donna che sa come e quando\ndonna che sa come e quando \"leggere\", che legge perch\u00e9 vuole essere\ndi essere in sintonia con un nuovo ambiente; la donna che ha arguzia e prospettiva sufficienti per essere\nprospettiva sufficiente per essere stimolata da nuove condizioni e accesa da nuove influenze.\nnuove influenze, che \u00e8 suscettibile alle vibrazioni della storia degli altri, \u00e8 sicura di essere abbastanza\nstoria altrui, \u00e8 sicura di essere abbastanza intelligente ed estremamente piacevole,\nse solo \u00e8 sufficientemente modesta. Credo che il mio vicino mi abbia trovato\npiacevole dopo aver scoperto il mio punto di vista. Era un\ne un conte ci mette sempre un po' di tempo a capirmi.\nme. Non so perch\u00e9, perch\u00e9 di certo non riterrei cortese\ndi interporre barriere reali tra la nobilt\u00e0 e quella porzione di \"masse\" rappresentata dal mio\nmassa\" rappresentata dalla mia umile persona.\n\nAll'inizio mi sembr\u00f2 che il conte non si applicasse con molta assiduit\u00e0 allo studio delle\ncon molta assiduit\u00e0 allo studio delle mie peculiarit\u00e0 nazionali, ma perdesse\ntempo a guardare Francesca, che si trovava di fronte. Lei \u00e8\n\u00e8 certamente molto bella e non l'ho mai vista cos\u00ec bella come a quella cena.\nocchi come stelle e le guance e le labbra di uno splendido color cremisi, perch\u00e9 era in lite.\ncremisi, perch\u00e9 stava litigando con il suo cavaliere di servizio sui meriti\nmerito della Scozia e dell'America, e a quanto pare smisero di parlarsi dopo l'insalata.\ndi parlarsi dopo l'insalata.\n\nQuando il conte mi aveva sufficientemente stuzzicato con la sua devozione per la cena e le sue\ne i suoi sguardi a Francesca, ho iniziato un tentativo sistematico di ottenere\ndi ottenere il suo (transitorio) soggiogamento. Naturalmente sono ardentemente legata a Willie\nBeresford e lo preferisco a qualsiasi conte della Gran Bretagna, ma il rispetto per se stessi richiede\nrichiede qualcosa da mangiare. Vedevo Salemina all'estremit\u00e0\nall'estremit\u00e0 del tavolo raggiante per il successo, il W.S. al suo fianco che si chinava sempre\na cogliere le perle di pensiero (artificiali) che le cadevano dalle labbra.\ndalle sue labbra.  La signorina Hamilton sembra semplice (mi \u00e8 sembrato di sentirla dire);\n ma in realt\u00e0 \u00e8 profonda come il brigantino Currie!  Dove ha preso questa allusione?\nallusione? E ancora, quando il W.S. le ha chiesto dove sarebbe andata quando ha lasciato Edimburgo, non lo so.\nquando lasci\u00f2 Edimburgo, rispose pensierosa.\n Sto aspettando che l'ombra di Montrose mi indirizzi, come disse il Visconte Dundee al vostro Duca di Montrose.\nDundee disse al vostro Duca di Gordon.  L'incantato scozzese non sapeva\nche lei aveva perfezionato questo stile di conversazione grazie alla lunga esperienza\ncon i Q.C. d'Inghilterra. A proposito del mio essere profondo come il brigantino Currie (qualunque cosa sia).\nBrig (qualunque esso sia); Salemina \u00e8 pi\u00f9 profonda dell'Oceano Atlantico! I\nmi prender\u00f2 la briga di informare il suo scrittore al Signet, dopo cena, che\nche mangia zucchero sul suo porridge ogni mattina; questo gli dimostrer\u00e0 la sua\nnazionalit\u00e0 in modo definitivo.\n\nIl conte si interess\u00f2 moltissimo ai miei nuovi antenati e approv\u00f2\npienamente la mia scelta. Crede che il mio nome sia dovuto a Lady Penelope Belhaven, che viveva a Leven Lodge, una villa di campagna.\nPenelope Belhaven, che viveva a Leven Lodge, una delle ville di campagna dei Conti di Leven, da cui egli stesso discende.\ndei Conti di Leven, da cui lui stesso discende.  Questo\nci rende parenti?  Ho chiesto.  Parenti, senza dubbio, rispose,\n ma non troppo vicini da distruggere il fascino dell'amicizia.\n\nPensava che fosse molto pi\u00f9 bello scegliere i propri antenati piuttosto che lasciare a loro tutte le responsabilit\u00e0.\ndi lasciare a loro tutta la responsabilit\u00e0, e diceva che si sarebbero risparmiati un mondo di\nproblemi se questo metodo potesse essere adottato universalmente. Ha aggiunto che\nsarebbe stato lieto di separarsi da molti dei suoi, ma dubitava che li avrei accettati, perch\u00e9 erano \"di qualit\u00e0\".\nche li avrei accettati, dato che erano \"un po' graffianti\". (Uso il suo linguaggio\nlinguaggio, che mi sembrava deliziosamente facile per un conte con la cintura). Era\naffascinato dalla storia di Francesca e del lamitatore e si offr\u00ec di accompagnarmi a Kildonan House.\ndi accompagnarmi a Kildonan House, a Helmsdale, il primo giorno di bel tempo. Gli dissi\nche era abbastanza sicuro nel fare la proposta, perch\u00e9 avevamo gi\u00e0 avuto la bella giornata e avevamo capito che il\nbella giornata e avevamo capito che il clima si era esaurito e si era\nsi era ritirato per la stagione.\n\nIl signore alla mia sinistra, un illustre decano del Cardo, mi ha dato qualche momento di sconforto dicendomi che la vecchia usanza dei \"giri\nqualche momento di sconforto dicendomi che la vecchia usanza dei \"giri\" di brindisi\ndi brindisi a Lady Baird nelle occasioni formali, e che prima che le signore si ritirassero\nprima che le signore si ritirassero, ognuno sarebbe stato chiamato a esprimere i propri\nsentimenti.\n\n Che tipo di sentimenti?  domandai, quasi sopraffatto dal terrore.\n\n Frasi epigrammatiche espressive di sentimenti o virt\u00f9 morali,\n rispose facilmente il mio vicino.  Non sono pi\u00f9 cos\u00ec formali e banali come un tempo.\ncome lo erano in passato, quando alcuni dei brindisi preferiti erano\nQuando alcuni dei brindisi preferiti erano: \"Che il piacere della sera porti con s\u00e9 i riflessi del mattino!\nche gli amici della nostra giovinezza siano i compagni della nostra vecchiaia!\nche il cuore onesto non si senta mai in difficolt\u00e0\". Che la mano della carit\u00e0\ncarit\u00e0 possa asciugare l'occhio del dolore!\".\n\n Non potr\u00f2 mai farlo al mondo!  Ho esclamato.  Oh, non si dovrebbe mai,\nmai lasciare il proprio paese! Un signore inglese, cinico e leggero, mi ha detto che\ninglese mi disse che spesso sarei stato chiamato a leggere inni e a recitare versetti delle Scritture\ne recitare versetti delle Scritture alle cene di famiglia a Edimburgo, e spero di essere sempre pronto a farlo.\nSpero di essere sempre pronto a farlo; ma nessuno mi ha avvertito che dovrei\nche avrei dovuto sviluppare sentimenti epigrammatici su due piedi.\n\nLa mia confusione era cos\u00ec evidente che il buon rettore ha ceduto e ha confessato di essersi imposto sulla mia ignoranza.\ndi essersi imposto sulla mia ignoranza. Mi fece ridere di cuore con la\nstoria di un povero monaco di Arndilly. Era stato chiamato a sua volta, in occasione di\nuna grande festa e non aveva nulla che lo aiutasse in un esercizio a cui\nnuovo, a parte l'esempio dei suoi predecessori, sollev\u00f2 il bicchiere dopo essersi\ndopo essersi dimenato e aver gemuto a lungo, diede: \"Il riflesso della luna nel\ndel lago!\n\nIn quel momento Lady Baird mi lanci\u00f2 un'occhiata e ci alzammo tutti per andare in salotto.\nma mentre andavo dalla mia sedia alla porta, dove il conte mi accompagn\u00f2, disse galantemente\nmi accompagn\u00f2, disse galantemente: \"Suppongo che gli uomini del vostro paese\nnon prendano lo champagne a cena? Non posso immaginare che lo desiderino quando\na cena accanto a una donna americana!\n\n\u00c8 stato affascinante, anche se ha fatto un complimento al mio Paese a mie spese.\na mie spese. A uno piace, naturalmente, che il tipo sia riconosciuto come bello; allo stesso tempo, la sua osservazione sarebbe stata pi\u00f9 lusinghiera se\nallo stesso tempo il suo commento sarebbe stato pi\u00f9 lusinghiero se fosse stato\nmeno generoso.\n\nQuando ricordo che mi ha offerto i suoi antenati, mi ha chiesto di guidare per duecentottanta\nottanta miglia e mi ha paragonato allo champagne, sento che,\ncon il mio cuore gi\u00e0 occupato e la mia mano promessa, difficilmente avrei potuto\ndifficilmente avrei potuto fare di pi\u00f9 nel corso di una sola ora di cena.\n\n\n\nCapitolo VII. Francesca incontra lo scozzese non conquistato.\n\n\n\nLe esperienze di Francesca non sono state altrettanto fortunate; in effetti, non l'ho mai vista pi\u00f9\npi\u00f9 fuori di s\u00e9 di quanto non lo fosse durante la nostra lunga chiacchierata davanti al fuoco,\ndopo il nostro ritorno a Breadalbane Terrace.\n\n Come \u00e8 andata con il suo delizioso ministro?\ndella giovane donna, mentre gettava il suo involucro non offeso sullo schienale di una sedia.\nsedia.  Era l'uomo pi\u00f9 bello della stanza; chi \u00e8?\n\n \u00c8 il reverendo Ronald Macdonald, il pi\u00f9 sgradevole,\ncondiscendente e irascibile che abbia mai incontrato!\n\n Perch\u00e9, Francesca!  Ho esclamato.  Lady Baird parla di lui come del suo\nnipote preferito e dice che \u00e8 pieno di fascino.\n\n \u00c8 pieno di fascino come quando l'ho conosciuto, rispose la ragazza con nonchalance.\ncon nonchalance; cio\u00e8, questa sera non se ne \u00e8 separato.\nEra incorreggibilmente rigido e scortese, e oh! cos\u00ec scozzese! Credo che se uno lo\nse lo si bucasse con uno spillo da cappello, la farina d'avena volerebbe in aria!\n\n Senza dubbio gli avrete illustrato, a inizio serata, gli incommensurabili vantaggi del nostro sistema di vagoni letto, la superiorit\u00e0 del\nincommensurabili vantaggi del nostro sistema di carrozze letto, della superiorit\u00e0 dei nostri ascensori\ndei nostri ascensori a scorrimento veloce e dell'altezza dei nostri edifici?\nSalemina.\n\n Le ho nominate, rispose Francesca in modo evasivo.\n\n Lei ha naturalmente inveito contro il clima scozzese?\n\n Oh, vi ho accennato, ma solo quando ha detto che le nostre estati calde devono essere insopportabili.\ninsopportabili.\n\n Suppongo che tu abbia ripetuto l'osservazione che hai fatto a pranzo, che le signore\nche aveva visto in Princes Street erano eccessivamente sobrie?\n\n S\u00ec, l'ho fatto! rispose lei con tono acceso; ma questo perch\u00e9 lui diceva che le ragazze americane\nragazze americane avevano in genere un aspetto esangue e fragile. Le chiese se era vero che\nse fosse vero che mangiavano gesso e matite di ardesia. Non era forse\ninsopportabile? Risposi che quelli erano i principali alimenti solidi,\nma che dopo che la loro carnagione si era consolidata, per cos\u00ec dire, i loro genitori\ngenitori spesso concedevano loro sottaceti e chiaretto nativo per variare la dieta.\n\n Che cosa ha risposto?  Ho chiesto.\n\n Oh, ha detto: \"Proprio cos\u00ec, proprio cos\u00ec\"; questa era la sua risposta invariabile a\ntutte le mie battute. Poi, quando gli dissi casualmente che i negozi sembravano\nmolto piccoli, bui e soffocanti e che non c'erano tanti tartan e plaid nelle vetrine come da noi.\ntartan e plaid nelle vetrine come ci aspettavamo, ha osservato che\nche su quest'ultimo punto la stagione americana non si era ancora aperta!\nPoi afferm\u00f2 che nessuna citt\u00e0 reale in Europa poteva vantare dieci secoli di\nsecoli di storia cos\u00ec gloriosa e appassionante come Edimburgo. Ho detto che\nche al momento non sembra che si agiti molto e che tutto in Scozia sembra un po' lento per un\nScozia sembrava un po' lento per un americano; che non avrebbe potuto avere un'idea di spinta o di impresa\ndi spinta o di intraprendenza finch\u00e9 non avesse visitato una citt\u00e0 come Chicago. Lui replic\u00f2\nche, fortunatamente, Edimburgo era particolarmente libera dall'impronta del\ne della contabilit\u00e0; che era Weimar senza Goethe,\nBoston senza il suo twang!\n\n Incredibile! grid\u00f2 Salemina, profondamente ferita nel suo orgoglio locale.  Lui\nnon avrebbe mai potuto dire \"twang\" se non l'aveste messo alla prova oltre misura!\n\n Oserei dire che l'ho fatto; \u00e8 un tipo facile da provare, rispose Francesca.  Gli ho chiesto, con\nsarcastico, se fosse mai stato a Boston. No\", disse, \"non \u00e8 necessario andarci!\nnon \u00e8 necessario andarci! E mentre discutiamo di queste cose\", ha proseguito.\nha proseguito, \"come va la tua dispepsia americana in questi giorni, - hai\ndeciso qual \u00e8 la causa?\n\n S\u00ec, l'abbiamo fatto\", dissi io, veloce come un lampo; \"abbiamo sempre accolto pi\u00f9 stranieri di quanti ne potessimo assimilare\".\npi\u00f9 stranieri di quanti ne potessimo assimilare!\". Volevo dirgli che uno scozzese del suo tipo\nscozzese del suo tipo avrebbe sconvolto la digestione nazionale ovunque, ma mi trattenni.\nmi trattenni.\n\n Sono contenta che tu ti sia trattenuta... una volta, esclam\u00f2 Salemina.  Che\npersona di tatto deve essere il reverendo Ronald, se l'avete riferito\nse lo avete denunciato fedelmente! Perch\u00e9 non avete rinunciato a lui e non vi siete rivolti all'altro vostro\nvicino?\n\n L'ho fatto, appena ho potuto con cortesia; ma l'uomo alla mia sinistra era il tipo che mi perseguita sempre alle cene.\ntipo che mi perseguita sempre durante le cene; se la padrona di casa non ne ha uno nella sua\nse la padrona di casa non ne ha uno nella sua lista dei visitatori, ne importa uno per l'occasione. Mi chiese subito di\ndi che materiale \u00e8 fatto il ponte di Brooklyn. Gli risposi che non lo sapevo\nnon lo sapevo. Perch\u00e9 dovrei? Ci vado raramente. Poi mi ha chiesto se fosse\nun ponte sospeso o a sbalzo. Naturalmente non lo sapevo, non sono un\nun ingegnere.\n\n Lei \u00e8 cos\u00ec privo di tatto, inutilmente schietto\", mi sono rivolta.  Perch\u00e9 non\nnon ha detto apertamente che il ponte di Brooklyn \u00e8 una trave di legno con\nguttaperca? Non lo sapeva, altrimenti non glielo avrebbe chiesto. Non poteva\nNon poteva scoprirlo prima di arrivare a casa, e non l'avreste mai pi\u00f9\ne se l'avesse fatto, e lui l'avesse derisa, lei avrebbe potuto ridere vivacemente e dire\nridere vivacemente e dire che stavi scherzando. Questo \u00e8 il mio metodo e\n\u00e8 l'unico modo per preservare la vita in un paese straniero. Anche il mio\nconte, che non era assetato di informazioni (per fortuna), mi ha chiesto la popolazione del\npopolazione del Parco di Yellowstone, e io gli ho semplicemente detto trecento\nmila, a colpo sicuro.\n\n Questo non avrebbe mai soddisfatto il mio vicino, disse Francesca.  Trovandomi\nin un cos\u00ec deplorevole stato di ignoranza, mi spieg\u00f2 il principio del suo\ndel suo stupido Forth Bridge. Quando dissi di aver capito perfettamente\nperfettamente, solo per arrivare in acque pi\u00f9 basse, dove non avremmo avuto bisogno di alcun\nponte, il reverendo Ronald si un\u00ec alla conversazione e mi chiese di ripetergli la spiegazione.\nripetere la spiegazione a lui. Naturalmente non ci riuscii, e lui sapeva che non potevo\nnon potevo, e lui sapeva che non potevo quando me l'ha chiesto, cos\u00ec l'uomo del ponte (non so il suo nome,\nnon conosco il suo nome e non mi interessa saperlo) ha disegnato un diagramma dell'idolo nazionale sul suo\ne tenne una noiosa ed elaborata conferenza su di esso. Ecco il\ne ora che sono passate tre ore non riesco a capire da che parte\nnon riesco a capire da che parte girare il disegno per mettere il ponte a destra; se c'\u00e8 qualcosa di\nse c'\u00e8 qualcosa di sconcertante al mondo, sono questi piani e diagrammi architettonici.\ndiagrammi architettonici. Lo appunter\u00f2 al muro e chieder\u00f2 al reverendo Ronald\nda che parte va.\n\n Vuoi dire che ci chiamer\u00e0? Abbiamo gridato di concerto.\n\n Mi chiese se poteva venire a continuare la nostra \"stimolante\" conversazione,\ne visto che Lady Baird era in piedi, non potevo certo dire di no. Sono sicura di una cosa: prima di finire con lui\ndi una cosa: che prima di finire con lui allargher\u00f2 il suo orizzonte in modo da\nin modo che sia in grado di vedere qualcosa oltre alla Scozia e alla sua piccola\ninsignificante parrocchia del Fifeshire! Gli ho detto che le nostre parrocchie di campagna in\nAmerica erano dieci volte pi\u00f9 grandi della sua. Mi disse che aveva sentito dire che coprivano\nche coprivano una buona quantit\u00e0 di territorio e che gli stipendi dei ministri venivano\nche gli stipendi dei ministri erano a volte pagati in carne di maiale e patate. Questo dimostra lo stile delle sue\nreplica!\n\n Non so davvero decidere chi di voi due sia stato pi\u00f9 sgradevole, disse Salemina.\nSalemina; se mi chiama, non rester\u00f2 nella stanza.\n\n Non lo gratificherei rimanendo fuori, replic\u00f2 Francesca.  Lui \u00e8\n\u00e8 estremamente benefico per la circolazione; credo di non aver mai avuto tanto caldo in vita mia come quando\ncome quando parlavo con lui; come esercizio fisico \u00e8 pari al\nbicicletta. Anche l'uomo del ponte sta venendo a trovarci. Gli ho fatto un diagramma\ndi Breadalbane Terrace e una pianta dell'atrio e delle scale, sul mio biglietto da visita.\ncena. Era decisamente ingrato; infatti, ha osservato che era nato proprio in questa casa.\nche era nato proprio in questa casa, ma che non si sarebbe fidato di trovare la strada\ndi trovare la strada per le scale con la mia pianta come guida. Ha anche detto che il vocabolario americano\nIl vocabolario americano era molto divertente, cos\u00ec pittoresco, non studiato e fresco.\n\n \u00c8 stato sicuramente bello, ho interpolato.\n\n Sa benissimo che si trattava di un insulto.\n\n Francesca \u00e8 molto simile a quel giovane, rideva Salemina, che,\nogni volta che si impegnava in una polemica, sembrava che si togliesse la carne e si sedesse\nnei suoi nervi.\n\n Non sono supersensibile, rispose Francesca, ma quando il proprio vocabolario viene definito pittoresco da un britannico, si sa sempre che sta pensando\npittoresco da un britannico, si sa sempre che sta pensando a\ncowboy e broncos. Tuttavia, ho spostato il peso sull'altra bilancia rispondendo \"Grazie\".\nrispondendo \"Grazie. E la vostra fraseologia \u00e8 altrettanto insolita per\nper noi\". Davvero?\" disse con una certa sorpresa. Pensavo che il nostro metodo di\ndi espressione molto pacato e tranquillo\". Per niente\", risposi io, \"quando\nquando dici, come hai fatto poco fa, che non mangi mai le patate con il pesce\".\npesce\". Ma non \u00e8 cos\u00ec\", insistette ottusamente. \u00c8 molto probabile\", argomentai, \"ma il fatto non \u00e8\nil fatto non \u00e8 tanto importante quanto la preposizione. Ora io mangio\npatate con il pesce\". \"Ti sbagli\", disse, e ridemmo entrambi nostro malgrado, mentre lui mormorava\ne ridemmo entrambi nostro malgrado, mentre lui mormorava: \"Mangiare le patate CON il pesce, che cosa\nstraordinario\". Ebbene, l'uomo del ponte pu\u00f2 non aggiungere percettibilmente alla\nallegria delle nazioni, ma \u00e8 meglio del reverendo Ronald. I\nHo dimenticato di dire che quando mi \u00e8 capitato di parlare di ciambelle, quel\nscozzese non conquistato mi ha chiesto se una ciambella assomigliasse a una nocciolina? Si pu\u00f2\nconcepire una tale ignoranza?\n\n Penso che lei sia stato non solo aggressivamente americano, ma dolorosamente\nprovinciale, disse Salemina, con un certo calore.  Perch\u00e9 mai dovresti\ntrascinare le ciambelle in una conversazione a tavola a Edimburgo? Perch\u00e9\nnon scegliere argomenti di interesse universale?\n\n Come il brigantino Currie o l'ombra di Montrose, mormorai sornione.\n\n Per chi ha mai mangiato una ciambella, l'argomento \u00e8 di interesse trascendentale.\ninteresse; e per chi non l'ha fatto... beh, bisognerebbe fargli sentire i suoi limiti, rispose Francesca con uno sbadiglio.\ni suoi limiti, rispose Francesca, con uno sbadiglio.  Su, dimentichiamo i nostri problemi\ni nostri problemi nel sonno; \u00e8 mezzanotte passata.\n\nCirca mezz'ora dopo venne al mio capezzale, con i capelli scuri che ricadevano sul camice bianco e gli occhi ancora luminosi.\nsul camice bianco, gli occhi ancora lucidi.\n\n Penelope, disse dolcemente, non ho osato dirlo a Salemina, e non vorrei confessarlo a te se non fosse che temo che Lady Baird si lamenter\u00e0\nnon te lo confesserei se non fosse che temo che Lady Baird si lamenter\u00e0 di me; ma sono stata terribilmente scortese con il reverendo Ronald!\nma sono stata terribilmente scortese con il reverendo Ronald! Non ho potuto evitarlo\nNon ho potuto evitarlo; ha suscitato le mie peggiori passioni. Tutto \u00e8 iniziato quando ha detto che secondo lui\nche i matrimoni internazionali presentavano ancora pi\u00f9 difficolt\u00e0 all'immagina\nall'immaginazione di quelli di altro tipo. Io non avevo parlato di matrimoni\ne non avevo pensato a nessun tipo di matrimonio, ma gli ho detto che\nISTANTANEAMENTE che ogni matrimonio internazionale comportava\ndue suicidi nazionali. Mi rispose che non avrebbe dovuto dirlo in modo cos\u00ec\nforzatamente, ma che non aveva riflettuto molto sull'argomento. Ho risposto che\nche l'avevo fatto, e che ritenevo che fossimo andati avanti abbastanza a lungo a riempire le casse della nobilt\u00e0 britannica con\ndella nobilt\u00e0 britannica con l'oro americano.\n\n FRANCES!  Ho interrotto.  Non ditemi che avete fatto questa volgare,\naffermazione da giornale da quattro soldi!\n\n L'ho fatto, rispose lei con fermezza, e in quel momento avrei solo voluto poterlo\nrenderlo pi\u00f9 forte. Se ci fosse stato qualcosa di pi\u00f9 scadente o volgare, l'avrei detto.\navrei dovuto dirlo, ma ovviamente non c'\u00e8. Poi ha osservato che\nla nobilt\u00e0 britannica meritava e aveva bisogno di tutto il sostegno possibile in questi\nin questi tempi duri, e ci ha chiesto se negli Stati Uniti non avessimo avuto l'intenzione di\nStati Uniti, ultimamente, di elargirlo in biglietti verdi invece che in oro! I\nDopo di che ho gettato al vento tutte le buone maniere e gli ho detto che non c'erano\nche non c'erano mariti al mondo come gli uomini americani, e che gli stranieri non sembravano mai\nstranieri non sembravano avere alcuna considerazione per le donne. Ora, le mie osservazioni erano forse\nerano peggiori delle sue, dopotutto, e che cosa avrei dovuto fare?\n\n Dovresti andare a letto per primo, mormorai assonnato; e se mai avrai l'opportunit\u00e0 di fare ammenda, cosa di cui dubito, dovresti dedicarti a te stesso.\nl'opportunit\u00e0 di fare ammenda, cosa di cui dubito, dovresti dedicarti\na mostrare al reverendo Ronald l'ampiezza del tuo orizzonte invece di\ninvece di cercare di allargare il suo. Dato che siete molto carina, potreste\nuomo \u00e8 umano, e oserei dire che tra un mese gli consiglierete di amare qualcuno di pi\u00f9\nun mese gli consiglierete di amare qualcuno pi\u00f9 degno di voi. (Potrebbe\nfacilmente farlo!) Ora non baciarmi pi\u00f9, perch\u00e9 sono scontenta di te; odio i battibecchi internazionali!\nodio i battibecchi internazionali!\n\n Anch'io, concord\u00f2 Francesca virtuosamente, mentre si intrecciava i capelli, e non c'\u00e8 spettacolo cos\u00ec ripugnante per tutti i sensi come un uomo dalla mentalit\u00e0 ristretta.\nnon c'\u00e8 spettacolo pi\u00f9 ripugnante per tutti i sensi di un uomo dalla mentalit\u00e0 ristretta che\nche non riesce a vedere nulla al di fuori del proprio paese. Ma \u00e8 terribilmente\nbello,--lo dico io per lui; e se non mi spiegherete a\nLady Baird, scriver\u00f2 al signor Beresford a proposito del conte. Non c'\u00e8 stato\nNon c'\u00e8 stato nessun battibecco; \u00e8 stato guardare voi due che ci ha fatto pensare a\nmatrimoni internazionali.\n\n Deve averle suggerito quel discorso sul riempimento dei forzieri della\ndella nobilt\u00e0 britannica, risposi sarcastico, visto che il conte\nha ventimila sterline all'anno, probabilmente, e io riuscivo a malapena a comprare due\ndue forcine d'oro da appuntare alla coroncina. Ecco, andate via e lasciatemi in\npace!\n\n Ancora buona notte, allora\", disse, alzandosi a malincuore dai piedi del letto.\npiedi del letto.  Dubito che riuscir\u00f2 a dormire perch\u00e9 penso che sia un peccato\npeccato che una persona cos\u00ec egocentrica, scontrosa, combattiva, piena di pregiudizi, insulare,\nbigotto sia cos\u00ec bello! E chi vuole sposarlo, in ogni caso\ncomunque, che sia cos\u00ec preoccupato per le alleanze internazionali?\nSi potrebbe pensare che tutta l'America femminile stia sospirando per condurlo all'altare!\nall'altare!\n\n\n\nCapitolo VIII. Cosa ha fatto brillare l'Assemblea?\".\n\n\n\nDue o tre giorni fa abbiamo notato un'insolita, anche se sommessa, agitazione al 22 di Breadalbane Terrace.\ndi agitazione al 22 di Breadalbane Terrace, dove per una settimana siamo stati\ngli unici inquilini. La signora Menzies, che chiamiamo Mingess, \u00e8 tornata a Kilconquhar, che lei chiama\nMenzies, che chiamiamo Mingess, \u00e8 tornata a Kilconquhar, che chiama Kinyuchar; la signorina Cockburn-Sinclair ha comprato il suo abito da sposa ed \u00e8 tornata a\nha acquistato il suo corredo nuziale ed \u00e8 tornata a Inverness, dove sar\u00e0 accolta come\nsar\u00e0 accolta come Coburn-Sinkler; le Hepburn-Scienne partiranno domani, proprio come noi.\nHepburn-Sciennes partiranno domani, proprio come abbiamo imparato a pronunciare i loro nomi; e il suono dello spazzolone\nsuono della spazzola si sente nella terra. In angoli dove prima tutto\nera pulito e immacolato prima, la signora M'Collop sta scavando con la scopa,\ne la fanciulla Boots la segue con un panno umido. Le scale\ntappeti delle scale sono appesi a dei fili nel giardino sul retro e Susanna, con il suo cappello\ncon il suo berretto da un lato, si vede sempre lucidare le aste delle scale.\nOgni volta che attraversiamo i corridoi siamo costretti a saltare sopra secchi di\ndi sudore e la signorina Diggity-Dalgety ci ha offerto due cene che assomigliavano in modo curioso a\ncuriosa somiglianza con i pranzi del giorno del bucato nell'America suburbana.\n\n Sono le pulizie di primavera?  Chiedo alla signora M'Collop.\n\n Na, na, risponde frettolosamente, sono i meenister.\n\nIl 19 maggio non siamo pi\u00f9 un castello di fanciulle. Cappotti e cappelli neri\ncappelli neri suonano al campanello ed entrano ed escono dai vari appartamenti.\nIl tavolo dell'ingresso \u00e8 cosparso di lettere, biglietti da visita e programmi\nche sembrano aver subito lo scuotimento dell'alfabeto, perch\u00e9 recano i nomi di professori, dottori e\nnomi di professori, dottori, reverendi e molto reverendi, e\ne sono pieni di laureati, laureati, laureati, dottori e dottori di ricerca. La voce della preghiera\ndi preghiera della famiglia si alza dal pavimento della sala da pranzo, e\nparafrasi e inni scendono le scale dall'alto. Le Loro Grazie l'Alto Commissario e la Marchesa\nAlto Commissario e la Marchesa di Heatherdale arriveranno\na Holyrood Palace, dove risiederanno durante le sedute dell'Assemblea Generale della Chiesa di Scozia.\nAssemblea Generale della Chiesa di Scozia, e domani lo stendardo reale sar\u00e0 issato a Edimburgo.\ndomani lo stendardo reale sar\u00e0 issato al Castello di Edimburgo dalla sveglia alla ritirata.\nSua Grazia terr\u00e0 una manifestazione alle undici. Appena Sua Grazia lascer\u00e0 il palazzo\npalazzo dopo la cerimonia, la guardia d'onore passer\u00e0 per il Canongate per riceverlo al suo arrivo.\nCanongate per riceverlo al suo arrivo nella Chiesa di St.\npoi proceder\u00e0 verso l'Assembly Hall per riceverlo al suo arrivo l\u00ec. Il\nIl Sesto Dragoni Inniskilling e il Primo Battaglione Reale Scozzese saranno presenti.\nsaranno presenti, e ci saranno Unicorni, Carrick, inseguitori,\naraldi, portatori di mazza, uscieri e paggi, insieme al portatore di borsa e al\nportaborse, il Re d'Armi di Lione, l'inno nazionale e il saluto reale.\nil saluto reale; perch\u00e9 il palazzo si \u00e8 risvegliato e sta \"imitando il suo passato\".\npassato\".\n\nSe il tempo dovesse essere umido, le truppe saranno coperte a discrezione dell'ufficiale comandante.\ndell'ufficiale comandante\". Queste istruzioni sono stampate come una questione di\ne naturalmente ogni uomo ha il suo macintosh pronto. L'unica speranza\nsperanza risiede nel fatto che si tratta di una funzione nazionale e che il \"tempo della Regina\n\u00e8 una possibilit\u00e0. L'unico personaggio per il quale il clima scozzese si rilasser\u00e0 di tanto in tanto \u00e8\noccasionalmente il clima scozzese \u00e8 Sua Maest\u00e0 la Regina Vittoria, che per sessant'anni ha esercitato un'influenza\nper sessant'anni ha esercitato un'influenza benevola sui cieli britannici, assicurando almeno il sole nei giorni delle grandi parate.\nsole nelle grandi giornate di parata. Donne cos\u00ec sono troppo poche!\n\nIn questo modo \u00e8 entrato Sua Grazia l'Alto Commissario per aprire l'Assemblea Generale della Chiesa di Scozia.\nAssemblea Generale della Chiesa di Scozia; e lo stesso giorno arriva per ferrovia (ma in prima classe) il moderatore della\narriva in ferrovia (ma viaggia in prima classe) il Moderatore della\ndella Chiesa di Scozia libera, per convocare i suoi tribunali supremi separati\na Edimburgo. Non avr\u00e0 Union Jacks, Royal Standards, Dragoons,\nbande o zampognari; porter\u00e0 il suo denaro e allogger\u00e0 in un albergo; ma quando la processione finale arriver\u00e0\nquando arriver\u00e0 la processione finale di tutti, probabilmente marcer\u00e0 accanto a\nSua Grazia l'Alto Commissario, e parleranno insieme, non\ndi regni morti e passati, ma di quello attuale, dove non ci sono pi\u00f9 divisioni nei ranghi.\nnon ci sono pi\u00f9 divisioni nei ranghi e tutti i soldati sono semplicemente \"uomini del re\".\nuomini del re, che marciano verso la vittoria sotto l'ispirazione di una parola d'ordine comune.\nparola d'ordine comune.\n\nCi dispiace che gli U.P., il terzo ramo del presbiterianesimo scozzese, non abbiano potuto tenere un'assemblea durante questo periodo.\nPresbiteriano scozzese, non abbiano potuto tenere un'Assemblea durante questa stessa settimana, in modo da poter decidere pi\u00f9 facilmente in quale gregge\nsettimana, in modo da poter decidere pi\u00f9 facilmente a quale gregge apparteniamo.\ngregge a cui apparteniamo veramente. 22 Breadalbane Terrace rappresenta ora tutte le sfumature di\ndi opinioni religiose all'interno dei confini del Presbiterianesimo. Abbiamo un\nun anziano, un professore di critica biblica, un cappellano della Maest\u00e0 e persino un ex-moderatore.\nun cappellano di Majesty's e persino un ex-moderatore.\nliberi e quelli istituiti.\n\nLa stessa signora M'Collop \u00e8 un pilastro della Free Kirk, ma non ha pregiudizi nei confronti degli inquilini e dice che finch\u00e9 \"guadagna l'affitto non si fa problemi\".\npregiudizio nei confronti degli inquilini, e dice che finch\u00e9 \"guadagna l'affitto non le interessa\nnon si preoccupa dei loro principi liberali\". La signorina Diggity-Dalgety \u00e8 l'unica rappresentante della\nPresbiteriana Unita in casa, ed \u00e8 un po' cupa durante le assemblee.\n\u00e8 un po' cupa durante le assemblee. Appartenere a un corpo dissenziente, eppure\neppure cucinare presto e tardi allo scopo di ingrassare i propri rivali religiosi, \u00e8 senza dubbio\nrivali religiosi, \u00e8 indubbiamente un'esperienza che mette a dura prova il temperamento; e poi afferma che\n'i meenistri sono sempre tume [vuoti]'.\n\n Ora devi mettere via le ballate e le storie scozzesi, Salemina,\ne tenere sempre a portata di mano la Concordanza e l'ombrello.\n\nQuesto ho detto mentre ci trovavamo sul George IV. e vedevamo i ministri che scendevano\nscendere dal Mound in una densa nebbia da assemblea. Poich\u00e9 la presenza\ndi un numero considerevole di sacerdoti su un piroscafo oceanico si suppone che porti\ndi un numero considerevole di sacerdoti su un piroscafo oceanico, si suppone che porti un tempo rigido, cos\u00ec l'aggiunta di qualche centinaio di parroci alla popolazione di Edimburgo\npopolazione di Edimburgo si ritiene che induca la pioggia, o forse dovrei dire, pi\u00f9 pioggia.\nforse dovrei dire, pi\u00f9 pioggia.\n\nNaturalmente, quando si \u00e8 in perfetta salute corporea, si pu\u00f2 resistere pi\u00f9 facilmente alle\nresistere all'infezione delle malattie. Allo stesso modo, se i cieli scozzesi non fossero\nse i cieli scozzesi non fossero pronti e desiderosi di riversare la pioggia, non fossero ignobilmente deboli nel trattenerla\nnon fossero ignobilmente deboli nel trattenerla, non sarebbero cos\u00ec suscettibili alle influenze deprimenti dei\nministri in visita. Questa \u00e8 la teoria di Francesca, esposta al reverendo Ronald, che teneva l'ombrello in mano.\nRonald, che in quel momento teneva un ombrello sulla sua ingrata testa.\ne continu\u00f2 a vantarsi di un convegno a cui partecip\u00f2 in California, dove ventiseimila cristiani\nCalifornia, in cui ventiseimila cristiani impegnati non erano in grado di\nnon sono riusciti ad attenuare il sole americano, pur essendo rimasti dieci giorni.\n\n Il nostro primo dovere, sia nei confronti di noi stessi sia nei confronti della comunit\u00e0, continuai a\nSalemina, \u00e8 imparare come possano esistere tre tipi distinti di presbiterianesimo corretto.\npresbiteriano. Forse sarebbe un atto di grazia da parte nostra se\nciascuno di noi un tipo diverso; in questo modo non ci sarebbe alcun sentimento\ntra i nostri amici di Edimburgo. E ancora, cos'\u00e8 questa \"unione\" di cui si mormora?\nsentiamo mormorare? \u00c8 religiosa o politica? \u00c8 un'eco dell'Unione del\n1707 che ci ha spiegato la settimana scorsa, o \u00e8 una nuova unione? Che cos'\u00e8\nDisestablishment? Che cos'\u00e8 la Disgregazione? Sono la stessa cosa? Che cos'\u00e8\nil Fondo di sostentamento? Che cos'era il partito della Non-Intrusione? Che cos'era il\nDundas Despotism? Qual \u00e8 l'argomento attualmente in corso per togliere il\nil Catechismo breve dalle scuole? Che cos'\u00e8 il catechismo breve?\no almeno che cosa hanno tolto dal Catechismo pi\u00f9 lungo per renderlo pi\u00f9 breve.\nper renderlo pi\u00f9 breve, e la lunghezza del Catechismo \u00e8 uno dei punti di differenza?\nQuando avremo cercato Chalmers e Candlish, potremo chiedere all'ex-Moderatore e a\npossiamo chiedere all'ex-moderatore e al professore di critica biblica di prendere il t\u00e8;\nseparatamente, naturalmente, per evitare che si creino dispute ecclesiastiche.\n\nSalemina e Francesca propendono entrambe per la chiesa istituita, io per la libera; ma questo non significa che abbiamo\nistintivamente verso quella libera; ma questo non significa che abbiamo\nconoscenza delle differenze che le separano. Salemina \u00e8 una\nconservatrice in tutto; ama la legge, l'ordine, le associazioni storiche,\nvecchie usanze; e cos\u00ec, quando c'\u00e8 una chiesa nazionale regolarmente istituita\nnazionale, o, se \u00e8 per questo, una qualsiasi cosa regolarmente istituita,\ngravita verso di essa per la legge del suo essere. Le convinzioni religiose di Francesca\nFrancesca, quando si trova lontana dal suo ministro e dalla sua terra natale, sono\nsono inclini a essere flessibili. La chiesa che entra a Edimburgo con un marchese e una marchesa che rappresentano la Corona\ne una marchesa in rappresentanza della Corona, la chiesa che apre la sua assemblea con\nAssemblea con splendide processioni e dignitosi cortei, la Chiesa che dispensa\nche dispensa generosa ospitalit\u00e0 da Holyrood Palace, soprattutto,\nla Chiesa che scorta il suo Lord Alto Commissario da un luogo all'altro con bande e zampognari\ncon bande e zampognari, questa \u00e8 la chiesa a cui lei assicura la sua costante presenza e il suo\npresenza costante e il suo sostegno entusiasta.\n\nPer quanto mi riguarda, credo di essere un protestante nato, o \"come-outer\", come erano soliti chiamare i dissidenti nei primi tempi del New England.\ncome erano soliti chiamare i dissidenti nei primi tempi del New England. Non ho ancora\nnon ho ancora avuto il tempo di studiare la questione, ma dato che non ho alcuna conoscenza delle altre\nPresbiteriano, sono in grado di dire senza esitazione che appartengo alla Free Kirk.\nappartengo alla Free Kirk. Per cominciare, la parola stessa \"libero\" ha un fascino\nlibera\" esercita un certo fascino sul cittadino di una repubblica; e poi la mia formazione teologica \u00e8 stata\nteologica \u00e8 stata avviata questa mattina da un giovane e dotato ministro di Edimburgo\nche chiamiamo il Frate, perch\u00e9 la prima volta che l'abbiamo visto in abito e fasce (la piccola macchia di colore)\ne le fasce (la piccola macchia di bianco puro sotto il mento che\nche conferisce un'ulteriore spiritualit\u00e0 a un volto spirituale) ci \u00e8 sembrato che\nche assomigliasse a qualche pallido fratello della Chiesa di un tempo. Il suo\npallore, in una terra di roseo rossore e di bianco latteo; i suoi capelli lisci e chiari, che alla luce della\ncapelli lisci e chiari, che nella luce della vetrata sopra il pulpito\nrossastro d'oro; il calore meridionale della convinzione appassionata che\nche colorava la sua lenta parlata nordica; la lontananza della sua personalit\u00e0;\nla stanchezza dei suoi occhi infossati, che lasciavano intendere digiuni e veglie\nveglie che probabilmente non aveva mai praticato, tutto questo ci ha portato alla scelta del nome.\nnome.\n\nMentre camminavamo verso la chiesa di Sant'Andrea e la Tanfield Hall, dove insisteva per portarmi a conoscere il \"giusto contesto storico\", mi disse\ninsistette per portarmi a conoscere il \"contesto storico adeguato\", mi parl\u00f2 del\ndel grande movimento della Disruption. Era estremamente eloquente, cos\u00ec\neloquente che l'immagine di Willie Beresford vacillava continuamente sul suo trono.\ne non trovai la minima difficolt\u00e0 a dare un'incrollabile fedelt\u00e0 ai principi presentati da Willie Beresford.\nfedelt\u00e0 ai principi presentati da un tale oratore.\n\nSiamo andati prima a St. Andrew, dove si riun\u00ec l'Assemblea Generale nel 1843 e dove avvenne il famoso esodo della Chiesa Libera Protestante.\n1843 e dove avvenne il famoso esodo della Chiesa Libera Protestante.\nuno degli eventi pi\u00f9 importanti della storia moderna del Regno Unito.\nRegno Unito.\n\nIl movimento fu promosso dal grande dottor Chalmers e dal suo partito,\nprincipalmente per abolire il patronato delle abitazioni, allora nelle mani di alcuni\nproprietari o mecenati, che potevano nominare qualsiasi ministro desiderassero, senza\nconsultare la congregazione. Inutile dire che, in quanto libero cittadino americano, non avendo mai avuto un\ne non avendo mai avuto un erede in famiglia, il mio sangue si \u00e8 facilmente\nsangue alla descrizione di una simile tirannia. Nel 1834 la Chiesa aveva approvato una\nlegge, a quanto pare, che ordinava di non ammettere nessun presente in una parrocchia se\nessere ammessa, se osteggiata dalla maggioranza dei comunicanti di sesso maschile. Questo\nsarebbe stato sufficiente se lo Stato fosse stato d'accordo,\nanche se personalmente sarei andato oltre, consentendo alle comunicanti di sesso femminile\ncomunicanti di avere voce in capitolo.\n\nIl frate mi ha portato in un angolo storico particolarmente freddo e, appoggiato a un pilastro di pietra umida, ha dipinto la scena di Sant'Andrea,\nappoggiato a un pilastro di pietra umida, dipinse la scena di Sant'Andrea, quando l'Assemblea si riun\u00ec\nquando l'Assemblea si riuniva in presenza di un gran numero di spettatori,\nmentre una vasta folla si radunava all'esterno, in attesa del risultato.\nNessuno credeva che un gran numero di ministri avrebbe abbandonato\ne di gettare il loro pane sulle acque per quello che molti ritenevano un \"principio fantastico\".\nper quello che molti ritenevano un \"principio fantastico\". Tuttavia, quando il moderatore lasci\u00f2 il suo\ndopo aver letto una protesta formale firmata da centoventi ministri e settantadue ministri.\nministri e settantadue anziani, fu seguito prima dal dottor Chalmers,\ne poi da quattrocentosettanta uomini, che hanno marciato in massa verso Tanfield Hall.\nTanfield Hall, dove si costituirono in Assemblea Generale della Chiesa Libera di Scozia.\ndella Chiesa Libera di Scozia. Quando Lord Jeffrey ne fu informato un'ora dopo\nun'ora dopo, Lord Jeffrey esclam\u00f2: \"Grazie a Dio per la Scozia!\nnon c'\u00e8 un altro Paese sulla terra in cui si possa compiere un'azione simile!\". E il frate\nmi ricord\u00f2 con orgoglio che Macaulay aveva detto che gli scozzesi avevano fatto\nsacrifici per amore dell'opinione religiosa per i quali non c'erano\nparallelo negli annali dell'Inghilterra. La domenica successiva a queste\nscene notevoli a Edimburgo ci furono addii strazianti,\nin molte parrocchie dei villaggi, quando il ministro, nel congedare la sua congregazione, diceva\ncongedando la sua congregazione, disse loro che aveva cessato di appartenere alla\nalla Chiesa istituita e che non avrebbe pi\u00f9 predicato n\u00e9 pregato su quel pulpito.\nche si era unito alla Libera Chiesa Protestante di Scozia e che, a Dio piacendo, avrebbe parlato il sabato successivo,\nDio volendo, avrebbe parlato il sabato mattina successivo alla porta della casa padronale a\nquanti avessero voluto seguirlo.  Che commozione devono aver suscitato i saluti!\ndevono essere stati! esclam\u00f2 il frate.  Quando mio nonno lasci\u00f2 la sua chiesa\nquella mattina di maggio, erano rimasti solo quindici membri, e poteva sentire i pi\u00f9 coraggiosi dire ai\nsent\u00ec i pi\u00f9 coraggiosi dire ai pi\u00f9 timidi: \"Prendete la vostra Bibbia e venite, mon!\nVieni qui, amico!\". Tutto questo non era forse una splendida testimonianza del potere del principio\ndel principio e delle sacre esigenze della coscienza?  Ho detto s\u00ec con tutto il cuore\ndi cuore, perch\u00e9 lo spirito di Jenny Geddes si agitava in me quella mattina,\ne sotto l'incantesimo dell'occhio acceso e della voce eloquente del frate, io\npositivamente le valorose conquiste della Chiesa Libera.\nPer una donna sarebbe sempre stato pi\u00f9 facile dire \"s\u00ec\" che \"no\" al frate.\nFrate. Quando mi lasci\u00f2 a Breadalbane Terrace ero in cuor mio un membro della sua congregazione in buona (e in buona).\ndella sua congregazione in buona (e irregolare) posizione, pronta a insegnare nella sua scuola domenicale, a cantare nella sua\nscuola domenicale, a cantare nel suo coro, a visitare i suoi poveri anziani e malati,\ne soprattutto a mettermi tra lui e un elettorato femminile troppo ammirato.\nfemminile troppo ammirata.\n\nQuando entrai nel salotto, scoprii che Salemina aveva appena trascorso un'ora di\nun'ora di conversazione con l'ex-moderatore dell'ala opposta della chiesa.\nala.\n\n Oh, mia cara, sospir\u00f2, ti sei persa una tale delizia! Non avete\ndi questi ministri scozzesi dell'Establishment, - una tale cultura, una tale\ncultura, tale cortesia nei modi, tale erudizione, tale spiritualit\u00e0, tale\nspiritualit\u00e0, tanta saggia benignit\u00e0 di opinioni! Ho chiesto al dottore di\ndi spiegarmi il movimento della Disruption, ed \u00e8 stato molto interessante e lucido.\ne lucido, e anche molto toccante, quando descrisse i malintesi e le idee sbagliate\ne le idee sbagliate che la Chiesa ha sofferto in quei terribili giorni del 1843, quando la sua stessa vita era in pericolo.\n1843, quando la sua stessa linfa vitale, cos\u00ec come la sua integrit\u00e0 e la sua unit\u00e0, furono\nminacciati dai nemici della sua stessa casa; quando si verificarono da ogni parte violazioni della fede e della fiducia, e dissensi\nfiducia da tutte le parti, e dissensi e slealt\u00e0 la scossero fino alle fondamenta!\nle sue stesse fondamenta! Vedi, Penelope, io non ho mai capito fino in fondo\ni disaccordi su eredit\u00e0, vite e controllo dello Stato,\nma qui c'\u00e8 tutta la questione in breve...\n\n Mia cara Salemina, mi sono intromessa, con dignit\u00e0, mi perdonerete,\nsono sicuro, quando vi dico che qualsiasi discussione su questo punto sarebbe\nmi sarebbe molto doloroso, dato che ora appartengo alla Libera Kirk.\n\n Dove sei stato stamattina? mi chiese, con uno sguardo penetrante.\n\n A St. Andrew e Tanfield Hall.\n\n Con chi?\n\n Con il frate.\n\n Vedo! Felice il missionario a cui tendete l'orecchio,\nPRIMO! -, cosa che ritenevo piuttosto incoerente nei confronti di Salemina, visto che era stata\nconvertita esattamente con gli stessi metodi e nello stesso tempo di me.\nstesso tempo di me, con l'unica differenza dell'et\u00e0 dei nostri rispettivi missionari, uno dei quali era\nrispettivi missionari: uno aveva circa cinque anni e trenta, l'altro cinque anni e sessanta.\ncinque e sessanta. Anche questo, in fondo, va a mio merito, perch\u00e9 se uno pu\u00f2\nse si pu\u00f2 essere persuasi in modo cos\u00ec rapido e completo da un uomo giovane e relativamente\ninesperto, dimostra che uno deve essere estremamente suscettibile alle\ninfluenze spirituali o... qualcosa.\n\n\n\nCapitolo IX. Omnia presbyteria est divisa in partes tres.\n\n\n\nLa religione a Edimburgo \u00e8 una teoria, una convenzione, una moda (sia umile che aristocratica), una sensazione, una convinzione intellettuale, un'emozione.\ne aristocratica), una sensazione, una convinzione intellettuale, un'emozione,\nun'emozione, una dissipazione, una dolce abitudine del sangue; in realt\u00e0 \u00e8, mi sembra\nmi sembra, ogni genere di cosa che possa essere per lo spirito umano.\n\nQuando finimmo la toilette in chiesa e arrivammo in salotto, la prima domenica mattina.\nsalotto, la prima domenica mattina, ricordo che trovammo Francesca alla finestra.\nFrancesca alla finestra.\n\n Nella piazza sottostante \u00e8 in corso una battaglia, un omicidio o una morte improvvisa.\nsotto, ha detto.  Chieder\u00f2 a Susanna di chiedere alla signora M'Collop cosa significa.\nsignifica. Non ho mai visto una tale folla muoversi pacificamente, senza\nagitazione o confusione, in un'unica direzione. Dove possono andare le persone\nandare? Credi che sia un incendio? Io credo... non \u00e8 possibile...\npossibile... S\u00ec, certamente stanno scomparendo in quella grande chiesa all'angolo.\nall'angolo; e milioni, semplicemente milioni e trilioni, stanno venendo in\ndirezione opposta, verso St. Knox.\n\nPer quanto impressionante sia stata la celebrazione mattutina, una sorpresa ancora pi\u00f9 grande ci attendeva alle sette di sera.\nalle sette di sera, quando la folla ha bloccato le strade su due lati di una chiesa vicino a Breadalbane Terrace.\nstrada su due lati di una chiesa vicino a Breadalbane Terrace; e sebbene mancassero dieci minuti alla funzione quando entrammo, Salemina e io\nera gi\u00e0 da dieci minuti prima della funzione quando entrammo, Salemina e io\nSalemina e io ci siamo assicurate solo gli ultimi due posti della navata e Francesca \u00e8 stata costretta a sedersi sui gradini del pulpito.\nFrancesca fu costretta a sedersi sui gradini del pulpito o a cercare un sermone altrove.\n\nMi divertiva molto vedere Francesca seduta sui gradini del pulpito, con il suo abito parigino e la sua elegante toque in stretto contrasto con la cuffietta arrugginita e il\ndi Parigi e l'elegante toque in stretta contrapposizione con la cuffietta arrugginita e il vestito di\ndi un'anziana e rispettabile commerciante. L'ufficiale di chiesa\nufficiale della chiesa entr\u00f2 per primo, portando la grande Bibbia e il libro degli inni, che pos\u00f2 con riverenza sul pulpito.\nche pos\u00f2 con riverenza sui cuscini del pulpito; e dietro di lui, con nostro grande stupore, arriv\u00f2 la\nnostro grande stupore, arriv\u00f2 il reverendo Ronald Macdonald, che evidentemente stava\ncon il ministro regolare della parrocchia, che eravamo venuti ad ascoltare.\nappositamente per ascoltare. Compiansi la confusione e l'imbarazzo di Francesca,\nma ero troppo distante da lei per offrire uno scambio di posti, e per tutta la lunga funzione\nper tutta la lunga funzione rimase seduta ai piedi del suo nemico, cos\u00ec vicina che\ncos\u00ec vicino che avrebbe potuto toccare l'orlo della sua veste mentre lui si inginocchiava devotamente per la sua\nprima preghiera silenziosa.\n\nForse stava pensando al suo ultimo colloquio con lui, quando\nquando aveva discusso a lungo di quella superfluit\u00e0 di cattiveria e pedanteria biblica che\npedanteria biblica che, sosteneva, faceva s\u00ec che i ministri scozzesi predicassero da\ntesti fuori luogo.\n\n Da quando sono arrivata non sono mai riuscita a trovare il mio posto nella Bibbia,\n si lamentava con Salemina, quando era sicura che il signor Macdonald la stesse ascoltando.\nMacdonald la stesse ascoltando; e in genere lo faceva, secondo me, indipendentemente da chi\na prescindere da chi parlasse.  Con il loro saltare e saltellare da Aggeo a Filemone\ndi Haggai a Filemone, da Abacuc a Giuda, da Michea a Tito, nelle loro letture.\ne poi si sono fermati al settimo Nahum, al sesto Zephania o al secondo Calathumpians per le letture,\no il secondo Calathumpiani per il sermone, non faccio altro che cercare le\nScritture nelle chiese di Edimburgo,--ricerca, ricerca, ricerca, fino a quando\nfino a quando qualche cristiano al mio fianco o nel banco dietro di me non si accorge della mia sfortunata\ne mi porge una Bibbia aperta sul testo. Domenica scorsa era\nAbdia primo, quindicesimo: \"Perch\u00e9 il giorno del Signore \u00e8 vicino su tutti i pagani\".\npagani\". Si dava il caso che fosse un missionario tornato a predicare in quell'occasione.\nMa la Bibbia \u00e8 piena di pagani, e perch\u00e9 avrebbe dovuto scegliere un testo da Abdia.\ndi Abdia, povero piccolo Abdia di una pagina, infilato tra Amos e Giona.\ntra Amos e Giona, dove solo un anziano poteva trovarlo?\n Se Francesca non avesse visto con malvagia gioia l'espressione di ansia del reverendo Ronald, non avrebbe mai\nRonald, non avrebbe mai parlato dei secondi Calathumpiani.\nCalathumpians; ma ovviamente lui non ha modo di sapere quanto sia diversa da\nquanto sia diversa da lei quando \u00e8 in sua compagnia.\n\n\nTorniamo alla nostra prima domenica di culto a Edimburgo. L'ufficiale della chiesa\nchiuse la porta del pulpito al reverendo Ronald e mi sembr\u00f2 di sentire lo scatto di una serratura.\ndi aver sentito lo scatto di una serratura; in ogni caso, torn\u00f2 alla fine della funzione per liberarlo e accompagnarlo in sagrestia.\nin ogni caso, \u00e8 tornato alla fine della funzione per liberarlo e scortarlo in sagrestia; perch\u00e9 le entrate e le uscite di questa chiesa\nEntrate e uscite di questo maggiordomo, o \"uomo del ministro\", come viene chiamato l'ufficiale della chiesa nei distretti\ncome viene chiamato l'ufficiale ecclesiastico nei distretti di campagna, costituiscono una parte impressionante\ndelle cerimonie. Se ha chiuso il ministro nel pulpito, probabilmente \u00e8 solo un'altra\nprobabilmente si tratta solo di un'altra usanza nazionale, come quella di rinchiudere occasionalmente\ndei passeggeri di un treno, e potrebbe essere assolutamente necessario nel caso di un\nnel caso di predicatori magnetici e popolari come il signor Macdonald o il frate.\nFrate.\n\nNon ho mai visto una tale attenzione, una tale concentrazione, come in queste grandi\ncongregazioni delle chiese di Edimburgo. Per quanto posso giudicare, si tratta di un'attenzione\n\u00e8 intellettuale piuttosto che emotiva; ma non \u00e8 un tributo pagato solo all'eloquenza, \u00e8 abituale e universale, ed \u00e8 resa con lealt\u00e0\neloquenza, \u00e8 abituale e universale, e viene ceduto lealmente a una\ninsopportabile ottusit\u00e0 quando l'occasione lo richiede.\n\nQuando viene annunciato il testo, c'\u00e8 un indescrivibile movimento ritmico in avanti, seguito da un fruscio concertato di foglie della Bibbia.\nseguito da un fruscio concertato di foglie di Bibbia; non il fruscio di qualche Bibbia in qualche banco pio, ma il fruscio di tutte le Bibbie in\nnon il fruscio di qualche Bibbia in qualche banco pio, ma il fruscio di tutte le Bibbie in tutti i banchi.\ne ci sono pi\u00f9 Bibbie in una chiesa presbiteriana di Edimburgo di quante se ne vedano altrove.\ndi quante se ne vedano altrove, a meno che non si tratti dei magazzini delle Societ\u00e0 Bibliche.\ndelle Societ\u00e0 Bibliche.\n\nIl testo viene letto due volte in modo chiaro, e un altro movimento ritmico segue\nquando i libri vengono riposizionati sugli scaffali. Poi c'\u00e8 un delizioso\ndi tutta la congregazione, che si rannicchia comodamente negli angoli e si appoggia con le spalle ai banchi.\nangoli e l'appoggio delle spalle ai banchi... Non per dormire, per\u00f2;\nUna vecchia generazione potrebbe averlo fatto sotto la tensione di due ore di \"wearifu' dreich\".\ndue ore di sermone \"wearifu' dreich\", ma questi frequentatori della chiesa non devono essere sorpresi a\nsonnecchiano. Al contrario, indossano uno sguardo acuto, atteso e critico,\nche deve essere inesprimibilmente incoraggiante per il ministro, se ha\nqualcosa da dire. Se non ce l'ha (e questa \u00e8 una possibilit\u00e0 a Edimburgo,\nEdimburgo, come dappertutto), sono certo che sia saggio per il maggiordomo\nchiuderlo dentro, per evitare che fugga quando incontra quegli occhi indagatori.\n\nIl sermone di Edimburgo, anche se indubbiamente ammorbidito nei contorni in questi ultimi anni, \u00e8 ancora un discorso costruito con pi\u00f9 attenzione di uno\nanni successivi, \u00e8 ancora un discorso costruito con maggiore attenzione di quanto\ndi solito in Scozia, essendo costruito su linee convenzionali di dottrina, esposizione, deduzione logica e\ndottrina, esposizione, deduzione logica e applicazione pratica.\napplicazione pratica. Anche se i predicatori moderni non annunciano la suddivisione del loro\nin capi e sottocapi, in primi, secondi e finali, fratelli miei, il loro argomento\ne finali, fratelli miei, sembra che alla base del sermone ci sia l'antica struttura\nsotto il sermone e tutti lo riconoscono come se si muovesse silenziosamente sotto la superficie.\nAlmeno, ho sempre pensato che quando il ministro termina un punto e ne attacca un altro\npunto e ne attacca un altro, i pi\u00f9 giovani fissino i loro occhi d'aquila su di lui\ne che l'intera congregazione sieda pi\u00f9 dritta e ascolti pi\u00f9 intensamente, come se stesse prendendo appunti\npi\u00f9 intensamente, come se prendesse appunti mentali. Non ascoltano tanto come se fossero\ncome se fossero affascinati, anche se spesso lo sono e hanno buone ragioni per esserlo,\nma come se dovessero poi sostenere un esame sull'argomento;\nE non ho dubbi che sia cos\u00ec.\n\nLe preghiere sono molte e si dividono, apparentemente, come quelle delle liturgie, in petizioni, confessioni e aspirazioni.\nliturgie, in petizioni, confessioni e aspirazioni; senza dimenticare quella onnicomprensiva che ci \u00e8 perfettamente familiare in patria.\nquella onnicomprensiva, che ci \u00e8 perfettamente familiare in patria, in cui il predicatore affida alla cura del Padre ogni\nterra, in cui il predicatore affida alla cura del Padre ogni cosa\nanimate e inanimate non menzionate specificamente nelle precedenti\nsuppliche. Fu nel mezzo di questa petizione compendiosa, \"la preghiera lang\nlang\", che le vecchie dame scozzesi reumatiche erano solite fare una pratica di\ndi \"masticare la misura\", mentre la recitavano devotamente.  Quando il\nmeenister arriva all'\"ingetherin' of the Gentiles\", so bene che \u00e8\n\u00e8 il momento di masticare le gambe, perch\u00e9 allora la preghiera \u00e8 solo a met\u00e0, diceva un buon\nbuon predicatore di Fife.\n\nL'organo si sta rapidamente diffondendo nei kirk scozzesi (come pu\u00f2 l'ombra di John Knox sopportare un \"kist o' whistles\" nella buona St.\ncome potr\u00e0 l'ombra di John Knox sopportare un \"kist o' whistles\" nella buona St. Giles?)\nma non \u00e8 ancora in uso in alcune di quelle che frequentiamo pi\u00f9 spesso.\nC'\u00e8 una certa pittoresca solennit\u00e0, una bella austerit\u00e0, nel canto non accompagnato degli\ncanto non accompagnato degli inni che mi tocca profondamente. Spesso sono\nsulle onde della splendida musica di una chiesa, quando il tuono dell'organo\nquando il tuono dell'organo rotola \"attraverso le navate a volta\" e le voci angeliche di un coro preparato\ndi un coro preparato cantano le aspirazioni della mia anima per me; e quando\nEdimburgo si alza in piedi e il precentore guida la nobile parafrasi di\nparafrasi,\n\n  Dio dei nostri padri, sia il Dio\n   della loro razza successiva\".\n\nc'\u00e8 un certo fervore ascetico che mi sembra la perfezione del culto.\ndell'adorazione. Forse i miei antenati puritani sono i principali responsabili di questo sentimento.\nPuritani sono i principali responsabili di questo sentimento, o forse la mia Jenny Geddes, adottata di recente, ne \u00e8 un fattore.\nSe lei avesse l'abitudine di scagliare le regole sbagliate a\nse aveva l'abitudine di scagliare le regole a Deans, probabilmente era amica della verit\u00e0 e nemica della bellezza, per quanto\ndella bellezza, nella misura in cui era in suo potere separarli.\n\nIn queste chiese non c'\u00e8 musica durante l'offertorio, e anche questo,\nanche questo mi piace il senso di adeguatezza delle cose. Non pu\u00f2 addolcire il dolore\ndelle persone che sono poco inclini a donare denaro, e chi dona allegramente non ha bisogno di essere incoraggiato.\ndonatori allegri non hanno bisogno di incoraggiamento. Per quanto mi riguarda, mi piace stare seduto, abbastanza\ndistratto da assoli di soprano, e ascoltare il raffinato tintinnio di\ntintinnio dei sei penny e degli scellini e il volgare tintinnio dei penny e dei\npenny, nelle cassette dei contributi. I ministri di campagna, mi dicono,\nsviluppano un senso dell'udito cos\u00ec acuto da riuscire a stimare l'ammontare della raccolta\ndella colletta prima che venga contata. Spesso c'\u00e8 un enorme piatto di peltro\nenorme di peltro proprio davanti alla porta della chiesa, in cui vengono messe le offerte quando\ni fedeli entrano o escono; e si nota sempre la preponderanza di argento al mattino e di\nd'argento al mattino e di rame alla sera. \u00c8\nforse inutile dire che prima che Francesca fosse a Edimburgo da quindici giorni\nprima che Francesca fosse a Edimburgo da quindici giorni, chiese al signor Macdonald se era vero che gli scozzesi\nanni e anni, solo per avere un pezzo di denaro utile per le offerte in chiesa.\nun pezzo di denaro utilizzabile per le offerte in chiesa!\n\nPer quanto riguarda le differenze sociali nelle congregazioni siamo un po' in alto mare.\nAbbiamo cercato di giungere a una conclusione attraverso i cappelli e le cuffiette, che di solito non sono un test pi\u00f9 infallibile.\nche di solito non c'\u00e8 test pi\u00f9 infallibile. La nostra prima domenica\nabbiamo frequentato la Free Kirk al mattino e la Established alla sera.\nsera. Le cuffiette della Free Kirk erano cos\u00ec eleganti che ci siamo detti l'un l'altro\nche ci siamo detti: \"Questa \u00e8 evidentemente la chiesa della societ\u00e0, anche se\nl'aggettivo \"libera\" dovrebbe di diritto attirare le masse.  La seconda domenica\ndomenica abbiamo invertito l'ordine delle cose e abbiamo trovato le cuffiette degli Stabiliti\nmolto pi\u00f9 belle di quelle dei Liberi, il che era per noi una fonte di\nmistificazione, finch\u00e9 non scoprimmo che era una questione di servizio mattutino o serale, non di\nservizio mattutino o serale, non della forma di presbiterianesimo. Noi\npensiamo che, considerando insieme le congregazioni di citt\u00e0 e di campagna, la modisteria non sia fiorita\ndi citt\u00e0 e di campagna, la modisteria non sia fiorita sotto il presbiterianesimo.\nsembra prosperare meglio nell'atmosfera romanica della Francia; ma la Disruption\nalmeno, non ha avuto nulla da rispondere in materia, in quanto sembra\nsembra aver semplicemente diviso in due le cuffiette della Scozia, come Mos\u00e8 divise il Mar Rosso, lasciando il bene e il male.\ncome Mos\u00e8 divise il Mar Rosso e lasci\u00f2 il bene e il male su entrambe le sponde.\n\nNon potr\u00f2 mai dimenticare il nostro primo servizio militare a St. Giles. Partimmo da\nBreadalbane Terrace prima delle nove del mattino e ci siamo incamminati lungo la bella\nbella curva della strada che si snoda intorno alla base della Rocca del Castello\nRock, attraversando la povert\u00e0 e lo squallore di High Street,\ntenendo d'occhio la bella torre della lanterna come stella guida, finch\u00e9 non sentimmo\nsentito\n\n  Il mormorio della folla della citt\u00e0;\n   E, dal suo campanile, il tintinnio forte,\n     il frastuono di San Giles\".\n\nCi siamo uniti alla folla fuori dalla venerabile chiesa e abbiamo atteso l'arrivo dei soldati dalla piazza d'armi del Castello.\nsoldati provenienti dalla piazza d'armi del Castello, perch\u00e9 da l\u00ec\nda l\u00ec che marciano in distaccamenti verso la chiesa di loro scelta. A\nreligione devono avere, e se, quando vengono chiamati e interrogati su di essa,\nhanno dimenticato di provvedere da soli, o non hanno preferenze sulla\nforma di culto, vengono assegnati a una di esse da chi ha l'autorit\u00e0.\nQuando i reggimenti sono riuniti sul campo di parata la domenica mattina, il primo comando \u00e8\nmattina, il primo comando \u00e8: \"Chiesa di Scozia, faccia a destra,\ni corpi degli uomini appartenenti ad altre denominazioni restano fermi fino a quando non arriva il loro turno.\nsono fermi fino a quando non arriva il loro turno di muoversi. Si dice che una volta un nuovo\nufficiale una volta diede il comando: \"Chiesa di Scozia, faccia a destra,\nMarcia veloce! Rieducazione di fantasia, rimanete dove siete!\".\n\nProprio mentre ci veniva raccontata questa storia da uno scudiero, ci fu uno scoppio di scarlatto e una musica\nun'esplosione di scarlatto e uno squillo di musica, e lungo Castlehill e il Lawnmarket\nLawnmarket verso la Piazza del Parlamento, centinaia di giubbe rosse, i pifferi delle Highland (altrimenti divinit\u00e0 dell'Olimpo)\npifferi delle Highland (altrimenti gli dei dell'Olimpo) che si dondolavano davanti, lasciando il cuore femminile americano\nil cuore femminile americano prostrato sotto il loro passo vittorioso. I\nmusica che in lontananza risuonava cos\u00ec marziale e trionfante\nabbiamo riconosciuto in un attimo che si trattava di \"Abide with me\" (Resta con me), e mai il bel motivo antico ci \u00e8 sembrato pi\u00f9 maestoso che\nmaestoso come quando segnava la misura per il costante\ndi quei piedi soldateschi. Mentre \"La marcia degli uomini di\nCameron Men\", che risuonava dai verdi pendii di Castlehill, aveva suscitato in noi pensieri di\ndi splendide vittorie sul campo di battaglia, questo semplice inno risvegliava lo spirito di\nsemplice inno risvegliava lo spirito della chiesa militante; una soldataglia non meno severa ma pi\u00f9\nspirituale, in cui \"il frutto della rettitudine \u00e8 seminato in pace da coloro che fanno la pace\".\npace di coloro che fanno la pace\".\n\nMentre mi addormentavo quella prima domenica sera a Edimburgo, dopo l'esperienza un po' insolita di tre funzioni religiose in un solo giorno, ho pensato\nesperienza un po' insolita di tre funzioni religiose in un solo giorno,\ntre note distinte di memoria fluttuavano dentro e fuori dal tessuto dei miei sogni.\nil suono dei piedi dei soldati che marciavano verso la vecchia St.\nGiles' sulle note di \"Abide with me\"; la voce del reverendo Ronald\nRonald che risuonava con virile insistenza: \"\u00c8 l'aspirazione che conta, non la realizzazione; l'inseguimento, non il raggiungimento\nrealizzazione; l'inseguimento, non il raggiungimento; la ricerca, non la conquista!\".\nfrasi conclusive della preghiera del frate: \"Quando Cristo ci ha perdonato,\naiutaci a perdonare noi stessi! Aiutaci a perdonare noi stessi cos\u00ec pienamente\nche possiamo persino dimenticarci di noi stessi, ricordandoci solo di Lui! E cos\u00ec venga il Suo\nvenga il Suo regno; lo chiediamo per amore del Re, Amen\".\n\n\n\nCapitolo X. La signora M'Collop come assaggiatrice di sermoni.\n\n\n\nAnche in questo periodo di Assemblee, quando l'atmosfera \u00e8 quasi\nclericale ed ecclesiastica, i due grandi eserciti ecclesiastici qui rappresentati nascondono certamente all'osservatore occasionale\nrappresentati qui nascondono certamente all'osservatore casuale tutte le\nrivalit\u00e0 e gelosie, ammesso che ne abbiano. Per quanto riguarda i due\ndissenzienti, la Chiesa della Disgregazione e la Chiesa della Secessione si sono fatte compagnia, in modo tale che\nSecessione si tengono compagnia, per cos\u00ec dire, da qualche anno, con\ncon un occhio lontano a un'eventuale unione. Alla luce di tutta questa piacevole\ntolleranza, sembra difficile rendersi conto che nella precedente Edimburgo, dove,\nabbiamo appreso da vecchi registri parrocchiali del 1605, Margaret Sinclair era stata\nSinclair fu citata dalla Sessione della Kirk per essersi recata al \"Burne\" a prendere l'acqua di\nsabato; che a Janet Merling fu ordinato di fare pubblico pentimento\nper aver nascosto un bambino non battezzato in casa sua per venti settimane e per aver chiamato il suddetto bambino Janet Merling\nsettimane e di averla chiamata Janet; che Pat Richardson dovette chiedere clemenza per essere stato trovato nella sua barca\nper essere stato trovato nella sua barca al momento della funzione pomeridiana; e che Janet Walker, accusata di avere\nJanet Walker, accusata di avere visite in casa sua all'ora del sermone,\nconfessare il suo reato e chiedere in ginocchio la misericordia di Dio E della Sessione della Kirk (che senza dubbio non ha mai avuto problemi).\nKirk Session (che senza dubbio era molto peggio) sotto pena di cento sterline scozzesi.\nsterline scozzesi. Forse ci sono ancora persone che preferirebbero pagare cento sterline piuttosto che ascoltare una\ncento sterline piuttosto che ascoltare un sermone, ma sono poche.\n\nEra l'inizio degli anni '70 quando Allan Ramsay,\nAllan Ramsay, \"temendo la censura legale e clericale\", prest\u00f2 le opere di Congreve e Farquhar dalla sua famosa biblioteca di High Street.\nCongreve e Farquhar dalla sua famosa biblioteca di High Street. Nel\n1756, il Presbiterio di Edimburgo sospese tutti gli ecclesiastici che avevano assistito alla\nche avevano assistito alla rappresentazione di Douglas, quella virtuosa tragedia\nscritta, con sgomento di tutta la Scozia, da un ministro della Kirk. Che\nil mondo, anche quello teologico, si muove con una rapidit\u00e0 tollerabile\nuna volta messo in moto, \u00e8 dimostrato dal fatto che al secondo impegno di Mrs.\nSiddons a Edimburgo, nell'estate del 1785, vaste folle si sono\ndi teatro, non solo di notte, ma anche di giorno, per assicurarsi un posto.\ngiorno, per assicurarsi un posto. Divenne necessario ammetterle prima alle tre\npomeriggio e poi a mezzogiorno, e alla fine \"l'Assemblea Generale della Chiesa in seduta\ndella Chiesa, allora in sessione, fu costretta a organizzare le sue riunioni\nriferimento all'apparizione della grande attrice\". Quanto sarebbe piaciuto\nscozzese, dopo uno dei suoi pi\u00f9 splendidi voli di passione tragica, avrebbe detto\nvoli di passione tragica, \"Non \u00e8 male!\". Abbiamo letto del suo sgomento\ndi questa ridicola parsimonia di elogi, ma il suo rispetto per se stessa deve essere stato\nquando le signore di Edimburgo sono svenute a dozzine durante la sua\nimpersonificazione di Isabella ne Il matrimonio fatale.\n\nPoich\u00e9 l'ospitalit\u00e0 scozzese \u00e8 quasi inesauribile, non \u00e8 strano che dal momento in cui le strade di Edimburgo hanno iniziato ad affollarsi\nnon \u00e8 strano che dal momento in cui le strade di Edimburgo hanno cominciato ad essere affollate di\ndi ministri, il tavolo del nostro salotto abbia cominciato a contenere una marea di inviti incisi di ogni tipo\ndi inviti di ogni genere, tutti ugualmente sconosciuti ai nostri occhi americani.\nocchi americani.\n\nIl portaborse \u00e8 stato incaricato dall'Alto Commissario e dalla Marchesa di Heatherdale di invitare la signorina Hamilton a una festa in giardino a casa sua.\nMarchesa di Heatherdale di invitare la signorina Hamilton a una festa in giardino a\nal Palazzo di Holyrood House, il 27 maggio. TEMPO PERMETTENDO\".\n\nL'Assemblea Generale della Chiesa Libera di Scozia ammette la signorina Hamilton a qualsiasi tribuna in qualsiasi giorno.\nHamilton a qualsiasi galleria in qualsiasi giorno\".\n\nLa Marchesa di Heatherdale \u00e8 a casa il 26 maggio dalle nove e un quarto di sera.\nnove e un quarto di sera. Palazzo di Holyrood House\".\n\nIl moderatore dell'Assemblea Generale della Chiesa Libera di Scozia \u00e8\na casa nella biblioteca del New College sabato 22 maggio,\ndalle otto alle dieci di sera\".\n\n'Il moderatore chiede il piacere della presenza della signorina Hamilton alla\ncolazione che si terr\u00e0 la mattina del 25 maggio al Dunedin Hotel\".\n\nAbbiamo deciso di recarci a tutte queste funzioni in modo imparziale, inseguendo cos\u00ec\nil leone presbiteriano fino alla sua tana, osservando le sue abitudini domestiche e\nle sue maniere in casa e in compagnia. Per tutto ci\u00f2 che riguardava l'aspetto distintamente\nreligioso del processo abbiamo chiesto consiglio alla signora M'Collop,\nM'Collop, mentre ci rivolgemmo a Lady Baird per avere informazioni precise su questioni secolari.\nTrovammo anche un alleato inaspettato nella persona della nipote del nostro ex-Moderatore, la signorina Jean Dalziel.\nnipote del nostro ex-Moderatore, la signorina Jean Dalziel (Deeyell). \u00c8 stata educata a Parigi,\nParigi, ma deve essere sempre stata una persona deliziosamente\nincontenibile per essere influenzata dall'haar o dalla teologia scozzese.  Andare alle\nAssemblee, in ogni caso, ha detto, e siate sicuri di ottenere posti per il caso di eresia.\ncaso di eresia. Queste non sono pi\u00f9 quelle di una volta, stiamo diventando\ndeboli e gelatinosi nelle nostre convinzioni, ma quest'anno ce n'\u00e8 una insolitamente bella.\ninsolitamente bello quest'anno; l'eretico \u00e8 molto giovane e bello,\ne molto malvagio, come i ministri. Non mancate di essere presentati alla corte della\nMarchesa a Holyrood, perch\u00e9 \u00e8 una preparazione fondamentale per la\nprova di Sua Maest\u00e0 e di Buckingham Palace. \"Non c'\u00e8 niente di adatto da indossare\"?\nNon avete mai visto le persone che ci vanno, altrimenti non lo direste! Vi consiglio addirittura\nvi consiglio di partecipare a una delle colazioni; non pu\u00f2 farvi alcun male serio o permanente, purch\u00e9 mangiate\ndanni gravi o permanenti, a patto che mangiate qualcosa prima di andare. Oh no,\nnon importa,--qualunque cosa scegliate, ometterete allegramente\nl'altra; perch\u00e9 io confesso, come zitella scozzese e nipote di un\nex-Moderatore, che per un estraneo e uno straniero le colazioni sono\npeggio delle esplorazioni artiche. Se non vi capita di essere al tavolo d'onore...\nd'onore...\n\n La dotata signorina Hamilton \u00e8 sempre al tavolo d'onore; se non viene messa l\u00ec, si rifiuta di mangiare.\nse non viene messa l\u00ec si rifiuta di mangiare, e allora l'universo dondola al suo\ncentro, interpose Francesca con impertinenza.\n\n \u00c8 vero, ha continuato la signorina Dalziel, che spesso sieder\u00e0 accanto a un ministro o a una moglie di un ministro\nministro o alla moglie di un ministro, che vi far\u00e0 disprezzare i sordidi\nsordidi appetiti della carne, ma se non lo fate, mangiate il meno possibile e fuggite su per il Mound verso l'assemblea che \u00e8 la Mecca.\ne fuggite su per la Collina verso l'Assemblea che \u00e8 la Mecca della vostra anima!\n\n La lingua di mia nipote \u00e8 un membro indisciplinato, disse l'ex-Moderatore, che era presente a questa diatriba.\ne i principali errori che commette nel giudicare queste feste clericali sono\ngiudizio su queste feste clericali \u00e8 che le critica in quanto\nconvenzionali, mentre sono intese come incontri informali di persone che desiderano\ninformali di persone che desiderano conoscersi meglio.\n\n Uova e pancetta calda non guasterebbero, rispose Miss Dalziel, con un mugugno affettuoso.\nDalziel, con una smorfia affettuosa.\n\n Il bacon e le uova fredde sono meglio della piet\u00e0 fredda, diceva l'ex-moderatore,\n e potrebbe essere una buona disciplina per le giovani signore esigenti che sono state\nviziate dalle colazioni parigine.\n\n\u00c8 alla signora M'Collop che dobbiamo la nostra principale comprensione di questioni tecniche\nquestioni tecniche della Chiesa, anche se raramente siamo d'accordo con le sue \"opinioni\" dopo che\ndopo aver acquisito la nostra esperienza. Non perde mai l'occasione di ascoltare un sermone il\nun sabato, e spesso ne ascolta due o tre. N\u00e9 si limita\nn\u00e9 si limita alle prediche di un solo predicatore, ma si sposta da un santuario all'altro, alla ricerca di\nda un santuario all'altro, cercando il pane della vita, spesso,\nspesso, per\u00f2, secondo il suo stesso racconto, si procura uno \"stano\" particolarmente\nindigesto \"stano\".\n\n\u00c8 quindi una guida completa per il pulpito di Edimburgo, e quando sta preparando il letto al mattino\nletto al mattino, dispensa critiche in modo cos\u00ec ampio e imparziale che\nimparziali che farebbero rabbrividire la carne del \"meenistry\nse venisse ascoltata. Ero solito pensare che l'assaggiatore di sermoni di Ian Maclaren\nun'esagerazione di un tipo esistente, ma ora vedo che \u00e8 la verit\u00e0 stessa.\nverit\u00e0 stessa.\n\n Proverete in un'altra chiesa domattina? suggerisce la signora M'Collop,\nstendendo il lenzuolo pulito della domenica sul materasso.  Come avete sentito il\nSawbath che \u00e8 passato? Il dottor A.? S\u00ec, lo conosco bene; \u00e8 l\u00ec da quindici anni e pi\u00f9.\nda quindici anni e pi\u00f9. S\u00ec, \u00e8 un uomo di talento...\ncon un'enfasi che mostra chiaramente che, nella sua stima, i momenti in cui lui \u00e8\n'aff' superano quelle in cui \u00e8 'on'...  Avete gi\u00e0 sentito il vecchio Dr. B\nB?  (Qui rimbocca il foglio superiore in modo ordinato ai piedi).\n\u00e8 un gravido signore strachtforrit, \u00e8 il dottor B, ma sta crescendo molto\nsermoni, anche se quando \u00e8 cos\u00ec logorroico un corpo non pu\u00f2\nnon si pu\u00f2 dargli retta se non si portano le mentine in chiesa, non per questo \u00e8 meno, a\na settanta centesimi, un mon migliore del nuovo asseestante. Conoscete il nuovo\nasseestante? \u00c8 un uomo piccolo piccolo, pieno di dita, che non ha bisogno di indossare un bastone!\nun pugnale! Non riesco a sopportarlo, con le sue parole da nababbo, che spiega e\nspiegare il Libro come se fosse appena uscito! Il vecchio dottore non \u00e8\nnon \u00e8 un riempitore di chiese, ma ci d\u00e0 una buona dose di sicurezza, un'aria pressata e una\nnon \u00e8 un po' come l'asseestante di Haverin; secondo me, non \u00e8 un sobrio\nche non \u00e8 un tipo da salotto, con i suoi discorsi e i suoi clich\u00e9s... Signor C.?\n (Ora si scuote, si raddrizza e si liscia la prima coperta).\ncoperta).  S\u00ec, \u00e8 proprio bravo! Mi ricordo che ha pregato per la nostra Libera Assemblea e poi si \u00e8 girato.\nAssemblea, e poi si \u00e8 girato e ha pregato per l'Establishment,\nma nello stesso tempo, - \u00e8 un uomo largo e leberale il signor C!... Il Sig.\nD? S\u00ec, lo conosco bene; potrebbe essere un po' pi\u00f9 gentile, anche se \u00e8 molto affezionato alle piccole coppie dell'Old\ndell'Antico Testamento; ma legge il suo sermone sul giornale.\ncarta, e c'\u00e8 un vecchio detto: \"Se un ministro non pu\u00f2 pensare [ricordare]\nil suo discorsetto, non ci si pu\u00f2 nemmeno aspettare che la congregazione lo tenga\n...\". Il signor E.? \u00c8 il mio ministro.  (Ha un cuscino in bocca\nma anche se lo scuote come un terrier farebbe con un topo, e allo stesso tempo disegna\nsulla sottoveste di lino, \u00e8 ancora comprensibile tra gli scatti).\ntra gli scossoni).  Susanna dice che il suo sermone \u00e8 come una claith fatta di soond 'oo\n[di lana] con un filo conduttore intrecciato, e con una trama di dottrina.\nSusanna conosce bene la sua Bibbia, ma non ha mai fatto un sermone.  (Fare il \"gruppo\nforrit\" \u00e8 prendere la comunione).  Il dottor F.? Lo chiamo \"il dottore del saluto\".\nmedico! Sta sempre a togliere la polvere dai cuscini della cacca, e\ne saluta i peccati della razza umana, e in particolare della sua\ncongregazione. \u00c8 in attesa che la sua ultima moglie si ammali e scivoli via.\nEra un castigo che aveva gi\u00e0 sopportato due volte in passato, ma non ha mai ringraziato di meno.\nmeno. Era un bel corpo, la signora F! E'nboro avrebbe potuto\navrebbe potuto risparmiare il dottore che salutava meglio di lei, penso.\n\n Il Signore d\u00e0 e il Signore toglie, secondo la sua buona volont\u00e0 e il suo piacere\ne piacere, azzardai con piet\u00e0, mentre la signora M'Collop batteva la coperta e la metteva a posto.\ne lo posava al suo posto.\n\n Ou ay, rispose quella brava donna, mentre stendeva il copriletto sopra i cuscini\ncome a me non piace affatto, - s\u00ec, ma per tutto il tempo penso che sia un peccato\npenso che sia un peccato che non possa essere guidato!\n\n\n\nCapitolo XI. Holyrood si risveglia.\n\n\n\nLa sera dovevamo fare l'inchino al Lord Alto Commissario e alla Marchesa di Heatherdale.\nMarchesa di Heatherdale, ed eravamo in uno stato di eccitazione repubblicana al 22 di Breadalbane Terrace.\neccitazione repubblicana al 22 di Breadalbane Terrace.\n\nFrancesca ci aveva sorpreso rifiutando di essere presentata a questa\ncorte scozzese semi-regale.  Non io, aveva detto.  La Marchesa\nrappresenta la Regina; potremmo scoprire, al nostro arrivo, che ha alzato gli standard di ammissione e ci chiede di\nche ha innalzato gli standard di ammissione e che ci chiede di \"tirarci indietro\" dalla\ndalla sala del trono. Non mi propongo di farlo senza una formazione londinese.\nInoltre, detesto le folle e non vado mai ai ricevimenti del mio Presidente.\ne poi ho mal di testa e non me la sento di affrontare il reverendo Ronald\ncon il reverendo Ronald stasera!  (Lady Baird ci avrebbe preso sotto la sua ala\nLady Baird ci avrebbe preso sotto la sua ala protettrice e suo nipote ci avrebbe accompagnato, dato che Sir Robert era a Inveraray).\n\n Sally, mia cara, dissi, mentre Francesca usciva dalla stanza con un flacone di sali in bella mostra.\nsali in evidenza in modo piuttosto ostentato, mi sembra che la damigella\nprotesti troppo. In altre parole, dedica una buona parte del tempo\ne discussioni a un gentiluomo che non le piace affatto. Poich\u00e9 \u00e8\nsotto la vostra tutela, vi invito a prestare attenzione ai seguenti punti: --\n\n Ronald Macdonald \u00e8 uno scozzese; Francesca disapprova le alleanze internazionali.\nalleanze internazionali.\n\n Lui \u00e8 un presbiteriano, lei una svedesiana.\n\n Suo padre era un famoso medico di vecchio stampo; Francesca \u00e8 un'omeopata.\nomeopata.\n\n Lui \u00e8 serio; Francesca \u00e8 gay.\n\n Credo che, date le circostanze, la loro conoscenza sia da tenere d'occhio.\nguardare. Due persone cos\u00ec dissimili e, per quanto riguarda l'osservazione superficiale, cos\u00ec\nsuperficiale, cos\u00ec poco adatte l'una all'altra, \u00e8 abbastanza probabile che\nalla deriva del matrimonio, a meno che non vengano distolte da attenti filantropi.\n\n Sciocchezze! rispose Salemina bruscamente.  Pensate che siccome siete\nincantata dalla tenera passione, che gli altri siano in pericolo.\npericolo costante. Francesca lo detesta.\n\n Chi te l'ha detto?\n\n Lei stessa, trionfante.\n\n Salemina, dissi con piet\u00e0, ho sempre creduto che foste zitella per scelta.\nzitella per scelta; non farmi credere che tu non abbia mai avuto alcuna\nesperienza in queste cose! Anche il reverendo Ronald mi ha fatto capire, con la massima chiarezza\nche non pu\u00f2 sopportare la vista di Francesca.\nCosa deduco da questa dichiarazione? La conclusione generale che, se \u00e8 vero\nse \u00e8 vero, \u00e8 curioso che lui la guardi incessantemente.\n\n Francesca non vivrebbe mai in Scozia, osserv\u00f2 debolmente Salemina.\n\n Non se non le viene chiesto, ovviamente, risposi.\n\n Non glielo avrebbe mai chiesto.\n\n Non se pensava di avere una possibilit\u00e0 di risposta affermativa.\n\n Suo padre non lo avrebbe mai permesso.\n\n Suo padre permette ci\u00f2 che lei gli permette di permettere. Lei lo sa\nperfettamente.\n\n Cosa devo fare, allora?\n\n Consultatemi.\n\n Cosa dobbiamo fare?\n\n Lasciate che la natura faccia il suo corso.\n\n Non credo nella natura.\n\n Non essere profana, Salemina, e non essere poco romantica, che \u00e8 peggio;\nma se insisti, confida nella Provvidenza.\n\n Preferisco fidarmi del cuore duro di Francesca.\n\n I cuori pi\u00f9 duri si sciolgono se si applica un calore sufficiente. Ti ho portato\na Newhaven e ti ho letto Christie Johnstone sulla spiaggia per niente?\nNon ricordi che Charles Reade ha detto che gli scozzesi sono iceberg, con vulcani sotto\nvulcani sotto; scongelate il ghiaccio scozzese, che \u00e8 molto freddo, e arriverete al fuoco scozzese.\nscongelare il ghiaccio scozzese, che \u00e8 molto freddo, e si arriva al fuoco scozzese, pi\u00f9 caldo di qualsiasi sole d'Italia o di Spagna. I\ncredo che il signor Macdonald sia un vulcano.\n\n Vorrei che fosse estinto, disse Salemina con petulanza; e vorrei che tu non mi rendessi\nnon mi rendessi nervosa.\n\n Se avessi avuto una qualche facolt\u00e0 di premonizione, non avresti aspettato che io\ndi renderti nervoso.\n\n Alcune persone sono singolarmente onniscienti.\n\n Altri sono singolarmente carenti... E in quel momento entr\u00f2 Susanna Crum per annunciare la signorina Jean Dalziel.\nper annunciare la signorina Jean Dalziel, che era venuta a vedere i panorami con noi.\n\nEra nostra abitudine quasi quotidiana passeggiare per la Citt\u00e0 Vecchia, e ormai conoscevamo ogni strada e ogni vicolo di quella citt\u00e0 densamente affollata.\nogni strada e vicolo di quel quartiere densamente affollato.\naffollato quartiere. La nostra ricerca dei luoghi degli antichi monumenti non diventava mai monotona e\nmonotona e ricostruivamo sempre, con l'immaginazione, il Cowgate, il Canongate, la\nCowgate, Canongate, Lawnmarket e High Street, fino a quando non riuscimmo a vedere Auld Reekie.\nfino a vedere Auld Reekie com'era nei secoli passati. In quei giorni di\nguerra continua con l'Inghilterra, la gente affollava le proprie abitazioni il pi\u00f9 vicino possibile al castello.\nCastello il pi\u00f9 possibile, cos\u00ec il pavimento era ammassato sul pavimento e l'appartamento sull'appartamento,\nfamiglie che si accalcavano sopra altre famiglie, la tendenza\nverso il cielo. Chi abitava in alto non aveva voglia di spendere le proprie forze per\ndi portare gi\u00f9 per le scale a cavatappi la materia che sarebbe\nscendere con la forza di gravit\u00e0 se fosse stata lanciata dalla finestra o dalla porta; cos\u00ec\nil viandante, soprattutto dopo il crepuscolo, veniva accolto con grida di\n\"Scendi dall'andatura!\" o \"Gardy loo!\", che in francese significa \"Gardez\nl'eau\" e che sarebbe stato compreso in qualsiasi lingua, credo,\ndopo un po' di esperienza. Le strade erano allora piene di detriti\nda un centinaio di finestre superiori, mentre alcuni inquilini del piano terra,\ncome i macellai e i fabbricanti di candele, contribuivano in toto ai cumuli profumati.\nprofumati cumuli. Per quanto riguarda le strette scale di accesso, utilizzate troppo di rado,\nimmaginatevi le dame di moda che inclinano i loro ampi cerchi e le loro\ndi seta su e gi\u00f9 per esse!\n\nChe i maiali vagassero a volont\u00e0 in questi campi elisi \u00e8 da presumere,\nvisto che nelle Tradizioni di Edimburgo abbiamo questa divertente immagine di tre bellezze di High Street\ndi tre bellezze di High Street nelle Tradizioni di Edimburgo:--\n\n'I modi dei grandi, che si dice fossero cos\u00ec rigidi e decorosi, erano cos\u00ec facili', dice l'autore.\nche la figlia di Lady Maxwell, Jane, che in seguito divenne duchessa di Gordon, fu vista cavalcare una scrofa su per la strada.\ndivenne in seguito Duchessa di Gordon, fu vista cavalcare una scrofa in High Street, mentre sua sorella Eglantine (in seguito Duchessa di Gordon)\nHigh Street, mentre sua sorella Eglantine (in seguito Lady Wallace di\nCraigie) si sbracciava allegramente dietro di lei con un bastone\".\n\nNon c'\u00e8 da stupirsi, alla luce di tutto ci\u00f2, che il re Giacomo VI, quando stava per riportare a casa la sua \"cara sposa\", Anna di Danimarca, abbia scritto al prevosto\nAnna di Danimarca, scrisse al prevosto: \"Per l'amor di Dio, vedete come le cose sono ricche al nostro arrivo.\nPer l'amor di Dio, vedi che le cose sono ricche al nostro arrivo; un re con una moglie nuova\nun re con una moglie appena sposata non viene qui un giorno\".\n\nSe non fosse stato per queste visite reali e per le visite di illustri stranieri, di tanto in tanto\nstranieri, aiutati di tanto in tanto da qualcosa di ancora pi\u00f9 salutare, una\noccasionalmente un'epidemia di peste, le autorit\u00e0 non avrebbero mai emanato\nnon avrebbero mai emesso alcun \"editto di pulizia\" e gli abitanti, ancora pi\u00f9 tranquilli, non avrebbero mai\nabitanti non avrebbero mai obbedito. Erano questi vicoli e chiusure buie e tortuose\ntortuosi vicoli e chiusure che costituivano il Court End della vecchia Edinbro'.\nEdinbro'; infatti qualcuno scrive nel 1530: \"Via vaccarum in qua habitant\npatricii et senatores urbis\" (La nobilt\u00e0 e i principali senatori della citt\u00e0\ncitt\u00e0 abitano nel Cowgate). E per quanto riguarda il Canongate, questa gaet sassone\no via dei canonici Holy rood, nel 1753 ospitava ancora \"due duchi,\nsedici conti, due contesse vedove, sette lord, sette lord di sessione, tredici baronetti, tredici baronetti, tredici baronetti, tredici baronetti, tredici baronetti.\ndi sessione, tredici baronetti, quattro comandanti delle forze in Scozia,\ne cinque uomini eminenti\": un bel gioco per Mally Lee!\n\n  A' doun alang the Canongate\n     c'erano bellezze di ogni grado;\n   E molti si sono girati a guardare\n     alla bella Mally Lee.\n   E siamo a est e a ovest,\n     Siamo a' gaun agee,\n   Siamo a est e a ovest\n     Corteggiando Mally Lee!\".\n\nOgni angolo \u00e8 ricco di ricordi. Qui c'\u00e8 l'Ufficio Francobolli vicino,\nda cui era solita uscire la bella Susanna, contessa di Eglinton, nelle serate di assemblea.\nnelle serate di riunione; lei, alta un metro e ottanta, con una carnagione brillantemente chiara\ne un \"viso di una bellezza ammaliante\". Le sue sette\nfiglie e figliastre erano tutte vistosamente belle, e si riteneva che fosse\nera considerato un bello spettacolo osservare la lunga processione di otto portantine dorate\ndorate che passavano dalla zona dell'Ufficio dei francobolli, portando lei e la sua\nmaestosa covata fino alla Sala delle Assemblee, in mezzo a una folla \"ammutolita dal rispetto e dall'ammirazione\ndi rispetto e di ammirazione nel vedere le loro alte e graziose figure scendere\ndalle sedie sul marciapiede\".\n\nProprio qui si trovano le vecchie assemblee, presiedute un tempo dalla famosa Miss Nicky Murray, direttrice degli affari mondani.\npresiedute un tempo dalla famosa Miss Nicky Murray, direttrice degli affari mondani,\nche sembra essere stata una premonizione femminile del conte d'Orsay e del nostro M'Allister.\nM'Allister. Devono essere stati piuttosto noiosi, quei vecchi balli scozzesi, dove Goldsmith vedeva\nscozzesi, dove Goldsmith vedeva le signore e i signori in due lugubri gruppi\ndivisi dalla lunghezza della sala.\n\n  L'Assemblea ha ricevuto la fiera.\n   L'ordine e l'eleganza vi presiedevano.\n   Ogni onorevole di destra aveva il suo posto,\n   per ballare un minuetto con grazia.\n   Nessuna corsa al ballo con la fretta dei rivali,\n   Tale era il tuo modo di fare, o famosa Miss Nicky Murray!\".\n\nErano le nove e mezza di sera quando Salemina ed io ci recammo a Holyrood.\nHolyrood, il nostro umile cavallo da taxi che correva fedelmente dietro la carrozza di Lady Baird.\nLady Baird, e fu la nuova esperienza di vedere Auld Reekie alla luce della\nluce della lampada a richiamare queste allegre visioni di altri giorni.\ngiorni cos\u00ec completamente di nostra propriet\u00e0 mentale che non potevamo fare a meno di risentire\nche non potevamo fare a meno di risentire il fatto che le donne stendessero il bucato alle\ndi Eglinton e spuntavano le loro teste trasandate dal vecchio portone della Duchessa di\nGordon.\n\nIl reverendo Ronald \u00e8 cos\u00ec gentile! Entra cos\u00ec pienamente nel nostro spirito di\ndi ricerca e si compiace cos\u00ec tanto dei nostri entusiasmi! \u00c8 persino sceso con leggerezza dalla carrozza di\ndalla carrozza di Lady Baird e ha chiesto al nostro \"lamiter\" di fermarsi mentre ci mostrava il sito del Black Turnpike.\nmentre ci mostrava il sito della Black Turnpike, dalle cui finestre\nRegina Maria vide l'ultima capitale del suo regno.\n\n Qui c'era la Black Turnpike, signorina Hamilton! grid\u00f2; e da qui Mary and\u00f2 a Loch Leven, dove voi Hamilton e i Seton arrivaste.\nda qui Mary and\u00f2 a Loch Leven, dove voi Hamilton e i Seton veniste\ngalantemente in suo aiuto. Non ricorda la \"lontana cavalcata verso le sabbie di Solway\"?\nSolway?\n\nHo guardato con interesse, anche se ero in un tale stato di deliziosa\neccitazione che non riuscivo a mantenere il mio posto.\n\n Ancora pochi minuti, Salemina, sospirai, e saremo nel cortile del palazzo.\ncortile del palazzo; poi una probabile mezz'ora nei camerini affollati,\ncon un'altra mezz'ora in fila, e poi, poi faremo il nostro migliore\nil nostro migliore inchino repubblicano nella Galleria dei Re! Come vorrei che Mr.\nBeresford e Francesca fossero con noi! Quale pensate sia stato il suo\nmotivo della sua assenza? Un piccolo disaccordo con il nostro giovane ministro.\nministro, ne sono certa. Pensi che l'umidit\u00e0 stia togliendo i riccioli ai nostri capelli?\ndei nostri capelli? Credi che i nostri abiti saranno strappati prima che la Marchesa li veda?\nMarchesa li veda? Credete che avremo un aspetto migliore di chiunque altro?\nIn privato, penso che dovremo essere pi\u00f9 belle di chiunque altro; ma penso sempre che\nma lo penso sempre mentre vado a una festa, mai dopo essere arrivata.\n\nLa signora M'Collop aveva affermato che ero \"bonnie eneuch for ony court\" e non potevo fare a meno di desiderare che \"my ain dear Somebody\" mi vedesse.\nnon potevo fare a meno di desiderare che \"il mio caro Qualcuno\" mi vedesse\ncon il mio abito francese ricamato con cardi d'argento e il mio \"bouquet da doccia\" di\nbouquet di campanule scozzesi legate insieme. Salemina indossava\nvelluto rosa-viola; un vero color erica, anche se l'Alto Commissario probabilmente non se ne accorger\u00e0 mai.\nAlto Commissario non avrebbe mai notato il fatto.\n\nDopo aver presentato i nostri biglietti d'invito alle porte del palazzo, ci siamo uniti alla folla e ci siamo fatti pazientemente strada su per le splendide scale.\nci siamo uniti alla folla e ci siamo fatti pazientemente strada su per gli splendidi scaloni,\nincipriati senza numero, e, spogliate dei nostri abiti, ci siamo unite a un'altra folla che si dirigeva verso la sala del trono.\nun'altra folla che si dirigeva verso la sala del trono, Salemina e io premendo i cartoncini con i nostri nomi\nSalemina e io ci stringevamo al petto i cartoncini con i nostri nomi \"scritti in modo leggibile\".\npetti palpitanti.\n\nFinalmente arriv\u00f2 il momento in cui, preceduta da Lady Baird, consegnai il mio pezzo di pasta all'usciere.\nil mio pezzo di cartoncino all'usciere; e sentendo chiamare \"Miss Hamilton\" in\naccenti stentorei, andai avanti a mia volta ed eseguii un inchino grazioso ed elegante, ma non troppo profondo, accuratamente\ned elegante, ma non troppo profondo, accuratamente organizzato per adattarsi alla\noccasione semi-regale e semi-ecclesiastica. Non avevo rivelato questo fatto\nSalemina, ma avevo indossato il tappeto della signora M'Collop piuttosto logoro\ndavanti al lungo specchio e avevo fatto cos\u00ec tante volte l'inchino a me stessa sulla\nsuperficie di cristallo che avevo sviluppato una sorta di venerazione fittizia per la mia immagine riflessa.\nper la mia immagine riflessa. Avevo appena iniziato la mia obbedienza ben\nobbedienza, quando Sua Grazia la Marchesa, con mia sorpresa e imbarazzo\nimbarazzo, allung\u00f2 una mano gentile e mormor\u00f2 il mio nome con voce\nvoce particolarmente gentile. \u00c8 affezionata a Lady Baird e forse ha scelto questo metodo per dimostrarmi la sua amicizia.\nquesto metodo per dimostrare la sua amicizia; o forse ha notato i miei cardi d'argento e Salemina.\ncardi d'argento e il velluto color erica di Salemina, che certamente\nmeritevoli di un riconoscimento speciale; oppure pu\u00f2 essere che fossi troppo bella per\nper passare sotto silenzio: nel mio stato di esaltazione ero all'altezza della\ndi credere.\n\nTerminata la presentazione, ci siamo aggirati per gli ampi appartamenti,\nsporgendoci dalle finestre aperte per ascoltare la musica della banda che suonava nel cortile\ncortile sottostante, osservando i ritratti reali e chiacchierando con gruppi di amici che apparivano e riapparivano tra la folla.\ngruppi di amici che apparivano e riapparivano nella folla. Infine\nLady Baird ci mand\u00f2 a chiamare per unirci a un nodo di personaggi pi\u00f9 o meno illustri che avevano cenato al\npi\u00f9 o meno illustri, che avevano cenato a palazzo e che stavano in piedi dietro la\ndietro la comitiva ricevente in una sorta di gruppo sacro. Si trattava di una posizione\ndi vantaggio e si sarebbe potuti rimanere l\u00ec per ore, osservando ogni tipo di\ne condizioni di uomini e donne che si inchinavano davanti all'Alto Commissario e alla Marchesa.\ne alla Marchesa che, con la sua bellezza da Cleopatra e il suo abito scarlatto, sembrava una splendida\nbellezza da Cleopatra e l'abito scarlatto, sembrava uno splendido fiore di cardinale.\n\nSalemina ed io abbiamo osservato attentamente l'inchino, con l'intento iniziale di\ndi migliorare le nostre obbedienze per Buckingham Palace; ma, a dire il vero, non abbiamo ottenuto\nnon ottenemmo alcuna luce aggiuntiva, e chiaramente la maggior parte delle persone non aveva indossato\nfiliformi i tappeti davanti agli specchietti da toeletta.\n\nImprovvisamente sentimmo annunciare un nome familiare: \"Lord Colquhoun\", un\ngiudice che era stato recentemente elevato al rango di Pari e che incontravamo spesso a cena.\nche incontravamo spesso a cena; poi \"Miss Rowena Colquhoun\"; e poi, in mezzo a un'insolita agitazione\nin mezzo, ci sembrava, a un'insolita agitazione alla porta d'ingresso, la signorina Francesca Van Buren Monroe.\nFrancesca Van Buren Monroe\". Involontariamente toccai la spalla del reverendo\nRonald per lo stupore, mentre Salemina sollevava il suo\ndi tartaruga, e guardammo in silenzio la nostra carica ricreativa.\n\nDopo la presentazione, ogni persona ha a disposizione quindici o venti metri di terribile\nspazio da attraversare in solitaria e indifesa maest\u00e0, scrutato nel frattempo\ndalle damigelle d'onore (che, se fossero veramente onorevoli, volgerebbero lo sguardo da un'altra parte), dalle dame di compagnia, dal gruppo sacro della\nd'onore, volgerebbero lo sguardo da un'altra parte), dalle dame di compagnia, dal sacro gruppo di\ngruppo sacro nelle retrovie e dal Portaborse stesso. Avevo pensato che questo funzionario\nborsellino nel cassetto superiore del suo ufficio a casa, quando non paga le bollette.\nma sembra che, quando \u00e8 in processione, porti con s\u00e9 una borsa di velluto rosso\ndi velluto rosso lungo un metro e mezzo sul braccio, dove sembra non essere\nnon dissimile dal mantello d'opera di una signora. Conterrebbe la somma totale di tutti i soldi erogati, anche se\nsborsati, anche se fossero ridotti al livello del volgare rame.\n\nSotto questo spaventoso fuoco di ispezione, alcune delle vittime si muovono a tentoni,\nalcune si affrettano; alcune guardano su e gi\u00f9 nervosamente, altre si guardano alle spalle come\ncome se temessero di essere arrestate; alcune diventano rosse, altre pallide,\na seconda della carnagione e del temperamento; alcune oscillano le braccia, altre\ninciampano nelle loro camice; alcuni si stringono i bottoni di un guanto, o si stringono un fiore o un gioiello.\nun fiore o un gioiello. Francesca \u00e8 superiore a tutte queste debolezze,\ne dubito che la Galleria dei Re sia mai servita da sfondo per\npi\u00f9 bello o pi\u00f9 raffinato di quel lapsus senza titolo di una ragazza degli \"States\".\ndagli \"Stati Uniti\". Il suo abito strascicato di raso bianco perla cadeva in\nininterrotte pieghe lucenti dietro di lei. La sua bella gola e le sue spalle\nspalle si ergevano in un candore statuario dalla nebbia di chiffon che le avvolgeva.\nche li avvolgeva. I suoi capelli scuri mostravano una scriminatura lunare che riposava l'occhio,\nstancato dalla contemplazione di onde e crespi appena usciti dall'arricciacapelli.\narricciacapelli. Le perle della madre pendevano in corde dal collo alla vita, e l'unica macchia di colore che aveva addosso era\nl'unica macchia di colore che la circondava era la rosa American Beauty che portava con s\u00e9.\nche portava con s\u00e9. A Parigi c'\u00e8 un fiorista patriottico che coltiva queste\na stelo lungo del roseto e il signor Beresford me ne manda alcune ogni settimana.\na me ogni settimana. Francesca aveva preso il fiore senza permesso e\nDevo dire che ne era degna come lo era di lei.\n\nFece un inchino profondo, senza cerimonie esagerate, ma con una sorta di gravit\u00e0 innocente e infantile.\ngravit\u00e0 innocente e infantile, mentre il raso dell'abito si stendeva come un grande fiore sul pavimento.\ncome un grande fiore sul pavimento. La testa era chinata fino a quando le\nciglia scure sulle guance cremisi; poi si sollev\u00f2 di nuovo dal cuore del giglio\ndel giglio scintillante, con l'unica splendida rosa che brillava contro tutto il suo\nil suo biancore abbagliante, e fluttu\u00f2 lentamente attraverso il temuto spazio\nverso la porta d'uscita, come se fosse preceduta da araldi invisibili e seguita da\nseguiti da invisibili portatori di treni.\n\n Chi \u00e8? abbiamo sentito sussurrare qua e l\u00e0.  Guardate la rosa!\n  Guardate le perle! \u00c8 una principessa o solo un'americana?\n\nGuardai il reverendo Ronald. Immaginavo che fosse pallido; in ogni caso\nsi mordeva nervosamente il labbro inferiore e credo che stesse immaginariamente\nil suo cuore serio, scozzese, allopatico, presbiteriano, al cuore gaio, americano, omeopatico di Francesca.\nFrancesca, americana, omeopatica e svedesiana.\n\n \u00c8 un peccato che la signorina Monroe sia una repubblicana cos\u00ec ardente\", disse con\ncon una non celata amarezza; altrimenti dovrebbe essere una duchessa. Non ho mai\nuna testa che si adattasse meglio a una coroncina, n\u00e9, se mi perdonate, una testa che\nche contenesse pi\u00f9 capricci.\n\n \u00c8 vero che si \u00e8 rifiutata categoricamente di accompagnarci qui, lo ammetto, ma\nforse ha una spiegazione pi\u00f9 o meno sciocca e utile;\nnel frattempo, vi sfido a dirmi che non \u00e8 una bellezza, e vi imploro di non dire nulla sul fatto che sia solo una pelle.\ndi non dire nulla sul fatto che sia solo a pelle. Datemi una bella\nbella, dico io, e passer\u00f2 la mia vita a far s\u00ec che le cose nascoste della mente e dell'anima\nmente e dell'anima; ma liberatemi da tutti i tentativi vani di far parlare la bellezza del mio\ndi far s\u00ec che la mia bellezza di carattere parli attraverso una bocca larga, respiri attraverso un naso\nnaso grasso e di guardare il mio prossimo con gli occhi sbarrati!\n\nIl signor Macdonald era d'accordo con me, con alcune riserve ministeriali. Lui\nsempre d'accordo con me, e perch\u00e9 non si tormenta al pensiero che io sia la\ndi essere la promessa sposa di un altro, ma continui a sprecare i suoi\naffetto per una ragazza litigiosa e poco apprezzabile \u00e8 pi\u00f9 di quanto io possa\ncomprendere.\n\nFrancesca, scortata da Lord Colquhoun, \u00e8 apparsa di l\u00ec a poco nel nostro gruppo,\nma Salemina non tent\u00f2 nemmeno di rimproverarla. Non si pu\u00f2 rimproverare una\nimperiosa giovane bellezza in raso bianco e perle, soprattutto se \u00e8\ncon nonchalance al braccio di un pari del regno.\n\nSembra che poco dopo la nostra partenza (avevamo cenato con Lady Baird), Lord Colquhoun mi avesse inviato una nota per chiedermi una risposta.\nBaird), Lord Colquhoun mi avesse inviato un biglietto con la richiesta di una risposta.\nFrancesca l'aveva aperto e aveva scoperto che aveva offerto un biglietto d'invito in pi\u00f9 a una di noi, dicendo che lui e sua sorella avrebbero\ndi invito a uno di noi e che lui e sua sorella sarebbero stati lieti di\nvolentieri di fare da scorta a Holyrood, se lo si desiderava. A quel punto aveva avuto un'ora o due di\nsolitudine e ne era ben stanca, mentre l'ultimo residuo di mal di testa era scomparso\ndi mal di testa scomparivano sotto la tentazione di presentarsi a corte con\ncon tutto l'eclat dell'inaspettato. Invi\u00f2 un biglietto di accettazione a\nLord Colquhoun, chiam\u00f2 la signora M'Collop, Susanna e la fanciulla Boots ad assisterla.\nM'Collop, Susanna e la fanciulla Boots, distribu\u00ec i vassoi dei suoi bauli Saratoga nelle tre camere da letto, raggrupp\u00f2 tutte le candele\ncamere da letto, raggrupp\u00f2 tutte le nostre candele sul suo tavolino da toeletta e prese in prestito\nogni gingillo o oggetto che ci era capitato di lasciare.\nIl suo bagaglio di ornamenti \u00e8 molto pi\u00f9 grande del nostro, ma noi possediamo\nalcuni articoli per i quali ha un'ammirazione infantile: le mie pantofole di raso bianco\ndi raso bianco ricamato con perle, il pettine di Salemina con la punta di perla, il\npettine di Salemina, il fazzoletto di Valenciennes di Salemina e il fermaglio della cintura di diamanti, la mia rana di perle con gli occhi di rubino.\nrana di perle con occhi di rubino. Abbiamo identificato le nostre propriet\u00e0 sulla sua impertinente\ngiovane, e l'elenco dei suoi prestiti divert\u00ec talmente il reverendo Ronald da fargli dimenticare le ferite.\nRonald che dimentic\u00f2 le sue ferite.\n\n E' davvero una prova, quella presentazione, per quanto forte possa essere il senso dell'umorismo e per quanto radicata sia la democrazia.\nsenso dell'umorismo, n\u00e9 quanto sia radicata la democrazia, chiacchierava Francesca a una schiera di ufficiali che la circondavano.\nFrancesca a una schiera di ufficiali che l'hanno circondata fino alla\ndel ministero.  \u00c8 particolarmente difficile se si arriva inaspettatamente\ninaspettatamente e non si ha idea di ci\u00f2 che accadr\u00e0. Ero agitato nel momento\nmomento supremo, perch\u00e9, all'ingresso della sala del trono, avevo appena\nstretta di mano con riverenza a una splendida persona che si rivel\u00f2 essere un cameriere.\ncameriere. Naturalmente l'ho scambiato per il Comandante delle Guardie della Regina,\no per il custode delle chiavi delle prigioni, o per il nobilissimo custode dei fossati reali, dei ponti levatoi e delle\nfossati, dei ponti levatoi e delle saracinesche reali. Quando ha teso la mano non avevo\nnon avevo idea che fosse solo per portarmi avanti, e cos\u00ec, naturalmente, la strinsi.\n\u00e8 un peccato che non l'abbia baciata! Poi ho fatto un inchino all'usciere\nUsciere, e trascurai del tutto l'Alto Commissario, non avendo occhi per nessun altro che\nnon avendo occhi che per la bella marchesa scarlatta. Spero solo che fossero\ntroppo occupati per accorgersi dei miei errori, altrimenti sar\u00f2 bandita da Corte\ndalla Corte nel momento stesso in cui mi presento.\nbandita al giorno d'oggi? rivolgendo la batteria dei suoi occhi a un ufficiale particolarmente\nun ufficiale particolarmente insignificante che era troppo stordito per rispondere.  E ha visto\nha visto la bambina di dieci anni che era accanto a me nella fila? \u00c8 la signora\nMacstronachlacher; almeno questo era il nome sul biglietto da visita che portava con s\u00e9,\ne cos\u00ec \u00e8 stata annunciata. Come ci hanno detto, il Portaborse \u00e8 molto\nrigoroso nell'organizzare queste funzioni e nell'emettere gli inviti, presumo che sia la signora Macstronachlacher.\npresumo che debba essere la signora Macstronachlacher; ma se \u00e8 cos\u00ec, in Scozia ci si sposa molto\nin Scozia, e le sue gonne avrebbero dovuto essere pi\u00f9 lunghe!\n\n\n\nCapitolo XII. Addio a Edimburgo.\n\n\n\n\u00c8 il nostro ultimo giorno nella \"cara sede della Scozia\", il nostro ultimo giorno a Breadalbane Terrace, il nostro ultimo giorno con la signora M'Collop.\nBreadalbane Terrace, il nostro ultimo giorno con la signora M'Collop; e anche se tutti dicono che ameremo la vita in campagna\ntutti dicono che ameremo la vita in campagna, ci dispiace lasciare Auld Reekie.\nlasciare Auld Reekie.\n\nSalemina ed io abbiamo trascorso due giorni alla ricerca di un rifugio e abbiamo visitato otto villaggi ben consigliati a tale scopo.\nabbiamo visitato otto villaggi ben consigliati a tale scopo; ma\na lei non piacevano quattro di essi, e io non potevo sopportare gli altri quattro, anche se\ndi quelli che erano stati oggetto della sua disapprovazione, li ho considerati\ndeliziosi sotto ogni aspetto.\n\nNon portiamo mai Francesca in questi pellegrinaggi di disaccordo, perch\u00e9 tre\nopinioni contrastanti sullo stesso argomento renderebbero insopportabile quello che\naltrimenti piuttosto esilarante. Domani partir\u00e0 da Edimburgo\nper una breve visita alle Highlands con i Dalziel e ci raggiunger\u00e0 quando ci saremo sistemati.\nquando ci saremo sistemati.\n\nIl signor Beresford partir\u00e0 da Parigi il prima possibile dopo la nostra decisione.\nSalemina ed io abbiamo deciso di concordare un posto ideale\nentro trentasei ore dalla nostra partenza da Edimburgo, sapendo privatamente\nche, dopo un'ultima battaglia reale, sosterremo con entusiasmo la decisione comune per il resto della\ndecisione comune per il resto della nostra vita.\n\nAbbiamo dato l'addio a persone, luoghi e cose, augurandoci che il sole non splendesse e rendendo cos\u00ec pi\u00f9 difficile il nostro compito.\ndesiderando che il sole non splendesse e rendesse cos\u00ec pi\u00f9 difficile il nostro compito.\nAbbiamo guardato per l'ultima volta la vecchia citt\u00e0 grigia da Calton Hill, il posto migliore, forse, per la vista.\ndi tutti i luoghi, forse il migliore per la vista; poich\u00e9, come dice Stevenson, da Calton Hill si pu\u00f2 vedere il Castello.\nCalton Hill si pu\u00f2 vedere il Castello, che dal Castello si perde, e Arthur's Seat, che non si pu\u00f2 vedere.\nArthur's Seat, che non si vede da Arthur's Seat. Abbiamo fatto una\naddio al ponte di Dean, per guardare malinconicamente verso est e meravigliarsi\nper la centesima volta di trovare un posto cos\u00ec bello nel cuore di una citt\u00e0.\ncitt\u00e0. L'acqua di Leith, che scorre dolcemente, si snoda sui ciottoli tra le rive erbose e i gruppi di splendidi alberi.\ntra sponde erbose e gruppi di splendidi alberi, il tetto del piccolo tempio di\nHygeia si erge pittorescamente tra i rami verdi, i pendii di velluto smeraldo\nvelluto di smeraldo che salgono fino alla pietra grigia delle case,--dove, in tutto il mondo delle citt\u00e0, si pu\u00f2\nin tutto il mondo delle citt\u00e0, si pu\u00f2 trovare un panorama che lo eguagli in pacifica\npacifica bellezza? L'uomo-ponte di Francesca, che tra l'altro si \u00e8 rivelato un giovane e distinto professore di medicina dell'Universit\u00e0\ngiovane e distinto professore di medicina all'Universit\u00e0, dice che\nche le belle citt\u00e0 del mondo dovrebbero essere classificate\nCostantinopoli, Praga, Genova, Edimburgo; ma avendo visto solo una di queste, e che l'ultima\nsolo una di queste, e l'ultima, mi rifiuto di credere a qualsiasi scala di confronto\ndi confronto che lascia Edina ai piedi.\n\nSi avvicinava l'ora del t\u00e8, un'ora in cui non mancano mai le visite,\ne ci trovavamo tutti insieme nel salotto. Io ero al pianoforte,\ncantando melodie giacobite per la gioia di Salemina. Quando arrivai all'ultima\nQuando arrivai all'ultima strofa dei \"Cento pifferi\" di Lady Nairne, le parole briose avevano\ndi Lady Nairne, le parole briose avevano fatto prigioniera la mia fantasia e sono certa che non avrei potuto cantare con maggior\nvigore e passione se i miei fossero stati \"fuori con lo Chevalier\".\n\n  L'Esk era gonfio cos\u00ec rosso e cos\u00ec profondo,\n   Ma i ragazzi coraggiosi si tengono a galla;\n   Due migliaia nuotarono verso la terra inglese,\n   e danzarono all'asciutto al suono del pibroch.\n   Gli inglesi videro, videro, videro,\n   e sentirono il \"blaw\", il \"blaw\",\n   e corsero ad aspettare, ad aspettare,\n   Fra i cento zampognari, e poi, e poi!\".\n\nQuando arrivai a \"Dumfounder'd the English saw\", Francesca lasci\u00f2 il suo libro e si un\u00ec alle quattro righe successive.\nlibro e si un\u00ec alle quattro righe successive, e quando entrammo nel coro Salemina si precipit\u00f2 al pianoforte.\nSalemina si precipit\u00f2 al pianoforte e, pur non sapendo cantare, alz\u00f2 la voce in alto e in alto nel ritornello.\nvoce alta e squillante nel ritornello, battendo il tempo con un\ntempo con un coltellino da carta.\n\n  Con cento zampognari e un altro, e un altro ancora,\n   Con cento zampognari e un centinaio di zampognari e un centinaio di zampognari e un centinaio di zampognari e un centinaio di zampognari,\n   Ci alzeremo e daremo loro un blaw, un blaw,\n   Con cento zampognari e un altro, un altro!\".\n\nSusanna fece entrare il signor Macdonald e il dottor Moncrieffe, mentre l'ultimo \"blaw\" si spegneva nel silenzio.\ne Jean Dalziel sal\u00ec al piano di sopra per dire che raramente riuscivano a trovare un momento di pace per le preghiere di famiglia.\nraramente riuscivano a trovare un momento di tranquillit\u00e0 per le preghiere di famiglia, perch\u00e9 noi\nal pianoforte, lanciando nell'aria sentimenti incendiari.\nsentimenti incendiari nell'aria, su melodie cos\u00ec coinvolgenti che nessuno poteva resistere.\na cui nessuno poteva resistere.\n\n Siamo molto dispiaciuti, signorina Dalziel\", dissi penitente.  Riserviamo un'ora al\nun'ora al mattino e un'altra a letto per le preghiere di suo zio,\nma non avevamo idea che le faceste al t\u00e8 del pomeriggio, anche in Scozia. I\nCredo che vi stiate lamentando e che siate venuti qui solo per gonfiare il coro.\nSu, cantiamo tutti insieme da \"Dumfounder'd the English saw\".\n\nIl signor Macdonald e il dottor Moncrieffe diedero un corpo cos\u00ec splendido alla musica,\ne Jean una tale energia bellicosa, che Salemina agit\u00f2 il suo coltello da carta in modo\nin modo pi\u00f9 che mai sanguinario, e Susanna, che esitava fuori dalla porta per puro piacere, dovette\nesitava fuori dalla porta per il puro piacere, dovette essere convinta a entrare con le cose da t\u00e8. Sulle\nt\u00e8 \u00e8 arrivato il domenicano, un altro caro vecchio amico di sei settimane.\ne mentre il dottore cantava \"Jock o' Hazeldean\" con un fascino cos\u00ec irresistibile che tutti noi\ncon un fascino cos\u00ec irresistibile che tutti noi desideravamo fuggire con qualcuno all'istante.\nSalemina dispensava toast imburrati, panini alla marmellata,\ne la tazza profumata. A questo punto eravamo completamente a nostro agio e Mr.\nMacdonald si mise a suo agio, insieme a noi, attizzando il fuoco;\nal che Francesca lo mise in imbarazzo pregandolo di non toccarlo\na meno che non fosse in grado di farlo correttamente, cosa che, aggiunse, sembrava alquanto improbabile,\ndal modo in cui maneggiava l'attizzatoio.\n\n Cosa far\u00e0 Edimburgo senza di voi? ci chiese, voltandosi verso di noi con\nlusinghiera tristezza nel suo tono.  Chi ascolter\u00e0 le nostre storie scozzesi, senza\nsospettare la loro vecchiaia? Chi ci far\u00e0 domande a cui noi\nin qualche modo conosciamo sempre la risposta? Chi ci far\u00e0 studiare e venerare\ni nostri punti di riferimento? Chi terr\u00e0 vivo il nostro orgoglio nazionale e locale\ncon un entusiasmo giudizioso?\n\n Penso che l'orgoglio nazionale e locale possa esistere anche senza\nsenza alcuno stimolo artificiale\", osserv\u00f2 seccamente Francesca, il cui spirito non si era affatto\nnon si \u00e8 minimamente spento per l'avvicinarsi della partenza.\n\n Forse, rispose il reverendo Ronald; ma in ogni caso, lei,\nMiss Monroe, potr\u00e0 sempre riflettere sul fatto che non \u00e8 mai stata\nresponsabile nemmeno della sua momentanea inflazione!\n\n Non \u00e8 strano che non riesca ad andare pi\u00f9 d'accordo con quell'affascinante\nmormor\u00f2 Salemina, mentre mi passava lo zucchero per la seconda tazza.\ntazza.\n\n Se i tuoi attuali sintomi di cecit\u00e0 continuano, Salemina, ho detto,\ncercando un piccolo grumo per guadagnare tempo, ti scriver\u00f2 una\nuna ballata struggente, ti comprer\u00f2 un cane e ti metter\u00f2 all'angolo della strada! Se\nse ti fossi mai permessa di \"andare d'accordo\" con un uomo come Francesca si sta\ncon il signor Macdonald, ora saresti la signora... qualcuno.\n\n Sa, dottore, chiese il domenicano, che la signorina Hamilton ha versato delle vere e proprie\nlacrime vere a Holyrood l'altra sera, quando la banda ha suonato 'Bonnie\nCharlie's noo awa'?\".\n\n Erano reali, lo confesso, nel senso che non erano certo lacrime di coccodrillo.\nnon erano lacrime di coccodrillo; ma non riesco a spiegarle da un punto di vista sensato e americano.\nun punto di vista sensato e americano. Naturalmente il mio giacobitismo \u00e8 puramente\nimpersonale, anche se non pi\u00f9 del vostro, a quest'ora; almeno \u00e8 un sentimento poetico.\n\u00e8 solo un sentimento poetico, di cui Caroline, la baronessa Nairne, \u00e8 la principale responsabile.\nNairne, \u00e8 la principale responsabile. Le mie lacrime romantiche sono nate dalla visione del\ndel Principe Bonnie mentre entrava a Holyrood, vestito con il suo corto cappotto di tartan, i calzoni scarlatti e il\ncon il suo corto cappotto tartan, le braghe scarlatte e gli stivali militari, la stella di Sant'Andrea sul petto, un nastro blu sul\nAndrea sul petto, un nastro blu sulla spalla e la famosa cuffietta di velluto blu e la coccarda bianca.\nvelluto blu e la coccarda bianca. Doveva sembrare cos\u00ec coraggioso, bello e speranzoso in quel momento.\ne bello e speranzoso in quel momento, e il momento fu cos\u00ec tristemente breve, che quando la banda suon\u00f2\nbanda suonava l'aria di pianto, continuavo a sentire le parole...\n\n  'Molti cuori si spezzeranno in due,\n   se non torner\u00e0 pi\u00f9\".\n\nQuella sera torn\u00f2 di nuovo da me, e tenne un fantomatico argine\ndietro la spalla della Marchesa di Heatherdale. Il suo \"ghaist\" sembrava\nroseo e fiducioso, eppure per tutto il tempo la banda suonava il\nrequiem per la sua causa persa e le sue speranze sepolte.\n\nGuardai verso il fuoco per nascondere l'umidit\u00e0 che si insinuava di nuovo nei miei occhi.\nocchi, e il mio sguardo cadde su Francesca che sedeva sognante su un pagliaio di fronte\ndavanti al fuoco allegro, con il mento nell'incavo della palma, e il reverendo Ronald in piedi sul\nreverendo Ronald in piedi sul focolare che la guardava, con l'attizzatoio in mano e il suo cuore, io\ne il suo cuore, mi dispiace dirlo, in una posizione cos\u00ec esposta sulla manica che anche Salemina avrebbe potuto\nmanica che anche Salemina avrebbe potuto vederlo se avesse girato gli occhi in quella\nin quella direzione.\n\nJean Dalziel ruppe il momentaneo silenzio:  Sono sicuro di non aver mai sentito le\nultime due righe...\n\n  'Meglio di cos\u00ec non si pu\u00f2,\n   Non tornerete pi\u00f9?\n\nsenza un nodo in gola, e canticchi\u00f2 la bella melodia.  \u00c8\n\u00e8 tutto come dici tu, puramente impersonale e poetico. Mia madre \u00e8 una\ndonna inglese, ma canta \"Dumfounder'd the English saw, they saw\ncon il massimo del fuoco e della furia.\n\n\n\nCapitolo XIII. L'incantesimo della Scozia.\n\n\n\n Credo di non essere mai stato cos\u00ec completamente affascinato da un paese come lo sono dalla\ndella Scozia.  Ho fatto questo riconoscimento liberamente, ma sapevo che avrebbe provocato\nche avrebbe suscitato commenti da parte dei miei compatrioti.\n\n Oh s\u00ec, mia cara, sei gi\u00e0 stata incantata in passato, solo che non te lo ricordi\", rispose prontamente Salemina.\nnon te lo ricordi, rispose prontamente Salemina.  Non ho mai visto una persona\npersona pi\u00f9 pericolosamente apprezzabile o ricettiva di te.\n\n 'Pericolosamente' \u00e8 proprio la parola giusta, comment\u00f2 deliziata Francesca; quando ci si prende cura di un luogo si diventa per cos\u00ec dire porosi, finch\u00e9 dopo un certo tempo\nquando ci si prende cura di un luogo si diventa, per cos\u00ec dire, porosi, finch\u00e9 dopo un po' si \u00e8\ncarta assorbente. Ora, c'era l'Italia, per esempio.\nDopo otto settimane a Venezia, eravate completamente veneziani, dal vostro ventaglio al ridicolo\nal ridicolo scialle di cr\u00eape che indossavate perch\u00e9 un principe italiano vi aveva detto che\nprincipe italiano le aveva detto che per insegnare a una donna a portare lo scialle di solito ci vogliono secoli, ma\nscialle, ma tu eri nata con l'arte e le spalle!\nle spalle! Qualsiasi cosa che non fosse una strada acquatica le ripugnava.\nAcciottolato? Ordinario, duro, brutto! Una gondola? Ah, bellissima! Lasciatemi galleggiare\nche io galleggi per sempre cos\u00ec!\". Hai immerso il tuo spirito nel sole e nel\ncolore; ti sento mormorare ora: \"O Venezia benedetta! non ti voglio\nlasciar!\".\n\n \u00c8 stato lo stesso quando ha trascorso un mese in Francia con la baronessa di Hautenoblesse.\ndi Hautenoblesse, continua Salemina.  Quando torn\u00f2 in America, non \u00e8\nnon \u00e8 un'adulazione dire che nel vestire, nell'atteggiamento, nell'inflessione, nei modi, era\nera una parigina a tutti gli effetti. C'era un'elegante superficialit\u00e0 e un'eleganza\nsuperficiale che non potr\u00f2 mai dimenticare, n\u00e9 la sua straordinaria volubilit\u00e0 in una lingua straniera.\nstraordinaria volubilit\u00e0 in una lingua straniera, la scioltezza con cui\ncon cui esprimeva la sua anima pi\u00f9 profonda su tutti gli argomenti senza l'ausilio di un solo\ndi un solo verbo irregolare, che non era mai riuscita ad acquisire.\nmeraviglioso, ma non c'era alcuna affettazione in questo; era stata semplicemente\nuna specie di carta assorbente, come dice la signorina Monroe, e la Francia si era scritta addosso.\nFrancia si era scritta addosso.\n\n Non voglio interferire con la diagnosi di nessuno, mi sono intromesso al primo momento possibile.\nma forse, dopo che entrambi avrete terminato la vostra indagine psicologica, il soggetto potr\u00e0 spiegarsi.\nindagine psicologica, il soggetto pu\u00f2 essere autorizzato a spiegare se stesso\ndall'interno, per cos\u00ec dire. Non nego l'incantesimo dell'Italia, ma credo che la Scozia\ncredo che l'incantesimo che la Scozia esercita su una persona sia molto diverso,\npi\u00f9 spirituale, pi\u00f9 difficile da spezzare. Il fascino dell'Italia ha qualcosa di\nfisico; nasce dal cielo azzurro, dalle onde illuminate dal sole, dall'atmosfera soffice, dalle vele arancioni e dalle lune gialle,\nvele arancioni e lune gialle, e fa appello pi\u00f9 ai sensi. In\nScozia il clima non ha nulla a che fare con esso, ma l'immaginazione viene in qualche modo\nl'immaginazione viene in qualche modo catturata. Non sono affascinato dal passato dell'Italia o della Francia, per esempio.\nItalia o della Francia, per esempio.\n\n Certo che non lo siete in questo momento, disse Francesca, perch\u00e9\nsei affascinato dal passato della Scozia, e nemmeno tu puoi essere\nschiavo di due passati allo stesso tempo.\n\n Non sono mai stato particolarmente affascinato dal passato dell'Italia, ho argomentato con\npazienza, ma il romanticismo della Scozia ha un sapore tutto suo.\nproprio. Non ne conosco bene il segreto.\n\n Sono i kilt e le pipe, ha detto Francesca.\n\n No, la storia.  (Questo da Salemina).\n\n O Sir Walter e la letteratura, sugger\u00ec il signor Macdonald.\n\n  O le canzoni e le ballate, ha azzardato Jean Dalziel.\n\n Ecco!  Ho esclamato trionfante, vedete da voi stessi che avete\nun viale dopo l'altro, lungo il quale la mente \u00e8 condotta in una soggezione incantata.\nsoggezione. Dove potete trovare battaglie che accendono la vostra fantasia come\nFalkirk e Flodden, Culloden e Bannockburn? Dove un sovrano\nche attrae, sconcerta, respinge, seduce, come Maria Regina di Scozia, - e\ndove, ditemi dove, c'\u00e8 un pretendente come Bonnie Prince Charlie?\nPensate allo spirito di quelle vecchie matrone scozzesi che sapevano cantare...\n\n  Vender\u00f2 il mio sasso, vender\u00f2 il mio mulinello,\n   il mio gioco e l'arcolaio,\n   per comprare al mio ragazzo un plaid di tartan,\n   una spada a treccia, un durk e una coccarda bianca\".\n\n S\u00ec, ha detto Salemina quando ho finito di citare, o quell'altro verso che dice...\nversetto che dice...\n\n  Un tempo avevo figli, ora non ne ho pi\u00f9,\n     Li ho partoriti lavorando sodo;\n   Ma li sopporterei di nuovo\n     Per perderli per Charlie!\".\n\nL'entusiasmo non \u00e8 quasi incredibile a questa distanza di tempo?\ne non \u00e8 forse un fatto curioso, come mi ha detto poco fa il signor Macdonald, che\nMacdonald mi ha detto poc'anzi che, sebbene l'intero paese abbia intonato canti per la causa perduta e per la razza caduta, non ce n'\u00e8 stato uno a favore della\ncausa perduta e per la razza caduta, nessuna a favore dei vincitori \u00e8 mai diventata\npopolare?\n\n Simpatia per il cane sotto casa, come direbbero pittorescamente le compaesane della signorina Monroe.\npittorescamente, osserv\u00f2 il signor Macdonald.\n\n Non vedo perch\u00e9 tutti i volgarismi del dizionario dovrebbero essere\namericana, ribatt\u00e9 Francesca con tono altezzoso, a meno che non si tratti di un tentativo deciso di trovare\na meno che non si tratti di un tentativo deciso di trovare macchie sul sole per paura che noi lo\nadorarlo!\n\n Proprio cos\u00ec, proprio cos\u00ec! rispose il reverendo Ronald, che ha avuto ragione di sapere che questa frase riduce la signorina Monroe\ndi sapere che questa frase riduce Miss Monroe a una rabbia senza voce.\n\n Il fascino e il magnetismo personale della Stuart devono essere stati un potente\nin tutto quel movimento, disse Salemina, tornando frettolosamente sull'argomento per evitare\nargomento per evitare ulteriori recriminazioni.  Suppongo che lo sentiamo anche\ne se fossi stata viva nel 1745 probabilmente mi sarei resa ridicola.\nridicola. Le signore anziane\", ho letto stamattina, \"sono state le ultime\nGiacobiti a Edimburgo; la zitellaggine nella sua solitudine \u00e8 rimasta\nsempre fedele al Principe Charlie e ai sogni svaniti della giovent\u00f9\".\n\n S\u00ec, continu\u00f2 il domenicano, si racconta la storia dell'ultima di quelle dame giacobite che non mancava mai di chiudere il suo libro di preghiere.\nGiacobiti che non manc\u00f2 mai di chiudere il suo Libro delle Preghiere e di rimanere in piedi in\nin piedi in segno di protesta quando la preghiera per \"Re Giorgio III e la famiglia regnante\" veniva letta dalla congregazione.\ne la famiglia regnante\" veniva letta dalla congregazione.\n\n Ricorda la preghiera del reverendo Neil M'Vicar a St.\nCuthbert? chiese il signor Macdonald.  Era il 1745, dopo la vittoria a Prestonpans, quando fu inviato un messaggio ai ministri di Edimburgo.\nPrestonpans, quando fu inviato un messaggio ai ministri di Edimburgo, a nome di \"Carlo, Principe Reggente\".\nCarlo, Principe Reggente\", in cui si chiedeva loro di aprire le loro chiese\nil giorno successivo come di consueto. M'Vicar predic\u00f2 a una grande congregazione, molti dei quali erano\nmolti dei quali erano Highlander armati, e ha pregato per Giorgio II e anche per Carlo Edoardo, nel modo seguente\nCarlo Edoardo, nel modo seguente: \"Benedici il re! Tu sai\na quale re mi riferisco. Possa la corona sedere a lungo sulla sua testa! Quanto a quel\ngiovane che \u00e8 venuto tra noi per cercare una corona terrena, ti preghiamo di portarlo a Te e di dargli una corona\nTi preghiamo di prenderlo con Te e di dargli una corona di gloria\".\n\n Ah, che peccato che il Principe Bonnie non sia morto dopo la sua vittoria da meteora a Falkirk!\na Falkirk! esclam\u00f2 Jean Dalziel, quando finimmo di ridere della storia del signor Macdonald.\nMacdonald.\n\n O a Culloden, \"dove, spenta nel sangue sul Muir di Drummossie,\nla stella degli Stuart affond\u00f2 per sempre\", cit\u00f2 il Dominie.  L\u00ec \u00e8\ndove mor\u00ec il suo io migliore; se il giovane Cavaliere fosse morto con lui!\ncon esso! A proposito, dottore, non dobbiamo starcene seduti qui a mangiare chicche e a sorseggiare t\u00e8 fino all'ora di cena.\nt\u00e8 fino all'ora di cena, perch\u00e9 queste signore hanno indubbiamente molto da fare\nper il loro \"flitting\" (una bella parola scozzese per \"muoversi\").\n\n Per quanto riguarda le valigie, siamo gi\u00e0 pronti per il nostro viaggio,\n gli assicur\u00f2 Salemina.  Se fossimo altrettanto pronti nello spirito! La signorina\nHamilton ha anche scritto la sua poesia d'addio, che sono sicura che legger\u00e0\nleggere per chi lo chiede.\n\n Lo legger\u00e0 senza questa formalit\u00e0, mormor\u00f2 Francesca.  Ha vissuto e faticato\nvissuto e faticato solo per questo momento, e la poesia \u00e8 in tasca.\n\n Delizioso! disse il dottore con tono lusinghiero.  Vi ha gi\u00e0 favorito\ngi\u00e0? L'avete sentito, signorina Monroe?\n\n L'abbiamo sentito?  Non abbiamo sentito altro\naltro per tutta la mattina! Quello che prenderete per colore locale non \u00e8 altro che\nnon \u00e8 altro che la nostra linfa vitale mentale, che lei ha spietatamente attinto per macchiare i suoi\nversi. Ognuno di noi ha provato a scrivere una poesia scozzese, e dato che quella della signorina Hamilton era migliore, o forse potrei dire meno brutta\nHamilton era migliore, o forse potrei dire meno brutta, delle nostre, l'abbiamo incoraggiata a\na svilupparla e a completarla. Io volevo fare un'imitazione della poesia di Lindsay.\n\n  'Adieu, Edimburgo! Tu, citt\u00e0 trionfante,\n   entro i cui confini sono stato felicemente!\n\nma si \u00e8 rivelato troppo difficile. L'idea generale della signorina Hamilton era quella di\nscrivere dei versi in un buon inglese. Poi dovevamo togliere\ntutte le g finali e le lettere finali di tutte le parole, ovunque fosse possibile.\novunque fosse possibile, cos\u00ec che full, awful, call, ball, hall, e\nvia dovrebbero essere fu', awfu', ca', ba', ha', an' awa'. Solo questo d\u00e0\ngrande fascino e carattere a una poesia; ma dovevamo anche cambiare tutte le parole che\nparole che finiscono in ow in aw. Questo non danneggia il verso, poich\u00e9\nblaw e snaw fanno rima proprio come blow e snow, oltre a far venire le lacrime all'occhio comune con la loro poetica\nlacrime all'occhio comune con le loro associazioni poetiche. Allo stesso modo, se avessimo\nfiglia e macello, dovevamo scrivere dochter e slauchter,\nsostituendo in tutti i casi doon, froon, goon e toon, con down, frown\ngown e town. Poi abbiamo fatto una lista di idoli scozzesi, parole-animali,\nistituzioni nazionali, frasi di uso comune, oggetti cari, convinti che se\nse fossimo riusciti a inserirli, avremmo raggiunto l'\"atmosfera\". Ecco il primo\nelenco, che si allunga rapidamente: cardo, tartan, haar, haggis, kirk,\nclaymore, parritch, broom, whin, sporran, whaup, plaid, scone, collops,\nwhisky, mutch, cairngorm, oatmeal, brae, kilt, brose, heather. Salemina\nSalemina e io eravamo troppo dedite al buon senso per riuscire in questo processo di tessitura\nprocesso di tessitura, cos\u00ec Penelope ha trionfato e ha vinto il primo premio, sia per questo\nsia per questo, ma anche perch\u00e9 ha portato un detto datoci dalla signorina Dalziel, sulla\nDalziel, sulla classificazione sociale di tutta la Scozia in \"gentiluomini del nord, uomini del sud, gente del sud\".\nNord, uomini del Sud, gente dell'Ovest, fowk o' Fife e i corpi di Paisley\".\nPaisley\". Pensiamo che il suo successo sia dovuto principalmente al fatto che scriveva\ni versi con una matita di piombo scozzese. Che effetto fa l'assorbimento\ndi cos\u00ec tanta vernice rossa, blu e verde non posso immaginare, ma lei ha mangiato\nma ha mangiato, e mangiato, tutto lo smalto tartan prima di finire la poesia.\nun effetto meravigliosamente stimolante, ma la fine non \u00e8 ancora arrivata!\n\nNaturalmente ci fu un coro di risate quando il giovane disgraziato esib\u00ec\nla mia matita malconcia, comprata ieri in Princes Street, con i suoi allegri colori di Gordon tristemente\ntinte di Gordon tristemente deturpate dal dente distruttore, non del Tempo, ma del\nbardo in preda alla composizione.\n\n Abbiamo dato un premio di consolazione a Salemina, continua Francesca,\n perch\u00e9 \u00e8 riuscita a mettere in un'unica riga hoots, losh, havers e blethers.\nma naturalmente non \u00e8 riuscita a mantenere uno standard cos\u00ec ideale.\nLeggi i tuoi versi, Pen, anche se ci sono poche speranze che i nostri amici li\nli apprezzeranno quanto te. Ogni volta che la signorina Hamilton scrive qualcosa di\nquesto genere, emula il suo illustre antenato Sir William Hamilton,\nche cadeva sempre dalla sedia in preda alle risate quando componeva versi.\ncomponeva versi.\n\nCon questa stimolante introduzione leggo le mie righe come segue:--\n\n  L'ADDIO DI UNA RAGAZZA AMERICANA A EDIMBURGO\n\n  La musa era in qualche modo sotto l'influenza della ballata scozzese\n\n   Non riesco a scavare nella mia terra,\n     peccato che io abbia vissuto qui;\n   Soggiornare nell'odore di Edinburgo\n     sarebbe il rubinetto della beatitudine.\n   Il bel plaid che mi sta addosso,\n     I tubi che mi portano i gonnellini,\n   Con i cardi belli legare i miei capelli,\n     mentre io canto la Scozia.\n\n   I collop e i cairngorm,\n     L'haggis e il whin,\n   I kirk Stablished, Free e U.P.,\n     I capelli convinti del peccato\n   Il parritch e la campana d'erica,\n     Il drappello di lumache sullo scialle,\n   La morsa che bela sulle colline,...\n     Come posso lasciarli?\n\n   Come posso lasciare la marmellata\n     e le cuffiette di Dundee?\n   L'haar, l'haddies e il brose,\n     l'East win' blawin' free?\n   Come posso lasciare la mia sporran\n     e sedermi a casa,\n   senza un filibustiere di Hieland\n     O un nome sillabato?\n\n   Vedo la nobilt\u00e0 del Nord,\n     Gli uomini del Sud mi piacciono,\n   la gente del West,\n     Anche i corpi di Paisley.\n   La gente pawky di Fife \u00e8 cara,--\n     Cos\u00ec cari sono uno e l'altro,\n   che pensare che noi possiamo accoppiarci\n     mi spezza i capelli in due.\n\n   Quindi portami tartan, erica, focaccine,\n     e tingi di rosso i miei capelli;\n   Mi addobberei come gli scozzesi non conquistati,\n     che hanno sanguinato con Wallace.\n   Poi legherei la mia claymore al fianco,\n     il mio kilt e il mio gae mutch;\n   Mentre le bugie scozzesi si sentono nelle mie zampe\n     M'Kinley non \u00e8 il mio re,...\n\n   Per Charlie, il bel principe Stuart,\n     mi ha fatto diventare giacobita;\n   Indosserei la coccarda bianca.\n     E per lui combatter\u00f2!\n   E per lui combatterei per tutto ci\u00f2 che \u00e8 scozzese,\n     tranne il whusky e la farina d'avena,\n   perch\u00e9 con le loro ballate nel mio bluid,\n     Nessuno scozzese potrebbe essere pi\u00f9 leale!\n\nCredevo di aver intonato i miei versi in una tonalit\u00e0 cos\u00ec alta che nessuno avrebbe potuto\nnessuno avrebbe potuto confondere la loro intenzione burlesca. Tuttavia, mi ha sconcertato il fatto che uno dei presenti abbia osservato, una volta terminato, che\nquando, al termine, uno dei presenti osserv\u00f2: \"Estremamente carina\";\nma un mutch, sapete, \u00e8 un articolo di abbigliamento femminile e non si indosserebbe mai con un kilt!\nessere indossato con un kilt!\".\n\nIl signor Macdonald si \u00e8 buttato con coraggio nella mischia. \u00c8 un cos\u00ec caro\ncompagno! Cos\u00ec veloce, cos\u00ec perspicace, cos\u00ec caloroso!\n\n Non cogliete i difetti nella linea pi\u00f9 bella della signorina Hamilton! L'immagine di una bella\namericano, vestito di kilt e mutch, addobbato di erica e focaccine, e che brandisce una claymore, rimarr\u00e0 per sempre nella mia memoria.\nbrandendo una claymore, vivr\u00e0 per sempre nella mia memoria. Non tagliate le\nali della sua immaginazione! Presto le direte che non si legano i capelli\nnon ci si lega i capelli con i cardi, n\u00e9 si accoppiano le chiome con i cairngorm.\n\nQualcuno mand\u00f2 a Francesca un grande mazzo di ginestre gialle, nel tardo pomeriggio di quel giorno.\npomeriggio. Non c'era nessun nome nella scatola, disse, ma la sera portava le punte odorose nel petto della sua vestaglia nera.\nle punte odorose nel petto della sua vestaglia nera, e si ergevano tra i suoi capelli scuri come\nerette tra i suoi capelli scuri come aigrettes dorate.\n\nQuando entr\u00f2 nella mia stanza per darmi la buonanotte, pose il bel vestito in uno dei miei bauli, che doveva essere riempito di abiti alla moda.\nin uno dei miei bauli, che sarebbe stato riempito di abiti della societ\u00e0 alla moda e lasciato a Edimburgo.\nsociet\u00e0 alla moda e lasciato a Edimburgo. Un attimo dopo mi capit\u00f2 di guardare\nper terra, e scoprii un bigliettino, un bigliettino piegato con due righe scritte\nscritte: --\n\n  'Meglio di cos\u00ec non si pu\u00f2,\n   Non tornerete pi\u00f9?\n\nAbbiamo ricevuto molti inviti con questa calligrafia. La conosco bene,\ne anche Francesca, anche se \u00e8 sfocata; e la ragione di ci\u00f2,\nsecondo il mio modo di pensare, \u00e8 che \u00e8 stata adagiata accanto a\nsteli umidi di fiori e, a meno che non le faccia un torto, anche vicino al cuore caldo di qualcuno.\nal cuore caldo di qualcuno.\n\nNon la tradir\u00f2 con Salemina, nemmeno per ottenere una vittoria su quella\ncieca e sorda, ma tanto amata. Come potrei, con il cuore che mi batte forte\ncon il cuore che batte forte al pensiero di rivedere il mio caro ragazzo prima di molti\ngiorni?\n\n   Oh, amore, amore, Lassie,\n     L'amore \u00e8 come una vertigine:\n   Non fa perdere la testa a un corpo puro\n     Si occupa dei suoi affari\".\n\n\n\nCapitolo XIV. Il piccolo Theekit Hoosie nel prestito.\n\n\n\n  Ora ha gettato via il suo bel calzino\n     di pelle dorata,\n   e si \u00e8 messa le sue scarpe da ginnastica di Hieland\n     Per saltare tra l'erica.\n   E ha gettato il suo bel calzino\n     Fatto di seta e raso,\n   e ha indossato un plaid tartan\n     Per remare in mezzo al braken\".\n\nLizzie Baillie.\n\n\n\nSiamo nell'East Neuk o' Fife; siamo a Pettybaw; non siamo n\u00e9 pensionati n\u00e9 inquilini; siamo residenti, abitanti, proprietari di case e\nn\u00e9 pensionanti n\u00e9 inquilini; siamo residenti, abitanti, proprietari di casa, e\nviviamo (viviamo, si badi bene) in una piccola casetta nel vecchio quartiere dei prestiti.\nLe parole non bastano a dirvi quanto siamo assolutamente scozzesi e quanto siamo beatamente\nfelice. \u00c8 una felicit\u00e0, ve lo assicuro, ottenuta attraverso grandi\ntribolazione. Salemina e io abbiamo viaggiato per molte miglia in treno, e\nin treni ferroviari e in altri tipi di veicoli a ruote, mentre l'ideale\nideale ci invitava ad andare avanti. Ero deciso a trovare un alloggio romantico,\nSalemina un alloggio confortevole, e questa speciale combinazione di virt\u00f9\n\u00e8 quasi impossibile, come tutti sanno. Linghurst era una citt\u00e0 troppo\nBonnie Craig non aveva una locanda rispettabile; Winnybrae stava lottando per essere\nWinnybrae stava lottando per essere un luogo d'acqua; Broomlea non aveva un campo da golf nel raggio di dieci miglia, e noi avevamo intenzione di tornare al nostro paese natale.\nBroomlea non aveva un campo da golf nel raggio di dieci miglia.\nfoursomes misti; il \"nuovo toun o' Fairlock\" (che sembrava vecchio di secoli)\nera delizioso, ma non riuscivamo a trovare appartamenti; Pinkie Leith era bello, ma stavano\nPinkie Leith era bella, ma stavano distruggendo la \"fore street\" per posarvi dei tubi di scarico.\ndi drenaggio. Strathdee era stata altamente raccomandata, ma mentre eravamo a Strathdee pioveva e\nStrathdee, e nessuno pu\u00f2 stabilirsi deliberatamente in un posto dove piove\npiove durante il processo decisionale. Nessun treno lasci\u00f2 questo borgo umido e\numido e gocciolante per tre ore, cos\u00ec prendemmo una trappola coperta e andammo avanti\ne proseguimmo in uno stato d'animo malinconico. Improvvisamente le nuvole si alzarono e la pioggia cess\u00f2.\nIl macchinista pensava che ora avremmo avuto un tempo stabile e\ne rimise a posto la capote della carrozza, dicendo nel frattempo che quest'anno il tempo era molto\nche quest'anno il tempo era molto secco e che i raccolti avevano bisogno di una scacciata.\n\n Naturalmente, se c'\u00e8 un distretto in Scozia dove per qualche motivo \u00e8 possibile la\nsiccit\u00e0 \u00e8 possibile, \u00e8 l\u00ec che vogliamo stabilirci, sussurravo a Salemina.\nSalemina; anche se, per quanto posso vedere, le coltivazioni di Strathdee sono fino alle\nfino alle ginocchia nel fango. Ecco un altro piccolo villaggio. Cos'\u00e8 questo posto?\nautista?\n\n Pettybaw, signora; un bel toun!\n\n Ci saranno appartamenti in affitto?\n\n Non posso dirlo, mamma.\n\n Il padre di Susanna Crum! \u00c8 curioso che viva qui!  I\nmormorai; e in quel momento usc\u00ec il sole, che splendeva pieno, o almeno quasi pieno, sulla nostra futura casa.\npieno, o almeno quasi, sulla nostra futura casa.\n\n Pettybaw! Petit bois, suppongo, disse Salemina; ed ecco, per essere sicuri, il \"piccolo bosco\" laggi\u00f9.\ncerto, \u00e8 il \"piccolo bosco\" laggi\u00f9.\n\nCi dirigemmo verso la locanda e la stazione di posta di Pettybaw e, scesi,\nlicenziato l'autista. Avevamo ancora tre ore buone di luce,\ndi luce, anche se erano le cinque, e ci siamo rifocillati con una\nuna deliziosa tazza di t\u00e8 prima di cercare un alloggio. Abbiamo consultato il\nfruttivendolo, il panettiere e il carnaio, per quanto riguarda gli appartamenti ammobiliati e\ne ci mettemmo alla ricerca, senza considerare il piccolo stabilimento di\npossibilit\u00e0. Gli appartamenti erano molto scarsi e in uno o due posti che erano abbastanza adatti\nche erano abbastanza adatti la padrona di casa si rifiutava di cucinare.\nGiravamo di casa in casa, con il sole che splendeva sempre pi\u00f9 luminoso,\ne Pettybaw sembrava sempre pi\u00f9 bella; e dato che ci veniva rifiutato sempre pi\u00f9 spesso un\nrifugio, ci innamoravamo sempre di pi\u00f9, com'\u00e8 tipico del genere umano.\ncome \u00e8 proprio del genere umano. Il mare blu scintillava e le sabbie di Pettybaw brillavano\nbianco a un paio di chilometri di distanza, la graziosa chiesa in pietra innalzava il suo\nguglia ricurva tra il verde degli alberi, la casa padronale accanto era nascosta dalle\nle pecore giacevano vicino alle pareti di pietra grigia e i giovani agnelli\nmentre il canto dell'arsa, che tintinnava allegramente lungo la radura ai margini della quale\ndella radura ai margini della quale ci trovavamo, e il gracchiare delle cornacchie nel\nnel boschetto, erano gli unici suoni che si potevano udire.\n\nSalemina, sotto l'influenza di questa solitudine silvestre, dichiar\u00f2 nobilmente\nche avrebbe potuto e voluto fare a meno di una vasca da bagno, e propose di\ndi costruire una capanna e di vivere vicino al cuore della natura.\n\n Penso che, nel complesso, dovremmo stare pi\u00f9 comodi a vivere vicino al cuore del\nrisposi.  Torniamo l\u00ec e passiamo la notte\nnotte, provando cos\u00ec i bed and breakfast, al fine di vedere come sono\nAnche se a Edimburgo si dice che nessuno pensa di vivere in questi\nvivere in questi ostelli di strada.\n\nSiamo tornati indietro, di conseguenza, e dopo aver ordinato la cena siamo usciti e abbiamo passeggiato\ne passeggiammo oziosamente per la strada principale. Un piccolo cartello nella vetrina di un drappiere,\nprima trascurato, attir\u00f2 la nostra attenzione. Casa e giardino da affittare\nAll'interno\". Chiedendo all'interno con tutta la rapidit\u00e0 possibile, trovammo il drappiere che vendeva\nche vendeva abiti da cerimonia, l'assistente del sarto che riordinava la cassetta dei nastri, la moglie del sarto che cuciva in\nmoglie del sarto che cuciva in un angolo e il bambino del sarto che giocava sul pavimento pulito.\npavimento pulito. Siamo rimasti favorevolmente colpiti e abbiamo avviato le trattative senza indugio.\nsenza indugio.\n\n La casa sar\u00e0 in comodato d'uso; le dispiace, signora?\ndrappello. (Da tempo abbiamo scoperto che questo uso del verbo \u00e8 un\ngaelico, in cui non c'\u00e8 il tempo presente. L'uomo non \u00e8 mai\n\u00e8, ma \u00e8 sempre da benedire, in quella lingua, che in questo particolare\nnon \u00e8 dissimile dal calvinismo vecchio stile).\n\nUscimmo dalla porta sul retro e scendemmo lungo il viale verde dei prestiti, fino ad arrivare\nfino ad arrivare al piccolo cottage in pietra in cui il drappiere stesso vive per la maggior parte dell'anno, ritirandosi nei mesi pi\u00f9 caldi nel retrobottega.\ndell'anno, ritirandosi nei mesi pi\u00f9 caldi nel retrobottega e guadagnando bene affittando la sua pietra del focolare\ne si guadagna da vivere affittando la sua pietra del focolare ai visitatori estivi.\nvisitatori.\n\nIl tetto di paglia dell'ala che formava la cucina attir\u00f2 il mio occhio di artista.\nocchio dell'artista, e siamo entrati per esaminare l'interno, che abbiamo trovato\nsorprendentemente attraente. C'era un piccolo salotto, con un caminetto e un microscopico pianoforte.\ne un pianoforte microscopico; una sala da pranzo ornata da ritratti di parenti che sembravano\nparenti che sembravano nervosi quando incrociavano il mio sguardo, perch\u00e9 sapevano che\nche l'indomani sarebbero stati rivolti verso il muro; quattro camere da letto, una cucina e un giardino sul retro cos\u00ec pieno di\nquattro camere da letto, una cucina e un giardino sul retro cos\u00ec pieno di ortaggi e fiori che\ndi fiori e verdure da farci esclamare di stupore e ammirazione.\n\n Ma non possiamo tenere casa in Scozia, obiett\u00f2 Salemina.  Pensate alle\ncura! E che dire della servit\u00f9?\n\n Perch\u00e9 non mangiare alla locanda?  Ho suggerito.  Pensa a vivere in un vero\nprestito, Salemina! Guarda il pavimento in pietra della cucina, e l'adorabile\nadorabile letto a cassetta nel muro! Guarda il busto di Sir Walter\nnell'ingresso, e il cromo dell'Abbazia di Melrose al chiaro di luna! Guardate l'architrave\nl'architrave sopra la porta d'ingresso, con una nave, la luna, le stelle e il 1602 scolpiti nella pietra!\npietra! Cosa c'\u00e8 da mangiare in tutto questo?\n\nSalemina convenne che non valeva la pena di prenderlo in considerazione; e in realt\u00e0 quel giorno cos\u00ec tante padrone di casa avevano rifiutato di riceverla come affittuaria\ntante padrone di casa si erano rifiutate di riceverla come inquilina quel giorno che il suo\nche il suo umore era piuttosto basso e la sua flessibilit\u00e0 non era comune.\n\n Sono l'architrave e il giardino sul retro che affittano la casa, osserv\u00f2\nil drappello con compiacimento in uno scozzese ampio che non riesco a riprodurre. \u00c8 un\nagente immobiliare, oltre che un drappello, e continu\u00f2 a dirci che quando aveva un cottage che non poteva affittare in altro modo, piantava\nun cottage che non poteva affittare in nessun altro modo, ha piantato un sacco di rampicanti\ndavanti ad essa.  La casa del panettiere non \u00e8 cos\u00ec bella, ha detto, e la biancheria e le posate sono molto\ne la biancheria e le posate sono molto scarse, ma c'\u00e8 un maggiociondolo giallo che cresce\nvicino alla porta: i leddies lo vedono e si dimenticano di chiedere della biancheria. Dipende\ndipende anche dal tempo; \u00e8 facile affittare una casetta quando\n\u00e8 facile affittare una casa quando c'\u00e8 il sole.\n\n Ho detto che non osiamo fare le pulizie di casa con regolarit\u00e0; i vostri affittuari\nI vostri inquilini mangiano mai alla locanda?\n\n Non saprei dire, mamma (cara, cara, i Crum sono una famiglia numerosa!).\n\n Se lo facessimo, avremmo comunque bisogno di una serva per tenere in ordine la casa\",\n disse Salemina, mentre ci allontanavamo.  Forse si possono avere delle domestiche,\nanche se non pi\u00f9 vicino di Edimburgo, credo.\n\nQuesto mi fece venire un'idea e, mentre Salemina stava preparando la cena, andai all'ufficio postale e inviai un telegramma alla signora Salemina.\nSalemina si stava preparando per la cena, e inviai un telegramma a Mrs.\nM'Collop a Breadalbane Terrace, chiedendole se poteva mandarci una serva generale affidabile, capace di preparare semplici colazioni e di occuparsi di\naffidabile, capace di preparare semplici colazioni e di prendersi cura di una casa.\ndi una casa.\n\nAvevamo appena finito il brodo scozzese, le patate fritte, le costolette di montone e la crostata di rabarbaro quando ricevetti la risposta della signora M'Collop\ne la crostata di rabarbaro, quando ricevetti una risposta dalla signora M'Collop che diceva che la nipote del marito di sua sorella, Jane Grieve, poteva unirsi a noi.\nM'Collop che la nipote del marito di sua sorella, Jane Grieve, avrebbe potuto unirsi a noi il\nse lo desideravamo. La parentela era un fatto interessante,\nanche se non pensavamo che l'informazione valesse i penny aggiuntivi\npagati per il telegramma; tuttavia, la comoda assicurazione della signora M'Collop, insieme alla qualit\u00e0 della\nM'Collop, insieme alla qualit\u00e0 della crostata di rabarbaro e delle costolette di montone, ci portarono a scegliere il ristorante.\nrabarbaro e delle costolette di montone, ci portarono a prendere una decisione. Prima di andare a dormire abbiamo affittato\nla casa del drappiere, l'abbiamo chiamata Bide-a-Wee Cottage, abbiamo organizzato pranzi e cene quotidiane per tre\npranzi e cene giornaliere per tre persone al Pettybaw Inn and Posting\nPettybaw Inn and Posting Establishment, telegrafammo a Edimburgo per Jane Grieve, a Callander per Francesca, e spedimmo una lettera a Edimburgo.\nper Francesca, e spedito una lettera a Parigi per Mr. Beresford,\nBeresford, dicendogli che avevamo preso un \"piccolo tekit hoosie\" e che lo \"yett was\najee\" ogni volta che decideva di venire.\n\n Forse sarebbe stato pi\u00f9 saggio non mandarli a chiamare fino a quando non ci fossimo\nMi dissi riflessivamente.  Jane Grieve potrebbe non rivelarsi una persona\npersona adatta.\n\n Il nome suona in qualche modo troppo giovane e inesperto, osserv\u00f2\nSalemina, e che associazione ho con l'espressione \"nipote del marito della sorella\"?\ndel marito\"?\n\n Mi avete sentito citare i versi di Lewis Carroll, forse:--\n\n  Credeva di aver visto un bufalo\n     sul camino;\n   Guard\u00f2 di nuovo e scopr\u00ec che era\n     La nipote del marito di sua sorella:\n   Se non lasciate la casa, ha detto,\n     mander\u00f2 a chiamare la polizia! '\n\nL'unica cosa che mi preoccupa, ho proseguito, \u00e8 la questione del luogo di residenza di Willie\nBeresford. Si aspetta di essere in un luogo facilmente\ndistanza a piedi o in bicicletta, quattro o cinque miglia al massimo.\n\n Non sar\u00e0 desolato anche se non avr\u00e0 un tetto di paglia, un giardino di viole e un arbusto in fiore, disse Salemina assonnata.\nun giardino di viole e un cespuglio in fiore, disse Salemina assonnata, perch\u00e9 i nostri accordi e le nostre discussioni\naccordi d'affari e le discussioni si erano protratte fino a sera.\n Quello che vorr\u00e0 \u00e8 un alloggio dove possa vederti e parlarti spesso.\nparlare di te. Come lo temo! Quanto mi d\u00e0 fastidio che ti condivida con noi!\nNon so perch\u00e9 uso la parola \"condividere\", perbacco! Non c'\u00e8 nulla\nNon c'\u00e8 niente di cos\u00ec equo e giusto nella mente avida di Sua Maest\u00e0. Beh, \u00e8 il modo in cui\ndel mondo; solo che \u00e8 strano, con l'universo di donne tra cui scegliere,\nche debba per forza prendere te. Strathdee sembra il posto pi\u00f9 desiderabile per lui.\nper lui, se ha un macintosh e stivali di gomma. Inchcaldy \u00e8 un'altra\nInchcaldy \u00e8 un'altra citt\u00e0 qui vicino, che non abbiamo visto affatto, e che potrebbe andare bene; la moglie del\nLa moglie del drappiere dice che l\u00ec possiamo mandare la biancheria fine alla lavanderia.\n\n Inchcaldy? Oh s\u00ec, credo che l'abbiamo sentita nominare a Edimburgo, almeno io ho qualche associazione con il nome.\nun po' di associazione con il nome: ha un bel campo da golf, credo,\ne molto probabilmente avremmo dovuto darci un'occhiata, anche se per quanto mi riguarda non ho\nnon ho rimpianti. Niente pu\u00f2 eguagliare Pettybaw; e sono cos\u00ec contenta di essere una proprietaria di casa scozzese!\nscozzese! Non siamo proprio come Bessie Bell e Mary Gray?\n\n  Erano due belle ragazze;\n   Avevano costruito una pergola su una collina,\n   e l'hanno ricoperta di eruzioni cutanee\".\n\nPensate alla nostra cucina con pavimento in pietra, Salemina! Pensa al vero letto a cassetta\nnel muro per la piccola Jane Grieve! Avr\u00e0 i capelli rosso-oro, gli occhi blu\nocchi azzurri e un abito di cotone rosa. Pensa al nostro gatto! Pensate a come Francesca\nammirer\u00e0 l'architrave del 1602! Pensate al nostro giardino, con le nostre\n'neeps' e le zucchine che vi crescono! Pensate a come ci invidieranno a casa\na casa quando sapranno che ci siamo sistemate come donne scozzesi!\nscozzesi!\n\n  'E' oh, per un pezzo di terra!\n   \u00c8 oh, per un pezzo di terra!\n   Di tutte le benedizioni che la lingua pu\u00f2 nominare,\n   non c'\u00e8 niente come un pezzo di terra!\".\n\nPensate a Willie che viene a calpestare il pavimento e a guardare il letto e a\naccarezzare il gatto e desiderare l'architrave e passeggiare nell'orto e diserbare le\nrape e cogliere le zucchine che crescono vicino al nostro piccolo tekit hoosie!\n\n Penelope, sembri leggermente intossicata! Chiudi la finestra e vieni a letto.\na letto.\n\n Sono inebriato dall'aria da chiamante di Pettybaw, risposi, appoggiandomi al davanzale della finestra e guardando le stelle, mentre pensavo\nsul davanzale della finestra e guardando le stelle, mentre pensavo:  Edimburgo\nEdimburgo era bellissima; \u00e8 la citt\u00e0 grigia pi\u00f9 bella del mondo; le mancava solo una cosa per renderla perfetta.\nmancava solo una cosa per renderla perfetta, e Pettybaw la avr\u00e0\nprima di molte lune:--\n\n  Oh, Willie \u00e8 raro e Willie \u00e8 bello\n     E Willie \u00e8 meravigliosamente bello;\n   E Willie vuole sposarmi.\n     Gin prima di sposare un'altra.\n\n   O vento gentile che soffia a sud,\n     da dove il mio amore mi ripaga,\n   porta una parola dalla sua cara bocca,\n     e dimmi come sta\".\n\n\n\nCapitolo XV. Jane Grieve e le sue lamentele.\n\n\n\n  Prendi i piatti di porcellana,\n     portali lontano da me;\n   e portami un piatto di legno,\n     \u00c8 quello con cui sono pi\u00f9 abituato.\n   E prendete i cucchiai di legno,\n     Non ne ho mai visti di simili,\n   E portatemi le taglierine di corno,\n     Sono sufficienti per me\".\n\nIl matrimonio di Earl Richard.\n\n\n\nIl giorno successivo fu uno dei pi\u00f9 allegri e dei pi\u00f9 faticosi che abbia mai trascorso.\nche abbia mai trascorso. Salemina e io spostammo ogni mobile del nostro\nnel nostro piccolo tekit hoosie dal luogo in cui si trovava in origine a un altro e migliore\nun altro posto migliore: discutendo, naturalmente, sul posto preciso che doveva\nche doveva occupare, che di solito era al piano di sopra se la cosa era gi\u00e0\ngi\u00f9, o di sotto se era gi\u00e0 su. Nascondevamo tutti i pi\u00f9 orrendi\nornamenti pi\u00f9 orrendi della moglie del drappiere, e ripiegammo le sue pi\u00f9 sgradevoli\ne le tovaglie pi\u00f9 sgradevoli, sostituendole con i nostri bei drappeggi.\nC'erano solo due quadri nel salotto e, come artista, non me ne sarei separato nemmeno per\ncome artista non me ne sarei separato per nulla al mondo. Il primo era La vita di un\npompiere, che non poteva che ricordare l'esplosione di un pomodoro gigante.\ne l'altro era Lo spirito della poesia che chiama Burns dall'aratro.\naratro. Burns indossava pantaloni bianchi al ginocchio, stivali militari, uno splendido panciotto con\ngilet con volant di pizzo e portava un cappello a gallo. Per essere cos\u00ec\ncos\u00ec vestito doveva sapere che lo Spirito aveva intenzione di venire. Il\ncavallo per l'aratro era un magnifico arabo, la cui coda spazzava la terra appena\nterra appena solcata, mentre lo Spirito della Poesia usciva da un\nda un wigwam praticabile sulla sinistra, ed era una signora di dimensioni cos\u00ec ampie\nche nessun poeta avrebbe osato dire \"no\" quando lo chiamava.\n\nLa sala da pranzo era infestata da fotografie incorniciate dei parenti del drappiere e della moglie del drappiere.\ne dei parenti della moglie del commerciante; tutte uniformemente brutte. Sembra strano che\nSembra strano che le coppie sposate che hanno la minima bellezza da lasciare in eredit\u00e0\nalla loro prole si ostinino ad avere le famiglie pi\u00f9 numerose. Queste\nsignore e i signori erano troppo numerosi per essere rimossi, cos\u00ec li abbiamo oscurati\ncon rami strascicati; riflettendo sul fatto che facevamo colazione solo nella stanza,\ne che il pasto mattutino \u00e8 facilmente digeribile quando si vive all'aria aperta.\nAbbiamo sistemato fiori dappertutto e abbiamo comprato piante in vaso in un piccolo\nvivaio nelle vicinanze. Abbiamo distribuito le camere da letto, dando a Francesca il\na Francesca il letto pi\u00f9 difficile, perch\u00e9 \u00e8 la pi\u00f9 giovane e non era qui per scegliere, a me il pi\u00f9 difficile\npi\u00f9 duro, e a Salemina il migliore; a Francesca lo specchio e l'armadio pi\u00f9 grandi, a me la vista migliore.\ne l'armadio, a me la vista migliore e a Salemina il bagno pi\u00f9 grande. Abbiamo comprato\nnegozi per la casa, distribuendo il nostro patrocinio in parti uguali tra i due\ndrogherie; acquistammo grembiuli e panni per la polvere dai drappieri rivali,\npane e panini dal panettiere, latte e panna dall'idraulico (che ha tre mucche), abbiamo acquistato\n(che ha tre mucche), abbiamo intervistato il carnaio per le costolette; in effetti, nessuna giovane coppia che affronta l'amore in un cottage\nnessuna giovane coppia che affronta l'amore in un cottage ha mai trascorso un periodo pi\u00f9 impegnato o pi\u00f9 felice di noi.\ne al tramonto, quando arriv\u00f2 Francesca, eravamo in ordine sparso, in piedi sotto la nostra stessa lanugine.\nordine, in piedi sotto l'architrave, pronti a darle il benvenuto a Pettybaw.\nPer quanto riguarda il fatto di essere stranieri in una terra sconosciuta, avevamo fatto conoscenza con un inchino\ncon tutti gli abitanti della strada principale del piccolo villaggio, ed eravamo in rapporti\ndi notevole intimit\u00e0 con una mezza dozzina di famiglie, compresi cani e bambini.\nbambini.\n\nFrancesca era entusiasta di tutto, dalla stazione (Pettybaw\nSands, a due miglia di distanza) al nome di Jane Grieve, che riteneva perfetto, a suo modo, come quello di Susanna Crum.\nperfetto, a suo modo, come quello di Susanna Crum. Aveva acquistato un\nun \"tirling-pin\", il precursore dei battenti e delle campane, in un negozio di antiquariato di Oban.\nnegozio di antiquariato di Oban, e lo fissammo subito alla porta d'ingresso,\na turno, fino a quando i nostri nervi non furono a pezzi e\nla moglie del commerciante correva a vedere se ci serviva qualcosa.\nqualcosa. La barra di ferro contorta spicca dalla porta e l'anello viene tirato su e gi\u00f9 per una serie di\nl'anello viene tirato su e gi\u00f9 su una serie di tacche, producendo un rumore raspante. Gli\ninnamorati e ghaisti nelle vecchie ballate \"tiravano sempre la spilla\", ricordate?\nricordate, cio\u00e8 lo toccavano delicatamente.\n\nFrancesca ci ha portato lettere da Edimburgo, e quale \u00e8 stata la mia gioia,\nnell'aprire quella di Willie, nell'apprendere che ci pregava di trovare un posto nel Fifeshire, il pi\u00f9 vicino possibile a St.\nFifeshire, e il pi\u00f9 vicino possibile a St. Rules o Strathdee, perch\u00e9 in tal caso avrebbe potuto accettare un invito\nperch\u00e9 in tal caso avrebbe potuto accettare l'invito che aveva appena ricevuto a far visita al suo\nRobin Anstruther, al castello di Rowardennan.\n\n Non \u00e8 tanto la visita al castello che desidero, potete starne certi, scriveva, quanto il fatto che Lady Ardmore\nche Lady Ardmore render\u00e0 tutto piacevole per voi.\nper voi. Vi piacer\u00e0 il mio amico Robin Anstruther, che \u00e8 il fratello minore di Lady Ardmore, e che sta andando da lei per essere curato e\nfratello minore di Lady Ardmore, e che sta andando da lei per essere curato e coccolato dopo\nun brutto incidente sul campo di caccia. Ha un carattere molto dolce e andr\u00e0 d'accordo con Francesca.\nandr\u00e0 d'accordo con Francesca.\n\n Non vedo il nesso, ha interrotto bruscamente quel giovane spiritoso.\npersona.\n\n Suppongo che in campagna abbia pi\u00f9 spazio nella sua lista di quanto non ne avesse a Edimburgo.\nEdimburgo; ma se la mia memoria non mi inganna, iscrive sempre un buon\ndi vittime, sia che ne abbia un uso immediato o meno.\n\n Le maniere del signor Beresford non sono state migliorate dal suo soggiorno a Parigi.\nParigi, osserv\u00f2 Francesca, con risentimento nel tono e piacere negli occhi.\nnegli occhi.\n\n Le maniere del signor Beresford sono sempre perfette, disse Salemina lealmente,\n e non ho dubbi che questa visita a Lady Ardmore sar\u00e0 estremamente piacevole per lui.\npiacevole per lui, anche se molto imbarazzante per noi. Se veniamo gettati in un'intimit\u00e0\nun castello (Salemina ne parlava come se avesse le zanne e la coda sferzante), se siamo stati gettati in un'intimit\u00e0 forzata con un castello\ne una coda sferzante), cosa faremo in questa capanna di drappiere?\n\n Salemina!  Ho insistito, gli orsi ti divoreranno come hanno fatto con la\nbambino ingrato della fiaba. Mi meraviglio che abbiate osato usare la\nparola 'capanna' in relazione al nostro piccolo tekit hoosie!\n\n Non capiranno mai che stiamo facendo tutto questo per la novit\u00e0\nobiett\u00f2.  La nobilt\u00e0 e l'aristocrazia scozzese probabilmente non penseranno mai di\npensare di affittare una casa per scherzo. Immaginate Lord e Lady Ardmore, i\nArdmore, i giovani Ardmore, Robin Anstruther e Willie Beresford che ci chiamano in questo salotto!\nin questo salotto! Noi stessi dovremmo sederci nell'ingresso e\nparlare attraverso la porta.\n\n Tutto andr\u00e0 bene, le assicur\u00f2 Francesca con tono rassicurante.  Saremo\nperdonato molto perch\u00e9 siamo americani e non ci si aspetta che sappiamo\nmeglio. Inoltre, la talentuosa signorina Hamilton \u00e8 un'artista, e questo\ne questo copre una moltitudine di peccati contro la convenzionalit\u00e0. Quando il castello\nquando la gente del castello \"gira al birillo\", io apparir\u00f2 come cameriera, se volete,\nseguendo il tuo esempio nel cottage della signora Bobby a Belvern, Pen.\n\n E non \u00e8 che ci siano molte case tra cui scegliere, Salemina, n\u00e9 che il cottage di Bide-a-Wee sia economico, continuai.\ncome se il cottage di Bide-a-Wee fosse economico, continuai.  Pensa all'affitto che\npaghiamo e tieni la testa alta. Ricorda che la moglie del venditore di stoffe dice che non c'\u00e8\nnon c'\u00e8 niente di cos\u00ec confortevole a Inchcaldy, anche se \u00e8 una citt\u00e0 due volte pi\u00f9 grande.\ncitt\u00e0 pi\u00f9 grande.\n\n INCHCALDY! eiacul\u00f2 Francesca, sedendosi pesantemente sul divano\ne mi fiss\u00f2.\n\n Inchcaldy, mia cara, si scrive CALDY, ma si pronuncia CAWDY; la citt\u00e0 in cui porterai le tue insensate frivolezze\ncitt\u00e0 dove dovrete portare a lavare i vostri assurdi fronzoli.\nlavare.\n\n Dove si trova Inchcaldy? Quanto dista?\n\n Circa cinque miglia, credo, ma una bella strada.\n\n Ebbene, esclam\u00f2 amaramente, certo la Scozia \u00e8 un paese piccolo,\npaese insignificante; ma, per quanto piccolo, presenta una certa libert\u00e0\ndi scelta, e perch\u00e9 mai avreste dovuto fermarvi a Pettybaw e portarmi qui, quando \u00e8 a sole cinque miglia da Inchcaldy.\nPettybaw e portarmi qui, quando \u00e8 a sole cinque miglia da Inchcaldy, e per di pi\u00f9 su una bella strada.\nInoltre, \u00e8 pi\u00f9 che comprensibile!\n\n In che modo Inchcaldy \u00e8 stata cos\u00ec infelice da offenderla?  Ho chiesto.\n\n Non mi ha offeso, se non per il fatto che sembra essere la parrocchia di Ronald Macdonald.\nparrocchia di Ronald Macdonald, tutto qui.\n\n La parrocchia di Ronald Macdonald! abbiamo ripetuto automaticamente.\n\n Certamente... l'avrete sentito parlare di Inchcaldy; e quanto penser\u00e0 che sia strano che io sia venuta a Pettybaw.\npenser\u00e0 che sono venuta a Pettybaw, in tutte le circostanze!\ncircostanze!\n\n Non conosciamo \"tutte le circostanze\", disse Salemina un po' altezzosamente.\ncon un po' di supponenza; e devi ricordare, mia cara, che le nostre occasioni di parlare con Mr.\nparlare con il signor Macdonald sono state molto rare quando lei era presente. Da parte mia\nda parte mia, ero sempre cos\u00ec in ansia durante le sue visite\nche uno o entrambi doveste arrivare alle mani, tanto che non ricordo alcun dettaglio della sua conversazione.\nconversazione. Inoltre, non abbiamo scelto noi Pettybaw; l'abbiamo scoperta per caso\nper caso mentre stavamo guidando da Strathdee a St. Rules. Come potevamo\ncome potevamo sapere che era vicino a questa fatale Inchcaldy? Se lo ritenete opportuno, non\nnon avremo contatti con quel luogo e il signor Macdonald non dovr\u00e0 mai\nsapere che siete qui.\n\nMi \u00e8 sembrato che Francesca fosse piuttosto spaventata da questa proposta. In ogni caso\nComunque, disse frettolosamente: \"Oh, beh, lasciamo perdere; non potremmo evitarci a lungo, anche se \u00e8 molto imbarazzante, naturalmente.\nnon potevamo evitarci a lungo, comunque, anche se \u00e8 molto imbarazzante, naturalmente; vedi, non ci siamo\nnon ci siamo lasciati da amici.\n\n Credevo di non avervi mai visto in rapporti pi\u00f9 cordiali, ha osservato\nSalemina.\n\n Ma tu non c'eri, rispose Francesca con noncuranza.\n\n Dove?\n\n Non c'erano.\n\n Dove?\n\n Alla stazione.\n\n Quale stazione?\n\n La stazione di Edimburgo da cui sono partito per le Highlands.\n\n Non hai mai detto che \u00e8 venuto a salutarti.\n\n La questione era troppo poco importante per essere presa in considerazione; e pi\u00f9 penso alla sua presenza qui\npi\u00f9 penso alla sua presenza qui, meno me ne preoccupo in fondo; e quindi, noiose cure, andatevene!\nQuando lo incontrer\u00f2 per la prima volta sulla sabbia o in prestito, dir\u00f2: \"Caro mio, \u00e8 il signor Macdonald?\n\u00e8 il signor Macdonald! Che cosa l'ha portata nel nostro tranquillo borgo?\" (Gliene attribuir\u00f2 la responsabilit\u00e0, sa?\nresponsabilit\u00e0 su di lui, lo sapete). Questo \u00e8 il peggio di questi\npiccoli paesi, - i polli sono sempre in marcia! Quando ci separiamo per sempre in\nAmerica, siamo in grado di rimanere separati, se lo desideriamo\". Allora lui dir\u00e0,\n\"Proprio cos\u00ec, proprio cos\u00ec; ma suppongo che anche voi, signorina Monroe, ammetterete che\nche un ministro non pu\u00f2 spostare la sua chiesa per compiacere una signora\". Certamente\nno\", risponder\u00f2, \"soprattutto quando \u00e8 stabilita!\". Allora rider\u00e0\nridere, e saremo migliori amici per qualche istante; e poi gli racconter\u00f2 la mia ultima storia sulla\nPoi gli racconter\u00f2 la mia ultima storia, quella dello scozzese che preg\u00f2: \"Signore, non ti chiedo di\nnon ti chiedo di darmi la ricchezza, ma solo di mostrarmi dove si trova\",\ne io penser\u00f2 al resto\".\n\nSalemina gemette per la deliziosa prospettiva che si apriva davanti a noi, mentre io\nandai al pianoforte e cantai impersonalmente...\n\n   Oh, perch\u00e9 ho attraversato il Forth,\n     e ho lasciato il mio amore dietro di me?\n   Perch\u00e9 mi sono avventurato verso il nord\n     Con una che non si curava di me?\n   Sono sicuro di aver visto un arto migliore\n     e venti volti migliori;\n   Ma la mia mente corre ancora a lui\n     Quando sono alle corse!\n\nFrancesca lasci\u00f2 la stanza e si chiuse la porta alle spalle con una tale energia\ncon tale energia che il busto di Sir Walter dondol\u00f2 sulla mensola dell'ingresso.\nCorrendo al piano di sopra si chiuse nella sua camera da letto e torn\u00f2 gi\u00f9\nsolo per aiutarci a ricevere Jane Grieve, che arriv\u00f2 alle otto.\n\nNei momenti di gioia Salemina, Francesca e io abbiamo di tanto in tanto le nostre\ndi opinione, ma nelle ore di sofferenza siamo come\nuna sola carne. Una Provvidenza onnipotente ci ha mandato Jane Grieve per paura che fossimo\ndi essere troppo felici a Pettybaw. I piani fatti in cielo per la disciplina\ndella carne umana peccatrice hanno sempre successo, e questo non ha fatto eccezione.\n\nAvevamo mandato una \"macchina\" dalla locanda a prenderla e quando si ferm\u00f2 davanti alla porta andammo ad accogliere la piccola e rosea Jane della nostra fantasia.\nporta andammo avanti per salutare la piccola e rosea Jane della nostra fantasia. Una persona\nuna persona anziana, che indossava una cuffia e uno scialle nero arrugginito e portava con s\u00e9 quella che sembrava\nuna scatola di latta per dolci e una vaschetta per il bagno del bambino, \u00e8 scesa\nreumaticamente dal veicolo e si annunci\u00f2 come Miss Grieve. Era\nera troppo vecchia per chiamarla con il suo nome di battesimo, troppo sensibile per chiamarla con il suo cognome.\ncognome, cos\u00ec Miss Grieve rimase, come annunciato, fino alla fine del capitolo.\ne la nostra piccola e rosea Jane mor\u00ec prima di nascere. L'uomo\nuomo port\u00f2 il suo grottesco bagaglio in cucina e Salemina la scort\u00f2 fino a l\u00ec.\nSalemina la scort\u00f2, mentre io e Francesca cadevamo l'una nelle braccia dell'altra e ridevamo istericamente.\ne ridevamo istericamente.\n\n Nessuno deve dirmi che \u00e8 la nipote del marito della sorella di Mrs.\nnipote della sorella del marito della signora M'Collop, sussurr\u00f2, anche se forse \u00e8 la zia di qualcuno.\nzia di qualcuno. Non vi ricorda la signora Gummidge?\n\nSalemina torn\u00f2 dopo un quarto d'ora e sprofond\u00f2 sconsolata sul divano.\ndivano.\n\n Corri alla locanda, ha detto Francesca, e ordina uova e pancetta\nalle otto e mezza di domani mattina. La signorina Grieve pensa che sia meglio non\ncolazione a casa finch\u00e9 non si sar\u00e0 abituata all'ambiente.\n\n Vogliamo permetterle di abituarsi?  Ho chiesto.\n\n \u00c8 venuta da Glasgow a Edimburgo per un giorno, ed \u00e8 andata a trovare Mrs.\nM'Collop proprio quando \u00e8 arrivato il nostro telegramma. Viveva con una \"famiglia estremamente\nfamiglia estremamente gentile\" a Glasgow, e ha rotto il suo fidanzamento solo per provare l'aria del Fifeshire per l'estate.\naria del Fifeshire per l'estate; quindi rester\u00e0 con noi finch\u00e9 il clima le giover\u00e0.\nfinch\u00e9 il clima le giover\u00e0.\n\n Non potete pagarla per un mese e mandarla via?\n\n Come possiamo? \u00c8 la nipote del marito della sorella della signora M'Collop e noi intendiamo tornare dalla signora M'Collop.\nintendiamo tornare dalla signora M'Collop. Ha un bell'aspetto da signora,\nma quando si toglie la cuffia sembra avere settant'anni.\n\n Dovrebbe sempre toglierselo, allora, torn\u00f2 Francesca, perch\u00e9 con quel vestito sembrava\nsembrava un'ottantenne con quella addosso. Dovremo lenire i suoi ultimi momenti, ovviamente\ne pagare le spese del funerale. Le avete offerto una tazza di t\u00e8 e\nmostrarle il letto a cassetta?\n\n S\u00ec; ha detto che mi era molto grata, ma i carboni erano cos\u00ec poveri e duri\ne duri che non riusciva a spaccarli per accendere il fuoco, e che avrebbe provato il letto a cassetta per vedere se riusciva a dormirci.\navrebbe provato il letto a cassetta per vedere se riusciva a dormirci. Sono felice di\nricordare che sei stata tu a telegrafare per lei, Penelope.\n\n Non ci siano recriminazioni, risposi; restiamo uniti in questa calamit\u00e0.\nin questa calamit\u00e0, non c'\u00e8 forse una storia intitolata Calamity Jane? Potremmo\nPotremmo vivere alla locanda e darle il cottage come residenza estiva,\nma mi rifiuto categoricamente di separarmi dal nostro gatto e dall'architrave del 1602.\n\nDopo aver descritto la signorina Grieve, non permetter\u00f2 che\nnon permetter\u00f2 che lei implori queste pagine come ha fatto con le nostre giovani vite. \u00c8 cos\u00ec esattamente\nesattamente come la sua specie in America che non pu\u00f2 essere considerata un tipo nazionale.\nOvunque andiamo vediamo fanciulle fresche, dai capelli chiari e sonsie; perch\u00e9 mai avremmo dovuto essere visitati da questa afflizione?\nPerch\u00e9 dovremmo essere stati visitati da questa afflizione, noi che non abbiamo il coraggio di\nterra straniera di liberarcene?\n\nSi affaccia alla porta della cucina con qualche lamentela e resta l\u00ec a parlare tra s\u00e9 e s\u00e9 con un mormorio deprimente finch\u00e9 non arriva alla porta della cucina.\ne se ne sta l\u00ec a parlare tra s\u00e9 e s\u00e9 in un mormorio deprimente finch\u00e9 non arriva alla\nprossima lamentela. Ogni volta che la sentiamo, e cio\u00e8 ogni volta che siamo in\nsalotto, ci divertiamo a cantare versi di poesie malinconiche\nche corrispondono ai sentimenti che sembra pronunciare. \u00c8 l'unico\n\u00e8 l'unico modo per sopportare l'inflizione, perch\u00e9 il salotto \u00e8 cos\u00ec piccolo che non possiamo\nche non possiamo tenere la porta chiusa abitualmente. L'effetto di questo piano\n\u00e8 qualcosa di simile a quanto segue\n\nLei.  Il poligono ha una brutta corrente d'aria, non riesco ad attizzare il fuoco!\n\n  Noi.  Ma sono troppo vecchio perch\u00e9 le lacrime inizino,\n        e i sospiri non possono che scoppiare!\".\n\nLei.  L'orologio in sala non suona. Devo alzarmi dal letto\nper vedere l'ora.\n\n  Noi.  Il capello spezzato non sa\n        Non c'\u00e8 pi\u00f9 una seconda primavera!\n\nLei.  Non ci sono pi\u00f9 brocche in casa.\n\n  Noi.  Mi gira la testa al pensiero...\n       \"In verit\u00e0 vorrei salutare\".\n\nLei.  Lo scarico del lavandino non \u00e8 un problema.\n\n  Noi.  E' oh! vincere l'attesa, l'attesa,\n        An' it's oh! to win awa'!\".\n\nLei.  Non posso rubare un letto a cassetta!\n\n  Noi.  'Ay waukin O\n        Waukin O e stanco.\n        Non riesco a dormire,\n        Ay waukin O!\n\nLei.  \u00c8 un insulto affittare una casa con cos\u00ec poche comodit\u00e0.\n\n  Noi.  E sono troppo vecchio per pescare ancora,\n        e non ho pi\u00f9 la possibilit\u00e0 di sonnecchiare\".\n\nLei.  Il lavoro in questa casa \u00e8 piuttosto stucchevole, e per un corpo puro non c'\u00e8 niente da fare.\nper fare la sua corsia.\n\n  Noi.  Come fate a cantare, uccellini?\n        e io sono cos\u00ec stanco, stanco di preoccupazioni?\".\n\nLei.  Ah, ma era una bella famiglia quella con cui vivevo a Glasgy; ed \u00e8 un\ngiornata di lavoro usurante che ho avuto oggi.\n\n  Noi.  'Oh, perch\u00e9 mi \u00e8 stato risparmiato di piangere, sono io!'\n\nLei.  Perch\u00e9 non lasciano i carri in giardino e non mettono in disordine la casa?\ncasa con loro? Non si sa cosa faranno dopo!\n\n  Noi.  'Oh, cammina su per la riva,\n        e cammina sulla riva!\".\n\nLe lamentele della signorina Grieve non diminuiscono mai, anche se a volte non riusciamo a trovare le citazioni pi\u00f9 adatte.\ncitazioni appropriate da abbinare. Le interpolazioni poetiche sono\nsono introdotte solo per mostrare lo spirito generale della sua conversazione. Esse\nsostituiscono i suoi sospiri, che per loro natura sono impronunciabili. Molte volte\nmolte volte al giorno \u00e8 solita sprofondare in una sedia bassa e, allungando i piedi in un'altra, chiudere gli occhi e mormorare\npiedi in un'altra, chiudere gli occhi e mormorare frasi indistinguibili che ci arrivano\nche ci giungono in modo ritmico. Ha una mano destra cos\u00ec tremolante\nmano destra cos\u00ec tremolante che siamo stati costretti a rinunciare al caff\u00e8 e a prendere il t\u00e8, in quanto la prima bevanda\nbevanda diventava troppo instabile durante il viaggio dalla cucina al tavolo della colazione.\nal tavolo della colazione. Dice di essere convinta di essere una brava cuoca, anche se\nun mezzo elogio \u00e8 una raccomandazione (per quanto sia gi\u00e0 un'altra cosa, non ne otterr\u00e0 mai un'altra).\nma abbiamo poche opportunit\u00e0 di testare la sua abilit\u00e0, dato che prepara solo le nostre colazioni a base di\nprepara solo le nostre colazioni a base di uova e porridge. Visioni di leccornie fatte in casa\ndi leccornie fatte in casa ci sono balenate davanti agli occhi, ma siccome l'orologio della sala non suona\nnon \u00e8 in grado di alzarsi a un'ora precisa, e dato che il tiraggio del poligono \u00e8 pessimo e i carboni troppo duri da battere,\ne i carboni sono troppo duri per essere spaccati con un'accetta, dobbiamo naturalmente\naccontentarci della pagnotta del fornaio.\n\nE questo \u00e8 un ritratto veritiero di \"Calamity Jane\", l'unica lamentela di Pettybaw.\nlamentela.\n\n\n\nCapitolo XVI. Il sentiero che portava a Crummylowe.\n\n\n\n  Risalite l'arsa fino a Habbie's Howe,\n   Dove crescono le dolcezze della primavera e dell'estate:\n   Tra due betulle, al di l\u00e0 di un piccolo confine,\n   l'acqua fa e fa un rumore singolare;\n   Una pozza profonda fino al seno, sotto la quale l'acqua \u00e8 limpida come il vetro,\n   Bacia, con facili ghirigori, l'erba di confine.\n\nIl pastore gentile.\n\n\n\nQuesto \u00e8 ci\u00f2 che Peggy dice a Jenny nella poesia di Allan Ramsay, e se si sostituisce \"Crummylowe\" a \"Habbie's Howe\" nel primo verso, si otterr\u00e0\nsostituite \"Crummylowe\" con \"Habbie's Howe\" nel primo verso, avrete\nun'immagine deliziosa della fattoria.\n\nCi si arriva svoltando l'angolo dalla locanda, passando prima per il cottage\ndove la signora vuole affittare due stanze per quindici scellini a settimana, ma non vuole dare molta assistenza, perch\u00e9 \u00e8 un po' asmatica.\nsettimana, ma non vuole frequentare molto, perch\u00e9 \u00e8 leggermente asmatica,\ne la casa \u00e8 sempre pulita come in questo momento, e la vista dalla finestra che si affaccia su Pettyba\ndalla finestra che d\u00e0 sulla baia di Pettybaw non pu\u00f2 essere superata con nessuna spesa.\nPoi c'\u00e8 la casetta dove Mary, la sorella di Will'am Beattie, \u00e8 morta a maggio.\nmaggio, e non c'era donna pi\u00f9 bella a Fife. Poi c'\u00e8 il cottage con\ncon il giardino di viole, dove la signora con il cappello da vedova prende il t\u00e8 delle cinque\nt\u00e8 alle cinque nel bovindo e una piccola e confortevole cena alle otto. Per il primo\nper il primo, focaccine e marmellata, e il suo t\u00e8 \u00e8 in una piccola teiera nera\nsotto una coperta rossa di mussola bianca. Alle otto\nalle otto beve un altro t\u00e8 e, in genere, un'aringa alla giapponese o un po' di carne di montone fredda\ndi montone freddo rimasto dalla cena di mezzogiorno. Notiamo i cambiamenti nel suo conto del cibo mentre passiamo frettolosamente\npassiamo frettolosamente, e ci sentiamo ammessi nei segreti di famiglia. Al di l\u00e0\nquesta finestra a golfo, che profuma cos\u00ec tanto di pace semplice e di comfort che\nche desideriamo entrare e sederci, c'\u00e8 il cottage con i doppi tulipani bianchi, il cottage con i\ntulipani bianchi, il cottage con il collie sui gradini d'ingresso, la casa del dottore con il\ncasa del dottore con l'albero di maggiociondolo giallo, e poi la casa dove abita la\nDonna sgradevole. Ha un bel bambino, il che, tanto per cominciare,\n\u00e8 piuttosto notevole, dato che le donne sgradevoli raramente hanno figli; oppure, avendoli avuti, li perdono rapidamente.\noppure, avendoli avuti, perdono rapidamente la loro sgradevolezza - cos\u00ec rapidamente\nche non si ha il tempo di notarlo. La casa della donna sgradevole \u00e8 alla fine della fila e\nLa casa della donna sgradevole \u00e8 alla fine della fila, e dall'altra parte della strada c'\u00e8 un cancello che conduce... Dove conduceva?\ndove conduceva? - era proprio questo il punto. Sulla sinistra, mentre ci si sporge malinconicamente\nmalinconicamente oltre il cancello, c'\u00e8 un muro di pietra sormontato da una siepe verde.\nverde; e a destra, prima solchi di fulvo chiaro, poi, pi\u00f9 in basso, solchi di marrone pi\u00f9 intenso e di gelso.\ndi marrone pi\u00f9 intenso, e di gelso, e di terra arata rossa che si estende fino a\ncampi ondeggianti di verde e poi il mare, grigio, nebbioso, opalescente,\nche si fonde con il bianco perlaceo delle nuvole, cos\u00ec che non si pu\u00f2 dire dove finisce il mare e inizia il cielo.\ndove finisce il mare e inizia il cielo.\n\nC'\u00e8 un sentiero tra la siepe verde e il campo arato, e conduce in modo seducente alla fattoria.\nconduce in modo seducente alla fattoria-fortezza; o abbiamo pensato che avrebbe potuto condurre cos\u00ec\nse avessimo avuto il coraggio di aprire il cancello d'ingresso. Non vedendo alcun cartello \"Via privata\", \"Vietato l'accesso ai trasgressori\n\"Via privata\", \"Vietato l'accesso ai trasgressori\" o altre scritte di sfida all'estraneo,\nstavamo pensando di aprire il cancello, quando abbiamo osservato due figure femminili\nfigure femminili che si dirigevano verso di noi lungo il sentiero, e ci fermammo fino a quando non\npassare. Si trattava della donna sgradevole (anche se non lo sapevamo) e di un'amica anziana.\ne un'amica anziana. Ci siamo avvicinati all'amica, sentendo istintivamente\nche era di pasta pi\u00f9 morbida, e le chiedemmo se il sentiero fosse privato.\nprivato. Era una domanda che non aveva mai incontrato il suo orecchio prima, e\nera troppo ottusa o troppo discreta per affrontarla all'istante. Con nostro\nstupore, non riusc\u00ec nemmeno a esitare: \"Non saprei dire\".\n\n Il sentiero \u00e8 privato?  Ho ripetuto.\n\n \u00c8 certamente un'idea da tenere un po' in privato, disse la donna sgradevole.\ndonna sgradevole, entrando nella conversazione senza essere\nindirizzata.  Dove volete andare?\n\n In nessun luogo in particolare. La passeggiata sembra cos\u00ec invitante che vorremmo vederne la\nla fine.\n\n Va solo alla Fattoria, che si raggiunge per la strada principale; \u00e8 solo mezzo miglio pi\u00f9 avanti.\nsolo mezzo miglio pi\u00f9 avanti. Volete fermarvi alla Fattoria?\n\n No, oh no; il sentiero \u00e8 cos\u00ec bello che...\n\n S\u00ec, capisco; beh, lo definirei piuttosto privato.  E con questo\nlasci\u00f2 noi ai margini del paradiso, mentre lei entrava in casa sua e ci guardava dalla finestra mentre\nmentre lei entrava in casa sua e ci fissava dalla finestra mentre giocava con il\nl'adorabile e immeritato bambino. Ma la questione non fin\u00ec l\u00ec.\n\nCi ritrovammo l\u00ec il giorno dopo, Francesca ed io - Salemina era troppo\ndi un desiderio insaziabile di vedere la scena amata e proibita.\nscena amata e proibita. Non osammo dare un'occhiata alle finestre della donna sgradevole,\nper evitare che il nostro coraggio trasudasse, cos\u00ec aprimmo il cancello e sgattaiolammo nel sentiero\nnel sentiero piuttosto privato.\n\nEra un sentiero molto bello; anche se non fosse stato in un certo senso proibito, sarebbe stato comunque bello, semplicemente per i suoi meriti.\nvietato, sarebbe stato comunque bello, semplicemente per i suoi meriti.\nC'erano delle piccole fessure nella siepe e nel muro, attraverso le quali si poteva\nun pascolo con stelle di margherite, dove un padrone bianco e una mandria di mucche dal pelo lino\nmucche dal pelo lino si nutrivano dell'erba verde e dolce. Il terreno arato si estendeva\nterra arata sulla destra si estendeva fino alla riva del mare, e un\naratore camminava su e gi\u00f9 per i solchi lunghi e dritti fischiettando \"My\nNannie's awa'\". Pettybaw \u00e8 cos\u00ec lontana dai music-hall che le loro canzoni da quattro soldi e gli echi stridenti\nche le loro canzoni da quattro soldi e gli echi stridenti non raggiungono mai le sue sfumature silvestri, e\ne i mandriani e gli aratori addolciscono ancora il loro lavoro con le\nvecchie melodie classiche.\n\nCamminavamo e camminavamo, decisi a venire tutti i giorni; e stabilimmo che se fossimo stati avvicinati da qualcuno\nse fossimo state avvicinate da qualcuno o se ci avessero chiesto di fare affari\nrichiesta, Francesca avrebbe dovuto chiedere: \"La signora Macstronachlacher vive qui,\ne ha delle uova appena fatte?\".\n\nBen presto i cancelli della Fattoria apparvero in vista. C'era un gruppo di edifici\nedifici, con colombe che si accalcavano e tubavano sui tetti di tegole rosse, case da latte, casette di operai, belle file di pagliai (che svettavano gialli).\ncaseificio, casette di operai, graziose file di pagliai (torreggianti cose gialle con\nun piccolo stagno con anatre e oche che chiacchieravano tra di loro mentre\ncon anatre e oche che chiacchieravano tra loro mentre sguazzavano e, come musica aggiuntiva, il gorgogliare\ndi due piccoli bruciatori che facevano \"un singhiozzo\" mentre sguazzavano tra i cespugli.\ncespugli. Un tordo dal petto macchiato si appollai\u00f2 su un angolo del muro grigio\ne versava il suo cuore. Sopra di noi c'era un coro di corvi tra gli alberi\nalti alberi, ma non c'era alcun suono di voce umana, tranne quello del\ndel contadino che fischiettava \"My Nannie's awa\".\n\nAbbiamo voltato le spalle a questa deliziosa solitudine e siamo tornati sui nostri passi\nindugiando. Quando ci avvicinammo di nuovo al cancello, ci fermammo su un pezzo di roccia sporgente e scrutammo oltre il muro.\nroccia sporgente e scrutammo oltre il muro, annusando con estasi i boccioli di biancospino.\nestasiati. Il bianco bossy si avvicinava, calpestando dolcemente il suo tappeto di margherite.\ntappeto di margherite; le mucche meravigliate ci guardavano mentre masticavano pacificamente le loro\nun uomo in calzoni di velluto a coste che sbucava da un angolo del pascolo e, con un'occhiata acuta, ci guardava.\npascolo e con una zappa stretta e affilata estirpava uno o due cespugli che\nche avevano trovato la loro strada in questo dolce pascolo. Improvvisamente sentimmo\nil fruscio di un vestito dietro di noi e ci siamo girati, con la coscienza sporca, anche se non avevamo\nnon avevamo commesso alcun peccato.\n\n La signora Macstronachlacher vive qui? balbett\u00f2 Francesca come un pappagallo.\npappagallo.\n\nEra un momento e un luogo idioti per la domanda. Avevamo certamente\ncertamente disposto che fosse lei a porla, ma qualcosa deve essere lasciato al\ngiudizio in questi casi. Francesca era appesa a un muro di pietra\ndi una mandria di mucche in un pascolo, e non c'era riparo possibile per una signora Macstronachlach.\nper una signora Macstronachlacher nel raggio di un quarto di miglio. A rendere\nl'osservazione pi\u00f9 sfortunata era il fatto che, sebbene indossasse un\nvestito e la cuffietta diversi, la persona interrogata era la donna sgradevole.\ndonna sgradevole; ma Francesca \u00e8 particolarmente lenta nel discernere le somiglianze.\nAvrebbe continuato a chiedere meccanicamente uova nuove, se non avessi incrociato il suo sguardo e non l'avessi trattenuto con severit\u00e0.\nse non avessi incrociato il suo sguardo e non l'avessi trattenuto con severit\u00e0. Il nemico ci guard\u00f2 con sospetto\nper un attimo (i cappelli di Francesca non si dimenticano facilmente), e poi\npoi spar\u00ec lungo il sentiero, per comunicare agli abitanti di Crummylowe, suppongo, che i loro terreni erano stati\nche i loro terreni erano stati investiti da estranei predoni la cui curiosit\u00e0 era\nla cui curiosit\u00e0 era palesemente il frutto di un governo repubblicano.\n\nMentre lei scompariva in una direzione, noi camminavamo lentamente nell'altra; e\ne proprio quando arrivammo all'angolo del pascolo dove si incontrano due muri di pietra e dove un gruppo di querce offre un'ombra grata, sentimmo dei bambini,\ne dove un gruppo di querce offre una grata ombra, sentimmo le voci dei bambini.\nvoci di bambini.\n\n No, no! grid\u00f2 qualcuno; deve essere ancora pi\u00f9 alto da questa parte, perch\u00e9 la torre...\ntorre, dove sieder\u00e0 il re. Aiutatemi con questa pesante,\nRafe. Dandie, attento al piede. Perch\u00e9 non fai la bandiera per la nave?\nE tieni il Wrig lontano da noi finch\u00e9 non finiamo di costruire!\n\n\n\nCapitolo XVII. L'interpretazione di Sir Patrick Spens.\n\n\n\n  O lang, lang che le dame possano sedersi\n     con la faccia nella mano,\n   prima di vedere Sir Patrick Spens\n     venire a navigare sulla spiaggia\".\n\nSir Patrick Spens.\n\n\n\nAbbiamo forzato le dita dei piedi nelle fessure del muro e abbiamo sbirciato furtivamente\noltre la cima. Due ragazzi di otto o dieci anni, con due bambini pi\u00f9 piccoli,\nerano impegnati a costruire un castello. Un grande mucchio di pietre era\nun grande mucchio di pietre, evidentemente per riparare il muro,\ne queste servivano come ricco materiale per lo sport. Il pi\u00f9 anziano della\ndella compagnia, un ragazzo dagli occhi vivaci e dalle guance rosee, con una giacca di Eton e un ampio colletto bianco, era ovviamente il comandante in capo\ncolletto bianco, era ovviamente il comandante in capo; e il successivo, di taglia pi\u00f9 grande,\nche chiamava Rafe, era un ragazzino di otto anni, in kilt. Questi due sembravano\ncome se potessero essere rampolli dell'aristocrazia, mentre Dandie e il Wrig\nerano piccoli e grassi bifolchi di altro genere. Il castello in miniatura deve essere stato\nlavoro di diverse mattine ed era degno della rispettosa ma silenziosa ammirazione con cui lo guardavamo.\nrispettosa ma silenziosa ammirazione con cui lo guardavamo; ma quando l'ultima pietra fu posta nella torre, il maestro\nma quando l'ultima pietra \u00e8 stata posta nella torre, il capomastro ha alzato lo sguardo e ha visto i nostri occhi interessati\nocchi interessati che lo scrutavano oltre il muro. Eravamo adeguatamente imbarazzati\ne abbassammo subito la testa con discrezione, ma fummo rassicurati quando lo sentimmo correre rapidamente verso di noi, chiamando\ncorrere rapidamente verso di noi, chiamandoci: \"Fermatevi, se non vi dispiace! Avete\nAvete qualcosa da fare in questo momento, siete occupati?\n\nRispondemmo che eravamo a nostro agio.\n\n Allora le dispiacerebbe venire ad aiutarci a giocare a \"Sir Patrick Spens\"?\nNon siamo abbastanza per farlo bene.\n\nQuesta fiducia \u00e8 stata commovente e, per fortuna, non era minimamente\nfuori luogo. Interpretare \"Sir Patrick Spens\" era esattamente nella nostra linea, poco\ncome lui lo sospettava.\n\n Vieni ad aiutarmi?  Ho detto.  Semplicemente entusiasta! Vieni, Fanny cara. Come possiamo\nsuperare il muro?\n\n Vi mostrer\u00f2 il bel posto rotto! grid\u00f2 Sir Apple-Cheek; e seguendo le sue indicazioni ci arrampicammo attraverso di esso.\nseguendo le sue indicazioni ci arrampicammo, mentre Rafe si toglieva cerimoniosamente il suo\ncofano delle Highlands e ci riportava a terra.\n\n Ora s\u00ec che ci sar\u00e0 da divertirsi! Conoscete \"Sir Patrick\nSpens\"?\n\n\n Ogni parola. Non volete che passiamo un esame prima di\ndi farci entrare nel gioco?\n\n No, rispose gravemente; certo, \u00e8 di grande aiuto saperlo,\nma non \u00e8 necessario. Tengo le parole in tasca per dare suggerimenti a Dandie,\ne la Wrig pu\u00f2 dire solo due battute, \u00e8 cos\u00ec piccola.  (Qui produsse\nalcune foglie strappate da un libro di ballate).  L'abbiamo fatto molte\ntante volte, ma questo \u00e8 un nuovo Castello di Dunfermline e stiamo provando la commedia in modo\nin modo diverso. Rafe \u00e8 il re e Dandie \u00e8 il \"cavaliere anziano\".\ncavaliere\", ve lo ricordate?\n\n Certamente; si \u00e8 seduto al ginocchio destro del re.\n\n S\u00ec, s\u00ec, proprio quello! Allora Rafe \u00e8 Sir Patrick per una parte del tempo,\ne io l'altra parte, perch\u00e9 a tutti piace essere lui; ma non c'\u00e8 pi\u00f9 nessuno per i \"signori di Noroway\" o per i marinai, e il Wrig \u00e8 un'isola\nnessuno per i \"signori di Noroway\" o per i marinai, e la Wrig \u00e8 l'unica fanciulla\nWrig \u00e8 l'unica fanciulla che siede sulla riva e dimentica sempre di pettinarsi e di piangere al momento giusto.\ncapelli e di piangere al momento giusto.\n\nLo smemorato e placido Wrig (ho appreso in seguito che questa \u00e8 una parola scozzese per indicare il pi\u00f9 giovane\nche questa \u00e8 una parola scozzese per indicare l'uccello pi\u00f9 giovane nel nido) era seduta sull'erba, con le\nle sue grasse mani piene di timo rosa e di bianca sterpaglia. Il sole splendeva\nsulla sua testa riccioluta di lino. Indossava una vestaglia di cotone blu scuro a pois bianchi e una manica corta\ne un grembiulino a maniche corte; e sebbene fosse del tutto inutile dal punto di vista drammaturgico, era\ndal punto di vista drammatico, era il pi\u00f9 dolce fagottino scozzese che avessi mai visto.\nscozzese pi\u00f9 dolce che abbia mai visto. Era stata provata e trovata carente nella\nnella maggior parte delle parti principali della ballata, ma quando veniva esclusa del tutto dalla rappresentazione\ndalla recita, era solita urlare cos\u00ec forte che tutta\nCrummylowe accorreva in suo aiuto.\n\n Ora facciamo un po' di pratica per vedere se sappiamo cosa stiamo per fare\",\n disse Sir Apple-Cheek.  Rafe, questa volta puoi fare tu Sir Patrick. Il\nperch\u00e9 a tutti noi piace essere Sir Patrick\", spieg\u00f2 rivolgendosi a me,\n \u00e8 che i signori di Noroway gli dicono...\n\n  Voi scozzesi spendete il denaro del nostro re,\n     e il compenso della nostra regina\";\n\ne poi risponde...\n\n  ' Voi fate il saluto, fate il saluto, fate il saluto ad alta voce,\n     Fu' loudly do ye lee! '\n\ne un sacco di splendide cose del genere. Bene, io sar\u00f2 il re\".\ndi conseguenza inizi\u00f2:--\n\n  Il Re siede nella torre di Dunfermline,\n     bevendo il vino rosso-bluido.\n   O dove trover\u00f2 uno skipper skeely\n     Per far navigare questa mia nuova nave? '\n\nSegu\u00ec un silenzio di tomba, al che il re disse con tono di sfida: \"Ora, Dandie,\nnon ti ricordi mai di essere il cavaliere pi\u00f9 anziano; vai avanti!\n\nCos\u00ec ricordato, Dandie recit\u00f2:--\n\n  Si alz\u00f2 e parl\u00f2 un anziano cavaliere,\n     seduto al ginocchio destro del Re:\n   Sir Patrick Spens \u00e8 il miglior marinaio\n     che abbia mai solcato il mare. '\n\n Ora scriver\u00f2 la mia lettera\", disse il re, che cercava di mettersi comodo nella sua torre un po' contratta.\ndi mettersi comodo nella sua torre un po' contratta.\n\n  Il Re ha scritto una lettera a treccia\n     e l'ha sigillata con la sua mano;\n   e l'ha inviata a Sir Patrick Spens,\n     che camminava sulla spiaggia\".\n\n Leggi la lettera ad alta voce, Rafe, e poi ricorderai cosa fare.\n\n  A Noroway! A Noroway!\n     A Noroway per il mondo!\n    La figlia del re di Noroway,\n     tu la porterai a casa\".\n\nleggere Rafe.\n\n Ora fate la parte successiva!\n\n Non posso; butter\u00f2 via la prossima parte. Vorrei che tu facessi Sir\nPatrick fino a quando non arriva a 'Ye lee! 'ye lee!'\n\n No, non va bene, Rafe. Dobbiamo confondere tutti gli altri, ma \u00e8 troppo brutto\nbrutto rovinare Sir Patrick.\n\n Beh, allora te lo dar\u00f2 e sar\u00f2 il re. Non mi importa pi\u00f9 di tanto\nora che abbiamo una torre cos\u00ec bella; e perch\u00e9 non posso fermarmi lass\u00f9 anche dopo che la nave \u00e8 salpata\ne guardare il mare con un telescopio?\nCos\u00ec faceva Elisabetta quando era re.\n\n Puoi restare finch\u00e9 non dovrai scendere e diventare un lord scozzese morto. Non ho intenzione di\nnon me ne star\u00f2 sdraiato come l'ultima volta, con nessun altro che la Wrig per\nun signore scozzese, e lei che si dimentica di essere morta!\n\nSir Apple-Cheek ha poi interpretato la parte difficile \"buttata su\" da Rafe. \u00c8 stato\npiuttosto difficile, lo confesso, dato che le prime quattro battute erano in pantomima,\ne richiedevano una grande versatilit\u00e0.\n\n  La prima parola che Sir Patrick lesse,\n     fu' forte, forte rise:\n   La prima parola che Sir Patrick lesse,\n     la lacrima gli accec\u00f2 l'occhio\".\n\nSimulate con successo queste emozioni contrastanti, Sir Patrick riprese\nriprese:--\n\n  Oh, chi \u00e8 che ha fatto questo atto,\n     e ha convinto il re di me...\n   di mandarci fuori, in questo periodo dell'anno,\n     a navigare sul mare? '\n\nAllora il re si alz\u00f2 in piedi nella torre instabile e grid\u00f2 i suoi ordini.\nordini:--\n\n  Che sia vento, che sia vento, che sia grandine, che sia nevischio,\n     la nostra nave navigher\u00e0 per la prima volta;\n    La figlia del re di Noroway,\n     noi la porteremo a casa. '\n\n Non possiamo attrezzare la nave un po' meglio?\nin questo frangente.  Non \u00e8 neanche lontanamente paragonabile alla torre.\n\nDieci minuti di duro lavoro, al quale abbiamo assistito, hanno prodotto qualcosa di\nun po' pi\u00f9 nautico e navigabile della prima imbarcazione. Il terreno con\ncon alcune tavole stese sopra, era il ponte. I teli di tela sono stati disposti su bastoni per\nsu bastoni per rappresentare le vele, e posizionammo l'imbarcazione in modo cos\u00ec intelligente che\ndue esili alberi che spuntavano dal centro e fungevano da alti alberi.\nalberi che fungevano da alti alberi.\n\n Ora facciamo finta di aver issato le vele il mattino di luned\u00ec\ne che siamo stati a Noroway \"solo due settimane\", ha detto il nostro uomo di punta; e che ora \u00e8 arrivato il vostro momento\n\u00e8 arrivato il vostro momento, - si rivolse a noi.\n\nCi sembrava proprio che fosse cos\u00ec; ma, trovando il coraggio necessario per i signori di Noroway, gridammo\nsignori di Noroway, gridammo con tono accusatorio: --\n\n  Voi scozzesi spendete il denaro del nostro re,\n     e il compenso della nostra regina! '\n\nOh, ma Sir Apple-Cheek era glorioso mentre ruggiva virtuosamente:--\n\n  Tu fai lee! Tu fai lee! Tu fai lee ad alta voce,\n     Fu' forte il tuo lee!\n\n    Perch\u00e9 ho portato tanto denaro bianco\n     quanto ne hanno guadagnato i miei uomini e me,\n    e ho portato una mezza dozzina di bei gowd rossi\n     al largo del mare con me.\n\n    Ma che mi venga un colpo, che mi venga un colpo,\n     oggi lascer\u00f2 la riva;\n    e non spender\u00f2 mai pi\u00f9 i soldi del mio re\n     Non voglio pi\u00f9 spendere i soldi del mio re per i cani di Noroway.\n\n    Preparatevi, preparatevi, miei allegri uomini,\n     La nostra bella nave salpa il mattino. '\n\n Ora fate i marinai, per favore!\n\nFelici di non essere altro che cani Noroway, recitammo obbedienti...\n\n  ' Ora, sempre alake, mio caro padrone,\n     temo una tempesta mortale?\n     . . . . . . .\n    E se andate per mare, padrone,\n     temo che ci faremo del male. '\n\nAbbiamo aggiunto molto all'effetto di questa strofa gettandoci sul tappeto erboso e abbracciando le ginocchia di Sir Patrick.\ne abbracciando le ginocchia di Sir Patrick, che rimase incantato dal tocco melodrammatico.\nera incantato.\n\nPoi arriv\u00f2 una tempesta cos\u00ec terribile che non mi fido a descrivere la sua furia.\nla sua furia. L'intero corpo drammatico imperson\u00f2 gli elementi e fece a pezzi la nave galante.\nla galante nave in due, mentre Sir Patrick gridava tra i denti del galeone.\ngale...\n\n  Oh dove trover\u00f2 un buon marinaio\n     per prendere il mio timone in mano,\n    Finch\u00e9 non salgo sull'alto albero di maestra\n     per vedere se riesco a vedere la terra? '\n\nConoscevo le parole un po' meglio di Francesca e riuscii cos\u00ec a\na evitare che fosse lei l'eroe fortunato.\n\n  Oh, eccomi qui, un marinaio gude,\n     per prendere in mano il timone,\n    finch\u00e9 non salirete sull'alto albero maestro;\n     Ma temo che non vedrete mai la terra. '\n\nE l'eroico marinaio aveva ragione, poich\u00e9\n\n   'Non aveva fatto un passo, un passo,\n     un passo, ma solo uno,\n    quando un gallo vol\u00f2 via dalla nostra bella nave,\n     e il mare salato in cui \u00e8 arrivato\".\n\nPoi prendemmo una rete di seta e un'altra di spago, come ci aveva detto il nostro capitano.\ncome ci aveva detto il nostro capitano; li abbiamo infilati nella fiancata della nostra nave e abbiamo lasciato che il mare\nmare; ma invano, invano. I signori scozzesi erano molto gentili a\ndi calzare i loro tacchi di sughero, ma lo fecero e si tolsero i cappelli;\nperch\u00e9 la nave affond\u00f2 nonostante i loro disperati sforzi,\n\n   E molti erano i figli del signore\n     che mai pi\u00f9 venne a casa\".\n\nFrancesca e io fummo costretti a sgattaiolare da sotto i teloni per\ne impersonare le signore spettinate sul lungomare.\n\n Le scenderanno i capelli? chiese gravemente il direttore.\n\n Lo far\u00e0 e lo far\u00e0, abbiamo risposto; e cos\u00ec \u00e8 stato.\n\n   'Le signore si sono fatte le dita bianche,\n     le fanciulle si strapparono i capelli\".\n\n Strappati i capelli, Jessie! E' l'unica cosa che devi fare, e non lo fai mai in tempo!\nnon lo fai mai in tempo!\n\nLa Wrig si prepar\u00f2 a ululare per l'orgoglio offeso, ma noi la tranquillizzammo e lei si strapp\u00f2 i riccioli gialli con le mani paffute.\nlei si strappava i riccioli gialli con le mani paffute.\n\n   E lang, lang possono le fanciulle sedersi\n     con le loro cappe di guado tra i capelli,\n    aspettando i loro cari amori,\n     Per loro non vedranno mai pi\u00f9\".\n\nHo avuto un singhiozzo che avrebbe fatto onore a Sarah Siddons.\nSiddons.\n\n Splendido! Grandioso! grid\u00f2 Sir Patrick, mentre si allungava di cinquanta\ncinquanta braccia sotto la superficie immaginaria dell'acqua e diede esplicite indicazioni\nistruzioni ante-mortem agli altri signori scozzesi affinch\u00e9 si stendessero\nallo stesso modo.\n\n   'Mezzo ower, mezzo ower ad Aberdour,\n     \u00e8 profondo cinquanta braccia,\n    e l\u00ec giace il buon Sir Patrick Spens,\n     con i signori scozzesi ai suoi piedi\".\n\n Oh, \u00e8 grandioso! ripeteva esultante.  Se solo potessi essere il re\ne vedere tutto dalla torre di Dunfermline! Potresti essere Sir Patrick una volta, pensi\npensi, ora che ti ho mostrato come fare? chiese a Francesca.\n\n Certo che potrei! rispose lei, raggiante per l'eccitazione (e il piccolo stupore) di essere stata scelta per il ruolo principale.\ndi essere stata scelta per il ruolo principale.\n\n L'unico problema \u00e8 che con quel vestito bianco sembri terribilmente una ragazza.\nabito bianco.\n\nFrancesca sembr\u00f2 piuttosto vergognarsi delle sue naturali squalifiche per la\nper la parte di Sir Patrick.  Se solo avessi indossato il mio lungo mantello nero!\nsospir\u00f2.\n\n Oh, ho un'idea! grid\u00f2 il ragazzo.  Passale l'abito da ministro dalla\ndalla siepe, Rafe. Vedete, la signora Ogilvie di Crummylowe ci ha prestato questo\nvecchio abito per una vela; ne sta facendo uno nuovo e questo era il suo modello.\nil suo modello.\n\nFrancesca lo infil\u00f2 sopra il suo serge bianco e il parroco di Pettybaw avrebbe dovuto vederla con il lungo velo dei suoi capelli scuri\navrebbe dovuto vederla con il lungo velo delle sue ciocche scure che fluttuava sul\nil suo abito ministeriale.\n\n Mi sembra un peccato rialzare i capelli, ha detto il direttore di scena\ncriticamente, perch\u00e9 hai un aspetto cos\u00ec allegro e selvaggio con i capelli sciolti, ma suppongo che tu debba farlo.\nsuppongo che dobbiate farlo; e volete la cuffietta di Rafe?\n\nS\u00ec, avrebbe avuto la cuffietta di Rafe; e quando se la mise in testa e si mise a camminare sul ponte senza sosta.\ntesta e si mise a camminare sul ponte senza sosta, mentre la veste nera fluttuava\nnella brezza, tutti esultammo con entusiasmo e, ricostruita la nave, ricominciammo la commedia.\nricostruito la nave, ricominciammo il gioco dal momento della burrasca. Il\nnaufragio era pi\u00f9 orribilmente realistico che mai, questa volta, grazie alle nostre prove.\ne quando strisciai da sotto gli alberi e le vele per sedermi sulla spiaggia con il Wrig.\nsulla spiaggia con la Wrig, avevo a malapena la forza di toglierle di mano il\ntogliere il cuoppo dalla sua mano e farle pettinare le sue ciocche ricciolute.\n\nQuando la nostra nuova Sir Patrick si distese sul letto dell'oceano, cadde con un lamento disperato.\ncon un lamento disperato; la sua veste si stese come una coltre sulla terra, la cuffietta di\ncofano delle Highland e i suoi capelli galleggiavano su un cuscino disordinato di fiori di\ndi fiori di campo di Jessie.\n\n Oh, quella parte \u00e8 bella; ma da qui \u00e8 dove va sempre male!\nmale! grid\u00f2 il re dalla torre del castello.  \u00c8 troppo brutto portare\nle fanciulle dalla spiaggia, dove sono cos\u00ec belle, e Rafe \u00e8 splendido come\nRafe \u00e8 splendido come il gude sailor, ma Dandie sembra cos\u00ec sciocco come un piccolo\nSe solo avessimo un'altra persona, giovane o vecchia, se fosse cos\u00ec stupida!\nse fosse mai cos\u00ec stupido!\n\n CHE FAREI?\n\nQuesta offerta inaspettata arriv\u00f2 da dietro uno degli alberi che fungevano da\ne nello stesso momento da quel rifugio deliziosamente appartato usc\u00ec Ronald Macdonald, in calzoncini e berretto da golf.\nrifugio appartato Ronald Macdonald, in calzoncini e berretto da golf.\n\nQuando questa apparizione arriv\u00f2 all'improvviso, non manc\u00f2 l'accoglienza da parte dei bambini.\nbambini. Gridavano il suo nome in allegria, gli abbracciavano le gambe e lo\ncome giovani orsi affettuosi. La confusione regnava per\nun momento, mentre Sir Patrick si alzava dalla sua tomba marina in una nebbia di capelli fluttuanti, da cui pendevano impetuosi capelli.\ncapelli fluttuanti, da cui pendevano ghirlande improvvisate di timo rosa ed erbe\nerbe verdi.\n\n Permettimi di fare gli onori di casa, Jamie, disse il signor Macdonald, quando riusc\u00ec a sfuggire alle grinfie dei bambini.\nquando riusc\u00ec a sfuggire alle grinfie dei bambini.  Sei stato presentato\npresentato? Suppongo di no. Signore, il giovane Maestro di Rowardennan.\nJamie, la signorina Hamilton e la signorina Monroe dagli Stati Uniti d'America.\n Sir Apple-Cheek si inchin\u00f2 rispettosamente.  Permettetemi di presentarvi l'onorevole Ralph\nArdmore, anch'egli proveniente dal castello, insieme a Dandie Dinmont e Wrig\ndi Crummylowe. Sir Patrick, \u00e8 davvero un piacere rivedervi.\nDovete togliermi l'abito? Credevo che fosse ormai fuori uso, ma non \u00e8 mai stato cos\u00ec\ncos\u00ec bene prima d'ora.\n\n Il tuo abito?\n\nLa contraffazione di Sir Patrick svan\u00ec quando il lungo drappeggio vol\u00f2 verso la siepe da cui proveniva.\nvolato verso la siepe da cui proveniva, e rimase solo una giovane dea offesa che\ngiovane dea offesa, che faceva oscillare tempestosamente la sua criniera scura da un lato,\nintrecciata in una fitta treccia, la gettava di nuovo sulla spalla di serge\ne si affollava il cappello da marinaio con inutile veemenza.\n\n S\u00ec, il MIO abito; chi altro potrebbe prendere in prestito in modo pi\u00f9 appropriato, di grazia?\nLa signora Ogilvie di Crummylowe stira, spugna e rammenda il mio guardaroba da scapolo.\nscapolo, ma confesso di non aver mai sospettato che lo affittasse per\nper scopi teatrali. Sono venuto a trovarvi a Pettybaw; Lady Ardmore era l\u00ec nello stesso momento.\nArdmore era l\u00ec nello stesso momento. Trovando solo una delle tre\nAmerican Graces in casa, mi sono trattenuto solo per pochi istanti e ora sto tornando a Inchcaldy per\nritorno a Inchcaldy passando per Crummylowe.  Qui raccolse l'abito dalla\ndalla siepe e la pieg\u00f2 con cura.\n\n Non possiamo tenerlo per la vela, signor Macdonald?  La signora\nOgilvie disse che non andava pi\u00f9 bene.\n\n Quando la signora Ogilvie fece questa osservazione, rispose il reverendo Ronald,\n non aveva idea che avrebbe toccato le spalle del martire Sir Patrick Spens.\nSir Patrick Spens. Ora, si d\u00e0 il caso che io ami...\n\nFrancesca aveva appeso una bandiera scarlatta su ogni guancia, e io stavo per dire,\n\"Non badare a me!\", quando lui continu\u00f2...\n\n Come stavo dicendo, si d\u00e0 il caso che io ami \"Sir Patrick Spens\", la mia ballata preferita.\n\u00e8 la mia ballata preferita; quindi, con il vostro permesso, prender\u00f2 l'abito e\ne voi potrete trovare qualcosa di meno prezioso per una vela!\n\nNon sono mai riuscito a capire perch\u00e9 Francesca fosse cos\u00ec infastidita per essere stata\nscoperto nel nostro gioco innocente. Certo, era prona sulla Madre Terra\ne i suoi capelli erano molto scompigliati, ma in fondo era bella,\nin confronto a me, umile 'supe' e artista del cambio di luce;\nTuttavia mantenni la calma, almeno fino a quando il reverendo Ronald non osserv\u00f2\nosserv\u00f2, dopo averci scortato attraverso la fessura del muro: \"A proposito,\nHamilton, c'era un gentiluomo di Parigi al suo cottage, e sta scendendo lungo la strada per incontrarla.\nsta camminando lungo la strada per incontrarla.\n\nChe si incammina lungo la strada per incontrarmi, perbacco! I ministri non hanno cervello?\nIl reverendo Mr. Macdonald aveva sprecato cinque minuti buoni con le sue\nosservazioni, presentazioni, spiegazioni, felicitazioni e adorazioni.\ne adorazioni, e nel frattempo, regardez-moi, messieurs et mesdames, s'il\nvous plait! Sono stato un cane Noroway, un costruttore di navi e un galante marinaio.\nmarinaio; sono stato un mare burrascoso e una burrasca imponente; ho strisciato\nda sotto ancore spezzate, vele di maestra e alberi di mezzana fino a un arenile dove\nSono stata una donna sofferente che naviga su un gowd kaim. La mia gonna di trapano blu\n\u00e8 stata attorcigliata alla mia persona fino a scostarsi sul davanti; il mio colletto \u00e8\ncolletto appassito, la cravatta slacciata; ho perso una borchia e un laccio della manica; i miei capelli sono\ncapelli sono aggrovigliati, il mio viso \u00e8 scarlatto e impolverato... e un gentiluomo di Parigi sta percorrendo la strada per incontrarmi.\nParigi sta camminando lungo la strada per incontrarmi!\n\n\n\nCapitolo XVIII. Parigi arriva a Pettybaw.\n\n\n\n  C'erano tre signore in una sala.\n     con un'altalena e un giglio,\n   E tra tutte venne un signore...\n     Come la primula si diffonde cos\u00ec dolcemente\".\n\n    --Il fratello crudele.\n\n\n\nWillie Beresford \u00e8 arrivato a Pettybaw e il villaggio arcadico ha ricevuto l'ultimo tocco che lo rende un paradiso.\nha ricevuto l'ultimo tocco che lo rende un paradiso.\n\nEsploriamo insieme il quartiere e qualsiasi strada prendiamo la riteniamo pi\u00f9 bella di quella precedente.\nstrada che prendiamo, la riteniamo pi\u00f9 bella di quella precedente. Questa mattina abbiamo guidato\nPettybaw Sands, Francesca e Salemina hanno seguito il sentiero e ci hanno raggiunto sulla riva.\ne ci hanno raggiunto sulla riva. \u00c8 tutto cos\u00ec incantevolmente fresco e verde in una di queste\ndi queste rare giornate luminose: la ragazza di trigonometria che sbiancava le sue \"claes\" sull'erba\nsull'erba vicino all'arso, nei pressi del ponticello di pietra; le pernici selvatiche che\nche si aggirano a coppie; il bracciante seduto sulla paglia pulita nel\nsul fondo del suo carro e schiocca la frusta in segno di gioia per il sole.\nsole; le graziose casette e i giardini con file di ribes e di\ncespugli di ribes e uva spina che pendono fitti di frutti che suggeriscono marmellata e crostata\nin ogni delizioso globulo. \u00c8 un paesaggio dai colori dell'amore, lo sappiamo bene.\ne niente nel bel mondo che ci circonda \u00e8 cos\u00ec bello come\ncome quello che vediamo l'uno negli occhi dell'altro. Ah, i ricordi di queste prime\nmattinate dorate insieme dopo la nostra lunga separazione. Li cosparger\u00f2 di lavanda\ndi lavanda e li riporr\u00f2 in quell'oscura stanza del cuore\ndove conserviamo le cose preziose. Tutti conosciamo questa stanza. \u00c8 profumata\ndi altri tesori nascosti, perch\u00e9 tutti sono dolci, anche se alcuni sono tristi.\ntristi. \u00c8 per questo che mettiamo un dito sul labbro e diciamo \"Silenzio\", se apriamo la porta e permettiamo a qualcuno di sbirciare.\nse apriamo la porta e permettiamo a qualcuno di sbirciare dentro.\n\nLegammo il pony sul ciglio della strada e scendemmo: Willie per raccogliere alcuni\ndi veronica rosa e di speedwell blu, io a sedermi su una vecchia panchina e a guardarlo in ozio\ne guardarlo in felice ozio. Le \"schiave dai fiori bianchi\" addolcivano\nl'aria, e le colline lontane erano allegre di ginestre e di balestrucci dorati o\no arrossate dal rosso porpora dell'erica campestre.\n\nAbbiamo sentito il verso dei cushat da un cespuglio vicino. Erano soliti\nnidi a terra, cos\u00ec si racconta, ma le mucche li calpestavano.\nle mucche li calpestavano. Ora sono pi\u00f9 saggi e costruiscono pi\u00f9 in alto, e il loro grido si suppone sia un grido di scherno, rivolto\nsi suppone che il loro sia un grido di scherno, rivolto ai loro antichi nemici. Vieni\nnoo, Coo, Coo! Vieni noo!\".\n\nUn riccio strisciava furtivo sul terreno e, a un suono improvviso, si rannicchiava come un piccolo orso bruno.\nsi raggomitolava come un piccolo orso bruno. C'erano donne che lavoravano nei\nnei campi vicini, una vista strana per i nostri occhi, ma niente di insolito qui, dove molte di loro sono impiegate nelle fattorie tutto l'anno.\nnulla di insolito qui, dove molte di loro sono impiegate nelle fattorie tutto l'anno, per\ntutto l'anno, seminando, diserbando, piantando, persino arando in primavera, e d'inverno\ninverno lavorano alla trebbiatura o nel granaio.\n\nUn vecchio, appoggiato al suo bastone, si avvicin\u00f2 barcollando e si sedette sulla panchina accanto a me.\nsulla panchina accanto a me. Era sporco, cencioso, trasandato e debole,\nma abbastanza sobrio e pateticamente ansioso di ricevere la simpatia umana.\n\n Sono vecchio di un anno e mezzo\", disse, a proposito di niente, \"vecchio di un anno e mezzo\".\nanni. Ho visto cinque lord di Pettybaw, sassoni e meenistri e\nsette dottori. Sono stato un muratore e un monaco in quei giorni, ma \u00e8 una vita\nvita piacevole, ora. Moglie morta, figli morti! Mi siedo nel mio vicolo e fumo la mia pipa.\nla mia pipa, senza che nessuno mi dia un sorso d'acqua. Achty-sax \u00e8 troppo vecchio\nper un uomo... troppo vecchio.\n\nQuesti sono i forti contrasti della vita che non si sopportano quando si \u00e8 giovani e felici.\ngiovane e felice. Willie gli diede mezza corona e un po' di tabacco per la pipa.\nper la sua pipa, e quando il pony se ne and\u00f2 di corsa e noi lasciammo la\nfigura rattrappita e sola sulla sua panchina, come era solo nella sua vita, ci baciammo e ci promet\nci siamo baciati e ci siamo impegnati a prenderci cura di lui fino a quando\ndi occuparci di lui fino a quando saremo rimasti a Pettybaw; perch\u00e9 a cosa serve l'amore se non accende\nfiamme dello spirito, non apre le porte del sentimento e non allarga il cuore per accogliere tutti i piccoli amori e i grandi\ntutti i piccoli e grandi amori che bramano di essere accolti?\n\nQuando ci avvicinammo al piccolo villaggio di pescatori sulla sabbia incontrammo una pescivendola\ncoraggiosa con la sua gonna corta e otto sottovesti, il cesto con il suo peso di duecento libbre sulla testa, e la moglie anziana che lavorava a maglia.\npeso di duecento libbre sulla testa, e l'anziana moglie che lavorava a maglia\nplacidamente mentre camminava. Sembrano superbamente forti, queste donne;\nma, a dire il vero, le \"anes dee deboli\", come mi ha detto una di loro.\n\nC'era un'aria di trambusto sul piccolo molo,--\n\n  'Quel frastuono gioioso quando arrivano le barche,\n     Quando le barche arrivano cos\u00ec presto;\n   Quando l'ascensore \u00e8 blu e le reti per le aringhe sono piene,\n     E il sole luccica raramente nelle cose\".\n\nI banchi argentei di pesci non si avvicinano pi\u00f9 alla riva come un tempo.\nun tempo, perch\u00e9 allora la campana della chiesa di St.\nMonan's aveva la lingua legata quando il \"draive\" era al largo della costa, per evitare che il suo rintocco spaventasse\nspaventare le miriadi lucenti degli abissi.\n\nCi siamo arrampicati sulla spalla di una grande scogliera verde fino a quando abbiamo potuto sederci sulle\nrocce frastagliate della sommit\u00e0 e dominare il mare. La scogliera \u00e8 ben denominata\nNirly Scaur, ed \u00e8 un luogo selvaggio e desolato, con massi grigi ricoperti di licheni ed erica stentata sulla sua cima.\nlicheni e l'erica stentata sulla sua cima. In caso di tempesta, il vento\ne il vento si abbatte, si taglia e si flagella come fruste invisibili, e sotto il mare\nmare si agita in onde spumeggianti, guidando i suoi \"infiniti squadroni di cavalli bianchi e selvaggi\".\ndi cavalli bianchi e selvaggi\" che si dirigono eternamente verso la riva. Era calmo e blu\ne nessun suono disturbava la quiete, se non l'incessante grido e l'urlo degli uccelli di roccia.\ndegli uccelli di roccia, delle fenicottere, dei gabbiani dalla testa nera e delle ghigliottine che vivono sulle\ngabbiani dalla testa nera e delle ghigliottine che vivono sui fianchi di questi alti craigs a strapiombo. Qui la\nmadre ghigliottina depone il suo unico uovo e qui, su questi stretti ripiani di roccia\ndi roccia a strapiombo, lo tiene in posizione con il piede fino a quando il calore della sua zampa e il\ncalore della sua zampa e del suo corpo a strapiombo lo fa schiudere in vita, quando\nquando lo prende sul dorso e vola verso il mare. La maternit\u00e0 in difficolt\u00e0\ndifficolt\u00e0, sembrerebbe, e l'educazione del piccolo di ghigliottina viene\nl'educazione del piccolo guillemot \u00e8 portata avanti secondo principi spartani; infatti, nel momento in cui esce dal guscio\ndalla conchiglia, viene trascinato verso il basso per centinaia di metri e immerso nel freddo oceano, dove pu\u00f2 affondare o nuotare.\nfreddo oceano, dove pu\u00f2 affondare o nuotare a seconda dell'istinto. In una vita cos\u00ec\ndi ansie, esposizioni e pericoli, non \u00e8 strano che la ghigliottina\nche i guillemots continuino a conversare in modo incessante e concitato,\nun vero e proprio tumulto di alterchi e discussioni che le circostanze sembrano\ncircostanze sembrano giustificare. Il futuro padre \u00e8 costretto a fare a turno con la futura madre\na turno con la futura madre e tenere l'unico prezioso uovo sulla roccia mentre lei\nmentre lei va a volare, a nuotare, a mordere e a mangiare. Poich\u00e9 ci sono\naltri cinquecento genitori sullo stesso scoglio e le uova sembrano essere a\na pochi centimetri di distanza l'una dall'altra, la scena deve essere fonte di distrazione e non ho dubbi che, se le statistiche\nsenza dubbio, se si raccogliessero le statistiche, si scoprirebbe che migliaia di ghileotte\nmigliaia di guillemots muoiono per prostrazione nervosa.\n\nWillie ed io interpretammo il clamore pi\u00f9 o meno come segue:--\n\n[Tra gli uccelli dei genitori].\n\n Sto per togliere il mio piede. Siete pronti a mettere il vostro? Non essere\nmaldestro! Aspetta un attimo, non sono pronto. NON SONO PRONTO, TI DICO! ORA!\n\n[Tra madri rivali].\n\n Il suo uovo \u00e8 cos\u00ec vicino al mio che non riesco a respirare...\n\n Muovi il tuo uovo, allora, io non posso muovere il mio!\n\n Sei seduto cos\u00ec vicino che non posso spiegare le mie ali.\n\n Neanche io. Hai lo stesso spazio che ho io.\n\n Cadr\u00f2 se mi affollate.\n\n Allora fate pure i salti mortali! C'\u00e8 molto spazio nel mare.\n\n[Da un padre all'altro, cerimoniosamente].\n\n Mi perdoni, ma temo di aver spinto sua moglie gi\u00f9 dalla roccia ieri sera.\n\n Non ne parli. Ricordo che ho spinto via la madre di tua moglie l'anno scorso...\nl'anno scorso.\n\nCamminammo tra le piccole brande dal tetto basso e imbiancato, ognuna con i suoi pesci dalla pelle argentata\npesci dalla pelle argentata appesi invitanti allo stipite della porta ad asciugare,\nfinch\u00e9 non arrivammo alla mia preferita, la casetta d'angolo della fila. Ha\nbelle e strette strisce di giardino davanti, con macchie di colore in\ncespugli di fiori di giglio, dai quali la gentile casalinga ha strappato un\nun nosegay per noi. Le sue aquilegie bianche le chiama \"mucche della nonna\"; e in effetti non sono dissimili da quelle bianche e fresche.\nin effetti non sono dissimili da quei freschi cappelli bianchi. Il caro Robbie Burns,\nalto una decina di centimetri di gesso, sta alla finestra soleggiata in una minuscola scatola di piante in fiore\npiante in fiore, circondata da un piccolo recinto verde in miniatura. Fuori,\ntra i fiori di giglio, c'\u00e8 Sir Walter, e vicino a lui c'\u00e8 un altro busto, pi\u00f9 grande, su un'isola.\nvicino a lui c'\u00e8 un altro busto, pi\u00f9 grande, su un piedistallo incrinato alto 30 centimetri,\nforse. Non riconoscendo subito la testa, chiedemmo alla piccola donna chi fosse.\ndonna chi fosse.\n\n Omero, il grande poeta greco, rispose allegramente; e avr\u00f2 un altro Burns, alto come Omero, quando mia figlia verr\u00e0 da noi.\nun altro Burns, alto come Omero, quando mia figlia arriver\u00e0 da E'nbro'.\nE'nbro'.\n\nSe l'ombra di Omero tiene conto dei suoi trionfi terreni, credo che sia orgoglioso del suo posto\nsia orgoglioso del suo posto nel giardino di fiori di giglio di quell'umile donna scozzese,\ncon la testa sotto i petali cadenti delle mutande bianche della nonna.\n\nCome pensate che si chiami il suo \"mon\" in paese? John o' Mary! Ma\nnon \u00e8 l'unico nella sua mitezza, perch\u00e9 ci sono Jock o Meg, Willie o Janet, Jem o Tibby e una dozzina di altri.\ndi Janet, Jem di Tibby e una dozzina di altri. Questi villaggi primitivi\nprimitivi villaggi di pescatori sono i luoghi in cui tutte le donne evolute dovrebbero\nperch\u00e9 la moglie \u00e8 il capo della casa, il contabile, il tesoriere, il revisore dei conti, la\ntesoriere, il revisore dei conti, il cancelliere dello scacchiere; e anche se il marito pesca il pesce per lei\nil marito cattura il pesce per venderlo, questo \u00e8 considerato\napparentemente come un dettaglio troppo banale per essere notato.\n\nQuando il giorno dopo passammo davanti al cottage di Mary mentre andavamo alle sabbie, la testa di Burns era stata accidentalmente staccata dai bambini.\nBurns era stata accidentalmente staccata dai bambini e ci sentimmo come se avessimo perso un amico.\ncome se avessimo perso un amico; ma la parsimonia scozzese e la lealt\u00e0 nei confronti del\npoeta, ci vennero in soccorso e quando tornammo la testa di gesso di Robert era stata incollata al\ntesta di gesso di Robert era stata incollata al corpo. Ci sorrise di nuovo da\ntra i due gerani scarlatti, e un viticcio d'edera era stato delicatamente\nun viticcio di edera era stato delicatamente arricciato sul collo per nascondere la crudele ferita.\n\nDopo mattinate cos\u00ec lunghe e belle, si pranza tardi all'ombra di una roccia con Salemina e Francesca.\nall'ombra di una roccia con Salemina e Francesca, una chiacchierata oziosa o il capitolo di un libro.\ndi un libro, e di l\u00ec a poco Lady Ardmore e sua figlia Elizabeth\ne la figlia Elizabeth scendono in macchina verso le sabbie. Li seguono Robin Anstruther, Jamie e Ralph in bicicletta,\ne Ralph in bicicletta, e in breve tempo appare in lontananza la figura robusta di Ronald Macdonald.\nMacdonald appare in lontananza, giusto in tempo per una tazza di t\u00e8 che\nche prepariamo nella casa da bagno di Lady Ardmore sulla spiaggia.\n\n\n\nCapitolo XIX. Fowk o' Fife.\n\n\n\n  A voi canto, in semplici versi scozzesi,\n   il basso treno nella scena della vita;\n   I sentimenti nativi forti, i modi senza malizia\".\n\nIl sabato sera dei Cotter.\n\n\n\nViviamo a Pettybaw da pochissimo tempo, ma vedo che abbiamo gi\u00e0 fatto\ngi\u00e0 lasciato un'impronta su tutti i livelli della societ\u00e0. Non era nostra intenzione\nintenzione. Abbiamo scelto Edimburgo come ultimo luogo di residenza, con l'intento di nascondere la nostra nazionalit\u00e0\ndi Edimburgo come ultimo luogo di residenza, con l'intento di nascondere la nostra nazionalit\u00e0 fino a quando\ndi dichiararla, cio\u00e8 quando l'eccitazione dell'opinione pubblica per l'affitto della casa nel\naffitto della casa in comodato d'uso sarebbe caduta nell'indifferenza.\nindifferenza. E tuttavia, per quanto modesta, economica e banale sia stata l'amministrazione dei nostri affari, il nostro metodo\nper quanto riguarda l'amministrazione dei nostri affari, il nostro metodo di vita \u00e8 stato evidentemente ritenuto insolito\n\u00e8 stato ritenuto insolito e la nostra condotta non \u00e8 stata esattamente quella di altri\nvisitatori estivi. Persino i nostri acquisti quotidiani, per modalit\u00e0, numero e carattere, sembrano essere considerati come\nper il modo, il numero e il carattere, sembrano essere considerati eccentrici, perch\u00e9 ogni volta che lasciamo un negozio\nogni volta che usciamo da un negozio, i parenti del fruttivendolo, del carnaio, del\ndel fruttivendolo, del carnaio, del drappiere, chiunque esso sia, scendono al piano di sotto, lo circondano in un cerchio ansioso e si informano sulle ultime novit\u00e0.\nultime notizie.\n\nIn un momento di imprudenza pregammo la moglie del drappiere di onorarci di una visita e di spiegarci le obliquit\u00e0 del piano cottura e della cucina.\nuna visita e di spiegare alla signorina Grieve le obliquit\u00e0 della cucina e le\ntortuosit\u00e0 della bocca del lavandino alla signorina Grieve. Mentre la nostra padrona di casa era\nmentre la nostra padrona di casa era sul posto, ho avuto l'occasione di invitarla a salire nella mia stanza, con l'intento di\nper vedere se il mio materasso di ciottoli e di ferro potesse essere integrato da un altro di trucioli.\ndi ciottoli e di ferro potesse essere integrato con un altro di trucioli o di paglia, o di qualche materiale meno\nmeno provocante di lesioni corporali. Fu molto comprensiva, persuasiva,\nlogico e, secondo i modi della sua specie, mi dimostr\u00f2 in modo conclusivo che\nche il problema risiedeva nell'occupante del letto, non nel letto stesso.\nletto, e mi ha fornito delle statistiche relative a quest'ultimo che\nche ne consolidarono la reputazione e allo stesso tempo distrussero la mia.\n\nGuard\u00f2 casualmente le varie porte mentre saliva e scendeva le scale.\ntutte, tranne quella della sala da pranzo, che Francesca aveva prudentemente chiuso a chiave per nascondere il fatto che avevamo\nFrancesca aveva prudentemente chiuso a chiave per nascondere il fatto che avevamo coperto i ritratti di famiglia.\nritratti di famiglia,--e notai allora che il suo volto aveva un'espressione\ndi dolore e di stupore. In seguito ci sembr\u00f2 che ci fosse\nche ci fosse molto pi\u00f9 viavai di persone su e gi\u00f9 per il prestito rispetto a quando eravamo arrivati.\narrivati. Soprattutto all'imbrunire, piccole processioni di bambini e giovani passavano davanti alla nostra casa\nbambini e giovani passavano davanti al nostro cottage e lanciavano timidi sguardi alle finestre.\n\nTrovando la signorina Grieve di umore insolitamente amichevole, chiesi la probabile causa di questo fenomeno.\nprobabile causa di questo fenomeno. Non si \u00e8 spinta fino a dare un'opinione\nun parere giudiziario, ma fece alcune congetture.\n\nPotrebbe essere il birillo; potrebbero essere i nastri di raso bianco sulle tende; potrebbero essere le chitarre e i banjo; potrebbero essere le biciclette.\ntende, le chitarre e i banjo, la cassetta della bicicletta, la profusione di piante, il continuo\nbicicletta; potrebbe essere la profusione di piante; potrebbe essere la continua\nfesta e di baldoria; potrebbe essere il fuoco ardente in un'estate di Pettybaw.\nestate. Tuttavia, pensava che una ragione molto pi\u00f9 probabile fosse perch\u00e9\nche in paese si fosse saputo che avevamo spostato ogni\nogni mobile della casa fuori dal suo posto abituale e che avevamo tolto le\ni tavoli da toeletta dalle finestre... \"I windy\", li chiamava.\n\nNe ho discusso a fondo con il signor Macdonald pi\u00f9 tardi. Lui ha riso\ndi cuore, ma ha confessato, con un divertito gusto per il suo conservatorismo nazionale, che a suo avviso c'era certamente qualcosa di radicale.\nconservatorismo nazionale, che per lui c'era sicuramente qualcosa di radicale,\ndi avanguardia e di coraggio nel togliere una toeletta dal suo posto,\ndalla finestra e metterla in un altro punto della stanza. Sarebbe stato\nfrancamente, disse, e riconoscere che ci\u00f2 suggeriva un'abitudine di pensiero indisciplinata e\ndi pensiero indisciplinato e senza regole, un disprezzo per l'autorit\u00e0, una mancanza di riverenza per le\nper la tradizione, e un'immaginazione sfrenata e tumultuosa.\n\nQuesta visione della questione ci ha dato un piacere squisito.\n\n Ma perch\u00e9?  chiesi ridendo.  La toeletta non \u00e8 un oggetto sacro\noggetto sacro, nemmeno per una donna. Perch\u00e9 trattarla con tanta venerazione? Dove c'\u00e8\nuna sola buona luce, e quella immediatamente davanti alla finestra,\nc'\u00e8 ogni scusa per l'usanza britannica, ma quando la luce \u00e8 ben\ndiffusa, perch\u00e9 non posizionare il tavolo dove si vede bene?\n\n Ah, ma non si vede bene da nessuna parte se non dietro la finestra, disse Mr.\nMacdonald con noncuranza.  Il suo posto \u00e8 l\u00ec, vedete; probabilmente \u00e8 l\u00ec dai tempi di Malcolm Canmore.\nprobabilmente \u00e8 l\u00ec dai tempi di Malcolm Canmore, a meno che Margaret non fosse troppo pia\nper guardarsi allo specchio. Con il vostro amore nazionale per il cambiamento, non potete\nnon potete immaginare quanto sia rassicurante sapere che ogni volta che entrerete nel vostro cancello\ne si volge lo sguardo verso l'alto, si vedranno sempre le tende aperte, e tra di esse\ntra di esse, come un idolo in una teca, il brutto dorso di legno di un piccolo specchio ovale o oblungo.\novale o oblunga. Questo d\u00e0 un senso di permanenza in un mondo\nmondo in cui tutto \u00e8 fugace.\n\nL'interesse del pubblico per le nostre attivit\u00e0 sembra essere interamente di natura\ne se i nostri vicini trovano in noi una centesima parte del fascino e della novit\u00e0 che noi troviamo in loro, sono davvero fortunati.\nnovit\u00e0 che noi troviamo in loro, sono davvero fortunati e noi sacrifichiamo volentieri la nostra privacy sull'altare del bene pubblico.\nsacrificare allegramente la nostra privacy sull'altare del bene pubblico.\n\nUn villaggio in Scozia \u00e8 l'unico posto che riesco a immaginare in cui la pulizia della casa\ndiventa un'occupazione appassionante. Tutte le fatiche scompaiono in un roseo\nroseo di condizioni inaspettate, uniche e stimolanti. Preferirei\npiuttosto supervisionare la signorina Grieve e far brillare la luce dello stupore\ndieci volte al giorno nel suo occhio umido, piuttosto che condurre un cotillon con Willie\nBeresford. Preferirei occuparmi del marketing delle nostre umili colazioni e dei nostri\nt\u00e8, o parlare dei pranzi e delle cene della giornata con la signora Brodie\ndel Pettybaw Inn and Posting Establishment, piuttosto che andare all'opera.\n\nSalemina e Francesca non godono di tutto questo con la stessa intensit\u00e0 di me, cos\u00ec\nmi fanno premurosamente la parte del leone. Ogni mattina, dopo un\ncolloquio esilarante con la Niobe della nostra cucina (che mi ritiene irresponsabile e prega il Cielo che io non sia peggiore).\nirresponsabile e prega il cielo in cuor suo che io non sia peggiore), indosso le mie\nle scarpe da ginnastica, prendo l'ombrello e vado su e gi\u00f9 per le stradine e le viuzze, su strade vere e\ne vicoli per commissioni reali e, se necessario, immaginarie. Il Duca di\nWellington disse: \"Quando si \u00e8 in Scozia, porta sempre con te un ombrello;\nquando piove, accontenta te stesso\", e a volte sono d'accordo con l'affermazione di Stevenson che fa rabbrividire: \"La vita non \u00e8 un'avventura\".\nStevenson: \"La vita non mi sembra un divertimento adatto a questo clima\".\nadatto a questo clima\". L'ho detto ieri al dottore, ma lui ha osservato con\nha osservato con una certa sorpresa che non si \u00e8 perso un giorno di golf da settimane.\nsettimane. Il farmacista ha osservato, mentre mi porgeva un panetto di sapone: \"Siamo fortunati per quanto riguarda il tempo.\nfortunati per quanto riguarda il tempo, signora\", semplicemente perch\u00e9 la pioggia non \u00e8 stata accompagnata da\npioggia non accompagnata da un forte vento, si poteva tenere in mano un ombrello\nsenza che fosse rovesciato. Quando ha smesso di piovere per un'ora\nmezzogiorno, il fruttivendolo disse allegramente: \"Un'altra bella giornata, signora!\".\nIo assentii, anche se non riuscivo a ricordare quando fosse stata l'ultima.\ngiornata. Tuttavia, per quanto il tempo possa essere uggioso, non si pu\u00f2 essere monotoni\nquando si fa la spesa mattutina a Pettybaw o a Strathdee. I\ndi commercianti preferiti per convincervi di questo fatto.\nper convincervi di questo fatto.\n\n      . . . .\n\nAbbiamo acquistato la nostra prima spesa dalla signora Robert Phin, di Strathdee, semplicemente perch\u00e9 \u00e8\nperch\u00e9 \u00e8 una conversatrice inimitabile. \u00c8 anche espansiva,\ndi famiglia, e ci racconta alcuni difetti del suo \"mon\" che sarebbe pi\u00f9 opportuno tenere\nsarebbe stato pi\u00f9 opportuno tenerli al sicuro nel proprio seno.\n\nSembra che Rab prenda un po' troppa droga, e che la prenda cos\u00ec spesso che\nche ha poco tempo per guadagnare un penny onesto per la sua famiglia. Questo \u00e8 gi\u00e0 abbastanza\nma il fatto che la signora Phin si sia gi\u00e0 sposata due volte, e che\nin ogni caso ha scelto innocentemente un uomo non adatto, la rende un po' cinica.\nun po' cinica. Mi ha raccontato di aver deposto due mariti nel cortile della\nnel cortile della chiesa vicino alla quale si trova il suo piccolo negozio, e aggiunse allegramente, quando\nrisposta comprensiva, \"e spero che non passer\u00e0 molto tempo prima che io\nRab!\".\n\nSalemina si oppone al negozio perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec disordinato. Sapone e\nsapone e zucchero, t\u00e8 e gonfiezze, amido e pizzi, matite di piombo e salsicce,\ngiacciono fianco a fianco in modo accogliente. Le scatole di spilli sono tenute sopra i barili di aringhe.\naringhe. Le lattine di caff\u00e8 vengono distribuite in modo imparziale ovunque e\novunque, e la pancetta a volte riposa in una teca di vetro insieme a\npiccoli oggetti e reperti, fuori dalla portata dei cani di Alessandro.\n\nAlexander \u00e8 uno di una nidiata, o forse dovrei dire tre nidiate, di\nche si aggirano tra i barili e le scatole, i prosciutti e i winceys\nalla ricerca di ci\u00f2 che possono divorare, una manciata di zucchero, una prugna secca o un\ndolcezza.\n\nSpesso vediamo i bambini a pranzo o a cena in una piccola stanza\nin una stanzetta vicino al negozio, Alexander il piccolo sempre seduto o inginocchiato su un\n\"strisciante\", tenendo il piatto con la mano sinistra e mangiando con la destra, sia che si tratti di pesce, porridge o brodo.\ncon la destra, sia che si tratti di pesce, porridge o brodo. Nella famiglia\nfamiglia Phin chi non tiene fermo il piatto corre il rischio di\ndi perderlo con uno degli altri bambini o con i cani che, con occhio attento e zampa\nocchi e zampe di richiamo, si radunano intorno alla tavola ospitale, leccandosi le\nleccarsi i baffi speranzosi.\n\nMi piacciono molto queste scene, ma, ahim\u00e8, non posso pi\u00f9 assistervi\nspesso come in passato.\n\nQuesta mattina la signora Phin mi ha accolto con un certo imbarazzo.\n\n Forse non mi capisci\", disse lei, con la voce solitamente chiara un po' offuscata.\noffuscato.  Sono i denti. Li ho smarriti da qualche parte. Ho pagato troppo\nper indossarli ogni giorno. A volte li metto nella\nscatola del t\u00e8 per tenerli lontani dai bambini, ma non riesco a trovarli.\nPenso che forse si trovino nel riso, ma sono stata troppo occupata per poterlo fare!\nluik!\n\nL'aneddoto era troppo ricco per tenerlo per me, ma il suo inconsapevole umorismo non fece impressione a Salemina, che insistette per ritirare l'invito.\nnon fece alcuna impressione a Salemina, che insistette per il ritiro del\nil nostro patrocinio. Ho cercato di convincerla che, qualunque cosa si possa dire del t\u00e8 e del riso, non corriamo alcun rischio a comprare\ndel t\u00e8 e del riso, non corriamo alcun rischio nell'acquistare le uova; ma lei \u00e8 implacabile.\n\n      . . . .\n\nIl kirkyard dove sono stati deposti i due predecessori di Rab, e dove Rab giacer\u00e0 quando la signora Phin lo avr\u00e0 \"inscatolato\", \u00e8 un piccolo luogo sonnolento, situato in una zona di campagna.\nRab quando la signora Phin lo avr\u00e0 \"inscatolato\", \u00e8 un piccolo luogo sonnolento situato su un terreno\nun terreno in leggera pendenza, dolcemente ombreggiato da salici e tassi. \u00c8\n\u00e8 racchiuso da un muro di pietra, in cui ogni tanto \u00e8 incastonata un'antica lapide, il cui nome e la cui data sono quasi\nnome e la data quasi cancellati dal tempo e dalle intemperie.\ntempo.\n\nSpesso percorriamo i suoi tranquilli sentieri bordati di mirto per recarci all'altro capo del villaggio, dove la signora Bruce, la carnista, tiene un'azienda\nall'altra estremit\u00e0 del villaggio, dove la signora Bruce, la carnista, tiene un\nun assortimento impareggiabile di carne di manzo e di montone. Le lapidi, molte delle quali\nmolte delle quali posate sulle tombe, ci interessano per le loro pittoresche\niscrizioni pittoresche, in cui l'occupazione del defunto \u00e8 spesso indicata\ncon modesto orgoglio e candore. Ci si aspetta di vedere i successi del\nsoldato, del marinaio o dello statista scolpiti nella pietra che segna il suo\nluogo di riposo, ma per i nostri occhi \u00e8 abbastanza strano leggere che l'oggetto dell'elogio era un\nl'elogio di un idraulico, di un tabaccaio, di un fabbricante di palline da golf o di un campione di golf.\nun campione di golf; in quest'ultimo caso c'\u00e8 una spiritosa incisione o un bassorilievo del\no bassorilievo dell'eroe morto, con calzettoni, berretto e mazze complete.\ncompleto.\n\nL\u00ec si trova anche Thomas Loughead, parrucchiere, un mestiere troppo poco\ntroppo poco celebrata nelle canzoni e nelle storie. La sua lapide \u00e8 semplice e riporta\ne reca solo il toccante tributo: --\n\n   La sua vita \u00e8 stata bella e piacevole,\n\nla deduzione, per chi conosce una riga delle Scritture, \u00e8 che nella sua morte\nmorte non \u00e8 stato diviso.\n\nQueste personalit\u00e0 del kirkyard inducono quasi a credere nell'autenticit\u00e0 dell'epitaffio del\nautenticit\u00e0 dell'epitaffio del commerciante britannico, in cui la sua\npratico ha dichiarato che la \"vedova in lutto avrebbe continuato a\na portare avanti l'attivit\u00e0 di trippa e zampone al vecchio stand\".\n\n      . . . .\n\nUn giorno, mentre passeggiavamo per il piccolo villaggio di Strathdee\nsvoltato l'angolo di una tranquilla stradina laterale e ci siamo imbattuti improvvisamente in\nqualcosa di assolutamente strano e inaspettato.\n\nUn cottage in pietra di tipo comune si trovava un po' indietro rispetto alla strada e recava sopra la porta d'ingresso un cartello che annunciava\ne portava sulla porta d'ingresso un cartello che annunciava che la signora Bruce, Flesher,\nBruce, Flesher, svolgeva la sua attivit\u00e0 all'interno.\nfinestre e vedere le giunture arrossate che pendevano dalle travi, e mucchi di bistecche bianche e rosa e di\nbistecche e braciole bianche e rosa che giacevano ordinatamente sul bancone, gridando,\n\"Venite, mangiatemi!\". Tuttavia, il primo sguardo non sarebbe stato catturato\nBruce, n\u00e9 dall'insegna in oro e nero della signora Bruce, n\u00e9 dagli allettamenti del suo\ndi vendita, perch\u00e9 l'attenzione viene colpita in pieno tra gli occhi da una forma sorprendente\ntra gli occhi da una forma sorprendente che spunta dal prato\ndi fronte al cottage e domina completamente la scena. Immaginate\nfaccia a faccia con l'ultima cosa che ci si aspetterebbe di vedere in un\nun modesto giardino, la polena di una nave, di dimensioni eroiche,\nsplendida nel colore, maestosa nella posa! Sembra che sia un personaggio femminile\ndal panneggio, che \u00e8 l'unica chiave di lettura che l'artista fornisce per quanto riguarda il sesso.\nsesso, e comunque una donna regina, perch\u00e9 indossa una corona alta almeno un piede\ne brandisce uno scettro minaccioso. Tutto questo visto di fronte,\nma la vista posteriore rivela il fatto che la donna termina nella\ncoda di un pesce che si dimena artisticamente a mezz'aria e che \u00e8 di tipo\nfragile, in quanto evidentemente \u00e8 stata spezzata e incollata tre volte.\n\nLa signora Bruce non ci lasci\u00f2 a lungo in sospeso, ma usc\u00ec gentilmente,\nper commentare il basso prezzo della carne di montone e per raccontare la storia della sirena\ndella sirena mammut. Di diritto, ovviamente, il marito della signora Bruce\navrebbe dovuto essere il valoroso capitano di un barcone che naufrag\u00f2 in mare\ne che ha spedito ogni uomo nella sua tomba sul fondo dell'oceano. La polena della nave\navrebbe dovuto essere rinvenuta per miracolo, portata alla vedova addolorata\nvedova, e sistemata in giardino a eterno ricordo del caro\ndefunto. Questa era la storia che avevo in mente, ma in realt\u00e0 la rudimentale effigie\nrude effigie era stata realizzata dal padre della signora Bruce per una nave da chiamare\nma per qualche disgrazia la nave e la polena non si sono mai incontrate.\nper qualche disgrazia, nave e polena non si sono mai incontrate e il vecchio intagliatore l'ha lasciata a sua figlia, al posto di\naltre propriet\u00e0. La signora Bruce pensa che non sia stato del tutto improduttivo,\nperch\u00e9 i passanti occasionali, come quelli che sono venuti per deridere e sono rimasti per pregare, entrano nel negozio per\nper pregare, entrano nel negozio per fare domande sulla Regina del Mare e per comprare\nper cortesia e gratitudine.\n\n      . . . .\n\nMentre andiamo al panificio, che per noi \u00e8 una passeggiata quotidiana, diamo sempre un'occhiata alla\nuna piccola casetta in un viottolo erboso appena fuori dalla strada principale. In una met\u00e0 di questa\nin una met\u00e0 di questa umile dimora la signora Davidson tiene un'esile scorta di\narticoli da negozio, spille, aghi, fili, ceralacca, matite e dolciumi per i bambini.\nper i bambini, tutti disposti in modo attraente su un unico scaffale dietro la finestra.\ndietro la finestra.\n\nDall'altra parte del corridoio, vicino all'altra finestra, siede giorno dopo giorno un'anziana donna di otto-sei estati che ha perso l'affinit\u00e0 con il presente e\ndi otto-sei estati che ha perso la sua parentela con il presente e\npresente ed \u00e8 tornata ad abitare per sempre nel passato. Un tavolino si trova di fronte\ndella sua sedia con il fondo di giunco, su cui poggia la vecchia Bibbia di famiglia, e davanti alla Bibbia ci sono sempre quattro piccoli\ndavanti alla Bibbia ci sono sempre quattro piccole bambole, con le quali le tremanti\ndita tremanti giocano dalla mattina alla sera. Sono pupazzetti comuni e a buon mercato\nma lei le veste e le sveste con la pi\u00f9 tenera cura. Vengono\nvengono messi a letto sulla Bibbia, fanno le loro passeggiate lungo le sue pagine consumate dal tempo,\nsi sposano su di essa, vengono seppelliti su di essa, e la punizione pi\u00f9 terribile che ricevono\n\u00e8 quella di essere rimossi dalle sue sacre copertine e temporaneamente nascosti\nsotto il grembiule di alpaca nera della cara vecchia anima. \u00c8 abbastanza felice con i suoi tesori\ncon i suoi tesori nei giorni feriali; ma la domenica - ahim\u00e8 e ahim\u00e8!\npovera vecchia signora siede sulla sua sedia solitaria con le lacrime furtive che scendono sulle sue\nguance rugose, perch\u00e9 \u00e8 una famiglia timorata di Dio, e non \u00e8 n\u00e9 lecito n\u00e9 opportuno\nlecito n\u00e9 opportuno giocare con le bambole durante il Sawbath!\n\n      . . . .\n\nLa signora Nicolson \u00e8 il genio che presiede la pasticceria, ma \u00e8 di pi\u00f9, \u00e8 la pasticceria stessa.\n\u00e8 la pasticceria stessa. Esiste un signor Nicolson, noto per essere il panettiere, ma abita nelle regioni sottostanti il negozio e si fa vedere solo in occasione di\nma risiede nelle regioni sottostanti il negozio e si fa vedere solo a\nrare volte, al riparo di un enorme vassoio di latta pieno di focaccine e panini.\ndi latta pieno di focaccine e panini.\n\nSe vedeste la cucina della signora Nicolson, con la luce del fuoco che brilla sul rame brillante, i candelabri lucidi e il pavimento innevato, vedreste la cucina di Mrs.\nrame brillante, i candelabri lucidi e il pavimento innevato, si potrebbe pensare che sia una casalinga\nuna casalinga ammirevole, ma non avreste alcun indizio di quei tratti di carattere\ntratti sagaci e magistrali del carattere che si rivelano soprattutto\ndietro il bancone.\n\nLa signorina Grieve aveva acquistato dalla signora Nicolson un quarto di torta allo zenzero molto\nun quarto di torta allo zenzero molto appetitosa da mangiare con il nostro t\u00e8 pomeridiano, e sono intervenuta per comprarne altre.\nper comprarne altre. Mi mostr\u00f2 una grande pagnotta rotonda per due scellini.\n\n No, ho obiettato, non posso usare una pagnotta intera, grazie. Mangiamo molto\npoco alla volta e ci piace perfettamente fresco. Vorrei un piccolo pezzo come\ncome quello che ha comprato la mia cameriera l'altro giorno.\n\nSegu\u00ec un discorso che non riesco a rendere in volgare, pi\u00f9 che altro\npeccato, anche se l'ho capito fin troppo bene per la mia comodit\u00e0. La sostanza\nsostanza era questa: che non poteva e non voleva accettare di darmi\ndi darmi un quarto di torta quando gli altri tre quarti potevano\nche il motivo per cui aveva venduto il pezzo piccolo in un'altra occasione era che sua figlia, la sua\nche il motivo per cui aveva venduto il pezzo piccolo nella precedente occasione era che sua figlia, suo genero e i loro tre figli\nfigli erano venuti a trovarla da Ballahoolish e che lei aveva offerto loro un\nun t\u00e8 alto senza badare a spese; che durante questa funzione divorarono\ntre quarti di una torta allo zenzero e che, mentre lei guardava mestamente al\nil resto il mio servitore entr\u00f2 e glielo tolse dalle mani; che lei aveva\nche aveva tenuto una panetteria per trent'anni e sua madre prima di lei, e che non aveva mai\nun dolce allo zenzero da due scellini era mai stato venduto a pezzi, n\u00e9 era probabile che si verificasse\nche se io, per cos\u00ec dire, per la Provvidenza, ero stato il fortunato\nfortunato della transazione, perch\u00e9 non mangiare i miei sei penny di valore\nin segno di solenne gratitudine una volta per tutte, senza aspettarmi che un miracolo simile\nmiracolo la settimana successiva? E infine, che i biscotti allo zenzero da due scellini erano,\nnella natura stessa delle cose, erano pensati per le famiglie numerose; mentre era\nera parte della saggezza per le piccole famiglie fissare i loro affetti su\naltro, perch\u00e9 lei non poteva e non voleva accettare di tagliare un articolo\nun articolo raro e costoso per un piccolo cliente.\n\nIl torrente di logica era finito e dissi umilmente che avrei preso l'intera pagnotta.\npagnotta intera.\n\n Molto bene, signora, rispose lei pi\u00f9 affabile, grazie di cuore; no, non potrei\nnon potevo accettare di vendere sei penny di quel dolce allo zenzero e lasciarne uno e sei pence a seccare in panetteria.\ne lasciare che il valore di uno e sei penny si seccasse in panetteria.\nSiete davvero fortunata per il tempo! Lasciate che vi apra l'ombrello,\nsignora!\n\n      . . . .\n\nDavid Robb \u00e8 il tessitore di Pettybaw. Tutto il giorno siede al suo\ntelaio a mano all'antica, che, come il frutto della sua fatica e lo stesso caro vecchio\nvecchio barba grigia stesso, appartiene a un tempo passato e scomparso.\n\nPoteva avere lavoro a sufficienza per tenere occupato un apprendista, ma dove avrebbe trovato un ragazzo sufficientemente\ndove avrebbe trovato un ragazzo abbastanza arretrato da imparare un umile mestiere ora\nrelegato nel limbo delle cose superate, quasi dimenticate?\n\nLa sua casa non \u00e8 che un luogo povero, ma la stanza grezza in cui lavora \u00e8\n\u00e8 abbastanza grande da contenere molti dolci contenuti. \u00c8 anche abbastanza allegra\nche nei giorni di pioggia entrano e si siedono sul pavimento a giocare con i tamburi o con i pezzetti colorati.\nper terra a giocare con i tintinnii o con pezzetti di carta colorata.\nA volte, quando si sono dimostrate delle piccole vergini sagge e prudenti, viene loro permesso di\nvergini, possono persino toccare le matasse di filati rosa, gialli e azzurri\nrosa, gialli e blu che giacciono in una confusione dai colori dell'arcobaleno sul lungo tavolo da gioco.\n\nPer tutto questo tempo i \"peli\" salgono e scendono, salgono e scendono, con il loro incessante ticchettio.\ne David lancia la navetta avanti e indietro mentre tesse i suoi wincey all'antica.\nmentre tesse i suoi wincey all'antica.\n\nSiamo diventati buoni amici, David e io, e mi \u00e8 stato concesso l'onore di ritrarlo al lavoro.\nl'onore di ritrarlo al lavoro.\n\nIl telaio si trova accanto a una finestra a est, e il raro sole di Pettybaw\nfiltra attraverso i rami di un albero, risplende sui vetri polverosi della finestra e\npolverosi vetri della finestra e getta intorno alla testa di David un'aureola che egli ben si merita\ne poco sospetta. Nel mio primo piano siedono Meg, Jean ed Elspeth\nche giocano con i tamburi e indossano il frutto del telaio di David nelle loro\ndi David nei loro abiti di percalle. David stesso siede sulla sua panca di legno dietro il labirinto di corde che formano il telaio.\ndi corde che formano l'\"imbracatura del telaio\".\n\nLe nevi di settanta inverni gli incipriano i capelli e la barba. Gli occhiali\nocchiali sono spesso abbassati sulla sua fronte gentile, ma nessun vetro potrebbe oscurare del tutto\noscurare la limpida integrit\u00e0 e la ferma purezza dei suoi occhi; e quanto al suo sorriso, non ho l'arte di dipingerlo!\nsorriso, non ho l'arte per dipingerlo! Esso racchiude in soluzione tante\ndolci e umili virt\u00f9 di pazienza, temperanza, abnegazione, impegno onesto,\ndi pazienza, temperanza, abnegazione, impegno onesto, che il mio pennello vacilla nel tentativo di fissare il\nradioso insieme sulla tela. Le mode vanno e vengono, i miglioramenti moderni\ntrasformano le arti e i mestieri, l'abilit\u00e0 manuale cede il passo all'astuzia delle macchine.\nma il vecchio David Robb, dopo pi\u00f9 di cinquant'anni di fatica, si siede ancora al suo telaio a mano,\nsiede ancora al suo telaio a mano e tesse le sue trine per i bambini di Pettybaw.\nPettybaw.\n\nDavid ha una scarsa conoscenza dei libri, cos\u00ec mi dice; e in effetti aveva bisogno di dirmelo, perch\u00e9 non l'avrei mai scoperto da sola.\nperch\u00e9 non avrei mai potuto scoprirlo da sola, - si perde cos\u00ec poco quando le cose pi\u00f9 grandi sono tutte presenti!\npoco quando le cose pi\u00f9 grandi sono tutte presenti!\n\nUn certo visitatore estivo a Pettybaw (un nostro compatriota, tra l'altro)\nacquist\u00f2 una quantit\u00e0 di wincey di David di colore arancione, e scoprendo che si\nche si usurava come il ferro, desiderava ordinarne altri. Ha usato la parola \"riprodurre\nnel suo telegramma, perch\u00e9 c'era un modello e un colore che le piacevano particolarmente.\nun modello e un colore che le piacevano in modo particolare. Forse il contesto non \u00e8 stato illuminante, ma in ogni caso la parola \"riprodurre\" non era\nriprodurre\" non era nel vocabolario di David, e rimettendosi gli occhiali mi disse che aveva difficolt\u00e0 a\nocchiali mi raccont\u00f2 la sua difficolt\u00e0 a decifrare l'esatto significato della sua\ndella sua raffinata mecenate. Si rec\u00f2 alla chiesa della Free Kirk, il cui meenistro non era in casa.\nnon c'era; poi alla biblioteca, che era chiusa; poi alla casa di riposo di Estaiblished, che era chiusa.\nsede di Estaiblished, il ministro non c'era. Alla fine riusc\u00ec a dare un'occhiata\ndizionario del maestro di scuola, e alla voce \"riprodurre\" scopr\u00ec che significava \"nient'altro che\nscopr\u00ec che significava \"nient'altro che rifare\", e con un sorriso divertito\nsorriso divertito per le difficolt\u00e0 del linguaggio, si rivolse di nuovo al suo telaio e io alla mia tela.\ne io alla mia tela.\n\nNonostante la sua scarsa dimestichezza con le parole \"langnebbit\", David ha assorbito molta saggezza nella sua vita tranquilla.\nha assorbito molta saggezza nella sua vita tranquilla; anche se, per quanto posso vedere,\ni suoi unici libri sono stati il verde dell'albero fuori dalla finestra, uno scorcio di\noceano lontano e la fatica delle sue mani.\n\nMa a volte mi domando se altrettanti studiosi non siano altrettanto danneggiati in questo senso.\nperch\u00e9, per chi vede, la foglia che ondeggia e il mare lontano, il lavoro quotidiano, i battiti del proprio cuore e del prossimo\nquotidiano, i battiti del proprio cuore e quelli del prossimo, questi ci insegnano a interpretare i segreti della natura e del\nci insegnano per tempo a interpretare i segreti della natura, dell'uomo e di Dio.\nDio.\n\n\n\nCapitolo XX. Un tea-party nel Fifeshire.\n\n\n\n  I cavalieri arpeggiavano nel loro arco,\n     le dame cucivano e cantavano;\n   L'allegria che c'era in quella stanza\n     risuonava in tutto il luogo\".\n\nRosa il giglio rosso e bianco.\n\n\n\nIl t\u00e8 al castello di Rowardennan \u00e8 una funzione impressionante e deliziosa.\nIl t\u00e8 \u00e8 servito da un maggiordomo dall'aspetto ministeriale e da un cameriere appena\nun cameriere appena ordinato. Entrambi hanno l'aspetto di chi si \u00e8\nnutriti con i Trentanove Articoli, ma sanno fare il loro mestiere come se\ncome se fossero stati addestrati in terre pagane, il che \u00e8 un bel dire, perch\u00e9 tutti sanno che le terre pagane\nperch\u00e9 tutti sanno che i servitori pagani si occupano di uno\ncon una sollecitudine idolatrica. Tuttavia, dalla qualit\u00e0 della bevanda rallegrante\nbevanda, allo spessore della panna, alla sottigliezza delle porcellane, alla croccantezza del\nporcellana, alla croccantezza del pane tostato e alla prugnosit\u00e0 della torta, il t\u00e8 al castello di\nal Castello di Rowardennan \u00e8 perfetto in ogni dettaglio.\n\nAnche le focaccine sono di una leggerezza insolita. Dovrei pensare che non pesino\nche non pesino pi\u00f9 di quattro, forse anche cinque, per una libbra; ma sono consapevole che il viaggiatore occasionale, che mangia solo in albergo e non ha mai\nsono consapevole che il viaggiatore occasionale, che mangia solo negli hotel e non ha mai il privilegio di\nil privilegio di entrare nei castelli feudali, sar\u00e0 lento a credere a questa stima, in particolare\nstima, soprattutto dopo la colazione.\n\nSalemina descrive sempre uno scone scozzese come un aspirante ma fallimentare\nsoda del tipo New England. Stevenson, scrivendo di quella\nsostanza nera e densa, inimica per la vita, chiamata Scotch bun, dice che\nil patriottismo che spinge uno scozzese a mangiarlo difficilmente lo abbandoner\u00e0 in\nqualsiasi emergenza. Salemina pensa che la focaccia debba essere accostata alla\nil panino (in descrizione, ovviamente, mai nello stomaco umano), e dice che, di fatto, la focaccia\ne dice che, di fatto, \"lo scozzese non conquistato\" di un tempo non era solo\nnon solo era rivestito di una camicia di ferro, ma era anche ben fortificato all'interno quando andava\nguerra dopo un pasto a base di farina d'avena e focaccine. Insiste sul fatto che\nche la lancia che avrebbe trapassato la camicia di ferro sarebbe stata\ndi ferro, sarebbe stata accantonata e smussata da una normale focaccia di commercio.\nopinione di una donna che mangia zucchero sul suo porridge?\n\nConsiderando l'aria di liberale ospitalit\u00e0 che aleggia intorno al tavolo da t\u00e8 del castello\ntavola da t\u00e8 del castello, mi meraviglio che i nostri amici non si avvalgano pi\u00f9 spesso dei suoi privilegi e non ci permettano di farlo.\ndi questi privilegi e ci permettano di farlo; ma in tutti i giorni bui, nebbiosi o inclementi, o quando si stancano delle sabbie, tutti si ostinano a non voler fare il loro dovere.\ngiorni inclementi o quando si stancano delle sabbie, tutti si ostinano a prendere il t\u00e8 a\na prendere il t\u00e8 al Bide-a-Wee Cottage.\n\nCompriamo il t\u00e8 dal droghiere di Pettybaw, alcune tazze sono rotte,\nla teiera \u00e8 di terracotta, la signorina Grieve disapprova tutte le\ndi t\u00e8, e lo dimostra chiaramente quando porta il vassoio, e la stanza \u00e8 cos\u00ec piccola che alcune di noi\nLa stanza \u00e8 cos\u00ec piccola che alcuni di noi traboccano nel salone o nel giardino;\nNon importa; c'\u00e8 un fascino fatale nella nostra umile ospitalit\u00e0.\nAlle quattro una di noi \u00e8 costretta a stare, come Suor Anna, sul tetto della casa.\ne se si avvicinano persone, deve scendere e correre dall'idraulico per\ndall'idraulico per avere sei centesimi di crema in pi\u00f9. Nella maggior parte delle famiglie inglesi\nfamiglie inglesi ben ordinate, la signorina Grieve sarebbe tenuta a fare questa corsa,\nma sia la sua mente che il suo corpo si muovono troppo lentamente per queste crisi domestiche;\nE poi, il suo temperamento deve essere mantenuto il pi\u00f9 possibile tranquillo, in modo che\nche tagli il pane e il burro in modo sottile. In genere lo fa se\nse non \u00e8 stata \"abbastanza ubriaca\"; ma il lavaggio della tazza e del piatto della sua\nma il lavaggio della sua tazza e del suo piatto da zitella, insieme ai sospiri e ai lamenti del caso,\nla occupano fino a un'ora cos\u00ec tarda che non sempre \u00e8 vestita per\nchiamate.\n\nL'altro giorno io e Willie stavamo leggendo La signora del lago, nel giardino sul retro, circondati dalle foglie verdeggianti del nostro orto.\ngiardino sul retro, circondato dalle foglie verdeggianti del nostro giardino di cavoli.\n\u00c8 un bel posto quando c'\u00e8 il sole, un po' domestico nella sua aria,\nforse un po' domestica, ma riposante: Gli strofinacci e i grembiuli della signorina Grieve che si asciugano sui cespugli di ribes\ncespugli di ribes, il gatto che gioca con una lisca di montone o una coda di pesce sull'erba e gli uccellini che si appollaiano\ne gli uccellini appollaiati sui bordi del lavatoio e del secchio dell'acqua.\ne dei secchi d'acqua. Si pu\u00f2 raggiungere solo passando per la cucina, cosa che\nche diminuisce un po' il suo valore come luogo di piacere o rifugio rustico.\nWillie e io ci ritiriamo di tanto in tanto per una tranquilla chiacchierata.\n\nIn questa particolare occasione Willie stava declamando gli emozionanti versi\ndove Fitz-James e Murdoch attraversano il ruscello\n\n  Che unisce Loch Katrine ad Achray\".\n\ndove appare per la prima volta la folle Blanche di Devan:--\n\n  Tutto nella radura di Trosachs era immobile,\n   Il meriggio dormiva sulla collina:\n   Improvvisamente la sua guida lanci\u00f2 un grido forte e alto...\n    Murdoch! Era un grido di segnalazione? '\n\n Era proprio cos\u00ec, disse Francesca, apparendo all'improvviso a una finestra superiore\nche dava sul giardino.  Perdonate questa intrusione, ma la gente del castello\nsono qui, continu\u00f2 in quello che si chiama sussurro da palcoscenico, ossia\nche pu\u00f2 essere facilmente udito da un migliaio di persone, - la gente del Castello\ne le signore di Pettybaw House; e Mr. Macdonald sta scendendo per il prestito.\nma Calamity Jane sta facendo la sua toilette in cucina e tu non puoi portare Mr.\nnon potete portare Mr. Beresford in salotto, al momento. Lei\ndice che questa casa ha cos\u00ec poche comodit\u00e0 che \u00e8 \"abbastanza stucchevole\".\n\n Quanto si tratterr\u00e0? chiese ansioso il signor Beresford, mettendosi in tasca La signora del lago e camminando tra le file.\nLady of the Lake in tasca e camminando su e gi\u00f9 tra le file di cavoli.\ndi cavoli.\n\n Ha appena iniziato. Qualunque cosa tu faccia, non turbare il suo temperamento, perch\u00e9\ndovr\u00e0 prepararsi per le otto di oggi. Mander\u00f2 il signor Macdonald e la signorina\nMacdonald e la signorina Macrae a prendere il pan di zenzero, per guadagnare tempo, e possibilmente\nForse riuscir\u00f2 a trovare un modo per salvarti. Se non ci riuscir\u00f2, state bene?\nconfortevole? Forse alla signorina Grieve non dispiacer\u00e0 Penelope, che potr\u00e0 passare dalla cucina in qualsiasi momento e unirsi a noi.\nin cucina e unirsi a noi in qualsiasi momento; ma naturalmente non volete separarvi.\nsepararsi, \u00e8 la cosa peggiore dell'essere fidanzati. Naturalmente posso\nil vostro t\u00e8 in un secchio di latta, e se dovesse piovere posso lanciare degli ombrelli.\nombrelli. Vuoi i tuoi cappellini da golf, Pen? 'Sei fortunata per il tempo, mamma!\ntempo sei, mamma!\". La situazione non \u00e8 cos\u00ec grave come potrebbe essere, aggiunse con\nconsolante, perch\u00e9 nel caso in cui la toilette della signorina Grieve dovesse durare pi\u00f9 a lungo del solito.\nGrieve dovesse durare pi\u00f9 del solito, il vostro matrimonio non dovr\u00e0 essere rimandato all'infinito, perch\u00e9 Mr.\nMr. Macdonald pu\u00f2 sposarvi da questa finestra.\n\nQui scomparve e avemmo appena il tempo di cogliere l'umorismo della vicenda prima che apparissero gli occhi ridenti di Robin Anstruther.\numore della vicenda prima che gli occhi ridenti di Robin Anstruther apparissero\noltre la cima dell'alto muro di mattoni che protegge il nostro giardino su tre lati.\nlati del nostro giardino.\n\n Non sparate, disse.  Non sono venuto a rubare la frutta, ma a\nsoccorrere l'umanit\u00e0 in difficolt\u00e0. La signorina Monroe ha insistito perch\u00e9 prendessi in prestito\nla scala della locanda. Pensava che un salvataggio sarebbe stato molto pi\u00f9 romantico che\naspettare la signorina Grieve. Verranno tutti ad assistere, almeno tutti i vostri ospiti.\ntutti i vostri ospiti, non ci sono estranei presenti, e Miss Monroe sta gi\u00e0 raccogliendo\nMiss Monroe sta gi\u00e0 raccogliendo sei pence a testa per l'intrattenimento, che sar\u00e0 offerto,\ndice, per il fondo di sostentamento del vostro caro Frate.\n\nEra ormai a cavallo del muro e sollev\u00f2 rapidamente la scala al nostro fianco, dove si appoggi\u00f2 comodamente ai rami robusti del\ndove si appoggi\u00f2 comodamente ai robusti rami della vite di pesco del\ndella vite di pesco del drappello. Willie corse agilmente sulla scala e si mise a cavalcioni del muro.\nmuro. Io lo seguii, prima in piedi e poi decorosamente seduto in cima.\nin piedi e poi decorosamente seduto in cima. Il signor Anstruther tir\u00f2 su la scala e la riposizion\u00f2 sul lato della libert\u00e0.\ndalla parte della libert\u00e0; poi scese lui, poi Willie e io per ultimo,\ntra le acclamazioni degli astanti, una ristretta compagnia di sei o otto persone.\notto persone.\n\nQuando la signorina Grieve entr\u00f2 formalmente nel salotto portando il vassoio del t\u00e8,\nera in abito nero, grembiule pulito e berretto fresco ornato di nastri viola, sotto i quali i capelli bianchi erano ordinati.\nnastri viola, sotto i quali i suoi capelli bianchi erano\ncapelli bianchi.\n\nSi rammaricava della freddezza del t\u00e8, ma me ne dava conto in una nota a margine con la qualit\u00e0 stucchevole dei carboni della signora Sinkler e del signor Sinkler.\ncon la qualit\u00e0 nauseante dei carboni della signora Sinkler e della legna del signor Macbrose, per non parlare dell'insulsa corrente d'aria nella stanza.\nMacbrose, per non parlare dell'insultante corrente d'aria nel\ndel drappello. Quando lasci\u00f2 la stanza, suppongo che non fosse in grado di spiegare\nspiegare gli scrosci di risa che risuonavano nelle nostre sale circoscritte.\n\nLady Ardmore insiste sul fatto che il salvataggio \u00e8 stato l'episodio pi\u00f9 unico a cui abbia mai assistito.\ne dice di non aver mai capito l'America finch\u00e9 non ha fatto la nostra conoscenza.\nnostra conoscenza. L'ho convinta che si trattava di un ragionamento fallace.\nragionamento fallace; che se da un lato poteva capire noi conoscendo l'America, dall'altro non poteva\nnon poteva invertire questa operazione mentale ed essere sicura del risultato.\nrisultato. Le signore di Pettybaw House dissero che l'avvenimento era tanto\nFifish come qualsiasi cosa sia mai accaduta a Fife. Il regno di Fife \u00e8\nFife \u00e8 noto, a quanto pare, per i suoi \"doocots [colombaie] e i suoi lairds\", e per essere eccentrico e Fifish.\ned essere eccentrici e Fifish sono la stessa cosa. A questo punto\nFrancesca raccont\u00f2 a Mr. Macdonald una storia che aveva sentito a Edimburgo, secondo la quale\nche quando un certo comitato o consiglio litigava su quale\ndi una citt\u00e0 del Fifeshire per decidere quale dovesse essere la sede di un\nmanicomio, un nuovo residente sugger\u00ec di costruire un muro intorno al regno di Fife.\nun muro intorno al regno di Fife avrebbe risolto la difficolt\u00e0, risolto tutte le controversie e dato spazio sufficiente\ntutte le controversie e avrebbe dato spazio sufficiente ai malati di mente per esercitarsi\ncorrettamente.\n\nQuesto \u00e8 il tipo di storia che un nativo pu\u00f2 raccontare con una risata geniale,\nma viene raccontata con scarsa grazia da una signora americana che soggiorna a Fife.\nFrancesca non se ne preoccupa, tuttavia, perch\u00e9 in questo momento sta vendicando\nnuovi insulti alla sua amata patria.\n\n\n\nCapitolo XXI. Battibecchi internazionali.\n\n\n\n  Con un mimico frastuono di colpi e di colpi\n  lo spadone sul bersaglio si scontrava.\n\nLa signora del lago.\n\n\n\nRobin Anstruther stava raccontando storie al tavolo da t\u00e8.\n\n Ho fatto conoscenza con una ragazza americana in un modo piuttosto strano.\nmodo strano, mi disse, tra un bicchiere e l'altro.  \u00c8 successo a Londra, il giorno del matrimonio del Duca di York.\ndi York. Sono piuttosto alto, vedete, e tra la folla qualcuno mi ha toccato la spalla.\nmi tocc\u00f2 la spalla e una voce lamentosa dietro di me disse,\n\"Lei \u00e8 un uomo cos\u00ec grande e io cos\u00ec piccolo, mi aiuterebbe a salvarmi la vita?\nsalvare la mia vita? Mia madre \u00e8 stata separata da me nella folla mentre\nmentre cercavamo di raggiungere la Berkeley, e non so cosa fare\".\nEro un po' sconcertato, ma feci del mio meglio. Era una piccola\ncon un abito meraviglioso e un cappello a fiori, una cintura d'argento e una\ne la chatelaine d'argento. Nel giro di un minuto vide un secondo uomo, un ufficiale, alto una testa\ntesta pi\u00f9 alta di me, con le spalle larghe, splendidamente vestito.\nBenedetta! Se non si fosse girata verso di lui e non avesse detto: \"Oh, sei cos\u00ec bello e grande.\ngrande, sei anche pi\u00f9 grande di quest'altro signore e ho bisogno di entrambi\nin questa terribile calca. Se sarete cos\u00ec bravi da mettervi ai due lati di\nlato di me, ve ne sar\u00f2 terribilmente grato\". Ci scambiammo sguardi divertiti\ndi imbarazzo sulla sua testa bionda, ma non c'era modo di resistere all'irresistibile.\nirresistibile. Era una persona piccola, ma aveva l'anima di un generale,\ne noi obbedivamo agli ordini. Rimanemmo di guardia alla sua piccola signora per quasi un'ora.\nper quasi un'ora e devo dire che ci ha fatto divertire molto, perch\u00e9 era tanto intelligente quanto\nintelligente quanto bella. Poi la feci accomodare in una delle finestre del mio\ndel mio club, mentre l'altro uomo, armato di una descrizione completa, usciva per\na cercare la madre e, per Giove, trov\u00f2 anche lei. Avrebbe avuto sua\nmadre e l'ha avuta. Erano persone terribilmente allegre; vennero a pranzo\nvennero a pranzo nelle mie stanze all'Albany e diventammo grandi amici.\ngrandi amici.\n\n Oserei dire che era una ragazza inglese mascherata, ho osservato\nscherzosamente.  Cosa ti ha fatto pensare che fosse americana?\n\n Oh, il suo aspetto generale e il suo accento, suppongo.\n\n Probabilmente non ha detto Barkley, osserv\u00f2 Francesca in modo tagliente; sarebbe stata sicura di commettere quel tipo di solecismo.\nsarebbe stata sicura di commettere quel tipo di solecismo.\n\n Perch\u00e9, negli Stati Uniti non si dice Barkley?\n\n Certo che no; noi non li chiamiamo mai Stati, e da noi c-l-e-r-k\nsignifica impiegato, e B-e-r-k Berk.\n\n Che cosa strana! osserv\u00f2 il signor Anstruther.\n\n Non \u00e8 pi\u00f9 strano che tu dica Bark, e nemmeno la met\u00e0 di quanto lo sia il fatto che tu lo chiami\nAlbany, ho interpolato, per aiutare Francesca.\n\n Proprio cos\u00ec, disse Mr. Anstruther; ma come si dice Albany in America?\n\n Penelope e io la chiamiamo sempre Allbany, risponde Francesca\nsenza senso, ma Salemina, che \u00e8 stata molto in Inghilterra, la chiama sempre\nAlbany.\n\nQuesto aneddoto fu il segnale per Miss Ardmore che osserv\u00f2 (a proposito della sua discriminazione e dell'accento americano) che\ndiscriminazione e dell'accento americano) che, sentendo una signora chiedere un certo farmaco in farmacia, aveva notato l'intonazione e\nuna certa medicina in una farmacia, not\u00f2 l'intonazione e chiese al farmacista, quando la bella straniera si era ritirata, di\ne chiese al farmacista, quando la bella sconosciuta si fu ritirata, se non fosse un'americana.\nse non fosse americana.  E lo era! esclam\u00f2 trionfante l'onorevole Elizabeth.\ntrionfante.  E, cosa ancora pi\u00f9 curiosa, era qui da vent'anni.\nqui da vent'anni e, naturalmente, parlava inglese in modo corretto.\n\nPer vendicare le offese immaginarie, \u00e8 certamente pi\u00f9 giusto\npunire il vero colpevole piuttosto che il suo vicino,\ned \u00e8 un po' difficile decidere perch\u00e9 Francesca dovrebbe castigare Mr.\nMacdonald per i peccati bonari di Mr. Anstruther e Miss Ardmore;\neppure lo fa lo stesso.\n\nLa storia di questi castighi la racconta nella mezz'ora serale che trascorre con me, quando mi sforzo di comporre il mio stato di salute.\nmezz'ora che trascorre con me, quando cerco di compormi per il sonno.\nsonno. Francesca \u00e8 sempre fluente, ma una volta seduta ai piedi del mio letto diventa eloquente!\ndel mio letto diventa eloquente!\n\n Tutto \u00e8 iniziato con il suo dire...\n\nQuesta \u00e8 la sua perenne introduzione, e io rispondo invariabilmente: \"Che cosa \u00e8 iniziato?\niniziato?\n\n Oh, la discussione di oggi con il signor Macdonald. \u00c8 stata una lite letteraria\nquesto pomeriggio.\n\n \"Gli sciocchi si precipitano...\", ho citato.\n\n C'\u00e8 una buona dose di sciocchezze in quella vecchia sega, interruppe lei; in ogni caso, i pi\u00f9 sciocchi che abbia mai conosciuto sono rimasti fermi.\nin ogni caso, i pi\u00f9 sciocchi che abbia mai conosciuto sono rimasti fermi e non hanno\nnon hanno fatto nulla. L'affrettarsi mostra un certo movimento della mente,\nanche se nella direzione sbagliata. Tuttavia, il signor Macdonald \u00e8 sia\nopinionista e dogmatico, ma il suo peggior nemico non potrebbe mai definirlo un\nsciocco.\n\n Non ho alluso al signor Macdonald.\n\n Non credi che io sappia a chi alludevi, cara? Il tuo stile non \u00e8\ncos\u00ec semplice, schietto e diretto che una ragazza di strada pu\u00f2 leggerlo e non\nsbagliare? No, non sono seduto ai tuoi piedi e non \u00e8 ora di andare a dormire.\ndi andare a dormire; mi meraviglio che non vi stanchiate di fare queste futili proteste. In effetti\nfatto, abbiamo iniziato questa discussione letteraria ieri mattina, ma siamo stati interrotti,\nma siamo stati interrotti; e sapendo che sicuramente si sarebbe ripresentata,\nmi sono preparato con Salemina. Lei ha fornito le munizioni, per cos\u00ec dire\nper cos\u00ec dire, e io ho sparato.\n\n Fai sempre cos\u00ec tanto rumore con le cartucce a salve che mi chiedo se ti preoccupi mai di\nche ti preoccupi di sparare davvero, osservai.\n\n Penelope, come puoi maltrattarmi quando sono in difficolt\u00e0? Beh, il Sig.\nMacdonald stava blaterando, come al solito, sull'antichit\u00e0 della Scozia e sui suoi\neoni di storia appassionante. Sono stanca della venerabilit\u00e0 di questo paese.\npaese. Quanto dovr\u00e0 essere vecchio, mi chiedo, prima che ci si abitui\na questo? Se \u00e8 compito dell'arte nascondere l'arte, dovrebbe essere compito dell'et\u00e0 nascondere l'et\u00e0.\ndell'et\u00e0 a nascondere l'et\u00e0, e in genere \u00e8 cos\u00ec. Tutto non migliora\nnon migliora con gli anni\", osservai sentenziosamente.\n\n Per esempio?\", chiese.\n\n Naturalmente sapete come mi ha colpito questa domanda! Come non mi piace\nl'appetito per i dettagli specifici! \u00c8 semplicemente paralizzante per una buona\nconversazione. Vi ricordate quello sciocco gioco in cui qualcuno vi punta un bastone e dice\nun bastone e dice: \"Bestia, uccello o pesce\" e tu devi nominarne uno mentre lui ne conta dieci?\ne voi dovete nominarne uno mentre lui ne conta dieci? Se \u00e8 stata richiesta una bestia, si pu\u00f2 pensare a un pesce e a due uccelli.\nSe \u00e8 stata richiesta una bestia, potete pensare a un pesce e a due uccelli, ma non a una bestia. Se dice \"PESCE\", tutte le\ntutte le bestie dell'universo si affacciano alla vostra memoria, ma non un solo pesce,\nfoca, che nuota! Ecco, questo \u00e8 l'effetto di \"Per esempio?\" sulle mie\nfacolt\u00e0. Cos\u00ec ho inciampato un po' e sono riuscito a ricordare, come oggetti\nche non migliorano con l'et\u00e0, i funghi, le donne e le galline, e lui fu costretto a darmi ragione, come\nfu costretto a darmi ragione, cosa che per poco non lo uccise. Poi ho detto che\nche, sebbene l'America sia cos\u00ec fresca e fiorita che la gente si ostina a chiamarla\ngiovane, \u00e8 molto pi\u00f9 vecchia di quanto non appaia a un occhio superficiale. Non c'\u00e8\nnon \u00e8 corretto datarci come nazione a partire dalla Dichiarazione d'Indipendenza del 1776.\nIndipendenza del 1776, ho detto, e nemmeno dallo sbarco dei Pellegrini nel 1620.\nnel 1620; e nemmeno dalla scoperta di Colombo nel 1492. \u00c8\nmia opinione, asserii, che alcuni di noi erano stati l\u00ec migliaia di\nanni prima, ma nessuno aveva avuto il buon senso di scoprirci. Non potevamo\nscoprire noi stessi, anche se se avessimo potuto prevedere come le nazioni sere e gialle della terra\nnazioni gialle e sere della terra ci avrebbero deriso con la loro giovinezza e inesperienza,\navremmo dovuto fare qualcosa di disperato!\n\n Questa teoria deve essere stata molto convincente per la mente filosofica scozzese.\nmente filosofica, interloquii.\n\n Lo era; anche il signor Macdonald lo riteneva ingegnoso. E cos\u00ec\", continuai,\nnoi eravamo vivi e svegli e cominciavamo a fare la storia quando voi scozzesi\neravate solo selvaggi a gambe nude che vagavano per le colline e rubavano\nbestiame. Era una pessima abitudine, quella di rubare il bestiame, che avete mantenuto troppo a lungo\".\nche avete mantenuto troppo a lungo\".\n\n Non \u00e8 un peccato peggiore di quello di rubare la terra agli indiani\", disse.\n\n Oh s\u00ec\", risposi, \"perch\u00e9 era pi\u00f9 piccolo! Il vostro era un vizio\ne il nostro un peccato; o meglio, sarebbe stato un peccato se l'avessimo fatto noi; ma in realt\u00e0 non abbiamo rubato la terra.\nin realt\u00e0 non abbiamo rubato la terra; l'abbiamo solo TOGLIUTA, riservando agli indiani un sacco di\nindiani per giocarci sopra; e per ogni terreno di caccia che abbiamo portato via\ndi caccia che abbiamo tolto, abbiamo dato loro in cambio un aratro utile, o una scuola, o un buon agente indiano, o altro.\nagente indiano, o qualcosa del genere. Questo era accaparramento di terre, se volete, ma\n\u00e8 un'abitudine che voi inglesi avete ancora, mentre noi vi abbiamo rinunciato quando abbiamo\nanni di discrezione\".\n\n \u00c8 molto illuminante, interruppi, ormai completamente sveglio,\n ma non \u00e8 la mia idea di discussione letteraria.\n\n Ci sto arrivando, rispose lei.  Fu proprio a questo punto che,\nfu spinto a una furia segreta dal mio innocente discorso sul furto di bestiame, inizi\u00f2 a sminuire la letteratura americana, soprattutto la poesia.\ninizi\u00f2 a sminuire la letteratura americana, soprattutto la poesia. Naturalmente\nNaturalmente parl\u00f2 in modo eloquente della stirpe reale di re poeti che aveva reso famoso il suo\nfamoso il suo paese, e disse che il popolo che poteva vantare Shakespeare aveva\naveva ragione di essere la nazione pi\u00f9 orgogliosa del mondo. Senza dubbio\", dissi. Ma intende\nMa intende dire che la Scozia ha una pretesa su Shakespeare pi\u00f9 vicina a quella che abbiamo noi?\nnoi? Non intendo alludere al fatto che in senso lato egli \u00e8\npropriet\u00e0 comune del mondo anglosassone\" (Salemina mi ha detto di dire cos\u00ec), \"ma Shakespeare \u00e8 di propriet\u00e0 comune del mondo anglosassone\".\nma Shakespeare mor\u00ec nel 1616, e l'unione della Scozia con l'Inghilterra avvenne solo nel 170.\nInghilterra \u00e8 avvenuta solo nel 1707, quasi un secolo dopo. Voi\ndavvero non avete nulla a che fare con lui! Ma per quanto riguarda noi, non abbiamo lasciato l'Inghilterra fino al 1620.\nInghilterra solo nel 1620, quando Shakespeare era gi\u00e0 morto da quattro anni.\nAbbiamo fatto molta attenzione a non andarcene troppo presto. Anche Chaucer e Spenser\nChaucer e Spenser erano morti, e noi non avevamo nulla per cui restare\".\n\nSono stata costretta a rilassarmi qui e a dare sfogo a un'esplosione di allegria per le\nassurdit\u00e0 di Francesca.\n\n Vedevo che non aveva mai considerato la questione sotto questa luce.\nlei continu\u00f2 allegramente, incoraggiata dalle mie risate, ma lui si prepar\u00f2 al conflitto e disse: \"Mi meraviglio che non siate rimasto un po'.\nper il conflitto, e disse: \"Mi meraviglio che non siate rimasti un po' pi\u00f9 a lungo mentre\nun po' pi\u00f9 a lungo mentre ne parlavi\". Milton e Ben Jonson erano ancora\nvivo; il Novum Organum di Bacone era appena uscito; e in trenta o quarant'anni si sarebbe potuto avere\nanni avreste potuto avere L'Allegro, Il Penseroso e Il Paradiso Perduto;\nAnche i Principia di Newton, nel 1687. Forse erano tutti troppo seri e\ntroppo seri e pesanti per il vostro gusto nazionale; tuttavia a volte piace rivendicare cose che\nnon si possono apprezzare appieno. E poi, se una volta si fosse cominciato a\nse una volta aveste iniziato a rimanere, aspettando che le grandi cose accadessero e che i grandi libri venissero\ngrandi cose e che i grandi libri venissero scritti, non ve ne sareste mai andati, perch\u00e9 ci sarebbero ancora stati\nBrowning, Tennyson e Swinburne a ritardarti\".\n\n Se non siamo potuti rimanere per assistere alla morte dei vostri grandi bardi, di certo non possiamo\nnon potevamo certo permetterci di restare ad accogliere quelli minori\", risposi gelidamente; \"ma volevamo essere ben lontani prima che l'Inghilterra si unisse alla Scozia.\nvolevamo essere ben lontani prima che l'Inghilterra si unisse alla Scozia,\nsapendo che se eravamo gi\u00e0 a disagio, sarebbe stato molto peggio dopo l'Unione.\nche se eravamo a disagio cos\u00ec com'era, sarebbe stato molto peggio dopo l'Unione.\ni nostri poeti. Emerson, Whittier, Longfellow, Holmes e Lowell dovevano nascere\".\nnascere\".\n\n Immagino che dovessero esserlo se ci si era messi d'impegno\", disse,\nanche se personalmente avrei potuto risparmiarne uno o due su quell'albo d'oro\".\nd'onore\".\n\n \"Molto probabilmente\", osservai, arrabbiato come lui voleva che fossi.\nche avrei dovuto essere. Non possiamo aspettarci che lei apprezzi tutti i poeti americani;\nanzi, non potete apprezzare tutti i vostri, perch\u00e9 non sempre la stessa nazione\nnon \u00e8 sempre la stessa nazione a fornire gli scrittori e i lettori. Prendete il vostro prezioso\nBrowning, per esempio! Ci sono centinaia di Club Browning in America,\ne non ho mai sentito parlare di uno solo in Scozia\".\n\n No\", ribatt\u00e9 lui, \"ma c'\u00e8 molto nell'appartenere a un popolo che pu\u00f2 capirlo senza bastoni\".\na un popolo che pu\u00f2 capirlo senza bastoni!\".\n\n O Francesca!  esclamai, sedendomi di scatto tra i miei cuscini.  Come\ncome hai potuto dargli questa possibilit\u00e0! Come hai potuto! Che cosa hai detto?\n\n Non ho detto nulla, mi ha risposto misteriosamente.  Ho fatto qualcosa di molto pi\u00f9\nal punto, ho pianto!\n\n PIANGERE?\n\n S\u00ec, piangeva; non fiumi e torrenti di dolore, ma piccoli ruscelli e ruscelletti di impotente mortificazione.\nruscelli di impotente mortificazione.\n\n Che cosa ha fatto allora?\n\n Perch\u00e9 dice \"fare\"?\n\n Oh, intendo dire \"dire\", naturalmente. Non scherzare, vai avanti. Che cosa ha detto\nallora?\n\n Ci sono cose troppo terribili per essere descritte\", rispose lei, e\ne, avvolgendo maestosamente la sua coperta italiana, si ritir\u00f2 nel suo appartamento.\nappartamento, lanciandomi un'occhiata enigmatica mentre chiudeva la porta.\nporta.\n\nQuello sguardo mi lasci\u00f2 perplesso per qualche tempo dopo che lei lasci\u00f2 la stanza. Era il raggio pi\u00f9\nespressivo e interessante che sia mai uscito dall'occhio di una donna.\nLa combinazione di elementi in esso coinvolti, se una cosa astratta pu\u00f2 essere concepita come\nse una cosa astratta pu\u00f2 essere concepita come esistente in parti componenti, era qualcosa di simile a questo\n\nUn mezzo, il mistero. Un ottavo, il trionfo. Un ottavo, divertimento.\nUn sedicesimo, orgoglio. Un sedicesimo, vergogna. Un sedicesimo, desiderio di\nconfessare. Un sedicesimo, determinazione a nascondere.\n\nE tutte queste emozioni delicate e complesse giocavano insieme in un cerchio\ndi sopracciglia inarcate, labbra incurvate e mento tremante, giocate insieme,\nsi mescolavano e si fondevano l'una nell'altra come il fuoco e la neve; sconcertando,\nmistificando, incantando l'osservatore!\n\nSe Ronald Macdonald l'ha fatto... Sono una donna, ma, per quanto mi riguarda, non posso certo biasimarlo!\nlui!\n\n\n\nCapitolo XXII. Francesca intrattiene il mostro dagli occhi verdi.\n\n\n\n  Ha scelto una bella sposa,\n      E si \u00e8 dimenticato di me?\n     E sospirando disse quella ragazza gay,\n      Vorrei essere nel mio paese! '\n\nLord Beichan.\n\n\n\nPioveva a dirotto; Salemina stava rammendando calze nell'inglenook di Bide-a-Wee Cottage.\nBide-a-Wee Cottage, e io le leggevo una lettera in scozzese che io e\nFrancesca e io avevamo inventato la sera prima. Ho proposto di inviare il\ndocumento a certi spiriti scelti del nostro paese, che si compiacevano di\ndi essere spiritosi riguardo alla nostra devozione per la Scozia. Il documento conteneva, in\npoco di nuovo e ancor meno di vero, perch\u00e9 ci eravamo limitati a un vocabolario molto ristretto.\nun vocabolario molto ristretto che eravamo costretti a integrare di tanto in tanto\ndi tanto in tanto con un tuffo in Burns e Allan Ramsay.\n\nEcco la lettera:--\n\nBide-a-Wee Cottage, Pettybaw,\nEast Neuk o' Fife.\n\n\nAi miei fidati fuochi,\n\nMolte volte ho pensato di mandarvi un messaggio, ma c'\u00e8 stato sempre qualcosa\nqualcosa che mi ha impedito di andare avanti. Non era che non potevo essere sbattuto, perch\u00e9\nspesso ho pensato a voi e i miei capelli sono stati con voi molti giorni.\nNon c'\u00e8 un po' di carne di animali americani qui, sono solo corpi di Fife.\ne una ragazza non riesce a parlare con le loro parole che fanno male alle gambe.\nparole, per cui \u00e8 come se potessi drappeggiare la dolcezza della mia buona\nlingua di mia madre.\n\nE' una notte difficile, e un'orrenda macchia si sta sparpagliando. Fanny \u00e8 in attesa\nal giardino a rinnegare con un sacchetto di bastoni dopo un po' di ba', e Sally e io siamo a casa per il vicolo.\nSally e io siamo a casa nel nostro vicolo. La ragazza sar\u00e0 felice di bagnare il suo\nma prima che la commedia finisca, si scuoter\u00e0 il cappello.\nUna folata di vento si avvicina, e mentre guardiamo verso il cielo, il vento si alza.\nhaar si sta alzando, bagnando il verde cielo con nebbiose scosse.\n\nL'anno scorso era una calma tiepida, cos\u00ec dolce e bella che, quando il sole stava affondando\nsole sprofondava verso Pettybaw Sands, ci siamo abbronzati vicino al bosco.\nMentre passavamo tra le betulle profumate, vedemmo un burnie trottante che si dimenava\nsotto le foglie bianche e fiorite e che si aggirava sul fianco della collina;\ne mentre una mandria di cani lillava sulle colline di felci, un cuscino tubava\ncon piacere nella valle. Ci siamo messi a sedere sul nostro lettino, tanto eravamo allegri,\nci siamo fatti il cappotto un po' sopra il ginocchio e abbiamo versato il denaro nell'arsura,\ne nel frattempo ci bagnavamo di ghirigori. Allora Sally bagn\u00f2 l'acqua dei gowan con la rugiada e\ne si \u00e8 intrecciata le bree con la ginestra con le nappe, mentre io mi sono fatto un po' di cracking con Tibby\nBuchan, la figlia del carnaio di Auld Reekie. Tibby non \u00e8 una ghiandaia sgraziata\ncome la donna, sapete, \u00e8 una ragazza figlia d'arte, dolce come una pera,\ncon le sue due tette a zampa e il suo gallo con la coda di paglia.\n\nNon eravamo in grado di entrare in casa quando questo era stato fatto e, dopo aver spinto la porta, ci siamo seduti a bere le nostre tette al fuoco.\nla porta, ci sedemmo a bere le nostre tette alla fiamma. Mickle pensava che noi\ndei gentiluomini vicino al mare, e che noi fossimo riconoscenti per i nostri amici che conoscevamo\nlang syne nella nostra contea.\n\nA tarda sera, Fanny, la bella zingara, arriv\u00f2 in casa e si mise a chiacchierare con il perno della\nal perno della porta della nostra grande pergola, chiedendo pane e focacce.\n\n Urr\u00e0, lassie! grid\u00f2 Sally, la vecchia carlina in cucina \u00e8 nel suo\nil suo letto a cassetta e, come ben sapete, \u00e8 da un po' di tempo che si accoccola su di esso.\n\n Oo ay! disse Fanny, scuotendo la sua polvere riccioluta, allora portami il parritch,\ne non essere lenta con loro, perch\u00e9 ho leccato un ragazzo di Pettybaw al gowff,\ne potrei mangiare due bei bocconcini di manzo se li avessi!\n\n Ragazza mia, dissi io, cerca di fare un po' di rumore. Sapete bene\nche non avrai nessuna parritch la prossima volta. Andr\u00f2 a prenderti un \"pezzo\nper spillare il suono.\n\n Blethers and' havers! grid\u00f2 Fanny, ma ammicc\u00f2 bonariamente per tutto il tempo,\ne quando il t\u00e8 fu ben mascherato, smorz\u00f2 la sua rabbia e ferm\u00f2 il suo\ncon un po' di torta d'avena. La teniamo sempre in casa, perch\u00e9 il vecchio corpo della\nvecchia serva \u00e8 pessima a cucinare, e lei \u00e8 cos\u00ec cupa e\ntetra che per parlare solo con lei non si fa quasi menta.\n\nIn sic divairsions passano i lang simmer days in braid Scotland, but I\nnon posso scrivere pi\u00f9 di tanto, perch\u00e9 sono le piccole ore prima del tramonto.\n\nCome il pappagallo della vecchia moglie, \"non parliamo un cazzo, ma siamo malvagi a pensare\".\npensare\", e stiamo pensando a voi. E ora vi lascio a fare\nfare quello che potete di questo, perch\u00e9 sono sicuro che vi passer\u00e0 la voglia di disfare\nl'intera ipoteca.\n\nChe sia giusto per voi! Che il tuo lume possa puzzare, e che la prosperit\u00e0 assista il tuo clan!\nclan!\n\nS\u00ec, il tuo caro amico,\n\nPenelope Hamilton.\n\n\n Potrebbe essere molto bello, osserv\u00f2 Salemina con giudizio, anche se non riesco a capire\ncapire pi\u00f9 della met\u00e0.\n\n Questo varrebbe anche per Browning, risposi.  Non ti piace vedere le\ngrandi idee che si profilano attraverso una nebbia di parole?\n\n Le parole sono abbastanza confuse in questo caso, disse, e vorrei che tu non dicessi al mondo\nche non dicesse al mondo che io pago nell'incendio, o che \"intreccio le mie bree\ncon una scopa con le nappe\". Sono troppo vecchia per essere resa ridicola.\n\n Nessuno ci creder\u00e0, disse Francesca, apparendo sulla soglia.\n Sapranno che \u00e8 solo un'idea di Penelope, e con questo immeritato scherno, prese il suo mashie e and\u00f2 a giocare a golf.\ncon questo immeritato scherno, prese il suo mashie e and\u00f2 a giocare a golf... non sui campi da golf, in questa occasione, ma nel nostro microscopico salotto.\nnon sui campi da golf, in questa occasione, ma nel nostro microscopico salotto. \u00c8\n\u00e8 di tre metri quadrati e contiene un piccolo pianoforte, una scrivania, un tavolo centrale, un divano e delle sedie,\nma il posto tra il caminetto e il tavolo \u00e8 il posto preferito di Francesca per il \"putting-green\".\nFrancesca \u00e8 il suo \"putting-green\" preferito. Desidera diventare pi\u00f9 letale\npi\u00f9 micidiale negli approcci e ritiene che i suoi tee-shot siano deboli.\ncarenze che sta cercando di colmare con l'allenamento a casa in caso di maltempo.\ntempo inclemente. Gira un bicchiere su un lato sul pavimento e \"mette\" la palla\nla palla al suo interno, o al suo interno, a seconda dei casi, dal lato opposto della stanza.\ndella stanza. \u00c8 un'ottima disciplina, e dato che i tumbler sono economici\npoco costosi, la rottura non ha alcuna importanza. Ogni volta che la signorina Grieve\nGrieve sente il tremolio del vetro, mormora, non senza ragione: \"Non \u00e8 per sapere che cosa sar\u00e0\nnon \u00e8 per sapere cosa faranno dopo\".\n\n Penelope, ti \u00e8 mai capitato di pensare che Elizabeth Ardmore sia\nseriamente interessata al signor Macdonald?\n\nSalemina mi ha posto questa domanda con la stessa innocenza che una bambina\nuna bambina che mette una miccia accesa accanto a una bomba di dinamite.\n\nFrancesca sent\u00ec naturalmente l'osservazione, anche se era rivolta a me.\nsi drizz\u00f2 le orecchie e manc\u00f2 il bicchiere di diversi metri.\n\nSi trattava di una semplice domanda, ma se la ripenso dal terreno sicuro della\ndi una conoscenza successiva, mi rendo conto che ha avuto una certa\ninfluenza sulla storia di Francesca. Il suggerimento non avrebbe avuto\nnon avrebbe avuto alcun peso su di me per due motivi. In primo luogo, Salemina \u00e8\nlungimirante. Se gli oggetti si trovano a una certa distanza da lei, li vede chiaramente.\nse gli oggetti si trovano a una certa distanza da lei, li vede chiaramente.\nse non sono sufficientemente profumati o udibili per\naltri sensi. Questa peculiarit\u00e0 fisica si ripercuote nei processi mentali.\nprocessi mentali. La sua impressione del movimento di interruzione, per esempio, sarebbe\nvivace e distinta, ma la sua percezione di una lite amorosa contemporanea (in particolare se \u00e8 combattuta\nlite di un amante contemporaneo (in particolare se fosse combattuta contro le sue stesse corde) sarebbe\nsarebbe singolarmente vaga. Se suggerisce, quindi, che Elizabeth Ardmore\nElizabeth Ardmore fosse interessata al signor Beresford, che \u00e8 il legittimo prigioniero del mio arco e della mia lancia, sarei perfettamente\ne della lancia, sarei perfettamente tranquillo.\n\nLa mia seconda ragione per una comoda indifferenza \u00e8 che spesso nei romanzi, e sempre nelle\nnei romanzi, e sempre nelle opere teatrali, l'eroina \u00e8 istigata a una violenta\ngelosia da insinuazioni di questo genere, di solito veicolate dal cattivo\ndell'opera, uomo o donna che sia. L'ho visto accadere cos\u00ec spesso nel\ndramma moderno che da tempo ha smesso di essere convincente; ma anche se\nFrancesca ha assistito a decine di opere teatrali e letto centinaia di romanzi,\nnon le sembrava un suggerimento teatrale o letterario che la figlia di Lady Ardmore\nche la figlia di Lady Ardmore fosse innamorata del signor Macdonald. L'effetto\neffetto del nuovo punto di vista fu nel complesso molto salutare. Era arrivata a\nera arrivata a considerarsi l'unica figura di spicco nel paesaggio del reverendo Ronald.\nRonald, e qualsiasi cosa pi\u00f9 impertinente del suo tono con lui (a meno che non sia il tono di lui con lei)\ndi quello di lui con lei) non l'ho mai sentito. Questa critica, per\u00f2,\nsi riferisce solo alle loro esibizioni pubbliche, e da tempo ho il sospetto\nche le loro conversazioni private abbiano un carattere pi\u00f9 gentile. Quando le \u00e8 venuto in mente che\nquando le venne in mente che lui poteva semplicemente affilare la sua spada mentale sull'acciaio di lei.\nche il suo cuore avesse finalmente vagato in un clima pi\u00f9\nclima pi\u00f9 geniale di quello che lei gli aveva riservato, si ammorbid\u00ec inconsciamente;\nlo scozzese e l'americano si allontanarono in una prospettiva pi\u00f9 vera, e l'uomo e la donna si avvicinarono l'uno all'altra.\nuomo e la donna si avvicinarono con pericolosa vicinanza.\n\n Che cosa faremo se Francesca e il signor Macdonald si innamoreranno davvero l'uno dell'altra?\nsi innamorano l'uno dell'altra? chiese Salemina, quando Francesca era andata nel salone\nper provare dei lunghi giri in macchina. (C'\u00e8 una buona dose di eccitazione in questo, dato che\nLa signorina Grieve deve attraversare il passaggio per andare dalla cucina al\ncucina alla dispensa, e quindi spesso funge da \"pericolo\" o \"bunker\" riluttante).\nbunker\").\n\n Intende dire che cosa avremmo dovuto fare?  chiesi.\n\n Sciocchezze, non siate capziosi! Non pu\u00f2 essere ancora troppo tardi. Si conoscono\nsi conoscono solo da poco pi\u00f9 di due mesi; quando avreste voluto che io\ninterferire, di grazia?\n\n Dipende da ci\u00f2 che ci si aspetta di ottenere. Se volete fermare\nil matrimonio, intervenite tra una quindicina di giorni; se volete impedire il fidanzamento, parlate... beh, diciamo domani.\nun fidanzamento, parlate... beh, dite domani; se, invece, non volevate che si innamorassero l'uno dell'altra, avreste dovuto tenere uno dei due\nse non volevate che si innamorassero l'uno dell'altra, avreste dovuto tenere uno dei due\ndalla cena di Lady Baird.\n\n Avrei potuto aspettare un po' di pi\u00f9, argoment\u00f2 Salemina, poich\u00e9\nricordi quanto andavano male all'inizio.\n\n Ricordo che lo pensavi, risposi seccamente; ma credo che Mr.\nMacdonald sia stato interessato a Francesca fin dall'inizio, in parte perch\u00e9\nin parte perch\u00e9 la sua bellezza e la sua vivacit\u00e0 lo attraevano, in parte perch\u00e9 poteva\ntenerla in ordine solo dedicandole tutta la sua attenzione. Da parte sua,\n\u00e8 riuscito a stimolarla a pensare continuamente a lui, anche se\nsolo, come lei crede, allo scopo di incrociare le spade con lui.\nSe mai dovessero abbandonare le armi per un istante e lasciare che il frastuono della guerra si plachi in modo tale da\nguerra per poter ascoltare i battiti dei loro cuori,\nscopriranno di amarsi fino alla distrazione.\n\n Sai pi\u00f9 di quello che c'\u00e8 nella catechesi\", osserv\u00f2 Salemina, sbadigliando un po' mentre metteva via la palla da rammendo.\nmentre riponeva la palla da rammendo.  \u00c8 patetico vederti perdere tempo\nsprecare il tuo tempo a dipingere quadri mediocri, quando come conferenziere sull'amore\npotresti istruire migliaia di persone.\n\n Le migliaia di persone non mi soddisferebbero mai, risposi, fino a quando voi\nperch\u00e9 con la tua sola persona avresti cos\u00ec tanto ingrandito la\ndell'ignoranza umana su questo argomento che il mio insegnamento sarebbe per\nper sempre vano.\n\n Davvero molto intelligente! Beh, cosa mi dir\u00e0 il signor Monroe quando torner\u00f2 a New York senza sua figlia o con suo genero?\na New York senza sua figlia o con suo genero?\n\n Non ha mai negato nulla a Francesca in vita sua; perch\u00e9 dovrebbe porre un limite a uno scozzese?\nperch\u00e9 dovrebbe fare i conti con uno scozzese? Sono molto pi\u00f9 preoccupato per la congregazione del signor Macdonald.\ncongregazione del signor Macdonald.\n\n Non sono in ansia per questo, disse Salemina con lealt\u00e0.  Francesca sarebbe\nsarebbe stata la vita di una parrocchia di Inchcaldy.\n\n Oserei dire, ho osservato, che potrebbe essere la morte del pastore.\n\n Mi vergogno di te, Penelope; o dovrei vergognarmi se tu pensassi davvero quello che dici.\ndici. Lei pu\u00f2 farsi amare dalla gente se ci prova; quando mai ha\nfallito in questo? Ma con il talento del signor Macdonald, per non dire delle sue\nfamiglia, \u00e8 sicuro che otterr\u00e0 una chiesa a Edimburgo in pochi\nEdimburgo in pochi anni, se lo desidera. Indubbiamente non si tratterebbe di un grande abbinamento in termini\ndenaro. Suppongo che abbia una villa e tre o quattrocento sterline all'anno.\nanno.\n\n Quella somma andrebbe bene per i taxi.\n\n Penelope, sei un po' troppo disinvolto!\n\n Non \u00e8 mia intenzione, cara, \u00e8 solo per divertimento; e sarebbe cos\u00ec assurdo\nse lasciassimo Francesca qui a presiedere una canonica di Inchcaldy...\ncanonica di Inchcaldy... cio\u00e8 di una casa di riposo!\n\n Non \u00e8 che sia senza un soldo, continu\u00f2 Salemina; ha abbastanza fortuna per assicurarsi la propria indipendenza.\nfortuna sufficiente a garantire la propria indipendenza, e non abbastanza per\nminacciare la sua, la somma ideale. Non credo che la prima intenzione del buon Dio\nSignore fosse quello di farla diventare la moglie di un ministro, ma Lui sa bene che l'amore \u00e8 un maestro architetto.\nL'amore \u00e8 un maestro architetto. Francesca \u00e8 piena di belle possibilit\u00e0\nse Mr. Macdonald \u00e8 l'uomo giusto per farle emergere, e sono propenso a pensare che lo sia.\npensare che lo sia.\n\n Finora ha fatto emergere l'impurit\u00e0, ho obiettato.\n\n L'impurit\u00e0 \u00e8 transitoria, ha risposto, e io parlo di qualit\u00e0 permanenti.\nqualit\u00e0 permanenti. La sua \u00e8 una natura pi\u00f9 forte e seria,\nquella di Francesca \u00e8 pi\u00f9 dolce e flessibile. Lui sar\u00e0 la quercia e\nlei sar\u00e0 il sole che gioca tra i rami.\n\n Salemina, cara, dissi penitente, baciando i suoi capelli grigi, ti chiedo scusa.\nscusate: non siete assolutamente ignorante sull'Amore, dopo tutto, quando lo chiamate\nquando lo chiami il maestro architetto; e questo \u00e8 molto bello e molto vero\nsulla quercia e sul sole.\n\n\n\nCapitolo XXIII. Balli a Rowardennan.\n\n\n\n  Amore, devo andare a Edinbrugh,\n      Love, I maun gang an' leave you!\n     Lei sospir\u00f2 a lungo e non disse altro.\n      Ma se fossi con te! '\n\nAndrew Lammie.\n\n\n\nJean Dalziel \u00e8 venuta a trovarci una settimana fa e ha dato nuova vita al nostro piccolo circolo.\nnostro piccolo circolo. Suppongo che sia stata la recita di \"Sir Patrick Spens\" a farci venire in mente\nperch\u00e9 un giorno caldo e ozioso, quando eravamo tutti nel Glen, abbiamo iniziato una serie di ballate\nGlen abbiamo iniziato una serie di ballate, in cui ognuno di noi assumeva\nun personaggio preferito. La scelta indusse cos\u00ec tante discussioni e disaccordi\ndisaccordo che il signor Beresford fu infine nominato capo del clan;\ne, dopo essersi annunciato formalmente come \"Il Mackintosh\", fu messo\nMackintosh, fu posto sulla cima di un cairn piramidale frettolosamente sistemato. Gli fu data una bacchetta di frassino\nbacchetta di frassino e una spada di sorbo; poi, secondo l'antica usanza, gli fu raccontato il suo\nsecondo l'antica usanza, gli vennero raccontati il suo pedigree e le gesta dei suoi antenati, e fu\nesortato a emulare il loro esempio. Ora sembra che un capo delle Highlands\ndi un tempo, essendo assoluto nella sua autorit\u00e0 patriarcale come qualsiasi altro principe, avesse un numero corrispondente di\nprincipe, avesse un numero corrispondente di ufficiali legati alla sua persona.\nAveva una guardia del corpo che combatteva intorno a lui in battaglia e, indipendentemente da questa, aveva uno staff di ufficiali che\nda questa aveva uno staff di ufficiali che lo accompagnava ovunque andasse.\nIl nostro capo procedette alla nomina di questi ultimi: --\n\nScagnozzo, Ronald Macdonald; bardo, Penelope Hamilton; portavoce o sciocco,\nRobin Anstruther; portaspada, Francesca Monroe; pifferaio, Salemina;\naddetta al piffero, Elizabeth Ardmore; addetta ai bagagli, Jean Dalziel;\ncameriere di corsa, Ralph; briglia, Jamie; gillie di guado, Miss Grieve.\nIl gillie del guado trasporta il capo solo attraverso i guadi, e non ci sono guadi nelle vicinanze.\nguadi nelle vicinanze; cos\u00ec il signor Beresford, non amando lasciare un membro della nostra famiglia fuori\ndella nostra famiglia, ha pensato che questo fosse il posto migliore per Calamity Jane.\nJane.\n\nCon il Mackintosh sul suo cairn piramidale le cose andarono molto meglio.\ne su istigazione di Jamie iniziammo a fare le prove per alcuni festeggiamenti a Rowardennan.\ndi alcuni festeggiamenti a Rowardennan; infatti, poich\u00e9 il compleanno di Jamie cadeva alla vigilia del\nvigilia del Giubileo della Regina, ci sarebbe stata una festa allegra al Castello.\n\nTutto questo \u00e8 accaduto giorni fa, e ieri sera sono iniziati i ballad-revels, e Rowardennan era una scena di grande sfarzo e splendore.\ne Rowardennan era una scena di grande sfarzo e splendore. Lady\nArdmore, vestita da Lady Inverleith, ha ricevuto gli ospiti,\ne ci fu ogni sorta di tableaux, ballate in costume, pantomime e una grande marcia.\npantomime e una grande marcia del clan, in cui siamo apparsi nei ruoli che avevamo scelto.\nruoli scelti.\n\nSalemina era Lady Maisry - colei che tutti i signori della contea del nord\nvenivano a corteggiare.\n\n  'Ma a' che potevano dirle,\n     La sua risposta fu ancora Na. '\n\nE ancora:--\n\n  Oh, giovani, ha detto lei,\n       e non pensate pi\u00f9 a me! '\n\nIl signor Beresford era Lord Beichan e io ero Shusy Pye.\n\n  Il signore Beichan era un cristiano nato,\n     e cos\u00ec deciso a vivere e a morire,\n   Cos\u00ec fu preso da un selvaggio moro,\n     che lo tratt\u00f2 in modo crudele.\n\n   Il moro aveva un'unica figlia,\n     Il nome della fanciulla era Shusy Pye;\n   E un giorno, mentre prendeva il volo\n     pass\u00f2 davanti alla prigione di Lord Beichan\".\n\nElizabeth Ardmore era Leezie Lindsay, che si era fatta il cappotto di raso verde fino al ginocchio e si era recata nelle Hielands cos\u00ec rapidamente quando la sua famiglia era stata uccisa.\ndi raso verde fino al ginocchio e che si stava recando nelle Hielands cos\u00ec rapidamente quando il suo amante\nquando il suo amante si dichiar\u00f2 \"Lord Ronald Macdonald, un capo trib\u00f9 di alto livello\".\ngrado\".\n\nFrancesca era Mary Ambree.\n\n  Quando i capitani coraggiosi, che la morte non ha mai distrutto,\n   marciarono all'assedio della citt\u00e0 di Gaunt,\n   si sono fatti strada a due e a tre con i loro soldati,\n   e la prima a combattere fu Maria Ambra.\n\n   Quando il coraggioso sergente maggiore fu ucciso al suo cospetto\n   che era il suo vero amante, la sua gioia e il suo diletto,\n   perch\u00e9 era stato ucciso a tradimento,\n   giur\u00f2 di vendicarlo Mary Ambree\".\n\nBrenda Macrae di Pettybaw House era Fairly Fair; Jamie, Sir Patrick Spens; Ralph, Re Alexander di Dunfermline; Mr.\nSpens; Ralph, Re Alessandro di Dunfermline; il signor Anstruther, Bonnie\nGlenlogie, \"il fiore di tutti\"; il signor Macdonald e la signorina Dalziel,\nrispettivamente il giovane Hynde Horn e la figlia del re Jean.\n\n  Oh, \u00e8 Hynde Horn fair, ed \u00e8 Hynde Horn free;\n    Oh, dove sei nato e in quale contea?\n     Sono nato in una contea lontana;\n    Ma di casa e di amici sono del tutto sprovvisto.\n\n    Oh, sono sette lunghi anni che serve il re,\n    ma da lui non ha mai ricevuto nulla;\n    Oh, sono sette lunghi anni che ha servito, credo,\n    e tutto per amore della figlia del re, Jean\".\n\nNon si pu\u00f2 pensare che tutto questo sia avvenuto senza le\ndifficolt\u00e0 e di mal di pancia che sono proprie delle cose drammatiche.\nQuando Elizabeth Ardmore scelse di essere Leezie Lindsay, mi chiese di cantare la ballata dietro le quinte.\nla ballata dietro le quinte. Il signor Beresford pens\u00f2 naturalmente che il signor\nMacdonald avrebbe preso la parte opposta nel tableau, dato che l'eroe porta il suo nome.\neroe porta il suo nome; ma egli rifiut\u00f2 decisamente di interpretare Lord Ronald\nMacdonald, dicendo che era troppo personale.\n\nIl signor Anstruther \u00e8 stato piuttosto sgradevole all'inizio e ha rimproverato la signorina Dalziel per essersi offerta di essere la figlia del re Jean al signor Anstruther.\nDalziel per essersi offerta di essere la figlia del re Jean all'Hynde Horn di Mr.\nMacdonald per Hynde Horn, quando sapeva benissimo che lui la voleva come Ladye\nJeanie a Glenlogie. (Nel frattempo mi aveva confidato che nulla avrebbe potuto\nconvincerla ad apparire in Glenlogie; era troppo personale).\n\nMr. Macdonald offese Francesca inviandole il suo abito dismesso e pregandola di essere Sir Patrick Spens.\ne pregandola di essere Sir Patrick Spens; e lei era ancora pi\u00f9 cupa (cos\u00ec immaginavo) perch\u00e9 non aveva offerto il suo metro e novanta di bellezza virile per\nimmaginavo) perch\u00e9 lui non aveva offerto il suo metro e ottanta di virile bellezza per\nper la parte del capitano in Mary Ambree, quando l'unica altra persona che poteva\nera il tutore di Jamie. \u00c8 un uomo di Oxford e una persona deliziosa,\nma ha le gambe molto storte; inoltre, quando le prove erano gi\u00e0 finite, era stata costretta a\ndi prove era stata costretta a pregarlo di amare una persona pi\u00f9 degna di lei, e non desiderava\ndi lei, e non desiderava apparire nella stessa scena con lui,\nsentendo che era troppo personale.\n\nQuando arriv\u00f2 l'ora decisiva, ieri, io e Willie eravamo gli unici attori\nattori veramente disposti a fare la parte degli innamorati, a parte Jamie e Ralph che\nerano troppo ansiosi di interpretare tutti i personaggi, indipendentemente dalla loro et\u00e0,\nsesso, colore o parentela. Ma gli ospiti non sapevano nulla di questi\ndi questi banali disaccordi, e alle dieci di ieri sera sarebbe stato\nalle dieci di ieri sera sarebbe stato difficile eguagliare il castello di Rowardennan come scena di bellezza e baldoria.\nTutto \u00e8 andato bene fino a quando non siamo arrivati a Hynde Horn, il tableau conclusivo\ntableau conclusivo, il pi\u00f9 efficace ed elaborato del programma.\nAll'ultimo momento, quando la scena d'apertura era quasi pronta, Jean Dalziel cadde da una scala segreta.\nDalziel \u00e8 caduto da una scala segreta che conduceva dalla camera degli arazzi\nnel boudoir di Lady Ardmore, dove gli altri si stavano vestendo. Era\nuna breve rampa di scale, ma poich\u00e9 teneva in mano una candela e portava con s\u00e9 il costume, cadde goffamente\ncostume, cadde goffamente, slogandosi il polso e la caviglia. Scoprendo\nche non era menomata a vita, Lady Ardmore si rivolse con comica e\ncon comica e antipatica fretta a Francesca, tanto i teatri amatoriali\nil latte della gentilezza nel petto dell'uomo.\n\n Mettiti subito questi vestiti\", disse imperiosa, non sapendo nulla dei vulcani sotto la superficie.\ndei vulcani sotto la superficie.  Hynde Horn \u00e8 gi\u00e0 in scena,\ne qualcuno deve essere Jean. Prendetevi cura di Miss Dalziel, ragazze, e chiamate altre cameriere.\nper altre cameriere. Helene, vieni a vestire la signorina Monroe; mettile le scarpette mentre io le allaccio l'abito.\nmentre io le allaccio l'abito; corri a prendere altri gioielli, ancora di pi\u00f9, pu\u00f2 portarne un numero qualsiasi.\nancora, pu\u00f2 portare qualsiasi numero; non un po' di rossetto, Helene, ha gi\u00e0 troppo colore.\ntroppo colore; scosta di pi\u00f9 l'abito dalle spalle, \u00e8 un peccato coprirne un solo\ncapelli pi\u00f9 alti: ecco, prendi il mio diadema di diamanti, bambina;\nPresto, Helene, prendi la coppa d'argento e la torta... no, sono sul palcoscenico.\nNo, sono sul palcoscenico; prendi il suo treno, Helene. Signorina Hamilton, corra ad aprire le porte\nper favore, apra le porte prima di loro. Non scender\u00f2 per questo tableau. Metter\u00f2 a posto la signorina\nDalziel e poi mi infilo nel salotto, per essere pronta per gli ospiti quando entreranno.\nospiti quando entreranno.\n\nCi affrettiamo senza fiatare attraverso una serie interminabile di stanze e corridoi.\ncorridoi. Ho dato il segnale al signor Beresford, che lo aspettava nervosamente nelle quinte.\ne il sipario si \u00e8 alzato su Hynde Horn travestito da\ncome il vecchio mendicante alla porta del re. Il signor Beresford stava leggendo la\nballata e noi riprendemmo il tableaux nel punto in cui Hynde Horn era venuto da un paese lontano per\nda una contea lontana per vedere perch\u00e9 i diamanti dell'anello che gli ha regalato il suo vero amore\ndal suo vero amore sono diventati pallidi e spenti. Viene a sapere che la figlia del re\ndel re \u00e8 stata data in sposa a un cavaliere negli ultimi nove giorni.\n\n  'Ma per lui una moglie la sposa non sar\u00e0,\n   per amore di Hynde Horn, lontano sul mare\".\n\nPrende quindi in prestito le vesti di un vecchio mendicante e si reca a piedi al palazzo del re.\ndove chiede al portinaio una coppa di vino e un po' di torta che gli verranno consegnati dalla bella sposa.\nun po' di torta che gli verranno consegnati dalla bella sposa in persona.\n\n  Buon portinaio, prego, per i santi Pietro e Paolo,\n    e per il Salvatore che \u00e8 morto per tutti noi,\n    Per una coppa di vino e un pezzo di pane,\n    per un vecchio che soffre il viaggio e la fame.\n\n    E chiedere alla bella sposa, per amore di Hynde Horn,\n    di consegnarmeli cos\u00ec tristemente abbandonati.\n     Allora il portinaio, per piet\u00e0, trasmise il messaggio,\n    e raccont\u00f2 alla bella sposa tutto ci\u00f2 che il mendicante aveva detto\".\n\nIl sipario si \u00e8 alzato di nuovo. Il portinaio, mosso a compassione, \u00e8 andato a dare\nil messaggio alla sua signora. Hynde Horn sta osservando la scalinata sul\ndietro il palcoscenico, con il cuore negli occhi. Gli arazzi che la nascondono\nsono tirati, e l\u00ec si trova la figlia del re, che \u00e8 inciampata nella scala.\nscala...\n\n  E nelle sue belle mani portava amorevolmente\n   una tazza di vino rosso e una frolla di torta,\n   da dare al vecchio per l'amore di Hynde Horn\".\n\nL'eroe della ballata, che non aveva visto il suo vero amore per sette lunghi anni, non avrebbe potuto essere pi\u00f9 stupito\nanni, non avrebbe potuto essere pi\u00f9 stupito del cambiamento in lei di quanto non lo fosse Ronald Macdonald alla vista di quella donna arrossata, eccitata, quasi lacrimosa.\nRonald Macdonald alla vista della figlia del re, arrossita, eccitata, quasi lacrimosa, sulle scale.\nfiglia del re sulle scale, i diamanti di Lady Ardmore che brillavano dal suo\ndi raso cremisi, i rubini di Lady Ardmore che brillavano sulle braccia e sulla gola bianca.\nbraccia e sulla gola; non Miss Dalziel, come era stato stabilito, ma Francesca,\nribelle, riluttante, imbarazzata, rabbiosamente bella e meravigliosamente\narrabbiata!\n\nNella scena successiva Hynde Horn ha vuotato la tazza e vi ha fatto cadere l'anello.\nin essa l'anello.\n\n  Oh, hai trovato quell'anello per mare o per terra?\n    o hai preso quell'anello dalla mano di un morto?\n     Oh, non ho trovato quell'anello n\u00e9 per mare n\u00e9 per terra,\n    ma ho preso quell'anello dalla mano di una bella signora.\n\n    Come pegno di vero amore me lo diede,\n    sette anni fa, mentre navigavo sul mare;\n    Ma ora che i diamanti sono cambiati nella loro tonalit\u00e0,\n    so che il mio amore si \u00e8 rivelato falso. '\n\nNon ho mai visto un'immagine pi\u00f9 bella della dolce e tremante femminilit\u00e0, un'immagine pi\u00f9\nincantevole immagine di fedelt\u00e0, di come Francesca appariva mentre Mr.\nBeresford leggeva:--\n\n  Oh, mi toglier\u00f2 di dosso il mio abito elegante e costoso,\n    e ti seguir\u00f2 di citt\u00e0 in citt\u00e0;\n    E toglier\u00f2 dai miei capelli i kaim d'oro,\n    e seguir\u00f2 il mio vero amore per sempre. '\n\nAllora Hynde Horn lascia cadere le sue erbacce da mendicante e risplende come il pi\u00f9 alto e il pi\u00f9 nobile di tutta la compagnia del re.\npi\u00f9 alto e pi\u00f9 nobile di tutta la compagnia del re, come dice lui stesso: --\n\n  Non c'\u00e8 bisogno che tu ti tolga il tuo abito elegante e costoso,\n    per seguirmi di citt\u00e0 in citt\u00e0;\n    Non c'\u00e8 bisogno di togliersi i kaim d'oro dai capelli,\n    perch\u00e9 Hynde Horn ha oro a sufficienza e in abbondanza.\n\n    Poi gli sposi furono cambiati e la signora si rispos\u00f2\n    a Hynde Horn cos\u00ec tornato, come uno dai morti\".\n\nNon c'\u00e8 dubbio che questo tableau abbia ottenuto il successo della serata,\ne i partecipanti avrebbero dovuto ricevere con modestia e riconoscenza i cori di congratulazioni\ni cori di congratulazioni che erano pronti a essere offerti durante la\nla cena e il ballo che seguirono. Invece, che cosa \u00e8 successo?\nFrancesca torn\u00f2 a casa con Miss Dalziel prima della quadriglia d'onore,\ne quando Willie mi diede la buonanotte al cancello del prestito, disse,\n Domani non sar\u00f2 in anticipo, cara. Vado a salutare Macdonald.\n\n Spento!  esclamai.  Dove sta andando?\n\n Solo a Edimburgo e a Londra, per restare fino all'ultimo della prossima settimana.\n\n Ma a quel punto potremmo aver lasciato Pettybaw.\n\n Certo, probabilmente \u00e8 quello che ha in mente. Ma lascia che ti dica\nquesto, Penelope: Macdonald \u00e8 profondamente innamorato di Francesca, e se lei si intromette con lui\nse lei si intromette con lui, sapr\u00e0 cosa penso di lei!\n\n E lasci che le dica questo, signore: Francesca \u00e8 profondamente innamorata di\nRonald Macdonald, per quanto poco lo sospettiate, e se lui si intromette con lei\nsapr\u00e0 cosa penso di lui!\n\n\n\nCapitolo XXIV. Canzoni antiche e casi moderni.\n\n\n\n  La fece salire su un destriero nero come il carbone,\n     e lui stesso le \u00e8 andato dietro,\n   ed \u00e8 in attesa delle colline dell'Hieland\n     Dove i suoi amici non possono trovarla\".\n\nRob Roy.\n\n\n\nGli occupanti del Bide-a-Wee Cottage si svegliarono il giorno dopo in uno stato d'animo tutt'altro che\ngiubileo, il giorno dopo. Willie aveva intenzione di venire alle nove, ma ovviamente non si present\u00f2.\nnon si present\u00f2. Francesca fece colazione a letto e arriv\u00f2 svogliatamente in salotto alle dieci.\nin salotto alle dieci, con l'aria di un fantasma. La caviglia di Jean\nJean stava molto meglio - la distorsione si era rivelata non essere nemmeno una distorsione - ma il polso era dolorante.\npolso era dolorante. Piovigginava, inoltre, e avevamo promesso a Miss Ardmore e a Miss Macrae di andare a casa.\nArdmore e la signorina Macrae di aiutarci con le decorazioni dell'ultimo Giubileo, la\ndistribuzione delle medaglie in chiesa, e i giochi dei bambini e il t\u00e8\npomeriggio sui campi da golf.\n\nAbbiamo deciso di non abbandonare il nostro amato Pettybaw per la metropoli\nin questo grande giorno, ma di festeggiarlo con il caro fowk o' Fife che\nche \u00e8 diventato parte della nostra vita.\n\nIl Bide-a-Wee Cottage non occupa una posizione imponente nel paesaggio.\ne la scelta di tessuti d'arte presso il drappello di Pettybaw \u00e8 limitata.\nma nel momento in cui avrebbe smesso di piovere eravamo intenzionati a realizzare\nun abbagliante schema di decorazione che avrebbe proclamato il nostro affettuoso\nrispetto per la \"piccola signora in nero\" in occasione del suo Giubileo di Diamante. Ma smetter\u00e0 di piovere?\nsmetter\u00e0 di piovere? Questo era il problema. Il disegnatore non era certo che\nche una pioggia cos\u00ec liquida potesse essere chiamata pioggia. I bambini del villaggio\ndesideravano ardentemente che arrivasse l'ora in cui avrebbero potuto sedersi sul campo da golf bagnato\ncampo da golf bagnato e prendere il t\u00e8; \u00e8 evidente, quindi, che non poteva essere una brutta giornata per la Scozia.\nMa se la situazione dovesse peggiorare, che ne sarebbe del nostro\ndi Pettybaw Law, il fal\u00f2 che Brenda Macrae avrebbe dovuto accendere, come\nMacrae doveva accendere, in quanto signora del maniero?\n\nNon ci sono state deleghe per chiedere l'onore dei servizi della signorina Macrae in questa occasione.\nMacrae in questa occasione; non \u00e8 questo il modo in cui il\nnon \u00e8 questo il modo in cui si comporta un paesano che si rispetti nel Fifeshire. Il presidente del\ncomitato locale, un rispettabile giardiniere, si rivolse a Miss Macrae a Pettybaw House.\na Pettybaw House e ha detto: \"Sono stato mandato per dirvi che avrete il\npiacere e l'onore di accendere il fal\u00f2 questa sera! S\u00ec, \u00e8 una\ngrande occasione che state vivendo, signorina, ve la ricorderete finch\u00e9 vivrete,\npenso!\n\nQuando mi sono complimentata con quest'anima robusta per la decorazione dell'arco di trionfo\narco trionfale sotto il quale dovevano passare gli scolari, dissi: \"Se Sua Maest\u00e0 potesse vederlo, sarebbe soddisfatta del nostro villaggio di oggi\".\nSua Maest\u00e0 potesse vederlo, sarebbe soddisfatta del nostro villaggio di oggi,\nGiacomo.\n\n S\u00ec, siete ricca, signorina, rispose compiaciuto.  Vedrebbe che Inchcawdy non pu\u00f2 competere con noi.\nInchcawdy non pu\u00f2 competere con noi; l'abbiamo trattata bene a Pettybaw!\n\nIn verit\u00e0, come dice Stevenson, \"chi va a pescare tra i contadini scozzesi\ncon condiscendenza per un'esca avr\u00e0 un cesto vuoto entro sera\".\n\nAlle undici un ragazzo arriv\u00f2 a Bide-a-Wee con un pacchetto dall'aspetto interessante.\nun pacchetto dall'aspetto interessante, che ho prontamente aperto. Quel caro sciocco\nmio amante (la cui stoltezza \u00e8 una delle cose pi\u00f9 adorabili di lui) mi fa solo due visite al giorno.\nche mi fa solo due visite al giorno ed \u00e8 quindi costretto a mandarmi qualche\ndi mandarmi qualche ricordo di s\u00e9 nelle ore o nei minuti che intercorrono.\nun libro, un fiore o un biglietto. Scoprendo la bella scatola, ho trovato\nuna cosa lunga e sottile, d'argento scintillante.\n\n Che cos'\u00e8?  esclamai, tenendolo in mano.  \u00c8 troppo lungo e non\nabbastanza largo per un coltellino da carta, anche se sarebbe famoso per tagliare le\nriviste. \u00c8 una bacchetta? Dove l'ha trovato Willie e cosa pu\u00f2 essere?\nC'\u00e8 qualcosa di inciso su un lato, qualcosa che assomiglia a uccelli\nsu un ramoscello, s\u00ec, tre uccellini; e vedete il grazioso cairngorm incastonato\nalla fine! Oh, ha delle parole incise: 'A Jean: da Hynde\nHorn\" - Santo cielo! Ho aperto il pacco della signorina Dalziel!\n\nFrancesca fece un improvviso movimento in picchiata e prese scatola, coperchio e contenuto tra le braccia.\ncontenuto tra le braccia.\n\n \u00c8 mio! So che \u00e8 mio! grid\u00f2.  Non dovresti proprio pretendere\ntutto ci\u00f2 che viene inviato a casa, Penelope, come se nessuno avesse amici o regali all'infuori di te!\namici o regali all'infuori di te! e si precipit\u00f2 al piano di sopra come un\nturbine.\n\nEsaminai l'involucro esterno, che giaceva sul pavimento, e scoprii, con mio grande dispiacere, che recava il nome della signorina Monroe, un po' cancellato dalla\nche c'era il nome della signorina Monroe, un po' offuscato dalla pioggia.\nMa se la scatola era indirizzata a lei, perch\u00e9 l'oggetto d'argento era\nd'argento era inciso \"Miss Dalziel\"? Beh, Francesca avrebbe spiegato il mistero\nentro un'ora, a meno che non fosse cambiata.\n\nPassarono quindici minuti. Salemina stava preparando i panini per il Giubileo a\nPettybaw House, la signorina Dalziel dormiva nella sua stanza, io venivo divorato lentamente dalla\ndivorata lentamente dalla curiosit\u00e0, quando Francesca scese senza dire una parola,\nusc\u00ec dalla porta d'ingresso, sal\u00ec sulla strada principale ed entr\u00f2 nell'ufficio postale del villaggio senza\nl'ufficio postale del villaggio senza degnarmi di uno sguardo. Era\nun essere cambiato, allora! Potrei anche vivere in un romanzo di Gaboriau, pensai.\ne andai nella mia piccola stanza per dipingere e scrivere, per affrontare il programma del\nun programma della celebrazione di Pettybaw a Lady Baird, per vedere se Willie scendeva dalla\nWillie che scendeva dal prestito, e vedere se riuscivo a scoprire\ndove fosse andata Francesca dall'ufficio postale.\n\nSeduto vicino alla scrivania, non trovai n\u00e9 la cera n\u00e9 il candeliere d'argento, n\u00e9 le forbici n\u00e9 lo spago.\ncandeliere, n\u00e9 le forbici, n\u00e9 il gomitolo di spago. Chiaramente Francesca era\nFrancesca era stata in uno dei suoi viaggi di prestito; e aveva lasciato un'ulteriore traccia di s\u00e9, se ce ne fosse bisogno.\ndi se stessa - se ce ne fosse bisogno - in un libro di vecchie ballate scozzesi, aperto a\na \"Hynde Horn\". Lo guardai oziosamente mentre aspettavo il suo ritorno.\nritorno. Non conoscevo i versi iniziali, e questi sono stati i primi versi che mi sono venuti in mente\nprimi versi che mi sono venuti in mente:--\n\n  Oh, ha dato al suo amore una bacchetta d'argento,\n   il suo scettro per governare la bella Scozia;\n   con tre laverock canterini incastonati su di essa\n   Per ricordarle di lui quando non c'\u00e8 pi\u00f9.\n\n   E il suo amore gli regal\u00f2 un anello d'oro\n   con tre brillanti incastonati;\n   Oh, il suo amore gli diede questo gioioso anello d'oro,\n   di virt\u00f9 e valore sopra ogni cosa\".\n\nMi \u00e8 apparsa una luce! Il mistero d'argento, dunque, era destinato a una bacchetta.\nbacchetta - e anche un modo molto carino di fare l'amore con una ragazza americana, chiamarlo \"scettro di governo sulla bella Scozia\".\namericano, chiamarla \"scettro di dominio sulla bella Scozia\"; e i tre uccellini erano\ntre laverock canterini \"per ricordarle di lui quando se ne fosse andato\"!\n\nMa il vero Hynde Horn nella cara vecchia ballata aveva un vero amore che non era\ncapriccioso e freddo come Francesca. Il suo amore gli regal\u00f2 un\nanello d'oro...\n\n  Di virt\u00f9 e valore superiore a tutto\".\n\nMa resta: dietro il libro di ballate gettato con noncuranza sulla mia scrivania c'era... cosa doveva essere se non la piccola custodia di marocchino\ncosa se non il piccolo cofanetto di marocchino, ora vuoto, in cui la nostra\nFrancesca conserva l'anello di fidanzamento della sua defunta madre, la madre che mor\u00ec quando era una bambina.\nquando era una bambina. Davvero una graziosa ballata moderna da cantare\nin questi giorni poco romantici e degenerati!\n\nFrancesca \u00e8 entrata dalla porta dietro di me, ha visto il suo segreto riflesso nel mio\nviso rivelatore, vide l'umidit\u00e0 comprensiva dei miei occhi e, gettandosi tra le mie braccia volenterose, scoppi\u00f2 a piangere.\ntra le mie braccia volenterose, scoppi\u00f2 in lacrime.\n\n O Pen, cara, cara Pen, sono cos\u00ec infelice e cos\u00ec felice; cos\u00ec impaurita che non torni, cos\u00ec spaventata per paura che lo faccia!\nche non torni, cos\u00ec spaventata per paura che lo faccia! L'ho mandato via\nperch\u00e9 c'erano cos\u00ec tanti leoni nel sentiero e non sapevo come\nucciderli. Ho pensato a mio f-padre; ho pensato al mio c-paese. I\nnon volevo vivere con lui in Scozia, sapevo che non avrei potuto vivere senza di lui in America.\nsenza di lui in America, ed eccomi l\u00ec! Non pensavo di essere adatta a un ministro.\na un ministro, e non lo sono; ma questo ministro in particolare \u00e8 cos\u00ec adatto a me!\nadatto a me! e si butt\u00f2 sul divano e seppell\u00ec la testa nei cuscini.\nnei cuscini.\n\nEra cos\u00ec assurda anche nel suo dolore che ho faticato non poco a non sorridere.\nsorridere.\n\n Parliamo dei leoni\", dissi con tono pacato.  Ma quando sono iniziati i\nproblemi? Quando ti ha parlato?\n\n Dopo il tableau di ieri sera; ma ovviamente c'erano state altre...\naltre... altre... volte... e cose.\n\n Naturalmente. Ebbene?\n\n Una settimana prima mi aveva detto che sarebbe dovuto andare via per un po', che\nche lo rendeva troppo infelice per rimanere qui; e suppongo che sia stato allora che\nquando prepar\u00f2 la bacchetta d'argento per me. Era destinata al poeta Jean\ndella poesia, sapete. Naturalmente non avrebbe messo il mio nome su un regalo\nun regalo del genere.\n\n Non credi che avesse una relazione con Jean Dalziel? --I\nHo chiesto questo, pensando che avesse bisogno di un qualche tipo di tonico nella sua\ncondizione rilassata.\n\n Lo conosci meglio di cos\u00ec, Penelope! Mi vergogno di te! Avevamo\nAvevamo letto insieme Hynde Horn secoli prima che arrivasse Jean Dalziel; ma immagino che,\nquando siamo arrivati a recitare le battute, lui abbia pensato che sarebbe stato meglio avere\nfiglia di un altro re, cio\u00e8 che sarebbe stato meno personale.\nE io non avrei mai, mai partecipato al tableau, se avessi osato rifiutare Lady Ardmore, o se avessi potuto spiegare il motivo.\nLady Ardmore, o se avessi potuto spiegare; ma non avevo tempo per pensare. E\npoi, naturalmente, pens\u00f2 che la mia presenza l\u00ec come figlia del re\nche... che... che i leoni fossero stati uccisi, sapete, e invece ruggiscono cos\u00ec\ninvece di ruggire, tanto che riuscivo a malapena a sentire l'orchestra.\n\n Francesca, guardami negli occhi! Tu... lo ami?\n\n Lo amo? Lo adoro! esclam\u00f2 in un buon inglese chiaro e deciso,\nmentre si alzava impetuosamente e camminava su e gi\u00f9 davanti al divano.  Ma\nin primo luogo c'\u00e8 la differenza di nazionalit\u00e0.\n\n Non ho pazienza con voi. Si potrebbe pensare che sia un turco, un\nEsquimau o un cannibale. \u00c8 bianco, parla inglese e crede nella religione cristiana.\nnella religione cristiana. L'idea di chiamare un uomo del genere \"straniero\"!\n\n Oh, non mi ha impedito di amarlo, ha confessato, ma all'inizio pensavo che sarebbe stato\nall'inizio pensavo che sarebbe stato antipatriottico sposarlo.\n\n Pensavate che la Columbia non potesse fare a meno di voi nemmeno come raro esemplare da\nda utilizzare a scopo espositivo?  chiesi perfidamente.\n\n Sai che non sono cos\u00ec presuntuosa! No, continu\u00f2 ingenuamente,\n Temevo che se lo avessi accettato sarebbe sembrato, da queste parti, che la\nmariti fossero di qualit\u00e0 inferiore; e poi all'inizio abbiamo avuto discussioni cos\u00ec sgradevoli che\ndiscussioni cos\u00ec spiacevoli all'inizio, che non potevo sopportare di lasciare\nlasciare il mio bel paese libero e allearmi con i suoi eoni di storia noiosa.\nstoria noiosa. Ma nella notte, una settimana fa, mi \u00e8 venuto in mente che\nche dopo tutto avrei dovuto odiare un uomo che non amava la sua Patria; e nell'illuminazione di questa nuova idea\nilluminazione di questa nuova idea, il personaggio di Ronald ha assunto un\ncontorni nella mia mente. Come poteva amare l'America se non l'aveva mai vista?\nCome potevo convincerlo che le donne americane sono le pi\u00f9 affascinanti del mondo?\ndel mondo se non facendolo vivere sotto lo stesso tetto con un buon esempio?\ncon un buon esempio? Come potevo aspettarmi che mi permettesse di amare il mio paese\nse non gli avessi permesso di amare al meglio il suo?\n\n Non c'\u00e8 bisogno che ti scusi tanto per la tua infatuazione, mia cara\", risposi seccamente.\nrisposi seccamente.\n\n Non mi sto scusando per questo! esclam\u00f2 impulsivamente.  Oh, se potessi\nse potesse tenerlo per s\u00e9, vorrei dirle quanto mi fido e ammiro e riverisco Ronald Macdonald.\ne ammiro e riverisco Ronald Macdonald, ma ovviamente ripeterai tutto a Willie Beresford entro un'ora!\ntutto a Willie Beresford entro un'ora! Pensi che abbia continuato\nad amarmi contro il suo buon senso. Credi che abbia combattuto\ncontro di lui a causa della mia inadeguatezza, ma che io, povera, debole, insignificante\nnon sono capace di provare sentimenti profondi e che non potr\u00f2 mai apprezzare\ni sacrifici che ha fatto scegliendomi! Molto bene, allora, vi dico\nche se dovessi vivere per il resto della mia vita in un umido maniero, bere t\u00e8 e\nt\u00e8 e mangiare focaccine a colazione e comprare i miei cappelli dalla modista di Inchcaldy.\nInchcaldy, mi glorierei comunque della possibilit\u00e0 di essere la moglie di Ronald Macdonald.\nMacdonald, una possibilit\u00e0 sempre pi\u00f9 incerta, mi dispiace dirlo!\nmi dispiace dirlo!\n\n E l'estrema avversione con cui ha iniziato, le ho chiesto, che fine ha fatto?\nche fine ha fatto, e quando ha iniziato a girare nella direzione opposta?\ndirezione?\n\n L'avversione! grid\u00f2, con un candore convincente e senza peli sulla lingua.  Quell'avversione\navversione era una copertura, messa in atto per tenere al caldo il mio amor proprio. Ho maltrattato\n\u00e8 vero, perch\u00e9 era cos\u00ec piacevole sentire te e Salemina prendere la sua parte.\ne Salemina prendere la sua parte. A volte tremavo per paura che tu fossi\nd'accordo con me, ma non l'avete mai fatto. Pi\u00f9 lo criticavo, pi\u00f9 forte cantavate le sue lodi.\npi\u00f9 forte cantavate le sue lodi... era adorabile! Il fatto \u00e8 che potremmo anche fare\nluce sull'intera faccenda, e poi non farne pi\u00f9 menzione; e se\nse lo dici a Willie Beresford, non visiterai mai la mia casa, n\u00e9 mi vedrai mai\nn\u00e9 mi vedrai presiedere alle riunioni delle mie madri, n\u00e9 mi sentirai parlare alla classe infantile della scuola domenicale.\nil fatto \u00e8 che mi \u00e8 piaciuto fin dall'inizio alla cena di Lady Baird.\nBaird. Mi \u00e8 piaciuto l'inchino che ha fatto quando mi ha offerto il braccio (avrei voluto che fosse la sua mano); mi \u00e8 piaciuto l'inchino che ha fatto quando mi ha offerto il braccio\nmano); mi \u00e8 piaciuta la sommit\u00e0 della sua testa quando era\nchinato; mi \u00e8 piaciuto il suo braccio quando l'ho preso; mi \u00e8 piaciuta l'altezza delle sue\nmi \u00e8 piaciuta l'altezza della sua spalla quando mi ci sono messa accanto; mi \u00e8 piaciuto il modo in cui mi ha fatto accomodare sulla sedia\n(che dimostrava cavalleria), e di dispiegare il suo tovagliolo (che era ordinato e\ne ha messo da parte tutti i suoi bicchieri di vino tranne uno (che era\nmi piaceva la vista laterale del suo naso, la forma del suo colletto,\nla pulizia della barba, la virilit\u00e0 del tono... oh, mi piaceva del tutto.\ncomplessivamente, devi sapere com'\u00e8, Penelope - la bont\u00e0 e la forza\ne la semplicit\u00e0 che irradiava da lui. E quando disse, entro la prima mezz'ora, che\nprima mezz'ora, che le alleanze internazionali presentavano ancora pi\u00f9\ndifficolt\u00e0 all'immaginazione rispetto ad altre, ho provato, con mio grande sconcerto, un\nsenso di delusione. Anche mentre discutevo con lui,\nmi dicevo: \"Povero tesoro, non puoi averlo anche se lo vorresti, quindi\nnon puoi averlo anche se lo volessi, quindi non guardarlo molto!\" Ma lo guardai; e quel che \u00e8 peggio, lui mi guard\u00f2.\npeggio, lui ha guardato me; e quel che \u00e8 peggio ancora, si \u00e8 accartocciato cos\u00ec\nstretto intorno al mio cuore che, se si toglie, avr\u00f2 freddo per il resto della mia vita!\nper il resto della mia vita!\n\n Allora sei davvero sicura del tuo amore questa volta, e non hai mai\nconsigliargli di sposare qualcuno pi\u00f9 degno di te?  Ho chiesto.\n\n Non io! rispose lei.  Non gli avrei mai messo in testa un'idea del genere per\nmondi! Potrebbe adottarla!\n\n\n\nCapitolo XXV. Un trattato tra nazioni.\n\n\n\n  Era pallida e smagrita quando Glenlogie se ne and\u00f2,\n   Ma rossa e rosea cresceva quando lui si sedeva a terra.\n\nGlenlogie.\n\n\n\nProprio in quel momento la porta d'ingresso sbatt\u00e9 e un passo virile sal\u00ec le scale.\nFrancesca si alz\u00f2 a sedere sulla grande sedia e si asciug\u00f2 frettolosamente gli occhi con il suo povero fazzoletto bagnato.\ncon il suo povero fazzoletto bagnato, perch\u00e9 sa che\nWillie \u00e8 un visitatore privilegiato del mio studio. La porta si apr\u00ec (era\nsocchiusa) e Ronald Macdonald entr\u00f2 nella stanza. Spero di non provare mai pi\u00f9\nlo stesso senso di nullit\u00e0! Essere giovane, piacente, dotato,\ne non essere considerato pi\u00f9 di una mosca sul muro, \u00e8 la morte del\nrispetto di s\u00e9.\n\nSi inginocchi\u00f2 accanto a Francesca e le prese le due mani tra le sue\nsenza distogliere lo sguardo dal suo volto parlante. Lei bruciava, ma non\nnon indietreggi\u00f2 sotto la prova. Il colore le balz\u00f2 sulle guance. L'amore\nnuotava nelle sue lacrime, ma non vi era annegato; era troppo forte.\n\n Dicevi sul serio?\n\nLo guard\u00f2, tremando, mentre diceva: \"Intendevo ogni parola, e molto..,\nmolto di pi\u00f9. Intendevo tutto ci\u00f2 che una ragazza pu\u00f2 dire a un uomo quando lo ama,\ne vuole essere tutto ci\u00f2 che \u00e8 in grado di essere per lui, per il suo lavoro,\nper la sua gente e per il suo paese.\n\nAnche questo breve colloquio era stato imbarazzante, ma sapevo che il peggio doveva ancora venire e non potevo rimandare ancora a lungo.\nche il peggio doveva ancora venire e non poteva essere rimandato ancora a lungo, cos\u00ec lasciai la stanza frettolosamente e senza tentare di scusarmi.\nstanza frettolosamente e senza tentare di scusarmi, non che si siano minimamente accorti della mia presenza o abbiano osservato la mia uscita, anche se fui costretto a fare un balzo in avanti.\npresenza o che abbiano osservato la mia uscita, anche se fui costretto a saltare\nMacdonald nel passare.\n\nHo trovato il signor Beresford seduto sulle scale, nella sala inferiore.\n\n Willie, angelo, idolo, dove l'hai trovato?  Ho esclamato.\n\n Quando sono entrato nell'ufficio postale, un'ora fa, mi ha risposto, ho incontrato\nFrancesca. Mi ha chiesto l'indirizzo di Edimburgo di Macdonald, dicendo che aveva\naveva qualcosa che gli apparteneva e che voleva spedirglielo.\nMi sono offerto di indirizzare il pacco e di fare in modo che lo raggiungesse il pi\u00f9 rapidamente possibile.\nil pi\u00f9 rapidamente possibile. Questo \u00e8 ci\u00f2 che desidero\", disse lei, con\nelaborata formalit\u00e0. \u00c8 una cosa che ho appena scoperto,\nqualcosa di cui ha molto bisogno, qualcosa che non sa di aver lasciato indietro\".\nlasciato indietro\". Non pensai che fosse meglio dirle in quel momento che\nMacdonald non aveva ancora abbandonato Inchcaldy.\n\n Willie, hai l'intelligenza pi\u00f9 rapida e l'intuizione pi\u00f9 squisita di tutti gli uomini che ho conosciuto!\nintuizione di qualsiasi uomo che abbia mai conosciuto!\n\n Ma il fatto \u00e8 che ero andato a salutarlo e l'ho trovato trattenuto da un'improvvisa malattia di uno dei suoi anziani.\ndall'improvvisa malattia di uno dei suoi anziani. Sono tornato a cavallo per portargli\nil piccolo pacco. Naturalmente non so che cosa contenesse; dalle dimensioni e dalla forma\ndimensioni e la forma, avrei giudicato che potesse essere un ditale, o un bottone del colletto,\no di un penny; ma, in ogni caso, doveva averne bisogno, poich\u00e9\nperch\u00e9 di certo non lasci\u00f2 che l'erba crescesse sotto i suoi piedi dopo averla ricevuta!\nricevuto! Andiamo in salotto finch\u00e9 non scendono, come dovranno fare, poveri disgraziati.\ndovranno farlo, poveri disgraziati, prima o poi; so che mi fanno scendere sempre\nso che vengo sempre fatta scendere contro la mia volont\u00e0. Salemina vuole un consiglio sul\nnumero di ritratti di Sua Maest\u00e0 da appendere sulla facciata del\ne il numero di candele da collocare in ogni finestra.\n\nEra passata mezz'ora quando il signor Macdonald entr\u00f2 nella stanza e, avvicinandosi direttamente a Salemina, le baci\u00f2 rispettosamente la mano,\ne, avvicinandosi direttamente a Salemina, le baci\u00f2 rispettosamente la mano.\n\n Signorina Salemina, disse, con evidente emozione, voglio prendere in prestito uno dei vostri gioielli nazionali per\nvostri gioielli nazionali per la mia corona di regina.\n\n E cosa dir\u00e0 il nostro Presidente per perdere un gioiello della sua corona?\n\n I buoni governanti repubblicani non portano la coroncina, per una questione di principio,\n ma in realt\u00e0 temo di non pensare a Sua Maest\u00e0 - Dio la benedica!\nla benedica! Questo gioiello non \u00e8 destinato esclusivamente alle occasioni di Stato.\n\n  Lo porterei nel mio petto,\n    per evitare che il mio gioiello si tinga. '\n\n\u00c8 il coronamento della mia vita, piuttosto che quello dell'Impero britannico, a impegnare il mio pensiero attuale.\nImpero Britannico che mi impegna nel presente pensiero. Intercederete per me presso il padre di\npadre di Francesca?\n\n E questa \u00e8 la fine di tutti i vostri battibecchi internazionali?  Salemina\nchiese stuzzicante.\n\n S\u00ec, rispose, abbiamo seppellito l'ascia di guerra, abbiamo firmato articoli di\ndi accordo, abbiamo stipulato trattati di cortesia internazionale. Francesca rimane qui\nFrancesca rimane qui come una specie di missionaria in Scozia, come dice lei, o come una diplomatica\ndiplomatica femminile; vuole essere a disposizione per far rispettare la Dottrina Monroe\nMonroe, nel caso in cui gli ambasciatori accreditati dal suo governo si rilassino nel\ndel suo governo si rilassino nell'adempimento del loro dovere.\n\n Salemina! chiam\u00f2 una voce ridente fuori dalla porta.  Sono\nsono meravigliosamente sollevata. Sarete una donna fiera il giorno stesso, perch\u00e9 ora sono\nE Francesca, vestita con la cuffietta domenicale della signorina Grieve, lo scialle e i guanti di cotone nero, entr\u00f2 e fece un inchino,\nscialle e guanti di cotone nero, entr\u00f2 e fece un inchino pudico al\npavimento. Aveva in mano, come dettaglio corroborante, una vita di John Knox.\ndi John Knox in mano, e niente di pi\u00f9 incongruo dei suoi occhi scintillanti e della sua bocca ammutinata\nocchi scintillanti e della bocca ammutinata sotto il malinconico copricapo.\n\n Ora sono stabilita\", ripet\u00e9.  Conoscete il nuovo assessore\ndi Inchcawdy? Io sono il monaco (un secondo profondo inchino).\n Confido, signore, che farete la maggior parte dei vostri\nprevilegi, e che sarete costanti al kurruk.\nHai dato il consenso di pap\u00e0, Salemina? E non \u00e8 terribile che sia scozzese?\n\n Non \u00e8 terribile che non lo sia? chiese il signor Macdonald.  Eppure, a mio\nmente nessuna donna in Scozia \u00e8 amabile quanto lei!\n\n E nessun uomo in America \u00e8 paragonabile a lui, confess\u00f2 Francesca con tristezza.\nconfess\u00f2 tristemente.  Non \u00e8 pietoso che tra i milioni di nostri connazionali non si sia trovato\nnostri connazionali non sia stato possibile trovare qualcuno che andasse bene? Che cosa\ncosa pensa ora, Lord Ronald Macdonald, di queste pericolose alleanze internazionali?\nalleanze internazionali?\n\n Non avete mai capito quel mio discorso, rispose, con pronta\nmendacit\u00e0.  Quando ho detto che i matrimoni internazionali presentano pi\u00f9\ndifficolt\u00e0 all'immaginazione, pensavo al tuo matrimonio e al mio.\nmatrimonio e al mio, e questo, lo sapevo dal primo momento che ti ho visto,\nsarebbe stato estremamente difficile da organizzare!\n\n\n\nCapitolo XXVI. La Scozia brucia! Attenzione!\n\n\n\n  E presto una ventina di fuochi, credo,\n   dall'alto, dalla collina e dalla scogliera;\n      . . . . . . .\n   Ognuno dopo l'altro si affacciava alla vista,\n   come stelle che sorgono nella notte,\n   brillavano su molte tane crepuscolari,\n   infestato dal guadagno solitario;\n   Sulla piramide grigia di molti cairn,\n   dove giacciono nascoste le urne di potenti capi\".\n\nIl racconto dell'ultimo menestrello.\n\n\n\nLa pioggia \u00e8 continuata a intervalli per tutta la giornata, ma con il passare del pomeriggio il cielo sembrava\npomeriggio il cielo sembrava un po' pi\u00f9 promettente. Sarebbe stato \"saft\", senza dubbio\nsenza dubbio, scalare la Legge, ma il fal\u00f2 deve essere acceso. Pettybaw sarebbe\nsarebbe stato dietro Londra? Pettybaw avrebbe abbandonato la Regina nel momento del bisogno?\nNon anche se la pioggia facesse scoppiare i pozzi su Cawda; non anche se le\nle gonfie ustioni delle montagne ci annegassero fino al ginocchio! Cos\u00ec partimmo mentre\nla breve notte di mezza estate.\n\nDovevamo salire sulla Legge, aspettare il segnale dall'altezza solitaria di Cawda\ne poi accendere la fiaccola della fedelt\u00e0 di Pettybaw alla signora in nero.\nnera; non una fiammata che fiammeggiasse la guerra e le voci di guerra, come era il\ncome il fuoco del faro sui vecchi e grigi merli del Castello di Edimburgo nei giorni\ndi un tempo, ma un messaggio di pace e di buona volont\u00e0. Fermandosi in una capanna sul\nuna capanna sul fianco della grande montagna verde, guardammo a nord verso Helva,\nbianco-crespato da una corona di vapore. (Non c'\u00e8 bisogno di cercare sulla mappa della Scozia\nScozia per Cawda e Helva, perch\u00e9 non le troverete pi\u00f9 di quanto non troverete\npi\u00f9 di quanto non si trovino Pettybaw e Inchcaldy). Ad uno ad uno le cime delle\ncolline lontane cominciarono a schiarirsi e con il vetro potemmo scorgere i\ni fal\u00f2 eretti qua e l\u00e0 per il sacrificio serale d'amore e di fedelt\u00e0 della Scozia.\nd'amore e di fedelt\u00e0 della Scozia. Cawda era ancora velato, e Cawda doveva dare il\nsegnale per tutti i fuochi pi\u00f9 piccoli. Quello di Pettybaw, suppongo, fu considerato\ncome un lampo di luce, ma nessuno dei cento patrioti che si arrampicavano sulla\nmontagna l'avrebbe riconosciuto; per noi il buon nome del regno di Fife e la gloria\nregno di Fife e la gloria dell'Impero Britannico dipendevano dal fuoco di Pettybaw.\nfuoco. Anche alcuni di noi avevano dei dubbi, fondati sulle lugubri profezie della signorina Grieve.\nGrieve. Aveva acconsentito a mettere nove candele accese in ogni\nin ogni finestra del nostro cottage alle dieci, ma si era rifiutata di uscire dalla sua cucina per vedere\nuscire dalla cucina per vedere una processione, ascoltare una banda o guardare un fal\u00f2.\nun fal\u00f2. Aveva avuto una giornata abbastanza stucchevole, una quantit\u00e0 di lavoro troppo\ntroppo logorante per una sola persona nella sua corsia. Sperava che il fal\u00f2 non fosse\ndi Mrs. Sinkler o di Mr. Macbrose, n\u00e9 fosse impregnato della paraffina di Mr.\nCameron; e concluse con la consueta, ma irriflessiva ed esasperante\nma irrelativo ed esasperante, allusione alla famiglia estremamente gentile\ncon cui aveva vissuto a Glasgy.\n\nE ancora ci affannavamo verso l'alto, tenendo per noi i nostri dubbi. Jean zoppicava\nzoppicava coraggiosamente, sostenuta dal braccio di Robin Anstruther. Il signor Macdonald\nMacdonald stava aiutando ardentemente Francesca, che sa arrampicarsi come un camoscio, ma che senza dubbio preferirebbe essere\nsenza dubbio preferirebbe essere assistita. Il suo viso da zingara risplendeva radioso dal suo\ncappuccio di stoffa nera, e quello di Ronald non era meno luminoso. Non ho mai visto\ndue esseri pi\u00f9 innamorati. Si comportano come se avessero\ncome se avessero letto il manoscritto di una tenera passione e si muovessero con esaltata\nsuperiorit\u00e0 in un mondo meno favorito, un mondo che aspetta impaziente\nche il primo numero della storia esca.\n\nSiamo saliti ancora, e mentre ci avvicinavamo alla Grey Lady (una curiosa roccia\nmolto vicino alla vetta) qualcuno propose di fare tre urr\u00e0 per la Regina.\n\nCome hanno urlato i bambini, perch\u00e9 il cuore dei bambini \u00e8 facilmente\ne come il loro stridente slogan per il Giubileo trafiggeva il mistero della notte\ndella notte, e si propagava da una valle all'altra fino allo stesso Firth of Forth!\nForth stesso! Poi ci fu un grido dagli uomini-razzo, lontano nella brughiera aperta.\nbrughiera: \"Cawda \u00e8 libera! Cawda \u00e8 libera!\". Contro un cielo d'argento si ergeva\ne i razzi di segnalazione si levarono verso l'alto, per ricevere risposta da tutte le colline circostanti.\ntutte le colline circostanti.\n\nOra accendiamo il nostro fuoco. Uno dei membri del comitato del villaggio si tolse solennemente il\nsi tolse il cappello e vers\u00f2 dell'olio. Il grande momento era arrivato. Brenda Macrae\nsi avvicin\u00f2 alla pila sacra e, tremante per l'effetto di molti consigli contraddittori, applic\u00f2 la torcia.\nconsigli contraddittori, applic\u00f2 la torcia. Silenzio, tu Grieve e gli altri\naltri, falsi profeti del disastro! Chi ora potrebbe dire che il fal\u00f2 di Pettybaw\nPettybaw era stato costruito male, o che le sue quindici tonnellate di carbone e\nventi tonnellate di legna erano state ammassate in modo poco filosofico?\n\nLe fiamme si precipitavano verso il cielo con una vampata rossastra, che brillava con uno strano effetto\neffetto contro gli abeti neri e la notte pi\u00f9 nera. Tre applausi\nancora! Dio salvi la Regina! Che possa regnare su di noi, felice e gloriosa! E\nAnche noi abbiamo applaudito con entusiasmo, potete starne certi! Era pi\u00f9 per la donna che per il\npi\u00f9 per la donna che per il monarca; era per la vita irreprensibile, non per la splendida monarchia.\nmonarchia; ma c'era tutto il cuore e niente di estraneo nel nostro tono quando\ntono, quando cantavamo \"Dio salvi la Regina\" con il resto degli abitanti di Pettybaw.\nPettybaw.\n\nLa terra si oscur\u00f2; il vento soffiava gelido. Willie, Mr. Macdonald e Mr.\nAnstruther portarono dei tappeti e trovarono per noi un angolo riparato dove potevamo\ndove potevamo ancora osservare la scena. Ci sedemmo l\u00ec, guardando le pianure sottostanti,\ncon tutte le strade dei villaggi che scintillavano di luce, con i razzi che sparavano in aria e cadevano a terra in\nrazzi che sparavano in aria e cadevano a terra in una pioggia dorata, con le luci rosse che\nrossi che tremolavano sui laghi grigi e con un faro dopo l'altro che brillava\ndalle cime delle colline, finch\u00e9 non ne potemmo contare pi\u00f9 di cinquanta\nche si rispondevano l'uno con l'altro dalle creste boscose lungo la costa, alcuni dei quali\nalcuni di essi trafiggevano le fenditure delle nuvole basse fino a sembrare\nche bruciassero a met\u00e0 cielo.\n\nPoi, uno dopo l'altro, i fuochi lontani si spensero e, mentre alcuni di noi stavano ancora seduti in silenzio, lontano, lontano nell'est grigio, ci fu una debole vampata di calore.\nin silenzio, lontano, molto lontano, nel grigio est, c'era una debole vampata di carminio\ndi carminio dove la nuova alba si accendeva in segreto. Sotto\nquel banco di nubi violette il sole stava forgiando i suoi fasci di luce. La\nstella polare impallidiva. L'alito del nuovo mattino si alzava dal grigio rosato.\ngrigio. Le ali del mattino si agitavano e tremavano; e nell'oscurit\u00e0 e nel freddo e misterioso risveglio gli occhi guardavano\ne freddo e misterioso risveglio gli occhi guardavano altri occhi, la mano cercava la mano e le guance si toccavano\nsi cercavano, e le guance si toccavano in una muta carezza.\n\n\n\nCapitolo XXVII. Tre gazze e un matrimonio.\n\n\n\n  Sole, galoppa gi\u00f9 per i cieli dell'ovest,\n     Vai a letto presto, e alzati presto;\n   sferzate i vostri destrieri, allontanate il tempo,\n     e affrettati verso il nostro giorno nuziale!\".\n\nIl pastore gentile.\n\n\n\nOgni mezzogiorno, durante quest'ultima settimana, mentre risalivamo la strada del\nprestito verso la locanda di Pettybaw per il nostro pranzo, abbiamo incrociato tre gazze\ngazze sedute insieme sulla ringhiera pi\u00f9 alta della recinzione. Non sono\nnon sono disposto ad affermare che fossero sempre le stesse gazze; so solo che erano sempre tre.\nso solo che erano sempre tre. Abbiamo appena scoperto di cosa si trattava\ne grande \u00e8 l'eccitazione nel nostro piccolo circolo. Io mi sposer\u00f2\nsposata domani, e mi sposer\u00f2 a Pettybaw, e la signorina Grieve dice che\nin Scozia il numero di gazze che si vedono ha un significato infinito:\nche una significa dolore; due, allegria; tre, un matrimonio; quattro, una nascita e\nOra ricordiamo come dettaglio corroborante che abbiamo visto una gazza, la nostra prima,\nil pomeriggio del suo arrivo.\n\nIl signor Beresford \u00e8 stato contattato via telefono e deve tornare subito in America per\naffari importanti. Mi ha convinto che l'Atlantico \u00e8 uno specchio d'acqua troppo grande per\nd'acqua troppo grande per rotolare tra due innamorati, e io sono stata d'accordo con tutto il mio cuore.\ncuore.\n\nIl matrimonio \u00e8 stato organizzato, per lo pi\u00f9 via telegrafo, in sei ore. Il reverendo\nRonald e il frate celebreranno la cerimonia; un mio vecchio amico pittore, un R.A. di Londra, verr\u00e0 ad accompagnarmi.\nun mio vecchio amico pittore, un R.A. londinese, verr\u00e0 ad accompagnarmi; Francesca sar\u00e0 la mia damigella d'onore; Elizabeth Ardmore e Jean Dalzi\nFrancesca sar\u00e0 la mia damigella d'onore; Elizabeth Ardmore e Jean Dalziel, le mie\ndamigelle; Robin Anstruther, il testimone; mentre Jamie e Ralph saranno\nsaranno i paggetti in kilt e Lady Ardmore far\u00e0 la colazione al castello.\ncastello.\n\nNon c'\u00e8 mai stata tanta generosit\u00e0, tanta ospitalit\u00e0, tanta ricchezza di amicizia!\namicizia! \u00c8 vero, non ho un abito da sposa; ma poich\u00e9 sono per forza una sposa scozzese, posso essere sposata con un abito bianco e un abito d'argento.\nsposa scozzese, posso sposarmi con l'abito bianco con i cardi d'argento con cui sono andata a Holyrood.\nd'argento con cui sono andata a Holyrood.\n\nIl signor Anstruther ha preso un treno notturno per andare e tornare da Londra per scegliere il\nbouquet e i souvenir della sposa. Lady Baird ha inviato il velo, e un\nun meraviglioso cardo di diamanti da appuntare, un gioiello adatto a una principessa!\nCon il biglietto del caro domenicano che prometteva di fare da usciere \u00e8 arrivato un antico scrigno d'argento\ncofanetto d'argento riempito di erica bianca. E per quanto riguarda la torta della sposa,\n\u00e8 uno dei regali di Salemina, scelto con spirito di divertimento e di affetto.\nquanto di affetto. \u00c8 sicuramente appropriata per questo matrimonio americano\ntrapiantato in terra scozzese, e che cosa dovrebbe essere se non un modello, in\ndi glassa di fata, del bellissimo monumento di Sir Walter in Princes Street! Naturalmente\nNaturalmente Francesca \u00e8 piena di battute senza senso e dice che la prigione di\nil carcere di Edimburgo sarebbe stato altrettanto bello dal punto di vista architettonico (in verit\u00e0 \u00e8\nin verit\u00e0, un edificio abbastanza bello da invogliare un esteta al crimine),\ne un simbolo molto pi\u00f9 appropriato per una torta nuziale, a meno che, aggiunge, Salemina non intenda regalare il suo dono.\nSalemina non intenda fare del suo dono un monumento alla mia follia.\n\nLa chiesa di Pettybaw \u00e8 ornata di ginestre gialle provenienti da queste care rive e braes scozzesi\ne di braes scozzesi; e i loro ventagli e pennacchi verdi sventolano su e gi\u00f9 per la navata\nla navata dove camminer\u00f2 come sposa, sono alte felci e bracken da\nCrummylowe Glen, dove abbiamo suonato le ballate.\n\nSe mi guardo indietro, la vita qui \u00e8 stata tutta una ballata dall'inizio alla fine.\nall'ultimo. Come l'elfo Tam Lin,\n\n  La regina delle fate mi ha catturato\n     in questa verde collina per dimorare\".\n\ne queste nozze affrettate sono un finale romantico e appropriato alla\npoesia dell'estate. Sono dell'umore giusto, se fosse necessario, per essere \"presa per\nper la mano bianca come il latte\", sollevata su una carrozza nera come il carbone,\ne trasportato \"oltre il confine e in attesa\" dal mio caro Jock di Hazeldean.\nSfortunatamente, tutto \u00e8 regolare e in regola; nessun \"signore di Langley\nLangley dale\" si contende il premio con lo sposo, ma il matrimonio \u00e8 almeno\nalmeno unico e non convenzionale; nessuno pu\u00f2 privarmi di questa dolce\nconsolazione.\n\nQuindi \"galoppa gi\u00f9 per i cieli dell'ovest\", caro Sun, ma, prythee, galoppa indietro\ndomani! Vai presto a letto, se vuoi, ma alzati di nuovo di buon'ora! Dammi\nil tempo della Regina, caro Sole, e fai risplendere la mia mattina di nozze!"},{"titolo":"Nord e sud","autore":"Elizabeth Gaskell","categoria":"Romanzo","contenuto":"I\n\nUn pappagallo verde e giallo, che pendeva in una gabbia fuori dalla porta, continuava a ripetere\nripetere in continuazione:\n\n Allez vous-en! Allez vous-en! Sapristi! Va bene cos\u00ec!\n\nSapeva parlare un po' di spagnolo, e anche una lingua che nessuno\nnessuno capiva, a meno che non si trattasse dell'uccello beffardo che pendeva dall'altra parte della porta\ndella porta, che fischiava le sue note flautate nella brezza con\ncon una persistenza pazzesca.\n\nIl signor Pontellier, incapace di leggere il suo giornale con un certo grado di comodit\u00e0, si alz\u00f2 con un'espressione e un'esclamazione di disgusto.\nsi alz\u00f2 con un'espressione e un'esclamazione di disgusto.\n\nScese lungo la galleria e attravers\u00f2 gli stretti ponti che collegavano\nche collegavano i villini Lebrun l'uno all'altro. Si era seduto\ndavanti alla porta della casa principale. Il pappagallo e il tordo erano di propriet\u00e0 di Madame Lebrun.\npropriet\u00e0 di Madame Lebrun e avevano il diritto di fare tutto il rumore che volevano.\nrumore che volevano. Il signor Pontellier aveva il privilegio di abbandonare la loro\nsociet\u00e0 quando smettevano di essere divertenti.\n\nSi ferm\u00f2 davanti alla porta della propria casetta, che era la quarta\ndall'edificio principale e vicino all'ultimo. Si sedette su un\ndondolo di vimini che si trovava l\u00ec, si dedic\u00f2 ancora una volta alla\ndi leggere il giornale. Il giorno era domenica; il giornale era vecchio di un giorno.\nI giornali della domenica non erano ancora arrivati a Grand Isle. Conosceva gi\u00e0\nconosceva gi\u00e0 i resoconti di mercato, e sfogliava inquieto gli\neditoriali e le notizie che non aveva avuto il tempo di leggere prima di lasciare New Orleans.\nlasciare New Orleans il giorno prima.\n\nIl signor Pontellier portava gli occhiali da vista. Era un uomo di quarant'anni, di media altezza e\naltezza e di corporatura piuttosto esile; si chinava un po'. I capelli erano\ncastani e lisci, divisi da un lato. La barba era ordinata e\ntagliata con cura.\n\nDi tanto in tanto ritirava lo sguardo dal giornale e si guardava intorno.\nintorno a s\u00e9. In casa c'era pi\u00f9 rumore che mai. L'edificio principale\nedificio principale si chiamava casa, per distinguerlo dai cottage.\nGli uccelli chiacchieravano e fischiavano ancora. Due ragazzine,\nle gemelle Farival, stavano suonando un duetto di Zampa al pianoforte.\nMadame Lebrun si affannava ad entrare e uscire, dando ordini in tono acuto a un garzone di\ndi un ragazzo del cortile ogni volta che entrava in casa, e indicazioni a voce altrettanto alta\naltrettanto a voce alta a un domestico della sala da pranzo ogni volta che usciva.\nEra una donna fresca e graziosa, vestita sempre di bianco con le maniche al gomito.\nLe sue gonne inamidate si stropicciavano quando andava e veniva. Pi\u00f9 in basso, davanti a\nuno dei cottage, una signora in nero camminava pudicamente su e gi\u00f9,\nraccontando le sue perle. Un buon numero di persone della _pensione_ era andato a\nalla _Ch ni re Caminada_ con il trabaccolo di Beaudelet per ascoltare la messa. Alcuni\ngiovani erano fuori, sotto le querce, a giocare a croquet. I due figli del Sig.\nPontellier c'erano due bambini robusti di quattro e cinque anni.\ncinque anni. Un'infermiera quadroon li seguiva con aria distante e meditativa.\naria distante e meditativa.\n\nIl signor Pontellier accese finalmente un sigaro e cominci\u00f2 a fumare, lasciando che la carta\ncarta dalla mano. Fiss\u00f2 il suo sguardo su un ombrellone bianco\nche avanzava a passo di lumaca dalla spiaggia. Poteva vederlo\ntra i tronchi spessi delle querce acquatiche e attraverso la distesa di camomilla gialla.\ndi camomilla gialla. Il golfo appariva lontano, dissolvendosi\nnell'azzurro dell'orizzonte. L'ombra del sole continuava ad avvicinarsi\nlentamente. Sotto il suo riparo rosa c'erano sua moglie, la signora Pontellier,\ne il giovane Robert Lebrun. Quando raggiunsero il cottage, i due si sedettero con un po' di fatica\ncon un po' di fatica sul gradino superiore del portico, l'uno di fronte all'altra.\nportico, uno di fronte all'altro, ognuno appoggiato a un palo di sostegno.\n\n Che follia! Fare il bagno a quest'ora con questo caldo! esclam\u00f2 Mr.\nPontellier. Lui stesso aveva fatto un tuffo alla luce del giorno. Ecco perch\u00e9 la\nmattina gli sembrava lunga.\n\n Sei bruciata in modo irriconoscibile\", aggiunse, guardando la moglie come si guarda un oggetto di valore che ha subito un danno.\ncome si guarda un oggetto di valore che ha subito un danno.\nqualche danno. Lei alz\u00f2 le mani, mani forti e formose, e le esamin\u00f2 criticamente\nle mani, forti e formose, e le esamin\u00f2 criticamente, tirando su le maniche fulve sopra i polsi. Guardarle\nle ricordava gli anelli che aveva regalato al marito prima di partire per la spiaggia.\nprima di partire per la spiaggia. In silenzio gli tese la mano e lui, comprendendo, prese gli anelli dal gilet,\nlui, comprendendo, prese gli anelli dalla tasca del gilet e li fece cadere\nnel suo palmo aperto. Lei se li infil\u00f2 tra le dita; poi, stringendo le ginocchia, guard\u00f2 di fronte a s\u00e9 il marito.\nginocchia, guard\u00f2 Robert e cominci\u00f2 a ridere. Gli anelli\nscintillavano sulle sue dita. Lui rispose con un sorriso.\n\n Cosa c'\u00e8? chiese Pontellier, guardando pigramente e divertito da uno all'altro.\nl'altro. Si trattava di una sciocchezza, di un'avventura nell'acqua.\ne tutti e due cercarono di raccontarla in una volta sola. Non sembrava neanche lontanamente\ndivertente una volta raccontata. Se ne resero conto, e anche il signor Pontellier. Sbadigli\u00f2 e si stiracchi\u00f2.\nsbadigli\u00f2 e si stiracchi\u00f2. Poi si alz\u00f2, dicendo che aveva una mezza idea di andare all'hotel Klein\ndi andare all'hotel Klein e fare una partita a biliardo.\n\n Vieni con noi, Lebrun, propose a Robert. Ma Robert ammise\nfrancamente che preferiva rimanere dov'era e parlare con la signora Pontellier.\nPontellier.\n\n Beh, mandalo a fare i suoi affari quando ti annoia, Edna, istru\u00ec il marito mentre si preparava ad andarsene.\nsuo marito mentre si preparava ad andarsene.\n\n Ecco, prendi l'ombrello\", esclam\u00f2 lei porgendoglielo. Lui\naccett\u00f2 il parasole e, sollevandolo sopra la testa, scese i gradini e si allontan\u00f2.\ne si allontan\u00f2.\n\n Torni a cena? Lo chiam\u00f2 la moglie. Lui si ferm\u00f2 un attimo\ne scroll\u00f2 le spalle. Cerc\u00f2 nella tasca del giubbotto; c'era una banconota da\nc'era una banconota da dieci dollari. Non lo sapeva, forse sarebbe tornato per la cena\ncena e forse no. Tutto dipendeva dalla compagnia\nche avrebbe trovato da Klein e dall'entit\u00e0 della partita.  Non lo disse\nnon lo disse, ma lei lo cap\u00ec e rise, facendogli un cenno di saluto.\n\nEntrambi i bambini volevano seguire il padre quando lo vedevano partire.\ndi partenza. Lui li ha baciati e ha promesso di riportare loro bonbon e noccioline.\nnoccioline.\n\nII\n\nGli occhi della signora Pontellier erano rapidi e brillanti; erano di un marrone giallastro, pi\u00f9 o meno il colore dei suoi capelli.\nmarrone giallastro, pi\u00f9 o meno del colore dei suoi capelli. Aveva un modo di rivolgerli rapidamente\nrapidamente su un oggetto e tenerli l\u00ec come se fossero persi in qualche labirinto interiore di\nlabirinto della contemplazione o del pensiero.\n\nLe sopracciglia erano di una tonalit\u00e0 pi\u00f9 scura dei capelli. Erano folte e\nquasi orizzontali, che sottolineavano la profondit\u00e0 dei suoi occhi. Era piuttosto\nbella che bella. Il suo viso era accattivante per via di una certa\nuna certa franchezza di espressione e di un sottile gioco contraddittorio di\ntratti. I suoi modi erano accattivanti.\n\nRobert arrotol\u00f2 una sigaretta. Fuma sigarette perch\u00e9 non pu\u00f2 permettersi i sigari.\nsigari, ha detto. Aveva in tasca un sigaro che gli aveva regalato il Sig.\nPontellier gli aveva regalato, e lo teneva da parte per la sua\ndopo cena.\n\nQuesto sembrava del tutto corretto e naturale da parte sua. Nel colorito non era\nnon dissimile dal suo compagno. Il viso rasato rendeva la somiglianza pi\u00f9\npronunciata di quanto sarebbe stata altrimenti. Non c'era ombra di cura sul suo\ncura sul suo viso aperto. I suoi occhi raccoglievano e riflettevano la\nluce e il languore della giornata estiva.\n\nLa signora Pontellier prese un ventaglio di foglie di palma che giaceva sul portico e inizi\u00f2 a ventilarsi.\ne inizi\u00f2 a ventilarsi, mentre Robert si mandava tra le labbra leggeri\ntra le labbra leggere boccate di sigaretta. Chiacchieravano senza sosta: delle cose che li\nintorno a loro; della loro divertente avventura in acqua che aveva di nuovo\naveva assunto di nuovo il suo aspetto divertente; del vento, degli alberi, delle persone\nche erano andate al _Ch ni re;_ dei bambini che giocavano a croquet sotto le querce, e dei Fini.\nsotto le querce, e dei gemelli Farival, che ora stavano recitando l'ouverture de\nl'ouverture de Il poeta e il contadino.\n\nRobert parlava molto di s\u00e9. Era molto giovane e non sapeva\nnon ne sapeva di pi\u00f9. La signora Pontellier parlava un po' di s\u00e9 per lo stesso motivo.\nstesso motivo. Ognuno era interessato a ci\u00f2 che diceva l'altro. Robert parl\u00f2\ndella sua intenzione di andare in Messico in autunno, dove la fortuna lo attendeva.\nfortuna. Era sempre intenzionato ad andare in Messico, ma in qualche modo non ci arrivava mai.\nl\u00ec. Nel frattempo mantenne la sua modesta posizione in una casa mercantile di New Orleans.\nmercantile di New Orleans, dove una pari familiarit\u00e0 con l'inglese, il francese e lo spagnolo\ne spagnolo gli dava un valore non indifferente come impiegato e corrispondente.\n\nStava trascorrendo le vacanze estive, come sempre, con la madre a Grand Isle.\na Grand Isle. Nei tempi passati, prima che Robert potesse ricordare, la casa\ncasa era stata un lusso estivo dei Lebrun. Ora, fiancheggiata dalla sua\nuna dozzina di cottage, che erano sempre pieni di visitatori esclusivi\nvisitatori esclusivi del _Quartier Fran ais_, permetteva a Madame Lebrun di\nLebrun di mantenere l'esistenza facile e confortevole che sembrava essere il suo\ndiritto di nascita.\n\nLa signora Pontellier ha parlato della piantagione del Mississippi di suo padre e della sua\ndella sua casa d'infanzia nella vecchia campagna del Kentucky. Era una donna\ndonna americana, con una piccola infusione di francese che sembrava essersi\nche sembrava essersi persa nella diluizione. Lesse una lettera di sua sorella, che si trovava in Oriente e che si era impegnata\nin Oriente e che si era impegnata a sposarsi. Robert era\nRobert era interessato e voleva sapere che tipo di ragazze fossero le sorelle,\ncom'era il padre e da quanto tempo era morta la madre.\n\nQuando la signora Pontellier ripieg\u00f2 la lettera era gi\u00e0 ora di vestirsi per\nla cena anticipata.\n\n Vedo che una volta non torner\u00e0\", disse, con uno sguardo nella direzione in cui il marito era scomparso.\ndirezione da cui era scomparso il marito. Robert suppose che non\nnon lo fosse, visto che da Klein c'erano molti uomini del club di New Orleans.\n\nQuando la signora Pontellier lo lasci\u00f2 per entrare nella sua stanza, il giovane scese i gradini e si diresse verso i giocatori di croquet.\nscese i gradini e passeggi\u00f2 verso i giocatori di croquet,\ndove, durante la mezz'ora prima della cena, si divert\u00ec con i piccoli Pontellier, che gli erano molto affezionati.\nbambini Pontellier, che gli erano molto affezionati.\n\nIII\n\nErano le undici di quella sera quando il signor Pontellier torn\u00f2 dall'hotel Klein.\nKlein s hotel. Era di ottimo umore, di buon umore e molto\nmolto loquace. Il suo ingresso svegli\u00f2 la moglie, che era a letto e dormiva profondamente quando entr\u00f2.\nquando lui entr\u00f2. Le parl\u00f2 mentre si spogliava, raccontandole\naneddoti, notizie e pettegolezzi che aveva raccolto durante la giornata.\ngiorno. Dalle tasche dei pantaloni estrasse un pugno di banconote stropicciate\ne una buona quantit\u00e0 di monete d'argento, che ammucchi\u00f2 sullo scrittoio\nindistintamente con le chiavi, il coltello, il fazzoletto e tutto ci\u00f2 che\ne qualsiasi altra cosa si trovasse nelle sue tasche. Lei era sopraffatta dal sonno e\ne gli rispose con piccole mezze parole.\n\nPensava che fosse molto scoraggiante che la moglie, che era l'unico oggetto della sua\ndella sua esistenza, mostrasse cos\u00ec poco interesse per le cose che lo riguardavano\ne apprezzasse cos\u00ec poco la sua conversazione.\n\nIl signor Pontellier aveva dimenticato le caramelle e le noccioline per i ragazzi.\nNonostante ci\u00f2, li amava molto e and\u00f2 nella stanza adiacente dove dormivano per guardarli e assicurarsi che fossero\nstanza dove dormivano per dare loro un'occhiata e assicurarsi che stessero\nche stessero riposando comodamente. Il risultato della sua indagine fu tutt'altro che\nsoddisfacente. Gir\u00f2 e spost\u00f2 i ragazzi nel letto. Uno di loro\nuno di loro cominci\u00f2 a scalciare e a parlare di un cesto pieno di granchi.\n\nIl signor Pontellier torn\u00f2 da sua moglie con l'informazione che Raoul aveva\nfebbre alta e che aveva bisogno di cure. Poi accese un sigaro e and\u00f2 a\nvicino alla porta aperta per fumarlo.\n\nLa signora Pontellier era abbastanza sicura che Raoul non avesse la febbre. Era andato a letto perfettamente\nperfettamente bene, disse, e non aveva avuto alcun problema per tutto il giorno. Il Sig.\nPontellier conosceva troppo bene i sintomi della febbre per potersi sbagliare.\nLe assicur\u00f2 che il bambino stava consumando in quel momento nella stanza accanto.\n\nHa rimproverato alla moglie la sua disattenzione, la sua abituale trascuratezza nei confronti dei\ndei bambini. Se non era compito di una madre occuparsi dei bambini,\ndi chi mai era? Lui stesso aveva le mani occupate con i suoi affari di intermediazione.\naffari. Non poteva essere in due posti allo stesso tempo: guadagnarsi da vivere per\nper la sua famiglia in strada e stare a casa a controllare che non gli\nche non gli capitasse nulla. Parlava in modo monotono e insistente.\n\nLa signora Pontellier si alz\u00f2 di scatto dal letto e and\u00f2 nella stanza accanto. Ben presto\ntorn\u00f2 e si sedette sul bordo del letto, appoggiando la testa sul cuscino.\ncuscino. Non disse nulla e si rifiut\u00f2 di rispondere al marito quando questi la interrog\u00f2.\ninterrogarla. Quando il sigaro fu consumato, si coric\u00f2 e in mezzo minuto si addorment\u00f2.\nmezzo minuto si era gi\u00e0 addormentato.\n\nLa signora Pontellier era ormai completamente sveglia. Cominci\u00f2 a piangere un\ne si asciug\u00f2 gli occhi sulla manica del suo _peignoir_. Spegnendo\nla candela che il marito aveva lasciato accesa, infil\u00f2 i piedi nudi in un paio di _mules_ di raso.\npiedi nudi in un paio di _mule_ di raso ai piedi del letto e usc\u00ec in veranda, dove si sedette\nsulla veranda, dove si sedette sulla sedia di vimini e cominci\u00f2 a dondolare dolcemente\ndolcemente su e gi\u00f9.\n\nEra ormai mezzanotte passata. Le casette erano tutte buie. Un'unica debole\nluce dal corridoio della casa. Non c'era alcun suono\ntranne il verso di un vecchio gufo in cima a una quercia e la voce perenne del mare, che non si alzava.\ne l'eterna voce del mare, che non si alzava in quell'ora\nora. Si infrangeva come una ninna nanna luttuosa sulla notte.\n\nLe lacrime affiorarono cos\u00ec velocemente agli occhi della signora Pontellier che la manica umida del suo\ndel suo _peignoir_ non serviva pi\u00f9 ad asciugarli. Si teneva allo schienale della\ncon una mano lo schienale della sedia; la manica larga era scivolata quasi fino alla spalla del braccio sollevato.\nla spalla del braccio sollevato. Voltandosi, spinse il viso,\nfumante e bagnato, nella piega del braccio, e continu\u00f2 a piangere\ne continu\u00f2 a piangere, senza preoccuparsi di asciugarsi il viso, gli occhi e le braccia. Non avrebbe potuto\nnon avrebbe saputo dire perch\u00e9 stesse piangendo. Esperienze come quelle\nprecedenti non erano rare nella sua vita matrimoniale. Sembrava che non avessero mai\nprima di allora non avevano mai pesato molto contro l'abbondanza di gentilezza del marito e la\nmarito e di una devozione uniforme che era diventata tacita e\ntacita e comprensibile.\n\nUn'indescrivibile oppressione, che sembrava generarsi in qualche\nparte sconosciuta della sua coscienza, riempiva tutto il suo essere di una\nvaga angoscia. Era come un'ombra, come una nebbia che attraversava la sua\ngiorno d'estate della sua anima. Era strana e sconosciuta; era uno stato d'animo. Lei\nnon stava l\u00ec seduta a rimproverare il marito, a lamentarsi del Fato,\nche aveva indirizzato i suoi passi sulla strada che avevano preso. Lei\nstava solo facendo un bel pianto tutto per s\u00e9. Le zanzare si divertivano\nsu di lei, mordendo le sue braccia sode e rotonde e pizzicando i suoi piedi nudi.\n\nQuei piccoli folletti pungenti e ronzanti riuscirono a dissipare uno stato d'animo che\navrebbe potuto trattenerla nell'oscurit\u00e0 ancora per mezza notte.\n\nIl mattino seguente il signor Pontellier si alz\u00f2 in tempo per prendere la\nche lo avrebbe portato al piroscafo al molo. Stava\nstava tornando in citt\u00e0 per i suoi affari e non l'avrebbero rivisto all'isola\nall'Isola solo il sabato successivo. Aveva riacquistato la sua compostezza,\nche sembrava essere stata in qualche modo compromessa la sera prima. Era\nera impaziente di andarsene, perch\u00e9 non vedeva l'ora di trascorrere una settimana movimentata a Carondelet Street.\nVia.\n\nIl signor Pontellier diede alla moglie met\u00e0 del denaro che aveva portato via dall'hotel di Klein.\ndall'hotel Klein la sera prima. A lei piaceva il denaro come\ncome la maggior parte delle donne, e lo accett\u00f2 con non poca soddisfazione.\n\n Comprer\u00e0 un bel regalo di nozze per sorella Janet!\nesclam\u00f2, spianando le banconote mentre le contava una per una.\n\n Oh! Tratteremo suor Janet meglio di cos\u00ec, mia cara\", disse ridendo,\nmentre si preparava a darle un bacio d'addio.\n\nI ragazzi si affannavano, si aggrappavano alle sue gambe, implorando che\nche numerose cose venissero riportate a loro. Il signor Pontellier era un grande\ne le signore, gli uomini, i bambini, persino le infermiere, erano sempre a disposizione per salutarlo.\nper salutarlo. La moglie sorrideva e salutava, i ragazzi gridavano\ngridavano, mentre lui scompariva nella vecchia roulotte lungo la strada sabbiosa.\n\nQualche giorno dopo arriv\u00f2 una scatola per la signora Pontellier da New Orleans. Era\nera da parte del marito. Era piena di _friandises_, di pezzetti di frutta\ne golosi pezzetti di frutta finissima, di _pat s_, di una o due bottiglie rare, di sciroppi deliziosi e di bonbons in abbondanza,\nsciroppi deliziosi e bonbon in abbondanza.\n\nLa signora Pontellier era sempre molto generosa con il contenuto di questa\nLa signora Pontellier era sempre molto generosa con il contenuto di una scatola del genere; era abituata a riceverla quando era lontana da casa. Le\ne la frutta venivano portati in sala da pranzo, mentre i bonbon venivano\ni bonbon venivano passati in giro. E le signore, scegliendo con dita delicate e\ndita e un po' avidamente, tutte dichiararono che il signor Pontellier era il miglior marito del mondo.\nmarito migliore del mondo. La signora Pontellier fu costretta ad ammettere di non conoscere\nche non ne conosceva di migliori.\n\nIV\n\nSarebbe stato difficile per il signor Pontellier definire in modo soddisfacente per s\u00e9 o per altri\nsoddisfazione propria o di chiunque altro, in che modo la moglie abbia mancato al suo dovere verso i figli.\ndovere nei confronti dei figli. Era qualcosa che sentiva piuttosto che\npercepito, e non ha mai dato voce a questa sensazione senza un successivo rimpianto\ne un'ampia espiazione.\n\nSe uno dei piccoli Pontellier faceva un capitombolo mentre giocava, non era\nnon correva a piangere tra le braccia della madre per avere conforto; era pi\u00f9 probabile che si raccogliesse da solo, si asciugasse l'acqua dagli occhi e si\npi\u00f9 probabilmente si rialzava, si asciugava l'acqua dagli occhi e la sabbia dalla bocca e continuava a giocare.\nsabbia dalla bocca e continuava a giocare. Per quanto fossero piccoli, si\ne si battevano in battaglie infantili con i pugni raddoppiati e le voci alzate.\npugni e con la voce alta, che di solito prevalevano sugli altri\nmadre-tot. L'infermiera quadroon era vista come un enorme ingombro,\nbuono solo per abbottonare la vita e le mutandine e per spazzolare e separare i capelli;\npoich\u00e9 sembrava che fosse una legge della societ\u00e0 che i capelli dovessero essere\nspazzolati.\n\nIn breve, la signora Pontellier non era una donna-madre. Le donne-madri\nsembravano prevalere quell'estate a Grand Isle. Era facile riconoscerle,\nche svolazzavano con le ali spiegate e protettive quando qualsiasi danno, reale o immaginario, minacciava la loro preziosa nidiata.\nreale o immaginario, minacciava la loro preziosa nidiata. Erano donne che\nidolatravano i loro figli, adoravano i loro mariti e consideravano un santo privilegio\nun sacro privilegio quello di sparire come individui e farsi crescere le ali come\ncome angeli ministri.\n\nMolte di loro erano deliziose nel ruolo; una di loro era l'incarnazione di ogni grazia e fascino femminile.\ndi ogni grazia e fascino femminile. Se il marito non l'adorava, era un bruto che meritava la morte\nera un bruto, meritevole di morte per lenta tortura. Si chiamava Ad le\nRatignolle. Non ci sono parole per descriverla se non quelle vecchie che\nche sono servite cos\u00ec spesso per raffigurare l'eroina del passato e la\ndama dei nostri sogni. Non c'era nulla di sottile o nascosto nel suo\nbellezza era tutta l\u00ec, fiammeggiante ed evidente: i capelli d'oro filato\ncapelli d'oro filato che n\u00e9 il pettine n\u00e9 la spilla potevano trattenere; gli occhi azzurri che\nche non assomigliavano a nient'altro che a zaffiri; due labbra che facevano il broncio, che erano cos\u00ec rosse\nche si poteva solo pensare alle ciliegie o a qualche altro delizioso frutto cremisi\nnel guardarle. Stava crescendo un po' di peso, ma questo non sembrava\nnon sembrava sminuire di una virgola la grazia di ogni passo, di ogni posa, di ogni gesto. Una persona\nnon si sarebbe voluto che il suo collo bianco fosse un po' meno pieno o le sue bellissime\nbraccia pi\u00f9 sottili. Mai mani furono pi\u00f9 squisite delle sue, ed era una gioia guardarle quando\nera una gioia guardarle quando infilava l'ago o aggiustava il ditale d'oro sul suo\nditale d'oro al suo dito medio affusolato, mentre cuciva sui piccoli\ncassetti da notte o modellava un corpetto o un bavaglino.\n\nMadame Ratignolle era molto affezionata alla signora Pontellier, e spesso prendeva il suo cucito e andava a sedersi con lei nel pomeriggio.\ndi cucito e andava a sedersi con lei nel pomeriggio. Era\nil pomeriggio del giorno in cui arriv\u00f2 la scatola da New Orleans.\nOrleans. Era in possesso della sedia a dondolo ed era impegnata a cucire\na cucire un piccolo paio di cassetti da notte.\n\nAveva portato il modello dei cassetti perch\u00e9 la signora Pontellier li ritagliasse.\nuna meraviglia di costruzione, concepita per racchiudere il corpo di un bambino in modo cos\u00ec efficace\nche solo due piccoli occhi potessero spuntare dall'indumento, come quelli di un eschimese,\nErano stati pensati per l'inverno, quando le insidiose correnti d'aria scendevano dai camini e dagli interni.\nquando le correnti d'aria insidiose scendono dai camini e le insidiose correnti di freddo mortale si fanno strada\nattraverso i buchi delle serrature.\n\nLa signora Pontellier era abbastanza tranquilla per quanto riguarda le attuali\nnecessit\u00e0 materiali dei suoi figli, e non vedeva l'utilit\u00e0 di anticipare e rendere\nanticipare e fare degli indumenti per la notte d'inverno l'oggetto delle sue meditazioni estive.\nmeditazioni estive. Ma non voleva apparire poco affabile e disinteressata,\ncos\u00ec aveva portato con s\u00e9 dei giornali, che aveva steso sul pavimento della\ndella galleria e, sotto le indicazioni di Madame Ratignolle, aveva ritagliato un modello di\nun cartamodello dell'abito impermeabile.\n\nRobert era l\u00ec, seduto come la domenica precedente, e anche Mrs.\nPontellier occupava anch'essa la sua posizione precedente sul gradino superiore, appoggiato\nsvogliatamente contro il palo. Accanto a lei c'era una scatola di caramelle, che\nche la signora porgeva a intervalli a Madame Ratignolle.\n\nLa signora sembrava non saper scegliere, ma alla fine si decise per un\nun bastoncino di torrone, chiedendosi se non fosse troppo ricco, se potesse\nse potesse farle male. Madame Ratignolle era sposata da sette\nanni. Ogni due anni circa aveva un figlio. In quel momento aveva tre\nbambini e cominciava a pensare a un quarto. Parlava sempre\nparlava sempre della sua condizione.  La sua condizione non era affatto evidente,\ne nessuno ne avrebbe saputo nulla, se non fosse stato per la sua ostinazione nel\ndi farne l'argomento di conversazione.\n\nRobert cominci\u00f2 a rassicurarla, affermando di aver conosciuto una signora che aveva\nche si era nutrita di torrone durante l'intera giornata, ma vedendo il colore del viso della signora Pontellier\nsul viso della signora Pontellier, si controll\u00f2 e cambi\u00f2 argomento.\n\nLa signora Pontellier, pur avendo sposato un creolo, non si sentiva del tutto a suo agio nella societ\u00e0 dei creoli.\nsociet\u00e0 dei creoli; mai prima d'ora era stata gettata cos\u00ec\nintimamente tra loro. Quell'estate a Lebrun c'erano solo creoli.\nSi conoscevano tutti e si sentivano come una grande famiglia, tra la quale\nesistevano i rapporti pi\u00f9 amichevoli. Una caratteristica che\nche li distingueva e che colp\u00ec maggiormente la signora Pontellier\nera la totale assenza di pruderie. La loro libert\u00e0 di espressione era inizialmente\nlibert\u00e0 di espressione le risult\u00f2 inizialmente incomprensibile, anche se non ebbe difficolt\u00e0 a conciliare\nconciliarla con l'alta castit\u00e0 che nella donna creola sembra essere innata e inconfondibile.\ninnata e inconfondibile.\n\nEdna Pontellier non dimenticher\u00e0 mai lo shock con cui ha ascoltato\nMadame Ratignolle raccontare al vecchio Monsieur Farival la straziante storia di un suo\ndi uno dei suoi _accouchements_, senza nascondere alcun dettaglio intimo. Si stava\nabituata a simili shock, ma non riusc\u00ec a trattenere il colore crescente\ncolore dalle guance. Pi\u00f9 di una volta il suo arrivo aveva\ninterrotto la storia divertente con cui Robert stava intrattenendo un gruppo\ngruppo divertito di donne sposate.\n\nUn libro aveva fatto il giro della _pensione_. Quando arriv\u00f2 il suo turno di\nleggerlo, lo fece con profondo stupore. Si sent\u00ec spinta a leggere\nlibro in segreto e in solitudine, anche se nessuno degli altri lo aveva fatto, per nasconderlo alla vista\ndi nasconderlo alla vista al rumore dei passi che si avvicinavano. Era\ncriticato apertamente e discusso liberamente a tavola. La signora Pontellier si \u00e8 arresa allo stupore e ha concluso\ndi stupore e concluse che le meraviglie non sarebbero mai finite.\n\nV\n\nQuel pomeriggio d'estate, sedute l\u00ec, formavano un gruppo congeniale.\npomeriggio d'estate, Madame Ratignolle stava cucendo, fermandosi spesso a raccontare una storia o un\nstoria o di un incidente con molti gesti espressivi delle sue mani perfette;\nRobert e la signora Pontellier seduti in ozio, scambiandosi qualche parola,\nsguardi o sorrisi che indicavano un certo stadio avanzato di intimit\u00e0 e di\ne di cameratismo.\n\nNell'ultimo mese aveva vissuto nella sua ombra. Nessuno ha pensato\nnessuno pensava a nulla. Molti avevano previsto che Robert si sarebbe dedicato a\nsignora Pontellier al suo arrivo. Dall'et\u00e0 di quindici anni, cio\u00e8 undici anni prima\nundici anni prima, Robert ogni estate a Grand Isle si era costituito\ndi qualche dama o donzella. A volte si trattava\na volte era una giovane ragazza, altre volte una vedova; ma altrettanto spesso si trattava di qualche\ninteressante donna sposata.\n\nPer due stagioni consecutive ha vissuto alla luce del sole della presenza di Mademoiselle\nDuvigne. Ma lei mor\u00ec tra un'estate e l'altra; allora Robert si atteggi\u00f2 a\nun inconsolabile, prostrandosi ai piedi di Madame Ratignolle\nper ottenere qualsiasi briciola di simpatia e di conforto che lei si compiacesse di\ndi conforto che lei si fosse compiaciuta di concedere.\n\nAlla signora Pontellier piaceva sedersi e guardare la sua bella compagna come avrebbe potuto\ncome si guarda una Madonna senza difetti.\n\n Si pu\u00f2 immaginare la crudelt\u00e0 che si cela sotto quella bella apparenza?\nRobert.  Sapeva che un tempo l'adoravo e mi lasciava adorare. Era\nRobert, vieni, vai, alzati, siediti, fai questo, fai quello, guarda se il bambino dorme.\nbambino dorme; il mio ditale, per favore, che ho lasciato Dio sa dove. Vieni e\nleggimi Daudet mentre cucio.\n\n Non ho mai dovuto chiedere. Tu eri sempre l\u00ec sotto i miei\npiedi, come un gatto fastidioso.\n\n Cio\u00e8 come un cane adorante. E appena Ratignolle \u00e8 apparso\nsulla scena, allora fu come un cane.  Passez! Adieu! Allez\nvous-en!\n\n Forse temevo di far ingelosire Alphonse, interloqu\u00ec, con un'eccessiva\neccessivo na vet . Questo li fece ridere tutti. La mano destra gelosa della\nsinistra! Il cuore geloso dell'anima! Ma se \u00e8 per questo, il marito\nmarito creolo non \u00e8 mai geloso; con lui la passione incancrenita \u00e8 una passione\nche \u00e8 diventata nana per il disuso.\n\nNel frattempo Robert, rivolgendosi alla signora Pontellier, continu\u00f2 a raccontare della sua\nuna volta senza speranza per Madame Ratignolle; delle notti insonni,\ndi fiamme consumate fino a far sfrigolare il mare quando faceva il suo tuffo quotidiano.\ntuffo quotidiano. Mentre la signora dell'ago continuava a correre,\ncommento sprezzante:\n\n _Blagueur farceur gros b te, va!_.\n\nNon assumeva mai questo tono serio e comico quando era solo con la signora Pontellier.\nLei non seppe mai esattamente cosa pensare; in quel momento le era impossibile\nimpossibile per lei indovinare quanta parte fosse scherzosa e quale parte\ndi scherzo e quanto di serio. Si capiva che lui aveva spesso pronunciato parole d'amore\na Madame Ratignolle, senza pensare di essere preso sul serio.\nLa signora Pontellier era contenta che lui non avesse assunto un ruolo simile nei suoi confronti.\nse stessa. Sarebbe stato inaccettabile e fastidioso.\n\nLa signora Pontellier aveva portato con s\u00e9 il suo materiale da disegno, con cui\na volte si dilettava in modo poco professionale. Le piaceva\ndilettarsi. Provava una soddisfazione che nessun altro lavoro le permetteva.\noccupazione che le offriva.\n\nDa tempo desiderava mettersi alla prova con Madame Ratignolle. Mai quella\nmai quella signora era sembrata un soggetto pi\u00f9 allettante che in quel momento, seduta l\u00ec\ncome una Madonna sensuale, con il bagliore del giorno che si affievoliva ad arricchire\nil suo splendido colore.\n\nRobert pass\u00f2 oltre e si sedette sul gradino sotto quello di Mrs.\nPontellier, per poterla osservare al lavoro. Lei maneggiava i pennelli con\ncon una certa disinvoltura e libert\u00e0 che non derivava da una lunga e stretta\nconoscenza con essi, ma da un'attitudine naturale. Robert seguiva\ncon grande attenzione, dando vita a piccole espressioni eiaculatorie di apprezzamento in francese.\nespressioni di apprezzamento in francese, che indirizzava a Madame\nRatignolle.\n\n Ma ce n'est pas mal! Elle s y connait, elle a de la force, oui.\n\nDurante la sua attenzione, una volta ha appoggiato tranquillamente la testa sul braccio della signora Pontellier.\nbraccio della signora Pontellier. Con la stessa delicatezza con cui lei lo respingeva. Ancora una volta\nripetere l'offesa. Lei non poteva che credere che si trattasse di\nsconsideratezza da parte di lui; eppure questo non era un motivo per cui dovesse\nad essa. Non si oppose, se non per respingerlo ancora una volta con calma ma\nfermamente. Lui non si scus\u00f2. Il quadro completato non assomigliava\nsomigliava a Madame Ratignolle. Fu molto delusa nel constatare\nche non le somigliava. Ma era un lavoro abbastanza corretto,\ne per molti aspetti soddisfacente.\n\nLa signora Pontellier evidentemente non la pensava cos\u00ec. Dopo aver esaminato il disegno\ncriticamente il disegno, tracci\u00f2 un'ampia macchia di vernice sulla sua superficie e\nstropicciare il foglio tra le mani.\n\nI giovani salirono i gradini a passo di marcia, mentre la quadroon li seguiva a\ndistanza rispettosa che le imponevano di osservare. La signora\nPontellier li fece portare in casa con i suoi colori e le sue cose. Cerc\u00f2 di trattenerli\ncerc\u00f2 di trattenerli per fare due chiacchiere e qualche convenevole. Ma loro\nerano molto seri. Erano venuti solo per indagare sul contenuto\ndella scatola dei bonbon. Accettarono senza mormorare ci\u00f2 che lei scelse di\ndi dare loro, tendendo ciascuno due mani paffute a mo' di paletta, nella vana speranza di essere riempite.\nsperanza di essere riempite; e poi se ne andarono.\n\nIl sole era basso a ovest e la brezza morbida e languida che saliva da sud, carica dell'odore seducente del mare.\nche saliva da sud, carica dell'odore seducente del mare.\nI bambini, appena svegli, si riunivano per i loro giochi sotto le querce.\nquerce. Le loro voci erano alte e penetranti.\n\nMadame Ratignolle ripieg\u00f2 il suo cucito, mettendo ditale, forbici e filo insieme nel rotolo, che appunt\u00f2 saldamente.\nfilo, tutti ordinatamente insieme nel rotolo, che appunt\u00f2 saldamente. Si lament\u00f2 di uno svenimento.\nlamentava uno svenimento. La signora Pontellier corse a prendere l'acqua di colonia e un ventaglio.\nun ventaglio. Bagn\u00f2 il viso di Madame Ratignolle con l'acqua di colonia, mentre Robert\nil ventaglio con inutile vigore.\n\nL'incantesimo fin\u00ec presto e la signora Pontellier non pot\u00e9 fare a meno di chiedersi se non ci fosse un po' di immaginazione all'origine.\nse non ci fosse un po' di immaginazione all'origine, visto che\nla sfumatura di rosa non era mai svanita dal viso della sua amica.\n\nRimase a guardare la bella donna che percorreva la lunga fila di gallerie\ncon la grazia e la maestosit\u00e0 che a volte si suppone che le regine\nregine. I suoi piccoli le corsero incontro. Due di loro si aggrapparono alle sue\ndue si aggrappavano alle sue gonne bianche, il terzo lo prendeva dalla sua balia e con mille\naffettuosi, lo port\u00f2 tra le sue braccia affettuose e avvolgenti. Anche se, come\ntutti sapevano, il medico le aveva proibito di sollevare anche solo uno spillo!\nspillo!\n\n Vai a fare il bagno? chiese Robert alla signora Pontellier. Non era tanto una\ndomanda quanto un richiamo.\n\n Oh, no, rispose lei, con un tono di indecisione.  Sono stanca; credo che\nno.  Il suo sguardo vag\u00f2 dal viso di lui verso il Golfo, il cui mormorio sonoro la raggiunse come un'implorazione\nmormorio sonoro le giungeva come una supplica affettuosa ma imperativa.\n\n Oh, vieni! insistette.  Non devi perdere il bagno. Vieni. L'acqua\nL'acqua deve essere deliziosa; non ti far\u00e0 male. Vieni.\n\nSi avvicin\u00f2 al grande cappello di paglia grezza che pendeva su un piolo fuori dalla porta e glielo mise in testa.\ne glielo mise in testa. Scesero i gradini e si incamminarono\ninsieme verso la spiaggia. Il sole era basso a ovest e la\nbrezza era morbida e calda.\n\nVI\n\nEdna Pontellier non avrebbe saputo dire perch\u00e9, desiderosa di andare in spiaggia con Robert\ncon Robert, avrebbe dovuto in primo luogo rifiutare, e in secondo luogo seguire\nin secondo luogo avesse seguito in obbedienza uno dei due impulsi contraddittori\ncontraddittori che la spingevano.\n\nUna certa luce cominciava a sorgere fiocamente dentro di lei, quella luce che\nche, indicando la strada, la proibisce.\n\nIn quel primo periodo non serv\u00ec che a disorientarla. L'ha portata a\nsogni, alla riflessione, all'angoscia oscura che l'aveva sopraffatta nella\nla mezzanotte in cui si era abbandonata alle lacrime.\n\nIn breve, la signora Pontellier cominciava a rendersi conto della sua posizione nell'universo in quanto\ncome essere umano, e a riconoscere le sue relazioni come individuo con il mondo\nindividuale con il mondo dentro e intorno a lei. Questo pu\u00f2 sembrare un\nponderoso peso di saggezza da far scendere sull'anima di una giovane donna di ventotto anni.\nventotto anni, forse pi\u00f9 saggezza di quella che lo Spirito Santo di solito si compiace di\ndi concedere a qualsiasi donna.\n\nMa l'inizio delle cose, soprattutto di un mondo, \u00e8 necessariamente\nvago, intricato, caotico ed estremamente inquietante. Quanti pochi di noi riescono a\nemergono da questo inizio! Quante anime periscono nel suo tumulto!\n\nLa voce del mare \u00e8 seducente; non smette mai di sussurrare,\nmormorando, invitando l'anima a vagare per un po' in\nabissi di solitudine, a perdersi in labirinti di contemplazione interiore.\n\nLa voce del mare parla all'anima. Il tocco del mare \u00e8\nsensuale, avvolge il corpo nel suo morbido e stretto abbraccio.\n\nVII\n\nLa signora Pontellier non era una donna incline alle confidenze, una caratteristica\ncaratteristica finora contraria alla sua natura. Fin da bambina aveva vissuto la sua\npiccola vita tutta dentro di s\u00e9. In un periodo molto precoce aveva\nistintivamente la duplice vita: l'esistenza esteriore che si\nche si conforma, la vita interiore che si interroga.\n\nQuell'estate a Grand Isle cominci\u00f2 a sciogliere un po' il manto di riservatezza che l'aveva sempre avvolta.\ndi riservatezza che l'aveva sempre avvolta. Forse c'erano state\ninfluenze, sia sottili che apparenti, che lavoravano in vari modi per indurla a fare questo\ndiverse modalit\u00e0 per indurla a farlo; ma la pi\u00f9 evidente fu l'influenza di Ad le Ratignolle.\ninfluenza di Ad le Ratignolle. L'eccessivo fascino fisico del\ncreolo l'aveva attratta per primo, perch\u00e9 Edna aveva una sensuale sensibilit\u00e0 alla bellezza.\nalla bellezza. Poi il candore dell'intera esistenza della donna, che tutti potevano leggere e che formava cos\u00ec\nche tutti potevano leggere, e che formava un contrasto cos\u00ec stridente con il suo\nabituale riserbo, avrebbe potuto fornire un legame. Chi pu\u00f2 dire quali metalli\nmetalli che gli dei usano per forgiare il sottile legame che chiamiamo simpatia,\nche potremmo anche chiamare amore.\n\nUna mattina le due donne andarono in spiaggia insieme, a braccetto,\nsotto l'enorme ombrellone bianco. Edna aveva convinto Madame\nRatignolle a lasciare i bambini, anche se non riusc\u00ec a indurla a rinunciare a un\na rinunciare a un piccolo rotolo di ricamo, che Ad le implorava di lasciare\ndi poterlo infilare in tasca. In qualche\nmodo inspiegabile erano sfuggiti a Robert.\n\nLa passeggiata fino alla spiaggia non era trascurabile, consistendo in un lungo sentiero sabbioso, sul quale si trovava una sporadica e intricata vegetazione che\nun lungo sentiero sabbioso, sul quale una vegetazione sporadica e intricata che lo\nsporadica e intricata che la delimitava da entrambi i lati faceva frequenti e inaspettate incursioni. C'erano\nc'erano ettari di camomilla gialla che si estendevano da una parte e dall'altra. Pi\u00f9 lontano\norti, con frequenti piccole piantagioni di aranci o limoni.\naranci o limoni. I grappoli verde scuro scintillavano\nda lontano al sole.\n\nLe donne erano entrambe di buona statura, Madame Ratignolle possedeva la figura pi\u00f9\npi\u00f9 femminile e matronale. Il fascino del fisico di Edna Pontellier\nfisico di Edna Pontellier si insinuava in lei. Le linee del suo corpo erano lunghe\npulito e simmetrico; era un corpo che di tanto in tanto assumeva\npose splendide; non c'era alcun accenno a un modello di moda stereotipato.\nstereotipato della moda. Un osservatore casuale e indiscriminato, di sfuggita, non avrebbe potuto\ndi passaggio, potrebbe non gettare un secondo sguardo sulla figura. Ma con pi\u00f9\nsentimento e discernimento avrebbe riconosciuto la nobile bellezza del suo\nnobile bellezza del modellato e l'aggraziata severit\u00e0 del portamento e dei movimenti, che\nche rendevano Edna Pontellier diversa dalla massa.\n\nIndossava una fresca mussola, quella mattina bianca, con una linea verticale ondeggiante di\nmarrone che l'attraversava, un colletto di lino bianco e il grande cappello di\ncappello di paglia che aveva preso dal piolo fuori dalla porta. Il cappello\npoggiava in qualche modo sui suoi capelli giallo-marroni, che ondeggiavano un po', era pesante e le si appiccicava addosso.\npesante e le stava stretto in testa.\n\nMadame Ratignolle, pi\u00f9 attenta alla sua carnagione, aveva avvolto un velo di garza sul capo.\nvelo sulla testa. Indossava guanti di pelle di cane, con guanti che\nche le proteggevano i polsi. Era vestita di un bianco candido, con una vaporosa\ndi volant che le si addiceva. I drappeggi e le cose svolazzanti che indossava\nche indossava si adattavano alla sua bellezza ricca e lussureggiante come una maggiore severit\u00e0 di\nlinea non avrebbe potuto fare di pi\u00f9.\n\nLungo la spiaggia c'era un certo numero di case da bagno, di costruzione rozza ma solida, costruite con piccole gallerie protettive rivolte verso l'acqua.\ncostruzione, costruite con piccole gallerie di protezione rivolte verso l'acqua.\nOgni casa era composta da due scompartimenti, e ogni famiglia di Lebrun\nLebrun possedeva un compartimento tutto per s\u00e9, dotato di tutto l'armamentario\ndi bagno e di tutte le altre comodit\u00e0 che i proprietari potevano desiderare.\ndesiderati dai proprietari. Le due donne non avevano intenzione di fare il bagno, avevano appena\navevano solo passeggiato sulla spiaggia per una passeggiata e per stare da sole e vicino all'acqua.\nacqua. Gli scompartimenti Pontellier e Ratignolle erano adiacenti l'uno all'altro\nsotto lo stesso tetto.\n\nLa signora Pontellier aveva tirato gi\u00f9 la chiave con la forza dell'abitudine.\nAperta la porta del bagno, vi entr\u00f2 e ne usc\u00ec subito,\nun tappeto, che stese sul pavimento del ballatoio, e due enormi cuscini di capelli\ncuscini di capelli enormi, coperti di crosta, che pose contro la facciata dell'edificio.\nfacciata dell'edificio.\n\nI due si sedettero all'ombra del portico, fianco a fianco, con la schiena appoggiata ai cuscini e i piedi allungati.\nfianco, con la schiena appoggiata ai cuscini e i piedi allungati.\nMadame Ratignolle si tolse il velo, si asciug\u00f2 il viso con un fazzoletto piuttosto\nfazzoletto piuttosto delicato, e si sventolava con il ventaglio che portava sempre\nportava sempre appeso da qualche parte intorno alla sua persona con un nastro lungo e stretto.\nEdna si tolse il colletto e apr\u00ec il vestito all'altezza della gola. Prese\nil ventaglio di Madame Ratignolle e cominci\u00f2 ad arieggiare sia se stessa che la sua\ncompagna. Faceva molto caldo e per un po' di tempo non fecero altro che\nnon fecero altro che scambiarsi osservazioni sul caldo, sul sole, sul riverbero. Ma c'era una\nvento che soffiava, un vento teso e agitato che faceva schiumare l'acqua.\nFece svolazzare le gonne delle due donne e le tenne per un po' di tempo\na sistemare, riaggiustare, rimboccare, fissare le forcine e le spille dei cappelli.\nspille per capelli e cappelli. Alcune persone facevano sport a una certa distanza nell'acqua.\nA quell'ora la spiaggia era molto silenziosa. La signora in nero\nstava leggendo le sue devozioni mattutine sulla veranda di un vicino\nbagno vicino. Due giovani innamorati si stavano scambiando i loro desideri\nsotto la tenda dei bambini, che avevano trovato non occupata.\n\nEdna Pontellier, gettando gli occhi intorno, li aveva finalmente posati sul mare.\nsul mare. La giornata era limpida e lo sguardo si spingeva fino all'azzurro del cielo.\ncielo azzurro; c'erano alcune nuvole bianche sospese in modo ozioso sopra l'orizzonte.\norizzonte. Una vela di lateen era visibile in direzione dell'Isola del Gatto, e altre a sud sembravano quasi immobili.\naltre a sud sembravano quasi immobili in lontananza.\n\n A chi stai pensando? chiese Ad le alla sua compagna, il cui\nil cui volto aveva osservato con un'attenzione un po' divertita,\ncon un po' di attenzione divertita, arrestata dall'espressione assorta che sembrava aver colto e\ne fissare ogni tratto in un riposo statuario.\n\n Niente, rispose la signora Pontellier, con un sussulto, aggiungendo subito: \"Che stupido!\nstupido! Ma a me sembra che sia la risposta che diamo istintivamente a\nuna domanda del genere. Fammi vedere, prosegu\u00ec, gettando indietro la testa e\ne socchiudendo gli occhi fino a farli brillare come due punti di luce vivida.\n Fammi vedere. In realt\u00e0 non ero cosciente di pensare a nulla; ma\nforse posso ripercorrere i miei pensieri.\n\n Oh! Non importa! rise Madame Ratignolle.  Non sono cos\u00ec\nesigente. Per questa volta vi lascer\u00f2 andare. Fa davvero troppo caldo per pensare,\nsoprattutto per pensare di pensare.\n\n Ma per il gusto di farlo, continuava Edna.  Prima di tutto, la vista dell'acqua\nl'acqua che si estendeva cos\u00ec lontano, quelle vele immobili contro il cielo\ncielo blu, creava un'immagine deliziosa che volevo solo sedermi a guardare\nguardare. Il vento caldo che mi batteva in faccia mi faceva pensare, senza nessun\nche riesco a rintracciare, a un giorno d'estate nel Kentucky, a un prato che sembrava\nche sembrava grande come l'oceano alla bambina che camminava tra l'erba, che era pi\u00f9 alta di lei.\nl'erba, che era pi\u00f9 alta della sua vita. Gettava le braccia come se\ncome se nuotasse mentre camminava, battendo l'erba alta come si fa con l'acqua.\nnell'acqua. Oh, ora capisco il nesso!\n\n Dove stavi andando quel giorno in Kentucky, camminando nell'erba?\n\n Ora non ricordo. Stavo attraversando in diagonale un grande\ncampo. La mia cuffietta da sole ostruiva la vista. Potevo vedere solo la distesa\ndi verde davanti a me e mi sembrava di dover continuare a camminare per sempre, senza\nsenza arrivare alla fine. Non ricordo se ero spaventata o soddisfatta.\npiacere. Devo essermi divertito.\n\n \u00c8 probabile che non fosse domenica, rideva; e io scappavo dalle preghiere, dalla funzione presbiteriana, letta in uno spirito cupo.\ndalle preghiere, dal servizio presbiteriano, letto con uno spirito di cupezza da mio padre che\nda mio padre che mi agghiaccia ancora a pensarci.\n\n E da allora non fai altro che scappare dalle preghiere, _ma ch re?\nchiese divertita Madame Ratignolle.\n\n No! Oh, no!  si affrett\u00f2 a dire Edna.  Ero una bambina non pensante a quei\na quei tempi, che seguiva un impulso fuorviante senza fare domande. Al contrario\nAl contrario, in un periodo della mia vita la religione si impose con forza su di me.\ndopo i dodici anni e fino a quando, suppongo, fino ad oggi,\nanche se non ci ho mai pensato molto, solo per abitudine. Ma sa\nMa sapete, si interruppe, rivolgendo i suoi occhi veloci a Madame Ratignolle\ne si chin\u00f2 un po' in avanti in modo da avvicinare il viso a quello della sua compagna.\na quello della sua compagna, a volte quest'estate mi sento come se stessi\ncome se camminassi di nuovo in un prato verde, senza meta, senza pensare e senza\nsenza guida.\n\nMadame Ratignolle pos\u00f2 la sua mano su quella della signora Pontellier, che si trovava\nvicino a lei. Vedendo che la mano non veniva ritirata, la strinse con forza e calore.\ne con calore. La accarezz\u00f2 anche un po', con affetto, con l'altra mano,\nmormorando sottovoce: _Pauvre ch rie_.\n\nAll'inizio l'azione confuse un po' Edna, ma presto si prest\u00f2 prontamente alle delicate carezze della creola.\nsi prest\u00f2 prontamente alle dolci carezze del creolo. Non era abituata\nall'espressione esteriore e verbale dell'affetto, n\u00e9 in s\u00e9 n\u00e9 negli altri.\nnegli altri. Lei e la sorella pi\u00f9 giovane, Janet, avevano litigato spesso\nper la forza di una sfortunata abitudine. La sorella maggiore, Margaret, era\nmatronale e dignitosa, probabilmente per aver assunto troppo presto responsabilit\u00e0 matronali e casalinghe.\nresponsabilit\u00e0 matronali e casalinghe troppo presto nella vita, essendo la loro madre morta\nmadre era morta quando erano ancora molto giovani. Margaret non era effusiva; era\npratica. Edna aveva avuto un'amica occasionale, ma, accidentalmente o meno, sembravano\naccidentalmente o meno, sembravano essere tutte di un unico tipo, le\ndi un solo tipo: il chiuso in se stesso. Non si era mai resa conto che la riservatezza del suo\ncarattere aveva molto, forse tutto, a che fare con questo. La sua pi\u00f9\namica pi\u00f9 intima a scuola era stata una persona dalle doti\ndoti intellettuali piuttosto eccezionali, che scriveva saggi dal tono raffinato, che Edna ammirava e si sforzava di imitare.\nEdna ammirava e si sforzava di imitarla; e con lei parlava e si appassionava ai\nclassici inglesi e, a volte, teneva controversie religiose e politiche.\nreligiose e politiche.\n\nEdna si meravigliava spesso di una propensione che a volte l'aveva interiormente\ndisturbata senza causare alcuno spettacolo o manifestazione esteriore da parte sua.\nda parte sua. In tenera et\u00e0, forse quando attraversava l'oceano di erba ondeggiante, si ricordava di essere stata appassionata\ndi erba ondeggiante si ricord\u00f2 di essere stata appassionatamente innamorata\ndi un ufficiale di cavalleria dignitoso e dagli occhi tristi che aveva fatto visita a suo padre nel Kentucky.\nKentucky. Non riusciva ad allontanarsi dalla sua presenza quando era l\u00ec, n\u00e9 a\nnon riusciva a staccare gli occhi dal suo viso, che assomigliava a quello di Napoleone,\ncon una ciocca di capelli neri che gli scompigliava la fronte. Ma l'ufficiale di cavalleria\nufficiale di cavalleria si dissolse impercettibilmente dalla sua esistenza.\n\nIn un altro momento i suoi affetti furono profondamente coinvolti da un giovane gentiluomo\nche si recava in visita a una signora in una piantagione vicina. Fu dopo che andarono a vivere\na vivere nel Mississippi. Il giovane era fidanzato con la signorina e a volte si rivolgevano a Margaret\ne a volte si rivolgevano a Margaret, guidando di\npomeriggi in calesse. Edna era una piccola signorina, appena entrata nell'adolescenza.\nadolescenza; e la consapevolezza di non essere nulla, nulla,\nnulla per il giovane fidanzato era un'amara sofferenza per lei. Ma\nanche lui prese la strada dei sogni.\n\nEra una giovane donna adulta quando \u00e8 stata travolta da quello che pensava\nche fosse il culmine del suo destino. Fu allora che il volto e la figura di un\ndi un grande tragediografo cominciarono a perseguitare la sua immaginazione e ad agitare i suoi sensi. La\npersistenza dell'infatuazione le conferiva un aspetto di genuinit\u00e0. La disperazione\nsenza speranza la colorava con i toni elevati di una grande passione.\n\nLa foto del tragediografo era incorniciata sulla sua scrivania. Chiunque pu\u00f2\npossedere il ritratto di un tragediografo senza destare sospetti o commenti.\ncommenti. (In presenza di altre persone esprimeva ammirazione per le sue doti eccelse, come se fosse\nIn presenza di altre persone esprimeva ammirazione per le sue doti eccelse, mentre\nla fotografia e si soffermava sulla fedelt\u00e0 dell'immagine.\nsomiglianza. Quando era sola, a volte la prendeva in mano e baciava appassionatamente il vetro freddo.\nvetro con passione.\n\nIl suo matrimonio con L una volta Pontellier \u00e8 stato un puro incidente, in questo senso\nin questo senso assomiglia a molti altri matrimoni che si mascherano come decreti del\ndel destino. Fu nel pieno della sua grande passione segreta che lo incontr\u00f2.\nlui. Lui si innamor\u00f2, come gli uomini hanno l'abitudine di fare, e si impegn\u00f2 con una seriet\u00e0 e un'attenzione\ncon una seriet\u00e0 e un ardore che non lasciavano nulla a desiderare.\nLe piacque; la sua assoluta devozione la lusing\u00f2. Pensava che ci fosse\nche tra loro ci fosse una simpatia di pensiero e di gusto.\nsi sbagliava. A questo si aggiungeva la violenta opposizione del padre e della sorella\nsorella Margherita al suo matrimonio con un cattolico, e non c'\u00e8 bisogno di cercare oltre le\ni motivi che la spinsero ad accettare Monsieur Pontellier come marito.\nmarito.\n\nL'acme della beatitudine, che sarebbe stato il matrimonio con il tragediografo,\nnon era per lei in questo mondo. Come moglie devota di un uomo che la\nche la venerava, sentiva che avrebbe preso il suo posto con una certa dignit\u00e0\nnel mondo della realt\u00e0, chiudendo per sempre dietro di s\u00e9 i portali del\nil regno del romanticismo e dei sogni.\n\nMa non pass\u00f2 molto tempo prima che il tragediografo andasse a raggiungere l'ufficiale di cavalleria, il giovane fidanzato e pochi altri.\nufficiale di cavalleria, al giovane fidanzato e a pochi altri; ed Edna si trov\u00f2 a fare i conti con la realt\u00e0.\nEdna si trov\u00f2 a fare i conti con la realt\u00e0. Si affezion\u00f2 a suo marito,\nrendendosi conto, con inspiegabile soddisfazione, che nessuna traccia di passione o di calore eccessivo e fittizio\no di calore eccessivo e fittizio coloravano il suo affetto, minacciandone cos\u00ec la\nminacciando la sua dissoluzione.\n\nEra affezionata ai suoi figli in modo irregolare e impulsivo. A volte li\na volte li raccoglieva appassionatamente nel suo cuore; a volte li dimenticava.\ndimenticarli. L'anno precedente avevano trascorso una parte dell'estate con\nnonna Pontellier a Iberville. Sentendosi sicura della loro\nfelicit\u00e0 e del loro benessere, non le mancavano se non con un'intensa\noccasionalmente un intenso desiderio. La loro assenza era una sorta di sollievo, anche se\nnon lo ammetteva nemmeno a se stessa. Sembrava liberarla da una responsabilit\u00e0\nresponsabilit\u00e0 che si era assunta ciecamente e per la quale il destino non l'aveva\nnon l'aveva preparata.\n\nEdna non rivel\u00f2 nulla di tutto questo a Madame Ratignolle quel\ngiorno d'estate, mentre sedevano con il viso rivolto al mare. Ma buona parte\ndi tutto ci\u00f2 le sfugg\u00ec. Aveva appoggiato la testa sulla spalla di Madame Ratignolle.\nRatignolle. Era arrossita e si sentiva inebriata dal suono della sua stessa voce e dal sapore\ndella propria voce e del gusto non abituale della franchezza. La confondeva come\nvino, o come il primo respiro della libert\u00e0.\n\nSi sent\u00ec un rumore di voci che si avvicinavano. Era Robert, circondato da\nun gruppo di bambini, che li stava cercando. I due piccoli Pontellier erano con lui\nerano con lui e portava in braccio la bambina di Madame Ratignolle.\nin braccio la bambina di Madame Ratignolle. Accanto a loro c'erano altri bambini e due nutrici lo seguivano,\ncon un'aria sgradevole e rassegnata.\n\nLe donne si alzarono subito e cominciarono a scuotere i drappeggi e a rilassare i muscoli.\ni muscoli. La signora Pontellier butt\u00f2 i cuscini e il tappeto nella\nbagno. I bambini si allontanarono tutti verso la tenda da sole e rimasero l\u00ec in fila, guardando i bambini.\nin fila, guardando gli innamorati che si intromettevano, ancora\nche si scambiavano voti e sospiri. Gli amanti si alzarono, con solo una silenziosa\nprotesta, e si allontanarono lentamente da un'altra parte.\n\nI bambini si impossessarono della tenda e la signora Pontellier and\u00f2 a raggiungerli.\na unirsi a loro.\n\nMadame Ratignolle preg\u00f2 Robert di accompagnarla a casa; lamentava crampi alle membra e rigidit\u00e0 delle articolazioni.\nlamentava crampi alle membra e rigidit\u00e0 delle articolazioni. Si\nsi appoggiava stancamente al suo braccio mentre camminavano.\n\nVIII\n\n Fammi un favore, Robert\", disse la bella donna al suo fianco, quasi non appena lei e Robert ebbero iniziato la loro lenta strada verso casa.\nappena lei e Robert avevano iniziato la loro lenta strada verso casa. Guard\u00f2\nin faccia, appoggiandosi al suo braccio sotto l'ombra avvolgente dell'ombrello che lui aveva sollevato.\nombrello che lui aveva sollevato.\n\n Concesso; quanti ne vuoi, rispose lui, guardando negli occhi di lei che erano pieni di\nocchi di lei che erano pieni di riflessione e un po' di speculazione.\n\n Ne chiedo solo una: lasciate in pace la signora Pontellier.\n\n _Tiens! _ esclam\u00f2, con una risata improvvisa e fanciullesca.  _Voil que\nMadame Ratignolle est jalouse!\n\n Sciocchezze! Sono serio; intendo dire quello che dico. Lasciate la signora Pontellier\nda sola.\n\n Perch\u00e9? chiese, facendosi serio per la sollecitazione del compagno.\nsollecitazione del compagno.\n\n Non \u00e8 una di noi, non \u00e8 come noi. Potrebbe commettere lo\nsfortunato errore di prenderla sul serio.\n\nIl suo volto arross\u00ec per l'irritazione e, togliendosi il cappello morbido, cominci\u00f2 a\na batterlo con impazienza contro la gamba mentre camminava.  Perch\u00e9 non dovrebbe\nprendermi sul serio? chiese bruscamente.  Sono forse un comico, un clown, un\nun pagliaccio, una scatola di cartone? Perch\u00e9 non dovrebbe? Voi creoli! Non ho pazienza\ncon voi! Devo sempre essere considerato un elemento di un programma divertente?\nprogramma divertente? Spero che la signora Pontellier mi prenda sul serio. Spero che\nspero che abbia abbastanza discernimento da trovare in me qualcosa di diverso dal _blagueur_.\nSe pensassi che ci fosse qualche dubbio\n\n Oh, basta, Robert! interruppe il suo acceso sfogo.  Non stai\npensando a ci\u00f2 che stai dicendo. Parli con poca riflessione\nriflessione come ci aspetteremmo da uno di quei bambini laggi\u00f9\nche giocano sulla sabbia. Se le sue attenzioni a qualche donna sposata qui fossero\nse le sue attenzioni a qualche donna sposata qui fossero mai state offerte con l'intenzione di essere convincenti, lei non sarebbe\nnon sareste il gentiluomo che tutti conosciamo, e non sareste adatto a\nfrequentare le mogli e le figlie delle persone che si fidano di lei.\n\nMadame Ratignolle aveva detto ci\u00f2 che riteneva essere la legge e il Vangelo.\nvangelo. Il giovane scroll\u00f2 le spalle con impazienza.\n\n Oh, bene! Non \u00e8 cos\u00ec, sbattendo con veemenza il cappello sulla testa.\ntesta.  Dovresti sapere che queste cose non sono lusinghiere da dire a un uomo.\nun uomo.\n\n Tutto il nostro rapporto dovrebbe consistere in uno scambio di complimenti?\n{\\an8}Ma foi!\n\n Non \u00e8 piacevole che una donna te lo dica\", continu\u00f2, senza peli sulla lingua,\nma si interruppe all'improvviso:  Se io fossi come Arobin, vi ricordate di quella storia della moglie del console a Biloxi?\nAlc e Arobin e la storia della moglie del console a Biloxi?  Ed egli\nraccont\u00f2 la storia di Alc e Arobin e della moglie del console; e un'altra\ndel tenore dell'Opera di Francia, che riceveva lettere che non avrebbero dovuto\nlettere che non avrebbero mai dovuto essere scritte; e ancora altre storie, gravi e allegre, fino a che\nLa signora Pontellier e la sua possibile propensione a prendere sul serio i giovani uomini\ngiovani uomini, apparentemente dimenticati.\n\nMadame Ratignolle, quando ebbero riguadagnato la sua casa, entr\u00f2 per prendersi un'ora di riposo che considerava utile.\nun'ora di riposo che riteneva utile. Prima di lasciarla,\nRobert le chiese scusa per l'impazienza, che lui chiamava maleducazione, con cui aveva accolto\ncon cui aveva accolto la sua benintenzionata cautela.\n\n Hai commesso un errore, Ad le, disse, con un leggero sorriso; non c'\u00e8 nessuna possibilit\u00e0\nnessuna possibilit\u00e0 che la signora Pontellier mi prenda sul serio. Avresti dovuto\navresti dovuto mettermi in guardia dal prendermi sul serio. Il suo consiglio\navrebbe potuto avere un certo peso e darmi spunti di riflessione.\nriflessione. _Au revoir_. Ma avete l'aria stanca\", aggiunse con premura.\n Gradisce una tazza di brodo? Le preparo un toddy? Lasciate che vi mescoli\nun toddy con una goccia di Angostura.\n\nAccett\u00f2 il suggerimento del brodo, che fu grato e accettabile.\naccettabile. Si rec\u00f2 lui stesso in cucina, che era un edificio separato dalle\ndalle casette e che si trovava sul retro della casa. E lui stesso\nbrodo marrone dorato, in una deliziosa tazza di S vres, con uno o due cracker a scaglie sul\nun paio di cracker a scaglie sul piattino.\n\nSporse un braccio bianco e scarno dalla tenda che proteggeva la porta aperta e ricevette la coppa dalle sue mani.\ne ricevette la tazza dalle sue mani. Gli disse che era un _bon\ngar on_, e lo pensava davvero. Robert la ringrazi\u00f2 e si allontan\u00f2 verso\n casa.\n\nGli amanti stavano entrando nel parco della pensione. Erano\nsi protendevano l'uno verso l'altro come le querce d'acqua si piegano dal mare. Non c'era\nnon c'era una particella di terra sotto i loro piedi. Le loro teste avrebbero potuto\ncapovolte, tanto calpestavano assolutamente l'etere blu.\nLa signora in nero, che strisciava dietro di loro, sembrava un po' pi\u00f9 pallida e\npi\u00f9 pallido e stanco del solito. Della signora Pontellier e dei bambini non c'era traccia.\nbambini. Robert scrut\u00f2 la distanza alla ricerca di qualche apparizione del genere. Senza dubbio\nsenza dubbio sarebbero rimasti lontani fino all'ora di cena. Il giovane\nsal\u00ec nella stanza della madre. Era situata in cima alla casa,\ncon angoli strani e uno strano soffitto spiovente. Due ampi abbaini\nfinestre si affacciavano sul golfo e su tutto il territorio che l'occhio di un uomo poteva raggiungere.\ndi un uomo. L'arredamento della stanza era leggero, fresco e pratico.\npratico.\n\nMadame Lebrun era impegnata nella macchina da cucire. Una bambina nera\nuna ragazzina nera, seduta sul pavimento, che con le mani lavorava sul\nmacchina. Le donne creole non corrono alcun rischio che possa\nevitare di mettere a repentaglio la sua salute.\n\nRobert si avvicin\u00f2 e si sedette sull'ampio davanzale di uno degli abbaini.\nabbaino. Prese un libro dalla tasca e inizi\u00f2 a leggerlo energicamente.\na leggerlo, a giudicare dalla precisione e dalla frequenza con cui girava le\nle foglie. La macchina da cucire fece un clamoroso rumore nella stanza;\nera di una fattura ponderosa e passata. Nelle pause, Robert e sua madre\nmadre si scambiavano qualche parola di conversazione.\n\n Dov'\u00e8 la signora Pontellier?\n\n In spiaggia con i bambini.\n\n Ho promesso di prestarle il Goncourt. Non dimenticare di portarlo gi\u00f9 quando\nquando te ne vai; \u00e8 l\u00ec sulla libreria sopra il tavolino.  Clatter,\nclatter, clatter, bang! per i prossimi cinque o otto minuti.\n\n Dove sta andando Victor con il Rockaway?\n\n Il Rockaway? Victor?\n\n S\u00ec, laggi\u00f9 davanti. Sembra che si stia preparando a partire\nda qualche parte.\n\n Chiamatelo.  Clatter, clatter!\n\nRobert emise un fischio stridente e penetrante che avrebbe potuto essere udito\nal molo.\n\n Non alza lo sguardo.\n\nMadame Lebrun vol\u00f2 alla finestra. Ha chiamato Victor!  Ha sventolato un fazzoletto\nfazzoletto e lo chiam\u00f2 di nuovo. Il giovane di sotto sal\u00ec sul veicolo\nveicolo e fece partire il cavallo al galoppo.\n\nMadame Lebrun torn\u00f2 alla macchina, rossa di rabbia. Victor\nera il figlio minore e fratello a _t te mont e_, con un temperamento che invitava alla violenza e una volont\u00e0 che nessuna ascia poteva spezzare.\nviolenza e una volont\u00e0 che nessuna scure poteva spezzare.\n\n Ogni volta che pronuncerai questa parola, sono pronto a colpire con un colpo secco qualsiasi quantit\u00e0 di ragione\nin lui che sia in grado di trattenere.\n\n Se tuo padre fosse vissuto!  Clatter, clatter, clatter, clatter, clatter,\nbang! Era convinzione fissa di Madame Lebrun che la condotta dell'universo e di tutte le cose che lo riguardano\ndell'universo e di tutte le cose che lo riguardano sarebbe stata palesemente\ndi un ordine pi\u00f9 intelligente e pi\u00f9 elevato se Monsieur Lebrun non fosse stato\nLebrun non fosse stato trasferito in altre sfere durante i primi anni della loro vita coniugale.\n\n Cosa si sente dire da Montel?  Montel era un signore di mezza et\u00e0\nla cui vana ambizione e il cui desiderio, negli ultimi vent'anni, erano stati di\ndi riempire il vuoto che il decollo di Monsieur Lebrun aveva lasciato in casa Lebrun.\nLebrun. Clatter, clatter, bang, clatter!\n\n Ho una lettera da qualche parte, ho cercato nel cassetto della macchina e ho trovato la lettera in fondo al cestino da lavoro.\nla lettera in fondo al cestino da lavoro.  Dice di dirvi che\nsar\u00e0 a Vera Cruz all'inizio del prossimo mese, clatter,\nclatter! e se hai ancora intenzione di raggiungerlo bang!\nclatter, clatter, bang!\n\n Perch\u00e9 non me l'hai detto prima, mamma? Sai che volevo Clatter,\nclatter, clatter!\n\n Vede la signora Pontellier che sta tornando con i bambini? Arriver\u00e0\narriver\u00e0 di nuovo in ritardo per il pranzo. Non inizia mai a prepararsi per\npranzo fino all'ultimo minuto.  Scricchiolii, scricchiolii!  Dove stai\ndove stai andando?\n\n Dove ha detto che si trova il Goncourt?\n\nIX\n\nTutti i lumi della sala erano accesi, ogni lampada era accesa al massimo senza che il camino fumasse o che si rischiasse un'esplosione.\nsenza che il camino fumasse o rischiasse di esplodere. Le\nlampade erano fissate a intervalli contro il muro, circondando l'intera stanza.\nstanza. Qualcuno aveva raccolto rami di arancio e di limone e con questi\ncon cui aveva creato graziosi festoni. Il verde scuro dei rami\nverde scuro dei rami risaltava e scintillava contro le tende di mussola bianca che drappeggiano\nche si aprivano alle finestre e che sbuffavano, fluttuavano e si agitavano per la volont\u00e0 capricciosa\ncapricciosa volont\u00e0 di una rigida brezza che saliva dal Golfo.\n\nEra sabato sera, qualche settimana dopo l'intima conversazione tra Robert e Madame Ratignolle\ntra Robert e Madame Ratignolle mentre tornavano dalla spiaggia. Un numero\nun numero insolito di mariti, padri e amici che erano venuti a trascorrere la domenica.\ndomenica; e le loro famiglie li stavano intrattenendo adeguatamente, con l'aiuto materiale di Madame Ratignolle.\nfamiglie, con l'aiuto materiale di Madame Lebrun. I tavoli da pranzo\ntavoli da pranzo erano stati portati in un'estremit\u00e0 della sala e le sedie erano state disposte\nin file e a grappoli. Ogni piccolo gruppo familiare aveva detto la sua\ne scambiato i propri pettegolezzi domestici nel corso della serata. Ora c'era\napparentemente una disposizione a rilassarsi; ad allargare il cerchio delle confidenze\ne a dare un tono pi\u00f9 generale alla conversazione.\n\nA molti bambini era stato permesso di stare seduti oltre l'ora in cui si coricavano.\na letto. Una piccola parte di loro era sdraiata a pancia in gi\u00f9 sul pavimento\nguardando i fogli colorati dei fumetti che il signor Pontellier aveva portato\nPontellier. I piccoli Pontellier glielo permettevano e facevano sentire la loro autorit\u00e0.\ne facevano sentire la loro autorit\u00e0.\n\nMusica, balli e una o due recite erano gli intrattenimenti\nforniti, o meglio, offerti. Ma non c'era nulla di sistematico nel\nprogramma, nessuna parvenza di preorganizzazione e nemmeno di premeditazione.\n\nLa sera, di buon'ora, i gemelli Farival sono stati convinti a\ndi suonare il pianoforte. Erano ragazze di quattordici anni, sempre vestite con i colori della Vergine, blu e bianco, essendo state consacrate alla Beata Vergine.\nVergine, blu e bianco, essendo state dedicate alla Beata Vergine al momento del battesimo.\nVergine al momento del loro battesimo. Hanno suonato un duetto di Zampa e, su richiesta accorata di tutti, hanno suonato un\nsu pressante richiesta di tutti i presenti, lo hanno seguito con l'ouverture de\nIl poeta e il contadino.\n\n _Allez vous-en! Sapristi!_ strill\u00f2 il pappagallo fuori dalla porta. Egli\nera l'unico essere presente che possedeva sufficiente candore da ammettere\nche non stava ascoltando queste graziose rappresentazioni per la prima\nper la prima volta quell'estate. Il vecchio monsieur Farival, nonno dei gemelli, si indign\u00f2 per l'interruzione\nindignato per l'interruzione e insistette per far rimuovere l'uccello e consegnarlo alle\ne che l'uccello venisse rimosso e consegnato alle regioni dell'oscurit\u00e0. Victor Lebrun si oppose;\ne i suoi decreti erano immutabili come quelli del Fato. Il pappagallo\nfortunatamente non interruppe ulteriormente l'intrattenimento.\ntutto il veleno della sua natura, a quanto pare, era stato accumulato e\ncontro le gemelle in quell'unico impetuoso sfogo.\n\nIn seguito, un giovane fratello e una giovane sorella hanno recitato, che tutti i presenti avevano sentito molte volte\npresenti avevano ascoltato molte volte durante le serate invernali in citt\u00e0.\ncitt\u00e0.\n\nUna bambina si \u00e8 esibita in una danza con la gonna al centro della pista. La madre\nmadre suonava i suoi accompagnamenti e allo stesso tempo guardava la figlia con\nfiglia con avida ammirazione e nervosa apprensione. Non doveva avere\nnessuna apprensione. La bambina era padrona della situazione. Era stata\nera stata vestita adeguatamente per l'occasione con tulle nero e calzamaglia di seta nera.\ncollant di seta nera. Il collo e le braccia erano nudi e i capelli, arricciati artificialmente, spiccavano come vaporosi pennacchi neri.\nartificialmente arricciati, spiccavano come soffici pennacchi neri sulla testa. Le sue pose\ndi grazia, e le sue piccole dita dei piedi dai piedi neri scintillavano mentre\nscintillavano mentre scattavano verso l'alto con una rapidit\u00e0 e un'improvvisa\nsconcertanti.\n\nMa non c'era motivo per cui tutti non dovessero ballare. Madame\nRatignolle non poteva, quindi fu lei che acconsent\u00ec allegramente a suonare per gli altri.\naltri. Suonava molto bene, mantenendo un eccellente tempo di valzer e infondendo\nun'espressione nei brani che era davvero stimolante. Stava\nmusica a causa dei bambini, disse, perch\u00e9 sia lei che suo marito\nmarito lo consideravano un mezzo per rallegrare la casa e renderla attraente.\ncasa e renderla attraente.\n\nQuasi tutti hanno ballato tranne i gemelli, che non potevano essere indotti a separarsi durante il breve periodo in cui uno o l'altro doveva\nsepararsi durante il breve periodo in cui l'una o l'altra doveva\nvorticare per la stanza tra le braccia di un uomo. Avrebbero potuto ballare\ninsieme, ma non ci pensarono.\n\nI bambini furono mandati a letto. Alcuni ci andarono sottomessi, altri con\ncon grida e proteste mentre venivano trascinati via. Era stato permesso loro di\ndi stare seduti fino a dopo il gelato, che naturalmente segnava il limite dell'indulgenza umana.\nindulgenza umana.\n\nIl gelato \u00e8 stato distribuito con la torta d'oro e la torta d'argento disposte a fette alterne sui piatti.\nsu vassoi a fette alterne; era stata preparata e congelata durante il pomeriggio nel retro della cucina da due donne di colore.\npomeriggio nel retro della cucina da due donne nere, sotto la supervisione di Victor.\ndi Victor. Fu dichiarata un grande successo, eccellente se avesse contenuto solo\nvaniglia o un po' di zucchero in pi\u00f9, se fosse stato congelato un po' pi\u00f9\nse fosse stato congelato un po' pi\u00f9 duro e se il sale fosse stato tenuto fuori da alcune porzioni.\nporzioni. Victor era orgoglioso del risultato ottenuto e andava in giro a\nraccomandarlo ed esortare tutti a gustarlo in eccesso.\n\nDopo che la signora Pontellier ebbe ballato due volte con il marito, una con Robert e una con Monsieur Ratignolle.\nRobert e una volta con Monsieur Ratignolle, che era magro, alto e\nche quando ballava ondeggiava come una canna al vento, usc\u00ec sul ballatoio e si sedette sul davanzale basso della finestra.\ne si sedette sul davanzale basso della finestra, da cui si godeva la vista di tutto ci\u00f2 che accadeva nella\nvista di tutto ci\u00f2 che accadeva nella sala e poteva guardare verso il Golfo.\nGolfo. C'era una tenue effervescenza a est. La luna stava sorgendo\ne il suo mistico luccichio proiettava un milione di luci sull'acqua lontana e inquieta,\nacque lontane e inquiete.\n\n Volete sentire suonare la signorina Reisz? chiese Robert, uscendo dal portico dove si trovava.\nsulla veranda dove si trovava. Certo che Edna vorrebbe sentire suonare\nMademoiselle Reisz suonare, ma temeva che sarebbe stato inutile implorarla.\nlei.\n\n Glielo chieder\u00f2, disse.  Le dir\u00f2 che vuoi ascoltarla. A lei\nle piaci. Verr\u00e0.  Si volt\u00f2 e si affrett\u00f2 a raggiungere uno dei cottage lontani, dove\ncasette lontane, dove Mademoiselle Reisz si stava allontanando. Trascinava\nuna sedia dentro e fuori la sua stanza e, a intervalli, si opponeva al pianto di un bambino\npianto di un bambino, che una nutrice nella casetta adiacente stava\nche un'infermiera della casetta adiacente si sforzava di addormentare. Era una donnina sgradevole, non pi\u00f9 giovane, che aveva litigato\nnon pi\u00f9 giovanissima, che aveva litigato con quasi tutti, a causa di un carattere\na causa di un temperamento che si faceva valere e di una disposizione a calpestare i diritti degli altri.\ndiritti degli altri. Robert riusc\u00ec a convincerla senza troppe\ndifficolt\u00e0.\n\nEntr\u00f2 nella sala con lui durante una pausa del ballo. Fece un\ngoffo e imperioso inchino mentre entrava. Era una donna casalinga,\ncon un viso e un corpo piccoli e stanchi e occhi che brillavano. Non aveva\nassolutamente nessun gusto nel vestire, e indossava un sacco di pizzo nero arrugginito con\nun mazzo di violette artificiali appuntate ai lati dei capelli.\n\n Chiedi alla signora Pontellier cosa vorrebbe sentirmi suonare, chiese a Robert.\nchiese a Robert. Si sedette perfettamente immobile davanti al pianoforte, senza\ntasti, mentre Robert portava il suo messaggio a Edna alla finestra.\nfinestra. Un'aria generale di sorpresa e di genuina soddisfazione si \u00e8 diffusa tra tutti quando hanno visto\ntutti quando videro entrare il pianista. C'era un'atmosfera di calma e\nun'aria di attesa prevalente ovunque. Edna era un po' imbarazzata\nimbarazzata per essere stata segnalata per ottenere il favore dell'imperiosa donnina.\ndonna imperiosa. Non osava scegliere e pregava la signorina Reisz di\ndi accontentarsi nelle sue selezioni.\n\nEdna era quella che lei stessa definiva una grande appassionata di musica. I brani musicali,\nben eseguiti, avevano il potere di evocare immagini nella sua mente. A volte le piaceva\ndi mattina, quando Madame Ratignolle suonava o si esercitava, le piaceva sedersi nella stanza.\no si esercitava. Un pezzo che quella signora suonava Edna lo aveva intitolato\n Solitudine.  Si trattava di un breve brano minore e struggente. Il nome del pezzo\nnome del pezzo era un altro, ma lei lo chiam\u00f2 Solitudine.  Quando lo ascolt\u00f2\nquando l'ascolt\u00f2, le si present\u00f2 davanti l'immaginazione la figura di un uomo in piedi\naccanto a una roccia desolata sulla riva del mare. Era nudo. Il suo atteggiamento era\ndi disperata rassegnazione, mentre guardava verso un uccello lontano che si allontanava\nche si allontanava da lui.\n\nUn altro pezzo le fece venire in mente una giovane e graziosa donna vestita di un abito\nabito impero, che muoveva passi di danza minacciosi lungo un lungo viale\ntra alte siepi. Un altro ancora le ricordava dei bambini che giocano,\ne un altro ancora non ricordava altro che una pudica signora che accarezzava un gatto.\n\nI primi accordi suonati al pianoforte da Mademoiselle Reisz\nfecero scorrere un forte brivido lungo la colonna vertebrale della signora Pontellier. Non era la prima volta che\nprima volta che sentiva un'artista al pianoforte. Forse era la\nprima volta che era pronta, forse era la prima volta che il suo essere era temprato\na recepire l'impronta di una verit\u00e0 duratura.\n\nAspettava le immagini materiali che, secondo lei, si sarebbero radunate e\ne sfavillare davanti alla sua immaginazione. Aspett\u00f2 invano. Non vide immagini\ndi solitudine, di speranza, di desiderio o di disperazione. Ma le passioni stesse\nMa le passioni stesse si risvegliavano nella sua anima, la facevano ondeggiare, la sferzavano, come le\nonde che ogni giorno si abbattono sul suo splendido corpo. Tremava, stava soffocando,\ne le lacrime la accecavano.\n\nMademoiselle aveva finito. Si alz\u00f2 e, facendo il suo rigido ed elegante inchino,\nse ne and\u00f2, senza fermarsi n\u00e9 per i ringraziamenti n\u00e9 per gli applausi. Mentre passava\nlungo la galleria diede una pacca sulla spalla a Edna.\n\n Allora, ti \u00e8 piaciuta la mia musica? chiese. La giovane donna non riusc\u00ec a\nnon riusc\u00ec a rispondere; strinse convulsamente la mano della pianista.\nMademoiselle Reisz percep\u00ec la sua agitazione e persino le sue lacrime. La signora\nla accarezz\u00f2 di nuovo sulla spalla mentre diceva:\n\n Tu sei l'unico per cui vale la pena giocare. Gli altri? Bah! e si avvi\u00f2\ne se ne and\u00f2 scalpicciando e strisciando lungo la galleria verso la sua stanza.\n\nMa si sbagliava su quegli altri.  Il suo gioco aveva suscitato una\nfebbre di entusiasmo.  Che passione!   Che artista!   Ho sempre\ndetto che nessuno poteva suonare Chopin come Mademoiselle Reisz!   Quell'ultimo\npreludio! Bon Dieu! Scuote un uomo!\n\nSi stava facendo tardi e c'era una disposizione generale a sciogliersi.\nMa qualcuno, forse Robert, pens\u00f2 a un bagno in quell'ora mistica e sotto quella luna mistica.\nora e sotto quella luna mistica.\n\nX\n\nIn ogni caso Robert lo propose e non ci fu una voce dissenziente.\nNon c'era nessuno che non fosse pronto a seguirlo quando era lui a indicare la strada. Ma lui non\nnon guidava la strada, ma la dirigeva; e lui stesso si attardava con gli amanti, che avevano tradito la volont\u00e0 di indugiare.\ncon gli innamorati, che avevano tradito la disposizione a indugiare e a\ndi indugiare e di tenersi separati. Camminava tra di loro, con intento malizioso o malizioso non era\nse con intento malizioso o malizioso, non era del tutto chiaro nemmeno a lui stesso.\n\nI Pontellier e i Ratignolles camminavano avanti; le donne si appoggiavano alle braccia dei mariti.\nbraccia dei loro mariti. Edna sentiva la voce di Robert dietro di loro,\ne a volte riusciva a sentire quello che diceva. Si chiedeva perch\u00e9 non si fosse unito\nloro. Non era da lui non farlo. Negli ultimi tempi a volte si era tenuto lontano da\nper un giorno intero, raddoppiando la sua devozione al giorno dopo e a quello dopo ancora, come per recuperare le ore perse.\nsuccessivo, come se volesse recuperare le ore perse. Le mancava\ni giorni in cui qualche pretesto serviva a portarlo via da lei, proprio come\ncome si sente la mancanza del sole in una giornata nuvolosa senza aver pensato molto al\nsole quando splendeva.\n\nLe persone camminavano in piccoli gruppi verso la spiaggia. Parlavano e\nridevano; alcuni cantavano. C'era una banda che suonava all'hotel Klein\nKlein, e le melodie li raggiungevano debolmente, attenuate dalla distanza.\nC'erano odori strani e rari all'estero, un groviglio di odore di mare e di\nerbacce e di terra umida e appena arata, mescolato al profumo pesante di un campo di fiori bianchi\ncampo di fiori bianchi da qualche parte nelle vicinanze. Ma la notte era leggera sul\nil mare e la terra. Non c'era il peso dell'oscurit\u00e0, non c'erano ombre.\nombre. La luce bianca della luna era caduta sul mondo come il mistero e la dolcezza del sonno.\nmistero e la morbidezza del sonno.\n\nLa maggior parte di loro \u00e8 entrata in acqua come in un elemento nativo. Il\nmare era tranquillo ora, e si gonfiava pigramente in ampi flutti che si fondevano l'uno nell'altro e non si infrangevano se non sulla spiaggia in piccole schiume.\nl'uno nell'altro e non si infrangevano se non sulla spiaggia in piccole creste schiumose che\ncreste schiumose che si arrotolavano come lenti serpenti bianchi.\n\nEdna aveva tentato per tutta l'estate di imparare a nuotare. Aveva ricevuto\nistruzioni sia dagli uomini che dalle donne; in alcuni casi anche dai bambini.\nbambini. Robert aveva seguito un sistema di lezioni quasi quotidiane; e stava quasi per scoraggiarsi nel rendersi conto dell'inutilit\u00e0\nquasi scoraggiato nel rendersi conto dell'inutilit\u00e0 dei suoi sforzi.\ndei suoi sforzi. Un certo timore ingovernabile la circondava quando era in acqua, a meno che non ci fosse una mano\nin acqua, a meno che non ci fosse una mano vicina che potesse allungare la mano e\nrassicurarla.\n\nMa quella notte era come il piccolo bambino barcollante, inciampante, aggrappato\nbambino, che all'improvviso si rende conto dei suoi poteri e cammina per la prima volta da solo\nper la prima volta da solo, con coraggio e sicurezza. Avrebbe potuto gridare di\ngioia. E grid\u00f2 di gioia, mentre con un paio di bracciate sollevava il suo corpo sulla superficie dell'acqua.\nil suo corpo alla superficie dell'acqua.\n\nUn sentimento di esultanza la invase, come se le fosse stato conferito un potere di notevole importanza per controllare il funzionamento del suo corpo e della sua\nsignificativo per controllare il funzionamento del suo corpo e della sua anima.\nanima. Divenne audace e spericolata, sopravvalutando le sue forze. Voleva\nvoleva nuotare lontano, dove nessuna donna aveva mai nuotato prima.\n\nIl suo risultato, non previsto, \u00e8 stato oggetto di stupore, applausi e ammirazione.\nammirazione. Ognuno si congratulava con se stesso per il fatto che i suoi insegnamenti speciali\navevano raggiunto il fine desiderato.\n\n Com'\u00e8 facile! pens\u00f2.  Non \u00e8 niente, disse ad alta voce; perch\u00e9\nperch\u00e9 non ho scoperto prima che non era niente. Pensate al tempo che ho\nperso a sguazzare come un bambino!  Non si univa ai gruppi nei loro\nsport e ai combattimenti, ma inebriata dal potere appena conquistato,\nnuotava da sola.\n\nVolse il viso verso il mare per cogliere un'impressione di spazio e di\nsolitudine, che la vasta distesa d'acqua, che si incontrava e si fondeva con il cielo\ncielo illuminato dalla luna, trasmetteva alla sua fantasia eccitata. Mentre nuotava sembrava\ndi cercare l'illimitato in cui perdersi.\n\nUna volta si gir\u00f2 e guard\u00f2 verso la riva, verso le persone che aveva lasciato l\u00ec.\nlasciato l\u00ec. Non aveva percorso una grande distanza, cio\u00e8 quella che sarebbe stata\nsarebbe stata una grande distanza per un nuotatore esperto. Ma alla sua\nvisione non abituata, la distesa d'acqua dietro di lei assunse l'aspetto di una barriera\ndi una barriera che la sua forza non sarebbe mai stata in grado di superare.\nsuperare.\n\nUna rapida visione di morte le colp\u00ec l'anima, e per un secondo di tempo\natterrita e indebolita nei suoi sensi. Ma con uno sforzo si rialz\u00f2 e riusc\u00ec a\nfacolt\u00e0 barcollanti e riusc\u00ec a riguadagnare la terra.\n\nNon fece alcun cenno al suo incontro con la morte e al suo lampo di terrore.\nterrore, se non per dire a suo marito: \"Pensavo di dover morire\nl\u00e0 fuori da sola.\n\n Non eri molto lontana, mia cara; ti stavo osservando, le disse.\n\nEdna and\u00f2 subito al bagno, indoss\u00f2 i vestiti asciutti e fu pronta a tornare a casa prima che gli altri uscissero dall'acqua.\ne fu pronta a tornare a casa prima che gli altri fossero usciti dall'acqua. Si\nsi incammin\u00f2 da sola. Tutti la chiamarono e le gridarono.\nLei fece un cenno di dissenso e prosegu\u00ec, senza badare alle loro nuove grida che cercavano di dissuaderla.\nalle loro nuove grida che cercavano di trattenerla.\n\n A volte sono tentata di pensare che la signora Pontellier sia capricciosa,\ndisse Madame Lebrun, che si stava divertendo immensamente e temeva che la partenza improvvisa di Edna potesse porre fine al piacere.\nEdna potesse porre fine al piacere.\n\n So che lo \u00e8, asser\u00ec il signor Pontellier; a volte, non spesso.\n\nEdna non aveva percorso un quarto della distanza sulla via di casa prima di essere\nprima di essere superata da Robert.\n\n Credevi che avessi paura? gli chiese lei, senza un'ombra di\nfastidio.\n\n No; sapevo che non avevi paura.\n\n Allora perch\u00e9 sei venuto? Perch\u00e9 non sei rimasto l\u00e0 fuori con gli altri?\n\n Non ci avevo mai pensato.\n\n Pensato a cosa?\n\n Di qualsiasi cosa. Che differenza fa?\n\n Sono molto stanca\", disse lamentandosi.\n\n So che lo siete.\n\n Non ne sai nulla. Perch\u00e9 dovresti saperlo? Non sono mai stato cos\u00ec\nesausta in vita mia. Ma non \u00e8 spiacevole. Mille emozioni mi hanno\nmi hanno attraversato questa notte. Non ne comprendo la met\u00e0. Non badate\nnon badare a quello che dico; sto solo pensando ad alta voce. Mi chiedo se sar\u00f2 mai pi\u00f9\ncome mi ha commosso stasera la recitazione di Mademoiselle Reisz. I\nMi chiedo se una notte sulla terra sar\u00e0 mai pi\u00f9 come questa. \u00c8\ncome una notte di sogno. Le persone che mi circondano sono come degli inquietanti..,\nesseri semiumani. Devono esserci degli spiriti in giro questa notte.\n\n Ci sono, sussurr\u00f2 Robert, Non sapevi che era il ventotto agosto?\nventotto agosto?\n\n Il 28 agosto?\n\n S\u00ec. Il 28 agosto, all'ora di mezzanotte, e se la luna splende, la luna deve splendere, uno spirito che ha infestato il mondo.\nse la luna splende, la luna deve splendere, uno spirito che ha infestato queste\nqueste coste da secoli si alza dal Golfo. Con la sua visione penetrante\nvisione lo spirito cerca un mortale degno di fargli compagnia,\ndegno di essere esaltato per qualche ora nei regni dei semicelesti.\nsemi-celesti. Finora la sua ricerca \u00e8 sempre stata infruttuosa ed egli si \u00e8\nsprofondato, scoraggiato, nel mare. Ma questa sera ha trovato la signora\nPontellier. Forse non la liberer\u00e0 mai del tutto dall'incantesimo.\nForse lei non permetter\u00e0 mai pi\u00f9 a un povero e indegno terrestre di camminare\nall'ombra della sua presenza divina.\n\n Non prendermi in giro, disse lei, ferita da quella che sembrava essere la sua\nflippancy di lui. Lui non bad\u00f2 all'implorazione, ma il tono con la sua delicata nota di\nnota di pathos era come un rimprovero. Non poteva spiegare; non poteva dirle che\nnon poteva dirle che aveva penetrato il suo stato d'animo e che aveva capito. Non disse\nnulla, se non offrirle il braccio, perch\u00e9, per sua stessa ammissione, era esausta.\nesausta. Aveva camminato da sola con le braccia flosce,\nlasciando che le sue gonne bianche scivolassero lungo il sentiero bagnato di rugiada. Prese il suo braccio,\nma non vi si appoggi\u00f2. Lasci\u00f2 che la sua mano si posasse svogliatamente, come se i suoi pensieri fossero\ncome se i suoi pensieri fossero altrove, prima del suo corpo,\ne si sforzasse di superarli.\n\nRobert l'aiut\u00f2 a salire sull'amaca che pendeva dal palo davanti alla porta di casa\ndella sua porta al tronco di un albero.\n\n Rimarr\u00e0 qui fuori ad aspettare il signor Pontellier? chiese.\n\n Rimarr\u00f2 qui fuori. Buona notte.\n\n Ti prendo un cuscino?\n\n Ce n'\u00e8 uno qui, disse, tastando il terreno, perch\u00e9 erano nell'ombra.\nombra.\n\n Deve essere sporca, i bambini l'hanno fatta rotolare.\n\n Non importa.  E dopo aver scoperto il cuscino, lo aggiust\u00f2 sotto la sua\ntesta. Si distese sull'amaca con un profondo respiro di sollievo.\ndi sollievo. Non era una donna superciliosa o troppo altezzosa. Non era\nnon era molto propensa a sdraiarsi sull'amaca e quando lo faceva non era con\ncon nessuna suggestione gattesca di voluttuosa disinvoltura, ma con un benefico riposo\nche sembrava invadere tutto il suo corpo.\n\n Posso stare con voi finch\u00e9 non arriva il signor Pontellier? chiese Robert,\nsi sedette sul bordo esterno di uno dei gradini e prese in mano la corda dell'amaca\ndella corda dell'amaca che era fissata al palo.\n\n Se lo desiderate. Non dondolare l'amaca. Puoi prendere il mio scialle bianco\nche ho lasciato sul davanzale della finestra a casa?\n\n Hai freddo?\n\n No, ma lo far\u00f2 presto.\n\n Presto?  Sai che ora \u00e8? Quanto tempo hai intenzione di\nresterai qui fuori?\n\n Non lo so. Avrai lo scialle?\n\n Certo che lo far\u00f2\", disse alzandosi. And\u00f2 verso la casa, camminando\nlungo l'erba. Lei osserv\u00f2 la sua figura che entrava e usciva dalle strisce di luce\ndi luna. Era mezzanotte passata. C'era molto silenzio.\n\nQuando lui torn\u00f2 con lo scialle, lei lo prese e lo tenne in mano.\nNon lo mise intorno a s\u00e9.\n\n Hai detto che dovevo restare fino al ritorno del signor Pontellier?\n\n Ho detto che potresti farlo, se lo desideri.\n\nSi sedette di nuovo e si arrotol\u00f2 una sigaretta, che fum\u00f2 in\nsilenzio. Nemmeno la signora Pontellier parl\u00f2. Nessuna moltitudine di parole avrebbe potuto\npi\u00f9 significative di quegli attimi di silenzio, o pi\u00f9\ndi quei momenti di silenzio, o pi\u00f9 gravidi dei primi palpiti del desiderio.\n\nQuando si sentirono le voci dei bagnanti che si avvicinavano, Robert diede la\nbuonanotte. Lei non gli rispose. Pens\u00f2 che stesse dormendo. Ancora una volta\nguard\u00f2 la sua figura che entrava e usciva dalle strisce di luce lunare mentre si allontanava.\nsi allontanava.\n\nXI\n\n Cosa ci fai qui fuori, Edna? Pensavo di trovarti a letto\na letto\", disse il marito, quando la scopr\u00ec l\u00ec distesa. Aveva\nLebrun e l'aveva lasciata a casa. La moglie non\nnon rispose.\n\n Stai dormendo? le chiese, chinandosi per guardarla da vicino.\n\n No. Gli occhi di lei brillavano luminosi e intensi, senza ombre sonnolente, mentre\nguardavano nei suoi.\n\n Lo sai che \u00e8 l'una passata? Andiamo\", e sal\u00ec i gradini\ned entr\u00f2 nella loro stanza.\n\n Edna! chiam\u00f2 il signor Pontellier dall'interno, dopo che erano passati alcuni istanti.\ndi pochi istanti.\n\n Non aspettarmi, rispose lei. Spinge la testa oltre la porta.\n\n Prenderai freddo l\u00e0 fuori\", disse irritato.  Che follia \u00e8\nquesta? Perch\u00e9 non entri?\n\n Non fa freddo; ho il mio scialle.\n\n Le zanzare vi divoreranno.\n\n Non ci sono zanzare.\n\nLo sent\u00ec muoversi nella stanza; ogni suono indicava impazienza e irritazione.\ne irritazione. Un'altra volta sarebbe entrata su sua richiesta. Avrebbe\navrebbe ceduto, per abitudine, al suo desiderio; non con un senso di\ndi sottomissione o obbedienza ai suoi desideri impellenti, ma senza pensare, come\ncome camminiamo, ci muoviamo, ci sediamo, stiamo in piedi, percorriamo la strada quotidiana della vita che ci \u00e8 stata\nche ci \u00e8 stata assegnata.\n\n Edna, cara, non vieni presto? chiese di nuovo, questa volta\naffettuosamente, con una nota di supplica.\n\n No, rester\u00f2 qui fuori.\n\n Questa \u00e8 pi\u00f9 che una follia, sbott\u00f2.  Non posso permetterti di rimanere\nfuori tutta la notte. Dovete entrare in casa all'istante.\n\nCon un movimento di contorsione si sistem\u00f2 pi\u00f9 saldamente sull'amaca.\namaca. Percep\u00ec che la sua volont\u00e0 si era accesa, ostinata e resistente.\nresistente. In quel momento non avrebbe potuto fare altro che rifiutare e\nresistere. Si chiese se suo marito le avesse mai parlato in quel modo e se lei si fosse sottomessa ai suoi ordini.\ne se lei si fosse sottomessa ai suoi ordini. Certo che l'aveva fatto; si\nricordava di averlo fatto. Ma non riusciva a capire perch\u00e9 o come\ncome avrebbe dovuto cedere, sentendosi come si sentiva in quel momento.\n\n Una volta, vai a letto, disse, intendo rimanere qui fuori. Non voglio\nentrare e non intendo farlo. Non parlarmi pi\u00f9 cos\u00ec; non ti risponder\u00f2.\nnon ti risponder\u00f2.\n\nIl signor Pontellier si era preparato per andare a letto, ma si era infilato un indumento in pi\u00f9.\nun indumento in pi\u00f9. Apr\u00ec una bottiglia di vino, di cui teneva una piccola e\nuna piccola e selezionata scorta in un buffet tutto suo. Bevve un bicchiere di vino e\nusc\u00ec sul ballatoio e offr\u00ec un bicchiere alla moglie. Lei non\nnon ne volle. Tir\u00f2 su la sedia a dondolo, iss\u00f2 i piedi sdruciti sulla\ne si mise a fumare un sigaro. Fum\u00f2 due sigari, poi entr\u00f2 e bevve un altro bicchiere\npoi entr\u00f2 e bevve un altro bicchiere di vino. La signora Pontellier rifiut\u00f2 di nuovo\nPontellier rifiut\u00f2 ancora una volta di accettare un bicchiere quando le fu offerto. Il signor Pontellier\nPontellier si sedette di nuovo con i piedi sollevati e dopo un ragionevole intervallo di tempo\ntempo, fum\u00f2 altri sigari.\n\nEdna cominci\u00f2 a sentirsi come chi si risveglia a poco a poco da un sogno, un sogno delizioso, grottesco e impossibile.\nsogno delizioso, grottesco e impossibile, di sentire di nuovo le realt\u00e0 che\nrealt\u00e0 che premevano nella sua anima. Il bisogno fisico di dormire cominci\u00f2 a prendere il sopravvento su\nl'esuberanza che aveva sostenuto ed esaltato il suo spirito la lasci\u00f2 indifesa e arrendevole alle condizioni\nl'esuberanza che aveva sostenuto ed esaltato il suo spirito la lasci\u00f2 indifesa e arrendevole alle condizioni che la affollavano.\n\nEra giunta l'ora pi\u00f9 tranquilla della notte, l'ora che precede l'alba, quando il mondo sembra trattenere il respiro.\nmondo sembra trattenere il respiro. La luna pendeva bassa e si era trasformata da\nargento al rame nel cielo addormentato. Il vecchio gufo non fischiava pi\u00f9 e le querce\nle querce acquatiche avevano smesso di gemere quando chinavano il capo.\n\nEdna si alz\u00f2, con i crampi per essere rimasta cos\u00ec a lungo immobile sull'amaca. Si\nsalire i gradini, aggrappandosi debolmente al palo prima di entrare in casa.\ncasa.\n\n Vieni dentro, L.? chiese, girando il viso verso il marito.\nmarito.\n\n S\u00ec, cara, rispose, con uno sguardo che seguiva un nebbioso sbuffo di fumo.\nfumo.  Non appena avr\u00f2 finito il mio sigaro.\n\nXII\n\nNon dorm\u00ec che poche ore. Erano ore agitate e febbrili,\ndisturbate da sogni impalpabili, che le sfuggivano e che lasciavano\nsolo l'impressione di qualcosa di irraggiungibile.\nirraggiungibile. Si alz\u00f2 e si vest\u00ec nel fresco del primo mattino.\nL'aria era tonificante e stabilizzava un po' le sue facolt\u00e0. Tuttavia,\nnon cercava ristoro o aiuto da nessuna fonte, n\u00e9 esterna n\u00e9 interna.\nesterna o interna. Seguiva ciecamente qualsiasi impulso\ncome se si fosse affidata a mani estranee per ottenere una direzione,\ne avesse liberato la sua anima dalle responsabilit\u00e0.\n\nLa maggior parte delle persone, a quell'ora, era ancora a letto e dormiva. A\nalcuni, che intendevano recarsi alla chiesa per la messa, si stavano muovendo\ndi andare a messa, si stavano muovendo. Gli innamorati, che la sera prima avevano fatto i loro piani, stavano gi\u00e0 passeggiando verso il molo.\nche la sera prima avevano fatto i loro piani, stavano gi\u00e0 passeggiando verso il molo. La signora in nero, con il suo libro di\nlibro di preghiere domenicale, di velluto e con la fibbia d'oro, e le sue perle d'argento domenicali, li seguiva a poca distanza.\nli seguiva a breve distanza. Il vecchio monsieur Farival era in piedi, e\nera pi\u00f9 che propenso a fare tutto ci\u00f2 che gli si proponeva. Si mise\nsi mise il suo grande cappello di paglia e, prendendo l'ombrello dal cavalletto in sala, segu\u00ec la signora in nero.\ne segu\u00ec la signora in nero, senza mai sorpassarla.\n\nLa piccola negra che lavorava alla macchina da cucire di Madame Lebrun spazzava le gallerie con lunghi e distratti colpi di scopa.\nspazzando le gallerie con lunghi e distratti colpi di scopa.\nEdna la fece salire in casa per svegliare Robert.\n\n Digli che vado al _Ch ni re_. La barca \u00e8 pronta; digli di\naffrettarsi.\n\nLui l'aveva raggiunta presto. Non lo aveva mai mandato a chiamare prima. Non aveva\nmai chiesto di lui. Non le era mai sembrato di volerlo prima. Non sembrava\nnon sembrava consapevole di aver fatto qualcosa di insolito nel comandare\nla sua presenza. Lui era apparentemente inconsapevole di qualcosa di\nstraordinario nella situazione. Ma il suo viso era soffuso di una tranquilla\ntranquilla quando la incontr\u00f2.\n\nTornarono insieme in cucina per bere il caff\u00e8. Non c'era tempo per\ntempo di aspettare una qualsiasi gentilezza del servizio. Si misero fuori dalla finestra\ne la cuoca pass\u00f2 loro il caff\u00e8 e un panino, che bevvero e mangiarono dal davanzale.\nmangiato dal davanzale della finestra. Edna disse che il sapore era buono.\n\nNon aveva pensato n\u00e9 al caff\u00e8 n\u00e9 ad altro. Lui le disse che aveva spesso\nche aveva notato la sua mancanza di lungimiranza.\n\n Non bastava pensare di andare al _Ch ni re_ e svegliarti?\nsvegliarti?  Devo pensare a tutto? Come dice L. una volta, quando \u00e8 di cattivo umore.\nquando \u00e8 di cattivo umore. Non lo biasimo; non sarebbe mai di cattivo umore se non fosse per me.\numore se non fosse per me.\n\nPresero una scorciatoia attraverso le sabbie. A distanza potevano vedere\nil curioso corteo che si dirigeva verso il molo: gli amanti, spalla a spalla, strisciavano; la signora in nero, che si avvicinava sempre di pi\u00f9 a loro.\nspalla a spalla, strisciando; la signora in nero, che guadagnava costantemente su di loro; il vecchio\nMonsieur Farival, che perdeva terreno centimetro dopo centimetro, e una giovane spagnola a piedi nudi, con un\nuna giovane spagnola scalza, con un fazzoletto rosso in testa e un cestino al braccio,\nche si portava dietro.\n\nRobert conosceva la ragazza e le parl\u00f2 un po' in barca. Nessuno\nnessuno dei presenti capiva quello che dicevano. Si chiamava Mariequita. Aveva un\nviso rotondo, sornione e piccante e dei begli occhi neri. Le sue mani erano piccole\ne le teneva piegate sul manico del suo cesto. I suoi piedi erano\nlarghi e grossolani. Non si sforzava di nasconderli. Edna si guard\u00f2 i piedi\npiedi e not\u00f2 la sabbia e la melma tra le dita marroni.\n\nBeaudelet brontol\u00f2 perch\u00e9 Mariequita era l\u00ec, occupando cos\u00ec tanto spazio.\nspazio. In realt\u00e0 era infastidito dal fatto di avere il vecchio monsieur Farival, che si considerava il miglior marinaio dei due.\nche si considerava il miglior marinaio dei due. Ma non avrebbe\nlitigare con un uomo cos\u00ec vecchio come monsieur Farival, quindi litig\u00f2 con\nMariequita. La ragazza, a un certo punto, era deprecabile e si appellava a Robert.\nRobert. Un momento dopo era sbarazzina, muoveva la testa in alto e in basso, faceva\n occhiate a Robert e boccacce a Beaudelet.\n\nGli amanti erano tutti soli. Non vedevano nulla, non sentivano nulla. La\nnera contava le sue perline per la terza volta. Il vecchio monsieur\nFarival parlava incessantemente di ci\u00f2 che sapeva sulla gestione di una barca e di ci\u00f2 che\ndi ci\u00f2 che Beaudelet non sapeva sullo stesso argomento.\n\nA Edna piaceva tutto questo. Guard\u00f2 Mariequita dall'alto in basso, dai suoi brutti\ndita dei piedi marroni ai suoi begli occhi neri e viceversa.\n\n Perch\u00e9 mi guarda cos\u00ec? chiese la ragazza a Robert.\n\n Forse pensa che tu sia bella. Devo chiederglielo?\n\n No. \u00c8 il tuo tesoro?\n\n \u00c8 una donna sposata e ha due figli.\n\n Oh, bene! Francisco \u00e8 scappato con la moglie di Sylvano, che aveva quattro figli.\nfigli. Gli hanno preso tutti i soldi e uno dei bambini e gli hanno rubato la barca.\nbarca.\n\n Zitto!\n\n Ha capito?\n\n Oh, silenzio!\n\n Quei due sposati laggi\u00f9 sono appoggiati l'uno all'altro?\n\n Certo che no, rise Robert.\n\n Certo che no, rispose Mariequita, con un cenno serio e confermativo del capo.\ndella testa.\n\nIl sole era alto e cominciava a mordere. La brezza veloce sembrava\nEdna di seppellire il pungiglione nei pori del viso e delle mani.\nRobert le teneva l'ombrello. Mentre tagliavano lateralmente l'acqua\nnell'acqua, le vele erano tese, con il vento che le riempiva e le traboccava.\ntraboccava. Il vecchio monsieur Farival rideva sardonicamente di qualcosa\nmentre guardava le vele, e Beaudelet imprec\u00f2 contro il vecchio\nsottovoce.\n\nNavigando attraverso la baia verso la _Ch ni re Caminada_, Edna ebbe la sensazione di essere\ncome se venisse portata via da un ancoraggio che l'aveva tenuta salda,\nle cui catene che si stavano allentando si erano spezzate la notte precedente quando lo spirito mistico era\nspirito mistico, lasciandola libera di andare alla deriva ovunque avesse deciso di\ndi spiegare le sue vele. Robert le parlava incessantemente; non faceva pi\u00f9 caso a Mariequita.\nnon si accorse pi\u00f9 di Mariequita. La ragazza aveva dei gamberetti nel suo cestino di bamb\u00f9. Erano\nerano coperti di muschio spagnolo. Batteva il muschio con impazienza e\nborbottava tra s\u00e9 e s\u00e9 in modo imbronciato.\n\n Andiamo a Grande Terre domani? disse Robert a bassa voce.\n\n Cosa facciamo l\u00ec?\n\n Salite sulla collina fino al vecchio forte e osservate i piccoli serpenti d'oro che si dimenano e le lucertole che prendono il sole.\nserpenti d'oro e osservare le lucertole che prendono il sole.\n\nGuard\u00f2 verso la Grande Terre e pens\u00f2 che le sarebbe piaciuto essere\nsola con Robert, al sole, ascoltando il ruggito dell'oceano e osservando le viscide lucertole\ne guardare le viscide lucertole che si contorcevano tra le rovine del vecchio forte.\nforte.\n\n E il giorno dopo o quello successivo potremo salpare per il Bayou Brulow\", prosegu\u00ec.\ncontinu\u00f2.\n\n Cosa facciamo l\u00ec?\n\n Qualsiasi esca lanciata per i pesci.\n\n No; torneremo alla Grande Terre. Lascia stare il pesce.\n\n Andremo dove vuoi tu, disse.  Chieder\u00f2 a Tonie di venire qui e\naiutarmi a rattoppare e sistemare la mia barca. Non avremo bisogno di Beaudelet n\u00e9 di altri\nnessuno. Hai paura della piroga?\n\n Oh, no.\n\n Poi ti porter\u00f2 una notte in piroga quando la luna briller\u00e0.\nForse il vostro spirito del Golfo vi sussurrer\u00e0 in quale di queste isole\nsono nascosti i tesori, forse vi indirizzer\u00e0 proprio in quel luogo.\n\n E in un giorno dovremmo essere ricchi!  Ti darei tutto,\nl'oro dei pirati e tutti i tesori che riusciremo a scovare. Credo che tu\nsapresti come spenderlo. L'oro dei pirati non \u00e8 una cosa da accumulare o da\nutilizzare. \u00c8 qualcosa da sperperare e da gettare ai quattro venti, per il\nil divertimento di veder volare i granelli d'oro.\n\n Lo condivideremo e lo spargeremo insieme, disse. Il suo viso arross\u00ec.\n\nSalirono tutti insieme alla pittoresca chiesetta gotica di Nostra Signora di Lourdes.\ndi Lourdes, che brillava di vernice marrone e gialla al bagliore del sole.\nsole.\n\nSolo Beaudelet rimase indietro, armeggiando con la sua barca, e Mariequita si allontan\u00f2 con il suo cesto di gamberetti, lanciando uno sguardo infantile e malato.\nMariequita si allontan\u00f2 con il suo cesto di gamberetti, lanciando a Robert, con la coda dell'occhio, uno sguardo di infantile malumore e di\ninfantile e di rimprovero a Robert con la coda dell'occhio.\n\nXIII\n\nUn senso di oppressione e di sonnolenza ha invaso Edna durante la\nservizio. La testa cominciava a dolerle e le luci sull'altare ondeggiavano\ndavanti ai suoi occhi. In un altro momento avrebbe potuto fare uno sforzo per riacquistare la\nma il suo unico pensiero era di abbandonare l'atmosfera soffocante della chiesa e di raggiungere l'aria aperta.\ndella chiesa e raggiungere l'aria aperta. Si alz\u00f2, scavalcando i piedi di Robert\npiedi di Robert con un mormorio di scuse. Il vecchio monsieur Farival, agitato e curioso,\nsi alz\u00f2, ma vedendo che Robert aveva seguito la signora Pontellier, torn\u00f2 a sedersi.\nsi rimise a sedere. Sussurr\u00f2 un'ansiosa domanda alla signora in nero, che non lo not\u00f2 e non si accorse di lui.\nnera, che non lo not\u00f2 e non rispose, ma tenne gli occhi fissi sulle pagine del suo\nle pagine del suo libro di preghiere di velluto.\n\n Mi sono sentita come stordita e quasi sopraffatta\", disse Edna, sollevando istintivamente le mani sulla testa e spingendo il cappello di paglia verso l'alto.\nistintivamente alla testa e spingendo il cappello di paglia verso l'alto dalla\nfronte.  Non sarei potuta rimanere per tutta la durata della funzione.  Erano\nfuori, all'ombra della chiesa. Robert era pieno di premure.\n\n \u00c8 stata una follia aver pensato di andare in primo luogo, per non parlare di\nrimanere. Vieni da Madame Antoine; puoi riposare l\u00ec.  Prese il braccio e la condusse via.\nbraccio e la condusse via, guardandola ansiosamente e continuamente in\nviso di lei.\n\nCom'era immobile, con solo la voce del mare che sussurrava attraverso le\ncanne che crescevano nelle pozze d'acqua salata! La lunga fila di casette grigie\ncase grigie e rovinate dalle intemperie si annidava pacificamente tra gli aranci. Doveva essere\ndeve essere sempre stato il giorno di Dio su quell'isola bassa e sonnolenta, pens\u00f2 Edna.\npens\u00f2. Si fermarono, sporgendosi da uno steccato frastagliato fatto di deriva marina,\nper chiedere dell'acqua. Un giovane, un acadiano dal volto mite, stava attingendo l'acqua dalla cisterna, che non era niente di che.\ndalla cisterna, che non era altro che una boa arrugginita, con un'apertura\nun'apertura su un lato, affondata nel terreno. L'acqua che il giovane porgeva loro in un\nin un secchio di latta non era fredda al palato, ma era fresca per il suo viso accaldato e\nviso, e la rinvigor\u00ec e la rinfresc\u00f2 molto.\n\nLa branda di Madame Antoine si trovava in fondo al villaggio. Li accolse\ncon tutta l'ospitalit\u00e0 indigena, come avrebbe aperto la porta di casa sua\nper far entrare la luce del sole. Era grassa, e camminava pesantemente e goffamente\nsul pavimento. Non sapeva parlare inglese, ma quando Robert le fece capire che la signora che lo accompagnava era malata e\nRobert le fece capire che la signora che lo accompagnava era malata e desiderava riposare.\nriposo, fu tutta impaziente di far sentire Edna a casa sua e di disporre di lei in modo\ndi Edna e di sistemarla in modo confortevole.\n\nL'intero locale era immacolatamente pulito e il grande letto a quattro piazze, bianco come la neve, invitava al riposo,\nbianco come la neve, invitava al riposo. Si trovava in una piccola stanza laterale che\nche si affacciava su uno stretto terreno erboso verso la rimessa, dove c'era\nuna barca disabile che giaceva con la chiglia rivolta verso l'alto.\n\nMadame Antoine non era andata a messa. Suo figlio Tonie s\u00ec, ma lei pensava che sarebbe tornato presto.\nma pensava che sarebbe tornato presto, e invit\u00f2 Robert a sedersi e ad\naspettare. Ma lui and\u00f2 a sedersi fuori dalla porta a fumare. Madame\nAntoine si affaccend\u00f2 nella grande sala d'ingresso per preparare la cena. Stava\nstava facendo bollire le triglie su alcuni carboni rossi nell'enorme camino.\n\nEdna, rimasta sola nella piccola stanza laterale, si sciolse i vestiti,\nla maggior parte di essi. Si lav\u00f2 il viso, il collo e le\nbraccia nella bacinella che si trovava tra le finestre. Si tolse le\nscarpe e calze e si distese al centro dell'alto letto bianco.\nletto bianco e alto. Che sensazione lussuosa riposare cos\u00ec in uno strano,\nstrano e pittoresco letto, con il suo dolce odore di alloro che aleggiava sulle lenzuola e sul materasso!\nlenzuola e del materasso! Stese le sue forti membra che le dolevano un po'.\nun po'. Si pass\u00f2 le dita tra i capelli sciolti per un po'. Guard\u00f2\nguard\u00f2 le sue braccia rotonde tenendole dritte e strofinandole una dopo l'altra.\nl'una dopo l'altra, osservando attentamente, come se fosse qualcosa che vedeva\nper la prima volta, la qualit\u00e0 e la consistenza fine e soda della sua carne.\nCon le mani chiuse facilmente sopra la testa, e fu cos\u00ec che si addorment\u00f2.\naddormentata.\n\nAll'inizio dormiva poco, mezza sveglia e sonnolenta, attenta alle cose che la\ncose intorno a lei. Poteva sentire il passo pesante e raschiante di Madame Antoine\nmentre camminava avanti e indietro sul pavimento levigato. Alcune galline\nfuori dalle finestre, grattando pezzi di ghiaia nell'erba.\nerba. Pi\u00f9 tardi sent\u00ec per met\u00e0 le voci di Robert e Tonie che parlavano\nsotto il capanno. Non si mosse. Anche le sue palpebre riposavano intorpidite e\npesantemente sui suoi occhi assonnati. Le voci continuavano con il lento strascico acadiano di Tonie, Robert con il suo\nAcadian, il francese veloce, morbido e scorrevole di Robert. Lei capiva il francese\nimperfettamente, a meno che non le venisse rivolto direttamente, e le voci erano solo una parte delle\ndegli altri suoni sonnolenti e ovattati che cullavano i suoi sensi.\n\nQuando Edna si svegli\u00f2 fu con la convinzione di aver dormito a lungo e\nprofondamente. Le voci si erano zittite sotto la tettoia. Il passo di Madame Antoine\nnon si sentiva pi\u00f9 nella stanza adiacente. Anche le galline erano\nerano andate altrove a razzolare e chiocciare. La zanzariera era tirata sopra\nLa zanzariera era tirata sopra di lei; la vecchia era entrata mentre dormiva e l'aveva abbassata.\nEdna si alz\u00f2 silenziosamente dal letto e, guardando tra le tende della finestra, vide che la finestra era stata chiusa da una fessura.\ndella finestra, vide dai raggi obliqui del sole che il pomeriggio era\nera molto avanzato. Robert era l\u00e0 fuori, sotto la tettoia, reclinato all'ombra contro il\nombra contro la chiglia inclinata della barca rovesciata. Stava leggendo\nda un libro. Tonie non era pi\u00f9 con lui. Si chiese cosa fosse successo\ndel resto della comitiva. Lo guard\u00f2 due o tre volte, mentre\nmentre si lavava nel piccolo lavabo tra le finestre.\n\nMadame Antoine aveva steso su una sedia alcuni asciugamani grossolani e puliti e aveva\nuna scatola di _poudre de riz_ a portata di mano. Edna tampon\u00f2 la\nnaso e sulle guance, mentre si guardava da vicino nel piccolo specchio distorto appeso alla parete.\nspecchio distorto appeso alla parete sopra il lavabo. I suoi\nocchi erano luminosi e ben svegli e il suo viso brillava.\n\nUna volta terminata la toilette, entr\u00f2 nella stanza adiacente.\nAveva molta fame. Non c'era nessuno. Ma c'era un panno steso sul tavolo\nsul tavolo appoggiato alla parete, e una coperta era stata stesa per\nuna, con una pagnotta marrone e croccante e una bottiglia di vino accanto al piatto.\nEdna morse un pezzo della pagnotta marrone, strappandolo con i suoi denti forti e bianchi.\ndenti forti e bianchi. Vers\u00f2 un po' di vino nel bicchiere e lo bevve.\nPoi usc\u00ec dolcemente dalla porta e colse un'arancia dal ramo basso di un albero.\nun'arancia dal ramo basso di un albero, la lanci\u00f2 a Robert, che non sapeva che lei fosse\nera sveglia e in piedi.\n\nUn'illuminazione si diffuse su tutto il suo volto quando la vide e la raggiunse sotto l'arancio.\nsotto l'arancio.\n\n Per quanti anni ho dormito? si chiese.  L'intera isola sembra\ncambiata. Deve essere sorta una nuova razza di esseri, lasciando solo voi e\nme come reliquie del passato. Quante epoche fa sono morte Madame Antoine e Tonie?\nE quando la nostra gente di Grand Isle \u00e8 scomparsa dalla terra?\n\nLe aggiust\u00f2 familiarmente un volant sulla spalla.\n\n Avete dormito esattamente cento anni. Io sono stato lasciato qui per sorvegliare\ni vostri sonni; e per cento anni sono stato fuori, sotto la tettoia, a\na leggere un libro. L'unico male che non sono riuscito a prevenire \u00e8 stato quello di evitare che un pollo arrosto\nun pollo arrosto di seccarsi.\n\n Se \u00e8 diventato di pietra, lo manger\u00f2 lo stesso\", disse Edna, entrando con lui in casa.\ncon lui in casa.  Ma in realt\u00e0, che ne \u00e8 stato di monsieur\nFarival e degli altri?\n\n Se n'\u00e8 andato ore fa. Quando si sono accorti che stavi dormendo, hanno pensato di\nmeglio non svegliarti. In ogni caso, non glielo avrei permesso. Per cosa ero\nqui?\n\n Chiss\u00e0 se una volta L. si sentir\u00e0 a disagio! ipotizz\u00f2, mentre si sedeva a tavola.\na tavola.\n\n Certo che no; sa che sei con me, rispose Robert, mentre si affaccendava tra le varie pentole e piatti coperti che erano stati lasciati\ntra le varie pentole e i piatti coperti che erano stati lasciati\nsul focolare.\n\n Dove sono Madame Antoine e suo figlio? chiese Edna.\n\n Sono andata ai vespri e a trovare alcuni amici, credo. Vi riporter\u00f2\ncon la barca di Tonie quando sarete pronti a partire.\n\nRimest\u00f2 la cenere fumante finch\u00e9 il pollo arrostito non cominci\u00f2 a sfrigolare\ndi nuovo. Le serv\u00ec un pasto non da poco, sgocciolando nuovamente il caff\u00e8 e condividendolo con lei.\ne lo condivise con lei. Madame Antoine aveva cucinato solo le triglie.\nmentre Edna dormiva, Robert aveva fatto incursioni sull'isola. Fu\ninfantilmente gratificato nello scoprire l'appetito di lei e nel vedere il gusto con cui\ncon cui lei mangiava il cibo che lui le aveva procurato.\n\n Andiamo subito? chiese, dopo aver scolato il suo bicchiere e\ne aver spazzolato le briciole della pagnotta croccante.\n\n Il sole non \u00e8 cos\u00ec basso come lo sar\u00e0 tra due ore, rispose.\n\n Il sole sparir\u00e0 tra due ore.\n\n Beh, lasciate perdere; chi se ne frega!\n\nAspettarono un bel po' sotto gli aranci, finch\u00e9 Madame Antoine non torn\u00f2, ansimante, vagante, con mille scuse per spiegare la sua\nAntoine torn\u00f2, ansimante, barcollante, con mille scuse per spiegare la sua assenza.\nassenza. Tonie non os\u00f2 tornare. Era timido e non avrebbe affrontato\nvolentieri di fronte a qualsiasi donna, tranne che a sua madre.\n\nEra molto piacevole stare l\u00ec sotto gli alberi di arancio, mentre il\nsole scendeva sempre pi\u00f9 in basso, trasformando il cielo occidentale in rame e oro fiammeggianti.\ne oro. Le ombre si allungavano e si insinuavano come mostri grotteschi e furtivi\nmostri grotteschi e furtivi sull'erba.\n\nEdna e Robert si sedettero entrambi a terra, cio\u00e8 lui si sdrai\u00f2 a terra accanto a lei.\nlui si sdrai\u00f2 a terra accanto a lei, scovando di tanto in tanto l'orlo della sua veste di mussola.\n\nMadame Antoine sedette il suo corpo grasso, largo e tozzo, su una panchina\naccanto alla porta. Aveva parlato per tutto il pomeriggio e si era\ne si era fatta prendere dalla voglia di raccontare la storia.\n\nE che storie raccontava loro! Ma due volte nella sua vita aveva lasciato la\nCh ni re Caminada_, e per un breve periodo. Per tutti i suoi anni\nanni si era accovacciata e aveva vagabondato sull'isola, raccogliendo leggende sui\ndei Baratari e del mare. Arriv\u00f2 la notte, con la luna a\nilluminarla. Edna sentiva le voci sussurranti di uomini morti e il\nticchettio dell'oro smorzato.\n\nQuando lei e Robert salirono sulla barca di Tonie, con la vela di lateen rossa, forme di spiriti nebbiosi si aggiravano nell'ombra e tra le ombre.\nforme di spiriti nebbiosi si aggiravano nell'ombra e tra i giunchi, e sull'acqua c'erano navi fantasma\ncanne, e sull'acqua c'erano navi fantasma che sfrecciavano al riparo.\n\nXIV\n\nIl bambino pi\u00f9 piccolo, Etienne, era stato molto cattivo, disse Madame Ratignolle, mentre lo consegnava alla madre.\nRatignolle, mentre lo consegnava nelle mani della madre. Non voleva andare a letto e aveva\na letto e aveva fatto una scenata; allora lei si era presa cura di lui e l'aveva calmato come poteva.\ndi lui e l'aveva calmato come meglio poteva. Raoul era rimasto a letto e\nletto e dormiva da due ore.\n\nIl giovane indossava la sua lunga camicia da notte bianca, che continuava a fargli inciampare\nmentre Madame Ratignolle lo conduceva per mano. Con l'altro\npugno paffuto si sfregava gli occhi, pesanti di sonno e di malumore.\numore. Edna lo prese in braccio e, sedendosi sul dondolo,\ninizi\u00f2 a coccolarlo e ad accarezzarlo, chiamandolo con ogni sorta di nomi teneri,\ne a tranquillizzarlo per farlo addormentare.\n\nNon erano pi\u00f9 le nove. Nessuno era ancora andato a letto, tranne i\nbambini.\n\nAll'inizio, secondo Madame Ratignolle, era molto inquieto e voleva partire subito per il _Ch ni re_.\ne che avrebbe voluto partire subito per il _Ch ni re_. Ma Monsieur Farival gli aveva\nFarival gli aveva assicurato che sua moglie era solo sopraffatta dal sonno e dalla stanchezza,\nche Tonie l'avrebbe riportata sana e salva in giornata; e lui era stato cos\u00ec dissuaso dall'attraversare la\ncos\u00ec era stato dissuaso dall'attraversare la baia. Era andato da Klein s,\nper cercare un broker di cotone che voleva vedere per quanto riguardava\ntitoli, scambi, azioni, obbligazioni, o qualcosa del genere, Madame Ratignolle non ricordava cosa.\nRatignolle non ricordava cosa. Aveva detto che non sarebbe rimasto\ntardi. Lei stessa soffriva per il caldo e l'oppressione, disse. Portava con s\u00e9\nportava con s\u00e9 una bottiglia di sali e un grande ventaglio. Non avrebbe acconsentito a\ndi rimanere con Edna, perch\u00e9 monsieur Ratignolle era solo e lui detestava\ne detestava soprattutto essere lasciato solo.\n\nQuando Etienne si fu addormentato, Edna lo port\u00f2 nella stanza sul retro, e Robert and\u00f2 a sollevare la barra delle zanzariere per far sdraiare il bambino.\nRobert and\u00f2 a sollevare la barra delle zanzariere per far s\u00ec che il bambino potesse\ncomodamente nel suo letto. Il quadroon era scomparso. Quando uscirono\ndal cottage Robert diede la buonanotte a Edna.\n\n Sai che siamo stati insieme tutto il giorno, Robert, da stamattina presto?\nda stamattina presto? disse lei al momento di separarsi.\n\n Tutti, tranne i cento anni in cui hai dormito. Buona notte.\n\nLe strinse la mano e si allontan\u00f2 in direzione della spiaggia. Non si\nnon si un\u00ec a nessuno degli altri, ma cammin\u00f2 da solo verso il Golfo.\n\nEdna rimase fuori, in attesa del ritorno del marito. Non aveva alcun desiderio\ndi dormire o di ritirarsi; n\u00e9 aveva voglia di andare a sedersi con i Ratignolles, n\u00e9 di unirsi a Madame Lebrun e al gruppo di persone che si muovevano con voci animate.\nRatignolles, o di unirsi a Madame Lebrun e a un gruppo le cui voci animate la raggiungevano mentre\nla raggiunsero mentre erano seduti a conversare davanti alla casa. Lasci\u00f2 che la sua\nmente il suo soggiorno a Grand Isle; e cerc\u00f2 di scoprire\nin cosa quest'estate fosse stata diversa da tutte le altre estati della sua vita.\ndella sua vita. Riusc\u00ec solo a capire che lei stessa, il suo presente\npresente era in qualche modo diversa dall'altra. Che stava vedendo\ncon occhi diversi e che stava facendo la conoscenza di nuove condizioni che\nche coloravano e cambiavano il suo ambiente, non lo sospettava ancora.\nsospettare.\n\nSi chiese perch\u00e9 Robert se ne fosse andato e l'avesse abbandonata. Non le venne in mente di pensare\npensare che potesse essersi stancato di stare con lei tutto il giorno.\ngiorno. Lei non era stanca e sentiva che lui non lo era. Si rammaricava\nche se ne fosse andato. Era molto pi\u00f9 naturale che rimanesse quando non era\nnon era assolutamente obbligato a lasciarla.\n\nMentre Edna aspettava il marito, inton\u00f2 a bassa voce una canzoncina che Robert\naveva cantato mentre attraversavano la baia. Iniziava con Ah! _si tu savais_,\ne ogni strofa terminava con _si tu savais_.\n\nLa voce di Robert non era pretenziosa. Era musicale e vera. La voce,\nle note, l'intero ritornello le ossessionavano la memoria.\n\nXV\n\nQuando una sera Edna entr\u00f2 in sala da pranzo un po' tardi, com'era sua abitudine, sembrava che fosse in corso una conversazione insolitamente animata.\nQuando Edna entr\u00f2 in sala da pranzo una sera un po' tardi, come era sua abitudine, sembrava che fosse in corso una conversazione insolitamente animata.\nDiverse persone stavano parlando contemporaneamente e la voce di Victor era\nVictor predominava, anche su quella della madre. Edna era tornata tardi dal bagno\ndal bagno, si era vestita in fretta e il suo viso era arrossato. La sua\nLa sua testa, messa in risalto dal delicato abito bianco, faceva pensare a un fiore ricco e raro.\nPrese posto a tavola tra il vecchio Monsieur Farival e Madame Ratignolle.\nRatignolle.\n\nMentre si sedeva e stava per iniziare a mangiare la zuppa, che le era stata servita quando era entrata nella stanza, alcune persone la informarono che la zuppa era stata servita\nservita quando era entrata nella stanza, diverse persone la informarono contemporaneamente\ncontemporaneamente che Robert stava andando in Messico. Pos\u00f2 il cucchiaio e si guard\u00f2 intorno\ne si guard\u00f2 intorno sconcertata. Lui era stato con lei, leggendole\ntutta la mattina e non aveva mai parlato di un posto come il Messico.\nNel pomeriggio non l'aveva visto; aveva sentito dire da qualcuno che era in casa, al piano di sopra.\nche era in casa, al piano di sopra con la madre. Non aveva pensato a questo\nnulla, anche se fu sorpresa quando non la raggiunse pi\u00f9 tardi nel pomeriggio, quando scese per\npomeriggio, quando scese in spiaggia.\n\nLo guard\u00f2 di fronte a lui, che sedeva accanto a Madame Lebrun, la quale\npresiedeva. Il volto di Edna era un'immagine vuota di sconcerto, che non pensava di mascherare.\nche non aveva mai pensato di mascherare. Lui sollev\u00f2 le sopracciglia con il pretesto di un sorriso\nsorriso mentre ricambiava il suo sguardo. Sembrava imbarazzato e a disagio.\n Quando parte? chiese a tutti in generale, come se Robert non fosse l\u00ec per rispondere da solo.\nnon fosse l\u00ec per rispondere da solo.\n\n Questa sera!   Questa sera stessa!   L'hai mai fatto!   Cosa lo possiede!\nfurono alcune delle risposte che raccolse, pronunciate contemporaneamente in francese e in inglese.\ne inglese.\n\n Impossibile! esclam\u00f2.  Come pu\u00f2 una persona partire da Grand\nIsle al Messico in un attimo, come se stesse andando da Klein o al molo o in spiaggia?\nKlein o al molo o alla spiaggia?\n\n Ho sempre detto che sarei andato in Messico; lo dico da anni!\nSono anni che lo dico! grid\u00f2 Robert, in tono eccitato e irritabile, con l'aria di chi si difende da uno sciame di insetti pungenti.\nun uomo che si difende da uno sciame di insetti pungenti.\n\nMadame Lebrun batt\u00e9 sul tavolo con il manico del suo coltello.\n\n Per favore, lasciate che Robert vi spieghi perch\u00e9 sta andando e perch\u00e9 sta andando\nstasera\", chiam\u00f2 lei.  Davvero, questo tavolo sta diventando ogni giorno di pi\u00f9\nogni giorno di pi\u00f9 come una bolgia, con tutti che parlano contemporaneamente.\nA volte spero che Dio mi perdoni, ma positivamente, a volte vorrei che Victor perdesse il potere di parlare.\nVictor perdesse il potere di parlare.\n\nVictor rise sardonicamente mentre ringraziava la madre per il suo santo desiderio,\ndi cui non vedeva l'utilit\u00e0 per nessuno, se non per il fatto che avrebbe potuto\nche le avrebbe offerto un'opportunit\u00e0 e una licenza pi\u00f9 ampia per parlare da sola.\n\nMonsieur Farival pensava che Victor avrebbe dovuto essere portato al largo in\nin mezzo all'oceano nella sua prima giovinezza e annegato. Victor pensava che ci sarebbe stata\npi\u00f9 logica nell'eliminare in questo modo persone anziane con una consolidata pretesa di\ndi rendersi universalmente odiosi. Madame Lebrun divenne un\nLebrun divenne un po' isterica; Robert chiam\u00f2 suo fratello con nomi duri e taglienti.\n\n Non c'\u00e8 molto da spiegare, madre, ha detto; anche se ha spiegato, tuttavia guardando soprattutto Edna, che non poteva che incontrare la madre.\nspieg\u00f2, tuttavia guardando soprattutto Edna, che avrebbe potuto incontrare il signore\nche avrebbe potuto incontrare il gentiluomo che intendeva raggiungere a Vera Cruz solo prendendo il tal\nun tale e tale piroscafo, che partiva da New Orleans il tale giorno; che Beaudelet\nBeaudelet sarebbe partito con il suo trabaccolo carico di verdure quella notte, il che gli dava l'opportunit\u00e0 di raggiungere la citt\u00e0 e di\nche Beaudelet sarebbe uscito quella sera con il suo carico di verdure, il che gli avrebbe dato l'opportunit\u00e0 di raggiungere la citt\u00e0 e di fare in tempo a imbarcarsi.\n\n Ma quando avete deciso di fare tutto ci\u00f2?\nFarival.\n\n Questo pomeriggio, torn\u00f2 Robert, con una sfumatura di fastidio.\n\n A che ora di questo pomeriggio?\ncon assillante determinazione, come se stesse interrogando un criminale in un tribunale.\ntribunale di giustizia.\n\n Alle quattro di questo pomeriggio, monsieur Farival, rispose Robert, a voce alta e con un'aria altezzosa che ricordava a Edna un certo tipo di\ncon voce alta e con un'aria altezzosa, che ricordava a Edna un qualche\nsignore del palcoscenico.\n\nSi era costretta a mangiare la maggior parte della zuppa e ora stava raccogliendo con la forchetta\ncon la forchetta i pezzetti a scaglie di un _court bouillon_.\n\nGli amanti stavano approfittando della conversazione generale sul Messico per\nparlare sottovoce di questioni che ritenevano giustamente\ninteressanti solo per loro stessi. La signora in nero aveva ricevuto una volta\nun paio di perle di preghiera di curiosa fattura dal Messico,\ncon un'indulgenza molto speciale, ma non era mai riuscita ad accertare se l'indulgenza\nse l'indulgenza si estendesse al di fuori del confine messicano.\nconfine messicano. Padre Fochel della Cattedrale aveva tentato di spiegarlo, ma non l'aveva fatto in modo soddisfacente.\nnon l'aveva fatto in modo soddisfacente. E preg\u00f2 Robert di interessarsi\nRobert si interessasse e scoprisse, se possibile, se lei aveva diritto all'indulgenza\nse avesse diritto all'indulgenza che accompagna le curiose perle di preghiera messicane.\nmessicani notevolmente curiosi.\n\nMadame Ratignolle sperava che Robert avrebbe usato estrema cautela nei\ncon i messicani che, a suo avviso, erano un popolo infido, senza scrupoli e vendicativo.\nsenza scrupoli e vendicativi. Confidava di non aver fatto loro\ningiustizia condannandoli come razza. Aveva conosciuto personalmente\nun solo messicano, che produceva e vendeva ottimi tamales e del quale si sarebbe fidata\navrebbe avuto fiducia implicita, tanto era mite. Un giorno fu\narrestato per aver accoltellato la moglie. Non seppe mai se fosse stato\nimpiccato o meno.\n\nVictor era diventato esilarante e stava cercando di raccontare un aneddoto\ndi una ragazza messicana che un inverno serviva cioccolata in un ristorante di Dauphine Street.\nDauphine Street. Nessuno lo ascoltava, tranne il vecchio Monsieur Farival,\nche and\u00f2 in convulsione per quella storia divertente.\n\nEdna si chiese se fossero tutti impazziti, per parlare e strepitare a quel ritmo.\na quel ritmo. Lei stessa non riusciva a pensare a nulla da dire sul Messico o sui messicani.\nmessicani.\n\n A che ora parti? chiese Robert.\n\n Alle dieci, le ha detto.  Beaudelet vuole aspettare la luna.\n\n Siete tutti pronti a partire?\n\n Sono pronto. Prender\u00f2 solo una borsa a mano e preparer\u00f2 il mio baule in citt\u00e0.\ncitt\u00e0.\n\nSi volt\u00f2 per rispondere a una domanda della madre e Edna, dopo aver finito il suo caff\u00e8 nero, lasci\u00f2 il tavolo,\nEdna, dopo aver finito il suo caff\u00e8 nero, lasci\u00f2 il tavolo.\n\nAnd\u00f2 direttamente nella sua stanza. Il piccolo cottage era chiuso e soffocante\ndopo aver lasciato l'aria esterna. Ma non le importava: sembrava che ci fossero\ncento cose diverse che richiedevano la sua attenzione in casa. Inizi\u00f2 a\na sistemare la toeletta, brontolando per la negligenza del quadroon, che era nella stanza adiacente a sistemare i\nquadroon, che era nella stanza adiacente a mettere a letto i bambini.\nRaccolse gli indumenti smarriti che erano appesi agli schienali delle sedie e li mise al loro posto.\nsedie e li mise al loro posto nell'armadio o nel cassetto della scrivania. Ha\ncambi\u00f2 la sua vestaglia con un abito pi\u00f9 comodo e confortevole. Ha\nriordin\u00f2 i capelli, pettinandoli e spazzolandoli con insolita energia. Poi\nPoi entr\u00f2 e aiut\u00f2 il quadroon a mettere a letto i ragazzi.\n\nErano molto giocherelloni e propensi a parlare per fare tutto tranne che stare\ntranquillo e a dormire. Edna mand\u00f2 la quadroon a cenare e le disse di non tornare.\ne le disse che non doveva tornare. Poi si sedette e raccont\u00f2 ai bambini una\nstoria. Invece di tranquillizzarli, li eccit\u00f2 e aument\u00f2 il loro stato di veglia.\nveglia. Li lasci\u00f2 a discutere animatamente, facendo ipotesi sulla\nconclusione del racconto che la madre aveva promesso di terminare la notte\nnotte successiva.\n\nLa ragazzina nera entr\u00f2 per dire che Madame Lebrun avrebbe voluto che la signora Pontellier andasse a sedersi con loro a casa fino a quando il signor\nche la signora Pontellier andasse a sedersi con loro a casa finch\u00e9 il signor Robert non fosse andato via.\nRobert se ne andasse. Edna rispose che si era gi\u00e0 spogliata,\nche non si sentiva bene, ma che forse sarebbe andata a casa pi\u00f9 tardi.\ncasa pi\u00f9 tardi. Cominci\u00f2 a vestirsi di nuovo e arriv\u00f2 fino a togliersi il\ntogliere il suo _peignoir_. Ma cambiando ancora una volta idea, si rimise il\ne usc\u00ec e si sedette davanti alla porta. Era\nsurriscaldata e irritabile, e per un po' di tempo si sventol\u00f2 energicamente.\nMadame Ratignolle scese per scoprire il problema.\n\n Tutto quel rumore e quella confusione a tavola devono avermi turbato, rispose Edna.\nEdna, e inoltre odio gli shock e le sorprese. L'idea di Robert\ndi Robert in un modo cos\u00ec ridicolmente improvviso e drammatico! Come se fosse\nfosse una questione di vita o di morte! Non ha mai detto una parola al riguardo per tutta\nmattina quando era con me.\n\n S\u00ec, sono d'accordo Madame Ratignolle.  Credo che ci stesse mostrando a tutti voi\nsoprattutto poca considerazione. Non mi avrebbe sorpreso in\nnessuno degli altri; quei Lebrun sono tutti dediti all'eroismo. Ma devo\ndevo dire che non mi sarei mai aspettata una cosa del genere da Robert. Non scendete?\nscendere? Andiamo, cara; non sembra amichevole.\n\n No, disse Edna, un po' imbronciata.  Non posso prendermi il disturbo di\nvestirmi di nuovo; non ne ho voglia.\n\n Non hai bisogno di vestirti, stai bene; allacciati una cintura in vita.\nvita. Guardatemi!\n\n No, insistette Edna; ma tu continua. Madame Lebrun potrebbe offendersi\nse restassimo entrambe lontane.\n\nMadame Ratignolle diede il bacio della buonanotte a Edna e se ne and\u00f2, essendo in verit\u00e0\npiuttosto desideroso di unirsi alla conversazione generale e animata\nche era ancora in corso sul Messico e sui messicani.\n\nPoco dopo arriv\u00f2 Robert, con la sua borsa a mano.\n\n Non ti senti bene? mi chiese.\n\n Oh, abbastanza bene. Vai subito?\n\nAccese un fiammifero e guard\u00f2 l'orologio.  Tra venti minuti, disse.\nL'improvviso e breve bagliore del fiammifero sottoline\u00f2 per un attimo l'oscurit\u00e0.\nper un po' di tempo. Si sedette su uno sgabello che i bambini avevano lasciato fuori dal portico.\nportico.\n\n Prendi una sedia, disse Edna.\n\n Questo andr\u00e0 bene, rispose. Si mise il cappello morbido e se lo tolse nervosamente.\ne si asciug\u00f2 il viso con il fazzoletto, lamentandosi del caldo.\nil caldo.\n\n Prendi il ventaglio\", disse Edna, offrendoglielo.\n\n Oh, no! Grazie. Non serve a nulla; bisogna smettere di sventolare un po' di tempo\ne dopo ci si sente ancora pi\u00f9 a disagio.\n\n Questa \u00e8 una delle cose ridicole che gli uomini dicono sempre. Non ho mai\nconosciuto uno che parlasse in modo diverso dell'aerazione. Per quanto tempo starai via?\n\n Per sempre, forse. Non lo so. Dipende da molte cose.\n\n Nel caso in cui non dovesse essere per sempre, quanto tempo ci vorr\u00e0?\n\n Non lo so.\n\n Mi sembra assolutamente assurdo e fuori luogo. Non mi piace\nnon mi piace. Non capisco il motivo del suo silenzio e del suo mistero, non mi ha mai\nnon mi ha mai detto una parola al riguardo questa mattina.  Rimase in silenzio, senza\nnon si offr\u00ec di difendersi. Disse solo, dopo un attimo:\n\n Non separarti da me con malumore. Non ti ho mai visto cos\u00ec poco\npazienza con me prima d'ora.\n\n Non voglio partecipare a nessun malumore, disse.  Ma non puoi\ncapire? Mi sono abituata a vederti, ad averti sempre con me, e il tuo gesto mi sembra ostile, persino scortese.\ne il tuo gesto mi sembra poco amichevole, addirittura scortese. Non mi hai nemmeno\nuna scusa per questo. Perch\u00e9, stavo progettando di stare insieme, pensando a quanto sarebbe stato\nquanto sarebbe stato piacevole vederti in citt\u00e0 il prossimo inverno.\n\n Anch'io, sbott\u00f2.  Forse \u00e8 questo il motivo per cui si alz\u00f2 improvvisamente e\ne tese la mano.  Arrivederci, mia cara signora Pontellier; arrivederci. Lei\nSpero che non mi dimenticher\u00e0 del tutto.  Lei si aggrapp\u00f2 alla sua mano,\ncercando di trattenerlo.\n\n Scrivimi quando arrivi, Robert, ti prego.\n\n Lo far\u00f2, grazie. Arrivederci.\n\nChe differenza con Robert! Il pi\u00f9 semplice dei conoscenti avrebbe detto qualcosa di\npi\u00f9 enfatico di \"lo far\u00f2, grazie\"; \"arrivederci\", a una simile richiesta.\n\nEvidentemente si era gi\u00e0 congedato dalle persone che si trovavano in casa,\nperch\u00e9 scese i gradini e and\u00f2 a raggiungere Beaudelet, che era fuori con il remo in spalla ad aspettare Robert.\ncon un remo sulla spalla ad aspettare Robert. Si allontanarono\nnell'oscurit\u00e0. Lei sentiva solo la voce di Beaudelet; Robert non aveva apparentemente\nRobert non aveva apparentemente rivolto nemmeno una parola di saluto al suo compagno.\n\nEdna si morse convulsamente il fazzoletto, sforzandosi di trattenere e di\nnascondere, anche a se stessa come avrebbe fatto con un'altra persona, l'emozione che la stava\nemozione che la lacerava. I suoi occhi erano pieni di\nlacrime.\n\nPer la prima volta riconobbe i sintomi dell'infatuazione che aveva avvertito\naveva provato incipientemente da bambina, da ragazza nella prima adolescenza e poi da giovane donna.\ne poi da giovane donna. Il riconoscimento non attenu\u00f2 la realt\u00e0 e la pregnanza della rivelazione\nla pregnanza della rivelazione da qualsiasi suggestione o promessa di\ninstabilit\u00e0. Il passato non era nulla per lei; non le offriva alcuna lezione che lei\nera disposta a tenerne conto. Il futuro era un mistero che non aveva mai tentato di\ndi penetrare. Solo il presente era significativo; era suo, per torturarla come stava facendo\ncome stava facendo in quel momento con la graffiante convinzione di aver perso\ndi aver perso ci\u00f2 che aveva tenuto, che le era stato negato ci\u00f2 che il suo\nche il suo essere appassionato e appena risvegliato esigeva.\n\nXVI\n\n Le manca molto la sua amica? chiese Mademoiselle Reisz una mattina\nmentre si avvicinava strisciando dietro Edna, che aveva appena lasciato il suo cottage per\ndalla sua casetta per andare alla spiaggia. Passava gran parte del suo tempo in acqua da quando\nda quando aveva finalmente acquisito l'arte del nuoto. Mentre il loro soggiorno a Grand Isle\nGrand Isle si avvicinava alla fine, sentiva che non avrebbe potuto dedicare troppo tempo a un\na uno svago che le offriva gli unici veri momenti di piacere che\nche conosceva. Quando Mademoiselle Reisz arriv\u00f2 a toccarle la spalla e a parlarle, la donna\nspalla e le parl\u00f2, la donna sembr\u00f2 fare eco al pensiero che\nEdna, o meglio, il sentimento che la possedeva costantemente.\npossedeva.\n\nLa partenza di Robert aveva in qualche modo tolto la luminosit\u00e0, il colore, il\nsignificato di tutto. Le condizioni della sua vita non erano affatto\nma la sua intera esistenza era sbiadita, come un abito sbiadito che sembra non valga pi\u00f9 la pena di essere indossato.\nsbiadito che sembra non valere pi\u00f9 la pena di essere indossato. Lo cercava ovunque, in\nin altre persone che induceva a parlare di lui. La mattina saliva nella\nnella stanza di Madame Lebrun, sfidando il rumore della vecchia macchina da cucire.\nSi sedeva l\u00ec e chiacchierava a intervalli come aveva fatto Robert. Guardava\nnella stanza i quadri e le fotografie appese alle pareti,\ne scopr\u00ec in qualche angolo un vecchio album di famiglia, che esamin\u00f2 con\ncon il massimo interesse, chiedendo lumi alla signora Lebrun\nsu molte figure e volti che scopr\u00ec tra le sue pagine.\npagine.\n\nC'era una foto di Madame Lebrun con Robert bambino, seduto in grembo, con la faccia rotonda e il pugno in bocca.\nin grembo, un neonato dal viso rotondo con un pugno in bocca. Solo gli occhi\ndel bambino suggerivano l'uomo. Ed era lui anche in kilt, all'et\u00e0 di\ncinque anni, con lunghi riccioli e una frusta in mano. Questo fece ridere\nEdna rideva e rideva anche del ritratto con i suoi primi pantaloni lunghi.\npantaloni lunghi; mentre un altro la interess\u00f2, scattato quando lui part\u00ec per il college,\nmagro, con il viso lungo e gli occhi pieni di fuoco, ambizione e grandi intenzioni.\nintenzioni. Ma non c'era nessuna foto recente, nessuna che suggerisse il Robert che era partito cinque giorni prima.\nRobert che se n'era andato cinque giorni prima, lasciando dietro di s\u00e9 un vuoto e una natura\ndietro di s\u00e9 un vuoto e una natura selvaggia.\n\n Oh, Robert ha smesso di farsi fotografare quando ha dovuto pagare lui stesso!\nle foto da solo! Ha trovato un uso pi\u00f9 saggio per il suo denaro, dice, ha spiegato\nMadame Lebrun. Aveva una sua lettera, scritta prima che lasciasse New Orleans.\nOrleans. Edna desiderava vederla e Madame Lebrun le disse di cercarla sul tavolo o sul com\u00f2.\ndi cercarla sul tavolo o sul com\u00f2, o forse era sul caminetto.\nsulla mensola del camino.\n\nLa lettera era sulla libreria. Possedeva il massimo interesse e\nattrazione per Edna; la busta, la sua dimensione e forma, il timbro postale,\nla calligrafia. Esamin\u00f2 ogni dettaglio dell'esterno prima di\naprirla. C'erano solo poche righe, in cui si diceva che avrebbe lasciato la citt\u00e0 quel pomeriggio, che\nche avrebbe lasciato la citt\u00e0 nel pomeriggio, che aveva preparato il suo baule in\nche aveva preparato il baule in buono stato, che stava bene e che le mandava il suo amore e la pregava di essere\ndi essere ricordato con affetto da tutti. Non c'era nessun messaggio speciale per Edna\nse non un post scriptum in cui si diceva che se la signora Pontellier desiderava finire\nil libro che lui le stava leggendo, sua madre lo avrebbe trovato nella sua stanza, tra gli altri libri\nsua stanza, tra gli altri libri presenti sul tavolo. Edna prov\u00f2 una fitta di gelosia\ndi gelosia perch\u00e9 aveva scritto a sua madre invece che a lei.\n\nTutti sembravano dare per scontato che le mancasse. Persino suo\nmarito, quando scese il sabato successivo alla partenza di Robert,\nespresse il suo rammarico per la sua partenza.\n\n Come fai ad andare avanti senza di lui, Edna?\n\n \u00c8 molto noioso senza di lui\", ammise. Il signor Pontellier aveva visto\nRobert in citt\u00e0 e Edna gli fece una dozzina di domande o pi\u00f9. Dove si erano incontrati?\nsi erano incontrati? In Carondelet Street, la mattina. Erano entrati\ne avevano bevuto e fumato un sigaro insieme. Di cosa avevano parlato?\nSoprattutto delle sue prospettive in Messico, che il signor Pontellier riteneva promettenti.\npromettenti. Come appariva? Sembrava serio, o allegro, o come?\nPiuttosto allegro, e completamente preso dall'idea del suo viaggio, che il signor Pontellier trovava del tutto\nIl signor Pontellier trovava del tutto naturale in un giovane che si accingeva a cercare\nfortuna e l'avventura in un paese strano e bizzarro.\n\nEdna batteva il piede con impazienza e si chiedeva perch\u00e9 i bambini si ostinassero a giocare al sole\nperch\u00e9 i bambini si ostinassero a giocare al sole quando avrebbero potuto stare sotto gli alberi. Si\nscese e li condusse al riparo dal sole, rimproverando il quadroon per non essere stato\npi\u00f9 attento.\n\nNon le sembrava minimamente grottesco che lei facesse di Robert l'oggetto di conversazione e che portasse suo marito a\ndi Robert come oggetto di conversazione e che portasse il marito a\nparlare di lui. Il sentimento che provava per Robert non assomigliava in alcun modo\nassomigliava in alcun modo a quello che provava per il marito, o che aveva mai provato, o che si aspettava di provare.\no che si aspettava di provare. Per tutta la sua vita era stata abituata a\na covare pensieri ed emozioni che non si esprimevano mai. Non avevano\nnon avevano mai preso la forma di lotte. Appartenevano a lei ed erano\ne aveva la convinzione di averne il diritto e che non riguardassero altri che lei.\ne che non riguardassero altri che lei stessa. Una volta Edna aveva detto a Madame\nRatignolle che non si sarebbe mai sacrificata per i suoi figli o per chiunque.\nper nessuno. Segu\u00ec una discussione piuttosto accesa; le due donne non sembravano capirsi o\nnon sembravano capirsi o parlare la stessa lingua.\nlingua. Edna cerc\u00f2 di tranquillizzare l'amica, di spiegarle.\n\n Rinuncerei all'inessenziale; darei il mio denaro, darei la mia vita per i miei figli, ma non darei me stesso.\nla mia vita per i miei figli, ma non darei me stesso. Non posso spiegarlo meglio\npi\u00f9 chiaro; \u00e8 solo qualcosa che sto iniziando a comprendere,\nche mi si sta rivelando.\n\n Non so cosa chiamiate l'essenziale o cosa intendiate per\nNon so cosa chiamiate essenziale o cosa intendiate per inessenziale, disse allegramente Madame Ratignolle; ma una donna che darebbe la vita per i suoi figli non potrebbe fare altro che\ndarebbe la vita per i propri figli non potrebbe fare altro che\nBibbia lo dice. Sono sicura di non poter fare di pi\u00f9.\n\n Oh, s\u00ec che si pu\u00f2! rise Edna.\n\nNon si stup\u00ec della domanda di Mademoiselle Reisz la mattina in cui quella signora, seguendola sulla spiaggia, le batt\u00e9 sulla spalla e le chiese\nsignora, seguendola sulla spiaggia, le batt\u00e9 sulla spalla e le chiese se non le mancasse molto la sua giovane amica.\nse non le mancasse molto la sua giovane amica.\n\n Oh, buongiorno, Mademoiselle; siete voi? Certo che mi manca\nRobert. Scendete a fare il bagno?\n\n Perch\u00e9 dovrei scendere a fare il bagno proprio alla fine della stagione, quando non sono stata\nnon ho fatto il bagno per tutta l'estate\", rispose la donna, sgradevole.\n\n Chiedo scusa, si offr\u00ec Edna, in un certo imbarazzo, perch\u00e9 avrebbe dovuto ricordare che Mademoiselle Reisz aveva evitato l'acqua.\navrebbe dovuto ricordare che l'evitamento dell'acqua da parte di Mademoiselle Reisz\naveva fornito un tema per molti convenevoli. Alcuni di loro pensavano che fosse\nper i suoi capelli finti o per il timore di bagnare le violette, mentre altri lo attribuivano alla\nmentre altri lo attribuivano all'avversione naturale per l'acqua\nche a volte si ritiene accompagni il temperamento artistico. Mademoiselle\nEdna offr\u00ec dei cioccolatini in un sacchetto di carta, che lei prese dalla sua\ndalla tasca, per dimostrare che non provava alcun rancore. Lei mangiava abitualmente\ncioccolatini per la loro qualit\u00e0 di sostentamento; contenevano molto\nnutrimento in poco spazio, diceva. La salvavano dalla fame,\nperch\u00e9 la tavola di Madame Lebrun era assolutamente impossibile; e nessuno, tranne una donna cos\u00ec\ndonna impertinente come Madame Lebrun avrebbe potuto pensare di offrire questo cibo alla gente\nalle persone e di chiedere loro di pagarlo.\n\n Deve sentirsi molto sola senza suo figlio\", disse Edna, desiderosa di cambiare argomento.\ncambiare argomento.  Anche il suo figlio preferito. Deve essere stato molto\ndifficile lasciarlo andare.\n\nMademoiselle rise maliziosamente.\n\n Il suo figlio preferito! Oh, cielo! Chi pu\u00f2 averti imposto una tale storia\nsu di te? Aline Lebrun vive per Victor, e solo per Victor. Lei lo ha\nl'ha trasformato nell'inutile creatura che \u00e8. Adora lui e la terra su cui\nterreno su cui cammina. Robert fa benissimo, in un certo senso, a rinunciare a tutti i soldi che pu\u00f2\ndenaro che riesce a guadagnare per la famiglia, e tenere per s\u00e9 la pi\u00f9 piccola\nper s\u00e9. Figlio prediletto, davvero! Anch'io sento la mancanza di quel povero ragazzo, mia cara.\nMi piaceva vederlo e sentirlo in giro, l'unico Lebrun che vale un pizzico di sale.\nche vale un pizzico di sale. Viene spesso a trovarmi in citt\u00e0. Mi piace\nsuonare per lui. Quel Victor! impiccato sarebbe troppo bello per lui. \u00c8 un\nmeraviglia che Robert non l'abbia gi\u00e0 picchiato a morte da tempo.\n\n Pensavo che avesse una grande pazienza con suo fratello\", offr\u00ec Edna, contenta di parlare di Robert, a prescindere da ci\u00f2 che veniva detto.\ndi parlare di Robert, indipendentemente da ci\u00f2 che veniva detto.\n\n Oh! L'ha bastonato abbastanza bene un anno o due fa, disse Mademoiselle.\n Si trattava di una ragazza spagnola, sulla quale Victor riteneva di avere una qualche\nuna sorta di diritto. Un giorno incontr\u00f2 Robert mentre parlava con la ragazza, o\ncon la ragazza, o passeggiando con lei, o facendo il bagno con lei, o portando il suo cestino, non ricordo cosa.\nnon ricordo cosa; e divenne cos\u00ec offensivo e ingiurioso che Robert gli diede\nRobert gli diede una sculacciata sul posto che lo ha tenuto relativamente in ordine\nper un bel po'. Era ora che ne ricevesse un'altra.\n\n Si chiamava Mariequita? chiese Edna.\n\n Mariequita s\u00ec, proprio cos\u00ec; Mariequita. L'avevo dimenticato. Oh, \u00e8 una\nfurba e cattiva, quella Mariequita!\n\nEdna abbass\u00f2 lo sguardo su Mademoiselle Reisz e si chiese come avesse potuto\nascoltare il suo veleno cos\u00ec a lungo. Per qualche motivo si sentiva depressa,\nquasi infelice. Non aveva intenzione di entrare in acqua, ma si mise il costume da bagno e\nindoss\u00f2 il costume da bagno e lasci\u00f2 Mademoiselle da sola, seduta all'ombra della tenda dei bambini.\nall'ombra della tenda dei bambini. L'acqua si stava raffreddando con l'avanzare della\nstagione. Edna si tuff\u00f2 e nuot\u00f2 con un abbandono che la entusiasmava e la rinvigoriva.\ncon un abbandono che la entusiasmava e la rinvigoriva. Rimase a lungo in acqua,\nsperando che Mademoiselle Reisz non la aspettasse.\n\nMa Mademoiselle aspett\u00f2. Durante il tragitto di ritorno fu molto affabile e\ne si entusiasm\u00f2 molto per l'aspetto di Edna in costume da bagno. Parlava di\nmusica. Sperava che Edna andasse a trovarla in citt\u00e0 e scrisse il suo indirizzo con il mozzicone di una matita su un biglietto\nil suo indirizzo con il mozzicone di una matita su un pezzo di cartoncino che aveva in tasca.\ntrovato in tasca.\n\n Quando parti? chiese Edna.\n\n Luned\u00ec prossimo; e voi?\n\n La settimana successiva, rispose Edna, aggiungendo: \"\u00c8 stata un'estate piacevole, vero, signorina?\nestate, vero, signorina?\n\n Beh, concord\u00f2 Mademoiselle Reisz, con un'alzata di spalle, piuttosto piacevole, se non fosse stato per le zanzare e i gemelli Farival.\nse non fosse stato per le zanzare e i gemelli Farival.\n\nXVII\n\nI Pontellier possedevano una casa molto affascinante in Esplanade Street a\nNew Orleans. Era un grande cottage doppio, con un'ampia veranda anteriore, le cui colonne rotonde e scanalate sostenevano il tetto spiovente.\nveranda anteriore, le cui colonne rotonde e scanalate sostenevano il tetto spiovente. La casa\nLa casa era dipinta di un bianco abbagliante; le persiane esterne, o jalousies,\nerano verdi. Nel cortile, tenuto scrupolosamente in ordine, c'erano fiori e piante di ogni tipo\ne piante di ogni tipo che fioriscono nel Sud della Louisiana.\nAll'interno delle porte gli arredi erano perfetti secondo il tipo convenzionale.\nI pavimenti erano ricoperti da tappeti e moquette morbidissimi; alle porte e alle finestre erano appesi drappeggi ricchi e di buon gusto.\nricchi e di buon gusto alle porte e alle finestre. Alle pareti c'erano dipinti, scelti con\ncon giudizio e discriminazione, alle pareti. I vetri tagliati, l'argento\nargento, i pesanti damaschi che ogni giorno comparivano sulla tavola erano l'invidia di molte donne\ninvidiavano molte donne i cui mariti erano meno generosi di Mr.\nPontellier.\n\nIl signor Pontellier amava molto girare per la sua casa esaminando i suoi\nvari dettagli, per verificare che non ci fosse nulla che non andasse. Apprezzava molto i suoi beni\napprezzava molto i suoi beni, soprattutto perch\u00e9 erano suoi, e\ne traeva un autentico piacere nel contemplare un quadro, una statuetta, una\nuna rara tenda di pizzo, non importa cosa, dopo averla comprata e collocata tra i suoi\ntra le sue divinit\u00e0 domestiche.\n\nIl marted\u00ec pomeriggio, giorno di ricevimento della signora Pontellier, c'era un continuo via vai di donne che arrivavano in carrozza.\nPontellier, c'era un flusso costante di donne che venivano in carrozza o in auto\no in carrozza, o a piedi quando l'aria era leggera e la distanza lo permetteva.\nl'aria era dolce e la distanza lo permetteva. Un ragazzo mulatto di colore chiaro, in giacca e cravatta, portava un vassoio d'argento di piccole dimensioni per il ricevimento.\nvassoio d'argento per ricevere le carte, le ammetteva. A\nuna cameriera, con un berretto bianco scanalato, offriva ai chiamanti liquore, caff\u00e8 o cioccolata, a seconda dei desideri.\ncioccolata, a seconda dei loro desideri. La signora Pontellier, vestita con un bell'abito da ricevimento, rimase nel salotto.\nabito da ricevimento, rimase in salotto per tutto il pomeriggio\na ricevere i suoi visitatori. A volte gli uomini chiamavano la sera con le loro\nmogli.\n\nQuesto era stato il programma che la signora Pontellier aveva religiosamente\ndal suo matrimonio, sei anni prima. Alcune sere della settimana\nsettimana lei e il marito assistevano all'opera o, a volte, allo spettacolo teatrale.\n\nIl signor Pontellier usciva di casa la mattina tra le nove e le dieci.\ne raramente tornava prima delle sei o sette e mezza di sera.\nLa sera la cena veniva servita alle sette e mezza.\n\nLui e sua moglie si sedettero a tavola un marted\u00ec sera, poche settimane dopo il loro ritorno da Grand Isle.\nsettimane dopo il loro ritorno da Grand Isle. Erano soli. I\nragazzi stavano per essere messi a letto; il ticchettio dei loro piedi nudi e in fuga\nsi sentiva di tanto in tanto, cos\u00ec come la voce incalzante del\nquadroon, che si levava in una mite protesta e in un'implorazione. La signora Pontellier non indossava\nnon indossava l'abituale abito da ricevimento del marted\u00ec; era in normale abito da casa.\nIl signor Pontellier, che era attento a queste cose, lo not\u00f2 mentre serviva la zuppa e la porgeva ai commensali.\nmentre serviva la zuppa e la porgeva al ragazzo in attesa.\n\n Stanca, Edna? Chi hai avuto? Molte chiamate? chiese. Assaggi\u00f2\nla sua zuppa e cominci\u00f2 a condirla con pepe, sale, aceto,\nsenape, tutto ci\u00f2 che era a portata di mano.\n\n Ce n'erano molti, rispose Edna, che stava mangiando la sua zuppa con evidente soddisfazione.\nevidente soddisfazione.  Ho trovato i loro biglietti da visita quando sono tornata a casa; ero fuori.\n\n Fuori! esclam\u00f2 il marito, con una voce che somigliava a una vera e propria costernazione.\nnella sua voce, mentre posava l'ampolla dell'aceto e la guardava\nattraverso gli occhiali.  Perch\u00e9, cosa ti ha portato fuori marted\u00ec?\nCosa dovevi fare?\n\n Niente. Avevo semplicemente voglia di uscire e sono uscita.\n\n Spero che tu abbia lasciato una scusa adeguata\", disse il marito,\nun po' rassicurato, mentre aggiungeva un pizzico di pepe di Caienna alla zuppa.\n\n No, non ho lasciato scuse. Ho detto a Joe di dire che ero fuori, tutto qui.\n\n Ma, mia cara, credo che a questo punto tu abbia capito che le persone\nnon si fanno queste cose; dobbiamo osservare le convenzioni se vogliamo\nse vogliamo andare avanti e tenere il passo del corteo. Se sentivi di dover uscire di casa questo\npomeriggio, avreste dovuto lasciare una spiegazione adeguata per la vostra assenza.\nspiegazione adeguata per la vostra assenza.\n\n Questa zuppa \u00e8 davvero impossibile; \u00e8 strano che quella donna non abbia ancora imparato a\na fare una zuppa decente. Qualsiasi stand per il pranzo libero in citt\u00e0 ne serve una migliore.\nuna migliore. La signora Belthrop era qui?\n\n Porta il vassoio con le carte, Joe. Non ricordo chi c'era qui.\n\nIl ragazzo si ritir\u00f2 e torn\u00f2 dopo un attimo, portando il piccolo vassoio d'argento, ricoperto di biglietti da visita\nvassoio d'argento, coperto di biglietti da visita per signore. Lo porse alla\nsignora Pontellier.\n\n Dallo al signor Pontellier\", disse.\n\nJoe offr\u00ec il vassoio al signor Pontellier e tolse la zuppa.\n\nIl signor Pontellier scruta i nomi di chi chiama la moglie, leggendone alcuni ad alta voce e commentandoli.\nad alta voce, con commenti durante la lettura.\n\n Le signorine Delasidas.  Stamattina ho fatto un grosso lavoro a termine per il loro padre.\npadre questa mattina; belle ragazze; \u00e8 ora che si sposino.\n Signora Belthrop.  Ti dico io cosa c'\u00e8, Edna; non puoi permetterti di snobbare\nSignora Belthrop. Belthrop potrebbe comprarci e venderci dieci volte tanto. La sua\naffari valgono una bella somma per me. Faresti meglio a scriverle un\nbiglietto.  Signora James Highcamp.  Hugh! Meno hai a che fare con Mrs.\nHighcamp, meglio \u00e8.  Madame Laforc.  \u00c8 venuta fin qui da\nCarrolton, povera vecchia anima.  Miss Wiggs, Mrs. Eleanor Boltons.\nMise da parte le carte.\n\n Piet\u00e0! esclam\u00f2 Edna, che si era infuriata.  Perch\u00e9 prendi la cosa\ncos\u00ec seriamente la cosa e ne fai un dramma?\n\n Non ne faccio un dramma. Ma \u00e8 proprio per queste apparentemente banali\nche dobbiamo prendere sul serio; queste cose contano.\n\nIl pesce era bruciato. Il signor Pontellier non volle toccarlo. Edna disse che\nnon le dispiaceva un po' di sapore bruciacchiato. L'arrosto non gli piaceva in qualche modo\nnon era di suo gradimento e non gli piaceva il modo in cui erano servite le verdure.\nservite.\n\n Mi sembra, disse, che in questa casa spendiamo abbastanza denaro per\nper procurare almeno un pasto al giorno che un uomo possa mangiare e mantenere il suo\nrispetto di s\u00e9.\n\n Pensavi che la cuoca fosse un tesoro, rispose Edna,\ncon indifferenza.\n\n Forse lo era quando \u00e8 arrivata; ma i cuochi sono solo esseri umani. Hanno bisogno di\nhanno bisogno di essere accuditi, come qualsiasi altra categoria di persone che si assume.\nSe non mi occupassi degli impiegati del mio ufficio e li lasciassi fare a modo loro, farebbero presto un bel pasticcio di me e del mio ufficio.\ndi gestire le cose a modo loro; presto farebbero un bel pasticcio di me e dei miei affari.\naffari.\n\n Dove stai andando? chiese Edna, vedendo che il marito si era alzato da\ntavola senza aver mangiato un boccone, se non un assaggio della zuppa\nzuppa altamente condita.\n\n Vado a prendere la cena al club. Buona notte.  And\u00f2 in sala, prese il cappello e il bastone\nsala, prese il cappello e il bastone dal cavalletto e usc\u00ec di casa.\n\nAveva una certa familiarit\u00e0 con queste scene. Spesso l'avevano resa\nmolto infelice. In alcune occasioni precedenti era stata completamente\ndi finire la cena. A volte era andata\nin cucina per rimproverare la cuoca in ritardo. Una volta\nuna volta and\u00f2 in camera sua e studi\u00f2 il libro di cucina per un'intera serata,\nalla fine aveva scritto un menu per la settimana, che la lasciava tormentata con la sensazione che, dopo tutto, aveva\nsensazione che, dopo tutto, non avesse ottenuto nulla di buono che valesse\nil suo nome.\n\nMa quella sera Edna fin\u00ec la cena da sola, con forzata\ndeliberazione. Il suo viso era arrossato e i suoi occhi fiammeggiavano per un fuoco interiore che\nfuoco interiore che li illuminava. Dopo aver finito di cenare and\u00f2 nella sua\ncamera sua, dopo aver incaricato il ragazzo di dire a chi la chiamava che era indisposta.\nindisposta.\n\nEra una stanza grande e bella, ricca e pittoresca nella luce soffusa e fioca che la cameriera aveva abbassato.\nluce soffusa che la cameriera aveva abbassato. And\u00f2 a posizionarsi davanti a una finestra aperta\nfinestra aperta e guard\u00f2 il profondo intrico del giardino sottostante. Tutto il\nmistero e la stregoneria della notte sembravano essersi radunati l\u00ec, tra i profumi e i\nprofumi e i contorni crepuscolari e tortuosi dei fiori e del fogliame.\nfogliame. Cercava se stessa e si ritrovava proprio in quella\ndolce penombra che rispondeva ai suoi umori. Ma le voci non erano\nnon erano rassicuranti quelle che le giungevano dall'oscurit\u00e0 e dal cielo e dalle stelle.\nstelle. Si burlavano e suonavano note luttuose senza promessa, prive\npersino di speranza. Torn\u00f2 nella stanza e cominci\u00f2 a camminare avanti e indietro per\nper tutta la sua lunghezza senza fermarsi, senza riposare. Portava\nun fazzoletto sottile, che strapp\u00f2 in nastri,\narrotolato in una palla e gettato via. Una volta si ferm\u00f2 e, togliendosi la fede\ne si tolse la fede nuziale e la gett\u00f2 sul tappeto. Quando lo vide l\u00ec a terra\nquando lo vide l\u00ec, vi batt\u00e9 sopra il tallone, cercando di schiacciarlo. Ma il suo\ntacco del suo piccolo stivale non fece un'impronta, non un segno sul piccolo\nscintillante cerchietto.\n\nIn un impeto di passione afferr\u00f2 un vaso di vetro dal tavolo e lo scagli\u00f2\nsulle piastrelle del focolare. Voleva distruggere qualcosa. Il\nschianto e il tintinnio erano ci\u00f2 che voleva sentire.\n\nUna cameriera, allarmata dal frastuono dei vetri che si rompevano, entr\u00f2 nella stanza per\nper capire cosa fosse successo.\n\n Un vaso \u00e8 caduto sul focolare, disse Edna.  Non importa; lasciamolo fino a\nmattina.\n\n Oh! Potrebbe finire un po' di vetro nei piedi, signora, insistette la giovane donna, raccogliendo i pezzi di vaso rotto che erano sparsi.\ngiovane donna, raccogliendo i pezzi del vaso rotto che erano sparsi sul tappeto.\nsul tappeto.  Ed ecco il suo anello, signora, sotto la sedia.\n\nEdna tese la mano e, preso l'anello, se lo infil\u00f2 al dito.\ndito.\n\nXVIII\n\nIl mattino seguente il signor Pontellier, uscendo dal suo ufficio,\nchiese a Edna se non volesse incontrarlo in citt\u00e0 per visionare alcuni\nnuovi arredi per la biblioteca.\n\n Non credo che abbiamo bisogno di nuove attrezzature, per una volta. Non fateci prendere nulla di\nnuovo; sei troppo stravagante. Non credo che tu pensi mai a risparmiare\no di mettere da parte.\n\n Il modo per diventare ricchi \u00e8 fare soldi, mia cara Edna, non risparmiarli, disse.\nnon di risparmiarlo\", disse. Si rammaricava che lei non fosse disposta ad andare con lui a scegliere\nlui a scegliere i nuovi arredi. Le diede un bacio di commiato e le disse che non aveva un bell'aspetto e doveva\nche non aveva un bell'aspetto e che doveva prendersi cura di s\u00e9. Era insolitamente\npallida e molto silenziosa.\n\nMentre lui usciva di casa, lei si ferm\u00f2 sulla veranda anteriore e colse distrattamente\nalcuni ramoscelli di gelsomino che crescevano su un traliccio l\u00ec vicino. Inal\u00f2 l'odore dei fiori e\nl'odore dei fiori e li infil\u00f2 nel petto del suo abito bianco.\nabito bianco del mattino. I ragazzi stavano trascinando lungo la banquette un piccolo carro\n un piccolo carro espresso, che avevano riempito di blocchi e bastoni. Il\nquadroon li seguiva a piccoli passi veloci, assumendo un'animazione fittizia e\nfinta animazione e alacrit\u00e0 per l'occasione. Un venditore di frutta stava\nun venditore di frutta stava vendendo la sua merce per strada.\n\nEdna guardava dritto davanti a s\u00e9 con un'espressione\nviso. Non provava interesse per nulla di ci\u00f2 che la circondava. La strada, i\nbambini, il venditore di frutta, i fiori che crescevano sotto i suoi occhi,\nerano tutti parte integrante di un mondo estraneo che improvvisamente era diventato\nantagonista.\n\nTorn\u00f2 in casa. Aveva pensato di parlare alla cuoca\nriguardo alle sue gaffe della sera precedente; ma il signor Pontellier le aveva risparmiato quella spiacevole missione\nPontellier le aveva risparmiato quella sgradevole missione, per la quale era cos\u00ec poco\npoco adatta a lei. Le argomentazioni del signor Pontellier erano di solito convincenti con chi\ncon i suoi collaboratori. Usc\u00ec di casa con la certezza che lui e Edna\nEdna si sarebbero seduti quella sera, e forse anche qualche sera successiva, a una cena\nuna cena degna di questo nome.\n\nEdna pass\u00f2 un'ora o due a guardare alcuni dei suoi vecchi schizzi. Poteva\npoteva vedere le loro mancanze e i loro difetti, che erano\nocchi. Cerc\u00f2 di lavorare un po', ma si accorse di non essere dell'umore giusto.\nAlla fine raccolse alcuni degli schizzi che considerava meno screditanti\nmeno screditabili e li port\u00f2 con s\u00e9 quando, poco dopo, si vest\u00ec e usc\u00ec,\npoco dopo, si vest\u00ec e usc\u00ec di casa. Aveva un aspetto bello e\ndistinta nel suo abito da strada. L'abbronzatura della spiaggia aveva lasciato il suo\nviso, e la fronte era liscia, bianca e levigata sotto i capelli pesanti e\npesanti capelli giallo-marrone. C'erano alcune lentiggini sul suo viso e un piccolo neo scuro\nun piccolo neo scuro vicino al labbro inferiore e uno sulla tempia, seminascosti dai capelli.\ntra i capelli.\n\nMentre Edna camminava per strada, pensava a Robert. Era\nancora sotto l'incantesimo della sua infatuazione. Aveva cercato di dimenticarlo,\nrendendosi conto dell'inutilit\u00e0 del ricordo. Ma il pensiero di lui era come\nun'ossessione, sempre pi\u00f9 pressante su di lei. Non \u00e8 che si soffermasse sui\ndettagli della loro conoscenza, o che ricordasse in qualche modo speciale o\nparticolare della sua personalit\u00e0; era il suo essere, la sua esistenza, a dominare il suo pensiero.\nche dominava il suo pensiero, sfumando a volte come se si sciogliesse nella nebbia del\nnebbia dell'oblio, per poi rivivere con un'intensit\u00e0 che la riempiva di un'incomprensibile nostalgia.\ncon un'intensit\u00e0 che la riempiva di un desiderio incomprensibile.\n\nEdna stava andando da Madame Ratignolle. La loro intimit\u00e0, iniziata a Grand Isle, non era diminuita e si erano viste con una certa frequenza.\nGrand Isle, non era diminuita e si erano viste con una certa frequenza dal loro ritorno in citt\u00e0.\ncon una certa frequenza dal loro ritorno in citt\u00e0. I Ratignolle vivevano a una distanza\ncasa di Edna, all'angolo di una strada secondaria, dove monsieur Ratignolle possedeva una propriet\u00e0 e un'azienda.\nMonsieur Ratignolle possedeva e gestiva un negozio di farmaci che godeva di un commercio\nun commercio stabile e prospero. Suo padre era stato nel settore prima di lui\nsuo padre, e Monsieur Ratignolle godeva di un'ottima reputazione nella comunit\u00e0 e di un'invidiabile\nreputazione invidiabile per integrit\u00e0 e lucidit\u00e0. La sua famiglia viveva\nin comodi appartamenti sopra il negozio, con un'entrata sul lato\nall'interno del _porte coch re_. C'era qualcosa che Edna considerava molto\nfrancese, molto straniero, nel loro modo di vivere. Nel grande\ne piacevole salone che si estendeva per tutta la larghezza della casa, i\nRatignolles intrattenevano i loro amici una volta a quindici giorni con un _soir e\nmusicale_, a volte diversificato dal gioco delle carte. C'era un amico\nche suonava il violoncello. Uno portava il flauto e un altro il\nviolino, mentre c'era chi cantava e chi si esibiva al pianoforte con\npianoforte con vari gradi di gusto e agilit\u00e0. I Ratignolles\nerano molto conosciuti ed era considerato un privilegio esservi invitati.\nprivilegio essere invitati a partecipare.\n\nEdna trov\u00f2 la sua amica impegnata a sistemare i vestiti che erano\nche erano tornati quella mattina dalla lavanderia. Abbandon\u00f2 subito la sua occupazione\nsubito le sue occupazioni alla vista di Edna, che era stata accolta senza cerimonie in\npresenza.\n\n Cit pu\u00f2 farlo bene quanto me; \u00e8 davvero il suo mestiere\", spieg\u00f2 a Edna, che si scus\u00f2 per averla interrotta.\nspieg\u00f2 a Edna, che si scus\u00f2 per averla interrotta. E chiam\u00f2\nuna giovane donna di colore, che istru\u00ec, in francese, di fare molta attenzione a\ndi fare molta attenzione a spuntare la lista che le aveva consegnato. Le disse\ndi notare in particolare se un fazzoletto di lino pregiato di Monsieur\nRatignolle, che era scomparso la settimana scorsa, fosse stato restituito; e di essere sicura di\ndi mettere da parte i pezzi che dovevano essere rammendati e rammendati.\n\nPoi, mettendo un braccio intorno alla vita di Edna, la condusse all'ingresso della casa, nel salone.\ncasa, nel salone, dove era fresco e dolce l'odore delle grandi rose che si trovavano\ngrandi rose che stavano sul focolare in vasi.\n\nMadame Ratignolle era pi\u00f9 bella che mai, in casa, con una vestaglia che lasciava le braccia quasi del tutto nude e\nche le lasciava le braccia quasi del tutto scoperte e metteva in mostra le ricche curve\ncurve fondenti della sua gola bianca.\n\n Forse un giorno potr\u00f2 dipingere il tuo quadro\", disse Edna con un sorriso.\ncon un sorriso quando si furono seduti. Tir\u00f2 fuori il rotolo di schizzi\ne inizi\u00f2 a dispiegarli.  Credo che dovrei lavorare di nuovo. Mi sento come\ncome se volessi fare qualcosa. Cosa ne pensi? Crede che valga la pena\nPensi che valga la pena riprendere e studiare ancora un po'? Potrei\nstudiare per un po' con Laidpore.\n\nSapeva che l'opinione di Madame Ratignolle in una questione del genere sarebbe stata quasi inutile.\nche il parere di Madame Ratignolle in una simile questione sarebbe stato quasi inutile, che lei stessa non solo aveva deciso ma\nma deciso; ma cercava le parole di elogio e di incoraggiamento che\nche l'avrebbero aiutata a mettere il cuore nella sua impresa.\n\n Il tuo talento \u00e8 immenso, cara!\n\n Sciocchezze! protest\u00f2 Edna, ben contenta.\n\n Immenso, vi dico, insistette Madame Ratignolle, osservando gli schizzi uno per uno, a distanza ravvicinata, e poi tenendoli a distanza di un braccio.\nuno per uno, a distanza ravvicinata, poi li teneva a distanza,\nsocchiudere gli occhi e abbassare la testa da un lato.  Di certo, questo\ncontadino bavarese \u00e8 degno di essere incorniciato; e questo cesto di mele!\nmai visto nulla di pi\u00f9 realistico. Si potrebbe quasi essere tentati di\nallungare una mano e prenderne una.\n\nEdna non riusc\u00ec a controllare un sentimento che rasentava il compiacimento per le lodi della sua amica.\nl'elogio dell'amica, pur rendendosi conto, come fece, del suo vero valore. Conserv\u00f2 alcuni schizzi\nalcuni schizzi e diede tutti gli altri a Madame Ratignolle, che apprezz\u00f2 il dono ben oltre il suo valore e ne fu orgogliosa.\nRatignolle, la quale apprezz\u00f2 il dono ben oltre il suo valore e\ne mostr\u00f2 con orgoglio le immagini al marito quando, poco pi\u00f9 tardi, torn\u00f2 dal negozio per la cena di mezzogiorno.\npoco dopo dal negozio per la cena di mezzogiorno.\n\nIl signor Ratignolle era uno di quegli uomini che vengono chiamati il sale della terra.\nterra. La sua allegria era illimitata ed era accompagnata dalla bont\u00e0 di cuore, dalla carit\u00e0 e dal buon senso.\nbont\u00e0 di cuore, dall'ampia carit\u00e0 e dal buon senso. Lui e sua moglie\nparlavano in inglese con un accento che si distingueva solo per la sua\nenfasi non inglese e una certa attenzione e deliberazione. Il marito di Edna\nmarito di Edna parlava inglese senza alcun accento. I Ratignolles\nsi capivano perfettamente. Se mai la fusione di due esseri umani in uno\ndue esseri umani in uno solo, in questa sfera, \u00e8 stata sicuramente la loro unione.\nunione.\n\nQuando Edna si sedette a tavola con loro pens\u00f2: \"Meglio una cena a base di erbe\".\ndi erbe, anche se non le ci volle molto per scoprire che non si trattava di una\ndi erbe, ma di un pasto delizioso, semplice, scelto e in ogni modo soddisfacente.\nsemplice, di prima scelta e in ogni modo soddisfacente.\n\nMonsieur Ratignolle fu felice di vederla, anche se trov\u00f2 che non stava bene come a Grand Isle.\nche non stava cos\u00ec bene come a Grand Isle e le consigli\u00f2 un tonico. Parl\u00f2\ndi vari argomenti, un po' di politica, qualche notizia dalla citt\u00e0 e\npettegolezzi di quartiere. Parlava con un'animazione e una seriet\u00e0 che\nche dava un'importanza esagerata a ogni sillaba che pronunciava. Sua moglie\nsua moglie era fortemente interessata a tutto ci\u00f2 che diceva, posando la forchetta per\nper ascoltarlo meglio, si intrometteva, gli toglieva le parole di bocca.\n\nDopo averli lasciati, Edna si sent\u00ec pi\u00f9 depressa che rasserenata. Il piccolo\ndi armonia domestica che le era stato offerto, non le dava nessun\nrimpianto, n\u00e9 desiderio. Non era una condizione di vita che le si addiceva,\ne non riusciva a vedere in essa altro che un'inquietudine spaventosa e senza speranza. Era\nuna sorta di commiserazione per Madame Ratignolle, una piet\u00e0 per quella\nesistenza incolore che non elevava mai il suo possessore al di l\u00e0 della\nregione della cieca contentezza, in cui nessun momento di angoscia aveva mai visitato\nin cui nessun momento di angoscia ha mai visitato la sua anima, in cui non avrebbe mai assaggiato il delirio della vita.\nEdna si chiese vagamente cosa intendesse per delirio della vita.  L'idea le era\naveva attraversato il suo pensiero come un'impressione estranea e non cercata.\n\nXIX\n\nEdna non pot\u00e9 fare a meno di pensare che era stato molto sciocco, molto infantile,\ndi essersi impuntata sulla fede nuziale e di aver rotto il vaso di cristallo sulle\nsulle piastrelle. Non ci furono altri sfoghi che la spinsero a tali\nfutili espedienti. Cominci\u00f2 a fare quello che voleva e a sentire quello che voleva.\ncome le piaceva. Abbandon\u00f2 completamente i suoi marted\u00ec a casa e non\nnon restitu\u00ec le visite di coloro che l'avevano invocata. Non fece alcuno\nsforzi inefficaci per condurre la casa _en bonne m nag re_, andando e venendo come le pareva e piaceva.\ne venire come le pareva e, per quanto le era possibile, si prestava a qualsiasi\na qualsiasi capriccio passeggero.\n\nIl signor Pontellier era stato un marito piuttosto cortese, finch\u00e9 aveva incontrato una certa\nuna certa tacita sottomissione da parte della moglie. Ma la nuova e inaspettata\nnuova e inaspettata linea di condotta lo sconcert\u00f2 completamente. Lo sconvolse. Poi il suo\nassoluta mancanza di rispetto per i suoi doveri di moglie lo fece arrabbiare. Quando il Sig.\nPontellier diventava scortese, Edna diventava insolente. Aveva deciso di non fare\nun altro passo indietro.\n\n Mi sembra la massima follia per una donna a capo di una famiglia e madre di bambini\ne madre di figli, trascorra in un atelier giornate che sarebbe meglio\nche sarebbe meglio impiegare per il benessere della sua famiglia.\nfamiglia.\n\n Ho voglia di dipingere, rispose Edna.  Forse non ne avr\u00f2 sempre voglia.\ndi farlo.\n\n Allora, in nome di Dio, dipingi! Ma non lasciare che la famiglia vada al diavolo.\nC'\u00e8 Madame Ratignolle; poich\u00e9 si occupa di musica, non lascia che tutto il resto\nnon lascia che tutto il resto vada nel caos. E lei \u00e8 pi\u00f9 musicista di quanto tu sia\npittore.\n\n Lei non \u00e8 una musicista e io non sono un pittore. Non \u00e8 per la pittura che\npittura che lascio andare le cose.\n\n Per quale motivo, allora?\n\n Oh! Non lo so. Lasciami in pace, mi dai fastidio.\n\nA volte il signor Pontellier si chiedeva se sua moglie non stesse\nse sua moglie non stesse diventando un po' squilibrata mentalmente. Vedeva chiaramente che lei\nnon era in s\u00e9. Cio\u00e8, non riusciva a vedere che stava diventando\nse stessa e che ogni giorno metteva da parte quell'io fittizio che noi assumiamo\ncome un abito con cui apparire al mondo.\n\nIl marito la lasci\u00f2 in pace, come lei aveva chiesto, e and\u00f2 nel suo ufficio.\nufficio. Edna sal\u00ec nel suo atelier, una stanza luminosa in cima alla casa.\ncasa. Stava lavorando con grande energia e interesse, senza per\u00f2\nsenza per\u00f2 realizzare nulla che la soddisfacesse anche solo in minima parte.\nminimamente soddisfatta. Per un certo periodo fece iscrivere tutta la famiglia al servizio dell'arte.\nal servizio dell'arte. I ragazzi posavano per lei. All'inizio lo trovavano divertente, ma\nall'inizio, ma l'occupazione perse presto la sua attrattiva quando scoprirono che non si trattava di un gioco organizzato\nche non si trattava di un gioco organizzato appositamente per il loro\ndivertimento. Il quadroon rimase seduto per ore davanti alla tavolozza di Edna,\npaziente come un selvaggio, mentre la domestica si occupava dei bambini,\ne il salotto non veniva spolverato. Ma anche la cameriera aveva fatto il suo dovere come\ncome modello, quando Edna si accorse che la schiena e le spalle della giovane donna\nspalle erano modellate su linee classiche e che i capelli, sciolti dalla cuffia, diventavano\ndalla sua cuffia, divennero un'ispirazione. Mentre Edna lavorava\nEdna lavorava, a volte intonava a bassa voce l'arietta \"Ah! si tu savais!\n\nLa commuovevano i ricordi. Riusciva a sentire di nuovo l'increspatura dell'acqua, le\nacqua, lo sbattere delle vele. Riusciva a vedere il luccichio della luna sulla\nbaia e sentiva il soffice e rafficato battere del caldo vento del sud. A\nsottile corrente di desiderio attraversava il suo corpo, indebolendo la sua presa\nsulle spazzole e le faceva bruciare gli occhi.\n\nC'erano giorni in cui era molto felice senza sapere perch\u00e9. Era\nfelice di essere viva e di respirare, quando tutto il suo essere sembrava essere un tutt'uno\ncon la luce del sole, il colore, gli odori, il calore lussureggiante di una perfetta giornata del Sud.\nperfetta giornata del Sud. Le piaceva poi vagare da sola in luoghi strani e\nluoghi sconosciuti. Scopr\u00ec molti angoli soleggiati e sonnolenti,\nfatto apposta per sognare. E trovava bello sognare e stare da soli\ne indisturbata.\n\nC'erano giorni in cui era infelice, non sapeva perch\u00e9, quando non le sembrava\nnon sembrava che valesse la pena di essere contenti o dispiaciuti, di essere vivi o morti; quando la vita le appariva come un\nla vita le appariva come un pandemonio grottesco e l'umanit\u00e0 come\nvermi che lottano ciecamente verso l'inevitabile annientamento. Non poteva\nlavorare in un giorno come questo, n\u00e9 tessere fantasie per stimolare le sue pulsazioni e riscaldare il suo sangue.\nsangue.\n\nXX\n\nFu in questo stato d'animo che Edna si mise alla ricerca di Mademoiselle Reisz. Non aveva\nnon aveva dimenticato l'impressione piuttosto sgradevole lasciata su di lei dal\ndall'ultimo colloquio; ma sentiva comunque il desiderio di vederla\nsoprattutto di vederla, di ascoltarla mentre suonava al pianoforte. Il pomeriggio presto\npomeriggio si mise alla ricerca della pianista.\nSfortunatamente aveva smarrito o perso il biglietto da visita di Mademoiselle Reisz e\nCercando il suo indirizzo nell'annuario della citt\u00e0, scopr\u00ec che la donna abitava in Bienville Street, a pochi chilometri dal centro.\nBienville Street, a una certa distanza. L'elenco che le era capitato tra le mani\nnelle sue mani era per\u00f2 vecchio di un anno o pi\u00f9 e, raggiungendo il numero indicato, Edna scopr\u00ec che la donna abitava a Bivillage Street.\nnumero indicato, Edna scopr\u00ec che la casa era occupata da una rispettabile famiglia di\nrispettabile famiglia di mulatti che affittava _chambres garnies_. Essi\nvivevano l\u00ec da sei mesi e non sapevano assolutamente nulla di Mademoiselle Reisz.\nMademoiselle Reisz. In realt\u00e0, non conoscevano nessuno dei loro vicini.\nvicini; i loro inquilini erano tutti personaggi di alto livello,\nassicurarono a Edna. Non si sofferm\u00f2 a discutere delle distinzioni di classe\ncon Madame Pouponne, ma si affrett\u00f2 a raggiungere una drogheria vicina,\ndi drogheria vicina, certa che Mademoiselle avrebbe lasciato il suo indirizzo al proprietario.\nproprietario.\n\nConosceva Mademoiselle Reisz molto meglio di quanto volesse conoscerla\nla conosceva meglio di quanto volesse conoscerla, inform\u00f2 il suo interlocutore. In realt\u00e0, non voleva conoscerla affatto.\no qualsiasi cosa che la riguardasse, la donna pi\u00f9 sgradevole e impopolare\ndonna che abbia mai vissuto a Bienville Street. Ringraziava il cielo che avesse\nche avesse lasciato il quartiere, ed era altrettanto grato di non sapere\ndove fosse andata.\n\nIl desiderio di Edna di vedere Mademoiselle Reisz si era decuplicato dopo che\nda quando questi ostacoli imprevisti erano sorti per ostacolarlo. Si stava chiedendo\nchi potesse darle le informazioni che cercava, quando improvvisamente le venne in mente che\nquando improvvisamente le venne in mente che Madame Lebrun sarebbe stata la persona pi\u00f9 in grado di\npi\u00f9 probabile. Sapeva che era inutile chiedere a Madame Ratignolle, che era in rapporti molto\nche era in rapporti molto distanti con la musicista e preferiva non sapere nulla di lei.\ndi lei. Una volta era stata quasi altrettanto enfatica nell'esprimersi sull'argomento\nsull'argomento quasi con la stessa enfasi del droghiere all'angolo.\n\nEdna sapeva che Madame Lebrun era tornata in citt\u00e0, perch\u00e9 era la met\u00e0 di novembre.\nmet\u00e0 di novembre. E sapeva anche dove vivevano i Lebrun, in Chartres Street.\nChartres Street.\n\nLa loro casa, dall'esterno, sembrava una prigione, con sbarre di ferro davanti alla\nporta e le finestre pi\u00f9 basse. Le sbarre di ferro erano una reliquia del vecchio\ne nessuno aveva mai pensato di toglierle. A lato\nera un'alta recinzione che racchiudeva il giardino. Un cancello o una porta che dava sulla\nstrada era chiuso a chiave. Edna suon\u00f2 il campanello di questo cancello laterale del giardino, e\ne si mise in piedi sul banchetto, in attesa di essere ammessa.\n\nFu Victor ad aprirle il cancello. Una donna nera, che si puliva le mani sul grembiule, era alle sue calcagna.\nmani sul grembiule, era alle sue calcagna. Prima di vederli, Edna\nprima di vederli Edna li sent\u00ec litigare: la donna era chiaramente un'anomalia che reclamava\nil diritto di poter svolgere le sue mansioni, tra cui quella di rispondere al campanello.\nrispondere al campanello.\n\nVictor fu sorpreso e felice di vedere la signora Pontellier, e non cerc\u00f2 di nascondere n\u00e9 il suo stupore n\u00e9 la sua gioia.\nnon cerc\u00f2 di nascondere n\u00e9 il suo stupore n\u00e9 la sua gioia. Era un\ngiovane di diciannove anni, con le sopracciglia scure e di bell'aspetto, che assomigliava molto alla madre, ma con dieci volte la sua\nmadre, ma con dieci volte la sua irruenza. Diede ordine alla donna nera di andare subito a\ndi andare subito a informare Madame Lebrun che la signora Pontellier\nPontellier desiderava vederla. La donna brontol\u00f2 per il rifiuto di fare una parte del suo dovere\ndi fare una parte del suo dovere quando non le era stato permesso di farlo tutto, e si rimise a fare il suo\ninterrotto di diserbare il giardino. A questo punto Victor le inflisse un\nrimprovero sotto forma di una raffica di insulti che, a causa della rapidit\u00e0 e dell'incoerenza, era\ne incoerenza, era quasi incomprensibile per Edna. Qualunque cosa fosse,\nil rimprovero fu convincente, perch\u00e9 la donna lasci\u00f2 cadere la zappa e se ne and\u00f2 borbottando in casa.\nborbottando in casa.\n\nEdna non volle entrare. Era molto piacevole stare nel portico laterale, dove c'erano\nportico, dove c'erano sedie, un salotto di vimini e un tavolino. Edna\nsedette, perch\u00e9 era stanca per il lungo viaggio, e inizi\u00f2 a dondolarsi dolcemente e a lisciare le pieghe del suo ombrellino di seta.\na dondolare dolcemente e a lisciare le pieghe del suo ombrellino di seta. Victor si\naccanto a lei. Spieg\u00f2 subito che il comportamento offensivo della donna nera era dovuto a un'imperfetta\ncomportamento offensivo della donna nera era dovuto a un addestramento imperfetto, visto che lui non era\nnon era l\u00ec per prenderla per mano. Era salito dall'isola solo la\nmattina precedente e prevedeva di tornare il giorno dopo. Rimase tutto l'inverno\nsull'isola; viveva l\u00ec, teneva in ordine il posto e preparava le cose per i visitatori estivi.\ne teneva in ordine il posto e preparava le cose per i visitatori estivi.\n\nMa un uomo ha bisogno di relax occasionale, inform\u00f2 la signora Pontellier,\ne ogni tanto trovava un pretesto per portarlo in citt\u00e0.\ncitt\u00e0. Accidenti, ma se l'era spassata la sera prima! Non voleva che\nNon voleva che sua madre lo sapesse e cominci\u00f2 a parlare sottovoce. Era\nscintillante di ricordi. Naturalmente non poteva pensare di raccontare alla\nsignora Pontellier, essendo lei una donna e non comprendendo\ncose del genere. Ma tutto era cominciato con una ragazza che lo sbirciava e sorrideva\nattraverso le persiane mentre passava. Oh! Ma era una bellezza!\nLui ricambi\u00f2 il sorriso, si avvicin\u00f2 e le parl\u00f2. La signora\nPontellier non lo conosceva se pensava che fosse uno che si lasciava sfuggire un'occasione del genere.\nun'occasione del genere. Suo malgrado, il giovane la divertiva\nla divertiva. Doveva aver tradito nel suo sguardo un certo grado di interesse o di\ndivertimento. Il ragazzo si fece pi\u00f9 audace e la signora Pontellier avrebbe potuto trovarsi, di l\u00ec a poco, ad ascoltare\nPontellier avrebbe potuto trovarsi, di l\u00ec a poco, ad ascoltare una storia molto colorita.\nse non fosse stato per la tempestiva apparizione di Madame Lebrun.\n\nLa signora era ancora vestita di bianco, secondo l'usanza dell'estate.\nestate. I suoi occhi brillavano di un benvenuto effusivo. La signora Pontellier non vuole entrare?\nPontellier non entrerebbe? Vuole rifocillarsi? Perch\u00e9 non \u00e8 mai stata\nperch\u00e9 non era stata l\u00ec prima? Come sta il caro signor Pontellier e come stanno quei dolci bambini?\nbambini? La signora Pontellier aveva mai conosciuto un novembre cos\u00ec caldo?\n\nVictor and\u00f2 a sdraiarsi sul salottino di vimini dietro la sedia della madre, dove\nmadre, da dove poteva vedere il volto di Edna. Le aveva tolto l'ombrellino dalle mani mentre le parlava\nombrellino dalle sue mani mentre le parlava, e ora lo sollevava e lo faceva roteare sopra di s\u00e9 mentre si sdraiava sulla schiena.\ne lo faceva roteare sopra di s\u00e9 mentre si sdraiava sulla schiena. Quando Madame Lebrun\nLebrun si lamentava che era _cos\u00ec_ noioso tornare in citt\u00e0; che vedeva _cos\u00ec_ poca gente ora; che era _cos\u00ec_ noioso tornare in citt\u00e0.\nche vedeva cos\u00ec poche persone; che persino Victor, quando era venuto dall'isola per\nper un giorno o due, aveva _cos\u00ec_ tanto da occupare e impegnare il suo tempo; allora\nallora il giovane si contorse sul salotto e ammicc\u00f2 maliziosamente a Edna.\nmaliziosamente a Edna. Lei si sent\u00ec in qualche modo come una confederata nel crimine,\ne cerc\u00f2 di assumere un'aria severa e di disapprovazione.\n\nC'erano state solo due lettere di Robert, con poco contenuto, le avevano detto\nle dissero. Victor disse che non valeva la pena di entrare in casa a cercare le\nquando la madre lo esort\u00f2 ad andare a cercarle. Egli\nricordava il contenuto, che a dire il vero aveva snocciolato con molta disinvoltura quando\nmesso alla prova.\n\nUna lettera \u00e8 stata scritta da Vera Cruz e l'altra da Citt\u00e0 del Messico.\nMessico. Aveva conosciuto Montel, che stava facendo di tutto per il suo\navanzamento. Finora la situazione finanziaria non era migliorata rispetto a quella che aveva lasciato a New Orleans.\ndi New Orleans, ma naturalmente le prospettive erano molto migliori.\nprospettive erano decisamente migliori. Scriveva di Citt\u00e0 del Messico, degli edifici, delle\npersone e delle loro abitudini, delle condizioni di vita che vi trov\u00f2.\nMand\u00f2 il suo affetto alla famiglia. Accludeva un assegno a sua madre e sperava che lo ricordasse con affetto.\ne sperava che lei lo ricordasse con affetto a tutti i suoi amici. Questo\nera pi\u00f9 o meno la sostanza delle due lettere. Edna sentiva che se ci fosse stato un\nse ci fosse stato un messaggio per lei, l'avrebbe ricevuto. Lo stato d'animo sconfortato\nsconforto in cui era uscita di casa cominci\u00f2 di nuovo a prenderla,\ne si ricord\u00f2 che desiderava trovare Mademoiselle Reisz.\n\nMadame Lebrun sapeva dove viveva Mademoiselle Reisz. Diede a Edna l'indirizzo\nl'indirizzo, rammaricandosi del fatto che non avrebbe acconsentito a rimanere e a passare il resto del pomeriggio\npomeriggio e di fare visita a Mademoiselle Reisz un altro giorno.\nun altro giorno. Il pomeriggio era gi\u00e0 avanzato.\n\nVictor la scort\u00f2 sul banchetto, le sollev\u00f2 l'ombrellino e lo tenne sopra di lei mentre si dirigeva verso l'auto con lei.\ne lo tenne sopra di lei mentre si dirigeva verso l'auto con lei. La preg\u00f2 di\ndi tenere a mente che le rivelazioni del pomeriggio erano rigorosamente\nconfidenziali. Lei rise e lo scherz\u00f2 un po', ricordandosi troppo tardi che avrebbe dovuto essere\nche avrebbe dovuto essere dignitosa e riservata.\n\n Com'era bella la signora Pontellier! disse Madame Lebrun al figlio.\n\n Incantevole! ha ammesso.  L'atmosfera della citt\u00e0 l'ha migliorata. In qualche modo\nmodo non sembra la stessa donna.\n\nXXI\n\nAlcuni sostenevano che la ragione per cui Mademoiselle Reisz sceglieva sempre appartamenti sotto il tetto\nappartamenti sotto il tetto era per scoraggiare l'avvicinamento di mendicanti,\nvenditori ambulanti e venditori a domicilio. C'erano molte finestre nella sua piccola\nstanza. Erano per la maggior parte squallide, ma dato che erano quasi sempre\naperte non faceva molta differenza. Spesso facevano entrare nella\nfumo e fuliggine, ma allo stesso tempo tutta la luce e l'aria che c'erano\ne l'aria che c'erano passavano attraverso di esse. Dalle sue finestre si poteva\ndalle finestre si vedeva la mezzaluna del fiume, gli alberi delle navi e le grandi ciminiere dei piroscafi del Mississippi.\ndei piroscafi del Mississippi. Un magnifico pianoforte affollava l'appartamento.\nNella stanza accanto dormiva, e nella terza e ultima ospitava un fornello a benzina su cui cucinava\nstufa a benzina su cui cucinava i suoi pasti quando non aveva voglia di\nscendere al ristorante vicino. Era l\u00ec che mangiava,\nin un vecchio e raro buffet, squallido e malconcio per i cento anni di utilizzo.\ncento anni di utilizzo.\n\nQuando Edna buss\u00f2 alla porta della stanza di Mademoiselle Reisz ed entr\u00f2,\nscopr\u00ec quella persona in piedi accanto alla finestra, impegnata a\na rammendare o rattoppare una vecchia ghetta di prunella. La piccola musicista si mise a ridere\nquando vide Edna. La sua risata consisteva in una contorsione del viso e di tutti i muscoli del corpo.\nviso e di tutti i muscoli del corpo. Sembrava straordinariamente casalinga,\nin piedi nella luce del pomeriggio. Indossava ancora il pizzo malandato\ne il mazzo di violette artificiali sul lato della testa.\n\n Finalmente vi siete ricordata di me, disse Mademoiselle.  Mi ero detta\nAh, bah! Non verr\u00e0 mai.\n\n Volevi che venissi? chiese Edna con un sorriso.\n\n Non ci avevo pensato molto, rispose Mademoiselle. I due si erano\nseduti su un piccolo divano sconnesso appoggiato al muro.\n Sono comunque contenta che siate venuti. Ho l'acqua che bolle l\u00e0 dietro\ne stavo per fare il caff\u00e8. Ne berrete una tazza\ncon me. E come sta _la belle dame? _ Sempre bello! Sempre in salute!\nSempre contenta!  Prese la mano di Edna tra le sue forti dita segaligne\ndita, tenendola allentata senza calore ed eseguendo una specie di\ndoppio tema sul dorso e sul palmo.\n\n S\u00ec, ha continuato; a volte ho pensato:  Non verr\u00e0 mai. Lei\nprometteva come fanno sempre le donne di societ\u00e0, senza volerlo. Lei\nnon verr\u00e0.  Perch\u00e9 non credo proprio di piacerle, Mrs.\nPontellier.\n\n Non so se mi piaci o no\", rispose Edna, fissando la piccola donna con sguardo interrogativo.\nla piccola donna con uno sguardo interrogativo.\n\nLa franchezza dell'ammissione della signora Pontellier piacque molto a Mademoiselle\nReisz. Espresse la sua gratificazione recandosi immediatamente nella zona del\ndi benzina e ricompensando l'ospite con la promessa tazza di caff\u00e8.\ncaff\u00e8 promesso. Il caff\u00e8 e il biscotto che lo accompagnava risultarono molto\nEdna, che aveva rifiutato il rinfresco da Madame Lebrun e cominciava ad avere fame.\nLebrun e ora cominciava ad avere fame. Mademoiselle pose il vassoio che aveva portato\nportato su un tavolino a portata di mano e si sedette di nuovo sul\ndi nuovo sul divano bitorzoluto.\n\n Ho ricevuto una lettera dalla tua amica\", osserv\u00f2, mentre versava un po' di panna nella tazza di Edna e gliela porgeva.\nun po' di panna nella tazza di Edna e gliela porse.\n\n Il mio amico?\n\n S\u00ec, il tuo amico Robert. Mi ha scritto da Citt\u00e0 del Messico.\n\n Ha scritto a _te_? ripet\u00e9 Edna stupita, mescolando il suo caff\u00e8\ncon assiduit\u00e0.\n\n S\u00ec, per me. Perch\u00e9 no? Non mescolare tutto il calore del caff\u00e8;\nbevilo. Anche se la lettera avrebbe potuto essere spedita a te; era\nera nient'altro che la signora Pontellier dall'inizio alla fine.\n\n Fatemelo vedere, chiese la giovane donna, implorante.\n\n No; una lettera non riguarda nessuno se non la persona che la scrive e quella\na cui \u00e8 scritta.\n\n Non hai appena detto che mi riguardava dall'inizio alla fine?\n\n \u00c8 stato scritto su di te, non per te.  Ha visto la signora Pontellier?\nCome sta?  Come dice la signora Pontellier, o come diceva la signora Pontellier.\nPontellier una volta.   Se la signora Pontellier dovesse chiamarvi, suonate per lei\nper lei quell'Improvviso di Chopin, il mio preferito. L'ho sentito qui un giorno\no due giorni fa, ma non come lo suonate voi. Vorrei sapere che effetto fa\ne cos\u00ec via, come se pensasse che fossimo costantemente in\nsociet\u00e0 l'uno dell'altro.\n\n Mi faccia vedere la lettera.\n\n Oh, no.\n\n Avete risposto?\n\n No.\n\n Mi faccia vedere la lettera.\n\n No, e ancora no.\n\n Allora suonate l'Impromptu per me.\n\n Si sta facendo tardi; a che ora devi essere a casa?\n\n Il tempo non mi interessa. La sua domanda sembra un po' scortese. Suona il\nImprovviso.\n\n Ma non mi hai detto nulla di te. Che cosa stai facendo?\n\n Dipingere! rideva Edna.  Sto diventando un'artista. Pensateci!\n\n Ah! Un artista! Avete delle pretese, Madame.\n\n Perch\u00e9 le pretese? Credi che non potrei diventare un artista?\n\n Non ti conosco abbastanza da poterlo dire. Non conosco il tuo talento o\nil vostro temperamento. Essere un artista comprende molte cose; bisogna possedere molti\ndoni assoluti che non sono stati acquisiti con il proprio sforzo.\nInoltre, per avere successo, l'artista deve possedere un'anima coraggiosa.\ndell'anima.\n\n Cosa intende per anima coraggiosa?\n\n Coraggioso, _ma foi!_ L'anima coraggiosa. L'anima che osa e sfida.\n\n Mostratemi la lettera e suonate per me l'Improvviso. Vedete che ho\npersistenza. Questa qualit\u00e0 conta qualcosa nell'arte?\n\n Conta con una vecchia sciocca che avete ammaliato, rispose Mademoiselle, con la sua risata ondeggiante.\nMademoiselle, con la sua risata sguaiata.\n\nLa lettera era proprio l\u00ec a portata di mano nel cassetto del tavolino\nsul quale Edna aveva appena posato la sua tazza di caff\u00e8. Mademoiselle apr\u00ec il\ncassetto e tir\u00f2 fuori la lettera, quella pi\u00f9 in alto. La mise nelle mani di\nEdna, e senza ulteriori commenti si alz\u00f2 e and\u00f2 al pianoforte.\n\nMademoiselle ha suonato un intermezzo morbido. Era un'improvvisazione. Si sedette\nstrumento, e le linee del suo corpo si assestavano in curve e angoli\ncurve e angoli poco aggraziati che le davano un aspetto di deformit\u00e0.\nGradualmente e impercettibilmente l'interludio si sciolse nei morbidi accordi minori iniziali di Chopin.\naccordi minori di apertura dell'Impromptu di Chopin.\n\nEdna non sapeva quando l'Impromptu iniziasse o finisse. Era seduta nell'angolo del\nangolo del divano a leggere la lettera di Robert alla luce del sole. Mademoiselle\nera scivolata da Chopin alle note d'amore tremolanti della canzone di Isotta, e di nuovo all'Impromptu\ndi Isotta, per poi tornare all'Impromptu con il suo struggente desiderio di\nstruggente.\n\nLe ombre si infittiscono nella piccola stanza. La musica diventava strana e\nfantastica, turbolenta, insistente, lamentosa e morbida di supplica. Le\nombre si fecero pi\u00f9 profonde. La musica riemp\u00ec la stanza. Fluttuava nella notte\nnotte, sui tetti delle case, sulla mezzaluna del fiume, perdendosi nel silenzio dell'aria.\nil silenzio dell'aria superiore.\n\nEdna stava singhiozzando, proprio come aveva pianto una mezzanotte a Grand Isle quando\nquando strane e nuove voci si erano risvegliate in lei. Si alz\u00f2 con una certa agitazione per\nla sua partenza.  Posso tornare, Mademoiselle?\nsoglia.\n\n Venite quando ne avete voglia. Fai attenzione, le scale e i pianerottoli sono\nsono bui; non inciampare.\n\nMademoiselle rientr\u00f2 e accese una candela. La lettera di Robert era sul\npavimento. Si chin\u00f2 e la raccolse. Era stropicciata e umida di\nlacrime. Mademoiselle lisci\u00f2 la lettera, la rimise nella busta e la ripose nel cassetto del tavolo.\nbusta e la ripose nel cassetto del tavolo.\n\nXXII\n\nUna mattina, mentre si recava in citt\u00e0, il signor Pontellier si ferm\u00f2 a casa del suo vecchio amico e medico di famiglia, il dottor Mandelet.\nvecchio amico e medico di famiglia, il dottor Mandelet. Il dottore era un medico\nmedico semi-pensionato, che riposava, come si suol dire, sugli allori. Aveva\nfama di saggezza pi\u00f9 che di abilit\u00e0, lasciando la pratica attiva della medicina ai suoi assistenti e\npratica della medicina ai suoi assistenti e ai suoi coetanei pi\u00f9 giovani.\nera molto ricercato per le questioni di consulenza. Alcune famiglie, unite a lui da\na lui legate da vincoli di amicizia, lo frequentavano ancora quando richiedevano i\nservizi di un medico. I Pontellier erano tra queste.\n\nIl signor Pontellier trov\u00f2 il Dottore che leggeva alla finestra aperta del suo studio.\nstudio. La sua casa si trovava piuttosto indietro rispetto alla strada, al centro di un delizioso giardino.\ndi un delizioso giardino, cosicch\u00e9 alla finestra dello studio del vecchio signore si respirava un'aria tranquilla e\nfinestra dello studio del vecchio gentiluomo. Era un grande lettore. Fissava\ncon disapprovazione sopra gli occhiali quando il signor Pontellier entr\u00f2,\nsi chiedeva chi avesse la temerariet\u00e0 di disturbarlo a quell'ora del mattino.\nmattina.\n\n Ah, Pontellier! Non \u00e8 malato, spero. Venite a sedervi. Che notizie\nnovit\u00e0 di questa mattina?  Era piuttosto corpulento, con una profusione di capelli grigi e piccoli occhi azzurri\ncapelli grigi, e piccoli occhi azzurri che l'et\u00e0 aveva privato di gran parte della loro\nluminosit\u00e0 ma non della penetrazione.\n\n Non sono mai malata, dottore. Lei sa che sono di fibra dura, di quella\ndi quella vecchia razza creola di Pontelliers che si seccano e alla fine si dissolvono.\nSono venuto a consultare no, non proprio a consultare per parlarle di\nEdna. Non so cosa la affligga.\n\n Madame Pontellier non sta bene, si meravigli\u00f2 il dottore.  L'ho vista, credo, una settimana fa\nuna settimana fa che camminava per Canal Street, il ritratto della salute.\nsalute, mi sembrava.\n\n S\u00ec, s\u00ec, sembra stare bene, disse il signor Pontellier, sporgendosi in avanti e facendo girare il bastone tra le mani.\ne facendo roteare il bastone tra le mani; ma non si comporta bene.\nbene. \u00c8 strana, non \u00e8 come se fosse lei. Non riesco a capirla e ho pensato che forse\npensavo che forse lei mi avrebbe aiutato.\n\n Come si comporta? chiese il Dottore.\n\n Beh, non \u00e8 facile da spiegare, disse il signor Pontellier, gettandosi\nsulla sedia.  Lei lascia che le pulizie della casa vadano a farsi benedire.\n\n Bene, bene; le donne non sono tutte uguali, mio caro Pontellier. Dobbiamo\nconsiderare\n\n Lo so; ti ho detto che non potevo spiegare. Il suo atteggiamento verso\nme e verso tutti e tutto \u00e8 cambiato. Sai che ho un carattere\nma non voglio litigare o essere scortese con una donna, specialmente con mia moglie.\nmia moglie; eppure sono spinto a farlo, e mi sento come diecimila diavoli dopo che\ndopo essermi reso ridicolo. Lei mi sta mettendo diabolicamente a disagio\nper me, prosegu\u00ec nervosamente.  Ha una specie di idea in testa sui diritti\nsui diritti eterni delle donne e, come sapete, ci incontriamo la mattina a colazione.\nmattina al tavolo della colazione.\n\nL'anziano signore sollev\u00f2 le sopracciglia arruffate, sporse il grosso labbro\nlabbro inferiore e batt\u00e9 i braccioli della sedia con i polpastrelli imbottiti.\npolpastrelli.\n\n Cosa le hai fatto, Pontellier?\n\n Fare! _Parbleu!_\n\n Si \u00e8 forse, chiese il Dottore, con un sorriso, associata ultimamente\ncon una cerchia di donne pseudo-intellettuali e super-spirituali?\nesseri superiori? Mia moglie me ne ha parlato.\n\n Questo \u00e8 il problema, ha detto il signor Pontellier, non ha frequentato nessuno.\nfrequentare nessuno. Ha abbandonato i suoi marted\u00ec a casa, ha abbandonato\nha abbandonato tutti i suoi conoscenti e se ne va in giro da sola,\na bighellonare nei tram, a salire dopo il tramonto. Vi dico che \u00e8\nparticolare. Non mi piace; mi sento un po' preoccupata per questo.\n\nQuesto era un aspetto nuovo per il Dottore.  Non c'\u00e8 niente di ereditario?\nseriamente.  Non c'\u00e8 nulla di particolare nelle sue origini familiari, vero?\n\n Oh, no, davvero! Viene da una vecchia stirpe presbiteriana del Kentucky.\nHo sentito dire che il vecchio gentiluomo, suo padre, era solito espiare i suoi\npeccati dei giorni feriali con le sue devozioni domenicali. So per certo che i suoi cavalli da corsa\ncavalli da corsa sono letteralmente scappati con il pi\u00f9 bel pezzo di Kentucky\nKentucky che abbia mai visto. Margaret, sai, Margaret ha\ntutto il presbiterianesimo non diluito. E la pi\u00f9 giovane \u00e8 una specie di\nvixen. A proposito, si sposa tra un paio di settimane.\n\n Manda tua moglie al matrimonio, esclam\u00f2 il Dottore, prevedendo una soluzione felice.\nsoluzione felice.  Lasciatela stare tra la sua gente per un po'; le far\u00e0 bene.\nle far\u00e0 bene.\n\n \u00c8 questo che voglio che faccia. Non vuole andare al matrimonio. Dice che un\nmatrimonio \u00e8 uno degli spettacoli pi\u00f9 deplorevoli della terra. Bella cosa\nbella cosa che una donna dice al marito! esclam\u00f2 il signor Pontellier, in preda ad una nuova\ndi nuovo al ricordo.\n\n Pontellier, disse il Dottore, dopo aver riflettuto un attimo, lasciate vostra moglie da sola per un po'.\nmoglie da sola per un po'. Non disturbarla e non lasciare che lei disturbi te.\nLa donna, mio caro amico, \u00e8 un organismo molto particolare e delicato.\nuna donna sensibile e altamente organizzata, come so essere la signora Pontellier, \u00e8 particolarmente particolare.\nPontellier, \u00e8 particolarmente particolare. Ci vorrebbe uno psicologo ispirato\nper trattare con successo con loro. E quando persone normali come voi e\nme tentano di gestire le loro idiosincrasie, il risultato \u00e8 un pasticcio.\nLa maggior parte delle donne \u00e8 lunatica e capricciosa. Si tratta di un capriccio passeggero di vostra\nmoglie, dovuto a una causa o pi\u00f9 cause che voi e io non dobbiamo cercare di\ncapire. Ma passer\u00e0 felicemente, soprattutto se la lascerete in pace.\nMandatela a trovarmi.\n\n Oh! Non potrei farlo; non ce ne sarebbe motivo, obiett\u00f2 Mr.\nPontellier.\n\n Allora andr\u00f2 a trovarla, disse il Dottore.  Passer\u00f2 a cena\ncena una sera _en bon ami_.\n\n Lo faccia, assolutamente, esort\u00f2 il signor Pontellier.  Che sera verrete?\nDica gioved\u00ec. Verr\u00e0 gioved\u00ec? chiese, alzandosi per congedarsi.\ncongedo.\n\n Molto bene; gioved\u00ec. Mia moglie potrebbe avere qualche impegno per me\nGioved\u00ec. Nel caso, ve lo far\u00f2 sapere. Altrimenti, potete\naspettarmi.\n\nIl signor Pontellier, prima di andarsene, si volt\u00f2 per dire:\n\n Presto andr\u00f2 a New York per lavoro. Ho un grande progetto a portata di\ne voglio essere sul campo per tirare le corde e gestire i nastri.\ni nastri. Se lo dice lei, dottore, la faremo entrare all'interno.\nrise.\n\n No, vi ringrazio, mio caro signore, rispose il Dottore.  Lascio tali\nimprese a voi giovani con la febbre della vita ancora nel sangue.\nsangue.\n\n Quello che volevo dire, continu\u00f2 il signor Pontellier, con la mano sul pomello, \u00e8 che forse dovr\u00f2 assentarmi per un bel po'.\npomello; forse dovr\u00f2 assentarmi per un bel po'. Mi consiglierebbe di\nportare Edna con s\u00e9?\n\n Se vuole andarsene, lo faccia pure. Altrimenti, lasciatela qui. Non\ncontraddirla. L'umore passer\u00e0, ve lo assicuro. Forse ci vorr\u00e0 un mese,\ndue, tre mesi forse di pi\u00f9, ma passer\u00e0; abbia pazienza.\n\n Bene, arrivederci, _ jeudi_, disse il signor Pontellier, uscendo.\n\nIl Dottore avrebbe voluto chiedere, nel corso della conversazione,\n C'\u00e8 qualche uomo nel caso? ma conosceva troppo bene il suo creolo per fare una simile\nun simile errore.\n\nNon riprese subito il suo libro, ma rimase seduto per un po' di tempo\nmeditativamente a guardare il giardino.\n\nXXIII\n\nIl padre di Edna era in citt\u00e0 e si trovava con loro da diversi giorni. Lei\nnon era molto affettuosa o profondamente legata a lui, ma avevano alcuni\ngusti in comune e quando erano insieme erano di compagnia. Il suo arrivo\nera di natura tale da costituire un gradito turbamento; sembrava fornire una nuova\ndirezione per le sue emozioni.\n\nEra venuto a comprare un regalo di nozze per sua figlia Janet e un abito per s\u00e9 con cui avrebbe potuto fare un'apparizione\nper s\u00e9, in modo da poter fare un'apparizione credibile al matrimonio della figlia.\nmatrimonio. Il signor Pontellier aveva scelto il regalo di nozze, dato che tutti coloro che erano in contatto con lui\ntutti coloro che avevano a che fare con lui si rimettevano sempre al suo gusto in queste\nquestioni. E i suoi suggerimenti sulla questione dell'abbigliamento, che troppo spesso\nassume la natura di un problema, furono di inestimabile valore per il suocero.\nsuocero. Ma negli ultimi giorni l'anziano signore era stato\nEdna e in sua compagnia stava conoscendo una nuova serie di sensazioni.\nuna nuova serie di sensazioni. Era stato colonnello dell'esercito confederato,\ne manteneva ancora, con il titolo, il portamento militare che lo aveva sempre accompagnato.\nsempre accompagnato. I capelli e i baffi erano bianchi e setosi,\nche mettevano in risalto il robusto bronzo del suo viso. Era alto e magro e\ne portava i cappotti imbottiti, il che dava un'ampiezza e una profondit\u00e0 fittizie alle sue\nspalle e al petto. Edna e suo padre avevano un aspetto molto distinto\ninsieme, e suscitavano una buona dose di attenzione durante le loro\nperegrinazione. Al suo arrivo, Edna inizi\u00f2 presentandogli il suo atelier e facendo uno schizzo del suo\natelier e facendo uno schizzo di lui. Lui prese l'intera faccenda molto\nseriamente. Se il suo talento fosse stato dieci volte pi\u00f9 grande di quello che era, non lo avrebbe sorpreso.\nnon lo avrebbe sorpreso, convinto com'era di aver lasciato in eredit\u00e0\ndi aver lasciato in eredit\u00e0 a tutte le sue figlie i germi di una capacit\u00e0 magistrale,\nche dipendeva solo dai loro sforzi per essere indirizzati verso il successo.\nsuccesso.\n\nDavanti alla matita di lei si sedette rigido e impassibile, come aveva affrontato la bocca del cannone nei giorni passati.\nbocca del cannone in tempi passati. Non sopportava l'intrusione dei\nbambini, che lo guardavano con occhi stupiti, seduti cos\u00ec rigidi lass\u00f9\nnel luminoso atelier della madre. Quando si avvicinarono, fece cenno di allontanarli\nli allontanava con un gesto espressivo del piede, non volendo disturbare la\nlinee fisse del suo volto, delle sue braccia o delle sue spalle rigide.\n\nEdna, ansiosa di intrattenerlo, invit\u00f2 Mademoiselle Reisz a incontrarlo,\npromettendogli una sorpresa al pianoforte; ma Mademoiselle declin\u00f2 l'invito.\ndeclin\u00f2 l'invito. Cos\u00ec, insieme, assistettero a un _soir e musicale_ al Ratignolles.\nal Ratignolles. Monsieur e Madame Ratignolle si sono presi molta cura del\ncolonnello, insediandolo come ospite d'onore e invitandolo subito a cenare con loro la domenica successiva.\na cenare con loro la domenica successiva, o in qualsiasi altro giorno da lui scelto.\nscegliere. Madame si intratteneva con lui nel modo pi\u00f9 accattivante e ingenuo, con occhi, gesti e\ningenuo, con occhi, gesti e una profusione di complimenti, fino a quando la testa del colonnello si sent\u00ec\nColonnello si sentiva trent'anni pi\u00f9 giovane sulle sue spalle imbottite.\nEdna si meravigli\u00f2, senza capire. Lei stessa era quasi priva di\ncivetteria.\n\nC'erano uno o due uomini che lei osservava al _soir e musicale;_ ma non si sarebbe mai sentita spinta ad alcuna ostentazione gattesca\nma non si sarebbe mai sentita spinta a nessuna esibizione da gattina per attirare\nper attirare la loro attenzione, n\u00e9 a nessuna astuzia felina o femminile per esprimersi nei loro confronti.\nverso di loro. La loro personalit\u00e0 la attraeva in modo piacevole. La sua fantasia\nli sceglieva ed era felice quando una pausa nella musica dava loro l'opportunit\u00e0 di incontrarla e di parlare con lei.\noccasione di incontrarla e di parlare con lei. Spesso per strada lo sguardo di\nsguardo di occhi sconosciuti si era soffermato nella sua memoria e a volte l'aveva\ndisturbato.\n\nIl signor Pontellier non frequentava questi _soir es musicales_. Le considerava\nborghese, e trovava pi\u00f9 svago al club. A Madame\nRatignolle disse che la musica proposta ai suoi _soir es_ era troppo\n troppo pesante, troppo al di l\u00e0 della sua inesperta comprensione. La sua scusa\nl'ha lusingata. Ma lei disapprovava il club del signor Pontellier e fu abbastanza franca da dirlo a Edna.\nPontellier e fu abbastanza franca da dirlo a Edna.\n\n \u00c8 un peccato che il signor Pontellier non stia pi\u00f9 a casa la sera. I\nPenso che staresti pi\u00f9 bene, se non ti dispiace che io lo dica in modo pi\u00f9\npi\u00f9 uniti, se lo facesse.\n\n Oh, no! disse Edna, con uno sguardo vuoto negli occhi.  Cosa dovrei fare\nfare se lui rimanesse a casa? Non avremmo nulla da dirci.\n\nNon aveva molto da dire a suo padre, del resto; ma lui non la inimic\u00f2.\nlui non la inimic\u00f2. Scopr\u00ec che la interessava,\nanche se si rendeva conto che non avrebbe potuto interessarla a lungo; e per la prima volta in vita sua sentiva di conoscerlo a fondo.\nper la prima volta in vita sua si sent\u00ec come se lo conoscesse a fondo.\ncon lui. Lui la teneva occupata a servirlo e a soddisfare le sue esigenze. Le divertiva farlo.\nsi divertiva a farlo. Non permetteva a una serva o a uno dei bambini di fare per lui qualcosa\nfigli di fare per lui qualcosa che avrebbe potuto fare lei stessa. Il marito\nmarito se ne accorse e pens\u00f2 che fosse l'espressione di un profondo attaccamento filiale\nche non aveva mai sospettato.\n\nIl Colonnello bevve numerosi toddies nel corso della giornata,\nche lo lasciarono, tuttavia, imperturbato. Era un esperto nel preparare\nbevande forti. Ne aveva perfino inventate alcune, a cui aveva dato nomi\nnomi fantastici, e per la cui fabbricazione richiedeva diversi\ningredienti che Edna doveva procurargli.\n\nGioved\u00ec, quando il dottor Mandelet ha cenato con i Pontellier, non ha scorto nella signora Pontellier alcuna traccia di quello stato morboso\nnella signora Pontellier nessuna traccia di quella condizione morbosa che il marito gli aveva riferito.\nmarito gli aveva riferito. Era eccitata e in un certo senso raggiante.\nLei e suo padre erano stati al campo di gara e i loro pensieri quando si sedettero a tavola erano ancora\nseduti a tavola erano ancora occupati dagli eventi del pomeriggio.\npomeriggio e parlavano ancora dell'ippodromo. Il Dottore non aveva\nnon aveva tenuto il passo con gli affari del campo. Aveva un certo ricordo delle corse\nin quelli che chiamava i bei tempi andati, quando le scuderie Lecompte erano fiorenti\nLecompte, e attingeva a questo bagaglio di ricordi per non essere\nper non essere escluso e non sembrare del tutto privo dello spirito moderno. Ma non riusc\u00ec\nMa non riusc\u00ec a imporsi sul colonnello e fu persino lontano dall'impressionarlo con questa\nquesta conoscenza inventata dei tempi passati. Edna aveva scommesso su suo padre\nsuo padre nella sua ultima impresa, con i risultati pi\u00f9 gratificanti per entrambi.\nInoltre, avevano incontrato persone molto affascinanti, secondo le impressioni del colonnello.\nColonnello. La signora Mortimer Merriman e la signora James Highcamp,\nMortimer Merriman e la signora James Highcamp, che si trovavano l\u00ec con Alc e Arobin, si erano uniti a loro e avevano allietato le ore in maniera\nore in un modo che lo riscaldava al pensiero.\n\nLo stesso signor Pontellier non aveva una particolare inclinazione per le corse di cavalli,\ne anzi era piuttosto incline a sconsigliarle come passatempo, soprattutto\nsoprattutto quando considerava il destino di quella fattoria di erba blu nel Kentucky. Si sforz\u00f2, in generale\ntent\u00f2, in modo generico, di esprimere una particolare disapprovazione, riuscendo a suscitare\ndi esprimere una particolare disapprovazione e riusc\u00ec solo a suscitare l'ira e l'opposizione del suocero.\nNe segu\u00ec una bella disputa, in cui Edna spos\u00f2 caldamente la causa del padre e il dottore rimase neutrale.\npadre e il Dottore rimase neutrale.\n\nOsserv\u00f2 attentamente la sua ospite da sotto le sopracciglia arruffate e not\u00f2 un sottile cambiamento\nun sottile cambiamento che l'aveva trasformata dalla donna svogliata che aveva conosciuto in un essere che, per il momento, sembrava\nche aveva conosciuto in un essere che, per il momento, sembrava palpitare di\nforze della vita. La sua parlantina era calda ed energica. Non c'era nessuna\nrepressione nel suo sguardo o nei suoi gesti. Gli ricordava un animale\nanimale bello e slanciato che si sveglia al sole.\n\nLa cena \u00e8 stata eccellente. Il chiaretto era caldo e lo champagne era freddo.\nfreddo, e sotto la loro benefica influenza la minaccia di\nsgradevolezza si sciolse e svan\u00ec con i fumi del vino.\n\nIl signor Pontellier si \u00e8 scaldato e si \u00e8 ricordato. Raccont\u00f2 alcune divertenti\nesperienze di piantagione, ricordi della vecchia Iberville e della sua giovinezza,\nquando cacciava l'opossum in compagnia di qualche scuretto amichevole; batteva gli alberi di pecan, sparava al grosbec\npecan, sparava ai grosbec e si aggirava per i boschi e i campi con\nozio malizioso.\n\nIl colonnello, con scarso senso dell'umorismo e dell'equilibrio delle cose,\nraccont\u00f2 un episodio cupo di quei giorni bui e amari, in cui egli aveva\naveva recitato una parte cospicua e aveva sempre costituito una figura centrale. N\u00e9 il Dottore fu\nil Dottore era pi\u00f9 felice nella sua scelta, quando raccont\u00f2 la vecchia, sempre nuova e curiosa storia del tramonto di una\ncuriosa storia del declino dell'amore di una donna, che cerca strani, nuovi\nnuovi canali, per poi tornare alla sua fonte legittima dopo giorni di feroce\nagitazione. Si trattava di uno dei tanti piccoli documenti umani che gli erano stati\nche gli erano stati svelati durante la sua lunga carriera di medico. La storia\nnon sembrava impressionare particolarmente Edna. Ne aveva una sua da raccontare, quella di una donna che\nuna donna che una notte era partita in piroga con il suo amante e non era pi\u00f9 tornata.\nnon torn\u00f2 mai pi\u00f9. Si erano persi tra le isole Baratarie e nessuno aveva mai\nnessuno ha mai sentito parlare di loro o ne ha trovato traccia da quel giorno a oggi. Fu\nuna pura invenzione. Disse che Madame Antoine glielo aveva raccontato.\nAnche questa era un'invenzione. Forse era un sogno che aveva fatto. Ma\nogni parola luminosa sembrava reale a coloro che ascoltavano. Potevano sentire\nil soffio caldo della notte del Sud; potevano sentire il lungo movimento della piroga\npiroga nell'acqua scintillante della luna, il battito d'ali degli uccelli che si alzavano\ndi uccelli, che si alzavano spaventati dalle canne nelle pozze d'acqua salata;\nvedevano i volti degli innamorati, pallidi, stretti l'uno all'altro, rapiti in una\ndimenticanza, alla deriva verso l'ignoto.\n\nLo champagne era freddo e i suoi sottili vapori giocarono fantastici scherzi alla memoria di Edna quella sera.\ncon la memoria di Edna quella sera.\n\nFuori, lontano dal bagliore del fuoco e dalla luce soffusa della lampada, la notte era fredda e torbida.\nnotte era fredda e torbida. Il Dottore raddoppi\u00f2 il suo mantello vecchio stile\nsul petto mentre camminava verso casa attraverso l'oscurit\u00e0. Conosceva i suoi\ncreature meglio della maggior parte degli uomini; conosceva quella vita interiore che cos\u00ec raramente si\nraramente si dispiega a occhi non consacrati. Era dispiaciuto di aver accettato\nPontellier. Stava invecchiando e cominciava ad avere bisogno di riposo\ne di uno spirito imperturbabile. Non voleva che i segreti di altre vite\ndi altre vite.\n\n Spero che non sia Arobin\", mormor\u00f2 tra s\u00e9 e s\u00e9 mentre camminava.  Spero\nche non sia Alc e Arobin.\n\nXXIV\n\nEdna e suo padre hanno avuto una disputa calda e quasi violenta sul tema del rifiuto di Edna di partecipare al matrimonio della sorella.\nsul rifiuto di Edna di partecipare al matrimonio della sorella. Il signor Pontellier\nPontellier si rifiut\u00f2 di interferire, di interporre la sua influenza o la sua autorit\u00e0.\nautorit\u00e0. Seguiva il consiglio del dottor Mandelet e le lasciava fare quello che voleva.\nfare quello che voleva. Il colonnello rimproverava la figlia per la sua mancanza di\ndi gentilezza e di rispetto filiale, di mancanza di affetto fraterno e di considerazione femminile.\nconsiderazione femminile. Le sue argomentazioni erano faticose e poco convincenti. Dubitava\nJanet avrebbe accettato qualsiasi scusa, dimenticando che Edna non ne aveva offerta nessuna.\nDubitava che Janet le avrebbe mai rivolto la parola, ed era sicuro che Margaret non l'avrebbe fatto.\nMargaret non l'avrebbe fatto.\n\nEdna era contenta di essersi liberata di suo padre quando finalmente si era tolto\ncon i suoi abiti da sposa e i suoi doni nuziali, con le sue spalle imbottite, la sua lettura della Bibbia, i suoi toddy e i suoi giuramenti ponderosi.\nspalle imbottite, la sua lettura della Bibbia, i suoi toddies e i suoi ponderosi giuramenti.\n\nIl signor Pontellier lo segu\u00ec da vicino. Intendeva fermarsi al matrimonio mentre\nNew York e tentare con tutti i mezzi che il denaro e l'amore potevano\nper espiare in qualche modo l'incomprensibile azione di Edna.\n\n Lei \u00e8 troppo indulgente, troppo indulgente di gran lunga, L una volta, ha affermato il\nColonnello.  L'autorit\u00e0, la coercizione sono ci\u00f2 che serve. Imponete il vostro piede\ncon forza; \u00e8 l'unico modo per gestire una moglie. Mi creda sulla parola.\n\nIl colonnello forse non era consapevole di aver costretto la propria moglie alla\nnella tomba. Il signor Pontellier ne aveva un vago sospetto, che riteneva inutile\nche riteneva inutile menzionare a quell'ora tarda.\n\nEdna non era cos\u00ec consapevolmente gratificata per la partenza del marito da casa, come lo era stata per la partenza del padre.\ncome lo era stata per la partenza del padre. Man mano che si avvicinava il giorno\nche lui l'avrebbe lasciata per un soggiorno relativamente lungo, lei diventava\nsi sentiva sempre pi\u00f9 affettuosa, ricordando i suoi numerosi atti di considerazione\ne le sue ripetute espressioni di ardente attaccamento. Era\nsollecita per la sua salute e il suo benessere. Si affannava in giro,\ncurare il suo abbigliamento, pensando alla biancheria intima pesante, proprio come\nMadame Ratignolle avrebbe fatto in circostanze simili. Piangeva\npiangeva quando lui se ne andava, chiamandolo il suo caro, buon amico, ed era certa che si sarebbe sentita sola.\nera certa che si sarebbe sentita sola molto presto e sarebbe andata a raggiungerlo a New York.\na New York.\n\nMa dopo tutto, una pace radiosa si pos\u00f2 su di lei quando finalmente si trov\u00f2\nsola. Anche i bambini se ne erano andati. La vecchia Madame Pontellier era\nera venuta di persona e li aveva portati a Iberville con il loro quadroon. La\nvecchia signora non si azzard\u00f2 a dire che temeva che sarebbero stati trascurati\ntrascurati durante l'assenza di L.; a malapena si azzardava a pensarlo. Aveva\nera affamata di loro e persino un po' feroce nel suo attaccamento. Non voleva\nnon voleva che fossero completamente figli del marciapiede, diceva sempre quando\nquando implorava di averli per un po'. Voleva che conoscessero la campagna,\ncon i suoi ruscelli, i suoi campi, i suoi boschi, la sua libert\u00e0, cos\u00ec deliziosa per i giovani.\ngiovani. Desiderava che assaporassero qualcosa della vita che il padre\npadre aveva vissuto, conosciuto e amato quando anche lui era un bambino.\n\nQuando Edna rimase finalmente sola, tir\u00f2 un grande e sincero sospiro di sollievo.\nsollievo. Una sensazione sconosciuta, ma molto piacevole, la colse.\nCammin\u00f2 per tutta la casa, da una stanza all'altra, come se la ispezionasse per la prima volta.\ncome se la ispezionasse per la prima volta. Prov\u00f2 le varie sedie e\nsedie e salotti, come se non si fosse mai seduta e reclinata su di essi prima. E\nall'esterno della casa, indagando, controllando se le finestre e le persiane\nper vedere se le finestre e le persiane erano sicure e in ordine. I fiori erano\ncome nuovi conoscenti; si avvicin\u00f2 a loro con uno spirito familiare e si sent\u00ec a casa tra loro.\nsi sentiva a casa tra di loro. Le passeggiate in giardino erano umide e Edna\nEdna chiam\u00f2 la cameriera perch\u00e9 tirasse fuori i suoi sandali di gomma. E l\u00ec\ne si chin\u00f2, scavando intorno alle piante, spuntando, raccogliendo le foglie morte e secche,\nfoglie secche. Il cagnolino dei bambini usciva e si intrometteva, intralciandola.\nintralciare il suo cammino. Lei lo sgridava, rideva, giocava con lui. Il giardino\nprofumava e appariva cos\u00ec bello alla luce del sole pomeridiano. Edna\ncoglieva tutti i fiori luminosi che riusciva a trovare ed entrava in casa con\ncon loro, lei e il cagnolino.\n\nAnche la cucina assunse un carattere improvvisamente interessante che non aveva mai\nmai percepito prima. Entr\u00f2 per dare indicazioni alla cuoca, per dire che il macellaio\nper dire che il macellaio avrebbe dovuto portare molta meno carne, che\ndi pane, di latte e di generi alimentari.\ndi latte e di generi alimentari. Disse alla cuoca che lei stessa sarebbe stata molto occupata\nPontellier e la preg\u00f2 di prendersi tutti i pensieri e le responsabilit\u00e0 della dispensa.\ne la responsabilit\u00e0 della dispensa sulle proprie spalle.\n\nQuella sera Edna cen\u00f2 da sola. Il candelabro, con alcune candele al centro del tavolo, le dava tutta la luce di cui aveva bisogno.\ncentro del tavolo, davano tutta la luce di cui aveva bisogno. Al di fuori del cerchio di luce\ndi luce in cui sedeva, la grande sala da pranzo aveva un aspetto solenne e\nombra. La cuoca, messa alle strette, serv\u00ec un pasto delizioso, un\nun filetto lusinghiero cotto al forno. Il vino era buono; il\nIl marron glac _ sembrava essere proprio quello che lei desiderava. Era cos\u00ec piacevole\nanche cenare in un comodo _peignoir_.\n\nPens\u00f2 un po' sentimentalmente a L. e ai bambini e si chiese cosa stessero facendo.\nsi chiedeva cosa stessero facendo. Mentre dava uno o due pezzetti al cagnolino, gli parl\u00f2 intimamente di Etienne e Raoul.\ncagnolino, gli parl\u00f2 intimamente di Etienne e Raoul. Lui era\nera fuori di s\u00e9 per lo stupore e la gioia di queste\ne mostrava il suo apprezzamento con piccoli abbai rapidi e scattanti e con una vivace agitazione.\ne un'agitazione vivace.\n\nPoi Edna si sedette in biblioteca dopo cena e lesse Emerson fino a che\nsonnolenza. Si rese conto di aver trascurato la lettura e decise di ricominciare a studiare\ne decise di ricominciare un percorso di miglioramento degli studi, ora che\nora che il suo tempo era completamente suo e ne poteva fare ci\u00f2 che voleva.\n\nDopo un bagno rinfrescante, Edna and\u00f2 a letto. E mentre si accoccolava comodamente\ncomodamente sotto il piumino, un senso di riposo la invase,\ncome non aveva mai conosciuto prima.\n\nXXV\n\nQuando il tempo era scuro e nuvoloso, Edna non poteva lavorare. Aveva bisogno\nil sole per addolcirsi e temperare il suo umore al punto giusto. Aveva\naveva raggiunto una fase in cui sembrava non sentirsi pi\u00f9 a suo agio,\nlavorare, quando era in vena, con sicurezza e facilit\u00e0. Ed essendo priva di\ndi ambizione e non si sforzava di raggiungere un risultato, traeva soddisfazione\ndal lavoro in s\u00e9.\n\nNei giorni di pioggia o di malinconia Edna usciva e cercava la compagnia degli amici che si era fatta a Grand Isle.\namici che si era fatta a Grand Isle. Oppure rimaneva in casa e\nuno stato d'animo con il quale stava diventando troppo familiare per il suo\ncon cui stava diventando troppo familiare per il suo conforto e la sua pace mentale. Non era disperazione, ma le sembrava come se la vita\ncome se la vita stesse passando, lasciando la sua promessa infranta e non mantenuta.\nEppure c'erano altri giorni in cui ascoltava, si lasciava trascinare e ingannare da\nnuove promesse che la sua giovinezza le offriva.\n\nAnd\u00f2 di nuovo alle corse, e di nuovo. Alc e Arobin e la signora Highcamp\nla vennero a trovare un pomeriggio luminoso nel locale di Arobin. La signora Highcamp era\nmondana ma non affettata, intelligente, magra, alta e bionda, sulla quarantina, con modi indifferenti e\nquaranta, dai modi indifferenti e dagli occhi azzurri che fissavano. Aveva\nuna figlia che le serviva come pretesto per coltivare la societ\u00e0 di\ngiovani uomini di moda. Alc e Arobin era uno di loro. Era una figura familiare\nfigura familiare all'ippodromo, all'opera, nei club alla moda. C'era\nun sorriso perenne nei suoi occhi, che raramente mancava di risvegliare una corrispondente\nun'allegria corrispondente in tutti coloro che li guardavano e ascoltavano la sua voce\nla sua voce bonaria. Il suo modo di fare era tranquillo e a volte un po' insolente.\ninsolente. Aveva una bella figura, un viso gradevole, non sovraccarico di profondit\u00e0 di pensiero o di sentimento.\ndi pensiero o di sentimento; e il suo abbigliamento era quello dell'uomo di\nconvenzionale dell'uomo di moda.\n\nAmmirava Edna in modo stravagante, dopo averla incontrata alle corse con il padre.\npadre. L'aveva gi\u00e0 incontrata in altre occasioni, ma gli era sembrata inavvicinabile fino a quel giorno.\ninavvicinabile fino a quel giorno. Fu su sua istigazione che Mrs.\nHighcamp le aveva telefonato per chiederle di andare con loro al Jockey Club ad assistere\nper assistere all'evento della stagione sul tappeto erboso.\n\nForse c'erano pochi uomini dell'ippodromo che conoscevano il cavallo da corsa\ncome Edna, ma di certo non c'era nessuno che lo conoscesse meglio. Lei\nseduto tra i suoi due compagni come uno che ha l'autorit\u00e0 di parlare. Rideva\nArobin e deplorava l'ignoranza della signora Highcamp.\nHighcamp. Il cavallo da corsa era un amico e un socio intimo della sua infanzia.\ninfanzia. L'atmosfera delle scuderie e il respiro del paddock di erba blu\npaddock di erba blu rivivevano nella sua memoria e indugiavano nelle sue narici. Non si accorse di\nnon si accorse di parlare come suo padre, mentre gli eleganti castroni\ncastroni si muovevano in rassegna davanti a loro. Giocava per una posta molto alta,\ne la fortuna la favor\u00ec. La febbre del gioco le infiammava le guance e gli occhi, le entrava nel sangue e nel\nocchi e le entrava nel sangue e nel cervello come un intossicante.\nLa gente girava la testa per guardarla, e pi\u00f9 di qualcuno prestava\norecchio attento alle sue parole, sperando in questo modo di assicurarsi la sfuggente\nma sempre desiderato suggerimento.  Arobin fu contagiato dall'eccitazione che lo\nche lo attirava verso Edna come una calamita. La signora Highcamp rimase, come al solito,\nimpassibile, con lo sguardo indifferente e le sopracciglia alzate.\n\nEdna rimase e cen\u00f2 con la signora Highcamp, dopo essere stata sollecitata a farlo.\nAnche Arobin rimase e mand\u00f2 via il suo drago.\n\nLa cena fu tranquilla e poco interessante, se non fosse stato per gli allegri sforzi di\ndi Arobin per ravvivare la situazione. La signora Highcamp si rammaric\u00f2 per l'assenza di sua figlia dalle\nfiglia dalle gare, e cerc\u00f2 di farle capire cosa si era persa\nandando alla lettura di Dante invece di unirsi a loro. La ragazza teneva\nuna foglia di geranio al naso e non disse nulla, ma guard\u00f2 con aria consapevole e\nnon impegnativo. Il signor Highcamp era un uomo semplice e calvo, che parlava solo\nparlava solo per costrizione. Non rispondeva. La signora Highcamp era piena di\ndelicata cortesia e considerazione verso il marito. A tavola gli rivolgeva\nla maggior parte della conversazione con lui a tavola. Dopo cena si sedettero in biblioteca\ndopo cena e leggevano insieme i giornali della sera sotto la luce del sole; mentre\ni pi\u00f9 giovani andavano nel salotto vicino e parlavano. La signorina\nHighcamp suon\u00f2 al pianoforte alcune selezioni di Grieg. Sembrava\nSembrava aver colto tutta la freddezza del compositore e nessuna delle sue\npoesia. Mentre Edna ascoltava non poteva fare a meno di chiedersi se avesse perso il gusto per la musica.\nperso il gusto per la musica.\n\nQuando arriv\u00f2 il momento di tornare a casa, il signor Highcamp grugn\u00ec una zoppicante offerta di accompagnarla.\nofferta di accompagnarla, guardandosi i piedi sdrucciolevoli con\npreoccupazione. Fu Arobin ad accompagnarla a casa. Il viaggio in macchina fu lungo e\nquando raggiunsero Esplanade Street era tardi. Arobin chiese il permesso di\nentrare un attimo per accendersi la sigaretta, la cui cassetta dei fiammiferi era vuota. Egli\nriemp\u00ec la cassaforte di fiammiferi, ma non accese la sigaretta fino a quando non la lasci\u00f2, dopo che lei aveva espresso la volont\u00e0 di andare a casa sua.\ndopo che lei aveva espresso la volont\u00e0 di andare di nuovo alle corse con lui.\ncon lui.\n\nEdna non era n\u00e9 stanca n\u00e9 assonnata. Aveva di nuovo fame, perch\u00e9 la cena\nLa cena dell'Highcamp, sebbene di ottima qualit\u00e0, non era stata abbondante. Frug\u00f2 nella dispensa e tir\u00f2 fuori una fetta di groviera\nfrug\u00f2 nella dispensa e tir\u00f2 fuori una fetta di groviera e dei cracker.\ncracker. Apr\u00ec una bottiglia di birra che aveva trovato nella ghiacciaia.\nEdna si sentiva estremamente inquieta ed eccitata. Canticchiava a vuoto un motivo\ncanticchiava vacuamente una melodia fantastica, mentre spingeva le braci di legno sul focolare e\nsgranocchiare un cracker.\n\nVoleva che accadesse qualcosa, qualsiasi cosa; non sapeva cosa.\ncosa. Si rammaricava di non aver fatto rimanere Arobin una mezz'ora per\nparlare dei cavalli con lei. Cont\u00f2 il denaro che aveva vinto. Ma\nnon c'era nient'altro da fare, cos\u00ec and\u00f2 a letto e si rigir\u00f2 l\u00ec per ore\nore in una sorta di agitazione monotona.\n\nNel bel mezzo della notte si ricord\u00f2 che aveva dimenticato di\ndi scrivere la consueta lettera al marito; decise di farlo il giorno dopo e di raccontargli del pomeriggio al\ne di raccontargli del pomeriggio trascorso al Jockey Club. Rimase sveglia\nsveglia a comporre una lettera che non assomigliava affatto a quella che scrisse il giorno dopo.\nil giorno dopo. Quando la cameriera la svegli\u00f2 al mattino, Edna stava sognando il signor Highcamp che suonava il pianoforte.\nMr. Highcamp che suonava il pianoforte all'ingresso di un negozio di musica in Canal Street, mentre sua moglie diceva\nCanal Street, mentre la moglie diceva ad Alc e Arobin, mentre salivano a bordo di un vagone di Esplanade Street\nArobin, mentre salivano su un vagone di Esplanade Street:\n\n Che peccato che tanto talento sia stato trascurato! Ma devo andare.\n\nQuando, qualche giorno dopo, Alc e Arobin chiam\u00f2 di nuovo Edna nel suo locale,\nla signora Highcamp non era con lui. Disse che sarebbero venuti a prenderla. Ma poich\u00e9\nnon era stata informata della sua intenzione di andare a prenderla, la signora non era in casa.\nnon era in casa. La figlia stava uscendo di casa per partecipare alla riunione della\nriunione di una societ\u00e0 di tradizioni popolari e si rammaricava di non poterla accompagnare.\naccompagnarli. Arobin non sembr\u00f2 sorpreso e chiese a Edna se c'era qualcun altro a cui voleva chiedere.\nse c'era qualcun altro a cui volesse chiedere.\n\nNon ritenne utile andare a cercare nessuno dei conoscenti alla moda da cui si era allontanata.\nconoscenze alla moda da cui si era allontanata. Pens\u00f2 a Madame Ratignolle\npens\u00f2 a Madame Ratignolle, ma sapeva che la sua bella amica non usciva di casa, se non per fare una languida passeggiata intorno all'isolato con\nuscire di casa, tranne che per fare una languida passeggiata intorno all'isolato con\nmarito dopo il tramonto. Mademoiselle Reisz avrebbe riso di una tale\nuna simile richiesta da parte di Edna. Madame Lebrun avrebbe forse apprezzato la gita,\nma per qualche motivo Edna non la voleva. Cos\u00ec andarono da sole, lei e\nArobin.\n\nIl pomeriggio fu intensamente interessante per lei. L'eccitazione tornava\ncome una febbre passeggera. I suoi discorsi divennero familiari e\nconfidenziale. Non era un lavoro diventare intimi con Arobin. I suoi\nmodo di fare invitava a una facile confidenza. La fase preliminare della conoscenza\nconoscenza era una fase che si sforzava sempre di ignorare quando si trattava di una donna bella e\ndonna carina e affascinante.\n\nRimase a cenare con Edna. Rimase a sedersi accanto al fuoco di legna.\nRidevano e parlavano; e prima che arrivasse l'ora di andarsene le stava dicendo quanto sarebbe stata diversa la vita se l'avesse conosciuta anni prima.\ncome sarebbe stata diversa la vita se l'avesse conosciuta anni prima.\nanni prima. Con ingenua franchezza parl\u00f2 di quanto fosse malvagio,\nmalvagio e indisciplinato che era stato, e d'impulso si tir\u00f2 su il polsino per mostrare sul polso la\npolsino per mostrare sul polso la cicatrice di un taglio di sciabola che aveva ricevuto\nin un duello fuori Parigi quando aveva diciannove anni. Lei gli tocc\u00f2 la mano\nmentre scrutava la cicatrice rossa all'interno del polso bianco. A\nun impulso rapido e un po' spasmodico spinse le sue dita a chiudere\nin una sorta di frizione sulla mano di lui. Sent\u00ec la pressione delle sue unghie\nunghie appuntite nella carne del palmo.\n\nSi alz\u00f2 in fretta e si diresse verso il caminetto.\n\n La vista di una ferita o di una cicatrice mi agita e mi fa star male\", ha detto.\ndisse.  Non avrei dovuto guardarla.\n\n Vi chiedo scusa\", si impose lui, seguendola; non mi \u00e8 mai passato per la testa che potesse essere\nche potesse essere ripugnante.\n\nLui le stava vicino e la sfacciataggine dei suoi occhi respingeva il vecchio s\u00e9 che stava svanendo in lei, ma attirava tutta la sua sensualit\u00e0 che si stava risvegliando,\nvecchio s\u00e9 che scompariva in lei, ma attirava tutta la sua sensualit\u00e0 che si stava risvegliando. Vide\nsul suo volto abbastanza da spingerlo a prenderle la mano e a tenerla mentre le dava la\nla sua lunga buonanotte.\n\n Andrai di nuovo alle corse? mi ha chiesto.\n\n No, ha detto.  Ne ho abbastanza delle gare. Non voglio perdere tutti i soldi\nsoldi che ho vinto, e devo lavorare quando il tempo \u00e8 bello,\ninvece di\n\n S\u00ec, lavoro, certo. Hai promesso di mostrarmi il tuo lavoro. Quale mattina\nposso venire nel suo atelier? Domani?\n\n No!\n\n Il giorno dopo?\n\n No, no.\n\n Oh, vi prego, non rifiutatemi! Ne so qualcosa di queste cose. Potrei\naiutarti con un suggerimento o due.\n\n No. Buonanotte. Perch\u00e9 non te ne vai dopo aver dato la buonanotte? I\nNon mi piaci, continu\u00f2 con un tono alto ed eccitato, cercando di\ndi allontanare la mano. Sentiva che le sue parole mancavano di dignit\u00e0 e\nsincerit\u00e0, e sapeva che lui lo sentiva.\n\n Mi dispiace di non piacerti. Mi dispiace di averti offeso. In che modo ti ho\noffeso? Che cosa ho fatto? Non puoi perdonarmi?  E si chin\u00f2 e\nle labbra sulla mano di lei, come se volesse non ritirarle mai pi\u00f9.\nle.\n\n Signor Arobin, si lament\u00f2, sono molto turbata dall'eccitazione del pomeriggio.\npomeriggio; non sono in me. Il mio modo di fare deve averla fuorviata in qualche\nmodo. Vorrei che ve ne andaste, per favore.  Parlava con un tono monotono e monotono.\nLui prese il cappello dal tavolo e rimase con gli occhi rivolti a lei,\nguardando il fuoco morente. Per un momento o due mantenne un impressionante\nsilenzio.\n\n I suoi modi non mi hanno ingannato, signora Pontellier\", disse infine.  Sono state le mie\nemozioni lo hanno fatto. Non ho potuto evitarlo. Quando sono vicino a lei, come\ncome potrei evitarlo? Non pensarci, non preoccuparti, per favore. Vedi\nVedi, io vado quando me lo ordini. Se vuoi che stia lontano, lo far\u00f2.\ncos\u00ec. Se mi lasciate tornare, io... Mi lascerete tornare?\n\nLe lanci\u00f2 uno sguardo accattivante, al quale lei non rispose.\nIl modo di fare di Alc e Arobin era cos\u00ec genuino che spesso ingannava perfino\nse stesso.\n\nEdna non si preoccupava n\u00e9 pensava se fosse autentico o meno. Quando era\nsola si guardava meccanicamente il dorso della mano che lui aveva\nbaciato cos\u00ec calorosamente. Poi appoggi\u00f2 la testa sulla mensola del camino. Si sentiva\nsi sentiva un po' come una donna che in un momento di passione viene tradita in un\nun atto di infedelt\u00e0, e si rende conto del significato dell'atto senza essere\nessere completamente risvegliata dal suo fascino. Il pensiero che le passava vagamente per la mente\nnella sua mente: \"Cosa penser\u00e0 lui?\n\nNon intendeva suo marito; pensava a Robert Lebrun. Suo\nmarito le sembrava ora una persona che aveva sposato senza\namore come scusa.\n\nAccese una candela e sal\u00ec in camera sua. Alc e Arobin non era assolutamente\nnulla per lei. Eppure la sua presenza, i suoi modi, il calore dei suoi sguardi e soprattutto il tocco delle sue labbra sulla mano di\nsguardi e soprattutto il tocco delle sue labbra sulla mano di lei avevano agito come un\ncome un narcotico su di lei.\n\nDorm\u00ec un sonno languido, intessuto di sogni che svaniscono.\n\nXXVI\n\nAlc e Arobin scrisse a Edna un elaborato biglietto di scuse, palpitante di\nsincerit\u00e0. La imbarazzava, perch\u00e9 in un momento pi\u00f9 freddo e tranquillo le era sembrato assurdo\nle sembrava assurdo che avesse preso la sua azione cos\u00ec\nseriamente, in modo cos\u00ec drammatico. Era sicura che il significato dell'intero\nsignificato dell'intero avvenimento risiedesse nella sua stessa autocoscienza. Se avesse ignorato\nil suo biglietto avrebbe dato un'importanza eccessiva a una faccenda banale. Se avesse risposto\nse avesse risposto con uno spirito serio, avrebbe comunque lasciato nella sua mente l'impressione\nimpressione che lei avesse ceduto in un momento di suscettibilit\u00e0 all'influenza di lui.\ninfluenza. Dopo tutto, non era una gran cosa farsi baciare la mano.\nLei era provocata dal fatto che lui avesse scritto le scuse. Rispose con uno spirito\nleggero e scherzoso come pensava che meritasse, e disse che sarebbe stata lieta di fargli dare un'occhiata\nche sarebbe stata lieta che lui la guardasse al lavoro ogni volta che ne avesse avuto voglia e che i suoi affari gli avessero permesso di\ndi lavoro ogni volta che ne avesse avuto voglia e che i suoi affari gliene avessero dato l'opportunit\u00e0.\n\nLui ha reagito subito presentandosi a casa di lei con tutta la sua disarmante na\ndisarmante na vet. E non c'era quasi giorno che non lo vedesse o non lo ricordasse.\nche lei non lo vedesse o non si ricordasse di lui. Era prolifico di\npretesti. Il suo atteggiamento divenne di bonaria sottomissione e di\ntacita adorazione. Era sempre pronto a sottomettersi ai suoi umori,\nche spesso erano tanto gentili quanto freddi. Lei si abitu\u00f2 a lui.\nDivennero intimi e amichevoli per gradi impercettibili, e poi per salti.\nbalzi. A volte lui parlava in un modo che all'inizio la stupiva e che\nche la stupivano all'inizio e le facevano venire il cremisi in faccia; in un modo che alla fine le piaceva,\nfacendo appello all'animalismo che si agitava impaziente dentro di lei.\n\nNon c'era nulla che potesse placare il tumulto dei sensi di Edna come una visita a Mademoiselle Reisz.\nvisita a Mademoiselle Reisz. Fu allora, in presenza di quella\npersonalit\u00e0 che la offendeva, la donna, con la sua arte divina, sembr\u00f2 raggiungere lo spirito di Edna e liberarlo.\narte, sembrava raggiungere lo spirito di Edna e liberarlo.\n\nEra un pomeriggio nebbioso, con un'atmosfera pesante e cupa, quando Edna sal\u00ec le scale che portavano agli appartamenti del pianista sotto il tetto.\nsal\u00ec le scale che portavano agli appartamenti del pianista sotto il tetto. I suoi\nvestiti grondavano di umidit\u00e0. Si sentiva infreddolita e pizzicata quando\nentr\u00f2 nella stanza. Mademoiselle stava accarezzando una stufa arrugginita che\nfumava un po' e riscaldava la stanza in modo indifferente. Stava cercando di\ndi scaldare una pentola di cioccolata sul fornello. La stanza aveva un aspetto allegro e\nsquallido a Edna quando entr\u00f2. Un busto di Beethoven, ricoperto da una cappa di polvere, la guardava con aria di sufficienza.\ndi polvere, la guardava dalla mensola del camino.\n\n Ah! Ecco la luce del sole! esclam\u00f2 Mademoiselle, alzandosi dalle sue\nginocchia davanti alla stufa.  Adesso sar\u00e0 abbastanza caldo e luminoso; posso\nlasciare il fuoco da solo.\n\nChiuse di botto la porta della stufa e, avvicinandosi, aiut\u00f2 Edna a togliersi il mackintosh gocciolante.\na togliere a Edna il suo mackintosh gocciolante.\n\n Hai freddo, sembri infelice. La cioccolata sar\u00e0 presto calda. Ma\npreferiresti un assaggio di brandy? Ho toccato a malapena la\nbottiglia che mi avete portato per il mio raffreddore.  Un pezzo di flanella rossa era\ndi flanella rossa era avvolto intorno alla gola di Mademoiselle; un torcicollo la costringeva a\ncostretta a tenere la testa da un lato.\n\n Prender\u00f2 del brandy\", disse Edna, rabbrividendo mentre si toglieva i guanti e le soprascarpe.\nguanti e le soprascarpe. Bevve il liquore dal bicchiere come avrebbe fatto un uomo.\ncome avrebbe fatto un uomo. Poi, gettandosi sullo scomodo divano, disse: \"Mademoiselle.\ndisse: \"Mademoiselle, sto per trasferirmi dalla mia casa di Esplanade Street.\nStreet.\n\n Ah! disse il musicista, senza essere n\u00e9 sorpreso n\u00e9 particolarmente interessato.\ninteressato. Nulla sembrava mai stupirla pi\u00f9 di tanto. Stava\ndi aggiustare il mazzo di violette che si era staccato dal suo\ndai suoi capelli. Edna la attir\u00f2 sul divano e, prendendo una spilla dai suoi capelli, fiss\u00f2 il mazzo di violette.\nuna spilla dai propri capelli, fiss\u00f2 i malandati fiori artificiali al loro posto.\nposto abituale.\n\n Non siete stupiti?\n\n Passabilmente. Dove vai? A New York? A Iberville? Da tuo padre nel Mississippi?\npadre nel Mississippi? Dove?\n\n A due passi di distanza, rideva Edna, in una piccola casa di quattro stanze\ndietro l'angolo. Sembra cos\u00ec accogliente, cos\u00ec invitante e riposante, ogni volta che passo di l\u00ec.\nogni volta che ci passo davanti; ed \u00e8 in affitto. Sono stanca di badare a quella grande casa.\nNon mi \u00e8 mai sembrata mia, o comunque una casa. \u00c8 un problema troppo grande. I\ntroppi domestici. Sono stanca di occuparmi di loro.\n\n Non \u00e8 questa la tua vera ragione, _ma belle_. Non serve a nulla raccontarmi\nbugie. Non conosco la tua ragione, ma non mi hai detto la verit\u00e0.\nEdna non protest\u00f2 e non cerc\u00f2 di giustificarsi.\n\n La casa e il denaro che la alimenta non sono miei. Non \u00e8 questo\nragione sufficiente?\n\n Sono di vostro marito, rispose Mademoiselle, con un'alzata di spalle e una\nmalizioso innalzamento delle sopracciglia.\n\n Vedo che non ci si pu\u00f2 ingannare. Allora lasciate che ve lo dica: \u00c8 un\ncapriccio. Ho un po' di soldi miei, provenienti dal patrimonio di mia madre, che\nmio padre mi manda a scaglioni. Quest'inverno ho vinto una grossa somma alle\nQuest'inverno ho vinto una grossa somma alle corse e sto iniziando a vendere i miei schizzi. Laidpore \u00e8 sempre pi\u00f9\nLaidpore \u00e8 sempre pi\u00f9 soddisfatto del mio lavoro; dice che cresce in forza e individualit\u00e0.\nNon posso giudicare io stesso, ma sento di aver guadagnato in facilit\u00e0 e sicurezza.\ne sicurezza. Tuttavia, come ho detto, ne ho venduti molti attraverso Laidpore.\nLaidpore. Posso vivere in una casa minuscola spendendo poco o nulla, con un solo servitore.\nservo. La vecchia Celestine, che lavora occasionalmente per me, dice che verr\u00e0 a\nvenire a stare con me e a fare il mio lavoro. So che mi piacer\u00e0, che mi piacer\u00e0 la\nsensazione di libert\u00e0 e indipendenza.\n\n Cosa dice suo marito?\n\n Non gliel'ho ancora detto. Ci ho pensato solo stamattina. Penser\u00e0\npenser\u00e0 che sono una demente, senza dubbio. Forse lo pensa anche lei.\n\nMademoiselle scosse lentamente la testa.  La vostra ragione non mi \u00e8 ancora chiara\nmi \u00e8 ancora chiaro\", disse.\n\nN\u00e9 era del tutto chiaro a Edna stessa; ma si \u00e8 svelato da solo mentre\nsedette per un po' in silenzio. L'istinto l'aveva spinta a mettere da parte\nla generosit\u00e0 di suo marito, rinunciando alla sua fedelt\u00e0. Non sapeva\ncome sarebbe andata al suo ritorno. Ci sarebbe stata una comprensione\ncomprensione, una spiegazione. Le condizioni si sarebbero aggiustate in qualche modo\nma, qualunque cosa fosse successa, aveva deciso di non appartenere mai pi\u00f9\ndi appartenere a un'altra persona che non fosse lei.\n\n Dar\u00f2 una grande cena prima di lasciare la vecchia casa!  Edna\nesclam\u00f2.  Dovrete venire, Mademoiselle. Vi dar\u00f2\ntutto ci\u00f2 che vi piace mangiare e bere. Canteremo e rideremo\ne saremo allegri per una volta.  Ed emise un sospiro che proveniva dalle\nprofondit\u00e0 del suo essere.\n\nSe a Mademoiselle fosse capitato di ricevere una lettera da Robert durante l'intervallo delle visite di Edna, le avrebbe dato la lettera.\nEdna, le avrebbe consegnato la lettera senza essere richiesta.\nnon richiesta. E si sarebbe seduta al pianoforte e avrebbe suonato come il suo\numore la spingeva, mentre la giovane donna leggeva la lettera.\n\nLa piccola stufa ruggisce, \u00e8 rovente e la cioccolata nel barattolo sfrigola e schizza.\ncioccolato nel barattolo sfrigolava e sputava. Edna and\u00f2 avanti e apr\u00ec la porta della stufa,\ne Mademoiselle, alzandosi, prese una lettera da sotto il busto di Beethoven e la porse a Edna.\ne la porse a Edna.\n\n Un altro! Cos\u00ec presto! esclam\u00f2, con gli occhi pieni di gioia.  Ditemi\nMi dica, Mademoiselle, lui sa che vedo le sue lettere?\n\n Mai al mondo! Si arrabbierebbe e non mi scriverebbe mai pi\u00f9\nse lo pensasse. Ti scrive? Mai una riga. Ti manda\nti manda un messaggio? Mai una parola. \u00c8 perch\u00e9 ti ama, povera\ne sta cercando di dimenticarti, visto che non sei libera di ascoltarlo o di appartenergli.\nascoltarlo o di appartenergli.\n\n Perch\u00e9 mi mostri le sue lettere, allora?\n\n Non li hai implorati? Posso rifiutare qualcosa? Oh! Non potete\nNon potete ingannarmi\", e Mademoiselle si avvicin\u00f2 al suo amato strumento e inizi\u00f2 a suonare.\ne inizi\u00f2 a suonare. Edna non lesse subito la lettera. Rimase seduta tenendola\nin mano, mentre la musica penetrava in tutto il suo essere come un'effluvie\ncome un'effulgenza, riscaldando e illuminando i luoghi oscuri della sua anima. La musica\nla preparava alla gioia e all'esultanza.\n\n Oh! esclam\u00f2, lasciando cadere la lettera sul pavimento.  Perch\u00e9 non\nnon me l'avete detto?  And\u00f2 ad afferrare le mani di Mademoiselle dalle chiavi.\nchiavi.  Oh! scortese! maligno! Perch\u00e9 non me l'avete detto?\n\n Che stava tornando? Non \u00e8 una grande notizia, _ma foi_. Mi meraviglio che non sia\nnon sia venuto molto tempo fa.\n\n Ma quando, quando? grid\u00f2 Edna, impaziente.  Non dice quando.\n\n Dice molto presto.  Ne sapete quanto me; \u00e8 tutto nella lettera.\nlettera.\n\n Ma perch\u00e9? Perch\u00e9 sta arrivando? Oh, se io pensassi e lei prendesse la lettera dal pavimento e\nlettera dal pavimento e gir\u00f2 le pagine di qua e di l\u00e0,\nalla ricerca del motivo, che non era stato rivelato.\n\n Se fossi giovane e innamorata di un uomo, disse Mademoiselle, girandosi sullo sgabello e stringendo le sue mani segaligne tra le ginocchia mentre guardava\nsgabello e premendo le sue mani segaligne tra le ginocchia mentre guardava Edna, che sedeva sul pavimento con la lettera in mano\nEdna, che sedeva a terra con la lettera in mano, mi sembra che debba essere\nmi sembra che avrebbe dovuto essere un _grand esprit_, un uomo con obiettivi elevati e la capacit\u00e0 di raggiungerli.\ncapacit\u00e0 di raggiungerli; uno che si ergeva abbastanza in alto da attirare l'attenzione\ndei suoi simili. Mi sembra che se fossi giovane e innamorata non dovrei\nun uomo di calibro ordinario degno della mia devozione.\n\n Ora siete voi che dite bugie e cercate di ingannarmi,\noppure non siete mai stata innamorata e non ne sapete nulla.\ndi amore. Perch\u00e9, continu\u00f2 Edna, stringendo le ginocchia e guardando il viso contorto di Mademoiselle?\nmademoiselle, credete che una donna sappia perch\u00e9 ama?\nama? Sceglie forse? Dice forse a se stessa:  Vai! Ecco un\nun distinto uomo di Stato con possibilit\u00e0 presidenziali; proceder\u00f2 ad innamorarmi di lui.\ndi innamorarmi di lui.  Oppure, mi innamorer\u00f2 di questo\nmusicista, la cui fama \u00e8 sulla bocca di tutti?  O di questo finanziere che\ncontrolla i mercati monetari del mondo?\n\n Mi stai fraintendendo di proposito, _ma reine_. Siete innamorata\ndi Robert?\n\n S\u00ec, disse Edna. Era la prima volta che lo ammetteva, e un'illuminazione\nle avvolse il viso, chiazzandolo di macchie rosse.\n\n Perch\u00e9? chiese il suo compagno.  Perch\u00e9 lo ami anche se non dovresti\namare?\n\nEdna, con un paio di movimenti, si trascin\u00f2 in ginocchio davanti a Mademoiselle Reisz.\nMademoiselle Reisz, che prese il viso luminoso tra le due mani.\n\n Perch\u00e9? Perch\u00e9 i suoi capelli sono castani e gli crescono lontano dalle tempie;\nperch\u00e9 apre e chiude gli occhi e il suo naso \u00e8 un po' fuori dal disegno; perch\u00e9 ha due labbra e il mento squadrato\nperch\u00e9 ha due labbra e un mento squadrato, e un mignolo che non riesce a raddrizzare\nche non riesce a raddrizzare per aver giocato a baseball troppo energicamente\ntroppo energicamente in giovent\u00f9. Perch\u00e9\n\n Perch\u00e9 lo fate, insomma, rideva Mademoiselle.  Cosa farete\nquando torner\u00e0? chiese lei.\n\n Fare? Niente, se non sentirmi felice e contento di essere vivo.\n\nEra gi\u00e0 contenta e felice di essere viva al solo pensiero del suo\nritorno. Il cielo torbido e basso, che l'aveva depressa qualche ora prima, le sembrava\npoche ore prima, sembrava corroborante e rinvigorente mentre sguazzava per le strade di\nstrada per tornare a casa.\n\nSi ferm\u00f2 in una pasticceria e ordin\u00f2 un'enorme scatola di caramelle per i bambini di Iberville.\nbambini di Iberville. Infil\u00f2 nella scatola un biglietto sul quale scribacchi\u00f2 un messaggio\nun tenero messaggio e invi\u00f2 un'abbondanza di baci.\n\nPrima di cena, la sera, Edna scrisse un'incantevole lettera al marito, comunicandogli la sua intenzione di trasferirsi per un po' di tempo nella\nmarito, comunicandogli la sua intenzione di trasferirsi per un po' di tempo nella\ncasa dietro l'isolato, e di dare una cena d'addio prima di\nprima di andarsene, con il rammarico che lui non fosse l\u00ec a condividerla, a dare una mano con il menu e a intrattenere i commensali.\nmenu e di assisterla nell'intrattenere gli ospiti. La sua lettera era\nbrillante e piena di allegria.\n\nXXVII\n\n Cosa ti succede? chiese Arobin quella sera.  Non ti ho mai\ntrovato di umore cos\u00ec felice.  Edna era ormai stanca e stava\nsdraiata sul salotto davanti al fuoco.\n\n Non sapete che il profeta del tempo ci ha detto che presto vedremo il sole?\nmolto presto?\n\n Beh, questo dovrebbe essere un motivo sufficiente, ha risposto.  Non me ne daresti un altro\nnon me ne daresti un altro se restassi qui tutta la notte a implorarti.  Si sedette vicino a\nvicino a lei su un basso tabouret, e mentre parlava le sue dita sfioravano leggermente i\ncapelli che le ricadevano un po' sulla fronte. Le piaceva il tocco delle sue\ndita tra i capelli e chiuse gli occhi con sensibilit\u00e0.\n\n Uno di questi giorni, disse, ho intenzione di ricompormi per un po' di tempo e di pensare\ne penser\u00f2 di cercare di capire che tipo di donna sono, perch\u00e9, in tutta onest\u00e0, non lo so,\ncandidamente, non lo so. Secondo tutti i codici che conosco, sono un'esemplare\nsono un esemplare diabolicamente malvagio del sesso. Ma in qualche modo non riesco a\nconvincermi di esserlo. Devo pensarci su.\n\n No. A che serve? Perch\u00e9 dovresti preoccuparti di pensarci quando\nposso dirti che tipo di donna sei.  Le sue dita si posarono\ndi tanto in tanto sulle guance calde e lisce e sul mento sodo di lei, che si stava\nche stava diventando un po' pieno e doppio.\n\n Oh, s\u00ec! Mi dirai che sono adorabile; tutto ci\u00f2 che \u00e8\naccattivante. Risparmiatevi lo sforzo.\n\n No, non le dir\u00f2 nulla del genere, anche se non mentirei se lo facessi.\nmentire se lo facessi.\n\n Conoscete Mademoiselle Reisz? chiese lei irrilevante.\n\n La pianista? La conosco di vista. L'ho sentita suonare.\n\n A volte dice cose strane in modo scherzoso che non si notano al momento e a cui si pensa dopo.\nnon si notano in quel momento e ci si ritrova a pensarci dopo.\n\n Per esempio?\n\n Per esempio, quando l'ho lasciata oggi, mi ha abbracciato e mi ha tastato le scapole per vedere se le mie ali erano forti.\ne mi ha tastato le scapole, per vedere se le mie ali erano forti, ha detto.\n L'uccello che si alzer\u00e0 in volo sopra la pianura della tradizione e del pregiudizio\npregiudizio deve avere ali forti. \u00c8 uno spettacolo triste vedere i\ndeboli ammaccati, esausti, che tornano a svolazzare sulla terra.\n\n Dove vuoi arrivare?\n\n Non sto pensando a voli straordinari. Comprendo solo a met\u00e0\nlei.\n\n Ho sentito dire che \u00e8 parzialmente demente, disse Arobin.\n\n Mi sembra meravigliosamente sana di mente\", rispose Edna.\n\n Mi hanno detto che \u00e8 estremamente sgradevole e antipatica. Perch\u00e9 l'avete\nl'ha presentata in un momento in cui volevo parlare di lei?\n\n Oh! Parla di me se vuoi, grid\u00f2 Edna, stringendo le mani sotto la testa; ma lasciami pensare ad altro mentre lo fai.\nMa lasciatemi pensare a qualcos'altro mentre lo fate.\n\n Sono geloso dei tuoi pensieri di questa notte. Ti rendono un po' pi\u00f9\npi\u00f9 gentile del solito; ma in qualche modo mi sento come se stessero vagando, come se\ncome se non fossero qui con me.  Lei si limit\u00f2 a guardarlo e a sorridere. I suoi\nocchi erano molto vicini. Si appoggi\u00f2 al salotto con un braccio teso su di lei, mentre l'altra mano era ancora\nun braccio su di lei, mentre l'altra mano era ancora appoggiata sui suoi capelli. Continuarono\ncontinuarono a guardarsi negli occhi in silenzio. Quando lui si chin\u00f2\nin avanti e la baci\u00f2, lei gli strinse la testa, stringendo le sue labbra alle sue.\n\nEra il primo bacio della sua vita al quale la sua natura aveva veramente\nrisposto. Era una torcia ardente che accendeva il desiderio.\n\nXXVIII\n\nEdna pianse un po' quella sera, dopo che Arobin la lasci\u00f2. Era solo una\nfase della moltitudine di emozioni che l'avevano assalita. C'era\nun'opprimente sensazione di irresponsabilit\u00e0. C'era lo\nshock dell'inaspettato e del non abituale. C'era il rimprovero del marito\nmarito che la guardava dalle cose esterne intorno a lei che lui\naveva provveduto per la sua esistenza esterna. C'era il rimprovero di Robert\nche si faceva sentire da un amore pi\u00f9 rapido, pi\u00f9 feroce, pi\u00f9 prepotente, che\nche si era risvegliato in lei verso di lui. Soprattutto, c'era la comprensione.\nSi sentiva come se una nebbia fosse stata sollevata dai suoi occhi, permettendole di guardare e comprendere il\ndi guardare e comprendere il significato della vita, quel mostro fatto di bellezza e brutalit\u00e0.\ndi bellezza e brutalit\u00e0. Ma tra le sensazioni contrastanti che\nche la assalivano, non c'erano n\u00e9 vergogna n\u00e9 rimorso. C'era una sorda\nrammarico perch\u00e9 non era il bacio d'amore che l'aveva infiammata, perch\u00e9 non era l'amore che la infiammava.\nperch\u00e9 non era stato l'amore a portarle alle labbra la coppa della vita.\nlabbra questa coppa di vita.\n\nXXIX\n\nSenza nemmeno aspettare la risposta del marito riguardo alla sua opinione o ai suoi desideri in materia, Edna si affrett\u00f2 a prepararsi per l'uscita.\ndi lui, Edna affrett\u00f2 i preparativi per lasciare la casa di Esplanade Street e trasferirsi in una casetta.\nlasciare la sua casa di Esplanade Street e trasferirsi nella casetta\ncasa dietro l'isolato. Un'ansia febbrile accompagnava ogni sua azione in quella\ndirezione. Non c'era un momento di riflessione, n\u00e9 un intervallo di riposo\ntra il pensiero e la sua realizzazione. La mattina presto\ndopo quelle ore passate in compagnia di Arobin, Edna si mise all'opera per\ndi assicurarsi la sua nuova dimora e di affrettare i preparativi per occuparla.\nAll'interno del recinto della sua casa si sentiva come una persona che \u00e8 entrata e ha\ndi un tempio proibito in cui mille voci soffocate la imploravano di\nmigliaia di voci soffocate che la invitavano ad andarsene.\n\nTutto ci\u00f2 che era di sua propriet\u00e0 nella casa, tutto ci\u00f2 che aveva acquistato\ntutto ci\u00f2 che aveva acquistato, a parte l'elemosina del marito, lo faceva trasportare nell'altra casa.\ncasa, provvedendo con le proprie risorse a semplici e misere mancanze.\nrisorse.\n\nArobin la trov\u00f2 con le maniche arrotolate, che lavorava in compagnia della cameriera\ncameriera quando si affacci\u00f2 nel pomeriggio. Era splendida e\ne robusta, e non era mai apparsa pi\u00f9 bella che con il vecchio abito blu,\ncon un fazzoletto di seta rosso annodato a caso intorno alla testa per proteggere i capelli dalla polvere.\nper proteggere i capelli dalla polvere. Era montata su un'alta scaletta,\nsganciando un quadro dalla parete quando lui entr\u00f2. Aveva trovato la\nporta d'ingresso aperta e aveva seguito il suo anello entrando\nsenza tanti complimenti.\n\n Scendi! ha detto.  Vuoi ucciderti?  Lei lo salut\u00f2\ncon affettata noncuranza e sembrava assorta nella sua occupazione.\n\nSe si fosse aspettato di trovarla languida, rimproverante o indulgente a\nlacrime sentimentali, doveva essere molto sorpreso.\n\nSenza dubbio era pronto per qualsiasi emergenza, pronto per uno qualsiasi degli atteggiamenti precedenti.\natteggiamenti precedenti, cos\u00ec come si piegava con facilit\u00e0 e naturalezza alla\nalla situazione che gli si presentava.\n\n Per favore, scendi\", insistette, tenendo la scala e guardandola in alto.\nlei.\n\n No, rispose, Ellen ha paura di salire sulla scala. Joe sta\nJoe sta lavorando alla piccionaia, questo \u00e8 il nome che Ellen gli ha dato,\nperch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec piccola e sembra una piccionaia.\nfare questo.\n\nArobin si tolse il cappotto e si dichiar\u00f2 pronto a sfidare il destino al suo posto.\ntentare il destino al suo posto. Ellen gli port\u00f2 uno dei suoi berretti per la polvere, e\ne si contorse di gioia, che non riusc\u00ec a controllare, quando lo vide indossarlo davanti allo specchio in modo\nquando lo vide indossarlo davanti allo specchio nel modo pi\u00f9 grottesco possibile.\ngrottesco che poteva. Edna stessa non riusc\u00ec a trattenersi dal sorridere quando lo allacci\u00f2 su sua richiesta.\nsu richiesta di lui. Quindi fu lui a salire a sua volta sulla scala,\nsganciando quadri e tende e togliendo gli ornamenti secondo le indicazioni di Edna.\nEdna. Quando ebbe finito, si tolse la cuffia e usc\u00ec a lavarsi le mani.\nlavarsi le mani.\n\nEdna era seduta sul tabouret, spazzolando pigramente le punte di uno spolverino di piume sul tappeto, quando lui entr\u00f2 di nuovo.\nspolverino lungo il tappeto quando lui entr\u00f2 di nuovo.\n\n C'\u00e8 qualcos'altro che mi lasciate fare? chiese.\n\n \u00c8 tutto, rispose.  Ellen pu\u00f2 occuparsi del resto.  Tenne la giovane donna\ngiovane donna in salotto, non volendo essere lasciata sola con Arobin.\ncon Arobin.\n\n E la cena? chiese; il grande evento, il _coup d tat?\nd tat?\n\n Sar\u00e0 dopodomani. Perch\u00e9 lo chiamate _coup d tat?\nOh! Sar\u00e0 molto bello; tutto il mio meglio di cristallo,\nargento e oro, fiori, musica e champagne per nuotare. Lascer\u00f2\nlascer\u00f2 che sia L una volta a pagare i conti. Mi chiedo cosa dir\u00e0 quando vedr\u00e0 i conti.\nconti.\n\n E mi chiedete perch\u00e9 lo chiamo _coup d tat_? Arobin si era messo il cappotto.\ne si mise davanti a lei per chiederle se il suo cravattino fosse a piombo. Lei\nGli rispose che lo era, guardando non pi\u00f9 in alto della punta del colletto.\n\n Quando vai alla piccionaia? Con tutto il rispetto per Ellen.\nEllen.\n\n Dopodomani, dopo la cena. Dormir\u00f2 l\u00ec.\n\n Ellen, mi porteresti gentilmente un bicchiere d'acqua? chiese Arobin.\n La polvere delle tende, se mi perdonate l'accenno, mi ha seccato la gola.\nmi ha fatto venire l'acquolina in gola.\n\n Mentre Ellen prende l'acqua, disse Edna, alzandosi, io vi saluto e vi lascio andare.\ne vi lascer\u00f2 andare. Devo liberarmi di questa sporcizia e ho un milione di cose da fare e da pensare.\ncose da fare e a cui pensare.\n\n Quando vi vedr\u00f2? chiese Arobin, cercando di trattenerla, dato che la cameriera aveva lasciato la stanza.\nche la cameriera aveva lasciato la stanza.\n\n Alla cena, naturalmente. Siete invitati.\n\n Non prima? Non stasera o domani mattina o domani mezzogiorno o sera?\nnotte? O il giorno dopo, al mattino o a mezzogiorno? Non riuscite a capire da soli,\nsenza che io te lo dica, che \u00e8 un'eternit\u00e0?\n\nL'aveva seguita nel corridoio e ai piedi della scala,\nguardandola mentre saliva con il viso semidisteso verso di lui.\n\n Non un istante prima, disse lei. Ma lei rise e lo guard\u00f2\ncon occhi che allo stesso tempo gli davano il coraggio di aspettare e rendevano torturante l'attesa.\naspettare.\n\nXXX\n\nSebbene Edna avesse parlato della cena come di un evento molto grandioso, in realt\u00e0 si trattava di un evento molto piccolo e molto selezionato.\nin verit\u00e0 un evento molto piccolo e molto selezionato, in quanto gli ospiti\ninvitati erano pochi ed erano stati scelti con discriminazione. Aveva contato\nuna dozzina di persone si sarebbero sedute alla sua tavola rotonda di mogano,\ndimenticando per il momento che Madame Ratignolle era in ultima istanza\nimpresentabile e che non prevedeva che Madame Lebrun\nLebrun avrebbe inviato mille rimpianti all'ultimo momento. Quindi, in fin dei conti, ce n'erano solo\ndieci, dopotutto, il che rendeva il numero accogliente e confortevole.\n\nC'erano il signore e la signora Merriman, una graziosa e vivace donnina sulla\nmarito, un tipo gioviale, un po' superficiale, che rideva molto delle battute degli altri e\nche rideva molto delle battute degli altri, rendendosi cos\u00ec molto popolare.\ne in questo modo si era reso estremamente popolare. La signora Highcamp li aveva\nli aveva accompagnati. Naturalmente, c'era Alc e Arobin; e Mademoiselle Reisz aveva acconsentito a venire.\nReisz aveva acconsentito a venire. Edna le aveva mandato un mazzo di violette fresche\ncon una passamaneria di pizzo nero per i capelli. Monsieur Ratignolle aveva portato\nlui e la moglie. Victor Lebrun, che si trovava per caso in citt\u00e0, per rilassarsi, ha portato le sue scuse e quelle di sua moglie.\ncitt\u00e0, desideroso di rilassarsi, aveva accettato con alacrit\u00e0. C'era una\nMayblunt, non pi\u00f9 adolescente, che guardava il mondo attraverso le lorgnette e con l'acutezza di un\nlorgnette e con il pi\u00f9 vivo interesse. Si pensava e si diceva che\nintellettuale; si sospettava che scrivesse con un _nom de guerre_.\nnome di guerra. Era venuta con un gentiluomo di nome\nGouvernail, collegato a uno dei quotidiani, di cui non si poteva dire nulla di particolare, se non che\nnulla di particolare, se non che era attento e sembrava tranquillo e inoffensivo.\ne inoffensivo. Edna stessa fece la decima e alle otto e mezza si sedettero a tavola.\nArobin e Monsieur Ratignolle ai lati della padrona di casa.\nArobin e Monsieur Ratignolle ai lati della padrona di casa.\n\nLa signora Highcamp si sedette tra Arobin e Victor Lebrun. Poi arrivarono Mrs.\nMerriman, il signor Gouvernail, la signorina Mayblunt, il signor Merriman e la signorina Reisz accanto a monsieur Ratignolle.\nReisz accanto a Monsieur Ratignolle.\n\nL'aspetto del tavolo aveva qualcosa di estremamente splendido.\nun effetto di splendore trasmesso da un rivestimento di raso giallo pallido\nsotto strisce di pizzo. C'erano candele di cera, in massicci candelabri di ottone\ncandelabri di ottone, che ardevano dolcemente sotto paralumi di seta gialla; rose piene e profumate, gialle e rosse, abbondavano.\nrose profumate, gialle e rosse, abbondavano. C'erano argento e oro, come aveva\ncome aveva detto lei, e cristalli che brillavano come le gemme indossate dalle donne.\ndonne indossavano.\n\nLe normali e rigide sedie da pranzo erano state abbandonate per l'occasione\ne sostituite dalle pi\u00f9 comode e lussuose che si potessero trovare in tutta la casa.\nche si potevano trovare in tutta la casa. Mademoiselle Reisz, essendo estremamente\nminuta, fu sollevata su dei cuscini, come a volte i bambini piccoli vengono\na tavola su volumi voluminosi.\n\n Qualcosa di nuovo, Edna? esclam\u00f2 la signorina Mayblunt, con la lorgnette rivolta\nverso un magnifico grappolo di diamanti che scintillava, che quasi\nscintillava tra i capelli di Edna, proprio al centro della fronte.\n\n \u00c8 nuovo, anzi nuovissimo, un regalo di mio marito. \u00c8 arrivato\nquesta mattina da New York. Posso anche ammettere che questo \u00e8 il mio\ncompleanno e che ho ventinove anni. A tempo debito mi aspetto che beviate\nla mia salute. Nel frattempo, vi chiedo di iniziare con questo cocktail,\ncomposto direte voi, composto? con un appello alla signorina\nMayblunt, composto da mio padre in onore del matrimonio di mia sorella Janet.\n\nDavanti a ogni ospite si trovava un piccolo bicchiere che sembrava e scintillava come un\ngemma di granato.\n\n Allora, tutto sommato, parl\u00f2 Arobin, non sarebbe stato male cominciare\niniziare bevendo la salute del colonnello nel cocktail da lui composto per il compleanno della\ncomposto da lui, nel giorno del compleanno della pi\u00f9 affascinante delle donne, la figlia\nche lui ha inventato.\n\nLa risata del signor Merriman a questo gesto fu un'esplosione cos\u00ec genuina e cos\u00ec\ncontagiosa che diede inizio alla cena con un piacevole ritmo che\nche non si \u00e8 mai allentato.\n\nMiss Mayblunt preg\u00f2 di poter tenere il suo cocktail intatto\ndavanti a lei, solo per guardarlo. Il colore era meraviglioso! Poteva essere paragonato a\na niente che avesse mai visto, e le luci granata che emetteva erano\nerano indicibilmente rare. Dichiar\u00f2 che il colonnello era un artista, e si attenne a questo\ne si attenne ad esso.\n\nMonsieur Ratignolle era pronto a prendere le cose sul serio; i _mets_,\nle _entre-mets_, il servizio, le decorazioni, persino le persone. Alz\u00f2 lo sguardo dal suo pompano e si inform\u00f2\nalz\u00f2 gli occhi dal suo pompano e chiese ad Arobin se fosse imparentato con\nsignore di questo nome che faceva parte dello studio di avvocati Laitner e Arobin.\nArobin, avvocati. Il giovane ammise che Laitner era un caro amico personale, che permetteva ad Arobin di\namico personale, che permetteva al nome di Arobin di decorare la carta intestata dello studio e di apparire su un\ncarta intestata dello studio e di apparire su una tegola che ornava Perdido Street.\n\n Ci sono cos\u00ec tante persone curiose e istituzioni che abbondano, ha detto Arobin, che si \u00e8 davvero costretti, per convenienza, ad andare in giro per il mondo.\nArobin, che al giorno d'oggi si \u00e8 davvero costretti, per convenienza, a\ndi questi tempi ad assumere la virt\u00f9 di un'occupazione, se non ce l'ha.  Monsieur\nRatignolle si fiss\u00f2 un po' e si volt\u00f2 per chiedere a Mademoiselle Reisz se considerava i concerti sinfonici\nse riteneva che i concerti sinfonici fossero all'altezza dello standard\nl'inverno precedente. Mademoiselle Reisz rispose a Monsieur Ratignolle in francese.\nfrancese, cosa che Edna ritenne un po' scortese, date le circostanze, ma\ncaratteristica. Mademoiselle aveva solo cose sgradevoli da dire sui concerti di\nconcerti sinfonici e commenti offensivi su tutti i musicisti di New Orleans, individualmente\ndi New Orleans, singolarmente e collettivamente. Tutto il suo interesse sembrava essere\nsembrava essere incentrato sulle prelibatezze che le venivano servite.\n\nIl signor Merriman ha detto che l'osservazione del signor Arobin sulla gente curiosa\ngli ha ricordato un uomo di Waco, l'altro giorno all'hotel St.\nMa poich\u00e9 le storie del signor Merriman erano sempre zoppe e prive di senso,\nsua moglie gli permetteva raramente di completarle. Lo interruppe per\nper chiedergli se ricordava il nome dell'autore di cui aveva comprato il libro la settimana prima per inviarlo a un'amica.\nla settimana precedente per inviarlo a un amico di Ginevra. Stava parlando di libri\ncon il signor Gouvernail e cercava di ottenere da lui la sua opinione sugli argomenti\nargomenti letterari attuali. Suo marito raccont\u00f2 in privato la storia dell'uomo di Waco alla signorina Mayblunt.\nin privato alla signorina Mayblunt, che fingeva di essere molto divertita e di ritenerla estremamente\ndi essere molto divertita e di ritenerla estremamente intelligente.\n\nLa signora Highcamp guardava con languido ma indifferente interesse la calda e impetuosa volubilit\u00e0 del suo vicino di sinistra, Victor Lebrun.\ne impetuosa volubilit\u00e0 del suo vicino di sinistra, Victor Lebrun. La sua attenzione\nattenzione non si \u00e8 mai staccata da lui per un momento dopo essersi seduta a tavola.\na tavola; e quando lui si rivolgeva alla signora Merriman, che era pi\u00f9 carina e vivace della signora High\npi\u00f9 carina e vivace della signora Highcamp, lei aspettava con facile\nindifferenza l'occasione di reclamare la sua attenzione. C'era il suono\noccasionalmente un suono di musica, di mandolini, sufficientemente distante da essere un piacevole accompagnamento piuttosto che un\nun piacevole accompagnamento piuttosto che un'interruzione della conversazione.\nconversazione. Fuori si sentiva lo scroscio morbido e monotono di una fontana.\ndi una fontana; il suono penetrava nella stanza con l'odore pesante di\ndiessino che entrava dalle finestre aperte.\n\nIl luccichio dorato dell'abito di raso di Edna si stendeva in ricche pieghe ai lati di lei.\nlato di lei. Un morbido pizzo le cingeva le spalle. Era\nera il colore della sua pelle, senza il bagliore, la miriade di tinte vive che si possono\nche a volte si possono scoprire nella carne vibrante. C'era qualcosa\nnel suo atteggiamento, nel suo aspetto complessivo, quando si appoggiava con la testa alla\nappoggiata alla sedia con lo schienale alto e allargava le braccia, che suggeriva la donna regale, quella che governa\ndonna regale, colei che governa, che guarda, che sta da sola.\n\nMa mentre sedeva l\u00ec in mezzo ai suoi ospiti, sent\u00ec la vecchia spensieratezza che l'assaliva.\nla disperazione che tante volte l'aveva assalita, che si era impossessata di lei\ncome un'ossessione, come qualcosa di estraneo, indipendente dalla volont\u00e0.\nEra qualcosa che si annunciava da solo, un soffio gelido che sembrava\nun soffio gelido che sembrava provenire da un'immensa caverna in cui attendevano le discordie. Si fece strada in lei\nl'acuta nostalgia che sempre richiamava nella sua visione spirituale\nla presenza della persona amata, che la travolgeva con un senso di irraggiungibilit\u00e0.\ndell'irraggiungibile.\n\nI momenti sono scivolati via, mentre un sentimento di buona amicizia passava intorno al cerchio come una\ncome un cordone mistico, che teneva e legava queste persone\ninsieme con scherzi e risate. Monsieur Ratignolle fu il primo a rompere il\na rompere il piacevole fascino. Alle dieci si conged\u00f2. Madame\nRatignolle lo aspettava a casa. Era _bien souffrante_, ed era piena di\ne aveva un vago timore, che solo la presenza del marito\nmarito poteva placare.\n\nMademoiselle Reisz si alz\u00f2 con Monsieur Ratignolle, che si offr\u00ec di accompagnarla all'auto.\naccompagnarla alla macchina. Aveva mangiato bene, aveva assaggiato i buoni e ricchi vini,\nvini buoni e ricchi, e devono averle fatto piacere, perch\u00e9 si \u00e8 inchinata piacevolmente a tutti\npiacevolmente a tutti quando si ritir\u00f2 da tavola. Baci\u00f2 Edna sulla\nspalla e sussurr\u00f2:  _Bonne nuit, ma reine; soyez sage_.  Era stata\nera stata un po' disorientata quando si era alzata, o meglio, era scesa dai cuscini.\ncuscini, e Monsieur Ratignolle le prese galantemente il braccio e la condusse via.\ne la condusse via.\n\nLa signora Highcamp stava intrecciando una ghirlanda di rose, gialle e rosse. Quando\nQuando ebbe finito la ghirlanda, la pos\u00f2 leggermente sui riccioli neri di Victor.\nriccioli neri di Victor. Lui era molto disteso sulla lussuosa poltrona e teneva in mano un bicchiere di champagne.\nbicchiere di champagne alla luce.\n\nCome se la bacchetta di un mago lo avesse toccato, la ghirlanda di rose lo trasform\u00f2 in una visione di bellezza orientale.\nlo trasform\u00f2 in una visione di bellezza orientale. Le sue guance avevano il\ncolore dell'uva schiacciata e i suoi occhi crepuscolari brillavano di un languore\nfuoco.\n\n _Sapristi! _ esclam\u00f2 Arobin.\n\nMa la signora Highcamp aveva un altro tocco da aggiungere al quadro. Prese\ndallo schienale della sua sedia un foulard di seta bianca, con il quale si era\nspalle nella prima parte della serata. Lo drappeggi\u00f2\nil ragazzo in pieghe graziose e in modo da nascondere il suo abito da sera nero,\nabito da sera nero e convenzionale. Lui non sembr\u00f2 preoccuparsi di ci\u00f2 che lei faceva a\nnon sembrava preoccuparsi di ci\u00f2 che lei gli faceva, ma sorrideva, mostrando un debole luccichio di denti bianchi, mentre\nmentre continuava a guardare con occhi stretti la luce attraverso la sua coppa di champagne.\nchampagne.\n\n Oh! poter dipingere a colori piuttosto che a parole! esclam\u00f2 Miss Mayblunt, perdendosi in un sogno rapsodico mentre lo guardava.\nMayblunt, perdendosi in un sogno rapsodico mentre lo guardava.\n\n     C'era un'immagine di Desiderio\n    dipinta con sangue rosso su un fondo d'oro.\n\nmormor\u00f2 Gouvernail, sottovoce.\n\nL'effetto del vino su Victor fu quello di cambiare la sua abituale\nvolubilit\u00e0 in silenzio. Sembrava essersi abbandonato a una\nfantasticherie e di vedere piacevoli visioni nella perla d'ambra.\n\n Canta, implor\u00f2 la signora Highcamp.  Non vuoi cantare per noi?\n\n Lasciatelo stare, disse Arobin.\n\n Si sta mettendo in posa, offr\u00ec il signor Merriman; lasciamolo libero di farlo.\n\n Credo che sia paralizzato, rise la signora Merriman. E, chinandosi sulla sedia del\ngiovane, gli prese il bicchiere di mano e lo port\u00f2 alle labbra.\nlabbra. Lui sorseggi\u00f2 lentamente il vino e, quando ebbe vuotato il bicchiere, lei lo pos\u00f2 sul tavolo e gli pul\u00ec le labbra.\npos\u00f2 il bicchiere sul tavolo e gli pul\u00ec le labbra con il suo piccolo fazzoletto di\nfazzoletto.\n\n S\u00ec, canter\u00f2 per voi, disse, girandosi sulla sedia verso Mrs.\nHighcamp. Si strinse le mani dietro la testa e, guardando il soffitto, inizi\u00f2 a canticchiare un po'.\nsoffitto cominci\u00f2 a canticchiare un po', provando la voce come un musicista che accorda uno strumento.\nuno strumento. Poi, guardando Edna, cominci\u00f2 a cantare:\n\n     Ah! si tu savais!\n\n Basta! grid\u00f2, non cantarla. Non voglio che tu la canti, e\ne pos\u00f2 il suo bicchiere sul tavolo in modo cos\u00ec impetuoso e cieco da\nda frantumarlo contro una caraffa. Il vino si rovesci\u00f2 sulle gambe di Arobin e\nArobin e una parte gocciol\u00f2 sull'abito di garza nera della signora Highcamp. Victor\naveva perso ogni idea di cortesia, oppure pensava che la sua padrona di casa non fosse\nsul serio, perch\u00e9 si mise a ridere e continu\u00f2:\n\n     Ah! si tu savais\n    Ce que tes yeux me disent\n\n Oh! Non devi! Non devi, esclam\u00f2 Edna, e spingendo indietro la sedia si alz\u00f2 e and\u00f2 dietro di lui mettendogli una mano sulla bocca.\nsedia, si alz\u00f2 e, andando dietro di lui, gli pose una mano sulla bocca.\nEgli baci\u00f2 il palmo morbido che premeva sulle sue labbra.\n\n No, no, non lo far\u00f2, signora Pontellier. Non sapevo che lo pensasse davvero, guardando\ncon occhi carezzevoli. Il tocco delle sue labbra fu come una\npiacevole pungiglione sulla sua mano. Sollev\u00f2 la ghirlanda di rose dal suo\ntesta di lui e la gett\u00f2 dall'altra parte della stanza.\n\n Vieni, Victor; hai posato abbastanza. Dai alla signora Highcamp la sua sciarpa.\n\nLa signora Highcamp gli tolse la sciarpa con le mani.\nLa signorina Mayblunt e il signor Gouvernail concepirono improvvisamente l'idea che fosse\nche era ora di darsi la buonanotte. E il signore e la signora Merriman si chiesero come fosse possibile\ncome potesse essere cos\u00ec tardi.\n\nPrima di separarsi da Victor, la signora Highcamp lo invit\u00f2 a far visita a sua figlia, che sapeva sarebbe stata affascinata dall'incontrarlo e dal parlare di francese.\nfiglia, che sapeva sarebbe stata affascinata dall'incontrarlo e dal parlare in francese e cantare\ncantare canzoni francesi con lui. Victor espresse il suo desiderio e la sua intenzione\ndi fare visita alla signorina Highcamp alla prima occasione che si presentava\nsi presentasse. Chiese se Arobin stesse andando per la sua strada. Arobin non lo era.\n\nI suonatori di mandolino si erano allontanati da tempo. Una profonda quiete\nera scesa sull'ampia e bella strada. Le voci degli ospiti di Edna\nospiti di Edna, che si stavano sciogliendo, risuonavano come una nota discordante nella tranquilla armonia della notte.\ndella notte.\n\nXXXI\n\n Ebbene? domand\u00f2 Arobin, che era rimasto con Edna dopo la partenza degli altri.\nerano partiti.\n\n Bene, ribad\u00ec, e si alz\u00f2 in piedi, stirando le braccia e sentendo il bisogno di rilassare i muscoli dopo essere stata cos\u00ec a lungo seduta.\nbisogno di rilassare i muscoli dopo essere stata cos\u00ec a lungo seduta.\n\n E poi? chiese.\n\n I domestici se ne sono andati tutti. Se ne sono andati quando sono arrivati i musicisti. Li ho\nlicenziato. La casa deve essere chiusa e bloccata, e io andr\u00f2 a trottare fino alla piccionaia\nalla piccionaia e domattina mander\u00f2 Celestine a sistemare le cose.\nmattina per sistemare le cose.\n\nSi guard\u00f2 intorno e cominci\u00f2 a spegnere alcune luci.\n\n E al piano di sopra?\n\n Penso che sia tutto a posto; ma potrebbero esserci una o due finestre non chiuse.\n\u00c8 meglio guardare; potresti prendere una candela e vedere. E portami il mio\ne il cappello ai piedi del letto nella stanza di mezzo.\n\nSal\u00ec con la luce e Edna inizi\u00f2 a chiudere porte e finestre.\nOdiava chiudere il fumo e le esalazioni del vino. Arobin trov\u00f2 la\nil suo mantello e il suo cappello, che port\u00f2 gi\u00f9 e la aiut\u00f2 a indossare.\n\nQuando tutto fu messo in sicurezza e le luci furono spente, uscirono dalla porta d'ingresso.\nArobin la chiuse a chiave e prese la chiave, che port\u00f2 con s\u00e9 per Edna.\nper Edna. La aiut\u00f2 a scendere i gradini.\n\n Volete uno spruzzo di gelsomino? chiese, spezzando alcuni fiori al suo passaggio.\nfiori al suo passaggio.\n\n No, non voglio nulla.\n\nSembrava scoraggiata e non aveva nulla da dire. Prese il braccio di lui,\nche lui le offr\u00ec, sostenendo con l'altra mano il peso del suo strascico di raso.\nl'altra mano. Guard\u00f2 in basso, notando la linea nera della gamba di lui che si muoveva\ndi lui che si muoveva dentro e fuori cos\u00ec vicino a lei contro il luccichio giallo del suo abito.\nC'era il fischio di un treno da qualche parte in lontananza e le campane di mezzanotte suonavano.\nle campane di mezzanotte stavano suonando. Nella loro breve passeggiata non incontrarono nessuno.\n\nLa piccionaia si trovava dietro un cancello chiuso a chiave e un _parterre_ poco profondo che era stato un po' trascurato.\nche era stato un po' trascurato. C'era un piccolo portico anteriore, sul quale\nsu cui si aprivano una lunga finestra e la porta d'ingresso. La porta si apriva direttamente\nnel salone; non c'era un ingresso laterale. Nel cortile c'era una stanza per la\nper la servit\u00f9, nella quale era stata sistemata la vecchia Celestine.\n\nEdna aveva lasciato una lampada che ardeva bassa sul tavolo. Era riuscita a\na far sembrare la stanza abitabile e familiare. C'erano alcuni libri sul\nsul tavolo e un salotto a portata di mano. Sul pavimento c'era una stuoia fresca,\ncoperto da uno o due tappeti; alle pareti erano appesi alcuni quadri di buon\nquadri di buon gusto. Ma la stanza era piena di fiori. Questi furono una sorpresa\nper lei. Arobin li aveva mandati e Celestine li aveva distribuiti durante l'assenza di Edna.\ndurante l'assenza di Edna. La sua camera da letto era adiacente, e attraverso un piccolo passaggio\npassaggio c'erano la sala da pranzo e la cucina.\n\nEdna si sedette con un'apparenza di disagio.\n\n Sei stanco? mi chiese.\n\n S\u00ec, e infreddolito, e infelice. Mi sento come se fossi stato avvolto in un\ntroppo stretto e qualcosa dentro di me si fosse spezzato.  Lei\nappoggi\u00f2 la testa al tavolo sul braccio nudo.\n\n Vuoi riposare, disse, e stare tranquillo. Me ne vado; ti lascio\ne ti lascio riposare.\n\n S\u00ec, ha risposto.\n\nSi alz\u00f2 accanto a lei e le lisci\u00f2 i capelli con la sua mano morbida e magnetica.\nmano magnetica. Il suo tocco le trasmetteva un certo benessere fisico. Avrebbe potuto\naddormentarsi tranquillamente se lui avesse continuato a passarle la mano sui capelli.\nsui capelli. Le spazzol\u00f2 i capelli dalla nuca verso l'alto.\n\n Spero che domattina vi sentirete meglio e pi\u00f9 felici\", ha detto.  Lei\nhai cercato di fare troppo negli ultimi giorni. La cena \u00e8 stata l'ultima\nultima goccia; avreste potuto farne a meno.\n\n S\u00ec, lo ammetteva, era una cosa stupida.\n\n No, \u00e8 stato delizioso, ma ti ha stancato\".  La sua mano si era posata\nalle sue bellissime spalle e poteva sentire la risposta della carne di lei\nal suo tocco. Si sedette accanto a lei e la baci\u00f2 leggermente sulla spalla.\nspalla.\n\n Pensavo che te ne andassi\", disse con voce stonata.\n\n Lo sono, dopo aver dato la buonanotte.\n\n Buona notte, mormor\u00f2.\n\nLui non rispose, se non continuando ad accarezzarla. Non le diede la\nbuona notte finch\u00e9 lei non fu diventata docile alle sue dolci e seducenti\nseducente.\n\nXXXII\n\nQuando il signor Pontellier venne a conoscenza dell'intenzione della moglie di abbandonare la casa\ne di andare a vivere altrove, le scrisse immediatamente una lettera di\nlettera di disapprovazione e rimostranza senza riserve. Lei aveva addotto ragioni\nche lui non era disposto a riconoscere come adeguate. Sperava che non avesse\nsper\u00f2 che non avesse agito in base a un impulso avventato e la preg\u00f2 di considerare prima di tutto e soprattutto\nprima di tutto, e al di sopra di tutto, quello che avrebbe detto la gente. Non stava\nscandalo quando pronunci\u00f2 questo avvertimento; quella era una cosa\nche non gli sarebbe mai venuto in mente di prendere in considerazione in relazione\nal nome di sua moglie o al suo. Stava semplicemente pensando alla sua\nintegrit\u00e0 finanziaria. Si sarebbe potuto spargere la voce che i Pontellier avevano\navevano avuto dei rovesci ed erano costretti a condurre la loro _magia_ su una scala pi\u00f9\npi\u00f9 umili rispetto al passato. Questo potrebbe causare un danno incalcolabile alle sue\nprospettive commerciali.\n\nMa ricordando l'estrosit\u00e0 di Edna negli ultimi tempi e prevedendo che avrebbe agito subito in base alla sua impetuosa determinazione, si ricord\u00f2 di\nche lei avesse immediatamente agito in base alla sua impetuosa determinazione, egli afferr\u00f2 la situazione con la consueta prontezza\ncon la sua solita prontezza e l'ha gestita con il suo ben noto tatto e la sua intelligenza negli affari.\ntatto e intelligenza negli affari.\n\nLa stessa posta che port\u00f2 a Edna la sua lettera di disapprovazione portava con s\u00e9 le\nle istruzioni pi\u00f9 minute a un noto architetto\nper la ristrutturazione della sua casa, cambiamenti che aveva da tempo contemplato e che desiderava\ncontemplati e che desiderava fossero portati avanti durante la sua temporanea assenza.\nassenza.\n\nImballatori e traslocatori esperti e affidabili sono stati incaricati di trasportare i\nmobili, tappeti, quadri, tutto ci\u00f2 che \u00e8 mobile, insomma in luoghi di\nsicurezza. E in un tempo incredibilmente breve la casa dei Pontellier fu\ncasa Pontellier fu consegnata agli artigiani. Doveva essere aggiunto un piccolo\naffreschi e il pavimento in legno duro nelle stanze che non erano ancora state\naffreschi e il pavimento in legno duro nelle stanze che non erano ancora state sottoposte a questo miglioramento.\n\nInoltre, su uno dei quotidiani \u00e8 apparso un breve avviso\nche i coniugi Pontellier stavano pensando di fare un soggiorno estivo all'estero e che la loro bella residenza in Esplanade Street era\nall'estero, e che la loro bella residenza in Esplanade Street era\nsontuosi lavori di ristrutturazione e che sarebbe stata pronta per essere occupata\nfino al loro ritorno. Il signor Pontellier aveva salvato le apparenze!\n\nEdna ammirava l'abilit\u00e0 della sua manovra ed evitava qualsiasi occasione per\ndi ostacolare le sue intenzioni. Quando la situazione esposta dal signor Pontellier fu accettata e data per scontata, Edna era apparentemente soddisfatta\nPontellier era accettata e data per scontata, lei era apparentemente soddisfatta che\nche fosse cos\u00ec.\n\nLa piccionaia le piaceva. Assunse subito il carattere intimo di una\ndi una casa, mentre lei stessa la investiva di un fascino che si rifletteva\nriflesso come un caldo bagliore. C'era in lei la sensazione di essere scesa nella\ndi essere scesa nella scala sociale, con la corrispondente sensazione di essersi\nspirituale. Ogni passo che faceva per sollevarsi dagli\nsgravarsi dagli obblighi aumentava la sua forza e la sua espansione come individuo.\nindividuale. Cominci\u00f2 a guardare con i propri occhi, a vedere e ad apprezzare\ncomprendere le correnti pi\u00f9 profonde della vita. Non si accontentava pi\u00f9 di\ndi nutrirsi di opinioni quando era la sua stessa anima a invitarla.\n\nDopo un po' di tempo, anzi qualche giorno, Edna sal\u00ec e trascorse una settimana con i suoi figli a Iberville.\nsettimana con i suoi figli a Iberville. Erano deliziosi giorni di febbraio,\ncon tutte le promesse dell'estate che aleggiavano nell'aria.\n\nQuanto era contenta di vedere i bambini! Piangeva di piacere quando\nquando sent\u00ec le loro piccole braccia che la stringevano; le loro guance dure e rossicce\npremute contro le sue guance luminose. Guard\u00f2 i loro volti\ncon occhi affamati che non si accontentavano di guardare. E che\nstorie che avevano da raccontare alla madre! Dei maiali, delle mucche, dei muli!\nmuli! Di quando andavano al mulino dietro Gluglu, di quando andavano a pescare nel lago con lo zio Jasper, di quando raccoglievano noci con Lidie.\ncon lo zio Jasper, di raccogliere noci pecan con la piccola nidiata nera di Lidie e di trasportare trucioli con il carro espresso.\nLidie e di trasportare i trucioli nel loro carro espresso. Era mille volte pi\u00f9\npi\u00f9 divertente trasportare trucioli veri per il vero fuoco della vecchia zoppa Susie che\ntrascinare blocchi dipinti lungo la banquette di Esplanade Street!\n\nLei stessa and\u00f2 con loro a vedere i maiali e le mucche, a guardare gli scuri che posavano le canne, a battere gli alberi di pecan e a pescare in un'isola.\nscuri che stendevano le canne, a sradicare gli alberi di pecan e a pescare nel lago posteriore.\nil lago sul retro. Visse con loro per un'intera settimana, dando loro tutta se stessa, raccogliendo e riempiendo\ndi se stessa, raccogliendo e riempiendo se stessa con la loro giovane\nesistenza. Ascoltavano, senza fiato, quando raccontava che la casa di\nEsplanade Street era affollata di operai che martellavano, inchiodavano, segavano,\ne riempivano l'ambiente di rumori. Volevano sapere dove fosse il loro letto\nche fine aveva fatto il loro cavallo a dondolo, dove dormiva Joe e dove era andata Ellen.\ndove dormiva Joe, dove era andata Ellen e la cuoca? Ma, soprattutto, erano\nMa, soprattutto, erano animati dal desiderio di vedere la casetta intorno all'isolato. C'era\nc'era un posto dove giocare? C'erano ragazzi nella casa accanto? Raoul, con\ncon pessimistico presentimento, era convinto che accanto ci fossero solo ragazze.\nragazze. Dove avrebbero dormito e dove avrebbe dormito pap\u00e0? Disse loro\nche le fate avrebbero sistemato tutto.\n\nL'anziana signora rimase incantata dalla visita di Edna e le rivolse ogni sorta di delicate attenzioni.\ndi delicate attenzioni su di lei. Era felice di sapere che la casa di\nEsplanade Street era in condizioni di smantellamento. Questo le diede la promessa e il\npromessa e il pretesto per tenere i bambini a tempo indeterminato.\n\nEdna lasci\u00f2 i suoi figli con un dispiacere e un dolore. Ha\nport\u00f2 via con s\u00e9 il suono delle loro voci e il tocco delle loro guance.\nguance. Per tutto il viaggio di ritorno a casa la loro presenza rimase con lei\ncome il ricordo di una canzone deliziosa. Ma quando aveva ripreso la citt\u00e0\ncitt\u00e0 la canzone non riecheggiava pi\u00f9 nella sua anima. Era di nuovo sola.\n\nXXXIII\n\nA volte, quando Edna andava a trovare Mademoiselle Reisz, capitava che la piccola musicista fosse assente.\nmusicista fosse assente, per dare una lezione o per fare qualche piccolo\nacquisti domestici necessari. La chiave veniva sempre lasciata in un nascondiglio\nsegreto nell'ingresso, che Edna conosceva. Se Mademoiselle si assentava, Edna entrava di solito\nse Mademoiselle si assentava, Edna di solito entrava e aspettava il suo ritorno.\n\nQuando un pomeriggio buss\u00f2 alla porta di Mademoiselle Reisz non ricevette risposta.\nnon rispose; quindi, aperta la porta come al solito, entr\u00f2 e trov\u00f2 l'appartamento deserto, come si aspettava.\nappartamento deserto, come si aspettava. La sua giornata era stata abbastanza piena\ne fu per riposare, per rifugiarsi e per parlare di Robert che cerc\u00f2 la sua amica.\nche cerc\u00f2 la sua amica.\n\nPer tutta la mattina aveva lavorato alla sua tela con uno studio di un giovane personaggio italiano.\nper tutta la mattina, completando l'opera senza il modello; ma c'erano state molte interruzioni, alcune legate alla sua modesta gestione della casa\ninterruzioni, alcune legate alla sua modesta attivit\u00e0 domestica, altre di carattere\ndi natura sociale.\n\nMadame Ratignolle si era trascinata fin qui, evitando le vie troppo pubbliche\nstrade troppo pubbliche, disse. Si lamentava del fatto che Edna l'avesse trascurata\nmolto negli ultimi tempi. Inoltre, era divorata dalla curiosit\u00e0 di vedere la\ncasa e il modo in cui era condotta. Voleva sapere\nvoleva sapere tutto sulla cena; Monsieur Ratignolle era partito _cos\u00ec_ presto.\npresto. Cosa era successo dopo la sua partenza? Lo champagne e l'uva che\nEdna aveva mandato erano troppo deliziosi. Aveva cos\u00ec poco appetito; le avevano rinfrescato e tonificato\navevano rinfrescato e tonificato il suo stomaco. Dove mai avrebbe potuto mettere\nPontellier in quella casetta e i ragazzi? E poi\nEdna promise di andare da lei quando l'ora della prova l'avrebbe raggiunta.\n\n A qualsiasi ora del giorno e della notte, cara, le assicur\u00f2 Edna.\n\nPrima di andarsene Madame Ratignolle disse:\n\n In un certo senso mi sembri una bambina, Edna. Sembra che tu agisca senza\nuna certa dose di riflessione che \u00e8 necessaria in questa vita. Questo \u00e8\n\u00e8 il motivo per cui voglio dirti che non devi preoccuparti se ti consiglio di essere un po' pi\u00f9\nun po' di attenzione mentre vivi qui da sola. Perch\u00e9 non chiedi a qualcuno di\nqualcuno che venga a stare con voi? Non verrebbe la signorina Reisz?\n\n No, non vorrebbe venire e non vorrei che fosse sempre con me.\ncon me.\n\n Beh, il motivo per cui sapete quanto sia malvagio il mondo \u00e8 che qualcuno stava\nparlava di una visita di Alc e Arobin. Certo, non avrebbe importanza se\nArobin non avesse una reputazione cos\u00ec terribile. Monsieur Ratignolle mi diceva\nche le sue attenzioni sono considerate sufficienti a rovinare il nome di una donna.\nnome di una donna.\n\n Si vanta dei suoi successi? chiese Edna, con indifferenza, strizzando gli occhi al suo quadro.\nil suo quadro.\n\n No, non credo. Credo che sia un uomo rispettabile per quanto riguarda questo aspetto.\nMa il suo carattere \u00e8 cos\u00ec noto tra gli uomini. Non potr\u00f2 tornare a trovarvi.\ntornare a trovarvi; \u00e8 stato molto, molto imprudente oggi.\n\n Attenta al gradino! grid\u00f2 Edna.\n\n Non trascuratemi, disse Madame Ratignolle, e non badate a quello che vi ho detto su Arobin, o sul fatto di avere qualcuno che stia con voi.\ndi Arobin o di avere qualcuno che stia con voi.\n\n Certo che no, rise Edna.  Puoi dirmi tutto quello che vuoi.\nSi diedero un bacio d'addio. Madame Ratignolle non era lontana,\ne Edna rimase un po' sulla veranda a guardarla camminare per la strada.\n\nPoi, nel pomeriggio, la signora Merriman e la signora Highcamp avevano fatto la loro\n festa.  Edna pensava che avrebbero potuto fare a meno di questa\nformalit\u00e0. Erano venute anche per invitarla a giocare a _vingt-et-un_ una sera dalla signora Merriman.\nLe era stato chiesto di andare presto, a cena, e il signor Merriman o il signor\nIl signor Merriman o il signor Arobin l'avrebbero accompagnata a casa. Edna accett\u00f2 in modo\nmodo malvolentieri. A volte si sentiva molto stanca della signora Highcamp e della signora Merriman.\nMerriman.\n\nNel tardo pomeriggio si rifugi\u00f2 da Mademoiselle Reisz e vi rimase da sola, aspettandola.\ne rimase l\u00ec da sola ad aspettarla, sentendo una specie di riposo invaderla\nuna sorta di riposo che la invadeva con l'atmosfera stessa di quella stanzetta malandata e senza pretese.\n\nEdna si sedette alla finestra, che dava sulle cime delle case e sul fiume.\nil fiume. La cornice della finestra era piena di vasi di fiori, e lei si sedette a raccogliere le foglie secche di un geranio rosa.\ne lei si sedette a raccogliere le foglie secche di un geranio rosa. La giornata era calda,\ne la brezza che soffiava dal fiume era molto piacevole. Si tolse il\ncappello e lo pos\u00f2 sul pianoforte. Continu\u00f2 a raccogliere le foglie e a\nscavare intorno alle piante con lo spillo del cappello. Una volta le sembr\u00f2 di sentire\nMademoiselle Reisz avvicinarsi. Ma si trattava di una giovane ragazza nera, che entr\u00f2 portando un piccolo\nche entr\u00f2 portando un piccolo fagotto di biancheria, che deposit\u00f2 nella\nstanza adiacente e se ne and\u00f2.\n\nEdna si sedette al pianoforte e con una mano scelse dolcemente le battute di un pezzo\nle battute di un brano musicale aperto davanti a lei. Pass\u00f2 mezz'ora\npass\u00f2 una mezz'ora. Di tanto in tanto si sentiva il rumore di persone che andavano e venivano nella\nnella sala inferiore. Era sempre pi\u00f9 interessata alla sua occupazione di scegliere\nl'aria, quando ci fu un secondo colpo alla porta. Si chiese vagamente\nsi chiese cosa facessero queste persone quando trovavano la porta di Mademoiselle\nchiusa.\n\n Entra, chiam\u00f2, voltando il viso verso la porta. E questa volta\nfu Robert Lebrun a presentarsi. Tent\u00f2 di alzarsi; non avrebbe\nnon avrebbe potuto farlo senza tradire l'agitazione che la dominava alla sua vista.\nalla sua vista, cos\u00ec ricadde sullo sgabello e si limit\u00f2 a esclamare,\n Ma, Robert!\n\nSi avvicin\u00f2 e le strinse la mano, apparentemente senza sapere che cosa stava\ndire o fare.\n\n Signora Pontellier! Come sta, oh, come sta bene! La signora Reisz non \u00e8 qui?\nMademoiselle Reisz non \u00e8 qui? Non mi aspettavo di vederla.\n\n Quando sei tornata? chiese Edna con voce instabile, asciugandosi il viso con il fazzoletto.\nviso con il fazzoletto. Non sembrava a suo agio sullo sgabello del pianoforte,\ne lui la preg\u00f2 di prendere la sedia vicino alla finestra.\n\nLei lo fece, meccanicamente, mentre lui si sedette sullo sgabello.\n\n Sono tornato l'altro ieri\", rispose, mentre appoggiava il braccio sui tasti, provocando un suono\nsui tasti, producendo un suono discordante.\n\n L'altro ieri! ripeteva ad alta voce; e continuava a pensare a se stessa\nl'altro ieri, in una sorta di incomprensione.\nAveva immaginato che lui la cercasse fin dalla prima ora, e aveva vissuto sotto lo stesso cielo dall'altro ieri.\ne aveva vissuto sotto lo stesso cielo dall'altro ieri, mentre solo per\nsolo per caso si era imbattuto in lei. Mademoiselle doveva aver mentito quando aveva detto\ndisse: \"Povera sciocca, lui ti ama\".\n\n L'altro ieri, ha ripetuto, interrompendo uno spruzzo di geranio di Mademoiselle.\ngeranio di Mademoiselle; se non mi avessi incontrato qui oggi, non saresti venuta a trovarmi?\nnon l'avresti fatto, cio\u00e8 non volevi venire a trovarmi?\n\n Certo, avrei dovuto andare a trovarti. Ci sono state cos\u00ec tante\ngir\u00f2 nervosamente le foglie della musica di Mademoiselle.  I\nieri ho iniziato subito a lavorare con il vecchio studio. Dopo tutto c'\u00e8 una possibilit\u00e0 per me\npossibilit\u00e0 per me qui, come ce n'erano l\u00e0, cio\u00e8, potrei trovarlo\nun giorno. I messicani non sono stati molto accoglienti.\n\nQuindi era tornato perch\u00e9 i messicani non gli erano congeniali; perch\u00e9 gli affari erano redditizi qui come l\u00e0; per qualsiasi motivo.\nperch\u00e9 gli affari erano redditizi sia qui che l\u00ec; per qualsiasi motivo, e\nnon perch\u00e9 gli interessasse stare vicino a lei. Ricordava il giorno in cui si era seduta sul\nper terra a sfogliare le pagine della sua lettera, alla ricerca del motivo che\nnon era stata spiegata.\n\nNon si era accorta del suo aspetto solo per sentire la sua presenza; ma si volt\u00f2 deliberatamente e lo osserv\u00f2.\nsi volt\u00f2 deliberatamente e lo osserv\u00f2. Dopo tutto, era stato assente solo\npochi mesi e non era cambiato. I capelli del suo stesso colore ondeggiavano\ndalle tempie nello stesso modo di prima. La sua pelle non era pi\u00f9\nbruciata di quanto non fosse a Grand Isle. Lei trov\u00f2 nei suoi occhi, quando lui\nquando lui la guardava per un attimo in silenzio, la stessa tenera carezza, con un\ncalore e di implorazione che prima non c'erano.\nsguardo che era penetrato nei luoghi addormentati della sua anima e li aveva risvegliati.\ne li aveva risvegliati.\n\nCento volte Edna aveva immaginato il ritorno di Robert e il loro primo incontro.\nprimo incontro. Di solito era a casa di lei, dove lui l'aveva cercata subito.\nsubito. Aveva sempre immaginato che lui esprimesse o tradisse in qualche modo\nil suo amore per lei. E qui la realt\u00e0 era che stavano seduti a tre metri di distanza l'uno dall'altra.\nlei alla finestra, schiacciando foglie di geranio in mano e annusandole.\nodorarle, lui che si rigirava sullo sgabello del pianoforte, dicendo:\n\n Sono rimasta molto sorpresa dalla notizia dell'assenza del signor Pontellier; \u00e8 un miracolo che Mademoiselle Reisz non me l'abbia detto.\n\u00c8 un miracolo che Mademoiselle Reisz non me l'abbia detto; e la tua commovente madre me l'ha detto ieri.\nmi ha detto ieri. Avrei pensato che saresti andata a New York con lui,\no a Iberville con i bambini, piuttosto che essere disturbata qui con la\ncasa. Ho sentito che anche tu andrai all'estero. Non potremo averti a Grand Isle la prossima estate.\nGrand Isle l'estate prossima; non sembra che tu veda molto la\nMademoiselle Reisz? Ha parlato spesso di lei nelle poche lettere che ha\nlettere che mi ha scritto.\n\n Ti ricordi che mi avevi promesso di scrivermi quando saresti partito?\nUn rossore gli avvolse tutto il viso.\n\n Non potevo credere che le mie lettere potessero interessarvi.\n\n \u00c8 una scusa, non \u00e8 la verit\u00e0.  Edna prese il suo cappello sul\npianoforte. Lo aggiust\u00f2, infilando la spilla del cappello nella pesante\ndi capelli con una certa deliberazione.\n\n Non avete intenzione di aspettare la signorina Reisz? chiese Robert.\n\n No; ho constatato che quando si assenta cos\u00ec a lungo, rischia di non\ntornare fino a tardi.  Si infil\u00f2 i guanti e Robert prese il cappello.\ncappello.\n\n Non vuoi aspettarla? chiese Edna.\n\n Non se pensi che non torner\u00e0 prima di tardi, aggiungendo, come se\ncome se si fosse improvvisamente accorto di una qualche scortesia nel suo discorso, e io dovrei perdere il\nil piacere di tornare a casa con te.  Edna chiuse a chiave la porta e rimise\nla chiave nel suo nascondiglio.\n\nAndarono insieme, attraversando strade e marciapiedi fangosi e ingombri di piccoli commercianti.\nmarciapiedi ingombri di esposizioni a buon mercato di piccoli commercianti. Una parte del\nparte del tragitto in macchina e, dopo essere scesi, passarono davanti al palazzo di\nPontellier, che sembrava distrutto e mezzo diviso. Robert\nnon aveva mai conosciuto la casa e la guard\u00f2 con interesse.\n\n Non ti ho mai conosciuto a casa tua\", ha osservato.\n\n Sono felice che non l'abbia fatto.\n\n Perch\u00e9?  Lei non rispose. Continuarono a girare l'angolo e sembr\u00f2\nsembrava che i suoi sogni si stessero realizzando, quando lui la segu\u00ec nella\nquando lui la segu\u00ec nella casetta.\n\n Devi restare a cenare con me, Robert. Vedi, sono tutta sola, ed \u00e8\n\u00e8 tanto tempo che non ti vedo. Ci sono tante cose che vorrei chiederti.\n\nSi tolse il cappello e i guanti. Lui rimase irresoluto, inventando qualche\nscuse su sua madre che lo aspettava; borbott\u00f2 anche qualcosa\ndi un fidanzamento. Lei accese un fiammifero e accese la lampada sul tavolo;\nera sempre pi\u00f9 buio. Quando vide il volto di lei alla luce della lampada, con un'espressione\ndolorosa, con tutti i lineamenti morbidi che aveva, gett\u00f2 via il cappello e si sedette.\ne si sedette.\n\n Sai che voglio restare, se me lo permetti!\", esclam\u00f2. Tutta la\nmorbidezza torn\u00f2. Lei rise e and\u00f2 a mettergli una mano sulla spalla.\nspalla.\n\n Questo \u00e8 il primo momento in cui sembri il vecchio Robert. Vado a\na dirlo a Celestine.  Si affrett\u00f2 a dire a Celestine di preparare un posto in pi\u00f9.\nposto. La mand\u00f2 anche alla ricerca di qualche prelibatezza aggiuntiva che\nnon aveva pensato per s\u00e9. E le raccomand\u00f2 grande attenzione nel\ncaff\u00e8 e di fare in modo che l'omelette sia ben fatta.\n\nQuando la donna rientr\u00f2, Robert stava sfogliando riviste, bozzetti e\ncose che giacevano sul tavolo in gran disordine. Prese in mano una\nfotografia ed esclam\u00f2:\n\n Alc e Arobin! Cosa mai ci fa qui la sua foto?\n\n Un giorno ho cercato di fare uno schizzo della sua testa, rispose Edna, e lui ha pensato che la fotografia potesse aiutarmi.\npens\u00f2 che la fotografia potesse aiutarmi. Era nell'altra casa. I\nPensavo fosse stata lasciata l\u00ec. Devo averla impacchettata con il mio\nmateriale da disegno.\n\n Penso che lo restituirete a lui se avete finito con\ndi usarlo.\n\n Ho molte fotografie di questo tipo. Non penso mai di restituirle\nrestituirle. Non hanno alcun valore.  Robert continu\u00f2 a guardare la\nfoto.\n\n Mi sembra che la sua testa valga la pena di essere disegnata? \u00c8 un amico del signor Pontellier?\nPontellier? Non ha mai detto di conoscerlo.\n\n Non \u00e8 un amico del signor Pontellier, ma un mio amico. L'ho sempre\nconoscevo, cio\u00e8, solo ultimamente lo conosco abbastanza bene. Ma\npreferisco parlare di te e sapere cosa hai visto, fatto e provato in Messico.\ne le sensazioni che hai provato in Messico\".  Robert gett\u00f2 via il quadro.\n\n Ho visto le onde e la spiaggia bianca di Grand Isle, la strada tranquilla ed erbosa di\nstrada tranquilla ed erbosa del _Ch ni re;_ il vecchio forte di Grande Terre.\nHo lavorato come una macchina e mi sono sentito un'anima persa. Non c'era\nnon c'era nulla di interessante.\n\nAppoggi\u00f2 la testa sulla mano per schermare gli occhi dalla luce.\n\n E cosa hai visto, fatto e sentito in questi giorni?\nmi ha chiesto.\n\n Ho visto le onde e la spiaggia bianca di Grand Isle; la strada tranquilla ed erbosa della _Ch ni re Caminada\nstrada tranquilla ed erbosa della _Ch ni re Caminada;_ il vecchio forte soleggiato di\nGrande Terre. Ho lavorato con un po' pi\u00f9 di comprensione di una\nmacchina, e mi sentivo ancora un'anima persa. Non c'era nulla di\ninteressante.\n\n Signora Pontellier, lei \u00e8 crudele\", disse con sentimento, chiudendo gli occhi e appoggiando la testa sulla sedia.\nocchi e riposando la testa sulla sedia. Rimasero in silenzio\nfinch\u00e9 la vecchia Celestine non annunci\u00f2 la cena.\n\nXXXIV\n\nLa sala da pranzo era molto piccola. Il mogano rotondo di Edna l'avrebbe quasi riempita.\nriempita. Cos\u00ec com'era, c'erano solo uno o due gradini dal tavolino alla cucina, al camino, al piccolo buffet e alla porta laterale che\nalla cucina, al caminetto, al piccolo buffet e alla porta laterale che dava sullo stretto cortile di mattoni.\nche dava sullo stretto cortile lastricato di mattoni.\n\nUn certo grado di cerimonia si stabil\u00ec su di loro con l'annuncio della cena.\ncena. Non c'\u00e8 stato alcun ritorno alle personalit\u00e0. Robert raccont\u00f2 gli episodi\ndel suo soggiorno in Messico e Edna parl\u00f2 di eventi che avrebbero potuto interessarlo, accaduti durante la sua assenza.\nche si erano verificati durante la sua assenza. La cena fu di qualit\u00e0 ordinaria\nqualit\u00e0, a parte le poche prelibatezze che Edna aveva mandato a comprare.\nacquistare. La vecchia Celestine, con una bandana attorcigliata alla testa, entrava e usciva zoppicando.\ntesta, entrava e usciva zoppicando, interessandosi personalmente a tutto.\ndi tanto in tanto si soffermava a parlare in patois con Robert, che aveva conosciuto da\nconosciuto da ragazzo.\n\nUsc\u00ec da un vicino chiosco di sigari per acquistare delle cartine per sigarette,\ne quando torn\u00f2 scopr\u00ec che Celestine aveva servito il caff\u00e8 nero in salotto.\ncaff\u00e8 nero in salotto.\n\n Forse non sarei dovuto tornare, disse.  Quando ti sarai stancato di\ndi me, mi dica di andarmene.\n\n Non mi stanchi mai. Devi aver dimenticato le ore e ore a\nGrand Isle in cui ci siamo abituati l'uno all'altro e a stare insieme.\ninsieme.\n\n Non ho dimenticato nulla a Grand Isle\", disse lui, senza guardarla,\nma arrotolando una sigaretta. Il suo porta tabacco, che pos\u00f2 sul tavolo, era un fantastico\ntavolo, era un fantastico oggetto di seta ricamata, evidentemente opera di una donna.\ndi una donna.\n\n Portavi il tabacco in un sacchetto di gomma\", disse Edna, prendendo il sacchetto ed esaminando i ricami.\ne di esaminare il lavoro di cucito.\n\n S\u00ec, \u00e8 andata persa.\n\n Dove l'hai comprato? In Messico?\n\n Me l'ha regalato una ragazza di Vera Cruz; sono molto generosi\", rispose lui, accendendo un fiammifero e accendendo la sigaretta.\nrispose, accendendo un fiammifero e accendendo la sigaretta.\n\n Sono molto belle, credo, quelle donne messicane; molto pittoresche, con i loro occhi neri e le loro sciarpe di pizzo.\npittoresche, con i loro occhi neri e le loro sciarpe di pizzo.\n\n Alcune lo sono; altre sono orrende, proprio come le donne che si trovano ovunque.\n\n Com'era quella che ti ha dato l'astuccio? Devi averla conosciuta\nmolto bene.\n\n Era molto ordinaria. Non aveva la minima importanza. La conoscevo\nabbastanza bene.\n\n Siete andati a trovarla a casa sua? \u00c8 stato interessante? Mi piacerebbe sapere\ne sentire le persone che ha incontrato e le impressioni che hanno fatto su di lei.\nsu di voi.\n\n Ci sono persone che lasciano impressioni non cos\u00ec durature come l'impronta di un remo sull'acqua.\nl'impronta di un remo sull'acqua.\n\n Era una di quelle?\n\n Sarebbe ingeneroso da parte mia ammettere che era di quell'ordine e di quel\ngenere.  Si rimise in tasca l'astuccio, come se volesse mettere da parte l'argomento\nargomento con la sciocchezza che l'aveva sollevato.\n\nArobin \u00e8 arrivato con un messaggio della signora Merriman, per dire che la festa dei biglietti \u00e8 stata rimandata a causa della malattia di una delle sue sorelle.\nche la festa \u00e8 stata rimandata a causa della malattia di uno dei suoi figli.\nfigli.\n\n Come stai, Arobin? disse Robert, uscendo dall'oscurit\u00e0.\n\n Oh! Lebrun. Certo! Ho saputo ieri che sei tornato. Come ti hanno\ntrattato in Mexique?\n\n Abbastanza bene.\n\n Ma non abbastanza bene da tenervi l\u00ec. Ragazze stupende, per\u00f2, in\nMessico. Pensavo che non sarei mai andato via da Vera Cruz quando sono stato l\u00ec un paio di anni fa.\nlaggi\u00f9 un paio di anni fa.\n\n Hanno ricamato pantofole, sacchetti per il tabacco, fasce per il cappello e altre cose per te?\ncose per te? chiese Edna.\n\n Oh, mio Dio, no! Non mi sono fatto coinvolgere cos\u00ec a fondo da loro. Temo che abbiano fatto\npi\u00f9 impressione su di me che su di loro.\n\n Lei \u00e8 stato meno fortunato di Robert, allora.\n\n Sono sempre meno fortunato di Robert. Stava facendo tenere confidenze?\nconfidenze?\n\n Mi sono imposto abbastanza a lungo\", disse Robert, alzandosi e stringendo la mano a Edna.\nstringendo la mano a Edna.  La prego di portare i miei saluti al signor Pontellier\nquando mi scriver\u00e0.\n\nStrinse la mano ad Arobin e se ne and\u00f2.\n\n Un bravo ragazzo, quel Lebrun, disse Arobin quando Robert se ne fu andato.  Non vi ho mai\nsentito parlare di lui.\n\n L'ho conosciuto l'estate scorsa a Grand Isle, rispose lei.  Ecco la sua\nfotografia. Non la vuole?\n\n Cosa ne voglio fare? Buttarlo via.  Lo gett\u00f2 di nuovo sul\ntavolo.\n\n Non andr\u00f2 dalla signora Merriman, disse.  Se la vedi, dille\ncos\u00ec. Ma forse \u00e8 meglio che scriva. Penso che le scriver\u00f2 ora e le dir\u00f2 che\nche mi dispiace che suo figlio sia malato, e dirle di non contare su di me.\n\n Sarebbe un buon piano, acconsent\u00ec Arobin.  Non vi biasimo;\nstupidi!\n\nEdna apr\u00ec la carta assorbente e, dopo essersi procurata carta e penna, cominci\u00f2 a\na scrivere il biglietto. Arobin accese un sigaro e lesse il giornale della sera, che aveva in tasca.\naveva in tasca.\n\n Qual \u00e8 la data? chiese lei. Lui le ha risposto.\n\n Me lo spedisci quando esci?\n\n Certamente.  Lui le lesse piccoli brani del giornale, mentre lei\nraddrizzava le cose sul tavolo.\n\n Che cosa vuoi fare? chiese, gettando via il foglio.  Vuoi\nvuoi uscire a fare una passeggiata, un giro in macchina o altro? Sarebbe una bella\nnotte per guidare.\n\n No, non voglio fare nulla se non stare in silenzio. Vai via e\ndivertirsi. Non restare.\n\n Andr\u00f2 via se devo, ma non mi divertir\u00f2. Sai che io\nvivo solo quando sono vicino a te.\n\nSi alz\u00f2 per darle la buonanotte.\n\n \u00c8 una delle cose che dice sempre alle donne?\n\n L'ho gi\u00e0 detto in passato, ma non credo di essermi mai avvicinato cos\u00ec tanto alla realt\u00e0.\nrispose con un sorriso. Non c'erano luci calde nei suoi occhi;\nsolo uno sguardo sognante e assente.\n\n Buona notte. Ti adoro. Dormi bene, disse, le baci\u00f2 la mano e se ne and\u00f2.\ne se ne and\u00f2.\n\nRimase da sola in una specie di fantasticheria, una specie di torpore. Passo dopo passo\nriviveva ogni istante del tempo trascorso con Robert dopo che\ndopo che lui era entrato dalla porta di Mademoiselle Reisz. Ricordava le sue parole, i suoi\nsguardi. Quanto poche e scarne erano state per il suo cuore affamato! A\nvisione di una ragazza messicana, una visione trascendentalmente seducente, sorse davanti a lei.\ndi una ragazza messicana. Si contorse per una fitta di gelosia. Si chiedeva quando sarebbe tornato\nritorno. Non aveva detto che sarebbe tornato. Lei era stata con lui, aveva\naveva sentito la sua voce e toccato la sua mano. Ma in qualche modo le era sembrato pi\u00f9 vicino\na lei l\u00e0 in Messico.\n\nXXXV\n\nLa mattina era piena di luce solare e di speranza. Edna non vedeva davanti a s\u00e9 nessuna\nnegazione, ma solo la promessa di una gioia eccessiva. Giaceva a letto sveglia, con\nocchi luminosi e pieni di speculazioni.  Lui ti ama, povera sciocca.  Se potesse\nse fosse riuscita a fissare saldamente nella sua mente questa convinzione, che cosa importava\ndel resto? Sentiva di essere stata infantile e imprudente la sera prima\nsera prima nel lasciarsi andare allo sconforto. Ricapitol\u00f2 le\nmotivi che senza dubbio spiegavano il riserbo di Robert. Non erano\nnon erano insormontabili; non avrebbero retto se lui l'avesse amata davvero; non potevano reggere contro la passione di lei, che doveva\nnon avrebbero retto se lui l'avesse amata davvero; non potevano reggere contro la passione di lei, di cui lui avrebbe dovuto rendersi conto\ntempo. Lo immagin\u00f2 mentre andava a fare i suoi affari quella mattina. Vide persino\ncome era vestito, come camminava in una strada e girava l'angolo di un'altra.\nangolo di un'altra; lo vide chino sulla sua scrivania, a parlare con le persone che\ncon le persone che entravano in ufficio, che andava a pranzo e che forse la cercava per strada.\nstrada. Il pomeriggio o la sera si recava da lei, si sedeva e\nsigaretta, parlava un po' e se ne andava come aveva fatto la sera prima.\nprima. Ma quanto sarebbe stato bello averlo l\u00ec con lei! Lei\nnon avrebbe avuto rimpianti, n\u00e9 avrebbe cercato di penetrare il suo riserbo, se lui avesse ancora\nse lui avesse ancora scelto di mantenerlo.\n\nEdna fece colazione vestita solo a met\u00e0. La cameriera le port\u00f2 un\nun delizioso scarabocchio stampato di Raoul, che le esprimeva il suo amore, le chiedeva di mandargli dei bonbon e le diceva che quella mattina avevano trovato dieci\ndi mandargli delle caramelle e di dirle che quella mattina avevano trovato dieci piccoli maiali bianchi\nmaialini bianchi, tutti in fila accanto al grande maiale bianco di Lidie.\n\nArriv\u00f2 anche una lettera del marito, in cui diceva che sperava di tornare all'inizio di marzo.\nmarzo e che si sarebbero preparati per il viaggio all'estero che le aveva promesso da tempo e che ora si sentiva in grado di permettersi.\nche le aveva promesso da tanto tempo e che ora si sentiva pienamente in grado di permettersi; si sentiva in grado di viaggiare come le persone dovrebbero fare, senza\ndi viaggiare come si deve, senza pensare a piccole economie, grazie alle sue recenti speculazioni.\neconomie, grazie alle sue recenti speculazioni a Wall Street.\n\nCon grande sorpresa riceve un biglietto da Arobin, scritto a mezzanotte dal club.\nmezzanotte dal club. Era per darle il buongiorno, per sperare che avesse dormito bene, per assicurarle la sua devozione.\ndi aver dormito bene, per assicurarle la sua devozione, che confidava lei ricambiasse in\nin qualche modo ricambiata.\n\nTutte queste lettere le erano gradite. Rispondeva ai bambini in uno\nallegro, promettendo loro dei bonbon e congratulandosi con loro per la felice\nper il felice ritrovamento dei porcellini.\n\nRispose al marito con amichevole evasivit\u00e0, non con il proposito fisso di ingannarlo, ma solo perch\u00e9 il senso della realt\u00e0 si era spento.\nnon con un disegno fisso di ingannarlo, ma solo perch\u00e9 il senso della realt\u00e0 era uscito\ndella sua vita; si era abbandonata al destino e attendeva le conseguenze con\nconseguenze con indifferenza.\n\nAl biglietto di Arobin non rispose. Lo mise sotto il coperchio della\nCelestine.\n\nEdna ha lavorato per diverse ore con molto spirito. Non vide nessuno, tranne un\nun commerciante di quadri, che le chiese se era vero che sarebbe andata all'estero per\na studiare a Parigi.\n\nLei disse che forse avrebbe potuto, e lui negozi\u00f2 con lei per far s\u00ec che alcuni studi parigini gli arrivassero in tempo per le vacanze di Natale.\nstudi parigini per farli arrivare in tempo per le vacanze di dicembre.\ndicembre.\n\nQuel giorno Robert non venne. Lei era fortemente delusa. Non venne\nil giorno seguente, n\u00e9 quello successivo. Ogni mattina si svegliava con la speranza,\ne ogni notte era preda dello sconforto. Era tentata di cercarlo.\ndi cercarlo. Ma, lungi dal cedere all'impulso, evitava qualsiasi occasione\nche potesse metterla sulla sua strada. Non and\u00f2 da Mademoiselle\nReisz n\u00e9 pass\u00f2 da Madame Lebrun, come avrebbe potuto fare se lui fosse stato ancora in Messico.\nse lui fosse stato ancora in Messico.\n\nQuando Arobin, una sera, la esort\u00f2 a guidare con lui, lei and\u00f2 al lago, sulla Shell Road.\nal lago, sulla Shell Road. I suoi cavalli erano pieni di coraggio e anche un po' ingestibili.\nun po' ingestibili. Le piaceva l'andatura rapida con cui procedevano,\ne il suono rapido e acuto degli zoccoli dei cavalli sulla strada dura. Non si fermarono\nnon si fermarono da nessuna parte per mangiare o bere. Arobin non era inutilmente\nimprudente. Ma mangiarono e bevvero quando riguadagnarono la piccola sala da pranzo di Edna.\nsala da pranzo di Edna, che era relativamente presto.\n\nEra tardi quando la lasci\u00f2. Stava diventando pi\u00f9 di un capriccio\ncapriccio di Arobin vederla e stare con lei. Aveva percepito la sensualit\u00e0 latente\nsensualit\u00e0 latente, che si dispiegava sotto la sua delicata percezione delle esigenze di natura\ncome un fiore torpido, torrido e sensibile.\n\nNon c'era sconforto quando si addorment\u00f2 quella notte; n\u00e9 c'era speranza quando si svegli\u00f2 al mattino.\nsperanza quando si svegli\u00f2 al mattino.\n\nXXXVI\n\nC'era un giardino in periferia; un piccolo angolo verdeggiante, con alcuni tavoli verdi sotto gli aranci.\nqualche tavolo verde sotto gli aranci. Un vecchio gatto dormiva tutto il giorno sul\nal sole sul gradino di pietra, e una vecchia _mulatresse_ dormiva le sue ore di ozio sulla sua sedia\nsulla sua sedia alla finestra aperta, finch\u00e9 qualcuno non buss\u00f2 a uno dei tavoli verdi.\na uno dei tavoli verdi. Aveva latte e crema di formaggio da vendere, pane e burro.\npane e burro. Non c'era nessuno che potesse fare un caff\u00e8 cos\u00ec eccellente\no friggere un pollo cos\u00ec dorato come lei.\n\nIl luogo era troppo modesto per attirare l'attenzione della gente di moda,\ne cos\u00ec tranquillo da sfuggire all'attenzione di chi era alla ricerca di\npiacere e dissipazione. Edna lo aveva scoperto casualmente un giorno\nquando il cancello alto era socchiuso. Aveva intravisto un piccolo tavolo verde\ntavolo verde, macchiato dalla luce del sole a scacchiera che filtrava attraverso le foglie\nfoglie tremolanti sopra la testa. Dentro aveva trovato la _mulatresse_ addormentata, la\nmulatresse_, il gatto assopito e un bicchiere di latte che le ricordava il latte che aveva assaporato a\nil latte che aveva assaggiato a Iberville.\n\nSi fermava spesso l\u00ec durante le sue peregrinazioni; a volte portava con s\u00e9 un libro e si sedeva per qualche ora sotto gli alberi quando\nlibro con s\u00e9 e si sedeva per un'ora o due sotto gli alberi quando\nquando trovava il posto deserto. Una o due volte vi cen\u00f2 tranquillamente\nda sola, avendo istruito Celestine in anticipo di non preparare la cena a\ncasa. Era l'ultimo posto della citt\u00e0 in cui si sarebbe aspettata di incontrare\ndi incontrare qualcuno che conosceva.\n\nEppure non si stup\u00ec quando, mentre stava consumando una modesta cena nel tardo pomeriggio\ncena nel tardo pomeriggio, sfogliando un libro aperto, accarezzando il\ngatto, che aveva fatto amicizia con lei, non si stup\u00ec pi\u00f9 di tanto nel vedere\nvedere Robert entrare dall'alto cancello del giardino.\n\n Sono destinata a vederti solo per caso\", disse, spingendo il gatto dalla sedia accanto a lei.\ndalla sedia accanto a lei. Lui era sorpreso, a disagio, quasi\nimbarazzato per averla incontrata cos\u00ec inaspettatamente.\n\n Viene spesso qui? mi chiese.\n\n Io vivo quasi qui\", ha detto.\n\n Ci passavo spesso per una tazza del buon caff\u00e8 di Catiche. Questa\n\u00e8 la prima volta da quando sono tornato.\n\n Ti porter\u00e0 un piatto e tu condividerai la mia cena. C'\u00e8 sempre\nper due, anche per tre.  Edna aveva intenzione di essere indifferente e riservata come lui quando l'aveva incontrato.\nriservato come lui quando l'aveva incontrato; era arrivata a questa decisione grazie a una\nfaticoso ragionamento, tipico di uno dei suoi stati d'animo sconfortati.\nMa la sua determinazione si sciolse quando lo vide prima che la Provvidenza lo\nlo avesse condotto sulla sua strada.\n\n Perch\u00e9 ti sei tenuto lontano da me, Robert? chiese lei, chiudendo il libro\nche giaceva aperto sul tavolo.\n\n Perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec personale, signora Pontellier? Perch\u00e9 mi costringe a\na sotterfugi idioti? esclam\u00f2 con improvviso calore.  Immagino che\nche sia inutile dirle che sono stato molto occupato, o che sono stato malato,\no che sono venuto a trovarvi e non vi ho trovato in casa. Ti prego di lasciarmi\ncon una qualsiasi di queste scuse.\n\n Lei \u00e8 l'incarnazione dell'egoismo, ha detto.  Ti salvi\nnon so cosa, ma c'\u00e8 un motivo egoistico, e nel risparmiarti non consideri mai per un momento quello che penso o come lo penso io.\nrisparmiarti non consideri mai per un momento quello che penso o come sento la tua\ncome io percepisca la tua negligenza e la tua indifferenza. Immagino che questo sia ci\u00f2 che definiresti\ndonna; ma ho preso l'abitudine di esprimermi. Non ha importanza per me\nnon ha importanza per me, e puoi pensare che io sia poco femminile, se vuoi.\n\n No; penso solo che lei sia crudele, come ho detto l'altro giorno. Forse non\ncrudele intenzionalmente; ma sembra che mi costringa a rivelazioni\nche non possono portare a nulla; come se voleste che io metta a nudo una ferita per\nper il piacere di guardarla, senza l'intenzione o il potere di\nguarirla.\n\n Ti sto rovinando la cena, Robert; non importa quello che dico. Non hai\nmangiato un boccone.\n\n Sono entrato solo per una tazza di caff\u00e8.  Il suo viso sensibile era tutto\nsfigurato dall'eccitazione.\n\n Non \u00e8 un posto incantevole?  Sono cos\u00ec contenta che non sia\nnon sia mai stato scoperto. \u00c8 cos\u00ec tranquillo, cos\u00ec dolce, qui. Notate\nnotate che non si sente quasi nessun rumore? \u00c8 cos\u00ec fuori mano;\ne una bella camminata dalla macchina. Tuttavia, non mi dispiace camminare. Mi dispiace sempre\nMi dispiace tanto per le donne che non amano camminare; si perdono tanti piccoli scorci di vita.\ntanti piccoli e rari scorci di vita; e noi donne impariamo cos\u00ec poco della vita\ndella vita nel suo complesso.\n\n Il caff\u00e8 di Catiche \u00e8 sempre caldo. Non so come ci riesca, qui\nall'aria aperta. Il caff\u00e8 di Celestine si raffredda portandolo dalla cucina alla sala da\ncucina alla sala da pranzo. Tre grumi! Come si fa a berlo cos\u00ec dolce?\nPrendi un po' di crescione con la tua braciola; \u00e8 cos\u00ec pungente e croccante. E poi\nc'\u00e8 il vantaggio di poter fumare con il caff\u00e8 qui fuori.\nIn citt\u00e0 non si fuma?\n\n Dopo un po', disse, posando un sigaro sul tavolo.\n\n Chi te l'ha regalato?\n\n L'ho comprato. Suppongo di essere diventato sconsiderato; ho comprato un'intera scatola.\nEra decisa a non essere di nuovo personale e a non metterlo a disagio.\n\nIl gatto fece amicizia con lui e gli sal\u00ec in grembo quando fumava il sigaro.\nsigaro. Lui accarezz\u00f2 la sua pelliccia setosa e parl\u00f2 un po' di lei. Guard\u00f2 il libro di Edna, che aveva letto\nguard\u00f2 il libro di Edna, che aveva letto, e le raccont\u00f2 la fine, per risparmiarle la fatica di scorrerlo.\nper risparmiarle la fatica di sfogliarlo, disse.\n\nLa riaccompagn\u00f2 a casa sua ed era ormai buio quando raggiunsero la piccionaia.\nquando raggiunsero la piccola piccionaia.  Lei non gli chiese di restare,\ne lui gliene fu grato, in quanto gli permise di restare senza il\ndi rimanere senza il fastidio di inventarsi una scusa che non aveva intenzione di\nprendere in considerazione. Lui l'aiut\u00f2 ad accendere il lume; poi lei and\u00f2 in camera sua a togliersi il cappello e a\npoi and\u00f2 in camera sua a togliersi il cappello e a lavarsi il viso e le mani.\n\nQuando lei torn\u00f2, Robert non stava esaminando i quadri e le riviste come prima.\ncome prima; se ne stava seduto all'ombra, appoggiando la testa sulla sedia\ncome in una fantasticheria. Edna indugi\u00f2 un attimo accanto al tavolo, sistemando i libri\ni libri. Poi attravers\u00f2 la stanza fino a dove lui era seduto. Si\nsi chin\u00f2 sul bracciolo della sua sedia e lo chiam\u00f2 per nome.\n\n Robert, disse, stai dormendo?\n\n No, rispose lui, alzando lo sguardo su di lei.\n\nSi chin\u00f2 su di lui e lo baci\u00f2, un bacio morbido, fresco e delicato, il cui pungolo\nvoluttuoso pungiglione penetr\u00f2 in tutto il suo essere, poi si allontan\u00f2 da lui.\nda lui. Lui la segu\u00ec e la prese tra le braccia, tenendola stretta a s\u00e9.\na lui. Lei gli mise una mano sul viso e gli premette la guancia contro la sua.\nla sua. L'azione era piena di amore e di tenerezza. Cerc\u00f2 le sue labbra\ndi nuovo le sue labbra. Poi la fece sdraiare sul divano accanto a lui e le tenne la mano\nin entrambe le sue.\n\n Ora sapete, disse, ora sapete contro cosa ho lottato dall'estate scorsa a Grand Isle.\ncontro cui ho lottato dall'estate scorsa a Grand Isle; cosa mi ha spinto ad andarmene e a tornare indietro.\nmi ha spinto a tornare indietro.\n\n Perch\u00e9 hai lottato contro di essa? chiese. Il suo viso brillava\ndi luce soffusa.\n\n Perch\u00e9? Perch\u00e9 non eri libera; eri la moglie di Pontellier. I\nnon avrei potuto fare a meno di amarti anche se fossi stata dieci volte sua moglie; ma fino a quando\nfinch\u00e9 mi allontanavo da te e mi tenevo lontano, non potevo fare a meno di dirtelo.  Lei\nla mano libera sulla spalla di lui e poi sulla sua guancia,\nstrofinandola dolcemente. Lui la baci\u00f2 di nuovo. Il suo viso era caldo e arrossato.\n\n In Messico pensavo sempre a te e ti desideravo.\nte.\n\n Ma non scrivendo a me, ha interrotto.\n\n Qualcosa mi ha fatto pensare che tu tenessi a me; e ho perso i sensi.\nsensi. Ho dimenticato tutto, tranne il sogno sfrenato che tu diventassi in qualche modo\nmia moglie.\n\n Tua moglie!\n\n La religione, la lealt\u00e0, tutto cederebbe se solo vi interessasse.\n\n Allora devi aver dimenticato che una volta ero la moglie di Pontellier.\n\n Oh! Ero demente, sognavo cose impossibili e selvagge, ricordavo uomini che avevano liberato le loro mogli, ne abbiamo sentito parlare.\nche avevano liberato le loro mogli, abbiamo sentito parlare di queste cose.\n\n S\u00ec, abbiamo sentito parlare di queste cose.\n\n Sono tornata piena di vaghe e folli intenzioni. E quando sono arrivato qui\n\n Quando sei arrivato qui non ti sei mai avvicinato a me!  Stava ancora accarezzando la sua\nguancia.\n\n Mi sono reso conto di quanto fossi un maledetto a sognare una cosa del genere, anche se tu eri\nstato disposto a farlo.\n\nGli prese il viso tra le mani e lo guard\u00f2 come se non volesse mai pi\u00f9\nmai pi\u00f9 ritirato gli occhi. Lo baci\u00f2 sulla fronte, sugli occhi,\nguance e sulle labbra.\n\n Sei stato un ragazzo molto, molto sciocco, che ha perso tempo a sognare\ncose impossibili quando parli del signor Pontellier che mi libera! I\nNon sono pi\u00f9 una propriet\u00e0 del signor Pontellier di cui disporre o meno.\nMi concedo dove voglio. Se lui mi dicesse: \"Ecco, Robert, prendila e sii felice.\ne sii felice; \u00e8 tua, riderei di voi due.\n\nIl suo volto divenne un po' bianco.  Che cosa vuoi dire? chiese.\n\nBussarono alla porta. La vecchia Celestine entr\u00f2 per dire che il servitore di Madame\nRatignolle era arrivata dal retro con il messaggio che Madame era stata colta da malore e pregava la signora Pontellier di andare da lei.\nMadame era stata colta da malore e pregava la signora Pontellier di recarsi immediatamente da lei.\nimmediatamente.\n\n S\u00ec, s\u00ec, disse Edna, alzandosi; ho promesso. Dille di s\u00ec, di aspettarmi\nme. Torner\u00f2 con lei.\n\n Mi permetta di accompagnarla, le ha offerto Robert.\n\n No, disse, andr\u00f2 con la serva.  And\u00f2 in camera sua per\ncappello, e quando rientr\u00f2 si sedette di nuovo sul divano accanto a lui.\ndivano accanto a lui. Lui non si era mosso. Gli mise le braccia al collo.\n\n Addio, mio dolce Robert. Dimmi addio.  La baci\u00f2 con un\npassione che non era mai entrata nelle sue carezze e la strinse a s\u00e9.\nla strinse a s\u00e9.\n\n Ti amo, sussurr\u00f2, solo te; nessuno tranne te. Sei stato tu a\nsvegliarmi l'estate scorsa da uno stupido sogno durato tutta la vita. Oh! Mi hai\nmi hai reso cos\u00ec infelice con la tua indifferenza. Oh! Ho sofferto,\nsofferto! Ora che sei qui ci ameremo, mio Robert. Saremo\nsaremo tutto l'uno per l'altro. Non c'\u00e8 nient'altro al mondo che abbia\nconseguenza. Devo andare dal mio amico; ma tu mi aspetterai? Non importa\nNon importa quanto tardi; mi aspetterai, Robert?\n\n Non andare, non andare! Oh! Edna, resta con me, supplic\u00f2.  Perch\u00e9 dovresti\nandare? Resta con me, resta con me.\n\n Torner\u00f2 appena possibile; ti trover\u00f2 qui.  Seppell\u00ec\nil viso nel suo collo e si accomiat\u00f2 di nuovo. La sua voce seducente,\ninsieme al grande amore che provava per lei, aveva rapito i suoi sensi, aveva\nlo avevano privato di ogni impulso, tranne il desiderio di stringerla e di tenerla con s\u00e9.\n\nXXXVII\n\nEdna guard\u00f2 il negozio. Monsieur Ratignolle stava preparando lui stesso un\ncon molta attenzione un liquido rosso in un piccolo bicchiere.\nbicchiere. Era grato a Edna per essere venuta; la sua presenza sarebbe stata di conforto per sua moglie.\nconforto per sua moglie. La sorella di Madame Ratignolle, che era sempre stata\ndi Madame Ratignolle, che le era sempre stata accanto in momenti cos\u00ec difficili, non era potuta venire dalla piantagione.\npiantagione, e Ad le era stata inconsolabile fino a quando la signora Pontellier aveva gentilmente\nPontellier aveva gentilmente promesso di venire da lei. L'infermiera era stata con loro di notte\nper l'ultima settimana, dato che abitava a grande distanza. E il dottor Mandelet\nera andato e tornato per tutto il pomeriggio. Stavano quindi cercando di\nda un momento all'altro.\n\nEdna si affrett\u00f2 a salire al piano superiore attraverso una scala privata che conduceva dal retro del\nnegozio agli appartamenti sovrastanti. I bambini dormivano tutti in una\nstanza sul retro. Madame Ratignolle era nel salone, dove si era allontanata nella sua sofferta impazienza.\nnella sua sofferta impazienza. Era seduta sul divano, vestita di un ampio\nbianco, tenendo un fazzoletto stretto in mano con una stretta nervosa.\nnervosa. Il suo viso era tirato e pizzicato, i suoi dolci occhi azzurri\nsparuti e innaturali. Tutti i suoi bei capelli erano stati tirati indietro e\nintrecciati. Erano raccolti in una lunga treccia sul cuscino del divano, arrotolati come un serpente dorato.\nserpente d'oro. L'infermiera, una donna di Griffe dall'aspetto confortevole, in grembiule e berretto\ngrembiule e berretto bianchi, la esortava a tornare in camera da letto.\n\n \u00c8 inutile, \u00e8 inutile, disse subito a Edna.  Dobbiamo\nliberarci di Mandelet; sta diventando troppo vecchio e sbadato. Aveva detto che\nche sarebbe stato qui alle sette e mezza; ora devono essere le otto. Guarda che ora\n\u00e8, Jos phine.\n\nLa donna possedeva una natura allegra e si rifiutava di prendere troppo sul serio qualsiasi situazione.\nsituazione troppo seria, soprattutto se si tratta di una situazione con la quale aveva cos\u00ec\nfamiliare. Esortava la signora ad avere coraggio e pazienza. Ma Madame\nMa Madame si limit\u00f2 a stringere forte i denti sul labbro inferiore e Edna vide il sudore\nsudore sulla sua fronte bianca. Dopo un paio di istanti emise un profondo sospiro e\nun profondo sospiro e si asciug\u00f2 il viso con il fazzoletto arrotolato a palla.\nin un gomitolo. Sembrava esausta. L'infermiera le diede un fazzoletto\nfazzoletto fresco, cosparso di acqua di colonia.\n\n Questo \u00e8 troppo! grid\u00f2.  Mandelet dovrebbe essere ucciso! Dov'\u00e8\nAlphonse? \u00c8 possibile che io debba essere abbandonata cos\u00ec, trascurata da tutti?\ntutti?\n\n Trascurata, davvero! esclam\u00f2 l'infermiera. Non c'era? Ed ecco\nla signora Pontellier che lasciava, senza dubbio, una piacevole serata a casa per dedicarsi a lei?\nper dedicarsi a lei? E Monsieur Ratignolle non stava arrivando proprio in quel momento?\nattraverso il corridoio? E Jos phine era sicura di aver sentito il colpo del dottor Mandelet.\nMandelet. S\u00ec, era l\u00ec, gi\u00f9 alla porta.\n\nAd le acconsent\u00ec di tornare nella sua stanza. Si sedette sul bordo di un piccolo\ndivano basso accanto al letto.\n\nIl dottor Mandelet non prest\u00f2 attenzione alle lamentele di Madame Ratignolle.\nEra abituato a vederle in questi momenti ed era troppo convinto della lealt\u00e0 della signora per\ndella sua lealt\u00e0 per dubitarne.\n\nEra contento di vedere Edna e voleva che andasse con lui nel salone e lo intrattenesse.\ne che lo intrattenesse. Ma Madame Ratignolle non avrebbe acconsentito che Edna\nEdna la lasciasse per un istante. Tra un momento di angoscia e l'altro, chiacchierava un po'.\nchiacchierava un po' e diceva che questo la distraeva dalle sue sofferenze.\n\nEdna cominci\u00f2 a sentirsi a disagio. Fu colta da un vago timore. Le sue\nesperienze simili sembravano lontane, irreali e ricordate solo a met\u00e0. Ricordava\nricordava debolmente un'estasi di dolore, l'odore pesante del cloroformio, un\nun torpore che aveva spento le sensazioni, e un risveglio in cui aveva trovato una piccola\nnuova vita a cui aveva dato vita, che si aggiungeva alla grande e innumerevole\nmoltitudine di anime che vanno e vengono.\n\nCominci\u00f2 a desiderare di non essere venuta; la sua presenza non era necessaria. Avrebbe potuto\navrebbe potuto inventare un pretesto per stare lontano; avrebbe potuto anche inventare un\npretesto per andarsene. Ma Edna non and\u00f2. Con un'agonia interiore, con\ncon una fiammeggiante e schietta rivolta contro le vie della Natura, assistette alla\nalla scena della tortura.\n\nEra ancora stordita e senza parole per l'emozione quando poi si \u00e8 chinata sull'amica per baciarla e salutarla dolcemente.\namica per baciarla e salutarla dolcemente. Ad le, premendole la guancia\nguancia, sussurr\u00f2 con voce esausta: \"Pensa ai bambini, Edna.\nPensa ai bambini! Ricordati di loro!\n\nXXXVIII\n\nEdna si sentiva ancora stordita quando usc\u00ec all'aria aperta. Il\nDottore era tornato a prenderlo e si trovava davanti al _porte\ncoch re_. Non volle entrare nel colpo di stato e disse al dottor Mandelet che sarebbe andata a piedi; non aveva paura e sarebbe andata da sola.\nMandelet che sarebbe andata a piedi; non aveva paura e sarebbe andata da sola. Lui diresse la sua carrozza\ncarrozza di raggiungerlo dalla signora Pontellier e si avvi\u00f2 a piedi verso casa con lei.\ncon lei.\n\nIn alto, sulla strada stretta tra le case alte, le stelle\nerano sfavillanti. L'aria era mite e carezzevole, ma fresca del respiro\ndella primavera e della notte. Camminavano lentamente, il Dottore con un passo pesante e misurato,\nmisurato e con le mani dietro di s\u00e9; Edna, in modo distratto,\ncome aveva camminato una sera a Grand Isle, come se i suoi pensieri fossero andati avanti\ncome se i suoi pensieri l'avessero preceduta e lei si sforzasse di superarli.\n\n Non avrebbe dovuto essere l\u00ec, signora Pontellier, disse.  Quello non era\nposto per lei. Ad le \u00e8 pieno di capricci in questi momenti. C'erano una dozzina di\ndonne che avrebbe potuto avere con s\u00e9, donne poco impressionabili. Sentivo che\nera crudele, crudele. Non saresti dovuto andare.\n\n Oh, beh! rispose lei, con indifferenza.  Non so se abbia importanza\ndopo tutto. Prima o poi bisogna pensare ai bambini; prima \u00e8 meglio \u00e8.\nprima \u00e8 meglio \u00e8.\n\n Quando torner\u00e0 L una volta?\n\n Molto presto. A marzo.\n\n E lei va all'estero?\n\n Forse no, non ci andr\u00f2. Non mi far\u00f2 costringere a fare\ncose. Non voglio andare all'estero. Voglio essere lasciata in pace. Nessuno ha\nnessuno ha diritto, tranne i bambini, forse, e anche in questo caso, mi sembra o mi \u00e8 sembrato che\nMi sembra che il suo discorso stia esprimendo l'incoerenza dei suoi pensieri e si interrompe bruscamente.\ndei suoi pensieri e si interruppe bruscamente.\n\n Il problema \u00e8, sospir\u00f2 il Dottore, cogliendo intuitivamente il suo significato,\n che la giovent\u00f9 si abbandona alle illusioni. Sembra essere una disposizione della\nNatura; un'esca per assicurare madri alla razza. E la Natura non tiene conto\nconseguenze morali, delle condizioni arbitrarie che creiamo e che ci sentiamo obbligati a mantenere,\ne che ci sentiamo obbligati a mantenere ad ogni costo.\n\n S\u00ec, ha detto.  Gli anni che se ne vanno sembrano sogni se si potesse\ncontinuare a dormire e a sognare, ma svegliarsi e scoprire che oh! beh!\nche forse \u00e8 meglio svegliarsi dopo tutto, anche soffrire, piuttosto che\npiuttosto che rimanere ingannati dalle illusioni per tutta la vita.\n\n Mi sembra, mia cara bambina, disse il Dottore al momento del commiato, tenendole la mano, che tu sia nei guai.\nmano, mi sembra che tu sia in difficolt\u00e0. Non ho intenzione di chiedere\nla tua fiducia. Dir\u00f2 solo che se mai ti sentissi spinta a darmela, forse potrei aiutarti.\na me, forse potrei aiutarvi. So che capirei. E ti dico che\nche non ci sono molti che non lo farebbero, mia cara.\n\n In qualche modo non mi sento spinto a parlare di cose che mi turbano. Non\npensare che io sia ingrato o che non apprezzi la vostra simpatia. Ci sono\nci sono periodi di sconforto e di sofferenza che si impossessano di me.\nMa non voglio nient'altro che la mia strada. Questo \u00e8 volere molto,\nCerto, quando si devono calpestare le vite, i cuori, i pregiudizi degli altri.\npregiudizi degli altri, ma non importa, non voglio calpestare le piccole vite.\nle piccole vite. Oh! Non so cosa sto dicendo, dottore. Buona\nnotte. Non mi rimproveri nulla.\n\n S\u00ec, ti rimproverer\u00f2 se non verrai a trovarmi presto. Parleremo\ndi cose di cui non hai mai sognato di parlare prima. Far\u00e0 bene a\nbene a entrambi. Non voglio che tu ti rimproveri, qualunque cosa accada. Buona\nnotte, figlia mia.\n\nSi fece aprire il cancello, ma invece di entrare si sedette sul\nsul gradino del portico. La notte era tranquilla e rilassante. Tutte le\nlaceranti emozioni delle ultime ore sembravano caderle di dosso come\nun abito cupo e scomodo, che doveva solo allentare per liberarsene.\nliberarsi. Torn\u00f2 a quell'ora prima che Ad le avesse mandato a chiamarla; e i suoi sensi si accesero di nuovo nel pensare\nsensi si accesero di nuovo nel pensare alle parole di Robert, alla pressione delle sue\ndi Robert, la pressione delle sue braccia e la sensazione delle sue labbra sulle sue. Poteva immaginare\nin quel momento nessuna beatitudine pi\u00f9 grande sulla terra che il possesso dell'amato\namato. La sua espressione d'amore glielo aveva gi\u00e0 dato in parte. Quando\nquando pensava che lui era l\u00ec a portata di mano, ad aspettarla, diventava insensibile\ndall'ebbrezza dell'attesa. Era cos\u00ec tardi; lui si sarebbe addormentato.\nforse. Lo avrebbe svegliato con un bacio. Sperava che dormisse\nper poterlo risvegliare con le sue carezze.\n\nEppure, ricordava la voce di Ad le che sussurrava: \"Pensa ai bambini;\npensa a loro.  Aveva intenzione di pensare a loro; quella determinazione\naveva conficcato nella sua anima come una ferita mortale, ma non questa notte. Domani\nsarebbe stato il momento di pensare a tutto.\n\nRobert non la stava aspettando nel salottino. Non era a portata di mano.\na portata di mano. La casa era vuota. Ma aveva scarabocchiato su un pezzo di carta che\nalla luce della lampada:\n\n Ti amo. Addio perch\u00e9 ti amo.\n\nEdna si sent\u00ec svenire quando lesse le parole. And\u00f2 a sedersi sul divano.\nPoi si distese l\u00ec, senza emettere alcun suono. Non\nnon dorm\u00ec. Non and\u00f2 a letto. La lampada strombazz\u00f2 e si spense. La mattina\nera ancora sveglia al mattino, quando Celestine apr\u00ec la porta della cucina ed entr\u00f2 per\ncucina ed entr\u00f2 per accendere il fuoco.\n\nXXXIX\n\nVictor, con martello, chiodi e pezzi di legno, stava rattoppando un angolo di una galleria.\nangolo di una delle gallerie. Mariequita era seduta vicino, con le gambe a penzoloni, a guardarlo lavorare e a passargli i chiodi dalla cassetta degli attrezzi.\ngambe, guardandolo lavorare e passandogli i chiodi dalla cassetta degli attrezzi. Il sole\nsole batteva su di loro. La ragazza si era coperta la testa con il grembiule\ngrembiule piegato a quadrato. Stavano parlando da almeno un'ora.\npi\u00f9 di un'ora. Non si stancava mai di sentire Victor descrivere la cena dalla signora Pontellier.\nPontellier. Esagerava ogni dettaglio, facendolo apparire come un vero e proprio\nbanchetto luculliano. I fiori erano in vasche, diceva. Lo champagne era\nLo champagne veniva bevuto da enormi calici d'oro. Venere che emergeva dalla schiuma non avrebbe potuto\nspettacolo pi\u00f9 affascinante della signora Pontellier, sfolgorante di bellezza e diamanti, a capo della tavola.\ndi bellezza e diamanti a capo della tavola, mentre le altre donne erano tutte\ndonne erano tutte giovani donne, dotate di un fascino incomparabile.\nfascino. Si mise in testa che Victor fosse innamorato di Mrs.\nPontellier, e lui le dava risposte evasive, formulate in modo da confermare la sua convinzione.\nla sua convinzione. Lei si rabbui\u00f2 e pianse un po', minacciando di andarsene e di lasciarlo alle sue belle signore.\ndi andarsene e di lasciarlo alle sue belle signore. C'erano una dozzina di uomini pazzi di lei\ne dato che era di moda essere innamorati di persone sposate, perch\u00e9 non avrebbe potuto correre a\nsposati, poteva scappare quando voleva a New Orleans con Cina.\nNew Orleans con il marito di China.\n\nIl marito di C lina era uno sciocco, un vigliacco e un porco e, per dimostrarglielo, Victor intendeva martellare la sua testa fino a farla diventare gelatina la prossima volta che\nVictor intendeva spaccargli la testa in una gelatina la prossima volta che l'avrebbe incontrato.\nincontrarlo. Questa rassicurazione fu molto consolante per Mariequita. Si asciug\u00f2 gli occhi e si rallegr\u00f2\nsi asciug\u00f2 gli occhi e si rallegr\u00f2 della prospettiva.\n\nStavano ancora parlando della cena e delle attrattive della vita di citt\u00e0\nquando la signora Pontellier in persona sgusci\u00f2 dietro l'angolo della casa.\nI due giovani rimasero muti per lo stupore di fronte a quella che\ndi fronte a quella che consideravano un'apparizione. Ma in realt\u00e0 era lei in carne e ossa, con un aspetto\nsangue, dall'aspetto stanco e un po' macchiato dal viaggio.\n\n Mi sono avvicinata dal molo, ha detto, e ho sentito il martellamento. I\nsupponevo che fosse lei a riparare il portico. \u00c8 una buona cosa. L'estate scorsa inciampavo sempre\ninciampare su quelle assi pericolanti l'estate scorsa. Come sembra tetro e deserto\ntutto sembra squallido e deserto!\n\nA Victor ci volle un po' di tempo per capire che era venuta con il trabaccolo di\nBeaudelet, che era venuta da sola e con l'unico scopo di riposare.\nriposare.\n\n Non c'\u00e8 ancora nulla da sistemare, vedete. Vi dar\u00f2 la mia stanza; \u00e8 l'unico posto\nunico posto.\n\n Qualsiasi angolo andr\u00e0 bene, gli ha assicurato.\n\n E se riesci a sopportare la cucina di Philomel, ha proseguito, anche se potrei\nprovare a chiamare sua madre mentre sei qui. Pensi che verrebbe?\nrivolgendosi a Mariequita.\n\nMariequita pens\u00f2 che forse la madre di Philomel sarebbe potuta venire per alcuni\ngiorni, e che i soldi fossero sufficienti.\n\nVedendo la signora Pontellier fare la sua apparizione, la ragazza aveva subito sospettato\nsospettare un incontro tra amanti. Ma lo stupore di Victor era cos\u00ec\ngenuino, e l'indifferenza della signora Pontellier cos\u00ec evidente, che l'idea inquietante\nidea inquietante non rimase a lungo nella sua mente. Contemplava\ncon il massimo interesse questa donna che offriva le cene pi\u00f9 sontuose d'America e che aveva\ncene pi\u00f9 sontuose d'America e che aveva ai suoi piedi tutti gli uomini di New Orleans.\n\n A che ora cenerai? chiese Edna.  Ho molta fame, ma\nnon prendere nulla di extra.\n\n Lo preparer\u00f2 in pochissimo tempo, disse, affannandosi e mettendo via gli attrezzi.\ne di mettere via i suoi attrezzi.  Puoi andare nella mia stanza a ripassare e a riposare.\nriposare. Mariequita vi far\u00e0 vedere.\n\n Grazie, disse Edna.  Ma, sai, ho l'idea di andare gi\u00f9\nspiaggia a lavarmi e a fare una nuotata prima di cena?\ncena?\n\n L'acqua \u00e8 troppo fredda! esclamarono entrambi.  Non pensateci.\n\n Beh, potrei scendere e provare a immergere le dita dei piedi. Mi sembra che il sole sia cos\u00ec caldo\nsole sia abbastanza caldo da aver riscaldato le profondit\u00e0 dell'oceano. Potresti\nportarmi un paio di asciugamani? \u00c8 meglio che vada subito, in modo da tornare in tempo.\ntornare in tempo. Sarebbe un po' troppo freddo se aspettassi il pomeriggio.\npomeriggio.\n\nMariequita corse in camera di Victor e torn\u00f2 con degli asciugamani,\nche diede a Edna.\n\n Spero che tu abbia del pesce per cena\", disse Edna, mentre si allontanava.\nma non fare niente di pi\u00f9 se non ce l'hai.\n\n Corri a cercare la madre di Philomel, disse Victor alla ragazza.  Io andr\u00f2\nin cucina a vedere cosa posso fare. Per Gimminy! Le donne non hanno\nconsiderazione! Avrebbe potuto mandarmi un messaggio.\n\nEdna si incammin\u00f2 verso la spiaggia in modo piuttosto meccanico, senza notare\nnulla di particolare, se non che il sole era caldo. Non si soffermava su\nnessun pensiero in particolare. Aveva fatto tutti i pensieri che\nnecessario dopo che Robert se n'era andato, quando rimase sveglia sul divano\nfino al mattino.\n\nAveva ripetuto pi\u00f9 volte a se stessa:  Oggi \u00e8 Arobin, domani sar\u00e0\nsar\u00e0 qualcun altro. Per me non fa differenza, non ha importanza\nnon ha importanza per L once Pontellier, ma per Raoul ed Etienne!  Aveva capito\nora chiaramente ci\u00f2 che aveva inteso molto tempo prima quando aveva detto ad Ad le\nRatignolle che avrebbe rinunciato all'essenziale, ma non si sarebbe mai\nsacrificare se stessa per i suoi figli.\n\nLo sconforto l'aveva assalita l\u00ec, nella notte di veglia, e non si era pi\u00f9\nsollevato. Non c'era una cosa al mondo che lei desiderasse. Non c'era\nnessun essere umano che volesse vicino a s\u00e9, tranne Robert; e si rendeva persino conto che sarebbe arrivato il giorno in cui anche lui\nche sarebbe arrivato il giorno in cui anche lui e il pensiero di lui si sarebbero\nsi sarebbero sciolti dalla sua esistenza, lasciandola sola. I bambini\napparivano davanti a lei come degli antagonisti che l'avevano sopraffatta, che avevano\nche l'avevano sopraffatta e cercavano di trascinarla in schiavit\u00f9 per il resto dei suoi giorni.\ndei suoi giorni. Ma lei conosceva un modo per eluderli. Non pensava a queste cose\na queste cose quando si incammin\u00f2 verso la spiaggia.\n\nL'acqua del golfo si stendeva davanti a lei, scintillante delle\nmilioni di luci del sole. La voce del mare \u00e8 seducente, mai\nsussurra, strepita, mormora, invita l'anima a vagare in abissi di solitudine.\nin abissi di solitudine. Lungo tutta la spiaggia bianca, in alto e in basso, non c'era\nnessun essere vivente in vista. Un uccello con un'ala spezzata batteva l'aria\nl'aria, si agitava, svolazzava, volteggiava disabile verso il basso, verso l'acqua.\nacqua.\n\nEdna aveva trovato il suo vecchio costume da bagno ancora appeso, sbiadito, alla sua\npiolo abituale.\n\nLo indoss\u00f2, lasciando i suoi vestiti nel bagno. Ma quando fu\nmare, completamente sola, gett\u00f2 via gli indumenti sgradevoli e pungenti,\nsgradevoli e pungenti, e per la prima volta in vita sua si trov\u00f2\nper la prima volta in vita sua rimase nuda all'aria aperta, alla merc\u00e9 del sole, della brezza che\nche batteva su di lei e delle onde che la invitavano.\n\nQuanto sembrava strano e terribile stare nudi sotto il cielo!\ndelizioso! Si sentiva come una creatura appena nata, che apre gli occhi in un mondo\nmondo familiare che non aveva mai conosciuto.\n\nLe onde schiumose si arricciavano fino ai suoi piedi bianchi e si arrotolavano come\nserpenti intorno alle caviglie. Usc\u00ec. L'acqua era gelida, ma lei\ncammin\u00f2. L'acqua era profonda, ma lei sollev\u00f2 il suo corpo bianco e\ne si protese con una lunga bracciata. Il tocco del mare \u00e8\nsensuale, avvolge il corpo nel suo morbido e stretto abbraccio.\n\nContinuava e continuava. Ricordava la notte in cui aveva nuotato al largo e il terrore che l'aveva presa\nil terrore che l'aveva colta per la paura di non riuscire a\ndi raggiungere la riva. Non si volt\u00f2 indietro, ma continu\u00f2 ad andare avanti,\npensando al prato di erba blu che aveva attraversato quando era una bambina, credendo che non avesse\nbambina, credendo che non avesse n\u00e9 inizio n\u00e9 fine.\n\nLe braccia e le gambe erano sempre pi\u00f9 stanche.\n\nPens\u00f2 a L una volta e ai bambini. Facevano parte della sua vita.\nMa non dovevano pensare di poterla possedere, anima e corpo.\nanima. Come avrebbe riso, forse sogghignato, Mademoiselle Reisz se lo avesse saputo!\nse lo avesse saputo!  E voi vi definite un'artista! Che pretese, Madame!\nL'artista deve possedere un'anima coraggiosa che osa e sfida.\n\nL'esaurimento la stava assalendo e sopraffacendo.\n\n Addio perch\u00e9 ti amo.  Non sapeva, non capiva.\nNon avrebbe mai capito. Forse il dottor Mandelet avrebbe\navrebbe capito se l'avesse visto, ma era troppo tardi; la riva era molto\ndietro di lei, e le forze erano finite.\n\nGuard\u00f2 in lontananza e l'antico terrore si accese per un istante.\nper un istante, ma poi si afflosci\u00f2 di nuovo. Edna sent\u00ec la voce di suo padre e di sua sorella Margaret.\nMargherita. Sent\u00ec l'abbaiare di un vecchio cane che era incatenato al sicomoro.\nplatano. Gli speroni dell'ufficiale di cavalleria tintinnarono mentre attraversava il portico.\nattraverso il portico. C'era il ronzio delle api e l'odore muschiato delle rose riempiva l'aria.\nrosa riempiva l'aria.\n\n\n\n\nOLTRE IL BAYOU\n\n\nIl bayou si incurvava come una mezzaluna intorno alla punta di terra su cui sorgeva la capanna di La\nFolle. Tra il torrente e la capanna c'era un grande campo abbandonato, dove il bestiame veniva\nabbandonato, dove veniva fatto pascolare il bestiame quando il bayou lo riforniva di\nacqua a sufficienza. Attraverso i boschi che si estendevano in regioni sconosciute\nla donna aveva tracciato una linea immaginaria, oltre la quale non aveva mai\noltrepassato. Questa era la forma della sua unica mania.\n\nOra era una donna nera, grossa e spigolosa, che aveva superato i trentacinque anni. Il suo vero nome\nJacqueline, ma tutti nella piantagione la chiamavano La Folle,\nperch\u00e9 durante l'infanzia era stata spaventata letteralmente\nsensi e non li aveva mai riacquistati del tutto.\n\n\u00c8 stato quando per tutto il giorno ci sono state scaramucce e tiri a segno nei boschi.\nbosco. La sera era ormai vicina quando P tit Ma tre, nero di polvere e\nsangue, era entrato barcollando nella capanna della madre di Jacqueline, con gli inseguitori alle calcagna.\nmadre, con gli inseguitori alle calcagna. La vista aveva stordito la sua\nragione infantile.\n\nAbitava da sola nella sua cabina solitaria, poich\u00e9 il resto degli alloggi era stato da tempo\nda tempo erano stati rimossi al di fuori della sua vista e della sua conoscenza. Aveva pi\u00f9\nforza fisica della maggior parte degli uomini e produceva cotone, mais e tabacco come i migliori di loro.\ne tabacco come i migliori di loro. Ma del mondo oltre il bayou\nnon sapeva nulla, se non quello che la sua fantasia morbosa concepiva.\n\nLa gente di Bellissime si era abituata a lei e al suo modo di fare, e non pensava a nulla.\nnon pensavano a nulla. Anche quando il vecchio Mis mor\u00ec, non si meravigliarono\nche La Folle non avesse attraversato il bayou, ma fosse rimasta sul suo lato di\ndi esso, piangendo e lamentandosi.\n\nP tit Ma tre era ora il proprietario di Bellissime. Era un uomo di mezza et\u00e0\ncon una famiglia di belle figlie e un figlioletto che La Folle amava come se fosse suo.\nLa Folle amava come se fosse stato suo. Lei lo chiamava Ch ri, e cos\u00ec\ntutti gli altri, perch\u00e9 lei lo chiamava cos\u00ec.\n\nNessuna delle ragazze le aveva mai detto cosa fosse il Ch ri. Ognuna di loro\ne tutte amavano stare con lei, e ascoltare le sue storie meravigliose di\ncose che erano sempre accadute in riva al mare, al di l\u00e0 del bayou.\n\nMa nessuno di loro aveva accarezzato la sua mano nera come faceva Ch ri, n\u00e9 aveva appoggiato la testa contro il suo ginocchio cos\u00ec\nappoggiato la testa sulle sue ginocchia in modo cos\u00ec confidenziale, n\u00e9 si era addormentato\ntra le sue braccia come faceva lui. Ch ri non faceva quasi pi\u00f9 queste cose,\nda quando era diventato il fiero possessore di una pistola e si era fatto tagliare i riccioli neri.\nriccioli neri.\n\nQuell'estate Ch ri regal\u00f2 a La Folle due riccioli neri legati con un nodo di nastro rosso.\nnodo di nastro rosso, l'acqua nel bayou era cos\u00ec bassa che persino i bambini di Bellissime potevano attraversarla a piedi.\nbambini di Bellissime potevano attraversarlo a piedi, e il bestiame fu mandato al pascolo lungo il fiume.\nbestiame fu mandato al pascolo lungo il fiume. La Folle era dispiaciuta quando\nLa Folle era dispiaciuta quando se ne andarono, perch\u00e9 amava molto questi compagni muti e le piaceva sentire che c'erano.\nsentirli come presenti e sentirli pascolare di notte fino al suo recinto.\nrecinto.\n\nEra sabato pomeriggio, quando i campi erano deserti. Gli uomini erano\nGli uomini si erano recati in un villaggio vicino per fare la loro settimana di commercio e le donne erano occupate con le faccende domestiche.\ndonne erano occupate nelle faccende domestiche, La Folle come le altre.\nLa Folle come le altre. Allora rammendava e lavava la sua manciata di vestiti,\npulire la casa e cucinare.\n\nIn quest'ultimo impiego non ha mai dimenticato Ch ri. Oggi aveva\ncroquignoles dalle forme pi\u00f9 fantastiche e seducenti per lui.\nfantastiche e seducenti per lui. Cos\u00ec, quando vide il ragazzo attraversare il vecchio campo con il fucile nuovo e scintillante in spalla, lo chiam\u00f2 allegramente.\nil suo piccolo fucile nuovo e scintillante sulla spalla, lo chiam\u00f2 allegramente\nCh ri! Ch ri!\n\nMa Ch ri non aveva bisogno di essere convocato, perch\u00e9 stava venendo direttamente da lei.\nLe sue tasche erano piene di mandorle e di uvetta e di un'arancia che si era procurato dalla cena molto raffinata che le aveva offerto.\nche le aveva procurato dalla cena molto raffinata che era stata data\nquel giorno a casa di suo padre.\n\nEra un ragazzino di dieci anni dal viso solare. Quando ebbe svuotato le tasche,\nLa Folle gli accarezz\u00f2 la guancia rossa e rotonda, gli pul\u00ec le mani sporche sul grembiule e gli lisci\u00f2 i capelli.\ngrembiule e gli lisci\u00f2 i capelli. Poi lo guard\u00f2 mentre, con le torte in mano, attraversava\nin mano, attraversava la striscia di cotone dietro la capanna e spariva nel bosco.\ne spariva nel bosco.\n\nSi era vantato delle cose che avrebbe fatto con la sua pistola l\u00e0 fuori.\n\n Pensi che ci siano molti cervi nel bosco, La Folle?\ncon l'aria calcolatrice di un cacciatore esperto.\n\n _Non, non!_ la donna rise.  Non guardare il cervo, Ch ri.\n\u00c8 troppo grande. Ma porta a La Folle un bel scoiattolo grasso per la sua cena di\nper la sua cena di domani, e lei sar\u00e0 soddisfatta.\n\n Uno scoiattolo non \u00e8 un boccone. Te ne porter\u00f2 un altro, La Folle, si era vantato pomposamente mentre se ne andava.\nsi era vantato pomposamente mentre se ne andava.\n\nQuando la donna, un'ora dopo, sent\u00ec il rumore del fucile del ragazzo vicino al limitare del bosco\nvicino al limitare del bosco, non avrebbe pensato a nulla se non fosse seguito un\nse al suono non fosse seguito un acuto grido d'angoscia.\n\nRitir\u00f2 le braccia dalla vasca di sudore in cui erano state immerse.\nle asciug\u00f2 sul grembiule e, per quanto le sue membra tremanti potessero sopportarla, si affrett\u00f2 a raggiungere il punto in cui la notizia minacciosa era stata\nle sue membra tremanti la portarono, si affrett\u00f2 verso il punto da cui era giunto il minaccioso\nera giunta.\n\nEra come temeva. Trov\u00f2 Ch ri disteso a terra,\ncon il fucile accanto. Si lamentava in modo pietoso:\n\n Sono morto, La Folle! Sono morto! Me ne sono andato!\n\n _Non, non! _ esclam\u00f2 risoluta, inginocchiandosi accanto a lui.  Metti\nil braccio attorno alla nuca di La Folle, Ch ri. Non \u00e8 niente, non sar\u00e0 niente.\nnullit\u00e0.  Lo sollev\u00f2 tra le sue potenti braccia.\n\nCh ri aveva portato la pistola con la canna rivolta verso il basso. Era inciampato, non sapeva\ncome. Sapeva solo di avere una palla conficcata da qualche parte nella gamba,\ne pensava che la sua fine fosse vicina. Ora, con la testa sulla spalla della\ndonna, gemeva e piangeva per il dolore e lo spavento.\n\n Oh, La Folle! La Folle! Fa cos\u00ec male! Posso sopportarlo, La Folle!\n\n Non piangere, mon b b, mon b b, mon Ch ri!_ la donna parl\u00f2 con tono rassicurante mentre copriva il terreno a lunghe falcate.\ncon tono rassicurante, mentre copriva il terreno con lunghe falcate.  La Folle va a\nti far\u00e0 guarire; il dottor Bonfils verr\u00e0 a far guarire _mon Ch ri_.\n\nAveva raggiunto il campo abbandonato. Mentre lo attraversava con il suo\nprezioso fardello, guardava costantemente e inquieta\nlato. Una terribile paura l'assaliva, la paura del mondo oltre il bayou, la paura morbosa e folle che aveva avuto fin dall'infanzia.\nbayou, il timore morboso e folle che aveva avuto fin dall'infanzia.\n\nQuando fu sul bordo del bayou, si ferm\u00f2 e grid\u00f2 aiuto come se dipendesse da una vita.\ncome se una vita dipendesse da questo:\n\n Oh, P tit Ma tre! P tit Ma tre! Venez donc! Au secours! Au secours!\n\nNessuna voce rispose. Le lacrime calde di Ch ri le scottavano il collo. Chiam\u00f2\nchiam\u00f2 tutti gli abitanti del luogo, ma non ottenne risposta.\n\nGrid\u00f2, si lament\u00f2; ma se la sua voce rimase inascoltata o\ninascoltata, nessuna risposta giunse alle sue grida frenetiche. E per tutto il tempo Ch ri\ngemeva e piangeva e chiedeva di essere portato a casa da sua madre.\n\nLa Folle lanci\u00f2 un ultimo sguardo disperato intorno a s\u00e9. Il terrore estremo era\nsu di lei. Si strinse il bambino al petto, dove poteva sentire il suo cuore\nsentiva il suo cuore battere come un martello soffocato. Poi, chiudendo gli\nocchi, corse all'improvviso lungo la riva bassa del bayou e non si ferm\u00f2 mai\nnon si ferm\u00f2 finch\u00e9 non ebbe raggiunto la riva opposta.\n\nRimase l\u00ec tremante per un istante, mentre apriva gli occhi. Poi\nsi tuff\u00f2 nel sentiero tra gli alberi.\n\nNon parl\u00f2 pi\u00f9 a Ch ri, ma mormor\u00f2 continuamente: \"Bon Dieu, ayez\npiti La Folle! Bon Dieu, ayez piti moi!\n\nL'istinto sembrava guidarla. Quando il sentiero si apr\u00ec chiaro e liscio\nabbastanza liscio davanti a lei, chiuse di nuovo gli occhi con forza contro la vista\ndi quel mondo sconosciuto e terrificante.\n\nUn bambino, che giocava tra le erbacce, la vide mentre si avvicinava all'alloggio.\nquartiere. Il piccolo emise un grido di sgomento.\n\n La Folle! grid\u00f2, nel suo acuto penetrante.  La Folle fatta croce\nde bayer!\n\nIl grido pass\u00f2 rapidamente lungo la fila di cabine.\n\n Yonda, La Folle ha attraversato il bayou!\n\nBambini, uomini anziani, donne anziane, giovani con neonati in braccio,\nsi accalcavano alle porte e alle finestre per vedere questo spettacolo impressionante. La maggior parte\ndi loro tremava per il timore superstizioso di ci\u00f2 che poteva presagire.\n She totin Ch ri! gridavano alcuni di loro.\n\nAlcuni dei pi\u00f9 audaci si radunarono intorno a lei e la seguirono alle calcagna,\nsolo per indietreggiare con nuovo terrore quando lei gir\u00f2 il suo volto distorto\nvolto distorto su di loro. I suoi occhi erano iniettati di sangue e la saliva si era raccolta in una schiuma\nschiuma bianca sulle sue labbra nere.\n\nQualcuno l'aveva preceduta nel luogo in cui P tit Ma tre sedeva con la sua famiglia e i suoi ospiti sul ballatoio.\ne gli ospiti sul ballatoio.\n\n P tit Ma tre! La Folle ha attraversato il bayou! Guardatela! Guardate la sua yonda\nCh ri!  Questa sconcertante indicazione fu la prima che ebbero\ndell'avvicinamento della donna.\n\nEra ormai vicina. Camminava a passi lunghi. Gli occhi erano\ndisperatamente fissi davanti a s\u00e9 e respirava pesantemente, come un bue stanco.\n\nAi piedi della scala, che non avrebbe potuto salire, depose il bambino tra le braccia del padre.\nil bambino tra le braccia del padre. Allora il mondo che a La\nFolle divenne improvvisamente nero, come quel giorno in cui aveva visto polvere e sangue.\nsangue.\n\nPer un istante si \u00e8 trascinata. Prima che un braccio di sostegno potesse raggiungerla, cadde pesantemente a terra.\ncadere pesantemente a terra.\n\nQuando La Folle riprese conoscenza, si trovava di nuovo a casa, nella sua\ncabina e sul suo letto. I raggi della luna, che entravano dalla\nporta e dalle finestre aperte, davano la luce necessaria alla vecchia mamma nera che stava\nche stava al tavolo a preparare una tisana di erbe profumate. Era\nera molto tardi.\n\nGli altri che erano venuti e avevano constatato che lo stupore le si aggrappava, se ne erano andati\ndi nuovo. P tit Ma tre era stato l\u00ec, e con lui il dottor Bonfils, il quale aveva detto che\nche aveva detto che La Folle poteva morire.\n\nMa la morte l'aveva superata. La voce era molto chiara e ferma\ncon cui parlava a Tante Lizette, che preparava la sua tisana in un angolo.\n\n Se mi date un buon bicchiere di tisana, Tante Lizette, io mi addormento.\nsto andando a dormire, io.\n\nE dorm\u00ec; cos\u00ec profondamente, cos\u00ec sanamente, che la vecchia Lizette, senza\nsenza remore si allontan\u00f2 dolcemente, per tornare strisciando attraverso i campi illuminati dalla luna\nverso la sua capanna nei nuovi quartieri.\n\nIl primo tocco del fresco e grigio mattino svegli\u00f2 La Folle. Si alz\u00f2\ntranquillamente, come se nessuna tempesta avesse scosso e minacciato la sua esistenza solo\nieri.\n\nIndoss\u00f2 il suo nuovo cotone blu e il grembiule bianco, perch\u00e9 si ricord\u00f2 che era domenica.\nche era domenica. Quando si fu preparata una tazza di caff\u00e8 nero forte\ncaff\u00e8 nero e lo bevve con gusto, lasci\u00f2 la capanna e attravers\u00f2 il vecchio campo\ne attravers\u00f2 il vecchio e familiare campo fino al bordo del bayou.\n\nNon si ferm\u00f2 l\u00ec come aveva sempre fatto prima, ma attravers\u00f2 con\ncon un passo lungo e costante, come se l'avesse fatto per tutta la vita.\n\nDopo essersi fatta strada tra le sterpaglie e le sterpaglie di cotone\nche fiancheggiavano la riva opposta, si ritrov\u00f2 sul confine di un campo\ncampo dove il cotone bianco e scoppiettante, con la rugiada sopra, brillava\nper ettari e ettari come argento smerigliato nell'alba.\n\nLa Folle trasse un lungo e profondo respiro mentre guardava il paese. Camminava\ncamminava lentamente e con incertezza, come una persona che non sa come fare, guardando\nintorno a s\u00e9 mentre camminava.\n\nLe cabine, che ieri avevano fatto sentire un clamore di voci per inseguirla,\nerano ora silenziose. Nessuno era ancora sveglio a Bellissime. Solo gli uccelli che\nche guizzavano qua e l\u00e0 dalle siepi erano svegli e cantavano il loro matin\u00e8e.\n\nQuando La Folle giunse all'ampia distesa di prato vellutato che circondava la casa.\nla casa, si muoveva lentamente e con piacere sul tappeto erboso elastico,\nche era delizioso sotto il suo calpestio.\n\nSi ferm\u00f2 per capire da dove provenissero quei profumi che assalivano i suoi sensi con\nsensi con i ricordi di un tempo lontano.\n\nEccoli l\u00ec, che si avvicinano a lei dalle mille violette blu che\nche facevano capolino da letti verdi e rigogliosi. Erano l\u00ec, che scendevano\ndalle grandi campane di cera delle magnolie sopra la sua testa e dalle\ndai ciuffi di gelsomino intorno a lei.\n\nC'erano anche rose, senza numero. A destra e a sinistra le palme si estendevano\nin curve ampie e aggraziate. Tutto sembrava incantato sotto\nla lucentezza della rugiada.\n\nQuando La Folle ebbe salito lentamente e con cautela i numerosi gradini che conducevano\nalla veranda, si volt\u00f2 a guardare la pericolosa ascesa che aveva\nsalita pericolosa che aveva fatto. Poi intravide il fiume che si piegava come una prua d'argento ai piedi di Bellissime.\nai piedi di Bellissime. L'esultanza si impossess\u00f2 della sua anima.\n\nLa Folle buss\u00f2 dolcemente a una porta vicina. La madre di Ch ri subito\ncautamente l'apr\u00ec. Rapidamente e abilmente dissimul\u00f2 lo stupore\nstupore che provava nel vedere La Folle.\n\n Ah, La Folle! Sei tu, cos\u00ec presto?\n\n _Oui_, madame. Vengo a vedere come il mio po li le Ch ri do, s mo nin .\n\n Si sente pi\u00f9 tranquillo, grazie a La Folle. Il dottor Bonfils dice che non sar\u00e0\nnulla di grave. Ora sta dormendo. Tornerete quando si sveglier\u00e0?\n\n No, madame. Aspetter\u00f2 che tu dica a Ch si svegli.  La Folle\nsi sedette sull'ultimo gradino della veranda.\n\nUno sguardo di meraviglia e di profonda soddisfazione si insinu\u00f2 nel suo volto mentre guardava\nper la prima volta il sole sorgere sul nuovo, bellissimo mondo\noltre il bayou.\n\n\n\n\nMA AME P LAGIE\n\nI\n\nQuando inizi\u00f2 la guerra, su C te Joyeuse si ergeva un imponente palazzo di mattoni rossi, a forma di Pantheon.\nmattoni rossi, a forma di Pantheon. Un boschetto di maestose querce vive\ncircondato da un boschetto di maestose querce vive.\n\nTrent'anni dopo, erano rimasti in piedi solo gli spessi muri, con il mattone rosso opaco che traspariva qua e l\u00e0 attraverso una\nmattone rosso scialbo che si intravedeva qua e l\u00e0 attraverso una crescita opaca di\nviti. Gli enormi pilastri rotondi erano intatti; cos\u00ec come, in qualche misura, il rivestimento in pietra della\npietra della sala e del portico. Non c'era stata nessuna casa cos\u00ec maestosa\nlungo tutto il tratto di C te Joyeuse. Tutti lo sapevano, come sapevano che\nsapevano che era costata sessantamila dollari a Philippe Valm t per costruirla, nel 1840.\nnel 1840. Nessuno rischiava di dimenticarlo, fino a che\nsua figlia P lagie sopravviveva. Era una donna regale, dai capelli bianchi, di cinquant'anni.\ncinquant'anni.  Ma ame P lagie, la chiamavano, anche se non era sposata, cos\u00ec come sua sorella Pauline, una bambina\nsorella Pauline, una bambina agli occhi di Ma ame P lagie; una bambina di trentacinque anni.\ntrentacinque anni.\n\nI due vivevano da soli in una capanna di tre stanze, quasi all'ombra della rovina.\ndella rovina. Vivevano per un sogno, per il sogno di Ma ame P lagie, che era quello di ricostruire la vecchia casa.\nera quello di ricostruire la vecchia casa.\n\nSarebbe pietoso raccontare come sono stati spesi i loro giorni per raggiungere questo scopo.\nper raggiungere questo scopo; come i dollari siano stati risparmiati per trent'anni e le\npaggi accumulati; eppure, non ne hanno raccolto neanche la met\u00e0! Ma ame\nP lagie si sentiva sicura di avere vent'anni di vita davanti a s\u00e9 e contava di averne altrettanti per sua sorella.\naltrettanti per sua sorella. E cosa non potrebbe accadere in\nventi in quarant'anni?\n\nSpesso, in pomeriggi piacevoli, i due bevevano il loro caff\u00e8 nero,\nseduti sul portico lastricato di pietra, la cui tettoia era il cielo blu della Louisiana.\nLouisiana. Amavano stare seduti l\u00ec in silenzio, solo l'uno con l'altra\ne le lucertole indiscrete e lucenti, a parlare dei vecchi tempi e a progettare i nuovi.\ne di progetti per il nuovo; mentre una leggera brezza agitava i brandelli di vite\nviti in alto tra le colonne, dove i gufi facevano il nido.\n\n Non possiamo mai sperare di avere tutto come prima, Pauline, direbbe Ma ame P lagie.\nForse le colonne di marmo del salone dovranno essere sostituite da quelle di legno e i candelabri di cristallo dovranno essere\nsostituiti con quelli di legno e i candelabri di cristallo dovranno essere lasciati. Dovresti\nsaresti disposta, Pauline?\n\n Oh, s\u00ec, Sesoeur, lo far\u00f2 volentieri.  Era sempre: S\u00ec, Sesoeur,\no no, Sesoeur, come vuoi tu, Sesoeur, con la povera piccola\nMam selle Pauline. Perch\u00e9 cosa ricordava di quella vecchia vita e di quel\nvecchio spenditore? Solo un tenue bagliore qua e l\u00e0; la mezza consapevolezza\ndi un'esistenza giovane e tranquilla; e poi un grande schianto. Questo significava\nl'avvicinarsi della guerra, la rivolta degli schiavi, la confusione che sfociava nel fuoco e nelle fiamme.\nfiamme, attraverso le quali fu portata al sicuro tra le forti braccia di P lagie,\ne portata nella capanna di legno che era ancora la loro casa. Il loro fratello,\nL andre, aveva conosciuto tutto questo pi\u00f9 di Pauline, e non cos\u00ec tanto come P lagie.\nP lagie. Aveva lasciato la gestione della grande piantagione, con tutti i suoi ricordi e le sue tradizioni, alla sorella maggiore.\ntradizioni e ricordi alla sorella maggiore e se n'era andato a vivere in citt\u00e0.\ncitt\u00e0. Questo accadeva molti anni fa. Ora, gli affari di L andre lo chiamavano\nspesso e a lunghi viaggi da casa, e la figlia orfana di madre veniva a\nfiglia orfana di madre veniva a stare con le zie a C te Joyeuse.\n\nNe parlarono sorseggiando il caff\u00e8 nel portico in rovina.\nMam selle Pauline era terribilmente eccitata; lo dimostrava il rossore che le pulsava sul viso pallido e nervoso.\nviso pallido e nervoso lo dimostrava; e chiudeva le dita sottili dentro e fuori\ne fuori incessantemente.\n\n Ma cosa ne facciamo di La Petite, Sesoeur? Dove la mettiamo?\nCome la faremo divertire? Ah, signore!\n\n Dormir\u00e0 su una brandina nella stanza accanto alla nostra, ha risposto Ma ame\nP lagie, e vivr\u00e0 come noi. Sa come viviamo e perch\u00e9 viviamo;\nsuo padre gliel'ha detto. Sa che abbiamo del denaro e che potremmo sperperarlo\nse lo volessimo. Non preoccuparti, Pauline; speriamo che La Petite sia un vero\nValm t.\n\nPoi Ma ame P lagie si alz\u00f2 con maestosa deliberazione e and\u00f2 a sellare il suo cavallo.\ncavallo, perch\u00e9 doveva ancora fare il suo ultimo giro quotidiano per i campi.\ncampi; e Mam selle Pauline si infil\u00f2 lentamente tra le erbe intricate\nerbe intricate verso la capanna.\n\nL'arrivo di La Petite, che portava con s\u00e9 l'atmosfera pungente di un mondo esterno e poco conosciuto, fu uno shock per queste persone.\npungente di un mondo esterno e poco conosciuto, fu uno shock per questi due\ndue, che vivevano la loro vita da sogno. La ragazza era alta quanto la zia P lagie, con occhi scuri che riflettevano la gioia.\nP lagie, con occhi scuri che riflettevano la gioia come una pozza d'acqua riflette la luce delle stelle.\nluce delle stelle; e la sua guancia rotonda era tinta come il rosa del mirto.\nmirto. Mam selle Pauline la baci\u00f2 e trem\u00f2. Ma ame P lagie\nguard\u00f2 nei suoi occhi con uno sguardo indagatore, che sembrava cercare una\ndel passato nel presente vivente.\n\nE hanno fatto spazio tra loro per questa giovane vita.\n\nII\n\nLa Petite era decisa a cercare di adattarsi alla strana e stretta\nesistenza ristretta che sapeva l'attendeva a C te Joyeuse. All'inizio and\u00f2\nabbastanza bene all'inizio. A volte seguiva Ma ame P lagie nei campi per osservare come\ncampi per osservare come il cotone si apriva, maturo e bianco; o per contare le spighe di grano sulle\nle spighe di grano sugli steli resistenti. Ma pi\u00f9 spesso era con la zia\nzia Pauline, aiutando nelle faccende domestiche, chiacchierando del suo breve passato\nbreve passato, o passeggiando con la donna pi\u00f9 anziana a braccetto sotto il muschio\nmuschio delle querce giganti.\n\nI passi di Mam selle Pauline divennero molto vivaci quell'estate e i suoi occhi erano a volte luminosi come quelli di un uccello.\na volte erano luminosi come quelli di un uccello, a meno che La Petite non fosse lontana da lei.\nLa Petite non fosse lontana da lei, allora perdevano ogni altra luce se non quella di un'inquieta attesa.\nattesa. La ragazza sembrava ricambiarla con amore e la chiamava\naffettuosamente Tan tante. Ma con il passare del tempo, La Petite divenne molto\ntranquilla, non svogliata, ma pensierosa e lenta nei movimenti. Poi\nle sue guance cominciarono a impallidire, fino a tingersi come i pennacchi cremosi del\ndel mirto bianco che cresceva nella rovina.\n\nUn giorno, quando si sedette alla sua ombra, tra le zie, tenendo una mano di ciascuna, disse\nmano di ciascuna, disse:  Tante P lagie, devo dirvi una cosa, voi\ne Tan tante.  Parl\u00f2 a bassa voce, ma con chiarezza e fermezza.  Vi amo\nEntrambe, ricordatevi che vi amo entrambe. Ma devo andare via da\nda voi. Non posso pi\u00f9 vivere qui a C te Joyeuse.\n\nUno spasmo attravers\u00f2 la delicata struttura di Mam selle Pauline. La Petite\nLa Petite ne percep\u00ec il ticchettio tra le dita segaligne che erano intrecciate\ncon le sue. Ma ame P lagie rimase immutata e immobile. Nessun\nnessun occhio umano poteva penetrare cos\u00ec in profondit\u00e0 da vedere la soddisfazione che il suo\nanima. Disse:  Cosa vuoi dire, Petite? Tuo padre ti ha mandato da noi\ntuo padre ti ha mandato da noi e sono sicura che \u00e8 suo desiderio che tu rimanga.\n\n Mio padre mi ama, tante P lagie, e questo non sar\u00e0 il suo desiderio quando\nsapr\u00e0. Oh! continu\u00f2 lei con un movimento irrequieto, \u00e8 come se\nun peso mi spingesse all'indietro. Devo vivere un'altra vita; la\nvita che ho vissuto prima. Voglio sapere le cose che accadono di giorno in giorno nel mondo e sentirne parlare.\ngiorno per giorno nel mondo, e sentirne parlare. Voglio la mia musica, i miei\nlibri, i miei compagni. Se non avessi conosciuto nessun'altra vita se non questa di\nprivazione, credo che sarebbe diverso. Se dovessi vivere questa vita,\ndovrei sfruttarla al meglio. Ma non sono costretta a farlo; e tu sai, tante\nP lagie, non ne avete bisogno. Mi sembra, aggiunse in un sussurro,\n che sia un peccato contro me stessa. Ah, Tan tante! Qual \u00e8 il problema\nTan tante?\n\nNon era niente, solo un leggero senso di svenimento che sarebbe passato presto.\npassare. Li preg\u00f2 di non farci caso, ma loro le portarono un po' d'acqua e la\nd'acqua e l'aiutarono con una foglia di palma.\n\nMa quella notte, nell'immobilit\u00e0 della stanza, Mam selle Pauline singhiozz\u00f2\ne non voleva essere consolata. Ma ame P lagie la prese in braccio.\n\n Pauline, la mia sorellina Pauline, mi disse, non ti ho mai vista cos\u00ec.\ncos\u00ec prima d'ora. Non mi ami pi\u00f9? Non siamo stati felici\ninsieme, io e te?\n\n Oh, s\u00ec, Sesoeur.\n\n \u00c8 perch\u00e9 La Petite se ne va?\n\n S\u00ec, Sesoeur.\n\n Allora \u00e8 pi\u00f9 cara a te che a me!\", ha detto Ma ame P lagie con un\nrisentimento.  Di me, che ti ho tenuto e scaldato tra le mie braccia il giorno in cui sei nato; di me, tua madre, tuo padre, tua sorella, tutto quello che poteva\nnato; di me, di tua madre, di tuo padre, di tua sorella, di tutto ci\u00f2 che poteva\nti ha fatto compagnia. Pauline, non dirmi questo.\n\nMam selle Pauline cerc\u00f2 di parlare tra i singhiozzi.\n\n Non posso spiegartelo, Sesoeur. Non lo capisco nemmeno io. I\nti amo come ti ho sempre amato, accanto a Dio. Ma se La Petite se ne va\nse La Petite se ne va, morir\u00f2. Non riesco a capire, aiutami, Sesoeur. Lei sembra\ncome una salvatrice, come una persona che \u00e8 venuta a prendermi per mano e mi sta conducendo\ne mi stesse conducendo in un posto dove voglio andare.\n\nMa ame P lagie era seduta accanto al letto con il suo _peignoir_ e le ciabatte.\npantofole. Teneva la mano della sorella che giaceva l\u00ec e lisciava i morbidi capelli castani della donna.\ni morbidi capelli castani della donna. Non disse una parola e il silenzio fu rotto\nIl silenzio fu rotto solo dai continui singhiozzi di Mam selle Pauline. Una volta Ma ame\nP lagie si alz\u00f2 per preparare una bevanda di acqua di fiori d'arancio, che diede a sua sorella, come avrebbe offerto a lei.\nsorella, come l'avrebbe offerta a un bambino nervoso e agitato.\nPass\u00f2 quasi un'ora prima che Ma ame P lagie parlasse di nuovo. Poi\ndisse:\n\n Pauline, devi smettere di singhiozzare e dormire. Ti ammalerai\nti ammalerai. La Petite non se ne andr\u00e0. Mi senti? Capisci\ncapisci? Rimarr\u00e0, te lo prometto.\n\nMam selle Pauline non riusciva a comprendere chiaramente, ma aveva una grande fiducia nella parola della sorella e\nnella parola della sorella e, rasserenata dalla promessa e dal tocco della mano forte e gentile di Ma ame P lagie, si addorment\u00f2.\nMa ame P lagie e dalla sua mano forte e gentile, si addorment\u00f2.\n\nIII\n\nMa ame P lagie, quando vide che la sorella dormiva, si alz\u00f2 senza rumore\ne usc\u00ec nella stretta galleria dal tetto basso. Non si sofferm\u00f2\nnon si sofferm\u00f2, ma con passo affrettato e agitato attravers\u00f2 la\nattravers\u00f2 la distanza che divideva la sua capanna dalla rovina.\n\nLa notte non era buia, perch\u00e9 il cielo era limpido e la luna\nsplendente. Ma luce o buio non avrebbero fatto differenza per Ma ame\nP lagie. Non era la prima volta che si allontanava verso la rovina di notte, quando tutta la piantagione dormiva.\nnotte, quando tutta la piantagione dormiva; ma non era mai stata l\u00ec con il cuore cos\u00ec\nma mai prima d'ora era stata l\u00ec con il cuore quasi spezzato. Stava andando l\u00ec per l'ultima volta\nper l'ultima volta a sognare i suoi sogni; a vedere le visioni che fino a quel momento avevano\nfino a quel momento avevano affollato i suoi giorni e le sue notti, e per dire loro addio.\n\nC'era il primo di loro, che l'attendeva proprio sul portale; un vecchio robusto dai capelli bianchi\nun vecchio robusto dai capelli bianchi che la rimproverava per essere tornata a casa cos\u00ec tardi.\nCi sono ospiti da intrattenere. Non lo sa? Ospiti dalla\ndalla citt\u00e0 e dalle piantagioni vicine. S\u00ec, sa che \u00e8 tardi. Era\nera stata all'estero con F lix, e non si erano accorti di come il tempo si stesse\naccelerato. F lix \u00e8 l\u00ec; le spiegher\u00e0 tutto. \u00c8 l\u00ec accanto a lei, ma\nlei, ma lei non vuole sentire quello che lui dir\u00e0 a suo padre.\n\nMa ame P lagie era sprofondata sulla panchina dove lei e la sorella venivano cos\u00ec spesso a\nspesso venivano a sedersi. Voltandosi, guard\u00f2 attraverso la fessura della finestra al suo\nfinestra al suo fianco. L'interno del rudere \u00e8 in fiamme. Non con\nluna, perch\u00e9 quella \u00e8 debole, mentre lo scintillio dei candelabri di cristallo, che i negri\ncandelabri di cristallo che i negri, muovendosi silenziosamente e con\nrispettosamente, stanno accendendo uno dopo l'altro. Come il loro luccichio\nriflessi e sguardi dai pilastri di marmo lucido!\n\nLa stanza ospita diversi ospiti. C'\u00e8 il vecchio Monsieur Lucien\nSantien, appoggiato a uno dei pilastri, che ride di qualcosa che Monsieur Lafirme gli sta raccontando\nche Monsieur Lafirme gli sta raccontando, fino a fargli tremare le grasse spalle.\nCon lui c'\u00e8 suo figlio Jules, che vuole sposarla. Lei ride.\nSi chiede se F lix l'abbia gi\u00e0 detto a suo padre. C'\u00e8 il giovane J r me\nLafirme che gioca a dama sul divano con L andre. La piccola Pauline\nli infastidisce e disturba il gioco. L andre la rimprovera. Lei\ninizia a piangere e la vecchia Clementine nera, la sua infermiera, che \u00e8 poco distante,\nzoppicando attraversa la stanza per prenderla in braccio e portarla via. Quanto \u00e8 sensibile\nquanto \u00e8 sensibile la piccola! Ma trotterella e si prende cura di s\u00e9 meglio\ndi quanto non facesse un anno o due fa, quando cadde sul pavimento di pietra della sala\ne si \u00e8 procurata un grosso bo-bo sulla fronte. P lagie era ferita e arrabbiata\ne arrabbiata, e ordin\u00f2 che venissero portati tappeti e vesti di bufalo\ne di stenderli spesso sulle piastrelle, finch\u00e9 i passi della piccola non furono pi\u00f9 sicuri.\n\n Il ne faut pas faire mal Pauline.  Lo diceva ad alta voce faire\nmal a Pauline.\n\nMa guarda oltre il salone, nella grande sala da pranzo, dove cresce il mirto bianco.\ndove cresce il mirto bianco. Come si \u00e8 abbassato il pipistrello. Ha\nha colpito Ma ame P lagie in pieno petto. Lei non se ne accorge. Lei \u00e8\nnella sala da pranzo, dove suo padre siede con un gruppo di amici davanti al vino.\namici davanti al loro vino. Come al solito parlano di politica. Che\nstancante! Li ha sentiti dire \"la guerre\" pi\u00f9 di una volta. La\nguerre. Bah! Lei e F lix hanno qualcosa di pi\u00f9 piacevole di cui parlare, fuori\nsotto le querce o all'ombra degli oleandri.\n\nMa avevano ragione! Il suono di un cannone, sparato a Sumter, ha attraversato gli Stati del Sud e la sua eco si \u00e8 sentita in tutto il mondo.\nStati del Sud e la sua eco si \u00e8 sentita lungo tutta la\ntratto di C te Joyeuse.\n\nMa P lagie non ci crede. Non finch\u00e9 La Ricaneuse non le si para davanti\ncon le braccia nere e nude, pronunciando una raffica di vili insulti e di sfacciata impudenza.\ndi sfacciata impudenza. P lagie vuole ucciderla. Ma lei non vuole\ncredere. Non fino a quando F lix non la raggiunge nella camera sopra la sala da pranzo.\ndove pende la vite della tromba, viene a salutarla.\nIl dolore che i grandi bottoni d'ottone della sua nuova uniforme grigia premevano\nnella tenera carne del suo seno non l'ha mai abbandonata. Lei si siede sul\ndivano e lui accanto a lei, entrambi senza parole per il dolore. Quella stanza non sarebbe\nsarebbe stata modificata. Anche il divano sarebbe stato l\u00ec nello stesso punto.\ne Ma ame P lagie aveva sempre voluto, per trent'anni, sempre\nper trent'anni, per tutto il tempo, di sdraiarsi l\u00ec sopra un giorno, quando sarebbe arrivato il momento di morire.\n\nMa non c'\u00e8 tempo per piangere, con il nemico alle porte. La porta\nnon \u00e8 stata una barriera. Stanno sferragliando per i corridoi ora, bevendo\ni vini, frantumando i cristalli e i vetri, tagliando i ritratti.\n\nUno di loro si trova davanti a lei e le dice di lasciare la casa. Lei\nschiaffeggia il suo volto. Come lo stigma si staglia rosso come il sangue sulla sua\nguancia arrossata!\n\nOra c'\u00e8 un ruggito di fuoco e le fiamme si abbattono sulla sua figura immobile.\nfigura immobile. Vuole mostrare loro come una figlia della Louisiana\npu\u00f2 morire davanti ai suoi conquistatori. Ma la piccola Pauline si aggrappa alle\nginocchia in un'agonia di terrore. La piccola Pauline deve essere salvata.\n\n Il ne faut pas faire mal Pauline.  Ancora una volta lo dice\nad alta voce faire mal Pauline.\n\nLa notte era quasi trascorsa; Ma ame P lagie era scivolata dalla panca su cui aveva riposato e per ore era rimasta prona sulla pietra.\nsu cui aveva riposato e per ore era rimasta prona sulla pietra.\nfluttuante, immobile. Quando si trascin\u00f2 in piedi fu per\ncome in un sogno. Intorno ai grandi e solenni pilastri, uno dopo l'altro\nl'uno dopo l'altro, raggiunse le braccia e premette la sua guancia e le sue labbra\nsui mattoni senza senso.\n\n Adieu, adieu! sussurr\u00f2 Ma ame P lagie.\n\nNon c'era pi\u00f9 la luna a guidare i suoi passi attraverso il familiare\nsentiero che portava alla capanna. La luce pi\u00f9 brillante del cielo era Venere, che\nche oscillava basso a est. I pipistrelli avevano smesso di battere le ali intorno al rudere.\nil rudere. Persino l'uccello beffardo che aveva gorgheggiato per ore sul vecchio gelso si era\ngelso si era addormentato. L'ora pi\u00f9 buia prima del giorno\nstava ammantando la terra. Ma ame P lagie si affrett\u00f2 tra l'erba umida,\numido e appiccicoso, scartando il muschio pesante che le\nviso, camminando verso la capanna verso Pauline. Non guard\u00f2 nemmeno una volta\nrovina che covava come un enorme mostro, una macchia nera nell'oscurit\u00e0 che l'avvolgeva.\nbuio che l'avvolgeva.\n\nIV\n\nPoco pi\u00f9 di un anno dopo, la trasformazione che aveva subito il vecchio locale di Valm t\nValm t \u00e8 stata oggetto di chiacchiere e di meraviglia da parte di C te Joyeuse. Si sarebbe cercato invano il rudere\ninvano il rudere; non c'era pi\u00f9, e nemmeno la capanna di legno.\nla capanna di legno. Ma all'aperto, dove il sole splendeva su di esso e la brezza vi soffiava intorno.\ndove il sole splendeva su di essa e la brezza soffiava intorno ad essa, c'era una struttura formosa fatta di legni\nche le foreste dello Stato avevano fornito. Poggiava su solide fondamenta di mattoni.\nfondamenta di mattoni.\n\nIn un angolo della piacevole galleria L andre era seduto a fumare il suo sigaro pomeridiano e a chiacchierare con i vicini che erano venuti a trovarlo.\nsigaro e chiacchierava con i vicini che avevano chiamato. Questa sarebbe stata la sua\nQuesta sarebbe stata la sua casa, la casa dove vivevano le sue sorelle e sua figlia.\nSotto gli alberi si sentivano le risate dei giovani e all'interno della casa dove La Petite giocava.\ncasa dove La Petite suonava al pianoforte. Con l'entusiasmo\ncon l'entusiasmo di una giovane artista, estraeva dai tasti dei brani che sembravano\nmeravigliosamente belli a Mam selle Pauline, che stava estasiata vicino a lei.\nlei. Mam selle Pauline era stata toccata dalla ricostruzione di Valm t.\nLa sua guancia era piena e quasi arrossata come quella di La Petite s. Gli anni le stavano cadendo di dosso.\nanni si stavano allontanando da lei.\n\nMa ame P lagie stava conversando con suo fratello e i suoi amici.\nPoi si volt\u00f2 e si allontan\u00f2, fermandosi ad ascoltare la musica che La Petite\nche La Petite stava facendo. Ma fu solo per un momento. Prosegu\u00ec\nla curva della veranda, dove si ritrov\u00f2 da sola. Rimase\nrimase l\u00ec, eretta, aggrappata alla ringhiera e guardando\ntranquillamente in lontananza, attraverso i campi.\n\nEra vestita di nero, con il fazzoletto bianco che indossava sempre\npiegato sul seno. I suoi capelli folti e lucidi si alzavano come un diadema d'argento\nd'argento dalla fronte. Nei suoi occhi scuri e profondi ardeva la luce di\nfuoco che non sarebbe mai divampato. Era diventata molto vecchia. Sembravano essere passati anni anzich\u00e9\nmesi sembravano essere passati su di lei dalla notte in cui aveva dato l'addio\nalle sue visioni.\n\nPovera Ma ame P lagie! Come potrebbe essere diverso! Mentre la pressione esteriore di un'esistenza\ndi un'esistenza giovane e gioiosa aveva spinto i suoi passi nella\nluce, la sua anima era rimasta nell'ombra della rovina.\n\n\n\n\nD SIR E S BABY\n\n\nPoich\u00e9 la giornata era gradevole, Madame Valmond si rec\u00f2 a L'Abri per vedere D sir e il bambino.\nD sir e e il bambino.\n\nLe venne da ridere a pensare a D sir e con un bambino. Sembrava ieri che\nieri che la stessa Dama era poco pi\u00f9 che una bambina; quando\nMonsieur, attraversando la porta di Valmond, l'aveva trovata sdraiata all'ombra del grande pilastro di pietra.\naddormentata all'ombra del grande pilastro di pietra.\n\nIl piccolo si svegli\u00f2 tra le sue braccia e cominci\u00f2 a piangere per Dada.  Questo era\nil massimo che riusc\u00ec a fare o a dire. Alcuni pensarono che si fosse\nche fosse arrivata l\u00ec di sua spontanea volont\u00e0, dato che aveva l'et\u00e0 di un bambino. La convinzione prevalente era che\nprevalente era che fosse stata lasciata di proposito da una comitiva di\ntexani, il cui carro coperto di tela, a tarda ora, aveva attraversato il traghetto di Coton Ma\ntraghetto che i Coton tenevano, proprio sotto la piantagione. Col tempo Madame\nValmond abbandon\u00f2 tutte le ipotesi, tranne quella che D sir e le fosse stato inviato da un benefico Provider.\nche D sir e le fosse stato mandato da una benefica Provvidenza per essere il figlio del suo affetto.\naffetto, visto che era priva di figli di carne. Perch\u00e9 la ragazza\nbella e gentile, affettuosa e sincera, l'idolo di Valmond.\nValmond .\n\nNon c'\u00e8 da stupirsi, quando un giorno si trov\u00f2 di fronte al pilastro di pietra all'ombra del quale si era addormentata diciotto anni prima.\nall'ombra del quale si era addormentata diciotto anni prima, che Armand\nAubigny, passando di l\u00ec e vedendola, si era innamorato di lei.\nTutti gli Aubigny si innamoravano cos\u00ec, come colpiti da un colpo di pistola.\ncolpo di pistola. La meraviglia era che non l'avesse amata prima, perch\u00e9 la conosceva da quando suo padre lo aveva portato\nla conosceva da quando suo padre lo aveva riportato a casa da Parigi, un bambino di otto anni, dopo la morte della madre.\notto anni, dopo la morte della madre. La passione che si risvegli\u00f2 in lui quel\nquel giorno, quando l'aveva vista al cancello, si era propagata come una valanga, o come un\ncome il fuoco di una prateria, o come qualsiasi cosa che spinga a capofitto oltre ogni\nostacoli.\n\nMonsieur Valmond era diventato pratico e voleva cose ben ponderate:\ncio\u00e8 l'origine oscura della ragazza. Armand la guard\u00f2 negli occhi e non\nnon gli importava. Gli venne in mente che era senza nome. Cosa importava\ndi un nome quando poteva darle uno dei pi\u00f9 antichi e fieri della Louisiana?\nLouisiana? Ordin\u00f2 la _corbeille_ da Parigi e si contenne con quanta pazienza pot\u00e9 finch\u00e9 non arriv\u00f2.\ncon la pazienza che gli era propria finch\u00e9 non arriv\u00f2; poi si sposarono.\n\nMadame Valmond non vedeva D sir e il bambino da quattro settimane. Quando\nQuando arriv\u00f2 a L'Abri rabbrivid\u00ec alla prima vista, come faceva sempre.\nsempre. Era un luogo dall'aspetto triste, che per molti anni non aveva conosciuto la presenza\nper molti anni non aveva conosciuto la dolce presenza di un'amante, dato che il vecchio Monsieur Aubigny si era\nsposato e seppellito la moglie in Francia, e lei aveva amato troppo bene la sua\nterra troppo bene per lasciarla. Il tetto scendeva ripido e nero come\ncome una cappa, che si protendeva oltre le ampie gallerie che circondavano la casa\ncasa dagli stucchi gialli. Grandi e solenni querce crescevano vicino ad esso e le loro\nrami dalle foglie spesse e distanti lo ombreggiavano come una coltre. Giovane\nAubigny era una regola severa, e sotto di essa i suoi negri avevano dimenticato come essere allegri.\navevano dimenticato come essere allegri, come lo erano stati durante la vita del vecchio padrone.\nvecchio padrone, che era stato indulgente e accomodante.\n\nLa giovane madre si stava riprendendo lentamente e giaceva a figura intera, con i suoi\nmorbide mussole e pizzi bianchi, su un lettino. Il bambino era accanto a lei,\nsul braccio, dove si era addormentato, al seno. La donna gialla\ninfermiera gialla sedeva accanto a una finestra e si sventolava.\n\nMadame Valmond si chin\u00f2 sulla sua figura corpulenta e la baci\u00f2,\ntenendola per un istante teneramente tra le braccia. Poi si rivolse alla\nbambina.\n\n Non \u00e8 questo il bambino! esclam\u00f2 in tono sbigottito. Il francese era\nlingua parlata a Valmond in quei giorni.\n\n Sapevo che sareste rimasti stupiti, rideva D sir e, per il modo in cui \u00e8 cresciuto.\ncresciuto. Il piccolo _cochon de lait!_ Guarda le sue gambe, mamma, le sue mani e le sue unghie.\nmani e le unghie, vere unghie. Zandrine ha dovuto tagliarle\nstamattina. \u00c8 vero, Zandrine?\n\nLa donna chin\u00f2 maestosamente il capo coperto da turbante: \"Mais si, Madame\".\n\n E il modo in cui piange, ha proseguito D sir e, \u00e8 assordante. Armand l'ha sentito\nl'altro giorno fino alla capanna di La Blanche.\n\nMadame Valmond non aveva mai staccato gli occhi dalla bambina. Lo sollev\u00f2\nsollev\u00f2 e si avvicin\u00f2 con lui alla finestra pi\u00f9 luminosa. Scrut\u00f2\nil bambino con attenzione, poi guard\u00f2 con altrettanta attenzione Zandrine, il cui volto era rivolto\nZandrine, il cui volto era rivolto verso i campi.\n\n S\u00ec, il bambino \u00e8 cresciuto, \u00e8 cambiato, disse Madame Valmond, lentamente,\nmentre lo riposiziona accanto alla madre.  Cosa dice Armand?\n\nIl volto di D sir e si illumin\u00f2 di un bagliore che era la felicit\u00e0 stessa.\n\n Oh, Armand \u00e8 il padre pi\u00f9 orgoglioso della parrocchia, credo, principalmente\nperch\u00e9 \u00e8 un maschietto a portare il suo nome; anche se non dice che avrebbe voluto\navrebbe voluto anche una femmina. Ma so che non \u00e8 vero. So che lo dice\nso che lo dice per farmi piacere\". E mamma, aggiunse, attirando la testa di Madame\nValmond e parlando in un sussurro, non ha mai punito una di loro, nemmeno una, da quando \u00e8 nato il bambino.\npunito nessuna di loro da quando \u00e8 nato il bambino. Anche\nN grillon, che ha finto di essersi bruciato una gamba per riposarsi dal lavoro, si \u00e8 limitato a ridere\nlavoro, lui si mise a ridere e disse che N grillon era un gran mascalzone. Oh, mamma,\nSono cos\u00ec felice; mi fa paura.\n\nQuello che ha detto D sir e \u00e8 vero. Il matrimonio e, in seguito, la nascita di suo figlio\navevano ammorbidito molto il carattere imperioso ed esigente di Armand Aubigny.\nQuesto era ci\u00f2 che rendeva cos\u00ec felice la dolce D sir e, che lo amava disperatamente.\ndisperatamente. Quando lui si accigliava, lei tremava, ma lo amava. Quando lui\nsorriso, non chiedeva a Dio una benedizione pi\u00f9 grande. Ma il viso scuro e bello di Armand\nArmand non era stato spesso sfigurato dalle sopracciglia dal giorno in cui si era innamorato di lei.\ninnamorato di lei.\n\nQuando il bambino aveva circa tre mesi, un giorno D sir e si svegli\u00f2 con la convinzione che ci fosse qualcosa nell'aria che minacciava la sua pace.\nconvinzione che ci fosse qualcosa nell'aria che minacciava la sua pace. Era\nall'inizio era troppo sottile per essere colto. Era stata solo un'inquietante\nsuggestione inquietante; un'aria di mistero tra i neri; visite inaspettate da parte di\nvicini lontani che difficilmente riuscivano a giustificare la loro venuta. Poi uno\nstrano, un terribile cambiamento nel modo di fare del marito, che non osava chiedere\nchiedere spiegazioni. Quando le parlava, lo faceva con occhi distolti,\nda cui sembrava essersi spenta l'antica luce dell'amore. Si assent\u00f2\ncasa; e quando c'era, evitava la sua presenza e quella del suo\nfiglio, senza alcuna scusa. E lo spirito stesso di Satana sembr\u00f2 improvvisamente impadronirsi di lui\ndi Satana nei suoi rapporti con gli schiavi. D sir e era infelice\nabbastanza da morire.\n\nUn pomeriggio caldo, in camera sua, si sedette nel suo _peignoir_, disegnando svogliatamente tra le dita le ciocche dei suoi lunghi e setosi capelli castani.\ntracciare con le dita le ciocche dei lunghi e setosi capelli castani\nche le pendevano sulle spalle. Il bambino, mezzo nudo, giaceva addormentato sul\nletto di mogano, che sembrava un sontuoso trono, con il suo mezzo baldacchino foderato di raso.\nfoderato di raso. Uno dei piccoli quadrion di La Blanche, anch'egli mezzo nudo, stava\nLa Blanche, anch'egli mezzo nudo, stava accarezzando lentamente la bambina con un ventaglio di piume di pavone.\npiume di pavone. Gli occhi di Dama erano rimasti fissi sul bambino in maniera assente e triste, mentre lei si sforzava di\nbambino, mentre lei si sforzava di penetrare la nebbia minacciosa che sentiva\nche sentiva avvolgersi intorno a lei. Guard\u00f2 dal suo bambino al ragazzo che gli stava accanto, e di nuovo\naccanto a lui, e poi di nuovo, ancora e ancora.  Era un grido che non poteva\nnon riusciva a trattenere; non era consapevole di averlo emesso. Il sangue\nsangue le divent\u00f2 di ghiaccio nelle vene, e un'umidit\u00e0 umida si raccolse sul suo\nsul suo viso.\n\nCerc\u00f2 di parlare al piccolo quadroon, ma non emise alcun suono,\nall'inizio. Quando sent\u00ec pronunciare il suo nome, alz\u00f2 gli occhi e la padrona gli indic\u00f2 la porta.\nsua padrona stava indicando la porta. Mise da parte il grande e morbido ventaglio\ne si allontan\u00f2 obbediente sul pavimento lucido, sulla punta dei piedi\npavimento lucido, in punta di piedi.\n\nRimase immobile, con lo sguardo fisso sul bambino e il viso\nl'immagine dello spavento.\n\nPoco dopo il marito entr\u00f2 nella stanza e, senza accorgersi di lei, si avvicin\u00f2 a un tavolo e inizi\u00f2 a cercare tra le carte che lo coprivano.\na un tavolo e cominci\u00f2 a cercare tra le carte che lo coprivano.\n\n Armand, lo chiam\u00f2 con una voce che avrebbe dovuto trafiggerlo, se fosse stato umano.\nfosse stato umano. Ma lui non se ne accorse.  Armand, disse ancora. Poi si\nsi alz\u00f2 e si diresse verso di lui.  Armand, ansim\u00f2 ancora una volta,\nstringendogli il braccio, guarda il nostro bambino. Cosa significa? Dimmelo.\n\nCon freddezza ma con delicatezza le sciolse le dita dal braccio e allontan\u00f2 la mano da lui.\nla mano lontano da lui.  Dimmi cosa significa!\ndisperatamente.\n\n Significa, rispose con leggerezza, che il bambino non \u00e8 bianco; significa che\nche voi non siete bianchi.\n\nUna rapida percezione di tutto ci\u00f2 che questa accusa significava per lei la\ncon inusitato coraggio a negarla.  \u00c8 una menzogna; non \u00e8 vero, io sono\nbianca! Guarda i miei capelli, sono castani; e i miei occhi sono grigi, Armand, sai che sono grigi.\nsai che sono grigi. E la mia pelle \u00e8 chiara, afferrandogli il polso.  Guarda\nla mia mano; pi\u00f9 bianca della tua, Armand, rise istericamente.\n\n bianco come quello di La Blanche, lo ricambi\u00f2 crudelmente e se ne and\u00f2 lasciandola sola con il loro bambino.\nlei sola con il loro bambino.\n\nQuando riusc\u00ec a tenere una penna in mano, invi\u00f2 una lettera disperata a\nMadame Valmond.\n\n Mia madre mi ha detto che non sono bianca. Armand mi ha detto che non sono\nbianca. Per l'amor di Dio, d\u00ec loro che non \u00e8 vero. Devi sapere che non \u00e8\nvero. Io morir\u00f2. Devo morire. Non posso essere cos\u00ec infelice e vivere.\n\nLa risposta fu breve:\n\n Il mio stesso Signore: Torna a casa a Valmond; torna da tua madre che ti ama.\nche ti ama. Vieni con il tuo bambino.\n\nQuando la lettera giunse a D sir e, si rec\u00f2 con essa nello studio del marito e la pose aperta sulla scrivania davanti alla quale egli sedeva.\nmarito e la pose aperta sulla scrivania davanti alla quale egli sedeva. Era come\nun'immagine di pietra: silenziosa, bianca, immobile dopo averla posata.\n\nIn silenzio fece scorrere i suoi occhi freddi sulle parole scritte.\n\nLui non disse nulla.  Devo andare, Armand? chiese lei in toni acuti di\nagonizzante suspense.\n\n S\u00ec, vai.\n\n Vuoi che me ne vada?\n\n S\u00ec, voglio che tu vada.\n\nPensava che Dio onnipotente lo avesse trattato in modo crudele e ingiusto e sentiva di ripagarlo in qualche modo quando\nsentiva, in qualche modo, di ripagarlo in natura quando aveva pugnalato cos\u00ec\nnell'anima di sua moglie. Inoltre non l'amava pi\u00f9, a causa dell'inconsapevole ferita\nferita inconscia che aveva arrecato alla sua casa e al suo nome.\n\nLei si volt\u00f2 come stordita da un colpo e si diresse lentamente verso la porta, sperando che lui la richiamasse.\nverso la porta, sperando che lui la richiamasse.\n\n Addio, Armand, gemette.\n\nNon le rispose. Quello fu il suo ultimo colpo al destino.\n\nD sir e and\u00f2 alla ricerca di suo figlio. Zandrine camminava nella cupa\ngalleria con lui. Prese il piccolo dalle braccia dell'infermiera senza\nsenza dare spiegazioni e, scesi i gradini, si allontan\u00f2 sotto i rami di leccio.\nrami di quercia viva.\n\nEra un pomeriggio di ottobre; il sole stava appena tramontando. Nei campi fermi i negri\ncampi i negri stavano raccogliendo il cotone.\n\nD sir e non aveva cambiato il sottile indumento bianco n\u00e9 le pantofole che\nindossava. I capelli erano scoperti e i raggi del sole facevano risplendere d'oro le sue\nd'oro dalle sue maglie brune. Non aveva imboccato la strada larga e battuta che conduceva\nche conduceva alla lontana piantagione di Valmond. Attravers\u00f2 un campo\nun campo deserto, dove le stoppie le avevano ferito i teneri piedi, cos\u00ec\ndelicatamente calzati, e strapp\u00f2 la sua sottile veste a brandelli.\n\nScomparve tra i giunchi e i salici che crescevano fitti lungo le\nsponde del profondo e limaccioso bayou; e non torn\u00f2 pi\u00f9.\n\nAlcune settimane dopo, a L'Abri si svolse una scena curiosa. Al centro del\ncentro del cortile liscio e spazzato c'era un grande fal\u00f2. Armand\nArmand Aubigny sedeva nell'ampio corridoio che permetteva di vedere lo spettacolo;\ne fu lui a distribuire a una mezza dozzina di negri il materiale che\nche tenevano acceso il fuoco.\n\nUna graziosa culla di salice, con tutti i suoi graziosi ornamenti, fu adagiata sulla pira, che era gi\u00e0 stata nutrita con le ricchezze di un'antica famiglia.\nsulla pira, che era gi\u00e0 stata alimentata con la ricchezza di una\nun'inestimabile _layette_. Poi c'erano abiti di seta e altri di velluto e di raso.\ndi velluto e di raso; pizzi, merletti e ricami; cuffiette e guanti;\nperch\u00e9 la _corbeille_ era di rara qualit\u00e0.\n\nL'ultima cosa che se ne and\u00f2 fu un minuscolo fascio di lettere; piccoli scarabocchi innocenti che D sir e gli aveva inviato durante i giorni del loro matrimonio.\nscarabocchi che D sir e gli aveva inviato durante i giorni del loro\nsposalizio. C'era il resto di una di esse nel cassetto da cui le aveva prese.\nle aveva prese. Ma non era di Dionisio; era parte di una vecchia lettera di sua madre a suo padre.\nmadre a suo padre. La lesse. Lei ringraziava Dio per la benedizione\nbenedizione dell'amore di suo marito:\n\n Ma soprattutto, scriveva, notte e giorno, ringrazio il buon Dio per aver sistemato le nostre vite in modo tale che il nostro caro Armand non sapr\u00e0 mai che il nostro caro Armand\nper aver sistemato le nostre vite in modo tale che il nostro caro Armand non sapr\u00e0 mai che la sua\nsua madre, che lo adora, appartiene alla razza maledetta dal marchio della schiavit\u00f9.\nmarchio della schiavit\u00f9.\n\n\n\n\nUNA DONNA RISPETTABILE\n\n\nLa signora Baroda fu un po' provocata nell'apprendere che suo marito aspettava\nsuo amico, Gouvernail, per trascorrere una o due settimane nella piantagione.\n\nDurante l'inverno si erano intrattenuti molto; gran parte del tempo era stato trascorso a New Orleans in varie forme\ntempo era stato trascorso a New Orleans in varie forme di\ndissipazione. Ora si aspettava un periodo di riposo ininterrotto,\ne di indisturbato t te- -t te con il marito, quando lui le comunic\u00f2 che\nGouvernail stava arrivando per fermarsi una o due settimane.\n\nEra un uomo di cui aveva sentito parlare molto, ma che non aveva mai visto. Era stato amico di suo\nmarito all'universit\u00e0; ora era un giornalista e non era in alcun modo un\nuomo di societ\u00e0 o di citt\u00e0, che forse erano alcuni dei motivi per cui non l'aveva mai incontrato.\nmotivi per cui non lo aveva mai incontrato. Ma inconsciamente si era formata un'immagine\nimmagine di lui nella sua mente. Lo immaginava alto, magro, cinico, con gli occhiali da vista e gli\nocchiali e le mani in tasca; e non le piaceva.\nGouvernail era abbastanza magro, ma non era molto alto n\u00e9 molto cinico;\nnon portava occhiali da vista n\u00e9 teneva le mani in tasca. E\nle era piaciuto quando si era presentato per la prima volta.\n\nMa il motivo per cui le piaceva non riusciva a spiegarlo in modo soddisfacente a se stessa\nquando in parte ci aveva provato. Non riusciva a scoprire in lui nessuno di quei\ndi quei tratti brillanti e promettenti che Gaston, suo marito, le aveva\nmarito le aveva spesso assicurato di possedere. Al contrario, si sedette piuttosto\nmuto e ricettivo di fronte alla sua smania chiacchierona di farlo sentire a casa\ne di fronte all'ospitalit\u00e0 schietta e verbosa di Gaston. Il suo modo di fare era\ncortese nei suoi confronti come la donna pi\u00f9 esigente potrebbe richiedere; ma non fece alcun\nnon fece alcun appello diretto alla sua approvazione o anche solo alla sua stima.\n\nUna volta stabilitosi nella piantagione, sembrava che gli piacesse sedersi sull'ampio\nportico all'ombra di uno dei grandi pilastri corinzi, fumando pigramente il sigaro e ascoltando con attenzione l'esperienza di Gaston come\nsigaro pigramente e ascoltare con attenzione l'esperienza di Gaston come\npiantagione di zucchero.\n\n Questo \u00e8 ci\u00f2 che chiamo vivere\", diceva con profonda soddisfazione, mentre l'aria che spazzava il campo di zucchero lo accarezzava con il suo calore.\nl'aria che attraversava il campo di zucchero lo accarezzava con il suo tocco caldo e profumato.\ne profumato tocco vellutato. Gli piaceva anche entrare in confidenza con i grossi cani\ncon i grossi cani che gli giravano intorno e che si strofinavano socievolmente\ncontro le sue gambe. Non gli interessava pescare e non mostrava alcun desiderio di andare a\ndi uscire a uccidere grosbec quando Gaston glielo proponeva.\n\nLa personalit\u00e0 di Gouvernail lasciava perplessa la signora Baroda, ma le piaceva.\nIn effetti, era un tipo amabile e inoffensivo. Dopo qualche giorno, quando\nnon riusciva a capirlo meglio dell'inizio, si lasci\u00f2 andare alle perplessit\u00e0 e rimase\nperplessit\u00e0 e rimase basita. In questo stato d'animo lasci\u00f2 il marito e il suo\nmarito e l'ospite, per la maggior parte del tempo, da soli. Poi, vedendo che Gouvernail\nGouvernail non fece alcuna eccezione a questa sua azione, impose la sua compagnia a\naccompagnandolo nelle sue passeggiate oziose al mulino e lungo le\nil mulino e le passeggiate lungo il sentiero. Cercava insistentemente di penetrare il riserbo nel quale\nriserva in cui lui si era inconsciamente avvolto.\n\n Quando andr\u00e0 il tuo amico? chiese un giorno al marito.  Per quanto mi riguarda\nparte, mi stanca terribilmente.\n\n Non prima di una settimana, cara. Non capisco, non ti d\u00e0 problemi.\nproblemi.\n\n No. Mi piacerebbe di pi\u00f9 se lo facesse, se fosse pi\u00f9 simile agli altri,\ne dovessi pianificare in qualche modo il suo benessere e il suo divertimento.\n\nGaston prese il bel viso di sua moglie tra le mani e la guard\u00f2\nteneramente e ridendo nei suoi occhi turbati.\n\nStavano facendo un po' di toilette insieme nel camerino della signora Baroda.\nBaroda.\n\n Sei piena di sorprese, ma belle, le disse.  Nemmeno io posso\nnon posso mai contare su come ti comporterai in determinate condizioni.  La baci\u00f2 e si volt\u00f2 per allacciarsi la cravatta davanti allo specchio.\nla baci\u00f2 e si volt\u00f2 per allacciarsi la cravatta davanti allo specchio.\n\n Ecco, ha proseguito, prendendo sul serio il povero Gouvernail e\ne fare un po' di confusione per lui, l'ultima cosa che avrebbe voluto o che si sarebbe aspettato.\n\n Il tumulto! Si risent\u00ec vivamente.  Sciocchezze! Come puoi dire una cosa del genere?\ncosa? Commozione, appunto! Ma, sai, hai detto che era intelligente.\n\n Cos\u00ec \u00e8. Ma il poveretto \u00e8 ormai stremato dal troppo lavoro. Ecco perch\u00e9\ngli ho chiesto di riposare qui.\n\n Dicevi che era un uomo di idee\", ribatt\u00e9 lei, inconciliata.\n Mi aspettavo che fosse almeno interessante. Domattina andr\u00f2 in citt\u00e0 per\nmattina in citt\u00e0 per far sistemare i miei abiti primaverili. Fatemi sapere quando Mr.\nGouvernail se ne andr\u00e0; sar\u00f2 da mia zia Octavie.\n\nQuella sera and\u00f2 a sedersi da sola su una panchina che si trovava sotto una\nquercia viva ai margini del viale di ghiaia.\n\nNon aveva mai visto i suoi pensieri o le sue intenzioni cos\u00ec confusi.\nNon riusciva a dedurne nulla se non la sensazione di una chiara\nnecessit\u00e0 di lasciare la sua casa al mattino.\n\nLa signora Baroda sent\u00ec dei passi che scricchiolavano sulla ghiaia, ma riusc\u00ec a distinguere nell'oscurit\u00e0 solo la punta rossa di un sigaro acceso.\nnell'oscurit\u00e0 solo l'avvicinarsi della punta rossa di un sigaro acceso. Sapeva\nsapeva che si trattava di Gouvernail, perch\u00e9 suo marito non fumava. Sperava di\ndi non essere notata, ma il suo abito bianco la rivel\u00f2 a lui. Lui gett\u00f2 via\nil sigaro e si sedette sulla panca accanto a lei, senza\nsospetto che lei potesse opporsi alla sua presenza.\n\n Suo marito mi ha detto di portarle questo, signora Baroda, disse,\nporgendole un foulard bianco e filiforme con cui a volte si avvolgeva la\ntesta e le spalle. La signora accett\u00f2 la sciarpa con un mormorio di\ndi ringraziamento e lo lasci\u00f2 cadere in grembo.\n\nHa fatto qualche osservazione banale sull'effetto nefasto dell'aria notturna in questa stagione.\naria notturna in quella stagione. Poi, mentre il suo sguardo si spingeva nell'oscurit\u00e0\nbuio, mormor\u00f2, per met\u00e0 tra s\u00e9 e s\u00e9:\n\n     Notte dei venti del sud notte delle poche stelle!\n    Notte ancora annuente\n\nNon rispose a questa apostrofe alla notte, che, in effetti, non era\nnon era rivolta a lei.\n\nGouvernail non era in alcun modo un uomo diffidente, perch\u00e9 non era un uomo\nconsapevole di s\u00e9. I suoi periodi di riserbo non erano costituzionali, ma\nil risultato di stati d'animo. Seduto accanto alla signora Baroda, il suo silenzio si sciolse per il momento.\nsi sciolse per il momento.\n\nParlava liberamente e intimamente con uno strascico basso ed esitante che non era\nsgradevole da ascoltare. Parl\u00f2 dei vecchi tempi dell'universit\u00e0, quando lui e\nGaston erano stati molto legati l'uno all'altro; dei tempi delle ambizioni acute e cieche e delle grandi intenzioni.\ncieche ambizioni e di grandi intenzioni. Ora gli era rimasta, almeno\nun'acquiescenza filosofica all'ordine esistente, solo un desiderio di\ndi esistere, con ogni tanto un piccolo soffio di vita genuina, come quella che respirava ora.\nvita, come quella che respirava ora.\n\nLa sua mente afferr\u00f2 solo vagamente ci\u00f2 che lui stava dicendo. Il suo essere fisico\nfisico era per il momento predominante. Non pensava alle sue parole, ma solo\nsolo a cogliere i toni della sua voce. Voleva allungare la mano nell'oscurit\u00e0\nnell'oscurit\u00e0 e toccarlo con la punta sensibile delle dita sul\nviso o sulle labbra. Avrebbe voluto avvicinarsi a lui e sussurrare\nsulla sua guancia che non le importava cosa, come avrebbe potuto fare se non fosse stata una donna rispettabile.\nnon fosse stata una donna rispettabile.\n\nPi\u00f9 cresceva l'impulso di avvicinarsi a lui, pi\u00f9 si allontanava,\ndi fatto, si allontanava da lui. Non appena pot\u00e9 farlo senza\nun'apparenza di eccessiva maleducazione, si alz\u00f2 e lo lasci\u00f2 l\u00ec da solo.\n\nPrima che lei raggiungesse la casa, Gouvernail aveva acceso un nuovo sigaro e\ne aveva terminato la sua apostrofe alla notte.\n\nQuella sera la signora Baroda fu molto tentata di dire al marito, che era anche suo amico, di questa follia che l'aveva colta.\nsuo amico, di questa follia che l'aveva colta. Ma non cedette\ncedere alla tentazione. Oltre a essere una donna rispettabile, era una donna molto\nmolto sensibile; e sapeva che ci sono battaglie nella vita che un\numano deve combattere da solo.\n\nQuando Gaston si alz\u00f2 al mattino, sua moglie era gi\u00e0 partita. Aveva\naveva preso un treno di prima mattina per la citt\u00e0. Non torn\u00f2 finch\u00e9\nGouvernail non era pi\u00f9 sotto il suo tetto.\n\nSi parl\u00f2 di un suo ritorno durante l'estate successiva.\nCio\u00e8, Gaston lo desiderava molto; ma questo desiderio cedette alla strenua opposizione della moglie.\nmoglie si oppose strenuamente.\n\nTuttavia, prima della fine dell'anno, propose, completamente da sola, di\nche Gouvernail tornasse a far loro visita. Il marito fu sorpreso e\nmarito fu sorpreso e deliziato da questo suggerimento.\n\n Sono felice, signora, di sapere che avete finalmente superato la vostra antipatia per lui.\nantipatia per lui; davvero non se lo meritava.\n\n Oh, gli disse ridendo, dopo avergli dato un lungo e tenero bacio sulle labbra, ho superato tutto!\nlabbra, ho superato tutto! Vedrai. Questa volta sar\u00f2\nsar\u00f2 molto gentile con lui.\n\n\n\n\nIL BACIO\n\n\nFuori era ancora abbastanza chiaro, ma all'interno, con le tende tirate e il fuoco fumante che emetteva un bagliore fioco e incerto, la luce era ancora molto intensa.\ntende e il fuoco fumante che emetteva un bagliore fioco e incerto, la stanza era\nstanza era piena di ombre profonde.\n\nBrantain si sedette in una di queste ombre; lo aveva raggiunto e non gli importava.\nnon se ne preoccup\u00f2. L'oscurit\u00e0 gli dava il coraggio di tenere gli occhi fissi quanto\nardentemente alla ragazza che sedeva alla luce del fuoco.\n\nEra molto bella, con una certa colorazione fine e ricca che appartiene\nal tipo di bruna sana. Era abbastanza composta, mentre accarezzava oziosamente\nil pelo satinato del gatto che giaceva acciambellato sul suo grembo, e di tanto in tanto lanciava\ndi tanto in tanto lanciava un lento sguardo all'ombra dove il suo compagno\ncompagno. Stavano parlando a bassa voce, di cose indifferenti che evidentemente non erano\nnon erano le cose che occupavano i loro pensieri. Lei sapeva che lui l'amava\nun tipo franco e spavaldo, senza alcuna astuzia per nascondere i suoi\nsentimenti e senza alcun desiderio di farlo. Per due settimane aveva cercato la sua\nsociet\u00e0 con ansia e insistenza. Lei aspettava fiduciosa che lui\ndi dichiararsi e intendeva accettarlo. L'uomo piuttosto\ninsignificante e poco attraente Brantain era enormemente ricco; e a lei piaceva e richiedeva l'entourage che la ricchezza poteva darle.\ne lei amava e richiedeva l'entourage che la ricchezza poteva darle.\n\nDurante una delle pause tra i loro discorsi sull'ultimo t\u00e8 e sul prossimo ricevimento\nricevimento, la porta si apr\u00ec ed entr\u00f2 un giovane che Brantain conosceva bene.\nconosceva abbastanza bene. La ragazza gir\u00f2 il viso verso di lui. Un passo o due\nun passo o due lo port\u00f2 al suo fianco e, chinandosi sulla sedia, prima che lei potesse sospettare le sue intenzioni.\nsospettare le sue intenzioni, perch\u00e9 non si rendeva conto che lui non aveva visto il suo visitatore.\nvisitatore, egli le impresse un bacio ardente e prolungato sulle labbra.\n\nBrantain si alz\u00f2 lentamente; anche la ragazza si alz\u00f2, ma in fretta, e il nuovo arrivato si mise tra loro, un po' divertito e un po' sfidante.\nnuovo arrivato si mise in mezzo a loro, con un po' di divertimento e un po' di sfida\nun po' di divertimento e un po' di sfida che lottavano con la confusione del suo volto.\n\n Credo, balbett\u00f2 Brantain, di essermi trattenuto troppo a lungo.\nNon avevo idea che fosse cos\u00ec, devo salutarla.  Stava stringendo il cappello con\ncappello con entrambe le mani e probabilmente non si accorse che lei gli stava porgendo la mano.\nche lei gli stava porgendo la mano, la sua presenza di spirito non l'aveva del tutto abbandonata.\nnon l'aveva abbandonata del tutto; ma non poteva fidarsi di parlare.\n\n Impiccami se l'ho visto seduto l\u00ec, Nattie! So che e' tremendamente imbarazzante...\nper te. Ma spero che mi perdonerai per questa volta questa prima pausa.\nPerch\u00e9, qual \u00e8 il problema?\n\n Non toccarmi, non avvicinarti a me, rispose con rabbia.  Che cosa\nentrare in casa senza suonare?\n\n Sono entrato con suo fratello, come faccio spesso\", rispose freddamente, autogiustificandosi.\nautogiustificazione.  Siamo entrati dalla parte laterale. Lui \u00e8 andato di sopra e io\nsono entrato qui sperando di trovarti. La spiegazione \u00e8 abbastanza semplice e\ndovrebbe convincervi che la disavventura \u00e8 stata inevitabile. Ma ditemi\nche mi perdoni, Nathalie\", lo supplic\u00f2, addolcendosi.\n\n Ti perdono! Non sai di cosa stai parlando. Lasciami passare.\nDipende molto dal fatto che io ti perdoni o meno.\n\nIn occasione del prossimo ricevimento di cui lei e Brantain avevano parlato\nsi avvicin\u00f2 al giovane con una deliziosa franchezza di modi, quando\nlo vide l\u00ec.\n\n Mi permette di parlarle un momento o due, signor Brantain?\ncon un sorriso accattivante ma turbato. Lui sembrava estremamente infelice, ma\nquando lei lo prese sottobraccio e si allontan\u00f2 con lui, cercando un angolo ritirato.\nangolo, un raggio di speranza si mescol\u00f2 alla miseria quasi comica della sua espressione.\nespressione quasi comica. Era apparentemente molto schietta.\n\n Forse non avrei dovuto cercare questo colloquio, signor Brantain;\nma, oh, mi sono sentita molto a disagio, quasi infelice dopo\nda quel piccolo incontro dell'altro pomeriggio. Quando ho pensato a come avreste potuto\ninterpretato male, e ho creduto che la speranza stesse chiaramente guadagnando\nsperanza stava chiaramente prendendo il sopravvento sull'infelicit\u00e0 nel viso rotondo e senza malizia di Brantain.\nCerto, so che per voi non \u00e8 niente, ma per il mio bene voglio che capiate che Mr.\ncapire che il signor Harvy \u00e8 un amico intimo di lunga data.\nSiamo sempre stati come cugini, come fratello e sorella, potrei dire.\nposso dire. \u00c8 il pi\u00f9 intimo collaboratore di mio fratello e spesso crede di avere diritto\ndi avere diritto agli stessi privilegi della famiglia. Oh, so che \u00e8\nassurdo, inopportuno, dirvi questo; persino indecoroso, stava quasi piangendo.\nquasi piangendo, ma per me fa molta differenza quello che tu pensi di me.\ndi me.  La sua voce era diventata molto bassa e agitata. L'infelicit\u00e0 era\nscomparsa dal volto di Brantain.\n\n Allora le interessa davvero quello che penso, signorina Nathalie? Posso chiamarla\nNathalie?  Svoltarono in un corridoio lungo e buio che era fiancheggiato da\nai lati di piante alte e graziose. Camminarono lentamente fino alla\nfine del corridoio. Quando si voltarono per tornare sui loro passi il volto di Brantain era\nera radioso e quello di lei era trionfante.\n\nHarvy era tra gli invitati al matrimonio; e la cerc\u00f2 in un raro momento in cui era sola.\nrari momenti in cui lei era sola.\n\n Suo marito, disse sorridendo, mi ha mandato a baciarla.\n\nUn rapido rossore le soffoc\u00f2 il viso e la gola rotonda e lucida.  Suppongo\nche sia naturale per un uomo sentirsi e agire generosamente in un'occasione del genere.\nquesto tipo. Mi ha detto che non vuole che il suo matrimonio interrompa del tutto\nla piacevole intimit\u00e0 che c'\u00e8 stata tra voi e me. Non so\nNon so cosa gli hai detto, con un sorriso insolente, ma mi ha mandato qui per\nmi ha mandato qui per baciarti.\n\nSi sentiva come un giocatore di scacchi che, grazie a un'abile gestione dei suoi pezzi,\nche vede la partita prendere il corso previsto. I suoi occhi erano luminosi e\ne teneri, con un sorriso, quando guardavano in quelli di lui; e le sue labbra sembravano\naffamate per il bacio che invitavano.\n\n Ma, sapete, continu\u00f2 tranquillamente, non glielo dissi, sarebbe sembrato ingrato, ma posso dirvi che\nsarebbe sembrato ingrato, ma posso dirglielo. Ho smesso di baciare le donne;\n\u00e8 pericoloso.\n\nEbbene, le rimanevano Brantain e il suo milione. Una persona non pu\u00f2 avere\ntutto a questo mondo; ed era un po' irragionevole da parte sua aspettarsi\naspettarsi tutto questo.\n\n\n\n\nUN PAIO DI CALZE DI SETA\n\n\nLa piccola signora Sommers si trov\u00f2 un giorno a possedere inaspettatamente quindici dollari.\nquindici dollari. Le sembr\u00f2 una somma molto grande e il modo in cui riempiva e ingrossava la sua vecchia\nmodo in cui riempiva e gonfiava la sua vecchia e logora _porte-monnaie_ le dava una sensazione di importanza che non provava da anni.\nle diede una sensazione di importanza che non provava da anni.\n\nLa questione degli investimenti la occupava molto. Per un giorno\nper un giorno o due cammin\u00f2 apparentemente in uno stato di sogno, ma in realt\u00e0\nassorbita da speculazioni e calcoli. Non voleva agire in modo affrettato\nagire frettolosamente, di fare qualcosa di cui avrebbe potuto pentirsi in seguito. Ma fu durante\nore di notte, quando giaceva sveglia e faceva girare i piani nella sua mente.\nmente che le sembrava di vedere chiaramente la strada verso un uso corretto e\nun uso corretto e giudizioso del denaro.\n\nAl prezzo che di solito si paga per le scarpe di Janie andrebbero aggiunti uno o due dollari.\nJanie, in modo da assicurarsi che durino pi\u00f9 a lungo del solito.\ndi quanto non facessero di solito. Avrebbe comprato tanti e tanti metri di percalle per le camicie nuove dei ragazzi, di Janie e di Mag.\nper nuove camicie per i ragazzi, Janie e Mag. Aveva intenzione di far\nquelle vecchie con un abile lavoro di rattoppo. Mag avrebbe dovuto avere un altro abito. Aveva\naveva visto dei bellissimi modelli, vere e proprie occasioni nelle vetrine.\nvetrine. E comunque sarebbe rimasto abbastanza per delle calze nuove, due paia a testa.\npaia a testa e che rammendo si sarebbe risparmiato per un po'! Avrebbe\ncappellini per i ragazzi e cappelli alla marinara per le ragazze. La visione della sua\nnido fresco e grazioso e nuovo per una volta nella loro vita\nla eccitava e la rendeva inquieta e sveglia per l'attesa.\n\nI vicini a volte parlavano di certi giorni migliori che la piccola Mrs.\nSommers aveva conosciuto prima di pensare di essere la signora Sommers.\nSommers. Lei stessa non si lasciava andare a una retrospettiva cos\u00ec morbosa. Non aveva\nnon aveva tempo, n\u00e9 un secondo di tempo da dedicare al passato. Le esigenze del presente\npresente assorbivano ogni sua facolt\u00e0. La visione del futuro, come un\nmostro smagrito e fioco a volte la spaventava, ma per fortuna il domani non arriva mai.\narriva mai.\n\nLa signora Sommers era una persona che conosceva il valore delle occasioni; che poteva stare ore e ore a fare la sua strada, centimetro per centimetro, verso l'oggetto desiderato che\nper ore a farsi strada, centimetro dopo centimetro, verso l'oggetto desiderato che\nche si vendeva sottocosto. Sapeva farsi strada a forza di gomitate, se necessario; aveva imparato a\naveva imparato ad afferrare un pezzo di merce, a tenerlo e ad attaccarlo con\ncon perseveranza e determinazione finch\u00e9 non arrivava il suo turno di essere servita, non importa quando\nnon importa quando fosse arrivato.\n\nMa quel giorno era un po' debole e stanca. Aveva ingerito un\npranzo leggero no! A pensarci bene, tra il dare da mangiare ai bambini, il sistemare la casa e il prepararsi per il\nbambini e la casa in ordine, e prepararsi per lo shopping, aveva dimenticato di pranzare.\nshopping, aveva davvero dimenticato di pranzare!\n\nSi sedette su uno sgabello girevole davanti a un bancone che era\nrelativamente deserto, cercando di raccogliere le forze e il coraggio per\nattraverso una moltitudine impaziente che stava assediando le corazzate di camicie e di\ne di prato figurato. Un sentimento di zoppia completamente svanito si era impadronito di lei e lei\ne poggiava la mano senza meta sul bancone. Non portava guanti. A poco a poco si rese conto\ngradualmente si rese conto che la sua mano aveva incontrato qualcosa di molto\nrilassante, molto piacevole da toccare. Abbass\u00f2 lo sguardo e vide che la sua mano\nsu un mucchio di calze di seta. Un cartello vicino annunciava che\nche il loro prezzo era stato ridotto da due dollari e cinquanta centesimi a un dollaro e novantotto centesimi.\nun dollaro e novantotto centesimi; e una giovane ragazza che stava dietro il bancone le chiese se volesse\nbancone le chiese se volesse esaminare la loro linea di calze di seta.\nLei sorrise, proprio come se le avessero chiesto di ispezionare un diadema di diamanti con l'obiettivo finale di acquistare\ndiamanti con l'obiettivo finale di acquistarlo. Ma continu\u00f2 a\na tastare con entrambe le mani gli oggetti morbidi e lucenti, tenendoli in alto per vederli scintillare.\nper vederli scintillare e per sentirli scivolare come serpenti tra le dita.\ntra le dita.\n\nDue macchie frenetiche si presentarono all'improvviso sulle sue guance pallide. Alz\u00f2 lo sguardo\nla ragazza.\n\n Pensi che ci sia qualche otto e mezzo tra questi?\n\nC'era un numero qualsiasi di otto e mezzo. In effetti, ce n'erano pi\u00f9 di\ndi quella misura pi\u00f9 di ogni altra. Qui c'era un paio azzurro chiaro; ce n'erano di\nlavanda, alcuni tutti neri e varie sfumature di marrone e grigio. La signora\nSommers ne scelse un paio nero e lo guard\u00f2 a lungo e da vicino.\nFece finta di esaminarne la consistenza, che il commesso le assicur\u00f2 essere eccellente.\nche il commesso le assicur\u00f2 che era eccellente.\n\n Un dollaro e novantotto centesimi, pens\u00f2 ad alta voce.  Bene, prender\u00f2\nquesta coppia.  Porse alla ragazza una banconota da cinque dollari e attese il resto e il pacco.\nil resto e il suo pacco. Che pacco molto piccolo! Sembrava\nperso nelle profondit\u00e0 della sua vecchia e malandata borsa della spesa.\n\nLa signora Sommers non si mosse pi\u00f9 in direzione del banco delle occasioni.\nbanco delle occasioni. Prese l'ascensore, che la port\u00f2 a un piano superiore\nnella regione delle sale d'attesa per signore. Qui, in un angolo ritirato\nangolo, cambi\u00f2 le sue calze di cotone con quelle nuove di seta che aveva appena\nseta che aveva appena comprato. Non stava affrontando un processo mentale acuto o un ragionamento\no di ragionamento con se stessa, n\u00e9 si sforzava di spiegare con\nil motivo della sua azione. Non stava affatto pensando. Sembrava\nSembrava che per il momento si stesse riposando da quella funzione faticosa e\nfunzione faticosa e che si fosse abbandonata a un impulso meccanico che dirigeva le sue azioni e\nmeccanico che dirigeva le sue azioni e la liberava dalle responsabilit\u00e0.\n\nCom'era bello il tocco della seta grezza sulla sua carne! Aveva voglia di\ndi sdraiarsi sulla poltrona imbottita e di godersi per un po' il\nlusso. Lo fece per un po'. Poi si rimise le scarpe,\narrotol\u00f2 le calze di cotone e le infil\u00f2 nella borsa.\nDopo aver fatto ci\u00f2, pass\u00f2 direttamente al reparto calzature e si sedette per\ne si sedette per farsi sistemare le scarpe.\n\nEra molto esigente. Il commesso non riusciva a distinguerla, non riusciva a\nnon riusciva a far combaciare le scarpe con le calze, e lei non si accontentava facilmente.\npiacere. Teneva indietro le gonne e girava i piedi in un senso e la testa in un altro\ntesta da un'altra parte mentre guardava gli stivali lucidi e a punta.\nstivali lucidi e a punta. Il piede e la caviglia erano molto belli. Non riusciva a rendersi conto\nche appartenevano a lei ed erano parte di s\u00e9. Voleva una\nuna calzata eccellente ed elegante, disse al giovane che la serviva,\ne non le importava la differenza di un dollaro o due in pi\u00f9 nel prezzo, purch\u00e9 ottenesse ci\u00f2 che desiderava.\nprezzo, purch\u00e9 ottenesse ci\u00f2 che desiderava.\n\nEra da molto tempo che la signora Sommers non indossava guanti. Nelle\nrare occasioni in cui ne aveva comprati un paio, erano sempre occasioni,\ncos\u00ec a buon mercato che sarebbe stato assurdo e irragionevole aspettarsi che\nche sarebbe stato assurdo e irragionevole aspettarsi che fossero adatti alla mano.\n\nOra appoggiava il gomito sul cuscino del bancone dei guanti e una giovane creatura graziosa e piacevole, delicata e abile nel tocco\ngiovane creatura graziosa e piacevole, delicata e abile nel tocco, disegn\u00f2 una\ncapretto dal lungo polso sulla mano della signora Sommers. Lo lisci\u00f2 sul polso e lo abbotton\u00f2\npolso e l'abbotton\u00f2 con cura, ed entrambe si persero per un secondo o due nella contemplazione\nper uno o due secondi nella contemplazione ammirata della piccola mano guantata e simmetrica.\nMa c'erano altri posti in cui il denaro poteva essere speso.\n\nC'erano libri e riviste accatastati nella vetrina di una bancarella a pochi\npassi lungo la strada. La signora Sommers compr\u00f2 due riviste di alto livello\ncome era stata abituata a leggere nei giorni in cui era stata\nquando era abituata ad altre cose piacevoli. Le port\u00f2 senza incartarle.\nPer quanto possibile, sollev\u00f2 le gonne alle strisce pedonali. Le sue\ncalze, gli stivali e i guanti ben aderenti avevano fatto miracoli nel suo portamento.\nIl portamento le aveva dato un senso di sicurezza, un senso di appartenenza alla moltitudine ben vestita.\nalla moltitudine ben vestita.\n\nAveva molta fame. In un'altra occasione avrebbe placato la voglia di cibo\ndi cibo fino a casa sua, dove si sarebbe preparata una tazza di t\u00e8 e avrebbe fatto uno spuntino con qualsiasi cosa disponibile.\nuna tazza di t\u00e8 e avrebbe fatto uno spuntino con qualsiasi cosa fosse disponibile.\nMa l'impulso che la guidava non le permetteva di pensare\nalcun pensiero del genere.\n\nAll'angolo c'era un ristorante. Non aveva mai varcato le sue porte;\ndall'esterno aveva talvolta intravisto damaschi immacolati e cristalli splendenti.\ne cristalli lucenti, e camerieri dal passo morbido che servivano gente di\nmoda.\n\nQuando entr\u00f2, il suo aspetto non dest\u00f2 alcuna sorpresa, n\u00e9 sgomento,\ncome aveva un po' temuto. Si sedette a un piccolo tavolo\ne un cameriere attento si avvicin\u00f2 subito per prendere le ordinazioni.\nNon voleva un'abbondanza; desiderava un boccone buono e saporito.\nuna mezza dozzina di blue-points, una cotoletta con crescione, qualcosa di dolce, un\nun dolce, ad esempio una crostata, un bicchiere di vino del Reno e, infine, una piccola tazza di caff\u00e8 nero.\nuna piccola tazza di caff\u00e8 nero.\n\nNell'attesa di essere servita, si tolse i guanti con molta calma e li pos\u00f2 accanto a s\u00e9.\ne li pos\u00f2 accanto a s\u00e9. Poi ha preso una rivista e l'ha sfogliata\nsfogliandola, tagliando le pagine con la lama smussata del suo coltello. Era tutto molto\npiacevole. Il damasco era ancora pi\u00f9 immacolato di quanto sembrasse dalla finestra e il cristallo pi\u00f9 scintillante.\nfinestra, e il cristallo pi\u00f9 scintillante. C'erano signore e\nche non si accorgevano di lei, che pranzavano ai piccoli tavoli come i suoi.\ncome il suo. Si sentiva una musica dolce e piacevole, e una leggera brezza\nbrezza che soffiava attraverso la finestra. Assaggi\u00f2 un boccone, lesse una o due parole e si\nuna o due parole, sorseggi\u00f2 il vino ambrato e mosse le dita dei piedi nelle calze di seta.\ncalze di seta. Il prezzo non faceva differenza. Cont\u00f2 i soldi al\nal cameriere e lasci\u00f2 una moneta in pi\u00f9 sul suo vassoio.\nlui si inchin\u00f2 davanti a lei come a una principessa di sangue reale.\n\nC'erano ancora dei soldi nella borsa e la prossima tentazione si present\u00f2 sotto forma di\nsotto forma di un poster per il matin\u00e9e.\n\nQuando entr\u00f2 in teatro era un po' pi\u00f9 tardi, lo spettacolo era iniziato e la sala le sembr\u00f2 gremita.\ne la sala le sembrava gremita. Ma c'erano posti liberi\ne in uno di questi venne fatta accomodare, tra donne vestite in modo brillante che erano andate l\u00ec per\ndonne brillantemente vestite che erano andate l\u00ec per ammazzare il tempo e mangiare caramelle\ne sfoggiare i loro abiti sgargianti. C'erano molti altri che erano l\u00ec\nsolo per lo spettacolo e la recitazione. Si pu\u00f2 dire che non c'era nessuno che\nnessuno presente che avesse lo stesso atteggiamento della signora Sommers nei confronti del suo\nSommers nei confronti di ci\u00f2 che la circondava. Ha raccolto l'intero palcoscenico, gli attori e le persone in un'unica impressione, assorbendola e godendola.\nun'unica grande impressione, che assorbiva e godeva. Rideva della commedia e piangeva\ncommedia e piangeva, insieme alla donna sgargiante accanto a lei, per la tragedia.\ntragedia. E ne parlarono un po' insieme. E la donna sgargiante\nsi asciug\u00f2 gli occhi e si mise a sniffare su un piccolo quadratino di pizzo profumato\ne pass\u00f2 alla piccola signora Sommers la sua scatola di caramelle.\n\nLo spettacolo \u00e8 finito, la musica \u00e8 cessata, la folla \u00e8 uscita. Era come se un\nsogno. La gente si disperse in tutte le direzioni. La signora Sommers and\u00f2 all'angolo\nall'angolo e aspett\u00f2 la funivia.\n\nUn uomo dagli occhi acuti, che sedeva di fronte a lei, sembrava apprezzare lo studio\ndel suo viso piccolo e pallido. Gli era difficile decifrare ci\u00f2 che vi vedeva.\nIn realt\u00e0, non vedeva nulla, a meno che non fosse abbastanza mago da individuare un desiderio struggente, un desiderio potente di\ndesiderio struggente, un desiderio potente che la funivia non si fermasse mai\nda nessuna parte, ma continuasse ad andare avanti con lei per sempre.\n\n\n\n\nIL SERRENTE\n\n\nI\n\nUna notte d'autunno alcuni uomini erano riuniti attorno a un fuoco sul pendio\ndi una collina. Appartenevano a un piccolo distaccamento di forze confederate\ne stavano aspettando l'ordine di marcia. Le loro uniformi grigie erano consumate oltre\nal limite della trasandatezza. Uno degli uomini stava riscaldando qualcosa in una tazza di latta\ndi latta sulle braci. Due erano sdraiati a figura intera a poca distanza\nmentre un quarto stava cercando di decifrare una lettera e si era avvicinato alla luce.\nvicino alla luce. Si era slacciato il colletto e buona parte della camicia di flanella.\ncamicia di flanella.\n\n Cos'hai al collo, Ned? chiese uno degli uomini che giacevano nell'oscurit\u00e0.\nnell'oscurit\u00e0.\n\nNed o Edmond si allacciarono meccanicamente un altro bottone della camicia e non risposero.\nnon rispose. Continu\u00f2 a leggere la sua lettera.\n\n \u00c8 la foto del tuo cuore?\n\n Non contaminare la foto di nessuna ragazza, offr\u00ec l'uomo al fuoco. Aveva tolto\nla sua tazza di latta e stava mescolando il suo sporco contenuto con un piccolo bastone.\nbastone.  \u00c8 un incantesimo, una specie di hoodoo che uno di quei sacerdoti\npreti gli ha dato per tenerlo fuori dai guai. Conosco i cattolici.\n\u00c8 cos\u00ec che Frenchy \u00e8 stato autorizzato e non si \u00e8 mai fatto un graffio da quando \u00e8 nei ranghi.\nda quando \u00e8 nei ranghi. Ehi, French! Non ho ragione?  Edmond alz\u00f2 lo sguardo\ndistrattamente dalla sua lettera.\n\n Che cosa c'\u00e8?\n\n Non \u00e8 un ciondolo quello che hai al collo?\n\n Deve essere cos\u00ec, Nick, rispose Edmond con un sorriso.  Non so come ho fatto a\ncome avrei potuto passare questo anno e mezzo senza.\n\nLa lettera aveva fatto venire a Edmond il mal di cuore e il mal di casa. Si distese\nsi distese sulla schiena e guard\u00f2 le stelle lampeggianti. Ma\nnon pensava a loro n\u00e9 a nient'altro che a un certo giorno di primavera\nquando le api ronzavano tra le clematidi; quando una ragazza lo stava salutando.\naddio a lui. Riusciva a vederla mentre si slacciava dal collo il medaglione\nche aveva allacciato al suo. Era un medaglione d'oro vecchio stile\nd'oro di vecchio stampo, con le miniature del padre e della madre con i loro nomi e la\ndata del loro matrimonio. Era il suo bene terreno pi\u00f9 prezioso.\nEdmond poteva sentire di nuovo le pieghe della morbida veste bianca della ragazza, e\ne vedere l'abbassamento delle maniche d'angelo mentre lei cingeva le sue belle braccia attorno al collo di\ncollo di lui. Il suo dolce viso, accattivante, patetico, tormentato dal dolore della separazione, gli apparve come un'immagine vivida.\nseparazione, gli apparve davanti vivido come la vita. Si gir\u00f2,\nseppellendo il viso nel braccio e rimase l\u00ec, fermo e immobile.\n\nLa notte profonda e infida, con il suo silenzio e la sua parvenza di pace, si pos\u00f2 sull'accampamento.\npace si pos\u00f2 sull'accampamento. Sogn\u00f2 che la bella Octavie gli portava una lettera.\nuna lettera. Non aveva una sedia da offrirle e si sentiva dolorante e\nimbarazzato per le condizioni dei suoi abiti. Si vergognava del cibo\ncibo scadente che costituiva la cena in cui la preg\u00f2 di unirsi a loro.\ndi unirsi a loro.\n\nSogn\u00f2 un serpente che si avvolgeva intorno alla sua gola e che, quando si sforzava di afferrarlo, scivolava via dalla sua presa.\nafferrarlo, la cosa viscida scivolava via dalla sua presa. Poi il suo sogno\nera un clamore.\n\n Prendete i vostri abiti! Voi! Frenchy!  Nick gli stava urlando in faccia. C'era\nc'era quello che sembrava essere un agitarsi e un precipitarsi piuttosto che un movimento regolare.\nmovimento. Il fianco della collina era animato da rumori e movimenti, da improvvise luci\nluci nascenti tra i pini. A est l'alba si stava dispiegando\ndall'oscurit\u00e0. Il suo barlume era ancora fioco nella pianura sottostante.\n\n Di che cosa si tratta? si chiedeva un grosso uccello nero appollaiato in cima all'albero pi\u00f9 alto.\ndell'albero pi\u00f9 alto. Era un vecchio solitario e un saggio, ma non era abbastanza saggio da indovinare\nsaggio abbastanza da indovinare di cosa si trattasse. Cos\u00ec per tutto il giorno continu\u00f2 a\na sbattere le palpebre e a chiedersi.\n\nIl rumore giunse fino alla pianura e alle colline e svegli\u00f2 i bambini che dormivano nelle loro culle.\ni piccoli bambini che dormivano nelle loro culle. Il fumo si arricciava\nverso il sole e ombreggiava la pianura, cos\u00ec che gli uccelli stupidi pensarono che stesse per piovere.\npensavano che stesse per piovere; ma il saggio lo sapeva bene.\n\n Sono bambini che giocano, pens\u00f2.  Ne sapr\u00f2 di pi\u00f9\nse osserver\u00f2 abbastanza a lungo.\n\nAll'approssimarsi della notte si erano tutti dileguati con il loro frastuono e il loro fumo.\nfumo. Allora il vecchio uccello si riemp\u00ec le piume. Finalmente aveva\ncapito! Con un battito delle sue grandi ali nere si lanci\u00f2 verso il basso,\nverso la pianura.\n\nUn uomo stava attraversando la pianura. Era vestito con gli abiti\ndi un ecclesiastico. La sua missione era quella di amministrare le consolazioni della\ndella religione a tutte le figure prostrate in cui poteva ancora\nuna scintilla di vita. Un negro lo accompagnava, portando un secchio d'acqua e un fiasco di vino.\nun fiasco di vino.\n\nQui non c'erano feriti; erano stati portati via. Ma la ritirata\nera stata affrettata e gli avvoltoi e i buoni samaritani avrebbero dovuto\nguardare ai morti.\n\nC'era un soldato, un semplice ragazzo, che giaceva con la faccia rivolta al cielo. Le sue\nmani stringevano il manto erboso su entrambi i lati e le unghie delle dita erano\ndi terra e di pezzetti d'erba che aveva raccolto nel suo\ndisperata presa sulla vita. Il suo moschetto non c'era pi\u00f9, era senza cappello e il suo\nviso e gli indumenti erano rovinati. Intorno al collo aveva una catena d'oro e un medaglione.\nmedaglione d'oro. Il sacerdote, chinandosi su di lui, slacci\u00f2 la catena e la tolse dal collo del soldato morto.\ndal collo del soldato morto. Si era abituato ai terrori della\nguerra e riusciva ad affrontarli senza paura; ma il suo pathos, in qualche modo, portava sempre le lacrime al suo vecchio, debole\nportava le lacrime ai suoi vecchi occhi spenti.\n\nL'angelus risuonava a mezzo miglio di distanza. Il sacerdote e il negro\ninginocchiati e mormorarono insieme la benedizione della sera e una preghiera per i\ni morti.\n\nII\n\nLa pace e la bellezza di un giorno di primavera erano scese sulla terra come una\nuna benedizione. Lungo la strada frondosa che costeggiava uno stretto e tortuoso torrente della Louisiana centrale\ntorrente della Louisiana centrale, rombava una cabriolet vecchio stile, molto\ndi gran lunga peggiore per l'uso duro e rude su strade e viottoli di campagna. I\ncavalli neri e grassi andavano al trotto lento e misurato, nonostante le continue\nnonostante le continue sollecitazioni da parte del cocchiere grasso e nero. All'interno del\nveicolo erano seduti la bella Octavie e il suo vecchio amico e vicino,\ngiudice Pillier, che era venuto a portarla a fare un giro mattutino.\n\nOctavie indossava un semplice abito nero, severo nella sua semplicit\u00e0. Una stretta\nuna stretta cintura in vita e le maniche erano raccolte in polsini aderenti.\npolsini aderenti. Aveva scartato la gonna a cerchio e appariva come una suora.\nuna suora. Sotto le pieghe del corpetto si annidava il vecchio medaglione.\nOra non lo mostrava pi\u00f9. Era tornato a lei santificato ai suoi\nsantificato ai suoi occhi; reso prezioso, come a volte lo sono le cose materiali, dall'essere per sempre\nidentificate per sempre con un momento significativo della propria esistenza.\n\nCento volte aveva riletto la lettera con cui il medaglione le era tornato\nera tornato a lei. Non pi\u00f9 tardi di quella mattina l'aveva riletta\nla lettera. Mentre si sedeva accanto alla finestra, lisciando la lettera sul suo\nginocchia, odori pesanti e speziati le giungevano insieme ai canti degli uccelli e al ronzio degli insetti\ne il ronzio degli insetti nell'aria.\n\nEra cos\u00ec giovane e il mondo era cos\u00ec bello che le venne un senso di irrealt\u00e0 quando lesse pi\u00f9 e pi\u00f9 volte il libro del sacerdote.\nun senso di irrealt\u00e0 mentre leggeva e rileggeva la lettera del sacerdote.\nsacerdote. Raccontava di quel giorno d'autunno che volgeva al termine, con l'oro e il rosso che si spegnevano a occidente e la notte che si addensava di ombre.\ne il rosso che si spegnevano a ovest, e la notte che raccoglieva le sue ombre\nper coprire i volti dei morti. Non poteva credere che uno di quei morti fosse il suo!\nmorti fosse il suo! con il volto alzato verso il cielo grigio in un'agonia di supplica.\nagonia di supplica. Uno spasmo di resistenza e ribellione si impadron\u00ec di lei.\nl'ha travolta. Perch\u00e9 la primavera era qui con i suoi fiori e il suo\nrespiro seducente se lui era morto! Perch\u00e9 era qui! Che cosa aveva ancora\na che fare con la vita e i vivi!\n\nOctavie aveva vissuto molti momenti di disperazione di questo tipo, ma non era mai mancata una benedetta\nrassegnazione non aveva mai mancato di seguirla, e allora cadde su di lei come un\nun manto e l'avvolse.\n\n Diventer\u00f2 vecchia, silenziosa e triste come la povera zia Tavie\", mormor\u00f2 tra s\u00e9 e s\u00e9 mentre ripiegava la lettera e la riponeva nella segreteria.\ntra s\u00e9 e s\u00e9 mentre ripiegava la lettera e la riponeva nella segreteria.\nGi\u00e0 si dava un'aria un po' pudica come la zia Tavie. Camminava\ncamminava con una lentezza che imitava inconsciamente Mademoiselle Tavie.\nche qualche afflizione giovanile aveva privato di un compenso terreno, lasciando\nlasciandola in possesso delle illusioni della giovinezza.\n\nMentre sedeva nella vecchia cabriolet accanto al padre del suo amante morto,\nOctavie prov\u00f2 di nuovo il terribile senso di perdita che l'aveva\nche l'aveva assalita cos\u00ec spesso in precedenza. L'anima della sua giovinezza reclamava a gran voce i suoi diritti.\ndiritti, per partecipare alla gloria e all'esultanza del mondo. Si appoggi\u00f2\nall'indietro e si strinse un po' di pi\u00f9 il velo intorno al viso. Era un vecchio\nEra un vecchio velo nero di sua zia Tavie. Era arrivata una zaffata di polvere dalla strada e lei si asciug\u00f2 le guance.\ne lei si pul\u00ec le guance e gli occhi con il suo morbido fazzoletto bianco, un fazzoletto fatto in casa.\nfazzoletto, un fazzoletto fatto in casa, ricavato da una vecchia sottoveste di mussola.\nmussola.\n\n Mi faresti il favore, Octavie, chiese il giudice con il tono cortese che non abbandonava mai, di togliere quel velo che ti ha fatto perdere la testa?\ntono cortese che non abbandonava mai, di togliere il velo che indossate.\nindossate. Sembra in qualche modo fuori armonia con la bellezza e la promessa del giorno.\ngiornata.\n\nLa ragazza cedette obbedientemente al desiderio della sua vecchia compagna e\ne, slacciando l'ingombrante e cupo drappeggio della cuffia, lo pieg\u00f2 ordinatamente e lo pos\u00f2 sul sedile di fronte a lei.\nordinatamente e lo pos\u00f2 sul sedile di fronte a lei.\n\n Ah! Cos\u00ec va meglio; molto meglio! disse con un tono che esprimeva\nun sollievo illimitato.  Non metterlo mai pi\u00f9, cara.  Octavie si sent\u00ec un po'\nferita; come se lui volesse privarla di partecipare al peso dell'afflizione\ndi afflizione che era stato posto su tutti loro. Di nuovo tir\u00f2 fuori\nil vecchio fazzoletto di mussola.\n\nAvevano lasciato la grande strada e svoltato in una pianura che in passato era stata un vecchio prato.\nera stato un vecchio prato. C'erano ciuffi di alberi spinosi qua e l\u00e0, splendidi nel loro splendore\ndi alberi spinosi, splendidi nel loro splendore primaverile. Alcuni bovini stavano pascolando\nin lontananza in punti dove l'erba era alta e rigogliosa. All'estremit\u00e0\nall'estremit\u00e0 del prato c'era l'imponente siepe di lill\u00e0, che costeggiava il viottolo che portava alla casa del giudice Pillier.\nche conduceva alla casa del giudice Pillier, e il profumo dei suoi fiori pesanti\nli accolse come un morbido e tenero abbraccio di benvenuto.\n\nQuando si avvicinarono alla casa, l'anziano signore mise un braccio intorno alle spalle della ragazza e, rivolgendole il viso, le disse\nspalle della ragazza e, voltandole il viso verso di s\u00e9, le disse:  Non credi che\nNon pensi che in un giorno come questo possano accadere dei miracoli? Quando tutta la\nterra vibra di vita, non ti sembra, Octavie, che il cielo potrebbe per una volta\ncielo potrebbe per una volta cedere e restituirci i nostri morti?  Parlava molto\nbasso, in modo consigliato e impressionante. Nella sua voce c'era un vecchio tremolio che\nnon abituale e c'era agitazione in ogni linea del suo viso.\nLei lo guardava con occhi pieni di supplica e con un certo terrore di gioia.\nterrore della gioia.\n\nAvevano attraversato la strada con la siepe imponente da un lato e il prato aperto dall'altro.\nda un lato e il prato aperto dall'altro. I cavalli avevano\naccelerato il loro passo pigro. Quando svoltarono nel viale che portava alla\nalla casa, un intero coro di cantori piumati lanci\u00f2 un improvviso torrente di saluti\ndi saluto melodioso dai loro nascondigli di foglie.\n\nOctavie si sent\u00ec come se fosse passata in uno stadio dell'esistenza che era\ncome un sogno, pi\u00f9 struggente e reale della vita. C'era la vecchia casa grigia\ncasa grigia con le sue gronde spioventi. In mezzo a una macchia di verde, e in modo confuso, lei\nvedeva volti familiari e sentiva voci come se venissero da lontano, attraverso i campi.\ncampi, e Edmond la stava abbracciando. Il suo Edmond morto, il suo Edmond vivo,\ne sent\u00ec il battito del suo cuore contro di lei e l'estasi straziante dei suoi baci\nestasiante dei suoi baci che si sforzavano di risvegliarla. Era come se lo spirito della\nvita e la primavera che si risvegliava avessero restituito l'anima alla sua giovinezza e\ne l'avessero fatta gioire.\n\nMolte ore dopo, Octavie estrasse il medaglione dal suo petto e guard\u00f2 Edmond con uno sguardo interrogativo.\nguard\u00f2 Edmond con uno sguardo interrogativo.\n\n Era la sera prima di un fidanzamento, ha detto.  Nella fretta dell'incontro e della\ne la ritirata del giorno dopo, non me ne sono mai accorto finch\u00e9 il combattimento non \u00e8\nbattaglia era terminata. Pensavo ovviamente di averla persa nella foga della lotta, ma...\nlotta, ma era stato rubato.\n\n Rubata, rabbrivid\u00ec, e pens\u00f2 al soldato morto con il viso\nalzato verso il cielo in un'agonia di supplica.\n\nEdmond non disse nulla; ma pens\u00f2 al suo compagno, quello che si era\nche si era sdraiato nell'ombra, quello che non aveva detto nulla.\n\n\n\n\nUNA RIFLESSIONE\n\n\nAlcune persone nascono con un'energia vitale e reattiva. Non solo permette loro di\nal passo con i tempi, ma li qualifica a fornire, con la loro personalit\u00e0, una buona parte della forza motrice\nnella propria personalit\u00e0 una buona parte della forza motrice del ritmo forsennato.\nritmo. Sono esseri fortunati. Non hanno bisogno di comprendere il\nsignificato delle cose. Non si stancano e non perdono il passo, n\u00e9 cadono in disgrazia e non si mettono in disparte.\nn\u00e9 si allontanano dal gruppo e si perdono per strada, per poi rimanere a contemplare\nla processione in movimento.\n\nAh! Quella commovente processione che mi ha lasciato sul ciglio della strada! I suoi\nfantastici colori sono pi\u00f9 brillanti e belli del sole sulle\nacque ondeggianti. Che importa se le anime e i corpi cadono sotto i piedi della\nsotto i piedi della moltitudine in continuo movimento! Si muove con il maestoso\nritmo delle sfere. I suoi scontri discordanti salgono verso l'alto in un'unica\ntono armonioso che si fonde con la musica degli altri mondi per completare l'orchestra di Dio.\nl'orchestra di Dio.\n\n\u00c8 pi\u00f9 grande delle stelle, quella processione in movimento dell'energia umana;\npi\u00f9 grande della terra che palpita e delle cose che vi crescono. Oh!\nPotrei piangere per essere stato lasciato in disparte; lasciato con l'erba e le nuvole e qualche stupido animale.\nnuvole e qualche animale muto. \u00c8 vero, mi sento a casa nella societ\u00e0 di questi\nquesti simboli dell'immutabilit\u00e0 della vita. Nella processione dovrei sentire\ni piedi che schiacciano, le discordie che si scontrano, le mani spietate e il respiro\nrespiro soffocante. Non riuscivo a sentire il ritmo della marcia.\n\nSalviamoci! Voi cuori muti. Restiamo fermi e aspettiamo sul ciglio della strada."},{"titolo":"Persuasione","autore":"Jane Austen","categoria":"Romanzo","contenuto":"CAPITOLO I.\n\n\nSir Walter Elliot, di Kellynch Hall, nel Somersetshire, era un uomo che,\nper il proprio divertimento, non prendeva mai in mano altri libri se non il Baronetage; l\u00ec\ntrovava un'occupazione per le ore di ozio e una consolazione in quelle di angoscia.\nle sue facolt\u00e0 venivano stimolate all'ammirazione e al rispetto, contemplando la\ncontemplando il limitato residuo dei primi brevetti; l\u00ec ogni sensazione sgradevole\nsensazioni sgradite, derivanti da questioni domestiche, si trasformavano naturalmente\nin piet\u00e0 e disprezzo quando sfogliava le quasi infinite creazioni del secolo scorso.\ndel secolo scorso; e l\u00ec, se ogni altra foglia era impotente, poteva leggere la propria storia con interesse\npoteva leggere la propria storia con un interesse che non veniva mai meno. Questa\nera la pagina in cui si apriva sempre il volume preferito:\n\n ELLIOT DI KELLYNCH HALL.\n\n\n Walter Elliot, nato il 1\u00b0 marzo 1760, spos\u00f2, il 15 luglio 1784, Elizabeth,\nfiglia di James Stevenson, Esq. di South Park, nella contea di Gloucester.\nGloucester, dalla quale (che mor\u00ec nel 1800) ebbe come figli Elizabeth, nata il\n1 giugno 1785; Anne, nata il 9 agosto 1787; un figlio nato morto, il 5 novembre,\n1789; Mary, nata il 20 novembre 1791.\n\nProprio cos\u00ec il paragrafo era uscito dalle mani del tipografo.\nmani; ma Sir Walter lo aveva migliorato aggiungendo, per l'informazione sua e della sua famiglia, queste parole, dopo la data della morte di Maria.\nlui stesso e la sua famiglia, queste parole, dopo la data di nascita di Mary\nsposato, il 16 dicembre 1810, Charles, figlio ed erede di Charles Musgrove, Esq.\nMusgrove, Esq. di Uppercross, nella contea di Somerset, e inserendo con precisione il giorno della nascita di Mary.\ninserendo con precisione il giorno del mese in cui aveva perso la moglie.\nmoglie.\n\nSeguirono poi la storia e l'ascesa dell'antica e rispettabile famiglia\nfamiglia, nei termini consueti; come si fosse insediata per la prima volta nel Cheshire;\ncome menzionata in Dugdale, in qualit\u00e0 di alto sceriffo,\nrappresentando un borough in tre successivi parlamenti, gli sforzi di lealt\u00e0 e la dignit\u00e0 di barone.\nlealt\u00e0 e dignit\u00e0 di baronetto, nel primo anno di Carlo II, con tutte le Mary ed Elizabeth\ncon tutte le Marie ed Elisabetta che avevano sposato, formando in tutto due bei\ndue belle pagine in duodecimo, e si conclude con le armi e il motto\nmotto: Sede principale, Kellynch Hall, nella contea di Somerset, e la scrittura di Sir Walter di nuovo in questa pagina.\nLa calligrafia di Sir Walter \u00e8 di nuovo in questo finale:\n\n Erede presuntivo, William Walter Elliot, Esq. pronipote del secondo Sir Walter.\nsecondo Sir Walter.\n\nLa vanit\u00e0 \u00e8 stata l'inizio e la fine del carattere di Sir Walter Elliot;\nvanit\u00e0 della persona e della situazione. Era stato straordinariamente bello in giovent\u00f9\ngiovent\u00f9 e, a cinquantaquattro anni, era ancora un uomo molto bello. Poche donne\npoche donne potevano pensare al loro aspetto personale pi\u00f9 di lui, n\u00e9 potevano\nn\u00e9 il valletto di un nuovo signore poteva essere pi\u00f9 soddisfatto del posto che occupava in societ\u00e0.\nin societ\u00e0. Considerava la benedizione della bellezza inferiore solo alla\ndi un baronetto; e Sir Walter Elliot, che univa queste doti, era sempre oggetto di\nquesti doni, era l'oggetto costante del suo rispetto e della sua devozione.\ndevozione.\n\nIl suo bell'aspetto e il suo rango avevano una giusta pretesa sul suo attaccamento; poich\u00e9\npoich\u00e9 ad essi doveva una moglie di carattere molto superiore a qualsiasi\ndi carattere superiore a qualsiasi altra cosa meritata dal suo. Lady Elliot era una donna eccellente,\nsensibile e amabile; il cui giudizio e la cui condotta, se si pu\u00f2 perdonare l'infatuazione giovanile\nse si poteva perdonare l'infatuazione giovanile che l'aveva resa Lady Elliot, non avevano mai\nrichiesta di indulgenza in seguito. Aveva assecondato, o ammorbidito, o\nnascosto le sue mancanze e promosso la sua reale rispettabilit\u00e0 per diciassette anni.\ndiciassette anni; e sebbene non fosse l'essere pi\u00f9 felice del mondo\nanche lei, aveva trovato abbastanza nei suoi doveri, nei suoi amici e nei suoi figli,\nper attaccarsi alla vita e non farle perdere di vista il momento in cui\nquando fu chiamata a lasciarli. Tre ragazze, le due maggiori\nsedici e quattordici anni, era un'eredit\u00e0 terribile da lasciare in eredit\u00e0 a una madre.\nun'incombenza terribile da affidare all'autorit\u00e0 e alla guida di un padre presuntuoso e sciocco.\npadre presuntuoso e sciocco. Aveva, per\u00f2, un'amica molto intima, una donna\nuna donna sensibile e meritevole, che era stata portata, da un forte attaccamento\na se stessa, a stabilirsi vicino a lei, nel villaggio di Kellynch; e sulla sua gentilezza e sui suoi consigli\nsua gentilezza e sui suoi consigli, Lady Elliot contava principalmente per il miglior aiuto e il mantenimento\ne il mantenimento dei buoni principi e dell'istruzione che aveva\nfiglie.\n\nQuesto amico e Sir Walter non si sposarono, qualunque cosa si potesse\nanticipato su questo punto dalla loro conoscenza. Erano passati tredici anni\ntredici anni dalla morte di Lady Elliot, erano ancora vicini di casa e intimi amici.\nvicini di casa e amici intimi, e uno rimase vedovo, l'altro\nvedovo, l'altro.\n\nChe Lady Russell, di et\u00e0 e carattere solidi, ed estremamente ben\ndi et\u00e0 e di carattere, ed estremamente benestante, non abbia pensato a un secondo matrimonio, non ha bisogno di\nscuse al pubblico, che \u00e8 piuttosto incline a essere irragionevolmente\nscontento quando una donna si risposa, piuttosto che quando non lo fa.\nma il fatto che Sir Walter continui a rimanere single richiede una spiegazione. Che si sappia\nche Sir Walter, come un buon padre, (avendo avuto una o due delusioni private in\ndelusioni private in domande molto irragionevoli),\nsi vantava di rimanere single per il bene delle sue care figlie. Per\nuna figlia, la maggiore, avrebbe davvero rinunciato a qualsiasi cosa,\nche non fosse stato molto tentato di fare. Elisabetta era riuscita,\na sedici anni, tutto ci\u00f2 che era possibile, dei diritti e delle conseguenze di sua madre.\ndi sua madre; ed essendo molto bella e molto simile a lui, il suo\ninfluenza era sempre stata grande e avevano continuato a vivere insieme molto\nfelicemente. Gli altri due figli erano di valore molto inferiore. Maria aveva\nMary aveva acquisito un po' di importanza artificiale, diventando la signora Charles\nMusgrove; ma Anne, con un'eleganza di mente e una dolcezza di carattere che\ncarattere, che l'avrebbero collocata in alto presso qualsiasi persona di vera\ndi vera comprensione, non era nessuno n\u00e9 con il padre n\u00e9 con la sorella; la sua parola non aveva peso, la sua convenienza era sempre\nLa sua parola non aveva peso, la sua convenienza era sempre quella di cedere il passo, era solo Anne.\n\nPer Lady Russell, infatti, era una figlia prediletta e molto apprezzata.\nfiglioccia, favorita e amica. Lady Russell le amava tutte, ma\nsolo in Anne poteva immaginare che la madre rivivesse di nuovo.\n\nQualche anno prima, Anne Elliot era stata una ragazza molto bella, ma il suo splendore era svanito presto.\nera svanita presto; e poich\u00e9 anche al suo apice il padre aveva trovato poco da ammirare in lei (tanto era diversa la sua delicata\npadre aveva trovato poco da ammirare in lei (i suoi lineamenti delicati e i suoi occhi scuri erano cos\u00ec\nlineamenti delicati e i miti occhi scuri di lei), non c'era nulla in loro, ora che era sbiadita.\nora che era sbiadita e magra, per suscitare la sua stima. Non aveva\nnon aveva mai nutrito molte speranze, ora non ne aveva pi\u00f9, di leggere il suo nome in\nin qualsiasi altra pagina della sua opera preferita. Tutta l'uguaglianza dell'alleanza doveva\nElisabetta, perch\u00e9 Maria si era semplicemente legata a un'antica famiglia di campagna\nfamiglia di campagna rispettabile e con una grande fortuna, e aveva quindi\ntutti gli onori e non ne aveva ricevuto nessuno: Elisabetta, un giorno o l'altro, si sarebbe\nElisabetta, un giorno o l'altro, si sarebbe sposata in modo adeguato.\n\nA volte capita che una donna sia pi\u00f9 bella a ventinove anni di quanto non lo fosse dieci anni prima.\ndi quanto lo fosse dieci anni prima; e, in generale, se non c'\u00e8 stata n\u00e9 cattiva salute n\u00e9 ansia, \u00e8 un momento della vita in cui difficilmente\nsalute o ansia, \u00e8 un momento della vita in cui non si perde quasi\nquasi nessun fascino si perde. Era cos\u00ec anche per Elizabeth, ancora la stessa bella\nElliot che aveva iniziato a essere tredici anni prima, e Sir Walter poteva essere scusato\nSir Walter poteva essere scusato, quindi, per aver dimenticato la sua et\u00e0 o, per lo meno, essere ritenuto\nessere considerato solo un mezzo sciocco, per aver pensato a se stesso e a Elizabeth come a un fiore\ncome sempre, in mezzo al naufragio del bell'aspetto di tutti gli altri; perch\u00e9 poteva vedere chiaramente\npoteva vedere chiaramente quanto invecchiasse tutto il resto della sua famiglia e dei suoi conoscenti.\nfamiglia e dei conoscenti. Anne sparuta, Mary rozza, tutti i visi del vicinato peggiorati.\ndel vicinato, e il rapido aumento della zampa di gallina intorno alle tempie di Lady Russell.\nLady Russell alle tempie lo angosciava da tempo.\n\nElizabeth non era all'altezza del padre in quanto a soddisfazione personale.\nPer tredici anni era stata la padrona di Kellynch Hall, presiedendo e dirigendo con una\npresiedere e dirigere con una padronanza e una decisione che non avrebbero mai potuto\nche non avrebbe mai potuto dare l'idea di essere pi\u00f9 giovane di quanto non fosse. Per tredici anni\nper tredici anni aveva fatto gli onori di casa, dettando le leggi domestiche a\na casa, a guidare la strada verso la carrozza e le quattro, a camminare\nsubito dopo Lady Russell da tutti i salotti e le sale da pranzo del paese.\nsale da pranzo del paese. Tredici inverni di gelate rotanti avevano\ngelo l'avevano vista aprire tutte le possibilit\u00e0 di credito che il quartiere\ntredici primavere con i loro fiori, mentre si recava a Londra con suo padre per\nLondra con il padre, per godersi ogni anno, per qualche settimana, il grande mondo.\ngrande mondo. Aveva il ricordo di tutto questo, aveva la consapevolezza di avere\nconsapevolezza di avere nove anni e vent'anni che le davano qualche rimpianto e qualche\nqualche apprensione; era pienamente soddisfatta di essere ancora\ndi essere ancora bella come sempre, ma sentiva che si stava avvicinando agli anni del pericolo e avrebbe\ndi essere certa di essere adeguatamente sollecitata da un\nsangue di baronetto entro i prossimi dodici mesi o due. Allora avrebbe potuto di nuovo\ncon lo stesso piacere della sua prima giovinezza,\nma ora non le piaceva. Essere sempre presentata con la data della propria\ne non vedere seguire un matrimonio se non quello di una sorella minore,\nil libro era un male; e pi\u00f9 di una volta, quando il padre lo aveva lasciato aperto sul tavolo vicino a lei, aveva\naperto sul tavolo vicino a lei, lei lo aveva chiuso, con gli occhi distolti, e lo aveva spinto via.\ne l'aveva spinto via.\n\nAveva avuto una delusione, inoltre, che quel libro, e soprattutto la\nstoria della sua famiglia, devono sempre presentare il ricordo.\nL'erede presunto, proprio lui, William Walter Elliot, Esq.\ndiritti era stato cos\u00ec generosamente sostenuto dal padre, l'aveva delusa.\nlei.\n\nLo aveva fatto da giovanissima, non appena lo aveva conosciuto,\nnel caso in cui non avesse avuto un fratello, il futuro baronetto, intendeva sposarlo.\nsposarlo e suo padre aveva sempre voluto che lo facesse. Lui non era\nnon era stato conosciuto da loro da ragazzo; ma subito dopo la morte di Lady Elliot, Sir Walter aveva cercato di conoscerlo.\nWalter aveva cercato di conoscerlo e, sebbene le sue profferte non fossero state accolte con\nnon erano state accolte con calore, aveva perseverato nella ricerca, tenendo conto del\ndi un modesto ripiegamento della giovent\u00f9; e, in una delle loro escursioni primaverili a Londra, quando Elizabeth era\ngite primaverili a Londra, quando Elizabeth era al suo primo sbocciare, Mr.\nElliot era stato costretto a presentarsi.\n\nA quel tempo era un uomo molto giovane, appena impegnato nello studio della legge.\nlegge; Elisabetta lo trov\u00f2 estremamente simpatico e ogni piano a suo favore fu confermato.\nfavore fu confermato. Fu invitato a Kellynch Hall; se ne parl\u00f2 e lo si attese per tutto il resto dell'anno.\ne lo si aspettava per tutto il resto dell'anno, ma non venne mai. La primavera successiva\nprimavera successiva fu visto di nuovo in citt\u00e0, fu trovato altrettanto gradevole, di nuovo\nincoraggiato, invitato e atteso, ma ancora una volta non venne.\nnotizia successiva fu che si era sposato. Invece di spingere la sua fortuna\nnella linea tracciata per l'erede della casa di Elliot, aveva acquistato indipendenza\ninvece di spingere la sua fortuna nella linea tracciata per l'erede della casa di Elliot, si era comprato l'indipendenza unendosi a una donna ricca di\ndi nascita inferiore.\n\nSir Walter si era risentito. In quanto capo della casa, sentiva che avrebbe dovuto essere\navrebbe dovuto essere consultato, soprattutto dopo aver preso il giovane per mano cos\u00ec pubblicamente.\nPerch\u00e9 dovevano essere stati visti insieme, osserv\u00f2, una volta da Tattersall e due volte nell'atrio del palazzo.\nuna volta da Tattersall e due volte nell'atrio della Camera dei Comuni.\nComuni.  La sua disapprovazione fu espressa, ma apparentemente molto poco considerata.\nconsiderata. Mr. Elliot non aveva tentato di scusarsi e si era mostrato come\ndi essere pi\u00f9 a lungo notato dalla famiglia, cos\u00ec come Sir Walter lo considerava indegno di esserlo.\nSir Walter lo considerava indegno: ogni conoscenza tra loro era cessata.\ncessata ogni conoscenza tra loro.\n\nQuesta storia molto imbarazzante di Mr Elliot era ancora, dopo un intervallo di anni\nanni, era sentita con rabbia da Elizabeth, che aveva apprezzato quell'uomo per\nper se stesso e ancor pi\u00f9 per il fatto di essere l'erede di suo padre, e il cui forte orgoglio familiare vedeva solo in _lui_ un giusto partito per Sir Walter.\nfamiglia non poteva che vedere in lui un giusto partito per la figlia maggiore di Sir Walter Elliot.\nElliot. Non c'era un baronetto dalla A alla Z che i suoi sentimenti avrebbero potuto\nsentimenti avrebbe potuto riconoscere cos\u00ec volentieri come un suo pari. Eppure si era comportato cos\u00ec\nmiseramente si era comportato, che sebbene lei fosse in questo momento (l'estate del 1814)\n(l'estate del 1814) indossasse dei nastri neri per la moglie, non poteva\nnon poteva ammettere che valesse la pena di pensare ancora a lui. Il disonore del suo primo\nmatrimonio avrebbe potuto, forse, visto che non c'era motivo di supporre che\nperpetuata dalla prole, sarebbe stata superata, se lui non avesse fatto di peggio;\nma aveva, come per l'abituale intervento di amici gentili, informato di\nerano stati informati, aveva parlato in modo irrispettoso di tutti loro, in modo\ndi tutti loro, in modo sprezzante e irrispettoso dello stesso sangue a cui apparteneva e degli\ngli onori che gli sarebbero spettati in futuro. Questo non poteva essere\nperdonato.\n\nTali erano i sentimenti e le sensazioni di Elliot; tali erano le preoccupazioni di\ndi legare, le agitazioni di variare, l'uniformit\u00e0 e l'eleganza, la prosperit\u00e0 e il nulla della sua vita.\nprosperit\u00e0 e il nulla della sua scena di vita; tali i sentimenti da dare interesse\nper dare interesse a una residenza lunga e senza eventi in un circolo di campagna,\nper riempire i posti vacanti in cui non c'erano abitudini utili all'estero, n\u00e9 talenti o capacit\u00e0 per la casa.\ntalenti o capacit\u00e0 per la casa, da occupare.\n\nMa ora, un'altra occupazione e sollecitudine della mente cominciava ad essere\na queste. Suo padre era sempre pi\u00f9 in difficolt\u00e0 per il denaro. Sapeva,\nche, quando ora aveva assunto il titolo di baronetto, era per far fronte alle pesanti fatture dei suoi commercianti e ai\nfatture dei suoi commercianti e i suggerimenti sgraditi di Mr Shepherd, il suo agente, dai suoi pensieri.\nShepherd, il suo agente, dai suoi pensieri. La propriet\u00e0 di Kellynch era buona, ma non era all'altezza\nall'altezza delle aspettative di Sir Walter circa lo stato richiesto al suo possessore.\nFinch\u00e9 Lady Elliot era in vita, c'erano stati metodo, moderazione ed economia.\neconomia, che lo avevano mantenuto all'interno delle sue entrate; ma con lei era morta ogni\ncon lei era morta tutta questa rettitudine, e da quel momento era stato\nda quel momento aveva costantemente ecceduto. Non gli era stato possibile spendere meno\nmeno; non aveva fatto altro che quello che Sir Walter Elliot era stato imperiosamente\nMa, per quanto irreprensibile, non solo si stava indebitando terribilmente, ma stava anche\nnon solo si stava indebitando terribilmente, ma se ne sentiva parlare cos\u00ec spesso che era diventato vano\nvano tentare di nasconderlo pi\u00f9 a lungo, anche solo in parte, a sua figlia. Egli\naveva fatto qualche accenno a questa situazione la scorsa primavera in citt\u00e0; era arrivato persino a dire\na dire: \"Possiamo ritirarci? Non ti viene in mente che ci sia\nc'\u00e8 un solo articolo in cui possiamo ridurre?\nper renderle giustizia, nel primo ardore dell'allarme femminile, si era messa seriamente a pensare\npensare a cosa si potesse fare, e alla fine aveva proposto questi due rami di\ndi economia, di tagliare alcune carit\u00e0 non necessarie e di astenersi dal\ndi astenersi dall'arredare il salotto; a questi espedienti aggiunse poi il felice pensiero\naggiunse il felice pensiero che non avrebbero portato alcun regalo ad Anna, come era\ncome era consuetudine annuale. Ma queste misure, per quanto buone di per s\u00e9\ndi per s\u00e9, erano insufficienti per la reale portata del male, per il quale Sir Walter si vide costretto a\nche Sir Walter fu costretto a confessarle poco dopo.\npoco dopo, Sir Walter fu costretto a confessarle. Elizabeth non aveva nulla da proporre di pi\u00f9 efficace. Si sentiva\nsi sentiva maltrattata e sfortunata, cos\u00ec come il padre; e nessuno dei due era in grado di escogitare\nnessuno dei due era in grado di escogitare un qualsiasi mezzo per ridurre le spese\nsenza compromettere la propria dignit\u00e0 o rinunciare alle proprie comodit\u00e0 in un modo\nin un modo che non poteva essere sopportato.\n\nSir Walter poteva disporre solo di una piccola parte della sua propriet\u00e0.\nma se ogni acro fosse stato alienabile, non avrebbe fatto alcuna differenza.\ndifferenza. Aveva acconsentito a ipotecare per quanto ne aveva la possibilit\u00e0,\nma non avrebbe mai acconsentito a vendere. No, non avrebbe mai disonorato il suo\nnome fino a questo punto. La propriet\u00e0 di Kellynch doveva essere trasmessa intera e\nintera, cos\u00ec come l'aveva ricevuta.\n\nI loro due amici confidenti, il signor Shepherd, che viveva nella vicina citt\u00e0 di\ne Lady Russell, furono chiamati a consigliarli;\ne sia il padre che la figlia sembravano aspettarsi che qualcosa\ndi uno o dell'altro per eliminare gli imbarazzi e ridurre le spese senza\nridurre le spese, senza che ci\u00f2 comportasse la perdita di qualsiasi indulgenza\ndi gusto o di orgoglio.\n\n\n\n\nCAPITOLO II.\n\n\nIl signor Shepherd, un avvocato civile e prudente, che, qualunque sia la sua posizione o le sue opinioni su Sir Walter, preferiva\no le sue opinioni su Sir Walter, avrebbe preferito che il _disaccordo_\ndi Sir Walter, preferirebbe che il \"disaccordo\" venisse suggerito da chiunque altro.\ne si limit\u00f2 a raccomandare un implicito riferimento all'eccellente giudizio di Lady Russell.\neccellente giudizio di Lady Russell, dal cui noto buon senso si aspettava di avere\nsi aspettava che gli venissero consigliate misure risolute come quelle che lui intendeva\ndi veder adottate alla fine.\n\nLady Russell era molto ansiosa di affrontare l'argomento e lo prendeva in seria considerazione.\nmolto seriamente. Era una donna piuttosto solida che di\ncapacit\u00e0, le cui difficolt\u00e0 nel prendere una decisione in questo caso\ndecisione in questo caso era grande, a causa dell'opposizione di due principi fondamentali. Lei stessa\nera di una rigorosa integrit\u00e0, con un delicato senso dell'onore; ma era altrettanto desiderosa di salvare Sir Walter.\nera tanto desiderosa di salvare i sentimenti di Sir Walter, quanto sollecita per il credito della\nper il credito della famiglia, aristocratica nelle sue idee di ci\u00f2 che era dovuto a loro, come chiunque di buon senso e di\ndi ci\u00f2 che era loro dovuto, come chiunque di buon senso e onesto poteva essere. Era una\nbenevola, caritatevole, buona e capace di forti legami,\nmolto corretta nella sua condotta, severa nelle sue nozioni di decoro, e con modi\nmaniere che erano considerate uno standard di buona educazione. Aveva una\nmente coltivata e, in generale, era razionale e coerente.\nma aveva dei pregiudizi legati all'ascendenza; aveva un valore per il rango e le\nvalore per il rango e l'importanza, che la rendeva un po' cieca ai difetti di chi li possedeva.\ndifetti di coloro che li possedevano. Lei stessa, vedova di un cavaliere,\ndi un cavaliere, dava alla dignit\u00e0 di un baronetto tutto ci\u00f2 che le spettava; e Sir Walter,\nindipendentemente dalle sue pretese di vecchia conoscenza, di vicino attento, di padrone di casa\nvicino di casa, padrone di casa premuroso, marito della sua carissima amica,\npadre di Anne e delle sue sorelle, Sir Walter aveva, secondo lei, il diritto di avere\ndi Sir Walter, a suo avviso, aveva diritto a molta compassione e considerazione\nnelle sue attuali difficolt\u00e0.\n\nDovevano ritirarsi; questo non ammetteva dubbi. Ma lei era molto\nansiosa di farlo con il minor dolore possibile per lui ed Elizabeth.\nElizabeth. Elabor\u00f2 piani di risparmio, fece calcoli precisi,\ne fece quello che nessun altro aveva pensato di fare: consult\u00f2 Anne, che non sembrava\nche non era mai stata considerata dagli altri come interessata alla questione.\nquestione. Si consult\u00f2, e in un certo senso ne fu influenzata, per\nnel delineare il piano di riduzione che alla fine fu sottoposto a Sir Walter.\nSir Walter. Ogni modifica di Anne era stata fatta a favore dell'onest\u00e0 e contro l'importanza.\ncontro l'importanza. Voleva misure pi\u00f9 incisive, una riforma pi\u00f9 completa, una pi\u00f9 rapida liberazione\nuna riforma pi\u00f9 completa, una pi\u00f9 rapida liberazione dai debiti, un tono molto pi\u00f9 alto di\ndi indifferenza per tutto tranne che per la giustizia e l'equit\u00e0.\n\n Se riusciamo a convincere tuo padre a fare tutto questo, disse Lady Russell,\nsfogliando i suoi fogli, si potr\u00e0 fare molto. Se adotter\u00e0 queste\nSe adotter\u00e0 queste regole, in sette anni sar\u00e0 libero; e spero che riusciremo a convincere lui ed Elizabeth che Kellynch Hall \u00e8 rispettabile.\nspero che riusciremo a convincere lui ed Elizabeth che Kellynch Hall ha una rispettabilit\u00e0\nche Kellynch Hall ha una rispettabilit\u00e0 che non pu\u00f2 essere intaccata da queste riduzioni.\ndignit\u00e0 di Sir Walter Elliot sar\u00e0 ben lungi dall'essere sminuita agli occhi delle persone\nagli occhi delle persone sensibili, agendo come un uomo di principio. Cosa far\u00e0, infatti, se non\ncosa far\u00e0, in effetti, se non quello che molte delle nostre prime famiglie hanno\nhanno fatto o dovrebbero fare? Non ci sar\u00e0 nulla di singolare nel suo caso; e\n\u00e8 la singolarit\u00e0 che spesso fa la parte peggiore delle nostre sofferenze, cos\u00ec come\ndella nostra sofferenza, come lo \u00e8 sempre della nostra condotta. Ho grandi speranze di prevalere. Dobbiamo\nDobbiamo essere seri e decisi, perch\u00e9 in fondo chi ha contratto dei debiti deve pagarli.\ndebiti deve pagarli; e anche se molto \u00e8 dovuto ai sentimenti del gentiluomo e alla testa del\ngentiluomo e del capofamiglia, come vostro padre, c'\u00e8 molto di pi\u00f9 dovuto al carattere di un\nmolto ai sentimenti di un gentiluomo e di un capofamiglia come vostro padre, c'\u00e8 molto di pi\u00f9 dovuto al carattere di un uomo onesto.\n\nQuesto era il principio in base al quale Anne voleva che suo padre procedesse\nsuo padre procedesse, che i suoi amici lo esortassero. Considerava un atto\nun atto di dovere imprescindibile eliminare le pretese dei creditori con tutta\ncon tutta la rapidit\u00e0 che le riduzioni pi\u00f9 ampie potevano garantire,\ne non vedeva alcuna dignit\u00e0 in qualcosa di inferiore. Voleva che fosse\nprescritto, e lo sentiva come un dovere. Valutava l'influenza di Lady Russell\nRussell; e per quanto riguarda il severo grado di abnegazione che la sua stessa coscienza le\ncoscienza, credeva che ci sarebbero state poche difficolt\u00e0 a convincerle\npersuaderle a una riforma completa, piuttosto che a una mezza riforma. La sua\nconoscenza di suo padre e di Elisabetta la portava a pensare che il sacrificio di un paio di cavalli\nsacrificio di un paio di cavalli sarebbe stato difficilmente meno doloroso di quello di\ndi entrambi, e cos\u00ec via, attraverso l'intero elenco delle riduzioni troppo gentili di Lady Russell.\nriduzioni.\n\nCome si sarebbero potute prendere le richieste pi\u00f9 rigide di Anne \u00e8 di poco conto.\ndi poco conto. Quelle di Lady Russell non ebbero alcun successo: non potevano essere sopportate\nnon potevano essere sopportate, non dovevano essere sopportate.  Cosa? Ogni comodit\u00e0 della vita eliminata!\nViaggi, Londra, servit\u00f9, cavalli, restrizioni a tavola e restrizioni\nogni dove! Non vivere pi\u00f9 con la decenza di un gentiluomo privato!\ngentiluomo! No, avrebbe preferito abbandonare subito Kellynch Hall, piuttosto che rimanerci\nin condizioni cos\u00ec vergognose.\n\n Lasciate Kellynch Hall\".  Il suggerimento fu subito raccolto da Mr Shepherd,\nil cui interesse era coinvolto nella realt\u00e0 del ritiro di Sir Walter,\ne che era perfettamente convinto che non si sarebbe fatto nulla senza un\ncambio di dimora.  Dal momento che l'idea era stata lanciata proprio nel quartiere\nche avrebbe dovuto dettare le regole, non aveva alcuno scrupolo a confessare che il suo\ngiudizio di essere completamente da quella parte. Non gli sembrava che\nWalter avrebbe potuto modificare in modo sostanziale il suo stile di vita in una casa che\nche aveva un tale carattere di ospitalit\u00e0 e di antica dignit\u00e0 da sostenere. In\nin qualsiasi altro luogo Sir Walter avrebbe potuto giudicare da solo, e sarebbe stato considerato\ncome regolatore dei modi di vita in qualsiasi modo avesse deciso di\ndi modellare la sua casa.\n\nSir Walter avrebbe lasciato Kellynch Hall; e dopo pochi giorni di dubbi e indecisioni, la grande questione di dove andare fu risolta.\ndubbi e indecisioni, la grande questione di dove sarebbe dovuto andare fu risolta\ne si delinearono i primi contorni di questo importante cambiamento.\n\nLe alternative erano tre: Londra, Bath o un'altra casa in campagna.\ncampagna. Tutti i desideri di Anne erano stati per quest'ultima. Una piccola casa\nnel loro quartiere, dove avrebbero potuto avere ancora la compagnia di Lady Russell, essere ancora vicini a Mary\nRussell, stare vicino a Mary e avere il piacere di vedere a volte i prati e i boschetti di\ndi vedere i prati e i boschetti di Kellynch, era l'oggetto della sua ambizione.\nambizione. Ma la solita sorte di Anna l'ha accompagnata, con qualcosa di\ndi qualcosa di molto opposto alle sue inclinazioni. Non le piaceva Bath e non pensava che le convenisse\nBath non le piaceva e non pensava che le andasse a genio; e Bath doveva essere la sua casa.\n\nSir Walter all'inizio aveva pensato pi\u00f9 a Londra; ma il signor Shepherd sentiva che non poteva\nche non ci si poteva fidare di lui a Londra, ed era stato abbastanza abile da\ndissuaderlo e fargli preferire Bath. Era un posto molto pi\u00f9 sicuro\nmolto pi\u00f9 sicuro per un gentiluomo nella sua situazione: l\u00ec avrebbe potuto essere importante\ncon una spesa relativamente bassa. I due vantaggi materiali di Bath rispetto a Londra\nLondra erano stati ovviamente considerati con tutto il loro peso: la sua pi\u00f9 comoda\ndistanza da Kellynch, solo cinquanta miglia, e il fatto che Lady Russell vi trascorreva\nparte di ogni inverno; e con grande soddisfazione di Lady Russell, le cui prime idee su Kellynch\nLady Russell, la cui prima opinione sul progetto di cambiamento era stata per\nBath, Sir Walter ed Elizabeth furono indotti a credere che non avrebbero perso n\u00e9 conseguenze n\u00e9 divertimento\nnon avrebbero perso n\u00e9 conseguenze n\u00e9 piaceri stabilendosi l\u00ec.\n\nLady Russell si sent\u00ec costretta a opporsi ai desideri della sua cara Anne. Sarebbe\nsarebbe stato troppo pretendere che Sir Walter scendesse in una piccola casa nel suo\nnel suo stesso quartiere. Anne stessa avrebbe trovato le mortificazioni\ndi ci\u00f2 pi\u00f9 di quanto prevedesse, e per Sir Walter dovevano essere terribili.\ndevono essere stati terribili. E per quanto riguarda l'antipatia di Anne nei confronti di Bath, lei la considerava un pregiudizio e un errore\ndi Bath, lo considerava un pregiudizio e un errore derivante, in primo luogo, dalla\ndalla circostanza che era stata a scuola l\u00ec per tre anni, dopo la morte della madre.\nmadre; e in secondo luogo, dal fatto che non fosse di buon\ndi buon umore l'unico inverno che aveva trascorso l\u00ec da sola.\nse stessa.\n\nLady Russell amava Bath, insomma, ed era disposta a pensare che dovesse andare bene a tutti.\ne per quanto riguarda la salute della sua giovane amica, passando tutti i mesi caldi con lei a Kellynch Lodge, avrebbe evitato ogni pericolo.\nmesi caldi con lei a Kellynch Lodge, ogni pericolo sarebbe stato evitato;\ne in effetti si trattava di un cambiamento che avrebbe fatto bene sia alla salute che allo spirito.\nbene sia alla salute che allo spirito. Anne era stata troppo poco a casa, troppo poco vista. Il suo spirito\nnon era alto. Una societ\u00e0 pi\u00f9 ampia lo avrebbe migliorato. Voleva che fosse\nessere pi\u00f9 conosciuta.\n\nL'indesiderabilit\u00e0 di qualsiasi altra casa nello stesso quartiere per\nSir Walter era certamente rafforzata da una parte, e una parte molto\nparte materiale del progetto, che era stata felicemente innestata all'inizio.\nall'inizio. Non solo avrebbe lasciato la sua casa, ma l'avrebbe vista nelle mani di altri.\ndi altri; una prova di forza d'animo che teste pi\u00f9 forti di quelle di Sir Walter\nhanno trovato eccessivo. Kellynch Hall doveva essere affittata. Questo, per\u00f2, era un\nun segreto profondo, da non spifferare al di fuori della loro cerchia.\n\nSir Walter non avrebbe potuto sopportare la degradazione di essere conosciuto per\nche si progettava di affittare la sua casa. Mr Shepherd aveva menzionato una volta la parola\n pubblicit\u00e0, ma non os\u00f2 mai pi\u00f9 accostarla. Sir Walter rifiutava l'idea\nl'idea che venisse offerta in qualsiasi modo; proibiva che venisse fatto il minimo accenno\ndi avere tale intenzione; e fu solo in base all'ipotesi che fosse spontaneamente\nsupposizione che fosse stato spontaneamente sollecitato da qualche\nineccepibile, alle sue condizioni e come grande favore,\nche lo avrebbe lasciato fare.\n\nCome sono veloci le ragioni per approvare ci\u00f2 che ci piace! Lady Russell ne aveva\nun'altra eccellente a portata di mano, per essere estremamente contenta che Sir Walter\ne la sua famiglia dovessero lasciare il paese. Elizabeth aveva\nElizabeth aveva stretto un'intimit\u00e0 che desiderava vedere interrotta. Era\ncon la figlia di Mr. Shepherd, che era tornata, dopo un matrimonio non\nmatrimonio infelice, a casa del padre, con l'ulteriore\nfardello di due figli. Era una giovane donna intelligente, che comprendeva\nl'arte di compiacere l'arte di compiacere, almeno, a Kellynch Hall;\ne che si era resa cos\u00ec gradita alla signorina Elliot, da essere stata\ndi essere gi\u00e0 stata ospitata pi\u00f9 di una volta, a dispetto di tutto ci\u00f2 che Lady\nRussell, che riteneva un'amicizia del tutto fuori luogo, potesse accennare a cautela e riserbo.\ncautela e di riserbo.\n\nLady Russell, in effetti, non aveva quasi alcuna influenza su Elizabeth, e sembrava amarla\nSembrava che la amasse pi\u00f9 perch\u00e9 voleva amarla che perch\u00e9\nElizabeth lo meritava. Non aveva mai ricevuto da lei pi\u00f9 che\nattenzioni esteriori, nulla che andasse al di l\u00e0 delle osservanze di compiacenza; non aveva mai ottenuto\nnon aveva mai avuto successo in nessun punto che voleva portare avanti, contro\nprecedente inclinazione. Era stata pi\u00f9 volte molto seria nel cercare di\ndi far partecipare Anna alla visita a Londra, sensibilmente aperta a tutte le\ningiustizia e al discredito degli accordi egoistici che la escludevano.\ne in molte altre occasioni minori aveva cercato di dare a Elizabeth il vantaggio\ndi dare a Elizabeth il vantaggio del suo miglior giudizio e della sua esperienza, ma sempre invano.\ninvano: Elizabeth voleva andare per la sua strada, e mai l'aveva perseguita in\npi\u00f9 decisa opposizione a Lady Russell che in questa scelta di Mrs.\nClay; allontanandosi dalla societ\u00e0 di una sorella cos\u00ec meritevole, per concedere il suo\nper concedere il suo affetto e la sua fiducia a una persona che per lei avrebbe dovuto essere\nsolo l'oggetto di una lontana cortesia.\n\nDalla situazione, la signora Clay era, secondo la stima di Lady Russell, una compagna molto\nLady Russell, una compagna molto impari e, per il suo carattere, molto pericolosa;\ne un allontanamento che avrebbe lasciato la signora Clay alle spalle e avrebbe portato una scelta di\npi\u00f9 adatti alla portata della signorina Elliot, era quindi un\nun oggetto di primaria importanza.\n\n\n\n\nCAPITOLO III.\n\n\n Mi permetto di osservare, Sir Walter, disse il signor Shepherd una mattina a Kellynch\nuna mattina a Kellynch Hall, mentre deponeva il giornale, che la situazione attuale \u00e8\npresente congiuntura \u00e8 molto a nostro favore. Questa pace far\u00e0 sbarcare a terra tutti\nnostri ricchi ufficiali di marina a terra. Vorranno tutti una casa. Non potrebbe\nnon potrebbe essere un momento migliore, Sir Walter, per avere una scelta di inquilini, molto\nresponsabili. Molte nobili fortune sono state fatte durante la guerra.\nSe un ricco ammiraglio dovesse venire sulla nostra strada, Sir Walter\n\n Sarebbe un uomo molto fortunato, Pastore, rispose Sir Walter; questo \u00e8\ntutto ci\u00f2 che ho da osservare. Kellynch Hall sarebbe davvero un premio per lui;\nanzi il premio pi\u00f9 grande di tutti, che ne abbia gi\u00e0 presi tanti\nprima; ehi, Pastore?\n\nIl signor Shepherd rise, come sapeva di dover fare, a questa battuta di spirito, e poi aggiunse\n\n Presumo di osservare, Sir Walter, che, per quanto riguarda gli affari,\ni gentiluomini della marina sono ben disposti a trattare con loro. Ho avuto modo di conoscere\nconoscenza dei loro metodi di fare affari, e sono libero di confessare\nche hanno idee molto liberali e che sono in grado di essere\naffittuari desiderabili come nessun altro gruppo di persone che si possa incontrare. Quindi,\nSir Walter, quello che vorrei suggerire \u00e8 che, se in seguito a\nse si spargesse la voce della vostra intenzione, cosa che deve essere\nche deve essere considerata come una cosa possibile, perch\u00e9 sappiamo quanto sia difficile\nle azioni e i progetti di una parte del mondo dall'attenzione e dalla curiosit\u00e0 dell'altra.\ndalla curiosit\u00e0 dell'altra parte del mondo; le conseguenze hanno il loro peso; io, John Shepherd, potrei nascondere qualsiasi\nShepherd, potrei nascondere qualsiasi questione di famiglia che scelgo, perch\u00e9 nessuno\nnessuno penserebbe che valga la pena di osservarmi; ma Sir Walter Elliot\nha occhi puntati su di lui che potrebbe essere molto difficile eludere; e\nquindi, mi azzardo a dire che non mi sorprender\u00e0 molto se, con tutte le nostre cautele\nnon mi sorprender\u00e0 molto se, con tutta la nostra cautela, si diffonder\u00e0 qualche voce della verit\u00e0\ndi verit\u00e0; nella supposizione di ci\u00f2, come stavo per osservare, dal momento che\napplicazioni seguiranno indiscutibilmente, riterrei particolarmente degno di nota qualsiasi\nricchi comandanti di marina che valga la pena di essere presa in considerazione.\ndi aggiungere che due ore mi porteranno qui in qualsiasi momento, per risparmiarvi la fatica di rispondere.\ndi rispondere.\n\nSir Walter si limit\u00f2 ad annuire. Ma poco dopo, alzandosi e camminando per la\nstanza, osserv\u00f2 sarcastico\n\n Immagino che siano pochi i gentiluomini della Marina che non si stupirebbero di trovarsi in una casa del genere.\nnon sarebbero sorpresi di trovarsi in una casa di questo tipo.\n\n Senza dubbio si guardavano intorno e benedicevano la loro fortuna,\nLa signora Clay era presente: suo padre l'aveva accompagnata.\nnulla \u00e8 cos\u00ec utile alla salute della signora Clay come un viaggio a Kellynch.\nKellynch: ma sono d'accordo con mio padre nel pensare che un marinaio potrebbe\nessere un inquilino molto desiderabile. Ho conosciuto un bel po' di questa professione;\ne oltre alla loro liberalit\u00e0, sono cos\u00ec ordinati e attenti in tutti i loro modi!\nmodi! I suoi preziosi quadri, Sir Walter, se volesse lasciarli, sarebbero perfettamente al sicuro.\nlasciarli, sarebbero perfettamente al sicuro. Tutto quello che c'\u00e8 dentro e fuori casa\nsarebbe curato in modo cos\u00ec eccellente! I giardini e gli arbusti\nsarebbero tenuti in ordine quasi come lo sono ora. Non deve avere\nNon deve temere, signorina Elliot, che i suoi dolci giardini fioriti vengano trascurati.\n\n Per quanto riguarda tutto questo, rispose Sir Walter con freddezza, supponendo che io sia indotto ad affittare la mia casa\nad affittare la mia casa, non ho ancora deciso i privilegi da\nprivilegi da annettere ad essa. Non sono particolarmente disposto a\na favorire un affittuario. Il parco sarebbe ovviamente aperto a lui, e pochi ufficiali della marina\nufficiali della marina, o uomini di qualsiasi altra descrizione, possono avere un tale raggio d'azione;\nma le restrizioni che potrei imporre sull'uso delle\ndei campi di piacere, \u00e8 un'altra cosa. Non mi piace l'idea che i miei\nnon mi piace l'idea che i miei cespugli siano sempre accessibili; e consiglierei alla signorina\nElliot di stare in guardia per quanto riguarda il suo giardino fiorito. Sono molto\nsono molto poco disposta a concedere a un inquilino di Kellynch Hall qualsiasi favore\nfavore, vi assicuro, sia che si tratti di un marinaio o di un soldato.\n\nDopo una breve pausa, il signor Shepherd ebbe la presunzione di dire\n\n In tutti questi casi, esistono degli usi consolidati che rendono tutto\ntutto semplice e chiaro tra proprietario e affittuario. I suoi interessi, Sir Walter,\nsono in mani sicure. Contate su di me perch\u00e9 mi assicuri che nessun affittuario\nabbia pi\u00f9 dei suoi giusti diritti. Mi permetto di insinuare che Sir Walter\nElliot non possa essere cos\u00ec geloso per i suoi, come John Shepherd lo sar\u00e0 per lui.\nper lui.\n\nQui Anne parl\u00f2\n\n Credo che la marina, che ha fatto cos\u00ec tanto per noi, abbia almeno un diritto uguale a quello di qualsiasi altro gruppo di uomini\ndi tutti i comfort e di tutti i privilegi che ogni casa pu\u00f2 offrire.\nprivilegi che ogni casa pu\u00f2 dare. I marinai lavorano abbastanza duramente per i loro\ncomfort, dobbiamo ammetterlo tutti.\n\n Molto vero, molto vero. Quello che dice Miss Anne \u00e8 verissimo, \u00e8 stata la risposta di Mr.\nShepherd, e Oh! certamente, fu la risposta di sua figlia; ma il commento di Sir\nWalter fu, poco dopo, il commento di\n\n La professione ha la sua utilit\u00e0, ma mi dispiacerebbe se un mio amico vi appartenesse.\nmio amico appartenervi.\n\n Infatti! fu la risposta, e con uno sguardo di sorpresa.\n\n S\u00ec, \u00e8 offensivo per me in due punti; ho due forti motivi di obiezione.\nobiezione. In primo luogo, in quanto \u00e8 il mezzo per portare persone di\ndi nascita oscura a un'indebita distinzione e di innalzare uomini a onori che\npadri e nonni non si sarebbero mai sognati di farlo; e in secondo luogo perch\u00e9\ndi un uomo la sua giovinezza e il suo vigore: un marinaio invecchia\nun marinaio invecchia prima di qualsiasi altro uomo. L'ho osservato per tutta la vita. Un uomo rischia di pi\u00f9\nin marina rischia maggiormente di essere insultato dall'ascesa di uno il cui\npadre, a cui suo padre avrebbe potuto disdegnare di rivolgere la parola, e di diventare\nprematuramente un oggetto di disgusto, pi\u00f9 che in qualsiasi altro settore. Un\nprimavera scorsa, in citt\u00e0, ero in compagnia di due uomini, esempi eclatanti di ci\u00f2 di cui sto parlando.\ndi ci\u00f2 di cui sto parlando: Lord St Ives, il cui padre, come tutti sappiamo, era un curato di campagna.\npadre era un curato di campagna che non aveva pane per i suoi denti; io dovevo lasciare il posto a Lord St.\nLord St Ives, e un certo ammiraglio Baldwin, la persona dall'aspetto pi\u00f9\ndeplorevole che si possa immaginare; il suo volto aveva il colore del mogano, era ruvido e\nmogano, ruvido e scabroso fino all'ultimo grado; tutto rughe e rughe,\nnove capelli grigi su un lato e solo un po' di cipria in cima.  In\nnome del cielo, chi \u00e8 questo vecchio?\nche si trovava l\u00ec vicino (Sir Basil Morley).  Vecchio! grid\u00f2 Sir\nBasil, \u00e8 l'ammiraglio Baldwin. Quale pensi sia la sua et\u00e0?\n Sessanta, dissi, o forse sessantadue.   Quaranta, rispose Sir Basil,\n quaranta e non di pi\u00f9.  Immaginate il mio stupore; non dimenticher\u00f2 facilmente l'ammiraglio Baldwin.\ndimenticare facilmente l'ammiraglio Baldwin. Non ho mai visto un esempio cos\u00ec miserabile di ci\u00f2 che pu\u00f2\ndi ci\u00f2 che pu\u00f2 fare una vita di mare; ma in un certo senso, so che \u00e8 la stessa cosa per tutti: sono tutti\ntutti: sono tutti sballottati ed esposti a ogni clima e a ogni tempo.\nclima e a tutte le intemperie, finch\u00e9 non sono pi\u00f9 in grado di farsi vedere. \u00c8 un\npeccato che non vengano colpiti in testa subito, prima che raggiungano\nBaldwin.\n\n No, Sir Walter, grid\u00f2 la signora Clay, questo \u00e8 davvero severo. Abbiate un\nun po' di piet\u00e0 per questi poveri uomini. Non siamo tutti nati per essere belli. Il\nIl mare non abbellisce, certo; i marinai invecchiano presto, l'ho osservato.\nl'ho osservato; perdono presto l'aspetto della giovinezza. Ma non \u00e8 forse lo stesso\nnon \u00e8 forse cos\u00ec per molte altre professioni, forse per la maggior parte delle altre? I soldati, in\nsoldati, nel servizio attivo, non stanno affatto meglio; e anche nelle professioni pi\u00f9 tranquille\nprofessioni pi\u00f9 tranquille, c'\u00e8 una fatica e un lavoro della mente, se non del corpo, che raramente lascia\ncorpo, che raramente lascia l'aspetto di un uomo all'effetto naturale del tempo.\nL'avvocato si affanna, con molta attenzione; il medico \u00e8 in piedi a tutte le ore,\ne viaggia con ogni tempo; e persino l'ecclesiastico si \u00e8 fermato un momento a considerare\nun momento a considerare cosa si potrebbe fare per l'ecclesiastico; e anche l'ecclesiastico, si sa, \u00e8 costretto a\necclesiastico, si sa, \u00e8 costretto ad andare in stanze infette e ad esporre la sua salute e il suo aspetto\nla sua salute e il suo aspetto a tutti i danni di un'atmosfera velenosa. In effetti\nIn realt\u00e0, come sono convinto da tempo, anche se ogni professione \u00e8\nnecessario e onorevole a sua volta, \u00e8 solo la sorte di coloro che\nnon sono obbligati a seguirne alcuna, che possono vivere in maniera regolare, in\ncampagna, scegliendo i propri orari, seguendo le proprie attivit\u00e0 e\nvivere con le proprie propriet\u00e0, senza il tormento di cercare di ottenere di pi\u00f9;\n\u00e8 solo loro la sorte, dico, di godere al massimo delle benedizioni della salute e del buon\ndi salute e di un bell'aspetto al massimo: non conosco altri uomini che perdano\nche perdono qualcosa della loro personalit\u00e0 quando cessano di essere abbastanza giovani.\n\nSembrava che il signor Shepherd, in questa ansia di esprimere la buona volont\u00e0 di Sir Walter\nSir Walter nei confronti di un ufficiale di marina come inquilino, fosse stato dotato di preveggenza.\ndi preveggenza; infatti la prima richiesta per la casa fu da parte di un\nAmmiraglio Croft, con il quale poco dopo si trov\u00f2 in compagnia per\nTaunton; e in effetti aveva ricevuto un accenno all'ammiraglio.\nun accenno all'ammiraglio da un corrispondente di Londra. Dal rapporto che\nche si affrett\u00f2 a fare a Kellynch, l'Ammiraglio Croft era originario del\nSomersetshire, che avendo acquisito un'ottima fortuna, desiderava stabilirsi nel suo paese e\ndi stabilirsi nel suo paese e si era recato a Taunton per\ndi Taunton per visionare alcuni posti pubblicizzati nelle immediate vicinanze, che per\u00f2 non gli erano piaciuti,\nche non gli erano piaciuti; che, avendo saputo per caso che era proprio come aveva predetto, Mr.\naveva predetto, Mr Shepherd ha osservato che le preoccupazioni di Sir Walter non potevano\nnon potevano essere tenute segrete) di aver sentito per caso della possibilit\u00e0 di affittare Kellynch\nKellynch Hall di essere affittata, e comprendendo il suo (del signor Shepherd) legame\nproprietario, si era presentato da lui per fare delle\nparticolari indagini e, nel corso di un lungo colloquio, aveva espresso una forte\nconferenza, aveva espresso una forte inclinazione per il posto come un uomo\nche lo conosceva solo per descrizione; e aveva dato al signor Shepherd, nella sua\nShepherd, nel suo esplicito resoconto di s\u00e9, tutte le prove di essere un inquilino\nresponsabile e idoneo inquilino.\n\n E chi \u00e8 l'ammiraglio Croft? fu la fredda e sospettosa domanda di Sir Walter.\n\nMr. Shepherd rispose che apparteneva a una famiglia di gentiluomini, e\ne menzion\u00f2 un luogo; e Anne, dopo la piccola pausa che segu\u00ec,\naggiunse\n\n \u00c8 un contrammiraglio dei bianchi. Ha partecipato all'azione di Trafalgar e da allora \u00e8 stato nelle Indie Orientali.\n\u00e8 stato nelle Indie Orientali da allora; \u00e8 stato di stanza l\u00ec, credo,\ndiversi anni.\n\n Allora do per scontato, osserv\u00f2 Sir Walter, che la sua faccia sia\narancione come i polsini e i mantelli della mia livrea.\n\nIl signor Shepherd si affrett\u00f2 ad assicurargli che l'Ammiraglio Croft era un uomo molto sano,\nuomo sano e di bell'aspetto, un po' malconcio, a dire il vero, ma non molto.\nun po' malconcio, certo, ma non molto, e un gentiluomo in tutte le sue idee e il suo comportamento.\nnon aveva intenzione di fare la minima difficolt\u00e0 per quanto riguardava le condizioni, voleva solo una\nuna casa confortevole e di entrarci il prima possibile; sapeva di dover pagare per la sua comodit\u00e0; conosceva l'affitto\npagare per la sua convenienza; sapeva quale affitto avrebbe potuto\ndi quella portata; non si sarebbe sorpreso se Sir Walter\nnon si sarebbe sorpreso se Sir Walter avesse chiesto di pi\u00f9; si era informato sul maniero; sarebbe stato felice della\ncertamente la deputazione, ma non ne ha fatto una questione di rilievo; ha detto che a volte ha\nha detto che a volte ha tirato fuori una pistola, ma non ha mai ucciso; un vero gentiluomo.\n\nIl signor Shepherd \u00e8 stato eloquente sull'argomento, sottolineando tutte le\ncircostanze della famiglia dell'Ammiraglio, che lo rendevano particolarmente\ndesiderabile come inquilino. Era un uomo sposato e senza figli; proprio la\nstato da desiderare. Il signor Shepherd ha osservato che una casa non viene mai curata bene senza una signora.\nShepherd osserv\u00f2 che una casa non era curata senza una signora: non sapeva se il mobilio\nse i mobili non rischiassero di soffrire tanto quando non c'era una signora, quanto\ndove c'erano molti bambini. Una signora, senza una famiglia, era la migliore\nuna signora, senza famiglia, era il miglior conservatore di mobili al mondo. Aveva visto anche Mrs Croft;\nera a Taunton con l'ammiraglio, ed era stata presente quasi tutto il tempo\nper tutto il tempo in cui avevano discusso della questione.\n\n E sembrava una signora molto ben parlata, elegante e accorta,\ne di tasse, pi\u00f9 dello stesso Ammiraglio, e sembrava pi\u00f9 esperta di lui.\ntasse, pi\u00f9 dell'Ammiraglio stesso, e sembrava pi\u00f9 esperta di affari.\ne inoltre, Sir Walter, ho scoperto che non era del tutto\nnon era del tutto estranea a questo Paese, pi\u00f9 di quanto lo fosse suo marito; cio\u00e8,\n\u00e8 sorella di un gentiluomo che un tempo viveva tra noi; me l'ha detto lei stessa.\nsorella del gentiluomo che qualche anno fa viveva a Monkford.\nMonkford. Benedetta! Come si chiamava? In questo momento non riesco a\nricordare il suo nome, anche se l'ho sentito di recente. Penelope, mia\nPenelope, mia cara, puoi aiutarmi a conoscere il nome del gentiluomo che viveva a Monkford?\nMonkford: Il fratello della signora Croft?\n\nMa la signora Clay stava parlando cos\u00ec intensamente con la signorina Elliot, che non ud\u00ec\nl'appello.\n\n Non ho la minima idea di chi possiate intendere, Shepherd; non ricordo nessun signore\nnessun gentiluomo residente a Monkford dai tempi del vecchio governatore Trent.\n\n Benedetta! Che strano! Presto dimenticher\u00f2 il mio nome, suppongo. A\nnome che conosco molto bene; conoscevo il signore di vista, l'ho visto centinaia di volte.\ndi vista; l'ho visto un centinaio di volte; una volta \u00e8 venuto a consultarmi, ricordo\nuna volta, ricordo, per un'infrazione di uno dei suoi vicini; un contadino\nun contadino che si era introdotto nel suo frutteto; il muro era stato abbattuto; le mele erano state rubate.\nfatto; e in seguito, contrariamente al mio giudizio, si sottopose a un\ncompromesso amichevole. Davvero molto strano!\n\nDopo aver atteso un altro momento\n\n Intendete il signor Wentworth, suppongo? disse Anne.\n\nIl signor Shepherd era tutto gratitudine.\n\n Wentworth era proprio il nome! Il signor Wentworth era proprio l'uomo. Ha avuto la\ndi Monkford, sapete, Sir Walter, qualche tempo fa, per due o tre anni.\ntre anni. Arriv\u00f2 l\u00ec verso l'anno 5, suppongo. Vi ricordate\nsono sicuro che vi ricordate di lui.\n\n Wentworth? Oh! S\u00ec, il signor Wentworth, il curato di Monkford. Mi avete tratto in inganno\ncon il termine _gentleman_. Pensavo che parlaste di un uomo di\npropriet\u00e0: Mr Wentworth non era nessuno, ricordo; del tutto estraneo;\nniente a che fare con la famiglia Strafford. C'\u00e8 da chiedersi come i nomi di\nmolti dei nostri nobili siano diventati cos\u00ec comuni.\n\nPoich\u00e9 il signor Shepherd si rese conto che questo legame dei Croft non rendeva loro alcun servizio\nservizio con Sir Walter, non ne fece pi\u00f9 menzione; tornando, con tutto il suo\ncon tutto il suo zelo, a soffermarsi sulle circostanze pi\u00f9 indiscutibilmente a loro favore\na loro favore: la loro et\u00e0, il loro numero e la loro fortuna; l'idea elevata che si erano\ndi Kellynch Hall e l'estrema sollecitudine per il vantaggio di affittarla.\ndi Kellynch Hall e l'estrema sollecitudine per il vantaggio di affittarla; facendo sembrare che non avessero nulla in pi\u00f9 della\nfelicit\u00e0 di essere gli inquilini di Sir Walter Elliot: un gusto straordinario, certamente\nun gusto straordinario, certamente, si sarebbe potuto supporre nel segreto della stima di Sir Walter\nWalter dei doveri di un inquilino.\n\nTuttavia, riusc\u00ec nel suo intento e, anche se Sir Walter deve sempre guardare con occhio\ncon occhio maligno chiunque intenda abitare in quella casa, e ritenga che sia\ntroppo benestanti per poterla affittare alle condizioni pi\u00f9 alte, si convinse a consentire a Mr Shepherd di procedere con la\ncondizioni, fu convinto a permettere a Mr. Shepherd di procedere nel\ne lo autorizz\u00f2 ad attendere l'ammiraglio Croft, che ancora\nCroft, che era ancora a Taunton, e di fissare un giorno per la visita della casa.\n\nSir Walter non era molto saggio, ma aveva comunque abbastanza esperienza del mondo da sentire che\ndel mondo da ritenere che difficilmente si sarebbe potuto offrire un inquilino pi\u00f9 inoppugnabile, in tutto e per tutto,\ndell'ammiraglio Croft, difficilmente poteva essere offerto. Cos\u00ec la sua comprensione\ncomprensione; e la sua vanit\u00e0 gli forn\u00ec un ulteriore lenimento, nella situazione di vita dell'ammiraglio.\nsituazione di vita dell'ammiraglio, che era sufficientemente alta, e non\ntroppo alta.  Ho affittato la mia casa all'ammiraglio Croft, suonerebbe molto bene.\nmolto meglio che a un semplice _signor_; un _signor_ (salvo forse qualche mezza dozzina di persone in tutto il mondo),\nforse qualche mezza dozzina nella nazione,) ha sempre bisogno di una nota di\nspiegazione. Un ammiraglio dice le sue cose e, allo stesso tempo, non pu\u00f2\nun baronetto non pu\u00f2 mai farlo sembrare piccolo. In tutti i loro rapporti e relazioni\nrapporti, Sir Walter Elliot deve sempre avere la precedenza.\n\nNon si poteva fare nulla senza fare riferimento a Elisabetta, ma la sua\nMa la sua inclinazione per il trasloco stava diventando cos\u00ec forte che era felice di\ndi un inquilino a portata di mano, e non disse una parola per sospendere la decisione.\ndecisione fu pronunciata da lei.\n\nIl signor Shepherd era del tutto autorizzato ad agire; e non appena fu raggiunto tale scopo, Anne, che era stata un'ascoltatrice attentissima di\nfine, Anne, che era stata un'ascoltatrice molto attenta, lasci\u00f2 la stanza per cercare il conforto di un po' di aria fresca per\ntutto, lasci\u00f2 la stanza per cercare il conforto dell'aria fresca per le sue guance arrossate.\nguance arrossate; e mentre camminava lungo un boschetto preferito, disse, con un dolce sospiro: \"Ancora qualche mese\".\ncon un lieve sospiro: \"Ancora qualche mese e forse _lui_ camminer\u00e0 qui\".\nqui.\n\n\n\n\nCAPITOLO IV.\n\n\nNon si trattava del signor Wentworth, l'ex curato di Monkford, per quanto le apparenze possano essere\nper quanto le apparenze possano essere sospette, ma il capitano Frederick Wentworth, suo fratello, che era stato nominato comandante\nfratello, che, nominato comandante a seguito dell'azione al largo di St.\nDomingo e non essendo stato immediatamente impiegato, era giunto nel Somersetshire nell'estate del 1806.\nnell'estate del 1806 e, non avendo genitori in vita, aveva trovato casa per mezzo anno a\nun anno a Monkford. A quel tempo era un giovane straordinariamente bello,\ncon una grande quantit\u00e0 di intelligenza, spirito e brillantezza; e Anne una ragazza estremamente graziosa, con\nragazza estremamente graziosa, con dolcezza, modestia, gusto e sentimento.\nLa met\u00e0 della somma delle attrattive, da una parte e dall'altra, avrebbe potuto essere sufficiente, perch\u00e9\nlui non aveva nulla da fare e lei non aveva quasi nessuno da amare; ma l'incontro di tali\nl'incontro di raccomandazioni cos\u00ec generose non poteva fallire. Si conoscevano\ngradualmente conosciuti e, una volta conosciuti, rapidamente e profondamente innamorati.\nSarebbe difficile dire chi avesse visto la massima perfezione nell'altro, o quale fosse la\no chi fosse stato il pi\u00f9 felice: lei, nel ricevere le sue\ndichiarazioni e proposte di lui, o lui nell'averle accettate.\n\nSegu\u00ec un breve periodo di squisita felicit\u00e0, ma breve.\nBen presto sorsero dei problemi. Sir Walter, dopo essere stato interpellato, senza\nsenza negare il suo consenso o dire che non si sarebbe mai fatto, diede tutto lo\ndi grande stupore, di grande freddezza, di grande silenzio e di una\ne di una dichiarata volont\u00e0 di non fare nulla per sua figlia. La riteneva un'alleanza\nun'alleanza molto degradante; e Lady Russell, anche se con un orgoglio pi\u00f9 temperato e perdonabile, accett\u00f2\ne perdonabile orgoglio, la accolse come un'alleanza molto sfortunata.\n\nAnne Elliot, con tutte le sue qualit\u00e0 di nascita, di bellezza e di mente, a buttarsi\na diciannove anni, a impegnarsi a diciannove anni in un fidanzamento con un giovane che non aveva altro che se stesso\ncon un giovane che non aveva altro che se stesso da raccomandare, e non aveva alcuna\nsperanze di raggiungere l'agiatezza, ma nelle possibilit\u00e0 di una professione molto incerta e senza\nprofessione incerta e senza legami che gli garantiscano un'ulteriore ascesa nella professione.\nsarebbe stato un vero e proprio spreco, al quale le dispiaceva pensare!\npensare! Anne Elliot, cos\u00ec giovane, conosciuta da pochi, sarebbe stata strappata via da uno sconosciuto senza\nun estraneo senza alleanza n\u00e9 fortuna, o piuttosto sprofondata da lui in uno stato di\nin uno stato di dipendenza logorante, ansioso, che uccide la giovinezza! Non deve\nnon deve essere, se per una giusta interferenza dell'amicizia, una rappresentazione da parte di\nuna persona che aveva quasi l'amore di una madre e i diritti di una madre, sarebbe stato impedito.\nimpedito.\n\nIl capitano Wentworth non aveva fortuna. Era stato fortunato nella sua professione;\nma spendendo liberamente, ci\u00f2 che era arrivato liberamente, non aveva realizzato nulla. Ma lui\nera fiducioso che presto sarebbe diventato ricco: pieno di vita e di ardore, sapeva che presto avrebbe\nsapeva che presto avrebbe avuto una nave, e che presto sarebbe stato su una stazione che\nche lo avrebbe condotto a tutto ci\u00f2 che desiderava. Era sempre stato fortunato, sapeva che\nche avrebbe dovuto esserlo ancora. Una tale fiducia, potente nel suo stesso calore, e\nammaliante per l'arguzia che spesso la esprimeva, doveva essere sufficiente per Anne.\nper Anne; ma Lady Russell la vedeva in modo molto diverso. Il suo temperamento sanguigno\ntemperamento sanguigno e l'impavidit\u00e0 della mente di lui agirono in modo molto diverso su di lei. Lei\nvedeva in ci\u00f2 solo un'aggravante del male. Aggiungeva solo un carattere pericoloso\npericoloso. Era brillante, era testardo. Lady Russell\naveva poco gusto per l'arguzia, e di tutto ci\u00f2 che si avvicinava all'imprudenza aveva orrore.\norrore. Deprecava il legame sotto ogni punto di vista.\n\nL'opposizione che questi sentimenti suscitavano era pi\u00f9 forte di quanto Anne potesse\ncombattere. Giovane e gentile com'era, avrebbe potuto resistere al malanimo del padre, anche se non\npadre, anche se non era stata addolcita da una parola o da uno sguardo gentile da parte della sorella.\nsguardo gentile da parte della sorella; ma Lady Russell, che lei aveva sempre\nnon poteva, con una tale fermezza di opinioni e una tale tenerezza di modi, essere\ncon una tale fermezza di opinioni e una tale tenerezza di modi, non poteva continuare a consigliarla invano. Fu\nera convinta che il fidanzamento fosse una cosa sbagliata: indiscreto,\nimproprio, difficilmente in grado di avere successo, e non lo meritava. Ma non era\nnon fu una cautela meramente egoistica quella con cui ag\u00ec, ponendo fine\nporre fine alla relazione. Se non si fosse immaginata di consultare il suo bene, ancor pi\u00f9 del\nproprio, difficilmente avrebbe potuto rinunciare a lui. La convinzione di essere\ndi essere prudente e abnegata, soprattutto per il suo vantaggio, era la sua principale consolazione\nconsolazione principale, nella miseria di una separazione, una separazione definitiva; e\nconsolazione era necessaria, perch\u00e9 doveva affrontare tutte le\ndolore aggiuntivo delle opinioni, da parte di lui, assolutamente non convinte e\ne irremovibile, e del fatto che lui si sentisse usato male da una rinuncia cos\u00ec forzata.\nrinuncia. Di conseguenza, lui aveva lasciato il paese.\n\nPochi mesi avevano visto l'inizio e la fine della loro conoscenza;\nma non con pochi mesi fin\u00ec la parte di sofferenza di Anne. Il suo\ne i rimpianti avevano a lungo offuscato ogni piacere della giovinezza.\ngiovent\u00f9, e la perdita precoce del vigore e dello spirito era stato il loro effetto duraturo.\neffetto di una precoce perdita di fioritura e di spirito.\n\nErano passati pi\u00f9 di sette anni da quando questa piccola storia di doloroso interesse\ninteresse si era conclusa; e il tempo aveva ammorbidito molte cose,\nforse quasi tutto l'attaccamento particolare a lui, ma lei era stata troppo\ndipendente solo dal tempo; nessun aiuto era stato dato dal cambiamento di luogo\n(tranne che in una visita a Bath subito dopo la rottura), o in una qualsiasi novit\u00e0\no allargamento della societ\u00e0. Nessuno era mai entrato nella cerchia dei Kellynch\nKellynch che potesse reggere il confronto con Frederick Wentworth, come lui\ncome si presentava nella sua memoria. Nessun secondo attaccamento, l'unica cura del tutto naturale,\nnaturale, felice e sufficiente, in quel periodo della sua vita, era stato possibile per\nil tono gentile della sua mente, il rigore del suo gusto, nella\nlimiti della societ\u00e0 che li circondava. Era stata sollecitata, quando aveva\ndi cambiare nome, da parte del giovane, che non molto tempo dopo trov\u00f2 una mente pi\u00f9\nche non molto tempo dopo aveva trovato un animo pi\u00f9 disponibile nella sorella minore.\nLady Russell aveva deplorato il suo rifiuto, perch\u00e9 Charles Musgrove era il figlio maggiore di un uomo\nCharles Musgrove era il figlio maggiore di un uomo la cui propriet\u00e0 terriera e importanza generale erano\ndi Sir Walter, e di buon carattere e aspetto.\ne per quanto Lady Russell potesse chiedere qualcosa di pi\u00f9, mentre Anne aveva diciannove anni.\ndi pi\u00f9, mentre Anne aveva diciannove anni, si sarebbe rallegrata di vederla a ventidue anni cos\u00ec\nventidue anni cos\u00ec rispettabilmente allontanata dalle parzialit\u00e0 e dall'ingiustizia della casa paterna\ndella casa paterna e si fosse stabilita in modo cos\u00ec definitivo vicino a s\u00e9. Ma in questo\nMa in questo caso, Anne non aveva lasciato nulla da fare al consiglio; e anche se Lady\nRussell, soddisfatta come sempre della propria discrezione, non avrebbe mai voluto che il passato fosse\npassato, cominciava a nutrire quell'ansia che rasenta la disperazione\ndi speranza per la tentazione di Anne, da parte di un uomo di talento e indipendenza, di entrare in uno stato per il quale\ndi talento e di indipendenza, di entrare in uno stato per il quale la riteneva particolarmente\nper il quale la riteneva particolarmente adatta per i suoi affetti calorosi e le sue abitudini domestiche.\n\nNon conoscevano l'opinione dell'altro, n\u00e9 la sua costanza n\u00e9 il suo cambiamento,\nsull'unico punto fondamentale della condotta di Anne, perch\u00e9 l'argomento non veniva mai\nma Anne, a sette anni e venti, la pensava in modo molto diverso da quello che le era stato fatto credere a diciannove.\nda quello che le avevano fatto credere a diciannove anni. Non biasimava\nLady Russell, non biasimava se stessa per essere stata guidata da lei;\nma sentiva che se un qualsiasi giovane, in circostanze simili, si fosse rivolto a lei per un consiglio\na lei per avere un consiglio, non avrebbe mai ricevuto nessuna di queste certe\nmiseria immediata e di un bene futuro cos\u00ec incerto. Era convinta\nche sotto ogni svantaggio di disapprovazione in casa, e ogni ansia per la professione\nansia per la sua professione, tutti i loro probabili timori, ritardi e delusioni, lei sarebbe stata comunque\ndelusioni, sarebbe stata comunque una donna pi\u00f9 felice nel mantenere\nnel mantenere il fidanzamento, di quanto lo fosse stata nel sacrificarlo;\ne questo, ne era pienamente convinta, aveva la solita parte, anzi aveva pi\u00f9 della solita parte\ndi tutte le sollecitazioni e le preoccupazioni di questo tipo,\nsenza riferimento ai risultati effettivi del loro caso, che, come \u00e8 accaduto, avrebbero\nche, come accadde, avrebbero regalato una prosperit\u00e0 pi\u00f9 precoce di quella che si poteva\nragionevolmente calcolato. Tutte le sue sanguigne aspettative, tutta la sua\nfiducia erano state giustificate. Il suo genio e il suo ardore sembravano\nprevedere e comandare il suo cammino prospero. Poco dopo la fine del loro\nil loro fidanzamento, aveva ottenuto un impiego e tutto ci\u00f2 che le aveva detto sarebbe\nseguito, si era verificato. Si era distinto e aveva guadagnato presto\ne si era guadagnato presto un altro gradino del rango, e ora, con le successive catture, doveva aver fatto\nuna bella fortuna. Lei aveva come autorit\u00e0 solo le liste della marina e i giornali, ma non poteva dubitare\nautorit\u00e0, ma non poteva dubitare che fosse ricco e, a favore della sua costanza, non aveva motivo di\ndella sua costanza, non aveva motivo di ritenerlo sposato.\n\nQuanto poteva essere eloquente Anne Elliot! Quanto erano eloquenti, almeno, i suoi desideri sul versante di un primo caldo attaccamento e dell'allegria.\ni suoi desideri di un attaccamento precoce e di un'allegra fiducia nel futuro, contro quella cautela eccessiva che sembra\nfiducia nel futuro, contro quella cautela troppo ansiosa che sembra\nche sembra insultare lo sforzo e diffidare della Provvidenza! Era stata costretta alla\nprudenza in giovent\u00f9, ha imparato il romanticismo con l'avanzare dell'et\u00e0: la naturale conseguenza di un'innaturale\nseguito naturale di un inizio innaturale.\n\nCon tutte queste circostanze, ricordi e sentimenti, non riusciva a sentire che la sorella del Capitano Wentworth\nche la sorella del capitano Wentworth avrebbe potuto vivere a Kellynch\nsenza che il dolore di un tempo si riaccendesse; e furono necessarie molte passeggiate e molti sospiri,\nerano stati necessari per dissipare l'agitazione dell'idea. Spesso si ripeteva\nche si trattava di una follia, prima di riuscire a temprare i nervi abbastanza\nda ritenere che il continuo parlare dei Croft e dei loro affari non fosse un male.\nmale. Era aiutata, tuttavia, da quella perfetta indifferenza e apparente inconsapevolezza\nperfetta indifferenza e l'apparente inconsapevolezza, tra gli unici tre amici, del\nsegreto del passato, che sembravano quasi negare qualsiasi ricordo di\ndi esso. Poteva rendere giustizia alla superiorit\u00e0 delle motivazioni di Lady Russell\nLady Russell in questo, rispetto a quelle del padre e di Elizabeth; poteva onorare tutti i\nsentimenti migliori della sua calma; ma l'aria generale di oblio tra di loro\ntra di loro era molto importante, da qualunque cosa derivasse; e nel caso in cui l'ammiraglio Croft\ncaso che l'ammiraglio Croft avesse davvero preso Kellynch Hall, si rallegr\u00f2 di nuovo\nper la convinzione, che le era sempre stata molto gratificante, che il passato fosse conosciuto da quei tre\npassato fosse noto solo a quei tre tra i suoi conoscenti, dai quali non\nsillaba, credeva, sarebbe stata mai sussurrata, e nella fiducia che\ntra i suoi, l'unico fratello con cui aveva risieduto, avesse ricevuto\naveva ricevuto informazioni sul loro effimero fidanzamento. Quel fratello\nera stato a lungo allontanato dal paese ed essendo un uomo sensibile e, per di pi\u00f9, un single\nper di pi\u00f9 single all'epoca, lei dipendeva molto da nessuna creatura umana.\ncreatura umana ne avesse sentito parlare da lui.\n\nLa sorella, la signora Croft, era allora fuori dall'Inghilterra per accompagnare il marito all'estero.\nmarito in una stazione estera, e la sua stessa sorella, Mary, era a scuola mentre tutto ci\u00f2 avveniva.\nMary, era a scuola mentre tutto ci\u00f2 accadeva, e non ha mai ammesso, per l'orgoglio di alcuni e la delicatezza di altri, di venirne a conoscenza in seguito,\ne dalla delicatezza di altri, di venirne a conoscenza in seguito.\n\nCon questi sostegni, sperava che la conoscenza tra lei e i Croft\ne i Croft, che con Lady Russell, ancora residente a Kellynch,\ne Mary fissata a sole tre miglia di distanza, doveva essere anticipata, non doveva\nnon avrebbe comportato particolari imbarazzi.\n\n\n\n\nCAPITOLO V.\n\n\nLa mattina in cui l'ammiraglio e la signora Croft si recarono a Kellynch Hall.\nKellynch Hall, Anne trov\u00f2 molto naturale fare la sua passeggiata quasi quotidiana da Lady\nRussell e tenersi alla larga fino a quando tutto non fosse finito; quando trov\u00f2 pi\u00f9 naturale dispiacersi di aver perso l'opportunit\u00e0 di vedere\nquando trov\u00f2 naturale dispiacersi di aver perso l'occasione di vederli.\ndi vederli.\n\nL'incontro tra le due parti si \u00e8 rivelato molto soddisfacente e ha deciso subito l'intera questione.\nl'intera faccenda in un colpo solo. Ciascuna signora era gi\u00e0 ben disposta per\naccordo e non vedeva, quindi, altro che buone maniere nell'altra.\ne per quanto riguarda i gentiluomini, c'era un tale buon umore, un\nbuon umore, una liberalit\u00e0 cos\u00ec aperta e fiduciosa da parte dell'ammiraglio, che\nnon poteva non influenzare Sir Walter, che peraltro era stato lusingato nel suo\nil suo comportamento migliore e pi\u00f9 curato grazie alle assicurazioni di Mr.\nShepherd di essere conosciuto dall'ammiraglio come un modello di buona educazione.\neducazione.\n\nLa casa, il terreno e l'arredamento sono stati approvati, i Croft sono stati approvati, le condizioni, i tempi, ogni cosa e ogni persona erano corretti.\nCrofts, le condizioni, i tempi, ogni cosa e ogni persona erano corretti; e gli impiegati del signor\nShepherd si misero al lavoro, senza che ci fosse una sola differenza preliminare da\ndifferenza preliminare per modificare tutto ci\u00f2 che questo contratto mostra.\n\nSir Walter, senza esitazione, dichiar\u00f2 che l'Ammiraglio era il pi\u00f9 bel marinaio che avesse mai incontrato.\nche l'Ammiraglio era il marinaio pi\u00f9 bello che avesse mai incontrato e arriv\u00f2 a dire che se il suo stesso uomo avesse potuto sistemare i capelli\nche se il suo stesso uomo avesse potuto sistemare i suoi capelli, non si sarebbe vergognato di essere visto con lui ovunque.\nnon si sarebbe vergognato di farsi vedere con lui in qualsiasi posto; e l'Ammiraglio, con\ncon simpatica cordialit\u00e0, osserv\u00f2 alla moglie, mentre tornavano indietro attraverso il parco.\nPensavo che saremmo arrivati presto a un accordo, mia cara, nonostante quello che ci hanno detto a Taun.\nnonostante quello che ci hanno detto a Taunton. Il baronetto non dar\u00e0 mai fuoco al Tamigi, ma sembra che ci siano\nma sembra che non ci sia nulla di male in lui. complimenti reciproci,\nche sarebbero stati considerati pi\u00f9 o meno uguali.\n\nI Croft avrebbero dovuto prenderne possesso a San Michele; e poich\u00e9 Sir Walter si proponeva di trasferirsi a Bath nel corso del mese precedente\nproponeva di trasferirsi a Bath nel corso del mese precedente, non c'era tempo da perdere\nnon c'era tempo da perdere per prendere tutte le disposizioni del caso.\n\nLady Russell, convinta che ad Anna non sarebbe stato permesso di essere di alcuna\ndi alcuna utilit\u00e0 o importanza nella scelta della casa che stavano per\ncasa che stavano per acquistare, non voleva che se ne andasse cos\u00ec presto,\ne voleva fare in modo che potesse rimanere fino a quando non avrebbe potuto\ndi portarla a Bath dopo Natale; ma, avendo impegni personali che la\nimpegni che l'avrebbero portata via da Kellynch per diverse settimane, non era in grado di\nnon era in grado di dare l'invito completo che desiderava, e Anne, pur temendo il possibile caldo di settembre\ndi settembre in tutto il bianco splendore di Bath, e\ndi Bath, e si addolorava di dover rinunciare a tutta l'influenza cos\u00ec dolce e cos\u00ec triste dei\nmesi autunnali in campagna, non pensava che, tutto sommato\ntutto considerato, desiderasse rimanere. Sarebbe stato pi\u00f9 giusto e pi\u00f9\nsaggio e, quindi, doveva comportare meno sofferenze andare con gli altri.\naltri.\n\nTuttavia, accadde qualcosa che le diede un compito diverso. Maria, spesso\nun po' indisposta e sempre molto preoccupata per i propri disturbi.\ne sempre abituata a reclamare Anne quando c'era qualche problema, era indisposta.\ndi Anne quando c'era qualcosa che non andava, era indisposta; e prevedendo che non avrebbe avuto un giorno di salute per tutto l'autunno\nun giorno di salute per tutto l'autunno, la supplic\u00f2, o meglio la richiese, perch\u00e9 non era\nera a malapena una supplica, di venire a Uppercross Cottage e di farle compagnia finch\u00e9\ne di farle compagnia fino a quando ne avesse avuto bisogno, invece di andare a Bath.\n\n Non posso assolutamente fare a meno di Anne\", fu il ragionamento di Mary; e la risposta di Elisabetta fu: \"Allora \u00e8 meglio che Anne rimanga, perch\u00e9 non c'\u00e8 nessuno che possa fare a meno di Anne.\nElizabeth rispose: \"Allora sono certa che Anne farebbe meglio a restare, perch\u00e9 nessuno la vorr\u00e0 a Bath\".\nnessuno la vorr\u00e0 a Bath.\n\nEssere rivendicati come un bene, anche se in uno stile improprio, \u00e8 almeno meglio che\nmeglio che essere rifiutati come un bene inesistente; e Anne, felice di essere ritenuta utile, felice di avere qualcosa di\ndi essere ritenuta utile, felice di avere qualcosa di preciso come un dovere e\ne di certo non le dispiaceva avere la scena in campagna, e nel suo\ncampagna, e il suo caro paese, accett\u00f2 prontamente di rimanere.\n\nQuesto invito di Maria elimin\u00f2 tutte le difficolt\u00e0 di Lady Russell e\ndi conseguenza fu presto deciso che Anne non sarebbe andata a Bath finch\u00e9\nLady Russell non l'avesse portata con s\u00e9, e che tutto il tempo intercorso sarebbe stato diviso tra\nche tutto il tempo intercorso sarebbe stato diviso tra Uppercross Cottage e Kellynch Lodge.\n\nFin qui tutto era perfettamente a posto; ma Lady Russell fu quasi spaventata dall'errore di una parte del piano di Kellynch Hall.\nl'errore di una parte del piano di Kellynch Hall, quando le balz\u00f2 agli occhi,\nche la signora Clay era stata ingaggiata per andare a Bath con Sir Walter ed Elizabeth, in qualit\u00e0 di assistente\nElizabeth, come assistente molto importante e preziosa di quest'ultima in\ntutti gli affari che le si prospettavano. Lady Russell era estremamente dispiaciuta che si fosse\nmisura, si meravigliava, si addolorava e temeva.\ne l'affronto che conteneva nei confronti di Anne, il fatto che Mrs.\nsignora Clay fosse di cos\u00ec grande utilit\u00e0, mentre Anne non poteva esserlo, era un'aggravante molto forte.\n\nAnne stessa era ormai indurita a tali affronti; ma sentiva l'imprudenza dell'accordo con la stessa intensit\u00e0 di Lady Russell.\nimprudenza dell'accordo con la stessa intensit\u00e0 di Lady Russell. Con una\ncon una grande capacit\u00e0 di osservazione e una conoscenza, che spesso avrebbe voluto minore, del carattere del padre.\ndel carattere del padre, era consapevole che i risultati pi\u00f9 gravi per la sua famiglia\npi\u00f9 gravi per la sua famiglia da questa intimit\u00e0 erano pi\u00f9 che\npossibile. Non immaginava che il padre avesse al momento un'idea del genere.\ndel genere. La signora Clay aveva le lentiggini, un dente sporgente e un polso maldestro che lui\npolso, su cui lui faceva continuamente osservazioni severe, in sua assenza.\nma era giovane, e certamente di bell'aspetto, e possedeva\ne possedeva, in una mente acuta e in maniere assidue e piacevoli, attrazioni infinitamente\ndi attrattive infinitamente pi\u00f9 pericolose di quelle che avrebbero potuto essere solo personali.\nAnne era cos\u00ec impressionata dal grado di pericolosit\u00e0 che non poteva\nnon poteva esimersi dal cercare di renderlo percepibile alla sorella. Aveva poche speranze di successo\naveva poche speranze di successo; ma Elizabeth, che in caso di un tale\ndi un simile rovescio sarebbe stata molto pi\u00f9 da compatire di lei, non avrebbe mai dovuto,\npensava che avrebbe avuto motivo di rimproverarla per non averla avvertita.\n\nParl\u00f2 e sembr\u00f2 solo offendere. Elizabeth non riusciva a concepire come\nun sospetto cos\u00ec assurdo, e rispose con indignazione\nche ognuna delle parti conosceva perfettamente la propria situazione.\n\n La signora Clay, disse con calore, non dimentica mai chi \u00e8; e siccome io conosco i suoi sentimenti meglio di quanto possiate fare voi, posso\nconoscere i suoi sentimenti meglio di quanto possiate fare voi, vi assicuro che sul tema del matrimonio\nposso assicurarvi che sull'argomento del matrimonio sono particolarmente\ne che rimprovera tutte le disuguaglianze di condizione e di rango pi\u00f9\ndi disuguaglianza di condizione e di rango pi\u00f9 di quanto non faccia la maggior parte delle persone. Quanto a mio padre, non avrei mai pensato che lui, che ha mantenuto\nnon avrei pensato che lui, che si \u00e8 mantenuto single cos\u00ec a lungo per il nostro\nper il nostro bene, dovesse essere sospettato ora. Se la signora Clay fosse una donna molto bella,\nvi concedo, potrebbe essere sbagliato averla cos\u00ec tanto con me; non che\nnon che nulla al mondo, ne sono certo, indurrebbe mio padre a fare una\nun'unione degradante, ma potrebbe essere reso infelice. Ma la povera signora Clay\nche, con tutti i suoi meriti, non \u00e8 mai stata ritenuta tollerabilmente\ncredo proprio che la povera signora Clay possa rimanere qui in perfetta\nsicurezza. Si direbbe che non abbiate mai sentito mio padre parlare delle sue\ndelle sue disgrazie personali, anche se so che l'avete sentito cinquanta volte. Quel suo dente\ne quelle lentiggini. Le lentiggini non mi disgustano tanto quanto\nlui. Ho conosciuto un viso non deturpato materialmente da alcune lentiggini,\nma lui le aborrisce. L'avrete sentito notare le lentiggini della signora Clay.\nlentiggini della signora Clay.\n\n Non c'\u00e8 quasi nessun difetto personale, rispose Anne, che un\nun modo di fare gradevole non possa gradualmente riconciliarsi.\n\n Io la penso molto diversamente, rispose Elizabeth, brevemente; un modo gradevole pu\u00f2 mettere in risalto\nmodi possono mettere in risalto i bei lineamenti, ma non possono mai alterare quelli semplici.\nComunque, in ogni caso, dato che su questo punto ho in gioco molto pi\u00f9\ndi chiunque altro, credo che non sia necessario che voi mi consigliate.\nconsigliarmi.\n\nAnne; felice che fosse finita e che non fosse assolutamente senza speranza di fare del bene.\ndi fare del bene. Elizabeth, pur risentendosi del sospetto, avrebbe potuto essere\ndi essere osservata da esso.\n\nL'ultimo compito dei quattro cavalli da carrozza fu quello di portare Sir Walter,\nMiss Elliot e la signora Clay a Bath. La comitiva part\u00ec di buon\ndi buon umore; Sir Walter si prepar\u00f2 con inchini accondiscendenti a tutti gli\nafflitti inquilini e contadini che avrebbero potuto avere un'idea per mostrarsi.\ne Anne si rec\u00f2 contemporaneamente, in una sorta di desolata tranquillit\u00e0, alla\ntranquillit\u00e0, verso la Loggia, dove avrebbe trascorso la prima settimana.\n\nLa sua amica non era di umore migliore del suo. Lady Russell sentiva\nquesta rottura della famiglia in modo eccessivo. La loro rispettabilit\u00e0 le era\nla loro rispettabilit\u00e0 le era cara come la sua, e un rapporto quotidiano era diventato prezioso per\nabitudine. Era doloroso guardare i loro terreni abbandonati, e ancora peggio prevedere le nuove mani in cui sarebbero finiti.\nera doloroso guardare i loro terreni abbandonati, e ancora peggio prevedere le nuove mani in cui sarebbero finiti.\nla solitudine e la malinconia di un villaggio cos\u00ec alterato, ed essere fuori mano quando l'ammiraglio e\nper sfuggire alla solitudine e alla malinconia di un villaggio cos\u00ec cambiato e per essere fuori dai piedi quando l'Ammiraglio e la signora Croft sarebbero arrivati per la prima volta, aveva deciso di\ndi far iniziare la propria assenza da casa quando avrebbe dovuto rinunciare ad Anne.\nDi conseguenza, il loro trasferimento avvenne insieme e Anne fu sistemata a Uppercross Cottage.\nUppercross Cottage, nella prima tappa del viaggio di Lady Russell.\n\nUppercross era un villaggio di dimensioni moderate, che qualche anno prima era completamente\nvecchio stile inglese, con solo due case di aspetto superiore a quelle degli\nsuperiori a quelle dei contadini e dei braccianti; la villa dello scudiero, con le sue\nvilla del signorotto, con le sue alte mura, i grandi cancelli e i vecchi alberi,\ne la canonica, compatta e stretta, racchiusa in un giardino ordinato,\ncompatta e stretta, racchiusa nel suo giardino ordinato, con una vite e un pero\nma, con il matrimonio del giovane signore, aveva ricevuto i miglioramenti di una fattoria\ndi una casa colonica trasformata in un cottage, per la sua residenza.\ne Uppercross Cottage, con la sua veranda, le sue porte finestre e altre\nfinestre francesi e altre bellezze, era in grado di attirare l'attenzione dei viaggiatori tanto quanto\nviaggiatore, quanto l'aspetto e i locali pi\u00f9 consistenti e considerevoli della Great House, a circa un\ndella Great House, circa un quarto di miglio pi\u00f9 avanti.\n\nQui Anne aveva soggiornato spesso. Conosceva le vie di Uppercross come quelle di\ndi Uppercross come quelle di Kellynch. Le due famiglie si incontravano cos\u00ec continuamente\nche le due famiglie si incontravano continuamente e avevano l'abitudine di entrare e uscire da casa\ncasa a tutte le ore, che fu piuttosto una sorpresa per lei trovare Mary da sola.\nMary da sola; ma essendo sola, il suo malessere e il suo cattivo umore erano quasi\nquasi una cosa ovvia. Pur essendo pi\u00f9 dotata della sorella maggiore, Mary non aveva la comprensione e il temperamento di\nnon aveva la comprensione e il temperamento di Anne. Quando stava bene, era felice e si occupava\ne felice, e se assistita adeguatamente, aveva un grande buon umore e un ottimo spirito;\nma qualsiasi indisposizione la affondava completamente. Non aveva risorse per la\nsolitudine; e avendo ereditato una parte considerevole dell'autostima di Elliot\nElliot, era molto incline ad aggiungere a ogni altra angoscia quella di sentirsi trascurata e di\ndi sentirsi trascurata e maltrattata. Di persona era inferiore a\nentrambe le sorelle e, anche nella sua fioritura, aveva raggiunto solo la dignit\u00e0 di\ndi essere una bella ragazza.  Ora era sdraiata sul divano sbiadito del grazioso salottino.\nsalotto, i cui mobili, un tempo eleganti, si erano\nche, sotto l'influenza di quattro estati e due bambini, era diventato gradualmente malandato.\ne, all'apparire di Anne, la salut\u00f2 con\n\n Finalmente sei arrivato! Cominciavo a pensare che non ti avrei mai visto. I\nsono cos\u00ec malata che riesco a malapena a parlare. Non ho visto una creatura per tutta la\nmattina!\n\n Mi dispiace che tu non stia bene, rispose Anne.  Mi hai mandato un cos\u00ec bel\ndi te gioved\u00ec!\n\n S\u00ec, ho fatto del mio meglio, come sempre: ma ero molto lontana dalla salute in quel momento.\ne non credo di essere mai stata cos\u00ec male in vita mia come stamattina.\ncome lo sono stata stamattina: non sono adatta a essere lasciata sola, ne sono certa. Supponiamo che\ndi essere colta all'improvviso da un terribile malore e di non essere in grado di suonare il campanello!\nsuonare il campanello! Quindi, Lady Russell non sarebbe uscita. Non credo che sia\nsia stata in questa casa tre volte quest'estate.\n\nAnne disse ci\u00f2 che era giusto fare e si inform\u00f2 sul marito.  Oh! Charles\n\u00e8 fuori a sparare. Non lo vedo dalle sette. Non \u00e8 voluto andare,\nanche se gli ho detto che stavo male. Ha detto che non sarebbe rimasto fuori a lungo;\nma non \u00e8 pi\u00f9 tornato e ora \u00e8 quasi l'una. Vi assicuro che non ho\nnon ho visto anima viva per tutta questa lunga mattinata.\n\n Avete avuto con voi i vostri figli piccoli?\n\n S\u00ec, finch\u00e9 potevo sopportare il loro rumore; ma sono cos\u00ec ingestibili che mi fanno pi\u00f9 male che bene.\nche mi fanno pi\u00f9 male che bene. Al piccolo Charles non importa una\nparola che dico, e Walter sta diventando altrettanto cattivo.\n\n Bene, ora starai presto meglio, rispose Anne, allegramente.  Sai\nsai che ti curo sempre quando vengo. Come stanno i tuoi vicini alla\nGrande Casa?\n\n Non posso darvi informazioni su di loro. Non ho visto nessuno di loro oggi,\ntranne il signor Musgrove, che si \u00e8 fermato a parlare dalla finestra, ma senza scendere da cavallo.\nsenza scendere da cavallo; e anche se gli ho detto che stavo male, nessuno di loro si \u00e8 avvicinato.\nnessuno di loro mi \u00e8 stato vicino. Non \u00e8 andata bene alla signorina\nMusgrove, suppongo, e non si sono mai messi in disparte.\n\n Li vedrete ancora, forse, prima che il mattino sia passato. \u00c8\npresto.\n\n Non li voglio mai, ve lo assicuro. Parlano e ridono troppo\nper me. Oh! Anne, sto cos\u00ec male! \u00c8 stato molto scortese da parte tua\nnon venire gioved\u00ec.\n\n Mia cara Mary, ricordati di che bel resoconto mi hai mandato di te!\nte! Mi hai scritto nel modo pi\u00f9 allegro e hai detto che stavi perfettamente bene e che non avevi fretta di venire da me.\nperfettamente bene e di non avere fretta di me; e stando cos\u00ec le cose, dovete sapere che il mio desiderio\nche il mio desiderio sarebbe stato quello di rimanere con Lady Russell fino all'ultimo.\ne, a parte quello che ho provato per lei, sono stata davvero cos\u00ec\noccupato, ho avuto cos\u00ec tanto da fare, che non avrei potuto lasciare Kellynch prima\nlasciare Kellynch prima.\n\n Caro mio, che cosa mai dovrai fare?\n\n Molte cose, ve lo assicuro. Pi\u00f9 di quante ne possa ricordare in un\nun momento; ma posso dirvene alcune. Ho fatto un duplicato del catalogo dei libri e delle\ncatalogo dei libri e dei quadri di mio padre. Sono stata diverse volte\nin giardino con Mackenzie, cercando di capire e di fargli capire\ncapire quali piante di Elizabeth sono per Lady Russell. Ho\ntutte le mie piccole preoccupazioni da sistemare, i libri e la musica da dividere,\ne tutti i miei bauli da rimpacchettare, per non aver capito in tempo che cosa\nnon aver capito in tempo cosa si intendeva fare con i vagoni; e una cosa ho dovuto fare, Mary,\ndi natura pi\u00f9 impegnativa: andare in quasi tutte le case della parrocchia, come\ncome una sorta di congedo. Mi \u00e8 stato detto che lo desideravano. Ma tutte queste\ncose mi hanno portato via molto tempo.\n\n Oh! bene! e dopo un attimo di pausa, ma non mi hai mai chiesto\nuna sola parola sulla nostra cena alle Piscine di ieri.\n\n Sei andato allora? Non ho fatto nessuna indagine, perch\u00e9 ho concluso che\nche tu fossi obbligato a rinunciare alla festa.\n\n Oh s\u00ec! Sono andata. Ieri stavo molto bene; non ho avuto nessun problema fino a stamattina.\nfino a stamattina. Sarebbe stato strano se non fossi\nandato.\n\n Sono molto contenta che siate stati bene e spero che abbiate trascorso una festa piacevole.\nfesta.\n\n Niente di particolare. Si sa sempre in anticipo quale sar\u00e0 la cena\ne chi ci sar\u00e0; ed \u00e8 molto scomodo non avere una carrozza propria.\ncarrozza propria. Il signor e la signora Musgrove mi hanno accompagnata, ed eravamo cos\u00ec affollati!\naffollati! Sono entrambi molto grandi e occupano cos\u00ec tanto spazio; e il signor Musgrove si siede sempre in avanti.\nMusgrove siede sempre in avanti. Cos\u00ec, eccomi l\u00ec, accalcata sul sedile posteriore con\ncon Henrietta e Louisa; e penso che sia molto probabile che il mio malessere di oggi sia dovuto\nmalattia di oggi sia dovuta a questo.\n\nUn po' di pazienza e di allegria forzata da parte di Anne produssero quasi una guarigione per Mary.\nAnne produsse quasi una guarigione per Mary, che riusc\u00ec presto a sedersi\nin piedi sul divano e cominci\u00f2 a sperare di poterlo lasciare per l'ora di cena.\nora di cena. Poi, dimenticandosi di pensarci, si trov\u00f2 all'altro capo della stanza a\ndella stanza ad abbellire un mazzolino di fiori; poi mangi\u00f2 la sua carne fredda e\npoi si sent\u00ec abbastanza bene da proporre una piccola passeggiata.\n\n Dove andremo? disse lei, quando furono pronti.  Immagino che\nnon vorrete fermarvi alla Grande Casa prima che siano venuti a trovarvi?\na vedervi?\n\n Non ho la minima obiezione a questo proposito, rispose Anne.  I\nnon avrei mai pensato di fare una cerimonia del genere con persone che conosco cos\u00ec bene come\nbene come la signora e la signorina Musgroves.\n\n Oh! Ma dovrebbero chiamarvi il prima possibile. Dovrebbero\nsentire ci\u00f2 che ti \u00e8 dovuto in quanto _mia_ sorella. Comunque, possiamo anche andare a\nsedersi con loro per un po', e quando avremo finito, potremo goderci la nostra\nla nostra passeggiata.\n\nAnne aveva sempre ritenuto molto imprudente questo tipo di rapporti;\nma aveva smesso di sforzarsi di controllarlo, ritenendo che,\nche, sebbene ci fossero continui argomenti di offesa da entrambe le parti, nessuna delle due famiglie\nfamiglia potesse farne a meno. Di conseguenza, si recarono alla Casa Grande\nper sedersi per tutta la mezz'ora nel salotto quadrato vecchio stile,\ncon un piccolo tappeto e un pavimento splendente, al quale le attuali figlie della casa\ndella casa stavano gradualmente dando la giusta aria di confusione con un pianoforte\nun pianoforte-forte a coda e un'arpa, stand di fiori e tavolini disposti in ogni direzione.\nogni direzione. Oh! Se gli originali dei ritratti contro lo zoccolo\ndi velluto marrone e le signore in raso blu avessero visto cosa stava accadendo.\ndi velluto marrone e le signore in raso blu avessero visto ci\u00f2 che stava accadendo, fossero stati consapevoli di un tale\ndi un tale rovesciamento dell'ordine e della pulizia! I ritratti stessi sembravano\nsembravano guardare attoniti.\n\nI Musgroves, come le loro case, erano in uno stato di alterazione,\nforse di miglioramento. Il padre e la madre erano in vecchio stile\nstile inglese, e i giovani nel nuovo. I coniugi Musgrove erano persone molto\npersone di buon livello; cordiali e ospitali, poco istruiti e per nulla eleganti.\nnon molto istruiti e per nulla eleganti. I loro figli avevano menti e modi pi\u00f9 moderni.\nLa famiglia era numerosa, ma le uniche due adulte, a parte Charles, erano Henrietta e Louise.\nCharles, erano Henrietta e Louisa, giovani signore di diciannove e vent'anni, che avevano portato dalla scuola di\nvent'anni, che avevano portato dalla scuola di Exeter tutte le solite doti di\ndi tutte le qualit\u00e0, e ora erano come migliaia di altre giovani signore,\nvivere alla moda, felici e allegre. Il loro abbigliamento aveva tutti i\ndi ogni vantaggio, i loro visi erano piuttosto graziosi, i loro spiriti estremamente\ndi spirito estremamente buono, i loro modi di fare non imbarazzati e piacevoli; erano importanti in patria\nin patria e favorite all'estero. Anne le ha sempre considerate come alcune delle\ncome alcune delle creature pi\u00f9 felici che conoscesse; ma nonostante ci\u00f2, salvati come tutti noi da un\ncome tutti noi, da un confortevole sentimento di superiorit\u00e0 dal desiderare\npossibilit\u00e0 di scambio, non avrebbe rinunciato alla propria mente pi\u00f9\npi\u00f9 elegante e colta per tutti i loro piaceri; e non invidiava loro altro che quella\nnulla se non quell'apparentemente perfetta buona intesa e accordo\ninsieme, quell'affetto reciproco e bonario, di cui lei stessa aveva saputo\ncos\u00ec poco con le sue sorelle.\n\nSono stati accolti con grande cordialit\u00e0. Non sembrava esserci nulla di strano da parte\nfamiglia della Great House, che in genere, come Anne ben sapeva, era la meno colpevole.\ncome Anne ben sapeva, la meno colpevole. La mezz'ora trascorse chiacchierando piacevolmente.\ne non fu affatto sorpresa, al termine, di vedere che alla loro\ndi vedere che alla passeggiata si erano aggiunte entrambe le signorine Musgrove, su particolare invito di Mary.\nsu particolare invito di Mary.\n\n\n\n\nCAPITOLO VI.\n\n\nAnne non aveva voluto questa visita a Uppercross, per apprendere che il trasferimento da un gruppo di persone a un altro, anche se a soli tre chilometri di distanza\nda un gruppo di persone a un altro, anche se a una distanza di sole tre miglia.\nmiglia, spesso comporta un cambiamento totale di conversazioni, opinioni e idee.\nidee. Non aveva mai soggiornato l\u00ec prima d'ora senza esserne colpita o senza desiderare che altre persone\nsenza esserne colpita o senza desiderare che altri Ellioti potessero avere il suo vantaggio nel\nvedere quanto fossero sconosciuti, o non considerati, gli affari che a\nKellynch Hall erano trattate come di cos\u00ec generale pubblicit\u00e0 e di cos\u00ec pervasivo interesse.\nTuttavia, con tutta questa esperienza, credeva di dover ora\ndi dover accettare che un'altra lezione, nell'arte di conoscere il nostro\nnulla al di fuori della nostra cerchia, era diventata necessaria per lei; poich\u00e9\ncertamente, venendo come lei, con il cuore pieno di quell'argomento che\nche aveva occupato completamente entrambe le case di Kellynch per molte settimane,\nsi aspettava pi\u00f9 curiosit\u00e0 e simpatia di quanta non ne avesse trovata nella\nnelle osservazioni separate, ma molto simili, dei signori Musgrove:  Allora, signorina\nAnne, Sir Walter e sua sorella sono partiti; e in quale zona di Bath pensa che si stabiliranno?\ne in quale zona di Bath pensate che si stabiliranno?\nrisposta, o in aggiunta alle signorine, spero che _noi_ saremo a Bath in inverno.\nBath in inverno; ma ricordati, pap\u00e0, che se ci andiamo, dobbiamo essere in una buona\nuna buona situazione: nessuna delle vostre Queen Square per noi! o nell'ansiosa aggiunta di Mary\ndi Mary, di Sulla mia parola, star\u00f2 abbastanza bene,\nquando sarete tutti partiti per essere felici a Bath!\n\nPoteva solo decidere di evitare questa auto-illusione in futuro, e pensare con\ncon accresciuta gratitudine alla straordinaria benedizione di avere un'amica\nun'amica davvero comprensiva come Lady Russell.\n\nIl signor Musgroves aveva la sua selvaggina da custodire e da distruggere, i suoi cavalli, i suoi cani e i suoi giornali da impegnare.\ncavalli, i cani e i giornali che li impegnavano, mentre le femmine erano completamente\noccupate in tutti gli altri argomenti comuni della gestione della casa, del vicinato,\nvestiti, balli e musica. Riconosceva che era molto appropriato che ogni\nche ogni piccola comunit\u00e0 sociale dettasse i propri argomenti di\ne sperava di diventare presto un membro non indegno di quella in cui era stata trapiantata.\ndi quello in cui era stata trapiantata. Con la prospettiva di trascorrere almeno\nalmeno due mesi a Uppercross, era assolutamente necessario che\ndi rivestire la sua immaginazione, la sua memoria e tutte le sue idee con quanto pi\u00f9 possibile di Uppercross.\nUppercross il pi\u00f9 possibile.\n\nNon aveva alcun timore di questi due mesi. Maria non era cos\u00ec ripugnante e\nsorelle come Elisabetta, n\u00e9 cos\u00ec inaccessibile a ogni sua influenza;\nN\u00e9 c'era nulla tra gli altri componenti della casa\ndel cottage che fosse in contrasto con il comfort. Era sempre in rapporti amichevoli con suo\ncognato; e nei figli, che le volevano quasi altrettanto bene e la rispettavano molto di pi\u00f9 dei loro\ne la rispettavano molto di pi\u00f9 della loro madre, aveva un oggetto di\ninteresse, di divertimento e di sano impegno.\n\nCharles Musgrove era civile e gradevole; in senso e temperamento era indubbiamente superiore alla moglie, ma non di poteri o di conversazione.\nindubbiamente superiore alla moglie, ma non di poteri, n\u00e9 di conversazione,\no grazia, tali da rendere il passato, cos\u00ec come erano legati, una contemplazione\nuna contemplazione pericolosa; anche se, allo stesso tempo, Anne poteva credere,\ncon Lady Russell, che un'unione pi\u00f9 equa avrebbe potuto migliorarlo di molto\ne che una donna davvero comprensiva avrebbe potuto dare maggiore\nal suo carattere, e pi\u00f9 utilit\u00e0, razionalit\u00e0 ed eleganza alle sue abitudini e alle sue attivit\u00e0.\nrazionale ed eleganza alle sue abitudini e alle sue attivit\u00e0. Cos\u00ec com'era, non faceva nulla con\ncon molto zelo, se non lo sport; e il suo tempo veniva sprecato in altro modo, senza\nsenza trarre alcun beneficio dai libri o da altro. Aveva uno spirito molto buono, che\nche non sembravano mai molto influenzati dall'occasionale debolezza della moglie.\nla sua irragionevolezza, a volte con l'ammirazione di Anna, e nel complesso, anche se molto spesso\nNel complesso, anche se c'era spesso un piccolo disaccordo (nel quale lei\ndi lei a volte pi\u00f9 di quanto volesse, in quanto appellata da entrambe le parti), potevano passare per un'amicizia\ndi lei), potevano passare per una coppia felice. Erano sempre\nperfettamente d'accordo sulla necessit\u00e0 di avere pi\u00f9 soldi e sulla forte propensione per un regalo\nun bel regalo da parte del padre di lui; ma in questo caso, come nella maggior parte degli argomenti, lui aveva la superiorit\u00e0, perch\u00e9\naveva la superiorit\u00e0, perch\u00e9 mentre Mary pensava che fosse un gran peccato che tale\nun regalo del genere, lui sosteneva sempre che il padre aveva\nsuo padre avesse molti altri usi per il suo denaro e il diritto di spenderlo come voleva.\n\nPer quanto riguarda la gestione dei figli, la sua teoria era molto migliore di quella della moglie e la sua pratica non\nmoglie, e la sua pratica non era poi cos\u00ec male.  Potrei gestirli molto bene\nse non fosse per l'interferenza di Mary, era quello che Anne gli sentiva spesso dire e in cui aveva molta fiducia.\nAnne lo sentiva spesso dire e ne aveva una buona dose di fiducia; ma quando ascoltava\nMaria rimproverava a sua volta a Charles di viziare i bambini in modo tale che io\nnon riesco a metterli in ordine, non ebbe mai la minima tentazione di dire: \"\u00c8 vero\".\ndi dire: \"\u00c8 vero\".\n\nUna delle circostanze meno piacevoli della sua permanenza in quel luogo era il fatto di essere\ndi essere trattata con troppa confidenza da tutte le parti e di essere troppo\ntroppo in segreto delle lamentele di ogni casa. Sapendo di avere una certa\ninfluenza su sua sorella, le veniva continuamente richiesto, o almeno\nricevere suggerimenti per esercitarla, al di l\u00e0 di quanto fosse possibile.  Vorrei che\nche tu potessi persuadere Mary a non credersi sempre malata, era il linguaggio di Carlo.\nCharles si esprimeva cos\u00ec e, in uno stato d'animo infelice, Mary parlava cos\u00ec:  Credo che\nCredo che se Charles mi vedesse morire, non penserebbe che ci sia\nqualcosa che non va in me. Sono sicura, Anne, che se tu lo volessi, potresti\nconvincerlo che sono davvero molto malata, molto pi\u00f9 grave di quanto non abbia mai\ndi quanto non abbia mai detto.\n\nLa dichiarazione di Mary fu: \"Odio mandare i bambini alla Casa Grande, anche se la nonna vuole sempre vederli.\ncasa, anche se la nonna ha sempre voglia di vederli, perch\u00e9 li asseconda e li asseconda tanto\nli asseconda e li asseconda a tal punto, e d\u00e0 loro cos\u00ec tante\ndi spazzatura e di cose dolci, che sono sicuri di tornare malati e\nper il resto della giornata.  E la signora Musgrove approfitt\u00f2 della prima occasione\ndi essere sola con Anne, per dire: \"Oh! Miss Anne, non posso fare a meno di desiderare che la signora\nMrs Charles avesse un po' del suo metodo con quei bambini. Sono\ncreature del tutto diverse con lei! Ma, a dire il vero, in generale sono\ncos\u00ec viziati! \u00c8 un peccato che non possiate insegnare a vostra sorella a gestirli.\ngestirli. Sono i bambini pi\u00f9 belli e sani che si siano mai visti,\nPoveri piccoli cari! Senza parzialit\u00e0; ma la signora Charles non sa pi\u00f9\ncome dovrebbero essere trattati! Benedetta! Quanto sono fastidiosi\na volte. Vi assicuro, Miss Anne, che questo mi impedisce di volerli vedere a casa nostra\na casa nostra cos\u00ec spesso come dovrei. Credo che la signora Charles non sia\nCharles non sia del tutto contenta che io non li inviti pi\u00f9 spesso; ma sapete che \u00e8\nmolto brutto avere dei figli con una persona che si \u00e8 obbligati a controllare\nogni momento: non fare questo e non fare quello; o che si pu\u00f2 tenere in ordine in modo tollerabile solo\ntenere in ordine in modo tollerabile solo con pi\u00f9 dolci di quelli che fanno bene.\n\nHa avuto questa comunicazione, inoltre, da Mary.  La signora Musgrove ritiene\nMusgrove ritiene che tutti i suoi domestici siano cos\u00ec saldi che sarebbe un alto tradimento metterli in discussione.\nma sono certa, senza esagerare, che la cameriera e la lavandaia, invece di fare il loro lavoro, sono\ne la lavandaia, invece di dedicarsi al loro lavoro, sono\ninvece di occuparsi dei loro affari, si aggirano per il villaggio tutto il giorno. Le incontro ovunque vada; e\nDichiaro che non vado mai due volte nella mia cameretta senza vedere qualcosa di loro.\ndi loro. Se Jemima non fosse la creatura pi\u00f9 fidata e ferma del mondo\ndel mondo, basterebbe a rovinarla; perch\u00e9 mi dice che la tentano sempre di fare una passeggiata.\nche la tentano sempre di fare una passeggiata con loro.  E da parte della signora Musgrove\nMusgrove, la regola \u00e8 di non interferire mai nelle questioni di mia nuora.\nnuora, perch\u00e9 so che non sarebbe opportuno; ma vi dir\u00f2\ndir\u00f2 a voi, signorina Anne, perch\u00e9 potreste essere in grado di sistemare le cose,\nche non ho una buona opinione della bambinaia della signora Charles: Ho sentito storie strane su di lei\nstorie strane su di lei; \u00e8 sempre in agitazione; e per mia conoscenza posso dichiarare che \u00e8\nmia conoscenza, posso dichiarare che \u00e8 una signora talmente raffinata da\nche \u00e8 sufficiente a rovinare qualsiasi servo le si avvicini. La signora Charles giura su di lei, lo so.\nLo so, la signora Charles giura su di lei; ma vi do solo questo suggerimento, perch\u00e9 stiate in guardia.\nperch\u00e9, se vedete qualcosa di strano, non dovete avere paura di\nmenzionarlo.\n\nDi nuovo, Mary si lamentava del fatto che la signora Musgrove era molto incline a non darle la precedenza che le spettava\nquando cenavano alla Great House con altre famiglie; e non vedeva il motivo per cui dovesse avere la precedenza.\ncasa con altre famiglie; e non vedeva alcun motivo per cui dovesse essere considerata\nessere considerata cos\u00ec tanto di casa da perdere il suo posto. E un giorno, quando\nAnne passeggiava con i soli Musgrove, uno di loro, dopo aver parlato di rango, di persone di rango e di\ndi rango, di persone di rango e di gelosia del rango, disse: \"Non mi faccio scrupolo di osservare a\ndi osservare a voi quanto siano insensate alcune persone riguardo al loro posto,\nperch\u00e9 tutto il mondo sa quanto tu sia facile e indifferente al riguardo;\nma vorrei che qualcuno desse a Mary un suggerimento sul fatto che sarebbe molto meglio\nsarebbe molto meglio se non fosse cos\u00ec tenace, soprattutto se non si\nse non si facesse sempre avanti per prendere il posto della mamma. Nessuno dubita\nil suo diritto di avere la precedenza sulla mamma, ma sarebbe pi\u00f9 corretto da parte sua\nsarebbe pi\u00f9 bello per lei non insistere sempre su di essa. Non \u00e8 che la mamma ci tenga meno\nnon \u00e8 che la mamma ci tenga pi\u00f9 di tanto, ma so che molti ci fanno caso.\npersone.\n\nCome avrebbe fatto Anne a risolvere tutti questi problemi? Poteva fare ben poco\nascoltare pazientemente, ammorbidire ogni rimostranza e scusarsi con l'altro.\nl'altro; dare loro tutti gli accenni alla tolleranza necessaria tra\ntra vicini di casa, e fare in modo che i suggerimenti pi\u00f9 ampi fossero destinati a\na beneficio di sua sorella.\n\nPer il resto, la visita \u00e8 iniziata e proseguita molto bene. Il suo\ndi spirito grazie al cambiamento di luogo e di argomento, essendo stata allontanata di tre miglia da\nKellynch; i disturbi di Mary si attenuarono grazie alla presenza di una compagna costante e ai\ndi una compagna costante e i rapporti quotidiani con l'altra famiglia, dal momento che\nnon c'erano affetti, confidenze e impieghi superiori nel\ncottage, da interrompere, era piuttosto un vantaggio. \u00c8 stato\ncertamente il pi\u00f9 possibile, perch\u00e9 si incontravano ogni mattina e non passavano quasi mai la serata\nmattina e non trascorrevano quasi mai una serata separati; ma lei credeva che\nche non sarebbero stati cos\u00ec bene senza la vista dei signori Musgrove.\nMusgrove nei soliti posti, o senza le chiacchiere, le risate e i canti di\nsenza le chiacchiere, le risate e i canti delle loro figlie.\n\nSuonava molto meglio di entrambe le signorine Musgrove, ma non avendo voce, n\u00e9 conoscenza dell'arpa e non avendo genitori affettuosi a cui rivolgersi.\nsenza voce, senza conoscenza dell'arpa e senza genitori affezionati che si sedessero a guardare\ngenitori affezionati, che si sedessero e si sentissero deliziati, la sua esibizione era poco considerata\nsolo per educazione o per rinfrescare gli altri, come lei sapeva bene.\nsapeva bene. Sapeva che quando suonava dava piacere solo a se stessa; ma non era una sensazione nuova.\nse stessa; ma questa non era una sensazione nuova. Ad eccezione di un breve periodo della sua\nvita, non aveva mai conosciuto, dall'et\u00e0 di quattordici anni, dalla perdita della sua cara madre, la\ndalla perdita della sua cara madre, non aveva mai conosciuto la felicit\u00e0 di essere ascoltata o\nincoraggiato da un giusto apprezzamento o da un vero gusto. Nella musica era\nmusica era sempre stata abituata a sentirsi sola al mondo; e l'affettuosa parzialit\u00e0 dei signori Musgrove per le loro figlie\nparzialit\u00e0 dei signori Musgrove per l'esibizione delle loro figlie, e la totale\nindifferenza per le prestazioni delle loro figlie e la totale indifferenza per quelle degli altri, le davano molto pi\u00f9 piacere\nper il loro bene, che per la sua mortificazione.\n\nLa festa alla Great House era talvolta arricchita da altre compagnie.\nIl vicinato non era grande, ma i Musgrove erano visitati da tutti e\ntutti, e avevano pi\u00f9 cene, pi\u00f9 visite, pi\u00f9 visitatori\nsu invito e per caso, di qualsiasi altra famiglia. Erano pi\u00f9\ncompletamente popolare.\n\nLe ragazze andavano matte per il ballo e le serate si concludevano, di tanto in tanto,\nin un piccolo ballo non premeditato. C'era una famiglia di cugini a pochi\nUppercross, in condizioni meno agiate, che dipendevano dai Musgrove per tutti i loro piaceri.\ndai Musgrove per tutti i loro piaceri: sarebbero venuti in qualsiasi momento e avrebbero\ne aiutavano a suonare o a ballare ovunque; e Anne, preferendo di gran lunga l'incarico di musicista\nAnne, che preferiva di gran lunga l'ufficio di musicista a un incarico pi\u00f9 attivo, suonava per loro\ndanze di campagna per loro a ore; una gentilezza che ha sempre\nche ha sempre fatto notare le sue doti musicali ai signori Musgrove.\nMusgrove pi\u00f9 di ogni altra cosa, e che spesso le procurava questo complimento: \"Ben fatto\",\nMiss Anne! Davvero ben fatto! Dio mi benedica! Come volano quelle piccole\ndita volano!\n\nCos\u00ec passarono le prime tre settimane. Arriv\u00f2 il Natale, e ora il cuore di Anne\ndoveva essere di nuovo a Kellynch. Una casa amata e resa accessibile agli altri, tutte le\nstanze e i mobili preziosi, i boschetti e le prospettive, cominciando a possedere altri occhi e altre membra!\naltri occhi e altre membra! Il 29 settembre non riusciva a pensare ad altro\n29 settembre; e la sera ebbe questo tocco di simpatia da parte di Mary, che\nda Mary, che, avendo l'occasione di annotare il giorno del mese,\nesclam\u00f2: \"Caro mio, non \u00e8 questo il giorno in cui i Croft dovevano venire a\nKellynch? Sono felice di non averci pensato prima. Quanto mi fa sentire in basso!\n\nI Crofts presero possesso della nave con la massima attenzione e dovevano essere visitati.\nvisita. Mary deplorava questa necessit\u00e0 per se stessa.  Nessuno sapeva quanto\navrebbe sofferto. Avrebbe dovuto rimandare il pi\u00f9 possibile, ma non sarebbe stato facile\nnon fu facile finch\u00e9 non convinse Charles a portarla in macchina un giorno presto e\ne si trov\u00f2 in uno stato di agitazione immaginaria molto animato e confortevole quando torn\u00f2.\ndi agitazione immaginaria, quando torn\u00f2. Anne si era sinceramente rallegrata del fatto che\nche non c'era modo di farla partire. Desiderava, tuttavia, vedere i\nCroft e fu felice di trovarsi in casa quando la visita fu ricambiata. Arrivarono\nvennero: il padrone di casa non era in casa, ma le due sorelle erano insieme.\ne il caso volle che la signora Croft fosse al fianco di Anne,\nmentre l'Ammiraglio si sedette accanto a Mary, rendendosi molto piacevole con le sue\ncon i suoi piccoli ragazzi, lei era in grado di osservare la somiglianza\nuna somiglianza e, se non la trovava nei lineamenti, la coglieva nella voce o nei sentimenti.\nnella voce o nella piega dei sentimenti e delle espressioni.\n\nLa signora Croft, bench\u00e9 non fosse n\u00e9 alta n\u00e9 grassa, aveva un aspetto squadrato, eretto\ne vigore delle forme, che davano importanza alla sua persona. Aveva occhi scuri e brillanti\nocchi scuri e luminosi, una buona dentatura e un viso complessivamente gradevole; anche se il suo\ncarnagione arrossata e segnata dalle intemperie, conseguenza del fatto che era stata\ndi essere stata in mare quasi quanto il marito, faceva pensare che fosse vissuta\nqualche anno in pi\u00f9 al mondo rispetto ai suoi reali otto e trenta. I suoi\nmodi erano aperti, semplici e decisi, come una persona che non aveva sfiducia in se stessa e non aveva dubbi su cosa fare.\ndi se stessa e non aveva dubbi su cosa fare; senza alcun approccio alla\ngrossolanit\u00e0, tuttavia, o mancanza di buon umore. Anne le dava credito,\ndi sentimenti di grande considerazione nei confronti di se stessa, in tutto ci\u00f2 che riguardava\ntutto ci\u00f2 che riguardava Kellynch, e questo le faceva piacere: soprattutto perch\u00e9 si era\nsoprattutto perch\u00e9 si era convinta fin dal primo mezzo minuto, nell'istante stesso in cui si era\nche non c'era il minimo sintomo di conoscenza o sospetto da parte di Mrs Croft.\no sospetto da parte della signora Croft, che potesse dare adito a pregiudizi di sorta. Era\nera del tutto tranquilla, e di conseguenza piena di forza e di coraggio,\nfino a quando, per un momento, non fu elettrizzata dall'improvvisa affermazione della signora Croft,\n\n Ho scoperto che mio fratello ha avuto il piacere di conoscere voi, e non vostra sorella, quando era in questo paese.\npiacere di conoscere, quando era in questo paese.\n\nAnne sperava di aver superato l'et\u00e0 dell'arrossire; ma l'et\u00e0 delle emozioni\ncertamente non l'aveva superata.\n\n Forse non avete saputo che \u00e8 sposato? Aggiunse la signora Croft.\n\nOra poteva rispondere come doveva e fu felice di sentire, quando le parole successive della signora Croft spiegarono che era il signor Wentworth quello di cui parlava.\nCroft spieg\u00f2 che era il signor Wentworth quello di cui parlava,\nche non aveva detto nulla che non potesse andare bene per entrambi i fratelli. E subito si rese conto di quanto fosse ragionevole che\nimmediatamente quanto fosse ragionevole che la signora Croft pensasse e parlasse\nCroft pensasse e parlasse di Edward e non di Frederick; e con vergogna per la sua dimenticanza\ndella propria dimenticanza si applic\u00f2 alla conoscenza dello stato attuale della loro\nstato attuale del loro ex vicino con il giusto interesse.\n\nIl resto fu tutto tranquillo; finch\u00e9, mentre si muovevano, sent\u00ec l'ammiraglio dire a Maria\nsent\u00ec l'ammiraglio dire a Maria\n\n Stiamo aspettando un fratello della signora Croft qui a breve; oserei dire che lo conoscete per nome.\nlo conoscete di nome.\n\nL'intervento dei ragazzini, che si aggrapparono a lui come a un vecchio amico, lo interruppe, dichiarando che non doveva andarsene.\ncome un vecchio amico, dichiarando che non doveva andarsene; ed essendo troppo preso dalle proposte di portarli via nelle tasche del suo\ntroppo preso dalle proposte di portarli via nelle tasche del cappotto,\nper avere un altro momento per finire o ricordare ci\u00f2 che aveva iniziato.\niniziato, ad Anna non rimase che convincersi, come meglio poteva, che\nche si trattava sempre dello stesso fratello. Tuttavia, non poteva\nraggiungere un tale livello di certezza da non essere ansiosa di sapere se\nse fosse stato detto qualcosa sull'argomento nell'altra casa, dove i\nCrofts si erano recati in precedenza.\n\nLa sera di quel giorno la gente della Casa Grande doveva passare al Cottage.\nCottage; ed essendo ormai troppo tardi per queste visite a piedi, la carrozza stava cominciando ad essere\na piedi, si cominciava a sentire la carrozza, quando entr\u00f2 la pi\u00f9 giovane Miss Musgrove.\ngiovane Miss Musgrove entr\u00f2. Che stava venendo a scusarsi e che avrebbero dovuto passare la serata\nche avrebbero dovuto trascorrere la serata da sole, fu la prima\nidea nera; e Mary era pronta a sentirsi oltraggiata, quando Louisa ha messo a posto le cose dicendo che era solo un'amica.\nquando Louisa si \u00e8 giustificata dicendo che era venuta solo a piedi, per lasciare pi\u00f9 spazio all'arpa, che portava\nl'arpa, che stava portando in carrozza.\n\n E vi racconter\u00f2 la nostra ragione, aggiunse, e tutto il resto. Sono\nper avvertirvi che pap\u00e0 e mamma sono di cattivo umore questa sera, soprattutto la mamma.\nsoprattutto la mamma; sta pensando cos\u00ec tanto al povero Richard! E\nabbiamo convenuto che sarebbe stato meglio avere l'arpa, perch\u00e9 sembra divertirla\npi\u00f9 del piano-forte. Vi dir\u00f2 perch\u00e9 \u00e8 gi\u00f9 di morale.\nQuando i Croft sono venuti a trovarci stamattina (sono venuti qui in seguito, vero?\nnon \u00e8 vero?), hanno detto che suo fratello, il capitano Wentworth,\n\u00e8 appena tornato in Inghilterra, o \u00e8 stato pagato, o qualcosa del genere, e sta venendo a trovarli quasi subito.\ne che sarebbe venuto a trovarli quasi subito.\nche Wentworth, o qualcosa di simile, era il nome del capitano del povero Richard,\nera il nome del capitano del povero Richard una volta; non so quando\no dove, ma molto tempo prima che morisse, poveretto! E dopo aver\nlettere e le sue cose, ha scoperto che era cos\u00ec, ed \u00e8 perfettamente sicura\nperfettamente sicura che si tratti proprio di quell'uomo, e la sua testa ne \u00e8\ne del povero Richard! Perci\u00f2 dobbiamo essere il pi\u00f9 allegri possibile, in modo che\nche non si soffermi su cose cos\u00ec cupe.\n\nLe circostanze reali di questo patetico pezzo di storia familiare erano,\nche i Musgrove avevano avuto la sfortuna di un figlio molto problematico,\ne senza speranza, e la fortuna di perderlo prima del compimento del ventesimo anno.\nvent'anni; che era stato mandato in mare perch\u00e9 a terra era stupido e ingestibile\nche era stato mandato in mare perch\u00e9 era stupido e ingestibile a terra; che la sua famiglia si era occupata pochissimo di lui, anche se\ndalla sua famiglia, anche se molto pi\u00f9 di quanto meritasse; che raramente si sentiva parlare di lui\ndi rado, e che non era per nulla rimpianto, quando la notizia della sua morte all'estero\nall'estero era giunta a Uppercross due anni prima.\n\nIn effetti, nonostante le sorelle facessero il possibile per lui, chiamandolo \"povero Richard\", non era stato altro che un\nchiamandolo povero Richard, non era stato niente di meglio di un\ntesta dura, insensibile e poco redditizio Dick Musgrove, che non aveva mai fatto\nche non aveva mai fatto nulla che gli desse diritto a qualcosa di pi\u00f9 dell'abbreviazione del suo nome,\nvivo o morto.\n\nEra stato diversi anni in mare e, nel corso di quei traslochi a cui sono soggetti tutti i guardiamarina e in particolare quelli che\ndi allontanamento a cui sono soggetti tutti i guardiamarina, soprattutto quelli di cui\ndi cui tutti i capitani desiderano sbarazzarsi, era stato per sei mesi a bordo della\na bordo della fregata del capitano Frederick Wentworth, la Laconia; e dalla Laconia, sotto l'influsso di un'altra nave, aveva\nLaconia, sotto l'influenza del suo capitano, aveva scritto le uniche due lettere\ndue lettere che suo padre e sua madre hanno ricevuto da lui durante la sua assenza.\ndurante tutta la sua assenza, cio\u00e8 le uniche due lettere disinteressate.\nlettere disinteressate; tutte le altre erano state semplici richieste di denaro.\ndenaro.\n\nIn ogni lettera aveva parlato bene del suo capitano; eppure, cos\u00ec poco\nche avevano l'abitudine di occuparsi di queste cose, che erano cos\u00ec poco attenti e\nincuriositi dai nomi degli uomini e delle navi, che la cosa non li aveva impressionati affatto.\nche la cosa non aveva destato alcuna impressione; e che la signora Musgrove fosse stata improvvisamente colpita, proprio\nMusgrove sia stata improvvisamente colpita, proprio oggi, dal ricordo del nome di\nWentworth, in relazione a suo figlio, sembrava uno di quegli straordinari\nscoppi d'animo che a volte si verificano.\n\nEra andata a vedere le sue lettere e aveva trovato tutto come aveva supposto; e la rilettura di queste lettere, dopo un cos\u00ec lungo intervallo, aveva fatto s\u00ec che il povero figlio\ndopo un cos\u00ec lungo intervallo, il suo povero figlio se n'\u00e8 andato per sempre e la forza delle sue colpe \u00e8 stata dimenticata.\nfiglio se n'\u00e8 andato per sempre e tutta la forza delle sue colpe \u00e8 stata dimenticata.\ndi averla colpita molto e l'aveva gettata in un dolore pi\u00f9 grande di quanto\ndolore per lui pi\u00f9 grande di quello che aveva conosciuto la prima volta che aveva saputo della sua morte. Il signor Musgrove era\nMusgrove era, in misura minore, colpito anche lui; e quando raggiunsero il cottage\ncottage, avevano evidentemente voglia, prima, di essere ascoltati di nuovo\nsu questo argomento e, in seguito, di tutto il sollievo che compagni allegri\nallegri compagni potevano dar loro.\n\nSentirli parlare cos\u00ec tanto del capitano Wentworth, ripetere cos\u00ec spesso il suo nome\nripetere cos\u00ec spesso il suo nome, a rimuginare sugli anni passati, e alla fine a constatare che\nche potrebbe essere, che probabilmente sarebbe, lo stesso capitano Wentworth che ricordavano di aver incontrato una o due volte\nWentworth che ricordavano di aver incontrato, una o due volte, dopo il ritorno da Clifton.\ndi ritorno da Clifton, un giovane uomo molto bello, ma non sapevano dire\nse sette o otto anni fa, fu una nuova prova per i nervi di Anne.\nAnne era una nuova specie di prova per i suoi nervi. Tuttavia, scopr\u00ec che si trattava di una prova alla quale doveva\na cui doveva abituarsi. Dal momento che lui era atteso in campagna, lei doveva\ninsegnare a essere insensibile su questi punti. E non solo sembrava\nche lo si aspettava, e in fretta, ma i Musgrove, nella loro calda gratitudine per la gentilezza\ngratitudine per la gentilezza dimostrata al povero Dick e l'altissimo rispetto per il suo carattere.\nrispetto per il suo carattere, segnato dal fatto che il povero Dick era stato sei mesi sotto le sue\nsei mesi sotto le sue cure, e lo menzionarono con forti, anche se non perfettamente\nelogi forti, anche se non perfettamente ben espressi, come un bel felino elegante, solo due\nparticolare sul maestro di scuola, erano intenzionati a presentarsi e a cercare la sua\ndi presentarsi e di fare la sua conoscenza non appena avessero saputo del suo arrivo.\ndel suo arrivo.\n\nIl proposito di farlo ha contribuito a creare il comfort della loro serata.\n\n\n\n\nCAPITOLO VII.\n\n\nAncora pochi giorni e si seppe che il capitano Wentworth era a Kellynch.\nKellynch, il signor Musgrove era andato a trovarlo ed era tornato a tessere le sue lodi.\ne si era impegnato con i Croft a cenare a Uppercross entro la fine di un'altra settimana.\nalla fine di un'altra settimana. Era stata una grande delusione per Mr.\nMusgrove nel constatare che non era stato possibile fissare un giorno prima, tanto era impaziente di\nimpaziente di dimostrare la sua gratitudine, rivedendo il capitano Wentworth sotto il proprio\nsotto il suo stesso tetto e accoglierlo in tutto ci\u00f2 che di pi\u00f9 forte e di migliore c'\u00e8 nelle sue cantine.\ncantine. Ma doveva passare una settimana; solo una settimana, secondo Anne, e poi, pensava, si sarebbero incontrati.\ne poi, supponeva, si sarebbero incontrati; e ben presto cominci\u00f2 a desiderare di sentirsi al sicuro\nsentirsi al sicuro anche solo per una settimana.\n\nIl capitano Wentworth torn\u00f2 molto presto alla civilt\u00e0 del signor Musgrove,\ne lei si rec\u00f2 l\u00ec nella stessa mezz'ora. Lei e Mary\nstavano per dirigersi verso la Great House, dove, come\ncome apprese in seguito, dove avrebbero dovuto inevitabilmente trovarlo, quando furono fermate dal\nquando vennero fermate dal ragazzo pi\u00f9 grande che in quel momento veniva riportato a casa in\na causa di una brutta caduta. La situazione del bambino mise completamente da parte la visita\nma non poteva sentire parlare della sua fuga con indifferenza, anche in mezzo alle gravi ansie che\nanche in mezzo alla grave angoscia che in seguito provarono per lui.\nper lui.\n\nLa clavicola \u00e8 stata trovata slogata e la ferita alla schiena \u00e8 stata tale da suscitare le idee pi\u00f9 allarmanti.\nschiena, tanto da suscitare le idee pi\u00f9 allarmanti. Fu un pomeriggio di\npomeriggio di angoscia e Anne dovette fare subito tutto il possibile: mandare il farmacista\nil padre da far seguire e da informare, la madre da sostenere e da\nmadre da sostenere e tenere lontana dall'isteria, la servit\u00f9 da tenere sotto controllo, il figlio pi\u00f9 piccolo da bandire e la povera\nil figlio pi\u00f9 piccolo da scacciare e il povero sofferente da assistere e lenire;\noltre a inviare, non appena se ne fosse ricordata, un avviso all'altra casa, che le procur\u00f2 un'adesione\nche le procur\u00f2 un'affluenza di compagni spaventati e curiosi, che\ncompagni spaventati e curiosi, piuttosto che di assistenti molto utili.\n\nIl ritorno del fratello fu il primo conforto: poteva prendersi cura al meglio di\nLa seconda benedizione fu l'arrivo dello speziale.\nFinch\u00e9 non arriv\u00f2 e non ebbe esaminato il bambino, le loro apprensioni furono tanto pi\u00f9 vaghe\nerano peggiori perch\u00e9 vaghe; sospettavano una grande ferita, ma non sapevano dove;\nma ora la clavicola fu presto sostituita e, sebbene il signor Robinson sentisse e tastasse e sfregasse\ne si sfregava, aveva un'aria grave e parlava a bassa voce sia al padre che alla zia.\npadre e alla zia, tutti dovevano comunque sperare nel meglio e poter\ndi potersi separare e di consumare la cena con una certa serenit\u00e0; e poi\nfu, poco prima di separarsi, che le due giovani zie poterono cos\u00ec\ndi allontanarsi dallo stato del nipote per dare la notizia della visita del capitano Wentworth.\ncapitano Wentworth; si trattennero cinque minuti dopo il padre e la madre per cercare di\nmadre, per cercare di esprimere la loro perfetta gioia per il capitano Wentworth.\ndi lui, di quanto fosse pi\u00f9 bello e infinitamente pi\u00f9 simpatico\ndi qualsiasi altro individuo tra le loro conoscenze maschili, che fosse mai stato\npreferito in precedenza. Quanto erano state contente di sentire pap\u00e0 che lo invitava a\ncena, quanto si erano dispiaciuti quando aveva detto che non era in suo potere, e quanto erano stati di nuovo contenti quando aveva promesso\nquanto felice quando aveva promesso, in risposta agli inviti pi\u00f9 pressanti di pap\u00e0 e mamma, di\ndi venire a cenare con loro il giorno dopo.\ndi venire a cenare con loro il giorno dopo; e l'aveva promesso in modo cos\u00ec piacevole, come se sentisse\nmodo piacevole, come se sentisse tutti i motivi della loro attenzione proprio come\ncome avrebbe dovuto. In breve, aveva guardato e detto tutto con una tale\nsquisita grazia, tanto da poter assicurare a tutti che le loro teste erano entrambe\ne corsero via, piene di gioia come di amore, e apparentemente pi\u00f9 piene del capitano Wentworth.\napparentemente pi\u00f9 pieni del capitano Wentworth che del piccolo Charles.\n\nLa stessa storia e gli stessi entusiasmi si ripeterono, quando le due ragazze\npadre, nell'oscurit\u00e0 della sera, per fare delle ricerche.\ne il signor Musgrove, non pi\u00f9 preoccupato per il suo erede, pot\u00e9 aggiungere la sua conferma e le sue lodi\nMusgrove, non pi\u00f9 in preda alla prima inquietudine per il suo erede, pot\u00e9 aggiungere la sua conferma e il suo elogio, sperando che non ci fosse pi\u00f9 occasione per\ndi non dover allontanare il capitano Wentworth, ma solo di essere dispiaciuto\nche la comitiva del cottage, probabilmente, non avrebbe voluto lasciare il\nbambino, per dargli appuntamento.  Oh no; per quanto riguarda l'abbandono del bambino\npadre e la madre erano in un allarme troppo forte e recente per\nper sopportare il pensiero; e Anne, nella gioia della fuga, non pot\u00e9 fare a meno di\nnon pot\u00e9 fare a meno di aggiungere le sue calorose proteste alle loro.\n\nCharles Musgrove, in effetti, mostr\u00f2 in seguito una maggiore inclinazione; la bambina andava cos\u00ec bene e lui desiderava cos\u00ec tanto\nIl bambino procedeva cos\u00ec bene e lui desiderava tanto essere presentato al capitano\nWentworth, che forse avrebbe potuto raggiungerli la sera; non avrebbe cenato da casa, ma avrebbe potuto passeggiare per una mezz'ora.\nnon avrebbe cenato da casa, ma avrebbe potuto fare una passeggiata di mezz'ora.  Ma\nMa la moglie si oppose con impazienza: \"Oh, no, davvero!\nCharles, non posso sopportare che tu te ne vada. Pensa se dovesse succedere qualcosa\ndovesse accadere?\n\nIl bambino ha trascorso una buona notte e il giorno dopo \u00e8 andato avanti bene. Deve essere\ntempo per accertare che non ci fossero lesioni alla colonna vertebrale; ma il signor Robinson non trov\u00f2 nulla che potesse destare allarme.\nalla colonna vertebrale; ma il signor Robinson non trov\u00f2 nulla che potesse allarmare e Charles Musgrove inizi\u00f2, di conseguenza, a non sentire la necessit\u00e0 di un periodo pi\u00f9 lungo.\nMusgrove cominci\u00f2, di conseguenza, a non sentire la necessit\u00e0 di una pi\u00f9 lunga\nconfinamento pi\u00f9 lungo. Il bambino doveva essere tenuto a letto e intrattenuto il pi\u00f9 tranquillamente possibile.\nMa cosa doveva fare un padre? Si trattava di un caso\ncaso femminile e sarebbe stato assurdo per lui, che non poteva essere utile a casa, chiudersi in casa.\na casa, chiudersi in se stesso. Suo padre desiderava molto che incontrasse\nWentworth, e non essendoci motivi sufficienti per opporsi, doveva andare.\ne che, non essendoci motivi sufficienti per opporsi, avrebbe dovuto andarci; e la cosa si concluse con una dichiarazione pubblica e coraggiosa, al rientro dal tiro a segno.\ndichiarazione pubblica e audace, al rientro dalla caccia, di volersi vestire subito\ndi vestirsi subito e di cenare nell'altra casa.\n\n Niente pu\u00f2 andare meglio del bambino, disse; cos\u00ec ho detto a mio padre, poco fa, che sarei venuta.\npadre, poco fa, che sarei venuta, e lui ha pensato che avessi ragione.\nSe tua sorella \u00e8 con te, amore mio, non ho alcuno scrupolo. Tu\nnon vorresti lasciarlo, ma vedi che non posso essere utile.\nAnne mi mander\u00e0 a chiamare se c'\u00e8 qualche problema.\n\nI mariti e le mogli in genere capiscono quando l'opposizione \u00e8 vana.\nMary sapeva, dal modo in cui Charles parlava, che lui era\ndeciso ad andare, e che non sarebbe servito a nulla prenderlo in giro. Non disse nulla, quindi\nNon disse nulla, quindi, finch\u00e9 lui non fu uscito dalla stanza, ma non appena\nappena ci fu solo Anne ad ascoltare\n\n Cos\u00ec tu ed io dobbiamo essere lasciati a girare da soli, con questa povera bambina malata.\nbambina; e non una creatura che si avvicini a noi per tutta la sera! Sapevo come\nsarebbe stato. Questa \u00e8 sempre la mia fortuna. Se c'\u00e8 qualcosa di spiacevole\nuomini sono sempre sicuri di uscirne, e Charles \u00e8 pessimo come tutti gli altri.\ndi tutti loro. Molto insensibile! Devo dire che \u00e8 molto insensibile da parte sua\nscappare dal suo povero bambino. Si parla del fatto che sta andando\ncos\u00ec bene! Come fa a sapere che sta andando bene o che tra mezz'ora non ci saranno\nche non ci sia un cambiamento improvviso di l\u00ec a mezz'ora? Non pensavo che Charles\nsarebbe stato cos\u00ec insensibile. Ecco che se ne va e si diverte\ne perch\u00e9 io sono la povera madre, non mi \u00e8 permesso di agitarmi.\nEppure, sono sicura di essere pi\u00f9 inadatta di chiunque altro a stare vicino al bambino.\nbambino. Il fatto che io sia la madre \u00e8 la ragione stessa per cui i miei sentimenti\nnon dovrebbero essere messi alla prova. Non sono affatto all'altezza. Avete visto come\nisterica ieri.\n\n Ma questo \u00e8 stato solo l'effetto dell'improvviso allarme della scossa.\nshock. Non sarete di nuovo isterica. Oserei dire che non avremo\nnulla che ci angosci. Capisco perfettamente le indicazioni di Mr Robinson\nRobinson e non ho alcun timore; e in effetti, Mary, non posso meravigliarmi di tuo marito.\ntuo marito. L'assistenza infermieristica non appartiene a un uomo, non \u00e8 di sua competenza.\nUn bambino malato \u00e8 sempre propriet\u00e0 della madre: i suoi stessi sentimenti lo rendono tale.\ngeneralmente lo rendono tale.\n\n Spero di essere affezionata a mio figlio come qualsiasi madre, ma non so se sono pi\u00f9 utile di Charles in infermeria.\nNon so se sono pi\u00f9 utile di Charles nella stanza del malato, perch\u00e9 non posso essere\nnon posso stare sempre a rimproverare e a stuzzicare il povero bambino quando \u00e8 malato; e avete visto,\nstamattina, che se gli dicevo di stare zitto, di sicuro iniziava a\na scalciare. Non ho i nervi per questo genere di cose.\n\n Ma, non si sentirebbe a suo agio a passare l'intera serata\nserata lontano da quel povero ragazzo?\n\n S\u00ec; vedi che suo padre pu\u00f2 farlo, e perch\u00e9 non dovrei farlo io? Jemima \u00e8 cos\u00ec attenta;\ne potrebbe farci sapere ogni ora come sta. Penso davvero che\nCharles avrebbe potuto dire a suo padre che saremmo venuti tutti. Non sono\npi\u00f9 allarmata di lui per il piccolo Charles. Ero terribilmente\nallarmata ieri, ma oggi il caso \u00e8 molto diverso.\n\n Beh, se non ritiene che sia troppo tardi per dare il preavviso per s\u00e9,\nsupponiamo che tu debba partire, cos\u00ec come tuo marito. Lasciate il piccolo Charles\nalle mie cure. I signori Musgrove non possono pensare che sia sbagliato che io rimanga con lui.\ncon lui.\n\n Dici sul serio? grid\u00f2 Mary, con gli occhi che si illuminavano.  Caro mio! Questo \u00e8 un\nun'ottima idea, davvero ottima. A dire il vero, potrei anche andarci, visto che a casa non servo a nulla.\nperch\u00e9 a casa non servo a niente, no? E questo mi d\u00e0 solo fastidio. Voi,\nche non ha i sentimenti di una madre, sei la persona pi\u00f9 corretta.\npersona. Riesci a far fare qualsiasi cosa al piccolo Charles; lui ti ascolta sempre a\nuna parola. Sar\u00e0 molto meglio che lasciarlo solo con Jemima.\nJemima. Oh! Io ci andr\u00f2 di sicuro; sono sicura che dovrei andarci, se possibile, tanto quanto\nCharles, perch\u00e9 vogliono che io conosca il capitano Wentworth.\nCapitano Wentworth, e so che non ti dispiace essere lasciata sola. Un\neccellente pensiero, Anne. Andr\u00f2 a dirlo a Charles,\ne mi preparo subito. Puoi mandarci a chiamare, lo sai, con un attimo di preavviso.\nse c'\u00e8 qualcosa che non va; ma oserei dire che non ci sar\u00e0 nulla di\nche vi allarmi. Non andrei, puoi starne certa, se non mi sentissi del tutto a mio agio per la mia cara bambina.\nse non mi sentissi del tutto a mio agio per la mia cara bambina.\n\nUn attimo dopo bussava alla porta del camerino del marito,\ne quando Anne la segu\u00ec per le scale, fece in tempo ad assistere a tutta la\nconversazione, che inizi\u00f2 con Mary che disse, con un tono di grande\nesultanza\n\n Voglio venire con te, Charles, perch\u00e9 a casa non sono pi\u00f9 utile di te.\ndi quanto non lo sia tu. Se dovessi rinchiudermi per sempre con il bambino, non potrei\nnon riuscirei a convincerlo a fare qualcosa che non gli piace. Anne rester\u00e0\nAnne rimarr\u00e0; Anne si impegna a rimanere a casa e a prendersi cura di lui. \u00c8 la proposta stessa di\nAnne stessa, e quindi verr\u00f2 con voi, il che sar\u00e0 molto meglio, visto che non ho\nmolto meglio, perch\u00e9 \u00e8 da marted\u00ec che non ceno nell'altra casa.\n\n \u00c8 molto gentile da parte di Anne, rispose il marito, e sarei molto felice di vederla partire.\nmolto felice che tu te ne vada; ma mi sembra piuttosto difficile che lei venga\nlasciata a casa da sola, ad accudire il nostro bambino malato.\n\nAnna era ormai prossima a sostenere la propria causa, e la sincerit\u00e0 dei suoi modi\ndi lei fu presto sufficiente a convincerlo, dove la convinzione era almeno\nmolto piacevole, non si fece pi\u00f9 scrupoli a lasciarla cenare da sola, anche se voleva che si unisse a loro la sera.\ndi cenare da sola, anche se voleva ancora che li raggiungesse la sera,\nquando il bambino avrebbe potuto riposare per la notte, e la esort\u00f2 gentilmente a lasciarlo\ndi lasciarlo venire a prenderla, ma lei non si lasci\u00f2 convincere.\nche, dopo un po' di tempo, ebbe il piacere di vederle partire insieme\ninsieme di buon umore. Sperava che fossero partiti per essere felici,\nper quanto tale felicit\u00e0 potesse sembrare stranamente costruita; per quanto riguardava lei stessa,\nper se stessa, le rimasero tante sensazioni di conforto quante, forse, mai\nprobabile che le appartenessero. Sapeva di essere di prima utilit\u00e0 per la bambina.\nbambino; e che cosa le importava se Frederick Wentworth era solo a mezzo\nmiglia di distanza, a rendersi piacevole per gli altri?\n\nLe sarebbe piaciuto sapere come si sentiva lui in merito a un incontro. Forse\nindifferente, se l'indifferenza poteva esistere in tali circostanze. Lui\ndoveva essere indifferente o non voleva. Se avesse voluto vederla di nuovo\nse avesse voluto rivederla, non avrebbe dovuto aspettare fino a questo momento.\navrebbe fatto quello che lei non poteva non credere che al suo posto avrebbe dovuto fare da tempo\nda tempo, quando gli eventi gli avevano dato in anticipo l'indipendenza che solo lui\nmancava.\n\nIl fratello e la sorella tornarono felici della loro nuova conoscenza,\ne della visita in generale. C'erano stati musica, canti, chiacchiere\ntutto ci\u00f2 che era pi\u00f9 piacevole; modi affascinanti nel capitano Wentworth, nessuna timidezza o riservatezza.\nWentworth, nessuna timidezza o riservatezza; sembrava che tutti si conoscessero perfettamente\ne lui sarebbe venuto l'indomani mattina a sparare con Charles.\nCharles. Doveva venire a fare colazione, ma non al Cottage, anche se all'inizio era stato proposto\nera stato proposto in un primo momento; ma poi gli era stato chiesto di venire\nalla Great House, e sembrava temere di essere d'intralcio a Mrs.\nCharles Musgrove, a causa del bambino, e quindi,\nin qualche modo, non si sa bene come, la cosa si concluse con l'incontro tra Charles e\na colazione da suo padre.\n\nAnne lo cap\u00ec. Voleva evitare di vederla. Aveva chiesto informazioni\ndi lei, come si addiceva a una vecchia e lieve conoscenza.\nconoscenza, sembrando riconoscere quello che lei aveva riconosciuto,\nforse con la stessa intenzione di sfuggire alla presentazione quando si sarebbero incontrati.\nsi sarebbero incontrati.\n\nLe ore del mattino del Cottage erano sempre pi\u00f9 tardi di quelle dell'altra casa.\ne l'indomani la differenza era cos\u00ec grande che Mary e Anne non avevano ancora iniziato la colazione quando Charles entr\u00f2 in casa.\nMary e Anne non avevano ancora iniziato a fare colazione quando Charles entr\u00f2 per\nche stavano per partire, che era venuto a prendere i suoi cani e che le sue sorelle lo seguivano con il capitano,\nche le sue sorelle lo seguivano con il capitano Wentworth; le sorelle intendevano visitare Mary e la bambina.\nintendevano far visita a Mary e al bambino, e il capitano Wentworth si proponeva di\ndi aspettarla per qualche minuto se non fosse stato scomodo; e anche se\nCharles aveva risposto che il bambino non era in uno stato tale da rendere\nscomodo, il capitano Wentworth non sarebbe stato soddisfatto senza\nche il capitano Wentworth non si sarebbe accontentato senza correre a dare l'avviso.\n\nMaria, molto gratificata da questa attenzione, fu lieta di riceverlo.\nmentre ad Anna affluivano mille sentimenti, tra i quali il pi\u00f9 consolante era quello di sapere che presto sarebbe finita.\nconsolante: che presto sarebbe finita. E fu presto finita. In\ndue minuti dopo la preparazione di Carlo, apparvero gli altri; erano\nnel salotto. L'occhio di lei incontr\u00f2 per met\u00e0 quello del capitano Wentworth, pass\u00f2 un inchino, un\nun inchino, un inchino; sent\u00ec la sua voce; parl\u00f2 a Mary, disse tutto ci\u00f2 che\nMary, ha detto tutto ci\u00f2 che era giusto, ha detto qualcosa alla signorina Musgroves, abbastanza da segnare una facile\nla stanza sembrava piena, piena di persone e di voci, ma pochi minuti\npochi minuti. Charles si affacci\u00f2 alla finestra, tutto era pronto,\nil loro visitatore si era inchinato e se n'era andato, anche la signorina Musgroves se n'era andata,\nimprovvisamente deciso a camminare fino alla fine del villaggio con gli sportivi.\nLa stanza era stata liberata e Anne poteva finire la sua colazione come poteva.\ncome poteva.\n\n \u00c8 finita! \u00c8 finita! Ripeteva a se stessa pi\u00f9 volte, con nervosa gratitudine.\nnervosa gratitudine.  Il peggio \u00e8 passato!\n\nMary parlava, ma non poteva assistere. Lo aveva visto. Si erano incontrati.\nErano stati ancora una volta nella stessa stanza.\n\nBen presto, per\u00f2, cominci\u00f2 a ragionare con se stessa e a cercare di sentirsi\nmeno. Erano passati otto anni, quasi otto anni, da quando tutto era stato\nabbandonato. Come \u00e8 assurdo riprendere l'agitazione che tale\nintervallo aveva bandito nella distanza e nell'indistinzione! Cosa non potrebbero\notto anni? Eventi di ogni genere, cambiamenti, alienazioni,\nallontanamenti, tutto deve essere compreso in esso, e l'oblio del passato\ncome \u00e8 naturale, come \u00e8 certo! Comprendeva quasi un terzo della sua\ndella propria vita.\n\nAhim\u00e8, con tutti i suoi ragionamenti, scopr\u00ec che per i sentimenti ritentivi\notto anni possono essere poco pi\u00f9 che niente.\n\nOra, come dovevano essere letti i suoi sentimenti? Era come se volesse evitarla?\nlei? E un attimo dopo si stava odiando per la follia che aveva\ndomanda.\n\nSu un'altra questione, che forse la sua massima saggezza non avrebbe potuto evitare.\nnon avrebbe potuto evitare, fu presto risparmiata da ogni suspense; infatti, dopo che le signorine\nMusgrove erano tornate e avevano terminato la loro visita al Cottage.\nquesta informazione spontanea da parte di Mary:\n\n Il capitano Wentworth non \u00e8 molto galante da parte tua, Anne, anche se \u00e8 stato cos\u00ec\nattento a me. Henrietta gli ha chiesto cosa pensasse di te, quando sono andati via.\ne lui ha risposto: \"Eri cos\u00ec cambiata che non avrebbe dovuto riconoscerti di nuovo\".\nnon avrebbe dovuto riconoscerti di nuovo.\n\nMary non aveva sentimenti che le facessero rispettare la sorella in modo comune,\nma era perfettamente insospettabile di star infliggendo una qualche particolare\nferita particolare.\n\n alterato al di l\u00e0 della sua conoscenza.  Anne si sottomise completamente, in silenziosa e profonda\nmortificazione. Senza dubbio era cos\u00ec, e lei non poteva vendicarsi, perch\u00e9\nlui non era alterato, o non in peggio. Lo aveva gi\u00e0 riconosciuto a se stessa\ne non poteva pensare diversamente, che lui pensasse di lei come voleva.\nche lui pensasse di lei come voleva. No: gli anni che avevano distrutto la sua giovinezza e il suo fiore\navevano solo conferito a lui un aspetto pi\u00f9 luminoso, virile e aperto, senza\nche non diminuisce i suoi vantaggi personali. Aveva visto lo stesso Frederick\nWentworth.\n\n Cos\u00ec alterata che non avrebbe pi\u00f9 dovuto conoscerla!  Queste erano parole\nche non potevano non colpirla. Eppure cominci\u00f2 presto a rallegrarsi di\ndi averle sentite. Erano di tendenza sobria; placavano l'agitazione; componevano e, di conseguenza, dovevano renderla pi\u00f9 serena.\nagitazione; componevano, e di conseguenza dovevano renderla pi\u00f9 felice.\n\nFrederick Wentworth aveva usato tali parole, o qualcosa di simile, ma\nsenza avere l'idea che sarebbero state portate a conoscenza di lei. Aveva pensato\nmiseramente alterata, e nel primo momento di appello, aveva parlato\ncome si sentiva. Non aveva perdonato Anne Elliot. Lo aveva usato male,\nlo aveva abbandonato e deluso; e peggio ancora, nel farlo aveva dimostrato una debolezza di\ncarattere nel farlo, che il suo temperamento deciso e fiducioso non poteva\nnon poteva sopportare. Lo aveva abbandonato per fare un favore ad altri. Era stato l'effetto\neffetto di un'eccessiva persuasione. Era stata debolezza e timidezza.\n\nEra stato molto affezionato a lei e non aveva mai visto una donna\ndonna che riteneva alla sua altezza; ma, se non per una naturale\nnaturale sensazione di curiosit\u00e0, non aveva alcun desiderio di incontrarla di nuovo. Il suo\npotere su di lui era sparito per sempre.\n\nIl suo obiettivo era ora quello di sposarsi. Era ricco e, essendo stato costretto a sbarcare a terra, intendeva stabilirsi non appena avesse potuto essere tentato,\naveva tutta l'intenzione di stabilirsi non appena avesse potuto essere tentato a dovere;\nin realt\u00e0 si guardava intorno, pronto a innamorarsi con tutta la rapidit\u00e0 che\nmente lucida e con un gusto veloce. Aveva un cuore per una delle due\ndelle signorine Musgrove, se riuscissero a coglierlo; un cuore, insomma, per qualsiasi\nqualsiasi giovane donna piacevole che gli capitasse a tiro, tranne Anne Elliot.\nQuesta fu la sua unica eccezione segreta, quando disse a sua sorella, in risposta alle sue supposizioni.\nsorella, in risposta alle sue supposizioni:\n\n S\u00ec, eccomi qui, Sophia, pronto a fare un incontro sciocco. Chiunque\ntra i quindici e i trent'anni pu\u00f2 avermi in cambio. Un po' di bellezza, e\nun po' di sorrisi e qualche complimento alla marina, e sono un uomo perduto.\nNon dovrebbe essere sufficiente per un marinaio, che non ha avuto nessuna societ\u00e0 tra le\ndonne per renderlo simpatico?\n\nL'ha detto, lo sapeva, per essere contraddetto. Il suo occhio luminoso e fiero parlava\nla convinzione di essere simpatico; e Anne Elliot non era fuori dai suoi pensieri, quando descriveva pi\u00f9 seriamente la donna che avrebbe desiderato\npensieri, quando descrisse pi\u00f9 seriamente la donna che avrebbe voluto incontrare.\nincontrare.  Una mente forte, con la dolcezza dei modi, ha fatto la prima e l'ultima parte della descrizione.\ne l'ultimo della descrizione.\n\n Questa \u00e8 la donna che voglio, disse.  Qualcosa di un po' inferiore\nnaturalmente sopporter\u00f2, ma non deve essere molto. Se sono uno sciocco, sar\u00f2\nsar\u00f2 davvero uno sciocco, perch\u00e9 ho riflettuto sull'argomento pi\u00f9 della\ndella maggior parte degli uomini.\n\n\n\n\nCAPITOLO VIII.\n\n\nDa quel momento il capitano Wentworth e Anne Elliot frequentarono ripetutamente lo stesso circolo.\nstesso circolo. Ben presto si ritrovarono a cenare insieme da Mr.\nMusgrove, poich\u00e9 lo stato del ragazzo non poteva pi\u00f9 fornire alla zia un pretesto per assentarsi.\nnon poteva pi\u00f9 fornire alla zia un pretesto per assentarsi.\ndi altre cene e altri incontri.\n\nSe i sentimenti di un tempo dovevano essere rinnovati deve essere portato alla\nSe i sentimenti di un tempo fossero stati rinnovati o meno, si sarebbe dovuto verificare; i tempi passati sarebbero stati indubbiamente ricordati\nnon potevano non essere ricordati; l'anno del loro fidanzamento non poteva non essere nominato da lui\nl'anno del loro fidanzamento non poteva non essere nominato da lui, nelle piccole narrazioni o descrizioni\nche la conversazione suscitava. La sua professione lo qualificava, la sua\ndisposizione lo portava a parlare; e _Quello_ fu il sesto anno;\n Ci\u00f2 che accadde prima che io partissi per il mare nell'anno sei, avvenne nel corso della prima sera che trascorsero insieme.\nnel corso della prima serata che trascorsero insieme; e anche se la voce di lui non vacillava\nnon vacill\u00f2, e sebbene non avesse motivo di supporre che il suo occhio\ndi lui mentre parlava, Anne sentiva l'assoluta\nimpossibile, in base alla conoscenza della sua mente, che lui potesse essere\nnon fosse visitato dal ricordo pi\u00f9 di quanto lo fosse lei stessa. Doveva esserci la stessa\nimmediata associazione di pensiero, anche se era molto lontana dal concepire\nconcepire che fosse altrettanto dolorosa.\n\nNon conversavano insieme, non avevano altri rapporti se non quelli che la\npi\u00f9 comune civilt\u00e0. Una volta tanto l'uno per l'altro! Ora niente!\nC'\u00e8 stato un tempo in cui, di tutta la numerosa comitiva che ora riempiva il\nsalotto di Uppercross, avrebbero trovato pi\u00f9 difficile\nsmettere di parlarsi. Con l'eccezione, forse, dell'ammiraglio e della signora\nCroft, che sembravano particolarmente affezionati e felici (Anne non poteva ammettere altre eccezioni nemmeno tra i\nAnne non poteva ammettere altre eccezioni nemmeno tra le coppie sposate), non ci sarebbero stati\nnon ci potevano essere due cuori cos\u00ec aperti, gusti cos\u00ec simili, sentimenti cos\u00ec\nall'unisono, nessun volto cos\u00ec amato. Ora erano come estranei; anzi,\nanzi, peggio che estranei, perch\u00e9 non avrebbero mai potuto conoscersi. Era un\nallontanamento perpetuo.\n\nQuando lui parlava, lei sentiva la stessa voce e discerneva la stessa mente.\nIn tutta la comitiva c'era un'ignoranza generale su tutte le questioni navali.\ne lui fu molto interpellato, soprattutto dalle due signorine\nMusgroves, che sembravano non avere occhi che per lui, sul modo di vivere a bordo, sulle norme\nmodo di vivere a bordo, le regole quotidiane, il cibo, gli orari, ecc.\nLa loro sorpresa per i suoi conti, per aver appreso il livello di sistemazione e di\ndi alloggio e di sistemazione che era possibile, gli procur\u00f2 qualche piacevole\nridicolo, che ricord\u00f2 ad Anne i primi tempi in cui anche lei era ignorante e\nignorante, e anche lei era stata accusata di credere che i marinai\na bordo senza avere nulla da mangiare, n\u00e9 un cuoco che lo preparasse, se c'era, n\u00e9 un servitore che lo\no di un cuoco che lo preparasse, o di un servitore che lo servisse, o di un coltello e di una forchetta da usare.\n\nMentre ascoltava e pensava, fu svegliata da un sussurro di Mrs.\nMusgrove che, sopraffatta dai rimpianti, non pot\u00e9 fare a meno di dire\n\n Ah! Signorina Anne, se al Cielo fosse piaciuto risparmiare il mio povero figlio, oserei dire che a quest'ora sarebbe gi\u00e0 un altro\ndire che a quest'ora sarebbe gi\u00e0 un altro.\n\nAnne soppresse un sorriso e ascolt\u00f2 con gentilezza, mentre la signora Musgrove\nMusgrove si sollev\u00f2 un po' di pi\u00f9; e per qualche minuto, quindi, non riusc\u00ec a stare al passo con la conversazione degli altri,\nnon riusc\u00ec a tenere il passo con la conversazione degli altri.\n\nQuando pot\u00e9 lasciare che la sua attenzione riprendesse il suo corso naturale, trov\u00f2 la signorina Musgroves\ntrov\u00f2 la signorina Musgroves che stava prendendo la lista della marina (la loro lista della marina\nmarina, la prima che fosse mai stata a Uppercross), e si sedettero a sfogliarla insieme\ninsieme a sfogliarlo, con la pretesa di scoprire le navi\nnavi che il capitano Wentworth aveva comandato.\n\n Il vostro primo \u00e8 stato l'Asp, mi ricordo; cercheremo l'Asp.\n\n Non la troverete l\u00ec. \u00c8 piuttosto esausta e distrutta. Sono stato l'ultimo\nultimo uomo che l'ha comandata. Non era certo adatta al servizio. Fu dichiarata idonea\nper il servizio a casa per un anno o due, e cos\u00ec fui mandato nelle Indie Occidentali.\nIndie Occidentali.\n\nLe ragazze guardavano tutte stupite.\n\n L'Ammiragliato, ha proseguito, si diverte di tanto in tanto a mandare in mare qualche centinaio di uomini\ndi mandare in mare qualche centinaio di uomini su una nave non adatta all'impiego. Ma\nhanno un gran numero di persone a cui provvedere; e tra le migliaia di persone che possono\nandare a fondo come no, per loro \u00e8 impossibile distinguere\n\u00e8 impossibile distinguere quelli che potrebbero mancare di meno.\n\n Phoo! phoo! grid\u00f2 l'Ammiraglio, che cose dicono questi giovani!\nNon c'\u00e8 mai stato uno sloop migliore dell'Asp ai suoi tempi. Per essere un vecchio sloop\nsloop di vecchia costruzione, non se ne vedono di uguali. Fortunato chi l'ha presa! Lui sa\nche ci saranno stati venti uomini migliori di lui che hanno fatto domanda per lei\nnello stesso momento. Fortunato a ottenere qualcosa cos\u00ec presto, senza altro\ninteresse che il suo.\n\n Ho sentito la fortuna, Ammiraglio, glielo assicuro; rispose il Capitano Wentworth,\nseriamente.  Sono stato soddisfatto della mia nomina come non si pu\u00f2\ndesiderare. A quel tempo era un grande obiettivo per me essere in mare; un obiettivo molto grande.\nun grande obiettivo, volevo fare qualcosa.\n\n Certo che l'hai fatto. Cosa dovrebbe fare un giovane come te a terra per\nmezzo anno insieme? Se un uomo non avesse una moglie, vorrebbe presto tornare a\ndi nuovo a galla.\n\n Ma, capitano Wentworth, esclam\u00f2 Louisa, quanto vi sarete irritato\nquando siete arrivato all'Asp, per vedere che cosa vecchia vi hanno dato.\n\n Sapevo bene cosa fosse prima di quel giorno\", disse sorridendo.  I\nnon avevo pi\u00f9 scoperte da fare di quante ne avreste fatte voi sulla moda e la resistenza di una\ne la robustezza di una vecchia pelliccia, che avete visto in giro tra\nmet\u00e0 dei vostri conoscenti da quando avete memoria, e che alla fine, in un giorno molto umido, vi\nalla fine, in un giorno molto umido, viene prestato a voi stessi. Ah! Era una cara vecchia\nAsp per me. Ha fatto tutto quello che volevo. Sapevo che l'avrebbe fatto. Sapevo che avremmo\nche avremmo dovuto andare a fondo insieme, o che lei sarebbe stata la\ne non ho mai avuto due giorni di cattivo tempo in tutto il tempo in cui sono stato in mare con lei.\ne dopo aver preso abbastanza corsari da essere molto divertente.\ndopo aver preso abbastanza corsari da essere molto divertente, ebbi la fortuna, durante il mio viaggio di ritorno nell'autunno successivo,\ndi imbattermi proprio nella fregata francese che volevo. La portai a\nPlymouth; e qui un altro caso di fortuna. Non eravamo ancora da sei ore\nquando arriv\u00f2 una burrasca che dur\u00f2 quattro giorni e quattro notti,\ne che avrebbe distrutto la povera vecchia Asp in met\u00e0 del tempo; i nostri contatti con la Grande Nazione non erano migliorati\ncon la Grande Nazione non aveva migliorato di molto la nostra condizione.\nQuattro e venti ore dopo, e sarei stato solo un valoroso capitano Wentworth, in una piccola nave da guerra.\nWentworth, in un piccolo paragrafo in un angolo dei giornali.\ngiornali; ed essendo perso solo su uno sloop, nessuno avrebbe pensato a me.\nnessuno avrebbe pensato a me.  I brividi di Anne erano solo per lei; ma la signorina Musgroves poteva essere altrettanto aperta.\nMusgrove potevano essere tanto aperte quanto sincere nelle loro esclamazioni di piet\u00e0 e orrore.\ndi piet\u00e0 e di orrore.\n\n E cos\u00ec, suppongo, disse la signora Musgrove, a bassa voce, come se stesse pensando ad alta voce.\npensare ad alta voce, cos\u00ec se ne and\u00f2 al Laconia e l\u00ec incontr\u00f2 il nostro povero ragazzo.\ncon il nostro povero ragazzo. Charles, mio caro, (facendogli cenno di avvicinarsi), chiedi al capitano Wentworth dove si trovava.\nCapitano Wentworth dove ha incontrato per la prima volta il tuo povero fratello. I\nsempre dimenticato.\n\n Era a Gibilterra, mamma, lo so. Dick era stato lasciato malato a\nGibilterra, con una raccomandazione del suo ex capitano al capitano\nWentworth.\n\n Oh! Ma, Charles, di' al capitano Wentworth che non deve temere di nominare\ndi nominare il povero Dick davanti a me, perch\u00e9 sarebbe piuttosto un piacere\nsentir parlare di lui da un cos\u00ec buon amico.\n\nCharles, pi\u00f9 attento alle probabilit\u00e0 del caso,\nsi limit\u00f2 a rispondere con un cenno del capo e si allontan\u00f2.\n\nLe ragazze erano ora a caccia del Laconia; e il capitano Wentworth non poteva negarsi il piacere di prendere il prezioso volume nella sua\nnon pot\u00e9 negarsi il piacere di prendere in mano il prezioso volume per risparmiare loro la fatica.\nmani il prezioso volume per risparmiar loro la fatica, e lesse ancora una volta ad alta voce il piccolo\ndi nome e di tariffa e della sua attuale classe di sottufficiali,\nosservando che anche lei era stata una delle migliori amiche che un uomo\nuomo che abbia mai avuto.\n\n Ah! Erano giorni piacevoli quando avevo la Laconia! Quanto velocemente ho guadagnato\nsoldi con lei. Un mio amico e io abbiamo fatto una crociera cos\u00ec bella insieme\nal largo delle isole occidentali. Povero Harville, sorella! Sai quanto desiderava\nvoleva i soldi: peggio di me. Aveva una moglie. Un uomo eccellente. I\nnon dimenticher\u00f2 mai la sua felicit\u00e0. La sentiva tutta, tanto per amore di lei.\nLo desiderai di nuovo l'estate successiva, quando ebbi ancora la stessa fortuna\nnel Mediterraneo.\n\n E sono sicura, signore, disse la signora Musgrove, che \u00e8 stato un giorno fortunato per _noi_,\nquando siete stato messo a bordo di quella nave. Non dimenticheremo mai quello che\nche lei ha fatto.\n\nI suoi sentimenti la spinsero a parlare a bassa voce; e il capitano Wentworth, sentendo solo in parte e probabilmente non avendo Dick Musgrove vicino ai suoi pensieri, parl\u00f2 a bassa voce.\ne probabilmente non aveva Dick Musgrove vicino ai suoi pensieri,\nsembrava piuttosto in sospeso e come se aspettasse di pi\u00f9.\n\n Mio fratello, sussurr\u00f2 una delle ragazze, la mamma sta pensando al povero Richard.\nRichard.\n\n Povero caro ragazzo! continu\u00f2 la signora Musgrove; era diventato cos\u00ec costante,\ne un corrispondente cos\u00ec eccellente, mentre era sotto le sue cure! Ah!\nsarebbe stata una cosa felice se non vi avesse mai lasciato. Vi assicuro\nvi assicuro, capitano Wentworth, che siamo molto dispiaciuti che vi abbia lasciato.\n\nA questo discorso il capitano Wentworth assunse un'espressione momentanea.\nun'espressione momentanea sul volto del capitano Wentworth a questo discorso, un certo sguardo luminoso e un'arricciatura della sua bella\nbocca, che convinsero Anne che, invece di condividere i gentili desideri della signora Musgrove\nMusgrove nei confronti del figlio, probabilmente si era preoccupato di sbarazzarsi di lui.\nma si trattava di un'indulgenza troppo passeggera per poter essere\nper essere individuata da chiunque lo capisse meno di lei; in un altro momento era perfettamente\nin un altro momento era perfettamente raccolto e serio, e quasi istantaneamente\ndopo, avvicinandosi al divano su cui erano sedute lei e la signora Musgrove, prese posto accanto a quest'ultima.\nMusgrove, prese posto accanto a quest'ultima e si mise a conversare con lei, a bassa voce, di\na bassa voce, di suo figlio, e lo fece con tanta simpatia e grazia naturale, che dimostravano la gentilezza\ngrazia naturale, che denotavano la pi\u00f9 gentile considerazione per tutto ci\u00f2 che era\nreale e assurdo nei sentimenti dei genitori.\n\nErano in realt\u00e0 sullo stesso divano, perch\u00e9 la signora Musgrove gli aveva fatto prontamente spazio.\ndiviso solo dalla signora Musgrove. Non era una barriera\nbarriera non insignificante, anzi. La signora Musgrove era di dimensioni comode,\ndimensioni consistenti, infinitamente pi\u00f9 adatta per natura a esprimere buon\nbuon umore, piuttosto che tenerezza e sentimento; e mentre le agitazioni dell'esile Anne\nagitazione della forma esile di Anne e del suo viso pensieroso, si possono considerare\ncompletamente schermati, al capitano Wentworth va riconosciuto un certo merito per l'autocontrollo\nmerito per l'autocontrollo con cui ha seguito i suoi grandi e grassi sospiri sul destino di Anne.\ncon la quale si occup\u00f2 dei suoi grandi e grassi sospiri per il destino di un figlio di cui nessuno si era mai occupato.\n\nLe dimensioni personali e il dolore mentale non hanno certo una necessaria\nproporzioni. Una figura grossa e ingombrante ha lo stesso diritto di essere in profonda\nafflizione, quanto il pi\u00f9 grazioso insieme di membra del mondo. Ma, bella\nci sono congiunzioni disdicevoli che la ragione non pu\u00f2 tollerare\npatrociner\u00e0 invano, che il gusto non tollera, che il ridicolo\nil ridicolo.\n\nL'ammiraglio, dopo aver fatto due o tre giri rinfrescanti per la stanza con le mani dietro\ncon le mani dietro, dopo essere stato richiamato all'ordine dalla moglie, si avvicin\u00f2 al capitano Wentworth\nWentworth e, senza rendersi conto di ci\u00f2 che avrebbe potuto interrompere, pensando solo ai propri pensieri, inizi\u00f2 a parlare con il capitano Wentworth\ninterrompere, pensando solo ai propri pensieri, cominci\u00f2 con\n\n Se fossi stato una settimana pi\u00f9 tardi a Lisbona, la scorsa primavera, Frederick, ti sarebbe stato chiesto di\nti sarebbe stato chiesto di dare un passaggio a Lady Mary Grierson e alle sue figlie.\nfiglie.\n\n Dovrei? Sono contento di non essere stato una settimana dopo.\n\nL'ammiraglio lo maltratta per la sua mancanza di galanteria. Lui si difese;\npur dichiarando che non avrebbe mai ammesso volentieri nessuna signora a\na bordo di una sua nave, se non per un ballo o per una visita, che poteva essere di poche ore.\npoche ore.\n\n Ma, se mi riconosco, disse, non \u00e8 per mancanza di galanteria\nnei loro confronti. \u00c8 piuttosto per la sensazione di quanto sia impossibile, con tutti gli sforzi e i sacrifici\ncon tutti gli sforzi e i sacrifici, di rendere le sistemazioni a bordo come\na bordo come le donne dovrebbero avere. Non pu\u00f2 mancare la galanteria,\nAmmiraglio, nel valutare le pretese delle donne a ogni comfort personale\ne questo \u00e8 ci\u00f2 che faccio. Odio sentire parlare di donne a bordo o vederle a bordo.\ndonne a bordo, o di vederle a bordo; e nessuna nave sotto il mio comando trasporter\u00e0 mai una\nfamiglia di donne da nessuna parte, se posso evitarlo.\n\nQuesto ha portato la sorella su di lui.\n\n Oh! Frederick! Ma non posso crederci. Tutta una pigra\nraffinatezza! Le donne possono stare bene a bordo come nella migliore casa d'Inghilterra.\nin Inghilterra. Credo di aver vissuto a bordo tanto quanto la maggior parte delle donne, e\ne non conosco nulla di superiore alle sistemazioni di un uomo di mare. I\nDichiaro di non avere una comodit\u00e0 o un'indulgenza intorno a me, nemmeno a\nKellynch Hall, (con un gentile inchino ad Anne), oltre a quello che ho sempre avuto nella\nnella maggior parte delle navi in cui ho vissuto, e sono state in tutto cinque.\n\n Niente di tutto ci\u00f2, rispose il fratello.  Lei viveva con\nsuo marito ed era l'unica donna a bordo.\n\n Ma tu stesso hai portato Mrs Harville, sua sorella, sua cugina e tre bambini da Portsmouth a Plymouth.\ntre bambini, da Portsmouth a Plymouth. Dov'era questa\nstraordinaria e raffinata galanteria?\n\n Tutti si sono uniti nella mia amicizia, Sophia. Assisterei la moglie di qualsiasi fratello\nufficiale che potessi, e porterei qualsiasi cosa di Harville\ndalla fine del mondo, se lo volesse. Ma non pensate che io non\nnon lo ritenga un male in s\u00e9.\n\n Ci si pu\u00f2 fidare, erano tutti perfettamente a loro agio.\n\n Forse non mi piacciono di pi\u00f9 per questo. Un tale numero di\ndonne e bambini non hanno il diritto di stare bene a bordo.\n\n Mio caro Federico, stai parlando a vanvera. Di grazia, cosa ne sarebbe\ndi noi povere mogli di marinai, che spesso vogliamo essere trasportate in un porto o in un altro, dopo i nostri mariti, se tutti avessero i tuoi sentimenti?\nse tutti avessero i tuoi stessi sentimenti?\n\n I miei sentimenti, come vedete, non mi hanno impedito di portare Mrs Harville e tutta la sua famiglia a\nfamiglia a Plymouth.\n\n Ma detesto sentirti parlare come un raffinato gentiluomo, e come se le donne fossero tutte belle signore, invece che creature razionali.\ncome se le donne fossero tutte belle signore, invece che creature razionali. Nessuno di noi\ndi noi si aspetta di stare in acque tranquille per tutti i giorni.\n\n Ah! mia cara, disse l'Ammiraglio, quando avr\u00e0 una moglie canter\u00e0\nuna melodia diversa. Quando si sar\u00e0 sposato, se avremo la fortuna di vivere\ndi vivere un'altra guerra, lo vedremo fare come voi, io e molti altri.\naltri, abbiamo fatto. Lo vedremo molto grato a chiunque gli porter\u00e0 la moglie.\nche gli porter\u00e0 la moglie.\n\n S\u00ec, lo faremo.\n\n Ora ho finito, grid\u00f2 il capitano Wentworth.  Una volta sposato, le persone\nsposati cominciano ad attaccarmi con: \"Oh! Penserete in modo molto diverso, quando sarete\nsposato.  Posso solo dire: \"No, non lo far\u00f2\"; e poi dicono di nuovo: \"S\u00ec, lo farai\".\nS\u00ec, lo farai, e la cosa finisce l\u00ec.\n\nSi alz\u00f2 e si allontan\u00f2.\n\n Che grande viaggiatrice deve essere stata, signora! disse la signora Musgrove\nalla signora Croft.\n\n Abbastanza bene, signora, nei quindici anni del mio matrimonio; anche se molte donne hanno\ndonne hanno fatto di pi\u00f9. Ho attraversato l'Atlantico quattro volte, e sono\nuna volta nelle Indie Orientali e poi sono tornata indietro, e solo una volta, oltre a\noltre ad essere stata in diversi posti vicino a casa: Cork, Lisbona e Gibilterra.\nMa non sono mai andato al di l\u00e0 delle Strisce e non sono mai stato nelle Indie Occidentali.\nIndie Occidentali. Non chiamiamo Bermuda o Bahama le Indie Occidentali.\n\nLa signora Musgrove non ebbe una parola di dissenso; non poteva accusare se stessa di averli mai chiamati in un modo o nell'altro nel corso della sua vita.\ndi averli mai chiamati in un modo o nell'altro nel corso della sua vita.\nvita.\n\n E le assicuro, signora, prosegu\u00ec la signora Croft, che niente pu\u00f2 superare\nnulla pu\u00f2 superare le sistemazioni di un'imbarcazione; parlo, come sapete, delle\ntariffe pi\u00f9 alte. Quando si arriva a una fregata, ovviamente, si \u00e8 pi\u00f9\nanche se ogni donna ragionevole pu\u00f2 essere perfettamente felice in una di esse.\ne posso tranquillamente affermare che la parte pi\u00f9 felice della mia vita \u00e8 stata\na bordo di una nave. Mentre eravamo insieme, sapete, non c'era nulla da temere.\nnulla da temere. Grazie a Dio! Sono sempre stato benedetto da una salute\nsalute eccellente, e nessun clima \u00e8 in disaccordo con me. Un po' disordinato\nsempre nelle prime ventiquattro ore di navigazione, ma non ho mai saputo cosa fosse la\nmalattia dopo. L'unica volta che ho sofferto davvero nel corpo\nmente o nel corpo, l'unica volta in cui mi sono sentito male o ho avuto un'idea di\ndi pericolo, \u00e8 stato l'inverno che ho passato da solo a Deal, quando\nl'ammiraglio (allora capitano Croft) era nei mari del Nord. Vivevo in\npaura perenne in quel periodo, e avevo ogni sorta di disturbi immaginari\ndi lamentele immaginarie per il fatto di non sapere cosa fare di me stessa o quando avrei\nMa finch\u00e9 potevamo stare insieme, nulla mi affliggeva e non ho mai incontrato\nnulla mi affliggeva e non ho mai incontrato il minimo inconveniente.\n\n S\u00ec, certo. S\u00ec, davvero, oh s\u00ec! Sono proprio della sua opinione, signora\nCroft, fu la risposta cordiale della signora Musgrove.  Non c'\u00e8 niente di cos\u00ec brutto come una\nseparazione. Sono proprio del suo parere. Io so di cosa si tratta, perch\u00e9 il Sig.\nMusgrove partecipa sempre alle assise, e sono cos\u00ec felice quando sono finite e lui \u00e8 di nuovo al sicuro.\nquando sono finite e lui \u00e8 di nuovo al sicuro.\n\nLa serata si concluse con un ballo. Quando fu proposto, Anne si offr\u00ec come sempre\ncome al solito, e anche se i suoi occhi a volte si riempivano di lacrime\nmentre si sedeva allo strumento, era estremamente felice di essere impiegata,\ne non desiderava altro in cambio che non essere osservata.\n\nEra una festa allegra e gioiosa e nessuno sembrava pi\u00f9 di buon umore del capitano Wentworth.\nCapitano Wentworth. Lei sentiva che lui aveva tutto ci\u00f2 che lo elevava\nche l'attenzione e la deferenza generale, e soprattutto l'attenzione di\ntutte le giovani donne. Le signorine Hayters, le femmine della famiglia di cugini gi\u00e0 citata, erano\nfamiglia di cugini gi\u00e0 citata, erano apparentemente ammesse all'onore di essere\ndi essere innamorate di lui; quanto a Henrietta e Louisa, sembravano entrambe cos\u00ec\nsembravano entrambe cos\u00ec interamente occupate da lui, che nient'altro che la continua\napparenza della pi\u00f9 perfetta benevolenza tra di loro avrebbe potuto\nche nulla, se non la continua apparenza della pi\u00f9 perfetta benevolenza tra loro, avrebbe potuto rendere credibile il fatto che non fossero decise rivali. Se fosse stato un po'\nviziato da un'ammirazione cos\u00ec universale e cos\u00ec desiderosa, chi potrebbe stupirsi?\n\nQuesti erano alcuni dei pensieri che occupavano Anne, mentre le sue dita\nmeccanicamente al lavoro, procedendo per mezz'ora di seguito,\nsenza errori e senza consapevolezza. Una volta le sembr\u00f2 che\nche lui si stesse guardando, osservando i suoi lineamenti alterati, forse,\ncercando di rintracciare in essi le rovine del volto che un tempo lo aveva incantato.\ne _una volta_ seppe che doveva aver parlato di lei; ne fu appena consapevole, finch\u00e9 non sent\u00ec\nappena se ne rese conto, finch\u00e9 non sent\u00ec la risposta; ma poi fu sicura che\ndi aver chiesto alla sua compagna se la signorina Elliot non avesse mai ballato. La risposta fu\nLa risposta fu: \"Oh, no; mai; ha rinunciato a ballare\". Preferisce\npreferisce giocare. Non si stanca mai di giocare\".  Anche una volta lui le parl\u00f2\ncon lei. Lei aveva lasciato lo strumento al termine del ballo e lui si era\nsi era seduto per cercare di comporre un'aria di cui voleva dare un'idea alla signorina\nMusgroves. Senza volerlo, lei torn\u00f2 in quella parte della stanza.\nlui la vide e, alzatosi immediatamente, disse, con studiata cortesia\n\n Chiedo scusa, signora, questo \u00e8 il suo posto\".\nimmediatamente si ritrasse con una decisa risposta negativa, lui non fu indotto a\na sedersi di nuovo.\n\nAnne non desiderava altri sguardi e discorsi del genere. La sua fredda\nfredda cortesia, la sua grazia cerimoniosa, erano peggio di qualsiasi altra cosa.\n\n\n\n\nCAPITOLO IX.\n\n\nIl capitano Wentworth era venuto a Kellynch come in una casa, per restare quanto voleva.\ndi rimanere quanto voleva, essendo oggetto della fraterna gentilezza dell'Ammiraglio\nEra sua intenzione, appena arrivato, recarsi molto presto nello Shropshire e visitare\nShropshire e visitare il fratello che si era stabilito in quel paese.\nma le attrattive di Uppercross lo indussero a rimandare.\nrimandare. C'era cos\u00ec tanta cordialit\u00e0, adulazione e tutto ci\u00f2 che di pi\u00f9 ammaliante\ndi lusinghe e di tutto ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 ammaliante nella sua accoglienza.\nospitali, i giovani cos\u00ec gradevoli, che non pot\u00e9 fare a meno di decidere di\ndi rimanere dov'era e di accettare tutto il fascino e le perfezioni della moglie di\nmoglie di Edward ancora per un po'.\n\nBen presto Uppercross fu con lui quasi ogni giorno. I Musgrove non potevano\nMusgroves difficilmente potevano essere pi\u00f9 pronti di lui a invitarlo, soprattutto al\nmattina, quando non aveva compagni a casa, perch\u00e9 l'Ammiraglio e la signora Croft erano di solito fuori casa insieme, a interessarsi di\nCroft erano generalmente fuori casa insieme, interessandosi ai loro\nnuovi possedimenti, l'erba e le pecore, e si dilettavano in un modo\nin un modo non sopportabile da una terza persona, o uscendo in calesse,\nche si era aggiunto di recente alla loro propriet\u00e0.\n\nFino a quel momento c'era stata un'unica opinione sul capitano Wentworth tra i\nMusgroves e delle loro dipendenze. L'ammirazione era costante e calorosa ovunque.\nMa questo rapporto di intimit\u00e0 non si era ancora consolidato,\nquando un certo Charles Hayter torn\u00f2 tra di loro, per essere molto\ndisturbato da tutto ci\u00f2 e di ritenere il capitano Wentworth molto invadente.\n\nCharles Hayter era il maggiore di tutti i cugini, un giovane molto amabile,\ngiovane molto amabile e piacevole, tra il quale e Henrietta c'era stata una\nun notevole attaccamento prima della presentazione del capitano Wentworth.\ncapitano Wentworth. Era in regola con gli obblighi di leva e, avendo una curazia nelle\nnelle vicinanze, dove non era necessario risiedere, viveva nella casa paterna, a sole due miglia da Upppp.\npadre, a sole due miglia da Uppercross. Una breve assenza da casa aveva\naveva lasciato la sua bella incustodita dalle sue attenzioni in questo periodo critico,\ne quando torn\u00f2 ebbe il dispiacere di trovare modi molto alterati,\ne di vedere il capitano Wentworth.\n\nLa signora Musgrove e la signora Hayter erano sorelle. Ognuna di loro aveva avuto dei soldi, ma\nma i loro matrimoni avevano fatto una differenza sostanziale nel loro grado di\nconseguenze. Il signor Hayter aveva delle propriet\u00e0 proprie, ma insignificanti rispetto a quelle del signor Musgrove.\ninsignificante se paragonata a quella del signor Musgrove; e mentre i Musgrove erano\nMusgrove facevano parte della prima classe sociale del paese, i giovani Hayter sarebbero stati\ngenitori, che avevano uno stile di vita basso, ritirato e poco raffinato,\ne la loro educazione carente, non avrebbero fatto parte di nessun ceto.\nse non fosse stato per il loro legame con Uppercross, tranne il figlio maggiore, che aveva scelto di diventare\nfiglio maggiore, che aveva scelto di essere uno studioso e un gentiluomo e che era\nmolto superiore per cultura e maniere a tutti gli altri.\n\nLe due famiglie erano sempre state in ottimi rapporti, senza orgoglio da una parte e senza invidia dall'altra.\norgoglio da una parte, n\u00e9 invidia dall'altra, e solo una tale consapevolezza di superiorit\u00e0\nconsapevolezza della superiorit\u00e0 delle signorine Musgrove, che le rendeva\nche le rendeva liete di migliorare le loro cugine. Le attenzioni di Charles nei confronti di Henrietta erano state\nerano state osservate dal padre e dalla madre senza alcuna disapprovazione.  Non sarebbe\nnon sarebbe stato un grande abbinamento per lei; ma se a Henrietta fosse piaciuto, e\nHenrietta sembrava piacergli.\n\nHenrietta stessa lo pensava pienamente, prima dell'arrivo del capitano Wentworth; ma\nda quel momento il cugino Charles era stato molto dimenticato.\n\nQuale delle due sorelle fosse stata preferita dal capitano Wentworth era ancora\ndubbio, per quanto riguarda l'osservazione di Anne. Henrietta era\nHenrietta era forse la pi\u00f9 carina, Louisa aveva uno spirito pi\u00f9 elevato; e lei non sapeva se il carattere pi\u00f9 gentile o quello pi\u00f9 vivace fossero pi\u00f9\nnon sapeva se il carattere pi\u00f9 gentile o quello pi\u00f9 vivace fossero pi\u00f9\npi\u00f9 probabile che lo attirasse.\n\nI signori Musgrove, sia per aver visto poco, sia per la totale fiducia nella discrezione di entrambe le figlie e di tutti gli altri.\nfiducia nella discrezione delle loro figlie e di tutti i giovani che si avvicinavano a loro, sembravano lasciare che tutto si svolgesse da s\u00e9.\ngiovani che si avvicinavano a loro, sembravano lasciare che ogni cosa prendesse il suo\ncaso. Non c'era la pi\u00f9 piccola apparenza di sollecitudine o di osservazioni\nnella casa padronale; ma al Cottage era diverso:\nla giovane coppia era pi\u00f9 disposta a speculare e a stupirsi; e il capitano Wentworth non aveva mai smesso di pensare a loro.\nIl capitano Wentworth non era stato pi\u00f9 di quattro o cinque volte in compagnia di Miss\nMusgroves, e Charles Hayter era appena riapparso, quando Anne dovette ascoltare i pareri di Miss Musgroves.\nAnne dovette ascoltare le opinioni di suo fratello e di sua sorella su\nquale fosse il pi\u00f9 gradito. Charles diede la preferenza a Louisa, Mary a Henrietta\nHenrietta, ma concordando sul fatto che il matrimonio con l'una o con l'altra sarebbe stato estremamente piacevole.\nestremamente piacevole.\n\nCharles non aveva mai visto un uomo pi\u00f9 piacevole in vita sua; e da quello che aveva sentito dire una volta dallo stesso capitano Wentworth, era molto sicuro che\nuna volta aveva sentito dire dallo stesso capitano Wentworth, era molto sicuro che non aveva\ndi non aver guadagnato meno di ventimila sterline con la guerra. Qui c'era una\nuna fortuna in un colpo solo; inoltre, ci sarebbe stata la possibilit\u00e0 di sapere cosa\nin qualsiasi guerra futura, ed era sicuro che il capitano Wentworth fosse un uomo\nche il capitano Wentworth fosse un uomo capace di distinguersi come qualsiasi altro ufficiale della marina. Oh!\nsarebbe stato un ottimo partito per una delle sue sorelle.\n\n Sulla mia parola, lo far\u00e0, rispose Mary.  Caro mio! Se dovesse salire a\ngrandi onori! Se mai dovesse essere nominato baronetto!  Signora\nWentworth suona molto bene. Sarebbe una cosa nobile, davvero, per\nHenrietta! Lei prenderebbe il mio posto, e a Henrietta non dispiacerebbe.\nnon lo dispiacerebbe. Sir Frederick e Lady Wentworth! Sarebbe solo una nuova\ne io non penso mai molto alle vostre nuove creazioni.\n\nA Maria conveniva pensare che Henrietta fosse la preferita proprio a causa di Charles Hayter.\nCharles Hayter, le cui pretese desiderava veder cessare.\nfine. Aveva un'opinione molto negativa degli Hayter e pensava che sarebbe stata una vera disgrazia\nche sarebbe stata una vera disgrazia se il legame esistente tra le famiglie\nfamiglie si rinnovasse in modo molto triste per lei e per i suoi figli.\n\n Sapete, disse lei, non lo ritengo affatto un partner adatto a Henrietta; e considerando le alleanze che i Musgrove hanno stretto, non posso che essere d'accordo con lui.\nHenrietta; e considerando le alleanze che i Musgrove hanno stretto,\nnon ha il diritto di buttarsi via. Non credo che nessuna giovane donna\nabbia il diritto di fare una scelta che pu\u00f2 risultare sgradevole e scomoda\nalla parte principale della sua famiglia, e che possa dare cattivi legami a chi non \u00e8 abituato ad averne.\na chi non \u00e8 abituato ad averli. E, di grazia, chi \u00e8 Charles Hayter?\nNient'altro che un curato di campagna. Un'accoppiata impropria per la signorina Musgrove\ndi Uppercross.\n\nSuo marito, tuttavia, non sarebbe stato d'accordo con lei su questo punto; perch\u00e9 oltre ad avere\nCharles Hayter era il figlio maggiore e vedeva le cose come un figlio maggiore.\ne vedeva le cose come un figlio maggiore.\n\n Ora stai dicendo sciocchezze, Mary, fu la sua risposta.  Non sarebbe\nnon sarebbe un ottimo partito per Henrietta, ma Charles ha ottime possibilit\u00e0, attraverso gli Spicer, di ottenere\npossibilit\u00e0, grazie agli Spicer, di ottenere qualcosa dal Vescovo nel corso di un anno o due.\nun anno o due; e vi prego di ricordare che \u00e8 il figlio maggiore.\n\u00e8 il figlio maggiore; ogni volta che mio zio muore, si trova in una propriet\u00e0 molto\npropriet\u00e0. La propriet\u00e0 a Winthrop non \u00e8 inferiore ai duecentocinquanta\nacri, oltre alla fattoria vicino a Taunton, che \u00e8 una delle migliori terre del paese.\ndel paese. Vi concedo che chiunque di loro, tranne Charles, sarebbe un'accoppiata\nun'accoppiata sconvolgente per Henrietta, e in effetti non potrebbe esserlo; lui \u00e8 l'unico che potrebbe essere\n\u00e8 l'unico che potrebbe essere possibile; ma \u00e8 un tipo molto bonario e buono.\ne ogni volta che Winthrop gli capiter\u00e0 tra le mani, ne far\u00e0 un altro tipo di\nun posto diverso e vivr\u00e0 in un modo molto diverso.\ne con quella propriet\u00e0 non sar\u00e0 mai un uomo spregevole.\nun uomo buono, con una propriet\u00e0 libera. No, no; Henrietta potrebbe fare di peggio che\nsposare Charles Hayter; e se lo avr\u00e0, e Louisa riuscir\u00e0 ad avere il Capitano\nWentworth, sar\u00f2 molto soddisfatto.\n\n Carlo pu\u00f2 dire ci\u00f2 che vuole, grid\u00f2 Mary ad Anna, non appena lui fu fuori dalla stanza.\nma sarebbe scioccante che Henrietta sposasse Charles Hayter.\nCharles Hayter; una cosa molto negativa per _lei_, e ancora peggio per _me;_ e quindi \u00e8 molto auspicabile\ne per questo \u00e8 molto auspicabile che il capitano Wentworth possa\nche il capitano Wentworth possa presto toglierselo dalla testa, e ho pochissimi dubbi che\nche l'abbia fatto. Ieri non ha fatto quasi caso a Charles Hayter. Vorrei che\nche tu fossi stato l\u00ec a vedere il suo comportamento. E per quanto riguarda il capitano Wentworth\nLouisa e Henrietta, \u00e8 una sciocchezza dirlo, perch\u00e9 di certo Henrietta gli piace molto di pi\u00f9.\ncertamente gli piace molto di pi\u00f9 Henrietta. Ma Charles \u00e8\ncos\u00ec sicuro! Vorrei che foste stati con noi ieri, perch\u00e9 avreste potuto decidere tra di noi.\ndecidere tra di noi; e sono sicura che avresti pensato come me,\na meno che non fossi stata decisa a darlo contro di me.\n\nUna cena dal signor Musgrove era stata l'occasione in cui Anne avrebbe dovuto vedere tutte queste cose.\nAnne avrebbe dovuto vedere tutte queste cose; ma lei era rimasta a casa, con il\ncon la scusa di un suo mal di testa e di una certa indisposizione del piccolo Charles.\ndel piccolo Charles. Aveva pensato solo a evitare il capitano Wentworth;\nma la possibilit\u00e0 di evitare di essere chiamata in causa come arbitro si aggiungeva ai vantaggi di una serata tranquilla.\nvantaggi di una serata tranquilla.\n\nPer quanto riguarda le opinioni del capitano Wentworth, riteneva pi\u00f9 importante che\nche lui conoscesse la propria mente abbastanza presto da non mettere in pericolo la felicit\u00e0\nfelicit\u00e0 di una delle due sorelle o di mettere a repentaglio il suo stesso onore, piuttosto che\nche preferisse Henrietta a Louisa o Louisa a Henrietta. L'una o l'altra\ndi loro sarebbe, con ogni probabilit\u00e0, una moglie affettuosa e di buon umore.\nmoglie affettuosa e di buon umore. Nei confronti di Charles Hayter, aveva una delicatezza che doveva essere\ndi condotta in una giovane donna di buone intenzioni, e un cuore in grado di\ncuore di simpatizzare per le sofferenze che essa comportava; ma se\nHenrietta si fosse sbagliata sulla natura dei suoi sentimenti, la\nalterazione non poteva essere compresa troppo presto.\n\nCharles Hayter aveva trovato nel comportamento del cugino molti motivi di inquietudine e mortificazione.\ncomportamento della cugina. Lei aveva una stima troppo antica di lui per essere cos\u00ec completamente\nallontanamento che avrebbe potuto, in due incontri, spegnere ogni speranza passata e non lasciargli altro che\ne non gli lasciasse altro da fare che tenersi lontano da Uppercross.\nun cambiamento tale da diventare molto allarmante, quando un uomo come il capitano\nWentworth come probabile causa. Era stato assente\nsolo due domeniche e, quando si erano lasciati, l'aveva lasciata interessata, fino al culmine dei suoi desideri, a\nal culmine dei suoi desideri, alla prospettiva di lasciare presto il suo\ndi abbandonare presto la sua attuale cura e di ottenere quella di Uppercross. Allora le era\nsembrava l'oggetto pi\u00f9 vicino al suo cuore, che il dottor Shirley, il rettore, che per pi\u00f9 di quarant'anni era stato\nper pi\u00f9 di quarant'anni aveva adempiuto con zelo a tutti i doveri del suo ufficio.\ndel suo ufficio, ma che ora stava diventando troppo malato per molti di essi, dovesse\ndi assumere un curato; di rendere la sua cattedra il pi\u00f9 possibile\ndi cura che poteva permettersi, e che avrebbe dovuto dare a Charles Hayter la promessa di\ndi questo. Il vantaggio di dover venire solo a Uppercross, invece di fare sei miglia di strada\ndi andare a Uppercross, invece di fare sei miglia in un'altra direzione; di avere, sotto ogni punto di vista, una cura migliore; di appartenere alla loro famiglia.\ndi cura, di appartenere al loro caro dottor Shirley e di essere sollevato dal caro, buon dottor Shirley.\nShirley di essere sollevato da un compito che non poteva pi\u00f9 svolgere senza\nnon riusciva pi\u00f9 a portare a termine senza una fatica molto dannosa, erano state molte cose, anche per Louisa.\nLouisa, ma era stato quasi tutto per Henrietta. Quando torn\u00f2,\nahim\u00e8, lo zelo dell'impresa era passato. Louisa non riusc\u00ec ad ascoltare\nLouisa non riusc\u00ec ad ascoltare il suo racconto della conversazione che aveva appena avuto con il dottor Shirley.\nShirley: era alla finestra e cercava il capitano Wentworth; e anche Henrietta aveva solo una visione\nanche Henrietta aveva al massimo un'attenzione divisa, e sembrava aver dimenticato tutti i dubbi e i\nsembrava aver dimenticato tutti i dubbi e le preoccupazioni della trattativa.\nnegoziazione.\n\n Beh, sono davvero molto contenta, ma ho sempre pensato che l'avreste avuta; ho sempre pensato che foste sicuri.\nho sempre pensato che ne fossi sicuro. Non mi sembrava che, in breve, il dottor Shirley dovesse avere un curato.\nil dottor Shirley dovesse avere un curato, e tu avevi ottenuto la sua promessa.\nSta arrivando, Louisa?\n\nUna mattina, poco dopo la cena ai Musgroves, alla quale Anne non era presente, il capitano Wentworth entr\u00f2 in salotto\nnon era presente, il capitano Wentworth entr\u00f2 nel salotto del Cottage, dove c'erano solo lei e il piccolo invalido Charles.\nCottage, dove c'erano solo lei e il piccolo invalido Charles,\nche giaceva sul divano.\n\nLa sorpresa di trovarsi quasi da solo con Anne Elliot priv\u00f2 i suoi modi della consueta compostezza.\ni suoi modi di fare della consueta compostezza: inizi\u00f2 a muoversi e riusc\u00ec solo a dire,\n Pensavo che le signorine Musgrove fossero state qui: La signora Musgrove mi ha detto che\nMusgrove mi ha detto che le avrei trovate qui, prima di andare alla finestra per\nprima di andare alla finestra per riprendersi e capire come avrebbe dovuto comportarsi.\n\n Sono su per le scale con mia sorella: scenderanno tra pochi istanti,\noserei dire, fu la risposta di Anne, in tutta la confusione che era naturale.\nnaturale; e se il bambino non l'avesse invitata a venire a fare qualcosa per lui, sarebbe uscita dalla stanza un attimo dopo.\nse il bambino non l'avesse invitata a venire a fare qualcosa per lui, sarebbe uscita dalla stanza l'attimo dopo e avrebbe\ne avrebbe liberato il capitano Wentworth oltre che se stessa.\n\nContinu\u00f2 a stare alla finestra e, dopo aver detto con calma e cortesia: \"Spero che il bambino stia meglio\", tacque.\nspero che il bambino stia meglio, tacque.\n\nFu costretta a inginocchiarsi accanto al divano e a rimanere l\u00ec per soddisfare la sua\npaziente; e cos\u00ec continuarono per qualche minuto, quando, con sua grande soddisfazione, sent\u00ec un'altra persona\ngrande soddisfazione, sent\u00ec un'altra persona che attraversava il piccolo\nvestibolo. Girando la testa, sperava di vedere il padrone di casa.\ncasa; ma si rivel\u00f2 una persona molto meno adatta a rendere le cose\nCharles Hayter, che probabilmente non era affatto soddisfatto della vista del capitano Wentworth.\nWentworth di quanto il capitano Wentworth fosse stato contento della vista di Anne.\n\nHa solo tentato di dire: \"Come va? Non vuoi sederti? Gli\nGli altri saranno qui tra poco.\n\nIl capitano Wentworth, tuttavia, si affacci\u00f2 dalla finestra, apparentemente non\ndi conversazione; ma Charles Hayter pose subito fine ai suoi tentativi sedendosi vicino al tavolo e prendendo la parola.\nCharles Hayter pose subito fine ai suoi tentativi sedendosi vicino al tavolo e prendendo in mano il giornale.\ngiornale e il capitano Wentworth torn\u00f2 alla finestra.\n\nUn altro minuto port\u00f2 un'altra aggiunta. Il bambino pi\u00f9 piccolo, un notevole\ncorpulento e spavaldo, di due anni, dopo essersi fatto aprire la porta da qualcuno all'esterno\nda qualcuno all'esterno, fece la sua decisa apparizione in mezzo a loro, and\u00f2 dritto al divano per vedere cosa stava succedendo e\ne and\u00f2 dritto verso il divano per vedere cosa stava succedendo e per\ne di reclamare tutto ci\u00f2 che di buono poteva essere messo in palio.\n\nNon essendoci nulla da mangiare, poteva solo giocare un po'; e poich\u00e9 la zia non gli permetteva di stuzzicare il fratello malato, inizi\u00f2 ad allacciare le cinture.\nzia non gli permetteva di stuzzicare il fratello malato, cominci\u00f2 ad attaccarsi\nmentre lei si inginocchiava, in modo tale che, per quanto lei fosse occupata con\nper Carlo, non riusc\u00ec a scrollarselo di dosso. Gli parl\u00f2, ordin\u00f2,\ninvano, gli ordin\u00f2, lo supplic\u00f2 e insistette. Una volta riusc\u00ec a spingerlo via\nma il ragazzo prov\u00f2 un piacere maggiore nel salirle subito addosso.\ndi nuovo direttamente sulla sua schiena.\n\n Walter, disse, scendi subito. Sei estremamente\nfastidioso. Sono molto arrabbiata con te.\n\n Walter, grid\u00f2 Charles Hayter, perch\u00e9 non fai come ti \u00e8 stato ordinato? Non\nnon senti parlare tua zia? Vieni da me, Walter, vieni da cugino\nCharles.\n\nMa Walter non si agit\u00f2 nemmeno un po'.\n\nIn un altro momento, per\u00f2, si trov\u00f2 nella condizione di essere liberata da lui.\nqualcuno glielo stava togliendo, anche se aveva chinato la testa cos\u00ec tanto che le sue piccole mani robuste erano\ntesta, tanto che le sue piccole e robuste mani si stavano liberando\ncollo, e fu portato via con decisione, prima che lei si rendesse conto che il capitano Wentworth l'aveva fatto.\nche era stato il capitano Wentworth.\n\nLe sensazioni provate al momento della scoperta la resero perfettamente senza parole. Non riusc\u00ec\nnon riusc\u00ec nemmeno a ringraziarlo. Poteva solo stare vicino al piccolo Charles, con\nsentimenti pi\u00f9 disordinati. La sua gentilezza nel farsi avanti in suo\nsoccorso, il modo, il silenzio in cui era passato, i piccoli dettagli della\nparticolari della circostanza, con la convinzione presto forzata su di lei\ndal rumore che stava facendo con la bambina, che intendeva evitare di sentirne i ringraziamenti e cercava piuttosto di\ndi evitare di ascoltare i suoi ringraziamenti, e cercava piuttosto di testimoniare che la sua\nconversazione era l'ultimo dei suoi desideri, produssero una tale confusione di\nconfusione di agitazioni diverse, ma molto dolorose, da cui non riusc\u00ec a riprendersi,\nfinch\u00e9 l'ingresso di Mary e delle signorine Musgrove non le permise di affidare il piccolo paziente alle loro cure.\ndi affidare il suo piccolo paziente alle loro cure e di lasciare la stanza. Non poteva\nnon poteva rimanere. Avrebbe potuto avere l'opportunit\u00e0 di osservare gli amori e le gelosie delle quattro\ngelosie dei quattro che ora erano insieme; ma non poteva rimanere per\nnulla di tutto ci\u00f2. Era evidente che Charles Hayter non era ben disposto nei confronti del capitano Wentworth.\nverso il capitano Wentworth. Ebbe la forte impressione che lui avesse\ncon un tono di voce molto duro, dopo l'interferenza del capitano Wentworth,\n Avresti dovuto badare a me, Walter; ti avevo detto di non dare fastidio a tua zia\".\nzia; e riusciva a comprendere il suo rammarico per il fatto che il capitano Wentworth\nWentworth facesse ci\u00f2 che avrebbe dovuto fare lui stesso. Ma n\u00e9 i sentimenti di Charles\nHayter, n\u00e9 i sentimenti di nessun altro, potevano interessarla finch\u00e9 non avesse\nfinch\u00e9 non avesse sistemato un po' meglio i propri. Si vergognava di se stessa, si vergognava\nvergognarsi di essere cos\u00ec nervosa, cos\u00ec sopraffatta da una sciocchezza del genere; ma cos\u00ec era\ne fu necessario un lungo periodo di solitudine e di riflessione per\nrecuperare.\n\n\n\n\nCAPITOLO X.\n\n\nNon potevano mancare altre occasioni per fare le sue osservazioni.\nAnne era stata presto in compagnia di tutti e quattro insieme abbastanza spesso da avere un'opinione\nper avere un'opinione, anche se era troppo saggia per ammetterlo a casa,\na casa, dove sapeva che non avrebbe soddisfatto n\u00e9 marito n\u00e9 moglie.\nSebbene considerasse Louisa la favorita, non poteva non pensare che, per quanto potesse\nnon poteva non pensare, per quanto potesse osare giudicare dalla memoria e dall'esperienza, che il capitano Wentworth fosse\nesperienza, che il capitano Wentworth non fosse innamorato di nessuno dei due. Loro\nerano pi\u00f9 innamorate di lui, ma non si trattava di amore. Era una piccola\nfebbre di ammirazione, ma per alcuni poteva, probabilmente doveva, finire in amore.\nalcuni. Charles Hayter sembrava consapevole di essere stato trascurato, eppure Henrietta\nHenrietta aveva a volte l'aria di essere divisa tra loro. Anne desiderava\nAnne desiderava avere il potere di rappresentare a tutti loro ci\u00f2 di cui si occupavano, e di\ndi far notare alcuni dei mali a cui si esponevano. Non attribuiva\nnon attribuiva a nessuno l'astuzia. Era la pi\u00f9 grande soddisfazione per lei\ndi credere che il capitano Wentworth non si rendesse minimamente conto del dolore che stava\nche stava procurando. Non c'era alcun trionfo, alcun trionfo pietoso nel suo modo di fare. Probabilmente\nProbabilmente non aveva mai sentito parlare e non aveva mai pensato alle richieste di Charles Hayter.\nHayter. Aveva solo sbagliato nell'accettare le attenzioni (perch\u00e9 accettare\ndeve essere la parola giusta) di due giovani donne in una volta sola.\n\nDopo una breve lotta, tuttavia, Charles Hayter sembr\u00f2 abbandonare il campo.\ncampo. Erano passati tre giorni senza che si presentasse a Uppercross: un\ncambiamento pi\u00f9 deciso. Aveva persino rifiutato un regolare invito a cena\na cena; ed essendo stato trovato in quell'occasione dal signor Musgrove con dei grossi libri davanti a s\u00e9, i signori Musgrove e la signora Hayter\nlibri di grandi dimensioni davanti a s\u00e9, i signori Musgrove erano sicuri che tutto non potesse essere\nMusgrove erano certi che tutto non potesse essere giusto e parlavano, con espressioni gravi, del fatto che stesse studiando fino alla morte.\nMary sperava e credeva che avesse ricevuto un licenziamento positivo da Henrietta.\nHenrietta, e il marito viveva nella costante dipendenza di vederlo domani.\ndi vederlo domani. Anne poteva solo pensare che Charles Hayter fosse\nsaggio.\n\nUna mattina, pi\u00f9 o meno in questo periodo, Charles Musgrove e il capitano Wentworth\nerano andati a sparare insieme, mentre le sorelle del Cottage stavano\ntranquillamente al lavoro, vennero a trovarle alla finestra le sorelle di\ndella casa padronale.\n\nEra una bella giornata di novembre e la signorina Musgroves pass\u00f2 per il piccolo parco e si ferm\u00f2 senza altro scopo che quello di dire che la signora\nil piccolo parco e si fermarono senza altro scopo se non quello di dire che\nche stavano andando a fare una lunga passeggiata e che, quindi, avevano concluso che a Mary non sarebbe piaciuto\nche a Mary non sarebbe piaciuto andare con loro; e quando Mary rispose subito, con un po' di\nun po' di gelosia per non essere ritenuta una buona camminatrice, \"Oh, s\u00ec, mi piacerebbe molto unirmi a voi.\nmolto volentieri, mi piace molto camminare a lungo; Anne si sent\u00ec persuasa, dagli sguardi\nAnne si sent\u00ec persuasa, dagli sguardi delle due ragazze, che era proprio ci\u00f2 che\nche era proprio quello che non desideravano, e ammir\u00f2 di nuovo la sorta di necessit\u00e0 che le abitudini familiari sembravano\nabitudini della famiglia, che tutto deve essere comunicato e tutto deve essere fatto.\ncomunicare e tutto deve essere fatto insieme, anche se\nindesiderato e scomodo. Cerc\u00f2 di dissuadere Mary dall'andare, ma invano.\ninvano; e stando cos\u00ec le cose, pens\u00f2 che fosse meglio accettare le signorine\nMusgroves, molto pi\u00f9 cordiale, di accettare il suo invito ad andare anche lei, poich\u00e9\ndi andare anche lei, in quanto avrebbe potuto essere utile per tornare indietro con la sorella e diminuire le\ninterferenza in qualsiasi loro piano.\n\n Non riesco a capire perch\u00e9 dovrebbero pensare che non mi piaccia fare una lunga\ndisse Mary, salendo le scale.  Tutti pensano sempre che\nche io non sia una buona camminatrice; eppure non sarebbero stati contenti\nse avessimo rifiutato di unirci a loro. Quando la gente viene in questo modo per\ndi proposito per chiederci qualcosa, come si fa a dire di no?\n\nProprio mentre stavano per partire, tornarono i signori. Avevano portato via\nun giovane cane, che aveva rovinato il loro divertimento, e li avevano rimandati indietro in anticipo.\nIl tempo, le forze e lo spirito erano quindi pronti per questa passeggiata.\nper questa passeggiata e la intrapresero con piacere. Anne avrebbe potuto\nprevedere una simile congiunzione, sarebbe rimasta a casa; ma, per un certo interesse e curiosit\u00e0, si\nsentimenti di interesse e curiosit\u00e0, pens\u00f2 che ormai fosse troppo tardi per\ndi ritrattare, e tutti e sei si avviarono insieme nella direzione\ndirezione scelta dalle signorine Musgrove, che evidentemente consideravano la passeggiata come\npasseggiata come se fosse sotto la loro guida.\n\nL'obiettivo di Anna era quello di non essere d'intralcio a nessuno; e quando i sentieri stretti attraverso i campi rendevano necessarie molte separazioni, di tenere\nsentieri stretti che attraversavano i campi rendevano necessarie molte separazioni, di stare\ncon il fratello e la sorella. Il suo piacere nella passeggiata doveva derivare dall'esercizio fisico e dalla\ndall'esercizio fisico e dalla giornata, dalla vista degli ultimi sorrisi dell'anno\nsulle foglie fulve e sulle siepi appassite, e dal ripetere a se stessa qualche\nalcune delle migliaia di descrizioni poetiche dell'autunno, quella stagione\ndell'autunno, quella stagione che ha un'influenza particolare e inesauribile sulle menti\ndel gusto e della tenerezza, quella stagione che ha attirato da ogni poeta,\ndegno di essere letto, qualche tentativo di descrizione o qualche riga di sentimento.\nsentimento. Occupava la sua mente il pi\u00f9 possibile in simili riflessioni e citazioni.\ncitazioni; ma non era possibile che, quando si trovava a portata di\ncapitano Wentworth con una delle due signorine Musgrove, non poteva non cercare di ascoltarla.\nnon cercasse di ascoltarla; eppure colse ben poco di notevole. Si trattava di\nera una semplice chiacchierata vivace, come quella che pu\u00f2 capitare a tutti i giovani in intimit\u00e0\nintimi, possono cadere in una conversazione. Era pi\u00f9 impegnato con Louisa che con\nHenrietta. Louisa si fece notare pi\u00f9 di sua sorella.\nsorella. Questa distinzione sembrava aumentare e ci fu un discorso di Louisa che la colp\u00ec.\ndi Louisa che la colp\u00ec. Dopo uno dei tanti elogi della giornata,\nche si susseguivano, il capitano Wentworth aggiunse:\n\n Che tempo splendido per l'Ammiraglio e mia sorella! Avevano intenzione di\ndi fare un lungo viaggio in auto questa mattina; forse potremo sentirli da alcune di queste colline.\nqueste colline. Hanno parlato di venire da questa parte del paese. I\nMi chiedo dove andranno a finire oggi. Oh! Succede molto spesso, ve lo assicuro.\nspesso, ve lo assicuro; ma mia sorella non ne fa nulla; vorrebbe tanto essere buttata via\ngettare via il suo corpo, ma non ne fa nulla.\n\n Ah! Lo so che ne approfittate, grid\u00f2 Louisa, ma se fosse davvero cos\u00ec, farei lo stesso al suo posto.\ndavvero cos\u00ec, farei lo stesso al suo posto. Se amassi un uomo, come\ncome lei ama l'Ammiraglio, starei sempre con lui, nulla dovrebbe mai separarci.\nnulla dovrebbe mai separarci, e preferirei essere rovesciata da lui, piuttosto che guidata\nsicuro da chiunque altro.\n\n\u00c8 stato pronunciato con entusiasmo.\n\n L'avete fatto? grid\u00f2 lui, riprendendo lo stesso tono; vi onoro!  E ci fu\nsilenzio tra loro per un po'.\n\nAnne non riusc\u00ec a ricadere immediatamente in una citazione. Le dolci\nscene autunnali erano state accantonate per un po', a meno che qualche tenero sonetto,\ncon l'azzeccata analogia dell'anno in declino, con la felicit\u00e0 in declino e le immagini della giovinezza, della speranza e della primavera\nfelicit\u00e0, e le immagini della giovinezza, della speranza e della primavera, tutti\ninsieme, le benedicesse la memoria. Si svegli\u00f2 per dire, mentre si incamminavano\nun altro sentiero: \"Non \u00e8 questa una delle strade per Winthrop?\nMa nessuno la sent\u00ec, o almeno nessuno le rispose.\n\nWinthrop, tuttavia, o i suoi dintorni per i giovani uomini sono, a volte, da incontrare, passeggiando vicino a casa era la loro destinazione.\nLa loro meta era Winthrop, o i suoi dintorni, dove a volte si incontrano giovani uomini che passeggiano vicino a casa.\ndopo un altro mezzo miglio di graduale ascesa attraverso grandi recinti, dove gli aratri al lavoro e il sentiero appena fatto\naratri al lavoro e il sentiero appena fatto parlava il contadino, contrastando le\nle dolcezze dello sconforto poetico e di avere di nuovo la primavera,\nraggiunsero la sommit\u00e0 della collina pi\u00f9 considerevole, che separava\nUppercross e Winthrop, e presto ebbero una vista completa di quest'ultima,\nai piedi della collina sull'altro versante.\n\nWinthrop, senza bellezza e senza dignit\u00e0, si stendeva davanti a loro.\nuna casa indifferente, bassa e circondata dai fienili e dagli edifici di una fattoria.\ne dagli edifici di un'aia agricola.\n\nMary esclam\u00f2: \"Che io sia benedetto! Ecco Winthrop. Dichiaro che non ne avevo idea!\nBene, credo che sia meglio tornare indietro; sono eccessivamente stanca.\n\nHenrietta, consapevole e imbarazzata, e non vedendo il cugino Charles camminare\nlungo nessun sentiero o appoggiato a un cancello, era pronta a fare ci\u00f2 che Mary desiderava.\nMa no! disse Charles Musgrove, e no, no! grid\u00f2 Louisa con pi\u00f9 foga, e prendendo da parte la sorella sembr\u00f2 discutere con lei.\ncon pi\u00f9 foga e, prendendo la sorella da parte, sembrava che discutessero\nquestione con calore.\n\nCharles, nel frattempo, dichiarava con grande decisione la sua decisione di\ndi andare a trovare la zia, ora che era cos\u00ec vicina; e molto evidentemente,\nmolto evidentemente, anche se con maggior timore, cercava di indurre la moglie ad andare anche lei. Ma questo\nMa questo era uno dei punti su cui la signora dimostrava la sua forza e quando\nquando lui le consigli\u00f2 il vantaggio di riposarsi un quarto d'ora a\nWinthrop, visto che si sentiva cos\u00ec stanca, rispose risolutamente: \"Oh, no!\ncamminare di nuovo su per quella collina le avrebbe fatto pi\u00f9 male di quanto\nsedersi le avrebbe fatto pi\u00f9 male di quanto potesse farle bene; e, in breve, il suo sguardo e i suoi modi di fare\ndichiararono che non sarebbe andata.\n\nDopo una serie di dibattiti e consultazioni di questo tipo,\nCarlo e le sue due sorelle decisero che lui e\nHenrietta scendessero per qualche minuto a vedere la zia e i cugini, mentre il resto della comitiva li aspettava in cima al\ncugini, mentre il resto della comitiva li aspettava in cima alla collina.\ncollina. Louisa sembr\u00f2 la principale artefice del piano e, mentre si allontanava con loro, scese gi\u00f9 per la collina.\nmentre scendeva con loro per un po' di strada, parlava ancora con Henrietta,\nMary colse l'occasione per guardarsi intorno con aria sprezzante e dire\nal capitano Wentworth\n\n \u00c8 molto spiacevole avere questi legami! Ma, vi assicuro, non sono\nnon sono mai stata in casa pi\u00f9 di due volte in vita mia.\n\nNon ricevette altra risposta che un sorriso artificiale e assenso,\nseguito da uno sguardo sprezzante, mentre lui si allontanava, di cui Anne conosceva perfettamente il significato.\nperfettamente il significato.\n\nIl ciglio della collina, dove rimasero, era un luogo allegro: Louisa\nLouisa torn\u00f2; e Mary, trovando un posto comodo per s\u00e9 sul gradino di una\ndi un'altana, era molto soddisfatta finch\u00e9 gli altri stavano tutti intorno a lei.\nma quando Louisa allontan\u00f2 il capitano Wentworth per cercare di raccogliere le noci\ndi noci in un filare di siepi adiacente, e si allontanarono di poco\ndi gradi, lontano dalla vista e dai rumori, Mary non fu pi\u00f9 felice.\nlitigava con il suo stesso posto, era sicura che Louisa avesse trovato un posto molto migliore\ne nulla poteva impedirle di andare a cercarne uno migliore.\nmigliore anche lei. Attravers\u00f2 lo stesso cancello, ma non riusc\u00ec a vederle.\nAnne trov\u00f2 un bel posto per lei, su una sponda asciutta e soleggiata, sotto la siepe\nsotto la siepe, dove non dubitava che ci fossero ancora, in un punto o nell'altro.\nin un punto o nell'altro. Mary si sedette per un attimo, ma non andava bene; era sicura che Louisa avesse trovato un posto migliore da qualche parte.\nLouisa avesse trovato un posto migliore da qualche altra parte, e avrebbe proseguito fino a quando\nl'avrebbe superata.\n\nAnne, molto stanca, fu contenta di sedersi e ben presto sent\u00ec il capitano Wentworth e Louisa\nsent\u00ec dietro di s\u00e9 il capitano Wentworth e Louisa nel cespuglio di siepi, come se stessero\ncome se stessero tornando indietro lungo la specie di canale selvaggio, in fondo al\ncentro. Si stavano parlando mentre si avvicinavano. La voce di Louisa fu la\nprima a distinguersi. Sembrava che fosse nel bel mezzo di un discorso\ndiscorso. Ci\u00f2 che Anne sent\u00ec per la prima volta fu\n\n E cos\u00ec la feci andare. Non potevo sopportare che venisse spaventata\ndalla visita con queste sciocchezze. Che cosa! Sarei stata respinta dal fare\nfare una cosa che avevo deciso di fare e che sapevo essere giusta,\nper le arie e le interferenze di una tale persona, o di qualsiasi altra persona, per cos\u00ec dire?\ndire? No, non ho idea di essere cos\u00ec facilmente persuaso. Quando ho deciso\ndecisione, l'ho presa; ed Henrietta sembrava aver deciso completamente\ndeciso di chiamare Winthrop oggi; eppure, era quasi sul punto di rinunciare\nrinunciare, per un assurdo compiacimento!\n\n Sarebbe tornata indietro allora, ma per te?\n\n Lo farebbe davvero. Mi vergogno quasi a dirlo.\n\n Felice per lei, di avere una mente come la tua a portata di mano! Dopo i suggerimenti\nche avete dato poco fa, che non hanno fatto altro che confermare le mie stesse osservazioni, l'ultima volta che\nl'ultima volta che sono stato in compagnia di lui, non ho bisogno di dire che non ho\ncomprensione di ci\u00f2 che sta accadendo. Vedo che non si tratta solo di una doverosa visita mattutina a\nvisita mattutina a vostra zia; e guai a lui, e anche a lei, quando si tratta di cose\nquando si tratta di cose importanti, quando si trovano in circostanze che richiedono\ncircostanze che richiedono fortezza e forza d'animo, se non ha\nrisoluzione sufficiente per resistere a un'interferenza inutile in una sciocchezza come questa.\nVostra sorella \u00e8 una creatura amabile, ma il vostro \u00e8 il carattere della\ndecisione e fermezza, vedo. Se tenete alla sua condotta o alla sua felicit\u00e0,\ninfondete in lei quanto pi\u00f9 possibile del vostro spirito. Ma questo, senza dubbio\nsenza dubbio, lo avete sempre fatto. \u00c8 il male peggiore di un carattere troppo\ne indeciso, il fatto che non si possa fare affidamento su un'influenza\nsu di esso. Non si \u00e8 mai sicuri che una buona impressione sia duratura; tutti possono influenzarla.\ntutti possono influenzarla. Chi vuole essere felice deve essere deciso. Ecco una noce, disse\nper esemplificare: una bella noce lucida che, benedetta dalla forza originaria, ha superato la\nnoce lucida, che, benedetta dalla forza originaria, ha superato tutte le\ntempeste dell'autunno. Non una foratura, non un punto debole da nessuna parte. Questa noce,\ncontinuava, con giocosa solennit\u00e0, mentre tanti suoi fratelli\nsono caduti e sono stati calpestati, \u00e8 ancora in possesso di tutta\nfelicit\u00e0 di cui un nocciolo pu\u00f2 essere ritenuto capace.  Poi\nIl mio primo desiderio per tutte le persone a cui sono interessato \u00e8 che siano\n\u00e8 che siano saldi. Se Louisa Musgrove vuole essere\nbella e felice nel suo novembre di vita, dovr\u00e0 mantenere tutte le sue\nattuali poteri mentali.\n\nL'aveva fatto e non aveva avuto risposta. Sarebbe stato sorprendente per Anne se Louisa\navrebbe potuto rispondere prontamente a un discorso del genere: parole di tale interesse,\npronunciate con un calore cos\u00ec serio! Poteva immaginare cosa stesse provando Louisa.\nLouisa. Per se stessa, temeva di muoversi, per non essere vista.\nMentre lei rimaneva, un cespuglio di agrifoglio basso e rampicante la proteggeva, e\nsi stavano allontanando. Prima che fossero oltre il suo udito, per\u00f2, Louisa parl\u00f2 di nuovo,\nLouisa parl\u00f2 di nuovo.\n\n Mary \u00e8 abbastanza bonaria sotto molti aspetti, disse; ma a volte mi provoca eccessivamente, con le sue sciocchezze e il suo orgoglio.\na volte mi provoca eccessivamente, con le sue sciocchezze e il suo orgoglio, l'Elliot\norgoglio. Ha un po' troppo orgoglio Elliot. Vorremmo tanto\nche Charles avesse sposato Anne. Immagino sappiate che voleva\nsposare Anne?\n\nDopo un attimo di pausa, il capitano Wentworth disse\n\n Intende dire che l'ha rifiutato?\n\n Oh, s\u00ec, certamente.\n\n Quando \u00e8 successo?\n\n Non lo so esattamente, perch\u00e9 all'epoca io e Henrietta eravamo a scuola;\nma credo circa un anno prima che lui sposasse Mary. Vorrei che lei lo avesse\naccettato. Ci sarebbe piaciuta molto di pi\u00f9; e\npap\u00e0 e mamma pensano sempre che sia stata la sua grande amica Lady Russell a\nRussell, che non l'abbia fatto. Pensano che Charles non sia abbastanza colto e\ne libertino per piacere a Lady Russell, e che quindi lei abbia\npersuase Anne a rifiutarlo.\n\nI suoni si stavano ritirando e Anne non li distingueva pi\u00f9. Le sue\nemozioni la tenevano ancora fissa. Doveva riprendersi da molte cose prima di\ndi potersi muovere. Il destino proverbiale dell'ascoltatrice non era assolutamente il suo; non aveva sentito nulla di male su di s\u00e9, ma aveva sentito molte cose molto cattive.\nnon aveva sentito nulla di male su di s\u00e9, ma aveva sentito molto di\ndolorose. Aveva visto come il suo carattere era considerato dal capitano Wentworth.\nWentworth, e nel suo modo di fare c'era stato proprio quel grado di sentimento e di curiosit\u00e0\ndi sentimento e di curiosit\u00e0 nei suoi confronti, che dovevano darle un'estrema agitazione.\n\nAppena pot\u00e9, si mise alla ricerca di Mary e, dopo averla trovata e aver camminato con lei fino alla loro vecchia stazione, presso il fossato, si sent\u00ec un po' confortata.\ne aver camminato con lei fino alla loro precedente postazione, vicino al ponte, prov\u00f2 un certo conforto\nconforto nel fatto che, subito dopo, tutta la comitiva si era riunita e\ndi nuovo in movimento insieme. Il suo spirito desiderava la solitudine e il silenzio\nche solo il numero poteva dare.\n\nCarlo ed Henrietta tornarono, portando con s\u00e9, come si pu\u00f2 immaginare, Charles Hayter,\nCharles Hayter con loro. Anne non riusc\u00ec a comprendere le minuzie dell'affare.\nAnne non poteva cercare di capire; anche il capitano Wentworth non sembrava ammesso alla\nperfetta confidenza; ma che ci fosse stata una ritirata da parte del\nda parte del gentiluomo e un cedimento da parte della signora, e che ora erano\nmolto contenti di essere di nuovo insieme, non ammetteva dubbi. Henrietta sembrava\nun po' imbarazzata, ma molto soddisfatta; Charles Hayter estremamente felice.\nCharles Hayter estremamente felice: e si erano dedicati l'uno all'altra quasi dal primo\nistante in cui si misero in viaggio per Uppercross.\n\nTutto ormai indicava Louisa per il capitano Wentworth; nulla poteva essere pi\u00f9 chiaro.\nnulla poteva essere pi\u00f9 chiaro; e dove erano necessarie molte divisioni, o anche dove non lo erano, camminavano fianco a fianco quasi come gli altri due.\nnon lo erano, camminavano fianco a fianco quasi quanto gli altri due. In\nuna lunga striscia di prato, dove c'era spazio per tutti, si divisero cos\u00ec, formando tre gruppi distinti.\nsi divisero in questo modo, formando tre gruppi distinti; e a quel gruppo dei tre che vantava meno animazione\ndei tre che vantava meno animazione e meno compiacimento, Anne\nAnne apparteneva necessariamente. Si un\u00ec a Carlo e a Maria, ed era abbastanza stanca da essere\nstanca da essere molto contenta dell'altro braccio di Carlo; ma quest'ultimo, pur essendo di buon umore con lei, non era in grado di\ndi buon umore con lei, era fuori di s\u00e9 con la moglie. Mary si era dimostrata\nsi era dimostrata disobbediente nei suoi confronti e ora ne raccoglieva le conseguenze.\nconseguenza era che lui le lasciava cadere il braccio quasi ogni momento per tagliare la\ndi alcune ortiche nella siepe con il suo bastone; e quando Maria cominci\u00f2 a lamentarsi e a lamentarsi\na lamentarsi e a lamentarsi di essere stata maltrattata, secondo l'usanza,\ndi essere maltrattata, secondo la consuetudine, per il fatto di trovarsi dalla parte della siepe, mentre Anna non era mai stata\nAnne non veniva mai incomodata dall'altra parte, egli lasci\u00f2 cadere le braccia di entrambe per dare la caccia a una donnola che aveva\nuna donnola che aveva intravisto per un attimo, e a stento riuscirono a portarlo avanti.\n\nQuesto lungo prato confinava con un viottolo, che il loro percorso a piedi, alla fine del\nQuando tutti i partecipanti raggiunsero il cancello di uscita, la carrozza che avanzava nella stessa direzione\ndi uscita, la carrozza che avanzava nella stessa direzione, che si era sentita da tempo\nche si era sentita da tempo, si stava avvicinando e si rivel\u00f2 essere il calesse dell'ammiraglio Croft. Lui e\nmoglie avevano fatto il giro previsto e stavano tornando a casa. Quando si \u00e8 saputo che\ndi quanto i giovani avessero camminato a lungo, offrirono gentilmente un posto a sedere a qualsiasi signora che\ngentilmente offerto un posto a sedere a qualsiasi signora particolarmente stanca.\navrebbe risparmiato un intero chilometro, e stavano passando per Uppercross. L'invito era generale e\ninvito era generale e in genere veniva declinato. Le signorine Musgrove non erano\nnon erano affatto stanche, e Mary si sent\u00ec offesa per non essere stata invitata\nprima di tutte le altre, oppure quello che Louisa chiamava l'orgoglio di Elliot non poteva\nnon poteva sopportare di essere la terza in una carrozza con un solo cavallo.\n\nIl gruppo di escursionisti aveva attraversato il viottolo e stava superando un\ne l'Ammiraglio stava rimettendo in moto il suo cavallo,\nquando il capitano Wentworth scans\u00f2 la siepe per dire qualcosa alla sorella.\nalla sorella. Il qualcosa poteva essere intuito dai suoi effetti.\n\n Signorina Elliot, sono sicura che lei \u00e8 stanca, ha esclamato la signora Croft.  Ci permetta di\nil piacere di accompagnarvi a casa. Qui c'\u00e8 un'ottima stanza per tre persone,\nve lo assicuro. Se fossimo tutti come lei, credo che potremmo stare in quattro. Dovete\ndovete, anzi, dovete.\n\nAnne era ancora nel vicolo e, sebbene istintivamente cominciasse a rifiutare, non le fu permesso di proseguire.\ndi rifiutare, non le fu permesso di proseguire. La gentile urgenza dell'ammiraglio\nammiraglio si schier\u00f2 a favore di quella della moglie; non si sarebbero rifiutati, si sarebbero compressi nel pi\u00f9 piccolo spazio possibile\nsi comprimevano nel pi\u00f9 piccolo spazio possibile per lasciarle un angolo.\ne il capitano Wentworth, senza dire una parola, si rivolse a lei,\nsenza dire una parola, si rivolse a lei e le impose di salire in carrozza.\n\nS\u00ec, l'aveva fatto. Lei era nella carrozza e sentiva che lui l'aveva messa l\u00ec, che la sua volont\u00e0 e le sue mani l'avevano fatto.\nche lui l'aveva messa l\u00ec, che la sua volont\u00e0 e le sue mani l'avevano fatto, che lei doveva\nche lo doveva alla sua percezione della fatica e alla sua risoluzione di farla riposare.\nriposo. Era molto colpita dalla visione della sua disposizione verso di lei, che\nverso di lei, che tutte queste cose rendevano evidente. Questa piccola\nquesta piccola circostanza sembrava il completamento di tutto quello che c'era stato prima. Lei\nlo capiva. Lui non poteva perdonarla, ma non poteva essere\ninsensibile. Sebbene la condannasse per il passato e lo considerasse con\ncon grande e ingiusto risentimento, anche se perfettamente incurante di lei e\npur essendosi affezionato a un altro, non poteva vederla soffrire,\nsenza il desiderio di darle sollievo. Era un residuo del precedente\nsentimento precedente; era un impulso di amicizia pura, anche se non riconosciuta;\nera una prova del suo cuore caldo e amabile, che lei non poteva\ncontemplare senza provare emozioni cos\u00ec composte di piacere e dolore, che\nche non sapeva quale delle due prevalesse.\n\nLe sue risposte alla gentilezza e alle osservazioni dei suoi compagni sono state\nprima inconsciamente. Avevano percorso met\u00e0 della strada lungo il\nstrada, prima che lei si rendesse conto di ci\u00f2 che dicevano. Poi\nli trov\u00f2 a parlare di Federico.\n\n Intende certamente avere una o l'altra di quelle due ragazze, Sophy,\ndisse l'ammiraglio; ma non si pu\u00f2 dire quale. Ha corso dietro a\nanche su di loro, abbastanza a lungo, si potrebbe pensare, per prendere una decisione. Ay,\nquesto viene dalla pace. Se si trattasse di guerra ora, avrebbe risolto la questione\nmolto tempo fa. Noi marinai, signorina Elliot, non possiamo permetterci di fare lunghi corteggiamenti in tempo di guerra.\ncorteggiamenti in tempo di guerra. Quanti giorni sono passati, mia cara, tra la prima volta che ti ho visto e\nprima volta che ti ho visto e il nostro sedersi insieme nel nostro\nalloggio a North Yarmouth?\n\n Meglio non parlarne, mia cara, rispose la signora Croft,\npiacevolmente; perch\u00e9 se la signorina Elliot venisse a sapere quanto presto siamo arrivati a un'intesa\naccordo, non si convincerebbe mai che potremmo essere felici\ninsieme. Tuttavia, vi conoscevo gi\u00e0 da tempo per carattere.\n\n Beh, avevo sentito parlare di lei come di una ragazza molto bella, e cosa dovevamo aspettare?\naspettare, inoltre? Non mi piace avere queste cose in mano cos\u00ec a lungo.\nVorrei che Frederick spargesse un po' pi\u00f9 di tela e ci portasse a casa\nuna di queste signorine a Kellynch. Cos\u00ec ci sarebbe sempre\ncompagnia per loro. E sono entrambe due belle signorine; a malapena riesco a distinguere\nquasi non riconosco l'una dall'altra.\n\n Ragazze davvero di buon umore e non affettate, disse la signora Croft, in un tono di elogio pi\u00f9 calmo, che fece sospettare ad Anne i suoi poteri acuti.\ntono di elogio pi\u00f9 pacato, tale da far sospettare ad Anne che i suoi poteri pi\u00f9 acuti\nche le sue facolt\u00e0 pi\u00f9 acute non considerassero nessuna delle due all'altezza del fratello.\nuna famiglia molto rispettabile. Non si potrebbe avere a che fare con persone migliori.\npersone migliori. Mio caro Ammiraglio, quel posto! Accetteremo certamente quel posto.\n\nMa dando lei stessa con calma una direzione migliore alle redini, superarono felicemente il pericolo.\npericolo; e una volta ancora, allungando giudiziosamente la mano\nmano, non caddero in un solco n\u00e9 si imbatterono in un carro di letame.\nAnne, con un certo divertimento per il loro stile di guida, che immaginava\nche immaginava non fosse una cattiva rappresentazione della guida generale dei loro affari.\nsi ritrov\u00f2 al sicuro al Cottage.\n\n\n\n\nCAPITOLO XI.\n\n\nSi avvicinava ormai il momento del ritorno di Lady Russell: il giorno era addirittura fissato\ne Anne, essendo impegnata a raggiungerla non appena si fosse sistemata, non vedeva l'ora di trasferirsi presto a Kellynch.\ndi raggiungerla non appena si fosse ristabilita, non vedeva l'ora di trasferirsi presto a Kellynch e cominciava a pensare\ne cominciava a pensare a come il suo benessere sarebbe stato influenzato da questo.\n\nSi sarebbe trovata nello stesso villaggio del capitano Wentworth, a meno di mezzo miglio da lui.\na meno di mezzo miglio da lui; avrebbero dovuto frequentare la stessa chiesa e\ne ci sarebbero stati rapporti tra le due famiglie. Tutto ci\u00f2 era contro\nd'altra parte, lui trascorreva cos\u00ec tanto tempo a Uppercross,\nche, allontanandosi da l\u00ec, si sarebbe potuto pensare che lei lo lasciasse alle spalle, piuttosto che\npiuttosto di lasciarselo alle spalle che di andare verso di lui; e, nel complesso, riteneva di dover\nche su questa interessante questione fosse lei a guadagnarci, quasi come\nquasi come nel cambio di societ\u00e0 domestica, nel lasciare la povera Mary per Lady Russell.\nper Lady Russell.\n\nDesiderava che le fosse possibile evitare di vedere il capitano Wentworth alla Hall.\nWentworth alla Hall: quelle stanze erano state testimoni di precedenti incontri che\nsarebbero stati riportati alla mente con troppo dolore; ma era ancora pi\u00f9 ansiosa\nper la possibilit\u00e0 che Lady Russell e il capitano Wentworth non si incontrassero mai\nda nessuna parte. Non si piacevano, e nessun rinnovo della conoscenza\ne se Lady Russell li avesse visti insieme, avrebbe potuto pensare che lui avesse troppo\nLady Russell li vedesse insieme, potrebbe pensare che lui ha troppa autostima e lei troppo poca.\n\nQuesti punti costituivano la sua principale preoccupazione nell'anticipare il suo trasferimento da Uppercross.\nda Uppercross, dove sentiva di essere rimasta abbastanza a lungo.\nabbastanza a lungo. La sua utilit\u00e0 per il piccolo Charles avrebbe sempre dato un po' di\ndolcezza al ricordo dei suoi due mesi di permanenza l\u00ec, ma lui stava\nma lui si stava rafforzando a vista d'occhio e lei non aveva nient'altro per cui restare.\n\nLa conclusione della sua visita, tuttavia, fu diversificata in un modo che\nnon aveva affatto immaginato. Il capitano Wentworth, dopo essere stato visto e\ndi Uppercross per due giorni interi, apparve di nuovo tra loro per giustificarsi\nper giustificarsi con un resoconto di ci\u00f2 che lo aveva tenuto lontano.\n\nUna lettera del suo amico, il capitano Harville, che lo aveva finalmente scoperto, aveva portato la notizia che il capitano Harville si era sistemato con\naveva portato la notizia che il capitano Harville si era stabilito con la sua famiglia a Lyme per l'inverno.\nfamiglia a Lyme per l'inverno; quindi, senza saperlo, erano a venti miglia l'uno dall'altro.\ninconsapevolmente, a meno di venti miglia l'uno dall'altro. Il capitano Harville non era\nHarville non era mai stato in buona salute dopo una grave ferita ricevuta due anni prima.\ndue anni prima, e l'ansia del capitano Wentworth di vederlo lo aveva spinto a recarsi immediatamente a Lyme.\ndi vederlo lo aveva spinto a recarsi immediatamente a Lyme. Era l\u00ec da quattro ore e venti.\nore. La sua assoluzione era completa, la sua amicizia era caldamente onorata, l'interesse per il suo amico era vivace e\nun vivo interesse per il suo amico, e la sua descrizione del bel paese intorno a Lyme\ndi Lyme cos\u00ec sentitamente seguita dalla comitiva, che il desiderio di vedere Lyme\ndesiderio di vedere Lyme e un progetto per andarci.\nne \u00e8 derivato il desiderio di vedere Lyme e il progetto di andarci.\n\nI giovani erano tutti entusiasti di vedere Lyme. Il capitano Wentworth parlava di\ndi tornarci lui stesso, perch\u00e9 distava solo diciassette miglia da Uppercross;\nAnche se era novembre, il tempo non era affatto male; e, in breve,\nLouisa, che era la pi\u00f9 impaziente tra gli impazienti, aveva preso la decisione di andare\ndi andare e, oltre al piacere di fare ci\u00f2 che le piaceva, era ormai\ndi fare ci\u00f2 che le piaceva, essendo ora armata dell'idea del merito di mantenere la propria strada, si oppose a tutti i desideri del padre e della madre.\ntutti i desideri del padre e della madre di rimandare all'estate;\ne a Lyme dovevano andare Charles, Mary, Anne, Henrietta, Louisa e il capitano Wentworth.\nil capitano Wentworth.\n\nIl primo progetto era stato quello di andare la mattina e tornare la sera.\nma il signor Musgrove, per il bene dei suoi cavalli, non volle acconsentire.\ne quando si pens\u00f2 razionalmente che un giorno a met\u00e0 novembre non lasciava molto tempo per vedere un posto nuovo.\nmet\u00e0 novembre non avrebbe lasciato molto tempo per vedere un posto nuovo,\ndopo aver dedotto sette ore, come richiedeva la natura del paese, per andare e tornare.\nper andare e tornare. Di conseguenza, dovevano fermarsi l\u00ec per la notte,\ne non ci si aspettava che tornassero fino alla cena del giorno dopo. Questo \u00e8 stato ritenuto\nun emendamento considerevole; e anche se si riunirono tutti alla Great House\nCasa Grande all'ora di colazione piuttosto presto, e si misero in viaggio molto puntualmente,\nera ormai passato mezzogiorno prima che le due carrozze, quella del signor Musgrove con le quattro signore e quella di Charles\nMusgrove, contenente le quattro signore, e la carrozza di Charles, con a bordo il capitano Wentworth, scendessero.\nWentworth, stavano scendendo la lunga collina di Lyme e si addentravano nella strada\ne si addentravano nella strada ancora pi\u00f9 ripida della citt\u00e0 stessa, che era molto evidente\nmolto evidente che non avrebbero avuto pi\u00f9 del tempo di guardarsi intorno,\nprima che la luce e il calore del giorno fossero finiti.\n\nDopo essersi assicurati una sistemazione e aver ordinato una cena in una delle\nlocanda, la cosa successiva da fare era indubbiamente quella di camminare direttamente\ndirettamente al mare. Erano venuti troppo tardi nell'anno per qualsiasi divertimento o variet\u00e0\no variet\u00e0 che Lyme, come luogo pubblico, potrebbe offrire. Le stanze erano\nLe stanze erano chiuse, gli inquilini quasi tutti andati via, quasi nessuna famiglia se non quella dei residenti\nresidenti; e, dato che non c'\u00e8 nulla da ammirare negli edifici\nla notevole situazione della citt\u00e0, con la via principale che si\nla strada principale che si getta quasi nell'acqua, la passeggiata verso il Cobb, che costeggia\nla passeggiata verso il Cobb, costeggiando la piccola e piacevole baia che, in stagione, \u00e8 animata da macchine da\ndi macchine da bagno e di gente; il Cobb stesso, con le sue antiche meraviglie e le nuove\ncon la bellissima linea di scogliere che si estende a est della citt\u00e0.\nad est della citt\u00e0, sono ci\u00f2 che l'occhio del forestiero cercher\u00e0; e un forestiero molto strano deve essere\nstraniero che non vede il fascino degli immediati dintorni di Lyme.\ndintorni di Lyme, per fargli desiderare di conoscerla meglio. Le scene nelle sue\nCharmouth, con le sue alture e i suoi ampi spazi di campagna, e ancora di pi\u00f9 la sua dolcezza.\nCharmouth, con le sue alture e i suoi ampi spazi di campagna, e ancora di pi\u00f9, la sua dolce baia ritirata, sostenuta da scure scogliere,\nscogliere scure, dove frammenti di roccia bassa si mescolano alle sabbie, ne fanno il posto pi\u00f9 felice\nper osservare il flusso della marea, per sedersi in contemplazione\ncontemplazione; le variet\u00e0 boscose dell'allegro villaggio di Up Lyme;\ne, soprattutto, Pinny, con i suoi verdi abissi tra romantiche rocce,\ndove gli alberi della foresta sparsi e i frutteti dalla crescita rigogliosa,\ndichiarano che molte generazioni devono essere passate da quando il primo\ncaduta parziale della rupe ha preparato il terreno per un simile stato,\ndove si presenta una scena cos\u00ec meravigliosa e cos\u00ec bella, che potrebbe pi\u00f9 che\nche pu\u00f2 eguagliare qualsiasi scena simile della famosa Isola di Wight:\nQuesti luoghi devono essere visitati, e visitati ancora, per far capire il valore di Lyme.\nLyme.\n\nIl gruppo di Uppercross, passando per le stanze ormai deserte e dall'aspetto malinconico, e continuando a scendere, si trov\u00f2 ben presto di fronte a un'altra persona.\nstanze dall'aspetto malinconico, e scendendo ancora, si ritrovarono ben presto\nin riva al mare; e soffermandosi solo, come tutti devono soffermarsi a guardare quando\nprimo ritorno al mare, chi ha mai meritato di guardarlo,\nprocedettero verso il Cobb, che era il loro obiettivo in s\u00e9 e per il capitano Wentworth.\nCapitano Wentworth: in una piccola casa, ai piedi di un vecchio molo di data sconosciuta, si trovavano\ndi un vecchio molo di data sconosciuta, si erano stabiliti gli Harville. Il capitano Wentworth\nsi ferm\u00f2 per chiamare il suo amico; gli altri proseguirono a piedi e lui li avrebbe raggiunti sul Cobb.\nli avrebbe raggiunti sul Cobb.\n\nNon erano affatto stanchi di stupirsi e di ammirare; e nemmeno Louisa sembr\u00f2 pensare di essersi separata a lungo dal capitano Wentworth.\nLouisa sembr\u00f2 pensare di essersi separata dal capitano Wentworth da molto tempo,\nquando lo videro arrivare dietro di loro, con tre accompagnatori, tutti ben\ntre accompagnatori, tutti gi\u00e0 noti, per la loro descrizione, come il capitano e la signora Harville e il capitano Benwick, che alloggiava con loro.\ncapitano Benwick, che alloggiava con loro.\n\nIl capitano Benwick era stato qualche tempo fa primo tenente del Laconia;\ne il resoconto che il capitano Wentworth aveva fatto di lui, al suo ritorno da\ndi ritorno da Lyme, il suo caloroso elogio di lui come eccellente giovane e\ne di ufficiale, che aveva sempre stimato molto, e che dovevano avergli dato un'ottima reputazione\ndi lui nella stima di tutti gli ascoltatori, era stato seguito da una piccola storia della sua vita privata che\ndella sua vita privata, che lo rendeva perfettamente interessante agli occhi di tutte le signore.\nperfettamente interessante agli occhi di tutte le signore. Era stato fidanzato con la sorella del capitano\nHarville e ora era in lutto per la sua perdita. Erano stati un anno o due\nun anno o due in attesa di fortuna e promozione. La fortuna arriv\u00f2, il suo premio in denaro\ncome tenente era grande; anche la promozione arriv\u00f2 finalmente, ma Fanny Harville non visse per saperlo.\nHarville non visse abbastanza per saperlo. Era morta l'estate precedente\nmentre lui era in mare. Il capitano Wentworth riteneva impossibile che un uomo\nessere pi\u00f9 legato a una donna di quanto lo fosse stato il povero Benwick a Fanny Harville.\nHarville, o essere pi\u00f9 profondamente afflitto da questo terribile cambiamento. Egli\nconsiderava la sua indole come un tipo di persona che doveva soffrire molto,\nunendo sentimenti molto forti a modi tranquilli, seri e ritirati,\ne un gusto deciso per la lettura e le attivit\u00e0 sedentarie. Per finire l'interesse\ninteresse della storia, l'amicizia tra lui e gli Harville\nHarville sembrava, se possibile, accresciuta dall'evento che chiudeva ogni prospettiva di alleanza.\ndi alleanza, e il capitano Benwick viveva ora con loro.\ncompletamente con loro. Il capitano Harville aveva preso la sua attuale casa da mezzo anno;\nil suo gusto, la sua salute e la sua fortuna lo indirizzavano tutti verso una residenza\nresidenza economica e in riva al mare; e la grandezza del paese,\ne il ritiro di Lyme in inverno, sembravano esattamente adatti allo stato d'animo del capitano Benwick.\nBenwick. La simpatia e la buona volont\u00e0\nverso il capitano Benwick era molto grande.\n\n E tuttavia, disse Anne a se stessa, mentre avanzavano per raggiungere il gruppo\nforse non ha un cuore pi\u00f9 addolorato del mio. I\nnon posso credere che le sue prospettive siano cos\u00ec rovinate per sempre. \u00c8 pi\u00f9 giovane di me\npi\u00f9 giovane di me; pi\u00f9 giovane nei sentimenti, se non nei fatti; pi\u00f9 giovane come uomo. Si riprender\u00e0\ne sar\u00e0 felice con un'altra.\n\nSi incontrarono tutti e furono presentati. Il capitano Harville era un uomo alto e scuro\nscuro, con un viso sensibile e benevolo; un po' zoppo e, per i tratti forti e la mancanza di salute, sembrava molto pi\u00f9 vecchio del capitano.\nlineamenti forti e la mancanza di salute, sembrava molto pi\u00f9 vecchio del capitano\nWentworth. Il capitano Benwick sembrava, ed era, il pi\u00f9 giovane dei tre,\ne, rispetto ad entrambi, un piccolo uomo. Aveva un viso piacevole\ne un'aria malinconica, proprio come avrebbe dovuto, e si ritraeva dalla conversazione.\nconversazione.\n\nIl capitano Harville, pur non essendo all'altezza del capitano Wentworth nei modi,\nera un perfetto gentiluomo, non affettato, caloroso e servizievole. La signora Harville,\nHarville, un po' meno raffinata del marito, sembrava tuttavia avere gli stessi buoni sentimenti.\ne nulla poteva essere pi\u00f9 piacevole del loro desiderio di considerare l'intera comitiva come amici.\ndesiderio di considerare l'intera comitiva come amici propri, in quanto amici del capitano Wentworth.\namici del capitano Wentworth, o pi\u00f9 gentilmente ospitale delle loro\npi\u00f9 gentile delle loro suppliche affinch\u00e9 tutti promettessero di cenare con loro. La cena,\ngi\u00e0 ordinata alla locanda, fu infine accettata, anche se a malincuore, come scusa.\ncome scusa; ma sembravano quasi offesi dal fatto che il capitano Wentworth avesse portato\navesse portato un simile gruppo a Lyme, senza considerare come una cosa\nnaturalmente che avrebbero dovuto cenare con loro.\n\nIn tutto questo c'era un tale attaccamento al capitano Wentworth e un tale fascino ammaliante\nfascino ammaliante in un grado di ospitalit\u00e0 cos\u00ec insolito, cos\u00ec diverso dallo stile\nstile abituale di inviti e cene formali e di facciata, che Anne sentiva che il suo umore non avrebbe potuto trarre beneficio\ne di ostentazione, che Anne sentiva che il suo spirito non avrebbe tratto giovamento da una\nuna crescente conoscenza tra i suoi fratelli ufficiali.  Questi sarebbero stati\nsarebbero stati tutti miei amici, pensava; e dovette lottare contro una grande tendenza all'abbassamento.\ncontro una grande tendenza alla depressione.\n\nQuando lasciarono il Cobb, andarono tutti all'interno con i loro nuovi amici,\ne trovarono stanze cos\u00ec piccole che nessuno, se non chi invita con il cuore\nche nessuno, se non chi invita con il cuore, pu\u00f2 pensare di poter ospitare cos\u00ec tante persone. Anne ebbe un momento di\nun momento di stupore a questo proposito, ma si perse presto nelle\nsensazioni pi\u00f9 piacevoli che scaturivano dalla vista di tutti gli ingegnosi\ningegnosi espedienti e le belle sistemazioni del capitano Harville, per sfruttare al meglio lo spazio\nspazio attuale, per sopperire alle carenze dell'arredamento della\ndi mobili e difendere le finestre e le porte dalle tempeste invernali previste.\ntempeste invernali previste. Le variet\u00e0 nell'allestimento delle stanze\nstanze, in cui le comuni necessit\u00e0 fornite dal proprietario, nella\ncomunemente indifferenti, si contrapponevano alcuni articoli di una\ndi una rara specie di legno, ottimamente lavorata, e con qualcosa di curioso e di\ne di valore provenienti da tutti i paesi lontani che il Capitano Harville aveva\nCapitan Harville aveva visitato, erano pi\u00f9 che divertenti per Anne; per quanto tutto ci\u00f2 fosse collegato alla sua\nprofessione, il frutto delle sue fatiche, l'effetto della sua influenza sulle sue abitudini, l'immagine del\nsulle sue abitudini, il quadro di riposo e di felicit\u00e0 domestica che presentava\ndi riposo e di felicit\u00e0 domestica che presentava, lo rendevano per lei qualcosa di pi\u00f9, o di meno, di\ngratificazione.\n\nIl capitano Harville non era un lettore, ma aveva preparato un'ottima sistemazione e\ne aveva creato degli scaffali molto belli per una discreta\nuna collezione di volumi ben rilegati, di propriet\u00e0 del capitano Benwick. La sua\nzoppo gli impediva di fare molto esercizio fisico; ma una mente utile e ingegnosa sembrava\nmente di utilit\u00e0 e ingegno sembrava fornirgli un impiego costante\nall'interno. Disegnava, verniciava, falegname, incollava, costruiva giocattoli per i bambini, creava nuove\ngiocattoli per i bambini; creava nuovi aghi da rete e spilli con\ne se tutto il resto era finito, si sedeva alla sua grande rete da pesca in un angolo del\nrete da pesca in un angolo della stanza.\n\nAnne pens\u00f2 di essersi lasciata alle spalle una grande felicit\u00e0 quando lasciarono la casa.\nLouisa, con la quale si trov\u00f2 a passeggiare, scoppi\u00f2 in un'estasi di ammirazione e di gioia per il carattere della marina.\ndi ammirazione e di gioia per il carattere della marina, per la loro\nla loro cordialit\u00e0, la loro fratellanza, la loro apertura, la loro rettitudine;\nprotestando che era convinta che i marinai avessero pi\u00f9 valore e calore\ndi calore rispetto a qualsiasi altro gruppo di uomini in Inghilterra; che sapevano solo come\nvivere e che meritavano solo di essere rispettati e amati.\n\nTornarono a vestirsi e a cenare; e il piano aveva gi\u00e0 risposto cos\u00ec bene che non ci fu nulla di sbagliato.\nche nulla \u00e8 stato trovato sbagliato; anche se il suo essere cos\u00ec completamente\nfuori stagione, e l'assenza di vie di comunicazione di Lyme, e il non aspettarsi compagnia, aveva portato molte scuse dai capi di\ndi Lyme, e l'assenza di aspettative di compagnia, aveva portato molte scuse da parte dei capi della\ndella locanda.\n\nAnne si trov\u00f2 a questo punto molto pi\u00f9 indurita a stare in compagnia del capitano Wentworth\nWentworth di quanto avesse immaginato all'inizio.\nche il fatto di sedersi a tavola con lui e lo scambio delle comuni cortesie che ne conseguivano (non si erano mai incontrati.\nscambio delle comuni cortesie che ne conseguono (non andavano mai oltre), era diventato\noltre), erano diventati un nulla di fatto.\n\nLa notte era troppo buia perch\u00e9 le signore potessero rivedersi fino all'indomani,\nma il capitano Harville aveva promesso loro una visita in serata; e venne, portando anche il suo amico, il che era pi\u00f9 di quanto ci si aspettasse.\ne venne, portando anche il suo amico, il che era pi\u00f9 di quanto ci si aspettasse,\nEra stato convenuto che il capitano Benwick aveva tutta l'aria di essere\ndi essere oppresso dalla presenza di cos\u00ec tanti estranei. Si avventur\u00f2 di nuovo tra\nTuttavia, si avventur\u00f2 di nuovo tra di loro, anche se il suo spirito non sembrava certo adatto alla\nall'allegria della festa in generale.\n\nMentre i capitani Wentworth e Harville conducevano la conversazione da un lato della\ne, ricordando i tempi passati, fornivano aneddoti in abbondanza per occupare e intrattenere gli altri, ad Anne tocc\u00f2 la sorte di occupare la sala\ndi occupare e intrattenere gli altri, ad Anne tocc\u00f2 in sorte di essere messa\ndi Anne di essere messa in disparte con il capitano Benwick; e un impulso molto buono della sua\nnatura le impose di iniziare una conoscenza con lui. Lui era timido e\ntimido e disposto all'astrazione; ma la mitezza accattivante del suo volto e la gentilezza dei suoi modi,\nmitezza del suo volto e la gentilezza dei suoi modi, fecero presto il loro effetto e Anne fu ben\nAnne fu ben ripagata del primo sforzo. Era evidentemente un giovane di\ndi lettura, anche se principalmente di poesia; e\noltre alla persuasione di avergli concesso almeno una sera di\ndi avergli concesso almeno una serata di discussione su argomenti che ai suoi compagni abituali\nprobabilmente non lo interessavano, sperava di potergli essere veramente utile\ndi essergli davvero utile con qualche suggerimento sul dovere e il beneficio di lottare\ncontro le afflizioni, che erano emersi naturalmente dalla loro conversazione.\nconversazione. Infatti, pur essendo timido, non sembrava riservato; aveva piuttosto\nl'aspetto di sentimenti contenti di rompere i loro soliti freni; e\ndopo aver parlato di poesia, della ricchezza dell'epoca attuale, e aver fatto un breve confronto di opinioni\nun breve confronto di opinioni sui poeti di prim'ordine,\ndi poeti di prim'ordine, cercando di stabilire se fosse da preferire il _Marmion_ o la _Donna del Lago\ne come si classificassero il _Giaour_ e la _Sposa di Abydos;_ e ancora, come il _Giaour_ e la _Sposa di Abydos\ne, inoltre, come dovesse essere pronunciato il _Giaour_, dimostr\u00f2 di conoscere cos\u00ec bene\ncos\u00ec intimamente conoscente di tutti i canti pi\u00f9 teneri dell'unico poeta,\ne tutte le appassionate descrizioni dell'agonia senza speranza dell'altro; ripeteva, con un sentimento cos\u00ec tremante, che\nripetere, con un sentimento cos\u00ec tremolante, i vari versi che raffiguravano un\ncuore spezzato o di una mente distrutta dalla miseria, e sembrava cos\u00ec\ncompletamente come se volesse essere compreso, che lei si azzard\u00f2 a sperare che lui\nche non leggesse sempre e solo poesia e che pensasse che la sfortuna della poesia fosse\nsfortuna della poesia di essere raramente goduta in modo sicuro da coloro che\nche i sentimenti forti, che soli potevano stimarla veramente, fossero\nvalutare veramente, erano proprio quelli che avrebbero dovuto assaporarla con\ncon parsimonia.\n\nIl suo sguardo non lo mostrava addolorato, ma compiaciuto di questa allusione alla sua situazione.\nsituazione, si sent\u00ec incoraggiata a proseguire; e sentendo in s\u00e9 il diritto alla\ndiritto di anzianit\u00e0 di mente, si arrischi\u00f2 a raccomandare una pi\u00f9 ampia\ndi prosa nel suo studio quotidiano; e quando le fu chiesto di specificare\ndi specificare, menzion\u00f2 le opere dei nostri migliori moralisti, le\nraccolte delle lettere pi\u00f9 belle, le memorie di personaggi di valore e di sofferenza\ne di sofferenza, che le sembravano al momento adatte a risvegliare e a fortificare la mente\ne fortificare la mente con i pi\u00f9 alti precetti e i pi\u00f9 forti esempi di resistenza\nesempi di resistenza morale e religiosa.\n\nIl capitano Benwick ascolt\u00f2 con attenzione e sembr\u00f2 riconoscente per l'interesse\ninteresse; e anche se con uno scuotimento di testa e sospiri che dichiaravano la sua poca fiducia\nche dichiaravano la sua poca fiducia nell'efficacia di qualsiasi libro sul dolore come\nsuoi, annot\u00f2 i nomi di quelli raccomandati e promise di procurarseli e leggerli.\nprocurarseli e leggerli.\n\nQuando la serata fin\u00ec, Anne non pot\u00e9 che essere divertita dall'idea di\ndi essere venuta a Lyme per predicare pazienza e rassegnazione a un giovane\nche non aveva mai visto prima; n\u00e9 pot\u00e9 fare a meno di temere, riflettendoci pi\u00f9 seriamente, che, come molti altri grandi moralisti\nriflessione pi\u00f9 seria, che, come molti altri grandi moralisti e predicatori\npredicatori, fosse stata eloquente su un punto in cui la sua stessa condotta\nnon avrebbe sopportato l'esame.\n\n\n\n\nCAPITOLO XII.\n\n\nAnne ed Henrietta, trovandosi le prime della comitiva la mattina dopo\nmattina seguente, decisero di fare una passeggiata fino al mare prima di fare colazione. Si recarono\nSi recarono sulla sabbia per osservare lo scorrere della marea, che una brezza di sud-est\nbrezza da sud-est che portava con tutta l'imponenza che una costa cos\u00ec\npiatta. Lodarono il mattino; si gloriarono del mare;\nsi unirono alla gioia della brezza fresca e rimasero in silenzio;\nfinch\u00e9 Henrietta non ricominci\u00f2 improvvisamente con\n\n S\u00ec, sono convinto che, salvo rare eccezioni, l'aria di mare faccia sempre bene.\nl'aria di mare fa sempre bene. Non c'\u00e8 dubbio che sia stata di grande utilit\u00e0 per il dottor Shirley, dopo la sua malattia, la scorsa primavera.\nShirley, dopo la sua malattia, la scorsa primavera.\nprimavera scorsa. Egli stesso dichiara, che venire a Lyme per un mese, lo ha fatto\nlui pi\u00f9 bene di tutte le medicine che ha preso, e che essere al mare\nmare lo fa sempre sentire di nuovo giovane. Ora, non posso fare a meno di pensare che\npeccato che non viva interamente al mare. Penso che dovrebbe\nlasciare completamente Uppercross e stabilirsi a Lyme. Non \u00e8 vero, Anne? Non\nNon sei d'accordo con me che \u00e8 la cosa migliore che possa fare, sia per lui che per la signora Shirley?\nse stesso e per la signora Shirley? Lei ha dei cugini qui, lo sai, e molti\nconoscenze che la renderebbero felice, e sono certa che sarebbe felice di arrivare in un posto\nsono sicuro che sarebbe felice di arrivare in un posto in cui possa avere un'assistenza medica\na portata di mano, nel caso in cui avesse un altro attacco. In effetti penso che sia piuttosto\nmalinconico che persone eccellenti come il dottor Shirley e la signora Shirley, che hanno fatto del bene per tutta la vita, siano\nShirley, che hanno fatto del bene per tutta la vita, stiano trascorrendo i loro ultimi giorni in un posto come Uppercross, dove\nin un posto come Uppercross, dove, a parte la nostra famiglia, sembrano esclusi da tutto il mondo.\ndal mondo intero. Vorrei che i suoi amici glielo proponessero. I\ncredo davvero che dovrebbero farlo. E, per quanto riguarda l'ottenimento di una dispensa, non ci sarebbero\nnon ci potrebbero essere difficolt\u00e0 alla sua et\u00e0 e con il suo carattere. Il mio\nL'unico dubbio che ho \u00e8 se qualcosa possa convincerlo a lasciare la sua parrocchia.\n\u00c8 molto severo e scrupoloso nelle sue idee; troppo scrupoloso, devo dire.\ndevo dire. Non credi, Anne, che sia un eccesso di scrupoli? Non credi\nNon pensi che sia un errore di coscienza, quando un ecclesiastico\nsacrifica la sua salute per il bene di doveri che possono essere altrettanto bene\nsvolgere da un'altra persona? E a Lyme, a sole diciassette miglia di distanza,\nsarebbe stato abbastanza vicino da sentire, se la gente pensava che ci fosse qualcosa\ndi cui lamentarsi.\n\nAnne sorrise pi\u00f9 di una volta tra s\u00e9 e s\u00e9 durante il discorso e si addentr\u00f2 nell'argomento.\nargomento, pronta a fare del bene entrando nei sentimenti di una giovane signora come di un\ndi una giovane donna come di un giovane uomo, anche se in questo caso si trattava di un bene di livello inferiore.\ndi livello inferiore, perch\u00e9 cosa si poteva offrire se non una generale acquiescenza? Lei disse\ntutto ci\u00f2 che era ragionevole e appropriato sulla questione; sentiva le pretese del dottor\nShirley di riposare come si deve; si rendeva conto di quanto fosse desiderabile che\nche egli avesse un giovane attivo e rispettabile come curato\ncurato residente, e fu persino abbastanza cortese da accennare al vantaggio di un simile\ncurato residente fosse sposato.\n\n Vorrei, disse Henrietta, molto soddisfatta della sua compagna, che Lady Russell vivesse a Uppercross e fosse in intimit\u00e0 con il dottor Shirley.\nLady Russell vivesse a Uppercross e fosse in intimit\u00e0 con il dottor Shirley. I\nho sempre sentito parlare di Lady Russell come di una donna di grande influenza\ncon tutti! Ho sempre pensato che fosse in grado di persuadere una persona a\nqualsiasi cosa! Ho paura di lei, come vi ho gi\u00e0 detto, molta paura di lei, perch\u00e9 \u00e8 molto intelligente.\ndi lei, perch\u00e9 \u00e8 molto intelligente; ma la rispetto moltissimo e vorrei avere una simile vicina a casa mia.\ne vorrei che avessimo una simile vicina a Uppercross.\n\nAnne era divertita dal modo in cui Henrietta le era stata grata, e divertita anche dal fatto che il corso degli eventi e i nuovi interessi di Henrietta\nche il corso degli eventi e i nuovi interessi di Henrietta\ndi Henrietta avessero messo la sua amica a favore di qualcuno della famiglia Musgrove.\nMusgrove; ebbe per\u00f2 solo il tempo di una risposta generica e di augurarsi che un'altra donna del genere\ndi una risposta generica e di augurarsi che un'altra donna del genere fosse a Uppercross, prima che tutti gli argomenti\ncessarono all'improvviso, vedendo Louisa e il capitano Wentworth venire verso di loro.\nverso di loro. Anche loro erano venuti a fare una passeggiata fino a quando la colazione non sarebbe stata pronta.\nma Louisa si ricord\u00f2 subito dopo che aveva\nche aveva qualcosa da procurarsi in un negozio, li invit\u00f2 tutti a tornare con lei\nin citt\u00e0. Erano tutti a sua disposizione.\n\nQuando giunsero alla scalinata che saliva dalla spiaggia, un\nun signore, che nello stesso momento si apprestava a scendere, si ritrasse educatamente e si ferm\u00f2 per far loro strada.\ne si ferm\u00f2 per lasciar loro il passo. Salirono e lo superarono; e\nmentre passavano, il viso di Anna lo colp\u00ec e lui la guard\u00f2 con un\ncon un grado di sincera ammirazione di cui lei non poteva essere insensibile. Lei\naveva un aspetto straordinariamente buono; i suoi lineamenti, molto regolari e graziosi,\navevano la fioritura e la freschezza della giovinezza restituite dal buon vento che\nvento che aveva soffiato sulla sua carnagione, e dall'animazione degli occhi che\nche aveva prodotto. Era evidente che il gentiluomo (assolutamente un\ngentiluomo nei modi) la ammirava moltissimo. Il capitano Wentworth la guard\u00f2\nguard\u00f2 immediatamente verso di lei in un modo che dimostrava che se ne era accorto. Le lanci\u00f2 un'occhiata\nun'occhiata momentanea, uno sguardo luminoso che sembrava dire: \"Quell'uomo \u00e8 colpito da lei\".\nQuell'uomo \u00e8 rimasto colpito da te e anch'io, in questo momento, vedo di nuovo\nqualcosa di simile a Anne Elliot.\n\nDopo aver assistito Louisa nei suoi affari e aver gironzolato ancora un po', tornarono alla locanda.\nDopo aver assistito Louisa nelle sue faccende e aver gironzolato ancora un po', tornarono alla locanda.\ndalla propria camera alla sala da pranzo, si era quasi scontrata con lo stesso signore\nlo stesso gentiluomo, mentre usciva da un appartamento adiacente.\nappartamento adiacente. Prima aveva pensato che fosse un forestiero come loro e aveva deciso che\ncome loro, e aveva stabilito che uno stalliere di bell'aspetto, che stava\nche passeggiava vicino alle due locande mentre tornavano indietro, sarebbe stato il suo\nservitore. Il fatto che sia il padrone che l'uomo fossero in lutto favor\u00ec l'idea. Si dimostr\u00f2\nche apparteneva alla loro stessa locanda; e questo secondo incontro, breve quanto\nincontro, per quanto breve, dimostr\u00f2 anche che il gentiluomo la trovava molto bella.\nche la trovava molto bella, e dalla prontezza e correttezza delle sue scuse che\nprontezza e correttezza delle sue scuse, che si trattava di un uomo di ottime\nbuone maniere. Sembrava avere circa trent'anni e, pur non essendo bello, aveva una\npersona gradevole. Anne sent\u00ec che avrebbe voluto sapere chi fosse.\n\nAvevano quasi fatto colazione, quando il rumore di una carrozza (quasi la prima che avevano sentito da quando erano entrati a Lyme) attir\u00f2 met\u00e0 del gruppo verso di loro.\nprima che avevano sentito da quando erano entrati a Lyme) attir\u00f2 met\u00e0 del gruppo alla finestra.\nalla finestra. Era una carrozza da gentiluomo, un curricolo, ma stava arrivando solo\nstalla fino alla porta d'ingresso; qualcuno doveva andare via.\nqualcuno che se ne andava. Era guidata da una serva in lutto.\n\nLa parola curricolo fece balzare in piedi Charles Musgrove per poterlo confrontare con il suo.\nla servit\u00f9 in lutto suscit\u00f2 la curiosit\u00e0 di Anne e tutti e sei si radunarono per guardare.\ntutti e sei erano riuniti per guardare, quando si vide il proprietario del\nil proprietario del curricolo fu visto uscire dalla porta tra gli inchini e le\ninchini e le cortesie della famiglia, e prendere posto per andarsene.\n\n Ah! grid\u00f2 il capitano Wentworth, all'istante, e con una mezza occhiata ad Anne, \u00e8 proprio l'uomo che abbiamo incrociato.\nAnne, \u00e8 proprio l'uomo che abbiamo incrociato.\n\nLe signorine Musgrove acconsentirono e, dopo averlo gentilmente osservato il pi\u00f9 lontano possibile dalla collina, tornarono al tavolo della colazione.\nper quanto possibile, tornarono al tavolo della colazione.\nIl cameriere entr\u00f2 nella stanza poco dopo.\n\n Di grazia, disse il capitano Wentworth, immediatamente, potete dirci il nome\ndel gentiluomo che se n'\u00e8 appena andato?\n\n S\u00ec, signore, un certo signor Elliot, un gentiluomo di grande fortuna, \u00e8 arrivato ieri sera da Sidmouth.\nieri sera da Sidmouth. Oserei dire che avete sentito la carrozza, signore, mentre eravate a cena.\ne ora sta andando a Crewkherne, diretto a Bath e a Londra.\nLondra.\n\n Elliot!  Molti si erano guardati l'un l'altro, e molti avevano ripetuto il nome\nnome, prima che tutto ci\u00f2 venisse trasmesso, anche con l'intelligente rapidit\u00e0 di un cameriere.\ndi un cameriere.\n\n Benedetta! grid\u00f2 Mary; deve essere nostro cugino, deve essere il nostro Mr.\nElliot, davvero! Charles, Anne, non \u00e8 vero? In lutto, vedete\nproprio come deve essere il nostro signor Elliot. Che cosa straordinaria! Nella stessa\nstessa locanda con noi! Anne, non deve essere il nostro signor Elliot? Il prossimo erede di mio padre?\nerede di mio padre? Di grazia, signore, rivolgendosi al cameriere, non avete sentito, non avete sentito il suo\nnon ha detto il suo servitore se apparteneva alla famiglia Kellynch?\n\n No, signora, non ha parlato di nessuna famiglia in particolare; ma ha detto che il suo\nsuo padrone era un gentiluomo molto ricco e che un giorno sarebbe diventato barone.\n\n Ecco! Vedete! grid\u00f2 Maria in estasi, proprio come avevo detto! L'erede di\nSir Walter Elliot! Ero sicura che sarebbe venuto fuori, se era cos\u00ec. Dipende\nche questa \u00e8 una circostanza che i suoi servitori si preoccupano di\npubblicare, ovunque egli vada. Ma, Anne, immagina quanto sia straordinario!\nVorrei averlo guardato di pi\u00f9. Vorrei che avessimo saputo in tempo chi era...\nche si trattava, in modo da poterlo presentare a noi. Che peccato che non ci\nnon ci siamo presentati l'un l'altro! Pensi che avesse il\nElliot? Non l'ho quasi guardato, stavo guardando i cavalli.\ncavalli; ma credo che avesse qualcosa del volto di Elliot.\nMi meraviglio che le braccia non mi abbiano colpito! Oh! Il cappotto era appeso sopra\ne nascondeva le armi; altrimenti, ne sono certo, le avrei osservate e la livrea.\naltrimenti, ne sono certo, le avrei osservate, e anche la livrea; se il servitore non fosse stato in\nse il servo non fosse stato in lutto, lo si sarebbe riconosciuto dalla livrea.\n\n Mettendo insieme tutte queste circostanze straordinarie, ha detto il capitano Wentworth, dobbiamo considerare\nCapitano Wentworth, dobbiamo considerare come una disposizione della\nProvvidenza, che tu non debba essere presentato a tuo cugino.\n\nQuando riusc\u00ec ad attirare l'attenzione di Mary, Anne cerc\u00f2 di convincerla che il padre e Mr.\nche il padre e il signor Elliot non erano pi\u00f9 in rapporti da molti anni tali da rendere\nElliot, da molti anni, non erano in rapporti tali da rendere\ndesiderabile.\n\nAllo stesso tempo, per\u00f2, era una segreta gratificazione per lei aver visto suo\ndi aver visto suo cugino, e di sapere che il futuro proprietario di Kellynch era\nsenza dubbio un gentiluomo e aveva un'aria di buon senso. Non avrebbe\nper nessun motivo, di averlo incontrato la seconda volta;\nFortunatamente Mary non aveva fatto caso al fatto che fossero passati vicino a lui nella\nper fortuna Mary non si cur\u00f2 molto del fatto che gli fossero passate vicino nella loro passeggiata precedente, ma si sarebbe sentita molto offesa dal fatto che Anne\nAnne si fosse scontrata con lui nel passaggio e avesse ricevuto le sue cortesi scuse.\nscuse molto educate, mentre lei non gli era mai stata vicina; no, quel piccolo colloquio cugino\nno, quel piccolo colloquio tra cugine doveva rimanere un perfetto segreto.\n\n Certamente, disse Mary, menzionerai il nostro incontro con Mr Elliot, la\nprossima volta che scriverai a Bath. Credo che mio padre debba saperlo.\ndi questo; menziona tutto su di lui.\n\nAnne evit\u00f2 una risposta diretta, ma era proprio la circostanza che considerava\nnon solo non era necessario comunicarlo, ma era anche ci\u00f2 che\ncome ci\u00f2 che avrebbe dovuto essere taciuto. L'offesa che era stata fatta a suo padre,\nmolti anni prima, lo sapeva; sospettava la particolare parte di Elizabeth in questo\ne che l'idea di Mr Elliot avesse sempre provocato irritazione in entrambe era indubbio.\nera fuor di dubbio. Mary non scrisse mai a Bath; tutta la fatica di\ndi mantenere una lenta e insoddisfacente corrispondenza con Elizabeth\ndi mantenere una corrispondenza lenta e insoddisfacente con Elizabeth, ricadde su Anne.\n\nLa colazione non era finita da molto, quando furono raggiunti dal capitano e dalla signora Harville e dal capitano Benwick.\nHarville e il capitano Benwick, con i quali avevano deciso di fare l'ultima passeggiata a Lyme.\nl'ultima passeggiata a Lyme. Sarebbero dovuti ripartire per Uppercross\nall'una, e nel frattempo dovevano stare tutti insieme, e fuori casa\nil pi\u00f9 a lungo possibile.\n\nAnne si accorse che il capitano Benwick le si era avvicinato, non appena furono tutti\nstrada. La loro conversazione della sera precedente non\nnon lo dissuase dal cercarla di nuovo; e camminarono insieme per un po',\nparlando come prima di Mr. Scott e di Lord Byron, e ancora incapaci come prima di\ndi Mr. Scott e Lord Byron, e ancora incapaci come prima, e come qualsiasi altro lettore, di pensare esattamente allo stesso modo\ndei meriti dell'uno o dell'altro, fino a quando qualcosa provoc\u00f2 un cambiamento quasi generale\nun cambiamento quasi generale tra i due, e al posto del capitano Benwick c'era il capitano Harville al suo fianco.\nHarville al suo fianco.\n\n Signorina Elliot, disse, parlando a voce piuttosto bassa, lei ha fatto una buona azione\nnel far parlare cos\u00ec tanto quel povero ragazzo. Vorrei che avesse questa\ncompagnia pi\u00f9 spesso. Lo so che \u00e8 brutto per lui stare chiuso come sta facendo, ma...\ncosa possiamo fare? Non possiamo separarci.\n\n No, disse Anne, questo posso tranquillamente ritenerlo impossibile; ma col tempo, forse, sappiamo cosa fa il tempo in ogni caso di afflizione.\ntempo, forse sappiamo cosa fa il tempo in ogni caso di sofferenza, e\ndovete ricordare, capitano Harville, che il vostro amico pu\u00f2 ancora essere chiamato\nun giovane in lutto solo l'estate scorsa, a quanto mi risulta.\n\n S\u00ec, \u00e8 vero, (con un profondo sospiro) solo a giugno.\n\n E non gli \u00e8 noto, forse, cos\u00ec presto.\n\n Non prima della prima settimana di agosto, quando \u00e8 tornato a casa dal Capo,\nappena imbarcato sul Grappler. Ero a Plymouth e temevo di avere sue notizie;\nMi mand\u00f2 delle lettere, ma il Grappler aveva l'ordine di andare a Portsmouth.\nL\u00ec le notizie dovevano seguirlo, ma chi doveva dirgliele? Non io.\nsarei stato messo sotto tiro fino al braccio del cortile. Nessuno poteva farlo, se non quel\nbravo ragazzo (indicando il capitano Wentworth).  La Laconia era arrivata\na Plymouth la settimana precedente; non c'era pericolo che venisse mandata di nuovo in mare.\ndi nuovo in mare. Per il resto aveva la sua chance; scrisse per ottenere un permesso di assenza,\nma senza aspettare il ritorno, viaggi\u00f2 giorno e notte fino a Portsmouth.\nPortsmouth, si imbarc\u00f2 a remi sul Grappler all'istante e non lo lasci\u00f2 pi\u00f9 per una settimana.\npovero ragazzo per una settimana. Questo \u00e8 ci\u00f2 che ha fatto, e nessun altro avrebbe potuto\nsalvare il povero James. Pu\u00f2 pensare, signorina Elliot, se \u00e8 caro a noi!\na noi!\n\nAnne riflett\u00e9 sulla questione con perfetta decisione, e disse quanto\nrisposta quanto il suo sentimento era in grado di realizzare, o quanto quello di lui sembrava in grado di sopportare, poich\u00e9 era troppo colpito per rinnovare l'argomento.\nperch\u00e9 lui era troppo colpito per riprendere l'argomento e, quando parl\u00f2 di nuovo, fu di tutt'altro genere.\nquando parl\u00f2 di nuovo, fu di qualcosa di completamente diverso.\n\nLa signora Harville, dando per assodato che il marito avrebbe camminato abbastanza quando sarebbe arrivato a casa, decise di\ndi suo marito avrebbe camminato a sufficienza per arrivare a casa, determin\u00f2 la direzione\ndirezione di tutta la comitiva in quella che sarebbe stata la loro ultima passeggiata; li avrebbero accompagnati fino alla porta di casa, per poi tornare e ripartire.\nli avrebbero accompagnati fino alla porta di casa, per poi ritornare e ripartire\ne poi sarebbero tornati e ripartiti da soli. Secondo tutti i loro calcoli c'era tempo per farlo, ma\nMa quando si avvicinarono al Cobb, il desiderio generale di percorrerlo ancora una volta era cos\u00ec\ndi percorrerlo ancora una volta, tutti erano cos\u00ec propensi e Louisa divenne presto cos\u00ec determinata,\nche la differenza di un quarto d'ora, si scopr\u00ec, non sarebbe stata affatto una differenza.\nCos\u00ec, con tutti i gentili congedi e i gentili scambi di inviti e promesse che si possono fare, Louisa si rese subito conto che un quarto d'ora di differenza non avrebbe fatto alcuna differenza.\nscambi di inviti e promesse che si possono immaginare, si separarono dal capitano e dalla signora Harville.\nHarville alla loro porta, sempre accompagnati dal capitano Benwick che sembrava\naccompagnati dal capitano Benwick, che sembrava aggrapparsi a loro fino all'ultimo.\nancora accompagnati dal capitano Benwick, che sembrava aggrapparsi a loro fino all'ultimo, procedettero a fare i dovuti addii al Cobb.\n\nAnne trov\u00f2 il capitano Benwick di nuovo vicino a lei. I mari blu scuro di Lord Byron\nLord Byron non potevano non essere anticipati dalla loro vista.\nvista, e lei gli dedic\u00f2 volentieri tutta la sua attenzione, finch\u00e9 fu possibile.\nera possibile. Presto fu attirata, per forza di cose in un altro modo.\n\nC'era troppo vento per rendere piacevole la parte alta del nuovo Cobb per le signore.\nper le signore, e si decise di scendere i gradini verso la parte bassa, e tutti si accontentarono di scendere tranquillamente e con cautela\ntutte si accontentarono di scendere con calma e attenzione la ripida rampa,\nTranne Louisa, che doveva essere scesa con un salto dal capitano Wentworth. In tutte le\nin tutte le loro passeggiate, lui aveva dovuto farle saltare dai gradini; la sensazione\nsensazione era deliziosa per lei. La durezza del selciato per i suoi piedi lo rendeva meno disponibile in questa occasione.\nmeno disposto in questa occasione; tuttavia lo fece. Lei era\nera al sicuro e immediatamente, per dimostrare il suo divertimento, corse su per i gradini per essere\nper essere saltata di nuovo gi\u00f9. Lui le aveva sconsigliato di farlo, perch\u00e9 pensava che lo scossone fosse troppo\nma no, lui ragionava e parlava invano, lei sorrideva e diceva: \"Sono decisa a farlo\".\nsono decisa a farlo: lui le tese le mani; lei fu troppo precipitosa per\nmezzo secondo, cadde sul marciapiede del Lower Cobb e fu portata su senza vita!\nraccolta senza vita! Non c'erano ferite, n\u00e9 sangue, n\u00e9 contusioni visibili; ma\ngli occhi erano chiusi, non respirava, il suo volto era come la morte. L'orrore del momento\norrore del momento per tutti coloro che stavano intorno!\n\nIl capitano Wentworth, che l'aveva raggiunta, si inginocchi\u00f2 con lei tra le braccia,\nguardandola con un viso pallido come il suo, in un'agonia di silenzio.\nsilenzio.  \u00c8 morta! \u00c8 morta! grid\u00f2 Mary, afferrando il marito e contribuendo con il suo stesso orrore\nmarito e contribuendo con il suo stesso orrore a renderlo\ne in un altro momento Henrietta, sprofondata nella convinzione, perse anche lei i sensi.\nconvinzione, perse anche i sensi e sarebbe caduta sui gradini,\nse non fosse stato per il capitano Benwick e Anna, che la presero e la sostennero tra di loro.\ntra loro.\n\n Non c'\u00e8 nessuno che mi aiuti? furono le prime parole che uscirono dal capitano Wentworth.\ncapitano Wentworth, con un tono di disperazione e come se tutte le sue forze\nfossero venute meno.\n\n Vai da lui, vai da lui, grid\u00f2 Anne, per amor del cielo vai da lui. Posso\nsostenerla da sola. Lasciami e vai da lui. Strofinale le mani, strofinale le\ntempie; ecco dei sali; prendili, prendili.\n\nIl capitano Benwick obbed\u00ec e Charles, nello stesso momento, si stacc\u00f2 dalla moglie.\ndalla moglie, erano entrambi con lui; Louisa fu sollevata e sostenuta pi\u00f9 saldamente tra loro.\nLouisa fu sollevata e sostenuta pi\u00f9 saldamente tra loro, e fu fatto tutto ci\u00f2 che Anne aveva suggerito, ma invano.\nAnne aveva suggerito, ma invano; mentre il capitano Wentworth, barcollando contro il muro per sostenersi, esclamava\ncontro il muro per sostenersi, esclamava nella pi\u00f9 amara agonia\n\n Oh Dio! Suo padre e sua madre!\n\n Un chirurgo! disse Anne.\n\nColse la parola, che sembr\u00f2 destarlo subito, e, dicendo solo\nsolo Vero, vero, un chirurgo in questo istante, stava scappando via, quando Anne\nsugger\u00ec avidamente\n\n Capitano Benwick, non sarebbe meglio per il capitano Benwick? Lui sa\ndove si pu\u00f2 trovare un chirurgo.\n\nTutti coloro che erano in grado di ragionare percepirono il vantaggio dell'idea e in un attimo (tutto si svolse in tempi rapidi) il capitano Benwick aveva rassegnato le proprie dimissioni.\nin un attimo (tutto si svolse in tempi rapidi) il capitano Benwick aveva affidato la povera figura\nla povera figura di cadavere alle cure del fratello e si avvi\u00f2 verso la citt\u00e0 con la massima rapidit\u00e0.\nper la citt\u00e0 con la massima rapidit\u00e0.\n\nPer quanto riguarda i disgraziati rimasti, non si pu\u00f2 dire chi dei tre, che erano completamente razionali, soffrisse di pi\u00f9.\ndei tre, che erano completamente razionali, soffriva di pi\u00f9: il capitano\nWentworth, Anne o Charles, che, da vero fratello affettuoso,\nLouisa con singhiozzi di dolore e riusciva solo a distogliere lo sguardo da una sorella per vedere l'altra in\nsorella, per vedere l'altra in uno stato altrettanto insensibile, o per assistere alle\nle agitazioni isteriche della moglie, che lo invocava per un aiuto che lui non poteva\nnon poteva dare.\n\nAnna, che assisteva con tutta la forza, lo zelo e il pensiero che l'istinto forniva a Henrietta, cercava ancora, a intervalli, di suggerire a quest'ultima\nistinto, a Henrietta, cercava ancora, a intervalli, di suggerire conforto agli altri\nconforto agli altri, cercava di tranquillizzare Mary, di animare Charles, di\ndi placare i sentimenti del capitano Wentworth. Entrambi sembravano guardare a lei\nper avere indicazioni.\n\n Anne, Anne, grid\u00f2 Charles, cosa si deve fare adesso? Che cosa, in\nnome del cielo, cosa si deve fare adesso?\n\nAnche gli occhi del capitano Wentworth erano rivolti verso di lei.\n\n Non sarebbe meglio portarla alla locanda? S\u00ec, sono sicuro: portatela\ndelicatamente alla locanda.\n\n S\u00ec, s\u00ec, alla locanda, ripet\u00e9 il capitano Wentworth, relativamente\ne desideroso di fare qualcosa.  La porter\u00f2 io stesso.\nMusgrove, occupati degli altri.\n\nA questo punto la notizia dell'incidente si era diffusa tra gli operai e i barcaioli del Cobb.\ne i barcaioli del Cobb, e molti si erano radunati vicino a loro per essere\nper essere utili, se volevano, a godersi la vista di una signorina morta,\nanzi, di due signorine morte, perch\u00e9 il fatto si rivel\u00f2 due volte pi\u00f9 bello del primo\nrelazione. Ad alcune delle pi\u00f9 belle di queste brave persone fu consegnata Henrietta, perch\u00e9, pur essendo parzialmente rianimata, era\nHenrietta, perch\u00e9, anche se parzialmente rianimata, era del tutto inerme; e cos\u00ec, Anna che le camminava accanto\nCos\u00ec, con Anna che le camminava accanto e Carlo che si occupava della moglie, si incamminarono\nmoglie, si incamminarono, ripercorrendo con sentimenti impronunciabili il terreno\ncon sentimenti impronunciabili, il terreno che ultimamente, molto ultimamente, e con tanta leggerezza, avevano\navevano percorso.\n\nNon erano ancora scesi dal Cobb prima che gli Harville li incontrassero. Il capitano\nBenwick era stato visto volare davanti alla loro casa, con un'espressione che\nche mostrava che qualcosa non andava; e loro erano partiti immediatamente,\ninformate e indirizzate, al loro passaggio, verso il luogo. Sconvolto come\nCapitano Harville, aveva sensi e nervi che potevano essere immediatamente utili.\ne uno sguardo tra lui e la moglie decise cosa fare.\ncosa fare. Lei doveva essere portata a casa loro; tutti dovevano andare a casa loro e attendere il chirurgo.\ncasa e attendere l'arrivo del chirurgo. Non vollero ascoltare gli\nscrupoli: gli fu obbedito; erano tutti sotto il suo tetto e mentre\nLouisa, sotto la direzione della signora Harville, fu trasportata su per le scale e\ne le veniva dato il possesso del proprio letto, assistenza, cordiali, ricostituenti\nassistenza, cordiali e ricostituenti venivano forniti dal marito a tutti coloro che ne avevano bisogno.\n\nLouisa aveva aperto gli occhi una volta, ma li aveva presto richiusi, senza\napparente consapevolezza. Questa era stata una prova di vita, comunque, di\ndi servizio alla sorella; ed Henrietta, sebbene fosse perfettamente incapace di\ndi stare nella stessa stanza con Louisa, fu trattenuta dall'agitazione della speranza e della paura\ne della paura, da un ritorno della sua stessa insensibilit\u00e0. Anche Maria si stava\nsempre pi\u00f9 calma.\n\nIl chirurgo era con loro quasi prima che sembrasse possibile. Erano\nerano ammalati di orrore, mentre lui li esaminava; ma non era senza speranza. La testa\ntesta aveva ricevuto una grave contusione, ma aveva visto ferite pi\u00f9 gravi\nma aveva visto guarire ferite pi\u00f9 gravi: non era affatto disperato e parlava con allegria.\n\nIl fatto che non lo considerasse un caso disperato, che non dicesse che poche ore avrebbero posto fine alla situazione, fu inizialmente percepito al di l\u00e0 delle speranze dei pi\u00f9.\npoche ore per porvi fine, all'inizio fu percepito al di l\u00e0 delle speranze dei pi\u00f9.\nl'estasi di una tale tregua, il giubilo, profondo e silenzioso, dopo alcune ferventi\ndi gratitudine al Cielo, possono essere concepiti.\nessere concepita.\n\nIl tono e lo sguardo con cui Grazie a Dio fu pronunciato dal capitano Wentworth, Anne era certa che non avrebbe mai potuto dimenticarlo.\nWentworth, Anne era certa che non avrebbe mai potuto dimenticarlo; n\u00e9 la vista di lui in seguito, mentre si sedeva vicino al tavolo\ndi lui in seguito, mentre si sedeva vicino a un tavolo, a braccia conserte e con il volto nascosto, come sopraffatto dai vari sentimenti di\nbraccia conserte e con il volto nascosto, come sopraffatto dai vari sentimenti del suo\ndell'anima e cercasse di calmarli con la preghiera e la riflessione.\n\nLe membra di Louisa erano sfuggite. Non c'erano ferite se non alla testa.\n\nA questo punto era necessario che il gruppo considerasse cosa fosse meglio fare per\nfare, per quanto riguarda la loro situazione generale. Erano ora in grado di parlare\nparlarsi e consultarsi. Louisa doveva rimanere dove si trovava, per quanto\nper quanto fosse penoso per i suoi amici coinvolgere gli Harville in un simile\nproblemi, non ammetteva dubbi. Il suo allontanamento era impossibile. Gli\nHarville misero a tacere ogni scrupolo e, per quanto possibile, ogni\ngratitudine. Avevano previsto e organizzato tutto prima che gli\naltri cominciassero a riflettere. Il capitano Benwick doveva cedere loro la sua stanza,\ne trovare un altro letto altrove; e tutto fu sistemato. Erano preoccupati solo\nsolo che la casa non poteva ospitare pi\u00f9 persone; eppure\nforse, sistemando i bambini nella stanza della cameriera, o facendo oscillare\nuna brandina da qualche parte, non potevano sopportare di non trovare posto\nper altri due o tre, supponendo che volessero rimanere; anche se,\nper quanto riguarda l'assistenza alla signorina Musgrove, non c'\u00e8 il minimo disagio nel lasciarla a\nnon ci sarebbe stato il minimo disagio a lasciarla completamente alle cure della signora Harville. La signora\nHarville era un'infermiera molto esperta, e la sua bambinaia, che aveva vissuto a lungo con lei\naveva vissuto a lungo con lei e l'aveva accompagnata ovunque, era proprio cos\u00ec.\nun'altra. Tra queste due non poteva mancare nessuna assistenza di giorno o di notte.\ngiorno o di notte. E tutto questo fu detto con una verit\u00e0 e una sincerit\u00e0 di sentimenti irresistibili.\nsentimento irresistibili.\n\nCharles, Henrietta e il capitano Wentworth erano i tre a consultarsi.\ne per un po' fu solo uno scambio di perplessit\u00e0 e terrore.\nperplessit\u00e0 e terrore.  Uppercross, la necessit\u00e0 che qualcuno si recasse a Uppercross; la notizia da trasmettere\nUppercross, la necessit\u00e0 che qualcuno si recasse a Uppercross, la notizia da trasmettere, il modo in cui comunicarla a Mr.\nMusgrove; l'ora tarda della mattina; un'ora gi\u00e0 passata\nun'ora da quando avrebbero dovuto partire; l'impossibilit\u00e0 di arrivare in tempo\ntempo tollerabile.  All'inizio non erano in grado di fare altro che\ndi tali esclamazioni; ma, dopo un po', il capitano Wentworth,\nsforzandosi, disse\n\n Dobbiamo essere decisi, e senza perdere un altro minuto. Ogni\nminuto \u00e8 prezioso. Qualcuno deve decidere di partire per Uppercross\nall'istante. Musgrove, o tu o io dobbiamo andare.\n\nCharles era d'accordo, ma dichiar\u00f2 il suo proposito di non andarsene. Vorrebbe\nper il capitano e la signora Harville, ma non avrebbe dovuto n\u00e9 voluto lasciare la sorella in quelle condizioni.\nma per quanto riguarda la possibilit\u00e0 di lasciare la sorella in uno stato simile, non avrebbe dovuto n\u00e9 voluto.\nCos\u00ec era deciso; ed Henrietta in un primo momento dichiar\u00f2 lo stesso. Tuttavia,\nTuttavia, fu presto persuasa a pensarla diversamente. L'utilit\u00e0 della sua\nrimanere! Lei che non era stata in grado di rimanere nella stanza di Louisa o di guardarla senza soffrire\nguardarla, senza soffrire di una sofferenza che la rendeva pi\u00f9 che impotente! Fu costretta a riconoscere\nera costretta a riconoscere che non poteva fare nulla di buono, eppure era ancora\nfinch\u00e9, toccata dal pensiero del padre e della madre, rinunci\u00f2.\nmadre, rinunci\u00f2; acconsent\u00ec, era ansiosa di stare a casa.\n\nIl piano era arrivato a questo punto, quando Anne, scendendo silenziosamente dalla stanza di Louisa, non pot\u00e9 fare a meno di sentire ci\u00f2 che seguiva.\ncamera di Louisa, non pot\u00e9 che sentire ci\u00f2 che seguiva, perch\u00e9 la porta del salotto\nera aperta.\n\n Allora \u00e8 deciso, Musgrove, disse il capitano Wentworth, che tu resti e che io mi occupi di tua sorella a casa.\nche tu rimanga e che io mi occupi di tua sorella a casa. Ma per quanto riguarda gli altri, per quanto riguarda\nper quanto riguarda gli altri, se uno rimane per assistere la signora Harville, penso che debba essere\nsolo uno. La signora Charles Musgrove, naturalmente, vorr\u00e0 tornare dai suoi figli.\nMa se Anne rimarr\u00e0, nessuno \u00e8 cos\u00ec adatto, cos\u00ec capace come Anne.\n\nSi ferm\u00f2 un attimo per riprendersi dall'emozione di sentirsi parlare in questo modo.\nparlare cos\u00ec di s\u00e9. Gli altri due concordarono calorosamente con quanto detto da lui, e lei allora\napparve.\n\n Resterai, ne sono certa; resterai a curarla, grid\u00f2 lui,\nrivolgendosi a lei e parlando con un bagliore, eppure una dolcezza, che\nche sembrava quasi ripristinare il passato. Lei si color\u00f2 profondamente, ed egli\nsi ricredette e si allontan\u00f2. Lei si dichiar\u00f2 molto disponibile,\npronta, felice di rimanere.  Era quello a cui aveva pensato e che desiderava\ndesiderare di poterlo fare. Un letto sul pavimento nella stanza di Louisa sarebbe stato\nsarebbe stato sufficiente per lei, se Mrs. Harville lo avesse pensato.\n\nAncora una cosa e tutto sembrava sistemato. Anche se era piuttosto auspicabile\nche i signori Musgrove fossero preventivamente allarmati da un certo ritardo.\nritardo, tuttavia il tempo richiesto dai cavalli di Uppercross per riportarli indietro\nper riportarli indietro, sarebbe stato un terribile prolungamento della suspense; e il capitano Wentworth propose, e Charles Musgrove\nWentworth propose, e Charles Musgrove fu d'accordo, che sarebbe stato molto meglio per lui\nprendere una carrozza dalla locanda e lasciare la carrozza e i cavalli di Mr Musgrove a casa il mattino dopo.\nMusgrove e i cavalli per essere rispediti a casa l'indomani mattina presto, quando ci sarebbe stato un ulteriore vantaggio\nvantaggio di inviare un resoconto della notte di Louisa.\n\nIl capitano Wentworth si affrett\u00f2 a preparare tutto da parte sua,\ne di essere presto seguito dalle due signore. Quando il piano fu reso noto a\na Mary, tuttavia, non c'era pi\u00f9 pace. Era cos\u00ec\nera cos\u00ec infelice e veemente, si lamentava cos\u00ec tanto dell'ingiustizia di essere\nAnne, che non era nulla per Louisa,\nmentre era sua sorella e aveva il diritto di rimanere al posto di Henrietta!\nHenrietta! Perch\u00e9 non doveva essere utile quanto Anne? E tornare a casa senza\nCharles, senza suo marito! No, era troppo scortese. E in breve,\ndisse pi\u00f9 di quanto il marito potesse sopportare a lungo, e poich\u00e9 nessuno degli altri poteva opporsi\nnessuno degli altri poteva opporsi quando lui si arrendeva, non c'era pi\u00f9 niente da fare; il\ncambio di Maria con Anna era inevitabile.\n\nAnna non si era mai sottomessa pi\u00f9 a malincuore alle pretese gelose e mal giudicate di Maria.\nMa cos\u00ec doveva essere, e si avviarono verso la citt\u00e0.\nCharles si occup\u00f2 della sorella e il capitano Benwick si occup\u00f2 di lei.\ndi sua sorella e il capitano Benwick si occupava di lei. Mentre si affrettavano, la donna ricord\u00f2 per un attimo le piccole circostanze\ncircostanze di cui erano stati testimoni gli stessi punti della mattina precedente.\nmattina. L\u00ec aveva ascoltato i piani di Henrietta per la partenza del dottor Shirley da Uppercross.\nShirley di lasciare Uppercross; pi\u00f9 avanti, aveva visto per la prima volta Mr.\nun momento sembrava tutto quello che poteva essere concesso a chiunque, tranne che a Louisa o a coloro che\no a coloro che si occupavano del suo bene.\n\nIl capitano Benwick era molto premuroso nei suoi confronti e, per quanto tutti sembrassero uniti dall'angoscia della giornata, lei si sentiva sempre pi\u00f9 vicina a lei.\nsembravano tutti accomunati dall'angoscia della giornata, lei provava sempre pi\u00f9\nsempre pi\u00f9 benevolenza nei suoi confronti, e un piacere anche nel pensare che\nche forse sarebbe stata l'occasione per continuare la loro conoscenza.\n\nIl capitano Wentworth era di guardia per loro, e una carrozza e quattro persone in attesa, stazionavano per loro comodit\u00e0 nella parte pi\u00f9 bassa.\nin attesa, stazionando per loro comodit\u00e0 nella parte pi\u00f9 bassa della strada.\nma la sua evidente sorpresa e irritazione per la sostituzione di una sorella all'altra, il\nuna sorella al posto dell'altra, il cambiamento del suo volto, il\nstupore, le espressioni iniziate e represse, con cui Charles\ncon cui Carlo fu ascoltato, non fecero altro che mortificare Anna; o almeno dovevano convincerla che era apprezzata da tutti.\no perlomeno doveva convincerla che era apprezzata solo in quanto poteva essere utile a\nLouisa.\n\nSi sforz\u00f2 di essere composta e giusta. Senza emulare i\nsentimenti di una Emma nei confronti del suo Enrico, avrebbe assistito\nLouisa con uno zelo superiore alle comuni pretese di riguardo, per il suo bene; e sperava che lui non sarebbe stato cos\u00ec ingiusto da pensare che lei si sarebbe tirata indietro.\nsperava che lui non sarebbe stato cos\u00ec ingiusto da pensare che lei si sarebbe tirata indietro\ninutilmente dall'ufficio di un'amica.\n\nNel frattempo lei era in carrozza. Li aveva fatti entrare entrambi\ne si era messo tra di loro; e in questo modo, in queste circostanze, con grande\ncircostanze, piena di stupore e di emozione per Anne, lei lasci\u00f2\nLyme. Come sarebbe passata la lunga tappa, che effetto avrebbe avuto sui loro\ncome avrebbe influenzato i loro modi, quale sarebbe stato il loro tipo di rapporto, non poteva\nprevedere. Tuttavia, era tutto abbastanza naturale. Lui era devoto a\nHenrietta; si rivolgeva sempre verso di lei e, quando parlava, sempre\ncon l'intento di sostenere le sue speranze e di sollevarle il morale. In generale\nin generale, la sua voce e i suoi modi erano studiatamente calmi. Risparmiare a Henrietta\nHenrietta dall'agitazione sembrava il principio dominante. Solo una volta, quando si era\nsi era addolorata per l'ultima passeggiata malriuscita e infelice verso il Cobb,\nlamentando amaramente il fatto che fosse stata pensata, lui proruppe, come\ncome se fosse completamente sopraffatto\n\n Non parlarne, non parlarne, grid\u00f2.  Oh Dio! Se non avessi ceduto a lei\nceduto a lei nel momento fatale! Se avessi fatto come dovevo! Ma cos\u00ec\ndesideroso e cos\u00ec risoluto! Cara, dolce Louisa!\n\nAnne si chiedeva se gli fosse mai venuto in mente di mettere in discussione la\nla giustezza della sua precedente opinione sulla felicit\u00e0 e il vantaggio universale della fermezza di carattere\ndi carattere; e se non gli fosse venuto in mente che, come tutte le altre qualit\u00e0 dell'animo, anche questa\nche, come tutte le altre qualit\u00e0 della mente, dovesse avere le sue\nproporzioni e limiti. Pensava che difficilmente gli sarebbe sfuggito di sentire che\nche un temperamento persuasivo potesse a volte essere altrettanto favorevole alla\nfelicit\u00e0 quanto un carattere molto risoluto.\n\nSi avviarono velocemente. Anne era stupita di riconoscere cos\u00ec presto le stesse colline e gli stessi oggetti.\ngli stessi oggetti cos\u00ec presto. La loro velocit\u00e0 effettiva, accentuata da un certo timore della\ndella conclusione, fece apparire la strada lunga la met\u00e0 di quella del giorno prima.\nprima. Tuttavia, era quasi il tramonto prima che si trovassero nei pressi di Uppercross.\ndi Uppercross, e da qualche tempo regnava un silenzio totale tra loro.\nHenrietta si era appoggiata all'angolo, con uno scialle sul viso, e aveva sperato di poter vedere\nscialle sul viso, facendo sperare che si fosse addormentata piangendo;\nquando, mentre stavano salendo l'ultima collina, Anne si ritrov\u00f2\nAnne si trov\u00f2 davanti il capitano Wentworth. Con voce bassa e cauta, egli disse\ndisse:\n\n Ho pensato a cosa fosse meglio fare. Non deve apparire all'inizio.\nall'inizio. Non potrebbe sopportarlo. Stavo pensando se non fosse meglio\nrimanere in carrozza con lei, mentre io entro e lo dico ai signori Musgrove.\nMusgrove. Pensi che sia un buon piano?\n\nLei lo fece: lui fu soddisfatto e non disse altro. Ma il ricordo dell'appello\nappello rimase un piacere per lei, come prova di amicizia e di\ndi amicizia e di deferenza per il suo giudizio, un grande piacere; e quando divenne una\nuna sorta di prova d'addio, il suo valore non diminu\u00ec.\n\nQuando l'angosciante comunicazione a Uppercross era terminata e lui aveva visto il padre e la madre\npadre e la madre, che erano stati composti come si poteva sperare, e la figlia, che stava meglio per il fatto di essere con loro, annunci\u00f2 la sua intenzione di\nfiglia tanto meglio per essere stata con loro, annunci\u00f2 la sua intenzione di tornare\ndi tornare con la stessa carrozza a Lyme; e quando i cavalli furono\nesca, part\u00ec.\n\n(Fine del primo volume).\n\n\n\n\nCAPITOLO XIII.\n\n\nIl resto della permanenza di Anne a Uppercross, che comprendeva solo due giorni, fu trascorso interamente a Mansion House.\nsolo due giorni, fu trascorso interamente alla Mansion House; ed ebbe la\nsoddisfazione di rendersi estremamente utile l\u00ec, sia come\nsia come compagna immediata, sia come assistente in tutte quelle disposizioni per il\nfuturo che, nello stato d'animo afflitto dei signori Musgrove,\nsarebbero stati difficili.\n\nIl mattino seguente arrivarono a Lyme di buon'ora. Louisa era molto\nlo stesso. Nessun sintomo peggiore di prima era apparso. Charles \u00e8 venuto qualche\npoche ore dopo, per portare un resoconto pi\u00f9 tardivo e pi\u00f9 particolare. Era\nera abbastanza allegro. Non si poteva sperare in una guarigione rapida, ma tutto procedeva bene\nma tutto procedeva nel modo migliore che la natura del caso ammetteva. Parlando degli\nHarville, sembrava incapace di soddisfare il suo senso della loro\ndella loro gentilezza, in particolare degli sforzi della signora Harville come infermiera.  Lei\nnon lasciava davvero nulla da fare a Mary. Lui e Mary erano stati convinti a\ndi andare presto alla loro locanda ieri sera. Mary era stata di nuovo isterica questa\nmattina. Quando lui se ne and\u00f2, lei stava per uscire con il capitano Benwick.\nBenwick, cosa che lui sperava le avrebbe fatto bene. Avrebbe quasi voluto che fosse\nche l'avesse convinta a tornare a casa il giorno prima; ma la verit\u00e0 \u00e8 che la signora Harville\nMrs Harville non lasciava nulla da fare a nessuno.\n\nCharles doveva tornare a Lyme lo stesso pomeriggio e suo padre aveva inizialmente una mezza idea di andare con lui.\npadre aveva inizialmente una mezza idea di andare con lui, ma le signore non potevano acconsentire. Sarebbe\nsarebbe andato solo a moltiplicare i problemi per gli altri e ad aumentare il suo\ne un piano molto migliore fu seguito e messo in atto. A\nUna carrozza fu mandata da Crewkherne e Charles riport\u00f2 indietro una persona molto pi\u00f9 utile\npersona molto pi\u00f9 utile nella vecchia bambinaia della famiglia, una che\nche aveva allevato tutti i bambini e visto l'ultimo, il\nHarry, mandato a scuola dopo i suoi fratelli, viveva ora nel suo deserto.\nfratelli, ora viveva nella sua cameretta deserta per rammendare calze e\ne a medicare tutte le piaghe e i lividi che riusciva a procurarsi e che, di conseguenza, era troppo contento\ndi conseguenza, era fin troppo felice di poter andare ad aiutare a curare la\nla cara Miss Louisa. Il vago desiderio di portare l\u00ec Sarah era gi\u00e0 capitato\nMusgrove ed Henrietta, ma senza Anne difficilmente la cosa sarebbe stata decisa e trovata\nsenza Anne, difficilmente sarebbe stato deciso e reso praticabile cos\u00ec presto.\n\nIl giorno dopo erano in debito con Charles Hayter per tutta la minuziosa conoscenza di Louisa, che era cos\u00ec indispensabile\nconoscenza di Louisa, che era cos\u00ec essenziale ottenere ogni\nventiquattro ore. Si era impegnato ad andare a Lyme e il suo resoconto era ancora incoraggiante.\nconto era ancora incoraggiante. Gli intervalli di senso e di coscienza\nsi riteneva che fossero pi\u00f9 forti. Ogni rapporto concordava sul fatto che il capitano\nWentworth che appariva fisso a Lyme.\n\nAnna li avrebbe lasciati il giorno dopo, un evento che tutti temevano.\n Cosa avrebbero fatto senza di lei? Erano dei miseri consolatori l'uno per l'altro.\nl'uno per l'altro.  Si parl\u00f2 cos\u00ec tanto di questa situazione che Anna pens\u00f2 di non poter fare di meglio\nche Anne pens\u00f2 di non poter fare di meglio che trasmettere tra loro l'inclinazione generale di cui\ne li convinse tutti a recarsi subito a Lyme. Non ebbe molte difficolt\u00e0\ndifficolt\u00e0; fu subito deciso che sarebbero andati; andavano\ndomani, si sarebbero sistemati alla locanda o in un alloggio, a seconda dei casi, e sarebbero rimasti l\u00ec fino a quando\ne sarebbero rimaste l\u00ec finch\u00e9 la cara Louisa non fosse stata trasferita. Dovevano\ntogliere un po' di problemi alle brave persone con cui stava; avrebbero potuto almeno\nalmeno sollevare Mrs Harville dalle cure dei suoi figli; e in breve, erano cos\u00ec felici in quel\nInsomma, erano cos\u00ec felici della decisione, che Anne era felicissima di ci\u00f2 che aveva fatto e sentiva che\ndi ci\u00f2 che aveva fatto, e sent\u00ec che non avrebbe potuto trascorrere la sua ultima mattina a\na Uppercross meglio che assistere i loro preparativi e farli partire di buon'ora, anche se\ne di farli partire di buon'ora, anche se la conseguenza fu quella di essere lasciata\ndella casa.\n\nEra l'ultima, a parte i ragazzini del cottage, era l'ultima, l'unica rimasta di tutto ci\u00f2 che aveva riempito e animato la casa.\nera l'ultima, l'unica rimasta di tutto ci\u00f2 che aveva riempito e animato\nentrambe le case, di tutto ci\u00f2 che aveva dato a Uppercross il suo carattere allegro. A\npochi giorni avevano cambiato davvero le cose!\n\nSe Louisa si fosse ripresa, tutto sarebbe tornato a posto. Pi\u00f9 che la felicit\u00e0 di un tempo\nfelicit\u00e0 sarebbe stata ripristinata. Non poteva esserci alcun dubbio, per la sua mente\nnon ce n'era alcuno, su ci\u00f2 che sarebbe seguito alla sua guarigione. Pochi mesi dopo,\ne la stanza ora cos\u00ec deserta, occupata solo dal suo io silenzioso e pensoso,\npoteva essere riempita di nuovo con tutto ci\u00f2 che era felice e gay, tutto ci\u00f2 che era\ntutto ci\u00f2 che era luminoso e splendente nell'amore prospero, tutto ci\u00f2 che era molto diverso da Anne Elliot!\nElliot!\n\nUn'ora di tempo libero per queste riflessioni, in una buia giornata di novembre.\nnovembre, con una pioggerella fitta che quasi oscurava i pochissimi oggetti\noggetti che si potevano scorgere dalle finestre, era sufficiente per rendere il suono della carrozza di Lady Russell\nil suono della carrozza di Lady Russell estremamente gradito; eppure, pur desiderando di andarsene, la signora\ndesiderosa di andarsene, non riusciva a lasciare la casa padronale, n\u00e9 a dare un\nadieu al Cottage, con la sua veranda nera, gocciolante e priva di comfort,\no anche notare, attraverso i vetri appannati, gli ultimi umili edifici del villaggio senza\ndel villaggio, senza che il cuore si rattristasse. A Uppercross erano passate scene\nche la rendevano preziosa. Era il registro di molte sensazioni di dolore,\nun tempo severo, ma ora addolcito; e di alcuni casi di cedimento\nsentimento, di alcuni spiragli di amicizia e di riconciliazione, che non si sarebbero potuti\nmai pi\u00f9 cercati e che non potevano mai cessare di essere cari. Lei\nlasci\u00f2 tutto dietro di s\u00e9, tranne il ricordo che tali cose erano\nerano state.\n\nAnne non era mai entrata a Kellynch da quando aveva lasciato la casa di Lady Russell\nsettembre. Non era stato necessario, e le poche occasioni in cui le era stato possibile andare alla Hall\ndi recarsi alla Hall, si era ingegnata per eludere e sfuggire.\ne a sfuggire. Il suo primo ritorno fu quello di riprendere il suo posto nei moderni ed eleganti appartamenti della\nmoderni ed eleganti appartamenti della Loggia e di rallegrare gli occhi della sua padrona.\npadrona.\n\nL'incontro con Lady Russell suscit\u00f2 una certa ansia mista a gioia.\nSapeva chi aveva frequentato Uppercross. Ma, fortunatamente, o Anne era migliorata\nAnne era migliorata in termini di aspetto e di peso, oppure Lady Russell la credeva tale;\ne Anne, nel ricevere i suoi complimenti per l'occasione, si divert\u00ec a collegarli con la\ndi collegarli alla silenziosa ammirazione di sua cugina,\ne di sperare di essere benedetta da una seconda primavera di giovinezza e bellezza.\ne bellezza.\n\nQuando si misero a conversare, lei si accorse subito di un certo cambiamento mentale.\ncambiamento mentale. Gli argomenti di cui il suo cuore era stato pieno quando aveva lasciato\nKellynch, e che si era sentita offesa e costretta a soffocare tra le\nsoffocare tra i Musgroves, ora erano diventati di interesse secondario.\nUltimamente aveva perso di vista persino il padre, la sorella e Bath. Le loro\nle loro preoccupazioni erano affondate sotto quelle di Uppercross; e quando Lady Russell torn\u00f2 a parlare delle loro speranze e\nquando Lady Russell torn\u00f2 alle speranze e ai timori di un tempo e parl\u00f2 della sua soddisfazione per la casa di Camden Place, che\ncasa di Camden Place, che era stata presa, e il suo rammarico per il fatto che la signora\nMrs Clay dovesse essere ancora con loro, Anne si sarebbe vergognata di far sapere\ndi far sapere quanto pensasse a Lyme e a Louisa Musgrove e a tutti i suoi amici.\nMusgrove e a tutte le sue conoscenze l\u00ec; quanto pi\u00f9 interessante per lei fosse la casa e l'amicizia di Louisa\ncasa e l'amicizia degli Harville e del capitano Benwick, che non la casa di suo padre.\nBenwick, che la casa di suo padre a Camden Place o l'intimit\u00e0 di sua sorella con Mrs Clay.\nsorella con la signora Clay. In realt\u00e0 era costretta a sforzarsi\nper incontrare Lady Russell con una parvenza di uguale sollecitudine, su argomenti che avevano\ndi uguale sollecitudine, su argomenti che per natura avevano la prima pretesa su di lei.\n\nAll'inizio c'\u00e8 stato un po' di imbarazzo nel loro discorso su un altro\nargomento. Dovevano parlare dell'incidente di Lyme. Lady Russell non era\nnon era arrivata a cinque minuti dal giorno prima, quando un resoconto completo dell'incidente\ntutto le era piombato addosso; ma bisognava comunque parlarne, doveva fare\nindagini, doveva rimpiangere l'imprudenza, deplorare il risultato, e il nome del capitano Wentworth doveva essere\nil nome del capitano Wentworth doveva essere menzionato da entrambi. Anne era consapevole\ndi non farlo cos\u00ec bene come Lady Russell. Non poteva pronunciare quel nome,\ne guardare dritto negli occhi di Lady Russell, fino a quando non aveva adottato\nl'espediente di dirle brevemente cosa pensava dell'attaccamento\ntra lui e Louisa. Quando le fu detto, il suo nome non la angosci\u00f2 pi\u00f9.\npi\u00f9 il suo nome.\n\nLady Russell doveva solo ascoltare compostamente e augurare loro di essere felici, ma\ninternamente il suo cuore si rallegrava di un piacere rabbioso, di un disprezzo compiaciuto,\nche l'uomo che a ventitr\u00e9 anni sembrava aver capito un po' del valore di Anne Elliot\ndel valore di Anne Elliot, dovesse, otto anni dopo, essere affascinato\nda una Louisa Musgrove.\n\nI primi tre o quattro giorni trascorsero tranquilli, senza alcuna circostanza che li segnasse, a parte il ricevimento di uno o due biglietti da Lyme.\nnessuna circostanza che li caratterizzasse, se non la ricezione di uno o due biglietti da Lyme che\nche arrivarono ad Anne, non si sa come, e che portavano un resoconto piuttosto\nun resoconto piuttosto positivo di Louisa. Alla fine di questo periodo, la gentilezza di Lady Russell\nLady Russell non pot\u00e9 pi\u00f9 riposare, e le pi\u00f9 deboli minacce di s\u00e9 del passato divennero\npassato assunsero un tono deciso: \"Devo chiamare Mrs Croft; devo davvero chiamarla presto\".\nDevo davvero chiamarla al pi\u00f9 presto. Anne, hai il coraggio di venire con me e di fare una visita\nuna visita in quella casa? Sar\u00e0 una prova per entrambi.\n\nAnne non si tir\u00f2 indietro; al contrario, si sent\u00ec davvero come diceva\nosservando che\n\n Credo che tu sia la pi\u00f9 colpita tra le due; i tuoi sentimenti sono meno\nsentimenti sono meno conciliati al cambiamento rispetto ai miei. Rimanendo nel\ndintorni, mi sono abituato ad esso.\n\nAvrebbe potuto dire di pi\u00f9 sull'argomento, perch\u00e9 in effetti aveva un'opinione cos\u00ec alta dei Croft.\nopinione dei Croft, e considerava suo padre cos\u00ec fortunato nei suoi\nsuo padre molto fortunato nei suoi affittuari, riteneva che la parrocchia fosse cos\u00ec sicura di un buon esempio e i poveri\ndi un buon esempio e i poveri della migliore attenzione e del miglior soccorso, che per quanto dispiaciuta e imbarazzata\nper la necessit\u00e0 dell'allontanamento, non poteva che sentire in coscienza\nche se ne erano andati coloro che non meritavano di rimanere e che Kellynch Hall\nera passata in mani migliori dei suoi proprietari. Queste convinzioni devono\nindubbiamente avevano il loro dolore, e grave era il suo genere; ma precludevano quel dolore che Lady Russell\nMa escludevano il dolore che Lady Russell avrebbe sofferto nell'entrare di nuovo nella\ncasa e di ritornare attraverso i noti appartamenti.\n\nIn quei momenti Anne non aveva la forza di dire a se stessa: \"Queste stanze\ndovrebbero appartenere solo a noi. Oh, come sono cadute nella loro destinazione! Come\nindegnamente occupate! Un'antica famiglia che viene cos\u00ec allontanata! Stranieri\nche occupano il loro posto!  No, se non quando pensava a sua madre e ricordava il luogo in cui\ne ricordava il luogo in cui era solita sedersi e presiedere, non ebbe alcun sospiro\ndi quella descrizione da emettere.\n\nLa signora Croft la accoglieva sempre con una gentilezza che le dava il piacere di\ndi credersi una favorita, e in quell'occasione, ricevendola in quella casa, ci fu un'attenzione particolare.\nin quella casa, ci fu un'attenzione particolare.\n\nIl triste incidente di Lyme fu presto l'argomento dominante e, confrontando i loro ultimi resoconti sull'invalido, emerse che ognuno di essi\nconfrontando i loro ultimi resoconti sull'invalido, risult\u00f2 che ogni signora\nche ogni signora faceva risalire la sua notizia alla stessa ora di ieri mattina; che\nil capitano Wentworth era stato a Kellynch ieri (la prima volta dopo l'incidente), aveva portato ad Anne la notizia del\nincidente), aveva portato ad Anne l'ultimo biglietto, del quale non era stata in grado di\nnon era stata in grado di risalire ai passi esatti; era rimasto qualche ora e poi\ntornato di nuovo a Lyme, e senza alcuna intenzione attuale di lasciare\npi\u00f9. Lui si era informato su di lei, come lei scopr\u00ec, in modo particolare; aveva\naveva espresso la sua speranza che la signorina Elliot non fosse in condizioni peggiori per le sue\nsforzi, e aveva parlato di quegli sforzi come grandi. Questo era\nbello e le aveva fatto pi\u00f9 piacere di qualsiasi altra cosa.\navrebbe potuto fare.\n\nPer quanto riguarda la triste catastrofe in s\u00e9, essa poteva essere raccontata solo in uno stile\nda una coppia di donne ferme e sensibili, i cui giudizi dovevano basarsi su eventi accertati.\ndi giudizio dovevano basarsi su eventi accertati; e si decise perfettamente che era stato\nconseguenza di molta sconsideratezza e imprudenza; che i suoi effetti erano allarmanti e\nche i suoi effetti erano molto allarmanti e che era spaventoso pensare a quanto tempo\nquanto a lungo la guarigione della signorina Musgrove potesse essere ancora dubbia, e quanto fosse suscettibile di\nsarebbe stata ancora soggetta a soffrire per la commozione cerebrale in futuro! L'ammiraglio\nconcluse il discorso esclamando\n\n S\u00ec, un affare davvero molto brutto. Un modo nuovo per un giovane di fare l'amore...\ndi fare l'amore, rompendo la testa alla sua padrona, non \u00e8 vero?\nSignorina Elliot? Questo \u00e8 rompere una testa e dare un gesso, davvero!\n\nI modi dell'ammiraglio Croft non erano del tutto adatti a Lady Russell.\nRussell, ma deliziavano Anne. La sua bont\u00e0 d'animo e la semplicit\u00e0\ndi carattere erano irresistibili.\n\n Deve essere una cosa molto brutta per voi, disse, destandosi improvvisamente da una piccola fantasticheria.\nun po' di fantasticheria, venire e trovarci qui. Non me ne ero mai\nprima, lo ammetto, ma deve essere molto brutto. Ma ora, non\nnon stare a fare cerimonie. Alzatevi e visitate tutte le stanze della casa.\nse vi piace.\n\n Un'altra volta, signore, vi ringrazio, non ora.\n\n Beh, quando vi fa comodo. Potete entrare dal cespuglio in qualsiasi momento.\ne scoprir\u00e0 che teniamo gli ombrelli appesi vicino alla porta.\nporta. Non \u00e8 un buon posto? Ma, (si controlla), voi non lo riterrete un buon posto.\nnon lo riterrete un buon posto, perch\u00e9 i vostri sono sempre stati tenuti nella stanza del maggiordomo.\nS\u00ec, \u00e8 sempre cos\u00ec, credo. I modi di un uomo possono essere buoni come\nun altro, ma a tutti piace il proprio meglio. E quindi dovete giudicare voi stessi\nse sia meglio per te andare in giro per la casa o no.\nno.\n\nAnne, ritenendo di poterla rifiutare, lo fece con grande gratitudine.\n\n Anche noi abbiamo fatto pochi cambiamenti\", continu\u00f2 l'Ammiraglio, dopo aver riflettuto un attimo.\nun attimo di riflessione.  Pochissimi. Vi abbiamo parlato della porta della lavanderia, a\nUppercross. \u00c8 stato un grande miglioramento. Ci si chiedeva come\ncome una famiglia sulla terra abbia potuto sopportare il disagio di aprirla\ncome ha fatto, per cos\u00ec tanto tempo! Dirai a Sir Walter cosa abbiamo fatto e che il signor Shepherd\nche il signor Shepherd pensa che sia il pi\u00f9 grande miglioramento che la casa abbia mai avuto.\nIn effetti, devo dire a noi stessi che le poche modifiche apportate sono state tutte\nmodifiche che abbiamo apportato sono state tutte molto positive. Mia\nmoglie dovrebbe averne il merito, comunque. Io ho fatto ben poco\na parte mandare via dal mio camerino alcuni dei grandi occhiali da vista che\nche era di vostro padre, un uomo molto buono e un gentiluomo, ne sono certo.\nun gentiluomo, ne sono certa.\ncon seria riflessione), credo che debba essere un uomo piuttosto elegante\nper la sua et\u00e0. Un tale numero di occhiali da vista! Oh Signore!\nnon si poteva fare a meno di guardarsi intorno. Cos\u00ec chiesi a Sophy di darmi una mano e in breve tempo\ne abbiamo presto spostato i loro alloggi; e ora sono abbastanza comodo, con il mio piccolo bicchiere da barba in un angolo.\nil mio piccolo bicchiere da barba in un angolo e un'altra grande cosa a cui non mi avvicino mai.\nnon mi avvicino mai.\n\nAnne, divertita suo malgrado, era piuttosto in ansia per la risposta,\ne l'ammiraglio, temendo di non essere stato abbastanza civile, riprese il discorso per dire che\nl'argomento, per dire\n\n La prossima volta che scriver\u00e0 al suo buon padre, signorina Elliot, la prego di fargli i miei complimenti e quelli della signora Croft.\ni miei complimenti e quelli della signora Croft, e di dirgli che ci siamo sistemati qui\ne che ci siamo sistemati qui a nostro piacimento e che non abbiamo alcun difetto da trovare in questo posto.\nIl camino della sala da pranzo fuma un po', ve lo concedo, ma \u00e8 solo\nsolo quando il vento \u00e8 diretto a nord e soffia forte, il che potrebbe non accadere tre volte a\ntre volte in inverno. E, in definitiva, ora che siamo entrati nella maggior parte delle\ndelle case qui intorno e possiamo giudicare, non ce n'\u00e8 una che ci piace\nmeglio di questa. Vi prego di dirlo, con i miei complimenti. Sar\u00e0 felice di\nsentirlo.\n\nLady Russell e la signora Croft erano molto soddisfatte l'una dell'altra, ma\nla conoscenza che questa visita aveva iniziato era destinata a non procedere molto\nperch\u00e9 al ritorno i Croft annunciarono che sarebbero partiti per qualche settimana\ndi partire per qualche settimana, per visitare i loro parenti nel nord della contea.\ndella contea, e che probabilmente non sarebbero tornati a casa prima che Lady\nRussell si sarebbe trasferita a Bath.\n\nCos\u00ec fin\u00ec ogni pericolo per Anne di incontrare il capitano Wentworth a Kellynch Hall o di vederlo in compagnia del suo amico.\nHall, o di vederlo in compagnia della sua amica. Tutto era abbastanza sicuro\ne lei sorrise dei molti sentimenti di ansia che aveva sprecato per\nsull'argomento.\n\n\n\n\nCAPITOLO XIV.\n\n\nAnche se Charles e Mary erano rimasti a Lyme molto pi\u00f9 a lungo dopo la partenza di Mr e Mrs Musgrove di quanto Anne pensasse che potessero essere.\nMusgrove di quanto Anne pensasse che potessero essere desiderati, furono comunque i primi della famiglia a tornare a casa.\nerano stati i primi della famiglia a tornare a casa e, appena possibile dopo il loro ritorno a Uppercross, si recarono a Uppercross.\nAppena possibile, dopo il loro ritorno a Uppercross, si recarono al Lodge.\nLodge. Avevano lasciato Louisa che cominciava a sedersi; ma la sua testa,\nma la sua testa, pur essendo lucida, era estremamente debole e i suoi nervi suscettibili di\nestrema tenerezza; e sebbene si potesse affermare che stava\ncomplessivamente molto bene, era comunque impossibile dire quando\ndi casa; e suo padre e sua madre, che dovevano tornare in tempo per ricevere la loro figlia pi\u00f9 giovane.\ndovevano tornare in tempo per ricevere i loro figli pi\u00f9 piccoli per le vacanze di\nNatale, non avevano alcuna speranza di poterla portare con loro.\n\nErano stati tutti insieme in un alloggio. La signora Musgrove aveva allontanato i figli della signora\nHarville il pi\u00f9 possibile, era stato fornito tutto il possibile da Uppercross, per alleviare i disagi della famiglia.\nda Uppercross, per alleviare i disagi degli Harville, mentre gli Harville volevano che venissero a cena.\nHarville, mentre questi ultimi volevano che venissero a cena tutti i giorni.\nOgni giorno, gli Harville volevano che venissero a cena.\nda una parte e dall'altra su chi dovesse essere pi\u00f9 disinteressato e ospitale.\n\nMaria aveva avuto i suoi mali, ma nel complesso, come si evinceva dal suo\nche era rimasta cos\u00ec a lungo, aveva trovato pi\u00f9 da godere che da soffrire. Carlo\nHayter era stato a Lyme pi\u00f9 spesso di quanto le facesse comodo; e quando cenavano con gli Harville\ncon gli Harville c'era solo una cameriera a servire, e all'inizio Mrs Harville aveva sempre dato alla signora\nall'inizio la signora Harville aveva sempre dato la precedenza alla signora Musgrove; ma poi,\naveva ricevuto delle scuse cos\u00ec belle da parte sua quando aveva scoperto\ndi chi fosse la figlia, e ogni giorno c'erano cos\u00ec tante cose da fare,\nc'erano state cos\u00ec tante passeggiate tra il loro alloggio e gli Harville,\ne lei aveva preso i libri dalla biblioteca e li aveva cambiati cos\u00ec spesso, che\nche la bilancia era certamente a favore di Lyme. Era stata\nanche a Charmouth, aveva fatto il bagno ed era andata in chiesa,\ne nella chiesa di Lyme c'erano molte pi\u00f9 persone da guardare che a Uppercross.\nLyme che a Uppercross; e tutto questo, unito alla sensazione di essere cos\u00ec\nmolto utile, aveva reso davvero una quindicina di giorni piacevoli.\n\nAnne chiese informazioni sul capitano Benwick. Il volto di Mary era direttamente offuscato.\nCharles rise.\n\n Il capitano Benwick sta molto bene, credo, ma \u00e8 un giovane molto strano.\ngiovane. Non so cosa potrebbe fare. Gli abbiamo chiesto di venire a casa\ncon noi per un giorno o due: Charles si \u00e8 impegnato a fargli fare qualche tiro,\nCharles si \u00e8 impegnato a fargli fare un po' di tiro, lui sembrava molto contento e, da parte mia, pensavo che fosse tutto risolto.\nquando, il marted\u00ec sera, ha presentato una scusa molto imbarazzante: non aveva mai sparato e aveva\nscuse: non aveva mai sparato e si era sentito frainteso, e aveva\naveva promesso questo e aveva promesso quello, e alla fine scoprii che non intendeva\nche non aveva intenzione di venire. Suppongo che avesse paura di trovare\nnoioso; ma sulla mia parola avrei pensato che al Cottage fossimo abbastanza vivaci\nal Cottage per un uomo dal cuore spezzato come il capitano Benwick.\n\nCharles rise di nuovo e disse: \"Ora Mary, sai bene com'\u00e8 andata in realt\u00e0\".\ndavvero. \u00c8 stata tutta opera tua (rivolgendosi ad Anne).  Pensava che\nche se fosse venuto con noi, ti avrebbe trovato vicino: credeva che tutti\nche tutti vivessero a Uppercross; e quando scopr\u00ec che Lady Russell viveva a tre miglia di distanza.\nLady Russell abitava a tre miglia di distanza, il cuore gli \u00e8 venuto meno e non ha avuto il coraggio di\nvenire. Questo \u00e8 il fatto, sul mio onore. Mary sa che \u00e8 cos\u00ec.\n\nMa Mary non accett\u00f2 di buon grado, sia perch\u00e9 non considerava il capitano Benwick\nBenwick di essere innamorato di una Elliot, sia per non considerare il capitano Benwick\ndi essere innamorato di una Elliot, o per non voler credere che Anne avesse un'attrazione maggiore di\nattrazione per Uppercross pi\u00f9 di lei, deve essere lasciato indovinare.\nLa buona volont\u00e0 di Anne, tuttavia, non venne meno da ci\u00f2 che aveva sentito.\nCon coraggio si dichiar\u00f2 lusingata e continu\u00f2 a indagare.\n\n Oh! Parla di te, esclam\u00f2 Charles, in termini tali che Maria lo interruppe.\nlo interruppe Mary.  Dichiaro, Charles, che non l'ho mai sentito nominare Anne due volte in tutto il\ntutto il tempo che sono stata l\u00ec. Dichiaro, Anne, che non parla mai di te.\n\n No, Charles, non so se lo fa mai, in generale; ma \u00e8 chiaro che ti ammira.\nin generale; ma \u00e8 comunque evidente che vi ammira\nmolto. Ha la testa piena di libri che sta leggendo su tua raccomandazione e vuole parlartene.\nsu vostra raccomandazione, e vuole parlarvene; ha scoperto qualcosa in uno di questi\nha scoperto qualcosa in uno di essi che pensa oh!\nnon posso fingere di ricordarlo, ma era qualcosa di molto bello.\nl'ho sentito mentre raccontava tutto a Henrietta; e poi la signorina Elliot\nElliot \u00e8 stata nominata nei termini pi\u00f9 alti! Ora Mary, dichiaro che \u00e8 stato cos\u00ec, l'ho sentito io stessa.\nl'ho sentito io stessa, e tu eri nell'altra stanza.  Eleganza, dolcezza,\nbellezza.  Non c'era fine al fascino della signorina Elliot.\n\n E sono sicura, esclam\u00f2 Mary, con calore, che era un po' a suo\nmerito, se l'ha fatto. Miss Harville \u00e8 morta solo lo scorso giugno. Un cuore cos\u00ec \u00e8\nun cuore del genere vale davvero poco, vero, Lady Russell? Sono certa che sarete d'accordo\ncon me.\n\n Devo vedere il capitano Benwick prima di decidere, disse Lady Russell,\nsorridendo.\n\n E questo \u00e8 molto probabile che lo farai molto presto, te lo dico io, signora,\ndisse Charles.  Anche se non aveva intenzione di venire con noi e di ripartire in seguito per fare una visita ufficiale qui.\ne ripartire in seguito per fare una visita ufficiale qui, un giorno arriver\u00e0 a\nun giorno a Kellynch da solo, potete contarci. I\ngli ho parlato della distanza e della strada, e gli ho detto che la chiesa\nche vale la pena di vedere; poich\u00e9 ha un certo gusto per questo genere di cose, ho pensato che sarebbe stato\ncose, ho pensato che sarebbe stata una buona scusa, e lui ha ascoltato con\ncon tutta la sua comprensione e la sua anima; e sono certa, dal suo modo di fare, che lo\nche lo farete venire qui presto. Quindi, vi avviso, Lady Russell.\n\n Qualsiasi conoscenza di Anne sar\u00e0 sempre benvenuta per me\", fu la gentile risposta di Lady Russell.\nRussell.\n\n Quanto al fatto di essere un conoscente di Anne, disse Mary, credo che sia piuttosto un conoscente\nmia conoscenza, perch\u00e9 l'ho visto tutti i giorni negli ultimi quindici giorni.\nquindici giorni.\n\n Allora, come vostra comune conoscenza, sar\u00f2 molto felice di vedere il capitano Benwick.\nIl capitano Benwick.\n\n Le assicuro che non trover\u00e0 nulla di piacevole in lui.\n\u00c8 uno dei giovani pi\u00f9 noiosi che siano mai esistiti. Ha camminato con\ncon me, a volte, da un capo all'altro della sabbia, senza dire una\nparola. Non \u00e8 affatto un giovane di buona famiglia. Sono sicuro che non vi\npiacer\u00e0.\n\n Non siamo d'accordo, Mary, disse Anne.  Credo che a Lady Russell piacerebbe\nlui. Penso che sarebbe cos\u00ec soddisfatta della sua mente, che non vedrebbe\nmolto presto non vedrebbe alcuna carenza nei suoi modi di fare.\n\n Anch'io, Anne, disse Charles.  Sono sicuro che a Lady Russell piacerebbe.\n\u00c8 proprio il tipo di Lady Russell. Dategli un libro e legger\u00e0 tutto il giorno.\ntutto il giorno.\n\n S\u00ec, lo far\u00e0! esclam\u00f2 Mary, con tono di scherno.  Star\u00e0 seduto a sfogliare il suo\nsul suo libro e non si accorger\u00e0 quando una persona gli parla, o quando una persona\nquando una persona gli parla, o quando le cadono le forbici, o qualsiasi altra cosa accada. Pensi che a Lady\nRussell sia d'accordo?\n\nLady Russell non pot\u00e9 fare a meno di ridere.  Parola mia, disse, non avrei\nnon avrei mai creduto che la mia opinione su qualcuno potesse ammettere\ndi una tale differenza di congetture, ferma e concreta come posso definirmi.\ndefinirmi. Sono davvero curiosa di vedere la persona che pu\u00f2 dare\na queste nozioni direttamente opposte. Vorrei che fosse indotto a\nvenire qui. E quando lo far\u00e0, Mary, puoi contare sul fatto di sentire la mia opinione.\nopinione; ma sono deciso a non giudicarlo in anticipo.\n\n Non vi piacer\u00e0, ne risponder\u00f2 io.\n\nLady Russell inizi\u00f2 a parlare d'altro. Mary parlava con animazione\ndell'incontro, o meglio della mancanza, di Mr Elliot in modo cos\u00ec straordinario.\n\n \u00c8 un uomo, disse Lady Russell, che non desidero vedere. Il suo\nrifiutare di essere in rapporti cordiali con il capo della sua famiglia, ha lasciato\nun'impressione molto forte del suo disamore nei miei confronti.\n\nQuesta decisione fren\u00f2 l'impazienza di Mary e la ferm\u00f2 di fronte al volto degli Elliot.\nin mezzo al volto di Elliot.\n\nPer quanto riguarda il capitano Wentworth, anche se Anne non azzard\u00f2 alcuna indagine,\nc'era una comunicazione volontaria sufficiente. Il suo spirito si era\nultimamente si era notevolmente risollevato, come era lecito aspettarsi. Come Louisa era migliorata, lui era migliorato\nLouisa, lui era migliorato, e ora era una creatura del tutto diversa da quella che\ndalla prima settimana. Non aveva visto Louisa e temeva estremamente\npaura di qualsiasi conseguenza negativa per lei da un colloquio, che non lo\nche non lo sollecitava affatto e che, al contrario, sembrava avere in mente di\ndi andarsene per una settimana o dieci giorni, finch\u00e9 la sua testa non si fosse rafforzata. Aveva\naveva parlato di andare a Plymouth per una settimana e voleva convincere il capitano Benwick ad andare con lui.\nBenwick ad andare con lui; ma, come Charles sostenne fino all'ultimo,\nil capitano Benwick sembrava molto pi\u00f9 disposto ad andare a Kellynch.\n\nNon c'\u00e8 dubbio che Lady Russell e Anne pensassero entrambe, di tanto in tanto, al capitano Benwick.\ndi tanto in tanto al capitano Benwick, da quel momento in poi. Lady Russell non poteva\nnon poteva sentire il campanello della porta senza pensare che potesse essere il suo araldo; n\u00e9 Anne poteva tornare da una passeggiata solitaria\nAnne non poteva tornare da una passeggiata solitaria nel parco paterno o da una visita\npadre, o da una visita di beneficenza in paese, senza chiedersi se potesse vederlo o\nsenza chiedersi se avrebbe potuto vederlo o sentirne parlare. Il capitano Benwick\nnon venne, tuttavia. O era meno disposto a farlo di quanto Charles avesse immaginato, oppure era troppo timido.\nCharles aveva immaginato, oppure era troppo timido; e dopo avergli concesso una settimana di indulgenza,\nLady Russell decise che non era degno dell'interesse che aveva iniziato a suscitare.\ninteresse che aveva iniziato a suscitare.\n\nI Musgrove sono tornati a ricevere i loro bambini e bambine felici dalla scuola.\nscuola, portando con s\u00e9 i piccoli figli della signora Harville, per migliorare\nil rumore di Uppercross e diminuire quello di Lyme. Henrietta rimase\nHenrietta rimase con Louisa, ma tutto il resto della famiglia era di nuovo nel suo solito\nalloggio abituale.\n\nLady Russell e Anne si complimentarono con loro una volta, quando Anne non pot\u00e9 fare a meno di sentire che Uppercross era gi\u00e0 di nuovo vivo.\nnon pot\u00e9 fare a meno di sentire che Uppercross era gi\u00e0 di nuovo vivo.\nAnche se non c'erano n\u00e9 Henrietta, n\u00e9 Louisa, n\u00e9 Charles Hayter, n\u00e9 il capitano Wentworth, la stanza presentava il contrasto pi\u00f9 forte che potesse esserci.\nWentworth, la stanza presentava il contrasto pi\u00f9 forte che si potesse desiderare\ncontrasto con l'ultimo stato in cui l'aveva vista.\n\nImmediatamente attorno alla signora Musgrove c'erano i piccoli Harville, che\nche la signora proteggeva con cura dalla tirannia dei due bambini del\ndel Cottage, arrivati appositamente per farli divertire. Da un lato c'era un tavolo\noccupato da alcune ragazze che chiacchieravano, tagliando seta e carta dorata; e\ndall'altro c'erano tressel e vassoi che si piegavano sotto il peso della carne e delle torte fredde.\ne torte fredde, dove i ragazzi pi\u00f9 scatenati facevano baldoria; il tutto era completato da un fuoco di Natale ruggente\nil tutto completato da un ruggente fuoco natalizio, che sembrava deciso a farsi\nnonostante il rumore degli altri. Anche Carlo e Maria\nCharles e Mary sono entrati, naturalmente, durante la loro visita, e Mr Musgrove ha fatto in modo di\nMusgrove si \u00e8 premurato di porgere i suoi omaggi a Lady Russell e si \u00e8 seduto vicino a lei per dieci minuti, parlando con voce molto alta.\nper dieci minuti, parlando a voce molto alta, ma per il clamore dei bambini sulle sue ginocchia.\nbambini sulle sue ginocchia, generalmente invano. \u00c8 stato un bel pezzo di famiglia.\n\nAnne, a giudicare dal suo temperamento, avrebbe considerato un tale\nun simile uragano domestico un pessimo ricostituente per i nervi, che la malattia di Louisa\nmalattia di Louisa doveva averli scossi cos\u00ec tanto. Ma la signora Musgrove, che aveva fatto avvicinare Anne per ringraziarla\nAnne le si avvicin\u00f2 di proposito per ringraziarla pi\u00f9 cordialmente, ancora e ancora, per\nper tutte le sue attenzioni nei loro confronti, concluse una breve ricapitolazione di ci\u00f2 che\ndi ci\u00f2 che aveva sofferto lei stessa osservando, con uno sguardo felice\nche, dopo tutto quello che aveva passato, niente le avrebbe fatto bene quanto un po' di\nbene come un po' di tranquilla allegria a casa.\n\nLouisa si stava ora riprendendo alla grande. Sua madre poteva persino pensare che\ndi unirsi alla festa a casa, prima che i suoi fratelli e sorelle tornino a scuola.\ndi nuovo a scuola. Gli Harville avevano promesso di venire con lei e di\ne di rimanere a Uppercross, ogni volta che sarebbe tornata. Il capitano Wentworth era partito,\nper il momento, a trovare il fratello nello Shropshire.\n\n Spero di ricordarmi, in futuro, disse Lady Russell, non appena si furono risistemati in carrozza, di non fare scalo a Uppercross in\nnon fare tappa a Uppercross durante le vacanze di Natale.\nvacanze di Natale.\n\nOgnuno ha i suoi gusti in fatto di rumori cos\u00ec come in altre cose; e i suoni sono del tutto innocui o pi\u00f9 fastidiosi per il loro genere piuttosto che per la loro natura.\ni suoni sono del tutto nocivi, o pi\u00f9 fastidiosi, per il loro genere piuttosto che per la loro\npiuttosto che per la loro quantit\u00e0. Quando Lady Russell, poco tempo dopo, stava\nBath, in un pomeriggio piovoso, e percorrendo il lungo corso di strade dal Ponte Vecchio a Cammara\ndi strade dal Ponte Vecchio a Camden Place, in mezzo al rumore di altre carrozze, il pesante rombo\ndi altre carrozze, il pesante rombo di carri e carretti, il borbottio di\ndi giornali, di muffin e di lattai, e l'incessante tintinnio di pattini, non si lamentava affatto.\ntintinnio di pattini, non si lament\u00f2. No, erano rumori che appartenevano ai piaceri invernali.\nai piaceri invernali; il suo spirito si sollev\u00f2 sotto la loro influenza e, come la signora\nMusgrove, sentiva, anche se non lo diceva, che dopo essere stata a lungo in campagna\ndopo essere stata a lungo in campagna, nulla poteva farle tanto bene quanto un po' di tranquilla\nallegria.\n\nAnne non condivideva questi sentimenti. Persisteva in un deciso\nmolto determinata, anche se molto silenziosa, nei confronti di Bath; colse la prima, fioca visione\ndei vasti edifici, fumanti di pioggia, senza alcun desiderio di vederli meglio.\nsenza alcun desiderio di vederli meglio; sentiva che il loro procedere per le strade era, per quanto\nsgradevole, ma troppo rapido; perch\u00e9 chi sarebbe stato felice di vederla al suo arrivo?\narrivato? E guardava indietro, con affettuoso rimpianto, ai trambusti di\nUppercross e alla solitudine di Kellynch.\n\nL'ultima lettera di Elizabeth aveva comunicato una notizia di un certo interesse.\ninteresse. Mr Elliot era a Bath. Aveva chiamato a Camden Place; aveva\nuna seconda volta, una terza; era stato molto attento. Se\nElizabeth e suo padre non si erano ingannati, si erano presi la briga di\nsi erano presi la briga di cercare la conoscenza e di proclamare il valore del legame.\ndi questo legame, come in passato si era preoccupato di dimostrarne la trascuratezza. Questo era\nmolto meraviglioso, se fosse stato vero; e Lady Russell era in uno stato di piacevole\npiacevole curiosit\u00e0 e perplessit\u00e0 nei confronti di Mr Elliot, che gi\u00e0 ritrattava\nil sentimento che aveva espresso di recente a Mary, ovvero che lui era un uomo\nche non desiderava vedere.  Lei aveva un grande desiderio di vederlo. Se lui\nse davvero cercava di riconciliarsi come un ramo doveroso, gli si doveva perdonare di essersi\nperdonato per essersi smembrato dall'albero paterno.\n\nAnne non era animata allo stesso modo da questa circostanza, ma sentiva che avrebbe preferito rivedere Mr.\nsentiva che avrebbe preferito rivedere Mr Elliot piuttosto che non vederlo, il che era pi\u00f9\npi\u00f9 di quanto potesse dire di molte altre persone a Bath.\n\nFu fatta scendere a Camden Place e Lady Russell si diresse poi verso i suoi alloggi, in Rivers Street.\nalloggio, in Rivers Street.\n\n\n\n\nCAPITOLO XV.\n\n\nSir Walter aveva preso un'ottima casa a Camden Place, un'alta\ndignitosa, come si addice a un uomo importante; e sia lui che Elizabeth vi si stabilirono, con grande soddisfazione.\ned Elizabeth si erano stabiliti l\u00ec, con grande soddisfazione.\n\nAnne vi entr\u00f2 con il cuore affranto, prevedendo una prigionia di molti mesi e dicendosi ansiosamente: \"Oh, quando me ne andr\u00f2?\ndi molti mesi e si diceva ansiosamente: \"Quando ti lascer\u00f2 di nuovo?\nquando ti lascer\u00f2 di nuovo?  Un certo grado di inaspettata cordialit\u00e0, tuttavia, nell'accoglienza\naccoglienza che ricevette le fece bene. Suo padre e sua sorella erano felici di vederla,\nper farle vedere la casa e i mobili, e la accolsero con\ngentilezza. Il fatto che facesse un quarto, quando si sedettero a cena, fu notato come un vantaggio.\ncome un vantaggio.\n\nLa signora Clay era molto piacevole e molto sorridente, ma le sue cortesie e i suoi sorrisi erano pi\u00f9 che altro una cosa scontata.\nsorrisi erano pi\u00f9 che altro scontati. Anne aveva sempre pensato che avrebbe\nche avrebbe fatto finta di niente al suo arrivo, ma la compiacenza delle\ndegli altri era inaspettata. Erano evidentemente di ottimo umore,\ne lei non tard\u00f2 ad ascoltarne le cause. Non avevano alcuna intenzione di\nascoltarla. Dopo aver fatto alcuni complimenti per il fatto di essere profondamente\nrimpianto nel loro vecchio quartiere, che Anne non poteva pagare, avevano solo\navevano solo poche e vaghe indagini da fare, prima che il discorso diventasse tutto\nloro. Uppercross non suscitava alcun interesse, Kellynch molto poco: era tutta Bath.\ntutto Bath.\n\nHanno avuto il piacere di assicurarle che Bath ha risposto pi\u00f9 che bene alle loro\nle loro aspettative sotto ogni punto di vista. La loro casa era senza dubbio la\nmigliore di Camden Place; i loro salotti presentavano molti vantaggi decisivi\nrispetto a tutti gli altri che avevano visto o di cui avevano sentito parlare, e la superiorit\u00e0 era\nsuperiorit\u00e0 non era da meno nello stile dell'allestimento o nel gusto dei mobili.\ndei mobili. La loro conoscenza era estremamente ricercata.\nTutti volevano far loro visita. Si erano tirati indietro da molte\nda molte presentazioni e continuavano a ricevere biglietti da visita di persone\ndi cui non sapevano nulla.\n\nQui c'erano fondi di divertimento. Anne poteva meravigliarsi che suo padre e sua\nsorella fossero felici? Forse non se ne meraviglia, ma deve sospirare che suo padre non si senta\npadre non si sentisse degradato nel suo cambiamento, non vedesse nulla da\nnulla di cui rammaricarsi nei doveri e nella dignit\u00e0 di proprietario terriero residente, che\nche trovasse cos\u00ec tanto di cui vantarsi nelle piccolezze di una citt\u00e0; e lei doveva sospirare, e sorridere, e meravigliarsi.\nsospir\u00f2, sorrise e si meravigli\u00f2, mentre Elizabeth spalancava le\nporte a soffietto e camminava esultante da un salotto all'altro, vantando lo spazio\ndi un salotto all'altro, vantandosi del loro spazio; della possibilit\u00e0 che quella donna, che era stata la padrona di\nche era stata la padrona di Kellynch Hall, trovasse spazio di cui essere orgogliosa\ntra due pareti distanti forse una trentina di metri.\n\nMa non c'era solo questo a renderli felici. Avevano anche il signor\nElliot. Anne aveva molto da dire sul signor Elliot. Non solo era stato graziato\nnon solo era stato graziato, ma ne erano entusiasti. Era a Bath da circa quindici giorni\n(era passato da Bath in novembre, mentre si recava a Londra).\nLondra, quando la notizia che Sir Walter si era stabilito l\u00ec gli era arrivata\ndi Sir Walter, anche se si trovava l\u00ec solo da ventiquattro ore, ma non aveva potuto\nnon era stato in grado di approfittarne), ma ormai era a Bath da quindici giorni e il suo\nMa era ormai a Bath da quindici giorni e il suo primo obiettivo, una volta arrivato, era stato quello di lasciare\nil suo biglietto da visita a Camden Place, e poi si era sforzato cos\u00ec assiduamente di\ndi incontrarsi e, quando si incontravano, con una cos\u00ec grande apertura di comportamento,\nprontezza a scusarsi per il passato, una tale sollecitudine a essere\ndi essere nuovamente accolti come parenti, che la loro precedente buona intesa fu\ncompletamente ristabilita.\n\nNon avevano un difetto da trovare in lui. Aveva spiegato tutte le apparenze di negligenza\napparenza di negligenza da parte sua. Aveva avuto origine da\nun'incomprensione. Non aveva mai avuto l'idea di buttarsi via.\ndi buttarsi via; aveva temuto di essere stato buttato via, ma non sapeva perch\u00e9, e\ndelicatezza lo aveva tenuto in silenzio. All'accenno di aver parlato\ndi aver parlato in modo irrispettoso o noncurante della famiglia e degli onori di famiglia, si era\nera del tutto indignato. Lui, che si era sempre vantato di essere un Elliot, e i cui sentimenti, per quanto riguardava i legami, erano\ne i cui sentimenti, per quanto riguarda i legami, erano troppo rigidi per adattarsi al tono\ntono poco feudale dei giorni nostri. Era davvero stupito, ma il suo carattere e la sua\ncarattere e la sua condotta generale lo smentiscono. Poteva fare riferimento a Sir Walter\na tutti coloro che lo conoscevano; e di certo, i dolori che aveva fatto in questa prima occasione di riconciliazione\nprima occasione di riconciliazione, per essere ristabilito come parente ed erede.\ndi riconciliazione, per essere ristabilito come parente ed erede presuntivo, era una forte prova delle sue opinioni in materia.\nopinioni sull'argomento.\n\nAnche le circostanze del suo matrimonio sono state ritenute molto\nattenuazione. Questo era un articolo che non poteva essere affrontato da lui stesso; ma un suo amico molto intimo, un certo colonnello Wallis, molto rispettato\nun suo amico molto intimo, un certo colonnello Wallis, un uomo molto rispettabile, perfettamente\nrispettabilissimo, un perfetto gentiluomo (e non un uomo di cattivo aspetto, aggiungeva Sir Walter)\nche viveva in un ambiente molto elegante a Marlborough Buildings e che, su sua particolare richiesta, aveva\ne che, su sua particolare richiesta, era stato ammesso alla loro conoscenza\nElliot, aveva accennato a un paio di cose relative al matrimonio che\nmatrimonio, che hanno fatto una differenza sostanziale nel discredito dello stesso.\n\nIl colonnello Wallis conosceva il signor Elliot da molto tempo, conosceva bene anche\ncon sua moglie, aveva capito perfettamente tutta la storia. Lei non era\ncertamente non una donna di famiglia, ma ben istruita, realizzata, ricca,\ned eccessivamente innamorata del suo amico. Ecco il fascino. Lei\nlo aveva cercato. Senza quell'attrazione, non tutti i suoi soldi avrebbero tentato Elliot.\nElliot, e Sir Walter era inoltre certo che lei fosse una donna molto bella.\nuna donna molto bella. C'era molto da ammorbidire nella faccenda. A\ndonna molto bella, con una grande fortuna, innamorata di lui! Sir Walter\nSir Walter sembr\u00f2 ammetterlo come una scusa completa; e anche se Elizabeth non poteva\nvedere la circostanza in una luce cos\u00ec favorevole, la consider\u00f2 una\nuna grande attenuazione.\n\nMr. Elliot aveva chiamato pi\u00f9 volte, aveva cenato con loro una volta, evidentemente\nevidentemente deliziato dalla distinzione di essere stato invitato, visto che in generale non davano cene\nin generale; deliziato, insomma, da ogni prova di cuginanza, e\ne che riponeva tutta la sua felicit\u00e0 nel fatto di essere in rapporti intimi a Camden Place.\n\nAnne ascoltava, ma senza capire bene. Le idee di coloro che parlavano dovevano essere\ngrandi, sapeva che bisognava tenere conto delle idee di coloro che parlavano.\nSentiva tutto sotto forma di abbellimento. Tutto ci\u00f2 che sembrava stravagante o\nirrazionale nei progressi della riconciliazione poteva avere origine solo\nse non nel linguaggio dei relatori. Tuttavia, aveva la sensazione che ci fosse\nsensazione che ci fosse qualcosa di pi\u00f9 di quello che appariva immediatamente, nel desiderio di Mr.\nElliot desiderasse, dopo un intervallo di tanti anni, essere ben accolto da loro.\nben accolti da loro. Da un punto di vista mondano, non aveva nulla da guadagnare nel\nrapporti con Sir Walter; non aveva nulla da rischiare in uno stato di disaccordo. Con ogni probabilit\u00e0\nprobabilmente era gi\u00e0 il pi\u00f9 ricco dei due, e la propriet\u00e0 di Kellynch\nKellynch sarebbe stata sicuramente sua in futuro, cos\u00ec come il titolo. Un uomo ragionevole,\ne lui aveva l'aria di essere un uomo molto sensibile, perch\u00e9 dovrebbe essere un oggetto per lui?\nper lui? Poteva offrire solo una soluzione; forse era per il bene di Elizabeth.\nElisabetta. Forse c'era davvero una simpatia in passato,\nanche se la convenienza e il caso lo avevano portato su una strada diversa; e ora che\nora che poteva permettersi di accontentare se stesso, forse intendeva pagare i suoi\nindirizzi a lei. Elizabeth era certamente molto bella, con\nmodi eleganti e ben educati, e il suo carattere non sarebbe mai stato\nElliot, che la conosceva solo in pubblico e quando era molto giovane.\nlui stesso. Come il suo temperamento e la sua comprensione avrebbero potuto sopportare l'indagine\ndi questo periodo pi\u00f9 acuto della sua vita, era un'altra preoccupazione e piuttosto\npaura. Desiderava ardentemente che lui non fosse troppo gentile o troppo attento\no troppo attento, se Elizabeth era il suo obiettivo; e che Elizabeth fosse\nElizabeth fosse disposta a credersi tale, e che la sua amica Mrs.\nClay incoraggiava l'idea, sembrava evidente da uno o due sguardi tra loro,\nmentre si parlava delle frequenti visite di Mr Elliot.\n\nAnne menzion\u00f2 gli sguardi che aveva avuto di lui a Lyme, ma senza\nsenza essere molto considerata.  Oh! S\u00ec, forse era stato Mr Elliot. Loro\nnon lo sapevano. Forse era lui.  Non potevano ascoltare la sua\ndescrizione di lui. Lo stavano descrivendo loro stessi; Sir Walter\nsoprattutto Sir Walter. Rendeva giustizia al suo aspetto da vero gentiluomo, alla sua\neleganza e alla moda, al suo viso ben modellato, al suo occhio sensibile;\nma, allo stesso tempo, doveva lamentarsi del fatto che fosse molto sottopelle, un difetto che\nun difetto che il tempo sembrava aver aumentato; n\u00e9 poteva pretendere di dire che\nche dieci anni non avessero alterato in peggio quasi tutti i suoi tratti. Mr.\nElliot sembrava pensare che lui (Sir Walter) fosse esattamente come\ncome quando si erano lasciati l'ultima volta; ma Sir Walter non era stato capace di\nricambiare completamente il complimento, il che lo aveva messo in imbarazzo. Non intendeva\nnon intendeva lamentarsi, tuttavia. Mr Elliot era pi\u00f9 bello da vedere della maggior parte degli uomini.\nuomini e non aveva alcuna obiezione a farsi vedere con lui ovunque.\n\nIl signor Elliot e i suoi amici di Marlborough Buildings hanno parlato per tutta la serata.\ntutta la sera.  Il colonnello Wallis era cos\u00ec impaziente di essere presentato a loro!\ne Mr Elliot era cos\u00ec ansioso che lo facesse! E c'era una certa Mrs Wallis, al momento conosciuta solo per descrizione, poich\u00e9 era una donna di nome e di fatto.\nWallis, che al momento conoscevano solo per descrizione, dato che era in\ndi confino; ma Mr Elliot ne parlava come di una donna molto affascinante, degna di essere\nuna donna molto affascinante, degna di essere conosciuta a Camden Place, e\nnon appena si fosse ripresa, avrebbero fatto conoscenza. Sir Walter pensava\nSir Walter aveva un'ottima opinione della signora Wallis; si diceva che fosse una donna eccessivamente bella,\nbellissima.  Desiderava vederla. Sperava che potesse fare un po' di ammenda\nper le molte facce molto semplici che incrociava continuamente nelle\nstrade. La cosa peggiore di Bath era il numero di donne banali. Non intendeva\nnon intendeva dire che non ci fossero donne carine, ma il numero di quelle semplici era\ndonne banali era sproporzionato. Aveva spesso osservato, mentre\nche un bel viso era seguito da trenta o cinque e trenta spaventi.\no cinque e trenta spaventi; e una volta, mentre si trovava in un negozio di Bond Street, aveva contato ottanta\nStreet, aveva visto passare ottantasette donne, una dopo l'altra,\nsenza che tra loro ci fosse un volto accettabile. Era stata una mattina gelida\nmattina, a dire il vero, un gelo pungente, che difficilmente una donna su mille\nmille donne potrebbe resistere alla prova. Tuttavia, c'era sicuramente una\nuna moltitudine spaventosa di donne brutte a Bath; e quanto agli uomini!\ninfinitamente peggio. Le strade erano piene di spaventapasseri! Era\nera evidente quanto poco le donne fossero abituate alla vista di qualcosa di\ntollerabile, dall'effetto che faceva un uomo di aspetto decente. Egli\nnon aveva mai camminato a braccetto con il colonnello Wallis (che era una bella figura militare, anche se con i capelli color sabbia).\nmilitare, anche se con i capelli color sabbia) senza osservare che tutte le donne\nogni donna era su di lui; ogni donna era sicura di essere sul colonnello Wallis.\nWallis.  Modesto Sir Walter! Tuttavia, non gli fu permesso di fuggire. Sua figlia e la signora\nfiglia e la signora Clay si unirono nel suggerire che il compagno del colonnello Wallis\nWallis e che di certo non aveva i capelli color sabbia.\ncapelli color sabbia.\n\n Come sta Mary? disse Sir Walter, nel pieno del suo buon umore.\numore.  L'ultima volta che l'ho vista aveva il naso rosso, ma spero che non succeda tutti i giorni.\nspero che non succeda tutti i giorni.\n\n Oh! No, deve essere stato un caso. In generale \u00e8 in ottima salute e\nin ottima salute e in ottimo aspetto da Michaelmas.\n\n Se pensassi che non la invogliasse a uscire con il vento forte e a diventare rozza, le manderei un cappello e una pelliccia nuovi.\nrozzo, le manderei un cappello e una pelliccia nuovi.\n\nAnne stava valutando se azzardarsi a suggerire che un abito o un berretto non sarebbero stati suscettibili di un simile uso improprio, quando bussarono alla porta,\no un berretto non sarebbero stati soggetti a un simile uso improprio, quando un bussare alla porta sospese tutto.\nalla porta sospese tutto.  Bussare alla porta! E cos\u00ec tardi! Erano\nle dieci. Poteva essere il signor Elliot? Sapevano che doveva cenare a\nLansdown Crescent. Era possibile che si fermasse sulla via del ritorno a casa\nper chiedere loro come stavano. Non riuscivano a pensare a nessun altro. La signora Clay\npensava decisamente che fosse il signor Elliot a bussare.  La signora Clay aveva ragione. Con tutta\ncon tutto lo stato che un maggiordomo e un cameriere potevano dare, Mr.\nnella stanza.\n\nEra lo stesso, proprio lo stesso uomo, con la sola differenza dell'abbigliamento.\nAnne si ritrasse un po', mentre gli altri ricevevano i suoi complimenti e la sorella le sue scuse per la visita a un'ora cos\u00ec insolita.\nsorella le sue scuse per la visita a un'ora cos\u00ec insolita, ma lui non poteva avvicinarsi tanto\nnon poteva essere cos\u00ec vicino senza voler sapere che n\u00e9 lei n\u00e9 la sua amica avevano\nn\u00e9 lei n\u00e9 la sua amica avessero preso freddo il giorno prima, &c. &c.\nfatto con la massima gentilezza possibile, ma la sua parte doveva seguire.\nseguire la sua parte. Sir Walter parl\u00f2 della sua figlia pi\u00f9 giovane; Mr Elliot doveva dargli il permesso di presentarlo\nElliot doveva dargli il permesso di presentarlo alla figlia pi\u00f9 giovane (non c'era occasione di ricordare Mary).\nNon c'era occasione di ricordare Mary); e Anne, sorridendo e arrossendo, mostr\u00f2 a Mr.\nmolto elegantemente a Mr Elliot i bei lineamenti che lui non aveva affatto\nnon aveva affatto dimenticato, e si accorse subito, con divertimento per il suo piccolo\ndi sorpresa, che non si era affatto accorto di chi fosse. Lui\ncompletamente stupito, ma non pi\u00f9 stupito che contento; gli occhi gli si illuminarono!\nocchi si illuminarono e con la pi\u00f9 perfetta alacrit\u00e0 accolse con favore la relazione\nrelazione, accenn\u00f2 al passato e preg\u00f2 di essere ricevuto come un\ncome un conoscente. Era di bell'aspetto come era apparso a Lyme.\na Lyme, il suo viso era migliorato parlando, e i suoi modi erano cos\u00ec\nesattamente come avrebbero dovuto essere, cos\u00ec curati, cos\u00ec facili, cos\u00ec particolarmente\nche lei poteva paragonarli per eccellenza a quelli di una sola persona.\npersona. Non erano gli stessi, ma forse erano,\nugualmente buoni.\n\nSi sedette con loro e miglior\u00f2 molto la loro conversazione. Non c'\u00e8\nnon c'erano dubbi sul fatto che fosse un uomo sensibile. Dieci minuti furono sufficienti\na certificarlo. Il suo tono, le sue espressioni, la scelta dell'argomento, il fatto di sapere\nsapere dove fermarsi; era tutto frutto di una mente sensata,\nmente sensibile e perspicace. Appena pot\u00e9, cominci\u00f2 a parlarle di Lyme,\ndi Lyme, volendo confrontare le opinioni sul posto, ma soprattutto\nma soprattutto di parlare della circostanza che li vedeva ospiti della stessa locanda nello stesso momento.\nnella stessa locanda nello stesso momento; per dare il proprio percorso, capire\nqualcosa di lei e rimpiangere di aver perso un'occasione cos\u00ec\noccasione di porgerle i suoi omaggi. Lei gli fece un breve resoconto\ndella sua festa e dei suoi affari a Lyme. Il suo rammarico aumentava man mano che ascoltava.\nAveva trascorso tutta la sua serata solitaria nella stanza adiacente alla loro;\naveva sentito voci e allegria in continuazione; pensava che dovessero essere una\npersone deliziose, desiderava stare con loro, ma certamente senza il minimo sospetto di possedere\nil minimo sospetto di avere l'ombra del diritto di presentarsi.\npresentarsi. Se solo avesse chiesto chi fossero i partecipanti! Il nome di\nMusgrove gli avrebbe detto abbastanza.  Sarebbe servito a guarirlo dall'assurda\ndi una pratica assurda, quella di non fare mai domande in una locanda, che aveva adottato\nche aveva adottato, quando era ancora un giovanotto, in base al principio che era molto\npoco elegante essere curiosi.\n\n Le nozioni di un giovane di uno o due anni e venti, disse, riguardo a ci\u00f2 che \u00e8 necessario nelle maniere per renderlo\ndi ci\u00f2 che \u00e8 necessario nelle maniere per renderlo del tutto uguale, sono pi\u00f9\nassurde, credo, di quelle di qualsiasi altro gruppo di esseri al mondo.\nLa follia dei mezzi che spesso impiegano \u00e8 pari solo alla follia di ci\u00f2 che hanno in mente.\nfollia di ci\u00f2 che hanno in mente.\n\nMa non doveva rivolgere le sue riflessioni solo ad Anna: lui lo sapeva\nLo sapeva; ben presto si diffuse di nuovo tra gli altri e solo a intervalli poteva tornare a Lyme.\nsolo a intervalli poteva tornare a Lyme.\n\nLe sue indagini, tuttavia, produssero alla fine un resoconto della scena che lei\nscena in cui era stata coinvolta, poco dopo aver lasciato il posto. Avendo\nalludeva a un incidente, doveva sentire tutto. Quando interrog\u00f2,\nSir Walter ed Elizabeth cominciarono a interrogare anche loro, ma la differenza nel loro\nnel loro modo di fare non poteva non essere percepita. Poteva solo paragonare Mr\nElliot a Lady Russell, nel desiderio di comprendere davvero ci\u00f2 che era accaduto e nel grado di preoccupazione\ne nel grado di preoccupazione per ci\u00f2 che doveva aver sofferto lei nel\ntestimone.\n\nRimase un'ora con loro. L'elegante orologio sul\nsul caminetto aveva battuto le undici con i suoi suoni d'argento e il guardiano cominciava a sentirsi a distanza\nil guardiano cominciava a farsi sentire a distanza, raccontando la stessa storia,\nprima che il signor Elliot o qualcuno di loro avesse la sensazione che fosse l\u00ec da\na lungo.\n\nAnne non avrebbe mai creduto che la sua prima serata a\nCamden Place fosse passata cos\u00ec bene!\n\n\n\n\nCAPITOLO XVI.\n\n\nC'era un punto che Anne, al ritorno in famiglia, avrebbe voluto accertare pi\u00f9\nsarebbe stata pi\u00f9 grata di accertare che Mr Elliot fosse innamorato di Elizabeth.\ndi Elizabeth, ovvero che suo padre non fosse innamorato della signora Clay.\nClay; e a questo proposito era tutt'altro che tranquilla, quando era a casa da poche ore.\ncasa da qualche ora. La mattina dopo, scendendo a fare colazione, si accorse che\nscopr\u00ec che da parte della signora c'era stata solo una discreta finzione di\ndi volerli lasciare. Si immaginava che la signora Clay avesse detto che\n che ora che Miss Anne era arrivata, non poteva pensare di essere desiderata;\nperch\u00e9 Elizabeth rispose in una specie di sussurro: \"Non ci deve essere alcun motivo.\nmotivo, infatti. Vi assicuro che non ne sento alcuno. Lei non \u00e8 nulla per me,\nin confronto a voi\"; e fece in tempo a sentire le parole del padre,\n Mia cara signora, non deve essere cos\u00ec. Per ora non avete visto nulla di\nBath. Sei stata qui solo per essere utile. Non dovete scappare da\nda noi ora. Dovete restare per conoscere Mrs Wallis, la bellissima Mrs Wallis.\nMrs Wallis. Per la vostra mente raffinata, so bene che la vista della bellezza \u00e8 una\nuna vera gratificazione.\n\nParlava e sembrava cos\u00ec serio che Anne non fu sorpresa di vedere la signora Clay\nvedere la signora Clay lanciare un'occhiata a Elizabeth e a se stessa. Il suo\nvolto, forse, poteva esprimere un po' di attenzione; ma l'elogio della bella mente\ndi quella mente raffinata non sembr\u00f2 suscitare alcun pensiero nella sorella. La\nLa signora non poteva che cedere a queste suppliche congiunte e promettere di rimanere.\n\nNel corso della stessa mattinata, quando Anne e il padre si trovarono da soli, il padre inizi\u00f2 a farle i complimenti per il suo aspetto migliore.\npadre si trovarono da soli, lui cominci\u00f2 a complimentarsi con lei per il suo aspetto migliorato; la riteneva meno magra nella persona, nelle guance, nella pelle, nella\nmeno magra nella persona, nelle guance; la pelle, la carnagione, migliorate notevolmente.\npelle, la carnagione, molto migliorata; pi\u00f9 chiara, pi\u00f9 fresca. Aveva usato qualche\nqualcosa in particolare?   No, niente.   Solo Gowland, supponeva.\n No, niente di niente.   Ne fu sorpreso e aggiunse,\n certamente non potete fare di meglio che continuare come siete; non potete\nnon si pu\u00f2 stare meglio che bene; oppure consiglierei Gowland, l'uso costante di\nGowland, l'uso costante di Gowland, durante i mesi primaverili. La signora Clay lo sta usando su mio consiglio\nsu mia raccomandazione, e vedete cosa ha fatto per lei. Vedete come\nha portato via le lentiggini.\n\nSe Elisabetta avesse potuto sentire questo! Un elogio cos\u00ec personale avrebbe potuto\nl'avrebbe colpita, tanto pi\u00f9 che ad Anne non sembrava che le lentiggini\nlentiggini fossero diminuite. Ma ogni cosa deve avere il suo destino. Il male di\nun matrimonio sarebbe molto diminuito, se anche Elizabeth si fosse sposata.\nPer quanto riguarda lei stessa, avrebbe sempre potuto avere una casa con Lady Russell.\n\nLa mente composta e le maniere educate di Lady Russell sono state messe alla prova\nsu questo punto, nei suoi rapporti a Camden Place. La vista di Mrs\nClay e Anne cos\u00ec trascurata era per lei una continua provocazione.\nprovocazione, e la infastidiva tanto quando era lontana, quanto una persona che a Bath\na Bath una persona che beve l'acqua, riceve tutte le nuove pubblicazioni e\nha un'ampia cerchia di conoscenze, ha il tempo di irritarsi.\n\nMan mano che Mr Elliot si faceva conoscere, diventava pi\u00f9 caritatevole, o pi\u00f9\nindifferente nei confronti degli altri. I suoi modi erano un'immediata raccomandazione\ne conversando con lui trov\u00f2 che il solido sosteneva cos\u00ec pienamente\nche all'inizio, come raccont\u00f2 ad Anne, era quasi pronta a esclamare: \"Pu\u00f2 questo essere un uomo?\nquasi pronta a esclamare: \"Pu\u00f2 essere questo il signor Elliot?\nimmaginare seriamente a se stessa un uomo pi\u00f9 gradevole o stimabile.\nTutto era unito in lui: buona comprensione, opinioni corrette,\nconoscenza del mondo e un cuore caldo. Aveva forti sentimenti di\nfamiglia e dell'onore della famiglia, senza orgoglio n\u00e9 debolezza; viveva con la liberalit\u00e0 di un uomo\nviveva con la liberalit\u00e0 di un uomo di fortuna, senza ostentazioni; giudicava da solo in tutto ci\u00f2 che era essenziale, senza\ngiudicava da solo in tutto ci\u00f2 che era essenziale, senza sfidare l'opinione pubblica\nopinione pubblica in nessun punto del decoro mondano. Era fermo, attento,\nmoderato, candido; non si lasciava mai trasportare dagli spiriti o dall'egoismo,\nche si credeva un sentimento forte; e tuttavia, con una sensibilit\u00e0 per\namabile e piacevole, e con un valore per tutte le felicit\u00e0 della vita\nvita domestica, che raramente i caratteri di entusiasmo e di agitazione\nagitazione, che raramente possiedono davvero. Era certa che lui non fosse stato\nfelice nel matrimonio. Il colonnello Wallis lo diceva e Lady Russell lo vedeva; ma non era stata un'infelicit\u00e0\nnon era stata l'infelicit\u00e0 a inacidire la sua mente, n\u00e9 (cominci\u00f2 presto a sospettare) a impedire che pensasse\na sospettare) a impedirgli di pensare a una seconda scelta. La sua\nsoddisfazione per Mr Elliot superava tutte le preoccupazioni di Mrs Clay.\n\nErano ormai passati alcuni anni da quando Anne aveva cominciato a capire che lei e la sua eccellente amica potevano\namica a volte la pensavano diversamente; e non la sorprese quindi che\nnon la sorprese, quindi, che Lady Russell non vedesse nulla di\nsospetto o incoerente, nulla che richiedesse pi\u00f9 motivi di quanto\nche non sembrassero, nel grande desiderio di riconciliazione di Mr Elliot. Secondo Lady\nRussell, era perfettamente naturale che Mr Elliot, in un'et\u00e0 matura, ritenesse\ndi vita, lo ritenesse un obiettivo estremamente desiderabile e che lo avrebbe\nmolto generalmente raccomandabile tra tutte le persone di buon senso, essere in buoni\ncon il capofamiglia; il processo pi\u00f9 semplice al mondo di\ntempo su una testa naturalmente limpida, che ha commesso errori solo nel periodo della giovinezza.\ngiovent\u00f9. Anne, tuttavia, presumeva di sorriderne ancora, e alla fine fece un cenno a Elizabeth.\nmenzionare Elizabeth.  Lady Russell ascolt\u00f2, guard\u00f2 e fece solo questa\nquesta cauta risposta: Elizabeth! Molto bene; il tempo ci spiegher\u00e0.\n\nSi trattava di un riferimento al futuro che Anne, dopo aver osservato un po', ritenne di dover accettare.\nosservazione, sent\u00ec di doversi rassegnare. Non poteva stabilire nulla al momento\nal momento. In quella casa Elizabeth doveva essere la prima; e lei aveva l'abitudine di osservare cos\u00ec tanto le\ndi un'osservanza cos\u00ec generale come quella della signorina Elliot, che qualsiasi\nparticolare attenzione sembrava quasi impossibile. Anche Mr Elliot, va ricordato\nElliot, va ricordato, non era vedovo da sette mesi. Un piccolo ritardo\nun po' di ritardo da parte sua poteva essere scusabile. In effetti, Anne non riusciva mai a vedere la\ncappello senza temere di essere lei l'imperdonabile,\ndi attribuirgli tali immaginazioni, perch\u00e9, sebbene il suo matrimonio non fosse stato\nnon era stato molto felice, ma era durato cos\u00ec tanti anni che lei non poteva\nnon poteva comprendere un recupero molto rapido dalla terribile impressione del suo\ndissoluzione.\n\nComunque andasse a finire, lui era senza dubbio la loro conoscenza pi\u00f9 piacevole a Bath.\nconoscenza a Bath: lei non vedeva nessuno alla sua altezza, ed era una grande\nindulgenza di tanto in tanto parlare con lui di Lyme, che sembrava avere\nsembrava avere lo stesso vivo desiderio di rivedere, e di vedere di pi\u00f9, di lei.\nRipercorsero i particolari del loro primo incontro molte\nvolte. Lui le fece capire che l'aveva guardata con una certa\nseriet\u00e0. Lei lo sapeva bene e ricordava lo sguardo di un'altra persona.\nanche.\n\nNon la pensavano sempre allo stesso modo. Il valore di lui per il rango e le relazioni\npercepiva che il valore di lui per il rango e le relazioni era maggiore di quello di lei. Non si trattava di semplice compiacenza, ma\nche lo spingeva ad aderire calorosamente alle richieste di suo padre e di sua sorella su un argomento che lei riteneva indegno.\npadre e della sorella su un argomento che lei riteneva indegno di\ndi eccitarli. Una mattina il giornale di Bath annunciava l'arrivo della\nviscontessa Dalrymple e di sua figlia, l'onorevole Miss Carteret.\nCarteret; e tutto il comfort di Camden Place fu spazzato via per molti giorni.\nper molti giorni, perch\u00e9 i Dalrymple (secondo Anne, purtroppo) erano cugini degli Elle.\nAnne, sfortunatamente) erano cugini degli Ellioti; e l'agonia era come presentarsi correttamente.\npresentarsi correttamente.\n\nAnne non aveva mai visto il padre e la sorella a contatto con la nobilt\u00e0.\nnobilt\u00e0, e deve riconoscersi delusa. Aveva sperato\ndi cose migliori dalle loro alte idee sulla propria situazione nella vita, e\ne si vide costretta a formulare un desiderio che non aveva mai previsto: un desiderio che\nche avessero pi\u00f9 orgoglio; per le nostre cugine Lady Dalrymple e Miss Carteret; le nostre cugine, Lady Dalrymple e Miss Carteret.\nCarteret; i nostri cugini, i Dalrymple, le risuonarono nelle orecchie tutto il giorno.\ntutto il giorno.\n\nSir Walter era stato una volta in compagnia del defunto visconte, ma non aveva mai visto il resto della famiglia.\nnon aveva mai visto nessuno degli altri membri della famiglia; e le difficolt\u00e0 del caso derivavano dal fatto che\ncaso derivava dal fatto che, dalla morte del defunto visconte, erano stati sospesi tutti i rapporti\nlettere di rito, fin dalla morte del defunto visconte,\nquando, a causa di una pericolosa malattia di Sir Walter, si era verificata\ndi Sir Walter, si era verificata una sfortunata omissione a Kellynch. Nessuna lettera di\ncondoglianze \u00e8 stata inviata in Irlanda. La negligenza si era abbattuta sulla\nLa negligenza si era abbattuta sulla testa del peccatore, perch\u00e9 quando la povera Lady Elliot mor\u00ec, nessuna lettera di condoglianze\nlettera di condoglianze a Kellynch e, di conseguenza, c'erano troppi motivi per temere che la povera Lady Elliot\ndi conseguenza, c'era troppa ragione di pensare che i Dalrymples considerassero il rapporto\nrelazione come chiusa. Come fare per risolvere questa ansiosa faccenda\ne tornare a essere cugini, era il problema: ed era un problema che, in un'ottica pi\u00f9 razionale, non avrebbe\nquestione che, in modo pi\u00f9 razionale, n\u00e9 Lady Russell n\u00e9 Mr.\nMr Elliot ritenevano poco importante.  I legami familiari valevano sempre la pena di\ndi preservare i legami familiari, di cercare sempre la buona compagnia.\nLady Dalrymple aveva preso casa, per tre mesi, a Laura Place, e avrebbe vissuto con\nstile. Era stata a Bath l'anno prima e Lady Russell aveva sentito parlare di lei come di una donna affascinante.\nLady Russell aveva sentito parlare di lei come di una donna affascinante. Era molto auspicabile che il\nlegame fosse rinnovato, se fosse stato possibile, senza alcun\ncompromesso di correttezza da parte degli Ellioti.\n\nSir Walter, tuttavia, volle scegliere i propri mezzi e alla fine scrisse una lettera molto bella\nlettera molto bella di ampie spiegazioni, rimpianti e suppliche al suo\nonorevole cugino. N\u00e9 Lady Russell n\u00e9 Mr Elliot poterono ammirare la lettera.\nn\u00e9 Lady Russell n\u00e9 Mr. Elliot poterono ammirare la lettera; ma essa fece tutto ci\u00f2 che si voleva, portando tre\ntre righe di scarabocchi da parte della vedova viscontessa.  Era molto\nonorata e sarebbe stata felice della loro conoscenza.  Le fatiche del lavoro\naffari erano finite, cominciarono le dolcezze. Andarono in visita a Laura Place, e\navevano i biglietti da visita della Viscontessa Dalrymple e dell'Onorevole Miss Carteret, da sistemare in qualsiasi luogo.\nCarteret, da sistemare ovunque potessero essere pi\u00f9 visibili; e le nostre\ncugini di Laura Place, nostra cugina, Lady Dalrymple e la signorina Carteret\nCarteret, si parlava di tutti.\n\nAnne si vergognava. Se Lady Dalrymple e sua figlia fossero state anche molto\nLady Dalrymple e sua figlia fossero state anche molto gradevoli, si sarebbe comunque vergognata dell'agitazione che\nma loro non erano niente. Non c'era superiorit\u00e0 di modi,\ndi modi, di capacit\u00e0 di realizzazione o di comprensione. Lady Dalrymple aveva acquisito il nome di\ndi donna affascinante, perch\u00e9 aveva un sorriso e una risposta civile per tutti.\ntutti. La signorina Carteret, con ancora meno cose da dire, era cos\u00ec semplice e cos\u00ec\ngoffa, che non sarebbe mai stata tollerata a Camden Place se non fosse stato per la sua nascita.\nse non fosse stato per la sua nascita.\n\nLady Russell confess\u00f2 di essersi aspettata qualcosa di meglio; eppure si trattava di una conoscenza che valeva la pena di avere.\nera una conoscenza che valeva la pena di avere; e quando Anne si azzard\u00f2 a dire la sua opinione su di loro a Mr Elliot, lui convenne che non avevano nulla di strano.\ndi loro al signor Elliot, lui convenne che non erano nulla di\ndi per s\u00e9, ma sosteneva comunque che, come legame familiare, come buona\ncome buona compagnia, come persone che raccolgono buona compagnia intorno a loro, avevano\nil loro valore. Anne sorrise e disse,\n\n La mia idea di buona compagnia, signor Elliot, \u00e8 la compagnia di persone intelligenti,\npersone ben informate, che conversano molto.\n\u00e8 questa la mia idea di buona compagnia.\n\n Vi sbagliate, disse dolcemente, non \u00e8 una buona compagnia, \u00e8 la migliore.\nla migliore. La buona compagnia richiede solo nascita, educazione e buone maniere, e\nper quanto riguarda l'educazione non \u00e8 molto piacevole. La nascita e le buone maniere sono\nessenziali; ma un po' di apprendimento non \u00e8 affatto una cosa pericolosa in\nbuona compagnia; al contrario, far\u00e0 molto bene. Mia cugina Anne\nscuote la testa. Non \u00e8 soddisfatta. \u00c8 esigente. Mia cara\nmia cara cugina (sedendosi accanto a lei), hai pi\u00f9 diritto di essere\nfastidioso di quasi tutte le donne che conosco; ma sar\u00e0 sufficiente? Vi render\u00e0\nti render\u00e0 felice? Non sarebbe forse pi\u00f9 saggio accettare la compagnia di quelle\ndi quelle brave signore di Laura Place, e godere di tutti i vantaggi della\ndi questo legame, per quanto possibile? Potete contare sul fatto che quest'inverno si trasferiranno\nBath quest'inverno e, dato che il rango \u00e8 rango, il fatto che si sappia che siete imparentate con loro\nessere imparentati con loro avr\u00e0 la sua utilit\u00e0 nel fissare la vostra famiglia (la nostra famiglia, permettetemi di dire).\nfamiglia (la nostra famiglia, permettetemi di dire) in quel grado di considerazione che tutti noi\ntutti noi dobbiamo desiderare.\n\n S\u00ec, sospir\u00f2 Anne, si sapr\u00e0 che siamo imparentati con loro!\nPoi, ripensandoci e non volendo ricevere una risposta, aggiunse,\n Credo proprio che ci si sia preoccupati fin troppo di\nper fare questa conoscenza. Suppongo (sorridendo) di avere pi\u00f9 orgoglio di\ndi voi; ma confesso che mi irrita il fatto che dovremmo essere cos\u00ec\ndi essere cos\u00ec solleciti a far riconoscere una relazione che, ne siamo certi, \u00e8\nche per loro \u00e8 una questione di perfetta indifferenza.\n\n Perdonami, caro cugino, sei ingiusto nelle tue affermazioni. A Londra,\nforse, nel vostro attuale stile di vita tranquillo, potrebbe essere come dite voi:\nma a Bath, Sir Walter Elliot e la sua famiglia saranno sempre degni\nconoscere: sempre accettabile come conoscenza.\n\n Ebbene, disse Anne, sono certamente orgogliosa, troppo orgogliosa per godere di un'accoglienza\nche dipende cos\u00ec tanto dal luogo.\n\n Mi piace la vostra indignazione, disse, \u00e8 molto naturale. Ma qui siete\na Bath, e l'obiettivo \u00e8 quello di stabilirsi qui con tutto il credito e la dignit\u00e0\ncredito e la dignit\u00e0 che dovrebbero appartenere a Sir Walter Elliot. Voi parlate\ndi essere orgoglioso; io vengo chiamato orgoglioso, lo so, e non voglio credermi diverso.\nperch\u00e9 il nostro orgoglio, se indagato, avrebbe lo stesso obiettivo.\nstesso obiettivo, non ho dubbi, anche se il tipo pu\u00f2 sembrare un po' diverso.\ndiverso. In un punto, sono sicuro, mio caro cugino, (continu\u00f2,\nparlando pi\u00f9 piano, anche se non c'era nessun altro nella stanza) in un punto, ne sono certo, dobbiamo\npunto, ne sono certo, dobbiamo sentirci simili. Dobbiamo sentire che ogni aggiunta alla\nalla societ\u00e0 di tuo padre, tra i suoi pari o superiori, possa servire a\na distogliere i suoi pensieri da coloro che sono al di sotto di lui.\n\nMentre parlava, guard\u00f2 il posto che la signora Clay occupava ultimamente.\nClay: una spiegazione sufficiente di ci\u00f2 che intendeva in particolare; e\nAnche se Anne non poteva credere che avessero lo stesso tipo di orgoglio,\nera contenta di lui perch\u00e9 non le piaceva la signora Clay; e la sua coscienza ammetteva che il suo desiderio di promuovere la signora Clay\nche il suo desiderio di favorire la conoscenza di suo padre era pi\u00f9 che giustificato.\npadre era pi\u00f9 che giustificabile nell'ottica di sconfiggerla.\n\n\n\n\nCAPITOLO XVII.\n\n\nMentre Sir Walter ed Elizabeth spingevano assiduamente la loro fortuna a Laura Place.\nfortuna a Laura Place, Anne rinnovava una conoscenza di tutt'altro genere.\ndescrizione diversa.\n\nAveva fatto visita alla sua ex governante e aveva saputo da lei che c'era un vecchio compagno di scuola a Bath.\nun vecchio compagno di scuola a Bath, che aveva le due forti pretese di\nattenzione di una gentilezza passata e di una sofferenza presente. La signorina Hamilton,\nora signora Smith, le aveva dimostrato la sua gentilezza in uno dei periodi della sua vita in cui\ndella sua vita in cui era stata pi\u00f9 preziosa. Anne era andata infelicemente a scuola,\naddolorata per la perdita di una madre che aveva amato molto, sentiva il distacco da casa e soffriva per la perdita di una madre\ndi una madre che aveva molto amato, sentendo la separazione da casa e soffrendo come una ragazza di quattordici anni, di\ndi quattordici anni, di forte sensibilit\u00e0 e di spirito non elevato, deve soffrire in un momento del genere;\ne la signorina Hamilton, di tre anni pi\u00f9 grande di lei, ma ancora\ndi tre anni pi\u00f9 grande di lei, ma sempre per la mancanza di parenti vicini e di una casa stabile, rimanendo un altro anno a\nscuola, si era dimostrata utile e buona con lei in un modo che aveva considerevolmente\nche aveva notevolmente diminuito la sua infelicit\u00e0 e che non avrebbe mai potuto essere ricordata con indifferenza.\n\nLa signorina Hamilton aveva lasciato la scuola, si era sposata poco tempo dopo, si diceva avesse sposato un uomo di\nsi diceva che avesse sposato un uomo di fortuna, e questo era tutto ci\u00f2 che Anne aveva\nAnne non aveva saputo altro di lei, fino a quando il racconto della loro istitutrice non aveva portato\nsituazione in una forma pi\u00f9 decisa ma molto diversa.\n\nEra vedova e povera. Suo marito era stato stravagante e, alla sua\nmorte, circa due anni prima, aveva lasciato i suoi affari terribilmente\ncoinvolti. Aveva avuto difficolt\u00e0 di ogni genere da affrontare, e\noltre a queste angosce era stata afflitta da una grave febbre\nfebbre reumatica, che, insediandosi infine nelle gambe, l'aveva resa per il momento\nper il momento uno storpio. Per questo motivo si era recata a Bath e ora era\nper questo motivo e ora si trovava in un alloggio vicino ai bagni caldi, vivendo in modo molto umile, senza potersi permettere\ndi permettersi il conforto di una domestica e, naturalmente, era quasi\nesclusa dalla societ\u00e0.\n\nLa loro amica comune rispondeva alla soddisfazione che una visita di Miss Elliot avrebbe dato a Mrs Smith.\nElliot avrebbe dato alla signora Smith, e Anne non perse tempo ad andare.\nandare. Non menzion\u00f2 nulla di ci\u00f2 che aveva sentito o di ci\u00f2 che intendeva fare a casa.\na casa di ci\u00f2 che aveva sentito o di ci\u00f2 che intendeva fare. Non avrebbe suscitato alcun interesse. Si limit\u00f2 a\nLady Russell, che entr\u00f2 in sintonia con i suoi sentimenti e fu ben felice di portarla il pi\u00f9 vicino possibile agli alloggi di Mrs Smith.\ne fu felicissima di portarla il pi\u00f9 vicino possibile all'alloggio di Mrs Smith in\nSmith a Westgate Buildings, se Anne avesse voluto essere accompagnata.\n\nLa visita \u00e8 stata fatta, la loro conoscenza \u00e8 stata ristabilita, l'interesse reciproco\ninteresse per l'altro pi\u00f9 che riacceso. I primi dieci minuti ebbero il loro\nimbarazzo e l'emozione. Erano passati dodici anni da quando si erano\ne ciascuno presentava una persona un po' diversa da quella che l'altro\nl'altro aveva immaginato. Dodici anni avevano trasformato Anne da una ragazza di quindici anni, in fiore,\nsilenziosa e informe ragazza di quindici anni, alla piccola donna elegante di\ndi sette e vent'anni, con ogni bellezza tranne il fiore, e con maniere tanto consapevolmente giuste quanto\ncon maniere tanto consapevolmente corrette quanto invariabilmente gentili; e dodici anni avevano\ndodici anni avevano trasformato la signorina Hamilton, di bell'aspetto e ben cresciuta, in tutto il bagliore della salute e la sicurezza della superiorit\u00e0.\ndi salute e la sicurezza della superiorit\u00e0, in una povera vedova, inferma e indifesa.\npovera, inferma e indifesa, che riceveva la visita della sua ex protetta come un favore.\ntutto ci\u00f2 che di spiacevole c'era in quell'incontro era presto svanito e aveva lasciato\nsolo l'interessante fascino di ricordare le precedenti\ndi ricordare le vecchie parzialit\u00e0 e di parlare dei vecchi tempi.\n\nAnne trov\u00f2 nella signora Smith il buon senso e i modi piacevoli su cui aveva quasi osato fare affidamento.\nquasi azzardato a fare affidamento su di lei, e una disposizione a conversare e ad essere\nallegra al di l\u00e0 di ogni sua aspettativa. N\u00e9 le dissipazioni del passato\npassato, e lei aveva vissuto molto nel mondo, n\u00e9 le restrizioni del presente, n\u00e9 la malattia o il dolore.\npresente, n\u00e9 la malattia o il dolore sembravano aver chiuso il suo\nn\u00e9 la malattia n\u00e9 il dolore sembravano averle chiuso il cuore o rovinato lo spirito.\n\nNel corso di una seconda visita parl\u00f2 con grande apertura e lo stupore di Anne aument\u00f2.\nLo stupore di Anne aument\u00f2. Difficilmente avrebbe potuto immaginare una situazione pi\u00f9\nsituazione pi\u00f9 triste di quella della signora Smith. Era stata molto affezionata al marito.\nmarito: lo aveva seppellito. Era stata abituata all'agiatezza: non c'era pi\u00f9.\nera sparita. Non aveva figli che la collegassero di nuovo alla vita e alla felicit\u00e0.\ndi nuovo, nessun parente che l'aiutasse a sistemare gli affari perplessi,\nnessuna salute che rendesse tutto il resto sostenibile. I suoi alloggi erano\nun salotto rumoroso e una camera da letto buia, senza la possibilit\u00e0 di passare dall'uno all'altro.\npossibilit\u00e0 di spostarsi dall'uno all'altro senza assistenza.\nc'era solo una serva in casa che poteva permetterselo, e lei non usciva mai di casa se non per essere trasportata\nuscire di casa solo per essere portata nel bagno caldo. Eppure, nonostante\nnonostante tutto questo, Anne aveva ragione di credere di avere solo momenti di\nlanguore e depressione, a ore di occupazione e divertimento. Come poteva\nessere? Guard\u00f2, osserv\u00f2, riflett\u00e9 e alla fine stabil\u00ec che\nche non si trattava di un caso di forza d'animo o di rassegnazione. Uno spirito sottomesso\nspirito sottomesso poteva essere paziente, una forte comprensione avrebbe fornito\nrisoluzione, ma qui c'era qualcosa di pi\u00f9; c'era quell'elasticit\u00e0 d'animo, quella disposizione a\nelasticit\u00e0 d'animo, quella disposizione a essere confortati, quel potere di passare prontamente\ndal male al bene e di trovare un impiego che la portasse fuori di s\u00e9.\ndi trovare un impiego che la portasse fuori di s\u00e9, che proveniva solo dalla natura. Era il dono pi\u00f9 prezioso del\ncielo; e Anne considerava la sua amica come uno di quei casi in cui,\nper una nomina misericordiosa, sembra destinato a controbilanciare quasi\nogni altra mancanza.\n\nC'era stato un momento, racconta la signora Smith, in cui il suo spirito aveva quasi\ncrollare. Non poteva definirsi un'invalida ora, rispetto allo stato in cui si trovava quando\nstato quando era arrivata a Bath. Allora era stata davvero un oggetto pietoso, perch\u00e9 aveva preso freddo durante il viaggio\nperch\u00e9 aveva preso freddo durante il viaggio e aveva appena preso possesso del suo alloggio prima che\ndi alloggio prima di essere di nuovo confinata a letto e di soffrire di un dolore\na letto e a soffrire di dolori forti e costanti; e tutto questo tra estranei,\ncon l'assoluta necessit\u00e0 di avere un'infermiera fissa, e le finanze in quel momento\nfinanze in quel momento particolarmente inadatte a far fronte a spese straordinarie. Lei\nTuttavia, aveva superato tutto questo e poteva dire che le aveva fatto bene.\nbene. Aveva aumentato le sue comodit\u00e0 facendole sentire di essere in buone mani.\nbuone mani. Aveva visto troppe cose del mondo per aspettarsi un attaccamento improvviso o\ndisinteressato da nessuna parte, ma la sua malattia le aveva dimostrato\nche la sua padrona di casa aveva un carattere da preservare e che non l'avrebbe usata\ne che era stata particolarmente fortunata con la sua infermiera, in quanto sorella della padrona di casa, un'infermiera\nsorella della sua padrona di casa, infermiera di professione e che aveva sempre una casa in\ncasa quando era disoccupata, si era trovata in libert\u00e0 proprio in tempo per\ndi assisterla.  E lei, disse la signora Smith, oltre ad avermi assistito in modo\noltre a curarmi in modo ammirevole, si \u00e8 rivelata una conoscenza preziosa. Non appena ho potuto\nappena ho potuto usare le mani mi ha insegnato a lavorare a maglia, il che \u00e8 stato un grande\ndivertimento; e mi ha insegnato a fare questi piccoli\nportafili, porta spilli e portacarte, che mi trovano sempre cos\u00ec\ne che mi forniscono i mezzi per fare del bene a una o due famiglie molto povere\na una o due famiglie molto povere di questo quartiere. Aveva una vasta\nconoscenze, ovviamente professionali, tra coloro che possono permettersi di acquistare\nacquistare, e si occupa della mia merce. Trova sempre il momento giusto per fare domanda.\nmomento giusto per fare domanda. Il cuore di tutti \u00e8 aperto, sapete, quando si \u00e8\nquando si \u00e8 da poco usciti da un forte dolore o si sta recuperando la benedizione della salute.\nsalute, e l'infermiera Rooke capisce perfettamente quando parlare. \u00c8 una\ndonna accorta, intelligente e sensibile. La sua \u00e8 una linea per vedere la natura umana\nnatura umana; e ha un fondo di buon senso e di osservazione che, come compagna, la rendono infinitamente\ncome compagna, la rendono infinitamente superiore a migliaia di persone che\navendo ricevuto solo la migliore educazione del mondo, non sanno nulla di\nnulla di cui valga la pena occuparsi. Chiamatelo pettegolezzo, se volete, ma quando l'infermiera Rooke\nquando l'infermiera Rooke ha mezz'ora di tempo libero da dedicarmi, \u00e8 sicura di avere\nqualcosa da raccontare che \u00e8 divertente e proficuo: qualcosa che\nqualcosa che fa conoscere meglio la propria specie. A uno piace sentire cosa succede, essere\nper essere al corrente dei modi pi\u00f9 nuovi di essere sciocchi e insignificanti.\nPer me, che vivo cos\u00ec tanto in solitudine, la sua conversazione, vi assicuro, \u00e8 una\npiacere.\n\nAnne, lungi dal voler sminuire il piacere, rispose: \"Posso tranquillamente crederci\".\ncrederci. Le donne di quella classe hanno grandi opportunit\u00e0 e, se sono intelligenti, possono\nintelligenti possono valere la pena di essere ascoltate. Le variet\u00e0 della natura umana\nnatura umana a cui sono abituate ad assistere! E non \u00e8 solo per le sue follie che\nfollie, che sono ben disposte; perch\u00e9 di tanto in tanto la vedono\nin tutte le circostanze che possono essere pi\u00f9 interessanti o toccanti.\nQuanti esempi passano davanti a loro di ardente, disinteressato,\ndi attaccamento disinteressato, di eroismo, di forza d'animo, di pazienza, di rassegnazione:\ndi tutti i conflitti e di tutti i sacrifici che ci nobilitano maggiormente. A\ncamera di un malato pu\u00f2 spesso fornire il valore di volumi.\n\n S\u00ec, disse la signora Smith pi\u00f9 dubbiosa, a volte pu\u00f2 succedere, anche se temo che le sue lezioni non siano spesso nello stile elevato che lei descrive.\nle sue lezioni non siano spesso nello stile elevato che lei descrive. Qua e l\u00e0\nnatura umana pu\u00f2 essere grande nei momenti di prova, ma in genere\nma in genere \u00e8 la sua debolezza e non la sua forza a comparire in una camera di\n\u00e8 l'egoismo e l'impazienza piuttosto che la generosit\u00e0 e la forza d'animo.\ne forza d'animo, di cui si sente parlare. C'\u00e8 cos\u00ec poca vera amicizia nel\ne purtroppo (parlando a bassa voce e tremando) ci sono cos\u00ec tante persone che\ntanti che dimenticano di pensare seriamente finch\u00e9 non \u00e8 quasi troppo tardi.\n\nAnne vide l'infelicit\u00e0 di tali sentimenti. Il marito non era stato quello che doveva\nmarito non era stato quello che avrebbe dovuto, e la moglie era stata condotta in mezzo a quella parte dell'umanit\u00e0 che le faceva\nche le faceva pensare al mondo peggio di quello che sperava meritasse. Tuttavia, per la signora Smith si trattava di un'emozione\nTuttavia, per la signora Smith non fu che un'emozione passeggera; se la scroll\u00f2 di dosso e subito dopo\ne subito dopo aggiunse in tono diverso\n\n Non credo che la situazione in cui si trova attualmente la mia amica Mrs Rooke,\nmi fornir\u00e0 molto di interessante o di edificante. Sta solo curando\nMrs Wallis di Marlborough Buildings; una donna alla moda, bella, sciocca e costosa, credo; e naturalmente non avr\u00e0 nulla da riferire,\ndonna alla moda, credo; e naturalmente non avr\u00e0 nulla da riferire\nse non di merletti e di gioielli. Intendo trarre profitto dalla signora Wallis,\ncomunque. Ha un sacco di soldi e intendo che compri tutte le cose di alto prezzo che ho in mente.\ncose costose che ho in mano.\n\nAnne aveva fatto visita alla sua amica diverse volte, prima che l'esistenza di una persona simile\nuna persona del genere fosse nota a Camden Place. Alla fine era diventato necessario\nparlare di lei. Sir Walter, Elizabeth e la signora Clay tornarono una mattina da Laura Place con un\nuna mattina da Laura Place, con un invito improvviso di Lady Dalrymple per la sera stessa.\nper la sera stessa, e Anne era gi\u00e0 impegnata a passare quella\nserata a Westgate Buildings. La scusa non le dispiacque. Erano\nerano state invitate, ne era certa, solo perch\u00e9 Lady Dalrymple, trattenuta a casa da un brutto raffreddore, era contenta\na casa a causa di un brutto raffreddore, era felice di sfruttare il rapporto che le era stato\nche le era stato richiesto con tanta insistenza; e per conto suo aveva rifiutato con grande\nalacrit\u00e0 Era impegnata a trascorrere la serata con un vecchio compagno di scuola.\ncompagno di scuola.  Non erano molto interessati a tutto ci\u00f2 che riguardava\nAnne, ma le domande che furono poste furono sufficienti a far capire\nche questo vecchio compagno di scuola fosse, e Elizabeth era\nsdegnata e Sir Walter severo.\n\n Westgate Buildings! disse, e chi \u00e8 la signorina Anne Elliot che va a trovare\nin visita a Westgate Buildings? Una signora Smith. Una vedova Mrs Smith; e chi era il marito?\nera suo marito? Uno dei cinquemila Mr Smith che si incontrano ovunque.\nsi incontrano dappertutto. E qual \u00e8 la sua attrattiva? Che \u00e8 vecchia e\nmalaticcia. Parola mia, signorina Anne Elliot, lei ha un gusto straordinario!\ngusti! Tutto ci\u00f2 che disgusta le altre persone, le compagnie di basso livello, le stanze misere,\nl'aria sgradevole, le associazioni disgustose sono invitanti per lei. Ma sicuramente\nMa sicuramente potrete rimandare questa vecchia signora a domani: non \u00e8 cos\u00ec vicina alla fine, presumo, ma\npresumo, ma che possa sperare di vedere un altro giorno. Qual \u00e8 la sua et\u00e0?\nQuaranta?\n\n No, signore, non \u00e8 all'una e mezza; ma non credo di poter rimandare il mio impegno, perch\u00e9 \u00e8 l'unica sera per un po' di tempo in cui sar\u00e0 possibile\nil mio impegno, perch\u00e9 \u00e8 l'unica sera da un po' di tempo a questa parte che\nche possa andare bene sia a lei che a me. Domani entrer\u00e0 nel bagno caldo e per il resto della settimana\nper il resto della settimana, sapete, siamo impegnati.\n\n Ma cosa pensa Lady Russell di questa conoscenza?\nElisabetta.\n\n Non vede nulla di biasimevole in questo, rispose Anne; al contrario, lo approva.\nal contrario, lo approva, e in genere mi ha accompagnata quando ho fatto visita a Mrs.\nSmith.\n\n Westgate Buildings deve essere stato piuttosto sorpreso dall'apparizione di una carrozza\ndi una carrozza accostata al marciapiede, osserv\u00f2 Sir Walter.  Sir\nLa vedova di Sir Henry Russell, in effetti, non ha onori per distinguere le sue armi,\nma \u00e8 comunque un bell'equipaggiamento, e senza dubbio \u00e8 noto che trasporta\nuna certa Miss Elliot. Una vedova, Mrs Smith, che alloggia a Westgate Buildings!\nUna povera vedova che riesce a malapena a vivere, tra i trenta e i quarant'anni; una semplice Mrs Smith, una Mrs Smith di tutti i giorni.\nSmith, una signora Smith qualunque, di tutte le persone e di tutti i nomi del mondo.\nmondo, di essere l'amica prescelta della signorina Anne Elliot, e di essere preferita da lei\ndi essere l'amica prescelta della signorina Anne Elliot e di essere preferita da quest'ultima ai suoi legami familiari con la nobilt\u00e0 d'Inghilterra e d'Irlanda!\nIrlanda! Signora Smith! Che nome!\n\nLa signora Clay, che aveva assistito a tutto questo, ritenne opportuno lasciare la stanza.\nAnne avrebbe potuto dire molto, e lo fece a lungo, in difesa della sua amica.\nmolto, e desiderava dire un po' in difesa delle pretese del _suo_ amico, non molto dissimili dalle loro.\nnon molto dissimili dalle loro, ma il senso di rispetto personale nei confronti del padre\npadre glielo imped\u00ec. Non fece alcuna replica. Lasci\u00f2 a lui il compito di ricordare,\nche la signora Smith non era l'unica vedova di Bath tra i trenta e i quarant'anni,\ncon poco da vivere e senza un cognome dignitoso.\n\nAnne mantenne il suo appuntamento; gli altri mantennero i loro e naturalmente lei sent\u00ec la mattina dopo che\nNaturalmente il mattino dopo seppe che avevano trascorso una serata deliziosa. Lei era\nera stata l'unica assente, perch\u00e9 Sir Walter ed Elizabeth non solo erano stati\nSir Walter ed Elizabeth non solo si erano messi al servizio di Sua Signoria, ma erano anche\ndi sua signoria, ma erano stati felici di essere impiegati da lei per raccogliere gli altri, e avevano\nLady Russell e Mr. Elliot; e Mr. Elliot si era premurato di lasciare il posto a Mr.\nElliot aveva fatto in modo di lasciare il colonnello Wallis in anticipo, e Lady\nRussell aveva organizzato tutti i suoi impegni serali per aspettarla.\nper aspettarla. Anne ebbe da Lady Russell l'intera storia di tutto ci\u00f2 che una serata del genere avrebbe potuto\ndi tutto ci\u00f2 che una serata del genere poteva fornire a Lady Russell. Per lei, l'interesse pi\u00f9 grande doveva essere quello di\ndi cui si era parlato molto tra la sua amica e Mr.\ndi essere stata desiderata, rimpianta e allo stesso tempo onorata per\nper essere stata lontana per una tale causa. Le sue visite gentili e compassionevoli a questo\nvecchio compagno di scuola, malato e ridotto, sembravano aver fatto molto piacere a Mr.\nElliot. La riteneva una giovane donna straordinaria; per il suo carattere,\nmaniere, mente, un modello di eccellenza femminile. Avrebbe potuto incontrare persino Lady\nRussell in una discussione sui suoi meriti; e Anne non poteva essere in grado di capire\nnon poteva farsi capire cos\u00ec tanto dal suo amico, non poteva\nda un uomo sensibile, senza provare molte di quelle piacevoli sensazioni che il suo amico voleva\nsensazioni piacevoli che il suo amico intendeva creare.\n\nLady Russell era ormai perfettamente decisa nell'opinione che aveva di Mr Elliot. Era\nera convinta sia che lui intendesse conquistare Anne in tempo, sia che la meritasse.\ndi Anne in tempo, quanto del fatto che la meritasse.\nche lo avrebbero liberato da tutti i vincoli della vedovanza, lasciandolo libero di\ne lasciarlo libero di esercitare i suoi pi\u00f9 aperti poteri di compiacimento. Lei\nnon avrebbe parlato ad Anna con la met\u00e0 della certezza che sentiva sull'argomento.\nnon avrebbe parlato ad Anne con la met\u00e0 delle certezze che sentiva sull'argomento, avrebbe azzardato poco pi\u00f9 che accenni a ci\u00f2 che potrebbe essere\ndi un possibile attaccamento da parte sua, dell'opportunit\u00e0 dell'alleanza, supponendo che tale\ndell'alleanza, supponendo che tale attaccamento fosse reale e ricambiato.\nAnna la ascolt\u00f2 e non fece alcuna esclamazione violenta; si limit\u00f2 a sorridere,\narross\u00ec e scosse dolcemente la testa.\n\n Non sono un sensale, come ben sapete, disse Lady Russell, consapevole dell'incertezza di tutti gli eventi e i calcoli umani.\ntroppo consapevole dell'incertezza di tutti gli eventi e i calcoli umani.\nIntendo solo dire che se Mr Elliot dovesse, di qui a qualche tempo, rivolgersi a voi, e se voi foste disposti ad accettarlo.\ne se lei fosse disposta ad accettarlo, credo che ci sarebbero tutte le possibilit\u00e0\ncredo che ci sarebbero tutte le possibilit\u00e0 di essere felici insieme. Un legame molto\nun legame molto adatto, tutti devono considerarlo, ma credo che potrebbe essere\nmolto felice.\n\n Mr Elliot \u00e8 un uomo estremamente piacevole e per molti aspetti lo stimo molto, disse Anne.\nAnne, ma non dovremmo andare d'accordo.\n\nLady Russell lasci\u00f2 correre e si limit\u00f2 a dire, in risposta, che per\ndi potervi considerare la futura padrona di Kellynch, la futura Lady Elliot.\nLady Elliot, di vederti occupare il posto della tua cara madre, di succedere a tutti i suoi diritti e a tutta la sua\nmadre, succedendo a tutti i suoi diritti e a tutta la sua popolarit\u00e0, oltre che a tutte le sue\ntutte le sue virt\u00f9, sarebbe per me la pi\u00f9 grande gratificazione possibile.\nSiete come vostra madre nel volto e nell'indole; e se mi fosse concesso di immaginarvi come\nse mi fosse concesso di immaginarti come lei, nella situazione e nel nome,\ne casa, presiedendo e benedicendo nello stesso luogo, e solo superiore a lei per\nlei solo per il fatto di essere pi\u00f9 apprezzata! Mia carissima Anne, mi darebbe pi\u00f9 piacere di quanto\npiacere di quanto spesso si provi nel mio periodo di vita!\n\nAnne fu costretta ad allontanarsi, ad alzarsi, a camminare verso un tavolo lontano,\ne, appoggiandosi l\u00ec con un finto lavoro, cerc\u00f2 di dominare i sentimenti\nl'immagine eccitata. Per qualche istante la sua immaginazione e il suo cuore\nerano stati stregati. L'idea di diventare ci\u00f2 che era stata sua madre; di\ndi far rivivere per la prima volta in lei il prezioso nome di Lady Elliot; di\ndi essere restituita a Kellynch, di chiamarla di nuovo casa sua, la sua casa per sempre.\nper sempre, era un fascino a cui non poteva resistere immediatamente. Lady Russell\nnon disse un'altra parola, desiderosa di lasciare la questione al suo\ne credendo che, se Mr Elliot avesse potuto parlare in quel momento con\nElliot in quel momento avrebbe potuto parlare per se stesso, credeva, in breve, a ci\u00f2 che Anne non credeva.\nnon credeva. La stessa immagine di Mr Elliot che parla per se stesso\nriport\u00f2 Anne alla calma. Il fascino di Kellynch e di Lady Elliot svan\u00ec.\nElliot svan\u00ec. Non riusc\u00ec mai ad accettarlo. E non era solo\nnon era solo che i suoi sentimenti erano ancora avversi a qualsiasi uomo, tranne uno; il suo giudizio, dopo aver preso seriamente in considerazione le possibilit\u00e0 di un tale\ngiudizio, considerando seriamente le possibilit\u00e0 di un caso del genere, era contro Mr Elliot.\ncaso, era contro Mr Elliot.\n\nSebbene si conoscessero ormai da un mese, non poteva essere certa di conoscere davvero\ndi conoscere davvero il suo carattere. Che fosse un uomo sensibile, un\npiacevole, che parlava bene, che professava buone opinioni, che sembrava giudicare bene e\ngiudicare correttamente e come uomo di principi, tutto questo era abbastanza chiaro. Egli\ncertamente sapeva ci\u00f2 che era giusto, n\u00e9 lei riusc\u00ec a fissare un articolo del dovere morale\nmorale evidentemente trasgredito; eppure lei avrebbe avuto paura di\ndi rispondere della sua condotta. Diffidava del passato, se non del presente.\nI nomi che di tanto in tanto cadevano di ex soci, le allusioni a pratiche e attivit\u00e0 precedenti\na pratiche e occupazioni precedenti, suggerivano sospetti non favorevoli\ndi ci\u00f2 che era stato. Si accorse che c'erano state delle cattive abitudini; che il viaggio domenicale era una cosa comune.\nche i viaggi domenicali erano stati una cosa comune; che c'era stato un periodo della sua vita (e probabilmente non\nche c'era stato un periodo della sua vita (e probabilmente non breve) in cui era stato, almeno,\nin tutte le questioni serie; e, anche se ora potrebbe pensarla in modo molto\nche i veri sentimenti di un uomo intelligente e prudente, abbastanza vecchio da poter essere\nprudente, abbastanza grande da apprezzare un carattere corretto? Come\nCome si potrebbe mai accertare che la sua mente fosse veramente pulita?\n\nIl signor Elliot era razionale, discreto, raffinato, ma non era aperto. Non c'era\nnon c'era mai un'esplosione di sentimenti, un calore di indignazione o di gioia,\nper il male o il bene degli altri. Questo, per Anne, era una decisa\nimperfezione. Le sue prime impressioni erano inguaribili. Apprezzava le persone\nfranco, il cuore aperto, il carattere impaziente pi\u00f9 di ogni altro. Il calore\ne l'entusiasmo la affascinavano ancora. Sentiva di poter dipendere molto di pi\u00f9\npi\u00f9 sulla sincerit\u00e0 di coloro che a volte guardavano o dicevano una cosa\no detto una cosa sbadata o frettolosa, piuttosto che di coloro la cui presenza di spirito non variava mai\npresenza mentale non variava mai, la cui lingua non scivolava mai.\n\nAnche il signor Elliot era in genere simpatico. Per quanto diversi fossero i temperamenti in\ncasa di suo padre, lui li accontentava tutti. Sopportava troppo bene, si trovava troppo bene\ntroppo bene con tutti. Le aveva parlato con un certo grado di apertura della signora\ndella signora Clay; sembrava che avesse capito completamente cosa la signora Clay stesse facendo,\ne che la disprezzasse; eppure la signora Clay lo trovava piacevole come\nqualsiasi altra persona.\n\nLady Russell ha visto meno o pi\u00f9 della sua giovane amica, perch\u00e9 non ha visto\nnulla che potesse suscitare diffidenza. Non riusciva a immaginare un uomo pi\u00f9 esattamente\nesattamente quello che dovrebbe essere di Mr Elliot; n\u00e9 ha mai provato un sentimento pi\u00f9 dolce\npi\u00f9 dolce della speranza di vederlo ricevere la mano della sua amata\nAnne nella chiesa di Kellynch, nel corso dell'autunno successivo.\n\n\n\n\nCAPITOLO XVIII.\n\n\nEra l'inizio di febbraio e Anne, dopo un mese di permanenza a Bath, era sempre pi\u00f9 ansiosa di ricevere notizie da Uppercross e Lyme.\nBath, era sempre pi\u00f9 ansiosa di ricevere notizie da Uppercross e Lyme. Voleva\nvoleva sapere molto di pi\u00f9 di quanto Mary le avesse comunicato. Erano tre settimane\ntre settimane dall'ultima volta che aveva avuto notizie. Sapeva solo che Henrietta era di nuovo a casa e che Louisa, anche se si riteneva che fosse\ne che Louisa, sebbene si ritenesse che si stesse riprendendo velocemente, era ancora a Lyme.\ne che Louisa, sebbene si ritenesse che si stesse riprendendo in fretta, era ancora a Lyme.\nuna sera, quando le fu recapitata una lettera pi\u00f9 corposa del solito da parte di Mary.\ne, per accrescere il piacere e la sorpresa, con i complimenti dell'ammiraglio e della signora Croft.\nCroft.\n\nI Croft devono essere a Bath! Una circostanza che la interessava. Erano\npersone a cui il suo cuore si rivolgeva in modo molto naturale.\n\n Cos'\u00e8 questo? grid\u00f2 Sir Walter.  I Croft sono arrivati a Bath? I\nCroft che affittano Kellynch? Cosa vi hanno portato?\n\n Una lettera da Uppercross Cottage, signore.\n\n Quelle lettere sono comodi passaporti. Assicurano una\npresentazione. Avrei comunque fatto visita all'ammiraglio Croft, in ogni caso.\nin ogni caso. So cosa \u00e8 dovuto al mio inquilino.\n\nAnne non pot\u00e9 pi\u00f9 ascoltare; non avrebbe nemmeno potuto raccontare come il povero\nAmmiraglio; la lettera la assorbiva. Era stata\niniziata da diversi giorni.\n\n 1 febbraio.\n\n\n MIA CARA ANNE,\n\nNon mi scuso per il mio silenzio, perch\u00e9 so quanto poco le persone\nle lettere in un posto come Bath. Dovete essere fin troppo felici\ntroppo felice per preoccuparsi di Uppercross, che, come ben sapete, offre ben poco\nda scrivere. Abbiamo trascorso un Natale molto noioso; il signor e la signora Musgrove\nnon hanno fatto una sola cena in tutte le vacanze. Non considero gli\nHayters come qualcuno. Le vacanze, tuttavia, sono finalmente finite: Credo che\nnessun bambino ne abbia mai passate di cos\u00ec lunghe. Io sono sicura di non averle avute. La casa \u00e8 stata\ncasa \u00e8 stata sgomberata ieri, tranne che per i piccoli Harville; ma sarete sorpresi di sapere che non sono\nsarete sorpresi di sapere che non sono mai andati a casa. La signora Harville deve essere una madre\nmadre strana per separarsi da loro cos\u00ec a lungo. Non riesco a capire. Non sono\nnon sono affatto dei bei bambini, a mio parere; ma la signora Musgrove sembra amarli\nMusgrove sembra amarli altrettanto bene, se non meglio, dei suoi nipoti. Che\ntempo terribile che abbiamo avuto! Forse a Bath, con i suoi bei marciapiedi, non lo si sente\nBath, con i suoi bei marciapiedi, ma in campagna ha una certa importanza. Non ho\ndalla seconda settimana di gennaio, tranne Charles Hayter, che mi ha chiamato molto pi\u00f9 spesso di quanto\nCharles Hayter, che ha chiamato molto pi\u00f9 spesso di quanto fosse gradito.\nDetto tra noi, penso che sia un gran peccato che Henrietta non sia rimasta a Lyme quanto Louisa.\nLyme quanto Louisa; l'avrebbe tenuta un po' fuori dai piedi di lui.\nLa carrozza \u00e8 partita oggi, per portare Louisa e gli Harville\ndomani. Non ci \u00e8 stato chiesto di cenare con loro, tuttavia, fino al giorno dopo.\nLa signora Musgrove teme che sia affaticata dal viaggio,\nche non \u00e8 molto probabile, considerando le cure che le verranno riservate.\ne sarebbe molto pi\u00f9 conveniente per me cenare l\u00ec\ndomani. Sono felice che troviate Mr Elliot cos\u00ec piacevole e vorrei poterlo conoscere anch'io.\nconoscerlo, ma ho la solita fortuna: sono sempre fuori strada quando c'\u00e8 qualcosa di desiderabile.\nquando c'\u00e8 qualcosa di interessante; sono sempre l'ultima della mia famiglia a essere notata.\nfamiglia ad essere notata. Che tempo immenso ha passato la signora Clay con Elizabeth!\ncon Elizabeth! Non ha mai intenzione di andarsene? Ma forse se lasciasse\nlasciasse la stanza libera, potremmo non essere invitati. Fatemi sapere cosa\ncosa ne pensate. Non mi aspetto che i miei figli vengano invitati, sapete. Posso\nlasciarli alla Grande Casa molto bene, per un mese o sei settimane. I\nHo sentito che i Croft andranno a Bath quasi subito.\nimmediatamente; pensano che l'ammiraglio sia gottoso. Charles l'ha saputo per caso.\nCharles l'ha saputo per caso; non hanno avuto la cortesia di avvisarmi, n\u00e9 di\ndi offrirmi di prendere qualcosa. Non credo che migliorino affatto come\nvicini. Non li vediamo mai, e questo \u00e8 davvero un esempio di\ngrave disattenzione. Charles si unisce a me nell'amore e in tutto ci\u00f2 che \u00e8 giusto.\nCon affetto,\n\n MARY M .\n\n Mi dispiace dire che non sto affatto bene; e Jemima mi ha appena detto che il macellaio dice che ho un brutto mal di gola.\nmi ha detto che il macellaio dice che c'\u00e8 un brutto mal di gola molto\nin giro. Temo che me lo prender\u00f2; e il mio mal di gola, lo sapete, \u00e8 sempre\nsempre peggiore di quello degli altri.\n\n\nCos\u00ec si concludeva la prima parte, che era stata poi messa in una\nbusta, contenente quasi altrettanto.\n\n Ho tenuto aperta la mia lettera per potervi inviare la notizia di come Louisa ha affrontato il suo viaggio.\nviaggio, e ora sono estremamente contenta di averlo fatto, avendo molte cose da aggiungere.\nIn primo luogo, ieri ho ricevuto un biglietto dalla signora Croft, che si offriva di\nun biglietto molto gentile e amichevole, indirizzato a me, come \u00e8 giusto che sia.\nmolto gentile e amichevole, indirizzata a me, come \u00e8 giusto che sia.\nlunga quanto voglio. L'Ammiraglio non sembra molto malato e spero sinceramente che Bath gli faccia bene.\nspero che Bath gli faccia tutto il bene che vuole. Sar\u00f2 davvero felice di\ndi riaverli con noi. Il nostro quartiere non pu\u00f2 fare a meno di una famiglia cos\u00ec\nfamiglia. Ma ora parliamo di Louisa. Ho qualcosa da comunicare che\nvi stupir\u00e0 non poco. Lei e gli Harville sono arrivati marted\u00ec senza problemi.\nmarted\u00ec, senza problemi, e la sera andammo a chiederle come stava, quando fummo piuttosto sorpresi di non trovare il capitano Benwick della comitiva.\nsorpresa di non trovare il capitano Benwick tra gli invitati, perch\u00e9 era stato\nera stato invitato come gli Harville; e quale pensate sia stato il motivo?\nmotivo? N\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno che il fatto che fosse innamorato di Louisa e che non volesse avventurarsi a Uppercerc.\ne che non volesse avventurarsi a Uppercross finch\u00e9 non avesse avuto una risposta da Mr.\nMusgrove; perch\u00e9 era tutto deciso tra lui e lei prima che lei partisse, e lui le aveva scritto.\ne lui aveva scritto al padre di lei per mezzo del capitano Harville. Vero, sul\nmio onore! Non siete stupito? Sarei almeno sorpreso se ne aveste mai\nse ne avete mai ricevuto un accenno, perch\u00e9 io non l'ho mai ricevuto. La signora Musgrove protesta\nsolennemente che non ne sapeva nulla. Siamo tutti molto contenti\nsiamo tutti molto contenti, perch\u00e9 anche se non \u00e8 uguale al suo matrimonio con il capitano\nWentworth, \u00e8 infinitamente meglio di Charles Hayter; e il signor Musgrove ha scritto il suo consenso.\nMusgrove ha scritto il suo consenso e il capitano Benwick \u00e8 atteso per oggi. La signora\nHarville dice che suo marito \u00e8 molto dispiaciuto per la sua povera sorella.\nma, comunque, Louisa \u00e8 la preferita di entrambi. Infatti,\nMrs Harville e io siamo d'accordo sul fatto che la amiamo ancora di pi\u00f9 per averla\nl'abbiamo accudita. Charles si chiede cosa dir\u00e0 il capitano Wentworth; ma se ricordate, non ho mai pensato che fosse affezionato a lei.\nse vi ricordate, non ho mai pensato che fosse affezionato a Louisa.\nnulla di tutto ci\u00f2. E questa \u00e8 la fine, come vedete, del capitano Benwick\nche si pensa che il capitano Benwick sia un suo ammiratore. Come Charles abbia potuto pensare a una cosa del genere\ncome Charles abbia potuto pensare a una cosa del genere \u00e8 sempre stato incomprensibile per me. Spero che ora\npi\u00f9 gradevole ora. Certamente non \u00e8 un ottimo partito per Louisa Musgrove,\nma un milione di volte meglio che sposarsi tra gli Hayter.\n\nMary non doveva temere che la sorella fosse in qualche modo preparata alla notizia.\nnotizia. Non era mai stata cos\u00ec stupita in vita sua. Il capitano\nBenwick e Louisa Musgrove! Era quasi troppo meraviglioso per essere creduto,\ne fu con il massimo sforzo che riusc\u00ec a rimanere nella stanza,\nmantenere un'aria calma e rispondere alle comuni domande del momento.\nmomento. Per sua fortuna, non erano molte. Sir Walter voleva sapere\nse i Croft viaggiavano con quattro cavalli e se era probabile che si trovassero in una zona cos\u00ec\nse si trovavano in una zona di Bath in cui la signorina Elliot e lui avrebbero potuto recarsi in visita.\nElliot e lui stesso; ma non aveva altre curiosit\u00e0.\n\n Come sta Maria? disse Elisabetta; e senza aspettare una risposta, e\ndi grazia, cosa porta i Croft a Bath?\n\n Vengono per conto dell'Ammiraglio. Si pensa che sia gottoso.\n\n Gotta e decrepitezza! disse Sir Walter.  Povero vecchio signore.\n\n Hanno qualche conoscente qui? chiese Elizabeth.\n\n Non lo so, ma difficilmente posso supporre che, all'epoca della vita e della professione dell'ammiraglio Croft\ne nella sua professione, non abbia molte conoscenze in un posto come questo.\nun posto come questo.\n\n Sospetto, disse Sir Walter con freddezza, che l'ammiraglio Croft sar\u00e0 meglio conosciuto a Bath\nconosciuto a Bath come affittuario di Kellynch Hall. Elizabeth, possiamo azzardarci\ndi presentare lui e sua moglie a Laura Place?\n\n Oh, no! Non credo. Nella situazione in cui ci troviamo con Lady Dalrymple, cugini,\ndovremmo stare molto attenti a non metterla in imbarazzo con conoscenze che\npotrebbe non approvare. Se non fossimo parenti, non avrebbe importanza; ma in quanto cugine, si farebbe scrupoli a non conoscerci.\ncugini, si sentirebbe scrupolosa nei confronti di qualsiasi nostra proposta. Era meglio\nmeglio lasciare che i Croft trovino il loro livello. Ci sono diversi\nuomini dall'aspetto strano che si aggirano qui intorno e che, mi dicono, sono marinai. I\nCrofts si uniranno a loro.\n\nQuesta era la parte di interesse di Sir Walter ed Elizabeth per la lettera;\nquando la signora Clay aveva pagato il suo tributo di attenzione pi\u00f9 decente, in un\ndi attenzione pi\u00f9 decente, in una richiesta di informazioni sulla signora Charles Musgrove e sui suoi bei bambini, Anne fu\nlibert\u00e0.\n\nNella sua stanza, cerc\u00f2 di comprenderlo. Charles potrebbe chiedersi\ncome si sarebbe sentito il capitano Wentworth! Forse aveva abbandonato il campo, aveva\nrinunciato a Louisa, aveva smesso di amare, aveva scoperto di non amarla. Lei\nnon poteva sopportare l'idea di un tradimento o di una leggerezza, o di qualcosa di simile al\ntra lui e il suo amico. Non poteva sopportare che una tale\namicizia come la loro venisse interrotta ingiustamente.\n\nIl capitano Benwick e Louisa Musgrove! La vivace e gioiosa Louisa Musgrove e l'abbattuta, pensante, sensibile, lettrice del capitano Benwick.\nLouisa Musgrove, e lo sconsolato, pensante, sentimentale, leggiadro capitano Benwick, sembravano ognuno tutto ci\u00f2 che non si addiceva all'altro.\nBenwick, sembravano ciascuno tutto ci\u00f2 che non si addiceva all'altro.\nLe loro menti erano molto diverse! Dove poteva essere l'attrazione? La risposta si present\u00f2 presto.\nrisposta si present\u00f2 presto. Era stata la situazione. Erano stati\nerano stati messi insieme da diverse settimane; avevano vissuto nello stesso piccolo\nfamiglia: da quando Henrietta se n'era andata, dovevano dipendere quasi interamente l'una dall'altra\nquasi interamente l'uno dall'altra, e Louisa, appena ripresasi dalla malattia, era stata\nLouisa, che si stava riprendendo dalla malattia, era in uno stato interessante e il capitano Benwick era\nBenwick non era inconsolabile. Questo era un punto che Anne non aveva potuto evitare di\nAnne non aveva potuto fare a meno di sospettare prima; e invece di trarre la stessa conclusione di\nMary, dall'attuale corso degli eventi, servivano solo a confermare\nl'idea che lui avesse provato un po' di tenerezza nei suoi confronti.\nNon intendeva, tuttavia, trarne molto di pi\u00f9 per gratificare la sua\nvanit\u00e0, di quanto Mary avrebbe potuto permettere. Era convinta che qualsiasi\ngiovane donna tollerabilmente gradevole che avesse ascoltato e sembrasse sentire per\navrebbe ricevuto lo stesso complimento. Aveva un cuore affettuoso\ncuore. Doveva amare qualcuno.\n\nNon vedeva alcun motivo che impedisse loro di essere felici. Louisa aveva un bel fervore navale\nnavale per cominciare, e presto sarebbero diventati pi\u00f9 simili. Lui avrebbe\nlui avrebbe acquisito allegria e lei avrebbe imparato a essere un'appassionata di Scott e Lord Byron.\ne di Lord Byron; anzi, probabilmente l'avrebbe gi\u00e0 imparato; \u00e8 ovvio che si erano\nsi erano innamorati della poesia. L'idea di Louisa Musgrove trasformata in una persona di\nuna persona dal gusto letterario e dalla riflessione sentimentale era divertente, ma\nnon aveva dubbi che fosse cos\u00ec. La giornata a Lyme, la caduta dal\nCobb, avrebbero potuto influenzare la sua salute, i suoi nervi, il suo coraggio, il suo\ncarattere fino alla fine della sua vita, con la stessa intensit\u00e0 con la quale sembrava aver\ninfluenzato il suo destino.\n\nLa conclusione di tutto ci\u00f2 fu che, se la donna che era stata sensibile ai meriti del Capitano Wentworth\nWentworth potesse preferire un altro uomo, non c'era nulla nel fidanzamento\nun altro uomo, non c'era nulla nel fidanzamento che potesse destare\ne se il capitano Wentworth non aveva perso nessun amico, certamente\nnulla da rimpiangere. No, non era il rimpianto che faceva battere il cuore di Anne\nAnne batteva a dispetto di se stessa, e le faceva prendere colore alle guance quando\nquando pens\u00f2 al capitano Wentworth libero e senza catene. Aveva alcuni\nsentimenti che si vergognava di indagare. Erano troppo simili alla\ngioia, una gioia insensata!\n\nDesiderava ardentemente vedere i Croft; ma quando l'incontro ebbe luogo, fu evidente che nessuna notizia era ancora giunta loro.\nera evidente che nessuna voce della notizia li aveva ancora raggiunti. La visita di rito\ncerimonia fu fatta e ricambiata; e Louisa Musgrove fu menzionata, e anche il capitano Benwick, senza nemmeno un mezzo sorriso.\ncapitano Benwick, senza nemmeno un mezzo sorriso.\n\nI Croft si erano sistemati in un alloggio in Gay Street, perfettamente\nperfettamente soddisfatti di Sir Walter. Non si vergognava affatto di quella\nconoscenza e, in effetti, pensava e parlava molto di pi\u00f9 dell'ammiraglio di quanto quest'ultimo avesse mai pensato o parlato di lui.\ndell'Ammiraglio, pi\u00f9 di quanto l'Ammiraglio abbia mai pensato o parlato di lui.\n\nI Crofts conoscevano tutte le persone di Bath che desideravano e consideravano i loro rapporti con gli Ellioti come una mera questione di forma.\ne consideravano i loro rapporti con gli Ellioti come una mera questione di forma,\ne non era affatto in grado di procurare loro alcun piacere. Avevano portato\ncon loro l'abitudine contadina di stare quasi sempre insieme. Gli fu\nper tenere a bada la gotta, e la signora Croft sembrava che lo accompagnasse in tutto e per tutto.\ncon lui in tutto, e di camminare per la sua vita per fargli del bene. Anne\nli vedeva ovunque andasse. Lady Russell la portava fuori in carrozza quasi tutte le mattine.\nLady Russell la portava fuori in carrozza quasi tutte le mattine, e lei non mancava mai di pensare a loro e di\ndi vederli. Conoscendo i loro sentimenti, era un'immagine di felicit\u00e0 molto\nun'immagine di felicit\u00e0 molto attraente per lei. Li guardava sempre pi\u00f9 a lungo\npi\u00f9 a lungo possibile, con la fantasia di capire di cosa stessero\ndi cosa stessero parlando, mentre camminavano in felice indipendenza, o ugualmente\ndi vedere l'Ammiraglio che stringeva calorosamente la mano quando incontrava un vecchio amico.\nun vecchio amico, e osservare la loro foga di conversazione quando\nquando di tanto in tanto si formava un piccolo nodo della marina, la signora Croft\nCroft sembrava intelligente e appassionata come tutti gli ufficiali che la circondavano.\n\nAnne era troppo impegnata con Lady Russell per poter passeggiare spesso\nMa accadde che una mattina, circa una settimana o dieci giorni dopo l'arrivo dei Croft, le convenne lasciare la sua amica o\ndopo l'arrivo dei Croft, le convenne lasciare l'amica, o la sua carrozza, nella parte bassa della citt\u00e0 e tornare da sola.\nla sua amica, o la sua carrozza, nella parte bassa della citt\u00e0, e tornare da sola a Camden Place.\nCamden Place, e nel percorrere Milsom Street ebbe la fortuna di incontrare l'ammiraglio.\nfortuna di incontrare l'ammiraglio. Era in piedi da solo davanti alla vetrina di una\nalla vetrina di una tipografia, con le mani dietro, in seria contemplazione\ndi una stampa, e lei non solo avrebbe potuto passargli accanto senza essere vista, ma fu costretta a\nma fu costretta a toccarlo e a rivolgergli la parola prima di accorgersi di lui.\ndi lui. Quando lui si accorse di lei e la riconobbe, tuttavia, lo fece\ncon la sua solita franchezza e il suo buon umore.  Ah! Siete voi? Grazie\nGrazie, grazie. Questo \u00e8 trattarmi come un amico. Eccomi qui, vedete,\na fissare un quadro. Non riesco mai a passare davanti a questo negozio senza fermarmi.\nMa che cosa c'\u00e8 qui, a mo' di barca! Guardatela. Avete mai\nvisto una cosa simile? Che tipi bizzarri devono essere i vostri bravi pittori, per pensare\nche qualcuno voglia rischiare la propria vita in un vecchio e informe\nvecchio guscio di gallo come quello? Eppure qui ci sono due gentiluomini incastrati in esso\na loro agio, e che guardano intorno a loro le rocce e le montagne, come se non dovessero\nmontagne, come se non dovessero essere sconvolti l'attimo dopo, cosa che invece\ncertamente lo saranno. Mi chiedo dove sia stata costruita quella barca!  (ridendo\ndi cuore); non mi avventurerei su uno stagno per cavalli. Bene, (voltandosi\nallontanandosi), ora, dove sei diretto? Posso andare da qualche parte per voi o con\nte? Posso essere di qualche utilit\u00e0?\n\n No, grazie, a meno che non mi concediate il piacere della vostra\ncompagnia nel tratto di strada che ci separa. Vado a casa.\n\n Lo far\u00f2, con tutto il cuore, e anche pi\u00f9 in l\u00e0. S\u00ec, s\u00ec, faremo\nuna bella passeggiata insieme, e ho qualcosa da dirvi mentre andiamo\nmentre andiamo avanti. Ecco, prendete il mio braccio; \u00e8 vero, non mi sento a mio agio se non ho una donna accanto.\nnon mi sento a mio agio se non ho una donna accanto. Signore, che barca \u00e8 questa!\".\nil quadro, mentre cominciavano a muoversi.\n\n Ha detto che aveva qualcosa da dirmi, signore?\n\n S\u00ec, l'ho fatto, tra poco. Ma ecco che arriva un amico, il capitano Brigden.\ndir\u00f2 solo: \"Come va?\" mentre passiamo, comunque. Non mi fermer\u00f2.\n Come va?  Brigden guarda per vedere qualcuno con me, tranne mia moglie. Lei,\npovera anima, \u00e8 legata per una gamba. Ha una vescica su uno dei talloni,\ngrande come un pezzo da tre scellini. Se guardate dall'altra parte della strada, vedrete\nvedrete scendere l'ammiraglio Brand e suo fratello. Gente malandata,\nentrambi! Sono felice che non siano da questa parte della strada. Sophy\nnon li sopporta. Una volta mi hanno fatto uno scherzo pietoso: sono scappati con\nalcuni dei miei uomini migliori. Vi racconter\u00f2 l'intera storia un'altra volta.\nArrivano il vecchio Sir Archibald Drew e suo nipote. Guardate, ci vede;\nti bacia la mano, ti prende per mia moglie. Ah! La pace \u00e8 arrivata\n\u00e8 arrivata troppo presto per quel bifolco. Povero vecchio Sir Archibald! Come le piace\nBath, signorina Elliot? Ci sta molto bene. Ci incontriamo sempre con\nqualche vecchio amico o altro; le strade sono piene di loro ogni mattina.\ndi chiacchiere; e poi ci allontaniamo da tutti, ci chiudiamo nei nostri alloggi, ci mettiamo in poltrona e...\nnei nostri alloggi, ci mettiamo in poltrona e stiamo comodi come se fossimo a Kellynch.\ncome se fossimo a Kellynch, o come eravamo soliti essere anche a North Yarmouth e Deal.\ne Deal. Non ci piace di pi\u00f9 il nostro alloggio qui, ve lo dico io,\nperch\u00e9 ci fanno venire in mente quelli che avevamo a North Yarmouth. Il vento\nvento soffia attraverso uno degli armadi proprio nello stesso modo.\n\nQuando si furono allontanati un po', Anne si arrischi\u00f2 a chiedere di nuovo\nquello che lui aveva da comunicare. Sperava che, una volta lasciata Milsom Street, la sua curiosit\u00e0 sarebbe stata soddisfatta.\ndi veder soddisfatta la sua curiosit\u00e0; ma era ancora costretta ad aspettare, perch\u00e9\nl'Ammiraglio aveva deciso di non iniziare finch\u00e9 non avessero raggiunto lo spazio e la tranquillit\u00e0 di Belmont.\nspazio e la tranquillit\u00e0 di Belmont; e poich\u00e9 lei non era davvero la signora\nCroft, doveva lasciarlo fare a modo suo. Non appena furono in grado di salire\nsalirono a Belmont, inizi\u00f2\n\n Ora sentirete qualcosa che vi sorprender\u00e0. Ma prima\nprima di tutto, dovete dirmi il nome della ragazza di cui vi parler\u00f2.\ndi cui vi parler\u00f2. Quella ragazza, sapete, per la quale siamo tutti cos\u00ec preoccupati.\nper la quale ci siamo preoccupati. La signorina Musgrove, a cui \u00e8 successo tutto questo. Il suo\nNome di battesimo: dimentico sempre il suo nome di battesimo.\n\nAnne si era vergognata di apparire comprensiva cos\u00ec presto come in realt\u00e0\nma ora poteva tranquillamente suggerire il nome di Louisa.\n\n S\u00ec, s\u00ec, Miss Louisa Musgrove, questo \u00e8 il nome. Vorrei che le giovani donne\nnon avessero un tale numero di bei nomi cristiani. Non uscirei mai se\nfossero tutte Sophys, o qualcosa del genere. Ebbene, questa signorina\nLouisa, come tutti pensavamo, avrebbe sposato Frederick. Lui la corteggiava\ncorteggiata settimana dopo settimana. L'unica cosa che ci si chiedeva era cosa potessero\naspettare fino a quando non fosse arrivata la faccenda di Lyme; poi, in effetti, era chiaro\nera abbastanza chiaro che dovevano aspettare che il suo cervello fosse a posto. Ma anche\nMa anche allora c'era qualcosa di strano nel loro modo di procedere. Invece di\ninvece di rimanere a Lyme, and\u00f2 a Plymouth, e poi and\u00f2 a trovare\nEdward. Quando tornammo da Minehead era gi\u00e0 sceso da Edward,\ne l\u00ec \u00e8 rimasto da allora. Non abbiamo pi\u00f9 visto nulla di lui da\nNovembre. Nemmeno Sophy riusciva a capirlo. Ma ora la questione ha\nha preso la piega pi\u00f9 strana di tutte; perch\u00e9 questa giovane donna, la stessa Miss\nMusgrove, invece di sposare Frederick, sposer\u00e0 James Benwick.\nBenwick. Conoscete James Benwick.\n\n Un po'. Conosco un po' il capitano Benwick.\n\n Ebbene, lei lo sposer\u00e0. Anzi, molto probabilmente sono gi\u00e0 sposati,\nperch\u00e9 non so cosa dovrebbero aspettare.\n\n Il capitano Benwick mi \u00e8 sembrato un giovane molto piacevole, disse Anne, e\nMi risulta che abbia un carattere eccellente.\n\n S\u00ec, s\u00ec, non c'\u00e8 una parola da dire contro James Benwick. Egli\n\u00e8 solo un comandante, \u00e8 vero, \u00e8 stato assunto l'estate scorsa, e questi sono tempi duri per\ntempi duri per la carriera, ma non ha un'altra colpa che io conosca. \u00c8 un\nun uomo eccellente e di buon cuore, ve lo assicuro; un ufficiale molto attivo e zelante.\nzelante e attivo, il che \u00e8 pi\u00f9 di quanto si possa pensare, forse, perch\u00e9 quel\nmodi morbidi non gli rendono giustizia.\n\n In effetti vi sbagliate, signore; non mi sarei mai aspettato una mancanza di spirito dai modi del capitano Benwick.\nspirito dai modi del capitano Benwick. Li ho trovati particolarmente\npiacevoli, e risponder\u00f2 che in genere piacciono.\n\n Bene, bene, le signore sono i migliori giudici; ma James Benwick \u00e8 piuttosto\ntroppo piano per me; e anche se molto probabilmente \u00e8 tutta colpa della nostra parzialit\u00e0,\nSophy e io non possiamo fare a meno di pensare che i modi di Frederick siano migliori dei suoi.\nC'\u00e8 qualcosa in Frederick che ci piace di pi\u00f9.\n\nAnne era stata catturata. Voleva solo opporsi all'idea troppo comune che spirito e gentilezza\nche lo spirito e la gentilezza fossero incompatibili l'uno con l'altro, non per\nnon voleva affatto rappresentare le maniere del capitano Benwick come le migliori che potessero\ne, dopo un po' di esitazione, cominci\u00f2 a dire,\n Non volevo fare alcun paragone tra i due amici, ma l'ammiraglio la interruppe con un\nammiraglio la interruppe con\n\n E la cosa \u00e8 certamente vera. Non si tratta di un semplice pettegolezzo. L'abbiamo\nabbiamo da Federico stesso. Sua sorella ha ricevuto una lettera da lui\nieri, in cui ce lo racconta, e l'aveva appena ricevuto in una lettera di Harville, scritta sul posto, da Uppercross.\nlettera di Harville, scritta sul posto, da Uppercross. Credo che\nche siano tutti a Uppercross.\n\nEra un'occasione a cui Anne non poteva resistere e disse,\nspero, Ammiraglio, spero che non ci sia nulla nello stile della lettera del capitano Wentworth\ncapitano Wentworth per rendere voi e la signora Croft particolarmente\ninquietudine a voi e alla signora Croft. Lo scorso autunno sembrava che ci fosse un legame tra lui e Louisa Musgrove.\ntra lui e Louisa Musgrove; ma spero che si possa intendere che si sia\nsi sia esaurito da entrambe le parti in modo equo e senza violenza. Spero che la sua\nlettera non traspiri lo spirito di un uomo maltrattato.\n\n Niente affatto, niente affatto; non c'\u00e8 un giuramento o un mormorio dall'inizio alla fine.\ninizio alla fine.\n\nAnne abbass\u00f2 lo sguardo per nascondere il sorriso.\n\n No, no; Frederick non \u00e8 un uomo che si lamenta, ha troppo spirito per farlo.\nspirito per questo. Se alla ragazza piace di pi\u00f9 un altro uomo, \u00e8 molto opportuno\nche lo abbia.\n\n Certamente. Ma quello che voglio dire \u00e8 che spero non ci sia nulla nel modo di scrivere del Capitano\nWentworth non ci sia nulla nel suo modo di scrivere che possa farvi supporre che si ritenga\nche si ritenga maltrattato dal suo amico, cosa che potrebbe apparire, sapete, senza essere\nassolutamente detto. Mi dispiacerebbe molto che un'amicizia come quella che ha\ntra lui e il capitano Benwick venga distrutta o addirittura ferita da una circostanza\nferita da una circostanza del genere.\n\n S\u00ec, s\u00ec, la capisco. Ma non c'\u00e8 nulla di questa natura\nnella lettera. Non si scaglia minimamente contro Benwick, non dice nemmeno\nnon dice nemmeno: \"Mi meraviglio, ho le mie ragioni per meravigliarmi\".\nper questo.  No, dal suo modo di scrivere non si direbbe che abbia mai pensato a questa signorina (come si chiama).\nche avesse mai pensato a questa signorina (come si chiama?) per se stesso. Egli spera vivamente\nspera ardentemente che saranno felici insieme; e non c'\u00e8 nulla di molto\nspietato in questo, credo.\n\nAnne non ricevette la perfetta convinzione che l'ammiraglio intendeva trasmettere.\nma sarebbe stato inutile insistere oltre.\nSi accontent\u00f2 quindi di osservazioni banali o di una tranquilla attenzione.\nattenzione, e l'ammiraglio fece tutto a modo suo.\n\n Povero Federico! disse infine.  Ora deve ricominciare tutto da capo\ncon qualcun altro. Penso che dovremmo portarlo a Bath. Sophy deve scrivere,\ne pregarlo di venire a Bath. Qui ci sono abbastanza belle ragazze, ne sono certa.\nNon servirebbe a nulla andare di nuovo a Uppercross, perch\u00e9 l'altra signorina Musgrove, a quanto ho scoperto, \u00e8 stata presa in prestito dalla sua famiglia.\nMusgrove, ho scoperto, \u00e8 portata da suo cugino, il giovane parroco. Non crede\nNon crede, signorina Elliot, che sia meglio cercare di portarlo a Bath?\n\n\n\n\nCAPITOLO XIX.\n\n\nMentre l'ammiraglio Croft passeggiava con Anne ed esprimeva il desiderio di portare il capitano Wentworth a Bath, il capitano Wentworth era in viaggio.\ndesiderio di portare il capitano Wentworth a Bath, il capitano Wentworth vi si stava gi\u00e0\nWentworth era gi\u00e0 in viaggio. Prima che la signora Croft scrivesse, era gi\u00e0 arrivato\nprima che la signora Croft scrivesse, era gi\u00e0 arrivato e la volta successiva che Anne usc\u00ec lo vide.\n\nIl signor Elliot assisteva i suoi due cugini e la signora Clay. Si trovavano in\nMilsom Street. Cominci\u00f2 a piovere, non molto, ma abbastanza per rendere il riparo\ndesiderabile per le donne, e abbastanza per rendere molto desiderabile per la signorina Elliot\nElliot di avere il vantaggio di essere accompagnata a casa con la carrozza di Lady Dalrymple.\nDalrymple, che fu vista aspettare a poca distanza; lei,\nAnne e la signora Clay entrarono da Molland, mentre Mr Elliot si diresse verso Lady Dalrymple.\nElliot si avvicin\u00f2 a Lady Dalrymple per chiederle assistenza. Presto li raggiunse\nli raggiunse di nuovo, con successo, naturalmente; Lady Dalrymple sarebbe stata molto felice di accompagnarli a casa\nLady Dalrymple sarebbe stata felicissima di accompagnarli a casa e li avrebbe chiamati tra pochi minuti.\n\nLa carrozza di Sua Signoria era un barocchetto e non poteva contenere pi\u00f9 di quattro persone.\ncon ogni comodit\u00e0. La signorina Carteret era con la madre; di conseguenza non era ragionevole aspettarsi\ndi conseguenza non era ragionevole aspettarsi una sistemazione per tutte e tre le signore di Camden Place.\nPlace. Non c'erano dubbi sulla signorina Elliot. Chiunque\nchi ha subito un inconveniente, lei non deve subirne alcuno, ma ci \u00e8 voluto un po' di tempo per\ntempo per risolvere il problema della civilt\u00e0 tra le altre due. La pioggia\nera un'inezia e Anne era sincera nel preferire una passeggiata con Mr.\nMr Elliot. Ma anche la pioggia era un'inezia per la signora Clay; non avrebbe permesso che\nnon avrebbe permesso che cadesse affatto, e i suoi stivali erano cos\u00ec spessi!\nmolto pi\u00f9 spessi di quelli di Miss Anne; e, in breve, la sua civilt\u00e0 la rendeva\ndi essere lasciata a passeggiare con Mr. Elliot quanto Anne,\ne la cosa fu discussa tra loro con una generosit\u00e0 cos\u00ec educata e cos\u00ec\ndeterminata, tanto che gli altri furono costretti a risolvere la questione per loro; Miss Elliot sosteneva che la signora Clay\nElliot sostenne che la signora Clay aveva gi\u00e0 un po' di raffreddore, e Mr.\nElliot decise, in appello, che gli stivali di sua cugina Anne erano piuttosto\npi\u00f9 spessi.\n\nSi decise quindi che la signora Clay avrebbe fatto parte del gruppo in carrozza.\ne avevano appena raggiunto questo punto, quando Anne, sedendosi vicino alla finestra, vide, in modo molto deciso e distinto, il capitano\nvicino alla finestra, descrisse, in modo molto deciso e distinto, il capitano\nWentworth che camminava per la strada.\n\nIl suo trasalimento fu percepibile solo da lei stessa; ma sent\u00ec subito di essere la pi\u00f9 grande sempliciotta del mondo, la pi\u00f9 inspiegabile\ndi essere la pi\u00f9 grande sciocca del mondo, la pi\u00f9 inspiegabile e assurda!\nassurdo! Per qualche minuto non vide nulla davanti a s\u00e9; c'era solo confusione.\nconfusione. Si sent\u00ec persa e, quando ebbe ripreso i sensi, trov\u00f2 gli altri che aspettavano la carrozza.\ntrov\u00f2 gli altri che stavano ancora aspettando la carrozza e Mr Elliot (sempre\nElliot (sempre cortese) che stava partendo per Union Street su commissione della signora Clay.\nClay.\n\nOra sentiva una grande voglia di andare alla porta esterna; voleva vedere se pioveva.\nvedere se pioveva. Perch\u00e9 doveva sospettare di avere un altro motivo?\nIl capitano Wentworth non doveva essere in vista. Lasci\u00f2 il suo posto, sarebbe andata\nuna met\u00e0 di lei non doveva essere sempre molto pi\u00f9 saggia dell'altra met\u00e0, o sospettare sempre dell'altra.\nuna met\u00e0 di lei non doveva essere sempre molto pi\u00f9 saggia dell'altra met\u00e0, o sospettare sempre che l'altra fosse peggiore di quanto fosse. Avrebbe visto se\navrebbe visto se pioveva. Tuttavia, fu rimandata indietro in un attimo dall'ingresso del capitano Wentworth in persona.\nWentworth in persona, in mezzo a un gruppo di gentiluomini e signore, evidentemente suoi conoscenti.\nsignore, che evidentemente conosceva, e che doveva aver raggiunto poco sotto\npoco sotto Milsom Street. Lui era ovviamente pi\u00f9 colpito e confuso\nconfuso dalla sua vista pi\u00f9 di quanto lei avesse mai osservato prima.\nrosso. Per la prima volta, da quando avevano ripreso a conoscersi, lei sent\u00ec di\nper la prima volta, da quando avevano ripreso a conoscersi, sent\u00ec che stava tradendo la minore sensibilit\u00e0 dei due. Lei aveva il vantaggio\nvantaggio di lui nella preparazione degli ultimi momenti. Tutte le\nprimi effetti di una forte sorpresa erano finiti in lei.\nsorpresa erano finiti per lei. Tuttavia, aveva ancora abbastanza da sentire! Si trattava di\nagitazione, dolore, piacere, qualcosa tra il piacere e la miseria.\n\nLe parl\u00f2 e poi si allontan\u00f2. Il carattere del suo modo di fare era\nimbarazzo. Lei non avrebbe potuto definirlo n\u00e9 freddo n\u00e9 amichevole, n\u00e9\no sicuramente imbarazzato.\n\nDopo un breve intervallo, tuttavia, si avvicin\u00f2 a lei e riprese a parlare.\nPassarono le reciproche richieste di informazioni su argomenti comuni: nessuno dei due, probabilmente,\nprobabilmente nessuno dei due era molto pi\u00f9 saggio per quello che aveva sentito, e Anna continuava a percepire\nche lui era meno a suo agio di prima. A forza di stare cos\u00ec tanto insieme\nmolto spesso insieme, erano arrivati a parlarsi con una considerevole\ncon una parte considerevole di apparente indifferenza e calma; ma lui non poteva farlo\nora. Il tempo lo aveva cambiato, o Louisa lo aveva cambiato. C'era\nuna sorta di consapevolezza. Sembrava che stesse molto bene, non come se\nsalute o di spirito, e parlava di Uppercross, dei Musgrove, anzi, persino di Louisa,\ndei Musgrove, anzi, perfino di Louisa, e aveva anche un momentaneo sguardo di\nsuo stesso significato arcaico quando la nominava; eppure era il capitano\nWentworth non era a suo agio, non era tranquillo, non era in grado di fingere di esserlo.\n\nNon sorprese, ma addolor\u00f2 Anne, il fatto che Elisabetta non lo conoscesse.\nnon lo avrebbe conosciuto. Vedeva che lui vedeva Elizabeth, che Elizabeth vedeva lui.\nche Elizabeth vedeva lui, che Elizabeth vedeva lui, che c'era un completo riconoscimento interno da parte di entrambi; era\nera convinta che lui fosse pronto a essere riconosciuto come un conoscente,\ne che si aspettasse di farlo, e che avesse il dolore di vedere sua sorella allontanarsi con\nfreddezza inalterabile.\n\nLa carrozza di Lady Dalrymple, per la quale Miss Elliot era sempre pi\u00f9 impaziente, si avvicin\u00f2.\nSi avvicinava ora la carrozza di Lady Dalryle; il servitore entr\u00f2 per annunciarla. Stava ricominciando a piovere\ndi nuovo a piovere, e in tutto questo c'era un ritardo, un trambusto e un chiacchiericcio che dovevano far sentire tutti i piccoli ospiti.\ne un trambusto e un chiacchiericcio che dovevano far capire a tutta la piccola folla del negozio\nche Lady Dalrymple stava chiamando per portare la signorina Elliot. Finalmente\nfinalmente la signorina Elliot e la sua amica, non accompagnate se non dalla servit\u00f9 (perch\u00e9\nnon era tornato nessun cugino), si stavano allontanando; e il capitano Wentworth,\nguardandole, si rivolse di nuovo ad Anne e con i modi, pi\u00f9 che con le parole,\nle stava offrendo i suoi servigi.\n\n Le sono molto grata, fu la sua risposta, ma non andr\u00f2 con loro.\ncon loro. La carrozza non sarebbe in grado di ospitare cos\u00ec tante persone. Vado a piedi: Preferisco\ncamminare.\n\n Ma piove.\n\n Oh! Molto poco. Niente che io consideri.\n\nDopo un attimo di pausa disse:  Anche se sono arrivato solo ieri, mi sono gi\u00e0\nmi sono gi\u00e0 attrezzato a dovere per Bath, vedete, (indicando un ombrello nuovo).\nombrello); vorrei che ne faceste uso, se siete decisi a camminare.\na piedi, anche se credo che sarebbe pi\u00f9 prudente che vi procurassi una sedia.\nsedia.\n\nLei gli fu molto grata, ma rifiut\u00f2 tutto, ribadendo la sua convinzione che la pioggia non sarebbe arrivata al momento.\nconvinzione che la pioggia non avrebbe portato a nulla al momento, e aggiunse,\n Sto solo aspettando il signor Elliot. Arriver\u00e0 a momenti, ne sono certa.\nsono sicura.\n\nAveva appena pronunciato quelle parole quando entr\u00f2 il signor Elliot. Il capitano\nWentworth lo ricordava perfettamente. Non c'era alcuna differenza tra\ntra lui e l'uomo che si era fermato sui gradini di Lyme, ammirando Anne al suo passaggio, se non nell'aria, nello sguardo e nei modi del privilegiato.\nAnne al suo passaggio, se non nell'aria, nello sguardo e nei modi del parente e amico privilegiato.\nparente e amico privilegiato. Arriv\u00f2 con impazienza, sembrava vedere e\nsembrava che vedesse e pensasse solo a lei, si scusava per la sua permanenza, era addolorato per averla fatta attendere e\ndi averla fatta aspettare e ansioso di portarla via senza ulteriori perdite di tempo.\ne prima che la pioggia aumentasse; e in un attimo se ne andarono insieme, il braccio di lei sotto quello di lui, un\nun braccio di lei sotto quello di lui, uno sguardo gentile e imbarazzato, e un\n Buongiorno a te! fu tutto ci\u00f2 che ebbe il tempo di fare, mentre passava\nmentre se ne andava.\n\nNon appena furono fuori dalla vista, le signore del gruppo del capitano Wentworth\ncapitano Wentworth cominciarono a parlare di loro.\n\n Mr Elliot non ha in antipatia suo cugino, immagino?\n\n No, questo \u00e8 abbastanza chiaro. Si pu\u00f2 indovinare cosa succeder\u00e0 l\u00ec. Lui\n\u00e8 sempre con loro; per met\u00e0 vive in famiglia, credo. Che uomo molto\nbell'uomo!\n\n S\u00ec, e la signorina Atkinson, che ha cenato con lui una volta al Wallises, dice che\nche \u00e8 l'uomo pi\u00f9 piacevole con cui sia mai stata in compagnia.\n\n \u00c8 carina, credo, Anne Elliot; molto carina, quando la si guarda.\nguardarla. Non \u00e8 di moda dirlo, ma confesso di ammirarla\npi\u00f9 di sua sorella.\n\n Oh! Anch'io.\n\n E anch'io. Non c'\u00e8 paragone. Ma gli uomini sono tutti scatenati dopo la signorina\nElliot. Anne \u00e8 troppo delicata per loro.\n\nAnne sarebbe stata particolarmente grata a suo cugino, se lui avesse\navrebbe camminato al suo fianco fino a Camden Place, senza dire una parola.\nparola. Non aveva mai trovato cos\u00ec difficile ascoltarlo, anche se\nnulla poteva superare la sua sollecitudine e la sua cura, e sebbene i suoi sudditi fossero principalmente\nerano principalmente quelli che erano soliti essere sempre interessanti: l'elogio,\ncalorose, giuste e discriminanti, di Lady Russell, e insinuazioni\naltamente razionali contro la signora Clay. Ma in questo momento riusciva a pensare solo al\nCapitano Wentworth. Non riusciva a capire i suoi attuali sentimenti,\nse stesse davvero soffrendo molto per la delusione o meno; e\nfinch\u00e9 questo punto non fosse stato risolto, non poteva essere del tutto se stessa.\n\nSperava di essere saggia e ragionevole col tempo; ma ahim\u00e8! ahim\u00e8! deve confessare a se stessa che non era ancora saggia.\nconfessare a se stessa di non essere ancora saggia.\n\nUn'altra circostanza molto importante per lei era quanto lui intendesse rimanere a Bath.\ndi rimanere a Bath; lui non ne aveva parlato, o lei non riusciva a ricordarlo.\nricordarlo. Forse era solo di passaggio. Ma era pi\u00f9\npi\u00f9 probabile che fosse venuto per restare. In questo caso, essendo cos\u00ec suscettibile di\ndi incontrare tutti a Bath, Lady Russell l'avrebbe con ogni probabilit\u00e0 visto da qualche parte.\ncon ogni probabilit\u00e0 Lady Russell lo avrebbe visto da qualche parte. Si sarebbe ricordata di lui? Come sarebbe\ncome sarebbe stato?\n\nEra gi\u00e0 stata costretta a dire a Lady Russell che Louisa Musgrove\navrebbe sposato il capitano Benwick. Le era costato qualcosa affrontare la sorpresa di\nLady Russell; e ora, se per caso si fosse trovata in compagnia del capitano Wentworth, la sua imperfetta conoscenza di\nper caso fosse stata messa in compagnia del capitano Wentworth, la sua imperfetta conoscenza della questione\ndella questione avrebbe potuto aggiungere un'altra sfumatura di pregiudizio nei suoi confronti.\n\nLa mattina seguente Anne usc\u00ec con l'amico e per la prima ora lo cerc\u00f2 invano.\nper la prima ora, lo cerc\u00f2 invano in una sorta di incessante e spaventosa sorveglianza; ma alla fine, tornando in Pulteney Street, lo distinse\nfinalmente, tornando in Pulteney Street, lo distinse sul marciapiede di destra a una distanza tale\nmarciapiede di destra a una distanza tale da averlo in vista per gran parte della strada.\ngran parte della strada. C'erano molti altri uomini intorno a lui, molti\ngruppi che camminavano nella stessa direzione, ma non c'era modo di confonderlo. Lei guard\u00f2\nistintivamente Lady Russell; ma non per la folle idea che lei lo riconoscesse cos\u00ec presto\nche lo riconoscesse cos\u00ec presto come lei stessa. No, non si poteva pensare che\nche Lady Russell lo avrebbe percepito fino a quando non fossero stati quasi\ndi fronte. Tuttavia, di tanto in tanto, la guard\u00f2 con ansia e, quando si avvicinava il momento che doveva indicare\nquando si avvicin\u00f2 il momento in cui doveva indicarlo, pur non osando guardare di nuovo (per il suo stesso conteggio).\ndi guardare di nuovo (perch\u00e9 sapeva che il suo volto non era adatto a essere visto),\nera tuttavia perfettamente consapevole che gli occhi di Lady Russell erano rivolti\nesattamente nella direzione per lui, di essere, in breve, intentamente\nosservandolo. Riusciva a comprendere perfettamente il tipo di fascino\ndi fascino che egli doveva esercitare sulla mente di Lady Russell, la difficolt\u00e0 di\ndifficolt\u00e0 a distogliere lo sguardo, lo stupore che doveva provare per il fatto che\nche fossero passati otto o nove anni su di lui, e in climi stranieri\ne in servizio attivo, senza privarlo di una sola grazia personale!\n\nAlla fine Lady Russell ritrasse la testa.  Ora, come avrebbe parlato di\ndi lui?\n\n Vi chiederete, disse lei, che cosa abbia fissato il mio sguardo cos\u00ec a lungo; ma\nStavo cercando delle tende per la finestra di cui mi hanno parlato ieri sera Lady Alicia e Mrs.\nFrankland mi hanno raccontato ieri sera. Mi hanno descritto le\ntende del salotto di una delle case su questo lato della strada e di questa\ne di questa parte della strada, come le pi\u00f9 belle e meglio appese di tutta Bath.\ndi Bath, ma non riuscivano a ricordare il numero esatto e io ho cercato di capire quale potesse essere.\nHo cercato di scoprire quali potessero essere, ma confesso di non aver visto qui\nche rispondano alla loro descrizione.\n\nAnne sospir\u00f2, arross\u00ec e sorrise, con piet\u00e0 e disprezzo, sia all'amica che a se stessa.\namica o a se stessa. La parte che la provocava di pi\u00f9 era che in tutto questo\nspreco di lungimiranza e cautela, avesse perso il momento giusto per vedere se\nmomento giusto per vedere se lui li avesse visti.\n\nUno o due giorni passarono senza produrre nulla. Il teatro o le sale\no le sale, dove era pi\u00f9 probabile che si trovasse, non erano abbastanza alla moda per gli Ellioti.\nEllioti, i cui divertimenti serali consistevano esclusivamente nell'elegante\nstupidit\u00e0 delle feste private, in cui si impegnavano sempre di pi\u00f9.\nAnne, stanca di un simile stato di stagnazione, stufa di non sapere nulla e di credersi\ndi non sapere nulla e di credersi pi\u00f9 forte perch\u00e9 le sue forze non venivano\nnon era stata messa alla prova, non vedeva l'ora che arrivasse la sera del concerto. Si trattava di un\nconcerto a beneficio di una persona patrocinata da Lady Dalrymple. Naturalmente\nNaturalmente dovevano partecipare. Ci si aspettava davvero un bel concerto e il capitano Wentworth era molto appassionato di musica.\nIl capitano Wentworth amava molto la musica. Se solo potesse avere di nuovo qualche\nse avesse potuto conversare di nuovo con lui per qualche minuto, si sarebbe sentita soddisfatta.\ne quanto alla possibilit\u00e0 di rivolgergli la parola, si sentiva tutta\ncoraggio se si fosse presentata l'occasione. Elizabeth si era allontanata da lui,\nLady Russell lo aveva ignorato; i suoi nervi erano rafforzati da queste circostanze.\ncircostanze; sentiva di dovergli attenzione.\n\nUna volta aveva in parte promesso alla signora Smith di passare la serata con lei;\nma in una breve e frettolosa telefonata si scus\u00f2 e rimand\u00f2, con la promessa pi\u00f9 decisa di una visita pi\u00f9 lunga il\ncon la promessa pi\u00f9 decisa di una visita pi\u00f9 lunga il giorno dopo. La signora Smith\ndiede un'acquiescenza molto bonaria.\n\n Certo, disse lei; ma quando verrete, raccontatemi tutto.\nChi \u00e8 il vostro gruppo?\n\nAnne li nomin\u00f2 tutti. La signora Smith non rispose; ma quando se ne and\u00f2 disse, con un'espressione per met\u00e0 seria e per met\u00e0 arcigna.\ndisse, con un'espressione a met\u00e0 tra il serio e l'arrogante: \"Bene, mi auguro che il vostro concerto possa rispondere.\nSpero vivamente che il vostro concerto risponda; e non mancate domani, se potete venire, perch\u00e9 comincio a temere che non potr\u00f2 pi\u00f9 venire.\ndomani se potete venire, perch\u00e9 comincio a temere che non avr\u00f2 molte altre visite da parte vostra.\naltre visite da parte vostra.\n\nAnne rimase sbigottita e confusa; ma dopo essere rimasta un attimo in sospeso, fu costretta, e non le dispiacque, ad affrettarsi.\ndi attesa, fu costretta, e non si dispiacque di esserlo, ad andarsene di corsa.\n\n\n\n\nCAPITOLO XX.\n\n\nSir Walter, le sue due figlie e la signora Clay furono i primi a giungere nelle loro stanze la sera.\ndi tutti i loro ospiti nelle stanze la sera; e poich\u00e9 Lady Dalrymple doveva essere aspettata, presero posto vicino a uno dei fuochi dell'Ottagono.\nLady Dalrymple, presero posto accanto a uno dei fuochi della Octagon Room.\nsala dell'Ottagono. Ma non si erano ancora sistemati, quando la porta si apr\u00ec di nuovo e il capitano Wentworth entr\u00f2 da solo.\nIl capitano Wentworth entr\u00f2 da solo. Anne era la pi\u00f9 vicina a lui e\navanzando ancora un po', parl\u00f2 immediatamente. Lui si stava preparando solo\ndi inchinarsi e passare oltre, ma il suo gentile \"Come va?\" lo fece uscire dal\ndalla linea retta per stare vicino a lei e chiedere informazioni a sua volta, nonostante il formidabile padre e il\nnonostante il formidabile padre e la sorella in secondo piano. Il loro\ndi fondo erano un sostegno per Anne; non conosceva il loro aspetto e si sentiva all'altezza di tutto.\ndel loro aspetto e si sentiva all'altezza di tutto ci\u00f2 che riteneva giusto fare.\nessere fatto.\n\nMentre parlavano, un bisbiglio tra suo padre ed Elizabeth\nle giunse all'orecchio. Non riusc\u00ec a distinguere, ma dovette indovinare l'argomento.\ne quando il capitano Wentworth fece un inchino distante, cap\u00ec che il padre aveva giudicato cos\u00ec bene\nche suo padre aveva giudicato cos\u00ec bene da dargli quel\nsemplice riconoscimento di conoscenza, e fece appena in tempo, con uno sguardo laterale, a vedere un\nsguardo laterale per vedere un leggero inchino da parte di Elizabeth stessa. Questo,\nanche se tardivo, riluttante e poco cortese, era comunque meglio di\nnulla, e il suo spirito miglior\u00f2.\n\nTuttavia, dopo aver parlato del tempo, di Bath e del concerto,\nla conversazione cominci\u00f2 a scemare e alla fine si parl\u00f2 cos\u00ec poco che lei si aspettava che lui se ne andasse ogni momento.\nlei si aspettava che lui se ne andasse ogni momento, ma lui non lo fece; sembrava non avere fretta di lasciarla.\nsembrava che non avesse fretta di lasciarla; e di l\u00ec a poco, con uno spirito rinnovato, con un piccolo\nsorriso, un piccolo bagliore, disse\n\n Non ti ho quasi pi\u00f9 visto dal giorno in cui siamo andati a Lyme. Temo che tu debba\naver sofferto per lo shock, e ancor di pi\u00f9 per il fatto che non ti ha sopraffatto\nin quel momento.\n\nLei gli assicur\u00f2 di no.\n\n \u00c8 stata un'ora spaventosa, disse, un giorno spaventoso!\nmano sugli occhi, come se il ricordo fosse ancora troppo doloroso,\nma in un attimo, tornando a sorridere, aggiunse: \"La giornata ha comunque prodotto alcuni\neffetti; ha avuto alcune conseguenze che devono essere considerate come\nspaventose. Quando avete avuto la presenza di spirito di suggerire\ndi suggerire che Benwick sarebbe stata la persona pi\u00f9 adatta a portare un chirurgo,\nnon si poteva immaginare che alla fine sarebbe stato uno di quelli pi\u00f9\ninteressati alla sua guarigione.\n\n Certamente non potrei averne. Ma sembra che io debba sperare che sia\nun incontro molto felice. Ci sono da entrambe le parti buoni principi e buon\ntemperamento.\n\n S\u00ec, disse lui, guardando non proprio in avanti; ma qui, credo, finisce la somiglianza.\nla somiglianza. Con tutta l'anima desidero che siano felici, e mi rallegro di ogni\nogni circostanza a favore. Non hanno difficolt\u00e0 da\ndifficolt\u00e0 da affrontare a casa, nessuna opposizione, nessun capriccio, nessun ritardo. I\nMusgrove si comportano come loro, con grande onore e gentilezza,\nsolo ansiosi, con vero cuore di genitore, di promuovere il benessere della figlia.\nfiglia. Tutto questo \u00e8 molto, molto a favore della loro felicit\u00e0; pi\u00f9\ndi quanto forse\n\nSi ferm\u00f2. Un improvviso ricordo sembr\u00f2 fargli assaporare l'emozione che arrossava le guance di Anne e la fissava.\ndi quell'emozione che arrossava le guance di Anne e fissava gli occhi a terra.\nocchi a terra. Dopo essersi schiarito la gola, tuttavia, prosegu\u00ec\ncos\u00ec\n\n Confesso di pensare che ci sia una disparit\u00e0, una disparit\u00e0 troppo grande,\ne in un punto non meno essenziale della mente. Considero Louisa Musgrove\nLouisa Musgrove come una ragazza molto amabile, dal carattere dolce e non carente di\ncomprensione, ma Benwick \u00e8 qualcosa di pi\u00f9. \u00c8 un uomo intelligente, un\nuomo di lettura; e confesso che considero il suo attaccamento a\na lei con una certa sorpresa. Se fosse stato l'effetto della gratitudine, se avesse imparato ad amarla perch\u00e9\nse avesse imparato ad amarla perch\u00e9 credeva che lei lo preferisse, sarebbe stata un'altra cosa.\nsarebbe stata un'altra cosa. Ma non ho motivo di supporre che sia cos\u00ec.\nSembra, al contrario, che sia stato un sentimento perfettamente spontaneo,\nspontaneo e non istruito da parte sua, e questo mi sorprende. Un uomo come lui, nella\nnella sua situazione, con un cuore trafitto, ferito, quasi spezzato! Fanny\nHarville era una creatura molto superiore, e il suo attaccamento a lei era\nun vero e proprio attaccamento. Un uomo non si riprende da una tale devozione del cuore\ncuore a una donna del genere. Non dovrebbe; non lo fa.\n\nTuttavia, sia per la consapevolezza che il suo amico si era ripreso, sia per un'altra ragione, non and\u00f2 oltre,\no da un'altra consapevolezza, non and\u00f2 oltre; e Anne che, nonostante la voce agitata con cui era stata pronunciata l'ultima parte e\nnonostante la voce agitata con cui era stata pronunciata l'ultima parte, e nonostante tutti i vari rumori della stanza, il\nnonostante tutti i vari rumori della stanza, lo sbattere quasi incessante della porta e l'incessante\ndella porta e l'incessante ronzio delle persone che passavano, aveva distinto ogni\naveva distinto ogni parola, era colpito, gratificato, confuso, e\ne cominciava a respirare molto velocemente e a sentire cento cose in un momento.\nun momento. Era impossibile per lei entrare in un argomento del genere; eppure,\ndopo una pausa, sentendo la necessit\u00e0 di parlare, e non avendo il minimo desiderio di un\nnon aveva il minimo desiderio di un cambiamento totale, si discost\u00f2 solo fino a dire\n\n Sei stato per un bel po' a Lyme, credo?\n\n Circa quindici giorni. Non potevo lasciarlo finch\u00e9 non fosse stato accertato il benessere di Louisa\naccertato. Ero stata troppo profondamente coinvolta nella vicenda per\nessere presto in pace. Era stata opera mia, solo mia. Non sarebbe stata\nostinata se non fossi stato debole. Il paese intorno a Lyme \u00e8 molto\nbella. Ho camminato e cavalcato molto; e pi\u00f9 vedevo, pi\u00f9 trovavo da ammirare.\npi\u00f9 cose ho trovato da ammirare.\n\n Mi piacerebbe molto rivedere Lyme, disse Anne.\n\n Infatti! Non avrei mai pensato che avreste potuto trovare a Lyme qualcosa\na Lyme per ispirare un tale sentimento. L'orrore e l'angoscia in cui siete stati\ncoinvolti, la tensione mentale, il logorio degli spiriti! Avrei dovuto\navrei pensato che le vostre ultime impressioni su Lyme dovessero essere di forte disgusto.\n\n Le ultime ore sono state certamente molto dolorose, rispose Anne; ma quando il dolore finisce, il ricordo diventa spesso piacevole.\nquando il dolore finisce, il ricordo diventa spesso un piacere. Non si ama\nun luogo non lo si ama di meno per averci sofferto, a meno che non sia stata\nsofferenza, nient'altro che sofferenza, il che non era affatto il caso di Lyme.\nLyme. Siamo stati in ansia e angoscia solo nelle ultime due ore,\ne prima c'era stato un grande divertimento. Tante\nnovit\u00e0 e bellezza! Ho viaggiato cos\u00ec poco che ogni luogo nuovo sarebbe interessante per me.\nogni posto nuovo sarebbe interessante per me; ma a Lyme c'\u00e8 una vera bellezza; e in breve (con un leggero arrossamento)\nInsomma (con un leggero rossore per alcuni ricordi), complessivamente le mie\nimpressioni del luogo sono molto piacevoli.\n\nMentre smetteva, la porta d'ingresso si apr\u00ec di nuovo e apparve la persona che stavano aspettando.\nche stavano aspettando.  Lady Dalrymple, Lady Dalrymple!\n\u00e8 stato il suono di giubilo; e con tutta l'ansia compatibile con l'eleganza ansiosa, Sir Walter e le sue due signore si sono fatti avanti per incontrare\nansiosa eleganza, Sir Walter e le sue due dame si fecero avanti per incontrarla.\nper incontrarla. Lady Dalrymple e Miss Carteret, scortate dal signor Elliot e dal colonnello Wallis, che erano capitati l\u00ec per caso.\nElliot e dal colonnello Wallis, che erano arrivati quasi nello stesso istante,\navanzarono nella stanza. Gli altri si unirono a loro, ed era un gruppo in cui\ngruppo in cui Anne si trov\u00f2 necessariamente inclusa. Era divisa\ndal capitano Wentworth. La loro interessante, quasi troppo interessante\ninteressante, quasi troppo interessante, doveva essere interrotta per un po' di tempo.\nrispetto alla felicit\u00e0 che l'aveva generata! Aveva appreso, negli\nultimi dieci minuti, pi\u00f9 dei suoi sentimenti verso Louisa, pi\u00f9 di tutti i suoi sentimenti di quanto\nsentimenti di Louisa, pi\u00f9 di quanto non osasse pensare; e si abbandon\u00f2 alle\nalle richieste della festa, alle necessarie cortesie del momento, con\nsensazioni squisite, anche se agitate. Era di buon umore con tutti.\nAveva ricevuto idee che la portavano a essere cortese e gentile con tutti e a compatire tutti.\ncortese e gentile con tutti e a compatire chiunque fosse meno felice di lei.\n\nLe deliziose emozioni furono un po' attenuate quando, allontanandosi dal gruppo per\ndal gruppo, per essere raggiunta di nuovo dal capitano Wentworth, vide che\nche se n'era andato. Fece appena in tempo a vederlo entrare nella sala dei concerti.\nSala Concerti. Se n'era andato, era scomparso, e lei prov\u00f2 un attimo di rammarico. Ma\n si sarebbero incontrati di nuovo. Lui l'avrebbe cercata, l'avrebbe trovata prima che la serata finisse.\nprima che la serata fosse finita, e al momento, forse, era meglio\nessere separati. Aveva bisogno di un piccolo intervallo per ricordare.\n\nAll'apparizione di Lady Russell, poco dopo, l'intera comitiva fu radunata.\ne tutto ci\u00f2 che restava da fare era di radunarsi e andare nella sala dei concerti\nnella Sala dei Concerti e fare tutto ci\u00f2 che era in loro potere,\nattirare il maggior numero di sguardi, eccitare il maggior numero di sussurri e disturbare il maggior numero di persone\npi\u00f9 persone possibili.\n\nElizabeth e Anne Elliot erano molto, molto felici quando entrarono.\nElizabeth era a braccetto con Miss Carteret e, guardando l'ampia schiena della viscontessa Dalrymple, non aveva nulla da desiderare.\ndella viscontessa Dalrymple, non aveva nulla da desiderare che non le sembrasse a portata di mano.\nche non sembrasse alla sua portata; e Anne ma sarebbe stato un insulto alla natura di Anne\nAnne, ma sarebbe un insulto alla natura della felicit\u00e0 di Anne, fare un confronto tra\ntra questa e quella di sua sorella; l'origine dell'una \u00e8 tutta vanit\u00e0 egoistica, dell'altra\ndi un generoso attaccamento.\n\nAnne non vide nulla, non pens\u00f2 alla luminosit\u00e0 della stanza. La sua\nfelicit\u00e0 era interiore. I suoi occhi erano luminosi e le sue guance brillavano;\nma non ne sapeva nulla. Pensava solo all'ultima mezz'ora\nmezz'ora e, mentre andavano a sedersi, la sua mente fece un rapido esame di\nsu di essa. La scelta degli argomenti, le espressioni, e ancora di pi\u00f9 i modi e lo sguardo di lui\nmodi e lo sguardo, erano stati tali da poter essere visti sotto una sola luce. La sua\ndi Louisa Musgrove, un'opinione che lui sembrava\nsembrava desideroso di darla, la sua meraviglia per il capitano Benwick, i suoi sentimenti\ndi un primo, forte attaccamento; frasi iniziate che non riusciva a finire, gli occhi socchiusi e i\nfrasi iniziate che non riusciva a terminare, i suoi occhi semisdraiati e il suo sguardo pi\u00f9 che mezzo espressivo,\ntutti, tutti dichiaravano che lui aveva un cuore che tornava almeno a lei; che\nche la rabbia, il risentimento, l'evitamento, non c'erano pi\u00f9; e che ad essi erano subentrati\nche ad essi erano subentrati non solo l'amicizia e la stima, ma anche la tenerezza del passato.\ndel passato. S\u00ec, una parte della tenerezza del passato. Non poteva\nnon poteva pensare che il cambiamento implicasse qualcosa di meno. Lui deve amarla.\n\nErano pensieri, con le loro visioni, che la occupavano e la agitavano troppo per lasciarle la possibilit\u00e0 di osservare.\ntroppo per lasciarle la possibilit\u00e0 di osservare; e pass\u00f2 per la stanza senza scorgerlo.\npass\u00f2 per la stanza senza intravederlo, senza nemmeno\ncercare di scorgerlo. Quando i loro posti furono stabiliti e furono tutti\ne tutti erano ben disposti, si guard\u00f2 intorno per vedere se lui si trovava\nse si trovasse nella stessa parte della stanza, ma non c'era; il suo occhio non riusciva a raggiungerlo.\ne il concerto si era appena aperto, dovette accettare per un po' di tempo di essere\nper un po' di tempo di essere felice in un modo pi\u00f9 umile.\n\nIl partito \u00e8 stato diviso e disposto su due banchi contigui: Anne\nAnne era tra i primi, e Mr Elliot si era destreggiato cos\u00ec bene,\ncon l'aiuto dell'amico colonnello Wallis, da avere un posto accanto a lei.\nlei. La signorina Elliot, circondata dai cugini e oggetto principale della galanteria del colonnello Wallis\ndel colonnello Wallis, era abbastanza soddisfatta.\n\nLa mente di Anne era in uno stato molto favorevole per l'intrattenimento della serata.\nEra un'occupazione sufficiente: aveva sentimenti per il tenero, spirito per l'allegro, attenzione per lo scientifico e pazienza.\ntenero, lo spirito per l'allegria, l'attenzione per la scienza e la pazienza per la fatica.\npazienza per le cose noiose; e non aveva mai amato di pi\u00f9 un concerto, almeno durante il primo atto.\ndurante il primo atto. Verso la fine, nell'intervallo che seguiva una canzone italiana, spieg\u00f2\nche seguiva una canzone italiana, spieg\u00f2 le parole della canzone a Mr.\nElliot. Avevano un concerto in cartellone.\n\n Questo, disse, \u00e8 quasi il senso, o meglio il significato delle parole.\nperch\u00e9 certamente non si deve parlare del senso di una canzone d'amore italiana, ma \u00e8 il senso pi\u00f9 vicino a quello che posso dare.\nma \u00e8 il senso pi\u00f9 vicino a quello che posso dare, perch\u00e9 non pretendo di capire la lingua.\nnon pretendo di capire la lingua. Sono uno studioso di italiano molto scarso.\n\n S\u00ec, s\u00ec, vedo che lo siete. Vedo che non sapete nulla della questione. Avete\ndella lingua per tradurre a vista questi versi italiani\ninvertiti, trasposti, ridotti, in un inglese chiaro, comprensibile ed elegante,\ncomprensibile, elegante inglese. Non c'\u00e8 bisogno di dire altro della vostra\nignoranza. Ecco una prova completa.\n\n Non mi opporr\u00f2 a questa gentilezza, ma mi dispiacerebbe essere\nessere esaminato da un vero esperto.\n\n Non ho avuto il piacere di visitare Camden Place cos\u00ec a lungo,\nrispose lui, senza sapere qualcosa della signorina Anne Elliot; e la considero una persona\ne la considero una persona troppo modesta perch\u00e9 il mondo in generale si renda conto\nper il mondo in generale per essere a conoscenza della met\u00e0 dei suoi successi e troppo\nper la modestia naturale in qualsiasi altra donna.\n\n Vergogna! Vergogna! Questa \u00e8 troppa adulazione. Dimentico cosa dobbiamo\ndi quello che mangeremo dopo, e mi rivolgo al conto.\n\n Forse, disse Mr Elliot, parlando a bassa voce, ho avuto modo di conoscere il vostro carattere pi\u00f9 a lungo\nconoscenza del suo carattere pi\u00f9 di quanto lei sappia.\n\n Infatti! Come mai? Potete conoscerlo solo da quando sono arrivato a Bath.\na Bath, a meno che non abbiate sentito parlare di me in precedenza nella mia famiglia.\nfamiglia.\n\n La conoscevo di fama da molto prima che arrivasse a Bath. L'avevo sentita\ndescritto da coloro che vi conoscevano intimamente. Vi ho conosciuto per\nper carattere da molti anni. La vostra persona, il vostro carattere,\nle sue realizzazioni, il suo modo di fare, erano tutti presenti a me.\n\nIl signor Elliot non \u00e8 rimasto deluso dall'interesse che sperava di suscitare. Nessuno\nnessuno pu\u00f2 resistere al fascino di un tale mistero. Essere stati descritti\nda persone senza nome, \u00e8 irresistibile;\nE Anne era tutta curiosit\u00e0. Si chiedeva e lo interrogava avidamente, ma invano;\nma invano. Lui si compiaceva di essere interpellato, ma non voleva raccontare.\n\n No, no, un giorno o l'altro, forse, ma non ora. Non avrebbe fatto alcun\nnomi ora; ma questo, poteva assicurarle, era stato il fatto. Aveva\nmolti anni prima aveva ricevuto una descrizione della signorina Anne Elliot che lo aveva ispirato\nche gli aveva ispirato la pi\u00f9 alta idea dei suoi meriti e aveva suscitato la pi\u00f9 calda\ncuriosit\u00e0 di conoscerla.\n\nAnne non riusciva a pensare a nessuno che avesse parlato di lei con tanta parzialit\u00e0\ndi lei molti anni fa come il signor Wentworth di Monkford, fratello del capitano Wentworth.\nWentworth, fratello del capitano Wentworth. Forse era in compagnia di Mr Elliot, ma lei non aveva il coraggio di chiedere.\ncoraggio di fare la domanda.\n\n Il nome di Anne Elliot, disse, ha avuto per molto tempo un suono interessante\nper me. Da molto tempo esercita un fascino sulla mia fantasia e, se osassi, vorrei esprimere il desiderio che il nome non cambi mai.\noserei esprimere il mio desiderio che il nome non cambi mai.\n\nTali erano, secondo lei, le parole di lui; ma non aveva ancora ricevuto il loro suono che la sua attenzione fu catturata da altri rumori\nche la sua attenzione fu catturata da altri suoni immediatamente dietro di lei, che\nche rendevano banale ogni altra cosa. Suo padre e Lady\nDalrymple stavano parlando.\n\n Un uomo di bell'aspetto, disse Sir Walter, un uomo molto bello.\n\n Davvero un bel giovanotto! disse Lady Dalrymple.  Pi\u00f9 aria di quanta se ne veda\nspesso a Bath. Irlandese, oserei dire.\n\n No, conosco solo il suo nome. Un conoscente che si inchina. Wentworth; il capitano\nWentworth della Marina. Sua sorella ha sposato il mio inquilino nel Somersetshire,\nil Croft, che affitta Kellynch.\n\nPrima che Sir Walter arrivasse a questo punto, gli occhi di Anne avevano colto la giusta direzione e avevano individuato il capitano Wentworth\ndirezione giusta, e distingueva il capitano Wentworth in piedi in mezzo a un\nun gruppo di uomini a poca distanza. Quando il suo sguardo si pos\u00f2 su di lui, il suo\nsembrava essersi allontanato da lei. Aveva quell'aspetto. Sembrava come\ncome se fosse arrivata un attimo in ritardo; e finch\u00e9 lei os\u00f2 osservarlo,\nfinch\u00e9 os\u00f2 osservare, lui non guard\u00f2 pi\u00f9: ma lo spettacolo stava riprendendo e lei\nfu costretta a riportare la sua attenzione sull'orchestra e a guardare\ndritto in avanti.\n\nQuando lei pot\u00e9 lanciare un altro sguardo, lui si era allontanato. Non avrebbe potuto\navvicinarsi a lei, se avesse voluto; era cos\u00ec circondata e chiusa:\nma lei avrebbe preferito incrociare il suo sguardo.\n\nAnche il discorso del signor Elliot la angosciava. Non aveva pi\u00f9 alcuna\ndi parlare con lui. Desiderava che non le fosse cos\u00ec vicino.\n\nIl primo atto era finito. Ora sperava in un cambiamento benefico e..,\ndopo un periodo di silenzio tra i partecipanti, alcuni di loro decisero di\ndecisero di andare a prendere il t\u00e8. Anne era una delle poche che non\nscelta di muoversi. Rimase al suo posto e lo stesso fece Lady Russell, ma ebbe il piacere di liberarsi\naveva il piacere di liberarsi di Mr Elliot; e non intendeva,\nnon intendeva, per quanto potesse sentirsi in colpa per Lady Russell, sottrarsi alla conversazione con il capitano Wentworth, se\nconversazione con il capitano Wentworth, se lui gliene avesse dato l'opportunit\u00e0.\nIl volto di Lady Russell la convinse di averlo visto.\n\nMa non arriv\u00f2. Anne a volte credeva di scorgerlo a distanza.\ndistanza, ma non arriv\u00f2 mai. L'ansioso intervallo si consum\u00f2\nimproduttivo. Gli altri tornarono, la stanza si riemp\u00ec di nuovo, le panchine furono\npanchine venivano reclamate e riappropriate, e un'altra ora di piacere o di\ndi penitenza, un'altra ora di musica per dare gioia o\nun'altra ora di musica che avrebbe dato piacere o dolore, a seconda del gusto reale o affettivo che prevaleva. Per Anne\nsoprattutto la prospettiva di un'ora di agitazione. Non poteva uscire da quella\nquella stanza in pace senza vedere il capitano Wentworth ancora una volta, senza\nuno scambio di sguardi amichevoli.\n\nNel ristabilirsi ci furono ora molti cambiamenti, il cui risultato fu\nche si rivelarono favorevoli per lei. Il colonnello Wallis rifiut\u00f2 di sedersi\ne Mr Elliot fu invitato da Elizabeth e Miss Carteret, in un modo che non poteva essere rifiutato, a sedersi tra loro.\nmodo da non poter essere rifiutato, a sedersi tra loro; e con altri spostamenti e piccoli intrallazzi\naltri spostamenti e un po' di astuzia da parte sua, Anne riusc\u00ec a posizionarsi\ndi collocarsi molto pi\u00f9 vicino all'estremit\u00e0 della panca di quanto non fosse prima, molto pi\u00f9\nmolto pi\u00f9 a portata di mano di un passante. Non poteva farlo senza\nsenza paragonarsi alla signorina Larolles, l'inimitabile signorina Larolles; ma lo fece ugualmente, e non con\nlo fece lo stesso, e non con un effetto molto pi\u00f9 felice; anche se da ci\u00f2 che sembrava\nprosperit\u00e0, sotto forma di una precoce abdicazione nei suoi prossimi\nvicini, si ritrov\u00f2 in fondo al banco prima che il concerto si chiudesse.\nconcerto.\n\nQuesta era la sua situazione, con un posto libero a portata di mano, quando il capitano Wentworth fu di nuovo in vista.\nWentworth era di nuovo in vista. Lo vide poco lontano. Anche lui la vide;\nma aveva un'aria grave, sembrava irresoluto e solo molto lentamente si avvicin\u00f2\ngradi alla fine si avvicin\u00f2 abbastanza per parlarle. Lei sent\u00ec che\nche doveva esserci qualcosa che non andava. Il cambiamento era indubbio. La differenza tra l'aria\ndifferenza tra la sua aria attuale e quella che aveva nella sala dell'Ottagono\nera sorprendentemente grande. Perch\u00e9? Pens\u00f2 a suo padre, a\nLady Russell. Potevano esserci stati sguardi sgradevoli? Lui inizi\u00f2 a\nparlando del concerto in modo serio, pi\u00f9 simile al capitano Wentworth di Uppercross.\nUppercross; si riteneva deluso, si aspettava di cantare; e in breve, doveva confessare che non gli sarebbe dispiaciuto\nin breve, dovette confessare che non gli sarebbe dispiaciuto quando fosse finito. Anne\nAnne rispose, e parl\u00f2 in difesa dell'esibizione cos\u00ec bene, eppure in\ncos\u00ec piacevolmente che il suo volto miglior\u00f2 e lui rispose ancora una volta\nche il suo volto miglior\u00f2 ed egli rispose di nuovo quasi con un sorriso. Parlarono ancora per\nancora per qualche minuto; il miglioramento permaneva; egli guard\u00f2 persino verso la panchina, come se vedesse un posto\npanchina, come se vedesse un posto che valeva la pena di occupare, quando in quel momento\nquando un tocco sulla spalla costrinse Anne a voltarsi. Veniva da\nMr Elliot. Le chiedeva scusa, ma bisognava chiederle di spiegare di nuovo l'italiano.\nitaliano. La signorina Carteret era molto ansiosa di avere un'idea generale di cosa\ndi quello che si sarebbe dovuto cantare. Anne non poteva rifiutare, ma mai aveva\nsacrificato alla cortesia con uno spirito pi\u00f9 sofferente.\n\nPochi minuti, anche se il meno possibile, furono inevitabilmente consumati; e quando la sua padrona torn\u00f2 a voltarsi come aveva fatto lei.\nQuando la sua padrona torn\u00f2 a voltarsi e a guardare come aveva fatto prima, si trov\u00f2 di fronte il capitano Wentworth, con un'aria riservata.\nsi trov\u00f2 ad essere avvicinata dal capitano Wentworth, in una sorta di riservato\nma frettoloso addio.  Doveva augurarle la buona notte; stava andando\nstava andando; doveva tornare a casa il pi\u00f9 in fretta possibile.\n\n Non vale forse la pena di rimanere per questa canzone?\nidea che la rese ancora pi\u00f9 ansiosa di essere incoraggiata.\n\n No! rispose in modo impressionante, non c'\u00e8 nulla per cui valga la pena che io rimanga;\ne se ne and\u00f2 subito.\n\nGelosia nei confronti del signor Elliot! Era l'unico motivo comprensibile. Il capitano\nWentworth geloso del suo affetto! Avrebbe potuto crederci una settimana\nsettimana fa; tre ore fa! Per un momento la gratificazione fu squisita.\nMa, ahim\u00e8, c'erano pensieri molto diversi da affrontare. Come si poteva placare\ngelosia da placare? Come poteva la verit\u00e0 arrivare a lui? Come, con tutti gli\nsvantaggi particolari delle loro rispettive situazioni, avrebbe mai potuto\nconoscere i veri sentimenti di lei? Era una miseria pensare alle attenzioni di Mr Elliot.\nElliot. Il loro male era incalcolabile.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXI.\n\n\nAnne ricord\u00f2 con piacere la mattina dopo la sua promessa di andare da Mrs Smith, intendendo che avrebbe dovuto impegnarla da casa all'ora in cui si sarebbe dovuto fare un salto.\nSmith, nel senso che l'avrebbe impegnata a uscire di casa all'ora in cui Mr Elliot sarebbe stato pi\u00f9 probabile.\nElliot sarebbe stato pi\u00f9 probabile; perch\u00e9 evitare Mr Elliot era quasi il primo obiettivo.\nquasi un primo obiettivo.\n\nProvava molta benevolenza nei suoi confronti. Nonostante la malizia delle\nmalizia delle sue attenzioni, gli doveva gratitudine e considerazione, forse anche\ncompassione. Non poteva fare a meno di pensare alle straordinarie\ncircostanze straordinarie che caratterizzavano la loro conoscenza, al diritto che lui\ndi interessarsi a lei, per tutta la situazione, per i suoi sentimenti, per le sue prime\nsentimenti, dalla sua precoce predisposizione. Era tutto molto\nstraordinario; lusinghiero, ma doloroso. C'era molto da rimpiangere. Come\navrebbe potuto provare se non ci fosse stato il capitano Wentworth nella vicenda,\nnon valeva la pena di indagare; perch\u00e9 il capitano Wentworth c'era e, sia che la conclusione della presente suspense fosse positiva o negativa, il suo affetto sarebbe stato\nconclusione della presente suspense buona o cattiva, il suo affetto sarebbe stato\nil suo affetto per sempre. La loro unione, credeva, non avrebbe potuto dividerla di pi\u00f9 dagli\naltri uomini pi\u00f9 della loro separazione finale.\n\nPer le strade di Bath non sarebbero mai potute passare riflessioni pi\u00f9 carine sull'amore e la costanza eterna\ndi pi\u00f9 belle riflessioni sull'amore e la costanza eterna, non sarebbero mai potute passare lungo le strade di Bath\nda Camden Place a Westgate Buildings. Era quasi sufficiente per\npurificazione e di profumo per tutto il tragitto.\n\nEra sicura di ricevere un'accoglienza piacevole; e la sua amica questa mattina sembrava\nmattina particolarmente obbligata a venire, sembrava che non l'avesse\naspettarla, anche se si trattava di un appuntamento.\n\nUn resoconto del concerto fu subito richiesto e i ricordi di Anne erano abbastanza felici da animare la sua vita.\nAnne ricordava il concerto in modo abbastanza felice da animare i suoi\ne la rendevano felice di parlarne. Tutto quello che poteva raccontare\nraccont\u00f2 molto volentieri, ma il tutto era poco per una persona che era stata\nper una persona che era stata l\u00ec, e insoddisfacente per un'informatrice come la signora Smith, che aveva gi\u00e0 sentito\nche aveva gi\u00e0 sentito parlare, attraverso la scorciatoia di una lavandaia e di un cameriere,\ndel successo generale e dei prodotti della serata pi\u00f9 di quanto Anne potesse\ndi quanto Anne potesse raccontare, e che ora chiedeva invano diversi dettagli sulla compagnia.\ncompagnia. Tutte le persone di una certa importanza o notoriet\u00e0 a Bath erano ben conosciute da Mrs Smith.\ndi Bath erano ben noti per nome alla signora Smith.\n\n I piccoli Durand erano l\u00ec, concludo, disse lei, con le bocche aperte a cogliere la musica.\nbocca aperta per cogliere la musica, come passerotti non schiusi pronti per essere\nnutriti. Non si perdono mai un concerto.\n\n S\u00ec, non li ho visti di persona, ma ho sentito Mr Elliot dire che erano nella stanza.\nstanza.\n\n Gli Ibboton, erano l\u00ec? E le due nuove bellezze, con l'alto ufficiale irlandese, di cui si parla per uno di loro.\nalto ufficiale irlandese, di cui si parla per una di loro.\n\n Non lo so. Non credo che lo fossero.\n\n La vecchia Lady Mary Maclean? Non ho bisogno di chiedere di lei. Non manca mai, lo so.\nSo che non manca mai; e voi dovete averla vista. Deve essere stata nella vostra stessa cerchia\nperch\u00e9, quando siete andati con Lady Dalrymple, eravate sulle poltrone della\ngrandeur, intorno all'orchestra, naturalmente.\n\n No, era questo che temevo. Sarebbe stato molto spiacevole per me\nsotto ogni punto di vista. Ma fortunatamente Lady Dalrymple sceglie sempre di essere\ne noi eravamo in una posizione estremamente favorevole, cio\u00e8 per l'udito;\nNon devo dire per vedere, perch\u00e9 sembra che io abbia visto molto poco.\n\n Hai visto abbastanza per il tuo divertimento. Posso capire. C'\u00e8\nuna sorta di divertimento domestico da conoscere anche in mezzo alla folla, e questo\nquesto avete avuto. Eravate una grande festa in s\u00e9, e non volevate nulla di\noltre.\n\n Ma avrei dovuto guardarmi di pi\u00f9 intorno, disse Anne, consapevole, mentre parlava, che in realt\u00e0 non c'era stata alcuna mancanza di\nche in realt\u00e0 non c'era stata alcuna mancanza di sguardo, che\nsolo l'oggetto era stato carente.\n\n No, no; era meglio se ti davi da fare. Non c'\u00e8 bisogno che mi dica che ha passato una\nserata piacevole. Te lo leggo negli occhi. Vedo perfettamente come sono passate le ore\nche avevi sempre qualcosa di piacevole da ascoltare. Negli\nintervalli del concerto era la conversazione.\n\nAnne fece un mezzo sorriso e disse: \"Lo vedi nei miei occhi?\n\n S\u00ec, lo so. Il suo volto mi informa perfettamente che ieri sera era in\nieri sera con la persona che ritenete la pi\u00f9 piacevole al mondo, la persona che in questo momento vi interessa pi\u00f9 di quanto\ndel mondo, la persona che in questo momento vi interessa pi\u00f9 di\ndi tutto il resto del mondo messo insieme.\n\nLe guance di Anne arrossirono. Non riusc\u00ec a dire nulla.\n\n E stando cos\u00ec le cose, continu\u00f2 la signora Smith, dopo una breve pausa, spero che lei creda che io sappia apprezzare la sua gentilezza nel venire da noi.\nspero che lei creda che io sappia come apprezzare la sua gentilezza nel venire da\nda me questa mattina. \u00c8 davvero molto gentile da parte vostra venire a sedervi con me,\nquando deve avere tante richieste pi\u00f9 piacevoli per il suo tempo.\n\nAnne non sent\u00ec nulla di tutto ci\u00f2. Era ancora nello stupore e nella confusione\nconfusione suscitata dalla penetrazione dell'amica, non riuscendo a immaginare come\ncome una qualsiasi notizia del capitano Wentworth avesse potuto raggiungerla. Dopo un altro\nbreve silenzio\n\n Di grazia, disse la signora Smith, il signor Elliot \u00e8 a conoscenza della sua conoscenza con\nme? Sa che sono a Bath?\n\n Mr. Elliot! ripet\u00e9 Anne, alzando gli occhi sorpresi. Un attimo di riflessione\nle fece capire l'errore che aveva commesso. Lo colse\nistantaneamente; e recuperando il coraggio con la sensazione di sicurezza,\naggiunse subito, con pi\u00f9 compostezza: \"Conosce Mr Elliot?\n\n L'ho conosciuto bene, rispose la signora Smith,\nma ora mi sembra che la cosa si sia esaurita. \u00c8 passato molto tempo da quando ci siamo incontrati.\n\n Non ne ero affatto a conoscenza. Non ne ha mai parlato prima. Se l'avessi saputo\nse l'avessi saputo, avrei avuto il piacere di parlargli di te.\n\n A dire la verit\u00e0, disse la signora Smith, assumendo la sua solita aria di\nallegria, \u00e8 proprio questo il piacere che voglio che tu abbia. Voglio che\nche parliate di me a Mr Elliot. Voglio che vi interessiate a lui. Lui\npu\u00f2 essermi di grande aiuto; e se avr\u00e0 la bont\u00e0, mia cara Miss Elliot,\nmia cara Miss Elliot, di farne un oggetto per lei stessa, naturalmente \u00e8\nfatto.\n\n Sarei estremamente felice; spero che non possiate dubitare della mia volont\u00e0 di\ndi esserti anche solo minimamente utile, rispose Anne; ma ho il sospetto che tu mi consideri\nche tu mi consideri come se avessi una pretesa maggiore nei confronti di Mr.\ndiritto di influenzarlo, pi\u00f9 di quanto non sia in realt\u00e0. Sono certa che tu abbia\nin un modo o nell'altro, un'idea del genere. Dovete considerarmi solo come\nElliot. Se sotto questa luce c'\u00e8 qualcosa che\nche suo cugino potrebbe chiedere a lui, la prego di non\ndi impiegarmi.\n\nLa signora Smith le lanci\u00f2 un'occhiata penetrante e poi, sorridendo, disse\n\n Mi sembra di essere stato un po' prematuro; vi chiedo scusa. Avrei dovuto\navrei dovuto aspettare informazioni ufficiali. Ma ora, mia cara signorina Elliot,\ncome una vecchia amica, mi dia un suggerimento su quando potr\u00f2 parlare. La prossima settimana?\nDi sicuro entro la prossima settimana potr\u00f2 pensare che sia tutto risolto, e\ne costruire i miei piani egoistici sulla fortuna del signor Elliot.\n\n No, rispose Anne, n\u00e9 la prossima settimana, n\u00e9 la prossima, n\u00e9 la prossima. Vi assicuro\nche nulla del genere a cui stai pensando sar\u00e0 deciso in settimana.\nNon ho intenzione di sposare Mr Elliot. Vorrei sapere perch\u00e9 pensi che lo far\u00f2.\nperch\u00e9 pensi che lo far\u00f2?\n\nLa signora Smith la guard\u00f2 di nuovo, con sguardo serio, sorrise, scosse la testa ed esclam\u00f2\ntesta ed esclam\u00f2\n\n Come vorrei capirti! Come vorrei sapere che cosa\ncosa vuoi fare! Ho la grande idea che tu non abbia intenzione di essere crudele, quando\nil momento giusto. Finch\u00e9 non arriva, sai, noi donne non intendiamo mai\nnon intendiamo avere nessuno. \u00c8 una cosa ovvia tra di noi, che ogni uomo\n\u00e8 rifiutato, finch\u00e9 non si offre. Ma perch\u00e9 essere crudeli? Lasciate che mi dichiari\nper il mio attuale amico, che non posso chiamare cos\u00ec, ma per il mio vecchio amico.\nDove si pu\u00f2 cercare un'accoppiata pi\u00f9 adatta? Dove potreste aspettarvi un uomo\nun uomo pi\u00f9 gentile e piacevole? Mi permetto di raccomandare il signor Elliot. Sono sicuro che\nsono sicuro che il colonnello Wallis non ha parlato d'altro che bene di lui; e chi pu\u00f2 conoscerlo meglio del colonnello Wallis?\nconoscerlo meglio del colonnello Wallis?\n\n Mia cara signora Smith, la moglie del signor Elliot non \u00e8 morta da molto pi\u00f9 di mezzo\nun anno. Non si dovrebbe pensare che stia pagando i suoi indirizzi a qualcuno...\nnessuno.\n\n Oh! Se queste sono le vostre uniche obiezioni, grid\u00f2 la signora Smith, arcignamente, Mr.\nElliot \u00e8 al sicuro e non dovr\u00f2 pi\u00f9 preoccuparmi di lui. Non dimenticarti di me\nnon dimenticarti di me quando sarai sposata, tutto qui. Fagli sapere che sono una tua\ne allora penser\u00e0 poco al disturbo richiesto,\nche \u00e8 molto naturale per lui ora, con cos\u00ec tanti affari e impegni\nimpegni, evitare e liberarsi come pu\u00f2; molto naturale, forse.\nnaturale, forse. Novantanove su cento farebbero lo stesso. Naturalmente\nNaturalmente, non pu\u00f2 rendersi conto dell'importanza che ha per me. Bene, mia cara signorina\nElliot, spero e confido che sarete molto felici. Il signor Elliot ha il buon senso di\ncapire il valore di una donna del genere. La vostra pace non sar\u00e0\nnaufragata come lo \u00e8 stata la mia. Siete al sicuro in tutte le questioni mondane e\nsicuro nel suo carattere. Non si lascer\u00e0 fuorviare; non si lascer\u00e0 fuorviare da altri\nda altri, fino alla sua rovina.\n\n No, disse Anne, posso tranquillamente credere a tutto questo di mio cugino. Sembra\nun temperamento calmo e deciso, per nulla aperto a pericolose\nimpressioni pericolose. Lo considero con grande rispetto. Non ho motivo, per\nda nessuna delle cose che mi sono capitate sotto gli occhi, per fare diversamente. Ma non lo conosco\nnon lo conosco da molto tempo; e non \u00e8 un uomo, credo, da conoscere\nintimamente presto. Questo modo di parlare di lui, signora Smith,\nnon vi convincer\u00e0 che non \u00e8 nulla per me? Sicuramente questo deve essere abbastanza tranquillo.\nE, sulla mia parola, non \u00e8 niente per me. Se mai dovesse chiedermi di sposarlo\n(cosa che ho ben pochi motivi per pensare che abbia intenzione di\ndi farlo), non lo accetter\u00f2. Vi assicuro che non lo accetter\u00f2. Vi assicuro che non lo accetter\u00f2,\nMr Elliot non ha avuto la parte che lei ha ipotizzato, in qualsiasi piacere\npiacere del concerto di ieri sera: non \u00e8 Mr Elliot; non \u00e8 Mr Elliot che\nnon \u00e8 il signor Elliot che\n\nSi ferm\u00f2, pentendosi con un profondo rossore di aver lasciato intendere cos\u00ec tanto;\nma difficilmente sarebbe stato sufficiente un po' di meno. Mrs Smith difficilmente avrebbe\ncos\u00ec presto al fallimento di Mr. Elliot, se non fosse stato per la percezione che\nche ci fosse un'altra persona. Cos\u00ec com'\u00e8 stato, si \u00e8 immediatamente sottomessa, e\ncon tutta la parvenza di non vedere nulla al di l\u00e0; e Anne, desiderosa di sfuggire a ulteriori\ndi sfuggire a ulteriori avvertimenti, era impaziente di sapere perch\u00e9 la signora Smith avesse\nSmith avesse creduto di dover sposare Mr. Elliot; dove avesse potuto ricevere l'idea o da chi avesse potuto\nidea, o da chi l'avesse sentita.\n\n Mi dica come le \u00e8 venuta in mente la prima volta.\n\n Mi \u00e8 venuto in mente per la prima volta, rispose la signora Smith, quando ho scoperto quanto\nche stavate insieme e ho pensato che fosse la cosa pi\u00f9 probabile del mondo\ndi essere desiderata da tutti coloro che appartengono all'uno o all'altro; e potete contare sul fatto che tutti i vostri conoscenti\nche tutti i vostri conoscenti hanno pensato a voi nello stesso modo.\nallo stesso modo. Ma non ne ho mai sentito parlare fino a due giorni fa.\n\n E se ne \u00e8 parlato davvero?\n\n Ha osservato la donna che le ha aperto la porta quando ha chiamato?\nieri?\n\n No. Non era la signora Speed, come al solito, o la cameriera? Non ho osservato nessuno in\nnessuno in particolare.\n\n Era la mia amica, la signora Rooke; l'infermiera Rooke che, tra l'altro, era molto curiosa di vederla e che \u00e8 stata felicissima di essere in grado di farla entrare.\ncuriosit\u00e0 di vederla ed \u00e8 stata felicissima di trovarsi sulla strada per farla entrare.\n\u00c8 venuta via da Marlborough Buildings solo domenica; ed \u00e8 stata lei a dirmi\nche mi ha detto che lei avrebbe sposato Mr Elliot. L'aveva saputo dalla stessa Mrs Wallis\nWallis in persona, il che non mi sembrava una cattiva autorit\u00e0. Si \u00e8 seduta un'ora con me luned\u00ec sera\nluned\u00ec sera e mi ha raccontato tutta la storia.   Tutta la storia,\nripet\u00e9 Anne, ridendo.  Non sarebbe riuscita a fare una storia molto lunga, credo\ncredo, di un articolo cos\u00ec piccolo di notizie infondate.\n\nLa signora Smith non ha detto nulla.\n\n Ma, continu\u00f2 Anne, tra poco, anche se non \u00e8 vero che io abbia questa\ndi avere questa pretesa nei confronti del signor Elliot, sarei estremamente felice di poter essere\ndi esservi utile in qualsiasi modo possibile. Devo dirgli che siete a Bath?\na Bath? Devo portare qualche messaggio?\n\n No, grazie: no, certamente no. Nella foga del momento, e\nimpressione sbagliata, avrei forse cercato di interessarvi\ndi interessarvi in qualche circostanza; ma non ora. No, vi ringrazio, non ho\nnon ho nulla da disturbare.\n\n Credo che lei abbia detto di conoscere il signor Elliot da molti anni?\n\n L'ho fatto.\n\n Non prima di essersi sposato, suppongo?\n\n S\u00ec, non era sposato quando l'ho conosciuto.\n\n E vi conoscevate bene?\n\n Intimamente.\n\n Infatti! Allora ditemi che cosa era in quel periodo della vita. Ho una\ngrande curiosit\u00e0 di sapere com'era il signor Elliot da giovane. Era\ncome appare ora?\n\n Non ho visto il signor Elliot in questi tre anni, fu la risposta della signora Smith,\ncos\u00ec seria che non fu possibile proseguire oltre l'argomento;\ne Anne sent\u00ec di non aver ottenuto altro che un aumento della curiosit\u00e0.\nRimasero entrambe in silenzio: Mrs Smith molto pensierosa. Alla fine\n\n Chiedo scusa, mia cara signorina Elliot, grid\u00f2, nel suo tono naturale di cordialit\u00e0.\ntono di cordialit\u00e0, le chiedo scusa per le brevi risposte che le ho dato, ma non sapevo cosa fare.\nrisposte brevi che le ho dato, ma sono stata incerta su ci\u00f2 che dovevo fare. Ho\ndubbi e considerazioni su ci\u00f2 che dovrei dirvi. C'erano\nmolte cose da tenere in considerazione. Si detesta essere\noffensivo, dare cattive impressioni, fare dispetti. Anche la\nsuperficie liscia dell'unione familiare sembra valere la pena di essere preservata, anche se non c'\u00e8\nsotto non ci sia nulla di duraturo. Tuttavia, ho deciso, credo di essere nel giusto.\ncredo di avere ragione; credo che dobbiate conoscere il vero carattere di Mr Elliot.\nElliot. Anche se credo pienamente che, al momento, non abbiate la minima intenzione di accettarlo.\nminima intenzione di accettarlo, non si pu\u00f2 dire cosa possa accadere.\naccadere. Potreste, un giorno o l'altro, avere un atteggiamento diverso nei suoi confronti.\nlui. Ascoltate la verit\u00e0, quindi, ora, finch\u00e9 non siete prevenuti. Il signor\nElliot \u00e8 un uomo senza cuore e senza coscienza; un essere spregiudicato, prudente,\nche pensa solo a se stesso, che per il suo interesse o per la sua comodit\u00e0\ninteresse o per comodit\u00e0, si renderebbe colpevole di qualsiasi crudelt\u00e0 o tradimento,\nche potesse essere perpetrato senza mettere a rischio il suo carattere generale. Non ha\nnessun sentimento per gli altri. Coloro che \u00e8 stato la causa principale\ndi averli portati alla rovina, pu\u00f2 trascurarli e abbandonarli senza la minima\ncompiacenza. \u00c8 totalmente al di fuori della portata di qualsiasi sentimento di giustizia o di\no compassione. \u00c8 nero nel cuore, vuoto e nero!\n\nL'aria stupita e l'esclamazione di meraviglia di Anne la fecero soffermare e, in modo pi\u00f9 calmo, aggiunse.\nin modo pi\u00f9 calmo, aggiunse,\n\n Le mie espressioni vi spaventano. Dovete considerare che si tratta di una donna ferita e arrabbiata.\ndonna. Ma cercher\u00f2 di comandare me stessa. Non abuser\u00f2 di lui. Vi racconter\u00f2\nvi dir\u00f2 solo quello che ho scoperto su di lui. Saranno i fatti a parlare. Era l'amico intimo\namico intimo del mio caro marito, che si fidava di lui, lo amava e lo considerava\nlo considerava buono come se stesso. L'intimit\u00e0 era nata prima del nostro\nmatrimonio. Li trovai amici molto intimi e anch'io mi compiacqui eccessivamente di Mr.\nElliot e avevo la pi\u00f9 alta opinione di lui.\ndi lui. A diciannove anni, si sa, non si pensa molto seriamente; ma Mr.\nMr. Elliot mi sembr\u00f2 buono come gli altri, e molto pi\u00f9\nmolto pi\u00f9 simpatico della maggior parte degli altri, e stavamo quasi sempre insieme. Eravamo\nprincipalmente in citt\u00e0, vivendo in uno stile molto buono. All'epoca era il pi\u00f9\ninferiore nelle circostanze; era allora il pi\u00f9 povero; aveva le camere nel\naveva delle stanze nel Tempio, ed era il massimo che poteva fare per mantenere l'aspetto\ndi un gentiluomo. Aveva sempre una casa da noi, quando lo desiderava; era sempre il benvenuto.\nera sempre il benvenuto; era come un fratello. Il mio povero Charles, che aveva lo\nspirito pi\u00f9 bello e generoso del mondo, avrebbe diviso con lui il suo ultimo\ne so che la sua borsa era aperta per lui; so che spesso lo aiutava.\nso che spesso lo assisteva.\n\n Deve trattarsi proprio di quel periodo della vita di Mr Elliot, disse Anne, che ha sempre suscitato la mia particolare curiosit\u00e0.\nAnne, che ha sempre suscitato la mia particolare curiosit\u00e0. Deve essere stato\ndeve essere stato pi\u00f9 o meno nello stesso periodo in cui \u00e8 stato conosciuto da mio padre e da mia sorella.\nIo non l'ho mai conosciuto, ne ho solo sentito parlare, ma c'era qualcosa nella sua\nnel suo comportamento di allora, nei confronti di mio padre e di mia sorella, e poi\ne nelle circostanze del suo matrimonio, che non ho mai potuto\nconciliare con i tempi attuali. Sembrava annunciare un altro\ntipo di uomo.\n\n So tutto, so tutto, grid\u00f2 la signora Smith.  Era stato\nSir Walter e vostra sorella prima che io lo conoscessi.\nma l'ho sentito parlare di loro per sempre. So che \u00e8 stato invitato e incoraggiato\nincoraggiato, e so che non ha scelto di andare. Posso soddisfarvi,\nforse, su punti che vi aspettereste poco; e per quanto riguarda il suo\nmatrimonio, sapevo tutto all'epoca. Ero al corrente di tutti i pro e i contro\ne contrari; ero l'amico a cui confidava le sue speranze e i suoi progetti;\ne anche se non conoscevo sua moglie in precedenza, la sua situazione di inferiorit\u00e0\ninferiore rendeva impossibile farlo, tuttavia la conobbi per tutta la sua\ntutta la sua vita, o almeno fino agli ultimi due anni della sua\nvita, e posso rispondere a qualsiasi domanda vogliate porre.\n\n No, disse Anne, non ho nessuna indagine particolare da fare su di lei. I\nHo sempre saputo che non erano una coppia felice. Ma vorrei\nsapere perch\u00e9, in quel periodo della sua vita, avesse trascurato la conoscenza di mio padre come\nconoscenza di mio padre. Mio padre era certamente disposto a prendere\ngentilezza e attenzione nei suoi confronti. Perch\u00e9 Mr Elliot si \u00e8 tirato indietro?\n\n Mr Elliot, rispose Mrs Smith, in quel periodo della sua vita, aveva un solo obiettivo: fare fortuna e con un processo piuttosto rapido.\nun solo obiettivo: fare fortuna, e con un processo pi\u00f9 rapido della legge.\ndella legge. Era deciso a farlo con il matrimonio. Era\nera deciso, almeno, a non rovinarla con un matrimonio imprudente; e so che era sua convinzione (sia che si trattasse di un matrimonio che di un matrimonio\nso che era convinto (se giustamente o meno, ovviamente non posso\nche tuo padre e tua sorella, con le loro cortesie e i loro inviti, stessero progettando un matrimonio\ninviti, stessero progettando un matrimonio tra l'erede e la signorina.\ne che fosse impossibile che un tale incontro rispondesse alle sue idee di ricchezza e indipendenza.\nidee di ricchezza e indipendenza. Questo \u00e8 stato il motivo che lo ha spinto a ritirarsi,\nve lo posso assicurare. Mi ha raccontato tutta la storia. Non ha nascosto nulla\ncon me. Era curioso che, avendoti appena lasciato a Bath,\nla mia prima e principale conoscenza dopo il matrimonio fosse tuo cugino;\ne che, attraverso di lui, sentissi continuamente parlare di tuo padre e di tua sorella.\ne di tua sorella. Mi ha descritto la signorina Elliot e io ho pensato molto\naffettuosamente dell'altra.\n\n Forse, esclam\u00f2 Anne, colpita da un'idea improvvisa, qualche volta hai parlato di me a Mr.\ndi me a Mr Elliot?\n\n A dire il vero l'ho fatto, molto spesso. Mi vantavo della mia Anne Elliot,\ne garantisco che lei \u00e8 una creatura molto diversa dalla\n\nSi \u00e8 controllata appena in tempo.\n\n Questo spiega una cosa che Mr Elliot ha detto ieri sera, ha detto piangendo.\nAnne.  Questo spiega tutto. Ho scoperto che era abituato a sentir parlare di me. I\nnon riuscivo a capire come. Che immaginazione sfrenata ci si fa quando si tratta di\nse si tratta di s\u00e9 stessi! Come ci si pu\u00f2 sbagliare! Ma vi chiedo scusa; vi ho\nvi ho interrotto. Il signor Elliot si \u00e8 quindi sposato completamente per soldi? Le\ncircostanze, probabilmente, che le hanno fatto scoprire per la prima volta il suo\ncarattere.\n\nLa signora Smith esit\u00f2 un po'.  Oh! Queste cose sono troppo comuni.\nQuando si vive nel mondo, un uomo o una donna che si sposano per denaro \u00e8 troppo\ncomune per colpire come dovrebbe. Ero molto giovane e frequentavo solo\ncon i giovani, ed eravamo un gruppo gay e sconsiderato, senza\nregole di condotta. Vivevamo per il divertimento. Ora la penso diversamente; il tempo\nil tempo, la malattia e il dolore mi hanno dato altre nozioni, ma a quel tempo\ndevo ammettere che non vedevo nulla di riprovevole in quello che Mr Elliot stava facendo.  Fare il meglio per\nfare il meglio per se stesso, passava per un dovere.\n\n Ma non era una donna molto bassa?\n\n S\u00ec, e io obiettai, ma lui non volle darmi retta. Il denaro, il denaro, era\nera tutto ci\u00f2 che voleva. Suo padre era un pastore, suo nonno era stato un macellaio.\nmacellaio, ma non era nulla. Era una bella donna, aveva avuto un'educazione\nun'educazione decente, era stata portata avanti da alcuni cugini, gettata per caso nella compagnia di Mr.\nElliot, e si innamor\u00f2 di lui; e non c'era una difficolt\u00e0 o uno scrupolo.\ndifficolt\u00e0 o uno scrupolo da parte di lui, per quanto riguarda la sua\nnascita. Tutta la sua cautela \u00e8 stata impiegata per accertarsi dell'ammontare reale del patrimonio di\npatrimonio di lei, prima di impegnarsi. Ci si pu\u00f2 credere che, per quanto\nstima di Mr Elliot per la propria situazione nella vita, da giovane non aveva il minimo valore\ngiovane non ne aveva il minimo valore. La possibilit\u00e0 di ottenere la propriet\u00e0 di Kellynch\nKellynch era gi\u00e0 qualcosa, ma tutto l'onore della famiglia era\ncome la sporcizia. L'ho sentito spesso dichiarare che se le baronzie fossero vendibili.\nse le baronette fossero vendibili, chiunque potrebbe avere la sua per cinquanta sterline, armi e motto,\nnome e livrea inclusi; ma non pretender\u00f2 di ripetere la met\u00e0 di quanto\nche gli ho sentito dire su questo argomento. Non sarebbe giusto; eppure dovreste averne la prova, perch\u00e9\nEppure dovreste avere delle prove, perch\u00e9 tutto questo non \u00e8 altro che un'affermazione, e le avrete.\nprove.\n\n Infatti, mia cara signora Smith, non ne voglio sapere, grid\u00f2 Anne.  Lei non ha\naffermato nulla di contraddittorio rispetto a ci\u00f2 che Mr Elliot sembrava essere alcuni\nanni fa. Tutto questo \u00e8 una conferma, piuttosto, di ci\u00f2 che eravamo abituati a sentire\ne credere. Sono pi\u00f9 curioso di sapere perch\u00e9 dovrebbe essere cos\u00ec diverso\nora.\n\n Ma per la mia soddisfazione, se avrete la bont\u00e0 di suonare per\nMary; rimani: Sono sicuro che avrete la bont\u00e0 ancora maggiore di andare\nnella mia camera da letto, e di portarmi la piccola scatola intarsiata che\ntroverete sulla mensola superiore dell'armadio.\n\nAnne, vedendo che l'amica era seriamente intenzionata a farlo, fece come le era stato chiesto.\ncome le era stato chiesto. La scatola fu portata e posta davanti a lei, e la signora Smith,\nsospirando mentre lo apriva, disse\n\n Questo \u00e8 pieno di documenti che appartenevano a lui, a mio marito; una piccola\nsolo una piccola parte di ci\u00f2 che ho dovuto esaminare quando l'ho perso. La lettera che sto cercando\nche sto cercando \u00e8 una lettera scritta dal signor Elliot a lui prima del nostro matrimonio,\ne si \u00e8 salvata per caso; il perch\u00e9 \u00e8 difficile da immaginare. Ma lui era\nMa era disattento e immetodico, come gli altri uomini, in queste cose e quando\nquando sono venuta ad esaminare le sue carte, l'ho trovata insieme ad altre ancora pi\u00f9\nbanali, provenienti da persone diverse e sparpagliate qua e l\u00e0, mentre molte\nlettere e memorandum di vera importanza erano stati distrutti. Ecco\nNon volevo bruciarla perch\u00e9, essendo gi\u00e0 allora molto poco soddisfatto di Mr.\nElliot, ero decisa a conservare ogni documento della precedente intimit\u00e0.\nintimit\u00e0. Ora ho un altro motivo per essere felice di poterlo presentare.\ndi poterlo produrre.\n\nQuesta era la lettera, diretta a Charles Smith, Esq. Tunbridge Wells,\ne datata da Londra, nel luglio 1803:\n\n\n Caro Smith,\n\n Ho ricevuto il vostro. La vostra gentilezza mi ha quasi sopraffatto. Vorrei che\nnatura avesse reso pi\u00f9 comuni cuori come il vostro, ma ho vissuto tre anni e venti nel mondo e non ne ho visto uno simile.\ntre e vent'anni nel mondo e non ne ho visto uno simile. Al momento\nal momento, credetemi, non ho bisogno dei vostri servizi, essendo in contanti\ndi nuovo. Datemi gioia: Mi sono liberato di Sir Walter e della signorina. Sono\nsono tornati a Kellynch e mi hanno quasi fatto giurare di andare a trovarli quest'estate.\nma la mia prima visita a Kellynch sar\u00e0 con un agrimensore, per dirmi\ncome portarla al meglio al martello. Il baronetto,\ntuttavia, non \u00e8 improbabile che si sposi di nuovo; \u00e8 abbastanza sciocco.\nSe lo far\u00e0, tuttavia, mi lasceranno in pace, il che potrebbe essere un\nun discreto corrispettivo per la reversibilit\u00e0. \u00c8 peggio dell'anno scorso.\n\n Vorrei avere un nome diverso da Elliot. Non ne posso pi\u00f9. Il nome di Walter\nPosso lasciar perdere, grazie a Dio! E desidero che non mi insultiate mai pi\u00f9 con la mia seconda W.\nseconda W., intendendo, per il resto della mia vita, essere solo il vostro\nsinceramente,\n\n WM. ELLIOT.\n\n\nUna lettera del genere non poteva essere letta senza mettere Anne in fibrillazione; e Mrs.\nSmith, osservando l'alto colore del suo viso, disse\n\n Il linguaggio, lo so, \u00e8 altamente irrispettoso. Anche se ho dimenticato\ni termini esatti, ho una perfetta impressione del significato generale.\nMa vi mostra l'uomo. Ricordate le sue professioni nei confronti del mio povero marito. Si pu\u00f2\nqualcosa di pi\u00f9 forte?\n\nAnne non riusc\u00ec a superare immediatamente lo shock e la mortificazione di trovare\ndi trovare tali parole applicate a suo padre. Fu costretta a ricordare\nche il fatto di aver visto la lettera costituiva una violazione delle leggi dell'onore, che\nche nessuno dovrebbe essere giudicato o conosciuto da tali testimonianze, che nessuna corrispondenza privata pu\u00f2\ncorrispondenza privata poteva sopportare l'occhio di altri, prima di recuperare\ncalma sufficiente per restituire la lettera che stava\nmeditato e dire\n\n Grazie. Questa \u00e8 senza dubbio una prova completa, una prova di tutto ci\u00f2 che\nstavi dicendo. Ma perch\u00e9 conoscerci ora?\n\n Posso spiegare anche questo, grid\u00f2 la signora Smith, sorridendo.\n\n Davvero?\n\n Si'. Vi ho mostrato il signor Elliot com'era una dozzina di anni fa e ve lo mostrer\u00f2 come \u00e8 ora.\nlo mostrer\u00f2 come \u00e8 ora. Non posso produrre di nuovo prove scritte, ma posso\nposso dare la testimonianza orale pi\u00f9 autentica che possiate desiderare, di ci\u00f2 che \u00e8\ne di ci\u00f2 che sta facendo. Non \u00e8 pi\u00f9 un ipocrita. Vuole veramente\nvuole sposarvi. Le sue attuali attenzioni verso la vostra famiglia sono molto\nsincere: vengono dal cuore. Vi dar\u00f2 la mia autorit\u00e0: il suo amico\nColonnello Wallis.\n\n Colonnello Wallis! Lo conosce?\n\n No. Non mi arriva in modo cos\u00ec diretto; fa una o due curve, ma niente di rilevante.\nuna o due curve, ma niente di rilevante. Il ruscello \u00e8 buono come all'inizio\nIl ruscello \u00e8 buono come all'inizio; la poca spazzatura che raccoglie nelle anse si sposta facilmente\nfacilmente. Mr Elliot parla senza riserve al colonnello Wallis delle sue opinioni su di voi.\nche, a detta del colonnello Wallis, immagino siano, di per s\u00e9, sensate, attente e perspicaci.\nun personaggio sensibile, attento e perspicace; ma il colonnello Wallis ha una moglie molto\nuna moglie molto sciocca, alla quale racconta cose che sarebbe meglio\nnon, e le ripete tutto. Lei, nello spirito traboccante della sua\ndella sua guarigione, ripete tutto alla sua infermiera; e l'infermiera, sapendo della mia conoscenza con voi, molto naturalmente\nconoscenza con voi, con molta naturalezza porta tutto a me. Luned\u00ec\nluned\u00ec sera, la mia buona amica Mrs Rooke mi ha fatto entrare cos\u00ec nei segreti di\nMarlborough Buildings. Quando ho parlato di un'intera storia, quindi, vedete\nvedete che non stavo romanzando cos\u00ec tanto come avete supposto.\n\n Mia cara signora Smith, la sua autorit\u00e0 \u00e8 carente. Questo non va bene. Il fatto che il Sig.\nElliot abbia qualche opinione su di me non spiega minimamente gli sforzi\nsforzi che ha fatto per una riconciliazione con mio padre. Tutto ci\u00f2 \u00e8 avvenuto\nprima del mio arrivo a Bath. Li ho trovati in rapporti molto amichevoli\nquando sono arrivato.\n\n So che l'avete fatto, so tutto perfettamente, ma...\n\n In effetti, signora Smith, non dobbiamo aspettarci di ottenere informazioni reali in questa\nlinea. I fatti o le opinioni che devono passare per le mani di cos\u00ec tanti\ntanti, per essere fraintesi dalla follia di uno e dall'ignoranza di un altro, difficilmente possono\ndifficilmente possono avere ancora molto di vero.\n\n Mi dia solo ascolto. Sarete presto in grado di giudicare il credito generale\ncredito dovuto, ascoltando alcuni particolari che potrete voi stessi\nimmediatamente contraddire o confermare. Nessuno suppone che lei sia stato il suo\nprimo stimolo. L'aveva vista prima di venire a Bath e l'aveva ammirata, ma senza sapere di esserlo.\nammirato, ma senza sapere che foste voi. Cos\u00ec almeno dice il mio storico.\nalmeno, il mio storico. \u00c8 vero? Vi ha visto l'estate o l'autunno scorsi, da qualche parte\nda qualche parte a ovest, per usare le sue stesse parole, senza sapere che eri tu?\n\n Lo ha fatto sicuramente. Finora \u00e8 molto vero. A Lyme. Mi \u00e8 capitato di essere a\nLyme.\n\n Ebbene, continu\u00f2 trionfante la signora Smith, concedete al mio amico il credito\nmerito di aver stabilito il primo punto asserito. Vi ha visto allora\na Lyme e gli piacque cos\u00ec tanto da essere estremamente contento di incontrarla di nuovo a Camden Place\ndi incontrarla di nuovo a Camden Place, come signorina Anne Elliot, e da quel momento, senza dubbio, aveva\nmomento, non ho dubbi, aveva un doppio motivo per recarsi l\u00ec. Ma\nc'era un altro motivo, e uno precedente, che ora vi spiegher\u00f2. Se c'\u00e8\nSe c'\u00e8 qualcosa nel mio racconto che sapete essere falso o\ninverosimile, fermatemi. Il mio racconto afferma che l'amica di vostra sorella, la\nche ora sta con voi, di cui vi ho sentito parlare, \u00e8 venuta a Bath con la signorina Elliot e Sir Walter\ncon la signorina Elliot e Sir Walter gi\u00e0 a settembre (in breve quando\nquando sono arrivati loro stessi), e da allora \u00e8 rimasta l\u00ec;\nche \u00e8 una donna intelligente, insinuante, bella, povera e plausibile,\ne che la situazione e i modi di fare sono tali da dare un'idea generale,\ntra i conoscenti di Sir Walter, che lei volesse essere Lady Elliot, e che\ngenerale che la signorina Elliot fosse apparentemente cieca di fronte al pericolo.\npericolo.\n\nA questo punto la signora Smith si ferm\u00f2 un attimo; ma Anne non aveva una parola da dire e continu\u00f2\ncontinu\u00f2\n\n Questa era la luce in cui appariva a chi conosceva la famiglia,\nmolto tempo prima che lei vi facesse ritorno; e il colonnello Wallis aveva gi\u00e0 osservato suo padre\ntuo padre abbastanza da esserne consapevole, anche se all'epoca non visitava\nCamden Place; ma la sua stima per il signor Elliot gli ha permesso di osservare tutto ci\u00f2 che\ne quando Mr. Elliot venne a Bath per un giorno o due, come aveva detto lui stesso.\nper un giorno o due, come accadde poco prima di Natale,\nil colonnello Wallis lo mise al corrente dell'aspetto delle cose e delle\nle notizie che cominciavano a prevalere. Ora dovete capire che il tempo\nche il tempo aveva modificato in modo sostanziale le opinioni di Elliot sul valore di una\nvalore di un baronetto. Su tutti i punti di sangue e di parentela \u00e8 un uomo\ncompletamente cambiato. Dopo aver avuto a lungo tutto il denaro che poteva\ndenaro che poteva spendere, nulla da desiderare dal punto di vista dell'avarizia o dell'indulgenza, ha imparato gradualmente a\nha imparato a poco a poco a basare la sua felicit\u00e0 sulle conseguenze che\nerede. Credevo che stesse nascendo prima che la nostra conoscenza cessasse, ma ora \u00e8 un sentimento confermato.\nora \u00e8 un sentimento confermato. Non pu\u00f2 sopportare l'idea di non essere Sir\nWilliam. Si pu\u00f2 intuire, quindi, che la notizia che ha ricevuto dall'amico\namico non poteva essere molto piacevole, e potete immaginare cosa ha prodotto;\nla decisione di tornare a Bath il pi\u00f9 presto possibile e di\ndi tornare a Bath il pi\u00f9 presto possibile e di stabilirsi qui per un certo periodo, con l'obiettivo di rinnovare la sua precedente\ndi tornare al pi\u00f9 presto a Bath e di stabilirsi qui per un certo periodo, con l'obiettivo di rinnovare le sue vecchie conoscenze e di recuperare una posizione nella famiglia che gli\ndi accertare il grado di pericolo e di aggirare la signora, se\naggirare la signora, se lo avesse ritenuto opportuno. Questo \u00e8 stato concordato\ntra i due amici come l'unica cosa da fare; e il colonnello\nWallis doveva aiutarlo in ogni modo possibile. Doveva essere\nlui, la signora Wallis, e tutti dovevano essere presentati.\ntutti. Il signor Elliot torn\u00f2 di conseguenza e, su richiesta, fu\nperdonato, come sapete, e riammesso in famiglia.\nera il suo costante obiettivo, e il suo unico obiettivo (fino a quando il vostro arrivo non ha aggiunto\nun altro motivo), sorvegliare Sir Walter e la signora Clay. Non tralasciava nessuna\noccasione di stare con loro, si metteva sulla loro strada, chiamava a tutte le ore.\nMa non c'\u00e8 bisogno che mi dilunghi su questo argomento. Potete\npotete immaginare cosa farebbe un uomo astuto; e con questa guida, forse, potrebbe\nricordare ci\u00f2 che gli avete visto fare.\n\n S\u00ec, disse Anne, non mi dici nulla che non sia in accordo con ci\u00f2 che ho saputo o potuto immaginare.\nche ho conosciuto, o che potrei immaginare. C'\u00e8 sempre qualcosa di offensivo nei\nnei dettagli dell'astuzia. Le imprese dell'egoismo e della doppiezza devono essere sempre\nsempre essere rivoltanti, ma non ho sentito nulla che mi abbia davvero sorpreso.\nConosco coloro che sarebbero scioccati da una simile rappresentazione di Mr.\nElliot, che avrebbero difficolt\u00e0 a crederci; ma io non sono mai stata\nsoddisfatto. Ho sempre voluto che il suo comportamento avesse qualche altra motivazione\ndi quello che \u00e8 apparso. Mi piacerebbe conoscere la sua attuale opinione sulla probabilit\u00e0\nprobabilit\u00e0 dell'evento che temeva; se ritiene che il pericolo stia diminuendo o meno.\nche il pericolo stia diminuendo o meno.\n\n In diminuzione, mi pare di capire, rispose la signora Smith.  Pensa che la signora Clay\nabbia paura di lui, consapevole che lui la vede e non osa procedere come potrebbe fare in sua assenza.\nprocedere come potrebbe fare in sua assenza. Ma dato che deve assentarsi\nprima o poi, non capisco come possa essere al sicuro finch\u00e9\nlei mantiene la sua attuale influenza. La signora Wallis ha un'idea divertente, come mi dice l'infermiera, che sia\ninfermiera mi ha detto che, quando voi e Mr Elliot vi sposerete, sar\u00e0 inserito negli articoli di matrimonio\nElliot, che tuo padre non sposer\u00e0 la signora Clay. A\nun progetto degno della comprensione della signora Wallis, a detta di tutti; ma la mia sensibile infermiera Rooke\nsensibile infermiera Rooke ne vede l'assurdit\u00e0.  Perch\u00e9, a dire il vero,\nsignora, disse, non gli impedirebbe di sposare nessun'altra.\nE, a dire il vero, non credo che la signora Rooke, in cuor suo, sia una strenua oppositrice di Sir Sir Rooke.\nmolto strenuamente contraria a un secondo matrimonio di Sir Walter. Deve\ndeve essere una sostenitrice del matrimonio, lo sapete; e (dato che l'egoismo si\nchi pu\u00f2 dire che non abbia delle visioni volanti di frequentare la prossima Lady Elliot, attraverso\ndi frequentare la prossima Lady Elliot, grazie alla raccomandazione di Mrs Wallis?\n\n Sono molto contenta di sapere tutto questo\", disse Anne, dopo aver riflettuto un po'.\nriflessione.  Per alcuni aspetti sar\u00e0 pi\u00f9 doloroso per me stare\ncompagnia di lui, ma sapr\u00f2 meglio cosa fare. La mia linea di\ncondotta sar\u00e0 pi\u00f9 diretta. Il signor Elliot \u00e8 evidentemente un uomo falso,\nartificioso, mondano, che non ha mai avuto alcun principio migliore per\nche lo guidasse se non l'egoismo.\n\nMa il signor Elliot non aveva finito. Mrs Smith si era lasciata trasportare dalla\nla sua prima direzione, e Anne aveva dimenticato, nell'interesse delle sue\nfamiglia, di quanto fosse stato inizialmente insinuato contro di lui; ma\nla sua attenzione fu ora richiamata alla spiegazione di quelle prime allusioni,\ne ascolt\u00f2 un resoconto che, se non giustificava perfettamente l'amarezza incondizionata di\nl'amarezza incondizionata della signora Smith, dimostrava che lui era stato molto\ninsensibile nella sua condotta verso di lei, molto carente sia di giustizia che di compassione.\ndi giustizia e di compassione.\n\nVenne a sapere che (l'intimit\u00e0 tra loro continuava a non essere intaccata dal matrimonio di Mr.\nElliot) erano stati come prima sempre insieme e Mr.\nElliot aveva indotto l'amico a spese molto superiori alla sua fortuna. Mrs\nSmith non voleva addossare la colpa a se stessa, ed era molto restia a\nmarito; ma Anne pot\u00e9 constatare che le loro entrate\nche le loro entrate non erano mai state all'altezza del loro stile di vita, e che fin dall'inizio\nche fin dall'inizio c'era stata una grande dose di stravaganza generale e comune. Dal resoconto della moglie\nmoglie, poteva capire che il signor Smith era un uomo di\ndi sentimenti caldi, di temperamento facile, di abitudini noncuranti e di non forte\ncomprensione, molto pi\u00f9 affabile del suo amico e molto diverso da lui,\nguidato da lui e probabilmente disprezzato da lui. Mr Elliot, cresciuto grazie al suo\nmatrimonio a una grande agiatezza e disposto a ogni gratificazione del piacere e della vanit\u00e0\npiacere e vanit\u00e0 che si poteva ottenere senza coinvolgere se stesso,\n(perch\u00e9 con tutta la sua indulgenza era diventato un uomo prudente), e cominciava a essere ricco, proprio come il suo\ne iniziando a essere ricco, proprio come il suo amico avrebbe dovuto scoprirsi povero, sembrava non avere\npovero, sembrava non preoccuparsi affatto delle probabili finanze di quell'amico, ma\nprobabile finanza di quell'amico, ma, al contrario, aveva spinto e incoraggiato\nspese che non potevano che finire in rovina; e gli Smiths\ndi conseguenza erano stati rovinati.\n\nIl marito era morto appena in tempo per essere risparmiato dalla piena conoscenza della\ndi questo. In precedenza avevano conosciuto imbarazzi tali da mettere a dura prova l'amicizia dei loro\namicizia dei loro amici, e per dimostrare che Mr Elliot avrebbe fatto meglio a\nElliot era meglio non essere provato; ma fu solo alla sua morte che il misero stato dei suoi affari fu\ndelle sue vicende fu pienamente conosciuto. Con una fiducia nei confronti di Mr Elliot,\nElliot, pi\u00f9 accreditata ai suoi sentimenti che alla sua capacit\u00e0 di giudizio, il signor Smith lo aveva nominato\nSmith lo aveva nominato esecutore testamentario; ma Mr Elliot non volle agire,\ne le difficolt\u00e0 e le angosce che questo rifiuto le aveva procurato,\noltre alle inevitabili sofferenze della sua situazione, sono state tali da non poter\nche non potevano essere raccontate senza angoscia d'animo, o ascoltate senza\nsenza una corrispondente indignazione.\n\nAd Anne vennero mostrate alcune sue lettere, risposte a richieste urgenti della signora Smith.\nSmith, che riportavano tutte la stessa severa\nrisoluzione di non impegnarsi in un problema infruttuoso e, sotto una fredda civilt\u00e0, la stessa\ncivilt\u00e0, la stessa dura indifferenza per i mali che avrebbe potuto portare\nche avrebbe potuto portare su di lei. Era un'immagine terribile di ingratitudine e disumanit\u00e0.\ne disumanit\u00e0; e Anne ebbe la sensazione, in alcuni momenti, che nessun flagrante crimine aperto\navrebbe potuto essere peggiore. Aveva molto da ascoltare; tutti i particolari di tristi scene passate, tutte le\ntutti i particolari delle tristi scene passate, tutte le minuzie di angoscia su\nangoscia, che nelle conversazioni precedenti erano state solo accennate, erano\nerano stati solo accennati, ora venivano raccontati con naturale indulgenza. Anne riusciva a comprendere perfettamente\nlo squisito sollievo, ed era solo pi\u00f9 incline a stupirsi della\ncompostezza del solito stato d'animo dell'amica.\n\nC'era una circostanza nella storia delle sue rimostranze di\nparticolare irritazione. Aveva buone ragioni per credere che alcune\npropriet\u00e0 del marito nelle Indie Occidentali, che era stata per molti anni\nanni sotto una sorta di sequestro per il pagamento delle sue\nincombenze, potesse essere recuperata con misure adeguate; e questa\npropriet\u00e0, anche se non ingente, sarebbe stata sufficiente a renderla relativamente\nricca. Ma non c'era nessuno che se ne occupasse. Mr Elliot non avrebbe fatto nulla,\ne lei stessa non poteva fare nulla, essendo ugualmente impossibilitata a fare\ndi sforzi personali a causa del suo stato di debolezza fisica e di impiegare altre persone a causa della sua\ndalla mancanza di denaro. Non aveva legami naturali che l'aiutassero nemmeno con i loro consigli.\ncon i loro consigli, e non poteva permettersi di acquistare l'assistenza\ndella legge. Questa era una crudele aggravante delle sue ristrettezze.\nSentire che avrebbe dovuto trovarsi in una situazione migliore, che un po' di\nproblemi nel posto giusto avrebbe potuto farlo, e temere che un ritardo potesse\nindebolire le sue pretese, era difficile da sopportare.\n\nEra su questo punto che sperava di ottenere i buoni uffici di Anne\ncon Mr Elliot. In precedenza, nell'attesa del loro matrimonio, era stata molto preoccupata\nmatrimonio, era stata molto preoccupata di perdere la sua amica; ma quando le era stato assicurato che non avrebbe potuto\nche lui non avrebbe potuto fare un tentativo di questo tipo, dal momento che\nnon sapeva nemmeno che lei si trovasse a Bath, si pens\u00f2 subito che\nche si sarebbe potuto fare qualcosa in suo favore grazie all'influenza della donna che lui amava.\ne si era preparata in fretta e furia a interessarsi ai sentimenti di Anne,\nper quanto le osservanze dovute al carattere di Mr Elliot lo permettessero,\nquando la smentita di Anne sul presunto fidanzamento cambi\u00f2 il volto di tutto.\ne le tolse la speranza di riuscire a raggiungere l'obiettivo che si era prefissata.\ndi riuscire a raggiungere l'oggetto della sua prima preoccupazione, le lasci\u00f2 almeno il\nconforto di raccontare l'intera storia a modo suo.\n\nDopo aver ascoltato questa descrizione completa di Mr.\nAnne non pot\u00e9 non esprimere una certa sorpresa per il fatto che Mrs Smith avesse parlato di lui in modo cos\u00ec\nfavorevolmente all'inizio della loro conversazione.  Sembrava che lo avesse\nraccomandarlo e lodarlo!\n\n Mia cara, fu la risposta della signora Smith, non c'era altro da fare. I\ndi sposarlo come certo, anche se lui potrebbe non aver fatto ancora\nofferta, e non potevo dire la verit\u00e0 su di lui pi\u00f9 che se fosse stato tuo marito.\nfosse stato vostro marito. Il mio cuore sanguinava per voi, mentre parlavo di felicit\u00e0;\neppure lui \u00e8 sensibile, \u00e8 piacevole, e con una donna come voi,\nnon era assolutamente senza speranza. \u00c8 stato molto scortese con la sua prima moglie.\nErano miserabili insieme. Ma lei era troppo ignorante e smidollata per\nrispetto, e lui non l'aveva mai amata. Ero disposta a sperare che a voi\nche a te andasse meglio.\n\nAnne riusciva appena a riconoscere dentro di s\u00e9 una tale possibilit\u00e0 di essere stata\ndi essere stata indotta a sposarlo, tanto da farla rabbrividire all'idea della\nmiseria che ne sarebbe seguita. Era possibile che fosse stata persuasa da Lady Russell!\nessere stata persuasa da Lady Russell! E con una tale supposizione,\nquale sarebbe stata la cosa pi\u00f9 infelice, quando il tempo avesse rivelato tutto, troppo\ntardi?\n\nEra molto auspicabile che Lady Russell non venisse pi\u00f9 ingannata;\ne uno degli accordi conclusivi di questa importante conferenza,\nche li port\u00f2 avanti per gran parte della mattinata, fu che\nAnne avesse piena libert\u00e0 di comunicare all'amica tutto ci\u00f2 che riguardava Mrs Smith\nalla signora Smith, in cui era coinvolta la sua condotta.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXII.\n\n\nAnne torn\u00f2 a casa per riflettere su tutto quello che aveva sentito. In un punto i suoi sentimenti\nalleviare i suoi sentimenti grazie alla conoscenza di Mr Elliot. Non c'era pi\u00f9\nnon c'era pi\u00f9 nulla di tenero nei suoi confronti. Si opponeva al capitano\nWentworth, in tutta la sua sgradita invadenza; e il male delle sue attenzioni di ieri sera, l'irrimediabile danno\ndelle sue attenzioni di ieri sera, l'irrimediabile danno che avrebbe potuto\nfatto, fu considerato con sensazioni non qualificate, non perplesse. La piet\u00e0 per\nper lui era finita. Ma questo era l'unico punto di sollievo. In ogni altro\naspetto, nel guardarsi intorno o nel penetrare in avanti, vedeva ancora pi\u00f9\ndiffidare e di preoccuparsi. Era preoccupata per la delusione e il dolore\ndolore che Lady Russell avrebbe provato, per le mortificazioni che dovevano\nche dovevano incombere su suo padre e sua sorella, e aveva tutta l'angoscia di\nprevedere molti mali, senza sapere come evitarli.\nEra molto grata per la sua conoscenza di lui. Non aveva mai\nnon si era mai ritenuta in diritto di essere ricompensata per non aver trascurato una vecchia\nvecchia amica come la signora Smith, ma qui c'era davvero una ricompensa che ne derivava!\nLa signora Smith era stata in grado di dirle ci\u00f2 che nessun altro avrebbe potuto fare.\nLa conoscenza si sarebbe potuta estendere alla sua famiglia? Ma questa era\nun'idea vana. Doveva parlare con Lady Russell, dirle, consultarsi con lei,\ne, dopo aver fatto del suo meglio, attendere l'evento con la massima compostezza possibile.\ne, dopotutto, la sua pi\u00f9 grande mancanza di compostezza sarebbe stata in\nin quella parte della mente che non poteva essere aperta a Lady Russell; in quel\nquel flusso di ansie e paure che doveva essere tutto per lei.\n\nArrivata a casa, scopr\u00ec che, come voleva, era riuscita a evitare di vedere Mr.\nElliot; che lui aveva chiamato e aveva fatto loro una lunga visita mattutina.\nvisita mattutina; ma non si era ancora congratulata con se stessa e si era sentita al sicuro quando\nquando seppe che sarebbe tornato in serata.\n\n Non avevo la minima intenzione di chiederglielo, disse Elizabeth, con\ncon affettata noncuranza, ma lui ha dato cos\u00ec tanti suggerimenti; cos\u00ec almeno dice Mrs Clay.\nminimo.\n\n In effetti, lo dico. Non ho mai visto nessuno in vita mia fare pi\u00f9 fatica per\nun invito. Povero uomo! Ero davvero addolorato per lui, perch\u00e9 la vostra\nsorella dal cuore duro, Miss Anne, sembra votata alla crudelt\u00e0.\n\n Oh! esclam\u00f2 Elizabeth, sono stata troppo abituata al gioco per\nper essere presto sopraffatta dai suggerimenti di un gentiluomo. Tuttavia, quando ho scoperto quanto\neccessivamente si rammaricava di dover mancare a mio padre stamattina, mi sono subito arresa.\npadre questa mattina, ho ceduto immediatamente, perch\u00e9 non avrei mai tralasciato un'occasione\noccasione di far incontrare lui e Sir Walter. Sembrano cos\u00ec\nvantaggio in compagnia l'uno dell'altro. Ognuno si comporta in modo cos\u00ec piacevole.\nMr Elliot li guarda con tanto rispetto.\n\n Delizioso! esclam\u00f2 la signora Clay, non osando per\u00f2 volgere lo sguardo verso Anne.\nocchi verso Anne.  Esattamente come padre e figlio! Cara signorina Elliot, posso\nNon posso dire padre e figlio?\n\n Non metto un freno alle parole di nessuno. Se vuoi avere queste idee!\nMa, sulla mia parola, non ho la sensazione che le sue attenzioni siano\noltre a quelle di altri uomini.\n\n Mia cara Miss Elliot! esclam\u00f2 la signora Clay, sollevando le mani e gli occhi,\ne affondando tutto il resto del suo stupore in un conveniente silenzio.\n\n Beh, mia cara Penelope, non devi allarmarti cos\u00ec tanto per lui. Io l'ho\nl'ho invitato, sai. L'ho mandato via con un sorriso. Quando ho scoperto che stava\nche sarebbe andato davvero dai suoi amici a Thornberry Park per tutto il giorno.\ndomani, ho avuto compassione di lui.\n\nAnne ammir\u00f2 la buona condotta dell'amica, capace di mostrare un simile piacere\npiacere come lei, nell'attesa e nell'effettivo arrivo della persona\nproprio la persona la cui presenza doveva davvero interferire con il suo\nobiettivo principale. Era impossibile che la signora Clay non sopportasse la vista di Mr.\ndi Mr Elliot; eppure riusciva ad assumere un'aria molto cortese e placida,\ne apparire abbastanza soddisfatta della licenza limitata di dedicarsi a Sir Walter.\na Sir Walter solo la met\u00e0 di quanto avrebbe fatto altrimenti.\naltrimenti.\n\nPer Anne stessa fu molto penoso vedere Mr Elliot entrare nella stanza.\ne molto doloroso che si avvicinasse e le parlasse. Era gi\u00e0\nprima era abituata a sentire che lui non poteva essere sempre sincero, ma\nora vedeva insincerit\u00e0 in tutto. La sua attenta deferenza nei confronti del padre\npadre, in contrasto con il suo precedente linguaggio, era odioso; e quando pensava al suo comportamento crudele nei confronti della signora\nquando pensava alla sua condotta crudele nei confronti della signora Smith, riusciva a malapena a sopportare\nla vista dei suoi attuali sorrisi e della sua mitezza, o il suono dei suoi buoni sentimenti artificiali.\nbuoni sentimenti artificiali.\n\nIntendeva evitare qualsiasi alterazione delle maniere che avrebbe potuto provocare un\nuna rimostranza da parte di lui. Per lei era un grande obiettivo sfuggire a qualsiasi\ndi sfuggire a ogni indagine o eclatante; ma era sua intenzione essere il pi\u00f9 freddamente\nlui il pi\u00f9 possibile compatibile con il loro rapporto, e di ripercorrere, il pi\u00f9\ntranquillamente i pochi passi di un'intimit\u00e0 non necessaria che aveva\nera stata gradualmente condotta. Di conseguenza, era pi\u00f9 guardinga e pi\u00f9\nfredda di quanto non fosse stata la sera prima.\n\nVoleva stimolare di nuovo la curiosit\u00e0 di lei su come e dove avesse potuto\naveva potuto sentirla lodare in passato; desiderava molto essere gratificato da\nma l'incanto era spezzato: si accorse che il calore e l'animazione di una sala pubblica\ndi una sala pubblica erano necessari per accendere la vanit\u00e0 della sua modesta cugina.\ncugina; si accorse, almeno, che non era possibile farlo ora, con nessuno di quei tentativi\ntentativi che poteva azzardare tra le pretese troppo imponenti degli altri.\ndegli altri. Non immaginava che si trattasse di un soggetto che agiva ora esattamente\ncontro il suo interesse, riportando immediatamente ai suoi pensieri tutte quelle\ndi lui che erano meno scusabili.\n\nEbbe una certa soddisfazione nel constatare che lui sarebbe partito davvero da\nBath l'indomani mattina, di buon'ora, e che sarebbe stato via per\ngran parte dei due giorni. Fu invitato di nuovo a Camden Place la sera stessa del suo ritorno.\nsera stessa del suo ritorno; ma dal gioved\u00ec al sabato sera la sua\nassenza era certa. Era gi\u00e0 abbastanza grave che una certa Mrs Clay dovesse essere sempre\nma che alla loro comitiva si aggiungesse un'ipocrita in pi\u00f9,\nsembrava la distruzione di tutto ci\u00f2 che assomigliava alla pace e al benessere. Era cos\u00ec\numiliante riflettere sul costante inganno praticato nei confronti di suo\npadre ed Elisabetta; considerare le diverse fonti di mortificazione che\nche si preparavano per loro! L'egoismo della signora Clay non era cos\u00ec complicato n\u00e9 cos\u00ec\nrivoltante come quello di lui; e Anne avrebbe subito composto per il matrimonio, con tutti i suoi mali.\ncon tutti i suoi mali, pur di essere al riparo dalle sottigliezze di Mr.\nElliot nel tentativo di impedirlo.\n\nIl venerd\u00ec mattina intendeva recarsi molto presto da Lady Russell per\ne fare la comunicazione necessaria; e sarebbe andata direttamente\nsubito dopo la colazione, ma il fatto che anche la signora Clay stesse uscendo per\nper risparmiare problemi alla sorella, la convinse ad aspettare che\ndi aspettare finch\u00e9 non fosse stata al sicuro da una simile compagnia. Vide la signora Clay\nprima di iniziare a parlare di trascorrere la mattinata a Rivers Street.\na Rivers Street.\n\n Molto bene, disse Elizabeth, non ho nulla da inviare se non il mio amore. Oh!\npotresti anche riprenderti quel libro noioso che voleva prestarmi, e\nfingere di averlo letto fino in fondo. Non posso davvero tormentarmi per sempre\ncon tutte le nuove poesie e gli stati della nazione che escono.\nLady Russell ci annoia con le sue nuove pubblicazioni. Non c'\u00e8 bisogno che\nNon c'\u00e8 bisogno di dirglielo, ma l'altra sera ho trovato il suo vestito orribile. Ero abituata a\nPensavo che avesse un certo gusto nel vestire, ma al concerto mi sono vergognata di lei.\nconcerto. C'\u00e8 qualcosa di cos\u00ec formale e arrogante nella sua aria!\ndritta! Il mio amore migliore, naturalmente.\n\n E il mio, ha aggiunto Sir Walter.  Cordiali saluti. E potete dire che intendo\nche intendo farle visita presto. Fate un messaggio civile, ma lascer\u00f2 solo\nlasciare il mio biglietto da visita. Le visite mattutine non sono mai gradite alle donne in questa fase della\nvita, che si truccano cos\u00ec poco. Se solo indossasse il rouge\nnon avrebbe paura di essere vista; ma l'ultima volta che ho chiamato, ho notato che\nho notato che le persiane sono state abbassate immediatamente.\n\nMentre il padre parlava, bussarono alla porta. Chi poteva essere?\nAnne, ricordando le visite preconcordate, a tutte le ore, del signor Elliot,\nlo avrebbe aspettato, se non fosse stato per il suo impegno noto a sette miglia di distanza.\nDopo il solito periodo di attesa, si udirono i soliti rumori di avvicinamento.\ne i signori Charles Musgrove vennero fatti entrare nella stanza.\n\nLa sorpresa fu l'emozione pi\u00f9 forte suscitata dalla loro apparizione; ma Anne era davvero contenta di vederli.\nAnne era davvero contenta di vederli; e gli altri non erano poi cos\u00ec dispiaciuti se non per il fatto che\ndi poter dare un'aria di benvenuto decente; e non appena fu chiaro che questi\nche questi, i loro parenti pi\u00f9 stretti, non erano arrivati con l'intenzione di\ndi alloggio in quella casa, Sir Walter ed Elizabeth poterono\nfurono in grado di alzarsi in cordialit\u00e0 e di fare gli onori di casa molto bene. Erano\nerano venuti a Bath per qualche giorno con Mrs Musgrove e si trovavano al White Hart.\nWhite Hart. Questo fu capito abbastanza presto; ma finch\u00e9 Sir Walter ed Elizabeth non accompagnarono Mary nell'altro salotto.\nElizabeth non accompagnarono Mary nell'altro salotto e non si deliziarono della sua ammirazione.\ndi Mary nell'altro salotto, e si sono divertiti con l'ammirazione di lei, Anne non \u00e8 riuscita a far venire in mente a Charles\nCharles per avere una storia regolare del loro arrivo, o una spiegazione di alcuni\nsorridenti allusioni a particolari affari, che erano stati ostentatamente\ndi affari particolari, che erano stati ostentatamente lasciati cadere da Mary, cos\u00ec come di una certa apparente confusione su chi\ngruppo era composto da.\n\nScopr\u00ec che si trattava della signora Musgrove, di Henrietta e del capitano Harville, oltre a loro due.\nCapitano Harville, oltre a loro due. Lui le fece un resoconto molto chiaro\ncomprensibile dell'intera vicenda; una narrazione in cui vide una grande quantit\u00e0 di\ndi un procedimento molto caratteristico. Il progetto aveva ricevuto il primo impulso\nprimo impulso dal fatto che il capitano Harville voleva venire a Bath per\naffari. Aveva iniziato a parlarne una settimana fa; e per fare qualcosa, visto che le riprese erano terminate, Charles\nqualcosa, visto che le riprese erano finite, Charles aveva proposto di venire con lui,\ne la signora Harville sembrava gradire molto l'idea, come un vantaggio per il marito.\nmarito; ma Mary non poteva sopportare di essere lasciata e si era\ne si era resa cos\u00ec infelice al riguardo che per un giorno o due tutto sembrava\nper un giorno o due tutto sembrava in sospeso, o alla fine. Ma poi, la questione era stata ripresa\ndal padre e dalla madre. Sua madre aveva dei vecchi amici a Bath che voleva\ndi Bath che voleva vedere; si pensava che fosse una buona occasione per Henrietta per\nHenrietta di venire a comprare gli abiti da sposa per s\u00e9 e per la sorella; e, in breve,\nInsomma, si trattava di una festa per la madre, affinch\u00e9 tutto fosse comodo e facile per il capitano Harville.\nHarville, e lui e Mary furono inclusi per comodit\u00e0 generale.\nlui e Mary per convenienza generale. Erano arrivati tardi la sera\nsera prima. La signora Harville, i suoi figli e il capitano Benwick rimasero con il signor Musgrove e Louisa.\nMusgrove e Louisa a Uppercross.\n\nL'unica sorpresa di Anne fu che le cose fossero abbastanza avanti\nda far parlare degli abiti da sposa di Henrietta. Aveva immaginato che ci fossero\ndifficolt\u00e0 di fortuna che dovevano impedire che il matrimonio\nma aveva appreso da Carlo che, molto recentemente, (dall'ultima lettera di Maria)\nrecentemente (dall'ultima lettera di Mary a se stessa), Charles Hayter si era\nCharles Hayter era stato incaricato da un amico di tenere un vitalizio per un giovane che non poteva\nche non avrebbe potuto pretenderlo prima di molti anni; e che sulla base delle sue\nreddito attuale, con la quasi certezza di qualcosa di pi\u00f9 permanente\ndi qualcosa di pi\u00f9 duraturo molto prima del termine in questione, le due famiglie avevano acconsentito alla\ngiovani e che il loro matrimonio avrebbe avuto luogo tra qualche mese, non appena\ntra pochi mesi, non appena Louisa si sarebbe sposata.\nCharles aggiunse: a sole cinque e venti miglia da Uppercross e in un paese molto bello.\nin un paese molto bello: una bella parte del Dorsetshire. Al centro di alcune delle\ndelle migliori riserve del regno, circondato da tre grandi proprietari, ognuno dei quali\nproprietari, ognuno pi\u00f9 attento e geloso dell'altro; e a due dei tre almeno, Charles Hay\ndei tre almeno, Charles Hayter potrebbe ottenere una raccomandazione speciale.\nraccomandazione. Non che la valuter\u00e0 come dovrebbe, osserv\u00f2,\n Charles \u00e8 troppo freddo nello sport. Questo \u00e8 il suo lato peggiore.\n\n Sono molto contenta, infatti, grid\u00f2 Anne, particolarmente contenta che questo\ne che di due sorelle, che meritano entrambe altrettanto bene,\ne che sono sempre state cos\u00ec amiche, le piacevoli prospettive di una non offuschino quelle dell'altra.\ndi una non offuschi quelle dell'altra, che siano cos\u00ec\nuguali nella loro prosperit\u00e0 e nel loro benessere. Spero che vostro padre e vostra madre\nsiano abbastanza felici per quanto riguarda entrambe.\n\n Oh! S\u00ec. Mio padre sarebbe ben contento se i signori fossero pi\u00f9 ricchi,\nma non ha altri difetti da trovare. I soldi, si sa, che scendono con\ndue figlie in una volta non pu\u00f2 essere un'operazione molto piacevole,\ne lo rende nervoso per molte cose. Tuttavia, non intendo dire che\nche non ne abbiano diritto. \u00c8 molto giusto che abbiano delle quote di figlie\ne sono sicura che lui \u00e8 sempre stato un padre molto gentile e liberale con me.\nme. A Mary non piace affatto l'unione con Henrietta. Non le \u00e8 mai piaciuto, sai\nsa. Ma non gli rende giustizia, n\u00e9 pensa abbastanza a Winthrop.\nNon riesco a farle notare il valore della propriet\u00e0. \u00c8 un matrimonio molto\nun'unione molto equa, per come vanno i tempi; e Charles Hayter mi \u00e8 piaciuto per tutta la vita,\ne non lo abbandoner\u00f2 ora.\n\n Genitori eccellenti come i signori Musgrove, esclam\u00f2 Anne,\n dovrebbero essere felici del matrimonio dei loro figli. Fanno di tutto per\nper conferire la felicit\u00e0, ne sono certa. Che benedizione per i giovani essere in\nmani simili! Tuo padre e tua madre sembrano totalmente liberi da tutti quei\nsentimenti ambiziosi che hanno portato a tanta cattiva condotta e miseria,\nsia nei giovani che negli anziani. Spero che tu ritenga Louisa perfettamente guarita\nora?\n\nRispose piuttosto esitante: \"S\u00ec, credo di s\u00ec; \u00e8 molto guarita, ma \u00e8 alterata.\nrecuperata; ma \u00e8 cambiata; non corre e non salta, non ride e non balla; \u00e8 del tutto diversa.\nridere o ballare; \u00e8 completamente diversa. Se si chiude un po' la porta\nla porta con un po' di forza, lei parte e si dimena come un pulcino nell'acqua.\nnell'acqua; e Benwick si siede al suo fianco, leggendo versi o\no le sussurra tutto il giorno.\n\nAnne non pot\u00e9 fare a meno di ridere.  Non pu\u00f2 essere molto di tuo gusto, lo so.\nLo so, disse, ma credo che sia un giovane eccellente.\n\n Certo che lo \u00e8. Nessuno lo mette in dubbio; e spero che non pensiate che io sia\ncos\u00ec illiberale da volere che ogni uomo abbia gli stessi oggetti e piaceri\npiaceri come me. Ho un grande valore per Benwick; e quando si pu\u00f2\nfarlo parlare, ha molto da dire. La sua lettura non gli ha fatto male\nnon gli ha fatto male, perch\u00e9 ha combattuto oltre che letto. \u00c8 un tipo coraggioso. Ho avuto modo di\nluned\u00ec scorso ho fatto pi\u00f9 conoscenza con lui di quanta ne abbia mai fatta prima. Abbiamo fatto una\ncaccia ai topi per tutta la mattina nei grandi fienili di mio padre.\nmio padre e lui ha recitato cos\u00ec bene la sua parte che da allora mi \u00e8 piaciuto di pi\u00f9.\nda allora.\n\nQui furono interrotti dall'assoluta necessit\u00e0 che Charles\nCharles segu\u00ec gli altri per ammirare specchi e porcellane; ma Anne aveva sentito abbastanza per capire lo stato attuale di Uppercross e rallegrarsi\nabbastanza per capire lo stato attuale di Uppercross e rallegrarsi della sua felicit\u00e0.\ne di rallegrarsi della sua felicit\u00e0; e sebbene sospirasse mentre si rallegrava, il suo sospiro non aveva\ndell'invidia. Avrebbe certamente raggiunto le loro\nbenedizioni se avesse potuto, ma non voleva diminuire le loro.\n\nLa visita si svolse all'insegna del buon umore. Maria era di\ndi ottimo umore, godendo dell'allegria e del cambiamento, e cos\u00ec bene\nsoddisfatta del viaggio nella carrozza della suocera con quattro\ncavalli, e della sua completa indipendenza da Camden Place, che\nche era esattamente in grado di ammirare tutto come doveva e di\ne di entrare pi\u00f9 facilmente in tutte le superiorit\u00e0 della casa, cos\u00ec come le venivano\ndella casa, cos\u00ec come le venivano descritte. Non aveva pretese da suo padre o da sua sorella, e\ne il suo benessere era appena accresciuto dai loro bei salotti.\nsalotti.\n\nPer un breve periodo Elizabeth soffr\u00ec molto. Sentiva che\nMusgrove e tutta la sua comitiva avrebbero dovuto essere invitati a cenare con loro; ma non poteva sopportare che la differenza di stile, la riduzione\nnon poteva sopportare che la differenza di stile, la riduzione della\nservit\u00f9, che una cena doveva tradire, testimoniate da coloro che erano sempre stati\nsempre cos\u00ec inferiori agli Ellioti di Kellynch. Era una lotta\ntra la correttezza e la vanit\u00e0; ma la vanit\u00e0 ebbe la meglio, e allora\nElizabeth era di nuovo felice. Queste erano le sue convinzioni interne:  nozioni\nnozioni antiquate; l'ospitalit\u00e0 di campagna; non professiamo di dare\ncene; poche persone a Bath lo fanno; Lady Alicia non lo fa mai; non ha nemmeno chiesto alla famiglia di sua sorella, sebbene\nfamiglia di sua sorella, anche se sono stati qui per un mese; e oserei dire che sarebbe molto sconveniente\noserei dire che sarebbe molto sconveniente per Mrs Musgrove; la metterebbe fuori strada.\nsua strada. Sono sicura che preferirebbe non venire; non pu\u00f2 sentirsi a suo agio con noi.\nnoi. Chieder\u00f2 a tutti loro di venire una sera; sar\u00e0 molto meglio; sar\u00e0 una novit\u00e0 e una delizia.\nsar\u00e0 una novit\u00e0 e un piacere. Non hanno mai visto due salotti cos\u00ec\nsalotti del genere. Saranno felici di venire domani sera. Sar\u00e0\nsar\u00e0 una festa regolare, piccola, ma molto elegante.  E questo soddisf\u00f2\nElisabetta; e quando l'invito fu dato ai due presenti e promesso agli assenti, Mary fu altrettanto soddisfatta.\npromesso per gli assenti, Mary fu altrettanto completamente soddisfatta. Le fu\nin particolare di conoscere Mr Elliot e di essere presentata a Lady Dalrymple e a Miss Carter.\nDalrymple e Miss Carteret, che fortunatamente erano gi\u00e0 impegnate a venire.\ne non avrebbe potuto ricevere un'attenzione pi\u00f9 gratificante. La signorina\nElliot avrebbe avuto l'onore di fare visita alla signora Musgrove nel corso della mattinata.\nNel corso della mattinata, Anne si allontan\u00f2 con Charles e Mary per andare a trovare direttamente\ne Henrietta direttamente.\n\nIl suo progetto di sedersi con Lady Russell deve essere abbandonato per il momento.\nSi fermarono tutti e tre a Rivers Street per un paio di minuti; ma Anne si convinse che un giorno di ritardo nella comunicazione prevista\nAnne si convinse che un giorno di ritardo nella comunicazione\nun giorno di ritardo nella comunicazione prevista, e si affrett\u00f2 a raggiungere il White Hart per\namici e compagni dell'autunno scorso, con un'ansia di buona volont\u00e0.\ncon una foga di buona volont\u00e0 che molte associazioni avevano contribuito a formare.\n\nTrovarono la signora Musgrove e sua figlia all'interno, e da sole, e Anne ebbe il pi\u00f9 gentile benvenuto da ciascuna di loro.\nAnne fu accolta con la massima gentilezza da entrambe. Henrietta era esattamente in quello stato\ndi recente miglioramento, di una felicit\u00e0 appena formata, che la rendeva\ndi recente, di felicit\u00e0 appena formata, che la rendeva piena di stima e interesse per tutti coloro che prima\ne il vero affetto della signora Musgrove era stato conquistato grazie alla sua\nl'affetto della signora Musgrove era stato conquistato dalla sua utilit\u00e0 quando erano in difficolt\u00e0. Era una cordialit\u00e0, un calore e una sincerit\u00e0\ncalore e di sincerit\u00e0 che Anne apprezz\u00f2 ancora di pi\u00f9, data la triste mancanza di queste\ndi tali benedizioni a casa. Era pregata di dedicare loro il pi\u00f9 possibile\ndel suo tempo, invitata tutti i giorni e per tutto il giorno, o piuttosto reclamata come parte della famiglia.\npiuttosto reclamato come parte della famiglia; e, in cambio, lei naturalmente\nNaturalmente, in cambio, si \u00e8 lasciata andare a tutte le sue consuete attenzioni e aiuti.\nCharles li lasci\u00f2 insieme, stava ascoltando la storia di Louisa della signora Musgrove\nMusgrove di Louisa e Henrietta di se stessa, dando pareri sugli affari e consigliando i negozi.\ndi se stessa, dando pareri sugli affari e raccomandazioni per i negozi, con intervalli di ogni aiuto\nche Mary richiedeva, dalla modifica del nastro al regolamento dei conti;\ndalla ricerca delle chiavi, all'assortimento dei gingilli, al tentativo di convincerla che non era malata.\ndi convincerla che non era stata maltrattata da nessuno; cosa che Mary, ben\nMary, ben divertita com'era in genere, nella sua postazione alla finestra che dava sull'ingresso della Pump Room, non riusciva a\ndella Pump Room, non poteva non avere i suoi momenti di immaginazione.\n\nCi si aspettava una mattinata di grande confusione. Una grande festa in un\nalbergo assicurava una scena rapida e disordinata. Cinque minuti prima\nun biglietto, l'altro un pacco; e Anne non era ancora arrivata da mezz'ora quando la sala da pranzo, per quanto spaziosa, sembrava pi\u00f9 che dimezzata.\nquando la sala da pranzo, per quanto spaziosa, sembr\u00f2 riempirsi per pi\u00f9 della met\u00e0.\nun gruppo di vecchi amici fissi erano seduti intorno alla signora Musgrove,\ne Charles torn\u00f2 con i capitani Harville e Wentworth. L'aspetto\ndi quest'ultimo non poteva essere altro che la sorpresa del momento.\nmomento. Era impossibile che la signora avesse dimenticato di sentire che questo\narrivo dei loro amici comuni doveva riunirli presto\ndi nuovo insieme. Il loro ultimo incontro era stato molto importante per aprire i suoi sentimenti.\nsentimenti di lui; lei ne aveva tratto una deliziosa convinzione; ma temeva, dagli sguardi di lui, che la stessa sfortunata persuasione\ntemeva dal suo sguardo che la stessa sfortunata persuasione che lo aveva allontanato dal concerto\nche lo aveva spinto ad allontanarsi dalla Sala dei Concerti, la governasse ancora. Non sembrava\nsembrava voler stare abbastanza vicino per conversare.\n\nCerc\u00f2 di essere calma e di lasciare che le cose seguissero il loro corso, e cerc\u00f2 di soffermarsi molto su questo argomento di dipendenza razionale.\ndi soffermarsi molto su questo argomento di dipendenza razionale: Sicuramente, se\nse c'\u00e8 un attaccamento costante da entrambe le parti, i nostri cuori devono capirsi\nl'un l'altro tra non molto. Non siamo un ragazzo e una ragazza, per essere capziosamente\nirascibili, fuorviati da ogni momento di inavvertenza e che giocano\ncon la nostra felicit\u00e0.  Eppure, pochi minuti dopo, le sembr\u00f2 come se\ncome se la loro compagnia, nelle circostanze attuali, non potesse che esporli\ncircostanze, non potesse che esporli a inavvertenze e\ndi inavvertenze e fraintendimenti del tipo pi\u00f9 malizioso.\n\n Anne, grid\u00f2 Mary, ancora alla finestra, c'\u00e8 la signora Clay, ne sono certa,\nsotto il colonnato e un signore con lei. Li ho visti girare\nl'angolo di Bath Street proprio ora. Sembravano intenti a parlare. Chi \u00e8\n\u00e8? Venite a dirmelo. Santo cielo! Mi ricordo. \u00c8 il signor Elliot\nin persona.\n\n No, grid\u00f2 Anne, in fretta, non pu\u00f2 essere il signor Elliot, ve lo assicuro. Egli\ndoveva partire da Bath alle nove di questa mattina e non torner\u00e0 prima di\ndomani.\n\nMentre parlava, sentiva che il capitano Wentworth la stava guardando, e la consapevolezza di ci\u00f2 l'aveva irritata e imbarazzata.\nconsapevolezza di ci\u00f2 che la infastidiva e la imbarazzava, facendole rimpiangere di aver detto tanto\ndi aver detto cos\u00ec tanto, per quanto semplice.\n\nMary, risentita per il fatto che si pensasse che non conoscesse sua cugina,\ninizi\u00f2 a parlare in modo molto accalorato delle caratteristiche della famiglia e a protestare\nancora di pi\u00f9 che si trattava del signor Elliot, invitando nuovamente Anne a venire a vedere di persona.\nAnne a venire a vedere di persona, ma Anne non aveva intenzione di agitarsi e cerc\u00f2 di essere\ndi essere fredda e indifferente. La sua angoscia, tuttavia, torn\u00f2 a galla quando vide che\nsorrisi e sguardi intelligenti tra due o tre delle signore in visita, come se si credessero\nvisitatori, come se si credessero al corrente del segreto. Era\nera evidente che la notizia su di lei si era diffusa, e una breve pausa\nbreve pausa, che sembrava garantire che ora si sarebbe diffusa ulteriormente.\n\n Vieni, Anne, grid\u00f2 Mary, vieni a vedere tu stessa. Arriverai troppo\ntardi se non ti affretti. Si stanno separando, si stanno stringendo\nmani. Lui si sta allontanando. Non conosco Mr Elliot, davvero! Sembra che tu abbia\ndimenticato tutto di Lyme.\n\nPer tranquillizzare Mary, e forse per schermare il suo stesso imbarazzo, Anne si spost\u00f2\ntranquillamente alla finestra. Fece appena in tempo a verificare che si trattava davvero di Mr Elliot, cosa che non aveva mai creduto, prima che lui scomparisse\nElliot, cosa che non aveva mai creduto, prima che lui sparisse da un lato, mentre la signora Clay si allontanava velocemente dall'altro.\nda un lato, mentre la signora Clay si allontanava velocemente dall'altro; e controllando la sorpresa che non poteva non provare per\nsorpresa che non poteva non provare di fronte a una tale apparenza di amichevole\ndi un incontro amichevole tra due persone di interessi totalmente opposti, disse con calma\ndisse con calma: \"S\u00ec, \u00e8 proprio il signor Elliot. Ha cambiato l'ora di andare\nsuppongo che abbia cambiato l'ora di andare, tutto qui, o potrei sbagliarmi, potrei non venire; e torn\u00f2 a camminare verso la sua stanza.\ne torn\u00f2 alla sua sedia, ricomposta e con la confortevole speranza di essersi comportata bene.\nsperanza di essersi comportata bene.\n\nI visitatori si congedarono e Carlo, dopo averli salutati civilmente e poi\ne poi averli guardati in faccia e averli maltrattati per essere venuti, cominci\u00f2 a\ncon\n\n Ebbene, mamma, ho fatto qualcosa per te che ti piacer\u00e0. Sono\nsono andato a teatro e mi sono assicurato un palco per domani sera. Non sono un\nbravo ragazzo? So che ti piace lo spettacolo e c'\u00e8 posto per tutti. C'\u00e8 posto per tutti.\npu\u00f2 ospitare nove persone. Ho ingaggiato il capitano Wentworth. Anne non sar\u00e0 dispiaciuta di\nunirsi a noi, ne sono certo. A tutti noi piace lo spettacolo. Non ho fatto bene, mamma?\n\nLa signora Musgrove stava iniziando con buon umore a esprimere la sua perfetta\nse a Henrietta e a tutti gli altri piacesse, quando Mary la interruppe con foga esclamando: \"Non \u00e8 vero!\nMary la interruppe con foga esclamando\n\n Santo cielo, Charles! Come puoi pensare una cosa del genere? Prendi una scatola\nper domani sera! Hai dimenticato che siamo impegnati a Camden Place domani sera?\ne che ci \u00e8 stato chiesto di incontrare Lady Dalrymple e sua figlia, il signor Elliot e tutti gli altri.\nLady Dalrymple e sua figlia, e il signor Elliot, e tutte le principali\nparenti, allo scopo di essere presentati a loro? Come potete essere\ncos\u00ec smemorata?\n\n Phoo! phoo! rispose Charles, cos'\u00e8 una festa serale? Non vale mai la pena\nricordare. Tuo padre avrebbe potuto invitarci a cena, se avesse voluto vederci.\nse avesse voluto vederci. Tu puoi fare quello che vuoi, ma io andr\u00f2 allo spettacolo.\nspettacolo.\n\n Oh! Charles, dichiaro che sarebbe troppo abominevole se lo facessi, quando hai promesso di andarci.\npromesso di andare.\n\n No, non ho promesso. Ho solo sorriso e fatto un inchino, e ho pronunciato la parola\n felice.  Non c'era nessuna promessa.\n\n Ma devi andare, Charles. Sarebbe imperdonabile fallire. Ci \u00e8 stato\nchiesto apposta di essere presentati. C'\u00e8 sempre stata una grande\nlegame tra i Dalrymples e noi. Non succedeva mai nulla\nda entrambe le parti che non fosse annunciato immediatamente. Siamo parenti stretti, sapete\nparenti, lo sa; e anche Mr Elliot, che lei dovrebbe conoscere in modo particolare!\nconoscere! Ogni attenzione \u00e8 dovuta a Mr Elliot. Considerate,\nl'erede di mio padre: il futuro rappresentante della famiglia.\n\n Non parlarmi di eredi e rappresentanti, grid\u00f2 Charles.  I\nnon sono uno di quelli che trascurano il potere regnante per inchinarsi al sole nascente.\nsole. Se non volessi andare per amore di tuo padre, riterrei scandaloso andare per amore del suo erede.\nscandaloso andare per il bene del suo erede. Che cos'\u00e8 Mr Elliot per me?\nL'espressione noncurante fu vita per Anne, che si accorse che il capitano Wentworth era tutto attento, con lo sguardo rivolto verso il suo erede.\nWentworth era tutto attento, guardava e ascoltava con tutta l'anima;\ne che le ultime parole portarono i suoi occhi indagatori da Charles a lei.\nlei.\n\nCharles e Mary continuavano a parlare nello stesso stile; lui, per met\u00e0 serio e per met\u00e0 scherzoso, manteneva il piano della recita.\ne met\u00e0 scherzoso, sostenendo il progetto della commedia, e lei,\nsempre seria, si opponeva con forza, e non ometteva di far sapere che, per quanto decisa ad andare a Camden Place\nche, per quanto decisa ad andare lei stessa a Camden Place, non si riteneva molto\nnon si sarebbe ritenuta molto utile se fossero andati allo spettacolo\nsenza di lei. La signora Musgrove si interpose.\n\n \u00c8 meglio rimandare. Charles, \u00e8 meglio che torni indietro e\ncambiare la scatola per marted\u00ec. Sarebbe un peccato essere divisi, e perderemmo anche la signorina Anne.\nperderemmo anche Miss Anne, se ci sar\u00e0 una festa da suo padre;\ne sono certa che n\u00e9 a Henrietta n\u00e9 a me importerebbe nulla della recita,\nse Miss Anne non potesse essere con noi.\n\nAnne si sent\u00ec veramente obbligata per questa gentilezza, e altrettanto per l'opportunit\u00e0 che le diede di dire con decisione\nper l'opportunit\u00e0 che le dava di dire con decisione\n\n Se dipendesse solo dalla mia inclinazione, signora, la festa a casa\n(tranne che per Mary) non sarebbe il pi\u00f9 piccolo impedimento. I\nnon ho alcun piacere in questo tipo di incontro, e sarei troppo felice di\ncambiare con una recita, e con voi. Ma \u00e8 meglio non tentare.\ntentare, forse.  L'aveva detto, ma tremava quando l'aveva fatto.\nconsapevole che le sue parole erano state ascoltate e non osava nemmeno provare a\ndi osservare il loro effetto.\n\nBen presto si convenne di comune accordo che il giorno sarebbe stato il marted\u00ec; Charles si riserv\u00f2 solo di\nCharles si riserv\u00f2 solo il vantaggio di stuzzicare ancora la moglie, insistendo\nche sarebbe andato allo spettacolo domani se nessun altro lo avesse fatto.\n\nIl capitano Wentworth lasci\u00f2 il suo posto e si diresse verso il camino; probabilmente per\nprobabilmente per allontanarsi subito dopo e prendere posto, con un\nstazione, con un disegno meno scoperto, accanto ad Anne.\n\n Non siete stato abbastanza a lungo a Bath, disse, per godervi le feste serali del luogo.\nfeste del luogo.\n\n Oh! No. Il loro solito carattere non ha nulla a che vedere con me. Non sono\ngiocatore di carte.\n\n In passato non lo eri, lo so. Non vi piacevano le carte, ma il tempo\nfa molti cambiamenti.\n\n Non sono ancora cos\u00ec cambiata\", esclam\u00f2 Anne, e si ferm\u00f2, temendo di non sapere quale equivoco.\ntemendo di non sapere quale equivoco. Dopo aver atteso qualche istante, disse,\ne come se fosse il risultato di un sentimento immediato, \u00e8 un periodo,\ndavvero! Otto anni e mezzo sono un periodo.\n\nSe avrebbe proseguito oltre era lasciato all'immaginazione di Anne\ndi Anne in un'ora pi\u00f9 calma, perch\u00e9 mentre sentiva ancora i suoni che lui\nmentre sentiva ancora i suoni che aveva emesso, fu svegliata da Henrietta, ansiosa di\ndi sfruttare il momento di svago per uscire, e invitava le sue compagne a non perdere tempo\ndi non perdere tempo, per evitare che entrasse qualcun altro.\n\nFurono costretti a spostarsi. Anne disse di essere perfettamente pronta e\ndi essere perfettamente pronta e cerc\u00f2 di sembrarlo, ma sentiva che se Henrietta avesse conosciuto il rammarico e la riluttanza del suo cuore\nrammarico e la riluttanza del suo cuore nell'abbandonare quella sedia, nel prepararsi a lasciare la stanza, avrebbe trovato\ndi lasciare la stanza, avrebbe trovato, in tutte le sue sensazioni per la cugina, la sicurezza\ncugino, nella sicurezza stessa del suo affetto, con cui compatirla.\nlei.\n\nI loro preparativi, tuttavia, furono interrotti. Si udirono suoni allarmanti\naltri visitatori e la porta fu spalancata per Sir Walter e Miss Elliot, il cui ingresso sembr\u00f2 far rabbrividire tutti.\nWalter e la signorina Elliot, il cui ingresso sembr\u00f2 provocare un brivido generale.\nAnne si sent\u00ec subito oppressa e ovunque guardasse vedeva i sintomi della stessa cosa.\ndello stesso. Il comfort, la libert\u00e0, l'allegria della stanza erano finiti,\nin una fredda compostezza, in un silenzio deciso o in un parlare insipido per\nper rispondere all'eleganza senza cuore del padre e della sorella. Come \u00e8 mortificante\nsentire che era cos\u00ec!\n\nIl suo occhio geloso fu soddisfatto in un particolare. Il capitano Wentworth fu\nriconosciuto da tutti, da Elizabeth pi\u00f9 gentilmente di prima.\nGli rivolse persino la parola una volta e lo guard\u00f2 pi\u00f9 di una volta.\nElizabeth, in effetti, si stava dando un gran daffare. Il seguito spiega\nspiegarlo. Dopo aver sprecato qualche minuto per dire le cose giuste, inizi\u00f2 a dare l'invito che doveva essere\ndopo aver sprecato qualche minuto per dire le cose giuste, inizi\u00f2 a fare l'invito che doveva comprendere tutti i\ndei Musgroves.  Domani sera, per incontrare alcuni amici: nessuna festa formale.\nfesta formale.  Il tutto fu detto con molta grazia e i biglietti con i quali si era\nche si era procurata la signorina Elliot a casa, furono posate sul tavolo, con un\ntavolo, con un sorriso cortese e comprensivo per tutti, e un sorriso\ne una carta pi\u00f9 decisamente per il capitano Wentworth. La verit\u00e0 \u00e8 che\nElizabeth era stata a Bath abbastanza a lungo da capire l'importanza di un uomo\nun uomo con un'aria e un aspetto come il suo. Il passato non era nulla. Il\npresente era che il capitano Wentworth si sarebbe mosso bene nel suo\nsalotto. Il biglietto fu dato con decisione e Sir Walter ed Elizabeth si alzarono e scomparvero.\nElizabeth si alzarono e scomparvero.\n\nL'interruzione era stata breve, anche se severa, e l'agio e l'allegria erano tornati nella maggior parte di coloro che avevano lasciato\nla maggior parte di coloro che lasciarono quando la porta li chiuse, ma non per Anne.\nad Anne. Riusciva a pensare solo all'invito a cui aveva assistito con tanto\nstupore, e al modo in cui era stato ricevuto.\nun modo di dubbio significato, di sorpresa pi\u00f9 che di gratificazione, di cortese riconoscimento.\ndi sorpresa piuttosto che di gratificazione, di cortese riconoscimento piuttosto che di accettazione. Lei\nlo conosceva; vide il disprezzo nei suoi occhi e non poteva azzardarsi a credere\nche lui avesse deciso di accettare una simile offerta, come espiazione per\ntutte le insolenze del passato. Il suo spirito sprofond\u00f2. Dopo che se ne furono andati, tenne il biglietto in\nin mano dopo che se ne furono andati, come se ci stesse pensando profondamente.\n\n Pensate solo a Elisabetta che ha incluso tutti!\nudibilmente.  Non mi meraviglio che il capitano Wentworth ne sia felice! Vedete che\nvede che non riesce a togliersi di mano il biglietto.\n\nAnne lo fulmin\u00f2 con lo sguardo, vide le sue guance illuminarsi e la sua bocca formarsi\nin un'espressione momentanea di disprezzo, e si volt\u00f2 per non vedere n\u00e9 sentire pi\u00f9\ndi non vedere n\u00e9 sentire altro che potesse turbarla.\n\nIl gruppo si separ\u00f2. I gentiluomini si dedicarono alle loro faccende, le signore ai loro affari.\ne non si incontrarono pi\u00f9 finch\u00e9 Anne apparteneva a loro.\nfinch\u00e9 Anne apparteneva a loro. Fu pregata di tornare a cenare e di concedere loro tutto il resto della giornata.\ndi tornare a cenare e di concedere loro tutto il resto della giornata.\nche al momento non si sentiva all'altezza di fare di pi\u00f9, e si sentiva adatta solo a casa, dove\ndove avrebbe potuto essere sicura di stare in silenzio quanto voleva.\n\nPromettendo di rimanere con loro per tutta la mattina seguente,\nquindi, chiuse le fatiche del presente con una faticosa passeggiata fino a\nCamden Place, dove trascorse la serata ascoltando soprattutto le\nElizabeth e Mrs. Clay per la festa del giorno dopo, con la frequente enumerazione\nfrequente enumerazione delle persone invitate e il continuo miglioramento\ndi tutti gli abbellimenti che avrebbero reso la festa la pi\u00f9\npi\u00f9 elegante del suo genere a Bath, mentre si tormentava con l'incessante domanda\ncon l'incessante domanda se il capitano Wentworth sarebbe venuto o no?\no no? Lo davano per certo, ma per lei si trattava di una preoccupazione\nuna preoccupazione incessante, mai placata per cinque minuti di seguito. In genere\nin genere pensava che sarebbe venuto, perch\u00e9 in genere pensava che\nma era un caso che non riusciva a trasformare in un atto positivo di dovere o discrezione.\natto positivo di dovere o di discrezione, cos\u00ec da sfidare inevitabilmente i suggerimenti di\nsentimenti molto opposti.\n\nSi \u00e8 svegliata dai rimuginii di questa inquieta agitazione solo per comunicare alla signora Clay che era stata vista con il signor Elliot tre ore prima,\nper far sapere alla signora Clay che era stata vista con Mr.\nElliot tre ore dopo che si pensava fosse uscito da Bath, perch\u00e9 avendo cercato invano\ninvano un'indicazione del colloquio da parte della signora stessa, decise di parlarne.\ne le sembr\u00f2 che ci fosse del senso di colpa nel volto della signora Clay mentre ascoltava.\nClay mentre ascoltava. Era una cosa passeggera, svanita in un attimo.\nma Anne immaginava di leggervi la consapevolezza di avere\ndi essere stata costretta, per una qualche complicazione di inganni reciproci, o per una qualche prepotente\nautorit\u00e0 di lui, di essere stata costretta ad assistere (forse per mezz'ora) alle sue\nalle sue lezioni e alle sue restrizioni sui suoi progetti su Sir Walter. Lei\nesclam\u00f2, tuttavia, con un'imitazione molto tollerabile della natura:\n\n Oh, cielo! Molto vero. Pensi solo, signorina Elliot, che con mia grande sorpresa ho incontrato\nho incontrato il signor Elliot a Bath Street. Non sono mai stata cos\u00ec stupita. Lui\n\u00e8 tornato indietro e ha camminato con me fino a Pump Yard. Gli era stato impedito di\ndi partire per Thornberry, ma non ricordo proprio per quale motivo, perch\u00e9 ero di fretta e non ho potuto\nfretta e non ho potuto assistere a molto, e posso solo rispondere che era\ndeciso a non ritardare il suo ritorno. Voleva sapere quanto presto\ndomani. Era pieno di domani, ed \u00e8 molto evidente che\n\u00e8 evidente che anch'io ne sono stata piena, da quando sono entrata in casa e ho saputo dell'estensione della\nda quando sono entrato in casa e ho appreso l'estensione del vostro piano e tutto quello che era successo,\naltrimenti il fatto di averlo visto non mi sarebbe mai passato per la testa.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXIII.\n\n\nEra passato solo un giorno dalla conversazione di Anne con Mrs Smith; ma era subentrato un interesse pi\u00f9 acuto e ora era cos\u00ec poco toccata da Mr.\ninteresse pi\u00f9 acuto, e ora era cos\u00ec poco toccata dalla condotta di Mr.\nElliot, se non per i suoi effetti in un settore, che divenne un\nche la mattina dopo era ovvio rimandare la visita di spiegazione a Rivers Street.\nvisita a Rivers Street. Aveva promesso di stare con i Musgrove dalla colazione alla cena.\ncolazione alla cena. La sua fede era stata promessa e il carattere di Mr Elliot,\nElliot, come la testa della sultana Scheherazade, doveva vivere un altro giorno.\n\nTuttavia, non pot\u00e9 rispettare l'appuntamento puntuale; il tempo era sfavorevole e si era addolorata per la pioggia che aveva colpito i suoi amici.\ntempo sfavorevole, e si era addolorata per la pioggia a causa dei suoi amici e\namici, e la sentiva molto su di s\u00e9, prima di riuscire a\ntentare la passeggiata. Quando raggiunse il White Hart e si diresse verso l'appartamento\nl'appartamento appropriato, non si trov\u00f2 ad arrivare in tempo,\nn\u00e9 la prima ad arrivare. Davanti a lei c'erano la signora Musgrove,\na parlare con la signora Croft e il capitano Harville con il capitano Wentworth.\ne lei seppe subito che Mary ed Henrietta, troppo impazienti per aspettare,\nerano uscite appena si era liberato, ma sarebbero tornate presto,\ne che la signora Musgrove aveva ricevuto le pi\u00f9 severe ingiunzioni di tenerla l\u00ec fino al loro ritorno.\nMusgrove di tenerla l\u00ec fino al loro ritorno. Non le restava che sottomettersi, sedersi, essere\ncomposta all'esterno, e sentirsi subito immersa in tutte le\nagitazione che si era limitata a raccontare di aver assaporato poco\nprima della chiusura del mattino. Non c'era nessun ritardo, nessuna perdita di tempo. Era\nera immersa nella felicit\u00e0 di tale miseria, o nella miseria di tale\nfelicit\u00e0, all'istante. Due minuti dopo il suo ingresso nella stanza, il capitano\nWentworth disse\n\n Scriveremo la lettera di cui parlavamo, Harville, ora, se mi darai il materiale.\nmi darai il materiale.\n\nI materiali erano a portata di mano, su un tavolo a parte; vi si avvicin\u00f2 e, quasi voltando le spalle a tutti, si dedic\u00f2 alla scrittura.\nvoltando le spalle a tutti, si dedic\u00f2 alla scrittura.\n\nLa signora Musgrove stava raccontando alla signora Croft la storia del fidanzamento della figlia maggiore.\nfidanzamento della figlia maggiore, e proprio con quel tono di voce scomodo che era\nperfettamente udibile mentre fingeva di essere un sussurro. Anne sentiva di\nAnne sentiva di non far parte della conversazione, eppure, visto che il capitano Harville\nHarville sembrava pensieroso e non disposto a parlare, non poteva evitare di sentire\nmolti particolari sgraditi, come ad esempio che il signor Musgrove e mio fratello\nHayter si fossero incontrati pi\u00f9 e pi\u00f9 volte per discutere; cosa avesse detto un giorno mio fratello Hayter e cosa avesse detto Mr.\naveva detto un giorno e quello che il signor Musgrove aveva proposto il giorno dopo, e quello che\nmia sorella Hayter, e quello che i giovani desideravano,\ne quello che all'inizio avevo detto di non poter accettare, ma che poi mi sono\nma che poi mi convinsi che avrebbe fatto molto bene, e molto nello stesso stile di\nstile di comunicazione a cuore aperto: minuzie che, pur con tutti i vantaggi di gusto e delicatezza, che\ndi gusto e di delicatezza, che la buona signora Musgrove non poteva\nMusgrove, potrebbero essere adeguatamente interessanti solo per i protagonisti. La signora Croft\nCroft assisteva con grande buonumore e, ogni volta che parlava, era\nera molto sensata. Anne sperava che i signori fossero troppo occupati per ascoltare.\ntroppo occupati per ascoltare.\n\n E cos\u00ec, signora, considerate tutte queste cose, disse la signora Musgrove, nel suo potente\npotente sussurro, anche se avremmo voluto che le cose andassero diversamente,\ncomplessivamente, non ci sembrava giusto restare in disparte ancora a lungo, perch\u00e9\nCharles Hayter era piuttosto scatenato, e Henrietta era quasi altrettanto\ncos\u00ec pensammo che avrebbero fatto meglio a sposarsi subito e a fare la cosa migliore, come hanno fatto molti altri.\nmeglio, come hanno fatto molti altri prima di loro. In ogni caso, dissi io,\nsar\u00e0 meglio di un lungo fidanzamento.\n\n \u00c8 proprio quello che stavo per osservare, grid\u00f2 la signora Croft.  I\nPreferirei che i giovani si accontentassero subito di una piccola rendita, e che\ne che debbano lottare insieme con alcune difficolt\u00e0, piuttosto che essere coinvolti in un\nun lungo fidanzamento. Penso sempre che nessuna relazione\n\n Oh! cara signora Croft, grid\u00f2 la signora Musgrove, incapace di lasciarle finire il suo\nnon c'\u00e8 nulla che io aborrisca cos\u00ec tanto per i giovani come un lungo\nfidanzamento. \u00c8 ci\u00f2 contro cui ho sempre protestato per i miei figli. \u00c8\n\u00e8 tutto molto bello, dicevo, che i giovani siano fidanzati, se\nse c'\u00e8 la certezza di potersi sposare in sei mesi, o addirittura in dodici.\no addirittura in dodici mesi; ma un lungo fidanzamento\n\n S\u00ec, cara signora, disse la signora Croft, o un impegno incerto, un impegno che potrebbe essere lungo.\nun impegno che potrebbe essere lungo. Iniziare senza sapere che in quel momento\nche in un tale momento ci sar\u00e0 la possibilit\u00e0 di sposarsi, ritengo che sia molto pericoloso e\ne poco saggio, e credo che tutti i genitori debbano impedirlo il pi\u00f9 possibile.\npossibile.\n\nAnne vi trov\u00f2 un interesse inaspettato. Ne sentiva l'applicazione a\na se stessa, lo sent\u00ec come un brivido nervoso che la percorreva tutta; e nello stesso momento in cui\nnello stesso momento in cui i suoi occhi si diressero istintivamente verso il tavolo lontano,\nLa penna del capitano Wentworth smise di muoversi, la sua testa si alz\u00f2, fermandosi ad ascoltare,\ne l'istante dopo si gir\u00f2 per lanciare uno sguardo, un\nsguardo rapido e consapevole su di lei.\n\nLe due signore continuarono a parlare, a ribadire le stesse verit\u00e0 ammesse,\ne a rafforzarle con gli esempi dei cattivi effetti di una pratica contraria\ndi una pratica contraria, ma Anne non sent\u00ec nulla di preciso.\ndistintamente; era solo un ronzio di parole nelle sue orecchie, la sua mente era in\nconfusione.\n\nIl capitano Harville, che in verit\u00e0 non aveva sentito nulla, lasci\u00f2 ora il suo posto e si avvicin\u00f2 alla finestra.\nIl capitano Harville, che in verit\u00e0 non aveva sentito nulla, lasci\u00f2 il suo posto e si avvicin\u00f2 a una finestra.\nera per una totale assenza di mente, divenne gradualmente consapevole che egli\nche lui la stava invitando a raggiungerlo l\u00ec dove si trovava. Lui la guard\u00f2 con un\nsorriso e con un piccolo movimento della testa che esprimeva: \"Vieni da me, ho qualcosa da dire\".\nHo qualcosa da dire; e la gentilezza semplice e senza effetti che denota\nche denotavano i sentimenti di un conoscente pi\u00f9 anziano di lui,\nl'invito. Lei si alz\u00f2 e and\u00f2 da lui.\nLa finestra alla quale si affacciava si trovava all'altro capo della stanza rispetto a dove erano sedute le due signore.\nda quella in cui erano sedute le due signore e, sebbene fosse pi\u00f9 vicina al tavolo del capitano\nWentworth, non era molto vicina. Quando lo raggiunse, il volto del capitano Harville\ncapitano Harville assunse nuovamente l'espressione seria e pensierosa che sembrava\nil suo carattere naturale.\n\n Guardate qui\", disse, srotolando un pacco e mostrando un piccolo quadro in miniatura.\nun piccolo dipinto in miniatura, sai chi \u00e8?\n\n Certamente: Capitano Benwick.\n\n S\u00ec, e potete indovinare per chi \u00e8. Ma, (con un tono profondo), non \u00e8 stato\nnon \u00e8 stato fatto per lei. Signorina Elliot, ricorda la nostra passeggiata insieme a\nLyme e il nostro dolore per lui? Ci ho pensato poco allora, ma non importa. Questo\n\u00e8 stato disegnato al Capo. Incontr\u00f2 un giovane e intelligente artista tedesco a Cape e\nCapo e, in ossequio a una promessa fatta alla mia povera sorella, si sedette da lui,\ne lo stava portando a casa per lei; e io ora ho l'incarico di farlo\ndi farlo sistemare adeguatamente per un altro! \u00c8 stata una commissione per me! Ma chi altro\nchi altro poteva essere assunto? Spero di poterlo accontentare. Non mi dispiace,\nanzi, di affidarlo a un altro. Lui si impegna; (guardando verso il capitano Wentworth)\nCapitano Wentworth) sta scrivendo ora.  E con un labbro tremante\nlabbra, concluse il tutto aggiungendo: \"Povera Fanny, non l'avrebbe dimenticato cos\u00ec presto!\ndimenticato cos\u00ec presto!\n\n No, rispose Anne, con voce bassa e sentita.  Questo posso facilmente\ncredere.\n\n Non era nella sua natura. Lo adorava.\n\n Non sarebbe la natura di una donna che ama veramente.\n\nIl capitano Harville sorrise, come per dire: \"Lo rivendicate per il vostro sesso?\ne lei rispose alla domanda, sorridendo, \"S\u00ec\". Certamente\nnon ci dimentichiamo di voi non appena voi vi dimenticate di noi. Forse \u00e8 il nostro destino\npiuttosto che un nostro merito. Non possiamo farne a meno. Viviamo a casa,\ntranquilli, confinati, e i nostri sentimenti ci assalgono. Si \u00e8 costretti a\nsforzo. Avete sempre una professione, un'occupazione, un'attivit\u00e0 di qualche tipo\no altro, che vi riportano immediatamente nel mondo, e la continua occupazione e il cambiamento\noccupazione e di cambiamento indeboliscono presto le impressioni.\n\n Ammettendo la vostra affermazione che il mondo fa tutto questo cos\u00ec presto per gli uomini (cosa che per\u00f2 non credo di poter concedere), ci\u00f2 non vale per gli uomini.\n(cosa che, tuttavia, non credo di poter concedere), non si applica a\nBenwick. Non \u00e8 stato costretto ad alcuno sforzo. La pace lo ha portato a riva\na terra proprio in quel momento, e da allora vive con noi, nel nostro piccolo cerchio familiare.\nfamiglia, da allora.\n\n Vero, disse Anne, verissimo; non me ne ricordavo; ma cosa diremo ora, capitano Harville?\ndire ora, capitano Harville? Se il cambiamento non \u00e8 dovuto a circostanze\ncircostanze esteriori, deve provenire dall'interno; deve essere la natura, la natura dell'uomo,\nche ha fatto il lavoro del capitano Benwick.\n\n No, no, non \u00e8 la natura dell'uomo. Non permetter\u00f2 che sia pi\u00f9 natura dell'uomo che della donna\nnatura dell'uomo pi\u00f9 di quella della donna essere incostante e dimenticare coloro che amano, o che\nhanno amato. Io credo il contrario. Credo in una vera analogia tra\ntra le nostre strutture corporee e quelle mentali e che, come il nostro corpo \u00e8 il pi\u00f9 forte, cos\u00ec lo sono i nostri sentimenti.\npi\u00f9 forti, lo siano anche i nostri sentimenti, in grado di sopportare gli usi pi\u00f9\ne di sopportare il tempo pi\u00f9 pesante.\n\n I vostri sentimenti possono essere i pi\u00f9 forti, rispose Anne, ma lo stesso spirito di analogia mi autorizzer\u00e0 ad affermare che i nostri sono i pi\u00f9 forti\nspirito di analogia mi autorizzer\u00e0 ad affermare che i nostri sono i pi\u00f9\nteneri. L'uomo \u00e8 pi\u00f9 robusto della donna, ma non \u00e8 pi\u00f9 longevo;\nil che spiega esattamente la mia opinione sulla natura dei loro affetti. No,\nsarebbe troppo duro per voi, se fosse altrimenti. Avete\ndifficolt\u00e0, privazioni e pericoli da affrontare. Siete\nsiete sempre impegnati e faticosi, esposti a ogni rischio e difficolt\u00e0.\nLa vostra casa, il vostro paese, i vostri amici, tutti abbandonati. N\u00e9 il tempo, n\u00e9 la salute, n\u00e9\nvita, per poterli chiamare propri. Sarebbe difficile, in effetti (con voce\ncon voce esitante), se a tutto questo si aggiungessero i sentimenti di una donna.\n\n Non saremo mai d'accordo su questa questione, stava iniziando a dire il capitano Harville.\nstava iniziando a dire, quando un leggero rumore richiam\u00f2 la loro attenzione sulla divisione della stanza da parte del capitano Wentworth.\nWentworth, che fino a quel momento aveva diviso la stanza in modo perfettamente silenzioso. Non era\nera solo che la sua penna era caduta; ma Anne si stup\u00ec di trovarlo pi\u00f9 vicino di quanto avesse immaginato.\nAnne si stup\u00ec di trovarlo pi\u00f9 vicino di quanto avesse supposto, e fu quasi incline a sospettare che la penna fosse caduta solo per\nche la penna fosse caduta solo perch\u00e9 lui era stato occupato da\nloro, sforzandosi di cogliere i suoni, che tuttavia non credeva di poter cogliere.\nche avesse potuto cogliere.\n\n Avete finito la vostra lettera? disse il capitano Harville.\n\n Non proprio, ancora qualche riga. Avr\u00f2 finito in cinque minuti.\n\n Non c'\u00e8 fretta da parte mia. Sono pronto solo quando lo sei tu. Sono\nin un ottimo ancoraggio (sorridendo ad Anne), sono ben rifornito e non mi manca nulla.\nnon manca nulla. Non c'\u00e8 alcuna fretta di fare un segnale. Bene, signorina Elliot,\n(abbassando la voce), come stavo dicendo, non saremo mai d'accordo, suppongo,\nsu questo punto. Nessun uomo e nessuna donna lo farebbe, probabilmente. Ma lasciatemi osservare\nche tutte le storie sono contro di voi, tutte le storie, in prosa e in versi. Se io\nSe avessi una memoria come quella di Benwick, potrei portarvi cinquanta citazioni in un attimo\nin un attimo cinquanta citazioni a mio favore, e non credo di aver mai aperto un libro in vita mia che non avesse\nin vita mia che non avesse qualcosa da dire sull'incostanza della donna.\nCanzoni e proverbi parlano tutti della volubilit\u00e0 della donna. Ma forse direte\ndirete, sono stati tutti scritti da uomini.\n\n Forse lo far\u00f2. S\u00ec, s\u00ec, se non vi dispiace, nessun riferimento a esempi nei\nlibri. Gli uomini hanno avuto ogni vantaggio rispetto a noi nel raccontare la loro storia.\nL'istruzione \u00e8 stata il loro grado pi\u00f9 elevato; la penna \u00e8 stata nelle loro mani.\nnelle loro mani. Non permetter\u00f2 ai libri di dimostrare nulla.\n\n Ma come possiamo dimostrare qualcosa?\n\n Non lo faremo mai. Non potremo mai aspettarci di dimostrare nulla su un tale\npunto. \u00c8 una differenza di opinione che non ammette prove. Ognuno di noi\nognuno di noi inizia, probabilmente, con un piccolo pregiudizio verso il proprio sesso; e su questo pregiudizio costruisce\ne su questo pregiudizio costruisce ogni circostanza a suo favore che si \u00e8 verificata\nche si sono verificate all'interno della nostra cerchia; molte delle quali (forse proprio quelle\ncasi che ci colpiscono di pi\u00f9) possono essere proprio quelle che non si possono\nnon possono essere riportate senza tradire una confidenza, o in qualche modo\ndire ci\u00f2 che non si dovrebbe dire.\n\n Ah! esclam\u00f2 il capitano Harville, con un tono di forte sentimento, se potessi\nse potessi farvi capire cosa soffre un uomo quando guarda per l'ultima volta la sua\nmoglie e i figli, e guarda la barca con cui li ha mandati via, finch\u00e9 \u00e8 in vista.\nfinch\u00e9 \u00e8 in vista, e poi si allontana e dice: \"Dio solo sa se ci incontreremo mai pi\u00f9!\nse ci incontreremo mai pi\u00f9!  E poi, se riuscissi a trasmettervi il bagliore della sua anima quando\ndell'anima quando li rivede; quando, tornando dopo un'assenza di dodici mesi, forse, e\ndodici mesi di assenza, forse, e costretto a fare scalo in un altro porto,\ncalcola quanto presto sar\u00e0 possibile farli arrivare, fingendo di ingannare se stesso e dicendo\ningannare se stesso e dicendo: \"Non possono essere qui prima di un tale giorno\", ma\nsperando che arrivino dodici ore prima, e vedendoli finalmente arrivare\narrivare alla fine, come se il cielo avesse messo loro le ali, con molte ore di anticipo!\nancora molte ore prima! Se potessi spiegarvi tutto questo, e tutto ci\u00f2 che un uomo pu\u00f2 sopportare\ne tutto ci\u00f2 che un uomo pu\u00f2 sopportare e fare e si gloria di fare per questi tesori della sua esistenza!\nesistenza! Parlo, lo sapete, solo di uomini che hanno un cuore!\npremendo il proprio con emozione.\n\n Oh! grid\u00f2 Anne con impazienza, spero di rendere giustizia a tutto ci\u00f2 che \u00e8 sentito da voi e da chi vi somiglia.\nvoi e da coloro che vi assomigliano. Dio non voglia che io sottovaluti\ni sentimenti caldi e fedeli di qualcuno dei miei simili! Meriterei\nmeriterei il pi\u00f9 totale disprezzo se osassi supporre che il vero attaccamento e la costanza\ncostanza siano conosciuti solo dalle donne. No, vi ritengo capaci di\ndi tutto ci\u00f2 che \u00e8 grande e buono nelle vostre vite coniugali. Vi ritengo all'altezza di\ndi ogni sforzo importante e di ogni sopportazione domestica, fino a quando\nse mi \u00e8 consentita l'espressione, finch\u00e9 avrete un obiettivo. I\nIntendo dire finch\u00e9 la donna che amate vive e vive per voi. Tutti i\nprivilegio che rivendico per il mio sesso (non \u00e8 un privilegio molto invidiabile, non dovete\nnon \u00e8 molto invidiabile, non dovete bramarlo), \u00e8 quello di amare pi\u00f9 a lungo, quando l'esistenza o la speranza non ci sono pi\u00f9.\nsperanza non c'\u00e8 pi\u00f9.\n\nNon avrebbe potuto pronunciare subito un'altra frase; il suo cuore era\ntroppo pieno, il respiro troppo oppresso.\n\n Siete un'anima buona, grid\u00f2 il capitano Harville, mettendole la mano sul braccio, molto\nbraccio, in modo molto affettuoso.  Con voi non si litiga. E quando\nBenwick, mi si annoda la lingua.\n\nLa loro attenzione fu richiamata verso gli altri. La signora Croft si stava congedando.\ncongedo.\n\n Ecco, Federico, io e te ci separiamo, credo, disse lei.  Io vado a\na casa, e tu hai un impegno con il tuo amico. Stasera potremo avere il piacere\navremo il piacere di ritrovarci tutti alla tua festa (rivolgendosi ad Anne).\nAnne).  Ieri abbiamo ricevuto il biglietto di tua sorella e ho saputo che anche Frederick aveva un biglietto, anche se non l'ho visto.\naveva un biglietto anche lui, anche se non l'ho visto; e tu sei disimpegnato,\nFrederick, non \u00e8 vero, come noi?\n\nIl capitano Wentworth stava compilando una lettera in fretta e furia e non poteva o non voleva rispondere in modo esauriente.\nnon poteva o non voleva rispondere in modo esauriente.\n\n S\u00ec, disse, \u00e8 vero; qui ci separiamo, ma Harville ed io vi seguiremo presto.\nHarville, se sei pronto, io lo sar\u00f2 tra mezzo minuto.\nminuto. So che non ti dispiacer\u00e0 partire. Sar\u00f2 al vostro\nsar\u00f2 al vostro servizio tra mezzo minuto.\n\nLa signora Croft li lasci\u00f2 e il capitano Wentworth, dopo aver sigillato la sua lettera con grande rapidit\u00e0, era davvero pronto e aveva anche un po' di fretta e agitazione.\ncon grande rapidit\u00e0, era davvero pronto e aveva persino un'aria frettolosa e agitata che denota\nche denotava l'impazienza di andarsene. Anne non sapeva come\ncapire. Aveva ricevuto il pi\u00f9 gentile buongiorno, che Dio vi benedica, dal capitano Harville.\nCapitano Harville, ma da lui non una parola, n\u00e9 uno sguardo! Era passato\nera uscito dalla stanza senza uno sguardo!\n\nEbbe per\u00f2 solo il tempo di avvicinarsi al tavolo dove lui stava scrivendo, quando si sentirono dei passi di ritorno.\nquando si sentirono dei passi che tornavano; la porta si apr\u00ec, era lui.\nera lui stesso. Chiese scusa, ma aveva dimenticato i guanti,\ne attravers\u00f2 subito la stanza fino al tavolo da scrivere, tir\u00f2 fuori una lettera da\nlettera da sotto la carta sparsa, la pose davanti ad Anna con gli occhi\ndi ardente implorazione fissi su di lei per un po', e raccogliendo in fretta i guanti, usc\u00ec di nuovo dalla stanza.\nguanti, usc\u00ec di nuovo dalla stanza, quasi prima che la signora Musgrove si accorgesse della sua presenza.\nMusgrove si fosse accorta della sua presenza: il lavoro di un istante!\n\nLa rivoluzione che un solo istante aveva fatto in Anne andava quasi oltre l'espressione.\nespressione. La lettera, con una direzione appena leggibile, indirizzata a Miss A.\nE. era evidentemente quella che lui aveva piegato cos\u00ec frettolosamente. Mentre\nche si supponeva stesse scrivendo solo al capitano Benwick, si era rivolto anche a lei!\na lei! Dal contenuto di quella lettera dipendeva tutto ci\u00f2 che questo\nmondo poteva fare per lei. Tutto era possibile, tutto poteva essere sfidato\npiuttosto che la suspense. La signora Musgrove aveva dei piccoli accorgimenti da adottare\nal suo tavolo; doveva affidarsi alla loro protezione e, sprofondando nella poltrona che aveva occupato\nsedia che lui aveva occupato, proprio nel punto in cui lui si era appoggiato e aveva scritto.\nsi era appoggiato e aveva scritto, i suoi occhi divorarono le parole seguenti:\n\n Non posso pi\u00f9 ascoltare in silenzio. Devo parlarvi con i mezzi\nche sono alla mia portata. Tu mi trafiggi l'anima. Sono per met\u00e0 agonia e per met\u00e0 speranza.\nNon ditemi che \u00e8 troppo tardi, che questi sentimenti cos\u00ec preziosi sono spariti\nper sempre. Mi offro di nuovo a te con un cuore ancora pi\u00f9 tuo\ndi quando l'hai quasi spezzato, otto anni e mezzo fa. Non osare dire\nche l'uomo dimentica prima della donna, che il suo amore muore prima.\nIo non ho amato altri che te. Posso essere stato ingiusto, debole e risentito, ma mai incostante.\nsono stato, ma mai incostante. Solo tu mi hai portato a Bath. Per\nsolo per te, penso e progetto. Non l'hai visto? Non puoi non aver\naver capito i miei desideri? Se non avessi aspettato nemmeno questi dieci giorni, avrei potuto\navrei potuto leggere i vostri sentimenti, come credo che voi abbiate penetrato i miei. I\nriesco a malapena a scrivere. Ogni istante sento qualcosa che mi sovrasta.\nmi sovrasta. Voi affondate la vostra voce, ma io riesco a distinguere i toni di quella voce\nquando per altri si perderebbero. Troppo buona, troppo eccellente creatura!\nCi rendete davvero giustizia. Credete che esista un vero attaccamento\ne costanza tra gli uomini. Credete che sia il pi\u00f9 fervente, il pi\u00f9\ninalterabile, in\n\n\nF. W.\n\n\n Devo andare, incerto sul mio destino; ma torner\u00f2 qui, o seguir\u00f2 il vostro gruppo, il prima possibile.\nil vostro gruppo, il pi\u00f9 presto possibile. Una parola, uno sguardo, sar\u00e0 sufficiente a decidere\nper decidere se entrer\u00f2 nella casa di vostro padre questa sera o mai pi\u00f9.\n\n\nDa una lettera del genere non ci si poteva riprendere presto. Mezz'ora di\nmezz'ora di solitudine e di riflessione avrebbero potuto tranquillizzarla; ma i dieci minuti che passarono prima di essere interrotti\nminuti che passavano prima che venisse interrotta, con tutti i vincoli della sua situazione.\ncon tutti i vincoli della sua situazione, non potevano contribuire alla tranquillit\u00e0.\nOgni momento portava piuttosto nuova agitazione. Era una felicit\u00e0\nfelicit\u00e0. E prima di aver superato il primo stadio di piena sensazione,\nentrarono Carlo, Maria ed Henrietta.\n\nL'assoluta necessit\u00e0 di apparire come se stessa produsse allora una\nlotta immediata; ma dopo un po' non riusc\u00ec pi\u00f9 a fare nulla. Cominci\u00f2 a\na non capire una parola di ci\u00f2 che dicevano, e fu costretta a invocare l'indisposizione e a giustificarsi.\nindisposizione e scusarsi. I presenti si accorsero che aveva un aspetto\nmolto malata, erano scioccati e preoccupati, e non si sarebbero mossi senza di lei per\nper il mondo. Era terribile. Se solo se ne fossero andati e l'avessero lasciata\ne l'avessero lasciata nel tranquillo possesso di quella stanza, sarebbe stata la sua\nma il fatto che fossero tutti in piedi o in attesa intorno a lei la distraeva.\ndistraeva e, disperata, disse che sarebbe andata a casa.\n\n In ogni caso, mia cara, disse la signora Musgrove, vai subito a casa e prenditi cura di te, in modo da essere in forma per la sera.\nprenditi cura di te stessa, in modo da essere in forma per la sera. Vorrei che\nSarah fosse qui per curarti, ma io non sono un medico. Charles, suona\ne ordina una sedia. Non deve camminare.\n\nMa la sedia non sarebbe mai andata bene. Peggio di tutto! Perdere la possibilit\u00e0\ndi dire due parole al capitano Wentworth nel corso della sua tranquilla e solitaria\nsolitario della citt\u00e0 (e si sentiva quasi certa di incontrarlo) non poteva essere sopportato.\ndi incontrarlo) non poteva essere sopportato. La sedia fu oggetto di una vivace protesta e la signora Musgrove, che pensava\nLa signora Musgrove, che pensava solo a un tipo di malattia, dopo essersi assicurata con una certa ansia che ci fosse\ncon una certa ansia, che non c'era stata alcuna caduta nel caso;\nche Anne non era mai scivolata di recente e non aveva preso un colpo in testa.\nche Anne non era mai scivolata a terra e non aveva preso un colpo in testa; che era perfettamente convinta di non aver avuto alcuna caduta; che poteva\nsepararsi da lei allegramente e di poter contare sul fatto di trovarla meglio la sera stessa.\n\nAnsiosa di non tralasciare nessuna precauzione possibile, Anne si sforz\u00f2 e disse\n\n Temo, signora, che non sia perfettamente compreso. Vi prego di essere cos\u00ec\ndi dire agli altri gentiluomini che speriamo di vedere il vostro\nfesta questa sera. Temo che ci sia stato un errore e desidero che assicuriate in particolare il capitano Harville e il capitano\nDesidero che assicuriate in particolare al Capitano Harville e al Capitano\nWentworth che speriamo di vederli entrambi.\n\n Oh! mia cara, \u00e8 tutto chiaro, ti do la mia parola. Il Capitano\nHarville non pensa ad altro che ad andare.\n\n Lo pensi anche tu? Ma ho paura; e mi dispiacerebbe molto. Mi promettete\npromettermi di parlarne, quando li rivedrete? Li vedrete\nstamattina, oserei dire. Promettetemelo.\n\n Certo che lo far\u00f2, se lo desiderate. Charles, se vedi il Capitano\nHarville da qualche parte, ricordati di riferire il messaggio di Miss Anne. Ma in effetti, mia\nmia cara, non devi essere preoccupata. Il capitano Harville \u00e8 molto impegnato\nimpegnato, ne rispondo io; e il capitano Wentworth lo stesso, oserei dire.\noserei dire.\n\nAnna non poteva fare di pi\u00f9, ma il suo cuore profetizzava qualche disgrazia che avrebbe smorzato\nla perfezione della sua felicit\u00e0. Tuttavia, non poteva essere molto duratura.\nAnche se lui non fosse venuto di persona a Camden Place, sarebbe stato in suo potere\nin suo potere inviare una frase comprensibile da parte del capitano Harville. Un'altra\nun'altra momentanea seccatura. Charles, nella sua reale preoccupazione e buona\nnatura, sarebbe andato a casa con lei; non c'era modo di impedirglielo. Questo era\nquasi crudele. Ma lei non poteva essere a lungo ingrata; lui stava sacrificando\nun impegno presso un armaiolo, per essere utile a lei; e lei part\u00ec con lui, con nessun sentimento se non la gratitudine.\ncon lui, con nessun altro sentimento che non fosse la gratitudine.\n\nErano su Union Street, quando un passo pi\u00f9 veloce dietro di loro, un suono\nfamiliare, la prepar\u00f2 per due istanti alla vista del capitano Wentworth.\nCapitano Wentworth. Li raggiunse; ma, come se fosse indeciso se unirsi o passare oltre, non disse nulla, si limit\u00f2 a guardare.\nse unirsi o passare oltre, non disse nulla, si limit\u00f2 a guardare. Anne riusc\u00ec a controllare\nAnne riusc\u00ec a comandare se stessa abbastanza da ricevere quello sguardo, e non in modo ripugnante. Le guance\nche erano state pallide ora brillavano, e i movimenti che avevano esitato\nerano stati decisi. Camminava al suo fianco. A un certo punto, colpito da un pensiero improvviso\npensiero, Charles disse\n\n Capitano Wentworth, da che parte sta andando? Solo verso Gay Street o\npi\u00f9 in alto nella citt\u00e0?\n\n Non lo so, rispose sorpreso il capitano Wentworth.\n\n Andate fino a Belmont? Andate vicino a Camden Place?\nPerch\u00e9, se cos\u00ec fosse, non avr\u00f2 alcuno scrupolo a chiederti di prendere il mio posto\ne di dare il braccio ad Anne fino alla porta di suo padre. \u00c8 piuttosto distrutta\nstamattina, e non deve andare cos\u00ec lontano senza aiuto, e io dovrei essere da quel tipo\nessere da quel tipo nella piazza del mercato. Mi ha promesso la visione di un\nche sta per spedire; ha detto che l'avrebbe tenuto disimballato fino all'ultimo momento possibile.\ndisimballato fino all'ultimo momento possibile, per farmelo vedere; e se non torno indietro adesso, non ho pi\u00f9\nse non torno indietro ora, non ho alcuna possibilit\u00e0. Secondo la sua descrizione, assomiglia molto\nalla mia doppietta di seconda misura, con cui hai sparato un giorno a Winthrop.\nintorno a Winthrop.\n\nNon ci pu\u00f2 essere un'obiezione. Ci poteva essere solo la pi\u00f9 corretta\nalacrit\u00e0, un'osservanza molto cortese per gli occhi del pubblico, e sorrisi\ne spiriti che danzano in un'estasi privata. In mezzo minuto Charles era\nin fondo a Union Street e gli altri due procedevano insieme.\ne ben presto tra loro erano intercorse parole sufficienti a decidere la loro\ndirezione verso la passeggiata di ghiaia, relativamente tranquilla e ritirata,\ndove la forza della conversazione avrebbe reso l'ora presente una benedizione\ne l'avrebbe preparata per l'immortalit\u00e0 che i ricordi pi\u00f9 felici del loro futuro\nricordi delle loro vite future. L\u00ec\nsi scambiarono di nuovo quei sentimenti e quelle promesse che un tempo sembravano\nsembravano assicurare tutto, ma che erano stati seguiti da cos\u00ec tanti anni di\nanni di divisione e di allontanamento. L\u00ec tornarono di nuovo nel\npassato, pi\u00f9 squisitamente felici, forse, nel loro ricongiungimento, rispetto a quando\npi\u00f9 teneri, pi\u00f9 provati, pi\u00f9 fissati nella conoscenza del carattere e della verit\u00e0 dell'altro.\nconoscenza del carattere, della verit\u00e0 e dell'attaccamento dell'altro; pi\u00f9 pronti ad\ndi agire, pi\u00f9 giustificati nell'agire. E l\u00ec, mentre percorrevano lentamente la\ngraduale salita, incuranti di ogni gruppo intorno a loro, senza vedere n\u00e9\npolitici che passeggiavano, governanti che si affannavano, ragazze che flirtavano, n\u00e9\nn\u00e9 di bambinaie e bambini, potevano abbandonarsi a quelle riflessioni e riconoscimenti, e soprattutto a quelle\ne riconoscimenti, e in particolare a quelle spiegazioni di ci\u00f2 che aveva\ndirettamente precedente il momento presente, che erano cos\u00ec toccanti e cos\u00ec\ninteresse incessante. Tutte le piccole variazioni dell'ultima settimana erano state\nsettimana; e di ieri e di oggi non si poteva certo parlare\nfine.\n\nNon si era sbagliata. La gelosia nei confronti di Mr Elliot era stato il peso ritardante, il dubbio, il tormento.\npeso, il dubbio, il tormento. Aveva iniziato ad agire nell'ora stessa in cui\nora in cui l'aveva incontrata per la prima volta a Bath; era tornata, dopo una breve sospensione, a rovinare il concerto.\nbreve sospensione, a rovinare il concerto; e che lo aveva influenzato in\ntutto ci\u00f2 che aveva detto e fatto, o che aveva omesso di dire e fare, nelle ultime\nquattro e venti ore. Aveva gradualmente ceduto alle migliori\nsperanze migliori che i suoi sguardi, le sue parole o le sue azioni di tanto in tanto incoraggiavano; alla fine era stato sconfitto dalle\nera stata vinta alla fine da quei sentimenti e da quei toni che\nche lo avevano raggiunto mentre lei parlava con il capitano Harville; e sotto l'irresistibile governo\nirresistibile di cui si era impossessato di un foglio di carta e aveva\ne aveva riversato i suoi sentimenti.\n\nDi ci\u00f2 che aveva scritto allora, nulla doveva essere ritrattato o modificato.\nPerseverava nel dire di non aver amato nessun'altra che lei. Non era mai stata\nsoppiantata. Non aveva mai creduto di vederla alla pari. Cos\u00ec tanto\nera obbligato a riconoscere: che era stato costante\ninconsciamente, anzi, involontariamente; che aveva intenzione di dimenticarla,\ne aveva creduto di farlo. Si era immaginato indifferente, mentre\nera solo arrabbiato; ed era stato ingiusto nei confronti dei meriti di lei, perch\u00e9\nperch\u00e9 ne aveva sofferto. Il carattere di lei era ora fissato nella sua\ncome la perfezione in s\u00e9, mantenendo il pi\u00f9 bel mezzo di\ndi forza d'animo e di gentilezza; ma era costretto a riconoscere che solo a\nUppercross aveva imparato a renderle giustizia, e solo a Lyme aveva iniziato a capire se stesso.\nsolo a Lyme aveva iniziato a capire se stesso. A Lyme aveva ricevuto lezioni di pi\u00f9\npi\u00f9 di un tipo. L'ammirazione passeggera di Mr Elliot lo aveva perlomeno risvegliato.\ne le scene sul Cobb e dal capitano Harville avevano fissato la superiorit\u00e0 di lei.\nsuperiorit\u00e0.\n\nNei suoi precedenti tentativi di legarsi a Louisa Musgrove (i tentativi di un orgoglio rabbioso), aveva protestato di aver sempre sentito di doverla amare.\ntentativi di attaccarsi a Louisa Musgrove (i tentativi di un orgoglio rabbioso), egli aveva protestato di aver sempre ritenuto che fosse impossibile\nimpossibile; che non gli era importato, non poteva importargli di Louisa;\nAnche se fino a quel giorno, e fino al tempo libero per la riflessione che segu\u00ec\nfino a quel giorno, fino al tempo di riflessione che ne segu\u00ec, non aveva capito la perfetta eccellenza della mente con cui\nLouisa non poteva reggere il confronto, n\u00e9 la perfetta e impareggiabile presa\nche essa possedeva sulla sua. L\u00ec aveva imparato a distinguere tra\ntra la fermezza dei principi e l'ostinazione della volont\u00e0 personale, tra le\ntra i tentennamenti della disattenzione e la risoluzione di una mente raccolta. L\u00ec\naveva visto tutto ci\u00f2 che esaltava la donna che aveva perso.\nperduta; e l\u00ec aveva cominciato a deplorare l'orgoglio, la follia, la pazzia del\nrisentimento, che gli avevano impedito di cercare di riconquistarla quando gli era stata\nsulla sua strada.\n\nDa quel momento la sua penitenza era diventata severa. Non appena si era liberato dall'orrore e dal\nnon prima di essersi liberato dall'orrore e dal rimorso dei primi giorni di\ndell'incidente di Louisa, non appena aveva cominciato a sentirsi di nuovo vivo, che aveva cominciato a sentirsi\naveva cominciato a sentirsi, pur essendo vivo, non in libert\u00e0.\n\n Ho scoperto, disse, che Harville mi considerava un uomo fidanzato!\nChe n\u00e9 Harville n\u00e9 sua moglie nutrivano dubbi sul nostro reciproco\nattaccamento. Rimasi sbigottito e scioccato. In un certo senso, potevo contraddire\nimmediatamente; ma, quando iniziai a riflettere che altri avrebbero potuto provare la stessa\nfamiglia, anzi, forse anche lei stessa, non fui pi\u00f9 a disposizione.\na mia disposizione. Ero sua in onore, se lo desiderava. Ero stato\nincustodito. Non avevo mai pensato seriamente a questo argomento. Non avevo\nnon avevo considerato che la mia eccessiva intimit\u00e0 doveva avere il suo rischio di\nconseguenze negative in molti modi; e che non avevo il diritto di cercare di capire se potevo\nse potevo legarmi a una delle due ragazze, con il rischio di sollevare\nanche una relazione sgradevole, se non ci fossero stati altri effetti negativi. Avevo sbagliato\ngravemente sbagliato e dovevo sopportarne le conseguenze.\n\nSi accorse troppo tardi, insomma, di essersi ingarbugliato da solo; e che\nproprio nel momento in cui si era reso conto di non tenere affatto a Louisa.\nLouisa, doveva considerarsi legato a lei, se i sentimenti di lei per lui\nerano quelli che gli Harville supponevano. Questo lo ha determinato a lasciare Lyme, e\nattendere la sua completa guarigione altrove. Sarebbe stato lieto di indebolire, con qualsiasi\nqualsiasi mezzo giusto, qualsiasi sentimento o speculazione su di lui potesse\ne and\u00f2, quindi, da suo fratello, con l'intenzione, dopo un po' di tempo, di tornare a Kellynch.\ndi tornare a Kellynch e agire secondo le circostanze.\n\n Sono stata sei settimane con Edward, ha detto, e l'ho visto felice. Non potrei\navere un altro piacere. Non ne meritavo alcuno. Si \u00e8 informato su di te in modo molto\nparticolare; mi chiese anche se fossi cambiata personalmente, poco\nsospettando che ai miei occhi non sareste mai potuta cambiare.\n\nAnne sorrise e lasci\u00f2 correre. Era una gaffe troppo piacevole per essere\nrimprovero. Per una donna \u00e8 gi\u00e0 qualcosa essere sicura, nel suo\nche non ha perso il fascino della giovinezza precedente; ma il valore di questo omaggio era inestimabile\ngiovent\u00f9; ma il valore di tale omaggio era inesprimibilmente accresciuto per\nAnne, confrontandolo con le parole precedenti e sentendolo come il risultato, non la causa, di una rinascita.\nrisultato, e non la causa, di una rinascita del suo caldo attaccamento.\n\nEra rimasto nello Shropshire, lamentando la cecit\u00e0 del suo orgoglio e gli errori dei suoi calcoli.\norgoglio e gli errori dei suoi calcoli, finch\u00e9 non fu liberato da Louisa dalla sorprendente e felice intelligenza di lei.\nda Louisa con la sorprendente e felice notizia del suo\nfidanzamento con Benwick.\n\n Qui, disse, finiva il peggio del mio stato; perch\u00e9 ora potevo almeno mettermi sulla strada della felicit\u00e0; potevo fare sforzi; potevo fare cose che non mi piacevano.\ndi felicit\u00e0; potevo sforzarmi; potevo fare qualcosa.\nqualcosa. Ma aspettare cos\u00ec a lungo nell'inazione, e aspettare solo il\nmale, era stato terribile. Nei primi cinque minuti dissi: \"Sar\u00f2 a Bath mercoled\u00ec\".\nMercoled\u00ec sar\u00f2 a Bath, e cos\u00ec fu. Era imperdonabile pensare che valesse la pena\nche valesse la pena di venire e di arrivare con qualche speranza? Tu\neri single. Era possibile che tu conservassi i sentimenti del passato, come me.\npassato, come me; e si dava il caso che un incoraggiamento fosse il mio. Non ho mai dubitato\nmai dubitare che saresti stata amata e cercata da altri, ma sapevo con certezza che avevi rifiutato\ncertezza che avevate rifiutato almeno un uomo di migliori\ndi pretese migliori delle mie; e non potevo fare a meno di dire spesso: \"Era questo per me?\nper me?\n\nIl loro primo incontro in Milsom Street ha permesso di dire molto, ma il concerto ancora di pi\u00f9.\nconcerto ancora di pi\u00f9. Quella sera sembrava essere fatta di momenti squisiti.\nmomenti. Il momento in cui lei si fece avanti nella sala dell'Ottagono per\nil momento in cui Mr Elliot \u00e8 apparso e l'ha strappata via,\ne uno o due momenti successivi, segnati dal ritorno della speranza o dal\ndi speranza o di crescente sconforto, sono stati ripercorsi con energia.\n\n Vederti, esclam\u00f2, in mezzo a coloro che non potevano essere i miei\nbenvenuti; vedere tuo cugino vicino a te, che conversa e sorride,\ne sentire tutte le orribili idoneit\u00e0 e propriet\u00e0 dell'incontro!\nConsiderarlo come il desiderio certo di ogni essere che pu\u00f2 sperare di influenzarvi!\ninfluenzarvi! Anche se i vostri sentimenti fossero riluttanti o indifferenti,\nconsiderare quali potenti sostegni sarebbero stati i suoi! Non \u00e8 stato sufficiente a\nper rendermi ridicolo come sembravo? Come potevo guardare senza\nagonia? Non era forse la vista stessa dell'amica che sedeva dietro di voi, non era forse\nil ricordo di ci\u00f2 che era stato, la conoscenza della sua influenza, l'impressione indelebile e inamovibile di ci\u00f2 che\nindelebile e inamovibile di ci\u00f2 che la persuasione aveva fatto un tempo, non era forse\nnon era tutto contro di me?\n\n Avresti dovuto distinguere, rispose Anne.  Non avreste dovuto\nsospettare di me ora; il caso \u00e8 cos\u00ec diverso e la mia et\u00e0 \u00e8 cos\u00ec diversa.\nSe una volta ho sbagliato a cedere alla persuasione, ricordate che era per\npersuasione esercitata dalla parte della sicurezza, non del rischio. Quando ho ceduto,\nPensavo che fosse per dovere, ma in questo caso non si pu\u00f2 chiedere aiuto al dovere. Nel\nsposare un uomo indifferente a me, si sarebbe corso ogni rischio,\ne tutti i doveri violati.\n\n Forse avrei dovuto ragionare cos\u00ec, rispose, ma non potevo.\nNon potevo trarre beneficio dalla conoscenza tardiva che avevo acquisito del vostro carattere.\ndel vostro carattere. Non potevo metterla in gioco; era sommersa,\nsepolta, persa in quei sentimenti precedenti che mi avevano fatto soffrire\nanno dopo anno. Riuscivo a pensare a lei solo come a una persona che si era arresa, che mi aveva abbandonato.\nche mi aveva abbandonato, che si era fatto influenzare da qualcuno piuttosto che da me.\nTi vedevo con la stessa persona che ti aveva guidato in quell'anno di\nmiseria. Non avevo motivo di ritenerla meno autorevole ora. La forza\ndell'abitudine si aggiungeva.\n\n Avrei pensato, disse Anne, che il mio modo di comportarmi con voi avrebbe potuto\nti avrebbe risparmiato molto o tutto questo.\n\n No, no! Il vostro modo di fare potrebbe essere solo l'agio che il vostro fidanzamento con un altro uomo\nun altro uomo. Ti ho lasciato con questa convinzione; eppure, ero\ndecisa a rivedervi. Il mio spirito si \u00e8 risollevato con il mattino e ho sentito che\nsentivo di avere ancora un motivo per restare qui.\n\nFinalmente Anna era di nuovo a casa, e pi\u00f9 felice di quanto chiunque in quella casa\navrebbe potuto concepire. Tutta la sorpresa e la suspense, e ogni altra parte dolorosa della mattinata\ne ogni altra parte dolorosa della mattinata, dissipate da questa conversazione, lei torn\u00f2 a casa cos\u00ec felice\nrientr\u00f2 in casa cos\u00ec felice da essere costretta a trovare un'attenuante in alcuni\nmomentanea apprensione che non potesse durare. Un intervallo di\nun intervallo di meditazione, serio e grato, era il miglior correttivo di tutto ci\u00f2 che\npericolosa in una felicit\u00e0 cos\u00ec intensa; e lei and\u00f2 nella sua stanza, e\ne divenne salda e impavida nella gratitudine del suo godimento.\n\nArriv\u00f2 la sera, i salotti vennero illuminati, la compagnia si riun\u00ec.\nsi riun\u00ec. Non era che una festa di carte, non era che un miscuglio di persone che\nche non si erano mai incontrati prima e di quelli che si incontravano troppo spesso; un'attivit\u00e0 banale, troppo numerosa per l'intimit\u00e0, troppo piccola per la variet\u00e0.\nun'attivit\u00e0 banale, troppo numerosa per l'intimit\u00e0, troppo piccola per la variet\u00e0; ma Anne non aveva mai trovato una serata pi\u00f9\nAnne non aveva mai trovato una serata pi\u00f9 breve. Splendente e adorabile nella sensibilit\u00e0 e nella felicit\u00e0\ne felicit\u00e0, e pi\u00f9 generalmente ammirata di quanto pensasse o\ndi quanto pensasse o si preoccupasse, provava sentimenti allegri o tolleranti per ogni creatura che la\nintorno a lei. C'era Mr Elliot, che lei evitava, ma che poteva compatire.\nI Wallis, si divertiva a capirli. Lady Dalrymple\ne la signorina Carteret sarebbero presto diventate delle cugine insopportabili per lei. Non le importava\nNon le importava della signora Clay e non aveva nulla di cui arrossire per i modi pubblici del padre e della sorella.\nmodi di fare di suo padre e di sua sorella. Con i Musgrove c'era la felice chiacchierata di\nfelice chiacchierata di perfetto agio; con il capitano Harville, il gentile\ndi fratello e sorella; con Lady Russell, i tentativi di conversazione che una deliziosa consapevolezza\ndi conversazione, che una deliziosa consapevolezza interrompeva; con l'Ammiraglio\ne Mrs Croft, tutto di particolare cordialit\u00e0 e fervido interesse,\nche la stessa coscienza cercava di nascondere; e con il Capitano\nWentworth, alcuni momenti di comunicazione si verificavano continuamente, e\nsempre la speranza di averne di pi\u00f9, e sempre la consapevolezza della sua presenza.\n\nFu in uno di questi brevi incontri, ognuno apparentemente occupato ad ammirare\nad ammirare una bella esposizione di piante da serra, che lei disse\n\n Ho riflettuto sul passato e ho cercato di giudicare con imparzialit\u00e0 il giusto e l'ingiusto, intendo rispetto a me stesso.\ngiusto e sbagliato, intendo rispetto a me stesso; e devo credere di aver avuto ragione, per quanto ne abbia sofferto, di essere stato perfettamente\nche ho avuto ragione, per quanto ne abbia sofferto, che ho avuto perfettamente ragione a farmi guidare\ndi essermi fatta guidare dall'amico che amerete pi\u00f9 di quanto non lo amiate ora.\nora. Per me era al posto di un genitore. Non fraintendetemi,\ntuttavia, non fraintendetemi. Non sto dicendo che non abbia sbagliato nei suoi consigli. Era,\nforse uno di quei casi in cui un consiglio \u00e8 buono o cattivo solo in base all'evento.\ne per quanto mi riguarda, di certo non avrei mai dato un consiglio del genere, in qualsiasi\ncircostanze di tollerabile somiglianza, dare un consiglio del genere. Ma voglio dire\nche ho fatto bene a sottomettermi a lei, e che se avessi fatto altrimenti\nse avessi fatto diversamente, avrei sofferto di pi\u00f9 nel continuare il fidanzamento\ndi quanto non abbia fatto rinunciandovi, perch\u00e9 avrei sofferto in coscienza.\ncoscienza. Ora, per quanto questo sentimento sia ammissibile nella natura umana, non ho nulla da rimproverarmi.\nnatura umana, non ho nulla da rimproverarmi; e se non ho sbagliato, un\nun forte senso del dovere non \u00e8 una parte negativa del patrimonio di una donna.\n\nLui la guard\u00f2, guard\u00f2 Lady Russell e, guardandola di nuovo,\nrispose, come in una fredda deliberazione\n\n Non ancora. Ma ci sono speranze che venga perdonata col tempo. Confido di\ndi essere presto in carit\u00e0 con lei. Ma anch'io ho ripensato al\npassato, e mi \u00e8 venuta una domanda: se non ci sia stata una persona\nuna persona pi\u00f9 nemica di quella signora? Il mio stesso io. Ditemi\nse, quando tornai in Inghilterra nell'ottavo anno, con poche migliaia di sterline, e fui assegnato alla Laconia.\nsterline, e fui imbarcato sulla Laconia, se vi avessi scritto allora,\navreste risposto alla mia lettera? Avreste, insomma, rinnovato\nl'impegno in quel momento?\n\n Vorrei! fu la sua risposta; ma l'accento fu abbastanza decisivo.\n\n Buon Dio! grid\u00f2, lo faresti! Non \u00e8 che non ci pensassi o non lo desiderassi, come cosa che avrebbe potuto coronare tutti gli altri successi,\no desiderarlo, come ci\u00f2 che potrebbe coronare tutti gli altri miei successi; ma ero orgoglioso, troppo orgoglioso per chiederlo di nuovo.\norgoglioso, troppo orgoglioso per chiedere ancora. Non vi ho capito. Ho chiuso gli occhi\nocchi e non volevo capirvi o rendervi giustizia. Questo \u00e8 un\nche dovrebbe farmi perdonare chiunque prima di me.\nme stesso. Sei anni di separazione e di sofferenza avrebbero potuto essere risparmiati.\n\u00c8 un tipo di dolore, inoltre, che \u00e8 nuovo per me. Sono stata abituata alla\ngratificazione di credere di essermi guadagnata ogni benedizione di cui ho goduto.\ngoduto. Ho valutato me stesso in base a fatiche onorevoli e giuste ricompense.\nCome altri grandi uomini che subiscono rovesci, aggiunse, con un sorriso.  Devo\ncercare di sottomettere la mia mente alla mia fortuna. Devo imparare a sopportare di essere\npi\u00f9 felice di quanto meriti.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXIV.\n\n\nChi pu\u00f2 dubitare di ci\u00f2 che \u00e8 seguito? Quando due giovani decidono di sposarsi\ndi sposarsi, con la perseveranza sono abbastanza sicuri di portare a termine\ndi portare a termine il loro proposito, sia che siano cos\u00ec poveri, cos\u00ec imprudenti o cos\u00ec\nche sia cos\u00ec poco necessario per il benessere finale dell'altro. Questo\nForse \u00e8 una cattiva morale con cui concludere, ma io credo che sia la verit\u00e0.\nse questi partiti hanno successo, come potrebbero un capitano Wentworth e una Anne\nElliot, con il vantaggio della maturit\u00e0 d'animo, della consapevolezza del diritto\ne una fortuna indipendente tra loro, non riuscirebbero a sconfiggere ogni\nopposizione? In effetti, avrebbero potuto abbattere molto di pi\u00f9 di quanto\ndi quanto non abbiano incontrato, perch\u00e9 c'era ben poco che li angosciasse oltre alla mancanza di\ncortesia e calore. Sir Walter non fece alcuna obiezione ed Elizabeth\nnon fece altro che guardare con freddezza e indifferenza. Il capitano Wentworth,\ncon cinque milioni e ventimila sterline e il massimo della sua professione per quanto\nmerito e attivit\u00e0, non era pi\u00f9 nessuno. Ora era\ndegno di rivolgersi alla figlia di un baronetto sciocco e spendaccione, che non aveva avuto\nbaronetto, che non aveva avuto abbastanza principi o buon senso per mantenersi nella situazione\nnella situazione in cui la Provvidenza lo aveva posto, e che al momento poteva dare a sua figlia solo\nsua figlia al momento solo una piccola parte della quota di diecimila sterline che\nsterline che le spetteranno in futuro.\n\nSir Walter, infatti, sebbene non nutrisse alcun affetto per Anna, e nessuna vanit\u00e0\nlusingato, per renderlo davvero felice in quell'occasione, era ben lontano dal\nun cattivo partito per lei. Al contrario, quando vide di pi\u00f9 il\ndel capitano Wentworth, lo vide pi\u00f9 volte alla luce del giorno e lo osserv\u00f2 bene,\nera rimasto molto colpito dalle sue pretese personali, e sentiva che la sua\nsuperiorit\u00e0 d'aspetto non fosse ingiustamente bilanciata dalla superiorit\u00e0 di\nsuperiorit\u00e0 di rango; e tutto questo, coadiuvato dal suo nome che suonava bene,\npermise a Sir Walter di preparare finalmente la sua penna, con molta grazia,\nper l'inserimento del matrimonio nel volume d'onore.\n\nL'unica tra loro, la cui opposizione di sentimenti poteva suscitare un\nseriamente preoccupato era Lady Russell. Anne sapeva che Lady Russell doveva soffrire\nsoffrire un po' nel comprendere e abbandonare Mr Elliot, e che\ne che stava lottando per conoscere davvero e rendere giustizia al capitano Wentworth.\ngiustizia al capitano Wentworth. Tuttavia, questo era ci\u00f2 che Lady Russell doveva\nora fare. Doveva imparare a sentire che si era sbagliata con\ndi essere stata ingiustamente influenzata dalle apparenze in entrambi i casi.\nche i modi del capitano Wentworth non si adattavano alle sue idee.\nidee, era stata troppo veloce nel sospettare che indicassero un carattere\ncarattere di pericolosa impetuosit\u00e0; e che, poich\u00e9 i modi del signor Elliot\nMr Elliot le erano piaciuti proprio per la loro correttezza,\nla loro generale cortesia e soavit\u00e0, era stata troppo veloce nel riceverli come\ncome il risultato certo delle opinioni pi\u00f9 corrette e della mente pi\u00f9\nmente ben regolata. Non c'era niente di meno da fare per Lady Russell,\nche ammettere di essersi sbagliata del tutto e riprendere una nuova serie di\nuna nuova serie di opinioni e di speranze.\n\nC'\u00e8 una rapidit\u00e0 di percezione in alcuni, una finezza nel discernimento del carattere, una penetrazione naturale\ndel carattere, una penetrazione naturale, in breve, che nessuna esperienza in altri\naltri pu\u00f2 eguagliare, e Lady Russell era stata meno dotata in questa parte di\ncomprensione della sua giovane amica. Ma era una donna molto buona e\nse il suo secondo obiettivo era quello di essere ragionevole e ben giudicante, il primo era quello di vedere Anne felice.\ndi vedere Anne felice. Amava Anne pi\u00f9 di quanto amasse le sue capacit\u00e0\ne quando l'imbarazzo dell'inizio fu superato, trov\u00f2 poche difficolt\u00e0 a\ndi difficolt\u00e0 nell'attaccarsi come madre all'uomo che stava\nche stava assicurando la felicit\u00e0 dell'altra figlia.\n\nDi tutta la famiglia, Mary era probabilmente quella pi\u00f9 immediatamente gratificata\ndalla circostanza. Era un merito avere una sorella sposata, e\ne poteva vantarsi di aver contribuito in modo determinante a questo\ndi aver favorito questo legame, tenendo Anne con s\u00e9 in autunno.\nsorella doveva essere migliore delle sorelle di suo marito, era molto gradevole\nche il capitano Wentworth fosse pi\u00f9 ricco del capitano Benwick o di Charles Hayter.\nBenwick o di Charles Hayter. Aveva forse qualcosa da soffrire, quando\nquando sarebbero tornati in contatto, nel vedere Anne ripristinata nei diritti di\ndiritti di anzianit\u00e0 e padrona di una graziosissima landaulette; ma aveva un futuro da attendere, di\nfuturo, di grande consolazione. Anne non aveva\nUppercross Hall di fronte a s\u00e9, nessuna propriet\u00e0 terriera, nessuna leadership di una famiglia;\ne se avessero potuto evitare che il capitano Wentworth venisse nominato baronetto,\nnon avrebbe cambiato situazione con Anne.\n\nSarebbe bene che la sorella maggiore fosse altrettanto soddisfatta della sua situazione.\ndella sua situazione, perch\u00e9 un cambiamento non \u00e8 molto probabile. Ha avuto\npresto la mortificazione di vedere Mr Elliot ritirarsi, e da allora non si \u00e8 pi\u00f9 presentato nessuno di\ncondizione adeguata si \u00e8 presentato per suscitare anche le\nsperanze infondate che sono affondate con lui.\n\nLa notizia del fidanzamento di sua cugina Anne giunse a Mr Elliot in maniera\ninaspettata. Ha sconvolto il suo migliore piano di felicit\u00e0 domestica, la sua migliore speranza di mantenere Sir Walter\nsperanza di tenere Sir Walter all'oscuro con la vigilanza che i diritti del\ndiritti del genero. Ma, sebbene sconfortato e\ndeluso, poteva ancora fare qualcosa per il suo interesse e il suo\nproprio divertimento. Lasci\u00f2 presto Bath e la signora Clay la lasci\u00f2 poco dopo.\nClay poco dopo, e si \u00e8 poi saputo che si era stabilita sotto la sua protezione a Londra.\nLondra, fu evidente quanto fosse doppio il gioco che stava facendo e quanto fosse determinato a salvarsi\nquanto fosse determinato a salvarsi dall'essere tagliato fuori da un'abile donna.\ndonna, almeno.\n\nGli affetti della signora Clay avevano preso il sopravvento sul suo interesse e lei aveva\nsacrificato, per il bene del giovane, la possibilit\u00e0 di tramare pi\u00f9 a lungo per Sir Walter.\npi\u00f9 a lungo per Sir Walter. Tuttavia, oltre all'affetto, ha anche delle capacit\u00e0.\naffetti e ora \u00e8 dubbio se l'astuzia di lui o di lei possa avere la meglio.\nse alla fine sar\u00e0 l'astuzia di lui o quella di lei ad avere la meglio; se, dopo averle impedito di diventare la moglie di Sir Walter, lui\nmoglie di Sir Walter, lui non possa essere convinto e accarezzato\nse, dopo averle impedito di diventare la moglie di Sir Walter, non venga infine convinto e accarezzato a farla diventare la moglie di Sir William.\n\nNon si pu\u00f2 dubitare che Sir Walter ed Elizabeth siano rimasti sconvolti e mortificati dalla perdita del loro compagno.\nmortificati dalla perdita della loro compagna e dalla scoperta del loro\ninganno su di lei. Avevano i loro grandi cugini, certo, a cui ricorrere per avere conforto.\ncerto, a cui ricorrere per trovare conforto; ma devono aver provato a lungo che adulare e seguire altri\naltri, senza essere lusingati e seguiti a loro volta, \u00e8 solo uno stato di\nmezzo godimento.\n\nAnne, convinta fin dall'inizio che Lady Russell intendesse amare il capitano Wentworth come avrebbe dovuto, non aveva altre leghe da fare.\nWentworth come avrebbe dovuto, non c'era altra lega per la felicit\u00e0 delle sue prospettive\nfelicit\u00e0 delle sue prospettive se non quella che derivava dalla consapevolezza di non avere\ndi non avere relazioni da offrire a lui che un uomo di buon senso potesse apprezzare.\nIn quel momento sentiva la propria inferiorit\u00e0 in modo molto acuto. La sproporzione nella\nfortuna non era nulla, non le procurava un momento di rammarico; ma\nnon avere una famiglia che lo accolga e lo stimi in modo adeguato, nulla di\nrispettabilit\u00e0, di armonia, di buona volont\u00e0 da offrire in cambio di tutto il valore e di tutta la\nvalore e tutta la pronta accoglienza che le avevano riservato i suoi fratelli e le sue sorelle, era fonte di un'emozione altrettanto grande\nsorelle, era fonte di un dolore tanto vivo quanto la sua mente poteva essere\ndi un dolore tanto vivo quanto il suo animo poteva essere sensibile in circostanze altrimenti di grande felicit\u00e0. Non aveva\ndue amici al mondo da aggiungere alla sua lista, Lady Russell e Mrs Smith.\nSmith. A queste, tuttavia, era molto ben disposto a legarsi.\nLady Russell, nonostante tutte le sue precedenti trasgressioni, era ormai apprezzata dal suo cuore.\napprezzava con tutto il cuore. Anche se non era obbligato a dire che riteneva\nche lei avesse avuto ragione nel dividerli inizialmente, era pronto a dire\nquasi tutto il resto a suo favore, e per quanto riguarda la signora Smith, lei aveva\nSmith, aveva pretese di vario tipo che la raccomandavano in modo rapido e duraturo.\n\nI suoi recenti buoni uffici da parte di Anne erano gi\u00e0 sufficienti di per s\u00e9, e il loro matrimonio, invece di privarla di un'amica, le assicurava\nIl loro matrimonio, invece di privarla di un'amica, gliene assicur\u00f2 due.\ndue. Fu la prima visitatrice della loro vita stabile e il capitano Wentworth, mettendola in mezzo al recupero del marito.\nWentworth, mettendola sulla strada per recuperare le propriet\u00e0 del marito nelle\nmarito nelle Indie Occidentali, scrivendo per lei, agendo per lei e\ntutte le piccole difficolt\u00e0 del caso con l'attivit\u00e0 e l'impegno di una donna coraggiosa.\ncon l'attivit\u00e0 e l'impegno di un uomo impavido e di un amico determinato, ha pienamente\ni servizi che aveva reso, o che aveva intenzione di rendere, a sua moglie,\na sua moglie.\n\nI piaceri della signora Smith non furono rovinati da questo miglioramento delle entrate,\ncon un certo miglioramento della salute e con l'acquisizione di amici con cui\namici con cui stare spesso, perch\u00e9 l'allegria e l'alacrit\u00e0 mentale non le mancavano.\ne finch\u00e9 queste prime riserve di bene rimanevano, avrebbe potuto\navrebbe potuto sfidare anche le maggiori adesioni di prosperit\u00e0 mondana. Avrebbe potuto\navrebbe potuto essere assolutamente ricca e perfettamente sana, eppure essere\nfelice. La sua fonte di felicit\u00e0 era il bagliore del suo spirito, come quello della sua amica Anne era il calore\namica Anne nel calore del suo cuore. Anne era la tenerezza\ntenerezza in s\u00e9, e ne aveva il pieno valore nell'affetto del capitano Wentworth.\ncapitano Wentworth. La sua professione era tutto ci\u00f2 che avrebbe mai potuto far desiderare ai suoi amici\ntenerezza, e il timore di una guerra futura tutto ci\u00f2 che poteva offuscare la sua solarit\u00e0.\nsole. Si gloriava di essere la moglie di un marinaio, ma doveva pagare il tributo di un rapido allarme per il fatto di appartenervi.\ndi un rapido allarme per il fatto di appartenere a quella professione che \u00e8, se possibile, pi\u00f9\npi\u00f9 distinte per le virt\u00f9 domestiche che per l'importanza nazionale.\nimportanza nazionale.\n\nFinitura"},{"titolo":"Ventimila leghe sotto i mari","autore":"Jules Verne","categoria":"Fantascienza","contenuto":"PARTE PRIMA\n\n\n\n\nCAPITOLO I\nUNA BARRIERA CORALLINA IN MOVIMENTO\n\n\nL'anno 1866 \u00e8 stato segnato da un incidente notevole, un fenomeno misterioso e sconcertante, che senza dubbio nessuno ha ancora dimenticato.\nfenomeno misterioso e sconcertante, che senza dubbio nessuno ha ancora dimenticato. Per non parlare delle voci che\nper non parlare delle voci che agitavano la popolazione marittima ed eccitavano la\nanche all'interno dei continenti, gli uomini di mare erano particolarmente eccitati.\nparticolarmente eccitati. Mercanti, marinai comuni, capitani di navi,\ncomandanti, sia in Europa che in America, ufficiali di marina di tutti i paesi,\ne i governi di diversi Stati dei due continenti, erano profondamente\nprofondamente interessati alla questione.\n\nDa qualche tempo i vascelli erano stati raggiunti da una cosa enorme, un lungo\nun oggetto lungo, a forma di fuso, a volte fosforescente, infinitamente pi\u00f9 grande e pi\u00f9 rapido nei\npi\u00f9 grande e pi\u00f9 rapido nei movimenti di una balena.\n\nI fatti relativi a questa apparizione (riportati in vari diari di bordo)\nconcordano nella maggior parte degli aspetti sulla forma dell'oggetto o della creatura in\nin questione, l'instancabile rapidit\u00e0 dei suoi movimenti, il suo sorprendente potere di locomozione e la vita particolare di cui sembrava dotata.\ndi locomozione e la vita particolare di cui sembrava dotato. Se\nse si trattava di un cetaceo, superava in dimensioni tutti quelli finora classificati dalla scienza.\nclassificati dalla scienza. Considerando la media delle osservazioni fatte in\ndiverse epoche, rifiutando la timida stima di coloro che assegnavano a questo\ndi questo oggetto una lunghezza di duecento piedi, cos\u00ec come le opinioni esagerate che lo\nopinioni esagerate che lo danno di un miglio di larghezza e tre di lunghezza, potremmo concludere che questo misterioso essere\npotremmo concludere che questo misterioso essere superava di gran lunga tutte le dimensioni\ndimensioni ammesse dagli ittiologi dell'epoca, se mai fosse esistito.\nse esisteva. E che esistesse era un fatto innegabile; e, con quella tendenza che dispone la mente umana a\ntendenza che dispone la mente umana a favore del meraviglioso, possiamo capire l'eccitazione\npossiamo comprendere l'eccitazione prodotta in tutto il mondo da questa\napparizione soprannaturale. Per quanto riguarda la classificazione nella lista delle favole, l'idea\nidea era fuori discussione.\n\nIl 20 luglio 1866, il piroscafo _Governor Higginson_, della compagnia di navigazione a vapore Calcutta e Burnach, aveva incontrato questa massa in movimento.\nCompagnia di Navigazione a Vapore di Calcutta e Burnach, aveva incontrato questa massa mobile\ncinque miglia al largo della costa orientale dell'Australia. Il capitano Baker pens\u00f2 subito\ndi trovarsi al cospetto di un banco di sabbia sconosciuto; si preparava persino a determinarne la posizione esatta, quando\nsi apprestava a determinarne l'esatta posizione, quando due colonne d'acqua,\nproiettate dall'inspiegabile oggetto, spararono con un sibilo a centocinquanta metri di altezza.\nsibilante a centocinquanta metri di altezza. Ora, a meno che il banco di sabbia non fosse stato\ndi un geyser, il _Governatore Higginson_ non doveva fare nulla.\nHigginson_ dovette fare i conti n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno che con un mammifero acquatico,\nsconosciuto fino a quel momento, che vomitava dai suoi fori di soffio colonne di acqua\nd'acqua mista ad aria e vapore.\n\nFatti simili furono osservati il 23 luglio dello stesso anno, nell'Oceano Pacifico, dalla _Columbus_, della West India and Pacific\nnell'Oceano Pacifico, dalla _Columbus_, della West India and Pacific Steam Navigation Company.\nCompagnia di Navigazione a Vapore delle Indie Occidentali e del Pacifico. Ma questa straordinaria creatura cetacea\ncetaceo era in grado di trasportarsi da un luogo all'altro con sorprendente\nvelocit\u00e0; infatti, nell'arco di tre giorni, il _Governatore Higginson_ e la _Columbus_\ne il _Columbus_ l'avevano osservata in due punti diversi della carta nautica, separati da una distanza maggiore di\ncarta, separati da una distanza di oltre settecento leghe nautiche.\nleghe nautiche.\n\nQuindici giorni dopo, a duemila miglia di distanza, l'_Helvetia_, della Compagnie-Nationale, e lo _Shannon_, del Royal Mail Steamship, si sono uniti in un'unica nave.\nCompagnie-Nationale e la _Shannon_, della Royal Mail Steamship Company, che navigavano di bolina in quella porzione di Atlantico\nCompagnia di Navigazione, che navigavano di bolina in quella porzione di Atlantico\ntra gli Stati Uniti e l'Europa, hanno segnalato rispettivamente il\nrispettivamente il mostro a 42 15 N. di lat. e 60 35 W. di long. In queste\nosservazioni simultanee si ritenevano giustificati a\nstimare la lunghezza minima del mammifero a pi\u00f9 di trecentocinquanta piedi.\ndi oltre trecentocinquanta piedi, dato che lo _Shannon_ e l'_Helvetia_ erano di dimensioni pi\u00f9 piccole di lui, sebbene misurassero tre metri e mezzo.\ndimensioni inferiori, sebbene misurassero complessivamente trecento piedi.\n\nOra, le balene pi\u00f9 grandi, quelle che frequentano le parti del mare\nintorno alle isole Aleutine, Kulammak e Umgullich, non hanno mai\nnon hanno mai superato la lunghezza di sessanta metri, ammesso che la raggiungano.\n\nQuesti rapporti che arrivano uno dopo l'altro, con nuove osservazioni\na bordo del transatlantico _Pereire_, di una collisione avvenuta tra l'_Etna_ della linea Inman e il mostro\ntra l'_Etna_ della linea Inman e il mostro, un _processo verbale_ diretto dagli ufficiali della fregata francese.\nverbale diretto dagli ufficiali della fregata francese _Normandie\nun'indagine molto accurata effettuata dallo staff del commodoro Fitz-James a bordo della _Normandie_.\nFitz-James a bordo della _Lord Clyde_, influenzarono notevolmente l'opinione pubblica.\nopinione pubblica. Le persone pi\u00f9 leggere scherzavano sul fenomeno, ma i paesi pi\u00f9\npaesi pratici, come l'Inghilterra, l'America e la Germania, trattarono la questione pi\u00f9 seriamente.\npi\u00f9 seriamente la questione.\n\nIn ogni luogo di grande villeggiatura il mostro era di moda. Ne cantavano\nnei caff\u00e8, lo ridicolizzavano sui giornali e lo rappresentavano sul palcoscenico.\nsul palcoscenico. Si diffondevano storie di ogni tipo su di esso. Sui giornali\nsui giornali le caricature di ogni creatura gigantesca e immaginaria, dalla balena bianca, il terribile Moby Dick di\ncreature gigantesche e immaginarie, dalla balena bianca, il terribile Moby Dick delle regioni iperboree, alla\ndalle balene bianche, il terribile Moby Dick delle regioni iperboree, all'immenso kraken i cui tentacoli potevano impigliare una nave di\ncinquecento tonnellate e precipitarla nell'abisso dell'oceano. Le\nleggende dell'antichit\u00e0 sono state addirittura resuscitate, e le opinioni di\nAristotele e Plinio, che ammettevano l'esistenza di questi mostri, cos\u00ec come i norvegesi.\ndi questi mostri, cos\u00ec come i racconti norvegesi del vescovo Pontoppidan, le\nPaul Heggede e, infine, i resoconti di Mr.\nHarrington (della cui buona fede nessuno poteva sospettare), il quale affermava che,\na bordo della nave _Castillan_, nel 1857, aveva visto questo enorme serpente, che fino a quel momento non era mai stato\nserpente, che fino a quel momento non aveva mai frequentato altri mari se non quelli della\nquelli dell'antico _Constitutionnel_.\n\nAllora scoppi\u00f2 l'interminabile controversia tra creduloni e increduli\ncredulone e l'incredulo nelle societ\u00e0 dei savants e nelle riviste scientifiche.\nscientifiche.  La questione del mostro infiamm\u00f2 tutte le menti. I redattori delle\nriviste scientifiche, in lite con i credenti nel soprannaturale,\nversarono fiumi d'inchiostro durante questa memorabile campagna, alcuni addirittura versando\nsangue; infatti, dal serpente marino si arriv\u00f2 a personalit\u00e0 dirette.\n\nPer sei mesi si \u00e8 combattuta una guerra con varie fortune nei principali articoli della\ndell'Istituzione Geografica del Brasile, dell'Accademia Reale delle Scienze di Berlino, dell'Associazione Britannica, dello Smithsonian.\ndelle Scienze di Berlino, dell'Associazione Britannica, della Smithsonian\nSmithsonian Institution di Washington, nelle discussioni sull'arcipelago indiano, sul cosmo del\ndell'Arcipelago Indiano, del Cosmo dell'Abb Moigno, nelle Mittheilungen del\nPetermann, nelle cronache scientifiche delle grandi riviste di Francia e di altri paesi.\nFrancia e di altri Paesi. Le riviste pi\u00f9 economiche risposero con acutezza e con\ninesauribile entusiasmo. Questi scrittori satirici hanno parodiato un'osservazione di\nLinn us, citata dagli avversari del mostro, in cui si sostiene che la\nnatura non rendeva stupidi e invitavano i loro contemporanei a non\ndi non dare ragione alla natura, ammettendo l'esistenza dei krakeni,\nserpenti marini, Moby Dick e altre elucubrazioni di marinai deliranti.\nmarinai deliranti. Alla fine un articolo di una nota rivista satirica, redatto da un collaboratore preferito, il capo della\nun collaboratore preferito, il capo di stato maggiore, risolse la questione del mostro,\ncome Ippolito, dandogli il colpo di grazia tra le risate di tutti.\ndi risate. L'arguzia aveva conquistato la scienza.\n\nDurante i primi mesi dell'anno 1867 la questione sembrava sepolta,\nmai pi\u00f9 rianimata, quando nuovi fatti venivano portati a conoscenza dell'opinione pubblica. Si trattava\nnon era pi\u00f9 un problema scientifico da risolvere, ma un pericolo reale da evitare.\npericolo da evitare seriamente. La questione prese un'altra forma. Il\nmostro divenne una piccola isola, uno scoglio, una barriera corallina, ma di proporzioni indefinite e mutevoli.\ne mutevoli proporzioni.\n\nIl 5 marzo 1867, la _Moravian_, della Montreal Ocean Company, trovandosi durante la notte a 27 30 lat. e 72 15 lat.\nMontreal Ocean Company, trovandosi durante la notte a 27 30 lat. e 72 15 long.\ndi longitudine, urt\u00f2 a dritta uno scoglio, non segnalato in nessuna carta nautica per quel tratto di mare.\ndi quel tratto di mare. Sotto gli sforzi combinati del vento e dei suoi\nquattrocento cavalli di potenza, andava alla velocit\u00e0 di tredici nodi.\nSe non fosse stato per la superiore robustezza dello scafo del\nMoravian_, sarebbe stata spezzata dall'urto e sarebbe affondata con i 237 passeggeri che stava portando a casa.\ni 237 passeggeri che stava portando a casa dal Canada.\n\nL'incidente si \u00e8 verificato verso le cinque del mattino, mentre il giorno stava per\ngiorno. Gli ufficiali del cassero si affrettarono a raggiungere la parte posteriore della nave.\ndella nave. Esaminarono il mare con la massima attenzione.\nNon videro altro che una forte corrente a circa tre cavi di distanza,\ncome se la superficie fosse stata violentemente agitata. L'orientamento del luogo\nluogo furono presi con precisione e il _Moravian_ continu\u00f2 la sua rotta\nsenza danni apparenti. Aveva urtato una roccia sommersa o un enorme relitto?\nNon lo sapevano; ma esaminando il fondo della nave durante le riparazioni, si \u00e8 scoperto che il fondo\nfondo della nave in fase di riparazione, si scopr\u00ec che parte della chiglia era\nrotta.\n\nQuesto fatto, di per s\u00e9 cos\u00ec grave, avrebbe forse potuto essere dimenticato come molti altri se\nse, tre settimane dopo, non fosse stato rievocato in circostanze simili.\ncircostanze simili. Ma, grazie alla nazionalit\u00e0 della vittima dell'urto, grazie alla reputazione della compagnia di\ndell'urto, grazie alla reputazione della compagnia a cui apparteneva la nave, la circostanza divenne\nla circostanza ebbe un'ampia diffusione.\n\nIl 13 aprile 1867, con il mare bello e la brezza favorevole, la nave _Scotia_, della linea Cunard Company, si trov\u00f2 a navigare in un'area di mare\nfavorevole, la _Scotia_, della linea Cunard Company, si trovava\nin 15 12 long. e 45 37 lat. Andava alla velocit\u00e0 di\ntredici nodi e mezzo.\n\nAlle quattro e diciassette del pomeriggio, mentre i passeggeri erano riuniti a pranzo nel grande salone, fu avvertita una leggera scossa\nmentre i passeggeri erano riuniti a pranzo nel grande salone, fu avvertita una leggera scossa sullo scafo della\nscafo della _Scotia_, sul suo quarto, un po' a poppavia del\npoppa della pala di babordo.\n\nLa _Scotia_ non aveva colpito, ma era stata colpita, e apparentemente da\nqualcosa di pi\u00f9 affilato e penetrante che contundente. L'urto era stato\ncos\u00ec lieve che nessuno si era allarmato, se non fosse stato per le urla della guardia\ndella guardia del carpentiere, che si precipit\u00f2 sul ponte esclamando: \"Stiamo affondando!\nStiamo affondando! Stiamo affondando!  All'inizio i passeggeri erano molto\nspaventati, ma il capitano Anderson si affrett\u00f2 a rassicurarli. Il pericolo\nnon poteva essere imminente. La _Scotia_, divisa in sette compartimenti da robusti\ndivisioni robuste, poteva affrontare impunemente qualsiasi falla. Il capitano Anderson\nscese immediatamente nella stiva. Scopr\u00ec che il mare si stava riversando\nnel quinto compartimento e la rapidit\u00e0 dell'afflusso dimostrava che la forza dell'acqua era notevole.\nche la forza dell'acqua era notevole. Fortunatamente questo compartimento\nfortunatamente non conteneva le caldaie, altrimenti le fiamme sarebbero state immediatamente spente.\nestinti. Il capitano Anderson ordin\u00f2 di fermare subito i motori\ne uno degli uomini scese per verificare l'entit\u00e0 del danno.\nlesioni. Alcuni minuti dopo scoprirono l'esistenza di un\nun grosso buco di due metri di diametro sul fondo della nave. Una tale perdita\nUna simile falla non poteva essere fermata e la _Scotia_, con le pale semisommerse, fu costretta a proseguire la sua rotta.\nobbligata a continuare la sua rotta. Si trovava allora a trecento miglia da\nCapo Clear, e dopo tre giorni di ritardo, che causarono grande disagio a Liverpool, entr\u00f2 nel bacino di\nLiverpool, entr\u00f2 nel bacino della compagnia.\n\nGli ingegneri hanno visitato la _Scotia_, che \u00e8 stata messa in bacino di carenaggio. Non riuscivano a credere che fosse possibile\na malapena potevano crederlo possibile: a due metri e mezzo sotto il livello del mare\na due metri e mezzo sotto il livello dell'acqua c'era una fessura regolare, a forma di triangolo isoscele.\nIl punto di rottura nelle piastre di ferro era cos\u00ec perfettamente definito che\nche non avrebbe potuto essere fatto in modo pi\u00f9 netto da un punzone. Era chiaro, quindi,\nche lo strumento che produceva la perforazione non era di tipo comune.\ne, dopo essere stato azionato con forza prodigiosa e aver perforato una lastra di ferro di 1-3\/8\ne aver perforato una lastra di ferro dello spessore di 1,3 pollici, si era ritirato con un movimento\nmovimento retrogrado davvero inspiegabile.\n\nQuesto \u00e8 stato l'ultimo fatto, che ha avuto l'effetto di eccitare ancora una volta il\ndell'opinione pubblica. Da quel momento tutte le sfortunate perdite\nsfortunate che non potevano essere spiegate altrimenti, vennero attribuite al mostro.\nmostro. Su questa creatura immaginaria ricadeva la responsabilit\u00e0 di tutti i naufragi, che purtroppo\nnaufragi, che sfortunatamente erano considerevoli; infatti, su tremila navi la cui perdita veniva annualmente registrata\nsu tremila navi la cui perdita veniva annualmente registrata dai Lloyd's, il numero di navi a vela e a vapore\ndi velieri e navi a vapore che si supponeva fossero totalmente perduti, a causa della\nassenza di qualsiasi notizia, ammontava a non meno di duecento!\n\nOra, \u00e8 stato il mostro che, giustamente o ingiustamente, \u00e8 stato accusato della loro\ndella loro scomparsa e, grazie ad esso, la comunicazione tra i diversi\ncontinenti divenne sempre pi\u00f9 pericolosa. L'opinione pubblica chiedeva\nperentoriamente che i mari venissero a tutti i costi liberati da questo\ncetaceo formidabile.\n\n\n\n\nCAPITOLO II\nPRO E CONTRO\n\n\nNel periodo in cui si verificarono questi eventi, ero appena tornato da una ricerca\nricerca scientifica nello sgradevole territorio del Nebraska, negli Stati Uniti.\nStati Uniti. In virt\u00f9 della mia carica di professore assistente al\nMuseo di Storia Naturale di Parigi, il governo francese mi aveva\na quella spedizione. Dopo sei mesi di permanenza in Nebraska, arrivai a New York verso la fine di marzo.\nNew York verso la fine di marzo, carico di una preziosa collezione. La mia\npartenza per la Francia era fissata per i primi giorni di maggio. Nel frattempo\nNel frattempo, mi stavo occupando di classificare le mie ricchezze mineralogiche, botaniche e zoologiche.\nzoologiche, quando accadde l'incidente alla _Scotia_.\n\nEro perfettamente immerso nell'argomento che era la domanda del giorno.\nCome potevo essere altrimenti? Avevo letto e riletto tutti i giornali americani e\neuropei senza avvicinarmi a una conclusione. Questo mistero\nmi lasciava perplesso. Nell'impossibilit\u00e0 di formarmi un'opinione, saltavo da un estremo all'altro.\nda un estremo all'altro. Che ci fosse davvero qualcosa non si poteva\nnon si poteva dubitare, e gli increduli erano invitati a mettere il dito sulla ferita della _Scotia_.\nsulla ferita dello _Scotia_.\n\nAl mio arrivo a New York la questione era al culmine. L'ipotesi dell'isola\nipotesi dell'isola galleggiante e del banco di sabbia inavvicinabile,\nsostenuta da menti poco competenti per formulare un giudizio, fu abbandonata.\nE, in effetti, a meno che questo banco non avesse una macchina nel suo stomaco, come poteva\ncambiare posizione con una rapidit\u00e0 cos\u00ec sorprendente?\n\nPer la stessa causa, l'idea di uno scafo galleggiante di un enorme relitto\n\u00e8 stata abbandonata.\n\nRimanevano quindi solo due possibili soluzioni della questione, che\ndue partiti distinti: da un lato, quelli che erano a favore di un mostro di forza\ndi forza colossale; dall'altro, quelli che erano per un vascello sottomarino\ndi enorme potenza motrice.\n\nMa quest'ultima ipotesi, per quanto plausibile, non poteva reggere di fronte a\nindagini effettuate in entrambi i mondi. Che un gentiluomo privato avesse\nuna macchina del genere ai suoi ordini non era probabile. Dove, quando e come \u00e8 stata costruita?\ncome \u00e8 stata costruita? E come \u00e8 possibile che la sua costruzione sia stata tenuta segreta?\nCertamente un governo potrebbe possedere una macchina cos\u00ec distruttiva. E in\nin questi tempi disastrosi, in cui l'ingegno dell'uomo ha moltiplicato la potenza delle\npotenza delle armi da guerra, era possibile che, all'insaputa di altri, uno Stato potesse\ndi altri, uno Stato potesse cercare di far funzionare un motore cos\u00ec formidabile. Dopo gli\nchassepot vennero i siluri, dopo i siluri gli arieti sottomarini,\npoi la reazione. Almeno, lo spero.\n\nMa l'ipotesi di una macchina da guerra \u00e8 caduta prima della dichiarazione di\ngoverni. Poich\u00e9 era in gioco l'interesse pubblico e le comunicazioni transatlantiche ne risentivano\ntransatlantiche, la loro veridicit\u00e0 non poteva essere messa in dubbio. Ma come\nammettere che la costruzione di questo battello sottomarino fosse sfuggita all'occhio del\npubblico? Per un privato mantenere il segreto in tali circostanze sarebbe stato molto difficile.\ncircostanze sarebbe stato molto difficile, e per uno Stato ogni atto del quale\n\u00e8 costantemente osservato da potenti rivali, certamente impossibile.\n\nDopo indagini condotte in Inghilterra, Francia, Russia, Prussia, Spagna, Italia, America e persino in Turchia, l'ipotesi di un monitor sottomarino \u00e8 stata presa in considerazione,\ne in America, persino in Turchia, l'ipotesi di un monitor sottomarino venne\ndefinitivamente scartata.\n\nAl mio arrivo a New York diverse persone mi hanno fatto l'onore di\ndi consultarmi sul fenomeno in questione. Avevo pubblicato in Francia\nun'opera in quarto, in due volumi, intitolata Misteri delle grandi\nTerreni sottomarini.  Questo libro, molto apprezzato dal mondo accademico,\nmi fece guadagnare una reputazione speciale in questo ramo piuttosto oscuro della storia naturale.\nStoria Naturale. Mi fu chiesto un consiglio. Finch\u00e9 potevo negare la realt\u00e0\nrealt\u00e0 del fatto, mi limitai a un deciso rifiuto. Ma presto,\nmi sono trovato alle strette, sono stato costretto a spiegarmi\ncategoricamente. E perfino l'onorevole Pierre Aronnax, professore al\nMuseo di Parigi, \u00e8 stato chiamato dal New York Herald a esprimere una\nesprimere una qualche opinione precisa. Ho fatto qualcosa. Ho parlato, per\nper mancanza di forza nel trattenere la lingua. Ho discusso la questione in tutte le sue\npoliticamente e scientificamente; e riporto qui un estratto di un articolo attentamente studiato\nun articolo attentamente studiato che ho pubblicato nel numero del 30 aprile.\naprile. Esso recitava come segue:\n\n Dopo aver esaminato una per una le diverse ipotesi, rifiutando tutte le\naltre proposte, diventa necessario ammettere l'esistenza di un animale marino\nanimale marino di enorme potenza.\n\n Le grandi profondit\u00e0 dell'oceano ci sono del tutto sconosciute. I sondaggi\nnon possono raggiungerle. Cosa passa in quelle remote profondit\u00e0, quali esseri vivono o possono vivere a dodici o quindici miglia sotto la superficie,\no possono vivere a dodici o quindici miglia sotto la superficie delle acque.\nquale sia l'organizzazione di questi animali, possiamo a malapena\ncongetture. Tuttavia, la soluzione del problema che mi \u00e8 stato sottoposto potrebbe\nmodificare la forma del dilemma. O conosciamo tutte le variet\u00e0 di esseri\nesseri che popolano il nostro pianeta, oppure no. Se non le conosciamo\nse la Natura ha ancora dei segreti in ittiologia per noi, non c'\u00e8 niente di pi\u00f9 conforme alla ragione che ammettere la\nconforme alla ragione che ammettere l'esistenza di pesci, o di\ncetacei di altro genere, o addirittura di nuove specie, di un'organizzazione\ndi un'organizzazione formata per abitare gli strati inaccessibili allo scandaglio, e che un\nun qualche incidente, fatale o capriccioso, ha portato a lunghi intervalli di tempo\na lunghi intervalli al livello superiore dell'oceano.\n\n Se, al contrario, conosciamo tutti i generi viventi, dobbiamo necessariamente cercare l'animale in questione tra gli esseri marini.\nnecessariamente cercare l'animale in questione tra quegli esseri marini\ngi\u00e0 classificati; e, in tal caso, sarei disposto ad ammettere l'esistenza di un gigantesco narvalo.\nl'esistenza di un gigantesco narvalo.\n\n Il narvalo comune, o unicorno del mare, spesso raggiunge una lunghezza di\nsessanta piedi. Se si quintuplicano o decuplicano le sue dimensioni, se gli si conferisce una forza\nforza proporzionata alle sue dimensioni, allungate le sue armi distruttive e otterrete l'animale richiesto.\ne otterrete l'animale desiderato. Avr\u00e0 le proporzioni determinate dagli\ngli ufficiali dello _Shannon_, lo strumento necessario alla\nperforazione della _Scotia_, e la potenza necessaria a perforare lo scafo del piroscafo.\ndel piroscafo.\n\n In effetti, il narvalo \u00e8 armato di una sorta di spada d'avorio, un'alabarda,\nsecondo l'espressione di alcuni naturalisti. La zanna principale\nha la durezza dell'acciaio. Alcune di queste zanne sono state trovate sepolte nei corpi delle balene\nnei corpi delle balene, che l'unicorno attacca sempre con successo.\nAltre sono state estratte, non senza difficolt\u00e0, dal fondo delle\nnavi, che avevano trapassato da parte a parte, come una pinza trafigge un barile.\nun barile. Il Museo della Facolt\u00e0 di Medicina di Parigi possiede una\ndi queste armi da difesa, lunga due metri e un quarto e con un diametro di\nquindici pollici di diametro alla base.\n\n Bene, supponiamo che quest'arma sia sei volte pi\u00f9 forte e l'animale dieci volte pi\u00f9 potente.\ndieci volte pi\u00f9 potente; lanciatela alla velocit\u00e0 di venti miglia all'ora,\ne si ottiene un urto in grado di produrre la catastrofe richiesta.\nIn attesa di ulteriori informazioni, quindi, riterr\u00f2 che si tratti di una\nun unicorno marino di dimensioni colossali, armato non con un'alabarda, ma con un vero e proprio sperone, come il braccio\nun vero e proprio sperone, come le fregate corazzate o gli arieti da guerra, la cui massivit\u00e0 e forza motrice\nmassiccio e la forza motrice che possiederebbe allo stesso tempo. Cos\u00ec\ncos\u00ec si pu\u00f2 spiegare questo fenomeno sconcertante, a meno che non ci sia qualcosa di\nche non sia qualcosa di superiore a tutto ci\u00f2 che si \u00e8 ipotizzato, visto, percepito o sperimentato.\nsperimentato, che rientra nei limiti della possibilit\u00e0.\n\nQueste ultime parole sono state vigliacche da parte mia, ma fino a un certo punto,\nfino a un certo punto, ho voluto salvaguardare la mia dignit\u00e0 di professore, senza dare troppo\ndi non dare troppo adito alle risate degli americani, che ridono bene quando ridono.\n\nMi sono riservato una via di fuga. In effetti, per\u00f2, ammettevo\nl'esistenza del mostro.  Il mio articolo fu discusso calorosamente, il che\nche gli procur\u00f2 un'alta reputazione. Ha raccolto intorno a s\u00e9 un certo numero di partigiani.\npartigiani. La soluzione che proponeva dava, almeno, piena libert\u00e0 all'immaginazione.\nimmaginazione. La mente umana si diletta in grandiose concezioni di esseri\nesseri soprannaturali. E il mare \u00e8 proprio il loro veicolo migliore, il\nattraverso il quale questi giganti (rispetto ai quali gli animali terrestri, come gli elefanti o i\nterrestri, come gli elefanti o i rinoceronti, non sono nulla) possono essere prodotti o sviluppati.\nprodurre o sviluppare.\n\nI giornali industriali e commerciali hanno trattato la questione soprattutto da questo punto di vista.\nquesto punto di vista. La _Shipping and Mercantile Gazette_, il _Lloyd s\nList_, il _Packet-Boat_ e la _Maritime and Colonial Review_, tutti giornali dedicati alle compagnie di assicurazione che minacciavano di aumentare i loro prezzi.\ngiornali dedicati alle compagnie di assicurazione che minacciavano di aumentare i loro\ndi aumentare le tariffe dei premi, erano unanimi su questo punto. L'opinione pubblica si era\npronunciata. Gli Stati Uniti furono i primi a scendere in campo e a New York si prepararono per una spedizione.\nNew York si preparavano a una spedizione destinata a inseguire il narvalo.\nnarvalo. Una fregata di grande velocit\u00e0, la _Abraham Lincoln_, fu messa in servizio il prima possibile.\nuna fregata di grande velocit\u00e0, l'_Abraham Lincoln_, che fu messa in servizio il prima possibile. Gli arsenali furono aperti al comandante\nFarragut, che si affrett\u00f2 ad armare la sua fregata; ma, come sempre accade, nel momento in cui si decise di armare la fregata\ncome sempre accade, nel momento in cui si decideva di inseguire il mostro, il mostro\nnon apparve. Per due mesi non se ne sent\u00ec parlare. Nessuna nave lo incontr\u00f2\ncon esso. Sembrava che l'unicorno fosse a conoscenza delle trame che si stavano tessendo intorno a lui.\nintorno ad esso. Se ne era parlato cos\u00ec tanto, anche attraverso il cavo atlantico,\nche i giullari fingevano che questa esile mosca avesse fermato un telegramma sul suo\ntelegramma al suo passaggio e che ne stesse approfittando.\n\nCos\u00ec, quando la fregata era stata armata per una lunga campagna e dotata di un\ncon un formidabile apparato da pesca, nessuno sapeva che rotta\nperseguire. L'impazienza crebbe quando, il 2 luglio, vennero a sapere che un piroscafo della linea di San Francisco, dalla California alla\nche un piroscafo della linea di San Francisco, dalla California a Shanghai, aveva visto l'animale tre settimane fa.\nShanghai, aveva avvistato l'animale tre settimane prima nel Pacifico settentrionale.\nPacifico settentrionale. L'eccitazione causata da questa notizia fu estrema. La nave fu\nrifornita di carbone.\n\nTre ore prima che l'_Abraham Lincoln_ lasciasse il molo di Brooklyn, ho ricevuto una lettera con le seguenti parole\nuna lettera cos\u00ec formulata:\n\n\n A M. ARONNAX, professore del Museo di Parigi, Hotel della Quinta Strada,\nNew York.\n\n SIR, Se acconsentite ad unirvi alla _Abraham Lincoln_ in questa\nspedizione, il governo degli Stati Uniti sar\u00e0 lieto di vedere la Francia\nFrancia nell'impresa. Il comandante Farragut ha una cabina a\nvostra disposizione.\n\n\n Molto cordialmente,\n J.B. HOBSON,\n Segretario della Marina.\n\n\n\n\nCAPITOLO III\nFORMULO LA MIA RISOLUZIONE\n\n\nTre secondi prima dell'arrivo della lettera di J. B. Hobson, non pensavo pi\u00f9 di inseguire l'unicorno che di tentare il passaggio del fiume.\ndi inseguire l'unicorno pi\u00f9 che di tentare il passaggio del Mare del Nord.\nMare del Nord. Tre secondi dopo aver letto la lettera dell'onorevole\nSegretario della Marina, sentii che la mia vera vocazione, l'unico scopo della mia vita\ndella mia vita era inseguire questo mostro inquietante ed eliminarlo dal mondo.\nmondo.\n\nMa io ero appena tornato da un viaggio faticoso, stanco e desideroso di\nriposo. Non aspiravo ad altro che a rivedere il mio paese, i miei amici, il mio piccolo alloggio vicino ai\namici, il mio piccolo alloggio presso il Jardin des Plantes, le mie care e preziose collezioni.\npreziose collezioni. Ma niente poteva trattenermi! Ho dimenticato\nfatica, gli amici e le collezioni e accettai senza esitazione l'offerta del governo americano.\nl'offerta del governo americano.\n\n Inoltre, pensai, tutte le strade riportano in Europa (per il mio particolare\nbeneficio), e non mi affretter\u00f2 verso la costa della Francia. Questo\ndegno animale pu\u00f2 lasciarsi catturare nei mari d'Europa (per il mio particolare beneficio), e io non riporter\u00f2 meno di mezzo metro\nper il mio particolare beneficio), e non riporter\u00f2 indietro meno di mezzo metro\ndella sua alabarda d'avorio al Museo di Storia Naturale.  Ma nel\nNel frattempo, per\u00f2, devo cercare questo narvalo nell'Oceano Pacifico settentrionale, che,\nper tornare in Francia, stava prendendo la strada per gli antipodi.\n\n Conseil, ho chiamato con voce impaziente.\n\nConseil era il mio servitore, un vero e devoto ragazzo fiammingo, che mi aveva accompagnato in tutti i miei viaggi.\nche mi aveva accompagnato in tutti i miei viaggi. Mi piaceva e lui ricambiava la\nsimpatia e lui ricambiava bene. Era flemmatico di natura, regolare per principio,\nzelante per abitudine, poco turbato dalle diverse\ndella vita, molto svelto con le mani e adatto a qualsiasi servizio\ne, a dispetto del suo nome, non dava mai consigli nemmeno quando gli venivano\nrichiesto, non dava mai consigli.\n\nNegli ultimi dieci anni Conseil mi aveva seguito ovunque la scienza mi portasse.\nMai una volta si \u00e8 lamentato della durata o della fatica di un viaggio, mai ha\nmai fatto obiezione a preparare il suo bagaglio per qualsiasi paese\no per quanto lontano, che fosse la Cina o il Congo. Oltre a tutto questo, aveva\naveva una buona salute, che sfidava tutte le malattie, e una muscolatura solida, ma senza nervi; i buoni costumi sono compresi.\nnervi; i buoni costumi sono compresi. Questo ragazzo aveva trent'anni e\nla sua et\u00e0 a quella del suo padrone come quindici a venti. Mi si perdoni se dico che\nse dico che avevo quarant'anni?\n\nMa Conseil aveva un difetto: era cerimonioso fino al midollo e non mi parlava se non in terza persona.\nparlare con me solo in terza persona, cosa che a volte era\nprovocante.\n\n Conseil, dissi ancora, iniziando a fare i preparativi per la mia partenza.\npreparativi per la mia partenza.\n\nDi certo ero sicuro di questo ragazzo devoto. Di norma, non gli ho mai chiesto\nse gli conveniva o meno seguirmi nei miei viaggi; ma\nquesta volta la spedizione in questione poteva essere prolungata, e l'impresa poteva essere\nimpresa poteva essere rischiosa all'inseguimento di un animale capace di\naffondare una fregata con la stessa facilit\u00e0 di un guscio di noce. Qui c'era materia di\nriflessione anche per l'uomo pi\u00f9 impassibile del mondo. Cosa avrebbe detto\nConseil?\n\n Conseil, ho chiamato una terza volta.\n\nIl Consiglio \u00e8 apparso.\n\n Ha chiamato, signore? disse lui, entrando.\n\n S\u00ec, ragazzo mio; fai i preparativi per me e anche per te. Partiamo tra\ndue ore.\n\n Come volete, signore, rispose Conseil, a bassa voce.\n\n Non un istante da perdere; chiudete nel mio baule tutti gli utensili da viaggio,\ncappotti, camicie e calze, senza contarli, quanti pi\u00f9 possibile, e\naffrettatevi.\n\n E le sue collezioni, signore? osserv\u00f2 Conseil.\n\n Penseremo a loro tra poco.\n\n L'archioterio, l'iracoterio, gli oreodonti, il cheropotamo e le altre pelli?\ncheropotamo e le altre pelli?\n\n Li terranno in albergo.\n\n E il suo Babiroussa vivo, signore?\n\n Lo alimenteranno durante la nostra assenza; inoltre, dar\u00f2 ordine di\ndi spedire il nostro serraglio in Francia.\n\n Non torneremo a Parigi, dunque? disse Conseil.\n\n Oh! certo, risposi, evasivamente, facendo una curva.\n\n La curva \u00e8 di suo gradimento, signore?\n\n Oh! Non sar\u00e0 niente; non \u00e8 una strada cos\u00ec diretta, ecco tutto. Noi\nprendiamo il nostro passaggio sull'_Abraham Lincoln_.\n\n Come crede, signore, rispose freddamente Conseil.\n\n Vedi, amico mio, ha a che fare con il mostro del famoso narvalo.\nStiamo per epurarlo dai mari. L'autore di un'opera in quarto\nin due volumi, sui misteri dei grandi fondali sottomarini\nnon pu\u00f2 esimersi dall'imbarcarsi con il comandante Farragut. Una missione gloriosa,\nma pericolosa! Non possiamo sapere dove potremmo andare; questi animali possono essere\npossono essere molto capricciosi. Ma ci andremo, che sia o no; abbiamo un capitano\nche \u00e8 piuttosto sveglio.\n\nHo aperto un conto corrente per Babiroussa e, dopo il Conseil, sono salito su un taxi.\nsaltai su un taxi. Il nostro bagaglio fu trasportato immediatamente sul ponte della\nfregata immediatamente. Mi affrettai a salire a bordo e chiesi del comandante Farragut.\nFarragut. Uno dei marinai mi condusse a poppa, dove mi trovai in presenza di un ufficiale di bell'aspetto, che mi tese la mano.\ndove mi trovai in presenza di un ufficiale di bell'aspetto che mi tese la mano.\na me.\n\n Monsieur Pierre Aronnax? disse.\n\n Lui stesso, risposi; il comandante Farragut?\n\n Non c'\u00e8 di che, professore; la sua cabina \u00e8 pronta per lei.\n\nMi sono inchinato e ho chiesto di essere condotto nella cabina a me destinata.\n\nL'_Abraham Lincoln_ era stata ben scelta ed equipaggiata per la sua nuova destinazione.\ndestinazione. Si trattava di una fregata di grande velocit\u00e0, dotata di\nmotori ad alta pressione che permettevano una pressione di sette atmosfere.\nCon questi motori l'_Abraham Lincoln_ raggiungeva la velocit\u00e0 media di quasi diciotto nodi e un terzo di velocit\u00e0.\ndiciotto nodi e un terzo all'ora, una velocit\u00e0 considerevole, ma..,\ntuttavia insufficiente per affrontare questo gigantesco cetaceo.\n\nLa sistemazione interna della fregata corrispondeva alle sue qualit\u00e0 nautiche.\nqualit\u00e0 nautiche. Ero molto soddisfatto della mia cabina, che si trovava nella parte posteriore della\nparte posteriore, che si apriva sulla sala dei cannoni.\n\n Qui staremo bene, dissi a Conseil.\n\n Con permesso, come un paguro nel guscio di un buccino, disse Conseil.\ndisse Conseil.\n\nLasciai Conseil a riporre comodamente i nostri bauli e risalii a poppa per osservare i preparativi per la partenza.\npoppa per osservare i preparativi per la partenza.\n\nIn quel momento il comandante Farragut stava ordinando di sciogliere gli ultimi ormeggi che tenevano la\nche tenevano la _Abraham Lincoln_ al molo di Brooklyn. Quindi\nin un quarto d'ora, forse anche meno, la fregata sarebbe salpata\nsenza di me. Mi sarei perso questa spedizione straordinaria, soprannaturale e\nspedizione incredibile, il cui resoconto pu\u00f2 suscitare un certo scetticismo.\nscetticismo.\n\nMa il comandante Farragut non avrebbe perso n\u00e9 un giorno n\u00e9 un'ora per setacciare i mari in cui era stato avvistato l'animale.\nmare in cui era stato avvistato l'animale. Mand\u00f2 a chiamare l'ingegnere.\n\n Il vapore \u00e8 pieno? chiese.\n\n S\u00ec, signore, rispose l'ingegnere.\n\n Avanti, grid\u00f2 il comandante Farragut.\n\nIl molo di Brooklyn, e tutta la parte di New York che si affaccia sull'East River, era affollato di spettatori.\nEast River, era affollato di spettatori. Tre applausi scoppiarono\ntre applausi da cinquecentomila gole; migliaia di fazzoletti sono stati sventolati sopra le teste\nmigliaia di fazzoletti sventolavano sopra le teste della massa compatta, salutando l'_Abraham Lincoln\nl'_Abraham Lincoln_, fino a quando non raggiunse le acque dell'Hudson, alla punta di quella penna allungata.\nla punta di quella penisola allungata che forma la citt\u00e0 di New York.\nPoi la fregata, seguendo la costa del New Jersey lungo la riva destra del bellissimo fiume, coperto di\nriva destra del bellissimo fiume, ricoperto di ville, pass\u00f2 tra i forti, che la salutarono con\nforti, che la salutarono con i loro cannoni pi\u00f9 pesanti. L'_Abraham\nLincoln_ rispose issando per tre volte i colori americani, le cui trentanove stelle brillavano\ntrentanove stelle che brillavano splendenti dal picco di mezzana; poi\npoi modific\u00f2 la sua velocit\u00e0 per imboccare lo stretto canale segnato da boe poste\nnell'insenatura interna formata da Sandy Hook Point, costeggi\u00f2 la lunga spiaggia sabbiosa, dove migliaia di spettatori\nspiaggia sabbiosa, dove alcune migliaia di spettatori le tributarono un ultimo applauso. La scorta di barche e\nscorta di barche e tender seguiva ancora la fregata, e non la lasci\u00f2 finch\u00e9 non le fu\nnon la lasciarono finch\u00e9 non giunsero a ridosso della nave faro, le cui due luci\nsegnavano l'ingresso del Canale di New York.\n\nLe sei campane suonarono, il pilota sal\u00ec sulla sua barca e si ricongiunse alla piccola goletta che ci aspettava sottovento.\ngoletta che ci aspettava sottovento, i fuochi vennero accesi, la vite batt\u00e9 le onde pi\u00f9 rapidamente, la fregata costeggi\u00f2 il basso mare giallo.\nvite batteva pi\u00f9 rapidamente le onde, la fregata costeggiava la bassa costa gialla di Long Island.\ncosta gialla di Long Island; e alle otto di sera, dopo aver perso di vista a\na nord-ovest le luci dell'Isola del Fuoco, si avvi\u00f2 a tutto vapore verso le\nverso le acque scure dell'Atlantico.\n\n\n\n\nCAPITOLO IV\nTERRENI NED\n\n\nIl capitano Farragut era un buon marinaio, degno della fregata che comandava.\nLa sua nave e lui erano una cosa sola. Era l'anima di essa. Sulla questione del\ncetaceo non aveva dubbi e non avrebbe permesso che l'esistenza dell'animale venisse contestata a bordo.\nl'esistenza dell'animale a bordo. Credeva in esso, come\ncerte brave donne credono nel leviatano per fede, non per ragione.\nIl mostro esisteva e lui aveva giurato di liberare i mari da esso. Era una\nuna specie di Cavaliere di Rodi, un secondo Dieudonn de Gozon, che andava incontro al\nil serpente che desolava l'isola. O il capitano Farragut avrebbe\nFarragut avrebbe ucciso il narvalo, o il narvalo avrebbe ucciso il capitano. Non c'era\nterza via.\n\nGli ufficiali di bordo condividevano l'opinione del loro capo. Erano sempre\nchiacchierare, discutere e calcolare le varie possibilit\u00e0 di incontro,\nosservando attentamente la vasta superficie dell'oceano. Pi\u00f9 di uno prese alloggio\nvolontariamente tra gli alberi incrociati, che in altre circostanze avrebbe maledetto tale\nuna simile cuccetta in qualsiasi altra circostanza. Finch\u00e9 il sole descriveva il suo\nquotidiano, il sartiame era affollato di marinai, i cui piedi venivano\npiedi erano talmente bruciati dal calore del ponte da renderlo insopportabile.\nAncora l'_Abraham Lincoln_ non aveva ancora solcato le sospette acque del Pacifico.\nacque sospette del Pacifico. Per quanto riguarda la compagnia di navigazione, non desideravano\ndi incontrare l'unicorno, arpionarlo, issarlo a bordo e spedirlo.\na bordo e spedirlo. Osservarono il mare con grande attenzione.\n\nInoltre, il capitano Farragut aveva parlato di una certa somma di duemila dollari\ndollari, destinata a chi avesse avvistato per primo il mostro, sia esso un\nche si trattasse di un mozzo, di un marinaio comune o di un ufficiale.\n\nLascio a voi giudicare come sono stati usati gli occhi a bordo dell'_Abraham Lincoln_.\n\nPer quanto mi riguarda, non sono rimasto indietro rispetto agli altri e non ho lasciato a nessuno la mia\nparte delle osservazioni quotidiane. La fregata avrebbe potuto chiamarsi\nArgo, per un centinaio di ragioni. Solo uno di noi, Conseil, sembrava protestare per\nConseil, sembrava protestare con la sua indifferenza per la questione che ci interessava tanto\nche ci interessava e che sembrava non essere in linea con l'entusiasmo generale a bordo.\na bordo.\n\nHo detto che il capitano Farragut aveva accuratamente dotato la sua nave di ogni\ndi tutti gli strumenti per catturare il gigantesco cetaceo. Nessuna baleniera era mai stata\nera mai stata meglio armata. Possedevamo tutti i dispositivi conosciuti, dall'arpione lanciato a mano alle frecce\ndall'arpione lanciato a mano alle frecce spinate dell'archibugio, fino alle palle\npalle esplosive del fucile a canne mozze. Sul castello di prua si trovava la perfezione\ndi un cannone a retrocarica, molto spesso nella culatta e molto stretto nella canna.\ncanna, il cui modello era stato presentato all'Esposizione del 1867. Questa\ndi origine americana poteva scagliare con facilit\u00e0 un proiettile conico di nove libbre a\nconico di nove libbre a una distanza media di dieci miglia.\n\nCos\u00ec l'_Abraham Lincoln_ non aveva bisogno di alcun mezzo di distruzione e, cosa ancora migliore, aveva a bordo Ned Land, il principe della guerra,\ne, cosa ancora migliore, aveva a bordo Ned Land, il principe degli arpionatori.\narpionatori.\n\nNed Land era un canadese con una rapidit\u00e0 di mano fuori dal comune e che non conosceva eguali nella sua pericolosa occupazione.\nche non conosceva eguali nella sua pericolosa occupazione. Abilit\u00e0, freddezza, audacia\ne astuzia che possedeva in misura superiore, e doveva essere un'astuta balena o un\nbalena o di un cachalot singolarmente carino per sfuggire al colpo del suo arpione.\narpione.\n\nNed Land aveva circa quarant'anni; era un uomo alto (pi\u00f9 di un metro e ottanta), di corporatura robusta, grave e taciturno, occasionalmente violento.\nalto), di corporatura robusta, grave e taciturno, occasionalmente violento\ne molto passionale quando veniva contraddetto. La sua persona attirava l'attenzione,\nma soprattutto l'audacia del suo sguardo, che dava una singolare\nsingolare espressione del suo volto.\n\nChi si definisce canadese si definisce francese; e, per quanto poco comunicativo fosse Ned Land, devo ammettere che\ncomunicativo come Ned Land, devo ammettere che ha preso una certa\nsimpatia per me. La mia nazionalit\u00e0 lo attirava a s\u00e9, senza dubbio. Era un'occasione\noccasione per lui di parlare, e per me di ascoltare, quella vecchia lingua di\nRabelais, ancora in uso in alcune province canadesi. La famiglia del\nfamiglia del ramponiere era originaria del Quebec, ed era gi\u00e0 una trib\u00f9 di pescatori\ndi valorosi pescatori quando questa citt\u00e0 apparteneva alla Francia.\n\nA poco a poco, Ned Land acquis\u00ec il gusto di chiacchierare e io amavo ascoltare il racconto delle sue avventure nei mari polari.\ndi ascoltare il racconto delle sue avventure nei mari polari. Raccontava la sua\npesca e i suoi combattimenti, con una naturale poesia espressiva; la sua recita assumeva la forma di un poema epico e mi sembrava che\nrecitava in forma di poema epico e mi sembrava di ascoltare un Omero canadese che\nun Omero canadese che cantava l'Iliade delle regioni del Nord.\n\nRitraggo questo resistente compagno come lo conoscevo davvero. Siamo vecchi\namici ora, uniti in quell'amicizia immutabile che nasce e si\nche nasce e si consolida in mezzo a pericoli estremi. Ah, coraggioso Ned! Non chiedo altro che di\nvivere cento anni in pi\u00f9, per avere pi\u00f9 tempo per soffermarmi pi\u00f9 a lungo sul tuo\npi\u00f9 a lungo sul tuo ricordo.\n\nOra, qual era l'opinione di Ned Land sulla questione del mostro marino?\nmostro marino? Devo ammettere che non credeva all'unicorno ed era l'unico a bordo a non condividere questa convinzione universale.\nl'unico a bordo a non condividere questa convinzione universale. Ha persino evitato l'argomento, che io\nevitava perfino l'argomento, che un giorno ritenni mio dovere\ndi fargli pressione. Una magnifica sera, il 30 luglio,\ntre settimane dopo la nostra partenza, la fregata era a ridosso di Capo Bianco,\ntrenta miglia sottovento alla costa della Patagonia. Avevamo attraversato il\ntropico del Capricorno e lo Stretto di Magellano si apriva a meno di settecento miglia a sud.\nmeno di settecento miglia a sud. Prima che fossero trascorsi otto giorni, l'_Abraham\nLincoln_ avrebbe solcato le acque del Pacifico.\n\nSeduti a poppa, Ned Land e io stavamo chiacchierando di una cosa e dell'altra mentre guardavamo quel misterioso mare\ndi una cosa e dell'altra mentre guardavamo questo mare misterioso, le cui grandi profondit\u00e0 erano state fino ad allora\nfino a quel momento inaccessibili all'occhio dell'uomo. Naturalmente condussi la conversazione\nla conversazione sull'unicorno gigante ed esaminai le varie possibilit\u00e0 di successo o di insuccesso della spedizione.\ndi successo o di fallimento della spedizione. Ma, vedendo che Ned Land mi lasciava\nNed Land mi lasciava parlare senza dire troppo, lo incalzai pi\u00f9 da vicino.\n\n Ebbene, Ned, dissi, \u00e8 possibile che tu non sia convinto dell'esistenza di questo\nesistenza di questo cetaceo che stiamo seguendo? Ha qualche\nmotivo particolare per essere cos\u00ec incredulo?\n\nIl ramponiere mi guard\u00f2 fisso per qualche istante prima di rispondere,\nsi colp\u00ec la fronte ampia con la mano (una sua abitudine), come per raccogliersi, e disse infine: \"Forse s\u00ec, signor Aronnax.\ne disse infine: \"Forse s\u00ec, signor Aronnax\".\n\n Ma, Ned, tu che sei un baleniere di professione e conosci tutti i grandi mammiferi marini, la cui immaginazione potrebbe facilmente accettare\nmammiferi marini tu, la cui immaginazione potrebbe facilmente accettare l'ipotesi\nl'ipotesi di enormi cetacei, tu dovresti essere l'ultimo a dubitare\nin tali circostanze!\n\n \u00c8 proprio questo che la inganna, professore, rispose Ned.  Che il\nvolgare creda a straordinarie comete che attraversano lo spazio e all'esistenza di mostri antidiluviani nel cuore del globo\nl'esistenza di mostri antidiluviani nel cuore del globo, pu\u00f2 anche essere\nma n\u00e9 l'astronomo n\u00e9 il geologo credono in queste chimere.\nchimere. Come baleniere ho seguito molti cetacei, ne ho arpionati molti e ne ho uccisi diversi.\ncetacei, ne ho arpionati un gran numero e ne ho uccisi diversi; ma, per quanto forti o ben armati\nper quanto forti o ben armati potessero essere, n\u00e9 le loro code n\u00e9 le loro armi avrebbero\nsarebbero state in grado di scalfire le lamiere di ferro di un piroscafo.\n\n Ma, Ned, si racconta di navi che i denti del narvalo hanno\nhanno trapassato da parte a parte.\n\n Navi di legno \u00e8 possibile, rispose il canadese, ma non l'ho mai visto fare.\nnon l'ho mai visto fare e, fino a prova contraria, nego che balene, cetacei o unicorni marini possano mai produrre l'effetto che lei descrive,\ncetacei o unicorni marini possano mai produrre l'effetto che lei descrive.\n\n Ebbene, Ned, lo ripeto con una convinzione che poggia sulla logica dei\nfatti. Credo nell'esistenza di una potenza di mammiferi completamente organizzata,\nappartenente al ramo dei vertebrati, come le balene, i cacalotti,\no i delfini, e dotata di un corno di difesa di grande potenza\npotenza di penetrazione.\n\n Hum! disse il ramponiere, scuotendo la testa con l'aria di chi non vuole essere convinto.\nnon si lascia convincere.\n\n Notate una cosa, mio degno canadese, ho ripreso.  Se un tale animale\nesiste, se abita le profondit\u00e0 dell'oceano, se frequenta gli strati che si trovano a chilometri di profondit\u00e0\nse frequenta gli strati che giacciono a chilometri sotto la superficie dell'acqua, deve necessariamente possedere un'organizzazione\ndeve necessariamente possedere un'organizzazione la cui forza\nsfidare ogni paragone.\n\n E perch\u00e9 questa potente organizzazione? chiese Ned.\n\n Perch\u00e9 richiede una forza incalcolabile per mantenersi in questi strati e resistere alla loro pressione.\nstrati e resistere alla loro pressione. Ascoltatemi. Ammettiamo che la pressione dell'atmosfera\npressione dell'atmosfera sia rappresentata dal peso di una colonna d'acqua\nd'acqua alta trentadue piedi. In realt\u00e0 la colonna d'acqua sarebbe\npi\u00f9 corta, perch\u00e9 stiamo parlando di acqua di mare, la cui densit\u00e0 \u00e8 maggiore di quella dell'acqua dolce.\nmaggiore di quella dell'acqua dolce. Molto bene, quando ti immergi, Ned, tanti\ntante volte trentadue piedi d'acqua quanti sono i metri sopra di te, tante volte il tuo corpo sopporta una pressione\ntante volte il tuo corpo sopporta una pressione pari a quella dell'atmosfera,\ncio\u00e8 15 libbre per ogni centimetro quadrato della sua superficie. Ne consegue\nne consegue che a 320 piedi questa pressione \u00e8 pari a quella di 10 atmosfere,\ndi 100 atmosfere a 3200 piedi e di 1000 atmosfere a 32.000 piedi.\npiedi, cio\u00e8 circa 6 miglia; il che equivale a dire che se si potesse raggiungere questa profondit\u00e0 nell'oceano\nraggiungere questa profondit\u00e0 nell'oceano, ogni tre ottavi di pollice quadrato della superficie del vostro corpo\ndella superficie del vostro corpo sopporterebbe una pressione di 5600 libbre. Ah!\nmio coraggioso Ned, sai quanti centimetri quadrati hai sulla superficie del tuo corpo?\nsuperficie del tuo corpo?\n\n Non ne ho idea, signor Aronnax.\n\n Circa 6500; e, poich\u00e9 in realt\u00e0 la pressione atmosferica \u00e8 di circa 15 libbre al pollice quadrato, i vostri 6500 pollici quadrati portano in questo momento una pressione di circa 1,5 kg.\nal pollice quadrato, i vostri 6500 pollici quadrati sopportano in questo momento una pressione di 97.500 libbre.\npressione di 97.500 libbre.\n\n Senza che io lo percepisca?\n\n Senza che tu lo percepisca. E se non venite schiacciati da tale\npressione, \u00e8 perch\u00e9 l'aria penetra all'interno del vostro corpo\ncon la stessa pressione. Da qui il perfetto equilibrio tra la pressione interna e quella\npressione interna ed esterna, che si neutralizzano a vicenda, e che vi permette di sopportarla senza\ndi sopportarla senza problemi. Ma nell'acqua \u00e8 un'altra\ncosa.\n\n S\u00ec, capisco, rispose Ned, diventando pi\u00f9 attento; perch\u00e9 l'acqua mi circonda, ma non penetra.\nl'acqua mi circonda, ma non mi penetra.\n\n Precisamente, Ned: cos\u00ec che a 32 piedi sotto la superficie del mare si subirebbe\npressione di 97.500 libbre; a 320 piedi, dieci volte tanto; a 3200 piedi, cento volte tanto.\npressione; a 3.200 piedi, cento volte tanto; infine, a 32.000 piedi, mille volte tanto.\na 32.000 piedi, una pressione mille volte superiore a 97.500.000 libbre.\ncio\u00e8 che sareste appiattiti come se foste stati estratti dalle piastre di una macchina idraulica.\ncome se foste stati estratti dalle piastre di una macchina idraulica!\n\n Il diavolo! esclam\u00f2 Ned.\n\n Molto bene, mio degno arpioniere, se un vertebrato, lungo diverse centinaia di metri e grande\nlunghe centinaia di metri e grandi in proporzione, pu\u00f2 mantenersi in tali\nprofondit\u00e0 di quelle la cui superficie \u00e8 rappresentata da milioni di centimetri quadrati, cio\u00e8 da decine di milioni di chili\ndi pollici quadrati, cio\u00e8 da decine di milioni di libbre, dobbiamo valutare la\npressione a cui sono sottoposti. Si consideri, quindi, quale deve essere la resistenza della\ndella loro struttura ossea e la forza della loro organizzazione per\nper resistere a tale pressione!\n\n Ma! esclam\u00f2 Ned Land, devono essere fatte di lastre di ferro spesse otto\ncentimetri di spessore, come le fregate corazzate.\n\n Come dici tu, Ned. E pensa a quale distruzione causerebbe una tale massa,\nse venisse scagliata con la velocit\u00e0 di un treno espresso contro lo scafo di una\nnave.\n\n S\u00ec, forse, rispose il canadese, scosso da queste cifre,\nma non ancora disposto a cedere.\n\n Beh, vi ho convinto?\n\n Mi avete convinto di una cosa, signore, e cio\u00e8 che, se tali animali esistono sul fondo dei mari\nanimali esistono in fondo ai mari, devono necessariamente essere cos\u00ec\nforti come lei dice.\n\n Ma se non esistono, mio ostinato ramponiere, come spiegare l'incidente alla _Scotia?\nincidente alla _Scotia?\n\n\n\n\nCAPITOLO V\nA UN'AVVENTURA\n\n\nIl viaggio dell'_Abraham Lincoln_ fu per lungo tempo caratterizzato da nessun\nparticolare. Ma accadde una circostanza che dimostr\u00f2 la\nmeravigliosa destrezza di Ned Land e dimostr\u00f2 la fiducia che potevamo riporre in lui.\nfiducia in lui.\n\nIl 30 giugno, la fregata parl\u00f2 con alcuni balenieri americani, dai quali apprendemmo che non sapevano nulla del narvalo.\nche non sapevano nulla del narvalo. Ma uno di loro, il\nuno di loro, il capitano della _Monroe_, sapendo che Ned Land si era imbarcato a bordo dell'_Abraham Lincoln_, lo preg\u00f2 di aiutarlo a raggiungere il suo obiettivo.\nAbraham Lincoln_, lo preg\u00f2 di aiutarlo a cacciare una balena che avevano in vista.\nvista. Il comandante Farragut, desideroso di vedere Ned Land all'opera, gli diede il permesso di salire a bordo dell'_Abraham Lincoln_.\ngli diede il permesso di salire a bordo della _Monroe_. E il destino ha servito il nostro\ncanadese cos\u00ec bene che, anzich\u00e9 una balena, ne arpion\u00f2 due con un doppio\ndoppio colpo, colpendone una dritta al cuore e catturando l'altra\ndopo alcuni minuti di inseguimento.\n\nDecisamente, se il mostro avesse mai avuto a che fare con l'arpione di Ned Land, non avrei scommesso a suo favore.\nnon scommetterei a suo favore.\n\nLa fregata costeggiava la costa sudorientale dell'America con grande rapidit\u00e0.\nrapidit\u00e0. Il 3 luglio eravamo all'apertura dello Stretto di Magellano, all'altezza di Capo Vierges.\nMagellano, all'altezza di Capo Vierges. Ma il comandante Farragut non voleva\nun passaggio tortuoso, ma doppi\u00f2 Capo Horn.\n\nL'equipaggio della nave era d'accordo con lui. E certamente era possibile che\nche potessero incontrare il narvalo in questo stretto passaggio. Molti marinai\naffermarono che il mostro non avrebbe potuto passare l\u00ec, che era troppo grande\nper quello!\n\nIl 6 luglio, verso le tre del pomeriggio, l'_Abraham\nLincoln_, a quindici miglia a sud, doppi\u00f2 l'isola solitaria,\nquesto scoglio sperduto all'estremit\u00e0 del continente americano, al quale i marinai olandesi\nalcuni marinai olandesi diedero il nome della loro citt\u00e0 natale, Capo Horn. La rotta \u00e8 stata\nrotta verso nord-ovest, e il giorno dopo la vite della fregata batteva finalmente\nfregata batteva finalmente le acque del Pacifico.\n\n Tenete gli occhi aperti! gridarono i marinai.\n\nE si aprirono ampiamente. Sia gli occhi che gli occhiali, un po' abbagliati,\ndalla prospettiva di duemila dollari, non ebbero un istante di riposo.\nun istante di riposo. Giorno e notte osservavano la superficie dell'oceano,\ne persino i nictalopi, la cui facolt\u00e0 di vedere nell'oscurit\u00e0 centuplica\ncentuplica le possibilit\u00e0, avrebbero avuto abbastanza da fare per vincere il premio.\npremio.\n\nIo stesso, per il quale il denaro non aveva alcun fascino, non ero minimamente attento a bordo.\nbordo. Dedicavo pochi minuti ai pasti e poche ore al sonno,\nindifferente alla pioggia o al sole, non lasciavo la poppa della nave.\nnave. Appoggiandomi ora alle reti del castello di prua, ora alla\ndi prua, divoravo con impazienza la soffice schiuma che imbiancava il mare\nmare a perdita d'occhio; e quante volte ho condiviso l'emozione della maggior parte dell'equipaggio\ndella maggior parte dell'equipaggio, quando una balena capricciosa sollevava il suo\nil suo dorso nero al di sopra delle onde! La poppa del vascello si affoll\u00f2 in un attimo.\nun attimo. Dalle cabine si rivers\u00f2 un torrente di marinai e ufficiali, ognuno con il petto ansante e gli occhi turbati.\ncon il petto gonfio e gli occhi turbati che osservavano la rotta del cetaceo.\ncetaceo. Io guardavo e riguardavo, fino a diventare quasi cieco, mentre Conseil,\nsempre flemmatico, continuava a ripetere con voce calma:\n\n Se, signore, non strizzasse tanto gli occhi, vedrebbe meglio!\n\nMa \u00e8 un'eccitazione vana! L'_Abraham Lincoln_ controll\u00f2 la sua velocit\u00e0 e si diresse verso l'animale segnalato.\nl'animale segnalato, una semplice balena o un comune cachalot, che spar\u00ec presto tra le esecrazioni.\nche presto scomparve in mezzo a una tempesta di esecrazioni.\n\nMa il tempo era buono. Il viaggio si stava svolgendo sotto i pi\u00f9 favorevoli\nauspici pi\u00f9 favorevoli. Era allora la brutta stagione in Australia, il luglio di quella zona corrispondeva al\nluglio di quella zona corrispondeva al nostro gennaio in Europa, ma il mare era bellissimo e\nera bello e facilmente esplorabile per una vasta circonferenza.\n\nIl 20 luglio, il tropico del Capricorno \u00e8 stato tagliato da 105 di longitudine,\ne il 27 dello stesso mese abbiamo attraversato l'equatore sul 110\u00b0 meridiano.\nmeridiano. Passato questo momento, la fregata prese una direzione pi\u00f9 decisa verso occidente\ndirezione verso ovest e ha perlustrato le acque centrali del Pacifico. Il comandante\nFarragut riteneva, e a ragione, che fosse meglio rimanere in acque profonde e\nacque profonde e tenersi alla larga da continenti o isole, che la bestia stessa sembrava\nsembrava rifuggire (forse perch\u00e9 non c'era abbastanza acqua per lui!\nsugger\u00ec la maggior parte dell'equipaggio). La fregata pass\u00f2 a una certa distanza\ndistanza dalle Marchesi e dalle Isole Sandwich, attravers\u00f2 il tropico del Cancro e si diresse verso le isole\ntropico del Cancro e si diresse verso i mari della Cina. Eravamo sul teatro\ndegli ultimi divertimenti del mostro e, a dire il vero, non vivevamo pi\u00f9 a bordo.\na dire il vero, non vivevamo pi\u00f9 a bordo. I cuori palpitavano, preparandosi paurosamente per\nfuturo aneurisma incurabile. L'intero equipaggio della nave era in preda a un\neccitazione nervosa, di cui non posso dare un'idea: non potevano mangiare,\nnon riuscivano a dormire venti volte al giorno, un'idea sbagliata o un'illusione ottica di qualche marinaio\nun'idea sbagliata o un'illusione ottica di qualche marinaio seduto sul corrimano, provocava terribili\ne queste emozioni, ripetute venti volte, ci mantenevano in uno stato di eccitazione cos\u00ec violento che\nstato di eccitazione cos\u00ec violento che la reazione era inevitabile.\n\nE in effetti la reazione non tard\u00f2 a manifestarsi. Per tre mesi, durante i quali un giorno\nun giorno sembrava un'eternit\u00e0, l'_Abraham Lincoln_ solc\u00f2 tutte le acque del Pacifico settentrionale, inseguendo le balene e compiendo brusche deviazioni.\ndel Pacifico settentrionale, inseguendo le balene, facendo brusche deviazioni dalla sua\nrotta, virando all'improvviso da una virata all'altra, fermandosi all'improvviso, mettendo il vapore\nfermarsi all'improvviso, mettere il vapore e indietreggiare sempre a rischio di\ndi mandare in tilt i suoi macchinari, e non un solo punto della costa giapponese o americana\ndella costa giapponese o americana non fu lasciato inesplorato.\n\nI pi\u00f9 calorosi partigiani dell'impresa diventavano ora i suoi pi\u00f9 ardenti\ndetrattori. La reazione mont\u00f2 dall'equipaggio al capitano stesso, e di certo, se non fosse stato per la risoluta determinazione del capitano.\nse non fosse stato per la risoluta determinazione del capitano Farragut, la fregata si sarebbe diretta verso sud.\nFarragut, la fregata si sarebbe diretta verso sud. Questa\nricerca inutile non poteva durare ancora a lungo. L'_Abraham Lincoln_ non aveva nulla da rimproverarsi.\nnon aveva nulla da rimproverarsi, aveva fatto del suo meglio per riuscire.\nMai l'equipaggio di una nave americana aveva dimostrato pi\u00f9 zelo o pazienza; il suo fallimento non poteva essere imputato a loro.\nIl suo fallimento non poteva essere imputato a loro.\ntornare indietro.\n\nQuesto \u00e8 stato rappresentato al comandante. I marinai non riuscirono a nascondere il loro\nmalcontento e il servizio ne risent\u00ec. Non dir\u00f2 che ci fu un ammutinamento\na bordo, ma dopo un periodo ragionevole di ostinazione, il capitano Farragut\n(come fece Colombo) chiese tre giorni di pazienza. Se entro tre giorni il\nmostro non fosse apparso, l'uomo al timone avrebbe dovuto dare tre giri di ruota\ne l'_Abraham Lincoln_ avrebbe fatto rotta verso i mari europei.\n\nQuesta promessa \u00e8 stata fatta il 2 novembre. Ebbe l'effetto di\ndi radunare l'equipaggio della nave. L'oceano fu guardato con rinnovata attenzione.\nOgnuno desiderava un ultimo sguardo per riassumere i propri ricordi.\nI bicchieri venivano usati con febbrile attivit\u00e0. Era una grande sfida data al\nal narvalo gigante, e non poteva certo mancare di rispondere all'appello e di comparire.\ne apparire.\n\nPassarono due giorni, il vapore era a met\u00e0 pressione; mille schemi furono tentati per attirare l'attenzione e stimolare l'apatia del pubblico.\nmille schemi per attirare l'attenzione e stimolare l'apatia dell'animale in caso di\nanimale nel caso in cui si fosse incontrato da quelle parti. Grandi quantit\u00e0 di\ndi pancetta nella scia della nave, con grande soddisfazione (devo dire) degli squali.\n(devo dire) degli squali. Piccole imbarcazioni si irradiavano in tutte le direzioni\nintorno all'_Abraham Lincoln_ mentre era ferma, e non lasciavano un punto del mare inesplorato.\nmare inesplorato. Ma la notte del 4 novembre arriv\u00f2\nsenza che questo mistero sottomarino venisse svelato.\n\nIl giorno dopo, il 5 novembre, alle 12, il ritardo sarebbe scaduto (moralmente parlando).\nmoralmente parlando) sarebbe scaduto; dopo quell'ora, il comandante Farragut, fedele alla sua\npromessa, avrebbe virato la rotta verso sud-est e avrebbe abbandonato per sempre\nle regioni settentrionali del Pacifico.\n\nLa fregata si trovava allora a 31 15 di latitudine nord e 136 42 di longitudine est.\nlongitudine est. La costa del Giappone rimaneva ancora a meno di duecento miglia a\nmiglia sottovento. La notte si avvicinava. Erano appena suonate le otto\ncampane; grosse nuvole velavano il volto della luna, allora al primo quarto.\nquarto. Il mare ondeggiava pacificamente sotto la poppa della nave.\n\nIn quel momento ero appoggiato in avanti sulla rete di dritta. Conseil,\nin piedi vicino a me, guardava dritto davanti a s\u00e9. L'equipaggio, appollaiato sulle\nl'orizzonte, che si contraeva e si oscurava per gradi.\ngradi. Gli ufficiali, con i loro occhiali da notte, scrutavano l'oscurit\u00e0 crescente.\noscurit\u00e0 crescente; a volte l'oceano scintillava sotto i raggi della luna,\nche sfrecciava tra due nuvole, poi ogni traccia di luce si perdeva nell'oscurit\u00e0.\nnell'oscurit\u00e0.\n\nGuardando Conseil, ho visto che stava subendo un po' dell'influenza generale.\ninfluenza generale. O almeno lo pensavo. Forse per la prima volta\ni suoi nervi vibravano per un sentimento di curiosit\u00e0.\n\n Andiamo, Conseil, dissi, questa \u00e8 l'ultima possibilit\u00e0 di intascare i duemila dollari.\nmille dollari.\n\n Mi sia consentito dire, signore, rispose Conseil, che non ho mai pensato di ottenere il premio.\ndi ottenere il premio e, se il governo dell'Unione avesse offerto centomila dollari, non sarebbe stato un problema.\ndell'Unione avesse offerto centomila dollari, non sarebbe stata\npi\u00f9 povero.\n\n Hai ragione, Conseil. In fondo si tratta di una sciocchezza e di un'impresa\nche abbiamo intrapreso con troppa leggerezza. Quanto tempo perso, quante emozioni inutili! Avremmo dovuto\nsaremmo dovuti tornare in Francia sei mesi fa.\n\n Nella sua stanzetta, signore, rispose Conseil, e nel suo museo, signore,\ne avrei gi\u00e0 classificato tutti i suoi fossili, signore. E la\nBabiroussa sarebbe stata installata nella sua gabbia nel Jardin des Plantes e avrebbe attirato tutti i curiosi della capitale!\nPlantes e avrebbe attirato tutti i curiosi della capitale!\n\n Come dice lei, Conseil. Credo che correremo una buona probabilit\u00e0 di essere\ndi essere derisi per i nostri sforzi.\n\n Questo \u00e8 abbastanza certo, rispose Conseil, a bassa voce; credo che vi prenderanno in giro, signore.\nsi prenderanno gioco di voi, signore. E, devo dirlo?\n\n Vai avanti, mio buon amico.\n\n Beh, signore, avrete solo i vostri meriti.\n\n Infatti!\n\n Quando si ha l'onore di essere un esperto come lei, signore, non si dovrebbe\nnon ci si deve esporre a\n\nConseil non ebbe il tempo di finire il suo complimento. Nel mezzo del silenzio generale\nsilenzio si era appena sentita una voce. Era la voce di Ned Land\nche gridava\n\n Attenzione! La cosa che stiamo cercando per il nostro raggio meteorologico!\nmeteo!\n\n\n\n\nCAPITOLO VI\nA PIENO VAPORE\n\n\nA questo grido tutto l'equipaggio della nave si precipit\u00f2 verso il\narpionatore, il comandante, gli ufficiali, i maestri, i marinai, i mozzi; anche gli ingegneri lasciarono i loro motori e i fuochisti i loro forni.\npersino gli ingegneri lasciarono i loro motori e i fuochisti le loro fornaci.\n\nL'ordine di fermarla era stato dato, e la fregata ora procedeva semplicemente\ndi fermare la nave e la fregata prosegu\u00ec semplicemente con il suo slancio. L'oscurit\u00e0 era ormai profonda e, per quanto\nper quanto gli occhi del canadese fossero buoni, mi chiesi come avesse fatto a\nvedere e cosa fosse riuscito a vedere. Il mio cuore batteva come se volesse\nspezzarsi. Ma Ned Land non si era sbagliato e tutti noi percepimmo l'oggetto\nche indicava. A due cavi di distanza dall'_Abraham Lincoln_, a dritta, il mare sembrava illuminato.\ndritta, il mare sembrava illuminato dappertutto. Non si trattava\nnon era un semplice fenomeno fosforico. Il mostro emerse di qualche metro dall'acqua\ndall'acqua, per poi emanare quella luce molto intensa ma inspiegabile\nmenzionata nel rapporto di diversi capitani. Questa magnifica\nirradiazione deve essere stata prodotta da un agente di grande potere\npotenza. La parte luminosa tracci\u00f2 sul mare un immenso ovale, molto allungato, il cui centro\nmolto allungato, al centro del quale si condensava un calore bruciante, il cui\ncalore bruciante, la cui brillantezza opprimente si spegneva per gradazioni successive.\n\n \u00c8 solo un agglomerato di particelle fosforiche, grid\u00f2 uno degli ufficiali.\nufficiali.\n\n No, signore, certamente no, risposi.  Mai le pholades o il salp\nproducono una luce cos\u00ec potente. Questa luminosit\u00e0 \u00e8 di natura essenzialmente\nnatura elettrica. E poi, vedete, vedete! Si muove, va avanti, indietro, sfreccia verso di noi!\nindietro; sfreccia verso di noi!\n\nUn grido generale si lev\u00f2 dalla fregata.\n\n Silenzio! disse il capitano; alzare il timone e invertire i motori.\n\nIl vapore fu chiuso e l'_Abraham Lincoln_, battendo a babordo,\ndescriveva un semicerchio.\n\n A destra il timone, avanti, grid\u00f2 il capitano.\n\nQuesti ordini vennero eseguiti e la fregata si allontan\u00f2 rapidamente dalla\nluce ardente.\n\nMi sbagliavo. Tent\u00f2 di allontanarsi, ma l'animale soprannaturale\nsi avvicinava con una velocit\u00e0 doppia della sua.\n\nAnsimammo per respirare. La stupefazione, pi\u00f9 che la paura, ci rese muti e\nimmobili. L'animale si avvicin\u00f2 a noi, sfrecciando con le onde. Fece\nla fregata, che allora viaggiava a quattordici nodi, e l'avvolse con i suoi anelli elettrici come polvere luminosa.\ne la avvolse con i suoi anelli elettrici come polvere luminosa. Poi si allontan\u00f2\npoi si allontan\u00f2 di due o tre miglia, lasciando una traccia fosforescente, come quei\nvolumi di vapore che i treni espressi lasciano dietro di s\u00e9. Tutto in una volta dalla\nlinea scura dell'orizzonte dove si era ritirato per prendere slancio,\nil mostro si precipit\u00f2 improvvisamente verso l'_Abraham Lincoln_ con allarmante\ncon allarmante rapidit\u00e0, si ferm\u00f2 di colpo a una ventina di metri dallo scafo e si spense, senza immergersi nell'acqua.\nnon si tuff\u00f2 sotto il pelo dell'acqua, perch\u00e9 la sua luminosit\u00e0 non si attenu\u00f2, ma\nimprovvisamente, come se la fonte di questa brillante emanazione si fosse\nesaurita. Poi riapparve dall'altra parte della nave, come se si fosse girato e fosse scivolato sotto lo scafo.\ncome se si fosse girato e fosse scivolato sotto lo scafo. Da un momento all'altro si sarebbe potuta verificare una collisione\nuna collisione che ci sarebbe stata fatale. Tuttavia, rimasi stupito\nstupefatto dalle manovre della fregata. Fugg\u00ec e non attacc\u00f2.\n\nSul volto del capitano, di solito cos\u00ec impassibile, c'era un'espressione di\nstupore inspiegabile.\n\n Signor Aronnax, disse, non so con quale formidabile essere ho a che fare.\ne non voglio rischiare imprudentemente la mia fregata in mezzo a queste tenebre.\ndi questa oscurit\u00e0. Inoltre, come attaccare questa cosa sconosciuta, come difendersi da\ncome difendersi da essa? Aspettiamo la luce del giorno e la scena cambier\u00e0.\n\n Non avete altri dubbi, capitano, sulla natura dell'animale?\n\n No, signore; \u00e8 evidentemente un gigantesco narvalo, e per di pi\u00f9 elettrico.\n\n Forse, aggiunsi, ci si pu\u00f2 avvicinare solo con un gimnoto o un siluro.\nsiluro.\n\n Indubbiamente, rispose il capitano, se possiede un potere cos\u00ec spaventoso\npotere, \u00e8 l'animale pi\u00f9 terribile che sia mai stato creato. Ecco perch\u00e9\nper questo, signore, devo stare in guardia.\n\nL'equipaggio \u00e8 stato in piedi tutta la notte. Nessuno pensava a dormire. L'equipaggio\nLincoln_, non potendo lottare con tale velocit\u00e0, aveva moderato il passo e navigava a met\u00e0 velocit\u00e0.\naveva moderato il passo e navigava a met\u00e0 velocit\u00e0. Da parte sua, il\nnarvalo, imitando la fregata, lasciava che le onde lo cullassero a piacimento e sembrava\nsembrava deciso a non lasciare la scena della lotta. Verso\nmezzanotte, tuttavia, scomparve o, per usare un termine pi\u00f9 appropriato,\nsi \u00e8 spenta come una grande lucciola. Era fuggito? Si pu\u00f2 solo temere,\nnon sperare. Ma alle sette meno un quarto del mattino si ud\u00ec un fischio assordante, come\nsi ud\u00ec un sibilo assordante, come quello prodotto da uno specchio d'acqua\nche scorre con grande violenza.\n\nIl capitano, Ned Land e io eravamo a poppa e scrutavamo avidamente attraverso l'oscurit\u00e0\nattraverso la profonda oscurit\u00e0.\n\n Ned Land, chiese il comandante, hai sentito spesso il ruggito delle balene?\nbalene?\n\n Spesso, signore, ma mai una balena la cui vista mi ha fruttato duemila dollari.\nmigliaia di dollari. Se solo riuscissi ad avvicinarmi a meno di quattro arpioni\ndi essa!\n\n Ma per avvicinarsi, disse il comandante, dovrei mettere a disposizione una baleniera?\na vostra disposizione?\n\n Certamente, signore.\n\n Questo sarebbe scherzare con le vite dei miei uomini.\n\n E anche il mio, disse semplicemente il ramponiere.\n\nVerso le due del mattino, la luce bruciante riapparve, non meno intensa, a circa cinque miglia a prua dell'_Abraham Lincoln_.\nmeno intensa, a circa cinque miglia di distanza dalla _Abraham Lincoln_.\nNonostante la distanza e il rumore del vento e del mare, si sentivano distintamente i colpi di coda dell'animale\nsi sentivano distintamente i forti colpi di coda dell'animale e persino il suo respiro ansimante.\nrespiro ansimante. Sembrava che, nel momento in cui l'enorme narvalo\nenorme narvalo fosse arrivato a prendere fiato sulla superficie dell'acqua, l'aria venisse\nnei suoi polmoni, come il vapore nei grandi cilindri di una macchina da duemila cavalli.\nmacchina da duemila cavalli.\n\n Pensavo che una balena con la forza di un reggimento di cavalleria\nsarebbe una bella balena!\n\nRimanemmo sul _qui vive_ fino all'alba e ci preparammo per il combattimento.\nGli attrezzi da pesca furono disposti lungo le reti dell'amaca. Il secondo\ntenente caric\u00f2 gli archibugi, che potevano lanciare arpioni a una\ndistanza di un miglio, e i lunghi fucili a canne mozze, con proiettili esplosivi che\nche infliggevano ferite mortali anche agli animali pi\u00f9 terribili. Ned Land\nsi accontent\u00f2 di affilare il suo arpione, un'arma terribile nelle sue mani.\nmani un'arma terribile.\n\nAlle sei cominci\u00f2 a fare giorno e, con il primo barlume di luce, la luce elettrica del narvalo scomparve.\nluce, la luce elettrica del narvalo scomparve. Alle sette\nil giorno era sufficientemente avanzato, ma una nebbia molto fitta ci oscurava la vista e i migliori cannocchiali non riuscivano a penetrarla.\nnebbia molto fitta oscurava la nostra vista e i migliori cannocchiali non riuscivano a penetrarla. Questo caus\u00f2\ndelusione e rabbia.\n\nMi arrampicai sull'albero di mezzana. Alcuni ufficiali erano gi\u00e0 appollaiati sulle\nteste d'albero. Alle otto la nebbia si stendeva pesantemente sulle onde e le sue spesse volute si alzavano a poco a poco.\nspesse volute si alzavano a poco a poco. L'orizzonte si allargava e si schiariva\nallo stesso tempo pi\u00f9 chiaro. Improvvisamente, proprio come il giorno prima, si sent\u00ec la voce di Ned Land\nLand si fece sentire:\n\n La cosa stessa a babordo! grid\u00f2 il fiociniere.\n\nTutti gli occhi erano rivolti al punto indicato. L\u00ec, a un miglio e mezzo\ndalla fregata, un lungo corpo nerastro emergeva a un metro sopra le\nonde. La sua coda, violentemente agitata, produceva una notevole corrente d'aria.\nMai un'appendice caudale aveva battuto il mare con tanta violenza. Un'immensa\nimmensa traccia, di un biancore abbagliante, segnava il passaggio dell'animale,\ne descriveva una lunga curva.\n\nLa fregata si avvicin\u00f2 al cetaceo. Lo esaminai accuratamente.\n\nI resoconti dello _Shannon_ e dell'_Helvetia_ avevano esagerato le sue dimensioni.\nesagerato le sue dimensioni, e ho stimato la sua lunghezza in soli duecento\ne cinquanta piedi. Per quanto riguarda le sue dimensioni, potevo solo ipotizzare che fossero\nproporzionate in modo mirabile. Mentre osservavo questo fenomeno, due getti di vapore e acqua furono espulsi da\ngetti di vapore e acqua sono stati espulsi dalle sue bocchette e si sono alzati fino a un'altezza di\n120 piedi; cos\u00ec accertai il suo modo di respirare. Ho concluso che\ndefinitivamente che apparteneva al ramo dei vertebrati, la classe dei mammalia.\n\nL'equipaggio attese con impazienza gli ordini del capo. Quest'ultimo, dopo aver\nosservato attentamente l'animale, chiam\u00f2 il macchinista. Il\ningegnere corse da lui.\n\n Signore, disse il comandante, avete il vapore?\n\n S\u00ec, signore, rispose l'ingegnere.\n\n Bene, preparate i vostri fuochi e fate il pieno di energia.\n\nTre urla accolsero quest'ordine. Il momento della lotta era\nera arrivato. Pochi istanti dopo, i due fumaioli della fregata vomitarono torrenti di fumo nero e il ponte trem\u00f2 sotto il tremito della nave.\ntorrenti di fumo nero e il ponte trem\u00f2 sotto il tremito delle caldaie.\ndelle caldaie.\n\nL'_Abraham Lincoln_, spinto dalla sua meravigliosa vite, and\u00f2 dritto\nverso l'animale. Quest'ultimo gli permise di arrivare a mezza lunghezza di cavo.\npoi, come se non volesse immergersi, fece una piccola virata e si ferm\u00f2 a poca distanza.\ne si ferm\u00f2 a breve distanza.\n\nL'inseguimento \u00e8 durato quasi tre quarti d'ora, senza che la fregata riuscisse a guadagnare\nfregata guadagnasse due metri sul cetaceo. Era evidente che a quella velocit\u00e0\na quel ritmo non l'avremmo mai raggiunto.\n\n Ebbene, signor Land, chiese il capitano, mi consigliate di mettere le barche\nin mare?\n\n No, signore, rispose Ned Land; perch\u00e9 non prenderemo quella bestia\nfacilmente.\n\n Cosa dobbiamo fare allora?\n\n Se ci riuscite, mettete pi\u00f9 vapore, signore. Con il suo permesso, intendo posizionarmi\nsotto il bompresso e, se saremo a distanza di arpionamento, lancer\u00f2 il mio arpione.\nlancer\u00f2 il mio arpione.\n\n Vai, Ned, disse il capitano.  Ingegnere, faccia pi\u00f9 pressione.\n\nNed Land and\u00f2 al suo posto. I fuochi furono aumentati, la vite gir\u00f2 quarantatr\u00e9 volte al minuto e il vapore usc\u00ec dalle valvole.\nquarantatr\u00e9 volte al minuto e il vapore usciva dalle valvole. Noi\ne calcolammo che l'_Abraham Lincoln_ andava alla velocit\u00e0 di 18 miglia all'ora.\nalla velocit\u00e0 di 18 miglia all'ora.\n\nMa l'animale maledetto nuotava anch'esso alla velocit\u00e0 di 18 miglia all'ora.\n\nPer un'ora intera la fregata mantenne questa andatura, senza guadagnare sei\npiedi. Era umiliante per uno dei marinai pi\u00f9 veloci della marina americana.\nmarina americana. L'equipaggio fu preso da una rabbia ostinata; i marinai maltrattarono il mostro che, come prima, si rifiut\u00f2 di rispondere.\nmostro, che, come prima, si rifiutava di rispondere; il capitano non si accontentava pi\u00f9 di\nil capitano non si accontent\u00f2 pi\u00f9 di torcersi la barba, ma la rosicchi\u00f2.\n\nL'ingegnere \u00e8 stato nuovamente chiamato.\n\n Siete entrati a pieno regime?\n\n S\u00ec, signore, rispose l'ingegnere.\n\nLa velocit\u00e0 dell'_Abraham Lincoln_ aument\u00f2. I suoi alberi tremavano fino\nfino ai loro fori di sostegno, e le nuvole di fumo riuscivano a malapena a trovare la strada\nfuori dagli stretti fumaioli.\n\nHanno sollevato il tronco una seconda volta.\n\n Ebbene? chiese il capitano all'uomo al volante.\n\n Diciannove miglia e tre decimi, signore.\n\n Applaudire il vapore.\n\nL'ingegnere obbed\u00ec. Il manometro segnava dieci gradi. Ma il cetaceo\nsi scald\u00f2, senza dubbio; infatti, senza sforzarsi, percorse\n19-3\/10 miglia.\n\nChe inseguimento! No, non posso descrivere l'emozione che vibrava in me.\nme. Ned Land rimase al suo posto, con l'arpione in mano. Pi\u00f9 volte l'animale\nci ha permesso di raggiungerlo. Lo prenderemo! Lo prenderemo! grid\u00f2 il canadese.\ncanadese. Ma proprio mentre stava per colpire, il cetaceo si allontan\u00f2\ncon una rapidit\u00e0 che non poteva essere stimata in meno di trenta miglia\nall'ora, e anche durante il nostro massimo di velocit\u00e0, si \u00e8 impadronito della fregata,\ngirando intorno ad essa. Un grido di furore si lev\u00f2 da tutti!\n\nA mezzogiorno non eravamo pi\u00f9 avanti rispetto alle otto del mattino.\nmattina.\n\nIl capitano decise allora di ricorrere a mezzi pi\u00f9 diretti.\n\n Ah! disse, quell'animale va pi\u00f9 veloce dell'_Abraham Lincoln_.\nMolto bene! Vedremo se riuscir\u00e0 a sfuggire a questi proiettili conici.\nMandate i vostri uomini a prua, signore.\n\nIl cannone di prua fu immediatamente caricato e fatto ruotare. Ma il\ncolpo pass\u00f2 qualche metro sopra il cetaceo, che si trovava a mezzo miglio di distanza.\n\n Un altro, pi\u00f9 a destra, grid\u00f2 il comandante, e cinque dollari per\nchi colpir\u00e0 quella bestia infernale.\n\nUn vecchio artigliere con la barba grigia, che ora posso vedere con occhio fermo e\nviso grave, si avvicin\u00f2 al cannone e prese una lunga mira. Si ud\u00ec un forte colpo\nsi ud\u00ec un forte rapporto, al quale si mescolarono le acclamazioni dell'equipaggio.\n\n\n[Un vecchio artigliere dalla barba grigia. . .\n\n\nIl proiettile fece il suo lavoro; colp\u00ec l'animale, ma non mortalmente, e scivol\u00f2 dalla superficie arrotondata\nscivolando dalla superficie arrotondata, si perse in due miglia di profondit\u00e0.\n\nL'inseguimento ricominci\u00f2 e il capitano, sporgendosi verso di me, disse\n\n Inseguir\u00f2 quella bestia finch\u00e9 la mia fregata non esploder\u00e0.\n\n S\u00ec, risposi; e farete bene a farlo.\n\nAvrei voluto che la bestia si esaurisse da sola, e non fosse insensibile alla\nalla fatica come un motore a vapore! Ma non serviva a nulla. Passarono ore,\nsenza che mostrasse alcun segno di stanchezza.\n\nTuttavia, va detto che la _Abraham Lincoln_ ha lottato indefessamente.\nha lottato indefessamente. Non riesco a calcolare la distanza che ha percorso sotto le\ntrecento miglia durante questo giorno sfortunato, il 6 novembre. Ma\nMa arriv\u00f2 la notte e oscur\u00f2 l'oceano agitato.\n\nOra pensavo che la nostra spedizione fosse finita e che non avremmo mai pi\u00f9 visto\nmai pi\u00f9 vedere quello straordinario animale. Mi sbagliavo. Alle undici meno dieci\nalle undici di sera, la luce elettrica ricomparve a tre miglia a\ntre miglia a prua della fregata, pura e intensa come la notte precedente.\nnotte.\n\nIl narvalo sembrava immobile; forse, stanco della giornata, dormiva, lasciandosi trasportare dall'ondulazione delle onde.\ndormiva, lasciandosi fluttuare con l'ondulazione delle onde. Ora c'era un'occasione\noccasione che il capitano decise di sfruttare.\n\nEgli diede i suoi ordini. L'_Abraham Lincoln_ si mantenne a met\u00e0 vapore, e\navanz\u00f2 con cautela per non svegliare l'avversario. Non \u00e8 raro\nnon \u00e8 raro incontrare in mezzo all'oceano balene cos\u00ec profondamente addormentate da poter essere\nche possono essere attaccate con successo, e Ned Land ne aveva arpionata pi\u00f9 di una durante il sonno.\nuna durante il sonno. Il canadese and\u00f2 a riprendere il suo posto sotto\nbompresso.\n\nLa fregata si avvicin\u00f2 senza rumore, si ferm\u00f2 a due cavi di distanza dall'animale e ne segu\u00ec le tracce.\ndall'animale e seguendone le tracce. Nessuno respirava; un profondo silenzio\nsilenzio sul ponte. Eravamo a meno di cento metri dal fuoco ardente, la cui luce aumentava e abbagliava.\nfuoco, la cui luce aumentava e abbagliava i nostri occhi.\n\nIn quel momento, appoggiato al baluardo di prua, vidi sotto di me Ned\nLand che afferrava la martingala in una mano e brandiva il suo terribile\narpione nell'altra, a meno di sei metri dall'animale immobile.\nAll'improvviso il suo braccio si raddrizz\u00f2 e l'arpione fu lanciato; sentii il colpo sonoro dell'arma, che\nsonoro colpo dell'arma, che sembrava aver colpito un corpo duro.\nLa luce elettrica si spense all'improvviso e due enormi trombe d'acqua si abbatterono\nsi infransero sul ponte della fregata, precipitandosi come un torrente da palo a\na poppa, rovesciando uomini e rompendo le cime dei pennoni. A\nspaventoso e, gettato oltre la ringhiera senza avere il tempo di\ndi fermarmi, caddi in mare.\n\n\n\n\nCAPITOLO VII\nUNA SPECIE SCONOSCIUTA DI BALENA\n\n\nQuesta caduta inaspettata mi ha talmente stordito che non ho un ricordo chiaro delle mie\ndelle sensazioni provate in quel momento. All'inizio sono stato trascinato gi\u00f9 a una profondit\u00e0 di\ncirca sei metri di profondit\u00e0. Sono un buon nuotatore (anche se non pretendo di rivaleggiare con Byron o Edgar Poe, che erano dei maestri).\nByron o Edgar Poe, che erano maestri in questa arte), e in quel\ntuffo non persi la mia presenza mentale. Due vigorose bracciate mi portarono\nalla superficie dell'acqua. La mia prima preoccupazione fu quella di cercare la\nfregata. L'equipaggio mi aveva visto sparire? L'_Abraham Lincoln_ si era girato?\naveva virato? Il capitano avrebbe messo in mare una barca? Potevo sperare di essere\nsalvato?\n\nL'oscurit\u00e0 era intensa. Ho intravisto una massa nera che scompariva\nche scompariva a est, con le sue luci di segnalazione che si spegnevano in lontananza.\nEra la fregata! Mi ero perso.\n\n Aiuto, aiuto!  gridai, nuotando verso l'_Abraham Lincoln_ in preda alla disperazione.\ndisperazione.\n\nI vestiti mi ingombravano, sembravano incollati al mio corpo e paralizzavano i miei\ni miei movimenti.\n\nStavo affondando! Stavo soffocando!\n\n Aiuto!\n\nQuesto fu il mio ultimo grido. La mia bocca si \u00e8 riempita d'acqua; ho lottato contro\nessere trascinata nell'abisso. Improvvisamente i miei vestiti furono afferrati da una mano forte\nmano forte, e mi sentii trascinare velocemente verso la superficie del mare; e\nsentii, s\u00ec, sentii queste parole pronunciate all'orecchio\n\n Se il padrone fosse cos\u00ec gentile da appoggiarsi alla mia spalla, il padrone nuoterebbe con\nnuotare con molta pi\u00f9 facilit\u00e0.\n\nAfferrai con una mano il braccio del mio fedele Conseil.\n\n Sei tu? Ho detto tu?\n\n Io stesso, rispose Conseil, e in attesa degli ordini del padrone.\n\n Che la scossa ha gettato in mare sia te che me?\n\n No; ma essendo al servizio del mio padrone, l'ho seguito.\n\nIl degno compare pens\u00f2 che ci\u00f2 fosse naturale.\n\n E la fregata?  Ho chiesto.\n\n La fregata? rispose Conseil, voltandosi di spalle; credo che il padrone non faccia troppo affidamento su di lei.\nche il padrone farebbe meglio a non contare troppo su di lei.\n\n Lo pensi anche tu?\n\n Dico che, quando mi sono gettato in mare, ho sentito gli uomini alla ruota dire: \"La vite e il timone sono rotti\".\nalla ruota dire: \"La vite e il timone sono rotti\".\n\n Rotto?\n\n S\u00ec, spezzato dai denti del mostro. \u00c8 l'unica ferita che l'_Abraham\nLincoln_ ha subito. Ma \u00e8 un brutto colpo per noi, non risponde pi\u00f9 al timone.\nnon risponde pi\u00f9 al suo timone.\n\n Allora siamo perduti!\n\n Forse s\u00ec, rispose Conseil con calma.  Tuttavia, abbiamo ancora diverse\nore davanti a noi, e in alcune ore si possono fare molte cose.\n\nL'imperturbabile freddezza di Conseil mi rimise in sesto. Nuotai con pi\u00f9\npi\u00f9 vigorosamente; ma, stretto dai vestiti che mi si appiccicavano addosso come un peso di piombo, faticavo a reggermi.\npeso di piombo, sentivo una grande difficolt\u00e0 a reggermi. Conseil se ne accorse.\n\n Il padrone mi lascia fare una fessura? disse; e, infilando un coltello aperto\nsotto i miei vestiti, li strapp\u00f2 da cima a fondo molto rapidamente.\nPoi me li sfil\u00f2 abilmente, mentre io nuotavo per entrambi.\n\nPoi ho fatto lo stesso con Conseil e abbiamo continuato a nuotare l'uno vicino all'altro.\nl'uno all'altro.\n\nTuttavia, la nostra situazione non era meno terribile. Forse la nostra\nforse la nostra scomparsa non era stata notata; e se lo era stata, la fregata non poteva\nnon poteva virare, essendo priva del timone. Conseil si bas\u00f2 su questa\nsupposizione, e dispose i suoi piani di conseguenza. Questo ragazzo flemmatico era\nperfettamente padrone di s\u00e9. Decidemmo allora che, dato che la nostra unica possibilit\u00e0 di salvezza\ndi salvezza era quella di essere raccolti dalle barche di _Abraham Lincoln_, avremmo dovuto\ndi aspettare il pi\u00f9 a lungo possibile. Decisi allora\ndi dividere le nostre forze, in modo da non esaurirle entrambe nello stesso momento.\ne cos\u00ec ci riuscimmo: mentre uno di noi era sdraiato sulla schiena,\nimmobile, con le braccia incrociate e le gambe distese, l'altro nuotava e spingeva l'altro davanti a s\u00e9.\nnuotava e spingeva l'altro davanti. Questa operazione di traino non dur\u00f2\nnon durava pi\u00f9 di dieci minuti a testa; e dandoci il cambio in questo modo potevamo\nnuotare per alcune ore, forse fino all'alba. Povero caso! Ma la speranza \u00e8\ncos\u00ec saldamente radicata nel cuore dell'uomo! Inoltre, eravamo in due.\nDichiaro infatti (anche se pu\u00f2 sembrare inverosimile) che se avessi cercato di distruggere\nogni speranza, se avessi voluto disperare, non avrei potuto.\n\nLa collisione della fregata con il cetaceo si era verificata intorno alle\nalle undici della sera precedente. Ho calcolato che avremmo avuto otto ore per nuotare prima dell'alba.\nore di nuoto prima dell'alba, un'operazione abbastanza fattibile se ci\ndandoci il cambio l'un l'altro. Il mare, molto calmo, era a nostro favore. A volte cercavo di\na volte cercavo di penetrare l'intensa oscurit\u00e0 che veniva dissipata solo dalla fosforescenza\nfosforescenza provocata dai nostri movimenti. Osservavo le onde luminose\nluminose che si infrangevano sulla mia mano, la cui superficie specchiante era punteggiata di anelli\nanelli argentei. Si sarebbe potuto dire che ci trovavamo in un bagno di\nargento vivo.\n\nVerso l'una di notte fui colto da una terribile stanchezza. Le mie\nle mie membra si irrigidirono sotto lo sforzo di un violento crampo. Conseil fu costretto a\nConseil fu costretto a tenermi in piedi e la nostra salvezza dipendeva solo da lui. Ho sentito il\npovero ragazzo ansimare; il suo respiro diventava corto e affrettato. Mi resi conto che\nche non avrebbe potuto resistere ancora a lungo.\n\n Lasciami! Lasciami!  Gli ho detto.\n\n Lasciare il mio padrone? Mai! rispose.  Annegherei prima.\n\nProprio in quel momento la luna apparve attraverso le frange di una spessa nuvola che\nil vento spingeva verso est. La superficie del mare scintillava\nsuoi raggi. Questa luce gentile ci rianim\u00f2. La mia testa miglior\u00f2 di nuovo. I\nguardai tutti i punti dell'orizzonte. Vidi la fregata! Era a cinque\nmiglia da noi e sembrava una massa scura, appena distinguibile. Ma non c'erano\nbarche!\n\nAvrei gridato. Ma a cosa sarebbe servito a una tale distanza!\ndistanza! Le mie labbra gonfie non potevano emettere alcun suono. Conseil riusciva ad\narticolare qualche parola e lo sentii ripetere a intervalli: \"Aiuto!\nAiuto!\n\nI nostri movimenti furono sospesi per un istante; ascoltammo. Potrebbe essere\nsolo un canto all'orecchio, ma mi sembr\u00f2 che un grido rispondesse al grido di Conseil.\ngrido di Conseil.\n\n Hai sentito?  Ho mormorato.\n\n S\u00ec! S\u00ec!\n\nE Conseil fece un'altra telefonata disperata.\n\nQuesta volta non c'\u00e8 stato alcun errore! Una voce umana ha risposto alla nostra! Era\nvoce di un'altra sfortunata creatura, abbandonata in mezzo all'oceano, un'altra vittima dello shock subito dalla nave?\ndell'oceano, un'altra vittima dello shock subito dalla nave? O\nera piuttosto una barca della fregata che ci chiamava nell'oscurit\u00e0?\nbuio?\n\nConseil fece un ultimo sforzo e, appoggiandosi alla mia spalla, mentre io mi sforzavo di\ndisperato, si sollev\u00f2 per met\u00e0 dall'acqua,\npoi ricadde esausto.\n\n Che cosa hai visto?\n\n Ho visto, mormor\u00f2; ho visto, ma non parlare riservando tutte le tue forze!\n\nChe cosa aveva visto? Poi, non so perch\u00e9, mi venne in mente per la prima volta il mostro!\nnella mia testa per la prima volta! Ma quella voce! \u00c8 passato il tempo in cui\nGiona di rifugiarsi nella pancia delle balene! Tuttavia, Conseil mi stava trainando\ndi nuovo con me. Ogni tanto alzava la testa, guardava davanti a noi e lanciava un grido di riconoscimento.\ngrido di riconoscimento, a cui rispondeva una voce che si avvicinava sempre di pi\u00f9.\nsempre pi\u00f9 vicino. La sentivo a malapena. Le mie forze erano esaurite; le mie dita si\nirrigidite; la mia mano non mi dava pi\u00f9 sostegno; la mia bocca,\nbocca, che si apriva convulsamente, si riempiva di acqua salata. Il freddo si insinuava in me. I\nalzai la testa per l'ultima volta, poi affondai.\n\nIn quel momento un corpo duro mi colp\u00ec. Mi aggrappai ad esso: poi sentii che venivo\ndi essere tirato su, di essere portato alla superficie dell'acqua,\nche il mio petto crollasse: svenni.\n\n\u00c8 certo che ci sono arrivato presto, grazie ai vigorosi sfregamenti che ho ricevuto.\nricevute. Ho aperto gli occhi a met\u00e0.\n\n Conseil!  Mormorai.\n\n Il padrone mi chiama? chiese Conseil.\n\nProprio in quel momento, alla luce calante della luna che si stava abbassando all'orizzonte, vidi un volto che non era quello di Conseil e che io\nall'orizzonte, vidi un volto che non era quello di Conseil e che riconobbi subito.\nimmediatamente riconosciuto.\n\n Ned!  Ho pianto.\n\n Lo stesso, signore, che sta cercando il suo premio! rispose il canadese.\n\n Siete stati scaraventati in mare dall'urto della fregata?\n\n S\u00ec, professore; ma pi\u00f9 fortunatamente di lei, sono riuscito a trovare un\nun appoggio quasi diretto su un'isola galleggiante.\n\n Un'isola?\n\n O, pi\u00f9 correttamente, sul nostro gigantesco narvalo.\n\n Spiegati, Ned!\n\n Solo che presto scoprii perch\u00e9 il mio arpione non era entrato nella sua pelle e si era\nsmussato.\n\n Perch\u00e9, Ned, perch\u00e9?\n\n Perch\u00e9, professore, quella bestia \u00e8 fatta di lamiera.\n\nLe ultime parole del canadese produssero un'improvvisa rivoluzione nel mio cervello. I\nmi dimenai velocemente in cima all'essere, o all'oggetto, mezzo fuori dall'acqua, che ci serviva da rifugio.\ndall'acqua, che ci serviva da rifugio. Lo presi a calci. Era evidentemente\nun corpo duro e impenetrabile, e non la sostanza morbida che forma il corpo dei grandi mammiferi marini.\ncorpi dei grandi mammiferi marini. Ma questo corpo duro potrebbe essere un carapace\ncarapace osseo, come quello degli animali antidiluviani; e sarei stato libero di\ndi classificare questo mostro tra i rettili anfibi, come le tartarughe o gli alligatori.\nalligatori.\n\nEbbene, no! Il dorso nerastro che mi sosteneva era liscio, levigato,\nsenza scaglie. Il colpo produsse un suono metallico; e per quanto incredibile\nper quanto incredibile, sembrava, potrei dire, che fosse fatto di piastre rivettate.\npiastre.\n\nNon c'era alcun dubbio! Questo mostro, questo fenomeno naturale che\nche aveva sconcertato il mondo dei dotti e sconvolto e fuorviato l'immaginazione dei marinai di entrambi gli emisferi.\ndi marinai di entrambi gli emisferi, un fenomeno ancora pi\u00f9 stupefacente, in quanto si trattava di un essere semplicemente umano.\nun fenomeno ancora pi\u00f9 sorprendente, in quanto si trattava di una costruzione\ncostruzione umana.\n\nMa non avevamo tempo da perdere. Eravamo sdraiati sul retro di una specie di\nsottomarino, che appariva (per quanto potevo giudicare) come un enorme pesce d'acciaio.\npesce d'acciaio. Ned aveva gi\u00e0 deciso su questo punto. Conseil e io\nnon potevamo che essere d'accordo con lui.\n\nProprio in quel momento inizi\u00f2 un gorgoglio nella parte posteriore di questa strana cosa (che era\nevidentemente azionato da una vite) e cominci\u00f2 a muoversi. Avevamo appena il tempo\ntempo di afferrare la parte superiore, che si innalzava di circa sette piedi dall'acqua.\ndall'acqua, e fortunatamente la sua velocit\u00e0 non era grande.\n\n Finch\u00e9 naviga in orizzontale, mormor\u00f2 Ned Land, non mi importa;\nma se gli viene voglia di immergersi, non darei due pagliuzze per la mia vita.\nvita.\n\nIl canadese avrebbe potuto dire ancora meno. Era diventato davvero necessario\ncomunicare con gli esseri, qualunque cosa fossero, rinchiusi all'interno della macchina.\nmacchina. Cercai dappertutto all'esterno un'apertura, un pannello, o un\nun'apertura, un pannello o un buco per l'uomo, per usare un'espressione tecnica; ma le linee dei rivetti di ferro\ndi ferro, solidamente conficcate nelle giunture delle piastre di ferro, erano chiare e uniformi.\ne uniformi. Inoltre, la luna scomparve in quel momento, lasciandoci nell'oscurit\u00e0 totale.\nbuio.\n\nFinalmente questa lunga notte \u00e8 passata. La mia memoria indistinta mi impedisce di\ndescrivere tutte le impressioni che ha suscitato. Posso solo ricordare una\ncircostanza. Durante alcune pause del vento e del mare, mi \u00e8 sembrato di sentire pi\u00f9 volte\npi\u00f9 volte dei suoni vaghi, una sorta di armonia fuggitiva prodotta da\nparole di comando. Qual era allora il mistero di questa imbarcazione sottomarina, di cui il mondo intero cercava invano di\ncui tutto il mondo cercava invano una spiegazione? Che tipo di esseri\nesistevano in questa strana imbarcazione? Quale agente meccanico provocava la sua\nvelocit\u00e0 prodigiosa?\n\nL'alba \u00e8 apparsa. Le nebbie del mattino ci hanno circondato, ma si sono presto dissolte.\nsi diradarono. Stavo per esaminare lo scafo, che formava sul ponte una specie di piattaforma\nuna sorta di piattaforma orizzontale, quando sentii che stava gradualmente affondando.\n\n Oh! che confusione! grid\u00f2 Ned Land, dando un calcio al piatto che risuonava.  Aprite,\nbricconi inospitali!\n\nFortunatamente il movimento di affondamento cess\u00f2. Improvvisamente un rumore, come di ferri\nspinto violentemente, proveniva dall'interno dell'imbarcazione. Una piastra di ferro\nuna piastra di ferro, apparve un uomo, emise uno strano grido e scomparve immediatamente.\nimmediatamente.\n\nPochi istanti dopo, otto uomini robusti, con il volto mascherato, apparvero\nsenza rumore e ci attirarono nella loro formidabile macchina.\n\n\n\n\nCAPITOLO VIII\nMOBILIS IN MOBILI\n\n\nQuesto rapimento forzato, cos\u00ec approssimativo, fu compiuto con la rapidit\u00e0 di un lampo.\ncon la rapidit\u00e0 di un fulmine. Tremavo tutto. Con chi avevamo a che fare?\ncon chi avevamo a che fare? Senza dubbio una nuova specie di pirati, che esploravano il mare a modo loro.\nmodo proprio.\n\nNon appena lo stretto pannello si chiuse su di me, fui avvolto dall'oscurit\u00e0.\nbuio. I miei occhi, abbagliati dalla luce esterna, non riuscivano a distinguere nulla.\nnulla. Sentii i miei piedi nudi aggrapparsi ai pioli di una scala di ferro. Ned\nLand e Conseil, saldamente afferrati, mi seguirono. In fondo alla\nscala, una porta si apr\u00ec e si chiuse subito dopo di noi con un colpo secco.\n\nEravamo soli. Dove, non saprei dire, a malapena immaginarlo. Tutto era nero,\ne un nero cos\u00ec denso che, dopo alcuni minuti, i miei occhi non erano pi\u00f9 in grado di\nnon erano stati in grado di scorgere nemmeno il pi\u00f9 tenue barlume.\n\nNel frattempo, Ned Land, furioso per queste procedure, diede libero sfogo alla sua\nla sua indignazione.\n\n Perbacco! grid\u00f2, qui c'\u00e8 gente che viene dagli scozzesi per avere\nospitalit\u00e0. Manca solo che siano cannibali. Non mi sorprenderebbe\nnon ne sarei sorpreso, ma dichiaro che non mi mangeranno senza che io\nprotesta.\n\n Calmati, amico Ned, calmati, rispose Conseil, a bassa voce.\n Non gridare prima di essere ferito. Non siamo ancora spacciati.\n\n Non proprio, rispose bruscamente il canadese, ma quasi, in ogni caso.\neventi. Le cose sembrano nere. Per fortuna ho ancora il mio coltello bowie e posso sempre\ne riesco sempre a vedere abbastanza bene da poterlo usare. Il primo di questi pirati che\nmi mette le mani addosso\n\n Non agitarti, Ned, dissi al ramponiere, e non comprometterci con un'inutile violenza.\ncomprometterci con un'inutile violenza. Chi sa se non ci ascolteranno\na noi? Cerchiamo piuttosto di scoprire dove siamo.\n\nAndai a tentoni. In cinque passi arrivai a un muro di ferro, fatto di lastre\nimbullonate tra loro. Poi, voltandomi, urtai contro un tavolo di legno,\nvicino al quale erano disposti diversi sgabelli. Le assi di questa prigione erano\nsotto una spessa stuoia di phormium, che attutiva il rumore dei piedi.\ndei piedi. Le pareti nude non rivelavano alcuna traccia di finestre o porte. Conseil,\nConseil, facendo il giro inverso, mi raggiunse e tornammo al centro della cabina, che misurava circa sei metri per due.\ndella cabina, che misurava circa sei metri per dieci. Per quanto riguarda l'altezza,\nNed Land, nonostante la sua grande altezza, non riusc\u00ec a misurarla.\n\nEra gi\u00e0 passata mezz'ora senza che la nostra situazione fosse migliorata,\nquando la fitta oscurit\u00e0 lasci\u00f2 improvvisamente il posto a una luce estrema. La nostra prigione\nprigione si illumin\u00f2 improvvisamente, cio\u00e8 si riemp\u00ec di una materia luminosa\nluminosa, cos\u00ec forte che all'inizio non riuscivo a sopportarla. Nel suo biancore e nella sua\ne intensit\u00e0 riconobbi quella luce elettrica che giocava intorno al\nsottomarino come un magnifico fenomeno di fosforescenza. Dopo aver\nchiusi involontariamente gli occhi, li riaprii e vidi che questo\nagente luminoso proveniva da un mezzo globo, non lucidato, posto sul tetto della cabina.\ndella cabina.\n\n Finalmente si vede\", grid\u00f2 Ned Land, che, coltello alla mano, si mise sulla difensiva.\nsulla difensiva.\n\n S\u00ec, ho detto; ma siamo ancora all'oscuro di noi stessi.\n\n Che il padrone abbia pazienza, disse l'imperturbabile Conseil.\n\nL'improvvisa illuminazione della cabina mi permise di esaminarla minuziosamente. Essa\nun tavolo e cinque sgabelli. La porta invisibile potrebbe essere\nermeticamente chiusa. Non si sentiva alcun rumore. Tutto sembrava morto all'interno\ninterno di questa barca. Si muoveva, galleggiava sulla superficie dell'oceano o si immergeva nelle sue profondit\u00e0?\no si \u00e8 immersa nelle sue profondit\u00e0? Non riuscivo a indovinare.\n\nSi ud\u00ec un rumore di catenacci, la porta si apr\u00ec e apparvero due uomini.\n\nUno era basso, molto muscoloso, con le spalle larghe e gli arti robusti,\ntesta forte, capelli neri in abbondanza, baffi folti, sguardo rapido e penetrante e la vivacit\u00e0 che caratterizza la popolazione.\nsguardo penetrante e la vivacit\u00e0 che caratterizza la popolazione del sud della Francia.\ndella Francia meridionale.\n\nIl secondo straniero merita una descrizione pi\u00f9 dettagliata. Un discepolo di\nGratiolet o Engel avrebbe letto il suo volto come un libro aperto. Io ho individuato\nle sue qualit\u00e0 prevalenti: la fiducia in se stesso, perch\u00e9 la sua\nperch\u00e9 la sua testa era ben appoggiata sulle spalle e i suoi occhi neri guardavano intorno con\ncon fredda sicurezza; la calma, perch\u00e9 la sua pelle, piuttosto pallida, mostrava la sua\nsangue freddo; l'energia, che si evinceva dalla rapida contrazione delle sue\ne coraggio, perch\u00e9 il suo respiro profondo denotava una grande potenza di\npotenza dei polmoni.\n\nNon saprei dire se questa persona avesse trentacinque o cinquant'anni.\ndire. Era alto, aveva una fronte ampia, un naso dritto, una bocca ben\nbocca, bei denti, con mani sottili e affusolate, indicative di un temperamento altamente\ntemperamento nervoso. Quest'uomo era certamente l'esemplare pi\u00f9 ammirevole che avessi mai incontrato.\nche avessi mai incontrato. Una caratteristica particolare erano i suoi occhi, piuttosto distanti l'uno dall'altro, che potevano\npiuttosto distanti l'uno dall'altro e che riuscivano a cogliere quasi un quarto dell'orizzonte in una sola volta.\ndell'orizzonte in una sola volta.\n\nQuesta facolt\u00e0 (l'ho verificata in seguito) gli dava un campo visivo di gran lunga superiore a quello di Ned Land.\nQuando questo sconosciuto fissava un oggetto, le sue sopracciglia si incontravano, le sue grandi palpebre si chiudevano\nsopracciglia si incontravano, le sue grandi palpebre si chiudevano intorno in modo da contrarre il\ndi visione, e sembrava che ingrandisse gli oggetti\nmeno per la distanza, come se perforasse quegli specchi d'acqua cos\u00ec opachi per i nostri occhi e come se\nopachi ai nostri occhi, e come se leggesse le profondit\u00e0 dei mari.\n\nI due stranieri, con berretti fatti di pelliccia di lontra marina e stivali di pelle di foca, erano vestiti con abiti da marinaio.\nstivali da mare di pelle di foca, erano vestiti con abiti di una particolare\nparticolare, che consentiva il libero movimento degli arti. Il pi\u00f9 alto dei due, evidentemente\npi\u00f9 alto dei due, evidentemente il capo di bordo, ci esamin\u00f2 con grande attenzione, senza dire una parola.\nattenzione, senza dire una parola; poi, rivolgendosi al suo compagno, parl\u00f2 con lui in una lingua\ncon lui in una lingua sconosciuta. Era un dialetto sonoro, armonioso e flessibile.\ndialetto armonioso e flessibile, le cui vocali sembravano ammettere un'accentuazione molto\naccentuazione.\n\nL'altro rispose scuotendo la testa e aggiungendo due o tre parole perfettamente incomprensibili.\nparole perfettamente incomprensibili. Poi sembr\u00f2 interrogarmi con uno\nsguardo.\n\nRisposi in buon francese che non conoscevo la sua lingua; ma lui sembr\u00f2 non capirmi e la mia situazione divenne ancora pi\u00f9 imbarazzante.\nSembrava che non mi capisse e la mia situazione si fece pi\u00f9 imbarazzante.\n\n Se il padrone ci raccontasse la nostra storia, disse Conseil, forse questi\nsignori potrebbero capire qualche parola.\n\nCominciai a raccontare le nostre avventure, articolando ogni sillaba in modo chiaro e senza\nsenza omettere alcun dettaglio. Annunciando i nostri nomi e il nostro grado,\npresentando di persona il professor Aronnax, il suo servo Conseil e il maestro Ned Land, l'arpioniere.\nil maestro Ned Land, il fiociniere.\n\nL'uomo dagli occhi dolci e calmi mi ascolt\u00f2 con calma, persino con gentilezza,\ne con estrema attenzione; ma nulla nel suo volto indicava che\nche avesse capito la mia storia. Quando finii, non disse una parola.\nRestava una risorsa: parlare in inglese. Forse avrebbero conosciuto\nquesta lingua quasi universale. Io la conoscevo, cos\u00ec come il tedesco\ntedesco, abbastanza bene da leggerlo fluentemente, ma non da parlarlo correttamente.\ncorrettamente. Ma, in ogni caso, dobbiamo farci capire.\n\n Vai avanti a tua volta, dissi al ramponiere; parla il tuo miglior anglosassone e cerca di fare meglio di me.\nanglosassone e cerca di fare meglio di me.\n\nNed non si fece pregare e riprese la nostra storia.\n\nCon suo grande disappunto, il ramponiere non sembrava essersi reso\npi\u00f9 comprensibile di quanto avessi fatto io. I nostri visitatori non si mossero. Evidentemente\nnon capivano n\u00e9 la lingua di Arago n\u00e9 quella di Faraday.\n\nMolto imbarazzato, dopo aver invano esaurito le nostre risorse oratorie, non sapevo che parte prendere quando Conseil disse\nnon sapevo che ruolo prendere, quando Conseil disse\n\n Se il maestro me lo permette, lo racconter\u00f2 in tedesco.\n\nMa nonostante i termini eleganti e il buon accento del narratore, la lingua tedesca non ha avuto successo.\ntedesco non aveva successo. Alla fine, sconcertato, cercai di ricordare le mie\ndi ricordare le mie prime lezioni e di raccontare le nostre avventure in latino, ma\nma senza successo. Poich\u00e9 quest'ultimo tentativo non era servito a nulla, i due\nstranieri scambiarono alcune parole nella loro lingua sconosciuta e si ritirarono.\n\nLa porta si chiuse.\n\n \u00c8 un'infame vergogna, grid\u00f2 Ned Land, che scoppi\u00f2 per la ventesima volta.\nventesima volta.  Parliamo a quelle canaglie in francese, inglese, tedesco e latino,\ne latino, e nessuno di loro ha la cortesia di rispondere!\n\n Calmati, dissi all'impetuoso Ned, la rabbia non servir\u00e0 a nulla.\n\n Ma vede, professore, rispose il nostro irascibile compagno, che noi\nche moriremo assolutamente di fame in questa gabbia di ferro?\n\n Bah! disse Conseil, filosoficamente; possiamo resistere ancora per un po'.\n\n Amici miei, ho detto, non dobbiamo disperare. Siamo stati peggio di cos\u00ec.\ndi questa. Fatemi il favore di aspettare un po' prima di formarvi un'opinione sul comandante e sull'equipaggio di questa\nsul comandante e sull'equipaggio di questa nave.\n\n La mia opinione si \u00e8 formata, rispose Ned Land, bruscamente.  Sono dei furfanti.\n\n Bene! E da quale paese?\n\n Dalla terra dei furfanti!\n\n Mio coraggioso Ned, quel paese non \u00e8 chiaramente indicato sul mappamondo; ma ammetto che la nazionalit\u00e0 dei due stranieri \u00e8 difficile da individuare.\ndel mondo; ma ammetto che \u00e8 difficile determinare la nazionalit\u00e0 dei due stranieri.\ndeterminare. N\u00e9 inglesi, n\u00e9 francesi, n\u00e9 tedeschi, questo \u00e8 certo.\nTuttavia, sono propenso a pensare che il comandante e il suo compagno\nsiano nati a basse latitudini. C'\u00e8 sangue meridionale in loro. Ma non posso\nnon riesco a capire dal loro aspetto se siano spagnoli, turchi, arabi o indiani,\narabi o indiani. Per quanto riguarda la loro lingua, \u00e8 del tutto\nincomprensibile.\n\n C'\u00e8 lo svantaggio di non conoscere tutte le lingue, ha detto Conseil,\n o lo svantaggio di non avere una lingua universale.\n\nMentre pronunciava queste parole, la porta si apr\u00ec. Entr\u00f2 un attendente. Ci port\u00f2\nvestiti, cappotti e pantaloni, di una stoffa che non conoscevo. I\nmi affrettai a vestirmi e i miei compagni seguirono il mio esempio. Durante\ntempo, l'intendente muto, forse sordo, aveva sistemato la tavola e\ntre piatti.\n\n Questo \u00e8 qualcosa di simile, ha detto Conseil.\n\n Bah! disse il rancoroso arpioniere, cosa credi che mangino\nqui? Fegato di tartaruga, squalo sfilettato e bistecche di cane di mare.\n\n Vedremo, disse Conseil.\n\nI piatti, di metallo campaniforme, furono messi sul tavolo e noi prendemmo posto.\nposti. Senza dubbio avevamo a che fare con persone civilizzate e, se non fosse stato per la luce elettrica che ci inondava, avrei potuto pensare di essere\nse non fosse stato per la luce elettrica che ci inondava, avrei potuto credere di essere\nnella sala da pranzo dell'Hotel Adelphi di Liverpool o al Grand Hotel di Parigi.\nGrand Hotel di Parigi. Devo dire, tuttavia, che non c'erano n\u00e9 pane n\u00e9 vino.\nn\u00e9 vino. L'acqua era fresca e limpida, ma era acqua e non soddisfaceva i gusti di Ned Land.\nNed non era di suo gradimento. Tra i piatti che ci vennero portati, riconobbi diversi pesci delicatamente\ndiversi pesci delicatamente conditi; ma di alcuni, bench\u00e9 eccellenti, non potevo dare un'opinione.\neccellenti, non potevo dare un'opinione, n\u00e9 sapevo dire a quale regno appartenessero, se animale o\nregno a cui appartenevano, se animale o vegetale. Per quanto riguarda il servizio\nservizio della cena, era elegante e di gusto perfetto. Ogni utensile, cucchiaio,\nforchetta, coltello, piatto, aveva una lettera incisa, con un motto sopra,\ndi cui questo \u00e8 un esatto facsimile:\n\nMOBILIS IN MOBILIS\nN.\n\n\nLa lettera N era senza dubbio l'iniziale del nome dell'enigmatico\npersona che comandava in fondo al mare.\n\nNed e Conseil non hanno riflettuto molto. Divorarono il cibo e io feci altrettanto.\nlo stesso. Inoltre, mi sentivo rassicurato sul nostro destino e sembrava\nevidente che i nostri ospiti non ci avrebbero lasciato morire di fame.\n\nTuttavia, tutto ha una fine, tutto passa, anche la fame di chi non mangia da quindici ore.\ndi chi non mangia da quindici ore. Il nostro appetito\nsoddisfatti, ci siamo sentiti sopraffatti dal sonno.\n\n Fede! Dormir\u00f2 bene, disse Conseil.\n\n Anch'io, rispose Ned Land.\n\nI miei due compagni si distesero sul tappeto della cabina e si addormentarono presto.\npresto addormentati profondamente. Per quanto mi riguarda, troppi pensieri affollavano il mio cervello,\ntroppe domande insolubili mi premevano, troppe fantasie mi facevano tenere gli occhi\nocchi socchiusi. Dove eravamo? Quale strano potere ci portava avanti? I\nsentivo, o meglio credevo di sentire la macchina che sprofondava nei pi\u00f9 bassi\nfondali del mare. Incubi terribili mi assalirono; vedevo in questi misteriosi\nmisteriosi manicomi un mondo di animali sconosciuti, tra i quali questo\nsottomarino sembrava essere dello stesso tipo, vivo, mobile e formidabile come loro.\nformidabile come loro. Poi il mio cervello si \u00e8 calmato, la mia immaginazione ha vagato\nin una vaga incoscienza e presto caddi in un sonno profondo.\n\n\n\n\nCAPITOLO IX\nI TEMPERAMENTI DI NED LAND\n\n\nNon so quanto tempo abbiamo dormito, ma il sonno deve essere durato a lungo,\nperch\u00e9 ci ripos\u00f2 completamente dalle fatiche. Mi svegliai per primo. I miei\ncompagni non si erano mossi ed erano ancora distesi nel loro angolo.\n\nAppena svegliato dal mio divano un po' duro, sentii il mio cervello libero, la mia mente chiara.\nmente chiara. Iniziai quindi un attento esame della nostra cella. Nulla\nera cambiato all'interno. La prigione era ancora una prigione, i prigionieri,\nprigionieri. Tuttavia, l'intendente, durante il nostro sonno, aveva sparecchiato il tavolo.\ntavolo. Respiravo con difficolt\u00e0. L'aria pesante sembrava opprimere i miei\npolmoni. Sebbene la cella fosse grande, evidentemente avevamo consumato gran parte dell'ossigeno\ndell'ossigeno che conteneva. Infatti, ogni uomo consuma, in un'ora\nin un'ora l'ossigeno contenuto in pi\u00f9 di 176 pinte d'aria, e quest'aria,\ncarica (come allora) di una quantit\u00e0 quasi uguale di acido carbonico,\ndiventa irrespirabile.\n\nSi \u00e8 reso necessario rinnovare l'atmosfera della nostra prigione, e senza dubbio\nl'intero battello sottomarino. Questo ha fatto nascere una domanda nella mia\nmente una domanda. Come avrebbe proceduto il comandante di questa dimora galleggiante?\nOtterrebbe l'aria con mezzi chimici, ricavando con il calore l'ossigeno\ncontenuto nel clorato di potassa, e assorbendo l'acido carbonico mediante\npotassa caustica? Oppure, un'alternativa pi\u00f9 comoda, economica e di conseguenza pi\u00f9 probabile\nun'alternativa pi\u00f9 comoda, economica e di conseguenza pi\u00f9 probabile, si accontenterebbe di alzarsi e respirare\nrespirare alla superficie dell'acqua, come un cetaceo, e rinnovare cos\u00ec per ventiquattro ore la\nper ventiquattro ore l'approvvigionamento atmosferico?\n\nIn effetti, ero gi\u00e0 obbligato ad aumentare le mie respirazioni per estrarre da questa cella il\nda questa cella il poco ossigeno che conteneva, quando all'improvviso sono stato\nrinfrescato da una corrente d'aria pura e profumata da emanazioni saline.\nemanazioni saline. Era una brezza marina tonificante, carica di iodio. I\nspalancai la bocca e i miei polmoni si saturarono di particelle fresche.\nparticelle fresche.\n\nNello stesso momento sentii il rollio della barca. Il mostro di ferro era\nevidentemente era appena salito alla superficie dell'oceano per respirare, come le balene.\nmodo delle balene. Scoprii cos\u00ec il modo di ventilare l'imbarcazione.\nbarca.\n\nDopo aver inalato liberamente quest'aria, cercai il tubo che ci portava l'aria benefica e non tardai a trovarlo.\nche ci portava l'aria benefica e non tardai a trovarlo.\nSopra la porta c'era un ventilatore, attraverso il quale volumi di aria fresca\nrinnovare l'atmosfera impoverita della cella.\n\nStavo facendo le mie osservazioni, quando Ned e Conseil si svegliarono quasi contemporaneamente, sotto l'influenza di quest'aria rivitalizzante.\ncontemporaneamente, sotto l'influsso di quest'aria rivitalizzante. Si strofinarono gli occhi\nocchi, si stiracchiarono e in un attimo furono in piedi.\n\n Il padrone ha dormito bene? chiese Conseil, con la consueta cortesia.\n\n Molto bene, mio coraggioso ragazzo. E lei, signor Land?\n\n Con calma, professore. Ma non so se ho ragione o no; sembra che ci sia una brezza marina!\nuna brezza marina!\n\nUn marinaio non poteva sbagliarsi e raccontai al canadese tutto quello che era passato durante il sonno.\npassato durante il sonno.\n\n Bene! disse; questo spiega i ruggiti che abbiamo sentito quando il presunto narvalo\nnarvalo avvist\u00f2 l'_Abraham Lincoln_.\n\n Proprio cos\u00ec, Maestro Land; stava prendendo fiato.\n\n Solo che, signor Aronnax, non ho idea di che ore siano, a meno che non sia\nora di cena.\n\n Ora di cena, mio buon amico? Diciamo piuttosto ora di colazione, perch\u00e9\nabbiamo certamente iniziato un altro giorno.\n\n Quindi, disse Conseil, abbiamo dormito ventiquattro ore?\n\n Questa \u00e8 la mia opinione.\n\n Non voglio contraddirla, rispose Ned Land.  Ma cena o\ncolazione, l'intendente sar\u00e0 il benvenuto, qualunque cosa porti.\n\n Maestro Land, dobbiamo conformarci alle regole di bordo e suppongo che il nostro appetito sia in anticipo sull'ora di cena.\nappetito sia in anticipo rispetto all'ora di cena.\n\n Questo \u00e8 proprio da te, amico Conseil, disse Ned, impaziente.  Lei\nnon sei mai irascibile, sei sempre calmo; vorresti restituire i ringraziamenti prima di\ngrazia, e moriresti di fame piuttosto che lamentarti!\n\nL'ora si avvicinava e noi eravamo terribilmente affamati; e questa volta il cameriere non si present\u00f2.\nsteward non si present\u00f2. Era un po' troppo tempo per lasciarci, se avevano davvero\navevano davvero buone intenzioni nei nostri confronti. Ned Land, tormentato dalle\nfame, si arrabbi\u00f2 ancora di pi\u00f9 e, nonostante la sua promessa, temevo un'esplosione.\npromessa, temevo un'esplosione quando si fosse trovato con uno dei\ndell'equipaggio.\n\nPer altre due ore il carattere di Ned Land aument\u00f2; grid\u00f2, url\u00f2,\nma invano. Le pareti erano sorde. Non si sentiva alcun suono nella\nbarca: tutto era immobile come la morte. Non si muoveva, perch\u00e9 avrei dovuto avvertire\nil movimento tremolante dello scafo sotto l'influenza della vite.\nImmersa nelle profondit\u00e0 delle acque, non apparteneva pi\u00f9 alla terra.\nterra: questo silenzio era terribile.\n\nIo ero terrorizzato, Conseil era calmo, Ned Land ruggiva.\n\nProprio in quel momento si sent\u00ec un rumore all'esterno. I passi risuonarono sulle bandiere di metallo.\nLe serrature furono girate, la porta si apr\u00ec e apparve l'intendente.\n\nPrima che potessi precipitarmi a fermarlo, il canadese lo aveva gettato a terra e lo teneva per la gola.\na terra e lo teneva per la gola. L'amministratore stava soffocando sotto la\nmano potente.\n\nConseil stava gi\u00e0 cercando di staccare la mano del fiociniere dalla sua vittima\nvittima semisoffocata, e io stavo per volare in soccorso, quando all'improvviso fui inchiodato sul posto\nimprovvisamente fui inchiodato sul posto dall'udire queste parole in francese\n\n Stia zitto, maestro Land; e lei, professore, sar\u00e0 cos\u00ec gentile da\nascoltarmi?\n\n\n\n\nCAPITOLO X\nL'UOMO DEI MARI\n\n\nFu il comandante della nave a parlare.\n\nA queste parole, Ned Land si alz\u00f2 di colpo. L'intendente, quasi strangolato,\nquasi strangolato, si allontan\u00f2 a un cenno del suo padrone; ma la forza del comandante a bordo era tale che non un gesto trad\u00ec il risentimento che\ncomandante a bordo, che non un gesto trad\u00ec il risentimento che quest'uomo doveva provare\nquest'uomo doveva provare nei confronti del canadese. Conseil, interessato suo malgrado\ninteressato, stupefatto, attese in silenzio l'esito di questa scena.\nscena.\n\nIl comandante, appoggiato all'angolo di un tavolo con le braccia conserte, ci scrutava con profonda attenzione.\nbraccia conserte, ci scrutava con profonda attenzione. Esitava a parlare?\nSi era pentito delle parole che aveva appena pronunciato in francese? Si potrebbe\nquasi pensarlo.\n\nDopo alcuni istanti di silenzio, che nessuno di noi si sogn\u00f2 di rompere,\n Signori, disse con voce calma e penetrante, parlo francese,\ninglese, tedesco e latino allo stesso modo. Avrei potuto, quindi, rispondervi\navrei potuto rispondervi al nostro primo colloquio, ma ho voluto prima conoscervi,\npoi riflettere. La storia raccontata da ciascuno, del tutto concorde nei\npunti principali, mi ha convinto della vostra identit\u00e0. Ora so che il caso mi ha\nPierre Aronnax, professore di Storia Naturale al Museo di Parigi, che mi ha affidato un\nMuseo di Parigi, incaricato di una missione scientifica all'estero,\nConseil, il suo servitore, e Ned Land, di origine canadese, fiociniere a bordo della fregata _Abraham\na bordo della fregata _Abraham Lincoln_ della marina degli Stati Uniti d'America.\nAmerica.\n\nFeci un inchino di assenso. Non era una domanda che il comandante mi aveva rivolto.\nPertanto non c'era alcuna risposta da dare. Quest'uomo si esprimeva\ncon perfetta disinvoltura, senza alcun accento. Le sue frasi erano ben formulate,\nle sue parole erano chiare e la sua scioltezza di linguaggio notevole. Eppure, non riconoscevo in lui un\nriconosciuto in lui un compatriota.\n\nContinu\u00f2 la conversazione in questi termini:\n\n Avrete sicuramente pensato, signore, che ho tardato a farvi questa seconda visita.\nquesta seconda visita. Il motivo \u00e8 che, riconosciuta la vostra identit\u00e0, volevo\ndesideravo soppesare con maturit\u00e0 il ruolo da tenere nei vostri confronti. Ho esitato\nmolto. Le circostanze pi\u00f9 fastidiose vi hanno portato alla presenza di un uomo che\nun uomo che ha rotto tutti i legami di umanit\u00e0. Siete venuti a disturbare\nla mia esistenza.\n\n Senza volerlo!\n\n Senza volerlo? rispose lo straniero, alzando un po' la voce;\n \u00e8 stato forse involontariamente che l'_Abraham Lincoln_ mi ha inseguito per tutti i\nmari? \u00c8 stato forse involontariamente che vi siete imbarcato su questa fregata?\n\u00c8 stato forse involontario che le vostre palle di cannone siano rimbalzate sul rivestimento\ndella mia nave? \u00c8 stato forse involontario che il signor Ned Land mi abbia colpito con\nil suo arpione?\n\nHo percepito un'irritazione contenuta in queste parole. Ma a queste\nrecriminazioni avevo una risposta molto naturale da dare e l'ho data.\n\n Signore, dissi, senza dubbio ignorate le discussioni che si sono svolte su di voi in America e in Europa.\nche hanno avuto luogo su di voi in America e in Europa. Non sapete che\nincidenti di sommozzatori, causati da collisioni con la vostra macchina sottomarina,\nhanno suscitato l'interesse dell'opinione pubblica nei due continenti. Tralascio le\nipotesi senza numero con le quali si \u00e8 cercato di spiegare il fenomeno\nfenomeno inspiegabile di cui solo voi possedete il segreto. Ma dovete\nMa dovete capire che, inseguendovi in alto mare nel Pacifico, l'_Abraham Lincoln\nPacifico, l'_Abraham Lincoln_ credeva di inseguire qualche\npotente mostro marino, di cui era necessario liberare l'oceano ad ogni costo.\nprezzo.\n\nUn mezzo sorriso incresp\u00f2 le labbra del comandante: poi, in tono pi\u00f9 pacato\n\n M. Aronnax, rispose, osate affermare che la vostra fregata non avrebbe\nnon avrebbe inseguito e cannoneggiato una nave sottomarina quanto un mostro?\n\nQuesta domanda mi imbarazzava, perch\u00e9 certamente il capitano Farragut non avrebbe potuto\nesitare. Avrebbe potuto pensare che fosse suo dovere distruggere un\nun artificio del genere, come avrebbe fatto con un gigantesco narvalo.\n\n Capite dunque, signore, continu\u00f2 lo straniero, che io ho il diritto di\ndiritto di trattarvi come nemici?\n\nNon risposi a nulla, di proposito. Perch\u00e9 a cosa servirebbe discutere\nuna simile proposta, quando la forza potrebbe distruggere i migliori argomenti?\n\n Ho esitato per un po' di tempo, continu\u00f2 il comandante; nulla mi obbligava a mostrarvi ospitalit\u00e0.\nnulla mi obbligava a mostrarvi ospitalit\u00e0. Se scegliessi di separarmi da voi, non avrei alcun interesse\nnon avrei alcun interesse a rivedervi; potrei mettervi sul ponte di questo\nponte di questo vascello che vi ha servito come rifugio, potrei sprofondare\nsotto le acque e dimenticare che sei mai esistito. Non sarebbe\nquesto sarebbe un mio diritto?\n\n Potr\u00e0 anche essere il diritto di un selvaggio, risposi, ma non quello di un uomo\nuomo civilizzato.\n\n Professore, rispose il comandante, rapidamente, non sono quello che voi chiamate un uomo\nuomo civile! Ho chiuso del tutto con la societ\u00e0, per ragioni che solo io\nho il diritto di apprezzare. Non obbedisco quindi alle sue leggi,\ne desidero che non ne parliate mai pi\u00f9 davanti a me!\n\nQuesto fu detto chiaramente. Un lampo di rabbia e di disprezzo si accese negli occhi dello sconosciuto e\ndello Sconosciuto e ho intravisto un passato terribile nella vita di quest'uomo.\nquest'uomo. Non solo si era messo al di l\u00e0 delle leggi umane,\nma si era reso indipendente da esse, libero nell'accezione pi\u00f9 rigorosa del termine.\naccezione pi\u00f9 rigorosa della parola, completamente al di l\u00e0 della loro portata! Chi allora avrebbe osato\ndi inseguirlo in fondo al mare, quando, in superficie, ha sfidato\ntutti i tentativi fatti contro di lui? Quale nave potrebbe resistere all'urto del\ndel suo monitor sottomarino? Quale corazza, per quanto spessa, potrebbe resistere ai colpi del suo\ncolpi del suo sperone? Nessun uomo potrebbe chiedergli conto delle sue azioni.\nDio, se credeva in uno, la sua coscienza, se ne aveva una, erano i soli giudici\ngli unici giudici a cui doveva rendere conto.\n\nQueste riflessioni mi passarono rapidamente per la mente, mentre lo sconosciuto\npersonaggio era silenzioso, assorto e come avvolto in se stesso. I\nlo guardavo con timore misto a interesse, come, senza dubbio, Dito\nguardava la Sfinge.\n\nDopo un lungo silenzio, il comandante riprese la conversazione.\n\n Ho esitato, ha detto, ma ho pensato che il mio interesse potesse essere conciliato con quella piet\u00e0\nconciliare il mio interesse con la piet\u00e0 a cui ogni essere umano ha diritto.\nResterete a bordo del mio vascello, visto che il destino vi ha assegnato l\u00ec. Sarete\nsarete liberi e, in cambio di questa libert\u00e0, vi imporr\u00f2 solo una\nuna sola condizione. La vostra parola d'onore di sottomettervi ad essa sar\u00e0\nbaster\u00e0 la vostra parola d'onore di sottomettervi.\n\n Parlate, signore, risposi.  Suppongo che questa condizione sia una di quelle che un uomo\nd'onore pu\u00f2 accettare?\n\n S\u00ec, signore, si tratta di questo. \u00c8 possibile che alcuni eventi, imprevisti,\nmi obblighino a consegnarvi nelle vostre cabine per qualche ora o per qualche giorno, a seconda dei casi.\ngiorni, a seconda dei casi. Poich\u00e9 desidero non usare mai la violenza, mi aspetto da voi, pi\u00f9 di tutti gli altri, che\nda voi, pi\u00f9 di tutti gli altri, un'obbedienza passiva. In questo modo\nagendo in questo modo, mi assumo tutta la responsabilit\u00e0: Vi assolvo completamente, perch\u00e9\nperch\u00e9 vi rendo impossibile vedere ci\u00f2 che non deve essere visto. Accettate\naccettate questa condizione?\n\nA bordo si verificarono poi cose a dir poco singolari,\ne che non avrebbero dovuto essere viste da persone che non erano al di l\u00e0 della\ndelle leggi sociali. Tra le sorprese che il futuro mi stava\nmi stava preparando il futuro, questa non poteva essere la meno importante.\n\n Accettiamo, ho risposto; ma le chiedo il permesso, signore, di rivolgerle una sola domanda.\ndi rivolgerle una sola domanda.\n\n Parli, signore.\n\n Hai detto che dovremmo essere liberi a bordo.\n\n Interamente.\n\n Le chiedo, allora, cosa intende con questa libert\u00e0?\n\n Solo la libert\u00e0 di andare, di venire, di vedere, di osservare anche tutto quello che\nqui, tranne che in rare circostanze, la libert\u00e0, insomma,\nche ci godiamo noi, i miei compagni e io.\n\nEra evidente che non ci capivamo.\n\n Mi perdoni, signore, ho ripreso, ma questa libert\u00e0 \u00e8 solo quella che ogni\nprigioniero di girare per la sua prigione. A noi non pu\u00f2 bastare.\n\n Tuttavia, deve bastarvi.\n\n Dobbiamo rinunciare per sempre a rivedere il nostro paese, i nostri amici, le nostre relazioni?\nrelazioni?\n\n S\u00ec, signore. Ma rinunciare a quell'insopportabile giogo mondano che gli uomini credono\ncredono sia la libert\u00e0, non \u00e8 forse cos\u00ec doloroso come pensate.\n\n Ebbene, esclam\u00f2 Ned Land, non dar\u00f2 mai la mia parola d'onore di non\ntentare la fuga.\n\n Non vi ho chiesto la vostra parola d'onore, signor Land, rispose il comandante, freddamente.\ncomandante, freddamente.\n\n Signore, risposi, cominciando ad arrabbiarmi mio malgrado, lei abusa della sua situazione nei nostri confronti.\ndella sua situazione nei nostri confronti; \u00e8 una crudelt\u00e0.\n\n No, signore, \u00e8 clemenza. Siete miei prigionieri di guerra. Vi tengo, quando\nquando potrei, con una parola, farvi sprofondare negli abissi dell'oceano. Voi\nmi avete attaccato. Siete venuti a sorprendere un segreto che nessun uomo al mondo deve penetrare.\ndeve penetrare, il segreto di tutta la mia esistenza. E pensi che io\nche io ti rimandi a quel mondo che non deve pi\u00f9 conoscermi?\nMai! Nel trattenerti, non \u00e8 te che custodisco, ma me stesso.\n\nQueste parole indicano una risoluzione presa dal comandante,\ncontro la quale nessuna argomentazione avrebbe prevalso.\n\n Quindi, signore, risposi, ci date semplicemente la possibilit\u00e0 di scegliere tra la vita e la morte?\nmorte?\n\n Semplicemente.\n\n Amici miei, dissi, a una domanda cos\u00ec posta non c'\u00e8 nulla da rispondere.\nrispondere. Ma nessuna parola d'onore ci lega al padrone di questa nave.\n\n Nessuno, signore, rispose lo Sconosciuto.\n\nPoi, con un tono pi\u00f9 dolce, ha proseguito\n\n Ora, permettetemi di concludere quello che ho da dirvi. Vi conosco, M.\nAronnax. Voi e i vostri compagni non avrete, forse, tanto da recriminare\nlamentarvi del caso che vi ha legato al mio destino. Troverete\ntra i libri che sono il mio studio preferito l'opera che lei ha\npubblicato sulle profondit\u00e0 del mare.  L'ho letta spesso. Avete\nha portato avanti il suo lavoro fino a dove la scienza terrestre glielo ha permesso. Ma\nnon sapete tutto, non avete visto tutto. Mi permetta allora di dirle, professore, che non rimpianger\u00e0 il tempo trascorso a bordo della mia nave,\nprofessore, che non rimpianger\u00e0 il tempo trascorso a bordo della mia nave.\nState per visitare la terra delle meraviglie.\n\nQueste parole del comandante hanno avuto un grande effetto su di me. Non posso negarlo.\nnon posso negarlo. Il mio punto debole fu toccato e dimenticai, per un attimo, che la contemplazione di questi argomenti sublimi non valeva la perdita della mia vita.\ncontemplazione di questi argomenti sublimi non valeva la perdita della libert\u00e0.\nlibert\u00e0. Inoltre, confidavo nel futuro per decidere questa grave\nquestione. Cos\u00ec mi accontentai di dire\n\n Con quale nome dovrei rivolgermi a lei?\n\n Signore, rispose il comandante, io non sono altro che il capitano Nemo;\ne voi e i vostri compagni non siete altro per me che i passeggeri del\nNautilus_.\n\nIl Capitano Nemo chiam\u00f2. Apparve uno steward. Il capitano gli diede i suoi ordini\nordini in quella strana lingua che non capivo. Poi,\nrivolgendosi al canadese e al Conseil\n\n Vi aspetta un pasto nella vostra cabina, disse.  Siate cos\u00ec gentili da seguire\nquest'uomo.\n\n E ora, signor Aronnax, la nostra colazione \u00e8 pronta. Permettetemi di farvi strada.\nstrada.\n\n Sono al suo servizio, capitano.\n\nSeguii il Capitano Nemo e, appena varcata la porta,\nmi ritrovai in una specie di passaggio illuminato dall'elettricit\u00e0, simile alla\nalla cintura di una nave. Dopo aver proceduto per una dozzina di metri, si apr\u00ec davanti a me una seconda\nporta si apr\u00ec davanti a me.\n\nEntrai quindi in una sala da pranzo, decorata e arredata con gusto severo.\nAlle due estremit\u00e0 della sala si trovavano alte credenze di quercia intarsiate d'ebano, sui cui ripiani luccicavano porcellane e porcellane.\ndella stanza, e sui loro ripiani luccicavano porcellane, porcellane e vetri di inestimabile valore.\nporcellane e vetri di inestimabile valore. I piatti sul tavolo scintillavano sotto i raggi\nche il soffitto luminoso diffondeva intorno, mentre la luce era temperata e attenuata da\ne ammorbidita da squisiti dipinti.\n\nAl centro della stanza c'era una tavola riccamente imbandita. Il capitano Nemo\nmi indic\u00f2 il posto che dovevo occupare.\n\nLa colazione consisteva in un certo numero di piatti, il cui contenuto era fornito solo dal mare.\nche era fornito solo dal mare; e io ignoravo la natura e il modo di preparazione di alcuni di essi.\ne il modo di preparazione di alcuni di essi. Riconoscevo che erano\nche erano buoni, ma avevano un sapore particolare, al quale mi abituai facilmente.\na cui mi abituai facilmente. Questi diversi alimenti mi sembravano ricchi di fosforo,\ne pensai che dovessero avere un'origine marina.\n\nIl Capitano Nemo mi guard\u00f2. Non gli feci domande, ma lui intu\u00ec i miei pensieri e rispose da solo alle domande che gli rivolsi.\npensieri, e rispose di sua iniziativa alle domande che io\nardentemente di rivolgergli.\n\n La maggior parte di questi piatti sono sconosciuti a te, mi disse.\n Tuttavia, potete mangiarli senza timore. Sono salutari e\nnutrienti. Per molto tempo ho rinunciato al cibo della terra e non mi sono mai ammalato.\ne ora non mi ammalo mai. Il mio equipaggio, che \u00e8 sano, si nutre dello stesso cibo.\n\n Allora, dissi, tutti questi cibi sono prodotti del mare?\n\n S\u00ec, professore, il mare soddisfa tutte le mie esigenze. A volte lancio le mie\nreti a rimorchio, e le tiro dentro pronte a rompersi. A volte caccio in mezzo a questo\nin mezzo a questo elemento che sembra essere inaccessibile all'uomo e\ne catturo la selvaggina che abita le mie foreste sottomarine. Le mie greggi, come\ncome quelle degli antichi pastori di Nettuno, pascolano senza paura nelle immense\npraterie dell'oceano. Ho una vasta propriet\u00e0 l\u00ec, che coltivo io stesso e che viene sempre\ne che \u00e8 sempre seminata dalla mano del Creatore di tutte le cose.\ncose.\n\n Capisco perfettamente, signore, che le vostre reti forniscano un ottimo pesce\nper la vostra tavola; posso capire anche che cacciate selvaggina acquatica nelle vostre\nnelle vostre foreste sottomarine; ma non riesco a capire come una particella di carne, per quanto piccola, possa\ndi carne, per quanto piccola, possa figurare nel vostro conto della spesa.\n\n Questa, che lei crede essere carne, professore, non \u00e8 altro che\nfiletto di tartaruga. Qui ci sono anche dei fegatini di delfino, che voi credete\nper un rag\u00f9 di maiale. Il mio cuoco \u00e8 un tipo intelligente, che eccelle nel\nnel condire questi diversi prodotti dell'oceano. Assaggiate tutti questi piatti.\nQui c'\u00e8 una conserva di oloturia, che un malese dichiarerebbe essere\nche un malese dichiarerebbe non avere rivali al mondo; qui c'\u00e8 una crema il cui latte \u00e8 stato\ncetacei e lo zucchero dal grande fucus del Mare del Nord; e infine, permettetemi di dire che il latte \u00e8 stato fornito dai\nInfine, permettetemi di offrirvi una conserva di anemoni,\nche \u00e8 pari a quella dei frutti pi\u00f9 deliziosi.\n\nHo assaggiato, pi\u00f9 per curiosit\u00e0 che da intenditore, mentre il Capitano Nemo mi incantava con le sue storie straordinarie.\nNemo mi incantava con le sue storie straordinarie.\n\n Le piace il mare, capitano?\n\n S\u00ec, lo adoro! Il mare \u00e8 tutto. Copre sette decimi del globo\nglobo terrestre. Il suo respiro \u00e8 puro e salutare. \u00c8 un immenso\nimmenso deserto, dove l'uomo non si sente mai solo, perch\u00e9 sente la vita agitarsi da tutte le parti.\nda tutte le parti. Il mare \u00e8 solo l'incarnazione di un'esistenza soprannaturale e meravigliosa.\nesistenza soprannaturale e meravigliosa. Non \u00e8 altro che amore ed emozione; \u00e8 l'Infinito vivente, come dice uno dei vostri poeti.\nInfinito, come ha detto uno dei vostri poeti. In effetti, professore, la natura\nsi manifesta in esso con i suoi tre regni, minerale, vegetale e animale.\nanimale. Il mare \u00e8 l'immenso serbatoio della Natura. Il globo \u00e8 iniziato con il\nmare, per cos\u00ec dire; e chi sa se non finir\u00e0 con esso? In esso c'\u00e8\ntranquillit\u00e0 suprema. Il mare non appartiene ai despoti. Sulla sua\nsuperficie gli uomini possono ancora esercitare leggi ingiuste, combattere, farsi a pezzi l'un l'altro e\na pezzi l'un l'altro e lasciarsi trasportare dagli orrori terrestri. Ma a trenta\npiedi sotto il suo livello, il loro regno cessa, la loro influenza si spegne e il loro potere scompare,\ne il loro potere scompare. Ah! Signore, vivete nel seno delle acque!\nacque! L\u00ec c'\u00e8 solo l'indipendenza! L\u00ec non riconosco nessun padrone! L\u00ec\nsono libero!\n\nIl Capitano Nemo si ammutol\u00ec improvvisamente in mezzo a questo entusiasmo, da cui era\nche lo aveva completamente trascinato. Per qualche istante cammin\u00f2 su e gi\u00f9, molto\nsu e gi\u00f9, molto agitato. Poi divenne pi\u00f9 calmo, riacquist\u00f2 la sua abituale\nfreddezza d'espressione, e rivolgendosi a me\n\n Ora, professore, disse, se desiderate andare sul _Nautilus_, sono al vostro servizio.\nal suo servizio.\n\nIl Capitano Nemo si alz\u00f2. Lo seguii. Una doppia porta, ricavata sul retro della sala da pranzo, si apr\u00ec.\ndella sala da pranzo, si apr\u00ec ed entrai in una stanza di dimensioni pari a quelle\na quella che avevo appena lasciato.\n\nEra una biblioteca. Alti mobili di ebano nero violaceo intarsiati di ottone\ndi ebano nero violaceo intarsiato di ottone, sostenevano sui loro ampi scaffali un gran numero di\nlibri uniformemente rilegati. Seguivano la forma della stanza e terminavano\nnella parte inferiore in enormi divani, ricoperti di pelle marrone, che\nerano curvi, per offrire il massimo comfort. Scrivanie leggere e mobili, che potevano\nscorrevoli a piacimento, permettevano di appoggiare il libro durante la lettura.\nlettura. Al centro si trovava un immenso tavolo, coperto di opuscoli,\ntra cui alcuni giornali gi\u00e0 datati. La luce elettrica\nluce elettrica inondava ogni cosa; veniva diffusa da quattro globi non lucidati e semiaffondati\naffondati nelle volute del soffitto. Guardai con vera ammirazione\nquesta stanza, cos\u00ec ingegnosamente allestita, e stentavo a credere ai miei occhi.\nocchi.\n\n Capitano Nemo, dissi al mio ospite, che si era appena sdraiato su uno dei divani, questa \u00e8 una biblioteca che farebbe onore a pi\u00f9 di un\nquesta \u00e8 una biblioteca che farebbe onore a pi\u00f9 di uno dei palazzi continentali.\ndei palazzi continentali, e sono assolutamente sbalordito quando considero che\nche pu\u00f2 seguirvi fino in fondo ai mari.\n\n Dove si potrebbe trovare pi\u00f9 solitudine o silenzio, professore?\nCapitano Nemo.  Il suo studio al Museo le permetteva una cos\u00ec perfetta\nquiete?\n\n No, signore; e devo confessare che \u00e8 molto povero dopo il suo.\nAvrete sei o settemila volumi qui.\n\n Dodicimila, signor Aronnax. Questi sono gli unici vincoli che mi legano alla terra.\nalla terra. Ma io avevo chiuso con il mondo il giorno in cui il mio _Nautilus_\nsi \u00e8 immerso per la prima volta sotto le acque. Quel giorno comprai i miei\nultimi volumi, i miei ultimi opuscoli, le mie ultime carte, e da quel momento voglio pensare che gli uomini\nda quel momento voglio pensare che gli uomini non pensino e non scrivano pi\u00f9. Questi libri,\nProfessore, sono inoltre al suo servizio e pu\u00f2 farne uso\nliberamente.\n\nRingraziai il Capitano Nemo e mi avvicinai agli scaffali della biblioteca.\nLe opere di scienza, morale e letteratura abbondavano in ogni lingua;\nma non vidi nemmeno un'opera di economia politica; quell'argomento sembrava essere\nsembrava essere severamente proibito. Strano a dirsi, tutti questi libri\nerano disposti in modo irregolare, in qualsiasi lingua fossero scritti; e\ne questo miscuglio dimostrava che il capitano della _Nautilus_ doveva aver letto\nindiscriminatamente i libri che aveva preso per caso.\n\n Signore, dissi al Capitano, vi ringrazio per aver messo a mia disposizione questa biblioteca.\nbiblioteca a mia disposizione. Contiene tesori di scienza e ne trarr\u00f2 profitto.\ntrarre profitto da essi.\n\n Questa stanza non \u00e8 solo una biblioteca, disse il Capitano Nemo, \u00e8 anche una\nsala da fumo.\n\n Una sala fumatori!  Ho gridato.  Allora si pu\u00f2 fumare a bordo?\n\n Certamente.\n\n Allora, signore, sono costretto a credere che abbiate mantenuto una\ncomunicazione con Havannah.\n\n No, rispose il capitano.  Accetti questo sigaro, signor Aronnax, e..,\nanche se non proviene dall'Havannah, ne sar\u00e0 soddisfatto, se\nse siete un intenditore.\n\nPresi il sigaro che mi fu offerto; la sua forma ricordava quella dei sigari londinesi, ma sembrava fatto di foglie d'oro.\nLondra, ma sembrava fatto di foglie d'oro. Lo accesi su un piccolo\nbraciere, che poggiava su un elegante stelo di bronzo, e ho aspirato le prime zaffate con il piacere di chi ama fumare.\ne ho aspirato le prime boccate con la gioia di un amante del fumo che non ha\nche non fuma da due giorni.\n\n \u00c8 eccellente, ma non \u00e8 tabacco.\n\n No! rispose il Capitano, questo tabacco non viene n\u00e9 da Havannah\nn\u00e9 dall'Oriente. \u00c8 una specie di alga marina, ricca di nicotina, di cui il mare mi fornisce\nche il mare mi fornisce, ma con una certa parsimonia.\n\nIn quel momento il capitano Nemo apr\u00ec una porta che si trovava di fronte a quella\ndalla quale ero entrato nella biblioteca, e passai in un immenso\nsalotto splendidamente illuminato.\n\nEra una vasta stanza a quattro lati, lunga trenta piedi, larga diciotto e alta quindici.\nquindici di altezza. Un soffitto luminoso, decorato con leggeri arabeschi, diffondeva una luce morbida e chiara su tutte le\nuna luce morbida e chiara su tutte le meraviglie accumulate in questo museo. Perch\u00e9\nera in effetti un museo, in cui una mano intelligente e prodiga aveva raccolto\ntutti i tesori della natura e dell'arte, con la confusione artistica che contraddistingue l'atelier di un pittore.\nconfusione artistica che contraddistingue lo studio di un pittore.\n\nTrenta quadri di prima qualit\u00e0, incorniciati in modo uniforme e separati da drappeggi luminosi, ornavano le pareti\ndrappeggiati, ornavano le pareti, che erano appese a tappezzerie dal disegno severo.\ndisegno. Vidi opere di grande valore, la maggior parte delle quali avevo ammirato nelle\ngran parte delle quali avevo ammirato nelle collezioni speciali d'Europa e nelle mostre di pittura.\ndipinti. Le diverse scuole degli antichi maestri erano rappresentate da una\nMadonna di Raffaello, una Vergine di Leonardo da Vinci, una ninfa di Corregio,\nuna donna di Titano, un'Adorazione del Veronese, un'Assunzione di Murillo, un\nHolbein, un monaco di Velasquez, un martire di Ribera, una fiera di Rubens, due paesaggi fiamminghi.\nRubens, due paesaggi fiamminghi di Teniers, tre piccoli quadri di genere di Gerard Dow, Mow e Moody.\ndi Gerard Dow, Metsu e Paul Potter, due esemplari di G ricault e Prudhonon.\nG ricault e Prudhon, e alcune opere marine di Backhuysen e Vernet.\nTra le opere di pittori moderni c'erano quadri con le firme di Delacroix, Ingres, Prudhon e Vernet.\ndi Delacroix, Ingres, Decamps, Troyon, Meissonier, Daubigny, ecc.\nstatue ammirevoli in marmo e bronzo, secondo i migliori modelli antichi, si trovavano su\nmodelli antichi, si trovavano su piedistalli negli angoli di questo magnifico museo.\nLo stupore, come aveva previsto il capitano del _Nautilus_, aveva gi\u00e0 cominciato ad impossessarsi di me.\naveva gi\u00e0 cominciato ad impossessarsi di me.\n\n Professore, disse questo strano uomo, dovete scusare il modo poco cerimonioso in cui vi ricevo e il disordine di questa stanza.\nmodo in cui vi ricevo e il disordine di questa stanza.\n\n Signore, risposi, senza voler sapere chi siete, riconosco in voi un artista.\nun artista.\n\n Un dilettante, niente di pi\u00f9, signore. In passato amavo collezionare queste\nbelle opere create dalla mano dell'uomo. Le cercavo avidamente e le\nle ho cercate avidamente, le ho cercate instancabilmente e sono riuscito a mettere insieme\nalcuni oggetti di grande valore. Questi sono i miei ultimi ricordi di quel mondo\nche per me \u00e8 morto. Ai miei occhi, i vostri artisti moderni sono gi\u00e0 vecchi;\nhanno due o tremila anni di vita; io li confondo nella mia mente.\nmia mente. I maestri non hanno et\u00e0.\n\n E questi musicisti? dissi, indicando alcune opere di Weber,\nRossini, Mozart, Beethoven, Haydn, Meyerbeer, H rold, Wagner, Auber,\nGounod e di altri ancora, sparse su un grande modello di organo\npianoforte che occupava uno dei pannelli del salotto.\n\n Questi musicisti, rispose il Capitano Nemo, sono contemporanei di Orfeo.\nOrfeo; perch\u00e9 nella memoria dei morti tutte le differenze cronologiche\ncronologiche vengono cancellate; e io sono morto, professore, tanto quanto i vostri amici che dormono a due metri sotto terra!\namici che dormono a due metri sotto terra!\n\nIl Capitano Nemo era silenzioso e sembrava perso in una profonda fantasticheria. I\ncon profondo interesse, analizzando in silenzio la strana espressione del suo volto.\nespressione del suo volto. Appoggiato con il gomito all'angolo di un tavolo di\nun costoso tavolo a mosaico, non mi vedeva pi\u00f9, aveva dimenticato la mia presenza.\npresenza.\n\nNon ho disturbato questa fantasticheria e ho continuato a osservare le\ncuriosit\u00e0 che arricchivano il salotto.\n\nSotto eleganti teche di vetro, fissate da rivetti di rame, erano classificate ed etichettate le pi\u00f9 preziose\nle pi\u00f9 preziose produzioni del mare mai presentate all'occhio di un naturalista.\nall'occhio di un naturalista. La mia gioia di professore pu\u00f2 essere\nconcepito.\n\nLa divisione che contiene le zoofite presentava gli esemplari pi\u00f9 curiosi\nesemplari dei due gruppi di polipi ed echinodermi. Nel primo\ngruppo, i tubipori, c'erano gorgonie disposte a ventaglio, spugne molli della Siria, isole delle Molucche, pennatule, un'ammirevole spugna\nspugne molli della Siria, isole delle Molucche, pennatule, una mirabile virgularia dei mari norvegesi, unicorni variegati\ndei mari norvegesi, unbellularia variegata, alcionari, un'intera serie di madrepore che\nmadrepore, che il mio maestro Milne Edwards ha abilmente classificato.\nclassificate dal mio maestro Milne Edwards, tra le quali ho notato alcune meravigliose flabelline oculine\ndell'Isola di Bourbon, la macchina di Nettuno delle Antille, superbe variet\u00e0 di coralli\nvariet\u00e0 di coralli, insomma, ogni specie di quei curiosi polipi di cui sono formate intere isole.\nche formano intere isole, che un giorno diventeranno continenti.\nTra gli echinodermi, notevoli per il loro rivestimento di spine, gli asteri,\nastri, pantacrini, comatole, ast rofoni, echini, oloturi, ecc,\nrappresentavano singolarmente una collezione completa di questo gruppo.\n\nUn conchilologo un po' nervoso sarebbe certamente svenuto di fronte a\naltri casi pi\u00f9 numerosi, in cui erano classificati gli esemplari di\nmolluschi. Si trattava di una collezione di inestimabile valore, che il tempo non mi permette di descrivere minuziosamente.\ndescrivere minuziosamente. Tra questi esemplari citer\u00f2 a memoria\nsolo l'elegante pesce martello reale dell'Oceano Indiano, le cui regolari macchie bianche spiccavano\nmacchie bianche spiccavano su un fondo rosso e marrone, uno spondilo imperiale, di colore\nspondilo imperiale, dai colori vivaci e irto di spine, un esemplare raro nei musei europei (ho stimato il suo valore).\nmusei europei (ho stimato il suo valore a non meno di 1000); un pesce martello comune dei mari\nun pesce martello comune dei mari della Nuova Olanda, che si procura solo con\nesotici del Senegal; fragili conchiglie bivalvi bianche, che un soffio potrebbe\nconchiglie bivalvi bianche fragili, che un soffio potrebbe frantumare come una bolla di sapone; diverse\nvariet\u00e0 dell'aspirgillum di Giava, una sorta di tubo calcareo, orlato di pieghe\ncon pieghe frondose e molto discusso dai dilettanti; un'intera serie di\ntrochi, alcuni giallo-verdastri, che si trovano nei mari americani, altri bruno-rossastri, originari dei mari americani.\nrossastri, originari delle acque australiane; altri provenienti dal Golfo del Messico, notevoli per la loro\nMessico, degni di nota per la loro conchiglia imbricata; gli stellari che si trovano nei\nmari meridionali; e infine, il pi\u00f9 raro di tutti, il magnifico sperone della Nuova Zelanda.\nNuova Zelanda; e ogni descrizione di conchiglie delicate e fragili alle quali la\nla scienza ha dato nomi appropriati.\n\nA parte, in scomparti separati, erano stese coroncine di perle di grande bellezza, che riflettevano la luce elettrica in piccoli\ndi grande bellezza, che riflettevano la luce elettrica in piccole scintille di fuoco\nscintille di fuoco; perle rosa, strappate alla pinna-marina del Mar Rosso;\nperle verdi dell'iris haliotyde; perle gialle, blu e nere, le curiose produzioni dei diversi molluschi.\nperle gialle, blu e nere, curiose produzioni dei diversi molluschi di tutti gli oceani, e di certe cozze dei corsi d'acqua.\ndei corsi d'acqua del Nord; infine, alcuni esemplari di inestimabile valore che erano stati\ndi inestimabile valore che erano stati raccolti dalle pintadine pi\u00f9 rare.\nAlcune di queste perle erano pi\u00f9 grandi di un uovo di piccione e valevano altrettanto e pi\u00f9 di quelle che i pescatori\ne valevano quanto e pi\u00f9 di quelle che il viaggiatore Tavernier vendette allo Sci\u00e0 di Persia per tre milioni.\ndi Persia per tre milioni, e superavano quella in possesso dell'Imaum di Muscat.\nImaum di Muscat, che credevo non avesse rivali al mondo.\nmondo.\n\nPertanto, stimare il valore di questa collezione era semplicemente\nimpossibile. Il Capitano Nemo deve aver speso milioni di dollari per l'acquisizione di questi\ndi questi vari esemplari, e stavo pensando a quale fonte avesse potuto\nda cui poteva aver attinto per poter appagare la sua voglia di collezionare, quando fui interrotto da queste parole\ncollezionismo, quando fui interrotto da queste parole\n\n Sta esaminando le mie conchiglie, professore? Senza dubbio devono essere\ninteressanti per un naturalista, ma per me hanno un fascino molto pi\u00f9 grande,\nperch\u00e9 le ho raccolte tutte con la mia mano e non c'\u00e8 un mare sulla faccia del globo\nsulla faccia del globo che sia sfuggito alle mie ricerche.\n\n Capisco, capitano, il piacere di vagare in mezzo a tali ricchezze.\ndi tali ricchezze. Lei \u00e8 uno di quelli che hanno raccolto i loro tesori\nda soli. Nessun museo in Europa possiede una tale collezione di prodotti dell'oceano.\nprodotti dell'oceano. Ma se esaurisco tutta la mia ammirazione su di essa, non mi rimarr\u00e0 nulla\nnon mi rester\u00e0 nulla per la nave che la trasporta. Non voglio\nsegreti; ma devo confessare che questo _Nautilus_, con la forza motrice che \u00e8 racchiusa\nla forza motrice che vi \u00e8 racchiusa, gli espedienti che permettono di\ndi farlo funzionare, il potente agente che lo spinge, tutto ci\u00f2 eccita la mia\ncuriosit\u00e0 al massimo grado. Vedo appesi alle pareti di questa\ndi questa stanza strumenti di cui ignoro l'uso.\n\n Troverete questi stessi strumenti nella mia stanza, professore, dove\navr\u00f2 molto piacere di spiegarle il loro uso. Ma prima\nprima, per\u00f2, venga a vedere la cabina che \u00e8 stata riservata a lei. Dovete\ndeve vedere come sar\u00e0 sistemato a bordo del _Nautilus_.\n\nSeguii il capitano Nemo che, da una delle porte che si aprono da ogni pannello del salotto, riprese la vita.\ndel salotto, aveva ripreso la vita. Mi condusse verso\nprua e l\u00ec trovai non una cabina, ma una stanza elegante, con un letto, un tavolo da toeletta e diversi altri mobili.\nletto, un tavolo da toeletta e diversi altri mobili.\n\nNon potevo che ringraziare il mio ospite.\n\n La vostra stanza confina con la mia, disse, aprendo una porta, e la mia si apre sul salotto che abbiamo appena lasciato.\nsalotto che abbiamo appena lasciato.\n\nEntrai nella stanza del Capitano: aveva un aspetto severo, quasi monacale,\naspetto severo, quasi monacale. Un piccolo letto di ferro, un tavolo, alcuni oggetti per la toilette;\nil tutto illuminato da un lucernario. Nessun comfort, solo lo stretto necessario.\nsolo.\n\nIl Capitano Nemo indic\u00f2 un posto a sedere.\n\n Faccia la cortesia di sedersi\", mi disse. Mi sedetti e lui cominci\u00f2\ncos\u00ec:\n\n\n[La stanza del Capitano Nemo\n\n\n\n\nCAPITOLO XI\nTUTTO CON L'ELETTRICIT\u00c0\n\n\n Signore, disse il capitano Nemo, mostrandomi gli strumenti appesi alle pareti della sua\ndella sua stanza, ecco gli strumenti necessari per la navigazione del\nnavigazione del _Nautilus_. Qui, come in salotto, li ho sempre sotto gli occhi e mi indicano la mia posizione.\nsempre sotto gli occhi, e mi indicano la mia posizione e l'esatta direzione\nin mezzo all'oceano. Alcuni sono gi\u00e0 noti, come il\nil termometro, che indica la temperatura interna del _Nautilus;_ il barometro, che indica il peso della nave\nil barometro, che indica il peso dell'aria e preannuncia le\ndel tempo; l'igrometro, che indica il grado di secchezza dell'atmosfera; il vetro da tempesta, che indica il grado di secchezza della\ndell'atmosfera; il vetro da tempesta, il cui contenuto, decomponendosi,\nl'avvicinarsi di tempeste; la bussola, che guida la mia rotta;\nil sestante, che indica la latitudine in base all'altezza del sole;\ncronometri, con i quali calcolo la longitudine, e occhiali per il giorno e per la notte, con i quali esamino\ne di notte, che uso per esaminare i punti dell'orizzonte, quando il\nQuando il _Nautilus_ si alza sulla superficie delle onde.\n\n Questi sono i soliti strumenti nautici, risposi, e ne conosco l'uso.\nl'uso che se ne fa. Ma questi altri, senza dubbio, rispondono alle particolari\nesigenze del _Nautilus_. Questo quadrante con l'ago mobile \u00e8 un\nmanometro, vero?\n\n Si tratta in realt\u00e0 di un manometro. Ma comunicando con l'acqua, di cui indica la\npressione esterna, fornisce allo stesso tempo la nostra profondit\u00e0.\n\n E questi altri strumenti, di cui non riesco a immaginare l'uso?\n\n Ecco, professore, devo darle alcune spiegazioni. Sar\u00e0\ncos\u00ec gentile da ascoltarmi?\n\nRimase in silenzio per qualche istante, poi disse\n\n C'\u00e8 un agente potente, obbediente, rapido, facile, che si adatta a ogni uso e regna sovrano a bordo della mia nave.\nogni uso e regna sovrano a bordo della mia nave. Tutto viene fatto per\nper mezzo di esso. La illumina, la riscalda ed \u00e8 l'anima del mio apparato meccanico.\nmeccanica. Questo agente \u00e8 l'elettricit\u00e0.\n\n Elettricit\u00e0?  Ho gridato di sorpresa.\n\n S\u00ec, signore.\n\n Tuttavia, Capitano, lei possiede un'estrema rapidit\u00e0 di movimento,\nche non si accorda con la potenza dell'elettricit\u00e0. Finora la sua\nforza dinamica \u00e8 rimasta sotto controllo ed \u00e8 stata in grado di produrre solo\nprodurre una piccola quantit\u00e0 di energia.\n\n Professore, disse il Capitano Nemo, la mia elettricit\u00e0 non \u00e8 quella di tutti.\nsapete di cosa \u00e8 composta l'acqua di mare. In mille grammi si trova il 96\nper cento di acqua e circa il 2-2\/3 per cento di cloruro di sodio;\npoi, in quantit\u00e0 minore, cloruri di magnesio e di potassio,\nbromuro di magnesio, solfato di magnesia, solfato e carbonato di calce.\ncalce. Vedete, quindi, che il cloruro di sodio ne costituisce una gran parte.\n\u00c8 quindi questo sodio che estraggo dall'acqua di mare e di cui compongo gli ingredienti.\ncomporre i miei ingredienti. Devo tutto all'oceano; esso produce elettricit\u00e0 e l'elettricit\u00e0 d\u00e0 calore, luce e\nelettricit\u00e0, e l'elettricit\u00e0 d\u00e0 calore, luce, movimento e, in una parola,\nvita al _Nautilus_.\n\n Ma non l'aria che respirate?\n\n Potrei fabbricare l'aria necessaria al mio consumo, ma \u00e8 inutile, perch\u00e9 salgo a galla quando voglio.\n\u00e8 inutile, perch\u00e9 salgo alla superficie dell'acqua quando mi pare.\nTuttavia, se l'elettricit\u00e0 non mi fornisce l'aria da respirare, fa funzionare almeno le potenti pompe che sono immagazzinate in ampi spazi.\nse l'elettricit\u00e0 non mi fornisce l'aria da respirare, fa funzionare almeno le potenti pompe che sono immagazzinate in ampi\nserbatoi e che mi permettono di prolungare a piacimento la mia permanenza nelle profondit\u00e0 dell'acqua.\nprolungare la mia permanenza nelle profondit\u00e0 del mare. D\u00e0 una luce uniforme e\nluce uniforme e ininterrotta, cosa che il sole non fa. Ora guardate questo orologio;\n\u00e8 elettrico e va con una regolarit\u00e0 che sfida i migliori cronometri.\ncronometri. L'ho diviso in ventiquattro ore, come gli orologi\norologi italiani, perch\u00e9 per me non c'\u00e8 n\u00e9 notte n\u00e9 giorno, n\u00e9 sole n\u00e9 luna, ma solo quella fittizia\nluna, ma solo quella luce fittizia che porto con me in fondo al mare.\ndel mare. Guardate: sono le dieci del mattino.\n\n Esattamente.\n\n Un'altra applicazione dell'elettricit\u00e0. Questo quadrante appeso davanti a noi\nindica la velocit\u00e0 del _Nautilus_. Un filo elettrico lo mette in comunicazione\nun filo elettrico lo mette in comunicazione con la vite e l'ago indica la velocit\u00e0 reale.\nGuardate! Ora stiamo girando con una velocit\u00e0 uniforme di quindici miglia all'ora.\nall'ora.\n\n \u00c8 meraviglioso! E vedo, Capitano, che ha fatto bene a servirsi di questo\nquesto agente che prende il posto del vento, dell'acqua e del vapore.\n\n Non abbiamo finito, signor Aronnax, disse il capitano Nemo, alzandosi.  Se volete seguirmi\nse volete seguirmi, esamineremo la poppa del _Nautilus_.\n\nIn realt\u00e0, conoscevo gi\u00e0 la parte anteriore di questo battello sottomarino, di cui questa \u00e8 l'esatta suddivisione, a partire dalla testa del battello.\ndi cui questa \u00e8 l'esatta suddivisione, a partire dalla testa della nave: la sala da pranzo, lunga cinque metri, separata dalla biblioteca\nsala da pranzo, lunga cinque metri, separata dalla biblioteca da un\ndivisorio a tenuta stagna; la biblioteca, lunga cinque metri; l'ampio\nsalotto, lungo dieci iarde, separato dalla stanza del capitano da un\nun secondo divisorio a tenuta stagna; la suddetta stanza, lunga cinque iarde;\nmia, due metri e mezzo; e infine un serbatoio d'aria, lungo sette metri e mezzo, che si estendeva fino al\ne mezzo, che si estendeva fino a prua. Lunghezza totale trentacinque metri,\novvero centocinque piedi. Le pareti divisorie avevano porte chiuse\nermeticamente per mezzo di strumenti di gomma india, che garantivano la sicurezza del _Nautilililandia_.\nsicurezza del _Nautilus_ in caso di falla.\n\nSeguii il Capitano Nemo attraverso la vita e arrivai al centro della barca.\ndella barca. C'era una specie di pozzo che si apriva tra due pareti divisorie.\nUna scala di ferro, fissata con un gancio di ferro alla parete divisoria, portava all'estremit\u00e0 superiore.\nestremit\u00e0 superiore. Chiesi al capitano a cosa servisse quella scala.\n\n Porta alla piccola barca, ha detto.\n\n Avete una barca?  esclamai sorpreso.\n\n Certo; un'eccellente imbarcazione, leggera e insommergibile, che serve sia come\ncome imbarcazione da pesca o da diporto.\n\n Ma poi, quando volete imbarcarvi, siete obbligati a venire a galla?\nsuperficie dell'acqua?\n\n Non \u00e8 affatto cos\u00ec. Questa barca \u00e8 attaccata alla parte superiore dello scafo del\nNautilus_, e occupa una cavit\u00e0 creata per essa. \u00c8 coperta, \u00e8 a tenuta stagna e\n\u00e8 coperta, a tenuta stagna, e tenuta insieme da solidi bulloni. Questa scala conduce a un\nuomo nello scafo del _Nautilus_, che corrisponde a un foro analogo praticato nella fiancata del _Nautilus_.\nforo analogo praticato nella fiancata della barca. Da questa doppia apertura si accede\nnella piccola imbarcazione. Loro chiudono quella del _Nautilus_; io chiudo l'altra con la pressione di una vite.\nl'altra per mezzo della pressione della vite. Allento i bulloni e la\ne la piccola imbarcazione sale alla superficie del mare con una rapidit\u00e0 prodigiosa.\nApro quindi il pannello del ponte, accuratamente chiuso fino a quel momento; lo albero, isso le vele, prendo il comando della\nl'albero, isso la vela, prendo i remi e parto.\n\n Ma come si fa a tornare a bordo?\n\n Non torno indietro, M. Aronnax; il _Nautilus_ viene da me.\n\n Per suo ordine?\n\n Per mio ordine. Un filo elettrico ci collega. Io gli telegrafo, e\n\u00e8 sufficiente.\n\n Davvero, dissi, stupito da queste meraviglie, nulla pu\u00f2 essere pi\u00f9\nsemplice.\n\nDopo aver passato la gabbia della scala che portava alla piattaforma\npiattaforma, vidi una cabina lunga due metri e mezzo, in cui Conseil e Ned Land,\nincantati dal loro pasto, lo stavano divorando con avidit\u00e0. Poi una\nuna porta che si apriva in una cucina lunga tre metri, situata tra i grandi magazzini.\nmagazzini. L\u00ec l'elettricit\u00e0, meglio del gas stesso, si occupava di tutta la\ncottura. I flussi sotto i forni fornivano alle spugne di platina un calore che veniva regolarmente\ndi platina un calore che veniva regolarmente mantenuto e distribuito. Inoltre\nun apparato di distillazione che, per evaporazione, forniva un'ottima acqua potabile.\nun'ottima acqua potabile. Vicino a questa cucina c'era un bagno comodamente\narredato, con rubinetti per l'acqua calda e fredda.\n\nAccanto alla cucina c'era la camera da letto del vascello, lunga circa 15 metri.\nMa la porta era chiusa e non potevo vederne la gestione, che avrebbe potuto darmi un'idea del numero di uomini impiegati a bordo.\nche avrebbe potuto darmi un'idea del numero di uomini impiegati a bordo del\nNautilus_.\n\nIn fondo c'era una quarta parete divisoria che separava questo ufficio dalla sala macchine.\ndalla sala macchine. Una porta si apr\u00ec e mi ritrovai nel compartimento dove il capitano Nemo, certamente un ingegnere di alto livello, aveva\nin cui il Capitano Nemo, certamente un ingegnere di alto livello, aveva\naveva sistemato i macchinari della sua locomotiva. Questa sala macchine, ben illuminata,\nnon misurava meno di sessantacinque piedi di lunghezza. Era divisa in due parti\nin due parti: la prima conteneva i materiali per la produzione di elettricit\u00e0\nelettricit\u00e0, e la seconda i macchinari che la collegavano alla vite.\nvite. Lo esaminai con grande interesse, per capire il meccanismo del\nmacchinari del _Nautilus_.\n\n Vedete, disse il Capitano, io uso gli strumenti di Bunsen, non quelli di Ruhmkorff.\nRuhmkorff. Quelli non sarebbero stati abbastanza potenti. I Bunsen sono\nsono meno numerosi, ma forti e grandi, e l'esperienza dimostra che sono i migliori.\nil migliore. L'elettricit\u00e0 prodotta passa in avanti, dove funziona, attraverso\nmagneti di grandi dimensioni, su un sistema di leve e ruote dentate che trasmettono il movimento all'asse della macchina.\nche trasmettono il movimento all'asse della vite. Questa, il cui\ndiametro di diciannove piedi e la filettatura di ventitr\u00e9 piedi,\ncompie circa centoventi giri al secondo.\n\n E poi si ottiene?\n\n Una velocit\u00e0 di cinquanta miglia all'ora.\n\n Ho visto la nave _Nautilus_ precedere l'_Abraham Lincoln_ e ho le mie idee sulla sua velocit\u00e0.\nHo le mie idee sulla sua velocit\u00e0. Ma questo non basta. Dobbiamo\nvedere dove andiamo. Dobbiamo essere in grado di dirigerlo a destra, a sinistra, sopra e sotto.\nsinistra, sopra, sotto. Come si fa ad arrivare alle grandi profondit\u00e0, dove si trova\nuna resistenza crescente, valutata in centinaia di atmosfere?\nCome si fa a tornare alla superficie dell'oceano? E come vi mantenete nel\ncome vi mantenete nel mezzo richiesto? Sto chiedendo troppo?\n\n Niente affatto, professore, rispose il capitano, con una certa esitazione;\n visto che non potr\u00e0 mai lasciare questo sommergibile. Venga nel salone,\n\u00e8 il nostro studio abituale, e l\u00ec imparer\u00e0 tutto ci\u00f2 che vuole sapere\nsul _Nautilus_.\n\n\n\n\nCAPITOLO XII\nALCUNE FIGURE\n\n\nUn attimo dopo eravamo seduti su un divano nel salone a fumare. Il\nIl capitano mi mostr\u00f2 uno schizzo che riportava la pianta, la sezione e l'elevazione del\ndel _Nautilus_. Poi inizi\u00f2 la sua descrizione con queste parole:\n\n Ecco, signor Aronnax, le varie dimensioni della barca in cui si trova.\n\u00c8 un cilindro allungato con le estremit\u00e0 coniche. \u00c8 molto simile a un sigaro\nforma, una forma gi\u00e0 adottata a Londra in diverse costruzioni dello stesso tipo.\ndello stesso tipo. La lunghezza di questo cilindro, da prua a poppa, \u00e8 di esattamente 232 piedi.\nesattamente 232 piedi e la sua larghezza massima \u00e8 di ventisei piedi. Non \u00e8\nnon \u00e8 costruito come i vostri piroscafi da lungo viaggio, ma le sue linee sono sufficientemente lunghe e le sue curve sono\nma le sue linee sono sufficientemente lunghe e le sue curve abbastanza prolungate da permettere all'acqua di\ndi scivolare via facilmente e non opporre alcun ostacolo al suo passaggio. Queste due\ndimensioni consentono di ottenere, con un semplice calcolo, la superficie e il contenuto cubico del\ncontenuto cubico del _Nautilus_. La sua superficie misura 6032 piedi; e il suo\ncontenuto circa 1500 metri cubi, vale a dire che quando \u00e8 completamente\nimmerso sposta 50.000 piedi d'acqua o pesa 1500 tonnellate.\n\n Quando ho fatto i progetti per questo sottomarino, intendevo che\nnove decimi di esso dovessero essere sommersi: di conseguenza, avrebbe dovuto spostare solo\nspostare solo nove decimi del suo volume, cio\u00e8 pesare solo quel numero di tonnellate.\nnumero di tonnellate. Non avrei quindi dovuto superare questo peso,\ncostruendolo con le suddette dimensioni.\n\n Il _Nautilus_ \u00e8 composto da due scafi, uno interno e l'altro esterno, uniti da ferri a T che lo rendono molto resistente.\nesterno, uniti da ferri a forma di T, che lo rendono molto resistente. Infatti,\ngrazie a questa disposizione cellulare resiste come un blocco, come se fosse\nsolido. I suoi lati non possono cedere; la sua coerenza \u00e8 spontanea, e non\ndalla vicinanza dei rivetti; e l'omogeneit\u00e0 della sua costruzione,\nomogeneit\u00e0 della sua costruzione, dovuta alla perfetta unione dei materiali, le permette di sfidare i mari pi\u00f9\nmare pi\u00f9 agitato.\n\n Questi due scafi sono composti da lastre d'acciaio, la cui densit\u00e0 varia da .7 a .8 rispetto a quella dell'acqua.\na .8 quella dell'acqua. Il primo ha uno spessore di almeno due pollici e mezzo e pesa 394 tonnellate.\nspessore e pesa 394 tonnellate. Il secondo involucro, la chiglia, alto venti pollici e spesso dieci\ne dieci di spessore, pesa da solo sessantadue tonnellate. Il motore, la\nza zavorra, i vari accessori e appendici dell'apparato, le\ndivisori e paratie, pesano 961,62 tonnellate. Seguite tutto questo?\n\n Lo faccio.\n\n Quindi, quando il _Nautilus_ \u00e8 a galla in queste circostanze,\nun decimo \u00e8 fuori dall'acqua. Ora, se ho costruito dei serbatoi di dimensioni\ndi dimensioni pari a questo decimo, ovvero in grado di contenere 150 tonnellate, e se li riempio d'acqua, la barca, che pesa allora 150 tonnellate\nd'acqua, la barca, che pesa allora 1507 tonnellate, sar\u00e0 completamente\nimmersa. Questo accadrebbe, professore. Questi bacini si trovano nelle\nparti inferiori del _Nautilus_. Apro i rubinetti e si riempiono, e la nave affonda che era appena a livello.\naffonda il recipiente che era appena a livello con la superficie.\n\n Bene, capitano, ma ora veniamo alla vera difficolt\u00e0. Posso capire che\ncapire la sua risalita in superficie; ma immergendosi sotto la superficie,\nil vostro marchingegno sottomarino non subisce una pressione e di conseguenza\ne di conseguenza non subisce una spinta verso l'alto di un'atmosfera per ogni\nogni trenta piedi d'acqua, circa quindici libbre per pollice quadrato?\n\n Proprio cos\u00ec, signore.\n\n Allora, a meno che non si riempia del tutto il _Nautilus_, non vedo come si possa\nscendere a quelle profondit\u00e0.\n\n Professore, non deve confondere la statica con la dinamica o si esporr\u00e0 a gravi errori.\ngravi errori. Il lavoro speso per raggiungere le regioni\nregioni pi\u00f9 basse dell'oceano, perch\u00e9 tutti i corpi hanno la tendenza ad affondare.\nQuando ho voluto scoprire l'aumento di peso necessario per far\naffondare il _Nautilus_, dovevo solo calcolare la riduzione di volume che l'acqua di mare\nche l'acqua di mare subisce a seconda della profondit\u00e0.\n\n Questo \u00e8 evidente.\n\n Ora, se l'acqua non \u00e8 assolutamente incomprimibile, \u00e8 almeno capace di\ndi una compressione molto leggera. Infatti, secondo i calcoli pi\u00f9 recenti\nquesta riduzione \u00e8 solo 0,000436 di atmosfera per ogni trenta piedi di profondit\u00e0.\nprofondit\u00e0. Se volessimo affondare per 3.000 piedi, dovrei tenere conto della\nriduzione di massa sotto una pressione pari a quella di una colonna d'acqua\ndi mille piedi. Il calcolo \u00e8 facilmente verificabile. Ora, ho\nserbatoi supplementari in grado di contenere cento tonnellate. Pertanto posso\nposso affondare fino a una profondit\u00e0 considerevole. Quando voglio risalire al livello del mare\nmare, lascio solo l'acqua e svuoto tutti i serbatoi se voglio che il _Nautilus_ emerga dalla decima parte del mare.\nse voglio che il _Nautilus_ emerga dalla decima parte della sua capacit\u00e0 totale.\ncapacit\u00e0 totale.\n\nNon avevo nulla da obiettare a questi ragionamenti.\n\n Ammetto i suoi calcoli, capitano, risposi; avrei sbagliato a contestarli, visto che l'esperienza quotidiana li conferma.\nnon dovrei contestarli, visto che l'esperienza quotidiana li conferma; ma prevedo una vera e propria\ndifficolt\u00e0 nel percorso.\n\n Cosa, signore?\n\n Quando ci si trova a circa 1.000 piedi di profondit\u00e0, le pareti del _Nautilus_ sopportano una\npressione di 100 atmosfere. Se, dunque, in questo momento si svuotano i serbatoi supplementari, si alleggerisce la nave e si risale fino al\nserbatoi supplementari, per alleggerire la nave e risalire in superficie, le pompe devono superare la pressione di 100 atmosfere.\nsuperficie, le pompe dovranno vincere la pressione di 100 atmosfere, che\nche equivale a 1500 libbre per pollice quadrato. Da ci\u00f2 deriva una potenza\n\n Solo l'elettricit\u00e0 pu\u00f2 dare questo, disse il Capitano, frettolosamente.  I\nRipeto, signore, che la potenza dinamica dei miei motori \u00e8 quasi infinita.\nLe pompe del _Nautilus_ hanno un'enorme potenza, come avrete osservato\ncome avrete osservato quando i loro getti d'acqua si sono riversati come un torrente sull'_Abraham Lincoln_.\n_Abraham Lincoln_. Inoltre, utilizzo i serbatoi sussidiari solo per raggiungere una profondit\u00e0\nprofondit\u00e0 media di 750-1000 braccia, e questo per gestire le mie macchine.\nmacchine. Inoltre, quando mi viene in mente di visitare le profondit\u00e0 dell'oceano\ncinque o sei miglia sotto la superficie, mi avvalgo di mezzi pi\u00f9 lenti ma non meno\ninfallibili.\n\n Cosa sono, capitano?\n\n Questo implica che io vi dica come funziona il _Nautilus_.\n\n Sono impaziente di imparare.\n\n Per governare questa barca a dritta o a sinistra, per girare in una parola, seguendo un piano\npiano orizzontale, uso un timone ordinario fissato sul retro del palo di poppa, con una ruota e una briglia per governare.\ndi poppa, con una ruota e una briglia per governare. Ma posso\nMa posso anche fare in modo che il _Nautilus_ si alzi e si affondi, e che si affondi e si alzi, con un movimento\nmovimento verticale per mezzo di due piani inclinati fissati ai lati, di fronte al centro di galleggiamento.\nlati, di fronte al centro di galleggiamento, piani che si muovono in ogni direzione e che sono azionati da potenti\ndirezione e che sono azionati da potenti leve dall'interno. Se\npiani vengono mantenuti paralleli all'imbarcazione, questa si muove orizzontalmente. Se\ninclinati, il _Nautilus_, a seconda dell'inclinazione e sotto l'influenza della\nsotto l'influenza della vite, affonda in diagonale o si alza in diagonale come\ncome mi conviene. E anche se desidero salire pi\u00f9 rapidamente in superficie, spedisco la vite e la pressione della\nla vite, e la pressione dell'acqua fa s\u00ec che il _Nautilus_ salga in verticale come un pallone gonfiato.\ncome un palloncino riempito di idrogeno.\n\n Bravo, capitano! Ma come fa il timoniere a seguire la rotta in\nin mezzo alle acque?\n\n Il timoniere \u00e8 collocato in una scatola vetrata, sollevata intorno allo scafo del\ndel _Nautilus_ e dotata di lenti.\n\n Queste lenti sono in grado di resistere a tale pressione?\n\n Perfettamente. Il vetro, che si rompe con un colpo, \u00e8 tuttavia capace di\ndi offrire una notevole resistenza. Durante alcuni esperimenti di pesca con\nluce elettrica nel 1864 nei mari del Nord, abbiamo visto lastre spesse meno di un terzo di pollice resistere a una pressione di sedici atmosfere.\nun terzo di pollice di spessore resistere a una pressione di sedici atmosfere. Ora,\nil vetro che uso non \u00e8 meno di trenta volte pi\u00f9 spesso.\n\n Concesso. Ma, dopo tutto, per vedere, la luce deve superare l'oscurit\u00e0.\ne in mezzo all'oscurit\u00e0 dell'acqua, come si pu\u00f2 vedere?\nvedere?\n\n Dietro la gabbia del timoniere \u00e8 collocato un potente riflettore elettrico,\nche illumina il mare per mezzo miglio di fronte.\n\n Ah! Bravo, bravo, Capitano! Ora posso spiegare questa fosforescenza\nnel presunto narvalo che ci ha lasciato cos\u00ec perplessi. Le chiedo ora se l'imbarco della\nimbarco della _Nautilus_ e della _Scotia_, che ha fatto tanto rumore, sia stato il risultato di un casuale incontro\nrumore, sia stato il risultato di un incontro casuale?\n\n \u00c8 stato un caso, signore. Stavo navigando a solo un metro sotto la superficie dell'acqua.\ndell'acqua, quando \u00e8 arrivata la scossa. Non ha avuto conseguenze negative.\n\n Nessuno, signore. Ma ora, a proposito del suo incontro con l'Abraham Lincoln?\n\n Professore, mi dispiace per uno dei migliori vascelli della marina americana.\nma mi hanno attaccato e dovevo difendermi. I\nmi sono accontentato di mettere la fregata _hors de combat;_\nnon avr\u00e0 difficolt\u00e0 a farsi riparare nel prossimo porto.\n\n Ah, Comandante! La sua _Nautilus_ \u00e8 certamente una barca meravigliosa.\n\n S\u00ec, professore; e lo amo come se fosse parte di me stesso. Se il pericolo\nminaccia una delle vostre imbarcazioni sull'oceano, la prima impressione \u00e8 la\nsensazione di un abisso sopra e sotto. Sulla _Nautilus_ i cuori degli uomini non vengono mai meno.\nnon viene mai meno. Non ci sono difetti da temere, perch\u00e9 il doppio guscio \u00e8 solido come il ferro.\ndi ferro; nessun sartiame di cui occuparsi; nessuna vela che il vento porti via; nessuna caldaia che possa scoppiare.\nNon ci sono difetti da temere, perch\u00e9 il doppio guscio \u00e8 solido come il ferro; non ci sono vele che il vento porti via; non ci sono caldaie che scoppiano; non c'\u00e8 fuoco da temere, perch\u00e9 la nave \u00e8 fatta di\ndi ferro, non di legno; nessun carbone da esaurire, perch\u00e9 l'elettricit\u00e0 \u00e8 l'unico agente\nl'elettricit\u00e0 \u00e8 l'unico agente meccanico; nessuna collisione da temere, perch\u00e9 solo essa nuota in acque\nacque profonde; nessuna tempesta da sfidare, perch\u00e9 quando si immerge sotto il livello dell'acqua\nraggiunge la tranquillit\u00e0 assoluta. Ecco, signore, la perfezione delle navi!\nnavi! E se \u00e8 vero che l'ingegnere ha pi\u00f9 fiducia nell'imbarcazione che il costruttore, e l'ingegnere ha pi\u00f9 fiducia nel\npi\u00f9 fiducia nel vascello che nel costruttore, e nel costruttore che nel capitano stesso, capite la fiducia che ripongo nel mio\ncapite la fiducia che ripongo nel mio _Nautilus;_ perch\u00e9 sono allo stesso tempo\ncapitano, costruttore e ingegnere.\n\n Ma come avete potuto costruire questo meraviglioso _Nautilus_ in segreto?\n\n Ogni porzione separata, M. Aronnax, \u00e8 stata portata da diverse parti del mondo.\ndel globo. La chiglia fu forgiata a Creusot, l'albero della vite a Penn & Co.\nPenn & Co. di Londra, le piastre di ferro dello scafo da Laird di Liverpool, la vite stessa da Scott di Glasgow.\nLiverpool, la vite stessa da Scott a Glasgow. I serbatoi sono stati\nParigi, il motore da Krupp in Prussia, il becco nell'officina di Motala in Svezia.\nMotala in Svezia, gli strumenti matematici da Hart Brothers, di New York, ecc.\nBrothers, di New York, ecc. e ognuno di loro ha ricevuto i miei ordini con nomi diversi.\ncon nomi diversi.\n\n Ma queste parti dovevano essere messe insieme e organizzate?\n\n Professore, avevo creato i miei laboratori su un'isola deserta nell'oceano.\noceano. L\u00ec i miei operai, cio\u00e8 gli uomini coraggiosi che ho istruito ed educato, e io stesso abbiamo messo insieme il nostro _Nautilus_.\nistruiti ed educati, e io stesso abbiamo messo insieme il nostro _Nautilus_.\nPoi, quando il lavoro fu terminato, il fuoco distrusse ogni traccia dei nostri\ndi quest'isola, che avrei potuto scavalcare se mi fosse piaciuto.\nvolentieri.\n\n Allora il costo di questa nave \u00e8 grande?\n\n M. Aronnax, una nave di ferro costa 145 a tonnellata. Ora il _Nautilus_\npesava 1500. Il costo era quindi di 67.500 dollari, di cui 80.000 per l'allestimento e circa 200.000 per le opere d'arte e la costruzione del vascello.\nper l'allestimento e circa 200.000 per le opere d'arte e le collezioni che contiene.\ncollezioni che contiene.\n\n Un'ultima domanda, Capitano Nemo.\n\n Lo chieda, professore.\n\n Sei ricco?\n\n Immensamente ricco, signore; e potrei, senza sbagliare, pagare il debito nazionale della Francia.\ndebito nazionale della Francia.\n\nFissai la singolare persona che parlava cos\u00ec. Stava giocando con la mia\ncredulit\u00e0? Il futuro lo avrebbe deciso.\n\n\n\n\nCAPITOLO XIII\nIL FIUME NERO\n\n\nLa porzione del globo terrestre coperta dall'acqua \u00e8 stimata\n\u00e8 stimata in oltre ottanta milioni di acri. Questa massa fluida\ncomprende due miliardi e duecentocinquanta milioni di miglia cubiche,\nformando un corpo sferico con un diametro di sessanta leghe, il cui peso\nche sarebbe di tre quintilioni di tonnellate. Per comprendere il significato di queste\nqueste cifre, \u00e8 necessario osservare che un quintilione sta a un\nmiliardo come un miliardo sta all'unit\u00e0; in altre parole, in un quintilione ci sono tanti\nmiliardi in un quintilione come ci sono unit\u00e0 in un miliardo. Questa massa di\nfluido \u00e8 pari a circa la quantit\u00e0 di acqua che verrebbe scaricata\nda tutti i fiumi della Terra in quarantamila anni.\n\nNel corso delle epoche geologiche, il periodo igneo \u00e8 succeduto al periodo\naqueo. All'inizio l'oceano prevaleva ovunque. Poi, gradualmente, nel\nperiodo siluriano, le cime delle montagne cominciarono ad apparire, le isole emersero, poi scomparvero in diluvi parziali, riapparvero, si\nisole emersero, poi scomparvero con parziali alluvioni, riapparvero,\nsi insediarono, formarono i continenti, finch\u00e9 alla fine la terra divenne\ngeograficamente disposta, come vediamo ai giorni nostri. Il solido aveva\nstrappato al liquido trentasette milioni e seicentocinquantasette chilometri quadrati, pari a\ncinquantasette miglia quadrate, pari a dodici miliardi e novecentosessanta milioni di acri.\nsessanta milioni di acri.\n\nLa forma dei continenti ci permette di suddividere le acque in cinque grandi\noceano artico o ghiacciato, l'oceano antartico o ghiacciato, l'oceano indiano, l'oceano atlantico e l'oceano pacifico,\nl'Oceano Indiano, l'Oceano Atlantico e l'Oceano Pacifico.\n\nL'Oceano Pacifico si estende da nord a sud tra i due circoli polari e da est a ovest tra l'Asia e l'America.\npolari e da est a ovest tra l'Asia e l'America, su un'estensione di 145 gradi di longitudine.\n145 gradi di longitudine. \u00c8 il pi\u00f9 tranquillo dei mari; le sue correnti sono ampie e lente, ha maree medie e abbondanti.\nsono ampie e lente, ha maree medie e piogge abbondanti. Tale era\nl'oceano che il mio destino mi ha destinato a percorrere per la prima volta in queste\nstrane condizioni.\n\n Signore, disse il capitano Nemo, se non vi dispiace, prenderemo le nostre indicazioni\ne fissare il punto di partenza di questo viaggio. Sono le dodici meno un quarto; io\nsalir\u00f2 di nuovo in superficie.\n\nIl capitano premette tre volte un orologio elettrico. Le pompe cominciarono a\na spingere l'acqua dai serbatoi; l'ago del manometro segnava una pressione diversa\npressione diversa la salita del _Nautilus_, poi si ferm\u00f2.\n\n Siamo arrivati, disse il capitano.\n\nAndai alla scala centrale che si apriva sulla piattaforma,\nsalire i gradini di ferro e mi ritrovai nella parte superiore del\nNautilus_.\n\nLa piattaforma era fuori dall'acqua di appena un metro. La parte anteriore e posteriore del\ndel _Nautilus_ era di quella forma a fuso che lo faceva giustamente\nche lo faceva giustamente paragonare a un sigaro. Notai che le sue piastre di ferro, leggermente\nsovrapposte, assomigliavano al guscio che riveste il corpo dei grandi rettili terrestri.\ngrandi rettili terrestri. Mi spieg\u00f2 quanto fosse naturale,\nnonostante tutti i bicchieri, che questa barca fosse stata presa per un\nanimale marino.\n\nVerso la met\u00e0 della piattaforma, la barca lunga, semisepolta nello scafo della nave, formava una leggera escrescenza.\nscafo della nave, formava una leggera escrescenza. A prua e a poppa si ergevano due\ngabbie di media altezza con i lati inclinati e in parte chiuse da spessi vetri lenticolari.\nlenticolare; una destinata al timoniere che dirigeva il _Nautilus_, l'altra al pilota che dirigeva la nave.\nnista che dirigeva il _Nautilus_, l'altra conteneva una lanterna brillante per illuminare la strada.\nstrada.\n\nIl mare era bellissimo, il cielo puro. Il lungo veicolo riusciva a malapena a\nle ampie ondulazioni dell'oceano. Una leggera brezza da est\nincrespava la superficie delle acque. L'orizzonte, privo di nebbia, rendeva facile l'osservazione.\nfacile l'osservazione. Non si vedeva nulla. N\u00e9 sabbie mobili, n\u00e9 isole.\nUn immenso deserto.\n\nIl Capitano Nemo, con l'aiuto del suo sestante, ha rilevato l'altitudine del sole,\nche avrebbe dovuto fornire anche la latitudine. Aspett\u00f2 per qualche istante che il\nil suo disco toccasse l'orizzonte. Durante l'osservazione non si muoveva un muscolo\nmentre faceva le osservazioni, non un muscolo si muoveva, lo strumento non avrebbe potuto essere pi\u00f9 immobile in una mano di marmo.\nmarmo.\n\n\n[Il Capitano Nemo ha preso l'altitudine del Sole.\n\n\n Alle dodici, signore, disse.  Quando volete\n\nLanciai un ultimo sguardo al mare, leggermente ingiallito dalla costa giapponese, e scesi nel salone.\ncosta giapponese, e scesi nel salone.\n\n E ora, signore, vi lascio ai vostri studi, aggiunse il capitano; la nostra rotta \u00e8 E.N.E., la nostra profondit\u00e0 \u00e8 di ventisei braccia.\nrotta \u00e8 E.N.E., la nostra profondit\u00e0 \u00e8 di ventisei braccia. Qui ci sono mappe a grande scala\nscala che vi permetteranno di seguire la rotta. Il salone \u00e8 a vostra disposizione,\ne, con il suo permesso, mi ritirer\u00f2.  Il capitano Nemo si inchin\u00f2 e io rimasi\nrimasi solo, perso in pensieri che riguardavano il comandante del\nNautilus_.\n\nPer un'ora intera rimasi immerso in queste riflessioni, cercando di penetrare\nquesto mistero cos\u00ec interessante per me. Poi i miei occhi caddero sul vasto planisfero\nplanisfero steso sul tavolo e appoggiai il dito proprio sul punto\npunto in cui la latitudine e la longitudine indicate si incrociavano.\n\nIl mare ha i suoi grandi fiumi come i continenti. Sono correnti speciali\ncorrenti particolari, conosciute per la loro temperatura e il loro colore. La pi\u00f9\ndi queste \u00e8 nota con il nome di Corrente del Golfo. La scienza\nha stabilito sul globo la direzione di cinque correnti principali: una\nnell'Atlantico settentrionale, una seconda nel sud, una terza nel Pacifico settentrionale, una quarta nel sud e una terza nel Pacifico meridionale.\nPacifico, una quarta nel Sud e una quinta nell'Oceano Indiano meridionale.\nOceano Indiano meridionale. \u00c8 persino probabile che una sesta corrente sia esistita una volta o l'altra nell'Oceano Indiano settentrionale.\nnell'Oceano Indiano settentrionale, quando il Mar Caspio e il Mare d'Aral\nCaspio e il Mare d'Aral formavano un unico vasto specchio d'acqua.\n\nIn questo punto indicato sul planisfero si muoveva una di queste correnti, il Kuro-Scivo dei giapponesi, il Fiume Nero.\nKuro-Scivo dei giapponesi, il Fiume Nero, che,\nche, lasciando il Golfo del Bengala, dove \u00e8 riscaldato dai raggi perpendicolari di un sole tropicale, attraversa lo Stretto di Malacca\nperpendicolari del sole tropicale, attraversa lo Stretto di Malacca lungo la costa\ndell'Asia, si dirige nel Pacifico settentrionale verso le Isole Aleutine, portando con s\u00e9 tronchi di canfora.\ncon s\u00e9 tronchi di canfora e altre produzioni indigene, e\ne borda le onde dell'oceano con l'indaco puro della sua acqua calda.\nEra questa corrente che il _Nautilus_ doveva seguire. L'ho seguita\ncon lo sguardo, la vidi perdersi nell'immensit\u00e0 del Pacifico e mi sentii trascinare da essa, quando\nquando Ned Land e Conseil apparvero alla porta del saloon.\nporta del salone.\n\nI miei due coraggiosi compagni rimasero pietrificati alla vista delle meraviglie\nche si aprivano davanti a loro.\n\n Dove siamo, dove siamo? esclam\u00f2 il canadese.  Nel museo di\nQuebec?\n\n Amici miei, risposi facendo loro segno di entrare, non siete in Canada, ma a bordo del _Nautilus_, cinquanta metri sotto il livello del mare.\nin Canada, ma a bordo del _Nautilus_, cinquanta metri sotto il livello del mare.\ndel mare.\n\n Ma, signor Aronnax, disse Ned Land, pu\u00f2 dirmi quanti uomini ci sono a bordo?\na bordo? Dieci, venti, cinquanta, cento?\n\n Non posso risponderle, signor Land; \u00e8 meglio abbandonare per un po' di tempo ogni\nidea di impadronirsi della _Nautilus_ o di fuggire da essa. Questa nave \u00e8 un\ncapolavoro dell'industria moderna e mi dispiacerebbe non averla vista.\nvederla. Molte persone accetterebbero la situazione che ci \u00e8 stata imposta, pur di\nmuoversi tra tali meraviglie. Quindi fate silenzio e cerchiamo di vedere cosa\nintorno a noi.\n\n Vedete! esclam\u00f2 il ramponiere, ma non si vede nulla in questa prigione di ferro!\nprigione di ferro! Stiamo camminando, stiamo navigando alla cieca.\n\nNed Land aveva a malapena pronunciato queste parole quando tutto fu improvvisamente\nbuio. Il soffitto luminoso era sparito, e cos\u00ec rapidamente che i miei occhi\nricevettero un'impressione dolorosa.\n\nRimanemmo muti, senza muoverci e senza sapere quale sorpresa ci aspettasse, se piacevole o sgradevole.\nsorpresa che ci attendeva, se piacevole o sgradevole. Si sent\u00ec un rumore di scorrimento: si sarebbe detto che\nsi sarebbe detto che ai lati della _Nautilus_ stessero lavorando dei pannelli.\nNautilus_.\n\n \u00c8 la fine della fine! disse Ned Land.\n\nImprovvisamente la luce irrompe ai lati del salone, attraverso due aperture oblunghe.\naperture oblunghe. La massa liquida apparve vividamente illuminata dal bagliore elettrico.\nbagliore elettrico. Due lastre di cristallo ci separavano dal mare. In un primo momento\ntremavo al pensiero che questa fragile parete divisoria potesse rompersi, ma\nforti bande di rame le legavano, dando un potere di resistenza quasi infinito.\nresistenza quasi infinita.\n\nIl mare era chiaramente visibile per un miglio intorno al _Nautilus_.\nChe spettacolo! Quale penna pu\u00f2 descriverlo? Chi potrebbe dipingere gli effetti\ndella luce attraverso quegli specchi d'acqua trasparenti, e la morbidezza delle\nmorbidezza delle successive gradazioni dagli strati inferiori a quelli superiori dell'oceano?\nstrati superiori dell'oceano?\n\nSappiamo che il mare \u00e8 trasparente e che la sua limpidezza supera di gran lunga quella dell'acqua di roccia.\nche la sua limpidezza \u00e8 di gran lunga superiore a quella dell'acqua di roccia. Le sostanze minerali e organiche che tiene in\nin sospensione ne aumentano la trasparenza. In alcune parti dell'oceano\noceano alle Antille, sotto settantacinque braccia d'acqua, si pu\u00f2 vedere con sorprendente chiarezza un letto di sabbia.\ncon sorprendente chiarezza un letto di sabbia. Il potere di penetrazione dei\nsolare non sembra cessare prima di centocinquanta braccia di profondit\u00e0.\nbraccia. Ma in questo fluido intermedio attraversato dal _Nautilus_, la luminosit\u00e0 elettrica si \u00e8 prodotta anche nel\nluminosit\u00e0 elettrica si produceva anche nel seno delle onde. Non si trattava pi\u00f9 di\nnon era pi\u00f9 acqua luminosa, ma luce liquida.\n\nSu ogni lato si apriva una finestra su questo abisso inesplorato. L'oscurit\u00e0\ndel salone mostrava con vantaggio la luminosit\u00e0 dell'esterno, e noi guardavamo\ncome se questo cristallo puro fosse stato il vetro di un immenso acquario.\n\n Volevi vedere, amico Ned; ebbene, ora vedi.\n\n Curioso! Curioso! mormor\u00f2 il canadese, che, dimenticando il suo malumore, sembr\u00f2 sottomettersi a un'attrazione irresistibile.\nmalumore, sembrava sottomettersi a un'attrazione irresistibile; e uno verrebbe pi\u00f9 lontano di cos\u00ec per ammirare un simile spettacolo!\nsarebbe venuto pi\u00f9 lontano di cos\u00ec per ammirare un simile spettacolo!\n\n Ah! pensai tra me e me, io capisco la vita di quest'uomo; egli ha\nha creato un mondo a parte per se stesso, in cui custodisce tutte le sue pi\u00f9 grandi\nmeraviglie.\n\nPer due ore intere un esercito acquatico scort\u00f2 il _Nautilus_. Durante\ni loro giochi, i loro movimenti, pur rivaleggiando in bellezza,\nbellezza, luminosit\u00e0 e velocit\u00e0, ho distinto il labre verde; la triglia a bande, contrassegnata da una doppia linea di\nbande, segnate da una doppia linea di nero; il ghiozzo dalla coda rotonda, di colore\nbianco, con macchie violette sul dorso; lo scombro giapponese, un bellissimo\ndi quei mari, con il corpo blu e la testa argentata;\ngli azzurri brillanti, il cui nome da solo sfugge a qualsiasi descrizione; alcuni sparvieri a bande, con pinne variegate\ncon pinne variegate di blu e di giallo; le beccacce dei mari, alcuni esemplari che raggiungono\ndei mari, alcuni esemplari dei quali raggiungono un metro di lunghezza; le salamandre giapponesi, le lampughe\nsalamandre giapponesi, lamprede ragno, serpenti lunghi un metro e mezzo, con occhi piccoli e vivaci e una bocca enorme\nocchi piccoli e vivaci e un'enorme bocca irta di denti; e molte altre specie.\nspecie.\n\nLa nostra immaginazione era tenuta al massimo, le interiezioni si susseguivano rapidamente\nl'una sull'altra. Ned diede un nome ai pesci e Conseil li classific\u00f2. Ero in\nestasiato dalla vivacit\u00e0 dei loro movimenti e dalla bellezza delle loro forme.\nforme. Non mi era mai capitato di sorprendere questi animali, vivi e in libert\u00e0, nel loro elemento naturale.\ne in libert\u00e0, nel loro elemento naturale. Non citer\u00f2 tutte le variet\u00e0\nvariet\u00e0 che passarono davanti ai miei occhi abbagliati, tutte le collezioni di\ndei mari della Cina e del Giappone. Questi pesci, pi\u00f9 numerosi degli uccelli\ndell'aria, venivano attratti, senza dubbio, dal fuoco brillante della luce elettrica.\nluce elettrica.\n\nImprovvisamente nel salone si fece giorno, i pannelli di ferro si richiusero\ne l'incantevole visione scomparve. Ma per molto tempo\nsogno finch\u00e9 il mio sguardo non cadde sugli strumenti appesi al\ndivisorio. La bussola indicava ancora la rotta E.N.E., il manometro indicava una pressione di cinque atmosfere.\nmanometro indicava una pressione di cinque atmosfere, equivalente a una profondit\u00e0 di venticinque braccia.\nprofondit\u00e0 di venticinque braccia, e il diario elettrico indicava una velocit\u00e0 di\nquindici miglia all'ora. Mi aspettavo il capitano Nemo, ma non apparve.\nL'orologio segnava le cinque.\n\nNed Land e Conseil tornarono nella loro cabina e io mi ritirai nella mia camera.\ncamera. La mia cena era pronta. Era composta da una zuppa di tartaruga fatta con\ndi tartaruga, fatta con i pi\u00f9 delicati palamiti, di un surmullet servito con pasta di sfoglia (il cui fegato, preparato da solo, era molto delizioso)\n(il cui fegato, preparato da solo, era molto delizioso), e di\nfiletti di olocanto dell'imperatore, il cui sapore mi \u00e8 sembrato\nsuperiore persino al salmone.\n\nHo passato la serata leggendo, scrivendo e pensando. Poi il sonno\nmi ha sopraffatto, mi sono disteso sul mio lettino di zostera e ho dormito profondamente.\ne dormii profondamente, mentre il _Nautilus_ scivolava rapidamente nella\ncorrente del fiume Nero.\n\n\n\n\nCAPITOLO XIV\nUNA NOTA DI INVITO\n\n\nIl giorno successivo era il 9 novembre. Mi svegliai dopo un lungo sonno di\ndodici ore. Conseil venne, secondo l'usanza, per sapere come avevo passato la notte e per offrirmi i suoi servigi.\ncome avevo passato la notte e per offrirmi i suoi servigi. Aveva lasciato il suo amico\ncanadese che dormiva come un uomo che non aveva mai fatto altro in tutta\nvita. Lasciai che il degno compare chiacchierasse a suo piacimento, senza curarmi di rispondergli.\ndi rispondergli. Ero preoccupato per l'assenza del Capitano durante la seduta del giorno prima.\ndurante la seduta del giorno prima, e speravo di vederlo oggi.\n\nAppena vestita, entrai nel salone. Era deserto.\n\nMi sono immerso nello studio dei tesori di conchiglie nascosti dietro gli occhiali.\nbicchieri. Mi sono divertito anche con grandi erbari pieni delle pi\u00f9 rare piante marine che, anche se secche, conservavano i loro bei colori.\npiante marine pi\u00f9 rare, che, anche se essiccate, mantenevano i loro bei colori.\nTra queste preziose idrofite ho notato alcuni vorticelli,\npavonari, delicate ceramiche dalle tinte scarlatte, alcuni agari a ventaglio,\ne alcuni natabuli simili a funghi piatti, che un tempo venivano\nInsomma, una serie perfetta di alghe e di funghi piatti, che un tempo venivano considerati zoofiti.\n\nL'intera giornata trascorse senza che fossi onorato dalla visita del Capitano Nemo.\nNemo. I pannelli del salone non si aprirono. Forse non volevano che ci stancassimo\nche ci stancassimo di queste belle cose.\n\nLa rotta del _Nautilus_ era E.N.E., la velocit\u00e0 di dodici nodi, la profondit\u00e0 sotto la superficie tra le venticinque e le trenta braccia.\nprofondit\u00e0 sotto la superficie tra le venticinque e le trenta braccia.\n\nIl giorno dopo, 10 novembre, la stessa diserzione, la stessa solitudine.\nNon vidi nessuno dell'equipaggio della nave: Ned e Conseil trascorsero la maggior\ngran parte della giornata con me. Erano stupiti per l'inspiegabile\ninspiegabile assenza del capitano. Quest'uomo singolare era malato? Aveva cambiato le sue\nintenzioni nei nostri confronti?\n\nDopotutto, come ha detto Conseil, godevamo di una libert\u00e0 perfetta, eravamo\nnutriti con delicatezza e abbondanza. Il nostro ospite ha rispettato i termini del\ntrattato. Non potevamo lamentarci e, in effetti, la singolarit\u00e0 del nostro destino\nci riservava un compenso cos\u00ec meraviglioso, che non avevamo ancora il diritto di\naccusarlo per il momento.\n\nQuel giorno iniziai il diario di queste avventure che mi ha permesso di raccontarle con\ndi raccontarle con pi\u00f9 scrupolosa esattezza e minuziosi dettagli. I\nsu carta ricavata dalla zostera marina.\n\n11 novembre, al mattino presto. L'aria fresca che si diffondeva all'interno del\ninterno del _Nautilus_ mi diceva che eravamo venuti alla superficie dell'oceano per\ndell'oceano per rinnovare le nostre scorte di ossigeno. Diressi i miei passi verso la\nscala centrale e salii sulla piattaforma.\n\nErano le sei, il tempo era nuvoloso, il mare grigio ma calmo.\nNon c'era quasi un flutto. Il Capitano Nemo, che speravo di incontrare, sarebbe stato l\u00ec?\nl\u00ec? Non vidi nessuno, se non il timoniere imprigionato nella sua gabbia di vetro.\nSeduto sulla sporgenza formata dallo scafo del pinnacolo, inspirai con piacere la brezza salata.\nla brezza salata con piacere.\n\nA poco a poco la nebbia scomparve sotto l'azione dei raggi del sole, l'orbe radioso si alz\u00f2 da dietro l'orizzonte orientale.\nradiante sorse da dietro l'orizzonte orientale. Il mare fiammeggiava sotto\ncome un treno di polvere da sparo. Le nuvole sparse sulle\naltezze si coloravano di tinte vivaci di belle sfumature e di\nnumerose code di cavalla, che indicavano vento per quel giorno. Ma cosa\nvento per questo _Nautilus_ che le tempeste non potevano spaventare!\n\nStavo ammirando questo gioioso sorgere del sole, cos\u00ec gay e cos\u00ec\nvivificante, quando sentii dei passi avvicinarsi alla piattaforma. Ero pronto\na salutare il Capitano Nemo, ma \u00e8 apparso il suo secondo (che avevo gi\u00e0 visto nella sua prima visita).\nnella sua prima visita) ad apparire. Avanz\u00f2 sulla\nsulla piattaforma, senza vedermi. Con il suo potente vetro all'occhio scrutava ogni punto dell'orizzonte\nscrutava ogni punto dell'orizzonte con grande attenzione. Terminato questo\nesame, si avvicin\u00f2 al pannello e pronunci\u00f2 una frase in questi termini.\nesattamente in questi termini. L'ho ricordata, perch\u00e9 ogni mattina veniva ripetuta\nogni mattina veniva ripetuta esattamente nelle stesse condizioni. Era cos\u00ec formulata\n\n Nautron respoc lorni virch.\n\nNon saprei dire cosa significhi.\n\nPronunciate queste parole, il secondo scese. Ho pensato che il\nNautilus_ stesse per tornare alla sua navigazione sottomarina. Ripresi il\nil pannello e tornai nella mia camera.\n\nCinque giorni trascorsero cos\u00ec, senza alcun cambiamento nella nostra situazione. Ogni mattina\nsalivo sulla piattaforma. La stessa frase veniva pronunciata dalla stessa persona.\nindividuo. Ma il Capitano Nemo non appariva.\n\nAvevo deciso che non l'avrei pi\u00f9 rivisto, quando, il 16 novembre, tornando nella mia stanza con Ned e Conseil\n16 novembre, tornando nella mia stanza con Ned e Conseil, trovai sul tavolo un biglietto indirizzato a me.\nsul tavolo un biglietto indirizzato a me. Lo aprii con impazienza. Era\nscritto in una mano decisa e chiara, i caratteri piuttosto appuntiti, che ricordavano\ni caratteri tedeschi. Il biglietto era formulato come segue\n\n16 novembre 1867.\n\n\nAL PROFESSORE ARONNAX, A bordo del _Nautilus_.\n\nIl Capitano Nemo invita il professor Aronnax a una battuta di caccia che si terr\u00e0 domani mattina nelle foreste dell'isola di Crespo.\nche si terr\u00e0 domani mattina nelle foreste dell'isola di Crespo. Spera che nulla impedisca al professore di essere presente\nspera che nulla impedisca al professore di essere presente, e\ne sar\u00e0 lieto di vederlo insieme ai suoi compagni.\n\n\nCAPITANO NEMO, comandante della _Nautilus_.\n\n\n Una caccia! esclam\u00f2 Ned.\n\n E nelle foreste dell'isola di Crespo! ha aggiunto Conseil.\n\n Oh! Allora il gentiluomo sta andando in _terraferma_, rispose Ned Land.\n\n Mi sembra che questo sia chiaramente indicato, dissi, rileggendo la lettera.\nancora una volta.\n\n Dobbiamo accettare, disse il canadese.  Ma una volta tornati sul terreno\nterraferma, sapremo cosa fare. In effetti, non mi dispiacerebbe mangiare un\nun pezzo di selvaggina fresca.\n\nSenza cercare di conciliare le contraddizioni tra la manifesta avversione del Capitano Nemo per le isole e i continenti e l'invito a non perdere il controllo.\nNemo e il suo invito a cacciare in una foresta.\na cacciare in una foresta, mi sono accontentato di rispondere\n\n Vediamo innanzitutto dove si trova l'isola di Crespo.\n\nHo consultato il planisfero, e in 32 40 di lat. nord e 157 50 di long.\novest, trovai una piccola isola, riconosciuta nel 1801 dal capitano Crespo e indicata nelle antiche mappe spagnole come Rocca de la Plata.\nCrespo, e segnata nelle antiche mappe spagnole come Rocca de la Plata,\nil cui significato \u00e8 \"Rocca d'argento\".  Eravamo quindi a circa diciotto\nmiglia dal punto di partenza e la rotta del _Nautilus_, che significa \"roccia d'argento\".\nNautilus_, un po' cambiata, la stava riportando verso sud-est.\nsud-est.\n\nHo mostrato ai miei compagni questo piccolo scoglio sperduto nel mezzo del Pacifico del Nord.\ncompagni.\n\n Se il Capitano Nemo a volte va sulla terraferma, dissi, almeno sceglie isole deserte.\nsceglie le isole deserte.\n\nNed Land scroll\u00f2 le spalle senza parlare e Conseil e lui mi lasciarono.\nmi lasciarono.\n\nDopo la cena, servita da un cameriere muto e impassibile, andai a letto, non senza una certa ansia.\na letto, non senza una certa inquietudine.\n\nIl mattino seguente, il 17 novembre, al risveglio sentii che il _Nautilus_ era perfettamente immobile.\nche il _Nautilus_ era perfettamente immobile. Mi vestii in fretta ed entrai nel\nsalone.\n\nIl Capitano Nemo era l\u00ec ad aspettarmi. Si alz\u00f2, fece un inchino e mi chiese se\nse era opportuno che lo accompagnassi. Poich\u00e9 non fece alcuna allusione alla\nalla sua assenza negli ultimi otto giorni, non ne feci cenno e risposi semplicemente che io e i miei compagni eravamo pronti a seguirlo.\ne risposi semplicemente che io e i miei compagni eravamo pronti a seguirlo.\n\nSiamo entrati nella sala da pranzo, dove veniva servita la colazione.\n\n M. Aronnax, disse il Capitano, vi prego, condividete la mia colazione senza\nsenza cerimonie; chiacchiereremo mentre mangiamo. Perch\u00e9 anche se vi ho promesso una passeggiata nella\nnella foresta, non mi sono impegnato a trovarvi degli alberghi. Quindi la colazione come un\ncome un uomo che molto probabilmente non cener\u00e0 fino a molto tardi.\n\nHo fatto onore al pasto. Era composto da diversi tipi di pesce,\ne fette di oloturie (eccellenti zoofiti), e diversi tipi di alghe.\nalghe. La nostra bevanda consisteva in acqua pura, alla quale il Capitano aggiungeva\nalcune gocce di un liquore fermentato, estratto con il metodo Kamschatcha\nda un'alga nota con il nome di _Rhodomenia palmata_. Il Capitano\nNemo mangi\u00f2 dapprima senza dire una parola. Poi inizi\u00f2\n\n Signore, quando le ho proposto di andare a caccia nella mia foresta sottomarina di Crespo,\nevidentemente mi avete creduto pazzo. Signore, non dovreste mai giudicare con leggerezza\nnessun uomo.\n\n Ma capitano, mi creda\n\n Siate cos\u00ec gentili da ascoltare e vedrete se avete qualche motivo per accusarmi di follia e contraddizione.\nmotivo di accusarmi di follia e contraddizione.\n\n Ascolto.\n\n Lei sa bene quanto me, professore, che l'uomo pu\u00f2 vivere sott'acqua,\npurch\u00e9 abbia con s\u00e9 una scorta sufficiente di aria respirabile. Nei\nlavori sottomarini, l'operaio, rivestito di un abito impermeabile e con la testa\ntesta in un casco di metallo, riceve l'aria dall'alto per mezzo di pompe e regolatori.\npompe e regolatori.\n\n Quello \u00e8 un apparecchio per immersioni, dissi.\n\n Proprio cos\u00ec, ma in queste condizioni l'uomo non \u00e8 libero; \u00e8 attaccato alla pompa che gli manda aria attraverso un tubo di gomma india.\n\u00e8 attaccato alla pompa che gli invia aria attraverso un tubo di gomma india,\ne se fossimo costretti a rimanere cos\u00ec legati al _Nautilus_, non potremmo andare lontano.\nandare lontano.\n\n E i mezzi per liberarsi?  Ho chiesto.\n\n Si tratta di utilizzare l'apparecchio Rouquayrol, inventato da due vostri connazionali, che ho perfezionato per mio uso personale.\nconnazionali, che ho perfezionato per mio uso personale e che vi permetter\u00e0 di\nche vi permetter\u00e0 di rischiare in queste nuove condizioni fisiologiche senza che nessun organo\nfisiologiche senza che nessun organo soffra. Consiste in un\ndi spesse lastre di ferro, in cui immagazzino l'aria a una pressione di cinquanta\npressione di cinquanta atmosfere. Questo serbatoio \u00e8 fissato sulla schiena per mezzo di\nbretelle, come lo zaino di un soldato. La sua parte superiore forma una scatola\nin cui l'aria \u00e8 trattenuta da un soffietto e quindi non pu\u00f2 uscire se non alla tensione normale.\nuscire se non alla tensione normale. Nell'apparecchio Rouquayrol, come quello\ndi Rouquayrol come quello che usiamo noi, due tubi di gomma india escono da questa scatola e si uniscono a una specie di tenda che trattiene il naso e la bocca.\nuna specie di tenda che sostiene il naso e la bocca; uno serve a introdurre aria fresca, l'altro a far uscire l'aria viziata.\nl'altra per far uscire l'aria viziata, e la lingua chiude l'uno o l'altro\na seconda delle esigenze del respiratore. Ma io, nell'affrontare grandi\npressioni in fondo al mare, sono stato costretto a chiudere la testa, come\ndi un sommozzatore in una palla di rame; ed \u00e8 a questa palla di rame che i due tubi, l'inspiratore e il respiratore, si sono\nche i due tubi, l'inspiratore e l'espiratore, si aprono.\n\n Perfettamente, Capitano Nemo; ma l'aria che portate con voi deve essere presto utilizzata.\nQuando contiene solo il quindici per cento di ossigeno, non \u00e8 pi\u00f9\nossigeno non \u00e8 pi\u00f9 respirabile.\n\n Giusto! Ma le ho detto, M. Aronnax, che le pompe del _Nautilus_\nmi permettono di immagazzinare l'aria a una pressione considerevole, e in quelle condizioni\ncondizioni il serbatoio dell'apparecchio pu\u00f2 fornire aria respirabile\nper nove o dieci ore.\n\n Non ho altre obiezioni da fare, risposi; vi chieder\u00f2 solo una cosa, Capitano\nCome potete illuminare la vostra strada in fondo al mare?\nmare?\n\n Con l'apparecchio di Ruhmkorff, M. Aronnax; uno viene portato sulla schiena,\nl'altro \u00e8 fissato alla vita. \u00c8 composto da una pila Bunsen,\nche non lavoro con bicromato di potassio, ma con sodio. Viene introdotto un filo\nche raccoglie l'elettricit\u00e0 prodotta e la dirige verso una lanterna\nverso una lanterna di particolare fattura. In questa lanterna c'\u00e8 un vetro a spirale\nche contiene una piccola quantit\u00e0 di gas carbonico. Quando l'apparecchio \u00e8 in funzione\ngas carbonico, questo gas diventa luminoso, emettendo una luce bianca e continua.\nluce bianca e continua. Cos\u00ec facendo, posso respirare e vedere.\n\n Capitano Nemo, a tutte le mie obiezioni lei risponde in modo cos\u00ec netto,\nche non oso pi\u00f9 dubitare. Ma se sono costretto ad ammettere gli apparati Rouquayrol\ne Ruhmkorff, mi devono essere concesse alcune riserve\nriserve sulla pistola che porter\u00f2 con me.\n\n Ma non \u00e8 una pistola a polvere, rispose il Capitano.\n\n Allora \u00e8 un cannone ad aria compressa.\n\n Senza dubbio! Come volete che produca la polvere da sparo a bordo,\nsenza salnitro, zolfo o carbone?\n\n Inoltre, ho aggiunto, per sparare sott'acqua in un mezzo ottocentocinquantacinque volte pi\u00f9 denso dell'aria, dobbiamo conquistare una quantit\u00e0 molto considerevole di\ncinquantacinque volte pi\u00f9 denso dell'aria, dobbiamo vincere una resistenza molto\nresistenza.\n\n Non sarebbe difficile. Esistono armi, secondo Fulton,\nperfezionati in Inghilterra da Philip Coles e Burley, in Francia da Furcy,\nin Francia da Furcy e in Italia da Landi, dotati di un particolare sistema di\ndi chiusura, che possono sparare in queste condizioni. Ma ripeto, non avendo polvere\npolvere, uso aria a grande pressione, che le pompe del _Nautilus_ forniscono.\nNautilus_ forniscono in abbondanza.\n\n Ma quest'aria deve essere utilizzata rapidamente?\n\n Ebbene, non ho il mio serbatoio di Rouquayrol, che pu\u00f2 fornirlo all'occorrenza?\nbisogno? Basta un rubinetto. Inoltre, signor Aronnax, deve constatare lei stesso che\nche, durante la nostra caccia ai sommergibili, non possiamo spendere che poca aria\ne poche palle.\n\n Ma mi sembra che in questo crepuscolo, e in mezzo a questo\nfluido, che \u00e8 molto denso rispetto all'atmosfera, gli spari non potrebbero\nnon potrebbero andare lontano, n\u00e9 risultare facilmente mortali.\n\n Signore, al contrario, con quest'arma ogni colpo \u00e8 mortale; e per quanto\nleggermente l'animale viene toccato, cade come colpito da un fulmine.\n\n Perch\u00e9?\n\n Perch\u00e9 le palle inviate da questa pistola non sono palle ordinarie, ma piccoli\ndi vetro (inventate da Leniebroek, un chimico austriaco), di cui ho una grande scorta.\nho una grande scorta. Questi bossoli di vetro sono coperti da un involucro di\nd'acciaio e appesantite da una pallina di piombo; sono vere e proprie bottiglie di Leyden, nelle quali l'elettricit\u00e0 viene forzata\nSono vere e proprie bottiglie di Leyden, nelle quali l'elettricit\u00e0 viene spinta a una tensione molto elevata.\nAlla minima scossa si scaricano e l'animale, per quanto forte possa essere, muore.\nforte che sia, cade morto. Devo dirvi che queste casse sono di taglia\nnumero quattro e che la carica per una pistola normale sarebbe di dieci.\n\n Non discuter\u00f2 pi\u00f9, risposi, alzandomi dal tavolo; non mi resta altro che prendere la mia pistola.\nnon mi resta altro che prendere la mia pistola. In ogni caso, andr\u00f2 dove andate voi.\nandrete.\n\nIl capitano Nemo mi condusse a poppa e, passando davanti alle cabine di Ned e Conseil, chiam\u00f2 i miei due compagni che mi seguirono immediatamente.\ncabina, chiamai i miei due compagni, che mi seguirono immediatamente. Poi\nuna specie di cella vicino alla sala macchine, dove dovevamo indossare i nostri abiti da passeggio.\nindossare i nostri abiti da passeggio.\n\n\n\n\nCAPITOLO XV\nUNA PASSEGGIATA IN FONDO AL MARE\n\n\nQuesta cella era, per dirla in modo corretto, l'arsenale e il guardaroba del\nNautilus_. Una dozzina di apparecchi subacquei erano appesi al tramezzo, in attesa di\nil nostro uso.\n\nNed Land, vedendoli, mostr\u00f2 un'evidente ripugnanza a vestirsi con uno di essi.\nuno di essi.\n\n Ma, mio caro Ned, le foreste dell'Isola di Crespo non sono altro che\nsolo foreste sottomarine.\n\n Bene! disse il fiociniere deluso, che vedeva svanire i suoi sogni di carne fresca.\ndi carne fresca svanire.  E voi, signor Aronnax, avete intenzione di vestirvi\ncon questi abiti?\n\n Non c'\u00e8 alternativa, Maestro Ned.\n\n Come volete, signore, rispose il ramponiere, scrollando le spalle;\n ma per quanto mi riguarda, a meno che non sia costretto, non ci entrer\u00f2 mai.\n\n Nessuno vi costringer\u00e0, Maestro Ned, disse il Capitano Nemo.\n\n Conseil ha intenzione di rischiare? chiese Ned.\n\n Seguo il mio padrone ovunque vada, rispose Conseil.\n\nAl richiamo del capitano, due membri dell'equipaggio della nave vennero ad aiutarci a vestirci con questi abiti pesanti e impermeabili.\ncon questi abiti pesanti e impermeabili, fatti di gomma indiana senza\nsenza cuciture e costruiti appositamente per resistere a una notevole pressione. Si sarebbe detto che\nSi sarebbe detto che si trattava di un'armatura, duttile e resistente al tempo stesso. Questo\nQuesto abito era composto da pantaloni e gilet. I pantaloni erano rifiniti con\nspessi stivali, appesantiti da pesanti suole di piombo. La struttura del gilet\ngilet era tenuto insieme da bande di rame che attraversavano il petto, proteggendolo dalla pressione dell'acqua e lasciando\npetto, proteggendolo dalla grande pressione dell'acqua e lasciando i polmoni liberi di agire.\npolmoni liberi di agire; le maniche terminavano in guanti, che non limitavano in alcun modo il movimento delle mani.\nguanti, che non limitavano in alcun modo il movimento delle mani. C'era una grande differenza\ntra questi consumati apparati e le vecchie corazze di sughero, le giacche e le\nsughero, le giacche e gli altri espedienti in voga nel Settecento.\nXVIII secolo.\n\nIl Capitano Nemo e uno dei suoi compagni (una specie di Ercole, che doveva possedere una grande forza), Conseil e io fummo presto in grado di\nche doveva possedere una grande forza), Conseil e io, fummo presto avvolti da\navvolti nei vestiti. Non restava altro da fare che racchiudere\nracchiudere le nostre teste nella scatola di metallo. Ma prima di procedere a questa\nprima di procedere a questa operazione, chiesi al Capitano il permesso di esaminare i cannoni che dovevamo\nche avremmo trasportato.\n\nUno degli uomini del _Nautilus_ mi diede una semplice pistola, il cui calcio,\nd'acciaio, cavo al centro, era piuttosto grande. Serviva come serbatoio\nserbatoio per l'aria compressa, che una valvola, azionata da una molla,\nuna valvola, azionata da una molla, permetteva la fuoriuscita in un tubo di metallo. Una scatola di proiettili, in una scanalatura\nnello spessore dell'estremit\u00e0 inferiore, conteneva una ventina di queste\npalline elettriche che, per mezzo di una molla, venivano spinte nella canna dell'arma.\ncanna del fucile. Non appena un colpo veniva sparato, un altro era pronto.\n\n Capitano Nemo, dissi io, questo braccio \u00e8 perfetto e facilmente maneggiabile: I\nchiedo solo di poterlo provare. Ma come faremo a raggiungere il fondo del\ndel mare?\n\n In questo momento, professore, la _Nautilus_ \u00e8 incagliata a cinque braccia,\ne non possiamo fare altro che partire.\n\n Ma come possiamo scendere?\n\n Vedrete.\n\nIl Capitano Nemo infil\u00f2 la testa nell'elmo, Conseil e io facemmo lo stesso, non senza sentire l'ironico \"Good sport\" del canadese.\nConseil e io facemmo lo stesso, non senza sentire un ironico \"Good sport!\" da parte del canadese.\nLa parte superiore del nostro abito terminava con un collare di rame su cui era avvitato l'elmo di metallo.\nsu cui era avvitato l'elmetto di metallo. Tre fori, protetti da uno spesso vetro,\nci permettevano di vedere in tutte le direzioni, semplicemente girando la testa all'interno del copricapo.\nall'interno del copricapo. Appena posizionato, l'apparato di\nRouquayrol sulla schiena cominci\u00f2 ad agire e, da parte mia, riuscii a respirare con facilit\u00e0.\nrespirare con facilit\u00e0.\n\nCon la lampada Ruhmkorff appesa alla cintura e la pistola in mano, ero pronto a partire.\nero pronto a partire. Ma a dire la verit\u00e0, imprigionato in questi pesanti\npesanti indumenti e incollato al ponte dalle mie suole di piombo, mi era impossibile\ndi muovere un passo.\n\n\n[Ero pronto per partire\n\n\nMa questo stato di cose era previsto. Mi sentii spingere in una\nin una stanzetta adiacente al guardaroba. I miei compagni\nseguirono, trainati allo stesso modo. Sentii una porta a tenuta stagna,\ncon tappi, che si chiudeva su di noi, e fummo avvolti da un'oscurit\u00e0 profonda.\nprofonda oscurit\u00e0.\n\nDopo qualche minuto si sent\u00ec un forte sibilo. Ho sentito il freddo salire\ndai piedi al petto. Evidentemente da qualche parte della nave avevano\navevano fatto entrare, tramite un rubinetto, l'acqua che ci invadeva e di cui la stanza si era presto riempita.\nche ci invadeva e di cui la stanza si era presto riempita. Una seconda porta tagliata nel\nlato della _Nautilus_ si apr\u00ec. Vedemmo una debole luce. In un altro\nistante i nostri piedi calpestarono il fondo del mare.\n\nE ora, come posso ripercorrere l'impressione lasciata su di me da quella passeggiata\nsotto le acque? Le parole sono impotenti a raccontare tali meraviglie! Il capitano\nNemo camminava davanti, il suo compagno seguiva qualche passo indietro. Conseil\nConseil e io rimanemmo vicini, come se fosse possibile uno scambio di parole\npossibile attraverso le nostre valigie metalliche. Non sentivo pi\u00f9 il peso dei miei\ndelle scarpe, della mia riserva d'aria o del mio spesso elmetto,\nin mezzo al quale la mia testa tintinnava come una mandorla nel suo guscio.\n\nLa luce, che illuminava il suolo a trenta piedi sotto la superficie dell'oceano, mi ha stupito per la sua potenza.\noceano, mi ha stupito per la sua potenza. I raggi solari attraversavano facilmente la massa\nmassa acquosa con facilit\u00e0, dissipando ogni colore, e io distinguevo chiaramente\ndistinzione degli oggetti a una distanza di centocinquanta metri.\nAl di l\u00e0 di questa distanza, le tinte si scurivano in sottili gradazioni di blu oltremare e\nsfumate in una vaga oscurit\u00e0. In realt\u00e0 l'acqua che mi circondava non era\nun'altra aria pi\u00f9 densa dell'atmosfera terrestre, ma quasi altrettanto trasparente.\ntrasparente. Sopra di me c'era la superficie calma del mare.\n\nCamminavamo su una sabbia fine e uniforme, non rugosa come quella di un litorale piatto,\nche conserva l'impronta dei flutti. Questo tappeto abbagliante,\nriflettore, respingeva i raggi del sole con un'intensit\u00e0 meravigliosa.\ncon un'intensit\u00e0 meravigliosa, il che spiega la vibrazione che penetra in ogni atomo di liquido.\natomo di liquido. Sar\u00f2 creduto quando dir\u00f2 che, a trenta piedi di profondit\u00e0, potevo vedere come se\ntrenta piedi di profondit\u00e0, potevo vedere come se fossi in pieno giorno?\n\nPer un quarto d'ora ho calpestato questa sabbia, seminata dall'impalpabile polvere di conchiglie.\npolvere di conchiglie. Lo scafo del _Nautilus_, simile a un lungo banco,\nma la sua lanterna, quando l'oscurit\u00e0 ci avrebbe sorpassato in\nacque, ci avrebbe aiutato a guidarci a bordo con i suoi raggi distinti.\n\nPresto furono riconoscibili forme di oggetti delineati in lontananza. I\nrocce magnifiche, ricoperte da un arazzo di zoofite del pi\u00f9 bel\ndi zoofite del tipo pi\u00f9 bello, e fui subito colpito dal particolare effetto\ndi questo mezzo.\n\nErano allora le dieci del mattino; i raggi del sole colpivano la superficie delle onde\ndelle onde con un angolo piuttosto obliquo, e al tocco della loro luce, scomposta dalla rifrazione come attraverso un prisma\nluce, scomposta dalla rifrazione come attraverso un prisma, fiori, rocce, piante, conchiglie e polipi venivano ombreggiati ai bordi dalla luce del sole,\npiante, conchiglie e polipi erano ombreggiati ai bordi dai sette colori solari.\nsolari. Era meraviglioso, una festa per gli occhi, questo complicarsi di tinte colorate.\ntinte, un perfetto caleidoscopio di verde, giallo, arancione, viola, indaco e blu,\nviola, indaco e blu; in una parola, l'intera tavolozza di un appassionato colorista!\ncolorista appassionato! Perch\u00e9 non riuscivo a comunicare a Conseil le sensazioni\nConseil le vivaci sensazioni che mi salivano al cervello, e rivaleggiare con lui in\nespressioni di ammirazione? Per quanto ne sapevo, il Capitano Nemo e il suo\nNemo e il suo compagno potrebbero essere in grado di scambiarsi i pensieri per mezzo di segni\nprecedentemente concordati. Cos\u00ec, in mancanza di meglio, parlai a me stesso; declamai nella scatola di rame che\ndeclamai nella scatola di rame che copriva la mia testa, spendendo cos\u00ec\npi\u00f9 aria in parole vane di quanto forse fosse opportuno.\n\nVari tipi di isis, grappoli di coralli puri, funghi spinosi e anemoni formano un brillante giardino di fiori, smaltato di porfido, di porfido e di anemone.\nanemoni formavano un brillante giardino di fiori, smaltati di porfido,\ncon le loro collarette di tentacoli blu, le stelle marine che costellano il fondo sabbioso, insieme agli asteropodi.\nfondo sabbioso, insieme ad asterofitoni che sembravano ricamati dalle mani di na\nmani di na ads, i cui festoni erano mossi dalle dolci ondulazioni provocate dal nostro cammino.\nondulazioni causate dalla nostra passeggiata. \u00c8 stato un vero dolore per me schiacciare\nsotto i miei piedi i brillanti esemplari di molluschi che disseminavano il terreno a migliaia, di\nmigliaia di esemplari di molluschi, di teste di martello, di donaci (vere e proprie conchiglie\nconchiglie), di scale, di conchiglie a elmo rosso, di ali d'angelo e di molti altri esemplari prodotti da questo\nprodotti da questo oceano inesauribile. Ma dovevamo camminare,\ne cos\u00ec andammo avanti, mentre sopra le nostre teste ondeggiavano banchi di physalides\nlasciando fluttuare i loro tentacoli, medus i cui ombrelli di opale o rosa\ndi opale o rosa-rosa, orlati da una fascia di blu, ci riparavano dai raggi del sole e dai\nraggi del sole e i pelagi infuocati che, nell'oscurit\u00e0, avrebbero cosparso il nostro cammino di fosfori.\navrebbero cosparso il nostro cammino di luce fosforescente.\n\nTutte queste meraviglie le ho viste nello spazio di un quarto di miglio, senza quasi fermarmi e seguendo il capitano Nemo che mi faceva cenno di proseguire.\ne seguendo il capitano Nemo, che mi faceva cenno di proseguire. Ben presto\npresto la natura del terreno cambi\u00f2; alla pianura sabbiosa si aggiunse un'estensione di fango\nfango viscido, che gli americani chiamano ooze, composto in parti uguali da conchiglie silicee e calcaree.\ndi conchiglie silicee e calcaree. Abbiamo poi attraversato una pianura di\ndi alghe marine dalla vegetazione selvaggia e rigogliosa. Questo manto era di consistenza\ndi tessitura fitta e soffice ai piedi, tanto da rivaleggiare con il pi\u00f9 soffice tappeto tessuto dalla mano dell'uomo.\nmano dell'uomo. Ma mentre la verdura si stendeva ai nostri piedi, non abbandonava le nostre\nnon abbandonava le nostre teste. Una leggera rete di piante marine, di quella\ninesauribile famiglia di alghe marine, di cui si conoscono pi\u00f9 di duemila tipi, cresceva sulla superficie del\ndi cui si conoscono pi\u00f9 di duemila specie, cresceva sulla superficie dell'acqua. Vidi lunghi nastri di\nfucus che galleggiavano, alcuni globosi, altri tuberosi; laurenci e\ncladostephi dal fogliame delicatissimo, e alcuni rodomeni palmat ,\nche assomigliano al ventaglio di un cactus. Ho notato che le piante verdi si mantenevano\npi\u00f9 vicino alla superficie del mare, mentre le rosse si trovavano a una profondit\u00e0 maggiore,\nlasciando alle idrofite nere o marroni la cura di formare giardini e parterre nei letti pi\u00f9 remoti.\ne parterre nei fondali remoti dell'oceano.\n\nAvevamo lasciato il _Nautilus_ da circa un'ora e mezza. Era quasi\nmezzogiorno; lo capii dalla perpendicolarit\u00e0 dei raggi solari, che non erano pi\u00f9 rifratti.\nnon erano pi\u00f9 rifratti. I colori magici scomparvero per gradi e le\nsfumature di smeraldo e zaffiro. Camminavamo con un passo regolare\npasso regolare, che risuonava sul terreno con un'intensit\u00e0 sorprendente; il minimo rumore veniva trasmesso con una\nil minimo rumore veniva trasmesso con una rapidit\u00e0 alla quale l'orecchio non \u00e8\nl'orecchio non \u00e8 abituato sulla terra; infatti, l'acqua \u00e8 un conduttore del suono migliore\ndell'aria, nel rapporto di quattro a uno. In questo periodo la terra degradava\nverso il basso; la luce assumeva una tonalit\u00e0 uniforme. Eravamo a una profondit\u00e0 di\nprofondit\u00e0 di centocinque metri e venti pollici, sottoposti a una pressione di sei atmosfere.\natmosfere.\n\nA questa profondit\u00e0 potevo ancora vedere i raggi del sole, anche se debolmente; alla loro intensa brillantezza era subentrato un crepuscolo rossastro, pi\u00f9 basso\nalla loro intensa luminosit\u00e0 era subentrato un crepuscolo rossastro, lo stato pi\u00f9 basso tra il giorno e la notte.\ntra il giorno e la notte; ma si vedeva ancora abbastanza bene; non era necessario ricorrere all'apparecchio di Ruhmkorff.\nnon era ancora necessario ricorrere all'apparato di Ruhmkorff. In questo\nNemo si ferm\u00f2; aspett\u00f2 che lo raggiungessi e poi\nindic\u00f2 una massa oscura, che si stagliava nell'ombra, a breve distanza.\n\n \u00c8 la foresta dell'isola di Crespo, pensai; e non mi sbagliavo.\nsbagliato.\n\n\n\n\nCAPITOLO XVI\nUNA FORESTA SOTTOMARINA\n\n\nEravamo finalmente arrivati ai confini di questa foresta, senza dubbio una delle pi\u00f9 belle degli immensi domini del Capitano Nemo.\ndei pi\u00f9 belli tra gli immensi domini del Capitano Nemo. La considerava sua e riteneva di avere\ne riteneva di avere su di essa lo stesso diritto che avevano i primi uomini nei primi giorni del mondo.\nuomini nei primi giorni del mondo. E, in effetti, chi avrebbe potuto\nchi avrebbe contestato con lui il possesso di questa propriet\u00e0 sottomarina? Quale altro\npioniere pi\u00f9 coraggioso sarebbe venuto, con l'accetta in mano, a tagliare gli oscuri\nboschetti?\n\nQuesta foresta era composta da grandi piante arboree; e nel momento in cui ci addentrammo sotto le sue vaste arcate, fui colpito dal singolare\nsotto le sue vaste arcate, fui colpito dalla singolare posizione dei rami.\nposizione dei loro rami, posizione che non avevo ancora osservato.\n\nNon un'erba che tappezzasse il terreno, non un ramo che rivestisse gli alberi, era rotto o piegato.\nalberi era spezzato o piegato, n\u00e9 si estendeva in orizzontale; tutto si estendeva fino alla superficie dell'oceano.\nsi estendevano fino alla superficie dell'oceano. Non un filamento, non un nastro,\nper quanto sottili potessero essere, ma si mantenevano dritti come una verga di ferro. I\nfuci e lliane crescevano in rigide linee perpendicolari, dovute alla densit\u00e0 dell'elemento che le aveva prodotte.\ndell'elemento che li aveva prodotti. Immobili, ma quando venivano piegati\nda un lato con la mano, riprendevano direttamente la loro posizione precedente.\nEra davvero la regione della perpendicolarit\u00e0!\n\nMi abituai presto a questa posizione fantastica e alla relativa oscurit\u00e0 che ci circondava.\nbuio che ci circondava. Il suolo della foresta sembrava\nricoperto di blocchi appuntiti, difficili da evitare. La flora sottomarina\nmi ha colpito per la sua perfezione e per la sua ricchezza, persino pi\u00f9\nzone artiche o tropicali, dove queste produzioni non sono cos\u00ec abbondanti.\ncos\u00ec abbondanti. Ma per qualche minuto ho involontariamente confuso i generi\ngeneri, prendendo zoofite per idrofite, animali per piante; e chi non si sarebbe sbagliato?\nnon si sarebbe sbagliato? La fauna e la flora sono troppo\ntroppo legate in questo mondo sottomarino.\n\nQueste piante si riproducono da sole e il principio della loro esistenza \u00e8 nell'acqua, che le sostiene e le nutre.\n\u00e8 nell'acqua, che le sostiene e le nutre. Il maggior numero di piante,\ninvece di foglie, sparava lame di forme capricciose, comprese in una scala di colori\nuna scala di colori: rosa, carminio, verde, oliva, fulvo e marrone.\nmarrone. Vi ho visto (ma non essiccati, come i nostri esemplari di\npavonari sparsi a ventaglio, come per catturare la brezza;\nceramici scarlatti, i cui laminari estendevano i loro germogli commestibili di\nnereocisti a forma di felce, che crescono fino a un'altezza di quindici piedi;\ngrappoli di acetabuli, i cui steli aumentano di dimensioni verso l'alto; e\nnumerose altre piante marine, tutte prive di fiori!\n\n Curiosa anomalia, elemento fantastico, disse un ingegnoso naturalista, in cui il regno animale fiorisce e quello vegetale no!\nin cui il regno animale fiorisce e quello vegetale no!\n\nSotto questi numerosi arbusti (grandi come alberi della zona temperata),\ne sotto la loro ombra umida, erano ammassati veri e propri cespugli di fiori vivi\nfiori viventi, siepi di zoofite, su cui sbocciavano alcune zebrameandrine,\ncon scanalature storte, alcuni cariofilli gialli; e, per completare l'allusione, le mosche dei pesci volavano\nallusione, le mosche dei pesci volavano da un ramo all'altro come uno sciame di\nronzio, mentre lepisacomthi gialli, con mandibole irte,\ndattilotteri e monocentri si alzavano ai nostri piedi come un volo di beccaccini.\nbeccaccini.\n\nDopo circa un'ora il capitano Nemo diede il segnale di arresto. Io, da parte mia,\nnon mi dispiaceva e ci distendemmo sotto un pergolato di alari,\nle cui lunghe e sottili pale si ergevano come frecce.\n\nQuesto breve riposo mi sembr\u00f2 delizioso; non mancava altro che il fascino della conversazione.\nil fascino della conversazione; ma, nell'impossibilit\u00e0 di parlare, di rispondere\nrispondere, mi limitai ad accostare la mia grande testa di rame a quella di Conseil.\nocchi del degno collega brillare di piacere e, per dimostrare la sua soddisfazione, si scosse nella sua corazza\nper dimostrare la sua soddisfazione, si agit\u00f2 nella sua corazza d'aria nel modo pi\u00f9 comico del mondo.\nmondo.\n\nDopo quattro ore di camminata mi sono sorpreso di non trovarmi\nterribilmente affamato. Come spiegare questo stato dello stomaco non saprei dire.\nnon saprei dire. Ma invece sentivo un'insormontabile voglia di dormire, cosa che\nche capita a tutti i subacquei. E i miei occhi si chiusero presto dietro gli occhiali spessi\nocchiali spessi, e caddi in un sonno pesante, che il solo movimento aveva\naveva impedito prima. Il capitano Nemo e il suo robusto compagno, distesi nel\nnel cristallo limpido, ci diedero l'esempio.\n\nPer quanto tempo rimasi sepolto in questa sonnolenza non posso giudicare; ma, quando mi svegliai, il sole sembrava sprofondare verso l'orizzonte.\nquando mi svegliai, il sole sembrava sprofondare verso l'orizzonte. Il capitano Nemo si era gi\u00e0\nsi era gi\u00e0 alzato e stavo cominciando a sgranchirmi le membra, quando un'apparizione inaspettata\nun'apparizione inaspettata mi port\u00f2 di corsa in piedi.\n\nA pochi passi da me, un mostruoso ragno di mare, alto circa trentacinque centimetri, mi osservava con occhi strabici, pronto a balzare su di me.\nalto, mi osservava con occhi strabici, pronto a balzare su di me.\nSebbene il mio vestito da palombaro fosse abbastanza spesso da difendermi dal morso di questo animale, non potei fare a meno di rabbrividire per l'orrore.\nanimale, non potei fare a meno di rabbrividire per l'orrore. Conseil e il marinaio della\nmarinaio della _Nautilus_ si svegliarono in quel momento. Il capitano Nemo indic\u00f2\nl'orrendo crostaceo, che un colpo di calcio del cannone aveva fatto cadere\ne vidi le orribili chele del mostro contorcersi in terribili convulsioni.\nterribili convulsioni. Questo incidente mi ricord\u00f2 che altri animali pi\u00f9\ntemibili potevano infestare questi oscuri fondali, contro i cui attacchi il mio\nnon mi avrebbe protetto. Non ci avevo mai pensato prima,\nma ora decisi di stare in guardia. Infatti, pensavo che questa\nsosta avrebbe segnato la fine della nostra passeggiata; ma mi sbagliavo, perch\u00e9,\nInvece di tornare alla _Nautilus_, il capitano Nemo continu\u00f2 la sua audace\nescursione. Il terreno era ancora in pendenza, la sua declinazione sembrava\nsempre maggiore e che ci portasse a profondit\u00e0 sempre maggiori. Dovevano essere\nverso le tre, quando raggiungemmo una stretta valle, tra alte pareti perpendicolari, situata\nalte pareti perpendicolari, situata a circa settantacinque braccia di profondit\u00e0.\nGrazie alla perfezione del nostro apparato, ci trovavamo quarantacinque braccia al di sotto del limite che la natura sembra avere\nal di sotto del limite che la natura sembra aver imposto all'uomo per quanto riguarda le sue\nescursioni sottomarine.\n\nIo dico settantacinque braccia, anche se non avevo alcuno strumento con cui\ngiudicare la distanza. Ma sapevo che anche nelle acque pi\u00f9 limpide i raggi solari non\nraggi solari non potevano penetrare oltre. E quindi l'oscurit\u00e0\nsi fece pi\u00f9 profonda. A dieci passi non era visibile alcun oggetto. Stavo brancolando nel buio,\nquando improvvisamente vidi una brillante luce bianca. Il capitano Nemo aveva appena messo\nil suo apparecchio elettrico; il suo compagno fece lo stesso e io e Conseil seguimmo il loro esempio.\nConseil e io seguimmo il loro esempio. Girando una vite ho stabilito una\nuna comunicazione tra il filo e il vetro a spirale, e il mare, illuminato dalle nostre quattro lanterne, era\ndalle nostre quattro lanterne, fu illuminato per un cerchio di trentasei metri.\n\nIl Capitano Nemo si stava ancora immergendo nelle oscure profondit\u00e0 della foresta,\ni cui alberi si riducevano a ogni passo. Ho notato che\nla vita vegetale scompariva prima di quella animale. Il medus aveva gi\u00e0\navevano gi\u00e0 abbandonato il suolo arido, da cui proveniva un gran numero di animali,\nzoofiti, articolati, molluschi e pesci, si nutrivano ancora.\n\nMentre camminavamo pensavo che la luce del nostro apparecchio Ruhmkorff non avrebbe potuto\nnon poteva non attirare qualche abitante dal suo buio giaciglio. Ma se si sono avvicinati\nsi sono avvicinati, almeno si sono tenuti a una distanza rispettosa dai cacciatori.\ncacciatori. Pi\u00f9 volte ho visto il capitano Nemo fermarsi, appoggiare il fucile alla spalla e, dopo qualche istante, lasciarlo cadere.\nspalla, e dopo qualche istante lasciarlo cadere e proseguire. Finalmente, dopo\ndopo circa quattro ore, questa meravigliosa escursione si concluse. Una parete di\ndi rocce superbe, in una massa imponente, si ergeva davanti a noi, un cumulo di blocchi giganteschi, un'enorme e ripida\nun cumulo di blocchi giganteschi, un enorme e ripido banco di granito, che formava grotte oscure ma\nche non presentava alcuna pendenza praticabile; era il puntello dell'Isola di Crespo.\nCrespo. Era la terra! Il Capitano Nemo si ferm\u00f2 di colpo. Un suo gesto\nci fece fermare tutti e, per quanto desiderassi scalare la parete, fui costretto a fermarmi.\ndi scalare la parete, fui costretto a fermarmi. Qui finirono i domini del Capitano Nemo. E\nnon voleva andare oltre. Pi\u00f9 in l\u00e0 c'era una porzione di globo che non poteva\nnon poteva calpestare.\n\nIl ritorno ebbe inizio. Il Capitano Nemo era tornato alla testa del suo piccolo gruppo.\ngruppo, dirigendo la loro rotta senza esitazione. Pensavo che non stessimo\nche non avremmo seguito la stessa strada per tornare al _Nautilus_. La nuova strada era\nmolto ripida e di conseguenza molto dolorosa. Ci avvicinammo alla superficie del\nmare rapidamente. Ma questo ritorno agli strati superiori non fu cos\u00ec improvviso da\nda alleggerire la pressione troppo rapidamente, cosa che avrebbe potuto\navrebbe potuto produrre un grave disordine nella nostra organizzazione e provocare\nlesioni interne, cos\u00ec fatali per i subacquei. Ben presto la luce ricomparve e crebbe, e il sole era basso all'orizzonte.\nessendo il sole basso sull'orizzonte, la rifrazione bordava i diversi oggetti con un anello spettrale.\noggetti con un anello spettrale. A dieci metri e mezzo di profondit\u00e0, camminavamo\nin mezzo a un branco di pesciolini di ogni tipo, pi\u00f9 numerosi degli uccelli dell'aria e anche pi\u00f9\npi\u00f9 numerosi degli uccelli dell'aria e anche pi\u00f9 agili; ma nessuna selvaggina acquatica degna di un tiro\ndegno di essere sparato, quando in quel momento vidi il Capitano\nil capitano che, con una rapida spallata, seguiva un oggetto che si muoveva tra i cespugli.\nSpar\u00f2; sentii un leggero sibilo e una creatura cadde stordita a una certa distanza da noi.\ndistanza da noi. Era un magnifico ottero marino, un enidro, l'unico quadrupede esclusivamente marino.\nquadrupede esclusivamente marino. Questa lontra era lunga un metro e mezzo e doveva essere molto\ndoveva essere molto preziosa. La sua pelle, marrone castagna sopra e argentea sotto, sarebbe stata una\nmarrone e argentata sotto, sarebbe stata una di quelle belle pellicce tanto ricercate\nmercati russi e cinesi; la finezza e la lucentezza del suo mantello\nfinezza e la lucentezza del suo manto avrebbero certamente fruttato 80 dollari. Ho ammirato questo curioso mammifero, con la sua\ntesta arrotondata e ornata di orecchie corte, gli occhi rotondi e i baffi bianchi come quelli di un gatto.\nbaffi bianchi come quelli di un gatto, con le zampe e le unghie palmate e la coda a ciuffo.\ncoda. Questo prezioso animale, cacciato e inseguito dai pescatori, \u00e8 ora diventato molto raro e si \u00e8 rifugiato in capo al mondo.\n\u00e8 diventato molto raro e si \u00e8 rifugiato soprattutto nelle zone settentrionali del Pacifico.\nPacifico, o probabilmente la sua razza si sarebbe presto estinta.\n\nIl compagno del Capitano Nemo prese la bestia, se la gett\u00f2 sulla spalla,\ne continuammo il nostro viaggio. Per un'ora si stese davanti a noi una pianura di sabbia\nsi stendeva davanti a noi. A volte si alzava a meno di due metri e alcuni\ncentimetri dalla superficie dell'acqua. Vidi allora la nostra immagine chiaramente\nriflessa, disegnata inversamente, e sopra di noi apparve un gruppo identico che rifletteva i nostri movimenti e le nostre azioni.\nche rifletteva i nostri movimenti e le nostre azioni; in una parola, ci assomigliavano in tutto e per tutto, tranne che per il fatto che camminavano con la testa rivolta verso l'alto.\nin ogni punto, tranne che per il fatto che camminavano con la testa rivolta verso il basso e i piedi in aria.\nin aria.\n\nUn altro effetto che ho notato \u00e8 stato il passaggio di fitte nubi che si sono\nche si formavano e scomparivano rapidamente; ma riflettendo ho capito che queste\nnubi erano dovute al diverso spessore dei giunchi sul fondo, e potevo persino vedere la schiuma vellutata che le loro cime spezzate\nfondo, e potevo persino vedere la schiuma vellutata che le loro cime spezzate\nmoltiplicate sull'acqua, e le ombre di grandi uccelli che passavano sopra le nostre teste, il cui volo veloce\nsopra le nostre teste, di cui riuscivo a distinguere il rapido volo sulla superficie del mare.\nmare.\n\nIn questa occasione, sono stato testimone di uno dei pi\u00f9 bei colpi di fucile che\nche abbiano mai fatto fremere i nervi di un cacciatore. Un grande uccello di grande ampiezza\nd'ala, ben visibile, si avvicin\u00f2, librandosi sopra di noi. Il compagno del Capitano Nemo\ncapitano Nemo imbracci\u00f2 il fucile e spar\u00f2, quando l'uccello si trovava solo a pochi metri\nsopra le onde. La creatura cadde stordita e la forza della sua caduta la port\u00f2 alla portata del\nla port\u00f2 a portata di mano di un abile cacciatore. Era un\nalbatros della migliore specie.\n\nLa nostra marcia non era stata interrotta da questo incidente. Per due ore abbiamo\nper due ore abbiamo seguito queste pianure sabbiose, poi campi di alg molto sgradevoli da attraversare.\nattraversare. Sinceramente, non potevo fare di pi\u00f9 quando vidi un barlume di luce,\nche, per mezzo miglio, ruppe l'oscurit\u00e0 delle acque. Era la lanterna della\nlanterna della _Nautilus_. Prima di venti minuti saremmo stati a\na bordo e io avrei potuto respirare con facilit\u00e0, perch\u00e9 sembrava che il mio serbatoio\nche il mio serbatoio fornisse aria molto carente di ossigeno. Ma non avevo\nMa non avevo previsto un incontro fortuito, che ritard\u00f2 il nostro arrivo per un po' di tempo.\ntempo.\n\nEro rimasto indietro di qualche passo, quando vidi il capitano Nemo\nche si dirigeva frettolosamente verso di me. Con la sua mano forte mi pieg\u00f2 a terra.\na terra, mentre il suo compagno faceva lo stesso con Conseil. All'inizio non sapevo\ncosa pensare di questo attacco improvviso, ma fui presto rassicurato dal vedere il Capitano\nil Capitano si sdrai\u00f2 accanto a me e rimase immobile.\n\nEro disteso a terra, al riparo di un cespuglio di alghe, quando, alzando la testa, vidi una massa enorme che si proiettava verso il cielo.\nalg, quando, alzando la testa, vidi una massa enorme, che lanciava bagliori\nbagliori fosforescenti, passare in modo sbruffone.\n\nIl sangue mi si \u00e8 gelato nelle vene quando ho riconosciuto due formidabili squali che\nminacciavano. Si trattava di una coppia di tintoree, creature terribili, con\nenormi code e uno sguardo vitreo e spento, la materia fosforescente\nfosforescente espulsa da fori praticati intorno al muso. Bruti mostruosi che\nche avrebbero schiacciato un uomo intero nelle loro fauci di ferro. Non so se Conseil si sia fermato a classificarli.\nConseil si sia soffermato a classificarli; da parte mia, notai il loro ventre argentato e le loro enormi bocche.\nventre argentato e le enormi bocche irte di denti, da un punto di vista molto\npunto di vista poco scientifico, pi\u00f9 come possibile vittima che come naturalista.\nnaturalista.\n\nFortunatamente le voraci creature non vedono bene. Passarono senza\nsenza vederci, sfiorandoci con le loro pinne marroncine, e noi siamo scampati per miracolo a un pericolo certamente pi\u00f9 grande dell'incontro con una tigre in piena faccia.\nmiracolo da un pericolo certamente maggiore di quello di incontrare una tigre a tu per tu\nnella foresta. Mezz'ora dopo, guidati dalla luce elettrica, raggiungemmo il _Nautilus\nraggiunsero il _Nautilus_. La porta esterna era stata lasciata aperta e\nIl capitano Nemo la richiuse non appena entrammo nella prima cella. Egli\npoi premette una manopola. Sentii le pompe che lavoravano in mezzo alla nave.\nnave, sentii l'acqua che affondava intorno a me e in pochi istanti\nla cella era completamente vuota. La porta interna si apr\u00ec e noi entrammo nella sagrestia.\ne siamo entrati nella sagrestia.\n\nL\u00ec ci siamo tolti l'abito da sub, non senza qualche problema, e..,\nabbastanza stremati dalla mancanza di cibo e di sonno. Sono tornato nella mia stanza, con\ngrande meraviglia per questa sorprendente escursione in fondo al mare.\n\n\n\n\nCAPITOLO XVII\nQUATTROMILA LEGHE SOTTO IL PACIFICO\n\n\nLa mattina dopo, il 18 novembre, mi ero ripreso dalle fatiche del giorno prima e salii sul binario proprio quando\nfatiche del giorno prima, e salii sulla piattaforma, proprio mentre il\nil sottotenente stava pronunciando la sua frase quotidiana.\n\nStavo ammirando il magnifico aspetto dell'oceano quando \u00e8 apparso il Capitano Nemo.\nquando apparve il Capitano Nemo. Non sembrava accorgersi della mia presenza e inizi\u00f2 una serie di osservazioni astronomiche.\nserie di osservazioni astronomiche. Poi, quando ebbe finito, and\u00f2 ad appoggiarsi\npoi, una volta terminato, si appoggi\u00f2 alla gabbia della luce di guardia e guard\u00f2 astrattamente l'oceano.\nsull'oceano. Nel frattempo, alcuni marinai del\nNautilus_, tutti uomini forti e in salute, erano saliti sulla piattaforma.\nErano venuti a tirare su le reti che erano state stese tutta la notte. Questi\nmarinai erano evidentemente di nazioni diverse, anche se il tipo europeo\neuropeo era visibile in tutti loro. Riconobbi alcuni irlandesi inconfondibili,\nfrancesi, alcuni sclavi e un greco o un candiota. Erano civili,\ne usavano solo quella strana lingua tra di loro, di cui non riuscivo a indovinare l'origine, n\u00e9 potevo dubitare\nnon riuscivo a indovinare, n\u00e9 a interrogarli.\n\nLe reti furono tirate su. Erano un tipo di chaluts di grandi dimensioni, come\ncome quelle delle coste della Normandia, con grandi tasche che le onde e una catena\ncatena fissata nelle maglie pi\u00f9 piccole tenevano aperte. Queste sacche, trainate da pali di ferro\npali di ferro, spazzavano l'acqua e raccoglievano tutto ci\u00f2 che\nstrada. Quel giorno portarono a galla curiosi esemplari di quelle coste produttive.\ncoste produttive.\n\nHo calcolato che la retata aveva portato pi\u00f9 di nove quintali di pesce.\npesce. Era un bel bottino, ma non c'era da stupirsi. Infatti, le reti\nsono calate per diverse ore e racchiudono nelle loro maglie una variet\u00e0 infinita di pesci.\nvariet\u00e0. Il cibo non mancava, e la rapidit\u00e0 del _Nautilus_ e l'attrazione esercitata dal pesce sono state un fattore determinante.\nLa rapidit\u00e0 del _Nautilus_ e l'attrazione della luce elettrica potevano sempre rinnovare\nle nostre scorte. Queste diverse produzioni del mare furono immediatamente\nattraverso il pannello nella stanza dello steward, alcune per essere mangiate\nfreschi e altri in salamoia.\n\nFinita la pesca, rinnovato il rifornimento d'aria, pensai che il _Nautilus_ stesse per continuare la sua escursione sottomarina.\nche il _Nautilus_ stesse per continuare la sua escursione sottomarina, e mi stavo preparando a tornare nella mia stanza, quando, senza ulteriori preamboli, il\nstavo preparandomi a tornare nella mia stanza, quando, senza ulteriori preamboli, il\nCapitano si rivolse a me, dicendo:\n\n Professore, questo oceano non \u00e8 forse dotato di vita reale? Ha i suoi temperamenti\ne i suoi umori gentili. Ieri ha dormito come noi, e ora si \u00e8 svegliato\ndopo una notte tranquilla. Guardate! ha proseguito, si sveglia sotto le carezze del\ndel sole. Sta per rinnovare la sua esistenza diurna. \u00c8 uno studio\ninteressante osservare il gioco della sua organizzazione. Ha un\npolso, arterie, spasmi; e sono d'accordo con l'erudito Maury, che ha scoperto in esso una circolazione reale come la circolazione del sangue nel\nche ha scoperto in essa una circolazione reale come quella del sangue negli animali.\nanimali.\n\n S\u00ec, l'oceano ha una circolazione e, per favorirla, il Creatore ha fatto s\u00ec che si moltiplicassero le cose in esso\nha fatto s\u00ec che in esso si moltiplicassero calorie, sale e animali.\n\nQuando il Capitano Nemo parl\u00f2 cos\u00ec, sembr\u00f2 completamente cambiato e suscit\u00f2 in me un'emozione straordinaria.\nun'emozione straordinaria in me.\n\n Inoltre, ha aggiunto, la vera esistenza \u00e8 l\u00ec; e posso immaginare le fondamenta di citt\u00e0 nautiche, gruppi di case sottomarine che\ncitt\u00e0 nautiche, gruppi di case sottomarine che, come il _Nautilus_, salirebbero ogni mattina a respirare\nche, come il _Nautilus_, salirebbero ogni mattina per respirare a pelo d'acqua.\nsuperficie dell'acqua, citt\u00e0 libere, citt\u00e0 indipendenti. Ma chi sa\nse qualche despota\n\nIl Capitano Nemo termin\u00f2 la frase con un gesto violento. Poi,\nrivolgendosi a me come per scacciare un pensiero doloroso:\n\n M. Aronnax, chiese, conosce la profondit\u00e0 dell'oceano?\n\n So solo, capitano, cosa ci hanno insegnato i principali scandagli.\n\n Potresti dirmeli, in modo che io possa adattarli al mio scopo?\n\n Queste sono alcune, ho risposto, che ricordo. Se non mi sbaglio, nell'Atlantico settentrionale \u00e8 stata\nprofondit\u00e0 di 8.000 metri nell'Atlantico settentrionale e di 2.500 metri nel Mediterraneo.\nmetri nel Mediterraneo. I rilevamenti pi\u00f9 significativi sono stati\nsono stati effettuati nell'Atlantico meridionale, vicino al trentacinquesimo parallelo, e hanno dato\nhanno dato 12.000 metri, 14.000 metri e 15.000 metri. Per riassumere tutto, si\nsi calcola che, se il fondo del mare fosse livellato, la sua profondit\u00e0 media\nsarebbe di circa una lega e tre quarti.\n\n Bene, professore, rispose il capitano, le mostreremo di meglio, spero.\ndi questo, spero. Per quanto riguarda la profondit\u00e0 media di questa parte del Pacifico, le dico che \u00e8 di\nle dico che \u00e8 di soli 4.000 metri.\n\nDetto questo, il Capitano Nemo si diresse verso il pannello e spar\u00ec\ne spar\u00ec gi\u00f9 per la scala. Lo seguii ed entrai nel grande salone.\nLa vite fu subito messa in moto e il diario di bordo segn\u00f2 venti miglia all'ora.\nall'ora.\n\nNei giorni e nelle settimane che passarono, il Capitano Nemo fu molto parsimonioso nelle sue visite.\nvisite. Lo vidi raramente. Il tenente tracciava regolarmente la rotta della nave sul\nregolarmente sulla carta nautica, cos\u00ec potevo sempre sapere con esattezza la rotta del\nNautilus_.\n\nQuasi tutti i giorni, per qualche tempo, i pannelli del salotto venivano\ne non ci siamo mai stancati di penetrare i misteri del mondo sottomarino.\nmondo sottomarino.\n\nLa direzione generale del _Nautilus_ era sud-est e si manteneva tra i 100 e i 150 metri di profondit\u00e0.\ntra le 100 e le 150 iarde di profondit\u00e0. Un giorno, per\u00f2, non so perch\u00e9\nperch\u00e9, essendo disegnato in diagonale per mezzo dei piani inclinati, tocc\u00f2 il fondo del mare.\nil fondo del mare. Il termometro indicava una temperatura di 4,25\n(cent.): una temperatura che a questa profondit\u00e0 sembrava comune a tutte le latitudini.\nlatitudini.\n\nAlle tre del mattino del 26 novembre il _Nautilus_\nha attraversato il tropico del Cancro a 172 miglia. Il 27 novembre avvist\u00f2 le Isole Sandwich, dove Cook mor\u00ec il 14 febbraio 1779.\nle Isole Sandwich, dove Cook mor\u00ec il 14 febbraio 1779. A quel punto avevamo\n4.860 leghe dal punto di partenza. Al mattino, quando sono salito sulla\nsulla piattaforma, ho visto a due miglia di bolina le Hawaii, la pi\u00f9 grande delle sette isole che formano il gruppo.\ndelle sette isole che formano il gruppo. Ho visto chiaramente le catene coltivate\ne le diverse catene montuose che corrono parallele alla\ne i vulcani che sovrastano Mouna-Rea, che si innalzano di 5.000 metri\nsopra il livello del mare. Oltre ad altre cose che le reti hanno portato su,\nerano diverse flabellarie e graziosi polipi, peculiari di quella parte dell'oceano.\ndi quella parte dell'oceano. La direzione del _Nautilus_ era ancora a sud-est.\nsud-est. Attravers\u00f2 l'equatore il 1\u00b0 dicembre, in 142 miglia; e\nil 4 dello stesso mese, dopo aver attraversato rapidamente e senza\nsenza che si verificasse nulla di particolare, avvistammo il gruppo delle Marchesi. I\nHo visto, a tre miglia di distanza, il picco di Martin a Nouka-Hiva, il pi\u00f9 grande del gruppo che appartiene alla Francia.\ngruppo che appartiene alla Francia. Vedevo solo le montagne boscose contro\nall'orizzonte, perch\u00e9 il capitano Nemo non voleva portare la nave al vento.\nvento. L\u00ec le reti hanno portato alla luce bellissimi esemplari di pesce: alcuni con le\npinne azzurre e code come l'oro, la cui carne \u00e8 impareggiabile; altri quasi privi di squame, alcuni\nquasi privi di squame, ma di sapore squisito; altri, con mandibole ossute e\nmascelle ossute e branchie gialle, buoni come i bonitos; tutti pesci che ci sarebbero stati utili.\nche ci sarebbero stati utili. Dopo aver lasciato queste incantevoli isole protette dalla\nbandiera francese, dal 4 all'11 dicembre il _Nautilus_ navig\u00f2 per circa 2.000 miglia.\ncirca 2.000 miglia.\n\nDurante il giorno dell'11 dicembre ero impegnato a leggere nel grande salotto.\ngrande salotto. Ned Land e Conseil osservavano l'acqua luminosa\nattraverso i pannelli semiaperti. Il _Nautilus_ era immobile. Mentre i suoi\nserbatoi erano pieni, si manteneva a una profondit\u00e0 di 1.000 metri, una regione raramente visitata nell'oceano\nuna regione raramente visitata nell'oceano e in cui raramente si vedevano grandi pesci.\n\nStavo leggendo un libro affascinante di Jean Mace, \"Gli schiavi dello stomaco\", e ne stavo traendo alcuni insegnamenti preziosi, quando il Conseil ha deciso di non farlo.\nstomaco e ne stavo traendo alcune preziose lezioni, quando Conseil mi interruppe.\nmi interruppe.\n\n Il padrone vuole venire qui un momento? disse, con voce curiosa.\n\n Qual \u00e8 il problema, Conseil?\n\n Voglio che il maestro guardi.\n\nMi alzai, andai, mi appoggiai sui gomiti davanti ai vetri e rimasi a guardare.\n\nIn piena luce elettrica, un'enorme massa nera, del tutto immobile, era\nsospesa in mezzo alle acque. L'ho osservata con attenzione, cercando di\ndi scoprire la natura di questo gigantesco cetaceo. Ma un pensiero improvviso\nmi attravers\u00f2 la mente.  Una nave!  dissi, a mezza voce.\n\n S\u00ec, rispose il canadese, una nave inattiva che \u00e8 affondata\nperpendicolarmente.\n\nNed Land aveva ragione: eravamo vicini a un vascello le cui sartie a brandelli pendevano ancora dalle catene.\nsartie pendevano ancora dalle loro catene. La chiglia sembrava in buono stato\nin ordine, ed era naufragata al massimo da qualche ora. Tre ceppi di\ntre ceppi di alberi, spezzati a circa due piedi sopra il ponte, mostravano che il\nche la nave aveva dovuto sacrificare i suoi alberi. Ma, adagiata su un fianco, si era\nsi era riempita e stava sbandando verso babordo. Questo scheletro di ci\u00f2 che era stato\nera stato un tempo era un triste spettacolo mentre giaceva perso sotto le onde.\nma ancora pi\u00f9 triste fu la vista del ponte, dove giacevano ancora alcuni cadaveri legati con\ncon corde, giacevano ancora. Ho contato cinque quattro uomini, di cui uno era\nuno dei quali era al timone, e una donna in piedi a poppa, con un bambino in braccio.\nbambino in braccio. Era piuttosto giovane. Riuscii a distinguere i suoi\ni suoi lineamenti, che l'acqua non aveva decomposto, grazie alla luce brillante\ndella nave _Nautilus_. Con uno sforzo disperato, aveva sollevato il bambino sopra la testa.\nsopra la testa il suo bambino, povero piccolo!\ncollo della madre. L'atteggiamento dei quattro marinai era spaventoso,\ndistorti dai loro movimenti convulsi, mentre facevano un ultimo sforzo per liberarsi dalla\nultimo sforzo per liberarsi dalle corde che li legavano alla nave.\nnave. Il timoniere, da solo, era calmo, con un viso grave e chiaro, i capelli grigi\ncapelli grigi incollati alla fronte e la mano che stringeva la ruota del timone, sembrava\ntimone, sembrava che anche in quel momento stesse guidando i tre alberi spezzati attraverso le\nprofondit\u00e0 dell'oceano.\n\nChe scena! Eravamo muti; i nostri cuori battevano forte davanti a questo naufragio,\npreso per cos\u00ec dire dalla vita e fotografato nei suoi ultimi istanti. E io\nvedevo gi\u00e0, avvicinarsi con occhi affamati, enormi squali,\nattratti dalla carne umana.\n\nTuttavia, il _Nautilus_, virando, aggir\u00f2 la nave sommersa e in un attimo lessi sulla poppa il nome della Florida, Sunderland.\nin un istante lessi sulla poppa The Florida, Sunderland.\n\n\n\n\nCAPITOLO XVIII\nVANIKORO\n\n\nQuesto terribile spettacolo fu il precursore della serie di catastrofi marittime che il _Nautilus_ era destinato a incontrare nel suo viaggio.\ncatastrofi marittime che il _Nautilus_ era destinato a incontrare nel suo percorso.\npercorso. Finch\u00e9 passava per le acque pi\u00f9 frequentate, vedevamo spesso\nscafi di navi naufragate che marcivano nelle profondit\u00e0 e, pi\u00f9 in basso, cannoni, proiettili e\npi\u00f9 in profondit\u00e0 cannoni, proiettili, ancore, catene e migliaia di altri materiali di ferro\nmateriali ferrosi divorati dalla ruggine. Tuttavia, l'11 dicembre\nl'11 dicembre abbiamo avvistato le isole Pomotou, il vecchio gruppo pericoloso di Bougainville,\nche si estendono per uno spazio di 500 leghe da E.S.E. a W.N.W., dall'isola Ducie a quella di Lazare.\nDucie a quella di Lazareff. Questo gruppo copre un'area di 370\nleghe quadrate ed \u00e8 formato da sessanta gruppi di isole, tra le quali spicca il gruppo di Gambier.\ntra cui spicca il gruppo del Gambier, sul quale la Francia esercita\nFrancia. Si tratta di isole coralline, innalzate lentamente, ma continue, create dal lavoro quotidiano dei polipi.\ndal lavoro quotidiano dei polipi. Poi questa nuova isola si unir\u00e0 in un secondo momento\nai gruppi vicini, e un quinto continente si estender\u00e0 dalla Nuova Zelanda e dalla Nuova Caledonia.\nNuova Zelanda e la Nuova Caledonia, e da l\u00ec alle Marchesi.\n\nUn giorno, mentre suggerivo questa teoria al Capitano Nemo, egli rispose\nfreddamente:\n\n La terra non vuole nuovi continenti, ma nuovi uomini.\n\nIl caso aveva condotto il _Nautilus_ verso l'isola di Clermont-Tonnere.\nClermont-Tonnere, una delle pi\u00f9 curiose del gruppo, scoperta nel 1822 dal capitano Bell della Minerva.\nscoperto nel 1822 dal capitano Bell della Minerva. Potrei studiare ora\nil sistema madreporale, a cui sono dovute le isole di questo oceano.\n\nLe madrepore (che non devono essere confuse con i coralli) hanno un tessuto rivestito da una crosta calcarea.\ndi una crosta calcarea, e le modifiche della sua struttura hanno indotto M. Milne Edwards, il mio degno maestro, a classificarle in cinque\nMilne Edwards, mio degno maestro, a classificarle in cinque sezioni.\nsezioni. Le animalcule che i polipi marini secernono vivono a\nmilioni sul fondo delle loro cellule. I loro depositi calcarei diventano\nrocce, scogliere e isole grandi e piccole. Qui formano un anello,\nche circonda un piccolo lago interno, che comunica con il mare attraverso\nattraverso delle fessure. L\u00ec formano barriere di scogli come quelle sulle\ndella Nuova Caledonia e delle varie isole Pomoton. In altri\naltri luoghi, come quelli della Riunione e di Maurice, innalzano scogliere frangiate,\nalte pareti rettilinee, in prossimit\u00e0 delle quali la profondit\u00e0 dell'oceano \u00e8\nconsiderevole.\n\nA qualche lunghezza di cavo al largo delle coste dell'Isola di Clermont ho ammirato\nil gigantesco lavoro compiuto da questi lavoratori microscopici. Queste\nQueste pareti sono opera soprattutto di quelle madrepore conosciute come milleporas,\nporite, madrepore e astraee. Questi polipi si trovano in particolare\nnei fondali marini pi\u00f9 scabrosi, vicino alla superficie, e di conseguenza \u00e8 dalla parte\ndalla parte superiore che iniziano le loro operazioni, in cui si\nsi seppelliscono gradualmente con i detriti delle secrezioni che li sostengono.\nche li sostengono. Questa \u00e8, almeno, la teoria di Darwin, che spiega cos\u00ec la formazione degli\nformazione degli _atolli_, una teoria superiore (a mio avviso) a quella data della fondazione delle madreporiche.\ndella fondazione delle opere madreporiche, cime di montagne o vulcani, che sono sommerse.\nvulcani, che sono sommersi alcuni metri sotto il livello del mare.\n\nHo potuto osservare da vicino queste curiose pareti, che perpendicolarmente\nerano profonde pi\u00f9 di 300 metri, e le nostre lastre elettriche illuminavano brillantemente questa\nmateria calcarea in modo brillante. Rispondendo a una domanda che Conseil mi fece\nConseil mi chiese quanto tempo ci volesse per innalzare queste colossali barriere, lo stupii molto dicendogli che gli uomini colti\nlo stup\u00ec molto dicendogli che i dotti lo consideravano circa l'ottavo\ndi pollice in cento anni.\n\nVerso sera Clermont-Tonnerre si perdeva in lontananza e la rotta del _Nautilus_ era sensibilmente cambiata.\nrotta del _Nautilus_ era sensibilmente cambiata. Dopo aver attraversato il\ntropico del Capricorno in 135 longitudine, navig\u00f2 in direzione ovest-nord-ovest, dirigendosi di nuovo verso la zona tropicale.\nverso la zona tropicale. Sebbene il sole estivo fosse molto forte, non soffrimmo il caldo.\nnon soffrivamo il caldo, poich\u00e9 a quindici o venti braccia sotto la superficie\nsuperficie, la temperatura non saliva oltre i dieci-dodici gradi.\n\nIl 15 dicembre abbiamo lasciato a est l'ammaliante gruppo delle Societ\u00e0 e la graziosa Tahiti, regina del Pacifico.\nSociet\u00e0 e la graziosa Tahiti, regina del Pacifico. Al mattino ho visto\nmattina, a qualche miglio di distanza, le cime elevate dell'isola.\ndell'isola. Queste acque hanno fornito alla nostra tavola pesce eccellente, sgombri, boniti e alcune variet\u00e0 di pesce,\nsgombri, boniti e alcune variet\u00e0 di serpenti marini.\n\nIl 25 dicembre il _Nautilus_ salp\u00f2 in mezzo alle Nuove Ebridi, scoperte da Quiros nel 1606 e che Bougainville esplor\u00f2.\nEbridi, scoperte da Quiros nel 1606, esplorate da Bougainville nel 1768 e alle quali Cook diede il nome attuale nel 1773.\nnel 1768 e a cui Cook diede il nome attuale nel 1773. Questo gruppo \u00e8\n\u00e8 composto principalmente da nove grandi isole, che formano una fascia di 120 leghe a N.N.\nleghe da N.N.S. a S.S.W., tra 15 e 2 S. lat. e 164 deg. e 168 long.\n168 di lunghezza. Siamo passati abbastanza vicino all'isola di Aurou, che a mezzogiorno appariva come un\nmezzogiorno sembrava un ammasso di boschi verdi, sormontato da un picco di grande altezza.\naltezza.\n\nEssendo quel giorno il giorno di Natale, Ned Land sembrava rimpiangere fortemente la non\nNatale, la festa di famiglia a cui i protestanti tengono tanto.\nsono cos\u00ec affezionati. Non vedevo il Capitano Nemo da una settimana, quando, la mattina del 27, entr\u00f2 nel grande salotto, sempre\nmattina del 27, entr\u00f2 nel grande salotto, sembrando sempre\ncome se vi avesse visto cinque minuti prima. Ero impegnato a tracciare\nla rotta del _Nautilus_ sul planisfero. Il Capitano si avvicin\u00f2\nIl capitano si avvicin\u00f2, mise il dito su un punto della carta e disse questa sola parola.\n\n Vanikoro.\n\nL'effetto era magico! Era il nome delle isole in cui La Perouse si era persa!\nPerouse si era persa! Mi alzai di colpo.\n\n Il _Nautilus_ ci ha portato a Vanikoro?  Chiesi.\n\n S\u00ec, professore, disse il capitano.\n\n E posso visitare le celebri isole dove la Boussole e l'Astrolabio hanno colpito?\nAstrolabio hanno colpito?\n\n Se vuole, professore.\n\n Quando saremo l\u00ec?\n\n Ora siamo l\u00ec.\n\nSeguito dal Capitano Nemo, salii sulla piattaforma e scrutai avidamente l'orizzonte.\nscrutare l'orizzonte.\n\nA N.E. sono emerse due isole vulcaniche di dimensioni diseguali, circondate da una barriera corallina che misurava quaranta miglia di circonferenza.\nuna barriera corallina che misurava quaranta miglia di circonferenza. Eravamo vicini\nVanikoro, quella a cui Dumont d'Urville diede il nome di Isola della Recherche, ed esattamente di fronte alla piccola isola di Vanikoro.\nIsle de la Recherche, ed esattamente di fronte al porticciolo di Vanou,\nsituato a 16 4 S. di lat. e 164 32 E. di long. La terra sembrava\nricoperta di vegetazione dalla riva fino alle cime dell'interno,\nche erano coronate dal monte Kapogo, alto 476 piedi. Il _Nautilus_,\nsuperata la cintura esterna di rocce attraverso uno stretto, si trov\u00f2 in mezzo a frangenti\ntra frangenti in cui il mare era profondo da trenta a quaranta braccia.\nSotto l'ombra verdeggiante di alcune mangrovie vidi alcuni selvaggi, che apparvero molto sorpresi del nostro avvicinamento.\nche sembravano molto sorpresi del nostro avvicinamento. Nel lungo corpo nero,\nche si muoveva tra il vento e l'acqua, non vedevano forse qualche formidabile\ncetaceo che guardavano con sospetto?\n\nProprio in quel momento il capitano Nemo mi chiese cosa sapevo del relitto di La\nPerouse.\n\n Solo quello che tutti sanno, capitano, risposi.\n\n E potrebbe dirmi cosa sanno tutti di questa storia?\nironicamente.\n\n Facilmente.\n\nGli riferii tutto ci\u00f2 che gli ultimi lavori di Dumont d'Urville avevano fatto conoscere.\nopere conosciute, di cui il seguente \u00e8 un breve resoconto.\n\nLa Perouse e il suo secondo, il capitano de Langle, furono inviati da Luigi XVI,\nnel 1785, per un viaggio di circumnavigazione. Si imbarcarono sulle\ncorvette Boussole e Astrolabe, di cui non si \u00e8 pi\u00f9 sentito parlare.\ndi cui non si \u00e8 pi\u00f9 sentito parlare. Nel 1791, il governo francese, giustamente inquieto per la sorte di questi due sloop, fece imbarcare le corvette Boussole e Astrolabe.\nquesti due sloop, fece imbarcare due grandi mercantili, la Recherche e l'Esperance, che lasciarono Brest.\nEsperance, che lasciarono Brest il 28 settembre al comando di Bruni d'Entrecasteaux.\nBruni d'Entrecasteaux.\n\nDue mesi dopo, appresero da Bowen, comandante dell'Albemarle,\nche sulle coste della Nuova Georgia erano stati avvistati i rottami di navi naufragate.\nNuova Georgia. Ma D Entrecasteaux, ignorando questa comunicazione piuttosto\nincerta, diresse inoltre la sua rotta verso le Isole dell'Ammiragliato,\nmenzionate in un rapporto del capitano Hunter come il luogo in cui era naufragato La\nPerouse era naufragato.\n\nCercarono invano. L'Esperance e la Recherche passarono davanti a\nVanikoro senza fermarsi e, in effetti, questo viaggio fu molto disastroso, poich\u00e9 cost\u00f2 la vita a D. Entrecasteaux e a due dei suoi compagni.\ndisastroso, poich\u00e9 cost\u00f2 la vita a D. Entrecasteaux e a due dei suoi luogotenenti, oltre che a diversi membri dell'equipaggio.\ndue dei suoi luogotenenti, oltre a diversi membri dell'equipaggio.\n\nIl capitano Dillon, un vecchio e accorto marinaio del Pacifico, \u00e8 stato il primo a trovare\ntracce inequivocabili dei relitti. Il 15 maggio 1824, la sua nave, la St.\nPatrick, pass\u00f2 vicino a Tikopia, una delle Nuove Ebridi.\nEbridi. L\u00ec un Lascar si accost\u00f2 con una canoa, gli vendette l'impugnatura di una spada in argento che recava\ndi una spada in argento che recava l'impronta di caratteri incisi sull'elsa.\nelsa. Il Lascar pretendeva che sei anni prima, durante un soggiorno a\nVanikoro, aveva visto due europei che appartenevano ad alcune navi che si erano\nche si erano arenate sulla barriera corallina qualche anno prima.\n\nDillon intu\u00ec che si riferiva a La Perouse, la cui scomparsa aveva turbato il mondo intero.\naveva turbato il mondo intero. Cerc\u00f2 di raggiungere Vanikoro, dove,\nsecondo il Lascar, avrebbe trovato numerosi resti del naufragio,\nma i venti e le maree glielo impedirono.\n\nDillon torn\u00f2 a Calcutta. L\u00ec interess\u00f2 la Societ\u00e0 Asiatica\ne la Compagnia indiana per la sua scoperta. Una nave, a cui fu dato il nome di\nnome di Recherche, fu messa a sua disposizione ed egli part\u00ec,\n23 gennaio 1827, accompagnato da un agente francese.\n\nLa Recherche, dopo aver toccato diversi punti del Pacifico, gett\u00f2 l'ancora davanti a Vanikoro, il 7 luglio 1827.\nl'ancora davanti a Vanikoro, il 7 luglio 1827, in quello stesso porto di Vanou\ndove in quel momento si trovava il _Nautilus_.\n\nL\u00ec ha raccolto numerosi cimeli del relitto: utensili di ferro, ancore,\ndi ferro, ancore, tiranti, cannoni girevoli, un proiettile da 18 libbre, frammenti di strumenti astronomici, un pezzo di corona e un orologio di bronzo.\nstrumenti astronomici, un pezzo di corona e un orologio di bronzo, che recava questa\nBazin m a fait, il marchio della fonderia dell'arsenale di Brest del 1785.\nBrest intorno al 1785. Non ci sono pi\u00f9 dubbi.\n\nDillon, dopo aver fatto tutte le indagini del caso, rimase in quel luogo sfortunato fino a\nottobre. Poi lasci\u00f2 Vanikoro e diresse la sua rotta verso la Nuova Zelanda.\nNuova Zelanda; sbarc\u00f2 a Calcutta il 7 aprile 1828 e torn\u00f2 in Francia,\ndove fu accolto calorosamente da Carlo X.\n\nMa nello stesso momento, senza conoscere i movimenti di Dillon, Dumont\nd Urville si era gi\u00e0 messo alla ricerca del luogo del naufragio. E avevano\navevano appreso da una baleniera che alcune medaglie e una croce di San Luigi erano state\nLouis erano state trovate nelle mani di alcuni selvaggi della Louisiade e della Nuova Caledonia.\nDumont d'Urville, comandante dell'Astrolabio, era salpato e due mesi dopo\ndue mesi dopo la partenza di Dillon da Vanikoro, fece scalo a Hobart Town. L\u00ec\nl\u00ec apprese i risultati delle indagini di Dillon, e scopr\u00ec che un certo\nJames Hobbs, sottotenente di vascello della Union of Calcutta, dopo essere sbarcato su un'isola situata 8 18 S.\nsu un'isola situata a 8 18 S. di lat. e 156 30 E. di long.\nalcune sbarre di ferro e oggetti rossi usati dagli indigeni di queste parti.\nDumont d'Urville, molto perplesso e non sapendo come accreditare i resoconti di giornali di bassa lega, si\ndiari di bassa lega, decise di seguire le tracce di Dillon.\n\nIl 10 febbraio 1828, l'Astrolabio apparve al largo di Tikopia e prese come guida e interprete un disertore trovato sull'isola.\ne prese come guida e interprete un disertore trovato sull'isola; si diresse verso Vanikoro, la avvist\u00f2 il 12 ist.\nVanikoro, l'avvist\u00f2 il 12, rimase tra le barriere coralline fino al 14 e solo il 20 si imbarc\u00f2.\nfino al 14 e solo il 20 gett\u00f2 l'ancora entro la barriera del porto di Vanoukoro.\nbarriera nel porto di Vanou.\n\nIl 23, alcuni ufficiali fecero il giro dell'isola e portarono indietro\nalcune inezie di scarsa importanza. Gli indigeni, adottando un sistema di negazioni ed evasioni, si rifiutarono di portarli nel luogo sfortunato.\nevasioni, si rifiutarono di portarli nel luogo sfortunato. Questo comportamento ambiguo\ncomportamento ambiguo li indusse a credere che gli indigeni avessero maltrattato i naufraghi.\nnaufraghi e sembravano temere che Dumont d'Urville fosse venuto a vendicare La Perouse.\nd'Urville fosse venuto a vendicare La Perouse e il suo sfortunato equipaggio.\n\nTuttavia, il 26, placati da alcuni regali e capendo che non avevano da temere rappresaglie, condussero M. Jacquireot sul luogo dell'uccisione.\nnon avevano da temere rappresaglie, condussero M. Jacquireot sul luogo del naufragio.\ndel naufragio.\n\nL\u00ec, in tre o quattro braccia d'acqua, tra gli scogli di Pacou e Vanou, giacevano ancore, cannoni, maiali di piombo e di ferro, incastrati in un'unica roccia.\ne Vanou, giacevano ancore, cannoni, maiali di piombo e ferro, incastrati nelle concrezioni calcaree.\nconcrezioni calcaree. La grande barca e la baleniera dell'Astrolabio furono inviate in questa zona.\nAstrolabio furono inviate in questo luogo e, non senza qualche difficolt\u00e0,\nnon senza difficolt\u00e0, i loro equipaggi tirarono su un'ancora del peso di 1.800 libbre, un cannone di ottone, alcuni\ndi ferro e due pistole girevoli di rame.\n\nDumont d Urville, interrogando gli indigeni, apprese anche che La Perouse,\nLa Perouse, dopo aver perso entrambe le sue imbarcazioni sugli scogli di quest'isola, aveva costruito una\naveva costruito un'imbarcazione pi\u00f9 piccola, per poi perderla una seconda volta. Dove, nessuno\nnessuno lo sapeva.\n\nMa il governo francese, temendo che Dumont d'Urville non fosse al corrente dei movimenti di Dillon, aveva inviato lo sloop Bayonnaise.\nDumont d'Urville non fosse al corrente dei movimenti di Dillon, aveva inviato a Vanikoro lo sloop Bayonnaise,\ncomandato da Legoarant de Tromelin, a Vanikoro, che era stato\nche si trovava sulla costa occidentale dell'America. La Bayonnaise gett\u00f2 l'ancora davanti a\nVanikoro alcuni mesi dopo la partenza dell'Astrolabio, ma non trov\u00f2 alcun documento nuovo.\nnon trov\u00f2 alcun nuovo documento, ma afferm\u00f2 che i selvaggi avevano rispettato il monumento a La Perouse.\nmonumento di La Perouse. Questa \u00e8 la sostanza di ci\u00f2 che ho detto al capitano\nNemo.\n\n Quindi, ha detto, nessuno sa pi\u00f9 dove sia morta la terza nave costruita dai naufraghi sull'isola di Vanikoro?\ncostruita dai naufraghi sull'isola di Vanikoro?\n\n Nessuno lo sa.\n\nIl capitano Nemo non disse nulla, ma mi fece segno di seguirlo nel grande salone.\ngrande salone. Il _Nautilus_ affond\u00f2 di parecchi metri sotto le onde, e\ni pannelli furono aperti.\n\nMi affrettai a raggiungere l'apertura, e sotto le croste di corallo, coperte di funghi, sifoni, alcioni, madrepore, attraverso miriadi di\ndi funghi, sifoni, alcioni, madrepore, tra miriadi di pesci affascinanti\ndi pesci affascinanti, grelles, glyphisidri, pompherides, diacopes e holocentres, ho riconosciuto alcuni detriti\nolocentri, riconobbi alcuni detriti che i trascinamenti non erano stati in grado di\nnon erano stati in grado di strappare staffe di ferro, ancore, cannoni, proiettili, accessori di\ndi una nave, tutti oggetti che dimostravano chiaramente che si trattava del relitto di qualche\ndi qualche nave, e ora ricoperti di fiori vivi. Mentre guardavo\nquesta scena desolata, il capitano Nemo disse, con voce triste:\n\n Il comandante La Perouse part\u00ec il 7 dicembre 1785 con le navi La Boussole e Astrolabe.\nBoussole e l'Astrolabio. Gett\u00f2 dapprima l'ancora nella Baia di Botany, visit\u00f2 le\nle Isole Amiche, la Nuova Caledonia, poi diresse la sua rotta verso Santa Cruz.\nSanta Cruz e fece scalo a Namouka, uno dei gruppi Hapai. Poi le sue\nvascelli si imbatterono negli sconosciuti scogli di Vanikoro. Il Boussole, che and\u00f2 per primo\nsi incagli\u00f2 sulla costa meridionale. L'Astrolabio and\u00f2 in suo aiuto\nin suo aiuto e si incagli\u00f2 anch'essa. La prima nave fu distrutta quasi\nimmediatamente. La seconda, incagliata sotto il vento, resistette alcuni giorni.\nGli indigeni diedero il benvenuto ai naufraghi. Si installarono nell'isola e costruirono\nnell'isola e costruirono un'imbarcazione pi\u00f9 piccola con i detriti delle due\ngrandi. Alcuni marinai rimasero volentieri a Vanikoro; gli altri, deboli e malati, partirono con La Perla.\ne malati, partirono con La Perouse. La loro rotta si diresse verso le\nverso le Isole Salomone e l\u00ec perirono, con tutto il resto, sulla\ncosta occidentale dell'isola principale del gruppo, tra Capo Inganno e Capo Soddisfazione.\nInganno e soddisfazione.\n\n Come fai a saperlo?\n\n Con questo, che ho trovato sul posto dove c'era l'ultimo naufragio.\n\nIl Capitano Nemo mi mostr\u00f2 una scatola di latta, con impresse le armi francesi,\ne corrosa dall'acqua salata. L'apr\u00ec e vidi un fascio di carte, gialle ma ancora leggibili.\ncarte, gialle ma ancora leggibili.\n\nSi tratta delle istruzioni del ministro della Marina al comandante La Perouse, annotate a margine nella calligrafia di Luigi XVI.\nPerouse, annotate a margine con la calligrafia di Luigi XVI.\n\n Ah! \u00c8 una bella morte per un marinaio! disse infine il capitano Nemo.  A\nuna tomba di corallo \u00e8 una tomba tranquilla e confido che io e i miei compagni non troveremo\ntrovare un'altra tomba.\n\n\n\n\nCAPITOLO XIX\nSTRADE DI TORRES\n\n\nNella notte tra il 27 e il 28 dicembre, il _Nautilus_ lasci\u00f2 le coste di Vanikoro con grande velocit\u00e0.\nle coste di Vanikoro con grande velocit\u00e0. La sua rotta era verso sud-ovest,\ne in tre giorni aveva superato le 750 leghe che la separavano dal gruppo di La Perouse e dal\ndal gruppo di La Perouse e dalla punta sud-orientale di Papua.\n\nIl 1\u00b0 gennaio 1863, di buon'ora, Conseil mi raggiunse sulla piattaforma.\n\n Maestro, mi permette di augurarle un felice anno nuovo?\n\n Cosa? Conseil; esattamente come se fossi a Parigi nel mio studio al Jardin\ndes Plantes? Bene, accetto i vostri auguri e ve ne ringrazio.\nSolo, vi chiedo cosa intendete per Buon Anno nelle nostre circostanze?\ncircostanze? Intende l'anno che ci porter\u00e0 alla fine della nostra prigionia?\ndella nostra prigionia, o l'anno che ci vedr\u00e0 continuare questo strano\nviaggio?\n\n Davvero, non so come rispondere, maestro. Siamo sicuri di vedere\ncose curiose, e negli ultimi due mesi non abbiamo avuto tempo di\nnoia. L'ultima meraviglia \u00e8 sempre la pi\u00f9 sorprendente e, se continuiamo con questa progressione, non so come finir\u00e0.\nse continuiamo con questa progressione, non so come finir\u00e0. \u00c8 mia opinione\nmia opinione che non vedremo mai pi\u00f9 una cosa simile. Penso quindi, senza offesa per il\nsenza offesa per il maestro, che un anno felice sarebbe quello in cui potessimo vedere\ntutto.\n\nIl 2 gennaio avevamo percorso 11.340 miglia, pari a 5.250 leghe francesi, dal punto di partenza nei mari del Giappone.\npunto di partenza nei mari del Giappone. Davanti alla testa della nave si estendevano\nle pericolose coste del mare corallino, sulla costa nord-orientale dell'Australia.\nAustralia. La nostra imbarcazione si trovava a qualche miglio di distanza dall'imponente banco sul quale\nche il vascello di Cook and\u00f2 perduto il 10 giugno 1770. La barca su cui Cook\nCook ha urtato contro uno scoglio e, se non \u00e8 affondata, \u00e8 stato grazie a un pezzo di corallo rotto dall'urto.\ndi corallo spezzato dall'urto e fissato nella chiglia rotta.\nchiglia.\n\nDesideravo visitare la barriera corallina, lunga 360 leghe, contro la quale il mare, sempre agitato, si infrangeva con grande violenza.\nmare, sempre agitato, si infrangeva con grande violenza, con un rumore come di tuono.\ntuono. Ma proprio in quel momento i piani inclinati fecero scendere il _Nautilus_ a\nprofondit\u00e0, e non riuscii a vedere nulla delle alte pareti di corallo. Dovetti\ndi pesci portati a galla dalle reti.\ndalle reti. Ho notato, tra gli altri, alcuni germani, una specie di sgombro\ngrande come un tonno, con i fianchi bluastri e striati da bande trasversali, che scompaiono con l'inabissarsi dell'animale.\nbande trasversali, che scompaiono con la vita dell'animale.\n\nQuesti pesci ci hanno seguito in branchi e ci hanno fornito un cibo molto delicato.\ncibo molto delicato. Abbiamo preso anche un gran numero di orate, lunghe circa un centimetro e mezzo.\ndi circa un centimetro e mezzo, dal sapore simile a quello delle dorine; e pirapi volanti, simili a rondini sottomarine, che, nelle notti buie, illuminano alternativamente aria e\nche, nelle notti buie, illuminano alternativamente l'aria e l'acqua con la loro luce fosforescente.\ncon la loro luce fosforescente. Tra i molluschi e le zoofite, ho trovato nelle maglie della rete\nnelle maglie della rete diverse specie di alcionari, echini,\nmartelli, speroni, quadranti, ceriti e iallee. La flora era rappresentata\nda bellissime alghe galleggianti, laminarie e macrocisti,\nimpregnate della mucillagine che trasuda dai loro pori e tra le quali ho raccolto un'ammirevole\ntra le quali ho raccolto un ammirevole Nemastoma Geliniarois, che era\ntra le curiosit\u00e0 naturali del museo.\n\nDue giorni dopo aver attraversato il mare corallino, il 4 gennaio, abbiamo avvistato le coste di\ncoste papuane. In questa occasione, il capitano Nemo mi inform\u00f2 che la sua intenzione\nintenzione di entrare nell'Oceano Indiano attraverso lo Stretto di Torres. La sua\ncomunicazione termin\u00f2 l\u00ec.\n\nLo Stretto di Torres \u00e8 largo quasi trentaquattro leghe, ma \u00e8 ostruito da un'innumerevole quantit\u00e0 di isole, isolette, frangenti e\nostruito da un'innumerevole quantit\u00e0 di isole, isolotti, frangenti e scogli, che rendono la navigazione quasi impraticabile.\nscogli, che rendono la navigazione quasi impraticabile, tanto che il capitano Nemo prese tutte le precauzioni necessarie per\nNemo prese tutte le precauzioni necessarie per attraversarle. Il _Nautilus_,\ngalleggiando tra vento e acqua, procedeva a velocit\u00e0 moderata. La sua vite,\ncome la coda di un cetaceo, batteva lentamente le onde.\n\nApprofittando di ci\u00f2, io e i miei due compagni salimmo sulla piattaforma deserta.\npiattaforma. Davanti a noi c'era la gabbia del timoniere e mi aspettavo che il capitano Nemo fosse l\u00ec a dirigere la rotta del\nCapitano Nemo fosse l\u00ec a dirigere la rotta del _Nautilus_. Avevo\ndavanti a me le eccellenti carte nautiche dello Stretto di Torres, e le consultai\nle consultai con attenzione. Intorno al _Nautilus_ il mare si agitava furiosamente.\nfuriosamente. L'andamento delle onde, che andavano da sud-est a\nnord-est a nord-ovest al ritmo di due miglia e mezzo, si infrangeva sul corallo che\nche si mostrava qua e l\u00e0.\n\n Questo \u00e8 un brutto mare! osserv\u00f2 Ned Land.\n\n Detestabile e che non si addice a una barca come il\nNautilus_.\n\n Il capitano deve essere molto sicuro della sua rotta, perch\u00e9 vedo dei pezzi di corallo che\ncorallo che farebbero da chiglia se solo li toccasse leggermente.\n\nIn effetti la situazione era pericolosa, ma il _Nautilus_ sembrava scivolare\ncome per magia da queste rocce. Non segu\u00ec esattamente le rotte dell\nAstrolabio e dello Zelee, che si rivelarono fatali per Dumont d'Urville.\nd Urville. Si dirigeva pi\u00f9 a nord, costeggiava le Isole di Murray e tornava a sud-ovest verso le\ne torn\u00f2 a sud-ovest verso il Passaggio di Cumberland. Pensavo che\nPensavo che lo avrebbe superato, quando, tornando a nord-ovest, ha attraversato una grande quantit\u00e0 di isole e\nuna grande quantit\u00e0 di isole e isolotti poco conosciuti, verso\nl'Island Sound e il Canal Mauvais.\n\nMi chiedevo se il capitano Nemo, scioccamente imprudente, avrebbe guidato il suo vascello\nin quel passo dove si toccavano le due corvette di Dumont d'Urville; quando,\ndi nuovo e tagliando dritto verso ovest, si diresse verso l'isola di Gilboa.\nverso l'isola di Gilboa.\n\nErano le tre del pomeriggio. La marea cominciava a ritirarsi, essendo\nabbastanza piena. Il _Nautilus_ si avvicin\u00f2 all'isola, che ancora vedevo,\ncon il suo notevole bordo di pini marittimi. Si ferm\u00f2 al largo a circa due\nmiglia di distanza. All'improvviso una scossa mi sconvolse. Il _Nautilus_ aveva appena\ntocc\u00f2 uno scoglio e rimase immobile, adagiandosi leggermente a babordo.\n\nQuando mi alzai, vidi il capitano Nemo e il suo luogotenente sulla\npiattaforma. Stavano esaminando la situazione dell'imbarcazione e\nscambiandosi parole nel loro dialetto incomprensibile.\n\nSi trovava cos\u00ec: A due miglia, sulla dritta, appariva il\nGilboa, che si estendeva da nord a ovest come un immenso braccio. Verso il\nsud e a est si vedevano alcuni coralli, lasciati dal riflusso. Ci eravamo arenati\nincagliati, e in uno di quei mari in cui le maree sono di media intensit\u00e0 \u00e8 un problema\nper il galleggiamento del _Nautilus_. Tuttavia, la nave non aveva\nTuttavia, la nave non aveva sofferto, perch\u00e9 la sua chiglia era solidamente unita. Ma se non poteva n\u00e9 scivolare n\u00e9 muoversi\nnon poteva n\u00e9 scivolare via n\u00e9 muoversi, correva il rischio di rimanere per sempre\na queste rocce, e allora il sottomarino del Capitano Nemo sarebbe stato\nper il Capitano Nemo.\n\nStavo riflettendo cos\u00ec, quando il Capitano, freddo e tranquillo, sempre padrone di\ndi se stesso, mi si avvicin\u00f2.\n\n Un incidente?  Ho chiesto.\n\n No; un incidente.\n\n Ma un incidente che ti costringer\u00e0 forse a diventare un abitante\ndi questa terra da cui fuggite?\n\nIl Capitano Nemo mi guard\u00f2 con curiosit\u00e0 e fece un gesto negativo, come a dire che nulla lo avrebbe costretto a mettere piede sulla terraferma.\ncome a dire che nulla lo avrebbe costretto a rimettere piede sulla terraferma.\nterraferma. Poi disse:\n\n Inoltre, signor Aronnax, il _Nautilus_ non \u00e8 perduto; vi porter\u00e0 ancora in mezzo alle meraviglie dell'oceano.\nin mezzo alle meraviglie dell'oceano. Il nostro viaggio \u00e8 appena iniziato,\ne non voglio essere privato cos\u00ec presto dell'onore della vostra compagnia.\ncompagnia.\n\n Tuttavia, Capitano Nemo, risposi, senza notare la piega ironica della sua frase, il _Nautilus_ si \u00e8 arenato in mare aperto.\ndella sua frase, il _Nautilus_ si \u00e8 arenato in mare aperto. Ora le maree\nnon sono forti nel Pacifico; e, se non potete alleggerire il\nSe non riuscite ad alleggerire il _Nautilus_, non vedo come potrete farlo rigonfiare.\n\n Le maree non sono forti nel Pacifico: ha ragione lei,\nprofessore; ma negli Stretti di Torres c'\u00e8 ancora una differenza di un metro e mezzo\ne mezzo tra il livello dell'alta e della bassa marea. Oggi \u00e8 il 4\ngennaio e tra cinque giorni ci sar\u00e0 la luna piena. Ora, sarei molto\nmolto stupito se quel satellite non sollever\u00e0 sufficientemente queste masse d'acqua, rendendomi un servizio\nsufficientemente e mi rendesse un servizio per il quale sarei in debito con lei.\nper il quale dovrei essere in debito.\n\nDetto questo, il capitano Nemo, seguito dal suo luogotenente, ridiscese\nall'interno del _Nautilus_. Quanto al vascello, non si muoveva, ed era\nimmobile, come se i polipi corallini l'avessero gi\u00e0 murata con il loro cemento distruttibile.\nil loro cemento distruttibile.\n\n Ebbene, signore? disse Ned Land, che si avvicin\u00f2 a me dopo la partenza del capitano.\nil capitano.\n\n Bene, amico Ned, aspetteremo con pazienza la marea del 9\nperch\u00e9 sembra che la luna avr\u00e0 la bont\u00e0 di rimandarla di nuovo.\ndi rimandarla.\n\n Davvero?\n\n Davvero.\n\n E questo capitano non ha intenzione di gettare l'ancora, perch\u00e9 la marea \u00e8 sufficiente?\nConseil, con semplicit\u00e0, disse.\n\nIl canadese guard\u00f2 Conseil, poi scroll\u00f2 le spalle.\n\n Signore, potete credermi quando vi dico che questo pezzo di ferro non navigher\u00e0 pi\u00f9 n\u00e9 in mare n\u00e9 sotto il mare.\nnon navigher\u00e0 pi\u00f9 n\u00e9 sopra n\u00e9 sotto il mare; \u00e8 adatto solo a essere venduto\nper il suo peso. Credo, quindi, che sia giunto il momento di separarsi dal Capitano Nemo.\ncon il Capitano Nemo.\n\n Amico Ned, io non dispero di questo robusto _Nautilus_, come fai tu; e\ntra quattro giorni sapremo a cosa aggrapparci con le maree del Pacifico.\nInoltre, la fuga sarebbe possibile se fossimo in vista della costa inglese o provenzale.\ncosta inglese o provenzale; ma sulle coste della Papuasia \u00e8 un'altra cosa; e ci sar\u00e0 tempo per arrivarci.\ntempo per arrivare a questo estremo, se il _Nautilus_ non si riprender\u00e0 di nuovo.\nse il _Nautilus_ non si riprende, cosa che considero un grave evento.\n\n Ma sanno, almeno, come agire con circospezione? C'\u00e8 un'isola\nisola; su quell'isola ci sono degli alberi; sotto quegli alberi, animali terrestri\nanimali terrestri, portatori di cotolette e arrosti, ai quali darei volentieri\nvolentieri di fare una prova.\n\n In questo l'amico Ned ha ragione, disse Conseil, e io sono d'accordo con lui.\nIl padrone non potrebbe ottenere dal suo amico Capitano Nemo il permesso di portarci sulla terraferma, se non altro per non perdere l'abitudine di calpestare il mare.\ndi metterci sulla terraferma, se non altro per non perdere l'abitudine di calpestare le parti solide del nostro pianeta?\nparti solide del nostro pianeta?\n\n Posso chiederglielo, ma rifiuter\u00e0.\n\n Il padrone vuole rischiare? chiese Conseil, e sapremo come fare affidamento sull'amabilit\u00e0 del capitano.\nsull'amabilit\u00e0 del capitano.\n\nCon mia grande sorpresa, il Capitano Nemo mi diede il permesso che avevo chiesto,\ne lo concesse molto volentieri, senza nemmeno esigere da me la promessa di tornare alla nave.\ndi tornare alla nave; ma la fuga attraverso la Nuova Guinea poteva essere molto\npericoloso e non avrei consigliato a Ned Land di tentarlo.\nMeglio essere prigionieri a bordo della _Nautilus_ che cadere nelle mani degli indigeni.\nmani degli indigeni.\n\nAlle otto, armati di fucili e accette, scendemmo dalla _Nautilus_.\nNautilus_. Il mare era abbastanza calmo; a terra soffiava una leggera brezza.\nIo e Conseil, a remi, andavamo veloci e Ned guidava nel passaggio rettilineo che i frangenti lasciavano tra loro.\npassaggio rettilineo che i frangenti lasciavano tra loro. La barca era ben\nben gestita e si muoveva rapidamente.\n\nNed Land non riusc\u00ec a trattenere la sua gioia. Era come un prigioniero che era\nfuggito dalla prigione e non sapesse che era necessario rientrarvi.\n\n Carne! Stiamo per mangiare un po' di carne; e che carne! rispose.  Vera\nselvaggina! No, pane, davvero.\n\n Non dico che il pesce non sia buono; non dobbiamo abusarne, ma un pezzo di carne di cervo fresca\nun pezzo di carne di cervo fresca, grigliata sui carboni ardenti, varier\u00e0 piacevolmente il nostro\ncorso ordinario.\n\n Goloso! disse Conseil, mi fa venire l'acquolina in bocca.\n\n Resta da vedere, ho detto, se queste foreste sono piene di selvaggina,\ne se la selvaggina non \u00e8 tale da cacciare il cacciatore stesso.\n\n Ben detto, M. Aronnax, rispose il canadese, i cui denti sembravano\naffilati come la lama di un'accetta; ma manger\u00f2 un lombo di tigre se non ci sono altri quadrupedi su quest'isola.\ntigre se non ci sono altri quadrupedi su quest'isola.\n\n L'amico Ned non \u00e8 tranquillo, ha detto Conseil.\n\n Qualunque cosa sia, continu\u00f2 Ned Land, ogni animale con quattro zampe\nsenza piume, o con due zampe senza piume, sar\u00e0 salutato dal mio\nil mio primo colpo.\n\n Molto bene! Le imprudenze del Maestro stanno iniziando.\n\n Non temete, M. Aronnax, rispose il canadese; non mi servono venticinque minuti per offrirvi un piatto del mio genere.\nventicinque minuti per offrirvi un piatto del mio genere.\n\nAlle otto e mezza il battello _Nautilus_ si incagli\u00f2 dolcemente su una sabbia pesante, dopo aver superato felicemente la barriera corallina che circonda la\nsabbia, dopo aver superato felicemente la barriera corallina che circonda l'isola di Gilboa.\nIsola di Gilboa.\n\n\n\n\nCAPITOLO XX\nALCUNI GIORNI SULLA TERRAFERMA\n\n\nSono rimasto molto colpito nel toccare la terra. Ned Land tast\u00f2 il terreno con i\npiedi, come se volesse prenderne possesso. Tuttavia, solo due mesi prima\nsolo due mesi prima eravamo diventati, secondo il capitano Nemo, passeggeri a bordo del\na bordo del _Nautilus_, ma in realt\u00e0 prigionieri del suo comandante.\n\nIn pochi minuti fummo a pochi colpi di moschetto dalla costa. L'intero\norizzonte era nascosto dietro una splendida cortina di foreste. Enormi\nalberi enormi, i cui tronchi raggiungevano l'altezza di 200 piedi, erano legati l'uno all'altro da ghirlande di convolvolo.\ndi conifere, vere e proprie amache naturali, che una leggera brezza faceva dondolare.\nuna leggera brezza che faceva dondolare. Erano mimose, fichi, ibisci e palme,\ne al riparo della loro volta verdeggiante crescevano orchidee, leguminose e\nverdeggianti crescevano orchidee, leguminose e felci.\n\nMa, senza notare tutti questi bellissimi esemplari di flora papuana,\nil canadese abbandon\u00f2 il piacevole per l'utile. Scopr\u00ec un\nun albero di cocco, ha abbattuto alcuni frutti, li ha spezzati e noi abbiamo bevuto il latte e mangiato la noce con una soddisfazione che protestava contro la\nlatte e mangiammo la noce con una soddisfazione che protestava contro il cibo ordinario della\ncibo ordinario del _Nautilus_.\n\n Eccellente! disse Ned Land.\n\n Squisito! ha risposto Conseil.\n\n E non credo, disse il canadese, che si opporrebbe al fatto che noi\nintrodurre un carico di noci di cacao a bordo.\n\n Non credo che lo farebbe, ma non li assaggerebbe.\n\n Tanto peggio per lui, disse Conseil.\n\n E tanto meglio per noi, rispose Ned Land.  Ci sar\u00e0 di pi\u00f9\nper noi.\n\n Una sola parola, Padrone di Terra, dissi al ramponiere, che stava iniziando a\nche stava iniziando a devastare un altro albero di cocco.  Le noci di cocco sono buone,\nma prima di riempire la canoa con esse sarebbe saggio fare una ricognizione\ne vedere se l'isola non produce qualche sostanza non meno utile.\nLa verdura fresca sarebbe benvenuta a bordo della _Nautilus_.\n\n Il padrone ha ragione, rispose Conseil; e io propongo di riservare tre posti nella nostra nave, uno per la frutta, l'altro per la verdura e il\ntre posti nel nostro vascello, uno per la frutta, l'altro per la verdura e il terzo per la selvaggina, di cui non ho ancora visto la minima parte.\nuno per la frutta, l'altro per la verdura e il terzo per la carne di cervo, di cui non ho ancora visto il pi\u00f9 piccolo\nesemplare.\n\n Conseil, non dobbiamo disperare, disse il canadese.\n\n Proseguiamo, tornai, e restiamo in attesa. Anche se l'isola\nsembra disabitata, potrebbe comunque contenere qualche individuo che\nmeno duro di noi sulla natura della selvaggina.\n\n Ho! ho! disse Ned Land, muovendo significativamente le mascelle.\n\n Bene, Ned! disse Conseil.\n\n Parola mia! rispose il canadese, comincio a capire il fascino dell'antropofagia.\nantropofagia.\n\n Ned! Ned! Cosa stai dicendo? Tu, un mangiatore di uomini? Non mi sentirei al sicuro con te.\nsicuro con te, soprattutto perch\u00e9 condivido la tua cabina. Potrei svegliarmi\nun giorno e trovarmi mezzo divorato.\n\n Amico Conseil, mi sei molto simpatico, ma non abbastanza da mangiarti\ninutilmente.\n\n Non mi fiderei di te, rispose Conseil.  Ma basta. Dobbiamo\nassolutamente portare gi\u00f9 un po' di selvaggina per soddisfare questo cannibale, altrimenti una di queste belle mattine\nuna di queste belle mattine, il padrone trover\u00e0 solo pezzi del suo servo per\nservirlo.\n\nMentre parlavamo cos\u00ec, ci addentravamo nelle cupe arcate della foresta.\ndella foresta e per due ore l'abbiamo sorvegliata in tutte le direzioni.\n\nIl caso ha premiato la nostra ricerca di verdure commestibili e uno dei prodotti pi\u00f9 utili delle zone tropicali ci ha fornito un alimento prezioso.\nuno dei prodotti pi\u00f9 utili delle zone tropicali ci ha fornito il prezioso cibo\nche ci mancava a bordo. Vorrei parlare dell'albero del pane, molto\nmolto abbondante nell'isola di Gilboa; e ho notato soprattutto la variet\u00e0\nsenza semi, che in Malaya porta il nome di rima.\n\nNed Land conosceva bene questi frutti. Ne aveva gi\u00e0 mangiati molti durante i suoi\nnumerosi viaggi e sapeva come preparare la sostanza da mangiare.\nInoltre, la loro vista lo eccitava e non riusciva pi\u00f9 a contenersi.\nnon riusciva pi\u00f9 a contenersi.\n\n Maestro, disse, morir\u00f2 se non assaggio un po' di questo\ntorta di pane e frutta.\n\n Assaggialo, amico Ned, assaggialo come vuoi. Siamo qui per fare\nesperimenti.\n\n Non ci vorr\u00e0 molto, disse il canadese.\n\nE, munito di una lenticchia, accese un fuoco di legna morta che\nscoppiettava gioiosamente. Durante questo periodo, Conseil e io scegliemmo i migliori\nfrutti del pane. Alcuni non avevano ancora raggiunto un sufficiente grado di\ngrado di maturazione, e la loro buccia spessa copriva una polpa bianca ma piuttosto\npolpa bianca ma piuttosto fibrosa. Altri, la maggior parte gialli e gelatinosi, aspettavano solo di essere raccolti.\nsolo di essere raccolti.\n\nQuesti frutti non racchiudono alcun nocciolo. Conseil ne port\u00f2 una dozzina a Ned Land,\nche li mise sul fuoco di carbone, dopo averli tagliati a fette spesse,\ne mentre lo faceva ripeteva:\n\n Vedrai, maestro, quanto \u00e8 buono questo pane. Ancora di pi\u00f9 quando uno ne \u00e8\nne \u00e8 stato privato cos\u00ec a lungo\". Non \u00e8 nemmeno pane, aggiunse, ma una\nuna pasta delicata. Non avete mangiato nulla, maestro?\n\n No, Ned.\n\n Molto bene, preparatevi a una cosa succulenta. Se non venite a prenderne altri\ndi pi\u00f9, non sar\u00f2 pi\u00f9 il re degli arpionatori.\n\nDopo alcuni minuti, la parte dei frutti esposta al fuoco era completamente\nera completamente arrostita. L'interno aveva l'aspetto di una pasta bianca, una sorta di mollica\nuna sorta di mollica morbida, il cui sapore era simile a quello del carciofo.\n\nBisogna ammettere che questo pane era eccellente e l'ho mangiato con grande gusto.\ncon grande gusto.\n\n Che ora \u00e8? chiese il canadese.\n\n Almeno alle due, rispose Conseil.\n\n Come vola il tempo su un terreno solido! sospir\u00f2 Ned Land.\n\n Partiamo, rispose Conseil.\n\nTornammo indietro attraverso la foresta e completammo la nostra raccolta con un'incursione\ndi cavoli e palme, che raccogliemmo dalle cime degli alberi,\npiccoli fagioli che riconobbi come gli abrou dei Malesi, e patate dolci di qualit\u00e0 superiore.\ndi qualit\u00e0 superiore.\n\nEravamo carichi quando raggiungemmo la barca. Ma Ned Land non trov\u00f2 le sue\nprovviste sufficienti. Il destino, tuttavia, ci favor\u00ec. Proprio mentre ci stavamo\nmentre ci spingevamo al largo, vide alcuni alberi, alti dai venticinque ai trenta metri, una specie di palma.\nmetri di altezza, una specie di palma.\n\nFinalmente, alle cinque di sera, carichi delle nostre ricchezze, lasciammo la riva e mezz'ora dopo salutammo il _Nautilus_.\nabbandonammo la riva e mezz'ora dopo salutammo il _Nautilus_. Al nostro arrivo non\nnessuno al nostro arrivo. L'enorme cilindro di ferro sembrava\ndeserto. Imbarcate le provviste, scesi nella mia camera e, dopo aver cenato, dormii profondamente.\ncena dormii profondamente.\n\nIl giorno dopo, 6 gennaio, niente di nuovo a bordo. Non un suono all'interno,\nnon un segno di vita. La barca riposava lungo il bordo, nello stesso posto\nin cui l'avevamo lasciata. Decidemmo di tornare sull'isola. Ned Land\nsperava di essere pi\u00f9 fortunato del giorno precedente per quanto riguardava la\ncaccia, e desiderava visitare un'altra parte della foresta.\n\nAll'alba siamo partiti. L'imbarcazione, trasportata dalle onde che si riversavano a riva, raggiunse l'isola in pochi minuti.\nriva, raggiunse l'isola in pochi minuti.\n\nSiamo sbarcati e, pensando che fosse meglio arrendersi al canadese,\nseguimmo Ned Land, le cui lunghe membra minacciavano di allontanarci. Egli\nrisaliva la costa verso ovest; poi, guadando alcuni torrenti, raggiunse l'altopiano\npoi, guadando alcuni torrenti, raggiunse l'alta pianura che era orlata da mirabili foreste. Alcuni\nalcuni martin pescatori si aggiravano lungo i corsi d'acqua, ma non si lasciavano avvicinare.\nlasciarsi avvicinare. La loro circospezione mi dimostr\u00f2 che\nche questi uccelli sapevano cosa aspettarsi da bipedi della nostra specie, e conclusi che, se l'isola non fosse stata\ne ho concluso che, se l'isola non era abitata, almeno gli esseri umani\noccasionalmente la frequentavano.\n\nDopo aver attraversato una prateria piuttosto vasta, arrivammo ai margini di un piccolo bosco che era animato dai canti e dai voli di un grande\nun boschetto che era animato dai canti e dal volo di un gran numero di uccelli.\nnumero di uccelli.\n\n Ci sono solo uccelli, ha detto Conseil.\n\n Ma sono mangiabili, rispose il ramponiere.\n\n Non sono d'accordo con te, amico Ned, perch\u00e9 l\u00ec vedo solo pappagalli.\n\n Amico Conseil, disse Ned, gravemente, il pappagallo \u00e8 come il fagiano per\nchi non ha altro.\n\n E, ho aggiunto, questo uccello, adeguatamente preparato, vale coltello e forchetta.\nforchetta.\n\nInfatti, sotto il fitto fogliame di questo bosco, un mondo di pappagalli volava\nramo in ramo, a cui bastava un'attenta educazione per parlare\nil linguaggio umano. Per il momento, si chiacchierava con pappagalli\ndi tutti i colori, e cacatua gravi, che sembravano meditare su qualche\nproblema filosofico, mentre i lori rossi brillanti passavano come un pezzo di\ncome un pezzo di fagotto trasportato dalla brezza, i papua, con i pi\u00f9 bei colori azzurri, e in tutta una variet\u00e0 di\ncolori azzurri, e in tutto una variet\u00e0 di cose alate molto affascinanti da vedere,\nma poche da mangiare.\n\nTuttavia, un uccello peculiare di queste terre, e che non ha mai oltrepassato i\ndelle isole Arrow e Papua, mancava in questa collezione.\nMa la fortuna me lo ha riservato in breve tempo.\n\nDopo aver attraversato un boschetto moderatamente fitto, abbiamo trovato una piana\nostruita da cespugli. Vidi allora quei magnifici uccelli, la cui\ndisposizione delle lunghe piume che li obbliga a volare contro il vento.\nvento. Il loro volo ondeggiante, le graziose curve aeree e le sfumature dei loro colori\ndei loro colori, attiravano e incantavano gli sguardi. Non ho avuto difficolt\u00e0 a\nriconoscere.\n\n Uccelli del paradiso!  Ho esclamato.\n\nI Malesi, che commerciano questi uccelli con i Cinesi, hanno diversi mezzi che noi non possiamo utilizzare per catturarli,\nhanno diversi mezzi che noi non potremmo utilizzare per prenderli. A volte\nmettono delle trappole sulla cima di alberi alti che gli uccelli del paradiso\nparadiso preferiscono frequentare. A volte li catturano con una calce vischiosa che ne paralizza i movimenti.\nche paralizza i loro movimenti. Arrivano persino ad avvelenare le\nfontane da cui gli uccelli generalmente bevono. Ma noi eravamo costretti a\nsparare durante il volo, il che ci dava poche possibilit\u00e0 di abbatterli.\ndi abbatterli e, in effetti, abbiamo vanamente esaurito met\u00e0 delle nostre munizioni.\n\nVerso le undici del mattino, la prima catena di montagne che formano il centro dell'isola fu attraversata\nche formano il centro dell'isola era stata attraversata, ma non avevamo ucciso nulla.\nLa fame ci spingeva ad andare avanti. I cacciatori si erano fidati dei prodotti della\ncaccia e si sbagliavano. Fortunatamente Conseil, con sua grande sorpresa,\nha fatto una doppietta e si \u00e8 assicurato la colazione. Ha abbattuto un piccione bianco e un\ne un colombaccio, che, abilmente spennato e sospeso a uno spiedo, fu arrostito davanti a una\nspiedo, fu arrostito davanti a un fuoco rosso di legna morta. Mentre questi\ninteressanti uccelli, Ned prepar\u00f2 il frutto dell'albero del pane.\ndell'albero del pane. Poi i piccioni furono divorati fino alle ossa e dichiarati eccellenti.\ne vennero dichiarati eccellenti. La noce moscata, con la quale hanno l'abitudine di\ndi farcire i loro raccolti, insaporisce la loro carne e la rende deliziosa\nmangiare.\n\n Ora, Ned, cosa ti manca?\n\n Una selvaggina a quattro zampe, M. Aronnax. Tutti questi piccioni sono solo\ne finch\u00e9 non avr\u00f2 ucciso un animale con le cotolette, non mi accontenter\u00f2.\nnon sar\u00f2 soddisfatto.\n\n Nemmeno io, Ned, se non prendo un uccello del paradiso.\n\n Continuiamo la caccia, rispose Conseil.  Andiamo verso il mare.\nSiamo arrivati ai primi declivi delle montagne, e credo che sia meglio\nche sia meglio riguadagnare la regione delle foreste.\n\nEra un consiglio sensato e fu seguito. Dopo un'ora di cammino\nun'ora avevamo raggiunto una foresta di alberi di sago. Alcuni serpenti inoffensivi\nsi allontanarono da noi. Gli uccelli del paradiso sono scappati al nostro avvicinarsi e\ndisperavo davvero di avvicinarmi a uno di loro, quando Conseil, che camminava davanti a noi, si \u00e8 improvvisamente chinato e ha pronunciato\nConseil, che camminava davanti, si chin\u00f2 improvvisamente, lanci\u00f2 un grido trionfale e torn\u00f2 da me\nportando con s\u00e9 un magnifico esemplare.\n\n Ah! Bravo, Conseil!\n\n Il maestro \u00e8 molto bravo.\n\n No, ragazzo mio, hai fatto un ottimo colpo. Prendi uno di questi\nuccelli vivi e portalo in mano.\n\n Se il padrone lo esaminer\u00e0, vedr\u00e0 che non ho meritato un grande\nmerito.\n\n Perch\u00e9, Conseil?\n\n Perch\u00e9 questo uccello \u00e8 ubriaco come una quaglia.\n\n Ubriaco!\n\n S\u00ec, signore; ubriaco delle noci moscate che ha divorato sotto l'albero di noce moscata\nnoce moscata, sotto il quale l'ho trovato. Vedi, amico Ned, vedi i mostruosi\neffetti dell'intemperanza!\n\n Per Giove! esclam\u00f2 il canadese, perch\u00e9 ho bevuto gin per due mesi, dovete rimproverarmi!\nmesi, dovete rimproverarmi!\n\nTuttavia, ho esaminato il curioso uccello. Conseil aveva ragione. L'uccello,\nubriaco del succo, era del tutto impotente. Non poteva volare; riusciva a malapena a\na malapena a camminare.\n\nQuesto uccello apparteneva alla pi\u00f9 bella delle otto specie che si trovano in Papua e nelle isole vicine.\nche si trovano in Papua e nelle isole vicine. Si trattava di un grande\nsmeraldo, la specie pi\u00f9 rara.  Misurava un metro e mezzo di lunghezza.\nLa sua testa era relativamente piccola, i suoi occhi erano situati vicino all'apertura del becco e anch'essi piccoli.\ndel becco e anch'essi piccoli. Ma le sfumature di colore erano bellissime,\nbecco giallo, zampe e artigli marroni, ali color nocciola con punte viola, giallo pallido sul dorso.\nali color nocciola con punte viola, giallo pallido sulla nuca e sulla testa, color smeraldo sulla gola, castano\nsmeraldo alla gola, castagno sul petto e sul ventre. Due reti corneificate,\ncorna e lanuginose che si innalzano sotto la coda e che prolungano le lunghe piume chiare di mirabile finezza.\npiume lunghe e leggere di mirabile finezza, e completano l'insieme di questo\nmeraviglioso uccello, che gli indigeni hanno poeticamente chiamato l'uccello del sole.\ndel sole.\n\nMa se i miei desideri erano stati soddisfatti dal possesso dell'uccello del paradiso, quelli del Canada non lo erano ancora.\nparadiso, quelli dei canadesi non lo erano ancora. Fortunatamente, verso le due di notte, Ned\nLand abbatt\u00e9 un magnifico maiale; dalla nidiata di quelli che i nativi chiamano bari-outang.\nnativi chiamano bari-outang.  L'animale \u00e8 arrivato in tempo per procurarci della\ndi procurarci della vera carne di quadrupede, ed \u00e8 stato ben accolto. Ned Land era molto orgoglioso\ndel suo colpo. Il maiale, colpito dalla palla elettrica, cadde morto stecchito. Il\ncanadese lo scuoi\u00f2 e lo pul\u00ec a dovere, dopo averne preso una mezza dozzina di cotolette, destinate a fornirci una grigliata.\nuna mezza dozzina di cotolette, destinate a fornirci un pasto alla griglia la sera.\nsera. Poi \u00e8 ripresa la caccia, che \u00e8 stata ancora pi\u00f9 caratterizzata dalle imprese di Ned e Conseil.\ne Conseil.\n\nIn effetti, i due amici, battendo i cespugli, hanno svegliato un branco di canguri che sono fuggiti e hanno saltato sulle loro zampe elastiche.\nche fuggirono e si spostarono sulle loro zampe elastiche. Ma questi animali\nnon prendevano il volo cos\u00ec rapidamente, ma quello che la capsula elettrica poteva\nfermare la loro corsa.\n\n Ah, professore! grid\u00f2 Ned Land, che si era lasciato trasportare dai piaceri della caccia.\ndella caccia, che selvaggina eccellente, e per di pi\u00f9 in umido! Che rifornimento per il _Nautilus_!\nDue! Tre! Cinque! E pensare che noi mangeremo\nquella carne e che gli idioti a bordo non ne mangeranno una briciola!\n\nCredo che, nell'eccesso di gioia, il canadese, se non avesse parlato tanto, li avrebbe uccisi tutti.\nparlato cos\u00ec tanto, li avrebbe uccisi tutti. Ma si accontent\u00f2\ndi una sola dozzina di questi interessanti marsupi. Questi animali erano\npiccoli. Erano una specie di quei conigli canguro che vivono\nche vivono abitualmente nelle cavit\u00e0 degli alberi e la cui velocit\u00e0 \u00e8 estrema.\nsono moderatamente grassi e forniscono, perlomeno, un alimento apprezzabile. Eravamo\nmolto soddisfatti dei risultati della caccia. Il felice Ned propose di\ndi tornare su quest'isola incantevole il giorno successivo, perch\u00e9 desiderava\nspopolarla di tutti i quadrupedi commestibili. Ma aveva fatto i conti\nsenza il suo ospite.\n\nAlle sei di sera avevamo riguadagnato la riva; la nostra barca era ormeggiata al solito posto.\normeggiata al solito posto. Il _Nautilus_, come una lunga roccia, emergeva\ndalle onde a due miglia dalla spiaggia. Ned Land, senza aspettare,\nsi occup\u00f2 dell'importante questione della cena. Aveva capito tutto\ndi cucinare bene. Il bari-outang, grigliato sulla brace, ben presto profum\u00f2 l'aria con un\nl'aria con un odore delizioso.\n\nIn effetti, la cena \u00e8 stata eccellente. Due colombacci hanno completato questo\nstraordinario menu. Il pasticcio di sago, il pane di artocarpus, alcuni manghi,\nmezza dozzina di ananas e il liquore fermentato da alcune noci di cocco,\nci hanno entusiasmato. Penso addirittura che le idee dei miei degni compagni non avessero tutta la\nla semplicit\u00e0 desiderabile.\n\n E se non tornassimo al _Nautilus_ questa sera?\nConseil.\n\n E se non tornassimo pi\u00f9? Aggiunse Ned Land.\n\nProprio in quel momento una pietra cadde ai nostri piedi e tronc\u00f2 la proposta del ramponiere.\nproposta.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXI\nLA FOLGORE DI CAPITAN NEMO\n\n\nGuardammo il limitare della foresta senza alzarci, la mia mano si ferm\u00f2 nell'atto di portarla alla bocca, quella di Ned Land complet\u00f2 il suo ufficio.\nnell'atto di portarla alla bocca, mentre quella di Ned Land completava il suo ufficio.\n\n Le pietre non cadono dal cielo, ha osservato Conseil, altrimenti meriterebbero il nome di aeroliti.\nmeriterebbero il nome di aeroliti.\n\nUna seconda pietra, mirata con cura, che fece cadere dalla mano di Conseil una zampa di piccione salato, diede ancora pi\u00f9 peso alla sua osservazione.\ndalla mano di Conseil, diede ancora pi\u00f9 peso alla sua osservazione. Tutti e tre\ntutti e tre ci alzammo, imbracciammo i fucili e fummo pronti a rispondere a qualsiasi attacco.\nattacco.\n\n Sono scimmie? grid\u00f2 Ned Land.\n\n Sono quasi dei selvaggi.\n\n Alla barca!  dissi, correndo verso il mare.\n\nEra infatti necessario battere in ritirata, perch\u00e9 una ventina di indigeni\narmati di archi e fionde apparvero alle falde di un boschetto che\nche mascherava l'orizzonte a destra, a meno di cento passi da noi.\n\nLa nostra barca era ormeggiata a circa sessanta metri da noi. I selvaggi si sono avvicinati\nnon correvano, ma facevano dimostrazioni di ostilit\u00e0. Pietre e frecce\ncaddero fitte.\n\nNed Land non aveva voluto lasciare le sue provviste; e, nonostante il pericolo imminente, il suo maiale da una parte e i canguri dall'altra, aveva\npericolo imminente, con il maiale da una parte e i canguri dall'altra, and\u00f2\nand\u00f2 abbastanza veloce. In due minuti eravamo a riva. Per caricare la\ndi provviste e di armi, spingerla al largo e tirare i remi, fu un lavoro\nremi, fu un lavoro di un istante. Non avevamo percorso due lunghezze di cavo,\nquando un centinaio di selvaggi, ululando e gesticolando, entrarono in acqua fino alla\nfino alla vita. Guardai per vedere se la loro apparizione avrebbe attirato\nalcuni uomini del _Nautilus_ sulla piattaforma. Ma no. L'enorme\nmacchina, distesa, era assolutamente deserta.\n\nVenti minuti dopo eravamo a bordo. I pannelli erano aperti. Dopo aver\ndopo aver fatto in modo che l'imbarcazione fosse veloce, entrammo nell'interno del _Nautilus_.\n\nScesi in salotto, da dove sentii alcuni accordi.\nIl capitano Nemo era l\u00ec, chino sul suo organo e immerso in un'estasi musicale.\nestasi musicale.\n\n Capitano!\n\nNon mi ha sentito.\n\n Capitano!  Dissi, toccandogli la mano.\n\nRabbrivid\u00ec e, voltandosi, disse: \"Ah! \u00c8 lei, professore?\nBeh, ha fatto una buona caccia, ha fatto botanica con successo?\n\n S\u00ec, capitano; ma purtroppo abbiamo portato con noi una truppa di bipedi,\nla cui vicinanza mi preoccupa.\n\n Quali bipedi?\n\n Selvaggi.\n\n Selvaggi! fece eco, con ironia.  Quindi si stupisce, professore, di aver messo piede in una terra\ndi aver messo piede in una terra sconosciuta e di aver trovato dei selvaggi? Selvaggi! Dove\nnon ce ne sono? E poi, sono forse peggiori di altri, questi che voi chiamate\nselvaggi?\n\n Ma il Capitano\n\n Quanti ne avete contati?\n\n Almeno un centinaio.\n\n M. Aronnax, rispose il Capitano Nemo, posando le dita sui tasti dell'organo, quando tutti gli indigeni di Papua saranno riuniti su questa spiaggia\nquando tutti gli indigeni di Papua saranno riuniti su questa riva, il _Nautilus_ non avr\u00e0 nulla da temere dai loro attacchi.\nNemo non avr\u00e0 nulla da temere dai loro attacchi.\n\nLe dita del Capitano scorrevano allora sui tasti dello strumento\nstrumento, e osservai che toccava solo i tasti neri, che davano alle sue melodie un carattere essenzialmente scozzese.\nche dava alle sue melodie un carattere essenzialmente scozzese. Ben presto si era\npresto si era dimenticato della mia presenza ed era sprofondato in una fantasticheria che io non\ndisturbare. Salii di nuovo sulla piattaforma: era gi\u00e0 scesa la notte;\nperch\u00e9, a questa bassa latitudine, il sole tramonta rapidamente e senza crepuscolo. I\nvedevo l'isola solo in modo indistinto; ma i numerosi fuochi accesi sulla spiaggia mostravano che i nativi\nsulla spiaggia, mostravano che gli indigeni non pensavano di lasciarla. I\nrimasi da solo per diverse ore, pensando a volte agli indigeni, ma senza temerli, perch\u00e9\nsenza temerli, perch\u00e9 l'imperturbabile sicurezza del capitano\nCapitano si dimenticava a volte di loro per ammirare gli splendori\ndella notte ai tropici. I miei ricordi andavano in Francia con il\nFrancia nel treno di quelle stelle zodiacali che avrebbero brillato di l\u00ec a qualche ora. La\nluna brillava in mezzo alle costellazioni dello zenit.\n\nLa notte scivol\u00f2 via senza alcun incidente, con gli isolani spaventati\nsenza dubbio dalla vista di un mostro incagliato nella baia. I pannelli erano\naperti, e avrebbero offerto un facile accesso all'interno del\nNautilus_.\n\nAlle sei del mattino dell'8 gennaio sono salito sulla piattaforma.\npiattaforma. Stava sorgendo l'alba. L'isola si mostr\u00f2 presto attraverso\nattraverso le nebbie che si dissolvevano, prima la costa, poi le cime.\n\nGli indigeni erano l\u00ec, pi\u00f9 numerosi del giorno prima, cinque o seicento.\nforse alcuni di loro, approfittando dell'acqua bassa, erano arrivati\nsul corallo, a meno di due lunghezze di cavo dal _Nautilus_. I\nli distinguevo facilmente; erano veri papuani, con figure atletiche\nuomini di buona razza, con la fronte alta e larga, ma non larga e piatta, e i denti bianchi.\ne piatta, e denti bianchi. I loro capelli lanosi, con una sfumatura rossastra,\ndi capelli lanosi, con una sfumatura rossastra, che risaltavano sui loro corpi neri e lucenti come quelli dei Nubiani.\nDai lobi delle orecchie, tagliati e distesi, pendevano coroncine di ossa.\nossa. La maggior parte di questi selvaggi era nuda. Tra loro notai alcune donne\ndonne, vestite dai fianchi alle ginocchia con una crinolina di erbe,\nche sosteneva una cintura vegetale. Alcuni capi avevano ornato il loro\ncollo con una mezzaluna e collari di perline di vetro rosse e bianche; quasi tutti erano armati di archi e frecce.\nquasi tutti erano armati di archi, frecce e scudi e portavano sulle spalle una sorta di rete\nuna specie di rete che conteneva le pietre rotonde che lanciavano\ndalle loro fionde con grande abilit\u00e0. Uno di questi capi, piuttosto vicino alla\nil _Nautilus_, lo esamin\u00f2 attentamente. Si trattava forse di un mado di\ndi alto rango, perch\u00e9 era avvolto in una stuoia di foglie di banano, intagliate ai bordi e\nbordi e decorata con colori brillanti.\n\nAvrei potuto facilmente abbattere questo indigeno, che si trovava a breve distanza\nma pensai che fosse meglio aspettare vere dimostrazioni ostili.\ndimostrazioni ostili. Tra europei e selvaggi, \u00e8 opportuno che gli europei\neuropei parare bruscamente, non attaccare.\n\nDurante la bassa marea gli indigeni si aggiravano nei pressi del _Nautilus_, ma non erano fastidiosi.\nNon erano fastidiosi; li sentivo ripetere spesso la parola Assai e dai loro gesti capivo che mi invitavano a scendere a terra.\ndai loro gesti capii che mi invitavano a scendere a terra, invito che rifiutai.\ninvito che declinai.\n\nCos\u00ec, quel giorno, la barca non part\u00ec, con grande dispiacere di Mastro Land, che non pot\u00e9 completare le sue provviste.\ndispiacere di Padron Land, che non pot\u00e9 completare le sue provviste.\n\nQuesto abile canadese impieg\u00f2 il suo tempo a preparare le vivande e la carne\nche aveva portato dall'isola. Quanto ai selvaggi, tornarono a riva verso le\nverso le undici del mattino, non appena le cime dei coralli cominciarono a scomparire sotto la marea.\ncorallini cominciavano a scomparire sotto la marea crescente; ma vidi che il loro numero\nche il loro numero era aumentato considerevolmente sulla riva. Probabilmente provenivano dalle isole\nisole vicine, o molto probabilmente da Papua. Tuttavia, non avevo\nuna sola canoa indigena. Non avendo niente di meglio da fare, pensai di\ntrascinare queste belle acque limpide, sotto le quali ho visto una profusione di conchiglie, zoofite e\ndi conchiglie, zoofite e piante marine. Inoltre, era l'ultimo giorno\nche il _Nautilus_ sarebbe passato da queste parti, se avesse galleggiato in mare aperto\nil giorno successivo, secondo la promessa del Capitano Nemo.\n\nPer questo ho chiamato Conseil, che mi ha portato una piccola tracina leggera, molto\ncome quelli per la pesca delle ostriche. Ora al lavoro! Per due ore abbiamo pescato\nincessantemente, ma senza tirare fuori nessuna rarit\u00e0. La tracina era piena\ndi orecchie di Mida, arpe, melame e, in particolare, dei pi\u00f9 bei martelli che abbia mai visto.\nmartelli che abbia mai visto. Abbiamo anche tirato fuori alcune lumache di mare,\nperle, ostriche e una dozzina di piccole tartarughe che erano state riservate alla\ndispensa di bordo.\n\nMa proprio quando meno me l'aspettavo, ho messo la mano su una meraviglia, potrei dire una\nuna deformit\u00e0 naturale, che si incontra molto raramente. Conseil stava\ntrascinando, e la sua rete era piena di conchiglie ordinarie, quando,\nquando, all'improvviso, mi vide immergere rapidamente il braccio nella rete per estrarre una conchiglia.\nuna conchiglia e mi sent\u00ec emettere un grido.\n\n Cosa c'\u00e8, signore? chiese sorpreso.  Il padrone \u00e8 stato\nmorso?\n\n No, ragazzo mio; ma avrei dato volentieri un dito per la mia\nscoperta.\n\n Quale scoperta?\n\n Questa conchiglia, dissi, tenendo in mano l'oggetto del mio trionfo.\n\n Si tratta semplicemente di un porfido olivastro, genere olivastro, ordine degli\npectinibranchi, classe dei gasteropodi, sottoclasse dei molluschi.\n\n S\u00ec, Conseil; ma, invece di essere arrotolata da destra a sinistra, questa oliva\noliva gira da sinistra a destra.\n\n \u00c8 possibile?\n\n S\u00ec, ragazzo mio, \u00e8 una conchiglia sinistra.\n\nLe conchiglie sono tutte destrorse, salvo rare eccezioni; e quando per caso la loro spirale \u00e8 a sinistra, i dilettanti sono pronti a pagare il loro peso in oro.\nla loro spirale, i dilettanti sono pronti a pagare il loro peso in oro.\n\nIo e Conseil eravamo assorti nella contemplazione del nostro tesoro e io mi ripromettevo di arricchire il museo con esso.\npromettendo a me stesso di arricchire il museo con esso, quando una pietra\nun sasso lanciato sfortunatamente da un indigeno ha colpito e rotto il\nprezioso oggetto in mano a Conseil. Ho lanciato un grido di disperazione! Conseil\nprese il fucile e mir\u00f2 a un selvaggio che stava puntando la fionda a dieci metri da lui.\nmetri da lui. Avrei voluto fermarlo, ma il suo colpo ebbe effetto e spezz\u00f2 il bracciale di amuleti\nil bracciale di amuleti che cingeva il braccio del selvaggio.\n\n\n[Conseil prese la sua pistola.\n\n\n Conseil! grid\u00f2 I. Conseil!\n\n Ebbene, signore, non vede che il cannibale ha iniziato l'attacco?\n\n Una conchiglia non vale la vita di un uomo, dissi.\n\n Ah! Il furfante! grid\u00f2 Conseil; avrei preferito che mi avesse rotto la spalla!\nspalla!\n\nConseil era serio, ma io non ero del suo parere. Tuttavia, la situazione\nsituazione era cambiata qualche minuto prima e non ce ne eravamo accorti. A\nUna ventina di canoe circondavano il _Nautilus_. Queste canoe, ricavate dal\ntronco di un albero, lunghe, strette, ben adattate alla velocit\u00e0, erano\nerano bilanciate da un lungo palo di bamb\u00f9 che galleggiava sull'acqua.\nErano manovrate da abili rematori seminudi e osservai la loro avanzata con un certo disagio.\ncon una certa inquietudine. Era evidente che questi papuani avevano\navevano gi\u00e0 avuto a che fare con gli europei e conoscevano le loro navi. Ma questo\ncilindro di ferro ancorato nella baia, senza alberi n\u00e9 camini, cosa potevano pensare?\ncosa potevano pensare? Niente di buono, tanto che all'inizio si tennero a una\nrispettosa distanza. Tuttavia, vedendolo immobile, a poco a poco si fecero coraggio e cercarono di\nsi fecero coraggio e cercarono di familiarizzare con esso. Ora questa\nfamiliarit\u00e0 era proprio quello che bisognava evitare. Le nostre armi,\nche non facevano rumore, non potevano che produrre un effetto moderato sui\nselvaggi, che hanno poco rispetto per tutto ci\u00f2 che \u00e8 spavaldo. Il\ntuono, senza il riverbero del tuono, spaventerebbe l'uomo\nma poco, anche se il pericolo sta nel lampo, non nel rumore.\n\nIn quel momento le canoe si avvicinarono alla _Nautilus_ e una pioggia di frecce si abbatt\u00e9 su di lei.\nfrecce su di lei.\n\nScesi nel salone, ma non trovai nessuno. Mi azzardai a bussare\nalla porta che dava sulla stanza del capitano.  Entra, fu la risposta.\nrisposta.\n\nEntrai e trovai il Capitano Nemo immerso in calcoli algebrici di\n_x_ e di altre quantit\u00e0.\n\n Vi sto disturbando, dissi, per amore della cortesia.\n\n Questo \u00e8 vero, M. Aronnax, rispose il Capitano; ma credo che abbiate dei seri motivi per desiderare di vedermi?\nragioni serie per desiderare di vedermi?\n\n Molto gravi; gli indigeni ci stanno circondando con le loro canoe e tra pochi minuti saremo sicuramente attaccati da molte centinaia di\ntra pochi minuti saremo sicuramente attaccati da molte centinaia di\nselvaggi.\n\n Ah! disse tranquillamente il Capitano Nemo, sono arrivati con le loro canoe?\n\n S\u00ec, signore.\n\n Bene, signore, dobbiamo chiudere i boccaporti.\n\n Esattamente, e io sono venuto a dirle\n\n Niente di pi\u00f9 semplice, disse il Capitano Nemo. E, premendo un\npulsante elettrico, trasmise un ordine all'equipaggio della nave.\n\n \u00c8 tutto fatto, signore, disse dopo qualche istante.  Il pinnacolo \u00e8\npronto e i portelli sono chiusi. Non temete, immagino, che questi\nche questi gentiluomini possano colpire muri sui quali le palle della vostra fregata\nnon hanno avuto effetto?\n\n No, capitano, ma il pericolo esiste ancora.\n\n Che cos'\u00e8, signore?\n\n \u00c8 che domani, pi\u00f9 o meno a quest'ora, dovremo aprire i portelli per rinnovare l'aria del\nrinnovare l'aria del _Nautilus_. Ora, se in questo momento i papuani dovessero\noccupano la piattaforma, non vedo come possiate impedirgli di entrare.\ndi entrare.\n\n Allora, signore, crede che ci imbarcheranno?\n\n Ne sono certo.\n\n Bene, signore, lasciateli venire. Non vedo perch\u00e9 ostacolarli. Dopotutto\nDopo tutto, questi papuani sono creature povere e non voglio che la mia visita all'isola\nsull'isola debba costare la vita a uno solo di questi disgraziati.\n\nMa il capitano Nemo mi trattenne e mi chiese di sedermi accanto a lui.\ndi sedermi accanto a lui. Mi interrog\u00f2 con interesse sulle nostre escursioni\na terra e sulla nostra caccia; e sembrava non capire la voglia di\ncarne che aveva il canadese. Poi la conversazione si spost\u00f2 su\nvari argomenti e, senza essere pi\u00f9 comunicativo, il capitano Nemo si dimostr\u00f2\nsi mostr\u00f2 pi\u00f9 amichevole.\n\nTra le altre cose, ci \u00e8 capitato di parlare della situazione del\nnautilus_, incagliatasi esattamente nello stesso punto dello stretto in cui Dumont d'Urville ha rischiato di perdersi.\nDumont d Urville era quasi perduto. A proposito di questo:\n\n Questo D. Urville era uno dei vostri grandi marinai, mi disse il capitano,\n uno dei vostri navigatori pi\u00f9 intelligenti. \u00c8 il Capitano Cook di voi\nfrancesi. Sfortunato uomo di scienza, dopo aver sfidato gli iceberg del Polo Sud, le barriere coralline dell'Oceano\ndel Polo Sud, le barriere coralline dell'Oceania, i cannibali del Pacifico, per morire miseramente.\nPacifico, perire miseramente in un treno ferroviario! Se quest'uomo energico\nSe quest'uomo energico avesse potuto riflettere durante gli ultimi istanti della sua vita, che cosa doveva\ncosa avr\u00e0 pensato negli ultimi istanti della sua vita?\n\nCos\u00ec dicendo, il Capitano Nemo sembr\u00f2 commosso e la sua emozione mi diede un'opinione migliore di lui.\nmigliore opinione di lui. Poi, carta nautica alla mano, passammo in rassegna i viaggi del navigatore francese, i suoi\ndel navigatore francese, i suoi viaggi di circumnavigazione, il suo doppio\nal Polo Sud, che port\u00f2 alla scoperta di Adelaide e Luigi Filippo, e la fissazione dell'idrografo.\nLuigi Filippo, e la fissazione delle coordinate idrografiche delle principali isole dell'Oceania.\ndell'Oceania.\n\n Quello che il vostro D Urville ha fatto sulla superficie dei mari, disse il\nCapitano Nemo, l'ho fatto anch'io sotto di essi, e pi\u00f9 facilmente e pi\u00f9 completamente di lui.\ncompletamente di lui. L'Astrolabio e lo Zelee, sballottati incessantemente\nsballottati incessantemente dall'uragano, non potevano valere la _Nautilus_, tranquilla\ndepositario del lavoro, immobile in mezzo alle acque.\nacque.\n\n Domani, aggiunse il Capitano, alzandosi, domani, alle tre meno venti, il _Nautilus_ gallegger\u00e0 e lascer\u00e0 lo Stretto\nalle tre del pomeriggio, il _Nautilus_ gallegger\u00e0 e lascer\u00e0 lo Stretto di Torres illeso.\nTorres senza danni.\n\nDopo aver pronunciato queste parole, il Capitano Nemo si inchin\u00f2 leggermente. Questo\nper congedarmi e tornai nella mia stanza.\n\nL\u00ec ho trovato Conseil, che desiderava conoscere l'esito del mio colloquio con il capitano.\ncon il Capitano.\n\n Ragazzo mio, dissi, quando finsi di credere che il suo _Nautilus_ fosse minacciato dagli indigeni di Papua, il Capitano mi rispose molto bene\nminacciati dagli indigeni di Papua, il Capitano mi rispose in modo molto\nsarcastico. Ho solo una cosa da dirvi: Abbiate fiducia in\ne andate a dormire in pace.\n\n Non ha bisogno dei miei servizi, signore?\n\n No, amico mio. Cosa sta facendo Ned Land?\n\n Se volete scusarmi, signore, rispose Conseil, l'amico Ned \u00e8 impegnato a preparare\na fare un pasticcio di canguro che sar\u00e0 una meraviglia.\n\nRimasi solo e andai a letto, ma dormii con indifferenza. Ho sentito il\nrumore dei selvaggi, che battevano sulla piattaforma emettendo grida assordanti.\ngrida assordanti. La notte pass\u00f2 cos\u00ec, senza disturbare l'ordinario riposo dell'equipaggio.\ndell'equipaggio. La presenza di questi cannibali non li preoccupava pi\u00f9 di quanto\ndi quanto i soldati di una batteria mascherata non si preoccupino delle formiche che strisciano sul suo\nfronte.\n\nAlle sei del mattino mi alzai. I portelli non erano stati aperti. L'aria interna\nL'aria interna non era stata rinnovata, ma le cisterne, riempite per ogni emergenza, erano state\nemergenza, erano stati utilizzati e avevano scaricato diversi metri cubi di ossigeno nell'atmosfera esausta del\nossigeno nell'atmosfera esausta del _Nautilus_.\n\nHo lavorato nella mia stanza fino a mezzogiorno, senza aver visto il Capitano Nemo nemmeno per un istante.\nper un istante. A bordo non si vedevano i preparativi per la partenza.\n\nAspettai ancora un po', poi entrai nel grande salone. L'orologio\nsegnava le due e mezza. Tra dieci minuti ci sarebbe stata l'alta marea e, se il capitano Nemo non avesse fatto una promessa avventata, il\nCapitano Nemo non avesse fatto una promessa avventata, il _Nautilus_ sarebbe stato\nimmediatamente staccato. In caso contrario, sarebbero trascorsi molti mesi prima che potesse\nlasciare il suo letto di corallo.\n\nTuttavia, nel vascello si sono avvertite alcune vibrazioni di avvertimento. I\nsent\u00ec la chiglia grattugiare contro il fondo calcareo della barriera corallina.\ncorallina.\n\nAlle tre meno cinque il capitano Nemo si present\u00f2 nel salone.\nsalone.\n\n Stiamo per iniziare, disse.\n\n Ah! risposi io.\n\n Ho dato l'ordine di aprire i portelli.\n\n E i papuani?\n\n I Papuani? rispose il capitano Nemo, alzando leggermente le spalle.\n\n Non entreranno nel _Nautilus_?\n\n Come?\n\n Solo saltando le botole che avete aperto.\n\n M. Aronnax, rispose tranquillamente il Capitano Nemo, non entreranno nei portelli del _Nautilus_ in quel modo, anche se fossero aperti.\nportelli del _Nautilus_ in quel modo, anche se fossero aperti.\n\nGuardai il capitano.\n\n Non capisci? Disse lui.\n\n Non proprio.\n\n Venite e vedrete.\n\nDiressi i miei passi verso la scala centrale. L\u00ec Ned Land e\nConseil stavano osservando sornioni alcuni membri dell'equipaggio della nave, che stavano aprendo i portelli\nche stavano aprendo i boccaporti, mentre fuori risuonavano grida di rabbia e vociferazioni di paura.\nfuori.\n\nI coperchi delle porte furono abbassati all'esterno. Apparvero venti volti orribili.\nMa il primo indigeno che pose la mano sulla ringhiera delle scale, colpito alle spalle da una forza invisibile, non so che cosa, fugg\u00ec pronunciando il grido di \"non so cosa\".\nda dietro da una forza invisibile, non so che cosa, fugg\u00ec, emettendo le pi\u00f9\ngrida spaventose e facendo le pi\u00f9 selvagge contorsioni.\n\nDieci dei suoi compagni lo seguirono. Anche loro fecero la stessa fine.\n\nConseil era in estasi. Ned Land, trascinato dai suoi istinti violenti\nistinto, si precipit\u00f2 verso le scale. Ma nel momento in cui si aggrapp\u00f2 alla\nbinario con entrambe le mani, fu a sua volta travolto.\n\n Sono colpito da una folgore, grid\u00f2 con un giuramento.\n\nQuesto spiega tutto. Non si trattava di una rotaia, ma di un cavo metallico caricato con\nelettricit\u00e0 dal ponte che comunicava con la piattaforma. Chiunque\ntoccato ha avvertito una forte scossa che sarebbe stata mortale\nse il Capitano Nemo avesse scaricato nel conduttore tutta la forza della corrente.\ncorrente. Si pu\u00f2 davvero dire che tra i suoi assalitori e lui stesso aveva teso una rete di\nlui stesso aveva teso una rete di elettricit\u00e0 che nessuno poteva passare\nimpunemente.\n\nNel frattempo, i papuani esasperati avevano battuto in ritirata, paralizzati dal terrore.\nterrore. Noi, ridendo a met\u00e0, consolavamo e massaggiavamo lo sfortunato Ned Land, che imprecava come un ossesso.\nsfortunato Ned Land, che imprecava come un ossesso.\n\nMa in quel momento il _Nautilus_, sollevato dalle ultime onde della marea, lasci\u00f2 il suo letto di corallo esattamente al quarantesimo minuto fissato dal\nmarea, lasci\u00f2 il suo letto di corallo esattamente al quarantesimo minuto fissato dal capitano.\nCapitano. La sua vite spazz\u00f2 le acque lentamente e maestosamente. La velocit\u00e0\nvelocit\u00e0 \u00e8 aumentata gradualmente e, navigando sulla superficie dell'oceano, ha lasciato\ne, navigando sulla superficie dell'oceano, lasci\u00f2 sani e salvi i pericolosi passaggi dello Stretto di Torres.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXII\n GRI SOMNIA\n\n\nIl giorno successivo, 10 gennaio, il _Nautilus_ continu\u00f2 la sua rotta\ntra due mari, ma con una velocit\u00e0 cos\u00ec notevole che non potevo\nstimare una velocit\u00e0 inferiore alle trentacinque miglia orarie. La rapidit\u00e0 della sua\nvite era tale che non potevo n\u00e9 seguire n\u00e9 contare i suoi giri.\nQuando riflettei sul fatto che questo meraviglioso agente elettrico, dopo aver permesso\ndopo aver dato movimento, calore e luce alla _Nautilus_, l'aveva protetta dagli attacchi esterni e l'aveva trasformata\ndall'esterno e l'aveva trasformata in un'arca di sicurezza che nessuna mano profana avrebbe potuto\nmano profana avrebbe potuto toccare senza rimanere folgorata, la mia ammirazione\nammirazione era illimitata, e dalla struttura si estendeva all'ingegnere che l'aveva\nche l'aveva fatta nascere.\n\nLa nostra rotta era diretta a ovest e l'11 gennaio abbiamo doppiato Capo Wessel.\ndoppiato Capo Wessel, situato a 135 di longitudine e 10 di latitudine S, che forma la punta orientale del Golfo di Carpentaria.\nche forma la punta orientale del Golfo di Carpentaria. Gli scogli erano ancora\nscogli erano ancora numerosi, ma pi\u00f9 regolarizzati e segnati sulla carta con estrema precisione.\nprecisione. Il _Nautilus_ evit\u00f2 facilmente i frangenti di Money a babordo\ne i reef di Victoria a dritta, situati a 130 long. e sul 10\u00b0 parallelo, che seguimmo rigorosamente.\n10\u00b0 parallelo, che seguimmo rigorosamente.\n\nIl 13 gennaio, il capitano Nemo arriv\u00f2 nel mare di Timor e riconobbe l'isola con questo nome in 122 miglia di lunghezza.\ne riconobbe l'isola che portava questo nome in 122 lunghezze.\n\nDa questo punto la direzione del _Nautilus_ \u00e8 inclinata verso sud-ovest.\nsud-ovest. La sua rotta era verso l'Oceano Indiano. Dove ci avrebbe portato la\nfantasia del capitano Nemo? Sarebbe tornato sulle coste dell'Asia o si sarebbe avvicinato di nuovo alle\nAsia o si sarebbe avvicinato di nuovo alle coste dell'Europa? Improbabili\ncongetture, per un uomo che \u00e8 fuggito dai continenti abitati. Allora\nsarebbe sceso a sud? Avrebbe doppiato il Capo di Buona\nSperanza, poi Capo Horn e infine spingersi fino al polo antartico?\nSarebbe tornato infine nel Pacifico, dove il suo _Nautilus_ avrebbe potuto navigare libero e indipendente?\nnavigare libero e indipendente? Il tempo lo avrebbe dimostrato.\n\nDopo aver costeggiato le sabbie di Cartier, di Hibernia, di Seringapatam,\ne Scott, ultimi sforzi dell'elemento solido contro quello liquido, il 14 gennaio perdemmo completamente di vista la terra\n14 gennaio perdemmo completamente di vista la terraferma. La velocit\u00e0 della\nLa velocit\u00e0 della nave _Nautilus_ era notevolmente diminuita e con una rotta irregolare\na volte nuotava nel seno delle acque, a volte galleggiava sulla loro superficie.\nsuperficie.\n\nDurante questo periodo del viaggio, il Capitano Nemo fece alcuni interessanti\nesperimenti sulla variazione della temperatura del mare, in diversi fondali.\nIn condizioni ordinarie, queste osservazioni vengono effettuate per mezzo di\nstrumenti piuttosto complicati, e con risultati alquanto dubbi, mediante\ntermometrici, in quanto i bicchieri spesso si rompono sotto la pressione dell'acqua, o\npressione dell'acqua, oppure con un apparecchio basato sulle variazioni di resistenza dei metalli alla\nvariazioni della resistenza dei metalli alle correnti elettriche.\nI risultati cos\u00ec ottenuti non potevano essere calcolati correttamente. Al contrario,\nAl contrario, il Capitano Nemo si rec\u00f2 personalmente a testare la temperatura nelle profondit\u00e0 del mare.\nmare e il suo termometro, posto in comunicazione con i diversi specchi d'acqua, gli forn\u00ec i valori richiesti.\nd'acqua, gli ha dato subito e con precisione il grado richiesto.\ncon precisione.\n\nFu cos\u00ec che, sia sovraccaricando i suoi serbatoi, sia scendendo obliquamente per mezzo dei suoi piani inclinati, la\nobliquamente per mezzo dei suoi piani inclinati, il _Nautilus_ raggiunse successivamente\nprofondit\u00e0 di tre, quattro, cinque, sette, nove e diecimila metri.\ne il risultato definitivo di questa esperienza fu che il mare\nuna temperatura media di quattro gradi e mezzo a cinquemila braccia di profondit\u00e0.\ndi cinquemila braccia a tutte le latitudini.\n\nIl 16 gennaio, il _Nautilus_ sembrava in bonaccia a pochi metri\nsotto la superficie delle onde. Il suo apparato elettrico rimaneva\ninattivo e la sua vite immobile la lasciava alla deriva in balia delle correnti.\ncorrenti. Supposi che l'equipaggio fosse occupato nelle riparazioni interne,\nrese necessarie dalla violenza dei movimenti meccanici della macchina.\nmacchina.\n\nIo e i miei compagni abbiamo assistito a uno spettacolo curioso. I portelli del\nsalone erano aperti e, poich\u00e9 il faro della _Nautilus_ non era in funzione, un'oscurit\u00e0 fioca regnava in mezzo alle acque.\nnon era in funzione, una fioca oscurit\u00e0 regnava in mezzo alle acque. I\nosservato lo stato del mare, in queste condizioni, e i pesci pi\u00f9 grossi\npesci pi\u00f9 grandi non mi apparivano che ombre poco definite, quando il\nNautilus_ si trov\u00f2 improvvisamente trasportata in piena luce. I\nall'inizio pensai che il faro fosse stato acceso e che stesse proiettando la sua\nluce elettrica nella massa liquida. Mi sbagliavo e dopo un rapido sopralluogo mi resi conto del mio errore.\nrapida indagine mi resi conto del mio errore.\n\nIl _Nautilus_ galleggiava in mezzo a un fondale fosforescente che, in questa oscurit\u00e0, diventava\nquesta oscurit\u00e0, diventava piuttosto abbagliante. Era prodotto da miriadi di\nanimali luminosi, la cui brillantezza aumentava man mano che scivolava\nsullo scafo metallico della nave. Fui sorpreso da un fulmine in\nin mezzo a queste lastre luminose, come se fossero stati rivoli di piombo\ndi piombo fusi in una fornace ardente, o di masse metalliche portate a un calore bianco\ncalore bianco, cos\u00ec che, per contrasto, alcune porzioni di luce sembravano\nluce sembravano proiettare un'ombra in mezzo all'accensione generale, dalla quale ogni ombra sembrava\nombra sembrava bandita. No, non si trattava della tranquilla irradiazione del nostro\nlampi ordinari. C'era una vita e un vigore insoliti: questa era veramente\nluce viva!\n\nIn realt\u00e0 si trattava di un infinito agglomerato di infusori colorati, di veri e propri globuli di gelatina, dotati di un tentacolo filiforme e\ndi veri e propri globuli di gelatina, dotati di un tentacolo filiforme, e di cui\ndi cui sono stati contati fino a venticinquemila esemplari in meno di\nin meno di mezzo centimetro cubo d'acqua.\n\nPer diverse ore il _Nautilus_ ha galleggiato tra queste onde brillanti,\ne la nostra ammirazione aumentava quando osservavamo i mostri marini\nche si divertivano come salamandre. Ho visto l\u00ec, in mezzo a questo\nquesto fuoco che non brucia la veloce ed elegante focena (l'instancabile pagliaccio del\n(l'instancabile pagliaccio dell'oceano), e alcuni pesci spada lunghi tre metri,\nquei profetici araldi dell'uragano la cui formidabile spada avrebbe\ndi tanto in tanto colpiva il vetro del salone. Poi apparvero i pesci pi\u00f9 piccoli\npesci pi\u00f9 piccoli, il balista, lo sgombro saltellante, la coda di lupo e un centinaio di altri che\ncento altri che, nuotando, rigavano l'atmosfera luminosa. Questo\nspettacolo abbagliante era incantevole! Forse qualche condizione atmosferica\naumentava l'intensit\u00e0 del fenomeno. Forse qualche tempesta ha agitato\nla superficie delle onde. Ma a questa profondit\u00e0 di qualche metro, il\nnautilus_ era indifferente alla sua furia e riposava pacificamente nell'acqua ferma.\nacqua.\n\nCos\u00ec progredimmo, incessantemente affascinati da qualche nuova meraviglia. I giorni\npassavano rapidamente e io non ne tenevo conto. Ned, secondo l'abitudine\nabitudine, cerc\u00f2 di variare la dieta a bordo. Come lumache, eravamo attaccati ai nostri gusci\ncome lumache, eravamo fissi ai nostri gusci, e dichiaro che \u00e8 facile condurre una vita da lumaca.\n\nQuesta vita ci sembr\u00f2 facile e naturale e non pensammo pi\u00f9 alla vita che conducevamo sulla terraferma.\nvita che conducevamo sulla terraferma; ma accadde qualcosa che ci fece ricordare la\nstranezza della nostra situazione.\n\nIl 18 gennaio il _Nautilus_ si trovava a 105 di longitudine e 15 di latitudine.\nlat. Il tempo era minaccioso, il mare agitato e ondeggiante. C'era\nun forte vento da est. Il barometro, che scendeva da alcuni giorni, faceva presagire l'imminente\ngiorni, lasciava presagire una tempesta imminente. Salii sulla piattaforma proprio mentre\nil sottotenente stava prendendo la misura degli angoli orarici e aspettai, come d'abitudine, che venisse detta la frase quotidiana.\ne aspettai, secondo l'abitudine, che venisse pronunciata la frase quotidiana. Ma quel giorno\ngiorno fu sostituita da un'altra frase non meno incomprensibile.\nQuasi subito vidi apparire il capitano Nemo con un bicchiere che guardava verso l'orizzonte.\nverso l'orizzonte.\n\nPer alcuni minuti rimase immobile, senza distogliere lo sguardo dal punto di osservazione.\ndi osservazione. Poi abbass\u00f2 il bicchiere e scambi\u00f2 qualche parola con il suo\ncon il suo tenente. Quest'ultimo sembrava essere vittima di qualche emozione\nche cercava invano di reprimere. Il Capitano Nemo, avendo pi\u00f9 padronanza di s\u00e9\ndi se stesso, era freddo. Sembrava anche che stesse facendo delle obiezioni a cui\ncui il tenente rispose con assicurazioni formali. Almeno cos\u00ec ho concluso\ndalla differenza dei loro toni e dei loro gesti. Per quanto mi riguarda, avevo\navevo guardato attentamente nella direzione indicata senza vedere nulla.\nIl cielo e l'acqua si perdevano nella linea chiara dell'orizzonte.\n\nTuttavia, il Capitano Nemo camminava da un'estremit\u00e0 all'altra della piattaforma,\nsenza guardarmi, forse senza vedermi. Il suo passo era deciso,\nma meno regolare del solito. Ogni tanto si fermava, incrociava le braccia\ne osservava il mare. Cosa poteva cercare in quell'immensa distesa?\ndistesa?\n\nIl _Nautilus_ si trovava allora a centinaia di miglia dalla costa pi\u00f9 vicina.\n\nIl tenente aveva preso in mano il bicchiere e aveva esaminato l'orizzonte\ncon costanza, andando e venendo, battendo i piedi e mostrando un'agitazione pi\u00f9\nagitazione nervosa pi\u00f9 del suo ufficiale superiore. Inoltre, questo mistero doveva\ndoveva necessariamente essere risolto, e tra non molto; infatti, su ordine del capitano\nNemo, il motore, aumentando la sua potenza propulsiva, fece girare la vite\npi\u00f9 rapidamente la vite.\n\nProprio in quel momento il tenente richiam\u00f2 nuovamente l'attenzione del capitano. Quest'ultimo\nsmise di camminare e diresse il suo bicchiere verso il luogo indicato. Guard\u00f2 a lungo.\nguard\u00f2 a lungo. Mi sentii molto perplesso, scesi in salotto e presi un eccellente telescopio che di solito\nsalotto e presi un eccellente telescopio che di solito uso\nutilizzato. Poi, appoggiandomi alla gabbia della lampada di guardia che sporgeva dalla\ndalla parte anteriore della piattaforma, mi misi a guardare tutta la linea del cielo e del mare.\ncielo e del mare.\n\nMa il mio occhio non tard\u00f2 a posarsi sul vetro e fu subito strappato dalle mie mani.\nstrappato dalle mie mani.\n\nMi girai. Il capitano Nemo era davanti a me, ma non lo conoscevo. Il suo\nvolto era trasfigurato. I suoi occhi lampeggiavano arcigni, i suoi denti erano serrati;\nil suo corpo rigido, i pugni stretti e la testa rattrappita tra le spalle,\ntradirono la violenta agitazione che pervadeva tutta la sua struttura. Non si\nnon si mosse. Il mio bicchiere, caduto dalle sue mani, era rotolato ai suoi piedi.\n\nAvevo involontariamente provocato questo scatto d'ira? Questa persona incomprensibile\npersona immaginava che avessi scoperto qualche segreto proibito? No; non ero io l'oggetto\nnon ero io l'oggetto di quest'odio, perch\u00e9 lui non mi guardava; il suo sguardo era\nera fisso sull'impenetrabile punto dell'orizzonte. Finalmente\nIl capitano Nemo si riprese. La sua agitazione si plac\u00f2. Rivolse\nalcune parole in una lingua straniera al suo luogotenente, poi si rivolse a me.\n M. Aronnax, disse, in tono piuttosto imperioso, ho bisogno che lei mantenga\ndi mantenere una delle condizioni che vi legano a me.\n\n Cosa c'\u00e8, capitano?\n\n Dovete essere confinati, con i vostri compagni, fino a quando non riterr\u00f2 opportuno\nliberarvi.\n\n Sei tu il padrone, risposi, guardandolo fisso.  Ma posso\nfare una domanda?\n\n Nessuna, signore.\n\nNon c'era modo di resistere a questo comando imperioso, sarebbe stato\ninutile. Scesi nella cabina occupata da Ned Land e Conseil e dissi loro la decisione del capitano.\ne comunicai loro la decisione del capitano. Potete giudicare come questa\ncomunicazione fu accolta dal canadese.\n\nMa non c'era tempo per i litigi. Quattro membri dell'equipaggio ci aspettavano alla\ne ci condussero nella cella dove avevamo trascorso la prima notte a bordo della _Nautilus_.\na bordo del _Nautilus_.\n\nNed Land avrebbe voluto ribattere, ma la porta gli fu chiusa.\n\n Il maestro mi dir\u00e0 cosa significa? chiese Conseil.\n\nRaccontai ai miei compagni quello che era successo. Erano stupiti quanto me e non sapevano\ne non sapevano come spiegarlo.\n\nNel frattempo, ero assorto nelle mie riflessioni e non riuscivo a pensare a nient'altro che\nnulla se non alla strana paura che si leggeva sul volto del Capitano. I\nEro del tutto incapace di spiegarmelo, quando le mie riflessioni furono disturbate da queste parole di Ned Land\nquando le mie riflessioni furono disturbate da queste parole di Ned Land:\n\n La colazione \u00e8 pronta.\n\nE in effetti la tavola era imbandita. Evidentemente il capitano Nemo aveva dato questo\nordine nello stesso momento in cui aveva accelerato la velocit\u00e0 del\nNautilus_.\n\n Il padrone mi permette di fare una raccomandazione? chiese Conseil.\n\n S\u00ec, ragazzo mio.\n\n Beh, \u00e8 che il maestro fa colazione. \u00c8 una scelta prudente, perch\u00e9 non sappiamo\ncosa pu\u00f2 accadere.\n\n Ha ragione, Conseil.\n\n Purtroppo, disse Ned Land, ci hanno dato solo il prezzo della nave.\nprezzo.\n\n Amico Ned, domand\u00f2 Conseil, cosa avresti detto se la colazione\nfosse stata completamente dimenticata?\n\nQuesta argomentazione ha interrotto le recriminazioni del ramponiere.\n\nCi sedemmo a tavola. Il pasto fu consumato in silenzio.\n\nProprio in quel momento il globo luminoso che illuminava la cella si spense, lasciandoci nel buio pi\u00f9 totale.\nnell'oscurit\u00e0 pi\u00f9 totale. Ned Land si addorment\u00f2 presto, e ci\u00f2 che mi stup\u00ec fu che\nera che Conseil si era addormentato pesantemente. Stavo pensando a cosa\nche cosa potesse aver causato la sua irresistibile sonnolenza, quando sentii il mio cervello\nstupefatto. Nonostante i miei sforzi per tenere gli occhi aperti, si chiudevano.\nsi chiudevano. Un sospetto doloroso mi colse. Evidentemente erano state mescolate\nsostanze soporifere erano state mescolate al cibo che avevamo appena preso. La prigionia\nnon bastava a nascondere i progetti del Capitano Nemo, il sonno era pi\u00f9 necessario.\npi\u00f9 necessario. Sentii poi chiudere i pannelli. Le ondulazioni del mare\nmare, che provocavano un leggero rollio, cessarono. Il _Nautilus_ aveva lasciato\naveva lasciato la superficie dell'oceano? Era tornato al letto d'acqua immobile?\nletto d'acqua? Cercai di resistere al sonno. Era impossibile. Il mio respiro\nsi fece debole. Sentivo un freddo mortale gelare le mie membra irrigidite e semiparalizzate.\nmembra irrigidite e semiparalizzate. Le palpebre, come tappi di piombo, mi caddero sugli occhi. Non potevo\nNon riuscivo a sollevarle; un sonno morboso, pieno di allucinazioni, mi privava del mio\nessere. Poi le visioni scomparvero e mi lasciarono nella completa\ninsensibilit\u00e0.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXIII\nIL REGNO DEL CORALLO\n\n\nIl giorno dopo mi svegliai con la testa singolarmente sgombra. Con mia grande\nsorpresa, ero nella mia stanza. I miei compagni, senza dubbio, erano stati\nsenza dubbio, erano stati reintegrati nella loro cabina, senza accorgersene pi\u00f9 di me.\nDi quello che era successo durante la notte ignoravano quanto me, e per penetrare questo mistero mi bastava\nper penetrare questo mistero contavo solo sulle possibilit\u00e0 del futuro.\nfuturo.\n\nPoi pensai di lasciare la mia stanza. Ero di nuovo libero o prigioniero?\nAssolutamente libero. Aprii la porta, andai a met\u00e0 ponte, salii le scale centrali.\nscala centrale. I pannelli, chiusi la sera prima, erano aperti. Andai\nsulla piattaforma.\n\nNed Land e Conseil mi aspettavano l\u00ec. Li ho interrogati; non sapevano\nnulla. Persi in un sonno pesante in cui erano stati completamente\nincoscienti, si erano stupiti di trovarsi nella loro cabina.\ncabina.\n\nQuanto al _Nautilus_, sembrava tranquillo e misterioso come sempre. Galleggiava\ngalleggiava sulla superficie delle onde a passo moderato. Nulla sembrava\ncambiato a bordo.\n\nIl sottotenente sal\u00ec quindi sulla piattaforma e diede il solito\nordine di sotto.\n\nIl Capitano Nemo non \u00e8 apparso.\n\nTra le persone a bordo, vidi solo l'impassibile steward, che mi serv\u00ec\ncon la sua solita, muta regolarit\u00e0.\n\nVerso le due ero in salotto, intento a sistemare i miei appunti, quando il Capitano apr\u00ec la porta e apparve.\nappunti, quando il Capitano apr\u00ec la porta e apparve. Mi sono inchinato. Lui ricambi\u00f2\nun leggero inchino in cambio, senza parlare. Ripresi il mio lavoro,\nsperando che mi desse qualche spiegazione sugli eventi della notte precedente.\ndella notte precedente. Non ne fece nessuna. Lo guardai. Sembrava affaticato;\ni suoi occhi pesanti non erano stati rinfrescati dal sonno; il suo viso sembrava molto\ndolente. Camminava avanti e indietro, si sedeva e si rialzava, prendeva un libro di fortuna, lo posava, consultava i suoi strumenti senza prendere la mano.\nun libro, lo posava, consultava i suoi strumenti senza prendere le sue\nsenza prendere le sue note abituali e sembrava inquieto e nervoso. Alla fine si avvicin\u00f2 a\na me e mi disse:\n\n Lei \u00e8 un medico, M. Aronnax?\n\nNon mi aspettavo una domanda del genere, tanto che lo fissai per un po' senza rispondere.\nsenza rispondere.\n\n Lei \u00e8 un medico? ha ripetuto.  Molti dei suoi colleghi hanno\nstudiato medicina.\n\n Ebbene, dissi io, sono un medico e un chirurgo residente dell'ospedale. I\nesercitavo da diversi anni prima di entrare nel museo.\n\n Molto bene, signore.\n\nLa mia risposta aveva evidentemente soddisfatto il capitano. Ma, non sapendo cosa avrebbe\nnon sapendo cosa avrebbe detto dopo, aspettai altre domande, riservandomi di rispondere\na seconda delle circostanze.\n\n M. Aronnax, acconsentite a prescrivere per uno dei miei uomini?\nchiese.\n\n \u00c8 malato?\n\n S\u00ec.\n\n Sono pronto a seguirti.\n\n Vieni, allora.\n\nIl mio cuore batte, non so perch\u00e9. Ho visto un certo collegamento\ntra la malattia di uno dei membri dell'equipaggio e gli eventi del giorno prima.\ne questo mistero mi interessava almeno quanto il malato.\nmalato.\n\nIl capitano Nemo mi condusse a poppa del _Nautilus_ e mi port\u00f2 in una cabina situata vicino agli alloggi dei marinai.\nin una cabina situata vicino agli alloggi dei marinai.\n\nL\u00ec, su un letto, giaceva un uomo di circa quarant'anni, con un'espressione risoluta del volto, un vero e proprio\nespressione del viso, un vero tipo di anglosassone.\n\nMi sono chinato su di lui. Non era solo malato, era anche ferito. La sua testa,\nbende coperte di sangue, giaceva su un cuscino. Ho tolto le bende\nbende e il ferito mi guard\u00f2 con i suoi grandi occhi e non diede alcun segno di dolore.\nnessun segno di dolore mentre lo facevo. Era una ferita orribile. Il cranio,\nin frantumi da qualche arma letale, lasciava esposto il cervello, che era molto\nferito. Nella massa ammaccata e spezzata si erano formati grumi di sangue, di colore\ncolore come la feccia del vino.\n\nC'erano sia contusione che soffusione del cervello. Il respiro era\nlento e alcuni movimenti spasmodici dei muscoli agitavano il suo volto. I\npolso. Era intermittente. Le estremit\u00e0 del corpo si stavano\nsi stavano gi\u00e0 raffreddando e vidi che la morte doveva inevitabilmente sopraggiungere. Dopo aver\nmedicare le ferite dello sfortunato, riaggiustai le bende sulla testa e mi rivolsi al capitano Nemo.\ntesta e mi rivolsi al capitano Nemo.\n\n Cosa ha causato questa ferita?  Ho chiesto.\n\n Cosa significa? rispose evasivamente.  Un urto ha rotto una\nuna delle leve del motore, che mi ha colpito. Ma la vostra opinione sul\nsul suo stato?\n\nHo esitato prima di darlo.\n\n Puoi parlare, disse il capitano.  Quest'uomo non capisce\nil francese.\n\nDiedi un'ultima occhiata all'uomo ferito.\n\n Sar\u00e0 morto tra due ore.\n\n Niente pu\u00f2 salvarlo?\n\n Niente.\n\nLa mano del Capitano Nemo si contrasse e nei suoi occhi brillarono alcune lacrime,\nche ritenevo incapaci di versare.\n\nPer alcuni istanti osservai ancora il moribondo, la cui vita si afflosciava\nlentamente. Il suo pallore aumentava sotto la luce elettrica che si spargeva\nsul suo letto di morte. Osservai la sua fronte intelligente, solcata da rughe\nrughe premature, prodotte probabilmente dalla sfortuna e dal dolore. Ho cercato\nsegreto della sua vita dalle ultime parole che gli sfuggirono dalle labbra.\nlabbra.\n\n Ora pu\u00f2 andare, signor Aronnax, disse il capitano.\n\nLo lasciai nella cabina del moribondo e tornai nella mia camera molto\nmolto colpita da questa scena. Per tutto il giorno fui perseguitato da\nsospetti spiacevoli, e di notte dormivo male, e tra i sogni infranti mi sembrava di sentire sospiri lontani come le note di un\nsogni infranti mi sembrava di sentire dei sospiri lontani come le note di un\nsalmo funebre. Erano forse le preghiere dei defunti, mormorate in quella\nlingua che non riuscivo a capire?\n\nIl mattino seguente andai in plancia. Il capitano Nemo era l\u00ec prima di\nme. Non appena mi vide, venne da me.\n\n Professore, le conviene fare un'escursione sottomarina\noggi?\n\n Con i miei compagni?  Chiesi.\n\n Se gli piace.\n\n Obbediamo ai suoi ordini, capitano.\n\n Sarete cos\u00ec buoni da indossare le vostre giacche di sughero?\n\nNon si trattava di morire o meno. Mi ricongiunsi a Ned Land e a\nConseil e raccontai loro la proposta del Capitano Nemo. Conseil si affrett\u00f2 ad accettarla\nad accettarla e questa volta il canadese sembr\u00f2 disposto a seguire il nostro esempio.\nil nostro esempio.\n\nErano le otto del mattino. Alle otto e mezza eravamo gi\u00e0\nequipaggiati per questa nuova escursione e muniti di due dispositivi per la\nluce e di respirazione. La doppia porta era aperta e, accompagnati dal capitano Nemo, seguito da una dozzina di membri dell'equipaggio.\nCapitano Nemo, seguito da una dozzina di membri dell'equipaggio, mettemmo piede, ad una profondit\u00e0 di circa trenta piedi, sul\na una profondit\u00e0 di circa trenta piedi, sul solido fondo su cui poggiava il\nNautilus_ poggiava.\n\nUn leggero declivio terminava con un fondo irregolare, a quindici braccia di profondit\u00e0.\nQuesto fondale era completamente diverso da quello che avevo visitato durante la mia prima\nescursione sotto le acque dell'Oceano Pacifico. Qui non c'era\nsabbia fine, n\u00e9 praterie sottomarine, n\u00e9 foreste marine. Riconobbi immediatamente\nriconosciuta la meravigliosa regione in cui, quel giorno, il Capitano ci fece gli onori di casa.\nci aveva fatto gli onori di casa. Era il regno dei coralli.\n\nLa luce produceva mille affascinanti variet\u00e0, che giocavano in mezzo a\ndei rami cos\u00ec vivacemente colorati. Mi sembrava di vedere i\ntubi membranosi e cilindrici tremare sotto l'ondulazione dell'acqua.\nacque. Ero tentato di raccogliere i loro petali freschi, ornati da delicati tentacoli, alcuni appena sbocciati.\ndelicati tentacoli, alcuni appena sbocciati, altri in boccio, mentre un piccolo pesce\npesce, nuotando velocemente, li toccava leggermente, come voli di uccelli.\nMa se la mia mano si avvicinava a questi fiori vivi, a queste piante animate,\npiante animate e sensibili, l'intera colonia si allarmava. I petali bianchi\nrientrarono nei loro involucri rossi, i fiori sbiadirono al mio sguardo e il cespuglio si trasform\u00f2 in un blocco di pietra.\ne il cespuglio si trasform\u00f2 in un blocco di pomi di pietra.\n\nIl caso mi aveva gettato proprio accanto agli esemplari pi\u00f9 preziosi della\nzoofita. Questo corallo era pi\u00f9 prezioso di quello che si trova nel\nMediterraneo, sulle coste della Francia, dell'Italia e della Barberia. Le sue tinte\ngiustificano i nomi poetici di Fiore di Sangue e Schiuma di Sangue che il commercio ha dato al corallo.\nSangue, che il commercio ha dato alle sue produzioni pi\u00f9 belle. Il corallo\nviene venduto a 20 grammi; e in questo luogo i letti d'acqua farebbero la fortuna di una societ\u00e0 di corallari.\nfortuna di una compagnia di sommozzatori di corallo. Questa materia preziosa, spesso\nconfusa con altri polipi, formava allora gli inestricabili intrecci chiamati\n macciota, su cui ho notato diversi bellissimi esemplari di corallo rosa.\ncorallo rosa.\n\nMa presto i cespugli si restringono e le arborizzazioni aumentano. Veri e propri\nboschetti pietrificati, lunghe giunture di un'architettura fantastica, sono state\nsi rivelarono davanti a noi. Il capitano Nemo si posizion\u00f2 sotto una galleria buia,\ndove, grazie a una leggera pendenza, raggiungemmo una profondit\u00e0 di un centinaio di metri. La\nluce delle nostre lampade produceva effetti a volte magici, seguendo i\ncontorni grezzi degli archi naturali e dei pendenti disposti come\ncome lustri, con punte di fuoco.\n\nFinalmente, dopo due ore di cammino, raggiungemmo una profondit\u00e0 di circa trecento metri, cio\u00e8 il limite estremo del corallo.\ntrecento metri, cio\u00e8 il limite estremo in cui inizia a formarsi il corallo.\ncorallo. Ma non c'erano cespugli isolati, n\u00e9 modeste sterpaglie,\nalla base di alberi altissimi. Si trattava di un'immensa foresta di grandi\nvegetazione minerale, enormi alberi pietrificati, uniti da ghirlande di elegante\ndi eleganti convolvoli, il tutto ornato da nuvole e riflessi. Passammo liberamente\nsotto i loro alti rami, persi all'ombra delle onde.\n\nIl Capitano Nemo si era fermato. Io e i miei compagni ci fermammo e, girandomi, vidi che i suoi uomini stavano formando un semicerchio attorno al loro capo.\nvidi che i suoi uomini stavano formando un semicerchio intorno al loro capo.\nOsservando con attenzione, osservai che quattro di loro portavano sulle\nsulle spalle un oggetto di forma oblunga.\n\nOccupavamo, in questo luogo, il centro di una vasta radura circondata dalle\ndalle alte chiome della foresta sottomarina. Le nostre lampade gettavano su questo\nuna sorta di chiaro crepuscolo che allungava in modo singolare le ombre sul terreno.\nterra. Alla fine della radura l'oscurit\u00e0 aumentava, ed era alleviata solo da piccole scintille.\nsolo da piccole scintille riflesse dalle punte del corallo.\n\nNed Land e Conseil erano vicini a me. Guardammo e pensai che avrei assistito a una\ndi assistere a una strana scena. Osservando il terreno, vidi che era\nche in alcuni punti era rialzato da leggere escrescenze incrostate di\ndepositi calcarei e disposte con una regolarit\u00e0 che tradiva la mano dell'uomo.\ndell'uomo.\n\nIn mezzo alla radura, su un piedistallo di rocce rozzamente ammassate,\nuna croce di corallo che estendeva le sue lunghe braccia e che si sarebbe potuto pensare fosse fatta di sangue\nche si sarebbe potuto pensare fossero fatte di sangue pietrificato. A un cenno del capitano Nemo, uno\nuno degli uomini avanz\u00f2; e a qualche metro dalla croce cominci\u00f2 a scavare una buca con un piccone che\nbuco con un piccone che aveva preso dalla cintura. Capii tutto! Questa\nquesta radura era un cimitero, questa buca una tomba, questo oggetto oblungo il corpo dell'uomo che era morto nella notte.\ndell'uomo che era morto nella notte! Il Capitano e i suoi uomini erano venuti a\ncompagni in questo luogo di riposo generale, in fondo all'oceano inaccessibile!\nquesto oceano inaccessibile!\n\nLa fossa veniva scavata lentamente; i pesci fuggivano da tutte le parti mentre la loro\ni pesci fuggivano da tutte le parti mentre la loro ritirata veniva disturbata; sentivo i colpi del piccone,\nche scintillava quando colpiva qualche selce persa in fondo alle acque.\nacque. Il buco fu presto abbastanza grande e profondo per accogliere il corpo.\nPoi si avvicinarono i portatori; il corpo, avvolto in un tessuto di lino bianco, fu calato nell'umido\ndi lino bianco, fu calato nella tomba umida. Il Capitano Nemo, con le braccia incrociate sul\nincrociate sul petto, e tutti gli amici di colui che li aveva amati,\nsi inginocchiarono in preghiera.\n\n\n[Tutti caddero in ginocchio in atteggiamento di preghiera.\n\n\nLa tomba \u00e8 stata poi riempita con i rifiuti prelevati dal terreno,\nche formarono un leggero tumulo. Una volta terminato, il Capitano Nemo e i suoi uomini si alzarono.\nuomini si alzarono; poi, avvicinandosi alla tomba, si inginocchiarono nuovamente e tutti\nmani in segno di ultimo saluto. Poi il corteo funebre\nfunebre torn\u00f2 al _Nautilus_, passando sotto le arcate della\ndella foresta, in mezzo ai boschetti, lungo i cespugli di corallo, e sempre in salita.\nsalita. Finalmente apparve la luce della nave e la sua traccia luminosa ci guid\u00f2 alla\nluminosa ci guid\u00f2 verso il _Nautilus_. All'una eravamo tornati.\n\nAppena mi sono cambiato sono salito sulla piattaforma e, in preda a emozioni contrastanti, mi sono seduto vicino alla chiesuola,\nin preda a emozioni contrastanti, mi sedetti vicino alla chiesuola. Il capitano\nNemo mi raggiunse. Mi alzai e gli dissi:\n\n Quindi, come avevo detto, quest'uomo \u00e8 morto nella notte?\n\n S\u00ec, M. Aronnax.\n\n E riposa ora, vicino ai suoi compagni, nel cimitero di Corallo?\n\n S\u00ec, dimenticato da tutti gli altri, ma non da noi. Noi abbiamo scavato la fossa e i\npolipi si impegnano a sigillare i nostri morti per l'eternit\u00e0.  E, seppellendo rapidamente il viso\nrapidamente tra le mani, cerc\u00f2 invano di reprimere un singhiozzo. Poi\naggiunse: Il nostro cimitero pacifico \u00e8 l\u00ec, qualche centinaio di metri sotto la\nsuperficie delle onde.\n\n I vostri morti dormono tranquilli, almeno, Capitano, fuori dalla portata degli squali.\nsquali.\n\n S\u00ec, signore, di squali e di uomini, rispose gravemente il capitano.\n\n\n\n\nPARTE SECONDA\n\n\n\n\nCAPITOLO I\nL'OCEANO INDIANO\n\n\nVeniamo ora alla seconda parte del nostro viaggio sotto il mare. La prima\nsi \u00e8 conclusa con la commovente scena del cimitero di corallo che ha lasciato un'impressione cos\u00ec\nprofonda impressione nella mia mente. Cos\u00ec, in mezzo a questo grande mare,\nla vita del Capitano Nemo stava passando, fino alla sua tomba, che aveva preparato in uno dei suoi abissi pi\u00f9 profondi.\npreparata in uno dei suoi abissi pi\u00f9 profondi. L\u00ec, nessuno dei mostri dell'oceano\nmostri dell'oceano avrebbe potuto turbare l'ultimo sonno dell'equipaggio del _Nautilus_, di quegli amici\ndi quegli amici legati l'uno all'altro nella morte come nella vita.  N\u00e9 alcun uomo,\nn\u00e9 alcun uomo, aveva aggiunto il capitano. Ancora la stessa feroce, implacabile\nsfida alla societ\u00e0 umana!\n\nNon potevo pi\u00f9 accontentarmi della teoria che soddisfaceva il\nConseil.\n\nQuel degno compare si ostinava a vedere nel comandante del\nNautilus_ uno di quegli sconosciuti _savant_ che restituiscono all'umanit\u00e0 il disprezzo\nper l'indifferenza. Per lui, era un genio incompreso che, stanco degli inganni della terra, si era rifugiato\ndegli inganni della Terra, si era rifugiato in questo mezzo inaccessibile, dove\ndove poteva seguire liberamente i suoi istinti. A mio avviso, questo spiega solo un\nlato del carattere del Capitano Nemo. Infatti, il mistero di quell'ultima\nnotte in cui eravamo stati incatenati in prigione, il sonno e le precauzioni\nprecauzione cos\u00ec violenta del Capitano di strapparmi dagli occhi il bicchiere che avevo alzato per\nil vetro che avevo alzato per scrutare l'orizzonte, la ferita mortale dell'uomo, dovuta a un'imprecisata\nuomo, dovuta a un'inspiegabile scossa del _Nautilus_, mi hanno messo su una nuova pista.\nnuova pista. No, il Capitano Nemo non si accontent\u00f2 di evitare l'uomo. Il suo\nformidabile apparato non solo si adattava al suo istinto di libert\u00e0, ma\nforse anche il disegno di una terribile rappresaglia.\n\nIn questo momento nulla mi \u00e8 chiaro; intravedo solo un barlume di luce in mezzo a tutte le tenebre.\nin mezzo a tutte le tenebre, e devo limitarmi a scrivere come gli eventi\ndettati dagli eventi.\n\nQuel giorno, il 24 gennaio 1868, a mezzogiorno, il secondo ufficiale venne a prendere l'altitudine del sole.\nper prendere l'altitudine del sole. Salii sulla piattaforma, accesi un sigaro e osservai l'operazione,\ne osservai l'operazione. Mi sembr\u00f2 che quell'uomo non capisse il\nfrancese; infatti pi\u00f9 volte feci delle osservazioni a voce alta,\nche dovevano attirare su di lui qualche segno involontario di attenzione, se\nse li avesse capiti; ma rimase indisturbato e muto.\n\nMentre stava facendo osservazioni con il sestante, uno dei marinai del\ndella _Nautilus_ (l'uomo robusto che ci aveva accompagnato nella nostra prima\nsottomarino all'isola di Crespo) venne a pulire i vetri della lanterna.\ndella lanterna. Esaminai le attrezzature dell'apparecchio, la cui forza era stata\nche era stata centuplicata da anelli lenticolari, posizionati\nlenticolari, simili a quelli di un faro, che proiettavano la loro brillantezza su un piano\npiano orizzontale. La lampada elettrica \u00e8 stata combinata in modo tale da\nluce pi\u00f9 potente. Infatti, \u00e8 stata prodotta in vacuo,\nche ne assicurava la stabilit\u00e0 e l'intensit\u00e0. Il vuoto\nrisparmio dei punti di grafite tra i quali si sviluppava l'arco luminoso.\nun importante punto di risparmio per il Capitano Nemo, che non avrebbe potuto sostituirli facilmente.\nnon avrebbe potuto sostituirli facilmente; e in queste condizioni il loro spreco era impercettibile.\nimpercettibile. Quando il _Nautilus_ fu pronto a continuare il suo viaggio sottomarino, scesi nella salina.\nviaggio sottomarino, scesi nel salone. Il pannello era chiuso e la rotta era\nrotta segnata direttamente a ovest.\n\nStavamo solcando le acque dell'Oceano Indiano, una vasta pianura liquida,\ncon una superficie di 1.200.000.000 di acri e le cui acque sono cos\u00ec chiare e trasparenti\ne trasparenti che chiunque si chini su di esse diventerebbe vertiginoso. Il\nNautilus_ galleggiava di solito tra le cinquanta e le cento braccia di profondit\u00e0. Noi\ncontinuammo cos\u00ec per alcuni giorni. Per chiunque, tranne che per me, che avevo un grande amore per il mare, le ore\nper il mare, le ore sarebbero sembrate lunghe e monotone; ma le passeggiate quotidiane sulla piattaforma, quando mi immergevo\npasseggiate quotidiane sulla piattaforma, quando mi immergevo nell'aria vivificante dell'oceano, la vista delle\ndell'oceano, la vista delle ricche acque attraverso le finestre del saloon, i libri della biblioteca\nla vista delle ricche acque attraverso le finestre del salone, i libri in biblioteca, la compilazione delle mie memorie, occupavano\ntutto il mio tempo e non mi lasciavano un momento di noia o di stanchezza.\n\nPer alcuni giorni abbiamo visto un gran numero di uccelli acquatici, tassi o gabbiani.\ngabbiani. Alcuni sono stati abilmente uccisi e, preparati in un certo modo, sono diventati\nmolto accettabile come selvaggina d'acqua. Tra gli uccelli dalle grandi ali, portati a grande distanza da ogni\ndistanza da tutte le terre e che si riposano sulle onde per la fatica del volo, ho visto alcuni magnifici albetti.\ndi volo, vidi alcuni magnifici albatros, che emettevano grida discordanti come\ngrida discordanti come il raglio di un asino, e uccelli appartenenti alla famiglia delle\ndelle ali lunghe.\n\nPer quanto riguarda i pesci, hanno sempre suscitato la nostra ammirazione quando abbiamo sorpreso\ni segreti della loro vita acquatica attraverso i pannelli aperti. Ho visto molte\ntipi che non avevo mai avuto la possibilit\u00e0 di osservare.\n\nMi soffermer\u00f2 soprattutto sulle ostracioni che caratterizzano il Mar Rosso, l'Oceano Indiano e la parte che bagna le coste dell'America tropicale.\nOceano Indiano e di quella parte che bagna le coste dell'America tropicale. Questi\npesci, come la tartaruga, l'armadillo, il porcospino e i crostacei, sono protetti da una corazza che non \u00e8 n\u00e9 gessosa, n\u00e9 grigia.\nCrostacei, sono protetti da una corazza che non \u00e8 n\u00e9 gessosa n\u00e9 pietrosa, bens\u00ec\ngessoso n\u00e9 pietroso, ma di vero osso. In alcuni ha la forma di un triangolo solido, in altri di un quadrangolo solido.\naltri di un solido quadrangolo. Tra i triangoli ne ho visti alcuni di un pollice e mezzo\ndi un pollice e mezzo di lunghezza, con una carne sana e un sapore delizioso;\nsono marroni nella coda e gialli nelle pinne, e consiglio di introdurli in acqua dolce, alla quale\ndi introdurli in acqua dolce, alla quale un certo numero di pesci di mare si\npesci di mare si abituano facilmente. Vorrei anche menzionare gli ostracioni quadrangolari\nostracioni, che hanno sul dorso quattro grandi tubercoli; alcuni sono punteggiati di macchie bianche nella parte\ndi macchie bianche nella parte inferiore del corpo, e che possono essere domati\ntrigoni dotati di punte formate dall'allungamento del loro guscio osseo, e che\ntrigoni dotati di punte formate dall'allungamento del loro guscio osseo e che, per i loro strani grugniti, sono chiamati\n dromedari con grandi gobbe a forma di cono,\nla cui carne \u00e8 molto dura e coriacea.\n\nPrendo ora in prestito dagli appunti quotidiani del Maestro Conseil.  Alcuni pesci del\ndel genere petrodon, caratteristici di quei mari, con dorso rosso e petto bianco, che si distinguono per tre file longitudinali di\npetto, che si distinguono per le tre file di filamenti longitudinali.\nfilamenti longitudinali; e alcuni elettrici, lunghi sette pollici, addobbati con i colori pi\u00f9 vivaci.\ncolori pi\u00f9 vivaci. Poi, come esemplari di altri tipi, alcuni ovoidi,\nche assomigliano a un uovo di colore marrone scuro, marcato da bande bianche e\nsenza coda; i diodonti, veri e propri porcospini di mare, dotati di spuntoni e\ndiodi, veri e propri porcospini marini, dotati di spuntoni e capaci di gonfiarsi in modo tale da sembrare dei cuscini irti di\ndardi; gli ippocampi, comuni a tutti gli oceani; alcuni pegasi con il muso allungato che\ncon il muso allungato, che le loro pinne pettorali, essendo molto allungate e\nali, permettono, se non di volare, almeno di sparare in aria.\ndi sparare in aria; spatole di piccione, con code ricoperte da numerosi anelli di\nmacrognathi con lunghe mascelle, un pesce eccellente, lungo nove pollici,\ne dai colori pi\u00f9 gradevoli; calliomori di colore chiaro, con teste robuste\nteste robuste; e molti chaetpdon, con musi lunghi e tubolari,\nche uccidono gli insetti sparando loro, come da un fucile ad aria compressa, con una sola goccia d'acqua.\nd'acqua. Questi possono essere chiamati gli acchiappamosche dei mari.\n\n Nell'ottantanovesimo genere di pesci, classificato da Lacepede, appartenente alla seconda classe inferiore di pesci ossei, caratterizzati da opercoli e da\nalla seconda classe inferiore di pesci ossei, caratterizzati da opercoli e membrane\nmembrane bronchiali, ho notato la scorpaena, il cui capo \u00e8\ntesta \u00e8 dotata di spuntoni e non ha che una pinna dorsale; questi\ncreature sono ricoperte o meno da piccole conchiglie, a seconda della\nsottoclasse a cui appartengono. La seconda sottoclasse ci offre esemplari di\ndi didattili di quindici o quindici centimetri di lunghezza, con raggi gialli,\ne teste dall'aspetto pi\u00f9 fantastico. Per quanto riguarda la prima sottoclasse, essa\nfornisce diversi esemplari di quel singolare pesce dall'aspetto appropriatamente\nchiamato rana di mare, con la testa grande, a volte bucherellata,\na volte gonfio di protuberanze, irto di punte e ricoperto di tubercoli.\ntubercoli; ha corna irregolari e orrende; il corpo e la coda sono coperti di\ncorpo e la coda sono ricoperti di callosit\u00e0; il suo pungiglione provoca una ferita pericolosa\nferita; \u00e8 ripugnante e orribile da vedere.\n\nDal 21 al 23 gennaio il _Nautilus_ ha percorso duecentocinquanta leghe in ventiquattro ore.\nduecentocinquanta leghe in ventiquattro ore, cio\u00e8 cinquecento\ncinquecentoquaranta miglia, cio\u00e8 ventidue miglia all'ora. Se abbiamo riconosciuto tante variet\u00e0\ndiverse variet\u00e0 di pesci, era perch\u00e9, attratti dalla luce elettrica, cercavano di seguirci.\nluce elettrica, hanno cercato di seguirci; la maggior parte, tuttavia, \u00e8 stata presto allontanata dalla nostra velocit\u00e0, anche se alcuni\nallontanati dalla nostra velocit\u00e0, anche se alcuni hanno mantenuto il loro posto nelle acque della\ndel _Nautilus_ per un certo periodo. La mattina del 24, a 12 5 S. lat,\ne 94 33 di longitudine, osservammo l'isola di Keeling, una formazione corallina,\ndi magnifici cocos, che era stata visitata da Mr.\nDarwin e dal capitano Fitzroy. Il _Nautilus_ ha costeggiato le coste di questa\nisola deserta per una piccola distanza. Le sue reti hanno portato alla luce numerosi\nesemplari di polipi e curiose conchiglie di molluschi. Alcune preziose\nproduzioni della specie delphinulae hanno arricchito i tesori del Capitano Nemo.\nCapitano Nemo, a cui ho aggiunto un'astraea punctifera, una specie di polipo\npolipo parassita che si trova spesso fissato a una conchiglia.\n\nBen presto l'isola di Keeling scomparve dall'orizzonte e la nostra rotta fu diretta a nord-ovest in direzione della penisola indiana.\ndirezione nord-ovest, in direzione della penisola indiana.\n\nDall'isola di Keeling la nostra rotta \u00e8 stata pi\u00f9 lenta e pi\u00f9 variabile, spesso\nci portava a grandi profondit\u00e0. Pi\u00f9 volte hanno fatto uso dei piani inclinati\npiani inclinati, che alcune leve interne posizionavano obliquamente rispetto alla linea di galleggiamento.\nlinea di galleggiamento. In questo modo abbiamo percorso circa due miglia, ma senza mai\nsenza mai raggiungere le massime profondit\u00e0 del Mare Indiano, che\nsettemila braccia non hanno mai raggiunto. Per quanto riguarda la temperatura degli\nstrati inferiori, il termometro indicava invariabilmente 4 sopra lo zero. I\nho solo osservato che nelle regioni superiori l'acqua era sempre pi\u00f9 fredda\nlivelli alti rispetto alla superficie del mare.\n\nIl 25 gennaio l'oceano era completamente deserto; il _Nautilus_ pass\u00f2 la giornata in superficie.\npass\u00f2 la giornata in superficie, battendo le onde con il suo potente\ne facendole rimbalzare a grande altezza. Chi, in tali circostanze\ncircostanze non l'avrebbe preso per un gigantesco cetaceo? Tre\nparte di questa giornata l'ho trascorsa sulla piattaforma. Ho osservato il mare. Nulla\nnulla all'orizzonte, finch\u00e9 verso le quattro un piroscafo che correva verso ovest sul nostro\ncontro. I suoi alberi furono visibili per un istante, ma non riusc\u00ec a vedere il _Nautilus_, essendo troppo basso nell'acqua.\nil _Nautilus_, essendo troppo basso nell'acqua. Ho pensato che questo piroscafo\nappartenesse alla compagnia P.O., che va da Ceylon a Sydney,\ntoccando King George's Point e Melbourne.\n\nAlle cinque di sera, prima di quell'effimero crepuscolo che lega la notte al giorno nelle zone tropicali, Conseil ed io ci siamo stupiti del\nche lega la notte al giorno nelle zone tropicali, Conseil e io fummo sorpresi da un curioso spettacolo.\nuno spettacolo curioso.\n\nEra un branco di argonauti che viaggiava sulla superficie dell'oceano.\ndell'oceano. Ne abbiamo contati diverse centinaia. Appartenevano alla specie dei tubercoli\ntubercoli che sono peculiari dei mari indiani.\n\nQuesti graziosi molluschi si muovono all'indietro grazie al loro tubo locomotore, attraverso il quale spingono l'acqua gi\u00e0 aspirata.\ntubo locomotore, attraverso il quale spingevano l'acqua gi\u00e0 aspirata. Dei loro\notto tentacoli, sei erano allungati e si estendevano galleggiando sull'acqua, mentre gli altri due, arrotolati e piatti, si estendevano ad ala.\nmentre gli altri due, arrotolati e piatti, erano distesi sull'ala come una vela leggera.\ncome una vela leggera. Vidi le loro conchiglie a forma di spirale e scanalate, che Cuvier paragona giustamente a una conchiglia.\nCuvier ha giustamente paragonato a un'elegante barca. Davvero una barca! Porta la creatura che\nche la secerne senza che questa vi aderisca.\n\nPer quasi un'ora il _Nautilus_ galleggi\u00f2 in mezzo a questo banco di molluschi.\nmolluschi. Poi non so quale improvviso spavento li colse. Ma come a un segnale\nsegnale, tutte le vele vennero avvolte, le braccia ripiegate, il corpo si ritrasse, le conchiglie si capovolsero, cambiando il loro centro di gravit\u00e0.\nconchiglie si rovesciarono, cambiando il loro centro di gravit\u00e0, e l'intera\nflotta scomparve sotto le onde. Mai le navi di uno squadrone avevano\ncon maggiore unit\u00e0.\n\nIn quel momento cal\u00f2 improvvisamente la notte e le canne, appena sollevate dalla brezza, si adagiarono pacificamente sotto i fianchi del _Nautilus_.\nbrezza, giacevano pacificamente sotto le fiancate del _Nautilus_.\n\nIl giorno successivo, 26 gennaio, abbiamo tagliato l'equatore all'ottantaduesimo meridiano e siamo entrati nell'emisfero settentrionale.\nmeridiano ed entrammo nell'emisfero settentrionale. Durante il giorno ci ha accompagnato una\nformidabile truppa di squali ci ha accompagnato, creature terribili che si\nche si moltiplicano in questi mari e li rendono molto pericolosi. Erano\n squali cestracio philippi, con dorso marrone e ventre biancastro,\narmati di undici file di denti e con la gola segnata da una grande macchia nera circondata da\ncon una grande macchia nera circondata di bianco come un occhio. C'erano\nanche alcuni squali Isabella, con il muso arrotondato segnato da macchie scure.\nQueste potenti creature si scagliavano spesso contro le finestre del\nsaloon con una tale violenza da farci sentire molto insicuri. In questi momenti\nmomenti Ned Land non era pi\u00f9 padrone di s\u00e9. Voleva andare in superficie e\nsuperficie e arpionare i mostri, in particolare certi squali lisci\nsquali lisci, la cui bocca \u00e8 costellata di denti come un mosaico, e grandi squali tigre di quasi sei metri.\nsquali tigre lunghi quasi sei metri, l'ultimo dei quali sembrava\neccitarlo in modo particolare. Ma la _Nautilus_, accelerando la sua velocit\u00e0, lasci\u00f2 facilmente\nvelocit\u00e0, si lasci\u00f2 facilmente alle spalle i pi\u00f9 rapidi.\n\nIl 27 gennaio, all'ingresso del vasto golfo del Bengala, incontrammo pi\u00f9 volte uno spettacolo raccapricciante, corpi morti che galleggiavano sulla superficie.\nripetutamente uno spettacolo raccapricciante: corpi morti che galleggiano sulla superficie dell'acqua.\ndell'acqua. Erano i morti dei villaggi indiani, trasportati dal\nGange fino al livello del mare e che gli avvoltoi, gli unici becchini del paese, non avevano\ndel paese, non erano stati in grado di divorare. Ma gli squali\nnon mancarono di aiutarli nel loro lavoro funebre.\n\nVerso le sette di sera, il _Nautilus_, semisommerso, navigava in un mare di latte.\nin un mare di latte. A prima vista l'oceano sembrava lattificato.\nEra l'effetto dei raggi lunari? No, perch\u00e9 la luna, che aveva appena due giorni, era ancora\ngiorni, era ancora nascosta sotto l'orizzonte dai raggi del sole.\nsole. L'intero cielo, bench\u00e9 illuminato dai raggi siderali, sembrava nero per\ncontrasto con il biancore delle acque.\n\nConseil non poteva credere ai suoi occhi e mi interrog\u00f2 sulla causa di questo strano fenomeno.\ndi questo strano fenomeno. Fortunatamente fui in grado di rispondergli.\n\n Si chiama mare di latte, ho spiegato.  Una grande estensione di onde bianche\nbianche che si vedono spesso sulle coste di Amboyna e in queste parti del mare.\ndel mare.\n\n Ma, signore, disse Conseil, potete dirmi cosa provoca questo effetto?\nPerch\u00e9 suppongo che l'acqua non si trasformi davvero in latte.\n\n No, ragazzo mio; e il biancore che ti sorprende \u00e8 causato soltanto dalla\npresenza di miriadi di infusori, una sorta di piccoli vermi luminosi,\ngelatinoso e senza colore, dello spessore di un capello e la cui lunghezza non supera i settemila\ndi un capello e la cui lunghezza non supera i settemila centimetri. Questi insetti\naderiscono l'uno all'altro a volte per diverse leghe.\n\n Diverse leghe! esclam\u00f2 Conseil.\n\n S\u00ec, ragazzo mio; e non c'\u00e8 bisogno di cercare di calcolare il numero di questi\ninfusori. Non ci riuscirete, perch\u00e9, se non mi sbaglio, le navi hanno galleggiato su questi mari di latte per\nhanno galleggiato su questi mari di latte per pi\u00f9 di quaranta miglia.\n\nVerso mezzanotte il mare riprese improvvisamente il suo colore abituale; ma dietro di noi, fino ai limiti dell'orizzonte, il cielo rifletteva il colore sbiancato del\ndietro di noi, fino ai limiti dell'orizzonte, il cielo rifletteva le onde imbiancate e per lungo tempo sembrava\nsbiancato e per molto tempo sembr\u00f2 impregnato dei vaghi bagliori di un'aurora boreale.\ndi un'aurora boreale.\n\n\n\n\nCAPITOLO II\nUNA PROPOSTA INEDITA DI CAPITAN NEMO S\n\n\nIl 28 febbraio, quando a mezzogiorno il _Nautilus_ arriv\u00f2 alla superficie del mare, a 9 4 N. di lat.\nsuperficie del mare, a 9 4 N. di lat., si vedeva la terraferma a circa\notto miglia a ovest. La prima cosa che notai fu una catena di\nmontagne alte circa duemila piedi, la cui forma era molto\ncapricciose. Prendendo la direzione, capii che ci stavamo avvicinando all'isola di Ceylon.\nCeylon, la perla che pende dal lobo della penisola indiana.\nPenisola.\n\nIn quel momento apparvero il Capitano Nemo e il suo secondo. Il capitano\ndiede un'occhiata alla mappa. Poi, rivolgendosi a me, disse:\n\n L'isola di Ceylon, nota per la pesca delle perle. Le piacerebbe visitarne una, M. Aronnax?\nvisitare una di esse, signor Aronnax?\n\n Certamente, capitano.\n\n Beh, la cosa \u00e8 semplice. Anche se, se vediamo la pesca, non vedremo i pescatori.\nnon vedremo i pescatori. L'esportazione annuale non \u00e8 ancora iniziata. Non importa\nNon importa, dar\u00f2 ordine di dirigerci verso il Golfo di Manaar, dove arriveremo nella notte.\narriveremo nella notte.\n\nIl capitano disse qualcosa al suo secondo, che usc\u00ec immediatamente.\nBen presto la _Nautilus_ torn\u00f2 al suo elemento nativo e il manometro mostr\u00f2 che si trovava a circa trenta piedi di profondit\u00e0.\nmostrava che si trovava a circa trenta piedi di profondit\u00e0.\n\n Ebbene, signore, disse il capitano Nemo, voi e i vostri compagni visiterete\nla riva di Manaar e se per caso ci fosse un pescatore, lo vedremo al lavoro.\nlo vedremo all'opera.\n\n Sono d'accordo, Capitano!\n\n A proposito, M. Aronnax non ha paura degli squali?\n\n Squali! esclamai.\n\nQuesta domanda sembrava molto difficile.\n\n Ebbene? continu\u00f2 il Capitano Nemo.\n\n Ammetto, Capitano, di non avere ancora molta dimestichezza con questo tipo di\npesce.\n\n Ci siamo abituati, rispose il Capitano Nemo, e col tempo lo sarete anche voi.\nlo sarete anche voi. Tuttavia, saremo armati e durante il tragitto potremo forse\ncacciare alcuni della trib\u00f9. \u00c8 interessante. Allora, a domani, signore,\ne presto.\n\nDetto questo, con tono noncurante, il Capitano Nemo lasci\u00f2 il salone. Ora, se lei\nse foste invitati a cacciare l'orso sulle montagne della Svizzera, che cosa\ndirebbe?\n\n Molto bene, domani andremo a caccia dell'orso.  Se vi chiedessero di\ndi cacciare il leone nelle pianure dell'Atlante o la tigre nelle giungle indiane, cosa rispondereste?\ngiungle indiane, cosa rispondereste?\n\n Sembra che stiamo andando a caccia della tigre o del leone!  Ma quando\nquando si \u00e8 invitati a cacciare lo squalo nel suo elemento naturale, si potrebbe\nriflettere prima di accettare l'invito. Per quanto mi riguarda, ho\nmi passai la mano sulla fronte, sulla quale si trovavano grosse gocce di sudore freddo.\nsudore freddo.  Riflettiamo, dissi, e prendiamoci il nostro tempo. Cacciare\nlontre in foreste sottomarine, come abbiamo fatto nell'isola di Crespo, passer\u00e0; ma andare su e gi\u00f9 sul fondo del mare\nma andare su e gi\u00f9 in fondo al mare, dove si \u00e8 quasi certi di incontrare gli squali, \u00e8\nsquali, \u00e8 un'altra cosa! So bene che\nin alcuni paesi, in particolare nelle isole Andamane, i negri\nnegri non esitano mai ad attaccarli con un pugnale in una mano e un cappio in\ncon un pugnale in una mano e un cappio in un'altra; ma so anche che pochi di coloro che affrontano queste creature\ncreature tornano vivi. Tuttavia, non sono un negro e, se lo fossi, penso che in questo caso\ncredo che un po' di esitazione in questo caso non sarebbe inopportuna.\n\nIn quel momento entrarono Conseil e il canadese, abbastanza composti e persino gioiosi.\npersino gioiosi. Non sapevano cosa li aspettasse.\n\n Signore, disse Ned Land, il vostro Capitano Nemo, che il diavolo se lo porti!\nci ha appena fatto un'offerta molto piacevole.\n\n Ah, ho detto, lo sai?\n\n Se siete d'accordo, signore, interruppe Conseil, il comandante della _Nautilus_ ci ha invitato a visitare la magnifica pesca di Ceylon.\nci ha invitato a visitare la magnifica pesca di Ceylon in vostra compagnia.\nCeylon, in vostra compagnia; lo ha fatto gentilmente e si \u00e8 comportato da vero gentiluomo.\ngentiluomo.\n\n Non ha detto altro?\n\n Nulla di pi\u00f9, signore, se non che vi aveva gi\u00e0 parlato di questa\npasseggiata.\n\n Signore, disse Conseil, ci darebbe qualche dettaglio sulla pesca delle perle?\npesca delle perle?\n\n Per quanto riguarda la pesca in s\u00e9, ho chiesto, o gli incidenti, quali?\n\n Sulla pesca, rispose il canadese; prima di affrontare il terreno\nterreno, \u00e8 bene sapere qualcosa su di esso.\n\n Molto bene; sedetevi, amici miei, e vi insegner\u00f2.\n\nNed e Conseil si sedettero su un'ottomana, e la prima cosa che il canadese chiese fu\ndomanda del canadese fu:\n\n Signore, cos'\u00e8 una perla?\n\n Mio degno Ned, risposi, per il poeta una perla \u00e8 una lacrima di mare; per gli orientali \u00e8 una goccia di rugiada\nmare; per gli orientali \u00e8 una goccia di rugiada solidificata; per le signore\nper le signore, \u00e8 un gioiello di forma oblunga, di una brillantezza di sostanza\ndi madreperla, che portano alle dita, al collo o alle orecchie.\nper il chimico \u00e8 una miscela di fosfato e carbonato di calce, con un po' di gelatina.\ndi fosfato e carbonato di calce, con un po' di gelatina; infine, per i naturalisti, \u00e8 semplicemente\nuna secrezione morbosa dell'organo che produce la madreperla in alcuni bivalvi.\nmadreperla in alcuni bivalvi.\n\n ramo dei molluschi, ha detto Conseil.\n\n Proprio cos\u00ec, mio dotto Conseil; e, tra questi testacei, le\norecchiette, le tridacne, i rombi, in una parola tutti quelli che\nmadreperla, cio\u00e8 la sostanza blu, azzurra, violetta o bianca che riveste l'interno delle loro conchiglie, sono\nsostanza che riveste l'interno delle loro conchiglie, sono in grado di produrre perle.\ndi produrre perle.\n\n Anche le cozze? chiese il canadese.\n\n S\u00ec, le cozze di alcune acque di Scozia, Galles, Irlanda, Sassonia, Boemia e Francia,\nBoemia e Francia.\n\n Bene! Per il futuro far\u00f2 attenzione\", rispose il canadese.\n\n Ma, continuai, il particolare mollusco che secerne la perla \u00e8\nl'ostrica perlata, la meleagrina margaritiferct, quella preziosa\npintadina. La perla non \u00e8 altro che una formazione madreperlacea, depositata in forma\nforma globulare, aderente alla conchiglia dell'ostrica o sepolta nelle pieghe della creatura.\npieghe della creatura. Sulla conchiglia \u00e8 veloce; nella carne \u00e8 sciolta, ma ha sempre un nucleo.\nma ha sempre come nocciolo una piccola sostanza dura, che pu\u00f2 essere un\nuovo sterile, pu\u00f2 essere un granello di sabbia, attorno al quale la materia perlacea\nperlacea si deposita anno dopo anno, in successione, in sottili strati concentrici.\nstrati concentrici.\n\n Si trovano molte perle nella stessa ostrica? chiese Conseil.\n\n S\u00ec, ragazzo mio. Alcune sono uno scrigno perfetto. \u00c8 stata menzionata un'ostrica,\nanche se mi permetto di dubitarne, che abbia contenuto non meno di\ncentocinquanta squali.\n\n Centocinquanta squali! esclam\u00f2 Ned Land.\n\n Ho detto squali? Ho detto frettolosamente.  Volevo dire centocinquanta perle.\ncinquanta perle. Gli squali non avrebbero avuto senso.\n\n Certamente no, disse Conseil; ma ora ci dir\u00e0 con quale mezzo\nestraggono queste perle?\n\n Procedono in vari modi. Quando aderiscono alla conchiglia, i pescatori\npescatori spesso le staccano con le pinze, ma il modo pi\u00f9 comune \u00e8 quello di\ndi adagiare le ostriche su tappeti di alghe che ricoprono le rive. In questo modo\ncos\u00ec muoiono all'aria aperta e dopo dieci giorni sono in uno stato di decomposizione\nstato di decomposizione avanzato. Vengono quindi immerse in grandi bacini di acqua\ndi acqua di mare, poi vengono aperte e lavate.\n\n Il prezzo di queste perle varia a seconda della loro dimensione?\nConsiglio.\n\n Non solo in base alle dimensioni, risposi, ma anche in base alla forma, all'acqua (cio\u00e8 al colore) e alla lucentezza.\nforma, l'acqua (cio\u00e8 il colore) e la lucentezza:\ncio\u00e8 quello scintillio brillante e affusolato che li rende cos\u00ec affascinanti\nall'occhio. Le pi\u00f9 belle sono chiamate perle vergini, o paragoni.\nSi formano solo nel tessuto del mollusco, sono bianche, spesso opache, e a volte hanno la caratteristica di essere\nopaco e a volte hanno la trasparenza di un opale; sono generalmente rotonde o ovali.\nsono generalmente rotonde o ovali. Quelli rotondi vengono trasformati in bracciali, quelli ovali in ciondoli.\novali in ciondoli e, essendo pi\u00f9 preziosi, vengono venduti singolarmente. Quelli\naderenti alla conchiglia dell'ostrica sono di forma pi\u00f9 irregolare e vengono vendute a peso.\nsono venduti a peso. Infine, in un ordine inferiore, sono classificate quelle piccole\npiccole perle conosciute con il nome di semi di perle; sono vendute a misura,\ne sono particolarmente utilizzate nei ricami per gli ornamenti delle chiese.\n\n Ma, disse Conseil, questa pesca delle perle \u00e8 pericolosa?\n\n No, risposi subito, soprattutto se si prendono certe precauzioni.\nprecauzioni.\n\n Cosa si rischia in una simile vocazione? disse Ned Land, l'ingestione di\ndi qualche boccone di acqua di mare?\n\n Come dici tu, Ned. A proposito, dissi io, cercando di assumere il tono del Capitano Nemo\ntono noncurante, hai paura degli squali, coraggioso Ned?\n\n Io! rispose il canadese; un arpioniere di professione? Il mio mestiere \u00e8\n\u00e8 fare luce su di loro.\n\n Ma, dissi, non si tratta di pescarle con una girella di ferro, di issarle sul\ndi ferro, di issarli sulla nave, di tagliar loro la coda con un colpo di mannaia, di squartarli e di gettarne il cuore.\ncon un colpo di mannaia, strapparle e gettarne il cuore in mare!\nin mare!\n\n Si tratta quindi di\n\n Precisamente.\n\n In acqua?\n\n In acqua.\n\n Fede, con un buon arpione! Sa, signore, questi squali sono\nbestie fuori moda. Si girano a pancia in gi\u00f9 per afferrarti, e in quel momento\nquel momento\n\nNed Land aveva un modo di dire \"sequestrare\" che mi faceva gelare il sangue.\n\n E tu, Conseil, cosa ne pensi degli squali?\n\n Io! disse Conseil.  Sar\u00f2 franco, signore.\n\n Tanto meglio, pensai.\n\n Se voi, signore, intendete affrontare gli squali, non vedo perch\u00e9 il vostro fedele\nservitore non debba affrontarli con voi.\n\n\n\n\nCAPITOLO III\nUNA PERLA DA DIECI MILIONI\n\n\nIl mattino seguente, alle quattro, fui svegliato dall'attendente che il capitano Nemo aveva messo al mio servizio.\nCapitano Nemo aveva messo al mio servizio. Mi alzai in fretta, mi vestii e\ne andai nel salone.\n\nIl Capitano Nemo mi aspettava.\n\n M. Aronnax, disse, \u00e8 pronto a partire?\n\n Sono pronto.\n\n Allora vi prego di seguirmi.\n\n E i miei compagni, capitano?\n\n Sono stati informati e stanno aspettando.\n\n Non dobbiamo indossare i nostri abiti da sub? chiesi.\n\n Non ancora. Non ho permesso al _Nautilus_ di avvicinarsi troppo a questa costa.\ncosta, e siamo a una certa distanza dal Manaar Bank; ma la barca \u00e8 pronta e ci porter\u00e0 al punto esatto di sbarco.\npronta e ci porter\u00e0 al punto esatto di sbarco, il che ci far\u00e0 risparmiare molta strada.\nci far\u00e0 risparmiare un bel po' di strada. Porta con s\u00e9 il nostro equipaggiamento per le immersioni, che indosseremo quando\nche indosseremo quando inizieremo il nostro viaggio sottomarino.\n\nIl Capitano Nemo mi condusse alla scala centrale, che portava alla piattaforma.\npiattaforma. Ned e Conseil erano gi\u00e0 l\u00ec, deliziati dall'idea della\ndella festa di piacere che si stava preparando. Cinque marinai della\nNemo e Conseil erano gi\u00e0 l\u00ec, deliziati dall'idea della festa di piacere che si stava preparando.\ncontro la fiancata.\n\nLa notte era ancora buia. Strati di nuvole coprivano il cielo, permettendo di\ndi vedere solo poche stelle. Guardai il lato in cui si trovava la terra e non vidi altro che una linea scura\ne non vidi altro che una linea scura che racchiudeva tre parti dell'orizzonte, da sud-ovest a nord-ovest.\nsud-ovest a nord-ovest. Il _Nautilus_, essendo tornato durante la notte sulla\nnotte lungo la costa occidentale di Ceylon, si trovava ora a ovest della baia, o meglio del golfo, formato dalla terraferma.\ngolfo formato dalla terraferma e dall'isola di Manaar. L\u00ec,\nsotto le acque scure, si estendeva il banco delle pintadine, un inesauribile\ninesauribile di perle, la cui lunghezza supera le venti miglia.\n\nIl Capitano Nemo, Ned Land, Conseil e io prendemmo posto a poppa della barca.\ndella barca. Il comandante si mise alla barra, i suoi quattro compagni si appoggiarono ai remi, il pittore fu mollato e partimmo.\ni loro remi, il pittore fu mollato e prendemmo il largo.\n\nLa barca andava verso sud; i rematori non si affrettavano. Ho notato\nche le loro bracciate, forti nell'acqua, si susseguivano solo ogni\ndieci secondi, secondo il metodo generalmente adottato in marina.\nMentre l'imbarcazione correva per la sua stessa velocit\u00e0, le gocce liquide\ncolpiscono le profondit\u00e0 scure delle onde in modo nitido, come gocce di piombo fuso.\nUn piccolo flutto, che si allargava, diede un leggero rollio all'imbarcazione, e\nalcune canne di zaffiro si agitavano davanti ad essa.\n\nEravamo in silenzio. A cosa stava pensando il Capitano Nemo? Forse alla terra\nche si stava avvicinando e che trovava troppo vicina, contrariamente all'opinione del canadese, che la riteneva troppo lontana.\ncanadese, che la riteneva troppo lontana. Quanto a Conseil, era l\u00ec\nera l\u00ec solo per curiosit\u00e0.\n\nVerso le cinque e mezza le prime tinte all'orizzonte mostravano pi\u00f9 distintamente la linea superiore della costa.\nlinea di costa pi\u00f9 distintamente. Abbastanza piatta a est, si alzava un\nun po' pi\u00f9 a sud. Tra noi c'erano ancora cinque miglia, ma era\nindistinta a causa della nebbia sull'acqua. Alle sei divenne improvvisamente\nimprovvisamente giorno, con quella rapidit\u00e0 propria delle regioni tropicali,\nche non conoscono n\u00e9 alba n\u00e9 crepuscolo. I raggi solari trapassarono la\nnubi, ammassate all'orizzonte orientale, e il globo radiante si alz\u00f2 rapidamente.\nsi alz\u00f2 rapidamente. Vedevo distintamente la terra, con alcuni alberi sparsi qua e l\u00e0.\ne l\u00e0. La barca si avvicin\u00f2 all'isola di Manaar, che era arrotondata a sud.\nsud. Il capitano Nemo si alz\u00f2 dal suo posto e osserv\u00f2 il mare.\n\nA un suo cenno, l'ancora fu gettata, ma la catena non correva quasi,\nperch\u00e9 la profondit\u00e0 era di poco pi\u00f9 di un metro e il punto era uno dei punti pi\u00f9 alti del banco di pintadine.\npunti pi\u00f9 alti del banco di pintadine.\n\n Eccoci qui, signor Aronnax, disse il capitano Nemo.  Vedete quella baia chiusa?\nbaia? Qui, tra un mese, si raduneranno i numerosi pescherecci degli esportatori.\ndegli esportatori, e queste sono le acque che i loro sommozzatori saccheggeranno cos\u00ec\naudacemente. Fortunatamente, questa baia \u00e8 ben situata per questo tipo di pesca. \u00c8\n\u00e8 al riparo dai venti pi\u00f9 forti; il mare non \u00e8 mai molto mosso, il che rende\nIl mare non \u00e8 mai molto mosso, il che lo rende favorevole al lavoro dei sommozzatori. Ora indosseremo\ne iniziamo la nostra passeggiata.\n\nNon risposi e, mentre osservavo le onde sospette, iniziai con l'aiuto dei marinai a indossare il mio pesante abito da mare.\ncon l'aiuto dei marinai a indossare il mio pesante abito da mare. Il capitano Nemo e\nmiei compagni si stavano vestendo anche loro. Nessuno degli uomini del _Nautilus_ ci avrebbe accompagnato in questa nuova\nuomini della _Nautilus_ ci avrebbe accompagnato in questa nuova escursione.\n\nPresto fummo avvolti fino alla gola da indumenti di gomma india; l'apparato di ventilazione fu fissato alla schiena da bretelle.\nd'aria fissata alla schiena da bretelle. Per quanto riguarda l'apparato di Ruhmkorff,\nnon ce n'era bisogno. Prima di infilare la testa nella cuffia di rame\nprima di infilare la testa nel berretto di rame, avevo posto la domanda al Capitano.\n\n Sarebbero inutili, rispose.  Non andremo a grandi profondit\u00e0,\ne i raggi solari saranno sufficienti per illuminare il nostro cammino. Inoltre, non sarebbe\nnon sarebbe prudente portare la luce elettrica in queste acque; la sua brillantezza potrebbe\nla sua brillantezza potrebbe attirare alcuni dei pericolosi abitanti della costa\ninopportunamente.\n\nMentre il Capitano Nemo pronunciava queste parole, mi sono rivolto a Conseil e Ned\nTerra. Ma i miei due amici avevano gi\u00e0 avvolto la testa nel berretto di metallo e non potevano n\u00e9 sentire n\u00e9 rispondere.\nmetallico, e non potevano n\u00e9 sentire n\u00e9 rispondere.\n\nRestava un'ultima domanda da porre al Capitano Nemo.\n\n E le nostre armi? chiesi io; le nostre armi?\n\n Armi! Perch\u00e9? Gli alpinisti non attaccano l'orso con un pugnale in mano?\ne l'acciaio non \u00e8 forse pi\u00f9 sicuro del piombo? Ecco una lama forte;\nMettila nella tua cintura e partiamo.\n\nGuardai i miei compagni; erano armati come noi e, soprattutto, Ned Land brandiva un enorme arpione.\nNed Land brandiva un enorme arpione, che aveva messo nella barca prima di\nnella barca prima di lasciare il _Nautilus_.\n\nPoi, seguendo l'esempio del Capitano, mi lasciai vestire con il pesante elmo di rame.\ncon il pesante elmetto di rame, e le nostre riserve d'aria furono subito in\nd'aria erano subito in attivit\u00e0. Un istante dopo fummo sbarcati, uno dopo l'altro, in circa due metri d'acqua su una sabbia uniforme.\ndue metri d'acqua su una sabbia uniforme. Il capitano Nemo fece un segno\ncon la mano e noi lo seguimmo con un dolce declivio fino a quando\nscomparimmo sotto le onde.\n\nSopra i nostri piedi, come un branco di beccaccini in una palude, si alzavano banchi di pesci, del genere monoptera, che non hanno altre pinne se non la coda.\ngenere monoptera, che non hanno altre pinne oltre alla coda. I\nriconobbi il giavanese, un vero e proprio serpente lungo due metri e mezzo, di un colore\ndi due metri e mezzo, di colore livido nella parte inferiore, e che potrebbe essere facilmente scambiato per un grongo\ngrongo se non fosse per le strisce dorate sul fianco. Nel\ngenere stromateus, i cui corpi sono molto piatti e ovali, ho visto alcuni dei colori pi\u00f9 brillanti, che portavano i loro\ncolori pi\u00f9 brillanti, con la pinna dorsale a mo' di falce; un pesce eccellente da mangiare, che\nun pesce eccellente da mangiare che, essiccato e sottaceto, \u00e8 conosciuto con il nome di\nKarawade; poi alcuni tranquebari, appartenenti al genere\napsiphoroides, il cui corpo \u00e8 ricoperto da una corazza di otto placche longitudinali.\nplacche longitudinali.\n\nIl sole crescente illuminava sempre pi\u00f9 la massa d'acqua. Il terreno\ncambiato per gradi. Alla sabbia fine subentr\u00f2 una perfetta caverna di massi, ricoperta da un tappeto di molluschi e zoofite.\nmassi, ricoperti da un tappeto di molluschi e zoofite. Tra gli\nesemplari di questi rami ho notato alcune placene, con sottili conchiglie ineguali, una sorta di ostracion\nconchiglie sottili e ineguali, un tipo di ostracion peculiare del Mar Rosso e dell'Oceano Indiano.\nOceano Indiano; alcune lucinae arancioni con conchiglie arrotondate; pesci di scoglio lunghi un metro e mezzo che si sollevavano\nun metro e mezzo di lunghezza, che si sollevavano sotto le onde come mani pronte a\ndi afferrarne uno. C'erano anche alcune panopire, leggermente luminose; e\nInfine, alcune oculine, come magnifici ventagli, che formano una delle vegetazioni pi\u00f9 ricche di questi mari.\nvegetazione pi\u00f9 ricca di questi mari.\n\nIn mezzo a queste piante vive, e sotto i pergolati delle idrofite, c'erano strati di articolati sgraziati.\nidrofite, c'erano strati di articolati sgraziati, in particolare alcune\nraninae, il cui carapace formava un triangolo leggermente arrotondato; e alcune partenopee dall'aspetto orribile.\npartenopee dall'aspetto orribile.\n\nVerso le sette ci siamo trovati finalmente a sorvegliare i banchi di ostriche su cui si riproducono a milioni le\nbanchi di ostriche su cui le ostriche perlifere si riproducono a milioni.\n\nIl capitano Nemo indic\u00f2 con la mano l'enorme mucchio di ostriche; e io capii bene che quella miniera era inesauribile, perch\u00e9 la natura era in grado di soddisfare le esigenze di tutti.\nCapii bene che questa miniera era inesauribile, perch\u00e9 il potere creativo della Natura\nnatura \u00e8 di gran lunga superiore all'istinto di distruzione dell'uomo. Ned Land,\nNed Land, fedele al suo istinto, si affrett\u00f2 a riempire una rete che portava al suo fianco con alcuni\ncon alcuni degli esemplari pi\u00f9 belli. Ma non potevamo fermarci. Dobbiamo\ndovevamo seguire il Capitano, che sembrava guidarsi da solo per vie conosciute\nsolo a se stesso. Il terreno si alzava sensibilmente e a volte, alzando il braccio, si trovava sopra la superficie del mare.\nalzando il braccio, era sopra la superficie del mare. Poi il livello\ndella riva si abbassava capricciosamente. Spesso abbiamo doppiato alte rocce\nscarpate in piramidi. Nelle loro scure fratture enormi crostacei, appollaiati\nsulle loro alte chele come una macchina da guerra, ci osservavano con occhi fissi.\nocchi fissi e sotto i nostri piedi strisciavano vari tipi di anellidi.\n\nIn quel momento si apr\u00ec davanti a noi una grande grotta scavata in un pittoresco cumulo di rocce e tappezzata di tutto il fitto ordito della\npittoresco cumulo di rocce e tappezzata da tutto il fitto ordito della flora sottomarina.\nflora sottomarina. All'inizio mi sembr\u00f2 molto buia. I raggi solari\nsolari sembravano spegnersi con gradazioni successive, fino a quando la sua vaga trasparenza\ntrasparenza non divenne altro che luce annegata. Il capitano Nemo\nentr\u00f2; noi lo seguimmo. I miei occhi si abituarono presto a questo\nrelativo stato di oscurit\u00e0. Potevo distinguere gli archi che sorgevano\ncapricciosamente da pilastri naturali, che si ergevano larghi sulla loro base di granito, come\ngranito, come le pesanti colonne dell'architettura toscana. Perch\u00e9 la nostra\nguida incomprensibile ci aveva condotto in fondo a questa cripta sottomarina? I\npresto lo avrei saputo. Dopo aver disceso un declivio piuttosto netto, i nostri piedi\ndi una specie di fossa circolare. L\u00ec il Capitano Nemo si ferm\u00f2,\ne con la mano indic\u00f2 un oggetto che non avevo ancora percepito. Si trattava di\nun'ostrica di dimensioni straordinarie, una tridacne gigantesca, un calice\nche avrebbe potuto contenere un intero lago di acqua benedetta, un bacino la cui\nuna conca larga pi\u00f9 di due metri e mezzo, e quindi pi\u00f9 grande di quella\npi\u00f9 grande di quello che ornava il salone del _Nautilus_. Mi avvicinai\nquesto straordinario mollusco. Si \u00e8 attaccato con i suoi filamenti a una tavola di\ngranito e l\u00ec, isolato, si \u00e8 sviluppato nelle acque calme della grotta.\ndella grotta. Ho stimato il peso di questo tridacne in 600 libbre. Una simile\nun'ostrica di questo tipo conterrebbe 30 libbre di carne; e bisogna avere lo stomaco di un\ndi un Gargantua per demolirne alcune decine.\n\nIl Capitano Nemo era evidentemente a conoscenza dell'esistenza di questo\nbivalve e sembrava avere un motivo particolare per verificare lo stato effettivo di questa\nstato di questa tridacne. Le conchiglie erano un po' aperte; il Capitano si avvicin\u00f2 e vi mise il suo pugnale per evitare che si chiudessero.\nIl capitano si avvicin\u00f2 e vi mise in mezzo il suo pugnale per evitare che si chiudessero; poi con la mano sollev\u00f2 la membrana con il\ncon la mano sollev\u00f2 la membrana con i bordi sfrangiati, che formava un mantello per la creatura.\nmantello per la creatura. L\u00ec, tra le trecce ripiegate, vidi una perla sciolta, la cui dimensione era pari a quella del\nperla sciolta, la cui dimensione era pari a quella di una noce di cocco. La sua forma globosa,\nforma globosa, la perfetta limpidezza e l'ammirevole lucentezza ne facevano un gioiello di inestimabile valore.\ninestimabile valore. Trascinato dalla mia curiosit\u00e0, allungai la mano per afferrarlo e pesarlo.\nmano per afferrarlo, pesarlo e toccarlo; ma il Capitano mi ferm\u00f2,\nmi ferm\u00f2, fece un segno di rifiuto, ritir\u00f2 rapidamente il pugnale e le due conchiglie si chiusero di colpo.\nconchiglie si chiusero di colpo. Capii allora l'intenzione del Capitano Nemo. Nel\nlasciando la perla nascosta nel manto della tridacne, la lasciava crescere lentamente.\ndi crescere lentamente. Ogni anno le secrezioni del mollusco aggiungevano nuovi cerchi concentrici.\nnuovi cerchi concentrici. Ho stimato il suo valore in almeno 500.000 dollari.\n\nDopo dieci minuti il Capitano Nemo si ferm\u00f2 improvvisamente. Pensavo che si fosse\nsi fosse fermato prima di rientrare. No; con un gesto ci fece accovacciare accanto a lui in una\naccanto a lui in una profonda frattura della roccia, la sua mano indic\u00f2 una parte\ndella massa liquida, che osservai con attenzione.\n\nA circa cinque metri da me apparve un'ombra che sprofond\u00f2 a terra. L'inquietante idea di uno squalo\ninquietante idea che si trattasse di uno squalo mi attravers\u00f2 la mente, ma mi sbagliavo;\ne ancora una volta non era un mostro dell'oceano quello con cui avevamo a che fare.\ncon cui avevamo a che fare.\n\nEra un uomo, un uomo vivo, un indiano, un pescatore, un povero diavolo che, suppongo, era venuto a spigolare prima del raccolto.\nsuppongo fosse venuto a spigolare prima del raccolto. Potevo vedere il fondo\ndella sua canoa ancorata qualche metro sopra la sua testa. Si tuffava e risaliva\nsuccessivamente. Una pietra tenuta tra i piedi, tagliata a forma di pagnotta di zucchero, mentre una corda lo fissava tra i piedi.\ndi una pagnotta di zucchero, mentre una corda lo fissava alla sua barca, lo aiutava a\nscendere pi\u00f9 rapidamente. Questo era tutto il suo equipaggiamento. Raggiunto il fondo,\ncirca cinque metri di profondit\u00e0, si mise in ginocchio e riemp\u00ec la sua sacca di ostriche raccolte a caso.\nostriche raccolte a caso. Poi risaliva, lo svuotava, tirava su la pietra e ricominciava l'operazione.\npietra e ricominci\u00f2 l'operazione, che dur\u00f2 trenta secondi.\n\nIl sommozzatore non ci ha visti. L'ombra della roccia ci nascondeva alla vista. E\ncome avrebbe mai potuto questo povero indiano sognare che uomini, esseri come lui,\nche uomini, esseri come lui, fossero l\u00ec sotto l'acqua a guardare i suoi movimenti e a non perdere nessun\ndettaglio della pesca? Pi\u00f9 volte sal\u00ec in questo modo e si tuff\u00f2 di nuovo.\ndi nuovo. Ad ogni tuffo non ne portava via pi\u00f9 di dieci, perch\u00e9 era obbligato a\nobbligato a staccarli dalla riva a cui si erano aggrappati per mezzo del loro\nil loro robusto bisso. E quante di quelle ostriche per le quali rischiava la vita\nla sua vita non contenevano perle! L'ho osservato da vicino; le sue manovre erano regolari.\nregolari e per mezz'ora nessun pericolo sembr\u00f2 minacciarlo.\nminacciava.\n\nStavo cominciando ad abituarmi alla vista di questa interessante\npesca, quando all'improvviso, mentre l'indiano era a terra, lo vidi fare un gesto di terrore, alzarsi e scattare per tornare in superficie.\nun gesto di terrore, alzarsi e scattare per tornare alla superficie del mare.\ndel mare.\n\nCapii il suo timore. Un'ombra gigantesca apparve proprio sopra\nsfortunato subacqueo. Si trattava di uno squalo di enormi dimensioni che avanzava\ndiagonalmente, con gli occhi di fuoco e le fauci aperte. Ero muto per l'orrore\ne incapace di muovermi.\n\nLa vorace creatura scatt\u00f2 verso l'indiano, che si gett\u00f2 su un lato per evitare le pinne dello squalo.\nper evitare le pinne dello squalo, ma non la sua coda, che lo colp\u00ec al petto e lo stese a terra.\npetto e lo stese a terra.\n\nQuesta scena dur\u00f2 solo pochi secondi: lo squalo torn\u00f2 e, girandosi sulla schiena, si prepar\u00f2 a tagliare in due l'indiano.\ne si prepar\u00f2 a tagliare in due l'indiano, quando vidi il Capitano Nemo alzarsi all'improvviso e poi, pugnale alla mano, andare dritto verso l'indiano.\nCapitano Nemo alzarsi di colpo e poi, pugnale alla mano, camminare dritto verso\nmostro, pronto a combattere faccia a faccia con lui. Proprio nel momento in cui lo\nsqualo stava per spezzare in due l'infelice pescatore, si accorse del suo nuovo\nnuovo avversario e, girandosi, si diresse verso di lui.\n\nVedo ancora la posizione del Capitano Nemo. Tenendosi ben saldo,\naspettava lo squalo con ammirevole freddezza e, quando si avventava su di lui, si gettava da un lato con meravigliosa rapidit\u00e0\nsi gett\u00f2 su un fianco con straordinaria rapidit\u00e0, evitando l'urto e conficcando il pugnale nel fianco.\ne seppell\u00ec il suo pugnale in profondit\u00e0 nel suo fianco. Ma non era tutto\nfinito. Segu\u00ec un terribile combattimento.\n\n\n[Cominci\u00f2 un terribile combattimento\n\n\nLo squalo sembrava ruggire, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire. Il sangue scorreva a torrenti\ntorrenti dalla ferita. Il mare si tinse di rosso, e attraverso il liquido opaco\nliquido opaco non riuscivo a distinguere altro. Nulla di pi\u00f9 fino al momento in cui\nquando, come un lampo, vidi l'imperterrito Capitano aggrappato a una delle pinne della creatura, che lottava\npinne della creatura, che lottava, per cos\u00ec dire, corpo a corpo con il\nmostro, infliggendo al suo nemico una serie di colpi, ma senza riuscire a\ndi sferrare un colpo decisivo.\n\nLe lotte dello squalo agitavano l'acqua con una tale furia che il dondolio minacciava di\ndondolava minacciando di sconvolgermi.\n\nVolevo andare in aiuto del capitano, ma, inchiodata sul posto dall'orrore, non potevo muovermi.\ndall'orrore, non potevo muovermi.\n\nHo visto l'occhio assiderato, ho visto le diverse fasi della lotta. Il\nIl Capitano cadde a terra, sconvolto dall'enorme massa che si appoggiava su di lui.\nsu di lui. Le fauci dello squalo si spalancarono come un paio di cesoie e per il Capitano sarebbe stata la fine.\nsarebbe stata la fine per il Capitano; ma, rapido come il pensiero,\narpione in mano, Ned Land si precipit\u00f2 verso lo squalo e lo colp\u00ec con la sua punta acuminata.\nla sua punta affilata.\n\nLe onde erano impregnate di una massa di sangue. Si agitavano sotto i movimenti dello\nmovimenti dello squalo, che le batteva con una furia indescrivibile. Ned Land\nnon aveva mancato la mira. Era il rantolo di morte del mostro. Colpito al\nal cuore, si dibatteva in terribili convulsioni, il cui shock\nrovesci\u00f2 Conseil.\n\nMa Ned Land aveva districato il capitano che, rialzatosi senza alcuna ferita, and\u00f2 dritto dall'indiano e tagli\u00f2 rapidamente la corda che lo teneva fermo.\nferita, and\u00f2 dritto dall'indiano, tagli\u00f2 rapidamente il cordone che lo teneva\nche lo teneva legato alla pietra, lo prese in braccio e, con un colpo secco di tacco,\ne, con un colpo secco di tallone, risal\u00ec in superficie.\n\nIn pochi secondi, salvati per miracolo, seguimmo tutti e tre e raggiungemmo la barca del pescatore.\nla barca del pescatore.\n\nLa prima preoccupazione del Capitano Nemo fu quella di riportare in vita il malcapitato.\ndi nuovo in vita. Non pensavo che ci sarebbe riuscito. Lo speravo, perch\u00e9 la povera creatura\ncreatura non era stata immersa a lungo; ma il colpo di coda dello squalo\navrebbe potuto essere il suo colpo di grazia.\n\nFortunatamente, grazie alla frizione del Capitano e del Conseil, vidi che la coscienza tornava a poco a poco.\ncoscienza a poco a poco. Apr\u00ec gli occhi. Quale fu la sua\nsorpresa, se non addirittura il terrore, nel vedere quattro grandi teste di rame\nsopra di lui! E, soprattutto, cosa avr\u00e0 pensato quando il capitano Nemo,\ndalla tasca del suo vestito un sacchetto di perle, glielo mise in mano!\nmano! Questa munifica elemosina dell'uomo delle acque al povero Cingalese fu accettata con trepidazione.\nCingalese fu accettata con mano tremante. I suoi occhi meravigliati mostravano\nche non sapeva a quali esseri sovrumani dovesse la fortuna e la vita.\nvita.\n\nAd un cenno del capitano riguadagnammo la riva e, seguendo la strada gi\u00e0 percorsa, arrivammo in circa mezz'ora all'ancora, che era stata fissata dal capitano.\nstrada gi\u00e0 percorsa, arrivammo in circa mezz'ora all'ancora che teneva\nche teneva la canoa del _Nautilus_ a terra.\n\nUna volta a bordo, ognuno di noi, con l'aiuto dei marinai, si \u00e8 liberato del pesante casco di rame.\npesante casco di rame.\n\nLa prima parola del Capitano Nemo fu rivolta al canadese.\n\n Grazie, Maestro Land, disse.\n\n Era per vendetta, capitano, rispose Ned Land.  Glielo dovevo.\n\nUn sorriso spettrale pass\u00f2 sulle labbra del Capitano, e questo fu tutto.\n\n Al _Nautilus_, disse.\n\nLa barca sorvolava le onde. Qualche minuto dopo incontrammo il cadavere dello squalo\ncorpo morto che galleggiava. Dalla marcatura nera dell'estremit\u00e0 delle sue pinne,\ndei mari indiani, della specie di squalo propriamente detta.\nspecie di squalo cos\u00ec propriamente detta. Era lungo pi\u00f9 di venticinque piedi\ndi lunghezza; la sua enorme bocca occupava un terzo del corpo. Era un\nadulto, come si evinceva dalle sei file di denti disposte a triangolo isoscele\ntriangolo isoscele nella mascella superiore.\n\nMentre contemplavo questa massa inerte, una dozzina di queste bestie voraci apparvero intorno alla barca e, senza accorgersi di noi, gettarono\nbestie sono apparse intorno alla barca e, senza accorgersi di noi, si sono buttate\nsi sono gettati sul cadavere e hanno lottato tra loro per i pezzi.\npezzi.\n\nAlle otto e mezza eravamo di nuovo a bordo del _Nautilus_. L\u00ec ho\nriflessi sugli incidenti che si erano verificati durante la nostra escursione al\nal Manaar Bank.\n\nDue sono le conclusioni che devo inevitabilmente trarre: una riguarda l'impareggiabile coraggio del Capitano Nemo, l'altra la sua devozione verso un\ncoraggio ineguagliabile del Capitano Nemo, l'altra sulla sua devozione nei confronti di un\nun essere umano, un rappresentante di quella razza da cui \u00e8 fuggito sotto il mare.\nmare. Qualunque cosa potesse dire, questo strano uomo non era ancora riuscito a\na schiacciare completamente il suo cuore.\n\nQuando gli ho fatto questa osservazione, mi ha risposto con un tono un po' commosso\ntono commosso:\n\n Quell'indiano, signore, \u00e8 un abitante di un paese oppresso; e io sono ancora, e sar\u00f2 fino all'ultimo respiro, uno di loro!\nancora, e lo sar\u00f2 fino all'ultimo respiro, uno di loro!\n\n\n\n\nCAPITOLO IV\nIL MAR ROSSO\n\n\nNel corso della giornata del 29 gennaio, l'isola di Ceylon scomparve all'orizzonte.\nCeylon scomparve sotto l'orizzonte e il _Nautilus_, a una velocit\u00e0 di venti miglia\nvelocit\u00e0 di venti miglia all'ora, si infil\u00f2 nel labirinto di canali che separano le Maldive dalle Laccadive.\nMaldive dalle Laccadive. Si costeggi\u00f2 anche l'isola di Kiltan, una terra originariamente\nterra originariamente corallina, scoperta da Vasco da Gama nel 1499, e una delle diciannove isole principali delle Laccadi.\ndelle diciannove isole principali dell'arcipelago delle Laccadi,\nsituata tra le 10 e le 14.30 lat. nord e 69.50.72 long. est.\n\nAvevamo percorso 16.220 miglia, ovvero 7.500 leghe (francesi) dal punto di partenza nei mari del Giappone.\npunto di partenza nei mari del Giappone.\n\nIl giorno successivo (30 gennaio), quando il _Nautilus_ raggiunse la superficie dell'oceano, non c'era terra in vista.\ndell'oceano non c'era terra in vista. La sua rotta era N.N.E., in direzione del mare di Oman, tra l'Arabia e la penisola indiana.\ndirezione del Mare di Oman, tra l'Arabia e la Penisola Indiana,\nche funge da sbocco al Golfo Persico. Si trattava evidentemente di un blocco\nsenza alcuna possibile uscita. Dove ci stava portando il capitano Nemo? I\nNon potevo dirlo. Questo, per\u00f2, non soddisfaceva il canadese, che quel giorno\ngiorno venne da me a chiedermi dove fossimo diretti.\n\n Andiamo dove ci porta l'estro del nostro capitano, padron Ned.\n\n La sua fantasia non pu\u00f2 portarci lontano, dunque, disse il canadese.  Il Golfo\nGolfo Persico non ha sbocchi e, se entriamo, non passer\u00e0 molto tempo prima che\ndi nuovo fuori.\n\n Molto bene, allora, usciremo di nuovo, padrone di terra; e se, dopo il Golfo Persico, la\nGolfo Persico, il _Nautilus_ volesse visitare il Mar Rosso, lo Stretto di Bab-el-mandeb \u00e8 l\u00ec per farci entrare.\nStretto di Bab-el-mandeb \u00e8 l\u00ec per farci entrare.\n\n Non c'\u00e8 bisogno di dirvi, signore, disse Ned Land, che il Mar Rosso \u00e8 chiuso come il Golfo, e che l'istmo di Suez non \u00e8 ancora stato tagliato.\nchiuso come il Golfo, poich\u00e9 l'istmo di Suez non \u00e8 ancora stato tagliato; e, se lo fosse, una nave misteriosa come la nostra non rischierebbe in un canale tagliato.\nse lo fosse, una barca misteriosa come la nostra non rischierebbe in un canale tagliato\ncon le chiuse. E ancora, il Mar Rosso non \u00e8 la strada che ci riporter\u00e0 in Europa.\nEuropa.\n\n Ma non ho mai detto che saremmo tornati in Europa.\n\n Cosa ne pensate, allora?\n\n Suppongo che, dopo aver visitato le curiose coste dell'Arabia e dell'Egitto,\nil _Nautilus_ scender\u00e0 di nuovo nell'Oceano Indiano, forse attraversando il Canale di Mozambico, forse al largo delle Mascarenhas, in modo da raggiungere il\nCanale di Mozambico, forse al largo delle Mascarenhas, in modo da raggiungere il Capo di Buona Speranza.\nCapo di Buona Speranza.\n\n E una volta al Capo di Buona Speranza? chiese il canadese, con particolare enfasi.\nenfasi.\n\n Ebbene, ci addentreremo in quell'Atlantico che ancora non conosciamo.\nAh! Amico Ned, ti stai stancando di questo viaggio sotto il mare;\nsei sazio dello spettacolo sempre diverso delle meraviglie sottomarine.\nmeraviglie sottomarine. Da parte mia, sar\u00f2 dispiaciuto di vedere la fine di un viaggio che\n\u00e8 dato a cos\u00ec pochi uomini di fare.\n\nPer quattro giorni, fino al 3 febbraio, il _Nautilus_ ha perlustrato il Mare di Oman, a varie velocit\u00e0 e a varie profondit\u00e0.\ndi Oman, a varie velocit\u00e0 e a varie profondit\u00e0. Sembrava andare a caso, come se\na caso, come se esitasse a decidere quale strada seguire, ma non abbiamo mai\nmai superato il Tropico del Cancro.\n\nUscendo da questo mare abbiamo avvistato per un istante Muscat, una delle pi\u00f9 importanti citt\u00e0 dell'Oman.\ncitt\u00e0 pi\u00f9 importanti dell'Oman. Ho ammirato il suo strano aspetto,\ncircondata da rocce nere su cui si ergevano in rilievo le case e le fortezze bianche.\nin rilievo. Ho visto le cupole arrotondate delle sue moschee, le punte eleganti dei suoi minareti, la sua fresca\ndei suoi minareti, le sue terrazze fresche e verdeggianti. Ma era solo una\nvisione! Il _Nautilus_ affond\u00f2 presto sotto le onde di quel tratto di mare.\nmare.\n\nPassammo lungo la costa araba di Mahrah e Hadramaut, per una distanza di sei miglia.\nper una distanza di sei miglia, con la sua linea ondulata di montagne\ndi montagne ondulate, di tanto in tanto, era alleggerita da qualche antica rovina. Il 5 febbraio entrammo finalmente\nfinalmente entrati nel Golfo di Aden, un perfetto imbuto introdotto nel\ndi Bab-el-mandeb, attraverso il quale le acque indiane entrano nel Mar Rosso.\nMar Rosso.\n\nIl 6 febbraio il _Nautilus_ galleggiava in vista di Aden, arroccato su un promontorio che uno stretto istmo unisce alla terraferma.\nsu un promontorio che uno stretto istmo unisce alla terraferma, una specie di Gibilterra inaccessibile.\nuna sorta di Gibilterra inaccessibile, le cui fortificazioni sono state ricostruite dagli inglesi dopo il\ninglesi dopo averne preso possesso nel 1839. Ho intravisto i minareti ottagonali\nminareti ottagonali di questa citt\u00e0, che un tempo era la pi\u00f9 ricca\ncommerciale della costa.\n\nCredevo che il capitano Nemo, arrivato a questo punto, sarebbe tornato indietro.\nma mi sbagliavo, perch\u00e9 non lo fece, con mia grande sorpresa.\nmia sorpresa.\n\nIl giorno successivo, il 7 febbraio, entrammo nello Stretto di Bab-el-mandeb, il cui nome, in lingua araba, significa Porta di Bab-el-mandeb.\nBab-el-mandeb, il cui nome, in lingua araba, significa Porta delle lacrime.\nlacrime.\n\nA venti miglia di larghezza, ne corrisponde solo trentadue di lunghezza. E per\nper il _Nautilus_, che partiva a tutta velocit\u00e0, la traversata fu a malapena il\nlavoro di un'ora. Ma non ho visto nulla, nemmeno l'isola di Perim, con la quale il governo britannico ha fortificato\ncon cui il governo britannico ha fortificato la posizione di Aden. C'erano\nc'erano troppi piroscafi inglesi o francesi della linea da Suez a Bombay,\nCalcutta a Melbourne, e da Bourbon alle Mauritius, che solcavano questo stretto passaggio.\nquesto stretto passaggio, perch\u00e9 il _Nautilus_ si arrischiasse a farsi vedere. Quindi\nrimase prudentemente al di sotto. Finalmente, verso mezzogiorno, ci trovammo nelle acque del Mar Rosso.\ndel Mar Rosso.\n\nNon cercherei nemmeno di capire il capriccio che aveva deciso di\nCapitano Nemo di entrare nel golfo. Ma approvavo del tutto l'ingresso del\nNemo vi entrasse. La sua velocit\u00e0 era ridotta: a volte si manteneva in superficie, a volte si\na volte si manteneva in superficie, a volte si immergeva per evitare un'imbarcazione, e in questo modo potevo\nosservare le parti superiori e inferiori di questo curioso mare.\n\nL'8 febbraio, fin dalle prime luci del giorno, Mocha fu avvistata,\nora una citt\u00e0 in rovina, le cui mura crollerebbero con un colpo di pistola, ma che\nche nasconde qua e l\u00e0 alcuni verdeggianti alberi di dattero; un tempo citt\u00e0 importante, con sei mercati pubblici e ventisei moschee.\ncitt\u00e0 importante, con sei mercati pubblici e ventisei moschee, e le cui mura, difese da quattordici fortificazioni, sono\nmura, difese da quattordici fortezze, formavano una cintura di due miglia di circonferenza.\ncirconferenza.\n\nIl _Nautilus_ si avvicin\u00f2 quindi alla costa africana, dove la profondit\u00e0 del mare era maggiore.\nmare era pi\u00f9 profondo. L\u00ec, tra due acque chiare come il cristallo,\nattraverso i pannelli aperti ci \u00e8 stato permesso di contemplare i bellissimi\ncespugli di corallo brillante e grandi blocchi di roccia ricoperti da una splendida pelliccia verde.\nsplendida pelliccia di verde variet\u00e0 di siti e paesaggi lungo questi\nbanchi di sabbia, alg e fuci. Che spettacolo indescrivibile, e che variet\u00e0 di siti e paesaggi\nvariet\u00e0 di siti e paesaggi lungo questi banchi di sabbia e le isole vulcaniche che\nvulcanici che delimitano la costa libica! Ma dove questi arbusti apparivano\nin tutta la loro bellezza era la costa orientale, che il _Nautilus_ conquist\u00f2 presto.\nconquistata. Era sulla costa di Tehama, perch\u00e9 l\u00ec non solo questa\nzoofite sotto il livello del mare, ma formavano anche pittoreschi intrecci.\nma formavano anche pittoreschi intrecci che si dispiegavano a circa\ncirca sessanta piedi sopra la superficie, pi\u00f9 capricciose ma meno colorate di quelle\ndi quelle la cui freschezza era mantenuta dalla forza vitale delle acque.\nacque.\n\nChe ore incantevoli ho passato cos\u00ec alla finestra del salone! Quali nuovi\nesemplari di flora e fauna sottomarina che ho ammirato sotto la\nluminosit\u00e0 della nostra lanterna elettrica!\n\nIl 9 febbraio il _Nautilus_ galleggiava nella parte pi\u00f9 ampia del Mar Rosso.\nMar Rosso, che si estende tra Souakin, sulla costa occidentale, e Komfidah, sulla costa orientale, con un diametro di novanta miglia.\nKomfidah, sulla costa orientale, con un diametro di novanta miglia.\n\nQuel giorno a mezzogiorno, dopo aver preso le misure, il capitano Nemo sal\u00ec sulla piattaforma, dove mi trovavo per caso.\npiattaforma, dove mi trovavo per caso, ed ero deciso a non lasciarlo scendere di nuovo senza\nscendere senza almeno fargli pressione sui suoi ulteriori progetti.\nprogetti. Appena mi vide, si avvicin\u00f2 e mi offr\u00ec gentilmente un sigaro.\nun sigaro.\n\n Ebbene, signore, questo Mar Rosso le piace? Avete osservato a sufficienza\nle meraviglie che copre, i suoi pesci, le sue zoofite, i suoi\nspugne e le sue foreste di coralli? Ha intravisto le citt\u00e0\ndelle citt\u00e0 che si trovano ai suoi confini?\n\n S\u00ec, Capitano Nemo, risposi; e il _Nautilus_ \u00e8 meravigliosamente\nadatto a questo studio. Ah! \u00c8 una barca intelligente!\n\n S\u00ec, signore, intelligente e invulnerabile. Non teme le terribili\ntempeste del Mar Rosso, n\u00e9 le sue correnti, n\u00e9 i suoi banchi di sabbia.\n\n Certamente, dissi, questo mare \u00e8 citato come uno dei peggiori, e ai tempi degli antichi, se non sbaglio, la sua reputazione era\ntempo degli antichi, se non mi sbaglio, la sua reputazione era\ndetestabile.\n\n Detestabile, M. Aronnax. Gli storici greci e latini non ne parlano bene.\ne Strabone dice che \u00e8 molto pericolosa durante i venti etesiani e nella stagione delle piogge.\nventi etesiani e nella stagione delle piogge. L'arabo Edrisi lo dipinge\ncon il nome di Golfo di Colzoum e racconta che le imbarcazioni\nche le navi vi sono morte in gran numero sui banchi di sabbia e che nessuno si azzardava a\nnessuno si arrischiava a navigare di notte. Si tratta, a suo dire, di un mare soggetto a temibili\nuragani, disseminato di isole inospitali e che non offre nulla di buono n\u00e9 in superficie n\u00e9\nnulla di buono n\u00e9 in superficie n\u00e9 in profondit\u00e0.\n\n Si pu\u00f2 notare, risposi, che questi storici non hanno mai navigato a bordo del\ndel _Nautilus_.\n\n Proprio cos\u00ec, rispose il Capitano, sorridendo; e sotto questo aspetto i moderni\nnon sono pi\u00f9 avanzati degli antichi. Ci sono volute molte epoche per scoprire\nla potenza meccanica del vapore. Chiss\u00e0 se, tra altri cento anni\nchiss\u00e0 se tra altri cento anni non vedremo un secondo Nautilus?\nAronnax.\n\n \u00c8 vero, risposi, la vostra barca \u00e8 in anticipo di almeno un secolo, forse di un'era.\ntempo, forse un'era. Che disgrazia che il segreto di una tale invenzione\ninvenzione debba morire con il suo inventore!\n\nIl Capitano Nemo non rispose. Dopo qualche minuto di silenzio, continu\u00f2:\n\n Stavate parlando delle opinioni degli storici antichi sulla pericolosit\u00e0 della\npericolosa navigazione del Mar Rosso.\n\n \u00c8 vero, dissi; ma i loro timori non erano forse esagerati?\n\n S\u00ec e no, M. Aronnax, rispose il Capitano Nemo, che sembrava conoscere il Mar Rosso a memoria.\nMar Rosso a memoria.  Ci\u00f2 che non \u00e8 pi\u00f9 pericoloso per una nave moderna\nmoderna, ben armata, costruita con forza e padrona della propria rotta,\ngrazie al vapore obbediente, offriva ogni sorta di pericolo alle navi degli antichi.\nantichi. Immaginatevi quei primi navigatori che si avventuravano su\nnavi fatte di tavole cucite con le corde della palma, saturate con il grasso delle\ncon il grasso del cane marino e ricoperte di resina in polvere! Non avevano\nnon avevano nemmeno strumenti per orientarsi e andavano a tentoni in mezzo a correnti di cui\ne andavano a tentoni tra correnti di cui non sapevano quasi nulla.\nIn queste condizioni i naufragi erano e dovevano essere numerosi.\nMa ai nostri giorni, i piroscafi che fanno la spola tra Suez e i mari del Sud non hanno pi\u00f9 nulla da temere\ndi Suez e i mari del Sud non hanno pi\u00f9 nulla da temere dalla furia di questo golfo, nonostante i venti contrari.\nventi contrari. Il capitano e i passeggeri non si preparano alla partenza\npartenza offrendo sacrifici propiziatori e, al ritorno, non vanno pi\u00f9\nnon vanno pi\u00f9 ornati di corone e filetti dorati a ringraziare gli dei nel tempio vicino.\ndivinit\u00e0 nel tempio vicino.\n\n Sono d'accordo con te, dissi; e sembra che il vapore abbia ucciso ogni\ngratitudine nei cuori dei marinai. Ma, Capitano, dato che sembra che lei abbia\nstudiato particolarmente questo mare, pu\u00f2 dirmi l'origine del suo nome?\nnome?\n\n Esistono diverse spiegazioni in merito, M. Aronnax. Vorrebbe\nconoscere l'opinione di un cronista del XIV secolo?\n\n Volontariamente.\n\n Questo fantasioso scrittore sostiene che il nome gli fu dato dopo il passaggio degli israeliti, quando Faraone mor\u00ec tra le onde che\npassaggio degli israeliti, quando il faraone per\u00ec tra le onde che si\nche si chiusero alla voce di Mos\u00e8.\n\n Una spiegazione da poeta, capitano Nemo, ho risposto; ma non posso accontentarmi di questo.\ndi questo. Le chiedo la sua opinione personale.\n\n Eccolo, M. Aronnax. Secondo la mia idea, dobbiamo vedere in questo appellativo del Mar Rosso\nnome del Mar Rosso una traduzione della parola ebraica Edom; e se gli antichi gli hanno dato questo nome, \u00e8 stato per la particolarit\u00e0\nse gli antichi gli diedero questo nome, fu per il particolare colore delle sue acque.\ncolore delle sue acque.\n\n Ma fino a questo momento non ho visto altro che onde trasparenti e\nsenza alcun colore particolare.\n\n Molto probabilmente; ma man mano che avanziamo verso il fondo del golfo, vedrete\nquesto singolare aspetto. Ricordo di aver visto la baia di Tor\nrosso, come un mare di sangue.\n\n E lei attribuisce questo colore alla presenza di un'alga microscopica?\nalga?\n\n S\u00ec.\n\n Quindi, Capitano Nemo, non \u00e8 la prima volta che lei attraversa il Mar Rosso a bordo della _Nautilus_?\nMar Rosso a bordo della \"Nautilus\"?\n\n No, signore.\n\n Visto che poco fa avete parlato del passaggio degli israeliti e della\ncatastrofe per gli Egizi, vi chiedo se avete incontrato le tracce sotto l'acqua di questo grande fatto storico.\ntracce sotto l'acqua di questo grande fatto storico?\n\n No, signore, e per una buona ragione.\n\n Che cos'\u00e8?\n\n \u00c8 che il punto in cui passarono Mos\u00e8 e il suo popolo \u00e8 ormai cos\u00ec\nche i cammelli riescono a malapena a lavarsi le zampe.\nPotete ben capire che non ci sarebbe abbastanza acqua per il mio _Nautilus_.\nNautilus_.\n\n E il posto?  Ho chiesto.\n\n Il luogo \u00e8 situato un po' al di sopra dell'istmo di Suez, nel braccio che un tempo costituiva un profondo estuario\nche in passato formava un profondo estuario, quando il Mar Rosso si estendeva fino ai Laghi Salati.\nLaghi Salati. Ora, che questo passaggio fosse miracoloso o meno, gli\nIsraele lo attraversarono per raggiungere la Terra Promessa e l'esercito di Faraone per\u00ec proprio\nL'esercito del Faraone per\u00ec proprio in quel punto; e credo che gli scavi effettuati nel mezzo del\nscavi fatti in mezzo alla sabbia porterebbero alla luce un gran numero di armi e strumenti\ndi armi e strumenti di origine egiziana.\n\n Questo \u00e8 evidente, risposi; e per il bene degli archeologi speriamo che questi scavi vengano fatti prima o poi, quando nuovi\nsperiamo che questi scavi vengano fatti prima o poi, quando si stabiliranno nuove\ncitt\u00e0 sull'istmo, dopo la costruzione del canale di Suez.\nCanale di Suez; un canale, per\u00f2, molto inutile per una nave come il\nNautilus_.\n\n Molto probabile; ma utile al mondo intero, disse il Capitano Nemo.  Gli\nantichi comprendevano bene l'utilit\u00e0 di una comunicazione tra il Mar Rosso e il Mediterraneo per gli affari\nMar Rosso e il Mediterraneo per i loro affari commerciali.\nnon pensarono di scavare un canale diretto, e presero il Nilo come\nintermedio. Molto probabilmente il canale che univa il Nilo al Mar Rosso fu iniziato da Sesostris.\nMar Rosso fu iniziato da Sesostri, se possiamo credere alla tradizione. Una cosa \u00e8\n\u00e8 certo che nell'anno 615 prima di Ges\u00f9 Cristo, Necos intraprese i lavori di un\ndi un canale alimentare per le acque del Nilo attraverso la pianura d'Egitto, in direzione dell'Arabia.\nd'Egitto, in direzione dell'Arabia. Ci volevano quattro giorni per risalire questo\ncanale, ed era cos\u00ec largo che due triremi potevano passare l'una accanto all'altra. Fu\nDario, figlio di Istaspe, e probabilmente terminato da Tolomeo II.\nTolomeo II. Strabone lo vide navigare, ma il suo declino dal punto di partenza, vicino a\ndi partenza, vicino a Bubastes, fino al Mar Rosso era cos\u00ec lieve che era navigabile solo\nnavigabile solo per pochi mesi all'anno. Questo canale rispondeva a tutti gli\ncommerciale fino all'et\u00e0 di Antonio, quando venne abbandonato e\nabbandonato e ostruito dalla sabbia. Ripristinato per ordine del califfo Omar, fu definitivamente distrutto nel 761 o 762.\ndefinitivamente distrutto nel 761 o 762 dal califfo Al-Mansor, che desiderava impedire\ndi Mohammed-ben-Abdallah, che si era ribellato a lui.\nche si era ribellato contro di lui. Durante la spedizione in Egitto, il generale\nBonaparte scopr\u00ec le tracce delle opere nel deserto di Suez; e,\nsorpreso dalla marea, per\u00ec quasi prima di riconquistare Hadjaroth,\nnel luogo stesso in cui Mos\u00e8 si era accampato tremila anni prima di lui.\nMos\u00e8 si era accampato tremila anni prima di lui.\n\n Ebbene, Capitano, ci\u00f2 che gli antichi non osavano intraprendere, questa giunzione\ntra i due mari, che accorcer\u00e0 la strada da Cadice all'India,\nM. Lesseps \u00e8 riuscito a farlo; e tra non molto avr\u00e0 trasformato l'Africa in un'immensa isola.\nAfrica in un'immensa isola.\n\n S\u00ec, signor Aronnax, avete il diritto di essere orgogliosi del vostro compatriota.\nUn uomo del genere porta pi\u00f9 onore a una nazione dei grandi capitani. Egli\nha iniziato, come tanti altri, con disgusto e rifiuto; ma ha trionfato, perch\u00e9 ha il genio della volont\u00e0.\nha trionfato, perch\u00e9 ha il genio della volont\u00e0. Ed \u00e8 triste pensare che un'opera\nun'opera come questa, che avrebbe dovuto essere un'opera internazionale e che\ne che sarebbe bastata a rendere illustre un regno, sia riuscita\nun regno illustre, sia riuscita grazie all'energia di un solo uomo. Onore a M. Lesseps!\n\n S\u00ec! Onore al grande cittadino, risposi, sorpreso dal modo in cui il capitano Nemo aveva appena parlato.\nin cui il capitano Nemo aveva appena parlato.\n\n Purtroppo, continu\u00f2, non posso portarvi attraverso il canale di Suez.\nCanale di Suez; ma potrete vedere il lungo molo di Port Said dopo\ndomani, quando saremo nel Mediterraneo.\n\n Il Mediterraneo!  Ho esclamato.\n\n S\u00ec, signore; questo la stupisce?\n\n Quello che mi stupisce \u00e8 pensare che saremo l\u00ec il giorno dopo\ndomani.\n\n Davvero?\n\n S\u00ec, capitano, anche se a questo punto dovrei essermi abituato a non essere\na non sorprendermi di nulla da quando sono a bordo della vostra nave.\n\n Ma la causa di questa sorpresa?\n\n Ebbene, \u00e8 la velocit\u00e0 spaventosa che dovrete imprimere alla _Nautilus_,\nse dopodomani sar\u00e0 nel Mediterraneo, dopo aver fatto il giro dell'Africa e doppiato il Capo di Buona Speranza!\nfatto il giro dell'Africa e doppiato il Capo di Buona Speranza!\n\n Chi le ha detto che avrebbe fatto il giro dell'Africa e doppiato il Capo di Buona Speranza?\nCapo di Buona Speranza, signore?\n\n Ebbene, a meno che il _Nautilus_ non navighi sulla terraferma, e non passi sopra l'istmo\nistmo\n\n O sotto di essa, M. Aronnax.\n\n Sotto di essa?\n\n Certo, rispose tranquillamente il Capitano Nemo.  Molto tempo fa la natura ha fatto\nsotto questa lingua di terra ci\u00f2 che l'uomo ha fatto oggi sulla sua superficie.\n\n Esiste un passaggio del genere?\n\n S\u00ec, un passaggio sotterraneo che ho chiamato \"tunnel arabo\". Esso\nci porta sotto Suez e si apre nel Golfo di Pelusio.\n\n Ma questo istmo \u00e8 composto solo da sabbie rapide?\n\n Fino a una certa profondit\u00e0. Ma solo a cinquantacinque metri c'\u00e8 uno strato di roccia\nstrato di roccia.\n\n Ha scoperto questo passaggio per caso?  Ho chiesto sempre pi\u00f9\nsorpreso.\n\n Il caso e il ragionamento, signore; e il ragionamento ancor pi\u00f9 del caso.\nNon solo questo passaggio esiste, ma ne ho approfittato pi\u00f9 volte.\nvolte. Senza di esso non mi sarei avventurato oggi nell'impervio Mar Rosso.\nimpervio Mar Rosso. Ho notato che nel Mar Rosso e nel Mediterraneo esisteva un certo numero di\nMediterraneo esisteva un certo numero di pesci di tipo\nperfettamente identico. Sicuro del fatto, mi sono chiesto se fosse\npossibile che non ci fosse comunicazione tra i due mari? Se c'era\nSe c'era, la corrente sotterranea doveva necessariamente passare dal Mar Rosso al Mediterraneo, per la sola ragione del dislivello.\nMediterraneo, per la sola ragione del dislivello. Ho pescato\nun gran numero di pesci nelle vicinanze di Suez. Ho fatto passare un\nun anello di rame tra le loro code e li ho ributtati in mare. Alcuni mesi dopo\nmesi dopo, sulla costa della Siria, catturai alcuni dei miei pesci\nornati con l'anello. In questo modo la comunicazione tra le due\nera provata. Lo cercai allora con il mio _Nautilus_; lo scoprii,\nmi ci sono avventurato e tra non molto, signore, anche voi avrete attraversato il mio tunnel arabo!\ntra non molto, signore, anche voi avrete attraversato il mio tunnel arabo!\n\n\n\n\nCAPITOLO V\nIL TUNNEL ARABO\n\n\nLa sera stessa, a 21 30 N. di latitudine, il _Nautilus_ galleggiava sulla superficie del mare, avvicinandosi alla costa araba.\nsuperficie del mare, avvicinandosi alla costa araba. Vidi Djeddah, la pi\u00f9 importante\npi\u00f9 importante dell'Egitto, della Siria, della Turchia e dell'India. I\ndistinguevo abbastanza chiaramente i suoi edifici, le navi ancorate alle\nmoli e quelle il cui pescaggio le costringeva ad ancorarsi sulle strade.\nstrade. Il sole, piuttosto basso all'orizzonte, colpiva in pieno le case della citt\u00e0, facendo risaltare il loro biancore.\ncitt\u00e0, facendone risaltare il candore. All'esterno, alcune cabine di legno\ne alcune fatte di canne, mostravano il quartiere abitato dai beduini.\nPresto Djeddah fu chiusa alla vista dalle ombre della notte e la _Nautilus_ si trov\u00f2 a dover fare i conti con la sua presenza.\nLa nave _Nautilus_ si trov\u00f2 sotto l'acqua leggermente fosforescente.\n\nIl giorno successivo, il 10 febbraio, abbiamo avvistato diverse navi che correvano verso\nsopravvento. Il _Nautilus_ torn\u00f2 alla navigazione sottomarina; ma a mezzogiorno, quando fu presa la rotta, il mare era deserto, si alz\u00f2.\nmezzogiorno, quando furono presi i suoi punti di riferimento, il mare era deserto, si alz\u00f2 di nuovo\ndi nuovo alla linea di galleggiamento.\n\nAccompagnato da Ned e Conseil, mi sedetti sulla piattaforma. La\ncosta sul lato orientale appariva come una massa debolmente impressa su una nebbia umida.\nnebbia umida.\n\nEravamo appoggiati ai lati del pinnacolo, parlando di una cosa e dell'altra, quando Ned Land, allungando la mano verso un punto del pinnacolo\nquando Ned Land, allungando una mano verso un punto del mare, disse\nmare, disse:\n\n Vede qualcosa l\u00ec, signore?\n\n No, Ned, risposi; ma non ho i tuoi occhi, lo sai.\n\n Guardate bene, disse Ned, l\u00ec, sulla traversa di dritta, all'altezza della lanterna!\ndella lanterna! Non vedi una massa che sembra muoversi?\n\n Certamente, dissi io, dopo aver prestato molta attenzione; vedo qualcosa come un\nun lungo corpo nero sulla superficie dell'acqua.\n\nE certamente in breve tempo l'oggetto nero era a non pi\u00f9 di un miglio\nda noi. Sembrava un grande banco di sabbia depositato in mare aperto. Era\nera un gigantesco dugongo!\n\nNed Land guard\u00f2 con impazienza. I suoi occhi brillavano di bramosia alla vista dell'animale.\ndell'animale. La sua mano sembrava pronta ad arpionarlo. Si sarebbe detto che\nSi sarebbe detto che stesse aspettando il momento per gettarsi in mare e\ne attaccarlo nel suo elemento.\n\nIn quell'istante il Capitano Nemo apparve sulla piattaforma. Vide il\ndugongo, cap\u00ec l'atteggiamento del canadese e, rivolgendosi a lui, disse:\n\n Se tu tenessi in mano un arpione in questo momento, Maestro Land, non ti brucerebbe la mano?\nmano?\n\n Proprio cos\u00ec, signore.\n\n E non ti dispiacerebbe tornare, per un giorno, al tuo mestiere di pescatore e aggiungere questo cetaceo alla lista di quelli che hai conosciuto.\npescatore e di aggiungere questo cetaceo alla lista di quelli che ha gi\u00e0\ngi\u00e0 ucciso?\n\n Non dovrei, signore.\n\n Si pu\u00f2 provare.\n\n Grazie, signore, disse Ned Land, con gli occhi fiammeggianti.\n\n Solo che, continu\u00f2 il Capitano, vi consiglio per il vostro bene di non\nmancare la creatura.\n\n Il dugongo \u00e8 pericoloso da attaccare?  Ho chiesto, nonostante il canadese abbia\ncanadese che alzava le spalle.\n\n S\u00ec, rispose il capitano; a volte l'animale si rivolta contro i suoi\nassalitori e rovescia la loro barca. Ma per Master Land questo pericolo non \u00e8\nnon \u00e8 da temere. Il suo occhio \u00e8 pronto, il suo braccio sicuro.\n\nIn quel momento sette uomini dell'equipaggio, muti e immobili come sempre,\nsalirono sulla piattaforma. Uno di essi portava un arpione e una lenza simile a quelle\nsimili a quelli utilizzati per la cattura delle balene. Il pinnacolo fu sollevato dal ponte,\ntirato fuori dalla sua sede e lasciato cadere in mare. Sei rematori presero posto\nsei rematori presero posto e il timoniere si mise al timone. Ned, Conseil e io\nandammo in fondo alla barca.\n\n Lei non viene, Capitano?  Ho chiesto.\n\n No, signore; ma le auguro buon divertimento.\n\nL'imbarcazione part\u00ec e, sollevata dai sei rematori, si avvicin\u00f2 rapidamente al\nil dugongo, che galleggiava a circa due miglia dal _Nautilus_.\n\nArrivati a qualche cavo di distanza dal cetaceo, la velocit\u00e0 diminu\u00ec e i remi si immersero senza rumore nelle acque tranquille.\ni remi si immersero senza rumore nelle acque tranquille. Ned Land, con l'arpione in\nin mano, si trovava nella parte anteriore della barca. L'arpione usato per colpire\nper colpire la balena \u00e8 generalmente attaccato a una corda molto lunga che si\nrapidamente quando la creatura ferita lo tira dietro. Ma qui la corda\nnon era pi\u00f9 lunga di dieci braccia e l'estremit\u00e0 era attaccata a un piccolo barile che, galleggiando, era\nche, galleggiando, mostrava il percorso del dugongo sotto l'acqua.\nsotto l'acqua.\n\nSono rimasto in piedi e ho osservato con attenzione l'avversario canadese. Questo dugongo,\nche porta anche il nome di halicore, assomiglia molto al lamantino\ncorpo oblungo che termina con una coda allungata e le pinne laterali che sono\npinne laterali a forma di dita perfette. La differenza rispetto al lamantino\nconsiste nella mascella superiore, armata di due denti lunghi e appuntiti che formano su ogni lato\ndenti lunghi e appuntiti che formavano zanne divergenti su ciascun lato.\n\nIl dugongo che Ned Land si stava preparando ad attaccare era di dimensioni colossali.\ndimensioni colossali; era lungo pi\u00f9 di sette metri. Non si muoveva e sembrava\nsembrava dormire sulle onde, circostanza che ne facilitava la cattura.\ncatturare.\n\nLa barca si avvicin\u00f2 a meno di sei metri dall'animale. I remi erano appoggiati sui\ni cricchetti. Mi alzai per met\u00e0. Ned Land, con il corpo un po' arretrato,\nbrandiva l'arpione nella sua mano esperta.\n\nAll'improvviso si \u00e8 sentito un sibilo e il dugongo \u00e8 scomparso. L'arpione\narpione, sebbene lanciato con grande forza, aveva apparentemente colpito solo l'acqua.\nl'acqua.\n\n Maledizione! esclam\u00f2 furioso il canadese; l'ho mancato!\n\n No, dissi io; la creatura \u00e8 ferita, guardate il sangue; ma la vostra arma non si \u00e8 conficcata nel corpo.\narma non si \u00e8 conficcata nel suo corpo.\n\n Il mio arpione! Il mio arpione! grid\u00f2 Ned Land.\n\nI marinai continuarono a remare e il timoniere si diresse verso il barile galleggiante.\nRipreso l'arpione, ci mettemmo all'inseguimento dell'animale.\n\nQuest'ultimo veniva di tanto in tanto in superficie per respirare. La ferita non l'aveva\nnon l'aveva indebolita, perch\u00e9 proseguiva con grande rapidit\u00e0.\n\nLa barca, remata da braccia forti, volava sul suo percorso. Pi\u00f9 volte si avvicin\u00f2\nsi avvicin\u00f2 a pochi metri e il canadese fu pronto a colpire,\nma il dugongo si allontan\u00f2 con un tuffo improvviso e fu impossibile raggiungerlo.\nraggiungere.\n\nImmaginate la passione che eccit\u00f2 l'impaziente Ned Land! Si scagli\u00f2 contro la\nsfortunata creatura le pi\u00f9 energiche imprecazioni in lingua inglese.\nlingua inglese. Da parte mia, ero solo dispiaciuto di vedere il dugongo sfuggire a tutti i nostri\nattacchi.\n\nLo inseguimmo senza sosta per un'ora e cominciai a pensare che sarebbe stato difficile catturarlo, quando\nche sarebbe stato difficile da catturare, quando l'animale, posseduto dalla\nperversa idea di vendetta di cui aveva motivo di pentirsi, si gir\u00f2 verso\npinnace e ci assal\u00ec a sua volta.\n\nQuesto uomo non \u00e8 sfuggito al canadese.\n\n Attenzione! grid\u00f2.\n\nIl timoniere pronunci\u00f2 alcune parole nella sua lingua stravagante, senza dubbio\navvertendo gli uomini di stare in guardia.\n\nIl dugongo si avvicin\u00f2 a una ventina di metri dalla barca, si ferm\u00f2, annus\u00f2 alacremente l'aria con le sue grandi narici (non perforate all'estremit\u00e0 ma\naria con le sue grandi narici (non forate all'estremit\u00e0, ma nella parte superiore del muso).\nnella parte superiore del muso). Poi, prendendo una molla, si gett\u00f2\nsu di noi.\n\nIl pinnacolo non riusc\u00ec a evitare l'urto e, semisconvolto, imbarc\u00f2 almeno due tonnellate d'acqua, che dovettero essere svuotate.\ndue tonnellate d'acqua, che dovettero essere svuotate; ma, grazie al timoniere, la prendemmo di lato e non di fronte, cos\u00ec non fummo del tutto\ntimoniere, l'abbiamo presa di traverso e non di fronte, quindi non siamo stati del tutto\nribaltato. Mentre Ned Land, aggrappato alla prua, colpiva il gigantesco animale con i\ngigantesco animale con i colpi del suo arpione, i denti della creatura furono\ndenti della creatura si conficcarono nel trincarino e la sollevarono dall'acqua,\ncome un leone fa con un capriolo. Eravamo sconvolti l'uno dall'altro, e non so come sarebbe finita l'avventura.\nnon so come sarebbe finita l'avventura, se il canadese, ancora infuriato con la bestia\ncon la bestia, non l'avesse colpita al cuore.\n\nHo sentito i suoi denti digrignare sulla piastra di ferro e il dugongo \u00e8 scomparso,\nportando con s\u00e9 l'arpione. Ma la canna torn\u00f2 presto in\nsuperficie e poco dopo il corpo dell'animale, girato sul dorso.\nLa barca lo raggiunse, lo prese a rimorchio e punt\u00f2 dritto verso il _Nautilus_.\nNautilus_.\n\nPer issare il dugongo sulla piattaforma \u00e8 stato necessario un placcaggio di enorme forza.\npiattaforma. Pesava 10.000 libbre.\n\nIl giorno successivo, l'11 febbraio, la dispensa del _Nautilus_ si arricch\u00ec di un po' di selvaggina pi\u00f9 delicata.\nda una selvaggina pi\u00f9 delicata. Un volo di rondini di mare si \u00e8 posato sul\nNautilus_. Si trattava di una specie di Sterna nilotica, peculiare dell'Egitto;\nIl becco \u00e8 nero, la testa grigia e appuntita, l'occhio circondato da macchie\nmacchie bianche, il dorso, le ali e la coda di colore grigiastro, il ventre e la gola bianchi e gli artigli rossi.\ngola bianca e gli artigli rossi. Hanno preso anche qualche decina di anatre del Nilo, un uccello\nselvatico di alto valore, con la gola e la parte superiore della testa bianche\ncon macchie nere.\n\nVerso le cinque di sera abbiamo avvistato a nord il Capo di Ras-Mohammed.\nRas-Mohammed. Questo capo costituisce l'estremit\u00e0 dell'Arabia Petraea,\ncompresa tra il Golfo di Suez e il Golfo di Acabah.\n\nIl _Nautilus_ penetr\u00f2 nello Stretto di Jubal, che conduce al Golfo di Suez.\nGolfo di Suez. Vidi distintamente un'alta montagna, che svettava tra i\ndue golfi di Ras-Mohammed. Era il monte Horeb, quel Sinai sulla cui cima\ncui Mos\u00e8 vide Dio faccia a faccia.\n\nAlle sei il _Nautilus_, a volte galleggiante, a volte immerso,\ndi Tor, situata all'estremit\u00e0 della baia, le cui acque sembravano tinte di rosso.\nacque sembravano tinte di rosso, osservazione gi\u00e0 fatta dal capitano Nemo.\nCapitano Nemo. Poi scese la notte in mezzo a un pesante silenzio,\na volte rotto dalle grida dei pellicani e degli altri uccelli notturni e dal rumore delle onde che si infrangevano sul\nil rumore delle onde che si infrangevano sulla riva, sfregando contro le\nrocce, o dall'ansimare di qualche piroscafo lontano che batteva le acque del Golfo con le sue\nGolfo con le sue rumorose pagaie.\n\nDalle otto alle nove il _Nautilus_ rimase a qualche braccio sotto il livello dell'acqua.\nl'acqua. Secondo i miei calcoli dovevamo essere molto vicini a\nSuez. Attraverso il pannello del salone vidi il fondale delle rocce\nbrillantemente illuminato dalla nostra lampada elettrica. Sembrava che ci stessimo lasciando gli\nStretto dietro di noi sempre di pi\u00f9.\n\nAlle nove e un quarto, essendo la nave tornata in superficie, sono salito sulla piattaforma.\nsalito sulla piattaforma. Impaziente di attraversare il tunnel del Capitano Nemo, non potevo restare in un posto, cos\u00ec mi misi a respirare il fresco del\nNemo, non potevo rimanere in un posto, cos\u00ec sono venuto a respirare l'aria fresca della notte.\naria notturna.\n\nPresto nell'ombra vidi una luce pallida, mezza scolorita dalla nebbia,\nche brillava a circa un miglio da noi.\n\n Un faro galleggiante! ha detto qualcuno vicino a me.\n\nMi girai e vidi il capitano.\n\n \u00c8 la luce galleggiante di Suez, ha continuato.  Non ci vorr\u00e0 molto\nprima di raggiungere l'ingresso del tunnel.\n\n L'ingresso non pu\u00f2 essere facile?\n\n No, signore; per questo sono abituato a entrare nella gabbia del timoniere e a dirigere io stesso la nostra rotta.\ne dirigere io stesso la nostra rotta. E ora, se volete scendere, M. Aronnax, il _Nautilus_ sta andando sotto le onde e non torner\u00e0 indietro.\nAronnax, il _Nautilus_ sta andando sotto le onde, e non torner\u00e0 in superficie\nin superficie solo dopo aver attraversato il tunnel arabo.\n\nIl Capitano Nemo mi condusse verso la scala centrale; a met\u00e0 strada apr\u00ec una porta, attravers\u00f2 il ponte superiore e atterr\u00f2 nella cabina di pilotaggio.\nuna porta, attravers\u00f2 il ponte superiore e atterr\u00f2 nella gabbia del pilota, che, come si ricorder\u00e0, si trovava all'estremit\u00e0 della piattaforma.\nche, come si ricorder\u00e0, sorgeva all'estremit\u00e0 della piattaforma.\nSi trattava di una cabina di un metro e mezzo quadrato, molto simile a quella occupata dal pilota sulle navi a vapore.\nmolto simile a quella occupata dal pilota sui battelli a vapore del Mississippi o dell'Hudson. Al centro\nin mezzo funzionava una ruota, posta verticalmente e agganciata alla barra del timone,\nche correva verso la parte posteriore del _Nautilus_. Quattro porte luminose con\nlenticolari, inserite in una scanalatura del divisorio della cabina,\npermettevano all'uomo al volante di vedere in tutte le direzioni.\n\nLa cabina era buia, ma ben presto i miei occhi si abituarono all'oscurit\u00e0 e\noscurit\u00e0, e vidi il pilota, un uomo robusto, con le mani\nmani appoggiate sui raggi della ruota. Fuori, il mare appariva vividamente\nilluminato dalla lanterna, che diffondeva i suoi raggi dal fondo della cabina fino all'altra estremit\u00e0 della piattaforma.\nfino all'altra estremit\u00e0 della piattaforma.\n\n Ora, disse il capitano Nemo, cerchiamo di fare il nostro passaggio.\n\nI cavi elettrici collegavano la gabbia del pilota con la sala macchine, e da l\u00ec il capitano poteva comunicare contemporaneamente con il suo\nDa l\u00ec il capitano poteva comunicare contemporaneamente al suo\nNautilus_ la direzione e la velocit\u00e0. Premette una manopola metallica e subito la velocit\u00e0 della vite\nsubito la velocit\u00e0 della vite diminu\u00ec.\n\nGuardai in silenzio l'alto muro rettilineo che stavamo costeggiando in quel momento, la base inamovibile di un'imponente costa sabbiosa.\nin quel momento, la base inamovibile di un'imponente costa sabbiosa. Lo seguimmo\ncos\u00ec per un'ora, a pochi metri di distanza.\n\nIl Capitano Nemo non distolse lo sguardo dalla manopola, sospesa con i suoi due cerchi\ncerchi concentrici nella cabina. Con un semplice gesto, il pilota\nmodificava ogni istante la rotta del _Nautilus_.\n\nMi ero piazzato al porto-scaffale e avevo visto delle magnifiche\nmagnifiche strutture di corallo, zoofite, alghe e fucus, che agitavano le loro\nenormi chele che si protendevano dalle fessure della roccia.\n\nAlle dieci e un quarto, il capitano stesso prese il timone. Una grande\ngalleria, nera e profonda, si apriva davanti a noi. Il _Nautilus_ vi entr\u00f2 audacemente.\nin essa. Ai suoi lati si ud\u00ec uno strano ruggito. Erano le acque del\ndel Mar Rosso, che la pendenza della galleria faceva precipitare con violenza\nverso il Mediterraneo. Il _Nautilus_ segu\u00ec il torrente, rapido come una freccia, nonostante gli sforzi dei macchinari.\ncome una freccia, nonostante gli sforzi del macchinario che, per opporre una resistenza pi\u00f9 efficace, batteva il\nper opporre una resistenza pi\u00f9 efficace, batteva le onde con la vite invertita.\n\nSulle pareti dello stretto passaggio non si vedevano altro che raggi brillanti, linee rette, solchi di fuoco\nraggi, linee dritte, solchi di fuoco, tracciati dalla grande velocit\u00e0, sotto la\nluce elettrica brillante. Il mio cuore batteva forte.\n\nAlle dieci e trentacinque minuti, il capitano Nemo lasci\u00f2 il timone e, rivolgendosi a me, disse\nrivolgendosi a me, disse:\n\n Il Mediterraneo!\n\nIn meno di venti minuti, il _Nautilus_, trascinato dal torrente, aveva attraversato l'istmo di Suez.\ntorrente, aveva attraversato l'istmo di Suez.\n\n\n\n\nCAPITOLO VI\nL'ARCIPELAGO GRECO\n\n\nIl giorno successivo, il 12 febbraio, all'alba del giorno, il _Nautilus_\nsal\u00ec in superficie. Mi affrettai a raggiungere la piattaforma. Tre miglia a sud\nsud si scorgeva la debole sagoma di Pelusium. Un torrente ci aveva portato\nda un mare all'altro. Verso le sette Ned e Conseil mi raggiunsero.\nme.\n\n Bene, Sir Naturalist, disse il canadese, in tono leggermente gioviale,\n e il Mediterraneo?\n\n Stiamo galleggiando sulla sua superficie, amico Ned.\n\n Cosa?\" disse Conseil, proprio questa notte.\n\n S\u00ec, proprio questa notte; in pochi minuti abbiamo superato questo impervio\nistmo.\n\n Non ci credo, rispose il canadese.\n\n Allora vi sbagliate, Maestro Land, continuai; questa costa bassa che si arrotonda a sud\nsi arrotonda verso sud \u00e8 la costa egiziana. E tu che hai gli occhi cos\u00ec\nocchi, Ned, puoi vedere il molo di Port Said che si protende nel mare.\nmare.\n\nIl canadese lo guard\u00f2 con attenzione.\n\n Certamente ha ragione, signore, e il suo capitano \u00e8 un uomo di prim'ordine. Siamo\nsiamo nel Mediterraneo. Bene! Ora, se non vi dispiace, parliamo del nostro\nnostra piccola faccenda, ma in modo che nessuno ci senta.\n\nHo capito che cosa voleva il canadese e, in ogni caso, ho pensato che fosse meglio\ndi lasciarlo parlare, come desiderava; cos\u00ec andammo a sederci tutti e tre vicino alla lanterna, dove eravamo meno esposti agli spruzzi del\nvicino alla lanterna, dove eravamo meno esposti agli spruzzi delle pale.\nlame.\n\n Ora, Ned, ti ascoltiamo; cosa hai da dirci?\n\n Quello che devo dirvi \u00e8 molto semplice. Siamo in Europa e prima che i capricci del Capitano\nNemo ci trascini ancora una volta in fondo ai mari polari o ci porti in Oceania, chiedo di lasciare la _Nautilus_.\nPolare o ci portino in Oceania, chiedo di lasciare la _Nautilus_.\n\nNon volevo in alcun modo limitare la libert\u00e0 dei miei compagni, ma di certo non volevo lasciare il Capitano Nemo.\ncertamente non sentivo il desiderio di lasciare il Capitano Nemo.\n\nGrazie a lui e al suo apparecchio, mi avvicinavo ogni giorno di pi\u00f9 al completamento dei miei studi sui sottomarini.\nstudi sottomarini e riscrivevo il mio libro sulle profondit\u00e0 sottomarine nel suo stesso elemento.\nprofondit\u00e0 sottomarine nel suo stesso elemento. Avrei mai pi\u00f9 avuto una tale\nopportunit\u00e0 di osservare le meraviglie dell'oceano? No, certamente no!\nE non potevo accettare l'idea di abbandonare il _Nautilus_\nprima che il ciclo di indagini fosse completato.\n\n Amico Ned, rispondimi francamente: sei stanco di stare a bordo? Ti dispiace\nTi dispiace che il destino ci abbia messo nelle mani del Capitano Nemo?\n\nIl canadese rimase qualche istante senza rispondere. Poi, incrociando\nle braccia, disse:\n\n Francamente, non rimpiango questo viaggio sotto i mari. Sar\u00f2 felice\ndi averlo fatto; ma, ora che \u00e8 stato fatto, facciamolo.\nQuesta \u00e8 la mia idea.\n\n Arriver\u00e0 alla fine, Ned.\n\n Dove e quando?\n\n Dove non so quando non posso dirlo; o, piuttosto, suppongo che finir\u00e0 quando questi mari non avranno pi\u00f9 nulla da insegnarci.\nfinir\u00e0 quando questi mari non avranno pi\u00f9 nulla da insegnarci.\n\n E allora cosa spera? chiese il canadese.\n\n Che tra sei mesi e ora possano verificarsi circostanze dalle quali\nche possiamo e dobbiamo trarre profitto.\n\n Oh! disse Ned Land, e dove saremo tra sei mesi, se vuole, Sir Naturalista?\nprego, signor naturalista?\n\n Forse in Cina; sapete che il _Nautilus_ \u00e8 un viaggiatore rapido. Va\nacqua come le rondini nell'aria o come un espresso sulla terraferma.\nterra. Non teme i mari frequentati: chi pu\u00f2 dire che non possa\ndi Francia, Inghilterra o America, dove il volo pu\u00f2 essere tentato in modo altrettanto vantaggioso che qui.\ntentare il volo in modo altrettanto vantaggioso che qui.\n\n M. Aronnax, rispose il canadese, le vostre argomentazioni sono marce alle\nfondamenta. Voi parlate al futuro, Noi saremo l\u00e0! Noi saremo\nqui!  Io parlo al presente: \"Siamo qui e dobbiamo approfittarne\".\ndi questo.\n\nLa logica di Ned Land mi ha pressato con forza, e mi sono sentita battuta su quel\nterreno. Non sapevo quale argomentazione avrebbe potuto essere a mio favore.\n\n Signore, continu\u00f2 Ned, supponiamo un'impossibilit\u00e0: se il capitano Nemo\nvi offrisse oggi la libert\u00e0, lo accettereste?\n\n Non lo so, risposi.\n\n E se, ha aggiunto, l'offerta che vi \u00e8 stata fatta oggi non dovesse mai essere\nrinnovata, l'accettereste?\n\n Amico Ned, questa \u00e8 la mia risposta. Il tuo ragionamento \u00e8 contro di me. Non dobbiamo\nnon dobbiamo fare affidamento sulla buona volont\u00e0 del Capitano Nemo. La comune prudenza gli impedisce di\ndi lasciarci liberi. D'altra parte, la prudenza ci impone di approfittare della\nprima opportunit\u00e0 di lasciare il _Nautilus_.\n\n Bene, signor Aronnax, questo \u00e8 detto con saggezza.\n\n Una sola osservazione, una sola. L'occasione deve essere seria e il nostro\nprimo tentativo deve riuscire; se fallisce, non ne troveremo mai un altro,\ne il Capitano Nemo non ci perdoner\u00e0 mai.\n\n Tutto ci\u00f2 \u00e8 vero, ha risposto il canadese.  Ma la sua osservazione si applica\na tutti i tentativi di volo, sia tra due anni che tra due giorni.\ndue giorni. Ma la questione \u00e8 ancora questa: Se si presenta un'occasione favorevole\nsi presenta, deve essere colta.\n\n D'accordo! E ora, Ned, vuoi dirmi cosa intendi per \"occasione favorevole\"?\nopportunit\u00e0?\n\n Sar\u00e0 quello che, in una notte buia, porter\u00e0 il _Nautilus_ a breve distanza da qualche costa europea.\na breve distanza da qualche costa europea.\n\n E tu cercherai di salvarti nuotando?\n\n S\u00ec, se eravamo abbastanza vicini alla riva e se la nave galleggiava in quel momento.\ngalleggiante in quel momento. No, se la riva era lontana e l'imbarcazione era\nsotto l'acqua.\n\n E in questo caso?\n\n In tal caso, dovrei cercare di diventare padrone del pinnacolo. I\nso come funziona. Dobbiamo entrare e, una volta tirati i bulloni, verremo a galla.\nuna volta tirati i bulloni, verremo a galla senza che il pilota, che \u00e8 a prua, si accorga del nostro volo.\na prua, si accorga del nostro volo.\n\n Bene, Ned, aspetta l'occasione; ma non dimenticare che un intoppo\nci roviner\u00e0.\n\n Non lo dimenticher\u00f2, signore.\n\n E ora, Ned, vuoi sapere cosa penso del tuo progetto?\n\n Certamente, M. Aronnax.\n\n Beh, credo, non dico spero, ma penso che questa occasione favorevole\nopportunit\u00e0 non si presenter\u00e0 mai.\n\n Perch\u00e9 no?\n\n Perch\u00e9 il Capitano Nemo non pu\u00f2 nascondere a se stesso che non abbiamo abbandonato\nsperanza di riacquistare la libert\u00e0, e star\u00e0 in guardia,\nsoprattutto nei mari e in vista delle coste europee.\n\n Vedremo, rispose Ned Land, scuotendo la testa con determinazione.\n\n E ora, Ned Land, ho aggiunto, fermiamoci qui. Non un'altra parola\nsull'argomento. Il giorno in cui sarete pronti, venite a farcelo sapere e noi vi seguiremo.\nti seguiremo. Conto interamente su di voi.\n\nCos\u00ec si concluse una conversazione che, in un tempo non molto lontano, port\u00f2 a risultati cos\u00ec gravi.\ngravi risultati. Devo dire qui che i fatti sembravano confermare la mia\nprevisione, con grande disperazione del canadese. Il Capitano Nemo non si fidava di noi\ndi noi in questi mari cos\u00ec frequentati o voleva solo nascondersi dalle\ndalle numerose navi di tutte le nazioni che solcano il Mediterraneo?\nNon saprei dire, ma eravamo sempre pi\u00f9 spesso tra le acque e lontani dalla costa.\ncosta. Oppure, se il _Nautilus_ emergeva, non si vedeva altro che la gabbia del pilota; e a volte si vedeva anche la gabbia del pilota.\ngabbia del pilota; e a volte si spingeva a grandi profondit\u00e0, perch\u00e9 tra l'arcipelago greco e l'Asia\narcipelago greco e l'Asia Minore non si toccava il fondo per pi\u00f9 di mille\npi\u00f9 di mille braccia.\n\nCos\u00ec seppi che eravamo vicini all'isola di Carpathos, una delle Sporadi, fu solo grazie al capitano Nemo che recit\u00f2 questi versi di Virgilio.\nSporadi, il capitano Nemo recit\u00f2 questi versi di Virgilio:\n\n Est Carpathio Neptuni gurgite vates,\nCaeruleus Proteus,\n\n\nmentre indicava un punto del planisfero.\n\nEra infatti l'antica dimora di Proteo, il vecchio pastore delle greggi di Nettuno.\ngreggi di Nettuno, oggi l'isola di Scarpanto, situata tra Rodi e Creta.\ne Creta. Non vidi altro che il basamento di granito attraverso i pannelli di vetro del salone.\ndel salone.\n\nIl giorno successivo, il 14 febbraio, decisi di dedicare alcune ore allo studio dei pesci dell'arcipelago.\nstudiare i pesci dell'arcipelago, ma per un motivo o per l'altro i pannelli sono rimasti\ni pannelli rimasero ermeticamente chiusi. Prendendo la rotta del\nNautilus_, scoprii che stavamo andando verso Candia, l'antica isola di Creta.\ndi Creta. Quando mi imbarcai sulla _Abraham Lincoln_, tutta l'isola era insorta.\ndi quest'isola era insorta contro il dispotismo dei turchi.\nTurchi. Ma non sapevo assolutamente come si fossero comportati gli insorti da allora.\nassolutamente ignorante, e non fu il capitano Nemo, privato di tutte le comunicazioni via terra, a dirmelo.\ncomunicazioni terrestri, a dirmelo.\n\nNon feci alcuna allusione a questo avvenimento quando quella sera mi trovai da solo\ncon lui nel saloon. Inoltre, sembrava essere taciturno e\npreoccupato. Poi, contrariamente alla sua abitudine, ordin\u00f2 di aprire entrambi i pannelli e, passando dall'uno all'altro, osserv\u00f2 la massa\ne, passando da uno all'altro, osserv\u00f2 con attenzione la massa d'acqua.\nattentamente la massa d'acqua. Non riuscivo a capire a quale scopo; cos\u00ec, da parte mia, impiegai il tempo a studiare i pesci che passavano davanti\ntempo a studiare i pesci che passavano davanti ai miei occhi.\n\nIn mezzo alle acque apparve un uomo, un palombaro, che portava alla cintura una borsa di cuoio.\ncintura una borsa di cuoio. Non era un corpo abbandonato alle onde; era un uomo vivo, che nuotava con mano forte, scomparendo ogni tanto per\nun uomo vivo, che nuotava con mano forte, scomparendo ogni tanto per\nper riprendere fiato in superficie.\n\nMi voltai verso il capitano Nemo e con voce agitata esclamai:\n\n Un uomo naufrago! Deve essere salvato ad ogni costo!\n\n\n[Un uomo! Un marinaio naufrago!  Ho gridato\n\n\nIl capitano non mi rispose, ma si avvicin\u00f2 e si appoggi\u00f2 al pannello.\n\nL'uomo si era avvicinato e, con il volto schiacciato contro il vetro,\nci guardava.\n\nCon mio grande stupore, il Capitano Nemo gli fece un cenno di saluto. Il subacqueo rispose\ncon la mano, sal\u00ec immediatamente a galla e non apparve pi\u00f9.\nnon apparve pi\u00f9.\n\n Non si senta a disagio, disse il Capitano Nemo.  Si tratta di Nicholas di Capo\nMatapan, detto Pesca. \u00c8 molto conosciuto in tutte le Cicladi. Un audace\nL'acqua \u00e8 il suo elemento e vive pi\u00f9 in essa che sulla terraferma,\ne si sposta continuamente da un'isola all'altra, fino a Creta.\n\n Lo conosce, capitano?\n\n Perch\u00e9 no, signor Aronnax?\n\nDetto questo, il Capitano Nemo si diresse verso un mobile che stava\nvicino al pannello sinistro del salone. Vicino a questo mobile, vidi\nuna cassa legata con il ferro, sul cui coperchio c'era una lastra di rame,\ncon la cifratura del _Nautilus_ e il suo dispositivo.\n\nIn quel momento il capitano, senza accorgersi della mia presenza, apr\u00ec il mobile, una specie di cassaforte che conteneva molti oggetti.\nmobile, una specie di cassaforte che conteneva molti lingotti.\nlingotti.\n\nErano lingotti d'oro. Da dove veniva questo metallo prezioso, che\nche rappresentava una somma enorme? Da dove il Capitano aveva raccolto l'oro e cosa ne avrebbe fatto?\ne cosa ne avrebbe fatto?\n\nNon ho detto una parola. Ho guardato. Il Capitano Nemo prese i lingotti uno per\nuno ad uno e li dispose metodicamente nella cassa, che riemp\u00ec completamente.\ninteramente. Stimai il contenuto in pi\u00f9 di 4.000 libbre d'oro, cio\u00e8 quasi 200.000.\nd'oro, vale a dire quasi 200.000.\n\nIl baule era ben chiuso e il capitano scrisse un indirizzo sul coperchio, in caratteri che dovevano appartenere alla Grecia moderna.\nsul coperchio, in caratteri che dovevano appartenere alla Grecia moderna.\n\nFatto questo, il capitano Nemo premette una manopola, il cui filo comunicava\ncon gli alloggi dell'equipaggio. Apparvero quattro uomini che, non senza\ndifficolt\u00e0, spinsero la cassa fuori dal salone. Poi li sentii issare la cassa\nsu per la scala di ferro per mezzo di carrucole.\n\nIn quel momento, il Capitano Nemo si gir\u00f2 verso di me.\n\n E voi stavate dicendo, signore?\n\n Non stavo dicendo nulla, capitano.\n\n Allora, signore, se me lo permette, le auguro la buona notte.\n\nA quel punto si volt\u00f2 e lasci\u00f2 il salone.\n\nTornai nella mia stanza molto turbata, come si pu\u00f2 credere. Ho cercato invano di\ndi dormire, cercavo il nesso tra l'apparizione del palombaro e il forziere pieno d'oro.\nsubacqueo e il forziere pieno d'oro. Ben presto sentii, grazie a certi movimenti\ndi beccheggio e di sballottamento che il _Nautilus_ stava lasciando gli abissi e tornava in superficie.\nprofondit\u00e0 e che stava tornando in superficie.\n\nPoi sentii dei passi sulla piattaforma; e capii che stavano slacciando\nil pinnacolo e lo stavano lanciando sulle onde. Per un istante colp\u00ec la\nla fiancata del _Nautilus_, poi ogni rumore cess\u00f2.\n\nDue ore dopo si ripeteva lo stesso rumore, lo stesso andare e venire;\nla barca fu issata a bordo, rimessa nella sua sede e la _Nautilus_ si immerse di nuovo sotto le onde.\ne il _Nautilus_ si tuff\u00f2 di nuovo sotto le onde.\n\nQuindi questi milioni erano stati trasportati al loro indirizzo. In quale punto\ndel continente? Chi era il corrispondente del Capitano Nemo?\n\nIl giorno dopo raccontai a Conseil e al canadese gli eventi della notte, che avevano suscitato in me la massima curiosit\u00e0.\nnotte, che avevano eccitato la mia curiosit\u00e0 al massimo grado. I miei\ncompagni non furono meno sorpresi di me.\n\n Ma dove porta i suoi milioni? chiese Ned Land.\n\nA questo non c'era risposta possibile. Dopo aver fatto colazione, tornai nel salone\ncolazione e mi misi al lavoro. Fino alle cinque di sera mi dedicai\nfino alle cinque di sera mi occupai di sistemare i miei appunti. In quel momento (se dovessi attribuire\nattribuirlo a qualche particolare idiosincrasia) sentii un calore cos\u00ec forte che\nche fui costretto a togliermi il cappotto. Era strano, perch\u00e9 eravamo a basse latitudini\nbasse latitudini; e anche in quel caso il _Nautilus_, sommerso com'era, non avrebbe dovuto\nnon avrebbe dovuto subire alcuno sbalzo di temperatura. Guardai il manometro; indicava una profondit\u00e0 di\nmostrava una profondit\u00e0 di sessanta piedi, a cui il calore atmosferico non avrebbe mai potuto\nraggiungere.\n\nContinuai il mio lavoro, ma la temperatura sal\u00ec a tal punto da essere insopportabile.\nintollerabile.\n\n Potrebbe esserci un incendio a bordo?  Mi sono chiesto.\n\nStavo uscendo dal salone quando entr\u00f2 il capitano Nemo; si avvicin\u00f2 al termometro, lo consult\u00f2 e, rivolgendosi a me, disse\ntermometro, lo consult\u00f2 e, rivolgendosi a me, disse:\n\n Quarantadue gradi.\n\n L'ho notato, capitano, risposi; e se il caldo aumenta ancora di pi\u00f9 non potremo sopportarlo.\nnon potremo sopportarlo.\n\n Oh, signore, non migliorer\u00e0 se non lo desideriamo.\n\n Potete ridurlo a vostro piacimento, quindi?\n\n No; ma posso allontanarmi di pi\u00f9 dalla stufa che lo produce.\n\n E' fuori, allora!\n\n Certo, stiamo galleggiando in una corrente di acqua bollente.\n\n \u00c8 possibile!  Ho esclamato.\n\n Guarda.\n\nI pannelli si aprirono e vidi il mare completamente bianco tutto intorno. A\nfumo sulfureo si arricciava tra le onde, che bollivano come l'acqua in un rame.\nrame. Misi la mano su una delle lastre di vetro, ma il calore era cos\u00ec forte che la tolsi subito.\ncalore era cos\u00ec forte che la tolsi subito.\n\n Dove siamo?  Ho chiesto.\n\n Vicino all'isola di Santorin, signore, rispose il capitano.  Volevo farvi vedere\ndi mostrarvi il curioso spettacolo di un'eruzione sottomarina.\n\n Pensavo, dissi, che la formazione di queste nuove isole fosse\nterminato.\n\n Nelle zone vulcaniche del mare non finisce mai nulla, rispose il Capitano Nemo.\nCapitano Nemo, e il globo \u00e8 sempre lavorato da fuochi sotterranei.\nfuochi sotterranei. Gi\u00e0 nel diciannovesimo anno della nostra era, secondo\nCassiodoro e Plinio, una nuova isola, Theia (la divina), apparve proprio nel luogo in cui questi isolotti\nproprio nel luogo in cui si sono formati di recente questi isolotti. Allora esse\nsprofondarono sotto i flutti, per risorgere nell'anno 69, quando si\nsi abbassarono. Da allora fino ai nostri giorni l'opera plutoniana \u00e8 stata sospesa.\nsospesa. Ma il 3 febbraio 1866, una nuova isola, che fu chiamata Isola George, emerse dal mezzo delle acque sulfuree.\nche hanno chiamato Isola di Giorgio, \u00e8 emersa dal mezzo del vapore sulfureo\nvicino a Nea Kamenni, e si stabil\u00ec di nuovo il 6 dello stesso mese. Sette giorni dopo, il 13 febbraio\nsette giorni dopo, il 13 febbraio, apparve l'isola di Afroessa,\nlasciando tra Nea Kamenni e s\u00e9 un canale largo dieci metri. Mi trovavo\nin questi mari quando si verific\u00f2 il fenomeno, e fui in grado quindi di\nosservare tutte le diverse fasi. L'isola di Afroessa, di forma rotonda, misurava\nforma rotonda, misurava 300 piedi di diametro e 30 piedi di altezza. Era\nera composta da lava nera e vetrosa, mista a frammenti di feltro.\nInfine, il 10 marzo, un'isola pi\u00f9 piccola, chiamata Reka, si present\u00f2 vicino a Nea Kamenni e\nvicino a Nea Kamenni, e da allora queste tre isole si sono unite\nda allora queste tre isole si sono unite, formando una sola e unica isola.\n\n E il canale in cui ci troviamo in questo momento?  Ho chiesto.\n\n Eccola, rispose il capitano Nemo, mostrandomi una mappa dell'arcipelago.\nArcipelago.  Vede, ho segnato le nuove isole.\n\nTornai al vetro. Il _Nautilus_ non si muoveva pi\u00f9, il calore stava diventando\nstava diventando insopportabile. Il mare, che fino a quel momento era stato bianco, era\nrosso, per la presenza di sali di ferro. Nonostante la nave fosse ermeticamente chiusa, il\nermeticamente chiusa, un insopportabile odore di zolfo riempiva il salone e la brillantezza del\ne la brillantezza dell'elettricit\u00e0 era completamente spenta da fiamme\nda fiamme scarlatte e brillanti. Ero in una vasca da bagno, stavo soffocando, ero\nbollito.\n\n Non possiamo pi\u00f9 restare in quest'acqua bollente\", dissi al capitano.\n\n Non sarebbe prudente, rispose l'impassibile Capitano Nemo.\n\nFu dato un ordine; il _Nautilus_ vir\u00f2 e lasci\u00f2 la fornace che non poteva sfidare impunemente.\nche non poteva affrontare impunemente. Un quarto d'ora dopo eravamo\nrespirare aria fresca in superficie. Mi venne in mente che, se\nNed Land avesse scelto questa parte del mare per la nostra fuga, non saremmo mai usciti vivi da questo mare.\nnon saremmo mai usciti vivi da questo mare di fuoco.\n\nIl giorno successivo, il 16 febbraio, lasciammo il bacino che, tra Rodi e Alessandria, si calcola abbia una profondit\u00e0 di circa 1.500 braccia.\nRodi e Alessandria, si calcola che abbia una profondit\u00e0 di circa 1.500 braccia.\ne il _Nautilus_, passando a una certa distanza da Cerigo, lasci\u00f2 l'arcipelago greco dopo aver doppiato Capo Matapan.\narcipelago greco dopo aver doppiato Capo Matapan.\n\n\n\n\nCAPITOLO VII\nIL MEDITERRANEO IN QUARANTOTTO ORE\n\n\nIl Mediterraneo, il mare azzurro per eccellenza, il grande mare degli\nEbrei, il mare dei Greci, il mare nostrum dei Romani,\nbordato da aranci, aloe, cactus e pini marittimi; imbalsamato dal profumo del mirto, circondato da montagne rudi, circondato da montagne rudi, circondato da montagne rudi, circondato da montagne rudi\nprofumo di mirto, circondato da montagne rudi, saturo di aria pura e trasparente, ma incessantemente\naria pura e trasparente, ma incessantemente lavorata da fuochi sotterranei;\nun perfetto campo di battaglia in cui Nettuno e Plutone si contendono ancora l'impero del mondo!\nl'impero del mondo!\n\n\u00c8 su queste rive e su queste acque, dice Michelet, che l'uomo si rinnova in uno dei climi pi\u00f9 potenti del globo.\nin uno dei climi pi\u00f9 potenti del globo. Ma,\nper quanto bello, ho potuto dare solo una rapida occhiata al bacino\nla cui superficie \u00e8 di due milioni di metri quadrati. Anche la conoscenza del Capitano\nNemo mi sfuggiva, perch\u00e9 questo enigmatico personaggio non apparve nemmeno una volta durante la nostra navigazione a tutta velocit\u00e0.\nnon \u00e8 apparso una sola volta durante il nostro passaggio a tutta velocit\u00e0. Ho stimato la rotta\nche il _Nautilus_ ha percorso sotto le onde del mare di circa seicento leghe.\ndi circa seicento leghe, e fu compiuta in quarantotto ore. Partendo\nil 16 febbraio dalle coste della Grecia, avevamo attraversato lo Stretto di Gibilterra.\navevamo attraversato lo Stretto di Gibilterra al sorgere del sole del 18.\n\nEra evidente che questo Mediterraneo, chiuso in mezzo a quei paesi che voleva evitare, non piaceva al capitano.\npaesi che desiderava evitare, era sgradito al Capitano Nemo.\nNemo. Quelle onde e quelle brezze gli riportavano troppi ricordi,\nse non troppi rimpianti. Qui non aveva pi\u00f9 quell'indipendenza e quella\nlibert\u00e0 di andatura che aveva in mare aperto, e il suo\nIl suo _Nautilus_ si sentiva stretto tra le coste vicine dell'Africa e dell'Europa.\nEuropa.\n\nLa nostra velocit\u00e0 era ora di venticinque miglia all'ora. Si pu\u00f2 ben capire\nche Ned Land, con suo grande disgusto, fu costretto a rinunciare alla sua\nvolo previsto. Non riusciva a far decollare il pinnacolo, che andava al ritmo di\ndodici o tredici metri al secondo. Abbandonare il _Nautilus_ in quelle condizioni sarebbe stato come\nin queste condizioni sarebbe stato come saltare da un treno a tutta velocit\u00e0.\nvelocit\u00e0, una cosa imprudente, per non dire altro. Inoltre, la nostra nave\nInoltre, il nostro vascello saliva sulla superficie delle onde solo di notte per rinnovare la sua riserva d'aria.\nd'aria; era guidata interamente dalla bussola e dal diario di bordo.\n\nNon ho visto nulla dell'interno di questo Mediterraneo pi\u00f9 di quanto un viaggiatore in treno\ndi quanto un viaggiatore in treno espresso percepisca del paesaggio che gli scorre davanti agli occhi;\ncio\u00e8 l'orizzonte lontano, e non gli oggetti pi\u00f9 vicini che\nche passano come un lampo.\n\nStavamo passando tra la Sicilia e la costa di Tunisi. Nello\nstretto spazio tra Capo Bon e lo Stretto di Messina il fondale del\nil fondo del mare si alzava quasi improvvisamente. C'era un banco perfetto, sul quale non c'erano\nnon pi\u00f9 di nove braccia d'acqua, mentre su entrambi i lati la profondit\u00e0 era di novanta braccia.\nprofondit\u00e0 era di novanta braccia.\n\nIl _Nautilus_ doveva manovrare con molta attenzione per non urtare questa barriera sottomarina.\ncontro questa barriera sottomarina.\n\nHo mostrato a Conseil, sulla carta del Mediterraneo, il punto occupato da questa scogliera.\nquesto scoglio.\n\n Ma se permettete, signore, osserv\u00f2 Conseil, \u00e8 come un vero e proprio istmo\nche unisce l'Europa all'Africa.\n\n S\u00ec, ragazzo mio, forma una barriera perfetta per lo Stretto di Libia, e i rilevamenti di Smith hanno dimostrato che in passato i continenti\nSmith hanno dimostrato che in tempi passati i continenti\ntra Capo Boco e Capo Furina erano uniti.\n\n Posso ben crederci, ha detto Conseil.\n\n Aggiungo che una barriera simile esiste tra Gibilterra e Ceuta.\nGibilterra e Ceuta, che in tempi geologici formava l'intero Mediterraneo.\nMediterraneo.\n\n E se qualche esplosione vulcanica dovesse un giorno sollevare queste due barriere\nsopra le onde?\n\n Non \u00e8 probabile, Conseil.\n\n Bene, ma permettetemi di concludere, per favore, signore; se questo fenomeno dovesse avvenire\nse questo fenomeno dovesse verificarsi, sarebbe un problema per M. Lesseps, che si \u00e8 tanto impegnato a\ntanto impegno per perforare l'istmo.\n\n Sono d'accordo con lei, ma ripeto, Conseil, questo fenomeno non si verificher\u00e0 mai.\naccadere. La violenza della forza sotterranea diminuisce sempre di pi\u00f9.\nI vulcani, cos\u00ec abbondanti nei primi giorni del mondo, si spengono per gradi; il calore interno \u00e8 indebolito, la temperatura\nsi stanno estinguendo per gradi; il calore interno si indebolisce, la temperatura\ndegli strati inferiori del globo si abbassa di una quantit\u00e0 percettibile ogni secolo a\nogni secolo a scapito del nostro globo, il cui calore \u00e8 la sua vita.\n\n Ma il sole?\n\n Il sole non \u00e8 sufficiente, Conseil. Pu\u00f2 dare calore a un corpo morto?\n\n Non che io sappia.\n\n Ebbene, amico mio, questa terra un giorno sar\u00e0 quel freddo cadavere; diventer\u00e0\ndiventer\u00e0 inabitabile e disabitata come la luna, che ha perso da tempo\nche ha perso da tempo tutto il suo calore vitale.\n\n In quanti secoli?\n\n In alcune centinaia di migliaia di anni, ragazzo mio.\n\n Allora, disse Conseil, avremo il tempo di finire il nostro viaggio.\nse Ned Land non interferir\u00e0 con esso.\n\nE Conseil, rassicurato, torn\u00f2 a studiare la riva, che il _Nautilus_ stava costeggiando a velocit\u00e0 moderata.\n_Nautilus_ stava costeggiando a velocit\u00e0 moderata.\n\nNella notte tra il 16 e il 17 febbraio eravamo entrati nel secondo bacino del Mediterraneo.\nMediterraneo, la cui profondit\u00e0 massima era di 1.450 braccia.\nbraccia. Il _Nautilus_, grazie all'azione del suo equipaggio, scivol\u00f2 lungo i piani inclinati e si seppell\u00ec nelle profondit\u00e0 pi\u00f9 basse del mare.\npiani inclinati e si seppell\u00ec nelle profondit\u00e0 pi\u00f9 basse del mare.\n\nIl 18 febbraio, verso le tre del mattino, eravamo all'ingresso dello Stretto di Gibilterra.\nall'ingresso dello Stretto di Gibilterra. Un tempo esistevano due\ncorrenti: una superiore, ormai riconosciuta da tempo, che convoglia le acque dell'oceano nel bacino del Mediterraneo\ndell'oceano nel bacino del Mediterraneo; e una controcorrente inferiore, che il ragionamento ha\nuna controcorrente inferiore, che il ragionamento ha dimostrato esistere. Infatti, il\nvolume d'acqua nel Mediterraneo, incessantemente aumentato dalle onde dell'Atlantico e dai fiumi che\ndell'Atlantico e dai fiumi che vi si gettano, ogni anno innalzerebbe il livello di questo mare, per il suo\nogni anno il livello di questo mare, perch\u00e9 l'evaporazione non \u00e8 sufficiente a ristabilire l'equilibrio.\nl'equilibrio. Dato che non \u00e8 cos\u00ec, dobbiamo necessariamente ammettere l'esistenza di una\nesistenza di una sottocorrente che si riversa nel bacino dell'Atlantico attraverso lo stretto di Gibilterra.\nAtlantico attraverso lo Stretto di Gibilterra le acque in eccesso del Mediterraneo.\nMediterraneo. \u00c8 un dato di fatto; ed \u00e8 stata questa controcorrente a far s\u00ec che il\nla _Nautilus_ ne approfitt\u00f2. Avanz\u00f2 rapidamente per lo stretto passaggio. Per un istante\nper un istante intravidi le bellissime rovine del tempio di\nErcole, sepolto nel terreno, secondo Plinio, e con la bassa isola che lo sostiene.\nche lo sorregge; e pochi minuti dopo stavamo galleggiando sull'Atlantico.\nsull'Atlantico.\n\n\n\n\nCAPITOLO VIII\nBAIA DI VIGO\n\n\nL'Atlantico \u00e8 un vasto specchio d'acqua la cui superficie si estende per venticinque milioni di miglia quadrate.\nventicinque milioni di miglia quadrate, la cui lunghezza \u00e8 di novemila miglia, con una larghezza media di duemilasettecento an\nmiglia, con una larghezza media di duemilasettecento miglia.\nun oceano le cui coste parallele e sinuose abbracciano una circonferenza immensa,\ni pi\u00f9 grandi fiumi del mondo, il San Lorenzo, il Mississippi, il Rio delle Amazzoni, il Rio delle Meraviglie e il Rio dei Fiori.\nMississippi, il Rio delle Amazzoni, la Plata, l'Orinoco, il Niger, il Senegal, l'Elba, il Niger e il Senegal.\nSenegal, l'Elba, la Loira e il Reno, che trasportano l'acqua dai paesi pi\u00f9\npaesi pi\u00f9 civilizzati e da quelli pi\u00f9 selvaggi! Magnifico\ncampo d'acqua, incessantemente solcato da navi di ogni nazione,\nprotetto dalle bandiere di ogni nazione, e che termina con quei\ndue terribili punti tanto temuti dai naviganti, Capo Horn e il Capo delle Tempeste.\nTempeste.\n\nIl _Nautilus_ stava perforando l'acqua con il suo sperone affilato, dopo aver percorso quasi diecimila leghe in tre mesi e mezzo.\ndopo aver compiuto quasi diecimila leghe in tre mesi e mezzo, una distanza\ndistanza superiore al grande cerchio della terra. Dove stavamo\ndove stavamo andando e cosa ci riservava il futuro? Il _Nautilus_,\nlasciando lo Stretto di Gibilterra, si era spinto molto al largo. Torn\u00f2 alla\nsuperficie delle onde e le nostre passeggiate quotidiane sulla piattaforma ci furono restituite.\nle nostre passeggiate quotidiane sulla piattaforma.\n\nMontai subito in sella, accompagnato da Ned Land e Conseil. A una distanza\ncirca dodici miglia, si scorgeva debolmente Capo San Vincenzo, che formava la\nche costituisce la punta sud-occidentale della penisola spagnola. Soffiava una forte burrasca\nsoffiava una forte burrasca da sud. Il mare era gonfio e vorticoso e rendeva lo scoglio del _Nautilus_ molto pericoloso.\nNautilus_ dondolava violentemente. Era quasi impossibile tenere i piedi sulla\nsulla piattaforma, su cui il pesante rollio del mare si abbatteva ogni istante.\nistante. Scendemmo quindi dopo aver respirato qualche boccata d'aria fresca.\n\nIo tornai nella mia stanza, Conseil nella sua cabina; ma il canadese, con aria preoccupata, mi segu\u00ec.\naria preoccupata, mi segu\u00ec. Il nostro rapido passaggio attraverso il\nMediterraneo non gli aveva permesso di mettere in atto il suo progetto,\ne non poteva fare a meno di mostrare la sua delusione. Quando la porta della mia\nstanza fu chiusa, si sedette e mi guard\u00f2 in silenzio.\n\n Amico Ned, dissi io, ti capisco; ma non puoi rimproverare\nte stesso. In quelle circostanze, tentare di abbandonare il _Nautilus_\ncircostanze sarebbe stata una follia.\n\nNed Land non rispose; le sue labbra contratte e la sua fronte aggrottata mostravano\nil violento possesso che questa idea fissa aveva preso nella sua mente.\n\n Vediamo, continuai, non dobbiamo ancora disperare. Stiamo risalendo\nla costa del Portogallo; la Francia e l'Inghilterra non sono molto lontane, dove\ndove potremo facilmente trovare rifugio. Ora, se il _Nautilus_, uscendo dallo Stretto di\nStretto di Gibilterra, si fosse diretto verso sud, se ci avesse portato\nverso regioni in cui non ci sono continenti, condividerei il vostro\ndisagio. Ma ora sappiamo che il Capitano Nemo non vola via dai mari\nmari civilizzati, e tra qualche giorno penso che potrete agire con sicurezza.\n\nNed Land mi guardava ancora fisso; alla fine le sue labbra fisse si separarono,\ne disse: \"\u00c8 per stanotte\".\n\nMi tirai su di colpo. Ammetto che ero poco preparato a questa\ncomunicazione. Avrei voluto rispondere al canadese, ma le parole non\nvenire.\n\n Eravamo d'accordo di aspettare un'opportunit\u00e0, ha continuato Ned Land, e l'opportunit\u00e0 \u00e8 arrivata.\nopportunit\u00e0 \u00e8 arrivata. Questa notte saremo a poche miglia dalla costa spagnola.\ndalla costa spagnola. Il tempo \u00e8 nuvoloso. Il vento soffia liberamente. Ho la vostra\nparola, signor Aronnax, e mi affido a lei.\n\nMentre ero in silenzio, il canadese mi si avvicin\u00f2.\n\n Stasera, alle nove, ha detto.  Ho avvertito il Conseil. In quel momento\nmomento il capitano Nemo sar\u00e0 chiuso nella sua stanza, probabilmente a letto.\nN\u00e9 gli ingegneri n\u00e9 l'equipaggio della nave potranno vederci. Io e Conseil\nConseil e io raggiungeremo la scala centrale e lei, signor Aronnax, rester\u00e0 in biblioteca, a due passi da noi.\nbiblioteca, a due passi da noi, in attesa del mio segnale. I remi, l'albero\ne la vela sono nella canoa. Sono anche riuscito a procurarmi alcune\nprovviste. Mi sono procurato una chiave inglese, per allentare i bulloni\nche la fissano al guscio del _Nautilus_. Quindi tutto \u00e8 pronto, fino a\na stasera.\n\n Il mare \u00e8 cattivo.\n\n Questo lo ammetto, rispose il canadese; ma dobbiamo rischiare. La libert\u00e0\nvale la pena di pagare per la libert\u00e0; inoltre, la barca \u00e8 robusta, e qualche miglio con\nvento favorevole non \u00e8 una gran cosa. Chi pu\u00f2 dire che entro domani\npotremmo essere a cento leghe di distanza? Che le circostanze ci favoriscano, e\ne per le dieci o le undici saremo sbarcati su un punto di terraferma, vivi o morti.\nterraferma, vivi o morti. Ma ora arrivederci a stasera.\n\nCon queste parole il canadese si ritir\u00f2, lasciandomi quasi ammutolito. Avevo\nimmaginavo che, persa l'occasione, avrei avuto il tempo di riflettere e di\ndiscutere la questione. Il mio ostinato compagno non mi aveva dato tempo; e..,\ndopo tutto, cosa avrei potuto dirgli? Ned Land aveva perfettamente ragione.\nC'era quasi un'opportunit\u00e0 da sfruttare. Potevo ritrattare la mia parola,\ne assumermi la responsabilit\u00e0 di compromettere il futuro dei miei compagni?\ndei miei compagni? Domani il capitano Nemo potrebbe portarci lontano da ogni terra.\n\nIn quel momento un sibilo piuttosto forte mi disse che i serbatoi si stavano riempiendo e che la _Nautilus_ stava affondando sotto le onde.\nche i serbatoi si stavano riempiendo e che la _Nautilus_ stava affondando sotto le onde dell'Atlantico.\ndell'Atlantico.\n\nPassai un giorno triste, tra il desiderio di riacquistare la mia libert\u00e0 d'azione e quello di abbandonare il meraviglioso _Nautilus_.\nd'azione e di abbandonare il meraviglioso _Nautilus_, lasciando cos\u00ec incompleti i miei\nstudi sottomarini incompleti.\n\nChe ore terribili ho passato cos\u00ec! A volte vedendo me e i miei compagni\ncompagni sbarcati sani e salvi, a volte desiderando, nonostante la mia ragione,\nche qualche circostanza imprevista impedisse la realizzazione del progetto di Ned Land.\nLand.\n\nDue volte sono andato nel salone. Volevo consultare la bussola. Volevo\nse la direzione presa dal _Nautilus_ ci stesse avvicinando o allontanando dalla costa.\npi\u00f9 vicini o pi\u00f9 lontani dalla costa. Ma no, la _Nautilus_ si manteneva in\nnelle acque portoghesi.\n\nDevo quindi prendere la mia parte e prepararmi al volo. Il mio bagaglio non era\nnon era pesante; i miei appunti, niente di pi\u00f9.\n\nPer quanto riguarda il Capitano Nemo, mi sono chiesto cosa avrebbe pensato della nostra fuga;\nche problemi, che torti avrebbe potuto procurargli e cosa avrebbe fatto in caso di\ncaso di scoperta o di fallimento. Di certo non avevo motivo di lamentarmi di lui\ndi lui; al contrario, mai ospitalit\u00e0 fu pi\u00f9 libera della sua. Nel lasciarlo\nlasciarlo non potevo essere accusato di ingratitudine. Nessun giuramento ci legava a\na lui. Era sulla forza delle circostanze che si basava, e non sulla nostra parola, per fissarci per sempre.\nnostra parola, per fissarci per sempre.\n\nNon vedevo il Capitano dalla nostra visita all'isola di Santorin.\nIl caso mi avrebbe portato alla sua presenza prima della nostra partenza? Lo desideravo\nlo desideravo e allo stesso tempo lo temevo. Mi misi in ascolto se potevo sentirlo\ncamminare nella stanza adiacente alla mia. Nessun suono giunse al mio orecchio. Sentivo un\ndisagio insopportabile. Questo giorno di attesa sembrava eterno. Le ore scorrevano\ntroppo lentamente per tenere il passo della mia impazienza.\n\nLa cena mi fu servita in camera come al solito. Ho mangiato poco, ero troppo\npreoccupato. Lasciai la tavola alle sette. Centoventi minuti (li ho contati) mi separavano\ncentoventi minuti (li contai) mi separavano ancora dal momento in cui avrei\navrei raggiunto Ned Land. La mia agitazione raddoppi\u00f2. Il mio polso batteva violentemente.\nNon riuscivo a rimanere in silenzio. Andavo e venivo, sperando di calmare il mio spirito turbato\nspirito turbato con un movimento costante. L'idea di fallire nella nostra audace impresa\nera la meno dolorosa delle mie ansie; ma il pensiero di vedere il nostro progetto\nprogetto prima di lasciare il _Nautilus_, di essere portato al cospetto del capitano Nemo\nNemo, irritato o (quel che \u00e8 peggio) rattristato per la mia diserzione, mi fece battere il cuore.\ndiserzione, mi faceva battere il cuore.\n\nVolevo vedere il salone per l'ultima volta. Scesi le scale\ne arrivai al museo, dove avevo trascorso tante ore utili e piacevoli.\nore utili e piacevoli. Guardai tutte le sue ricchezze, tutti i suoi tesori, come un uomo alla vigilia di un eterno esilio, che se ne va\ncome un uomo alla vigilia di un esilio eterno, che se ne va per non tornare mai pi\u00f9.\n\nQueste meraviglie della natura, questi capolavori dell'arte, tra i quali per tanti giorni si era concentrata la mia vita, li avrei abbandonati.\nper tanti giorni la mia vita, stavo per abbandonarle per sempre!\nper sempre! Avrei voluto dare un'ultima occhiata attraverso le finestre del salone\ndel salone verso le acque dell'Atlantico, ma i pannelli erano\nermeticamente chiusi e un mantello di acciaio mi separava da quell'oceano\nche non avevo ancora esplorato.\n\nPassando per il salone, mi avvicinai alla porta che si apriva nell'angolo\nche dava sulla stanza del capitano. Con mia grande sorpresa, questa porta\nera socchiusa. Mi ritrassi involontariamente. Se il capitano Nemo fosse stato nella sua\nstanza, avrebbe potuto vedermi. Ma non sentendo alcun rumore, mi avvicinai. La stanza\nera deserta. Spinsi la porta e feci qualche passo avanti. Ancora\nla stessa severit\u00e0 monacale dell'aspetto.\n\nAll'improvviso l'orologio batt\u00e9 le otto. Il primo battito del martello sulla\ncampana mi svegli\u00f2 dai miei sogni. Tremai come se un occhio invisibile si fosse immerso\navesse penetrato nei miei pensieri pi\u00f9 segreti e mi affrettai a uscire dalla stanza.\n\nL\u00ec l'occhio mi cadde sulla bussola. La nostra rotta era ancora verso nord. Il diario di bordo\nindicava una velocit\u00e0 moderata, il manometro una profondit\u00e0 di circa sessanta piedi.\n\nTornai nella mia stanza, mi vestii di stivali da mare, un berretto di pelle di lontra, un grande cappotto di bisso, foderato di pelle di foca.\nberretto, un grande cappotto di bisso, foderato di pelle di foca; ero pronto, stavo aspettando.\naspettavo. Il solo vibrare della vite rompeva il profondo silenzio che regnava a bordo.\nregnava a bordo. Ascoltai attentamente. Nessuna voce forte mi avrebbe improvvisamente\nmi avrebbe informato che Ned Land era stato sorpreso nel suo progetto di fuga. A\nun terrore mortale e cercai invano di riacquistare la mia abituale freddezza.\nfreddezza.\n\nQuando mancano pochi minuti alle nove, avvicino l'orecchio alla porta del capitano. Nessun rumore.\nUscii dalla mia stanza e tornai al salone, che era semibuio,\nma deserto.\n\nHo aperto la porta che comunica con la biblioteca. La stessa luce insufficiente\nluce insufficiente, la stessa solitudine. Mi posizionai vicino alla porta che conduceva alla\nscala centrale e l\u00ec attesi il segnale di Ned Land.\n\nIn quel momento il tremolio della vite diminu\u00ec sensibilmente, poi si ferm\u00f2 del tutto.\ncess\u00f2 del tutto. Il silenzio era ora disturbato solo dai battiti del mio cuore.\nmio cuore. Improvvisamente si sent\u00ec una leggera scossa e capii che la _Nautilus_ si era fermata sul fondo del mare.\nche il _Nautilus_ si era fermato sul fondo dell'oceano. La mia inquietudine\naument\u00f2. Il segnale canadese non arrivava. Mi sentivo incline a raggiungere\nNed Land e pregarlo di rimandare il suo tentativo. Sentivo che non stavamo\nche non stavamo navigando nelle nostre condizioni abituali.\n\nIn quel momento la porta del grande salone si apr\u00ec e apparve il capitano Nemo.\nNemo. Mi vide e, senza altri preamboli, esord\u00ec con un tono di voce amabile\ntono di voce:\n\n Ah, signore! La stavo cercando. Conosce la storia della\nSpagna?\n\nOra, uno potrebbe conoscere a memoria la storia del proprio paese; ma nelle condizioni in cui mi trovavo in quel momento, con la mente e la testa turbate, non\ncondizione in cui mi trovavo in quel momento, con la mente turbata e la testa completamente\nmente turbata e la testa completamente persa, non avrei potuto dire una parola di tutto ci\u00f2.\n\n Bene, continu\u00f2 il Capitano Nemo, avete sentito la mia domanda! Conosce la storia della\nstoria della Spagna?\n\n Molto leggermente, risposi.\n\n Bene, qui ci sono uomini dotti che devono imparare, disse il capitano.  Venite,\nsedetevi e vi racconter\u00f2 un episodio curioso di questa storia. Signore,\nascoltate bene, disse; questa storia vi interesser\u00e0 da una parte, perch\u00e9\nrisponder\u00e0 a una domanda che, senza dubbio, non siete stati in grado di\nrisolvere.\n\n Ascolto, capitano, dissi io, non sapendo a cosa volesse arrivare il mio interlocutore e chiedendomi se questo incidente riguardasse il nostro\ne mi chiedevo se questo incidente fosse rilevante per il nostro\nvolo previsto.\n\n Signore, se non ha obiezioni, torneremo al 1702. Non potete ignorare\nche il vostro re, Luigi XIV, pensando che il gesto di un\ndi un potentato fosse sufficiente per portare i Pirenei sotto il suo giogo, aveva\naveva imposto agli spagnoli il duca d'Angi\u00f2, suo nipote. Questo principe\nregnava pi\u00f9 o meno male con il nome di Filippo V e aveva un forte partito contro di lui all'estero.\ncontro di lui all'estero. L'anno precedente, infatti, le case reali d'Olanda, d'Austria e d'Inghilterra avevano\nd'Olanda, d'Austria e d'Inghilterra avevano concluso un trattato di alleanza all'Aia, con l'intenzione di\nL'anno precedente, infatti, le case reali d'Olanda, d'Austria e d'Inghilterra avevano concluso un trattato di alleanza all'Aia, con l'intenzione di strappare la corona di Spagna dalla testa di\ndi Filippo V e metterla su quella di un arciduca a cui avevano prematuramente dato il titolo di Carlo.\nprematuramente il titolo di Carlo III.\n\n La Spagna doveva resistere a questa coalizione; ma era quasi del tutto sprovvista\ndi soldati e di marinai. Tuttavia, il denaro non sarebbe mancato\ndenaro non sarebbe mancato, a patto che i loro galeoni, carichi di oro e argento\nd'oro e d'argento provenienti dall'America, entrassero nei loro porti. E verso la fine del 1702 si aspettavano\nun ricco convoglio che la Francia stava scortando con una flotta di ventitr\u00e9 vascelli, comandati da\nventitr\u00e9 vascelli, comandata dall'ammiraglio Chateau-Renaud, perch\u00e9 le navi della coalizione stavano gi\u00e0\nnavi della coalizione stavano gi\u00e0 battendo l'Atlantico. Questo convoglio\ndoveva dirigersi a Cadice, ma l'ammiraglio, avendo saputo che una flotta inglese stava\nche una flotta inglese era in crociera in quelle acque, decise di dirigersi verso un porto francese.\n\n I comandanti spagnoli del convoglio si opposero a questa decisione. Volevano\nvolevano essere condotti in un porto spagnolo e, se non a Cadice, nella baia di Vigo, situata sulla costa nord-occidentale della Spagna.\nVigo, situata sulla costa nord-occidentale della Spagna e non bloccata.\nbloccato.\n\n L'ammiraglio Chateau-Renaud ebbe l'imprudenza di obbedire a questa ingiunzione e i galeoni entrarono nella baia di Vigo.\ni galeoni entrarono nella baia di Vigo.\n\n Sfortunatamente, formava una strada aperta che non poteva essere difesa in\nin nessun modo. Dovevano quindi affrettarsi a scaricare i galeoni prima dell'arrivo della\ndella flotta combinata; e il tempo non sarebbe mancato se\nse non fosse sorta all'improvviso un'infelice questione di rivalit\u00e0.\n\n State seguendo la catena degli eventi? chiese il Capitano Nemo.\n\n Perfettamente, dissi io, non conoscendo il fine proposto da questa lezione storica.\nlezione storica.\n\n Continuer\u00f2. Ecco cosa \u00e8 successo. I mercanti di Cadice avevano un\nprivilegio in base al quale avevano il diritto di ricevere tutte le merci\nprovenienti dalle Indie Occidentali. Ora, lo sbarco di questi lingotti nel porto di Vigo\ndi Vigo li privava dei loro diritti. Si lamentarono a Madrid,\ne ottennero il consenso del debole Filippo affinch\u00e9 il convoglio,\nsenza scaricare il carico, rimanesse sequestrato nelle strade di Vigo fino a quando il nemico non\ndi Vigo fino alla scomparsa del nemico.\n\n Ma mentre si prendeva questa decisione, il 22 ottobre 1702, le navi inglesi arrivarono nella baia di Vigo.\nvascelli inglesi arrivarono nella baia di Vigo, quando l'ammiraglio Chateau-Renaud, nonostante le forze inferiori, si batt\u00e9 con coraggio.\nnonostante le forze inferiori, si batt\u00e9 coraggiosamente. Ma, vedendo che il tesoro\nche il tesoro doveva cadere nelle mani del nemico, bruci\u00f2 e affond\u00f2 tutti i galeoni,\nche andarono a fondo con le loro immense ricchezze.\n\nIl Capitano Nemo si ferm\u00f2. Ammetto che non riuscivo ancora a capire perch\u00e9 questa storia\nstoria dovesse interessarmi.\n\n Ebbene?  Ho chiesto.\n\n Ebbene, signor Aronnax, rispose il capitano Nemo, siamo in quella baia di Vigo; e sta a voi decidere se volete penetrare i suoi misteri.\ndipende da voi se riuscirete a penetrare i suoi misteri.\n\nIl capitano si alz\u00f2 e mi disse di seguirlo. Avevo avuto il tempo di riprendermi.\nObbedii. Il salone era buio, ma attraverso il vetro trasparente le\nonde scintillavano. Guardai.\n\nPer mezzo miglio intorno al _Nautilus_, le acque sembravano immerse in una luce elettrica.\nluce elettrica. Il fondo sabbioso era pulito e luminoso. Alcuni membri dell'equipaggio\nequipaggio della nave in tenuta da sub stavano rimuovendo barili mezzi marci e casse vuote\nbarili e casse vuote in mezzo ai relitti anneriti. Da queste casse e da questi barili\nda queste casse e da questi barili fuoriuscivano lingotti d'oro e d'argento,\ncascate di piastre e gioielli. La sabbia ne era piena.\nCarichi del loro prezioso bottino, gli uomini tornarono alla _Nautilus_,\nsi sbarazzarono del loro fardello e tornarono a questa pesca inesauribile di oro e argento.\nd'oro e d'argento.\n\nOra ho capito. Questa fu la scena della battaglia del 22 ottobre 1702.\nottobre 1702. Proprio in questo punto erano affondati i galeoni carichi per il governo spagnolo.\nGoverno spagnolo erano affondati. Qui il capitano Nemo veniva, secondo le sue\na impacchettare i milioni con cui aveva appesantito la _Nautilus_.\nEra per lui e solo per lui che l'America aveva rinunciato ai suoi metalli preziosi.\nEra l'erede diretto, senza nessuno che lo dividesse, di quei tesori strappati agli Inca e ai conquistatori.\ndagli Incas e dai conquistati di Ferdinando Cortez.\n\n Sapevate, signore, chiese sorridendo, che il mare conteneva tali\nricchezza?\n\n Sapevo, risposi, che il valore del denaro tenuto in sospensione in queste\nqueste acque a due milioni.\n\n Senza dubbio; ma per estrarre questo denaro la spesa sarebbe maggiore del profitto.\ndel profitto. Qui, al contrario, non devo far altro che raccogliere ci\u00f2 che l'uomo ha\nperduto, e non solo nella baia di Vigo, ma in mille altri porti dove sono avvenuti naufragi e che sono segnati sul mio sommergibile.\nnaufragi e che sono segnati sulla mia mappa sottomarina. Riuscite a capire\ncapire ora la fonte dei milioni che valgo?\n\n Capisco, capitano. Ma mi permetta di dirle che nell'esplorare la baia di Vigo\nBay siete stati solo in anticipo con una societ\u00e0 rivale.\n\n E quali?\n\n Una societ\u00e0 che ha ricevuto dal governo spagnolo il privilegio di\ndi cercare quei galeoni sepolti. Gli azionisti sono spinti dall'allettante\nallettamento di un'enorme ricompensa, poich\u00e9 valutano questi ricchi relitti\ndi cinquecento milioni di euro.\n\n Erano cinquecento milioni, rispose il Capitano Nemo, ma non lo sono pi\u00f9.\nnon lo sono pi\u00f9.\n\n Proprio cos\u00ec, dissi; e un avvertimento agli azionisti sarebbe un atto di carit\u00e0.\ndi carit\u00e0. Ma chi sa se sarebbe ben accolto? Ci\u00f2 che i giocatori d'azzardo\ndi solito si rammaricano soprattutto non \u00e8 tanto la perdita del loro denaro quanto quella delle loro\nsciocche speranze. Dopotutto, li compatisco meno delle migliaia di sfortunati a cui\nsfortunati per i quali tante ricchezze ben distribuite sarebbero state\nsarebbero state redditizie, mentre per loro saranno per sempre sterili.\n\nNon ho fatto in tempo a esprimere questo rammarico che ho sentito che doveva essere\nferito il Capitano Nemo.\n\n Sterile! esclam\u00f2, con animazione.  Pensate dunque, signore, che\nche queste ricchezze siano perse perch\u00e9 le raccolgo io? \u00c8 solo per me stesso,\nsecondo la vostra idea, che mi prendo la briga di raccogliere questi\ntesori? Chi vi ha detto che non ne faccio un buon uso? Pensate che io\nche io ignori che su questa terra ci sono esseri sofferenti e razze oppresse.\nsu questa terra, creature miserabili da consolare, vittime da vendicare? Non\nnon capite?\n\nIl Capitano Nemo si ferm\u00f2 a queste ultime parole, forse pentendosi di aver parlato cos\u00ec tanto.\ndi aver parlato cos\u00ec tanto. Ma avevo intuito che, qualunque fosse stato il motivo che lo aveva spinto a\nche lo aveva spinto a cercare l'indipendenza sotto il mare, lo aveva lasciato\nancora un uomo, che il suo cuore batteva ancora per le sofferenze dell'umanit\u00e0,\ne che la sua immensa carit\u00e0 era rivolta sia alle razze oppresse che agli individui.\nindividui. E allora capii a chi erano destinati quei milioni\nche erano stati inviati dal Capitano Nemo quando il _Nautilus_ navigava nelle acque di Creta.\nnelle acque di Creta.\n\n\n\n\nCAPITOLO IX\nUN CONTINENTE SCOMPARSO\n\n\nIl mattino seguente, il 19 febbraio, vidi il canadese entrare nella mia stanza.\nstanza. Mi aspettavo questa visita. Sembrava molto deluso.\n\n Ebbene, signore?\n\n Beh, Ned, ieri la fortuna ci \u00e8 stata avversa.\n\n S\u00ec, quel capitano deve fermarsi esattamente all'ora in cui noi intendiamo\nlasciare la sua nave.\n\n S\u00ec, Ned, aveva affari con i suoi banchieri.\n\n I suoi banchieri!\n\n O piuttosto la sua sede bancaria; con questo intendo l'oceano, dove le sue ricchezze sono pi\u00f9 sicure che nei forzieri dello Stato.\nricchezza \u00e8 pi\u00f9 al sicuro che nei forzieri dello Stato.\n\nHo poi raccontato al canadese gli incidenti della notte precedente,\nsperando di riportarlo all'idea di non abbandonare il Capitano; ma il mio racconto non ebbe altro risultato che un energico\nma il mio racconto non ebbe altro risultato che un energico rammarico di Ned\nNed di non aver potuto passeggiare sul campo di battaglia di Vigo per conto suo.\nVigo per conto suo.\n\n Tuttavia, disse, non tutto \u00e8 finito. \u00c8 solo un colpo di arpione\nperso. Un'altra volta dovremo riuscirci; e questa notte, se necessario\n\n In che direzione sta andando il _Nautilus_?  Ho chiesto.\n\n Non lo so, rispose Ned.\n\n A mezzogiorno vedremo il punto.\n\nIl canadese torn\u00f2 al Conseil. Non appena mi sono vestita, sono entrata nel\nsalone. La bussola non era rassicurante. La rotta della\nNautilus_ era S.S.W. Stavamo voltando le spalle all'Europa.\n\nAspettai con una certa impazienza che la nave fosse segnata sulla carta nautica.\ncarta nautica. Verso le undici e mezza i serbatoi furono svuotati e la nostra nave sal\u00ec sulla superficie dell'oceano.\nnave sal\u00ec alla superficie dell'oceano. Mi precipitai verso la piattaforma.\nNed Land mi aveva preceduto. Non c'era pi\u00f9 terra in vista. Solo un immenso\nmare. Alcune vele all'orizzonte, senza dubbio quelle che andavano a San Roque in cerca di venti favorevoli per\nRoque in cerca di venti favorevoli per doppiare il Capo di Buona Speranza. Il tempo era\ntempo era nuvoloso. Si stava preparando una burrasca di vento. Ned si affannava e cercava di\ndi penetrare l'orizzonte nuvoloso. Sperava ancora che dietro tutta quella nebbia\nsi estendeva la terra che tanto desiderava.\n\nA mezzogiorno il sole si \u00e8 mostrato per un istante. Il secondo ha approfittato di questa\nquesta luminosit\u00e0 per prendere quota. Poi, mentre il mare diventava pi\u00f9\npi\u00f9 fluttuante, siamo scesi e il pannello si \u00e8 chiuso.\n\nUn'ora dopo, consultando la carta nautica, ho visto che la posizione del\nNautilus_ era segnata a 16 17 di longitudine e 33 22 di latitudine, a 150 leghe dalla costa pi\u00f9 vicina.\nleghe dalla costa pi\u00f9 vicina. Non c'era modo di fuggire e vi lascio immaginare\nlasciarvi immaginare la rabbia del canadese quando lo informai della nostra situazione.\ndella nostra situazione.\n\nPer quanto mi riguarda, non ero particolarmente dispiaciuto. Mi sentivo alleggerito del carico\nche mi opprimeva e potei tornare con un certo grado di\ncalma al mio lavoro abituale.\n\nQuella sera, verso le undici, ricevetti la visita pi\u00f9 inaspettata\ndel Capitano Nemo. Mi chiese gentilmente se mi sentivo affaticato a causa della\ndalla notte precedente. Risposi negativamente.\n\n Allora, signor Aronnax, le propongo una curiosa escursione.\n\n Proporre, Capitano?\n\n Finora avete visitato le profondit\u00e0 sottomarine solo alla luce del giorno, sotto la\nluce del sole. Vi piacerebbe vederli nell'oscurit\u00e0 della notte?\nbuio della notte?\n\n Molto volentieri.\n\n Vi avverto che il cammino sar\u00e0 faticoso. Dovremo camminare a lungo e\ne dovremo scalare una montagna. Le strade non sono ben tenute.\n\n Quello che dice, Capitano, non fa che aumentare la mia curiosit\u00e0; sono pronto a\nseguirla.\n\n Allora, signore, indosseremo i nostri abiti da sub.\n\nArrivati nel camerino, vidi che n\u00e9 i miei compagni n\u00e9 alcuno dei membri dell'equipaggio della nave\ndell'equipaggio della nave ci avrebbero seguito in questa escursione. Il capitano Nemo\nnon mi aveva nemmeno proposto di portare con me Ned o Conseil.\n\nIn pochi istanti indossammo gli abiti da sub; ci misero sulle spalle i serbatoi, abbondantemente riempiti d'aria, ma senza lampade elettriche.\nsulle nostre spalle i serbatoi, abbondantemente riempiti d'aria, ma non erano state preparate le lampade elettriche.\nma non erano state preparate lampade elettriche. Richiamai l'attenzione del Capitano su questo fatto.\n\n Saranno inutili, ha risposto.\n\nPensai di non aver sentito bene, ma non potei ripetere l'osservazione, perch\u00e9 la testa del capitano era gi\u00e0 sparita nel suo\nosservazione, perch\u00e9 la testa del Capitano era gi\u00e0 sparita nella sua\ncustodia di metallo. Finii di imbracarmi. Sentii che mi mettevano in mano un\nun bastone a punta di ferro nella mia mano, e qualche minuto pi\u00f9 tardi, dopo aver seguito la\ndopo aver eseguito il solito modulo, mettemmo piede sul fondo dell'Atlantico a 150 braccia di profondit\u00e0.\nprofondit\u00e0 di 150 braccia. La mezzanotte era vicina. Le acque erano profondamente\nprofondamente scure, ma il capitano Nemo indic\u00f2 in lontananza una macchia rossastra, una sorta di\nuna specie di grande luce che brillava brillantemente a circa due miglia dal\nNautilus_. Che cosa potesse essere questo fuoco, che cosa potesse alimentarlo, perch\u00e9 e come\nilluminasse la massa liquida, non saprei dire. In ogni caso, ha illuminato la nostra\nvagamente, \u00e8 vero, ma mi abituai presto alla particolare oscurit\u00e0 e capii che, sotto l'effetto del fuoco, la\nbuio e capii, in tali circostanze, l'inutilit\u00e0 dell'apparecchio di Ruhmkorff.\ndell'apparato di Ruhmkorff.\n\nMentre avanzavamo, sentii una specie di ticchettio sopra la mia testa. Il rumore\nraddoppiando, a volte producendo una pioggia continua, capii presto\nla causa. Si trattava di pioggia che cadeva violentemente e che increspava la superficie delle onde.\ndelle onde. Istintivamente mi balen\u00f2 il pensiero che avrei dovuto bagnarmi tutta!\nsarei stato bagnato fino in fondo! Dall'acqua! In mezzo all'acqua! Non potevo\nnon potei fare a meno di ridere di questa strana idea. Ma, in effetti, nella spessa\nspessi abiti da sub, l'elemento liquido non si avverte pi\u00f9 e sembra di essere in un'atmosfera\ndi trovarsi in un'atmosfera un po' pi\u00f9 densa di quella terrestre.\nNiente di pi\u00f9.\n\nDopo mezz'ora di cammino il terreno \u00e8 diventato sassoso. Meduse, microscopici\ncrostacei e pennatule lo illuminavano leggermente con i loro bagliori fosforescenti.\nfosforescente. Ho intravisto pezzi di pietra ricoperti di milioni di\nzoofite e masse di erbacce marine. Spesso i miei piedi scivolavano su questo\ntappeto appiccicoso di erbacce marine e, senza il mio bastone con la punta di ferro, sarei caduto pi\u00f9 di una volta.\nsarei caduto pi\u00f9 di una volta. Voltandomi, potevo ancora vedere la\nlanterna biancastra del _Nautilus_ che cominciava a impallidire in lontananza.\n\nMa la luce rosata che ci guidava aumentava e illuminava l'orizzonte.\nLa presenza di questo fuoco sott'acqua mi lasciava perplesso al massimo grado.\nMi stavo forse dirigendo verso un fenomeno naturale ancora sconosciuto ai\nsalvatori della terra? O addirittura (perch\u00e9 questo pensiero mi attravers\u00f2 il cervello) la mano dell'uomo aveva\nla mano dell'uomo aveva qualcosa a che fare con questa conflagrazione? Aveva forse alimentato questa\nfiamma? Dovevo forse incontrare in questi abissi i compagni e gli amici del capitano Nemo che stava andando a trovare?\nNemo che stava andando a trovare e che, come lui, conducevano questa strana esistenza?\nesistenza? Avrei dovuto trovare laggi\u00f9 un'intera colonia di esiliati che, stanchi delle miserie di questa terra, avevano\ndelle miserie di questa terra, avevano cercato e trovato l'indipendenza nell'oceano profondo?\nprofondo oceano? Tutte queste idee sciocche e irragionevoli mi perseguitavano. E in\nquesta condizione mentale, sovreccitata dal susseguirsi di meraviglie\nche mi passavano continuamente davanti agli occhi, non mi sarei stupito di incontrare\nin fondo al mare una di quelle citt\u00e0 sottomarine di cui sognava il capitano Nemo.\nCapitan Nemo sognava.\n\nLa nostra strada diventava sempre pi\u00f9 leggera. Il barlume bianco arrivava a raggiera dalla\ndalla cima di una montagna alta circa 800 piedi. Ma quello che vedevo era semplicemente\nun riflesso, sviluppato dalla limpidezza delle acque. La fonte di questa\nluce inspiegabile era un fuoco sul lato opposto della montagna.\nmontagna.\n\nIn mezzo a questo labirinto pietroso che solca il fondo dell'Atlantico,\nIl capitano Nemo avanz\u00f2 senza esitazione. Conosceva questa strada tetra.\nSenza dubbio l'aveva percorsa spesso e non poteva perdersi. I\nlo seguii con incrollabile fiducia. Mi sembrava un genio del mare\ndel mare; e, mentre camminava davanti a me, non potevo fare a meno di ammirare la sua\nstatura, che si stagliava nera sull'orizzonte luminoso.\n\nEra l'una di notte quando arrivammo alle prime pendici della montagna.\nmontagna; ma per accedervi dovevamo avventurarci attraverso i difficili sentieri di un\ndifficili sentieri di un vasto boschetto.\n\nS\u00ec; un boschetto di alberi morti, senza foglie, senza linfa, alberi\npietrificati dall'azione dell'acqua e qua e l\u00e0 sovrastati da pini giganteschi.\npini giganteschi. Era come un pozzo di carbone ancora in piedi, che si reggeva per le\nradici al terreno rotto e i cui rami, come ritagli di carta nera, si vedevano distintamente sul\ncome sottili ritagli di carta nera, si vedevano distintamente sul soffitto acquoso. Immaginatevi\nuna foresta nell'Hartz aggrappata ai fianchi della montagna, ma una foresta inghiottita.\nforesta inghiottita. I sentieri erano ingombri di alghe e di fucus,\ntra i quali si aggirava un intero mondo di crostacei. Io andavo avanti,\narrampicandomi sulle rocce, camminando su tronchi allungati, rompendo l'alga\nche pendevano da un albero all'altro e spaventando i pesci, che volavano da un ramo all'altro.\npesci che volavano da un ramo all'altro. Proseguendo, non sentivo alcuna\nstanchezza. Seguivo la mia guida, che non era mai stanca. Che spettacolo!\nCome posso esprimerlo? Come dipingere in questo modo l'aspetto di quei boschi e di quelle rocce\ndi quei boschi e di quelle rocce in questo modo: le parti inferiori scure e selvagge, quelle superiori colorate di\ntinte di rosso, grazie a quella luce che il potere riflettente delle acque\nraddoppiato il potere riflettente delle acque? Ci arrampicammo su rocce che cadevano subito dopo con gigantesche\ngiganteschi e con il basso brontolio di una valanga. A destra e a sinistra correvano\nlunghe e buie gallerie, dove la vista si perdeva. Qui si aprivano vaste radure\nche la mano dell'uomo sembrava aver lavorato; e a volte mi chiedevo se qualche abitante di questi\nse qualche abitante di queste regioni sottomarine non mi sarebbe apparso all'improvviso.\napparire a me.\n\nMa il Capitano Nemo stava ancora montando. Non potevo restare indietro. I\nseguito con coraggio. Il mio bastone mi dava un buon aiuto. Un passo falso sarebbe stato\nsarebbe stato pericoloso sugli stretti passi che scendono verso i lati dei\ngolfi; ma camminai con passo deciso, senza provare alcuna vertigine. Ora\nsalto un crepaccio, la cui profondit\u00e0 mi avrebbe fatto esitare se fosse stato tra i ghiacciai del\nse fosse stato tra i ghiacciai sulla terraferma; ora mi sono avventurato sul tronco instabile di un albero\ntronco di un albero gettato da un abisso all'altro, senza guardare sotto i miei piedi.\nsenza guardare sotto i miei piedi, avendo solo gli occhi per ammirare i luoghi selvaggi di questa regione.\nquesta regione.\n\nL\u00ec, rocce monumentali, appoggiate sulle loro basi tagliate regolarmente, sembravano\nsfidare tutte le leggi dell'equilibrio. Tra le loro ginocchia pietrose spuntavano alberi\nalberi, come un getto sottoposto a una forte pressione, e ne sostenevano altri che li sostenevano.\nloro. Torri naturali, grandi scarpate, tagliate perpendicolarmente, come una tenda\n come una cortina, inclinata di un angolo che le leggi di gravitazione non avrebbero mai potuto\ndi gravitazione non avrebbero mai potuto tollerare nelle regioni terrestri.\n\nDue ore dopo aver lasciato il _Nautilus_ avevamo attraversato la linea degli alberi.\nalberi e un centinaio di metri sopra le nostre teste si ergeva la cima della montagna,\nche gettava un'ombra sulla brillante irradiazione del versante opposto.\nAlcuni arbusti pietrificati correvano fantasticamente qua e l\u00e0. I pesci si alzavano\nsotto i nostri piedi come uccelli nell'erba lunga. Le rocce massicce erano\nfratture impenetrabili, grotte profonde e buchi insondabili,\nin fondo ai quali si sentivano muovere formidabili creature. Il mio\nsangue quando vedevo enormi antenne che mi bloccavano la strada, o qualche artiglio spaventoso che si chiudeva con\nspaventoso artiglio che si chiudeva con un rumore nell'ombra di qualche cavit\u00e0.\nMilioni di punti luminosi brillavano in mezzo all'oscurit\u00e0.\nErano gli occhi di giganteschi crostacei accovacciati nelle loro tane; gigantesche\naragoste giganti che si posizionavano come alabardieri e muovevano le chele con il suono\ncon lo schiocco delle tenaglie; granchi titanici, puntati come una pistola\ncome un cannone sul suo carrello; e polipi dall'aspetto spaventoso, che intrecciano i loro tentacoli come\ntentacoli come un nido vivente di serpenti.\n\nEravamo arrivati al primo binario, dove mi aspettavano altre sorprese.\nsorpresa. Davanti a noi si trovavano alcune rovine pittoresche, che tradivano la mano dell'uomo e non quella del Creatore.\ndell'uomo e non del Creatore. C'erano vasti cumuli di pietra,\ntra i quali si potevano rintracciare le forme vaghe e ombrose di castelli e templi\ne templi, ricoperti da un mondo di zoofite in fiore e sui quali, al posto dell'edera, c'era il mare.\ne su cui, al posto dell'edera, alghe e fucus gettavano uno spesso manto vegetale.\nun fitto manto vegetale. Ma che cos'era questa porzione di globo che era stata inghiottita da\ncataclismi? Chi aveva collocato quelle rocce e quelle pietre come cromlech di\npreistorici? Dove mi trovavo? Dove mi aveva portato la fantasia del Capitano Nemo?\nCapitano Nemo mi aveva spinto?\n\nAvrei voluto chiederglielo; non potendolo fare, lo fermai e gli afferrai il braccio.\nil suo braccio. Ma, scuotendo la testa e indicando il punto pi\u00f9 alto del\nmontagna, sembrava dire:\n\n Venite, venite, venite pi\u00f9 in alto!\n\nLo seguii, e in pochi minuti ero salito in cima, che per un cerchio di dieci metri dominava l'intera massa rocciosa.\nper un cerchio di dieci metri dominava l'intera massa rocciosa.\n\nGuardai il versante che avevamo appena scalato. La montagna non si innalzava\nnon si elevava pi\u00f9 di sette o ottocento piedi sopra il livello della pianura, ma\nsul lato opposto dominava da un'altezza doppia le profondit\u00e0 di questa parte dell'Atlantico.\nquesta parte dell'Atlantico. Il mio sguardo spaziava su un ampio spazio illuminato da una\nuna violenta fulgurazione. In effetti, la montagna era un vulcano.\n\nA cinquanta piedi sopra la vetta, in mezzo a una pioggia di pietre e scorie, un grande cratere vomitava torrenti di lava che cadevano a valle.\nun grande cratere vomitava torrenti di lava che cadevano in una cascata di fuoco nel seno della massa liquida.\ndi lava che cadevano in una cascata di fuoco nel seno della massa liquida. Cos\u00ec situato,\nquesto vulcano illuminava la pianura inferiore come un'immensa torcia, fino agli\nlimiti estremi dell'orizzonte. Ho detto che il cratere sottomarino emetteva lava, ma non\nlava, ma non fiamme. Le fiamme richiedono l'ossigeno dell'aria per essere alimentate e non si possono\ndell'aria per alimentarsi e non possono svilupparsi sott'acqua; ma i flussi di lava, avendo in s\u00e9 i principi della loro incandescenza\nprincipi della loro incandescenza, possono raggiungere il calore bianco e combattere vigorosamente\ncalore bianco, lottare vigorosamente contro l'elemento liquido e trasformarlo in\nvapore per contatto.\n\nCorrenti rapide portano tutti questi gas in diffusione e torrenti di\ndi lava scivolarono verso il fondo della montagna come un'eruzione del Vesuvio su un'altra Terra del Greco.\nun'altra Terra del Greco.\n\nSotto i miei occhi, rovinata, distrutta, c'era una citt\u00e0 con i tetti\ntetti aperti verso il cielo, i templi caduti, gli archi dislocati, le colonne\na terra, da cui si riconosceva ancora il carattere massiccio dell'architettura toscana.\ncarattere massiccio dell'architettura toscana. Pi\u00f9 avanti, alcuni resti di un\ngigantesco acquedotto; qui l'alto basamento di un'acropoli, con la sagoma galleggiante di un\ndi un'acropoli, con la sagoma fluttuante di un Partenone; qui tracce di un molo, come se un antico porto si fosse\ncome se in passato un antico porto si fosse affacciato sui confini dell'oceano e\nscomparso con le sue navi mercantili e le sue galee da guerra. Pi\u00f9 in l\u00e0\nlunghe file di mura sprofondate e di strade ampie e deserte, una perfetta\nPompei, una perfetta Pompei che sfuggiva alle acque. Tale fu lo spettacolo che il capitano Nemo mi port\u00f2 davanti agli occhi!\nNemo mi port\u00f2 davanti agli occhi!\n\nDov'ero? Dov'ero? Devo saperlo ad ogni costo. Cercai di parlare,\nma il Capitano Nemo mi ferm\u00f2 con un gesto e, raccolto un pezzo di pietra gessosa, si avvicin\u00f2 ad una roccia di basalto nero\npietra di gesso, si avvicin\u00f2 a una roccia di basalto nero e tracci\u00f2 l'unica parola\nparola:\n\nATLANTIS\n\nChe luce ha attraversato la mia mente! Atlantide! L'Atlantide di Platone,\nquel continente negato da Origene e da Humbolt, che ne collocavano la scomparsa\nscomparsa tra i racconti leggendari. L'avevo ora davanti agli occhi, con\nocchi, con la testimonianza ineccepibile della sua catastrofe.\nLa regione cos\u00ec inghiottita era al di l\u00e0 dell'Europa, dell'Asia e della Libia, oltre le\ncolonne d'Ercole, dove viveva quel potente popolo, gli Atlantidi,\ncontro cui si scatenarono le prime guerre degli antichi Greci.\n\nCos\u00ec, guidato dal pi\u00f9 strano dei destini, calpestavo le montagne di questo continente\nmontagne di questo continente, toccando con mano quelle rovine vecchie di mille\nmillenarie e contemporanee alle epoche geologiche. I\nstavo camminando nel luogo in cui avevano camminato i contemporanei del primo uomo.\nuomo avevano camminato.\n\nMentre cercavo di fissare nella mia mente ogni dettaglio di questo grandioso paesaggio.\npaesaggio, il Capitano Nemo rimaneva immobile, come pietrificato in una muta\nestasi, appoggiato a una pietra muschiosa. Stava forse sognando quelle generazioni\nscomparse da tempo? Stava chiedendo loro il segreto del destino umano?\nEra forse qui che questo strano uomo era venuto per immergersi in ricordi storici\ne rivivere l'antica vita che non voleva pi\u00f9 vivere\nmoderna? Cosa non avrei dato per conoscere i suoi pensieri, per condividerli,\ncapirli! Rimanemmo per un'ora in questo luogo,\ncontemplando le vaste pianure sotto la luce della lava, che a volte era\na volte era meravigliosamente intensa. Tremiti rapidi percorrevano la\nmontagna causati da gorgoglii interni, rumori profondi, distintamente\ntrasmessi distintamente attraverso il mezzo liquido, erano riecheggiati con maestosa\nmaestoso. In quel momento la luna apparve attraverso la massa di acque\ne gett\u00f2 i suoi pallidi raggi sul continente sepolto. Era solo un bagliore,\nma che effetto indescrivibile! Il Capitano si alz\u00f2, lanci\u00f2 un ultimo sguardo\nsull'immensa pianura e poi mi disse di seguirlo.\n\nScendemmo rapidamente dalla montagna e, una volta superata la foresta minerale, vidi la lanterna del _Nautilus_ brillare come una stella,\nvidi la lanterna del _Nautilus_ brillare come una stella. Il capitano\nIl capitano si diresse subito verso di essa e salimmo a bordo mentre i primi raggi di luce\nluce imbiancavano la superficie dell'oceano.\n\n\n\n\nCAPITOLO X\nLE MINIERE DI CARBONE SOTTOMARINE\n\n\nIl giorno dopo, il 20 febbraio, mi svegliai molto tardi: le fatiche della notte precedente avevano prolungato il sonno fino alle undici.\ndella notte precedente avevano prolungato il mio sonno fino alle undici. I\nmi vestii in fretta e mi affrettai a cercare la rotta del _Nautilus_.\nrotta. Gli strumenti mostravano che era ancora in direzione sud, con una velocit\u00e0 di venti miglia all'ora e una\nvelocit\u00e0 di venti miglia all'ora e una profondit\u00e0 di cinquanta braccia.\n\nLe specie di pesci qui presenti non differiscono molto da quelle gi\u00e0\ngi\u00e0 notate. C'erano raggi di dimensioni gigantesche, lunghi cinque metri e dotati di grande forza muscolare, che permettevano loro di\ndi cinque metri e dotate di una grande forza muscolare che permetteva loro di\nsquali di molti tipi; tra gli altri, uno lungo quindici metri,\ncon denti triangolari e affilati, la cui trasparenza lo rendeva quasi invisibile nell'acqua.\ninvisibile nell'acqua.\n\nTra i pesci ossei Conseil ne not\u00f2 alcuni lunghi circa tre metri, armati alla mascella superiore di\nspada perforante sulla mascella superiore; altre creature dai colori sgargianti,\ndi colori vivaci, conosciute ai tempi di Aristotele con il nome di drago di mare, che sono pericolose da catturare\npericolose da catturare a causa degli spuntoni sul dorso.\n\nVerso le quattro, il terreno, generalmente composto da uno spesso fango misto a legno pietrificato, cambi\u00f2 gradualmente e divenne pi\u00f9 pietroso.\nlegno pietrificato, cambi\u00f2 gradualmente e divenne pi\u00f9 pietroso, e sembrava cosparso di conglomerato e pezzi di basalto.\nsembrava cosparso di conglomerato e pezzi di basalto, con una spolverata di lava.\ndi lava. Pensai che alle lunghe pianure stesse succedendo una regione montuosa.\npianure; e cos\u00ec, dopo alcune evoluzioni del _Nautilus_, vidi l'orizzonte a sud sbarrare la strada a un'ora di distanza.\nl'orizzonte meridionale bloccato da un'alta muraglia che sembrava chiudere\nogni uscita. La sua sommit\u00e0 superava evidentemente il livello dell'oceano. Deve essere\nun continente, o almeno un'isola delle Canarie o di Capo Verde.\nCapo Verde. Non avendo ancora preso la direzione, forse\nforse volutamente, ignoravo la nostra posizione esatta. In ogni caso, un tale muro\nmuro mi sembrava segnare i limiti di quell'Atlantide, di cui in realt\u00e0 avevamo\nin realt\u00e0 ne avevamo attraversato solo una minima parte.\n\nSarei dovuto rimanere ancora a lungo alla finestra ad ammirare le bellezze del mare e del cielo.\ndel mare e del cielo, ma i pannelli si chiusero. In questo momento il _Nautilus_\narriv\u00f2 al lato di questo muro alto e perpendicolare. Cosa avrebbe fatto,\nnon potevo immaginare. Tornai nella mia stanza; non si muoveva pi\u00f9. Mi sdraiai\ncon la piena intenzione di svegliarmi dopo qualche ora di sonno;\nma erano le otto del giorno dopo quando entrai nel salone. I\nguardai il manometro. Mi disse che il _Nautilus_ galleggiava sulla superficie dell'oceano.\nsuperficie dell'oceano. Inoltre, sentii dei passi sulla piattaforma. I\nandai al pannello. Era aperto, ma invece di essere alla luce del giorno, come mi aspettavo, ero circondato da una profonda oscurit\u00e0.\ncome mi aspettavo, ero circondato da una profonda oscurit\u00e0. Dove eravamo? Mi ero\nsbagliato? Era ancora notte? No; non brillava una stella e la notte non ha\nnon ha quella totale oscurit\u00e0.\n\n\n[Il _Nautilus_ galleggiava vicino a una montagna.\n\n\nNon sapevo cosa pensare, quando una voce vicino a me disse:\n\n \u00c8 lei, professore?\n\n Ah! Capitano, risposi, dove siamo?\n\n Sottoterra, signore.\n\n Metropolitana!  esclamai.  E il _Nautilus_ galleggia ancora?\n\n Galleggia sempre.\n\n Ma non capisco.\n\n Aspettate qualche minuto, la nostra lanterna sar\u00e0 accesa e, se vi piacciono i luoghi luminosi, sarete soddisfatti.\nluoghi, sarete soddisfatti.\n\nRimasi in piedi sulla piattaforma e aspettai. L'oscurit\u00e0 era cos\u00ec completa che\nnon riuscivo nemmeno a vedere il Capitano Nemo; ma, guardando verso lo zenit, esattamente\nsopra la mia testa, mi sembr\u00f2 di cogliere un bagliore indeciso, una sorta di crepuscolo\nche riempiva un foro circolare. In quell'istante la lanterna si accese e la sua vividezza\nvivida che dissipava la debole luce. Chiusi gli occhi abbagliati per un\nper un istante e poi guardai di nuovo. Il _Nautilus_ era fermo, galleggiante\nvicino a una montagna che formava una specie di banchina. Il lago, quindi, sostenendo\nera un lago imprigionato da un cerchio di mura che misurava due miglia di diametro e sei di circonferenza.\ndiametro e sei di circonferenza. Il suo livello (come mostrava il manometro)\nnon poteva che essere uguale a quello esterno, perch\u00e9 doveva necessariamente esserci una\nnecessariamente una comunicazione tra il lago e il mare. Le alte pareti divisorie,\nappoggiati in avanti sulla loro base, si sviluppavano in un tetto a volta che aveva la forma di un\na forma di un immenso imbuto capovolto, con un'altezza di circa\ndi circa cinquecento o seicento metri di altezza. Alla sommit\u00e0 si trovava un orifizio circolare, dal quale avevo colto\nche avevo colto un leggero bagliore di luce, evidentemente la luce del giorno.\n\n Dove siamo?  Ho chiesto.\n\n Nel cuore di un vulcano spento, il cui interno \u00e8 stato invaso dal mare, dopo una grande convulsione della terra.\n\u00e8 stato invaso dal mare, dopo una grande convulsione della terra.\nMentre lei dormiva, professore, il _Nautilus_ \u00e8 penetrato in questa laguna attraverso un canale naturale\nlaguna attraverso un canale naturale che si apre a circa dieci metri sotto la superficie dell'oceano.\nsuperficie dell'oceano. Questo \u00e8 il suo porto di rifugio, sicuro, comodo e misterioso,\nsicuro, comodo e misterioso, al riparo da tutte le tempeste. Mostratemi, se\nse potete, sulle coste di uno qualsiasi dei vostri continenti o delle vostre isole, una strada\nche possa dare un rifugio cos\u00ec perfetto da tutte le tempeste.\n\n Certo, risposi, qui siete al sicuro, capitano Nemo. Chi\npotrebbe raggiungervi nel cuore di un vulcano? Ma non ho visto un'apertura\nalla sua sommit\u00e0?\n\n S\u00ec, il suo cratere, un tempo pieno di lava, vapore e fiamme, che ora d\u00e0 accesso all'aria vitale che respiriamo.\nche ora d\u00e0 accesso all'aria vivificante che respiriamo.\n\n Ma cos'\u00e8 questa montagna vulcanica?\n\n Appartiene a una delle numerose isole di cui \u00e8 disseminato questo mare.\nper le navi un semplice banco di sabbia, per noi un'immensa caverna. Il caso mi ha portato\na scoprirla, e il caso mi ha servito bene.\n\n Ma a cosa serve questo rifugio, capitano? Il _Nautilus_ non vuole\nporto.\n\n No, signore; ma vuole l'elettricit\u00e0 per muoversi, e i mezzi per produrre l'elettricit\u00e0.\nper produrre l'elettricit\u00e0, il sodio per alimentare gli elementi, il carbone per ottenere il sodio e una miniera di carbone per fornire il carbone.\ncarbone da cui ricavare il sodio e una miniera di carbone che fornisca il carbone. E proprio in questo\nil mare copre intere foreste incastonate durante i periodi geologici, ora mineralizzate e trasformate in\ngeologiche, ora mineralizzate e trasformate in carbone; per me sono una miniera inesauribile.\nminiera inesauribile.\n\n I suoi uomini seguono il mestiere di minatori qui, quindi, capitano?\n\n Esattamente cos\u00ec. Queste miniere si estendono sotto le onde come le miniere di\nNewcastle. Qui, in tenuta da sub, con piccozza e pala in mano,\ni miei uomini estraggono il carbone, che non chiedo nemmeno alle miniere della terra.\nterra. Quando brucio questo combustibile per la fabbricazione del sodio, il fumo che fuoriesce dal cratere\nfumo, che fuoriesce dal cratere della montagna, le conferisce l'aspetto di un\ndi un vulcano ancora attivo.\n\n E vedremo i vostri compagni al lavoro?\n\n No, non questa volta almeno, perch\u00e9 ho fretta di continuare il nostro giro della terra\ngiro sottomarino della Terra. Quindi mi accontenter\u00f2 di attingere\ndalla riserva di sodio che gi\u00e0 possiedo. Il tempo per il carico \u00e8\nun solo giorno e continuiamo il nostro viaggio. Quindi, se desiderate superare\nla caverna e fare il giro della laguna, dovete approfittare della giornata di oggi, M. Aronnax.\ndi oggi, signor Aronnax.\n\nRingraziai il capitano e andai a cercare i miei compagni, che non erano ancora usciti dalla\nancora lasciato la cabina. Li invitai a seguirmi senza dire dove\ndove ci trovavamo. Salirono sulla piattaforma. Conseil, che non si stupiva di nulla, sembrava considerare\nnulla, sembr\u00f2 considerare del tutto naturale che si svegliasse\nsotto una montagna, dopo essersi addormentato sotto le onde. Ma Ned\nLand non pensava ad altro che a scoprire se la caverna avesse un'uscita.\nDopo colazione, verso le dieci, scendemmo sulla montagna.\n\n Eccoci di nuovo sulla terraferma, disse Conseil.\n\n Non chiamo questa terra, disse il canadese.  E poi non siamo su di essa, ma sotto di essa.\nsu di essa, ma sotto di essa.\n\nTra le pareti delle montagne e le acque del lago si estendeva una riva sabbiosa che, nella sua massima ampiezza, misurava cinquecento piedi.\nuna riva sabbiosa che, nella sua massima ampiezza, misurava cinquecento piedi.\nSu questo terreno si poteva facilmente fare il giro del lago. Ma la base\ndelle alte pareti era un terreno pietroso, con conche vulcaniche e\nenormi pietre pomice che giacevano in pittoreschi cumuli. Tutte queste masse staccate\nmasse staccate, ricoperte di smalto, levigate dall'azione dei fuochi sotterranei, brillano\nfuochi sotterranei, risplendevano alla luce della nostra lanterna elettrica.\nlanterna elettrica. La polvere di mica della riva, che si sollevava sotto i nostri piedi, volava come una nuvola di scintille.\nuna nuvola di scintille. Il fondo ora si alzava sensibilmente e ben presto arrivammo a\nlunghi pendii tortuosi, o piani inclinati, che ci portavano pi\u00f9 in alto per gradi.\nma fummo costretti a camminare con attenzione tra questi\nconglomerati, non legati da alcun cemento, con i piedi che scivolavano sui cristalli, sul feltro e sul quarzo.\ncristallo, felspato e quarzo.\n\nLa natura vulcanica di questo enorme scavo era confermata da tutti i lati.\nlati, e lo feci notare ai miei compagni.\n\n Immaginatevi, dissi io, cosa doveva essere questo cratere quando\nriempito di lava bollente, e quando il livello del liquido incandescente\nincandescente si innalzava fino all'orifizio della montagna, come se fosse fuso sulla sommit\u00e0 di un piatto\npiastra rovente.\n\n Lo immagino perfettamente, disse Conseil.  Ma, signore, mi direte\nperch\u00e9 il Grande Architetto ha sospeso le operazioni e come mai\nla fornace \u00e8 sostituita dalle tranquille acque del lago?\n\n Molto probabilmente, Conseil, perch\u00e9 una convulsione sotto l'oceano ha prodotto proprio quella\nha prodotto proprio quell'apertura che \u00e8 servita da passaggio per il\nNautilus_. Le acque dell'Atlantico si sono poi riversate all'interno della montagna.\nmontagna. Ci deve essere stata una terribile lotta tra i due elementi, una lotta che si \u00e8 conclusa con l'esplosione della montagna.\nelementi, una lotta che si concluse con la vittoria di Nettuno. Ma molte\nda allora sono trascorse molte epoche e il vulcano sommerso \u00e8 oggi una grotta\ngrotta pacifica.\n\n Molto bene, rispose Ned Land; accetto la spiegazione, signore; ma, nel nostro stesso interesse, mi dispiace che l'apertura di cui lei parla non sia stata\nnostro interesse, mi dispiace che l'apertura di cui parlate non sia stata\nsopra il livello del mare.\n\n Ma, amico Ned, disse Conseil, se il passaggio non fosse stato sotto il mare, il _Nautilus_ non avrebbe potuto attraversarlo.\nmare, il _Nautilus_ non avrebbe potuto attraversarlo.\n\nContinuammo a salire. I gradini diventavano sempre pi\u00f9 perpendicolari e stretti.\ne stretti. Profondi scavi, che eravamo costretti ad attraversare, li tagliavano\nqua e l\u00e0; le masse in pendenza dovevano essere girate. Scivolammo sulle ginocchia\ne strisciando. Ma la destrezza di Conseil e la forza del canadese\ncanadese superarono tutti gli ostacoli. A un'altezza di circa 31 piedi la natura del terreno cambiava senza\ndel terreno cambiava senza diventare pi\u00f9 praticabile. Al\nconglomerato e alla trachite subentr\u00f2 il basalto nero, il primo distribuito in strati pieni di bolle, il secondo\nstrati pieni di bolle, il secondo formando prismi regolari, disposti a mo' di colonnato a sostegno della sorgente del\ncome un colonnato che sorregge la sorgente dell'immensa volta, un ammirevole\nun mirabile esempio di architettura naturale. Tra i blocchi di basalto si snodavano\ndi lava, da tempo raffreddata, incrostata di raggi bituminosi; e in alcuni punti vi sono dei flussi di lava\ne in alcuni punti si stendevano ampi tappeti di zolfo. A\nluce pi\u00f9 potente splendeva attraverso il cratere superiore, gettando un vago luccichio\nvaga luce su queste depressioni vulcaniche per sempre sepolte nel seno di questa\ndi questa montagna spenta. Ma la nostra marcia verso l'alto si \u00e8 presto fermata a un'altezza di circa duecentocinquanta\naltezza di circa duecentocinquanta metri da ostacoli invalicabili.\nC'era un arco a volta completo che ci sovrastava e la nostra ascesa fu trasformata in una passeggiata circolare.\na una camminata circolare. All'ultimo cambiamento la vita vegetale ha iniziato a\ncon quella minerale. Alcuni arbusti e persino alcuni alberi sono cresciuti dalle fratture delle pareti.\ndalle fratture delle pareti. Riconobbi alcune euforbie, da cui usciva lo zucchero\nzucchero caustico che ne derivava; gli eliotropi, del tutto incapaci di\ndi giustificare il loro nome, lasciavano cadere tristemente i loro grappoli di fiori, il loro colore e il loro profumo\ncolore e il profumo sono per met\u00e0 scomparsi. Qua e l\u00e0 alcuni crisantemi\ncrescevano timidamente ai piedi di un'aloe dalle foglie lunghe e malaticce.\nMa tra i torrenti di lava ho visto alcune violette ancora\nleggermente profumate e ammetto di averle annusate con piacere. Il profumo\n\u00e8 l'anima del fiore, e i fiori di mare non hanno anima.\n\nEravamo arrivati ai piedi di alcuni robusti alberi di drago, che con le loro robuste radici avevano\nspingevano le rocce con le loro forti radici, quando Ned Land\nesclam\u00f2:\n\n Ah! Signore, un alveare! Un alveare!\n\n Un alveare!  Risposi, con un gesto di incredulit\u00e0.\n\n S\u00ec, un alveare, ripet\u00e9 il canadese, e le api che vi ronzano intorno.\n\nMi avvicinai e fui costretto a credere ai miei occhi. In un buco\nin un foro praticato in uno degli alberi di drago c'erano alcune migliaia di questi ingegnosi\ninsetti ingegnosi, cos\u00ec comuni in tutte le Canarie e il cui prodotto \u00e8 tanto apprezzato.\nstimati. Naturalmente il canadese desiderava raccogliere il miele,\ne non potevo certo oppormi al suo desiderio. Una quantit\u00e0 di foglie secche, mescolate\ncon lo zolfo, accese una scintilla dalla sua pietra focaia e inizi\u00f2 ad affumicare le api.\nle api. Il ronzio cess\u00f2 a poco a poco e l'alveare alla fine\nalla fine l'alveare produsse diversi chili di miele dolcissimo, con cui Ned Land riemp\u00ec il suo tascapane.\nNed Land riemp\u00ec il suo tascapane.\n\n Quando avr\u00f2 mescolato questo miele con la pasta del frutto del pane, disse\ndisse, sar\u00f2 in grado di offrirvi una torta succulenta.\n\n[Nota del trascrittore: in questa edizione il frutto del pane \u00e8 stato sostituito dall'artocarpus.\n artocarpus in questa edizione].\n\n\n Parola mia, disse Conseil, sar\u00e0 di pan di zenzero.\n\n Non importa il pan di zenzero, dissi io; continuiamo la nostra interessante\npasseggiata.\n\nA ogni svolta del sentiero che stavamo percorrendo, il lago appariva in tutta la sua\nlunghezza e ampiezza. La lanterna illuminava tutta la sua superficie pacifica, che non conosceva\nsuperficie pacifica, che non conosceva n\u00e9 increspature n\u00e9 onde. Il _Nautilus_ rimaneva\nperfettamente immobile. Sulla piattaforma e sulla montagna, l'equipaggio della nave lavorava come un'ombra nera\nequipaggio della nave lavoravano come ombre nere chiaramente scolpite contro l'atmosfera\nluminosa dell'atmosfera. Stavamo ormai aggirando la cresta pi\u00f9 alta dei primi\nprimi strati di roccia che sostenevano il tetto. Vidi allora che le api non erano\nche le api non erano gli unici rappresentanti del regno animale all'interno di questo vulcano.\nquesto vulcano. Gli uccelli rapaci si libravano qua e l\u00e0 nell'ombra, oppure\no fuggivano dai loro nidi in cima alle rocce. C'erano sparvieri\nsparvieri, con il petto bianco, e gheppi, e gi\u00f9 per i pendii sgambettavano,\ncon le loro lunghe zampe, diverse belle e grasse otarde. Lascio a chiunque immaginare\nimmaginare la bramosia del canadese alla vista di questa selvaggina saporita, e se non si sia pentito\nselvaggina e se non rimpiangesse di non avere un fucile. Ma fece del suo meglio\ndi sostituire il piombo con le pietre e, dopo diversi tentativi infruttuosi,\ndopo diversi tentativi infruttuosi, riusc\u00ec a ferire un magnifico uccello. Dire che rischi\u00f2 la vita venti volte prima di\nvita venti volte prima di raggiungerlo \u00e8 la verit\u00e0; ma ci riusc\u00ec cos\u00ec bene che la creatura si un\u00ec al miele.\ncos\u00ec bene che la creatura si un\u00ec alle torte di miele nella sua borsa. Eravamo\ncostretti a scendere verso la riva, poich\u00e9 la cresta diventava\nimpraticabile. Sopra di noi il cratere sembrava spalancarsi come la bocca di un pozzo.\npozzo. Da questo punto si poteva vedere chiaramente il cielo e le nuvole,\ndissipate dal vento di ponente, lasciavano dietro di s\u00e9, anche sulla cima della\ndella montagna, i loro resti nebbiosi, prova certa che si era solo\nmoderatamente alta, perch\u00e9 il vulcano non si elevava pi\u00f9 di ottocento metri sopra il livello dell'oceano.\nnon si elevava pi\u00f9 di ottocento piedi sopra il livello dell'oceano. Mezz'ora dopo l'ultima impresa dei canadesi\ncanadese, avevamo riguadagnato la riva interna. Qui la flora era\nqui la flora era rappresentata da grandi tappeti di cristalli marini, una piccola pianta umbellifera\numbellifera molto buona da sottaceto, che porta anche il nome di pierce-stone e finocchio marino.\ne finocchio marino. Conseil ne raccolse alcuni fasci. Per quanto riguarda la fauna,\nsi potrebbero contare migliaia di crostacei di ogni tipo, aragoste,\naragoste, granchi, granseole, gamberi camaleonte e un gran numero di conchiglie,\nconchiglie, pesci di scoglio e patelle. Tre quarti d'ora dopo avevamo terminato la nostra\nla nostra camminata tortuosa ed eravamo a bordo. L'equipaggio aveva appena finito di\ncaricare il sodio e la _Nautilus_ avrebbe potuto partire in quell'istante.\nMa il capitano Nemo non diede alcun ordine. Voleva forse aspettare la notte e\nlasciare il passaggio sottomarino di nascosto? Forse s\u00ec. Comunque sia,\nil giorno dopo, il _Nautilus_, lasciato il suo porto, si allontan\u00f2 da ogni terra\nterra a pochi metri sotto le onde dell'Atlantico.\n\n\n\n\nCAPITOLO XI\nIL MARE DEI SARGASSI\n\n\nQuel giorno il _Nautilus_ attravers\u00f2 una parte singolare dell'Oceano Atlantico.\nNessuno pu\u00f2 ignorare l'esistenza di una corrente di acqua calda\nconosciuta con il nome di Corrente del Golfo. Dopo aver lasciato il Golfo della\nFlorida, ci dirigemmo verso le Spitzbergen. Ma prima di entrare nel\nprima di entrare nel Golfo del Messico, a circa 45\u00b0 di lat. nord, questa corrente si divide in due bracci.\nbraccia, il principale dei quali si dirige verso le coste dell'Irlanda e della Norvegia,\nmentre il secondo piega verso sud all'altezza delle Azzorre;\npoi, toccando la costa africana e descrivendo un ovale allungato,\nritorna alle Antille. Questo secondo braccio, pi\u00f9 che un braccio, \u00e8 un collare che\ncirconda con i suoi cerchi d'acqua calda quella porzione di oceano freddo, tranquillo e inamovibile che si chiama S\noceano freddo, calmo e immobile chiamato Mar dei Sargassi, un lago perfetto nell'Atlantico aperto.\nAtlantico aperto: ci vogliono non meno di tre anni perch\u00e9 la grande corrente\nper girarci intorno. Tale era la regione che il _Nautilus_ stava visitando,\nun prato perfetto, un tappeto fitto di alghe, fucus e bacche tropicali, cos\u00ec fitto e cos\u00ec compatto\nbacche tropicali, cos\u00ec fitte e compatte che il gambo di un'imbarcazione difficilmente poteva\ndifficilmente il gambo di un'imbarcazione avrebbe potuto aprirsi un varco. E il Capitano Nemo, non volendo impigliare la sua\nin questa massa erbacea, si mantenne qualche metro sotto la superficie delle\ndelle onde. Il nome Sargasso deriva dalla parola spagnola sargazzo\nche significa alga. Il kelp, o pianta a bacca, \u00e8 la principale formazione\nformazione di questo immenso banco. E questo \u00e8 il motivo per cui queste piante\nsi uniscono nel pacifico bacino dell'Atlantico. L'unica spiegazione che\nspiegazione che si pu\u00f2 dare, dice, mi sembra derivare dall'esperienza nota a tutto il mondo.\nda tutto il mondo. Mettete in un vaso alcuni frammenti di sughero o di un altro corpo\ngalleggianti, e fate compiere all'acqua del vaso un movimento circolare,\ni frammenti sparsi si uniranno in un gruppo al centro della superficie liquida, ovvero\nsuperficie liquida, cio\u00e8 nella parte meno agitata. Nel\nfenomeno che stiamo considerando, l'Atlantico \u00e8 il vaso, la Corrente del Golfo la corrente circolare e la S\nla corrente circolare e il Mar dei Sargassi il punto centrale in cui si uniscono i corpi galleggianti.\ncentrale in cui si uniscono i corpi galleggianti.\n\nCondivido l'opinione di Maury, e ho potuto studiare il fenomeno proprio nel\nproprio in mezzo, dove le imbarcazioni penetrano raramente. Sopra di noi galleggiavano prodotti\ndi tutti i tipi, ammassati tra queste piante marroncine; tronchi di alberi\ntronchi di alberi strappati dalle Ande o dalle Montagne Rocciose e portati a galla dal Rio delle Amazzoni o dal Mississippi.\no dal Mississippi; numerosi relitti, resti di chiglie o di fondi di navi\ndi navi, con le fiancate bucate e cos\u00ec appesantite da conchiglie e cirripedi che non potevano\nconchiglie e cirripedi da non poter pi\u00f9 risalire in superficie. E il tempo\nun giorno giustificher\u00e0 l'altra opinione di Maury, secondo la quale queste sostanze cos\u00ec\naccumulate per secoli si pietrificheranno per l'azione dell'acqua\ne formeranno delle miniere di carbone inesauribili, una preziosa riserva preparata\ndalla Natura lungimirante per il momento in cui l'uomo avr\u00e0 esaurito le miniere dei continenti.\nminiere dei continenti.\n\nIn mezzo a questa massa inestricabile di piante e di erbacce marine, ho notato alcune\ndi alcionie e attinie rosa, con i loro lunghi tentacoli, e medus, verdi, rossi e blu.\ntentacoli che li seguono, e medus, verdi, rossi e blu.\n\nPer tutta la giornata del 22 febbraio passammo nel Mar dei Sargassi,\ndove i pesci che prediligono le piante marine trovano abbondantemente\nnutrimento. Il giorno dopo, l'oceano era tornato al suo aspetto abituale.\nDa quel momento, per diciannove giorni, dal 23 febbraio al 12 marzo, la _Nautentica_ \u00e8 tornata al suo aspetto abituale.\nmarzo, la _Nautilus_ si mantenne in mezzo all'Atlantico, trasportandoci alla velocit\u00e0 costante di cento\nAtlantico, portandoci a una velocit\u00e0 costante di cento leghe in ventiquattro ore.\nIl Capitano Nemo intendeva evidentemente realizzare il suo programma sottomarino,\ne immaginai che avesse intenzione, dopo aver doppiato Capo Horn, di tornare nei\ni mari australiani del Pacifico. Ned Land aveva motivo di temere. In questi\nin questi grandi mari, privi di isole, non potevamo tentare di lasciare il\nbarca. N\u00e9 avevamo alcun mezzo per opporci alla volont\u00e0 del Capitano Nemo. La nostra unica\nera sottometterci; ma ci\u00f2 che non potevamo ottenere n\u00e9 con la forza n\u00e9 con l'astuzia, mi piaceva pensare di poterlo ottenere con la persuasione.\nastuzia, mi piaceva pensare che si potesse ottenere con la persuasione. Questo viaggio\nnon avrebbe acconsentito a restituirci la libert\u00e0, con il giuramento di non rivelare mai la sua esistenza?\nun giuramento d'onore che avremmo dovuto mantenere religiosamente.\nreligiosamente mantenuto. Ma dobbiamo considerare questa delicata questione con il\nCapitano. Ma ero libero di rivendicare questa libert\u00e0? Non aveva forse detto lui stesso\nfin dall'inizio, con la massima fermezza, che il segreto della sua vita\nesigeva da lui la nostra prigionia a lungo termine a bordo del _Nautilus?\nnon gli sarebbe apparso come una tacita accettazione della nostra situazione?\ndella nostra situazione? E un ritorno sull'argomento non avrebbe forse sollevato\nsospetti che potrebbero danneggiare i nostri progetti, se in un futuro\nun'occasione favorevole per ritornare su di essi?\n\nDurante i diciannove giorni sopra menzionati, non si \u00e8 verificato alcun tipo di incidente\nche segnalasse il nostro viaggio. Ho visto poco il Capitano; era al lavoro.\nal lavoro. In biblioteca trovavo spesso i suoi libri lasciati aperti, specialmente quelli di storia naturale.\ndi storia naturale. Il mio lavoro sulle profondit\u00e0 sottomarine, da lui\nlui, era ricoperto di note marginali, spesso in contraddizione con le mie teorie e i miei sistemi.\nsistemi; ma il Capitano si accontentava di ripulire il mio lavoro.\nlavoro; era molto raro che ne discutesse con me. A volte sentivo\ni toni malinconici del suo organo; ma solo di notte, nel mezzo della pi\u00f9 profonda oscurit\u00e0, quando\noscurit\u00e0 pi\u00f9 profonda, quando il _Nautilus_ dormiva sull'oceano deserto.\noceano. Durante questa parte del nostro viaggio navigammo per giorni interi sulla\nsuperficie delle onde. Il mare sembrava abbandonato. Pochi velieri,\nsulla strada per l'India, si dirigevano verso il Capo di Buona Speranza. Un giorno\nun giorno fummo seguiti dalle barche di una baleniera che, senza dubbio, ci scambi\u00f2 per qualche\nenorme balena di gran prezzo; ma il capitano Nemo non voleva che quei degni\ndi perdere tempo e fatica, e cos\u00ec pose fine all'inseguimento immergendosi\nsotto l'acqua. La nostra navigazione continu\u00f2 fino al 13 marzo; quel giorno la _Nautilus\nquel giorno la _Nautilus_ fu impiegata per fare delle scandagliate, che mi interessarono molto.\nche mi interessavano molto. Avevamo fatto circa 13.000 leghe dalla nostra partenza dalle\ndalla nostra partenza dall'alto mare del Pacifico. I rilevamenti ci davano 45\n37 S. di lat. e 37 53 W. di long. Era la stessa acqua in cui\nDenham dell'Herald aveva scandagliato 7.000 braccia senza trovare il fondo.\nfondo. Anche l\u00ec il tenente Parker, della fregata americana\nCongress, non riusc\u00ec a toccare il fondo con 15.140 braccia. Il capitano Nemo\nintendeva cercare il fondo dell'oceano con una diagonale sufficientemente\nsufficientemente allungata per mezzo di piani laterali posti ad angolo di 45 con la linea di galleggiamento della\ncon la linea di galleggiamento del _Nautilus_. Poi la vite si mise al lavoro alla sua\nvelocit\u00e0 massima, con le quattro pale che battevano le onde con una forza descrivibile.\nforza descrivibile. Sotto questa potente pressione, lo scafo della _Nautilus_\nfremeva come una corda sonora e affondava regolarmente sotto l'acqua.\n\nA 7.000 braccia vidi alcune cime nerastre che si ergevano in mezzo alle acque.\nacque; ma queste cime potrebbero appartenere ad alte montagne come l'Himalaya o il Monte Bianco, ancora pi\u00f9 alte.\nHimalaya o il Monte Bianco, ancora pi\u00f9 alte; e la profondit\u00e0 dell'abisso rimaneva incalcolabile.\nincalcolabile. Il _Nautilus_ scendeva ancora pi\u00f9 in basso, nonostante la\nla grande pressione. Sentivo le piastre d'acciaio tremare ai\nbulloni; le sue sbarre si piegavano, i suoi divisori gemevano; le finestre del salone sembravano curvare\nfinestre del salone sembravano incurvarsi sotto la pressione delle acque.\nE questa solida struttura avrebbe senza dubbio ceduto, se, come aveva detto il suo\ncapitano, non fosse stata in grado di resistere come un solido blocco.\nsolido. Avevamo raggiunto una profondit\u00e0 di 16.000 metri (quattro leghe), e i fianchi della nave _Nautilililas_ erano in grado di resistere come un solido blocco.\nlati del _Nautilus_ sopportavano una pressione di 1.600 atmosfere, cio\u00e8 3.200 libbre.\ncio\u00e8 3.200 libbre per ogni due quinti di pollice quadrato della sua superficie.\nsuperficie.\n\n In che situazione ci si trova!  Ho esclamato.  Invadere queste profonde\nregioni profonde dove l'uomo non ha mai camminato! Guardi, Capitano, guardi queste\nmagnifiche rocce, queste grotte disabitate, questi ricettacoli pi\u00f9 bassi del globo\ndel globo, dove la vita non \u00e8 pi\u00f9 possibile! Quali panorami sconosciuti ci sono\nqui! Perch\u00e9 non possiamo conservarne il ricordo?\n\n Volete portare con voi qualcosa di pi\u00f9 del semplice ricordo?\nNemo.\n\n Cosa intende dire con queste parole?\n\n Intendo dire che non c'\u00e8 niente di pi\u00f9 facile che fare una vista fotografica\ndi questa regione sottomarina.\n\nNon ebbi il tempo di esprimere la mia sorpresa per questa nuova proposta, quando, al richiamo del capitano Nemo, fu portato nel salone un obiettivo.\nCapitano Nemo, un obiettivo fu portato nel salone. Attraverso\nattraverso il pannello ampiamente aperto, la massa liquida brillava di elettricit\u00e0,\nche era distribuita con tale uniformit\u00e0 che non si vedeva n\u00e9 un'ombra n\u00e9 una\nnon un'ombra, n\u00e9 una gradazione, nella nostra luce artificiale. Il _Nautilus_\nrimaneva immobile, la forza della sua vite era attenuata dall'inclinazione dei suoi piani.\ndei suoi piani: lo strumento fu appoggiato sul fondo del sito oceanico e in pochi secondi\noceanico, e in pochi secondi avevamo ottenuto un perfetto negativo.\n\nMa, terminata l'operazione, il capitano Nemo disse: \"Risaliamo; non dobbiamo abusare della nostra posizione n\u00e9 esporre troppo a lungo il _Nautilus_ a una simile situazione\".\nnon dobbiamo abusare della nostra posizione, n\u00e9 esporre troppo a lungo il _Nautilus_ a una cos\u00ec grande\npressione cos\u00ec forte.\n\n Salire di nuovo!  Ho esclamato.\n\n Tenere bene.\n\nNon ebbi il tempo di capire perch\u00e9 il Capitano mi avesse ammonito in questo modo, quando fui gettato in avanti sul tappeto.\nfui gettato in avanti sul tappeto. A un segnale del capitano, la sua vite fu\nvite fu spedita e le sue pale si alzarono in verticale; il _Nautilus_\ncome un pallone aerostatico, salendo con una rapidit\u00e0 impressionante e tagliando la massa d'acqua con un suono\ne tagliando la massa d'acqua con un'agitazione sonora. Non si vedeva nulla\nin quattro minuti aveva attraversato le quattro leghe che lo separavano dall'oceano.\nche lo separavano dall'oceano e, dopo essere emerso come un pesce volante,\ncadde, facendo rimbalzare le onde a un'altezza enorme.\n\n\n\n\nCAPITOLO XII\nCACHALOTS E BALENE\n\n\nDurante le notti del 13 e del 14 marzo, il _Nautilus_\ntorn\u00f2 a dirigersi verso sud. Mi immaginavo che, quando si trovava all'altezza di\nCapo Horn, avrebbe girato il timone verso ovest, per battere i mari del Pacifico e completare cos\u00ec il giro del mondo.\nPacifico e completare cos\u00ec il giro del mondo. Non fece nulla di\ndi questo tipo, ma continu\u00f2 la sua rotta verso le regioni meridionali. Dove stava andando?\ndove stava andando? Al polo? Era una follia! Cominciai a pensare che la temerariet\u00e0 del\nCapitano giustificasse i timori di Ned Land. Da qualche tempo il\ncanadese non mi aveva pi\u00f9 parlato dei suoi progetti di fuga; era meno\ncomunicativo, quasi silenzioso. Vedevo che questa lunga prigionia\nprigionia gli pesava e sentivo che la rabbia ardeva dentro di lui.\ndentro di lui. Quando incontr\u00f2 il Capitano, i suoi occhi si accesero di rabbia repressa.\nrabbia, e temevo che la sua naturale violenza lo avrebbe portato a qualche\nestremo. Quel giorno, il 14 marzo, Conseil e lui vennero da me in camera mia.\nstanza. Chiesi il motivo della loro visita.\n\n Una domanda semplice da fare, signore, rispose il canadese.\n\n Parla, Ned.\n\n Quanti uomini ci sono a bordo del _Nautilus_, secondo voi?\n\n Non posso dirlo, amico mio.\n\n Devo dire che il suo funzionamento non richiede un grande equipaggio.\n\n Certamente, nelle condizioni attuali, dieci uomini al massimo dovrebbero essere\nsufficienti.\n\n E perch\u00e9 mai dovrebbero essercene altri?\n\n Perch\u00e9?  Risposi, guardando fisso Ned Land, il cui significato era facile da indovinare.\nindovinare.  Perch\u00e9, aggiunsi, se le mie supposizioni sono corrette e se ho ben compreso l'esistenza del Capitano\nse ho ben compreso l'esistenza del Capitano, il _Nautilus_ non \u00e8 solo una nave.\nnon \u00e8 solo una nave: \u00e8 anche un luogo di rifugio per coloro che, come il suo\ncomandante, hanno spezzato ogni legame sulla terra.\n\n Forse \u00e8 cos\u00ec, disse Conseil; ma, in ogni caso, il _Nautilus_ pu\u00f2 contenere solo un certo numero di uomini.\nun certo numero di uomini. Non potreste, signore, stimare il loro\nmassimo?\n\n Come, Conseil?\n\n Per calcolo; date le dimensioni della nave, che voi conoscete, signore, e di conseguenza la quantit\u00e0 d'aria che contiene.\ndi conseguenza la quantit\u00e0 d'aria che contiene, sapendo anche quanto\ndi aria che contiene, sapendo anche quanta ne spende ogni uomo in un respiro, e confrontando questi risultati con il fatto che\nche il _Nautilus_ \u00e8 costretto a risalire in superficie ogni ventiquattro ore.\nore.\n\nConseil non aveva ancora finito la frase prima che capissi a cosa mirava.\na cui mirava.\n\n Capisco, dissi; ma questo calcolo, anche se abbastanza semplice,\npu\u00f2 dare solo un risultato molto incerto.\n\n Non importa, disse Ned Land con urgenza.\n\n In un'ora ogni uomo consuma l'ossigeno contenuto in venti galloni d'aria.\ncontenuto in venti galloni d'aria; e in ventiquattro, quello contenuto in 480 galloni.\nin 480 galloni. Dobbiamo quindi scoprire quanti litri d'aria contiene il _Nautilus_.\nd'aria il _Nautilus_.\n\n Proprio cos\u00ec, disse Conseil.\n\n Oppure, continuai, la dimensione del _Nautilus_ \u00e8 di 1.500 tonnellate e una tonnellata contiene 200 galloni.\ne una tonnellata contiene 200 galloni, contiene 300.000 galloni d'aria, che, divisi per 480, danno un quoziente di 625,\ndiviso per 480, d\u00e0 un quoziente di 625. Il che significa, a rigore, che\nche l'aria contenuta nel _Nautilus_ basterebbe per 625 uomini per ventiquattro ore.\n625 uomini per ventiquattro ore.\n\n Seicentoventicinque! ripet\u00e9 Ned.\n\n Ma ricordate che noi tutti, passeggeri, marinai e ufficiali\ncompresi, non costituiremmo una decima parte di quel numero.\n\n Sono ancora troppi per tre uomini, mormor\u00f2 Conseil.\n\nIl canadese scosse la testa, si pass\u00f2 una mano sulla fronte e lasci\u00f2 la stanza senza rispondere.\ne lasci\u00f2 la stanza senza rispondere.\n\n Mi permettete di fare un'osservazione, signore? disse Conseil.  Povero\nNed desidera tutto ci\u00f2 che non pu\u00f2 avere. La sua vita passata \u00e8\nsempre presente; tutto ci\u00f2 che ci \u00e8 stato proibito lo rimpiange. La sua\ntesta \u00e8 piena di vecchi ricordi. E noi dobbiamo capirlo. Che cosa ha\nche cosa ha da fare qui? Nulla; non \u00e8 colto come voi, signore, e non ha\nnon ha lo stesso gusto per le bellezze del mare che abbiamo noi. Rischierebbe\ntutto per poter entrare ancora una volta in una taverna del suo paese.\npaese.\n\nCertamente la monotonia a bordo doveva sembrare intollerabile al canadese,\nabituato com'era a una vita di libert\u00e0 e attivit\u00e0. Erano rari gli eventi\nrari eventi che potessero suscitare in lui una qualsiasi manifestazione di spirito; ma quel giorno accadde un evento che\navvenne un evento che ricord\u00f2 i giorni luminosi del ramponiere. Verso le\nalle undici del mattino, mentre si trovava sulla superficie dell'oceano, il\nnautilus_ si scontr\u00f2 con un branco di balene, un incontro che non mi stup\u00ec, sapendo che questi\nnon mi stup\u00ec, sapendo che queste creature, braccate a morte, si erano rifugiate in\nrifugiate ad alte latitudini.\n\nEravamo seduti sulla piattaforma, con un mare tranquillo. Il mese di ottobre\na quelle latitudini ci ha regalato delle belle giornate autunnali. \u00c8 stato il\ncanadese, che non poteva sbagliarsi, a segnalare una balena all'orizzonte orientale.\norizzonte orientale. Guardando con attenzione, si poteva vedere il suo dorso nero alzarsi e abbassarsi con le\ncon le onde a cinque miglia dalla _Nautilus_.\n\n Ah! esclam\u00f2 Ned Land, se fossi a bordo di una baleniera, ora un simile\nincontro mi farebbe piacere. \u00c8 una nave di grandi dimensioni. Guardate con quale\ncon quale forza i suoi fori di soffiaggio sollevano colonne d'aria e di vapore! Che confusione,\nperch\u00e9 sono legato a queste lastre d'acciaio?\n\n Che c'\u00e8, Ned, dissi io, non hai dimenticato le tue vecchie idee di\npesca?\n\n Un pescatore di balene pu\u00f2 mai dimenticare il suo vecchio mestiere, signore? Pu\u00f2 mai stancarsi delle\ndelle emozioni provocate da una simile caccia?\n\n Non hai mai pescato in questi mari, Ned?\n\n Mai, signore; solo nel nord, e tanto a Behring quanto nello stretto di Davis.\nStretto.\n\n Allora la balena australe vi \u00e8 ancora sconosciuta. \u00c8 la balena della Groenlandia\nGroenlandia che avete cacciato fino a questo momento e che non rischierebbe di passare\nacque calde dell'equatore. Le balene sono localizzate, a seconda\na seconda della loro specie, in certi mari che non lasciano mai. E se una di queste\ncreature \u00e8 passata da Behring allo Stretto di Davis, deve essere semplicemente perch\u00e9\nperch\u00e9 c'\u00e8 un passaggio da un mare all'altro, o sul lato americano o su quello asiatico.\namericano o da quello asiatico.\n\n In questo caso, non avendo mai pescato in questi mari, non so che tipo di balena li frequenti!\ntipo di balena che li frequenta!\n\n Te l'ho detto, Ned.\n\n Un motivo in pi\u00f9 per fare la loro conoscenza, disse Conseil.\n\n Guardate! guardate! esclam\u00f2 il canadese, si avvicinano: mi aggravano\nmi aggravano; sanno che non posso raggiungerli!\n\nNed batt\u00e9 i piedi. La mano gli tremava, mentre afferrava un arpione immaginario.\narpione.\n\n Questi cetacei sono grandi come quelli dei mari del nord? si chiese.\n\n Quasi, Ned.\n\n Perch\u00e9 ho visto grandi balene, signore, balene di un centinaio di metri.\npiedi. Mi \u00e8 stato persino detto che quelle di Hullamoch e di Umgallick, nelle isole\ndelle Isole Aleutine, a volte sono lunghe centocinquanta piedi.\n\n Mi sembra un'esagerazione. Queste creature sono solo\nbalaeaotteri, dotati di pinne dorsali e, come i cacalotti, sono in genere molto pi\u00f9 piccoli della balena della Groenlandia.\nsono generalmente molto pi\u00f9 piccole della balena della Groenlandia.\n\n Ah! esclam\u00f2 il canadese, i cui occhi non avevano mai lasciato l'oceano,\n si stanno avvicinando; sono nelle stesse acque del _Nautilus_.\n\nPoi, tornando alla conversazione, disse:\n\n Lei ha parlato del cachalot come di una piccola creatura. Ho sentito parlare di\ngiganteschi. Sono cetacei intelligenti. Di alcuni si dice che\nsi dice che si ricoprano di alghe e di fucus, e che poi vengano portati sulle isole.\nisole. Le persone si accampano su di esse e vi si stabiliscono, accendono un fuoco e si accendono i loro corpi.\n\n E costruire case, ha detto Conseil.\n\n S\u00ec, burlone, disse Ned Land.  E un bel giorno la creatura si inabissa,\nportando con s\u00e9 tutti gli abitanti in fondo al mare.\n\n Qualcosa di simile ai viaggi di Sinbad il Marinaio\", risposi ridendo.\n\n Ah! esclam\u00f2 improvvisamente Ned Land, non \u00e8 una sola balena; ce ne sono dieci, venti, \u00e8 un intero branco!\ndieci, venti, \u00e8 un intero branco! E io non sono in grado di fare\nnulla! Mani e piedi legati!\n\n Ma, amico Ned, disse Conseil, perch\u00e9 non chiedi al Capitano Nemo il permesso di inseguirli?\nCapitano Nemo di inseguirli?\n\nConseil non aveva ancora terminato la frase quando Ned Land si era calato\nattraverso il pannello per cercare il capitano. Pochi minuti dopo i due\napparvero insieme sulla piattaforma.\n\nIl capitano Nemo osserv\u00f2 il branco di cetacei che giocava sulle acque a circa un\nmiglio dalla _Nautilus_.\n\n Sono balene del sud, disse; ecco la fortuna di un'intera flotta di balenieri.\nflotta di balenieri.\n\n Ebbene, signore, chiese il canadese, non posso inseguirli, se non altro per ricordarmi del mio vecchio mestiere di arpioniere?\nricordarmi del mio vecchio mestiere di arpionatore?\n\n E a che scopo? rispose il Capitano Nemo; solo per distruggere! Non abbiamo\nnulla a che fare con l'olio di balena a bordo.\n\n Ma, signore, continu\u00f2 il canadese, nel Mar Rosso lei ci ha permesso di\nseguire il dugongo.\n\n Poi si trattava di procurare carne fresca per il mio equipaggio. Qui si trattava di\nuccidere per il gusto di uccidere. So che \u00e8 un privilegio riservato agli\nuomo, ma non approvo questo passatempo omicida. Nel distruggere la balena\nbalena australe (come la balena della Groenlandia, una creatura inoffensiva),\ni vostri commercianti compiono un'azione colpevole, Maestro Land. Hanno gi\u00e0\nhanno gi\u00e0 spopolato l'intera Baia di Baffin e stanno annientando una classe di animali utili.\nanimali utili. Lasciate in pace gli sfortunati cetacei. Hanno molti\ndi nemici naturali come cacalotti, pesci spada e pesci sega senza che voi li\ndisturbarli.\n\nIl Capitano aveva ragione. L'avidit\u00e0 barbara e sconsiderata di questi pescatori\npescatori causer\u00e0 un giorno la scomparsa dell'ultima balena dell'oceano.\noceano. Ned Land fischi\u00f2 tra i denti Yankee-doodle, infil\u00f2 le mani in tasca e ci volt\u00f2 le spalle.\nmani in tasca e ci volt\u00f2 le spalle. Ma il Capitano Nemo\nguard\u00f2 il branco di cetacei e, rivolgendosi a me, disse:\n\n Avevo ragione nel dire che le balene avevano gi\u00e0 abbastanza nemici naturali, senza\nsenza contare l'uomo. Questi avranno molto da fare tra non molto. Vede, M.\nAronnax, a circa otto miglia sottovento, quei punti mobili nerastri?\n\n S\u00ec, capitano, risposi.\n\n Quelli sono cachalots, animali terribili, che ho incontrato in truppe di\ndue o trecento. Quanto a quelli, sono creature crudeli e maliziose.\ncreature; farebbero bene a sterminarli.\n\nIl canadese si volt\u00f2 rapidamente alle ultime parole.\n\n Ebbene, disse il capitano, \u00e8 ancora in tempo, nell'interesse delle balene.\nbalene.\n\n \u00c8 inutile esporsi, professore. Il _Nautilus_ li disperder\u00e0\nli disperder\u00e0. \u00c8 armato con uno sperone d'acciaio buono come l'arpione di Master Land, immagino.\narpione del Maestro Land, immagino.\n\nIl canadese non si \u00e8 esposto abbastanza da scrollare le spalle.\nAttaccare i cetacei a colpi di sperone! Chi aveva mai sentito parlare di una cosa del genere?\ncosa?\n\n Aspetti, signor Aronnax, disse il capitano Nemo.  Le mostreremo qualcosa che\nche non avete mai visto. Non abbiamo piet\u00e0 per queste creature feroci.\nNon sono altro che bocca e denti.\n\nBocca e denti! Nessuno potrebbe descrivere meglio il cachalot macrocefalo, che a volte supera i settantacinque metri di lunghezza.\ncachalot, che a volte supera i settantacinque metri di lunghezza. La sua\nenorme testa occupa un terzo dell'intero corpo. Meglio armato della\ndella balena, la cui mascella superiore \u00e8 fornita solo di osso di balena, \u00e8 dotata di venticinque grandi zanne.\n\u00e8 dotata di venticinque grandi zanne, lunghe circa 20 centimetri,\ncilindriche e coniche alla sommit\u00e0, ognuna delle quali pesa due chili. \u00c8 nella\nparte superiore di questa enorme testa, in grandi cavit\u00e0 divise da\ncartilagini, si trovano da sei a ottocento libbre di quel prezioso olio\ndi quel prezioso olio chiamato spermaceti. Il cachalot \u00e8 una creatura sgradevole, pi\u00f9\nsgradevole, pi\u00f9 girino che pesce, secondo la descrizione di Fredol. \u00c8\n\u00e8 malformato, avendo l'intero lato sinistro (se cos\u00ec si pu\u00f2 dire), un'insufficienza\n e riesce a vedere solo con l'occhio destro. Ma la\nformidabile truppa si stava avvicinando. Avevano visto le balene e si stavano\nbalene e si stavano preparando ad attaccarle. Si poteva giudicare in anticipo che i cachalot\nsarebbero stati vittoriosi, non solo perch\u00e9 erano meglio costruiti per attaccare\ndei loro inoffensivi avversari, ma anche perch\u00e9 potevano rimanere pi\u00f9 a lungo sott'acqua senza\nrimanere pi\u00f9 a lungo sott'acqua senza risalire in superficie. C'era appena il tempo\ntempo per andare in aiuto delle balene. La _Nautilus_ and\u00f2 sott'acqua.\nConseil, Ned Land e io prendemmo posto davanti alla finestra del salone.\nsalone, e il Capitano Nemo raggiunse il pilota nella sua gabbia per far funzionare il suo\ncome motore di distruzione. Ben presto sentii i colpi della vite accelerare\nvite e la nostra velocit\u00e0 aument\u00f2. La battaglia tra i\ncachalots e le balene era gi\u00e0 iniziata quando arriv\u00f2 il _Nautilus_.\nIn un primo momento non mostrarono alcun timore alla vista di questo nuovo mostro\nche si univa al conflitto. Ma ben presto dovettero difendersi dai suoi colpi.\nChe battaglia! Il _Nautilus_ non era altro che un formidabile arpione,\nbrandito dalla mano del suo capitano. Si scagliava contro la\nmassa carnosa, passando da una parte all'altra, lasciando dietro di s\u00e9 due met\u00e0\nlasciando dietro di s\u00e9 due met\u00e0 tremolanti dell'animale. Non poteva sentire i formidabili\ncolpi delle loro code sui fianchi, n\u00e9 l'urto che essa stessa produsse.\nstesso, tanto pi\u00f9. Ucciso un cachalot, si avventava sul successivo, puntando sul punto in cui\nper non perdere la preda, andando avanti e indietro,\nrispondendo al suo timone, immergendosi quando il cetaceo si tuffava nelle acque profonde, risalendo con esso quando\nacque profonde, risalendo con esso quando tornava in superficie, colpendolo di\ndi fronte o di lato, tagliando o lacerando in tutte le direzioni e a qualsiasi velocit\u00e0, trafiggendolo con i suoi\nritmo, trafiggendolo con il suo terribile sperone. Che carneficina! Che rumore sulla\nsulla superficie delle onde! Che sibilo acuto e che sbuffo\nche caratterizza questi animali infuriati! In mezzo a queste acque,\ngeneralmente cos\u00ec tranquille, le loro code formavano dei perfetti flutti. Per un'ora\nper un'ora questo massacro all'ingrosso, dal quale i cacalotti non potevano\nsfuggire. Pi\u00f9 volte dieci o dodici esemplari uniti cercarono di schiacciare il\nNautilus_ con il loro peso. Dalla finestra potevamo vedere le loro enormi\nbocca, tempestata di zanne, e gli occhi formidabili. Ned Land non riusciva a\nnon riusciva a contenersi; li minacciava e imprecava contro di loro. Sentivamo che\nli sentivamo aggrappati al nostro vascello come i cani che si preoccupano di un cinghiale in un boschetto.\nMa il _Nautilus_, facendo funzionare la sua vite, li portava qua e l\u00e0, o\no verso i livelli superiori dell'oceano, senza curarsi del loro enorme peso e della\npeso, n\u00e9 della forte pressione sulla nave. Alla fine la massa di\ncachalots si sciolse, le onde si placarono e sentii che stavamo salendo in superficie.\nche stavamo risalendo in superficie. Il pannello si apr\u00ec e ci affrettammo a salire sulla piattaforma.\npiattaforma. Il mare era coperto di corpi mutilati. Una formidabile\nformidabile esplosione non avrebbe potuto dividere e lacerare questa massa carnosa con maggiore\nviolenza. Stavamo galleggiando in mezzo a corpi giganteschi, bluastri sul dorso e\nbianco sotto, coperti da enormi protuberanze. Alcuni cachalots terrorizzati\nterrorizzati volavano verso l'orizzonte. Le onde si tinsero di rosso per\ndiverse miglia e il _Nautilus_ galleggiava in un mare di sangue: Il Capitano\nNemo ci raggiunse.\n\n Ebbene, maestro Land? disse.\n\n Bene, signore, rispose il canadese, il cui entusiasmo si era un po' calmato.\n\u00e8 uno spettacolo terribile, certo. Ma io non sono un macellaio.\nSono un cacciatore e questa la chiamo macelleria.\n\n \u00c8 un massacro di creature dispettose, rispose il Capitano; e il _Nautilus_ non \u00e8 un coltello da macellaio.\nil _Nautilus_ non \u00e8 un coltello da macellaio.\n\n Preferisco il mio arpione\", disse il canadese.\n\n Ognuno per conto suo, rispose il Capitano, guardando fisso Ned Land.\nTerra.\n\nTemevo che avrebbe commesso qualche atto di violenza, che avrebbe avuto tristi conseguenze.\nconseguenze. Ma la sua rabbia fu placata dalla vista di una balena che\nche la _Nautilus_ aveva appena raggiunto. La creatura non era ancora\ndai denti del cachalot. Ho riconosciuto la balena australe dalla\ndalla testa piatta, completamente nera. Dal punto di vista anatomico, si distingue\ndalla balena bianca e dalla balena di Capo Nord per le sette vertebre cervicali.\nsette vertebre cervicali e ha due costole in pi\u00f9 rispetto alle sue congeneri.\nLo sfortunato cetaceo giaceva su un fianco, crivellato dai fori dei morsi e completamente morto.\nmorsi e completamente morto. Dalla sua pinna mutilata pendeva ancora un giovane\nbalena che non era riuscita a salvare dal massacro. La bocca aperta lasciava entrare e uscire l'acqua\nl'acqua entrava e usciva, mormorando come le onde che si infrangevano sulla riva.\nIl Capitano Nemo si avvicin\u00f2 al cadavere della creatura. Due dei suoi\ndue dei suoi uomini salirono sul suo fianco e vidi, non senza sorpresa, che stavano\nche stavano estraendo dalle sue mammelle tutto il latte che contenevano, vale a dire\ncio\u00e8 circa due o tre tonnellate. Il Capitano mi offr\u00ec una tazza di latte,\nche era ancora caldo. Non potei fare a meno di mostrare la mia ripugnanza per quella\nma lui mi assicur\u00f2 che era eccellente e che non si distingueva dal latte di mucca.\nlatte di mucca. Lo assaggiai e fui della sua stessa opinione. Era\nera una riserva utile per noi, perch\u00e9 sotto forma di burro salato o formaggio\nsarebbe stata una piacevole variet\u00e0 rispetto al nostro cibo ordinario. Da quel\nDa quel giorno notai con inquietudine che il malumore di Ned Land nei confronti del Capitano Nemo aumentava.\nNed Land verso il capitano Nemo e decisi di osservare attentamente i gesti del canadese.\nattentamente i gesti del canadese.\n\n\n\n\nCAPITOLO XIII\nIL GHIACCIO\n\n\nIl _Nautilus_ stava proseguendo costantemente la sua rotta verso sud, seguendo il cinquantesimo meridiano con\nil cinquantesimo meridiano con notevole velocit\u00e0. Voleva forse raggiungere il\npolo? Non lo pensavo, perch\u00e9 ogni tentativo di raggiungere quel punto era\nfino ad allora fallito. Inoltre, la stagione era molto avanzata, perch\u00e9 nelle regioni antartiche\nregioni antartiche il 13 marzo corrisponde al 13 settembre delle regioni settentrionali.\nsettembre delle regioni settentrionali, che iniziano con la stagione equinoziale.\nIl 14 marzo vidi del ghiaccio galleggiante alla latitudine 55, solo pallidi frammenti di detriti da venti a venti anni.\ndi ghiaccio galleggiante alla latitudine 55, solo pallidi frammenti di detriti lunghi da venti a venticinque piedi, che formavano banchi sui quali\nche formavano banchi sui quali il mare si arricciava. Il _Nautilus_ \u00e8 rimasto sulla superficie dell'oceano.\ndell'oceano. Ned Land, che aveva pescato nei mari artici, conosceva bene gli iceberg.\ngli iceberg; ma Conseil e io li ammirammo per la prima volta. Nell'atmosfera\natmosfera, verso l'orizzonte meridionale, si estendeva una fascia bianca e abbagliante.\nbianco abbagliante. I balenieri inglesi le hanno dato il nome di ice blink.  Per quanto\nfitte le nuvole, \u00e8 sempre visibile e annuncia la presenza di un banco di ghiaccio.\npresenza di una banchisa o di un banco di ghiaccio. Di conseguenza, presto apparvero blocchi pi\u00f9 grandi, la cui\nblocchi pi\u00f9 grandi, la cui brillantezza cambiava a seconda dei capricci della nebbia. Alcune\ndi queste masse mostravano venature verdi, come se lunghe linee ondulate fossero state tracciate con\ncome se lunghe linee ondulate fossero state tracciate con il solfato di rame; altre assomigliavano a enormi\nametiste con la luce che le attraversa. Alcuni riflettevano la luce del giorno\ndel giorno su mille sfaccettature di cristallo. Altri, ombreggiati da vividi riflessi calcarei\nriflessi calcarei, sembravano una perfetta citt\u00e0 di marmo. Pi\u00f9 ci\npi\u00f9 ci avvicinavamo al sud e pi\u00f9 queste isole galleggianti aumentavano sia in\nnumero e di importanza.\n\nA 60 lat. ogni passaggio era scomparso. Ma, cercando con attenzione, il capitano\nNemo trov\u00f2 presto una stretta apertura, attraverso la quale si infil\u00f2 con coraggio,\nsapendo, tuttavia, che si sarebbe richiusa dietro di lui. Cos\u00ec, guidato da questa\nmano astuta, il _Nautilus_ pass\u00f2 attraverso tutti i ghiacci con una precisione\ncon una precisione che affascinava Conseil; iceberg o montagne, distese di ghiaccio o pianure\npianure lisce, che sembravano non avere limiti, ghiaccio alla deriva o\nghiaccio galleggiante, pianure spezzate, chiamate palchi quando sono circolari, e torrenti quando sono formati da\nruscelli quando sono costituiti da lunghe strisce. La temperatura era molto\nLa temperatura era molto bassa; il termometro esposto all'aria segnava 2 o 3 gradi sotto lo zero,\nma noi eravamo caldamente rivestiti di pellicce, a spese di orsi e foche.\nfoca. L'interno del _Nautilus_, riscaldato regolarmente dal suo apparato elettrico, ha sfidato la pi\u00f9 intensa\nelettrico, ha sfidato il freddo pi\u00f9 intenso. Inoltre, sarebbe stato necessario\nsarebbe bastato scendere di qualche metro sotto le onde per trovare una temperatura pi\u00f9\ntemperatura pi\u00f9 sopportabile. Due mesi prima avremmo avuto la luce del giorno\nluce diurna perpetua a queste latitudini; ma gi\u00e0 c'erano state tre o quattro ore di notte\ndi notte, e prima o poi ci sarebbero stati sei mesi di buio in queste regioni circumpolari.\nregioni circumpolari. Il 15 marzo ci trovavamo alla latitudine di\nNuove Shetland e delle Orcadi meridionali. Il capitano mi disse che in passato\nnumerose trib\u00f9 di foche le abitavano, ma che i balenieri inglesi e americani, nella loro furia di\namericani e inglesi, nella loro furia di distruzione, hanno massacrato sia i vecchi che i giovani;\ncos\u00ec, dove un tempo c'erano vita e animazione, avevano lasciato silenzio e morte.\ne morte.\n\nVerso le otto del mattino del 16 marzo la _Nautilus_,\nseguendo il cinquantacinquesimo meridiano, tagli\u00f2 il circolo polare antartico. Il ghiaccio\nci circondava da ogni lato e chiudeva l'orizzonte. Ma il Capitano Nemo\npassava da un'apertura all'altra, sempre pi\u00f9 in alto. Non posso esprimere\nil mio stupore per le bellezze di queste nuove regioni. Il ghiaccio assumeva le forme pi\u00f9\nforme sorprendenti. Qui il raggruppamento formava una citt\u00e0 orientale, con\ninnumerevoli moschee e minareti; l\u00ec una citt\u00e0 caduta e gettata sulla terra, come\nterra, come se si trattasse di una convulsione della natura. L'intero aspetto era\nl'aspetto era continuamente cambiato dai raggi obliqui del sole, o si perdeva nella nebbia grigia\nnebbia grigiastra tra uragani di neve. Si sentivano detonazioni e cadute\ndetonazioni e cadute da tutte le parti, grandi rovesciamenti di iceberg, che alteravano l'intero\npaesaggio come un diorama. Spesso, non vedendo alcuna uscita, pensavo che fossimo\nprigionieri; ma l'istinto lo guidava alla minima indicazione.\nindicazioni, il capitano Nemo scopriva un nuovo passaggio. Non si sbagliava mai\nnon si sbagliava mai quando vedeva i sottili fili d'acqua bluastra che scorrevano\ndi acqua bluastra che scorreva lungo i campi di ghiaccio; e non avevo dubbi che si fosse gi\u00e0 avventurato in\nin mezzo a questi mari antartici. Il 16 marzo,\ntuttavia, i banchi di ghiaccio ci bloccarono completamente la strada. Non era l'iceberg\niceberg in s\u00e9, ma vasti campi cementati dal freddo. Ma questo\nostacolo non poteva fermare il Capitano Nemo: si scagli\u00f2 contro di esso con\nspaventosa violenza. Il _Nautilus_ entr\u00f2 come un cuneo nella massa friabile e la spacc\u00f2 con una violenza spaventosa.\ncome un cuneo e la spacc\u00f2 con spaventosi scricchiolii. Era l'ariete degli antichi\ndegli antichi scagliato da una forza infinita. Il ghiaccio, scagliato in alto\nin aria, cadeva come grandine intorno a noi. Con la sua stessa forza d'urto, il nostro\nper la sua stessa forza d'urto il nostro apparecchio si \u00e8 creato un canale; a volte, trascinato dal suo stesso\na volte trasportato dal suo stesso impeto, si \u00e8 depositato sul campo di ghiaccio, schiacciandolo con il suo peso, e\na volte si \u00e8 seppellito sotto di esso, dividendolo con un semplice movimento di beccheggio,\nproducendo grandi fenditure. In questo periodo ci assalirono violente burrasche,\naccompagnate da fitte nebbie, attraverso le quali, da un capo all'altro della piattaforma, non si vedeva nulla.\nda un capo all'altro della piattaforma, non si riusciva a vedere nulla. Il vento soffiava forte da tutte\nda tutte le parti della bussola e la neve era cos\u00ec dura che dovevamo romperla a colpi di\nche dovevamo romperla a colpi di piccone. La temperatura era sempre a 5\nsotto zero; ogni parte esterna del _Nautilus_ era ricoperta di ghiaccio.\nghiaccio. Una nave armata sarebbe rimasta impigliata nelle gole ostruite.\ngole. Un vascello senza vele, con l'elettricit\u00e0 come forza motrice,\ne senza carbone, poteva affrontare da sola latitudini cos\u00ec elevate. Alla fine,\nil 18 marzo, dopo molti assalti inutili, il _Nautilus_ fu definitivamente bloccato.\nbloccato definitivamente. Non c'erano pi\u00f9 n\u00e9 torrenti, n\u00e9 pacchi, n\u00e9 campi di ghiaccio, ma un intermedio\ncampi di ghiaccio, ma una barriera interminabile e inamovibile, formata da\nmontagne saldate tra loro.\n\n Un iceberg! mi disse il canadese.\n\nSapevo che per Ned Land, cos\u00ec come per tutti gli altri navigatori che ci avevano preceduto, questo era un ostacolo inevitabile.\nche ci avevano preceduto, questo era un ostacolo inevitabile. Il sole apparve per un istante a\na mezzogiorno, il capitano Nemo fece un'osservazione il pi\u00f9 vicino possibile,\nche dava la nostra situazione a 51 30 di longitudine e 67 39 di latitudine sud. Avevamo\nun grado in pi\u00f9 in questa regione antartica. Della superficie liquida del\nsuperficie liquida del mare non si intravedeva pi\u00f9 nulla. Sotto lo sperone della\nNautilus_ si estendeva una vasta pianura, intricata di blocchi confusi.\nQua e l\u00e0 punte acuminate e aghi sottili che si innalzavano fino a un'altezza di\n200 piedi di altezza; pi\u00f9 avanti una costa scoscesa, scavata come con un'ascia e\ntate con l'ascia e rivestite di tinte grigiastre; enormi specchi, che riflettono pochi raggi di sole, semiaffogati nella\nsole, semiaffogati nella nebbia. E su questo volto desolato della\nnatura regnava un silenzio severo, rotto a malapena dal battito d'ali di petrelli e pulcinella di mare.\nali di petrelli e pulcinella di mare. Tutto era congelato, anche il rumore. Il\nNautilus_ fu costretto a fermarsi nella sua avventurosa rotta tra questi campi di ghiaccio.\ntra queste distese di ghiaccio. Nonostante i nostri sforzi, nonostante i potenti mezzi impiegati per rompere il ghiaccio, il\nnonostante i nostri sforzi, nonostante i potenti mezzi impiegati per rompere il ghiaccio, il _Nautilus_ rimase immobile.\nIn genere, quando non possiamo procedere oltre, abbiamo ancora la possibilit\u00e0 di tornare indietro.\nma in questo caso il ritorno era impossibile come l'avanzamento, perch\u00e9 ogni passaggio si era\nogni passaggio si era chiuso dietro di noi e, per i pochi momenti in cui eravamo fermi, rischiavamo di essere\ndi essere bloccati, cosa che accadde verso le due del pomeriggio.\npomeriggio, perch\u00e9 il ghiaccio fresco si formava ai lati con una rapidit\u00e0 sorprendente.\ncon sorprendente rapidit\u00e0. Dovetti ammettere che il capitano Nemo era pi\u00f9 che imprudente.\npi\u00f9 che imprudente. In quel momento mi trovavo sulla piattaforma. Il capitano aveva\nstava osservando la nostra situazione da un po' di tempo, quando mi disse:\n\n Ebbene, signore, cosa ne pensa di questo?\n\n Credo che siamo in trappola, capitano.\n\n\n[Il _Nautilus_ era stato bloccato\n\n\n Quindi, M. Aronnax, lei pensa davvero che il _Nautilus_ non possa disimpegnarsi\nse stesso?\n\n Con difficolt\u00e0, Capitano; perch\u00e9 la stagione \u00e8 gi\u00e0 troppo avanzata\nper poter contare sulla rottura del ghiaccio.\n\n Ah! Signore, disse il Capitano Nemo, in tono ironico, lei sar\u00e0 sempre\nlo stesso. Non vedete altro che difficolt\u00e0 e ostacoli. Io affermo che\nnon solo il _Nautilus_ pu\u00f2 sganciarsi da solo, ma anche che pu\u00f2 andare\nancora pi\u00f9 in l\u00e0.\n\n Pi\u00f9 a sud?  Chiesi, guardando il capitano.\n\n S\u00ec, signore; andr\u00e0 al palo.\n\n Al palo!  esclamai, senza riuscire a reprimere un gesto di incredulit\u00e0.\n\n S\u00ec, rispose freddamente il Capitano, al polo antartico, a quel punto sconosciuto da cui scaturisce ogni meridiano del globo.\npunto sconosciuto da cui scaturisce ogni meridiano del globo. Voi sapete\nse posso fare quello che voglio con il _Nautilus!\n\nS\u00ec, lo sapevo. Sapevo che quest'uomo era audace, fino all'imprudenza. Ma\ndi conquistare gli ostacoli che circondavano il Polo Sud,\nche lo rendevano pi\u00f9 inaccessibile del Nord, che non era ancora stato\nnon era stata ancora raggiunta dai navigatori pi\u00f9 audaci, non era forse un'impresa folle, che\nche solo un maniaco avrebbe potuto concepire? Mi venne allora in mente di\nNemo se avesse mai scoperto quel polo che non era stato mai\nmai calpestato da una creatura umana?\n\n No, signore, rispose; ma lo scopriremo insieme. Dove altri\nhanno fallito, io non fallir\u00f2. Non ho mai condotto il mio _Nautilus_ cos\u00ec lontano\nnei mari del sud; ma, ripeto, andr\u00e0 ancora pi\u00f9 lontano.\n\n Posso ben credervi, Capitano, dissi io, in tono leggermente ironico.\n Ti credo! Andiamo avanti! Non ci sono ostacoli per noi! Distruggiamo questo iceberg!\ndistruggere questo iceberg! Facciamolo saltare in aria e, se dovesse resistere, diamo al\nal _Nautilus_ le ali per sorvolarlo!\n\n Sopra, signore! disse il capitano Nemo, a bassa voce; no, non sopra, ma sotto!\nsotto!\n\n Sotto!  esclamai, con un'improvvisa idea dei progetti del Capitano\ndel Capitano mi balen\u00f2 in mente. Avevo capito; le meravigliose qualit\u00e0 del\nNautilus_ ci sarebbero servite in questa impresa sovrumana.\n\n Vedo che cominciamo a capirci, signore, disse il capitano, sorridendo.\nCapitano, sorridendo a met\u00e0.  Comincia a vedere la possibilit\u00e0, direi, di\ndi successo di questo tentativo. Ci\u00f2 che \u00e8 impossibile per una nave normale\n\u00e8 facile per il _Nautilus_. Se un continente si trova davanti al polo,\nSe davanti al polo c'\u00e8 un continente, deve fermarsi davanti al continente.\nse il polo \u00e8 bagnato dal mare aperto, si spinger\u00e0 fino al polo.\n\n Certo, dissi io, trasportato dal ragionamento del capitano; se la superficie del mare \u00e8 solidificata dal ghiaccio, le profondit\u00e0 sono libere.\nSe la superficie del mare \u00e8 solidificata dal ghiaccio, le profondit\u00e0 inferiori sono libere\nper la legge della Provvidenza che ha posto il massimo della densit\u00e0 delle\ndelle acque dell'oceano un grado pi\u00f9 in alto del punto di congelamento; e, se non mi sbaglio, la parte di questo\nse non sbaglio, la porzione di questo iceberg che si trova sopra l'acqua \u00e8\n\u00e8 pari a uno a quattro rispetto a quella che si trova sotto.\n\n Quasi, signore; per un piede di iceberg sopra il mare ce ne sono tre sotto.\ntre sotto di esso. Se queste montagne di ghiaccio non sono pi\u00f9 di 300 piedi sopra la\nsuperficie, non sono pi\u00f9 di 900 sotto. E cosa sono 900 piedi\nper il _Nautilus?\n\n Niente, signore.\n\n Potrebbe anche cercare, a profondit\u00e0 maggiori, la temperatura uniforme dell'acqua di\ndell'acqua di mare, e sfidare impunemente i trenta o quaranta gradi di freddo\nfreddo in superficie.\n\n Cos\u00ec, signore, cos\u00ec, risposi, animandomi.\n\n L'unica difficolt\u00e0, ha proseguito il capitano Nemo, \u00e8 quella di rimanere diversi giorni senza\ndiversi giorni senza rinnovare la nostra scorta d'aria.\n\n Tutto qui? Il _Nautilus_ ha vasti serbatoi; possiamo riempirli e ci forniranno tutto l'ossigeno che vogliamo.\ne ci forniranno tutto l'ossigeno che vogliamo.\n\n Ben pensato, M. Aronnax, rispose il Capitano, sorridendo.  Ma, non\nnon volendo che mi accusiate di imprudenza, vi esporr\u00f2 prima tutte le mie\nobiezioni.\n\n Ne avete altri da fare?\n\n Solo una. \u00c8 possibile che, se il mare esiste al Polo Sud, sia coperto.\nche possa essere coperto e, di conseguenza, non potremo raggiungere la superficie.\nsuperficie.\n\n Bene, signore! Ma non dimenticate che il _Nautilus_ \u00e8 armato con un potente sperone, e non potremmo mandarlo in diagonale contro questi campi.\npotente sperone, e non potremmo mandarlo in diagonale contro questi campi di ghiaccio.\ndi ghiaccio, che si aprirebbero in corrispondenza delle scosse.\n\n Ah! Signore, oggi siete pieno di idee.\n\n E poi, capitano, aggiunsi entusiasta, perch\u00e9 non dovremmo trovare il mare aperto al Polo Sud come al Nord?\nil mare aperto al Polo Sud come al Polo Nord? I poli ghiacciati\npoli ghiacciati della Terra non coincidono, n\u00e9 nelle regioni meridionali n\u00e9 in quelle settentrionali.\nregioni settentrionali; e, fino a prova contraria, possiamo ipotizzare\npossiamo supporre che in questi due punti del globo ci sia un continente o un oceano privo di ghiacci.\ndel globo.\n\n Lo penso anch'io, M. Aronnax, rispose il Capitano Nemo.  Vorrei solo che osservaste\nche, dopo aver fatto tante obiezioni al mio progetto, ora mi schiacci con argomenti a suo favore!\ndopo aver fatto tante obiezioni al mio progetto, ora mi schiacciate con argomenti a suo favore!\n\nA questo punto iniziarono i preparativi per questo audace tentativo. Le potenti\npompe della _Nautilus_ immettevano aria nei serbatoi e la immagazzinavano ad alta pressione.\nad alta pressione. Verso le quattro, il capitano Nemo annunci\u00f2\nla chiusura dei pannelli sulla piattaforma. Lanciai un ultimo sguardo all'enorme\nmassiccio iceberg che stavamo per attraversare. Il tempo era sereno,\nl'atmosfera era abbastanza pura, il freddo molto forte, 12 gradi sotto zero;\nma, essendo il vento calato, questa temperatura non era cos\u00ec insopportabile.\nUna decina di uomini salirono sulle fiancate del _Nautilus_, armati di picconi, per rompere il ghiaccio intorno alla nave.\nper rompere il ghiaccio intorno alla nave, che fu presto liberata. L'operazione\nL'operazione fu eseguita rapidamente, perch\u00e9 il ghiaccio fresco era ancora molto sottile. Tutti noi\nscesi sotto. I soliti serbatoi furono riempiti con l'acqua appena liberata e la _Nautilus_ scese presto.\ne il _Nautilus_ scese presto. Io avevo preso posto con\nConseil nel salone; attraverso la finestra aperta potevamo vedere i bassi fondali dell'oceano\ndell'Oceano Meridionale. Il termometro saliva, l'ago della bussola deviava sul quadrante.\nbussola deviava sul quadrante. A circa 900 piedi, come aveva previsto il Capitano Nemo, stavamo galleggiando\nprevisto, stavamo galleggiando sotto il fondo ondulato dell'iceberg.\niceberg. Ma il _Nautilus_ scese ancora pi\u00f9 in basso, fino a raggiungere la profondit\u00e0 di quattrocento braccia.\nquattrocento braccia. La temperatura dell'acqua in superficie\nmostrava dodici gradi, ora ne aveva solo dieci; ne avevamo guadagnati due. Non c'\u00e8 bisogno di\nNon c'\u00e8 bisogno di dire che la temperatura del _Nautilus_ era stata aumentata dal suo apparato di riscaldamento\ndi riscaldamento a un livello molto pi\u00f9 alto; ogni operazione era compiuta con\ncon meravigliosa precisione.\n\n Lo passeremo, se volete, signore, disse Conseil.\n\n Credo che lo faremo\", dissi, con un tono di ferma convinzione.\n\nIn questo mare aperto, il _Nautilus_ aveva fatto rotta diretta verso il polo, senza lasciare il cinquantaduesimo meridiano.\npolo, senza lasciare il cinquantaduesimo meridiano. Da 67 30 a 90\ngradi, restavano da percorrere ventidue gradi e mezzo di latitudine;\ncio\u00e8 circa cinquecento leghe. Il _Nautilus_ manteneva una velocit\u00e0 media di\nvelocit\u00e0 media di ventisei miglia all'ora, la velocit\u00e0 di un treno espresso. Se\nse questa fosse stata mantenuta, in quaranta ore avremmo raggiunto il polo.\n\nPer una parte della notte la novit\u00e0 della situazione ci ha tenuti alla finestra.\nfinestra. Il mare era illuminato dalla lanterna elettrica, ma era deserto;\ni pesci non soggiornavano in queste acque imprigionate; vi trovavano solo un passaggio per\nun passaggio che li portasse dall'Oceano Antartico al mare polare aperto.\npolare aperto. Il nostro passo era rapido; lo sentivamo dal fremito del lungo corpo d'acciaio.\ncorpo d'acciaio. Verso le due del mattino mi riposai per qualche ora e Conseil fece lo stesso.\nConseil fece lo stesso. Nell'attraversare la cintura non incontrai il capitano Nemo.\nNemo: pensavo fosse nella gabbia del pilota. Il mattino seguente, il\n19 marzo, ripresi il mio posto nel salone. Il registro elettrico\nmi disse che la velocit\u00e0 del _Nautilus_ era diminuita. Stava\nverso la superficie, ma svuotando prudentemente le sue riserve\nmolto lentamente. Il mio cuore batteva forte. Stavamo per emergere e riguadagnare l'atmosfera polare aperta?\natmosfera polare aperta? No! Una scossa mi disse che la _Nautilus_ aveva colpito il fondo dell'iceberg.\naveva colpito il fondo dell'iceberg, ancora molto spesso, a giudicare dal suono\ndal rumore che si era spento. In effetti avevamo urtato, per usare un'espressione marinaresca, ma in senso inverso.\nin senso inverso, e a mille piedi di profondit\u00e0. Questo significa che ci sono tre\ndi ghiaccio sopra di noi; mille sono al di sopra della linea di galleggiamento.\nL'iceberg era quindi pi\u00f9 alto rispetto ai suoi confini, un fatto non molto rassicurante.\nrassicurante. Quel giorno il _Nautilus_ ci riprov\u00f2 pi\u00f9 volte, e ogni volta\nogni volta ha colpito la parete che si trovava come un soffitto sopra di essa. A volte si \u00e8 incontrato con\n900 metri, di cui solo 200 sopra la superficie. Era\nEra il doppio dell'altezza che aveva quando la _Nautilus_ era finita sotto le onde. I\nHo annotato con cura le diverse profondit\u00e0, ottenendo cos\u00ec un profilo sottomarino della catena\nprofilo sottomarino della catena come si sviluppava sotto l'acqua. Quella notte non c'erano stati\nnon c'era stato alcun cambiamento nella nostra situazione. Ancora ghiaccio tra i quattro e i\ncinquecento metri di profondit\u00e0! Evidentemente si stava riducendo, ma, comunque,\nche spessore tra noi e la superficie dell'oceano! Allora erano\notto. Secondo l'usanza quotidiana a bordo del _Nautilus_, l'aria avrebbe dovuto essere rinnovata quattro ore fa.\navrebbe dovuto essere rinnovata da quattro ore; ma non ne soffrii molto,\nanche se il capitano Nemo non aveva ancora richiesto la sua riserva di ossigeno.\nossigeno. Quella notte il mio sonno fu doloroso; la speranza e la paura mi assediavano a turno: la speranza e la paura\na turno la speranza e la paura: Mi alzai pi\u00f9 volte. Il brancolare del _Nautilus_ continuava.\nVerso le tre del mattino, mi accorsi che la superficie inferiore dell'iceberg\niceberg era profonda solo una cinquantina di metri. Centocinquanta piedi ci separavano\nci separavano dalla superficie delle acque. L'iceberg stava gradualmente\nun campo di ghiaccio, la montagna una pianura. I miei occhi non lasciavano mai il\nmanometro. Stavamo ancora salendo in diagonale verso la superficie che\nscintillava sotto i raggi elettrici. L'iceberg si estendeva sia sopra\nsia sopra che sotto in pendii sempre pi\u00f9 lunghi; miglio dopo miglio si assottigliava.\nsempre pi\u00f9 sottile. Alla fine, alle sei del mattino di quel giorno memorabile, il 19 marzo, la porta della nave\n19 marzo, la porta del salone si apr\u00ec e apparve il capitano Nemo.\napparve il capitano Nemo.\n\n Il mare \u00e8 aperto!!! fu tutto ci\u00f2 che disse.\n\n\n\n\nCAPITOLO XIV\nIL PALO DEL SUD\n\n\nMi precipitai sulla piattaforma. S\u00ec, il mare aperto, con pochi pezzi di ghiaccio e\npezzi di ghiaccio sparsi e iceberg in movimento, un lungo tratto di mare; un mondo di uccelli nell'aria e miriadi di pesci sotto quelle acque.\nun mondo di uccelli nell'aria e miriadi di pesci sotto quelle acque,\nche variavano dal blu intenso al verde oliva, a seconda del fondale.\nIl termometro segnava 3 C. sopra lo zero. Era relativamente primavera,\nchiusi come eravamo dietro a questo iceberg, la cui massa allungata si intravedeva debolmente\nla cui massa allungata si intravedeva debolmente all'orizzonte settentrionale.\n\n Siamo al polo?  chiesi al capitano, con il cuore che batteva forte.\n\n Non lo so, rispose.  A mezzogiorno mi orienter\u00f2.\n\n Ma il sole si far\u00e0 vedere attraverso questa nebbia?\nil cielo plumbeo.\n\n Per quanto poco mostri, sar\u00e0 sufficiente, rispose il capitano.\n\nA circa dieci miglia a sud, un'isola solitaria si ergeva ad un'altezza di cento\ne quattro metri. Ci dirigemmo verso di essa, ma con attenzione, perch\u00e9 il mare poteva essere\nessere cosparso di banchi. Un'ora dopo l'avevamo raggiunta, due ore dopo\ndopo avevamo fatto il giro dell'isola. Misurava quattro o cinque miglia di\ncirconferenza. Uno stretto canale lo separava da una considerevole distesa di terra, forse un continente\ndi terra, forse un continente, perch\u00e9 non riuscivamo a vederne i limiti. L'esistenza di questa terra\nL'esistenza di questa terra sembrava dare un po' di colore alla teoria di Maury.\nL'ingegnoso americano ha osservato che tra il Polo Sud e il sessantesimo parallelo il mare\nil sessantesimo parallelo, il mare \u00e8 ricoperto da ghiaccio galleggiante di enormi dimensioni, che non si incontra mai nel\ndi enormi dimensioni, che non si incontrano mai nell'Atlantico settentrionale. Da questo fatto ha\nha tratto la conclusione che il Circolo polare antartico racchiude\ncontinenti considerevoli, in quanto gli iceberg non possono formarsi in mare aperto, ma solo\nsulle coste. Secondo questi calcoli, la massa di ghiaccio che circonda il polo meridionale\nche circonda il polo sud forma una vasta calotta, la cui circonferenza deve essere\nche deve essere di almeno 2.500 miglia. Ma la nave _Nautilus_, per paura di\ndi incagliarsi, si era fermato a circa tre lunghezze di cavo da un filo\nche si ergeva su un superbo ammasso di rocce. La barca fu varata; il capitano, due uomini\nCapitano, due dei suoi uomini, gli strumenti, Conseil e io eravamo a bordo.\na bordo. Erano le dieci del mattino. Non avevo visto Ned Land. Senza dubbio\nsenza dubbio il canadese non voleva ammettere la presenza del Polo Sud. A\npochi colpi di remo ci portarono sulla sabbia, dove scendemmo a terra.\nConseil stava per saltare a terra, quando lo trattenni.\n\n Signore, dissi al capitano Nemo, a voi spetta l'onore di mettere per la prima volta\ndi aver messo piede per la prima volta su questa terra.\n\n S\u00ec, signore, disse il capitano, e se non esito a calpestare questo Polo Sud \u00e8 perch\u00e9, fino ad ora, nessun essere umano ha lasciato un'isola.\nPolo Sud, \u00e8 perch\u00e9, fino a questo momento, nessun essere umano vi ha lasciato una\ntraccia l\u00ec.\n\nDicendo questo, salt\u00f2 leggermente sulla sabbia. Il suo cuore batteva con\nemozione. Si arrampic\u00f2 su una roccia, digradante verso un piccolo promontorio, e l\u00ec,\ncon le braccia incrociate, muto e immobile, e con uno sguardo impaziente, sembrava prendere possesso di queste\nsembrava prendere possesso di queste regioni meridionali. Dopo cinque minuti\ntrascorsi in questa estasi, si rivolse a noi.\n\n Quando vuole, signore.\n\nSono sbarcato, seguito da Conseil, lasciando i due uomini nella barca. Per un lungo\nper un lungo tratto il terreno era composto da una pietra sabbiosa rossastra, qualcosa di simile a\nmattoni frantumati, scorie, flussi di lava e pietre pomicee. Non si poteva\nnon si poteva confondere con la sua origine vulcanica. In alcuni punti, lievi riccioli di fumo\ndi fumo emettevano un odore sulfureo, a dimostrazione del fatto che i fuochi interni non avevano perso\nche i fuochi interni non avevano perso nulla della loro capacit\u00e0 espansiva, anche se, salendo su un'alta\nun'alta altura, non riuscivo a vedere alcun vulcano per un raggio di diverse miglia. Sappiamo che\nSappiamo che in quei paesi antartici James Ross trov\u00f2 due crateri,\nErebus e Terror, in piena attivit\u00e0, sul 167\u00b0 meridiano,\nlatitudine 77 32 . La vegetazione di questo continente desolato mi \u00e8 sembrata molto limitata.\nmi \u00e8 sembrata molto limitata. Alcuni licheni giacevano sulle rocce nere, alcune\npiante microscopiche, diatomi rudimentali, una sorta di cellule poste\ntra due conchiglie di quarzo; lunghe erbacce color porpora e scarlatto, sostenute da\nvescichette, che l'infrangersi delle onde portava a riva.\nla riva. Questi costituivano la magra flora di questa regione. La riva\nera disseminata di molluschi, piccole cozze e patelle. Ho visto anche\nmiriadi di clios settentrionali, lunghi un centimetro e mezzo, di cui una balena avrebbe\nbalena avrebbe ingoiato un mondo intero in un boccone; e alcune perfette farfalle di\nfarfalle di mare, che animavano le acque ai margini della riva.\n\nSul fondo alto sono apparsi alcuni arbusti di corallo, del tipo\nche, secondo James Ross, vivono nei mari dell'Antartide fino a pi\u00f9 di 1.000 metri di profondit\u00e0.\ndi pi\u00f9 di 1.000 metri di profondit\u00e0. Poi c'erano piccoli martin pescatori e\nstelle marine che costellavano il terreno. Ma dove la vita abbondava di pi\u00f9 era nell'aria.\naria. L\u00ec migliaia di uccelli svolazzavano e volavano di tutti i tipi,\ndi tutti i tipi, assordandoci con le loro grida; altri si affollavano sulla roccia, guardandoci\nguardavano senza timore il nostro passaggio e si stringevano familiarmente ai nostri piedi.\npiedi. C'erano i pinguini, cos\u00ec agili nell'acqua, pesanti e goffi come\npesanti e goffi come a terra; emettevano grida acute, un'assemblea numerosa, sobria nei gesti ma\nun'assemblea numerosa, sobria nei gesti, ma stravagante nel clamore. Albatros\npassavano in aria, con un'apertura d'ali di almeno quattro metri e mezzo.\ne mezzo, giustamente chiamati gli avvoltoi dell'oceano; alcuni petrelli giganteschi e alcuni damiani\npetrelli giganteschi, e alcuni damiri, una specie di piccola anatra, la cui parte inferiore del corpo \u00e8\ncorpo \u00e8 bianca e nera; poi c'era tutta una serie di petrelli,\nalcuni biancastri, con le ali bordate di marrone, altri blu, tipici dei mari antartici, cos\u00ec\nmare antartico e cos\u00ec oleosi, come ho detto a Conseil, che gli abitanti delle isole Ferroe non avevano nulla da fare.\ndelle Isole Ferroe non dovevano fare altro che mettere uno stoppino prima di accenderli.\nstoppino.\n\n Un po' di pi\u00f9, disse Conseil, e sarebbero state lampade perfette! Dopo\nDopo di che, non possiamo aspettarci che la Natura le abbia gi\u00e0 dotate di stoppini!\nstoppini!\n\nA circa mezzo miglio di distanza il terreno era disseminato di nidi di gorgiera, una\nuna sorta di posatoio, da cui uscivano molti uccelli. Il capitano\nNemo ne aveva cacciati alcune centinaia. Emettevano un grido simile al raglio di un asino, erano\nun asino, erano grandi pi\u00f9 o meno come un'oca, di colore ardesia sul corpo, bianco sotto, con una linea gialla intorno\ncon una linea gialla intorno alla gola; si lasciavano uccidere con una pietra e si\nsi lasciavano uccidere con una pietra, senza mai cercare di fuggire. Ma la\nnebbia non si alz\u00f2 e alle undici il sole non si era ancora fatto vedere. La sua\nLa sua assenza mi rendeva inquieto. Senza di esso non era possibile alcuna osservazione. Come\ncome avremmo potuto decidere se avevamo raggiunto il polo? Quando mi ricongiunsi al\nCapitano Nemo, lo trovai appoggiato a un pezzo di roccia, che osservava silenziosamente il cielo.\nil cielo. Sembrava impaziente e irritato. Ma cosa si doveva fare? Quest'uomo\nQuest'uomo avventato e potente non poteva comandare il sole come faceva con il mare. Il mezzogiorno\narriv\u00f2 senza che l'orbe del giorno si mostrasse per un istante. Non potevamo\nnon riuscivamo a distinguere la sua posizione dietro la cortina di nebbia; e presto la nebbia si trasform\u00f2 in neve.\nsi trasform\u00f2 in neve.\n\n A domani, disse tranquillamente il Capitano, e tornammo a bordo della\nNautilus_ in mezzo a queste perturbazioni atmosferiche.\n\nLa tempesta di neve continu\u00f2 fino al giorno successivo. Era impossibile\nrimanere sulla piattaforma. Dal salone, dove stavo prendendo appunti sugli incidenti\nincidenti accaduti durante questa escursione nel continente polare, potevo sentire le grida dei petrelli e degli albatros\ndi petrelli e albatros che si sfidavano in mezzo a questa violenta tempesta.\ndi questa violenta tempesta. La _Nautilus_ non rimase immobile, ma\ncosteggi\u00f2 la costa, avanzando di dieci miglia verso sud nella\nluce lasciata dal sole mentre costeggiava il limite dell'orizzonte. Il giorno\ngiorno successivo, il 20 marzo, la neve era cessata. Il freddo era un po' pi\u00f9\nIl freddo era un po' pi\u00f9 intenso, il termometro segnava 2 sotto zero. La nebbia si stava alzando e\nSperavo che quel giorno si potessero fare le nostre osservazioni. Il Capitano Nemo non era ancora\nnon era ancora apparso, la barca port\u00f2 me e Conseil a terra. Il terreno\nera ancora della stessa natura vulcanica; ovunque c'erano tracce di lava,\ndi lava, scorie e basalto, ma non riuscivo a vedere il cratere che le aveva vomitate.\nvedere. Qui, come pi\u00f9 in basso, il continente era animato da miriadi di uccelli.\nuccelli. Ma il loro dominio era ora diviso da grandi truppe di mammiferi marini,\nche ci guardavano con i loro occhi dolci. C'erano diversi tipi di foche,\nalcune distese sulla terra, altre su scaglie di ghiaccio, molte che entravano e uscivano dal mare.\ndal mare. Non sono scappate al nostro avvicinarsi, non avendo mai avuto\nnon avevano mai avuto a che fare con l'uomo; e ritenevo che l\u00ec ci fossero provviste per\nper centinaia di imbarcazioni.\n\n Signore, disse Conseil, volete dirmi i nomi di queste creature?\n\n Sono foche e cavallucci.\n\nErano ormai le otto del mattino. Ci restavano quattro ore prima che il\nsole potesse essere osservato con vantaggio. Diressi i nostri passi verso una\nuna vasta baia scavata nella ripida costa di granito. L\u00ec, posso dire che la terra e il ghiaccio\ne ghiaccio si perdevano alla vista per il numero di mammiferi marini che li ricoprivano,\ne involontariamente cercai il vecchio Proteo, il mitologico pastore\nche sorvegliava questi immensi stormi di Nettuno. C'erano pi\u00f9 foche che\npi\u00f9 di ogni altra cosa, formando gruppi distinti, maschi e femmine, il padre\npadre vegliava sulla sua famiglia, la madre allattava i suoi piccoli, alcuni dei quali\ngi\u00e0 abbastanza forti per fare qualche passo. Quando volevano cambiare\nquando volevano cambiare posto, facevano dei piccoli salti, fatti dalla contrazione dei loro\ncorpo e aiutati in modo abbastanza goffo dalla loro pinna imperfetta che, come per il lamantino, i loro cugini\ncome i lamantini, loro cugini, forma un perfetto avambraccio. Direi che\nche, nell'acqua, che \u00e8 il loro elemento, la colonna vertebrale di queste creature \u00e8\n\u00e8 flessibile; con la pelle liscia e aderente e le zampe palmate nuotano\nmirabilmente. Nel riposare sulla terra assumono gli atteggiamenti pi\u00f9 aggraziati.\natteggiamenti aggraziati. Cos\u00ec gli antichi, osservando il loro sguardo morbido ed espressivo, che non pu\u00f2 essere superato\nsguardo morbido ed espressivo, che non pu\u00f2 essere superato dallo sguardo pi\u00f9 bello che una donna possa\nocchi limpidi e voluttuosi, le loro posizioni affascinanti e la poesia dei loro modi.\npoesia dei loro modi, li metamorfosarono, il maschio in un tritone e la femmina in una sirena.\nla femmina in una sirena. Ho fatto notare a Conseil il notevole\nsviluppo dei lobi del cervello in questi interessanti cetacei.\nNessun mammifero, tranne l'uomo, ha una tale quantit\u00e0 di materia cerebrale; sono anche in grado di ricevere una certa quantit\u00e0 di\nsono anche in grado di ricevere una certa educazione, sono facilmente\naddomesticati e ritengo, insieme ad altri naturalisti, che se istruiti correttamente\ninsegnato, sarebbero di grande utilit\u00e0 come cani da pesca. La maggior parte\ndi loro dormiva sulle rocce o sulla sabbia. Tra queste foche,\npropriamente dette, che non hanno orecchie esterne (in questo si differenziano dalla lontra, le cui orecchie sono\ndalla lontra, le cui orecchie sono prominenti), ho notato diverse variet\u00e0 di foche lunghe circa tre metri.\nfoche lunghe circa tre metri, con un mantello bianco, teste di bulldog,\narmati di denti in entrambe le mascelle, quattro incisivi in alto e quattro in basso, e due grandi denti canini.\nquattro incisivi in alto e quattro in basso, e due grossi denti canini a forma di puledro.\nIn mezzo a loro scivolavano gli elefanti marini, una specie di foca, con proboscidi corte e flessibili.\ncon proboscidi corte e flessibili. I giganti di questa specie misuravano sei metri di circonferenza e dieci metri e mezzo di lunghezza.\nmetri e mezzo di lunghezza; ma non si mossero quando ci avvicinammo.\n\n Queste creature non sono pericolose? chiese Conseil.\n\n No, a meno che non li si attacchi. Quando devono difendere i loro piccoli\nla loro rabbia \u00e8 terribile e non \u00e8 raro che facciano a pezzi le barche da pesca.\npescherecci a pezzi.\n\n Hanno ragione, disse Conseil.\n\n Non dico che non lo siano.\n\nDue miglia pi\u00f9 avanti ci siamo fermati davanti al promontorio che ripara\nla baia dai venti meridionali. Al di l\u00e0 di esso sentimmo dei forti muggiti\ncome quelli che produrrebbe un branco di ruminanti.\n\n Bene! disse Conseil; un concerto di tori!\n\n No; un concerto di cavalli.\n\n Stanno combattendo!\n\n O litigano o giocano.\n\nCominciammo a salire sulle rocce nerastre, tra inciampi imprevisti e pietre che il ghiaccio rendeva scivolose.\nsu pietre che il ghiaccio rendeva scivolose. Pi\u00f9 di una volta sono rotolato\na spese dei miei lombi. Conseil, pi\u00f9 prudente o pi\u00f9 fermo, non inciamp\u00f2 e mi aiut\u00f2 a\nnon inciamp\u00f2 e mi aiut\u00f2 a rialzarmi, dicendomi:\n\n Se, signore, aveste la gentilezza di fare passi pi\u00f9 ampi, conservereste meglio il vostro equilibrio.\nconserverebbe meglio il suo equilibrio.\n\nArrivati alla cresta superiore del promontorio, vidi una vasta pianura bianca\ncoperta di cavalli. Stavano giocando tra di loro e ci\u00f2 che sentivamo\nsentivamo erano muggiti di piacere, non di rabbia.\n\nMentre passavo accanto a questi curiosi animali, potevo esaminarli con calma, perch\u00e9\nnon si muovevano. La loro pelle era spessa e ruvida, di una tonalit\u00e0 giallastra, che si avvicinava al rosso.\ndi colore giallastro, che si avvicinava al rosso; i loro peli erano corti e radi. Alcuni di loro\nerano lunghi quattro metri e un quarto. Pi\u00f9 tranquilli e meno timidi dei loro\ncugini del nord, non mettevano, come loro, sentinelle intorno ai\nsentinelle intorno alla periferia del loro accampamento. Dopo aver esaminato questa citt\u00e0 di cavalli,\ncominciai a pensare di tornare. Erano le undici e, se il capitano Nemo avesse trovato le condizioni favorevoli per il ritorno.\nNemo avesse trovato le condizioni favorevoli per le osservazioni, avrei voluto essere presente all'operazione.\nessere presente all'operazione. Seguimmo uno stretto sentiero che costeggiava\nla cima della costa scoscesa. Alle undici e mezza avevamo raggiunto il luogo in cui\nluogo dello sbarco. La barca si era arenata, portando con s\u00e9 il capitano.\nLo vidi in piedi su un blocco di basalto, i suoi strumenti vicino a lui, gli occhi fissi sull'orizzonte settentrionale, che\nocchi fissi sull'orizzonte settentrionale, in prossimit\u00e0 del quale il sole stava\nuna curva allungata. Presi posto accanto a lui e aspettai senza parlare.\nsenza parlare. Arriv\u00f2 il mezzogiorno e, come prima, il sole non apparve.\nEra una fatalit\u00e0. Mancavano ancora le osservazioni. Se non si riuscir\u00e0 a\ndomani, dovevamo rinunciare all'idea di prenderne. Eravamo infatti\nesattamente al 20 marzo. Domani, il 21, sarebbe stato l'equinozio.\nequinozio; il sole sarebbe scomparso dietro l'orizzonte per sei mesi e con la sua scomparsa sarebbe iniziata la lunga notte polare.\ncon la sua scomparsa sarebbe iniziata la lunga notte polare. Dall'equinozio di\nequinozio di settembre era emerso dall'orizzonte settentrionale, salendo con\nspirali allungate fino al 21 dicembre. In questo periodo, il\nsolstizio d'estate delle regioni settentrionali, aveva iniziato a scendere; e\ne domani avrebbe sparso i suoi ultimi raggi su di loro. Comunicai i miei timori e le mie osservazioni\ne le mie osservazioni al Capitano Nemo.\n\n Avete ragione, M. Aronnax, disse; se domani non potr\u00f2 prendere l'altitudine del sole, non potr\u00f2 farlo per sei mesi.\ndel sole, non potr\u00f2 farlo per sei mesi. Ma\nproprio perch\u00e9 il caso mi ha condotto in questi mari il 21 marzo, il mio orientamento sar\u00e0 facile da\nmarzo, sar\u00e0 facile orientarsi, se alle dodici riusciremo a vedere il sole.\nsole.\n\n Perch\u00e9, capitano?\n\n Perch\u00e9 allora l'orbe del giorno descriveva curve cos\u00ec allungate che \u00e8 difficile\n\u00e8 difficile misurare con esattezza la sua altezza sopra l'orizzonte, e si possono commettere gravi\nerrori con gli strumenti.\n\n Cosa farete allora?\n\n User\u00f2 solo il mio cronometro, rispose il capitano Nemo.  Se domani,\n21 marzo, il disco del sole, tenendo conto della rifrazione, sar\u00e0 esattamente\ntaglier\u00e0 esattamente l'orizzonte settentrionale, dimostrer\u00e0 che sono al Polo Sud.\nPolo Sud.\n\n Proprio cos\u00ec, dissi io. Ma questa affermazione non \u00e8 matematicamente corretta,\nperch\u00e9 l'equinozio non inizia necessariamente a mezzogiorno.\n\n \u00c8 molto probabile, signore; ma l'errore non sar\u00e0 di cento metri e non ne vogliamo di pi\u00f9.\nnon ne vogliamo di pi\u00f9. A domani, allora!\n\nIl capitano Nemo torn\u00f2 a bordo. Io e Conseil restammo a sorvegliare la\nosservando e studiando la costa fino alle cinque. Poi andai a letto,\nnon senza per\u00f2 invocare, come l'indiano, il favore dell'orbe\nradioso orbe. Il giorno dopo, il 21 marzo, alle cinque del mattino, salii sulla piattaforma.\nsalito sulla piattaforma. Vi trovai il capitano Nemo.\n\n Il tempo si sta alleggerendo un po', disse.  Ho qualche speranza. Dopo\ncolazione andremo a riva e sceglieremo un punto di osservazione.\n\nSistemato questo punto, cercai Ned Land. Volevo portarlo con me.\nMa l'ostinato canadese rifiut\u00f2 e vidi che la sua taciturnit\u00e0 e il suo malumore aumentavano di giorno in giorno.\nil suo malumore crescevano di giorno in giorno. Dopotutto, non mi dispiaceva la sua\nostinazione, date le circostanze. In effetti, c'erano troppe foche a\na riva, e non avremmo dovuto mettere una simile tentazione sulla strada di questo\npescatore. Finita la colazione, tornammo a riva. Il _Nautilus_ si era\nera risalito di qualche miglio durante la notte. Era a un'intera lega dalla\ncosta, sopra la quale si ergeva un picco aguzzo alto circa cinquecento metri.\nLa barca portava con s\u00e9 il capitano Nemo, due uomini dell'equipaggio e la strumentazione, che consisteva in un cronografo\nstrumenti, che consistevano in un cronometro, un telescopio e un barometro.\nbarometro. Durante la traversata, vidi numerose balene appartenenti ai tre tipi\nspecie peculiari dei mari del sud; la balena, o balena destra inglese, che non ha dorso\nbalena, che non ha la pinna dorsale; la megattera, con il petto incavato e le pinne\ncon petto increspato e pinne grandi e biancastre che, nonostante il nome, non formano ali;\ne la balenottera, di colore marrone giallastro, la pi\u00f9 vivace di tutti i cetacei.\ncetacei. Questa potente creatura si fa sentire a grande distanza quando lancia\na grande altezza colonne di aria e vapore, che sembrano vortici di fumo.\ndi fumo. Questi diversi mammiferi si divertivano in truppa nelle acque tranquille.\nnelle acque tranquille; e ho potuto constatare che questo bacino del Polo Antartico\nPolo Antartico serva da rifugio ai cetacei troppo seguiti dai cacciatori.\ncacciatori. Notai anche dei grossi medus che galleggiavano tra le canne.\n\nAlle nove siamo atterrati; il cielo si stava rischiarando, le nuvole volavano verso sud e la nebbia sembrava lasciare la fredda superficie del\nsud e la nebbia sembrava abbandonare la superficie fredda delle acque.\nacque. Il capitano Nemo si diresse verso la cima, che senza dubbio intendeva\nche senza dubbio intendeva essere il suo osservatorio. Fu un'ascesa dolorosa sulla lava tagliente e sulle pietre\npietre pomicee, in un'atmosfera spesso impregnata di odore solforoso\nodore di zolfo proveniente dalle fessure fumanti. Per un uomo non abituato a camminare sulla terraferma,\nil Capitano si arrampicava sui ripidi pendii con un'agilit\u00e0 che non ho mai visto eguagliare.\neguagliare e che un cacciatore avrebbe invidiato. Ci sono volute due ore\nore per raggiungere la cima di questo picco, che era per met\u00e0 di porfido e per met\u00e0 di\nbasalto. Da l\u00ec guardammo un vasto mare che, verso nord,\nverso nord, tracciava distintamente la sua linea di confine nel cielo. Ai nostri piedi si stendevano\ncampi di un biancore abbagliante. Sopra le nostre teste un azzurro pallido, privo di nebbia.\nnebbia. A nord il disco del sole sembrava una palla di fuoco,\ngi\u00e0 incornata dal taglio dell'orizzonte. Dal seno dell'acqua\ndell'acqua si alzavano covoni di getti liquidi a centinaia. In lontananza giaceva il\nCome un cetaceo addormentato sull'acqua, in lontananza giaceva il _Nautilus_. Dietro di noi, a sud\ne a est, un immenso paese e un ammasso caotico di rocce e ghiaccio, di cui non si vedevano i limiti.\ndi ghiaccio, di cui non si vedevano i limiti. Arrivati in cima, il capitano Nemo\nNemo rilev\u00f2 con attenzione l'altezza media del barometro, perch\u00e9 avrebbe dovuto tenerne conto nel\navrebbe dovuto tenerne conto nel fare le sue osservazioni. Alle dodici meno un quarto il\nsole, che allora si vedeva solo per rifrazione, appariva come un disco dorato che spargeva i suoi ultimi raggi su questo\ni suoi ultimi raggi su questo continente deserto e sui mari che l'uomo non aveva mai\nmai l'uomo aveva solcato. Il capitano Nemo, munito di un vetro lenticolare che, per mezzo di uno specchio, correggeva la\nspecchio, correggeva la rifrazione, osservava la sfera che si inabissava\nsotto l'orizzonte per gradi, seguendo una diagonale allungata. Io tenevo\nil cronometro. Il cuore mi batteva forte. Se la scomparsa del\ndisco del sole coincideva con le dodici del cronometro,\neravamo al polo stesso.\n\n Dodici!  Ho esclamato.\n\n Il Polo Sud! rispose il Capitano Nemo, con voce grave, porgendomi il bicchiere che mostrava la sfera tagliata in parti esattamente uguali dal\nil bicchiere, che mostrava il globo tagliato in parti esattamente uguali dall'orizzonte.\norizzonte.\n\nHo guardato gli ultimi raggi che incoronavano la vetta e le ombre che salivano\nper gradi su per i suoi pendii. In quel momento il capitano Nemo, appoggiando la mano sulla mia spalla, disse\nmano sulla mia spalla, disse:\n\n Io, Capitano Nemo, il 21 marzo 1868 ho raggiunto il Polo Sud al novantesimo grado.\nPolo Sud al novantesimo grado e prendo possesso di questa parte del globo, pari a un sesto dei continenti conosciuti.\ndel globo, pari a un sesto dei continenti conosciuti.\n\n In nome di chi, capitano?\n\n Nel mio, signore!\n\nDetto questo, il Capitano Nemo dispieg\u00f2 uno stendardo nero, con una N in\nd'oro in quarti sul suo drappo. Poi, voltandosi verso l'orbe del giorno,\ni cui ultimi raggi lambivano l'orizzonte del mare, esclam\u00f2:\n\n Adieu, sole! Scompari, o globo radioso, riposa sotto questo mare aperto,\ne lascia che una notte di sei mesi stenda le sue ombre sui miei nuovi domini!\n\n\n\n\nCAPITOLO XV\nINCIDENTE O INCONVENIENTE?\n\n\nIl giorno successivo, il 22 marzo, alle sei del mattino iniziarono i preparativi per la partenza.\nper la partenza. Gli ultimi bagliori del crepuscolo si stavano\nnotte. Il freddo era grande, le costellazioni brillavano con un'intensit\u00e0 meravigliosa.\nintensit\u00e0. Allo zenit brillava la meravigliosa Croce del Sud, l'orso polare delle regioni antartiche.\norso polare delle regioni antartiche. Il termometro segnava 120 gradi sotto zero,\ne quando il vento si rinfrescava era molto pungente. I fiocchi di ghiaccio aumentavano\nsull'acqua aperta. Il mare sembrava ovunque uguale. Numerose macchie nerastre si sono\nmacchie nerastre sulla superficie, che mostravano la formazione di ghiaccio fresco.\nEvidentemente il bacino meridionale, ghiacciato durante i sei mesi invernali, era assolutamente inaccessibile.\nassolutamente inaccessibile. Che ne \u00e8 stato delle balene in quel periodo?\nSenza dubbio si sono spinte sotto gli iceberg, alla ricerca di mari pi\u00f9 praticabili.\nmari pi\u00f9 praticabili. Quanto alle foche e ai cavallucci, abituati a vivere in un clima rigido,\nsono rimasti su queste coste ghiacciate. Queste creature hanno l'istinto di\nbuchi nel campo di ghiaccio e di mantenerli aperti. A queste buche si recano per\nQuando gli uccelli, scacciati dal freddo, sono emigrati verso nord, questi\nemigrati a nord, questi mammiferi marini restano gli unici padroni del continente polare.\ncontinente polare. Ma i serbatoi si stavano riempiendo d'acqua e il _Nautilus_ si stava riempiendo d'acqua.\nNautilus_ stava lentamente scendendo. A 1.000 piedi di profondit\u00e0 si ferm\u00f2; la sua vite batt\u00e9 le onde e avanz\u00f2.\nla sua vite batteva le onde e avanzava dritta verso il nord alla\nnord a una velocit\u00e0 di quindici miglia all'ora. Verso sera stava gi\u00e0 galleggiando\nsotto l'immenso corpo dell'iceberg. Alle tre del mattino fui svegliato da una\nsvegliato da una violenta scossa. Mi alzai a sedere nel mio letto e ascoltai nell'oscurit\u00e0.\nbuio, quando fui scaraventato al centro della stanza. Il\nIl _Nautilus_, dopo aver colpito, era rimbalzato violentemente. Ho brancolato\nlungo il tramezzo e per le scale fino al salone, che era illuminato dal soffitto luminoso.\ndal soffitto luminoso. I mobili erano sconvolti. Fortunatamente le\nfinestre erano ben fissate e avevano retto. I quadri sul\na dritta, non essendo pi\u00f9 verticali, erano aggrappati alla carta.\ncarta, mentre quelli del lato di babordo pendevano ad almeno un metro dal muro.\ndalla parete. Il _Nautilus_ giaceva sul lato di dritta perfettamente\nimmobile. Sentii dei passi e una confusione di voci, ma il capitano Nemo non apparve.\nNemo non apparve. Mentre stavo lasciando il salone, entrarono Ned Land e Conseil.\nentrarono.\n\n Che cosa c'\u00e8? dissi subito.\n\n Sono venuto a chiederle, signore, rispose Conseil.\n\n Perbacco! esclam\u00f2 il canadese, lo so bene! Il\nIl _Nautilus_ ha colpito; e, a giudicare dal modo in cui giace, non credo che si raddrizzer\u00e0\nnon credo che si raddrizzer\u00e0 come ha fatto la prima volta nello Stretto di Torres.\n\n Ma, ho chiesto, \u00e8 almeno arrivata alla superficie del mare?\n\n Non lo sappiamo, ha detto Conseil.\n\n \u00c8 facile da decidere, risposi. Ho consultato il manometro. Con mia grande\ngrande sorpresa, indicava una profondit\u00e0 di oltre 180 braccia.  Cosa significa?\nsignifica?  esclamai.\n\n Dobbiamo chiedere al Capitano Nemo, disse Conseil.\n\n Ma dove lo troveremo? disse Ned Land.\n\n Seguitemi, dissi ai miei compagni.\n\nAbbiamo lasciato il salone. Nella biblioteca non c'era nessuno. Nella scala centrale\nscala centrale, vicino alle cuccette dell'equipaggio della nave, non c'era nessuno. I\npensai che il Capitano Nemo dovesse essere nella gabbia del pilota. Era meglio\naspettare. Tornammo tutti nel salone. Per venti minuti rimanemmo\nper venti minuti, cercando di sentire il minimo rumore che poteva essere fatto a bordo del\nquando entr\u00f2 il capitano Nemo. Sembrava che non ci vedesse; il suo\nIl suo volto, generalmente cos\u00ec impassibile, mostrava segni di inquietudine. Osserv\u00f2\nin silenzio la bussola, poi il manometro e, andando verso il planisfero, pos\u00f2 il dito sul\nplanisfero, mise il dito su un punto che rappresentava i mari del sud.\nmari meridionali. Non lo interruppi; ma, qualche minuto dopo, quando si gir\u00f2 verso di me, gli dissi\nsi volt\u00f2 verso di me, dissi, usando una delle sue stesse espressioni nello\nStretto di Torres:\n\n Un incidente, capitano?\n\n No, signore; stavolta \u00e8 stato un incidente.\n\n Davvero?\n\n Forse.\n\n Il pericolo \u00e8 immediato?\n\n No.\n\n Il _Nautilus_ si \u00e8 arenato?\n\n S\u00ec.\n\n E come \u00e8 successo?\n\n Per un capriccio della natura, non per l'ignoranza dell'uomo. Non un errore\n\u00e8 stato commesso nel lavoro. Ma non possiamo impedire che l'equilibrio\nprodurre i suoi effetti. Possiamo sfidare le leggi umane, ma non possiamo resistere a quelle naturali.\nnaturali.\n\nIl Capitano Nemo aveva scelto uno strano momento per pronunciare questa\nriflessione filosofica. Nel complesso, la sua risposta mi aiut\u00f2 poco.\n\n Posso chiedere, signore, la causa di questo incidente?\n\n Un enorme blocco di ghiaccio, un'intera montagna, si \u00e8 ribaltato\", rispose.\nrispose.  Quando gli iceberg vengono scalzati alla base da acque pi\u00f9 calde o da scosse ripetute, il loro centro di gravit\u00e0 si alza\nripetuti urti, il loro centro di gravit\u00e0 si alza e l'intera cosa si\nsi capovolge. Questo \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 accaduto; uno di questi blocchi, cadendo,\nha colpito la _Nautilus_, poi, scivolando sotto il suo scafo, l'ha sollevata con\nforza irresistibile, portandola su letti non molto spessi, dove\n\u00e8 adagiata su un fianco.\n\n Ma non si pu\u00f2 far uscire il _Nautilus_ svuotando i suoi serbatoi, in modo da fargli riacquistare l'equilibrio?\nper fargli riacquistare l'equilibrio?\n\n Questo, signore, viene fatto in questo momento. Si sente la pompa\npompa in funzione. Guardate l'ago del manometro; mostra che la _Nautilus_ sta salendo, ma il blocco di ghiaccio galleggia con lei.\nNautilus_ sta salendo, ma il blocco di ghiaccio sta galleggiando con lui; e,\nfinch\u00e9 qualche ostacolo non fermer\u00e0 il suo moto ascensionale, la nostra posizione non potr\u00e0 essere\nmodificare la nostra posizione.\n\nIn effetti, il _Nautilus_ manteneva ancora la stessa posizione a dritta;\nsenza dubbio si sarebbe raddrizzata quando il blocco si fosse fermato. Ma in questo\nmomento chi pu\u00f2 sapere se non ci troviamo spaventosamente schiacciati tra le due\nsuperfici vitree? Riflettei su tutte le conseguenze della nostra posizione.\nIl capitano Nemo non staccava mai gli occhi dal manometro. Dalla caduta dell'iceberg\nl'iceberg, il _Nautilus_ si era alzato di circa centocinquanta piedi,\nma continuava a formare lo stesso angolo con la perpendicolare. Improvvisamente si avvert\u00ec un\nun leggero movimento nella stiva. Evidentemente si stava raddrizzando\nun po'. Le cose appese nel salone stavano sensibilmente tornando alla loro posizione normale.\nposizione normale. Le pareti divisorie si stavano avvicinando alla posizione verticale. Nessuno parl\u00f2.\nCon il cuore che batteva guardavamo e sentivamo il raddrizzamento. Le tavole\ndiventavano orizzontali sotto i nostri piedi. Passarono dieci minuti.\n\n Finalmente abbiamo fatto centro!  Ho esclamato.\n\n S\u00ec, disse il capitano Nemo, andando verso la porta del salone.\n\n Ma stiamo galleggiando?  Ho chiesto.\n\n Certo, rispose, poich\u00e9 i serbatoi non sono vuoti e, quando sono vuoti, il _Nautilus_ deve salire alla superficie del mare.\nvuoto, il _Nautilus_ deve salire alla superficie del mare.\n\nEravamo in mare aperto, ma a una distanza di circa dieci metri, su entrambi i lati del _Nautilus_, si ergeva un'abbagliante parete di ghiaccio.\nlato della _Nautilus_, si ergeva un'abbagliante parete di ghiaccio. Sopra e sotto\nlo stesso muro. Sopra, perch\u00e9 la superficie inferiore dell'iceberg\nsi estendeva su di noi come un immenso soffitto. Sotto, perch\u00e9 il blocco\nblocco rovesciato, dopo essere scivolato per gradi, aveva trovato un punto di appoggio sulle\npareti laterali, che lo mantenevano in quella posizione. Il _Nautilus_ era\nimprigionato in una perfetta galleria di ghiaccio larga pi\u00f9 di venti metri, piena di acqua tranquilla.\ndi ghiaccio di oltre venti metri di larghezza, pieno di acqua tranquilla. Era facile uscirne andando avanti o indietro, e poi\navanti o indietro, per poi passare liberamente sotto l'iceberg, per centinaia di metri.\niceberg, pi\u00f9 profondo di centinaia di metri. Il soffitto luminoso era stato\nspento, ma il salone risplendeva ancora di una luce intensa.\nSi trattava del potente riflesso del vetro divisorio, inviato con violenza alle lastre della lanterna.\nviolentemente alle lastre della lanterna. Non posso descrivere l'effetto dei raggi\nraggi voltaici sui grandi blocchi cos\u00ec capricciosamente tagliati; su ogni angolo, su ogni\nsu ogni angolo, su ogni cresta, su ogni sfaccettatura veniva proiettata una luce diversa, secondo\na seconda della natura delle venature che attraversavano il ghiaccio; una miniera abbagliante di gemme, in particolare di zaffiri.\ndi gemme, in particolare di zaffiri, i cui raggi blu si incrociano con il verde dello smeraldo.\nverde dello smeraldo. Qua e l\u00e0 c'erano sfumature di opale di meravigliosa\nmorbidezza, che attraversano macchie luminose come diamanti di fuoco, la cui brillantezza\ndi fuoco, la cui brillantezza l'occhio non riusciva a sopportare. La potenza della lanterna\nsembrava centuplicata, come una lampada attraverso le lastre lenticolari di un faro di prima classe.\nlenticolare di un faro di prima classe.\n\n Che bello! Che bello! grid\u00f2 Conseil.\n\n S\u00ec, ho detto che \u00e8 uno spettacolo meraviglioso. Non \u00e8 vero, Ned?\n\n S\u00ec, che confusione! S\u00ec, rispose Ned Land, \u00e8 superbo! Sono arrabbiato per\ndi essere obbligato ad ammetterlo. Nessuno ha mai visto niente di simile; ma\nla vista potrebbe costarci cara. E, se devo dirla tutta, credo che qui si stiano\ncose che Dio non ha mai voluto che l'uomo vedesse.\n\nNed aveva ragione, era troppo bello. Improvvisamente un grido di Conseil mi fece\nmi fece voltare.\n\n Che cos'\u00e8?  Ho chiesto.\n\n Chiudete gli occhi, signore! Non guardate, signore!  Detto questo, Conseil si batt\u00e9 le mani\nle mani sugli occhi.\n\n Ma qual \u00e8 il problema, ragazzo mio?\n\n Sono abbagliato, accecato.\n\nI miei occhi si volsero involontariamente verso il vetro, ma non riuscivo a sopportare\nil fuoco che sembrava divorarli. Capii cosa era successo.\nIl _Nautilus_ aveva preso la massima velocit\u00e0. Tutta la tranquilla lucentezza delle\npareti di ghiaccio si trasform\u00f2 subito in lampi. Il fuoco di\nmiriadi di diamanti era accecante. Ci volle un po' di tempo per calmare\ni nostri sguardi turbati. Alla fine le mani furono tolte.\n\n Fede, non ci avrei mai creduto, disse Conseil.\n\nErano le cinque del mattino e in quel momento si sent\u00ec una scossa a prua del _Nautilus_.\nprua del _Nautilus_. Sapevo che il suo sperone aveva colpito un blocco di ghiaccio.\nghiaccio. Doveva trattarsi di una falsa manovra, perch\u00e9 questo tunnel sottomarino,\nostruito da blocchi, non era molto facile da navigare. Pensai che il\nCapitano Nemo, cambiando la sua rotta, avrebbe girato questi ostacoli\no che avrebbe seguito i tornanti della galleria. In ogni caso, la strada davanti a noi\nin ogni caso, la strada davanti a noi non poteva essere completamente bloccata. Ma, contrariamente alle mie aspettative, il\nNemo prese un deciso moto retrogrado.\n\n Stiamo andando indietro? ha detto Conseil.\n\n S\u00ec, ho risposto.  Questa estremit\u00e0 del tunnel non pu\u00f2 avere un'uscita.\n\n E poi?\n\n Allora, dissi, il lavoro \u00e8 facile. Dobbiamo tornare indietro e uscire\ndall'apertura a sud. Questo \u00e8 tutto.\n\nParlando cos\u00ec, volevo apparire pi\u00f9 fiducioso di quanto non fossi in realt\u00e0.\nMa il moto retrogrado del _Nautilus_ stava aumentando e, invertendo la vite, ci port\u00f2 a grande velocit\u00e0,\ninvertendo la vite, ci port\u00f2 a grande velocit\u00e0.\n\n Sar\u00e0 un ostacolo, disse Ned.\n\n Che cosa importa, qualche ora in pi\u00f9 o in meno, purch\u00e9 si esca finalmente\nfinalmente?\n\n S\u00ec, ha ripetuto Ned Land, sempre che alla fine si riesca ad uscire!\n\nPer un breve periodo camminai dal saloon alla biblioteca. I miei compagni\nerano silenziosi. Presto mi buttai su un'ottomana e presi un libro, che\ni miei occhi si posarono meccanicamente. Un quarto d'ora dopo, Conseil,\nConseil, avvicinandosi, mi disse: \"Quello che state leggendo \u00e8 molto interessante, signore?\n\n Molto interessante!  Ho risposto.\n\n Credo di s\u00ec, signore. \u00c8 il suo stesso libro che sta leggendo.\n\n Il mio libro?\n\nE in effetti tenevo in mano l'opera sulle Grandi profondit\u00e0 sottomarine.\nprofondit\u00e0. Non l'ho nemmeno sognato. Chiusi il libro e tornai alla\nalla mia passeggiata. Ned e Conseil si alzarono per andare.\n\n Restate qui, amici miei, dissi, trattenendoli.  Rimaniamo\ninsieme finch\u00e9 non saremo usciti da questo blocco.\n\n Come vuole, signore, rispose Conseil.\n\nPassarono alcune ore. Spesso guardavo gli strumenti appesi al\ndivisorio. Il manometro mostrava che il _Nautilus_ si manteneva a una profondit\u00e0 costante di oltre trecento metri.\nprofondit\u00e0 di oltre trecento metri; la bussola puntava ancora verso sud; il diario di bordo indicava una velocit\u00e0 di venti miglia orarie.\nsud; il diario di bordo indicava una velocit\u00e0 di venti miglia all'ora, che, in uno spazio cos\u00ec ristretto, era\nin uno spazio cos\u00ec ristretto, era molto grande. Ma il capitano Nemo sapeva che non poteva\nnon poteva affrettarsi troppo e che i minuti valevano secoli per noi. Alle\nventicinque minuti dopo le otto si verific\u00f2 una seconda scossa, questa volta\nda dietro. Impallidii. I miei compagni erano al mio fianco. I\npresi la mano di Conseil. I nostri sguardi esprimevano i nostri sentimenti meglio delle\nparole. In quel momento il capitano entr\u00f2 nel salone. Mi avvicinai a lui.\n\n La nostra rotta \u00e8 sbarrata verso sud?  Ho chiesto.\n\n S\u00ec, signore. L'iceberg si \u00e8 spostato e ha chiuso ogni sbocco.\n\n Siamo bloccati allora?\n\n S\u00ec.\n\n\n\n\nCAPITOLO XVI\nVOGLIA DI ARIA\n\n\nCos\u00ec intorno al _Nautilus_, sopra e sotto, c'era un impenetrabile muro di ghiaccio.\ndi ghiaccio. Eravamo prigionieri dell'iceberg. Osservai il capitano. Il suo\nvolto aveva ripreso la sua abituale imperturbabilit\u00e0.\n\n Signori, ha detto con calma, ci sono due modi di morire nelle\ncircostanze in cui ci troviamo.  (Questa persona sconcertante aveva l'aria\ndi un professore di matematica che tiene una lezione ai suoi alunni).  Il primo \u00e8\n\u00e8 quello di essere schiacciati; il secondo \u00e8 quello di morire per soffocamento. Non parlo della possibilit\u00e0\ndi morire di fame, perch\u00e9 il rifornimento di provviste nel\nNautilus durer\u00e0 certamente pi\u00f9 a lungo di noi. Calcoliamo, dunque,\ncalcoliamo le nostre possibilit\u00e0.\n\n Per quanto riguarda il soffocamento, Capitano, ho risposto che non c'\u00e8 da temere,\nperch\u00e9 i nostri serbatoi sono pieni.\n\n Proprio cos\u00ec, ma produrranno solo due giorni di aria. Ora, da\ntrentasei ore siamo rimasti nascosti sotto l'acqua e gi\u00e0 la pesante atmosfera della\npesante atmosfera del _Nautilus_ richiede un ricambio. Tra quarantotto\nore la nostra riserva sar\u00e0 esaurita.\n\n Allora, capitano, possiamo essere consegnati prima di 48 ore?\n\n Ci proveremo, almeno, bucando il muro che ci circonda.\n\n Da quale parte?\n\n Il suono ce lo dir\u00e0. Ho intenzione di far incagliare il _Nautilus_ sulla riva\ne i miei uomini attaccheranno l'iceberg dal lato meno spesso.\nmeno spesso.\n\nIl Capitano Nemo usc\u00ec. Presto scoprii, grazie a un sibilo, che l'acqua stava\nche l'acqua stava entrando nei serbatoi. Il _Nautilus_ affond\u00f2 lentamente e si pos\u00f2 sul ghiaccio a 350 metri di profondit\u00e0.\ne si pos\u00f2 sul ghiaccio a 350 metri di profondit\u00e0, la profondit\u00e0 a cui era immersa la riva inferiore.\nriva inferiore era immersa.\n\n Amici miei, vi ho detto che la nostra situazione \u00e8 grave, ma confido nel vostro\ncoraggio e sull'energia.\n\n Signore, rispose il canadese, sono pronto a fare qualsiasi cosa per la sicurezza generale.\nsicurezza generale.\n\n Bene! Ned, e ho teso la mano al canadese.\n\n Aggiunger\u00f2, continu\u00f2, che essendo abile sia con il piccone che con l'arpione, se potr\u00f2 essere utile al Capitano\ncon il piccone come con l'arpione, se posso essere utile al Capitano, egli pu\u00f2 comandare i miei servizi.\nservizi.\n\n Non rifiuter\u00e0 il vostro aiuto. Vieni, Ned!\n\nLo condussi nella stanza dove l'equipaggio del _Nautilus_ si stava infilando le\nle loro giacche di sughero. Dissi al capitano della proposta di Ned, che accett\u00f2.\naccettata. Il canadese indoss\u00f2 il suo costume da mare e fu pronto non appena i suoi compagni\ncompagni. Quando Ned fu vestito, rientrai nel salotto,\ndove i vetri erano aperti e, appostata vicino a Conseil, esaminai i letti d'ambiente che sostenevano l'_aula_.\nesaminai i letti ambientali che sostenevano il _Nautilus_. Qualche istante dopo\ndopo, vedemmo una dozzina di membri dell'equipaggio mettere piede sul banco di ghiaccio, e tra loro Ned Land, facilmente conosciuto come\ntra cui Ned Land, facilmente riconoscibile per la sua statura. Il capitano Nemo era con\nloro. Prima di procedere allo scavo delle pareti, prese le misure per essere sicuro di lavorare nella giusta direzione.\ndi lavorare nella giusta direzione. Furono affondate lunghe linee di sondaggio\nnelle pareti laterali, ma dopo quindici metri furono di nuovo fermate dalla\ndalla spessa parete. Era inutile attaccarlo sulla superficie simile a un soffitto, poich\u00e9\nsuperficie, dato che l'iceberg stesso misurava pi\u00f9 di 400 metri in\naltezza. Il capitano Nemo sond\u00f2 allora la superficie inferiore. Dieci metri di parete ci separavano dall'acqua.\nmuro che ci separava dall'acqua, tanto era grande lo spessore del\nspessore del campo di ghiaccio. Era quindi necessario tagliarne un pezzo di estensione pari alla linea di galleggiamento della _Nautilus_.\nall'estensione della linea di galleggiamento della _Nautilus_. C'erano circa 6.000 metri cubi\nmetri cubi da staccare, in modo da scavare una buca da cui poter scendere verso la banchisa.\ncampo di ghiaccio. Il lavoro era iniziato immediatamente e proseguito con\ninstancabile energia. Invece di scavare intorno al _Nautilus_, cosa che avrebbe comportato maggiori difficolt\u00e0, il capitano N.\navrebbe comportato maggiori difficolt\u00e0, il capitano Nemo fece costruire un'immensa\ntrincea a otto metri dal quarto di porto. Poi gli uomini si misero al lavoro\nsimultaneamente con le loro viti in diversi punti della circonferenza.\ncirconferenza. Subito il piccone attacc\u00f2 con forza questa materia compatta e\ncon forza e dalla massa si staccarono grandi blocchi. Per un curioso\neffetto del peso specifico, questi blocchi, pi\u00f9 leggeri dell'acqua, fuggirono, per cos\u00ec dire, verso la volta del tunnel.\nper cos\u00ec dire, verso la volta della galleria, che aumentava di spessore in cima\nspessore in alto in proporzione alla diminuzione alla base. Ma questo importava\npoco, purch\u00e9 la parte inferiore si assottigliasse. Dopo due ore di duro\nlavoro, Ned Land rientr\u00f2 esausto. Lui e i suoi compagni furono sostituiti da\nnuovi operai, ai quali ci unimmo Conseil e io. Il sottotenente della\nNautilus_ ci sovrintendeva. L'acqua sembrava insolitamente fredda, ma io\npresto mi scaldai maneggiando il piccone. I miei movimenti erano abbastanza liberi,\nanche se erano fatti sotto una pressione di trenta atmosfere. Quando sono\nquando sono rientrato, dopo due ore di lavoro, per prendere un po' di cibo e riposare, ho trovato una differenza percepibile\nquando sono rientrato, dopo due ore di lavoro, per mangiare e riposare, ho riscontrato una differenza percepibile tra il fluido puro che il\nRouquayrol e l'atmosfera del _Nautilus_,\ngi\u00e0 carica di acido carbonico. L'aria non era stata rinnovata da\nda quarantotto ore e le sue qualit\u00e0 vivificanti erano considerevolmente\nnotevolmente indebolite. Tuttavia, dopo dodici ore, avevamo sollevato un blocco di ghiaccio dello spessore di un metro.\nun blocco di ghiaccio spesso un metro, sulla superficie segnata, che era di circa 600 metri cubi!\nmetri cubi! Calcolando che ci sono volute dodici ore per realizzare questo\nper fare tutto questo, ci sarebbero volute cinque notti e quattro giorni per concludere l'impresa\nconclusione soddisfacente. Cinque notti e quattro giorni! E abbiamo\naria sufficiente per due giorni nei serbatoi!  Senza considerare\nsenza considerare, disse Ned, che, anche se usciamo da questa prigione infernale,\nsaremo imprigionati anche sotto l'iceberg, esclusi da qualsiasi\ncomunicazione con l'atmosfera.  \u00c8 vero! Chi poteva\nprevedere il tempo minimo necessario per la nostra liberazione? Potremmo\nsoffocare prima che il _Nautilus_ potesse riguadagnare la superficie delle onde?\nonde? Era destinato a morire in questa tomba di ghiaccio, insieme a tutti coloro che\nche racchiudeva? La situazione era terribile. Ma tutti avevano guardato in faccia il\npericolo in faccia e ognuno era deciso a fare il proprio dovere fino all'ultimo.\n\nCome mi aspettavo, durante la notte un nuovo blocco di un metro quadrato \u00e8 stato portato via\ne l'immensa cavit\u00e0 sprofond\u00f2 ancora di pi\u00f9. Ma al mattino\nquando, vestito con la mia giacca di sughero, ho attraversato la massa fangosa a una temperatura di\ntemperatura di sei o sette gradi sotto lo zero, ho notato che le\npareti laterali si stavano gradualmente chiudendo. I letti d'acqua pi\u00f9 lontani dalla\ndalla trincea, non riscaldati dal lavoro degli uomini, mostravano una tendenza alla solidificazione.\nalla solidificazione. In presenza di questo nuovo e imminente pericolo, che cosa\npossibilit\u00e0 di salvezza e come ostacolare la solidificazione di questo mezzo liquido che\nsolidificazione di questo mezzo liquido, che avrebbe fatto scoppiare i divisori della\ndel _Nautilus_ come vetro?\n\nNon dissi ai miei compagni di questo nuovo pericolo. A cosa serviva smorzare\nsmorzare l'energia che avevano dimostrato nel doloroso lavoro di fuga? Ma\nquando risalii a bordo, dissi al capitano Nemo di questa grave\ncomplicazione.\n\n Lo so\", disse, con quel tono calmo che poteva contrastare le pi\u00f9 terribili\nterribili apprensioni.  \u00c8 un pericolo in pi\u00f9, ma non vedo modo di sfuggirgli.\ndi sfuggire; l'unica possibilit\u00e0 di salvezza \u00e8 quella di andare pi\u00f9 veloce della\nsolidificazione. Dobbiamo essere in anticipo su tutto, ecco tutto.\n\nQuel giorno, per diverse ore, ho usato il mio piccone con vigore. Il lavoro\nmi teneva sveglio. Inoltre, lavorare significava abbandonare il _Nautilus_ e respirare direttamente l'aria pura prelevata dalle cisterne e fornita dai nostri\nrespirare direttamente l'aria pura prelevata dalle cisterne e fornita dal nostro\ne abbandonare l'atmosfera impoverita e viziata.\nVerso sera la trincea fu scavata un metro pi\u00f9 in profondit\u00e0. Quando tornai a bordo\na bordo, ero quasi soffocato dall'acido carbonico di cui l'aria era piena.\nse solo avessimo i mezzi chimici per allontanare questo gas deleterio.\ngas deleterio. Avevamo ossigeno in abbondanza; tutta l'acqua ne conteneva una quantit\u00e0 considerevole e\nquantit\u00e0 considerevole e, sciogliendola con le nostre potenti pile, avrebbe ripristinato il\navrebbe ripristinato il fluido vivificante. Ci avevo pensato bene; ma a cosa sarebbe servito, visto che\na cosa sarebbe servito, visto che l'acido carbonico prodotto dalla nostra respirazione\naveva invaso ogni parte del vaso? Per assorbirlo, era necessario\nper assorbirlo, era necessario riempire alcuni vasi di potassa caustica e scuoterli incessantemente. Ora\nquesta sostanza mancava a bordo e nulla poteva sostituirla. Quella sera\nquella sera, il Capitano Nemo dovette aprire i rubinetti dei suoi serbatoi,\ne far entrare un po' di aria pura all'interno del _Nautilus;_ senza questa\nsenza questa precauzione non potevamo liberarci del senso di soffocamento. Il giorno dopo\nIl giorno dopo, 26 marzo, ripresi il mio lavoro di minatore iniziando il quinto cantiere.\nLe pareti laterali e la superficie inferiore dell'iceberg si addensavano visibilmente.\nEra evidente che si sarebbero incontrate prima che il _Nautilus_ riuscisse a sganciarsi.\nsganciarsi. La disperazione mi colse per un istante; il mio piccone quasi mi cadde dalle mani.\nmi cadde dalle mani. A che cosa serviva scavare se poi dovevo essere\nsoffocare, schiacciato dall'acqua che si trasformava in pietra?\nuna punizione che neppure la ferocia dei selvaggi avrebbe\ninventato! Proprio in quel momento il capitano Nemo pass\u00f2 vicino a me. Gli toccai la mano e\ngli mostrai le pareti della nostra prigione. Il muro a babordo era avanzato di almeno\nalmeno quattro metri dallo scafo del _Nautilus_. Il capitano\nmi cap\u00ec e mi fece segno di seguirlo. Salimmo a bordo. Mi tolsi\nmi tolsi la giacca di sughero e lo accompagnai in salotto.\n\n M. Aronnax, dobbiamo tentare qualche mezzo disperato, oppure saremo\nin quest'acqua solidificata come nel cemento.\n\n S\u00ec, ma cosa fare?\n\n Se il mio _Nautilus_ fosse abbastanza forte da sopportare questa pressione senza essere schiacciato!\nessere schiacciato!\n\n Ebbene?  chiesi, non cogliendo l'idea del Capitano.\n\n Non capite, rispose, che questa congelazione dell'acqua\nci aiuter\u00e0? Non vedete che con la sua solidificazione, essa irromperebbe\nquesto campo di ghiaccio che ci imprigiona, come, quando gela, fa scoppiare le pietre pi\u00f9 dure?\nrompe le pietre pi\u00f9 dure? Non capite che sarebbe un agente di sicurezza invece che di distruzione?\ndi sicurezza invece che di distruzione?\n\n S\u00ec, Capitano, forse. Ma, qualunque sia la resistenza allo schiacciamento del\nil _Nautilus_, non potrebbe sopportare questa terribile pressione, e\ne si appiattirebbe come una lastra di ferro.\n\n Lo so, signore. Per questo non dobbiamo contare sull'aiuto della natura, ma\nsulle nostre forze. Dobbiamo fermare questa solidificazione. Non solo le pareti laterali\nle pareti laterali saranno pressate l'una dall'altra, ma non c'\u00e8 un metro e mezzo d'acqua\nd'acqua n\u00e9 davanti n\u00e9 dietro il _Nautilus_. La congelazione ci raggiunge da tutti i lati.\nlati.\n\n Quanto durer\u00e0 l'aria nei serbatoi per poter respirare a bordo?\na bordo?\n\nIl Capitano mi guard\u00f2 in faccia.  Dopo domani saranno vuote!\n\nUn sudore freddo mi ha invaso. Tuttavia, avrei dovuto stupirmi della risposta?\nrisposta? Il 22 marzo il _Nautilus_ era in mare aperto. Eravamo\neravamo al 26\u00b0. Per cinque giorni avevamo vissuto con la riserva di bordo. E\ndell'aria respirabile doveva essere conservata per i lavoratori. Ancora\nora, mentre scrivo, il mio ricordo \u00e8 ancora cos\u00ec vivido che un involontario\nterrore e i miei polmoni sembrano essere senza aria. Nel frattempo,\nIl Capitano Nemo rifletteva in silenzio ed evidentemente un'idea lo aveva colpito;\nma sembrava rifiutarla. Alla fine gli sfuggirono queste parole:\n\n Acqua bollente!\n\n Acqua bollente?  Ho pianto.\n\n S\u00ec, signore. Siamo racchiusi in uno spazio relativamente ristretto.\nI getti d'acqua bollente, iniettati costantemente dalle pompe,\nnon aumenterebbero la temperatura in questa parte e non farebbero cessare la congelazione?\n\n Proviamo, dissi risolutamente.\n\n Proviamo, professore.\n\nIl termometro segnava 7\u00b0 all'esterno. Il capitano Nemo mi port\u00f2 nella\ngale, dove si trovavano le grandi macchine distillatrici che fornivano l'acqua potabile per\nacqua potabile per evaporazione. Le riempirono d'acqua e tutto il calore\ntutto il calore elettrico delle pile veniva gettato attraverso i vermi immersi nel liquido.\nliquido. In pochi minuti l'acqua raggiungeva i 100\u00b0. \u00c8 stata indirizzata\nverso le pompe, mentre l'acqua fresca la sostituiva in proporzione. Il calore\nIl calore sviluppato dagli abbeveratoi era tale che l'acqua fredda, prelevata dal mare dopo aver\ndal mare dopo aver attraversato le macchine, arrivava bollente nel corpo della pompa.\nnel corpo della pompa. L'iniezione \u00e8 stata avviata e tre ore dopo\nil termometro segnava 6 gradi sotto zero. Un grado \u00e8 stato guadagnato.\nDue ore pi\u00f9 tardi il termometro segnava solo 4.\n\n Ci riusciremo, dissi al Capitano, dopo aver osservato con ansia il risultato dell'operazione.\ndopo aver osservato con ansia il risultato dell'operazione.\n\n Penso, rispose, che non saremo schiacciati. Non abbiamo pi\u00f9\nsoffocamento da temere.\n\nDurante la notte la temperatura dell'acqua \u00e8 salita a 1 sotto zero.\nLe iniezioni non potevano portarla ad un punto pi\u00f9 alto. Ma, poich\u00e9 la\ncongelamento dell'acqua di mare produce almeno 2, ero almeno rassicurato dai pericoli di\nrassicurato contro i pericoli di solidificazione.\n\nIl giorno successivo, il 27 marzo, erano stati sgomberati sei metri di ghiaccio e rimanevano solo dodici metri da\ndi ghiaccio, rimanevano solo tre metri di ghiaccio da rimuovere. C'erano ancora quarantotto ore di\nore di lavoro. L'aria non poteva essere rinnovata all'interno del\nNautilus_. E questa giornata avrebbe peggiorato la situazione. Un peso intollerabile\nmi opprimeva. Verso le tre di notte questa sensazione sal\u00ec a un livello\nun grado violento. Gli sbadigli mi slogavano le mascelle. I miei polmoni ansimavano mentre\ninalare questo fluido ardente, che diventava sempre pi\u00f9 rarefatto. A\ntorpore morale si impadron\u00ec di me. Ero impotente, quasi incosciente. Il mio\ncoraggioso Conseil, pur manifestando gli stessi sintomi e soffrendo allo stesso modo, non mi lasci\u00f2 mai.\nstesso modo, non mi lasci\u00f2 mai. Mi prese la mano e mi incoraggi\u00f2, e lo sentii mormorare: \"Oh!\nse potessi non respirare, per lasciare pi\u00f9 aria al mio padrone!\naria al mio padrone!\n\nMi sono venute le lacrime agli occhi sentendolo parlare cos\u00ec. Se la nostra situazione per\ntutti fosse intollerabile nell'interno, con quale fretta e gioia avremmo\navremmo indossato le nostre giacche di sughero per lavorare a nostra volta! I picconi suonavano sui\nghiacciati. Le braccia ci facevano male, la pelle delle mani si strappava. Ma\nche cos'erano queste fatiche, che importanza avevano le ferite? L'aria vitale arrivava ai\nai polmoni! Respiravamo! Respiravamo!\n\nPer tutto questo tempo nessuno ha prolungato il suo compito volontario oltre il tempo prescritto.\ntempo prescritto. Compiuto il suo compito, ognuno consegn\u00f2 a turno ai suoi compagni ansimanti l'apparato\ncompagni l'apparecchio che gli forniva la vita. Il Capitano Nemo diede\nesempio e si sottopose per primo a questa severa disciplina. Quando arriv\u00f2 il\nquando arriv\u00f2 il momento, cedette il suo apparecchio a un altro e torn\u00f2 all'aria viziata di bordo, calmo, calmo, calmo e calmo.\naria viziata di bordo, calmo, inflessibile, senza mormorii.\n\nQuel giorno il lavoro ordinario fu portato a termine con insolito vigore.\nRimanevano solo due metri da sollevare dalla superficie. Solo due metri\nci separavano dal mare aperto. Ma i serbatoi erano quasi svuotati d'aria.\nd'aria. Il poco che rimaneva doveva essere conservato per i lavoratori; non una\nuna particella per il _Nautilus_. Quando tornai a bordo, ero mezzo soffocato.\nsoffocato. Che notte! Non so come descriverla. Il giorno dopo\nil mio respiro era oppresso. Le vertigini accompagnavano il dolore alla testa\ne mi rendeva simile a un ubriaco. I miei compagni presentavano gli stessi sintomi.\nAlcuni dell'equipaggio avevano dei rantoli in gola.\n\nQuel giorno, il sesto della nostra prigionia, il capitano Nemo, trovando che i picconi lavoravano troppo lentamente, decise di frantumare il banco di ghiaccio che ancora\ngrimaldelli lavoravano troppo lentamente, decise di frantumare il letto di ghiaccio che ancora\nche ancora ci separava dalla lastra liquida. La freddezza e l'energia di quest'uomo\nnon lo abbandonarono mai. Sottometteva i suoi dolori fisici con la forza morale.\n\nPer suo ordine, la nave fu alleggerita, cio\u00e8 sollevata dal fondo di ghiaccio\ndal fondo di ghiaccio grazie a un cambiamento di gravit\u00e0 specifica. Quando galleggiava, lo rimorchiavano\nin modo da portarla al di sopra dell'immensa fossa scavata al livello della linea di galleggiamento.\nlinea d'acqua. Poi, riempiendo i suoi serbatoi d'acqua, scese e si chiuse nella buca.\ne si rinchiuse nella buca.\n\nIn quel momento tutto l'equipaggio sal\u00ec a bordo e la doppia porta di comunicazione fu chiusa.\ncomunicazione fu chiusa. La _Nautilus_ si pos\u00f2 quindi sul letto di ghiaccio,\nche non era spesso nemmeno un metro e che i piombi di scandaglio avevano\nperforato in mille punti. I rubinetti dei serbatoi vennero quindi aperti e\ne furono fatti entrare cento metri cubi d'acqua, aumentando il peso della nave.\npeso del _Nautilus_ a 1.800 tonnellate. Abbiamo aspettato, abbiamo ascoltato,\ndimenticando le nostre sofferenze nella speranza. La nostra sicurezza dipendeva da quest'ultima\npossibilit\u00e0. Nonostante il ronzio nella mia testa, sentii presto il ronzio sotto lo scafo della\nronzio sotto lo scafo della _Nautilus_. Il ghiaccio si spaccava con un\nsingolare rumore, come di carta strappata, e il _Nautilus_ affond\u00f2.\n\n Siamo partiti! mormor\u00f2 Conseil al mio orecchio.\n\nNon potevo rispondergli. Gli afferrai la mano e la strinsi convulsamente.\nTutto d'un tratto, trascinato dal suo spaventoso sovraccarico, il _Nautilus_\naffond\u00f2 come un proiettile sotto le acque, cio\u00e8 cadde come se fosse\ncome se si trovasse nel vuoto. Poi tutta la forza elettrica fu riversata sulle pompe, che\nche presto cominciarono a far uscire l'acqua dai serbatoi. Dopo alcuni minuti,\nla caduta si arrest\u00f2. Presto anche il manometro segnal\u00f2 un movimento ascendente.\nmovimento ascendente. La vite, andando a tutta velocit\u00e0, fece tremare lo scafo di ferro fino ai bulloni e ci port\u00f2 verso nord.\ndi ferro che tremava fino ai bulloni e ci trascinava verso nord. Ma se questo galleggiamento\nsotto l'iceberg deve durare ancora un giorno prima di raggiungere il mare aperto,\nsar\u00f2 morto per primo.\n\nMezzo disteso su un divano in biblioteca, stavo soffocando. Il mio viso\nviso era violaceo, le labbra blu, le mie facolt\u00e0 sospese. Non vedevo n\u00e9 sentivo\nudito. Ogni nozione di tempo era sparita dalla mia mente. I miei muscoli non potevano\ncontrarsi. Non so quante ore passarono in questo modo, ma ero cosciente\ndell'agonia che mi stava assalendo. Mi sentivo come se stessi per morire.\nImprovvisamente mi ripresi. Alcuni respiri d'aria penetrarono nei miei polmoni. Eravamo\nrisaliti alla superficie delle onde? Eravamo liberi dall'iceberg? No! Ned\ne Conseil, i miei due coraggiosi amici, si stavano sacrificando per salvarmi.\nme. Alcune particelle d'aria rimanevano ancora sul fondo di una\napparecchio. Invece di usarla, l'avevano tenuta per me e, mentre venivano soffocati, mi davano la vita, goccia a goccia.\nsoffocare, mi hanno dato la vita, goccia a goccia. Volevo\nspingere indietro la cosa; mi tennero le mani e per qualche istante respirai liberamente.\nrespirare liberamente. Guardai l'orologio: erano le undici del mattino.\nDoveva essere il 28 marzo. Il _Nautilus_ andava a un'andatura spaventosa, a quaranta miglia\nvelocit\u00e0 spaventosa, quaranta miglia all'ora. Si \u00e8 letteralmente squarciata nell'acqua. Dove\ndov'era il capitano Nemo? Aveva ceduto? I suoi compagni erano morti con lui?\nIn quel momento il manometro indicava che eravamo a non pi\u00f9 di sei metri dalla superficie.\npiedi dalla superficie. Una semplice lastra di ghiaccio ci separava dall'atmosfera.\natmosfera. Non potevamo romperla? Forse. In ogni caso il _Nautilus_\nstava per tentare di farlo. Sentivo che era in posizione obliqua,\nabbassando la poppa e alzando la prua. L'introduzione di acqua era\nera stato il mezzo per disturbare il suo equilibrio. Poi, spinta dalla sua\npotente vite, attacc\u00f2 il campo di ghiaccio da sotto come un\nformidabile ariete. Lo ruppe arretrando e poi precipitandosi in avanti contro il campo di ghiaccio, che gradualmente cedette\ncontro il campo di ghiaccio, che gradualmente cedeva; e alla fine,\ne, infine, si scagli\u00f2 improvvisamente contro di esso, sparando in avanti sul campo di ghiaccio che\nche si schiacci\u00f2 sotto il suo peso. Il pannello fu aperto, si potrebbe dire strappato\ne l'aria pura arriv\u00f2 in abbondanza in tutte le parti della nave.\nNautilus_.\n\n\n\n\nCAPITOLO XVII\nDA CAPO CORNO ALL'AMAZZONIA\n\n\nNon ho idea di come abbia fatto a salire sul binario; forse il canadese mi ha portato l\u00ec.\ncanadese mi ha portato l\u00ec. Ma ho respirato, ho inalato la vivificante aria di mare. I miei\ndue compagni si stavano ubriacando con le particelle fresche. Gli altri\ninfelici erano stati cos\u00ec a lungo senza cibo che non potevano impunemente\nimpunemente i pi\u00f9 semplici alimenti che venivano loro offerti. Noi, al contrario\nal contrario, non avevamo alcun motivo per trattenerci; potevamo aspirare quest'aria\nliberamente nei nostri polmoni, ed era la brezza, la sola brezza, che ci riempiva di questo\nci riempiva di questo intenso godimento.\n\n Ah! disse Conseil, com'\u00e8 delizioso questo ossigeno! Il maestro non deve\nnon deve temere di respirarlo. Ce n'\u00e8 abbastanza per tutti.\n\nNed Land non parl\u00f2, ma spalanc\u00f2 le fauci tanto da spaventare uno squalo.\nuno squalo. Le forze tornarono presto e, quando mi guardai intorno, vidi che eravamo soli sulla piattaforma.\nche eravamo soli sulla piattaforma. I marinai stranieri della _Nautilus_\nsi accontentavano dell'aria che circolava all'interno; nessuno di loro era venuto a bere all'aperto.\nnessuno di loro era venuto a bere all'aria aperta.\n\nLe prime parole che ho pronunciato sono state di gratitudine e riconoscenza nei confronti dei miei\ndue compagni. Ned e Conseil mi avevano prolungato la vita durante le ultime ore di questa\nore di questa lunga agonia. Tutta la mia gratitudine non poteva ripagare tale\ndevozione.\n\n Amici miei, dissi, siamo legati l'uno all'altro per sempre e io ho infiniti obblighi nei vostri confronti.\nobblighi infiniti nei vostri confronti.\n\n Cosa di cui approfitter\u00f2, esclam\u00f2 il canadese.\n\n Cosa vuoi dire? disse Conseil.\n\n Intendo dire che ti porter\u00f2 con me quando lascer\u00f2 questo infernale\nNautilus.\n\n Ebbene, disse Conseil, dopo tutto questo, stiamo andando bene?\n\n S\u00ec, risposi, perch\u00e9 andiamo per la via del sole e qui il sole \u00e8 a nord.\nsole \u00e8 a nord.\n\n Non c'\u00e8 dubbio, disse Ned Land; ma resta da vedere se porter\u00e0 la nave nel Pacifico o nell'Oceano Atlantico.\nporter\u00e0 la nave nell'Oceano Pacifico o nell'Oceano Atlantico, cio\u00e8 in mari\nmari frequentati o deserti.\n\nNon potevo rispondere a questa domanda, e temevo che il capitano Nemo avrebbe preferito\npiuttosto di portarci nell'immenso oceano che tocca contemporaneamente le coste dell'Asia e dell'America.\nAmerica allo stesso tempo. In questo modo avrebbe completato il giro del\nmondo sottomarino e sarebbe tornato in quelle acque in cui il _Nautilus_\npoteva navigare liberamente. Tra non molto dovremo risolvere questo importante\npunto. Il _Nautilus_ procedeva a passo spedito. Il circolo polare fu presto superato\npolare fu presto superato e la rotta verso Capo Horn. Eravamo al largo del punto americano\namericana, il 31 marzo, alle sette di sera. Allora tutte le nostre sofferenze passate\nsofferenze passate furono dimenticate. Il ricordo di quella prigionia tra i ghiacci fu cancellato dalle nostre menti.\nghiaccio fu cancellato dalle nostre menti. Pensavamo solo al futuro. Il Capitano\nNemo non apparve pi\u00f9 n\u00e9 in salotto n\u00e9 sulla piattaforma.\npiattaforma. Il punto indicato ogni giorno sul planisfero e, segnato dal tenente, mi indicava l'esatta direzione del _Nautililil.\nil tenente, mi indicava l'esatta direzione del _Nautilus_. Ora,\nquella sera era evidente, con mia grande soddisfazione, che saremmo tornati a nord per\nche saremmo tornati a Nord passando per l'Atlantico. Il giorno dopo, il 1\u00b0 aprile,\nquando il _Nautilus_ sal\u00ec in superficie qualche minuto prima di mezzogiorno,\nvedemmo una terra a ovest. Si trattava della Terra del Fuoco, che i primi navigatori chiamarono cos\u00ec\nnavigatori la chiamarono cos\u00ec per la quantit\u00e0 di fumo che si levava dalle capanne degli indigeni.\ndalle capanne degli indigeni. La costa mi sembrava bassa, ma in lontananza si ergevano alte montagne.\nalte montagne. Mi \u00e8 sembrato persino di intravedere il Monte Sarmiento, che si erge\nSarmiento, che si erge a 2.070 metri sopra il livello del mare, con una cima molto appuntita, che, secondo la tradizione, \u00e8\nche, a seconda che sia nebbioso o chiaro, \u00e8 segno di tempo bello o umido.\ndi tempo umido. In questo momento la vetta era ben definita contro il cielo.\ncielo. Il _Nautilus_, immergendosi di nuovo sotto l'acqua, si avvicin\u00f2 alla costa, che distava solo poche miglia.\ncosta, che si trovava a poche miglia di distanza. Dalle vetrate del salotto\nsalotto, vidi lunghe alghe e giganteschi fuci e varech, di cui il mare aperto polare contiene cos\u00ec tanto\nche il mare aperto polare contiene cos\u00ec tanti esemplari, con i loro filamenti affilati e lucidi\nfilamenti lucidi; misuravano circa 300 metri di lunghezza, veri e propri\ncavi, pi\u00f9 spessi di un pollice; e, avendo una grande tenacia, sono spesso utilizzati come corde per le\nsono spesso usate come corde per le navi. Un'altra erba conosciuta come velp, con\nfoglie lunghe un metro e mezzo, sepolte nelle concrezioni coralline, pendeva sul fondo.\nfondo. Serviva da nido e da cibo per miriadi di crostacei e di\nmolluschi, granchi e seppie. Qui foche e lontre facevano splendidi\nmangiando la carne dei pesci con le verdure di mare, secondo la moda inglese.\nmoda inglese. Su questo terreno fertile e lussureggiante il _Nautilus_\npass\u00f2 con grande rapidit\u00e0. Verso sera si avvicin\u00f2 al gruppo delle Falkland, le cui cime aspre\nFalkland, le cui aspre cime riconobbi il giorno seguente. La profondit\u00e0 del\nprofondit\u00e0 del mare era moderata. Sulle coste le nostre reti hanno portato\ndi belle erbe marine e in particolare di un certo fucus, le cui radici erano piene delle migliori\nle cui radici erano piene delle migliori cozze del mondo. Oche\ne anatre caddero a decine sulla piattaforma e presto presero posto nella dispensa di bordo.\ndispensa di bordo.\n\nQuando le ultime alture delle Falkland erano scomparse dall'orizzonte, la\norizzonte, il _Nautilus_ affond\u00f2 tra i venti e i venticinque metri,\ne segu\u00ec la costa americana. Il capitano Nemo non si fece vedere.\nFino al 3 aprile non lasciammo le coste della Patagonia,\na volte sotto l'oceano, a volte in superficie. Il _Nautilus_\npass\u00f2 oltre il grande estuario formato dall'Uraguay. La sua direzione\ndirezione nord, seguendo i lunghi avvolgimenti della costa del Sud America.\nAmerica del Sud. Avevamo quindi percorso 1.600 miglia dal nostro imbarco nei mari del Giappone.\ndel Giappone. Verso le undici del mattino il Tropico del Capricorno\nsul trentasettesimo meridiano e superammo Capo Frio.\nal largo. Il capitano Nemo, con grande dispiacere di Ned Land, non amava la vicinanza di questo\nnon amava la vicinanza delle coste abitate del Brasile, perch\u00e9 andavamo\nandavamo a velocit\u00e0 vertiginosa. Non un pesce, n\u00e9 un uccello del tipo pi\u00f9 rapido\nnon un pesce, n\u00e9 un uccello della specie pi\u00f9 veloce, e le curiosit\u00e0 naturali di questi mari sfuggivano a ogni\nosservazione.\n\nQuesta velocit\u00e0 fu mantenuta per diversi giorni e la sera del 9 aprile\naprile abbiamo avvistato il punto pi\u00f9 occidentale del Sudamerica che forma il\nCapo San Roque. Ma poi il _Nautilus_ sterz\u00f2 di nuovo e cerc\u00f2 la profondit\u00e0 pi\u00f9 bassa di una valle sottomarina\nprofondit\u00e0 di una valle sottomarina che si trova tra questo Capo e la Sierra Leone sulla\nSierra Leone sulla costa africana. Questa valle si biforca al\nparallelo delle Antille e termina all'imboccatura con un'enorme depressione di 9.000 metri.\ndepressione di 9.000 metri. In questo luogo, il bacino geologico dell'oceano si\ndell'oceano forma, fino alle Piccole Antille, una scogliera alta fino a tre miglia e mezzo\ntre miglia e mezzo di altezza perpendicolare e, al parallelo delle isole di Capo Verde, un'altra parete non meno considerevole\nCapo Verde, un'altra parete non meno considerevole, che racchiude cos\u00ec tutto il continente\nil continente affondato dell'Atlantico. Il fondo di questa immensa valle\n\u00e8 punteggiato da alcune montagne, che conferiscono a questi luoghi sottomarini un aspetto pittoresco.\naspetto pittoresco. Parlo, inoltre, delle carte manoscritte che si trovavano nella biblioteca della\nche si trovavano nella biblioteca della nave _Nautilus_, evidentemente dovute alla mano del Capitano\nNemo e realizzate in base alle sue osservazioni personali. Per due giorni il deserto e le\ndeserto e le acque profonde furono visitate per mezzo dei piani inclinati.\nIl _Nautilus_ era dotato di lunghe diagonali che lo portavano a tutte le quote.\nche lo portavano a tutte le altitudini. Ma l'11 aprile si alz\u00f2 improvvisamente\nimprovvisamente, e la terra apparve alla foce del Rio delle Amazzoni, un vasto estuario, la\nestuario, la cui imboccatura \u00e8 cos\u00ec considerevole che rinfresca\nl'acqua del mare per diverse leghe.\n\nL'equatore era stato attraversato. Venti miglia a ovest si trovavano le Guianas, un territorio francese, in cui avremmo potuto trovare un facile rifugio.\nterritorio francese, in cui avremmo potuto trovare un facile rifugio; ma soffiava una forte brezza e le onde furiose non avrebbero permesso di\nma soffiava una forte brezza e le onde furiose non avrebbero permesso a una sola barca di\nuna sola barca di affrontarle. Ned Land l'aveva capito, senza dubbio, perch\u00e9 non\nnon disse una parola al riguardo. Da parte mia, non feci alcuna allusione ai suoi\ndi fuga, perch\u00e9 non volevo esortarlo a fare un tentativo che\ninevitabilmente fallito. Feci passare il tempo in modo piacevole con\nstudi interessanti. Nei giorni 11 e 12 aprile, il _Nautilus_ non lasci\u00f2 la superficie del mare, e il _Nautilus_ non si mise in viaggio.\nnon ha lasciato la superficie del mare, e la rete ha portato un meraviglioso bottino di zoofite, pesci e\ndi zoofiti, pesci e rettili. Alcuni zoofiti erano stati pescati dalla\ndalla catena delle reti; per la maggior parte si trattava di bellissime\nficattolini, appartenenti alla famiglia degli attinidi, e tra le altre specie il\nspecie la phyctalis protexta, peculiare di quella parte dell'oceano,\ncon un piccolo tronco cilindrico, ornato da linee verticali,\nlinee verticali, punteggiate di punti rossi, che coronano una meravigliosa fioritura di tentacoli.\nPer quanto riguarda i molluschi, erano costituiti da alcuni di quelli che avevo gi\u00e0\nturritelle, porfidi olivastri, con linee regolari incrociate,\ncon macchie rosse che si stagliano sulla carne; strane pterocere,\ncome scorpioni pietrificati; ialee traslucide, argonauti, pesci seppia (ottimi da mangiare) e alcune specie di\n(ottimo da mangiare), e alcune specie di calamari che i naturalisti dell'antichit\u00e0\ndell'antichit\u00e0 hanno classificato tra i pesci volanti, e che servono\nesca per la pesca del merluzzo. Ho avuto cos\u00ec l'opportunit\u00e0 di\ndi studiare diverse specie di pesci su queste coste. Tra i\ncartilaginei, il petromyzons-pricka, una sorta di anguilla, lunga quindici pollici\ncon la testa verdastra, le pinne violette, il dorso grigio-blu, il ventre marrone,\nargentata e cosparsa di macchie luminose, con la pupilla dell'occhio circondata d'oro.\nd'oro, un animale curioso che la corrente del Rio delle Amazzoni ha attirato verso il mare.\nmare, visto che abitano le acque dolci, con striature tubercolate, muso appuntito e\nmuso appuntito e una lunga coda sciolta, armata di un lungo pungiglione frastagliato;\npiccoli squali, lunghi un metro, con pelle grigia e biancastra e diverse file di denti, ricurvi, che sono\ndenti, ricurvi all'indietro, che sono generalmente noti con il nome di pantouffi;\nvespertilios, una specie di triangolo isoscele rosso, lungo mezzo metro, a cui sono attaccati i pettorali con\npettorali sono attaccati da prolungamenti carnosi che li fanno assomigliare a pipistrelli.\nche li fanno assomigliare a pipistrelli, ma che la loro appendice cornea, situata vicino alle\nnarici, ha dato loro il nome di unicorni marini; infine, alcune specie di balistae, i curassa\ndi balistae, il curassavian, le cui macchie erano di un brillante colore oro\nd'oro brillante, e il capriscus di un viola chiaro e con sfumature variabili come la gola di un piccione.\ngola di piccione.\n\nConcludo qui questo catalogo, forse un po' asciutto, ma molto\ncon una serie di pesci ossei che ho osservato di sfuggita e che appartengono agli apteronotes\nagli apteronotes, il cui muso \u00e8 bianco come la neve, il corpo di un bel nero, segnato da una lunghissima striscia carnosa\ndi un bel nero, segnato da una lunghissima striscia carnosa;\nodontognathes, armati di spuntoni; sardine lunghe nove centimetri, scintillanti\nd'argento brillante; una specie di sgombro dotata di due\npinne anali; centronoti di colore nerastro, che vengono pescati con le torce\npesci lunghi due metri, con carni grasse, bianche e sode, che, quando sono fresche, sono\nche, quando sono freschi, hanno il sapore dell'anguilla e, quando sono secchi, del salmone affumicato\nsalmone affumicato; labridi, mezzi rossi, coperti di scaglie solo nella parte inferiore della\ndella pinna dorsale e di quella anale; crisotteri, sui quali l'oro e l'argento\nargento si fondono con il rubino e il topazio; le spore dalla coda d'oro, le cui carni sono\nd'oro, la cui carne \u00e8 estremamente delicata e le cui propriet\u00e0 fosforescenti\nfosforescenti che le tradiscono in mezzo alle acque;\nle spighe di colore arancione con lunghe lingue; le maigre, con pinne caudali dorate, code scure a forma di spina\npinne caudali dorate, code di spine scure, anableps del Suriname, ecc.\n\nNonostante questo eccetera, non posso tralasciare di menzionare un pesce che il Conseil ricorder\u00e0 a lungo, e a ragione.\nConseil ricorder\u00e0 a lungo, e a ragione. Una delle nostre reti aveva\nuna specie di pesce razza molto piatto che, con la coda tagliata,\nformava un disco perfetto e pesava venti once. Era bianco\nsotto, rosso sopra, con grandi macchie rotonde di colore blu scuro circondate da pelle nera e molto lucida.\ncon la pelle nera e molto lucida, che terminava con una pinna bilobata. Steso sulla\nsulla piattaforma, si dimenava, cercava di girarsi con movimenti convulsi\nmovimenti convulsi, e fece cos\u00ec tanti sforzi che un'ultima rotazione lo aveva quasi mandato\nin mare. Ma Conseil, non volendo lasciar andare il pesce, si precipit\u00f2 su di esso e, prima che potessi impedirlo\ne, prima che potessi impedirglielo, lo aveva afferrato con entrambe le mani. In un attimo\nun attimo fu rovesciato, con le gambe per aria e met\u00e0 del corpo\nparalizzato, gridando\n\n Oh, maestro, maestro, aiutami!\n\nEra la prima volta che il povero ragazzo mi parlava con tanta familiarit\u00e0. Il\ncanadese e io lo prendemmo in braccio e gli massaggiammo le braccia contratte fino a quando non\ndiventare sensibile. Lo sfortunato Conseil aveva attaccato un pesce crampo della\nun pesce crampo del tipo pi\u00f9 pericoloso, la cumana. Questo strano animale, in un ambiente mediamente\nconduttore come l'acqua, colpisce i pesci a diversi metri di distanza.\ngrande \u00e8 la potenza del suo organo elettrico, le cui due superfici principali\nnon misurano meno di ventisette metri quadrati. Il giorno successivo, il 12 aprile\n12 aprile, il _Nautilus_ si avvicin\u00f2 alla costa olandese, vicino alla foce del Maroni.\nMaroni. L\u00ec si radunarono diversi gruppi di mucche di mare; si trattava di lamantini che, come le mucche di mare, erano\nlamantini, che, come il dugongo e la stellera, appartengono all'ordine degli skeni.\nordine skeniano. Questi bellissimi animali, pacifici e inoffensivi, lunghi dai diciotto ai ventuno piedi, sono\nda diciotto a ventuno piedi di lunghezza, pesano almeno sedici\npeso. Ho detto a Ned Land e a Conseil che la natura provvida aveva assegnato un ruolo importante a questi mammiferi.\nun ruolo importante a questi mammiferi. Infatti, essi, come le\nfoche, sono stati progettati per pascolare nelle praterie sottomarine, distruggendo cos\u00ec l'accumulo di erbacce che\ne distruggere cos\u00ec l'accumulo di erbacce che ostruisce i fiumi tropicali.\n\n E sapete, ho aggiunto, qual \u00e8 stato il risultato da quando gli uomini hanno\nquasi del tutto annientato questa utile razza? Che le erbacce putrefatte\nhanno avvelenato l'aria, e l'aria avvelenata causa la febbre gialla,\nche desola questi bellissimi paesi. Enormi vegetazioni si\nvegetazioni enormi si moltiplicano sotto i mari torridi, e il male si sviluppa irresistibilmente\ndalla foce del Rio de la Plata alla Florida. Se dobbiamo\nSe dobbiamo credere a Toussenel, questa piaga non \u00e8 nulla di paragonabile a ci\u00f2 che sarebbe se i mari venissero\nmari fossero ripuliti da balene e foche. Poi, infestati da pollame, medus e seppie,\nmedus e seppie, diventerebbero immensi centri di infezione, poich\u00e9 le loro onde non possiederebbero\ndi infezione, poich\u00e9 le loro onde non possiederebbero questi immensi stomaci che\nche Dio ha incaricato di infestare la superficie dei mari.\n\n\n\n\nCAPITOLO XVIII\nI POLLI\n\n\nPer diversi giorni il _Nautilus_ si tenne lontano dalle coste americane.\nEvidentemente non voleva rischiare le maree del Golfo del Messico o del mare delle Antille.\nmare delle Antille. Il 16 aprile abbiamo avvistato Martinica e\nGuadalupa da una distanza di circa trenta miglia. Ho visto le loro alte\ncime per un istante. Il canadese, che contava di portare a termine i suoi progetti nel Golfo\nprogetti nel Golfo, sbarcando o chiamando una delle numerose imbarcazioni che\nbarche che fanno la spola da un'isola all'altra, era piuttosto scoraggiato.\nLa fuga sarebbe stata abbastanza praticabile, se Ned Land fosse stato in grado di\nimpossessarsi dell'imbarcazione all'insaputa del capitano. Ma in\nmare aperto non si poteva pensare di farlo. Io e il canadese Conseil discutemmo a lungo di questo argomento.\nlunga conversazione su questo argomento. Per sei mesi eravamo stati prigionieri\na bordo della _Nautilus_. Avevamo percorso 17.000 leghe e, come disse Ned Land, non c'era motivo per cui non si potesse fare a meno di fare un viaggio a bordo.\nLand, non c'era motivo per cui dovesse finire. Non potevamo\nsperare dal capitano del _Nautilus_, ma solo da noi stessi.\nnoi stessi. Inoltre, da un po' di tempo a questa parte era diventato pi\u00f9 cupo, pi\u00f9\nritirato, meno socievole. Sembrava che mi evitasse. Lo incontravo raramente.\nPrima era contento di spiegarmi le meraviglie sottomarine; ora mi lasciava ai miei studi e non veniva pi\u00f9 al salone.\nora mi lasciava ai miei studi e non veniva pi\u00f9 nel salone. Quale cambiamento era\nche cambiamento era avvenuto in lui? Per quale motivo? Da parte mia, non desideravo seppellire con\ncon me i miei studi curiosi e originali. Ora avevo il potere di scrivere il vero\nlibro del mare; e questo libro, prima o poi, desideravo vedere\nla luce del giorno. La terra pi\u00f9 vicina a noi era l'arcipelago delle Bahamas. L\u00ec\nsi ergevano alte scogliere sottomarine coperte da grandi erbacce. Erano circa\nerano circa le undici quando Ned Land attir\u00f2 la mia attenzione su un formidabile\nformidabile, come il pungiglione di una formica, che si produceva per mezzo di\ngrandi alghe.\n\n Ebbene, dissi, queste sono caverne adatte per i volponi, e non mi stupirei se vedessi alcuni di questi mostri.\nnon mi stupirei di vedere alcuni di questi mostri.\n\n Cosa! disse Conseil; seppie, vere seppie della classe dei cefalopodi?\nclasse dei cefalopodi?\n\n No, ho detto, poule di dimensioni enormi.\n\n Non creder\u00f2 mai che esistano animali del genere\", disse Ned.\n\n Ebbene, disse Conseil, con l'aria pi\u00f9 seria del mondo, mi ricordo perfettamente di aver visto\nricordo perfettamente di aver visto un grande vascello trascinato sotto le onde da un braccio di\nun braccio di polpo.\n\n Hai visto? Disse il canadese.\n\n S\u00ec, Ned.\n\n Con i tuoi occhi?\n\n Con i miei occhi.\n\n Dove, di grazia, potrebbe essere?\n\n A St. Malo, ha risposto Conseil.\n\n Nel porto? disse Ned, ironicamente.\n\n No; in una chiesa, rispose Conseil.\n\n In una chiesa! grid\u00f2 il canadese.\n\n S\u00ec, l'amico Ned. In un'immagine che rappresenta il poulp in questione.\n\n Bene! disse Ned Land, scoppiando a ridere.\n\n Ha ragione, ho detto.  Ho sentito parlare di questo quadro, ma il\nsoggetto rappresentato \u00e8 tratto da una leggenda, e sapete bene cosa pensare delle\ndelle leggende in materia di storia naturale. Inoltre, quando si tratta di\ndi mostri, l'immaginazione \u00e8 portata a scatenarsi. Non solo si suppone\nnon solo si suppone che questi animali siano in grado di trascinare gi\u00f9 i vascelli, ma un certo\nOlaus Magnus parla di un polpo lungo un miglio che assomiglia pi\u00f9 a un'isola che a un animale.\nun'isola pi\u00f9 che un animale. Si dice anche che il vescovo di Nidros stesse costruendo\nNidros stava costruendo un altare su un'immensa roccia. Finita la messa, la roccia cominci\u00f2 a\na camminare e torn\u00f2 al mare. Il masso era un poulp. Un altro vescovo,\nPontoppidan, parla anch'egli di un poulp sul quale un reggimento di cavalleria\npoteva camminare. Infine, gli antichi naturalisti parlano di mostri le cui bocche erano\nbocca come un golfo, e che erano troppo grandi per passare attraverso lo\nStretto di Gibilterra.\n\n Ma quanto c'\u00e8 di vero in queste storie? si chiede Conseil.\n\n Nulla, amici miei; almeno di ci\u00f2 che supera il limite della verit\u00e0\nper arrivare alla favola o alla leggenda. Tuttavia, ci deve essere un terreno per\nl'immaginazione dei narratori. Non si pu\u00f2 negare che esistano pollame e\nseppie esistono di una specie numerosa, inferiore per\u00f2 ai cetacei.\ncetacei. Aristotele ha indicato le dimensioni di una seppia come cinque\ncubiti, ovvero nove piedi e due pollici. I nostri pescatori ne vedono spesso di\nche superano il metro e mezzo di lunghezza. Alcuni scheletri di seppie sono conservati nei musei di Trieste e Montpelier.\nmusei di Trieste e Montpelier, che misurano due metri di lunghezza.\nlunghezza. Inoltre, secondo i calcoli di alcuni naturalisti, uno di questi animali\ndi questi animali lunghi solo un metro e mezzo avrebbe tentacoli lunghi ventisette metri.\npiedi. Ci\u00f2 basterebbe a creare un mostro formidabile.\n\n Li pescano in questi giorni? chiese Ned.\n\n Se non li pescano, i marinai almeno li vedono. Uno dei miei\namici, il capitano Paul Bos di Havre, ha spesso affermato di aver incontrato uno di questi\ndi questi mostri di dimensioni colossali nei mari indiani. Ma il fatto pi\u00f9\nfatto pi\u00f9 sorprendente, e che non permette di negare l'esistenza di questi\nl'esistenza di questi animali giganteschi, \u00e8 accaduto alcuni anni fa, nel 1861.\n\n Qual \u00e8 il fatto? chiese Ned Land.\n\n Questo \u00e8 quanto. Nel 1861, a nord-est di Teneriffe, quasi alla stessa latitudine in cui ci troviamo adesso, l'equipaggio della nave da spedizione Alector\nlatitudine in cui ci troviamo oggi, l'equipaggio della nave da spedizione Alector\npercep\u00ec una mostruosa seppia che nuotava nelle acque. Il capitano\nBouguer si avvicin\u00f2 all'animale e lo attacc\u00f2 con arpioni e cannoni,\nsenza molto successo, perch\u00e9 le palle e gli arpioni scivolavano sulla carne morbida.\ncarne molle. Dopo diversi tentativi infruttuosi, l'equipaggio cerc\u00f2 di passare un nodo\nnodo scorsoio intorno al corpo del mollusco. Il cappio scivol\u00f2 fino alle\nle pinne caudali e l\u00ec si ferm\u00f2. Cercarono allora di tirarlo a bordo,\nma il suo peso era cos\u00ec elevato che la stretta della corda\nsepar\u00f2 la coda dal corpo e, privato di questo ornamento, scomparve sotto l'acqua.\nscomparve sotto l'acqua.\n\n \u00c8 vero! \u00c8 un dato di fatto?\n\n Un fatto indiscutibile, mio buon Ned. Hanno proposto di chiamare questa seppia\n Seppia di Bouguer.\n\n Di che lunghezza era? chiese il canadese.\n\n Non misurava circa sei metri? disse Conseil, che, appostato alla finestra, stava esaminando\nfinestra, stava esaminando ancora una volta le curve irregolari della scogliera.\n\n Precisamente, ho risposto.\n\n La sua testa, riprese Conseil, non era forse coronata da otto tentacoli,\nche battevano l'acqua come un nido di serpenti?\n\n Precisamente.\n\n I suoi occhi, situati nella parte posteriore della testa, non avevano forse un considerevole\nsviluppo?\n\n S\u00ec, Conseil.\n\n E la sua bocca non era forse come il becco di un pappagallo?\n\n Esattamente, Conseil.\n\n Molto bene! Senza offesa per il padrone, rispose tranquillamente; se questa non \u00e8 la seppia di Bouguer, \u00e8 almeno un suo fratello.\nSe non \u00e8 la seppia di Bouguer, \u00e8 almeno un suo fratello.\n\nHo guardato Conseil. Ned Land si precipit\u00f2 alla finestra.\n\n Che bestia orribile! grid\u00f2.\n\nGuardai a mia volta e non riuscii a reprimere un gesto di disgusto. Davanti\nmiei occhi c'era un orribile mostro degno di figurare nelle leggende del\nmeravigliose. Era una seppia immensa, lunga otto metri. Nuotava\nnuotava di traverso in direzione del _Nautilus_ con grande velocit\u00e0,\nci osservava con i suoi enormi occhi verdi fissi. Le sue otto braccia, o meglio\npiedi, fissati alla testa, che hanno dato il nome di cefalopodi a questi animali, erano due volte pi\u00f9 lunghi\ncefalopode a questi animali, erano lunghe il doppio del corpo e si attorcigliavano come i capelli delle\ncome i capelli delle furie. Si potevano vedere i 250 fori d'aria sul lato interno dei tentacoli.\ntentacoli. La bocca del mostro, un becco cornuto come quello di un pappagallo,\nsi apriva e si chiudeva verticalmente. La sua lingua, una sostanza cornea, fornita\ndi denti appuntiti, usciva tremolante da questo\nun vero e proprio paio di cesoie. Che scherzo della natura, un becco di uccello su un mollusco!\nmollusco! Il suo corpo simile a un fuso formava una massa carnosa che poteva pesare da 4.000 a 5.000 chili.\nche poteva pesare da 4.000 a 5.000 libbre; il colore variabile cambiava con grande rapidit\u00e0,\na seconda dell'irritazione dell'animale, passava dal grigio livido al bruno\ngrigio livido al marrone rossastro. Cosa irritava questo mollusco? Senza dubbio la\nsenza dubbio la presenza del _Nautilus_, pi\u00f9 temibile di lui, e su cui le sue ventose o le sue mascelle avevano\nle sue ventose o le sue mascelle non avevano presa. Eppure, che mostri sono questi molluschi!\nche vitalit\u00e0 ha dato loro il Creatore! Che vigore nei loro movimenti!\nmovimenti! E possiedono tre cuori! Il caso ci aveva portato in\ndi questa seppia e non volevo perdere l'opportunit\u00e0 di studiare attentamente questo esemplare di\ndi studiare attentamente questo esemplare di cefalopode. Superai l'orrore che mi\norrore che mi ispirava e, presa una matita, iniziai a disegnarla.\n\n Forse \u00e8 lo stesso che ha visto l'Alector, disse Conseil.\n\n No, rispose il canadese, perch\u00e9 questo \u00e8 intero e l'altro ha perso la coda.\nla coda.\n\n Non \u00e8 un motivo valido, risposi.  Le braccia e le code di questi animali\nsi riformano per rinnovamento; e in sette anni la coda della seppia di Bouguer\nBouguer ha senza dubbio avuto il tempo di crescere.\n\nA questo punto sono apparsi altri volatili al fanale del porto. Ne ho contati sette.\nFormarono una processione dietro il _Nautilus_ e sentii i loro becchi\nche si infrangevano contro lo scafo di ferro. Continuai il mio lavoro. Questi mostri\nsi mantenevano in acqua con una tale precisione da sembrare inamovibili.\nAll'improvviso il _Nautilus_ si ferm\u00f2. Una scossa la fece tremare in ogni\npiastra.\n\n Abbiamo colpito qualcosa?  Ho chiesto.\n\n In ogni caso, rispose il canadese, saremo liberi, perch\u00e9 siamo\ngalleggianti.\n\nIl _Nautilus_ galleggiava, senza dubbio, ma non si muoveva. Un minuto\npassato. Il capitano Nemo, seguito dal suo luogotenente, entr\u00f2 nel\nsalotto. Non lo vedevo da tempo. Sembrava spento. Senza\nsenza accorgersi o parlare con noi, si avvicin\u00f2 al pannello, guard\u00f2 gli uccelli,\ne disse qualcosa al suo tenente. Quest'ultimo usc\u00ec. Presto i pannelli\npannelli furono chiusi. Il soffitto era illuminato. Andai verso il capitano.\n\n Una curiosa collezione di animali?  Ho detto.\n\n S\u00ec, certo, signor naturalista, rispose; e noi li combatteremo, da uomo a bestia.\nloro, da uomo a bestia.\n\nLo guardai. Pensai di non aver sentito bene.\n\n Da uomo a bestia?  Ho ripetuto.\n\n S\u00ec, signore. La vite \u00e8 ferma. Credo che le mascelle cornee di una delle\nseppie sia impigliata nelle lame. \u00c8 questo che ci impedisce di\nmuoversi.\n\n Cosa farete?\n\n Salite in superficie e massacrate questi parassiti.\n\n Un'impresa difficile.\n\n S\u00ec, infatti. I proiettili elettrici sono impotenti contro la carne morbida.\ncarne, dove non trovano resistenza sufficiente per esplodere. Ma noi li attaccheremo\nattaccarli con l'accetta.\n\n E l'arpione, signore, disse il canadese, se non rifiutate il mio aiuto.\naiuto.\n\n Lo accetto, Maestro Land.\n\n Vi seguiremo\", dissi, e, seguendo il Capitano Nemo, ci dirigemmo verso la\nverso la scala centrale.\n\nL\u00ec, una decina di uomini con le accette da abbordaggio erano pronti per l'attacco.\nIo e Conseil prendemmo due accette; Ned Land prese un arpione. Il\nNautilus_ era salito in superficie. Uno dei marinai, appostato sul\nuno dei marinai, appostato sul gradino superiore della scala, svit\u00f2 i bulloni dei pannelli. Ma le viti erano appena\nallentati, quando il pannello si sollev\u00f2 con grande violenza, evidentemente\nevidentemente trascinato dalle ventose di un braccio di un pescatore. Immediatamente uno di questi bracci\nscivol\u00f2 come un serpente gi\u00f9 per l'apertura e altri venti erano sopra. Con\ncon un colpo d'ascia, il Capitano Nemo tagli\u00f2 questo formidabile tentacolo, che\nche scivolava dimenandosi lungo la scala. Proprio mentre stavamo premendo uno sull'altro per\nper raggiungere la piattaforma, altre due braccia, sferzando l'aria, scesero\nsul marinaio che si trovava davanti al Capitano Nemo e lo sollevarono con\npotenza irresistibile. Il capitano Nemo emise un grido e si precipit\u00f2 fuori. Noi\nci precipitammo dietro di lui.\n\n\n[Una di queste lunghe braccia scivol\u00f2 attraverso l'apertura\n\n\nChe scena! L'infelice, afferrato dai tentacoli e fissato alle ventose, era in equilibrio nell'aria per il capriccio di questa enorme proboscide.\nventose, era in equilibrio nell'aria per il capriccio di questa enorme proboscide.\nSi sentiva un rantolo in gola, era soffocato, gridava: \"Aiuto! Aiuto!\".  Queste\nQueste parole, pronunciate in francese, mi fecero trasalire! Avevo un compatriota a bordo, forse molti!\na bordo, forse molti! Quel grido straziante! Lo sentir\u00f2 per tutta la\nvita. Lo sfortunato uomo era perduto. Chi poteva salvarlo da quella\npotente pressione? Tuttavia, il Capitano Nemo si era precipitato sulla poltrona e\ncon un colpo d'ascia aveva tagliato un braccio. Il suo luogotenente\nlottava furiosamente contro altri mostri che si insinuavano sui fianchi del\ndel _Nautilus_. L'equipaggio combatteva con le asce. Il canadese, Conseil,\nConseil e io seppellimmo le nostre armi nelle masse carnose; un forte odore di muschio\npenetr\u00f2 nell'atmosfera. Era orribile!\n\nPer un istante pensai che l'infelice uomo, impigliato con la poulp,\nsarebbe stato strappato dalla sua potente aspirazione. Sette delle otto braccia erano\nerano state tagliate. Una sola si dimenava nell'aria, brandendo la vittima come una piuma.\nuna piuma. Ma proprio mentre il Capitano Nemo e il suo tenente si gettavano\nsu di esso, l'animale espulse un flusso di liquido nero. Fummo accecati\ncon esso. Quando la nube si disperse, la seppia era scomparsa e con essa il mio sfortunato connazionale.\ncon essa il mio sfortunato connazionale. Dieci o dodici volpi invadevano ora la piattaforma e i lati del\npiattaforma e le fiancate del _Nautilus_. Ci rotolammo in mezzo a questo nido di serpenti.\nin mezzo a questo nido di serpenti, che si dimenavano sulla piattaforma tra le\nonde di sangue e inchiostro. Sembrava che questi viscidi tentacoli\nspuntassero come le teste dell'idra. L'arpione di Ned Land, a ogni colpo,\nsi conficcava negli occhi fissi delle seppie. Ma il mio audace\nmio audace compagno fu improvvisamente rovesciato dai tentacoli di un mostro che non era\nnon era riuscito a evitare.\n\nAh! Come mi batteva il cuore per l'emozione e l'orrore! Il formidabile becco di una\nseppia era aperto su Ned Land. L'infelice sarebbe stato tagliato in due.\nMi precipitai a soccorrerlo. Ma il capitano Nemo mi precedeva; la sua ascia\nla sua ascia scomparve tra le due enormi fauci e, salvatosi miracolosamente, il\ncanadese, rialzandosi, affond\u00f2 il suo arpione nel triplice cuore dell'animale.\ndell'animale.\n\n Mi dovevo questa vendetta! disse il capitano al canadese.\n\nNed si inchin\u00f2 senza rispondere. Il combattimento era durato un quarto d'ora.\nI mostri, vinti e mutilati, ci lasciarono infine e sparirono\nscomparvero sotto le onde. Il Capitano Nemo, coperto di sangue, quasi\nesausto, guardava il mare che aveva inghiottito uno dei suoi compagni e\ncompagni, e grandi lacrime si raccolsero nei suoi occhi.\n\n\n\n\nCAPITOLO XIX\nLA CORRENTE DEL GOLFO\n\n\nQuesta terribile scena del 20 aprile nessuno di noi potr\u00e0 mai dimenticarla. I\nl'ho scritta sotto l'influenza di una violenta emozione. Da allora ho\nho rivisto il racconto; l'ho letto al Conseil e al\nCanadese. L'hanno trovato esatto nei fatti, ma insufficiente negli effetti.\neffetto. Per dipingere tali immagini, bisogna avere la penna del pi\u00f9 illustre dei nostri poeti.\nillustre dei nostri poeti, l'autore de I faticatori degli abissi.\n\nHo detto che il Capitano Nemo piangeva mentre guardava le onde; il suo dolore era grande.\nera grande. Era il secondo compagno che perdeva dal nostro arrivo a bordo.\na bordo, e che morte! Quell'amico, schiacciato, soffocato, ammaccato dalle\nterribili braccia di una spada, martellato dalle sue mascelle di ferro, non voleva riposare con i suoi compagni nel pacifico\ncompagni nel tranquillo cimitero di corallo! Nel bel mezzo della lotta\nlotta, fu il grido di disperazione dello sventurato a strapparmi il cuore.\nmi aveva strappato il cuore. Il povero francese, dimenticando la sua lingua\nlingua, si era rivolto alla sua lingua madre per lanciare un ultimo appello!\nTra l'equipaggio del _Nautilus_, associato al corpo e all'anima del Capitano\ndel capitano, che si ritirava come lui da ogni contatto con gli uomini, avevo un\nconnazionale. Solo lui rappresentava la Francia in questa misteriosa\nmisteriosa associazione, evidentemente composta da individui di diverse nazionalit\u00e0?\nEra uno di questi problemi insolubili che si presentava incessantemente alla mia mente!\nmente!\n\nIl Capitano Nemo entr\u00f2 nella sua stanza e non lo vidi pi\u00f9 per qualche tempo. Ma\nche era triste e irresoluto lo capii dal vascello, di cui era l'anima e che riceveva tutte le sue impressioni.\nera l'anima e che riceveva tutte le sue impressioni. Il _Nautilus_\nnon continuava a seguire la sua rotta; galleggiava come un cadavere\ncome un cadavere, a piacimento delle onde. Andava a caso. Non riusciva a staccarsi\ndalla scena dell'ultima lotta, da questo mare che aveva\naveva divorato uno dei suoi uomini. Passarono cos\u00ec dieci giorni. Solo il 1\u00b0 maggio\nmaggio la _Nautilus_ riprese la rotta verso nord, dopo aver avvistato le Bahamas all'imboccatura del canale di Bahama.\ndopo aver avvistato le Bahamas all'imboccatura del canale di Bahama. Stavamo quindi\nseguendo la corrente del pi\u00f9 grande fiume verso il mare, che ha le sue sponde, i suoi pesci e i suoi\nche ha le sue sponde, i suoi pesci e le sue temperature. Mi riferisco alla Corrente del Golfo.\nSi tratta di un vero e proprio fiume che scorre liberamente fino al centro dell'Atlantico,\ne le cui acque non si mescolano con quelle dell'oceano. \u00c8 un fiume salato,\npi\u00f9 salato del mare circostante. La sua profondit\u00e0 media \u00e8 di 1.500 braccia, la sua larghezza media di\nlarghezza media di dieci miglia. In alcuni punti la corrente scorre alla\nvelocit\u00e0 di due miglia e mezzo all'ora. Il corpo delle sue acque \u00e8 pi\u00f9\npi\u00f9 considerevole di quello di tutti i fiumi del globo. \u00c8 su questo\nfiume oceanico che il _Nautilus_ navigava.\n\nDevo aggiungere che, durante la notte, le acque fosforescenti della Corrente del Golfo\nCorrente del Golfo rivaleggiavano con la potenza elettrica della nostra luce di guardia, soprattutto\nin caso di tempesta che ci minacciava cos\u00ec frequentemente. L'8 maggio\nstavamo ancora attraversando Capo Hatteras, all'altezza di North Caroline.\nLa larghezza della Corrente del Golfo in quel punto \u00e8 di settantacinque miglia e la profondit\u00e0 di 210 metri.\n210 metri. Il _Nautilus_ continuava ad andare a caso; ogni controllo sembrava abbandonato.\nabbandonata. Pensavo che, in queste circostanze, la fuga sarebbe stata possibile.\npossibile. In effetti, le coste abitate offrivano ovunque un facile rifugio.\nIl mare era incessantemente solcato dai piroscafi che fanno la spola tra New York o Boston e il Golfo del Messico.\nNew York o Boston e il Golfo del Messico, e invaso giorno e notte dalle piccole golette che\npiccole golette che navigano nelle varie parti della costa americana.\ncosta americana. Potevamo sperare di essere raccolti. Era un'occasione favorevole,\nnonostante le trenta miglia che separavano il _Nautilus_ dalle coste dell'Unione.\ncoste dell'Unione. Una sfortunata circostanza vanific\u00f2 i piani del\ncanadese i suoi piani. Il tempo era molto brutto. Ci stavamo avvicinando a quelle\ndove le tempeste sono cos\u00ec frequenti, quel paese di trombe d'acqua e di cicloni\ncicloni generati dalla corrente del Golfo. Per\ntentare il mare con una fragile imbarcazione era distruzione certa. Ned Land lo sapeva bene.\nquesto fatto. Si agitava, colto da una nostalgia che solo il volo poteva\ncurare.\n\n Maestro, mi disse quel giorno, tutto questo deve finire. Devo\nfare tabula rasa. Questo Nemo sta lasciando la terraferma e sta salendo verso\nnord. Ma io vi dichiaro che ne ho abbastanza del Polo Sud e non lo seguir\u00f2 al Nord.\nPolo Sud e non lo seguir\u00f2 al Nord.\n\n Cosa fare, Ned, visto che il volo \u00e8 impraticabile in questo momento?\n\n Dobbiamo parlare con il Capitano, disse; non avete detto nulla quando eravamo\nnei vostri mari nativi. Parler\u00f2 io, ora che siamo nel mio. Quando penso\nche tra non molto il _Nautilus_ sar\u00e0 vicino alla Nuova Scozia, e che l\u00ec\nvicino a New foundland c'\u00e8 una grande baia, e che in quella baia si svuota il San Lorenzo, e che lo St.\ne che il San Lorenzo \u00e8 il mio fiume, il fiume di Quebec, la mia citt\u00e0 natale.\nQuebec, la mia citt\u00e0 natale, quando penso a questo, mi sento furioso, mi si\nmi fa rizzare i capelli in testa. Signore, preferirei gettarmi in mare! I\nnon voglio restare qui! Sono soffocato!\n\nIl canadese stava evidentemente perdendo la pazienza. La sua natura vigorosa\nnon poteva sopportare questa prigionia prolungata. Il suo volto cambiava ogni giorno;\nil suo carattere diventava pi\u00f9 scontroso. Sapevo cosa doveva soffrire, perch\u00e9 io stesso ero\nero preso anch'io dal mal di casa. Erano passati quasi sette mesi\nsenza che avessimo avuto notizie da terra; l'isolamento del Capitano Nemo,\nl'isolamento del capitano Nemo, il suo umore alterato, soprattutto dopo la lotta con gli uccelli, la sua taciturnit\u00e0.\ntaciturnit\u00e0, tutto ci\u00f2 mi faceva vedere le cose sotto una luce diversa.\n\n Ebbene, signore? disse Ned, vedendo che non rispondevo.\n\n Ebbene, Ned, vuoi che chieda al Capitano Nemo le sue intenzioni\nsu di noi?\n\n S\u00ec, signore.\n\n Anche se li ha gi\u00e0 resi noti?\n\n S\u00ec, vorrei che si risolvesse definitivamente. Parlate a nome mio, solo a nome mio, se volete.\nse lo desidera.\n\n Ma lo incontro cos\u00ec raramente. Mi evita.\n\n Questo \u00e8 un motivo in pi\u00f9 per andare da lui.\n\nSono andato in camera mia. Da l\u00ec volevo andare dal Capitano Nemo.\nnon mi sarei lasciato sfuggire l'occasione di incontrarlo. Bussai alla\nalla porta. Non risposi. Bussai ancora, poi girai la maniglia. La porta\nsi apr\u00ec, entrai. Il capitano era l\u00ec. Piegato sul suo tavolo da lavoro,\nnon mi aveva sentito. Deciso a non andarmene senza aver parlato, mi avvicinai.\nmi avvicinai a lui. Alz\u00f2 rapidamente la testa, aggrott\u00f2 le sopracciglia e disse bruscamente,\n Tu sei qui! Che cosa vuoi?\n\n Per parlare con lei, capitano.\n\n Ma sono occupato, signore; sto lavorando. Vi lascio la libert\u00e0 di chiudervi in casa.\ndi chiudervi in casa; non posso permettermi di fare lo stesso?\n\nL'accoglienza non fu incoraggiante, ma ero deciso a sentire e a rispondere a tutto.\nrispondere a tutto.\n\n Signore, dissi con freddezza, devo parlarvi di una questione che non ammette\ndi un indugio.\n\n Che cos'\u00e8, signore? rispose ironico.  Avete scoperto\nqualcosa che mi \u00e8 sfuggito, o il mare ha rivelato qualche nuovo\nsegreti?\n\nEravamo in contrasto. Ma, prima che potessi replicare, mi mostr\u00f2 un manoscritto aperto sul tavolo e disse, con tono pi\u00f9 serio: \"Ecco, questo \u00e8 il mio libro.\nmanoscritto aperto sul suo tavolo e disse, in tono pi\u00f9 serio: \"Ecco\",\nM. Aronnax, \u00e8 un manoscritto scritto in diverse lingue. Contiene\ncontiene la somma dei miei studi sul mare e, se Dio vuole, non perir\u00e0 con me.\nperder\u00e0 con me. Questo manoscritto, firmato con il mio nome, completo della storia della mia vita, sar\u00e0 chiuso\nstoria della mia vita, sar\u00e0 chiuso in una piccola cassa galleggiante. L'ultimo\nsopravvissuto di tutti noi a bordo del _Nautilus_ getter\u00e0 questa valigetta in\nin mare, e andr\u00e0 dove lo porteranno le onde.\n\nIl nome di quest'uomo, la sua storia scritta da lui stesso! Il suo mistero sarebbe stato\nsarebbe stato svelato un giorno.\n\n Capitano, dissi, non posso che approvare l'idea che vi spinge ad agire\ncos\u00ec. Il risultato dei vostri studi non deve andare perduto. Ma i mezzi che\nmi sembrano primitivi. Chiss\u00e0 dove i venti porteranno questo\nquesto caso, e in quali mani cadr\u00e0? Non potreste usare qualche\naltri mezzi? Non potreste voi, o uno dei vostri\n\n Mai, signore! disse, interrompendomi frettolosamente.\n\n Ma io e i miei compagni siamo pronti a conservare questo manoscritto;\ne, se ci lascerete liberi di farlo\n\n In libert\u00e0? disse il capitano, alzandosi.\n\n S\u00ec, signore; \u00e8 questo l'argomento su cui desidero interrogarla. Da\nDa sette mesi siamo qui a bordo e oggi le chiedo, a nome dei miei compagni e mio personale, se ha intenzione di tenerci a bordo.\nnome dei miei compagni e a nome mio, se la vostra intenzione \u00e8 quella di tenerci sempre qui?\nsempre qui?\n\n Signor Aronnax, le risponder\u00f2 oggi come ho fatto sette mesi fa:\nChi entra nel _Nautilus_, non deve mai uscirne.\n\n Ci imponete una vera e propria schiavit\u00f9!\n\n Dategli il nome che preferite.\n\n Ma ovunque lo schiavo ha il diritto di riacquistare la libert\u00e0.\n\n Chi ti nega questo diritto? Ho mai cercato di incatenarti con un\ngiuramento?\n\nMi guard\u00f2 con le braccia incrociate.\n\n Signore, dissi, tornare una seconda volta su questo argomento non sar\u00e0 n\u00e9 per voi n\u00e9 per me\nnon sarebbe n\u00e9 di vostro n\u00e9 di mio gusto; ma, visto che ci siamo arrivati, andiamo avanti\nandare fino in fondo. Ripeto, non riguarda solo me stesso.\nLo studio \u00e8 per me un sollievo, un diversivo, una passione che mi fa dimenticare tutto.\ndimenticare tutto. Come voi, sono disposto a vivere in modo oscuro, nella fragile speranza di\nsperanza di lasciare in eredit\u00e0 un giorno, ai tempi futuri, il risultato delle mie fatiche.\nMa per Ned Land le cose stanno diversamente. Ogni uomo, degno di questo nome,\nmerita una certa considerazione. Avete mai pensato che l'amore per la libert\u00e0,\nl'odio per la schiavit\u00f9, possano far nascere progetti di vendetta in una natura come quella del canadese.\ncanadese; che possa pensare, tentare e provare di\n\nSono stato zittito; il Capitano Nemo si \u00e8 alzato.\n\n Qualunque cosa Ned Land pensi, tenti o provi a fare, che importanza ha per me?\nper me? Non l'ho cercato io! Non \u00e8 per il mio piacere che lo tengo a bordo!\na bordo! In quanto a lei, signor Aronnax, lei \u00e8 uno di quelli che riesce a capire tutto, anche il silenzio.\ntutto, anche il silenzio. Non ho altro da dirvi. Lasciate che questa\nche questa prima volta che siete venuti a parlare di questo argomento sia l'ultima, perch\u00e9 una seconda volta non vi\nuna seconda volta non vi ascolter\u00f2.\n\nMi sono ritirato. La nostra situazione era critica. Ho raccontato la mia conversazione ai miei\ndue compagni.\n\n Ora sappiamo, disse Ned, che non possiamo aspettarci nulla da quest'uomo. Il\nNautilus_ si sta avvicinando a Long Island. Fuggiremo, qualunque sia il tempo\nqualsiasi sia il tempo.\n\nMa il cielo diventava sempre pi\u00f9 minaccioso. I sintomi di un uragano\nsi manifestavano. L'atmosfera stava diventando bianca e nebbiosa. All'orizzonte\nall'orizzonte sottili striature di nubi cirrose si susseguivano a masse di\ncumuli. Altre nubi basse passavano rapidamente. Il mare gonfio si alzava in\nenormi flutti. Gli uccelli scomparvero, ad eccezione dei petrelli,\namici della tempesta. Il barometro scese sensibilmente e indic\u00f2 un'estrema estensione dei vapori.\nun'estrema estensione dei vapori. La miscela dei vetri della tempesta si \u00e8\ndecomposto sotto l'influenza dell'elettricit\u00e0 che pervadeva l'atmosfera.\natmosfera. La tempesta scoppi\u00f2 il 18 maggio, proprio mentre la nave _Nautilus_ era in navigazione.\nNautilus_ galleggiava al largo di Long Island, a qualche miglio dal porto di New York.\nNew York. Posso descrivere questa lotta degli elementi, perch\u00e9 invece di fuggire negli abissi della\ninvece di fuggire nelle profondit\u00e0 del mare, il capitano Nemo, per un inspiegabile\ncapriccio, lo sfid\u00f2 in superficie. Il vento soffiava da\nsud-ovest all'inizio. Il Capitano Nemo, durante le burrasche, aveva preso posto sulla piattaforma.\nposto sulla piattaforma. Si era messo in salvo, per evitare di essere\nper evitare di essere trascinato in mare dalle onde mostruose. Io mi ero issato e mi ero\ne mi ero fissato anch'io, dividendo la mia ammirazione tra la tempesta e questo\ntra la tempesta e quest'uomo straordinario che la stava affrontando. Il mare impetuoso era spazzato\nda enormi nuvole, che in realt\u00e0 erano sature di onde. Il\nNautilus_, a volte sdraiato su un fianco, a volte eretto come un albero\nalbero, rotolava e si inclinava terribilmente. Verso le cinque cadde un torrente di pioggia che\npioggia, che non cullava n\u00e9 il mare n\u00e9 il vento. L'uragano soffiava quasi\nquaranta leghe all'ora. \u00c8 in queste condizioni che rovescia case, rompe cancelli di ferro, sposta\ncase, rompe i cancelli di ferro, sposta i cannoni da ventiquattro libbre. Tuttavia, il\nTuttavia, il _Nautilus_, nel bel mezzo della tempesta, conferm\u00f2 le parole di un ingegnere intelligente\ningegnere: \"Non c'\u00e8 scafo ben costruito che non possa sfidare il mare\".\nil mare.  Non si trattava di uno scoglio resistente, ma di un fuso d'acciaio,\nfuso d'acciaio, obbediente e mobile, senza sartiame n\u00e9 alberi, che sfid\u00f2 impunemente la sua furia.\nimpunemente la sua furia. Tuttavia, osservai con attenzione queste onde impetuose. Esse\nmisuravano quindici piedi di altezza e 150-175 metri di lunghezza, e la loro velocit\u00e0 di propagazione era di trenta piedi per\nvelocit\u00e0 di propagazione era di trenta piedi al secondo. La loro mole e la loro potenza\naumentavano con la profondit\u00e0 dell'acqua. Onde come queste, alle\nEbridi, hanno spostato una massa di 8.400 libbre. Sono quelle\nche, nella tempesta del 23 dicembre 1864, dopo aver distrutto la citt\u00e0 di Yeddo, in Giappone, si sono abbattute sulla\nYeddo, in Giappone, si infransero lo stesso giorno sulle coste dell'America. L'intensit\u00e0 della\nintensit\u00e0 della tempesta aument\u00f2 con la notte. Il barometro, come nel\n1860 a Reunion durante un ciclone, \u00e8 sceso di sette decimi alla fine del giorno.\ngiorno. Ho visto una grande nave passare l'orizzonte lottando dolorosamente. Stava\ncercava di stare a met\u00e0 vapore, per mantenersi al di sopra delle onde. Si trattava\nera probabilmente uno dei piroscafi della linea da New York a\nLiverpool o Havre. Ben presto scomparve nell'oscurit\u00e0. Alle dieci\nsera il cielo era in fiamme. L'atmosfera era punteggiata di lampi vividi.\nlampi vividi. Non riuscivo a sopportarne la luminosit\u00e0; mentre il capitano, guardandolo, sembrava\ncapitano, guardando, sembrava invidiare lo spirito della tempesta. A\nterribile rumore riempiva l'aria, un rumore complesso, fatto di ululati di\ndelle onde schiacciate, dal ruggito del vento e dagli scrosci dei tuoni.\nIl vento devi\u00f2 improvvisamente verso tutti i punti dell'orizzonte; e il ciclone,\nil ciclone, che si alzava a est, dopo essere passato a nord, a ovest e a sud, tornava indietro\nsud, seguendo il percorso inverso della tempesta circolare dell'emisfero meridionale.\nemisfero meridionale. Ah, la Corrente del Golfo! Merita il nome di \"Re delle tempeste\".\nRe delle tempeste. \u00c8 quella che provoca quei formidabili cicloni, grazie alla\ndifferenza di temperatura tra la sua aria e le sue correnti. A\npioggia era stata sostituita da una pioggia di fuoco. Le gocce d'acqua si erano trasformate\nin punte acuminate. Si sarebbe detto che il Capitano Nemo stesse rischiando una morte degna di lui.\nuna morte degna di lui, una morte per fulmine. Mentre il _Nautilus_,\nche beccheggiava terribilmente, sollevava in aria il suo sperone d'acciaio, sembrava che agisse da\ncome un conduttore, e vidi lunghe scintille scoppiare da esso. Schiacciato e\nsenza forze, strisciai fino al pannello, lo aprii e scesi nel salone.\nnel salone. La tempesta era allora al culmine. Era impossibile\nstare in piedi all'interno del _Nautilus_. Il capitano Nemo scese\nverso le dodici. Sentii che i serbatoi si riempivano a poco a poco e che la _Nautilus_ affondava lentamente sotto le onde.\nNemo affondava lentamente sotto le onde. Attraverso le finestre aperte del\nsalone vidi grandi pesci terrorizzati, che passavano come fantasmi nell'acqua.\nacqua. Alcuni furono colpiti sotto i miei occhi. Il _Nautilus_ stava ancora\nscendendo. Pensavo che a circa otto braccia di profondit\u00e0 avremmo trovato una\ncalma. Ma no! I letti superiori erano troppo violentemente agitati per questo. Dovevamo\ndovemmo cercare riposo a pi\u00f9 di venticinque braccia nelle viscere degli abissi.\nprofondit\u00e0. Ma l\u00ec, che calma, che silenzio, che pace! Chi avrebbe potuto\nchi avrebbe potuto dire che un tale uragano si era scatenato sulla superficie di quell'oceano?\nquell'oceano?\n\n\n\n\nCAPITOLO XX\nDALLA LATITUDINE 47 24 ALLA LONGITUDINE 17 28\n\n\nA causa della tempesta, eravamo stati spinti ancora una volta verso est. Ogni\nsperanza di fuga sulle coste di New York o di San Lorenzo era svanita.\ne il povero Ned, disperato, si era isolato come il Capitano Nemo.\nConseil e io, invece, non ci lasciammo mai. Dissi che il\nNautilus_ si era allontanata verso est. Avrei dovuto dire (per essere pi\u00f9\nper essere pi\u00f9 precisi) a nord-est. Per alcuni giorni vag\u00f2 prima sulla superficie,\ne poi sotto di essa, in mezzo a quelle nebbie tanto temute dai marinai. Quali incidenti sono dovuti a queste\nincidenti dovuti a queste fitte nebbie! Quali scosse su questi scogli\nquando il vento annega l'infrangersi delle onde! Quali collisioni tra\ntra le navi, nonostante le luci di avvertimento, i fischietti e i campanelli d'allarme!\nE i fondali di questi mari assomigliano a un campo di battaglia, dove giacciono ancora\ndove giacciono tutti i vinti dell'oceano, alcuni vecchi e gi\u00e0 incrostati,\naltri freschi e che riflettono dalle loro fasce di ferro e dalle piastre di rame la\ndi ferro e le placche di rame la brillantezza della nostra lanterna.\n\nIl 15 maggio eravamo all'estremo sud del Banco di Terranova.\nTerranova. Questo banco \u00e8 costituito da alluvioni, o grandi cumuli di materia organica, portati dall'Equatore dalla Corrente del Golfo o da\nmateria organica, portata dall'Equatore dalla Corrente del Golfo, o dal Polo Nord dalla\nPolo Nord dalla controcorrente di acqua fredda che costeggia la costa americana.\ncosta americana. Vi si accumulano anche i blocchi erratici che vengono\nche vengono trasportati dalla rottura dei ghiacci; e nelle vicinanze, un vasto ossario di\nmolluschi, che qui muoiono a milioni. La profondit\u00e0 del mare non \u00e8\nTerranova non \u00e8 molto profonda, non pi\u00f9 di qualche centinaio di braccia; ma\nverso sud c'\u00e8 una depressione di 1.500 braccia. L\u00ec la Corrente del Golfo\nGolfo si allarga. Perde parte della sua velocit\u00e0 e della sua temperatura,\nma diventa un mare.\n\nFu il 17 maggio, a circa 500 miglia da Heart s Content, a una profondit\u00e0 di oltre 1.400 braccia, che vidi il cavo elettrico\nprofondit\u00e0 di oltre 1.400 braccia, vidi il cavo elettrico adagiato sul fondo.\nsul fondo. Conseil, al quale non ne avevo parlato, pens\u00f2 subito che si trattasse di un gigantesco\nche si trattasse di un gigantesco serpente marino. Ma io ho ingannato il degno\ne, a titolo di consolazione, gli raccontai diversi particolari della\nposa di questo cavo. Il primo fu posato negli anni 1857 e 1858.\n1858; ma, dopo aver trasmesso circa 400 telegrammi, non funzion\u00f2 pi\u00f9.\npi\u00f9. Nel 1863 gli ingegneri ne costruirono un altro, lungo 2.000 miglia e pesante 4.000 miglia.\ndi 2.000 miglia di lunghezza e del peso di 4.500 tonnellate, che fu imbarcato sul\nGrande Oriente. Anche questo tentativo fall\u00ec.\n\nIl 25 maggio il _Nautilus_, trovandosi a pi\u00f9 di 1.918 braccia di profondit\u00e0, si trovava nel punto esatto in cui si era verificata la frattura che ha portato all'esplosione della nave.\nbraccia, si trovava nel punto esatto in cui si era verificata la frattura che\nrovinato l'impresa. Si trovava a meno di 638 miglia dalla costa dell'Irlanda;\ne alle due e mezza del pomeriggio scoprirono che le comunicazioni con l'Europa\ncomunicazione con l'Europa era cessata. Gli elettricisti a bordo\ndi tagliare il cavo prima di ripescarlo, e alle undici di sera avevano recuperato la parte danneggiata.\nnotte avevano recuperato la parte danneggiata. Hanno fatto un altro punto\ne lo giuntarono, e il cavo fu di nuovo sommerso. Ma alcuni giorni dopo si ruppe di nuovo\nsi ruppe di nuovo e nelle profondit\u00e0 dell'oceano non pot\u00e9 essere recuperato.\nGli americani, tuttavia, non si scoraggiarono. Cyrus Field, l'audace promotore\npromotore dell'impresa, avendo affondato tutto il suo patrimonio, avvi\u00f2 una nuova sottoscrizione che fu\nuna nuova sottoscrizione, che fu subito accolta, e un altro cavo fu costruito su principi migliori.\nun altro cavo, costruito secondo principi migliori. I fasci di fili conduttori\ndi conduttori erano avvolti da guttaperca e protetti da un'ovatta di canapa, contenuta in un rivestimento metallico.\ndi canapa, contenuta in un rivestimento metallico. Il Great Eastern salp\u00f2 il\n13 luglio 1866. L'operazione funzion\u00f2 bene. Ma si verific\u00f2 un incidente\nsi verific\u00f2 un incidente. Pi\u00f9 volte nello srotolare il cavo hanno osservato che i chiodi\nerano stati forzati di recente, evidentemente con lo scopo di distruggerlo.\ndistruggerlo. Il capitano Anderson, gli ufficiali e gli ingegneri si consultarono\ninsieme e fecero stabilire che, se il colpevole fosse stato sorpreso a bordo, sarebbe stato gettato senza ulteriori\na bordo, sarebbe stato gettato in mare senza ulteriori prove. Da quel momento\nda quel momento il tentativo criminale non si ripet\u00e9 pi\u00f9.\n\nIl 23 luglio la Great Eastern si trovava a non pi\u00f9 di 500 miglia da Terranova.\nTerranova, quando telegrafarono dall'Irlanda la notizia dell'armistizio\narmistizio concluso tra Prussia e Austria dopo Sadowa. Il\n27, in mezzo a una fitta nebbia, raggiunsero il porto di Heart s\nContent. L'impresa si concluse con successo e per il suo primo\ne per il suo primo dispaccio, la giovane America si rivolse alla vecchia Europa con queste parole di saggezza,\ncos\u00ec raramente comprese:  Gloria a Dio nell'alto dei cieli e pace in terra,\nbuona volont\u00e0 verso gli uomini.\n\nNon mi aspettavo di trovare il cavo elettrico nel suo stato primitivo,\ncome era all'uscita della fabbrica. Il lungo serpente, ricoperto da\ndi conchiglie, irto di foraminiferi, era incrostato da un forte rivestimento che fungeva da protezione\ndi un forte rivestimento che fungeva da protezione contro tutti i molluschi noiosi.\nmolluschi. Giaceva tranquillamente al riparo dai movimenti del mare, e\ne sotto una pressione favorevole per la trasmissione della scintilla elettrica\nche passa dall'Europa all'America in 0,32 secondi. Senza dubbio questo\nsicuramente questo cavo durer\u00e0 a lungo, perch\u00e9 hanno scoperto che il rivestimento in guttaperca\nguttaperca \u00e8 migliorata dall'acqua di mare. Inoltre, su questo\nlivello, cos\u00ec ben scelto, il cavo non \u00e8 mai sommerso cos\u00ec profondamente da\nda provocarne la rottura. Il _Nautilus_ lo ha seguito fino alla profondit\u00e0 pi\u00f9 bassa,\nche era di oltre 2.212 braccia, e l\u00ec rimase senza ancoraggio.\nancoraggio; poi raggiungemmo il punto in cui era avvenuto l'incidente nel 1863.\nnel 1863. Il fondo dell'oceano formava allora una valle larga circa 100 miglia.\nmiglia di larghezza, in cui il Monte Bianco avrebbe potuto essere collocato senza che la sua\nsenza che la sua cima apparisse al di sopra delle onde. Questa valle \u00e8 chiusa a est da\nuna parete perpendicolare alta pi\u00f9 di 2.000 metri. Siamo arrivati l\u00ec il\n28 maggio e il _Nautilus_ si trovava a non pi\u00f9 di 120 miglia dall'Irlanda.\ndall'Irlanda.\n\nIl Capitano Nemo sarebbe sbarcato sulle isole britanniche? No. Con mia grande sorpresa\nsorpresa, si diresse verso sud, tornando ancora una volta verso i mari europei.\nmari europei. Nel doppiare l'Isola di Smeraldo, per un istante ho intravisto Cape Clear e la luce che guida le migliaia di imbarcazioni in partenza.\nCape Clear e la luce che guida le migliaia di navi che partono da Glasgow o da Liverpool.\nGlasgow o Liverpool. A quel punto mi venne in mente una domanda importante. Se il\nil _Nautilus_ osava impigliarsi nella Manche? Ned Land, che era\nriapparso da quando ci eravamo avvicinati alla terraferma, non smise di interrogarmi.\nme. Come potevo rispondere? Il Capitano Nemo rimaneva invisibile. Dopo aver mostrato al canadese\ndopo aver mostrato al canadese uno scorcio delle coste americane, aveva intenzione di mostrare\nle coste della Francia?\n\nMa il _Nautilus_ continuava a dirigersi verso sud. Il 30 maggio pass\u00f2 in vista di Land s End, tra la punta estrema dell'Inghilterra e\nLand s End, tra la punta estrema dell'Inghilterra e le isole Scilly, che si trovavano a dritta.\nle isole Scilly, che si trovavano a dritta. Se volevamo entrare nella\nManche, doveva andare dritto verso est. Non lo fece.\n\nPer tutto il 31 maggio, il _Nautilus_ ha descritto una serie di cerchi sull'acqua che mi hanno molto interessato.\ndi cerchi sull'acqua, che mi interessarono molto. Sembrava che stesse\nsembrava che cercasse un punto che aveva difficolt\u00e0 a trovare. A mezzogiorno, il capitano Nemo\nNemo in persona venne a lavorare sul diario di bordo. Non mi rivolse alcuna parola, ma sembrava\npi\u00f9 cupo che mai. Cosa poteva rattristarlo cos\u00ec? Era forse la sua vicinanza\nalle coste europee? Aveva qualche ricordo del suo paese abbandonato?\nSe no, cosa provava? Rimorso o rimpianto? Per molto tempo questo\npensiero mi ha perseguitato, e ho avuto una specie di presentimento che prima di\nche prima o poi il caso avrebbe rivelato i segreti del capitano.\n\nIl giorno successivo, il 1\u00b0 giugno, il _Nautilus_ continu\u00f2 la stessa procedura.\nprocesso. Era evidentemente alla ricerca di un punto particolare dell'oceano.\nIl capitano Nemo prese l'altitudine del sole come aveva fatto il giorno prima. Il mare era bello, il cielo limpido.\nmare era bello, il cielo limpido. A circa otto miglia a est, si scorgeva una\ngrande nave a vapore all'orizzonte. Nessuna bandiera sventolava\ndall'albero maestro e non riuscii a scoprirne la nazionalit\u00e0. Alcuni minuti\nalcuni minuti prima che il sole passasse il meridiano, il capitano Nemo prese il suo sestante e lo osserv\u00f2 con grande attenzione.\ncon grande attenzione. Il perfetto riposo dell'acqua aiutava molto\naiutava molto l'operazione. Il _Nautilus_ era immobile, non rollava n\u00e9 si inclinava.\nn\u00e9 si inclinava.\n\nEro sulla piattaforma quando \u00e8 stata presa l'altitudine e il capitano ha pronunciato queste parole\npronunci\u00f2 queste parole:  \u00c8 qui.\n\nSi volt\u00f2 e scese sotto. Aveva visto la nave che stava cambiando\nrotta e sembrava avvicinarsi a noi? Non saprei dirlo. Tornai nel\nsalone. I pannelli si chiusero, sentii il sibilo dell'acqua nei serbatoi.\nserbatoi. Il _Nautilus_ cominci\u00f2 ad affondare, seguendo una linea verticale,\nperch\u00e9 la sua vite non le comunicava alcun movimento. Alcuni minuti dopo si\nsi ferm\u00f2 a pi\u00f9 di 420 braccia di profondit\u00e0, appoggiandosi al suolo. Il soffitto\nluminoso del soffitto si oscur\u00f2, poi i pannelli vennero aperti e attraverso i vetri vidi il mare brillantemente\nvetro vidi il mare brillantemente illuminato dai raggi della nostra lanterna per almeno mezzo metro.\nlanterna per almeno mezzo miglio intorno a noi.\n\nGuardai a babordo e non vidi altro che un'immensit\u00e0 di acque tranquille.\nacque tranquille. Ma a dritta, sul fondo, apparve una grande protuberanza,\nche attir\u00f2 subito la mia attenzione. Si sarebbe detto che si trattava di una rovina\nsepolta sotto una coltre di conchiglie bianche, molto simile a un manto di neve.\nneve. Esaminando attentamente l'ammasso, riuscii a riconoscere la forma\nforma sempre pi\u00f9 spessa di un vascello privo degli alberi, che doveva essere\naffondato. Apparteneva certamente a tempi passati. Questo relitto, per essere cos\u00ec\nincrostato con la calce dell'acqua, doveva essere gi\u00e0 in grado di contare\nmolti anni passati sul fondo dell'oceano.\n\nChe cos'era questa nave? Perch\u00e9 il _Nautilus_ visit\u00f2 la sua tomba? Poteva\nessere stata un'altra cosa se non un naufragio che l'ha portata sott'acqua? I\nNon sapevo cosa pensare, quando vicino a me, con voce lenta, sentii il capitano Nemo dire: \"Non \u00e8 vero che non c'\u00e8 pi\u00f9 niente\".\nNemo dire:\n\n Un tempo questa nave si chiamava Marseillais. Portava\nsettantaquattro cannoni e fu varata nel 1762. Nel 1778, il 13 agosto\nagosto, comandata da La Poype-Ver trieux, combatt\u00e9 audacemente contro il Preston.\nPreston. Nel 1779, il 4 luglio, partecip\u00f2 alla presa di Grenada,\ncon lo squadrone dell'ammiraglio Estaing. Nel 1781, il 5 settembre,\npartecip\u00f2 alla battaglia di Comte de Grasse, nella baia di Chesapeake. Nel\n1794, la Repubblica francese cambi\u00f2 nome. Il 16 aprile dello stesso anno\nstesso anno, si un\u00ec allo squadrone di Villaret Joyeuse, a Brest,\ndi Villaret Joyeuse, a Brest, con l'incarico di scortare un carico di mais proveniente dall'America,\nsotto il comando dell'ammiraglio Van Stebel. L'11 e il 12 giugno\ndel secondo anno, questa squadra si scontr\u00f2 con un vascello inglese. Signore,\noggi \u00e8 il 13\u00b0 Prairal, il primo giugno 1868. Sono passati\nsettantaquattro anni fa, giorno per giorno, in questo stesso luogo, alla latitudine 47\n24, longitudine 17 28, che questa nave, dopo aver combattuto eroicamente,\nperdendo i suoi tre alberi, con l'acqua nella stiva e il terzo dell'equipaggio disabilitato, prefer\u00ec affondare con l'acqua e il vento.\ndell'equipaggio, prefer\u00ec affondare con i suoi 356 marinai piuttosto che arrendersi.\narrendersi; e, inchiodati i suoi colori al poop, scomparve sotto le onde al grido di \"Lunga vita\".\nsotto le onde al grido di \"Viva la Repubblica!\n\n Il Vendicatore!  Ho esclamato.\n\n S\u00ec, signore, il Vendicatore! Un bel nome! mormor\u00f2 il capitano Nemo incrociando le braccia.\nle braccia.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXI\nUN'ECATOMBE\n\n\nIl modo di descrivere questa scena imprevista, la storia della nave patriottica, raccontata all'inizio in modo cos\u00ec freddo, e l'emozione con cui questo\npatriota, raccontata all'inizio con tanta freddezza, e la commozione con cui questo strano uomo\ncon cui questo strano uomo pronunci\u00f2 le ultime parole, il nome del Vendicatore, il cui significato non mi sfugg\u00ec.\nil nome del Vendicatore, il cui significato non poteva sfuggirmi, tutto si impresse profondamente\nnella mia mente. I miei occhi non lasciarono il Capitano che, con la mano tesa verso il mare, guardava\ntesa verso il mare, osservava con occhio lucido il glorioso naufragio.\nnaufragio. Forse non avrei mai saputo chi fosse, da dove venisse o dove fosse diretto, ma...\ndove stesse andando, ma vidi l'uomo muoversi, e a parte il _savant_.\nsalvatore. Non era stata la comune misantropia a rinchiudere il capitano Nemo e i suoi compagni nella _Naavi_.\ncompagni all'interno del _Nautilus_, ma un odio, mostruoso o sublime, che il tempo non potr\u00e0 mai\nsublime, che il tempo non avrebbe mai potuto indebolire. Quest'odio cercava ancora\nvendetta? Il futuro me lo avrebbe presto insegnato. Ma il _Nautilus_ stava\nlentamente verso la superficie del mare, e la forma del Vendicatore\nscomparve a poco a poco dalla mia vista. Ben presto un leggero rollio mi disse\nche eravamo all'aria aperta. In quel momento si ud\u00ec un rumore sordo. I\nguardai il capitano. Non si mosse.\n\n Capitano? dissi io.\n\nNon rispose. Lo lasciai e salii sulla piattaforma. Conseil e il\ncanadese erano gi\u00e0 l\u00ec.\n\n Da dove veniva quel suono?  Ho chiesto.\n\n \u00c8 stato un colpo di pistola, rispose Ned Land.\n\nGuardai in direzione della nave che avevo gi\u00e0 visto. Si stava\nsi stava avvicinando alla _Nautilus_ e si vedeva che stava mettendo il vapore.\nEra a meno di sei miglia da noi.\n\n Cos'\u00e8 quella nave, Ned?\n\n Dal sartiame e dall'altezza degli alberi inferiori, disse il canadese,\n scommetto che \u00e8 una nave da guerra. Che possa raggiungerci e, se necessario, affondare\nquesto maledetto _Nautilus_.\n\n Amico Ned, rispose Conseil, che male pu\u00f2 fare al _Nautilus?\nPu\u00f2 attaccarlo sotto le onde? Pu\u00f2 cannoneggiarci in fondo al\ndel mare?\n\n Dimmi, Ned, dissi, sei in grado di riconoscere a quale paese appartiene\na cui appartiene?\n\nIl canadese aggrott\u00f2 le sopracciglia, abbass\u00f2 le palpebre e avvit\u00f2 gli angoli degli occhi.\ngli angoli degli occhi, e per qualche istante fiss\u00f2 uno sguardo penetrante\nsulla nave.\n\n No, signore, rispose, non so dire a quale nazione appartenga, perch\u00e9 non mostra alcun colore.\nnon mostra colori. Ma posso affermare che \u00e8 una nave da guerra, perch\u00e9 un lungo\ngagliardetto che sventola dall'albero maestro.\n\nPer un quarto d'ora osservammo la nave che si dirigeva verso di noi.\nverso di noi. Tuttavia, non potevo credere che potesse vedere la _Nautilus_\nda quella distanza; e ancor meno che potesse sapere cosa fosse questo\nmotore sottomarino. Ben presto il canadese mi inform\u00f2 che si trattava di un\nun grosso ariete corazzato a due ponti. Un denso fumo nero fuoriusciva dai\ndai due fumaioli. Le sue vele strettamente avvolte erano ferme ai pennoni.\nNon issava alcuna bandiera sul picco di mezzana. La distanza ci impediva di\ndistinguere i colori dello stendardo, che fluttuava come un sottile nastro.\nsottile nastro. Avanz\u00f2 rapidamente. Se il capitano Nemo le permetteva di avvicinarsi,\nc'era una possibilit\u00e0 di salvezza per noi.\n\n Signore, disse Ned Land, se quel vascello passa a meno di un miglio da noi, mi getter\u00f2 in mare.\nmi getter\u00f2 in mare e vi consiglio di fare lo stesso.\nlo stesso.\n\nNon risposi al suggerimento del canadese, ma continuai a osservare la nave.\nla nave. Che fosse inglese, francese, americana o russa, sarebbe stata sicuramente\nsarebbe stata sicura di accoglierci se solo fossimo riusciti a raggiungerla. Di l\u00ec a poco un fumo bianco\nfumo bianco dalla parte anteriore della nave; qualche secondo dopo, l'acqua,\nagitata dalla caduta di un corpo pesante, schizz\u00f2 la poppa del\nNautilus_, e poco dopo una forte esplosione mi colp\u00ec l'orecchio.\n\n Cosa? Ci stanno sparando addosso!  esclamai.\n\n Per favore, signore, disse Ned, hanno riconosciuto l'unicorno e ci stanno sparando contro.\nci stanno sparando.\n\n Ma, ho esclamato, sicuramente si accorgono che ci sono degli uomini nel caso?\ncaso?\n\n Forse \u00e8 per questo, rispose Ned Land, guardandomi.\n\nUn'intera ondata di luce irruppe nella mia mente. Senza dubbio ora sapevano come\ncredere alle storie del presunto mostro. Senza dubbio, a bordo della\nQuando il canadese lo colp\u00ec con l'arpione, il comandante Farragut aveva riconosciuto nel presunto narvalo un sommergibile,\nFarragut aveva riconosciuto nel presunto narvalo un vascello sottomarino, pi\u00f9 pericoloso di un\nsottomarino, pi\u00f9 pericoloso di un cetaceo soprannaturale. S\u00ec, doveva essere\ne in tutti i mari si cercava questo motore di distruzione.\ndistruzione. Terribile davvero! Se, come supponiamo, il Capitano Nemo ha impiegato il\nNemo impiegasse il _Nautilus_ in opere di vendetta. La notte in cui fummo imprigionati in quella\nimprigionati in quella cella, nel bel mezzo dell'Oceano Indiano, non aveva forse\nnon aveva forse attaccato qualche nave? L'uomo sepolto nel cimitero di corallo, non era forse stato\nnon era stato vittima dell'urto causato dal _Nautilus? S\u00ec, lo ripeto,\ndeve essere cos\u00ec. Una parte della misteriosa esistenza del Capitano Nemo \u00e8 stata svelata.\ne, se la sua identit\u00e0 non \u00e8 stata riconosciuta, almeno,\nle nazioni riunite contro di lui non stavano pi\u00f9 dando la caccia a una creatura chimerica, ma a un uomo che aveva\nchimerica, ma a un uomo che aveva giurato un odio mortale contro di loro. Tutto il\nformidabile passato mi si par\u00f2 davanti. Invece di incontrare amici a bordo della\nnave in avvicinamento, potevamo aspettarci solo nemici spietati. Ma il colpo\nci hanno fatto vibrare. Alcuni di essi colpirono il mare e rimbalzarono, perdendosi\nin mare e rimbalzarono, perdendosi in lontananza. Ma nessuno tocc\u00f2 il _Nautilus_. Il vascello\nnon distava pi\u00f9 di tre miglia da noi. Nonostante il grave cannoneggiamento\ncannoneggiamento, il capitano Nemo non apparve sulla piattaforma; ma, se uno dei proiettili conici avesse colpito la corazza del _Nautilus_.\nconici avesse colpito la corazza del _Nautilus_, sarebbe stato fatale.\nsarebbe stato fatale. Il canadese allora disse: \"Signore, dobbiamo fare tutto il possibile per\nper uscire da questo dilemma. Facciamo un segnale. Forse capiranno che siamo persone oneste,\nforse capiranno che siamo persone oneste.\n\nNed Land prese il fazzoletto e lo sventol\u00f2 in aria; ma non l'aveva ancora esibito quando fu colpito da una mano di ferro e cadde in aria.\nquando fu colpito da una mano di ferro e cadde, nonostante la sua grande forza, sul ponte.\nnonostante la sua grande forza, sul ponte.\n\n Stupido! esclam\u00f2 il capitano, vuoi essere trafitto dallo sperone del _Nautilus\ndel _Nautilus_ prima che venga scagliato contro questo vascello?\n\nIl Capitano Nemo era terribile da ascoltare; era ancora pi\u00f9 terribile da vedere.\nIl suo volto era mortalmente pallido, con uno spasmo al cuore. Per un istante\ndeve aver cessato di battere. Le sue pupille erano spaventosamente contratte. Non parlava\nnon parl\u00f2, ma rugg\u00ec, mentre, con il corpo gettato in avanti, stringeva le spalle del canadese.\ncanadese alle spalle. Poi, lasciandolo e voltandosi verso la nave da guerra, i cui colpi stavano ancora piovendo.\nguerra, i cui colpi stavano ancora piovendo intorno a lui, esclam\u00f2 con voce potente\ncon voce potente: \"Ah, nave di una nazione maledetta, tu sai chi sono io! I\nNon voglio che i vostri colori vi riconoscano! Guardate e vi mostrer\u00f2\ni miei!\n\nE sulla parte anteriore della piattaforma il Capitano Nemo srotol\u00f2 una bandiera nera, simile a quella che aveva posto al Polo Sud.\nbandiera nera, simile a quella che aveva posto al Polo Sud. In quel momento\nin quel momento un colpo colp\u00ec obliquamente la corazza del _Nautilus_, senza per\u00f2\ne, rimbalzando vicino al capitano, si perse in mare. Egli\nscroll\u00f2 le spalle e, rivolgendosi a me, disse brevemente: \"Scendi, tu e i tuoi compagni, scendi!\ne i tuoi compagni, scendete!\n\n Signore, ho gridato, avete intenzione di attaccare questa nave?\n\n Signore, lo affonder\u00f2.\n\n Non lo farete?\n\n Lo far\u00f2, rispose freddamente.  E vi consiglio di non giudicarmi,\nsignore. Il destino vi ha mostrato ci\u00f2 che non avreste dovuto vedere. L'attacco \u00e8\n\u00e8 iniziato; scendete.\n\n Che cos'\u00e8 questa nave?\n\n Non lo sapete? Molto bene, tanto meglio! La sua nazionalit\u00e0 per\nvoi, almeno, sar\u00e0 un segreto. Scendete!\n\nNon potevamo che obbedire. Una quindicina di marinai circondarono il capitano,\nguardando con odio implacabile la nave che si avvicinava. Si poteva\nsi sentiva che lo stesso desiderio di vendetta animava ogni anima. Sono sceso\nnel momento in cui un altro proiettile colp\u00ec il _Nautilus_, e sentii il capitano esclamare\nCapitano esclamare:\n\n Colpisci, vascello impazzito! Spara il tuo colpo inutile! E poi, non sfuggirete\nsfuggire allo sperone del _Nautilus_. Ma non \u00e8 qui che perirete!\nmorire! Non voglio che le vostre rovine si mescolino a quelle del Vendicatore!\n\nRaggiunsi la mia stanza. Il Capitano e il suo secondo erano rimasti sulla\npiattaforma. La vite fu messa in moto e il _Nautilus_, muovendosi con velocit\u00e0, fu presto fuori dalla portata dei cannoni della nave.\nvelocit\u00e0, fu presto fuori dalla portata dei cannoni della nave. Ma l'inseguimento\nMa l'inseguimento continuava e il capitano Nemo si accontentava di mantenere la\ndistanza.\n\nVerso le quattro del pomeriggio, non riuscendo pi\u00f9 a contenere la mia\nimpazienza, mi recai alla scala centrale. Il pannello era aperto e mi sono\ne mi sono avventurato sulla piattaforma. Il Capitano stava ancora camminando su e gi\u00f9\ncon passo agitato. Guardava la nave, che si trovava a cinque o sei miglia a\ncinque o sei miglia sottovento.\n\nLo aggirava come una bestia selvatica e, attirandolo verso est, lo lasciava inseguire.\nlasci\u00f2 che li inseguissero. Ma non attacc\u00f2. Forse esitava ancora\nesitava? Volevo mediare ancora una volta. Ma avevo appena parlato,\nquando il Capitano Nemo impose il silenzio, dicendo:\n\n Io sono la legge e sono il giudice! Io sono l'oppresso, ed ecco l'oppressore!\noppressore! Per colpa sua ho perduto tutto ci\u00f2 che amavo, custodivo e\nvenerato la patria, la moglie, i figli, il padre e la madre. Ho visto tutto\nperire! Tutto ci\u00f2 che odio \u00e8 l\u00ec! Non dire altro!\n\nLanciai un'ultima occhiata al veliero, che si stava mettendo in moto, e mi ricongiunsi a Ned e Conseil.\ne mi ricongiunsi a Ned e Conseil.\n\n Voleremo!  Ho esclamato.\n\n Bene! disse Ned.  Che cos'\u00e8 questo vascello?\n\n Non lo so; ma, qualunque cosa sia, sar\u00e0 affondata prima di sera. In ogni caso\nin ogni caso, \u00e8 meglio morire con essa, piuttosto che essere complici di una\nuna rappresaglia di cui non possiamo giudicare la giustizia.\n\n Questa \u00e8 anche la mia opinione, disse Ned Land, con freddezza.  Aspettiamo la\nnotte.\n\nArriv\u00f2 la notte. A bordo regnava un profondo silenzio. La bussola mostrava che\nche il _Nautilus_ non aveva modificato la sua rotta. Era in superficie,\nleggermente ondeggiante. Io e i miei compagni decidemmo di scappare quando il vascello\nquando il vascello sarebbe stato abbastanza vicino da sentirci o vederci; poich\u00e9 la luna,\nche sarebbe stata piena tra due o tre giorni, splendeva luminosa. Una volta a bordo\nnave, se non potevamo impedire il colpo che la minacciava, potevamo\npotevamo, o almeno volevamo, fare tutto ci\u00f2 che le circostanze ci avrebbero permesso.\nPi\u00f9 volte pensai che il _Nautilus_ si stesse preparando all'attacco; ma il capitano Nemo si accontent\u00f2 di lasciare che la nave fosse\nIl capitano Nemo si accontent\u00f2 di lasciare che l'avversario si avvicinasse,\nper poi fuggire ancora una volta davanti a lui.\n\nParte della notte \u00e8 trascorsa senza incidenti. Abbiamo osservato l'opportunit\u00e0\nopportunit\u00e0 di azione. Parlammo poco, perch\u00e9 eravamo troppo emozionati.\nNed Land avrebbe voluto gettarsi in mare, ma lo costrinsi ad aspettare.\naspettare. Secondo la mia idea, il _Nautilus_ avrebbe attaccato la nave alla linea di galleggiamento.\nlinea di galleggiamento, e allora sarebbe stato non solo possibile, ma anche facile volare.\n\nAlle tre del mattino, pieno di inquietudine, salii sulla piattaforma.\nIl capitano Nemo non l'aveva lasciata. Era in piedi nella parte anteriore, vicino alla sua\nbandiera, che una leggera brezza esponeva sopra la sua testa. Non distoglieva\ngli occhi dalla nave. L'intensit\u00e0 del suo sguardo sembrava attrarre,\naffascinare e trascinarla verso di s\u00e9 pi\u00f9 che se la stesse\nrimorchiarla. La luna stava passando il meridiano. Giove stava sorgendo\na est. In questa pacifica scena della natura, il cielo e l'oceano rivaleggiavano\nin tranquillit\u00e0, il mare offriva agli occhi della notte lo specchio pi\u00f9 bello che potesse\nspecchio pi\u00f9 bello che potessero mai avere per riflettere la loro immagine. Come\nPensavo alla profonda calma di questi elementi, in confronto a tutte quelle\npassioni che covavano impercettibilmente nel _Nautilus_, rabbrividii.\n\nIl vascello era a meno di due miglia da noi. Si avvicinava sempre pi\u00f9 a quella\nluce fosforescente che indicava la presenza del _Nautilus_. I\nvedevo le sue luci verdi e rosse e la sua lanterna bianca che pendeva dalla\ndal grande albero di trinchetto. Un'indistinta vibrazione vibrava attraverso il sartiame, mostrando che i forni\nsartiame, a dimostrazione che le fornaci erano riscaldate al massimo.\nDai fumaioli volavano cumuli di scintille e ceneri rosse che brillavano nell'atmosfera come stelle.\natmosfera come stelle.\n\nRimasi cos\u00ec fino alle sei del mattino, senza che il Capitano Nemo si accorgesse di me.\ndi me. La nave si trovava a circa un miglio e mezzo da noi e, con le prime luci del giorno, ricominci\u00f2 a sparare.\nalba del giorno il fuoco ricominci\u00f2. Non poteva essere lontano il momento in cui\nquando, attaccando l'avversario, i miei compagni e io avremmo dovuto abbandonare per sempre quell'uomo.\navremmo dovuto abbandonare per sempre quest'uomo. Mi stavo preparando a scendere per ricordare\nquando il secondo sal\u00ec sulla piattaforma, accompagnato da diversi marinai.\nmarinai. Il capitano Nemo non li vide o non volle vederli. Furono fatti alcuni passi\nche potrebbero essere definiti il segnale dell'azione. Erano molto\nsemplici. La balaustra di ferro intorno alla piattaforma fu abbassata e le gabbie di\nlanterna e le gabbie di pilotaggio furono spinte all'interno del guscio fino a che\na filo del ponte. La lunga superficie del sigaro d'acciaio non offriva pi\u00f9 un punto\nnon offriva pi\u00f9 un unico punto per controllare le sue manu Tornai nel\nsalone. Il _Nautilus_ galleggiava ancora; alcune strisce di luce filtravano attraverso i letti liquidi.\nfiltravano attraverso i letti liquidi. Con le ondulazioni delle onde\nle finestre erano rischiarate dalle strisce rosse del sole nascente, e\nera spuntata la terribile giornata del 2 giugno.\n\nAlle cinque, il diario di bordo mostrava che la velocit\u00e0 del _Nautilus_ si stava\nrallentava, e sapevo che questo permetteva loro di avvicinarsi.\nInoltre, i rapporti si sentivano pi\u00f9 distintamente e i proiettili,\nche si muovevano nell'acqua, si spegnevano con uno strano sibilo.\nsibilante.\n\n Amici miei, dissi, il momento \u00e8 arrivato. Una stretta di mano e\nche Dio ci protegga!\n\nNed Land era risoluto, Conseil calmo, io stesso cos\u00ec nervoso che non sapevo come\ncome contenermi. Passammo tutti in biblioteca; ma nel momento in cui spinsi la porta che dava sulla scala centrale\nspingere la porta che dava sulla scala centrale, sentii il pannello superiore chiudersi bruscamente.\nchiudere bruscamente il pannello superiore. Il canadese si precipit\u00f2 verso le scale, ma io lo fermai.\nlo fermai. Un noto sibilo mi disse che l'acqua stava\nche l'acqua stava scorrendo nei serbatoi, e in pochi minuti il _Nautilus_ fu\nin pochi minuti il _Nautilus_ si trovava a qualche metro sotto la superficie delle onde. Capii l'uomo.\nEra troppo tardi per agire. Il _Nautilus_ non voleva colpire l'impenetrabile corazza.\nimpenetrabile corazza, ma al di sotto della linea di galleggiamento, dove il rivestimento metallico\nmetallico non la proteggeva pi\u00f9.\n\nEravamo ancora una volta imprigionati, testimoni involontari del terribile dramma\nche si stava preparando. Avevamo a malapena il tempo di riflettere; rifugiandoci in\nnella mia stanza, ci guardammo senza parlare. Un profondo torpore si era\nsi era impadronito della mia mente: il pensiero sembrava essersi fermato. Ero in quello stato di\ndoloroso stato di attesa che precede una notizia terribile. Aspettavo, ascoltavo\nascoltavo, ogni senso era fuso in quello dell'udito! La velocit\u00e0 del\nNautilus_ era accelerata. Si stava preparando a precipitare. L'intera nave\ntremava. Improvvisamente urlai. Ho sentito la scossa, ma relativamente\nleggero. Sentii la forza penetrante dello sperone d'acciaio. Ho sentito\nsferragliare e raschiare. Ma il _Nautilus_, trascinato dalla sua forza propulsiva, pass\u00f2 attraverso la massa del\npotenza propulsiva, passava attraverso la massa del vascello come un ago\nattraverso la tela da vela!\n\nNon potevo pi\u00f9 sopportarlo. Impazzita, fuori di testa, mi sono precipitata dalla mia stanza\nnel salone. Il capitano Nemo era l\u00ec, muto, cupo, implacabile; stava\nguardava attraverso il pannello di babordo. Una grande massa proiettava un'ombra sull'acqua\ne, affinch\u00e9 non perdesse nulla della sua agonia, il _Nautilus_ stava\ncon lei nell'abisso. A dieci metri da me vidi la conchiglia aperta\nche l'acqua scorreva con il rumore di un tuono,\npoi la doppia linea di cannoni e la rete. Il ponte era coperto\ndi ombre nere e agitate.\n\nL'acqua stava salendo. Le povere creature si affollavano sulle cime dei ratti,\naggrappati agli alberi, lottando sotto l'acqua. Era un formicaio umano\nun formicaio umano travolto dal mare. Paralizzato, irrigidito dall'angoscia, con i capelli in\ncapelli in testa, con gli occhi spalancati, ansimante, senza fiato e senza voce, anch'io guardavo!\nsenza voce, anch'io guardavo! Un'attrazione irresistibile mi incollava\nal vetro! Improvvisamente si verific\u00f2 un'esplosione. L'aria compressa fece saltare\ncome se i caricatori avessero preso fuoco. Poi la sfortunata\nnave affond\u00f2 pi\u00f9 rapidamente. L'albero di maestra, carico di vittime, apparve ora\ndi vittime, poi i longheroni che si piegavano sotto il peso degli uomini e, infine, la cima dell'albero maestro.\nultimo, la cima dell'albero maestro. Poi la massa scura scomparve e con essa\ncon essa l'equipaggio morto, trascinato gi\u00f9 dalla forte corrente.\n\n\n[Lo sfortunato vascello affond\u00f2 pi\u00f9 rapidamente...\n\n\nMi rivolsi al Capitano Nemo. Quel terribile vendicatore, un perfetto arcangelo di\nodio, stava ancora guardando. Quando tutto fu finito, si volt\u00f2 verso la sua stanza,\napr\u00ec la porta ed entr\u00f2. Lo seguii con lo sguardo. Sulla parete in fondo\nparete sotto i suoi eroi, vidi il ritratto di una donna, ancora giovane,\ne di due bambini. Il Capitano Nemo li guard\u00f2 per qualche istante,\nallung\u00f2 le braccia verso di loro e, inginocchiandosi, scoppi\u00f2 in un profondo\nsinghiozzi.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXII\nLE ULTIME PAROLE DI CAPITAN NEMO\n\n\nI pannelli si erano chiusi su questa terribile visione, ma la luce non era tornata nel salone.\nnel salone: tutto era silenzio e oscurit\u00e0 all'interno della\nNautilus_. A grande velocit\u00e0, un centinaio di piedi sotto il livello dell'acqua, stava lasciando\nstava lasciando questo luogo desolato. Dove stava andando? A nord o a sud?\nsud? Dove stava volando l'uomo dopo una cos\u00ec terribile rappresaglia? I\nero tornato in camera mia, dove Ned e Conseil erano rimasti in silenzio\nabbastanza silenziosi. Provavo un orrore insormontabile per il capitano Nemo. Qualunque cosa avesse\naveva sofferto per mano di quegli uomini, non aveva il diritto di punire cos\u00ec.\nMi aveva reso, se non complice, almeno testimone della sua\nvendetta. Alle undici riapparve la luce elettrica. Entrai nel\nsalone. Era deserto. Consultai i vari strumenti. Il\nNautilus_ volava verso nord alla velocit\u00e0 di venticinque miglia all'ora.\nora, ora in superficie, ora a trenta piedi di profondit\u00e0. Prendendo i\ncarta nautica, vidi che stavamo passando la foce della\nManche e che la nostra rotta ci spingeva verso i mari del nord a una velocit\u00e0 spaventosa.\na una velocit\u00e0 spaventosa. Quella notte avevamo attraversato duecento leghe dell'Atlantico.\ndell'Atlantico. Le ombre calarono e il mare fu coperto dalle tenebre fino al sorgere della luna.\nfino al sorgere della luna. Andai in camera mia, ma non riuscii a dormire. I\nero tormentato da un incubo spaventoso. L'orribile scena della distruzione\nera continuamente davanti ai miei occhi. Da quel giorno, chi poteva dire in quale\nparte del bacino del Nord Atlantico il _Nautilus_ ci avrebbe portato? Sempre\ncon una velocit\u00e0 inaudita. Sempre in mezzo a queste nebbie settentrionali.\nAvrebbe toccato Spitzbergen o le coste di Nova Zembla? Dovremmo\nesploreremo quei mari sconosciuti, il Mar Bianco, il Mare di Kara, il Golfo di Obi, l'Arcipelago di Liu?\ndi Obi, l'arcipelago di Liarrov e le coste sconosciute dell'Asia? I\nnon saprei dire. Non potevo pi\u00f9 valutare il tempo che passava.\nA bordo gli orologi erano stati fermati. Sembrava, come nei paesi polari,\nche la notte e il giorno non seguissero pi\u00f9 il loro corso regolare. Mi sentivo\nmi sentivo trascinato in quella strana regione dove l'immaginazione naufragata di Edgar Poe\ndi Edgar Poe vagava a suo piacimento. Come il favoloso Gordon Pym,\nad ogni istante mi aspettavo di vedere quella figura umana velata, di proporzioni pi\u00f9 grandi\nproporzioni pi\u00f9 grandi di quelle di qualsiasi altro abitante della terra, gettata oltre la\nla cataratta che difende l'avvicinamento al polo.  Ho stimato\n(anche se, forse, posso sbagliarmi) stimavo che questa avventurosa\navventuroso percorso del _Nautilus_ sia durato quindici o venti giorni. E non so\nnon so quanto sarebbe potuta durare ancora, se non fosse stata per la\ncatastrofe che pose fine al viaggio. Del capitano Nemo non ho visto nulla\nnulla, n\u00e9 del suo secondo. Non un uomo dell'equipaggio era visibile per\nun istante. Il _Nautilus_ era quasi costantemente sott'acqua. Quando\nin superficie per rinnovare l'aria, i pannelli si aprivano e si chiudevano\nmeccanicamente. Non c'erano pi\u00f9 segni sul planisfero. Non sapevo\ndove fossimo. E anche il canadese, con le sue forze e la sua pazienza al termine\nfine, non apparve pi\u00f9. Conseil non riusciva a strappargli una parola e..,\ntemendo che, in un terribile attacco di follia, potesse uccidersi,\nlo sorvegliava con costante devozione. Una mattina (non saprei dire in che data)\nnon saprei dire) ero caduto in un sonno pesante verso le prime ore,\nun sonno doloroso e malsano, quando mi svegliai improvvisamente. Ned Land era\nNed Land era chino su di me e diceva a bassa voce: \"Stiamo per volare\".  Mi sono seduto\nalzarmi.\n\n Quando andiamo?  Chiesi.\n\n Stanotte. Ogni ispezione a bordo del _Nautilus_ sembra essere cessata.\nTutti sembrano stupefatti. Sar\u00e0 pronto, signore?\n\n S\u00ec; dove siamo?\n\n In vista della terra. Ho fatto i conti questa mattina nella nebbia a venti\nmiglia a est.\n\n Di che paese si tratta?\n\n Non lo so; ma, comunque sia, ci rifugeremo l\u00ec.\n\n S\u00ec, Ned, s\u00ec. Voleremo stanotte, anche se il mare dovesse inghiottirci...\n...e il mare ci inghiottir\u00e0.\n\n Il mare \u00e8 cattivo, il vento violento, ma venti miglia in quella barca leggera\ndel _Nautilus_ non mi spaventano. All'insaputa dell'equipaggio, sono\nsono riuscito a procurarmi cibo e alcune bottiglie d'acqua.\n\n Vi seguir\u00f2.\n\n Ma, continu\u00f2 il canadese, se sar\u00f2 sorpreso, mi difender\u00f2.\nmi difender\u00f2; li costringer\u00f2 a uccidermi.\n\n Moriremo insieme, amico Ned.\n\nAvevo deciso per tutti. Il canadese mi lasci\u00f2. Raggiunsi la\npiattaforma, sulla quale riuscii a fatica a reggermi contro l'urto delle onde.\nonde. Il cielo era minaccioso; ma, dato che la terraferma si trovava in quelle\nfitte ombre marroni, dovevamo volare. Tornai nel salone, temendo e sperando di vedere il Capitano Nemo.\nsperando di vedere il capitano Nemo, desiderando e non desiderando di vederlo.\nCosa avrei potuto dirgli? Potevo nascondere l'orrore involontario\nche mi ispirava? No. Era meglio che non lo incontrassi faccia a faccia.\nfaccia a faccia; meglio dimenticarlo. Eppure quanto sembrava lungo quel giorno, l'ultimo\nultimo che avrei passato nel _Nautilus_. Rimasi solo. Ned Land\ne Conseil evitarono di parlare, per paura di tradirsi. Alle sei\ncena, ma non avevo fame; mi costrinsi a mangiare nonostante il mio disgusto, per non indebolirmi.\ndisgusto, per non indebolirmi. Alle sei e mezza Ned Land venne in camera mia\nnella mia stanza, dicendo: \"Non ci vedremo pi\u00f9 prima della nostra partenza\".\npartenza. Alle dieci la luna non sar\u00e0 sorta. Approfitteremo dell'oscurit\u00e0.\nbuio. Venite alla barca; Conseil e io vi aspetteremo.\n\nIl canadese usc\u00ec senza darmi il tempo di rispondere. Volendo verificare\nverificare la rotta del _Nautilus_, andai nel salone. Stavamo\nN.N.E. a una velocit\u00e0 spaventosa e a pi\u00f9 di cinquanta metri di profondit\u00e0. I\nun'ultima occhiata a queste meraviglie della natura, alle ricchezze dell'arte\nd'arte ammassate in questo museo, sull'ineguagliabile collezione destinata a\na perire in fondo al mare, con colui che l'aveva formata. Desideravo\nfissare nella mia mente un'impressione indelebile. Rimasi un'ora\ncos\u00ec, immerso nella luce di quel soffitto luminoso, e passando in rassegna i tesori\npassare in rassegna quei tesori che brillavano sotto i loro vetri. Poi tornai nella\nmia stanza.\n\nMi vestii con un robusto abbigliamento da mare. Raccolsi i miei appunti, mettendoli\naccuratamente intorno a me. Il mio cuore batteva forte. Non potevo controllare le sue\npulsazioni. Certamente il mio disturbo e la mia agitazione mi avrebbero tradito\nagli occhi del Capitano Nemo. Cosa stava facendo in quel momento? Ascoltai la porta della sua\nla porta della sua stanza. Sentii dei passi. Il Capitano Nemo era l\u00ec. Non era\nnon era andato a riposare. Ad ogni istante mi aspettavo di vederlo apparire e chiedermi\nperch\u00e9 volessi volare. Ero costantemente all'erta. La mia immaginazione\ningigantiva tutto. L'impressione divenne infine cos\u00ec forte che mi chiesi se non fosse meglio\nmi chiesi se non sarebbe stato meglio andare nella stanza del Capitano, vederlo\nvederlo faccia a faccia e sfidarlo con lo sguardo e con i gesti.\n\nEra l'ispirazione di un pazzo; fortunatamente resistetti al desiderio,\ne mi distesi sul letto per calmare l'agitazione corporea. I miei nervi\nun po' pi\u00f9 calmi, ma nel mio cervello eccitato rivedevo tutta la mia esistenza a bordo della _Nautilus\nesistenza a bordo del _Nautilus_; ogni incidente, felice o sfortunato, che era accaduto da\nsfortunati che erano accaduti dopo la mia scomparsa dall'_Abraham Lincoln_.\ncaccia al sommergibile, lo Stretto di Torres, i selvaggi di Papua, l'approdo a terra.\ndi Papua, la corsa a terra, il cimitero di corallo, il passaggio di Suez,\nl'isola di Santorin, il palombaro cretese, la baia di Vigo, Atlantide, l'iceberg, il Polo Sud, la caccia ai sommergibili, il\nl'iceberg, il Polo Sud, la prigionia nel ghiaccio, la lotta tra le\nla lotta tra i polipi, la tempesta nella Corrente del Golfo, il Vendicatore e l'orribile scena della nave affondata con tutti i suoi\norribile scena della nave affondata con tutto l'equipaggio. Tutti questi eventi passarono\ndavanti ai miei occhi come scene di un dramma. Poi il Capitano Nemo sembr\u00f2 crescere\nenormemente, i suoi lineamenti assumere proporzioni sovrumane. Non era pi\u00f9\nnon era pi\u00f9 un mio pari, ma un uomo delle acque, il genio del mare.\n\nErano le nove e mezza. Mi tenevo la testa tra le mani per evitare che\ndi scoppiare. Chiusi gli occhi; non volevo pi\u00f9 pensare. C'era\nc'era un'altra mezz'ora da aspettare, un'altra mezz'ora di incubo, che\nche avrebbe potuto farmi impazzire.\n\nIn quel momento sentii i lontani rintocchi dell'organo, un'armonia triste\ndi un canto indefinibile, il lamento di un'anima che desidera spezzare questi\nlegami terreni. Ascoltai con tutti i sensi, respirando a stento;\nimmerso, come il Capitano Nemo, in quell'estasi musicale che lo portava in spirito alla fine della vita.\nche lo trascinava in spirito verso la fine della vita.\n\nPoi un pensiero improvviso mi terrorizz\u00f2. Il Capitano Nemo aveva lasciato la sua stanza. Era\nera nel salone, che dovevo attraversare per volare. L\u00ec lo avrei incontrato\nper l'ultima volta. Mi avrebbe visto, forse mi avrebbe parlato. Un suo gesto\nun suo gesto potrebbe distruggermi, una sola parola incatenarmi a bordo.\n\nMa il dieci stava per colpire. Era giunto il momento di lasciare la mia\nstanza e raggiungere i miei compagni.\n\nNon devo esitare, anche se il Capitano Nemo in persona dovesse sorgere davanti a me.\nme. Aprii la porta con cautela e anche allora, mentre girava sui cardini, mi sembr\u00f2 che facesse un rumore spaventoso.\ncardini, mi sembr\u00f2 che facesse un rumore terribile. Forse esisteva solo\nesisteva solo nella mia immaginazione.\n\nMi sono avvicinata alle scale buie del _Nautilus_, fermandomi a ogni gradino\nper controllare il battito del mio cuore. Raggiunsi la porta del salone e la aprii delicatamente.\naprirla delicatamente. Era immerso in una profonda oscurit\u00e0. I rintocchi dell'organo\ndell'organo risuonavano debolmente. Il capitano Nemo era l\u00ec. Non mi vide.\nIn piena luce non credo che mi avrebbe notato, tanto era completamente\nera assorbito dall'estasi.\n\nMi sono avvicinata alla moquette, evitando il minimo rumore che potesse\ntradito la mia presenza. Dopo almeno cinque minuti arrivai alla porta che si apriva sulla\nlato opposto, che dava sulla biblioteca.\n\nStavo per aprirla, quando un sospiro del Capitano Nemo mi ha inchiodato sul posto.\npunto. Sapevo che si stava alzando. Potevo anche vederlo, perch\u00e9 la luce\ndella biblioteca arrivava fino al salone. Venne verso di me\nsilenziosamente, con le braccia incrociate, scivolando come uno spettro piuttosto che\ncamminare. Il suo petto era gonfio di singhiozzi; e lo sentii mormorare queste\nqueste parole (le ultime che mi sono giunte all'orecchio):\n\n Dio onnipotente! Basta! Basta!\n\nEra una confessione di rimorso quella che sfuggiva alla coscienza di quest'uomo?\ncoscienza?\n\nDisperato, attraversai di corsa la biblioteca, salii la scala centrale e, seguendo la rampa superiore, raggiunsi la barca.\ncentrale e, seguendo la rampa superiore, raggiunsi la barca. Mi insinuai\nattraverso l'apertura che aveva gi\u00e0 accolto i miei due compagni.\n\n Andiamo! Andiamo!  Ho esclamato.\n\n Direttamente! rispose il canadese.\n\nL'orifizio nelle piastre del _Nautilus_ fu prima chiuso e poi fissato con una falsa chiave.\ncon una falsa chiave di cui Ned Land si era dotato; anche l'apertura della barca fu chiusa.\nNed Land si era procurato; anche l'apertura nella barca fu chiusa. Il canadese inizi\u00f2 a\nallentare i bulloni che ci tenevano ancora legati al battello sottomarino.\n\nAll'improvviso si sent\u00ec un rumore. Le voci si rispondevano a voce alta.\nChe cosa succedeva? Avevano scoperto il nostro volo? Sentii Ned Land\nche mi infilava un pugnale in mano.\n\n S\u00ec, mormorai, sappiamo come morire!\n\nIl canadese si era fermato nel suo lavoro. Ma una parola, ripetuta pi\u00f9 volte,\nuna parola terribile, rivel\u00f2 la causa dell'agitazione che si stava diffondendo a bordo della\ndella _Nautilus_. Non era di noi che si occupava l'equipaggio!\n\n Il maelstrom! Il maelstrom!  Poteva una parola pi\u00f9 terribile in una situazione pi\u00f9\nterribile situazione avrebbe potuto risuonare nelle nostre orecchie! Ci trovavamo allora sulla\npericolose coste della Norvegia. La _Nautilus_ stava per essere trascinata in questo\ngolfo nel momento in cui la nostra barca stava per lasciare le sue sponde? Sapevamo che\ncon la marea, le acque represse tra le isole di Ferroe e Loffoden si precipitano con irresistibile violenza.\nFerroe e Loffoden si precipitano con violenza irresistibile, formando un vortice dal quale\nda cui nessuna imbarcazione riesce a sfuggire. Da ogni punto dell'orizzonte enormi\nonde si incontravano, formando un golfo giustamente chiamato l'Ombelico dell'Oceano, il cui potere di attrazione si estende a tutta l'isola.\ndell'Oceano, il cui potere di attrazione si estende fino a una distanza di dodici miglia.\nmiglia. L\u00ec vengono sacrificate non solo le navi, ma anche le balene e gli orsi bianchi delle regioni settentrionali.\norsi bianchi provenienti dalle regioni settentrionali.\n\n\u00c8 l\u00ec che il _Nautilus_, volontariamente o involontariamente, era stato\nera stato condotto dal capitano.\n\nStava descrivendo una spirale, la cui circonferenza si riduceva per gradi.\ne la barca, che era ancora fissata al suo fianco, veniva portata avanti con velocit\u00e0\ncon una velocit\u00e0 vertiginosa. Sentivo quella strana vertigine che\nche deriva dal continuo girare a vuoto.\n\nEravamo in preda al terrore. Il nostro orrore era al culmine, la circolazione\ncircolazione si era fermata, ogni influenza nervosa era stata annientata, ed eravamo coperti di sudore freddo, come di agonia!\ndi sudore freddo, come un sudore di agonia! E che rumore intorno alla nostra fragile\ncorteccia! Che ruggiti ripetuti dall'eco a miglia di distanza! Che frastuono era\ndelle acque che si infrangono sulle rocce aguzze del fondo, dove i corpi pi\u00f9 duri vengono schiacciati e gli alberi consumati.\ncorpi pi\u00f9 duri vengono schiacciati, e gli alberi consumati, con tutta la pelliccia\ncon tutta la pelliccia, secondo l'espressione norvegese!\n\nIn che situazione ci si trova! Dondolavamo paurosamente. Il _Nautilus_\nsi difendeva come un essere umano. I suoi muscoli d'acciaio scricchiolavano.\nA volte sembrava stare in piedi, e noi con lui!\n\n Dobbiamo resistere, disse Ned, e badare ai bulloni. Potremmo ancora\nsalvarci se ci attacchiamo alla _Nautilus_.\n\nNon aveva ancora finito le parole, quando sentimmo un rumore di schianto, i bulloni cedettero e la barca, strappata dall'incavo, fu scagliata come un'onda.\ni bulloni cedettero e la barca, strappata dalla sua scanalatura, fu scagliata come un sasso da una fionda in mezzo al gorgo.\ncome un sasso da una fionda in mezzo al gorgo.\n\nLa mia testa ha sbattuto contro un pezzo di ferro, e con il violento urto ho perso\ncoscienza.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXIII\nCONCLUSIONE\n\n\nCos\u00ec si conclude il viaggio sotto i mari. Cosa accadde durante quella notte, come\ncome la barca sia sfuggita ai gorghi del vortice come Ned Land,\nConseil e io siamo usciti dal golfo, non so dirlo.\n\nMa quando ripresi conoscenza, ero sdraiato in una capanna di pescatori,\nsulle isole Loffoden. I miei due compagni, sani e salvi, mi erano vicini\ntenendomi per mano. Ci abbracciammo di cuore.\n\nIn quel momento non potevamo pensare di tornare in Francia. I mezzi di comunicazione\ncomunicazione tra il nord della Norvegia e il sud sono rari. E io\nsono costretto ad aspettare il piroscafo che parte mensilmente da Capo Nord.\nCapo Nord.\n\nE, tra le persone degne di nota che ci hanno cos\u00ec gentilmente accolto, rivedo\nil mio resoconto di queste avventure ancora una volta. Non un fatto \u00e8 stato omesso,\nnon un dettaglio esagerato. \u00c8 una narrazione fedele di questa incredibile\nspedizione in un elemento inaccessibile all'uomo, ma al quale il Progresso\nun giorno aprir\u00e0 una strada.\n\nSar\u00f2 creduto? Non lo so. E in fondo non ha molta importanza.\nQuello che ora affermo \u00e8 che ho il diritto di parlare di questi mari, sotto i quali, in meno di dieci mesi, ho attraversato 20.000 leghe in quel\nin cui, in meno di dieci mesi, ho attraversato 20.000 leghe in quel\ngiro del mondo sottomarino, che mi ha rivelato tante meraviglie.\n\nMa che ne \u00e8 stato del _Nautilus_? Ha resistito alla pressione del\ndel vortice? Il Capitano Nemo \u00e8 ancora vivo? E segue ancora\nsotto l'oceano quelle spaventose rappresaglie? O si \u00e8 fermato dopo l'ultima\nl'ultima catastrofe?\n\nUn giorno le onde porteranno a lui questo manoscritto contenente la storia della sua vita?\nstoria della sua vita? Conoscer\u00f2 mai il nome di quest'uomo? Il vascello\nnave scomparsa ci dir\u00e0 con la sua nazionalit\u00e0 quella del Capitano Nemo?\n\nLo spero. E spero anche che il suo potente vascello abbia conquistato il\nmare nel suo golfo pi\u00f9 terribile, e che il _Nautilus_ sia sopravvissuto\ndove tanti altri vascelli sono andati perduti! Se \u00e8 cos\u00ec, se il Capitano Nemo\nabita ancora l'oceano, il suo paese d'adozione, che l'odio si plachi\nin quel cuore selvaggio! Che la contemplazione di tante meraviglie\nspegnere per sempre lo spirito di vendetta! Che il giudice scompaia\ne il filosofo continuare l'esplorazione pacifica del mare! Se il suo\nse il suo destino \u00e8 strano, \u00e8 anche sublime. Non l'ho forse capito\nio stesso? Non ho vissuto dieci mesi di questa vita innaturale? E alla domanda\ndomanda posta dall'Ecclesiaste tremila anni fa: \"Ci\u00f2 che \u00e8 lontano e profondo\nlontano e molto profondo, chi lo pu\u00f2 scoprire?\noggi viventi hanno il diritto di dare una risposta\n\nCAPITAN NEMO E IO."},{"titolo":"Una principessa di Marte","autore":"Edgar Rice Burroughs","categoria":"Fantascienza","contenuto":"PREMESSA\n\n\nAl lettore di quest'opera:\n\n\nNel sottoporvi lo strano manoscritto del Capitano Carter in forma di libro,\ncredo che alcune parole relative a questa straordinaria personalit\u00e0 saranno\ndi interesse.\n\nIl mio primo ricordo del capitano Carter riguarda i pochi mesi che trascorse a casa di mio padre in Virginia, poco prima dell'inizio della guerra civile.\na casa di mio padre in Virginia, poco prima dell'inizio della guerra civile.\nguerra civile. Ero un bambino di soli cinque anni, ma ricordo bene l'uomo alto, scuro, dal viso liscio e atletico che chiamavo zio Carter.\nuomo alto, scuro, dalla faccia liscia e atletica che chiamavo zio Jack.\n\nSembrava che ridesse sempre; e partecipava agli sport dei bambini con lo stesso buonumore che dimostrava nei confronti di quelli che\nbambini con lo stesso buonumore che dimostrava nei confronti di quei\npassatempi che gli uomini e le donne della sua et\u00e0 si concedevano; oppure si sedeva per un'ora a intrattenere la mia vecchia nonna con\no si sedeva per un'ora alla volta a intrattenere la mia vecchia nonna con\nstorie della sua strana e selvaggia vita in tutte le parti del mondo. Tutti noi\ntutti noi lo amavamo e i nostri schiavi adoravano la terra che calpestava.\n\nEra uno splendido esemplare di virilit\u00e0, che superava di due centimetri il metro e ottanta, largo di spalle e stretto di fianchi, con un portamento da uomo.\nun metro e ottanta, largo di spalle e stretto di fianchi, con il portamento di un uomo\nuomo addestrato al combattimento. I suoi lineamenti erano regolari e netti, i capelli neri e ben tagliati.\ncapelli neri e ben tagliati, mentre gli occhi erano di un grigio acciaio,\nd'acciaio, che riflettevano un carattere forte e leale, pieno di fuoco e di iniziativa.\niniziativa. I suoi modi erano perfetti e la sua cortesia era quella di un tipico gentiluomo del Sud del pi\u00f9 alto tipo.\ntipico gentiluomo del sud del pi\u00f9 alto tipo.\n\nLa sua abilit\u00e0 a cavallo, soprattutto con i segugi, era una meraviglia e un piacere\nanche in quel paese di magnifici cavalieri. Ho sentito spesso mio padre\nmio padre lo ammoniva contro la sua selvaggia spericolatezza, ma lui si limitava a ridere e a dire che il capitombolo che lo avrebbe ucciso sarebbe stato\nridere e dire che il capitombolo che l'avrebbe ucciso sarebbe stato fatto dalla schiena di un\ndi un cavallo non ancora scalzato.\n\nQuando scoppi\u00f2 la guerra ci lasci\u00f2, e non lo rividi per circa quindici o sedici anni.\nquindici o sedici anni. Quando torn\u00f2 fu senza preavviso e\nfui molto sorpreso nel constatare che non era invecchiato apparentemente un attimo,\nn\u00e9 era cambiato in nessun altro aspetto esteriore. Era, quando c'erano altri\ncon lui, lo stesso tipo geniale e felice che avevamo conosciuto in passato, ma quando si sentiva solo\nquando pensava di essere solo, l'ho visto sedersi per ore a guardare nel\nil suo volto in uno sguardo di malinconica nostalgia e di miseria senza speranza;\ne di notte si sedeva cos\u00ec a guardare il cielo, verso ci\u00f2 che io\nnon sapevo fino a quando non ho letto il suo manoscritto anni dopo.\n\nCi ha raccontato di aver svolto attivit\u00e0 di prospezione e di estrazione mineraria in Arizona per un periodo\ndalla guerra e che aveva avuto molto successo, come dimostra la quantit\u00e0 illimitata di denaro\nche aveva avuto molto successo, come dimostra la quantit\u00e0 illimitata di denaro di cui era stato rifornito.\nPer quanto riguarda i dettagli della sua vita durante questi anni, era molto reticente,\nanzi, non ne parlava affatto.\n\nRimase con noi per circa un anno e poi and\u00f2 a New York, dove acquist\u00f2 una piccola casa sull'Hudson.\nacquist\u00f2 una piccola casa sull'Hudson, dove andavo a trovarlo una volta all'anno in occasione dei miei viaggi al mercato di New York.\nuna volta all'anno in occasione dei miei viaggi al mercato di New York.\nmio padre e io possedevamo e gestivamo una serie di negozi di generi alimentari in tutta la Virginia.\nVirginia in quel periodo. Il capitano Carter aveva un piccolo ma bellissimo cottage,\nsituato su una scogliera che domina il fiume e durante una delle mie ultime visite, nell'inverno del 1885.\nvisite, nell'inverno del 1885, ho notato che era molto occupato a\na scrivere, presumo ora, su questo manoscritto.\n\nIn quell'occasione mi disse che, se gli fosse successo qualcosa, desiderava che mi occupassi della sua\nche mi occupassi del suo patrimonio e mi diede la chiave di uno scomparto della cassaforte\ndella cassaforte che si trovava nel suo studio, dicendomi che avrei trovato il suo testamento\ne alcune istruzioni personali che mi ha chiesto di impegnarmi a\ndi eseguire con assoluta fedelt\u00e0.\n\nDopo essermi ritirata per la notte, l'ho visto dalla mia finestra\nal chiaro di luna sull'orlo della scogliera che domina l'Hudson, con le braccia tese al cielo come in un appello.\nHudson con le braccia tese verso il cielo come in un appello.\nIn quel momento ho pensato che stesse pregando, anche se non ho mai capito se lo stesse facendo in senso stretto.\nche fosse un uomo religioso in senso stretto.\n\nDiversi mesi dopo il mio ritorno a casa dall'ultima visita, il primo marzo del 1886, credo\nmarzo 1886, credo, ricevetti un telegramma da parte sua che mi chiedeva di\nvenire subito da lui. Ero sempre stata la sua preferita tra le giovani generazioni di\ngenerazione dei Carter e quindi mi affrettai a soddisfare la sua richiesta.\n\nArrivai alla piccola stazione, a circa un miglio dal suo terreno, la mattina del 4 marzo 1886.\nmattina del 4 marzo 1886, e quando chiesi all'uomo della livrea di accompagnarmi dal Capitano Carter\nCarter, mi rispose che se ero un amico del Capitano, aveva brutte notizie per me.\nCapitano aveva brutte notizie per me; il Capitano era stato trovato morto poco dopo l'alba di quella stessa mattina.\nera stato trovato morto poco dopo l'alba di quella stessa mattina dal guardiano\ndi una propriet\u00e0 adiacente.\n\nPer qualche motivo questa notizia non mi sorprese, ma mi affrettai ad andare a casa sua il pi\u00f9 presto possibile, in modo da potermi occupare del corpo.\na casa sua il pi\u00f9 rapidamente possibile, in modo da potermi occupare della salma e dei suoi affari.\ne dei suoi affari.\n\nHo trovato il guardiano che lo aveva scoperto, insieme al capo della polizia locale e a diversi cittadini, riuniti nel suo piccolo studio.\ncapo della polizia locale e alcuni cittadini, riuniti nel suo piccolo studio.\nIl guardiano ha raccontato i pochi dettagli legati al ritrovamento del corpo, che a suo dire era ancora caldo quando l'ha trovato.\ncorpo, che, a suo dire, era ancora caldo quando l'ha trovato. Giaceva,\ngiaceva disteso a figura intera sulla neve con le braccia tese sopra la testa\nsopra la testa verso il bordo della scogliera e quando mi ha mostrato il punto mi \u00e8 balzato agli occhi che\nmi balz\u00f2 agli occhi che era lo stesso identico punto in cui l'avevo visto le altre notti, con il suo\nin quelle altre notti, con le braccia alzate in segno di supplica verso il cielo.\ncielo.\n\nNon c'erano segni di violenza sul corpo e, con l'aiuto di un medico locale, la giuria del coroner ha rapidamente deciso per la morte.\nmedico locale, la giuria del coroner ha rapidamente stabilito la morte per\nper insufficienza cardiaca. Rimasta da sola nello studio, aprii la cassaforte e\ne prelevai il contenuto del cassetto in cui mi aveva detto che avrei trovato le mie\nistruzioni. Erano in parte particolari, ma le ho seguite nei minimi dettagli come\nle ho seguite nei minimi dettagli nel modo pi\u00f9 fedele possibile.\n\nMi ordin\u00f2 di trasportare il suo corpo in Virginia senza imbalsamarlo e\nche fosse deposto in una bara aperta all'interno di una tomba che aveva fatto costruire in precedenza e che, come venni a sapere in seguito, era ben ventilata.\ncostruito e che, come seppi in seguito, era ben ventilata. Le istruzioni\nistruzioni mi imponevano di assicurarmi personalmente che tutto ci\u00f2 venisse\nche questo venisse eseguito come da lui prescritto, anche in segreto se necessario.\n\nLa sua propriet\u00e0 fu lasciata in modo che io ricevessi l'intera rendita per venticinque anni, quando il capitale sarebbe diventato mio.\nreddito per venticinque anni, quando il capitale sarebbe diventato mio.\nLe sue ulteriori istruzioni riguardavano questo manoscritto che avrei dovuto\nche avrei dovuto conservare sigillato e non letto, cos\u00ec come l'avevo trovato, per undici anni; e non avrei dovuto divulgarne il contenuto fino a quando\nnon avrei dovuto divulgarne il contenuto fino a ventuno anni dopo la sua morte.\n\nUna strana caratteristica della tomba, dove giace ancora il suo corpo, \u00e8 che la massiccia porta \u00e8 dotata di un'unica, enorme molla dorata.\nla massiccia porta \u00e8 dotata di un'unica, enorme serratura a molla placcata oro\nd'oro che pu\u00f2 essere aperta solo dall'interno.\n\nCordiali saluti,\nEdgar Rice Burroughs.\n\n\n\n\nCAPITOLO I\nSULLE COLLINE DELL'ARIZONA\n\n\nSono un uomo molto vecchio; quanto vecchio non lo so. Forse ho cento anni,\nforse di pi\u00f9; ma non posso dirlo perch\u00e9 non sono mai invecchiato come gli altri uomini\nuomini, n\u00e9 ricordo alcuna infanzia. Per quanto posso ricordare, sono sempre stato un uomo.\nsempre stato un uomo, un uomo di circa trent'anni. Oggi appaio come quaranta e pi\u00f9 anni fa\nanni e pi\u00f9 fa, eppure sento che non posso continuare a vivere per sempre;\nche un giorno morir\u00f2 di quella vera morte da cui non c'\u00e8\nresurrezione. Non so perch\u00e9 dovrei temere la morte, io che sono morto due volte e sono ancora vivo.\ndue volte e sono ancora vivo; eppure ne ho lo stesso orrore di voi che non siete mai morti.\nche non siete mai morti, ed \u00e8 per questo terrore della morte, credo, che sono cos\u00ec convinto di\n\u00e8 per questo terrore della morte, credo, che sono cos\u00ec convinto della mia mortalit\u00e0.\n\nE per questa convinzione ho deciso di scrivere la storia\nstoria dei periodi interessanti della mia vita e della mia morte. Non posso\nnon posso spiegare i fenomeni; posso solo riportare qui, con le parole di un comune soldato di\nun comune soldato di ventura, la cronaca degli strani avvenimenti che mi\nche mi sono accaduti durante i dieci anni in cui il mio corpo giaceva in una grotta dell'Arizona.\ngrotta dell'Arizona.\n\nNon ho mai raccontato questa storia, n\u00e9 un uomo mortale vedr\u00e0 questo manoscritto\nsolo dopo il mio passaggio all'eternit\u00e0. So che la mente umana media\nmente umana non creder\u00e0 a ci\u00f2 che non riesce ad afferrare, e quindi non ho intenzione di essere\nnon ho intenzione di essere messo alla gogna dal pubblico, dal pulpito e dalla stampa, n\u00e9 di essere\ne dalla stampa, e di essere additato come un colossale bugiardo quando sto solo dicendo le semplici verit\u00e0\nche un giorno la scienza confermer\u00e0. Forse i suggerimenti\nche ho acquisito su Marte, e le conoscenze che posso riportare in questa\nquesta cronaca, contribuiranno a una pi\u00f9 rapida comprensione dei misteri del pianeta\ndel nostro pianeta gemello; misteri per voi, ma non pi\u00f9 per me.\n\nIl mio nome \u00e8 John Carter; sono meglio conosciuto come il Capitano Jack Carter della\nVirginia. Alla fine della Guerra Civile mi sono ritrovato in possesso di\ndiverse centinaia di migliaia di dollari (confederati) e di un incarico di capitano\ndi cavalleria di un esercito che non esisteva pi\u00f9; al servizio di uno Stato che era scomparso.\ndi uno Stato che era scomparso con le speranze del Sud.\nSenza padrone, senza un soldo e con il mio unico mezzo di sostentamento, il combattimento,\ndi vita, il combattimento, decisi di dirigermi verso il sud-ovest e di tentare di\ndi recuperare le mie fortune cadute alla ricerca dell'oro.\n\nHo trascorso quasi un anno a fare prospezioni in compagnia di un altro ufficiale confederato, il capitano James K. Powell di Richmond.\nufficiale confederato, il capitano James K. Powell di Richmond. Siamo stati estremamente\nfortunati, perch\u00e9 nel tardo inverno del 1865, dopo molte difficolt\u00e0 e privazioni, trovammo la pi\u00f9 straordinaria vena di quarzo aurifera.\nprivazioni, trovammo la pi\u00f9 straordinaria vena aurifera di quarzo\nche i nostri sogni pi\u00f9 sfrenati avessero mai immaginato. Powell, che era un ingegnere minerario\nPowell, che era un ingegnere minerario di formazione, afferm\u00f2 che avevamo scoperto pi\u00f9 di un milione di dollari di minerale\ndi dollari in poco pi\u00f9 di tre mesi.\n\nDato che la nostra attrezzatura era estremamente grezza, decidemmo che uno di noi\ndi tornare alla civilt\u00e0, acquistare i macchinari necessari e tornare con\ne tornare con una forza sufficiente di uomini per lavorare la miniera.\n\nDato che Powell conosceva bene il paese e i requisiti meccanici dell'attivit\u00e0 mineraria, decidemmo che sarebbe stato meglio che fosse lui ad occuparsi del progetto.\ndi estrazione mineraria, decidemmo che sarebbe stato meglio che fosse lui ad\nviaggio. Era stato deciso che io avrei tenuto la nostra concessione contro la possibilit\u00e0\ncontro la remota possibilit\u00e0 che venisse saltata da qualche cercatore\ncercatore errante.\n\nIl 3 marzo 1866, Powell e io caricammo le sue provviste su due dei nostri burros.\ne, salutandomi, mont\u00f2 a cavallo e si avvi\u00f2 lungo il pendio della montagna verso la valle.\nverso la valle, attraverso la quale si svolgeva la prima tappa del suo viaggio.\nviaggio.\n\nLa mattina della partenza di Powell era, come quasi tutte le mattine dell'Arizona, limpida e bellissima.\nmattine dell'Arizona, limpida e bella; potevo vedere lui e i suoi piccoli animali da soma che scendevano\nanimali da soma che si facevano strada lungo il fianco della montagna verso la valle, e\nDurante tutta la mattinata li vedevo di tanto in tanto quando\ndi loro quando superavano un dorso di maiale o sbucavano su un altopiano. L'ultima volta che ho visto\nPowell \u00e8 stato verso le tre del pomeriggio, quando \u00e8 entrato nell'ombra della\ndella catena montuosa sul lato opposto della valle.\n\nMezz'ora pi\u00f9 tardi mi capit\u00f2 di dare un'occhiata casuale alla valle e fui molto sorpreso di notare tre piccoli punti\ne fui molto sorpreso di notare tre piccoli punti pi\u00f9 o meno nello stesso\nstesso punto in cui avevo visto per l'ultima volta il mio amico e i suoi due animali da soma. Non sono\nnon sono portato a preoccuparmi inutilmente, ma pi\u00f9 cercavo di convincere me stesso\nche tutto andava bene per Powell e che i puntini che avevo visto sulle sue tracce erano\nche i puntini che avevo visto sulle sue tracce fossero antilopi o cavalli selvaggi, meno riuscivo a rassicurarmi.\nme stesso.\n\nDa quando eravamo entrati nel territorio non avevamo visto un indiano ostile,\ne quindi eravamo diventati estremamente imprudenti e ci divertivamo a ridicolizzare le storie che avevamo sentito\nridicolizzare le storie che avevamo sentito sul gran numero di questi feroci\npredoni che si supponeva infestassero i sentieri, facendo pagare il loro tributo di vite e di\nvite e di torture di ogni gruppo di bianchi che cadeva nelle loro spietate\nspietate grinfie.\n\nPowell, lo sapevo, era ben armato e, inoltre, un esperto combattente indiano.\nma anch'io avevo vissuto e combattuto per anni tra i Sioux del Nord e sapevo che le sue possibilit\u00e0 erano minime contro un gruppo di indiani.\nNord, e sapevo che le sue possibilit\u00e0 erano ridotte contro un gruppo di\nastuti Apache che lo seguivano. Alla fine non riuscii pi\u00f9 a sopportare la suspense\ne, armandomi dei miei due revolver Colt e di una carabina, mi\ndue cinture di cartucce e, preso il mio cavallo da sella,\ne mi avviai lungo il sentiero percorso da Powell al mattino.\n\nNon appena raggiunsi un terreno relativamente pianeggiante, spinsi la mia cavalcatura al canterello e continuai a farlo quando la strada lo permetteva.\nal galoppo e continuai, quando la strada lo permetteva, fino a quando, verso l'imbrunire, scoprii il punto in cui altre tracce si univano a quelle di Powell.\nfino a quando, verso l'imbrunire, scoprii il punto in cui altre tracce si univano a quelle di Powell.\nErano le tracce di tre pony non ferrati, che stavano galoppando.\nerano al galoppo.\n\nSeguii rapidamente fino a quando, con il calare delle tenebre, fui costretto ad attendere il sorgere della luna e mi fu data l'opportunit\u00e0 di fare ipotesi sul\nil sorgere della luna, e mi fu data l'opportunit\u00e0 di speculare sulla\nsulla saggezza del mio inseguimento. Forse avevo evocato pericoli impossibili, come\npericoli impossibili, come una vecchia casalinga nervosa, e che quando avrei raggiunto Powell\nraggiungere Powell mi sarei fatta una bella risata per le mie fatiche. Tuttavia, non sono\nnon sono incline alla sensibilit\u00e0 e seguire il senso del dovere,\novunque mi conduca, \u00e8 sempre stato una specie di feticcio per me.\nper tutta la vita; il che pu\u00f2 spiegare le onorificenze conferitemi da tre repubbliche e le decorazioni\ntre repubbliche e le decorazioni e le amicizie di un vecchio e potente imperatore e di diversi re minori.\ne potente imperatore e di diversi re minori, al cui servizio la mia spada \u00e8 stata pi\u00f9 volte\n\u00e8 stata pi\u00f9 volte rossa.\n\nVerso le nove la luna era sufficientemente luminosa da permettermi di procedere\ne non ebbi difficolt\u00e0 a seguire il sentiero a passo spedito e, in alcuni punti, al trotto.\na piedi e, in alcuni punti, al trotto, finch\u00e9, verso mezzanotte, raggiunsi la pozza d'acqua dove Powell si aspettava di accamparsi.\nfino a quando, verso mezzanotte, raggiunsi la pozza d'acqua dove Powell aveva previsto di accamparsi. Mi sono imbattuto\ninaspettatamente il luogo, trovandolo completamente deserto, senza alcun segno di\nsegni di essere stato occupato di recente come accampamento.\n\nMi interess\u00f2 notare che le tracce dei cavalieri inseguitori, perch\u00e9 ormai ero convinto che fossero tali, continuavano dopo Powell\nche erano tali, continuava dopo Powell, con solo una breve sosta alla buca per l'acqua.\nsolo una breve sosta alla buca per l'acqua; e sempre alla stessa velocit\u00e0 di\nvelocit\u00e0 della sua.\n\nOrmai ero certo che i rimorchiatori fossero Apache e che volessero catturare Powell vivo per\ncatturare Powell vivo per il diabolico piacere della tortura, cos\u00ec\ncos\u00ec spronai il mio cavallo a un'andatura pericolosa, sperando contro ogni speranza\ndi raggiungere i furfanti rossi prima che lo attaccassero.\n\nUlteriori speculazioni vennero improvvisamente interrotte dal flebile segnale di due\nspari davanti a me. Sapevo che Powell avrebbe avuto bisogno di me, se mai ne avesse avuto bisogno,\ne spinsi immediatamente il mio cavallo alla massima velocit\u00e0 lungo lo stretto e difficile sentiero di montagna.\ne difficile sentiero di montagna.\n\nAvevo proseguito per circa un chilometro o pi\u00f9 senza sentire altri rumori, quando all'improvviso il sentiero si dirott\u00f2 su un altopiano aperto.\nquando il sentiero improvvisamente si dirott\u00f2 su un piccolo altopiano aperto vicino alla cima del passo.\naperto vicino alla cima del passo. Avevo attraversato una stretta gola a strapiombo prima di entrare\ngola, poco prima di entrare all'improvviso in questo pianoro, e la vista che si present\u00f2 ai miei occhi mi riemp\u00ec di costernazione.\nche si present\u00f2 ai miei occhi mi riemp\u00ec di costernazione e sgomento.\n\nLa piccola striscia di terra pianeggiante era bianca di tepee indiani, e probabilmente c'erano mezzo migliaio di guerrieri rossi\nProbabilmente c'erano mezzo migliaio di guerrieri rossi raggruppati intorno a qualche\noggetto vicino al centro dell'accampamento. La loro attenzione era talmente\ntutta concentrata su questo punto d'interesse che non mi notarono, e io avrei potuto facilmente\navrei potuto facilmente tornare indietro negli oscuri recessi della gola e\nfuga in perfetta sicurezza. Il fatto, per\u00f2, che questo\npensiero mi sia venuto in mente solo il giorno successivo, elimina ogni\ndiritto a una pretesa di eroismo che la narrazione di questo episodio potrebbe\nepisodio potrebbe altrimenti darmi diritto.\n\nNon credo di essere fatto della materia che costituisce gli eroi,\nperch\u00e9, in tutte le centinaia di casi in cui le mie azioni volontarie mi hanno messo\nmi hanno messo faccia a faccia con la morte, non ne ricordo uno solo\nin cui mi sia venuto in mente un passo alternativo a quello che ho fatto fino a molte ore dopo.\nore dopo. La mia mente \u00e8 evidentemente costituita in modo tale che sono\ninconsciamente costretto a imboccare la strada del dovere senza ricorrere a\nfaticosi processi mentali. Comunque sia, non ho mai rimpianto che la vigliaccheria non sia un'opzione\nche la codardia non sia un optional per me.\n\nIn questo caso ero certo che Powell fosse il centro di attrazione.\ndi attrazione, ma non so se sia stato io a pensare o ad agire per primo, ma\nNel giro di un istante dal momento in cui la scena si \u00e8 presentata alla mia vista avevo\navevo tirato fuori i miei revolver e stavo caricando sull'intero esercito di guerrieri, sparando rapidamente e\nguerrieri, sparando rapidamente e urlando a squarciagola.\nDa solo, non avrei potuto seguire una tattica migliore, perch\u00e9 gli uomini rossi,\nconvinti, per l'improvvisa sorpresa, che non meno di un reggimento di regolari fosse\nche non meno di un reggimento di regolari era su di loro, si voltarono e fuggirono in tutte le direzioni per cercare i loro archi, frecce e fucili,\nfrecce e fucili.\n\nLa vista che il loro percorso frettoloso rivelava mi riempiva di\napprensione e di rabbia. Sotto i limpidi raggi della luna dell'Arizona\nPowell, con il corpo irto delle frecce ostili dei coraggiosi.\ncoraggiosi. Non potevo che essere convinto che fosse gi\u00e0 morto, eppure\navrei salvato il suo corpo dalla mutilazione per mano degli Apaches\ncon la stessa rapidit\u00e0 con cui avrei salvato l'uomo dalla morte.\n\nCavalcando vicino a lui, scesi dalla sella e, afferrando la sua cintura di cartucce, lo tirai su attraverso il garrese della mia cavalcatura.\ncintura delle cartucce e lo tirai su attraverso il garrese della mia cavalcatura. Un'occhiata all'indietro\nuno sguardo all'indietro mi convinse che tornare indietro per la strada che avevo percorso sarebbe stato pi\u00f9\npi\u00f9 rischioso che continuare ad attraversare l'altopiano, cos\u00ec, mettendo gli speroni alla mia povera\npovera bestia, mi precipitai verso l'apertura del passo che potevo\nche riuscivo a distinguere sul lato opposto dell'altopiano.\n\nGli indiani avevano ormai scoperto che ero solo e mi inseguirono con imprecazioni\ne mi inseguirono con imprecazioni, frecce e palle di fucile. Il fatto che sia difficile\n\u00e8 difficile mirare con precisione al chiaro di luna, se non con le imprecazioni,\nche erano sconvolti dal modo improvviso e inaspettato del mio arrivo,\ne che ero un bersaglio che si muoveva piuttosto rapidamente, mi ha salvato dai vari\nproiettili mortali del nemico e mi permise di raggiungere le ombre delle cime circostanti prima che\ndelle cime circostanti prima che si potesse organizzare un inseguimento ordinato.\n\nIl mio cavallo viaggiava praticamente senza guida, perch\u00e9 sapevo di avere una conoscenza\nprobabilmente meno di lui la conoscenza dell'esatta posizione del sentiero per il passo.\ne cos\u00ec accadde che entr\u00f2 in un ciglio che portava alla cima della catena e non al passo che avevo sperato\ncima della catena e non al passo che speravo mi portasse a valle e in sicurezza.\nche mi avrebbe portato a valle e al sicuro. \u00c8 probabile, tuttavia, che a questo fatto\na questo fatto devo la mia vita e le notevoli esperienze e avventure che mi\nche mi sono capitate nei dieci anni successivi.\n\nLa prima volta che mi accorsi di essere sulla pista sbagliata fu quando sentii le urla dei selvaggi che mi inseguivano\nurla dei selvaggi che mi inseguivano si sono improvvisamente affievolite, lontano\nalla mia sinistra.\n\nSapevo allora che erano passati a sinistra della formazione rocciosa frastagliata\nformazione rocciosa frastagliata ai margini dell'altopiano, alla destra della quale il mio cavallo\naveva portato me e il corpo di Powell.\n\nMi sono fermato su un piccolo promontorio pianeggiante che dominava il sentiero sottostante e alla mia\ne alla mia sinistra, e vidi il gruppo di selvaggi all'inseguimento sparire\nintorno alla punta di un picco vicino.\n\nSapevo che gli indiani avrebbero presto scoperto di essere sulla pista sbagliata e che la ricerca di me si sarebbe rinnovata\ne che la ricerca di me sarebbe ripresa nella giusta direzione non appena\ndirezione non appena avessero individuato le mie tracce.\n\nAvevo percorso solo un breve tratto quando si apr\u00ec quello che sembrava essere un\neccellente sentiero che si apriva intorno alla parete di un'alta scogliera. Il sentiero\nera pianeggiante e abbastanza ampio e conduceva verso l'alto e nella direzione generale in cui volevo\ndirezione in cui volevo andare. La scogliera si ergeva per diverse centinaia di metri alla mia destra e\nalla mia sinistra c'era un salto uguale e quasi perpendicolare fino al fondo di un\nun burrone roccioso.\n\nAvevo seguito questo sentiero per un centinaio di metri, quando una brusca svolta a destra mi port\u00f2 all'imboccatura di una grande grotta.\na destra mi port\u00f2 all'imboccatura di una grande grotta. L'apertura era\ncirca un metro e mezzo di altezza e un metro e mezzo di larghezza.\napertura il sentiero terminava.\n\nEra ormai mattina e, con la consueta mancanza dell'alba, caratteristica sorprendente dell'Arizona, era diventato quasi giorno.\ncaratteristica sorprendente dell'Arizona, era diventato giorno quasi\nsenza preavviso.\n\nSmontando, posai Powell a terra, ma l'esame pi\u00f9 accurato non rivel\u00f2 la minima scintilla di vita.\nesame non riusc\u00ec a rivelare la pi\u00f9 debole scintilla di vita. Ho infilato l'acqua della mia borraccia\ndalla mia borraccia tra le sue labbra morte, gli bagnai il viso e gli strofinai le mani, lavorando ininterrottamente su di lui per quasi un'ora.\nmani, lavorando su di lui ininterrottamente per quasi un'ora, nonostante sapessi che\nper quasi un'ora, pur sapendo che era morto.\n\nEro molto affezionato a Powell; era un uomo a tutti gli effetti, un gentiluomo del Sud\nun raffinato gentiluomo del sud; un amico convinto e sincero; ed \u00e8 stato con\ncon un sentimento di profondissimo dolore che alla fine ho rinunciato ai miei rozzi\ntentativi di rianimazione.\n\nLasciando il corpo di Powell sulla sporgenza, mi sono infilato nella grotta per\nper fare una ricognizione. Ho trovato una grande camera, forse di trenta o quaranta metri di\ndiametro e trenta o quaranta piedi di altezza; un pavimento liscio e ben consumato\npavimento liscio e ben consumato, e molte altre prove che la grotta era stata, in qualche\nremota, era stata abitata. La parte posteriore della grotta era cos\u00ec persa in una fitta\nd'ombra, tanto che non riuscivo a distinguere se ci fossero o meno delle aperture per\naltri appartamenti o meno.\n\nMentre continuavo il mio esame ho cominciato a sentire una piacevole\nsonnolenza, che attribuii alla fatica della lunga e faticosa cavalcata e alla reazione all'eccitazione della\nlunga e faticosa cavalcata e alla reazione all'eccitazione del combattimento e dell'inseguimento.\ncombattimento e dell'inseguimento. Mi sentivo relativamente al sicuro nella mia posizione\nsapevo che un solo uomo avrebbe potuto difendere il sentiero per la grotta da un esercito.\nesercito.\n\nBen presto mi assopii a tal punto da non riuscire a resistere al forte desiderio di gettarmi sul pavimento della grotta per\ndi gettarmi sul pavimento della grotta per riposare qualche istante, ma sapevo che non sarebbe stato possibile\nsapevo che non sarebbe stato possibile, perch\u00e9 avrebbe significato una morte certa per mano dei miei\ndei miei amici rossi, che avrebbero potuto raggiungermi da un momento all'altro. Con uno sforzo\ncon uno sforzo mi avviai verso l'apertura della grotta, ma mi accasciai ubriaco contro una parete laterale.\ncontro una parete laterale e da l\u00ec scivolare prono sul pavimento.\n\n\n\n\nCAPITOLO II\nLA FUGA DEI MORTI\n\n\nUn senso di delizioso sogno mi invase, i miei muscoli si rilassarono e stavo per cedere al mio desiderio di dormire, quando il suono di una canzone\nstavo per cedere al mio desiderio di dormire, quando il rumore dei cavalli in arrivo\ncavalli in avvicinamento mi giunse alle orecchie. Tentai di alzarmi in piedi\nma scoprii con orrore che i miei muscoli si rifiutavano di rispondere alla mia volont\u00e0.\nvolont\u00e0. Ora ero completamente sveglio, ma incapace di muovere un muscolo come se fossi diventato di pietra.\ncome se fossi diventato di pietra. Fu allora che, per la prima volta, notai un leggero vapore\nun leggero vapore che riempiva la grotta. Era estremamente tenue e si notava solo\nsolo contro l'apertura che portava alla luce del giorno. Mi giunse anche\nalle mie narici un odore leggermente pungente e potevo solo supporre di essere stato\ndi essere stato sopraffatto da qualche gas velenoso, ma perch\u00e9 mai avrei dovuto conservare le mie\nfacolt\u00e0 mentali e non potermi muovere, non riuscivo a capire.\n\nMi sdraiai di fronte all'apertura della grotta e dove potevo vedere il breve tratto di sentiero che si trovava tra la grotta e la curva della falesia.\nbreve tratto di sentiero che si trovava tra la grotta e la curva del dirupo\nintorno al quale il sentiero conduceva. Il rumore dei cavalli in avvicinamento era\ncessato e ritenevo che gli indiani si stessero avvicinando furtivamente a me lungo il\nla piccola sporgenza che conduceva alla mia tomba vivente. Ricordo che speravo\nche si occupassero di me in breve tempo, dato che non mi piaceva particolarmente il pensiero\npensiero delle innumerevoli cose che avrebbero potuto farmi, se lo spirito\nspirito li avesse spinti.\n\nNon dovetti aspettare molto prima che un suono furtivo mi avvertisse della loro vicinanza.\ne poi un volto coperto da una cuffia da guerra e coperto di vernice fu spinto con cautela\ncautamente dietro la spalla della scogliera e gli occhi selvaggi guardarono\nnel mio. Ero certo che potesse vedermi nella luce fioca della grotta, perch\u00e9 il sole del primo mattino stava calando a picco.\nperch\u00e9 il sole del primo mattino cadeva su di me attraverso l'apertura.\n\nIl tipo, invece di avvicinarsi, si limit\u00f2 a rimanere in piedi e a fissarlo, con gli occhi sporgenti e la mascella\nocchi sporgenti e la mascella abbassata. Poi apparve un'altra faccia selvaggia, e\nun terzo e un quarto e un quinto, che allungavano il collo sopra le spalle dei loro\ndei loro compagni che non riuscivano a passare sullo stretto cornicione. Ogni volto\nera l'immagine dello stupore e della paura, ma per quale motivo non lo sapevo,\nn\u00e9 lo seppi fino a dieci anni dopo. Che ci fossero altri\naltri coraggiosi dietro a quelli che mi guardavano, era evidente dal fatto che i leader\ncapi passavano parole sussurrate a quelli dietro di loro.\n\nImprovvisamente un basso ma distinto lamento si lev\u00f2 dai recessi della grotta dietro di me.\ngrotta alle mie spalle e, quando giunse alle orecchie degli indiani, questi si voltarono e fuggirono terrorizzati, in preda al panico.\nsi voltarono e fuggirono terrorizzati, presi dal panico. I loro sforzi per sfuggire all'invisibile\nfrenetici i loro sforzi per sfuggire alla cosa invisibile dietro di me che uno dei\ncoraggiosi fu scaraventato a capofitto dalla rupe sulle rocce sottostanti. Le loro\ngrida selvagge riecheggiarono nel canyon per un breve periodo, poi tutto fu di nuovo\nancora una volta immobile.\n\nIl suono che li aveva spaventati non si era ripetuto, ma era stato\nsufficiente per iniziare a speculare sul possibile orrore\nche si nascondeva nell'ombra alle mie spalle. La paura \u00e8 un termine relativo e quindi\nPosso misurare le mie sensazioni in quel momento solo in base a ci\u00f2 che avevo sperimentato\nin precedenti situazioni di pericolo e da quelle che ho attraversato in seguito.\nma posso dire senza vergogna che se le sensazioni che provai nei minuti successivi\nnei minuti successivi erano paura, allora che Dio aiuti il codardo,\nperch\u00e9 la codardia \u00e8 sicuramente la sua stessa punizione.\n\nEssere tenuti paralizzati, con le spalle rivolte verso un orribile e sconosciuto\npericolo, al cui suono i feroci guerrieri apache si trasformano in\nin una fuga selvaggia, come un gregge di pecore fuggirebbe da un branco di lupi, mi sembra l'ultima parola in fatto di spaventose\nlupi, mi sembra l'ultima parola in fatto di terribili situazioni per un uomo\nche era abituato a lottare per la propria vita con tutta l'energia di un fisico potente.\nun fisico potente.\n\nPi\u00f9 volte mi \u00e8 sembrato di sentire dietro di me dei deboli rumori come di qualcuno che\nma alla fine anche questi cessarono e fui lasciato alla contemplazione della mia posizione senza\nalla contemplazione della mia posizione senza interruzioni. Potevo solo\nvagamente la causa della mia paralisi, e la mia unica speranza era che passasse\nsperanza che passasse all'improvviso come era caduta su di me.\n\nNel tardo pomeriggio il mio cavallo, che era rimasto in piedi con la\ngrotta, si avvi\u00f2 lentamente lungo il sentiero, evidentemente in cerca di cibo e acqua.\nin cerca di cibo e acqua, e rimasi da solo con il mio misterioso\nmisterioso compagno sconosciuto e con il corpo morto del mio amico, che giaceva a portata di\ndi vista sulla sporgenza dove l'avevo posato la mattina presto.\nmattina.\n\nDa quel momento fino a mezzanotte circa tutto fu silenzio, il silenzio dei morti.\nmorti; poi, all'improvviso, il terribile gemito del mattino si infranse sulle mie\norecchie sbigottite, e dalle ombre nere giunse di nuovo il suono di\nun oggetto in movimento e un lieve fruscio come di foglie morte. Lo shock per il mio\nsistema nervoso gi\u00e0 sovraffaticato fu terribile all'estremo, e\ncon uno sforzo sovrumano mi sforzai di rompere i miei terribili legami. Fu uno\nsforzo della mente, della volont\u00e0, dei nervi; non muscolare, perch\u00e9 non riuscivo a muovere\nnon muscolare, perch\u00e9 non riuscivo a muovere nemmeno il mignolo, ma non per questo meno\npotente per questo. E poi qualcosa cedette, ci fu un momentaneo\nsensazione di nausea, uno scatto acuto come lo spezzarsi di un filo d'acciaio,\ne mi trovai con la schiena contro la parete della caverna di fronte al mio sconosciuto\nnemico sconosciuto.\n\nE poi la luce della luna inond\u00f2 la caverna, e l\u00ec davanti a me giaceva il mio stesso\ncorpo cos\u00ec come era rimasto per tutte queste ore, con gli occhi fissi verso la\nla sporgenza aperta e le mani che poggiavano flosce sul terreno. Guardai\nprima la mia creta senza vita l\u00ec sul pavimento della grotta e poi\npoi a me stesso con totale sconcerto; perch\u00e9 l\u00ec giacevo vestito, eppure\nqui ero nudo come nel momento della mia nascita.\n\nIl passaggio era stato cos\u00ec improvviso e cos\u00ec inaspettato che mi aveva lasciato per un momento\nper un attimo dimenticarmi di tutto ci\u00f2 che era la mia strana metamorfosi. Il mio\nprimo pensiero fu: \"\u00c8 dunque questa la morte? Sono davvero passato\nper sempre in quell'altra vita! Ma non potevo certo crederci, visto che\nsentivo il cuore battere contro le costole per lo sforzo di liberarmi dall'anestesia che mi aveva trattenuto.\nsforzi per liberarmi dall'anestesia che mi aveva trattenuto. Il mio\nrespiro era rapido e corto, il sudore freddo usciva da ogni poro del mio corpo e\nogni poro del mio corpo, e l'antico esperimento di pizzicarmi rivelava\nil fatto che ero tutt'altro che un involucro.\n\nAncora una volta fui improvvisamente richiamato ai miei immediati dintorni da un\nripetizione dello strano gemito proveniente dalle profondit\u00e0 della grotta. Nudo e\ndisarmato, non avevo alcun desiderio di affrontare la cosa invisibile che mi\nche mi minacciava.\n\nLe mie rivoltelle erano legate al mio corpo senza vita che, per qualche\ninsondabile ragione, non riuscivo a toccare. La mia carabina era\nnel suo stivale, legata alla sella, e poich\u00e9 il mio cavallo si era allontanato, ero rimasto senza\nero rimasto senza mezzi di difesa. La mia unica alternativa sembrava essere la\ne la mia decisione fu cristallizzata dal ripetersi di quel fruscio\nfruscio proveniente da quella cosa che ora sembrava, nell'oscurit\u00e0 della grotta e\nalla mia immaginazione distorta, strisciasse furtivamente su di me.\n\nNon potendo pi\u00f9 resistere alla tentazione di fuggire da quel luogo orribile, saltai velocemente attraverso l'apertura\nattraverso l'apertura, alla luce delle stelle di una limpida notte dell'Arizona.\nnotte dell'Arizona. L'aria fresca e frizzante di montagna fuori dalla grotta ha agito da\ntonico e sentii nuova vita e nuovo coraggio scorrere in me.\nnuova vita e nuovo coraggio. Fermandomi sull'orlo della sporgenza, mi rimproverai per quello che ora mi sembrava del tutto ingiustificato.\nmi sembrava un'apprensione del tutto ingiustificata. Ragionai con me stesso\nche avevo giaciuto indifeso per molte ore nella grotta, eppure nulla mi aveva molestato.\ne il mio giudizio migliore, quando mi permise di seguire la direzione di un ragionamento\ndi un ragionamento chiaro e logico, mi convinsi che i rumori che avevo udito\nrumori che avevo sentito dovevano derivare da cause puramente naturali e innocue;\nprobabilmente la conformazione della grotta era tale che una leggera brezza aveva\nche una leggera brezza aveva provocato i suoni che avevo sentito.\n\nDecisi di indagare, ma prima alzai la testa per riempire i polmoni con l'aria pura e tonificante delle montagne.\ncon la pura e tonificante aria notturna delle montagne. Mentre lo facevo, vidi\nvidi che sotto di me si estendeva la bellissima vista di gole rocciose e di\npianeggiante, costellata di cactus, trasformata dalla luce della luna in un miracolo di morbido splendore e di\nun miracolo di morbido splendore e di meraviglioso incanto.\n\nPoche meraviglie occidentali sono pi\u00f9 stimolanti delle bellezze di un paesaggio lunare dell'Arizona.\npaesaggio lunare dell'Arizona: le montagne argentate in lontananza, le strane\nluci e ombre sul dorso del maiale e sull'arroyo, e i dettagli grotteschi dei cactus rigidi ma bellissimi\ndei cactus, rigidi ma bellissimi, formano un'immagine al tempo stesso incantevole e\ncome se si intravedesse per la prima volta un mondo morto e dimenticato, cos\u00ec diverso.\ncome se si intravedesse per la prima volta un mondo morto e dimenticato, tanto \u00e8 diverso dall'aspetto di\nqualsiasi altro luogo della nostra terra.\n\nMentre stavo meditando, ho rivolto il mio sguardo dal paesaggio al cielo, dove le miriadi di stelle formavano\ncielo, dove le miriadi di stelle formavano un baldacchino splendido e adatto alle\nle meraviglie della scena terrena. La mia attenzione fu subito catturata da una\nuna grande stella rossa vicino al lontano orizzonte. Mentre la guardavo, sentivo un\nun incantesimo di fascino travolgente: si trattava di Marte, il dio della guerra, e per me, uomo di guerra, era\nper me, uomo di guerra, aveva sempre esercitato un potere di irresistibile\nirresistibile. Mentre lo guardavo in quella notte lontana, sembrava che chiamasse\nattraverso il vuoto impensabile, per attirarmi a s\u00e9, per attirarmi come la pietra di\npietra di latta attrae una particella di ferro.\n\nIl mio desiderio superava il potere dell'opposizione; chiusi gli occhi,\ntese le braccia verso il dio della mia vocazione e mi sentii\ncon la rapidit\u00e0 del pensiero attraverso l'immensit\u00e0 dello spazio.\nspazio. Ci fu un istante di freddo estremo e di buio assoluto.\n\n\n\n\nCAPITOLO III\nIL MIO AVVENTO SU MARTE\n\n\nAprii gli occhi su un paesaggio strano e bizzarro. Sapevo di essere su\nsu Marte; non ho mai messo in dubbio la mia sanit\u00e0 mentale o la mia veglia. I\nNon stavo dormendo, non c'\u00e8 bisogno di pizzicarmi; la mia coscienza interiore mi diceva\nche ero su Marte come la vostra mente cosciente vi dice che siete sulla Terra.\nche siete sulla Terra. Voi non mettete in dubbio il fatto; nemmeno io l'ho fatto.\n\nMi ritrovai disteso prono su un letto di vegetazione giallastra simile al muschio\nche si estendeva intorno a me in tutte le direzioni per interminabili chilometri. I\nSembrava che fossi sdraiato in un profondo bacino circolare, lungo il cui bordo esterno\nlungo il cui bordo esterno potevo distinguere le irregolarit\u00e0 di basse colline.\n\nEra mezzogiorno, il sole splendeva pieno su di me e il calore era piuttosto intenso sul mio corpo nudo.\npiuttosto intenso sul mio corpo nudo, ma non superiore a quello che sarebbe stato\nin condizioni simili in un deserto dell'Arizona. Qua e l\u00e0 c'erano\ndi quarzo che scintillavano alla luce del sole; e un po' pi\u00f9 in l\u00e0, verso di me, c'era un'altra roccia\nluce del sole; e un po' pi\u00f9 a sinistra, forse un centinaio di metri, apparve un\nun recinto basso e murato, alto circa un metro e mezzo. Non c'era acqua e non c'era altra\nvegetazione, a parte il muschio, e dato che avevo un po' di sete decisi di esplorare un po'.\ndecisi di fare un po' di esplorazione.\n\nAlzandomi in piedi ricevetti la mia prima sorpresa marziana, perch\u00e9 lo sforzo, che sulla Terra mi avrebbe fatto stare in piedi, port\u00f2\nsforzo, che sulla Terra mi avrebbe fatto stare in piedi, mi port\u00f2\nnell'aria marziana all'altezza di circa tre metri. Sono atterrato\ndolcemente al suolo, tuttavia, senza scosse o scossoni apprezzabili. A questo punto\nuna serie di evoluzioni che anche in quel momento mi sembrarono ridicole.\nridicolo all'estremo. Scoprii che dovevo imparare di nuovo a camminare, poich\u00e9 lo sforzo muscolare che mi aveva portato\nmuscolare che mi trasportava con facilit\u00e0 e sicurezza sulla Terra, faceva\nstrane buffonate con me su Marte.\n\nInvece di progredire in modo sano e dignitoso, i miei tentativi di camminare\ndi camminare si traducevano in una serie di salti che mi toglievano dal terreno un\ndi un paio di metri a ogni passo e che mi facevano cadere sulla faccia o sulla\nschiena alla fine di ogni secondo o terzo salto. I miei muscoli, perfettamente\nperfettamente in sintonia e abituati alla forza di gravit\u00e0 sulla Terra, mi hanno giocato il\nmalizia con me nel tentare per la prima volta di far fronte alla\nminore gravitazione e la minore pressione dell'aria su Marte.\n\nEro comunque deciso a esplorare la bassa struttura che era l'unico indizio di abitazione\nche era l'unico indizio di abitazione in vista, e cos\u00ec mi venne in mente l'unico piano\ndi tornare ai primi principi di locomozione, strisciando. Me la cavai abbastanza\nabbastanza bene e in pochi istanti raggiunsi il basso muro di cinta del recinto.\ndel recinto.\n\nSembrava che non ci fossero n\u00e9 porte n\u00e9 finestre sul lato pi\u00f9 vicino a me, ma\nPoich\u00e9 il muro era alto solo un metro e mezzo circa, mi misi in piedi con cautela\ne sbirciai oltre la sommit\u00e0 lo spettacolo pi\u00f9 strano che mi fosse mai stato dato di\nche mi fosse mai stato dato di vedere.\n\nIl tetto del recinto era di vetro massiccio, spesso circa quattro o cinque centimetri, e sotto di esso c'erano diverse centinaia di grandi uova.\ne sotto di esso c'erano diverse centinaia di uova di grandi dimensioni,\nperfettamente rotonde e bianche come la neve. Le uova erano di dimensioni quasi uniformi\ncon un diametro di circa un metro e mezzo.\n\nCinque o sei si erano gi\u00e0 schiuse e le grottesche caricature che si\nalla luce del sole erano sufficienti a farmi dubitare della mia sanit\u00e0 mentale.\nSembravano per lo pi\u00f9 teste, con piccoli corpi magri, colli lunghi e sei zampe, o, come seppi in seguito, due zampe e due braccia.\ngambe, o, come seppi in seguito, due gambe e due braccia, con un paio di arti intermedi che potevano\nun paio di arti intermedi che potevano essere usati a piacimento come braccia o gambe.\no come gambe. Gli occhi erano posti ai lati estremi della testa, un po' pi\u00f9 in alto del centro, e sporgevano\nun po' pi\u00f9 in alto del centro e sporgevano in modo tale da poter essere diretti\nessere diretti in avanti o indietro e anche indipendentemente l'uno dall'altro.\npermettendo cos\u00ec a questo strano animale di guardare in qualsiasi direzione, o\nin due direzioni contemporaneamente, senza la necessit\u00e0 di girare la testa.\n\nLe orecchie, che si trovavano leggermente al di sopra degli occhi e pi\u00f9 vicine tra loro, erano piccole antenne a forma di coppa, che sporgevano di non pi\u00f9 di un centimetro.\nantenne piccole, a forma di coppa, che sporgono non pi\u00f9 di un centimetro in questi\ngiovani esemplari. I nasi non erano altro che fessure longitudinali al centro del viso, a met\u00e0 tra la bocca e le orecchie.\ndel viso, a met\u00e0 strada tra la bocca e le orecchie.\n\nNon c'erano peli sul loro corpo, che era di un colore giallo-verde molto chiaro.\ncolore verde-giallastro molto chiaro. Negli adulti, come avrei imparato molto presto,\nquesto colore diventa verde oliva ed \u00e8 pi\u00f9 scuro nel maschio che nella femmina.\ndella femmina. Inoltre, le teste degli adulti non sono cos\u00ec sproporzionate rispetto al corpo come nel caso dei\nproporzionata al corpo come nel caso dei giovani.\n\nL'iride degli occhi \u00e8 rosso sangue, come negli albini, mentre la pupilla \u00e8 scura.\nscura. Il bulbo oculare stesso \u00e8 molto bianco, cos\u00ec come i denti. Questi ultimi\naggiungono un aspetto molto feroce a un volto altrimenti temibile e terribile.\nterribili, in quanto le zanne inferiori si curvano verso l'alto fino a raggiungere punte acuminate che terminano\nche terminano all'incirca dove si trovano gli occhi degli esseri umani terrestri. Il bianco\ndei denti non \u00e8 quello dell'avorio, ma quello pi\u00f9 candido e scintillante della porcellana.\nscintillante della porcellana. Sullo sfondo scuro della loro pelle olivastra\nle zanne spiccano in modo impressionante, facendo s\u00ec che queste armi\nun aspetto singolarmente formidabile.\n\nLa maggior parte di questi dettagli li ho annotati in seguito, perch\u00e9 mi \u00e8 stato concesso poco tempo per\nspeculare sulle meraviglie della mia nuova scoperta. Avevo visto che le uova si stavano schiudendo\nche le uova si stavano schiudendo e, mentre guardavo gli orrendi mostriciattoli uscire dal guscio, non notai l'avvicinarsi del\nmostri che uscivano dal guscio, non notai l'avvicinarsi di una ventina di marziani\ndi una ventina di marziani adulti alle mie spalle.\n\nVenendo, come hanno fatto, sul muschio morbido e insonorizzato, che ricopre praticamente tutta la superficie di Marte, ad eccezione dei ghiacci.\ndi Marte, ad eccezione delle aree ghiacciate ai poli e delle zone coltivate.\naree ghiacciate ai poli e le sparse zone coltivate, avrebbero potuto catturarmi facilmente.\navrebbero potuto catturarmi facilmente, ma le loro intenzioni erano molto pi\u00f9 sinistre.\nFu il tintinnio dell'equipaggiamento del guerriero pi\u00f9 importante ad avvertirmi.\nmi avvert\u00ec.\n\nLa mia vita \u00e8 stata appesa a una cosa cos\u00ec piccola che spesso mi meraviglio di averla scampata\ncos\u00ec facilmente. Se il fucile del capo del gruppo non avesse oscillato dal suo\naccanto alla sua sella in modo tale da urtare il calcio della sua grande lancia\ndella sua grande lancia metallica, mi sarei spento senza sapere che la morte era\nsenza mai sapere che la morte era vicina. Ma quel piccolo rumore mi fece voltare\ne l\u00ec su di me, a non pi\u00f9 di tre metri dal mio petto, c'era la punta di quell'enorme lancia.\nuna lancia lunga quaranta piedi, con la punta di metallo scintillante,\ne tenuta bassa al fianco di una replica montata dei piccoli diavoli che avevo osservato.\nche avevo osservato.\n\nMa come apparivano miseri e inoffensivi ora di fronte a questa enorme e terrificante\nincarnazione dell'odio, della vendetta e della morte. L'uomo stesso, perch\u00e9 cos\u00ec posso\nche posso chiamare cos\u00ec, era alto circa quindici piedi e, sulla Terra,\navrebbe pesato circa quattrocento chili. Sedeva sulla sua cavalcatura come noi sediamo\ncavallo, afferrando la canna dell'animale con gli arti inferiori, mentre le mani delle sue due braccia\nle mani delle sue due braccia destre tenevano la sua immensa lancia bassa al fianco della sua\nle due braccia sinistre erano tese lateralmente per aiutarlo a mantenere l'equilibrio.\nequilibrio, dato che la cosa che cavalcava non aveva n\u00e9 briglia n\u00e9 redini\ndi qualsiasi tipo per guidarlo.\n\nE la sua cavalcatura! Come possono le parole terrene descriverla! Era alto tre metri e mezzo\nquattro zampe su entrambi i lati, una coda larga e piatta,\ncoda larga e piatta, pi\u00f9 grande in punta che alla radice, che teneva dritta\nuna bocca spalancata che divideva la testa dal muso al collo lungo e massiccio.\ndal muso al collo lungo e massiccio.\n\nCome il suo padrone, era del tutto privo di peli, ma era di un colore ardesia scuro e\ncolore ardesia ed era estremamente liscia e lucida. Il ventre era bianco e le gambe\nle zampe sfumavano dall'ardesia delle spalle e dei fianchi a un vivace giallo\ngiallo vivo ai piedi. I piedi stessi erano pesantemente imbottiti e\nsenza nudit\u00e0, il che aveva contribuito a rendere silenzioso il loro approccio.\ne, insieme a una molteplicit\u00e0 di zampe, \u00e8 una caratteristica della fauna di Marte.\ncaratteristica della fauna di Marte. Il tipo pi\u00f9 alto di uomo\ne un altro animale, l'unico mammifero esistente su Marte, hanno unghie ben formate.\nunghie ben formate e non esistono assolutamente animali con gli zoccoli.\nzoccoli.\n\nDietro a questo primo demone che caricava, ne seguivano altri diciannove, simili sotto tutti i punti di vista, ma\nsimili sotto tutti i punti di vista, ma, come ho appreso in seguito, con caratteristiche individuali\ncaratteristiche peculiari; proprio come non esistono due di noi\nidentici, pur essendo tutti fusi in uno stampo simile. Questo quadro, o piuttosto\nincubo materializzato, che ho descritto a lungo, ha fatto\nuna sola terribile e rapida impressione su di me mentre mi voltavo per incontrarlo.\n\nDisarmato e nudo com'ero, la prima legge della natura si manifest\u00f2 nell'unica soluzione possibile al mio problema immediato.\nnell'unica soluzione possibile per il mio problema immediato, ovvero allontanarmi dalla punta della lancia.\nuscire dalle vicinanze della punta della lancia che mi stava caricando.\nDi conseguenza, feci un salto molto terreno e al tempo stesso sovrumano\nper raggiungere la cima dell'incubatrice marziana, perch\u00e9 tale avevo stabilito che dovesse essere.\ndoveva essere.\n\nIl mio sforzo fu coronato da un successo che mi spavent\u00f2 non meno di quanto sembrasse\nguerrieri marziani, perch\u00e9 mi port\u00f2 a trenta metri d'altezza e mi fece atterrare a cento metri dai miei inseguitori.\nmetri in aria e mi fece atterrare a cento metri dai miei inseguitori e sul lato opposto del recinto.\ndal lato opposto del recinto.\n\nMi sono posato senza problemi sul morbido muschio e, voltandomi, ho visto i miei nemici allineati lungo la parete\nvidi i miei nemici allineati lungo il muro pi\u00f9 lontano. Alcuni mi stavano osservando\ncon un'espressione che, come scoprii in seguito, era di estremo\nstupore, mentre gli altri si stavano evidentemente convincendo che\nche non avevo molestato i loro piccoli.\n\nStavano conversando insieme a bassa voce, gesticolando e indicando\nindicando verso di me. La loro scoperta che non avevo fatto del male ai piccoli marziani e che ero disarmato\nmarziani e che ero disarmato, deve averli indotti a guardarmi con meno ferocia.\ncon meno ferocia; ma, come avrei appreso pi\u00f9 tardi, la cosa che pi\u00f9 pesava a mio favore\nche pesava di pi\u00f9 a mio favore era la mia esibizione di corsa a ostacoli.\n\nSebbene i marziani siano immensi, le loro ossa sono molto grandi e hanno una muscolatura\nmuscolatura solo in proporzione alla gravitazione che devono superare.\nIl risultato \u00e8 che sono infinitamente meno agili e meno potenti, in proporzione al loro peso, di un uomo terrestre.\nin proporzione al loro peso, rispetto a un uomo terrestre, e dubito che se uno di loro fosse\nuno di loro venga improvvisamente trasportato sulla Terra, potrebbe sollevare il proprio peso da terra.\npeso dal suolo; anzi, sono convinto che non potrebbe farlo.\ncos\u00ec.\n\nLa mia impresa fu allora meravigliosa su Marte come lo sarebbe stata sulla Terra.\nTerra, e dal desiderio di annientarmi mi considerarono improvvisamente\ncome una meravigliosa scoperta da catturare e da esibire tra i loro\ncompagni.\n\nLa tregua che mi aveva concesso la mia inaspettata agilit\u00e0 mi permise di\ndi formulare piani per l'immediato futuro e di osservare pi\u00f9 da vicino l'aspetto dei guerrieri.\nguerrieri, perch\u00e9 non riuscivo a dissociare nella mia mente queste persone da quelle\nnon riuscivo a dissociare queste persone da quegli altri guerrieri che, solo il giorno prima, mi stavano\nmi avevano inseguito.\n\nNotai che ognuno di loro era armato con diverse altre armi oltre alla\nl'enorme lancia che ho descritto. L'arma che mi fece decidere di\ndi fuga \u00e8 stato quello che evidentemente era un fucile di qualche tipo e che, per qualche ragione, mi sembrava\nfucile di qualche tipo e che, per qualche motivo, ritenevo particolarmente efficiente nel\nparticolarmente efficienti nel maneggiarlo.\n\nQuesti fucili erano di metallo bianco e rivestiti di legno, che, come seppi in seguito, era un'essenza molto leggera e dura, molto apprezzata su Marte.\nche si trattava di una materia prima molto leggera e molto dura, molto apprezzata su Marte,\ne del tutto sconosciuta a noi abitanti della Terra. Il metallo della canna\n\u00e8 una lega composta principalmente da alluminio e acciaio che hanno imparato a temperare\nhanno imparato a temperare fino a raggiungere una durezza di gran lunga superiore a quella dell'acciaio con cui\nche conosciamo. Il peso di questi fucili \u00e8 relativamente\ne con i proiettili di piccolo calibro, esplosivi e al radio che utilizzano, e con la grande lunghezza dei\ne la grande lunghezza della canna, sono micidiali all'estremo e a distanze che non si possono\nestrema e a distanze che sulla Terra sarebbero impensabili. Il raggio\nraggio effettivo teorico di questo fucile \u00e8 di trecento miglia, ma\nma il massimo che possono fare in servizio effettivo, quando sono equipaggiati con i loro\ncercatori e mirini senza fili \u00e8 di poco superiore alle duecento miglia.\n\nQuesto \u00e8 abbastanza lontano da infondermi un grande rispetto per l'arma da fuoco marziana.\nmarziano, e una qualche forza telepatica deve avermi messo in guardia da un\ndi fuggire in pieno giorno da una ventina di queste\ndi queste macchine spara-morte.\n\nI marziani, dopo aver conversato per un breve periodo, si voltarono e si allontanarono in direzione\nnella direzione da cui erano venuti, lasciando uno dei loro\nsolo accanto al recinto. Quando avevano percorso circa duecento metri\nsi fermarono e, girando le loro cavalcature verso di noi, si sedettero a guardare il guerriero vicino al recinto.\nguerriero vicino al recinto.\n\nEra quello la cui lancia mi aveva quasi trafitto, ed era evidentemente il capo del gruppo.\nEvidentemente era il capo del gruppo, poich\u00e9 avevo notato che sembravano\nche sembravano essersi spostati nella posizione attuale sotto la sua direzione. Quando la sua forza\nsi ferm\u00f2, smont\u00f2, gett\u00f2 la lancia e le armi leggere e si avvicin\u00f2 all'estremit\u00e0 dell'incubatrice,\ne si avvicin\u00f2 all'estremit\u00e0 dell'incubatrice verso di me, completamente disarmato e nudo come me, tranne che per i vestiti.\ne nudo come me, tranne che per gli ornamenti legati alla testa,\narti e sul petto.\n\nQuando si trov\u00f2 a una cinquantina di metri da me, slacci\u00f2 un enorme bracciale di metallo\nun enorme bracciale di metallo e, tenendolo verso di me nel palmo aperto della mano,\nmi rivolse una voce chiara e risonante, ma in una lingua che, \u00e8 inutile dirlo, non potevo capire.\ninutile dire che non riuscivo a capire. Poi si ferm\u00f2 come se\nin attesa di una mia risposta, drizzando le orecchie a forma di antenna e\ni suoi strani occhi ancora di pi\u00f9 verso di me.\n\nDato che il silenzio era diventato doloroso, decisi di azzardare un po' di\nconversazione da parte mia, dato che avevo intuito che stava facendo\ndi pace. Se avesse gettato le armi e ritirato la truppa prima di avanzare verso di me\nritirata della sua truppa prima di avanzare verso di me avrebbe significato\nmissione pacifica ovunque sulla Terra, quindi perch\u00e9 non su Marte?\nMarte!\n\nMettendo la mano sul cuore, mi inchinai al marziano e gli spiegai che, pur non capendo la sua lingua, le sue azioni parlavano di lui.\nche, pur non comprendendo la sua lingua, le sue azioni parlavano di pace e amicizia\ndi pace e di amicizia che in quel momento mi stavano molto a cuore.\nal mio cuore. Certo, avrei potuto essere un ruscello che balbetta per quanto\nintelligenza che il mio discorso portava a lui, ma lui cap\u00ec l'azione\ncon cui seguii immediatamente le mie parole.\n\nAllungando la mano verso di lui, avanzai e presi il bracciale dal suo palmo aperto, stringendolo al braccio sopra il gomito.\npalmo aperto, stringendolo al braccio sopra il gomito; gli sorrisi e rimasi in attesa.\ne rimasi in attesa. La sua bocca larga si allarg\u00f2 in un sorriso di risposta, e\ne, stringendo una delle sue braccia intermedie nella mia, ci girammo e tornammo a camminare\nverso la sua cavalcatura. Nello stesso momento fece cenno ai suoi seguaci di\navanzare. Cominciarono a correre verso di noi, ma furono fermati da un suo segnale.\nsegnale da parte sua. Evidentemente temeva che se mi fossi spaventato davvero\nspaventato avrei potuto saltare completamente fuori dal paesaggio.\n\nScambi\u00f2 qualche parola con i suoi uomini, mi fece cenno di cavalcare dietro a uno di loro e poi mont\u00f2 sul suo animale.\ndietro a uno di loro, e poi mont\u00f2 sul suo animale. Il compagno\ndesignato allung\u00f2 due o tre mani e mi sollev\u00f2 dietro di lui\nsul dorso lucido della sua cavalcatura, dove mi aggrappai come meglio potevo alle cinture e alle cinghie che tenevano il\ncinture e le cinghie che tenevano le armi e gli ornamenti del marziano.\n\nL'intera cavalcata si gir\u00f2 e si allontan\u00f2 al galoppo verso le colline in lontananza.\ncolline in lontananza.\n\n\n\n\nCAPITOLO IV\nUN PRIGIONIERO\n\n\nAvevamo percorso forse una decina di miglia quando il terreno cominci\u00f2 ad alzarsi molto\nrapidamente. Come avrei appreso in seguito, ci stavamo avvicinando al bordo di uno dei mari morti di Marte.\nMarte, nel cui fondo era avvenuto il mio incontro con i marziani.\nmarziani.\n\nIn breve tempo guadagnammo i piedi delle montagne e, dopo aver attraversato una stretta gola, giungemmo in una valle aperta, all'estremit\u00e0\ndopo aver attraversato una stretta gola, arrivammo in una valle aperta, alla cui estremit\u00e0\ndi cui c'era una bassa pianura sulla quale vidi un'enorme citt\u00e0.\nVerso di essa galoppammo, entrando da quella che sembrava essere una strada in rovina\nstrada in rovina che usciva dalla citt\u00e0, ma solo fino al bordo del terreno\ndove terminava bruscamente in una rampa di ampi gradini.\n\nOsservandoli pi\u00f9 da vicino, ho visto che gli edifici erano deserti e, pur non essendo molto deteriorati, avevano un aspetto non\ndeserti e, pur non essendo molto deteriorati, avevano l'aspetto di non essere stati\ndi non essere stati affittati per anni, forse per secoli. Verso il centro della citt\u00e0\ncitt\u00e0 c'era una grande piazza e su questa e negli edifici che la circondavano\nedifici che la circondavano erano accampate circa nove o diecimila\ncreature della stessa razza dei miei rapitori, perch\u00e9 tali li consideravo ormai\nnonostante il modo soave in cui ero stato intrappolato.\n\nAd eccezione dei loro ornamenti, tutti erano nudi. Le donne variavano\naspetto dagli uomini, tranne che per le zanne molto pi\u00f9 grandi in proporzione all'altezza.\nzanne erano molto pi\u00f9 grandi in proporzione alla loro altezza, in alcuni casi si incurvavano\nquasi alle loro orecchie alte. I loro corpi erano pi\u00f9 piccoli e di colore pi\u00f9 chiaro\ne le dita delle mani e dei piedi portavano i rudimenti delle unghie, che mancavano del tutto nei maschi.\nunghie, che mancavano del tutto nei maschi. Le femmine adulte avevano un'altezza\naltezza tra i tre e i quattro metri.\n\nI bambini erano di colore chiaro, persino pi\u00f9 chiari delle donne, e mi sembravano tutti uguali, a parte il fatto che alcuni erano pi\u00f9 alti di altri.\ntutti uguali, tranne che per il fatto che alcuni erano pi\u00f9 alti di altri;\npi\u00f9 vecchi, presumo.\n\nNon ho visto segni di et\u00e0 estrema tra loro, n\u00e9 c'\u00e8 alcuna differenza apprezzabile nel loro aspetto dall'et\u00e0 della maturit\u00e0, circa quarant'anni.\ndifferenza nel loro aspetto dall'et\u00e0 della maturit\u00e0, circa quarant'anni,\nfino a quando, all'incirca all'et\u00e0 di mille anni, intraprendono volontariamente\nil loro ultimo strano pellegrinaggio lungo il fiume Iss, che non conduce nessun\nmarziano sa dove e dal cui seno nessun marziano ha mai fatto\no che gli sarebbe stato permesso di vivere se fosse tornato dopo essersi\ndopo essersi imbarcato nelle sue acque fredde e scure.\n\nSolo circa un marziano su mille muore di malattia o di\nforse una ventina si sottopone al pellegrinaggio volontario. Gli altri novecentosettantanove\nsettantanove muoiono di morte violenta nei duelli, nella caccia, nell'aviazione e nella guerra.\nin aviazione e in guerra; ma forse la pi\u00f9 grande perdita di vite umane si verifica\ndurante l'et\u00e0 dell'infanzia, quando un gran numero di piccoli marziani\nvittime delle grandi scimmie bianche di Marte.\n\nL'aspettativa di vita media di un marziano dopo l'et\u00e0 della maturit\u00e0 \u00e8 di circa trecento anni.\ndi vita media di un marziano dopo l'et\u00e0 matura \u00e8 di circa trecento anni.\nse non fosse per i vari mezzi che portano alla morte violenta. A causa delle\nrisorse del pianeta, si \u00e8 reso necessario contrastare la longevit\u00e0 crescente che\nlongevit\u00e0 che la loro notevole abilit\u00e0 terapeutica e chirurgica produceva.\nterapeutica e chirurgica, e cos\u00ec la vita umana \u00e8 stata considerata con\nsu Marte, come dimostrano i loro pericolosi sport e le guerre quasi continue.\nsport pericolosi e dalle guerre quasi continue tra le varie comunit\u00e0.\ncomunit\u00e0.\n\nCi sono altre cause naturali che tendono alla diminuzione della popolazione.\npopolazione, ma nulla contribuisce cos\u00ec tanto a questo fine come il fatto che\nche nessun marziano, uomo o donna, si priva volontariamente di un'arma di distruzione.\ndistruzione.\n\nQuando ci avvicinammo alla piazza e la mia presenza fu scoperta, fummo subito circondati da centinaia di creature che sembravano ansiose di\nimmediatamente circondati da centinaia di creature che sembravano ansiose di\ndi strapparmi dal mio posto dietro la guardia. Una parola del capo del gruppo\nuna parola del capo della comitiva che plac\u00f2 il loro clamore, e procedemmo al trotto attraverso la piazza\nall'ingresso di un edificio tanto magnifico quanto l'occhio mortale si \u00e8 posato\nsu cui si \u00e8 posato l'occhio mortale.\n\nL'edificio era basso, ma copriva un'area enorme. Era costruito\ndi marmo bianco scintillante, intarsiato d'oro e di pietre brillanti, che scintillavano alla luce del sole.\nche brillavano e scintillavano alla luce del sole. L'ingresso principale era largo circa\ndi circa trenta metri di larghezza e sporgeva dall'edificio vero e proprio per formare un\nun enorme baldacchino sopra la sala d'ingresso. Non c'erano scale, ma una\nuna leggera pendenza verso il primo piano dell'edificio che si apriva in un'enorme camera\nenorme camera circondata da gallerie.\n\nSul pavimento di questa camera, costellata di scrivanie e sedie di legno altamente intagliate, erano riuniti circa quaranta o cinquanta uomini\ndi legno e sedie, erano riuniti circa quaranta o cinquanta marziani maschi attorno ai gradini di un rostro.\nmarziani intorno ai gradini di un rostro. Sulla piattaforma vera e propria era accovacciato\nun enorme guerriero pesantemente caricato di ornamenti metallici, piume dai colori vivaci e\npiume e bardature di pelle splendidamente lavorate e ingegnosamente incastonate di pietre preziose.\npietre preziose. Dalle sue spalle dipendeva un corto mantello di pelliccia bianca\nfoderato di brillante seta scarlatta.\n\nCi\u00f2 che mi colp\u00ec maggiormente di questo assembramento e della sala in cui erano riunite\nin cui erano riuniti \u00e8 stato il fatto che le creature erano\ncompletamente sproporzionate rispetto ai banchi, alle sedie e agli altri arredi;\nqueste ultime erano di dimensioni adatte a esseri umani come me, mentre le\nmarziani avrebbero potuto a malapena infilarsi nelle sedie.\nsedie, n\u00e9 sotto i banchi c'era spazio per le loro lunghe gambe.\nEvidentemente, quindi, su Marte c'erano altri abitanti oltre alle selvagge e grottesche\ngrottesche nelle cui mani ero caduto, ma le prove di un'estrema antichit\u00e0 che si vedevano intorno\nestrema antichit\u00e0 che si mostravano intorno a me indicavano che queste\nedifici potevano appartenere a qualche razza estinta e dimenticata da tempo\nnell'oscura antichit\u00e0 di Marte.\n\nIl nostro gruppo si era fermato all'ingresso dell'edificio e, a un cenno del capo, ero stato calato a terra.\ndel capo mi avevano fatto scendere a terra. Legando di nuovo il suo braccio\nmio, eravamo entrati nella sala delle udienze. Erano poche le\nformalit\u00e0 osservate nell'avvicinarsi al capo marziano. Il mio rapitore\nsi limit\u00f2 a salire sul rostro, mentre gli altri gli facevano posto mentre avanzava.\navanzare. Il capo trib\u00f9 si alz\u00f2 in piedi e pronunci\u00f2 il nome della mia scorta.\nscorta che, a sua volta, si ferm\u00f2 e ripet\u00e9 il nome del sovrano seguito dal suo titolo.\ndal suo titolo.\n\nAll'epoca, questa cerimonia e le parole pronunciate non avevano alcun significato per me.\nma pi\u00f9 tardi venni a sapere che si trattava del saluto abituale tra i\ntra marziani verdi. Se gli uomini fossero stati estranei, e quindi non potevano\nnon potessero scambiarsi i nomi, si sarebbero scambiati silenziosamente gli ornamenti,\nse le loro missioni fossero state pacifiche altrimenti si sarebbero scambiati\ncolpi di pistola, o avrebbero combattuto la loro presentazione con qualche altra delle loro\nvarie armi.\n\nIl mio rapitore, che si chiamava Tars Tarkas, era praticamente il vice-capo della comunit\u00e0 e un uomo di grande abilit\u00e0 come statista e\ndella comunit\u00e0 e un uomo di grande abilit\u00e0 come statista e guerriero.\nguerriero. Evidentemente mi spieg\u00f2 brevemente gli incidenti legati alla sua spedizione, compresa la mia cattura.\nspedizione, compresa la mia cattura, e quando concluse si rivolse a me a lungo.\ncapo trib\u00f9 si rivolse a me a lungo.\n\nRisposi nella nostra buona vecchia lingua inglese solo per convincerlo che\nche nessuno dei due poteva capire l'altro; ma notai che quando io\nsorriso leggermente, concludendo, lui fece lo stesso. Questo fatto e l'analogo\nsimile durante il mio primo colloquio con Tars Tarkas, mi convinsero che avevamo almeno qualcosa in comune.\nche avevamo almeno qualcosa in comune: la capacit\u00e0 di sorridere,\nquindi di ridere; il che denota un senso dell'umorismo. Ma avrei imparato che\nche il sorriso marziano \u00e8 puramente formale e che la risata marziana \u00e8 una cosa\nmarziano \u00e8 una cosa che fa rabbrividire gli uomini forti.\n\nLe idee sull'umorismo degli uomini verdi di Marte sono ampiamente in contrasto\ncon la nostra concezione di chi incita all'allegria. Le agonie di morte di un\ndi un altro essere sono, per queste strane creature, provocatrici della pi\u00f9\nprovocano l'ilarit\u00e0 pi\u00f9 sfrenata, mentre la loro principale forma di divertimento comune \u00e8 quella di\ndi infliggere la morte ai loro prigionieri di guerra in vari modi ingegnosi e orribili.\nmodi orribili.\n\nI guerrieri e i capi trib\u00f9 riuniti mi esaminarono da vicino, tastando i miei muscoli e la consistenza della mia pelle.\nmuscoli e la consistenza della mia pelle. Il capo trib\u00f9 principale allora\nevidentemente il desiderio di vedermi esibire e, facendomi cenno di seguirlo, si avvi\u00f2 con Tars Tarkas verso la piazza aperta.\ne, facendomi cenno di seguirlo, si avvi\u00f2 con Tars Tarkas verso la piazza aperta.\n\nNon avevo fatto alcun tentativo di camminare, dopo il primo fallimento del segnale,\nse non afferrando saldamente il braccio di Tars Tarkas, e cos\u00ec ora andavo\nsaltellando e svolazzando tra i banchi e le sedie come una\nmostruosa cavalletta. Dopo essermi ammaccato gravemente, per il divertimento dei\ndivertimento dei marziani, ricorsi di nuovo allo strisciamento, ma questo\nma questo non era di loro gradimento e fui strattonato bruscamente in piedi da un tipo imponente che aveva riso di cuore\nche aveva riso di cuore delle mie disgrazie.\n\nMentre mi sbatteva sui piedi, il suo viso era piegato vicino al mio e io feci l'unica cosa che un gentiluomo potesse fare in quelle circostanze.\nl'unica cosa che un gentiluomo potrebbe fare in quelle circostanze di\nbrutalit\u00e0, cafonaggine e mancanza di considerazione per i diritti di uno straniero.\ndiritti di un estraneo; gli sferrai un pugno dritto alla mascella e lui cadde a terra come un bue abbattuto.\nbue abbattuto. Mentre cadeva a terra, mi girai con la schiena verso la scrivania pi\u00f9 vicina\nverso la scrivania pi\u00f9 vicina, aspettandomi di essere sopraffatto dalla vendetta dei suoi\ncompagni, ma deciso a dare loro il massimo della battaglia che la disparit\u00e0 di\nprobabilit\u00e0 lo consentissero prima di rinunciare alla mia vita.\n\nI miei timori erano per\u00f2 infondati, perch\u00e9 gli altri marziani, prima\ndapprima ammutoliti per lo stupore, alla fine scoppiarono in selvagge risate e applausi.\ne applausi. Non riconobbi l'applauso in quanto tale, ma pi\u00f9 tardi, quando\nquando ebbi imparato a conoscere le loro usanze, appresi che avevo conquistato\nuna manifestazione di approvazione, cosa che loro accordano raramente.\n\nIl compagno che avevo colpito giaceva nel punto in cui era caduto e nessuno dei suoi compagni si\ncompagni si avvicin\u00f2 a lui. Tars Tarkas avanz\u00f2 verso di me, tendendo una\ne cos\u00ec procedemmo verso la piazza senza altri contrattempi.\nNaturalmente non conoscevo il motivo per cui eravamo venuti all'aperto.\naperto, ma non tardai ad essere illuminato. Per prima cosa ripeterono pi\u00f9 volte la\nsak un certo numero di volte, e poi Tars Tarkas fece diversi salti,\nripetendo la stessa parola prima di ogni salto; poi, rivolgendosi a me, disse,\n sak!  Capii cosa stavano cercando e, riunendomi, feci sak con una tale meraviglia\n con un successo cos\u00ec meraviglioso che riuscii a saltare per ben centocinquanta metri.\ne non persi l'equilibrio, ma atterrai perfettamente in piedi senza cadere.\nma atterrai perfettamente in piedi senza cadere. Poi tornai con salti facili di\nventicinque o trenta metri al piccolo gruppo di guerrieri.\n\nAlla mia esibizione avevano assistito diverse centinaia di marziani minori,\ne subito chiesero di ripetere l'esibizione, che il capo trib\u00f9 mi ordin\u00f2 di fare.\nIl capo trib\u00f9 mi ordin\u00f2 di farlo, ma io avevo fame e sete,\ne decisi sul posto che il mio unico metodo di salvezza era quello di\ndi salvezza era quello di chiedere a queste creature la considerazione che evidentemente\nche evidentemente non avrebbero concesso volontariamente. Ignorai quindi i ripetuti comandi di\ndi sak, e ogni volta che venivano fatti mi muovevo verso la bocca e mi\nstrofinandomi lo stomaco.\n\nTars Tarkas e il capo scambiarono qualche parola e il primo,\nchiam\u00f2 una giovane donna tra la folla, le diede alcune istruzioni e mi fece cenno di accompagnarla.\ne mi fece cenno di accompagnarla. Afferrai il suo braccio e insieme attraversammo la piazza verso un grande edificio\ninsieme attraversammo la piazza verso un grande edificio sul lato opposto.\n\nLa mia bella compagna era alta circa un metro e ottanta, essendo appena arrivata alla\nmaturit\u00e0, ma non ancora alla sua piena altezza. Era di colore verde\nverde oliva, con una pelle liscia e lucida. Il suo nome, come seppi in seguito, era\ncome venni a sapere in seguito, era Sola e apparteneva al seguito di Tars Tarkas. Mi condusse\nmi condusse in una spaziosa camera in uno degli edifici che si affacciavano sulla piazza.\nche, dal mucchio di sete e pellicce sul pavimento, ritenni fosse l'alloggio di Tars Tarkas,\nche, dalla lettiera di sete e pellicce sul pavimento, ritenni fosse la stanza in cui dormivano diversi indigeni.\n\nLa stanza era ben illuminata da una serie di grandi finestre e decorata con dipinti murali e mosaici.\nsplendidamente decorata con pitture murali e mosaici, ma su tutti\nsu tutto sembrava posarsi quell'indefinibile tocco del dito dell'antichit\u00e0\nche mi ha convinto che gli architetti e i costruttori di queste meravigliose creazioni\ncreazioni non avevano nulla in comune con i rozzi mezzi bruti che ora li\nche ora li occupano.\n\nSola mi fece cenno di sedermi su una pila di sete vicino al centro della stanza e, girandosi, emise un particolare suono sibilante come se fosse\ne, voltandosi, emise un singolare sibilo, come se volesse fare un\ncome se stesse facendo un segnale a qualcuno che si trovava in una stanza adiacente. In risposta al suo richiamo\nvidi per la prima volta una nuova meraviglia marziana. Si muoveva sulle dieci zampe corte e si accovacciava\ndieci zampe corte e si accovacci\u00f2 davanti alla ragazza come un cucciolo obbediente.\ncucciolo obbediente. L'essere era grande pi\u00f9 o meno come un pony delle Shetland, ma la sua testa\ntesta assomigliava leggermente a quella di una rana, tranne che per il fatto che le mascelle erano\ndi tre file di zanne lunghe e affilate.\n\n\n\n\nCAPITOLO V\nSFUGGO AL MIO CANE DA GUARDIA\n\n\nSola fiss\u00f2 il bruto negli occhi malvagi, mormor\u00f2 una o due parole di comando, mi indic\u00f2 e usc\u00ec dalla camera.\ndue parole di comando, mi indic\u00f2 e usc\u00ec dalla stanza. Non potevo non\nnon potevo non chiedermi che cosa avrebbe potuto fare questa mostruosit\u00e0 dall'aspetto feroce, lasciata da sola\nin cos\u00ec stretta vicinanza a un bocconcino di carne relativamente tenero; ma i miei timori erano infondati, poich\u00e9\ni miei timori erano infondati, dato che la bestia, dopo avermi osservato attentamente per un\nun attimo, attravers\u00f2 la stanza fino all'unica uscita che conduceva alla strada,\ne si sdrai\u00f2 a tutta lunghezza sulla soglia.\n\nQuesta era la mia prima esperienza con un cane da guardia marziano, ma era destinata a non essere l'ultima.\nperch\u00e9 questo animale mi ha sorvegliato attentamente per tutto il tempo in cui sono stato\ndurante il tempo in cui rimasi prigioniero tra questi uomini verdi; due volte mi salv\u00f2 la vita e non si allontan\u00f2 mai volontariamente da me un\nvita e non si \u00e8 mai allontanato volontariamente da me un momento.\n\nMentre Sola era via ho avuto modo di esaminare pi\u00f9 minuziosamente la stanza\nin cui mi trovavo prigioniero. Il dipinto murale raffigurava scene di rara\nrara e meravigliosa bellezza: montagne, fiumi, laghi, oceani, prati, alberi e fiori, strade tortuose, giardini baciati dal sole,\nalberi e fiori, strade tortuose, giardini baciati dal sole.\nche avrebbero potuto rappresentare panorami terrestri, se non fosse per le diverse colorazioni della vegetazione.\nvegetazione. L'opera \u00e8 stata evidentemente realizzata da una mano esperta,\ncos\u00ec sottile l'atmosfera, cos\u00ec perfetta la tecnica; eppure non c'era da nessuna parte una\ndi un animale vivente, umano o bruto, da cui si potessero\nche mi permettesse di indovinare le sembianze di questi altri, forse estinti, abitanti di Marte.\nabitanti di Marte.\n\nMentre lasciavo che la mia fantasia si sbizzarrisse in congetture selvagge sulla\nspiegazione delle strane anomalie che avevo riscontrato fino a quel momento su Marte.\nsu Marte, Sola torn\u00f2 portando cibo e bevande. Questi\npos\u00f2 sul pavimento accanto a me e, sedendosi a poca distanza, mi guard\u00f2 con attenzione.\nmi guard\u00f2 con attenzione. Il cibo consisteva in circa mezzo chilo di una sostanza solida della consistenza del formaggio e quasi\nsostanza solida della consistenza di un formaggio e quasi insapore, mentre il liquido\nliquido era apparentemente latte di qualche animale. Non era sgradevole al\nnon era sgradevole al gusto, anche se leggermente acido, e in breve tempo imparai ad apprezzarlo\nmolto apprezzato. Come scoprii in seguito, non proveniva da un animale, dato che\nsu Marte c'\u00e8 un solo mammifero e molto raro, ma da una grande pianta che cresce praticamente senza\nma da una grande pianta che cresce praticamente senz'acqua, ma sembra distillare la sua\nma sembra distillare la sua abbondante scorta di latte dai prodotti del suolo, dall'umidit\u00e0 dell'aria e dai raggi.\numidit\u00e0 dell'aria e dai raggi del sole. Una singola pianta di questa\nspecie dar\u00e0 otto o dieci litri di latte al giorno.\n\nDopo aver mangiato ero molto rinvigorito, ma sentivo il bisogno di riposare.\ndi riposo, mi distesi sulle sete e mi addormentai presto. Devo aver dormito\nore di sonno, perch\u00e9 quando mi svegliai era buio e avevo molto freddo.\nNotai che qualcuno mi aveva gettato addosso una pelliccia, che per\u00f2 si era\nma si era parzialmente staccata e nell'oscurit\u00e0 non riuscivo a vedere come sostituirla.\nImprovvisamente una mano si allung\u00f2 e mi tir\u00f2 la pelliccia, aggiungendone poco dopo un'altra alla mia copertura.\npoco dopo ne aggiunse un'altra alla mia copertura.\n\nPresumevo che il mio guardiano fosse Sola, e non mi sbagliavo. Questa\ntra tutti i marziani verdi con cui venni in contatto,\ndi tutti i marziani verdi con cui venni a contatto, rivel\u00f2 caratteristiche di simpatia, gentilezza e affetto.\nLe sue cure per i miei bisogni corporei erano immancabili, e le sue premurose\nsollecite cure mi salvarono da molte sofferenze e molti disagi.\n\nCome avrei appreso, le notti marziane sono estremamente fredde e, poich\u00e9 non esiste praticamente il crepuscolo o l'alba, le variazioni di temperatura sono\npraticamente non esiste il crepuscolo o l'alba, i cambiamenti di temperatura sono\nimprovvisi e molto fastidiosi, cos\u00ec come le transizioni dalla luce brillante del\nluce del giorno all'oscurit\u00e0. Le notti sono o brillantemente illuminate o molto buie.\nmolto buie, perch\u00e9 se nessuna delle due lune di Marte si trova in cielo, il buio \u00e8 quasi totale.\nMarte si trova nel cielo un'oscurit\u00e0 quasi totale, poich\u00e9 la mancanza di atmosfera o, meglio, l'atmosfera molto sottile\natmosfera, o meglio, l'atmosfera molto sottile, non riesce a diffondere la luce delle stelle in misura\nd'altra parte, se entrambe le lune si trovano in cielo di notte, la superficie della\ncielo di notte, la superficie del suolo \u00e8 illuminata in modo intenso.\n\nEntrambe le lune di Marte sono molto pi\u00f9 vicine a lei di quanto lo sia la nostra luna alla Terra;\nla luna pi\u00f9 vicina \u00e8 distante solo circa cinquemila miglia, mentre quella pi\u00f9 lontana \u00e8\npi\u00f9 lontana \u00e8 a poco pi\u00f9 di quattordicimila miglia, a fronte del\ncontro il milione e mezzo di chilometri che ci separano dalla nostra luna.\nLa luna pi\u00f9 vicina a Marte compie una rivoluzione completa intorno al pianeta\nintorno al pianeta in poco pi\u00f9 di sette ore e mezza, tanto che pu\u00f2 essere vista\ncome un'enorme meteora due o tre volte ogni notte.\nnotte, rivelando tutte le sue fasi durante ogni transito nei cieli.\n\nLa luna ulteriore ruota intorno a Marte in circa trenta ore e un quarto.\nun quarto d'ora, e con il satellite gemello rende la scena notturna marziana splendida e strana.\nmarziano una scena di splendida e strana grandezza. Ed \u00e8 bene che\nnatura abbia illuminato cos\u00ec benevolmente e abbondantemente la notte marziana, perch\u00e9\nGli uomini verdi di Marte, essendo una razza nomade senza un elevato sviluppo intellettuale, non hanno che mezzi\nsviluppo intellettuale, non hanno che mezzi rozzi per l'illuminazione artificiale; dipendendo\ndalle torce, da una specie di candela e da una particolare lampada a olio che genera un gas e\nche genera un gas e brucia senza stoppino.\n\nQuest'ultimo dispositivo produce una luce bianca intensamente brillante e di ampia portata.\nluce, ma poich\u00e9 l'olio naturale di cui ha bisogno pu\u00f2 essere ottenuto soltanto\nin una delle numerose localit\u00e0 distanti e remote, \u00e8 raramente utilizzato da queste creature\nraramente viene utilizzato da queste creature il cui unico pensiero \u00e8 il presente e\ne il cui odio per il lavoro manuale li ha mantenuti in uno stato semi-barbarico per innumerevoli epoche.\nstato semi-barbarico per innumerevoli epoche.\n\nDopo che Sola ebbe rifornito le mie coperte, mi addormentai di nuovo e non mi svegliai finch\u00e9 non fu giorno.\nfino alla luce del giorno. Gli altri occupanti della stanza, in numero di cinque, erano tutte femmine.\ndonne, e stavano ancora dormendo, ammucchiati in un'accozzaglia di sete e pellicce.\ndi sete e pellicce. Sulla soglia giaceva il bruto guardiano\ninsonne, proprio come l'avevo visto l'ultima volta il giorno precedente; apparentemente non si era mosso di un millimetro.\ngiorno precedente; apparentemente non aveva mosso un muscolo; i suoi occhi erano quasi incollati su di me\nsu di me e mi chiesi cosa mi sarebbe successo se avessi tentato di fuggire.\ntentare di fuggire.\n\nSono sempre stato incline a cercare l'avventura e a indagare e sperimentare\nsperimentare dove uomini pi\u00f9 saggi avrebbero lasciato perdere. Perci\u00f2 mi \u00e8 venuto in mente\nquindi ora mi \u00e8 venuto in mente che il modo pi\u00f9 sicuro di conoscere l'esatto\natteggiamento di questa bestia nei miei confronti sarebbe stato quello di tentare di lasciare la stanza.\nMi sentivo abbastanza sicuro di poter sfuggire a lui se mi avesse inseguito una volta fuori dall'edificio.\nuna volta fuori dall'edificio, perch\u00e9 avevo iniziato a essere orgoglioso delle mie\ngrande orgoglio della mia abilit\u00e0 di saltatore. Inoltre, potevo vedere dalla\ndalla brevit\u00e0 delle sue gambe che il bruto stesso non era un saltatore e\nprobabilmente nemmeno un corridore.\n\nLentamente e con cautela, quindi, mi misi in piedi, solo per vedere che il mio osservatore faceva lo stesso.\nche il mio osservatore faceva lo stesso; con cautela avanzai verso di lui, trovando che\nmuovendomi con un'andatura scalcagnata riuscivo a mantenere l'equilibrio e a fare\nun progresso ragionevolmente rapido. Man mano che mi avvicinavo al bruto, lui indietreggiava cautamente\ne quando raggiunsi lo spiazzo si spost\u00f2 di lato per lasciarmi passare.\nlasciarmi passare. Poi si mise dietro di me e mi segu\u00ec per una decina di passi, mentre mi facevo strada.\ndietro di me mentre percorrevo la strada deserta.\n\nEvidentemente la sua missione era solo quella di proteggermi, pensai, ma quando raggiungemmo il confine della citt\u00e0\nquando raggiungemmo la periferia della citt\u00e0, scatt\u00f2 improvvisamente davanti a me, pronunciando\nstrani suoni e mostrando le sue brutte e feroci zanne. Pensando di\ndi divertirmi a sue spese, mi precipitai verso di lui e, quando gli fui quasi addosso, scattai in aria.\nquasi su di lui, spiccai il volo, scendendo molto al di l\u00e0 di lui e lontano dalla citt\u00e0.\ndalla citt\u00e0. Si gir\u00f2 immediatamente e mi caric\u00f2 con la velocit\u00e0 pi\u00f9\nspaventosa velocit\u00e0 che avessi mai visto. Avevo pensato che le sue gambe corte fossero un ostacolo\nalla rapidit\u00e0, ma se avesse corso con i levrieri questi ultimi sarebbero sembrati\nsarebbero sembrati addormentati su uno zerbino. Come avrei appreso, questo\n\u00e8 l'animale pi\u00f9 veloce di Marte e, per la sua intelligenza, lealt\u00e0 e ferocia, \u00e8 usato per la caccia,\ne alla sua ferocia \u00e8 usato nella caccia, in guerra e come protettore dell'uomo marziano.\nuomo marziano.\n\nMi resi subito conto che sarebbe stato difficile sfuggire alle zanne della bestia\nbestia su un percorso rettilineo, e cos\u00ec affrontai la sua carica raddoppiando i miei passi e saltando su di lui quando mi era quasi addosso.\ne saltando su di lui quando mi era quasi addosso. Questa manovra\nmi ha dato un vantaggio considerevole e sono riuscito a raggiungere la citt\u00e0\ne, mentre mi inseguiva, saltai verso una finestra a una trentina di metri da terra.\nuna finestra a una trentina di metri da terra, in faccia a uno degli edifici che si affacciano sulla\nedifici che si affacciano sulla valle.\n\nAggrappandomi al davanzale mi tirai su in posizione seduta senza\nguardare nell'edificio e guardai l'animale sconcertato sotto di me.\nsotto di me. La mia esultanza fu per\u00f2 di breve durata, perch\u00e9 non avevo ancora raggiunto un posto sicuro sul davanzale che una mano enorme mi afferr\u00f2.\ndavanzale, quando una mano enorme mi afferr\u00f2 per il collo da dietro e mi trascin\u00f2 con violenza.\ndietro e mi trascin\u00f2 violentemente nella stanza. Qui fui gettato sulla\nsulla schiena e vidi sopra di me una colossale creatura scimmiesca,\nbianca e senza peli, tranne che per un'enorme massa di peli irti sulla testa.\ntesta.\n\n\n\n\nCAPITOLO VI\nUNA LOTTA CHE HA CONQUISTATO GLI AMICI\n\n\nLa cosa, che assomigliava pi\u00f9 ai nostri uomini terrestri che ai marziani che avevo visto, mi teneva legato al suolo con un piede enorme.\nmarziani che avevo visto, mi teneva immobilizzato a terra con un piede enorme,\nmentre farfugliava e gesticolava con una creatura che rispondeva dietro di me.\ndietro di me. Quest'altra, che evidentemente era la sua compagna, venne presto verso di noi,\ncon un poderoso randello di pietra con il quale evidentemente intendeva\nme.\n\nLe creature erano alte circa tre o quattro metri, in posizione eretta, e avevano, come i marziani verdi, una serie di braccia o gambe intermedie.\navevano, come i marziani verdi, una serie intermedia di braccia o gambe,\na met\u00e0 strada tra gli arti superiori e quelli inferiori. Gli occhi erano vicini e non\nocchi erano vicini tra loro e non sporgenti; le orecchie erano alte, ma pi\u00f9\norecchie erano alte, ma pi\u00f9 laterali rispetto a quelle dei marziani, mentre il muso e i denti erano\ndenti erano straordinariamente simili a quelli del nostro gorilla africano. Complessivamente\nnon erano affatto male se confrontati con i marziani verdi.\nmarziani.\n\nIl randello stava oscillando nell'arco che terminava sul mio viso rovesciato\nquando un fulmine di orrore a miriadi di gambe si scagli\u00f2 attraverso l'ingresso\nsul petto del mio carnefice. Con un urlo di paura la scimmia che mi teneva in pugno\nscimmia che mi teneva in pugno balz\u00f2 attraverso la finestra aperta, ma il suo compagno si chiuse in un\nlotta mortale con il mio salvatore, che era nientemeno che il mio fedele guardiano.\nche non era altro che il mio fedele animale da guardia; non riesco a chiamare cane una creatura cos\u00ec orrenda.\ncreatura un cane.\n\nIl pi\u00f9 rapidamente possibile mi misi in piedi e, appoggiandomi al muro, assistetti a una battaglia\nassistetti a una battaglia che \u00e8 concesso a pochi esseri di vedere. La\nforza, l'agilit\u00e0 e la cieca ferocia di queste due creature \u00e8\ndi queste due creature non \u00e8 paragonabile a nulla di conosciuto dall'uomo terrestre. La mia bestia aveva un vantaggio\nnella sua prima presa, avendo affondato le sue potenti zanne nel petto del suo avversario.\ndell'avversario; ma le grandi braccia e le zampe della scimmia, sostenute da una muscolatura\nscimmia, sostenute da muscoli che superavano di gran lunga quelli degli uomini marziani che avevo visto, avevano\ngola del mio guardiano e lentamente gli stavano togliendo la vita,\ne piegando all'indietro la testa e il collo sul suo corpo, dove mi aspettavo momentaneamente\nmi aspettavo che il primo cadesse flaccido all'estremit\u00e0 di un collo spezzato.\n\nNel fare questo, la scimmia stava strappando via l'intera parte anteriore del suo\npetto, che era tenuto nella morsa delle potenti mascelle. Avanti e indietro sul\navanti e indietro sul pavimento, senza che nessuno dei due emettesse un suono di paura o di dolore.\npaura o dolore. A un certo punto vidi i grandi occhi della mia bestia sporgere\ncompletamente dalle orbite e il sangue scorrere dalle narici. Che\nche si stava indebolendo percettibilmente era evidente, ma anche la scimmia,\nle cui lotte si stavano momentaneamente attenuando.\n\nImprovvisamente tornai in me e, con quello strano istinto che sembra sempre\nche sembra sempre spingermi al mio dovere, afferrai la clava, che era caduta a terra all'inizio della battaglia, e la feci oscillare con tutta la forza\na terra all'inizio della battaglia, e brandendola con tutta la\ncon tutta la forza delle mie braccia terrene, lo schiantai in pieno sulla testa della scimmia, schiacciandogli il cranio.\nscimmia, schiacciandogli il cranio come se fosse stato un guscio d'uovo.\n\nIl colpo non era ancora arrivato quando mi trovai di fronte a un nuovo pericolo.\npericolo. Il compagno della scimmia, ripresosi dalla prima scossa di terrore, era tornato sul luogo dell'incontro passando dall'interno del\nera tornato sul luogo dell'incontro passando per l'interno dell'edificio.\nedificio. L'ho intravisto poco prima che raggiungesse la porta e la sua vista, ora ruggente come un\nvista di lui, che ruggiva nel vedere il suo compagno esanime steso sul\nsul pavimento, e che schiumava dalla bocca, nell'estremo della sua\nrabbia, mi riemp\u00ec, devo confessarlo, di terribili presentimenti.\n\nSono sempre disposto a resistere e a combattere quando le probabilit\u00e0 non sono troppo\ncontro di me, ma in questo caso non ho percepito n\u00e9 la gloria n\u00e9 il profitto\ngloria n\u00e9 profitto nel contrapporre la mia forza relativamente esigua ai\nmuscoli di ferro e la brutale ferocia di questo infuriato abitante di un mondo sconosciuto.\ndi un mondo sconosciuto; infatti, l'unico risultato di un simile incontro, per quanto mi\nper quanto mi riguardava, era la morte improvvisa.\n\nEro in piedi vicino alla finestra e sapevo che, una volta in strada, avrei potuto guadagnare la piazza e la salvezza prima che la creatura potesse raggiungermi.\nuna volta in strada avrei potuto raggiungere la piazza e mettermi al sicuro prima che la creatura potesse superarmi;\nalmeno c'era una possibilit\u00e0 di salvezza nella fuga, contro una morte quasi\nmorte quasi certa se fossi rimasto a combattere, anche se disperatamente.\n\n\u00c8 vero che avevo in mano il randello, ma cosa potevo fare contro le sue\nquattro grandi braccia? Anche se dovessi spezzarne una con il primo colpo,\nperch\u00e9 immaginavo che avrebbe tentato di respingere il randello, avrebbe potuto raggiungere e\ndi randello, avrebbe potuto allungare la mano e annientarmi con le altre prima che potessi riprendermi per\nun secondo attacco.\n\nNell'istante in cui questi pensieri mi passarono per la mente, mi ero voltato per andare alla finestra.\nper dirigermi verso la finestra, ma i miei occhi si sono posati sulla forma del mio\nmio precedente guardiano, gettarono ai quattro venti ogni pensiero di fuga. Egli\ngiaceva ansimante sul pavimento della camera, i suoi grandi occhi fissi su di me\nsu di me in quello che sembrava un pietoso appello di protezione. Non potevo\nnon potevo resistere a quello sguardo, n\u00e9 avrei potuto, ripensandoci, abbandonare il mio\nmio soccorritore senza dare una buona impressione di me a suo favore come lui\ndi me stesso in suo favore, come lui aveva fatto con me.\n\nSenza ulteriori indugi, quindi, mi voltai per rispondere alla carica del toro scimmia\nscimmia toro infuriata. Era ormai troppo vicino a me perch\u00e9 il randello potesse\ndi aiuto efficace, cos\u00ec mi limitai a scagliarlo il pi\u00f9 pesantemente possibile\nche potevo contro la sua mole avanzante. Lo colp\u00ec proprio sotto le ginocchia,\nprovocando un urlo di dolore e di rabbia e facendogli perdere l'equilibrio.\nche si fiond\u00f2 su di me con le braccia spalancate per alleviare la caduta.\n\nDi nuovo, come il giorno precedente, feci ricorso a tattiche terrene, e\ne, dopo avergli sferrato il pugno destro sulla punta del mento, lo seguii con il sinistro\ncon un sinistro violento alla bocca dello stomaco. L'effetto fu\nmeraviglioso, perch\u00e9, mentre mi scostavo leggermente, dopo aver sferrato il secondo\ncolpo, egli si ribalt\u00f2 e cadde a terra raddoppiato per il dolore e\ne ansimante. Saltando sul suo corpo prostrato, afferrai il randello e terminai il mostro prima che potesse riprendere il controllo\ne terminai il mostro prima che potesse rimettersi in piedi.\n\nMentre sferravo il colpo, una bassa risata risuon\u00f2 alle mie spalle e, voltandomi, vidi Tars Tarkas, Sola e tre o quattro guerrieri in piedi in mezzo a loro.\nTars Tarkas, Sola e tre o quattro guerrieri in piedi all'ingresso della camera.\nporta della camera. Quando i miei occhi incontrarono i loro fui, per la seconda volta, il destinatario del loro zelo.\nper la seconda volta, il destinatario del loro applauso zelantemente sorvegliato.\n\nLa mia assenza era stata notata da Sola al suo risveglio e aveva subito informato Tars Tarkas.\nTars Tarkas, che era partito immediatamente con un manipolo di guerrieri per cercarmi.\nguerrieri per cercarmi. Mentre si avvicinavano ai confini della citt\u00e0\ncitt\u00e0 avevano assistito alle azioni della scimmia toro che si era fiondata nel\nnell'edificio, schiumando di rabbia.\n\nLo avevano seguito immediatamente, pensando che fosse appena possibile\nche le sue azioni potessero rivelare la mia posizione e avevano assistito alla mia breve ma decisiva battaglia con lui.\nbreve ma decisivo scontro con lui. Questo incontro, insieme alla mia\ncon il guerriero marziano il giorno precedente e alle mie prodezze nel salto, mi ha posto su un alto pontile.\nsalto mi ponevano su un alto pinnacolo nella loro considerazione. Evidentemente\nprivi di tutti i pi\u00f9 raffinati sentimenti di amicizia, amore o affetto,\ndi amicizia, amore o affetto, queste persone venerano la prestanza fisica e il coraggio, e nulla \u00e8 troppo\nnulla \u00e8 troppo bello per l'oggetto della loro adorazione, purch\u00e9 egli mantenga la sua posizione\nfinch\u00e9 mantiene la sua posizione con ripetuti esempi di abilit\u00e0, forza e coraggio.\n\nSola, che aveva accompagnato la squadra di ricerca di sua spontanea volont\u00e0, era l'unico dei marziani il cui volto non era stato stravolto dalla\nmarziani il cui volto non si era contorto in una risata mentre io lottavo per la mia vita.\nridere mentre lottavo per la mia vita. Al contrario, era sobria e apparentemente preoccupata.\napparente sollecitudine e, non appena ebbi finito il mostro, si precipit\u00f2 da me ed esamin\u00f2 attentamente il mio corpo\nnon appena ebbi terminato il mostro, si precipit\u00f2 da me ed esamin\u00f2 attentamente il mio corpo alla ricerca di eventuali ferite o lesioni.\nSoddisfatta che ne fossi uscito indenne, sorrise tranquillamente,\ne, prendendomi per mano, si avvi\u00f2 verso la porta della camera.\n\nTars Tarkas e gli altri guerrieri erano entrati e si trovavano davanti al bruto che mi aveva salvato la vita.\nil bruto che mi aveva salvato la vita e che io, a mia volta, avevo salvato.\nvita e che io, a mia volta, avevo salvato. Sembravano impegnati in una discussione e alla fine uno di loro si rivolse a me.\nalla fine uno di loro si rivolse a me, ma ricordandosi della mia ignoranza della sua lingua\nlingua mi rivolsi a Tars Tarkas, il quale, con una parola e un gesto, diede qualche\nqualche comando al compagno e si volt\u00f2 per seguirci fuori dalla stanza.\n\nSembrava che ci fosse qualcosa di minaccioso nel loro atteggiamento nei confronti della mia bestia e\nesitavo ad andarmene finch\u00e9 non avessi saputo l'esito. Feci bene a farlo\nperch\u00e9 il guerriero estrasse dalla fondina una pistola dall'aspetto malvagio e stava per porre fine alla creatura\nera sul punto di porre fine alla creatura quando io scattai in avanti e lo colpii al braccio.\nin avanti e lo colpii al braccio. Il proiettile che colp\u00ec l'involucro di legno della\nfinestra esplose, facendo un buco completo nel legno e nella muratura.\nmuratura.\n\nMi inginocchiai quindi accanto alla cosa dall'aspetto spaventoso e, sollevandola in piedi, le feci cenno di seguirmi.\nin piedi e le feci cenno di seguirmi. Gli sguardi di sorpresa che le mie azioni\nmarziani erano ridicoli; non potevano capire, se non in modo debole e infantile, una cosa del genere.\nnon potevano comprendere, se non in modo debole e infantile, attributi come la\ngratitudine e compassione. Il guerriero a cui avevo fatto esplodere la pistola guard\u00f2\nTars Tarkas, ma quest'ultimo fece segno di lasciarmi in pace e cos\u00ec tornammo a casa.\ne cos\u00ec tornammo alla piazza con la mia grande bestia che mi seguiva da vicino.\nche mi seguiva da vicino e Sola che mi teneva saldamente per un braccio.\n\nAvevo almeno due amici su Marte: una giovane donna che mi vegliava con\ncon premura materna, e un bruto muto che, come poi venni a sapere, racchiudeva nella sua povera e brutta carcassa pi\u00f9 amore, pi\u00f9 fedelt\u00e0, pi\u00f9\ncome venni a sapere in seguito, racchiudeva nella sua povera e brutta carcassa pi\u00f9 amore, pi\u00f9 lealt\u00e0, pi\u00f9\ngratitudine di quanta se ne possa trovare in tutti i cinque milioni di marziani verdi che si aggirano per il deserto.\nmarziani verdi che vagano per le citt\u00e0 deserte e i fondi marini morti di Marte.\n\n\n\n\nCAPITOLO VII\nL'EDUCAZIONE DEI BAMBINI SU MARTE\n\n\nDopo una colazione che era una replica esatta del pasto del giorno precedente e un indice di quasi tutti i pasti successivi.\ndel giorno precedente e un indice di praticamente tutti i pasti che seguivano\nmentre ero con gli uomini verdi di Marte, Sola mi accompagn\u00f2 in piazza,\ndove trovai l'intera comunit\u00e0 impegnata a guardare o ad aiutare a\nl'imbracatura di enormi animali mastodontici a grandi carri a tre ruote.\ncarri a tre ruote. C'erano circa duecentocinquanta di questi veicoli,\nognuno dei quali, dall'aspetto, avrebbe potuto facilmente trainare l'intero carro,\ndall'aspetto, avrebbe potuto facilmente trainare l'intera carovana a pieno carico.\n\nI carri stessi erano grandi, comodi e splendidamente\nornati. In ognuno di essi sedeva una donna marziana carica di ornamenti di metallo, gioielli, sete e pellicce.\ndi metallo, di gioielli, di sete e di pellicce, e sul dorso di ciascuna delle bestie che trainavano i carri era appollaiato un giovane marziano che li guidava.\nbestie che trainavano i carri era appollaiato un giovane marziano che li guidava. Come\ncome gli animali su cui erano montati i guerrieri, anche le bestie da tiro pi\u00f9 pesanti\npi\u00f9 pesanti non portavano n\u00e9 morso n\u00e9 briglia, ma erano guidati interamente da\ntelepatici.\n\nQuesto potere \u00e8 meravigliosamente sviluppato in tutti i marziani e spiega in gran parte la semplicit\u00e0 della loro lingua e il numero relativamente basso di\ne spiega in gran parte la semplicit\u00e0 del loro linguaggio e il numero relativamente esiguo di parole\nparole scambiate anche in lunghe conversazioni. \u00c8 la lingua universale di\nuniversale di Marte, attraverso il quale gli animali superiori e inferiori di questo mondo di paradossi\nanimali superiori e inferiori di questo mondo di paradossi sono in grado di comunicare in misura maggiore o minore, a seconda del\no meno, a seconda della sfera intellettuale della specie e dello sviluppo dell'individuo.\ne dallo sviluppo dell'individuo.\n\nQuando la cavalcata si mise in fila indiana, Sola mi trascin\u00f2 nella carrozza vuota e procedemmo con la processione verso la\nSola mi trascin\u00f2 in una carrozza vuota e procedemmo con la processione verso\nverso il punto da cui ero entrato in citt\u00e0 il giorno prima. Alla testa\ndella carovana cavalcavano circa duecento guerrieri, cinque alla volta, e un numero simile\nun numero analogo di persone nelle retrovie, mentre venticinque o trenta cavalieri\nci fiancheggiavano da entrambi i lati.\n\nTutti, tranne me, gli uomini, le donne e i bambini erano pesantemente armati, e\nalla coda di ogni carro trottava un cane marziano, la mia bestia seguiva da vicino la nostra; infatti la fedele creatura non ha mai\nseguiva da vicino il nostro; infatti, la fedele creatura non mi lasci\u00f2 mai\ninfatti la fedele creatura non mi ha mai lasciato volontariamente durante i dieci anni che ho trascorso su Marte. La nostra\nstrada conduceva attraverso la piccola valle che precedeva la citt\u00e0, attraverso le\ncolline, e gi\u00f9 nel fondo del mare morto che avevo attraversato durante il mio\nviaggio dall'incubatrice alla piazza. L'incubatrice, come si \u00e8 dimostrato,\nera il punto terminale del nostro viaggio di oggi e, mentre l'intera cavalcata\ngaloppo forsennato appena raggiunta la distesa pianeggiante del fondo marino.\ndi fondo, ci trovammo presto in vista della nostra meta.\n\nQuando vi giunsero, i carri furono parcheggiati con precisione militare sui quattro lati del recinto.\nquattro lati del recinto, e una mezza ventina di guerrieri, guidati dall'enorme capo\nenorme capo, tra cui Tars Tarkas e molti altri capi minori, smontarono e avanzarono verso di essa.\ncapi minori, smontarono e avanzarono verso di esso. Vedevo Tars\nTars Tarkas che spiegava qualcosa al capo principale, il cui nome, tra l'altro, era\nnome, tra l'altro, era, per quanto posso tradurre in inglese, Lorquas\nPtomel, Jed; Jed era il suo titolo.\n\nMi resi subito conto dell'argomento della loro conversazione, poich\u00e9, chiamando Sola, Tars Tarkas le fece segno di mandarmi da lui.\na Sola, Tars Tarkas le fece segno di mandarmi da lui. Ormai avevo\normai imparato a camminare in condizioni marziane, e\ne, rispondendo rapidamente al suo comando, avanzai verso il lato dell'incubatrice dove si trovavano i guerrieri.\nincubatrice dove si trovavano i guerrieri.\n\nQuando arrivai al loro fianco, un'occhiata mi mostr\u00f2 che tutte le uova, tranne pochissime, si erano schiuse.\nsi erano schiuse, dato che l'incubatrice era piena di orribili diavoletti.\norribili diavoletti. L'altezza variava da un metro a un metro e mezzo e si muovevano irrequieti per il recinto come se fossero alla ricerca di cibo.\nirrequieti nel recinto come se fossero alla ricerca di cibo.\n\nMentre mi fermavo davanti a lui, Tars Tarkas indic\u00f2 l'incubatrice e disse: \"Sak\".\ne disse: Sak.  Ho capito che voleva che ripetessi la mia performance di ieri per\nieri per l'edificazione di Lorquas Ptomel e, poich\u00e9 devo confessare che la mia abilit\u00e0 mi ha dato non poca soddisfazione, ho risposto\nche la mia abilit\u00e0 mi dava non poca soddisfazione, risposi prontamente,\nsaltando completamente sopra i carri parcheggiati sul lato opposto dell'incubatrice.\nincubatrice. Mentre tornavo, Lorquas Ptomel mi fece un grugnito e, rivolgendosi ai suoi guerrieri, mi disse\ne, rivolgendosi ai suoi guerrieri, diede alcune parole di comando relative all'incubatrice.\nincubatrice. Non mi prestarono pi\u00f9 attenzione e mi fu cos\u00ec permesso di rimanere\ncos\u00ec mi fu permesso di rimanere vicino e di osservare le loro operazioni, che consistevano nel\nnell'aprire un varco nella parete dell'incubatrice abbastanza grande da permettere\nun'apertura nella parete dell'incubatrice abbastanza grande da permettere l'uscita dei giovani marziani.\n\nAi lati di questa apertura le donne e i marziani pi\u00f9 giovani, sia maschi che femmine, formavano due solide pareti che conducevano all'esterno attraverso il\nmaschi e femmine, formavano due solide pareti che portavano fuori attraverso i\ncarri e verso la pianura. Tra questi muri i\npiccoli marziani sgambettavano, selvaggi come cervi; era permesso correre per tutta la lunghezza della navata\nper tutta la lunghezza della navata, dove venivano catturati uno alla volta dalle donne e dai bambini pi\u00f9 grandi.\ndonne e dai bambini pi\u00f9 grandi; l'ultimo della fila catturava il primo\npiccolo che raggiungeva la fine del guanto di sfida, il suo opposto nella fila\nil secondo, e cos\u00ec via fino a quando tutti i piccoli non lasciavano il recinto e venivano\nil recinto e si fossero appropriati di qualche giovane o donna. Man mano che le\ndonne catturavano i piccoli, questi uscivano dalla fila e tornavano ai rispettivi carri.\ncarri, mentre quelli che cadevano nelle mani dei giovani venivano poi\ngiovani venivano poi consegnati a qualcuna delle donne.\n\nVidi che la cerimonia, se poteva essere degna di tale nome, era finita.\ne cercando Sola la trovai nel nostro carro con un'orrenda creaturina stretta tra le braccia.\norrenda creatura stretta tra le braccia.\n\nIl lavoro di allevare giovani marziani verdi consiste unicamente nell'insegnare loro a parlare e a usare le armi da guerra con cui sono\na parlare e a usare le armi da guerra di cui sono dotati fin dal primo anno di vita.\ndi guerra di cui sono carichi fin dal primo anno di vita. Provengono da uova\nin cui hanno riposato per cinque anni, il periodo dell'incubazione, si affacciano al mondo perfettamente\ndi incubazione, si affacciano al mondo perfettamente sviluppati, tranne che nelle dimensioni. Interamente\nsconosciuti alle loro madri, che a loro volta avrebbero difficolt\u00e0 a\npadre con un certo grado di accuratezza, sono i figli comuni della comunit\u00e0.\ncomuni della comunit\u00e0 e la loro educazione \u00e8 affidata alle femmine che li catturano\nfemmine che li catturano quando lasciano l'incubatrice.\n\nLe loro madri adottive possono anche non aver avuto un uovo nell'incubatrice, come nel caso di Sola, che non aveva iniziato a deporre fino a meno di un anno prima.\ncome nel caso di Sola, che non aveva iniziato a deporre, fino a meno di un anno prima di diventare madre di una\nun anno prima di diventare la madre della prole di un'altra donna. Ma\nMa questo conta poco tra i marziani verdi, perch\u00e9 l'amore parentale e filiale\ngenitoriale e filiale sono sconosciuti a loro come sono comuni a noi. Credo che questo\norribile sistema che \u00e8 stato portato avanti per secoli sia la causa diretta\ndella perdita di tutti i sentimenti pi\u00f9 fini e dei pi\u00f9 alti istinti umanitari\ntra queste povere creature. Fin dalla nascita non conoscono l'amore del padre o della madre\npadre o madre, non conoscono il significato della parola \"casa\"; viene insegnato loro che\nche sono stati sopportati per vivere solo fino a quando non possono dimostrare con il loro\nfisico e la ferocia che sono adatti a vivere. Se dovessero risultare\ndeformi o difettosi in qualsiasi modo, vengono prontamente fucilati; n\u00e9 vedono versare una lacrima per un solo\nn\u00e9 vedono versare una lacrima per una sola delle molte e crudeli privazioni che subiscono\nfin dalla prima infanzia.\n\nNon voglio dire che i marziani adulti siano inutilmente o intenzionalmente\nintenzionalmente o inutilmente crudeli con i giovani, ma la loro \u00e8 una dura e spietata\ndura e spietata lotta per l'esistenza su un pianeta morente, le cui risorse naturali\nnaturali si sono ridotte a un punto tale che il sostentamento di ogni vita in pi\u00f9\nvita in pi\u00f9 significa una tassa aggiuntiva per la comunit\u00e0 in cui viene gettata.\n\nCon un'accurata selezione allevano solo gli esemplari pi\u00f9 resistenti di ogni\nspecie, e con una lungimiranza quasi soprannaturale regolano il tasso di natalit\u00e0 per\ncon una lungimiranza quasi soprannaturale, regolano il tasso di natalit\u00e0 in modo da compensare le perdite dovute alla morte.\n\nOgni femmina adulta marziana produce circa tredici uova all'anno,\ne quelle che soddisfano i test di dimensione, peso e peso specifico vengono\nnascoste negli anfratti di qualche sotterraneo, dove la temperatura \u00e8 troppo bassa per\ntroppo bassa per l'incubazione. Ogni anno queste uova vengono attentamente esaminate\nda un consiglio di venti capi, e tutte le uova pi\u00f9 perfette, tranne un centinaio, vengono distrutte ogni anno.\npi\u00f9 perfette vengono distrutte da ogni fornitura annuale. Alla fine dei\ncinque anni, circa cinquecento uova quasi perfette sono state scelte tra le\nmigliaia di uova prodotte. Queste vengono poi messe nelle incubatrici\nincubatrici a tenuta d'aria per essere schiuse dai raggi del sole dopo un periodo di altri cinque anni.\naltri cinque anni. La schiusa a cui abbiamo assistito oggi era un evento\nevento abbastanza rappresentativo del suo genere: tutte le uova, tranne l'uno per cento, si sono schiuse in due giorni.\nuova si sono schiuse in due giorni. Se le uova rimanenti si sono mai schiuse, non sappiamo\nSe le uova rimanenti si fossero mai schiuse, non sapevamo quale sarebbe stato il destino dei piccoli marziani. Non erano desiderati,\nperch\u00e9 la loro prole avrebbe potuto ereditare e trasmettere la tendenza all'incubazione prolungata, sconvolgendo cos\u00ec il sistema.\nincubazione prolungata, sconvolgendo cos\u00ec il sistema che si \u00e8 mantenuto per secoli e che permette ai marziani adulti di figurare\nche permette ai marziani adulti di determinare il momento giusto per il ritorno alle incubatrici, quasi a\nalle incubatrici, quasi all'ora.\n\nLe incubatrici sono costruite in zone remote, dove le probabilit\u00e0 di essere scoperte da altre trib\u00f9 sono scarse o nulle.\nprobabilit\u00e0 di essere scoperti da altre trib\u00f9. Il risultato di\nuna tale catastrofe significherebbe non avere figli nella comunit\u00e0 per altri cinque anni.\ncinque anni. In seguito sono stato testimone dei risultati della scoperta di un'incubatrice aliena.\nincubatrice aliena.\n\nLa comunit\u00e0 di cui facevano parte i marziani verdi con i quali mi\nfaceva parte era composta da circa trentamila anime. Si aggiravano\nun enorme tratto di terra arida e semi-arida tra il quaranta e l'ottanta\nlatitudine sud, delimitata a est e a ovest da due grandi distese fertili.\nfertili. Il loro quartier generale si trovava nell'angolo sud-occidentale di questo\ndi questo distretto, vicino all'incrocio di due dei cosiddetti canali marziani.\n\nPoich\u00e9 l'incubatrice era stata collocata molto a nord del loro territorio, in un'area presumibilmente disabitata e poco frequentata, avevamo di fronte a noi una\nzona presumibilmente disabitata e poco frequentata, avevamo davanti a noi un\nun viaggio immenso, di cui io, ovviamente, non sapevo nulla.\n\nDopo il nostro ritorno alla citt\u00e0 morta, passai diversi giorni in un\nozio. Il giorno successivo al nostro ritorno tutti i guerrieri erano usciti a cavallo la mattina presto e non erano tornati fino a poco prima di\ndi buon mattino e non erano tornati fino a poco prima che\nche calassero le tenebre. Come seppi in seguito, si erano recati nei sotterranei in cui erano conservate le uova.\nsotterranei in cui erano conservate le uova e le avevano trasportate nell'incubatrice.\nincubatrice, che avevano poi murato per altri cinque anni e che, con ogni probabilit\u00e0, avrebbe\nche, con ogni probabilit\u00e0, non sarebbe stato visitato di nuovo durante quel periodo.\nperiodo.\n\nI sotterranei che nascondevano le uova fino al momento in cui erano pronte per l'incubatrice\nsi trovavano a molte miglia a sud dell'incubatrice e sarebbero state visitate\nogni anno dal consiglio dei venti capi. Perch\u00e9 non si organizzarono per costruire\ncostruire le loro camere d'aria e le incubatrici pi\u00f9 vicino a casa \u00e8 sempre stato un mistero per me.\nmistero per me e, come molti altri misteri marziani, irrisolto e irrisolvibile\ncon i ragionamenti e le abitudini terrestri.\n\nI compiti di Sola erano ora raddoppiati, poich\u00e9 era costretta a prendersi cura del giovane marziano oltre che di me.\nmarziano oltre che di me, ma nessuno di noi due richiedeva molte attenzioni.\nattenzione, e dato che eravamo entrambi ugualmente avanzati nell'educazione marziana, Sola si prese la responsabilit\u00e0 di addestrarci insieme.\nmarziani, Sola si prese la responsabilit\u00e0 di addestrarci insieme.\n\nIl suo premio consisteva in un maschio alto circa un metro e mezzo, molto forte e fisicamente perfetto.\nfisicamente perfetto; inoltre, imparava in fretta e ci divertivamo molto, almeno io, per l'accesa rivalit\u00e0 che mostravamo.\ndivertimento, almeno io, per l'accesa rivalit\u00e0 che mostravamo. La lingua\nLa lingua marziana, come ho detto, \u00e8 estremamente semplice e in una settimana potevo\nin una settimana ero in grado di esprimere tutti i miei desideri e di capire quasi tutto ci\u00f2 che mi veniva\nche mi veniva detto. Allo stesso modo, sotto la tutela di Sola, ho sviluppato i miei poteri telepatici\npoteri telepatici, tanto che in breve tempo potevo percepire praticamente tutto ci\u00f2 che\nintorno a me.\n\nCi\u00f2 che pi\u00f9 sorprese Sola in me fu che, mentre riuscivo a cogliere i messaggi telepatici\nmessaggi telepatici da parte di altri, e spesso anche quando non erano destinati a me.\nnessuno riusciva a leggere una sola parola della mia mente, in nessun caso. All'inizio\nAll'inizio questo mi infastidiva, ma poi ne fui molto contento, perch\u00e9 mi dava un indubbio vantaggio sui\nun indubbio vantaggio sui marziani.\n\n\n\n\nCAPITOLO VIII\nUNA FIERA PRIGIONIERA DEL CIELO\n\n\nIl terzo giorno dopo la cerimonia dell'incubatrice ci avviammo verso casa,\nma non appena la testa della processione si \u00e8 mossa verso lo spiazzo davanti alla citt\u00e0\ncitt\u00e0, quando fu dato l'ordine di rientrare immediatamente e in fretta.\nritorno immediato e frettoloso. Come se fossero stati addestrati per anni a questa particolare evoluzione,\ni marziani verdi si sciolsero come nebbia negli ampi portoni degli edifici vicini.\nedifici vicini, fino a quando, in meno di tre minuti, l'intera\ncavalcata di carri, mastodonti e guerrieri a cavallo non era pi\u00f9 visibile.\ndi carri, mastodonti e guerrieri a cavallo non si vedeva pi\u00f9.\n\nSola e io eravamo entrati in un edificio sul fronte della citt\u00e0, infatti,\nstesso in cui avevo avuto l'incontro con le scimmie e, volendo vedere cosa avesse provocato l'improvvisa ritirata, salii su un'altana,\ne, volendo vedere cosa avesse causato l'improvvisa ritirata, salii a un piano superiore e\npiano superiore e sbirciai dalla finestra la vallata e le colline\ne le colline circostanti; e l\u00ec vidi la causa della loro improvvisa fuga verso\nal riparo. Un'enorme imbarcazione, lunga, bassa e dipinta di grigio, oscillava lentamente sulla\ncresta della collina pi\u00f9 vicina. Dopo di essa ne arriv\u00f2 un'altra, e un'altra, e un'altra ancora, finch\u00e9\nun'altra, e un'altra, e un'altra ancora, fino a quando venti di esse, oscillando a bassa quota, veleggiarono\nlentamente e maestosamente verso di noi.\n\nCiascuna portava uno strano stendardo che oscillava da prua a poppa al di sopra delle opere\ne sulla prua di ognuna era dipinto uno strano disegno che brillava alla luce del sole e si vedeva chiaramente anche a distanza\nche brillavano alla luce del sole e si vedevano chiaramente anche alla distanza\ndistanza dalle navi. Vedevo figure che si affollavano sui\nponti di prua e le opere superiori dei velivoli. Che ci avessero\nse ci avessero scoperto o stessero semplicemente guardando la citt\u00e0 deserta, non saprei dire.\nin ogni caso ricevettero un'accoglienza sgarbata, perch\u00e9 all'improvviso e senza preavviso i verdi guerrieri marziani\nsenza preavviso i verdi guerrieri marziani spararono una terribile raffica dalle finestre degli edifici\ndalle finestre degli edifici che si affacciavano sulla piccola valle attraverso la quale le\ngrandi navi stavano avanzando cos\u00ec pacificamente.\n\nImmediatamente la scena cambi\u00f2 come per magia; la nave di prua si mise di traverso verso di noi e, mettendo in gioco i suoi cannoni, rispose al nostro fuoco.\nverso di noi e, mettendo in campo i suoi cannoni, rispose al nostro fuoco,\nallo stesso tempo si muoveva parallelamente al nostro fronte per una breve distanza e poi\nper un breve tratto e poi torn\u00f2 indietro con l'evidente intenzione di completare un grande giro\ncerchio che l'avrebbe portata a posizionarsi ancora una volta di fronte alla nostra linea di tiro.\nLe altre navi seguivano la sua scia e ognuna apriva il fuoco su di noi mentre\nogni nave si apriva su di noi non appena si metteva in posizione. Il nostro fuoco non diminu\u00ec mai e\nDubito che il venticinque per cento dei nostri colpi sia andato a vuoto. Non mi era mai\nnon mi era mai capitato di vedere una cos\u00ec micidiale precisione di mira, e sembrava che\nSembrava che una piccola figura su una delle imbarcazioni cadesse all'esplosione di ogni proiettile.\nogni proiettile, mentre gli stendardi e le opere superiori si dissolvevano in\nfiamme quando i proiettili irresistibili dei nostri guerrieri li falciavano.\nli falciavano.\n\nIl fuoco dei vascelli fu molto inefficace, a causa, come ho saputo in seguito, dell'inaspettata\ncome venni a sapere in seguito, all'inaspettata repentinit\u00e0 della prima raffica, che colse gli equipaggi delle navi del tutto impreparati\ngli equipaggi delle navi del tutto impreparati e l'apparato di mira dei cannoni non protetto dalla mira mortale dei nostri guerrieri.\ncannoni non erano protetti dalla mira mortale dei nostri guerrieri.\n\nSembra che ogni guerriero verde abbia determinati punti obiettivo per il suo\nfuoco in circostanze di guerra relativamente identiche. Per esempio,\nuna parte di loro, sempre i migliori tiratori, dirigono il loro fuoco\ninteramente sull'apparato di ricerca e avvistamento senza fili dei grossi cannoni di una forza navale\ndi una forza navale che attacca; un'altra parte si occupa dei cannoni pi\u00f9 piccoli allo stesso modo; altri ancora scelgono i punti di fuoco\nun'altra squadra si occupa dei cannoni pi\u00f9 piccoli; altre fanno fuori gli artiglieri; altre ancora gli ufficiali.\nufficiali; mentre altri contingenti concentrano la loro attenzione sugli altri membri dell'equipaggio, sui\naltri membri dell'equipaggio, sulle opere superiori, sugli organi di governo e sulle eliche.\nmacchine di governo e sulle eliche.\n\nVenti minuti dopo la prima raffica, la grande flotta si allontan\u00f2\nnella direzione da cui era apparsa. Molte delle\nzoppicavano sensibilmente e sembravano a malapena sotto il controllo dei loro equipaggi esausti.\ndegli equipaggi, ormai esausti. Il fuoco era cessato del tutto e tutte le loro\nenergie sembravano concentrate sulla fuga. I nostri guerrieri si precipitarono allora sui\nsui tetti degli edifici che occupavamo e seguirono l'armata in ritirata\narmata in ritirata con una continua raffica di fuoco mortale.\n\nUna dopo l'altra, tuttavia, le navi riuscirono a scendere sotto le creste delle colline\ncolline periferiche, finch\u00e9 non fu possibile scorgere solo un'imbarcazione che si muoveva a malapena. Questa\naveva ricevuto il grosso del nostro fuoco e sembrava essere del tutto priva di equipaggio,\npoich\u00e9 sul suo ponte non era visibile alcuna figura in movimento. Lentamente cambi\u00f2\ndalla sua rotta, tornando verso di noi in modo erratico e pietoso.\nmodo erratico e pietoso. Immediatamente i guerrieri smisero di sparare, perch\u00e9 era evidente che il vascello era del tutto indifeso.\nche il vascello era completamente indifeso e che, lungi dall'essere in grado di\ndi farci del male, non riusciva nemmeno a controllarsi abbastanza per\nsufficiente per fuggire.\n\nQuando si avvicin\u00f2 alla citt\u00e0, i guerrieri si precipitarono nella pianura per incontrarla.\nma era evidente che la nave era ancora troppo alta perch\u00e9 potessero sperare di\nraggiungere i suoi ponti. Dal mio punto di osservazione alla finestra potevo vedere i corpi dell'equipaggio\ncorpi dell'equipaggio sparsi in giro, anche se non riuscivo a capire che tipo di\nche tipo di creature potessero essere. Non c'era segno di vita sulla\nalla deriva con la leggera brezza in direzione sud-est.\ndirezione sud-est.\n\nStava andando alla deriva a una cinquantina di metri da terra, seguita da tutti i guerrieri tranne un centinaio che avevano ordinato di tornare sui tetti per\nun centinaio di guerrieri che avevano ricevuto l'ordine di tornare sui tetti per\nper coprire l'eventualit\u00e0 di un ritorno della flotta o di rinforzi.\nDivenne presto evidente che avrebbe colpito la facciata degli edifici\ncirca un miglio a sud della nostra posizione, e mentre osservavo i progressi dell'inseguimento vidi un certo numero di\nmentre osservavo i progressi dell'inseguimento, vidi un certo numero di guerrieri galoppare davanti a noi, smontare ed entrare nell'edificio che sembrava\nnell'edificio che sembrava destinato a toccare.\n\nMentre l'imbarcazione si avvicinava all'edificio, e poco prima di colpire, i guerrieri marziani si scagliarono contro di lei dalle finestre.\nguerrieri marziani si precipitarono su di lei dalle finestre e con le loro\ncon le loro grandi lance hanno alleviato l'urto della collisione e in pochi istanti\nin pochi istanti avevano lanciato i rampini e la grande nave veniva trascinata a terra dai loro compagni di\na terra dai loro compagni di sotto.\n\nDopo averla resa veloce, si sono messi ai lati e hanno perlustrato il vascello\nda cima a fondo. Li vidi esaminare i marinai morti, evidentemente in cerca di segni di vita,\nevidentemente in cerca di segni di vita, e poco dopo una parte di loro apparve\ndal basso trascinando tra loro una piccola figura. La creatura era\nera alta molto meno della met\u00e0 dei verdi guerrieri marziani, e\ndal mio balcone potevo vedere che camminava eretta su due gambe e\ne supposi che si trattasse di una nuova e strana mostruosit\u00e0 marziana con cui\nmarziano con cui non avevo ancora fatto conoscenza.\n\nHanno portato a terra il loro prigioniero e poi hanno cominciato a\nsistematicamente la nave. Questa operazione richiese diverse\nore, durante le quali vennero requisite alcune carrozze per trasportare il bottino.\nper trasportare il bottino, che consisteva in armi, munizioni, sete, pellicce, gioielli, pietre stranamente intagliate,\ngioielli, vasi di pietra stranamente scolpiti e una quantit\u00e0 di cibi solidi e liquidi, tra cui molte botti.\ndi cibi solidi e liquidi, tra cui molte botti d'acqua, le prime che avevo visto dal mio\ndal mio arrivo su Marte.\n\nDopo aver rimosso l'ultimo carico, i guerrieri fissarono delle cime all'imbarcazione\nall'imbarcazione e la rimorchiarono lontano nella valle in direzione sud-ovest.\ndirezione sud-ovest. Alcuni di loro salirono a bordo e si dedicarono a ci\u00f2 che, dalla mia posizione distante, sembrava\ndalla mia posizione distante, a svuotare il contenuto di varie damigiane sul\ncontenuto di varie damigiane sui cadaveri dei marinai e sui ponti e le opere della nave.\nsui ponti e sulle opere della nave.\n\nConclusa l'operazione, si arrampicarono frettolosamente sui fianchi,\nscivolando lungo le funi fino a terra. L'ultimo guerriero a lasciare il\nponte si volt\u00f2 e gett\u00f2 qualcosa sul vascello, aspettando un istante per\nistante per notare l'esito del suo gesto. Quando un debole getto di fiamma si lev\u00f2\ndal punto in cui il missile aveva colpito, egli si gett\u00f2 di lato e fu subito a terra.\nrapidamente a terra. Non era ancora sceso a terra che le funi dei tiranti vennero contemporaneamente liberate\nche le funi dei tiranti furono simultaneamente rilasciate e la grande nave da guerra, alleggerita dalla\nalleggerita dalla rimozione del bottino, si libr\u00f2 maestosamente in aria, con i ponti e le opere superiori\nponti e le opere superiori una massa di fiamme ruggenti.\n\nLentamente and\u00f2 alla deriva verso sud-est, salendo sempre pi\u00f9 in alto mentre le fiamme\nfiamme divoravano le sue parti in legno e diminuivano il peso su di lei.\nSalendo sul tetto dell'edificio l'ho osservata per ore, fino a quando\nfinch\u00e9 alla fine non si perse nella penombra della distanza. La vista era\nera di estrema soggezione quando si contemplava questa possente pira funeraria galleggiante\npira funeraria galleggiante, alla deriva senza guida e senza equipaggio nelle lande solitarie dei cieli marziani.\ndei cieli marziani; un derelitto di morte e distruzione, che rappresenta la storia della vita di questi\ndi morte e distruzione, che rappresenta la storia di queste strane e feroci creature nelle cui\nmani ostili nelle quali il destino l'aveva portata.\n\nMolto depresso e, per me, inspiegabilmente, scesi lentamente in strada.\nstrada. La scena a cui avevo assistito sembrava segnare la sconfitta e l'annientamento\ndi un popolo affine, piuttosto che la sconfitta e l'annientamento delle forze\nguerrieri verdi di un'orda di creature simili, anche se non amichevoli,\ncreature simili, anche se ostili. Non riuscivo a comprendere l'apparente allucinazione, n\u00e9 a liberarmene.\nliberarmene; ma da qualche parte nei recessi pi\u00f9 reconditi della mia anima\nsentivo uno strano desiderio nei confronti di questi nemici sconosciuti, e una potente speranza\nsperanza che la flotta tornasse e chiedesse conto ai guerrieri verdi.\ndi una resa dei conti da parte dei guerrieri verdi che l'avevano cos\u00ec spietatamente e\nattaccato.\n\nAl mio fianco, al suo posto abituale, seguiva Woola, il cane da caccia.\ne quando sbucai in strada Sola si precipit\u00f2 da me come se fossi stato oggetto di una ricerca da parte sua.\ncome se fossi stato oggetto di una qualche ricerca da parte sua. La cavalcata stava\nalla piazza, avendo rinunciato alla marcia di ritorno per quel giorno.\nquel giorno; in realt\u00e0 non fu ripresa per pi\u00f9 di una settimana, a causa della paura di un\nper il timore di un nuovo attacco da parte dei velivoli.\n\nLorquas Ptomel era un vecchio guerriero troppo astuto per essere sorpreso in aperta\npianura con una carovana di carri e bambini, e cos\u00ec rimanemmo nella citt\u00e0 deserta fino a quando\ncitt\u00e0 deserta finch\u00e9 il pericolo non sembr\u00f2 superato.\n\nQuando Sola e io entrammo nella piazza, mi si par\u00f2 davanti uno spettacolo che riemp\u00ec tutto il mio\ntutto il mio essere con una grande ondata di speranza, paura, esultanza e depressione.\ne depressione, ma soprattutto di un sottile senso di sollievo e di felicit\u00e0.\nfelicit\u00e0; infatti, proprio mentre ci avvicinavamo alla folla di marziani, intravidi il prigioniero del\nintravedere il prigioniero dell'imbarcazione da battaglia che veniva trascinato\ntrascinato in un edificio vicino da un paio di femmine marziane verdi.\n\nE la visione che incontrai fu quella di una figura snella e femminile,\nsimile in ogni dettaglio alle donne terrene della mia vita passata. Non mi vide subito\nnon mi vide subito, ma proprio mentre stava per scomparire attraverso il\ndell'edificio che doveva essere la sua prigione, si volt\u00f2 e i suoi occhi incontrarono i miei.\nocchi incontrarono i miei. Il suo viso era ovale e di una bellezza estrema, i suoi\nogni tratto era finemente cesellato e squisito, i suoi occhi grandi e\nocchi grandi e lucenti e la testa sormontata da una massa di capelli neri come il carbone e ondulati,\ncapelli ondulati e neri come il carbone, raccolti in un'acconciatura strana, ma che le donava. La sua pelle era di un\ndi rame rossastro, su cui si stagliava il bagliore cremisi delle sue guance e il rubino della sua pelle.\nguance e il rubino delle sue labbra splendidamente modellate brillavano con uno\neffetto stranamente esaltante.\n\nEra priva di vestiti come i marziani verdi che l'accompagnavano.\nInfatti, a parte i suoi ornamenti molto lavorati, era completamente nuda.\nn\u00e9 alcun abbigliamento avrebbe potuto esaltare la bellezza della sua figura perfetta e simmetrica.\ne simmetrica.\n\nQuando il suo sguardo si pos\u00f2 su di me, i suoi occhi si spalancarono per lo stupore e fece un piccolo segno con la mano libera.\nun piccolo segno con la mano libera; un segno che, ovviamente, non capii.\nnaturalmente, non capivo. Rimanemmo un attimo a fissarci e poi\nlo sguardo di speranza e di rinnovato coraggio che aveva esaltato il suo volto quando mi aveva scoperto\nmi scopr\u00ec, svan\u00ec in uno di totale sconforto, mescolato a\ndisgusto e disprezzo. Mi resi conto di non aver risposto al suo segnale, e\nignara com'ero delle usanze marziane, sentii intuitivamente che aveva fatto un\nche lei avesse lanciato un appello per chiedere aiuto e protezione che la mia sfortunata ignoranza\nmi aveva impedito di rispondere. E poi fu trascinata fuori dalla mia vista nelle\nvista nelle profondit\u00e0 dell'edificio deserto.\n\n\n\n\nCAPITOLO IX\nIMPARO LA LINGUA\n\n\nQuando tornai in me, lanciai un'occhiata a Sola, che era stata testimone di questo\nincontro e fui sorpreso di notare una strana espressione sul suo\nviso solitamente inespressivo. Non sapevo quali fossero i suoi pensieri, perch\u00e9\nnon sapevo, perch\u00e9 ancora non avevo imparato molto della lingua marziana; abbastanza\nsufficiente per le mie necessit\u00e0 quotidiane.\n\nQuando raggiunsi l'ingresso del nostro edificio, una strana sorpresa mi attendeva.\nSi avvicin\u00f2 un guerriero che portava le armi, gli ornamenti e tutti gli\nornamenti della sua specie. Mi present\u00f2 queste armi con poche parole\nparole incomprensibili e un atteggiamento allo stesso tempo rispettoso e minaccioso.\n\nIn seguito Sola, con l'aiuto di molte altre donne, rimodell\u00f2 la bardatura per adattarla alle mie minori proporzioni.\nper adattarli alle mie proporzioni pi\u00f9 ridotte e dopo aver completato il lavoro\nlavoro, andai in giro vestito con tutta la panoplia della guerra.\n\nDa quel momento in poi Sola mi istru\u00ec sui misteri delle varie armi e\narmi, e con il giovane marziano trascorrevo diverse ore al giorno\na esercitarmi sulla piazza. Non ero ancora esperto di tutte le armi, ma la mia grande familiarit\u00e0 con le\narmi, ma la mia grande dimestichezza con armi terrestri simili mi rendeva\nun allievo insolitamente adatto e progredii in modo molto soddisfacente.\n\nL'addestramento mio e dei giovani marziani \u00e8 stato condotto esclusivamente dalle donne.\ndonne, che non solo si occupano dell'educazione dei giovani alle\ndifesa e l'offesa individuale, ma sono anche le artigiane che\nproducono ogni manufatto realizzato dai marziani verdi. Essi\npolvere, le cartucce, le armi da fuoco; in realt\u00e0 tutto ci\u00f2 che ha valore \u00e8 prodotto dalle donne.\nvalore \u00e8 prodotto dalle femmine. In tempo di guerra formano una parte delle\nparte delle riserve e, quando se ne presenta la necessit\u00e0, combattono con intelligenza e ferocia\ncon maggiore intelligenza e ferocia degli uomini.\n\nGli uomini sono addestrati nei rami pi\u00f9 elevati dell'arte della guerra; nella strategia e nella manovra di grandi corpi d'armata.\nstrategia e nella manovra di grandi corpi di truppe. Fanno le leggi\nleggi quando sono necessarie; una nuova legge per ogni emergenza. Sono\nnon sono vincolati da precedenti nell'amministrazione della giustizia. Le consuetudini sono\nsono state tramandate da secoli di ripetizioni, ma la punizione per l'inosservanza di un'usanza\ndi una consuetudine \u00e8 una questione di trattamento individuale da parte di una giuria di pari\ne posso dire che la giustizia raramente manca il bersaglio, ma sembra piuttosto\nsembra piuttosto governare in modo inverso rispetto all'ascesa della legge. In un\nalmeno in un aspetto i marziani sono un popolo felice: non hanno avvocati.\n\nNon vidi pi\u00f9 la prigioniera per diversi giorni dopo il nostro\ne solo per una fugace occhiata mentre veniva condotta nella grande sala delle udienze dove avevo\nmentre veniva condotta nella grande sala delle udienze dove avevo avuto\nil mio primo incontro con Lorquas Ptomel. Non ho potuto fare a meno di notare la\ninutile durezza e brutalit\u00e0 con cui le sue guardie la trattavano;\ncos\u00ec diverso dalla gentilezza quasi materna che Sola manifestava nei miei confronti\nSola verso di me, e dall'atteggiamento rispettoso dei pochi marziani verdi che\nche si erano presi la briga di notarmi.\n\nNelle due occasioni in cui l'avevo vista avevo osservato che la prigioniera\nprigioniera scambiava parole con le sue guardie, e questo mi convinse che\nparlavano, o almeno potevano farsi capire con un linguaggio comune.\nlingua comune. Con questo ulteriore incentivo, per poco non spinsi Sola, distratta dalle mie\ndalle mie pressioni per affrettare la mia istruzione e nel giro di pochi giorni\ngiorni avevo imparato la lingua marziana abbastanza bene da permettermi di portare avanti una\ndi portare avanti una conversazione passabile e di capire praticamente tutto ci\u00f2 che\nche ascoltavo.\n\nA quel punto la nostra zona notte era occupata da tre o quattro femmine e da un paio di piccoli appena nati.\nfemmine e un paio di piccoli nati da poco, oltre a Sola e alla sua giovane pupilla, a me e a Woola, il cane da caccia.\ngiovane, io e il cane da caccia Woola. Dopo che si erano ritirati per\nnotte, era consuetudine che gli adulti continuassero a conversare per poco tempo\nconversazione per un breve periodo prima di cadere nel sonno, e ora che potevo capire la loro lingua ero sempre\nora che riuscivo a capire la loro lingua ero sempre un attento ascoltatore, anche se\nnon ho mai fatto osservazioni.\n\nLa sera successiva alla visita del prigioniero nella sala delle udienze, la conversazione si \u00e8 finalmente\nconversazione \u00e8 finalmente caduta su questo argomento, e io ero tutto orecchi all'istante.\nistante. Avevo temuto di interrogare Sola in merito alla bellissima\nprigioniera, perch\u00e9 non potevo non ricordare la strana espressione che avevo notato sul suo\nsul suo volto dopo il mio primo incontro con la prigioniera. Che fosse\nche denotasse gelosia non saprei dire, eppure, giudicando tutte le cose secondo\nmondani, come ancora facevo, ritenevo pi\u00f9 sicuro mostrare\nindifferenza alla questione fino a quando non avessi appreso con maggiore certezza l'atteggiamento di Sola\nSola verso l'oggetto delle mie attenzioni.\n\nSarkoja, una delle donne pi\u00f9 anziane che condividevano il nostro domicilio, era stata presente all'udienza come una delle guardie del prigioniero.\npresente all'udienza come una delle guardie del prigioniero, e fu a lei che si rivolse la domanda.\nverso di lei la domanda.\n\n Quando, chiese una delle donne, potremo goderci la morte della rossa?\no Lorquas Ptomel, Jed, intende tenerla in ostaggio per il riscatto?\n\n Hanno deciso di portarla con noi a Thark e di esibire le sue ultime agonie nei grandi giochi davanti a Tal Hajus\", rispose Sarkoja.\nle sue ultime agonie ai grandi giochi davanti a Tal Hajus, rispose Sarkoja.\n\n Come uscir\u00e0? chiese Sola.  \u00c8 molto\npiccola e molto bella; speravo che l'avrebbero tenuta come riscatto.\nriscatto.\n\nSarkoja e le altre donne grugnirono con rabbia di fronte a questa prova di debolezza di Sola.\ndebolezza di Sola.\n\n \u00c8 triste, Sola, che tu non sia nata un milione di anni fa, schioppettata\nSarkoja, quando tutte le cavit\u00e0 della terra erano piene d'acqua e i popoli erano morbidi come la materia su cui navigavano.\ni popoli erano morbidi come la materia su cui navigavano. Ai nostri giorni siamo\nsiamo progrediti fino a un punto in cui questi sentimenti sono\natavismo. Non sar\u00e0 bene che permettiate a Tars Tarkas di venire a sapere\nche avete sentimenti cos\u00ec degenerati, perch\u00e9 dubito che si preoccuperebbe di\naffidare a una persona come te le gravi responsabilit\u00e0 della maternit\u00e0.\n\n Non vedo nulla di male nel manifestare il mio interesse per questa donna rossa,\nreplic\u00f2 Sola.  Non ci ha mai fatto del male, n\u00e9 lo farebbe se fossimo caduti nelle sue mani.\ncadere nelle sue mani. Sono solo gli uomini della sua specie a farci la guerra,\ne ho sempre pensato che il loro atteggiamento verso di noi non \u00e8 altro che il\nriflesso del nostro verso di loro. Vivono in pace con tutti i loro\nloro simili, tranne quando il dovere li chiama a fare la guerra, mentre noi non siamo in pace con nessuno.\npace con nessuno; sempre in guerra sia tra i nostri simili sia con gli uomini\nuomini rossi, e anche nelle nostre comunit\u00e0 gli individui combattono tra loro.\ntra di loro. Oh, \u00e8 un continuo, terribile periodo di spargimento di sangue dal momento in cui\nmomento in cui rompiamo il guscio fino a quando abbracciamo volentieri il grembo del fiume del mistero, l'oscuro e antico Iss.\ndel mistero, l'oscura e antica Iss che ci porta verso l'ignoto,\nma almeno non pi\u00f9 spaventosa e terribile! Fortunato davvero\n\u00e8 colui che trova la sua fine in una morte precoce. Dite quello che volete a Tars\nTarkas, egli non pu\u00f2 riservarmi un destino peggiore di una continuazione dell'orribile\norribile esistenza che siamo costretti a condurre in questa vita.\n\nQuesto sfogo selvaggio da parte di Sola sorprese e sconvolse cos\u00ec tanto le altre donne che, dopo qualche parola di rimprovero generale, tutte\nle altre donne che, dopo qualche parola di rimprovero generale, tutte\nsilenzio e si addormentarono presto. Una cosa che l'episodio aveva\nuna cosa \u00e8 stata quella di rassicurarmi sulla cordialit\u00e0 di Sola nei confronti della povera ragazza.\nragazza, e anche a convincermi che ero stato estremamente fortunato a cadere nelle sue mani piuttosto che in quelle di\ndi essere capitato nelle sue mani piuttosto che in quelle di altre donne.\nSapevo che era affezionata a me e ora che avevo scoperto che odiava la crudelt\u00e0 e la barbarie.\nche odiava la crudelt\u00e0 e la barbarie, ero fiducioso di poter contare su di lei per\ndi aiutare me e la ragazza prigioniera a fuggire, a patto ovviamente che\nuna cosa del genere fosse possibile.\n\nNon sapevo nemmeno che ci fossero condizioni migliori in cui fuggire,\nma ero pi\u00f9 che disposta a correre il rischio tra persone\ncon il mio stesso stampo, piuttosto che rimanere pi\u00f9 a lungo tra gli orrendi e sanguinari\norrendi e sanguinari uomini verdi di Marte. Ma dove andare, e come, era un enigma tanto\nun rompicapo come la secolare ricerca della sorgente della vita eterna\nper gli uomini terrestri fin dall'inizio dei tempi.\n\nDecisi che alla prima occasione avrei preso Sola in confidenza e le avrei chiesto apertamente di aiutarmi.\nSola e le avrei chiesto apertamente di aiutarmi, e con questo proposito\ncon questo proposito, mi rigirai tra le mie sete e pellicce e dormii il sonno di Marte, privo di sogni e ristoratore.\ne rinfrescante di Marte.\n\n\n\n\nCAPITOLO X\nCAMPIONE E CAPO\n\n\nIl mattino seguente ero gi\u00e0 sveglio. Mi era stata concessa una notevole libert\u00e0\nmi era stata concessa una notevole libert\u00e0, poich\u00e9 Sola mi aveva informato che finch\u00e9 non avessi tentato di lasciare la citt\u00e0\ncitt\u00e0 ero libero di andare e venire a mio piacimento. Mi aveva messo in guardia,\nTuttavia, mi aveva messo in guardia dall'avventurarmi disarmato, poich\u00e9 questa citt\u00e0, come tutte le altre\nmetropoli abbandonate di un'antica civilt\u00e0 marziana, era popolata\ndalle grandi scimmie bianche della mia avventura del secondo giorno.\n\nNel consigliarmi di non uscire dai confini della citt\u00e0, Sola mi aveva spiegato che Woola lo avrebbe comunque impedito se avessi tentato di farlo.\nmi aveva spiegato che Woola lo avrebbe impedito in ogni caso se avessi tentato di farlo,\ne mi aveva avvertito di non risvegliare la sua natura feroce ignorando i suoi avvertimenti nel caso in cui mi fossi avvicinata troppo ai territori proibiti.\nignorando i suoi avvertimenti se mi fossi avventurato troppo vicino al territorio proibito.\nterritorio proibito. La sua natura era tale, diceva, che mi avrebbe riportato in citt\u00e0\nin citt\u00e0, vivo o morto, se mi fossi opposto a lui;\n preferibilmente da morto, aggiunse.\n\nQuesta mattina avevo scelto una nuova strada da esplorare, quando improvvisamente mi sono\nmi sono trovato ai confini della citt\u00e0. Davanti a me c'erano basse colline\ntrafitte da gole strette e invitanti. Desideravo esplorare la campagna\ne, come il ceppo di pionieri da cui provenivo, di vedere cosa\ndi vedere ci\u00f2 che il paesaggio al di l\u00e0 delle colline circostanti poteva rivelare dalle\ncime che mi precludevano la vista.\n\nMi \u00e8 venuto in mente che questa sarebbe stata un'ottima occasione per\nper testare le qualit\u00e0 di Woola. Ero convinto che quel bruto mi amasse\nMi amava; avevo visto pi\u00f9 prove di affetto in lui che in qualsiasi altro animale marziano, uomo o animale che fosse.\nanimale marziano, uomo o bestia, ed ero sicuro che la gratitudine per gli atti che gli avevano salvato due volte la vita\nper gli atti che gli avevano salvato la vita per due volte avrebbe superato la sua lealt\u00e0\nal dovere impostogli da padroni crudeli e senza amore.\n\nQuando mi avvicinai alla linea di confine, Woola corse ansiosamente davanti a me, e\ne spinse il suo corpo contro le mie gambe. La sua espressione era pi\u00f9 implorante che\npiuttosto che feroce, n\u00e9 mise a nudo le sue grandi zanne o pronunci\u00f2 i suoi paurosi avvertimenti gutturali.\ngutturali avvertimenti. Negata l'amicizia e la compagnia della mia specie,\navevo sviluppato un notevole affetto per Woola e Sola, perch\u00e9 l'uomo terrestre normale deve\nuomo terrestre normale deve avere qualche sfogo per i suoi affetti naturali,\ne cos\u00ec decisi di fare appello a un istinto simile in questo grande bruto,\nsicuro che non sarei rimasto deluso.\n\nNon l'avevo mai accarezzato, ma ora mi sedetti a terra e, mettendogli le braccia intorno al collo pesante, lo accarezzai e lo coccolai.\nbraccia intorno al suo pesante collo, lo accarezzai e lo coccolai, parlandogli nella mia\nnella mia lingua marziana appena acquisita, come avrei fatto con il mio cane da caccia a\ncasa, come avrei parlato a qualsiasi altro amico tra gli animali inferiori.\nanimali inferiori. La sua risposta alla mia manifestazione d'affetto fu notevole\nLa sua risposta alla mia manifestazione d'affetto fu notevole; allung\u00f2 la grande bocca fino alla sua massima larghezza, mettendo a nudo l'intera\ntutta l'ampiezza delle file di zanne superiori e corrugando il muso fino a quando\ni suoi grandi occhi erano quasi nascosti dalle pieghe della carne. Se avete mai\nsorriso di un collie, si pu\u00f2 avere un'idea della distorsione facciale di Woola.\ndistorsione facciale di Woola.\n\nSi gett\u00f2 sulla schiena e sguazz\u00f2 ai miei piedi; salt\u00f2 in piedi e mi salt\u00f2 addosso, facendomi rotolare a terra con il suo peso.\ne mi \u00e8 saltato addosso, facendomi rotolare a terra con il suo grande peso;\npoi si dimenava e si contorceva intorno a me come un cucciolo giocherellone che si presenta\nla schiena per farsi accarezzare. Non potevo resistere alla\nridicolo dello spettacolo, e tenendomi i fianchi mi dondolai avanti e indietro\ndondolai avanti e indietro in preda alla prima risata che mi passava per le labbra da molti giorni; la prima, in effetti, dal mattino\nprima, infatti, dalla mattina in cui Powell aveva lasciato l'accampamento, quando il suo cavallo,\nda tempo inutilizzato, lo aveva fatto precipitare inaspettatamente\ndi testa in una pentola di frijoles.\n\nLa mia risata spavent\u00f2 Woola, le sue buffonate cessarono e strisci\u00f2 pietosamente verso di me, ficcando la sua brutta testa in grembo.\npietosamente verso di me, ficcando la sua brutta testa nel mio grembo; e allora ricordai che il riso significava su Marte tortura, sofferenza, morte.\nricordai che il riso significava tortura, sofferenza e morte su Marte.\nTranquillizzandomi, massaggiai la testa e la schiena del povero vecchio, parlai con lui per qualche minuto e\nper qualche minuto e poi, con tono autorevole, gli ordinai di seguirmi.\ndi seguirmi e mi avviai verso le colline.\n\nNon c'era pi\u00f9 alcuna questione di autorit\u00e0 tra noi; Woola era il mio schiavo devoto da quel momento in poi e io il suo unico e indiscusso\nschiavo devoto da quel momento in poi, e io il suo unico e indiscusso\npadrone. La mia passeggiata verso le colline occup\u00f2 solo pochi minuti, e non trovai\nnulla di particolarmente interessante che mi gratificasse. Numerosi fiori selvatici dai colori\nfiori selvatici dai colori brillanti e dalle forme strane che punteggiavano le gole e dalla\ndalla cima della prima collina vidi ancora altre colline che si estendevano\nverso nord, e che si innalzavano, una catena sopra l'altra, fino a perdersi in\nmontagne di dimensioni rispettabili, anche se poi ho scoperto che\nche solo poche cime su tutto Marte superano i quattromila metri di altezza;\nla suggestione della grandezza era solo relativa.\n\nLa mia passeggiata mattutina era stata di grande importanza per me perch\u00e9 aveva\naveva portato a un'intesa perfetta con Woola, su cui Tars Tarkas si affidava per la mia sicurezza.\nTars Tarkas per la mia sicurezza. Ora sapevo che, pur essendo teoricamente\nprigioniero ero virtualmente libero e mi affrettai a riguadagnare i confini della citt\u00e0 prima che la defezione di Woola\nprima che la diserzione di Woola potesse essere scoperta dai suoi vecchi\npadroni. L'avventura mi decise a non lasciare mai pi\u00f9 i limiti delle mie\ndi timbratura prescritte fino a quando non fossi stato pronto ad avventurarmi definitivamente\ne tutto il resto, poich\u00e9 avrebbe certamente comportato una riduzione delle mie libert\u00e0,\ne la probabile morte di Woola, se fossimo stati scoperti.\n\nQuando ho riguadagnato la piazza ho intravisto per la terza volta la ragazza prigioniera. Era\nera in piedi con le sue guardie davanti all'ingresso della sala delle udienze.\ne quando mi avvicinai mi lanci\u00f2 un'occhiata altezzosa e mi volt\u00f2 le spalle.\nle spalle a me. Il gesto era cos\u00ec femminile, cos\u00ec terrenamente femminile, che\nche, se da un lato pungeva il mio orgoglio, dall'altro mi riscaldava il cuore con un sentimento di\ndi compagnia; era bello sapere che qualcun altro su Marte, oltre a me, aveva istinti umani di\nMarte oltre a me, avesse istinti umani di ordine civile, anche se la loro\nmanifestazione di essi fosse cos\u00ec dolorosa e mortificante.\n\nSe una donna verde marziana avesse voluto dimostrare antipatia o disprezzo, lo avrebbe fatto con\ncon ogni probabilit\u00e0, l'avrebbe fatto con un colpo di spada o con un movimento del dito\nun colpo di spada o un movimento del dito del grilletto; ma poich\u00e9 i loro sentimenti sono per lo pi\u00f9 atrofizzati\natrofizzati, sarebbe stata necessaria una grave ferita per suscitare tali\npassioni in loro. Sola, permettetemi di aggiungere, era un'eccezione: non l'ho mai vista\nun'azione crudele o scortese, o mancare di gentilezza e di buona\nnatura. Era davvero, come aveva detto di lei il suo compagno marziano, un\natavismo; una cara e preziosa reminiscenza di un precedente tipo di antenato amato e\nantenato amato e affettuoso.\n\nVedendo che il prigioniero sembrava il centro dell'attrazione, mi sono fermato a guardare\nper osservare il processo. Non dovetti attendere a lungo perch\u00e9 di l\u00ec a poco Lorquas\nLorquas Ptomel e il suo seguito di capi si avvicinarono all'edificio e,\ne, facendo segno alle guardie di seguirlo con il prigioniero, entrarono nella sala delle udienze.\nsala delle udienze. Rendendomi conto di essere un personaggio in qualche modo favorito e anche\nche i guerrieri non fossero a conoscenza della mia conoscenza della loro lingua, come avevo chiesto\nlingua, dato che avevo pregato Sola di mantenere il segreto sulla base del fatto che non volevo essere\nche non volevo essere costretta a parlare con gli uomini finch\u00e9 non avessi\nperfettamente la lingua marziana, tentai di entrare nella sala delle udienze per\nnella sala delle udienze e di ascoltare i lavori.\n\nIl consiglio si accovacci\u00f2 sui gradini del rostro, mentre sotto di loro si trovavano\nla prigioniera e le sue due guardie. Vidi che una delle donne era\nSarkoja, e cos\u00ec capii che era stata presente all'udienza del giorno precedente.\ndel giorno precedente, i cui risultati erano stati riferiti agli\noccupanti del nostro dormitorio ieri sera. Il suo atteggiamento nei confronti del prigioniero\nera molto duro e brutale. Quando la teneva in mano, affondava le sue rudimentali\nrudimentali nella carne della povera ragazza o le torceva il braccio in modo molto doloroso.\ndolorose. Quando era necessario spostarsi da un punto all'altro, la\no la strattonava bruscamente o la spingeva a capofitto davanti a s\u00e9. Sembrava\nSembrava che sfogasse su questa povera creatura indifesa tutto l'odio, la crudelt\u00e0 e la ferocia che\nodio, la crudelt\u00e0, la ferocia e il dispetto dei suoi novecento anni, supportati da\nda secoli inimmaginabili di antenati feroci e brutali.\n\nL'altra donna era meno crudele perch\u00e9 era del tutto indifferente; se il prigioniero fosse stato lasciato a lei da solo, e per fortuna era a casa.\nse la prigioniera fosse stata lasciata a lei sola, e fortunatamente era di notte, non avrebbe ricevuto alcun\ndi notte, non avrebbe ricevuto alcun trattamento duro, n\u00e9, per lo stesso motivo\nnon avrebbe ricevuto alcuna attenzione.\n\nQuando Lorquas Ptomel alz\u00f2 gli occhi per rivolgersi al prigioniero, essi caddero su di me.\ne si rivolse a Tars Tarkas con una parola e un gesto di impazienza.\nTars Tarkas fece una risposta che non riuscii a cogliere, ma che fece sorridere Lorquas Ptomel.\nLorquas Ptomel a sorridere; dopodich\u00e9 non mi prestarono pi\u00f9 attenzione.\na me.\n\n Come ti chiami? chiese Lorquas Ptomel, rivolgendosi al prigioniero.\n\n Dejah Thoris, figlia di Mors Kajak di Helium.\n\n E la natura della vostra spedizione? ha continuato.\n\n Si trattava di un gruppo di ricerca puramente scientifico inviato da mio padre, il Jeddak di\npadre, il Jeddak dell'Elio, per ricanalizzare le correnti d'aria e per fare dei test di densit\u00e0 atmosferica, rispose il bel prigioniero, a bassa voce.\ndensit\u00e0 atmosferica, rispose la bella prigioniera, con voce bassa e ben\nvoce ben modulata.\n\n Non eravamo preparati alla battaglia, continu\u00f2, perch\u00e9 eravamo in missione pacifica, come indicavano i nostri stendardi e i nostri colori.\nmissione pacifica, come indicavano i nostri stendardi e i colori della nostra imbarcazione.\nIl lavoro che stavamo svolgendo era tanto nel vostro interesse quanto nel nostro, poich\u00e9\nsapete bene che se non fosse per il nostro lavoro e i frutti delle nostre operazioni scientifiche\ndelle nostre operazioni scientifiche, su Marte non ci sarebbero n\u00e9 l'aria n\u00e9 l'acqua sufficienti per\nMarte per sostenere una sola vita umana. Per secoli abbiamo mantenuto l'aria e l'acqua\naria e l'acqua praticamente allo stesso punto senza una\nperdita apprezzabile, e lo abbiamo fatto di fronte all'interferenza brutale e ignorante di voi\nbrutale e ignorante interferenza di voi uomini verdi.\n\n Perch\u00e9, oh, perch\u00e9 non imparate a vivere in amicizia con i vostri simili?\nDovete continuare ad andare avanti nei secoli fino alla vostra estinzione finale, solo poco\nal di sopra del livello degli stupidi bruti che vi servono! Un popolo senza\nlingua scritta, senza arte, senza case, senza amore; vittime di eoni dell'orribile comunit\u00e0\ndi eoni dell'orribile idea di comunit\u00e0. Possedere tutto in comune,\nanche alle vostre donne e ai vostri figli, ha avuto come risultato che non possedete nulla in\ncomune. Vi odiate l'un l'altro come odiate tutto il resto tranne voi stessi.\nTornate alle vie dei nostri antenati comuni, tornate alla luce\ndella gentilezza e dell'amicizia. La strada \u00e8 aperta per voi, troverete le mani degli\nmani degli uomini rossi tese per aiutarvi. Insieme possiamo fare ancora\nrigenerare il nostro pianeta morente. La nipote del pi\u00f9 grande\ne pi\u00f9 potente dei jeddak rossi vi ha chiesto di venire. Verrete?\n\nLorquas Ptomel e i guerrieri rimasero seduti a guardare in silenzio e intensamente\nla giovane donna per diversi istanti dopo che aveva smesso di parlare. Che cosa\ncosa passasse nelle loro menti nessuno pu\u00f2 saperlo, ma che fossero commossi lo credo davvero.\ne se un uomo tra loro fosse stato abbastanza forte da\nda elevarsi al di sopra delle consuetudini, quel momento avrebbe segnato una nuova e potente era per Marte.\nper Marte.\n\nVidi Tars Tarkas alzarsi per parlare, e sul suo volto c'era un'espressione\nche non avevo mai visto sul volto di un guerriero marziano verde. Essa\nera una lotta interiore e potente con se stesso, con l'ereditariet\u00e0, con le\ne, mentre apriva la bocca per parlare, uno sguardo quasi di\nbenevolo, di gentilezza, illumin\u00f2 momentaneamente il suo volto feroce e terribile.\ne terribile.\n\nLe parole che sarebbero dovute uscire dalle sue labbra non furono mai pronunciate.\nNon furono mai pronunciate, perch\u00e9 proprio in quel momento un giovane guerriero, intuendo evidentemente la tendenza di pensiero degli uomini pi\u00f9 anziani\npensiero tra gli uomini pi\u00f9 anziani, balz\u00f2 gi\u00f9 dai gradini del rostro,\ne colp\u00ec la fragile prigioniera con un potente colpo in faccia, che la fece cadere a terra.\nche la fece cadere a terra, pose il piede sulla sua forma prostrata e\ne, voltandosi verso il consiglio riunito, scoppi\u00f2 in una risata orrenda,\nrisate sguaiate.\n\nPer un istante pensai che Tars Tarkas lo avrebbe colpito a morte, n\u00e9 l'aspetto di Lorquas Ptomel era di buon auspicio per il bruto.\nLorquas Ptomel non era di buon auspicio per il bruto, ma lo stato d'animo pass\u00f2, il loro vecchio carattere si riafferm\u00f2 e si misero a lavorare.\nma lo stato d'animo pass\u00f2, i loro vecchi s\u00e9 riaffermarono il loro ascendente e\nsorriso. Era tuttavia significativo che non ridessero ad alta voce, perch\u00e9 il gesto del bruto costituiva\nperch\u00e9 l'azione del bruto costituiva una battuta di spirito secondo l'etica\netica che regola il verde umorismo marziano.\n\nIl fatto che mi sia soffermato a scrivere una parte di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto quando \u00e8 caduto il colpo non significa che io sia rimasto inattivo per un tempo cos\u00ec lungo.\ncolpo \u00e8 caduto, non significa che io sia rimasto inattivo per un tempo\ntempo. Credo di aver percepito qualcosa di ci\u00f2 che stava per accadere, perch\u00e9 mi rendo conto che ero accovacciato come per una molla quando\nora mi rendo conto che ero accovacciato come per una molla quando vidi il colpo indirizzato\nal suo bel viso rovesciato e supplichevole, e prima che la mano scendesse ero\nero gi\u00e0 a met\u00e0 del corridoio.\n\nLa sua orrenda risata era risuonata appena una volta, quando gli fui addosso.\nIl bruto era alto due metri e mezzo ed era armato fino ai denti, ma credo che\ncredo che avrei potuto rappresentare l'intera stanza nella\nterrificante intensit\u00e0 della mia rabbia. Balzando verso l'alto, lo colpii in pieno\nin faccia mentre si voltava al mio grido di avvertimento e poi, mentre lui estraeva la sua spada corta\nspada corta, estrassi la mia e scattai di nuovo sul suo petto, agganciando\nuna gamba sul calcio della sua pistola e afferrando una delle sue enormi zanne con la mano sinistra.\ncon la mano sinistra mentre sferravo un colpo dopo l'altro sul suo enorme petto.\npetto.\n\nNon pot\u00e9 usare la sua spada corta perch\u00e9 ero troppo vicino a lui.\nn\u00e9 ha potuto estrarre la pistola, cosa che ha tentato di fare in diretta opposizione alle\nin diretta opposizione alle consuetudini marziane, secondo le quali non si pu\u00f2 combattere un compagno di guerra\nun compagno di guerra in un combattimento privato con un'arma diversa da quella\ncon cui si \u00e8 attaccati. In realt\u00e0 non pot\u00e9 fare altro che tentare un selvaggio e inutile\ninutile tentativo di sloggiarmi. Con tutta la sua immensa mole era poco\nera poco o per nulla pi\u00f9 forte di me, e fu solo questione di un attimo o due\nprima di affondare, sanguinante e senza vita, sul pavimento.\n\nDejah Thoris si era sollevata su un gomito e osservava la battaglia con occhi spalancati.\nbattaglia con occhi spalancati e fissi. Quando mi fui rimesso in piedi, la presi in braccio e la portai su una delle panche\nla presi in braccio e la portai su una delle panche ai lati della stanza.\nstanza.\n\nAnche in questo caso nessun marziano si intromise, e strappando un pezzo di seta dal mio mantello\ndal mio mantello, cercai di fermare il flusso di sangue che usciva dalle sue narici. I\npresto il successo, dato che le sue ferite erano poco pi\u00f9 di un\ne quando riusc\u00ec a parlare mise la mano sul mio braccio e mi guard\u00f2 negli occhi.\nbraccio e, guardandomi negli occhi, disse:\n\n Perch\u00e9 l'hai fatto? Tu che mi hai rifiutato anche solo un riconoscimento amichevole nella\nprima ora del mio pericolo! E ora rischiate la vostra vita e uccidete uno dei vostri\ncompagni per il mio bene. Non riesco a capire. Che strano tipo di uomo\nsei, che consorzi con gli uomini verdi, anche se la tua forma \u00e8 quella della mia razza, mentre il tuo colore \u00e8 poco pi\u00f9 scuro di quello dei bianchi.\ndella mia razza, mentre il tuo colore \u00e8 poco pi\u00f9 scuro di quello della scimmia bianca?\nscimmia bianca? Dimmi, sei umano o sei pi\u00f9 che umano?\n\n \u00c8 una strana storia, risposi, troppo lunga per tentare di raccontarla ora.\ne che dubito talmente della mia credibilit\u00e0 che temo di sperare che gli altri ci credano.\nche temo di sperare che altri ci credano. Per ora vi basti sapere\nche sono vostro amico e, per quanto i nostri rapitori lo permettano, il vostro\nvostro protettore e vostro servitore.\n\n Allora anche lei \u00e8 un prigioniero? Ma perch\u00e9, allora, quelle armi e la regalia\ndi un capo tharkiano? Qual \u00e8 il tuo nome? Dove si trova il tuo paese?\n\n S\u00ec, Dejah Thoris, anch'io sono un prigioniero; mi chiamo John Carter e rivendico la Virginia, uno degli Stati Uniti d'America, la Terra, come mia casa.\nVirginia, uno degli Stati Uniti d'America, la Terra, come mia casa;\nma perch\u00e9 mi sia permesso di portare le armi non lo so, n\u00e9 ero a conoscenza del fatto che\nche la mia veste fosse quella di un capo trib\u00f9.\n\nIn questo frangente fummo interrotti dall'avvicinarsi di uno dei guerrieri che portava armi, accessori e ornamenti.\nguerrieri, con armi, accessori e ornamenti, e in un attimo una delle sue domande fu\ndelle sue domande ebbe risposta e mi fu chiarito un enigma. Vidi\nche il corpo del mio antagonista morto era stato spogliato e lessi nell'atteggiamento minaccioso e al tempo stesso rispettoso del\nnell'atteggiamento minaccioso ma rispettoso del guerriero che mi aveva portato i trofei dell'uccisione.\nquesti trofei dell'uccisione lo stesso atteggiamento dell'altro che mi aveva portato l'equipaggiamento originale.\nche mi aveva portato l'equipaggiamento originale, e ora per la prima volta mi resi conto che il mio colpo, sul\nper la prima volta mi resi conto che il mio colpo, in occasione del mio primo combattimento nella\nnella sala delle udienze, aveva provocato la morte del mio avversario.\n\nLa ragione di tutto l'atteggiamento mostrato nei miei confronti era ormai evidente;\nAvevo vinto i miei speroni, per cos\u00ec dire, e nella cruda giustizia che contraddistingue sempre i rapporti marziani\nmarziana e che, tra l'altro, mi ha fatto definire il pianeta dei paradossi, mi sono stati tributati gli onori dovuti\npianeta dei paradossi, mi vennero tributati gli onori che spettano a un conquistatore.\nconquistatore; gli ornamenti e la posizione dell'uomo che ho ucciso. In verit\u00e0\nIn realt\u00e0, ero un capo marziano e questo, come ho appreso in seguito, \u00e8 stato la causa della mia grande libert\u00e0 e della mia tolleranza.\nche questa fu la causa della mia grande libert\u00e0 e della mia tolleranza nella sala delle udienze.\n\nMentre mi voltavo per ricevere gli oggetti del guerriero morto, notai che Tars Tarkas e altri si erano spinti verso di noi.\nche Tars Tarkas e molti altri si erano spinti verso di noi e gli occhi del primo si erano posati su di me in maniera\ngli occhi del primo si posarono su di me con aria interrogativa.\nAlla fine si rivolse a me:\n\n Parli la lingua di Barsoom con una certa facilit\u00e0 per uno che era sordo e muto fino a pochi giorni fa.\nsordo e muto fino a pochi giorni fa. Dove l'hai imparata, John Carter?\n\n Tu stesso sei responsabile, Tars Tarkas, risposi, in quanto mi hai fornito un'istruttrice di notevole capacit\u00e0.\nmi hai fornito una maestra di notevole abilit\u00e0; devo ringraziare Sola per il mio apprendimento.\ndevo ringraziare Sola per il mio apprendimento.\n\n Lei ha fatto bene, rispose, ma la vostra educazione in altri aspetti\nha bisogno di essere notevolmente perfezionata. Sapete quanto vi sarebbe costata la vostra inaudita temerariet\u00e0\nti sarebbe costata se non fossi riuscito a uccidere uno dei due capitani\ndi cui ora porti il metallo?\n\n Presumo che colui che non ero riuscito a uccidere, avrebbe ucciso\nrisposi sorridendo.\n\n No, vi sbagliate. Solo nell'ultimo estremo della legittima difesa un guerriero marziano ucciderebbe un prigioniero.\nguerriero marziano ucciderebbe un prigioniero; a noi piace conservarli per altri scopi.\ne il suo volto lasciava presagire possibilit\u00e0 che non erano piacevoli da\nsoffermarsi su di esse.\n\n Ma una cosa pu\u00f2 salvarvi ora, ha continuato.  Se voi, in riconoscimento del vostro\nriconoscimento del tuo notevole valore, della tua ferocia e delle tue prodezze, sarai considerato da Tal Hajus\nTal Hajus ti consideri degno del suo servizio, potrai essere accolto nella comunit\u00e0 e diventare un\ncomunit\u00e0 e diventare un Tharkiano a tutti gli effetti. Finch\u00e9 non raggiungeremo il\nquartier generale di Tal Hajus, \u00e8 volont\u00e0 di Lorquas Ptomel che ti venga concesso il rispetto\nil rispetto che le tue azioni ti hanno fatto guadagnare. Sarai trattato da noi\nda noi come un capo tharkiano, ma non dovete dimenticare che ogni capo che\nche ti schiera \u00e8 responsabile della tua consegna al nostro potente e feroce sovrano.\ne feroce sovrano. Ho finito.\n\n Ti capisco, Tars Tarkas, risposi.  Come sai, non sono di\nBarsoom; le vostre vie non sono le mie vie, e posso agire in futuro solo come\nin futuro come ho fatto in passato, in accordo con i dettami della mia coscienza\ne guidato dalle norme del mio popolo. Se mi lascerete in pace\nSe mi lascerete in pace, me ne andr\u00f2 in pace, ma se non lo farete, lasciate che i singoli Barsoomiani con i quali devo trattare\ncon cui devo trattare rispettino i miei diritti di straniero tra voi,\no subiscano le conseguenze che ne derivano. Di una cosa siamo certi,\nqualunque siano le vostre intenzioni finali nei confronti di questa sfortunata giovane donna.\nsfortunata giovane donna, chiunque le offra lesioni o insulti in futuro dovr\u00e0\ndovr\u00e0 pensare di rendere conto a me di tutto. Capisco che voi\nsminuire tutti i sentimenti di generosit\u00e0 e gentilezza, ma io non lo faccio, e posso convincere il vostro pi\u00f9 coraggioso\nposso convincere il vostro pi\u00f9 valoroso guerriero che queste caratteristiche non sono\nnon sono incompatibili con la capacit\u00e0 di combattere.\n\nDi solito non sono portato per i discorsi lunghi, n\u00e9 mai prima d'ora ero sceso a\nma avevo indovinato la nota fondamentale che avrebbe\nche avrebbe suscitato una risposta nei petti dei marziani verdi, e non mi sbagliavo, perch\u00e9\nE non mi sbagliavo, perch\u00e9 la mia arringa li aveva evidentemente colpiti profondamente, e il loro atteggiamento nei miei confronti\natteggiamento nei miei confronti fu ancora pi\u00f9 rispettoso.\n\nLo stesso Tars Tarkas sembrava soddisfatto della mia risposta, ma il suo unico commento\npi\u00f9 o meno enigmatico E credo di conoscere Tal Hajus, Jeddak di\nThark.\n\nOra rivolsi la mia attenzione a Dejah Thoris e, aiutandola a rimettersi in piedi, mi diressi con lei verso l'uscita.\nin piedi, mi diressi con lei verso l'uscita, ignorando le sue arpie guardiane che aleggiavano\narpie guardiane e gli sguardi indagatori dei capi trib\u00f9. Non ero forse\nora un capoclan anch'io! Bene, allora mi assumer\u00f2 le responsabilit\u00e0\ndi uno di loro. Non ci molestarono, e cos\u00ec Dejah Thoris, principessa di\nElio e John Carter, gentiluomo della Virginia, seguiti dal fedele Woola, uscirono in assoluto silenzio dal\nWoola, passarono in assoluto silenzio dalla sala delle udienze di Lorquas Ptomel.\ndi Lorquas Ptomel, Jed tra i Thark di Barsoom.\n\n\n\n\nCAPITOLO XI\nCON DEJAH THORIS\n\n\nQuando raggiungemmo l'apertura, le due guardie femminili che erano state incaricate di sorvegliare Dejah Thoris si affrettarono a fare come per assumerne la custodia.\nDejah Thoris si affrettarono e fecero come per assumerne di nuovo la custodia.\ndi lei ancora una volta. La povera bambina si rattrapp\u00ec contro di me e sentii le sue due\nmani strette sul mio braccio. Salutando le donne, le informai che\nche Sola avrebbe assistito la prigioniera in seguito, e avvertii inoltre Sarkoja che\nSarkoja che ogni altra sua crudele attenzione nei confronti di Dejah Thoris\na Dejah Thoris avrebbe portato alla sua improvvisa e dolorosa morte.\n\nLa mia minaccia \u00e8 stata infelice e ha portato pi\u00f9 danni che benefici a Dejah Thoris.\nThoris, perch\u00e9, come ho appreso in seguito, su Marte gli uomini non uccidono le donne, n\u00e9 le donne gli uomini.\ndonne, gli uomini. Cos\u00ec Sarkoja si limit\u00f2 a lanciarci un'occhiataccia e se ne and\u00f2 per\ncovare diavolerie contro di noi.\n\nTrovai subito Sola e le spiegai che desideravo che facesse la guardia a Dejah\nThoris come lei aveva fatto con me; che desideravo che trovasse un altro alloggio\ndove non sarebbero stati molestati da Sarkoja, e infine la informai che io stesso\nche io stesso avrei preso alloggio tra gli uomini.\n\nSola ha dato un'occhiata all'equipaggiamento che portavo in mano e che\nspalla.\n\n Sei un grande capo ora, John Carter, disse, e devo eseguire i tuoi ordini, anche se sono felice di farlo in qualsiasi circostanza.\ni tuoi ordini, anche se sono felice di farlo in qualsiasi circostanza.\nL'uomo di cui porti il metallo era giovane, ma era un grande guerriero,\ne con le sue promozioni e le sue uccisioni si era guadagnato il rango di Tars Tarkas.\nTars Tarkas, che, come sapete, \u00e8 secondo solo a Lorquas Ptomel. Tu\nsei l'undicesimo, in questa comunit\u00e0 ci sono solo dieci capi che ti\nin questa comunit\u00e0 che ti classificano per bravura.\n\n E se dovessi uccidere Lorquas Ptomel?  Ho chiesto.\n\n Tu saresti il primo, John Carter; ma puoi ottenere questo onore solo per\nvolont\u00e0 dell'intero Consiglio che Lorquas Ptomel ti incontri in combattimento,\no se dovesse attaccarvi, potreste ucciderlo per legittima difesa, aggiudicandovi cos\u00ec il primo posto.\nprimo posto.\n\nRisi e cambiai argomento. Non avevo alcun desiderio particolare di uccidere\nLorquas Ptomel, e men che meno di essere un jed tra i Thark.\n\nAccompagnai Sola e Dejah Thoris alla ricerca di nuovi alloggi, che trovammo in un edificio pi\u00f9 vicino alla sala delle udienze e di dimensioni maggiori.\nche trovammo in un edificio pi\u00f9 vicino alla sala delle udienze e di architettura molto pi\u00f9\narchitettura pi\u00f9 pretenziosa della nostra precedente dimora. In questo edificio trovammo anche\nanche dei veri e propri appartamenti per dormire, con antichi letti di metallo\nmetallo battuto che pendevano da enormi catene d'oro che dipendevano dal\nsoffitti di marmo. Le decorazioni delle pareti erano molto elaborate e..,\na differenza degli affreschi degli altri edifici che avevo esaminato, raffigurava\nmolte figure umane nelle composizioni. Si trattava di persone come\nme, e di colore molto pi\u00f9 chiaro di Dejah Thoris. Erano vestiti\ncon abiti leggiadri e fluenti, molto ornati di metallo e gioielli,\ne i loro capelli rigogliosi erano di un bel bronzo dorato e rossastro.\nGli uomini erano senza barba e solo alcuni portavano le armi. Le scene raffigurano\nper la maggior parte, un popolo dalla pelle e dai capelli chiari che gioca.\n\nDejah Thoris strinse le mani con un'esclamazione di rapimento mentre\ndi queste magnifiche opere d'arte, realizzate da un popolo da tempo estinto.\nestinto; mentre Sola, invece, sembrava non vederle.\n\nAbbiamo deciso di utilizzare questa stanza, al secondo piano e con vista sulla piazza, per Dejah Thoris e Sola.\npiazza, per Dejah Thoris e Sola, e un'altra stanza adiacente e sul retro per la cucina e i rifornimenti.\nposteriore per la cucina e le provviste. Ho quindi inviato Sola a portare le lenzuola e i\nlenzuola e il cibo e gli utensili di cui poteva avere bisogno, dicendole che\nche avrei sorvegliato Dejah Thoris fino al suo ritorno.\n\nQuando Sola se ne and\u00f2, Dejah Thoris si rivolse a me con un lieve sorriso.\n\n E dove potrebbe scappare la vostra prigioniera se la lasciaste,\nse non per seguirvi e chiedere la vostra protezione e il vostro\nperdono per i pensieri crudeli che ha nutrito contro di voi in questi giorni?\ngiorni?\n\n Hai ragione, risposi, non c'\u00e8 scampo per nessuno di noi due\nse non andiamo insieme.\n\n Ho sentito la tua sfida alla creatura che chiami Tars Tarkas, e credo di capire la tua posizione tra questo popolo.\ncredo di capire la tua posizione tra questa gente, ma quello che non riesco a capire\ncomprendere \u00e8 la tua affermazione che non sei di Barsoom.\n\n In nome del mio primo antenato, allora, continu\u00f2, da dove pu\u00f2 venire?\nda dove venite? Siete simili al mio popolo, eppure cos\u00ec diversi. Parlate la mia\nlingua, eppure ti ho sentito dire a Tars Tarkas che l'avevi imparata da poco.\nsolo di recente. Tutti i Barsoomiani parlano la stessa lingua, dal sud ricoperto di ghiacci al\nsud al nord ricoperto dai ghiacci, anche se le loro lingue scritte differiscono.\nSolo nella valle di Dor, dove il fiume Iss sfocia nel mare perduto di Korus, si suppone che ci sia una lingua\ndi Korus, si suppone che si parli una lingua diversa e..,\ne, tranne che nelle leggende dei nostri antenati, non si ha notizia di un\nBarsoomiano che risalga il fiume Iss, dalle rive di Korus nella\nvalle di Dor. Non ditemi che siete tornati cos\u00ec! Vi ucciderebbero\nti ucciderebbero orribilmente ovunque sulla superficie di Barsoom, se fosse vero.\nvero; dimmi che non \u00e8 cos\u00ec!\n\nI suoi occhi erano pieni di una luce strana, strana, la sua voce era\ne le sue manine, giunte sul mio petto, erano premute contro di me come per\ncontro di me come per strappare al mio cuore un diniego.\n\n Non conosco i vostri costumi, Dejah Thoris, ma nella mia Virginia un gentiluomo non mente per salvarsi.\nun gentiluomo non mente per salvarsi; io non sono di Dor, non ho mai\nvisto la misteriosa Iss; il mare perduto di Korus \u00e8 ancora perduto, per quanto mi riguarda.\nper quanto mi riguarda. Mi credete?\n\nE poi mi venne in mente che ero molto ansioso che lei mi credesse.\nmi credesse. Non temevo i risultati che sarebbero seguiti alla convinzione generale\nche sarei tornato dal paradiso o dall'inferno di Barsoomia,\no inferno barsoomiano, o qualunque cosa fosse. Perch\u00e9, allora, lo era! Perch\u00e9 dovrei preoccuparmi di ci\u00f2 che\npensiero? La guardai: il suo bel viso era rivolto verso l'alto e i suoi meravigliosi occhi\nmeravigliosi occhi che aprivano la profondit\u00e0 della sua anima; e quando i miei occhi incontrarono i suoi capii il perch\u00e9 e rabbrividii.\nincontrarono i suoi capii il perch\u00e9 e rabbrividii.\n\nUn'analoga ondata di sentimenti sembr\u00f2 agitarla; si allontan\u00f2 da me con un sospiro e con il suo bel viso serio si rivolse al mio.\ncon un sospiro e con il suo bel viso serio rivolto al mio,\nsussurr\u00f2:  Ti credo, John Carter; non so che cosa sia un\n Non so cosa sia un gentiluomo, n\u00e9 ho mai sentito parlare di Virginia; ma su Barsoom nessun uomo mente.\nBarsoom nessun uomo mente; se non vuole dire la verit\u00e0, tace.\ntace. Dov'\u00e8 questa Virginia, il tuo paese, John Carter? chiese,\ne sembrava che questo bel nome della mia bella terra non avesse mai suonato\npi\u00f9 bello di quello che usciva da quelle labbra perfette in quel giorno lontano.\ngiorno.\n\n Io sono di un altro mondo, risposi, il grande pianeta Terra che\nche ruota intorno al nostro comune sole e che si trova all'interno dell'orbita del vostro\nBarsoom, che noi conosciamo come Marte. Come sono arrivato qui non posso dirvelo, perch\u00e9 non lo so.\nnon lo so; ma sono qui, e poich\u00e9 la mia presenza mi ha permesso di servire Dejah Thoris\nservire Dejah Thoris, sono felice di essere qui.\n\nMi guard\u00f2 con occhi turbati, lunghi e interrogativi. Che fosse difficile\ndifficile credere alle mie affermazioni lo sapevo bene, n\u00e9 potevo sperare che lo facesse\nche lo facesse, per quanto desiderassi la sua fiducia e il suo rispetto. I\navrei preferito non dirle nulla dei miei antecedenti, ma nessun uomo poteva\nuomo avrebbe potuto guardare nella profondit\u00e0 di quegli occhi e rifiutare il suo minimo\nrichiesta.\n\nAlla fine sorrise e, alzandosi, disse:  Dovr\u00f2 credere anche se\nanche se non posso capire. Posso facilmente percepire che voi non siete del\nBarsoom di oggi; siete come noi, ma diversi.\nperch\u00e9 dovrei affannare la mia povera testa con un simile problema, quando il mio cuore mi dice che io\ncredo perch\u00e9 voglio credere!\n\nEra una buona logica, una buona logica terrena e femminile, e se la soddisfaceva non potevo certo trovarvi dei difetti.\nlei, non potevo certo trovarvi alcun difetto. In effetti era\nera l'unico tipo di logica che si potesse applicare al mio problema.\nproblema. Ci addentrammo allora in una conversazione generale, facendo e rispondendo a molte\nmolte domande da entrambe le parti. Era curiosa di conoscere le usanze del\ndel mio popolo e mostrava una notevole conoscenza degli eventi sulla Terra. Quando\nQuando la interrogai da vicino su questa apparente familiarit\u00e0 con le cose terrene\ncose terrene, si mise a ridere e grid\u00f2:\n\n Ogni scolaro di Barsoom conosce la geografia, la fauna e la flora e la storia del vostro pianeta.\ndella fauna e della flora, cos\u00ec come la storia del vostro pianeta.\ne del proprio pianeta. Non possiamo vedere tutto ci\u00f2 che avviene\nsulla Terra, come la chiamate voi; non \u00e8 forse appeso l\u00ec nei cieli in bella vista?\ncielo in bella vista?\n\nQuesto mi lasci\u00f2 perplesso, devo confessare, tanto quanto le mie affermazioni l'avevano confusa.\nconfuse; e glielo dissi. Poi mi spieg\u00f2 in generale gli strumenti\nstrumenti che il suo popolo aveva usato e perfezionato per secoli, che\nche permettono loro di proiettare su uno schermo un'immagine perfetta di ci\u00f2 che sta\ndi ci\u00f2 che accade su qualsiasi pianeta e su molte stelle. Queste immagini\nsono cos\u00ec perfette nei dettagli che, una volta fotografate e ingrandite, oggetti non pi\u00f9 grandi di un filo d'erba possono\noggetti non pi\u00f9 grandi di un filo d'erba possono essere distintamente riconosciuti. I\nin seguito, in elio, ho visto molte di queste immagini, cos\u00ec come gli strumenti che le hanno prodotte.\nstrumenti che le hanno prodotte.\n\n Se, dunque, avete tanta dimestichezza con le cose terrene, chiesi, perch\u00e9 non mi riconoscete come identico agli abitanti della terra?\nperch\u00e9 non mi riconoscete come identico agli abitanti di quel pianeta?\nquel pianeta?\n\nSorrise di nuovo, come si potrebbe fare con l'indulgenza annoiata di un bambino che chiede\nbambino.\n\n Perch\u00e9, rispose John Carter, quasi tutti i pianeti e le stelle\ncon condizioni atmosferiche che si avvicinano a quelle di Barsoom,\nmostra forme di vita animale quasi identiche a voi e a me; e..,\nInoltre, gli uomini della Terra, quasi senza eccezione, coprono i loro corpi con\nstrani e antiestetici pezzi di stoffa, e le loro teste con orrendi\norrendi marchingegni il cui scopo non siamo riusciti a concepire;\nmentre voi, quando siete stati trovati dai guerrieri tharkiani, eravate completamente\nindistintamente e senza ornamenti.\n\n Il fatto che non indossaste alcun ornamento \u00e8 una forte prova della vostra origine\norigine non barsoomiana, mentre l'assenza di coperture grottesche poteva\ndubbio sulla vostra terrestrit\u00e0.\n\nHo poi raccontato i dettagli della mia partenza dalla Terra, spiegando\nche il mio corpo giaceva l\u00ec completamente vestito con tutti gli, per lei, strani\nabiti degli abitanti mondani. A questo punto Sola torn\u00f2 con i nostri\ncon le nostre scarse cose e con il suo giovane protetto marziano che, naturalmente, avrebbe dovuto\navrebbe dovuto condividere l'alloggio con loro.\n\nSola ci chiese se avevamo ricevuto visite durante la sua assenza e sembr\u00f2 molto sorpresa quando rispondemmo negativamente.\nmolto sorpreso quando rispondemmo negativamente. Sembrava che, mentre\nche, mentre saliva ai piani superiori dove si trovavano i nostri alloggi, avesse incontrato Sarkoja che scendeva.\naveva incontrato Sarkoja che scendeva. Decidemmo che doveva\nche stesse origliando, ma dato che non ricordavamo nulla di importante\nnulla di importante che era passato tra di noi, abbiamo archiviato la questione come di scarsa importanza,\npromettendoci di essere avvertiti con la massima cautela in futuro.\nfuturo.\n\nIo e Dejah Thoris ci dedicammo quindi all'esame dell'architettura e delle\ndelle belle stanze dell'edificio che stavamo occupando.\noccupate. Mi disse che questo popolo era presumibilmente fiorito oltre\ncentomila anni prima. Erano i primi progenitori della sua\nrazza, ma si erano mescolati con l'altra grande razza dei primi marziani, che erano molto scuri, quasi neri.\nmarziani primitivi, che erano molto scuri, quasi neri, e anche con la razza giallo-rossastra\nche era fiorita nello stesso periodo.\n\nQueste tre grandi divisioni di marziani superiori erano state costrette a un'alleanza potente\nun'alleanza potente, dato che il prosciugamento dei mari marziani li aveva costretti a cercare\na cercare le poche e sempre pi\u00f9 scarse aree fertili e a difendersi, in nuove condizioni di vita, dalle\ne a difendersi, in nuove condizioni di vita, dalle orde selvagge degli uomini verdi.\ndalle orde selvagge degli uomini verdi.\n\nSecoli di stretti rapporti di parentela e di matrimoni avevano dato origine alla razza degli\ndegli uomini rossi, di cui Dejah Thoris era una figlia bella e gentile.\nDurante le epoche di difficolt\u00e0 e di guerre incessanti tra le loro\ndiverse razze, cos\u00ec come con gli uomini verdi, e prima di essersi adattati alle mutate condizioni, molti\nadattarsi alle mutate condizioni, gran parte dell'alta civilt\u00e0 e delle\ncivilt\u00e0 e molte delle arti dei marziani dai capelli chiari erano andate perdute.\nMa la razza rossa di oggi ha raggiunto un punto in cui sente di aver recuperato\nsente di aver compensato con nuove scoperte e con una civilt\u00e0 pi\u00f9 pratica tutto quello che\ncivilt\u00e0 per tutto ci\u00f2 che giace irrimediabilmente sepolto con gli antichi\nBarsoomiani, sotto le innumerevoli epoche successive.\n\nQuesti antichi marziani erano una razza molto colta e letterata,\nma durante le vicissitudini di quei secoli difficili di riadattamento alle nuove condizioni\nalle nuove condizioni, non solo il loro progresso e la loro produzione cessarono del tutto, ma\nma praticamente tutti i loro archivi, documenti e letteratura sono andati perduti.\nletteratura sono andati perduti.\n\nDejah Thoris ha raccontato molti fatti interessanti e leggende riguardanti questa\nrazza perduta di persone nobili e gentili. Disse che la citt\u00e0 in cui eravamo accampati\naccampamento doveva essere un centro di commercio e cultura conosciuto come Korad.\ncultura conosciuto come Korad. Era stata costruita su un bellissimo porto naturale\nporto naturale, chiuso da magnifiche colline. La piccola valle sul fronte\ndella citt\u00e0, spieg\u00f2, era tutto ci\u00f2 che rimaneva del porto,\nmentre il passaggio attraverso le colline fino al vecchio fondale marino era stato il canale\ncanale attraverso il quale il traffico marittimo giungeva fino alle porte della citt\u00e0.\n\nLe coste degli antichi mari erano costellate di citt\u00e0 di questo tipo, e di citt\u00e0 minori, in numero sempre minore, che convergevano verso la\ncitt\u00e0 di questo tipo e altre minori, in numero decrescente, si trovavano convergenti verso il\ncentro degli oceani, dato che le popolazioni avevano trovato necessario\nseguire le acque che si ritiravano fino a quando la necessit\u00e0 aveva imposto loro la salvezza finale.\nla loro salvezza finale, i cosiddetti canali marziani.\n\nEravamo cos\u00ec presi dall'esplorazione dell'edificio e dalle nostre conversazioni che era gi\u00e0 pomeriggio inoltrato prima di accorgercene.\nconversazione che il pomeriggio era gi\u00e0 inoltrato prima che ce ne rendessimo conto.\nSiamo stati riportati alla consapevolezza delle nostre condizioni attuali da un messaggero\nun messaggero che portava una convocazione di Lorquas Ptomel che mi intimava di presentarmi immediatamente davanti a lui.\ndavanti a lui immediatamente. Salutando Dejah Thoris e Sola e ordinando a Woola di rimanere di guardia.\ne ordinando a Woola di rimanere di guardia, mi affrettai verso la sala delle udienze, dove trovai Lorquas Ptomel.\ndove trovai Lorquas Ptomel e Tars Tarkas seduti sul rostro.\nrostro.\n\n\n\n\nCAPITOLO XII\nUN PRIGIONIERO CON POTERE\n\n\nMentre entravo e salutavo, Lorquas Ptomel mi fece segno di avanzare e,\nfissando su di me i suoi grandi e orrendi occhi, mi rivolse la seguente parola:\n\n Sei con noi da pochi giorni, eppure in questo periodo hai conquistato con la tua bravura\ncon la tua bravura hai conquistato un'alta posizione tra noi. Comunque sia, non sei uno di noi, non ci devi\nnon sei uno di noi; non ci devi alcuna fedelt\u00e0.\n\n La sua \u00e8 una posizione particolare, ha proseguito, lei \u00e8 un prigioniero\neppure dai ordini che devono essere obbediti; sei uno straniero eppure sei un capo tharkiano; sei un nano eppure puoi uccidere\nalieno eppure sei un capo dei Tharkiani; sei un nano eppure puoi uccidere\nun potente guerriero con un solo colpo di pugno. E ora si dice che tu\ndi aver complottato la fuga con un'altra prigioniera di un'altra razza;\nuna prigioniera che, per sua stessa ammissione, crede per met\u00e0 che tu sia tornato\ndalla valle di Dor. Entrambe le accuse, se provate,\nsarebbero motivi sufficienti per la vostra esecuzione, ma noi siamo un popolo giusto e\ne avrete un processo al nostro ritorno a Thark, se Tal Hajus\nlo ordina.\n\n Ma, continu\u00f2, con i suoi toni feroci e gutturali, se scappi con la\nragazza rossa, sar\u00f2 io a dover rendere conto a Tal Hajus; sar\u00f2 io a dover affrontare Tars Tarkas.\nche dovr\u00f2 affrontare Tars Tarkas e dimostrare il mio diritto al comando, oppure\ndi comandare, o il metallo della mia carcassa morta andr\u00e0 a un uomo migliore, poich\u00e9\n\u00e8 questa l'usanza dei Thark.\n\n Non ho alcun problema con Tars Tarkas; insieme governiamo la pi\u00f9 grande delle comunit\u00e0 minori tra gli uomini verdi.\ncomunit\u00e0 pi\u00f9 grande di quella minore tra gli uomini verdi; non desideriamo\nnon vogliamo combattere tra di noi; e quindi se tu fossi morto, John Carter, ne sarei felice.\nsarei contento. Solo a due condizioni, per\u00f2, puoi essere ucciso da noi\nda noi senza ordini da parte di Tal Hajus; in un combattimento personale per\nper legittima difesa, nel caso in cui tu abbia attaccato uno di noi, o se sei stato fermato nel tentativo di\nun tentativo di fuga.\n\n Per una questione di giustizia, devo avvertirvi che attendiamo solo una di queste due scuse per liberarci di una cos\u00ec grande responsabilit\u00e0.\ndue scuse per liberarci di una cos\u00ec grande responsabilit\u00e0. La\nconsegna della ragazza rossa a Tal Hajus \u00e8 della massima importanza.\nimportanza. In mille anni i Thark non hanno mai fatto una tale cattura.\ncattura; \u00e8 la nipote del pi\u00f9 grande dei jeddak rossi,\nche \u00e8 anche il nostro pi\u00f9 acerrimo nemico. Ho parlato. La ragazza rossa ci ha detto\nche eravamo privi dei sentimenti pi\u00f9 morbidi dell'umanit\u00e0, ma che siamo una razza\nrazza giusta e sincera. Potete andare.\n\nVoltandomi, lasciai la sala delle udienze. Questo era l'inizio della persecuzione di\npersecuzione di Sarkoja! Sapevo che nessun altro poteva essere responsabile\ndi questa notizia che era giunta cos\u00ec rapidamente alle orecchie di Lorquas Ptomel,\ne ora ricordavo quelle parti della nostra conversazione che avevano toccato\nsulla fuga e sulla mia origine.\n\nSarkoja era la donna pi\u00f9 anziana e fidata di Tars Tarkas.\nCome tale era un potente potere dietro il trono, poich\u00e9 nessun guerriero godeva della\nla fiducia di Lorquas Ptomel come il suo pi\u00f9 abile luogotenente, Tars Tarkas.\nluogotenente di Tars Tarkas.\n\nTuttavia, invece di allontanare dalla mia mente il pensiero di una possibile fuga,\nl'udienza con Lorquas Ptomel non fece altro che accentrare ogni mia facolt\u00e0\nsu questo argomento. Ora, pi\u00f9 di prima, l'assoluta necessit\u00e0 di\nfuga, per quanto riguardava Dejah Thoris, mi era rimasta impressa,\nperch\u00e9 ero convinto che un destino orribile l'attendesse al quartier generale di Tal Hajus.\nquartier generale di Tal Hajus.\n\nCome descritto da Sola, questo mostro era la personificazione esagerata\ndi tutte le epoche di crudelt\u00e0, ferocia e brutalit\u00e0 da cui era disceso.\ndiscendenti. Freddo, astuto, calcolatore; inoltre, in netto contrasto con la maggior parte dei suoi simili, era\nera anche, in netto contrasto con la maggior parte dei suoi simili, uno schiavo di quella passione bruta che le\ndi procreazione sul loro pianeta morente ha quasi spento nel petto dei marziani.\nnel petto dei marziani.\n\nIl pensiero che il divino Dejah Thoris potesse cadere nelle grinfie\ndi un tale abissale atavismo mi fece sudare freddo. Molto meglio\nche all'ultimo momento risparmiassimo le pallottole amichevoli per noi stessi, come fecero\ncome hanno fatto quelle coraggiose donne di frontiera della mia terra perduta, che si sono tolte la vita\npiuttosto che cadere nelle mani dei prodi indiani.\n\nMentre vagavo per la piazza perso nei miei cupi presentimenti Tars Tarkas\nmi si avvicin\u00f2 mentre usciva dalla sala delle udienze. Il suo atteggiamento nei miei confronti\nimmutato e mi salut\u00f2 come se non ci fossimo lasciati solo pochi istanti prima.\npochi istanti prima.\n\n Dove sono i tuoi alloggi, John Carter? chiese.\n\n Non ho scelto nessuno, risposi.  Mi sembrava meglio acquartierarmi\nda solo o tra gli altri guerrieri, e stavo aspettando l'occasione per\noccasione di chiedere il vostro consiglio. Come sapete, e ho sorriso, non conosco ancora\nnon conosco ancora tutte le usanze dei Thark.\n\n Venite con me, mi disse, e insieme attraversammo la piazza per raggiungere un edificio\nverso un edificio che, con mio grande piacere, era adiacente a quello occupato da Sola e dai suoi\ne le sue cariche.\n\n I miei alloggi sono al primo piano di questo edificio, ha detto, e anche il secondo piano \u00e8\nAnche il secondo piano \u00e8 completamente occupato da guerrieri, ma il terzo piano e i piani superiori sono liberi.\nterzo piano e i piani superiori sono liberi; potete scegliere tra questi\nquesti.\n\n Ho saputo, ha proseguito, che avete ceduto la vostra donna al\nprigioniero rosso. Ebbene, come hai detto, i tuoi modi non sono i nostri, ma\nsapete combattere abbastanza bene da poter fare quello che volete, e quindi, se volete\nse vuoi dare la tua donna a un prigioniero, \u00e8 affar tuo; ma come capo trib\u00f9 devi avere chi ti serve.\ncome capo trib\u00f9 dovreste avere chi vi serve, e secondo le nostre\nsecondo le nostre usanze, potete scegliere una o tutte le femmine del seguito dei capi di\ndei capi di cui ora porti il metallo.\n\nLo ringraziai, ma gli assicurai che potevo cavarmela benissimo senza aiuto\nsenza assistenza, tranne che per la preparazione del cibo, e cos\u00ec mi promise di mandarmi delle donne a questo scopo\ncos\u00ec mi promise di mandarmi delle donne per questo scopo e anche per la cura delle mie armi e la\ndelle mie armi e per la fabbricazione delle munizioni, che, a suo dire, sarebbero state necessarie.\nnecessarie. Suggerii che potessero portare anche alcune delle sete e delle pellicce che appartenevano al\nsete e pellicce che mi appartenevano come bottino di guerra, poich\u00e9 le notti erano fredde e non avevo\nfredde e non ne avevo di mie.\n\nPromise di farlo e se ne and\u00f2. Rimasto solo, salii il tortuoso\ncorridoio che portava ai piani superiori, alla ricerca di un alloggio adatto. Le bellezze degli altri\nbellezze degli altri edifici si ripetevano e, come al solito, mi persi presto in un giro di indagini e scoperte.\ncome al solito, mi persi presto in un giro di indagini e scoperte.\n\nAlla fine scelsi una stanza anteriore al terzo piano, perch\u00e9 cos\u00ec mi avvicinavo a Dejah Thoris, il cui appartamento si trovava al secondo piano del palazzo.\nDejah Thoris, il cui appartamento si trovava al secondo piano dell'edificio adiacente.\ne mi venne in mente che avrei potuto allestire un mezzo di comunicazione che le permettesse di segnalarmi in caso di bisogno.\ndi comunicazione che le permettesse di segnalarmi nel caso in cui avesse avuto bisogno\ndi servizi o di protezione.\n\nAccanto al mio appartamento per dormire c'erano bagni, spogliatoi e altri appartamenti per dormire e vivere, in tutto una decina di stanze su questo piano.\nappartamenti per dormire e per vivere, in tutto una decina di stanze su questo piano.\nLe finestre delle stanze sul retro si affacciavano su un'enorme corte, che costituiva il centro della piazza\nche formava il centro della piazza formata dagli edifici che si affacciavano sulle\nquattro strade contigue, e che ora era destinato all'acquartieramento\nanimali appartenenti ai guerrieri che occupavano gli edifici adiacenti.\nedifici adiacenti.\n\nIl campo era interamente ricoperto dalla vegetazione gialla, simile al muschio, che ricopre praticamente tutta la superficie di Marte.\nvegetazione gialla, simile al muschio, che ricopre praticamente l'intera superficie di Marte.\nnumerose fontane, statue, panchine e marchingegni a forma di pergola\ndi pergola, testimoniano la bellezza che la corte doveva presentare nei tempi passati, quando\ntempi passati, quando era abbellita da un popolo dai capelli chiari e ridenti che\nleggi cosmiche severe e inalterabili avevano cacciato non solo dalle loro case,\nma da tutto, tranne che dalle vaghe leggende dei loro discendenti.\n\nSi pu\u00f2 facilmente immaginare lo splendido fogliame della lussureggiante vegetazione marziana che un tempo riempiva questa scena di\nvegetazione marziana che un tempo riempiva questa scena di vita e di colore, le\nfigure aggraziate delle belle donne, degli uomini dritti e belli;\ni bambini felici e festosi, tutti alla luce del sole, alla felicit\u00e0 e alla pace. Era difficile\ndifficile rendersi conto che erano passati attraverso epoche di tenebre, crudelt\u00e0 e ignoranza,\ncrudelt\u00e0 e di ignoranza, fino a quando i loro istinti ereditari di cultura e di\numanitario erano saliti ancora una volta nella\nfinale della razza composita che ora domina su Marte.\n\nI miei pensieri sono stati interrotti dall'arrivo di alcune giovani donne\nche portavano carichi di armi, sete, pellicce, gioielli, utensili da cucina, barili di cibo e bevande.\ndi cibo e di bevande, compreso il considerevole bottino dell'aeronave.\naereo. Tutto questo, a quanto pare, era stato di propriet\u00e0 dei due capi trib\u00f9 che avevo ucciso.\nAvevo ucciso e ora, secondo le usanze dei Thark, era diventato mio.\nSu mia indicazione misero la roba in una delle stanze sul retro e poi se ne andarono.\ne poi se ne andarono, per poi tornare con un secondo carico, che mi dissero\nche costituiva il saldo dei miei beni. Nel secondo viaggio erano\naccompagnati da altre dieci o quindici donne e giovani che, a quanto pare, costituivano il seguito delle due\nche, a quanto pare, costituivano il seguito dei due capi.\n\nNon erano le loro famiglie, n\u00e9 le loro mogli, n\u00e9 i loro servi; il rapporto era peculiare e cos\u00ec diverso da qualsiasi cosa conosciuta da noi che\nIl rapporto era particolare e cos\u00ec diverso da quello che conosciamo che \u00e8 difficile da descrivere.\n\u00e8 molto difficile da descrivere. Tutte le propriet\u00e0 tra i marziani verdi sono\ntutti i beni dei marziani verdi sono di propriet\u00e0 comune della comunit\u00e0, tranne le armi personali,\nornamenti e le sete e le pellicce dei singoli individui. Solo questi\nsolo a questi si pu\u00f2 rivendicare un diritto indiscusso, n\u00e9 si pu\u00f2 accumulare pi\u00f9 di quanto\ndi pi\u00f9 di quanto sia necessario per i suoi bisogni effettivi. L'eccedenza \u00e8 detenuta solo come\ncustode, e viene trasmesso ai membri pi\u00f9 giovani della comunit\u00e0, a seconda delle necessit\u00e0.\ndella comunit\u00e0, a seconda delle necessit\u00e0.\n\nLe donne e i bambini del seguito di un uomo possono essere paragonati a un'unit\u00e0 militare di cui l'uomo \u00e8 responsabile in vari modi.\nmilitare di cui l'uomo \u00e8 responsabile in vari modi, per quanto riguarda l'istruzione, la disciplina, il\nistruzione, la disciplina, il sostentamento e le esigenze delle loro\ne le esigenze del loro continuo girovagare e della loro incessante lotta con le altre comunit\u00e0 e con i\ncon i marziani rossi. Le sue donne non sono in alcun modo mogli. I marziani verdi\nmarziani verdi non usano una parola che corrisponda al significato di questa parola terrena.\nL'accoppiamento \u00e8 una questione di interesse esclusivo della comunit\u00e0, ed \u00e8 diretto senza riferimento alla selezione naturale.\nsenza riferimento alla selezione naturale. Il consiglio dei capi di ogni comunit\u00e0\ndi ogni comunit\u00e0 controllano la questione con la stessa sicurezza con cui il proprietario di una scuderia del Kentucky\nKentucky dirige l'allevamento scientifico del suo bestiame per il miglioramento dell'insieme.\nmiglioramento dell'intera comunit\u00e0.\n\nIn teoria pu\u00f2 sembrare una buona idea, come spesso accade con le teorie, ma i risultati di secoli di questa pratica innaturale, unita alla\ni risultati di secoli di questa pratica innaturale, insieme all'interesse della comunit\u00e0 per la\ninteresse della comunit\u00e0 per la prole, che viene considerato preminente rispetto a quello della madre.\nmadre, si manifestano in creature fredde e crudeli e nella loro esistenza cupa, senza amore e senza gioia,\ntetro, senza amore e senza gioia.\n\n\u00c8 vero che i marziani verdi sono assolutamente virtuosi, sia uomini che donne, ad eccezione dei degenerati Tal Hajus.\nsia uomini che donne, con l'eccezione di degenerati come Tal Hajus, ma\nmeglio un equilibrio pi\u00f9 fine di caratteristiche umane, anche a scapito di una lieve e occasionale perdita di castit\u00e0.\ndi una leggera e occasionale perdita di castit\u00e0.\n\nTrovando che dovevo assumermi la responsabilit\u00e0 di queste creature, che lo volessi o meno, ho fatto del mio meglio e ho detto loro di trovare un posto dove poter fare la spesa.\nche lo volessi o meno, mi sono arrangiato e ho detto loro di trovare un alloggio ai piani superiori, lasciando a me il terzo piano.\nalloggi ai piani superiori, lasciando a me il terzo piano. Una delle\nuna delle ragazze, che incaricai di occuparsi della mia semplice cucina, e diedi alle altre il compito di occuparsi delle varie attivit\u00e0 che\ndi cucina e diedi alle altre il compito di riprendere le varie attivit\u00e0 che prima costituivano\nle loro vocazioni. In seguito le vidi poco, n\u00e9 mi interessava.\n\n\n\n\nCAPITOLO XIII\nFARE L'AMORE SU MARTE\n\n\nDopo la battaglia con le navi aeree, la comunit\u00e0 rimase in citt\u00e0 per diversi giorni, abbandonando la marcia di ritorno fino a quando non\ncitt\u00e0 per diversi giorni, abbandonando la marcia di ritorno fino a quando\nfinch\u00e9 non si sentirono ragionevolmente sicuri che le navi non sarebbero tornate.\nessere sorpresi in aperta pianura con una cavalcata di carri e bambini\nera ben lungi dal desiderio di un popolo cos\u00ec bellicoso come i verdi marziani.\nmarziani.\n\nDurante il nostro periodo di inattivit\u00e0, Tars Tarkas mi aveva istruito su molte\ndelle usanze e delle arti belliche familiari ai Thark, comprese le lezioni di\nlezioni su come cavalcare e guidare le grandi bestie che portano i guerrieri.\nQueste creature, note come thoat, sono pericolose e feroci come i loro padroni.\npericolosi e feroci come i loro padroni, ma una volta soggiogati sono sufficientemente\nsufficientemente docili per gli scopi dei marziani verdi.\n\nDue di questi animali mi erano stati consegnati dai guerrieri di cui portavo il metallo.\ne in breve tempo riuscii a maneggiarli bene come i guerrieri indigeni.\nguerrieri nativi. Il metodo non era affatto complicato. Se i thoat\nnon rispondevano con sufficiente celerit\u00e0 alle istruzioni telepatiche dei loro cavalieri.\ntelepatiche dei loro cavalieri, venivano colpiti con un colpo di pistola in mezzo alle orecchie.\ndi pistola tra le orecchie, e se si mostravano combattivi questo trattamento veniva\nse mostravano di lottare, questo trattamento veniva continuato fino a quando i bruti non venivano sottomessi o avevano\ncavalieri.\n\nIn quest'ultimo caso \u00e8 diventata una lotta di vita o di morte tra l'uomo e la\ne la bestia. Se il primo fosse stato abbastanza veloce con la pistola, avrebbe potuto\nse il primo era abbastanza veloce con la pistola, poteva vivere per cavalcare di nuovo, anche se su un'altra bestia; se non lo era, il suo corpo straziato e maciullato\ncorpo lacerato e maciullato veniva raccolto dalle sue donne e bruciato secondo le\nusanza tarkiana.\n\nLa mia esperienza con Woola mi ha spinto a tentare l'esperimento della\ngentilezza nel trattamento dei miei gatti. Per prima cosa insegnai loro che\nche non potevano disfarsi di me, e li ho anche colpiti bruscamente tra le orecchie per\nper imprimere loro la mia autorit\u00e0 e la mia padronanza. Poi, a poco a poco, conquistai la loro\nla loro fiducia, proprio come avevo fatto innumerevoli volte con le mie\ninnumerevoli volte con le mie numerose cavalcature. Sono sempre stato bravo con gli animali,\ne per inclinazione, oltre che per i risultati pi\u00f9 duraturi e soddisfacenti, ero sempre gentile e\nrisultati pi\u00f9 duraturi e soddisfacenti, sono sempre stato gentile e umano nei rapporti con gli\ngli ordini inferiori. Potevo togliere la vita a un essere umano, se necessario, con molta meno\ncon molta meno remora di quella di un povero bruto irragionevole e irresponsabile.\n\nNel giro di pochi giorni i miei tatami divennero la meraviglia dell'intera comunit\u00e0.\ncomunit\u00e0. Mi seguivano come cani, strofinando i loro grandi musi contro il mio corpo in una goffa dimostrazione di affetto\nsul mio corpo in una goffa prova d'affetto, e rispondevano a ogni mio comando con una\nogni mio comando con un'alacrit\u00e0 e una docilit\u00e0 che fecero s\u00ec che i guerrieri marziani\nguerrieri marziani ad attribuirmi il possesso di un potere terrestre sconosciuto su Marte.\nsu Marte.\n\n Come li hai stregati? chiese Tars Tarkas un pomeriggio, quando mi vide passare il braccio tra le grandi fauci di uno dei miei thoats.\nmi aveva visto passare il braccio tra le grandi fauci di uno dei miei thoats\nche aveva incastrato un pezzo di pietra tra due denti, mentre\nmentre si nutriva della vegetazione muschiosa del nostro cortile.\n\n Per gentilezza, risposi.  Vedi, Tars Tarkas, i sentimenti pi\u00f9 morbidi\nhanno il loro valore, anche per un guerriero. Sia in battaglia che in marcia\nin marcia, so che i miei soldati obbediranno a ogni mio comando e quindi\ne quindi la mia efficienza di combattimento \u00e8 aumentata, e sono un guerriero migliore\nper il fatto che sono un padrone gentile. Gli altri guerrieri troverebbero\nvantaggio di loro stessi e della comunit\u00e0 adottare i miei metodi in questo senso.\ni miei metodi in questo senso. Solo pochi giorni fa lei stesso mi ha detto che questi grandi bruti\nche questi grandi bruti, a causa dell'incertezza del loro temperamento, spesso\nspesso sono stati il mezzo per trasformare la vittoria in sconfitta, poich\u00e9, in un momento cruciale\nmomento cruciale, potevano decidere di disarcionare e sbranare i loro cavalieri.\n\n Mostratemi come ottenete questi risultati\", fu l'unica risposta di Tars Tarkas.\ncontroreplica.\n\nCos\u00ec gli spiegai il pi\u00f9 accuratamente possibile l'intero metodo di addestramento che avevo adottato con le mie bestie.\ndi addestramento che avevo adottato con le mie bestie, e in seguito me lo fece ripetere\ndavanti a Lorquas Ptomel e ai guerrieri riuniti. Quel momento segn\u00f2\ninizio di una nuova esistenza per i poveri thoat, e prima di lasciare la comunit\u00e0 di Lorquas Ptomel\nprima di lasciare la comunit\u00e0 di Lorquas Ptomel ho avuto la soddisfazione di osservare un\nreggimento di cavalcature tanto docili e docili quanto si possa desiderare di vedere.\nL'effetto sulla precisione e sulla rapidit\u00e0 dei movimenti militari era cos\u00ec notevole che Lorquas Ptomel\ncos\u00ec notevole che Lorquas Ptomel mi regal\u00f2 una massiccia cavigliera d'oro dalla sua stessa gamba, come\nd'oro della sua gamba, come segno di apprezzamento per il mio servizio all'orda.\nall'orda.\n\nIl settimo giorno successivo alla battaglia con i mezzi aerei riprendemmo la marcia verso Thark.\ndi Thark, dato che Lorquas Ptomel riteneva remota la possibilit\u00e0 di un altro attacco.\ndi un altro attacco era ritenuta remota da Lorquas Ptomel.\n\nDurante i giorni che precedettero la nostra partenza non avevo visto granch\u00e9 di Dejah Thoris.\nDejah Thoris, poich\u00e9 ero stato tenuto molto occupato da Tars Tarkas con le mie lezioni di\nlezioni sull'arte della guerra marziana e sull'addestramento dei miei thoat.\nthoat. Le poche volte che avevo visitato i suoi alloggi era assente,\npasseggiare per le strade con Sola, o indagare sugli edifici nelle\nnelle immediate vicinanze della piazza. Li avevo avvertiti di non avventurarsi lontano\ndalla piazza per paura delle grandi scimmie bianche, di cui conoscevo fin troppo bene la ferocia.\nferocia che conoscevo fin troppo bene. Tuttavia, poich\u00e9 Woola li accompagnava in tutte le\ntutte le loro escursioni, e dato che Sola era ben armato, c'era relativamente poco da temere.\nrelativamente poco da temere.\n\nLa sera prima della nostra partenza li ho visti avvicinarsi lungo uno dei\ndei grandi viali che portano alla piazza da est. Avanzai\ne dicendo a Sola che mi sarei assunta la responsabilit\u00e0 di custodire Dejah Thoris, le ordinai di tornare nei suoi alloggi.\nDejah Thoris, le ordinai di tornare al suo alloggio per\nqualche banale commissione. Mi piaceva e mi fidavo di Sola, ma per qualche motivo desideravo stare da solo con Dejah Thoris.\ndesideravo stare da solo con Dejah Thoris, che rappresentava per me tutto ci\u00f2 che avevo\nche mi ero lasciato alle spalle sulla Terra in una compagnia piacevole e congeniale.\nSembravano esserci legami di interesse reciproco tra noi, potenti come se fossimo nati sotto lo stesso tetto.\ncome se fossimo nati sotto lo stesso tetto piuttosto che su\npianeti diversi, che sfrecciano nello spazio a circa quarantotto milioni di chilometri di distanza l'uno dall'altro.\n\nChe condividesse i miei sentimenti in questo senso ne ero certo, perch\u00e9 al mio avvicinarsi\nal mio avvicinarmi, lo sguardo di pietosa disperazione lasci\u00f2 il suo dolce viso per\nper essere sostituito da un sorriso di gioioso benvenuto, mentre posava la sua piccola\nmano destra sulla mia spalla sinistra in un vero e proprio saluto rosso marziano.\n\n Sarkoja disse a Sola che eri diventato un vero Thark e che ora non ti avrei pi\u00f9 visto come gli altri guerrieri.\nche ora non avrei visto pi\u00f9 te che gli altri guerrieri.\n\n Sarkoja \u00e8 un bugiardo di prima grandezza, risposi, nonostante l'orgogliosa\nl'orgogliosa pretesa di veridicit\u00e0 assoluta dei Thark.\n\nDejah Thoris rise.\n\n Sapevo che, anche se fossi diventato un membro della comunit\u00e0, non avresti smesso di essere mio amico.\nUn guerriero pu\u00f2 cambiare il suo metallo, ma non il suo cuore, come si dice su Barsoom.\ncuore, come si dice su Barsoom.\n\n Credo che abbiano cercato di tenerci separati, continu\u00f2, perch\u00e9\nogni volta che eri fuori servizio, una delle donne pi\u00f9 anziane del seguito di Tars Tarkas\nTars Tarkas ha sempre cercato di inventare qualche scusa per far sparire me e Sola.\nSola e me fuori dalla vista. Mi hanno fatto scendere nei pozzi sotto gli edifici\naiutandoli a mescolare la loro terribile polvere di radio e a fabbricare i loro terribili\nproiettili. Sapete che questi devono essere fabbricati con la luce artificiale, perch\u00e9 l'esposizione alla luce del sole\nluce artificiale, perch\u00e9 l'esposizione alla luce del sole provoca sempre un'esplosione. Avete\navete notato che i loro proiettili esplodono quando colpiscono un oggetto? Ebbene,\nil rivestimento esterno opaco viene rotto dall'impatto, esponendo un cilindro di vetro, quasi solido, nell'estremit\u00e0 anteriore.\ncilindro di vetro, quasi solido, nella cui estremit\u00e0 anteriore si trova una minuscola\ndi polvere di radio. Nel momento in cui la luce del sole, anche se\ndiffusa, colpisce questa polvere, essa esplode con una violenza che nulla pu\u00f2\nnulla pu\u00f2 resistere. Se si assiste a una battaglia notturna, si noter\u00e0 l'assenza di queste esplosioni.\nassenza di queste esplosioni, mentre la mattina successiva alla battaglia\nsar\u00e0 riempita all'alba dalle forti detonazioni dei missili esplosi la notte precedente.\nmissili sparati la notte precedente. Di norma, per\u00f2, di notte si usano proiettili non esplosivi.\nproiettili non esplosivi vengono utilizzati di notte. [1]\n\n [1] Ho usato la parola radio per descrivere questa polvere perch\u00e9 alla luce delle recenti scoperte sulla Terra\n alla luce delle recenti scoperte sulla Terra, credo che si tratti di una miscela\n di cui il radio \u00e8 la base. Nel manoscritto del Capitano Carter viene\n \u00e8 sempre menzionato con il nome usato nel linguaggio scritto di Elio\n e viene scritto in geroglifici che sarebbe difficile e inutile riprodurre.\n difficile e inutile riprodurre.\n\n\nSebbene fossi molto interessato alle spiegazioni di Dejah Thoris su questo\ndi questo meraviglioso ausilio alla guerra marziana, ero pi\u00f9 preoccupato dal problema immediato del\nproblema immediato del loro trattamento di lei. Il fatto che la tenessero\nlontano da me non mi sorprendeva, ma il fatto che la sottoponessero a\nsottoporla a un lavoro pericoloso e faticoso mi riempiva di rabbia.\n\n Ti hanno mai sottoposto a crudelt\u00e0 e ignominia, Dejah Thoris?  I\nchiesi, sentendo il sangue caldo dei miei antenati combattenti balzare nelle mie vene\nmentre attendevo la sua risposta.\n\n Solo in piccola parte, John Carter, rispose lei.  Niente che possa\ndanneggiarmi al di fuori del mio orgoglio. Sanno che sono figlia di diecimila\njeddak, che la mia discendenza risale senza interruzioni al costruttore della prima\nal costruttore della prima grande via d'acqua, e loro, che non conoscono nemmeno le proprie madri, sono\nconoscono nemmeno le proprie madri, sono gelosi di me. In cuor loro odiano\nloro orribili destini, e cos\u00ec fanno il loro povero dispetto a me che rappresento\ntutto ci\u00f2 che non hanno, e per tutto ci\u00f2 che pi\u00f9 desiderano e che mai potranno\nraggiungere. Compatiamoli, mio capo, perch\u00e9 anche se moriremo per mano loro, potremo permetterci di compatirli.\nanche se moriamo per mano loro, possiamo permetterci di compatirli, perch\u00e9 noi siamo pi\u00f9 grandi di loro e loro lo sanno.\nlo sanno.\n\nSe avessi saputo il significato di quelle parole, mio capo trib\u00f9, applicate da una donna marziana rossa a un uomo, avrei avuto la sorpresa di non poterne fare a meno.\nda una donna marziana rossa a un uomo, avrei avuto la sorpresa della mia vita.\nMa non lo seppi n\u00e9 in quel momento n\u00e9 per molti mesi dopo.\nS\u00ec, avevo ancora molto da imparare su Barsoom.\n\n Presumo che la parte migliore della saggezza sia quella di piegarsi al nostro destino con\ncon la massima grazia possibile, Dejah Thoris; ma spero comunque di poter essere presente la prossima volta che un marziano, verde, rosso, rosa o\nche io possa essere presente la prossima volta che un marziano, verde, rosso, rosa o\nviola, abbia la temerariet\u00e0 di accigliarsi anche solo con te, mia principessa.\n\nDejah Thoris prese fiato alle mie ultime parole, mi guard\u00f2 con gli occhi dilatati e il respiro accelerato.\nocchi dilatati e con il respiro accelerato, poi, con una strana risatina\nche le fece spuntare le fossette agli angoli della bocca, scosse la testa e grid\u00f2\ntesta e grid\u00f2:\n\n Che bambino! Un grande guerriero eppure un piccolo bambino che inciampa.\n\n Che cosa ho fatto ora?  chiesi, in preda alla pi\u00f9 grande perplessit\u00e0.\n\n Un giorno lo saprai, John Carter, se vivremo; ma potrei non dirtelo.\nte. E io, figlia di Mors Kajak, figlio di Tardos Mors, ho ascoltato senza rabbia.\nascoltato senza rabbia, ha concluso il soliloquio.\n\nPoi scoppi\u00f2 di nuovo in uno dei suoi stati d'animo allegri e ridenti;\nscherzando con me sulla mia bravura come guerriero di Thark in contrasto con il mio\ncuore tenero e la naturale gentilezza.\n\n Presumo che se doveste accidentalmente ferire un nemico lo portereste a casa\na casa e lo cureresti per farlo tornare in salute\", disse ridendo.\n\n \u00c8 proprio quello che facciamo sulla Terra, ho risposto.  Almeno tra\nuomini civilizzati.\n\nQuesto la fece ridere di nuovo. Non riusciva a capirlo, perch\u00e9, con tutta la sua\ncon tutta la sua tenerezza e dolcezza di donna, era ancora una marziana, e per un marziano l'unico buon nemico \u00e8 un nemico morto.\nmarziano l'unico nemico buono \u00e8 un nemico morto, perch\u00e9 ogni nemico morto significa\nsignifica molto di pi\u00f9 da dividere tra coloro che vivono.\n\nEro molto curioso di sapere che cosa avessi detto o fatto per provocare in lei tanta\nperturbazione un momento prima e cos\u00ec continuai a implorarla di\nilluminarmi.\n\n No, esclam\u00f2, \u00e8 sufficiente che tu l'abbia detto e che io abbia ascoltato.\nascoltato. E quando lo saprai, John Carter, e se sar\u00f2 morta, come probabilmente sar\u00e0\nprobabilmente lo sar\u00f2 prima che la luna ulteriore abbia girato intorno a Barsoom altre\ndodici volte, ricordati che ho ascoltato e che ho sorriso.\n\nPer me era tutto greco, ma pi\u00f9 la pregavo di spiegarmi e pi\u00f9 il suo rifiuto della mia richiesta diventava\npi\u00f9 positivi diventavano i suoi dinieghi alla mia richiesta e cos\u00ec, in preda alla disperazione, desistetti.\ndisperazione, desistetti.\n\nIl giorno aveva ormai ceduto il passo alla notte e mentre vagavamo lungo il grande viale\nviale illuminato dalle due lune di Barsoom, e con la Terra che ci guardava dall'alto del suo occhio verde\nTerra che ci guardava dall'alto del suo luminoso occhio verde, sembrava che fossimo soli nell'universo.\nuniverso e io, almeno, ero contento che fosse cos\u00ec.\n\nIl freddo della notte marziana era su di noi e, togliendomi le sete, le gettai sulle spalle di Dejah Thoris.\nle gettai sulle spalle di Dejah Thoris. Quando il mio braccio si pos\u00f2 per un\nun istante su di lei, sentii un brivido attraversare ogni fibra del mio\ndel mio essere come il contatto con nessun altro mortale aveva mai prodotto; e mi sembr\u00f2 che lei si fosse\nmi sembr\u00f2 che si fosse leggermente inclinata verso di me, ma di questo non ero\nnon ne ero sicuro. Sapevo solo che, mentre il mio braccio si posava sulle sue spalle\npi\u00f9 a lungo di quanto richiedesse l'atto di aggiustare la seta, non si allontan\u00f2 n\u00e9 parl\u00f2.\nnon si allontan\u00f2, n\u00e9 parl\u00f2. E cos\u00ec, in silenzio, camminavamo sulla superficie di un mondo\nmondo morente, ma nel petto di uno di noi era nato almeno ci\u00f2 che\nche \u00e8 sempre pi\u00f9 antico, eppure sempre nuovo.\n\nAmavo Dejah Thoris. Il tocco del mio braccio sulla sua spalla nuda mi aveva\nmi aveva parlato con parole che non avrei sbagliato, e sapevo di averla amata fin dal primo momento in cui i miei occhi avevano incontrato i suoi\ndal primo momento in cui i miei occhi avevano incontrato i suoi quella prima volta nella\npiazza della citt\u00e0 morta di Korad.\n\n\n\n\nCAPITOLO XIV\nUN DUELLO ALL'ULTIMO SANGUE\n\n\nIl mio primo impulso fu quello di dirle del mio amore, poi pensai all'impotenza della sua posizione in cui solo io potevo alleggerire i pesi.\nimpotenza della sua posizione, in cui solo io potevo alleggerire i pesi della sua prigionia\ndella sua prigionia, e di proteggerla, a modo mio, dalle migliaia di nemici\ndi nemici ereditari che avrebbe dovuto affrontare al nostro arrivo a Thark. Non potevo\nnon potevo rischiare di causarle ulteriore dolore o dispiacere dichiarando un amore\nche, con ogni probabilit\u00e0, non avrebbe ricambiato. Se fossi stato cos\u00ec\nindiscreto, la sua posizione sarebbe ancora pi\u00f9 insopportabile di adesso, e\nil pensiero che lei possa pensare che io stia approfittando della sua\ndella sua impotenza, per influenzare la sua decisione, fu l'argomento finale che\nche mi ha sigillato le labbra.\n\n Perch\u00e9 sei cos\u00ec silenziosa, Dejah Thoris?  Ho chiesto.  Forse preferiresti\ntornare a Sola e ai tuoi alloggi.\n\n No, mormor\u00f2, sono felice qui. Non so perch\u00e9 dovrei essere\nfelice e contenta quando tu, John Carter, un estraneo, sei con me,\nJohn Carter, uno straniero, siete con me; eppure in questi momenti sembra che io sia al sicuro e che, con voi, torner\u00f2 presto a casa di mio padre.\ncon te, torner\u00f2 presto alla corte di mio padre e sentir\u00f2 le sue forti braccia su di me e le lacrime di mia madre\nle sue forti braccia intorno a me e le lacrime e i baci di mia madre sulla mia guancia.\n\n La gente si bacia, dunque, su Barsoom?  Le chiesi, dopo che mi ebbe spiegato\nla parola che aveva usato, in risposta alla mia domanda sul suo significato.\n\n Genitori, fratelli e sorelle, s\u00ec; e, aggiunse in tono basso,\ntono riflessivo, gli amanti.\n\n E tu, Dejah Thoris, hai genitori, fratelli e sorelle?\n\n S\u00ec.\n\n E un amante?\n\nLei rimase in silenzio, n\u00e9 io potei azzardarmi a ripetere la domanda.\n\n L'uomo di Barsoom, azzard\u00f2 infine, non fa domande personali alle donne, se non a sua madre e alla donna che ha combattuto.\ndomande personali alle donne, tranne che a sua madre e alla donna per la quale ha combattuto\ne conquistata.\n\n Ma ho lottato, ho cominciato, e poi avrei voluto che la mia lingua fosse stata\ntagliarmi la lingua dalla bocca, perch\u00e9 lei si volt\u00f2 mentre io mi riprendevo e smettevo,\ne, prendendo le mie sete dalla spalla, me le tese e, senza una parola e a testa alta, si mosse\nsenza una parola e a testa alta, si mosse con il portamento della regina che era, verso la piazza.\nregina che era, verso la piazza e la porta del suo alloggio.\n\nNon cercai di seguirla, se non per assicurarmi che raggiungesse l'edificio in sicurezza.\nma, indicando a Woola di accompagnarla, mi voltai sconsolato ed entrai in casa mia.\nsconsolato ed entrai in casa mia. Rimasi per ore seduto a gambe incrociate\ne irritata, sulle mie sete, a meditare sugli strani scherzi che il caso\nche il caso gioca a noi poveri diavoli di mortali.\n\nCos\u00ec questo era l'amore! Mi era sfuggito per tutti gli anni in cui avevo vagato per i cinque continenti e i mari\ncinque continenti e i mari che li circondano; nonostante le belle donne e le occasioni\nnonostante le belle donne e le occasioni che si presentavano; nonostante il mezzo desiderio di amore e la costante\ncostante ricerca del mio ideale, non mi restava che innamorarmi furiosamente e irrimediabilmente di una\nfuriosamente e irrimediabilmente innamorato di una creatura di un altro mondo, di una specie\nsimile, forse, ma non identica alla mia. Una donna nata da un uovo\nda un uovo e il cui arco di vita poteva coprire un migliaio di anni; il cui popolo aveva strane abitudini e idee; una donna\npopolo aveva costumi e idee strane; una donna le cui speranze, i cui piaceri, i cui standard di virt\u00f9\npiaceri, i cui standard di virt\u00f9, di giusto e sbagliato potevano variare\nda quelli dei marziani verdi.\n\nS\u00ec, ero uno sciocco, ma ero innamorato, e anche se stavo soffrendo la pi\u00f9 grande\nla pi\u00f9 grande infelicit\u00e0 che avessi mai conosciuto, non l'avrei avuta altrimenti per\ntutte le ricchezze di Barsoom. Questo \u00e8 l'amore, e questi sono gli amanti ovunque\nl'amore \u00e8 conosciuto.\n\nPer me, Dejah Thoris era tutto ci\u00f2 che era perfetto, tutto ci\u00f2 che era virtuoso, bello, nobile e buono.\nbello, nobile e buono. Lo credevo dal profondo del mio\ncuore, dal profondo della mia anima, in quella notte a Korad, mentre sedevo a gambe incrociate sulle mie sete, mentre la luna pi\u00f9 vicina di Barad\na gambe incrociate sulle mie sete mentre la luna pi\u00f9 vicina di Barsoom correva\nnel cielo occidentale verso l'orizzonte e illuminava i mosaici d'oro, di marmo e di gioielli.\nmarmo e i mosaici ingioiellati della mia camera antica, e ci credo oggi che mi siedo alla mia scrivania\noggi, mentre siedo alla mia scrivania nel piccolo studio che si affaccia sull'Hudson.\nSono passati vent'anni; per dieci ho vissuto e combattuto per Dejah Thoris e la sua famiglia.\nDejah Thoris e il suo popolo, e per dieci ho vissuto sulla sua memoria.\n\nLa mattina della nostra partenza per Thark \u00e8 spuntata limpida e calda, come tutte le mattine marziane, ad eccezione delle sei settimane in cui la neve si scioglie a Thark.\nmattine marziane, ad eccezione delle sei settimane in cui la neve si scioglie ai poli.\npoli.\n\nCercai Dejah Thoris nella folla di carri in partenza, ma lei mi volt\u00f2 le spalle e potei vedere il sangue rosso salire sul suo corpo.\nma lei si gir\u00f2 verso di me e potei vedere il sangue rosso salire sulla sua\nguancia. Con la sciocca incoerenza dell'amore mi sono trattenuto quando avrei potuto\navrei potuto dichiarare di ignorare la natura della mia offesa, o almeno la sua\ngravit\u00e0, e cos\u00ec avrei potuto ottenere, nel peggiore dei casi, una mezza conciliazione.\n\n\n[Illustrazione: Ho cercato Dejah Thoris nella folla dei carri in partenza.\ncarri.]\n\n\nIl mio dovere mi imponeva di assicurarmi che fosse a suo agio, cos\u00ec diedi un'occhiata alla sua carrozza e riorganizzai le sete e le pellicce.\ndiede un'occhiata alla sua carrozza e risistem\u00f2 le sete e le pellicce. Nel farlo\nnotai con orrore che era pesantemente incatenata per una caviglia alla\ncaviglia alla fiancata del veicolo.\n\n Che cosa significa?  Ho gridato, rivolgendomi a Sola.\n\n Sarkoja pens\u00f2 che fosse meglio, rispose, con il volto che lasciava trasparire la sua\ndisapprovazione della procedura.\n\nEsaminando le manette vidi che si chiudevano con una massiccia chiusura a molla.\na molla.\n\n Dov'\u00e8 la chiave, Sola? Lascia che la prenda io.\n\n Sarkoja lo indossa, John Carter, rispose.\n\nMi voltai senza dire altro e cercai Tars Tarkas, al quale obiettai con veemenza le umiliazioni e le crudelt\u00e0 inutili.\ncon veemenza le inutili umiliazioni e crudelt\u00e0, come sembravano agli occhi del mio amante, che venivano inflitte a Dejahah.\ncome sembravano agli occhi del mio amante, che si stavano riversando su Dejah\nThoris.\n\n John Carter, rispose, se mai tu e Dejah Thoris riuscirete a sfuggire agli squali sar\u00e0 in questo viaggio.\nSquali, sar\u00e0 in questo viaggio. Sappiamo che non andrai\nsenza di lei. Hai dimostrato di essere un combattente potente e non vogliamo\nnon desideriamo ammanettarvi, quindi vi teniamo entrambi nel modo pi\u00f9 semplice che possa\nma che garantisca la sicurezza. Ho parlato.\n\nCapii al volo la forza del suo ragionamento e capii che era inutile appellarsi alla sua decisione.\ninutile appellarsi alla sua decisione, ma chiesi che la chiave venisse tolta a Sarkoja e che le venisse ordinato di lasciare il prigioniero da solo nella stanza.\nSarkoja e che le fosse ordinato di lasciare il prigioniero da solo in futuro.\nfuturo.\n\n Questo, Tars Tarkas, puoi fare per me in cambio dell'amicizia che, devo confessare, provo per te.\nche, devo confessare, provo per te.\n\n Amicizia? rispose.  Non esiste, John Carter; ma\nfate la vostra volont\u00e0. Dir\u00f2 a Sarkoja di smettere di infastidire la ragazza,\ne io stesso prender\u00f2 in custodia la chiave.\n\n A meno che non vogliate che mi assuma la responsabilit\u00e0\", dissi sorridendo.\n\nMi guard\u00f2 a lungo e seriamente prima di parlare.\n\n Se mi dessi la tua parola che n\u00e9 tu n\u00e9 Dejah Thoris tenterete di fuggire\ntentare la fuga fino a quando non avremo raggiunto in sicurezza la corte di Tal\nHajus, potresti avere la chiave e gettare le catene nel fiume Iss.\n\n Era meglio che fossi tu a tenere la chiave, Tars Tarkas, risposi.\n\nSorrise e non disse altro, ma quella sera mentre ci accampavamo lo vidi\nvidi lui stesso sciogliere le catene di Dejah Thoris.\n\nCon tutta la sua crudele ferocia e freddezza, in Tars Tarkas c'era una corrente sotterranea di\nqualcosa in Tars Tarkas che sembrava sempre in lotta per sottometterlo. Potrebbe\nessere un residuo di qualche istinto umano tornato da un antico\nantico a perseguitarlo con l'orrore dei modi del suo popolo!\n\nMentre mi avvicinavo al carro di Dejah Thoris, incrociai Sarkoja e lo sguardo nero e velenoso che mi rivolse fu il pi\u00f9 dolce balsamo che avessi mai provato.\nsguardo nero e velenoso che mi rivolse fu il balsamo pi\u00f9 dolce che avessi sentito da\nda molte ore. Signore, quanto mi odiava! Si irritava da lei in modo cos\u00ec\npalesemente che si sarebbe potuto quasi tagliarla con una spada.\n\nPochi istanti dopo la vidi impegnata in una conversazione con un guerriero di nome\nZad; un bruto grande, massiccio e potente, ma che non aveva mai ucciso un capo\ntra i suoi stessi capi, e quindi era ancora un _o mad_, o uomo con un solo nome; poteva ottenere un secondo nome solo con il metallo del\nnome; poteva ottenere un secondo nome solo con il metallo di qualche capo trib\u00f9.\nEra questa usanza che mi dava diritto al nome di uno dei capi che avevo ucciso.\ncapi che avevo ucciso; infatti, alcuni guerrieri si rivolgevano a me chiamandomi\nDotar Sojat, una combinazione dei cognomi dei due capi guerrieri di cui avevo preso il metallo.\ncapi guerrieri di cui avevo preso il metallo, o, in altre parole, che avevo\nucciso in un combattimento leale.\n\nMentre Sarkoja parlava con Zad, ogni tanto lanciava uno sguardo nella mia direzione,\nmentre lei sembrava esortarlo con forza a compiere qualche azione. In quel momento prestai\npoca attenzione in quel momento, ma il giorno dopo ebbi un buon motivo per ricordare le circostanze e\ndi ricordare le circostanze e, allo stesso tempo, di avere un'idea\ndell'odio di Sarkoja e fino a che punto fosse capace di arrivare\ndi arrivare a compiere la sua orrenda vendetta su di me.\n\nDejah Thoris non volle pi\u00f9 saperne di me questa sera, e sebbene io le abbia pronunciato il suo nome, non mi rispose, n\u00e9 mi concesse di fare altrettanto.\npronunciare il suo nome, non mi rispose, n\u00e9 ammise con il semplice\nbattito di ciglia di essersi accorta della mia esistenza. Nella mia situazione di estrema difficolt\u00e0\nho fatto quello che la maggior parte degli altri innamorati avrebbe fatto; ho cercato notizie da lei\nattraverso un intimo. In questo caso si trattava di Sola, che intercettai in un'altra zona del campo.\nun'altra parte del campo.\n\n Qual \u00e8 il problema di Dejah Thoris?  sbottai contro di lei.  Perch\u00e9\nnon mi parla?\n\nSola stessa sembrava perplessa, come se tali strane azioni da parte di due esseri umani\ndi due esseri umani fossero del tutto fuori dalla sua portata, come in effetti erano, povera bambina.\n\n Dice che l'avete fatta arrabbiare e non dice altro, se non che \u00e8 figlia di un jed e nipote di un jeddak.\nche \u00e8 figlia di uno jed e nipote di uno jeddak e che \u00e8 stata umiliata da una creatura\ne che \u00e8 stata umiliata da una creatura che non riuscirebbe a lucidare i denti di sua nonna\nsua nonna sorak.\n\nHo riflettuto a lungo su questa relazione e alla fine ho chiesto: \"Che cosa potrebbe essere un sorak, Sola?\nessere un sorak, Sola?\n\n Un animaletto grande quanto la mia mano, che le donne rosse marziane\ntengono per giocare, spieg\u00f2 Sola.\n\nNon \u00e8 adatto a lucidare i denti del gatto della nonna! Devo essere piuttosto in basso\ndi Dejah Thoris, pensai; ma non potei fare a meno di ridere di quello strano modo di parlare, cos\u00ec familiare e in\nnon potevo fare a meno di ridere di questa strana figura retorica, cos\u00ec casalinga e sotto questo aspetto\ncos\u00ec casalingo e, sotto questo aspetto, cos\u00ec terreno. Mi fece venire la nostalgia di casa, perch\u00e9 suonava molto\ncome se non fosse adatta a lucidare le scarpe.  E poi inizi\u00f2 una serie di pensieri\npensiero del tutto nuovo per me. Cominciai a chiedermi cosa facesse la mia gente a casa.\na casa. Non li vedevo da anni. C'era una famiglia di Carter in\nVirginia che rivendicava una stretta parentela con me; si supponeva che io fossi un\nprozio, o qualcosa di altrettanto sciocco. Potevo passare\nper venticinque o trent'anni, ed essere un prozio mi \u00e8 sempre sembrato il massimo dell'incongruenza.\nzio mi \u00e8 sempre sembrato il massimo dell'incongruenza, perch\u00e9 i miei pensieri e i miei sentimenti erano\nsentimenti erano quelli di un ragazzo. Nella famiglia Carter c'erano due bambini\nfamiglia Carter che avevo amato e che avevano pensato che non ci fosse nessuno sulla\ncome lo zio Jack; potevo vederli chiaramente, mentre ero l\u00ec in piedi\nsotto il cielo illuminato dalla luna di Barsoom, e li desideravo come non avevo mai desiderato\nnon avevo mai desiderato nessun mortale prima di allora. Per natura vagabondo, non avevo\nnon avevo mai conosciuto il vero significato della parola \"casa\", ma la grande sala dei\ndei Carter era sempre stata sinonimo di tutto ci\u00f2 che quella parola significava per me e\ne ora il mio cuore si rivolgeva verso di essa dai popoli freddi e ostili in cui ero\ngettato in mezzo a loro. Perch\u00e9 nemmeno Dejah Thoris mi disprezzava! I\nEro una creatura bassa, cos\u00ec bassa che non ero nemmeno adatta a lucidare i denti di sua nonna.\ndenti del gatto di sua nonna; e allora il mio salvifico senso dell'umorismo\nmi venne in soccorso, e ridendo mi rivestii delle mie sete e pellicce e\ne dormii sul suolo infestato dalla luna il sonno di un uomo stanco e sano\nuomo da combattimento stanco e in salute.\n\nIl giorno dopo abbiamo rotto il campo di buon'ora e abbiamo marciato con una sola sosta fino a poco prima del tramonto.\nsolo una sosta fino a poco prima del tramonto. Due incidenti hanno interrotto la noiosit\u00e0\ndella marcia. Verso mezzogiorno scorgemmo alla nostra destra quella che evidentemente era un'incubatrice.\nun'incubatrice e Lorquas Ptomel diede ordine a Tars Tarkas di indagare.\ndi indagare su di essa. Quest'ultimo prese una dozzina di guerrieri, compreso il sottoscritto, e corremmo\nattraverso il vellutato tappeto di muschio fino al piccolo recinto.\n\nSi trattava effettivamente di un'incubatrice, ma le uova erano molto piccole rispetto a quelle che avevo visto schiudersi nella nostra\nrispetto a quelle che avevo visto schiudersi nella nostra al mio arrivo su Marte.\nMarte.\n\nTars Tarkas smont\u00f2 ed esamin\u00f2 minuziosamente il recinto, annunciando infine che apparteneva agli uomini verdi di Warhoon e che\nInfine, annunci\u00f2 che apparteneva agli uomini verdi di Warhoon e che il cemento\ncemento era appena asciutto dove era stato murato.\n\n Non possono essere un giorno di marcia davanti a noi, esclam\u00f2, la luce della battaglia balz\u00f2 sul suo volto feroce.\nbattaglia che balzava sul suo volto feroce.\n\nIl lavoro all'incubatrice fu davvero breve. I guerrieri hanno aperto l'ingresso\ne un paio di loro, strisciando all'interno, hanno presto demolito tutte le uova con le loro\nuova con le loro spade corte. Poi, rimontando in sella, tornammo indietro per unire\nla cavalcata. Durante il tragitto ebbi modo di chiedere a Tars Tarkas se questi\nse i Warhoon di cui avevamo distrutto le uova fossero un popolo pi\u00f9 piccolo dei suoi\ndei suoi Squali.\n\n Ho notato che le loro uova erano molto pi\u00f9 piccole di quelle che ho visto schiudersi nella vostra incubatrice.\nschiudersi nella vostra incubatrice, ho aggiunto.\n\nSpieg\u00f2 che le uova erano state appena collocate l\u00ec; ma, come tutte le uova verdi marziane, sarebbero cresciute durante il periodo di cinque anni.\nuova verdi marziane, sarebbero cresciute durante i cinque anni di incubazione fino a raggiungere le dimensioni di quelle\nincubazione fino a raggiungere le dimensioni di quelle che avevo visto schiudersi il giorno del mio arrivo su Barsoom.\nil giorno del mio arrivo su Barsoom. Questa era davvero un'informazione interessante\ninformazioni interessanti, perch\u00e9 mi era sempre sembrato notevole che le donne verdi marziane, grandi come\ndonne verdi marziane, grandi com'erano, potessero far nascere uova cos\u00ec\nuova enormi come quelle da cui avevo visto emergere i neonati di un metro e mezzo. In effetti\nin realt\u00e0, l'uovo appena deposto \u00e8 poco pi\u00f9 grande di un normale uovo d'oca\ne poich\u00e9 non inizia a crescere finch\u00e9 non viene esposto alla luce del sole, i capi trib\u00f9\nalla luce del sole, i capi trib\u00f9 hanno poche difficolt\u00e0 a trasportarne\ncentinaia di uova in una sola volta dai magazzini alle incubatrici.\nincubatrici.\n\nPoco dopo l'incidente delle uova di Warhoon ci siamo fermati per far riposare gli animali.\nanimali, ed \u00e8 stato durante questa sosta che si \u00e8 verificato il secondo degli episodi\nepisodi interessanti della giornata. Ero impegnato a cambiare gli abiti da equitazione\nda uno all'altro, perch\u00e9 avevo diviso il lavoro della giornata tra loro, quando Zad si avvicin\u00f2 a noi.\nquando Zad mi si avvicin\u00f2 e, senza dire una parola, colp\u00ec il mio animale con il suo lungo\nanimale con la sua lunga spada.\n\nNon avevo bisogno di un manuale di galateo verde marziano per sapere che risposta dare.\nInfatti ero cos\u00ec furioso che a stento riuscivo a trattenermi dall'estrarre la pistola e sparargli per il bruto che era.\ndi pistola e sparargli per il bruto che era; ma lui rimase in attesa con lo spadone sguainato.\nma lui rimase in attesa con la spada lunga sguainata e la mia unica scelta era quella di\ndi sguainare la mia e affrontarlo in un combattimento leale con le armi che aveva scelto o con una\nun'arma minore.\n\nQuest'ultima alternativa \u00e8 sempre ammissibile, quindi avrei potuto\nusare la mia spada corta, il mio pugnale, la mia ascia o i miei pugni, se avessi voluto,\ne avere il pieno diritto di farlo, ma non potevo usare armi da fuoco o una\nlancia mentre lui teneva solo la spada lunga.\n\nScelsi la stessa arma che aveva estratto lui, perch\u00e9 sapevo che si vantava della sua abilit\u00e0 con\ndella sua abilit\u00e0 con essa e desideravo, se proprio dovevo dargli la peggio, farlo con la sua stessa arma.\ncon la sua stessa arma. Il combattimento che segu\u00ec fu lungo e\nritard\u00f2 di un'ora la ripresa della marcia. L'intera comunit\u00e0\nci circond\u00f2, lasciando uno spazio libero di circa trenta metri di diametro per la nostra battaglia.\nper la nostra battaglia.\n\nZad cerc\u00f2 dapprima di precipitarsi su di me come un toro potrebbe fare con un lupo, ma io ero troppo veloce per lui.\ntroppo veloce per lui, e ogni volta che mi scansavo dai suoi attacchi lui\nogni volta che mi scansavo, mi superava con un affondo, per poi ricevere un colpo della mia spada sul braccio o sulla schiena.\nbraccio o sulla schiena. Ben presto gli usc\u00ec il sangue da una mezza dozzina di ferite minori.\nferite minori, ma non riuscivo ad aprirmi un varco per sferrare un colpo efficace.\nefficace. Poi cambi\u00f2 tattica e, lottando con estrema destrezza, cerc\u00f2 di\nestrema destrezza, cerc\u00f2 di fare con la scienza ci\u00f2 che non era in grado di fare\ncon la forza bruta. Devo ammettere che era un magnifico spadaccino,\ne se non fosse stato per la mia maggiore resistenza e per la notevole agilit\u00e0\ndi Marte, non sarei stato in grado di opporre una lotta cos\u00ec\ncombattere come ho fatto contro di lui.\n\nAbbiamo girato in tondo per un po' di tempo senza fare molti danni da entrambe le parti; le spade lunghe, dritte e aghiformi\nspade lunghe e dritte, simili ad aghi, che lampeggiavano alla luce del sole e\nluce del sole e risuonavano nella quiete quando si scontravano a ogni\nparata efficace. Alla fine Zad, rendendosi conto che si stava stancando pi\u00f9 di me,\nevidentemente decise di avvicinarsi e di porre fine alla battaglia con un'ultima fiammata di gloria per\ngloria per se stesso; proprio mentre si avventava su di me un lampo accecante di luce\nmi colp\u00ec in pieno gli occhi, cos\u00ec che non riuscii a vedere il suo avvicinamento e potei solo\nsaltare ciecamente da un lato nel tentativo di sfuggire alla possente lama\nche mi sembrava di sentire gi\u00e0 nei miei polmoni. Ci riuscii solo in parte\nsuccesso solo in parte, come testimonia un dolore acuto alla spalla sinistra, ma nella\nsguardo, mentre cercavo di individuare di nuovo il mio avversario, una visione\nstupito che mi ripag\u00f2 della ferita che la temporanea cecit\u00e0 mi aveva procurato.\ncecit\u00e0 temporanea che mi aveva causato. L\u00ec, sul carro di Dejah Thoris, si trovavano tre figure\nfigure, che evidentemente assistevano all'incontro al di sopra delle teste dei\nle teste degli squali intervenuti. C'erano Dejah Thoris, Sola e Sarkoja.\nSola e Sarkoja, e quando il mio sguardo fuggevole si posa su di loro si presenta un piccolo quadro\nche rimarr\u00e0 scolpito nella mia memoria fino al giorno della mia morte.\n\nMentre guardavo, Dejah Thoris si rivolse a Sarkoja con la furia di una giovane tigre e colp\u00ec qualcosa dalla sua mano alzata.\ntigre e colp\u00ec qualcosa dalla sua mano alzata, qualcosa che\nche brill\u00f2 alla luce del sole mentre si rovesciava a terra. Allora capii cosa mi aveva\nmi aveva accecato in quel momento cruciale del combattimento, e come Sarkoja avesse trovato il modo di\ncome Sarkoja avesse trovato il modo di uccidermi senza sferrare lei stessa il colpo finale.\nVidi anche un'altra cosa, che mi fece quasi perdere la vita in quel momento.\nperch\u00e9 mi distolse per una frazione di istante dalla mia antagonista.\nantagonista; infatti, mentre Dejah Thoris colpiva il minuscolo specchio dalla sua\nmano il piccolo specchio, Sarkoja, con il volto livido dall'odio e dalla rabbia sconcertante, tir\u00f2 fuori il pugnale\npugnale e sferr\u00f2 un colpo tremendo a Dejah Thoris; e allora Sola,\nSola, la nostra cara e fedele Sola, si frappose tra loro; l'ultima cosa che vidi fu il grande coltello\ngrande coltello che scendeva sul suo petto protettivo.\n\nIl mio nemico si era ripreso dalla sua spinta e mi stava rendendo estremamente\ninteressante per me, cos\u00ec, a malincuore, mi dedicai al lavoro da fare, ma la mia mente non era rivolta alla battaglia.\nma la mia mente non era rivolta alla battaglia.\n\nCi siamo lanciati furiosamente l'uno contro l'altro pi\u00f9 volte, finch\u00e9 all'improvviso, sentendo la punta affilata della sua spada sul mio petto\nla punta affilata della sua spada sul mio petto in una spinta che non potevo n\u00e9\nparare n\u00e9 sfuggire, mi gettai su di lui con la spada tesa e\ncon tutto il peso del mio corpo, deciso a non morire solo\nse avessi potuto evitarlo. Sentii l'acciaio squarciarmi il petto, tutto divenne nero davanti a me.\nnero davanti a me, la testa mi girava in modo vertiginoso e sentivo le ginocchia cedere\ncedere sotto di me.\n\n\n\n\nCAPITOLO XV\nSOLA MI RACCONTA LA SUA STORIA\n\n\nQuando la coscienza torn\u00f2, e, come presto capii, ero a terra solo da un momento.\nun attimo, scattai in piedi alla ricerca della mia spada e la trovai, sepolta fino all'elsa nel petto verde di Zad, che giaceva in pietra.\nla trovai, sepolta fino all'elsa nel petto verde di Zad, che giaceva morto stecchito sul muschio ocra dell'antico fondo marino.\nmorto sul muschio ocra dell'antico fondo marino. Quando riacquistai i miei\nsensi, trovai la sua arma che mi trafiggeva il petto sinistro, ma solo\nattraverso la carne e i muscoli che ricoprono le mie costole, entrando vicino al centro del petto e uscendo sotto il\ncentro del petto e uscendo sotto la spalla. Nel momento dell'affondo mi ero\nmi ero girata in modo che la sua spada passasse semplicemente sotto i muscoli,\ninfliggendomi una ferita dolorosa ma non pericolosa.\n\nTogliendo la lama dal mio corpo, recuperai anche il mio e, voltando le spalle alla sua brutta carcassa, mi diressi, malato, dolorante e disgustato, verso la\nspalle alla sua orrenda carcassa, mi diressi, malato, dolorante e disgustato, verso i carri che portavano il mio seguito e le mie cose.\nverso i carri che portavano il mio seguito e le mie cose. Un mormorio di applausi\nmarziano mi accolse, ma non me ne curai.\n\nSanguinante e debole, raggiunsi le mie donne, che, abituate a simili eventi, mi medicarono le ferite, applicandomi meravigliose cure.\nmi hanno medicato le ferite, applicando quei meravigliosi agenti curativi e\nagenti curativi che rendono fatale solo il pi\u00f9 istantaneo dei colpi mortali.\nfatale. Date una possibilit\u00e0 a una donna marziana e la morte passer\u00e0 in secondo piano.\nIn breve tempo mi ricucirono in modo che, a parte la debolezza dovuta alla perdita di sangue e un po' di dolore intorno al\nsangue e un po' di indolenzimento intorno alla ferita, non ho sofferto molto per questa\nnon ho sofferto molto per questa spinta che, con un trattamento terrestre, mi avrebbe indubbiamente\nmi avrebbe messo a terra per giorni.\n\nNon appena ebbero finito con me, mi affrettai a raggiungere il carro di Dejah Thoris.\nThoris, dove trovai la mia povera Sola con il petto fasciato da bende,\nma apparentemente poco provata dall'incontro con Sarkoja, il cui pugnale sembrava aver colpito\nSarkoja, il cui pugnale sembrava aver colpito il bordo di uno degli ornamenti metallici del petto di Sola\ndi metallo di Sola e, cos\u00ec deviato, le aveva inflitto solo una lieve ferita superficiale.\n\nQuando mi avvicinai, trovai Dejah Thoris che giaceva prona sulle sue sete e pellicce.\npellicce, con le forme flessuose e straziate dai singhiozzi. Non si accorse della mia presenza,\nn\u00e9 mi sent\u00ec parlare con Sola, che si trovava a poca distanza dal veicolo.\ndistanza dal veicolo.\n\n \u00c8 ferita?  Chiesi a Sola, indicando Dejah Thoris con un'inclinazione della testa.\ninclinazione della testa.\n\n No, rispose, lei pensa che tu sia morto.\n\n E che il gatto di sua nonna non abbia pi\u00f9 nessuno che gli lucidi i denti?\ndenti?  chiesi, sorridendo.\n\n Credo che tu le faccia un torto, John Carter\", disse Sola.  Non capisco\nn\u00e9 i suoi modi di fare n\u00e9 i tuoi, ma sono certa che la nipote di diecimila jeddak\ndiecimila jeddak non si sarebbe mai addolorata in questo modo per qualcuno che aveva\npi\u00f9 alta pretesa sui suoi affetti. Sono una razza orgogliosa, ma sono\ngiusti, come tutti gli abitanti di Barsoomi, e lei deve averla ferita o offesa gravemente\ngravemente per non ammettere la tua esistenza in vita, anche se ti piange\nti piange da morto.\n\n Le lacrime sono uno spettacolo strano su Barsoom, continu\u00f2, e quindi \u00e8 difficile per me interpretarle.\ndifficile per me interpretarle. Ho visto piangere solo due persone in\nin tutta la mia vita, oltre a Dejah Thoris; una piangeva per il dolore, l'altra\ndi rabbia sconcertata. La prima era mia madre, anni fa, prima che la uccidessero.\nprima che la uccidessero; l'altra era Sarkoja, quando l'hanno trascinata via da me.\noggi.\n\n Tua madre!  Ho esclamato, ma, Sola, non potevi conoscere tua madre, bambina.\nmadre, bambina.\n\n Ma io l'ho fatto. E anche mio padre, ha aggiunto.  Se volete ascoltare\nla strana e poco barsoomiana storia, vieni al carro stasera, John Carter, e ti racconter\u00f2 ci\u00f2 di cui non ho mai parlato in tutta la mia vita.\nCarter, ti racconter\u00f2 una storia di cui non ho mai parlato in tutta la mia vita.\nvita prima d'ora. E ora che \u00e8 stato dato il segnale di riprendere la marcia, devi andare.\ndevi andare.\n\n Verr\u00f2 stasera, Sola, l'ho promesso.  Assicurati di dire a Dejah Thoris\nche sono viva e vegeta. Non mi imporr\u00f2 a lei con la forza, e assicurati che non\nche tu non le faccia sapere che ho visto le sue lacrime. Se vuole parlare con\nSe vuole parlare con me, non aspetto altro che un suo ordine.\n\nSola mont\u00f2 sul carro, che si mise al suo posto in fila,\ne io mi affrettai a raggiungere il mio carro in attesa e galoppai verso la mia postazione accanto a Tars Tarkas, in coda alla colonna.\nTars Tarkas in coda alla colonna.\n\nIl nostro spettacolo era imponente e impressionante, mentre attraversavamo il paesaggio giallo.\npaesaggio giallo; i duecentocinquanta carri ornati e dai colori\ncarri ornati e dai colori sgargianti, preceduti da una guardia avanzata di circa duecento\nguerrieri a cavallo e di capi trib\u00f9 che cavalcava a cinque e a cento metri l'uno dall'altro.\ne seguiti da un numero analogo nella stessa formazione, con una ventina o pi\u00f9 di\ncon una ventina o pi\u00f9 di fiancheggiatori su entrambi i lati; i cinquanta mastodonti extra\nmastodonti, o animali da tiro pesanti, detti zitidar, e i cinquanta o seicento thoat in pi\u00f9.\ni cinquecento o seicento thoat in pi\u00f9 dei guerrieri che correvano liberi all'interno del\nall'interno del quadrato vuoto formato dai guerrieri circostanti. Il metallo scintillante\nmetallo lucente e i gioielli degli splendidi ornamenti degli uomini e delle donne,\ne delle donne, duplicati negli ornamenti degli zitidar e dei thoat, e\ne i colori sgargianti delle sete, delle pellicce e delle piume.\npiume, conferivano alla carovana uno splendore barbarico che avrebbe fatto diventare\nun potentato delle Indie Orientali sarebbe diventato verde d'invidia.\n\nLe enormi e larghe ruote dei carri e le zampe imbottite degli animali non emettevano alcun suono dal fondo marino ricoperto di muschio.\nanimali non emettevano alcun suono dal fondo marino coperto di muschio; e cos\u00ec\nci muovevamo in un silenzio assoluto, come un'enorme fantasmagoria, tranne quando\nla quiete era interrotta dal ringhio gutturale di uno zitidar\no dallo stridere dei tuoni da combattimento. I marziani verdi conversano solo\npoco, e di solito a monosillabi, bassi e simili a un debole\nrimbombo di un tuono lontano.\n\nAttraversammo una distesa di muschio senza tracce che, piegandosi alla pressione\nalla pressione di un largo pneumatico o di un piede imbottito, si rialzava dietro di noi, senza lasciare alcun segno di\ndel nostro passaggio. Avremmo potuto essere gli spettri dei morti defunti sul\nmorti sul mare morto di quel pianeta morente, per tutto il rumore o il segno che\no segno del nostro passaggio. Era la prima marcia di un grande corpo di uomini e animali che avessi mai visto\ndi uomini e animali a cui abbia mai assistito che non abbia sollevato polvere e non abbia lasciato\nspoglie; perch\u00e9 su Marte non c'\u00e8 polvere, se non nelle zone coltivate durante i mesi invernali.\ncoltivate durante i mesi invernali, e anche in questo caso l'assenza di venti forti\nventi forti la rende quasi impercettibile.\n\nQuella notte ci accampammo ai piedi delle colline a cui ci stavamo avvicinando da due giorni e che segnavano il confine meridionale di questo particolare territorio.\ndue giorni e che segnavano il confine meridionale di questo particolare mare.\nmare. I nostri animali erano stati due giorni senza bere, n\u00e9 avevano avuto acqua per quasi due mesi, non da quando avevano lasciato Thark.\nacqua da quasi due mesi, da poco dopo aver lasciato Thark;\nma, come mi spieg\u00f2 Tars Tarkas, hanno bisogno di poco e possono vivere quasi\nvivere quasi all'infinito con il muschio che ricopre Barsoom e che,\ne che, mi ha detto, trattiene nei suoi piccoli steli l'umidit\u00e0 sufficiente a soddisfare le\nle limitate esigenze degli animali.\n\nDopo aver consumato il pasto serale a base di formaggio e latte vegetale, cercai Sola, che trovai al lavoro alla luce della torcia.\nlatte vegetale, cercai Sola, che trovai a lavorare alla luce di una torcia su alcune\nsu alcuni ornamenti di Tars Tarkas. Al mio avvicinarsi ha alzato lo sguardo, il suo\nil suo volto si illuminava di piacere e di benvenuto.\n\n Sono felice che tu sia venuto, disse; Dejah Thoris dorme e io mi sento sola.\nLa mia gente non si cura di me, John Carter; sono troppo diversa da loro.\n\u00c8 un triste destino, visto che devo vivere la mia vita in mezzo a loro, e spesso vorrei essere una vera marziana verde\nspesso vorrei essere una vera donna marziana verde, senza amore e senza speranza.\nsperanza; ma ho conosciuto l'amore e quindi sono perduta.\n\n Ho promesso di raccontarvi la mia storia, o meglio la storia dei miei genitori.\nDa quello che ho imparato su di voi e sui modi di fare della vostra gente, sono sicuro che la storia non vi sembrer\u00e0 strana.\nsono certo che la storia non vi sembrer\u00e0 strana, ma tra i marziani verdi non ha\nmarziani verdi non ha un parallelo nella memoria del pi\u00f9 vecchio Thark vivente, n\u00e9 le nostre\nle nostre leggende contengono molti racconti simili.\n\n Mia madre era piuttosto piccola, anzi troppo piccola per potersi assumere le responsabilit\u00e0 della maternit\u00e0.\nresponsabilit\u00e0 della maternit\u00e0, visto che i nostri capi allevano principalmente per\ndimensioni. Era anche meno fredda e crudele della maggior parte delle donne marziane verdi,\ne, non curandosi della loro societ\u00e0, spesso vagava da sola per i viali deserti di Thark.\nviali deserti di Thark da sola, o andava a sedersi tra i fiori selvatici che\nche adornano le colline vicine, pensando e esprimendo desideri che, credo, solo io\ncredo di essere l'unica tra le donne tharkiane di oggi a comprendere, perch\u00e9 non sono forse\nfiglia di mia madre?\n\n E l\u00ec, tra le colline, incontr\u00f2 un giovane guerriero, il cui compito era\ndi sorvegliare gli zitidar e i thoat che si nutrivano e di controllare che non vagassero\noltre le colline. All'inizio parlarono solo delle cose che interessavano una\ncomunit\u00e0 di squali, ma gradualmente, man mano che si incontravano pi\u00f9 spesso,\ne, come era ormai evidente a entrambi, non pi\u00f9 per caso, parlarono di loro stessi, dei loro gusti, delle loro ambizioni.\ndi loro stessi, dei loro gusti, delle loro ambizioni e delle loro speranze. Lei\nconfidava a lui e gli raccontava della terribile ripugnanza che provava per le\ncrudelt\u00e0 della loro specie, per le vite orribili e senza amore che dovevano sempre\ne poi aspett\u00f2 che la tempesta di denunce si scatenasse dalle sue\nlabbra fredde e dure; invece lui la prese tra le braccia e la baci\u00f2.\ne la baci\u00f2.\n\n Hanno tenuto segreto il loro amore per sei lunghi anni. Lei, mia madre, era\ndel seguito del grande Tal Hajus, mentre il suo amante era un semplice guerriero\nguerriero, che indossava solo il suo metallo. Se la loro defezione dalle\ntradizioni dei Thark, entrambi avrebbero pagato la pena nella\npena nella grande arena davanti a Tal Hajus e alle orde riunite.\n\n L'uovo da cui provenivo era nascosto sotto un grande recipiente di vetro sul\npi\u00f9 alto e inaccessibile delle torri parzialmente in rovina dell'antica Thark.\nantica Thark. Una volta all'anno mia madre lo visitava per i cinque lunghi anni in cui\nanni in cui rimase l\u00ec in incubazione. Non osava venire\npi\u00f9 spesso, perch\u00e9 nel forte senso di colpa della sua coscienza temeva che ogni sua\nogni sua mossa fosse osservata. Durante questo periodo mio padre si era distinto come\nguerriero e aveva preso il metallo da diversi\ncapi trib\u00f9. Il suo amore per mia madre non era mai diminuito, e la sua ambizione nella vita era quella di raggiungere\nambizione di vita era quella di arrivare a strappare il metallo a Tal Hajus.\nTal Hajus e quindi, come sovrano dei Thark, essere libero di rivendicarla come sua, oltre che di\ndi reclamarla come propria e di proteggere, con la forza del suo potere, il bambino che altrimenti sarebbe stato rapidamente\nil bambino, che altrimenti sarebbe stato rapidamente eliminato nel caso in cui la verit\u00e0\nverit\u00e0.\n\n Era un sogno folle, quello di strappare il metallo a Tal Hajus in cinque anni.\nma la sua avanzata fu rapida e ben presto si impose nei consigli di Thark.\nconsiglio di Thark. Ma un giorno la possibilit\u00e0 and\u00f2 perduta per sempre, nella misura in cui\nper quanto potesse arrivare in tempo per salvare i suoi cari, perch\u00e9 gli fu ordinato di\ndi partire per una lunga spedizione verso il sud ricoperto di ghiacci, per fare la guerra agli\nnativi e privarli delle loro pellicce, come \u00e8 solito fare il verde Barsoomiano.\nBarsoomiano, che non si affanna per ci\u00f2 che pu\u00f2 strappare agli altri in battaglia.\nagli altri in battaglia.\n\n Era stato via per quattro anni e al suo ritorno tutto era finito da tre.\ntre; infatti, circa un anno dopo la sua partenza, e poco prima del ritorno della\ndi ritorno di una spedizione che era andata a prendere i frutti di un'incubatrice comunitaria, l'uovo si era schiuso.\nfrutti di un'incubatrice comunitaria, l'uovo si era schiuso. Da allora mia\nmia madre continu\u00f2 a tenermi nella vecchia torre, visitandomi ogni notte e\ne mi prodigava l'amore di cui la vita di comunit\u00e0 ci avrebbe privato\ndi cui entrambi eravamo stati privati. Sperava, al ritorno della spedizione dall'incubatrice, di mescolarmi con gli altri giovani\ndi mescolarmi con gli altri giovani assegnati ai quartieri di Tal Hajus, e di sfuggire cos\u00ec al destino che avrebbe sicuramente seguito\ne sfuggire cos\u00ec al destino che avrebbe sicuramente seguito la scoperta del suo peccato\ncontro le antiche tradizioni degli uomini verdi.\n\n Mi insegn\u00f2 rapidamente la lingua e le usanze della mia specie e una sera mi raccont\u00f2 la storia che vi ho raccontato fino a questo punto.\nuna notte mi raccont\u00f2 la storia che vi ho raccontato fino a questo punto,\nla necessit\u00e0 di un'assoluta segretezza e la grande cautela che avrei dovuto\ncautela che avrei dovuto esercitare dopo che mi avesse messo con gli altri giovani\nThark per non permettere a nessuno di indovinare che ero pi\u00f9 avanti nell'istruzione rispetto a loro, n\u00e9 per nessun segno di\ndi istruzione rispetto a loro, n\u00e9 di divulgare in presenza di altri il mio affetto per lei o la mia\nin presenza di altri il mio affetto per lei, o la conoscenza della mia discendenza; e poi\nmi attir\u00f2 vicino a s\u00e9 e mi sussurr\u00f2 all'orecchio il nome di mio padre.\n\n E poi una luce balen\u00f2 nell'oscurit\u00e0 della camera della torre,\ne l\u00ec si trovava Sarkoja, con i suoi occhi scintillanti e maligni, fissi in una frenetica\ndi disgusto e disprezzo su mia madre. Il torrente di odio e di\ndi odio e di maltrattamenti che rivers\u00f2 su di lei fece raggelare il mio giovane cuore dal terrore.\nEra evidente che aveva sentito l'intera storia e che aveva sospettato qualcosa di sbagliato\nsospettava qualcosa di sbagliato per le lunghe assenze notturne di mia madre dai suoi alloggi\nassenze notturne di mia madre dai suoi alloggi, che spiegavano la sua presenza in quella fatidica notte.\n\n Una cosa che non aveva sentito, n\u00e9 conosceva, il nome sussurrato di\nmio padre. Questo era evidente dalle sue ripetute richieste a mia madre di rivelare il nome del suo compagno di peccato.\ndi rivelare il nome del suo compagno di peccato, ma nessun abuso o minaccia riusc\u00ec a strapparglielo.\nminacce non riusc\u00ec a strapparglielo, e per salvarmi da un'inutile tortura\nment\u00ec, perch\u00e9 disse a Sarkoja che solo lei lo sapeva e che non l'avrebbe mai detto a suo figlio.\na suo figlio.\n\n Con le ultime imprecazioni, Sarkoja si precipit\u00f2 a Tal Hajus per riferire la sua scoperta.\ne mentre era via mia madre mi avvolse nelle sete e nelle pellicce delle sue coperte da notte.\nsete e pellicce delle sue coperte da notte, in modo che io fossi a malapena visibile.\nscese in strada e corse a perdifiato verso la periferia della citt\u00e0.\nperiferia della citt\u00e0, nella direzione che portava all'estremo sud, verso l'uomo\nverso l'uomo di cui non poteva pretendere la protezione, ma sul cui volto voleva\nma sul cui volto desiderava guardare ancora una volta prima di morire.\n\n Mentre ci avvicinavamo all'estremit\u00e0 meridionale della citt\u00e0, un suono ci giunse da\nattraverso la piana muschiosa, dalla direzione dell'unico passaggio attraverso le\ncolline che conduceva alle porte, il passo attraverso il quale le carovane provenienti da nord o da sud, da est o da ovest, entravano in citt\u00e0.\nda nord o da sud, o da est o da ovest, entravano in citt\u00e0. I suoni che sentivamo\nstridio dei tuoni e il brontolio degli zitidar, con l'occasionale sferragliare delle armi che\noccasionalmente lo sferragliare delle armi che annunciava l'avvicinarsi di un corpo di guerrieri.\nguerrieri. Il pensiero pi\u00f9 vivo nella sua mente era che si trattasse di mio padre\ndi ritorno dalla sua spedizione, ma l'astuzia del Thark la trattenne dal\ndi fuggire a capofitto e precipitosamente per andare a salutarlo.\n\n Ritirandosi nell'ombra di un portone, attese l'arrivo della cavalcata che di l\u00ec a poco entr\u00f2 nel viale, rompendo la sua formazione.\ncavalcata che di l\u00ec a poco sarebbe entrata nel viale, rompendo la sua formazione e\ne affollando l'arteria da un muro all'altro. Quando la testa del\ncorteo ci pass\u00f2 davanti, la luna minore si liber\u00f2 dai tetti sporgenti e illumin\u00f2 la scena con\ntetti e illumin\u00f2 la scena con tutta la brillantezza della sua meravigliosa luce.\nluce. Mia madre si rintan\u00f2 ancora di pi\u00f9 nell'ombra amica e dal suo nascondiglio vide che la spedizione\ne dal suo nascondiglio vide che la spedizione non era quella di mio padre, ma la carovana di ritorno\npadre, ma la carovana di ritorno con i giovani Thark. Immediatamente\nil suo piano e, mentre un grande carro si avvicinava al nostro nascondiglio, si infil\u00f2 furtivamente nel\nal nostro nascondiglio, si infil\u00f2 furtivamente nella sponda posteriore, accovacciata\naccovacciata all'ombra della fiancata alta, stringendomi al suo petto in una\nfrenesia d'amore.\n\n Sapeva, cosa che io non sapevo, che dopo quella notte non mi avrebbe mai pi\u00f9\nmi avrebbe stretto al suo petto, n\u00e9 era probabile che ci saremmo mai pi\u00f9 guardati in faccia.\nl'un l'altro. Nella confusione della piazza mi mischi\u00f2 agli altri bambini, i cui tutori durante il viaggio erano ormai liberi di\naltri bambini, i cui tutori durante il viaggio erano ora liberi di\ndi abbandonare la loro responsabilit\u00e0. Siamo stati ammassati in una grande\ngrande sala, nutriti da donne che non avevano accompagnato la spedizione, e il giorno dopo fummo distribuiti tra le\ngiorno successivo fummo distribuiti tra i seguaci dei capi.\n\n Non ho pi\u00f9 visto mia madre dopo quella notte. Fu imprigionata da Tal\nHajus, e ogni sforzo, comprese le torture pi\u00f9 orribili e vergognose, fu fatto per strapparle il nome dalle labbra.\ntorture pi\u00f9 orribili e vergognose, per strapparle dalle labbra il nome di mio padre.\ndi mio padre; ma lei rimase salda e fedele, morendo alla fine\ntra le risate di Tal Hajus e dei suoi capi durante le terribili torture che stava subendo.\ntortura che stava subendo.\n\n Seppi in seguito che disse loro che mi aveva ucciso per salvarmi\nper salvarmi da una sorte simile per mano loro e che aveva gettato il mio corpo alle scimmie bianche.\nscimmie bianche. Solo Sarkoja non le credette, e ancora oggi sento che sospetta la mia vera origine, ma non osa denunciarla.\nche lei sospetti la mia vera origine, ma che non osi smascherarmi, al momento, in ogni caso, perch\u00e9\nperch\u00e9 \u00e8 sicura di aver indovinato anche l'identit\u00e0 di mio padre.\nidentit\u00e0 di mio padre.\n\n Quando torn\u00f2 dalla sua spedizione e apprese la storia della sorte di mia madre, ero presente\nmadre, ero presente quando Tal Hajus gliela raccont\u00f2; ma mai un tremito di un muscolo trad\u00ec la minima emozione.\ntremolio di un muscolo trad\u00ec la minima emozione; solo che non rise quando Tal Hajus\nridere mentre Tal Hajus descriveva allegramente le lotte per la morte di mia madre. Da quel\nmomento in poi fu il pi\u00f9 crudele dei crudeli, e io aspetto il giorno in cui\nquando raggiunger\u00e0 l'obiettivo della sua ambizione e sentir\u00e0 la carcassa di Tal Hajus sotto i suoi piedi.\nHajus sotto i suoi piedi, perch\u00e9 sono sicuro che non aspetta altro che l'occasione per\nl'occasione di compiere una terribile vendetta, e che il suo grande amore \u00e8\nche il suo grande amore sia forte nel suo petto come quando lo trasfigur\u00f2 per la prima volta quasi quarant'anni fa.\nanni fa, cos\u00ec come sono sicuro che siamo seduti qui, sul bordo di un oceano vecchio come il mondo.\nmentre le persone ragionevoli dormono, John Carter.\n\n E tuo padre, Sola, \u00e8 con noi adesso?  Ho chiesto.\n\n S\u00ec, rispose lei, ma lui non mi conosce per quello che sono, n\u00e9 sa chi ha tradito mia madre a Tal Hajus.\nn\u00e9 sa chi ha tradito mia madre con Tal Hajus. Solo io conosco il nome di mio padre\nnome di mio padre, e solo io, Tal Hajus e Sarkoja sappiamo che \u00e8 stata lei a portare la storia che ha portato morte e tortura\na portare la storia che ha portato la morte e la tortura su colei che lui amava.\n\nRimanemmo in silenzio per qualche istante, lei avvolta nei cupi pensieri del suo terribile passato e io nella piet\u00e0 per le povere creature che\ndel suo terribile passato, e io nella piet\u00e0 per quelle povere creature che le\nsenza cuore e insensati costumi della loro razza avevano condannato a vite senza amore\ndi crudelt\u00e0 e di odio. Poi parl\u00f2.\n\n John Carter, se mai un vero uomo ha camminato sul freddo e morto grembo di Barsoom\ntu sei uno di loro. So di potermi fidare di te e, poich\u00e9 la conoscenza potrebbe\nun giorno aiutare te, lui, Dejah Thoris o me stesso, ti dir\u00f2 il nome di mio padre.\nil nome di mio padre, n\u00e9 porr\u00f2 alcuna restrizione o condizione\nsulla tua lingua. Quando sar\u00e0 il momento, dirai la verit\u00e0 se ti sembrer\u00e0 meglio\na voi. Mi fido di te perch\u00e9 so che non hai la terribile caratteristica di\nterribile caratteristica di assoluta e incrollabile veridicit\u00e0, che potreste\nmentire come uno dei vostri gentiluomini della Virginia se una menzogna salvasse altri\ndal dolore o dalla sofferenza. Mio padre si chiama Tars Tarkas.\n\n\n\n\nCAPITOLO XVI\nPROGETTIAMO LA FUGA\n\n\nIl resto del nostro viaggio verso Thark fu senza intoppi. Abbiamo trascorso venti\ngiorni di viaggio, attraversando due fondali marini e passando attraverso o\ncitt\u00e0 in rovina, per lo pi\u00f9 pi\u00f9 piccole di Korad. Due volte abbiamo\ndue volte abbiamo attraversato le famose vie d'acqua marziane, o canali, cos\u00ec chiamate dai nostri astronomi\nastronomi terrestri. Quando ci avvicinavamo a questi punti un guerriero veniva\nun guerriero con un potente cannocchiale da campo e, se non si vedeva un grande corpo di truppe rosse marziane, si inviava un guerriero in avanti.\nmarziani, ci saremmo avvicinati il pi\u00f9 possibile senza essere visti\nsenza possibilit\u00e0 di essere visti e poi ci saremmo accampati fino al buio, quando ci saremmo avvicinati lentamente al\nlentamente ci saremmo avvicinati alla zona coltivata e, individuando una delle numerose e larghe strade che attraversano questi\nnumerose e ampie strade che attraversano queste zone a intervalli regolari,\nche attraversano queste zone a intervalli regolari, ci saremmo insinuati silenziosamente e furtivamente\ndall'altra parte. Ci sono volute cinque ore per fare una di queste traversate senza una sola\nsenza una sola sosta, mentre l'altro ha consumato l'intera notte, cos\u00ec che stavamo\nche stavamo appena lasciando i confini dei campi dalle alte mura quando il sole si affacci\u00f2\nquando il sole si affacci\u00f2 su di noi.\n\nAttraversando nell'oscurit\u00e0, come facemmo, non riuscii a vedere che poco,\nse non quando la luna pi\u00f9 vicina, nel suo sfrecciare selvaggio e incessante nel cielo di\ncieli barsoomiani, illuminava di tanto in tanto piccoli lembi del paesaggio, svelando\ndi tanto in tanto, rivelando campi recintati ed edifici bassi e irregolari,\nche avevano l'aspetto di fattorie terrestri. C'erano molti alberi,\nsistemati in modo metodico e alcuni di essi erano di altezza enorme; c'erano animali in alcuni recinti.\nc'erano animali in alcuni recinti, che annunciavano la loro\npresenza con strilli e sbuffi terrorizzati quando annusavano le nostre\nbestie selvagge e degli esseri umani pi\u00f9 strani.\n\nSolo una volta ho percepito un essere umano, ed \u00e8 stato all'incrocio del nostro\nall'incrocio della nostra strada con l'ampia e bianca strada a scorrimento veloce che taglia\nogni distretto coltivato longitudinalmente al suo centro esatto. L'uomo\ndoveva dormire lungo la strada, perch\u00e9, quando mi avvicinai a lui,\nsi sollev\u00f2 su un gomito e, dopo aver dato un'occhiata alla carovana che si avvicinava\ncarovana che si avvicinava, balz\u00f2 in piedi strillando e fugg\u00ec follemente lungo la strada,\nun muro vicino con l'agilit\u00e0 di un gatto spaventato. I Thark non gli prestarono\nnon gli prestarono la minima attenzione; non erano sul sentiero di guerra,\ne l'unico segno che mi fece capire che l'avevano visto fu un'accelerazione del passo della carovana mentre\naccelerazione del passo della carovana mentre ci affrettavamo verso il deserto di confine\nche segnava il nostro ingresso nel regno di Tal Hajus.\n\nNon ho parlato una sola volta con Dejah Thoris, poich\u00e9 non mi ha fatto sapere che sarei stata la benvenuta sul suo carro.\nche sarei stata la benvenuta sul suo carro, e il mio sciocco orgoglio mi imped\u00ec di\ndal fare qualsiasi avance. Credo proprio che il modo in cui un uomo si comporta con le donne\nsia inversamente proporzionale alla sua bravura tra gli uomini. Il debole e la testa di rapa\ndebolezza e la testa vuota hanno spesso una grande capacit\u00e0 di affascinare il gentil sesso, mentre il\nuomo combattivo, che pu\u00f2 affrontare senza paura mille pericoli reali, si nasconde nell'ombra come un\nnell'ombra come un bambino spaventato.\n\nAppena trenta giorni dopo il mio arrivo su Barsoom siamo entrati nell'antica citt\u00e0 di Thark.\ncitt\u00e0 di Thark, dal cui popolo da tempo dimenticato quest'orda di uomini verdi\nhanno rubato persino il loro nome. Le orde di Thark sono composte da circa trentamila\nmigliaia di anime e sono divise in venticinque comunit\u00e0. Ogni\nogni comunit\u00e0 ha il suo jed e i suoi capi minori, ma tutte sono sotto il governo di Tal Hajus, Jed\nTal Hajus, Jeddak di Thark. Cinque comunit\u00e0 hanno la loro\nsede nella citt\u00e0 di Thark, mentre le altre sono sparse tra le altre citt\u00e0 deserte dell'antica Marte.\ncitt\u00e0 deserte dell'antico Marte in tutto il distretto rivendicato da Tal Hajus.\nda Tal Hajus.\n\nAbbiamo fatto il nostro ingresso nella grande piazza centrale nel primo pomeriggio.\nNon ci sono stati saluti entusiastici e amichevoli per il ritorno della spedizione.\nspedizione. Coloro che si trovavano in vista pronunciarono i nomi dei guerrieri o delle donne con cui erano entrati in contatto\nguerrieri o donne con cui erano entrati in contatto diretto, nel saluto formale della loro razza.\nformale del loro genere, ma quando si scopr\u00ec che portavano due prigionieri\ndue prigionieri, l'interesse fu maggiore e Dejah Thoris e io fummo al centro di gruppi di curiosi.\nDejah Thoris e io eravamo al centro di gruppi di curiosi.\n\nSiamo stati presto assegnati a nuovi alloggi e il resto della giornata \u00e8 stato dedicato a\ngiornata fu dedicata ad adattarci alle nuove condizioni. La mia casa ora\nera su un viale che conduceva alla piazza da sud, l'arteria principale lungo la quale avevamo marciato\narteria principale lungo la quale avevamo marciato dalle porte della citt\u00e0. Mi trovavo in\nin fondo alla piazza e avevo un intero edificio tutto per me. La stessa\nstessa grandezza architettonica che era una caratteristica cos\u00ec evidente di Korad.\ndi Korad era in evidenza qui, solo, se possibile, su una scala pi\u00f9 grande e pi\u00f9 ricca.\nscala pi\u00f9 grande e pi\u00f9 ricca. I miei alloggi sarebbero stati adatti a ospitare i pi\u00f9 grandi\npi\u00f9 grande degli imperatori terrestri, ma per queste strane creature nulla\ndi un edificio li attraeva solo la sua dimensione e l'enormit\u00e0 delle sue stanze.\ncamere; pi\u00f9 grande \u00e8 l'edificio, pi\u00f9 \u00e8 desiderabile; e cos\u00ec Tal Hajus\noccupava quello che doveva essere un enorme edificio pubblico, il pi\u00f9 grande della citt\u00e0.\ndella citt\u00e0, ma del tutto inadeguato per la residenza; il successivo pi\u00f9 grande era riservato a Lorquas P.\npi\u00f9 grande era riservato a Lorquas Ptomel, quello successivo a un jed di rango inferiore e cos\u00ec via.\ndi grado inferiore, e cos\u00ec via fino al fondo della lista dei cinque jed. I\nguerrieri occupavano gli edifici insieme ai capi al cui seguito appartenevano\no, se preferivano, cercavano riparo in una qualsiasi delle migliaia di edifici non\nmigliaia di edifici non affittati nel proprio quartiere della citt\u00e0; a ogni comunit\u00e0 veniva\nogni comunit\u00e0 era assegnata a una certa sezione della citt\u00e0. La scelta\ndi edifici doveva essere fatta in accordo con queste divisioni, tranne che\nper quanto riguarda i giudei, che occupavano tutti edifici che si affacciavano sulla piazza.\nche si affacciavano sulla piazza.\n\nQuando finalmente avevo messo in ordine la mia casa, o meglio, avevo visto che era stato\nQuando finalmente avevo messo in ordine la mia casa, o meglio avevo visto che era stato fatto, si avvicinava il tramonto e mi affrettai a uscire con l'intenzione di\ndi localizzare Sola e le sue cariche, dato che avevo deciso di parlare con\nparlare con Dejah Thoris e cercare di imprimere in lei la necessit\u00e0 di\nalmeno una tregua fino a quando non avessi trovato un modo per aiutarla a fuggire.\ndi aiutarla a fuggire. Cercai invano fino a quando il bordo superiore del grande sole rosso\nsole rosso stava scomparendo dietro l'orizzonte e allora vidi la brutta testa di Woola\ntesta di Woola che sbirciava da una finestra del secondo piano sul lato opposto della\ndella stessa strada in cui ero acquartierato, ma pi\u00f9 vicino alla piazza.\n\nSenza aspettare un ulteriore invito, mi lanciai su per il tortuoso corridoio\nche portava al secondo piano, ed entrando in una grande camera sul\ngrande sala nella parte anteriore dell'edificio, fui accolto dal frenetico Woola, che mi gett\u00f2 addosso la sua\ncarcassa su di me, facendomi quasi cadere a terra; il povero vecchio era cos\u00ec contento di vedermi che\nera cos\u00ec contento di vedermi che pensavo mi avrebbe divorato, la sua testa\ntesta spaccata da un orecchio all'altro, mostrando le sue tre file di zanne nel suo sorriso\nsorriso da hobgoblin.\n\nTranquillizzandolo con una parola di comando e una carezza, guardai frettolosamente attraverso l'imminente oscurit\u00e0\nattraverso l'imminente oscurit\u00e0 un segno di Dejah Thoris e poi, non vedendola, la chiamai per nome.\nnon vedendola, la chiamai per nome. Ci fu un mormorio di risposta dall'angolo pi\u00f9 lontano dell'appartamento\ndall'angolo pi\u00f9 lontano dell'appartamento e con un paio di passi veloci mi ritrovai accanto a lei, dove si era accovacciata.\naccanto a lei, accovacciata tra pellicce e sete su un antico sedile di legno intagliato.\nantico sedile di legno intagliato. Mentre aspettavo, lei si alz\u00f2 in tutta la sua altezza e\nguardandomi dritto negli occhi disse:\n\n Cosa farebbe Dotar Sojat, Thark, di Dejah Thoris suo prigioniero?\n\n Dejah Thoris, non so come ti ho fatto arrabbiare. Non era affatto\ndal mio desiderio di ferire o offendere voi, che speravo di proteggere e confortare.\nconfortare. Non avere nulla di me, se \u00e8 tua volont\u00e0, ma devi aiutarmi\nnella fuga, se possibile, non \u00e8 una mia richiesta, ma un ordine.\nrichiesta, ma un ordine. Quando sarete di nuovo al sicuro alla corte di vostro padre\ntuo padre, potrai fare di me ci\u00f2 che vorrai, ma da ora fino a quel giorno sono il tuo padrone.\nio sono il tuo padrone e tu devi obbedirmi e aiutarmi.\n\nMi guard\u00f2 a lungo e con seriet\u00e0 e pensai che si stesse\nammorbidirsi nei miei confronti.\n\n Capisco le sue parole, Dotar Sojat, rispose lei, ma lei non la capisco.\ncapisco. Lei \u00e8 uno strano miscuglio di bambino e uomo, di bruto e nobile.\nnobile. Vorrei solo poter leggere nel tuo cuore.\n\n Guarda i tuoi piedi, Dejah Thoris; ora giace l\u00ec dove ha giaciuto da quell'altra notte a Korad e dove giacer\u00e0 per sempre.\ngiace da quell'altra notte a Korad, e dove giacer\u00e0 per sempre\na battere da solo per te finch\u00e9 la morte non lo fermer\u00e0 per sempre.\n\nFece un piccolo passo verso di me, le sue bellissime mani tese in uno strano\nstrano gesto a tentoni.\n\n Cosa vuoi dire, John Carter? sussurr\u00f2.  Cosa mi stai dicendo?\nme?\n\n Sto dicendo quello che mi ero ripromesso di non dirti, almeno fino a quando non fossi stato\nalmeno fino a quando non saresti stato pi\u00f9 prigioniero tra gli uomini verdi; quello che dal tuo comportamento\ndal tuo atteggiamento nei miei confronti negli ultimi venti giorni, avevo pensato di non dirti mai\nti sto dicendo, Dejah Thoris, che sono tua, anima e corpo,\nper servirti, per combattere per te e per morire per te. Solo una cosa\nsolo una cosa ti chiedo in cambio, ed \u00e8 che tu non faccia alcun segno, n\u00e9 di\ndi condanna o di approvazione delle mie parole finch\u00e9 non sarete al sicuro tra i vostri\ne che qualsiasi sentimento nutriate nei miei confronti non sia influenzato o colorato da gratitudine.\nnon sia influenzato o colorato dalla gratitudine; qualsiasi cosa io possa fare per servirvi\nqualsiasi cosa io possa fare per servirvi sar\u00e0 dettata unicamente da motivi egoistici, poich\u00e9 mi fa pi\u00f9 piacere\npiacere di servirvi.\n\n Rispetter\u00f2 i suoi desideri, John Carter, perch\u00e9 comprendo i motivi che li spingono.\ne accetter\u00f2 il vostro servizio non pi\u00f9 volentieri di quanto mi inchino alla vostra autorit\u00e0.\nche inchinarmi alla sua autorit\u00e0; la sua parola sar\u00e0 la mia legge. Ho fatto due volte\ntorto nei miei pensieri e ancora una volta le chiedo perdono.\n\nUn'ulteriore conversazione di natura personale fu impedita dall'ingresso di Sola.\ndi Sola, che era molto agitata e del tutto diversa dalla sua solita calma e\ncalma e posseduta.\n\n Quell'orribile Sarkoja \u00e8 stato davanti a Tal Hajus, ha gridato, e da quello che ho sentito sulla piazza\nDa quello che ho sentito sulla piazza, c'\u00e8 poca speranza per entrambi.\n\n Che cosa dicono? si chiese Dejah Thoris.\n\n Che sarete gettati in pasto ai calot [cani] selvatici nella grande arena\nnon appena le orde si saranno riunite per i giochi annuali.\n\n Sola, ho detto, sei un Thark, ma odi e detesti le usanze del tuo popolo tanto quanto noi.\ndel tuo popolo tanto quanto noi. Non ci accompagnerai in un unico\nsupremo sforzo per fuggire? Sono certo che Dejah Thoris pu\u00f2 offrirti una casa e una protezione tra la sua gente.\ncasa e protezione tra la sua gente, e il vostro destino non potr\u00e0 essere peggiore\npeggiore tra loro di quello che deve essere qui.\n\n S\u00ec, esclam\u00f2 Dejah Thoris, vieni con noi, Sola, starai meglio\ntra gli uomini rossi di Helium che qui, e posso prometterti non solo una casa con noi, ma anche l'amore e l'affetto che la tua natura desidera\nnon solo una casa con noi, ma anche l'amore e l'affetto che la tua natura desidera\ne che ti saranno sempre negati dai costumi della tua razza.\nVieni con noi, Sola; potremmo anche andarcene senza di te, ma il tuo destino sarebbe\nterribile se pensassero che tu abbia architettato un aiuto per noi. So che anche\npaura non ti invoglierebbe a interferire nella nostra fuga, ma vogliamo che tu sia con noi, vogliamo che tu\ncon noi, vogliamo che veniate in una terra di sole e felicit\u00e0,\ntra un popolo che conosce il significato di amore, simpatia e gratitudine.\ngratitudine. D\u00ec che lo farai, Sola; dimmi che lo farai.\n\n La grande via d'acqua che porta a Helium \u00e8 a soli cinquanta chilometri a sud.\na sud, mormor\u00f2 Sola, a met\u00e0 tra s\u00e9 e s\u00e9; un battello veloce potrebbe percorrerla in tre ore.\ntre ore; e poi fino a Helium ci sono cinquecento miglia, la maggior parte delle quali\nattraverso distretti poco popolati. Lo saprebbero e ci seguirebbero.\nci seguirebbero. Potremmo nasconderci tra i grandi alberi per un po' di tempo, ma le\npossibilit\u00e0 di fuga sono davvero minime. Ci seguirebbero fino alle porte di\nporte di Elio e ci farebbero pagare la vita a ogni passo; voi non li conoscete.\nnon li conoscete.\n\n Non c'\u00e8 un altro modo per raggiungere l'elio?  Ho chiesto.  Non puoi\ndisegnarmi una mappa approssimativa del paese che dobbiamo attraversare, Dejah Thoris?\n\n S\u00ec, rispose, e prendendo un grande diamante dai capelli disegn\u00f2 sul pavimento di marmo la prima mappa del territorio barsoomiano che avessi mai visto.\nsul pavimento di marmo la prima mappa del territorio barsoomiano che avessi mai\nvisto. Era attraversata in ogni direzione da lunghe linee rette,\na volte parallele e a volte convergenti verso un grande cerchio.\ncerchio. Le linee, mi disse, erano corsi d'acqua; i cerchi, citt\u00e0; e una, molto a nord-ovest, era stata disegnata per noi.\nuna, molto pi\u00f9 a nord-ovest di noi, la indic\u00f2 come Helium. C'erano\naltre citt\u00e0 pi\u00f9 vicine, ma disse che temeva di entrare in molte di esse, in quanto\nnon erano tutte amichevoli nei confronti di Helium.\n\n\n[Illustrazione: Disegn\u00f2 sul pavimento di marmo la prima mappa del territorio barsoomiano che avessi mai visto].\nterritorio barsoomiano che avessi mai visto].\n\n\nAlla fine, dopo aver studiato attentamente la mappa alla luce della luna che ora\nluce lunare che ora inondava la stanza, indicai un corso d'acqua molto pi\u00f9 a nord di noi che\nche sembrava condurre anch'esso a Helium.\n\n Non \u00e8 forse questo il territorio di tuo nonno?  Ho chiesto.\n\n S\u00ec, rispose, ma \u00e8 a duecento miglia a nord da noi; \u00e8 uno dei corsi d'acqua che abbiamo attraversato nel viaggio verso Thark.\nuno dei corsi d'acqua che abbiamo attraversato durante il viaggio verso Thark.\n\n Non avrebbero mai sospettato che avremmo cercato di raggiungere quella lontana via d'acqua,\nRisposi, ed \u00e8 per questo che penso che sia la via migliore per la nostra fuga.\nfuga.\n\nSola era d'accordo con me e fu deciso che avremmo lasciato Thark quella stessa notte.\nnotte stessa; il pi\u00f9 rapidamente possibile, infatti, non appena fossi riuscito a trovare e sellare i miei\nthoat. Sola ne avrebbe cavalcato uno, Dejah Thoris e io l'altro; ognuno di noi avrebbe portato con s\u00e9 cibo e bevande sufficienti per due anni.\nognuno di noi portava con s\u00e9 cibo e bevande sufficienti per due giorni, dal momento che\nnon si poteva spingere troppo rapidamente gli animali per una distanza cos\u00ec lunga.\n\nDissi a Sola di procedere con Dejah Thoris lungo uno dei viali meno frequentati fino al confine meridionale della citt\u00e0.\nviali meno frequentati fino al confine meridionale della citt\u00e0, dove li avrei superati\nli avrei raggiunti con i thoat il pi\u00f9 rapidamente possibile; poi, lasciandoli a raccogliere il cibo, la seta e le pellicce che avremmo\npoi, lasciandoli a raccogliere il cibo, le sete e le pellicce di cui avremmo avuto bisogno, scivolai\nsilenziosamente sul retro del primo piano ed entrai nel cortile,\ndove i nostri animali si muovevano irrequieti, come era loro abitudine,\nprima di sistemarsi per la notte.\n\nNell'ombra degli edifici e sotto lo splendore delle lune marziane si muoveva il grande branco dei thoat e degli zitidar.\nlune marziane si muoveva il grande branco dei thoat e degli zitidar, questi ultimi\ngrugnendo i loro bassi gutturali e i primi emettendo di tanto in tanto il\nstridio acuto che denota lo stato di rabbia quasi abituale in cui queste creature\nqueste creature passano la loro esistenza. Erano pi\u00f9 tranquilli ora, a causa\nassenza dell'uomo, ma quando mi annusarono divennero pi\u00f9 irrequieti e il loro orrendo rumore aument\u00f2.\ne il loro orribile rumore aumentava. Era un affare rischioso, questo entrare\nun recinto di thoat da soli e di notte; in primo luogo, perch\u00e9 la loro crescente rumorosit\u00e0 poteva\nrumorosit\u00e0 avrebbe potuto avvertire i guerrieri vicini che c'era qualcosa che non andava, e\ne perch\u00e9 per la minima causa, o per nessuna causa, qualche grande toro\ntoro potrebbe decidere di lanciarmi una carica.\n\nNon volendo risvegliare i loro cattivi umori in una notte come questa, in cui\nin cui tanto dipendeva dalla segretezza e dalla rapidit\u00e0, mi sono nascosto nell'ombra degli edifici.\nombre degli edifici, pronto a balzare in un attimo al riparo di una porta o di una finestra.\ndi balzare al riparo di una porta o di una finestra vicina. Cos\u00ec mi mossi silenziosamente verso i\ngrandi cancelli che si aprivano sulla strada in fondo alla corte, e\nmentre mi avvicinavo all'uscita, chiamai dolcemente i miei due animali. Come ringraziai\nla gentile provvidenza che mi aveva dato la lungimiranza di conquistare l'amore e la fiducia di questi\ne la fiducia di questi bruti selvaggi e muti, perch\u00e9 di l\u00ec a poco, dal lato opposto del cortile, vidi\nlato della corte vidi due enormi masse che si facevano strada verso di me\nattraverso le montagne di carne che si sollevavano.\n\nSi avvicinarono molto a me, strofinando il muso contro il mio corpo e annusando i pezzetti di cibo che era mia abitudine ricompensare.\ndi cibo con cui li ricompensavo sempre.\ncon cui li premiavo. Aprendo i cancelli, ordinai alle due grandi bestie di uscire e, scivolando silenziosamente dietro di loro, chiusi i portali alle mie spalle.\npoi, scivolando silenziosamente dietro di loro, chiusi i portali alle mie spalle.\n\nNon ho sellato n\u00e9 montato gli animali l\u00ec, ma ho camminato tranquillamente\nall'ombra degli edifici verso un viale poco frequentato che conduceva\nverso il punto in cui avevo deciso di incontrare Dejah Thoris e Sola. Con la\ncon la silenziosit\u00e0 di spiriti disincarnati, ci muovemmo furtivamente lungo le strade deserte.\nstrade deserte, ma solo quando fummo in vista della pianura\noltre la citt\u00e0 cominciai a respirare liberamente. Ero sicuro che Sola\ne Dejah Thoris non avrebbero trovato alcuna difficolt\u00e0 a raggiungere il nostro appuntamento\ninosservati, ma con i miei grandi tatami non ero altrettanto sicuro per me stesso, perch\u00e9\nera abbastanza insolito che i guerrieri lasciassero la citt\u00e0 dopo il tramonto; infatti\nnon c'era nessun posto dove potessero andare, se non per una lunga cavalcata.\n\nRaggiunsi il luogo d'incontro stabilito senza problemi, ma poich\u00e9 Dejah Thoris e Sola non c'erano, condussi i miei animali nella sala d'ingresso di una delle case della famiglia.\nSola non c'erano, condussi i miei animali nell'atrio di uno dei grandi edifici.\ngrandi edifici. Presumendo che una delle altre donne della stessa famiglia\nfamiglia potesse essere entrata per parlare con Sola, ritardando cos\u00ec la loro partenza.\nnon provai eccessiva apprensione finch\u00e9 non trascorse quasi un'ora senza che\nera trascorsa senza alcun segno di loro, e quando era trascorsa un'altra mezz'ora\nun'altra mezz'ora, ero gi\u00e0 in preda a una grave ansia. Poi\nnella quiete della notte il suono di un gruppo che si avvicinava.\nche, dal rumore, capii che non poteva trattarsi di fuggitivi che strisciavano\nfurtivamente verso la libert\u00e0. Presto il gruppo fu vicino a me e dalle ombre nere del mio ingresso\nombre nere del mio ingresso percepii una ventina di guerrieri a cavallo che, nel passare\nguerrieri a cavallo che, nel passare, mi rivolsero una dozzina di parole che mi fecero\nil mio cuore in cima alla testa.\n\n Probabilmente avrebbe fatto in modo di incontrarli appena fuori dalla citt\u00e0 e\nCos\u00ec non ne seppi pi\u00f9 nulla, erano passati oltre; ma era sufficiente. Il nostro piano\nera stato scoperto, e le possibilit\u00e0 di fuga da qui alla\nspaventosa fine sarebbero state davvero esigue. La mia unica speranza era quella di tornare\ninosservata agli alloggi di Dejah Thoris e scoprire quale destino l'avesse\nma come farlo con questi grandi e mostruosi thoat tra le mani, ora che la citt\u00e0 probabilmente\nmani, ora che probabilmente la citt\u00e0 era stata svegliata dalla notizia della mia fuga, era un problema di non poco conto.\nfuga, era un problema di proporzioni non trascurabili.\n\nImprovvisamente mi venne un'idea e, basandomi sulla mia conoscenza della costruzione degli edifici di queste antiche citt\u00e0 marziane\ncostruzione degli edifici di queste antiche citt\u00e0 marziane, con una corte\ncon una corte cava al centro di ogni piazza, mi sono fatto strada alla cieca\nattraverso le stanze buie, chiamando i grandi thoat dietro di me. Avevano\ndifficolt\u00e0 a superare alcune delle porte, ma poich\u00e9 gli edifici\nprincipali della citt\u00e0 erano tutti progettati su una scala\nmagnifici, riuscirono a passare senza attaccarsi.\ne cos\u00ec arrivammo alla corte interna dove trovai, come mi aspettavo, il solito tappeto di muschio.\ncome mi aspettavo, il solito tappeto di vegetazione simile al muschio che avrebbe fornito\nche avrebbe fornito loro da mangiare e da bere fino a quando non li avessi riportati nel loro recinto.\nEro sicuro che qui sarebbero stati tranquilli e soddisfatti come altrove.\nche sarebbero stati tranquilli e soddisfatti qui come altrove.\ndi essere scoperti, dato che gli uomini verdi non avevano alcun desiderio di entrare in queste\nedifici periferici, che erano frequentati dall'unica cosa, credo,\nche incuteva loro timore, le grandi scimmie bianche di Barsoom.\nBarsoom.\n\nTogliendo le bardature della sella, le nascosi all'interno della porta posteriore dell'edificio da cui eravamo entrati nella corte.\ndell'edificio attraverso il quale eravamo entrati nella corte e, liberate le bestie, mi diressi velocemente attraverso la corte\nle bestie, attraversai rapidamente la corte per raggiungere il retro degli edifici\nedifici sul lato opposto e poi verso il viale.\nAspettando nel portone dell'edificio finch\u00e9 non mi fu assicurato che nessuno si stesse\nche nessuno si stesse avvicinando, mi affrettai ad attraversare il lato opposto e a varcare il primo\nprima porta che conduceva alla corte di l\u00e0; in questo modo, attraversando una corte dopo l'altra\ncorte dopo corte, con solo la minima possibilit\u00e0 di essere individuato che il necessario\nattraversare i viali, mi diressi in tutta sicurezza verso il cortile sul retro di\ncortile sul retro degli alloggi di Dejah Thoris.\n\nQui, naturalmente, trovai le bestie dei guerrieri che si acquartieravano negli edifici adiacenti.\nedifici adiacenti e i guerrieri stessi che avrei potuto incontrare all'interno se fossi entrato.\nMa, per mia fortuna, avevo un altro metodo, pi\u00f9 sicuro, per raggiungere il piano superiore dove si trovava Dejah Thoris.\nun altro metodo pi\u00f9 sicuro per raggiungere il piano superiore, dove si trovava Dejah Thoris.\ne, dopo aver prima determinato il pi\u00f9 possibile quale edificio occupasse, perch\u00e9 non avevo mai\nedifici che occupava, dato che non li avevo mai osservati prima dal\nlato della corte, approfittai della mia forza e agilit\u00e0 relativamente grandi e saltai verso l'alto\nagilit\u00e0 e mi slanciai verso l'alto fino ad afferrare il davanzale di una finestra al secondo piano\nfinestra del secondo piano che ritenevo essere sul retro del suo appartamento. Attirandomi\nall'interno della stanza, mi diressi furtivamente verso la parte anteriore dell'edificio.\ndell'edificio e non prima di aver raggiunto l'ingresso della sua stanza fui avvertito da alcune voci\nNon appena raggiunsi l'ingresso della sua stanza fui avvertito da alcune voci che era occupata.\n\nNon mi sono buttata a capofitto dentro, ma ho ascoltato per assicurarmi che si trattasse di Dejah Thoris e che fosse sicuro avventurarsi all'interno.\nche si trattava di Dejah Thoris e che era sicuro avventurarsi all'interno. Feci bene\nche ho preso questa precauzione, perch\u00e9 la conversazione che ho sentito era in\ngutturali degli uomini e le parole che mi giunsero alla fine si dimostrarono\nun avvertimento molto tempestivo. Chi parlava era un capo trib\u00f9 e stava dando\nordini a quattro dei suoi guerrieri.\n\n E quando torner\u00e0 in questa stanza, stava dicendo, come sicuramente far\u00e0 quando\nquando si accorger\u00e0 che lei non lo incontrer\u00e0 ai margini della citt\u00e0, voi quattro\ndovrete balzare su di lui e disarmarlo. Sar\u00e0 necessaria la forza combinata di\nforza combinata di tutti voi per farlo, se i rapporti che riportano da\nKorad sono corrette. Quando lo avrete legato saldamente, portatelo nei sotterranei\nsotto l'alloggio del jeddak e incatenatelo saldamente dove potr\u00e0 essere trovato\ndove potr\u00e0 essere trovato quando Tal Hajus lo vorr\u00e0. Non permettetegli di parlare con nessuno, n\u00e9\nn\u00e9 permettete a nessun altro di entrare in questo appartamento prima del suo arrivo. Non ci sar\u00e0\nnon ci sar\u00e0 pericolo che la ragazza ritorni, perch\u00e9 ormai \u00e8 al sicuro tra le braccia di Tal Hajus.\nTal Hajus, e che tutti i suoi antenati abbiano piet\u00e0 di lei, perch\u00e9 Tal Hajus non ne avr\u00e0.\nTal Hajus non ne avr\u00e0; il grande Sarkoja ha fatto una nobile notte di lavoro.\nlavoro. Io vado, e se non riuscirete a catturarlo quando verr\u00e0, affider\u00f2 le vostre carcasse al freddo\nle vostre carcasse al freddo seno di Iss.\n\n\n\n\nCAPITOLO XVII\nUNA COSTOSA RICONQUISTA\n\n\nQuando l'oratore cess\u00f2 di parlare, si gir\u00f2 per lasciare l'appartamento dalla porta\nma non avevo bisogno di aspettare oltre; avevo sentito abbastanza da riempire l'anima di terrore.\navevo sentito abbastanza da riempire la mia anima di terrore e, rubando in silenzio, tornai nel cortile\nnel cortile per la strada che avevo percorso. Il mio piano d'azione si form\u00f2\ne attraversando la piazza e il viale che la delimitava sul lato opposto mi trovai presto\nlato opposto, mi trovai presto nel cortile di Tal Hajus.\n\nGli appartamenti del primo piano, brillantemente illuminati, mi dissero dove cercare\ne mi avvicinai alle finestre per sbirciare all'interno. Ben presto\nche il mio avvicinamento non sarebbe stato facile come speravo,\nperch\u00e9 le stanze posteriori che confinavano con la corte erano piene di guerrieri e donne.\ndonne. Allora diedi un'occhiata ai piani superiori, scoprendo che il terzo era apparentemente non illuminato e che\nche il terzo era apparentemente non illuminato e decisi di entrare nell'edificio da quel punto.\nl'edificio da quel punto. Mi ci volle solo un attimo per raggiungere le finestre di\nraggiungere le finestre di cui sopra e ben presto mi ero infilato nella\nombre del terzo piano non illuminato.\n\nFortunatamente la stanza che avevo scelto non era occupata, e strisciando silenziosamente nel corridoio\nsenza rumore verso il corridoio di l\u00e0 ho scoperto una luce negli\nappartamenti davanti a me. Raggiunta quella che sembrava una porta, scoprii che non era altro che un'apertura\nscoprii che non era altro che un'apertura su un'immensa camera interna\nche si ergeva dal primo piano, due piani sotto di me, fino al tetto a cupola dell'edificio.\ntetto a cupola dell'edificio, alto sopra la mia testa. Il pavimento di questa\nsala circolare era affollata di capi, guerrieri e donne,\ne a un'estremit\u00e0 c'era una grande piattaforma rialzata su cui era accovacciata la bestia pi\u00f9\nbestia pi\u00f9 orrenda su cui avessi mai posato gli occhi. Aveva tutti i tratti freddi, duri, crudeli e terribili\ncrudeli e terribili dei guerrieri verdi, ma accentuati e sviliti dalle passioni animali\nsvilito dalle passioni animali a cui si era abbandonato per molti anni.\nmolti anni. Non c'era un segno di dignit\u00e0 o di orgoglio sul suo volto bestiale, mentre la sua enorme mole\nbestiale, mentre la sua enorme mole si stendeva sulla\npiattaforma dove si accovacciava come un enorme pesce diavolo, i suoi sei arti\naccentuavano la somiglianza in modo orribile e sorprendente.\n\nMa la vista che mi raggel\u00f2 per l'apprensione fu quella di Dejah Thoris e Sola in piedi davanti a lui.\ne Sola in piedi davanti a lui, e l'espressione diabolica di lui mentre\ndi lui che lasciava che i suoi grandi occhi sporgenti gongolassero sulle linee della sua bella\nfigura di lei. Lei parlava, ma non riuscivo a sentire quello che diceva, n\u00e9 riuscivo a distinguere il basso brontolio di Sola.\nn\u00e9 riuscii a distinguere il basso brontolio della risposta di lui. Lei stava l\u00ec eretta davanti a\nlui, con la testa alta, e anche a distanza da loro potevo leggere il disprezzo e il disgusto\npotevo leggere il disprezzo e il disgusto sul suo volto mentre lasciava che il suo sguardo altezzoso\nsguardo altero su di lui, senza alcun segno di timore. Era davvero l'orgogliosa\nfiglia di mille jeddak, ogni centimetro del suo caro, prezioso corpicino.\ncorpo; cos\u00ec piccola, cos\u00ec fragile accanto ai guerrieri torreggianti che la circondavano, ma\nma nella sua maestosit\u00e0 li rendeva insignificanti; era la figura pi\u00f9 potente tra loro e credo proprio che\ntra loro e credo proprio che loro lo sentissero.\n\nDi l\u00ec a poco Tal Hajus fece segno di sgomberare la camera e di lasciare i prigionieri soli davanti a lui.\nche i prigionieri fossero lasciati soli davanti a lui. Lentamente i capi, i guerrieri e le\nguerrieri e le donne si sciolsero nell'ombra delle camere\nstanze circostanti, e Dejah Thoris e Sola rimasero soli davanti allo jeddak dei\ndei Thark.\n\nSolo un capo trib\u00f9 aveva esitato prima di partire; lo vidi in piedi all'ombra di una colonna imponente.\nall'ombra di un'imponente colonna, con le dita che giocherellavano nervosamente con l'elsa del\nl'elsa della sua grande spada e i suoi occhi crudeli piegati in un odio implacabile verso Tal Hajus.\nodio su Tal Hajus. Era Tars Tarkas, e potevo leggere i suoi\npensieri come se fossero un libro aperto per il disprezzo non celato sul suo\nsuo volto. Stava pensando a quell'altra donna che, quarant'anni prima, si era trovata di fronte a questa bestia.\ndavanti a quella bestia, e se avessi potuto dirgli una parola all'orecchio in quel momento\nuna parola nel suo orecchio in quel momento il regno di Tal Hajus sarebbe finito; ma alla fine usc\u00ec anche lui dalla stanza.\nma alla fine anche lui usc\u00ec dalla stanza, non sapendo di aver lasciato la sua stessa figlia alla\nalla merc\u00e9 della creatura che pi\u00f9 detestava.\n\nTal Hajus si alz\u00f2 e io, per met\u00e0 temendo e per met\u00e0 anticipando le sue intenzioni,\nmi affrettai verso la pista tortuosa che portava ai piani sottostanti. Non c'era nessuno\nNessuno era vicino per intercettarmi, e raggiunsi il piano principale della camera\ninosservato, posizionandomi all'ombra della stessa colonna che Tars Tarkas aveva appena\nTars Tarkas aveva appena abbandonato. Mentre raggiungevo il piano, Tal Hajus stava\nparlando.\n\n Principessa di Helium, potrei strappare al tuo popolo un potente riscatto\nse solo vi restituissi loro incolumi, ma mille volte di pi\u00f9\nguardare quel bel viso contorcersi nell'agonia della tortura.\nsar\u00e0 lunga, te lo prometto; dieci giorni di piacere erano\ndieci giorni di piacere sono stati troppo brevi per dimostrare l'amore che nutro per la vostra razza. I terrori della\ndella vostra morte perseguiteranno i sonni degli uomini rossi per tutte le ere a venire.\nper tutte le epoche a venire; tremeranno nell'ombra della notte mentre i loro padri\nraccontano della terribile vendetta degli uomini verdi, del potere, della forza, dell'odio e della crudelt\u00e0 di\npotenza, dell'odio e della crudelt\u00e0 di Tal Hajus. Ma prima della tortura\nsarete miei per una breve ora, e anche di questo si parler\u00e0 a\na Tardos Mors, Jeddak di Helium, tuo nonno, affinch\u00e9 strisci a terra nell'agonia di Tal Hajus.\na terra nell'agonia del suo dolore. Domani inizier\u00e0 la tortura\ninizier\u00e0; stanotte tu sei Tal Hajus; vieni!\n\nScese di scatto dalla piattaforma e l'afferr\u00f2 rudemente per un braccio,\nma non l'aveva ancora toccata che io balzai in mezzo a loro. La mia\nspada corta, affilata e scintillante era nella mia mano destra; avrei potuto\navrei potuto conficcarla nel suo cuore putrido prima che si rendesse conto che ero su di lui.\nma, mentre alzavo il braccio per colpire, pensai a Tars Tarkas e..,\ncon tutta la mia rabbia, con tutto il mio odio, non potevo privarlo di quel dolce momento per il quale aveva vissuto e sperato.\nmomento per il quale aveva vissuto e sperato in tutti questi lunghi e logoranti anni,\ne cos\u00ec, invece, ho sferrato il mio buon pugno destro sulla punta della sua mascella.\nmascella. Senza un suono, scivol\u00f2 a terra come morto.\n\nNello stesso silenzio di morte afferrai Dejah Thoris per mano e, facendo cenno a Sola di seguirci, uscimmo senza rumore dalla camera e ci dirigemmo verso l'esterno.\ne, facendo cenno a Sola di seguirci, uscimmo silenziosamente dalla camera e ci dirigemmo al\npiano superiore. Senza essere visti raggiungemmo un finestrino posteriore e con le cinghie\ne il cuoio della mia bardatura calai, prima Sola e poi Dejah Thoris, sul terreno sottostante.\nal suolo sottostante. Lasciandole cadere con leggerezza dietro di loro, le trascinai rapidamente\nintorno alla corte, nell'ombra degli edifici, e cos\u00ec tornammo indietro\nsulla stessa rotta che avevo seguito di recente dal lontano\nconfine della citt\u00e0.\n\nAlla fine trovammo i miei tatami nel cortile dove li avevo lasciati,\ne mettendoci sopra le bardature ci affrettammo ad attraversare l'edificio fino al\nil viale di l\u00e0. Montando, Sola su una bestia e Dejah Thoris dietro di me sull'altra, ci allontanammo dal viale.\nDejah Thoris dietro di me, cavalcammo dalla citt\u00e0 di Thark attraverso le colline a sud.\ncolline a sud.\n\nInvece di girare intorno alla citt\u00e0 verso nord-ovest e verso il pi\u00f9 vicino corso d'acqua che si trovava a cos\u00ec breve distanza da noi, abbiamo girato intorno alla citt\u00e0\npi\u00f9 vicino corso d'acqua che si trovava a cos\u00ec breve distanza da noi, ci siamo rivolti a\na nord-est e ci inoltrammo nelle distese di muschio che, per duecento pericolose e faticose miglia, conducevano a un'altra arteria principale.\nduecento pericolose e faticose miglia, si estendeva un'altra arteria principale che conduceva\na Helium.\n\nNon fu pronunciata alcuna parola finch\u00e9 non ci fummo lasciati la citt\u00e0 alle spalle, ma potevo sentire i silenziosi singhiozzi di Dejah Thoris\nsentire i sommessi singhiozzi di Dejah Thoris che si aggrappava a me con la sua cara testa\ntesta appoggiata alla mia spalla.\n\n Se ce la faremo, mio capo, il debito di Helium sar\u00e0 molto grande;\npi\u00f9 grande di quello che lei potr\u00e0 mai pagarvi; e se non ce la faremo, continu\u00f2\ncontinu\u00f2, il debito non sar\u00e0 minore, anche se Helium non lo sapr\u00e0 mai, perch\u00e9 tu\nhai salvato l'ultimo della nostra stirpe da un destino peggiore della morte.\n\nNon risposi, ma mi avvicinai al mio fianco e strinsi le piccole dita di lei che amavo dove si aggrappavano a me per sostenermi.\ndita di lei che amavo, dove si aggrappavano a me per sostenermi, e poi, in\nsilenzio ininterrotto, sfrecciammo sul muschio giallo, illuminato dalla luna; ognuno di noi\noccupato dai propri pensieri. Da parte mia non potevo che essere\ngioioso, anche se ci avessi provato, con il corpo caldo di Dejah Thoris stretto al mio,\ne con tutti i nostri pericoli non superati il mio cuore cantava allegramente come se fossimo gi\u00e0\ncome se stessimo gi\u00e0 varcando i cancelli di Elio.\n\nI nostri piani precedenti erano stati cos\u00ec tristemente sconvolti che ora ci trovavamo\nsenza cibo n\u00e9 bevande, e solo io ero armato. Perci\u00f2 spingemmo le nostre\nbestie a una velocit\u00e0 che doveva essere molto alta prima che potessimo sperare di\ndi vedere la fine della prima tappa del nostro viaggio.\n\nAbbiamo cavalcato tutta la notte e tutto il giorno seguente, con solo qualche breve riposo.\nriposo. La seconda notte sia noi che i nostri animali eravamo completamente\ncompletamente stanchi, cos\u00ec ci sdraiammo sul muschio e dormimmo per circa cinque o sei ore, riprendendo il viaggio prima dell'alba.\nore, per poi riprendere il viaggio prima della luce del giorno. Per tutto il\ngiorno seguente cavalcammo e quando, nel tardo pomeriggio, non vedemmo pi\u00f9 alcun albero\nalberi lontani, segno dei grandi corsi d'acqua di tutto il\nBarsoom, ci apparve la terribile verit\u00e0: eravamo perduti.\n\nEvidentemente avevamo girato in tondo, ma da che parte era difficile dirlo, n\u00e9 sembrava possibile con il sole che ci guidava di giorno e le lune e i monti.\nsembrava possibile con il sole a guidarci di giorno e le lune e le stelle di notte.\nstelle di notte. In ogni caso non c'era nessun corso d'acqua in vista e l'intero gruppo era quasi\ngruppo era quasi pronto a soccombere per la fame, la sete e la stanchezza. Molto\ndavanti a noi e un po' pi\u00f9 a destra si potevano distinguere i profili di basse montagne.\ndi basse montagne. Decidemmo di tentare di raggiungerle nella speranza che\nda qualche cresta avremmo potuto scorgere il corso d'acqua mancante. La notte scese su di noi\nprima di raggiungere la meta e, quasi svenendo per la stanchezza e la debolezza, ci sdraiammo e dormimmo.\ndebolezza, ci sdraiammo e dormimmo.\n\nLa mattina presto fui svegliato da un corpo enorme che premeva vicino al mio.\ne aprendo gli occhi di scatto vidi il mio vecchio e benedetto Woola accoccolato vicino a me.\naccoccolato vicino a me; il fedele bruto ci aveva seguiti attraverso quella\nl'immensa distesa di rifiuti per condividere il nostro destino, qualunque esso fosse. Mettendo le mie\nbraccia intorno al suo collo, strinsi la mia guancia alla sua, e non mi vergogno di averlo fatto, n\u00e9 della\nn\u00e9 mi vergogno di averlo fatto, n\u00e9 delle lacrime che mi sono venute agli occhi pensando al suo amore per me.\nal suo amore per me. Poco dopo Dejah Thoris e Sola si risvegliarono e si decise di proseguire con la stessa velocit\u00e0.\nfu deciso di proseguire subito nel tentativo di raggiungere le colline.\n\nAvevamo percorso appena un miglio quando mi accorsi che il mio gatto cominciava a\na inciampare e a barcollare in modo pietoso, sebbene non avessimo tentato di\nnon avevamo tentato di forzarli a camminare da circa mezzogiorno del giorno precedente.\ngiorno precedente. Improvvisamente si sbracci\u00f2 selvaggiamente da un lato e si butt\u00f2 violentemente a terra.\nterra. Dejah Thoris e io fummo sbalzati via da lui e cademmo sul morbido muschio\nsul soffice muschio, senza quasi accorgersene; ma la povera bestia era in condizioni pietose, non riuscendo nemmeno a rialzarsi.\ncondizione, non riuscendo nemmeno ad alzarsi, anche se sollevata dal nostro peso.\npeso. Sola mi disse che il fresco della notte, quando sarebbe sceso,\ninsieme al resto l'avrebbe senza dubbio rianimato, e cos\u00ec decisi di non\ndi non ucciderlo, come era mia prima intenzione, poich\u00e9 avevo pensato che fosse crudele\nlasciarlo l\u00ec da solo a morire di fame e di sete. Liberandolo dalle bardature, che\nbardature, che gettai a terra accanto a lui, lasciammo il poverino al suo\nal suo destino e proseguimmo come meglio potevamo con l'unica capra. Sola e io\nSola e io camminavamo, facendo cavalcare Dejah Thoris, molto contro la sua volont\u00e0. In questo modo\nin questo modo eravamo arrivati a circa un miglio dalle colline che stavamo cercando di raggiungere.\ndi raggiungere, quando Dejah Thoris, dal suo punto di osservazione sul pontile,\ngrid\u00f2 di aver visto un grande gruppo di uomini a cavallo che scendevano da un\npasso sulle colline a diverse miglia di distanza. Sola e io guardammo entrambi nella\ndirezione da lei indicata, e l\u00ec, ben visibili, c'erano diverse centinaia di\ncentinaia di guerrieri a cavallo. Sembravano diretti verso sud-ovest, il che li avrebbe portati lontano da\ndirezione sud-ovest, che li avrebbe portati lontano da noi.\n\nSenza dubbio erano guerrieri Thark che erano stati mandati a catturarci,\ne tirammo un grande sospiro di sollievo per il fatto che stavano viaggiando nella\ndirezione opposta. Sollevando rapidamente Dejah Thoris dal tettuccio, ordinai all'animale di sdraiarsi e noi tre lo facemmo.\ncomandai all'animale di sdraiarsi e noi tre facemmo lo stesso, presentando il pi\u00f9 possibile un\nun oggetto il pi\u00f9 piccolo possibile per paura di attirare l'attenzione dei guerrieri su di noi.\nguerrieri verso di noi.\n\nLi abbiamo visti mentre uscivano dal passo, solo per un istante,\nprima che si perdessero alla vista dietro una cresta amica; per noi una cresta molto\nprovvidenziale, poich\u00e9, se fossero stati in vista per molto tempo, difficilmente avrebbero potuto\ntempo, difficilmente avrebbero potuto non scoprirci. Quando quello che si rivel\u00f2\nultimo guerriero si present\u00f2 in vista dal passo, si ferm\u00f2 e, con nostra costernazione, gett\u00f2 il suo\nnostra costernazione, si port\u00f2 il suo piccolo ma potente cannocchiale all'occhio\ne scrut\u00f2 il fondo del mare in tutte le direzioni. Evidentemente era un\ncapo, perch\u00e9 in certe formazioni di marcia tra gli uomini verdi un capo trib\u00f9 si\ncapo trib\u00f9 porta l'estrema coda della colonna. Quando il suo bicchiere si \u00e8 spostato verso di noi, i nostri cuori si sono\nverso di noi, i nostri cuori si fermarono nei petti e io sentii il sudore freddo\nsudore freddo da ogni poro del mio corpo.\n\nPoi si \u00e8 fermato e ci ha puntato addosso. La tensione sui nostri nervi\ntensione sui nostri nervi era vicina al punto di rottura, e dubito che qualcuno di noi abbia respirato per i pochi istanti in cui\nper i pochi istanti in cui ci tenne coperti dal suo vetro; poi lo abbass\u00f2 e potemmo vederlo gridare un comando ai guerrieri che erano passati\nPoi lo abbass\u00f2 e lo vedemmo gridare un comando ai guerrieri che erano passati\ndalla nostra vista dietro il crinale. Non aspett\u00f2 che lo raggiungessero,\nma si mise a girare con il suo tettuccio e si diresse con furia verso di noi.\ndirezione.\n\nC'era solo una piccola possibilit\u00e0, che dovevamo cogliere al volo. Alzando\nil mio strano fucile marziano alla spalla, lo puntai e toccai il pulsante che comandava il grilletto.\npulsante che comandava il grilletto; ci fu un'esplosione acuta quando il\nmissile raggiunse il suo obiettivo e il capo trib\u00f9 che lo caricava indietreggi\u00f2\ndalla sua cavalcatura volante.\n\nAlzandomi in piedi, esortai il thoat ad alzarsi e ordinai a Sola di prendere con s\u00e9 Dejah Thoris e di fare un grande sforzo per raggiungere il castello.\ndi prendere Dejah Thoris con s\u00e9 e di fare un grande sforzo per raggiungere le\nle colline prima che i guerrieri verdi ci raggiungessero. Sapevo che nei\ngole e nei burroni avrebbero potuto trovare un nascondiglio temporaneo, e anche se\nanche se fossero morti l\u00ec di fame e di sete sarebbe stato meglio che\nche cadessero nelle mani dei Thark. Costringendo i miei due revolver\ncome mezzo di protezione e, come ultima risorsa, come via di fuga dall'orribile morte.\ncome ultima risorsa, per sfuggire all'orrenda morte che la ricattura avrebbe\nla ricattura avrebbe sicuramente significato, sollevai Dejah Thoris tra le mie braccia e la posizionai sulla\ntata dietro a Sola, che era gi\u00e0 salito al mio comando.\n\n Addio, mia principessa, sussurrai, forse ci incontreremo ancora a Helium. I\nsono sfuggita a situazioni peggiori di questa, e cercai di sorridere mentendo.\nmentito.\n\n Cosa, grid\u00f2, non vieni con noi?\n\n Come posso, Dejah Thoris? Qualcuno deve tenere a bada questi uomini per un\ne io posso sfuggirgli meglio da solo che tutti e tre insieme.\ninsieme.\n\nScese rapidamente dal tettuccio e, gettandomi le sue care braccia al collo, si rivolse a Sola.\ncollo, si rivolse a Sola, dicendo con tranquilla dignit\u00e0:  Vola, Sola! Dejah\nThoris rimane a morire con l'uomo che ama.\n\nQueste parole sono impresse nel mio cuore. Ah, volentieri rinuncerei alla mia\nvita mille volte se solo potessi sentirle ancora una volta; ma non potrei\nMa non potevo rinunciare nemmeno per un secondo all'estasi del suo dolce abbraccio.\ne premendo le mie labbra sulle sue per la prima volta, la presi in braccio e la\ne la gettai di nuovo al suo posto dietro a Sola, ordinando a quest'ultima in\ntoni perentori di tenerla l\u00ec con la forza, e poi, schiaffeggiando il\ntato sul fianco, li vidi portati via; Dejah Thoris lott\u00f2 fino all'ultimo per liberarsi da Sola.\nDejah Thoris che lottava fino all'ultimo per liberarsi dalla presa di Sola.\n\nVoltandomi, vidi i guerrieri verdi che salivano sul crinale e cercavano\nil loro capo. In un attimo lo videro e poi videro me; ma appena mi scoprirono iniziai a sparare, sdraiandomi a terra sul mio corpo.\nappena mi scoprirono che iniziai a sparare, sdraiato a pancia in gi\u00f9 nel muschio.\npancia nel muschio. Avevo un centinaio di colpi nel caricatore del fucile e altri cento nel\nfucile e altri cento nella cintura alle spalle, e continuai a sparare ininterrottamente fino a quando non vidi tutti\nfuoco continuo fino a quando non vidi tutti i guerrieri che erano stati\nche erano stati i primi a tornare da dietro il crinale o erano morti o si erano rifugiati al riparo.\nal riparo.\n\nLa mia tregua fu per\u00f2 di breve durata, perch\u00e9 presto l'intero gruppo,\ndi un migliaio di uomini, si present\u00f2 alla vista correndo follemente verso di me.\nverso di me. Sparai finch\u00e9 il mio fucile non fu scarico e loro mi furono quasi addosso.\nPoi un'occhiata mi mostr\u00f2 che Dejah Thoris e Sola erano scomparsi tra le colline.\nche Dejah Thoris e Sola erano scomparsi tra le colline, mi alzai di scatto, gettando a terra il mio inutile fucile,\ne mi allontanai nella direzione opposta a quella presa da Sola e dal suo\nSola e la sua carica.\n\nSe mai i marziani hanno avuto un'esibizione di salto, \u00e8 stata concessa a quei guerrieri stupiti in quel giorno di tanti anni fa.\nstupiti guerrieri in quel giorno di tanti anni fa, ma mentre li portava lontano da Dejah Thoris\nda Dejah Thoris, non ha distolto la loro attenzione dal tentativo di catturarmi.\ndal tentativo di catturarmi.\n\nMi correvano dietro selvaggiamente finch\u00e9, alla fine, il mio piede ha urtato un pezzo di quarzo sporgente e sono caduto stramazzando sul muschio.\ndi quarzo, e caddi a terra stramazzando sul muschio. Quando guardai\nalzando lo sguardo erano su di me e, nonostante abbia estratto la mia spada lunga nel tentativo di\ndi vendere la mia vita il pi\u00f9 caro possibile, fu presto finita. Mi sono ribellato\nsotto i loro colpi che si abbattevano su di me a torrenti perfetti; la mia testa si gonfiava\ntesta, tutto era nero e sono caduto sotto di loro nell'oblio.\n\n\n\n\nCAPITOLO XVIII\nINCATENATO A WARHOON\n\n\nDevono essere passate diverse ore prima che riprendessi conoscenza e ricordo bene la sensazione di sorpresa\nricordo bene la sensazione di sorpresa che mi ha travolto quando ho capito che\nche non ero morto.\n\nEro sdraiato tra un mucchio di sete e pellicce addormentate nell'angolo di una piccola stanza in cui si trovavano alcuni guerrieri verdi.\nuna piccola stanza in cui si trovavano diversi guerrieri verdi, e china su di me\nuna donna antica e brutta.\n\nQuando aprii gli occhi, lei si rivolse a uno dei guerrieri, dicendo,\n\n Vivr\u00e0, o Jed.\n\n \u00c8 bene, rispose colui che gli era stato rivolto, alzandosi e avvicinandosi al mio\ndivano, che dovrebbe essere uno spettacolo raro per i grandi giochi.\n\nE quando i miei occhi si posarono su di lui, vidi che non era un Thark, perch\u00e9 i suoi ornamenti e il suo metallo non appartenevano a quell'orda.\nornamenti e il metallo non erano di quell'orda. Era un tipo enorme,\nterribilmente sfregiato sul viso e sul petto, con una zanna rotta e un orecchio mancante.\nun orecchio mancante. Su entrambi i petti erano legati dei teschi umani e\nda cui dipendeva un certo numero di mani umane essiccate.\n\nIl suo riferimento ai grandi giochi di cui avevo sentito tanto parlare quando ero\ntra i Thark mi convinse che non avevo fatto altro che saltare dal purgatorio alla\ngehenna.\n\nDopo aver scambiato ancora qualche parola con la femmina, durante la quale lei gli assicur\u00f2\nche ora ero pienamente in grado di viaggiare, il jed ordin\u00f2 di montare in sella e di\ne di seguire la colonna principale.\n\nEro legato saldamente a una barca selvaggia e ingestibile come non ne avevo mai viste.\ne, con un guerriero a cavallo su entrambi i lati per impedire alla bestia di scappare, ci lanciammo a passo di corsa all'inseguimento della\nbestia di scappare, ci lanciammo a passo di corsa all'inseguimento della colonna.\ncolonna. Le mie ferite non mi davano che poco dolore, tanto meravigliosamente e rapidamente\nle applicazioni e le iniezioni della donna avevano esercitato il loro potere\npoteri terapeutici e cos\u00ec abilmente aveva legato e stuccato le ferite.\nferite.\n\nPoco prima dell'imbrunire raggiungemmo il corpo principale delle truppe, poco dopo che si erano accampate per la notte.\naccampati per la notte. Fui immediatamente portato al cospetto del capo,\nche si rivel\u00f2 essere il jeddak delle orde di Warhoon.\n\nCome il jed che mi aveva portato, era spaventosamente sfregiato, e anche lui era\ncon la corazza di teschi umani e mani morte essiccate.\nche sembravano contraddistinguere tutti i guerrieri pi\u00f9 grandi tra i Warhoon, oltre a indicare la loro terribile ferocia, che supera di gran lunga\ne per indicare la loro terribile ferocia, che supera di gran lunga persino\nquella dei Thark.\n\nLo jeddak Bar Comas, relativamente giovane, era oggetto dell'odio feroce e geloso del suo vecchio luogotenente Dak Kova, lo jeddak\ndell'odio feroce e geloso del suo vecchio luogotenente, Dak Kova, lo jed che mi aveva catturato, e non potei fare a meno di notare l'odio quasi studiato\nche mi aveva catturato, e non potei fare a meno di notare gli sforzi quasi studiati\nsforzi che quest'ultimo faceva per offendere il suo superiore.\n\nQuando entrammo alla presenza dello jeddak, omise del tutto il consueto saluto formale.\npresenza dello jeddak e, mentre mi spingeva con forza davanti al sovrano, esclam\u00f2 con voce forte e minacciosa.\nesclam\u00f2 con voce forte e minacciosa.\n\n Ho portato una strana creatura che indossa il metallo di un Thark e che ho il piacere di far combattere con un Thoat selvaggio\n\u00e8 mio piacere far combattere con un tordo selvatico durante i grandi giochi.\n\n Morir\u00e0 come Bar Comas, il vostro jeddak, riterr\u00e0 opportuno, se mai lo riterr\u00e0 opportuno, rispose il giovane sovrano, con enfasi e dignit\u00e0.\nil giovane sovrano, con enfasi e dignit\u00e0.\n\n Se mai? rugg\u00ec Dak Kova.  Con le mani morte alla mia gola, ma lui\nmorir\u00e0, Bar Comas. Nessuna debolezza sdolcinata da parte tua lo salver\u00e0.\nOh, se Warhoon fosse governato da un vero jeddak piuttosto che da un debole dal cuore d'acqua.\ndebolezza dal cuore d'acqua da cui persino il vecchio Dak Kova potrebbe strappare il metallo\na mani nude!\n\nBar Comas guard\u00f2 per un istante il capo trib\u00f9 sfiduciato e insubordinato,\nespressione di disprezzo e di odio altezzoso e impavido, e poi\nsenza estrarre un'arma e senza pronunciare una parola, si scagli\u00f2\nalla gola del suo profanatore.\n\nNon avevo mai visto prima due verdi guerrieri marziani combattere con le armi della natura.\ne l'esibizione di ferocia animale che ne segu\u00ec fu una cosa\nspaventosa che l'immaginazione pi\u00f9 disordinata potesse immaginare. Essi\ncon le mani e con le zanne scintillanti si sono strappati gli occhi e le orecchie a vicenda.\nzanne scintillanti si sono ripetutamente colpiti e incornati fino a che entrambi non sono stati tagliati a\na nastro dalla testa ai piedi.\n\nBar Comas ebbe la meglio nella battaglia perch\u00e9 era pi\u00f9 forte, pi\u00f9 veloce e pi\u00f9 intelligente.\ne pi\u00f9 intelligente. Ben presto sembr\u00f2 che l'incontro fosse concluso\nsolo l'ultimo colpo mortale, quando Bar Comas scivol\u00f2 via da un\nda una presa di posizione. Era l'unica piccola apertura di cui Dak Kova aveva bisogno, e\ne scagliandosi contro il corpo dell'avversario, seppell\u00ec la sua unica\nzanne nell'inguine di Bar Comas e con un ultimo potente sforzo squarci\u00f2 il giovane jeddak.\nil giovane jeddak per tutta la lunghezza del corpo, la grande zanna si incastr\u00f2 infine nelle ossa di Bar Comas.\nla grande zanna si incune\u00f2 infine nelle ossa della mascella di Bar Coma. Il vincitore e il vinto\nrotolarono flosci e senza vita sul muschio, un'enorme massa di carne lacerata e insanguinata.\ncarne lacerata e insanguinata.\n\nBar Comas era morto stecchito e solo gli sforzi pi\u00f9 erculei delle femmine di Dak Kova lo hanno salvato dal destino che meritava.\ndelle donne di Dak Kova lo salvarono dal destino che meritava. Tre giorni dopo\ntre giorni dopo cammin\u00f2 senza aiuto verso il corpo di Bar Comas che, per consuetudine, non era stato spostato dal luogo in cui era caduto,\nBar Comas che, per consuetudine, non era stato spostato dal luogo in cui era caduto, e posando il piede sul\nsul collo del suo ex sovrano, assunse il titolo di Jeddak di Warhoon.\nWarhoon.\n\nLe mani e la testa del jeddak morto venivano rimosse per essere aggiunte agli ornamenti del suo\nornamenti del suo conquistatore, e poi le sue donne cremarono ci\u00f2 che rimaneva,\ntra risate selvagge e terribili.\n\nLe ferite subite da Dak Kova avevano ritardato cos\u00ec tanto la marcia che si decise di rinunciare alla spedizione.\nche si decise di rinunciare alla spedizione, che prevedeva un'incursione in una piccola comunit\u00e0 di Thark\ncomunit\u00e0 di Thark come rappresaglia per la distruzione dell'incubatrice, fino a quando\ndopo i grandi giochi, e l'intero corpo di guerrieri, composto da diecimila persone, torn\u00f2 indietro verso Warhoon.\ndiecimila, torn\u00f2 indietro verso Warhoon.\n\nLa mia introduzione a queste persone crudeli e assetate di sangue non era che un indice\ndelle scene a cui ho assistito quasi quotidianamente mentre ero con loro. Sono un'orda\nun'orda pi\u00f9 piccola dei Thark, ma molto pi\u00f9 feroce. Non passava giorno\nnon passava giorno senza che alcuni membri delle varie comunit\u00e0 di Warhoon si incontrassero in un\ncombattimento mortale. Ho visto fino a otto duelli mortali in un solo giorno.\n\nRaggiungemmo la citt\u00e0 di Warhoon dopo circa tre giorni di marcia e fui immediatamente gettato in una prigione\nimmediatamente in un sotterraneo e sono stato pesantemente incatenato al pavimento e alle pareti.\npareti. Il cibo mi veniva portato a intervalli, ma a causa della totale oscurit\u00e0 del luogo non so se rimasi l\u00ec per giorni, settimane o\nbuio del luogo non so se rimasi l\u00ec per giorni, settimane o mesi.\nmesi. \u00c8 stata l'esperienza pi\u00f9 orribile di tutta la mia vita e il fatto che la mia mente non abbia ceduto al terrore.\nmente non abbia ceduto ai terrori di quell'oscurit\u00e0 incancrenita \u00e8 stato per me un\nda allora \u00e8 stata una meraviglia per me. Il posto era pieno di cose striscianti e\nstriscianti; corpi freddi e sinuosi mi passavano sopra quando mi sdraiavo, e nell'oscurit\u00e0\nbuio di tanto in tanto intravedevo occhi scintillanti e infuocati, fissati\nin un'orribile fissit\u00e0 su di me. Nessun suono mi giungeva dal mondo\ne il mio carceriere non mi rivolse alcuna parola quando mi fu portato il cibo.\ncibo, anche se all'inizio lo bombardai di domande.\n\nAlla fine tutto l'odio e il disgusto maniacale per queste orribili creature\nche mi avevano collocato in questo luogo orribile, furono concentrati dalla mia ragione vacillante\nragione su questo singolo emissario che rappresentava per me l'intera orda di Warhoon.\ndi Warhoon.\n\nAvevo notato che avanzava sempre con la sua torcia fioca fino al punto in cui poteva\na portata di mano e mentre si chinava per posare il cibo sul pavimento la sua testa era\npavimento, la sua testa era all'incirca all'altezza del mio petto. Cos\u00ec, con l'astuzia\ncon l'astuzia di un pazzo, indietreggiai nell'angolo pi\u00f9 lontano della mia cella quando poi\nQuando lo sentii avvicinarsi, raccolsi un po' di catena allentata che mi teneva in mano.\nche mi teneva in mano, aspettai il suo arrivo, accovacciandomi come una bestia da preda.\ndi preda. Mentre si chinava per posare il mio cibo a terra, ho fatto oscillare la catena sopra la mia testa e ho fatto sbattere la\ncatena sopra la mia testa e ho fatto sbattere gli anelli con tutta la mia forza sul suo\ncranio. Senza un suono, scivol\u00f2 a terra, morto stecchito.\n\nRidendo e chiacchierando come l'idiota che stavo rapidamente diventando, caddi sulla sua\nle mie dita per cercare la sua gola morta. Subito\nvennero a contatto con una catenella all'estremit\u00e0 della quale penzolava un\nuna serie di chiavi. Il tocco delle mie dita su questi tasti mi fece tornare la ragione\nragione con la rapidit\u00e0 del pensiero. Non ero pi\u00f9 un idiota\nidiota, ma un uomo sano di mente e ragionante con il mezzo di fuga a portata di mano.\nmani i mezzi di fuga.\n\nMentre cercavo di togliere la catena dal collo della mia vittima, guardai verso l'alto nell'oscurit\u00e0 e vidi sei paia di occhi scintillanti fissi\nsguardo verso l'alto nell'oscurit\u00e0 per vedere sei paia di occhi scintillanti fissi,\nsenza battere ciglio, su di me. Lentamente si avvicinarono e lentamente mi ritrassi\ndall'orrore che mi suscitavano. Tornato nel mio angolo, mi accovacciai tenendo\nle mani in alto, davanti a me, e gli occhi terribili avanzavano furtivamente\nfino a raggiungere il corpo morto ai miei piedi. Poi lentamente si ritirarono\nma questa volta con uno strano suono grattugiato e infine scomparvero\nin qualche recesso nero e lontano della mia prigione.\n\n\n\n\nCAPITOLO XIX\nBATTAGLIA NELL'ARENA\n\n\nLentamente mi ricomposi e finalmente tentai di nuovo di togliere le chiavi dal corpo del mio ex carceriere.\ndi togliere le chiavi dal corpo morto del mio ex carceriere. Ma quando\nnell'oscurit\u00e0 per trovarle, scoprii con orrore che non c'erano pi\u00f9.\nera sparita. Allora la verit\u00e0 mi balz\u00f2 agli occhi: i proprietari di quegli occhi scintillanti\nocchi scintillanti avevano trascinato il mio premio lontano da me per essere divorato nella loro\ntana vicina; come avevano aspettato per giorni, per settimane, per mesi, per tutta questa terribile eternit\u00e0.\nmesi, per tutta questa terribile eternit\u00e0 della mia prigionia, di trascinare la mia\ncarcassa morta al loro banchetto.\n\nPer due giorni non mi fu portato alcun cibo, ma poi apparve un nuovo messaggero e la mia prigionia continu\u00f2 come prima.\ne la mia prigionia continu\u00f2 come prima, ma non permisi pi\u00f9 alla mia ragione di essere sommersa dall'orrore della mia posizione.\nragione di essere sommersa dall'orrore della mia posizione.\n\nPoco dopo questo episodio \u00e8 stato portato un altro prigioniero e incatenato\nvicino a me. Alla luce fioca della torcia vidi che si trattava di un marziano rosso e non riuscii ad aspettare la partenza delle sue guardie per rivolgergli la parola.\na malapena potevo aspettare che le sue guardie se ne andassero per rivolgergli la parola. Mentre\ni loro passi in ritirata si spegnevano in lontananza, chiamai dolcemente\ndolcemente la parola marziana di saluto, kaor.\n\n Chi sei tu che parli dalle tenebre? rispose lui\n\n John Carter, un amico degli uomini rossi di Helium.\n\n Sono di Elio, disse, ma non ricordo il suo nome.\n\nE poi gli raccontai la mia storia cos\u00ec come l'ho scritta qui, omettendo soltanto\nogni riferimento al mio amore per Dejah Thoris. Era molto eccitato dalla\nnotizia della principessa di Helium e sembrava abbastanza sicuro che lei e Sola\nlei e Sola avrebbero potuto facilmente raggiungere un punto di sicurezza da dove mi avevano lasciato. Disse che conosceva bene il posto perch\u00e9\ndisse che conosceva bene il posto, perch\u00e9 il cunicolo attraverso il quale erano passati i guerrieri di\nguerrieri Warhoon quando ci hanno scoperti era l'unico che avessero mai\nche avevano mai usato quando marciavano verso sud.\n\n Dejah Thoris e Sola sono entrati nelle colline a non pi\u00f9 di cinque miglia da un grande corso d'acqua e sono probabilmente al sicuro, mi ha assicurato.\ne ora sono probabilmente al sicuro, mi ha assicurato.\n\nIl mio compagno di prigionia era Kantos Kan, un padwar (tenente) della marina di\nElio. Era stato un membro della sfortunata spedizione che era\ncaduta nelle mani dei Thark al momento della cattura di Dejah Thoris.\ne raccont\u00f2 brevemente gli eventi che seguirono la sconfitta delle corazzate.\ndelle navi da guerra.\n\nFeriti gravemente e con un equipaggio solo parziale, avevano zoppicato lentamente verso\nHelium, ma mentre passavano vicino alla citt\u00e0 di Zodanga, la capitale dei nemici ereditari di Helium tra gli uomini rossi di Barsoom, erano stati colpiti da un'esplosione.\nHelium, la capitale dei suoi nemici ereditari tra gli uomini rossi di Barsoom, sono stati attaccati da una grande massa di vascelli da guerra.\nun gran numero di vascelli da guerra e tutti, tranne l'imbarcazione a cui apparteneva Kantos Kan, erano stati attaccati.\nKantos Kan erano state distrutte o catturate. Il suo vascello fu\nper giorni da tre navi da guerra degli Zodangan, ma alla fine riusc\u00ec a fuggire\nnell'oscurit\u00e0 di una notte senza luna.\n\nTrenta giorni dopo la cattura di Dejah Thoris, o all'incirca al momento del nostro arrivo a Thark, la sua nave aveva raggiunto Helium con una decina di sopravvissuti.\ndi Thark, il suo vascello aveva raggiunto Helium con una decina di sopravvissuti\ndell'equipaggio originario di settecento ufficiali e uomini. Immediatamente\nsette grandi flotte, ognuna composta da cento potenti navi da guerra, erano state\ndi guerra, erano state inviate alla ricerca di Dejah Thoris, e da queste navi erano state tenute lontane duemila\nmigliaia di imbarcazioni pi\u00f9 piccole erano state tenute continuamente al largo nella futile ricerca\ndella principessa scomparsa.\n\nDue verdi comunit\u00e0 marziane erano state spazzate via dalla faccia di Barsoom dalle flotte vendicatrici.\nflotte vendicatrici, ma non era stata trovata alcuna traccia di Dejah Thoris. Avevano\navevano cercato tra le orde settentrionali e solo negli ultimi giorni avevano esteso la ricerca\nsolo negli ultimi giorni avevano esteso la ricerca a sud.\n\nKantos Kan era stato assegnato a uno dei piccoli velivoli monoposto e aveva avuto la sfortuna di essere scoperto dai Warhoon durante l'esplorazione.\nla sfortuna di essere scoperto dai Warhoon mentre esplorava la loro citt\u00e0.\nla loro citt\u00e0. Il coraggio e l'audacia di quell'uomo conquistarono il mio massimo rispetto e ammirazione.\ne ammirazione. Da solo era atterrato ai confini della citt\u00e0 e a piedi si era addentrato\nera penetrato negli edifici che circondavano la piazza. Per due giorni e due notti\nnotti aveva esplorato i loro alloggi e i loro sotterranei alla ricerca della sua\ndella sua amata principessa, per poi cadere nelle mani di un gruppo di Warhoon mentre stava per andarsene.\nmentre stava per andarsene, dopo essersi assicurato che Dejah Thoris non era\nnon era prigioniera.\n\nDurante il periodo della nostra prigionia, Kantos Kan e io ci siamo conosciuti bene e abbiamo stretto una calda amicizia personale.\ne abbiamo instaurato una calda amicizia personale. Trascorsero solo pochi giorni\ntrascorsi, tuttavia, prima che fossimo trascinati fuori dalla nostra prigione per i\ngrandi giochi. Una mattina presto fummo condotti in un enorme\nanfiteatro, che invece di essere stato costruito sulla superficie del terreno\nterreno, era stato scavato sotto la superficie. Si era parzialmente riempito di\ndi detriti, tanto che era difficile stabilire quanto fosse grande in origine.\ndire quanto fosse grande in origine. Nella sua condizione attuale conteneva tutti i ventimila\nWarhoon delle orde riunite.\n\nL'arena era immensa, ma estremamente irregolare e poco curata. Intorno ad essa i\nWarhoon avevano accatastato pietre da costruzione provenienti da alcuni edifici in rovina dell'antica citt\u00e0 per\ndell'antica citt\u00e0 per evitare che gli animali e i prigionieri potessero fuggire\ne alle due estremit\u00e0 erano state costruite delle gabbie per tenerli\nper tenerli fino a quando non fosse arrivato il loro turno di incontrare una morte orribile nell'arena.\n\nKantos Kan e io eravamo confinati insieme in una delle gabbie. Nelle altre\naltre c'erano calot, thoat, zitidar impazziti, guerrieri verdi e donne di altre orde.\ndonne di altre orde e molte strane e feroci bestie selvagge di Barsoom che non avevo mai visto prima.\nBarsoom che non avevo mai visto prima. Il frastuono dei loro ruggiti,\nringhi e stridori era assordante e l'aspetto formidabile di una qualsiasi di esse\ndi ognuna di esse era sufficiente a far s\u00ec che il cuore pi\u00f9 coriaceo provasse gravi\npresagi.\n\nKantos Kan mi ha spiegato che alla fine della giornata uno di questi\nprigionieri avrebbe ottenuto la libert\u00e0 e gli altri sarebbero rimasti morti nell'arena.\narena. I vincitori delle varie gare del giorno sarebbero stati messi l'uno contro l'altro fino a quando\ndel giorno sarebbero stati messi l'uno contro l'altro fino a quando ne sarebbero rimasti in vita solo due.\nultimo incontro veniva liberato, sia che si trattasse di un animale o di un uomo. Il mattino seguente\nmattina le gabbie sarebbero state riempite con una nuova partita di vittime,\ne cos\u00ec via per tutti i dieci giorni dei giochi.\n\nPoco dopo essere stati ingabbiati, l'anfiteatro ha iniziato a riempirsi e nel giro di un'ora ogni posto disponibile era occupato.\nnel giro di un'ora ogni parte disponibile dei posti a sedere era occupata.\nDak Kova, con i suoi jed e i suoi capi, sedeva al centro di un lato dell'arena su una grande piattaforma rialzata.\ndell'arena su una grande piattaforma rialzata.\n\nA un segnale di Dak Kova, le porte di due gabbie furono aperte e una dozzina di femmine marziane verdi furono condotte al centro dell'arena.\nuna dozzina di femmine marziane verdi furono condotte al centro dell'arena.\nA ognuna fu dato un pugnale e poi, all'estremit\u00e0, un branco di dodici\ncalot, o cani selvatici, furono sguinzagliati su di loro.\n\nMentre i bruti, ringhiando e schiumando, si avventavano su quelle donne quasi indifese\ndonne quasi indifese, voltai la testa per non vedere l'orribile spettacolo. Le urla\ne le risate dell'orda verde testimoniavano l'eccellente qualit\u00e0 dello sport.\ndello sport e quando mi voltai verso l'arena, quando Kantos Kan mi disse che era finita, vidi tre vincitori.\nKantos Kan mi aveva detto che era finita, vidi tre caloti vittoriosi che ringhiavano e ringhiavano sui corpi delle loro\nsui corpi delle loro prede. Le donne avevano dato buona prova di s\u00e9.\ndi loro stesse.\n\nPoi uno zitidar impazzito fu sguinzagliato tra i cani rimasti, e cos\u00ec and\u00f2 avanti\nper tutta la lunga, calda e orribile giornata.\n\nDurante il giorno fui contrapposto prima agli uomini e poi alle bestie, ma poich\u00e9 ero armato di una lunga spada e superai sempre i miei avversari in\narmato di una lunga spada e sempre superiore al mio avversario in agilit\u00e0 e\nagilit\u00e0 e, in genere, anche in forza, per me non era che un gioco da ragazzi.\nper me un gioco da ragazzi. Pi\u00f9 volte mi sono guadagnato l'applauso della folla assetata di sangue.\ne verso la fine si grid\u00f2 che sarei stato portato via dall'arena e che sarei diventato un membro della\ndall'arena e di diventare un membro delle orde di Warhoon.\n\nAlla fine eravamo rimasti in tre, un grande guerriero verde di un'orda del nord, Kantos Kan e io.\norda del nord, Kantos Kan, e io.\n\nGli altri due dovevano combattere e poi io avrei combattuto contro il conquistatore per la\nlibert\u00e0 che veniva concessa al vincitore finale.\n\nKantos Kan aveva combattuto diverse volte durante il giorno e, come me, si era sempre\nsempre vittorioso, ma a volte con margini minimi,\nsoprattutto quando si scontrava con i guerrieri verdi. Avevo poche speranze\nche potesse avere la meglio sul suo gigantesco avversario che aveva falciato tutti i\nlui durante il giorno. Quell'uomo era alto quasi due metri e mezzo,\nmentre Kantos Kan era qualche centimetro sotto il metro e ottanta. Mentre avanzavano per incontrarsi\nincontrarsi vidi per la prima volta un trucco di spada marziana che centrava Kantos Kan.\nspada marziana che concentrava ogni speranza di vittoria e di vita di Kantos Kan\ndi vittoria e di vita in un solo lancio di dadi, perch\u00e9, quando si avvicin\u00f2 a una ventina di metri dall'enorme\nmetri dall'enorme individuo, gett\u00f2 il braccio della spada dietro di s\u00e9, sopra la spalla, e con un colpo poderoso\ne con un poderoso movimento scagli\u00f2 l'arma con la punta in avanti contro il guerriero verde.\nil guerriero verde. Il colpo vol\u00f2 come una freccia e trapass\u00f2 il cuore del povero diavolo.\ndiavolo lo stese morto sull'arena.\n\nKantos Kan e io eravamo ora l'uno contro l'altro, ma mentre ci avvicinavamo allo scontro\nci avvicinavamo allo scontro gli sussurrai di prolungare la battaglia fino\nfino a quasi il tramonto, nella speranza di trovare una via di fuga.\nL'orda evidentemente intu\u00ec che non avevamo cuore di combattere l'uno contro l'altro\ne cos\u00ec urlarono di rabbia mentre nessuno di noi sferrava un colpo fatale. Proprio\nquando vidi l'improvviso sopraggiungere dell'oscurit\u00e0, sussurrai a Kantos Kan di infilare la sua spada tra il mio braccio sinistro e la\nla sua spada tra il mio braccio sinistro e il mio corpo. Quando lo fece, barcollai all'indietro\nstringendo forte la spada con il braccio e caddi cos\u00ec a terra\ncon la sua arma apparentemente sporgente dal mio petto. Kantos Kan\npercep\u00ec il mio colpo e, avvicinandosi rapidamente al mio fianco, pose il piede sul mio collo e ritir\u00f2 la spada.\npiede sul mio collo e ritirando la spada dal mio corpo mi diede il colpo di grazia finale\ncolpo di grazia attraverso il collo, che dovrebbe recidere la vena giugulare.\nma in questo caso la fredda lama scivol\u00f2 innocua nella sabbia dell'arena.\nsabbia dell'arena. Nell'oscurit\u00e0 che era ormai calata nessuno poteva dire\nse non che mi aveva davvero finito. Gli sussurrai di andare a reclamare la sua libert\u00e0 e di\nla sua libert\u00e0 e di cercarmi sulle colline a est della citt\u00e0, e cos\u00ec mi lasci\u00f2.\nmi lasci\u00f2.\n\nQuando l'anfiteatro fu sgombro, mi avvicinai furtivamente alla sommit\u00e0 e, dato che il grande scavo si trovava lontano dalla piazza e in una zona non occupata\nil grande scavo si trovava lontano dalla piazza e in una porzione non occupata della\ndella grande citt\u00e0 morta, non ebbi grandi difficolt\u00e0 a raggiungere le\ncolline al di l\u00e0.\n\n\n\n\nCAPITOLO XX\nNELLA FABBRICA DELL'ATMOSFERA\n\n\nPer due giorni aspettai Kantos Kan, ma non essendo venuto, partii a piedi in direzione nord-ovest verso il punto in cui si trovava la\na piedi in direzione nord-ovest verso un punto in cui\nmi aveva detto che c'era il corso d'acqua pi\u00f9 vicino. Il mio unico cibo consisteva in\nlatte vegetale dalle piante che davano cos\u00ec abbondantemente questo\ninestimabile liquido.\n\nPer due lunghe settimane ho vagato, incespicando nelle notti guidata\ndalle stelle e nascondendomi di giorno dietro qualche roccia sporgente o tra le\nrocce sporgenti o tra le occasionali colline che attraversavo. Diverse volte fui\nbestie selvagge; strane e rozze mostruosit\u00e0 che mi saltavano addosso nel buio, cos\u00ec che\nche mi saltavano addosso nel buio, tanto che dovevo sempre impugnare la mia lunga spada per essere pronto ad affrontarle.\nmano per essere pronto ad affrontarle. Di solito il mio strano potere telepatico appena acquisito\npotere telepatico appena acquisito mi metteva in guardia in tempo utile, ma una volta mi trovai a terra con\nzanne feroci alla giugulare e un viso peloso premuto vicino al mio\nprima ancora di accorgermi di essere minacciato.\n\nNon sapevo che tipo di cosa fosse su di me, ma sentivo che era grande, pesante e con molte gambe.\ne pesante e con molte gambe, lo sentivo. Le mie mani erano alla sua gola\nprima che le zanne avessero la possibilit\u00e0 di conficcarsi nel mio collo, e lentamente\nlentamente allontanai il muso peloso da me e chiusi le dita, come una morsa, sulla sua trachea.\nsulla sua trachea.\n\nSenza rumore rimanemmo sdraiati l\u00ec, la bestia che faceva ogni sforzo per raggiungermi\ncon quelle terribili zanne, e io che mi sforzavo di mantenere la mia presa e di soffocare\nla vita da essa mentre la tenevo lontana dalla mia gola. Lentamente le mie braccia cedettero alla\nlotta impari, e centimetro dopo centimetro gli occhi ardenti e le zanne scintillanti del mio antagonista\nzanne scintillanti del mio antagonista si avvicinarono a me, finch\u00e9, quando il volto peloso\ntocc\u00f2 di nuovo il mio, capii che tutto era finito. E allora una massa vivente di\nmassa vivente di distruzione scatur\u00ec dall'oscurit\u00e0 circostante e si abbatt\u00e9 sulla\ncreatura che mi teneva immobilizzato a terra. I due rotolarono ringhiando\nsul muschio, strappandosi e lacerandosi a vicenda in modo spaventoso,\nma presto fin\u00ec e il mio salvatore rimase con la testa abbassata sulla\ngola della cosa morta che mi avrebbe ucciso.\n\nLa luna pi\u00f9 vicina, scagliandosi all'improvviso sopra l'orizzonte e illuminando la scena barsoomiana, mi fece capire che il mio salvatore era Woola.\nBarsoomiana, mi fece capire che il mio salvatore era Woola.\nda dove fosse venuto, o come mi avesse trovato, non lo sapevo. Che io\nche ero felice della sua compagnia \u00e8 superfluo dire, ma il mio piacere nel vederlo\ndi vederlo era mitigato dall'ansia di sapere il motivo della sua partenza da Dejah Thoris.\nDejah Thoris. Solo la sua morte, ne ero certa, poteva giustificare la sua assenza da lei.\nda lei, cos\u00ec fedele ai miei ordini.\n\nAlla luce delle lune ormai brillanti, vidi che non era che l'ombra di prima.\ndi prima, e mentre si allontanava dalle mie carezze e cominciava a\na divorare avidamente la carcassa morta ai miei piedi, mi resi conto che quel povero\nera pi\u00f9 che mezzo morto di fame. Io stesso ero in condizioni migliori, ma non potevo\nma non potevo mangiare la carne cruda e non avevo modo di accendere un fuoco.\nnon avevo modo di accendere un fuoco. Quando Woola ebbe finito il suo pasto, ripresi\ndi nuovo il mio stanco e apparentemente interminabile girovagare alla ricerca del\nsfuggente corso d'acqua.\n\nAll'alba del quindicesimo giorno di ricerca, fui felicissimo di vedere gli alti alberi che indicavano l'oggetto della mia ricerca.\ngli alti alberi che indicavano l'oggetto della mia ricerca. Verso mezzogiorno\ntrascinandomi stancamente fino ai portali di un enorme edificio che copriva\nche copriva forse quattro miglia quadrate e che svettava per duecento piedi nell'aria. Non mostrava\nnon mostrava alcuna apertura nelle possenti mura, a parte la minuscola porta\nche affondai esausto, n\u00e9 c'era alcun segno di vita al suo interno.\n\nNon trovai alcun campanello o altro metodo per far notare la mia presenza agli abitanti del luogo.\ndi presenza, a meno che un piccolo foro rotondo nel muro vicino alla porta non servisse a questo scopo.\nvicino alla porta. Era grande pi\u00f9 o meno come una matita di piombo\ne pensando che potesse essere un tubo per parlare, vi appoggiai la bocca e mi accinsi a chiamarlo.\nbocca e stavo per chiamarlo, quando ne usc\u00ec una voce che mi chiese\nche mi chiese chi fossi, da dove venissi e la natura della mia missione.\n\nSpiegai che ero fuggito dai Warhoon e stavo morendo di fame e di stanchezza.\nfame e di esaurimento.\n\n Indossi il metallo di un guerriero verde e sei seguito da un calot, eppure\nhai la figura di un uomo rosso. Il tuo colore non \u00e8 n\u00e9 verde n\u00e9\nrosso. Nel nome del nono raggio, che tipo di creatura sei?\n\n Sono un amico degli uomini rossi di Barsoom e sto morendo di fame. In nome\ndell'umanit\u00e0 aperta a noi, risposi.\n\nIn quel momento la porta cominci\u00f2 ad arretrare davanti a me fino ad affondare nel muro per una cinquantina di metri.\nnel muro per una cinquantina di metri, poi si ferm\u00f2 e scivol\u00f2 facilmente verso sinistra,\nun breve e stretto corridoio di cemento, alla cui estremit\u00e0 si trovava un'altra porta, simile in tutto e per tutto a quella che avevo appena\ndi cemento, alla cui estremit\u00e0 si trovava un'altra porta, simile in tutto e per tutto a quella che avevo appena\npassato. Non c'era nessuno in vista, eppure subito dopo aver superato la prima porta\ne la prima porta \u00e8 scivolata dolcemente dietro di noi e si \u00e8 ritirata rapidamente nella sua posizione originaria\nposizione originale nella parete anteriore dell'edificio. Mentre la porta scivolava\navevo notato il suo grande spessore, di ben sei metri, e mentre\ndi chiusura dietro di noi, grandi cilindri d'acciaio erano caduti dal soffitto dietro di noi.\ncilindri d'acciaio erano scesi dal soffitto dietro di essa e avevano inserito le loro\nestremit\u00e0 inferiori in aperture svasate nel pavimento.\n\nUna seconda e una terza porta si ritirarono davanti a me e scivolarono da una parte come\nprima di raggiungere un'ampia camera interna dove trovai cibo e bevande\ne bevande su un grande tavolo di pietra. Una voce mi disse di\ndi saziare la mia fame e di nutrire il mio calot, e mentre ero cos\u00ec impegnato il mio ospite invisibile\nospite invisibile mi sottopose a un severo e minuzioso esame incrociato.\n\n Le sue affermazioni sono davvero notevoli, disse la voce, concludendo il suo interrogatorio.\nl'interrogatorio, ma \u00e8 evidente che state dicendo la verit\u00e0 ed \u00e8 altrettanto evidente che non siete di Barsoom.\naltrettanto evidente che non siete di Barsoom. Posso dirlo dalla conformazione del\nconformazione del vostro cervello, dalla strana posizione dei vostri organi interni e dalla\norgani interni e dalla forma e dimensione del cuore.\n\n Riesci a vedere attraverso di me?  Ho esclamato.\n\n S\u00ec, riesco a vedere tutto tranne i tuoi pensieri, e se tu fossi un Barsoomiano potrei\npotrei leggere quelli.\n\nPoi una porta si apr\u00ec sul lato opposto della camera e una strana mummia d'uomo, rinsecchita, venne verso di me.\nmummia di un uomo, piccola e rinsecchita, venne verso di me. Indossava un solo capo di vestiario o di ornamento, un piccolo collare d'oro\ndi vestiario o di ornamento, un piccolo collare d'oro dal quale dipendeva\nun piccolo collare d'oro dal quale dipendeva un grande ornamento grande come un piatto da pranzo\ndi enormi diamanti, tranne che per il centro esatto che era occupato da una strana pietra\nuna strana pietra, del diametro di un pollice, che scintillava nove raggi differenti\ne distinti; i sette colori del nostro prisma terrestre e due raggi che, per me, erano\ndue bellissimi raggi che, per me, erano nuovi e senza nome. Non posso descriverli\nnon posso descriverli pi\u00f9 di quanto si possa descrivere il rosso a un cieco. So solo\nche erano estremamente belli.\n\nIl vecchio si sedette e parl\u00f2 con me per ore, e la parte pi\u00f9 strana del nostro rapporto era che potevo leggere ogni suo pensiero mentre lui poteva\ndel nostro rapporto era che io potevo leggere ogni suo pensiero, mentre lui non poteva\nnon riusciva a capire una virgola della mia mente se non parlavo.\n\n\n[Illustrazione: Il vecchio si sedette e parl\u00f2 con me per ore].\n\n\nNon lo informai della mia capacit\u00e0 di percepire le sue operazioni mentali, e cos\u00ec imparai molte cose che in seguito si rivelarono di immenso valore.\ncos\u00ec imparai molte cose che in seguito si rivelarono di immenso valore per me\ne che non avrei mai saputo se avesse sospettato il mio strano potere,\nperch\u00e9 i marziani hanno un controllo cos\u00ec perfetto della loro macchina mentale\nche sono in grado di dirigere i loro pensieri con assoluta precisione.\n\nL'edificio in cui mi trovavo conteneva i macchinari che\nche producono l'atmosfera artificiale che sostiene la vita su Marte. Il segreto dell'intero processo\nsegreto dell'intero processo si basa sull'uso del nono raggio, uno dei\nscintillazioni che avevo notato emanare dalla grande pietra del mio ospite.\npietra del diadema del mio ospite.\n\nQuesto raggio viene separato dagli altri raggi del sole per mezzo di strumenti finemente\nstrumenti finemente regolati posti sul tetto dell'enorme edificio,\ntre quarti del quale sono utilizzati come serbatoi in cui viene immagazzinato il nono raggio.\nnono raggio. Questo prodotto viene quindi trattato elettricamente, o meglio, vengono\nproporzioni di vibrazioni elettriche raffinate,\ne il risultato viene pompato nei cinque principali centri d'aria del pianeta, dove, man mano che viene rilasciato, viene\npianeta dove, al momento del rilascio, il contatto con l'etere dello spazio lo trasforma in atmosfera.\ndello spazio lo trasforma in atmosfera.\n\nNel grande edificio c'\u00e8 sempre una riserva di nono raggio sufficiente a mantenere l'attuale atmosfera marziana per migliaia di anni.\nedificio per mantenere l'attuale atmosfera marziana per mille anni.\nL'unica paura, come mi disse il mio nuovo amico, era che qualche\nincidente all'apparato di pompaggio.\n\nMi condusse in una camera interna, dove vidi una batteria di venti pompe di radio\ndi radio, una qualsiasi delle quali era in grado di fornire a tutto Marte\nMarte con il composto dell'atmosfera. Per ottocento anni, mi disse, aveva osservato queste pompe\nper ottocento anni, mi disse, ha osservato queste pompe, che vengono usate alternativamente per un giorno\ngiorno ciascuna, ovvero poco pi\u00f9 di ventiquattro ore e mezza di funzionamento terrestre. Egli ha\nun assistente che divide la guardia con lui. Mezzo anno marziano,\ncirca trecentoquarantaquattro dei nostri giorni, ognuno di questi uomini passa\nda solo in questo enorme impianto isolato.\n\nA tutti i marziani rossi vengono insegnati fin dalla prima infanzia i principi della fabbricazione dell'atmosfera.\ndell'atmosfera, ma solo due alla volta sono in possesso del segreto dell'ingresso\nsegreto dell'ingresso al grande edificio, che, costruito con\ncon mura spesse 150 metri, \u00e8 assolutamente inattaccabile, anche il tetto \u00e8 protetto da\nil tetto \u00e8 protetto dall'assalto dei velivoli da una copertura di vetro\ndi vetro dello spessore di un metro e mezzo.\n\nL'unico timore che hanno di essere attaccati \u00e8 quello dei marziani verdi o di qualche\nqualche uomo rosso demente, poich\u00e9 tutti i Barsoomiani si rendono conto che l'esistenza stessa di ogni forma di vita su Marte\nesistenza di ogni forma di vita su Marte dipende dalla\ndal funzionamento ininterrotto di questa pianta.\n\nUn fatto curioso che ho scoperto osservando i suoi pensieri \u00e8 che le\nporte esterne sono manipolate con mezzi telepatici. Le serrature sono cos\u00ec\nfinemente regolate che le porte vengono sbloccate dall'azione di una certa\ncombinazione di onde di pensiero. Per sperimentare il mio nuovo giocattolo, pensai di\nper sperimentare il mio nuovo giocattolo, pensai di sorprenderlo e di rivelargli questa combinazione.\ncome fosse riuscito a sbloccare le massicce porte delle camere interne.\ndelle massicce porte delle camere interne dell'edificio. Con la stessa rapidit\u00e0 di un lampo\ngli balzarono alla mente nove suoni marziani, ma altrettanto velocemente svanirono quando\nrispose che si trattava di un segreto che non doveva divulgare.\n\nDa quel momento il suo modo di fare nei miei confronti cambi\u00f2, come se temesse di essere stato\ndi essere stato sorpreso a divulgare il suo grande segreto, e io lessi il sospetto e la paura nei suoi sguardi e nei suoi pensieri, anche se le sue parole erano\nsospetto e paura nei suoi sguardi e nei suoi pensieri, anche se le sue parole erano\nparole erano ancora corrette.\n\nPrima di ritirarmi per la notte, mi promise di consegnare una lettera a un ufficiale agricolo vicino che mi avrebbe aiutato a raggiungere Zodanga.\nufficiale agricolo nelle vicinanze che mi avrebbe aiutato a raggiungere Zodanga,\nche, a suo dire, era la citt\u00e0 marziana pi\u00f9 vicina.\n\n Ma assicuratevi di non far sapere loro che siete diretti a Helium, perch\u00e9 sono in guerra con quel Paese.\nsono in guerra con quel paese. Io e il mio assistente non apparteniamo a nessun\npaese, apparteniamo a tutto Barsoom e questo talismano che indossiamo\nci protegge in tutte le terre, anche tra gli uomini verdi, anche se non ci fidiamo\naffidarci alle loro mani se possiamo evitarlo\", aggiunse.\n\n E quindi buonanotte, amico mio, continu\u00f2, che tu possa avere un lungo e\nsonno riposante, s\u00ec, un lungo sonno.\n\nE anche se sorrise piacevolmente, vidi nei suoi pensieri il desiderio di non avermi mai ammesso.\nnon mi avesse mai ammesso, e poi un'immagine di lui in piedi sopra di me nella\nnotte, e il rapido affondo di un lungo pugnale e le parole\nparole: \"Mi dispiace, ma \u00e8 per il bene di Barsoom\".\n\nQuando si chiuse alle spalle la porta della mia camera, i suoi pensieri furono tagliati fuori\ni suoi pensieri erano tagliati fuori da me, cos\u00ec come la sua vista, cosa che mi sembr\u00f2 strana per la mia scarsa conoscenza del trasferimento del pensiero.\npoca conoscenza del trasferimento del pensiero.\n\nCosa dovevo fare? Come potevo fuggire attraverso queste possenti mura? Facilmente\nfacilmente, ora che ero stato avvertito, potevo ucciderlo, ma una volta morto non potevo pi\u00f9 fuggire.\nuna volta morto non avrei pi\u00f9 potuto fuggire, e con l'arresto dei macchinari del grande impianto\nsarei morta con tutti gli altri abitanti del pianeta, persino con Dejah Thoris, se non fosse stata lei.\nDejah Thoris se non fosse gi\u00e0 morta. Per gli altri non ho dato\nschioccare il dito, ma il pensiero di Dejah Thoris scacci\u00f2 dalla mia mente ogni\nmente ogni desiderio di uccidere il mio ospite sbagliato.\n\nCon cautela aprii la porta del mio appartamento e, seguito da Woola,\ncerc\u00f2 l'interno della grande porta. Mi era venuto in mente un piano selvaggio: avrei\ntentare di forzare le grandi serrature grazie alle nove onde di pensiero che avevo\nletto nella mente del mio ospite.\n\nStrisciando furtivamente attraverso un corridoio dopo l'altro e scendendo lungo tortuose\nche giravano di qua e di l\u00e0, raggiunsi finalmente la grande\nsala in cui avevo interrotto il mio lungo digiuno quella mattina. Non avevo visto da nessuna parte\nvisto il mio ospite, n\u00e9 sapevo dove si rifugiasse di notte.\n\nStavo per uscire coraggiosamente nella stanza, quando un leggero rumore alle mie spalle mi ha\nun leggero rumore alle mie spalle mi fece rientrare nell'ombra di una nicchia del corridoio.\ncorridoio. Trascinando Woola dietro di me, mi accovacciai nell'oscurit\u00e0.\n\nIn seguito il vecchio pass\u00f2 vicino a me e, entrando nella stanza poco illuminata che stavo per\ncamera illuminata che stavo per attraversare, vidi che teneva in mano una\nche teneva in mano un pugnale lungo e sottile e che lo stava affilando su una pietra.\nuna pietra. Nella sua mente c'era la decisione di ispezionare le pompe di radio,\nche avrebbe richiesto circa trenta minuti, e poi sarebbe tornato nella mia camera da letto per\ncamera da letto e finirmi.\n\nMentre attraversava la sala grande e scompariva lungo il corridoio\nche conduceva alla sala delle pompe, uscii furtivamente dal mio nascondiglio e\ne attraversai la grande porta, la pi\u00f9 interna delle tre che si frapponevano tra me e la libert\u00e0.\ntra me e la libert\u00e0.\n\nConcentrando la mente sull'enorme serratura, scagliai le nove onde di pensiero contro di essa.\ncontro di essa le nove onde di pensiero. Aspettai senza fiatare, quando finalmente la\ngrande porta si mosse dolcemente verso di me e scivol\u00f2 silenziosamente da un lato. Uno\nuno dopo l'altro i rimanenti possenti portali si aprirono al mio comando e\nWoola e io uscimmo nell'oscurit\u00e0, liberi, ma poco migliori\ndi prima, a parte il fatto che avevamo lo stomaco pieno.\n\nAllontanandomi dall'ombra del formidabile ammasso, mi diressi verso il primo incrocio, con l'intenzione di imboccare rapidamente il\nprimo incrocio, con l'intenzione di imboccare la strada centrale il pi\u00f9 rapidamente possibile.\npossibile. Lo raggiunsi verso mattina ed entrando nel primo recinto che trovai cercai le tracce di un'abitazione.\ne, entrando nel primo recinto che incontrai, cercai le tracce di un'abitazione.\n\nC'erano bassi edifici di cemento sbarrati da pesanti porte invalicabili.\nporte invalicabili, e nessun martellamento o grido port\u00f2 ad alcuna risposta.\nrisposta. Stanco ed esausto per l'insonnia, mi buttai a terra ordinando a Woola di fare la guardia.\na terra ordinando a Woola di fare la guardia.\n\nQualche tempo dopo fui svegliato dai suoi spaventosi ringhi e aprii gli occhi per vedere tre marziani rossi in piedi a poca distanza da noi.\nocchi per vedere tre marziani rossi che stavano a poca distanza da noi e mi coprivano con i loro fucili.\ne che mi coprivano con i loro fucili.\n\n Sono disarmato e non sono un nemico, mi affrettai a spiegare.  Sono stato prigioniero\nprigioniero tra gli uomini verdi e sono in viaggio verso Zodanga. Tutto ci\u00f2 che chiedo \u00e8\ncibo e riposo per me e per il mio calot e le giuste indicazioni per\nraggiungere la mia destinazione.\n\nAbbassarono i loro fucili e avanzarono piacevolmente verso di me mettendo\nmano destra sulla mia spalla sinistra, secondo l'usanza del loro saluto.\ndi saluto, e mi fecero molte domande su di me e sulle mie\nvagabondaggio. Poi mi portarono a casa di uno di loro, che era\npoco distante.\n\nGli edifici che avevo preso a martellate di prima mattina erano\noccupati solo da bestiame e prodotti agricoli, la casa vera e propria si trovava\nLa casa vera e propria si trovava in mezzo a un boschetto di alberi enormi e, come tutte le case rosso-marziane, era stata\ncome tutte le case rosso-marziane, era stata sollevata di notte a circa quaranta o cinquanta piedi da terra su un\nun grande albero metallico rotondo che scorreva verso l'alto o verso il basso all'interno di un manicotto affondato nel\ne che veniva azionato da un piccolo motore a radiofrequenza nell'ingresso dell'edificio.\ndell'edificio. Invece di preoccuparsi di bulloni e sbarre per le loro abitazioni, i marziani rossi\nle loro abitazioni, i marziani rossi si limitavano a farle scorrere verso l'alto per evitare che\ndurante la notte. Hanno anche dei mezzi privati per abbassare o alzare le\nda terra, se desiderano andarsene e abbandonarle.\n\nQuesti fratelli, con le loro mogli e i loro figli, occupavano tre case simili in questa fattoria.\ncase simili in questa fattoria. Non facevano alcun lavoro in prima persona, essendo\nufficiali governativi. Il lavoro era svolto da detenuti, prigionieri di guerra, debitori morosi e scapoli confermati che non erano in grado di lavorare.\ndi guerra, debitori morosi e scapoli confermati che erano troppo poveri per\ntroppo poveri per pagare l'alta tassa sul celibato che tutti i governi rosso-marziani impongono.\n\nErano la personificazione della cordialit\u00e0 e dell'ospitalit\u00e0 e ho trascorso diversi giorni con loro, riposando e riprendendomi dal mio lungo viaggio.\ngiorni con loro, riposando e riprendendomi dalle mie lunghe e faticose esperienze.\nfaticose esperienze.\n\nQuando ascoltarono la mia storia, omisi ogni riferimento a Dejah Thoris e al vecchio dell'impianto atmosferico.\ne al vecchio della pianta dell'atmosfera mi consigliarono di colorare il mio\ncorpo per assomigliare di pi\u00f9 alla loro razza e di cercare un impiego a Zodanga, nell'esercito o nella marina.\ndi trovare un impiego a Zodanga, sia nell'esercito che nella marina.\n\n Le probabilit\u00e0 che la vostra storia venga creduta sono scarse se non dopo aver dimostrato la vostra affidabilit\u00e0 e aver conquistato amicizie tra le alte sfere.\ndopo che avrete dimostrato la vostra affidabilit\u00e0 e vi sarete conquistati degli amici tra i nobili pi\u00f9\nnobili della corte. Questo \u00e8 il modo pi\u00f9 semplice per farlo attraverso il servizio\nservizio militare, poich\u00e9 su Barsoom siamo un popolo bellicoso, ha spiegato uno di loro,\n e riserviamo i nostri favori pi\u00f9 ricchi a chi combatte.\n\nQuando fui pronto a partire, mi fornirono un piccolo toro domestico, come quello usato da tutti i marziani rossi.\ncome quelli usati per la sella da tutti i marziani rossi. L'animale\nanimale \u00e8 grande pi\u00f9 o meno come un cavallo e piuttosto mansueto, ma per colore e forma \u00e8 la copia esatta\nforma, ma per colore e forma \u00e8 una replica esatta del suo enorme e feroce cugino delle terre selvagge.\n\nI fratelli mi avevano fornito un olio rossastro con cui mi unsi tutto il corpo e uno di loro mi tagli\u00f2 i capelli, che erano diventati piuttosto lunghi.\ntutto il corpo e uno di loro mi tagli\u00f2 i capelli, che erano diventati piuttosto lunghi,\nalla moda prevalente dell'epoca, squadrati dietro e sbattuti davanti, in modo da poter passare ovunque su Barsoom come un\ndavanti, in modo che avrei potuto passare ovunque su Barsoom come un\nmarziano rosso a tutti gli effetti. Anche il mio metallo e i miei ornamenti furono rinnovati\ndi un gentiluomo di Zodangan, legato alla casa di Ptor, che era il nome della famiglia del mio benefattore.\nPtor, che era il nome della famiglia dei miei benefattori.\n\nHanno riempito un piccolo sacco al mio fianco con denaro Zodangan. Il mezzo di scambio\ndi scambio su Marte non \u00e8 diverso dal nostro, tranne che per il fatto che le monete\nsono ovali. La cartamoneta \u00e8 emessa dai singoli individui quando ne hanno bisogno e\ne riscattata due volte l'anno. Se un uomo emette pi\u00f9 di quanto pu\u00f2 riscattare, il governo paga i creditori per intero e il debitore\nSe un uomo emette pi\u00f9 di quanto pu\u00f2 riscattare, il governo paga i suoi creditori per intero e il debitore lavora\nil debitore lavora nelle fattorie o nelle miniere, che sono tutte di propriet\u00e0 del governo.\ngoverno. Questa soluzione va bene a tutti, tranne che al debitore, poich\u00e9 \u00e8 stato\n\u00e8 stato difficile ottenere una quantit\u00e0 sufficiente di manodopera volontaria per lavorare i grandi\nterreni agricoli isolati di Marte, che si estendono come stretti nastri da un polo all'altro, attraverso distese selvagge.\nda un polo all'altro, attraverso distese selvagge popolate da animali selvaggi e uomini ancora pi\u00f9\nuomini ancora pi\u00f9 selvaggi.\n\nQuando ho accennato alla mia incapacit\u00e0 di ripagarli per la loro gentilezza nei miei confronti\nmi assicurarono che ne avrei avuto l'opportunit\u00e0 se avessi vissuto a lungo su Barsoom.\nsu Barsoom, e salutandomi mi guardarono finch\u00e9 non fui fuori dalla vista\ndi vista sull'ampia strada bianca.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXI\nUN ESPLORATORE AEREO PER ZODANGA\n\n\nMentre procedevo verso Zodanga, molte cose strane e interessanti hanno attirato la mia attenzione.\ne interessanti, e nelle fattorie in cui mi sono fermato ho appreso molte cose nuove e istruttive.\nfattorie dove mi sono fermato ho appreso una serie di cose nuove e istruttive\nsui metodi e le maniere di Barsoom.\n\nL'acqua che rifornisce le fattorie di Marte viene raccolta in immensi bacini sotterranei ai due poli dallo scioglimento delle calotte glaciali.\nimmensi serbatoi sotterranei ai due poli, provenienti dallo scioglimento delle calotte di ghiaccio, e\npompata attraverso lunghi condotti fino ai vari centri abitati. Lungo\nlati di questi condotti, che si estendono per tutta la loro lunghezza, si trovano i quartieri\ni distretti coltivati. Questi sono divisi in aree di dimensioni pi\u00f9 o meno\ndella stessa dimensione, e ogni tratto \u00e8 sotto la supervisione di uno o pi\u00f9\nufficiali governativi.\n\nInvece di inondare la superficie dei campi, sprecando cos\u00ec immense\ndi acqua per evaporazione, il prezioso liquido viene portato\nsottoterra, attraverso una vasta rete di piccoli tubi, direttamente alle radici della vegetazione.\ndella vegetazione. Le coltivazioni su Marte sono sempre uniformi, perch\u00e9 non ci sono\nnon ci sono siccit\u00e0, piogge, venti forti, insetti o uccelli distruttori.\nuccelli.\n\nIn questo viaggio ho assaggiato la prima carne che ho mangiato da quando ho lasciato la Terra.\nTerra grandi e succose bistecche e braciole di animali domestici ben nutriti\ndelle fattorie. Ho anche gustato frutta e verdura deliziose, ma non c'era un solo articolo di cibo\nun solo alimento che fosse esattamente simile a qualsiasi cosa sulla Terra.\nOgni pianta, ogni fiore, ogni verdura e ogni animale sono stati cos\u00ec raffinati da\nsecoli di coltivazioni e allevamenti accurati e scientifici che i simili sulla Terra si sono\nsulla Terra si sono ridotti a un nulla pallido, grigio e senza carattere.\nconfronto, in un nulla pallido, grigio e privo di carattere.\n\nIn una seconda sosta incontrai alcune persone molto colte della classe nobiliare\ne mentre conversavamo ci \u00e8 capitato di parlare di Elio. Uno degli\nuomini pi\u00f9 anziani era stato l\u00ec in missione diplomatica diversi anni prima\ne parlava con rammarico delle condizioni che sembravano destinate a mantenere sempre\na mantenere questi due Paesi in guerra.\n\n Helium, disse, vanta giustamente le donne pi\u00f9 belle di Barsoom,\ne di tutti i suoi tesori la meravigliosa figlia di Mors Kajak, Dejah Thoris, \u00e8 il fiore pi\u00f9 squisito.\nThoris, \u00e8 il fiore pi\u00f9 squisito.\n\n Perch\u00e9, aggiunse, il popolo adora il suolo su cui cammina\ne dalla sua perdita in quella scellerata spedizione tutto Helium si \u00e8\nElio \u00e8 stata vestita a lutto.\n\n Il fatto che il nostro sovrano abbia attaccato la flotta disabilitata mentre stava\ndi ritorno a Helium \u00e8 stato un altro dei suoi terribili errori che temo\ntemo che prima o poi costringeranno Zodanga a elevare al suo posto un uomo pi\u00f9 saggio.\nposto di un uomo pi\u00f9 saggio.\n\n Anche ora, nonostante le nostre armate vittoriose stiano circondando Helium, il popolo di Zodanga sta esprimendo il suo disappunto, perch\u00e9 la guerra non \u00e8\nZodanga esprime il suo disappunto, perch\u00e9 la guerra non \u00e8 popolare, perch\u00e9 non \u00e8 basata sul diritto o sulla giustizia.\nguerra non \u00e8 popolare, perch\u00e9 non \u00e8 basata sul diritto o sulla giustizia. Le nostre forze hanno approfittato\ndi Helium nella loro ricerca della principessa, e cos\u00ec\nalla ricerca della principessa, e cos\u00ec abbiamo potuto ridurre facilmente la citt\u00e0 a\ncitt\u00e0 in condizioni pietose. Si dice che cadr\u00e0 entro i prossimi\npassaggi della luna ulteriore.\n\n E quale sar\u00e0 stato il destino della principessa Dejah Thoris?\nThoris?  Chiesi con la massima disinvoltura possibile.\n\n \u00c8 morta, rispose.  Questo \u00e8 stato appreso da un guerriero verde\nrecentemente catturata dalle nostre forze a sud. \u00c8 fuggita dalle orde di\norde di Thark con una strana creatura di un altro mondo, per poi cadere nelle mani dei Warhoon.\nnelle mani dei Warhoon. Sono stati trovati i loro dorsi che vagavano sul\nsul fondo del mare e sono state scoperte le prove di un sanguinoso conflitto\nnelle vicinanze.\n\nSebbene queste informazioni non fossero affatto rassicuranti, non erano nemmeno\nprova definitiva della morte di Dejah Thoris, decisi di fare ogni sforzo possibile per raggiungere Helium il pi\u00f9 presto possibile e\ndi fare ogni sforzo possibile per raggiungere Helium il pi\u00f9 rapidamente possibile e\ne portare a Tardos Mors le notizie sulla possibile ubicazione di sua nipote\ndi sua nipote che fosse in mio potere.\n\nDieci giorni dopo aver lasciato i tre fratelli Ptor arrivai a Zodanga.\nFin dal momento in cui ero entrato in contatto con i rossi abitanti di\nMarte avevo notato che Woola attirava su di me una grande quantit\u00e0 di attenzioni non\nattenzione nei miei confronti, poich\u00e9 l'enorme bruto apparteneva a una specie che non \u00e8 mai stata\nmai addomesticata dagli uomini rossi. Se uno passeggiasse per Broadway\ncon un leone numida alle calcagna, l'effetto sarebbe stato simile a quello che avrei ottenuto io\na quello che avrei prodotto se fossi entrato a Zodanga con Woola.\n\nIl solo pensiero di separarmi da quel fedele compagno mi provoc\u00f2 un cos\u00ec grande\nche ho rimandato fino a poco prima di arrivare alle porte della citt\u00e0.\ndi arrivare alle porte della citt\u00e0; ma poi, finalmente, \u00e8 diventato imperativo\nche ci separassimo. Se non fosse stato in gioco nient'altro che la mia sicurezza o il mio piacere\nin gioco, nessun argomento avrebbe potuto convincermi ad allontanare la\nl'unica creatura su Barsoom che non aveva mai fallito in una dimostrazione di\naffetto e lealt\u00e0; ma poich\u00e9 avrei offerto volentieri la mia vita al servizio di\nal servizio di colei alla ricerca della quale stavo per sfidare i\npericoli sconosciuti di questa, per me, misteriosa citt\u00e0, non potevo permettere che\nWoola minacciasse il successo della mia impresa, tanto meno la sua momentanea felicit\u00e0.\nfelicit\u00e0 momentanea, perch\u00e9 non dubitavo che mi avrebbe presto dimenticato. E cos\u00ec\ndiede alla povera bestia un addio affettuoso, promettendogli per\u00f2\nche, se avessi superato la mia avventura in sicurezza, in qualche modo avrei trovato\ntrovare i mezzi per cercarlo.\n\nSembrava che mi capisse perfettamente e quando gli indicai di nuovo la direzione di Thark\ndirezione di Thark si volt\u00f2 dolorosamente, ma non potevo sopportare di guardarlo andare via.\nNon potevo sopportare di guardarlo andare via; ma con risolutezza mi diressi verso Zodanga e con una\ncon un pizzico di malinconia mi avvicinai alle sue mura accigliate.\n\nLa lettera che portavo con me mi fece entrare immediatamente nella vasta citt\u00e0 murata,\ncitt\u00e0 murata. Era ancora molto presto e le strade erano praticamente deserte.\nerano praticamente deserte. Le residenze, elevate sulle loro colonne metalliche, sembravano\ncolonne metalliche, assomigliavano a enormi torri, mentre gli stessi montanti\npresentavano l'aspetto di tronchi d'albero d'acciaio. I negozi, di norma, non erano\nnon erano sollevati da terra, n\u00e9 le loro porte erano sprangate o chiuse a chiave, dato che i ladri sono praticamente sconosciuti a\npoich\u00e9 il furto \u00e8 praticamente sconosciuto su Barsoom. L'assassinio \u00e8 la\npaura di tutti gli abitanti di Barsoom, e solo per questo motivo le loro case sono\nper questo motivo le loro case vengono sollevate dal suolo di notte o nei momenti di pericolo.\n\nI fratelli Ptor mi avevano dato indicazioni esplicite per raggiungere il punto della citt\u00e0 in cui avrei potuto\ndella citt\u00e0 dove avrei potuto trovare un alloggio e stare vicino agli uffici degli agenti governativi\nagli uffici degli agenti governativi a cui mi avevano consegnato le lettere.\nLa mia strada portava alla piazza centrale, caratteristica di tutte le citt\u00e0 marziane.\ntutte le citt\u00e0 marziane.\n\nLa piazza di Zodanga si estende per un miglio quadrato ed \u00e8 delimitata dai palazzi dei jeddak, dei jed e di altri membri della famiglia reale e della nobilt\u00e0.\ndei jeddak, dei jed e di altri membri della famiglia reale e della nobilt\u00e0 di Zodanga, oltre che dai principali edifici pubblici, dai caff\u00e8 e dalle\ndi Zodanga, oltre che dai principali edifici pubblici, caff\u00e8 e negozi.\nnegozi.\n\nMentre attraversavo la grande piazza, perso nello stupore e nell'ammirazione per la magnifica architettura e la splendida vegetazione scarlatta che\nmagnifica architettura e della splendida vegetazione scarlatta che\nche ricopriva gli ampi prati, scoprii un marziano rosso che camminava alacremente verso di me\nverso di me da uno dei viali. Non prest\u00f2 la minima attenzione\na me, ma quando si avvicin\u00f2 lo riconobbi e, voltandomi, gli misi la mano sulla spalla, chiamandolo: \"Non \u00e8 vero!\nmano sulla sua spalla, chiamandolo:\n\n Kaor, Kantos Kan!\n\nCome un fulmine si gir\u00f2 e prima che potessi anche solo abbassare la mano\nla punta della sua lunga spada era sul mio petto.\n\n Chi sei?\", ringhi\u00f2, e poi, mentre con un balzo all'indietro mi portava a una cinquantina di metri dalla sua spada, lasci\u00f2 cadere la punta a terra ed esclam\u00f2: \"Non \u00e8 vero!\nmetri dalla sua spada, lasci\u00f2 cadere la punta a terra ed esclam\u00f2,\nridendo,\n\n Non ho bisogno di una risposta migliore, c'\u00e8 solo un uomo su tutta Barsoom\nche sa rimbalzare come una palla di gomma. Per la madre dell'altra\nluna, John Carter, come sei arrivato qui, e sei diventato un Darseen\nda poter cambiare colore a piacimento?\n\n Mi hai fatto passare un brutto mezzo minuto, amico mio\", continu\u00f2, dopo che gli avevo\nbrevemente le mie avventure da quando mi sono separato da lui nell'arena di\nWarhoon.  Se il mio nome e la mia citt\u00e0 fossero noti agli Zodangani, tra poco sarei\nSe il mio nome e la mia citt\u00e0 fossero noti agli Zodangan, a breve sarei seduto sulle rive del mare perduto di Korus con i miei venerati e\nantenati defunti. Sono qui nell'interesse di Tardos Mors, Jeddak di\nElio, per scoprire dove si trova Dejah Thoris, la nostra principessa. Sab\nThan, principe di Zodanga, l'ha nascosta in citt\u00e0 e si \u00e8 innamorato follemente di lei.\ninnamorata perdutamente di lei. Suo padre, Than Kosis, Jeddak di Zodanga, l'ha fatta sposare volontariamente con suo figlio, il\nsuo figlio il prezzo della pace tra i nostri Paesi, ma Tardos Morsors ha deciso di sposarla volontariamente.\nma Tardos Mors non accetta le richieste e ha fatto sapere che lui e il suo popolo preferiscono\nche lui e il suo popolo preferirebbero guardare il volto morto della loro principessa\ndella loro principessa piuttosto che vederla sposata con qualcuno che non sia di sua scelta, e che\npersonalmente preferirebbe essere inghiottito dalle ceneri di un Elio perduto e in fiamme piuttosto che\nElio perduto e in fiamme piuttosto che unire il metallo della sua casa a quello di Than\nKosis. La sua risposta fu l'affronto pi\u00f9 mortale che potesse fare a Than\nKosis e agli Zodangan, ma il suo popolo lo ama ancora di pi\u00f9 per questo e la sua forza in Helium \u00e8 maggiore.\nla sua forza nell'Elio \u00e8 oggi pi\u00f9 grande che mai.\n\n Sono qui da tre giorni, ha proseguito Kantos Kan, ma non ho ancora trovato\nancora trovato dove \u00e8 imprigionata Dejah Thoris. Oggi mi unisco alla marina di Zodangan\nZodangan come esploratore aereo e spero in questo modo di conquistare la fiducia di Sab Than, il principe\nSab Than, il principe, che \u00e8 il comandante di questa divisione della marina,\ne di scoprire cos\u00ec dove si trova Dejah Thoris. Sono felice che tu sia\nJohn Carter, perch\u00e9 conosco la tua lealt\u00e0 nei confronti della mia principessa e due di noi, lavorando insieme, potrebbero\nlavorando insieme dovremmo essere in grado di ottenere molto.\n\nLa piazza cominciava a riempirsi di persone che andavano e venivano per le\nattivit\u00e0 quotidiane dei loro doveri. I negozi stavano aprendo e i caff\u00e8 si\ncaff\u00e8 si riempivano di avventori di prima mattina. Kantos Kan mi ha condotto in uno di questi\ndi questi splendidi locali dove siamo stati serviti interamente da\nda apparati meccanici. Nessuna mano ha toccato il cibo dal momento in cui \u00e8 entrato nell'edificio\nnell'edificio allo stato grezzo fino a quando non emergeva caldo e delizioso sui tavoli\ntavoli davanti ai commensali, in risposta al tocco di minuscoli\npulsanti per indicare i loro desideri.\n\nDopo il pasto, Kantos Kan mi port\u00f2 con s\u00e9 al quartier generale della squadra di esplorazione aerea e mi present\u00f2 al suo superiore chiedendomi di essere\nsquadriglia di esploratori aerei e presentandomi al suo superiore mi chiese di essere\nmembro del corpo. Secondo la consuetudine, era necessario un\nesame, ma Kantos Kan mi aveva detto di non temere per questo motivo, perch\u00e9 si sarebbe occupato di\ndi non temere, perch\u00e9 si sarebbe occupato di questa parte della questione. Egli\ndi esame all'ufficiale esaminatore e rappresentandosi come John Carter.\nufficiale d'esame e rappresentandosi come John Carter.\n\n Questo stratagemma sar\u00e0 scoperto pi\u00f9 tardi, ha spiegato allegramente, quando\nquando controlleranno il mio peso, le mie misure e altri dati di identificazione\ndati di identificazione personale, ma ci vorranno diversi mesi prima che ci\u00f2 avvenga.\ne la nostra missione dovrebbe essere compiuta o fallita molto prima di quel momento.\ntempo.\n\nI giorni successivi sono stati spesi da Kantos Kan per insegnarmi le\ndi volo e a riparare i piccoli e graziosi congegni che i marziani usano a questo scopo.\nche i marziani usano a questo scopo. Il corpo del velivolo per un solo uomo\n\u00e8 lungo circa un metro e mezzo, largo un metro e mezzo e spesso tre centimetri,\ne di tre pollici di spessore, che si assottiglia a una punta ad ogni estremit\u00e0. Il pilota siede in cima a questo aereo\nsu un sedile costruito sopra il piccolo e silenzioso motore a radiofrequenza che lo\nche lo spinge. Il mezzo di galleggiamento \u00e8 contenuto all'interno delle sottili pareti metalliche del corpo e consiste nella\nmetalliche del corpo e consiste nell'ottavo raggio barsoomiano, o raggio di propulsione, come si pu\u00f2 definire.\npropulsione, come pu\u00f2 essere definito in considerazione delle sue propriet\u00e0.\n\nQuesto raggio, come il nono raggio, \u00e8 sconosciuto sulla Terra, ma i marziani hanno scoperto che \u00e8 una propriet\u00e0 intrinseca di tutta la luce, indipendentemente dalla materia\nmarziani hanno scoperto che \u00e8 una propriet\u00e0 intrinseca di tutta la luce, non importa da quale\nda quale fonte provenga. Hanno imparato che \u00e8 l'ottavo raggio solare\nsolare che spinge la luce del sole verso i vari pianeti,\ne che \u00e8 l'ottavo raggio individuale di ogni pianeta che\n che riflette o spinge nello spazio la luce cos\u00ec ottenuta.\ndi nuovo nello spazio. L'ottavo raggio solare verrebbe assorbito dalla superficie di Barsoom,\nma l'ottavo raggio barsoomiano, che tende a spingere la luce di Marte nello spazio, si sprigiona costantemente da\nnello spazio, fuoriesce costantemente dal pianeta, costituendo una forza di\nforza di repulsione della gravit\u00e0 che, quando \u00e8 confinata, \u00e8 in grado di sollevare\nenormi pesi dalla superficie del suolo.\n\n\u00c8 questo raggio che ha permesso loro di perfezionare l'aviazione a tal punto che\nnavi da battaglia di gran lunga superiori a qualsiasi altra cosa conosciuta sulla Terra navigano con\ncon la stessa grazia e leggerezza nell'aria rarefatta di Barsoom di un pallone giocattolo\nnell'atmosfera pesante della Terra.\n\nDurante i primi anni della scoperta di questo raggio si sono verificati molti strani\nincidenti si verificarono prima che i marziani imparassero a misurare e controllare\nil meraviglioso potere che avevano scoperto. In un caso, circa novecento\nanni prima, la prima grande nave da combattimento costruita con i serbatoi dell'ottavo raggio\ndi ottavo raggio era stata immagazzinata con una quantit\u00e0 troppo elevata di raggi e aveva\nElio con cinquecento ufficiali e uomini, per non tornare mai pi\u00f9.\nritorno.\n\nIl suo potere di repulsione nei confronti del pianeta era cos\u00ec grande che l'aveva portata\nnello spazio, dove oggi la si pu\u00f2 vedere, con l'aiuto di potenti telescopi, sfrecciare nel cielo a diecimila miglia da Marte.\ntelescopi, sfrecciare nei cieli a diecimila miglia da Marte;\nun piccolo satellite che circonder\u00e0 Barsoom fino alla fine dei tempi.\n\nIl quarto giorno dopo il mio arrivo a Zodanga ho fatto il mio primo volo e, grazie ad esso, ho ottenuto una promozione che comprendeva un quarto di dollaro.\ncome risultato ho ottenuto una promozione che comprendeva un alloggio nel palazzo di\npalazzo di Than Kosis.\n\nMentre mi alzavo al di sopra della citt\u00e0, ho girato pi\u00f9 volte in tondo, come avevo visto fare a Kantos\nKan, e poi, mettendo il motore alla massima velocit\u00e0, sfrecciai a una velocit\u00e0\nvelocit\u00e0 verso sud, seguendo uno dei grandi corsi d'acqua che\nche entrano a Zodanga da quella direzione.\n\nAvevo percorso forse duecento miglia in poco meno di un'ora\nquando vidi, molto pi\u00f9 in basso, un gruppo di tre guerrieri verdi che correva\nfollemente verso una piccola figura a piedi che sembrava tentare di raggiungere i confini di una\ni confini di uno dei campi murati.\n\nLasciando cadere rapidamente la mia macchina verso di loro e girando dietro ai guerrieri, vidi subito che l'oggetto del loro inseguimento era un animale rosso.\nguerrieri, vidi subito che l'oggetto del loro inseguimento era un marziano rosso che indossava il metallo della squadra di esploratori di cui facevo parte.\nmarziano rosso che indossava il metallo dello squadrone di esploratori al quale ero\na cui ero aggregato. A poca distanza giaceva il suo piccolo aereo, circondato dagli strumenti con cui evidentemente era stato\nstrumenti con i quali era evidentemente occupato a riparare qualche\ndanni quando era stato sorpreso dai guerrieri verdi.\n\nErano ormai quasi su di lui; le loro cavalcature volanti si abbattevano sulla figura\nrelativamente gracile a velocit\u00e0 impressionante, mentre i guerrieri si abbassavano\na destra, con le loro grandi lance di metallo. Ognuno di loro sembrava\ndi essere il primo a impalare il povero Zodangan e in un altro momento il suo destino sarebbe stato\ndestino sarebbe stato segnato se non fosse stato per il mio tempestivo arrivo.\n\nGuidando la mia flotta di velivoli ad alta velocit\u00e0 direttamente dietro i guerrieri, li ho presto superati e senza diminuire la mia velocit\u00e0 ho speronato la prua della nave.\npresto li superai e, senza diminuire la mia velocit\u00e0, feci passare la prua del mio piccolo aereo tra le\ndel mio piccolo velivolo tra le spalle del pi\u00f9 vicino. L'impatto\nsufficiente a squarciare centimetri di acciaio massiccio, scagli\u00f2 il corpo senza testa del\ncorpo senza testa di quel tipo in aria, sopra la testa del suo toro, dove\ndove cadde stramazzando sul muschio. Le cavalcature degli altri due guerrieri\nsi voltarono stridendo di terrore e si lanciarono in direzioni opposte.\n\nRiducendo la mia velocit\u00e0, ho girato in tondo e sono arrivato a terra ai piedi dello stupefatto Zodangan.\nstupito Zodangan. Mi ringrazi\u00f2 calorosamente per il mio aiuto tempestivo e mi promise che il mio lavoro giornaliero avrebbe portato la ricompensa che meritava.\ne promise che la mia giornata di lavoro avrebbe portato la ricompensa che meritava, perch\u00e9 non era altro che un cugino del jeddan\nera un cugino dello jeddak di Zodanga a cui avevo salvato la vita.\nsalvata.\n\nNon perdemmo tempo in chiacchiere perch\u00e9 sapevamo che i guerrieri sarebbero sicuramente tornati non appena\nsarebbero tornati non appena avessero ripreso il controllo delle loro cavalcature. Affrettandoci verso\nmacchina danneggiata, ci sforzammo di portare a termine le riparazioni necessarie.\nriparazioni necessarie e le avevamo quasi completate quando vedemmo i due mostri verdi\nmostri verdi che tornavano a tutta velocit\u00e0 dai lati opposti di noi. Quando\nsi erano avvicinati a un centinaio di metri, i loro thoat divennero nuovamente\ningestibili e si rifiutarono assolutamente di avanzare verso l'aeronave che li aveva spaventati.\naereo che li aveva spaventati.\n\nAlla fine i guerrieri smontarono e, zoppicando i loro animali, avanzarono a piedi verso di noi\nverso di noi a piedi con le spade lunghe sguainate.\n\nMi avvicinai al pi\u00f9 grande, dicendo allo Zodangan di fare del suo meglio con l'altro.\ncon l'altro. Finito il mio uomo senza quasi alcuno sforzo, come ormai mi era diventato\normai abituato dalla pratica, mi affrettai a tornare dal mio nuovo conoscente, che trovai in condizioni disperate.\nmia nuova conoscenza, che trovai in effetti in condizioni disperate.\n\nEra ferito e a terra, con l'enorme piede del suo antagonista sulla gola e la grande spada lunga alzata per sferrare il colpo finale.\ngola e la grande spada lunga sollevata per sferrare il colpo finale. Con un\ncon un balzo, superai i cinquanta metri che ci separavano e, con la punta tesa, conficcai la mia spada nel corpo del\npunta tesa, infilai la spada nel corpo del guerriero verde.\nguerriero verde. La sua spada cadde, inoffensiva, a terra e lui affond\u00f2\naffond\u00f2 flosciamente sulla forma prostrata dello Zodangan.\n\nUn esame sommario di quest'ultimo non ha rivelato ferite mortali e, dopo un breve riposo, ha affermato di sentirsi in grado di tentare il ritorno.\ndopo un breve riposo afferm\u00f2 di sentirsi in grado di tentare il viaggio di ritorno.\nviaggio di ritorno. Avrebbe per\u00f2 dovuto pilotare la propria imbarcazione, poich\u00e9 queste fragili\nfragili imbarcazioni non sono destinate a trasportare una sola persona.\n\nCompletate rapidamente le riparazioni, ci alzammo insieme verso il cielo marziano ancora\ncielo marziano, senza nuvole, e a grande velocit\u00e0 e senza ulteriori inconvenienti\ntornammo a Zodanga.\n\nQuando ci avvicinammo alla citt\u00e0 scoprimmo un'imponente folla di civili e di truppe\ntruppe radunate nella pianura antistante la citt\u00e0. Il cielo era nero di\nnavi da guerra e imbarcazioni da diporto private e pubbliche, sventolando lunghe\ndi sete dai colori vivaci e di stendardi e bandiere dai disegni strani e pittoreschi.\npittoreschi.\n\nIl mio compagno mi fece cenno di rallentare e, facendo scorrere la sua macchina accanto alla mia, ci sugger\u00ec di avvicinarci e di assistere alla cerimonia.\naccanto alla mia sugger\u00ec di avvicinarci e di assistere alla cerimonia, che,\ndisse, era finalizzata al conferimento di onorificenze a singoli\nufficiali e uomini per il loro coraggio e altri servizi distinti. Poi\nha srotolato un piccolo vessillo che indicava che la sua imbarcazione portava un membro della\ndella famiglia reale di Zodanga, e insieme ci facemmo strada attraverso il\ndi velivoli bassi, finch\u00e9 non ci trovammo direttamente sopra lo jeddak di Zodanga e il suo staff.\nZodanga e il suo staff. Tutti erano montati sui piccoli tori domestici\ntori domestici dei marziani rossi, e le loro bardature e ornamenti portavano una tale quantit\u00e0 di\nuna tale quantit\u00e0 di piume splendidamente colorate che non potei fare a meno di essere\nche non potei fare a meno di essere colpito dalla sorprendente somiglianza con una banda di\npellerossa della mia Terra.\n\nUno degli addetti richiam\u00f2 l'attenzione di Than Kosis sulla presenza del mio compagno sopra di loro e il sovrano gli fece cenno di scendere.\nmio compagno sopra di loro e il sovrano gli fece cenno di scendere. Mentre\nmentre aspettavano che le truppe si mettessero in posizione di fronte al jeddak, i due parlavano seriamente\ni due parlavano seriamente tra loro, mentre lo jeddak e il suo staff di tanto in tanto\ndi tanto in tanto alzavano lo sguardo verso di me. Non riuscivo a sentire la loro conversazione, che presto cess\u00f2 e tutti smontarono.\ncessarono e tutti smontarono, poich\u00e9 l'ultimo corpo di truppe si era posizionato davanti all'imperatore.\nposizione davanti all'imperatore. Un membro dello staff avanz\u00f2 verso\nverso le truppe e chiamando il nome di un soldato gli ordin\u00f2 di avanzare.\nL'ufficiale recit\u00f2 quindi la natura dell'atto eroico che aveva ottenuto l'approvazione dello jeddak.\nl'approvazione dello jeddak, e quest'ultimo avanz\u00f2 e pose un ornamento di metallo sul braccio sinistro del\nun ornamento metallico sul braccio sinistro del fortunato.\n\nDieci uomini erano stati cos\u00ec decorati quando l'aiutante chiam\u00f2,\n\n John Carter, esploratore aereo!\n\nMai in vita mia ero stato cos\u00ec sorpreso, ma l'abitudine alla disciplina militare \u00e8 forte in me.\ndisciplina militare \u00e8 forte in me, e lasciai cadere la mia piccola macchina a terra\na terra e avanzai a piedi come avevo visto fare agli altri. Quando mi\nfermato davanti all'ufficiale, questi si rivolse a me con una voce udibile dall'intero\nl'intero assembramento di truppe e spettatori.\n\n In riconoscimento, John Carter, ha detto, del tuo notevole coraggio e della tua\ncoraggio e dell'abilit\u00e0 con cui hai difeso la persona del cugino del jeddak Than Kosis e hai sconfitto, da solo, tre guerrieri verdi.\ne di aver sconfitto da solo tre guerrieri verdi, il nostro jeddak ha il piacere di conferirti il marchio della sua stima.\ndel nostro jeddak di conferirti il marchio della sua stima.\n\nThan Kosis si avvicin\u00f2 a me e, mettendomi addosso un ornamento,\ndisse:\n\n Mio cugino ha raccontato i dettagli del vostro meraviglioso risultato,\nche sembra poco meno che miracoloso, e se potete difendere cos\u00ec bene un cugino del jeddak\ncugino del jeddak, quanto meglio potreste difendere la persona del jeddak stesso.\njeddak stesso. Per questo motivo sei stato nominato padwar delle Guardie e\ne d'ora in poi sarai acquartierato nel mio palazzo.\n\nLo ringraziai e su sua indicazione mi unii ai membri del suo staff.\nDopo la cerimonia ho riportato la mia macchina nel suo alloggio sul tetto della caserma della squadra di ricognizione aerea.\ncaserma della squadra di esploratori aerei e, con un inserviente del palazzo a guidarmi, mi sono presentato all'ufficiale responsabile del palazzo.\npalazzo per guidarmi, ho fatto rapporto all'ufficiale responsabile del palazzo.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXII\nTROVO DEJAH\n\n\nIl maggiore-domo a cui feci rapporto aveva ricevuto istruzioni di\ndi farmi stare vicino alla persona dello jeddak che, in tempo di guerra, \u00e8 sempre\nin tempo di guerra, \u00e8 sempre in grave pericolo di assassinio, poich\u00e9 la regola che tutto \u00e8 lecito in guerra\nin guerra sembra costituire l'intera etica del conflitto marziano.\n\nMi accompagn\u00f2 quindi immediatamente nell'appartamento in cui si trovava Than\nKosis. Il sovrano era impegnato in una conversazione con suo figlio Sab\nThan e alcuni cortigiani della sua casa e non si accorse del mio ingresso.\ningresso.\n\nLe pareti dell'appartamento erano completamente tappezzate di splendidi\narazzi che nascondevano le finestre o le porte che potevano attraversarle.\nLa stanza era illuminata da raggi di sole imprigionati tra il soffitto vero e proprio e quello che sembrava essere un\ntra il soffitto vero e proprio e quello che sembrava essere un controsoffitto di vetro\nqualche centimetro pi\u00f9 in basso.\n\nLa mia guida scost\u00f2 uno degli arazzi, rivelando un passaggio che circondava la stanza, tra le tende e le pareti.\nche circondava la stanza, tra le tende e le pareti della camera.\nDisse che dovevo rimanere in questo passaggio finch\u00e9 Than Kosis fosse stato nell'appartamento.\nnell'appartamento. Quando se ne fosse andato, avrei dovuto seguirlo. Il mio unico dovere era quello di\nsorvegliare il sovrano e non farmi vedere il pi\u00f9 possibile. Sarei stato\ndopo un periodo di quattro ore. Il maggiore-domo mi lasci\u00f2.\n\nGli arazzi erano di una strana tessitura che da un lato dava l'impressione di una pesantezza\npesante solidit\u00e0 da un lato, ma dal mio nascondiglio riuscivo a percepire\ntutto ci\u00f2 che avveniva all'interno della stanza come se non ci fosse stata\nsenza tende.\n\nNon avevo ancora raggiunto il mio posto che l'arazzo all'estremit\u00e0 opposta della camera si separ\u00f2 ed entrarono quattro soldati della Guardia.\ncamera si separ\u00f2 ed entrarono quattro soldati della Guardia,\ncircondando una figura femminile. Quando si avvicinarono a Than Kosis i soldati\ncaddero su entrambi i lati e l\u00ec, in piedi davanti al jeddak e a non pi\u00f9 di tre metri da me\na non pi\u00f9 di tre metri da me, con il suo bel viso raggiante di sorrisi, c'era Dejah Thoris.\n\nSab Than, principe di Zodanga, le and\u00f2 incontro e, mano nella mano, si avvicinarono al jeddak.\nsi avvicinarono al jeddak. Than Kosis alz\u00f2 lo sguardo sorpreso,\ne, alzandosi, la salut\u00f2.\n\n A quale strano scherzo devo questa visita della Principessa di Elio,\nche, due giorni fa, con rara considerazione per il mio orgoglio, mi ha assicurato\nche avrebbe preferito Tal Hajus, il verde Thark, a mio figlio?\n\nDejah Thoris sorrise ancora di pi\u00f9 e, con le fossette da mascalzone che giocavano agli angoli della bocca, rispose: \"Non \u00e8 vero.\nagli angoli della bocca, rispose:\n\n Fin dall'inizio dei tempi su Barsoom \u00e8 stata prerogativa della donna\ndonna di cambiare idea a seconda delle sue preferenze e di dissimulare nelle questioni\nche riguardano il suo cuore. Questo lo perdonerai, Than Kosis, come ha fatto tuo figlio.\nfiglio. Due giorni fa non ero sicura del suo amore per me, ma ora lo sono e sono venuta a supplicarti di\nSono venuto a pregarti di dimenticare le mie parole avventate e di accettare l'assicurazione\ndella Principessa di Helium che, quando sar\u00e0 il momento, sposer\u00e0 Sab Than, Principe di Zeta.\nsposer\u00e0 Sab Than, principe di Zodanga.\n\n Sono contento che tu abbia deciso cos\u00ec, rispose Than Kosis.  Non \u00e8 affatto\n\u00e8 lontano dal mio desiderio di spingere ulteriormente la guerra contro il popolo di Helium, e..,\nla vostra promessa sar\u00e0 messa agli atti e verr\u00e0 emesso un proclama al mio popolo\nimmediatamente un proclama al mio popolo.\n\n Sarebbe meglio, Than Kosis, interruppe Dejah Thoris, che la proclamazione aspettasse la fine di questa guerra.\nproclamazione attendesse la fine di questa guerra. Sarebbe davvero strano\nal mio e al vostro popolo se la Principessa di Helium si concedesse al nemico del suo Paese\nal nemico del suo Paese nel bel mezzo delle ostilit\u00e0.\n\n Non si pu\u00f2 porre fine alla guerra in una volta sola? parl\u00f2 Sab Than.  Basta la parola di\nparola di Than Kosis per portare la pace. Dilla, padre mio, pronuncia la parola che\nche accelerer\u00e0 la mia felicit\u00e0 e porr\u00e0 fine a questa impopolare lotta.\n\n Vedremo, rispose Than Kosis, come gli abitanti di Helium accetteranno la pace.\npace. Io almeno gliela offrir\u00f2.\n\nDejah Thoris, dopo poche parole, si gir\u00f2 e lasci\u00f2 l'appartamento, sempre seguita dalle sue guardie.\nseguito dalle sue guardie.\n\nCos\u00ec l'edificio del mio breve sogno di felicit\u00e0 si \u00e8 infranto, spezzato, sul terreno della realt\u00e0.\nal suolo della realt\u00e0. La donna per la quale avevo offerto la mia vita, e\ndalle cui labbra avevo da poco sentito una dichiarazione d'amore per me,\naveva dimenticato con leggerezza la mia stessa esistenza e si era data sorridente al figlio del\nil figlio del pi\u00f9 odiato nemico del suo popolo.\n\nPur avendolo sentito con le mie orecchie, non riuscivo a crederci. Devo\ncercare i suoi appartamenti e costringerla a ripetere a me sola la crudele verit\u00e0\nprima di convincermi, e cos\u00ec abbandonai il mio posto e\ne mi affrettai attraverso il passaggio dietro gli arazzi verso la porta da cui\nche aveva lasciato la camera. Scivolando silenziosamente attraverso questa apertura\nun labirinto di corridoi tortuosi, che si diramavano e giravano in ogni direzione.\ndirezione.\n\nCorrendo rapidamente lungo una e poi un'altra di esse, presto mi persi irrimediabilmente e mi ritrovai in piedi, ansimante, contro la parete laterale.\nsenza speranza e mi trovavo in piedi, ansimante, contro una parete laterale quando\nquando sentii delle voci vicino a me. Apparentemente provenivano dal lato opposto del\nlato opposto della parete divisoria contro la quale mi ero appoggiata e presto riuscii a distinguere\ni toni di Dejah Thoris. Non riuscivo a sentire le parole, ma sapevo di non potermi sbagliare.\nche non potevo sbagliarmi sulla voce.\n\nDopo aver fatto qualche passo, scoprii un altro passaggio, alla fine del quale\ncui si trovava una porta. Camminando con coraggio, entrai nella stanza e mi ritrovai in una piccola anticamera.\nsolo per trovarmi in una piccola anticamera nella quale si trovavano le quattro guardie che\nche l'avevano accompagnata. Una di loro si alz\u00f2 immediatamente e mi avvicin\u00f2,\nchiedendo la natura dei miei affari.\n\n Sono di Than Kosis, ho risposto, e desidero parlare in privato con\nDejah Thoris, Principessa di Helium.\n\n E il suo ordine? chiese il collega.\n\nNon sapevo cosa intendesse, ma risposi che ero un membro della Guardia.\nGuardia e, senza attendere la sua risposta, mi diressi verso la porta opposta dell'anticamera.\nporta opposta dell'anticamera, dietro la quale potevo sentire Dejah\nThoris che conversava.\n\nMa il mio ingresso non sarebbe stato cos\u00ec facile. Il guardiano\nmi precedeva, dicendo,\n\n Nessuno viene da Than Kosis senza avere con s\u00e9 un ordine o la password.\nparola d'ordine. Dovete darmi l'uno o l'altra prima di poter passare.\n\n L'unico ordine che mi serve, amico mio, di entrare dove voglio, \u00e8 appeso al mio fianco.\nal mio fianco, risposi, battendo la mia lunga spada; mi lascerete passare in pace o no?\npace o no?\n\nPer tutta risposta estrasse la propria spada, chiamando gli altri a unirsi a lui.\ne cos\u00ec i quattro rimasero in piedi, con le armi sguainate, a sbarrarmi la strada.\nprogresso.\n\n Non siete qui per ordine di Than Kosis, grid\u00f2 colui che si era rivolto per primo a me.\ne non solo non entrerai negli appartamenti della Principessa di Helium, ma tornerai da Than Kosis sotto scorta.\ndella Principessa di Helium, ma dovrai tornare da Than Kosis sotto sorveglianza\nper spiegare questa ingiustificata temerariet\u00e0. Getta la spada; non puoi sperare di\nnon puoi sperare di superare quattro di noi\", aggiunse con un sorriso cupo.\n\nLa mia risposta fu una rapida spinta che mi lasci\u00f2 solo tre antagonisti e vi assicuro che erano degni del mio metallo.\nvi assicuro che erano degni del mio metallo. Mi hanno messo con le spalle al muro\ncontro il muro in men che non si dica, lottando per la mia vita. Lentamente mi feci strada\nlentamente verso un angolo della stanza dove potevo costringerli a venire verso di me solo\nuno alla volta, e cos\u00ec combattemmo per circa venti minuti; il tintinnio dell'acciaio sull'acciaio produceva una\nsferragliare di acciaio su acciaio produceva una vera e propria bolgia nella piccola\nstanza.\n\nIl rumore aveva portato Dejah Thoris alla porta del suo appartamento, e l\u00ec rimase per tutta la durata del conflitto con Sola alle sue spalle a scrutare il suo appartamento.\ne l\u00ec rimase per tutta la durata del conflitto con Sola alle spalle che la scrutava\nalle sue spalle, scrutando le sue spalle. Il suo volto era fisso e privo di emozioni e sapevo che non mi riconosceva.\nche non mi aveva riconosciuto, e nemmeno Sola.\n\nAlla fine un taglio fortunato ha abbattuto un secondo guardiano e poi, con solo\ndue che si opponevano a me, cambiai tattica e li abbattei di corsa, secondo il modo di combattere che mi aveva portato a molte vittorie.\nmodo di combattere che mi aveva portato a molte vittorie. Il terzo cadde\ndopo il secondo, e l'ultimo giaceva morto sul pavimento insanguinato pochi istanti dopo.\npavimento insanguinato pochi istanti dopo. Erano uomini coraggiosi e nobili combattenti\ncombattenti e mi addolorava il fatto di essere stato costretto a ucciderli, ma avrei volentieri spopolato\navrei volentieri spopolato tutta Barsoom, se avessi potuto raggiungere la\nmio Dejah Thoris in nessun altro modo.\n\nRiponendo la mia lama insanguinata, avanzai verso la mia principessa marziana che\nancora in piedi a guardarmi in silenzio, senza alcun segno di riconoscimento.\n\n Chi sei tu, Zodangan? sussurr\u00f2.  Un altro nemico che mi tormenta nella\nmia miseria?\n\n Sono un amico, risposi, un amico un tempo caro.\n\n Nessun amico della principessa di Elio indossa quel metallo, rispose, eppure la voce!\neppure la voce! L'ho gi\u00e0 sentita; non \u00e8, non pu\u00f2 essere, perch\u00e9 \u00e8 morto.\n\u00e8 morto.\n\n Ma \u00e8 la mia principessa, nientemeno che John Carter, ho detto.  Non\nnon riconosci, anche attraverso la vernice e lo strano metallo, il cuore del tuo\nvostro capo trib\u00f9?\n\nQuando mi avvicinai a lei, ondeggi\u00f2 verso di me con le mani tese,\nma quando mi avvicinai per prenderla tra le braccia si ritrasse con un brivido\ne un piccolo gemito di sofferenza.\n\n Troppo tardi, troppo tardi, si addolor\u00f2.  O mio capo che fu, e che credevo morto, se non fossi tornato un'ora prima.\ncredevo morto, se tu fossi tornato solo un'ora prima, ma ora \u00e8\ntroppo tardi, troppo tardi.\n\n Cosa vuoi dire, Dejah Thoris?  Ho gridato.  Che non ti saresti\npromesso al principe Zodangan se avessi saputo che ero vivo?\n\n Credi, John Carter, che ieri avrei dato il mio cuore a te\ne oggi a un altro? Pensavo che giaceva sepolto con le tue ceneri nelle\nnelle fosse di Warhoon, e cos\u00ec oggi ho promesso il mio corpo a un altro per\nsalvare il mio popolo dalla maledizione di un esercito Zodangan vittorioso.\n\n Ma non sono morto, mia principessa. Sono venuto a reclamarti, e tutta\nZodanga non pu\u00f2 impedirlo.\n\n \u00c8 troppo tardi, John Carter, la mia promessa \u00e8 stata data e su Barsoom \u00e8 definitiva.\n\u00e8 definitiva. Le cerimonie che seguiranno in seguito non sono che formalit\u00e0\nformalit\u00e0. Non rendono il fatto del matrimonio pi\u00f9 certo di quanto non lo faccia\nil corteo funebre di un jeddak metta di nuovo il sigillo della morte su di lui.\nSono come sposata, John Carter. Non puoi pi\u00f9 chiamarmi la tua\nprincipessa. Non sei pi\u00f9 il mio capo trib\u00f9.\n\n Non conosco molto delle vostre abitudini qui su Barsoom, Dejah Thoris, ma so che vi amo.\nso che ti amo, e se intendevi davvero le ultime parole che mi hai rivolto quel giorno\nquel giorno, mentre le orde di Warhoon si abbattevano su di noi, nessun altro uomo\nnessun altro uomo potr\u00e0 mai reclamarti come sua sposa. Le pensavi davvero allora, mia\nprincipessa, e le pensi ancora! D\u00ec che \u00e8 vero.\n\n Le intendevo, John Carter, sussurr\u00f2.  Non posso ripeterle ora\nperch\u00e9 mi sono data a un altro. Ah, se solo avessi conosciuto le nostre abitudini,\namico mio, continu\u00f2 lei, per met\u00e0 tra s\u00e9 e s\u00e9, la promessa sarebbe stata\nsarebbe stata vostra molti mesi fa e avreste potuto reclamarmi prima di tutti gli altri.\naltri. Avrebbe potuto significare la caduta di Helium, ma avrei dato il mio impero per la mia Tharkiana.\nil mio impero per il mio capo tharkiano.\n\nPoi disse ad alta voce:  Ti ricordi la notte in cui mi hai offeso?\nMi hai chiamato principessa senza avermi chiesto la mano, e poi ti sei vantato di aver combattuto per me.\npoi ti sei vantato di aver combattuto per me. Tu non lo sapevi, e io non avrei dovuto\nnon avrei dovuto offendermi; ora lo capisco. Ma non c'era nessuno che potesse\nche su Barsoom ci sono due tipi di donne nelle citt\u00e0 degli uomini rossi.\ndonne nelle citt\u00e0 degli uomini rossi. Le une combattono per poterle chiedere\nper cui possono chiederle in sposa; l'altro tipo per cui combattono, ma non chiedono mai la mano.\nchiedere le loro mani. Quando un uomo ha conquistato una donna, pu\u00f2 rivolgersi a lei come sua\nprincipessa, o con uno dei vari termini che significano possesso. Tu\navevi lottato per me, ma non mi avevi mai chiesto in sposa, e cos\u00ec quando mi hai chiamata la tua principessa, vedi\nmi hai chiamata principessa, vedi, lei ha vacillato, io mi sono sentita ferita, ma anche in quel momento, John Carter, non ho\nJohn Carter, non ti ho respinto, come avrei dovuto, fino a quando non hai peggiorato doppiamente le cose\nfinch\u00e9 non hai peggiorato doppiamente la situazione deridendomi di avermi conquistata in\ncombattimento.\n\n Non ho bisogno di chiedere il tuo perdono ora, Dejah Thoris, ho gridato.  Tu\ndevi sapere che la mia colpa \u00e8 stata l'ignoranza delle tue usanze barsoomiane.\nCi\u00f2 che ho omesso di fare, per l'implicita convinzione che la mia petizione sarebbe stata\npresuntuosa e sgradita, lo faccio ora, Dejah Thoris: ti chiedo di diventare mia\nmoglie, e per tutto il sangue virginiano di combattente che scorre nelle mie vene\nlo sarai.\n\n No, John Carter, \u00e8 inutile, grid\u00f2 lei, senza speranza, io non potr\u00f2 mai essere\nessere tua finch\u00e9 Sab Than vive.\n\n Hai firmato la sua condanna a morte, mia principessa Sab Than muore.\n\n Nemmeno questo, si affrett\u00f2 a spiegare.  Non posso sposare l'uomo che\nuccide mio marito, nemmeno per legittima difesa. \u00c8 una consuetudine. Su Barsoom siamo governati\nconsuetudine su Barsoom. \u00c8 inutile, amico mio. Devi sopportare il dolore\ncon me. Almeno questo ci accomuna. Questo, e il ricordo dei\ndei brevi giorni tra i Thark. Devi andartene ora, e non vedermi mai pi\u00f9\ndi nuovo. Addio, mio capo trib\u00f9 che fu.\n\nScoraggiato e avvilito, mi ritirai dalla stanza, ma non ero del tutto scoraggiato, n\u00e9 volevo ammettere che Dejah Thoris fosse perduta.\nnon ero del tutto scoraggiata, n\u00e9 volevo ammettere che Dejah Thoris era perduta per me\nper me fino a quando la cerimonia non fosse stata effettivamente celebrata.\n\nMentre vagavo lungo i corridoi, mi sentivo assolutamente persa nei labirinti dei passaggi tortuosi come lo ero stata prima di scoprire Dejah.\nlabirinti di passaggi tortuosi come lo ero stato prima di scoprire gli appartamenti di Dejah Thoris.\nThoris.\n\nSapevo che la mia unica speranza consisteva nella fuga dalla citt\u00e0 di Zodanga, perch\u00e9\nla faccenda delle quattro guardie morte avrebbe dovuto essere spiegata, e\nnon avrei mai potuto raggiungere la mia postazione originale senza una guida, i sospetti\nsospetto si sarebbe sicuramente posato su di me non appena fossi stato scoperto a vagare senza meta\nper il palazzo.\n\nIn seguito mi sono imbattuto in una pista a spirale che portava a un piano inferiore e che ho seguito per diversi piani fino a raggiungere il piano superiore.\nche seguii per diversi piani, finch\u00e9 non raggiunsi la porta di un grande appartamento\ndi un grande appartamento in cui si trovavano alcune guardie. Le pareti di questa\npareti di questa stanza erano appese ad arazzi trasparenti dietro i quali mi sono\ndietro i quali mi nascosi senza essere scoperto.\n\nLa conversazione delle guardie era generica e non suscitava alcun interesse in me, finch\u00e9 un ufficiale entr\u00f2 nella stanza e ordin\u00f2 a quattro uomini di\nfino a quando un ufficiale entr\u00f2 nella stanza e ordin\u00f2 a quattro degli uomini di\ndi dare il cambio alla scorta che sorvegliava la Principessa di Elio. Ora, sapevo\nsapevo che i miei problemi sarebbero cominciati sul serio e in effetti mi\ntroppo presto, perch\u00e9 sembrava che la squadra avesse appena lasciato la guardiola\ndi guardia prima che uno di loro irrompesse di nuovo trafelato,\nche aveva trovato i suoi quattro compagni massacrati nell'anticamera.\nanticamera.\n\nIn un attimo l'intero palazzo si anim\u00f2 di gente. Guardie,\nufficiali, cortigiani, servi e schiavi correvano a perdifiato per i corridoi e gli appartamenti portando messaggi e ordini.\ncorridoi e gli appartamenti, portando messaggi e ordini e cercando tracce dell'assassino.\ne alla ricerca di tracce dell'assassino.\n\nQuesta era la mia occasione e, per quanto sembrasse esile, la colsi al volo, perch\u00e9 mentre alcuni soldati passavano di corsa davanti al mio nascondiglio\nsoldati che passavano di corsa davanti al mio nascondiglio, mi misi dietro di loro e\ndietro di loro e seguii i labirinti del palazzo finch\u00e9, passando attraverso una grande sala, vidi la benedetta luce del giorno\nuna grande sala, vidi la benedetta luce del giorno che entrava da una serie di\nuna serie di finestre pi\u00f9 grandi.\n\nQui lasciai le mie guide e, scivolando verso la finestra pi\u00f9 vicina, cercai una via di fuga.\nuna via di fuga. Le finestre si aprivano su un grande balcone che\nche si affacciava su uno degli ampi viali di Zodanga. Il terreno era circa\ntrenta piedi di profondit\u00e0 e a una distanza analoga dall'edificio c'era un muro\nalto circa sei metri, costruito con vetro lucido di circa un metro di spessore.\nspessore. A un marziano rosso sarebbe sembrato impossibile fuggire per questa via.\nimpossibile, ma a me, con la mia forza e agilit\u00e0 terrena, sembrava gi\u00e0\ngi\u00e0 compiuta. Il mio unico timore era di essere individuato prima che\nbuio, perch\u00e9 non potevo fare il salto in pieno giorno mentre\nil cortile sottostante e il viale oltre erano affollati di Zodangani.\n\nDi conseguenza ho cercato un nascondiglio e alla fine l'ho trovato per caso, all'interno di un\nper caso, all'interno di un enorme ornamento pendente che pendeva dal soffitto della\ndella sala, a circa tre metri dal pavimento. Nel capiente vaso\ncapiente vaso a forma di scodella, mi ci infilai con facilit\u00e0 e non appena mi fui sistemato al suo interno\nappena mi ci ero sistemato che sentii un certo numero di persone entrare nell'appartamento. Il gruppo\ngruppo si ferm\u00f2 sotto il mio nascondiglio e riuscii a sentire chiaramente\nogni loro parola.\n\n \u00c8 opera degli eliofili, disse uno degli uomini.\n\n S\u00ec, o Jeddak, ma come hanno avuto accesso al palazzo? Potrei credere\nche anche con la diligente cura delle vostre guardie un singolo nemico potesse\nun singolo nemico avrebbe potuto raggiungere le stanze interne, ma come una forza di sei o otto combattenti\ncome una forza di sei o otto combattenti abbia potuto farlo inosservata \u00e8 al di l\u00e0 della mia comprensione. Lo sapremo presto,\nperch\u00e9 sta arrivando lo psicologo reale.\n\nUn altro uomo si un\u00ec al gruppo e, dopo aver fatto i saluti formali al suo sovrano, disse\nsaluti al suo sovrano, disse:\n\n O potente Jeddak, \u00e8 una strana storia quella che ho letto nelle menti morte dei tuoi fedeli guardiani.\nfedeli guardie. Non sono stati abbattuti da un numero di combattenti,\nma da un singolo avversario.\n\nFece una pausa per lasciare che il peso di questo annuncio colpisse i suoi uditori.\ne il fatto che la sua affermazione fosse poco creduta fu testimoniato dall'impaziente esclamazione di incredulit\u00e0\ndall'impaziente esclamazione di incredulit\u00e0 che sfugg\u00ec alle labbra di Than\nKosis.\n\n Che razza di strana storia mi stai portando, Notan? grid\u00f2.\n\n \u00c8 la verit\u00e0, mio Jeddak, rispose lo psicologo.  In effetti le\nimpressioni sono state fortemente marcate sul cervello di ognuno dei quattro\nguardie. Il loro antagonista era un uomo molto alto, che indossava il metallo di una delle vostre guardie.\nuno dei vostri guardiani, e la sua abilit\u00e0 di combattimento era a dir poco meravigliosa.\nmeraviglioso, perch\u00e9 ha combattuto lealmente contro tutti e quattro e li ha sconfitti con la sua\ne li ha sconfitti grazie alla sua abilit\u00e0 superiore e alla sua forza e resistenza sovrumane.\nSebbene indossasse il metallo di Zodanga, mio Jeddak, un uomo del genere non si era mai\nvisto prima in questo o in qualsiasi altro Paese di Barsoom.\n\n La mente della Principessa di Elio, che ho esaminato e interrogato, era vuota per me.\nera un vuoto per me, aveva un controllo perfetto, e non riuscivo a leggerne uno\niota di essa. Ha detto di aver assistito a una parte dello scontro, e che\nche quando ha guardato c'era solo un uomo impegnato con le guardie;\nun uomo che non aveva mai visto.\n\n Dov'\u00e8 il mio ex salvatore? parl\u00f2 un altro del gruppo, e io riconobbi la voce del cugino di Than Kosis che avevo salvato.\ne riconobbi la voce del cugino di Than Kosis, che avevo salvato dai guerrieri verdi.\ndai guerrieri verdi.  Per il metallo del mio primo antenato, prosegu\u00ec, ma la descrizione gli calza a pennello.\nma la descrizione gli si addice alla perfezione, soprattutto per quanto riguarda la sua\ncapacit\u00e0 di combattere.\n\n Dov'\u00e8 quest'uomo? grid\u00f2 Than Kosis.  Fatelo venire subito da me.\nCosa sai di lui, cugino? Mi \u00e8 sembrato strano, ora che ci penso\nche a Zodanga ci sia stato un uomo cos\u00ec combattivo, di cui\ndi cui prima di oggi ignoravamo persino il nome. E anche il suo nome, John\nCarter, chi ha mai sentito un nome simile su Barsoom!\n\nBen presto si seppe che non mi si trovava da nessuna parte, n\u00e9 nel palazzo n\u00e9 nei miei vecchi alloggi nella caserma degli esploratori aerei.\nn\u00e9 nel palazzo n\u00e9 nel mio vecchio alloggio nella caserma della squadra di esploratori\nsquadriglia di esploratori aerei. Avevano trovato e interrogato Kantos Kan, ma non sapeva nulla di dove mi trovassi.\nma non sapeva nulla di dove mi trovassi e, per quanto riguarda il mio passato, aveva detto loro di sapere\nche sapeva poco, dato che mi aveva conosciuto da poco durante la nostra prigionia tra i Warhoon.\ni Warhoon.\n\n Tenete d'occhio quest'altro, comandato da Than Kosis.  Anche lui \u00e8 uno\nstraniero e probabilmente entrambi provengono da Helium, e dove si trova l'uno\ntroveremo prima o poi l'altro. Quadruplicate la pattuglia aerea e\ne che ogni uomo che lascia la citt\u00e0, per via aerea o terrestre, sia sottoposto al pi\u00f9 stretto controllo.\npi\u00f9 stretto controllo.\n\nUn altro messaggero entr\u00f2 con la notizia che ero ancora all'interno delle\nmura del palazzo.\n\n Le sembianze di ogni persona che \u00e8 entrata o uscita dal palazzo oggi sono state esaminate\npalazzo oggi \u00e8 stata esaminata con attenzione, ha concluso il collega, e\ne nessuno si avvicina alle sembianze di questo nuovo padwar delle guardie, se non\na quella che \u00e8 stata registrata su di lui al momento del suo ingresso.\n\n Allora lo avremo a breve, comment\u00f2 Than Kosis soddisfatto, e\nnel frattempo ci recheremo negli appartamenti della Principessa di\nElio e la interrogheremo sulla vicenda. Potrebbe sapere pi\u00f9 di quanto\ndi quanto abbia voluto rivelarti, Notan. Venite.\n\nUscirono dalla sala e, poich\u00e9 era calata l'oscurit\u00e0, scivolai leggermente dal mio nascondiglio e mi affrettai a raggiungere il balcone.\ndal mio nascondiglio e mi affrettai a raggiungere il balcone. Pochi erano in vista\nin vista, e scegliendo un momento in cui nessuno sembrava vicino, balzai velocemente in\nin cima alla parete di vetro e da l\u00ec al viale al di l\u00e0 della\npalazzo.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXIII\nPERSO NEL CIELO\n\n\nSenza nascondermi, mi affrettai a raggiungere i nostri alloggi, dove ero sicuro di trovare Kantos Kan.\nalloggio, dove ero sicuro di trovare Kantos Kan. Man mano che mi avvicinavo all'edificio\nedificio, divenni pi\u00f9 prudente, poich\u00e9 ritenevo, e giustamente, che il luogo fosse\nche il posto sarebbe stato sorvegliato. Diversi uomini in abiti civili si aggiravano vicino all'ingresso\ningresso e sul retro ce n'erano altri. Il mio unico mezzo per raggiungere,\nil piano superiore, dove si trovavano i nostri appartamenti, attraverso un edificio adiacente.\nun edificio adiacente e, dopo notevoli manovre, riuscii a raggiungere il tetto di un negozio\na raggiungere il tetto di un negozio a diverse porte di distanza.\n\nSaltando da un tetto all'altro, raggiunsi presto una finestra aperta nell'edificio dove speravo di trovare l'Heliumite.\nedificio dove speravo di trovare l'eliumita, e in un attimo mi trovai nella stanza davanti a lui.\nin un altro momento mi trovai nella stanza davanti a lui. Era solo e non mostr\u00f2 alcuna sorpresa per la mia\nche mi aspettava da molto prima, dato che il mio turno di servizio doveva essere terminato da\ndoveva essere terminato da un po' di tempo.\n\nVidi che non sapeva nulla degli avvenimenti del giorno a palazzo, e quando lo illuminai era tutto eccitato.\nquando lo illuminai era tutto eccitato. La notizia che Dejah\nThoris aveva promesso la sua mano a Sab Than lo riemp\u00ec di sgomento.\n\n Non pu\u00f2 essere, esclam\u00f2.  \u00c8 impossibile! Perch\u00e9 nessun uomo in tutto\nElio preferirebbe la morte alla vendita della nostra amata principessa alla\nalla casa regnante di Zodanga. Deve aver perso la testa per aver\naver acconsentito a un accordo cos\u00ec atroce. Voi, che non sapete quanto noi di\nHelium amiamo i membri della nostra casa regnante, non potete apprezzare l'orrore\norrore con cui contemplo questa empia alleanza.\n\n Che cosa si pu\u00f2 fare, John Carter?  Lei \u00e8 un uomo pieno di risorse\nuomo. Non pu\u00f2 pensare a un modo per salvare Helium da questa disgrazia?\n\n Se riesco a raggiungere la spada di Sab Than, risposi, posso risolvere la difficolt\u00e0 per quanto riguarda l'elio.\nrisolvere la difficolt\u00e0 per quanto riguarda Helium, ma per motivi personali preferirei che un altro\nper motivi personali preferirei che fosse un altro a sferrare il colpo che liberer\u00e0 Dejah\nThoris.\n\nKantos Kan mi guard\u00f2 con attenzione prima di parlare.\n\n Tu la ami! disse.  Lei lo sa?\n\n Lei lo sa, Kantos Kan, e mi respinge solo perch\u00e9 \u00e8 promessa a Sab Than.\na Sab Than.\n\nLo splendido individuo scatt\u00f2 in piedi e, afferrandomi per la spalla, alz\u00f2 la spada in alto, esclamando\nalz\u00f2 la spada in alto, esclamando:\n\n E se la scelta fosse stata lasciata a me, non avrei potuto scegliere una compagna pi\u00f9\ncompagno pi\u00f9 adatto per la prima principessa di Barsoom. Ecco la mia mano sulla\nsulla tua spalla, John Carter, e la mia parola che Sab Than si spegner\u00e0 sulla punta della mia spada\npunta della mia spada in nome del mio amore per Helium, per Dejah Thoris e per te.\nThoris e per te. Questa stessa notte cercher\u00f2 di raggiungere il suo alloggio\nnel palazzo.\n\n Come?  Ho chiesto.  Siete fortemente sorvegliati e una quadrupla forza pattuglia\nil cielo.\n\nChin\u00f2 un attimo la testa pensando, poi la rialz\u00f2 con aria sicura.\nsicurezza.\n\n Devo solo superare queste guardie e posso farcela\", disse infine.  I\nconosco un'entrata segreta al palazzo attraverso il pinnacolo della torre pi\u00f9\ntorre pi\u00f9 alta. Mi ci sono imbattuto per caso un giorno mentre passavo sopra il palazzo\npalazzo durante il servizio di pattugliamento. In questo lavoro ci viene richiesto di\ndi indagare su qualsiasi evento insolito di cui siamo testimoni, e un volto che scruta\ndal pinnacolo della torre pi\u00f9 alta del palazzo era, per me, molto\ninsolito. Mi sono quindi avvicinato e ho scoperto che il possessore di quel volto\nvolto che scrutava non era altri che Sab Than. Era un po' contrariato per essere stato\ndi essere stato scoperto e mi ordin\u00f2 di tenere la cosa per me,\nspiegandomi che il passaggio dalla torre conduceva direttamente ai suoi\nappartamenti e che era noto solo a lui. Se riesco a raggiungere il tetto della\ncaserma e prendere la mia macchina, posso essere negli alloggi di Saban in cinque minuti.\ncome faccio a scappare da questo edificio, sorvegliato come dite voi?\ncome dici tu?\n\n Quanto sono sorvegliati i capannoni delle macchine della caserma?  Ho chiesto.\n\n Di solito c'\u00e8 un solo uomo in servizio di notte sul tetto.\n\n Vai sul tetto di questo edificio, Kantos Kan, e aspettami l\u00ec.\n\nSenza fermarmi a spiegare i miei piani, tornai in strada e mi affrettai a raggiungere la caserma.\ne mi affrettai verso la caserma. Non osai entrare nell'edificio,\npieno di membri dello squadrone di esploratori aerei che, come tutti gli Zodanga, mi stavano cercando.\ntutti gli Zodanga, erano alla ricerca di me.\n\nL'edificio era enorme e svettava con la sua testa alta fino a un\nmille piedi in aria. Ma pochi edifici a Zodanga erano pi\u00f9 alti\ndi questa caserma, anche se molti la superavano di qualche centinaio di metri;\nle banchine delle grandi navi da guerra della linea si ergevano a circa quindici\ndi circa quindici metri dal suolo, mentre le stazioni merci e passeggeri delle squadriglie\ndelle squadriglie mercantili si ergevano quasi alla stessa altezza.\n\nSi trattava di una lunga scalata sulla parete dell'edificio, irta di pericoli, ma non c'era altro modo.\nma non c'era altro modo e cos\u00ec mi cimentai nell'impresa. Il fatto che l'architettura\nfatto che l'architettura barsoomiana \u00e8 estremamente ornata ha reso l'impresa\nmolto pi\u00f9 semplice di quanto avessi previsto, poich\u00e9 trovai cornici e sporgenze ornamentali che\ne sporgenze ornamentali che formavano una scala perfetta per me fino\nfino alla grondaia dell'edificio. Qui incontrai il primo vero ostacolo. La grondaia\ngrondaia sporgeva di quasi sei metri dalla parete alla quale mi ero aggrappato e\ne, pur avendo circondato il grande edificio, non riuscivo a trovare un'apertura attraverso\nattraverso di esse.\n\nIl piano superiore era illuminato e pieno di soldati impegnati nei passatempi della loro razza.\nNon potevo quindi raggiungere il tetto attraverso l'edificio.\nl'edificio.\n\nC'era una piccola, disperata possibilit\u00e0, e decisi che dovevo coglierla.\nera per Dejah Thoris, e non c'\u00e8 uomo che non rischierebbe mille morti per lei.\nmille morti per lei.\n\nAggrappandomi alla parete con i piedi e con una mano, sciolsi una delle lunghe cinghie di cuoio della mia bardatura\nlunghe cinghie di cuoio della mia bardatura, all'estremit\u00e0 delle quali pendeva un grande gancio che\ngancio con cui i marinai dell'aria vengono appesi ai fianchi e al fondo delle loro\nper vari scopi di riparazione, e per mezzo del quale le squadre di atterraggio vengono\ndi sbarco vengono calati a terra dalle corazzate.\n\nFeci oscillare questo gancio con cautela verso il tetto diverse volte prima che\nprima che trovasse finalmente alloggio; delicatamente lo tirai per rafforzarne la presa,\nma non sapevo se avrebbe sopportato il peso del mio corpo. Potrebbe\npoteva essere a malapena incastrato sull'orlo esterno del tetto, cos\u00ec che\nquando il mio corpo avrebbe oscillato all'estremit\u00e0 della cinghia, sarebbe scivolato via e mi avrebbe lanciato sul\ne mi avrebbe lanciato sul marciapiede mille metri pi\u00f9 in basso.\n\nEsitai per un istante, poi, mollando la presa sull'ornamento\nornamento di sostegno, mi slanciai nello spazio all'estremit\u00e0 della cinghia.\nSotto di me c'erano le strade illuminate a giorno, i marciapiedi duri,\ne la morte. Ci fu un piccolo scossone in cima alla grondaia di sostegno,\ne un suono sgradevole di slittamento e grattugia che mi fece rabbrividire per l'apprensione; poi il gancio si agganci\u00f2.\napprensione; poi il gancio si agganci\u00f2 e fui salvo.\n\nArrampicandomi rapidamente in alto, mi aggrappai al bordo della grondaia e\ne mi sono avvicinato alla superficie del tetto. Quando mi misi in piedi, mi trovai di fronte\ndi turno, nel cui mirino mi ritrovai a guardare il revolver.\nmi trovai a guardare.\n\n Chi sei e da dove vieni? grid\u00f2.\n\n Sono un esploratore aereo, amico, e molto vicino alla morte, perch\u00e9 solo per il minimo caso sono scampato\nper puro caso ho evitato di cadere nel viale sottostante, risposi.\n\n Ma come sei arrivato sul tetto, amico? Nessuno \u00e8 atterrato o salito dall'edificio\ndall'edificio da un'ora. Svelto, spiegati, o chiamo la\nguardia.\n\n Guarda qui, sentinella, e vedrai come sono arrivato e quanto ho rischiato di non arrivare affatto\", risposi, voltandomi verso il bordo della strada.\nper non arrivare affatto, risposi, voltandomi verso il bordo del tetto, dove, sei metri pi\u00f9 in basso, all'estremit\u00e0 della mia cinghia, pendevano tutti i\ndel tetto, dove, sei metri pi\u00f9 in basso, all'estremit\u00e0 della mia cinghia, erano appese tutte le mie armi.\nle mie armi.\n\nL'amico, in preda a un impulso di curiosit\u00e0, si mise al mio fianco e si rovin\u00f2.\nsua rovina, perch\u00e9 mentre si chinava a sbirciare oltre la grondaia lo afferrai per la gola e per il braccio della pistola e lo gettai pesantemente sul tetto.\ngola e il braccio della pistola e lo gettai pesantemente sul tetto. L'arma\narma cadde dalla sua presa e le mie dita soffocarono il suo tentativo di\ndi aiuto. Lo imbavagliai e lo legai, poi lo appesi al bordo del tetto come avevo fatto io stesso.\ntetto come io stesso ero stato appeso pochi istanti prima. Sapevo che\nche sarebbe stata mattina prima che venisse scoperto, e avevo bisogno di tutto il tempo\ntempo che potevo guadagnare.\n\nIndossati i miei indumenti e le mie armi, mi affrettai a raggiungere i capannoni e in breve tempo avevo\nKantos. Facendo passare la sua macchina dietro la mia, accesi il mio motore e, sfiorando il bordo del tetto, mi tuffai gi\u00f9.\nmotore, e sfiorando il bordo del tetto mi sono tuffato nelle strade della citt\u00e0\nnelle strade della citt\u00e0, molto al di sotto dell'aereo solitamente occupato dalla\ndalla pattuglia aerea. In meno di un minuto mi trovavo al sicuro sul tetto del nostro appartamento\ntetto del nostro appartamento accanto all'esterrefatto Kantos Kan.\n\nNon persi tempo in spiegazioni, ma mi tuffai immediatamente in una\ndiscussione sui nostri piani per l'immediato futuro. Fu deciso che io\nElio, mentre Kantos Kan sarebbe entrato nel palazzo e avrebbe inviato Sab Than.\nSab Than. In caso di successo, mi avrebbe seguito. Mi prepar\u00f2 la bussola\nbussola, un piccolo dispositivo intelligente che rimarr\u00e0 saldamente\npunto della superficie di Barsoom, e salutandoci a vicenda ci alzammo insieme e partimmo.\naddio ci alzammo insieme e sfrecciammo in direzione del palazzo\nche si trovava sulla strada che dovevo percorrere per raggiungere Helium.\n\nQuando ci avvicinammo all'alta torre, una pattuglia scese dall'alto, gettando il suo faro penetrante sulla mia imbarcazione.\nluce penetrante sulla mia imbarcazione, e una voce rugg\u00ec l'ordine di fermarsi.\ncomando di fermarsi, e mi segu\u00ec con un colpo di pistola, mentre io non prestavo attenzione alla sua\ngrandine. Kantos Kan si cal\u00f2 rapidamente nell'oscurit\u00e0, mentre io mi alzavo\nmentre io mi alzavo e, a velocit\u00e0 impressionante, sfrecciavo nel cielo marziano seguito da una dozzina di\nda una dozzina di ricognitori che si erano uniti all'inseguimento e, pi\u00f9 tardi, da un veloce incrociatore che trasportava\nda un veloce incrociatore che trasportava un centinaio di uomini e una batteria di cannoni a tiro rapido.\ncannoni a tiro rapido. Ruotando e rigirando la mia piccola macchina, ora alzandosi\ne ora in discesa, riuscii a eludere i loro fari di ricerca per la maggior parte del tempo.\nma stavo perdendo terreno anche con queste tattiche, cos\u00ec decisi di azzardare tutto su un percorso\ndi azzardare tutto su una rotta rettilinea e di lasciare il risultato al\ndestino e alla velocit\u00e0 della mia macchina.\n\nKantos Kan mi aveva mostrato un trucco di ingranaggio, noto solo alla marina di Helium, che aumentava notevolmente la velocit\u00e0 delle nostre macchine.\ndi Elio, che aumentava enormemente la velocit\u00e0 delle nostre macchine, tanto che\nche mi sentivo sicuro di poter distanziare i miei inseguitori se fossi riuscito a schivare i loro\nproiettili per qualche istante.\n\nMentre sfrecciavo nell'aria, lo stridore dei proiettili intorno a me mi convinse che solo per miracolo sarei riuscito a fuggire.\nmi convinse che solo per miracolo sarei riuscito a scappare, ma il dado era tratto e\ne, lanciandomi a tutta velocit\u00e0, mi diressi verso Helium.\nElio. A poco a poco lasciai i miei inseguitori sempre pi\u00f9 indietro, e io\nStavo giusto congratulandomi con me stesso per la mia fuga fortunata, quando un colpo ben diretto dall'incrociatore\nben indirizzato dall'incrociatore esplose a prua della mia piccola imbarcazione. La commozione\nla commozione la fece quasi capovolgere e con uno stucchevole tuffo si lanci\u00f2\nverso il basso nella notte buia.\n\nNon so quanto sono caduto prima di riprendere il controllo dell'aereo,\nma dovevo essere molto vicino al suolo quando ho cominciato a rialzarmi, perch\u00e9\nquando ho iniziato a rialzarmi, perch\u00e9 ho sentito chiaramente lo stridio degli animali sotto di me. Alzandomi\nscrutai il cielo alla ricerca dei miei inseguitori e alla fine, scorgendo le loro luci\nle loro luci dietro di me, vidi che stavano atterrando, evidentemente in cerca di me.\nalla ricerca di me.\n\nSolo quando le loro luci non furono pi\u00f9 percepibili, mi arrischiai a far brillare\ndi far balenare la mia piccola lampada sulla bussola, e allora scoprii con mia costernazione che un frammento di proiettile aveva\ncosternazione che un frammento del proiettile aveva completamente distrutto\nla mia unica guida e il mio tachimetro. Era vero che potevo seguire\nstelle nella direzione generale di Helium, ma senza sapere la posizione esatta della citt\u00e0 o la velocit\u00e0\nsenza conoscere l'esatta posizione della citt\u00e0 o la velocit\u00e0 a cui stavo viaggiando, le mie\npossibilit\u00e0 di trovarla erano scarse.\n\nHelium si trova a mille miglia a sud-ovest di Zodanga e, con la bussola intatta, avrei dovuto fare il viaggio, salvo incidenti, tra le quattro miglia.\nintatta avrei dovuto compiere il viaggio, salvo incidenti, tra le quattro e le cinque ore.\ne cinque ore. Invece, il mattino mi ha trovato a sfrecciare su una vasta distesa di fondali morti dopo quasi un'ora\nsu una vasta distesa di fondali marini morti dopo quasi sei ore di\nvolo continuo ad alta velocit\u00e0. Subito una grande citt\u00e0 apparve sotto di me, ma non era Heli\nma non si trattava di Helium, in quanto solo questa di tutte le metropoli barsoomiane\n\u00e8 costituita da due immense citt\u00e0 circolari cinte da mura, distanti circa settantacinque miglia l'una dall'altra.\ne sarebbe stata facilmente distinguibile dall'altitudine a cui stavo volando.\nquota a cui volavo.\n\nRitenendo di essermi spinto troppo a nord e a ovest, tornai indietro in direzione sud-est.\ndirezione sud-est, passando nel corso del pomeriggio davanti a diverse altre\naltre grandi citt\u00e0, ma nessuna che assomigliasse alla descrizione che Kantos Kan mi aveva\nKantos Kan mi aveva dato di Helium. Oltre alla formazione di citt\u00e0 gemelle di Helium,\nun'altra caratteristica distintiva sono le due immense torri, una di colore vivido\nscarlatto che si innalza per quasi un miglio dal centro di una delle citt\u00e0, mentre l'altra, di colore brillante, si innalza\ncitt\u00e0, mentre l'altra, di colore giallo brillante e della stessa altezza, segna\nsua sorella.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXIV\nTARS TARKAS TROVA UN AMICO\n\n\nVerso mezzogiorno passai sopra una grande citt\u00e0 morta dell'antico Marte e, sfiorando la pianura, mi imbattei in diverse migliaia di persone.\nsfiorando la pianura, mi sono imbattuto in diverse migliaia di guerrieri verdi\nguerrieri verdi impegnati in una terribile battaglia. Non ho fatto in tempo a vederli\nche una raffica di colpi fu diretta contro di me, e con la quasi\nprecisione della loro mira, la mia piccola imbarcazione fu immediatamente un relitto\nnaufragio, affondando erraticamente al suolo.\n\nSono caduto quasi direttamente al centro del feroce combattimento, tra guerrieri che non avevano visto il mio avvicinamento\nguerrieri che non si erano accorti del mio avvicinamento, tanto erano impegnati in\nlotta tra la vita e la morte. Gli uomini combattevano a piedi con\ncon le spade lunghe, mentre un colpo occasionale di un tiratore scelto alla\nai margini del conflitto, abbatteva un guerriero che per un istante poteva\nper un istante di separarsi dalla massa impigliata.\n\nMentre la mia macchina affondava tra di loro, mi resi conto che si trattava di combattere o morire, con buone probabilit\u00e0 di morire in ogni caso.\nbuone probabilit\u00e0 di morire in ogni caso, e cos\u00ec mi sono buttato a terra con la spada lunga sguainata\nspada lunga sguainata, pronto a difendermi come potevo.\n\nCaddi accanto a un enorme mostro che era impegnato con tre antagonisti,\ne quando guardai il suo volto feroce, pieno della luce della battaglia, riconobbi\nriconobbi Tars Tarkas il Thark. Non mi vide, perch\u00e9 ero un po' pi\u00f9 indietro di lui.\ndietro di lui, e proprio in quel momento i tre guerrieri che si opponevano a lui, e che io riconobbi come Warhoon, caricarono simultaneamente.\nriconosciuto come Warhoon, caricarono simultaneamente. Il possente compagno si occup\u00f2 rapidamente di uno di loro, ma\nuno di loro, ma nel fare un passo indietro per un'altra spinta cadde su un corpo morto dietro di lui e\ncadde su un corpo morto dietro di lui e in un attimo fu a terra e in balia dei suoi nemici.\nnemici in un istante. Veloci come un fulmine gli furono addosso, e Tars\nTars Tarkas sarebbe stato raccolto dai suoi padri in breve tempo se non fossi\nse non fossi balzato davanti al suo corpo prostrato e non avessi ingaggiato i suoi avversari. Avevo\nuno di loro, quando il possente Thark si rimise in piedi e\ne sistem\u00f2 rapidamente l'altro.\n\nMi guard\u00f2, e un leggero sorriso sfior\u00f2 il suo labbro arcigno,\ntoccandomi la spalla, disse,\n\n Non ti riconoscerei quasi, John Carter, ma non c'\u00e8 nessun altro\nmortale su Barsoom che avrebbe fatto ci\u00f2 che tu hai fatto per me. Credo di aver\ndi aver imparato che esiste una cosa come l'amicizia, amico mio.\n\nNon disse altro, e non ce n'era l'occasione, perch\u00e9 i Warhoon si stavano\nsi stavano avvicinando a noi, e insieme abbiamo combattuto, spalla a spalla,\nper tutto quel lungo e caldo pomeriggio, fino a quando la marea della battaglia si ribalt\u00f2\ne i resti della feroce orda dei Warhoon si ritirarono sui loro\ntori e fugg\u00ec nell'oscurit\u00e0 crescente.\n\nDiecimila uomini erano stati impegnati in quella lotta titanica, e sul\ncampo di battaglia giacevano tremila morti. Nessuna delle due parti chiese o concesse\nn\u00e9 di dare quartiere, n\u00e9 di fare prigionieri.\n\nAl ritorno in citt\u00e0 dopo la battaglia eravamo andati direttamente negli alloggi di Tars\nTarkas, dove fui lasciato solo mentre il capo trib\u00f9 partecipava al consueto consiglio\nil consueto consiglio che segue immediatamente un ingaggio.\n\nMentre ero seduto in attesa del ritorno del guerriero verde, sentii muoversi qualcosa\nmuoversi in un appartamento attiguo, e quando alzai lo sguardo mi precipit\u00f2 addosso\nimprovvisamente su di me una creatura enorme e orrenda che mi fece indietreggiare\nsul mucchio di sete e pellicce su cui ero sdraiato. Era\nWoola, il fedele e amorevole Woola. Aveva ritrovato la strada per Thark e..,\ncome mi disse in seguito Tars Tarkas, si era recato immediatamente nel mio vecchio\ndove aveva ripreso la sua patetica e apparentemente senza speranza\npatetica e apparentemente senza speranza, in attesa del mio ritorno.\n\n Tal Hajus sa che sei qui, John Carter, disse Tars Tarkas, al suo ritorno dagli alloggi del jeddak.\ndi ritorno dall'alloggio del jeddak; Sarkoja l'ha vista e l'ha riconosciuta\nmentre tornavamo. Tal Hajus mi ha ordinato di portarla al suo cospetto\nstasera. Ho dieci thoat, John Carter; puoi scegliere tra questi e io ti accompagner\u00f2.\ntra questi, e io ti accompagner\u00f2 al pi\u00f9 vicino corso d'acqua che porta a Helium.\na Elio. Tars Tarkas pu\u00f2 essere un crudele guerriero verde, ma pu\u00f2 anche essere un\namico. Vieni, dobbiamo iniziare.\n\n E quando tornerai, Tars Tarkas?  Ho chiesto.\n\n I caloti selvatici, forse, o peggio, rispose.  A meno che non mi capiti\ndi avere l'opportunit\u00e0, che ho tanto atteso, di scontrarmi con Tal Hajus.\nTal Hajus.\n\n Rimarremo, Tars Tarkas, e vedremo Tal Hajus stasera. Non dovrai\nsacrificarti, e pu\u00f2 darsi che stanotte tu possa avere l'occasione\ndi aspettare.\n\nSi oppose strenuamente, dicendo che Tal Hajus spesso andava in preda a selvaggi\nal solo pensiero del colpo che gli avevo inferto, e che se mai mi avesse messo le mani addosso\nche se mai avesse messo le mani su di me sarei stato sottoposto alle pi\u00f9\norribili torture.\n\nMentre mangiavamo, ripetei a Tars Tarkas la storia che Sola mi aveva raccontato quella notte sul fondo del mare durante la marcia verso Thark.\nmi aveva raccontato quella notte sul fondo del mare durante la marcia verso Thark.\n\nNon disse molto, ma i grandi muscoli del suo volto si agitarono in preda alla passione e all'agonia\ne in agonia al ricordo degli orrori che si erano abbattuti sulla\nl'unica cosa che avesse mai amato in tutta la sua fredda, crudele, terribile\nesistenza, fredda, crudele e terribile.\n\nNon ha pi\u00f9 esitato quando ho suggerito di andare davanti a Tal Hajus,\nsolo dicendo che avrebbe voluto parlare prima con Sarkoja. Su sua richiesta\nrichiesta lo accompagnai nel suo alloggio, e lo sguardo di odio velenoso che mi lanci\u00f2\nodio che mi lanci\u00f2 fu quasi un'adeguata ricompensa per tutte le future\ndisgrazie che questo accidentale ritorno a Thark avrebbe potuto portarmi.\n\n Sarkoja, disse Tars Tarkas, quaranta anni fa sei stato determinante per\nnella tortura e nella morte di una donna di nome Gozava. Ho appena\nho appena scoperto che il guerriero che amava quella donna \u00e8 venuto a sapere\nil tuo ruolo nella transazione. Non pu\u00f2 ucciderti, Sarkoja, non \u00e8 nostro costume.\nnon \u00e8 nostra abitudine, ma non c'\u00e8 nulla che gli impedisca di legare un'estremit\u00e0 di una\nal tuo collo e l'altra estremit\u00e0 a un tordiere selvatico, solo per testare\nla tua idoneit\u00e0 a sopravvivere e a contribuire alla perpetuazione della nostra razza. Avendo saputo che\nche l'avrebbe fatto domani, ho pensato che fosse giusto avvertirvi,\nperch\u00e9 sono un uomo giusto. Il fiume Iss \u00e8 solo un breve pellegrinaggio, Sarkoja.\nVieni, John Carter.\n\nIl mattino seguente Sarkoja non c'era pi\u00f9, e non fu pi\u00f9 vista in seguito.\n\nIn silenzio ci affrettammo a raggiungere il palazzo del jeddak, dove fummo immediatamente ammessi alla sua presenza.\ndove fummo immediatamente ammessi alla sua presenza; in effetti, non vedeva l'ora di vedermi e stava\ndi vedermi e si trovava in piedi sulla sua piattaforma a guardare\ningresso mentre entravo.\n\n Legatelo a quel pilastro, grid\u00f2.  Vedremo chi osa colpire\ncolpire il potente Tal Hajus. Scaldate i ferri; con le mie stesse mani gli brucer\u00f2 gli occhi dalla testa.\ncon le mie mani gli brucer\u00f2 gli occhi dalla testa, perch\u00e9 non possa inquinare la mia persona con il suo\nsguardo vile.\n\n Capi di Thark, gridai, rivolgendomi al consiglio riunito e ignorando Tal Hajus.\nignorando Tal Hajus, sono stato un capo tra voi e oggi ho combattuto per Thark\ncombattuto per Thark spalla a spalla con il suo pi\u00f9 grande guerriero. Voi\nmi dovete almeno un'udienza. Oggi ho ottenuto questo risultato. Voi affermate di\ndi essere un popolo giusto\n\n Silenzio, rugg\u00ec Tal Hajus.  Imbavagliate la creatura e legatela come io\ncomando.\n\n Giustizia, Tal Hajus, esclam\u00f2 Lorquas Ptomel.  Chi sei tu per mettere da parte\nle usanze dei secoli tra i Thark.\n\n S\u00ec, giustizia! risuon\u00f2 una dozzina di voci, e cos\u00ec, mentre Tal Hajus si agitava e si agitava, io continuai.\ne si agitava, io continuai.\n\n Siete un popolo coraggioso e amate il coraggio, ma dov'era il vostro potente\nJeddak durante i combattimenti di oggi? Non l'ho visto nel vivo della\nbattaglia; non c'era. Fa a pezzi donne indifese e bambini\nbambini nella sua tana, ma quanto di recente qualcuno di voi l'ha visto combattere con gli uomini?\ncon gli uomini? Persino io, un nano accanto a lui, l'ho abbattuto con un solo colpo di pugno.\ncolpo di pugno. \u00c8 di questi che i Thark costruiscono i loro jeddak?\nOra accanto a me c'\u00e8 un grande Thark, un potente guerriero e un nobile uomo.\nuomo. Capi, come suona, Tars Tarkas, Jeddak di Thark?\n\nUno scroscio di applausi profondi ha accolto questo suggerimento.\n\n A questo Consiglio non resta che comandare e Tal Hajus deve dimostrare la sua idoneit\u00e0 a governare.\nla sua idoneit\u00e0 a governare. Se fosse un uomo coraggioso, inviterebbe Tars Tarkas a combattere, perch\u00e9 non lo ama.\nTars Tarkas a combattere, perch\u00e9 non lo ama, ma Tal Hajus ha paura; Tal Hajus,\nil vostro jeddak, \u00e8 un codardo. A mani nude potrei ucciderlo, e lui lo sa.\nlo sa.\n\nDopo che ho smesso c'\u00e8 stato un silenzio teso, perch\u00e9 tutti gli occhi erano puntati su Tal Hajus.\nTal Hajus. Non parl\u00f2 e non si mosse, ma il verde a chiazze del suo\nverde a chiazze del suo volto divenne livido e la schiuma gli si congel\u00f2 sulle labbra.\n\n Tal Hajus, disse Lorquas Ptomel con voce fredda e dura, mai in tutta la mia\nlunga vita ho visto un jeddak dei Thark cos\u00ec umiliato. Non c'\u00e8\nuna sola risposta a questa accusa. La aspettiamo.  E ancora Tal Hajus\nrimase come pietrificato.\n\n Capi trib\u00f9, continu\u00f2 Lorquas Ptomel, il jeddak, Tal Hajus,\ndimostrare la sua idoneit\u00e0 a governare su Tars Tarkas?\n\nC'erano venti capi trib\u00f9 attorno al rostro e venti spade\nsventolavano alte in segno di assenso.\n\nNon c'era alternativa. Quel decreto era definitivo e cos\u00ec Tal Hajus sguain\u00f2 la sua lunga spada e avanz\u00f2 per incontrare Tars Tarkas.\nla sua lunga spada e avanz\u00f2 per incontrare Tars Tarkas.\n\nIl combattimento fin\u00ec presto e, con il piede sul collo del mostro morto, Tars Tarkas divenne jeddak tra i Thark.\nmostro morto, Tars Tarkas divenne jeddak tra i Thark.\n\nIl suo primo atto fu quello di farmi diventare un capo trib\u00f9 a tutti gli effetti, con il rango che mi ero\nche avevo conquistato con i miei combattimenti nelle prime settimane di prigionia tra di loro.\n\nVedendo la disposizione favorevole dei guerrieri nei confronti di Tars Tarkas e di me, colsi l'opportunit\u00e0 di arruolarli nella mia causa.\ne verso di me, colsi l'occasione per arruolarli nella mia causa contro Zodanga.\ncontro Zodanga. Raccontai a Tars Tarkas la storia delle mie avventure e in poche parole gli spiegai la\npoche parole gli spiegai il pensiero che avevo in mente.\n\n John Carter ha fatto una proposta, ha detto rivolgendosi al Consiglio,\n che incontra la mia approvazione. Ve la sottoporr\u00f2 brevemente. Dejah\nThoris, la principessa di Helium, che \u00e8 stata nostra prigioniera, \u00e8 ora detenuta dal jeddak di Zodanga, di cui deve sposare il figlio.\njeddak di Zodanga, di cui deve sposare il figlio per salvare il suo Paese dalla devastazione\ndevastazione per mano delle forze di Zodanga.\n\n John Carter propone di salvarla e riportarla a Helium. Il\nbottino di Zodanga sarebbe magnifico, e ho spesso pensato che se ci fossimo alleati con la popolazione di Helium\nun'alleanza con il popolo di Helium potremmo ottenere una garanzia di sostentamento sufficiente per\ndi sostentamento sufficiente a permetterci di aumentare le dimensioni e la frequenza delle nostre\ndelle nostre covate, e diventare cos\u00ec indiscutibilmente il supremo tra gli\nuomini verdi di Barsoom. Che ne dite?\n\nEra un'occasione per combattere, un'opportunit\u00e0 per fare bottino, e loro abboccarono all'amo come una trota maculata alla mosca.\nall'esca come una trota maculata alla mosca.\n\nPer i Thark erano entusiasti e prima che passasse un'altra mezz'ora venti messaggeri a cavallo stavano attraversando il Mar Morto.\nmezz'ora erano gi\u00e0 passati venti messaggeri a cavallo che sfrecciavano sui fondali morti per\nfondi marini morti per chiamare a raccolta le orde per la spedizione.\n\nIn tre giorni eravamo in marcia verso Zodanga, forti di centomila uomini.\nforti, dato che Tars Tarkas era riuscito ad arruolare i servigi di tre orde\norde minori con la promessa del grande bottino di Zodanga.\n\nIn testa alla colonna cavalcavo accanto al grande Thark, mentre alle calcagna della mia cavalcatura\nalle calcagna della mia cavalcatura trottava il mio amato Woola.\n\nViaggiammo interamente di notte, cadenzando le nostre marce in modo da accamparci di giorno in citt\u00e0 deserte dove, anche per le bestie, eravamo\ndi giorno in citt\u00e0 deserte, dove, anche per le bestie, eravamo\ntutti al chiuso durante le ore diurne. Durante la marcia Tars Tarkas,\ngrazie alla sua notevole abilit\u00e0 e abilit\u00e0 politica, arruol\u00f2 cinquantamila\naltri cinquantamila guerrieri di varie orde, cosicch\u00e9, dieci giorni dopo la partenza, ci fermammo a mezzanotte.\nci fermammo a mezzanotte davanti alla grande citt\u00e0 fortificata di Zodanga,\ncentocinquantamila uomini.\n\nLa forza di combattimento e l'efficienza di quest'orda di feroci mostri verdi\nmostri verdi era pari a dieci volte il numero di uomini rossi. Mai nella\nnella storia di Barsoom, mi disse Tars Tarkas, una tale forza di guerrieri verdi\nguerrieri verdi aveva marciato insieme verso la battaglia. Era un compito mostruoso mantenere\nanche solo una parvenza di armonia tra loro, e mi meravigliai che li avesse portati in citt\u00e0 senza\nche li abbia portati in citt\u00e0 senza che si scatenasse una battaglia tra di loro.\n\nMa quando ci avvicinammo a Zodanga, le loro beghe personali vennero sommerse dall'odio per gli uomini rossi e soprattutto per gli zodangani.\nl'odio pi\u00f9 grande per gli uomini rossi, e soprattutto per gli Zodangan,\nche per anni avevano condotto una spietata campagna di sterminio contro gli uomini\ngli uomini verdi, dedicando particolare attenzione a depredare le loro incubatrici.\nincubatrici.\n\nOra che eravamo davanti a Zodanga, il compito di ottenere l'ingresso in citt\u00e0\ne di ordinare a Tars Tarkas di tenere le sue forze in due divisioni, fuori dalla citt\u00e0.\ndivisioni fuori dalla citt\u00e0, con ciascuna divisione di fronte a un grande\nogni divisione di fronte a una grande porta, presi venti guerrieri smontati e mi avvicinai a una delle\ndelle piccole porte che bucavano le mura a brevi intervalli. Queste porte\nnon hanno una guardia regolare, ma sono coperte da sentinelle che pattugliano il viale che circonda la citt\u00e0.\nche pattugliano il viale che circonda la citt\u00e0 appena dentro le mura come la nostra polizia\npolizia metropolitana pattugliano le loro zone.\n\nLe mura di Zodanga sono alte settantacinque piedi e spesse cinquanta piedi.\nspessore. Sono costruite con enormi blocchi di carborundum e il compito di entrare in citt\u00e0 sembr\u00f2 alla mia scorta di guerrieri verdi\ndi entrare in citt\u00e0 sembrava, alla mia scorta di guerrieri verdi, un'impossibilit\u00e0.\nimpossibilit\u00e0. I compagni che erano stati incaricati di accompagnarmi erano\ndi una delle orde minori e quindi non mi conoscevano.\n\nMettendo tre di loro con la faccia rivolta al muro e le braccia bloccate, ordinai ad altri due di montarsi sulle spalle.\ncomandai ad altri due di salire sulle loro spalle, e a un sesto ordinai di\ndi salire sulle spalle dei due superiori. La testa del guerriero pi\u00f9 alto\nguerriero pi\u00f9 in alto svettava a pi\u00f9 di quaranta piedi da terra.\n\nIn questo modo, con dieci guerrieri, costruii una serie di tre gradini da terra alle spalle dell'uomo pi\u00f9 alto.\nterra fino alle spalle dell'uomo pi\u00f9 alto. Poi, partendo da una\nda una breve distanza dietro di loro, salivo rapidamente da un gradino all'altro,\ne con un ultimo balzo dalle spalle larghe del pi\u00f9 alto mi sono\ncon le spalle larghe del pi\u00f9 alto, mi aggrappai alla cima del grande muro e mi portai silenziosamente sulla sua ampia\ndistesa. Dopo di me trascinai sei lembi di cuoio da altrettanti guerrieri.\ndei miei guerrieri. Queste lunghezze le avevamo precedentemente fissate insieme, e\ne passando un'estremit\u00e0 al guerriero pi\u00f9 in alto, abbassai l'altra estremit\u00e0\ncautamente oltre il lato opposto del muro verso il viale sottostante.\nNon c'era nessuno in vista, cos\u00ec, abbassandomi all'estremit\u00e0 della mia cinghia di cuoio\ndi cuoio, mi lasciai cadere per i rimanenti trenta piedi fino al marciapiede sottostante.\n\nAvevo appreso da Kantos Kan il segreto dell'apertura di questi cancelli, e in un altro momento i miei venti grandi combattenti si trovavano all'interno della citt\u00e0 condannata.\nun altro momento i miei venti grandi combattenti si trovavano all'interno della condannata\ncitt\u00e0 di Zodanga.\n\nCon mia grande gioia, scoprii di essere entrato dal confine inferiore dell'enorme parco del palazzo.\nenorme parco del palazzo. L'edificio stesso appariva in lontananza come un\ndi luce gloriosa, e subito decisi di condurre un distaccamento di guerrieri\nun distaccamento di guerrieri direttamente all'interno del palazzo, mentre il resto dell'orda\nmentre il resto della grande orda attaccava le caserme dei soldati.\n\nInviando uno dei miei uomini a Tars Tarkas per avere una scorta di cinquanta Thark,\ncon la notizia delle mie intenzioni, ordinai a dieci guerrieri di catturare e aprire\nuno dei grandi cancelli, mentre con i nove rimasti presi l'altro.\nDovevamo fare il nostro lavoro in silenzio, senza sparare colpi e senza fare alcuna\ngenerale fino a quando non avessi raggiunto il palazzo con i miei cinquanta\nsquali. I nostri piani funzionarono alla perfezione. Le due sentinelle che incontrammo furono\ninviati ai loro padri sulle rive del mare perduto di Korus,\ne le guardie di entrambi i cancelli le seguirono in silenzio.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXV\nIL SACCHEGGIO DI ZODANGA\n\n\nQuando il grande cancello dove mi trovavo si apr\u00ec, i miei cinquanta Thark, guidati da Tars Tarkas in persona, entrarono a cavallo dei loro possenti thoat.\nTars Tarkas in persona, entrarono a cavallo dei loro possenti tatami. Li condussi alle\nle mura del palazzo, che superai facilmente senza assistenza. Una volta\nuna volta dentro, tuttavia, il cancello mi diede notevoli problemi, ma alla fine fui ricompensato\nma alla fine fui ricompensato vedendolo oscillare sui suoi enormi cardini e ben presto la mia feroce scorta\nferoce scorta stava attraversando i giardini dello jeddak di Zodanga.\n\nQuando ci avvicinammo al palazzo, potei vedere attraverso le grandi finestre del primo piano\nprimo piano la sala delle udienze di Than Kosis, brillantemente illuminata.\nThan Kosis. L'immensa sala era affollata di nobili e delle loro donne,\ncome se fosse in corso una funzione importante. Non c'era una guardia in vista\nnon c'era una guardia in vista all'esterno del palazzo, a causa, presumo, del fatto che le mura della citt\u00e0 e del palazzo erano considerate\ncitt\u00e0 e le mura del palazzo erano considerate inespugnabili.\ne sbirciai all'interno.\n\nA un'estremit\u00e0 della camera, su massicci troni d'oro incrostati di diamanti, sedevano Than Kosis e la sua consorte, circondati da ufficiali.\ndiamanti, sedevano Than Kosis e la sua consorte, circondati da ufficiali e\ndignitari di Stato. Davanti a loro si estendeva un'ampia navata fiancheggiata da soldati.\nsoldati su entrambi i lati e, mentre guardavo, all'interno di questa navata, all'estremit\u00e0 della sala, il\nin fondo alla sala, la testa di un corteo che avanzava ai piedi del trono.\npiedi del trono.\n\nPer prima cosa marciarono quattro ufficiali della Guardia del jeddak che portavano un enorme\nun'enorme cassa su cui poggiava, su un cuscino di seta scarlatta, una grande catena d'oro con un collare e un lucchetto\ncatena d'oro con un collare e un lucchetto ad ogni estremit\u00e0. Subito dopo questi\nufficiali ne giungevano altri quattro che portavano un'analoga\nmagnifici ornamenti di un principe e di una principessa della casa regnante di\nZodanga.\n\nAi piedi del trono le due parti si separarono e si fermarono,\nsi sono fermati, uno di fronte all'altro, ai lati opposti della navata. Poi arrivarono altri\ndignitari, gli ufficiali del palazzo e dell'esercito e, infine, due figure interamente avvolte in seta scarlatta.\ninfine due figure interamente avvolte in una seta scarlatta, in modo che non fosse\ndi entrambe le figure. Questi due si fermarono ai piedi del\ntrono, di fronte a Than Kosis. Quando il resto del corteo entr\u00f2 e prese posto\ne si erano posizionati ai loro posti, Than Kosis si rivolse alla coppia in piedi davanti a lui.\nin piedi davanti a lui. Non riuscii a sentire le sue parole, ma poco dopo due\nufficiali avanzarono e tolsero la veste scarlatta a una delle figure,\ne vidi che Kantos Kan aveva fallito la sua missione, perch\u00e9 si trattava di Sab\nThan, principe di Zodanga, che si rivel\u00f2 davanti a me.\n\nThan Kosis prese ora un set di ornamenti da uno dei vassoi e mise uno dei collari d'oro al collo del figlio.\ne mise al collo del figlio uno dei collari d'oro, chiudendo il lucchetto.\nlucchetto. Dopo alcune parole rivolte a Sab Than, si rivolse all'altra figura, dalla quale gli ufficiali avevano tolto il lucchetto.\nall'altra figura, alla quale gli ufficiali avevano tolto le sete che la avvolgevano.\nsete, rivelando alla mia vista Dejah Thoris, principessa di Helium.\ndi Elio.\n\nL'oggetto della cerimonia mi era chiaro; in un altro momento Dejah\nThoris si sarebbe unita per sempre al Principe di Zodanga. Era una cerimonia\ncerimonia impressionante e bellissima, presumo, ma a me sembr\u00f2 lo spettacolo pi\u00f9\npi\u00f9 diabolico a cui avessi mai assistito, e mentre gli ornamenti venivano aggiustati\nornamenti sulla sua bella figura e il suo collare d'oro si apriva nelle mani di Than Kosis.\nmani di Than Kosis, alzai la mia spada lunga sopra la testa e, con la pesante elsa, frantumai\nl'elsa pesante, mandai in frantumi il vetro della grande finestra e balzai\nin mezzo all'assemblea attonita. Con un balzo mi trovai sui\ndella pedana accanto a Than Kosis e, mentre lui rimaneva immobile per la sorpresa, io\nsorpresa, feci cadere la mia lunga spada sulla catena d'oro che avrebbe\navrebbe legato Dejah Thoris a un altro.\n\nIn un attimo fu confusione; mille spade sguainate mi minacciavano da ogni parte.\nda ogni parte, e Sab Than si scagli\u00f2 contro di me con un pugnale ingioiellato\nche aveva estratto dai suoi ornamenti nuziali. Avrei potuto ucciderlo con la stessa\nfacilmente come una mosca, ma l'usanza millenaria di Barsoom mi trattenne.\nmano, e afferrando il suo polso mentre il pugnale volava verso il mio cuore, lo tenni come in una morsa e lo\ncome in una morsa e con la mia lunga spada puntai verso il fondo della sala.\ndella sala.\n\n Zodanga \u00e8 caduto, ho gridato.  Guardate!\n\nTutti gli occhi si volsero nella direzione che avevo indicato e l\u00ec, forzando i portali dell'ingresso, cavalcarono Tars Tarkas e i suoi cinquanta uomini.\nattraverso i portali dell'ingresso, cavalcavano Tars Tarkas e i suoi cinquanta\nguerrieri sui loro grandi thoat.\n\nUn grido di allarme e di stupore si lev\u00f2 dall'assemblea, ma nessuna parola di paura.\npaura, e in un attimo i soldati e i nobili di Zodanga si scagliarono contro i\nsi scagliavano contro i Thark che avanzavano.\n\nSpingendo Sab Than a capofitto dalla piattaforma, attirai Dejah Thoris al mio fianco.\nmio fianco. Dietro il trono c'era una stretta porta e in questa Than Kosis\nsi trovava ora di fronte a me, con la spada lunga sguainata. In un istante fummo\ne non trovai un antagonista da poco.\n\nMentre giravamo intorno all'ampia piattaforma, vidi Sab Than che si precipitava sui gradini per aiutare il padre.\nper aiutare suo padre, ma, mentre alzava la mano per colpire, Dejah Thoris gli si par\u00f2 davanti e allora la mia spada trov\u00f2 il punto che fece cadere Sab Than.\nThoris scatt\u00f2 davanti a lui e allora la mia spada trov\u00f2 il punto che rese Sab\nThan come jeddak di Zodanga. Mentre suo padre rotolava morto sul pavimento, il nuovo jeddak\nnuovo jeddak si liber\u00f2 dalla presa di Dejah Thoris e ancora una volta ci\naffrontati. Presto fu raggiunto da un quartetto di ufficiali e..,\ncon la schiena contro un trono d'oro, combattei ancora una volta per Dejah Thoris.\nThoris. Mi \u00e8 stato difficile difendermi e non colpire Sab\nThan e, con lui, la mia ultima possibilit\u00e0 di conquistare la donna che amavo. La mia lama\noscillava con la rapidit\u00e0 di un fulmine, mentre cercavo di parare le\ncolpi e i tagli dei miei avversari. Due li avevo disarmati e uno era a terra,\nquando molti altri si precipitarono in aiuto del loro nuovo sovrano e per vendicare la morte del vecchio.\nla morte del vecchio.\n\n\n[Illustrazione: Con la schiena contro un trono d'oro, combattei ancora una volta per Dejah Thoris.\nancora una volta per Dejah Thoris].\n\n\nMentre avanzavano si sentivano le grida di La donna! La donna! Colpitela\n\u00e8 il suo complotto. Uccidetela! Uccidetela!\n\nChiamando Dejah Thoris a mettersi dietro di me, mi feci strada verso la\nporta sul retro del trono, ma gli ufficiali capirono le mie intenzioni e tre di loro scattarono dietro di me per bloccarmi.\nintenzioni, e tre di loro scattarono dietro di me bloccando le mie possibilit\u00e0 di guadagnare una posizione\npossibilit\u00e0 di guadagnare una posizione in cui avrei potuto difendere Dejah Thoris\ncontro un esercito di spadaccini.\n\nI Thark erano impegnati al centro della stanza e io cominciai a rendermi conto che, a meno di un miracolo, Dejah non avrebbe potuto essere salvata.\nCominciai a capire che niente, a meno di un miracolo, avrebbe potuto salvare Dejah Thoris e me.\nThoris e me, quando vidi Tars Tarkas che si faceva largo tra la folla di pigmei che gli brulicavano intorno.\npigmei che gli brulicavano intorno. Con un solo colpo della sua potente spada lunga\nuna dozzina di cadaveri ai suoi piedi, e cos\u00ec facendo si apr\u00ec una strada davanti a lui.\nfinch\u00e9, in un altro momento, si trov\u00f2 sulla piattaforma accanto a me,\ndistribuendo morte e distruzione a destra e a manca.\n\nIl coraggio degli Zodangan era impressionante, nessuno tent\u00f2 di fuggire e quando i combattimenti cessarono fu perch\u00e9 solo gli squali erano\ndi fuggire e quando i combattimenti cessarono fu perch\u00e9 solo i Thark\nerano rimasti vivi nella grande sala, oltre a Dejah Thoris e a me.\n\nSab Than giaceva morto accanto a suo padre, e i cadaveri del fiore della nobilt\u00e0 e della cavalleria di Zodangan coprivano il pavimento di sangue.\nnobilt\u00e0 e della cavalleria di Zodangan coprivano il pavimento delle\ntrollo.\n\nIl mio primo pensiero, una volta terminata la battaglia, fu per Kantos Kan, e\nlasciando Dejah Thoris al comando di Tars Tarkas, presi una dozzina di guerrieri e mi affrettai a raggiungere le prigioni sotto il palazzo.\ne mi affrettai a raggiungere le prigioni sotto il palazzo. I carcerieri erano tutti\nerano tutti usciti per raggiungere i combattenti nella sala del trono, cos\u00ec perlustrammo la prigione labirintica senza\nprigione labirintica senza opposizione.\n\nHo chiamato il nome di Kantos ad alta voce in ogni nuovo corridoio e scompartimento,\ne alla fine fui ricompensato dall'udire una debole risposta. Guidati dal suono\nsuono, lo trovammo presto indifeso in una nicchia buia.\n\nEra felicissimo di vedermi e di conoscere il significato dell'incontro,\ndi cui era giunta una flebile eco nella sua cella. Mi disse che la\npattuglia aerea lo aveva catturato prima che raggiungesse l'alta torre del palazzo, per cui non aveva nemmeno visto Sab Than.\npalazzo, cos\u00ec che non aveva nemmeno visto Sab Than.\n\nScoprimmo che sarebbe stato inutile tentare di tagliare le sbarre e le catene che lo tenevano prigioniero.\ne le catene che lo tenevano prigioniero, quindi, su suo suggerimento, tornai a\ncercare tra i corpi al piano superiore le chiavi per aprire i lucchetti della cella e delle catene.\ncella e delle catene.\n\nFortunatamente tra i primi che ho esaminato ho trovato il suo carceriere, e ben presto abbiamo\nKantos Kan con noi nella sala del trono.\n\nIl rumore del fuoco pesante, mescolato a urla e grida, ci giunse dalle strade della citt\u00e0.\ndalle strade della citt\u00e0 e Tars Tarkas si affrett\u00f2 ad allontanarsi per dirigere i\ncombattimenti all'esterno. Kantos Kan lo accompagn\u00f2 per fargli da guida, mentre i guerrieri verdi\nguerrieri verdi cominciarono a perlustrare a fondo il palazzo alla ricerca di altri Zodangan\ne di bottino, e io e Dejah Thoris rimanemmo soli.\n\nEra sprofondata in uno dei troni d'oro e quando mi voltai verso di lei mi salut\u00f2 con un\nmi salut\u00f2 con un sorriso malinconico.\n\n C'\u00e8 mai stato un uomo cos\u00ec! esclam\u00f2.  So che Barsoom non ha mai\nnon ha mai visto un uomo come te. \u00c8 possibile che tutti gli uomini della Terra siano come te?\nSolo, straniero, braccato, minacciato, perseguitato, hai fatto in pochi mesi quello che in tutte le epoche passate di Barsoom\nin pochi mesi quello che in tutte le epoche passate di Barsoom nessun uomo ha mai fatto.\nha fatto: ha unito le orde selvagge dei fondali marini e le ha portate a combattere come\na combattere come alleati di un popolo rosso marziano.\n\n La risposta \u00e8 facile, Dejah Thoris, risposi sorridendo.  Non sono stato io\nche l'ha fatto, \u00e8 stato l'amore, l'amore per Dejah Thoris, un potere che avrebbe compiuto\nmiracoli pi\u00f9 grandi di questo che hai visto.\n\nUn bel rossore le avvolse il viso e rispose,\n\n Puoi dirlo ora, John Carter, e io posso ascoltarti, perch\u00e9 sono libero.\n\n E devo ancora dire, prima che sia di nuovo troppo tardi, che sono tornato.\n Ho fatto molte cose strane nella mia vita, molte cose che gli uomini pi\u00f9 saggi non avrebbero\nnon avrebbero osato, ma mai nelle mie fantasie pi\u00f9 sfrenate avevo sognato di\ndi conquistare una Dejah Thoris per me stesso, perch\u00e9 mai avevo sognato che in tutto l'universo\nl'universo esistesse una donna come la Principessa di Elio. Il fatto che tu sia\nuna principessa non mi sconvolge, ma il fatto che siate voi \u00e8 sufficiente a farmi dubitare della mia sanit\u00e0 mentale\ndubbio sulla mia sanit\u00e0 mentale quando ti chiedo, mia principessa, di essere mia.\n\n Non c'\u00e8 bisogno che si vergogni chi conosceva cos\u00ec bene la risposta al suo appello\nprima che fosse formulata, rispose, alzandosi e posando le sue care mani sulle mie spalle.\nmani sulle mie spalle, e cos\u00ec la presi tra le braccia e la baciai.\n\nE cos\u00ec, in mezzo a una citt\u00e0 di conflitti selvaggi, piena di allarmi di guerra, con la morte e la distruzione che si susseguono terribili.\nallarmi di guerra; con la morte e la distruzione che mietevano il loro terribile\nintorno a lei, Dejah Thoris, Principessa di Helium, vera figlia di Marte, il Dio della Guerra, si prometteva in sposa a John Carter.\ndi Marte, il Dio della Guerra, si promise in sposa a John Carter,\nGentiluomo della Virginia.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXVI\nATTRAVERSO LA CARNEFICINA VERSO LA GIOIA\n\n\nQualche tempo dopo, Tars Tarkas e Kantos Kan tornarono per riferire che Zodanga era stata completamente ridotta.\nZodanga era stata completamente ridotta. Le sue forze erano state interamente distrutte\no catturate, e non c'era da aspettarsi ulteriore resistenza dall'interno.\nDiverse navi da guerra erano riuscite a fuggire, ma c'erano migliaia di navi da guerra e mercantili\nmercantili sotto la guardia dei guerrieri di Thark.\n\nLe orde minori avevano iniziato a saccheggiare e a litigare tra loro.\nCos\u00ec \u00e8 stato deciso di raccogliere i guerrieri che potevamo,\ndi rifornire il maggior numero possibile di vascelli con prigionieri zodangani e di partire alla volta di\nElio senza ulteriori perdite di tempo.\n\nCinque ore pi\u00f9 tardi salpammo dai tetti degli edifici del porto con una\nflotta di duecentocinquanta navi da guerra, che trasportavano quasi centomila guerrieri verdi.\nguerrieri verdi, seguiti da una flotta di trasporti con i nostri\nthoat.\n\nDietro di noi lasciammo la citt\u00e0 colpita nelle grinfie feroci e brutali di circa quarantamila guerrieri verdi delle orde minori.\ndi circa quarantamila guerrieri verdi delle orde minori. Stavano\nsaccheggiando, uccidendo e combattendo tra loro. In un centinaio di\nin un centinaio di punti avevano applicato la fiamma ossidrica e colonne di fumo denso si stavano\nfumo denso si alzavano sopra la citt\u00e0, come se volessero oscurare all'occhio del cielo gli\norribili immagini sottostanti.\n\nA met\u00e0 pomeriggio abbiamo avvistato le torri gialle e scarlatte di Helium.\ndi Elio e, poco dopo, una grande flotta di corazzate zodanghiane si alz\u00f2 dagli accampamenti degli assedianti\ndagli accampamenti degli assedianti senza la citt\u00e0 e avanz\u00f2 per incontrarci.\nci venne incontro.\n\nI vessilli di Helium erano stati stesi da prua a poppa di ciascuna delle nostre potenti imbarcazioni.\nma gli zodangani non avevano bisogno di questo segno per capire che eravamo nemici.\nche eravamo nemici, perch\u00e9 i nostri verdi guerrieri marziani avevano aperto il fuoco su di loro quasi\navevano aperto il fuoco su di loro quasi appena lasciata la terra. Con la loro straordinaria abilit\u00e0 di tiro\nhanno raso al suolo la flotta in arrivo con una raffica dopo l'altra.\n\nLe citt\u00e0 gemelle di Helium, percependo che eravamo amici, inviarono centinaia di navi per aiutarci.\ncentinaia di navi per aiutarci, e poi inizi\u00f2 la prima vera battaglia aerea a cui\nche io abbia mai visto.\n\nI vascelli che trasportavano i nostri guerrieri verdi continuavano a volteggiare sopra le\nflotte di Helium e Zodanga, poich\u00e9 le loro batterie erano inutili nelle mani dei Thark che, non avendo una marina, non avevano\ninutili nelle mani dei Thark che, non avendo una marina, non hanno alcuna capacit\u00e0 di\ndi artiglieria navale. Il loro fuoco di armi leggere, tuttavia, fu molto efficace,\ne l'esito finale dell'ingaggio fu fortemente influenzato, se non del tutto determinato, dalla loro presenza.\nfortemente influenzato, se non del tutto determinato, dalla loro presenza.\n\nAll'inizio le due forze girarono in cerchio alla stessa altitudine, lanciando bordate\ncontro l'altra. Di l\u00ec a poco un grande buco si apr\u00ec nello scafo\nscafo di una delle immense imbarcazioni da battaglia provenienti dal campo di Zodangan; con una sbandata si capovolse completamente, le piccole figure dell'equipaggio\nsbandata si capovolse completamente, le piccole figure del suo equipaggio\nprecipitano, girano e si contorcono verso il suolo mille piedi pi\u00f9 in basso;\npoi, con una velocit\u00e0 nauseante, si lanci\u00f2 dietro di loro, quasi completamente\nseppellendosi nel morbido terriccio dell'antico fondo marino.\n\nUn selvaggio grido di esultanza si lev\u00f2 dallo squadrone eliotiano e con\ncon raddoppiata ferocia si abbatterono sulla flotta di Zodangan. Con una bella\nmanovra due vascelli di Helium si posizionarono al di sopra degli avversari.\navversari, da cui riversarono su di loro dalle loro batterie di bombe a chiglia\nbatterie di bombe a chiglia un perfetto torrente di bombe esplosive.\n\nPoi, una dopo l'altra, le corazzate di Helium riuscirono ad elevarsi sopra gli\nZodangan, e in breve tempo alcune delle corazzate\ncorazzate stavano andando alla deriva come relitti senza speranza verso l'alta torre scarlatta\ndell'Elio maggiore. Diverse altre tentarono di fuggire, ma furono presto\nma vennero presto circondate da migliaia di minuscoli volantini individuali, e sopra ognuno di essi\nsopra ognuno di essi pendeva una mostruosa nave da guerra di Elio pronta a sganciare gruppi di abbordaggio sui loro\nsui loro ponti.\n\nIn poco pi\u00f9 di un'ora dal momento in cui lo squadrone vittorioso di Zodangan si era alzato per incontrarci dal campo degli assedianti\nZodangan si era alzato per venirci incontro dall'accampamento degli assedianti, la battaglia era finita.\nla battaglia era finita e le rimanenti navi degli Zodangan conquistati si dirigevano verso le citt\u00e0 di Helium\nZodangan conquistate si dirigevano verso le citt\u00e0 di Helium con equipaggi premiati.\n\nC'era un lato estremamente patetico nella resa di questi possenti\ndi questi potenti volatori, il risultato di un'usanza secolare che richiedeva che la resa\nche la resa fosse segnalata dal tuffo volontario a terra del comandante della\ncomandante del vascello sconfitto. Uno dopo l'altro i coraggiosi\ncoraggiosi, tenendo i loro colori alti sopra le loro teste, saltarono dalle\nprua della loro potente imbarcazione verso una morte atroce.\n\nSolo quando il comandante dell'intera flotta fece il temibile passo indietro,\ndi arrendersi delle navi rimaste, il combattimento cess\u00f2 e l'inutile sacrificio di uomini coraggiosi fin\u00ec.\ncessarono i combattimenti e l'inutile sacrificio di uomini coraggiosi ebbe fine.\n\nA questo punto facemmo segno alla nave ammiraglia della marina di Helium di avvicinarsi e, quando fu a portata di mano, chiamai che c'era la Principessa Dejah.\na distanza di navigazione, dissi che avevamo la principessa Dejah Thoris a bordo e che volevamo trasferirla sulla nave ammiraglia.\nDejah Thoris a bordo e che desideravamo trasferirla sulla nave ammiraglia\naffinch\u00e9 fosse portata immediatamente in citt\u00e0.\n\nQuando la portata del mio annuncio si fece sentire, un grande grido si lev\u00f2 dai ponti della nave ammiraglia.\nsi lev\u00f2 dal ponte della nave ammiraglia, e un attimo dopo i colori della\ndella Principessa di Helium si infransero in cento punti sulle sue opere superiori.\nsuperiore. Quando gli altri vascelli della squadriglia colsero il significato dei\nsegnali lanciati, si accodarono all'acclamazione selvaggia e srotolarono i suoi colori alla\ncolori alla luce del sole.\n\nLa nave ammiraglia ci piomb\u00f2 addosso e, mentre oscillava con grazia verso e\ntoccare il nostro fianco, una dozzina di ufficiali salirono sul nostro ponte. Quando il loro sguardo\nsguardo stupito sulle centinaia di guerrieri verdi, che ora uscivano\ndai rifugi da combattimento, si fermarono sbigottiti, ma alla vista di\nKantos Kan, che avanzava per andare incontro a loro, si fecero avanti, affollandosi\nintorno a lui.\n\nIo e Dejah Thoris avanzammo e loro non avevano occhi che per lei.\nlei. Li accolse con grazia, chiamando ciascuno per nome, perch\u00e9 erano\nuomini di alto livello nella stima e nel servizio di suo nonno e li conosceva bene.\ne li conosceva bene.\n\n Posate le mani sulla spalla di John Carter, disse loro,\nl'uomo a cui Elio deve la sua principessa e la sua vittoria di oggi.\nla sua vittoria di oggi.\n\nSono stati molto cortesi con me e mi hanno detto molte cose gentili e\nma ci\u00f2 che sembr\u00f2 impressionarli maggiormente fu il fatto che avevo ottenuto l'aiuto dei feroci Thark\ndei feroci Thark nella mia campagna per la liberazione di Dejah Thoris,\ne il soccorso di Helium.\n\n Dovete i vostri ringraziamenti pi\u00f9 a un altro uomo che a me, ho detto, ed eccolo qui.\nEcco a voi uno dei pi\u00f9 grandi soldati e statisti di Barsoom, Tars Tarkas, Jeddak di Thark.\nTarkas, Jeddak di Thark.\n\nCon la stessa cortesia che aveva contraddistinto il loro modo di fare nei miei confronti\nsalutarono il grande Thark che, con mia grande sorpresa, non era molto indietro\nnon era molto indietro rispetto a loro in quanto a disinvoltura nel portamento o nel linguaggio cortese. Pur non essendo\nnon \u00e8 una razza sgarbata, i Thark sono estremamente formali e i loro modi di fare si prestano\nsi prestano in modo sorprendente a maniere dignitose e cortesi.\n\nDejah Thoris sal\u00ec a bordo della nave ammiraglia e fu molto contrariata dal fatto che io non la seguissi.\nma, come le spiegai, la battaglia era stata vinta solo in parte.\nche la battaglia era stata vinta solo in parte; dovevamo ancora rendere conto alle forze terrestri degli Zodangan assedianti.\ne non avrei lasciato Tars Tarkas finch\u00e9 questo non fosse stato\ncompiuto.\n\nIl comandante delle forze navali di Helium ha promesso di fare in modo che le armate di Helium\ndi far attaccare le armate di Helium dalla citt\u00e0 in concomitanza con il nostro attacco via terra.\nCos\u00ec le navi si separarono e Dejah Thoris fu portata in trionfo alla corte di suo nonno, Tardos Mors, Jardin.\ntrionfo alla corte di suo nonno, Tardos Mors, Jeddak di Helium.\nElio.\n\nIn lontananza si trovava la nostra flotta di trasporti, con i thoat dei guerrieri verdi, dove erano rimasti durante la battaglia.\nguerrieri verdi, dove erano rimasti durante la battaglia. Senza\nsenza pontili, sarebbe stato difficile scaricare queste bestie sulla pianura\nin aperta pianura, ma non c'era altro da fare e cos\u00ec ci dirigemmo verso un punto a circa dieci miglia da\ncos\u00ec ci dirigemmo verso un punto a circa dieci miglia dalla citt\u00e0 e iniziammo l'impresa.\n\n\u00c8 stato necessario calare gli animali a terra con le imbragature e questo lavoro ha occupato il resto della giornata e met\u00e0 della notte.\nlavoro occup\u00f2 il resto della giornata e met\u00e0 della notte. Due volte siamo stati\ndue volte siamo stati attaccati da gruppi di cavalleria Zodangan, ma con poche perdite,\nTuttavia, dopo il calare delle tenebre, si sono ritirati.\n\nNon appena l'ultimo carro fu scaricato, Tars Tarkas diede l'ordine di avanzare.\ndi avanzare, e in tre gruppi ci insinuammo nell'accampamento degli Zodangan da\nnord, da sud e da est.\n\nA circa un miglio dall'accampamento principale incontrammo i loro avamposti e, come era stato preordinato, lo accettammo come segnale di carica.\ncome era stato prestabilito, lo accettammo come segnale di carica. Con grida selvagge\ngrida feroci e tra gli stridori sgradevoli di tori infuriati per la battaglia\nci avventammo sugli Zodangan.\n\nNon li abbiamo colti di sorpresa, ma abbiamo trovato una linea di battaglia ben trincerata\nche ci fronteggiava. Di volta in volta fummo respinti finch\u00e9, verso mezzogiorno, cominciai a temere per l'esito della battaglia.\ncominciai a temere per l'esito della battaglia.\n\nGli Zodangan contavano quasi un milione di combattenti, radunati da un polo all'altro, ovunque si estendessero i loro corsi d'acqua nastriformi.\nda un polo all'altro, ovunque si estendessero i loro corsi d'acqua nastriformi, mentre\ncontro di loro c'erano meno di centomila guerrieri verdi.\nLe forze di Helium non erano arrivate, n\u00e9 avevamo ricevuto alcuna notizia da loro.\nda loro.\n\nProprio a mezzogiorno abbiamo sentito un forte fuoco lungo tutta la linea tra gli\nZodangan e le citt\u00e0, e allora capimmo che erano arrivati i tanto necessari rinforzi.\nrinforzi erano arrivati.\n\nAncora una volta Tars Tarkas ordin\u00f2 la carica e ancora una volta i possenti thoat\nportarono i loro terribili cavalieri contro i bastioni del nemico. Nello stesso\nstesso momento la linea di battaglia di Helium si slanciava sugli opposti\ndei Zodangan e in un altro momento li schiacciavano come\nschiacciati come tra due macine. Nobilmente combatterono, ma invano.\n\nLa pianura davanti alla citt\u00e0 divenne un vero e proprio caos prima che l'ultimo Zodangan si arrendesse.\nZodangan si arrese, ma alla fine la carneficina cess\u00f2, i prigionieri furono riportati a Helium e noi entrammo nelle porte della citt\u00e0 maggiore.\nprigionieri furono riportati a Helium e noi entrammo nelle porte della citt\u00e0 pi\u00f9 grande, come un\nun enorme corteo trionfale di eroi conquistatori.\n\nGli ampi viali erano fiancheggiati da donne e bambini, tra i quali si trovavano anche\nuomini che, per i loro compiti, dovevano rimanere in citt\u00e0 durante la battaglia.\ndurante la battaglia. Siamo stati accolti da un interminabile applauso\ne siamo stati accolti da un'infinita serie di applausi e siamo stati ricoperti di ornamenti d'oro, di platino, d'argento e di gioielli preziosi.\ngioielli preziosi. La citt\u00e0 era impazzita di gioia.\n\nI miei feroci squali hanno provocato l'eccitazione e l'entusiasmo pi\u00f9 sfrenati. Mai prima\nprima d'ora un corpo armato di guerrieri verdi aveva varcato le porte di Helium,\ne il fatto che venissero ora come amici e alleati riemp\u00ec di gioia gli uomini rossi.\ndi gioia gli uomini rossi.\n\nIl fatto che i miei poveri servigi a Dejah Thoris fossero diventati noti agli\nElio \u00e8 stato testimoniato dal forte grido del mio nome e dai carichi di ornamenti che sono stati fissati su di me e sul mio enorme gallo mentre\nornamenti che venivano fissati su di me e sul mio enorme tettuccio quando\ndi palazzo, perch\u00e9 anche di fronte all'aspetto feroce di Woola il\naspetto feroce di Woola, la popolazione si strinse attorno a me.\n\nQuando ci avvicinammo a questo magnifico ammasso fummo accolti da un gruppo di ufficiali che ci salutarono calorosamente\nufficiali che ci accolsero calorosamente e chiesero che Tars Tarkas e i suoi jed con i jeddak e i jed dei suoi alleati selvaggi.\nTars Tarkas e i suoi jeddak con i jeddak e i jed dei suoi alleati selvaggi, insieme a me, smontassero e li accompagnassero a ricevere da Tardos Mors una\nio, smontassero e li accompagnassero per ricevere da Tardos Mors un'espressione di gratitudine per i nostri servizi.\nTardos Mors un'espressione di gratitudine per i nostri servizi.\n\nIn cima alla grande scalinata che porta ai portali principali del palazzo si trovava il gruppo reale.\npalazzo si trovava il gruppo dei reali e, quando raggiungemmo i gradini inferiori, uno dei loro\nloro numero scese per incontrarci.\n\nEra un esemplare quasi perfetto di virilit\u00e0; alto, dritto come una freccia, superbamente muscoloso e con il portamento e l'aspetto di un sovrano del paese.\nmuscoloso e con il portamento e l'aspetto di un dominatore di uomini.\nuomini. Non c'era bisogno che mi dicessero che era Tardos Mors, Jeddak di\nElio.\n\nIl primo membro del nostro gruppo che incontr\u00f2 fu Tars Tarkas e le sue prime parole suggellarono per sempre la nuova amicizia tra le razze.\nparole suggellarono per sempre la nuova amicizia tra le razze.\n\n Che Tardos Mors possa incontrare il pi\u00f9 grande guerriero vivente di Barsoom \u00e8 un onore inestimabile.\nguerriero vivente di Barsoom \u00e8 un onore inestimabile, ma che possa posare la sua mano sulla spalla di un amico e alleato\nsulla spalla di un amico e alleato \u00e8 una manna ben pi\u00f9 grande.\n\n Jeddak di Helium, tornato Tars Tarkas, \u00e8 rimasto un uomo di un altro mondo a insegnare ai guerrieri verdi di Barsoom il significato di\nun altro mondo per insegnare ai guerrieri verdi di Barsoom il significato dell'amicizia.\namicizia; a lui dobbiamo il fatto che le orde di Thark possono capirvi, che possono apprezzare e ricambiare\ncomprendere; che possano apprezzare e ricambiare i sentimenti\ncos\u00ec gentilmente espressi.\n\nTardos Mors salut\u00f2 poi tutti i jeddak e i jed verdi e a ciascuno rivolse parole di amicizia e apprezzamento.\nognuno di loro rivolse parole di amicizia e di apprezzamento.\n\nAvvicinandosi a me, mi pose entrambe le mani sulle spalle.\n\n Benvenuto, figlio mio, disse; che ti viene concesso, volentieri, e senza\nuna sola parola di opposizione, il gioiello pi\u00f9 prezioso di tutto Helium, s\u00ec, di tutta Barsoom, \u00e8 una prova sufficiente della mia stima.\nBarsoom, \u00e8 una prova sufficiente della mia stima.\n\nSiamo stati poi presentati a Mors Kajak, Jed di Elio minore e padre di Dejah Thoris.\ndi Dejah Thoris. Aveva seguito da vicino Tardos Mors e sembrava\nsembrava ancora pi\u00f9 colpito dall'incontro di quanto non lo fosse suo padre.\n\nTent\u00f2 una dozzina di volte di esprimermi la sua gratitudine, ma la voce gli si strozzava per l'emozione e non riusciva a parlare.\nvoce strozzata dall'emozione e non riusciva a parlare, eppure aveva, come avrei appreso in seguito, una reputazione di ferocia e impavidit\u00e0 come combattente.\ncome venni a sapere in seguito, una reputazione di ferocia e di impavidit\u00e0 come combattente\nche era notevole anche sulla bellicosa Barsoom. In comune con tutti gli\nElio, egli adorava sua figlia e non riusciva a pensare a ci\u00f2 a cui lei era sfuggita senza\nscampata senza provare una profonda emozione.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXVII\nDALLA GIOIA ALLA MORTE\n\n\nPer dieci giorni le orde di Thark e i loro selvaggi alleati vennero rifocillati e intrattenuti.\ne poi, carichi di costosi regali e scortati da diecimila soldati di Helium comandati da Mors Kajak, partirono per il loro viaggio.\ndiecimila soldati di Helium comandati da Mors Kajak, intrapresero il viaggio di ritorno verso le loro\nviaggio di ritorno verso le loro terre. Il jed dell'Elio minore con una\nnobili li accompagn\u00f2 fino a Thark, per consolidare i nuovi legami di pace e di\nper cementare pi\u00f9 da vicino i nuovi legami di pace e amicizia.\n\nSola accompagn\u00f2 anche Tars Tarkas, suo padre, che di fronte a tutti i suoi\ncapi l'aveva riconosciuta come sua figlia.\n\nTre settimane dopo, Mors Kajak e i suoi ufficiali, accompagnati da Tars\nTarkas e Sola, tornarono a bordo di una nave da guerra che era stata spedita a\nThark per andare a prenderli in tempo per la cerimonia che rendeva Dejah Thoris e John Carter\ne John Carter.\n\nPer nove anni ho servito nei consigli e ho combattuto negli eserciti di\nElio come principe della casa di Tardos Mors. Il popolo sembrava non stancarsi mai\ndi tributarmi onori e non c'era giorno che non portasse una nuova prova del loro amore per la mia principessa, l'incomparabile Tardos Mors.\nuna nuova prova del loro amore per la mia principessa, l'incomparabile Dejah Thoris.\nThoris.\n\nIn un'incubatrice dorata sul tetto del nostro palazzo giaceva un uovo bianco come la neve.\nPer quasi cinque anni dieci soldati della Guardia di Jeddak si erano costantemente\ne non passava giorno, quando ero in citt\u00e0, che Dejah Thoris e io non stessimo mano nella mano davanti al nostro piccolo santuario.\nThoris e io non stessimo mano nella mano davanti al nostro piccolo santuario\na pianificare il futuro, quando il delicato guscio si sarebbe rotto.\n\nVivida nella mia memoria \u00e8 l'immagine dell'ultima notte, mentre eravamo seduti l\u00ec\na parlare a bassa voce della strana storia d'amore che aveva intrecciato le nostre vite e di questo\ninsieme e di questa meraviglia che stava arrivando per aumentare la nostra felicit\u00e0\ne realizzare le nostre speranze.\n\nIn lontananza vedemmo la luce bianca e brillante di un dirigibile in avvicinamento, ma non attribuimmo alcun significato particolare a una vista cos\u00ec comune.\nma non attribuimmo alcun significato particolare a una vista cos\u00ec comune.\nCome un fulmine, l'aeronave si diresse verso Elio finch\u00e9 la sua stessa velocit\u00e0\nla sua stessa velocit\u00e0 rivel\u00f2 l'insolito.\n\nLampeggiando i segnali che la proclamavano portatrice di un dispaccio per la\njeddak, gir\u00f2 in tondo aspettando con impazienza la ritardataria motovedetta che doveva\nche doveva convogliarla al porto del palazzo.\n\nDieci minuti dopo l'arrivo a palazzo, un messaggio mi chiam\u00f2 nella sala del consiglio.\nsala del consiglio, che trovai piena di membri di quell'organo.\n\nSulla piattaforma rialzata del trono c'era Tardos Mors, che camminava avanti e indietro con il volto teso.\navanti e indietro con il volto teso. Quando tutti furono ai loro posti, si volt\u00f2\nverso di noi.\n\n Questa mattina, ha detto, \u00e8 giunta ai vari governi di Barsoom la notizia che il custode dell'impianto atmosferico non aveva fatto alcun collegamento wireless.\nBarsoom che il custode dell'impianto atmosferico non aveva fatto alcun rapporto wireless\nradio da due giorni, n\u00e9 gli appelli quasi incessanti da una ventina di capitali hanno dato segno di risposta.\nda una ventina di capitali, n\u00e9 gli si era dato un segno di risposta.\n\n Gli ambasciatori delle altre nazioni ci hanno chiesto di prendere in mano la questione e di affrettare il\ne di far arrivare in fretta l'assistente del custode allo stabilimento. Per tutto il giorno mille\nincrociatori lo hanno cercato, finch\u00e9 proprio ora uno di loro \u00e8 tornato\ncon il suo cadavere, che \u00e8 stato trovato nelle fosse sotto casa sua\norribilmente mutilato da qualche assassino.\n\n Non c'\u00e8 bisogno che vi dica cosa significa questo per Barsoom. Ci vorrebbero mesi per\nmesi per penetrare quelle possenti mura, infatti il lavoro \u00e8 gi\u00e0 iniziato.\ne ci sarebbe poco da temere se il motore dell'impianto di pompaggio funzionasse come dovrebbe e come hanno fatto tutti per centinaia di anni.\npompaggio funzionasse come dovrebbe e come hanno fatto tutti per centinaia di anni.\nanni; ma il peggio, temiamo, \u00e8 accaduto. Gli strumenti mostrano una\npressione dell'aria in rapida diminuzione in tutte le parti di Barsoom.\nsi \u00e8 fermato.\n\n Signori miei, ha concluso, abbiamo al massimo tre giorni di vita.\n\nCi fu silenzio assoluto per diversi minuti, poi un giovane nobile si alz\u00f2 e con la spada sguainata alta sopra la testa\nsi alz\u00f2 e con la spada sguainata alta sopra la testa si rivolse a\nTardos Mors.\n\n Gli uomini di Helium si sono vantati di aver mostrato a Barsoom come dovrebbe vivere una nazione rossa.\nBarsoom come una nazione di uomini rossi dovrebbe vivere, ora \u00e8 la nostra occasione per\ndi mostrare loro come devono morire. Andiamo avanti con i nostri compiti come se\nmille anni utili davanti a noi.\n\nLa camera risuon\u00f2 di applausi e poich\u00e9 non c'era niente di meglio da fare\nche placare i timori del popolo con il nostro esempio, ce ne andammo per la nostra strada\ncon il sorriso sul volto e il dolore che ci rodeva il cuore.\n\nQuando tornai al mio palazzo, scoprii che la voce era gi\u00e0 arrivata a\nDejah Thoris, cos\u00ec le raccontai tutto quello che avevo sentito.\n\n Siamo stati molto felici, John Carter, disse, e ringrazio qualsiasi cosa il destino ci riservi che ci permetta di morire insieme.\ndestino che ci attende, che ci permetta di morire insieme.\n\nI due giorni successivi non portarono alcun cambiamento apprezzabile nell'apporto di aria,\nma la mattina del terzo giorno la respirazione divenne difficile alle\ntetti pi\u00f9 alti. I viali e le piazze di Helium erano pieni di gente.\ndi persone. Tutti gli affari erano cessati. Per la maggior parte la gente\nper lo pi\u00f9 la gente guardava coraggiosamente in faccia il proprio destino inalterabile. Qua e l\u00e0, tuttavia\nuomini e donne si abbandonarono a un silenzioso dolore.\n\nVerso la met\u00e0 del giorno molti dei pi\u00f9 deboli cominciarono a soccombere e nel giro di un'ora gli abitanti di Barsoom stavano sprofondando a migliaia nel mare.\ne nel giro di un'ora gli abitanti di Barsoom stavano sprofondando a migliaia nella\nl'incoscienza che precede la morte per asfissia.\n\nDejah Thoris e io, insieme agli altri membri della famiglia reale, ci eravamo\nin un giardino incassato all'interno di un cortile del palazzo.\nParlavamo a bassa voce, quando parlavamo, mentre il timore della cupa ombra di morte\ncupa ombra della morte si insinuava su di noi. Persino Woola sembrava sentire il\npeso dell'imminente calamit\u00e0, perch\u00e9 si strinse a Dejah Thoris e a me, lamentandosi pietosamente.\ne a me, piagnucolando pietosamente.\n\nLa piccola incubatrice era stata portata dal tetto del nostro palazzo su\nrichiesta di Dejah Thoris e lei si sedette a guardare con desiderio la piccola vita sconosciuta che ora non avrebbe mai conosciuto.\npiccola vita che ora non avrebbe mai conosciuto.\n\nMentre diventava percettibilmente difficile respirare, Tardos Mors si alz\u00f2,\ndicendo,\n\n Salutiamoci a vicenda. I giorni della grandezza di Barsoom\nsono finiti. Il sole di domani si affaccer\u00e0 su un mondo morto che per tutta l'eternit\u00e0\nper tutta l'eternit\u00e0 dovr\u00e0 dondolare nei cieli popolati nemmeno da\nricordi. \u00c8 la fine.\n\nSi chin\u00f2 a baciare le donne della sua famiglia e pose la sua mano forte sulle spalle degli uomini.\nsulle spalle degli uomini.\n\nQuando mi voltai tristemente verso di lui, i miei occhi caddero su Dejah Thoris. La sua testa era\ncaduta sul petto, in apparenza era priva di vita. Con un\ngrido mi avvicinai a lei e la sollevai tra le braccia.\n\nI suoi occhi si aprirono e guardarono nei miei.\n\n Baciami, John Carter, mormor\u00f2.  Ti amo! Ti amo! \u00c8\ncrudele che dobbiamo essere separati noi che avevamo appena iniziato una vita di\namore e felicit\u00e0.\n\nMentre premevo le sue care labbra sulle mie, l'antico sentimento di potere e di autorit\u00e0\npotere e di autorit\u00e0 inespugnabile. Il sangue battagliero della Virginia\nnelle mie vene.\n\n Non sar\u00e0 cos\u00ec, mia principessa, gridai.  C'\u00e8, ci deve essere un modo\ne John Carter, che ha lottato in un mondo sconosciuto per amore tuo, lo trover\u00e0.\nper amore tuo, lo trover\u00e0.\n\nE con le mie parole si insinu\u00f2 sopra la soglia della mia mente cosciente\nuna serie di nove suoni a lungo dimenticati. Come un lampo nell'oscurit\u00e0\nnell'oscurit\u00e0, mi apparve il loro significato completo, la chiave delle tre\ngrandi porte dell'impianto atmosferico!\n\nVoltandomi improvvisamente verso Tardos Mors, mentre stringevo ancora al petto il mio amore morente, gridai.\nal mio petto, ho pianto.\n\n Un volantino, Jeddak! Presto! Ordina al tuo volatore pi\u00f9 veloce di raggiungere la cima del palazzo. I\nposso ancora salvare Barsoom.\n\nNon aspett\u00f2 di fare domande, ma in un attimo una guardia si precipit\u00f2 al molo pi\u00f9 vicino e, sebbene l'aria fosse rarefatta e quasi sparita, al momento dell'arrivo del capitano.\nal molo pi\u00f9 vicino e, nonostante l'aria fosse rarefatta e quasi scomparsa sul tetto, riuscirono a lanciare la pi\u00f9 veloce macchina di ricognizione aerea\ntetto, riuscirono a lanciare la pi\u00f9 veloce macchina da esplorazione aerea con un solo uomo\nche l'abilit\u00e0 di Barsoom avesse mai prodotto.\n\nBaciando Dejah Thoris una dozzina di volte e ordinando a Woola, che mi avrebbe seguito, di restare a farle la guardia, mi precipitai con la vecchia agilit\u00e0.\nche mi avrebbe seguito, di rimanere a farle la guardia, balzai con la mia vecchia agilit\u00e0 e forza fino agli alti bastioni del palazzo.\nforza verso gli alti bastioni del palazzo, e in un altro momento ero\nin un altro momento mi diressi verso la meta delle speranze di tutta Barsoom.\n\nHo dovuto volare basso per avere aria sufficiente per respirare, ma ho preso una rotta rettilinea attraverso un vecchio fondale marino e quindi ho dovuto alzarmi solo di qualche metro per respirare.\nrotta rettilinea attraverso un vecchio fondale marino e quindi dovevo alzarmi solo di pochi\npochi metri dal suolo.\n\nHo viaggiato con una velocit\u00e0 spaventosa, perch\u00e9 la mia missione era una corsa contro il tempo\ncon la morte. Il volto di Dejah Thoris era sempre davanti a me. Quando mi ero voltato\nper un'ultima occhiata mentre lasciavo il giardino del palazzo, l'avevo vista barcollare e\ne sprofondare a terra accanto alla piccola incubatrice. Che fosse caduta\nche era caduta nell'ultimo coma che sarebbe sfociato nella morte, se la riserva d'aria fosse rimasta\nd'aria, lo sapevo bene e cos\u00ec, gettando la cautela al vento, ho gettato in mare tutto ci\u00f2 che\ngetto in mare tutto, tranne il motore e la bussola, anche i miei\ne mi sdraiai a pancia in gi\u00f9 lungo il ponte, con una mano sul timone e l'altra a spingere il\nuna mano sul volante e l'altra a spingere la leva della velocit\u00e0 fino all'ultima tacca.\ncon la velocit\u00e0 di una meteora ho squarciato l'aria sottile di Marte morente.\n\nUn'ora prima del tramonto le grandi pareti dell'impianto atmosferico si profilarono\nimprovvisamente davanti a me, e con un tonfo nauseante precipitai al suolo\ndavanti alla piccola porta che impediva la scintilla di vita agli abitanti di un intero pianeta.\nabitanti di un intero pianeta.\n\nAccanto alla porta, una grande squadra di uomini si era data da fare per perforare il muro.\nmuro, ma avevano a malapena scalfito la superficie simile alla selce e ora\nla maggior parte di loro giaceva nell'ultimo sonno da cui nemmeno l'aria li avrebbe risvegliati.\nrisvegliare nemmeno l'aria.\n\nLe condizioni sembravano molto peggiori qui che a Helium, ed era con\ncon difficolt\u00e0 a respirare. C'erano alcuni uomini ancora\ncoscienti e a uno di questi parlai.\n\n Se posso aprire queste porte, c'\u00e8 un uomo che pu\u00f2 accendere i motori?  I\nchiesto.\n\n Posso, rispose, se aprite in fretta. Posso resistere solo pochi istanti\nancora. Ma \u00e8 inutile, sono entrambi morti e nessun altro su Barsoom conosceva il segreto di queste terribili serrature.\nBarsoom conosceva il segreto di quelle terribili serrature. Per tre giorni uomini impazziti di paura\ndi paura si sono accalcati intorno a questo portale nel vano tentativo di risolverne il mistero.\nmistero.\n\nNon avevo tempo per parlare, stavo diventando molto debole ed era difficile controllare la mia mente.\ncon difficolt\u00e0 a controllare la mia mente.\n\nMa, con un ultimo sforzo, mentre affondavo debolmente sulle ginocchia, scagliai le nove onde di pensiero su quella cosa orribile che avevo davanti.\nnove onde di pensiero contro quella cosa orribile che avevo davanti. Il marziano si era\nal mio fianco e con gli occhi fissi sull'unico pannello che ci\ndavanti a noi aspettavamo nel silenzio della morte.\n\nLentamente la possente porta si ritir\u00f2 davanti a noi. Cercai di alzarmi e di\nseguirla, ma ero troppo debole.\n\n Dopo di che, gridai al mio compagno: \"Se raggiungete la sala delle pompe, liberate tutte le pompe\".\nliberate tutte le pompe. \u00c8 l'unica possibilit\u00e0 che ha Barsoom di esistere\ndomani!\n\nDa dove ero sdraiato aprii la seconda porta, e poi la terza, e quando vidi la speranza di Barsoom strisciare debolmente sulle mani e sulle ginocchia attraverso la porta.\nsperanza di Barsoom che strisciava debolmente sulle mani e sulle ginocchia attraverso l'ultimo\nl'ultima porta, sprofondai a terra privo di sensi.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXVIII\nALLA GROTTA DELL'ARIZONA\n\n\nEra buio quando riaprii gli occhi. Strani indumenti rigidi erano\nche si screpolavano e si incipriavano quando mi alzavo in posizione seduta.\nin posizione seduta.\n\nMi sentivo addosso dalla testa ai piedi e dalla testa ai piedi ero\nvestito, anche se quando ero caduto svenuto sulla porticina ero\nnudo. Davanti a me c'era un piccolo lembo di cielo illuminato dalla luna che si mostrava\nattraverso un'apertura irregolare.\n\nMentre le mie mani passavano sul mio corpo, vennero a contatto con delle tasche e\nin una di queste un piccolo pacchetto di fiammiferi avvolti in carta oleata. Uno\nuno di questi fiammiferi che accesi e la cui fiamma fioca illumin\u00f2 quella che sembrava\nuna grande caverna, verso il fondo della quale scoprii una strana figura\nfigura immobile rannicchiata su una piccola panca. Avvicinandomi vidi che si trattava\nche si trattava dei resti morti e mummificati di una vecchietta con lunghi capelli\ncapelli neri, e che l'oggetto su cui si appoggiava era un piccolo carbonaio\nsu cui poggiava un recipiente rotondo di rame contenente una piccola quantit\u00e0 di polvere\npolvere verdastra.\n\nDietro di lei, che dipendeva dal tetto da perizomi di pelle e che si estendeva\ngrotta, c'era una fila di scheletri umani. Dal perizoma\nche li sorreggeva se ne allungava un altro fino alla mano morta della vecchina.\nQuando toccai la corda, gli scheletri si mossero con un rumore come di fruscio\nrumore come di fruscio di foglie secche.\n\nEra un quadro grottesco e orribile e mi affrettai a uscire all'aria aperta, felice di fuggire da un luogo cos\u00ec raccapricciante.\nall'aria aperta, felice di fuggire da un luogo cos\u00ec raccapricciante.\n\nLo spettacolo che mi si present\u00f2 davanti agli occhi quando uscii da una piccola sporgenza che precedeva l'ingresso della grotta\nche precedeva l'ingresso della grotta mi riemp\u00ec di sgomento.\n\nUn nuovo cielo e un nuovo paesaggio incontrarono il mio sguardo. Le montagne argentate in\nin lontananza, la luna quasi stazionaria sospesa nel cielo, la\nvalle costellata di cactus sotto di me non erano di Marte. Stentavo a credere\nai miei occhi, ma la verit\u00e0 si impose lentamente a me: stavo guardando l'Arizona dallo stesso\nArizona dalla stessa sporgenza da cui dieci anni prima avevo guardato con desiderio\ncon desiderio su Marte.\n\nSeppellendo la testa tra le braccia, mi sono voltato, affranto e addolorato, lungo il\nsentiero della grotta.\n\nSopra di me brillava l'occhio rosso di Marte che custodiva il suo terribile segreto,\na quarantotto milioni di chilometri di distanza.\n\nIl marziano ha raggiunto la sala pompe? L'aria vitalizzante ha raggiunto gli\ndi quel lontano pianeta in tempo per salvarli? La mia Dejah Thoris era\nviva, o il suo bel corpo giaceva freddo nella morte accanto alla minuscola\nincubatrice dorata nel giardino sommerso del cortile interno del palazzo di Tardos Mors.\npalazzo di Tardos Mors, il jeddak di Helium?\n\nPer dieci anni ho aspettato e pregato per avere una risposta alle mie domande.\nPer dieci anni ho aspettato e pregato di essere riportata nel mondo del\nmio amore perduto. Preferirei giacere morto accanto a lei l\u00ec piuttosto che vivere sulla\nTerra tutti quei milioni di terribili chilometri da lei.\n\nLa vecchia miniera, che ho trovato intatta, mi ha reso favolosamente ricco;\nma a me cosa importa della ricchezza!\n\nMentre sono seduto qui stasera nel mio piccolo studio che si affaccia sull'Hudson, sono trascorsi appena\nsono trascorsi appena vent'anni da quando ho aperto gli occhi su Marte per la prima volta.\n\nLa vedo brillare nel cielo attraverso la piccola finestra accanto alla mia scrivania,\ne stasera sembra chiamarmi di nuovo come non ha mai fatto prima\nda quella lunga notte morta, e mi sembra di vedere, al di l\u00e0 di quell'orribile\nabisso dello spazio, una bella donna dai capelli neri in piedi nel giardino di un palazzo.\ndi un palazzo, e al suo fianco c'\u00e8 un ragazzino che le mette il braccio intorno\nmentre lei indica il cielo verso il pianeta Terra, mentre ai loro piedi c'\u00e8 un'enorme e orrenda creatura\nai loro piedi un'enorme e orribile creatura dal cuore d'oro.\n\nCredo che mi stiano aspettando e qualcosa mi dice che presto lo sapr\u00f2.\nche presto lo sapr\u00f2."},{"titolo":"Frankenstein","autore":"Mary Wollstonecraft Shelley","categoria":"Fantascienza","contenuto":"Lettera 1\n\nAlla signora Saville, Inghilterra.\n\n\nSan Pietroburgo, 11 dicembre 17 .\n\n\nVi rallegrerete di sapere che nessun disastro ha accompagnato l'inizio di un'impresa\nl'inizio di un'impresa che avevate considerato con\npresagi. Sono arrivato qui ieri, e il mio primo compito \u00e8 quello di assicurare alla mia cara sorella\nmia cara sorella del mio benessere e della crescente fiducia nel successo della mia impresa.\ndella mia impresa.\n\nSono gi\u00e0 molto a nord di Londra e, mentre cammino per le strade di Petersburgh, sento una fredda brezza nordica sulle guance.\nPetersburgh, sento sulle guance una fredda brezza del nord che\nche mi rafforza i nervi e mi riempie di gioia. Capite questa\nsensazione? Questa brezza, che ha viaggiato dalle regioni verso cui\nverso le quali sto avanzando, mi fa pregustare quei climi gelidi.\nIspirato da questo vento di promesse, i miei sogni ad occhi aperti diventano pi\u00f9 fervidi e vividi.\ne vividi. Invano cerco di convincermi che il polo \u00e8 la sede del gelo e della desolazione.\ngelo e della desolazione; si presenta sempre alla mia immaginazione come una regione\nregione della bellezza e del piacere. L\u00ec, Margaret, il sole \u00e8 perennemente\nvisibile, con il suo ampio disco che sfiora appena l'orizzonte e diffonde un\nsplendore perpetuo. Con il tuo permesso, sorella mia, dar\u00f2 fiducia ai navigatori precedenti.\nfiducia nei precedenti navigatori, l\u00ec la neve e il gelo sono banditi;\ne, navigando su un mare calmo, potremmo essere trasportati in una terra che supera in meraviglie e in bellezza\nin meraviglia e bellezza ogni regione finora scoperta sul globo abitabile.\nabitabile. Le sue produzioni e caratteristiche possono essere senza esempio, come i fenomeni dei corpi celesti.\nfenomeni dei corpi celesti in quelle solitudini inesplorate.\nsolitudini. Cosa non ci si pu\u00f2 aspettare in un paese di luce eterna? I\nPotrei scoprire il meraviglioso potere che attrae l'ago e potrei regolare mille osservazioni celesti\ne potr\u00f2 regolare un migliaio di osservazioni celesti che necessitano solo di questo\nviaggio per rendere coerenti per sempre le loro apparenti eccentricit\u00e0. I\nsazier\u00f2 la mia ardente curiosit\u00e0 con la visione di una parte del mondo\nmai visitata prima e potr\u00f2 calpestare una terra mai impressa dal piede dell'uomo.\npiede dell'uomo. Questi sono i miei stimoli, e sono sufficienti per\na vincere ogni paura del pericolo o della morte e a indurmi a iniziare questo\nfaticoso viaggio con la gioia che prova un bambino quando si imbarca in una piccola\nbarca, con i suoi compagni di vacanza, in una spedizione di scoperta lungo il suo\nfiume natio. Ma supponendo che tutte queste congetture siano false, non si pu\u00f2 contestare l'inestimabile beneficio\nnon si pu\u00f2 contestare l'inestimabile beneficio che conferir\u00f2 all'umanit\u00e0\nall'umanit\u00e0, fino all'ultima generazione, scoprendo un passaggio vicino al polo per quei paesi\na quei paesi per raggiungere i quali attualmente sono necessari cos\u00ec tanti mesi.\no accertando il segreto del magnete, che, se possibile, pu\u00f2 essere realizzato solo\nse possibile, pu\u00f2 essere realizzato solo con un'impresa come la mia.\n\nQueste riflessioni hanno dissipato l'agitazione con la quale avevo iniziato la mia\ne sento il mio cuore brillare di un entusiasmo che mi eleva al cielo.\nperch\u00e9 nulla contribuisce tanto a tranquillizzare la mente quanto un\nun proposito stabile, un punto su cui l'anima pu\u00f2 fissare il suo occhio intellettuale.\nintellettuale. Questa spedizione \u00e8 stata il sogno preferito dei miei primi anni. I\nho letto con ardore i resoconti dei vari viaggi che sono stati\nviaggi che sono stati compiuti nella prospettiva di arrivare all'Oceano Pacifico del Nord\nattraverso i mari che circondano il polo. Forse ricorderete che una\nstoria di tutti i viaggi compiuti a scopo di scoperta costituiva l'intera\ndella biblioteca del nostro buon zio Thomas. La mia istruzione era trascurata,\neppure amavo appassionatamente la lettura. Questi volumi erano il mio studio\ngiorno e notte, e la mia familiarit\u00e0 con essi accresceva il rammarico che avevo provato da bambino\nche avevo provato da bambino quando avevo saputo che l'ingiunzione di mio padre in punto di morte\ndi mio padre aveva proibito a mio zio di permettermi di intraprendere una vita di mare.\n\nQueste visioni sono svanite quando ho letto, per la prima volta, quei poeti\nle cui effusioni hanno incantato la mia anima e l'hanno sollevata verso il cielo. Anch'io\npoeta e per un anno ho vissuto in un paradiso di mia creazione;\nImmaginavo di poter ottenere anch'io una nicchia nel tempio in cui i nomi di Omero e Shakespeare\nOmero e Shakespeare sono consacrati. Conoscete bene\nconoscete bene il mio fallimento e come ho sopportato pesantemente la delusione.\nMa proprio in quel periodo ereditai la fortuna di mio cugino e i miei pensieri si orientarono verso la loro\npensieri si orientarono verso il canale della loro precedente inclinazione.\n\nSono passati sei anni da quando ho deciso di intraprendere questa impresa. I\nricordo l'ora in cui mi sono dedicato a questa impresa.\ngrande impresa. Ho iniziato sottoponendo il mio corpo alle privazioni. I\naccompagnai i pescatori di balene in diverse spedizioni nel Mare del Nord;\nHo sopportato volontariamente il freddo, la fame, la sete e la mancanza di sonno; spesso ho lavorato pi\u00f9 duramente dei comuni marinai.\nspesso ho lavorato pi\u00f9 duramente dei comuni marinai durante il giorno e ho dedicato le mie\ndi giorno e dedicavo le mie notti allo studio della matematica, della teoria della medicina e di quelle\ndi medicina e di quelle branche della scienza fisica da cui un avventuriero navale poteva trarre\nil massimo vantaggio pratico. Per ben due volte mi assunsi come\nsottocapo in una baleniera della Groenlandia, e mi sono comportato in modo ammirevole. I\ndevo ammettere di essermi sentito un po' orgoglioso quando il mio capitano mi ha offerto la seconda\ndignit\u00e0 della nave e mi ha pregato di restare con la massima seriet\u00e0.\ncon la massima seriet\u00e0, tanto riteneva preziosi i miei servigi.\n\nE ora, cara Margaret, non merito forse di raggiungere un grande scopo?\nLa mia vita avrebbe potuto essere trascorsa nell'agio e nel lusso, ma ho preferito la gloria ad\nogni allettamento che la ricchezza ha messo sul mio cammino. Oh, se qualche voce incoraggiante\nvoce incoraggiante rispondesse affermativamente! Il mio coraggio e la mia risoluzione sono\nIl mio coraggio e la mia determinazione sono saldi, ma le mie speranze fluttuano e il mio spirito \u00e8 spesso depresso. Sto per\nviaggio lungo e difficile, le cui emergenze richiederanno tutta la mia forza d'animo.\nle cui emergenze richiederanno tutta la mia forza d'animo: Mi viene richiesto non solo di sollevare gli spiriti degli altri, ma a volte di sostenere\ndegli altri, ma a volte di sostenere il mio, quando il suo viene meno.\n\nQuesto \u00e8 il periodo pi\u00f9 favorevole per viaggiare in Russia. Si vola\nsulla neve con le loro slitte; il movimento \u00e8 piacevole e, a mio parere, molto pi\u00f9 piacevole di quello di una diligenza inglese.\na mio parere, molto pi\u00f9 piacevole di quello di una diligenza inglese. Il freddo non \u00e8\nfreddo non \u00e8 eccessivo, se si \u00e8 avvolti in pellicce, un abbigliamento che ho gi\u00e0\nperch\u00e9 c'\u00e8 una grande differenza tra camminare sul ponte e rimanere\nponte e il rimanere seduti immobili per ore, quando nessun esercizio fisico\nquando nessun esercizio impedisce al sangue di congelarsi nelle vene. Non ho l'ambizione di\ndi perdere la vita sulla strada postale tra San Pietroburgo e Arcangelo.\nArcangelo.\n\nPartir\u00f2 per quest'ultima citt\u00e0 tra quindici o tre settimane; e la mia intenzione \u00e8 di noleggiare una nave l\u00ec, il che pu\u00f2 essere fatto facilmente pagando il\nintenzione di noleggiare una nave l\u00ec, cosa che si pu\u00f2 fare facilmente pagando l'assicurazione per il\nassicurazione per il proprietario, e di ingaggiare il numero di marinai che riterr\u00f2 necessario\ntra coloro che sono abituati a pescare le balene. Non intendo salpare prima del\ndi salpare fino al mese di giugno; e quando torner\u00f2? Ah, cara sorella, come\nrispondere a questa domanda? Se ci riuscir\u00f2, passeranno molti, molti mesi, forse anni,\npasseranno prima che io e te possiamo incontrarci. Se fallisco, mi rivedrai presto,\no mai pi\u00f9.\n\nAddio, mia cara, eccellente Margherita. Il cielo ti benedica,\ne mi salvi, affinch\u00e9 io possa testimoniare ancora e ancora la mia gratitudine per tutto il vostro\namore e gentilezza.\n\nIl vostro affettuoso fratello,\n\nR. Walton\n\n\n\n\nLettera 2\n\nAlla signora Saville, in Inghilterra.\n\nArcangelo, 28 marzo 17 .\n\n\nCome passa lentamente il tempo qui, avvolto come sono dal gelo e dalla neve!\nMa un secondo passo \u00e8 stato fatto verso la mia impresa. Ho noleggiato una\nnave e mi sto occupando di raccogliere i miei marinai; quelli che ho gi\u00e0 ingaggiato\nsembrano essere uomini su cui posso fare affidamento e sono sicuramente\ndi sicuro sono dotati di un coraggio impavido.\n\nMa ho un desiderio che non sono mai riuscito a soddisfare, e la mancanza dell'oggetto di cui ora sento il male pi\u00f9 grave\nmancanza dell'oggetto che ora sento come un male gravissimo, non ho un'amica, Margaret.\namica, Margaret: quando sar\u00f2 raggiante per l'entusiasmo del successo, non ci sar\u00e0 nessuno che\nnessuno parteciper\u00e0 alla mia gioia; se sar\u00f2 assalito dalla delusione, nessuno cercher\u00e0 di sostenere\nnessuno si sforzer\u00e0 di sostenermi nello sconforto. Impegner\u00f2 i miei pensieri\nsulla carta, \u00e8 vero; ma questo \u00e8 un mezzo povero per la comunicazione dei sentimenti.\nsentimenti. Desidero la compagnia di un uomo che possa essere solidale con me, i cui occhi\nocchi rispondano ai miei. Potete anche considerarmi romantica, mia cara sorella, ma io\nsento amaramente la mancanza di un amico. Non ho nessuno vicino a me, gentile ma\ncoraggioso, dotato di una mente colta e capiente, con gusti simili ai miei, che possa\ngusti simili ai miei, che approvi o modifichi i miei progetti. Come potrebbe un tale\nun amico del genere a riparare i difetti del vostro povero fratello! Sono troppo ardente nell'esecuzione\ne troppo insofferente alle difficolt\u00e0. Ma \u00e8 un male ancora pi\u00f9 grande per me\nche sono autodidatta: per i primi quattordici anni della mia vita ho corso a perdifiato su una\nsu una comune e non ho letto altro che i libri di viaggio di nostro zio Thomas.\nA quell'et\u00e0 conobbi i celebri poeti del nostro paese; ma fu solo quando mi venne in mente di leggere i libri di viaggio dello zio Thomas.\ndel nostro paese; ma fu solo quando non fui pi\u00f9 in grado di trarre i benefici pi\u00f9 importanti da tale convinzione.\nbenefici pi\u00f9 importanti da tale convinzione, percepii la necessit\u00e0 di conoscere altre lingue.\nnecessit\u00e0 di conoscere altre lingue oltre a quella del mio paese natale.\npaese d'origine. Ora ho ventotto anni e sono in realt\u00e0 pi\u00f9 analfabeta di molti scolari di quindici anni.\ndi molti scolari di quindici anni. \u00c8 vero che ho pensato di pi\u00f9 e che i miei sogni ad occhi aperti sono pi\u00f9 estesi e pi\u00f9\nsogni ad occhi aperti sono pi\u00f9 estesi e magnifici, ma vogliono (come dicono i pittori) essere\ne ho un gran bisogno di un amico che abbia il buon senso di non disprezzarmi come un\ndi non disprezzarmi in quanto romantica, e che abbia abbastanza affetto per me da\nper cercare di regolare la mia mente.\n\nBeh, queste sono lamentele inutili; di certo non trover\u00f2 nessun amico sul\noceano, e nemmeno qui ad Arcangelo, tra i mercanti e i marinai. Eppure\nalcuni sentimenti, non legati alle scorie della natura umana, palpitano persino in questi\ngrezzi petti. Il mio tenente, per esempio, \u00e8 un uomo di grande coraggio e intraprendenza.\ncoraggio e intraprendenza; desidera follemente la gloria, o piuttosto, per dirla in modo pi\u00f9 caratteristico, l'avanzamento di carriera.\npi\u00f9 caratteristico, di avanzare nella sua professione. \u00c8 un\ninglese e, nonostante i pregiudizi nazionali e professionali,\nnon ammorbiditi dalla coltivazione, conserva alcune delle pi\u00f9 nobili dotazioni dell'umanit\u00e0.\numanit\u00e0. Lo conobbi per la prima volta a bordo di una nave baleniera;\nscoprendo che era disoccupato in questa citt\u00e0, lo ingaggiai facilmente per aiutarmi nella mia impresa.\nnella mia impresa.\n\nIl padrone \u00e8 una persona di ottima indole e si distingue nella nave per la sua gentilezza e la mitezza della sua disciplina.\nnave per la sua gentilezza e la mitezza della sua disciplina. Questa\nquesta circostanza, aggiunta alla sua ben nota integrit\u00e0 e al suo coraggio impavido, mi ha reso\nmi ha reso molto desideroso di ingaggiarlo. Una giovinezza trascorsa in solitudine, i miei anni migliori\nsotto la vostra dolce e femminile tutela, ha talmente affinato le basi del mio carattere che non posso\ndel mio carattere che non riesco a superare l'intenso disgusto per la brutalit\u00e0\nla solita brutalit\u00e0 esercitata a bordo delle navi: Non ho mai creduto che fosse\nnecessaria, e quando ho sentito parlare di un marinaio ugualmente noto per la sua gentilezza d'animo e per il rispetto e l'obbedienza\ndi cuore e per il rispetto e l'obbedienza che il suo equipaggio gli tributava, mi sono sentita\nmi sono sentito particolarmente fortunato a potermi assicurare i suoi servigi. Ho sentito parlare\ndi lui in modo piuttosto romantico, da una signora che deve a lui la felicit\u00e0 della sua vita.\nfelicit\u00e0 della sua vita. Questa, in breve, \u00e8 la sua storia. Alcuni anni fa amava\nuna giovane russa di discreta fortuna e, dopo aver accumulato una considerevole somma in\nuna somma considerevole in denaro, il padre della ragazza acconsent\u00ec all'unione. Egli vide\nla sua amante una volta prima della cerimonia, ma lei era immersa nelle\nlacrime e, gettandosi ai suoi piedi, lo implor\u00f2 di risparmiarla,\nconfessando allo stesso tempo di amare un altro, ma che era povero,\ne che suo padre non avrebbe mai acconsentito all'unione. Il mio generoso amico\nrassicur\u00f2 la supplicante e, dopo essere stato informato del nome del suo amante,\nabbandon\u00f2 immediatamente la sua ricerca. Con i suoi soldi aveva gi\u00e0 comprato una fattoria\ncon i suoi soldi una fattoria, nella quale aveva intenzione di passare il resto della sua vita; ma\nma li don\u00f2 interamente al suo rivale, insieme ai resti del suo premio\npremio per l'acquisto di scorte, e poi sollecit\u00f2 lui stesso il padre della giovane ad acconsentire al suo matrimonio.\npadre della giovane ad acconsentire al matrimonio con il suo amante. Ma il vecchio\nrifiut\u00f2 decisamente, ritenendosi legato da un vincolo d'onore al mio amico, il quale,\nquando trov\u00f2 il padre inesorabile, lasci\u00f2 il suo paese e non torn\u00f2 finch\u00e9 non sent\u00ec che la sua vecchia amante\nnon torn\u00f2 finch\u00e9 non seppe che la sua ex amante si era sposata secondo le sue\nsecondo le sue inclinazioni.  Che uomo nobile! esclamerete voi. \u00c8\n\u00e8 cos\u00ec, ma non \u00e8 affatto istruito: \u00e8 silenzioso come un turco e una sorta di ignorante noncuranza lo accompagna.\nuna sorta di ignorante noncuranza che, se da un lato rende la sua condotta ancora pi\u00f9\npi\u00f9 stupefacente, toglie l'interesse e la simpatia che altrimenti\nsimpatia che altrimenti avrebbe suscitato.\n\nMa non crediate che, poich\u00e9 mi lamento un po' o perch\u00e9 riesco a concepire una\nuna consolazione per le mie fatiche che non potr\u00f2 mai conoscere, che io stia\nche io stia vacillando nei miei propositi. Queste sono fisse come il destino, e il mio viaggio\n\u00e8 solo rimandato a quando il tempo permetter\u00e0 il mio imbarco. L'inverno\nL'inverno \u00e8 stato terribilmente rigido, ma la primavera promette bene ed \u00e8 considerata una stagione\n\u00e8 considerata una stagione straordinariamente precoce, cos\u00ec che forse potr\u00f2 salpare\nprima di quanto mi aspettassi. Non far\u00f2 nulla di avventato: mi conoscete abbastanza da confidare\nmi conoscete a sufficienza per confidare nella mia prudenza e nella mia considerazione ogni volta che la\nsicurezza degli altri \u00e8 affidata alle mie cure.\n\nNon posso descrivervi le mie sensazioni di fronte all'imminente prospettiva della mia\nimpresa. \u00c8 impossibile comunicare a voi la concezione delle sensazioni\ndella sensazione di tremore, per met\u00e0 piacevole e per met\u00e0 spaventosa, con la quale\ncon cui mi sto preparando a partire. Mi sto recando in regioni inesplorate, nella\nterra della nebbia e della neve, ma non uccider\u00f2 nessun albatros; quindi non vi allarmate per la mia sicurezza o se\nnon vi allarmate per la mia incolumit\u00e0 o se dovessi tornare da voi logoro e\nlogoro e triste come l'Antico Marinaio.  Sorriderete della mia allusione, ma vi sveler\u00f2 un segreto.\nriveler\u00f2 un segreto. Ho spesso attribuito il mio attaccamento, il mio\nappassionato entusiasmo per i pericolosi misteri dell'oceano a quella\nproduzione del pi\u00f9 fantasioso dei poeti moderni. C'\u00e8 qualcosa\nqualcosa che lavora nella mia anima e che non capisco. Sono praticamente\nsono praticamente laborioso e scrupoloso, un operaio che esegue con perseveranza e lavoro.\nma oltre a questo c'\u00e8 un amore per il meraviglioso, una fede nel meraviglioso, intrecciata\nnel meraviglioso, intrecciata in tutti i miei progetti, che mi spinge a uscire dai percorsi comuni degli uomini, a\ndai percorsi comuni degli uomini, fino al mare selvaggio e alle regioni non visitate\nregioni selvagge che sto per esplorare.\n\nMa per tornare a considerazioni pi\u00f9 care. Vi incontrer\u00f2 di nuovo, dopo aver\ndopo aver attraversato mari immensi ed essere tornato dal capo pi\u00f9 meridionale dell'Africa o dell'America?\nAfrica o dell'America? Non oso aspettarmi un tale successo, eppure non posso sopportare di\nguardare il rovescio della medaglia. Per il momento continuate a scrivermi\nscrivermi in ogni occasione: Potrei ricevere le vostre lettere in alcune occasioni in cui\nquando ne ho pi\u00f9 bisogno per sostenere il mio spirito. Ti amo molto teneramente.\nRicordati di me con affetto, se non dovessi pi\u00f9 sentirmi.\n\nIl vostro affettuoso fratello,\n Robert Walton\n\n\n\n\nLettera 3\n\nAlla signora Saville, Inghilterra.\n\n7 luglio 17 .\n\n\nMia cara sorella,\n\nScrivo qualche riga in fretta e furia per dirvi che sono sano e salvo e a buon punto\nnel mio viaggio. Questa lettera raggiunger\u00e0 l'Inghilterra grazie a un mercantile che sta facendo il suo\nviaggio di ritorno da Arcangelo; pi\u00f9 fortunato di me, che forse non rivedr\u00f2 la mia terra natale\nche forse non rivedr\u00e0 la mia terra natale per molti anni. Sono comunque di buon\ndi buon umore: i miei uomini sono audaci e apparentemente decisi, n\u00e9 le lastre di ghiaccio galleggianti che continuamente\nn\u00e9 le lastre di ghiaccio galleggianti che ci passano continuamente davanti, indicando i pericoli della regione verso la quale stiamo\ndella regione verso la quale stiamo avanzando, non sembrano spaventarli. Abbiamo\nabbiamo gi\u00e0 raggiunto una latitudine molto alta; ma siamo in piena estate e, sebbene non sia cos\u00ec caldo come\nestate e, sebbene non sia cos\u00ec caldo come in Inghilterra, le correnti meridionali,\nche ci spingono rapidamente verso quei lidi che desidero ardentemente raggiungere, respirano un certo grado di\nraggiungere, emanano un grado di calore rinnovatore che non mi aspettavo.\nmi aspettavo.\n\nFinora non ci \u00e8 capitato nessun incidente che potesse essere riportato in una lettera.\nlettera. Una o due burrasche e la fuoriuscita di una falla sono incidenti che i navigatori esperti difficilmente\nincidenti che i navigatori esperti difficilmente si ricordano di annotare.\nMi accontenter\u00f2 se non ci capiter\u00e0 nulla di peggio durante il viaggio.\n\nAdieu, mia cara Margaret. Siate certi che per il mio bene, cos\u00ec come per il vostro.\nnon affronter\u00f2 il pericolo in modo avventato. Sar\u00f2 freddo,\nperseverante e prudente.\n\nMa il successo coroner\u00e0 i miei sforzi. Perch\u00e9 no? Finora sono\nsono andato avanti, tracciando una via sicura su mari senza sentieri, le stelle stesse\nsono testimoni e testimoni del mio trionfo. Perch\u00e9 non\nprocedere ancora sull'elemento indomito ma obbediente? Cosa pu\u00f2 fermare il\ncuore determinato e la volont\u00e0 risoluta dell'uomo?\n\nIl mio cuore gonfio si riversa involontariamente in questo modo. Ma devo\nfinire. Il cielo benedica la mia amata sorella!\n\nR.W.\n\n\n\n\nLettera 4\n\n\nAlla signora Saville, Inghilterra.\n\n5 agosto 17 .\n\nCi \u00e8 capitato un incidente cos\u00ec strano che non posso esimermi dal\nanche se \u00e8 molto probabile che mi vedrete prima che questi documenti\nche questi documenti entrino in vostro possesso.\n\nLuned\u00ec scorso (31 luglio) siamo stati quasi circondati dal ghiaccio che ha chiuso\nda tutti i lati, lasciandole a malapena lo spazio marino in cui galleggiava.\ngalleggiava. La nostra situazione era alquanto pericolosa, soprattutto perch\u00e9 eravamo\neravamo circondati da una nebbia molto fitta. Ci siamo quindi coricati,\nsperando che l'atmosfera e il tempo cambiassero.\n\nVerso le due la nebbia si dirad\u00f2 e vedemmo, distese in ogni direzione, vaste e irregolari pianure di ghiaccio.\nin ogni direzione, vaste e irregolari pianure di ghiaccio che sembravano non avere\nsenza fine. Alcuni dei miei compagni gemevano e la mia stessa mente cominciava a essere\npensieri ansiosi, quando improvvisamente una strana vista\nquando una strana vista attir\u00f2 la nostra attenzione e distolse la nostra preoccupazione dalla nostra\nsituazione. Vedemmo una carrozza bassa, fissata su una slitta e trainata da cani, passare verso nord.\ncani, passare verso nord, alla distanza di mezzo miglio; un essere che aveva la forma di un uomo\nun essere che aveva la forma di un uomo, ma apparentemente di statura gigantesca,\nsi sedette sulla slitta e guid\u00f2 i cani. Abbiamo osservato il rapido progresso\ndel viaggiatore con i nostri telescopi fino a quando non si perse tra le\nlontane disuguaglianze del ghiaccio.\n\nQuesta apparizione suscit\u00f2 la nostra incondizionata meraviglia. Eravamo, come credevamo,\ncentinaia di miglia da qualsiasi terra; ma questa apparizione sembrava indicare che\nin realt\u00e0 non era cos\u00ec distante come avevamo pensato. Chiuso, per\u00f2, dal ghiaccio\nghiaccio, era impossibile seguire la sua pista, che avevamo osservato con la massima attenzione.\ncon la massima attenzione.\n\nCirca due ore dopo questo avvenimento sentimmo il mare aperto e, prima di sera, il ghiaccio si ruppe e liber\u00f2 la nostra nave.\nnotte il ghiaccio si ruppe e liber\u00f2 la nostra nave. Tuttavia, ci siamo fermati fino al\nmattina, temendo di imbatterci nel buio in quelle grandi masse sciolte che\nche galleggiano dopo la rottura del ghiaccio. Approfittai di questo tempo per\nriposare per qualche ora.\n\nAl mattino, tuttavia, appena fece giorno, salii sul ponte e trovai tutti i marinai impegnati su un lato della nave.\ntutti i marinai occupati su un lato della nave, apparentemente\na parlare con qualcuno in mare. Si trattava, infatti, di una slitta, come quella che avevamo\nche avevamo visto in precedenza, che nella notte si era spostata verso di noi su un grosso frammento di ghiaccio.\nframmento di ghiaccio. Era rimasto vivo solo un cane, ma al suo interno c'era un essere umano che i marinai\nun essere umano che i marinai stavano convincendo a salire sulla nave.\nNon si trattava, come sembrava l'altro viaggiatore, di un abitante selvaggio di qualche\nqualche isola sconosciuta, ma un europeo. Quando mi presentai sul ponte il\nIl comandante mi disse: \"Ecco il nostro capitano, che non ti permetter\u00e0 di perire\nin mare aperto.\n\nQuando mi vide, lo straniero si rivolse a me in inglese, anche se con un accento\naccento straniero.  Prima di salire a bordo della vostra nave, disse,\n avrete la cortesia di dirmi dove siete diretti?\n\nPotete immaginare il mio stupore nel sentirmi rivolgere una domanda del genere da un uomo sull'orlo della distruzione e che avrebbe dovuto\nda un uomo sull'orlo della distruzione e per il quale avrei dovuto supporre che la mia nave sarebbe stata una risorsa\nche il mio vascello sarebbe stato una risorsa che egli non avrebbe\nnon avrebbe scambiato con la ricchezza pi\u00f9 preziosa che la terra possa offrire. I\nrisposto che eravamo in viaggio di scoperta verso il polo nord.\npolo nord.\n\nDopo aver sentito ci\u00f2, sembr\u00f2 soddisfatto e acconsent\u00ec a salire a bordo.\nBuon Dio! Margherita, se tu avessi visto l'uomo che cos\u00ec capitolava per\nper la sua sicurezza, la tua sorpresa sarebbe stata sconfinata. Le sue membra erano\nquasi congelate e il suo corpo era terribilmente emaciato dalla fatica e dalla sofferenza.\nsofferenza. Non ho mai visto un uomo in condizioni cos\u00ec miserevoli. Abbiamo tentato\ndi portarlo in cabina, ma non appena ha lasciato l'aria fresca \u00e8 svenuto.\naria fresca \u00e8 svenuto. Lo riportammo quindi sul ponte e lo rianimammo frizionandolo con del brandy.\ne lo riportammo in vita frizionandolo con del brandy e costringendolo a ingoiarne una piccola quantit\u00e0.\na inghiottirne una piccola quantit\u00e0. Non appena ha mostrato segni di vita, lo abbiamo\nappena mostr\u00f2 segni di vita, lo avvolgemmo in coperte e lo mettemmo vicino al camino della cucina.\ncucina. A poco a poco si riprese e mangi\u00f2 un po' di zuppa,\nche lo ristabil\u00ec meravigliosamente.\n\nPassarono due giorni in questo modo prima che fosse in grado di parlare, e spesso temevo che le sue sofferenze lo avessero privato della comprensione.\ntemevo che le sue sofferenze lo avessero privato della comprensione. Quando\nquando si fu in qualche modo ripreso, lo portai nella mia cabina e lo assistetti\ne lo assistei per quanto il mio dovere mi permetteva. Non ho mai visto una creatura pi\u00f9\ncreatura pi\u00f9 interessante: i suoi occhi hanno generalmente un'espressione di\nselvatiche, e persino di follia, ma ci sono momenti in cui, se qualcuno\nse qualcuno compie un atto di gentilezza nei suoi confronti o gli rende il pi\u00f9\nun atto di gentilezza verso di lui o gli rende un qualsiasi servizio insignificante, il suo intero volto si illumina, come se fosse\nun fascio di benevolenza e dolcezza che non ho mai visto eguagliare. Ma lui\n\u00e8 generalmente malinconico e disperato, e a volte digrigna i denti, come se fosse impaziente di\ndenti, come se fosse impaziente del peso dei dolori che lo opprimono.\n\nQuando il mio ospite si riprese un po', feci molta fatica a tenere lontani gli uomini che volevano\nuomini, che volevano fargli mille domande; ma non volevo permettergli di essere tormentato dalla loro\nnon avrei permesso che fosse tormentato dalla loro inutile curiosit\u00e0, in uno stato del corpo e della mente\ne mentale il cui ristabilimento dipendeva evidentemente dal riposo assoluto.\nUna volta, per\u00f2, il tenente gli chiese perch\u00e9 si fosse spinto fino a quel punto sul ghiaccio\ncon un veicolo cos\u00ec strano.\n\nIl suo volto assunse subito un aspetto di profonda tristezza e rispose: \"Per cercare uno che \u00e8 fuggito da me\".\nrispose: \"Per cercare uno che \u00e8 fuggito da me\".\n\n E l'uomo che avete inseguito ha viaggiato nello stesso modo?\n\n S\u00ec.\n\n Allora credo che lo abbiamo visto, perch\u00e9 il giorno prima di venirti a prendere abbiamo\nabbiamo visto dei cani che trainavano una slitta, con un uomo dentro, attraverso il ghiaccio.\n\nQuesto fatto dest\u00f2 l'attenzione dello straniero, che fece una moltitudine di domande\ndomande sul percorso che il d mon, come lo chiamava lui, aveva seguito.\npercorso. Poco dopo, quando rimase solo con me, disse: \"Ho senza dubbio suscitato la vostra curiosit\u00e0, cos\u00ec come quella di questi bravi ragazzi,\nsenza dubbio, ho stimolato la vostra curiosit\u00e0 e quella di questa brava gente.\npersone; ma siete troppo premurosi per fare domande.\n\n Certamente; sarebbe davvero impertinente e disumano da parte mia disturbare\ndisturbarla con qualsiasi mia curiosit\u00e0.\n\n Eppure mi hai salvato da una situazione strana e pericolosa; mi hai restituito benevolmente alla vita.\nbenevolmente mi hai restituito alla vita.\n\nPoco dopo mi ha chiesto se pensavo che la rottura del ghiaccio\nghiaccio avesse distrutto l'altra slitta. Risposi che non potevo rispondere con\ncon un certo grado di certezza, perch\u00e9 il ghiaccio non si era rotto fino a mezzanotte\nmezzanotte e il viaggiatore avrebbe potuto raggiungere un luogo sicuro prima di quell'ora.\nprima di quell'ora; ma di questo non potevo giudicare.\n\nDa quel momento un nuovo spirito di vita anim\u00f2 la struttura decadente dello straniero.\nstraniero. Manifest\u00f2 la massima impazienza di salire sul ponte per osservare la\nla slitta che era apparsa in precedenza; ma l'ho convinto a rimanere in cabina, perch\u00e9 \u00e8 troppo debole per\ncabina, perch\u00e9 \u00e8 troppo debole per sopportare la crudezza dell'atmosfera.\nHo promesso che qualcuno avrebbe vegliato su di lui e gli avrebbe dato un avviso immediato\nse un nuovo oggetto dovesse apparire in vista.\n\nQuesto \u00e8 il mio diario di ci\u00f2 che riguarda questo strano evento fino ad oggi.\noggi. Lo straniero \u00e8 gradualmente migliorato in salute ma \u00e8 molto\nsilenzioso e sembra a disagio quando qualcuno, a parte me, entra nella sua cabina.\nEppure i suoi modi sono cos\u00ec concilianti e gentili che i marinai sono tutti\ninteressati a lui, anche se hanno avuto pochissimi contatti con lui.\ncon lui. Da parte mia, comincio a volergli bene come a un fratello, e il suo costante e profondo dolore mi riempie\ncostante e profondo dolore mi riempie di simpatia e compassione. Deve\ndeve essere stata una nobile creatura nei suoi giorni migliori, essendo anche adesso\ncos\u00ec attraente e amabile.\n\nIn una delle mie lettere, mia cara Margaret, ho detto che non avrei trovato un amico nel vasto oceano.\neppure ho trovato un uomo che, prima che il suo spirito fosse spezzato dalla miseria, sarei stata felice di avere come fratello\nspezzato dalla miseria, sarei stata felice di possedere come fratello\ndel mio cuore.\n\nContinuer\u00f2 il mio diario sullo straniero a intervalli,\nse dovessi avere nuovi episodi da registrare.\n\n\n\n\n13 agosto 17 .\n\n\nIl mio affetto per il mio ospite aumenta ogni giorno. Egli suscita allo stesso tempo la mia\nammirazione e piet\u00e0 a un livello sorprendente. Come posso vedere una creatura cos\u00ec\nnobile creatura distrutta dalla miseria senza provare il pi\u00f9\ndolore? \u00c8 cos\u00ec gentile, eppure cos\u00ec saggio; la sua mente \u00e8 cos\u00ec colta e quando parla, sebbene le sue parole siano\nquando parla, anche se le sue parole sono raccolte con l'arte pi\u00f9 raffinata,\neppure fluiscono con rapidit\u00e0 e un'eloquenza senza pari.\n\nOra si \u00e8 ripreso dalla malattia ed \u00e8 sempre sul ponte,\nsembra che stia osservando la slitta che ha preceduto la sua. Tuttavia, sebbene\ninfelice, non \u00e8 cos\u00ec totalmente occupato dalla sua miseria, ma si interessa profondamente ai progetti degli altri.\nsi interessa profondamente ai progetti degli altri. Spesso ha\nspesso conversato con me sui miei, che gli ho comunicato senza\nsenza nascondersi. Ha ascoltato con attenzione tutte le mie argomentazioni a favore del mio\nsuccesso e ogni dettaglio delle misure che avevo preso per ottenerlo.\nper ottenerlo. La simpatia che dimostrava mi ha facilmente indotto a usare il\nlingua del mio cuore, a dare voce all'ardore della mia anima\ne a dire, con tutto il fervore che mi riscaldava, quanto volentieri avrei\nsacrificare la mia fortuna, la mia esistenza, ogni mia speranza, per portare avanti la mia impresa.\nimpresa. La vita o la morte di un uomo non erano che un piccolo prezzo da pagare per\nper l'acquisizione della conoscenza che cercavo, per il dominio che avrei acquisito e trasmesso sulle\ne il dominio che avrei acquisito e trasmesso sui nemici elementari della nostra razza. Mentre parlavo, un\ncupa cupezza si diffuse sul volto del mio ascoltatore. All'inizio\npercepii che cercava di reprimere l'emozione; mise le mani davanti agli occhi e la mia voce trem\u00f2.\nocchi, e la voce mi tremava e mi mancava quando vidi le lacrime sgorgare velocemente\nlacrime che sgorgavano velocemente tra le sue dita; un gemito proruppe dal suo petto ansante. I\npausa; alla fine parl\u00f2, con accenti spezzati:  Uomo infelice! Condividete\ncondividi la mia follia? Hai bevuto anche tu l'inebriante bevanda? Ascoltami;\nlascia che ti riveli la mia storia, e ti toglierai la coppa dalle labbra!\n\nTali parole, si pu\u00f2 immaginare, eccitarono fortemente la mia curiosit\u00e0; ma il parossismo di dolore che aveva colto lo sconosciuto\nparossismo di dolore che aveva colto il forestiero, vinse le sue forze indebolite.\ne furono necessarie molte ore di riposo e di tranquilla conversazione per\nnecessarie per ripristinare la sua compostezza.\n\nAvendo vinto la violenza dei suoi sentimenti, sembrava disprezzare se stesso per essere\ndi essere schiavo delle passioni; e placando l'oscura tirannia della\ndisperazione, mi port\u00f2 di nuovo a parlare di me personalmente. Mi chiese\nla storia dei miei primi anni. La storia fu raccontata rapidamente, ma\nrisvegli\u00f2 diverse riflessioni. Parlai del mio desiderio di trovare un\ndi trovare un amico, della mia sete di una simpatia pi\u00f9 intima con un'altra mente che\ndi quanto non mi fosse mai capitato in sorte, ed espressi la convinzione che un uomo potesse vantare poca felicit\u00e0\nche un uomo potesse vantarsi di poca felicit\u00e0 se non godeva di questa benedizione.\n\n Sono d'accordo con voi, rispose lo straniero; noi siamo\nsiamo creature fuori moda, ma composte a met\u00e0, se uno pi\u00f9 saggio, migliore, pi\u00f9 caro di noi\ndi noi, un tale amico, non ci aiutasse a perfezionare le nostre\nperfezionare le nostre nature deboli e difettose. Una volta ho avuto un amico, il pi\u00f9\nnobile delle creature umane, e sono quindi autorizzato a giudicare in materia di\namicizia. Avete la speranza e il mondo davanti a voi e non avete motivo di disperare.\ndisperazione. Io invece ho perso tutto e non posso ricominciare la vita.\ndi nuovo la vita.\n\nMentre lo diceva, il suo volto diventava espressivo di un dolore calmo e\ndolore che mi tocc\u00f2 il cuore. Ma rimase in silenzio e di l\u00ec a poco\nsi ritir\u00f2 nella sua cabina.\n\nAnche se \u00e8 distrutto nello spirito, nessuno pu\u00f2 sentire pi\u00f9 profondamente di lui le bellezze della natura.\nle bellezze della natura. Il cielo stellato, il mare e ogni spettacolo\ndi queste regioni meravigliose sembrano ancora avere il potere di\ndi elevare la sua anima dalla terra. Un uomo del genere ha una doppia esistenza: pu\u00f2\npu\u00f2 soffrire la miseria ed essere sopraffatto dalle delusioni, ma quando si \u00e8 ritirato in s\u00e9 stesso\nquando si sar\u00e0 ritirato in se stesso, sar\u00e0 come uno spirito celeste che ha un'aureola intorno a s\u00e9, nel cui cerchio\naureola intorno a s\u00e9, nel cui cerchio non si avventurano n\u00e9 il dolore n\u00e9 la follia.\n\nSorriderete dell'entusiasmo che esprimo nei confronti di questo divino\nvagabondo? Non lo fareste se lo vedeste. Siete stati istruiti e raffinati\ndai libri e dal ritiro dal mondo, e quindi siete\nun po' pignoli; ma questo non fa che rendervi pi\u00f9 adatti ad apprezzare\ni meriti straordinari di quest'uomo meraviglioso. A volte mi sono\na volte mi sono sforzato di scoprire quale sia la qualit\u00e0 che egli possiede che\nche lo eleva cos\u00ec incommensurabilmente al di sopra di qualsiasi altra persona che abbia mai conosciuto. I\nun discernimento intuitivo, un potere di giudizio rapido e mai\ndi giudizio, una penetrazione nelle cause delle cose che non ha eguali per chiarezza e precisione.\nper chiarezza e precisione; a questo si aggiungono una facilit\u00e0 di espressione e una voce le cui\nvoce le cui intonazioni variegate sono musica per l'anima.\n\n\n\n\n19 agosto 17 .\n\n\nIeri lo straniero mi ha detto: \"Potete facilmente capire, capitano\nWalton, che ho subito grandi e ineguagliabili disgrazie. Avevo\ndeciso che il ricordo di questi mali sarebbe morto con me.\ncon me, ma voi mi avete convinto a cambiare la mia decisione. Voi cercate\nconoscenza e saggezza, come facevo io un tempo; e spero ardentemente che l'appagamento dei vostri desideri non\nche l'appagamento dei vostri desideri non sia una serpe che vi punga, come lo \u00e8 stato il mio.\ncome lo \u00e8 stato il mio. Non so se il resoconto dei miei disastri vi sar\u00e0 utile.\nnon so se il resoconto dei miei disastri vi sar\u00e0 utile; eppure, quando rifletto che state seguendo lo stesso\nstesso percorso, esponendovi agli stessi pericoli che hanno reso me\nche mi hanno reso quello che sono, immagino che dal mio racconto possiate dedurre una morale\nche possa indirizzarvi se riuscirete nella vostra impresa e consolarvi in caso di\nin caso di fallimento. Preparatevi a sentire avvenimenti che di solito sono considerati\nconsiderati meravigliosi. Se fossimo tra i pi\u00f9 docili scenari della natura potrei\ntemerei di incontrare la vostra incredulit\u00e0, forse il vostro ridicolo; ma molte cose\nma molte cose sembreranno possibili in queste regioni selvagge e misteriose che\nmisteriose che provocherebbero il riso di chi non conosce i poteri sempre diversi della natura.\ndella natura; n\u00e9 posso dubitare che il mio racconto trasmetta nella sua serie\nuna prova interna della veridicit\u00e0 degli eventi che lo compongono.\n\nPotete facilmente immaginare che fui molto gratificato dalla comunicazione offerta.\ncomunicazione, ma non potevo sopportare che rinnovasse il suo dolore con una\nun resoconto delle sue disgrazie. Sentivo la massima impazienza di ascoltare la\ndi ascoltare la narrazione promessa, in parte per curiosit\u00e0 e in parte per un forte\ndesiderio di migliorare la sua sorte, se fosse stato in mio potere. Ho espresso\nquesti sentimenti nella mia risposta.\n\n Vi ringrazio, rispose, per la vostra simpatia, ma \u00e8 inutile.\ninutile; il mio destino \u00e8 quasi compiuto. Aspetto solo un evento, e poi potr\u00f2 riposare in pace.\nriposer\u00f2 in pace. Capisco il vostro sentimento, continu\u00f2,\npercependo che volevo interromperlo; ma ti sbagli, amico mio, se cos\u00ec mi permetti\namico mio, se cos\u00ec mi permettete di nominarvi; nulla pu\u00f2 modificare il mio\ndestino; ascoltate la mia storia e capirete quanto esso sia irrevocabilmente\ndeterminato.\n\nMi disse poi che avrebbe iniziato la sua narrazione l'indomani, quando avrei potuto\nquando avrei avuto un po' di tempo libero. Questa promessa mi ha attirato i pi\u00f9 calorosi ringraziamenti. Ho deciso di\nho deciso di registrare tutte le sere, quando non sono occupato dai miei doveri, il pi\u00f9 possibile con le sue stesse parole.\ndi riportare, il pi\u00f9 possibile con le sue stesse parole, ci\u00f2 che ha raccontato durante il giorno.\ngiorno. Se dovessi essere impegnato, prender\u00f2 almeno appunti. Questo\nmanoscritto vi far\u00e0 senz'altro molto piacere; ma a me, che lo conosco e che l'ho sentito dire da lui.\nche lo conosco e che l'ho ascoltato dalle sue stesse labbra con quale interesse e simpatia\ncon quale interesse e simpatia lo legger\u00f2 in un giorno futuro! Anche ora, mentre inizio il mio\ncompito, la sua voce piena mi risuona nelle orecchie; i suoi occhi lucenti si soffermano su di me\ncon tutta la loro malinconica dolcezza; vedo la sua mano sottile sollevata in\nmentre i lineamenti del suo viso sono irradiati dall'anima\ninteriore. Strana e straziante dev'essere la sua storia, spaventosa la tempesta che\nha abbracciato il valoroso vascello sulla sua rotta e l'ha fatto naufragare cos\u00ec!\n\n\n\n\nCapitolo 1\n\n\nSono ginevrino di nascita, e la mia famiglia \u00e8 una delle pi\u00f9\nillustri di quella repubblica. I miei antenati sono stati per molti anni\nconsiglieri e sindaci, e mio padre ha ricoperto diversi ruoli pubblici con\nsituazioni pubbliche con onore e reputazione. Era rispettato da tutti coloro che lo\nper la sua integrit\u00e0 e l'instancabile attenzione agli affari pubblici.\naffari pubblici. I suoi giorni di giovent\u00f9 furono perennemente occupati dagli\nGli affari del suo Paese; una serie di circostanze gli imped\u00ec di sposarsi presto, e non fu cos\u00ec fino al declino della vita.\nsposarsi presto, e solo in et\u00e0 avanzata divenne marito e padre di famiglia.\nmarito e padre di famiglia.\n\nDato che le circostanze del suo matrimonio illustrano il suo carattere, non posso\nnon posso esimermi dal raccontarle. Uno dei suoi amici pi\u00f9 intimi era un\nun mercante che, da uno stato fiorente, era caduto, a causa di numerose\ndisgrazie, era caduto in povert\u00e0. Quest'uomo, che si chiamava Beaufort, aveva un carattere\ndi un carattere orgoglioso e inflessibile e non poteva sopportare di vivere in povert\u00e0 e nell'oblio\ne nell'oblio nello stesso paese in cui si era precedentemente\nsi era distinto per il suo rango e la sua magnificenza. Avendo pagato i suoi debiti,\ndebiti nel modo pi\u00f9 onorevole, si ritir\u00f2 con la figlia nella citt\u00e0 di Lucerna.\nfiglia nella citt\u00e0 di Lucerna, dove visse sconosciuto e in\nmiseria. Mio padre amava Beaufort con la pi\u00f9 vera amicizia e\nera profondamente addolorato dal suo ritiro in queste circostanze sfortunate.\nDeplorava amaramente il falso orgoglio che aveva portato il suo amico a una condotta\nuna condotta cos\u00ec poco degna dell'affetto che li univa. Non perse tempo a\ndi cercarlo, con la speranza di persuaderlo a ricominciare il mondo con il suo credito e la sua assistenza.\nmondo grazie al suo credito e alla sua assistenza.\n\nBeaufort aveva preso misure efficaci per nascondersi, e passarono dieci mesi prima che mio padre scoprisse la sua dimora.\nmesi prima che mio padre scoprisse la sua dimora. Felicissimo di questa scoperta,\nsi affrett\u00f2 a raggiungere la casa, che si trovava in una strada malfamata vicino alla\nReuss. Ma quando entr\u00f2, solo la miseria e la disperazione lo accolsero. Beaufort\nBeaufort aveva messo da parte solo una piccola somma di denaro dal naufragio delle sue fortune, ma\nera sufficiente a sostenerlo per alcuni mesi, e nel frattempo sperava di procurarsi\nnel frattempo sperava di procurarsi un impiego rispettabile in una\nmercantile. Di conseguenza, l'intervallo trascorse nell'inattivit\u00e0;\nIl suo dolore diventava sempre pi\u00f9 profondo e rancoroso solo quando aveva tempo per riflettere.\ne alla fine si impadron\u00ec cos\u00ec rapidamente della sua mente che, dopo tre mesi, giaceva su un letto\ntre mesi giaceva su un letto di malattia, incapace di qualsiasi sforzo.\n\nLa figlia lo assisteva con la massima tenerezza, ma vedeva con disperazione che il loro piccolo fondo stava rapidamente diminuendo e che\ncon disperazione che il loro piccolo fondo stava rapidamente diminuendo e che\nche non c'erano altre prospettive di sostegno. Ma Caroline Beaufort\nBeaufort possedeva una mente di una tempra fuori dal comune e il suo coraggio si alz\u00f2 a sostenerla\nnelle avversit\u00e0. Si procur\u00f2 un lavoro semplice; intrecci\u00f2 la paglia e\ncon vari mezzi riusc\u00ec a guadagnare una miseria appena sufficiente a\nvita.\n\nPassarono cos\u00ec diversi mesi. Suo padre peggiorava; il suo tempo era\ntempo era sempre pi\u00f9 occupato ad assisterlo; i suoi mezzi di sussistenza diminuivano.\ndiminuirono; e al decimo mese suo padre mor\u00ec tra le sue braccia, lasciandola orfana e mendicante.\norfana e mendicante. Quest'ultimo colpo la vinse e si inginocchi\u00f2 accanto alla bara di Beaufort.\nBeaufort piangendo amaramente, quando mio padre entr\u00f2 nella stanza.\ncamera. Si avvicin\u00f2 come uno spirito protettore alla povera ragazza, che si affid\u00f2 alle sue cure.\nche si era affidata alle sue cure e, dopo la sepoltura dell'amico, la condusse a Ginevra e la mise sotto tutela.\nDopo la sepoltura dell'amico, la condusse a Ginevra e la pose sotto la protezione di un parente.\nparente. Due anni dopo questo evento Caroline divenne sua moglie.\n\nC'era una notevole differenza di et\u00e0 tra i miei genitori, ma questa circostanza sembrava\nquesta circostanza sembr\u00f2 unirli solo pi\u00f9 strettamente in legami di devoto\naffetto. C'era un senso di giustizia nella mente retta di mio padre\nche rendeva necessario che egli approvasse altamente per amare\nfortemente. Forse negli anni precedenti aveva sofferto per l'indegnit\u00e0\nindegnit\u00e0 tardiva di una persona amata e quindi era disposto a dare\nun valore maggiore al valore provato. C'era una dimostrazione di gratitudine e\ngratitudine e di venerazione nel suo attaccamento a mia madre, che differisce completamente dalla\naffetto dell'et\u00e0, perch\u00e9 era ispirato dalla riverenza per le sue virt\u00f9 e dal desiderio di essere il\nvirt\u00f9 e dal desiderio di essere il mezzo per ripagarla, in qualche misura, delle\nper i dispiaceri che aveva sopportato, ma che dava una grazia inesprimibile\ngrazia inesprimibile al suo comportamento nei suoi confronti. Tutto si piegava ai suoi desideri e alle sue convenienze.\ne alle sue convenienze. Si sforz\u00f2 di ripararla, come una bella esotica viene\ncome una bella esotica viene riparata dal giardiniere, da ogni vento pi\u00f9 ruvido e di circondarla di tutto ci\u00f2 che\ntutto ci\u00f2 che poteva tendere a suscitare emozioni piacevoli nella sua mente morbida e\nmente benevola. La sua salute e persino la tranquillit\u00e0 del suo spirito fino ad allora\ncostante del suo spirito, erano state scosse da ci\u00f2 che aveva passato. Durante\ndue anni che erano trascorsi prima del loro matrimonio mio padre aveva\nmio padre aveva gradualmente rinunciato a tutte le sue funzioni pubbliche; e subito dopo la loro unione\nsubito dopo l'unione cercarono il clima piacevole dell'Italia e il cambiamento di scena e di\ndi scene e di interessi che comportava un tour in quella terra di meraviglie,\ncome ricostituente per la sua struttura indebolita.\n\nDall'Italia visitarono la Germania e la Francia. Io, il loro figlio maggiore, sono nato a Napoli e\na Napoli e da piccolo li accompagnavo nelle loro escursioni. Sono rimasto\nper diversi anni il loro unico figlio. Per quanto fossero molto legati l'uno all'altro\nper quanto fossero attaccati l'uno all'altro, sembravano attingere inesauribili riserve di affetto da una vera e propria\nminiera d'amore per donarle a me. Le tenere carezze di mia madre e il sorriso\nsorriso di piacere benevolo di mio padre nei miei confronti sono i miei primi ricordi.\nprimi ricordi. Ero il loro giocattolo e il loro idolo, e ancora meglio il loro bambino.\nmeglio il loro bambino, la creatura innocente e indifesa concessa loro dal\ndal cielo, che dovevano educare al bene e la cui sorte futura era nelle loro mani\nloro mani di indirizzarmi verso la felicit\u00e0 o la miseria, a seconda di come adempivano ai loro\ni loro doveri verso di me. Con questa profonda consapevolezza di ci\u00f2 che dovevano\nverso l'essere a cui avevano dato vita, aggiunta allo spirito attivo di tenerezza che animava entrambi.\ndi tenerezza che animava entrambi, si pu\u00f2 immaginare che mentre durante\nogni ora della mia vita infantile ricevetti una lezione di pazienza, di carit\u00e0 e di autocontrollo,\ndi carit\u00e0 e di autocontrollo, ero cos\u00ec guidata da un cordone di seta che tutto mi sembrava un unico\nun unico treno di divertimento.\n\nPer molto tempo sono stata la loro unica cura. Mia madre aveva desiderato molto avere una\nfiglia, ma io continuai a essere la loro unica prole. Quando avevo circa cinque anni\nQuando avevo circa cinque anni, durante un'escursione oltre i confini dell'Italia, passarono una settimana sulle rive del lago di Como.\ntrascorsero una settimana sulle rive del Lago di Como. La loro indole benevola\nbenevola li portava spesso a entrare nelle case dei poveri. Questo, per mia madre\nmadre, pi\u00f9 che un dovere, era una necessit\u00e0, una passione.\npassione, ricordando ci\u00f2 che aveva sofferto e come era stato\nsollevata per poter agire a sua volta come angelo custode degli\nafflitti. Durante una delle loro passeggiate una povera culla tra le pieghe di una valle\ndi una valle attir\u00f2 la loro attenzione per la sua singolare sconsolatezza, mentre il numero di bambini seminudi\ndi bambini semisvestiti raccolti intorno ad essa parlava di penuria nella sua forma peggiore.\nforma peggiore. Un giorno, quando mio padre era andato da solo a Milano, mia madre,\nmia madre, accompagnata da me, visit\u00f2 questa dimora. Trov\u00f2 un contadino e sua moglie,\nduramente, piegati dalle cure e dal lavoro, che distribuivano un misero pasto a cinque bambini affamati.\ncinque bambini affamati. Tra questi ce n'era uno che attrasse mia madre molto\nmolto pi\u00f9 di tutti gli altri. Sembrava di un'altra razza. Gli altri quattro erano\nocchi scuri, piccoli e robusti vagabondi; questa bambina era magra e molto bella. I suoi\ncapelli dell'oro vivo pi\u00f9 brillante e, nonostante la povert\u00e0 dei suoi abiti, sembravano\nabbigliamento, sembravano porre sul suo capo una corona di distinzione. La sua fronte era\nocchi azzurri senza nuvole, le labbra e il profilo del viso cos\u00ec espressivi di sensibilit\u00e0.\ndel suo viso cos\u00ec espressivi di sensibilit\u00e0 e dolcezza che nessuno poteva guardarla senza\nnessuno poteva guardarla senza considerarla di una specie distinta, un essere mandato dal cielo,\ne che portava un'impronta celestiale in tutti i suoi tratti.\n\nLa contadina, vedendo che mia madre fissava gli occhi di meraviglia e ammirazione su questa bella ragazza, mi comunic\u00f2 con entusiasmo la sua storia.\nammirazione su questa bella ragazza, mi comunic\u00f2 avidamente la sua storia. Lei non era\nnon era sua figlia, ma la figlia di un nobile milanese. Sua madre era una\ntedesca ed era morta al momento del parto. La bambina era stata affidata a queste\nqueste brave persone per allattarla: allora stavano meglio. Non erano sposati da molto\nsposati da poco tempo e il loro figlio maggiore era appena nato. Il padre del loro\npadre del loro bambino era uno di quegli italiani che si sono nutriti del ricordo dell'antica gloria d'Italia.\nd'Italia, uno degli _schiavi ognor frementi_, che si impegn\u00f2 per ottenere la libert\u00e0 del suo paese.\nper ottenere la libert\u00e0 del suo Paese. Divenne vittima della sua\ndebolezza. Non si sa se sia morto o se si trovi ancora nelle prigioni dell'Austria.\nAustria non si sapeva. I suoi beni furono confiscati; suo figlio rimase orfano e mendicante.\norfana e mendicante. Lei rimase con i suoi genitori adottivi e fior\u00ec nella loro rozza\npi\u00f9 bella di una rosa di giardino tra rovi dalle foglie scure.\n\nQuando mio padre torn\u00f2 da Milano, trov\u00f2 a giocare con me nel salone della nostra villa un\nuna bambina pi\u00f9 bella di un cherubino, una creatura che sembrava\nche sembrava sprigionare splendore dai suoi sguardi e la cui forma e i cui movimenti erano pi\u00f9 leggeri\npi\u00f9 leggeri dei camosci delle colline. L'apparizione fu presto spiegata. Con il suo\npermesso, mia madre convinse i suoi rustici guardiani a cedere la loro\na lei. Erano affezionati alla dolce orfana. La sua presenza era sembrata\nuna benedizione per loro, ma sarebbe stato ingiusto nei suoi confronti mantenerla in povert\u00e0\npovert\u00e0 e nel bisogno, quando la Provvidenza le offriva una protezione cos\u00ec potente. Consultarono il sacerdote del villaggio e il risultato\nconsultarono il sacerdote del loro villaggio e il risultato fu che Elisabetta Lavenza\ndivenne l'inquilina della casa dei miei genitori, la mia pi\u00f9 che\nsorella, la bella e adorata compagna di tutte le mie occupazioni e dei miei piaceri.\nmiei piaceri.\n\nTutti amavano Elisabetta. L'attaccamento appassionato e quasi reverenziale\ncon cui tutti la consideravano divenne, mentre io lo condividevo, il mio\nmio orgoglio e la mia gioia. La sera prima che fosse portata a casa mia\nmia madre aveva detto scherzosamente: \"Ho un bel regalo per il mio Victor.\nVictor domani lo avr\u00e0.  E quando, il giorno dopo, mi present\u00f2\nElizabeth come regalo promesso, io, con seriet\u00e0 infantile, interpretai le sue parole alla lettera e\nseriet\u00e0 infantile, interpretai le sue parole alla lettera e guardai a Elisabetta come\ncome mia, da proteggere, amare e custodire. Tutte le lodi che le venivano rivolte\nlei, le ricevetti come se fossero state fatte a un mio possedimento. Ci chiamavamo\nfamiliarmente con il nome di cugina. Nessuna parola, nessuna espressione poteva esprimere\nil tipo di relazione in cui lei si trovava per me, pi\u00f9 che\nsorella, poich\u00e9 fino alla morte sarebbe stata solo mia.\n\n\n\n\nCapitolo 2\n\n\nSiamo cresciuti insieme, non c'\u00e8 un anno di differenza tra le nostre et\u00e0.\net\u00e0. Non c'\u00e8 bisogno di dire che eravamo estranei a qualsiasi tipo di\ndisaccordo o disputa. L'armonia era l'anima della nostra compagnia, e\nla diversit\u00e0 e il contrasto che sussistevano nei nostri caratteri ci avvicinavano\nci avvicinava. Elizabeth era di indole pi\u00f9 calma e concentrata\npi\u00f9 calma e concentrata; ma, con tutto il mio ardore, ero capace di un'applicazione pi\u00f9 intensa\ndi un'applicazione pi\u00f9 intensa e di una sete di conoscenza pi\u00f9 profonda.\nSi dedicava a seguire le creazioni aeree dei poeti;\ne negli scenari maestosi e meravigliosi che circondavano la nostra casa svizzera\ncasa svizzera, le forme sublimi delle montagne, i cambiamenti delle stagioni,\ntempesta e la calma, il silenzio dell'inverno e la vita e la turbolenza delle estati alpine.\ndelle nostre estati alpine, trov\u00f2 ampio spazio per l'ammirazione e il piacere.\nMentre la mia compagna contemplava con uno spirito serio e soddisfatto le\napparenze magnifiche delle cose, io mi dilettavo a indagare sulle loro\ncause. Il mondo era per me un segreto che desideravo divulgare.\nCuriosit\u00e0, ricerca accanita per conoscere le leggi nascoste della natura,\ngioia simile all'estasi, quando mi venivano svelate, sono tra le prime sensazioni che ricordo.\nprime sensazioni che ricordo.\n\nAlla nascita di un secondo figlio, pi\u00f9 giovane di me di sette anni, i miei genitori abbandonarono del tutto la vita errante e si stabilirono nel loro paese natale.\nrinunciarono del tutto alla loro vita errante e si stabilirono nella loro\npaese d'origine. Possedevamo una casa a Ginevra e una _campagne_ a Belrive,\nBelrive, sulla sponda orientale del lago, a poco pi\u00f9 di una lega dalla citt\u00e0.\ndistanza dalla citt\u00e0. Risiedevamo principalmente in quest'ultima, e la vita dei miei genitori\nvita dei miei genitori fu trascorsa in notevole solitudine. Il mio carattere era\ndi evitare la folla e di legarmi con fervore a pochi. Ero\nindifferente, quindi, ai miei compagni di scuola in generale; ma mi univo\na uno di loro con i vincoli dell'amicizia pi\u00f9 stretta. Enrico\nClerval era figlio di un mercante di Ginevra. Era un ragazzo di singolare\ntalento e fantasia. Amava l'impresa, le difficolt\u00e0 e persino il pericolo per\nil pericolo per se stesso. Era un profondo lettore di libri cavallereschi e romantici. Componeva\ncanzoni eroiche e inizi\u00f2 a scrivere molte storie di incantesimi e avventure cavalleresche.\navventura cavalleresca. Cerc\u00f2 di farci recitare e di farci entrare in\nmascherate, in cui i personaggi erano tratti dagli eroi di\nRoncisvalle, della Tavola Rotonda di Re Art\u00f9 e del gruppo di cavalieri che avevano versato il loro sangue per redimere\nche versarono il loro sangue per riscattare il Santo Sepolcro dalle mani degli infedeli.\ndegli infedeli.\n\nNessun essere umano avrebbe potuto trascorrere un'infanzia pi\u00f9 felice della mia. I miei\ngenitori erano posseduti da uno spirito di gentilezza e indulgenza.\nSentivamo che non erano i tiranni che governavano la nostra sorte secondo i loro\nloro capriccio, ma gli agenti e i creatori di tutte le molte delizie di cui\nche godevamo. Quando mi sono mescolato con altre famiglie, ho percepito distintamente\ndi quanto la mia sorte fosse particolarmente fortunata e la gratitudine ha favorito lo sviluppo dell'amore filiale.\nlo sviluppo dell'amore filiale.\n\nIl mio temperamento era a volte violento e le mie passioni veementi, ma per qualche legge della mia temperatura\nlegge della mia temperatura, esse non erano rivolte verso attivit\u00e0 infantili\nma verso un desiderio ardente di imparare, e non di imparare tutte le cose\nindiscriminatamente. Confesso che n\u00e9 la struttura delle lingue\nn\u00e9 la struttura delle lingue, n\u00e9 il codice dei governi, n\u00e9 la politica dei vari Stati\npossedevano attrattive per me. Erano i segreti del cielo e della terra\ndel cielo e della terra che desideravo apprendere; e che si trattasse della sostanza esteriore delle cose o dello spirito interiore della natura e dei misteriosi\ndelle cose o lo spirito interiore della natura e la misteriosa anima dell'uomo\nche mi occupava, le mie ricerche erano comunque rivolte alla metafisica,\no, nel suo senso pi\u00f9 alto, ai segreti fisici del mondo.\n\nNel frattempo Clerval si occupava, per cos\u00ec dire, dei rapporti morali delle\nrelazioni morali delle cose. La fase movimentata della vita, le virt\u00f9 degli eroi e le azioni degli uomini erano il suo tema,\ne le azioni degli uomini erano il suo tema, e la sua speranza e il suo sogno erano\ndi diventare uno di coloro i cui nomi sono registrati nella storia come\navventurosi benefattori della nostra specie. L'anima santa\ndi Elisabetta risplendeva come una lampada consacrata a un santuario nella nostra casa pacifica.\nLa sua simpatia era la nostra; il suo sorriso, la sua voce soave, il dolce sguardo dei suoi occhi celesti erano sempre\nil suo sorriso, la sua voce soave, lo sguardo dolce dei suoi occhi celestiali, erano sempre l\u00ec a benedirci e ad animarci. Lei era\nspirito vivente dell'amore per ammorbidire e attrarre; avrei potuto diventare\nimbronciato nel mio studio, ruvido per l'ardore della mia natura, ma che lei fosse l\u00ec per\nlei era l\u00ec per sottomettermi a una parvenza della sua stessa dolcezza. E\nClerval poteva qualcosa di male nel nobile spirito di Clerval? Eppure\nnon sarebbe potuto essere cos\u00ec perfettamente umano, cos\u00ec premuroso nella sua\ngenerosit\u00e0, cos\u00ec pieno di gentilezza e di tenerezza in mezzo alla sua passione per le\nse lei non gli avesse svelato la vera bellezza della beneficenza e se non avesse fatto s\u00ec che il fare del bene\ndella beneficenza e avesse fatto del fare del bene il fine e l'obiettivo della sua ambizione\nambizione.\n\nProvo uno squisito piacere nel soffermarmi sui ricordi dell'infanzia,\nprima che la sfortuna macchiasse la mia mente e cambiasse le sue visioni luminose di\ndi ampia utilit\u00e0 in cupe e ristrette riflessioni su di s\u00e9. Inoltre,\nnel tracciare il quadro dei miei primi giorni, registro anche quegli eventi che\nche hanno portato, per passi insensibili, alla mia successiva storia di miseria, perch\u00e9 quando volevo rendere conto a me stesso della nascita di quella\nquando vorrei rendere conto a me stesso della nascita di quella passione che in seguito ha governato il mio\ndestino, la vedo nascere, come un fiume di montagna, da fonti ignobili e quasi dimenticate.\nfonti quasi dimenticate; ma, ingrossandosi man mano che procedeva, \u00e8 diventato il torrente\nche, nel suo corso, ha spazzato via tutte le mie speranze e le mie gioie.\n\nLa filosofia naturale \u00e8 il genio che ha regolato il mio destino; desidero quindi, in questa narrazione, esporre i fatti che hanno portato al mio destino,\npertanto, in questa narrazione, esporre quei fatti che hanno portato alla mia\npredilezione per questa scienza. Quando avevo tredici anni, ci recammo tutti\nuna gita di piacere ai bagni vicino a Thonon; l'inclemenza del tempo ci costrinse a rimanere un giorno\ntempo ci costrinse a rimanere un giorno confinati nella locanda. In questa casa\ncasa mi capit\u00f2 di trovare un volume delle opere di Cornelio Agrippa. Lo aprii\ncon apatia; la teoria che cerca di dimostrare e i fatti meravigliosi che racconta\nfatti meravigliosi che racconta hanno presto trasformato questo sentimento in entusiasmo. Una nuova\nuna nuova luce nella mia mente e, pieno di gioia, comunicai la mia scoperta a mio padre.\nscoperta a mio padre. Mio padre guard\u00f2 con noncuranza il frontespizio del mio libro e disse: \"Ah!\nlibro e disse: \"Ah! Cornelio Agrippa! Mio caro Victor, non perdere tempo\nil tuo tempo su questo; \u00e8 una triste spazzatura.\n\nSe, invece di questa osservazione, mio padre si fosse preso la briga di spiegarmi\nche i principi di Agrippa erano stati completamente stravolti e che era stato introdotto un moderno sistema di\nmoderno sistema di scienza che possedeva poteri molto pi\u00f9 grandi di quello\ndell'antico, perch\u00e9 i poteri di quest'ultimo erano chimerici, mentre quelli del primo erano reali e\nchimerici, mentre quelli del primo erano reali e pratici, in tali circostanze avrei certamente\navrei certamente messo da parte Agrippa e mi sarei accontentato della mia\nfantasia, per quanto riscaldata, tornando con maggior ardore ai miei studi precedenti.\nstudi precedenti. \u00c8 persino possibile che il treno delle mie idee non avrebbe mai\nnon avrebbe mai ricevuto l'impulso fatale che mi ha portato alla rovina. Ma l'occhiata superficiale\nmio padre aveva dato al mio volume non mi assicurava affatto che ne conoscesse il contenuto.\nche ne conoscesse il contenuto, e continuai a leggere con la pi\u00f9 grande\navidit\u00e0.\n\nQuando tornai a casa la mia prima preoccupazione fu quella di procurarmi l'intera opera di questo\ndi questo autore, e poi di Paracelso e Alberto Magno. Lessi e studiai con piacere\nle fantasie selvagge di questi scrittori con piacere; mi sembravano\ntesori conosciuti da pochi oltre a me. Ho descritto me stesso come se fossi sempre\ncome se fossi sempre stato pervaso da un fervente desiderio di penetrare i segreti della natura.\nnatura. Nonostante l'intenso lavoro e le meravigliose scoperte dei filosofi moderni, sono sempre arrivato dal mio\nfilosofi moderni, sono sempre uscito dai miei studi scontento e insoddisfatto.\nSi dice che Sir Isaac Newton abbia dichiarato di essersi sentito come un bambino che raccoglie conchiglie\nconchiglie accanto al grande oceano inesplorato della verit\u00e0. I suoi successori\nsuccessori in ogni ramo della filosofia naturale che ho conosciuto\napparivano anche alle mie preoccupazioni di ragazzo come dei tirocinanti impegnati nella stessa\nstesso lavoro.\n\nIl contadino non istruito vedeva gli elementi che lo circondavano e ne conosceva le\ncon i loro usi pratici. Il filosofo pi\u00f9 colto sapeva poco\ndi pi\u00f9. Aveva parzialmente svelato il volto della Natura, ma i suoi immortali\nlineamenti immortali erano ancora una meraviglia e un mistero. Poteva sezionare, anatomizzare e dare nomi,\nanatomia e dare nomi; ma, per non parlare di una causa finale, le cause nei loro gradi secondari e terziari erano\nnei loro gradi secondari e terziari gli erano del tutto sconosciute. I\navevo ammirato le fortificazioni e gli impedimenti che sembravano impedire agli\nesseri umani dall'entrare nella cittadella della natura, e avventatamente e\ne ignorantemente mi ero pentito.\n\nMa qui c'erano i libri, e qui c'erano uomini che erano penetrati pi\u00f9 a fondo e ne sapevano di pi\u00f9.\ndi pi\u00f9. Ho creduto alla loro parola per tutto ci\u00f2 che sostenevano e sono diventato il loro\ndiscepolo. Pu\u00f2 sembrare strano che ci\u00f2 avvenga nel diciottesimo secolo.\nsecolo; ma mentre seguivo la routine dell'educazione nelle scuole di Ginevra, ero in gran parte\nGinevra, ero in gran parte autodidatta per quanto riguarda i miei studi preferiti.\nstudi preferiti. Mio padre non era un uomo di scienza e io mi ritrovai a lottare con la cecit\u00e0 di un bambino, aggiunta alla\ncecit\u00e0 infantile, sommata alla sete di conoscenza di uno studente.\nSotto la guida dei miei nuovi precettori mi addentrai con la pi\u00f9 grande\ncon la massima diligenza nella ricerca della pietra filosofale e dell'elisir di\ndella vita; ma quest'ultimo ottenne ben presto la mia totale attenzione. La ricchezza era un\nricchezza era un oggetto inferiore, ma quale gloria avrebbe accompagnato la scoperta se avessi potuto\nse avessi potuto bandire le malattie dalla struttura umana e rendere l'uomo invulnerabile a tutto tranne che a una morte\nmorte violenta!\n\nE queste non erano le mie uniche visioni. L'evocazione di fantasmi o diavoli era una promessa\npromessa dei miei autori preferiti, di cui cercavo ardentemente l'adempimento.\nSe i miei incantesimi erano sempre infruttuosi, li attribuivo piuttosto alla mia inesperienza e al mio errore\nSe i miei incantesimi erano sempre infruttuosi, li attribuivo piuttosto alla mia inesperienza e ai miei errori che a una\nmancanza di abilit\u00e0 o di fedelt\u00e0 da parte dei miei istruttori. E cos\u00ec per un certo periodo fui\nsistemi esplosivi, mischiando, come un disadattato, mille teorie contraddittorie e annaspando\nteorie contraddittorie e annaspavo disperatamente in una melma di\nconoscenze molteplici, guidato da un'immaginazione ardente e da un ragionamento infantile.\nfinch\u00e9 un incidente non cambi\u00f2 di nuovo la corrente delle mie idee.\n\nQuando avevo circa quindici anni, ci eravamo ritirati nella nostra casa vicino a Belrive.\nBelrive, quando assistemmo a un temporale violentissimo e terribile. Il temporale\ndi Jura e il tuono scoppi\u00f2 subito con un'intensit\u00e0 spaventosa da varie parti del cielo.\ncon spaventoso fragore da varie parti del cielo. Sono rimasto,\nmentre il temporale durava, ad osservarne l'evoluzione con curiosit\u00e0 e piacere.\nMentre mi trovavo davanti alla porta, all'improvviso vidi un getto di fuoco uscire da una\nda una vecchia e bella quercia che si trovava a circa venti metri dalla nostra casa; e non appena la luce abbagliante svan\u00ec\nluce abbagliante, la quercia era scomparsa e non era rimasto altro che un\ne non rimase altro che un ceppo distrutto. Quando andammo a trovarla il mattino seguente, trovammo l'albero\nl'albero si \u00e8 frantumato in modo singolare. Non era stata scheggiata dall'urto\nma interamente ridotto a sottili nastri di legno. Non avevo mai visto\nmai visto qualcosa di cos\u00ec completamente distrutto.\n\nPrima di questo non ero estraneo alle leggi pi\u00f9 ovvie dell'elettricit\u00e0.\ndell'elettricit\u00e0. In quell'occasione era con noi un uomo di grande ricerca in\nfilosofia naturale era con noi e, eccitato da questa catastrofe, inizi\u00f2 a spiegare una teoria che aveva elaborato\nspiegazione di una teoria che aveva elaborato sul tema dell'elettricit\u00e0 e del galvanismo.\ndell'elettricit\u00e0 e del galvanismo, che per me era al tempo stesso nuova e sorprendente.\nTutto ci\u00f2 che disse mise in grande ombra Cornelio Agrippa,\nAlberto Magno e Paracelso, i signori della mia immaginazione; ma per una fatalit\u00e0\nfatalit\u00e0 il rovesciamento di questi uomini mi disincentiv\u00f2 a proseguire i miei\nstudi abituali. Mi sembrava che nulla sarebbe stato o avrebbe mai potuto\nessere conosciuto. Tutto ci\u00f2 che aveva impegnato cos\u00ec a lungo la mia attenzione diventava improvvisamente\nspregevole. Per uno di quei capricci della mente a cui siamo forse pi\u00f9 soggetti in\npi\u00f9 soggetti nella prima giovinezza, abbandonai subito le mie precedenti\noccupazioni precedenti, ho archiviato la storia naturale e tutta la sua progenie come una creazione deforme e abortiva\ncreazione deforme e abortiva, e nutrivo il pi\u00f9 grande disprezzo per una\nscienza che non avrebbe mai potuto nemmeno varcare la soglia della vera conoscenza.\nvera conoscenza. In questo stato d'animo mi dedicai alla matematica e alle\nmatematica e alle branche di studio che appartengono a quella scienza come\ncome costruiti su fondamenta sicure e degni di essere presi in considerazione.\n\nCos\u00ec stranamente sono costruite le nostre anime, e da legamenti cos\u00ec sottili\nsiamo legati alla prosperit\u00e0 o alla rovina. Quando mi guardo indietro, mi sembra\ncome se questo cambiamento quasi miracoloso di inclinazione e volont\u00e0 fosse l'immediato\nsuggerimento immediato dell'angelo custode della mia vita, l'ultimo sforzo\nultimo sforzo fatto dallo spirito di conservazione per scongiurare la tempesta che era gi\u00e0\nche era anche allora sospesa tra le stelle e pronta ad avvolgermi. La sua vittoria fu\nannunciata da un'insolita tranquillit\u00e0 e letizia dell'anima che\nche segu\u00ec l'abbandono dei miei antichi e ultimamente tormentosi\nstudi. Fu cos\u00ec che mi venne insegnato ad associare il male alla\nil male con il loro perseguimento, la felicit\u00e0 con il loro disinteresse.\n\nFu un forte sforzo dello spirito del bene, ma fu inefficace.\nIl destino era troppo potente e le sue leggi immutabili avevano decretato la mia totale e terribile distruzione.\nterribile distruzione.\n\n\n\n\nCapitolo 3\n\n\nQuando raggiunsi l'et\u00e0 di diciassette anni, i miei genitori decisero che sarei diventato\nall'universit\u00e0 di Ingolstadt. Fino ad allora avevo\nfino a quel momento avevo frequentato le scuole di Ginevra, ma mio padre riteneva\nmio padre riteneva necessario, per completare la mia educazione, che io conoscessi\nconoscere altri usi e costumi oltre a quelli del mio Paese natale. La mia\nLa mia partenza fu quindi fissata al pi\u00f9 presto, ma prima che arrivasse il giorno stabilito\nche il giorno stabilito potesse arrivare, si verific\u00f2 la prima disgrazia della mia vita.\nun presagio, per cos\u00ec dire, della mia futura infelicit\u00e0.\n\nElisabetta aveva preso la scarlattina; la sua malattia era grave ed era in grave pericolo.\nin grave pericolo. Durante la sua malattia erano state avanzate molte argomentazioni per\nper convincere mia madre a non occuparsi di lei. All'inizio aveva\ncedere alle nostre implorazioni, ma quando seppe che la vita della sua favorita era minacciata\nsua favorita era minacciata, non riusc\u00ec pi\u00f9 a controllare l'ansia. Si occup\u00f2 del letto del malato\nal letto della malata; le sue attenzioni vigili trionfarono sulla malignit\u00e0 della malattia.\nElisabetta si salv\u00f2, ma le conseguenze di questa imprudenza furono fatali per il suo\nimprudenza furono fatali per la sua salvatrice. Il terzo giorno mia madre\nsi ammal\u00f2; la febbre era accompagnata dai sintomi pi\u00f9 allarmanti e gli sguardi dei suoi assistenti medici presagivano\ngli sguardi dei suoi assistenti medici facevano presagire l'evento peggiore. Sul suo\nsul letto di morte, la forza d'animo e la benignit\u00e0 della migliore delle donne non la abbandonarono.\nnon la abbandonarono. Si un\u00ec alle mani di Elizabeth e di me.  Figli miei\nfigli miei, disse, le mie pi\u00f9 solide speranze di felicit\u00e0 futura erano\nerano riposte nella prospettiva della vostra unione. Questa aspettativa sar\u00e0 ora la\nconsolazione di vostro padre. Elizabeth, amore mio, devi prendere il mio posto per\ni miei figli pi\u00f9 giovani. Ahim\u00e8! Mi dispiace di essere portato via da voi; e, felice e amato come sono stato, non \u00e8 difficile\ne amata come sono stata, non \u00e8 difficile lasciarvi tutti? Ma questi sono\nMa questi non sono pensieri che mi si addicono; mi sforzer\u00f2 di rassegnarmi allegramente alla\nalla morte e mi conceder\u00f2 la speranza di incontrarvi in un altro mondo.\n\nMor\u00ec serenamente e il suo volto espresse affetto anche nella morte.\nNon c'\u00e8 bisogno di descrivere i sentimenti di coloro i cui legami pi\u00f9 cari vengono strappati\nda quel male irreparabile, il vuoto che si presenta all'anima e la disperazione che si legge sul volto.\ndell'anima e la disperazione che si legge sul volto. \u00c8 cos\u00ec\na lungo prima che la mente possa persuadersi che colei che vedevamo tutti i giorni\ne la cui esistenza sembrava una parte della nostra, possa essersene andata per sempre.\nper sempre, che lo splendore di un occhio amato possa essersi\ne il suono di una voce cos\u00ec familiare e cara all'orecchio pu\u00f2 essere\npu\u00f2 essere zittito, per non essere mai pi\u00f9 udito. Queste sono le riflessioni dei\nprimi giorni; ma quando il passare del tempo prova la realt\u00e0 del\ndel male, allora inizia l'effettiva amarezza del dolore. Eppure, a chi non \u00e8 capitato di\nnon ha forse quella mano rude strappato un legame caro? E perch\u00e9 dovrei\ndescrivere un dolore che tutti hanno provato e devono provare? Arriva il momento in cui\narriva il momento in cui il dolore \u00e8 piuttosto un'indulgenza che una necessit\u00e0; e\nil sorriso sulle labbra, anche se pu\u00f2 essere considerato un\nsacrilegio, non viene bandito. Mia madre era morta, ma noi avevamo ancora\ndoveri che dovevamo assolvere; dovevamo continuare il nostro percorso con gli altri e imparare a ritenerci fortunati.\ne imparare a ritenerci fortunati finch\u00e9 rimane uno che il\nguastatore non si \u00e8 impadronito di noi.\n\nLa mia partenza per Ingolstadt, che era stata rimandata da questi eventi,\nera ora nuovamente decisa. Ottenni da mio padre una tregua di\nqualche settimana. Mi sembrava un sacrilegio lasciare cos\u00ec presto il riposo,\ndella casa del lutto e precipitarsi nel vivo della vita.\nvita. Il dolore mi era nuovo, ma non per questo mi allarmava meno. Ero\nnon volevo abbandonare la vista di coloro che mi rimanevano, e soprattutto\nsoprattutto desideravo vedere la mia dolce Elisabetta in qualche modo consolata.\n\nNon ha nascosto il suo dolore e si \u00e8 sforzata di consolare tutti noi.\nHa guardato con fermezza alla vita e ne ha assunto i doveri con coraggio e zelo.\nzelo. Si dedic\u00f2 a coloro che le era stato insegnato di chiamare\nzio e cugini. Mai fu cos\u00ec incantevole come in questo momento,\nquando richiamava il sole dei suoi sorrisi e li spendeva per noi.\nNel tentativo di farci dimenticare, dimenticava persino il suo stesso rimpianto.\n\nFinalmente arriv\u00f2 il giorno della mia partenza. Clerval trascorse l'ultima\nsera con noi. Aveva cercato di convincere il padre a permettergli di accompagnarmi e di diventare\ndi accompagnarmi e di diventare mio compagno di studi, ma invano. Suo\nsuo padre era un commerciante dalla mentalit\u00e0 ristretta e vedeva l'ozio e la rovina nelle aspirazioni e nelle ambizioni di suo figlio.\nnelle aspirazioni e nelle ambizioni del figlio. Henry sentiva profondamente la sfortuna\ndi essere stato escluso da un'educazione liberale. Parlava poco, ma quando\nquando parlava, leggevo nei suoi occhi accesi e nel suo sguardo animato una\nuna volont\u00e0 contenuta ma ferma di non essere incatenato ai miseri dettagli del commercio.\ndel commercio.\n\nSiamo rimasti seduti fino a tardi. Non riuscivamo a staccarci l'uno dall'altra n\u00e9 a\na dire la parola \"addio\"!  Fu detta e ci ritirammo\ne ci ritirammo con la pretesa di riposare, ognuno pensando che l'altro fosse\nma quando, all'alba del mattino, scesi alla carrozza che mi avrebbe portato via.\ncarrozza che mi avrebbe portato via, c'erano tutti, mio padre\npadre a benedirmi di nuovo, Clerval a stringere ancora una volta la mia mano, la mia Elisabetta a rinnovare le sue\nElizabeth a rinnovare le sue suppliche affinch\u00e9 io scrivessi spesso e a concedere le ultime attenzioni\nattenzioni femminili al suo compagno di giochi e amico.\n\nMi buttai sulla carrozza che mi avrebbe portato via e mi abbandonai alle pi\u00f9 malinconiche riflessioni.\nriflessioni pi\u00f9 malinconiche. Io, che ero sempre stato circondato da\namabili compagni, continuamente impegnati nel tentativo di darsi reciproco piacere, ora ero solo.\npiacere reciproco, ora ero solo. Nell'universit\u00e0 dove stavo andando dovevo\ndovevo crearmi degli amici e proteggermi da solo. La mia vita era stata finora\nera stata notevolmente appartata e domestica, e questo mi aveva dato un'invincibile\nrepulsione per le facce nuove. Amavo i miei fratelli, Elizabeth e\nClerval; erano vecchi volti familiari, ma mi ritenevo\ntotalmente inadatta alla compagnia di estranei. Queste erano le mie riflessioni quando\nMentre iniziavo il viaggio, il mio spirito e le mie speranze aumentarono. I\ndesideravo ardentemente acquisire conoscenze. Spesso, quando ero a casa,\na casa, mi era sembrato difficile rimanere in giovent\u00f9 rinchiusa in un solo luogo e avevo\ne avevo desiderato di entrare nel mondo e di prendere posto tra gli altri esseri umani.\nOra i miei desideri venivano soddisfatti e sarebbe stato davvero folle pentirsene.\npentirsi.\n\nHo avuto tempo sufficiente per queste e molte altre riflessioni durante il viaggio verso Ingolstadt, che \u00e8 stato lungo e faticoso.\nviaggio verso Ingolstadt, che fu lungo e faticoso. Alla fine il\nalto campanile bianco della citt\u00e0 incontr\u00f2 i miei occhi. Scesi e fui condotto nel mio\nscesi e fui condotto nel mio appartamento solitario per trascorrere la serata a mio piacimento.\n\nIl mattino seguente ho consegnato le mie lettere di presentazione e ho fatto visita ad alcuni dei principali professori.\nalcuni dei principali professori. Il caso o piuttosto l'influenza maligna, l'Angelo della\nl'Angelo della Distruzione, che ha esercitato un potere onnipotente su di me dal momento in cui ho mosso i miei passi riluttanti da mio padre.\ndal momento in cui ho mosso i miei passi riluttanti dalla porta di mio padre\nporta di mio padre, mi condusse dapprima da M. Krempe, professore di filosofia naturale. Egli\nera un uomo rozzo, ma profondamente immerso nei segreti della sua scienza. Mi fece diverse domande\nmi pose diverse domande sui miei progressi nelle diverse branche della scienza\ndella filosofia naturale. Risposi con noncuranza e\ne in parte con disprezzo, citai i nomi dei miei alchimisti come i principali\nautori che avevo studiato. Il professore mi fiss\u00f2.  Lei, disse, ha davvero\ndisse, avete davvero dedicato il vostro tempo allo studio di tali sciocchezze?\n\nRisposi affermativamente.  Ogni minuto, continu\u00f2 M. Krempe con\ncalore, ogni istante che avete sprecato per quei libri \u00e8 assolutamente\ne completamente perduto. Avete appesantito la vostra memoria con sistemi esplosi e\ne nomi inutili. Buon Dio! In quale terra deserta avete vissuto,\nin cui nessuno \u00e8 stato cos\u00ec gentile da informarvi che queste fantasie che avete\nche avete cos\u00ec avidamente assimilato sono vecchie di mille anni e tanto ammuffite quanto\nantiche? Non mi aspettavo, in quest'epoca illuminata e scientifica, di trovare un discepolo di\nilluminata e scientifica, di trovare un discepolo di Alberto Magno e Paracelso. Mio caro\nsignore, dovete ricominciare i vostri studi da capo.\n\nCos\u00ec dicendo, si fece da parte e scrisse una lista di diversi libri\ndi libri di filosofia naturale che desiderava mi procurassi, e mi conged\u00f2 dopo aver detto che all'inizio del prossimo anno\ne mi conged\u00f2 dopo aver accennato che all'inizio della settimana successiva\nsettimana successiva intendeva iniziare un corso di lezioni sulla filosofia naturale\nfilosofia naturale nelle sue relazioni generali, e che M. Waldman, un collega professore\nWaldman, un collega professore, avrebbe tenuto lezioni di chimica nei giorni in cui\nomesso.\n\nTornai a casa non deluso, perch\u00e9 ho gi\u00e0 detto che da tempo consideravo\nautori inutili che il professore rimproverava; ma tornai a casa non pi\u00f9\nMa non ero affatto propenso a riprendere questi studi in qualsiasi forma.\nforma. M. Krempe era un uomo piccolo e tozzo, con una voce burbera e un volto\nun viso ripugnante; l'insegnante, quindi, non mi ha convinto a favore delle sue\na favore delle sue attivit\u00e0. In modo forse un po' troppo filosofico e collegato\nfilosofico e collegato, forse, ho dato un resoconto delle conclusioni a cui ero arrivato\na cui ero giunto nei primi anni di vita. Da bambino non mi ero accontentato\nrisultati promessi dai moderni professori di scienze naturali.\nscienze naturali. Con una confusione di idee dovuta solo alla mia estrema giovinezza e alla mancanza di una\nestrema giovinezza e dalla mancanza di una guida in queste materie, avevo percorso a ritroso i passi della conoscenza lungo i\nconoscenza lungo i sentieri del tempo e avevo scambiato le\nscoperte dei ricercatori recenti con i sogni di alchimisti dimenticati.\nInoltre, disprezzavo gli usi della filosofia naturale moderna.\nEra molto diverso quando i maestri della scienza cercavano l'immortalit\u00e0 e il potere.\nl'immortalit\u00e0 e il potere; tali visioni, sebbene futili, erano grandiose; ma ora la scena era cambiata.\nla scena era cambiata. L'ambizione del ricercatore sembrava limitarsi all'annientamento\nall'annientamento di quelle visioni su cui si fondava il mio interesse per la scienza.\nscienza era principalmente fondato. Mi si chiedeva di scambiare chimere di\nsconfinata grandezza con realt\u00e0 di scarso valore.\n\nQueste erano le mie riflessioni durante i primi due o tre giorni di permanenza a Ingolstadt.\ndi permanenza a Ingolstadt, trascorsi soprattutto a familiarizzare con le localit\u00e0 e i principali abitanti della mia\nconoscere le localit\u00e0 e i principali abitanti della mia nuova\nnuova dimora. Ma quando inizi\u00f2 la settimana successiva, pensai alle informazioni che M. Krempe mi aveva dato\nKrempe mi aveva dato riguardo alle conferenze. E anche se\nnon potevo accettare di andare a sentire quel piccolo presuntuoso pronunciare\nfrasi da un pulpito, ricordai ci\u00f2 che aveva detto di M. Waldman, che non avevo mai visto.\nWaldman, che non avevo mai visto, perch\u00e9 finora era stato fuori citt\u00e0.\n\nUn po' per curiosit\u00e0 e un po' per pigrizia, andai in sala conferenze, dove M. Waldman entr\u00f2 poco dopo.\nche M. Waldman entr\u00f2 poco dopo. Questo professore era molto\nmolto diverso dal suo collega. Sembrava avere circa cinquant'anni, ma con un aspetto\naspetto espressivo della pi\u00f9 grande benevolenza; alcuni capelli grigi gli coprivano le tempie, ma quelli dietro la\ntempie, ma quelli sulla nuca erano quasi neri. La sua persona\nera bassa ma notevolmente eretta e la sua voce era la pi\u00f9 dolce che avessi mai sentito.\nInizi\u00f2 la sua lezione ricapitolando la storia della chimica e i vari miglioramenti apportati da diversi uomini di\ni vari miglioramenti apportati da diversi uomini di cultura, pronunciando con\npronunciando con fervore i nomi dei pi\u00f9 illustri scopritori. Poi ha fatto\nuna visione sommaria dello stato attuale della scienza e ha spiegato molti dei suoi termini elementari.\ntermini elementari. Dopo aver fatto alcuni esperimenti preparatori, ha concluso con un panegirico\nDopo aver fatto alcuni esperimenti preparatori, concluse con un panegirico sulla chimica moderna, i cui termini non dimenticher\u00f2 mai\nnon dimenticher\u00f2 mai:\n\n Gli antichi maestri di questa scienza, disse,\n promettevano impossibilit\u00e0 e non realizzavano nulla. I maestri moderni\npromettono ben poco; sanno che i metalli non si possono trasmutare e che\nl'elisir di lunga vita \u00e8 una chimera ma questi filosofi, le cui mani sembrano\nsembrano fatte solo per tamponare la sporcizia, e i loro occhi per curiosare al microscopio o al crogiolo, hanno davvero compiuto miracoli.\ncrogiolo, hanno davvero compiuto miracoli. Penetrano nei recessi della natura\ndella natura e mostrano come essa lavora nei suoi nascondigli. Sono saliti in cielo\nhanno scoperto come circola il sangue e la natura dell'aria che respiriamo.\ndell'aria che respiriamo. Hanno acquisito nuovi e quasi illimitati poteri;\npossono comandare i tuoni del cielo, imitare i terremoti, e persino\nderidere il mondo invisibile con le sue stesse ombre.\n\nTali erano le parole del professore, piuttosto lasciatemi dire tali le parole del\ndel destino che si annunciava per distruggermi. Mentre continuava a parlare, mi sentivo come se la mia anima\ncome se la mia anima fosse alle prese con un nemico palpabile; a uno a uno venivano toccati i vari tasti che\nche formavano il meccanismo del mio essere; accordo dopo accordo veniva\ne presto la mia mente si riemp\u00ec di un unico pensiero, di un'unica concezione,\nuno scopo. Tanto \u00e8 stato fatto, esclam\u00f2 l'anima di Frankenstein.\nFrankenstein, di pi\u00f9, molto di pi\u00f9, realizzer\u00f2; seguendo i passi gi\u00e0 segnati\ngi\u00e0 segnati, aprir\u00f2 una nuova strada, esplorer\u00f2 potenze sconosciute e\ne sveler\u00f2 al mondo i pi\u00f9 profondi misteri della creazione.\n\nQuella notte non chiusi occhio. Il mio essere interno era in uno stato di\ninsurrezione e tumulto; sentivo che da l\u00ec sarebbe nato l'ordine, ma non avevo il potere di produrlo.\nnon avevo il potere di produrlo. A poco a poco, dopo l'alba del mattino,\nvenne il sonno. Mi svegliai e i pensieri di ieri sera erano come un sogno.\nRimaneva solo il proposito di ritornare ai miei antichi studi e di\ne di dedicarmi a una scienza per la quale ritenevo di possedere un talento naturale.\ntalento naturale. Lo stesso giorno feci visita a M. Waldman. I suoi\nmaniere in privato erano ancora pi\u00f9 miti e attraenti che in pubblico,\nperch\u00e9 durante la lezione c'era una certa dignit\u00e0 nel suo atteggiamento che in casa sua\ncasa sua era sostituita dalla pi\u00f9 grande affabilit\u00e0 e gentilezza. I\ngli feci quasi lo stesso resoconto delle mie precedenti attivit\u00e0 che avevo\nal suo collega professore. Ascolt\u00f2 con attenzione la piccola\ncon attenzione la piccola narrazione dei miei studi e sorrise ai nomi di Cornelius\nAgrippa e Paracelso, ma senza il disprezzo che M. Krempe aveva mostrato.\nesibito da M. Krempe. Disse che si trattava di uomini al cui zelo instancabile\nfilosofi moderni erano debitori della maggior parte dei fondamenti della loro conoscenza.\nconoscenza. Avevano lasciato a noi, come compito pi\u00f9 facile, il compito di dare nuovi nomi\ne di organizzare in classificazioni collegate i fatti che loro in gran parte\nin larga misura erano stati gli strumenti per portare alla luce. Le\ndi uomini di genio, per quanto erroneamente indirizzati, non falliscono mai nel\nnon falliscono mai nel volgere alla fine a solido vantaggio dell'umanit\u00e0.  I\nascoltato la sua dichiarazione, che \u00e8 stata pronunciata senza alcuna presunzione o\no affettazione, e poi ho aggiunto che la sua conferenza aveva rimosso i miei\npregiudizi nei confronti dei chimici moderni; mi sono espresso in termini misurati, con\ncon la modestia e la deferenza che un giovane deve avere nei confronti del suo\nistruttore, senza lasciarmi sfuggire (l'inesperienza nella vita mi avrebbe fatto\nmi avrebbe fatto vergognare) alcuno dell'entusiasmo che stimolava le mie intenzioni\nlavoro. Gli chiesi consiglio sui libri che dovevo procurarmi.\nprocurarmi.\n\n Sono felice, disse M. Waldman, di aver guadagnato un discepolo.\ndiscepolo; e se la sua applicazione sar\u00e0 all'altezza delle sue capacit\u00e0, non ho dubbi sul suo successo.\nsuccesso. La chimica \u00e8 il ramo della filosofia naturale in cui sono stati fatti e possono essere fatti i\nsono stati e possono essere apportati i pi\u00f9 grandi miglioramenti; \u00e8 per questo motivo che\n\u00e8 per questo motivo che ne ho fatto il mio studio peculiare, ma allo stesso tempo non ho\ntrascurato le altre branche della scienza. Un uomo sarebbe un pessimo chimico\nchimico se si occupasse solo di questo settore della conoscenza umana. Se il vostro\nSe il vostro desiderio \u00e8 quello di diventare davvero un uomo di scienza e non solo un piccolo sperimentatore, vi consiglio di\nsperimentale, vi consiglio di dedicarvi a ogni branca della filosofia naturale, compresa la matematica.\nfilosofia naturale, compresa la matematica.\n\nMi port\u00f2 quindi nel suo laboratorio e mi spieg\u00f2 l'uso delle sue\nmacchine, istruendomi su ci\u00f2 che dovevo procurarmi e promettendomi di usare le sue quando avrei fatto abbastanza progressi nella\ne mi promise l'uso delle sue quando avrei fatto abbastanza progressi nella scienza da non\nscienza da non alterare il loro meccanismo. Mi diede anche l'elenco dei libri\nlibri che avevo richiesto, e mi congedai.\n\nSi concluse cos\u00ec una giornata per me memorabile, che decise il mio destino futuro.\n\n\n\n\nCapitolo 4\n\n\nDa quel momento la filosofia naturale, e in particolare la chimica, nel senso pi\u00f9\nnel senso pi\u00f9 ampio del termine, divennero quasi la mia unica occupazione.\nLeggevo con ardore le opere, cos\u00ec piene di genio e discriminazione,\nche gli studiosi moderni hanno scritto su questi argomenti. Ho frequentato le\nlezioni e coltivai la conoscenza degli uomini di scienza dell'universit\u00e0.\ndell'universit\u00e0, e ho trovato anche in M. Krempe una grande quantit\u00e0 di senso\ne di informazioni reali, unite, \u00e8 vero, a una fisionomia e a dei modi ripugnanti.\nfisionomia e modi ripugnanti, ma non per questo meno validi. In\nM. Waldman ho trovato un vero amico. La sua gentilezza non era mai macchiata da\ndogmatismo, e le sue istruzioni erano impartite con un'aria di franchezza e di buon\nbuona natura che scacciava ogni idea di pedanteria. In mille modi\nmi ha spianato il cammino della conoscenza e ha reso le ricerche pi\u00f9 astruse\npi\u00f9 astruse, rendendole chiare e facili alla mia comprensione. La mia domanda fu inizialmente\nall'inizio fluttuante e incerta, ma acquist\u00f2 forza man mano che procedevo e divenne presto\ne ben presto divenne cos\u00ec ardente e desiderosa che le stelle spesso scomparivano nella\nluce del mattino mentre ero ancora impegnato nel mio laboratorio.\n\nDato che mi sono applicato cos\u00ec da vicino, si pu\u00f2 facilmente immaginare che i miei progressi\nrapidi. Il mio ardore era infatti lo stupore degli studenti, e\nla mia bravura quella dei maestri. Il professor Krempe mi chiedeva spesso,\ncon un sorriso sornione, come andava avanti Cornelius Agrippa, mentre M. Waldman\nesprimeva la pi\u00f9 viva esultanza per i miei progressi. Due anni\ntrascorsero cos\u00ec due anni, durante i quali non feci alcuna visita a Ginevra, ma fui impegnato, anima e corpo, nel\nimpegnato, anima e corpo, nel perseguimento di alcune scoperte che speravo di fare.\nsperato di fare. Solo chi le ha sperimentate pu\u00f2 concepire le attrattive della scienza.\nle attrattive della scienza. In altri studi si va tanto lontano quanto\naltri sono arrivati prima di te e non c'\u00e8 pi\u00f9 nulla da sapere; ma in una ricerca scientifica c'\u00e8 una continua\nscientifico c'\u00e8 un continuo stimolo alla scoperta e alla meraviglia.\nUna mente di discrete capacit\u00e0 che si dedica con attenzione a uno studio deve\nuno studio, deve infallibilmente raggiungere una grande competenza in quello studio.\nche cercavo continuamente di raggiungere un solo oggetto di ricerca ed ero\ne mi sono dedicato esclusivamente a questo, sono migliorato cos\u00ec rapidamente che alla fine di due anni ho fatto\nanni feci alcune scoperte nel perfezionamento di alcuni strumenti chimici, che mi procurarono\nstrumenti chimici, che mi procurarono grande stima e ammirazione all'universit\u00e0.\nuniversit\u00e0. Quando fui arrivato a questo punto e mi fui impratichito con la teoria e la pratica del\nteoria e la pratica della filosofia naturale quanto\ndi filosofia naturale che dipendeva dalle lezioni di uno qualsiasi dei professori di Ingolstadt, la mia residenza l\u00ec non era pi\u00f9\nresidenza l\u00ec non era pi\u00f9 favorevole ai miei miglioramenti, ho pensato di\ndi tornare dai miei amici e dalla mia citt\u00e0 natale, quando un incidente\nincidente che prolung\u00f2 il mio soggiorno.\n\nUno dei fenomeni che avevano attratto in modo particolare la mia attenzione era\nstruttura della struttura umana e, in effetti, di qualsiasi animale dotato di vita.\nvita. Da dove, mi chiedevo spesso, derivava il principio della vita?\nEra una domanda ardita, che \u00e8 sempre stata considerata un mistero.\nmistero; eppure, quante cose siamo sul punto di conoscere, se\nse la vigliaccheria o la negligenza non frenassero le nostre ricerche.\nindagini. Ho rielaborato queste circostanze nella mia mente e ho deciso di\nd'ora in poi di applicarmi pi\u00f9 particolarmente a quei rami della filosofia naturale\nfilosofia naturale che riguardano la fisiologia. A meno che non fossi stato\nun entusiasmo quasi soprannaturale, la mia applicazione a questo\nstudio sarebbe stato fastidioso e quasi intollerabile. Per esaminare le\ncause della vita, dobbiamo prima ricorrere alla morte. Mi sono avvicinato\ncon la scienza dell'anatomia, ma non era sufficiente; dovevo anche osservare il decadimento naturale e il\ndovevo anche osservare il naturale decadimento e la corruzione del corpo umano.\nNella mia educazione mio padre aveva preso le massime precauzioni affinch\u00e9 la mia mente non\nmente non fosse impressionata da orrori soprannaturali. Non ricordo mai\ndi aver tremato per un racconto di superstizione o di aver temuto l'apparizione di uno spirito.\nl'apparizione di uno spirito. L'oscurit\u00e0 non aveva alcun effetto sulla mia fantasia e\nun cimitero era per me soltanto il ricettacolo di corpi privati della vita, che\nvita, che, da sede di bellezza e forza, erano diventati\ncibo per i vermi. Ora fui portato a esaminare la causa e il progresso di questo\ndi questa decadenza e fui costretto a passare giorni e notti in\nossari. La mia attenzione si fiss\u00f2 su ogni oggetto il pi\u00f9\ninsopportabile per la delicatezza dei sentimenti umani. Vedevo come la\nbelle forme dell'uomo erano degradate e sciupate; ho visto la corruzione della morte\ndella morte succedersi alla guancia fiorita della vita; ho visto come il verme\nereditato le meraviglie dell'occhio e del cervello. Mi sono soffermato, esaminando e\ntutte le minuzie della causalit\u00e0, come esemplificate nel passaggio dalla vita alla morte e dalla morte alla\nvita alla morte e dalla morte alla vita, fino a quando dal mezzo di questa\ntenebre una luce improvvisa irruppe in me, una luce cos\u00ec brillante e meravigliosa, eppure cos\u00ec semplice\ne meravigliosa, eppure cos\u00ec semplice, che mentre ero stordito dall'immensit\u00e0 della prospettiva\ndella prospettiva che illustrava, mi sorpresi che tra tanti uomini di genio\nuomini di genio che avevano indirizzato le loro ricerche verso la stessa scienza, che solo a me fosse riservato\nscienza, solo a me fosse riservato di scoprire un segreto cos\u00ec sorprendente.\nsegreto.\n\nRicordate, non sto registrando la visione di un pazzo. Il sole non brilla\npi\u00f9 certamente splende nei cieli di quello che ora affermo essere\nvero. Potrebbe essere stato un miracolo a produrlo, ma le tappe della scoperta erano\nscoperta erano distinte e probabili. Dopo giorni e notti di incredibile\ngiorni e notti di incredibile lavoro e fatica, riuscii a scoprire la causa della generazione e della vita.\ndella generazione e della vita; anzi, di pi\u00f9, divenni io stesso capace di conferire\ndi dare animazione alla materia inanimata.\n\nLo stupore che avevo provato in un primo momento per questa scoperta\npresto lasci\u00f2 il posto alla gioia e all'estasi. Dopo tanto tempo trascorso in\ndolorose, arrivare subito al culmine dei miei desideri fu la pi\u00f9 gratificante\npi\u00f9 gratificante delle mie fatiche. Ma questa scoperta era cos\u00ec\ngrande e travolgente che tutti i passi attraverso i quali ero stato\nprogressivamente ad essa, furono cancellati e vidi solo il risultato.\nCi\u00f2 che era stato lo studio e il desiderio degli uomini pi\u00f9 saggi fin dalla creazione del mondo era ora alla mia portata.\ndel mondo era ora alla mia portata. Non che, come in una scena magica, si\ntutto in una volta: le informazioni che avevo ottenuto erano di natura\nnatura piuttosto per dirigere i miei sforzi non appena li avessi indirizzati verso l'oggetto della mia ricerca\nverso l'oggetto della mia ricerca, piuttosto che mostrare quell'oggetto gi\u00e0\nrealizzato. Ero come l'arabo che era stato sepolto insieme ai morti\ne che aveva trovato un passaggio verso la vita, aiutato solo da una luce\nluce apparentemente inefficace.\n\nVedo dalla vostra impazienza e dalla meraviglia e speranza che i vostri occhi esprimono\nche ti aspetti di essere informato del segreto di cui sono a conoscenza.\nche io conosco; non \u00e8 possibile; ascoltate pazientemente fino alla fine della mia storia e capirete facilmente\ndel mio racconto, e capirete facilmente perch\u00e9 sono riservato su questo\nargomento. Non vi porter\u00f2 avanti, sprovveduto e ardente come lo ero allora,\nalla vostra distruzione e alla vostra infelicit\u00e0. Imparate da me, se non dai miei\nprecetti, almeno con il mio esempio, quanto sia pericoloso l'acquisizione del\nconoscenza e quanto sia pi\u00f9 felice l'uomo che crede che la propria citt\u00e0 natale\nche la sua citt\u00e0 natale sia il mondo, piuttosto che colui che aspira a diventare pi\u00f9 grande di quanto la sua natura\nnatura glielo consenta.\n\nQuando ho trovato un potere cos\u00ec sorprendente nelle mie mani, ho esitato a lungo sul modo in cui dovevo impiegarlo.\nesitai a lungo sul modo in cui avrei dovuto impiegarlo.\nSebbene possedessi la capacit\u00e0 di impartire l'animazione, tuttavia preparare una struttura per riceverla\ndi animazione, ma di preparare una struttura per riceverla, con tutte le sue\nfibre, muscoli e vene, rimaneva un lavoro di inconcepibile difficolt\u00e0 e fatica.\ndifficolt\u00e0 e di lavoro. All'inizio dubitavo di dover tentare la creazione di un\ndi un essere simile a me o di uno pi\u00f9 semplice; ma la mia immaginazione era troppo esaltata dalla\nimmaginazione era troppo esaltata dal primo successo per permettermi di dubitare della mia capacit\u00e0 di\ndi dubitare della mia capacit\u00e0 di dare vita a un animale complesso e meraviglioso come l'uomo.\ncomplesso e meraviglioso come l'uomo. I materiali attualmente a mia disposizione non sembravano\nadeguati a un'impresa cos\u00ec ardua, ma non dubitavo che alla fine ci sarei riuscito.\nalla fine ci sarei riuscito. Mi preparai a una moltitudine di rovesci; le mie operazioni avrebbero potuto essere incessantemente\noperazioni sarebbero state incessantemente ostacolate e alla fine il mio lavoro sarebbe stato imperfetto.\nTuttavia, se consideravo i miglioramenti che ogni giorno avvengono nella scienza e nella meccanica, mi\ndella scienza e della meccanica, mi sentivo incoraggiato a sperare che i miei attuali tentativi\ntentativi avrebbero almeno gettato le basi di un futuro successo. N\u00e9\nn\u00e9 potevo considerare l'ampiezza e la complessit\u00e0 del mio piano come un\ncome argomento della sua impraticabilit\u00e0. \u00c8 con questi sentimenti che ho iniziato\ncon questi sentimenti iniziai la creazione di un essere umano. Poich\u00e9 la minuzia delle parti\nminuziosit\u00e0 delle parti costituiva un grande ostacolo alla mia velocit\u00e0, decisi, contrariamente alla mia prima\nintenzione, di fare un essere di statura gigantesca, vale a dire\ncirca due metri e mezzo di altezza e di dimensioni proporzionate. Dopo aver\nquesta decisione e dopo aver trascorso alcuni mesi a raccogliere e sistemare con successo\nraccogliere e sistemare i miei materiali, iniziai.\n\nNessuno pu\u00f2 concepire la variet\u00e0 di sentimenti che mi hanno portato avanti, come un\nun uragano, nel primo entusiasmo del successo. La vita e la morte\nvita e la morte mi sembravano confini ideali, che avrei dovuto prima sfondare e\ne riversare un torrente di luce nel nostro mondo oscuro. Una nuova specie mi avrebbe benedetto come\ncreatore e fonte; molte nature felici ed eccellenti avrebbero dovuto\nmolte nature felici ed eccellenti devono il loro essere a me. Nessun padre potrebbe rivendicare la gratitudine del suo\nfiglio cos\u00ec completamente come io meriterei la loro. Seguendo queste\nriflessioni, pensai che se avessi potuto dare animazione alla materia inanimata\nmateria senza vita, avrei potuto, col tempo (anche se ora lo ritenevo impossibile)\nrinnovare la vita laddove la morte aveva apparentemente votato il corpo alla corruzione.\n\nQuesti pensieri sostenevano il mio spirito, mentre proseguivo la mia impresa\ncon ardore incessante. Le mie guance erano diventate pallide per lo studio e la mia\npersona era diventata emaciata dalla prigionia. A volte, proprio sull'orlo della\nsull'orlo della certezza, ho fallito; eppure mi sono aggrappato alla speranza che il giorno o l'ora successiva\nche il giorno o l'ora successivi avrebbero potuto realizzare. Un segreto che possedevo solo io\nun segreto che solo io possedevo, era la speranza a cui mi ero dedicato; e la luna\ne la luna osservava le mie fatiche di mezzanotte, mentre, con ansia\ncon ansia, inseguivo la natura nei suoi nascondigli. Chi pu\u00f2 immaginare\ngli orrori della mia fatica segreta, mentre mi dilettavo tra le umide e indecorose\ndella tomba o torturando l'animale vivente per animare l'argilla senza vita?\nargilla senza vita? Le mie membra ora tremano e i miei occhi nuotano per il ricordo; ma\nma poi un impulso irrefrenabile e quasi frenetico mi spinse ad andare avanti; mi sembrava di aver perso\nSembrava che avessi perso ogni anima o sensazione se non per quest'unica ricerca. Era\nera solo una trance passeggera, che mi ha fatto sentire con rinnovata acutezza\nacutezza non appena, cessato lo stimolo innaturale, ero tornato alle mie vecchie abitudini.\ndi tornare alle mie vecchie abitudini. Raccoglievo ossa dagli ossari e\ne ho disturbato, con dita profane, i tremendi segreti della struttura umana.\numano. In una camera solitaria, o meglio cella, in cima alla casa,\ne separata da tutti gli altri appartamenti da una galleria e da una scala,\ntenevo il mio laboratorio di sudicia creazione; i miei bulbi oculari uscivano dalle orbite nel\nle loro orbite nell'occuparmi dei dettagli del mio lavoro. La\nsala di dissezione e il mattatoio fornivano molti dei miei materiali;\ne spesso la mia natura umana si allontanava con disgusto dalla mia occupazione,\nmentre, spinto da un'ansia che aumentava sempre di pi\u00f9, portavo il mio lavoro\nlavoro si avvicinava alla conclusione.\n\nI mesi estivi passarono mentre ero cos\u00ec impegnato, anima e cuore, in una\nun'unica ricerca. Era una stagione bellissima; mai i campi hanno dato un raccolto pi\u00f9 abbondante o le vigne hanno prodotto\npi\u00f9 abbondanti o le viti pi\u00f9 rigogliose, ma i miei occhi erano insensibili al fascino della natura.\nma i miei occhi erano insensibili al fascino della natura. E gli stessi\nche mi facevano trascurare le scene che mi circondavano mi facevano anche\ndimenticare gli amici che si trovavano a tante miglia di distanza e che non vedevo da tanto tempo.\nche non vedevo da cos\u00ec tanto tempo. Sapevo che il mio silenzio li inquietava, e ricordavo bene le parole di mio padre\ne ricordavo bene le parole di mio padre:  So che mentre sei soddisfatto di te stesso\nsoddisfatto di te stesso, penserai a noi con affetto, e noi avremo regolarmente notizie di te.\nsentiremo regolarmente da te. Dovete perdonarmi se considero qualsiasi\ninterruzione della vostra corrispondenza come una prova che gli altri vostri doveri\nsono ugualmente trascurati.\n\nSapevo bene, quindi, quali sarebbero stati i sentimenti di mio padre, ma non riuscivo a staccare i pensieri dal mio lavoro, detestabile di per s\u00e9 ma che\nnon riuscivo a distogliere il pensiero dal mio impiego, di per s\u00e9 ripugnante, ma che\nma che si era impadronito in modo irresistibile della mia immaginazione. Desideravo, per cos\u00ec dire\ndi procrastinare tutto ci\u00f2 che riguardava i miei sentimenti di affetto\nfino a quando il grande oggetto, che inghiottiva ogni abitudine della mia natura,\ndella mia natura, fosse completato.\n\nAllora pensai che mio padre sarebbe stato ingiusto se avesse attribuito la mia negligenza al vizio o alla colpa di\na un vizio o a una colpa da parte mia, ma ora sono convinta che fosse\ngiustificato nel concepire che non sarei stato del tutto esente da\ncolpa. Un essere umano nella sua perfezione dovrebbe sempre conservare una mente calma e\nmente calmo e pacifico e non permettere mai alla passione o a un desiderio passeggero di\ndi disturbare la sua tranquillit\u00e0. Non credo che la ricerca del sapere sia un'eccezione a questa regola.\nnon credo che la ricerca della conoscenza faccia eccezione a questa regola. Se lo studio a cui ci si dedica\nSe lo studio a cui ci si applica tende a indebolire gli affetti e a distruggere il gusto per i\nquei piaceri semplici in cui nessuna lega pu\u00f2 mischiarsi, allora quello studio \u00e8 certamente illecito, cio\u00e8\nstudio \u00e8 certamente illecito, cio\u00e8 non si addice alla mente umana.\nmente umana. Se questa regola fosse sempre osservata, se nessun uomo permettesse a qualsiasi attivit\u00e0 di\ndi interferire con la tranquillit\u00e0 degli affetti domestici, la Grecia non sarebbe stata\naffetti domestici, la Grecia non sarebbe stata ridotta in schiavit\u00f9, C sar avrebbe risparmiato la sua\nl'America sarebbe stata scoperta pi\u00f9 gradualmente, e gli imperi del Messico e del Per\u00f9 non sarebbero stati\nMessico e del Per\u00f9 non sarebbero stati distrutti.\n\nMa dimentico che sto facendo la morale nella parte pi\u00f9 interessante del mio racconto.\ne i vostri sguardi mi ricordano di procedere.\n\nMio padre non mi ha rimproverato nelle sue lettere e ha preso atto del mio silenzio solo\nsilenzio, indagando pi\u00f9 di prima sulle mie occupazioni.\nL'inverno, la primavera e l'estate passarono durante le mie fatiche; ma non guardai i fiori o le foglie che si espandevano.\nnon ho osservato i fiori o le foglie in espansione, che prima mi avevano sempre\nprima mi avevano sempre procurato un piacere supremo, tanto ero profondamente\noccupazione. Le foglie di quell'anno erano appassite prima che il mio lavoro si avvicinasse alla\ne ora ogni giorno mi mostrava pi\u00f9 chiaramente quanto bene fossi riuscito a fare.\nsuccesso. Ma il mio entusiasmo era frenato dall'ansia e sembravo\ncome uno condannato dalla schiavit\u00f9 a faticare nelle miniere o in qualsiasi altro mestiere\nmestiere poco salutare, piuttosto che un artista impegnato nel suo lavoro preferito.\nOgni notte ero oppresso da una febbre lenta, e diventavo nervoso in misura molto\nLa caduta di una foglia mi spaventava e rifuggivo i miei simili come se fossi stato colpevole.\ncreature come se fossi colpevole di un crimine. A volte mi allarmavo per\ndi essere diventato un relitto; solo l'energia del mio proposito mi sosteneva.\nmi sosteneva: le mie fatiche sarebbero finite presto e credevo che l'esercizio e il divertimento avrebbero\nche l'esercizio fisico e il divertimento avrebbero allontanato le malattie incipienti; e mi ripromettevo di fare entrambe le cose quando\nentrambe le cose quando la mia creazione sarebbe stata completata.\n\n\n\n\nCapitolo 5\n\n\nFu in una tetra notte di novembre che vidi il compimento delle mie fatiche.\ndelle mie fatiche. Con un'ansia che quasi equivaleva a un'agonia, raccolsi intorno a me gli strumenti di vita per\nstrumenti di vita intorno a me, per poter infondere una scintilla di\nuna scintilla d'essere nella cosa senza vita che giaceva ai miei piedi. Era\nl'una di notte; la pioggia scrosciava tristemente contro i vetri\ne la mia candela era quasi bruciata, quando, grazie al barlume di quella luce\nluce semispenta, vidi l'occhio giallo e opaco della creatura aprirsi.\naperto; respirava affannosamente e un movimento convulso agitava le sue membra.\n\nCome posso descrivere le mie emozioni di fronte a questa catastrofe, o come delineare\nil disgraziato che con infiniti dolori e attenzioni avevo cercato di\ndi formare? Le sue membra erano proporzionate e avevo scelto i suoi lineamenti come\nbelli. Belli! Grande Dio! La sua pelle gialla copriva a malapena\nil lavoro dei muscoli e delle arterie sottostanti; i suoi capelli erano di un nero lucente e fluenti; i suoi denti di un candore perlaceo; ma queste caratteristiche erano state selezionate come belle.\nnero e fluente; i denti di un bianco perlaceo; ma queste\nlussureggianti non facevano altro che creare un contrasto ancora pi\u00f9 orribile con i suoi occhi acquosi,\nche sembravano quasi dello stesso colore delle orbite bianco-verdognole in cui erano incastonati.\nocchi acquosi che sembravano quasi dello stesso colore delle orbite bianco-gialle in cui erano incastonati, la carnagione raggrinzita e le labbra nere e dritte.\n\nI diversi accidenti della vita non sono cos\u00ec mutevoli come i sentimenti della natura umana.\ndella natura umana. Avevo lavorato duramente per quasi due anni, al solo scopo di\nscopo di infondere la vita in un corpo inanimato. Per questo mi ero\nper questo mi ero privato del riposo e della salute. L'avevo desiderato con un ardore che\nche superava di gran lunga la moderazione; ma ora che l'avevo terminato, la bellezza del sogno svan\u00ec\ndel sogno svan\u00ec, e l'orrore e il disgusto senza fiato mi riempirono il cuore.\ncuore. Non potendo sopportare l'aspetto dell'essere che avevo creato, mi precipitai fuori dalla stanza e\nuscire di corsa dalla stanza e continuai a lungo a percorrere la mia camera da letto, incapace di ricompormi.\ncamera da letto, incapace di comporre la mia mente per dormire. Alla fine la spossatezza\nal tumulto che avevo sopportato in precedenza e mi buttai sul letto con i miei vestiti, cercando di\nletto con i miei vestiti, cercando di trovare qualche momento di oblio.\nMa fu invano; dormii, infatti, ma fui disturbato dai sogni pi\u00f9 selvaggi.\nsogni. Mi sembrava di vedere Elisabetta, nel fiore della salute, che passeggiava per\nper le strade di Ingolstadt. Deliziato e sorpreso, la abbracciai,\nma mentre imprimevo il primo bacio sulle sue labbra, queste divennero livide con la\ntoni di morte; i suoi lineamenti sembrarono cambiare e pensai di avere tra le mani il cadavere di mia madre.\ndi avere tra le braccia il cadavere della mia defunta madre; un sudario avvolse le sue\nun sudario che avvolgeva le sue forme e vidi i vermi della tomba strisciare tra le pieghe della flanella.\nMi alzai dal sonno con orrore; una rugiada fredda mi copr\u00ec la fronte, i miei denti\ndenti e tutte le membra erano in preda alle convulsioni; quando, alla luce fioca e gialla della luna, come\nluce gialla e fioca della luna che si faceva strada attraverso le persiane della finestra\nfinestra, vidi il disgraziato, il miserabile mostro che avevo creato.\ncreato. Teneva sollevata la tenda del letto e i suoi occhi, se occhi si possono chiamare, erano fissi su di me.\nse occhi si possono chiamare, erano fissi su di me. Le sue mascelle si aprirono e mormor\u00f2 alcuni\nsuoni inarticolati, mentre un ghigno gli increspava le guance. Avrebbe potuto\navrebbe potuto parlare, ma non ho sentito; una mano era stata tesa, apparentemente per\nuna mano, apparentemente per trattenermi, ma mi sottrassi e mi precipitai al piano di sotto. Mi rifugiai nel cortile\ncortile della casa che abitavo, dove rimasi per il resto della notte.\ndove rimasi per il resto della notte, camminando su e gi\u00f9 nella pi\u00f9 grande\nagitazione, ascoltando attentamente, cogliendo e temendo ogni suono come se\ncome se annunciasse l'avvicinarsi del cadavere demoniaco al quale avevo\naveva dato vita in modo cos\u00ec miserabile.\n\nNessun mortale potrebbe sostenere l'orrore di quel volto. Una mummia\ndi nuovo dotata di animazione non potrebbe essere cos\u00ec orrenda come quella disgraziata. I\nl'avevo osservato quando era incompiuto; allora era brutto, ma quando quei\nmuscoli e le articolazioni furono resi capaci di movimento, divenne una cosa\nuna cosa che nemmeno Dante avrebbe potuto concepire.\n\nPassai la notte miseramente. A volte il mio polso batteva cos\u00ec velocemente e\nche sentivo il palpito di ogni arteria; altre volte, quasi sprofondavo a terra per il languore e l'estrema debolezza.\nsprofondare a terra per il languore e l'estrema debolezza. Insieme a questo\na questo orrore, sentivo l'amarezza della delusione; i sogni che erano stati il mio cibo e il mio riposo piacevole per\nerano stati il mio cibo e il mio piacevole riposo per tanto tempo, ora erano diventati un inferno per me.\nun inferno per me; e il cambiamento era cos\u00ec rapido, il rovesciamento cos\u00ec completo!\n\nIl mattino, lugubre e umido, spunt\u00f2 infine e scopr\u00ec ai miei occhi insonni e doloranti la chiesa di Ingolstadt, il suo bianco campanile\nocchi insonni e doloranti la chiesa di Ingolstadt, il suo campanile bianco e l'orologio che indicava la sesta ora.\ne l'orologio che indicava l'ora sesta. Il portinaio apr\u00ec i cancelli della corte\ndella corte, che quella notte era stata il mio asilo, e uscii per le strade, percorrendole con passo veloce.\nstrada, percorrendola a passi svelti, come se volessi evitare lo sventurato che temevo ad ogni\ndisgraziato che temevo mi si presentasse alla vista a ogni svolta della strada.\nalla mia vista. Non osavo rientrare nell'appartamento che abitavo, ma mi sentivo obbligato ad affrettarmi\nma mi sentivo spinto ad affrettarmi, anche se inzuppato dalla pioggia che\nda un cielo nero e senza conforto.\n\nContinuai a camminare in questo modo per un po' di tempo, cercando con l'esercizio\nesercizio fisico di alleggerire il carico che gravava sulla mia mente. I\nstrade senza avere una chiara concezione di dove mi trovassi o di cosa\ncosa stessi facendo. Il mio cuore palpitava per la paura, e mi affrettavo con passi irregolari, non\ne mi affrettavo a passi irregolari, senza osare guardarmi intorno:\n \n Come uno che, su una strada solitaria,\n cammina con paura e timore,\n e, dopo essersi voltato, prosegue,\n e non gira pi\u00f9 la testa;\n perch\u00e9 sa che un demone spaventoso\n si avvicina dietro di lui.\n \n [L'antico marinaio di Coleridge].\n\n\n\nContinuando cos\u00ec, giunsi infine di fronte alla locanda in cui di solito si fermavano le varie\ndiligenze e carrozze si fermavano di solito. Qui mi fermai, non so perch\u00e9;\nma rimasi per qualche minuto con gli occhi fissi su una carrozza che veniva\nverso di me dall'altra parte della strada. Avvicinandosi, osservai che si trattava\nche si trattava della diligenza svizzera; si ferm\u00f2 proprio dove mi trovavo io, e\naprendo la porta, vidi Henry Clerval, che, vedendomi,\nimmediatamente usc\u00ec di corsa.  Mio caro Frankenstein, esclam\u00f2,\n quanto sono felice di vederti! Che fortuna che tu sia qui nel momento\nproprio nel momento in cui sono sceso!\n\nNulla poteva eguagliare la mia gioia nel vedere Clerval; la sua presenza riportava ai miei pensieri mio padre\nla sua presenza mi riportava ai pensieri di mio padre, di Elizabeth e di tutte quelle scene di casa tanto care\nal mio ricordo. Afferrai la sua mano e in un attimo dimenticai il mio orrore e la mia disgrazia.\ne la disgrazia; sentii improvvisamente, e per la prima volta durante molti mesi,\nuna gioia calma e serena. Accolsi quindi il mio amico nella maniera pi\u00f9 cordiale\ne ci incamminammo verso il mio collegio. Clerval continu\u00f2 a parlare per\nClerval continu\u00f2 a parlare per un po' di tempo dei nostri amici comuni e della sua fortuna nel\ndi Ingolstadt.  Potete facilmente immaginare, disse\nquanto sia stato difficile persuadere mio padre che tutte le conoscenze necessarie\nche tutte le conoscenze necessarie non fossero racchiuse nella nobile arte della contabilit\u00e0;\ne, in effetti, credo di averlo lasciato incredulo fino all'ultimo, visto che la sua continua\nrisposta alle mie incessanti suppliche fu la stessa del maestro di scuola olandese ne\nolandese ne Il Vicario di Wakefield:  Ho diecimila fiorini\nall'anno senza il greco, mangio abbondantemente senza il greco.  Ma il suo\naffetto per me ha superato la sua avversione per l'apprendimento, e mi ha permesso di intraprendere un viaggio\nmi ha permesso di intraprendere un viaggio di scoperta nella terra della conoscenza.\nconoscenza.\n\n \u00c8 per me una grande gioia vedervi; ma ditemi come avete lasciato\nmio padre, i miei fratelli ed Elisabetta.\n\n Molto bene, e molto felice, solo un po' a disagio per il fatto che hanno notizie\ndi te cos\u00ec di rado. Tra l'altro, ho intenzione di farvi un po' di lezione sul loro\nconto io stesso. Ma, mio caro Frankenstein, continu\u00f2, fermandosi un attimo e guardandomi in faccia.\ne guardandomi in faccia, non ho ancora notato quanto tu stia male.\ncos\u00ec magro e pallido; sembra che tu abbia vegliato per diverse notti.\ndiverse notti.\n\n Avete indovinato: negli ultimi tempi sono stato talmente impegnato in un'attivit\u00e0\noccupazione che non mi sono concesso un riposo sufficiente, come vedete;\nma spero, spero sinceramente, che tutti questi impegni siano finiti e che sia\nfine e che io sia finalmente libero.\n\nTremavo eccessivamente; non riuscivo a sopportare di pensare e tanto meno di\nalludere agli avvenimenti della notte precedente. Camminai a passo spedito\npasso svelto e arrivammo presto al mio collegio. Riflettei allora, e il pensiero mi fece\nche la creatura che avevo lasciato nel mio appartamento potesse essere ancora l\u00ec, viva e\nappartamento potesse essere ancora l\u00ec, viva e in giro. Avevo paura di\ndi vedere quel mostro, ma temevo ancora di pi\u00f9 che Enrico lo vedesse.\nPregandolo, quindi, di rimanere qualche minuto in fondo alle\nscale, mi precipitai su verso la mia stanza. La mia mano era gi\u00e0 sulla\nserratura della porta prima che mi ricredessi. Mi fermai e un brivido freddo mi\nbrividi di freddo. Spalancai la porta con la forza, come\ncome sono soliti fare i bambini quando si aspettano che uno spettro li aspetti\nspettro che li aspetta dall'altra parte; ma non apparve nulla. Feci un passo\ncon timore: l'appartamento era vuoto e anche la mia camera da letto era libera\ndall'orribile ospite. Stentavo a credere che una cos\u00ec grande fortuna\nfortuna mi fosse capitata, ma quando fui certo che il mio nemico era davvero\nche il mio nemico era fuggito, battei le mani per la gioia e corsi da Clerval.\n\nSalimmo in camera mia e il servitore port\u00f2 subito la colazione;\nma non riuscivo a trattenermi. Non era solo la gioia a possedere\nsentivo la mia carne formicolare per l'eccesso di sensibilit\u00e0 e il polso battere rapidamente.\nbattito rapido. Non riuscivo a rimanere un solo istante nello stesso posto.\nNon riuscivo a rimanere un solo istante nello stesso posto; saltavo sulle sedie, battevo le mani e ridevo ad alta voce.\nIn un primo momento Clerval attribu\u00ec il mio insolito stato d'animo alla gioia per il suo arrivo,\nma quando mi osserv\u00f2 con pi\u00f9 attenzione, vide nei miei occhi una selvatichezza che non riusciva a spiegare.\nche non riusciva a spiegare, e la mia risata forte, sfrenata e senza cuore\nrisate sfrenate e senza cuore lo spaventarono e lo stupirono.\n\n Mio caro Victor, grid\u00f2, che cosa, per l'amor di Dio,\n\u00e8 il problema? Non ridere in questo modo. Come stai male! Qual \u00e8 la\ncausa di tutto questo?\n\n Non chiedetemelo, gridai, mettendomi le mani davanti agli occhi, perch\u00e9 mi sembrava di aver visto il temibile spettro scivolare nella stanza.\nmi \u00e8 sembrato di vedere il temuto spettro scivolare nella stanza; _lui_ pu\u00f2 dirlo.\ndire. Oh, salvatemi! Salvatemi!  Immaginai che il mostro mi avesse afferrato;\nMi sono dibattuto furiosamente e sono caduto a terra in preda a una crisi.\n\nPovero Clerval! Quali saranno stati i suoi sentimenti? Un incontro, che aveva anticipato con\natteso con tanta gioia, si \u00e8 stranamente trasformato in amarezza. Ma io\nnon fui testimone del suo dolore, perch\u00e9 ero esanime e non recuperai i sensi\ne non recuperai i sensi per molto, molto tempo.\n\nQuesto \u00e8 stato l'inizio di una febbre nervosa che mi ha confinato per\ndiversi mesi. Per tutto questo tempo Henry fu la mia unica infermiera. I\nin seguito seppi che, conoscendo l'et\u00e0 avanzata e l'inadeguatezza di mio padre\nper un viaggio cos\u00ec lungo, e di quanto la mia malattia avrebbe reso misera\nElizabeth, egli risparmi\u00f2 loro questo dolore nascondendo l'entit\u00e0 del mio\ndisturbo. Sapeva che non avrei potuto avere un'infermiera pi\u00f9 gentile e attenta di lui.\ne, forte della speranza che nutriva per la mia guarigione, non dubitava che, invece di fare il suo dovere\nnon dubitava di aver compiuto, invece di fare del male, l'azione pi\u00f9 gentile\nche poteva nei loro confronti.\n\nMa in realt\u00e0 ero molto malata, e sicuramente niente, se non le attenzioni illimitate e\nattenzioni incessanti del mio amico avrebbe potuto restituirmi la vita.\nLe sembianze del mostro a cui avevo donato l'esistenza erano perennemente\ndavanti ai miei occhi, e io deliravo incessantemente su di lui. Senza dubbio le mie\nsenza dubbio le mie parole sorpresero Henry; in un primo momento credette che fossero i vagabondaggi\ndella mia immaginazione disturbata, ma la pertinacia con cui\ncon cui tornavo continuamente sullo stesso argomento lo persuase che il mio disturbo\ndoveva davvero avere origine da qualche evento insolito e terribile.\n\nCon molta lentezza, e con frequenti ricadute che allarmarono e addolorarono il mio amico, mi ripresi.\nmio amico, mi sono ripreso. Ricordo che la prima volta che divenni\ndi osservare gli oggetti esteriori con un certo piacere, mi accorsi che\nche le foglie cadute erano scomparse e che i giovani germogli stavano\nche i giovani germogli stavano spuntando dagli alberi che ombreggiavano la mia finestra. Era\nuna primavera divina e la stagione contribu\u00ec molto alla mia convalescenza.\nconvalescenza. Sentivo anche rinascere nel mio petto sentimenti di gioia e di affetto.\nsentivo rinascere nel mio petto sentimenti di gioia e di affetto; la mia tristezza scomparve e in breve tempo tornai ad essere\nallegro come prima di essere attaccato dalla passione fatale.\n\n Carissimo Clerval, esclamai, come sei gentile, come sei molto buono\nsei con me. Tutto l'inverno, invece di essere trascorso nello studio, come ti eri\npromesso, \u00e8 stato consumato nella mia stanza di malattia. Come potr\u00f2 mai\nripagarvi? Provo il pi\u00f9 grande rimorso per la delusione di cui sono stata\nsono stata l'occasione, ma lei mi perdoner\u00e0.\n\n Mi ripagher\u00e0 completamente se non si scoragger\u00e0, ma si rimetter\u00e0 in sesto il pi\u00f9 velocemente possibile.\ne visto che sembrate di buon umore, posso parlarvi di un argomento, vero?\nposso parlarvi di un argomento, non \u00e8 vero?\n\nHo tremato. Un soggetto! Che cosa poteva essere? Poteva alludere a un oggetto\nche non osavo nemmeno pensare?\n\n Si calmi, disse Clerval, che aveva osservato il mio cambiamento di colore.\nNon te ne parler\u00f2 se ti agita, ma tuo padre e tuo cugino sarebbero molto felici\ntuo padre e tuo cugino sarebbero molto contenti se ricevessero una lettera di tua\ndi tuo pugno. Non sanno quanto sei stato malato e sono preoccupati per il tuo lungo\nil tuo lungo silenzio.\n\n Tutto qui, mio caro Henry? Come puoi pensare che il mio primo pensiero\npensiero non sia rivolto a quei cari, carissimi amici che amo e che\nche meritano il mio amore?\n\n Se questo \u00e8 il vostro attuale stato d'animo, amico mio, sarete forse lieto di vedere una lettera che giace qui da qualche giorno per voi.\ndi vedere una lettera che giace qui da qualche giorno per voi; \u00e8 di\nvostro cugino, credo.\n\n\n\n\nCapitolo 6\n\n\nClerval mi mise poi tra le mani la seguente lettera. Era da parte della mia\nElisabetta:\n\n Mia carissima cugina,\n\n Sei stata malata, molto malata, e nemmeno le continue lettere del caro e gentile Henry\nHenry non sono sufficienti a rassicurarmi sul tuo conto. Ti \u00e8 stato proibito\nvietato scrivere o tenere in mano una penna; eppure una tua parola, caro Victor,\n\u00e8 necessaria per calmare le nostre apprensioni. Per molto tempo ho pensato che\nche ogni posta avrebbe portato questa linea, e le mie convinzioni hanno\nmio zio dall'intraprendere un viaggio a Ingolstadt. Ho\ndi evitare che incontrasse i disagi e forse i pericoli di un viaggio cos\u00ec lungo.\nviaggio cos\u00ec lungo, ma quante volte ho rimpianto di non poterlo fare io stesso!\ndi compierlo io stesso! Ho pensato che il compito di assistere il vostro\ndi assistere il vostro letto di malattia sia toccato a qualche vecchia infermiera mercenaria, che non potrebbe mai\nindovinare i tuoi desideri n\u00e9 assecondarli con la cura e l'affetto della tua povera cugina.\nvostra povera cugina. Ma ora tutto questo \u00e8 finito: Clerval scrive che in effetti\nche state migliorando. Spero ardentemente che tu confermi presto questa\nquesta informazione presto con la tua stessa scrittura.\n\n Guarite e tornate da noi. Troverete una casa felice e allegra e degli\namici che ti vogliono bene. La salute di tuo padre \u00e8 vigorosa e lui non chiede altro che di vederti\nchiede solo di vederti, ma di avere la certezza che tu stia bene; e nessuna preoccupazione offuscher\u00e0 mai il suo\npreoccupazione offuscher\u00e0 mai il suo volto benevolo. Quanto vi farebbe piacere\ndi notare i miglioramenti del nostro Ernest! Ora ha sedici anni ed \u00e8 pieno di\ndi attivit\u00e0 e di spirito. Desidera diventare un vero svizzero ed entrare nel servizio estero.\nservizio all'estero, ma non possiamo separarci da lui, almeno fino a quando il suo\nfratello maggiore non torner\u00e0 da noi. Mio zio non \u00e8 contento dell'idea di\ndi una carriera militare in un paese lontano, ma Ernest non ha mai avuto il tuo\ncapacit\u00e0 di applicazione. Considera lo studio come un'odiosa pastoia; il suo tempo lo trascorre all'aria aperta, all'aperto e\ntempo all'aria aperta, scalando le colline o remando sul lago.\nlago. Temo che diventer\u00e0 un fannullone, se non cediamo il punto\ne gli permettiamo di intraprendere la professione che ha scelto.\n\n Da quando ci avete lasciati sono avvenuti pochi cambiamenti, a parte la crescita dei nostri cari figli.\nda quando ci avete lasciato. Il lago azzurro e le montagne innevate non cambiano\nnon cambiano mai; e credo che la nostra placida casa e i nostri cuori contenti siano\nregolati dalle stesse leggi immutabili. Le mie occupazioni insignificanti occupano\ntempo e mi divertono, e sono ricompensata per ogni sforzo vedendo intorno a me solo\nintorno a me solo volti felici e gentili. Da quando ci hai lasciato, solo un\ncambiamento \u00e8 avvenuto nella nostra piccola famiglia. Ricorda in quale occasione\nin quale occasione Justine Moritz \u00e8 entrata nella nostra famiglia? Probabilmente no;\nVi racconter\u00f2 quindi la sua storia in poche parole. Madame Moritz,\nsua madre, era una vedova con quattro figli, di cui Justine era la terza.\nterza. Questa ragazza era sempre stata la preferita di suo padre, ma\nper una strana perversione, la madre non riusciva a sopportarla, e\ndopo la morte di M. Moritz, la trattava molto male. Mia zia osserv\u00f2\ne quando Justine aveva dodici anni, convinse la madre a permetterle di vivere a casa nostra.\na permetterle di vivere a casa nostra. Le istituzioni repubblicane del nostro\ndel nostro Paese hanno prodotto maniere pi\u00f9 semplici e felici di quelle che\ndelle grandi monarchie che lo circondano. Per questo motivo c'\u00e8 meno\ndistinzione tra le varie classi di abitanti; e gli ordini inferiori, non essendo\nordini inferiori, non essendo n\u00e9 cos\u00ec poveri n\u00e9 cos\u00ec disprezzati, le loro maniere sono\npi\u00f9 raffinati e morali. Un servitore a Ginevra non ha lo stesso significato di un\ndi un servo in Francia o in Inghilterra. Justine, cos\u00ec accolta nella nostra\nfamiglia, impar\u00f2 i doveri di una serva, una condizione che, nel nostro fortunato Paese, non prevede\nfortunato paese, non include l'idea di ignoranza e di sacrificio della dignit\u00e0 di un\nsacrificio della dignit\u00e0 di un essere umano.\n\n Justine, come ricorder\u00e0, era una sua grande favorita; e ricordo che una volta ha osservato\nricordo che una volta avete osservato che se eravate di cattivo umore, uno sguardo di\nuno sguardo di Giustina avrebbe potuto dissiparlo, per la stessa ragione che\nAriosto d\u00e0 a proposito della bellezza di Angelica, che sembrava cos\u00ec\nschietta e felice. Mia zia aveva concepito un grande attaccamento per lei,\nper il quale fu indotta a darle un'educazione superiore a quella\nsuperiore a quella che si era prefissata all'inizio. Questo beneficio fu pienamente ripagato;\nJustine era la creatura pi\u00f9 grata del mondo: Non intendo dire che\nNon voglio dire che facesse professioni, non ne ho mai sentita una dalle sue labbra, ma\nsi vedeva dai suoi occhi che quasi adorava la sua protettrice.\nSebbene il suo carattere fosse gay e per molti aspetti sconsiderato,\ntuttavia prestava la massima attenzione a ogni gesto di mia zia. La considerava\nla considerava il modello di ogni eccellenza e si sforzava di imitarne la fraseologia e i modi.\nfraseologia e i modi di fare, tanto che ancora oggi me la ricorda spesso.\n\n Quando la mia carissima zia mor\u00ec, tutti erano troppo occupati nel loro\ndolore per notare la povera Justine, che l'aveva assistita durante la sua malattia\ncon l'affetto pi\u00f9 ansioso. La povera Justine era molto malata, ma altre\naltre prove erano riservate a lei.\n\n Uno dopo l'altro, i suoi fratelli e le sue sorelle morirono; e sua madre, con l'eccezione della figlia trascurata, rimase senza figli.\nfiglia trascurata, rimase senza figli. La\ncoscienza della donna era turbata; inizi\u00f2 a pensare che la morte dei suoi\nmorte dei suoi cari fosse un giudizio del cielo per castigare la sua\nparzialit\u00e0. Era una cattolica romana e credo che il suo confessore\nconfermato l'idea che aveva concepito. Di conseguenza, pochi mesi\npochi mesi dopo la vostra partenza per Ingolstadt, Justine fu richiamata a casa dalla sua\nmadre pentita. Povera ragazza! Piangeva quando lasci\u00f2 la nostra casa; era molto cambiata dalla morte di mia zia.\nera molto cambiata dalla morte di mia zia; il dolore aveva conferito morbidezza\ne una mitezza accattivante alle sue maniere, che prima erano state notevoli\nper la vivacit\u00e0. N\u00e9 la permanenza a casa di sua madre era stata di natura tale da\ndi ripristinare la sua allegria. La povera donna era molto incerta nel suo pentimento.\npentimento. A volte implorava Justine di perdonare la sua scortesia,\nma molto pi\u00f9 spesso l'accusava di aver causato la morte dei fratelli e della sorella.\nfratelli e della sorella. L'agitazione continua port\u00f2 Madame Moritz a un declino che\nMoritz in un declino che all'inizio aument\u00f2 la sua irritabilit\u00e0, ma ora \u00e8 in pace per sempre.\npace per sempre. \u00c8 morta al primo avvicinarsi del freddo,\nall'inizio di quest'ultimo inverno. Justine \u00e8 appena tornata da noi;\ne vi assicuro che la amo teneramente. \u00c8 molto intelligente e gentile,\ne molto carina; come ho detto prima, il suo portamento e la sua\ncome ho gi\u00e0 detto, il suo portamento e la sua espressione mi ricordano continuamente la mia cara zia.\n\n Devo anche dirti due parole, mia cara cugina, sul piccolo e caro William.\nWilliam. Vorrei che tu potessi vederlo; \u00e8 molto alto per la sua et\u00e0, con\ndolci e ridenti occhi azzurri, ciglia scure e capelli riccioluti. Quando\nquando sorride, appaiono due piccole fossette su ogni guancia, che sono rosee di salute.\nsalute. Ha gi\u00e0 avuto una o due mogli, ma Louisa Biron \u00e8 la sua preferita.\n\u00e8 la sua preferita, una graziosa bambina di cinque anni.\n\n Ora, caro Victor, oserei dire che desideri essere assecondato in un po' di\npettegolezzi sulla brava gente di Ginevra. La bella Miss Mansfield\nha gi\u00e0 ricevuto le visite di congratulazioni per il suo imminente\nmatrimonio con un giovane inglese, John Melbourne, Esq. La sua brutta\nsorella, Manon, ha sposato M. Duvillard, il ricco banchiere, lo scorso autunno. Il vostro\ncompagno di scuola preferito, Louis Manoir, ha sofferto diverse disgrazie\ndalla partenza di Clerval da Ginevra. Ma si \u00e8 gi\u00e0\nMa si \u00e8 gi\u00e0 ripreso e si dice che sia sul punto di sposare una bella e vivace francese, Madame\nuna bella e vivace francese, Madame Tavernier. \u00c8 vedova e molto pi\u00f9 anziana di\n\u00e8 vedova e molto pi\u00f9 anziana di Manoir, ma \u00e8 molto ammirata e benvoluta da tutti.\ntutti.\n\n Mi sono scritto di buon umore, cara cugina, ma l'ansia mi torna addosso mentre concludo.\nmi torna addosso mentre concludo. Scrivi, carissimo Victor, una riga, una\nparola sar\u00e0 una benedizione per noi. Diecimila grazie a Henry per la sua\nper la sua gentilezza, il suo affetto e le sue numerose lettere; siamo sinceramente\ngrati. Adieu! Mio cugino, abbi cura di te e, ti prego, scrivi!\ndi scrivere!\n\n Elizabeth Lavenza.\n\n\n Ginevra, 18 marzo 17 .\n\n\n\n Cara, cara Elisabetta!  Ho esclamato, quando ho letto la sua lettera.\nlettera:  Scriver\u00f2 immediatamente e li sollever\u00f2 dall'ansia che\nche devono provare.  Scrissi, e questo sforzo mi affatic\u00f2 molto; ma la mia convalescenza era iniziata e procedeva regolarmente.\nla mia convalescenza era iniziata e procedeva regolarmente. In altri\nquindici giorni fui in grado di uscire dalla mia camera.\n\nUno dei miei primi doveri al momento della guarigione \u00e8 stato quello di presentare Clerval ai\ndiversi professori dell'universit\u00e0. Nel farlo, fui sottoposto a una\nuna sorta di uso rude, che mal si addiceva alle ferite che la mia mente aveva\nferite che la mia mente aveva subito. Da quella notte fatale, fine delle mie fatiche e inizio delle mie disgrazie, ho sempre pensato\ndelle mie fatiche e l'inizio delle mie disgrazie, avevo concepito una violenta antipatia anche\nal nome di filosofia naturale. Quando mi ero rimesso in sesto, la vista di un prodotto chimico\nsalute, la vista di uno strumento chimico rinnovava l'agonia dei miei sintomi nervosi.\ndei miei sintomi nervosi. Henry se ne era accorto e aveva rimosso tutti i miei\napparecchiatura dalla mia vista. Aveva anche cambiato il mio appartamento, perch\u00e9\npercep\u00ec che avevo acquisito un'antipatia per la stanza che era stata\nche era stata il mio laboratorio. Ma queste premure di Clerval non servirono a nulla quando\nnon servirono a nulla quando visitai i professori. M. Waldman mi ha inflitto una tortura\nquando elogiava, con gentilezza e calore, i sorprendenti progressi che avevo\nprogressi sorprendenti che avevo fatto nelle scienze. Si accorse subito che non mi piaceva la materia.\nma, non intuendo la vera causa, attribu\u00ec i miei sentimenti alla modestia e cambi\u00f2 argomento.\nalla modestia, e cambi\u00f2 argomento, passando dai miei miglioramenti alla scienza\nalla scienza stessa, con il desiderio, come evidentemente vedevo, di farmi uscire allo scoperto. Cosa potevo fare?\ncosa potevo fare? Voleva compiacermi e mi tormentava. Mi sentivo come se avesse\ncome se avesse posizionato con cura, uno per uno, gli strumenti che\nche sarebbero stati usati in seguito per sottopormi a una morte lenta e crudele. I\nmi contorcevo sotto le sue parole, ma non osavo mostrare il dolore che provavo.\nClerval, i cui occhi e sentimenti erano sempre pronti a discernere le sensazioni altrui, rifiut\u00f2 di parlare.\nsensazioni altrui, rifiut\u00f2 l'argomento, adducendo, come scusa, la sua totale ignoranza.\ntotale ignoranza; e la conversazione prese una piega pi\u00f9 generale. I\nringraziai di cuore il mio amico, ma non parlai. Vedevo chiaramente\nche era sorpreso, ma non tent\u00f2 mai di strapparmi il mio segreto.\ne, sebbene lo amassi con un misto di affetto e riverenza che non conosceva limiti, tuttavia\nche non conosceva limiti, tuttavia non riuscii mai a convincermi a confidargli quell'evento\na lui quell'evento che era cos\u00ec spesso presente al mio ricordo, ma che\ntemevo che i dettagli a un altro avrebbero solo impressionato pi\u00f9 profondamente.\n\nM. Krempe non era altrettanto docile; e nella mia condizione di allora, di sensibilit\u00e0 quasi insopportabile, i suoi encomi duri e schietti mi davano persino fastidio.\ndi sensibilit\u00e0 quasi insopportabile, i suoi encomi duri e schietti mi davano ancora pi\u00f9 dolore\npi\u00f9 dolore della benevola approvazione di M. Waldman.  D n\nil tipo! grid\u00f2; perch\u00e9, signor Clerval, vi assicuro che ha\nci ha superati tutti. S\u00ec, fissate pure se volete; ma \u00e8 comunque vero. A\nun giovane che, solo pochi anni fa, credeva in Cornelio Agrippa con la stessa fermezza\ncome nel Vangelo, si \u00e8 ora posto a capo dell'universit\u00e0 e, se non verr\u00e0 presto abbattuto, ci\nse non viene presto abbattuto, ci troveremo tutti senza un briciolo di considerazione. Ay,\nay, continu\u00f2, osservando il mio volto che esprimeva sofferenza,\n Il signor Frankenstein \u00e8 modesto; una qualit\u00e0 eccellente in un giovane.\nI giovani dovrebbero essere diffidenti di se stessi, sapete, signor Clerval: Io stesso lo ero\nIo stesso lo ero da giovane; ma questo si esaurisce in breve tempo.\n\nM. Krempe aveva ora iniziato un elogio di se stesso, che ha felicemente distolto la conversazione da un argomento che mi dava tanto fastidio.\nla conversazione da un argomento che mi dava tanto fastidio.\n\nClerval non aveva mai condiviso i miei gusti in fatto di scienze naturali, e le sue\nletterarie erano completamente diverse da quelle che mi avevano occupato. Egli\nall'universit\u00e0 con l'intenzione di diventare un maestro completo delle lingue\ndelle lingue orientali, in modo da aprirsi un campo per\nil progetto di vita che aveva tracciato per s\u00e9. Deciso a non intraprendere una carriera\ncarriera ingloriosa, volse lo sguardo verso l'Oriente, in quanto offriva\nche offriva spazio al suo spirito d'iniziativa. Le lingue persiana, araba e sanscrita\nlingue persiane, arabe e sanscrite attirarono la sua attenzione e io fui facilmente indotto a intraprendere gli stessi studi.\ngli stessi studi. L'ozio mi era sempre stato fastidioso, e ora che desideravo fuggire dalla riflessione e\ndesideravo fuggire dalla riflessione e odiavo i miei studi precedenti, mi sentivo\nun grande sollievo nell'essere compagno del mio amico, e trovai non solo istruzione ma anche\nnon solo istruzione ma anche consolazione nelle opere degli orientalisti. I\nnon tentai, come lui, una conoscenza critica dei loro dialetti, perch\u00e9\nnon prevedevo di farne un uso diverso dal temporaneo\ndivertimento. Leggevo solo per capirne il significato, ed essi ripagavano bene le mie fatiche.\ne hanno ben ripagato le mie fatiche. La loro malinconia \u00e8 rassicurante e la loro gioia\ngioia, in una misura che non ho mai sperimentato studiando gli autori di altri Paesi.\naltri Paesi. Quando si leggono i loro scritti, la vita sembra\nun sole caldo e un giardino di rose, nei sorrisi e nei cipigli di una bella nemica e nel fuoco del\ndi un nemico leale, e nel fuoco che consuma il proprio cuore. Quanto\ndiversa dalla poesia virile ed eroica della Grecia e di Roma!\n\nL'estate pass\u00f2 in queste occupazioni e il mio ritorno a Ginevra fu fissato per la fine dell'autunno.\nGinevra era stato fissato per la fine dell'autunno; ma, a causa di vari incidenti, arriv\u00f2 l'inverno e la neve, e le strade furono considerate impraticabili.\nincidenti, arriv\u00f2 l'inverno e la neve, le strade furono ritenute impraticabili,\ne il mio viaggio fu rimandato alla primavera successiva. Ho sentito questo\nmolto amaramente questo ritardo, perch\u00e9 desideravo ardentemente rivedere la mia citt\u00e0 natale e i miei amati\namici. Il mio ritorno era stato ritardato cos\u00ec a lungo solo dalla\nper la riluttanza a lasciare Clerval in un luogo sconosciuto, prima che avesse conosciuto\nprima di aver conosciuto qualcuno dei suoi abitanti. L'inverno, tuttavia, fu trascorso\ne sebbene la primavera sia stata insolitamente tardiva, quando \u00e8 arrivata la sua bellezza\nla sua bellezza compensava la sua lentezza.\n\nIl mese di maggio era gi\u00e0 iniziato, e aspettavo ogni giorno la lettera\nche avrebbe fissato la data della mia partenza, quando Henry propose un\nun giro pedonale nei dintorni di Ingolstadt, in modo che potessi dare un\nun addio personale al paese che avevo abitato cos\u00ec a lungo. Accettai con\ncon piacere a questa proposta: Mi piaceva l'esercizio fisico, e Clerval\nClerval era sempre stato il mio compagno preferito nelle scorribande di questa natura\nche avevo fatto tra le scene del mio paese natale.\n\nPassammo una quindicina di giorni in queste peregrinazioni: la mia salute e il mio spirito si erano\nsalute e lo spirito si erano da tempo ristabiliti e si erano rafforzati grazie all'aria salubre\ndall'aria salubre che respiravo, dagli incidenti naturali del nostro cammino e dalla\ndalla conversazione del mio amico. Prima lo studio mi aveva isolato dalle\ndalle relazioni con i miei simili e mi aveva reso asociale, ma\nClerval ha risvegliato i sentimenti migliori del mio cuore, mi ha insegnato di nuovo\nad amare l'aspetto della natura e i volti allegri dei bambini.\nEccellente amico, con quanta sincerit\u00e0 mi avete amato e avete cercato di\ndi elevare la mia mente fino a metterla sullo stesso piano della vostra. Una ricerca egoistica\negoistico mi aveva stretto e ristretto, ma la vostra gentilezza e il vostro affetto\ndolcezza e il vostro affetto hanno riscaldato e aperto i miei sensi; sono diventata la stessa creatura felice\nche pochi anni fa, amata e benvoluta da tutti, non aveva alcun dolore o preoccupazione.\nQuando ero felice, la natura inanimata aveva il potere di regalarmi le sensazioni pi\u00f9\nsensazioni pi\u00f9 piacevoli. Un cielo sereno e campi verdeggianti mi riempivano di estasi.\nestasi. La stagione in corso era davvero divina; i fiori della primavera\nsbocciavano nelle siepi, mentre quelli dell'estate erano gi\u00e0 in boccio. I\npensieri che durante l'anno precedente mi avevano\nl'anno precedente, nonostante i miei sforzi per allontanarli, con un\nun peso invincibile.\n\nEnrico si rallegr\u00f2 della mia allegria e simpatizz\u00f2 sinceramente con i miei sentimenti: si sforz\u00f2 di divertirmi, mentre esprimeva le sensazioni che riempivano il\nsi sforzava di divertirmi, mentre esprimeva le sensazioni che riempivano la sua anima.\nla sua anima. Le risorse della sua mente in questa occasione erano veramente\nsorprendenti: la sua conversazione era piena di immaginazione e molto spesso, a imitazione dei persiani e degli arabi\nimitazione degli scrittori persiani e arabi, inventava storie di meravigliosa fantasia e passione.\nfantasia e passione. Altre volte ripeteva le mie poesie preferite, o mi trascinava in argomenti\nargomenti, che sosteneva con grande ingegno.\n\nTornammo al nostro collegio una domenica pomeriggio: i contadini ballavano e tutti quelli che incontrammo sembravano felici.\nballare, e tutti quelli che incontrammo sembravano allegri e felici. Il mio stesso spirito era\ne mi muovevo con sentimenti di gioia e ilarit\u00e0 sfrenate.\n\n\n\n\nCapitolo 7\n\n\nAl mio ritorno ho trovato la seguente lettera di mio padre:\n\n Mio caro Victor,\n\n Probabilmente avete atteso con impazienza una lettera che fissasse la data del vostro ritorno da noi.\ndi ritorno da noi; e all'inizio sono stato tentato di scrivere solo poche\npoche righe, limitandomi a menzionare il giorno in cui vi avrei aspettato. Ma\nsarebbe una gentilezza crudele e non oso farlo. Quale sarebbe\nsorpresa, figlio mio, quando ti aspettavi un'accoglienza felice e lieta, di vedere al contrario\ne vedere, al contrario, lacrime e miseria? E come, Victor, posso\nraccontare la nostra disgrazia? L'assenza non pu\u00f2 averti reso insensibile alle nostre gioie e ai nostri dolori\ngioie e ai dolori; e come potrei infliggere dolore al mio figlio, da tempo assente?\nfiglio assente? Vorrei prepararti alla triste notizia, ma so che \u00e8 impossibile.\nche non \u00e8 possibile; gi\u00e0 ora il vostro occhio sfiora la pagina per cercare le parole che\nche vi comunicheranno l'orribile notizia.\n\n William \u00e8 morto! Quel dolce bambino, i cui sorrisi deliziavano e riscaldavano il mio cuore.\nil mio cuore, che era cos\u00ec gentile, eppure cos\u00ec gay! Victor, \u00e8 stato ucciso!\n\n Non cercher\u00f2 di consolarvi, ma mi limiter\u00f2 a raccontare le\ncircostanze della transazione.\n\n Gioved\u00ec scorso (7 maggio), io, mia nipote e i vostri due fratelli siamo andati a\npasseggiata a Plainpalais. La serata era calda e serena, e abbiamo prolungato la nostra\nla nostra passeggiata pi\u00f9 del solito. Era gi\u00e0 l'imbrunire prima che pensassimo di rientrare.\ndi tornare; e allora scoprimmo che William ed Ernest, che erano andati avanti\nche erano andati avanti, non si trovavano. Ci riposammo quindi su un sedile in attesa\nche tornassero. Di l\u00ec a poco Ernest arriv\u00f2 e ci chiese se avessimo visto suo fratello.\nsuo fratello; disse che stava giocando con lui, che William era\nche William era scappato per nascondersi e che lui lo aveva cercato invano e poi aveva aspettato a lungo.\nche l'aveva cercato invano e che l'aveva aspettato a lungo, ma che non era tornato.\n\n Questo resoconto ci allarm\u00f2 alquanto e continuammo a cercarlo fino al calar della notte.\nfino al calar della notte, quando Elizabeth ipotizz\u00f2 che potesse essere\ncasa. Non c'era. Tornammo di nuovo, con le\ncon le torce, perch\u00e9 non riuscivo a riposare pensando che il mio dolce ragazzo si era\nche il mio dolce ragazzo si era perso ed era esposto a tutte le umidit\u00e0 e le rugiade della notte;\nAnche Elisabetta soffriva di un'angoscia estrema. Verso le cinque del mattino\nverso le cinque del mattino scoprii il mio adorabile ragazzo, che la sera prima avevo visto sbocciare e\nin salute, disteso sull'erba livido e immobile; l'impronta del dito dell'assassino era sul\nimpronta del dito dell'assassino sul suo collo.\n\n Fu portato a casa e l'angoscia che si leggeva sul mio volto trad\u00ec il segreto a Elisabetta.\nvolto trad\u00ec il segreto a Elisabetta. Era molto ansiosa di\nvedere il cadavere. All'inizio cercai di impedirglielo, ma lei insistette,\ned entrando nella stanza in cui giaceva, esamin\u00f2 frettolosamente il collo della\nvittima e, stringendo le mani, esclam\u00f2: \"O Dio! Ho ucciso il mio\nmio caro bambino!\n\n Svenne e si riprese con estrema difficolt\u00e0. Quando torn\u00f2 a vivere\nvita, fu solo per piangere e sospirare. Mi disse che quella stessa sera\nsera William l'aveva stuzzicata perch\u00e9 gli permettesse di indossare una miniatura di grande valore\nminiatura di vostra madre che lei possedeva. Questo quadro \u00e8 scomparso e\n\u00e8 stata senza dubbio la tentazione che ha spinto l'assassino a compiere il gesto. Non abbiamo\nal momento non abbiamo alcuna traccia di lui, anche se i nostri sforzi per scoprirlo\nma non ci restituiranno il mio amato William!\n\n Vieni, carissimo Victor; solo tu puoi consolare Elizabeth. Lei piange\ne si accusa ingiustamente di essere la causa della sua morte;\nle sue parole mi trafiggono il cuore. Siamo tutti infelici; ma questo non sar\u00e0 un motivo in pi\u00f9 per\nmotivo in pi\u00f9 per te, figlio mio, di tornare ed essere il nostro consolatore?\nLa tua cara madre! Ahim\u00e8, Victor! Ora dico: \"Grazie a Dio non \u00e8 vissuta\ndi assistere alla crudele e miserabile morte del suo pi\u00f9 giovane tesoro!\n\n Vieni, Victor; non covando pensieri di vendetta contro l'assassino,\nma con sentimenti di pace e gentilezza, che guariranno, invece di\nferite della nostra mente. Entra nella casa del lutto, amico mio, ma\namico, ma con gentilezza e affetto per coloro che ti amano, e non con odio per i tuoi nemici.\ncon odio per i tuoi nemici.\n\n Il vostro affettuoso e afflitto padre,\n\n Alphonse Frankenstein.\n\n\n\n Ginevra, 12 maggio 17.\n\n\n\nClerval, che aveva osservato il mio volto mentre leggevo questa lettera, fu sorpreso di osservare la disperazione\nsorpresa nell'osservare la disperazione che era subentrata alla gioia che avevo\ngioia che avevo inizialmente espresso nel ricevere nuove notizie dai miei amici. Gettai la lettera sul\nsul tavolo e mi coprii il volto con le mani.\n\n Mio caro Frankenstein, esclam\u00f2 Henry, quando mi percep\u00ec\npiangere con amarezza, sarai sempre infelice? Mio caro amico,\ncosa \u00e8 successo?\n\nGli feci cenno di prendere la lettera, mentre io camminavo su e gi\u00f9 per la\nstanza con la massima agitazione. Le lacrime sgorgavano anche dagli occhi di\nClerval, mentre leggeva il resoconto della mia disgrazia.\n\n Non posso offrirti alcuna consolazione, amico mio, disse;\n il vostro disastro \u00e8 irreparabile. Che cosa intende fare?\n\n Andare subito a Ginevra: vieni con me, Henry, per ordinare i cavalli.\n\nDurante la nostra passeggiata, Clerval ha cercato di dire qualche parola di consolazione;\nma riusc\u00ec solo a esprimere la sua sincera solidariet\u00e0.  Povero William!\n caro e adorabile bambino, ora dorme con il suo angelo di madre! Chi l'ha visto luminoso e gioioso\nvisto luminoso e gioioso nella sua giovane bellezza, non pu\u00f2 che piangere per la sua\nperdita prematura! Morire cos\u00ec miseramente; sentire la stretta dell'assassino! Quanto\nquanto pi\u00f9 un assassino che poteva distruggere la radiosa innocenza! Povero piccolo\nPovero piccolo! Abbiamo un'unica consolazione: i suoi amici piangono e si struggono, ma lui \u00e8\nlui \u00e8 in pace. Il dolore \u00e8 finito, le sue sofferenze sono finite per sempre.\nUna zolla copre le sue forme gentili e non conosce il dolore. Non pu\u00f2 pi\u00f9\nnon pu\u00f2 pi\u00f9 essere oggetto di piet\u00e0; dobbiamo riservarla ai suoi miserabili\nsopravvissuti.\n\nClerval parl\u00f2 cos\u00ec mentre ci affrettavamo per le strade; le parole si impressero nella mia mente\nsi sono impresse nella mia mente e le ho ricordate in seguito in\nsolitudine. Ma ora, non appena arrivarono i cavalli, mi affrettai a salire su una\ncabriolet e mi congedai dal mio amico.\n\nIl mio viaggio fu molto malinconico. All'inizio avrei voluto affrettare il passo, perch\u00e9 desideravo\ndi consolare e solidarizzare con i miei amati e dolenti amici; ma quando mi avvicinai alla mia citt\u00e0 natale, rallentai il passo.\navvicinandomi alla mia citt\u00e0 natale, rallentai il mio cammino. Non riuscivo a sostenere\nla moltitudine di sentimenti che si affollavano nella mia mente. Ho attraversato\nscene familiari alla mia giovinezza, ma che non vedevo da quasi sei anni.\nQuanto poteva essere cambiata ogni cosa in quel periodo! Un cambiamento improvviso e\nun cambiamento improvviso e desolante; ma migliaia di piccole circostanze\ncircostanze avrebbero potuto operare gradualmente altre alterazioni che, anche se\npi\u00f9 tranquilli, non sarebbero stati meno decisivi. La paura mi invase; non osai avanzare\nnon osavo avanzare, temendo mille mali senza nome che mi facevano tremare,\nanche se non ero in grado di definirli.\n\nRimasi due giorni a Losanna, in questo doloroso stato d'animo. I\ncontemplavo il lago: le acque erano placide, tutto intorno era calmo e le montagne innevate, palazzi della natura, non erano cambiate.\nmontagne innevate, palazzi della natura, non erano cambiate. A poco a poco\na poco a poco la scena calma e celeste mi ha restituito e ho continuato il mio viaggio verso Ginevra.\nverso Ginevra.\n\nLa strada costeggiava il lago, che si restringeva man mano che mi avvicinavo alla mia citt\u00e0 natale.\navvicinarsi alla mia citt\u00e0 natale. Scoprii pi\u00f9 distintamente i fianchi neri del\ndel Giura e la luminosa cima del Monte Bianco. Piangevo come un\nbambino.  Care montagne! Il mio bellissimo lago! Come accogliete il vostro\nviandante? Le vostre cime sono chiare; il cielo e il lago sono azzurri e placidi.\nplacido. \u00c8 per preannunciare la pace o per deridere la mia infelicit\u00e0?\n\nTemo, amico mio, che mi render\u00f2 noioso soffermandomi su queste\ncircostanze preliminari; ma sono stati giorni di relativa\nfelicit\u00e0 e li ricordo con piacere. Il mio paese, il mio amato\npatria! Chi se non un nativo pu\u00f2 dire la gioia che ho provato nel rivedere\nvedere i tuoi corsi d'acqua, le tue montagne e, soprattutto, il tuo bel lago!\nlago!\n\nTuttavia, quando mi avvicinai a casa, il dolore e la paura mi sopraffecero di nuovo. Anche la notte\ne quando riuscivo a malapena a vedere le montagne scure, mi sentivo ancora pi\u00f9\nancora pi\u00f9 cupo. L'immagine appariva una vasta e fioca scena di male, e io\ne prevedevo oscuramente che ero destinato a diventare il pi\u00f9 miserabile degli esseri umani.\nesseri umani. Ahim\u00e8! profetizzai veramente, e fallii solo in una singola\ncircostanza, che in tutta la miseria che immaginavo e temevo, non avevo\nconcepito la centesima parte dell'angoscia che ero destinato a sopportare.\n\nQuando arrivai nei dintorni di Ginevra era completamente buio; le porte della citt\u00e0 erano gi\u00e0 chiuse.\ndella citt\u00e0 erano gi\u00e0 chiuse, e fui costretto a passare la notte a\nSecheron, un villaggio a mezza lega dalla citt\u00e0. Il cielo\nsereno e, non potendo riposare, decisi di visitare il luogo in cui il mio povero Guglielmo era stato ucciso.\ndove il mio povero Guglielmo era stato ucciso. Non potendo passare per la citt\u00e0\ncitt\u00e0, fui costretto ad attraversare il lago in barca per arrivare a Plainpalais.\nDurante questo breve viaggio vidi i lampi giocare sulla cima del Monte Bianco con le figure pi\u00f9 belle.\nBianco nelle figure pi\u00f9 belle. Il temporale sembrava avvicinarsi\nrapidamente e, una volta sbarcato, sono salito su una bassa collina per osservarne l'avanzamento.\nil suo avanzamento. Avanz\u00f2; il cielo si annuvol\u00f2 e ben presto sentii la pioggia\nche si presentava lentamente in grosse gocce, ma la sua violenza aumentava rapidamente.\n\nLasciai il mio posto e proseguii, anche se l'oscurit\u00e0 e la tempesta aumentavano ogni minuto\naumentavano di minuto in minuto, e il tuono scoppiava con un tremendo fragore\nsopra la mia testa. Il tuono si sentiva riecheggiare da Sal ve, dalle Giura e dalle Alpi della Savoia; lampi vivaci mi abbagliavano.\nSavoia; vividi lampi abbagliavano i miei occhi, illuminando il lago e facendolo apparire come un vasto\nlago, facendolo apparire come un'immensa lastra di fuoco; poi per un istante\nogni cosa sembrava di un buio pesto, finch\u00e9 l'occhio non si \u00e8 ripreso dal lampo precedente.\ndal lampo precedente. La tempesta, come spesso accade in\nSvizzera, \u00e8 apparsa contemporaneamente in varie parti del cielo. La tempesta pi\u00f9\npi\u00f9 violenta si \u00e8 abbattuta esattamente a nord della citt\u00e0, sopra la parte del lago\nlago che si trova tra il promontorio di Belrive e il villaggio di Copt.\nUn'altra tempesta illuminava il Giura con deboli bagliori; e un'altra ancora oscurava e a volte svelava le\noscurava e a volte svelava il M le, una montagna a picco a est del lago.\nest del lago.\n\nMentre osservavo la tempesta, cos\u00ec bella e al tempo stesso terrificante, mi aggiravo con\npasso affrettato. Questa nobile guerra nel cielo mi sollev\u00f2 lo spirito; strinsi le mani ed esclamai ad alta voce: \"Guglielmo, caro angelo!\nmani ed esclamai ad alta voce: \"Guglielmo, caro angelo, questo \u00e8 il tuo funerale, la tua nenia!\nfunerale, questa \u00e8 la tua nenia!  Mentre pronunciavo queste parole, ho percepito nella\nuna figura che sbucava da dietro un gruppo di alberi vicino a me.\nfisso, guardando intensamente: Non potevo sbagliarmi. Un lampo di luce\nillumin\u00f2 l'oggetto e ne scopr\u00ec chiaramente la forma; la sua\nstatura gigantesca e la deformit\u00e0 dell'aspetto, pi\u00f9 orrenda di quanto non appartenga\numano, mi informarono immediatamente che si trattava del disgraziato, il lurido\nd mon, a cui avevo dato la vita. Cosa c'era l\u00ec? Potrebbe essere (rabbrividii all'idea\nrabbrividii all'idea) l'assassino di mio fratello? Non appena questa idea\nprima che l'idea mi attraversasse l'immaginazione, mi convinsi della sua verit\u00e0; i denti mi digrignavano e fui costretto ad appoggiarmi\ndenti e fui costretto ad appoggiarmi a un albero per sostenermi. La figura\nmi pass\u00f2 davanti velocemente e la persi nell'oscurit\u00e0. Nulla di umano avrebbe potuto\navrebbe potuto distruggere la bella bambina. Era lui l'assassino! Non potevo\ndubitarne. La sola presenza dell'idea era una prova irresistibile del\nfatto. Pensai di inseguire il demonio; ma sarebbe stato inutile, perch\u00e9\nun altro lampo me lo scopr\u00ec appeso tra le rocce della salita quasi perpendicolare del Mont Sal ve.\nperpendicolare del Mont Sal ve, una collina che delimita Plainpalais a sud.\nsud. Ben presto raggiunse la cima e scomparve.\n\nRimasi immobile. Il tuono cess\u00f2, ma la pioggia continuava a\ncontinuava a piovere e la scena era avvolta da un'oscurit\u00e0 impenetrabile. I\nrievocai nella mia mente gli eventi che fino a quel momento avevo cercato di dimenticare:\nl'intero percorso del mio cammino verso la creazione; l'apparizione delle opere delle mie\nl'apparizione dell'opera delle mie mani al mio capezzale; la sua partenza. Erano trascorsi due anni\nerano ormai trascorsi quasi due anni dalla notte in cui ricevette per la prima volta la vita; e questo era il suo primo crimine?\nera questo il suo primo crimine? Ahim\u00e8! Avevo liberato nel mondo un disgraziato\nun miserabile depravato, il cui piacere era la carneficina e la miseria.\nucciso mio fratello?\n\nNessuno pu\u00f2 concepire l'angoscia che ho sofferto durante il resto della notte, che ho trascorso all'aperto, fredda e bagnata.\nnotte, che trascorsi all'aria aperta, fredda e bagnata. Ma non sentivo\nnon sentivo l'inconveniente del tempo; la mia immaginazione era impegnata in\nscene di male e di disperazione. Consideravo l'essere che avevo gettato\ntra gli uomini e dotato della volont\u00e0 e del potere di compiere atti di orrore, come l'azione\ndi orrore, come l'azione che aveva compiuto ora, quasi alla luce del mio stesso vampiro, del mio stesso\ndel mio stesso vampiro, il mio stesso spirito liberato dalla tomba e costretto a distruggere tutto ci\u00f2 che mi era caro.\na distruggere tutto ci\u00f2 che mi era caro.\n\nIl giorno spunt\u00f2 e io diressi i miei passi verso la citt\u00e0. Le porte erano\naperte e mi affrettai a raggiungere la casa di mio padre. Il mio primo pensiero fu quello di\nscoprire ci\u00f2 che sapevo dell'assassino e far s\u00ec che venisse immediatamente inseguito.\ndi inseguire immediatamente l'assassino. Ma mi fermai quando riflettei sulla storia che dovevo raccontare. A\nun essere che io stesso avevo formato e dotato di vita, mi aveva incontrato a mezzanotte tra le\nmezzanotte tra i precipizi di una montagna inaccessibile. I\nricordai anche la febbre nervosa di cui ero stato colto proprio nel momento in cui\nproprio nel momento in cui avevo datato la mia creazione, e che avrebbe dato un'aria di\ndelirio a un racconto altrimenti del tutto inverosimile. Sapevo bene che\nse qualcun altro mi avesse comunicato una simile relazione, avrei dovuto\nl'avrei considerata come un delirio di follia. Inoltre, la strana natura\ndell'animale sarebbe sfuggita a ogni ricerca, anche se fossi stato cos\u00ec accreditato\nda convincere i miei parenti a iniziare. E poi a cosa servirebbe\nsarebbe l'inseguimento? Chi potrebbe arrestare una creatura capace di scalare le\npareti strapiombanti del Mont Sal ve? Queste riflessioni mi hanno convinto e\ndecisi di rimanere in silenzio.\n\nErano circa le cinque del mattino quando entrai in casa di mio padre. I\ndi non disturbare la famiglia e mi recai in biblioteca per assistere alla loro\nper assistere alla loro solita ora di alzarsi.\n\nErano trascorsi sei anni, passati in sogno se non per una traccia indelebile, e mi trovavo nello stesso luogo in cui avevo abbracciato per l'ultima volta mio padre prima di\nnello stesso luogo in cui avevo abbracciato per l'ultima volta mio padre prima della mia\npartenza per Ingolstadt. Amato e venerabile genitore! Era ancora\nper me. Guardai il ritratto di mia madre, che si trovava sopra la\ncaminetto. Era un soggetto storico, dipinto per desiderio di mio padre, e rappresentava Caroline Beaufort\nmio padre, e rappresentava Caroline Beaufort in un'agonia di disperazione, inginocchiata accanto alla bara del padre morto.\nin agonia di disperazione, inginocchiata accanto alla bara del padre morto. L'abito era rustico e la guancia pallida;\nma c'era un'aria di dignit\u00e0 e di bellezza, che difficilmente permetteva il\nsentimento di piet\u00e0. Sotto questa immagine c'era una miniatura di William; e le mie lacrime scorrevano quando la guardavo.\nlacrime quando la guardai. Mentre ero cos\u00ec impegnata, entr\u00f2 Ernest\nera entrato: mi aveva sentito arrivare e si affrett\u00f2 a darmi il benvenuto:\n Benvenuto, mio carissimo Victor, disse.  Ah! Avrei voluto che tu\nfossi venuto tre mesi fa, e allora ci avresti trovato tutti gioiosi e\ngioia. Ora venite da noi per condividere una miseria che nulla pu\u00f2\nalleviare; eppure la vostra presenza, spero, far\u00e0 rinascere nostro padre, che sembra\nche sembra affondare sotto la sua disgrazia; e le vostre persuasioni indurranno la povera\nElisabetta a cessare le sue vane e tormentose autoaccuse. Povero\nWilliam! Era il nostro tesoro e il nostro orgoglio!\n\nLe lacrime, incontrollate, caddero dagli occhi di mio fratello; un senso di agonia mortale si insinu\u00f2 nel mio corpo.\nagonia mortale si insinu\u00f2 nel mio corpo. Prima avevo solo immaginato la\nmiseria della mia casa desolata; la realt\u00e0 mi si present\u00f2 come un nuovo, e non meno terribile, disastro.\nun disastro non meno terribile. Cercai di calmare Ernest; mi informai pi\u00f9 minuziosamente su mio padre e\nminuziosamente su mio padre, e qui feci il nome di mio cugino.\n\n Lei pi\u00f9 di tutti, disse Ernest, ha bisogno di consolazione; si \u00e8 accusata di aver causato la morte di mio fratello e questo l'ha spinta a\ndi aver causato la morte di mio fratello, e questo l'ha resa molto\nmolto triste. Ma da quando l'assassino \u00e8 stato scoperto\n\n Scoperto l'assassino! Buon Dio! Come \u00e8 possibile? Chi potrebbe tentare di\ndi inseguirlo? \u00c8 impossibile; tanto varrebbe tentare di superare i\nventi, o di confinare un torrente di montagna con una pagliuzza. L'ho visto anch'io; era libero ieri sera!\nera libero ieri sera!\n\n Non so cosa intendiate, rispose mio fratello, con accenti di stupore, ma per noi la scoperta che abbiamo fatto completa la nostra miseria.\nma per noi la scoperta che abbiamo fatto completa la nostra miseria. Nessuno ci avrebbe creduto all'inizio\nnessuno ci avrebbe creduto all'inizio; e anche adesso Elisabetta non si convincer\u00e0\nconvinta, nonostante tutte le prove. Infatti, chi potrebbe credere\nche Justine Moritz, che era cos\u00ec amabile e affezionata a tutta la famiglia,\npotesse diventare improvvisamente capace di un crimine cos\u00ec spaventoso, cos\u00ec spaventoso?\n\n Justine Moritz! Povera, povera ragazza, \u00e8 lei l'accusata? Ma \u00e8\ningiustamente; tutti lo sanno; nessuno ci crede, vero, Ernest?\n\n All'inizio non lo pensava nessuno, ma sono emerse diverse circostanze che ci hanno quasi\nquasi forzato la convinzione; e il suo stesso comportamento \u00e8 stato cos\u00ec\nconfuso da aggiungere all'evidenza dei fatti un peso che, temo,\nche non lascia speranze di dubbio. Ma oggi sar\u00e0 processata e voi sentirete tutto.\nsentirete tutto.\n\nPoi raccont\u00f2 che, la mattina in cui era stato scoperto l'omicidio del povero William, Justine era stata colta da malore e confinata in casa.\nera stato scoperto, Justine era stata colta da malore e confinata a letto per diversi giorni.\na letto per diversi giorni. Durante questo intervallo, uno dei domestici,\nuno dei domestici, esaminando gli indumenti che indossava la notte dell'omicidio, aveva scoperto in tasca il\nomicidio, aveva scoperto nella sua tasca la foto di mia madre, che\nera stata giudicata la tentazione dell'assassino. Il servo\nLa serva l'ha subito mostrata a uno degli altri che, senza dire una parola a nessuno della famiglia, si \u00e8 recato in una stanza\nsenza dire una parola a nessuno della famiglia, si recarono da un magistrato e, dopo la loro deposizione, Justine fu arrestata,\nJustine fu arrestata. Accusata del fatto, la povera ragazza conferm\u00f2 in gran parte i sospetti\nla povera ragazza conferm\u00f2 in gran parte il sospetto con la sua estrema confusione di modi.\nmodi.\n\nEra una storia strana, ma non scosse la mia fede; e risposi con seriet\u00e0: \"Vi sbagliate tutti, io conosco l'assassino\".\nsinceramente: \"Vi sbagliate tutti; io conosco l'assassino\". Justine, povera,\npovera e buona Justine, \u00e8 innocente.\n\nIn quell'istante entr\u00f2 mio padre. Vidi l'infelicit\u00e0 profondamente impressa\nsul suo volto, ma si sforz\u00f2 di accogliermi allegramente e,\ndopo che ci eravamo scambiati il nostro mesto saluto, avrebbe voluto introdurre\nun altro argomento che non fosse quello della nostra disgrazia, se Ernest non avesse esclamato,\n Buon Dio, pap\u00e0! Victor dice di sapere chi \u00e8 stato l'assassino del povero\npovero William.\n\n Purtroppo anche noi lo facciamo, rispose mio padre, perch\u00e9 in effetti avrei preferito\nignorare per sempre piuttosto che scoprire tanta\ndepravazione e ingratitudine in una persona che stimavo cos\u00ec tanto.\n\n Mio caro padre, vi sbagliate; Justine \u00e8 innocente.\n\n Se lo \u00e8, Dio non voglia che soffra come colpevole. Sar\u00e0 processata oggi\noggi, e spero, spero sinceramente, che venga assolta.\n\nQuesto discorso mi tranquillizz\u00f2. Ero fermamente convinto nella mia mente che\nJustine, e in realt\u00e0 ogni essere umano, era incolpevole di questo omicidio. I\nNon temevo, quindi, che potessero essere portate avanti prove circostanziate\nprove circostanziali abbastanza forti da condannarla. La mia storia non era da\nnon era un racconto da annunciare pubblicamente; il suo stupefacente orrore sarebbe stato visto come una\nfollia dal volgo. Esisteva davvero qualcuno, a parte me, il creatore, che avrebbe creduto, a meno che non fosse\ncreatore, che avrebbe creduto, a meno che i suoi sensi non lo avessero convinto, all'esistenza del monumento vivente della presunzione.\ndell'esistenza di quel monumento vivente di presunzione e ignoranza\nche avevo lasciato libero sul mondo?\n\nPresto ci raggiunse Elizabeth. Il tempo l'aveva cambiata dall'ultima volta\nl'ultima volta che l'avevo vista; l'aveva dotata di un'avvenenza che superava la bellezza dei suoi\nanni dell'infanzia. C'erano lo stesso candore, la stessa vivacit\u00e0, ma\nma con un'espressione pi\u00f9 piena di sensibilit\u00e0 e di intelletto.\nMi accolse con il pi\u00f9 grande affetto.  Il vostro arrivo, mia cara\ncugino, disse, mi riempie di speranza. Forse troverete qualche\nper giustificare la mia povera e incolpevole Justine. Ahim\u00e8! Chi \u00e8 al sicuro, se\nse viene condannata per un crimine? Confido nella sua innocenza con la stessa sicurezza\nsulla mia. La nostra disgrazia \u00e8 doppiamente dura per noi: non solo abbiamo\nnon solo abbiamo perso quell'adorabile ragazzo, ma questa povera ragazza, che amo sinceramente, sar\u00e0\nsinceramente, sar\u00e0 strappata via da un destino ancora peggiore. Se sar\u00e0 condannata, io\nnon conoscer\u00f2 mai pi\u00f9 la gioia. Ma non lo far\u00e0, sono sicura che non lo far\u00e0;\ne allora sar\u00f2 di nuovo felice, anche dopo la triste morte del mio piccolo William.\nWilliam.\n\n \u00c8 innocente, mia Elisabetta, dissi, e questo sar\u00e0 provato.\nnon temete, ma lasciate che il vostro spirito sia rallegrato dalla certezza della sua assoluzione.\ndella sua assoluzione.\n\n Come sei gentile e generoso! Tutti gli altri credono alla sua colpa,\ne questo mi ha reso infelice, perch\u00e9 sapevo che era impossibile; e vedere tutti gli altri pregiudicati in modo cos\u00ec mortale\nvedere tutti gli altri pregiudizi in modo cos\u00ec mortale mi rendeva\nsenza speranza e disperata.  Piangeva.\n\n Cara nipote, disse mio padre, asciuga le tue lacrime. Se lei\n\u00e8, come credi, innocente, confida nella giustizia delle nostre leggi e nella\ncon cui impedir\u00f2 la minima ombra di parzialit\u00e0.\nparzialit\u00e0.\n\n\n\n\nCapitolo 8\n\n\nPassammo alcune ore tristi fino alle undici, quando doveva iniziare il processo.\nl'inizio del processo. Mio padre e il resto della famiglia erano obbligati a partecipare come\ncome testimoni, li accompagnai in tribunale. Per tutto il tempo\nquesta miserabile presa in giro della giustizia ho subito una vera e propria tortura. Doveva essere\nse il risultato della mia curiosit\u00e0 e delle mie azioni illegali avrebbe causato la morte di due\ndi due miei simili: uno, un bambino sorridente e pieno di\ninnocenza e di gioia, l'altro molto pi\u00f9 terribilmente assassinato, con ogni\naggravante dell'infamia che potesse rendere l'omicidio memorabile per l'orrore.\nAnche Justine era una ragazza meritevole e possedeva qualit\u00e0 che promettevano di rendere felice la sua vita.\ndi rendere felice la sua vita; ora tutto sarebbe stato cancellato in una tomba ignominiosa\ntomba ignominiosa, e io la causa! Mille volte avrei preferito confessarmi\navrei voluto confessarmi colpevole del crimine attribuito a Justine, ma ero assente quando \u00e8 stato commesso.\nma ero assente quando \u00e8 stato commesso e una tale dichiarazione sarebbe stata considerata\nsarebbe stata considerata come il vaneggiamento di un pazzo e non avrebbe\nscagionare colei che ha sofferto per causa mia.\n\nL'aspetto di Justine era tranquillo. Era vestita a lutto e il suo\nil suo volto, sempre accattivante, era reso squisitamente bello dalla solennit\u00e0 dei suoi sentimenti.\nsentimenti, squisitamente bello. Eppure appariva fiduciosa nell'innocenza\ninnocenza e non tremava, sebbene fosse guardata ed esecrata da migliaia di persone.\nmigliaia di persone, perch\u00e9 tutta la benevolenza che la sua bellezza avrebbe potuto altrimenti\nbellezza, era cancellata nella mente degli spettatori dalla\ndall'immaginazione dell'enormit\u00e0 che si supponeva avesse commesso. Era\nera tranquilla, ma la sua tranquillit\u00e0 era evidentemente costretta; e dato che la sua confusione era stata\nla sua confusione era gi\u00e0 stata addotta come prova della sua colpevolezza, si\ndi colpevolezza, si sforz\u00f2 di dare un'apparenza di coraggio. Quando entr\u00f2 nella\ncorte, gett\u00f2 lo sguardo in giro e scopr\u00ec subito dove eravamo\nseduti. Una lacrima sembr\u00f2 offuscarle l'occhio quando ci vide, ma si riprese subito e con uno sguardo di dolore\nma si riprese subito e uno sguardo di doloroso affetto sembrava attestare\nla sua totale incolpevolezza.\n\nIl processo ebbe inizio e, dopo che l'avvocato contro di lei ebbe esposto l'accusa, vennero chiamati diversi testimoni.\naccusa, furono chiamati diversi testimoni. Diversi fatti strani si combinarono\ncontro di lei, che avrebbero potuto far vacillare chiunque non avesse le prove\ndella sua innocenza come me. Era stata fuori per tutta la notte in cui era stato\nin cui era stato commesso l'omicidio e verso la mattina era stata\nverso la mattina era stata notata da una donna del mercato non lontano dal luogo in cui era stato trovato il corpo del\nbambino ucciso era stato poi ritrovato. La donna le chiese cosa facesse\ncosa facesse l\u00ec, ma lei aveva un'aria molto strana e rispondeva in modo confuso e incomprensibile.\nrisposta confusa e incomprensibile. Torn\u00f2 a casa verso le otto\ne quando qualcuno le chiese dove avesse passato la notte, rispose che stava\nrisposto che stava cercando il bambino e chiese con insistenza\nse si fosse saputo qualcosa di lui. Quando le \u00e8 stato mostrato il corpo, \u00e8\ncadde in una violenta crisi isterica e rimase a letto per diversi giorni. Il quadro che il servo\nfu allora prodotta l'immagine che il servitore aveva trovato nella sua tasca;\ne quando Elizabeth, con voce vacillante, dimostr\u00f2 che si trattava dello stesso quadro\nche, un'ora prima della scomparsa del bambino, gli aveva messo al collo, si lev\u00f2 un mormorio di\nal collo del bambino, un mormorio di orrore e indignazione riemp\u00ec la corte.\n\nJustine fu chiamata a difendersi. Con il procedere del processo, il suo\nvolto era cambiato. La sorpresa, l'orrore e l'infelicit\u00e0 erano fortemente\nespresse con forza. A volte lottava con le lacrime, ma quando le si chiedeva di\nquando le si chiedeva di dichiararsi, raccoglieva le forze e parlava con voce udibile anche se\nvoce udibile, anche se variabile.\n\n Dio sa, disse, quanto io sia del tutto innocente. Ma io\nnon pretendo che le mie proteste mi assolvano; la mia innocenza si basa su una spiegazione chiara e semplice dei fatti\nsu una spiegazione semplice e chiara dei fatti che sono stati addotti contro di me.\ne spero che il carattere che ho sempre avuto possa indurre i miei giudici a un'interpretazione favorevole\ngiudici a un'interpretazione favorevole laddove qualche circostanza appaia dubbia o sospetta.\ndubbia o sospetta.\n\nRaccont\u00f2 poi che, con il permesso di Elisabetta, aveva passato la sera della notte in cui era stato commesso l'omicidio\nla sera in cui era stato commesso l'omicidio a casa di una zia a Ch ne, un villaggio situato a circa una lega da\ncasa di una zia a Ch ne, un villaggio situato a circa una lega da Ginevra.\nGinevra. Al suo ritorno, verso le nove, incontr\u00f2 un uomo che le chiese se avesse visto qualcosa del\nse avesse visto qualcosa del bambino che si era perso. La donna si \u00e8\nallarmata da questo racconto e pass\u00f2 diverse ore a cercarlo,\nquando i cancelli di Ginevra vennero chiusi e fu costretta a rimanere per diverse ore della notte in un fienile.\ndi notte in un fienile appartenente a un cottage, non volendo chiamare gli abitanti.\nnon volendo chiamare gli abitanti, ai quali era ben nota. La maggior parte\nnotte trascorse qui a vegliare; verso la mattina credeva di aver dormito per pochi\ndi aver dormito per qualche minuto; alcuni passi la disturbarono e si svegli\u00f2.\nEra l'alba e lasci\u00f2 il suo asilo per tentare di nuovo di trovare mio fratello.\ndi trovare mio fratello. Se si era avvicinata al luogo in cui giaceva il suo corpo,\nera a sua insaputa. Il fatto che fosse rimasta sconcertata quando\ninterrogata dalla donna del mercato non sorprendeva, dato che aveva passato\nuna notte insonne e la sorte del povero William era ancora incerta.\nRiguardo al quadro non seppe fornire alcuna spiegazione.\n\n So, continuava l'infelice vittima, quanto questa circostanza pesi pesantemente e fatalmente\nfatalmente questa circostanza pesa contro di me, ma non ho la possibilit\u00e0 di spiegarla.\ndi spiegarla; e dopo aver espresso la mia totale ignoranza, mi restano solo\ndi congetture sulle probabilit\u00e0 con le quali potrebbe essere stata\nin tasca. Ma anche qui vengo messo in difficolt\u00e0. Credo di non avere alcun nemico sulla\nnemico sulla terra, e che nessuno sarebbe stato cos\u00ec malvagio da distruggermi\ndi distruggermi. L'assassino l'ha messa l\u00ec? Non conosco alcuna opportunit\u00e0\ndi farlo; o, se l'avessi avuta, perch\u00e9 avrebbe dovuto rubare il gioiello\ngioiello, per separarsene di nuovo cos\u00ec presto?\n\n Affido la mia causa alla giustizia dei miei giudici, ma non vedo spazio per la speranza.\nsperanza. Chiedo il permesso di far esaminare alcuni testimoni sul mio\ne se la loro testimonianza non sar\u00e0 superiore alla mia presunta colpa, dovr\u00f2 essere condannato.\ncolpevolezza, dovr\u00f2 essere condannato, anche se vorrei garantire la mia salvezza sulla mia\ninnocenza.\n\nFurono chiamati diversi testimoni che la conoscevano da molti anni e ne parlavano bene.\nparlavano bene di lei, ma la paura e l'odio per il crimine di cui la ritenevano colpevole li rendeva timorosi e poco propensi a venire a testimoniare.\nche la ritenevano colpevole li rendeva timorosi e poco propensi a farsi avanti.\nfarsi avanti. Elisabetta vide anche quest'ultima risorsa, le sue eccellenti\ne la sua condotta irreprensibile, stavano per venir meno all'accusata,\nquando, sebbene violentemente agitata, chiese il permesso di rivolgersi alla corte.\nalla corte.\n\n Io sono, disse lei, la cugina dell'infelice bambino che \u00e8 stato\nche \u00e8 stato assassinato, o meglio sua sorella, perch\u00e9 sono stata educata dai suoi genitori e ho vissuto con loro fin\ncon i suoi genitori da sempre e anche da molto prima della sua nascita. Potrebbe\nquindi essere giudicato indecente da parte mia farmi avanti in questa occasione, ma\nquando vedo una creatura che sta per morire a causa della vigliaccheria dei suoi\npretesi amici, desidero avere il permesso di parlare, per poter dire ci\u00f2 che so del suo\nso del suo carattere. Conosco bene l'imputata. Ho vissuto\nnella stessa casa con lei, una volta per cinque e un'altra per quasi due anni.\ndue anni. Durante tutto questo periodo mi \u00e8 apparsa come la pi\u00f9 amabile e\nbenevola delle creature umane. Ha assistito Madame Frankenstein, mia zia, nella sua ultima\nmia zia, durante la sua ultima malattia, con il massimo affetto e cura e in seguito\nsua madre durante una noiosa malattia, in un modo che suscit\u00f2 l'ammirazione di tutti coloro che la conoscevano.\nl'ammirazione di tutti coloro che la conoscevano.\ncasa di mio zio, dove era amata da tutta la famiglia. Era\nera molto legata al bambino che ora \u00e8 morto e si comportava con lui come una madre affettuosa.\nmadre molto affettuosa. Da parte mia, non esito a dire che,\nnonostante tutte le prove prodotte contro di lei, credo e confido nella sua perfetta innocenza.\nsulla sua perfetta innocenza. Non aveva nessuna tentazione per un'azione del genere; quanto al\nil gingillo su cui poggia la prova principale, se lo avesse desiderato ardentemente,\nse l'avesse desiderato ardentemente, glielo avrei dato volentieri, tanto la stimo e la apprezzo.\nstima e il valore di lei.\n\nUn mormorio di approvazione segu\u00ec il semplice e potente appello di Elisabetta.\nsemplice e potente appello di Elisabetta, ma fu suscitato dalla sua generosa ingerenza e non a favore della povera Justine, sulla quale si era abbattuta l'indignazione pubblica.\ndella povera Justine, contro la quale l'indignazione pubblica si era rivolta con\ncon rinnovata violenza, accusandola della pi\u00f9 nera ingratitudine. Lei stessa\npiangeva mentre Elisabetta parlava, ma non rispose. La mia\nagitazione e l'angoscia furono estreme durante l'intero processo. Credevo\nnella sua innocenza; lo sapevo. Poteva il d mon che aveva (non dubitavo neanche per un minuto) ucciso mio fratello anche nel suo infernale\nmio fratello, nel suo sport infernale, avrebbe potuto tradire l'innocente\ntradito l'innocente con la morte e l'ignominia? Non riuscivo a sostenere l'orrore\nnon riuscivo a sostenere l'orrore della mia situazione e quando mi accorsi che la voce popolare e i volti dei giudici\ni volti dei giudici avevano gi\u00e0 condannato la mia infelice vittima,\nmi precipitai fuori dal tribunale in preda all'agonia. Le torture dell'imputata non erano\nnon eguagliavano i miei; lei era sostenuta dall'innocenza, ma le zanne del rimorso\nrimorso mi laceravano il petto e non volevano mollare la presa.\n\nTrascorsi una notte di miseria senza fine. Al mattino mi recai in\nin tribunale; le mie labbra e la mia gola erano riarse. Non osavo fare la domanda fatale\ndomanda fatale, ma ero conosciuto e l'ufficiale intu\u00ec la causa della mia visita.\nvisita. Le schede erano state scrutinate; erano tutte nere e Justine era stata condannata.\nera condannata.\n\nNon posso fingere di descrivere ci\u00f2 che provai in quel momento. Avevo gi\u00e0 provato\nsensazioni di orrore e ho cercato di dare loro espressioni adeguate.\nespressioni adeguate, ma le parole non possono rendere l'idea della disperazione\ndisperazione straziante che provai in quel momento. La persona a cui mi rivolsi\nmi rivolse aggiunse che Justine aveva gi\u00e0 confessato la sua colpa.\n Questa prova, osserv\u00f2, non era necessaria in un caso cos\u00ec eclatante.\ncaso cos\u00ec eclatante, ma ne sono felice e, in effetti, a nessuno dei nostri giudici piace\ncondannare un criminale sulla base di prove circostanziali, per quanto\ndecisive.\n\nEra un'intelligenza strana e inaspettata; cosa poteva significare? I miei occhi mi avevano\ni miei occhi mi avevano ingannato? Ed ero davvero pazzo come tutto il mondo mi avrebbe creduto se avessi rivelato\nse avessi rivelato l'oggetto dei miei sospetti? I\nMi affrettai a tornare a casa, ed Elizabeth chiese con impazienza il risultato.\n\n Mio cugino, risposi, la decisione \u00e8 quella che vi aspettavate; tutti i giudici preferivano che dieci innocenti soffrissero piuttosto che un solo colpevole.\ntutti i giudici preferivano che dieci innocenti soffrissero piuttosto che un colpevole\nche un colpevole sfugga. Ma lei ha confessato.\n\nQuesto fu un duro colpo per la povera Elizabeth, che aveva confidato con fermezza nell'innocenza di Justine.\nJustine sull'innocenza.  Ahim\u00e8! disse.  Come potr\u00f2\ncredere ancora nella bont\u00e0 umana? Justine, che amavo e stimavo come una sorella.\ncome mia sorella, come ha potuto indossare quei sorrisi di innocenza solo per tradire?\nI suoi occhi miti sembravano incapaci di qualsiasi severit\u00e0 o astuzia, eppure ha\ncommesso un omicidio.\n\nPoco dopo abbiamo saputo che la povera vittima aveva espresso il desiderio di vedere mio\ncugino. Mio padre desiderava che non ci andasse, ma disse che lasciava che fossero il suo giudizio e i suoi sentimenti a decidere.\ngiudizio e ai suoi sentimenti di decidere.  S\u00ec, disse Elizabeth,\n Andr\u00f2, anche se \u00e8 colpevole; e tu, Victor, mi accompagnerai; non posso andare da sola.\nVictor; non posso andare da sola.  L'idea di questa visita mi torturava, ma non potevo rifiutare.\nnon potevo rifiutare.\n\nEntrati nella tetra camera della prigione, vedemmo Justine seduta su della paglia in fondo.\ndi paglia in fondo; aveva le mani ammanettate e la testa appoggiata sulle\nginocchia. Si alz\u00f2 vedendoci entrare e, quando rimanemmo soli con lei, si gett\u00f2 ai piedi di Elisabetta.\nsi gett\u00f2 ai piedi di Elisabetta, piangendo amaramente. Anche mia\ncugina piangeva anche lei.\n\n Oh, Justine! disse lei.  Perch\u00e9 mi hai privato della mia ultima consolazione?\nHo confidato nella tua innocenza e, sebbene fossi allora molto miserabile, non ero cos\u00ec\nnon ero cos\u00ec infelice come lo sono ora.\n\n E credete anche che io sia cos\u00ec tanto, tanto malvagio? Vi unite anche voi\nunirvi ai miei nemici per schiacciarmi, per condannarmi come un assassino?  La sua\nvoce era soffocata dai singhiozzi.\n\n Alzati, povera ragazza, disse Elisabetta; perch\u00e9 ti inginocchi?\nse sei innocente? Non sono una tua nemica, ti ho creduto incolpevole nonostante tutte le prove\ninnocente, nonostante tutte le prove, fino a quando non ho sentito che tu stessa avevi\ndichiarato la vostra colpevolezza. Questa notizia, a vostro dire, \u00e8 falsa; e siate certa, cara Justine, che\nche nulla pu\u00f2 scuotere la mia fiducia in voi per un momento, se non la vostra stessa confessione.\nun momento, se non la tua stessa confessione.\n\n Ho confessato, ma ho confessato una bugia. Ho confessato per ottenere l'assoluzione\nottenere l'assoluzione; ma ora quella falsit\u00e0 giace nel mio cuore pi\u00f9 pesante di\ntutti gli altri miei peccati. Dio del cielo mi perdoni! Da quando sono stato\ncondannato, il mio confessore mi ha assediato; mi ha minacciato e minacciato,\nfino a quando ho quasi cominciato a pensare di essere il mostro che diceva di essere\nmostro che diceva che ero. Ha minacciato la scomunica e il fuoco dell'inferno nei miei ultimi istanti di vita se avessi continuato ad essere\nse avessi continuato a essere ostinata. Cara signora, non avevo nessuno che mi sostenesse; tutti mi guardavano\ntutti mi guardavano come un miserabile destinato all'ignominia e alla perdizione. Cosa potevo fare?\nIn un'ora cattiva ho aderito a una menzogna; e solo ora sono veramente\nmiserabile.\n\nFece una pausa, piangendo, e poi continu\u00f2: \"Ho pensato con orrore, mia dolce signora, che voi doveste credere alla vostra Justine che la vostra benedetta\nmia dolce signora, che avreste creduto che la vostra Giustina, che la vostra benedetta\nzia aveva cos\u00ec altamente onorato e che voi amavate, fosse una creatura capace di\ndi un crimine che nessun altro se non il diavolo stesso avrebbe potuto perpetrare.\nCaro William! Carissimo figlio benedetto! Ti rivedr\u00f2 presto in\nin cielo, dove saremo tutti felici; e questo mi consola, andando come sono\na soffrire l'ignominia e la morte.\n\n Oh, Justine! Perdonami se per un momento ho diffidato di te.\nPerch\u00e9 hai confessato? Ma non piangere, cara ragazza. Non temere. I\nproclamer\u00f2, prover\u00f2 la tua innocenza. Scioglier\u00f2 i cuori di pietra\ndei tuoi nemici con le mie lacrime e le mie preghiere. Non morirai!\nTu, mia compagna di giochi, mia compagna, mia sorella, morirai sul patibolo!\nNo! No! Non potrei mai sopravvivere a una cos\u00ec orribile disgrazia.\n\nJustine scosse la testa mestamente.  Non ho paura di morire, disse;\n quel dolore \u00e8 passato. Dio solleva la mia debolezza e mi d\u00e0 il coraggio di\nsopportare il peggio. Lascio un mondo triste e amaro; e se mi ricordate e pensate a me come a una persona\ne pensate a me come a una persona ingiustamente condannata, io sono rassegnata al\ndestino che mi attende. Imparate da me, cara signora, a sottomettervi con pazienza alla volont\u00e0 del cielo!\nalla volont\u00e0 del cielo!\n\nDurante questa conversazione mi ero ritirato in un angolo della stanza della prigione,\ndove potevo nascondere l'orribile angoscia che mi possedeva. Disperazione!\nChi osava parlare di questo? La povera vittima, che il giorno dopo avrebbe passato\nl'orribile confine tra la vita e la morte, non sentiva, come me, un'agonia cos\u00ec profonda e amara.\nprofonda e amara agonia. Digrignai i denti e li digrignai,\nemettendo un gemito che proveniva dall'intimo della mia anima. Justine si mise in moto. Quando\nQuando vide chi era, si avvicin\u00f2 e disse: \"Caro signore, siete molto gentile a farmi visita.\nspero che non crediate che io sia colpevole?\n\nNon potevo rispondere.  No, Justine, disse Elizabeth, lui \u00e8 pi\u00f9\nconvinto della vostra innocenza pi\u00f9 di quanto non lo fossi io, perch\u00e9 anche quando ha sentito che avevate\nconfessato, non ci ha creduto.\n\n Lo ringrazio davvero. In questi ultimi momenti provo la pi\u00f9 sincera\ngratitudine verso coloro che pensano a me con gentilezza. Quanto \u00e8 dolce\nl'affetto degli altri per un disgraziato come me! Elimina pi\u00f9 della\npi\u00f9 della met\u00e0 delle mie disgrazie, e mi sembra di poter morire in pace, ora che la mia innocenza \u00e8 riconosciuta da lei, signora\ninnocenza \u00e8 riconosciuta da voi, cara signora, e da vostro cugino.\n\nCos\u00ec la povera sofferente cerc\u00f2 di confortare gli altri e se stessa. In effetti\nottenne la rassegnazione che desiderava. Ma io, il vero assassino, sentivo nel mio petto il tarlo\nverme mai morente nel mio petto, che non permetteva alcuna speranza o consolazione.\nconsolazione. Anche Elisabetta piangeva ed era infelice, ma la sua era l'infelicit\u00e0 dell'innocenza che, come una sorta di\ninfelicit\u00e0 dell'innocenza, che, come una nuvola che passa sulla bella luna, per un po' di tempo\nluna, per un po' la nasconde ma non pu\u00f2 offuscarne lo splendore. Angoscia e\ndisperazione erano penetrate nel cuore del mio cuore; portavo dentro di me un inferno che nulla poteva\nun inferno dentro di me che nulla poteva spegnere. Rimanemmo diverse ore con\nJustine e fu con grande difficolt\u00e0 che Elizabeth riusc\u00ec a staccarsi da lei.\nstaccarsi.  Vorrei, grid\u00f2, morire con te; non posso vivere in questo mondo di miseria.\nnon posso vivere in questo mondo di miseria.\n\nJustine assunse un'aria allegra, mentre a fatica reprimeva le lacrime\ncon difficolt\u00e0 a reprimere le lacrime amare. Abbracci\u00f2 Elizabeth e disse, con voce di commozione\ncon voce di commozione semisoffocata: \"Addio, dolce signora, carissima Elizabeth,\nmia amata e unica amica; che il cielo, nella sua bont\u00e0, ti benedica e ti conservi; che questa sia l'ultima volta che ti vedo.\nche questa sia l'ultima disgrazia che tu possa soffrire!\nsoffrire! Vivete, siate felici e fate in modo che gli altri lo siano.\n\nE il giorno dopo Justine mor\u00ec. L'eloquenza straziante di Elisabetta\nnon riusc\u00ec a smuovere i giudici dalla loro ferma convinzione della\ncriminalit\u00e0 del santo sofferente. I miei appelli appassionati e indignati\nappelli appassionati e indignati non furono ascoltati. E quando ricevetti le loro fredde risposte\ne ho ascoltato i ragionamenti duri e insensibili di questi uomini, il mio proposito di\ndichiarazione si spense sulle mie labbra. Cos\u00ec avrei potuto proclamarmi un pazzo,\nma non revocare la sentenza pronunciata sulla mia misera vittima. Lei\nmor\u00ec sul patibolo come un'assassina!\n\nDalle torture del mio cuore, mi sono voltata a contemplare il dolore profondo e senza\nsenza voce della mia Elisabetta. Anche questo era opera mia! E il dolore di mio\npadre, e la desolazione di quella casa cos\u00ec sorridente, tutto era opera delle mie mani\nopera delle mie mani tre volte maledette! Piangete, infelici, ma queste non sono le vostre ultime lacrime!\nnon sono le vostre ultime lacrime! Ancora una volta solleverete il lamento funebre, e\nil suono dei vostri lamenti si sentir\u00e0 ancora e ancora!\nFrankenstein, vostro figlio, vostro parente, il vostro primo, amatissimo amico; colui che avrebbe speso ogni goccia di sangue vitale.\nche spenderebbe ogni goccia vitale di sangue per il vostro bene, che non ha\npensiero n\u00e9 senso della gioia se non quando si rispecchia anche nei vostri cari\nche riempirebbe l'aria di benedizioni e passerebbe la sua vita a servirvi, vi invita a piangere.\nper servirvi, vi dice di piangere, di versare innumerevoli lacrime; felice al di l\u00e0 delle sue speranze, se cos\u00ec inesorabilmente\nse l'inesorabile destino sar\u00e0 soddisfatto, e se la distruzione si fermer\u00e0 prima della pace della tomba.\npausa prima che la pace della tomba sia succeduta ai vostri tristi tormenti!\n\nCos\u00ec parl\u00f2 la mia anima profetica, mentre, straziata dal rimorso, dall'orrore e dalla disperazione,\nvedevo coloro che amavo spendere vanamente il loro dolore sulle tombe di William e\nGuglielmo e Giustina, le prime sfortunate vittime delle mie arti indegne.\n\n\n\n\nCapitolo 9\n\n\nNon c'\u00e8 nulla di pi\u00f9 doloroso per la mente umana che, dopo che i sentimenti si sono\nuna rapida successione di eventi, la calma morta dell'inazione e della certezza che segue e che priva l'anima della speranza.\ncalma morta dell'inazione e della certezza che segue e che priva l'anima sia di speranza che di paura.\ne di paura. Justine mor\u00ec, ripos\u00f2, e io ero vivo. Il sangue scorreva\nsangue scorreva liberamente nelle mie vene, ma un peso di disperazione e di rimorso premeva sul mio\ncuore che nulla poteva rimuovere. Il sonno fuggiva dai miei occhi; vagavo come uno spirito malvagio, perch\u00e9 avevo\ncome uno spirito malvagio, perch\u00e9 avevo commesso atti di malvagit\u00e0 al di l\u00e0 di ogni\norribili, e molto di pi\u00f9, molto di pi\u00f9 (ero convinto di me stesso) era ancora\ndietro. Eppure il mio cuore traboccava di bont\u00e0 e di amore per la virt\u00f9.\nAvevo iniziato la vita con intenzioni benevole e avevo sete del momento in cui\ndi metterle in pratica e di rendermi utile al mio prossimo.\nesseri umani. Ora tutto era andato in fumo; invece di quella serenit\u00e0 di coscienza\nche mi permetteva di guardare al passato con autocompiacimento e di raccogliere\ndi raccogliere la promessa di nuove speranze, fui colto dal rimorso e dal\nsenso di colpa, che mi hanno spinto verso un inferno di intense torture\ncome nessuna lingua pu\u00f2 descrivere.\n\nQuesto stato d'animo si ripercuoteva sulla mia salute, che forse non si era mai\ncompletamente dal primo shock subito. Rifuggivo\nil volto degli uomini; ogni suono di gioia o di compiacimento era per me una tortura;\nla solitudine era la mia unica consolazione, una solitudine profonda, oscura, simile alla morte.\n\nMio padre osserv\u00f2 con dolore l'alterazione che si percepiva nel mio carattere e nelle mie\ne delle mie abitudini e si sforz\u00f2, con argomentazioni dedotte dai sentimenti della sua\ncoscienza serena e della sua vita irreprensibile, di ispirarmi la forza d'animo e di\nrisvegliare in me il coraggio di dissipare la nube oscura che gravava su di me.\n Credi, Victor, disse, che non soffra anch'io?\nanche io? Nessuno potrebbe amare un bambino pi\u00f9 di quanto io abbia amato tuo fratello.\nfratello gli vennero le lacrime agli occhi mentre parlava.\nNon \u00e8 forse un dovere nei confronti dei sopravvissuti astenersi dall'aumentare la loro infelicit\u00e0\nla loro infelicit\u00e0 con un'apparenza di dolore smodato? \u00c8 anche un dovere\n\u00e8 anche un dovere verso se stessi, perch\u00e9 l'eccessivo dolore impedisce il miglioramento o il godimento,\no persino l'adempimento dell'utilit\u00e0 quotidiana, senza la quale nessun uomo \u00e8 adatto alla societ\u00e0.\nsociet\u00e0.\n\nQuesto consiglio, bench\u00e9 valido, era del tutto inapplicabile al mio caso; avrei dovuto essere la prima a nascondere il mio dolore e a consolare i miei amici se\nSarei stata la prima a nascondere il mio dolore e a consolare i miei amici se il rimorso non avesse\nse il rimorso non avesse mescolato la sua amarezza, e il terrore il suo allarme, alle mie\naltre sensazioni. Ora potevo solo rispondere a mio padre con uno sguardo di\ndisperazione e cercare di nascondermi alla sua vista.\n\nIn questo periodo ci siamo ritirati nella nostra casa di Belrive. Questo cambiamento fu\nparticolarmente piacevole per me. La chiusura regolare dei cancelli alle\nalle dieci e l'impossibilit\u00e0 di rimanere sul lago dopo quell'ora\ndi rimanere sul lago dopo quell'ora avevano reso la nostra permanenza tra le mura di Ginevra molto fastidiosa\nper me. Ora ero libero. Spesso, dopo che il resto della famiglia si era\nfamiglia si era ritirata per la notte, prendevo la barca e passavo molte ore sull'acqua.\nacqua. A volte, con le vele spiegate, mi lasciavo trasportare dal vento; altre volte, dopo aver remato in mezzo al lago, lasciavo\na volte, dopo aver remato in mezzo al lago, ho lasciato che la barca seguisse la sua\nlasciare che la barca seguisse il suo corso e mi abbandonai alle mie misere riflessioni. I\nspesso ero tentato, quando tutto era in pace intorno a me, e io ero l'unica cosa inquieta che\ninquieto che si aggirava inquieto in una scena cos\u00ec bella e\ncelestiale, se si eccettua qualche pipistrello o le rane, il cui gracchiare aspro e interrotto si sentiva solo quando\ngracidio interrotto si sentiva solo quando mi avvicinavo spesso alla riva,\ndico, ero tentato di tuffarmi nel lago silenzioso, affinch\u00e9 le acque si chiudessero su di me e sulle mie calamit\u00e0.\nche le acque si chiudessero per sempre su di me e sulle mie disgrazie. Ma mi trattenevo,\nquando pensavo all'eroica e sofferente Elisabetta, che amavo teneramente e la cui esistenza era legata\nche amavo teneramente e la cui esistenza era legata alla mia. Pensai anche a mio\npadre e al fratello sopravvissuto; se con la mia ignobile diserzione li avessi lasciati\nlasciarli esposti e indifesi alla malvagit\u00e0 del demonio che avevo lasciato libero\ntra loro?\n\nIn questi momenti ho pianto amaramente e ho desiderato che la pace tornasse nella mia mente\nmente solo per poter dare loro consolazione e felicit\u00e0. Ma questo\nnon poteva essere. Il rimorso spegneva ogni speranza. Ero stato l'autore di\nmali inalterabili, e vivevo nel timore quotidiano che il mostro che avevo creato\ncreato potesse perpetrare qualche nuova malvagit\u00e0. Avevo l'oscura sensazione\nche non fosse tutto finito e che avrebbe ancora commesso qualche crimine eclatante,\nche per la sua enormit\u00e0 avrebbe quasi cancellato il ricordo del passato.\nC'era sempre da temere, finch\u00e9 rimaneva qualcosa che amavo.\nalle spalle. La mia avversione per questo demonio non pu\u00f2 essere concepita. Quando pensavo a\nQuando pensavo a lui digrignavo i denti, i miei occhi si infiammavano e desideravo ardentemente spegnere quella vita che avevo\nspegnere quella vita che avevo cos\u00ec sconsideratamente donato. Quando\nquando riflettevo sui suoi crimini e sulla sua malvagit\u00e0, il mio odio e la mia vendetta superavano tutti i limiti\ndi moderazione. Avrei fatto un pellegrinaggio sulla cima pi\u00f9 alta delle Ande, se avessi potuto.\nAnde, se avessi potuto, una volta l\u00ec, precipitarlo alla loro base. Desideravo\ndi rivederlo, per poter scatenare sul suo capo il massimo dell'avversione e vendicare la morte del\ntesta e vendicare la morte di William e Justine.\n\nLa nostra casa era la casa del lutto. La salute di mio padre era profondamente\nscossa dall'orrore degli ultimi eventi. Elisabetta era triste e\ntriste e avvilita; non si dilettava pi\u00f9 nelle sue occupazioni ordinarie; ogni piacere le sembrava un sacrilegio verso i morti.\nogni piacere le sembrava un sacrilegio verso i morti; l'eterna tristezza e le lacrime le sembravano il giusto tributo\neterno, con dolore e lacrime, pensava che fosse il giusto tributo da pagare all'innocenza cos\u00ec\ne distrutta. Non era pi\u00f9 quella creatura felice che nella prima giovinezza\nvagava con me sulle rive del lago e parlava con estasi delle nostre prospettive future.\nprospettive future. Il primo di quei dolori che vengono mandati per svezzarci dalla terra l'aveva visitata.\ndalla terra l'aveva visitata e la sua influenza offuscante aveva spento i suoi sorrisi pi\u00f9 cari.\nsorrisi.\n\n Quando rifletto, mia cara cugina, disse lei, sulla miserabile morte di\nJustine Moritz, non vedo pi\u00f9 il mondo e le sue opere come prima mi\nmi apparivano prima. Prima consideravo i racconti del vizio e dell'ingiustizia che leggevo nei libri o\ningiustizia che leggevo nei libri o che sentivo da altri come racconti di tempi antichi o di\no di mali immaginari; almeno erano lontani e pi\u00f9 familiari alla ragione che all'immaginazione.\npi\u00f9 lontani e pi\u00f9 familiari alla ragione che all'immaginazione.\nmi appaiono come mostri assetati di sangue. Eppure sono\ncertamente ingiusto. Tutti credevano che quella povera ragazza fosse colpevole; e\nse avesse potuto commettere il crimine per il quale ha sofferto, certamente\nsarebbe stata la pi\u00f9 depravata delle creature umane. Per il bene\ndi pochi gioielli, di aver ucciso il figlio del suo benefattore e amico,\nun bambino che aveva allattato fin dalla nascita e che sembrava amare come se fosse suo!\ncome se fosse stato suo! Non potrei acconsentire alla morte di nessun essere umano.\nessere umano, ma di certo avrei ritenuto una simile creatura inadatta a\nrimanere nella societ\u00e0 degli uomini. Ma era innocente. Lo so, lo sento\nche era innocente; voi siete della stessa opinione e questo mi conferma.\nAhim\u00e8! Victor, quando la falsit\u00e0 pu\u00f2 assomigliare cos\u00ec tanto alla verit\u00e0, chi pu\u00f2 assicurarsi\nassicurarsi una felicit\u00e0 certa? Mi sembra di camminare sull'orlo di un\nsull'orlo di un precipizio, verso il quale si affollano migliaia di persone che\nverso il quale migliaia di persone si affollano e cercano di farmi precipitare nell'abisso. William e Justine sono stati\nsono stati assassinati e l'assassino \u00e8 riuscito a fuggire; va in giro per il mondo libero,\ne forse rispettato. Ma anche se fossi condannato a soffrire sul patibolo per gli stessi crimini.\npatire sul patibolo per gli stessi crimini, non cambierei posto con un simile\ndisgraziato.\n\nAscoltai questo discorso con estrema agonia. Io, non di fatto,\nma di fatto, ero il vero assassino. Elisabetta lesse la mia angoscia nel mio\ne, prendendomi gentilmente per mano, mi disse: \"Mio carissimo amico, devi calmarti.\ndevi calmarti. Questi eventi mi hanno colpito, Dio sa quanto\nprofondamente; ma non sono cos\u00ec miserabile come voi. C'\u00e8 un'espressione di\ndisperazione, e a volte di vendetta, nel vostro volto che mi fa\ntremare. Caro Victor, scaccia queste passioni oscure. Ricorda gli\namici che ti circondano e che ripongono in te tutte le loro speranze. Abbiamo forse perso\nil potere di renderti felice? Ah! Finch\u00e9 ci amiamo, finch\u00e9 siamo\nfinch\u00e9 ci amiamo, finch\u00e9 siamo fedeli l'uno all'altro, qui, in questa terra di pace e bellezza, il tuo paese natale, potremo raccogliere ogni tranquilla benedizione\npaese, possiamo raccogliere ogni tranquilla benedizione, cosa pu\u00f2 turbare la nostra pace?\npace?\n\nE le parole di colei che apprezzavo con affetto prima di ogni altro dono della\ndi fortuna, non sarebbero bastate a scacciare il demone che si annidava nel mio cuore?\ncuore? Mentre parlava mi avvicinai a lei, come in preda al terrore, per paura che in quel momento\nche proprio in quel momento il distruttore fosse vicino per privarmi di lei.\n\nCos\u00ec non la tenerezza dell'amicizia, n\u00e9 la bellezza della terra o del cielo\ncielo, potevano riscattare la mia anima dalla sventura; gli stessi accenti dell'amore erano\ninefficaci. Ero avvolto da una nube che nessuna influenza benefica\ninfluenza benefica poteva penetrare. Il cervo ferito che trascina le sue membra svenute\nsvenute verso qualche freno inesplorato, per guardare la freccia che l'aveva trafitto e morire.\ntrafitto e morire, non era altro che un esempio di me.\n\nA volte riuscivo a sopportare l'arcigna disperazione che mi travolgeva, ma\na volte le vorticose passioni della mia anima mi spingevano a cercare, con l'esercizio fisico e il\nesercizio fisico e cambiando luogo, un po' di sollievo dalle mie insopportabili\nsensazioni intollerabili. Fu durante un accesso di questo tipo che lasciai improvvisamente la mia casa e\ncasa, e piegando i miei passi verso le vicine valli alpine, cercai\nnella magnificenza, nell'eternit\u00e0 di tali scene, di dimenticare me stesso e la mia effimera\ni miei effimeri, perch\u00e9 umani, dolori. Le mie peregrinazioni si dirigevano\nverso la valle di Chamounix. L'avevo visitata spesso durante la mia\ninfanzia. Erano passati sei anni da allora: Io ero un relitto, ma nulla era cambiato in quegli scenari\nnulla era cambiato in quelle scene selvagge e durature.\n\nHo fatto la prima parte del mio viaggio a cavallo. In seguito\nmulo, in quanto pi\u00f9 sicuro di passo e meno soggetto a ricevere\ndi subire danni su queste strade accidentate. Il tempo era bello; era circa la met\u00e0\nmet\u00e0 del mese di agosto, quasi due mesi dopo la morte di Justine.\nJustine, quell'epoca infelice da cui derivava tutta la mia sofferenza. Il\npeso sul mio spirito si alleggeriva sensibilmente mentre mi immergevo ancora di pi\u00f9 nel\nnella gola di Arve. Le immense montagne e gli strapiombi che mi sovrastavano\nda ogni lato, il rumore del fiume che infuriava tra le rocce e lo scroscio delle cascate\nil rumore del fiume che infuriava tra le rocce e lo scroscio delle cascate intorno parlavano di un potere potente come l'Onnipotenza.\nOnnipotenza e smisi di temere o di piegarmi di fronte a un essere meno\nmeno onnipotente di quello che aveva creato e governato gli elementi, qui\nmostrati nella loro veste pi\u00f9 terrificante. Tuttavia, man mano che salivo pi\u00f9 in alto,\nla valle assumeva un carattere pi\u00f9 magnifico e sorprendente.\nCastelli diroccati appesi ai precipizi delle montagne spinose, l'impetuoso Arve e le cascate di sabbia\nimpetuoso Arve, e casolari che qua e l\u00e0 facevano capolino tra gli alberi.\ntra gli alberi formavano una scena di singolare bellezza. Ma era\nMa era accresciuta e resa sublime dalle possenti Alpi, le cui piramidi e cupole bianche e splendenti\npiramidi e cupole lucenti svettavano su tutti, come se appartenessero a un'altra\nterra, le abitazioni di un'altra razza di esseri.\n\nPassai il ponte di P lissier, dove la gola formata dal fiume si apriva davanti a me.\nsi \u00e8 aperta davanti a me e ho iniziato a salire la montagna che la sovrasta.\nche la sovrasta. Poco dopo sono entrato nella valle di Chamounix. Questa\nQuesta valle \u00e8 pi\u00f9 meravigliosa e sublime, ma non \u00e8 cos\u00ec bella e pittoresca come quella di\npittoresca come quella del Servox, attraverso la quale ero appena passato. Le montagne alte e innevate\nmontagne alte e innevate erano i suoi confini immediati, ma non ho visto pi\u00f9\npi\u00f9 castelli in rovina e campi fertili. Immensi ghiacciai si avvicinavano\nstrada; sentii il rombo della valanga che cadeva e segnai il fumo del suo passaggio.\nil fumo del suo passaggio. Il Monte Bianco, il supremo e\nmagnifico Monte Bianco, si ergeva dalle circostanti _aiguilles_,\ne il suo tremendo _d me_ dominava la valle.\n\nUn formicolio di piacere da tempo perduto mi ha spesso attraversato durante questo\nviaggio. Qualche svolta nella strada, qualche nuovo oggetto improvvisamente percepito e riconosciuto, mi ricordavano giorni passati e\nriconosciuto, mi ricordavano i giorni passati ed erano associati alla\nspensierata allegria della fanciullezza. I venti stessi sussurravano con\naccenti rassicuranti, e la Natura materna mi disse di non piangere pi\u00f9. Poi di nuovo la\ngentile influenza cess\u00f2 di agire, mi ritrovai di nuovo incatenato al dolore\ne a indulgere in tutta la miseria della riflessione. Allora spronai il mio\nanimale, cercando di dimenticare il mondo, le mie paure e soprattutto me stesso,\nme stesso o, in modo pi\u00f9 disperato, sono sceso e mi sono gettato sull'erba, appesantito dalle\nsull'erba, appesantito dall'orrore e dalla disperazione.\n\nAlla fine sono arrivato al villaggio di Chamounix. L'esaurimento si \u00e8 aggiunto\nall'estrema fatica del corpo e della mente che avevo sopportato.\nPer un breve lasso di tempo rimasi alla finestra a guardare i pallidi lampi che giocavano sopra il Monte Bianco e ad ascoltare lo scroscio del\npallidi lampi che giocavano sopra il Monte Bianco e ascoltando l'impeto dell'Arve che proseguiva il suo\ndell'Arve, che proseguiva il suo cammino rumoroso sotto di noi. Gli stessi suoni cullanti\ncome una ninna nanna per le mie sensazioni troppo acute; quando appoggiavo la testa sul cuscino, il sonno\nsul cuscino, il sonno si \u00e8 insinuato in me; l'ho percepito mentre arrivava e ho benedetto\nil donatore dell'oblio.\n\n\n\n\nCapitolo 10\n\n\nTrascorsi il giorno seguente a vagare per la valle. Mi sono fermato accanto\nsorgenti dell'Arveiron, che nascono da un ghiacciaio che, con passo lento, scende dalla cima delle colline fino a\nche, con passo lento, scende dalla cima delle colline per\nsbarrare la valle. Davanti a me c'erano i fianchi scoscesi di vaste montagne; la parete ghiacciata del\nvaste montagne; la parete ghiacciata del ghiacciaio mi sovrastava; alcuni pini in frantumi erano sparsi intorno\npini in frantumi; e il silenzio solenne di questa gloriosa camera di\npresenza della Natura imperiale era rotto solo dall'infuriare delle onde o dal crollo di qualche\nonde o dalla caduta di qualche grande frammento, dal tuono della valanga o dal crepitio della\nvalanga o dallo scricchiolio, riverberato lungo le montagne, del ghiaccio accumulato che, attraverso la\nghiaccio accumulato che, per il silenzioso operare di leggi immutabili,\nsempre pi\u00f9 spesso veniva strappato e lacerato, come se fosse stato solo un giocattolo nelle loro mani.\nloro mani. Queste scene sublimi e magnifiche mi hanno dato la pi\u00f9 grande\npi\u00f9 grande consolazione che potessi ricevere. Mi elevavano\nda ogni piccolezza di sentimento e, sebbene non abbiano eliminato il mio\ndolore, ma lo hanno placato e calmato. In qualche misura, inoltre, hanno\ndistolse la mia mente dai pensieri su cui aveva rimuginato nell'ultimo mese.\nultimo mese. La notte mi ritiravo a riposare; i miei sonni, per cos\u00ec dire,\naspettati e assistiti dall'assemblaggio di forme grandiose che avevo\ncontemplate durante il giorno. Si sono riunite intorno a me; la\nvetta innevata e immacolata, il pinnacolo scintillante, i boschi di pino\ne il burrone spoglio, l'aquila che si libra tra le nuvole, si sono tutti\nsi sono radunati intorno a me e mi hanno detto di stare in pace.\n\nDove erano fuggiti quando la mattina dopo mi sono svegliato? Tutto il\ndell'anima \u00e8 svanito con il sonno, e una cupa malinconia ha offuscato ogni\npensiero. La pioggia scrosciava a torrenti e fitte nebbie nascondevano le cime delle montagne.\ncime dei monti, tanto che non vedevo nemmeno i volti di quegli\npotenti amici. Eppure avrei voluto penetrare il loro velo nebbioso e cercarli\nnei loro ritiri nuvolosi. Che cos'erano per me la pioggia e la tempesta? Il mio mulo fu portato\nmulo fu portato alla porta e decisi di salire in cima al Montanvert.\nMontanvert. Ricordavo l'effetto che la vista del tremendo ghiacciaio in movimento\ntremendo e in continuo movimento del ghiacciaio quando lo vidi per la prima volta.\nAllora mi aveva riempito di un'estasi sublime che metteva le ali all'anima e le permetteva di librarsi in volo.\nall'anima e le permetteva di librarsi dal mondo oscuro verso la luce e la gioia.\nLa vista di ci\u00f2 che \u00e8 terribile e maestoso in natura ha sempre avuto l'effetto di\neffetto di solennizzare la mia mente e di farmi dimenticare le\ndella vita. Decisi di andare senza guida, perch\u00e9 conoscevo bene il sentiero e il\nconoscevo bene il sentiero, e la presenza di un'altra persona avrebbe distrutto la\nla solitaria grandiosit\u00e0 della scena.\n\nL'ascesa \u00e8 ripida, ma il sentiero \u00e8 tagliato in continui e brevi\nbrevi tornanti che permettono di superare la perpendicolarit\u00e0 della montagna.\nmontagna. \u00c8 uno scenario terribilmente desolato. In mille punti\nsi possono percepire le tracce della valanga invernale, dove gli alberi giacciono\nrotti e sparsi sul terreno, alcuni completamente distrutti, altri piegati,\nappoggiati alle rocce sporgenti della montagna o trasversalmente ad altri alberi.\naltri alberi. Il sentiero, man mano che si sale, \u00e8 intersecato da burroni di neve, in cui i sassi scendono continuamente.\ndi neve, in cui rotolano continuamente pietre dall'alto; una di queste \u00e8 particolarmente pericolosa, in quanto il minimo rumore\nparticolarmente pericoloso, in quanto il minimo rumore, come anche il parlare\na voce alta, produce una commozione d'aria sufficiente ad attirare\ndistruzione sulla testa di chi parla. I pini non sono alti o\nrigogliosi, ma sono cupi e conferiscono un'aria di severit\u00e0 alla scena.\nGuardai la valle sottostante; dai fiumi che la attraversavano si levavano vaste nebbie che si arricciavano\nche la attraversavano e si arricciavano in fitte corone intorno alle montagne opposte, le cui cime erano nascoste\nmontagne opposte, le cui cime erano nascoste tra le nubi uniformi, mentre la pioggia\npioveva dal cielo scuro e aumentava l'impressione di malinconia che\nmalinconica che ricevevo dagli oggetti che mi circondavano. Ahim\u00e8! Perch\u00e9 l'uomo si vanta di avere\nsensibilit\u00e0 superiore a quella dei bruti; ci\u00f2 li rende solo pi\u00f9 necessari.\nesseri pi\u00f9 necessari. Se i nostri impulsi si limitassero alla fame,\nsete e al desiderio, saremmo quasi liberi; ma ora siamo mossi da ogni vento che soffia e da una parola casuale.\nogni vento che soffia e da una parola o da una scena che quella parola pu\u00f2\nche ci trasmette.\n\n  Riposiamo; un sogno ha il potere di avvelenare il sonno.\n     Ci alziamo; un pensiero a bacchetta inquina il giorno.\n  Sentiamo, concepiamo o ragioniamo; ridiamo o piangiamo,\n     abbracciamo l'affettuosa tristezza o gettiamo via le nostre preoccupazioni;\n  \u00c8 lo stesso: perch\u00e9, sia che si tratti di gioia o di dolore,\n     la strada della sua partenza \u00e8 ancora libera.\n  L'ieri dell'uomo non sar\u00e0 mai come il suo domani;\n     Nulla pu\u00f2 durare se non la mutevolezza!\n\n\nEra quasi mezzogiorno quando sono arrivato in cima alla salita. Per qualche tempo\ntempo mi sono seduto sulla roccia che sovrasta il mare di ghiaccio. Una nebbia copriva\nsia quello che le montagne circostanti. Di l\u00ec a poco una brezza ha dissipato\nla nuvola e sono sceso sul ghiacciaio. La superficie \u00e8 molto\nirregolare, si alza come le onde di un mare agitato, scende verso il basso e\ne intervallata da spaccature che sprofondano in profondit\u00e0. Il campo di ghiaccio \u00e8 largo quasi una\ndi ghiaccio \u00e8 largo quasi una lega, ma ho impiegato quasi due ore per attraversarlo. La montagna\nmontagna opposta \u00e8 una nuda roccia perpendicolare. Dal lato in cui mi trovavo ora\nMontanvert era esattamente di fronte, alla distanza di una lega;\ne sopra di esso si ergeva il Monte Bianco, in una maestosit\u00e0 spaventosa. Rimasi in una nicchia della\ndella roccia, a guardare questa scena meravigliosa e stupenda. Il mare,\no piuttosto il grande fiume di ghiaccio, si snodava tra le montagne che ne dipendevano,\nle cui cime aeree incombevano sui suoi recessi. Le loro cime ghiacciate e scintillanti\nscintillanti e ghiacciate risplendevano alla luce del sole sopra le nuvole. Il mio cuore, che prima era\nprima addolorato, ora si gonfiava di qualcosa di simile alla gioia; esclamai,\n Spiriti erranti, se davvero vagate e non vi riposate nei vostri angusti\ngiacigli, concedetemi questa debole felicit\u00e0, o portatemi, come vostro compagno,\ndalle gioie della vita.\n\nMentre dicevo questo, improvvisamente vidi la figura di un uomo, a una certa distanza,\navanzare verso di me con velocit\u00e0 sovrumana. Salt\u00f2 sulle fessure del ghiaccio\ncrepacci nel ghiaccio, tra i quali avevo camminato con cautela; la sua statura, inoltre, mentre si avvicinava, sembrava\nstatura, inoltre, mentre si avvicinava, sembrava superare quella di un uomo. Ero\nturbata; una nebbia mi avvolse gli occhi e sentii uno svenimento che mi colse,\nma fui subito ripreso dal vento freddo delle montagne. I\nmi accorsi, man mano che la sagoma si avvicinava (vista tremenda e ripugnante!)\nche era il disgraziato che avevo creato. Tremavo di rabbia e di\norrore, decidendo di aspettare il suo avvicinamento e poi di affrontarlo in un\nmortale con lui. Si avvicin\u00f2; il suo volto esprimeva un'amara angoscia,\ncombinata con disprezzo e malignit\u00e0, mentre la sua bruttezza ultraterrena\nla rendeva quasi troppo orribile per gli occhi umani. Ma io non lo osservai quasi\nMa io lo osservai a malapena; la rabbia e l'odio mi avevano dapprima privato dell'espressione,\ne mi ripresi solo per sommergerlo di parole che esprimevano un furioso\ndetestazione e di disprezzo.\n\n Diavolo, esclamai, osi avvicinarti a me? E non\nnon temi la feroce vendetta del mio braccio che si abbatte sulla tua misera testa?\nVattene, vile insetto! O meglio, resta, affinch\u00e9 io possa calpestare la tua polvere! E,\noh! Se potessi, con l'estinzione della tua miserabile esistenza, restituire le vittime\nquelle vittime che hai cos\u00ec diabolicamente ucciso!\n\n Mi aspettavo questa accoglienza, disse il signore.  Tutti gli uomini odiano i\nmiserabili; come devo essere odiato io, che sono miserabile al di l\u00e0 di tutte le cose\nesseri viventi! Eppure tu, mio creatore, detesti e disprezzi me, la tua creatura,\na cui sei legato da vincoli che si sciolgono solo con l'annientamento di uno di noi.\nuno di noi. Vuoi uccidermi. Come osi giocare cos\u00ec con la vita?\nFai il tuo dovere verso di me, e io far\u00f2 il mio verso di te e il resto dell'umanit\u00e0.\numanit\u00e0. Se rispetterete le mie condizioni, lascer\u00f2 loro e voi in pace.\npace a loro e a voi; ma se rifiutate, riempir\u00f2 la bocca della morte fino a saziarla con il sangue dei\nsazier\u00e0 con il sangue dei vostri amici rimasti.\n\n Mostro aborrito! Demonio che sei! Le torture dell'inferno sono troppo\nmite vendetta per i tuoi crimini. Misero diavolo! Mi rimproveri la tua\nla tua creazione, vieni, allora, che io possa spegnere la scintilla che ho\ncos\u00ec negligentemente donata.\n\nLa mia rabbia era senza limiti; mi sono scagliato contro di lui, spinto da tutti i\nsentimenti che possono armare un essere contro l'esistenza di un altro.\n\nMi \u00e8 sfuggito facilmente e ha detto,\n\n Siate calmi! Vi prego di ascoltarmi prima di dare sfogo al vostro odio\nsul mio capo devoto. Non ho forse sofferto abbastanza, che tu cerchi di\naumentare la mia miseria? La vita, anche se \u00e8 solo un accumulo di angoscia, mi \u00e8 cara.\nangoscia, mi \u00e8 cara e la difender\u00f2. Ricorda che mi hai reso\npi\u00f9 potente di te; la mia statura \u00e8 superiore alla tua, le mie\ngiunture pi\u00f9 duttili. Ma non sar\u00f2 tentato di oppormi a te.\nopposizione a te. Sono una tua creatura, e sar\u00f2 persino mite e docile\ndocile al mio signore e re naturale, se anche tu vorrai fare la tua parte,\nche mi hai affidato. Oh, Frankenstein, non essere equo con ogni\ne calpesta solo me, verso il quale la tua giustizia, e anche la tua\nclemenza e il tuo affetto sono pi\u00f9 dovuti. Ricordati che sono la tua creatura;\nDovrei essere il tuo Adamo, ma sono piuttosto l'angelo caduto, che tu allontani dalla gioia senza\nallontana dalla gioia per nessuna colpa. Dappertutto vedo la beatitudine, dalla quale io\nsolo io sono irrevocabilmente escluso. Ero benevolo e buono; la miseria mi ha reso\nmi ha reso un demonio. Rendimi felice e torner\u00f2 a essere virtuoso.\n\n Andatevene! Non vi ascolter\u00f2. Non ci pu\u00f2 essere comunit\u00e0 tra te e\ne me; siamo nemici. Vattene, o mettiamo alla prova le nostre forze in un combattimento,\nin cui uno dei due dovr\u00e0 cadere.\n\n Come posso smuoverti? Nessuna implorazione ti indurr\u00e0 a volgere uno sguardo\nocchio favorevole alla tua creatura, che implora la tua bont\u00e0 e la tua\ncompassione? Credimi, Frankenstein, ero benevolo; la mia anima brillava di amore e di umanit\u00e0.\ndi amore e umanit\u00e0; ma non sono forse solo, miseramente solo? Tu, mio\ncreatore, mi aborri; che speranza posso avere dai tuoi simili,\nche non mi devono nulla? Mi disprezzano e mi odiano. Le montagne deserte e i ghiacciai\ntetro ghiacciaio sono il mio rifugio. Ho vagato qui per molti giorni; le grotte di ghiaccio, che\ncaverne di ghiaccio, che io solo non temo, sono per me una dimora, l'unica che l'uomo non rinnega.\nunica che l'uomo non rinnega. Questi cieli tetri li acclamo, perch\u00e9 sono\nsono pi\u00f9 gentili con me che con i vostri simili. Se la moltitudine dell'umanit\u00e0\nsapessero della mia esistenza, farebbero come voi e si armerebbero per\nla mia distruzione. Non dovrei allora odiare coloro che mi detestano? Non manterr\u00f2\nnon voglio mantenere rapporti con i miei nemici. Io sono miserabile e loro condivideranno la mia\nmiseria. Tuttavia \u00e8 in tuo potere ricompensarmi e liberarli da un male che\nliberarli da un male che non vi resta che rendere cos\u00ec grande che\nche non solo voi e la vostra famiglia, ma anche migliaia di altri, sarete\ninghiottiti dai vortici della sua furia. Lasciate che la vostra compassione sia\ncommossa e non mi disprezzi. Ascoltate la mia storia; quando l'avrete ascoltata\nabbandonarmi o commiserarmi, come riterrete che io meriti.\nMa ascoltatemi. Ai colpevoli \u00e8 concesso dalle leggi umane, per quanto cruente\nsanguinose, di parlare in propria difesa prima di essere condannati. Ascoltatemi\nascoltami, Frankenstein. Mi accusi di omicidio, eppure vorresti, con la tua\nuna coscienza soddisfatta, distruggere la tua stessa creatura. Oh, sia lodata l'eterna\ngiustizia eterna dell'uomo! Eppure ti chiedo di non risparmiarmi; ascoltami,\ne poi, se potete e se volete, distruggete l'opera delle vostre mani.\n\n Perch\u00e9 mi ricordate, risposi, circostanze di cui mi fa rabbrividire il pensiero, che sono stata la misera origine\nche mi fanno rabbrividire e di cui sono stato la misera origine e l'autore?\nautore? Sia maledetto il giorno, aborrito demonio, in cui hai visto per la prima volta la\nluce! Maledette (anche se io maledico me stesso) le mani che ti hanno formato!\nMi hai reso miserabile al di l\u00e0 di ogni espressione. Non mi hai lasciato il potere\ndi considerare se sono giusto o meno nei tuoi confronti. Vattene! Liberami dalla\ndalla vista della tua forma detestabile.\n\n Cos\u00ec ti sollevo, mio creatore, disse, e pose le sue odiate mani davanti ai miei occhi, che io scacciai con violenza.\ndavanti ai miei occhi, che ho allontanato da me con violenza; cos\u00ec ti tolgo\nti tolgo una vista che tu aborri. Eppure tu puoi ascoltarmi e concedermi la tua\nla tua compassione. Per le virt\u00f9 che un tempo possedevo, esigo questo\nda te. Ascolta la mia storia; \u00e8 lunga e strana, e la temperatura di questo luogo non si addice\ndi questo luogo non si addice alle tue belle sensazioni; vieni alla capanna sulla\nmontagna. Il sole \u00e8 ancora alto nei cieli; prima che scenda\nprima che scenda per nascondersi dietro i vostri precipizi innevati e illuminare un altro mondo, avrete sentito la mia storia\nmondo, avrete ascoltato la mia storia e potrete decidere. Dipende da voi,\nse abbandonare per sempre il vicinato dell'uomo e condurre una vita inoffensiva, oppure se diventare il flagello\nvita innocua, o se diventer\u00f2 il flagello dei vostri simili e l'autore della vostra\ndella vostra stessa rapida rovina.\n\nMentre diceva questo, mi fece strada attraverso il ghiaccio; io lo seguii. Il mio cuore\ncuore era pieno e non gli risposi, ma mentre procedevo, soppesai i vari argomenti che aveva usato e decisi almeno di ascoltarlo.\nargomenti che aveva usato e decisi almeno di ascoltare il suo racconto.\nil suo racconto. In parte ero spinto dalla curiosit\u00e0, in parte la compassione confermava la mia decisione.\ndecisione. Fino a quel momento avevo creduto che fosse l'assassino di mio fratello e\nfratello, e cercavo ardentemente una conferma o una smentita di questa opinione.\nPer la prima volta, inoltre, sentivo quali fossero i doveri di un creatore nei confronti della sua creatura e che dovevo\ncreatore nei confronti della sua creatura, e che avrei dovuto renderlo felice prima di\nlamentarmi della sua malvagit\u00e0. Questi motivi mi spinsero a soddisfare\nla sua richiesta. Attraversammo quindi il ghiaccio e salimmo sulla roccia opposta.\nroccia. L'aria era fredda e la pioggia ricominciava a scendere; entrammo nella capanna.\nentrammo nella capanna, il demonio con aria esultante, io con il cuore pesante e lo spirito depresso.\ncon il cuore pesante e lo spirito depresso. Ma acconsentii ad ascoltare, e mi sedetti accanto al fuoco\nseduto accanto al fuoco che il mio odioso compagno aveva acceso, egli inizi\u00f2 cos\u00ec\nil suo racconto.\n\n\n\n\nCapitolo 11\n\n\n \u00c8 con notevole difficolt\u00e0 che ricordo l'epoca originaria del mio essere.\ndel mio essere; tutti gli eventi di quel periodo appaiono confusi e indistinti.\nUna strana molteplicit\u00e0 di sensazioni mi colse e vidi, sentii, udii e odorai allo stesso tempo,\ne odori allo stesso tempo; e pass\u00f2 molto tempo prima che imparassi a distinguere tra le\nimparare a distinguere le operazioni dei vari sensi. A poco a poco\ngradualmente, mi ricordo, una luce pi\u00f9 forte premeva sui miei nervi, tanto da costringermi a chiudere gli occhi.\nfui costretto a chiudere gli occhi. L'oscurit\u00e0 mi assal\u00ec e mi turb\u00f2, ma\nma non l'avevo ancora percepito quando, aprendo gli occhi, come ora suppongo, la luce si rivers\u00f2 su di me.\nsuppongo, la luce si rivers\u00f2 di nuovo su di me. Camminai e, credo, scesi,\nscesi, ma subito trovai una grande alterazione nelle mie sensazioni.\nPrima mi avevano circondato corpi scuri e opachi, impermeabili al mio tatto e alla mia vista.\nal mio tatto o alla mia vista; ma ora scoprii che potevo vagare in libert\u00e0, senza ostacoli che non potessi\nnessun ostacolo che non potessi superare o evitare. La luce\nluce diventava sempre pi\u00f9 opprimente e il caldo mi stancava mentre camminavo.\ncamminando, cercai un posto dove potessi ricevere ombra. Questo era il\nforesta vicino a Ingolstadt; e qui mi sdraiai accanto a un ruscello per riposare dalla fatica, fino a quando non mi sentii\ndalla fatica, finch\u00e9 non mi sentii tormentato dalla fame e dalla sete. Questo\nmi risvegli\u00f2 dal mio stato quasi dormiente, e mangiai alcune bacche che trovai appese agli alberi o\nbacche che trovai appese agli alberi o a terra. Mi dissetai al ruscello\nal ruscello e poi, sdraiandomi, fui sopraffatto dal sonno.\n\n Quando mi svegliai era buio; sentivo anche freddo e mi spaventai, per cos\u00ec dire, istintivamente, nel trovarmi cos\u00ec desolato.\nper cos\u00ec dire, istintivamente, trovandomi cos\u00ec desolata. Prima di lasciare\nprima di abbandonare il vostro appartamento, per la sensazione di freddo, mi ero coperta con alcuni\nvestiti, ma non erano sufficienti a proteggermi dalla rugiada della notte.\nnotte. Ero una povera, indifesa, miserabile disgraziata; non sapevo e non potevo distinguere nulla.\nnulla; ma sentendo il dolore invadermi da ogni parte, mi sedetti e piansi.\ne piangevo.\n\n Ben presto una luce delicata si diffuse nei cieli e mi diede una sensazione di piacere.\npiacere. Mi alzai e vidi una forma radiosa sorgere tra gli alberi.\nalberi. [La luna] la guardai con una sorta di meraviglia. Si muoveva lentamente,\nma illumin\u00f2 il mio cammino e uscii di nuovo in cerca di bacche.\nAvevo ancora freddo quando sotto uno degli alberi trovai un enorme mantello, con il quale mi coprii e mi sedetti.\ncon cui mi coprii e mi sedetti a terra. Nessuna idea distinta\nidee distinte occupavano la mia mente; tutto era confuso. Sentivo luce, fame, sete e buio,\ne sete, e buio; innumerevoli suoni risuonavano nelle mie orecchie, e da ogni parte vari profumi mi salutavano.\nda tutte le parti vari profumi mi salutavano; l'unico oggetto che riuscivo a distinguere\ndistinguere era la luna luminosa, su cui fissavo gli occhi con piacere.\npiacere.\n\n Passarono diversi cambiamenti di giorno e di notte, e la sfera della notte si era\nmolto diminuito, quando cominciai a distinguere le mie sensazioni l'una dall'altra.\nl'una dall'altra. A poco a poco vidi chiaramente il limpido ruscello che mi riforniva di acqua e gli alberi che mi ombreggiavano con le loro fronde.\ne gli alberi che mi ombreggiavano con il loro fogliame. Fui deliziato\nquando scoprii per la prima volta che un suono piacevole, che spesso salutava le mie orecchie\norecchie, proveniva dalle gole dei piccoli animali alati che spesso avevano\nspesso intercettato la luce dei miei occhi. Cominciai anche a osservare\ncon maggiore precisione le forme che mi circondavano e a percepire i confini del\nconfini del radioso tetto di luce che mi copriva. A volte\na volte cercavo di imitare i piacevoli canti degli uccelli, ma non ci riuscivo.\nA volte avrei voluto esprimere le mie sensazioni nel mio modo, ma i canti rozzi e inarticolati\nsuoni rozzi e inarticolati che uscivano da me mi spaventavano e mi riportavano al silenzio.\ndi nuovo il silenzio.\n\n La luna era scomparsa dalla notte, e di nuovo, con una forma meno\nforma, si mostr\u00f2, mentre io rimanevo ancora nella foresta. Le mie\nsensazioni erano ormai diventate distinte, e la mia mente riceveva ogni giorno\nogni giorno nuove idee. I miei occhi si sono abituati alla luce e a\nalla luce e a percepire gli oggetti nella loro giusta forma; distinguevo l'insetto dalla\nl'insetto dall'erba e, a poco a poco, un'erba dall'altra. Scoprii che il\npassero non emetteva altro che note aspre, mentre quelle del merlo e del tordo erano\nmerlo e del tordo erano dolci e seducenti.\n\n Un giorno, quando ero oppresso dal freddo, trovai un fuoco lasciato da alcuni mendicanti erranti.\nlasciato da alcuni mendicanti erranti e fui sopraffatto dalla gioia per il calore che\ncalore che ne ricavai. Nella mia gioia infilai la mano nella brace viva, ma la tirai subito fuori.\nbrace, ma la ritrassi subito con un grido di dolore. Che strano,\npensai, che la stessa causa producesse effetti cos\u00ec opposti! I\nesaminai i materiali del fuoco e, con mia grande gioia, scoprii che era\ndi legno. Raccolsi subito dei rami, ma erano bagnati e non volevano bruciare.\nma erano bagnati e non volevano bruciare. Ne fui addolorato e rimasi fermo a guardare il funzionamento del fuoco.\ndel fuoco. Il legno bagnato che avevo messo vicino al fuoco si asciug\u00f2 e si infiamm\u00f2.\nsi asciug\u00f2 e si infiamm\u00f2. Riflettei su questo fatto e, toccando i vari rami\nrami, ne scoprii la causa e mi preoccupai di raccogliere\nuna grande quantit\u00e0 di legna, per poterla essiccare e avere una\ndi legna, in modo da poterla essiccare e avere una scorta abbondante di fuoco. Quando arriv\u00f2 la notte e port\u00f2 con s\u00e9 il sonno\nsonno, ebbi la pi\u00f9 grande paura che il mio fuoco si spegnesse. I\ncon cura con legna e foglie secche e vi misi sopra dei rami bagnati.\nPoi, steso il mantello, mi sdraiai a terra e sprofondai nel sonno.\nsonno.\n\n Quando mi svegliai era mattina e la mia prima preoccupazione fu quella di visitare il fuoco.\nLo scoprii e una leggera brezza lo fece divampare rapidamente. I\ne ho escogitato un ventaglio di rami che ha risvegliato la brace quando era quasi spenta.\nche ha risvegliato le braci quando erano quasi spente. Quando torn\u00f2 la notte, scoprii con\ncon piacere, che il fuoco dava luce oltre che calore e che la scoperta di questo elemento era utile\nla scoperta di questo elemento mi \u00e8 stata utile per il mio cibo, perch\u00e9 ho trovato\nche alcune delle frattaglie che i viaggiatori avevano lasciato erano state arrostite e\nerano state arrostite e avevano un sapore molto pi\u00f9 saporito delle bacche che avevo raccolto dagli alberi. I\nquindi cercato di condire il mio cibo allo stesso modo, mettendolo sulla\nsulla brace viva. Mi accorsi che le bacche venivano rovinate da questa\noperazione, mentre le noci e le radici miglioravano molto.\n\n Il cibo, tuttavia, scarseggiava e spesso trascorrevo l'intera giornata\nalla ricerca vana di qualche ghianda per placare i morsi della fame. Quando\nQuando le trovai, decisi di abbandonare il luogo che avevo abitato fino a quel momento, per cercarne uno dove le poche necessit\u00e0\nabitato fino a quel momento, per cercarne uno dove i pochi bisogni che provavo sarebbero stati\npi\u00f9 facilmente soddisfatte. In questa emigrazione mi sono molto rammaricato per la\nperdita del fuoco che avevo ottenuto per caso e che non sapevo come\nriprodurlo. Dedicai diverse ore a considerare seriamente questa\ndi questa difficolt\u00e0, ma fui costretto a rinunciare a qualsiasi tentativo di\ne, avvolgendomi nel mantello, attraversai il bosco verso il tramonto.\nverso il tramonto. Trascorsi tre giorni in queste escursioni e alla fine\nalla fine scoprii l'aperta campagna. La notte precedente era caduta una gran quantit\u00e0 di neve\nneve la notte precedente e i campi erano di un bianco uniforme; l'aspetto era sconsolante e\naspetto era sconsolante e mi ritrovai con i piedi congelati dal freddo\numido che ricopriva il terreno.\n\n Erano circa le sette del mattino e desideravo procurarmi cibo e riparo.\ndi cibo e di un riparo; alla fine vidi una piccola capanna, su un'altura, che senza dubbio era stata costruita\nche senza dubbio era stata costruita per la comodit\u00e0 di qualche pastore. Questa\nera una vista nuova per me ed esaminai la struttura con grande curiosit\u00e0.\ncuriosit\u00e0. Trovando la porta aperta, entrai. Un uomo anziano vi sedeva\nvicino a un fuoco, sul quale stava preparando la colazione. Si gir\u00f2 quando\nrumore e vedendomi, grid\u00f2 forte e, abbandonando la capanna, corse attraverso i campi con una velocit\u00e0\ne abbandon\u00f2 la capanna, correndo per i campi con una velocit\u00e0 di cui la sua forma debilitata\ndebilitata sembrava a malapena in grado di farlo. Il suo aspetto, diverso da tutti quelli che avevo\nprima d'ora, e il suo volo mi sorpresero un po'. Ma ero incantato\ndall'aspetto della capanna: qui la neve e la pioggia non potevano\nneve e la pioggia non potevano penetrare, il terreno era asciutto, e mi presentava allora un rifugio squisito e\ne divino come il Pand monium apparve ai monaci dell'inferno dopo le loro sofferenze nel lago dell'inferno.\ndopo le loro sofferenze nel lago di fuoco. Divorai avidamente i\navidamente i resti della colazione del pastore, che consisteva in pane, formaggio, latte e vino,\nlatte e vino; quest'ultimo, per\u00f2, non mi piaceva. Poi, vinto dalla\nstanchezza, mi sdraiai su della paglia e mi addormentai.\n\n Quando mi svegliai era mezzogiorno e, attirata dal calore del sole che brillava\nche brillava sulla terra bianca, decisi di riprendere il mio viaggio.\nviaggio; e, depositati i resti della colazione del contadino in un\nin un portafoglio che avevo trovato, proseguii per i campi per diverse ore, finch\u00e9\nal tramonto arrivai a un villaggio. Come appariva miracoloso! Le\ncapanne, le casette pi\u00f9 ordinate e le case maestose suscitarono la mia ammirazione.\na turno la mia ammirazione. Le verdure negli orti, il latte e il formaggio che ho visto\nalle finestre di alcune casette, attiravano il mio appetito. Una\ndi queste sono entrato, ma non avevo ancora messo il piede dentro la porta\nappena messo il piede dentro la porta, prima che i bambini strillassero e una delle donne svenisse.\nL'intero villaggio si dest\u00f2; alcuni fuggirono, altri mi attaccarono, finch\u00e9,\nfinch\u00e9, gravemente ammaccato da pietre e da molti altri tipi di armi da fuoco, scappai in aperta campagna e\nfuggito in aperta campagna e mi rifugiai con timore in un basso tugurio,\ne che aveva un aspetto misero dopo i palazzi che avevo visto nel villaggio.\nvisto nel villaggio. Questa catapecchia, per\u00f2, era affiancata da una casetta dall'aspetto pulito e piacevole.\naspetto ordinato e gradevole, ma dopo l'esperienza che mi era costata cara, non osai entrarvi.\nnon osai entrarvi. Il mio rifugio era costruito in legno, ma cos\u00ec\nbasso che riuscivo a fatica a sedermi in posizione eretta. Tuttavia, nessun legno\nnon c'era legno sulla terra, che costituiva il pavimento, ma era asciutta; e\nNonostante il vento vi entrasse da innumerevoli fessure, lo trovai un piacevole asilo\nun piacevole asilo dalla neve e dalla pioggia.\n\n Qui, dunque, mi ritirai e mi coricai felice di aver trovato un riparo,\nper quanto miserabile, dall'inclemenza della stagione, e ancor pi\u00f9\ndalla barbarie dell'uomo. Non appena spunt\u00f2 il mattino, uscii dalla mia\ncuccia, per poter vedere la casetta adiacente e scoprire se potevo\nrimanere nell'abitazione che avevo trovato. Era situata contro il retro del cottage e circondata\ndel cottage e circondata sui lati esposti da un porcile e da una pozza d'acqua.\ne da una pozza d'acqua limpida. Una parte era aperta, e con quella mi ero\nma ora coprivo ogni fessura da cui potevo essere percepito con pietre e legno.\ncon pietre e legni, ma in modo da poterli spostare all'occasione per uscire.\ntutta la luce di cui godevo proveniva dal porcile e mi bastava.\nmi bastava.\n\n Dopo aver sistemato la mia dimora e averla rivestita di paglia pulita, mi ritirai.\nmi ritirai, perch\u00e9 vidi la figura di un uomo a distanza, e ricordavo troppo bene il mio trattamento della sera prima per\ntroppo bene il trattamento subito la sera prima per fidarmi del suo potere. I\nTuttavia, avevo prima provveduto al mio sostentamento per quel giorno con un pane\ndi pane grossolano, che avevo rubato, e una tazza con la quale avrei potuto bere\npi\u00f9 comodamente che dalla mia mano, dell'acqua pura che scorreva vicino al mio\nil mio rifugio. Il pavimento era un po' rialzato, cos\u00ec da essere mantenuto\nperfettamente asciutto, e grazie alla vicinanza con il camino della casa era\nera abbastanza caldo.\n\n Essendo cos\u00ec provvisto, decisi di risiedere in questo tugurio fino a quando\nfino a quando non sarebbe accaduto qualcosa che avrebbe potuto modificare la mia decisione. Era\nun paradiso rispetto alla desolata foresta, mia precedente residenza,\ni rami che cadevano dalla pioggia e la terra umida. Mangiai la mia colazione con\ncon piacere e stavo per rimuovere un'asse per procurarmi un po' d'acqua quando sentii un passo e\nacqua, quando sentii un passo e, guardando attraverso un piccolo spiraglio, vidi una giovane creatura con un secchio\nuna giovane creatura, con un secchio in testa, che passava davanti alla mia casupola. La ragazza\nera giovane e di carattere gentile, a differenza di quanto ho trovato da allora nei\nche i contadini e i servi delle case coloniche. Tuttavia era vestita in modo meschino, con una\nuna sottoveste blu grossolana e una giacca di lino come unico indumento; i suoi capelli chiari erano intrecciati ma non\ncapelli chiari erano intrecciati ma non ornati: aveva un'aria paziente ma triste. Ho perso di vista\ndi lei, e dopo circa un quarto d'ora torn\u00f2 portando il secchio, che ora era in parte\nil secchio, che ora era parzialmente pieno di latte. Mentre camminava\napparentemente incomodata dal fardello, le si fece incontro un giovane il cui\nil cui volto esprimeva uno sconforto ancora pi\u00f9 profondo. Pronunciando qualche suono con\ncon aria malinconica, le tolse il secchio dalla testa e lo port\u00f2 lui stesso al cottage.\ncasetta. Lei lo segu\u00ec e i due scomparvero. Poco dopo vidi\ndi nuovo il giovane, con alcuni attrezzi in mano, attraversare il campo\ndietro la casetta; e anche la ragazza era indaffarata, a volte in casa e a volte in cortile.\ncasa e a volte nel cortile.\n\n Esaminando la mia abitazione, mi accorsi che una delle finestre del cottage\ncasetta ne occupava una parte, ma i vetri erano stati riempiti di legno.\nriempiti di legno. In una di queste c'era un piccolo e quasi\nimpercettibile fessura attraverso la quale l'occhio poteva appena penetrare.\nAttraverso questa fessura si intravedeva una piccola stanza, imbiancata e pulita, ma molto spoglia di mobili.\nma molto spoglia di mobili. In un angolo, vicino a un piccolo fuoco, era seduto un\nvecchio, che appoggiava la testa sulle mani in atteggiamento sconsolato. La\ngiovane era occupata a sistemare la casetta; ma di l\u00ec a poco tir\u00f2 fuori qualcosa da un cassetto.\nprese qualcosa da un cassetto, che le occupava le mani, e si sedette accanto al vecchio, il quale\naccanto al vecchio, il quale, preso uno strumento, inizi\u00f2 a suonare e a produrre\ne a produrre suoni pi\u00f9 dolci della voce del tordo o dell'usignolo.\nusignolo. Era uno spettacolo incantevole, anche per me, povero disgraziato che non avevo mai visto\nche non aveva mai visto nulla di bello prima. I capelli d'argento e il volto benevolo\ndell'anziano contadino conquistarono la mia riverenza, mentre i modi gentili della ragazza\nmaniere gentili della ragazza attirarono il mio amore. Suon\u00f2 un'aria dolcemente luttuosa\nche, a quanto ho capito, ha fatto uscire le lacrime dagli occhi della sua amabile compagna.\nche il vecchio non se ne accorse, finch\u00e9 lei non singhiozz\u00f2 in modo udibile; allora pronunci\u00f2 qualche suono e\npronunci\u00f2 alcuni suoni e la bella creatura, lasciando il suo lavoro, si inginocchi\u00f2 ai suoi piedi.\nai suoi piedi. Lui la sollev\u00f2 e le sorrise con una tale gentilezza e affetto che\nche provai sensazioni di natura peculiare e opprimente, un misto di dolore e piacere.\nun misto di dolore e piacere, come non avevo mai provato prima,\nn\u00e9 per la fame n\u00e9 per il freddo, n\u00e9 per il calore n\u00e9 per il cibo; e mi allontanai dalla finestra, incapace di sopportare queste emozioni.\ndalla finestra, incapace di sopportare queste emozioni.\n\n Poco dopo il giovane torn\u00f2, portando sulle spalle un carico di legna.\ncarico di legna. La ragazza lo accolse sulla porta, lo aiut\u00f2 a liberarlo dal suo\ne port\u00f2 un po' di combustibile nella casetta e lo mise sul fuoco; poi lei e il giovane si divisero in un angolo della casa.\nPoi lei e il giovane si appartarono in un angolo della casa,\ne lui le mostr\u00f2 una grossa pagnotta e un pezzo di formaggio. Lei sembr\u00f2 soddisfatta\nSembrava soddisfatta e and\u00f2 in giardino a prendere radici e piante, che mise in acqua e poi\nche mise nell'acqua e poi sul fuoco. Poi continu\u00f2 il suo\nlavoro, mentre il giovane and\u00f2 in giardino e sembr\u00f2 occupato\na scavare e a tirare fuori le radici. Dopo circa un'ora di lavoro\ndopo circa un'ora, la giovane donna lo raggiunse ed entrarono insieme nella casa.\ncasetta insieme.\n\n Nel frattempo il vecchio era rimasto pensieroso, ma all'apparire dei suoi compagni assunse un'aria pi\u00f9 allegra.\ndei suoi compagni assunse un'aria pi\u00f9 allegra e si sedettero a mangiare.\nmangiare. Il pasto fu consumato rapidamente. La giovane donna era di nuovo\noccupata a sistemare la casetta, il vecchio passeggi\u00f2 davanti al\ncasetta al sole per qualche minuto, appoggiandosi al braccio del giovane.\nNulla poteva superare in bellezza il contrasto tra queste due eccellenti creature.\ncreature eccellenti. L'uno era vecchio, con i capelli d'argento e un volto raggiante di\ndi benevolenza e di amore; il pi\u00f9 giovane era esile e grazioso nella sua\nfigura e i suoi lineamenti erano modellati con la massima simmetria, ma i suoi occhi e il suo atteggiamento esprimevano la massima tristezza\nocchi e l'atteggiamento esprimevano la massima tristezza e sconforto. Il\nvecchio torn\u00f2 al casolare e il giovane, con strumenti diversi da quelli che aveva usato la mattina\ndiversi da quelli che aveva usato la mattina, diresse i suoi passi attraverso i campi.\ncampi.\n\n La notte cal\u00f2 rapidamente, ma con mia estrema meraviglia scoprii che i contadini avevano un mezzo per prolungare la luce con l'uso di ceri.\nche i contadini avevano un mezzo per prolungare la luce con l'uso di ceri, e fui felice di scoprire che il tramonto del sole non poneva fine al\ncon piacere che il tramonto del sole non metteva fine al piacere\npiacere di osservare i miei vicini umani. La sera\nla giovane ragazza e la sua compagna erano impegnate in varie occupazioni\nche non capivo; e il vecchio riprese lo strumento che produceva i suoni\nstrumento che produceva i suoni divini che mi avevano incantato la mattina.\nmattina. Non appena ebbe finito, il giovane inizi\u00f2 non a suonare, ma a pronunciare suoni monotoni,\nma a emettere suoni monotoni, che non assomigliavano n\u00e9 all'armonia dello strumento del vecchio n\u00e9\nn\u00e9 all'armonia dello strumento del vecchio, n\u00e9 al canto degli uccelli.\nscoprii che leggeva ad alta voce, ma a quel tempo non sapevo nulla della\nscienza delle parole e delle lettere.\n\n La famiglia, dopo essere stata occupata per un breve periodo,\nspense le luci e si ritir\u00f2, come ipotizzai, per riposare.\n\n\n\n\nCapitolo 12\n\n\n Mi sdraiai sulla mia paglia, ma non riuscivo a dormire. Pensavo agli\navvenimenti della giornata. La cosa che mi colp\u00ec di pi\u00f9 furono i modi gentili\ndi queste persone, e desideravo unirmi a loro, ma non osavo. I\ntroppo bene il trattamento che avevo subito la notte precedente da parte dei\ndai barbari abitanti del villaggio e decisi che, qualunque fosse stata la mia linea di condotta\ndi condotta che avrei ritenuto opportuno seguire in futuro, per il momento sarei rimasta\nper il momento sarei rimasto tranquillamente nel mio tugurio, osservando e cercando di scoprire le\nmotivi che influenzavano le loro azioni.\n\n La mattina seguente i contadini si alzarono prima del sole. La giovane donna\nsistem\u00f2 la casa e prepar\u00f2 il cibo, e il giovane part\u00ec dopo il primo pasto.\ndopo il primo pasto.\n\n La giornata trascorse con la stessa routine di quella precedente.\nIl giovane era costantemente occupato all'esterno e la ragazza in\nvarie occupazioni laboriose all'interno. Il vecchio, che presto capii essere cieco\nche presto capii essere cieco, impiegava le sue ore di svago con il suo strumento o in\nin contemplazione. Niente poteva superare l'amore e il rispetto che i\ngiovani abitanti della casa verso il loro venerabile compagno. Eseguivano\nogni piccolo ufficio di affetto e di dovere con gentilezza, ed egli ricompensava\ncon dolcezza, ed egli li ricompensava con i suoi sorrisi benevoli.\n\n Non erano del tutto felici. Il giovane e il suo compagno spesso\nsi allontanavano e sembravano piangere. Non vedevo alcun motivo per la loro infelicit\u00e0,\nma ne fui profondamente colpito. Se creature cos\u00ec belle erano\nmiserabili, era meno strano che io, un essere imperfetto e solitario,\nessere miserabile. Ma perch\u00e9 questi esseri gentili erano infelici? Essi\npossedevano una casa deliziosa (perch\u00e9 tale era ai miei occhi) e ogni\nlusso; avevano un fuoco che li riscaldava quando erano infreddoliti e deliziose vivande\nquando erano infreddoliti e deliziosi cibi quando erano affamati; erano vestiti con abiti eccellenti e, ancora di pi\u00f9,\nsi godevano la compagnia e la parola l'un l'altro, scambiandosi ogni giorno\nsguardi di affetto e gentilezza. Che cosa significavano le loro lacrime? Esprimevano davvero\nesprimevano davvero dolore? All'inizio non riuscivo a risolvere queste domande,\nma l'attenzione costante e il tempo mi hanno spiegato molte apparenze che\nprima enigmatiche.\n\n Trascorse un periodo considerevole prima che scoprissi una delle cause di\ndisagio di questa amabile famiglia: era la povert\u00e0, e loro soffrivano di questo\nsoffrivano di questo male in misura molto penosa. Il loro nutrimento\nconsisteva interamente nelle verdure dell'orto e nel latte di una mucca che\nuna mucca, che dava pochissimo durante l'inverno, quando i suoi padroni\npotevano a malapena procurarsi il cibo per sostenerla. Spesso, credo,\nsoffrissero molto i morsi della fame, soprattutto i due\npi\u00f9 giovani, perch\u00e9 pi\u00f9 volte misero del cibo davanti al vecchio quando\nvecchio quando non ne avevano riservato per s\u00e9.\n\n Questo tratto di gentilezza mi commosse sensibilmente. Ero abituato,\ndurante la notte, di rubare una parte delle loro provviste per il mio\nma quando mi accorsi che cos\u00ec facendo infliggevo dolore agli abitanti della\ndi dolore ai contadini, me ne astenni e mi accontentai di bacche, noci e radici che raccoglievo\nradici che raccoglievo in un bosco vicino.\n\n Ho scoperto anche un altro mezzo attraverso il quale ho potuto aiutare\nil loro lavoro. Mi accorsi che i giovani trascorrevano gran parte della giornata\na raccogliere la legna per il fuoco di famiglia, e durante la notte spesso prendevo i suoi attrezzi\nspesso prendevo i suoi attrezzi, di cui scoprii rapidamente l'uso, e portai a casa\ne portai a casa una quantit\u00e0 di legna sufficiente per il consumo di diversi giorni.\n\n Ricordo che la prima volta che lo feci, la giovane donna, quando apr\u00ec la porta al mattino, rimase molto stupita nel vedere una grande\nmattina, quando apr\u00ec la porta, apparve molto meravigliata nel vedere una grande\nuna grande catasta di legna all'esterno. Pronunci\u00f2 alcune parole a voce alta e il giovane si un\u00ec a lei, esprimendo anch'egli sorpresa.\ngiovane si un\u00ec a lei e anch'egli si mostr\u00f2 sorpreso. Osservai, con piacere,\nche quel giorno non and\u00f2 nella foresta, ma lo pass\u00f2 a riparare la casa e a coltivare il giardino.\ncasetta e a coltivare il giardino.\n\n A poco a poco ho fatto una scoperta ancora pi\u00f9 importante. Ho scoperto che\nche queste persone possedevano un metodo per comunicare le loro esperienze e i loro\nsentimenti l'uno all'altro attraverso suoni articolati. Ho percepito che le parole\nche le parole che pronunciavano a volte producevano piacere o dolore, sorriso o tristezza, nelle\nnelle menti e nei volti degli ascoltatori. Questa era davvero una scienza divina,\ne desideravo ardentemente conoscerla. Ma ogni tentativo che feci a questo scopo\nogni tentativo che feci a questo scopo. La loro pronuncia era rapida e\nle parole che pronunciavano, non avendo alcun legame apparente con gli oggetti\noggetti visibili, non riuscivo a trovare alcun indizio che mi permettesse di svelare il mistero del loro riferimento.\nmistero del loro riferimento. Con grande impegno, tuttavia, e dopo essere\ndopo essere rimasto per diverse rivoluzioni della luna nel mio tugurio, scoprii i nomi che erano stati dati ad alcuni\nscoprii i nomi che venivano dati ad alcuni degli oggetti pi\u00f9 familiari del discorso.\ndi discorso pi\u00f9 familiari; imparai e applicai le parole _fuoco, latte, pane_ e _legno_.\nImparai anche i nomi degli stessi abitanti della casa. Il giovane\nIl giovane e il suo compagno avevano ciascuno diversi nomi, ma il vecchio ne aveva uno solo, che era _padre_.\nLa ragazza si chiamava _sorella_ o _Agatha_, e il vecchio ne aveva uno solo, che era _padre_.\nLa ragazza era chiamata _sorella_ o _Agata_, e il giovane _Felix, fratello_ o _figlio_. Non posso\nNon posso descrivere la gioia che provai quando imparai le idee appropriate a ciascuno di questi suoni e riuscii a pronunciare\nquesti suoni e fui in grado di pronunciarli. Ho distinto molte altre\nparole senza essere ancora in grado di comprenderle o applicarle, come _buono,\ncarissimo, infelice._\n\n Ho trascorso l'inverno in questo modo. I modi gentili e la bellezza dei\ndei contadini mi piacevano molto; quando erano infelici, mi sentivo depresso; quando si rallegravano, partecipavo alle loro gioie.\nquando erano infelici, mi sentivo depresso; quando si rallegravano, partecipavo alle loro gioie. Vedevo pochi\npochi esseri umani oltre a loro, e se qualcuno entrava nel cottage, i loro modi duri\ncasetta, i loro modi duri e l'andatura sgarbata non facevano altro che esaltare per me le\nsuperiori dei miei amici. Il vecchio, come potevo percepire,\nspesso si sforzava di incoraggiare i suoi figli, come a volte scoprivo che li\nli chiamava, a liberarsi dalla malinconia. Parlava con un accento\naccento allegro, con un'espressione di bont\u00e0 che dava piacere\nanche a me. Agata ascoltava con rispetto, i suoi occhi a volte si riempivano di lacrime, che si sforzava di\ndi lacrime, che si sforzava di asciugare senza farsi notare; ma in genere mi accorgevo che il suo\nche il suo volto e il suo tono erano pi\u00f9 allegri dopo che\ndopo aver ascoltato le esortazioni del padre. Non era cos\u00ec\ncon Felix. Era sempre il pi\u00f9 triste del gruppo e, anche ai miei sensi poco allenati, sembrava\nsensi non esperti, sembrava aver sofferto pi\u00f9 profondamente dei suoi amici.\namici. Ma se il suo volto era pi\u00f9 addolorato, la sua voce era pi\u00f9\nallegra di quella della sorella, soprattutto quando si rivolgeva al vecchio.\nvecchio.\n\n Potrei citare innumerevoli casi che, anche se lievi, hanno segnato le\nle disposizioni di questi amabili abitanti. In mezzo alla povert\u00e0 e alla miseria\npovert\u00e0 e povert\u00e0, Felix portava con piacere a sua sorella il primo piccolo\nfiore bianco che faceva capolino da sotto il terreno innevato. La mattina presto\nmattina presto, prima che lei si alzasse, egli toglieva la neve che\nche le ostruiva il cammino verso la lattaia, attingeva l'acqua dal pozzo e portava la legna dalla stalla.\ne portava la legna dalla dependance, dove, con perenne stupore, trovava la sua scorta di legna.\nstupore, trovava la sua scorta sempre rifornita da una mano invisibile.\nmano invisibile. Durante il giorno, credo, lavorava a volte per un contadino vicino, perch\u00e9 spesso andava a\ncontadino vicino, perch\u00e9 spesso usciva e non tornava prima di cena,\ne non portava con s\u00e9 la legna. Altre volte lavorava in giardino,\nma, dato che nella stagione del gelo c'era poco da fare, leggeva al vecchio e ad Agata.\nvecchio e ad Agata.\n\n All'inizio questa lettura mi aveva lasciato molto perplesso, ma a poco a poco avevo scoperto che\nscoprii che quando leggeva emetteva molti degli stessi suoni di quando\nquando parlava. Ho ipotizzato, quindi, che trovasse sulla carta i segni di un discorso che capiva.\nsegni di parola che capiva, e io desideravo ardentemente capire anche questi; ma come era possibile?\nma come era possibile, se non capivo nemmeno i suoni per i quali\ni suoni per i quali erano segni? Tuttavia, migliorai\nsensibilmente in questa scienza, ma non abbastanza da poter seguire qualsiasi tipo di\nconversazione, anche se mi applicavo con tutta la mia mente a questo sforzo, perch\u00e9\npercepivo facilmente che, sebbene desiderassi ardentemente di scoprirmi ai\nai contadini, non avrei dovuto fare questo tentativo se non avessi prima imparato la loro lingua.\nprima di aver imparato la loro lingua, conoscenza che mi avrebbe permesso di far loro\nla deformit\u00e0 della mia figura, perch\u00e9 anche il contrasto con la\ncontrasto che si presentava continuamente ai miei occhi mi aveva fatto conoscere.\n\n Avevo ammirato le forme perfette dei miei abitanti, la loro grazia, bellezza e carnagione delicata,\ne le carnagioni delicate; ma come mi sono spaventata quando mi sono vista\nin una piscina trasparente! All'inizio indietreggiai, non riuscendo a credere che\nche ero proprio io ad essere riflesso nello specchio; e quando mi convinsi che ero in realt\u00e0\npienamente convinto di essere in realt\u00e0 il mostro che sono, sono stato\ndi essere il mostro che sono, fui pervaso dalle pi\u00f9 amare sensazioni di sconforto e mortificazione.\nAhim\u00e8! non conoscevo ancora del tutto gli effetti fatali di questa miserabile\ndeformit\u00e0.\n\n Quando il sole divenne pi\u00f9 caldo e la luce del giorno pi\u00f9 lunga, la neve spar\u00ec\nsvan\u00ec e vidi gli alberi spogli e la terra nera. Da quel momento\nFelix fu pi\u00f9 occupato e i segnali commoventi dell'imminente carestia scomparvero.\ndi carestia imminente scomparvero. Il loro cibo, come scoprii in seguito, era\ncome scoprii in seguito, era grossolano, ma salutare e se ne procuravano a sufficienza.\nNell'orto spuntarono diversi nuovi tipi di piante, che vestivano.\ne questi segni di benessere aumentavano di giorno in giorno con l'avanzare della stagione.\nstagione.\n\n Il vecchio, appoggiandosi al figlio, camminava ogni giorno a mezzogiorno, quando non pioveva, come si diceva quando il cielo riversava le sue\nquando non pioveva, come ho scoperto che veniva chiamato quando il cielo\nacque. Questo accadeva spesso, ma un vento forte asciugava rapidamente la terra e la stagione diventava molto pi\u00f9 piacevole di quanto\nun vento forte asciugava rapidamente la terra e la stagione diventava molto pi\u00f9 piacevole di quanto non fosse stata.\n\n Il mio modo di vivere nel mio tugurio era uniforme. Durante la mattina\nDurante la mattinata assistevo ai movimenti dei contadini e, quando questi si disperdevano in\ndiverse occupazioni, dormivo; il resto della giornata lo passavo a\nosservare i miei amici. Quando si ritiravano a riposare, se c'era la luna o se la notte era illuminata dalle stelle.\nluna o la notte era illuminata dalle stelle, andavo nel bosco e raccoglievo il mio cibo e il combustibile per il cottage.\ncibo e combustibile per la casetta. Quando tornavo, ogni volta che era\nnecessario, sgombravo il loro sentiero dalla neve e svolgevo quegli\nche avevo visto fare da Felix. In seguito scoprii che queste\nlavoro, eseguito da una mano invisibile, li stupiva molto; e\nuna o due volte li sentii pronunciare, in queste occasioni, le parole _buono spirito, meraviglioso\nspirito, meraviglioso_; ma allora non capivo il significato di questi termini.\ndi questi termini.\n\n I miei pensieri divennero ora pi\u00f9 attivi e desideravo scoprire le motivazioni e i sentimenti di queste\nmotivazioni e i sentimenti di queste adorabili creature; ero curioso di sapere perch\u00e9\nsapere perch\u00e9 Felix apparisse cos\u00ec infelice e Agatha cos\u00ec triste. Pensai\n(sciocco disgraziato!) che potesse essere in mio potere restituire la felicit\u00e0 a queste\nqueste persone meritevoli. Quando dormivo o ero assente, le forme del venerabile padre cieco, della\nvenerabile padre cieco, della gentile Agata e dell'eccellente Felix\nmi passavano davanti. Li guardavo come esseri superiori che sarebbero stati\nche sarebbero stati gli arbitri del mio destino futuro. Ho immaginato mille immagini di presentarmi a loro, di\nmille immagini di come mi sarei presentato a loro e di come mi avrebbero accolto.\ndi me. Immaginavo che sarebbero stati disgustati, finch\u00e9, con il mio contegno gentile e le mie parole\ncontegno e parole concilianti, avrei conquistato prima il loro favore e poi\npoi il loro amore.\n\n Questi pensieri mi hanno esaltato e mi hanno portato ad applicarmi con nuovo ardore all'acquisizione dell'arte del linguaggio.\nall'acquisizione dell'arte del linguaggio. I miei organi erano s\u00ec duri, ma\nduttili; e bench\u00e9 la mia voce fosse molto diversa dalla morbida musica dei loro\ntoni, tuttavia pronunciavo le parole che capivo con tollerabile facilit\u00e0.\nEra come l'asino e il cagnolino; ma sicuramente l'asino gentile, le cui intenzioni erano affettuose, anche se il suo\nintenzioni erano affettuose, anche se i suoi modi erano rudi, meritava\nun trattamento migliore dei colpi e delle esecrazioni.\n\n Le piacevoli piogge e il calore geniale della primavera hanno modificato notevolmente l'aspetto della terra.\naspetto della terra. Gli uomini che prima di questo cambiamento sembravano\nnascosti nelle caverne si dispersero e si dedicarono a varie arti di\ncoltivazione. Gli uccelli cantavano con note pi\u00f9 allegre e le foglie cominciavano a germogliare sugli alberi.\ncominciarono a germogliare sugli alberi. Terra felice, felice! Abitazione adatta\nper gli d\u00e8i, che fino a poco tempo prima era desolata, umida e\nmalsano. Il mio spirito era elevato dall'incantevole aspetto della natura.\nnatura; il passato era cancellato dalla mia memoria, il presente era tranquillo,\ne il futuro era dorato da luminosi raggi di speranza e da anticipazioni di gioia.\n\n\n\n\nCapitolo 13\n\n\n Passo ora alla parte pi\u00f9 commovente della mia storia. Racconter\u00f2\neventi che mi hanno colpito con sentimenti che, da quello che ero,\nmi hanno reso ci\u00f2 che sono.\n\n La primavera avanzava rapidamente; il tempo diventava bello e il cielo\nnuvoloso. Mi sorprese il fatto che ci\u00f2 che prima era deserto e tetro\nfiorisse ora con i fiori e la verdura pi\u00f9 belli. I miei\nsensi erano appagati e rinfrescati da mille profumi di delizia e da mille scorci di bellezza.\nmille scorci di bellezza.\n\n Fu in uno di questi giorni, quando i miei contadini si riposavano periodicamente dal lavoro.\ndal lavoro, il vecchio suonava la sua chitarra e i bambini lo ascoltavano.\nche osservai che il volto di Felix era malinconico al di l\u00e0 di ogni espressione.\nFelix era malinconico al di l\u00e0 di ogni espressione; sospirava spesso, e una volta suo padre\nuna volta suo padre fece una pausa nella sua musica, e dal suo modo di fare ipotizzai che chiedesse\nla causa del dolore del figlio. Felix rispose con un accento allegro e il vecchio\nil vecchio stava riprendendo la sua musica quando qualcuno batt\u00e9 alla porta.\n\n Si trattava di una signora a cavallo, accompagnata da un contadino come guida.\nLa signora era vestita con un abito scuro e coperta da uno spesso velo nero.\nvelo nero. Agatha fece una domanda, alla quale la sconosciuta rispose solo\npronunciare, con un dolce accento, il nome di Felix. La sua voce era\nmusicale, ma diversa da quella dei miei amici. All'udire questa parola,\nFelix si avvicin\u00f2 frettolosamente alla signora, la quale, quando lo vide, si alz\u00f2 il velo\nvelo e vidi un volto di bellezza ed espressione angelica. I suoi\ncapelli di un nero corvino lucente e curiosamente intrecciati; gli occhi scuri, ma gentili, anche se animati.\nscuri, ma gentili, anche se animati; i suoi lineamenti di proporzione regolare e la sua carnagione\nproporzioni regolari, e la carnagione meravigliosamente chiara, con ogni guancia tinta di\ndi un bel rosa.\n\n Felix sembr\u00f2 estasiato dalla gioia quando la vide, ogni tratto di dolore spar\u00ec dal suo volto e\nogni tratto di tristezza \u00e8 scomparso dal suo volto, che ha immediatamente espresso un grado di\ngioia estatica di cui difficilmente l'avrei creduto capace; i suoi occhi scintillavano e le sue guance arrossavano di piacere.\nocchi scintillavano, mentre la sua guancia arrossiva di piacere; e in quel momento lo ritenni\nin quel momento lo ritenevo bello quanto la sconosciuta. Lei sembrava affetta da\ndiversi sentimenti; asciugando qualche lacrima dai suoi begli occhi, tese la mano a Felix, il quale\nmano a Felix, che la baci\u00f2 estasiato e la chiam\u00f2, per quanto potessi distinguere, la sua dolce\nper quanto possibile, la sua dolce araba. Lei non sembr\u00f2 capirlo\nnon sembr\u00f2 capirlo, ma sorrise. Lui la aiut\u00f2 a smontare e\ne, congedando la sua guida, la condusse nel cottage. Si svolse una conversazione\nconversazione tra lui e il padre, e il giovane straniero si inginocchi\u00f2 ai piedi del vecchio\ngiovane straniera si inginocchi\u00f2 ai piedi del vecchio e avrebbe voluto baciargli la mano,\nma lui la sollev\u00f2 e l'abbracci\u00f2 affettuosamente.\n\n Ben presto mi resi conto che, sebbene la straniera emettesse suoni articolati\ne sembrasse avere un linguaggio proprio, non era compresa n\u00e9\nn\u00e9 lei stessa capiva i contadini. Fecero molti segni che io\nnon comprendevo, ma vidi che la sua presenza diffondeva allegria\nnel casolare, dissipando il loro dolore come il sole dissipa le nebbie del\nnebbie del mattino. Felix sembrava particolarmente felice e con un sorriso di\ndi gioia accolse il suo arabo. Agatha, la sempre gentile Agatha, baci\u00f2 le mani del bel\nle mani dell'adorabile straniero e, indicando il fratello, fece dei segni che mi sembrarono\nsegni che mi sembravano significare che lui era stato triste fino al suo arrivo.\narrivo di lei. Passarono cos\u00ec alcune ore, mentre loro, con i loro volti, esprimevano gioia, la cui causa mi sembr\u00f2 essere il dolore,\nesprimevano una gioia di cui non comprendevo la causa. Presto scoprii\ndal frequente ripetersi di qualche suono che la straniera\nche la straniera ripeteva dopo di loro, che stava cercando di imparare la loro lingua;\ne mi venne subito l'idea di usare le stesse istruzioni per lo stesso scopo.\nistruzioni per raggiungere lo stesso scopo. La straniera impar\u00f2 circa venti\nparole alla prima lezione; la maggior parte di esse, in effetti, erano quelle che avevo gi\u00e0 capito\nprima di capirle, ma le altre mi sono servite.\n\n Sul far della sera, Agata e l'arabo si ritirarono presto. Quando si separarono\nsi separarono, Felix baci\u00f2 la mano dello straniero e disse: \"Buonanotte, dolce Safie\".\ndolce Safie.  Rimase in piedi ancora a lungo, conversando con suo padre e\ndalla frequente ripetizione del nome di lei, ho ipotizzato che la loro bella\nospite fosse l'argomento della loro conversazione. Desideravo ardentemente capire\nardentemente di capirli, e piegai ogni facolt\u00e0 a questo scopo, ma trovai\nimpossibile.\n\n Il mattino seguente Felix si mise al lavoro e, dopo aver terminato le solite occupazioni di Agatha, l'arabo si sedette ai piedi della casa.\nAgatha, l'arabo si sedette ai piedi del vecchio e, prendendo la chitarra, suon\u00f2 alcune arie cos\u00ec affascinanti\nvecchio e, prendendo la chitarra, suon\u00f2 alcune arie cos\u00ec affascinanti\nbelle che mi strapparono subito lacrime di dolore e di gioia.\nocchi. Cant\u00f2, e la sua voce flu\u00ec in una ricca cadenza, gonfiandosi o spegnendosi come un usignolo di\ncome un usignolo dei boschi.\n\n Quando ebbe finito, diede la chitarra ad Agatha, che all'inizio la rifiut\u00f2.\nrifiutarla. Suon\u00f2 una semplice aria e la sua voce la accompagn\u00f2 con\ncon accenti dolci, ma diversi dal meraviglioso ritmo dello straniero. Il vecchio\nuomo sembr\u00f2 estasiato e disse alcune parole che Agatha cerc\u00f2 di spiegare a Safie e con le quali\ndi spiegare a Safie, e con le quali sembrava voler esprimere che lei\ngli aveva donato il massimo piacere con la sua musica.\n\n I giorni trascorrevano ormai tranquilli come prima, con l'unica modifica\nche la gioia aveva preso il posto della tristezza nei volti dei miei amici.\nSafie era sempre allegra e felice; io e lei migliorammo rapidamente nella conoscenza della lingua, tanto che in due mesi cominciai a capire la maggior parte delle cose.\nconoscenza della lingua, tanto che in due mesi cominciai a comprendere la maggior parte delle parole\ndelle parole pronunciate dai miei protettori.\n\n Nel frattempo anche il terreno nero si era ricoperto di erba e le\nle verdi rive di innumerevoli fiori, dolci al profumo e alla vista, stelle di un pallido splendore\ne agli occhi, stelle di pallido splendore tra i boschi lunari;\nil sole diventava pi\u00f9 caldo, le notti chiare e miti; e le mie passeggiate notturne erano\nnotturno erano un piacere estremo per me, anche se erano considerevolmente\nerano notevolmente abbreviate dal tardo tramonto e dal primo sorgere del sole, perch\u00e9 non mi avventuravo mai\nnon mi avventuravo mai di giorno, temendo di ricevere lo stesso trattamento\ntrattamento che avevo subito nel primo villaggio in cui ero entrato.\n\n I miei giorni sono stati trascorsi con grande attenzione, per poter padroneggiare pi\u00f9 rapidamente la lingua.\nlingua; e posso vantarmi di essere migliorato pi\u00f9 rapidamente dell'arabo che\ndell'arabo, che capiva pochissimo e conversava con accenti\naccenti spezzati, mentre io comprendevo e riuscivo a imitare quasi tutte le parole che\nche veniva pronunciata.\n\n Mentre miglioravo nel parlare, imparavo anche la scienza delle lettere come\ncome veniva insegnata agli stranieri, e questo mi ha aperto un ampio campo di\ndi meraviglia e di piacere.\n\n Il libro da cui Felix istru\u00ec Safie fu _Ruins of Empires_ di Volney.\ndegli Imperi_. Non avrei capito il senso di questo libro se Felix, leggendolo, non avesse dato spiegazioni molto dettagliate.\nFelix, leggendolo, non avesse dato spiegazioni molto dettagliate. Aveva scelto quest'opera\naveva scelto quest'opera, disse, perch\u00e9 lo stile declamatorio era stato concepito a imitazione degli autori orientali.\nautori orientali. Grazie a quest'opera ho ottenuto una conoscenza sommaria della storia\ne una visione dei diversi imperi attualmente esistenti nel mondo; mi ha dato un'idea delle maniere\nmi ha permesso di conoscere le maniere, i governi e le religioni delle diverse nazioni della terra.\nnazioni della terra. Ho sentito parlare dei pigri asiatici, dello stupendo genio e dell'attivit\u00e0 mentale dei greci.\ngenio e dell'attivit\u00e0 mentale dei Greci, delle guerre e delle meravigliose virt\u00f9\ndei primi Romani, della loro successiva degenerazione, del declino di quel potente impero, del\ndel declino di quel potente impero, della cavalleria, del cristianesimo e dei re. Ho sentito parlare\ndella scoperta dell'emisfero americano e ho pianto con Safie per lo sfortunato destino dei suoi abitanti originari.\ndestino sfortunato dei suoi abitanti originari.\n\n Queste meravigliose narrazioni mi hanno ispirato strane sensazioni. L'uomo era\nl'uomo, davvero, allo stesso tempo cos\u00ec potente, cos\u00ec virtuoso e magnifico, eppure cos\u00ec\nvizioso e meschino? Sembrava un tempo un mero rampollo del principio malvagio e un altro\nprincipio malvagio e in un altro momento come tutto ci\u00f2 che si pu\u00f2 concepire di nobile e di\nnobile e divino. Essere un uomo grande e virtuoso appariva come il pi\u00f9 alto onore\nche possa capitare a un essere sensibile; essere meschino e vizioso, come molti sono stati\ncome molti nella storia sono stati, appariva la pi\u00f9 bassa degradazione, una condizione pi\u00f9\npi\u00f9 abietta di quella della talpa cieca o del verme innocuo. Per molto tempo\nnon riuscivo a concepire come un uomo potesse arrivare a uccidere un suo simile, e neppure\no perch\u00e9 esistessero leggi e governi; ma quando sentivo parlare di vizi e spargimenti di sangue, la mia meraviglia\nvizio e di spargimento di sangue, la mia meraviglia cessava e mi allontanavo con disgusto e\ndisgusto.\n\n Ogni conversazione dei contadini mi apriva nuove meraviglie.\nMentre ascoltavo le istruzioni che Felix dava all'arabo, mi veniva spiegato lo strano sistema della societ\u00e0 umana.\narabo, mi veniva spiegato lo strano sistema della societ\u00e0 umana. I\ndivisioni di propriet\u00e0, di immense ricchezze e di squallide povert\u00e0, di rango, di discendenza, di\npovert\u00e0, di rango, discendenza e sangue nobile.\n\n Le parole mi hanno indotto a rivolgermi verso me stesso. Ho imparato che i\npi\u00f9 stimati dai tuoi simili erano l'alta e\ndiscendenza incontaminata unita alle ricchezze. Un uomo poteva essere rispettato con\nuno solo di questi vantaggi, ma senza nessuno dei due era considerato,\nsenza l'uno o l'altro vantaggio era considerato, salvo rari casi, un vagabondo e uno schiavo, destinato a\na sprecare i suoi poteri per il profitto di pochi eletti! E io cosa ero? Della\ndella mia creazione e del mio creatore ero assolutamente ignaro, ma sapevo di non possedere\nnon possedevo n\u00e9 denaro, n\u00e9 amici, n\u00e9 alcun tipo di propriet\u00e0. Inoltre, ero\nuna figura orrendamente deforme e ripugnante; non ero nemmeno della stessa\ndella stessa natura dell'uomo. Ero pi\u00f9 agile di loro e potevo\npi\u00f9 agile di loro e potevo vivere con un'alimentazione pi\u00f9 grossolana; sopportavo gli estremi del caldo e del freddo con\nmeno danni alla mia struttura; la mia statura superava di gran lunga la loro. Quando mi guardavo\nintorno non vedevo e sentivo nessuno come me. Ero dunque un mostro, una macchia sulla terra, da cui tutti gli uomini\nsulla terra, da cui tutti gli uomini fuggivano e che tutti gli uomini disconoscevano?\n\n Non posso descrivervi lo strazio che queste riflessioni mi infliggevano.\nHo cercato di dissiparle, ma il dolore non ha fatto altro che aumentare con la\nconoscenza. Oh, se fossi rimasto per sempre nel mio bosco natio, non avessi conosciuto\nconosciuto e provato oltre alle sensazioni di fame, sete e calore!\n\n Che strana natura ha la conoscenza! Si aggrappa alla mente quando\nuna volta afferrata, come un lichene sulla roccia. A volte ho desiderato di\nscrollarmi di dosso ogni pensiero e sentimento, ma ho imparato che c'era solo un\nper superare la sensazione di dolore, ed era la morte.\nuno stato che temevo ma che non capivo. Ammiravo la virt\u00f9 e i buoni\ne i buoni sentimenti e amavo le maniere gentili e le qualit\u00e0 amabili dei miei\ndei miei abitanti, ma ero escluso da ogni rapporto con loro, se non attraverso\nse non attraverso mezzi che ottenevo furtivamente, quando ero invisibile e sconosciuto, e che\ne che non soddisfacevano il mio desiderio di diventare uno dei miei simili.\ndi diventare uno dei miei compagni. Le parole gentili di Agata e i sorrisi\nsorrisi animati dell'affascinante araba non facevano per me. Le miti\nesortazioni del vecchio e la vivace conversazione dell'amato Felix non facevano per me.\nFelix non erano per me. Miserabile, infelice disgraziato!\n\n Altri insegnamenti mi hanno colpito ancora pi\u00f9 profondamente. Ho sentito parlare della\ndifferenza dei sessi, della nascita e della crescita dei bambini, di come il padre\ncome il padre si compiaceva dei sorrisi del bambino e delle vivaci\nbambino pi\u00f9 grande, di come tutta la vita e le preoccupazioni della madre fossero avvolte\ncome la mente dei giovani si espandeva e acquisiva conoscenza, di fratelli, sorelle e figli.\nconoscenza, del fratello, della sorella e di tutte le varie relazioni che\nche legano un essere umano all'altro in vincoli reciproci.\n\n Ma dov'erano i miei amici e i miei parenti? Nessun padre aveva vegliato sui miei\ninfanzia, nessuna madre mi aveva benedetto con sorrisi e carezze; o se lo avevano fatto, tutta la mia vita passata era ora una macchia, un vuoto cieco nel quale\nse l'avessero fatto, tutta la mia vita passata era ormai una macchia, un vuoto cieco in cui non\nnon distinguevo nulla. Fin dai miei primi ricordi ero stato come\ndi allora in altezza e proporzioni. Non avevo mai visto un essere che mi assomigliasse\nche mi somigliasse o che pretendesse di avere rapporti con me. Che cosa ero? La\nLa domanda ricorreva di nuovo, per ricevere risposta solo con dei gemiti.\n\n Spiegher\u00f2 presto a che cosa tendevano questi sentimenti, ma permettetemi ora di tornare ai contadini, la cui storia suscit\u00f2 in me tali e tante emozioni.\ndi tornare ai contadini, la cui storia ha suscitato in me vari sentimenti di indignazione, gioia e meraviglia.\nsentimenti di indignazione, di gioia e di meraviglia, ma che si concludevano tutti con\nin un ulteriore amore e venerazione per i miei protettori (perch\u00e9 cos\u00ec amavo, in modo\nun innocente e mezzo doloroso autoinganno, chiamarli).\n\n\n\n\nCapitolo 14\n\n\n Trascorse un po' di tempo prima di conoscere la storia dei miei amici. Era\nche non poteva non imprimersi profondamente nella mia mente, dispiegando\nuna serie di circostanze, ognuna interessante e meravigliosa per un\nper una persona totalmente inesperta come me.\n\n Il nome del vecchio era De Lacey. Discendeva da una buona\nfamiglia in Francia, dove aveva vissuto per molti anni nell'agiatezza,\nrispettato dai suoi superiori e amato dai suoi pari. Suo figlio era stato allevato\nal servizio del suo Paese, e Agatha era stata annoverata tra le dame della pi\u00f9 alta\npi\u00f9 alta distinzione. Pochi mesi prima del mio arrivo avevano vissuto in una citt\u00e0\nuna grande e lussuosa citt\u00e0 chiamata Parigi, circondati da amici e\ndi tutti i piaceri che la virt\u00f9, la raffinatezza dell'intelletto o il gusto\ngusto, accompagnati da una discreta fortuna, potevano permettere.\n\n Il padre di Safie era stato la causa della loro rovina. Era un mercante\nmercante turco e aveva abitato a Parigi per molti anni, quando, per qualche\nper qualche motivo che non ho potuto apprendere, divenne inviso al governo.\nFu catturato e messo in prigione il giorno stesso in cui Safie arriv\u00f2 da Costantinopoli per raggiungerlo.\nCostantinopoli per raggiungerlo. Fu processato e condannato a morte. L'ingiustizia della\nL'ingiustizia della sentenza era molto evidente; tutta Parigi era indignata;\ne si giudic\u00f2 che la sua religione e la sua ricchezza, piuttosto che il crimine\nche il crimine imputatogli fosse stato la causa della sua condanna.\n\n Felix era stato casualmente presente al processo; il suo orrore e la sua indignazione furono incontrollabili quando sent\u00ec la decisione della\norrore e l'indignazione furono incontrollabili quando sent\u00ec la decisione del tribunale.\ntribunale. Fece, in quel momento, un voto solenne per liberarlo e poi\ne si guard\u00f2 intorno per trovare i mezzi. Dopo molti tentativi infruttuosi di ottenere\ndi accedere alla prigione, trov\u00f2 una finestra con una forte grata in una parte\nuna finestra con una forte inferriata in una parte non sorvegliata dell'edificio, che illuminava la prigione del\nsfortunato maomettano che, carico di catene, attendeva disperato l'esecuzione della barbara sentenza.\nl'esecuzione della barbara sentenza. Felix visit\u00f2 la grata di notte\ne comunic\u00f2 al prigioniero le sue intenzioni in suo favore. Il Turco,\nstupito e compiaciuto, cerc\u00f2 di accendere lo zelo del suo liberatore\ncon promesse di ricompense e ricchezze. Felix respinse le sue offerte con\ncon disprezzo, ma quando vide la bella Safie, che aveva il permesso di visitare il padre e che con i suoi gesti\nsuo padre e che con i suoi gesti esprimeva la sua viva gratitudine, il giovane non pot\u00e9 fare a meno di riconoscere\nnon pot\u00e9 fare a meno di riconoscere nella propria mente che il prigioniero possedeva\nun tesoro che avrebbe pienamente ricompensato la sua fatica e i suoi rischi.\n\n Il Turco si accorse subito dell'impressione che la figlia aveva fatto\nsul cuore di Felix e si sforz\u00f2 di assicurarselo pi\u00f9 completamente nel\ndi lui con la promessa della sua mano, non appena egli\nnon appena fosse stato trasportato in un luogo sicuro. Felix era troppo delicato per\naccettare questa offerta, ma guardava alla probabilit\u00e0 dell'evento come al\nevento come la consumazione della sua felicit\u00e0.\n\n Nei giorni successivi, mentre procedevano i preparativi per la fuga del mercante, lo zelo di Felix fu riscaldato da alcuni\nper la fuga del mercante, lo zelo di Felix fu riscaldato da diverse\nlettere ricevute da questa bella ragazza, che aveva trovato il modo di\ndi esprimere i suoi pensieri nella lingua del suo amante, grazie all'aiuto di un vecchio\nvecchio, un servo di suo padre che capiva il francese. Lo ringraziava nei termini pi\u00f9\ncon i termini pi\u00f9 ardenti per i servizi che intendeva rendere al genitore, e allo stesso tempo\nallo stesso tempo deplorava dolcemente il proprio destino.\n\n Ho le copie di queste lettere, perch\u00e9 durante la mia permanenza nel tugurio ho trovato i mezzi per procurarmi gli strumenti per scrivere.\ndi procurarmi gli strumenti per scrivere; e le lettere erano spesso nelle mani di Felix o Agatha.\nerano spesso nelle mani di Felix o di Agatha. Prima di partire, ve le dar\u00f2.\nprima di partire ve le dar\u00f2; dimostreranno la verit\u00e0 del mio racconto; ma al momento,\npoich\u00e9 il sole \u00e8 gi\u00e0 tramontato, avr\u00f2 solo il tempo di ripetervi la sostanza.\nla sostanza di esse.\n\n Safie raccont\u00f2 che sua madre era un'araba cristiana, catturata e resa schiava dai turchi; raccomandata dalla sua bellezza, aveva conquistato il cuore di\nschiava dai Turchi; raccomandata dalla sua bellezza, aveva conquistato il cuore del padre di Safie, che la spos\u00f2.\npadre di Safie, che la spos\u00f2. La giovane parl\u00f2 in termini elevati ed entusiastici di sua madre, che\nentusiasta di sua madre, che, nata in libert\u00e0, rifiutava la schiavit\u00f9 a cui era ora ridotta.\nschiavit\u00f9 a cui era ora ridotta. Istru\u00ec la figlia nei\ni dogmi della sua religione e le insegn\u00f2 ad aspirare a poteri intellettuali pi\u00f9 elevati e a un'indipendenza di spirito\ndell'intelletto e a un'indipendenza di spirito proibita alle donne seguaci di Maometto.\nseguaci di Maometto. Questa signora mor\u00ec, ma i suoi insegnamenti rimasero indelebilmente\ndi Safie, che si sent\u00ec male alla prospettiva di tornare di nuovo in Asia e di essere\ndi tornare in Asia e di essere rinchiusa tra le mura di un harem,\ndi un harem, con il solo permesso di occuparsi di divertimenti infantili, inadatti al temperamento della sua anima.\nalla tempra del suo animo, ormai abituato a grandi idee e a una nobile\nnobile emulazione per la virt\u00f9. La prospettiva di sposare un cristiano e di\ndi sposare un cristiano e di rimanere in un paese in cui alle donne era consentito\nsociet\u00e0 era incantevole per lei.\n\n Il giorno dell'esecuzione del turco era stato fissato, ma la notte precedente\nprecedente lasci\u00f2 la sua prigione e prima del mattino era lontano\nmolte leghe da Parigi. Felix si era procurato dei passaporti a nome di\npadre, della sorella e di se stesso. Aveva precedentemente comunicato il suo\npiano al primo, il quale contribu\u00ec all'inganno abbandonando la sua casa, con la\ncasa, con la scusa di un viaggio, e si era nascosto, con la figlia, in una zona\nun'oscura zona di Parigi.\n\n Felix condusse i fuggitivi attraverso la Francia fino a Lione e attraverso il Mont Cenis fino a Livorno.\nCenis fino a Livorno, dove il mercante aveva deciso di aspettare un'occasione favorevole per passare\noccasione di passare in qualche parte dei domini turchi.\n\n Safie decise di rimanere con il padre fino al momento della sua partenza.\nPrima di allora il Turco le rinnov\u00f2 la promessa di unirsi al suo liberatore.\ndi unirsi al suo liberatore; e Felix rimase con loro nell'attesa di quell'evento.\nin attesa di quell'evento, e nel frattempo si godeva la compagnia dell'arabo, che si mostrava\ndell'arabo, che mostrava verso di lui l'affetto pi\u00f9 semplice e tenero.\naffetto. Conversavano tra loro per mezzo di un interprete, e a volte con l'interprete\ninterprete, e a volte con l'interpretazione degli sguardi; e Safie\nSafie gli cantava le arie divine del suo paese natale.\n\n Il Turco permise che questa intimit\u00e0 avesse luogo e incoraggi\u00f2 le speranze dei giovani amanti.\ndei giovani amanti, mentre in cuor suo aveva maturato ben altri\npiani. Detestava l'idea che sua figlia si unisse a un cristiano.\ncristiano, ma temeva il risentimento di Felice se fosse apparso\ntiepido, perch\u00e9 sapeva di essere ancora in potere del suo liberatore\nse avesse scelto di tradirlo con lo Stato italiano che\nabitavano. Muoveva mille piani per poter prolungare l'inganno fino a che\nprolungare l'inganno fino a quando non sarebbe stato pi\u00f9 necessario e\nsegretamente di portare con s\u00e9 la figlia quando sarebbe partito. I suoi piani\nfurono facilitati dalle notizie che giungevano da Parigi.\n\n Il governo francese si infuri\u00f2 molto per la fuga della sua vittima e non risparmi\u00f2 sforzi per individuare e punire il suo liberatore.\nvittima e non risparmi\u00f2 sforzi per individuare e punire il suo liberatore. Il complotto di\nIl complotto di Felix fu rapidamente scoperto e De Lacey e Agatha furono\ngettati in prigione. La notizia raggiunse Felix e lo dest\u00f2 dal suo sogno di piacere.\nsogno di piacere. Suo padre, cieco e anziano, e la sua gentile sorella giacevano in una prigione\nin una rumorosa prigione, mentre lui si godeva l'aria libera e la compagnia di colei che amava.\ndi colei che amava. Quest'idea era una tortura per lui. Si accord\u00f2 subito con il turco\ncon il Turco che se quest'ultimo avesse trovato un'occasione favorevole per la fuga\ndi fuga prima che Felix potesse tornare in Italia, Safie sarebbe dovuta rimanere come\nSafie sarebbe rimasta come pensionante in un convento a Livorno; poi, lasciando la bella araba,\nParigi e si consegn\u00f2 alla vendetta della legge, sperando di liberare De Lacey.\nlegge, sperando di liberare De Lacey e Agatha con questo procedimento.\n\n Non ci riusc\u00ec. Rimasero confinati per cinque mesi prima che si svolgesse il\nprocesso, il cui esito li priv\u00f2 della loro fortuna e li condann\u00f2 all'esilio perpetuo dal loro Paese natale.\ne li condann\u00f2 a un esilio perpetuo dal loro Paese natale.\n\n Hanno trovato un misero asilo nel cottage in Germania, dove li ho scoperti.\nli scoprii. Felix apprese presto che l'infido turco, per il quale lui e la sua famiglia avevano sopportato\nper il quale lui e la sua famiglia avevano sopportato una tale inaudita oppressione, scoprendo che il suo\nscoprendo che il suo liberatore era cos\u00ec ridotto in povert\u00e0 e in rovina,\nera diventato un traditore dei buoni sentimenti e dell'onore e aveva abbandonato l'Italia con\nfiglia, inviando a Felix una misera somma di denaro per aiutarlo,\nper aiutarlo, a suo dire, in qualche progetto di mantenimento futuro.\n\n Questi erano gli avvenimenti che tormentavano il cuore di Felix e che lo rendevano\nquando lo vidi per la prima volta, il pi\u00f9 infelice della sua famiglia. Avrebbe potuto sopportare\navrebbe potuto sopportare la povert\u00e0, e finch\u00e9 questa angoscia era stata il memento della sua\nvirt\u00f9, se ne gloriava; ma l'ingratitudine del Turco e la perdita della sua amata Safie\ndell'amata Safie furono disgrazie pi\u00f9 amare e irreparabili. L'arrivo dell'arabo\narrivo dell'arabo infondeva ora nuova vita nella sua anima.\n\n Quando a Livorno giunse la notizia che Felix era stato privato delle sue ricchezze e del suo rango.\ne del rango, il mercante ordin\u00f2 alla figlia di non pensare pi\u00f9 all'amante, ma di prepararsi a tornare in patria.\namante, ma di prepararsi a tornare in patria. La natura generosa\nnatura generosa di Safie fu oltraggiata da questo ordine; cerc\u00f2 di\ndi discutere con il padre, ma questi la lasci\u00f2 con rabbia, ribadendo il suo\ntirannico mandato.\n\n Pochi giorni dopo, il Turco entr\u00f2 nell'appartamento della figlia e le disse frettolosamente che aveva motivo di credere che la sua residenza a Livorno\nche aveva ragione di credere che la sua residenza a Livorno fosse stata divulgata e che sarebbe stato consegnato\nche la sua residenza a Livorno fosse stata divulgata e che sarebbe stato consegnato al governo francese.\ngoverno francese; di conseguenza aveva noleggiato una nave che lo trasportasse a\nCostantinopoli, per la quale sarebbe salpato tra poche ore. Intendeva\nlasciare la figlia sotto le cure di un servo confidenziale, per seguirla a suo piacimento.\ndi un servitore confidenziale, per seguirla a suo piacimento con la maggior parte dei suoi\nbeni, che non erano ancora arrivati a Livorno.\n\n Quando rimase da sola, Safie risolse nella sua mente il piano di condotta che le sarebbe\nche le conveniva seguire in questa situazione di emergenza. Una residenza in Turchia\nTurchia le ripugnava; la sua religione e i suoi sentimenti lo\na questo tipo di soggiorno. Grazie ad alcune carte del padre che le caddero tra le mani, venne a sapere dell'esilio del suo amante.\ndell'esilio del suo amante e apprese il nome del luogo in cui risiedeva.\ndove egli risiedeva. Esit\u00f2 un po', ma alla fine prese la sua decisione.\ndecisione. Portando con s\u00e9 alcuni gioielli che le appartenevano e una\nuna somma di denaro, lasci\u00f2 l'Italia con un attendente, un livornese,\nma che capiva la lingua comune della Turchia, e part\u00ec per la Germania.\nGermania.\n\n Arriv\u00f2 in sicurezza in una citt\u00e0 a circa venti leghe dal cottage di De Lacey, quando il suo attendente si ammal\u00f2 pericolosamente.\nDe Lacey, quando il suo attendente si ammal\u00f2 gravemente. Safie la cur\u00f2\ncon l'affetto pi\u00f9 devoto, ma la povera ragazza mor\u00ec e l'araba fu lasciata sola, senza conoscere la lingua del paese.\nl'arabo rimase solo, senza conoscere la lingua del paese e\ne del tutto ignara dei costumi del mondo. Tuttavia, fin\u00ec in buone mani,\nin buone mani. L'italiano aveva menzionato il nome del luogo verso il quale erano\nche erano diretti e, dopo la sua morte, la donna della casa in cui avevano vissuto\ncasa in cui avevano vissuto si preoccup\u00f2 che Safie arrivasse in sicurezza al\nal cottage del suo amante.\n\n\n\n\nCapitolo 15\n\n\n Questa era la storia dei miei amati contadini. Mi colp\u00ec profondamente.\nImparai, grazie alle visioni della vita sociale che essa svilupp\u00f2, ad ammirare le loro\nle loro virt\u00f9 e a deprecare i vizi del genere umano.\n\n Ancora guardavo al crimine come a un male lontano, la benevolenza e la generosit\u00e0 erano sempre\ngenerosit\u00e0 erano sempre presenti davanti a me, incitando in me il desiderio di diventare\ndi diventare un attore in quella scena movimentata in cui tante qualit\u00e0 ammirevoli\nqualit\u00e0 ammirevoli. Ma nel raccontare i progressi del mio\ndei progressi del mio intelletto, non posso tralasciare una circostanza che si verific\u00f2 all'inizio del mese di agosto.\nall'inizio del mese di agosto dello stesso anno.\n\n Una sera, durante la mia abituale visita al bosco vicino, dove raccoglievo il mio cibo e portavo a casa i proiettili per i miei protettori, trovai su una sedia a rotelle\nraccogliere il mio cibo e portare a casa la carne da sparo per i miei protettori, trovai per terra una valigia di cuoio\nper terra una valigetta di cuoio contenente diversi capi d'abbigliamento e alcuni libri.\nalcuni libri. Afferrai avidamente il premio e tornai con esso alla mia baracca.\nFortunatamente i libri erano scritti nella lingua di cui avevo acquisito gli elementi al cottage.\nche avevo acquisito al cottage; si trattava di _Paradise Lost_, di un volume di _Vite di Plutarco\ndelle Vite di Plutarco e dei _Sorrisi di Werter_. Il possesso di questi\npossesso di questi tesori mi procur\u00f2 un'estrema gioia; ora studiavo ed esercitavo continuamente la mia mente su questi\nstudiando ed esercitando la mia mente su queste storie, mentre i miei amici erano\noccupati nelle loro occupazioni ordinarie.\n\n \u00c8 difficile descrivere l'effetto di questi libri. Hanno prodotto\nun'infinit\u00e0 di immagini e sentimenti nuovi, che a volte mi hanno innalzato\nall'estasi, ma pi\u00f9 spesso mi facevano sprofondare nel pi\u00f9 basso sconforto. In\nI dolori di Werter_, oltre all'interesse della sua storia semplice e\nstoria, vengono discusse cos\u00ec tante opinioni e gettate cos\u00ec tante luci su ci\u00f2 che fino a quel momento\nsu quelli che fino ad allora erano stati per me argomenti oscuri, tanto che vi trovai una fonte inesauribile di\nfonte inesauribile di speculazione e stupore. I modi gentili e\ne domestiche descritte, unite a sentimenti e sentimenti elevati, che avevano per oggetto qualcosa di\nsentimenti, che avevano come oggetto qualcosa di estraneo a se stessi, si accordavano bene con la mia\ncon la mia esperienza tra i miei protettori e con le esigenze che\nche erano sempre vivi nel mio petto. Ma ritenevo Werter stesso un\nun essere pi\u00f9 divino di quanto avessi mai visto o immaginato; il suo carattere\nnon conteneva alcuna pretesa, ma affondava in profondit\u00e0. Le disquisizioni sulla\nmorte e sul suicidio mi riempirono di meraviglia. Non pretendevo di\nnon pretendevo di entrare nel merito del caso, tuttavia propendevo per le\nle opinioni dell'eroe, di cui piangevo l'estinzione senza\ncomprenderla.\n\n Mentre leggevo, tuttavia, ho applicato molto personalmente ai miei sentimenti e alle mie condizioni.\ncondizione. Mi sono trovato simile e allo stesso tempo stranamente\nagli esseri di cui leggevo e di cui ascoltavo le conversazioni.\nascoltato. Li ho simpatizzati e in parte compresi, ma la mia mente non era formata.\nmente non ero formato; non dipendevo da nessuno e non ero in relazione con nessuno.\n Il cammino della mia partenza era libero e non c'era nessuno che si lamentasse della mia\nannientamento. La mia persona era orrenda e la mia statura gigantesca. Che cosa\nsignificato? Chi ero? Che cosa ero? Da dove venivo? Qual era la mia\ndestinazione? Queste domande si ripresentavano continuamente, ma non riuscivo a\nrisolverle.\n\n Il volume delle Vite di Plutarco che possedevo conteneva le storie dei primi fondatori delle antiche repubbliche.\nstorie dei primi fondatori delle antiche repubbliche. Questo libro\nmi fece un effetto ben diverso dai _Sorrisi di Werter_. I\nWerter mi ha insegnato lo sconforto e la cupezza, ma Plutarco mi ha insegnato a pensare in alto.\nPlutarco mi ha insegnato pensieri elevati; mi ha elevato al di sopra della misera sfera delle mie\ndelle mie riflessioni, per ammirare e amare gli eroi delle epoche passate. Molte cose\nmolte cose che lessi superarono la mia comprensione e la mia esperienza. Avevo una conoscenza molto\nconfusa conoscenza di regni, grandi estensioni di paesi, fiumi possenti\ne mari sconfinati. Ma non conoscevo affatto le citt\u00e0 e i grandi assembramenti di uomini.\ngrandi aggregazioni di uomini. La casa dei miei protettori era stata l'unica scuola\nscuola in cui avevo studiato la natura umana, ma questo libro\nquesto libro sviluppava nuove e pi\u00f9 potenti scene d'azione. Ho letto di uomini coinvolti\nnegli affari pubblici, governando o massacrando la loro specie. Sentivo nascere in me il\nil pi\u00f9 grande ardore per la virt\u00f9 e la ripugnanza per il vizio, per quanto\nper quanto comprendevo il significato di questi termini, relativi\nrelativi, come li applicavo, al solo piacere e al solo dolore. Indotto da questi\nsentimenti, ero naturalmente portato ad ammirare i legislatori pacifici, Numa,\nSolone e Licurgo, a preferenza di Romolo e Teseo. La vita\nvita patriarcale dei miei protettori ha fatto s\u00ec che queste impressioni si\nSe la mia prima introduzione all'umanit\u00e0 fosse stata fatta da un giovane soldato, forse\nse la mia prima introduzione all'umanit\u00e0 fosse stata fatta da un giovane soldato, ardente per la gloria e il massacro, avrei dovuto\navrei provato sensazioni diverse.\n\n Ma _Paradise Lost_ ha suscitato emozioni diverse e molto pi\u00f9 profonde. L'ho letto\ncome avevo letto gli altri volumi che mi erano capitati tra le mani, come\nuna vera storia. Suscit\u00f2 ogni sentimento di meraviglia e timore l'immagine di un Dio onnipotente in guerra con\ndi un Dio onnipotente in guerra con le sue creature.\neccitare. Spesso facevo riferimento alle diverse situazioni, quando la loro somiglianza mi\nmi colpiva, alla mia. Come Adamo, non ero apparentemente unito da alcun legame con\na nessun altro essere esistente; ma il suo stato era molto diverso dal mio\nin ogni altro aspetto. Era uscito dalle mani di Dio come una creatura perfetta, felice e prospera.\ncreatura perfetta, felice e prospera, sorvegliata dalle cure speciali del suo Creatore.\ndel suo Creatore; gli era stato permesso di conversare e di acquisire conoscenze da\nesseri di natura superiore, ma io ero misero, indifeso e solo.\nMolte volte ho considerato Satana come l'emblema pi\u00f9 adatto della mia condizione, poich\u00e9\nspesso, come lui, quando vedevo la beatitudine dei miei protettori, l'amaro fiele dell'invidia saliva dentro di me.\ndell'invidia.\n\n Un'altra circostanza rafforz\u00f2 e conferm\u00f2 questi sentimenti. Poco dopo\npoco dopo il mio arrivo nella catapecchia, scoprii alcuni fogli nella tasca del\ndel vestito che avevo preso dal vostro laboratorio. All'inizio li avevo\nma ora che ero in grado di decifrare i caratteri in cui erano scritti, iniziai a studiarli.\nin cui erano scritti, cominciai a studiarli con diligenza. Si trattava\nil vostro diario dei quattro mesi che precedettero la mia creazione. Tu\nminuziosamente descritto in questi fogli ogni passo che hai fatto nel progresso del tuo lavoro.\ndel suo lavoro; questa storia si mescolava a resoconti di avvenimenti domestici.\neventi domestici. Senza dubbio ricorda questi documenti. Eccoli qui.\nIn essi \u00e8 riportato tutto ci\u00f2 che si riferisce alla mia maledetta origine.\norigine maledetta; viene esposto l'intero dettaglio di quella serie di circostanze disgustose\nche l'hanno generata; viene fornita la pi\u00f9 minuziosa descrizione della mia odiosa e ripugnante\nodiosa e ripugnante della mia persona, con un linguaggio che ha dipinto i vostri\norrori e ha reso indelebili i miei. Mi sono sentita male mentre leggevo.  Odioso\ngiorno in cui ho ricevuto la vita!  Ho esclamato in agonia.  Maledetto creatore!\nPerch\u00e9 hai creato un mostro cos\u00ec orrendo che persino tu ti sei allontanato da me con\ndisgusto? Dio, per piet\u00e0, ha fatto l'uomo bello e affascinante, a sua\nimmagine; ma la mia forma \u00e8 un tipo immondo della tua, pi\u00f9 orribile anche solo per la\nsomiglianza. Satana aveva i suoi compagni, i diavoli, che lo ammiravano e lo incoraggiavano.\ne incoraggiarlo, ma io sono solitario e aborrito.\n\n Queste erano le riflessioni delle mie ore di sconforto e solitudine;\nma quando contemplavo le virt\u00f9 dei contadini, le loro disposizioni amabili e\nbenevoli, mi convinsi che quando sarebbero venuti a conoscenza della mia ammirazione per le loro\ndi conoscere la mia ammirazione per le loro virt\u00f9, mi avrebbero\nmi avrebbero compatito e avrebbero trascurato la mia deformit\u00e0 personale. Se potessero allontanare\ndalla loro porta uno, per quanto mostruoso, che chiedeva la loro compassione e amicizia?\ne amicizia? Decisi, almeno, di non disperare, ma di adattarmi in ogni modo\ndi prepararmi al colloquio con loro che avrebbe deciso il mio destino. I\nquesto tentativo ancora per qualche mese, perch\u00e9 l'importanza che si attribuiva al suo\nimportanza attribuita al suo successo mi ispirava il timore di fallire.\nInoltre, mi accorsi che la mia comprensione migliorava cos\u00ec tanto con l'esperienza di ogni giorno che\ngiorno che non volevo iniziare l'impresa fino a quando\nfinch\u00e9 qualche mese in pi\u00f9 non avesse accresciuto la mia sagacia.\n\n Nel frattempo sono avvenuti diversi cambiamenti nel cottage. La presenza di Safie\npresenza di Safie diffondeva felicit\u00e0 tra i suoi abitanti, e mi accorgevo anche che\nche vi regnava un maggior grado di abbondanza. Felix e Agatha\npassavano pi\u00f9 tempo a divertirsi e a conversare, ed erano assistiti nelle loro\nnei loro lavori dalla servit\u00f9. Non sembravano ricchi, ma erano\nfelici e contenti; i loro sentimenti erano sereni e tranquilli, mentre\nmiei diventavano ogni giorno pi\u00f9 tumultuosi. L'aumento della conoscenza non ha fatto altro che\nmi scopriva pi\u00f9 chiaramente quanto fossi un misero emarginato. I\nsperanza, \u00e8 vero, ma essa svaniva quando vedevo la mia persona\nriflesso nell'acqua o la mia ombra nella luce della luna, proprio come quella fragile\nimmagine e quell'ombra incostante.\n\n Mi sforzai di stroncare queste paure e di fortificarmi per la prova\nche di l\u00ec a pochi mesi avevo deciso di affrontare; e a volte lasciavo che i miei\npensieri, non controllati dalla ragione, di vagare per i campi del Paradiso, e\ne osavo immaginare creature amabili e belle che simpatizzavano con i miei sentimenti e\ncon i miei sentimenti e rallegrassero la mia tristezza; le loro facce angeliche\nsorrisi di consolazione. Ma era tutto un sogno; nessuna Eva len\u00ec le mie pene n\u00e9 condivise i miei pensieri.\ndolore e non condivideva i miei pensieri; ero solo. Ricordai la supplica di Adamo\ndi Adamo al suo Creatore. Ma dov'era la mia? Mi aveva abbandonato,\ne nell'amarezza del mio cuore lo maledissi.\n\n L'autunno pass\u00f2 cos\u00ec. Vidi, con sorpresa e dolore, le foglie decadere e cadere, e la natura assumere di nuovo l'aspetto arido e desolato che aveva.\ne cadere, e la natura assumere di nuovo l'aspetto arido e desolato che aveva\nche aveva quando avevo visto per la prima volta i boschi e la bella luna. Eppure non\nnon badai alla cupezza del tempo; la mia conformazione mi rendeva pi\u00f9 adatto a sopportare il freddo.\nconformazione a sopportare il freddo pi\u00f9 che il caldo. Ma le mie principali\nMa i miei piaceri principali erano la vista dei fiori, degli uccelli e di tutti gli abiti gaudiosi dell'estate.\ndell'estate; quando questi mi abbandonavano, mi rivolgevo con pi\u00f9 attenzione ai contadini.\nverso i contadini. La loro felicit\u00e0 non era diminuita dall'assenza\nassenza dell'estate. Si amavano e solidarizzavano l'uno con l'altro; e le loro gioie, dipendendo l'una dall'altra, erano\nle loro gioie, che dipendevano le une dalle altre, non erano interrotte dalle\nvittime che si verificavano intorno a loro. Pi\u00f9 li vedevo, pi\u00f9 cresceva il mio desiderio di\npi\u00f9 cresceva il mio desiderio di reclamare la loro protezione e la loro gentilezza; il mio cuore desiderava essere\ncuore desiderava essere conosciuto e amato da queste amabili creature; vedere i loro dolci sguardi rivolti a me con\ni loro dolci sguardi rivolti verso di me con affetto era il limite massimo\nlimite della mia ambizione. Non osavo pensare che li avrebbero allontanati da me\nda me con disprezzo e orrore. I poveri che si fermavano alla loro porta non venivano\nmai scacciati. Ho chiesto, \u00e8 vero, tesori pi\u00f9 grandi di un\nun po' di cibo o di riposo: Chiedevo gentilezza e simpatia, ma non mi ritenevo\nnon mi ritenevo del tutto indegno di essa.\n\n L'inverno avanzava, e un'intera rivoluzione delle stagioni aveva avuto luogo\ndal mio risveglio alla vita. La mia attenzione in questo momento era\nattenzione era rivolta esclusivamente al mio progetto di introdurmi nel cottage dei miei\nprotettori. Avevo in mente molti progetti, ma quello su cui mi ero finalmente\nera quello di entrare nella casa quando il vecchio cieco sarebbe stato solo.\nEbbi abbastanza sagacia da scoprire che l'innaturale orrore della mia persona\npersona era l'oggetto principale dell'orrore di chi mi aveva visto in precedenza.\nmi avevano visto. La mia voce, bench\u00e9 aspra, non aveva nulla di terribile; pensai, quindi, che se in quel momento\npensai, quindi, che se in assenza dei suoi figli fossi riuscito a guadagnarmi\nla buona volont\u00e0 e la mediazione del vecchio De Lacey, avrei potuto essere tollerato dai miei protettori pi\u00f9 giovani.\nessere tollerato dai miei protettori pi\u00f9 giovani.\n\n Un giorno, quando il sole splendeva sulle foglie rosse che cospargevano il terreno e diffondeva allegria, anche se negava il calore, Safie, Agatha e il suo gruppo di amici\ne diffondeva allegria, anche se negava il calore, Safie, Agatha e Felix partirono per una lunga passeggiata in campagna,\nAgatha e Felix partirono per una lunga passeggiata in campagna e il vecchio, per suo\ndesiderio, fu lasciato solo nel cottage. Quando i suoi figli se ne andarono,\nprese la sua chitarra e suon\u00f2 diverse arie meste ma dolci, pi\u00f9\npi\u00f9 dolci e luttuose di quelle che gli avevo mai sentito suonare prima. All'inizio il suo\nvolto era illuminato dal piacere, ma man mano che continuava,\nma, man mano che continuava, subentravano la riflessione e la tristezza.\nstrumento, si sedette assorto nella riflessione.\n\n Il mio cuore batteva forte; questa era l'ora e il momento della prova, che\nche avrebbe deciso le mie speranze o realizzato i miei timori. La servit\u00f9 era andata a una\nfiera vicina. Tutto era silenzioso dentro e intorno al cottage; era un'ottima occasione.\nun'ottima occasione; tuttavia, quando mi accinsi a mettere in atto il mio piano, le mie membra mi vennero meno e affondai\nle membra mi vennero meno e sprofondai a terra. Mi rialzai di nuovo e, esercitando tutta la\ntutta la fermezza di cui ero padrone, rimossi le tavole che avevo messo\nmesso davanti alla mia casupola per nascondere la mia ritirata. L'aria fresca mi rianim\u00f2\ne con rinnovata determinazione mi avvicinai alla porta della loro casa.\ncasetta.\n\n Ho bussato.  Chi c'\u00e8? disse il vecchio.  Entra.\n\n Sono entrato.  Perdonate questa intrusione, dissi, sono un\nsono un viaggiatore che ha bisogno di un po' di riposo; mi fareste un grande favore se mi permetteste di rimanere\nse mi permetteste di rimanere qualche minuto davanti al fuoco.\n\n Entrate, disse De Lacey, e cercher\u00f2 in che modo\ndi alleviare le vostre necessit\u00e0, ma purtroppo i miei figli sono a casa.\nda casa, e siccome sono cieco, temo che mi sar\u00e0 difficile\nprocurarvi del cibo.\n\n Non si preoccupi, mio gentile ospite; ho il cibo; \u00e8 solo di calore e riposo che ho bisogno.\nsolo di calore e riposo ho bisogno.\n\n Mi sedetti e si fece silenzio. Sapevo che ogni minuto era\nprezioso per me, eppure rimasi irresoluto sul modo in cui cominciare\ncolloquio, quando il vecchio mi rivolse la parola.\n\n Dalla tua lingua, straniero, suppongo che tu sia mio compatriota; sei forse\nfrancese?\n\n No, ma sono stato educato da una famiglia francese e capisco solo quella lingua.\nlingua. Ora vado a chiedere la protezione di alcuni amici,\nche amo sinceramente e di cui spero di ottenere il favore.\n\n Sono tedeschi?\n\n No, sono francesi. Ma cambiamo argomento. Io sono una\nsfortunata e abbandonata, mi guardo intorno e non ho nessun parente\no amico sulla terra. Queste amabili persone da cui vado non mi hanno mai\nnon mi hanno mai visto e sanno poco di me. Sono pieno di paure, perch\u00e9 se fallisco l\u00ec\nse fallisco l\u00ec, sar\u00f2 per sempre un'emarginata nel mondo.\n\n Non disperate. Essere senza amici \u00e8 davvero una sfortuna, ma\nil cuore degli uomini, quando non \u00e8 condizionato da alcun interesse personale, \u00e8 pieno di amore fraterno e di carit\u00e0.\nsono pieni di amore fraterno e di carit\u00e0. Affidatevi, quindi, alle vostre speranze;\ne se questi amici sono buoni e amabili, non disperate.\n\n Sono gentili, sono le creature pi\u00f9 eccellenti del mondo;\nma, purtroppo, hanno dei pregiudizi nei miei confronti. Ho buone\ndisposizioni; la mia vita \u00e8 stata finora inoffensiva e in qualche misura\nma un fatale pregiudizio offusca i loro occhi, e dove dovrebbero vedere un sentimento\nun amico sensibile e gentile, vedono solo un mostro detestabile.\nmostro.\n\n Questo \u00e8 davvero spiacevole; ma se siete davvero irreprensibili, non potete\nnon potete ingannarli?\n\n Sto per intraprendere questo compito ed \u00e8 per questo motivo che sento\nsento tanti terrori opprimenti. Amo teneramente questi amici; sono\nsono stati, a loro insaputa, per molti mesi in abitudini di gentilezza quotidiana\ngentilezza nei loro confronti; ma loro credono che io voglia ferirli, e\n\u00e8 questo pregiudizio che desidero superare.\n\n Dove risiedono questi amici?\n\n Vicino a questo luogo.\n\n Il vecchio fece una pausa e poi continu\u00f2: \"Se mi confiderete senza riserve\nconfidarmi i particolari della vostra storia, forse potrei essere utile per\ningannarli. Sono cieco e non posso giudicare il vostro volto, ma\nc'\u00e8 qualcosa nelle vostre parole che mi persuade che siete\nsincero. Sono povero e un esule, ma mi far\u00e0 davvero piacere\ndi essere in qualche modo utile a una creatura umana.\n\n Eccellente uomo! La ringrazio e accetto la sua generosa offerta. Voi\nmi sollevate dalla polvere con questa gentilezza; e confido che, con il vostro aiuto,\nnon sar\u00f2 allontanato dalla societ\u00e0 e dalla simpatia dei vostri simili.\ncreature.\n\n Che il cielo ce ne scampi! Anche se foste davvero un criminale, perch\u00e9 questo pu\u00f2 solo\nspingere alla disperazione e non alla virt\u00f9. Anch'io sono\nsfortunato; io e la mia famiglia siamo stati condannati, anche se innocenti;\ngiudicate, dunque, se non provo compassione per le vostre disgrazie.\n\n Come posso ringraziarti, mio migliore e unico benefattore? Dalle tue labbra\nper la prima volta ho sentito la voce della gentilezza rivolta a me; le sar\u00f2 per sempre grato; e la sua attuale umanit\u00e0 mi assicura il successo.\nsar\u00f2 per sempre grato; e la vostra attuale umanit\u00e0 mi assicura il successo\ncon gli amici che sto per incontrare.\n\n Posso sapere il nome e la residenza di questi amici?\n\n Feci una pausa. Questo, pensai, era il momento della decisione, che doveva\nmi avrebbe privato o donato la felicit\u00e0 per sempre. Mi sforzai invano di trovare\nfermezza sufficiente per rispondergli, ma lo sforzo distrusse tutte le mie\nforza residua; sprofondai sulla sedia e singhiozzai ad alta voce. In quel\nin quel momento sentii i passi dei miei protettori pi\u00f9 giovani. Non avevo un momento\nNon avevo un attimo da perdere, ma afferrando la mano del vecchio, gridai: \"\u00c8 il momento!\nmomento! Salvami e proteggimi! Tu e la tua famiglia siete gli amici che\ncerco. Non abbandonatemi nell'ora della prova!\n\n Grande Dio! esclam\u00f2 il vecchio.  Chi sei tu?\n\n In quell'istante la porta del cottage si apr\u00ec ed entrarono Felix, Safie e Agatha.\nAgatha. Chi pu\u00f2 descrivere il loro orrore e la loro costernazione nel vedermi?\nnel vedermi? Agatha svenne e Safie, non potendo occuparsi dell'amica, si precipit\u00f2 fuori dal cottage.\namica, si precipit\u00f2 fuori dal cottage. Felix si precipit\u00f2 in avanti e con\nforza soprannaturale mi strapp\u00f2 al padre, alle cui ginocchia mi aggrappai, con\nun trasporto di furia, mi scaravent\u00f2 a terra e mi colp\u00ec violentemente con un bastone.\ncon un bastone. Avrei potuto strapparlo da una parte all'altra, come il leone strappa l'antilope.\nl'antilope. Ma il mio cuore sprofond\u00f2 dentro di me come in un'amara malattia e mi trattenni.\nmi sono trattenuto. Lo vidi sul punto di ripetere il colpo, quando,\nquando, sopraffatta dal dolore e dall'angoscia, abbandonai la casetta e, nel tumulto generale, fuggii senza essere vista.\ntumulto generale scappai senza essere vista verso il mio tugurio.\n\n\n\n\nCapitolo 16\n\n\n Maledetto, maledetto creatore! Perch\u00e9 ho vissuto? Perch\u00e9, in quell'istante, non ho\nnon ho spento la scintilla dell'esistenza che tu avevi cos\u00ec\ndonato? Non lo so; la disperazione non si era ancora impossessata di me; i miei sentimenti erano di rabbia e vendetta.\nsentimenti erano quelli della rabbia e della vendetta. Avrei potuto con piacere\ndistrutto il cottage e i suoi abitanti e mi sarei nutrito delle loro grida e della loro miseria.\nle loro grida e la loro miseria.\n\n Quando giunse la notte, lasciai il mio rifugio e vagai nel bosco.\ne ora, non pi\u00f9 trattenuto dal timore di essere scoperto, sfogavo la mia angoscia in\nangoscia in ululati spaventosi. Ero come una bestia selvaggia che aveva rotto le\nle fatiche, distruggendo gli oggetti che mi ostacolavano e spaziando per il bosco con\nnel bosco con una rapidit\u00e0 da cervo. Oh! Che notte miserabile\nnotte che ho passato! Le fredde stelle brillavano in segno di scherno e gli alberi nudi\nagitavano i loro rami sopra di me; di tanto in tanto la voce dolce di un uccello\nsi levava in mezzo alla quiete universale. Tutti, tranne me, erano in riposo\no in preda al piacere; io, come l'arcifuoco, portavo un inferno dentro di me, e\ne non trovandomi d'accordo, desideravo strappare gli alberi, spargere scompiglio e distruzione intorno a me e\ndistruzione intorno a me, per poi sedermi e godermi la rovina.\nla rovina.\n\n Ma questo era un lusso di sensazioni che non potevo sopportare; mi affaticai per l'eccesso di sforzo corporeo e sprofondai sull'erba umida in\naffaticato per l'eccesso di sforzo corporeo e sprofondai sull'erba umida nell'impotenza malata della disperazione.\nnell'impotenza malata della disperazione. Non c'era nessuno tra le miriadi di uomini che esistevano\ndi uomini che mi avrebbe compatito o aiutato; e avrei dovuto provare gentilezza verso i miei nemici?\nverso i miei nemici? No; da quel momento dichiarai guerra perenne alla specie.\ncontro la specie e, soprattutto, contro colui che mi aveva formato e mandato in questa\ne mi aveva mandato a questa insopportabile miseria.\n\n Il sole sorse; sentii le voci degli uomini e capii che era impossibile tornare al mio rifugio durante quel giorno.\nimpossibile tornare al mio rifugio durante quel giorno. Di conseguenza mi nascosi\nin un fitto sottobosco, decidendo di dedicare le ore che seguirono\na riflettere sulla mia situazione.\n\n Il piacevole sole e l'aria pura del giorno mi restituirono un certo grado di tranquillit\u00e0.\ntranquillit\u00e0; e quando pensai a quello che era successo al\nnon potei fare a meno di credere di essere stata troppo frettolosa nelle mie conclusioni.\nconclusioni. Avevo certamente agito in modo imprudente. Era evidente che\nera evidente che la mia conversazione aveva interessato il padre a mio favore, e io ero stato uno sciocco a\nsciocco nell'aver esposto la mia persona all'orrore dei suoi figli. I\navrei dovuto far conoscere il vecchio De Lacey e, a poco a poco, scoprirmi al resto della famiglia.\ndi scoprirmi al resto della sua famiglia, quando sarebbero stati\nsarebbero stati preparati al mio avvicinamento. Ma non credevo che i miei errori fossero\nirrimediabili, e dopo averci riflettuto a lungo decisi di tornare al cottage, cercare il vecchio\ncasetta, di cercare il vecchio e di conquistarlo con le mie rappresentazioni al mio partito.\npartito.\n\n Questi pensieri mi tranquillizzarono e nel pomeriggio sprofondai in un sonno profondo.\nma la febbre del sangue non mi permetteva di fare sogni tranquilli.\nsogni tranquilli. L'orribile scena del giorno precedente era perennemente\ndavanti ai miei occhi; le femmine volavano e il furioso Felix mi strappava dai piedi del padre.\nmi strappava dai piedi di suo padre. Mi svegliai esausta e, constatando che era gi\u00e0\nche era gi\u00e0 notte, uscii dal mio nascondiglio e andai in cerca di cibo.\nin cerca di cibo.\n\n Quando la mia fame si fu placata, diressi i miei passi verso il sentiero\nnoto sentiero che conduceva al cottage. L\u00ec tutto era in pace.\nMi insinuai nel mio tugurio e rimasi in silenziosa attesa dell'ora\nora abituale in cui la famiglia si sarebbe alzata. Quell'ora pass\u00f2, il sole\nil sole era alto nel cielo, ma i contadini non si fecero vedere. I\ntremavo violentemente, temendo qualche terribile disgrazia. L'interno\ndella casetta era buio e non sentivo nessun movimento; non posso descrivere l'agonia di questa\nagonia di questa suspense.\n\n Di l\u00ec a poco passarono due compaesani che, fermatisi vicino alla casetta, entrarono in conversazione\nconversazione, con gesti violenti; ma non capivo cosa dicessero, perch\u00e9 parlavano la lingua del paese e\nnon capivo quello che dicevano, perch\u00e9 parlavano la lingua del paese,\nche differiva da quella dei miei protettori. Poco dopo, per\u00f2, Felix si avvicin\u00f2 con un altro uomo\nFelix si avvicin\u00f2 con un altro uomo; ne fui sorpreso, perch\u00e9 sapevo che non aveva\nche non aveva lasciato la casetta quella mattina, e aspettai con ansia di scoprire dal suo\nil significato di queste insolite apparizioni.\n\n Pensa, gli disse il suo compagno,\n che sarete obbligato a pagare tre mesi di affitto e a perdere il\ni prodotti del vostro giardino? Non voglio trarre alcun vantaggio ingiusto e vi prego di prendere qualche giorno per riflettere\nVi prego quindi di prendervi qualche giorno di tempo per riflettere sulla vostra\ndeterminazione.\n\n \u00c8 del tutto inutile, rispose Felix; non possiamo\nnon potremo mai pi\u00f9 abitare nella tua casa. La vita di mio padre \u00e8 in grave pericolo\npericolo, a causa della terribile circostanza che ho raccontato. Mia moglie e\nmia moglie e mia sorella non si riprenderanno mai dall'orrore. Vi prego di non ragionare\ncon me. Prendete possesso del vostro appartamento e lasciatemi scappare da questo\nluogo.\n\n Felix trem\u00f2 violentemente mentre lo diceva. Lui e il suo compagno\nentrarono nella casetta, dove rimasero per qualche minuto, e poi\nandarono via. Non vidi mai pi\u00f9 nessuno della famiglia De Lacey.\n\n Continuai per il resto della giornata nella mia catapecchia in uno stato di\ntotale e stupida disperazione. I miei protettori se ne erano andati e avevano spezzato\nl'unico legame che mi univa al mondo. Per la prima volta i sentimenti di\nsentimenti di vendetta e di odio riempivano il mio petto, e non mi sforzavo di\ndi controllarli, ma lasciandomi trasportare dalla corrente, mi\nmente verso la ferita e la morte. Quando pensavo ai miei amici,\nalla voce mite di De Lacey, agli occhi gentili di Agatha e alla squisita bellezza dell'araba.\nsquisita bellezza dell'araba, questi pensieri svanirono e uno zampillo di\nlacrime mi tranquillizz\u00f2 un po'. Ma quando riflettei che mi avevano\nmi avevano disprezzato e abbandonato, torn\u00f2 la rabbia, una rabbia di rabbia, e incapace di\nferire qualcosa di umano, rivolsi la mia furia verso oggetti inanimati. Con l'avanzare della\nnotte, misi una serie di combustibili intorno al cottage,\ne dopo aver distrutto ogni traccia di coltivazione nel giardino,\nDopo aver distrutto ogni traccia di coltivazione nel giardino, aspettai con forzata impazienza che la luna tramontasse per iniziare le mie\noperazioni.\n\n Con l'avanzare della notte, un vento impetuoso si lev\u00f2 dai boschi e disperse rapidamente le nubi che si erano addensate nel cielo.\ndispersione delle nubi che si erano addensate nel cielo; la raffica si \u00e8 abbattuta come una valanga\ncome una potente valanga e produsse una sorta di follia nel mio spirito che\nuna specie di pazzia negli spiriti, che fece saltare tutti i limiti della ragione e della riflessione. Accesi il ramo secco di un\nramo secco di un albero e ho danzato con furia intorno alla casetta devota,\ngli occhi ancora fissi sull'orizzonte occidentale, il cui bordo la luna\nquasi toccato dalla luna. Una parte del suo globo si nascose, e io agitai il mio marchio.\nmarchio; si abbass\u00f2 e con un forte grido sparai alla paglia, alla brughiera e ai cespugli che avevo raccolto,\ne cespugli che avevo raccolto. Il vento aliment\u00f2 il fuoco e la\ncasolare fu rapidamente avvolto dalle fiamme, che si aggrapparono ad esso e lo\nl'hanno leccata con le loro lingue biforcute e distruttrici.\n\n Non appena mi convinsi che nessun aiuto avrebbe potuto salvare una parte dell'abitazione, abbandonai la scena e cercai rifugio nei boschi.\ndell'abitazione, abbandonai la scena e cercai rifugio nel bosco.\n\n E ora, con il mondo davanti a me, dove devo piegare i miei passi? I\ndeciso di fuggire lontano dalla scena delle mie disgrazie; ma per me, odiato e disprezzato, ogni paese doveva essere ugualmente\ne disprezzato, ogni paese doveva essere ugualmente orribile. Alla fine il\npensiero di voi mi pass\u00f2 per la testa. Ho appreso dai suoi giornali che lei\nche tu eri mio padre, il mio creatore; e a chi potevo rivolgermi con maggiore\ndi colui che mi aveva dato la vita? Tra le lezioni che Felix aveva impartito a Safie\nlezioni che Felix aveva impartito a Safie, non era stata tralasciata la geografia.\nda queste la situazione relativa dei diversi paesi della terra.\nAvevi citato Ginevra come nome della tua citt\u00e0 natale, e verso di essa decisi di dirigermi.\nverso questo luogo decisi di procedere.\n\n Ma come potevo dirigermi? Sapevo di dover viaggiare in direzione\ndirezione sud-ovest per raggiungere la mia destinazione, ma il sole era la mia\nguida. Non conoscevo i nomi delle citt\u00e0 che dovevo attraversare, n\u00e9 potevo chiedere informazioni a un solo essere umano.\nnon conoscevo i nomi delle citt\u00e0 che dovevo attraversare, n\u00e9 potevo chiedere informazioni a un solo essere umano; ma non disperavo.\nnon disperavo. Solo da te potevo sperare di essere aiutato, anche se\nverso di voi non provavo altro sentimento che quello dell'odio. Insensibile,\ncreatore senza cuore! Mi avevi dotato di percezioni e passioni\nper poi gettarmi all'estero come oggetto del disprezzo e dell'orrore degli uomini.\nMa solo su di te avevo diritto a piet\u00e0 e riparazione, e da te decisi di cercare quella giustizia che avevo vanamente cercato di ottenere.\ne da te ho deciso di cercare quella giustizia che invano avevo cercato di ottenere da\nqualsiasi altro essere che indossasse sembianze umane.\n\n I miei viaggi furono lunghi e le sofferenze che sopportai intense. Era\ntardo autunno quando lasciai la regione in cui avevo risieduto a lungo.\nViaggiavo solo di notte, temendo di incontrare il volto di un essere umano.\nessere umano. La natura decadde intorno a me e il sole divenne privo di calore;\npioggia e neve intorno a me; i grandi fiumi erano ghiacciati; la superficie della terra era dura e fredda.\nLa superficie della terra era dura, fredda e spoglia, e non trovavo alcun riparo. Oh,\nterra! Quante volte ho imprecato maledizioni sulla causa del mio essere! La\nmitezza della mia natura era svanita e tutto dentro di me era diventato fiele e amarezza.\ne amarezza. Quanto pi\u00f9 mi avvicinavo alla vostra dimora, tanto pi\u00f9\npi\u00f9 profondamente sentivo lo spirito di vendetta accendersi nel mio cuore. La neve\ncadeva la neve e le acque si indurivano, ma io non riposavo. Qualche episodio\ndi tanto in tanto mi indirizzava, e possedevo una mappa del paese; ma spesso mi allontanavo dal mio cammino.\nma spesso vagavo lontano dal mio cammino. L'agonia dei miei sentimenti non mi permetteva\nnon mi concedeva tregua; non c'era incidente da cui la mia rabbia e la mia infelicit\u00e0 non potessero\nnon potessero trarre alimento dalla mia rabbia e dalla mia miseria.\nai confini della Svizzera, quando il sole aveva ripreso il suo calore e la terra aveva ricominciato a sembrare verde\ne la terra ricominciava a sembrare verde, conferm\u00f2 in modo particolare l'amarezza e l'orrore del\nl'amarezza e l'orrore dei miei sentimenti.\n\n In genere riposavo durante il giorno e viaggiavo solo quando ero al riparo dalla vista dell'uomo.\nnotte al riparo dalla vista dell'uomo. Una mattina, tuttavia, trovando\nche il mio cammino si snodava attraverso un bosco profondo, mi azzardai a proseguire il mio viaggio\ndopo il sorgere del sole; la giornata, che era una delle prime di primavera,\nuno dei primi della primavera, rallegr\u00f2 anche me per la bellezza del suo sole e la bont\u00e0 dell'aria.\ndell'aria. Sentii rivivere in me emozioni di dolcezza e di piacere, che da tempo sembravano\nerano sembrate morte, si rianimarono in me. Mezzo sorpreso dalla novit\u00e0 di queste\nqueste sensazioni, mi lasciai trasportare da esse, e\ndimenticando la mia solitudine e la mia deformit\u00e0, osai essere felice. Morbide lacrime\ndi nuovo le mie guance, e alzai persino gli occhi umidi con\ncon gratitudine verso il sole benedetto, che mi aveva donato tanta gioia.\n\n Continuai a girare tra i sentieri del bosco, finch\u00e9 giunsi al suo confine, che era costeggiato da un fiume profondo e rapido.\nconfine, che era costeggiato da un fiume profondo e rapido, nel quale molti alberi\nalberi piegavano i loro rami, ormai germogliati dalla fresca primavera.\nQui mi fermai, non sapendo bene quale strada seguire, quando sentii un suono di voci che mi indussero a\nvoci che mi indussero a nascondermi all'ombra di un cipresso.\ndi un cipresso. Non mi ero ancora nascosta quando una giovane ragazza venne di corsa\nverso il punto in cui ero nascosta, ridendo, come se stesse scappando da qualcuno per\nqualcuno per sport. Continuava a correre lungo le rive scoscese del fiume.\ndel fiume, quando all'improvviso le scivol\u00f2 un piede e cadde nel torrente.\nrapida corrente. Mi precipitai dal mio nascondiglio e, con estrema fatica,\ndalla forza della corrente, la salvai e la trascinai a riva. Era\nera priva di sensi e cercai con ogni mezzo di ripristinare l'animazione, quando fui interrotto all'improvviso.\nquando fui improvvisamente interrotto dall'avvicinarsi di un rustico,\nche probabilmente era la persona da cui era fuggita giocosamente. Vedendomi\nvedendomi, si precipit\u00f2 verso di me e, strappandomi la bambina dalle braccia,\nsi affrett\u00f2 verso le zone pi\u00f9 profonde del bosco. Io lo seguii subito, non so perch\u00e9\nma quando l'uomo mi vide avvicinarsi, punt\u00f2 la pistola che portava con s\u00e9 sul mio corpo e\nche portava con s\u00e9, al mio corpo e spar\u00f2. Mi accasciai a terra e il mio\nferito, con maggiore rapidit\u00e0, fugg\u00ec nel bosco.\n\n Questa era la ricompensa della mia benevolenza! Avevo salvato un essere umano dalla\ndalla distruzione, e come ricompensa ora mi contorcevo sotto il miserabile dolore\ndolore di una ferita che aveva frantumato la carne e le ossa. I sentimenti di\ngentilezza e delicatezza che avevo provato fino a pochi istanti prima\npochi istanti prima, lasciarono il posto a una rabbia infernale e a uno stridore di denti. Infiammato dal\ndolore, giurai odio e vendetta eterna a tutta l'umanit\u00e0. Ma l'agonia\nagonia della ferita mi vinse; le mie pulsazioni si fermarono e svenni.\n\n Per alcune settimane condussi una vita miserabile nei boschi, cercando di curare la\ncurare la ferita che avevo ricevuto. La palla mi era entrata nella spalla,\ne non sapevo se fosse rimasta l\u00ec o fosse passata; in ogni caso non avevo modo di estrarla.\nin ogni caso non avevo modo di estrarla. Le mie sofferenze erano aumentate\nanche dall'opprimente sensazione dell'ingiustizia e dell'ingratitudine della loro\ninflizione. I miei voti quotidiani si levavano per vendicarsi, una vendetta profonda e mortale,\nuna vendetta profonda e mortale, che da sola avrebbe compensato gli oltraggi e l'angoscia che avevo\nsopportato.\n\n Dopo qualche settimana la mia ferita guar\u00ec e continuai il mio viaggio. Le\nfatiche che sopportavo non erano pi\u00f9 alleviate dal sole splendente o dalla\nsole splendente o dalle dolci brezze primaverili; ogni gioia non era che una beffa che insultava il mio\nstato di desolazione e mi faceva sentire pi\u00f9 dolorosamente che non ero fatto per\nper il godimento del piacere.\n\n Ma le mie fatiche stavano ormai per finire e in due mesi da allora raggiunsi i dintorni di Ginevra.\ndi Ginevra.\n\n Quando arrivai era sera e mi ritirai in un nascondiglio tra i campi che la circondano per meditare\ntra i campi che la circondano per meditare in che modo rivolgermi a voi.\na voi. Ero oppresso dalla fatica e dalla fame e troppo infelice per godermi la dolce brezza della sera o la prospettiva del tramonto.\ngodere delle dolci brezze della sera o della prospettiva del sole che tramonta\ndietro le stupende montagne del Giura.\n\n A questo punto un leggero sonno mi sollev\u00f2 dal dolore della riflessione,\nche fu disturbato dall'avvicinarsi di una bella bambina, che entr\u00f2 di corsa nella\nche entr\u00f2 di corsa nella nicchia che avevo scelto, con tutta la sportivit\u00e0 dell'infanzia.\ndell'infanzia. Improvvisamente, mentre lo guardavo, mi venne l'idea che questa piccola creatura\nche questa piccola creatura fosse priva di pregiudizi e che avesse vissuto troppo poco tempo per\nper aver acquisito l'orrore per la deformit\u00e0. Se, quindi, avessi potuto prenderlo ed educarlo come\neducarlo come mio compagno e amico, non sarei stato cos\u00ec desolato su questa\nquesta terra popolata.\n\n Spinto da questo impulso, afferrai il ragazzo al suo passaggio e lo attirai verso di me.\nverso di me. Appena vide la mia figura, mise le mani davanti agli occhi ed emise un urlo.\nocchi e lanci\u00f2 un urlo stridulo; gli tolsi con forza la mano dal viso e gli dissi: \"Bambino, che significa questo?\nviso e dissi: \"Bambino, cosa significa questo? Non ho intenzione di\nfarti del male; ascoltami.\n\n Si dibatteva violentemente.  Lasciatemi andare, grid\u00f2;\n mostro! Brutto disgraziato! Vuoi mangiarmi e farmi a pezzi. Tu\nsei un orco. Lasciami andare, o lo dir\u00f2 a mio padre.\n\n Ragazzo, non vedrai mai pi\u00f9 tuo padre; devi venire con me.\n\n Mostro orrendo! Lasciatemi andare. Mio padre \u00e8 un sindacalista, \u00e8 M. Frankenstein.\nFrankenstein e vi punir\u00e0. Non osate trattenermi.\n\n Frankenstein! Allora appartieni al mio nemico, a colui verso il quale ho giurato eterna vendetta.\ngiurato eterna vendetta; sarai la mia prima vittima.\n\n Il bambino si dibatteva ancora e mi caricava di epiteti che portavano la disperazione nel cuore.\ndisperazione nel mio cuore; gli afferrai la gola per farlo tacere e in un attimo giaceva morto ai miei piedi.\nmomento giaceva morto ai miei piedi.\n\n Guardai la mia vittima e il mio cuore si gonfi\u00f2 di esultanza e di trionfo infernale.\ntrionfo infernale; battendo le mani, esclamai: \"Anch'io posso creare la desolazione;\nil mio nemico non \u00e8 invulnerabile; questa morte gli porter\u00e0 la disperazione, e\nmille altre miserie lo tormenteranno e lo distruggeranno.\n\n Mentre fissavo gli occhi sul bambino, vidi qualcosa che luccicava sul suo petto.\npetto. Lo presi: era il ritratto di una donna molto bella. Nonostante\ndella mia malignit\u00e0, mi intener\u00ec e mi attrasse. Per alcuni istanti guardai con\nper qualche istante guardai con piacere i suoi occhi scuri, orlati da ciglia profonde, e le sue\nbelle labbra; ma subito la mia rabbia torn\u00f2; mi ricordai che ero\nche ero stato privato per sempre delle delizie che creature cos\u00ec belle potevano\ne che colei di cui contemplavo la somiglianza avrebbe cambiato l'aria di\nnei miei confronti, avrebbe cambiato quell'aria di divina benignit\u00e0 in un'aria\ndi disgusto e di spavento.\n\n Potete stupirvi se tali pensieri mi hanno trasportato nella rabbia? Mi chiedo solo\nMi meraviglio solo che in quel momento, invece di sfogare le mie sensazioni in\nesclamazioni e agonia, non mi sia precipitato tra gli uomini e non sia morto nel tentativo di distruggerli.\ntentativo di distruggerli.\n\n Mentre ero sopraffatto da questi sentimenti, lasciai il luogo dove avevo commesso l'omicidio e cercai un nascondiglio pi\u00f9 appartato.\ncommesso l'omicidio e, cercando un nascondiglio pi\u00f9 appartato, entrai in un fienile che mi era sembrato\nun fienile che mi era sembrato vuoto. Una donna stava\nuna donna che dormiva su un po' di paglia; era giovane, non proprio bella come la donna\nritratto che avevo in mano, ma dall'aspetto gradevole e fiorente nell'avvenenza della giovent\u00f9 e della salute.\nbellezza della giovinezza e della salute. Ecco, pensai, una di quelle il cui sorriso\nsorrisi che danno gioia a tutti, tranne che a me. Poi mi chinai su di lei e\ne le sussurrai: \"Svegliati, pi\u00f9 bella, il tuo amante \u00e8 vicino, colui che darebbe la vita solo per avere uno sguardo\ndarebbe la vita pur di ottenere un solo sguardo d'affetto dai tuoi occhi; mia\namata, svegliati!\n\n La dormiente si agit\u00f2; un brivido di terrore mi attravers\u00f2. Dovrebbe\nsvegliarsi, vedermi, maledirmi e denunciare l'assassino? Cos\u00ec\navrebbe sicuramente agito se i suoi occhi oscuri si fossero aperti e mi avesse visto.\nIl pensiero era una follia, agitava il demonio che era in me: non io, ma lei.\nlei; l'omicidio che ho commesso perch\u00e9 sono stato per sempre\nderubato di tutto ci\u00f2 che lei poteva darmi, lei espier\u00e0. Il crimine ha avuto\nla sua origine in lei; sia sua la punizione! Grazie alle lezioni di\nFelix e alle leggi sanguinarie dell'uomo, avevo imparato ora a fare\nmale. Mi chinai su di lei e misi il ritratto al sicuro in una delle\npieghe del suo vestito. Lei si mosse di nuovo e io fuggii.\n\n Per alcuni giorni ho perseguitato il luogo in cui si erano svolte queste scene,\na volte con il desiderio di vederti, a volte con la decisione di abbandonare per sempre il mondo e le sue\nle sue miserie per sempre. Alla fine ho vagato verso queste montagne,\ne ho vagato per i loro immensi recessi, consumato da un'ardente\npassione che solo voi potete appagare. Non possiamo separarci finch\u00e9 non avrete\npromesso di soddisfare la mia richiesta. Sono solo e miserabile; l'uomo non vuole\nuomo non vuole associarsi a me; ma una persona deforme e orribile come me\nnon si negherebbe a me. La mia compagna deve essere della stessa specie\ne avere gli stessi difetti. Questo essere lo dovete creare voi.\n\n\n\n\nCapitolo 17\n\n\nL'essere fin\u00ec di parlare e fiss\u00f2 i suoi sguardi su di me in attesa di una\nin attesa di una risposta. Ma io ero sconcertato, perplesso e incapace di organizzare le mie idee\ndi organizzare le mie idee a sufficienza per capire la portata della sua\nproposta. Continu\u00f2,\n\n Dovete creare per me una femmina con la quale io possa vivere nello\nscambio di quelle simpatie necessarie al mio essere. Questo solo\npu\u00f2 farlo, e io glielo chiedo come un diritto che non deve rifiutare di\nconcedere.\n\nL'ultima parte del suo racconto aveva riacceso in me l'ira che si era spenta mentre raccontava la sua vita tranquilla tra i contadini.\nsi era spenta mentre raccontava la sua vita tranquilla tra i contadini, e\nmentre lo diceva non riuscivo pi\u00f9 a reprimere la rabbia che ardeva dentro di me.\ndentro di me.\n\n Io lo rifiuto, risposi, e nessuna tortura potr\u00e0 mai estorcermi il consenso.\nconsenso da parte mia. Potrete anche rendermi il pi\u00f9 miserabile degli uomini, ma non mi\nma non mi renderete mai un vile ai miei stessi occhi. Dovrei creare un altro come\nte, la cui malvagit\u00e0 congiunta potrebbe desolare il mondo. Andatevene! I\nti ho risposto; puoi anche torturarmi, ma non acconsentir\u00f2 mai.\n\n Siete nel torto, rispose il demonio, e invece di minacciare\ndi minacciare, mi accontento di ragionare con te. Sono malizioso perch\u00e9\nsono miserabile. Non sono forse evitato e odiato da tutta l'umanit\u00e0? Tu, mio creatore,\nmi farebbe a pezzi e trionferebbe; ricordatelo, e ditemi perch\u00e9 dovrei\nperch\u00e9 dovrei compatire l'uomo pi\u00f9 di quanto lui compatisca me? Non lo chiameresti omicidio se potessi\nse potessi precipitarmi in una di quelle zattere di ghiaccio e distruggere la mia struttura, opera delle tue stesse mani.\nopera delle vostre stesse mani. Dovrei rispettare l'uomo quando mi condanna? Lasciatelo\nche viva con me in uno scambio di gentilezze, e invece di fare del male gli concederei\ninvece di un danno, gli elargirei ogni beneficio con lacrime di gratitudine per la sua accettazione.\nMa non \u00e8 possibile: i sensi umani sono barriere insormontabili alla nostra unione.\nunione. Ma la mia non sar\u00e0 la sottomissione di una schiavit\u00f9 abietta. Mi vendicher\u00f2\nvendicher\u00f2 le mie ferite; se non potr\u00f2 ispirare amore, provocher\u00f2 paura, e\nsoprattutto verso di te, mio acerrimo nemico, perch\u00e9 mio creatore, giuro\nodio inestinguibile. Abbi cura di te: lavorer\u00f2 alla tua distruzione e non finir\u00f2 di\nnon finir\u00f2 finch\u00e9 non avr\u00f2 desolato il tuo cuore, cos\u00ec che tu maledica l'ora della tua nascita.\ntua nascita.\n\nUna rabbia diabolica lo animava mentre diceva questo; il suo volto era corrucciato\nin contorsioni troppo orribili per gli occhi umani; ma presto si calm\u00f2 e procedette\nsi calm\u00f2 e procedette\n\n Intendevo ragionare. Questa passione mi danneggia, perch\u00e9 non riflettete\nnon riflettete che siete voi la causa del suo eccesso. Se qualche essere provasse\nemozioni di benevolenza nei miei confronti, le restituirei cento e centuplicate.\ncentuplicate; per quell'essere farei pace con l'intera razza!\ngenere! Ma ora mi abbandono a sogni di beatitudine che non possono essere realizzati.\nQuello che vi chiedo \u00e8 ragionevole e moderato; pretendo una creatura di\ndi un altro sesso, ma orribile come me; la gratificazione \u00e8 piccola, ma \u00e8 tutto ci\u00f2 che posso ricevere.\n\u00e8 tutto ci\u00f2 che posso ricevere, e mi accontenter\u00e0. \u00c8 vero, saremo dei mostri\nmostri, tagliati fuori da tutto il mondo; ma per questo saremo pi\u00f9\nattaccati gli uni agli altri. Le nostre vite non saranno felici, ma saranno\ninnocue e prive della miseria che provo ora. Oh! Mio creatore, fammi felice\nfelice; fammi provare gratitudine verso di te per un solo beneficio! Fammi vedere che io\ndi qualche cosa esistente; non negarmi la mia richiesta!\nrichiesta!\n\nMi sono commosso. Rabbrividii al pensiero delle possibili conseguenze\ndel mio consenso, ma sentivo che c'era una certa giustizia nella sua argomentazione.\nIl suo racconto e i sentimenti che ora esprimeva dimostravano che era una creatura di belle sensazioni.\ndi belle sensazioni, e io, come suo creatore, non gli dovevo forse tutta la porzione di felicit\u00e0\ndi felicit\u00e0 che era in mio potere concedere? Si accorse del mio cambiamento di\nsentimento e continu\u00f2,\n\n Se acconsentirai, n\u00e9 tu n\u00e9 nessun altro essere umano ci vedrete mai pi\u00f9.\nAndr\u00f2 nelle vaste terre selvagge del Sud America. Il mio cibo non \u00e8\nnon \u00e8 quello dell'uomo; non distruggo l'agnello e il capretto per saziare il mio appetito;\nGhiande e bacche mi nutrono a sufficienza. Il mio compagno sar\u00e0\nsar\u00e0 della mia stessa natura e si accontenter\u00e0 dello stesso cibo.\nFaremo il nostro letto di foglie secche; il sole splender\u00e0 su di noi come sull'uomo e maturer\u00e0 il nostro cibo.\nuomo e far\u00e0 maturare il nostro cibo. L'immagine che vi presento \u00e8 pacifica e umana\ne umano, e voi dovete sentire che potreste negarlo solo nella\ndi potere e di crudelt\u00e0. Per quanto siate stati spietati nei miei confronti,\nora vedo la compassione nei vostri occhi; permettetemi di cogliere il momento favorevole\ne convincervi a promettere ci\u00f2 che desidero ardentemente.\n\n Voi proponete, risposi, di fuggire dalle abitazioni degli\ndell'uomo, per abitare in quelle terre selvagge dove le bestie dei campi saranno i vostri\ncompagni. Come potete voi, che desiderate l'amore e la simpatia degli uomini,\nperseverare in questo esilio? Tornerete e cercherete di nuovo la loro gentilezza, e\ne incontrerete il loro disprezzo; le vostre passioni malvagie si rinnoveranno,\ne allora avrete un compagno che vi aiuter\u00e0 nel compito di distruggere.\nNon \u00e8 detto che sia cos\u00ec; smettete di discutere, perch\u00e9 non posso acconsentire.\n\n Come sono incostanti i vostri sentimenti! Ma un attimo fa ti sei commosso per\ne perch\u00e9 ti indurisci di nuovo alle mie rimostranze?\nVi giuro, per la terra che abito e per voi che mi avete creato, che\nche, con la compagnia che mi dai, lascer\u00f2 il quartiere degli uomini e\ne dimorer\u00f2, se sar\u00e0 il caso, nel pi\u00f9 selvaggio dei luoghi. Le mie passioni malvagie\nsaranno fuggite, perch\u00e9 incontrer\u00f2 la simpatia! La mia vita scorrer\u00e0 tranquillamente\ne nei miei momenti di morte non maledir\u00f2 il mio creatore.\n\nLe sue parole mi fecero uno strano effetto. Lo compativo e a volte sentivo il desiderio di\na volte sentivo il desiderio di consolarlo, ma quando lo guardavo, quando\nquando vedevo quella massa immonda che si muoveva e parlava, il mio cuore si sentiva male e le mie\nsentimenti si trasformavano in orrore e odio. Ho cercato di soffocare\nqueste sensazioni; pensai che, non potendo simpatizzare con lui, non avevo il diritto di\nnon avevo il diritto di negargli quella piccola porzione di felicit\u00e0 che\ndi felicit\u00e0 che ero ancora in grado di concedere.\n\n Giurate, ho detto, di essere innocui; ma non avete forse\nnon ha gi\u00e0 mostrato un grado di malizia tale da farmi ragionevolmente diffidare di lei?\ndi voi? Non potrebbe anche questa essere una finta che aumenter\u00e0 il vostro trionfo\naumenter\u00e0 il vostro trionfo, offrendo un pi\u00f9 ampio margine di manovra per la vostra vendetta?\n\n Come mai? Non mi si pu\u00f2 prendere in giro ed esigo una risposta. Se\nSe non ho legami n\u00e9 affetti, l'odio e il vizio saranno la mia parte;\nl'amore di un altro distrugger\u00e0 la causa dei miei crimini, e io diventer\u00f2 una cosa di cui tutti ignoreranno l'esistenza.\ndiventer\u00f2 una cosa di cui tutti ignoreranno l'esistenza. I miei vizi\nsono figli di una solitudine forzata che aborrisco, e le mie virt\u00f9 nasceranno necessariamente quando\nnasceranno necessariamente quando vivr\u00f2 in comunione con un mio pari. Sentir\u00f2\naffetti di un essere sensibile e mi legher\u00f2 alla catena dell'esistenza e degli eventi\nesistenza e degli eventi da cui ora sono escluso.\n\nMi sono fermato un po' a riflettere su tutto ci\u00f2 che aveva raccontato e sulle diverse\nargomenti che aveva usato. Pensai alla promessa di virt\u00f9 che\nche aveva manifestato all'inizio della sua esistenza e alla successiva rovina\ndi tutti i sentimenti gentili a causa dell'avversione e del disprezzo che i suoi protettori avevano\nmanifestato nei suoi confronti. Il suo potere e le sue minacce non sono stati tralasciati nei miei calcoli.\nuna creatura in grado di esistere nelle caverne di ghiaccio dei ghiacciai e di nascondersi\ne nascondersi per evitare di essere inseguito tra le creste di precipizi inaccessibili\nera un essere dotato di facolt\u00e0 che sarebbe stato vano affrontare. Dopo una\nlunga pausa di riflessione, conclusi che la giustizia dovuta sia a lui che ai miei simili\nverso di lui e verso i miei simili mi imponeva di assecondare la sua richiesta.\nRivolgendomi a lui, quindi, dissi,\n\n Acconsento alla vostra richiesta, dietro vostro solenne giuramento di lasciare per sempre l'Europa,\ne da ogni altro luogo nelle vicinanze dell'uomo, non appena io\nconsegner\u00f2 nelle vostre mani una donna che vi accompagner\u00e0 nel vostro esilio.\n\n Lo giuro, grid\u00f2, per il sole, per il cielo azzurro del\ncielo, e dal fuoco dell'amore che brucia il mio cuore, che se esaudite la mia preghiera, finch\u00e9 esisteranno non mi vedrete mai pi\u00f9.\npreghiera, finch\u00e9 esisteranno non mi vedrete mai pi\u00f9. Partite per la vostra\ncasa e iniziate il vostro lavoro; seguir\u00f2 il loro progresso con\ncon ansia impronunciabile; e non temere che quando sarai pronto io appaia.\napparire.\n\nDicendo questo, mi lasci\u00f2 improvvisamente, temendo, forse, un cambiamento nei miei sentimenti.\nmiei sentimenti. Lo vidi scendere dalla montagna con una velocit\u00e0 superiore a quella\nvolo di un'aquila, e perdersi rapidamente tra le ondulazioni del mare di ghiaccio.\nmare di ghiaccio.\n\nIl suo racconto aveva occupato l'intera giornata e il sole era sull'orlo dell'orizzonte quando se ne and\u00f2.\ndell'orizzonte quando se ne and\u00f2. Sapevo che avrei dovuto affrettare la mia discesa verso la valle, perch\u00e9 presto sarei stato avvolto dalle tenebre.\nverso la valle, perch\u00e9 presto sarei stato avvolto dalle tenebre; ma il mio cuore era pesante e i miei passi lenti.\ncuore era pesante e i miei passi lenti. La fatica di snodarsi tra i piccoli sentieri della\nsentieri della montagna e fissare saldamente i piedi man mano che avanzavo\nmi lasciava perplesso, occupato com'ero dalle emozioni che gli avvenimenti della giornata\ndella giornata. La notte era ormai inoltrata quando arrivai alla\nmet\u00e0 del percorso di riposo e mi sedetti accanto alla fontana. Le stelle\nstelle brillavano a intervalli, mentre le nuvole passavano sopra di loro; i pini scuri si ergevano\npini scuri si ergevano davanti a me e ogni tanto un albero spezzato giaceva a terra.\nEra una scena di meravigliosa solennit\u00e0 e suscitava in me strani pensieri.\npensieri strani dentro di me. Piansi amaramente e, stringendo le mani in segno di agonia, esclamai: \"Oh, stelle e stelle!\nesclamai: \"Oh, stelle, nuvole e venti, vi state tutti prendendo gioco di me.\nSe davvero avete piet\u00e0 di me, schiacciate la sensazione e la memoria; lasciate che io diventi come\nma se non lo fate, partite, partite e lasciatemi nelle tenebre.\n\nQuesti erano pensieri selvaggi e miserabili, ma non posso descrivervi\ncome l'eterno scintillio delle stelle mi pesasse e come ascoltassi ogni soffio di vento come se\nvento come se fosse un brutto e sordo siroc in cammino per consumarmi.\ndi consumarmi.\n\nIl mattino spunt\u00f2 prima che arrivassi al villaggio di Chamounix; non riposai, ma tornai subito a Ginevra.\nriposo, ma tornai subito a Ginevra. Anche nel mio cuore non riuscivo a\nesprimere le mie sensazioni, esse pesavano su di me come una montagna e\npeso di una montagna e il loro eccesso distruggeva la mia agonia sotto di loro.\nCos\u00ec tornai a casa e, entrando, mi presentai alla famiglia.\nfamiglia. Il mio aspetto sparuto e selvaggio suscit\u00f2 un forte allarme, ma non risposi a nessuna domanda, a malapena mi\nnon risposi a nessuna domanda, a malapena parlai. Mi sentivo come se fossi sottoposta a un\ncome se fossi stato messo al bando, come se non avessi il diritto di reclamare la loro simpatia, come se\nmai pi\u00f9 avrei potuto godere della loro compagnia. Eppure, anche cos\u00ec\nli amavo fino all'adorazione; e per salvarli, decisi di dedicarmi al mio compito pi\u00f9 aborrito.\nal mio compito pi\u00f9 aborrito. La prospettiva di una tale occupazione\nmi faceva passare davanti ogni altra circostanza dell'esistenza come un sogno,\ne solo quel pensiero aveva per me la realt\u00e0 della vita.\n\n\n\n\nCapitolo 18\n\n\nAl mio ritorno a Ginevra passava un giorno dopo l'altro, una settimana dopo l'altra, e non riuscivo a trovare il coraggio di riprendere il mio lavoro.\nNon riuscivo a trovare il coraggio di riprendere il mio lavoro. Temevo la\nvendetta del demonio deluso, eppure non riuscivo a vincere la mia\nripugnanza per il compito che mi era stato affidato. Mi accorsi che non potevo\ncomporre una femmina senza dedicare di nuovo diversi mesi allo studio profondo\nstudio e a laboriose disquisizioni. Avevo sentito parlare di alcune scoperte\nfilosofo inglese, la cui conoscenza era fondamentale per il mio successo.\ndi un filosofo inglese, la cui conoscenza era importante per il mio successo.\npadre di recarsi in Inghilterra a questo scopo, ma mi aggrappavo a ogni\nogni pretesa di ritardo e rifuggivo dal fare il primo passo in un'impresa la cui necessit\u00e0 immediata cominciava ad apparire meno\nun'impresa la cui necessit\u00e0 immediata cominciava a sembrarmi meno assoluta.\nmeno assoluta. In effetti era avvenuto un cambiamento in me; la mia salute, che fino a quel momento era diminuita, era ora\nsalute, che fino a quel momento era diminuita, era ora molto ristabilita; e il mio spirito, quando\nsenza il ricordo dell'infelice promessa, si alzava in proporzione. Mio padre vide con piacere questo\nmio padre si accorse con piacere di questo cambiamento e rivolse i suoi pensieri\nal metodo migliore per sradicare i resti della mia malinconia,\nche di tanto in tanto ritornava a scatti e, con un'oscurit\u00e0 divorante, copriva il sole che si avvicinava.\nnerezza, coprendo la luce del sole che si avvicinava. In questi momenti mi rifugiavo\nrifugio nella pi\u00f9 perfetta solitudine. Passavo intere giornate sul lago\nda solo in una piccola barca, osservando le nuvole e ascoltando l'increspatura delle\nincrespatura delle onde, silenzioso e svogliato. Ma l'aria fresca e il\nsole luminoso raramente mancavano di riportarmi ad un certo grado di compostezza, e\nal mio ritorno ho accolto i saluti dei miei amici con un sorriso pi\u00f9 pronto e un cuore pi\u00f9\ne un cuore pi\u00f9 allegro.\n\nFu dopo il mio ritorno da una di queste scorribande che mio padre,\nchiamandomi in disparte, si rivolse a me in questo modo,\n\n Sono felice di notare, mio caro figlio, che hai ripreso i tuoi piaceri di un tempo e che sembri essere tornato a te stesso.\npiaceri di un tempo e sembra che tu stia tornando in te stesso. Eppure sei ancora\ninfelice e continui a evitare la nostra societ\u00e0. Per qualche tempo mi sono perso in\ncongetture sulla causa di ci\u00f2, ma ieri un'idea mi ha colpito,\ne se \u00e8 fondata, vi invito a dichiararla. Una riserva su questo\nsu questo punto non solo sarebbe inutile, ma attirerebbe su tutti noi una tripla miseria.\n\nIo tremai violentemente al suo esergo, e mio padre continu\u00f2\n\n Ti confesso, figlio mio, che ho sempre atteso con ansia il tuo\nmatrimonio con la nostra cara Elizabeth come il vincolo del nostro conforto domestico e della\ndei miei anni in declino. Siete stati legati l'uno all'altra fin dalla prima\ninfanzia; avete studiato insieme e sembravate, per indole e gusti, del tutto adatti l'uno all'altra.\ngusti, del tutto adatti l'uno all'altra. Ma l'esperienza dell'uomo \u00e8 cos\u00ec cieca\nche quelli che io consideravo i migliori aiutanti del mio piano possono\ncompletamente distrutto. Voi, forse, la considerate come vostra sorella, senza alcun\ndesiderio che diventi vostra moglie. Anzi, forse avete incontrato un'altra\nche potreste amare; e considerando voi stessi legati all'onore di\nElisabetta, questa lotta potrebbe causare la struggente infelicit\u00e0 che sembrate\nche sembrate provare.\n\n Mio caro padre, rassicurati. Amo mio cugino teneramente e\nsinceramente. Non ho mai visto nessuna donna che abbia suscitato, come Elisabetta, la mia\nammirazione e l'affetto pi\u00f9 calorosi. Le mie speranze e prospettive future sono\nsono interamente legate all'attesa della nostra unione.\n\n L'espressione dei tuoi sentimenti su questo argomento, mio caro Victor,\nmi fa pi\u00f9 piacere di quanto non ne abbia provato da tempo. Se voi\nse la pensi cos\u00ec, saremo sicuramente felici, per quanto gli eventi attuali possano gettare\nun'ombra su di noi. Ma \u00e8 proprio questa cupezza che sembra essersi impossessata cos\u00ec\nforte nella vostra mente che vorrei dissipare. Ditemi,\nse siete contrari a una solennizzazione immediata del matrimonio.\nmatrimonio. Siamo stati sfortunati, e gli ultimi eventi ci hanno allontanato\nda quella tranquillit\u00e0 quotidiana che si addice ai miei anni e alle mie infermit\u00e0. Voi\npi\u00f9 giovane; eppure non credo che, possedendo voi una fortuna competente\nfortuna, che un matrimonio precoce possa interferire con i futuri\nprogetti d'onore e di utilit\u00e0 che potreste aver formulato. Non crediate,\ntuttavia che io voglia dettarvi la felicit\u00e0 o che un ritardo da parte vostra\nun ritardo da parte vostra mi causerebbe un serio disagio. Interpretate le mie parole\ncon franchezza e rispondetemi, ve lo assicuro, con fiducia e sincerit\u00e0.\nsincerit\u00e0.\n\nAscoltai mio padre in silenzio e rimasi per un po' di tempo incapace di\ndi dare una risposta. Facevo ruotare rapidamente nella mia mente una moltitudine di\npensieri e cercai di arrivare a qualche conclusione. Ahim\u00e8! Per me\nl'idea di un'unione immediata con la mia Elizabeth era un'idea di orrore e di\nsgomento. Ero legato da una promessa solenne che non avevo ancora adempiuto e che non potevo infrangere.\ne non osavo rompere, o se l'avessi fatto, quali molteplici miserie non avrebbero potuto\nnon si sarebbero abbattute su di me e sulla mia devota famiglia! Potevo partecipare a una festa\ncon questo peso mortale ancora appeso al collo e che mi piegava a terra?\nterra? Dovevo portare a termine il mio impegno e lasciare che il mostro se ne andasse con la sua\ncon la sua compagna prima di permettermi di godere della gioia di un'unione dalla quale\nche mi aspettavo di pace.\n\nRicordavo anche la necessit\u00e0 che mi si imponeva di viaggiare in\nin Inghilterra o di entrare in una lunga corrispondenza con quei filosofi\ndi quel Paese, le cui conoscenze e scoperte mi sarebbero state indispensabili\ndi indispensabile utilit\u00e0 per la mia impresa. Quest'ultimo metodo per ottenere\ninformazioni desiderate era dilatorio e insoddisfacente; inoltre, avevo un'insormontabile\nInoltre, provavo un'insormontabile avversione all'idea di impegnarmi nel mio\ncompito detestabile in casa di mio padre, mentre ero in abitudini di\nfamiliare con le persone che amavo. Sapevo che sarebbero potuti accadere mille paurosi\nincidenti paurosi, il pi\u00f9 piccolo dei quali avrebbe rivelato una storia da\ndi orrore per tutti coloro che avevano a che fare con me. Ero anche consapevole che spesso\nspesso avrei perso ogni autocontrollo, ogni capacit\u00e0 di nascondere le\nsensazioni strazianti che mi avrebbero posseduto durante lo svolgimento della mia\noccupazione ultraterrena. Dovevo assentarmi da tutto ci\u00f2 che amavo mentre ero cos\u00ec\noccupazione. Una volta iniziato, l'obiettivo sarebbe stato raggiunto in breve tempo e io avrei potuto\nfamiglia in pace e felicit\u00e0. La mia promessa \u00e8 stata mantenuta,\nil mostro se ne sarebbe andato per sempre. Oppure (cos\u00ec immaginava la mia fantasia) sarebbe accaduto qualche\nincidente che lo distruggesse e ponesse fine alla mia schiavit\u00f9 per sempre.\nschiavit\u00f9 per sempre.\n\nQuesti sentimenti hanno dettato la mia risposta a mio padre. Espressi il desiderio di\nInghilterra, ma nascondendo i veri motivi di questa richiesta\ni miei desideri sotto un'apparenza che non destava alcun sospetto, mentre io\ncon una seriet\u00e0 tale da indurre mio padre ad assecondarmi.\nmio padre ad accontentarmi. Dopo un periodo cos\u00ec lungo di una malinconia assorbente che assomigliava alla\nche assomigliava alla follia per la sua intensit\u00e0 e i suoi effetti, era felice di scoprire\nche ero in grado di provare piacere all'idea di un simile viaggio,\ne sperava che il cambiamento di scena e la variet\u00e0 dei divertimenti, prima del mio\nritorno, mi avrebbero restituito completamente a me stesso.\n\nLa durata della mia assenza \u00e8 stata lasciata alla mia scelta; qualche mese, o al massimo un anno, \u00e8 stato contemplato.\nun anno al massimo, era il periodo previsto. Una gentilezza paterna\npaterna aveva preso una precauzione per assicurarmi un compagno. Senza\nsenza comunicarmelo in precedenza, aveva disposto, di concerto con Elizabeth,\naveva fatto in modo che Clerval mi raggiungesse a Strasburgo. Questo interferiva\ncon la solitudine che desideravo per portare avanti il mio compito; tuttavia, all'inizio del mio viaggio la presenza\nall'inizio del mio viaggio la presenza del mio amico non poteva in alcun modo essere\nun impedimento, e in verit\u00e0 mi rallegrai del fatto che in questo modo mi sarei risparmiato molte ore di\nore di riflessione solitaria e forsennata. Anzi, Henry avrebbe potuto frapporsi tra\ntra me e l'intrusione del mio nemico. Se fossi sola, a volte non mi imporrebbe\nnon mi avrebbe imposto la sua aborrita presenza per ricordarmi del mio compito o per\ncontemplare i suoi progressi?\n\nIn Inghilterra, quindi, ero diretto, e restava inteso che la mia unione con Elisabetta\ncon Elisabetta avrebbe avuto luogo immediatamente al mio ritorno. L'et\u00e0 di mio padre\net\u00e0 di mio padre lo rendeva estremamente avverso agli indugi. Per quanto mi riguarda, c'era una\nricompensa che mi ero ripromessa dalle mie detestate fatiche, una consolazione per le mie\nsofferenze ineguagliabili; era la prospettiva di quel giorno in cui,\naffrancato dalla mia miserabile schiavit\u00f9, avrei potuto reclamare Elisabetta e dimenticare il passato\ndimenticare il passato nell'unione con lei.\n\nA questo punto presi accordi per il mio viaggio, ma un sentimento mi perseguitava\nche mi riempiva di paura e di agitazione. Durante la mia assenza avrei dovuto\nlasciare i miei amici inconsapevoli dell'esistenza del loro nemico e\ne non protetti dai suoi attacchi, per quanto esasperati dalla mia partenza.\npartenza. Ma lui aveva promesso di seguirmi ovunque fossi andato, e non mi avrebbe accompagnato in Inghilterra?\nnon mi avrebbe accompagnato in Inghilterra? Questa immaginazione era terribile di per s\u00e9\nma rassicurante nella misura in cui presupponeva la sicurezza dei miei amici.\nEro angosciato dall'idea che potesse accadere il contrario.\nche potesse accadere il contrario. Ma per tutto il periodo in cui fui schiavo della mia creatura, permisi a me stesso di\nschiavo della mia creatura, mi lasciai governare dagli impulsi del momento.\ndel momento; e le mie sensazioni attuali lasciavano fortemente intendere che il demonio\nmi avrebbe seguito ed esonerato la mia famiglia dal pericolo delle sue\nmacchinazioni.\n\nFu alla fine di settembre che lasciai di nuovo il mio paese natale.\npaese natale. Il mio viaggio era stato suggerito da me, ed Elisabetta\nElizabeth acconsent\u00ec, ma era piena di inquietudine all'idea che io soffrissi, lontano da lei, le\nche io soffrissi, lontano da lei, le insidie della miseria e del dolore. Era stata\nera stata la sua cura a procurarmi una compagna a Clerval e tuttavia un uomo\neppure un uomo \u00e8 cieco di fronte alle mille piccole circostanze che richiedono la\nattenzione di una donna. Desiderava tanto che io affrettassi il mio ritorno; mille emozioni contrastanti la rendevano muta.\nemozioni contrastanti la rendevano muta mentre mi dava un lacrimevole e silenzioso\nlacrimevole e silenzioso addio.\n\nMi buttai sulla carrozza che mi avrebbe portato via, senza sapere\na malapena sapevo dove stavo andando e non mi curavo di ci\u00f2 che passava intorno.\nMi ricordai solo, e fu con un'amara angoscia che ci riflettei sopra, di ordinare che i miei strumenti chimici fossero impacchettati per accompagnarmi.\ndi ordinare che i miei strumenti chimici venissero impacchettati per accompagnarmi.\ncon me. Pieno di tristi immaginazioni, passai attraverso molte scene belle e\nscene belle e maestose, ma i miei occhi erano fissi e non osservavano. Potevo\npensare solo alla meta del mio viaggio e al lavoro che mi avrebbe occupato mentre\nche mi avrebbe occupato durante la loro permanenza.\n\nDopo alcuni giorni trascorsi in svogliata indolenza, durante i quali attraversai molte leghe, arrivai a Strasburgo.\nmolte leghe, arrivai a Strasburgo, dove aspettai per due giorni Clerval.\nClerval. Arriv\u00f2. Ahim\u00e8, quanto era grande il contrasto tra noi! Lui\nera vivo a ogni nuova scena, gioioso quando vedeva le bellezze del\ndel sole al tramonto, e ancora pi\u00f9 felice quando lo vedeva sorgere e ricominciare un nuovo\ngiorno. Mi indicava i colori mutevoli del paesaggio e le apparenze del cielo.\ndel paesaggio e le apparenze del cielo.  Ecco cosa vuol dire vivere, ha esclamato;\n ora mi godo l'esistenza! Ma tu, mio caro Frankenstein, perch\u00e9 sei\navvilito e triste!  In verit\u00e0, ero occupato da cupi\npensieri e non vidi n\u00e9 la discesa della stella della sera n\u00e9 l'alba d'oro\nl'alba d'oro riflessa nel Reno. E voi, amico mio, sareste molto pi\u00f9\nmolto pi\u00f9 divertito dal diario di Clerval, che osservava il paesaggio con un occhio\ncon un occhio di sentimento e di piacere, che ascoltare le mie riflessioni. Io, un\nmiserabile, perseguitato da una maledizione che ha chiuso ogni strada al\ndivertimento.\n\nAvevamo concordato di discendere il Reno in battello da Strasburgo a\nRotterdam, da dove avremmo potuto imbarcarci per Londra. Durante questo\nviaggio passammo davanti a molte isole di salici e vedemmo diverse belle citt\u00e0.\nCi fermammo un giorno a Mannheim e il quinto giorno dalla partenza da Strasburgo arrivammo a Magonza.\nStrasburgo, arrivammo a Magonza. Il corso del Reno al di sotto di Magonza\ndiventa molto pi\u00f9 pittoresco. Il fiume scende rapidamente e si snoda tra\ntra colline, non alte, ma ripide e di belle forme. Abbiamo visto\nmolti castelli in rovina che si ergono sui bordi dei precipizi, circondati da boschi neri, alti e inaccessibili.\nboschi neri, alti e inaccessibili. Questa parte del Reno, infatti,\npresenta un paesaggio singolarmente variegato. In un punto si vedono\ncolline aspre, castelli in rovina che si affacciano su precipizi enormi, con il\nil Reno scuro che scorre sotto di noi; e sull'improvvisa curva di un promontorio,\nvigneti fiorenti con verdi rive in pendenza e un fiume che serpeggia\ne popolose citt\u00e0 occupano la scena.\n\nAbbiamo viaggiato nel periodo della vendemmia e abbiamo ascoltato il canto dei braccianti\nmentre scivolavamo lungo il torrente. Persino io, depresso di mente e con lo spirito continuamente agitato da sentimenti\ncontinuamente agitato da sentimenti cupi, persino io ero contento. Mi sono sdraiato sul\nfondo della barca, e mentre guardavo il cielo azzurro senza nuvole, mi sembrava di\nuna tranquillit\u00e0 alla quale ero da tempo estraneo. E se queste\nerano le mie sensazioni, chi pu\u00f2 descrivere quelle di Henry? Si sentiva come se fosse stato\ncome se fosse stato trasportato nel Paese delle Fate e avesse goduto di una felicit\u00e0 raramente assaporata dall'uomo.\nuomo.  Ho visto, disse, le scene pi\u00f9 belle del mio paese.\ndel mio paese; ho visitato i laghi di Lucerna e di Uri, dove le montagne innevate scendono quasi perpendicolarmente.\nmontagne innevate scendono quasi perpendicolarmente verso l'acqua, proiettando ombre nere e impenetrabili, che\ne impenetrabili, che darebbero un aspetto cupo e triste se non fosse per il paesaggio pi\u00f9 verdeggiante.\nse non fosse per le isole verdissime che alleviano l'occhio con il loro aspetto gay.\nHo visto questo lago agitato da una tempesta, quando il vento ha strappato turbini d'acqua e\nvortici d'acqua e dava l'idea di quello che deve essere lo spruzzo d'acqua sul grande oceano.\nsul grande oceano; e le onde si abbattevano con furia alla base della montagna,\ndove il sacerdote e la sua amante furono travolti da una valanga e\ndove si dice che le loro voci morenti si sentano ancora tra le pause del vento notturno.\nHo visto le montagne del Vallese e del Pays de Vaud;\nma questo paese, Victor, mi piace pi\u00f9 di tutte queste meraviglie. Le\nmontagne della Svizzera sono pi\u00f9 maestose e strane, ma c'\u00e8 un fascino\nfascino sulle rive di questo fiume divino che non ho mai visto eguagliare.\nGuardate il castello che sovrasta quel precipizio; e anche quello sull'isola, quasi nascosto tra le fronde.\nisola, quasi nascosto tra le fronde di quei bellissimi alberi; e ora\nquel gruppo di braccianti che escono dalle loro vigne; e quel villaggio\nnascosto nell'incavo della montagna. Oh, sicuramente lo spirito che abita e custodisce\ne custodisce questo luogo ha un'anima pi\u00f9 in armonia con l'uomo di quella di coloro che\nghiacciaio o si ritirano sulle cime inaccessibili delle montagne del nostro Paese.\nnostro Paese.\n\nClerval! Amato amico! Anche in questo momento mi delizia registrare le tue parole e\ne soffermarmi sulle lodi di cui siete cos\u00ec eminentemente meritevoli. Era un\nun essere formato nella poesia stessa della natura.  La sua immaginazione selvaggia ed\nimmaginazione selvaggia ed entusiasta \u00e8 stata castigata dalla sensibilit\u00e0 del suo cuore. La sua\ntraboccava di affetti ardenti, e la sua amicizia era di quella natura\nnatura devota e meravigliosa che i mondani ci insegnano a cercare solo nella\nnell'immaginazione. Ma anche le simpatie umane non erano sufficienti per\nsoddisfare la sua mente ansiosa. Lo scenario della natura esterna, che gli altri guardano con\nsolo con ammirazione, egli amava con ardore:\n\n     La cataratta che risuona\n    Lo perseguitava come una passione: l'alta roccia,\n    la montagna e il bosco profondo e cupo,\n    i loro colori e le loro forme, erano allora per lui\n    un appetito, un sentimento e un amore,\n    che non aveva bisogno di un fascino pi\u00f9 remoto,\n    di un pensiero o di un interesse non\n    non preso in prestito dall'occhio.\n\n          [L'Abbazia di Tintern di Wordsworth.]\n\nE dove si trova ora? Questo essere gentile e adorabile \u00e8 perduto\nper sempre? Questa mente, cos\u00ec ricca di idee, di immaginazioni fantasiose e magnifiche, che formava un mondo la cui esistenza dipendeva dal\ne magnifiche, che ha formato un mondo, la cui esistenza dipendeva dalla\nvita del suo creatore; questa mente \u00e8 forse perita? Esiste ora solo\nnella mia memoria? No, non \u00e8 cos\u00ec; la tua forma, cos\u00ec divinamente lavorata e\ne splendente di bellezza, \u00e8 decaduta, ma il tuo spirito visita e consola ancora l'amico infelice.\nconsola il tuo amico infelice.\n\nPerdonate questo slancio di dolore; queste parole inefficaci non sono che un lieve tributo\ntributo all'inestimabile valore di Henry, ma leniscono il mio cuore,\ntraboccante di angoscia per il suo ricordo. Proceder\u00f2\nproceder\u00f2 con il mio racconto.\n\nOltre Colonia scendemmo verso le pianure dell'Olanda e decidemmo di fare un'altra tappa.\ndi fare il resto della strada, perch\u00e9 il vento era contrario e la corrente del fiume\nfiume era troppo dolce per aiutarci.\n\nIl nostro viaggio qui ha perso l'interesse derivante dalle bellezze paesaggistiche, ma siamo arrivati in pochi giorni a Rotterdam, da dove abbiamo proseguito per mare verso l'Inghilterra.\nin pochi giorni arrivammo a Rotterdam, da dove proseguimmo per mare verso l'Inghilterra.\nFu in una limpida mattina degli ultimi giorni di dicembre che vidi per la prima volta le bianche scogliere della Gran Bretagna.\nle bianche scogliere della Gran Bretagna. Le rive del Tamigi presentavano una scena nuova;\nerano piatte ma fertili, e quasi ogni citt\u00e0 era segnata dal ricordo di qualche storia.\ndi qualche storia. Vedemmo il forte di Tilbury e ricordammo l'Armada spagnola.\nspagnola, Gravesend, Woolwich e Greenwich, luoghi di cui avevo sentito parlare anche nel mio paese.\ndi cui avevo sentito parlare anche nel mio paese.\n\nAlla fine abbiamo visto i numerosi campanili di Londra, St.\nPaul e la Torre, famosa nella storia inglese.\n\n\n\n\nCapitolo 19\n\n\nLondra era il nostro attuale punto di riposo; avevamo deciso di rimanere diversi\nmesi in questa meravigliosa e celebre citt\u00e0. Clerval desiderava avere\ndi uomini di genio e di talento che fiorivano in quel periodo.\nma questo per me era un obiettivo secondario; ero principalmente\noccupata dai mezzi per ottenere le informazioni necessarie per il\nper portare a termine la mia promessa e mi sono subito avvalso delle lettere di presentazione che avevo portato con me.\nlettere di presentazione che avevo portato con me, indirizzate ai pi\u00f9\nfilosofi naturali pi\u00f9 illustri.\n\nSe questo viaggio fosse avvenuto durante i miei giorni di studio e di felicit\u00e0,\nmi avrebbe procurato un piacere inesprimibile. Ma una rovina si \u00e8 abbattuta sulla mia\nMa la mia esistenza \u00e8 stata funestata da una ruggine, e ho visitato queste persone solo per\ninformazioni che avrebbero potuto darmi sull'argomento per il quale il mio interesse\nera cos\u00ec terribilmente profondo. La compagnia era fastidiosa per me; quando ero solo, potevo\nQuando ero solo, potevo riempire la mia mente con le vedute del cielo e della terra; la voce di\nHenry mi tranquillizzava e potevo cos\u00ec ingannare me stesso in una pace transitoria\npace transitoria. Ma i volti affaccendati, privi di interesse e di gioia mi riportavano la disperazione\nil mio cuore la disperazione. Vedevo una barriera insormontabile posta tra me e i miei simili.\ntra me e i miei simili; questa barriera era stata sigillata con il sangue di William e Justine.\nWilliam e Justine, e riflettere sugli eventi legati a quei nomi riempiva l'anima di\nla mia anima di angoscia.\n\nMa in Clerval vidi l'immagine di me stesso: era curioso e ansioso di acquisire esperienza e istruzione.\ne ansioso di acquisire esperienza e istruzione. La differenza di\ndi maniere che osservava era per lui una fonte inesauribile di\ndi istruzione e di divertimento. Stava anche perseguendo un obiettivo che aveva da tempo\nda tempo. Il suo progetto era quello di visitare l'India, nella convinzione di avere\nnella sua conoscenza delle varie lingue e nella visione che aveva della sua societ\u00e0, i mezzi per\ndella sua societ\u00e0, i mezzi per aiutare materialmente il progresso della colonizzazione e del commercio europeo.\ncolonizzazione e del commercio europeo. Solo in Gran Bretagna avrebbe potuto favorire\nl'esecuzione del suo piano. Era perennemente occupato e l'unico freno ai suoi divertimenti\nai suoi piaceri era la mia mente dolorosa e abbattuta. Cercai di nasconderlo il pi\u00f9 possibile\nil pi\u00f9 possibile, per non impedirgli di godere dei piaceri\nnaturali di chi si affaccia su una nuova scena di vita, indisturbata da\nda ogni preoccupazione o amaro ricordo. Spesso mi rifiutavo di accompagnarlo,\nadducendo un altro impegno, per poter rimanere sola. Ora ho anche\ndi raccogliere il materiale necessario per la mia nuova creazione, e questo\nper me era come la tortura di singole gocce d'acqua che cadevano continuamente sulla testa.\nsulla testa. Ogni pensiero che vi dedicavo era un'estrema\nangoscia e ogni parola pronunciata in riferimento ad essa mi faceva tremare le labbra e il cuore\nlabbra e il cuore a palpitare.\n\nDopo aver trascorso alcuni mesi a Londra, abbiamo ricevuto una lettera da una persona in Scozia che era stata nostra ospite a Ginevra.\nScozia che in passato era stato nostro visitatore a Ginevra. Ci ha parlato delle\nbellezze del suo paese natale e ci chiedeva se non fossero sufficienti\nsufficienti per indurci a prolungare il nostro viaggio fino a Perth,\nPerth, dove risiedeva. Clerval desiderava ardentemente accettare l'invito e io,\nsebbene aborrisse la societ\u00e0, desideravo rivedere le montagne e i corsi d'acqua e tutte le\ntutte le opere meravigliose con cui la natura adorna le sue dimore preferite.\n\nEravamo arrivati in Inghilterra all'inizio di ottobre, ed era ormai febbraio.\nfebbraio. Decidemmo quindi di iniziare il nostro viaggio verso il\nnord allo scadere di un altro mese. In questa spedizione non intendevamo\nnon intendevamo seguire la grande strada per Edimburgo, ma visitare Windsor, Oxford,\nMatlock e i laghi del Cumberland, decidendo di concludere il viaggio verso la fine di luglio.\nquesto tour verso la fine di luglio. Ho impacchettato i miei strumenti chimici e i materiali\nmateriali che avevo raccolto, decidendo di terminare il mio lavoro in qualche\nqualche angolo oscuro delle Highlands settentrionali della Scozia.\n\nAbbiamo lasciato Londra il 27 marzo e siamo rimasti qualche giorno a Windsor.\nWindsor, passeggiando nella sua bella foresta. Era una scena nuova per noi\nmontanari; le querce maestose, la quantit\u00e0 di selvaggina e i branchi di cervi maestosi erano tutte novit\u00e0 per noi.\ndi cervi maestosi erano tutte novit\u00e0 per noi.\n\nDa l\u00ec abbiamo proseguito per Oxford. Quando entrammo in questa citt\u00e0, la nostra mente\nmente il ricordo degli eventi che vi si erano svolti pi\u00f9 di un secolo e mezzo prima.\npi\u00f9 di un secolo e mezzo prima. Qui Carlo I. aveva raccolto le sue forze.\nI. aveva raccolto le sue forze. Questa citt\u00e0 gli era rimasta fedele,\ndopo che l'intera nazione aveva abbandonato la sua causa per unirsi allo stendardo del Parlamento e della libert\u00e0.\nParlamento e della libert\u00e0. Il ricordo di quello sfortunato re e dei suoi\ncompagni, l'amabile Falkland, l'insolente Goring, la sua regina e il suo\nfiglio, ha conferito un interesse particolare a tutte le parti della citt\u00e0 che\ncitt\u00e0 che si supponeva avessero abitato. Lo spirito dei tempi andati ha trovato una\ndimora qui e noi siamo felici di rintracciare le sue orme. Se questi\nsentimenti non avessero trovato una gratificazione immaginaria, l'aspetto della citt\u00e0 aveva comunque\ncitt\u00e0 aveva gi\u00e0 di per s\u00e9 una bellezza sufficiente a suscitare la nostra ammirazione.\nI collegi sono antichi e pittoreschi; le strade sono quasi magnifiche; e la bella Iside, che \u00e8 un'opera d'arte, \u00e8 un'opera d'arte.\nmagnifiche; e l'incantevole Iside, che scorre accanto ad essa attraverso prati di\ndi squisita verdura, si estende in una placida distesa d'acqua,\nche riflette il suo maestoso insieme di torri, guglie e cupole, incastonate tra le antiche mura.\ncupole, incastonate tra alberi secolari.\n\nMi \u00e8 piaciuta questa scena, ma il mio piacere \u00e8 stato offuscato sia dal ricordo del passato che dall'anticipazione del futuro.\ndal ricordo del passato e dall'anticipazione del futuro. Sono stato formato\nper una felicit\u00e0 pacifica. Durante i miei giorni giovanili il malcontento non ha mai\nDurante i miei giorni giovanili il malcontento non ha mai visitato la mia mente, e se mai sono stato sopraffatto dall'_ennui_, la vista di ci\u00f2 che \u00e8 bello in natura o lo studio di\nbellezze della natura o lo studio di ci\u00f2 che di eccellente e sublime c'\u00e8 nelle\nnelle produzioni dell'uomo riuscivano sempre a interessare il mio cuore e a comunicare\nelasticit\u00e0 al mio spirito. Ma io sono un albero distrutto; il fulmine \u00e8 entrato nell'anima\n\u00e8 entrato nella mia anima; e allora sentivo che avrei dovuto sopravvivere per mostrare ci\u00f2 che\npresto cesser\u00f2 di essere un miserabile spettacolo di umanit\u00e0 distrutta,\npietoso per gli altri e intollerabile per me stesso.\n\nAbbiamo trascorso un periodo considerevole a Oxford, girovagando per i suoi dintorni\ne cercando di individuare ogni luogo che potesse essere collegato all'epoca pi\u00f9\nepoca pi\u00f9 vivace della storia inglese. I nostri piccoli viaggi di scoperta\nspesso si prolungavano a causa degli oggetti che si presentavano\nche si presentavano. Visitammo la tomba dell'illustre Hampden e il campo in cui cadde il patriota.\ncampo in cui cadde quel patriota. Per un momento la mia anima si \u00e8 elevata\ndalle sue svilenti e miserabili paure per contemplare le divine idee di libert\u00e0 e abnegazione.\ndi libert\u00e0 e abnegazione di cui questi luoghi erano i monumenti e i\ne i ricordatori. Per un istante osai scrollarmi di dosso le mie catene\ne guardare intorno a me con uno spirito libero ed elevato, ma il ferro mi aveva corroso la carne e sono affondata\nnella mia carne e sprofondai di nuovo, tremante e senza speranza, nel mio\nmiserabile me stesso.\n\nAbbiamo lasciato Oxford con rammarico e ci siamo diretti a Matlock, che \u00e8 stato il nostro prossimo luogo di riposo.\nluogo di riposo. Il paese nelle vicinanze di questo villaggio\nassomigliava, in misura maggiore, al paesaggio della Svizzera, ma\ntutto \u00e8 su una scala pi\u00f9 bassa, e le verdi colline non hanno la corona di\nAlpi bianche e lontane, che sempre accompagnano le montagne appuntite del mio paese natale.\npaese natale. Abbiamo visitato la meravigliosa grotta e i piccoli gabinetti di storia naturale, dove i curiosi\ndi storia naturale, dove le curiosit\u00e0 sono disposte allo stesso modo\nmodo in cui sono disposte le curiosit\u00e0 nelle collezioni di Servox e Chamounix. Quest'ultimo nome\nquest'ultimo nome mi ha fatto tremare quando \u00e8 stato pronunciato da Henry, e mi sono affrettata a lasciare\nMatlock, a cui era associata quella terribile scena.\n\nDa Derby, sempre in viaggio verso nord, abbiamo trascorso due mesi nel Cumberland e nel Westmorland.\nCumberland e Westmorland. Ora potevo quasi immaginarmi tra le\nmontagne svizzere. Le piccole chiazze di neve che ancora persistevano sui fianchi settentrionali delle\nsettentrionali delle montagne, i laghi e lo scroscio dei torrenti rocciosi erano tutti\nruscelli rocciosi erano tutti scorci familiari e cari per me. Anche qui facemmo\nconoscenze, che riuscirono quasi a imbrogliarmi e a rendermi felice.\nfelicit\u00e0. Il piacere di Clerval fu proporzionalmente maggiore del mio.\nmia; la sua mente si espandeva in compagnia di uomini di talento, e trovava nella sua stessa natura\nnella sua stessa natura capacit\u00e0 e risorse maggiori di quelle che avrebbe potuto\ndi quanto potesse immaginare di possedere quando si associava ai suoi\ninferiori.  Potrei passare la mia vita qui, mi disse; e tra queste montagne difficilmente rimpiangerei\nqueste montagne non rimpiangerei la Svizzera e il Reno.\n\nMa scopr\u00ec che la vita di un viaggiatore \u00e8 una vita che include molto dolore\ntra i suoi piaceri. I suoi sentimenti sono sempre in tensione e quando comincia a riposare\nquando comincia a sprofondare nel riposo, si trova costretto ad abbandonare\ndi piacere per qualcosa di nuovo, che attira nuovamente la sua attenzione e che\nche attira di nuovo la sua attenzione e che abbandona per altre novit\u00e0.\n\nAvevamo appena visitato i vari laghi del Cumberland e del Westmorland\ne avevamo concepito un affetto per alcuni degli abitanti quando si avvicinava il periodo\ndell'appuntamento con il nostro amico scozzese si avvicinava, e li lasciammo\nper proseguire il viaggio. Da parte mia non ero dispiaciuto. Avevo ormai trascurato la mia\npromessa per un po' di tempo e temevo gli effetti della delusione del mon\ndelusione. Potrebbe rimanere in Svizzera e vendicarsi dei miei parenti.\nsui miei parenti. Questa idea mi perseguitava e mi tormentava in ogni momento\nin ogni momento in cui avrei potuto strappare riposo e pace. Aspettavo\ncon febbrile impazienza le mie lettere; se ritardavano, ero\nmiserabile e sopraffatta da mille paure; e quando arrivavano e vedevo la scritta\ne vedevo la soprascritta di Elisabetta o di mio padre, a malapena osavo leggere e accertarmi del mio destino.\nleggere e accertarmi del mio destino. A volte pensavo che il demonio\nmi seguisse e che avrebbe potuto accelerare la mia negligenza uccidendo la mia compagna.\nQuando questi pensieri mi assalivano, non lasciavo Henry nemmeno per un attimo,\nma lo seguivo come la sua ombra, per proteggerlo dall'immaginario furore del suo distruttore.\ndel suo distruttore. Mi sentivo come se avessi commesso un grande delitto, la cui\ncoscienza del quale mi perseguitava. Non ero colpevole, ma avevo davvero\nuna maledizione orribile sulla mia testa, mortale come quella del crimine.\n\nHo visitato Edimburgo con gli occhi e la mente languidi; eppure quella citt\u00e0 avrebbe potuto interessare\navrebbe potuto interessare l'essere pi\u00f9 sfortunato. A Clerval non piaceva tanto quanto\ndi Oxford, perch\u00e9 l'antichit\u00e0 di quest'ultima citt\u00e0 gli piaceva di pi\u00f9.\nMa la bellezza e la regolarit\u00e0 della nuova citt\u00e0 di Edimburgo, il suo romantico castello e i suoi dintorni, il\nromantico castello e i suoi dintorni, i pi\u00f9 incantevoli del mondo, Arthur s\ndi Arthur, il Pozzo di San Bernardo e le Colline di Pentland, lo compensavano del cambiamento e lo riempivano di allegria.\nil cambiamento e lo riempirono di allegria e ammirazione. Ma io ero\nimpaziente di arrivare alla fine del mio viaggio.\n\nSiamo partiti da Edimburgo in una settimana, passando per Coupar, St. Andrew e\nlungo le rive del Tay, fino a Perth, dove ci aspettava il nostro amico.\nMa non ero dell'umore giusto per ridere e parlare con gli estranei o per entrare nei loro sentimenti o piani con il buon umore che ci si aspetta da un ospite.\ncon gli estranei o di entrare nei loro sentimenti o progetti con il buon umore che ci si aspetta da un ospite; e di conseguenza dissi a Clerval\ndi conseguenza dissi a Clerval che desideravo fare il giro della Scozia\nda solo.  Divertitevi, dissi, e fate in modo che questo sia il nostro\nappuntamento. Potrei assentarmi per un mese o due; ma non interferite con i miei spostamenti, vi prego.\ni miei spostamenti, vi prego; lasciatemi in pace e in solitudine per un breve periodo.\ne quando torner\u00f2, spero che sar\u00e0 con un cuore pi\u00f9 leggero, pi\u00f9\npi\u00f9 congeniale al vostro temperamento.\n\nEnrico avrebbe voluto dissuadermi, ma vedendomi deciso a realizzare questo piano, smise di\ndi rimostrare. Mi preg\u00f2 di scrivergli spesso.  Preferivo stare con\ncon voi, disse, nelle vostre scorribande solitarie, piuttosto che con questi scozzesi che non conosco.\nscozzesi, che non conosco; affrettati, dunque, mio caro amico, a tornare,\naffinch\u00e9 io possa sentirmi di nuovo un po' a casa, cosa che non posso fare in vostra assenza.\nvostra assenza.\n\nDopo essermi separato dal mio amico, decisi di visitare qualche luogo remoto della Scozia per\nScozia e finire il mio lavoro in solitudine. Non dubitavo che il\nmostro mi avesse seguito e che si sarebbe scoperto quando avrei finito di\nfinito, per ricevere il suo compagno.\n\nCon questo proposito ho attraversato le Highlands settentrionali e ho scelto una delle pi\u00f9 remote\ndelle Orcadi come teatro del mio lavoro. Era un luogo\nadatto per un lavoro del genere, essendo poco pi\u00f9 di una roccia i cui alti fianchi venivano\ncontinuamente battuti dalle onde. Il terreno era sterile, a malapena\npascolo per poche misere mucche e farina d'avena per i suoi abitanti, che consistevano in cinque persone.\nabitanti, che consistevano in cinque persone, le cui membra scarnificate e\nle cui membra gracili e scarnificate testimoniavano il loro misero sostentamento. Verdure e pane, quando si concedevano\nquando si concedevano tali lussi, e persino l'acqua fresca, dovevano essere procurati dalla terraferma, che si trovava a circa cinque\ndalla terraferma, che distava circa cinque miglia.\n\nIn tutta l'isola c'erano solo tre misere capanne, e una di queste era libera quando sono arrivato.\ndi queste era libera quando arrivai. L'ho affittata. Conteneva solo due\nstanze, che presentavano tutta la squallidezza della pi\u00f9 misera\npenuria. La paglia era caduta, le pareti non erano intonacate e la porta era priva di cardini.\nporta era fuori dai cardini. Ordinai di ripararla, comprai dei mobili e ne presi possesso.\ne ne presi possesso, un evento che avrebbe senza dubbio suscitato\nun incidente che senza dubbio avrebbe suscitato una certa sorpresa se tutti i sensi dei contadini non fossero stati\nse tutti i sensi dei contadini non fossero stati storditi dalla mancanza e dalla squallida povert\u00e0. In realt\u00e0, vivevo senza essere osservato\ne indisturbato, a malapena ringraziato per la miseria di cibo e di vestiti che\nche davo, tanto la sofferenza smorza anche i sentimenti pi\u00f9 grossolani degli uomini.\ndegli uomini.\n\nIn questo ritiro dedicavo la mattina al lavoro; ma la sera, quando il tempo lo consentiva, camminavo sulla spiaggia sassosa del mare per\nquando il tempo lo permetteva, camminavo sulla spiaggia sassosa del mare per\nascoltare le onde che scrosciavano e si infrangevano sui miei piedi. Era un\nmonotona ma sempre diversa. Ho pensato alla Svizzera; era molto\nmolto diverso da questo paesaggio desolato e spaventoso. Le sue colline\nsono coperte di viti e le sue case sono sparse fittamente nelle pianure.\npianure. I suoi bei laghi riflettono un cielo azzurro e dolce e, quando sono turbati dai venti, il loro tumulto \u00e8\nquando sono turbati dai venti, il loro tumulto non \u00e8 che il gioco di un vivace bambino\nvivace di un bambino rispetto ai ruggiti del gigantesco oceano.\n\nIn questo modo ho distribuito le mie occupazioni quando sono arrivato, ma\nma, man mano che procedevo nel mio lavoro, questo diventava ogni giorno pi\u00f9 orribile e\nfastidioso per me. A volte non riuscivo a convincermi a entrare nel mio\nlaboratorio per diversi giorni, e altre volte ho faticato giorno e notte per completare il mio lavoro.\nper completare il mio lavoro. Era davvero un processo sporco quello in cui ero impegnato.\nsporco in cui ero impegnato. Durante il mio primo esperimento, una sorta di\nfrenesia entusiastica mi aveva accecato di fronte all'orrore del mio lavoro; la mia mente era intenta a\nmente fissata sul compimento del mio lavoro e i miei occhi erano chiusi all'orrore del mio\nocchi erano chiusi di fronte all'orrore del mio lavoro. Ma ora lo facevo a sangue freddo\nsangue freddo, e il mio cuore spesso si sentiva male per il lavoro delle mie mani.\n\nCos\u00ec situato, impiegato nella pi\u00f9 detestabile delle occupazioni, immerso in una solitudine in cui nulla poteva per un istante\nin una solitudine in cui nulla poteva distogliere per un istante la mia attenzione dalla\ndalla scena reale in cui ero impegnato, il mio spirito divenne ineguale; divenni irrequieto e nervoso.\ninquieto e nervoso. Ogni momento temevo di incontrare il mio\npersecutore. A volte stavo seduta con gli occhi fissi a terra, temendo di alzarli per non incontrare il mio persecutore.\ndi sollevarli per non incontrare l'oggetto che tanto\ntemevo di vedere. Temevo di allontanarmi dalla vista dei miei simili, per evitare che\ncreature, per timore che, quando ero solo, venisse a reclamare il suo compagno.\n\nNel frattempo lavoravo, e il mio lavoro era gi\u00e0 considerevolmente\navanzato. Guardavo al suo completamento con una speranza tremante e impaziente, che non osavo mettere in dubbio ma che era\nsperanza, che non osavo mettere in dubbio, ma che era\nma che si mescolava a oscuri presentimenti di male che mi facevano stringere il cuore\nnel mio petto.\n\n\n\n\nCapitolo 20\n\n\nUna sera ero seduto nel mio laboratorio; il sole era tramontato e la luna stava appena sorgendo dal mare.\nNon avevo luce sufficiente per il mio lavoro e rimasi inattivo, in attesa di decidere se lasciare il mio laboratorio.\nin una pausa di riflessione se lasciare il mio lavoro per la notte o affrettarne la conclusione\nlavoro per la notte o affrettare la sua conclusione con un'attenzione\nattenzione ad esso. Mentre ero seduto, mi venne in mente una riflessione che mi port\u00f2 a considerare gli effetti di ci\u00f2 che stavo facendo.\na considerare gli effetti di ci\u00f2 che stavo facendo. Tre anni prima ero impegnato nello stesso\ntre anni prima ero stato impegnato nello stesso modo e avevo creato un demone la cui ineguagliabile\nbarbarie senza pari aveva desolato il mio cuore e lo aveva riempito per sempre del pi\u00f9 amaro\nrimorso. Ora mi accingevo a formare un altro essere di cui ignoravo le disposizioni\nignoravo allo stesso modo; poteva diventare diecimila volte pi\u00f9 maligna del suo\ncompagno e dilettarsi, per il solo gusto di farlo, nell'omicidio e nella miseria. Aveva\naveva giurato di abbandonare il mondo degli uomini e di nascondersi nei deserti, ma lei non l'aveva fatto.\nlei no; e lei, che con ogni probabilit\u00e0 doveva diventare un animale pensante e\nanimale pensante e ragionante, potrebbe rifiutarsi di rispettare un patto stipulato prima della sua creazione.\ncreazione. Potrebbero persino odiarsi a vicenda; la creatura che gi\u00e0 viveva\nodiava la propria deformit\u00e0 e non avrebbe potuto concepire un'avversione maggiore per essa\nper essa quando si presentasse ai suoi occhi in forma femminile? Anche lei potrebbe voltarsi\ncon disgusto verso la bellezza superiore dell'uomo; potrebbe abbandonarlo,\ne lui si ritrovasse di nuovo solo, esasperato dalla nuova provocazione di essere\nabbandonato da uno della sua stessa specie.\n\nAnche se dovessero lasciare l'Europa e abitare i deserti del nuovo mondo,\nuno dei primi risultati di quelle simpatie di cui i d moni hanno sete sarebbero i bambini e una razza di diavoli\nsete sarebbe quello di avere dei figli, e sulla terra si propagherebbe una razza di diavoli che potrebbe\nche avrebbero potuto rendere l'esistenza stessa della specie umana una condizione\ncondizione precaria e piena di terrore. Se avessi il diritto, per il mio bene,\ndi infliggere questa maledizione alle generazioni eterne? Prima ero stato commosso\ndai sofismi dell'essere che avevo creato; ero rimasto insensibile di fronte alle sue\nminacce diaboliche; ma adesso, per la prima volta, la malvagit\u00e0 della mia\npromessa; rabbrividivo al pensiero che le epoche future mi avrebbero maledetto come\ncome il loro parassita, il cui egoismo non aveva esitato a comprare la propria pace a\nprezzo, forse, dell'esistenza dell'intera razza umana.\n\nTremai e il cuore mi venne meno, quando, alzando gli occhi, vidi alla luce della luna il monaco alla porta.\nla luce della luna il signore alla finestra. Un ghigno spettrale\nun ghigno spettrale sulle sue labbra mentre mi guardava, mentre ero seduto a svolgere il compito che mi aveva assegnato.\nche mi aveva assegnato. S\u00ec, mi aveva seguito durante i miei viaggi; aveva\nsi era aggirato nelle foreste, si era nascosto nelle caverne o si era rifugiato in vaste lande\nlande desertiche; e ora veniva a segnare i miei progressi e a reclamare la\nl'adempimento della mia promessa.\n\nMentre lo guardavo, il suo volto esprimeva il massimo della malizia e del tradimento.\nmalizia e tradimento. Pensai con una sensazione di follia alla mia\npromessa di creare un altro simile a lui, e tremando di passione,\ne, tremando di passione, feci a pezzi l'oggetto del mio impegno. Il disgraziato mi vide\ndistruggere la creatura dalla cui futura esistenza dipendeva la sua\nfelicit\u00e0, e con un urlo di diabolica disperazione e vendetta si ritir\u00f2.\n\nUscii dalla stanza e, chiudendo a chiave la porta, feci voto solenne in cuor mio di non riprendere mai pi\u00f9 le mie fatiche.\ndi non riprendere mai pi\u00f9 le mie fatiche; poi, con passi tremanti, cercai il mio appartamento.\ncerc\u00f2 il mio appartamento. Ero sola; non c'era nessuno vicino a me per dissipare\nla cupezza e a sollevarmi dall'oppressione nauseante delle pi\u00f9\nterribili fantasticherie.\n\nPassarono alcune ore e rimasi vicino alla finestra a guardare il mare;\nera quasi immobile, perch\u00e9 i venti erano calmi e tutta la natura\nriposava sotto l'occhio della luna tranquilla. Solo alcuni pescherecci\nsolo qualche peschereccio, e di tanto in tanto la brezza soffiava il suono di voci\nvoci dei pescatori che si chiamavano l'un l'altro. Sentivo il silenzio,\nanche se non mi rendevo conto della sua estrema profondit\u00e0, fino a quando il mio orecchio non fu\nfinch\u00e9 il mio orecchio non fu improvvisamente fermato dal remare dei remi vicino alla riva, e una persona\nuna persona sbarcata vicino a casa mia.\n\nPochi minuti dopo, sentii lo scricchiolio della mia porta, come se qualcuno\ncome se qualcuno cercasse di aprirla dolcemente. Tremavo da capo a piedi; avevo il presentimento di chi fosse e desideravo svegliare uno dei contadini che\npresentimento di chi fosse e avrei voluto svegliare uno dei contadini che\nche abitavano in una casetta poco distante dalla mia; ma fui sopraffatto dalla sensazione di impotenza, cos\u00ec spesso provata\ndi impotenza, cos\u00ec spesso provata nei sogni spaventosi, quando invano si cerca di sfuggire a un\ntentare di sfuggire a un pericolo incombente, e rimasi radicato sul posto.\n\nPoco dopo sentii un rumore di passi lungo il passaggio; la porta si apr\u00ec e apparve lo sventurato che temevo.\nsi apr\u00ec e apparve il disgraziato che temevo. Chiusa la porta, si avvicin\u00f2\nsi avvicin\u00f2 e disse con voce soffocata,\n\n Avete distrutto l'opera che avete iniziato; che cosa intendete fare?\nintenzione? Avete il coraggio di rompere la vostra promessa? Ho sopportato fatiche e miserie;\nho lasciato la Svizzera con te; ho strisciato lungo le rive del Reno, tra le sue\nle sue isole di salice e sulle cime delle sue colline. Ho vissuto molti\nmesi nelle lande dell'Inghilterra e tra i deserti della Scozia. Ho\nho sopportato una fatica incalcolabile, il freddo e la fame; osate forse distruggere le mie\nsperanze?\n\n Sparite! Non mantengo la mia promessa; non creer\u00f2 mai un'altra come\nte, uguale in deformit\u00e0 e malvagit\u00e0.\n\n Schiavo, prima ho ragionato con te, ma ti sei dimostrato\nindegno della mia condiscendenza. Ricorda che io ho potere; tu ti credi miserabile, ma io posso renderti cos\u00ec miserabile\nmiserabile, ma io posso renderti talmente miserabile che la luce del\ngiorno ti sar\u00e0 odiosa. Tu sei il mio creatore, ma io sono il tuo padrone;\nobbedisci!\n\n L'ora della mia irresolutezza \u00e8 passata, e il periodo del vostro potere \u00e8\n\u00e8 arrivato. Le vostre minacce non possono spingermi a compiere un atto di malvagit\u00e0, ma\nma mi confermano nella determinazione di non crearti un compagno di\nvizio. Dovrei forse, a sangue freddo, liberare sulla terra un mon che si diletta di morte e miseria?\nil cui piacere \u00e8 la morte e la miseria? Vattene! Io sono fermo, e le tue parole\nparole non faranno che esasperare la mia rabbia.\n\nIl mostro mi vide in faccia la mia determinazione e digrign\u00f2 i denti nell'impotenza della rabbia.\nimpotenza della rabbia.  Dovrebbe ogni uomo, grid\u00f2, trovare una\nmoglie per il suo seno, e ogni bestia avr\u00e0 la sua compagna, e io sar\u00f2 solo? Avevo\nsentimenti di affetto, e sono stati ripagati con la detestazione e il disprezzo.\nUomo! Puoi odiare, ma attenzione! Le tue ore passeranno nel terrore e nella miseria,\ne presto cadr\u00e0 il fulmine che ti strapper\u00e0 la felicit\u00e0 per sempre.\nper sempre. Dovrai essere felice mentre io mi crogiolo nell'intensit\u00e0 della mia\nmiseria? Puoi far esplodere le mie altre passioni, ma la vendetta\nrimane la vendetta, d'ora in poi pi\u00f9 cara della luce e del cibo! Posso anche morire, ma\nprima tu, mio tiranno e aguzzino, maledici il sole che guarda la tua miseria.\nmiseria. Attento, perch\u00e9 io sono impavido e quindi potente. Veglier\u00f2 con\ncon l'ostinazione di un serpente, per poter pungere con il suo veleno. Uomo, dovrai\npentirti delle ferite che infliggi.\n\n Diavolo, smettila; e non avvelenare l'aria con questi suoni di malignit\u00e0.\nVi ho dichiarato la mia risoluzione, e non sono un vigliacco che si pieghi\nsotto le parole. Lasciatemi, sono inesorabile.\n\n \u00c8 bene. Vado; ma ricordatevi che sar\u00f2 con voi la vostra\nnotte di nozze.\n\nMi avviai in avanti ed esclamai: \"Cattivo! Prima di firmare la mia\nmandato di morte, assicurati di essere al sicuro.\n\nAvrei voluto afferrarlo, ma mi \u00e8 sfuggito ed \u00e8 uscito dalla casa con\nprecipitosamente. In pochi istanti lo vidi sulla sua barca, che attravers\u00f2 le acque con una rapidit\u00e0 da freccia\nche attravers\u00f2 le acque con una rapidit\u00e0 da freccia e si perse presto tra le onde.\nonde.\n\nTutto tacque di nuovo, ma le sue parole risuonarono nelle mie orecchie. Ardevo di rabbia per\ninseguire l'assassino della mia pace e precipitarlo nell'oceano. I\ncamminavo su e gi\u00f9 per la mia stanza in modo frettoloso e turbato, mentre la mia immaginazione\nevocava mille immagini per tormentarmi e pungermi. Perch\u00e9 non l'avevo\nseguirlo e chiudere con lui in una lotta mortale? Ma lo avevo lasciato partire\nMa gli avevo permesso di partire e lui aveva diretto la sua rotta verso la terraferma. Rabbrividivo\nal pensiero di chi potesse essere la prossima vittima sacrificata alla sua insaziabile vendetta.\nE poi ripensai alle sue parole: \"Sar\u00f2 con te nella tua notte di nozze\".\nQuella, dunque, era la data fissata per il compimento del mio destino.\ncompimento del mio destino. In quell'ora dovevo morire e in un sol colpo soddisfare ed estinguere\nestinguere la sua malizia. La prospettiva non mi fece temere; tuttavia, quando pensai alla mia amata Elisabetta, alla sua\nquando pensai alla mia amata Elisabetta, alle sue lacrime e al suo infinito dolore, quando\nquando avrebbe trovato il suo amante cos\u00ec barbaramente strappato da lei, le lacrime, le prime che avevo\nversate da molti mesi a questa parte, mi sgorgarono dagli occhi e decisi di non cadere davanti al mio nemico senza\nnemico senza un'aspra lotta.\n\nLa notte pass\u00f2 e il sole sorse dall'oceano; i miei sentimenti si fecero pi\u00f9 calmi, se cos\u00ec si pu\u00f2 chiamare la calma quando la violenza della rabbia sprofonda nell'oceano.\npi\u00f9 calmi, se cos\u00ec si pu\u00f2 chiamare la calma quando la violenza della rabbia sprofonda nel\nla disperazione. Lasciai la casa, l'orribile scena dell'ultimo\nnotte, e camminai sulla spiaggia del mare, che consideravo quasi come un'insuperabile\nquasi una barriera insuperabile tra me e i miei simili; anzi, un desiderio di\ncreature; anzi, un desiderio che si rivelasse tale mi attravers\u00f2. I\ndesideravo passare la mia vita su quella roccia arida, stancamente, \u00e8 vero,\nma senza essere interrotto da un improvviso shock di miseria. Se fossi tornato, sarebbe stato per\nsacrificato o per vedere morire coloro che amavo di pi\u00f9 sotto la presa di un\nd mon che io stesso avevo creato.\n\nMi aggiravo per l'isola come uno spettro inquieto, separato da tutto ci\u00f2 che amava\namato e infelice nella separazione. Quando divenne mezzogiorno e il sole si alz\u00f2\nsole si alz\u00f2, mi sdraiai sull'erba e fui sopraffatto da un sonno profondo.\nsonno. Ero stata sveglia tutta la notte precedente, i miei nervi erano agitati e gli occhi\nnervi erano agitati e gli occhi infiammati dall'osservazione e dall'infelicit\u00e0. Il sonno\nin cui ero sprofondato mi rinfranc\u00f2; e quando mi svegliai, mi sentii di nuovo come se\ndi appartenere a una razza di esseri umani come me, e cominciai a riflettere su quanto era passato con\na riflettere su ci\u00f2 che era accaduto con maggiore compostezza; tuttavia le\nparole del demonio mi risuonavano nelle orecchie come una campana a morto; apparivano come un sogno, ma\ncome un sogno, eppure ben distinte e opprimenti come una realt\u00e0.\n\nIl sole era ormai tramontato e io ero ancora seduto sulla riva a saziare il mio appetito, diventato famelico, con una torta di avena.\nappetito, che era diventato famelico, con una torta d'avena, quando vidi un peschereccio approdare vicino a me e uno degli uomini mi port\u00f2 un pacchetto.\nun peschereccio che si avvicinava a me e uno degli uomini mi port\u00f2 un pacchetto;\nconteneva lettere da Ginevra e una di Clerval che mi pregava di raggiungerlo.\ndi unirmi a lui. Diceva che stava sprecando il suo tempo in maniera infruttuosa dove era\nche le lettere degli amici che si era creato a Londra desideravano il suo ritorno per\nche le lettere degli amici che si era fatto a Londra desideravano il suo ritorno per completare le trattative che avevano avviato per\nimpresa indiana. Non poteva pi\u00f9 ritardare la sua partenza, ma poich\u00e9 il suo viaggio a Londra\nLondra sarebbe potuto essere seguito, anche prima di quanto\ndi quanto ora ipotizzasse, da un viaggio pi\u00f9 lungo, mi preg\u00f2 di concedergli tutta la mia\nmia compagnia a lui quanto potevo. Mi preg\u00f2, quindi, di\ndi lasciare la mia isola solitaria e di incontrarlo a Perth, in modo da procedere insieme verso\nverso sud. Questa lettera mi richiam\u00f2 in qualche modo alla vita e decisi di lasciare la mia isola\nDecisi di lasciare la mia isola allo scadere dei due giorni.\n\nTuttavia, prima di partire, c'era un compito da svolgere, sul quale tremavo nel riflettere.\ndovevo impacchettare i miei strumenti chimici e, a tal fine, dovevo entrare nella stanza che era stata teatro del mio odioso lavoro.\ndovevo entrare nella stanza che era stata la scena del mio odioso lavoro, e dovevo\nmaneggiare quegli utensili la cui vista mi dava il voltastomaco. Il mattino seguente, all'alba\nmattina, all'alba, trovai il coraggio sufficiente e aprii la porta del mio laboratorio.\ndel mio laboratorio. I resti della creatura semidefinita, che avevo distrutto, giacevano sparsi sul pavimento.\ndistrutto, giacevano sparpagliati sul pavimento e mi sembrava quasi di aver\ncarne viva di un essere umano. Feci una pausa per riprendermi e\npoi entrai nella camera. Con mano tremante portai gli strumenti fuori dalla stanza.\ncon mano tremante portai gli strumenti fuori dalla stanza, ma riflettei che non avrei dovuto lasciare le reliquie del mio lavoro\nlavoro per suscitare l'orrore e il sospetto dei contadini; cos\u00ec li misi in una cesta, con un\nli misi in una cesta, con una grande quantit\u00e0 di pietre, e, deponendoli, decisi di gettarli nella\ne le ho sistemate, decidendo di gettarle in mare la notte stessa.\nnel frattempo mi sedetti sulla spiaggia, impegnato a pulire e sistemare il mio\napparato chimico.\n\nNulla poteva essere pi\u00f9 completo dell'alterazione che aveva avuto luogo nei miei sentimenti\nnei miei sentimenti dalla notte dell'apparizione del d mon. Prima avevo\nprima avevo considerato la mia promessa con una cupa disperazione come una cosa che, con\nconseguenze, doveva essere mantenuta; ma adesso mi sentivo come se una pellicola\ncome se mi fosse stata tolta una pellicola da davanti agli occhi e che per la prima volta vedessi\nchiaramente. L'idea di rinnovare le mie fatiche non mi pass\u00f2 nemmeno per un istante; la minaccia che avevo sentito\nLa minaccia che avevo sentito pesava sui miei pensieri, ma non pensavo che un mio atto volontario avrebbe potuto\nche un mio atto volontario potesse scongiurarla. Avevo deciso nella mia mente che\nche creare un altro demone come quello che avevo creato per la prima volta\nsarebbe stato un atto del pi\u00f9 basso e atroce egoismo, e avevo bandito dalla mia mente\nbandito dalla mia mente ogni pensiero che potesse portare a una conclusione diversa.\nconclusione diversa.\n\nTra le due e le tre del mattino sorse la luna; allora, mettendo il mio cesto a bordo di un piccolo skiff, salpai a circa quattro miglia dalla riva.\ncesto a bordo di un piccolo skiff, salpai a circa quattro miglia dalla riva.\nLa scena era perfettamente solitaria; alcune barche stavano tornando verso terra,\nma io navigai lontano da loro. Mi sembrava di essere in procinto di commettere un terribile\nun terribile crimine ed evitai con un brivido di ansia qualsiasi incontro con i miei\ncreature. A un certo punto la luna, che prima era limpida, fu improvvisamente\nimprovvisamente una fitta nuvola, approfittai del momento di oscurit\u00e0 e gettai il mio cesto nel mare.\nbuio e ho gettato il mio cesto in mare; ho ascoltato il gorgoglio del cesto mentre affondava e poi ho navigato.\ngorgoglio mentre affondava e poi mi allontanai dal luogo. Il cielo si annuvol\u00f2, ma\nma l'aria era pura, anche se raffreddata dalla brezza di nord-est che si stava\nche si stava alzando. Ma mi rinfresc\u00f2 e mi riemp\u00ec di sensazioni cos\u00ec piacevoli che decisi di prolungare il mio viaggio\nche decisi di prolungare la mia permanenza sull'acqua e, fissando il timone in una posizione\nposizione diretta, mi distesi sul fondo della barca. Le nuvole nascondevano la\nluna, tutto era oscuro e sentivo solo il rumore della barca mentre la sua chiglia\nchiglia tra le onde; il mormorio mi cull\u00f2 e in breve tempo dormii profondamente.\nsonno profondo.\n\nNon so quanto tempo rimasi in questa situazione, ma quando mi svegliai mi accorsi che il sole era gi\u00e0 salito notevolmente.\nche il sole era gi\u00e0 salito notevolmente. Il vento era forte e le\nle onde minacciavano continuamente la sicurezza della mia piccola imbarcazione. Ho scoperto\nche il vento era da nord-est e doveva avermi spinto lontano dalla costa da cui mi ero imbarcato.\nda cui mi ero imbarcato. Cercai di cambiare rotta, ma mi accorsi subito che se avessi tentato nuovamente di\nche se avessi tentato di nuovo di farlo, la barca si sarebbe immediatamente riempita d'acqua.\nacqua. In questa situazione, la mia unica risorsa era quella di andare avanti al vento. I\nconfesso di aver provato qualche sensazione di terrore. Non avevo con me la bussola\ne conoscevo cos\u00ec poco la geografia di questa parte del mondo che il sole mi era di poco aiuto.\nmondo che il sole mi era poco utile. Avrei potuto essere spinto nell'Atlantico\nAtlantico e provare tutte le torture della fame o essere inghiottito nelle acque incommensurabili che\nacque incommensurabili che ruggivano e si agitavano intorno a me. Ero gi\u00e0\nore e sentivo il tormento di una sete bruciante, preludio di altre sofferenze.\naltre sofferenze. Guardai il cielo, che era coperto da nuvole\nche volavano davanti al vento, per poi essere sostituite da altre; guardai il mare\nmare: sarebbe stata la mia tomba.  Demonio, esclamai, il tuo\ncompito \u00e8 gi\u00e0 compiuto!  Pensai a Elisabetta, a mio padre e a Clerval.\na Clerval, tutti lasciati indietro, sui quali il mostro avrebbe potuto soddisfare la sua\npassioni sanguinarie e spietate. Quest'idea mi fece sprofondare in una fantasticheria cos\u00ec\ndisperata e spaventosa che anche ora, quando la scena sta per chiudersi per sempre davanti a me, mi\nchiudersi per sempre davanti a me, rabbrividisco nel rifletterci.\n\nTrascorsero cos\u00ec alcune ore; ma a poco a poco, mentre il sole scendeva verso l'orizzonte, il vento si attenu\u00f2 in una leggera brezza e il mare divenne\nall'orizzonte, il vento si attenu\u00f2 in una brezza leggera e il mare divenne\nlibero dai frangenti. Ma queste lasciarono il posto a un forte moto ondoso; mi sentivo male\ne a stento riuscivo a tenere il timone, quando all'improvviso vidi una linea di terra alta verso sud.\nterra verso sud.\n\nQuasi spossata, com'ero, dalla stanchezza e dalla terribile suspense che avevo sopportato per diverse ore, questa improvvisa certezza della vita mi piomb\u00f2 addosso come un fiume in piena.\nper diverse ore, l'improvvisa certezza della vita si \u00e8 riversata come un'inondazione di\ncalda gioia nel mio cuore e le lacrime mi sgorgarono dagli occhi.\n\nQuanto sono mutevoli i nostri sentimenti, e quanto \u00e8 strano l'amore che nutriamo per la vita anche nell'eccesso di miseria!\ndella vita anche nell'eccesso di miseria! Costruii un'altra vela con una\nparte del mio vestito e diressi con impazienza la mia rotta verso la terra. Aveva un aspetto\nselvaggia e rocciosa, ma man mano che mi avvicinavo percepivo facilmente\nle tracce di una coltivazione. Vidi delle imbarcazioni vicino alla riva e mi ritrovai improvvisamente\nmi trovai improvvisamente trasportato nei pressi dell'uomo civilizzato. I\ncon attenzione le curve del terreno e salutai un campanile che alla fine vidi spuntare da dietro un piccolo\nche vidi spuntare da dietro un piccolo promontorio. Poich\u00e9 ero in uno stato di\ndi estrema debilitazione, decisi di navigare direttamente verso la citt\u00e0, come un luogo\ndove avrei potuto procurarmi pi\u00f9 facilmente il nutrimento. Fortunatamente avevo con me del denaro\ncon me. Girato il promontorio, vidi una piccola citt\u00e0 ordinata e un buon porto.\nporto, nel quale entrai con il cuore gonfio di gioia per l'inattesa fuga.\nfuga.\n\nMentre ero occupato a sistemare la barca e a sistemare le vele, diverse persone si affollarono verso il punto\npersone si affollarono sul posto. Sembravano molto sorpresi della mia\nma, invece di offrirmi assistenza, bisbigliavano\ncon gesti che, in qualsiasi altro momento, avrebbero potuto produrre in me una\nuna leggera sensazione di allarme. Invece, mi limitai a osservare che parlavano inglese e quindi\nparlavano inglese e quindi mi rivolsi loro in quella lingua.  Miei\namici, dissi, sareste cos\u00ec gentili da dirmi il nome di questa citt\u00e0 e da informarmi su dove mi trovo?\nquesta citt\u00e0 e di dirmi dove mi trovo?\n\n Lo saprete presto, rispose un uomo con voce roca.\n Forse siete arrivati in un posto che non vi piacer\u00e0 molto,\nma non sarete consultati sul vostro alloggio, ve lo prometto.\n\nFui molto sorpreso di ricevere una risposta cos\u00ec sgarbata da uno sconosciuto.\nstraniero, e fui anche sconcertato nel vedere il volto accigliato e arrabbiato dei suoi compagni.\ndi fronte ai suoi compagni, accigliati e arrabbiati.  Perch\u00e9 mi rispondete cos\u00ec\nbruscamente?  Risposi.  Di certo non \u00e8 abitudine degli inglesi accogliere\nricevere gli stranieri in modo cos\u00ec inospitale.\n\n Non so, disse l'uomo, quale sia l'usanza degli inglesi, ma \u00e8 usanza degli irlandesi odiare i cattivi.\ninglese, ma l'abitudine degli irlandesi \u00e8 quella di odiare i cattivi.\n\nMentre questo strano dialogo continuava, percepii che la folla aumentava rapidamente.\naumentare. I loro volti esprimevano un misto di curiosit\u00e0 e rabbia che mi\nche mi infastidiva e in qualche misura mi allarmava. Chiesi la strada per la locanda, ma nessuno mi rispose.\nnessuno rispose. Allora avanzai e dalla folla si lev\u00f2 un mormorio che mi seguiva e mi circondava.\nfolla che mi seguiva e mi circondava, quando un uomo dall'aspetto malvagio\nun uomo dall'aspetto poco raccomandabile mi diede un colpetto sulla spalla e mi disse: \"Venga, signore, deve seguirmi da Mr.\nseguirmi da Mr. Kirwin per rendere conto di s\u00e9\".\n\n Chi \u00e8 il signor Kirwin? Perch\u00e9 devo rendere conto di me stesso? Non \u00e8 forse\nquesto \u00e8 un paese libero?\n\n S\u00ec, signore, abbastanza libero per le persone oneste. Il signor Kirwin \u00e8 un magistrato,\ne voi dovrete dare un resoconto della morte di un gentiluomo che \u00e8 stato trovato\ntrovato ucciso qui ieri sera.\n\nQuesta risposta mi fece trasalire, ma mi ripresi subito. Ero innocente;\nche poteva essere facilmente dimostrato; di conseguenza seguii il mio conduttore in silenzio\ne fui condotto in una delle migliori case della citt\u00e0. Ero pronto a sprofondare per\nstanchezza e dalla fame, ma, essendo circondato da una folla, pensai che fosse\ndi risvegliare tutte le mie forze, in modo che nessuna debolezza fisica potesse essere interpretata come\napprensione o colpa cosciente. Poco mi aspettavo allora della calamit\u00e0 che\nche in pochi istanti mi avrebbe travolto e spento nell'orrore e nella disperazione\nogni paura dell'ignominia o della morte.\n\nDevo fermarmi qui, perch\u00e9 \u00e8 necessaria tutta la mia forza d'animo per richiamare alla memoria i terribili eventi che sto per raccontare, con i dovuti dettagli, alla mia famiglia.\neventi spaventosi che sto per raccontare, con i dovuti dettagli, alla mia memoria.\ndettagli, alla mia memoria.\n\n\n\n\nCapitolo 21\n\n\nSono stato presto introdotto alla presenza del magistrato, un vecchio\nuomo benevolo, dai modi calmi e miti. Mi guard\u00f2, tuttavia, con una certa\ncon una certa severit\u00e0 e poi, rivolgendosi ai miei conduttori,\nchiese chi fosse presente come testimone in questa occasione.\n\nSi presentarono circa una mezza dozzina di uomini; uno, scelto dal magistrato, depose di essere stato a pesca la sera prima con un\nmagistrato, ha deposto che la sera prima era fuori a pescare con il figlio e il cognato di\nsuo figlio e cognato, Daniel Nugent, quando, verso le dieci,\nhanno osservato un forte vento di tramontana e hanno quindi fatto rotta verso il porto.\nverso il porto. Era una notte molto buia, poich\u00e9 la luna non era ancora sorta; non sbarcarono nel porto, ma\nnon sbarcarono in porto, ma, come erano abituati, in un'insenatura a circa\ndue miglia pi\u00f9 in basso. Egli si incammin\u00f2 per primo, portando con s\u00e9 una parte dell'attrezzatura da pesca,\ne i suoi compagni lo seguirono a una certa distanza. Mentre procedeva\nmentre procedeva lungo le sabbie, urt\u00f2 il piede contro qualcosa e cadde\na terra. I suoi compagni si avvicinarono per soccorrerlo e, alla luce della loro lanterna, si accorsero che\nluce della loro lanterna scoprirono che era caduto sul corpo di un uomo,\nche sembrava morto. La loro prima supposizione fu che si trattasse del cadavere di una persona\nche si trattasse del cadavere di una persona annegata e gettata a riva dalle onde.\nma, esaminandolo, si accorsero che i vestiti non erano bagnati e che il corpo non era\nche il corpo non era freddo. Lo portarono subito nella casa di un'anziana\ndi un'anziana donna vicino al luogo e cercarono, ma invano, di riportarlo in vita.\nvita. Sembrava un bel giovane, di circa cinque e venti anni.\nanni. Sembrava che fosse stato strangolato, perch\u00e9 non c'erano segni di violenza se non il segno nero delle dita.\nviolenza, tranne il segno nero delle dita sul collo.\n\nLa prima parte di questa deposizione non mi interess\u00f2 minimamente, ma quando fu menzionato il segno delle dita\nquando fu menzionato il segno delle dita, mi ricordai dell'omicidio di mio fratello e mi sentii estremamente agitato.\nmio fratello e mi sentii estremamente agitato; le mie membra tremavano e una nebbia mi avvolse gli occhi\ntremanti e una nebbia mi avvolse gli occhi, costringendomi ad appoggiarmi a una sedia per sostenermi.\nuna sedia per sostenermi. Il magistrato mi osserv\u00f2 con occhio attento e naturalmente trasse un auspicio sfavorevole\nun auspicio sfavorevole dal mio modo di fare.\n\nIl figlio conferm\u00f2 il racconto del padre, ma quando Daniel Nugent fu chiamato, giur\u00f2 che poco prima della caduta del compagno\nDaniel Nugent giur\u00f2 che, poco prima della caduta del suo compagno, aveva visto una barca con un solo uomo a poca distanza dalla riva.\ndi aver visto una barca, con un solo uomo a bordo, a poca distanza dalla riva;\ne, per quanto pot\u00e9 giudicare alla luce di alcune stelle, era la stessa barca in cui ero appena\nbarca in cui ero appena sbarcato.\n\nUna donna ha deposto che abitava vicino alla spiaggia e che era in piedi davanti alla porta del suo cottage, in attesa del ritorno dei pescatori, circa un'ora\ndella sua casetta, aspettando il ritorno dei pescatori, circa un'ora prima che\nun'ora prima di venire a sapere del ritrovamento del corpo, quando vide una barca con a bordo un solo uomo\nuna barca con un solo uomo a bordo che si spingeva da quella parte della riva dove poi \u00e8 stato trovato il cadavere.\ndove poi \u00e8 stato trovato il cadavere.\n\nUn'altra donna ha confermato il racconto dei pescatori che hanno portato il corpo in casa sua.\ncorpo in casa sua; non era freddo. Lo misero in un letto e lo\nDaniel and\u00f2 in citt\u00e0 a cercare uno speziale, ma la vita era completamente scomparsa.\nvita.\n\nDiversi altri uomini sono stati interrogati sul mio sbarco e sono stati concordi nel dire che, con il forte vento del nord che si era alzato durante la notte, era stato possibile\nche, con il forte vento di tramontana che si era alzato durante la notte, era molto probabile che io\nera molto probabile che avessi girato per molte ore e che fossi stato costretto a tornare\nobbligato a tornare quasi allo stesso punto da cui ero partito.\nInoltre, osservarono che sembrava che avessi portato il corpo da un altro luogo.\nda un altro luogo ed era probabile che, dato che non sembravo conoscere la costa, avessi\nla costa, avrei potuto entrare nel porto ignorando la distanza della citt\u00e0 di\ndella citt\u00e0 dal luogo in cui avevo depositato il cadavere.\n\nIl signor Kirwin, dopo aver ascoltato questa testimonianza, ha voluto che mi portassero nella\nnella stanza dove il corpo giaceva per la sepoltura, affinch\u00e9 si potesse osservare quale\neffetto che la sua vista avrebbe prodotto su di me. Questa idea fu probabilmente\nprobabilmente suggerita dall'estrema agitazione che avevo mostrato quando mi era stata descritta la modalit\u00e0 dell'omicidio.\ndell'omicidio. Di conseguenza, il magistrato e diverse altre persone mi condussero\ne da diverse altre persone, alla locanda. Non potei fare a meno di essere colpito dalle\nstrane coincidenze che si erano verificate durante quella notte movimentata; ma,\nsapendo di aver conversato con diverse persone nell'isola in cui avevo abitato\nnell'isola che avevo abitato nel momento in cui il corpo era stato ritrovato, ero perfettamente\ntranquilla per quanto riguarda le conseguenze della vicenda.\n\nEntrai nella stanza dove giaceva il cadavere e fui condotto fino alla bara. Come\ncome descrivere le mie sensazioni alla sua vista? Mi sento ancora inaridito dall'orrore\norrore, n\u00e9 riesco a riflettere su quel momento terribile senza rabbrividire e\nagonia. L'esame, la presenza del magistrato e dei testimoni,\nLa visita, la presenza del magistrato e dei testimoni, passarono come un sogno dalla mia memoria quando vidi la forma senza vita di Henry\nClerval distesa davanti a me. Ho ansimato per respirare e, gettandomi sul corpo, ho esclamato: \"Non c'\u00e8 niente da fare.\nesclamai: \"Le mie macchinazioni omicide ti hanno forse privato\nanche te, mio carissimo Enrico, della vita? Due ne ho gi\u00e0 distrutti; altre\naltre vittime attendono il loro destino; ma tu, Clerval, mio amico, mio\nbenefattore\n\nLa struttura umana non poteva pi\u00f9 sopportare le agonie che sopportavo e fui portata fuori dalla stanza in preda a forti convulsioni.\nfui portato fuori dalla stanza in preda a forti convulsioni.\n\nA questo si aggiunse la febbre. Rimasi per due mesi in punto di morte; i miei deliri, come ho saputo in seguito, erano spaventosi\ndeliri, come ho saputo in seguito, erano spaventosi; mi definivo l'assassino di\nassassino di Guglielmo, di Giustina e di Clerval. A volte imploravo i miei\ndi aiutarmi a distruggere il demonio che mi tormentava.\ntormentato; altre volte sentivo le dita del mostro che gi\u00e0 mi afferravano il collo e\ncollo, e urlavo ad alta voce per l'agonia e il terrore. Fortunatamente, poich\u00e9 parlavo\nmia lingua madre, solo Mr. Kirwin mi cap\u00ec; ma i miei gesti e le mie grida amare erano sufficienti a spaventare\ngrida amare erano sufficienti a spaventare gli altri testimoni.\n\nPerch\u00e9 non sono morto? Pi\u00f9 miserabile di quanto l'uomo sia mai stato prima, perch\u00e9 non sono\nsprofondare nell'oblio e nel riposo? La morte porta via molti bambini in fiore\nbambini in fiore, le uniche speranze dei loro genitori affettuosi; quante spose e quanti giovani amanti\nspose e giovani innamorati sono stati un giorno nel fiore della salute e della speranza, e l'altro\nun giorno in fiore di salute e speranza, e l'altro in preda ai vermi e alla decadenza della tomba! Di quali materiali ero fatto\nche ho potuto resistere a tanti urti che, come il giro della ruota, hanno rinnovato la tortura.\nruota, rinnovavano continuamente la tortura?\n\nMa ero condannato a vivere e in due mesi mi ritrovai, come al risveglio da un sogno, in una prigione.\nun sogno, in una prigione, disteso su un misero letto, circondato da\ncarcerieri, chiavi, catenacci e tutto il miserabile apparato di una prigione.\nRicordo che era mattina quando mi risvegliai e capii; avevo dimenticato i particolari di ci\u00f2 che era accaduto.\navevo dimenticato i particolari di ci\u00f2 che era accaduto e mi sentivo come se qualche\ngrande disgrazia mi avesse improvvisamente travolto; ma quando mi guardai intorno e vidi le finestre sbarrate e le\ne vidi le finestre sbarrate e la squallidezza della stanza in cui mi trovavo, tutto mi balen\u00f2 nella mente.\nstanza in cui mi trovavo, tutto mi balen\u00f2 nella memoria e gemetti amaramente.\n\nQuesto suono disturb\u00f2 una donna anziana che dormiva su una sedia accanto a me.\naccanto a me. Era un'infermiera a pagamento, la moglie di uno dei fattorini, e il suo volto esprimeva tutte quelle cattive qualit\u00e0 che spesso caratterizzano\nIl suo volto esprimeva tutte quelle cattive qualit\u00e0 che spesso caratterizzano\nquella classe. I tratti del suo viso erano duri e rudi, come quelli di persone abituate a vedere senza\npersone abituate a vedere senza provare simpatia per la miseria. Il suo\ntono esprimeva la sua totale indifferenza; si rivolgeva a me in inglese,\ne la voce mi sembr\u00f2 quella che avevo sentito durante le mie sofferenze.\n\n State meglio ora, signore? disse lei.\n\nRisposi nella stessa lingua, con voce flebile: \"Credo di esserlo;\nma se \u00e8 tutto vero, se davvero non ho sognato, mi dispiace di essere ancora vivo\nvivo per provare questa miseria e questo orrore.\n\n A questo proposito, rispose la vecchia, se vi riferite al signore che avete ucciso.\nsignore che avete assassinato, credo che sarebbe meglio per voi se foste\nmorto, perch\u00e9 immagino che sar\u00e0 dura per voi! Comunque, questo non \u00e8\nnon sono affari miei; sono stata mandata a curarvi e a farvi guarire; faccio il mio dovere con la coscienza tranquilla.\ncon la coscienza tranquilla; sarebbe bene che tutti facessero lo stesso.\n\nMi allontanai con disgusto dalla donna che poteva pronunciare un discorso cos\u00ec insensibile a una persona appena salvata, in punto di morte.\nun discorso cos\u00ec insensibile a una persona appena salvata, in punto di morte; ma mi sentivo languida e incapace di riflettere su tutto ci\u00f2 che era passato.\nlanguido e incapace di riflettere su tutto ci\u00f2 che era passato. L'intera serie\ndella mia vita mi appariva come un sogno; a volte dubitavo che fosse tutto vero, perch\u00e9 non si era mai presentato\nse fosse tutto vero, perch\u00e9 non si presentava mai alla mia mente con la forza della realt\u00e0.\ndella realt\u00e0.\n\nMan mano che le immagini che fluttuavano davanti a me diventavano pi\u00f9 distinte, cresceva la\nfebbricitante; un'oscurit\u00e0 mi avvolgeva; non c'era nessuno vicino a me che mi calmasse\ncon la voce gentile dell'amore; nessuna mano cara mi sosteneva. Il medico\nmedico venne e mi prescrisse delle medicine, e la vecchia donna me le prepar\u00f2.\nma la totale negligenza era visibile nella prima e l'espressione della brutalit\u00e0 era fortemente\nbrutalit\u00e0 era fortemente marcata nel volto della seconda.\nseconda. Chi poteva essere interessato al destino di un assassino se non il\nboia che avrebbe guadagnato la sua parcella?\n\nQueste sono state le mie prime riflessioni, ma presto ho capito che Mr.\nmi aveva mostrato estrema gentilezza. Aveva fatto preparare per me la stanza migliore della prigione\ndella prigione per me (la migliore era davvero misera); e fu lui a fornire un medico e un'infermiera.\nun medico e un'infermiera. \u00c8 vero, veniva di rado a trovarmi, perch\u00e9\nperch\u00e9, pur desiderando ardentemente di alleviare le sofferenze di ogni creatura umana, non voleva\nogni creatura umana, non desiderava essere presente alle agonie e ai\nmiserabili deliri di un assassino. Veniva, quindi, a volte per vedere\nche non venissi trascurato, ma le sue visite erano brevi e con lunghi intervalli.\nintervalli.\n\nUn giorno, mentre mi stavo gradualmente riprendendo, ero seduto su una sedia, con gli occhi semiaperti e le guance livide come quelle di un morto.\nocchi socchiusi e le guance livide come quelle di un morto. Ero sopraffatto dalla tristezza e dall'infelicit\u00e0\ne dalla miseria e spesso riflettevo che avrei fatto meglio a cercare la morte piuttosto che desiderare di\nrimanere in un mondo che per me era pieno di miserie. Una volta ho pensato\nse non fosse il caso di dichiararmi colpevole e di subire la\npena della legge, meno innocente di quanto fosse stata la povera Justine. Questi erano i miei\nquando la porta del mio appartamento si apr\u00ec ed entr\u00f2 il signor Kirwin.\nIl suo volto esprimeva simpatia e compassione; avvicin\u00f2 una sedia alla mia e si rivolse a me in francese.\nmia e si rivolse a me in francese,\n\n Temo che questo posto sia molto scioccante per voi; posso fare qualcosa per\nmettervi a vostro agio?\n\n Vi ringrazio, ma tutto ci\u00f2 che avete menzionato non \u00e8 nulla per me; su tutta la\nterra non c'\u00e8 conforto che io possa ricevere.\n\n So che la simpatia di un estraneo non pu\u00f2 che essere di scarso sollievo per\nuna persona abbattuta come voi da una cos\u00ec strana disgrazia. Ma spero che lascerete presto questa\nspero che lascerete presto questa malinconica dimora, perch\u00e9 senza dubbio si possono\nprove per liberarvi dall'accusa di reato.\n\n Questa \u00e8 la mia preoccupazione minore: per una serie di strani eventi, sono diventato\nil pi\u00f9 miserabile dei mortali. Perseguitato e torturato come sono e come\ncome sono e sono stato, pu\u00f2 la morte essere un male per me?\n\n Non c'\u00e8 niente di pi\u00f9 sfortunato e angosciante delle\nstrane circostanze che si sono verificate di recente. Siete stati catapultati, per qualche\nsorprendente incidente, su questa costa, rinomata per la sua ospitalit\u00e0,\ncatturato immediatamente e accusato di omicidio. La prima cosa che si \u00e8 presentata ai vostri occhi\nai vostri occhi \u00e8 stato il corpo del vostro amico, assassinato in un modo cos\u00ec\nin modo cos\u00ec inspiegabile e collocato, per cos\u00ec dire, da un demonio sul vostro\nil vostro cammino.\n\nMentre Mr. Kirwin diceva queste cose, nonostante l'agitazione che provavo per questa\nquesta retrospettiva delle mie sofferenze, provai anche una notevole sorpresa per la\nsorpresa per la conoscenza che sembrava avere di me. Suppongo che un po' di\nstupore nel mio volto, perch\u00e9 Mr. Kirwin si affrett\u00f2 a dire: \"Non \u00e8 vero!\na dire,\n\n Subito dopo il suo malore, mi sono stati portati tutti i documenti che aveva con s\u00e9 e li ho esaminati per scoprire qualche\nche aveva con s\u00e9 mi sono stati portati e li ho esaminati per scoprire una traccia\ntraccia per poter inviare ai suoi parenti un resoconto della sua disgrazia e della sua malattia.\ne della malattia. Ho trovato diverse lettere e, tra le altre, una che ho scoperto essere\nuna che, fin dall'inizio, ho scoperto essere di vostro padre. Ho scritto immediatamente\na Ginevra; sono passati quasi due mesi dalla partenza della mia lettera.\nMa tu sei malato; anche ora tremi; non sei adatto a qualsiasi tipo di agitazione.\ntipo di agitazione.\n\n Questa suspense \u00e8 mille volte peggiore dell'evento pi\u00f9 orribile;\nditemi quale nuova scena di morte \u00e8 stata recitata, e di chi \u00e8 l'assassinio che devo\nora a lamentarsi?\n\n La vostra famiglia sta perfettamente bene, disse Mr.\ncon gentilezza; e qualcuno, un amico, \u00e8 venuto a farle visita.\n\nNon so per quale catena di pensieri si present\u00f2 l'idea, ma mi balen\u00f2 subito in mente che l'assassino era venuto a burlarsi di me.\nimmediatamente mi balen\u00f2 in mente che l'assassino era venuto per prendersi gioco della mia\ne a prendermi in giro con la morte di Clerval, come un nuovo incitamento per\ncome un nuovo incitamento ad assecondare i suoi desideri infernali. Mi misi una mano davanti agli occhi\ne gridai di agonia,\n\n Oh! Portatelo via! Non posso vederlo; per l'amor di Dio, non lasciatelo entrare!\nlasciarlo entrare!\n\nMr. Kirwin mi guard\u00f2 con aria preoccupata. Non pot\u00e9 fare a meno di\nnon pot\u00e9 fare a meno di considerare la mia esclamazione come una presunzione di colpevolezza e disse in\ntono piuttosto severo,\n\n Avrei pensato, giovanotto, che la presenza di tuo padre\nsarebbe stata gradita, invece di suscitare una cos\u00ec violenta ripugnanza.\n\n Mio padre! gridai, mentre ogni tratto e ogni muscolo si rilassavano\ndall'angoscia al piacere.  \u00c8 davvero arrivato mio padre? Che gentile, che\nmolto gentile! Ma dov'\u00e8, perch\u00e9 non si affretta a venire da me?\n\nIl mio cambiamento di atteggiamento sorprese e piacque al magistrato; forse pens\u00f2 che la mia esclamazione precedente fosse\nforse pensava che la mia precedente esclamazione fosse un momentaneo ritorno del delirio,\ne ora riprese immediatamente la sua precedente benevolenza. Si alz\u00f2 e\nusc\u00ec dalla stanza con la mia infermiera e in un attimo vi entr\u00f2 mio padre.\n\nNulla, in questo momento, avrebbe potuto darmi maggior piacere dell'arrivo di mio padre.\nl'arrivo di mio padre. Gli tesi la mano e piansi,\n\n Siete dunque al sicuro, Elizabeth ed Ernest?\n\nMio padre mi tranquillizz\u00f2 con rassicurazioni sul loro benessere e cerc\u00f2, soffermandosi su questi argomenti cos\u00ec interessanti per il mio cuore, di\ndi parlare di questi argomenti cos\u00ec interessanti per il mio cuore, di risollevare il mio spirito avvilito.\nma ben presto si rese conto che una prigione non pu\u00f2 essere la dimora dell'allegria.\nallegria.  Che posto \u00e8 questo in cui vivi, figlio mio!\ndisse, guardando con tristezza le finestre sbarrate e l'aspetto miserabile della stanza.\ndella stanza.  Hai viaggiato per cercare la felicit\u00e0, ma una fatalit\u00e0 sembra\nperseguire. E il povero Clerval\n\nIl nome del mio sfortunato e assassinato amico era un'agitazione troppo\nper essere sopportato nel mio stato di debolezza; ho versato lacrime.\n\n Ahim\u00e8! S\u00ec, padre mio, risposi; un destino di tipo orribile incombe su di me e devo vivere per compierlo.\norribile che incombe su di me, e devo vivere per compierlo, o sicuramente sarei morto sulla bara di Enrico.\naltrimenti sarei morto sulla bara di Enrico.\n\nNon ci \u00e8 stato permesso di conversare a lungo, perch\u00e9 le precarie condizioni di salute\nstato di salute precario rendeva necessaria ogni precauzione che\nche potesse garantire la tranquillit\u00e0. Mr. Kirwin entr\u00f2 e insistette affinch\u00e9 le mie forze non\nche le mie forze non si esaurissero con uno sforzo eccessivo. Ma la\npadre fu per me come quello del mio angelo buono, e io recuperai gradualmente la mia salute.\ngradualmente recuperai la mia salute.\n\nMentre la malattia mi abbandonava, fui assorbito da una cupa e nera\nmalinconia che nulla poteva dissipare. L'immagine di Clerval era\nper sempre davanti a me, spettrale e assassinata. Pi\u00f9 di una volta l'agitazione\nin cui mi avevano gettato queste riflessioni fece temere ai miei amici una pericolosa\nricaduta. Ahim\u00e8! Perch\u00e9 hanno conservato una vita cos\u00ec miserabile e detestabile?\nvita? Sicuramente perch\u00e9 io potessi compiere il mio destino, che ora si sta\nche si sta concludendo. Presto, oh, molto presto, la morte spegner\u00e0 queste\ne mi sollever\u00e0 dal grande peso dell'angoscia che mi porta nella polvere.\nche mi porta alla polvere; e, nell'esecuzione della sentenza della giustizia, anch'io\nsprofondare nel riposo. Allora l'apparizione della morte era lontana, anche se il desiderio era sempre\ndesiderio era sempre presente ai miei pensieri; e spesso stavo seduto per ore\nimmobile e senza parole, desiderando una qualche potente rivoluzione che\nche potesse seppellire me e il mio distruttore tra le sue rovine.\n\nSi avvicinava la stagione delle assise. Ero gi\u00e0 stato tre mesi in\nin prigione e, sebbene fossi ancora debole e in continuo pericolo di ricaduta, fui costretto a viaggiare per quasi cento miglia fino alla campagna\nricaduta, fui costretto a viaggiare per quasi cento miglia fino alla citt\u00e0 di campagna dove si teneva il\ncitt\u00e0 di campagna dove si teneva il tribunale. Mr. Kirwin si incaric\u00f2 di ogni\ndi raccogliere i testimoni e di organizzare la mia difesa. Mi fu risparmiata\nl'onta di apparire pubblicamente come un criminale, in quanto il caso non \u00e8 stato portato\nnon \u00e8 stato portato davanti al tribunale che decide della vita e della morte. Il Gran\nIl Gran Giur\u00ec ha respinto la proposta di legge, in quanto \u00e8 stato dimostrato che mi trovavo nelle isole Orcadi\nOrcadi nell'ora in cui fu trovato il corpo del mio amico; e quindici giorni dopo il mio allontanamento\nquindici giorni dopo il mio allontanamento fui liberato dalla prigione.\n\nMio padre era estasiato nel vedermi liberato dalle seccature di un'accusa penale, che mi permetteva di respirare di nuovo il fresco.\ndi un'accusa penale, che mi era stato permesso di respirare di nuovo la fresca\ne che mi fosse permesso di tornare nel mio Paese natale. Non partecipai a questi\nnon partecipai a questi sentimenti, perch\u00e9 per me le mura di una prigione o di un palazzo\npalazzo erano ugualmente odiose. Il calice della vita era avvelenato per sempre, e\ne anche se il sole splendeva su di me, come su chi \u00e8 felice e gay di cuore, non vedevo altro che una fitta\nintorno a me non vedevo altro che un'oscurit\u00e0 densa e spaventosa, penetrata da\nluce se non dal barlume di due occhi che mi fissavano. A volte\nerano gli occhi espressivi di Enrico, che languiva nella morte, gli occhi scuri quasi coperti dalle palpebre.\nquasi coperti dalle palpebre e dalle lunghe ciglia nere che li ornavano.\na volte erano gli occhi acquosi e annebbiati del mostro, come li vidi per la prima volta nella mia camera a Inglestone.\ncome li vidi per la prima volta nella mia camera a Ingolstadt.\n\nMio padre cercava di risvegliare in me i sentimenti di affetto. Mi parl\u00f2\ndi Ginevra, che avrei visitato presto, di Elizabeth e di Ernest; ma queste parole non facevano altro che\nqueste parole non facevano altro che suscitare in me profondi lamenti. A volte, infatti, provavo un desiderio di\ndesiderio di felicit\u00e0 e pensavo con malinconico piacere alla mia amata\ncugina o desideravo, con una divorante _maladie du pays_, vedere ancora una volta\nl'azzurro del lago e la rapidit\u00e0 del Rodano, che mi erano stati cos\u00ec cari nella prima infanzia.\nma il mio stato d'animo generale era di un torpore in cui la prigione\nprigione era una residenza tanto gradita quanto la pi\u00f9 divina scena della natura; e\nqueste crisi erano raramente interrotte da parossismi di angoscia e disperazione.\ndisperazione. In questi momenti cercavo spesso di porre fine all'esistenza che detestavo.\nall'esistenza che detestavo, e mi occorreva un'attenzione e una vigilanza incessanti\nper trattenermi dal commettere qualche terribile atto di violenza.\n\nTuttavia mi rimaneva un dovere, il cui ricordo alla fine\ntrionf\u00f2 sulla mia egoistica disperazione. Era necessario che tornassi senza\ntornare senza indugio a Ginevra, per vegliare sulla vita di coloro che amavo tanto\nche amavo cos\u00ec tanto e di stare in agguato per l'assassino, in modo che se un caso mi avesse condotto sul luogo del suo omicidio\ncaso mi portasse al luogo del suo nascondiglio, o se avesse osato ancora\ndi farmi saltare in aria con la sua presenza, avrei potuto, con un obiettivo infallibile, porre fine all'esistenza della\nall'esistenza di quell'immagine mostruosa che avevo dotato della\ndi un'anima ancora pi\u00f9 mostruosa. Mio padre desiderava ancora\nritardare la nostra partenza, temendo che non potessi sopportare le fatiche di un viaggio, perch\u00e9 ero\nviaggio, perch\u00e9 ero un relitto distrutto, l'ombra di un essere umano. Le mie\nforza era sparita. Ero un mero scheletro, e la febbre notte e giorno\nsi abbatteva sulla mia struttura sciupata.\n\nTuttavia, dato che insistevo per lasciare l'Irlanda con tanta inquietudine e impazienza,\nmio padre pens\u00f2 che fosse meglio cedere. Prendemmo il nostro passaggio a bordo di una nave\nHavre-de-Grace e salpammo con un buon vento dalle coste irlandesi.\nEra mezzanotte. Ero sdraiato sul ponte a guardare le stelle e ad ascoltare\nil rumore delle onde. Salutai l'oscurit\u00e0 che chiudeva l'Irlanda alla mia vista.\ne il mio polso batteva con una gioia febbrile quando pensavo che presto avrei visto Ginevra.\nGinevra. Il passato mi appariva alla luce di un sogno spaventoso;\neppure il vascello in cui mi trovavo, il vento che mi spingeva via dalla detestata\nIrlanda e il mare che mi circondava mi dicevano con troppa forza che non mi ero ingannato\nche non ero stato ingannato da nessuna visione e che Clerval, il mio amico e pi\u00f9 caro\ncompagno, era caduto vittima di me e del mostro di mia creazione. I\nrievocai, nella memoria, tutta la mia vita; la mia tranquilla felicit\u00e0 mentre risiedevo\ncon la mia famiglia a Ginevra, la morte di mia madre e la mia partenza per Ingolstadt.\nIngolstadt. Ricordavo, rabbrividendo, il folle entusiasmo che mi aveva spinto\nalla creazione del mio orrendo nemico, e richiamai alla mente la notte in cui\nin cui visse per la prima volta. Non ero in grado di continuare a pensare; mille sentimenti mi\nmille sentimenti mi assalirono e piansi amaramente.\n\nFin dalla mia guarigione dalla febbre, avevo preso l'abitudine di prendere ogni sera\nogni sera una piccola quantit\u00e0 di laudano, perch\u00e9 era solo grazie a questa droga che potevo riposare\nche mi permetteva di ottenere il riposo necessario alla conservazione della vita.\nvita. Oppresso dal ricordo delle mie varie disgrazie, ora ne inghiottii il doppio del solito\ninghiottii il doppio della mia solita quantit\u00e0 e presto dormii profondamente. Ma il sonno non mi\nnon mi dava tregua dai pensieri e dalla miseria; i miei sogni mi presentavano mille oggetti che mi\nmille oggetti che mi spaventavano. Verso la mattina fui posseduto da una specie di\nincubo; sentivo la presa del demonio sul collo e non riuscivo a liberarmene.\nNon riuscivo a liberarmene; gemiti e grida risuonavano nelle mie orecchie. Mio padre, che vegliava su di me\nmio padre, che vegliava su di me, vedendo la mia inquietudine, mi svegli\u00f2; il rumore delle onde era\nintorno, il cielo nuvoloso sopra, il demonio non c'era: un senso di sicurezza, la sensazione che la tregua fosse stata raggiunta.\nsicurezza, la sensazione che fosse stata stabilita una tregua tra l'ora presente\npresente e l'irresistibile, disastroso futuro, mi ha conferito una sorta di calma\ndimenticanza, di cui la mente umana, per la sua struttura, \u00e8 particolarmente\nsuscettibile.\n\n\n\n\nCapitolo 22\n\n\nIl viaggio si concluse. Sbarcammo e proseguimmo per Parigi. Ben presto\nche avevo esaurito le mie forze e che dovevo riposare prima di poter continuare il viaggio.\ncontinuare il viaggio. Le cure e le attenzioni di mio padre erano\nmio padre erano instancabili, ma egli non conosceva l'origine delle mie sofferenze e\ncercava metodi errati per rimediare a un male incurabile. Desiderava che cercassi\ncercare divertimento in societ\u00e0. Io aborrivo il volto dell'uomo. Oh, non\naborrivo! Erano i miei fratelli, i miei simili, e mi sentivo attratto anche dai pi\u00f9 ripugnanti tra loro, come da creature\nattratto anche dai pi\u00f9 ripugnanti, come da creature di natura angelica e meccanismo celeste.\nnatura angelica e di meccanismo celeste. Ma sentivo di non avere il diritto\ndi condividere i loro rapporti. Avevo liberato tra di loro un nemico la cui gioia era\ngioia di spargere il loro sangue e di gioire dei loro gemiti. Come avrebbero\nmi aborrirebbero e mi caccerebbero dal mondo, se sapessero i miei atti ignobili e i\nle mie azioni disdicevoli e i crimini che avevano la loro origine in me!\n\nMio padre cedette a lungo al mio desiderio di evitare la societ\u00e0 e cerc\u00f2 con\nvari argomenti per scacciare la mia disperazione. A volte pensava che io\nsentissi profondamente la degradazione di essere obbligato a rispondere a un'accusa di\nomicidio, e si sforzava di dimostrarmi l'inutilit\u00e0 dell'orgoglio.\n\n Ahim\u00e8! Padre mio, dissi, quanto poco mi conosci.\nL'essere umano, i suoi sentimenti e le sue passioni, sarebbero davvero degradati se un\nun miserabile come me si sentisse orgoglioso. Justine, la povera e infelice Justine, era innocente quanto me e\ne ha subito la stessa accusa, \u00e8 morta per questo e io ne sono la causa.\ndi questo, l'ho uccisa\". William, Justine e Henry sono tutti\nsono morti per mano mia.\n\nMio padre, durante la mia prigionia, mi aveva spesso sentito fare la stessa affermazione.\nQuando mi accusavo in questo modo, a volte sembrava desiderare una spiegazione, altre volte sembrava considerarla\nspiegazione, altre volte sembrava considerarla frutto del\ne che, durante la mia malattia, un'idea di questo tipo si fosse presentata alla mia immaginazione.\nche durante la mia malattia si fosse presentata alla mia immaginazione un'idea di questo tipo, il cui ricordo\nconvalescenza. Evitai di dare spiegazioni e mantenni un continuo silenzio\nriguardo al disgraziato che avevo creato. Ero convinto che sarei stato ritenuto pazzo e questo\nche sarei stato ritenuto pazzo, e questo di per s\u00e9 avrebbe incatenato per sempre la mia lingua. Ma,\ninoltre, non potevo permettermi di rivelare un segreto che avrebbe riempito di sgomento il mio\nmio uditore di sgomento e che avrebbe suscitato paura e orrore innaturale nel suo\nil suo petto. Per questo motivo, ho frenato la mia impaziente sete di compassione e ho taciuto quando avrei dato al mondo\ne tacevo quando avrei dato il mondo per confidare il fatale segreto.\nEppure, parole come quelle che ho riportato sarebbero esplose incontrollabilmente\nda me. Non riuscivo a darne una spiegazione, ma la loro verit\u00e0 in parte\nalleviava il peso del mio misterioso dolore.\n\nIn questa occasione mio padre disse, con un'espressione di sconfinata meraviglia,\n Mio carissimo Victor, che infatuazione \u00e8 questa? Mio caro figlio, ti prego di\ndi non fare mai pi\u00f9 un'affermazione del genere.\n\n Non sono pazzo, gridai energicamente; il sole e il cielo, che hanno visto le mie operazioni, possono testimoniare la mia verit\u00e0.\nhanno visto le mie operazioni, possono testimoniare la mia verit\u00e0. Io sono l'assassino\nassassino di quelle vittime innocenti; sono morte per le mie macchinazioni.\nMille volte avrei versato il mio sangue, goccia a goccia, per salvare le loro vite.\nsalvare le loro vite; ma non ho potuto, padre mio, anzi non ho potuto\nsacrificare l'intera razza umana.\n\nLa conclusione di questo discorso convinse mio padre che le mie idee erano\nche le mie idee erano squilibrate, e cambi\u00f2 immediatamente l'argomento della nostra conversazione e\ne cerc\u00f2 di modificare il corso dei miei pensieri. Voleva il pi\u00f9 possibile\nil pi\u00f9 possibile di cancellare il ricordo delle scene che si erano svolte in Irlanda.\nIrlanda e non vi accenn\u00f2 mai, n\u00e9 mi permise di parlare delle mie\ndisgrazie.\n\nCon il passare del tempo divenni pi\u00f9 calmo; l'infelicit\u00e0 aveva la sua dimora nel mio cuore, ma non parlavo pi\u00f9 nello stesso modo incoerente del mio\ncuore, ma non parlavo pi\u00f9 in modo cos\u00ec incoerente dei miei crimini.\ndei miei crimini; mi bastava la consapevolezza di essi. Con la massima\ncon la massima auto-violenza frenavo la voce imperiosa della miseria, che\nche a volte voleva dichiararsi al mondo intero, e le mie maniere\npi\u00f9 calmi e composti di quanto non fossero mai stati dopo il mio viaggio\nal mare di ghiaccio.\n\nPochi giorni prima di lasciare Parigi per andare in Svizzera, ho ricevuto la seguente lettera da Elizabeth.\nseguente lettera di Elizabeth:\n\n Mio caro amico,\n\n Mi ha fatto molto piacere ricevere una lettera di mio zio da Parigi.\ndi mio zio datata a Parigi; non siete pi\u00f9 a una distanza spaventosa e posso sperare di vedervi tra meno di quindici giorni.\nsperare di vederti tra meno di due settimane. Mio povero cugino, quanto devi aver\ndeve aver sofferto! Mi aspetto di vederti ancora pi\u00f9 malato di quando hai lasciato Ginevra.\ndi quando hai lasciato Ginevra. Quest'inverno \u00e8 stato trascorso in modo molto miserabile,\ntorturato da un'ansiosa suspense; eppure spero di vedere la pace nel vostro\nspero di vedere la pace nel vostro volto e di scoprire che il vostro cuore non \u00e8 del tutto privo di\nconforto e di tranquillit\u00e0.\n\n Eppure temo che ora esistano gli stessi sentimenti che ti hanno reso cos\u00ec infelice\nun anno fa, forse anche accresciuti dal tempo. Non vorrei disturbarvi in questo\nin questo momento, in cui tante disgrazie pesano su di voi, ma una conversazione che ho avuto con mio zio prima della sua partenza\nconversazione che ho avuto con mio zio prima della sua partenza rende\nqualche spiegazione prima di incontrarci.\n\nSpiegazione! Potreste dire: \"Che cosa deve spiegare Elizabeth? Se\nSe lo dite davvero, le mie domande hanno una risposta e tutti i miei dubbi sono soddisfatti.\nMa voi siete distante da me, ed \u00e8 possibile che vi spaventiate e al tempo stesso vi comportiate bene con questa spiegazione.\ndi questa spiegazione; e con la probabilit\u00e0 che questo sia il caso, non oso pi\u00f9 rimandare.\ncaso, non oso pi\u00f9 rimandare la scrittura di ci\u00f2 che, durante la vostra assenza, ho spesso desiderato\nspesso avrei voluto esprimervi, ma non ho mai avuto il coraggio di iniziare.\n\n Sai bene, Victor, che la nostra unione era il progetto preferito dei tuoi genitori\ngenitori fin dalla nostra infanzia. Ce l'hanno detto da piccoli e ci hanno insegnato a\ne ci hanno insegnato ad attenderlo come un evento che si sarebbe certamente verificato.\nche si sarebbe verificato. Siamo stati compagni di giochi affettuosi durante l'infanzia e, credo, amici cari e stimati di\ncredo, amici cari e preziosi l'uno per l'altro quando siamo cresciuti. Ma\ncome fratello e sorella spesso nutrono un vivo affetto l'uno verso l'altro senza\nsenza desiderare un'unione pi\u00f9 intima, non \u00e8 forse questo il nostro caso?\ncaso? Dimmi, carissimo Victor. Rispondimi, ti prego, per la nostra reciproca felicit\u00e0, con la semplice verit\u00e0\nfelicit\u00e0, con la semplice verit\u00e0 Non ami un'altra?\n\n Lei ha viaggiato, ha trascorso diversi anni della sua vita a Ingolstadt.\nIngolstadt; e ti confesso, amico mio, che quando ti ho visto l'autunno scorso cos\u00ec infelice\ninfelice lo scorso autunno, fuggendo in solitudine dalla societ\u00e0 di ogni\ncreatura, non ho potuto fare a meno di supporre che poteste rimpiangere il nostro\nlegame e che ti ritenessi obbligato per onore a soddisfare i desideri dei\ngenitori, anche se questi si oppongono alle vostre inclinazioni.\nMa questo \u00e8 un ragionamento falso. Ti confesso, amico mio, che ti amo e che nei miei sogni ariosi\nche ti amo e che nei miei sogni ariosi di futuro sei stato il mio costante\namico e compagno. Ma \u00e8 la tua felicit\u00e0 che desidero, oltre alla mia, quando ti dichiaro che la nostra\nmia quando ti dichiaro che il nostro matrimonio mi renderebbe eternamente\ninfelice se non fosse dettato da una tua libera scelta. Anche ora\npiango al pensiero che, afflitta come siete dalle pi\u00f9 crudeli\ncrudeli disgrazie, tu possa soffocare, con la parola _onore_, ogni speranza di quell'amore e di quella felicit\u00e0 che solo\namore e di quella felicit\u00e0 che, sola, vi restituirebbe a voi stessi. Io, che\naffetto disinteressato per voi, potrei decuplicare le vostre miserie\ndecuplicare le vostre miserie ostacolando i vostri desideri. Ah! Victor, sii certo\nche il tuo cugino e compagno di giochi ha un amore troppo sincero per te per non essere\nper non essere reso infelice da questa supposizione. Sii felice, amico mio; e se mi obbedisci\nse mi obbedisci in questa richiesta, rimani soddisfatto che nulla sulla terra\navr\u00e0 il potere di interrompere la mia tranquillit\u00e0.\n\n Non lasciate che questa lettera vi disturbi; non rispondete domani, o il giorno dopo, o addirittura fino al vostro arrivo, se questo vi far\u00e0 soffrire.\ndomani, o il giorno dopo, o addirittura fino al vostro arrivo, se questo vi far\u00e0 soffrire. Mio zio\nzio mi mander\u00e0 notizie sulla vostra salute, e se vedr\u00f2 un solo sorriso sulle vostre labbra quando ci incontreremo, dovuto a questa o a qualsiasi altra mia fatica.\nlabbra quando ci incontreremo, dovuto a questo o a qualsiasi altro mio sforzo, non avr\u00f2 bisogno di altra felicit\u00e0.\nnon avr\u00f2 bisogno di altra felicit\u00e0.\n\n Elizabeth Lavenza.\n\n\n\n Ginevra, 18 maggio 17\n\n\n\nQuesta lettera ha fatto rivivere nella mia memoria ci\u00f2 che prima avevo dimenticato, la minaccia del\ndel demonio _Sar\u00f2 con te la notte di nozze!\nnotte di nozze! Questa era la mia condanna, e in quella notte il demone avrebbe usato ogni arte per distruggermi e strapparmi alla vista della\nd mon avrebbe impiegato ogni arte per distruggermi e strapparmi da quello scorcio di\nfelicit\u00e0 che prometteva di consolare in parte le mie sofferenze. In quella notte egli\naveva deciso di consumare i suoi crimini con la mia morte. Ebbene, cos\u00ec sia; una lotta\nuna lotta mortale, nella quale, se fosse stato vittorioso, sarei stato in pace e\nse avesse vinto, sarei stato in pace e il suo potere su di me sarebbe terminato. Se egli\nvinto, sarei un uomo libero. Ahim\u00e8! Quale libert\u00e0? Quella che gode il\ncontadino, quando la sua famiglia \u00e8 stata massacrata sotto i suoi occhi, il suo\nla sua casa \u00e8 stata bruciata, le sue terre sono state distrutte e lui \u00e8 alla deriva, senza casa,\nsenza un soldo e solo, ma libero. Tale sarebbe la mia libert\u00e0, se non fosse che nella mia\nElisabetta possedevo un tesoro, ahim\u00e8, bilanciato da quegli orrori di\nrimorso e di colpa che mi avrebbero perseguito fino alla morte.\n\nLa dolce e amata Elizabeth! Ho letto e riletto la sua lettera, e alcuni\nsentimenti addolciti si insinuarono nel mio cuore e osarono sussurrare sogni paradisiaci d'amore e di gioia.\nsogni paradisiaci d'amore e di gioia; ma la mela era gi\u00e0 stata mangiata e il braccio dell'angelo\nbraccio dell'angelo per allontanarmi da ogni speranza. Eppure sarei morto per renderla\nfelice. Se il mostro avesse messo in atto la sua minaccia, la morte sarebbe stata inevitabile,\nancora una volta, mi chiesi se il mio matrimonio avrebbe accelerato il mio destino. La mia\ndistruzione potrebbe arrivare qualche mese prima, ma se il mio aguzzino dovesse sospettare che l'ho rimandata\nse il mio aguzzino dovesse sospettare che l'ho rimandata, influenzato dalle sue minacce, troverebbe sicuramente altre e forse pi\u00f9 terribili\navrebbe sicuramente trovato altri e forse pi\u00f9 terribili mezzi di vendetta. Aveva giurato\ndi essere con me la prima notte di nozze, ma non considerava quella minaccia come\nminaccia lo vincolava alla pace nel frattempo, perch\u00e9, come per dimostrarmi che non era ancora sazio di\nnon era ancora sazio di sangue, aveva ucciso Clerval immediatamente\nsubito dopo l'enunciazione delle sue minacce. Decisi, quindi, che se la mia unione\nunione immediata con mia cugina avrebbe portato alla sua felicit\u00e0 o a quella di mio padre.\npadre, i disegni del mio avversario contro la mia vita\nnon avrebbero dovuto ritardarla di una sola ora.\n\nIn questo stato d'animo scrissi a Elizabeth. La mia lettera era calma e\naffettuosa.  Temo, mia amata ragazza, dissi, che ci resti poca felicit\u00e0 sulla terra.\nche ci rimanga poca felicit\u00e0 sulla terra; eppure tutto ci\u00f2 di cui potr\u00f2 godere un giorno \u00e8 incentrato su di te.\nte. Scaccia le tue inutili paure; solo a te consacro la mia vita e i miei sforzi per l'appagamento.\ne i miei tentativi di appagamento. Ho un segreto, Elizabeth, un segreto\nterribile; quando vi sar\u00e0 rivelato, vi agghiaccer\u00e0 di orrore.\norrore, e allora, lungi dal meravigliarvi della mia miseria, vi stupirete soltanto\nmeravigliarsi che io sia sopravvissuto a ci\u00f2 che ho sopportato. Vi confider\u00f2 questa storia di\nmiseria e di terrore il giorno dopo il nostro matrimonio,\nperch\u00e9, mia dolce cugina, tra noi deve esserci perfetta confidenza. Ma\nfino ad allora, ti prego di non farne parola o allusione. Questo vi prego vivamente\nvivamente pregato, e so che lo accetterete.\n\nDopo circa una settimana dall'arrivo della lettera di Elisabetta siamo tornati a Ginevra.\na Ginevra. La dolce ragazza mi accolse con caldo affetto, ma le lacrime le vennero agli occhi quando vide la mia struttura emaciata e le mie guance febbricitanti.\nlacrime quando vide la mia struttura emaciata e le mie guance febbricitanti. Vidi un cambiamento\ncambiamento anche in lei. Era pi\u00f9 magra e aveva perso gran parte di quella celestiale\nvivacit\u00e0 che mi aveva incantato in precedenza; ma la sua gentilezza e i suoi sguardi dolci di\ncompassione la rendevano una compagna pi\u00f9 adatta a una persona sprecata e miserabile come me.\ncome me.\n\nLa tranquillit\u00e0 di cui godevo ora non durava. Il ricordo portava con s\u00e9 la follia\ne quando pensavo a ci\u00f2 che era passato, una vera e propria follia si impossessava di me.\na volte ero furioso e bruciavo di rabbia, a volte basso e avvilito.\navvilito. Non parlavo e non guardavo nessuno, ma stavo seduto immobile,\nsconcertato dalla moltitudine di miserie che mi assalivano.\n\nSolo Elisabetta aveva il potere di farmi uscire da queste crisi; la sua voce gentile\nmi calmava quando ero trasportato dalla passione e mi ispirava sentimenti umani quando ero\nsentimenti umani quando ero sprofondato nel torpore. Piangeva con me e per me. Quando la ragione\nragione, mi rimproverava e si sforzava di ispirarmi la\nrassegnazione. Ah! La rassegnazione va bene per gli sfortunati, ma per i colpevoli non c'\u00e8 pace.\ncolpevole non c'\u00e8 pace. Le agonie del rimorso avvelenano il lusso che a volte si trova\naltrimenti si trova nell'assecondare l'eccesso di dolore.\n\nSubito dopo il mio arrivo mio padre parl\u00f2 del mio immediato matrimonio con\nElisabetta. Io rimasi in silenzio.\n\n Avete quindi qualche altro attaccamento?\n\n Nessuno sulla terra. Amo Elizabeth e attendo con gioia la nostra unione.\ncon gioia. Che il giorno sia dunque fissato, e in esso mi consacrer\u00f2, in vita o in morte, alla felicit\u00e0 di mia cugina.\nin vita o in morte, alla felicit\u00e0 di mia cugina.\n\n Mio caro Victor, non parlare cos\u00ec. Ci sono capitate pesanti disgrazie\nma aggrappiamoci a ci\u00f2 che resta e trasferiamo il nostro amore per coloro che abbiamo perso a coloro che ancora vivono.\nper coloro che abbiamo perso a coloro che ancora vivono. Il nostro cerchio sar\u00e0\npiccolo, ma legato dai vincoli dell'affetto e delle reciproche disgrazie.\nE quando il tempo avr\u00e0 addolcito la vostra disperazione, nuovi e cari oggetti di cura nasceranno per sostituire quelli di\ndi cura nasceranno per rimpiazzare quelli di cui siamo stati cos\u00ec crudelmente\ncrudelmente privati.\n\nQueste sono state le lezioni di mio padre. Ma a me torn\u00f2 in mente il ricordo della\nminaccia; e non c'\u00e8 da meravigliarsi se, per quanto il demonio fosse ancora onnipotente nelle sue\nper quanto il demonio fosse ancora onnipotente nelle sue azioni di sangue, lo considerassi quasi\ninvincibile, e che quando pronunci\u00f2 le parole _sar\u00f2 con te nella tua notte di nozze\ncon te nella tua notte di nozze, avrei dovuto considerare il destino minacciato come\ninevitabile. Ma la morte non era un male per me se la perdita di Elizabeth era\ndi Elisabetta, e quindi, con un'espressione soddisfatta e perfino allegra, acconsentii a mio padre\ncontegno, concordai con mio padre che, se mio cugino avesse acconsentito, la cerimonia\ncerimonia avrebbe avuto luogo entro dieci giorni, mettendo cos\u00ec, come immaginavo,\nil sigillo al mio destino.\n\nGrande Dio! Se per un solo istante avessi pensato a quali potessero essere le infernali\nintenzioni del mio diabolico avversario, avrei preferito bandirmi per sempre dal mio paese natale\nper sempre dal mio paese natale e vagare come un'emarginata senza amici sulla\nterra piuttosto che acconsentire a questo miserabile matrimonio. Ma, come se\ncome se fosse dotato di poteri magici, il mostro mi aveva accecato sulle sue vere\nintenzioni; e quando pensai di aver preparato solo la mia morte, affrettai quella di una persona molto pi\u00f9 cara.\naffrettai quella di una vittima molto pi\u00f9 cara.\n\nMan mano che il periodo fissato per il nostro matrimonio si avvicinava, sia per vigliaccheria o per\nun sentimento profetico, sentivo il mio cuore sprofondare dentro di me. Ma nascosi i miei sentimenti\nsentimenti con un'apparenza di ilarit\u00e0 che fece sorridere e rallegrare la\nsorriso e gioia al volto di mio padre, ma che a malapena ingannava l'occhio sempre vigile e pi\u00f9 gentile di\ndi Elisabetta. Attendeva la nostra unione con placida soddisfazione,\nnon disgiunto da un po' di timore, che le passate disgrazie avevano suscitato,\nche ci\u00f2 che ora sembrava una felicit\u00e0 certa e tangibile potesse presto dissiparsi\nin un sogno aereo e non lasciasse altra traccia che un profondo ed eterno rimpianto.\n\nSono stati fatti i preparativi per l'evento, sono state ricevute visite di congratulazioni,\ne tutti avevano un aspetto sorridente. Ho rinchiuso, come meglio potevo, nel mio\nnel mio cuore l'ansia che vi aleggiava ed entrai con apparente seriet\u00e0 nei piani di mio padre, anche se potevano servire solo come\ncon apparente seriet\u00e0 nei piani di mio padre, anche se potevano servire solo come\ndella mia tragedia. Grazie agli sforzi di mio padre, una parte dell'eredit\u00e0 di\ndi Elisabetta era stata restituita dal governo austriaco.\ngoverno austriaco. Le apparteneva un piccolo possedimento sulle rive di Como. Era stato concordato che, subito dopo\nfu concordato che, subito dopo la nostra unione, avremmo dovuto recarci a Villa\nLavenza e di trascorrere i nostri primi giorni di felicit\u00e0 accanto al bellissimo lago\nvicino al quale si trovava.\n\nNel frattempo presi tutte le precauzioni per difendere la mia persona nel caso in cui il\ndemonio mi avesse attaccato apertamente. Portavo sempre con me pistole e un pugnale\ne un pugnale, e stavo sempre all'erta per evitare l'artificio.\ncon questi mezzi ottenni un maggior grado di tranquillit\u00e0. Infatti, man mano che il\nall'avvicinarsi del periodo, la minaccia appariva sempre pi\u00f9 come un'illusione, non\nnon era degna di turbare la mia pace, mentre la felicit\u00e0 che speravo nel mio matrimonio\nnel mio matrimonio assumeva un aspetto di maggiore certezza man mano che si avvicinava il giorno fissato per\nper la sua solennizzazione si avvicinava e ne sentivo parlare continuamente come di un evento\ncome un evento che nessun incidente avrebbe potuto impedire.\n\nElizabeth sembrava felice; il mio contegno tranquillo contribuiva notevolmente a\ntranquillizzare la sua mente. Ma il giorno in cui si sarebbero realizzati i miei desideri e il mio\ndestino, era malinconica e un presentimento di male la pervadeva;\ne forse pensava anche al terribile segreto che avevo\npromesso di rivelarle il giorno seguente. Mio padre nel frattempo era\nnel frattempo era felicissimo e, nel trambusto dei preparativi, riconobbe solo nella\nnella malinconia di sua nipote la diffidenza di una sposa.\n\nDopo la cerimonia, una grande comitiva si riun\u00ec a casa di mio padre.\nmio padre, ma si decise che Elizabeth e io avremmo iniziato il nostro\nviaggio per via d'acqua, dormendo quella notte a Evian e proseguendo il viaggio il giorno seguente.\nviaggio il giorno seguente. La giornata era bella, il vento favorevole;\ntutto sorrideva al nostro imbarco nuziale.\n\nQuelli sono stati gli ultimi momenti della mia vita durante i quali ho goduto della\nsensazione di felicit\u00e0. Passammo rapidamente; il sole era caldo, ma eravamo al riparo dai raggi\nsole era caldo, ma eravamo riparati dai suoi raggi da una specie di baldacchino, mentre ci godevamo la bellezza del paesaggio.\nbellezza della scena, a volte da una parte del lago, dove si vedevano\nMont Sal ve, le piacevoli rive del Montal gre, e a distanza,\nil bellissimo Monte Bianco e l'insieme di montagne innevate che invano cercano di\nmontagne innevate che invano cercano di emularla; a volte, costeggiando le sponde\ncosteggiando le sponde opposte, abbiamo visto il possente Giura opporre il suo lato oscuro all'ambizione\nall'ambizione di abbandonare il suo paese natale, e una barriera quasi\nuna barriera quasi insormontabile per l'invasore che volesse ridurlo in schiavit\u00f9.\n\nHo preso la mano di Elisabetta.  Sei addolorato, amore mio. Ah! Se sapeste\nSe sapeste quello che ho sofferto e quello che potrei ancora sopportare, vi sforzereste di farmi assaporare la quiete e la libert\u00e0 dalla disperazione\ndi farmi assaporare la quiete e la libert\u00e0 dalla disperazione che questo\nalmeno un giorno mi permette di godere.\n\n Sii felice, mio caro Victor, rispose Elizabeth; non c'\u00e8, spero, nulla che ti affligga; e sii certo che se una vivace gioia non dovesse essere un'occasione di gioia\nspero che non ci sia nulla che vi affligga; e siate certi che se una vivace gioia non \u00e8\ndipinta sul mio volto, il mio cuore \u00e8 soddisfatto. Qualcosa mi sussurra\ndi non fare troppo affidamento sulla prospettiva che si apre davanti a noi, ma io\nnon ascolter\u00f2 una voce cos\u00ec sinistra. Osservate come ci muoviamo velocemente\ne come le nuvole, che a volte oscurano e a volte si alzano\nsopra la cupola del Monte Bianco, rendono ancora pi\u00f9 interessante questa scena di bellezza.\ninteressante. Osservate anche gli innumerevoli pesci che nuotano nelle\nacque limpide, dove possiamo distinguere ogni sassolino che giace sul fondo.\nfondo. Che giornata divina! Come appare felice e serena tutta la natura!\nappare felice e serena!\n\nCos\u00ec Elizabeth cerc\u00f2 di distogliere i suoi pensieri e i miei da ogni\nriflessione su argomenti malinconici. Ma il suo temperamento era altalenante;\nla gioia per alcuni istanti brillava nei suoi occhi, ma cedeva continuamente il posto a\nalla distrazione e alla fantasticheria.\n\nIl sole si abbassava nel cielo; passammo il fiume Drance e osservammo il suo percorso attraverso i baratri delle colline pi\u00f9 alte e delle valli del\ne osservammo il suo percorso attraverso gli abissi delle colline pi\u00f9 alte e pi\u00f9\ncolline pi\u00f9 basse. Le Alpi si avvicinano al lago e noi ci avviciniamo all'anfiteatro di montagne che forma il suo\nl'anfiteatro di montagne che forma il suo confine orientale. La guglia di\nguglia di Evian risplendeva sotto i boschi che la circondavano e la catena di montagne\nmontagne da cui era sovrastata.\n\nIl vento, che fino a quel momento ci aveva trasportato con sorprendente rapidit\u00e0,\nal tramonto si \u00e8 ridotto a una leggera brezza; l'aria soffice ha appena agitato l'acqua e ha provocato un piacevole movimento tra gli alberi mentre ci avvicinavamo alla\ne provocava un piacevole movimento tra gli alberi mentre ci avvicinavamo alla riva.\nriva, da cui si sprigionava il pi\u00f9 delizioso profumo di fiori e fieno.\nfieno. Il sole sprofond\u00f2 sotto l'orizzonte mentre sbarcavamo e, mentre toccavo la riva, sentii le preoccupazioni e i timori di un tempo.\ntoccando la riva, sentii riaffiorare quelle preoccupazioni e quelle paure che presto mi avrebbero stretto e\npresto mi avrebbero stretto e aggrappato a me per sempre.\n\n\n\n\nCapitolo 23\n\n\nErano le otto quando siamo sbarcati; abbiamo passeggiato per un po' sulla riva, godendoci la luce transitoria, e poi ci siamo ritirati nella locanda e\nsulla riva, godendoci la luce passeggera, poi ci ritirammo nella locanda e\ncontemplare la bella scena delle acque, dei boschi e delle montagne, oscurate\noscurati dalle tenebre, ma che mostravano ancora i loro contorni neri.\n\nIl vento, che era caduto a sud, ora si alzava con grande violenza a ovest.\na ovest. La luna aveva raggiunto la sua vetta nel cielo e stava iniziando a\nle nuvole la attraversano pi\u00f9 velocemente del volo dell'avvoltoio e offuscano i suoi raggi, mentre il lago riflette la luce del sole.\nnubi la travolgevano pi\u00f9 velocemente del volo dell'avvoltoio e ne offuscavano i raggi, mentre il lago rifletteva la\nscena dei cieli affollati, resa ancora pi\u00f9 movimentata dalle onde irrequiete che\nche cominciavano ad alzarsi. All'improvviso si scaten\u00f2 una forte tempesta di pioggia.\n\nEro stato tranquillo durante il giorno, ma non appena la notte oscur\u00f2 le forme degli oggetti, mi vennero in mente mille timori.\nle forme degli oggetti, mille timori si affacciarono alla mia mente. Ero ansioso\ne vigile, mentre la mia mano destra stringeva la pistola nascosta nel petto.\nogni rumore mi terrorizzava, ma decisi che avrei venduto cara la mia vita e non mi sarei tirato indietro.\nvita a caro prezzo e non mi sarei sottratto al conflitto finch\u00e9 la mia vita o quella del mio\ndel mio avversario.\n\nElizabeth osserv\u00f2 per qualche tempo la mia agitazione in timido e timoroso silenzio,\nma c'era qualcosa nel mio sguardo che le comunicava terrore e, tremando, chiese: \"Cos'\u00e8 che vi agita, mio caro Victor?\ntremando, chiese: \"Cos'\u00e8 che ti agita, mio caro Victor?\nCos'\u00e8 che temi?\n\n Oh! Pace, pace, amore mio, risposi; questa notte, e tutto sar\u00e0 salvo; ma questa notte \u00e8 terribile, molto terribile.\ntutto sar\u00e0 salvo; ma questa notte \u00e8 terribile, molto terribile.\n\nPassai un'ora in questo stato d'animo, quando improvvisamente riflettei su quanto\nquanto sarebbe stato spaventoso per mia moglie il combattimento che mi aspettavo al momento,\ne la pregai vivamente di ritirarsi, risolvendo di non raggiungerla\ndi non raggiungerla fino a quando non avessi ottenuto qualche informazione sulla situazione del mio nemico.\n\nMi lasci\u00f2 e io continuai per un po' di tempo a camminare su e gi\u00f9 per i passaggi della casa\ndella casa e ispezionando ogni angolo che potesse offrire un rifugio al\nmio avversario. Ma non scoprii alcuna traccia di lui e cominciai a ipotizzare\na ipotizzare che un caso fortunato fosse intervenuto a impedire l'esecuzione delle\nl'esecuzione delle sue minacce, quando all'improvviso sentii un urlo stridente e terribile.\nurlo. Proveniva dalla stanza in cui si era ritirata Elizabeth. Mentre\nsentirlo, tutta la verit\u00e0 mi balz\u00f2 in mente, mi caddero le braccia, il movimento di ogni muscolo e fibra fu sospeso.\ndi ogni muscolo e fibra; sentii il sangue scorrere nelle mie vene e\nsangue che mi scorreva nelle vene e formicolava alle estremit\u00e0 delle membra. Questo\nstato dur\u00f2 solo un istante; l'urlo fu ripetuto e mi precipitai nella stanza.\nnella stanza.\n\nGrande Dio! Perch\u00e9 non sono morto allora! Perch\u00e9 sono qui a raccontare la\ndistruzione della migliore speranza e della creatura pi\u00f9 pura della terra? Lei era\nera l\u00ec, senza vita e inanimata, buttata sul letto, con la testa a penzoloni e i lineamenti pallidi e distorti coperti per met\u00e0 dai capelli.\ne i suoi lineamenti pallidi e distorti coperti per met\u00e0 dai capelli. Ovunque mi\novunque mi giri vedo la stessa figura, le sue braccia insanguinate e la sua forma rilassata gettata\ndall'assassino sulla sua bara nuziale. Potrei vedere questo e vivere? Ahim\u00e8!\nLa vita \u00e8 ostinata e si aggrappa maggiormente dove \u00e8 pi\u00f9 odiata. Per un momento\nsolo per un attimo persi il ricordo; caddi a terra senza sensi.\n\nQuando mi ripresi, mi ritrovai circondato dalle persone della locanda; i loro volti esprimevano un\nvolti esprimevano un terrore senza fiato, ma l'orrore degli altri\nappariva solo come una presa in giro, un'ombra dei sentimenti che mi opprimevano. I\nscappai da loro verso la stanza dove giaceva il corpo di Elizabeth, il mio amore, la mia\nmoglie, da poco in vita, cos\u00ec cara, cos\u00ec degna. Era stata spostata dalla\nposizione in cui l'avevo vista la prima volta e ora, mentre giaceva con la testa sul braccio e un fazzoletto\nbraccio e un fazzoletto gettato sul viso e sul collo, avrei potuto supporre che\navrei potuto pensare che si fosse addormentata. Mi precipitai verso di lei e l'abbracciai con ardore, ma il languore e la freddezza mortali\nil languore mortale e la freddezza delle membra mi dissero che quello che ora tenevo\ntra le mie braccia aveva cessato di essere l'Elisabetta che avevo amato e custodito.\nIl segno omicida della presa del demonio era sul suo collo e il respiro non usciva pi\u00f9 dal suo corpo.\nrespiro aveva cessato di uscire dalle sue labbra.\n\nMentre ero ancora appeso a lei nell'agonia della disperazione, mi capit\u00f2 di guardare in alto.\nLe finestre della stanza erano gi\u00e0 state oscurate e provai una sorta di panico nel vedere la pallida luce gialla della luna illuminare la camera.\npanico nel vedere la pallida luce gialla della luna illuminare la camera.\nLe imposte erano state tirate indietro e, con una sensazione di orrore indescrivibile, vidi la finestra aperta.\ncon una sensazione di orrore che non si pu\u00f2 descrivere, vidi alla finestra aperta una figura quanto mai orrenda e ripugnante.\nIl mostro aveva un ghigno sul volto; sembrava che si burlasse, mentre con il dito diabolico indicava la\ndito diabolico indicava il cadavere di mia moglie. Mi precipitai verso\nfinestra e, estraendo una pistola dal petto, feci fuoco; ma lui mi sfugg\u00ec,\nbalz\u00f2 dalla sua postazione e, con la rapidit\u00e0 di un lampo, si tuff\u00f2 nel lago,\nsi tuff\u00f2 nel lago.\n\nIl rumore della pistola fece entrare una folla nella stanza. Indicai il punto in cui\npunto in cui era scomparso e seguimmo la pista con le barche.\nbarche; vennero gettate le reti, ma invano. Dopo aver trascorso diverse ore, tornammo indietro senza\nDopo aver trascorso diverse ore, tornammo senza speranza, la maggior parte dei miei compagni credeva che si trattasse di una forma\nche si trattasse di una forma evocata dalla mia fantasia. Dopo essere sbarcati, procedettero a\nperlustrare la campagna, andando in diverse direzioni tra i\ntra i boschi e le vigne.\n\nCercai di accompagnarli e mi allontanai di poco dalla casa, ma la mia testa girava a vuoto e i miei passi erano come quelli di un ubriaco.\ncasa, ma la testa mi girava, i miei passi erano come quelli di un ubriaco, e alla fine sono caduto in uno stato di totale stanchezza.\ndi un uomo ubriaco, alla fine caddi in uno stato di totale spossatezza; una pellicola mi copriva gli occhi\nocchi e la mia pelle era secca per il calore della febbre. In questo stato fui\nin questo stato fui portato indietro e messo su un letto, a malapena consapevole di ci\u00f2 che era\ndi ci\u00f2 che era successo; i miei occhi vagavano per la stanza come per cercare qualcosa che\nche avevo perso.\n\nDopo un intervallo mi alzai e, come per istinto, strisciai nella stanza dove giaceva il cadavere della mia amata.\ndove giaceva il cadavere della mia amata. Intorno c'erano donne che piangevano; io\ne ho unito le mie tristi lacrime alle loro; per tutto il tempo nessuna idea distinta si \u00e8 presentata alla mia mente.\nmente un'idea distinta, ma i miei pensieri divagavano su vari argomenti, riflettendo confusamente sulla\nvari argomenti, riflettendo confusamente sulle mie disgrazie e sulle loro cause.\ncausa. Ero disorientata, in una nuvola di stupore e di orrore. La morte\ndi Guglielmo, l'esecuzione di Justine, l'assassinio di Clerval e, infine, di mia moglie.\ndi mia moglie; anche in quel momento non sapevo che gli unici amici che mi erano rimasti\namici fossero al sicuro dalla malignit\u00e0 del demonio; mio padre anche adesso\nmio padre poteva contorcersi sotto le sue grinfie e Ernest poteva essere morto ai suoi piedi.\npiedi. Quest'idea mi fece rabbrividire e mi richiam\u00f2 all'azione. Mi alzai\ne decisi di tornare a Ginevra con tutta la rapidit\u00e0 possibile.\n\nNon c'erano cavalli da procurare e dovevo tornare per il lago; ma il vento era sfavorevole e la pioggia cadeva a dirotto.\nvento era sfavorevole e la pioggia cadeva a torrenti. Tuttavia, era appena\nTuttavia, era appena mattina e potevo ragionevolmente sperare di arrivare entro sera. Assunsi degli uomini\nper remare e presi io stesso un remo, perch\u00e9 avevo sempre provato sollievo dal tormento mentale\ntormento mentale nell'esercizio fisico. Ma l'infelicit\u00e0 traboccante che provavo ora,\ne l'eccesso di agitazione che sopportavo mi rendevano incapace di qualsiasi\nsforzo. Gettai il remo e, appoggiando la testa sulle mani, mi abbandonai a ogni idea cupa che si presentava\na ogni idea cupa che mi si presentava. Se alzavo lo sguardo, vedevo scene che mi erano\nfamiliari nei tempi pi\u00f9 felici e che avevo contemplato solo il giorno prima in compagnia di colei che\ngiorno prima in compagnia di colei che ora era solo un'ombra e un ricordo.\nLe lacrime mi sgorgarono dagli occhi. La pioggia era cessata per un momento e vidi i pesci giocare nell'acqua\ni pesci giocare nelle acque come avevano fatto poche ore prima; allora erano stati osservati da Elizabeth.\nerano stati osservati da Elizabeth. Niente \u00e8 cos\u00ec doloroso per la mente umana come\nun grande e improvviso cambiamento. Il sole pu\u00f2 splendere o le nuvole possono abbassarsi,\nma nulla poteva apparirmi come il giorno prima. Un demonio mi aveva\nmi aveva strappato ogni speranza di felicit\u00e0 futura; nessuna creatura era mai stata cos\u00ec\nnessuna creatura era stata cos\u00ec infelice come me; un evento cos\u00ec spaventoso \u00e8 unico nella storia dell'uomo.\ndell'uomo.\n\nMa perch\u00e9 dovrei soffermarmi sugli incidenti che hanno seguito quest'ultimo\nevento travolgente? Il mio \u00e8 stato un racconto di orrori; ho raggiunto il loro\ne ci\u00f2 che devo raccontare ora non pu\u00f2 che essere noioso per voi. Sappiate\nche, uno dopo l'altro, i miei amici furono portati via; io fui lasciato nella desolazione. Le mie\nforze sono esaurite e devo raccontare, in poche parole, ci\u00f2 che resta della mia orribile\ndella mia orribile narrazione.\n\nArrivai a Ginevra. Mio padre ed Ernest vivevano ancora, ma il primo era affondato\nsotto le notizie che portavo. Lo vedo ora, eccellente e venerabile vecchio\nuomo! I suoi occhi vagavano nel vuoto, perch\u00e9 avevano perso il loro fascino e la loro gioia.\nla sua Elisabetta, la sua figlia pi\u00f9 che figlia, che lui adorava con\ncon tutto l'affetto che prova un uomo che, nel declino della vita, avendo pochi\npochi affetti, si aggrappa pi\u00f9 intensamente a quelli che restano. Maledetto, maledetto\nsia il demonio che ha portato la miseria sui suoi capelli grigi e lo ha condannato a sprecare\nnella miseria! Non poteva vivere sotto gli orrori che si accumulavano intorno a lui.\nintorno a lui; le molle dell'esistenza cedettero improvvisamente; non fu in grado di alzarsi dal letto e in un attimo\ndi alzarsi dal letto e in pochi giorni mor\u00ec tra le mie braccia.\n\nChe ne fu di me? Non lo so; persi i sensi, e le catene e l'oscurit\u00e0 erano gli unici oggetti che\ne le catene e l'oscurit\u00e0 erano gli unici oggetti che premevano su di me. A volte,\nsognare di vagare per prati fioriti e valli amene con gli amici della mia giovinezza.\ncon gli amici della mia giovinezza, ma mi svegliavo e mi ritrovavo in una prigione.\nprigione. Segu\u00ec la malinconia, ma a poco a poco acquisii una chiara concezione delle mie\nchiara concezione delle mie miserie e della mia situazione e fui poi liberato dalla mia\nprigione. Perch\u00e9 mi avevano dato del pazzo, e per molti mesi, come avevo capito, la cella solitaria era stata\ncapito, una cella solitaria era stata la mia dimora.\n\nLa libert\u00e0, tuttavia, era stata un dono inutile per me, se non mi fossi risvegliato alla ragione e al tempo stesso alla vendetta.\nrisvegliato alla ragione, non avessi allo stesso tempo risvegliato la vendetta. Man mano che il\nricordo delle disgrazie passate, cominciai a riflettere sulla loro causa.\ncausa il mostro che avevo creato, il miserabile d mon che avevo mandato nel mondo per\nche avevo mandato in giro per il mondo per la mia distruzione. Ero posseduto da una\nrabbia pazzesca quando pensavo a lui, e desideravo e pregavo ardentemente\ndi poterlo avere a portata di mano per compiere una grande e\nvendetta sulla sua testa maledetta.\n\nN\u00e9 il mio odio si limit\u00f2 a lungo a desideri inutili; cominciai a riflettere sui mezzi migliori per assicurarmelo.\na riflettere sui mezzi migliori per assicurarmelo; e a questo scopo, circa un mese dopo il mio rilascio\nun mese dopo la mia liberazione, mi recai da un giudice penale della citt\u00e0\ne gli dissi che avevo un'accusa da presentare, che conoscevo il distruttore della mia famiglia e che\nche conoscevo il distruttore della mia famiglia e che gli chiedevo di esercitare tutta la sua\nautorit\u00e0 per catturare l'assassino.\n\nIl magistrato mi ha ascoltato con attenzione e gentilezza.  Siate\nche non mi risparmier\u00f2 alcuno sforzo per scoprire\nsaranno risparmiati per scoprire il furfante.\n\n Vi ringrazio, risposi io; ascoltate, dunque, la\ndeposizione che devo fare. \u00c8 una storia cos\u00ec strana che temo\ntemo che non le dareste credito se non ci fosse qualcosa di vero\nche, per quanto meraviglioso, costringe alla convinzione. La storia \u00e8 troppo legata per\nper essere scambiata per un sogno, e non ho alcun motivo per mentire.  Il mio\nmodo in cui mi rivolgevo a lui era impressionante ma calmo; avevo maturato nel mio cuore la decisione di\navevo maturato nel mio cuore la risoluzione di perseguire il mio distruttore fino alla morte, e questo proposito\nquesto proposito plac\u00f2 la mia agonia e per un po' mi riconcili\u00f2 con la vita. Ora raccontai\nla mia storia brevemente, ma con fermezza e precisione, segnando le date con accuratezza e non\ncon precisione e senza mai deviare in invettive o esclamazioni.\n\nAll'inizio il magistrato sembrava perfettamente incredulo, ma man mano che proseguivo\ndivenne pi\u00f9 attento e interessato; lo vidi a volte rabbrividire di\ndi orrore; altre volte una viva sorpresa, mista a incredulit\u00e0, era dipinta\nsul suo volto una viva sorpresa, mista a incredulit\u00e0.\n\nQuando terminai la mia narrazione, dissi: \"Questo \u00e8 l'essere che io accuso e per il cui sequestro e punizione vi chiedo di esercitare il vostro potere.\naccusato e per il cui sequestro e punizione vi chiedo di esercitare il vostro\ntutto il vostro potere. \u00c8 il vostro dovere di magistrati, e credo e spero che i vostri sentimenti di uomo non si ribellino\nche i vostri sentimenti di uomo non si ribellino all'esecuzione di queste\nfunzioni in questa occasione.\n\nQuesto discorso ha provocato un notevole cambiamento nella fisionomia del mio\nrevisore. Aveva ascoltato la mia storia con quella mezza convinzione che si d\u00e0 a un racconto di spiriti e di eventi soprannaturali.\ndi spiriti e di eventi soprannaturali; ma quando \u00e8 stato chiamato ad agire ufficialmente di conseguenza\ndi agire ufficialmente di conseguenza, l'intera marea della sua incredulit\u00e0\nincredulit\u00e0. Tuttavia, rispose con mitezza: \"Sarei disposto a fornirvi ogni aiuto\nogni aiuto nella vostra ricerca, ma la creatura di cui parlate sembra avere\nsembra avere poteri che metterebbero a repentaglio tutti i miei sforzi. Chi pu\u00f2 seguire un\nanimale che pu\u00f2 attraversare il mare di ghiaccio e abitare caverne e tane dove\nnessun uomo si azzarderebbe a intromettersi? Inoltre, sono passati alcuni mesi dalla\nsono trascorsi alcuni mesi dalla commissione dei suoi crimini, e nessuno pu\u00f2 ipotizzare in quale luogo\no quale regione possa abitare ora.\n\n Non dubito che si aggiri nei pressi del luogo in cui abito e, se davvero si \u00e8 rifugiato sulle Alpi, pu\u00f2 essere cacciato come il camoscio.\nsi \u00e8 effettivamente rifugiato sulle Alpi, pu\u00f2 essere cacciato come il camoscio\ne distrutto come una bestia da preda. Ma percepisco i vostri pensieri; non credete al mio racconto e non intendete\nnon credete al mio racconto e non intendete perseguire il mio nemico con la\npunizione che \u00e8 il suo deserto.\n\nMentre parlavo, la rabbia scintillava nei miei occhi; il magistrato era intimorito.\n Vi sbagliate, disse.  Mi impegner\u00f2 e, se \u00e8 in mio potere\nse \u00e8 in mio potere catturare il mostro, siate certo che subir\u00e0 una punizione\npunizione proporzionata ai suoi crimini. Ma temo, da quello che voi stesso avete\ndescritto le sue propriet\u00e0, temo che ci\u00f2 si riveler\u00e0\ne quindi, mentre ogni misura appropriata viene perseguita, dovreste\ndecidere di deludere.\n\n Non pu\u00f2 essere; ma tutto ci\u00f2 che posso dire sar\u00e0 di scarsa utilit\u00e0. La mia\nvendetta non ha importanza per voi; eppure, pur ammettendo che sia un vizio, confesso che \u00e8 la divorante e unica passione della mia anima.\nconfesso che \u00e8 la divorante e unica passione della mia anima. La mia rabbia\n\u00e8 indicibile quando rifletto che l'assassino, che ho lasciato libero\nche ho lasciato libero nella societ\u00e0, esiste ancora. Voi rifiutate la mia giusta richiesta; non ho\nuna sola risorsa e mi dedico, in vita o in morte, alla sua distruzione.\nla sua distruzione.\n\nMentre lo dicevo, tremavo per l'eccesso di agitazione; c'era una frenesia nel mio modo di fare e qualcosa, senza dubbio, di quell'altera ferocia\nnel mio modo di fare e qualcosa, non dubito, di quell'altera fierezza\nche si dice che i martiri di un tempo possedessero. Ma per un magistrato ginevrino\nmagistrato ginevrino, la cui mente era occupata da ben altre idee che quelle di\ndevozione ed eroismo, questa elevazione mentale aveva molto l'aspetto della\nfollia. Si sforz\u00f2 di tranquillizzarmi come una nutrice fa con un bambino e\ne si rifece al mio racconto come agli effetti del delirio.\n\n Uomo, ho gridato, quanto sei ignorante nel tuo orgoglio di\nsaggezza! Smettila; non sai quello che dici.\n\nSono uscito di casa arrabbiato e turbato e mi sono ritirato a meditare su\nqualche altro modo di agire.\n\n\n\n\nCapitolo 24\n\n\nLa mia situazione attuale era quella in cui ogni pensiero volontario veniva\ninghiottito e perso. La furia mi aveva spinto a fuggire; la sola vendetta\nmi ha dato forza e compostezza; ha plasmato i miei sentimenti e mi ha permesso di essere\ne mi ha permesso di essere calcolatore e calmo in momenti in cui altrimenti\naltrimenti il delirio o la morte sarebbero stati la mia parte.\n\nLa mia prima decisione fu quella di abbandonare Ginevra per sempre; il mio paese, che quando ero felice e amato mi era caro, ora, nelle mie avversit\u00e0, mi era diventato caro.\nfelice e amato, mi era caro, ora, nella mia avversit\u00e0, mi diventava\nodioso. Mi procurai una somma di denaro, insieme a qualche gioiello\nche erano appartenuti a mia madre, e partii.\n\nE ora sono iniziate le mie peregrinazioni che non cesseranno se non con la vita. Ho\nattraversato una vasta porzione di terra e ho sopportato tutte le avversit\u00e0\nche i viaggiatori nei deserti e nei paesi barbari sono soliti incontrare. Come ho\ncome ho fatto a vivere, non lo so; molte volte ho disteso le mie membra deboli sulla\nsulla pianura sabbiosa e ho pregato per la morte. Ma la vendetta mi ha tenuto in vita; non osavo morire e lasciare il mio avversario\nnon morire e lasciare il mio avversario in vita.\n\nQuando lasciai Ginevra, la mia prima fatica fu quella di trovare qualche indizio che mi permettesse di\nper rintracciare i passi del mio diabolico nemico. Ma il mio piano era incerto,\ne vagavo per molte ore intorno ai confini della citt\u00e0, incerto su quale\nquale strada avrei dovuto seguire. Con l'avvicinarsi della notte mi ritrovai all'ingresso\ncimitero dove riposavano William, Elizabeth e mio padre.\nmio padre. Vi entrai e mi avvicinai alla tomba che segnava i loro\ntombe. Tutto era silenzioso, tranne le foglie degli alberi, che\nche erano delicatamente agitate dal vento; la notte era quasi buia e la scena sarebbe stata solenne e\nscena sarebbe stata solenne e toccante anche per un osservatore non interessato.\nosservatore disinteressato. Gli spiriti dei defunti sembravano fluttuare intorno a loro e\nun'ombra, che si percepiva ma non si vedeva, intorno alla testa del\nlutto.\n\nIl profondo dolore che questa scena aveva suscitato in un primo momento lasci\u00f2 rapidamente il posto a\nrabbia e alla disperazione. Loro erano morti e io vivevo; anche il loro assassino viveva,\ne per distruggerlo dovevo trascinare la mia stanca esistenza. Mi inginocchiai sull'erba\ne baciai la terra e con labbra tremanti esclamai: \"Per la sacra terra sulla quale mi inginocchio\nsacra terra su cui sono inginocchiato, per le ombre che si aggirano vicino a me, per il\nprofondo ed eterno dolore che provo, lo giuro; e per te, o Notte, e per gli spiriti che ti presiedono, lo giuro.\nspiriti che ti presiedono, di perseguire il d mon che ha causato questa miseria,\nfinch\u00e9 lui o io non periremo in un conflitto mortale. A questo scopo conserver\u00f2 la mia\nper questo scopo conserver\u00f2 la mia vita; per compiere questa cara vendetta vedr\u00f2 di nuovo il sole\ne calpestare il verde prato della terra, che altrimenti dovrebbe sparire dai miei occhi per\nocchi per sempre. E mi rivolgo a voi, spiriti dei morti, e a voi, vaganti\nministri erranti della vendetta, di aiutarmi e condurmi nella mia opera. Che il mostro maledetto\nmostro maledetto e infernale si abbeveri di agonia; gli faccia provare la disperazione che ora\nmi tormenta.\n\nAvevo iniziato il mio discorso con una solennit\u00e0 e una soggezione che mi assicuravano quasi\nche le ombre dei miei amici uccisi avessero ascoltato e approvato la mia devozione.\nle furie si impossessarono di me mentre concludevo, e la rabbia soffoc\u00f2 le mie parole.\n\nMi rispose, nella quiete della notte, una risata forte e diabolica.\nrisata. Mi risuon\u00f2 nelle orecchie a lungo e pesantemente; le montagne lo riecheggiarono e mi sembr\u00f2 che l'inferno mi circondasse di scherno e di risate.\ne mi sembr\u00f2 che l'inferno mi circondasse di scherno e di risate.\nSicuramente in quel momento sarei stato posseduto dalla frenesia e avrei distrutto la mia\ne avrei distrutto la mia miserabile esistenza, se non fosse che il mio voto era stato ascoltato e che\nera riservato alla vendetta. Le risate si spensero, quando una voce\ne aborrita voce, apparentemente vicina al mio orecchio, mi rivolse in un sussurro udibile\nsussurro udibile: \"Sono soddisfatto, miserabile! Tu hai\ndeciso di vivere, e io sono soddisfatto.\n\nMi precipitai verso il punto da cui proveniva il suono, ma il diavolo\nsfugg\u00ec alla mia presa. Improvvisamente l'ampio disco della luna si lev\u00f2 e brill\u00f2 pienamente\nsulla sua forma orrenda e distorta, mentre fuggiva con una velocit\u00e0 pi\u00f9 che\nvelocit\u00e0 mortale.\n\nL'ho inseguito e per molti mesi questo \u00e8 stato il mio compito. Guidato da un\nindizio, ho seguito i tornanti del Rodano, ma invano. Il Mediterraneo blu \u00e8 apparso e, per uno strano caso, ho visto\nMediterraneo e, per uno strano caso, ho visto il demonio\nentrare di notte e nascondersi in una nave diretta al Mar Nero. I\ncon la stessa nave, ma lui riusc\u00ec a fuggire, non so come.\n\nTra le terre selvagge della Tartaria e della Russia, sebbene mi sfuggisse ancora, ho sempre seguito le sue tracce.\nho sempre seguito le sue tracce. A volte i contadini, spaventati da questa\nspaventati da questa orribile apparizione, mi hanno informato del suo cammino; a volte lui stesso,\nche temeva che se avessi perso ogni traccia di lui mi sarei disperato e sarei morto,\nlasci\u00f2 qualche segno per guidarmi. La neve scendeva sulla mia testa e vedevo l'impronta del suo passo enorme sul\nl'impronta del suo enorme passo sulla pianura bianca. Per chi si affaccia per la prima volta\nvita, a cui le cure sono nuove e l'agonia sconosciuta, come potete capire\nquello che ho provato e che ancora provo? Il freddo, la fame e la fatica erano le\nfreddo, la fame e la fatica erano le pene minori che ero destinato a sopportare; ero stato maledetto da un diavolo\ne portavo con me il mio inferno eterno; tuttavia uno spirito di bene\nseguiva e dirigeva i miei passi e quando pi\u00f9 mormoravo, improvvisamente mi\nmi liberava da difficolt\u00e0 apparentemente insormontabili. A volte,\nquando la natura, sopraffatta dalla fame, sprofondava sotto lo sfinimento, un pasto\nnel deserto mi veniva preparato un pasto che mi ristorava e mi ispirava. Il\nera grossolano, come quello che mangiavano i contadini del paese, ma non dubito che fosse preparato per\nnon dubiter\u00f2 che sia stato preparato dagli spiriti che avevo\ninvocato per aiutarmi. Spesso, quando tutto era arido, il cielo senza nuvole, e io ero assetato.\ne io ero assetato, una leggera nuvola illuminava il cielo, versando le poche gocce che mi rianimavano e\npoche gocce che mi rianimavano, e scompariva.\n\nSeguivo, quando potevo, i corsi dei fiumi; ma i monti in genere li evitavano, poich\u00e9 era qui che la popolazione del paese si recava.\ngeneralmente li evitava, perch\u00e9 era qui che si radunava la popolazione del paese.\ndel paese. In altri luoghi gli esseri umani si vedevano raramente\nesseri umani, e in genere mi nutrivo degli animali selvatici che incrociavano il mio\nche incrociavano il mio cammino. Avevo con me del denaro e mi guadagnavo l'amicizia degli abitanti del villaggio\ndistribuendolo; oppure portavo con me del cibo che avevo ucciso,\nche, dopo averne preso una piccola parte, presentavo sempre a coloro che mi avevano\nfuoco e gli utensili per cucinare.\n\nLa mia vita, cos\u00ec come trascorreva, era davvero odiosa per me, ed era durante il\nsonno che potevo assaporare la gioia. O sonno benedetto! Spesso, quando ero pi\u00f9\nmiseria, sprofondavo nel riposo e i miei sogni mi cullavano fino all'estasi. Gli\nspiriti che mi custodivano avevano previsto questi momenti, o meglio ore, di\nfelicit\u00e0, affinch\u00e9 potessi conservare le forze per compiere il mio pellegrinaggio. Privato di\ndi questa tregua, sarei sprofondato sotto le mie difficolt\u00e0. Durante il giorno sono stato\ndurante il giorno ero sostenuto e ispirato dalla speranza della notte, perch\u00e9 nel sonno vedevo i miei amici, mia moglie e la mia amata.\namici, mia moglie e la mia amata patria; vedevo di nuovo il volto benevolo di mio padre, sentivo il\ndi mio padre, ho sentito i toni d'argento della voce di Elisabetta e ho visto Clerval\ne vidi Clerval godere di salute e giovinezza. Spesso, quando ero stanco per\nuna marcia faticosa, mi sono persuaso di sognare fino a quando non sarebbe arrivata la notte e\ne che allora avrei goduto della realt\u00e0 tra le braccia dei miei pi\u00f9 cari amici.\namici. Quale straziante affetto provavo per loro! Come mi aggrappavo alle loro\ncome mi aggrappavo alle loro care forme, che a volte infestavano anche le mie ore di veglia, e\npersuadermi che vivevano ancora! In quei momenti la vendetta, che\nche ardeva dentro di me, si spegneva nel mio cuore, e proseguivo il mio cammino verso la distruzione del\ndistruzione dei d mon pi\u00f9 come un compito imposto dal cielo, come l'impulso meccanico di un potere\ncome l'impulso meccanico di un potere di cui non ero consapevole, piuttosto che come l'ardente desiderio della mia anima.\ndesiderio ardente della mia anima.\n\nNon posso sapere quali fossero i suoi sentimenti nei confronti di chi mi perseguiva. A volte, infatti, lasciava\nsegni scritti sulle cortecce degli alberi o incisi nella pietra, che mi guidavano e istigavano\nche mi guidavano e istigavano la mia furia.  Il mio regno non \u00e8 ancora finito\nQueste parole erano leggibili in una di queste\ntu vivi, e il mio potere \u00e8 completo. Seguitemi; io\ncerco i ghiacci eterni del nord, dove proverete la miseria del freddo e del gelo, a cui io sono impassibile.\nfreddo e del gelo, a cui sono impassibile. Troverete vicino a questo luogo, se\nse non seguite troppo tardi, una lepre morta; mangiate e rifocillatevi. Vieni, mio\nmio nemico; dobbiamo ancora lottare per la nostra vita, ma molte ore dure e miserabili\nore dovrai sopportare finch\u00e9 non arriver\u00e0 quel momento.\n\nDiavolo beffardo! Ancora una volta giuro vendetta; ancora una volta ti consegno,\nmiserabile demonio, alla tortura e alla morte. Non rinuncer\u00f2 mai alla mia ricerca\nfinch\u00e9 lui o io non moriremo; e allora con quale estasi mi unir\u00f2 alla mia\nElisabetta e ai miei amici defunti, che gi\u00e0 ora preparano per me la\nricompensa della mia noiosa fatica e del mio orribile pellegrinaggio!\n\nMentre continuavo il mio viaggio verso nord, la neve si addensava e il freddo aumentava in misura quasi eccessiva\nil freddo aumentava in misura quasi eccessiva per essere sopportato. I contadini erano\nchiusi nei loro tuguri e solo pochi dei pi\u00f9 coraggiosi si arrischiarono a\nanimali che la fame aveva costretto ad uscire dai loro nascondigli per\na cercare una preda. I fiumi erano coperti di ghiaccio e non era possibile procurarsi il pesce.\ne non era possibile procurarsi il pesce; cos\u00ec fui privato del mio principale mezzo di sostentamento.\n\nIl trionfo del mio nemico aumentava di pari passo con la difficolt\u00e0 delle mie fatiche. Una\nscritta che lasci\u00f2 era in questi termini: \"Preparatevi!  Preparati! Le tue fatiche\niniziano; avvolgiti in pellicce e procurati del cibo, perch\u00e9 presto inizieremo un viaggio in cui le tue sofferenze\nviaggio in cui le vostre sofferenze soddisferanno il mio odio eterno.\nodio.\n\nIl mio coraggio e la mia perseveranza furono rinvigoriti da queste parole di scherno; decisi di non fallire nel mio proposito.\ndeciso a non fallire nel mio intento e, invocando il sostegno del cielo\ndi sostenermi, continuai con fervore ad attraversare immensi deserti,\nfinch\u00e9 l'oceano apparve in lontananza e costitu\u00ec l'estremo limite dell'orizzonte.\ndell'orizzonte. Oh! Quanto era diverso dalle stagioni blu del sud!\nsud! Coperto di ghiaccio, si distingueva dalla terraferma solo per la sua\ndalla terraferma per la sua superiore selvaticit\u00e0 e asprezza. I Greci piangevano di gioia quando\nil Mediterraneo dalle colline dell'Asia, e salutavano con estasi il confine della loro\ncon estasi il confine delle loro fatiche. Io non ho pianto, ma mi sono inginocchiato\ne con il cuore pieno di gioia ringraziai il mio spirito guida per avermi condotto in sicurezza\ndi condurmi in salvo fino al luogo in cui speravo, nonostante l'insulto del mio avversario,\ndi incontrarlo e affrontarlo.\n\nAlcune settimane prima di questo periodo mi ero procurato una slitta e dei cani e avevo cos\u00ec\nattraversare le nevi con una velocit\u00e0 inconcepibile. Non so se il\nse il demonio possedesse gli stessi vantaggi, ma mi accorsi che, mentre prima avevo\nprima avevo perso terreno nell'inseguimento, ora guadagnavo su di lui, al punto che\nquando vidi per la prima volta l'oceano era in anticipo di un solo giorno e speravo di intercettarlo prima che\nSperavo di intercettarlo prima che raggiungesse la spiaggia. Con nuovo\ncoraggio, quindi, proseguii e in due giorni arrivai a un misero borgo in riva al mare.\nun misero borgo in riva al mare. Chiesi agli abitanti informazioni sul\ndemonio e ottenni informazioni precise. Dissero che un mostro gigantesco\nera arrivato la sera prima, armato di un fucile e di molte pistole,\nmettendo in fuga gli abitanti di una casetta solitaria per paura del suo aspetto terrificante.\ndel suo aspetto terrificante. Aveva portato via le scorte di cibo invernale\ncibo invernale, e mettendolo in una slitta, per attirare la quale si era impossessato di un\nnumerosi cani addestrati, li aveva imbrigliati e la notte stessa, per la gioia di tutti gli abitanti, si era\nnotte, tra la gioia degli abitanti del villaggio sconvolti dall'orrore, aveva proseguito il suo viaggio attraverso il mare\nmare in una direzione che non portava a nessuna terra; ed essi ipotizzarono che dovesse presto\ne ipotizzavano che dovesse essere presto distrutto dalla rottura del ghiaccio o\nghiaccio o congelato dalle gelate eterne.\n\nAll'udire questa informazione ebbi un temporaneo accesso di disperazione.\nMi era sfuggito e dovevo iniziare un viaggio distruttivo e quasi interminabile attraverso i ghiacci montuosi dell'oceano, in mezzo a un freddo che pochi\nviaggio attraverso i ghiacci montuosi dell'oceano, in mezzo a un freddo che pochi abitanti potevano\nabitanti avrebbero potuto sopportare a lungo e che io, nativo di un clima\nclima mite e soleggiato, non potevo sperare di sopravvivere. Eppure, all'idea\nche il demonio potesse vivere e trionfare, la mia rabbia e la mia vendetta tornarono\ne la vendetta tornarono e, come una potente marea, travolsero ogni altro sentimento.\nDopo un leggero riposo, durante il quale gli spiriti dei morti mi aleggiavano intorno\nmi incitavano alla fatica e alla vendetta, mi preparai per il viaggio.\n\nHo cambiato la mia slitta terrestre con una adatta alle disuguaglianze dell'oceano ghiacciato.\nOceano ghiacciato e, acquistando un'abbondante scorta di provviste, partii da terra.\npartire dalla terraferma.\n\nNon riesco a immaginare quanti giorni siano passati da allora, ma ho sopportato\nche nulla, se non l'eterno sentimento di un giusto castigo, mi avrebbe permesso di sopportare.\nche ardeva nel mio cuore avrebbe potuto permettermi di sopportare. Immense e\nmontagne di ghiaccio immense e frastagliate mi hanno spesso sbarrato il passaggio, e spesso ho sentito il tuono del mare di terra\nil tuono del mare che minacciava la mia distruzione. Ma\ndi nuovo il gelo arriv\u00f2 e rese sicuri i sentieri del mare.\n\nDalla quantit\u00e0 di provviste che avevo consumato, avrei dovuto supporre di aver trascorso tre settimane in questo viaggio.\ntre settimane di viaggio, e il continuo protrarsi della speranza\ndella speranza, che ritornava sul cuore, spesso strappava ai miei occhi gocce amare di sconforto e di\nsconforto e di dolore dai miei occhi. La disperazione si era infatti quasi assicurata\nla sua preda, e presto sarei sprofondato sotto questa miseria. Una volta, dopo\npoveri animali che mi trasportavano avevano guadagnato con incredibile fatica la\nuna montagna di ghiaccio in pendenza e uno di loro, affondando per la fatica,\nmorto, guardavo la distesa davanti a me con angoscia, quando all'improvviso il mio occhio colse una macchia scura sul\nquando improvvisamente il mio occhio colse una macchia scura nella pianura crepuscolare. Tesi la vista per scoprire\nper capire cosa potesse essere ed emisi un grido selvaggio di estasi quando\nquando distinguevo una slitta e le proporzioni distorte di una forma ben\nforma nota. Con quale ardente slancio la speranza si riaffacci\u00f2 nel mio cuore!\nCalde lacrime mi riempirono gli occhi, che asciugai frettolosamente, affinch\u00e9 non\nche non intercettassero la vista che avevo del d mon; ma la mia vista era ancora offuscata dalle gocce ardenti.\ngocce ardenti, finch\u00e9, cedendo all'emozione che mi opprimeva, piansi senza sosta.\noppresse, piansi ad alta voce.\n\nMa non era il momento di indugiare; liberai i cani dal loro compagno\ncompagno morto, diedi loro un'abbondante porzione di cibo e, dopo un'ora di riposo, assolutamente necessaria e tuttavia\nun'ora di riposo, che era assolutamente necessario, ma che era amaramente\nfastidioso per me, proseguii il cammino. La slitta era ancora visibile e\nn\u00e9 l'ho pi\u00f9 persa di vista, se non nei momenti in cui, per un breve lasso di tempo, qualche roccia di ghiaccio\nquando qualche roccia di ghiaccio la nascondeva con i suoi dirupi. In effetti\ne quando, dopo quasi due giorni di viaggio, vidi il mio nemico a non pi\u00f9 di un metro e mezzo di distanza.\nil mio nemico a non pi\u00f9 di un miglio di distanza, il cuore mi si strinse dentro.\ncuore mi si stringeva dentro.\n\nMa ora, quando sembravo quasi a portata di mano del mio nemico, le mie speranze si spensero all'improvviso e persi ogni traccia di lui pi\u00f9 completamente di quanto non avessi fatto prima.\nimprovvisamente si spensero e persi ogni traccia di lui pi\u00f9 completamente di quanto\nmai fatto prima. Si sentiva il rumore del mare, il tuono del suo avanzamento, mentre le acque\nle acque rotolavano e si gonfiavano sotto di me, diventava ogni momento pi\u00f9 minaccioso e terrificante.\ne terrificante. Continuai a spingere, ma invano. Si alz\u00f2 il vento, il mare rugg\u00ec;\ne, come con la potente scossa di un terremoto, si spacc\u00f2 e si incrin\u00f2 con un suono tremendo e travolgente.\nun suono tremendo e travolgente. Il lavoro fu presto terminato; in pochi\npochi minuti un mare tumultuoso si frappose tra me e il mio nemico e io fui lasciato alla\nalla deriva su un pezzo di ghiaccio sparpagliato che si riduceva continuamente, preparandomi una morte orribile.\ne che quindi mi preparava una morte orrenda.\n\nPassarono cos\u00ec molte ore terribili; molti dei miei cani morirono e io stesso stavo per sprofondare nell'angoscia.\nstavo per affondare sotto l'accumulo dell'angoscia, quando vidi il vostro vascello all'ancora e mi offriva speranze di soccorso e di vita.\nnave all'ancora che mi dava speranze di soccorso e di vita.\nNon avevo idea che le navi fossero mai arrivate cos\u00ec a nord e rimasi sbalordito alla vista.\nalla vista. Distruggo subito parte della mia slitta per costruire dei remi, e\ncon questi mezzi fui in grado, con infinita fatica, di muovere la mia zattera di ghiaccio in\ndirezione della vostra nave. Avevo deciso, se foste andati verso sud,\ndi affidarmi alla clemenza del mare piuttosto che abbandonare il mio proposito.\nproposito. Speravo di indurvi a concedermi una barca con cui inseguire il mio nemico.\nil mio nemico. Ma la vostra direzione era verso nord. Mi avete imbarcato quando il mio vigore\nvigore era esaurito, e presto sarei sprofondato sotto le mie molteplici\ndifficolt\u00e0 e sarei presto sprofondato in una morte che ancora temo, perch\u00e9 il mio compito non \u00e8 stato portato a termine.\n\nOh! Quando il mio spirito guida, nel condurmi al mondo, mi conceder\u00e0 il riposo che tanto desidero?\nil riposo che tanto desidero; o dovr\u00f2 morire, e lui vivere ancora? Se lo faccio,\ngiurami, Walton, che non sfuggir\u00e0, che lo cercherai e che soddisferai la mia vendetta con la sua morte.\ne di soddisfare la mia vendetta con la sua morte. E oso chiederti di intraprendere il mio\ndi intraprendere il mio pellegrinaggio, di sopportare le difficolt\u00e0 che ho affrontato io?\nNo, non sono cos\u00ec egoista. Eppure, quando sar\u00f2 morto, se egli dovesse apparire, se\nse i ministri della vendetta dovessero condurlo da voi, giurate che non vivr\u00e0.\ngiurate che non vivr\u00e0, giurate che non trionfer\u00e0 sulle mie\ne non sopravviver\u00e0 per aggiungere alla lista dei suoi oscuri crimini. \u00c8 eloquente\ne persuasivo, e una volta le sue parole hanno avuto persino potere sul mio cuore; ma non fidatevi di lui.\nnon fidatevi di lui. La sua anima \u00e8 infernale come la sua forma, piena di tradimento\ne di malizia diabolica. Non ascoltatelo; invocate i nomi di Guglielmo,\nGiustina, Clerval, Elisabetta, di mio padre e del disgraziato Victor, e\ne conficcategli la spada nel cuore. Io mi librer\u00f2 vicino e diriger\u00f2 l'acciaio\nacciaio.\n\nWalton, _in continuazione._\n\n\n26 agosto 17 .\n\n\nHai letto questa strana e terrificante storia, Margaret, e non senti il tuo sangue rapprendersi con orrore, come quello che ancora oggi si raggela.\nnon senti il tuo sangue rapprendersi per l'orrore, come quello che anche ora coagula\nmio? A volte, colto da un'improvvisa agonia, non riusciva a continuare il suo\nracconto; altre volte, con la voce rotta, ma penetrante, pronunciava con difficolt\u00e0\ncon difficolt\u00e0 le parole cos\u00ec piene di angoscia. I suoi occhi fini e belli\nora si accendevano di indignazione, ora si placavano in un dolore cupo\ne si spegnevano in una miseria infinita. A volte comandava il suo\ntoni e il volto e raccontava gli episodi pi\u00f9 orribili con una voce\ncon voce tranquilla, reprimendo ogni segno di agitazione; poi, come un vulcano che scoppia, il suo\ncome un vulcano che scoppia, il suo volto cambiava improvvisamente in un'espressione\ndella rabbia pi\u00f9 selvaggia, mentre urlava imprecazioni sul suo persecutore.\n\nLa sua storia \u00e8 collegata e raccontata con un'apparenza di semplice verit\u00e0,\neppure vi confesso che le lettere di Felix e Safie, che mi ha mostrato,\ne l'apparizione del mostro visto dalla nostra nave, mi hanno portato una\nconvinzione della veridicit\u00e0 del suo racconto pi\u00f9 delle sue asseverazioni,\nper quanto sincere e collegate. Un tale mostro, dunque, \u00e8 realmente esistito!\nNon posso dubitarne, eppure sono perso nella sorpresa e nell'ammirazione. A volte mi sono\ndi Frankenstein i particolari della formazione della sua creatura.\ncreatura, ma su questo punto era impenetrabile.\n\n Sei pazzo, amico mio? disse lui.  O dove ti porta la tua\ncuriosit\u00e0 insensata ti porta? Vorresti anche creare per te e per il\nmondo un nemico demoniaco? Pace, pace! Imparate le mie miserie e non cercate\ndi aumentare le tue.\n\nFrankenstein scopr\u00ec che avevo preso appunti sulla sua storia; chiese di vederli e poi li corresse e li aument\u00f2 in molti punti.\ndi vederli e poi li ha corretti e aumentati in molti punti,\nma soprattutto per dare vita e spirito alle conversazioni che teneva\ncon il suo nemico.  Poich\u00e9 avete conservato la mia narrazione, disse\nnon vorrei che ai posteri ne venisse tramandata una mutilata.\nposteri.\n\nCos\u00ec \u00e8 trascorsa una settimana, mentre ascoltavo la pi\u00f9 strana\nracconto che l'immaginazione abbia mai formato. I miei pensieri e ogni sentimento della mia\ndell'anima sono stati assorbiti dall'interesse per il mio ospite che questa storia\ne i suoi modi elevati e gentili hanno creato per il mio ospite. Vorrei tranquillizzarlo\nTuttavia posso consigliare a una persona cos\u00ec infinitamente miserabile, cos\u00ec priva di ogni\ndi ogni speranza di consolazione, di vivere? Oh, no! L'unica gioia che pu\u00f2 conoscere\nconoscere sar\u00e0 quando comporr\u00e0 il suo spirito frantumato alla pace e alla morte.\nmorte. Tuttavia gode di un conforto, figlio della solitudine e del delirio.\ndelirio; crede che quando sogna di conversare con i suoi amici\namici e tragga da quella comunione consolazione per le sue miserie o\nconsolazione per le sue miserie o di eccitare la sua vendetta, non siano creazioni della sua fantasia, ma esseri stessi che\nfantasia, ma gli esseri stessi che lo visitano dalle regioni di un mondo remoto.\nmondo remoto. Questa fede conferisce una solennit\u00e0 alle sue fantasticherie che le rende\nche me le rendono quasi imponenti e interessanti come la verit\u00e0.\n\nLe nostre conversazioni non si limitano sempre alla sua storia e alle sue\ndisgrazie. Su ogni punto della letteratura generale mostra una\nuna conoscenza illimitata e una sensibilit\u00e0 rapida e penetrante. La sua\neloquenza \u00e8 forte e toccante; non riesco a sentirlo, quando racconta un episodio patetico o cerca di\nquando racconta un episodio patetico o si sforza di muovere le passioni della piet\u00e0 o dell'amore,\nsenza piangere. Che creatura gloriosa doveva essere ai tempi della sua prosperit\u00e0\ndella sua prosperit\u00e0, quando \u00e8 cos\u00ec nobile e divino nella sua rovina! Sembra\nsembra sentire il proprio valore e la grandezza della sua caduta.\n\n Quando ero pi\u00f9 giovane, disse, mi credevo destinato a\na qualche grande impresa. I miei sentimenti sono profondi, ma possedevo una freddezza di giudizio\ndi giudizio che mi rendeva adatto a imprese illustri. Questo sentimento del\ndella mia natura mi ha sostenuto quando altri si sarebbero sentiti oppressi,\nperch\u00e9 ritenevo delittuoso buttare via in un dolore inutile quei talenti che\nche avrebbero potuto essere utili ai miei simili. Quando riflettevo sul lavoro che avevo\ncompiuta, non inferiore alla creazione di un animale sensibile e razionale, non potevo classificarmi\nanimale sensibile e razionale, non riuscivo a classificarmi nel branco dei comuni progettisti. Ma\nMa questo pensiero, che mi ha sostenuto all'inizio della mia carriera, adesso\nora serve solo a farmi sprofondare nella polvere. Tutte le mie speculazioni e speranze\nsono inutili e, come l'arcangelo che aspirava all'onnipotenza, sono incatenato in un inferno eterno.\nsono incatenato in un inferno eterno. La mia immaginazione era vivida, ma la mia capacit\u00e0 di analisi e di applicazione era intensa.\ndi analisi e di applicazione; grazie all'unione di queste qualit\u00e0 ho\nconcepito l'idea e realizzato la creazione di un uomo. Ancora oggi non posso\nricordare senza passione le mie fantasticherie mentre l'opera era incompleta. Ho calpestato il\ncielo nei miei pensieri, ora esultando per i miei poteri, ora bruciando all'idea dei loro effetti.\ndei loro effetti. Fin dall'infanzia sono stato pervaso da grandi speranze e da un'alta ambizione.\nambizione; ma come sono affondato! Oh! Amico mio, se mi avessi conosciuto come ero una volta\nse mi avessi conosciuto come ero una volta, non mi riconosceresti in questo stato di degrado. Lo sconforto\nraramente ha visitato il mio cuore; un alto destino sembrava portarmi avanti, finch\u00e9 non sono caduto,\nper non rialzarmi mai pi\u00f9.\n\nDevo dunque perdere questo essere ammirevole? Ho desiderato un amico, ho cercato uno che\nho cercato qualcuno che mi compatisse e mi amasse. Ecco, in questi mari deserti\nmari deserti ne ho trovato uno, ma temo di averlo conquistato solo per conoscerne il valore e perderlo.\nvalore e perderlo. Vorrei riconciliarlo con la vita, ma lui respinge l'idea.\n\n Vi ringrazio, Walton, disse, per le vostre gentili intenzioni nei confronti di un cos\u00ec misero\nmiserabile; ma quando parlate di nuovi legami e di nuovi\naffetti, pensate che qualcuno possa sostituire quelli che se ne sono andati? Pu\u00f2 un uomo\nuomo essere per me come lo era Clerval, o una donna un'altra Elizabeth? Anche\nanche quando gli affetti non sono fortemente mossi da un'eccellenza superiore,\ni compagni della nostra infanzia possiedono sempre un certo potere sulle nostre\nmente che difficilmente un amico successivo pu\u00f2 ottenere. Conoscono le nostre\ndisposizioni infantili che, per quanto possano essere modificate in seguito, non vengono mai sradicate,\nnon vengono mai estirpate; e possono giudicare le nostre azioni con conclusioni pi\u00f9\nconclusioni pi\u00f9 certe sull'integrit\u00e0 dei nostri motivi. Una sorella o un fratello\nfratello non possono mai, a meno che tali sintomi non si siano manifestati precocemente, sospettare l'altro di frode o di falsit\u00e0,\nsospettare l'altro di frode o di falso, mentre un altro amico,\nun altro amico, per quanto sia fortemente legato, pu\u00f2, suo malgrado, essere\nun altro amico, per quanto fortemente legato, pu\u00f2, suo malgrado, essere guardato con sospetto. Ma ho goduto di amici, cari non solo\nper abitudine e frequentazione, ma per i loro stessi meriti; e ovunque mi trovi, la voce rassicurante di un amico\novunque mi trovi, la voce rassicurante della mia Elisabetta e la conversazione di\nClerval mi sussurreranno sempre all'orecchio. Sono morti, e solo un sentimento\nsentimento in una tale solitudine pu\u00f2 convincermi a conservare la mia vita. Se io\nse fossi impegnato in un'impresa o in un progetto di grande utilit\u00e0\nutilit\u00e0 per i miei simili, allora potrei vivere per realizzarlo. Ma\nMa questo non \u00e8 il mio destino; devo perseguire e distruggere l'essere a cui ho dato l'esistenza.\nesistenza; allora la mia sorte sulla terra sar\u00e0 compiuta e potr\u00f2 morire.\n\nMia amata sorella,\n\n2 settembre.\n\n\nVi scrivo, circondato dal pericolo e ignaro se sar\u00f2 mai\ndi rivedere la cara Inghilterra e i cari amici che la abitano.\nche la abitano. Sono circondato da montagne di ghiaccio che non ammettono scampo e minacciano ogni momento di schiacciare la mia nave.\nminacciano ogni momento di schiacciare la mia nave. I coraggiosi compagni che ho\ncompagni mi chiedono aiuto, ma io non ne ho da dare.\naiuto, ma non ho nulla da dare. La nostra situazione \u00e8 terribilmente spaventosa.\nsituazione, eppure il mio coraggio e le mie speranze non mi abbandonano. Eppure \u00e8\nterribile riflettere che la vita di tutti questi uomini \u00e8 in pericolo\nattraverso di me. Se siamo perduti, i miei folli piani ne sono la causa.\n\nE quale sar\u00e0, Margherita, il tuo stato d'animo? Non sentirai parlare della mia\ndistruzione e aspetterai con ansia il mio ritorno. Passeranno gli anni e\npasseranno anni, e avrai visite di disperazione e tuttavia sarai torturata dalla speranza. Oh!\nmia amata sorella, l'infelice fallimento delle tue aspettative \u00e8..,\nin prospettiva, pi\u00f9 terribile della mia stessa morte. Ma tu hai un marito\ne figli adorabili; puoi essere felice. Il cielo ti benedica e ti renda tale!\n\nIl mio sfortunato ospite mi guarda con la pi\u00f9 tenera compassione. Egli\ncerca di riempirmi di speranza e mi parla come se la vita fosse un bene\nche apprezzava. Mi ricorda che spesso gli stessi incidenti sono capitati ad altri navigatori che hanno tentato\nincidenti ad altri navigatori che si sono cimentati in questo mare e, mio malgrado, mi riempie di speranza.\ndi me stesso, mi riempie di allegri auspici. Anche i marinai sentono\ndella sua eloquenza; quando parla, non si disperano pi\u00f9; risveglia le loro energie e mentre\ne mentre ascoltano la sua voce credono che queste immense montagne di ghiaccio\nmontagne di ghiaccio siano dei cumuli di talpa che svaniranno di fronte alle\nrisoluzioni dell'uomo. Questi sentimenti sono transitori; ogni giorno di\nogni giorno di attesa ritardata li riempie di paura, e io temo quasi un ammutinamento\ncausato da questa disperazione.\n\n5 settembre.\n\n\n\u00c8 appena trascorsa una scena di cos\u00ec straordinario interesse che, sebbene sia altamente probabile che queste carte\n\u00e8 molto probabile che questi documenti non vi arrivino mai, non posso comunque\nnon posso esimermi dal riportarla.\n\nSiamo ancora circondati da montagne di ghiaccio, ancora in imminente pericolo\ndi essere schiacciati nel loro conflitto. Il freddo \u00e8 eccessivo e molti dei miei sfortunati compagni\nmolti dei miei sfortunati compagni hanno gi\u00e0 trovato una tomba in questa scena di\ndesolazione. Frankenstein \u00e8 peggiorato di giorno in giorno in termini di salute; un fuoco febbrile\nun fuoco febbrile nei suoi occhi, ma \u00e8 esausto e quando si sveglia improvvisamente per\ndi uno sforzo, sprofonda rapidamente in un'apparente\nsenza vita.\n\nNella mia ultima lettera ho accennato ai timori che nutrivo per un ammutinamento.\nStamattina, mentre osservavo il volto smagrito del mio amico, con gli occhi semichiusi e le membra che ciondolavano svogliatamente\nocchi socchiusi e le membra che ciondolavano svogliatamente, sono stato svegliato da mezza\nuna mezza dozzina di marinai che chiedevano di entrare in cabina. Entrarono\nEntrarono e il loro capo si rivolse a me. Mi disse che lui e i suoi compagni erano stati\ncompagni erano stati scelti dagli altri marinai per venire in deputazione da me\na me per farmi una richiesta che, per giustizia, non potevo rifiutare.\nEravamo immersi nel ghiaccio e probabilmente non saremmo mai riusciti a fuggire, ma loro temevano che se, come era possibile, avessero\ntemevano che se, come era possibile, il ghiaccio si fosse dissipato e si fosse aperto un libero\npassaggio libero, sarei stato abbastanza avventato da continuare il mio viaggio e\ne condurli in nuovi pericoli, dopo che avrebbero potuto felicemente superare\nquesto. Insistettero, quindi, affinch\u00e9 mi impegnassi con una promessa solenne\npromessa che se il vascello fosse stato liberato avrei immediatamente diretto la mia\nrotta verso sud.\n\nQuesto discorso mi turb\u00f2. Non avevo disperato, n\u00e9 avevo ancora concepito\nl'idea di tornare indietro se fossi stato liberato. Tuttavia, potevo, per giustizia, o anche solo per\npossibilit\u00e0, rifiutare questa richiesta? Esitavo prima di rispondere, quando\nFrankenstein, che all'inizio era rimasto in silenzio, e anzi sembrava a stento\nche aveva taciuto e che sembrava a malapena avere la forza di assistere, ora si dest\u00f2; i suoi occhi scintillarono,\ne le sue guance arrossirono per il momentaneo vigore. Rivolgendosi agli uomini,\ndisse,\n\n Cosa intende dire? Cosa pretendete dal vostro capitano? Siete dunque\ncos\u00ec facilmente distolti dal vostro progetto? Non avete forse definito questa una gloriosa\nspedizione?  E perch\u00e9 \u00e8 stata gloriosa? Non perch\u00e9 la strada fosse liscia e\nliscio e placido come un mare del sud, ma perch\u00e9 era pieno di pericoli e di terrore, perch\u00e9 a ogni nuovo incidente la vostra forza d'animo era chiamata in causa.\ndi pericoli e di terrore, perch\u00e9 a ogni nuovo incidente bisognava fare appello alla vostra forza d'animo\ne il vostro coraggio, perch\u00e9 il pericolo e la morte lo circondavano e dovevate affrontarli e superarli.\nmorte, che dovevate affrontare e superare. Per questo era un'impresa gloriosa e onorevole.\nper questo era un'impresa onorevole. D'ora in poi sareste stati acclamati come i\ndella vostra specie, i vostri nomi adorati in quanto appartenenti a uomini coraggiosi\nche hanno affrontato la morte per l'onore e il bene dell'umanit\u00e0. E ora,\necco, con la prima immaginazione del pericolo, o, se volete, la prima\nprova potente e terrificante del vostro coraggio, vi ritirate e vi accontentate di essere\ndi essere tramandati come uomini che non hanno avuto la forza di sopportare il freddo e il pericolo.\npericolo; e cos\u00ec, povere anime, erano infreddolite e tornarono ai loro caldi focolari.\ncaldi focolari. Non c'\u00e8 bisogno di questa preparazione; non avreste dovuto venire fin qui e trascinare il vostro capitano.\nnon dovevate arrivare fin qui e trascinare il vostro capitano nella vergogna di una sconfitta solo per dimostrarvi\nvigliacchi. Siate uomini, o pi\u00f9 che uomini. Siate fermi nei vostri\ne saldi come una roccia. Questo ghiaccio non \u00e8 fatto di una materia come i vostri cuori.\ncuori; \u00e8 mutevole e non pu\u00f2 resistere se dite che non lo far\u00e0.\nnon lo far\u00e0. Non tornate alle vostre famiglie con lo stigma della disgrazia\nsulla vostra fronte. Tornate come eroi che hanno combattuto e conquistato e che\nche non sanno cosa significhi voltare le spalle al nemico.\n\nLo disse con una voce cos\u00ec modulata in base ai diversi sentimenti espressi nel suo discorso, con un occhio cos\u00ec pieno di alti progetti ed eroismo\ncon un occhio cos\u00ec pieno di alti disegni e di eroismo, che ci si pu\u00f2 meravigliare che questi uomini si siano commossi?\nstupirsi che quegli uomini si siano commossi? Si guardarono l'un l'altro e non poterono\nincapaci di rispondere. Parlai io; dissi loro di ritirarsi e di riflettere su ci\u00f2 che era stato detto.\nche non li avrei condotti pi\u00f9 a nord se avessero desiderato strenuamente il contrario.\nche non li avrei condotti pi\u00f9 a nord se avessero desiderato ardentemente il contrario, ma che speravo che, con la riflessione, il loro coraggio\nsarebbe tornato.\n\nSi ritirarono e mi voltai verso il mio amico, ma era sprofondato nel languore e quasi privo di vita.\nquasi privo di vita.\n\nCome finir\u00e0 tutto questo non lo so, ma preferisco morire piuttosto che\npiuttosto che tornare in modo vergognoso, senza aver raggiunto il mio scopo. Eppure temo che questo sar\u00e0 il mio\ndestino; gli uomini, non sostenuti da idee di gloria e onore, non potranno mai\nnon potranno mai continuare a sopportare volentieri le attuali difficolt\u00e0.\n\n7 settembre.\n\n\nIl dado \u00e8 tratto; ho acconsentito a tornare se non saremo distrutti.\nCos\u00ec le mie speranze sono state spazzate via dalla vigliaccheria e dall'indecisione; ritorno\nignorante e deluso. Ci vuole pi\u00f9 filosofia di quanta ne abbia io\nper sopportare con pazienza questa ingiustizia.\n\n12 settembre.\n\n\n\u00c8 passato; sto tornando in Inghilterra. Ho perso le mie speranze di utilit\u00e0\ne di gloria; ho perso il mio amico. Ma mi sforzer\u00f2 di descrivere nei dettagli queste\ncircostanze amare a te, mia cara sorella; e mentre sono sospinto verso l'Inghilterra e verso di te\nverso l'Inghilterra e verso di te, non mi scoragger\u00f2.\n\nIl 9 settembre, il ghiaccio ha iniziato a muoversi e si sono sentiti a distanza dei boati simili a tuoni, mentre le isole si spaccavano e si spaccavano in ogni direzione.\na distanza, mentre le isole si spaccavano e si crepavano in ogni direzione. Eravamo\npericolo pi\u00f9 imminente, ma poich\u00e9 potevamo solo rimanere passivi, la mia principale attenzione era\nattenzione era rivolta al mio sfortunato ospite, la cui malattia si aggrav\u00f2 a tal punto\nla cui malattia si aggrav\u00f2 a tal punto da essere completamente confinato nel suo letto. Il ghiaccio si \u00e8 rotto\ndietro di noi ed \u00e8 stato spinto con forza verso nord; \u00e8 spuntata una brezza da ovest e l'11 la nave ha iniziato a navigare.\nda ovest e l'11 il passaggio verso sud divenne perfettamente libero.\nlibero. Quando i marinai si accorsero di questo e che il ritorno in patria era apparentemente assicurato, si levarono grida di gioia.\npaese natale era apparentemente assicurato, si lev\u00f2 un grido di gioia tumultuosa,\nforte e prolungato. Frankenstein, che stava dormendo, si svegli\u00f2 e chiese la causa di quel tumulto.\ncausa del tumulto.  Ho detto che gridano perch\u00e9\ntorneranno presto in Inghilterra.\n\n Allora, tornate davvero?\n\n Ahim\u00e8! S\u00ec, non posso resistere alle loro richieste. Non posso condurli\ninvolontariamente al pericolo, e devo tornare.\n\n Fatelo, se volete; ma io non lo far\u00f2. Voi potete rinunciare al vostro proposito, ma\nil mio mi \u00e8 stato assegnato dal Cielo e non oso farlo. Sono debole, ma\nsicuramente gli spiriti che assistono la mia vendetta mi doteranno di\nforza sufficiente\".  Dicendo questo, cerc\u00f2 di alzarsi dal letto.\nletto, ma lo sforzo fu troppo grande per lui; cadde all'indietro e svenne.\n\nPass\u00f2 molto tempo prima che si ristabilisse, e spesso pensavo che la vita fosse\ncompletamente estinta. Alla fine apr\u00ec gli occhi; respirava a fatica e non riusciva a parlare.\ncon difficolt\u00e0 e non riusciva a parlare. Il chirurgo gli diede una bevanda\ne ci ordin\u00f2 di lasciarlo indisturbato. Nel frattempo\nmi disse che il mio amico non aveva certo molte ore di vita.\n\nLa sua sentenza era stata pronunciata e io potevo solo addolorarmi e pazientare. Mi sono seduta\naccanto al suo letto, a guardarlo; i suoi occhi erano chiusi e pensavo che dormisse, ma\nma poi mi chiam\u00f2 con voce flebile e, invitandomi ad avvicinarmi,\ndisse: \"Ahim\u00e8! La forza su cui facevo affidamento \u00e8 venuta meno; sento che presto morir\u00f2\nsento che presto morir\u00f2 e che lui, il mio nemico e persecutore, potrebbe essere ancora in vita. Non pensare\nWalton, che negli ultimi istanti della mia esistenza sento quell'odio bruciante e quell'ardente desiderio di vendetta.\nodio e l'ardente desiderio di vendetta che ho espresso un tempo; ma mi sento giustificato nel desiderare la morte del mio\ngiustificato a desiderare la morte del mio avversario. In questi ultimi giorni mi sono\nsono stato occupato a esaminare la mia condotta passata; e non la trovo biasimevole.\nIn un impeto di follia entusiastica ho creato una creatura razionale e sono stato obbligato a\nrazionale ed ero obbligato a garantire, per quanto in mio potere, la sua felicit\u00e0 e il suo benessere.\nbenessere. Questo era il mio dovere, ma ce n'era un altro ancora pi\u00f9 importante.\nquesto. I miei doveri nei confronti degli esseri della mia stessa specie avevano maggiori pretese di\nattenzione, perch\u00e9 comprendevano una maggiore proporzione di felicit\u00e0 o di\ninfelicit\u00e0. Spinto da questo punto di vista, mi rifiutai, e feci bene a rifiutare, di\ncreare un compagno per la prima creatura. Egli mostrava una malignit\u00e0 e un egoismo ineguagliabili\ned egoismo nel male; ha distrutto i miei amici; ha destinato alla distruzione\nesseri che possedevano sensazioni squisite, felicit\u00e0 e saggezza.\nn\u00e9 so dove possa finire questa sete di vendetta. Miserabile lui stesso per non\nrendere nessun altro miserabile, dovrebbe morire. Il compito della sua distruzione era\nmio, ma ho fallito. Quando, mosso da motivazioni egoistiche e viziose, vi ho chiesto di intraprendere\nvi ho chiesto di intraprendere la mia opera incompiuta, e vi rinnovo questa richiesta ora,\nquando sono indotto solo dalla ragione e dalla virt\u00f9.\n\n Ma non posso chiedervi di rinunciare al vostro paese e ai vostri amici per adempiere a questo compito.\ne ora che tornate in Inghilterra, avrete poche possibilit\u00e0 di incontrarlo.\npoche possibilit\u00e0 di incontrarlo. Ma la considerazione di questi\ndi questi punti, e il bilanciamento di quelli che voi considerate i vostri doveri, li lascio a voi.\nLascio a voi la decisione; il mio giudizio e le mie idee sono gi\u00e0 turbati dall'approssimarsi della morte.\nl'avvicinarsi della morte. Non oso chiedervi di fare ci\u00f2 che ritengo giusto, perch\u00e9 potrei ancora essere\npotrei essere ancora fuorviato dalla passione.\n\n Il fatto che debba vivere per essere uno strumento di malaffare mi turba; sotto altri aspetti, quest'ora, in cui mi aspetto momentaneamente di essere liberato, \u00e8\naltri aspetti, quest'ora, in cui mi aspetto momentaneamente la mia liberazione, \u00e8 l'unica felice\n\u00e8 l'unica felice di cui ho goduto per diversi anni. Le forme dei\namati morti mi balenano davanti e io mi affretto a raggiungerli. Addio,\nWalton! Cerca la felicit\u00e0 nella tranquillit\u00e0 ed evita l'ambizione, anche se si tratta solo\nanche se fosse solo quella, apparentemente innocente, di distinguersi in\nscienza e nelle scoperte. Ma perch\u00e9 dico questo? Io stesso sono stato\nsono stato distrutto in queste speranze, eppure un altro potrebbe riuscirci.\n\nLa sua voce si affievol\u00ec man mano che parlava e alla fine, esausto dallo sforzo, sprofond\u00f2 nel silenzio.\nsforzo, sprofond\u00f2 nel silenzio. Circa mezz'ora dopo tent\u00f2 di nuovo di\ntent\u00f2 di nuovo di parlare, ma non ci riusc\u00ec; premette debolmente la mia mano e i suoi occhi si chiusero per sempre.\ni suoi occhi si chiusero per sempre, mentre l'irradiazione di un sorriso gentile si spegneva\nsorriso gentile si spegneva dalle sue labbra.\n\nMargaret, che commento posso fare sulla prematura scomparsa di questo spirito glorioso?\nspirito glorioso? Cosa posso dire per farti capire la profondit\u00e0 del mio dolore?\nprofondit\u00e0 del mio dolore? Tutto quello che dovrei esprimere sarebbe inadeguato e\ndebole. Le mie lacrime scorrono, la mia mente \u00e8 oscurata da una nube di delusione.\ndelusione. Ma sono in viaggio verso l'Inghilterra, e forse l\u00ec trover\u00f2\nconsolazione.\n\nVengo interrotto. Che cosa lasciano presagire questi suoni? \u00c8 mezzanotte; la brezza soffia forte\nbrezza soffia forte, e la guardia sul ponte si muove a malapena. Di nuovo\nun suono simile a quello di una voce umana, ma pi\u00f9 roco; proviene dalla cabina\ndove giacciono ancora i resti di Frankenstein. Devo alzarmi ed esaminare.\nBuona notte, sorella mia.\n\nGrande Dio, che scena si \u00e8 appena svolta! Sono ancora stordito dal\nricordo. Non so se sar\u00f2 in grado di descriverla nei dettagli.\neppure il racconto che ho registrato sarebbe incompleto senza questa\ncatastrofe finale e meravigliosa.\n\nSono entrato nella cabina dove giacevano i resti del mio sfortunato e ammirevole amico.\namico. Su di lui pendeva una forma che non riesco a trovare le parole per descrivere\nper descrivere la gigantesca statura, ma rozza e distorta nelle proporzioni.\nproporzioni. Mentre pendeva sopra la bara, il suo volto era nascosto da lunghe\nciocche di capelli stracciati; ma una mano enorme era tesa, di colore e consistenza apparente come quella di una mummia.\ncolore e consistenza apparente come quella di una mummia. Quando sent\u00ec il rumore del mio avvicinamento\nQuando sent\u00ec il rumore del mio avvicinarsi, smise di emettere esclamazioni di dolore e orrore e scatt\u00f2\nverso la finestra. Non ho mai visto una visione cos\u00ec orribile come quella del suo volto, di una\ncos\u00ec ripugnante e spaventosa. Chiusi involontariamente gli occhi e\ne cercai di ricordare quali fossero i miei doveri nei confronti di questo distruttore.\nLo invitai a restare.\n\nFece una pausa, guardandomi con meraviglia, e voltandosi di nuovo verso la forma\nforma senza vita del suo creatore, sembrava dimenticare la mia presenza, e\nogni tratto e gesto sembrava istigato dalla rabbia pi\u00f9 selvaggia di qualche\npassione incontrollabile.\n\n Anche questa \u00e8 la mia vittima! esclam\u00f2.  Nel suo omicidio si consumano i miei\ncrimini si sono consumati; la miserabile serie del mio essere si \u00e8 conclusa.\nchiusura! Oh, Frankenstein! Essere generoso e devoto! A cosa serve\na cosa serve che io ti chieda perdono? Io, che ti ho distrutto irrimediabilmente\ndistruggendo tutto ci\u00f2 che amavi. Ahim\u00e8, \u00e8 freddo, non pu\u00f2 rispondermi.\na me.\n\nLa sua voce sembrava soffocata e i miei primi impulsi, che mi avevano suggerito il dovere di obbedire alla richiesta del mio amico di distruggere il suo corpo.\nil dovere di obbedire alla richiesta in punto di morte del mio amico di distruggere il suo\nnemico, furono ora sospesi da un misto di curiosit\u00e0 e compassione. I\nmi avvicinai a quell'essere tremendo; non osai alzare di nuovo gli occhi sul suo\nviso, c'era qualcosa di cos\u00ec spaventoso e ultraterreno nella sua bruttezza. I\ntentai di parlare, ma le parole mi si spensero sulle labbra. Il mostro\ncontinuava a pronunciare auto-rimproveri selvaggi e incoerenti. Alla fine\ndi rivolgermi a lui in una pausa della tempesta della sua passione.\n\n Il vostro pentimento, ho detto, \u00e8 ormai superfluo. Se tu\nse aveste ascoltato la voce della coscienza e ascoltato il pungiglione del rimorso\nprima di spingere la vostra diabolica vendetta fino a questo punto,\nFrankenstein sarebbe ancora vivo.\n\n E tu sogni? rispose il signore.  Pensi che allora fossi\nmorto per l'agonia e il rimorso? Lui, continu\u00f2, indicando il cadavere,\n non ha sofferto nella consumazione dell'atto. Oh! Non la\ndecimillesima parte dell'angoscia che fu la mia durante il\ndettaglio persistente della sua esecuzione. Uno spaventoso egoismo mi ha spinto ad andare avanti\nmentre il mio cuore era avvelenato dal rimorso. Pensate che i gemiti di\ngemiti di Clerval fossero musica per le mie orecchie? Il mio cuore era fatto per essere\nper essere sensibile all'amore e alla compassione, e quando la miseria lo strappava al vizio e all'odio, non sopportava\ne all'odio, non ha sopportato la violenza del cambiamento senza\nuna tortura che non potete nemmeno immaginare.\n\n Dopo l'assassinio di Clerval tornai in Svizzera, con il cuore spezzato e\ne sopraffatto. Avevo piet\u00e0 di Frankenstein; la mia piet\u00e0 era orrore; aborrivo me stesso.\naborrivo me stesso. Ma quando scoprii che lui, l'autore della mia esistenza e dei suoi indicibili tormenti\ndella mia esistenza e dei suoi indicibili tormenti, aveva osato sperare nella\nfelicit\u00e0, che mentre accumulava miseria e disperazione su di me\ncercava il proprio godimento in sentimenti e passioni\ndi indulgenza che a me era preclusa per sempre, allora l'invidia impotente e l'amara\nindignazione mi riempirono di un'insaziabile sete di vendetta. I\nricordai la mia minaccia e decisi di portarla a termine. I\nsapevo che stavo preparando per me una tortura mortale, ma ero lo schiavo, non il padrone, del\nschiavo, non il padrone, di un impulso che detestavo e che non potevo disobbedire.\ndisobbedire. Eppure, quando mor\u00ec! No, allora non ero infelice. Avevo\nabbandonato ogni sentimento, sottomesso a ogni angoscia, per scatenarmi nell'eccesso della mia\ndisperazione. Il male divenne d'ora in poi il mio bene. Spinto a tanto, non avevo altra scelta che\nscelta se non quella di adattare la mia natura a un elemento che avevo volontariamente scelto.\nscelto. Il completamento del mio disegno demoniaco divenne una passione insaziabile.\npassione. E ora \u00e8 finito; ecco la mia ultima vittima!\n\nIn un primo momento sono stato toccato dalle espressioni della sua miseria; tuttavia, quando ho richiamato alla mente ci\u00f2 che Frankenstein aveva detto dei suoi poteri di eloquenza e di\nalla mente ci\u00f2 che Frankenstein aveva detto dei suoi poteri di eloquenza e di\npersuasione, e quando gettai di nuovo gli occhi sulla forma esanime del mio amico, si riaccese in me l'indignazione.\namico, l'indignazione si riaccese in me.  Disgraziato!  dissi.\n \u00c8 bene che tu venga qui a piagnucolare per la desolazione che\nhai fatto. Gettate una torcia in un mucchio di edifici e, quando questi si sono\nconsumati, ti siedi tra le rovine e ne lamenti la caduta. Ipocrita demonio!\nSe colui che piangete vivesse ancora, sarebbe ancora l'oggetto, ancora una volta diventerebbe\nsarebbe ancora l'oggetto, o la preda, della tua maledetta vendetta. Non \u00e8 piet\u00e0 quella che\nnon \u00e8 piet\u00e0 quella che provi; ti lamenti solo perch\u00e9 la vittima della tua malignit\u00e0 \u00e8 sottratta\ndal vostro potere.\n\n Oh, non \u00e8 cos\u00ec, non \u00e8 cos\u00ec, ha interrotto l'essere.\n Eppure tale deve essere l'impressione trasmessa a voi da quello che sembra\nessere lo scopo delle mie azioni. Eppure non cerco un compagno di sentimenti nella mia miseria.\nNon trover\u00f2 mai compassione. Quando l'ho cercata per la prima volta, \u00e8 stato l'amore della\nvirt\u00f9, i sentimenti di felicit\u00e0 e affetto di cui tutto il mio essere traboccava, che desideravo\ntraboccava, che desideravo fossero partecipati. Ma ora quella virt\u00f9 \u00e8\n\u00e8 diventata per me un'ombra, e quella felicit\u00e0 e quell'affetto si sono trasformati in\nin un'amara e ripugnante disperazione, in che cosa dovrei cercare la simpatia? Sono\nSono contento di soffrire da solo finch\u00e9 durano le mie sofferenze; quando morir\u00f2, sono ben soddisfatto\nsono ben soddisfatto che l'avversione e l'oppressione carichino il mio ricordo. Una volta\nla mia fantasia si placava con sogni di virt\u00f9, di fama e di divertimento. Una volta\nuna volta speravo falsamente di incontrare degli esseri che, perdonando la mia forma esteriore, mi avrebbero\nmi avrebbero amato per le eccellenti qualit\u00e0 che ero in grado di esprimere. Ero\nnutrito di alti pensieri di onore e devozione. Ma ora il crimine mi ha\nmi ha degradato al di sotto dell'animale pi\u00f9 meschino. Nessuna colpa, nessun male, nessuna malignit\u00e0, nessuna\nmalignit\u00e0, nessuna miseria pu\u00f2 essere paragonata alla mia. Quando ripercorro lo spaventoso\nspaventoso catalogo dei miei peccati, non riesco a credere di essere la stessa creatura\ncreatura i cui pensieri un tempo erano pieni di visioni sublimi e trascendenti\nvisioni sublimi e trascendenti della bellezza e della maest\u00e0 del bene. Ma \u00e8 proprio cos\u00ec; l'angelo caduto diventa\nangelo caduto diventa un diavolo maligno. Tuttavia, anche quel nemico di Dio e dell'uomo\naveva amici e collaboratori nella sua desolazione; io sono solo.\n\n Voi, che chiamate Frankenstein vostro amico, sembrate conoscere i miei crimini e le sue disgrazie.\ncrimini e delle sue disgrazie. Ma nei dettagli che vi ha fornito su di essi\nnon riusciva a riassumere le ore e i mesi di miseria che ho sopportato\nsprecando in passioni impotenti. Perch\u00e9 mentre distruggevo le sue speranze, non\nnon soddisfacevo i miei desideri. Erano sempre ardenti e bramosi; ancora\ndesideravo l'amore e l'amicizia, e venivo ancora respinto. Non c'era forse\ningiustizia in questo? Devo forse essere considerato l'unico criminale, quando tutto il\numanit\u00e0 ha peccato contro di me? Perch\u00e9 non odiate Felix, che ha scacciato il suo\namico dalla sua porta con disprezzo? Perch\u00e9 non esecrate il rustico\nche ha cercato di distruggere il salvatore di suo figlio? No, questi sono esseri virtuosi e immacolati!\ne immacolati! Io, il miserabile e l'abbandonato, sono un\naborto, da disprezzare, prendere a calci e calpestare. Anche ora il mio\nsangue ribolle al ricordo di questa ingiustizia.\n\n Ma \u00e8 vero che sono un miserabile. Ho ucciso l'amabile e l'indifeso; ho strangolato l'innocente mentre dormiva\ninermi; ho strangolato gli innocenti mentre dormivano e ho afferrato alla\nmorte la gola di chi non ha mai ferito me o un altro essere vivente. Ho\nil mio creatore, l'esemplare selezionato di tutto ci\u00f2 che \u00e8 degno di amore e ammirazione tra gli uomini, alla miseria.\nammirazione tra gli uomini, alla miseria; l'ho perseguito fino a quella\nirrimediabile rovina. L\u00ec giace, bianco e freddo nella morte. Voi mi odiate, ma\nla vostra avversione non pu\u00f2 eguagliare quella con cui considero me stesso. Guardo le mani che\nmani che hanno compiuto l'atto; penso al cuore in cui \u00e8 stata concepita l'immagina\nimmaginazione di esso e desidero il momento in cui queste mani\nincontreranno i miei occhi, quando quell'immaginazione non perseguiter\u00e0 pi\u00f9 i miei pensieri.\n\n Non temete che io sia lo strumento di futuri guai. Il mio lavoro\n\u00e8 quasi completata. Non c'\u00e8 bisogno della vostra morte n\u00e9 di quella di nessun altro per\nper completare la serie del mio essere e compiere ci\u00f2 che deve essere fatto,\nma \u00e8 necessaria la mia. Non pensate che io sia lento a compiere questo\nsacrificio. Abbandoner\u00f2 il vostro vascello sulla zattera di ghiaccio che mi ha portato qui\ne cercher\u00f2 l'estremit\u00e0 pi\u00f9 settentrionale del globo; raccoglier\u00f2 il mio mucchio funebre e lo consumer\u00f2.\nraccoglier\u00f2 il mio mucchio funerario e ridurr\u00f2 in cenere questa misera struttura, affinch\u00e9 i suoi\nresti non possano dare luce a nessun curioso e indegno disgraziato che voglia\ncreare un altro come sono stato io. Morir\u00f2. Non sentir\u00f2 pi\u00f9 le\nagonie che ora mi consumano, n\u00e9 sar\u00f2 preda di sentimenti non soddisfatti, ma\ninappagati. \u00c8 morto colui che mi ha fatto nascere; e quando non sar\u00f2 pi\u00f9\nquando io non sar\u00f2 pi\u00f9, il ricordo di noi due svanir\u00e0 rapidamente. Non vedr\u00f2 pi\u00f9\nnon vedr\u00f2 pi\u00f9 il sole o le stelle, n\u00e9 sentir\u00f2 il vento giocare sulle mie guance. La luce,\nluce, sentimento e senso passeranno; e in questa condizione devo trovare la mia felicit\u00e0.\nfelicit\u00e0. Alcuni anni fa, quando le immagini che questo mondo offre per la prima volta si sono\nquando le immagini che questo mondo mi offre si aprivano per la prima volta, quando sentivo il calore rallegrante dell'estate e sentivo il fruscio delle foglie e la guerra\nfruscio delle foglie e il gorgheggio degli uccelli, e tutto ci\u00f2 era per me\navrei pianto per morire; ora \u00e8 la mia unica consolazione. Inquinato dai\ncrimini e lacerato dal pi\u00f9 amaro rimorso, dove posso trovare riposo se non nella\nmorte?\n\n Addio! Ti lascio, e in te l'ultimo esemplare di umanit\u00e0 che questi occhi\nocchi vedranno mai. Addio, Frankenstein! Se tu fossi ancora vivo\ne avessi ancora un desiderio di vendetta nei miei confronti, sarebbe meglio\nsaziare nella mia vita che nella mia distruzione. Ma non \u00e8 stato cos\u00ec; tu\nhai cercato la mia estinzione, affinch\u00e9 non causassi maggiori disgrazie;\ne se ancora, in qualche modo a me sconosciuto, non avessi smesso di pensare e di sentire, non avresti\ne di sentire, non avresti desiderato contro di me una vendetta pi\u00f9 grande di quella\ndi quella che provo io. Per quanto tu fossi distrutto, la mia agonia era comunque superiore alla tua.\nperch\u00e9 l'amaro pungiglione del rimorso non smetter\u00e0 di scalfire le mie ferite finch\u00e9 la morte non le chiuder\u00e0.\nferite finch\u00e9 la morte non le chiuder\u00e0 per sempre.\n\n Ma presto, grid\u00f2 con triste e solenne entusiasmo, morir\u00f2.\nmorir\u00f2, e ci\u00f2 che ora sento non sar\u00e0 pi\u00f9 sentito. Presto queste brucianti\nmiserie saranno estinte. Salir\u00f2 trionfante sulla mia pila funeraria e\nesultare nell'agonia delle fiamme torturanti. La luce di quella conflagrazione\nsi spegner\u00e0; le mie ceneri saranno spazzate in mare dai venti. Il mio spirito\ndormir\u00e0 in pace, o se pensa, non penser\u00e0 certo cos\u00ec.\nAddio.\n\nMentre lo diceva, si sporse dalla finestra della cabina, sulla zattera di ghiaccio\nche si trovava vicino alla nave. Ben presto fu portato via dalle onde e si perse\ne si perse nell'oscurit\u00e0 e nella lontananza."},{"titolo":"L'uomo invisibile","autore":"H.G. Wells","categoria":"Fantascienza","contenuto":"CAPITOLO I.\nL'ARRIVO DELLO STRANO UOMO\n\n\nIl forestiero arriv\u00f2 all'inizio di febbraio, in un giorno invernale, attraverso un vento pungente e una neve\nvento pungente e la neve battente, l'ultima nevicata dell'anno, sulla collina,\na piedi dalla stazione ferroviaria di Bramblehurst, e portava con s\u00e9 un piccolo portmanteau nero\nportmanteau nero nella sua mano fittamente guantata. Era avvolto da capo a piedi\npiedi, e la tesa del suo cappello di feltro morbido nascondeva ogni centimetro del suo viso, tranne la punta lucida del naso.\ndella punta del naso; la neve si era ammucchiata sulle spalle e sul petto, aggiungendo un'ombra di\nspalle e sul petto, aggiungendo una cresta bianca al fardello che portava.\nEntr\u00f2 barcollando nella Carrozza e Cavalli pi\u00f9 morto che vivo, e\ne gett\u00f2 a terra il suo baule.  Un fuoco, grid\u00f2, in nome della carit\u00e0 umana!\ncarit\u00e0 umana! Una stanza e un fuoco!  Si scroll\u00f2 di dosso la neve nel bar e segu\u00ec la signora\ndal bar, e segu\u00ec la signora Hall nel salotto degli ospiti per\nper concludere l'affare. E con questa presentazione, insieme a un paio di\nsovrane gettate sul tavolo, prese alloggio nella locanda.\n\nLa signora Hall accese il fuoco e lo lasci\u00f2 l\u00ec mentre andava a preparargli il pasto con le sue mani.\nun pasto con le sue mani. Un ospite che si fermava a Iping in inverno\nera una fortuna inaudita, per non parlare di un ospite non\n e lei era decisa a mostrarsi degna della sua fortuna.\nfortuna. Non appena la pancetta fu ben avviata e Millie, la sua cameriera\nlinfatica, era stata un po' stimolata da qualche espressione di disprezzo\nespressioni di disprezzo, port\u00f2 il canovaccio, i piatti e i bicchieri\npiatti e bicchieri nel salotto e inizi\u00f2 a sistemarli con la massima cura.\nAnche se il fuoco ardeva vivacemente, fu sorpresa di vedere che il suo ospite\nche il suo ospite indossava ancora il cappello e il cappotto, dando le spalle a lei e guardando fuori dalla finestra la\ne fissava fuori dalla finestra la neve che cadeva in cortile. Le sue\nmani guantate dietro di s\u00e9 e sembrava perso nei suoi pensieri.\npensiero. Lei not\u00f2 che la neve che si stava sciogliendo e che ancora gli cospargeva le spalle\nspalle gocciolava sul suo tappeto.  Posso prendere il suo cappello e il suo cappotto, signore?\ndisse, e farli asciugare bene in cucina?\n\n No, disse senza voltarsi.\n\nNon era sicura di averlo sentito e stava per ripetere la domanda.\ndomanda.\n\nGir\u00f2 la testa e la guard\u00f2 da sopra la spalla.  Preferisco tenerli\npreferisco tenerli addosso\", disse con enfasi, e lei not\u00f2 che portava dei grandi occhiali blu con lenti laterali e che aveva un cespuglio di barba sopra la barba.\nocchiali blu con lenti laterali e aveva un cespuglio di frange sopra il colletto del cappotto che\ncolletto del cappotto che gli nascondeva completamente le guance e il viso.\n\n Molto bene, signore, disse.  Come volete. Tra un po' la stanza sar\u00e0\npi\u00f9 calda.\n\nLui non rispose e distolse di nuovo il viso da lei.\nLa signora Hall, sentendo che le sue avances conversazionali erano inopportune,\npos\u00f2 il resto della tavola in un rapido stacchetto e usc\u00ec di corsa dalla stanza.\ndalla stanza. Quando torn\u00f2, lui era ancora l\u00ec, come un uomo di pietra, con la schiena ingobbita.\ndi pietra, la schiena ingobbita, il colletto alzato, la tesa del cappello gocciolante\ntesa del cappello gocciolante, che gli nascondeva completamente il viso e le orecchie. Mise gi\u00f9 le uova\nuova e pancetta con notevole enfasi, e pi\u00f9 che dirglielo lo chiam\u00f2: \"Il suo pranzo \u00e8 servito, signore\".\nIl suo pranzo \u00e8 servito, signore.\n\n Grazie, disse contemporaneamente, e non si mosse finch\u00e9 lei non ebbe chiuso la porta.\nchiudendo la porta. Poi si gir\u00f2 e si avvicin\u00f2 al tavolo con una certa\ncon una certa rapidit\u00e0.\n\nMentre si dirigeva dietro il bancone verso la cucina, sent\u00ec un suono che si ripeteva a intervalli regolari.\nintervalli regolari. Chirk, chirk, chirk, era il suono di un cucchiaio che veniva\ndi un cucchiaio che viene sbattuto rapidamente intorno a una bacinella.  Quella ragazza! si disse.  Ecco! I\nl'avevo dimenticato. \u00c8 lei che \u00e8 cos\u00ec lunga!  E mentre lei stessa\nsenape, diede a Millie alcune pugnalate verbali per la sua eccessiva lentezza.\neccessiva lentezza. Aveva cucinato il prosciutto e le uova, apparecchiato la tavola,\ne aveva fatto tutto, mentre Millie (aiuto davvero!) era riuscita solo a\nritardare la senape. E lui era un nuovo ospite e voleva restare! Allora lei\nriemp\u00ec il barattolo di senape e, mettendolo con una certa imponenza su un\nun vassoio da t\u00e8 nero e dorato, lo port\u00f2 in salotto.\n\nHa bussato ed \u00e8 entrata prontamente. Mentre lo faceva, il suo visitatore si muoveva\nrapidamente, tanto che riusc\u00ec a intravedere un oggetto bianco che spariva\ndietro il tavolo. Sembrava che stesse raccogliendo qualcosa dal pavimento.\npavimento. Lei pos\u00f2 il vaso di senape sul tavolo e poi not\u00f2 che il soprabito e il cappello erano stati tolti.\nnot\u00f2 che il soprabito e il cappello erano stati tolti e messi su una sedia di fronte al\ndavanti al fuoco, e un paio di stivali bagnati minacciavano di arrugginire il suo parafango d'acciaio.\nparafango d'acciaio. Si avvicin\u00f2 a queste cose con decisione.  Suppongo di poterli far asciugare\nasciugare\", disse con una voce che non ammetteva smentite.\n\n Lascia il cappello, disse il suo visitatore, con voce soffocata, e girandosi vide che aveva alzato la testa e si era seduto a guardarla.\nvide che aveva alzato la testa e si era seduto a guardarla.\n\nPer un attimo rimase a bocca aperta, troppo sorpresa per parlare.\n\nTeneva un panno bianco, era un tovagliolo che aveva portato con s\u00e9, sulla parte\nsulla parte inferiore del viso, in modo da nascondere completamente la bocca e le mascelle.\ne questo era il motivo della sua voce soffocata. Ma non fu questo a spaventare la signora Hall.\nMa non fu questo a spaventare la signora Hall. Era il fatto che tutta la sua fronte\nsopra gli occhiali blu era coperta da una benda bianca, e che un'altra copriva le orecchie, non lasciando\ncopriva le orecchie, lasciando scoperto solo il naso rosa e a punta.\nsolo il naso rosa a punta. Era brillante, rosa e lucente proprio come\ncome lo era stato all'inizio. Indossava una giacca di velluto marrone scuro con un alto colletto nero foderato di lino,\ncolletto nero, foderato di lino, risvoltato sul collo. I folti capelli neri\ncapelli neri, che sfuggivano come potevano sotto e tra le bende incrociate,\nsporgono in curiose code e corna, dandogli l'aspetto pi\u00f9 strano che si possa concepire.\naspetto pi\u00f9 strano che si possa concepire. Questa testa ovattata e fasciata era cos\u00ec diversa da\nche per un attimo rimase rigida.\n\nNon tolse il tovagliolo, ma rimase a tenerlo, come lei vedeva ora, con la mano guantata marrone e a guardarla con il suo sguardo imperscrutabile.\ncon una mano guantata di marrone e la guardava con i suoi imperscrutabili occhiali blu.\nocchiali blu.  Lascia il cappello, disse, parlando molto distintamente\nattraverso il panno bianco.\n\nI suoi nervi cominciarono a riprendersi dallo shock ricevuto. Mise il cappello\npos\u00f2 di nuovo il cappello sulla sedia accanto al fuoco.  Non lo sapevo, signore,\ncominci\u00f2, e si ferm\u00f2 imbarazzata.\n\n Grazie\", disse drasticamente, guardando da lei alla porta e poi di nuovo a lei.\ndi nuovo a lei.\n\n Li far\u00f2 subito asciugare bene, signore, disse, e port\u00f2 i suoi abiti fuori dalla stanza.\nvestiti fuori dalla stanza. Mentre usciva dalla porta, diede un'altra occhiata alla testa bianca e agli occhiali blu.\nocchialini blu mentre usciva dalla porta; ma il tovagliolo era ancora davanti al viso.\ndavanti al suo viso. Trem\u00f2 un po' mentre si chiudeva la\nporta dietro di s\u00e9, e il suo volto era eloquente della sua sorpresa e delle sue\nperplessit\u00e0.  Io _mai_, sussurr\u00f2.  Ecco!  And\u00f2 tranquillamente\nin cucina, ed era troppo preoccupata per chiedere a Millie cosa stesse\ncon cui stava giocando ora, quando arriv\u00f2 l\u00ec.\n\nIl visitatore si sedette e ascolt\u00f2 i suoi piedi che si ritiravano. Lanci\u00f2 un'occhiata\nalla finestra prima di togliersi il tovagliolo e riprendere il suo pasto.\nil suo pasto. Bevve un boccone, guard\u00f2 con sospetto la finestra, bevve un altro boccone, poi si alz\u00f2 e, prendendo il tovagliolo in mano, si mise a mangiare.\nun altro boccone, poi si alz\u00f2 e, prendendo il tovagliolo in mano,\ne tir\u00f2 la tenda fino alla cima della mussola bianca che oscurava la finestra.\nmussola bianca che oscurava i vetri inferiori. Questo lasci\u00f2 la stanza in una\ncrepuscolo. Fatto questo, torn\u00f2 con aria pi\u00f9 serena al tavolo e al suo\nil suo pasto.\n\n La povera anima ha avuto un incidente o un'operazione o qualcosa del genere\", ha detto la signora Hall.\nSignora Hall.  Che impressione mi hanno fatto quelle bende, a dire il vero!\n\nMise dell'altro carbone, apr\u00ec il cavallo per i vestiti e vi stese sopra il cappotto del viaggiatore.\nil cappotto del viaggiatore su questo.  E gli occhiali! Sembrava pi\u00f9 un\nun elmo divino che un uomo umano!  Appese la marmitta a un angolo del\ndel cavallo.  E gli teneva il fazzoletto sulla bocca per tutto il tempo.\nParlando attraverso di esso! ... Forse gli faceva male anche la bocca.\n\nSi volt\u00f2, come chi si ricorda all'improvviso.  Che sia benedetta la mia anima viva!\ndisse, partendo per la tangente; non hai ancora fatto le patate,\nMillie?\n\nQuando la signora Hall and\u00f2 a sparecchiare il pranzo del forestiero, l'idea che la bocca di quest'ultimo dovesse essere stata tagliata o sfigurata nell'incidente\nche anche la sua bocca dovesse essere stata tagliata o sfigurata nell'incidente che lei supponeva\nche lei supponeva avesse subito, fu confermata, perch\u00e9 egli stava fumando una\npipa e per tutto il tempo in cui lei rimase nella stanza non si tolse mai la\ndi seta che aveva avvolto intorno alla parte inferiore del viso per accostare il bocchino alle labbra.\nbocchino alle labbra. Eppure non era una dimenticanza, perch\u00e9 vide che lui\nche la guardava mentre si spegneva. Si sedette in un angolo con la schiena\nalla finestra e parlava ora, dopo aver mangiato e bevuto ed essersi comodamente riscaldato\nriscaldato, con una brevit\u00e0 meno aggressiva di prima.\nIl riflesso del fuoco conferiva una sorta di animazione rossa ai suoi grandi occhiali che fino a quel momento non avevano\nocchiali che fino a quel momento non avevano avuto.\n\n Ho dei bagagli, disse, alla stazione di Bramblehurst, e le chiese come poteva farseli spedire.\ncome poteva farselo spedire. Chin\u00f2 la testa fasciata in modo\ngentilmente in segno di riconoscimento delle sue spiegazioni.  Domani? disse.\n Non c'\u00e8 una consegna pi\u00f9 veloce? E sembr\u00f2 piuttosto deluso quando lei rispose: \"No\".\nNo. Ne era proprio sicura? Non c'\u00e8 nessun uomo con una trappola che\nche andrebbe oltre?\n\nLa signora Hall, per nulla intimorita, ha risposto alle sue domande e ha sviluppato una conversazione.\nconversazione.  \u00c8 una strada ripida, signore, disse in risposta alla domanda su una trappola.\nalla domanda su una trappola; e poi, cogliendo un'apertura, disse,\n \u00c8 l\u00ec che una carrozza \u00e8 stata travolta, un anno fa e pi\u00f9. A\ngentiluomo ucciso, oltre al suo cocchiere. Gli incidenti, signore, capitano in un\nin un attimo, vero?\n\nMa il visitatore non si \u00e8 lasciato trascinare cos\u00ec facilmente.  Lo fanno, disse\nattraverso la marmitta, guardandola silenziosamente attraverso i suoi impenetrabili occhiali.\nocchiali.\n\n Ma ci vuole abbastanza tempo per guarire, no? ... C'era il figlio di mia\nfiglio di mia sorella, Tom, si \u00e8 appena tagliato un braccio con una falce, \u00e8 caduto su di esso nel\n e, benedetto, \u00e8 stato legato per tre mesi, signore. Quasi non ci credereste.\ncredere. Mi ha sempre fatto venire il terrore della falce, signore.\n\n Posso capirlo, disse il visitatore.\n\n Una volta temeva di dover subire un'operazione chirurgica.\ncos\u00ec grave, signore.\n\nIl visitatore rise bruscamente, una risata abbaiante che sembrava mordere\ne uccidere in bocca.  _Era_ lui? disse.\n\n Lo era, signore. E non c'era da ridere per loro, come per lui,\ncome mia sorella che era molto occupata con i suoi piccoli. C'erano\nc'erano bende da fare, signore, e bende da disfare. Cos\u00ec che, se posso osare tanto\naudace di dirlo, signore\n\n Mi porteresti dei fiammiferi? disse il visitatore, in modo piuttosto brusco.  La mia\npipa \u00e8 spenta.\n\nLa signora Hall fu tirata su all'improvviso. \u00c8 stato certamente scortese da parte sua, dopo\ndopo avergli raccontato tutto quello che aveva fatto. Per un attimo sussult\u00f2 e si ricord\u00f2 delle due sovrane.\ne si ricord\u00f2 delle due sovrane. And\u00f2 a prendere i fiammiferi.\n\n Grazie\", disse lui in modo conciso, mentre lei li metteva a terra, volt\u00f2 le spalle a lei e torn\u00f2 a guardare fuori dalla finestra.\nspalle e torn\u00f2 a fissare fuori dalla finestra. Era del tutto\ntroppo scoraggiante. Evidentemente era sensibile all'argomento operazioni e bende.\ne bendaggi. Tuttavia, dopo tutto, non si azzard\u00f2 a dirlo.\nMa il suo modo di fare sprezzante l'aveva irritata e Millie ne ebbe un bel po' quel pomeriggio.\nquel pomeriggio.\n\nIl visitatore rimase nel salotto fino alle quattro, senza fornire\nl'ombra di una scusa per l'intrusione. Per la maggior parte del tempo rimase\nper la maggior parte del tempo \u00e8 rimasto immobile; si direbbe che si sia seduto nell'oscurit\u00e0 crescente\na fumare alla luce del fuoco, forse a sonnecchiare.\n\nUna volta o l'altra un ascoltatore curioso pot\u00e9 sentirlo alle braci, e per cinque minuti si sent\u00ec camminare nella stanza.\nper cinque minuti fu percepito mentre camminava per la stanza. Sembrava\nSembrava che parlasse da solo. Poi la poltrona scricchiol\u00f2 quando si sedette di nuovo.\ndi nuovo.\n\n\n\n\nCAPITOLO II.\nLE PRIME IMPRESSIONI DI MR. LE PRIME IMPRESSIONI DI TEDDY HENFREY\n\n\nAlle quattro, quando era quasi buio e la signora Hall si stava facendo coraggio per entrare e chiedere al suo ospite se volesse prendere un po' di t\u00e8.\ncoraggio per entrare e chiedere al suo ospite se volesse prendere un po' di t\u00e8,\nTeddy Henfrey, l'orologiaio, entr\u00f2 nel bar.  Per carit\u00e0! Mrs.\nHall, disse, ma questo \u00e8 un tempo terribile per gli stivali sottili!  La neve\nfuori cadeva pi\u00f9 velocemente.\n\nLa signora Hall era d'accordo e poi not\u00f2 che aveva con s\u00e9 la sua borsa.  Ora che siete\nora che \u00e8 qui, signor Teddy, disse, sarei lieta se desse un'occhiata al vecchio orologio del salotto.\nsalotto un'occhiata.  Sta andando, e batte bene e con forza; ma la lancetta delle ore\nma la lancetta delle ore non fa altro che indicare le sei.\n\nE, facendo strada, and\u00f2 verso la porta del salotto, suon\u00f2 ed entr\u00f2.\nentr\u00f2.\n\nQuando apr\u00ec la porta, vide che il suo ospite era seduto sulla poltrona davanti al fuoco.\ndavanti al fuoco, sonnecchiando, sembrerebbe, con la testa fasciata che cadeva\nsu un lato. L'unica luce della stanza era il bagliore rosso del fuoco che illuminava gli occhi come un segnale ferroviario avverso.\nfuoco che illuminava i suoi occhi come segnali ferroviari avversi, ma che lasciava il suo\nviso abbattuto nell'oscurit\u00e0 e le scarse vestigia del giorno che entravano\nche entravano dalla porta aperta. Tutto era rossastro, ombroso e indistinto per lei.\ntanto pi\u00f9 che aveva appena acceso la lampada del bar e i suoi occhi erano abbagliati.\ne i suoi occhi erano abbagliati. Ma per un attimo le sembr\u00f2 che l'uomo che guardava\nche l'uomo che guardava avesse un'enorme bocca spalancata, una bocca immensa e incredibile che\nbocca che inghiottiva tutta la parte inferiore del viso. Fu\nsensazione di un momento: la testa bianca, i mostruosi occhialini e questo enorme sbadiglio\nocchi, e questo enorme sbadiglio sotto di essa. Poi si agit\u00f2, si alz\u00f2 sulla\nsedia, alz\u00f2 la mano. Lei spalanc\u00f2 la porta, in modo che la stanza fosse pi\u00f9 chiara e lo vide pi\u00f9 chiaramente.\npi\u00f9 chiaro, e lo vide pi\u00f9 chiaramente, con la marmitta tenuta sul viso proprio come l'aveva visto\nviso proprio come lo aveva visto tenere il tovagliolo prima. Le ombre,\npens\u00f2 che l'avessero ingannata.\n\n Le dispiace, signore, che quest'uomo venga a vedere l'orologio?\ndisse, riprendendosi dal momentaneo shock.\n\n Guarda l'orologio? disse, guardandosi intorno con aria assonnata e parlando con la mano.\ne parlava con la mano, e poi, pi\u00f9 sveglio,\n certamente.\n\nLa signora Hall and\u00f2 a prendere una lampada, lui si alz\u00f2 e si stiracchi\u00f2.\nPoi venne la luce e il signor Teddy Henfrey, entrando, si trov\u00f2 di fronte a questa\nquesta persona fasciata. Egli fu, a suo dire, colto di sorpresa.\n\n Buon pomeriggio, disse lo sconosciuto, guardandolo come dice il signor Henfrey,\ncon un senso vivo degli occhiali scuri come un'aragosta.\n\n Spero, disse il signor Henfrey, che non sia un'intrusione.\n\n Nessuno, disse lo straniero.  Anche se, a quanto ho capito, ha detto\nrivolgendosi alla signora Hall, che questa stanza sar\u00e0 davvero mia per uso\nuso privato.\n\n Pensavo, signore, disse la signora Hall, che avrebbe preferito l'orologio\n\n Certamente, disse lo straniero, certamente ma, di norma, mi piace essere\nsolo e indisturbato.\n\n Ma sono davvero contento che l'orologio sia stato controllato, disse, vedendo una certa\nesitazione nel modo di fare del signor Henfrey.  Molto lieto.  Il signor Henfrey\nHenfrey aveva intenzione di scusarsi e ritirarsi, ma questa anticipazione lo rassicur\u00f2.\nlo rassicur\u00f2. Lo sconosciuto si gir\u00f2 con le spalle al camino e mise\nmani dietro la schiena.  E tra poco, disse, quando il\nquando il lavoro di riparazione dell'orologio sar\u00e0 finito, credo che mi piacerebbe prendere un po' di t\u00e8. Ma non\nfinch\u00e9 non sar\u00e0 finita la riparazione dell'orologio.\n\nLa signora Hall stava per lasciare la stanza, ma questa volta non fece nessuna\nquesta volta, perch\u00e9 non voleva essere snobbata di fronte a Mr.\nHenfrey, quando il suo visitatore le chiese se avesse preso accordi per le sue\nper le sue scatole a Bramblehurst. Gli disse che aveva accennato la questione al postino e che\nal postino e che il corriere avrebbe potuto portarle il giorno dopo.\ngiorno dopo.  Siete sicura che sia la data pi\u00f9 vicina?\n\nNe era certa, con una marcata freddezza.\n\n Dovrei spiegare, aggiunse, quello che prima ero troppo freddo e affaticato per fare, che sono un ricercatore sperimentale.\nper farlo prima, che sono un ricercatore sperimentale.\n\n Infatti, signore, disse la signora Hall, molto colpita.\n\n Il mio bagaglio contiene apparecchi e dispositivi.\n\n Sono cose molto utili, signore, disse la signora Hall.\n\n E sono naturalmente ansioso di andare avanti con le mie ricerche.\n\n Certo, signore.\n\n Il motivo che mi ha spinto a venire a Iping, ha proseguito, con una certa\ndeliberatamente, era... il desiderio di solitudine. Non desidero\nessere disturbato nel mio lavoro. Oltre al mio lavoro, un incidente\n\n Lo pensavo anch'io, si disse la signora Hall.\n\n richiede un certo ritiro. A volte i miei occhi sono cos\u00ec deboli e\ndolorosi che devo rinchiudermi al buio per ore e ore.\nRinchiudermi. Ogni tanto. Non in questo momento, certamente. In questi\nin questi momenti il minimo disturbo, l'ingresso di un estraneo nella\n\u00e8 fonte di un fastidio atroce per me.\n\u00e8 bene che queste cose siano comprese.\n\n Certamente, signore, disse la signora Hall.  E se posso osare tanto da chiedere\nchiedere\n\n Credo che questo sia tutto\", disse lo straniero, con quell'aria tranquillamente\nirresistibile aria di finitezza che poteva assumere a piacimento. La signora Hall\nsi riserv\u00f2 la domanda e la simpatia per un'occasione migliore.\n\nDopo che la signora Hall ebbe lasciato la stanza, egli rimase in piedi davanti al fuoco.\nfuoco, guardando, come dice il signor Henfrey, l'orologio da riparare. Il Sig.\nHenfrey non solo tolse le lancette dell'orologio e il quadrante, ma estrasse anche i meccanismi.\nma estrasse anche i lavori; e cerc\u00f2 di lavorare nel modo pi\u00f9 lento, silenzioso e\nmodo pi\u00f9 lento, tranquillo e senza pretese. Lavorava con la lampada vicino a s\u00e9,\ne l'ombra verde gettava una luce brillante sulle sue mani, sul telaio e sulle ruote.\ntelaio e sulle ruote, lasciando il resto della stanza in ombra. Quando\nalzava lo sguardo, nei suoi occhi brillavano macchie colorate. Essendo costituzionalmente\ndi natura curiosa, aveva rimosso le opere, un'operazione del tutto inutile\ncon l'idea di ritardare la partenza e forse di entrare in conversazione con lo sconosciuto.\nconversazione con lo straniero. Ma lo sconosciuto rimase l\u00ec,\nperfettamente silenzioso e immobile. Cos\u00ec immobile da far saltare i nervi a Henfrey. Si sentiva\nsi sent\u00ec solo nella stanza e alz\u00f2 lo sguardo, e l\u00ec, grigia e fioca, c'era la testa fasciata e le enormi lenti blu che fissavano\ntesta fasciata e le enormi lenti blu che lo fissavano, con una nebbiolina di\nmacchie verdi che si muovevano davanti a loro. Era cos\u00ec inquietante per Henfrey che per un minuto\nche per un minuto rimasero a fissarsi l'un l'altro. Poi\nHenfrey abbass\u00f2 di nuovo lo sguardo. Una posizione molto scomoda! Si vorrebbe\ndire qualcosa. Dovrebbe far notare che il clima \u00e8 molto freddo per il\nper il periodo dell'anno?\n\nAlz\u00f2 lo sguardo come per prendere la mira con quel colpo introduttivo.  Il\ntempo ha iniziato.\n\n Perch\u00e9 non finisci e te ne vai?\", disse la figura rigida, evidentemente in uno stato di rabbia dolorosamente repressa.\nstato di rabbia dolorosamente repressa.  Tutto quello che devi fare \u00e8 fissare la lancetta delle ore\nlancetta delle ore sul suo asse. Non fai altro che prendere in giro\n\n Certamente, signore, un minuto in pi\u00f9. Ho sorvolato e il signor Henfrey\nha finito e se n'\u00e8 andato.\n\nMa se ne and\u00f2 con una sensazione di eccessivo fastidio.  Dannazione! disse il signor Henfrey a se stesso, arrancando per il villaggio nella neve scongelata.\nHenfrey tra s\u00e9 e s\u00e9, arrancando per il villaggio attraverso la neve scongelata.\ndeve fare un orologio a volte, sicuramente.\n\nE ancora, un uomo non pu\u00f2 guardarti? Brutto!\n\nE ancora una volta, apparentemente no. Se la polizia ti cercava, non potevi essere\nnon potevi essere pi\u00f9 bendato e bacchettato.\n\nAll'angolo di Gleeson vide Hall, che aveva da poco sposato la padrona di casa dello straniero al Coach and Horses.\nstraniera al Coach and Horses, e che ora guidava il mezzo di trasporto di Iping, quando occasionalmente lo richiedeva qualcuno, fino a Sidderbridge.\nIping, quando persone occasionali lo richiedevano, fino a Sidderbridge Junction, che veniva verso di lui al ritorno da quel luogo.\nJunction, che si dirigeva verso di lui al ritorno da quel luogo. Hall si era\nevidentemente si era fermato un po' a Sidderbridge, a giudicare dalla sua guida.\nguida.  Ow do, Teddy? disse, passando.\n\n Avete un rum a casa! disse Teddy.\n\nHall si accost\u00f2 molto socievolmente.  Che cos'\u00e8?\n\n Un cliente dall'aspetto rumoroso che si ferma al Coach and Horses, disse Teddy.\n Per carit\u00e0!\n\nE ha continuato a descrivere a Hall il suo grottesco ospite.\nospite.  Sembra un po' un travestimento, no? Mi piacerebbe vedere la faccia di un uomo\nfaccia se lo facessi fermare al mio posto, disse Henfrey.  Ma le donne sono\nfidate quando si tratta di estranei. Ha preso le tue stanze e\nnon ha nemmeno detto il suo nome, Hall.\n\n Non lo dici tu! Disse Hall, che era un uomo di timida apprensione.\n\n S\u00ec, ha detto Teddy.  Entro la settimana. Qualunque cosa sia, non ci si pu\u00f2 sbarazzare di lui\ndi lui entro la settimana. E ha un sacco di bagagli in arrivo domani, cos\u00ec dice.\ndice. Speriamo che non siano pietre in scatole, Hall.\n\nRaccont\u00f2 a Hall come sua zia a Hastings fosse stata truffata da uno sconosciuto\ncon dei portmanteaux vuoti. Nel complesso lasci\u00f2 Hall vagamente sospettoso.\n Alzati, vecchia mia, disse Hall.  Immagino di dover vedere come stanno le cose.\n\nTeddy prosegu\u00ec per la sua strada con la mente notevolmente sollevata.\n\nTuttavia, invece di occuparsene, Hall, al suo ritorno, fu severamente\ndalla moglie sulla durata del suo soggiorno a Sidderbridge,\ne le sue blande domande ricevettero risposte brusche e non pertinenti.\nal punto. Ma il seme del sospetto che Teddy aveva gettato germogli\u00f2 nella mente di Mr.\nmente del signor Hall nonostante questi scoraggiamenti.  Tu non sai tutto\nnon sa tutto, disse il signor Hall, deciso a scoprire di pi\u00f9 sulla\npersonalit\u00e0 del suo ospite alla prima occasione possibile. E\nDopo che lo straniero fu andato a letto, cosa che avvenne verso le nove e mezza,\nil signor Hall si rec\u00f2 in modo molto aggressivo nel salotto e guard\u00f2 con molta attenzione\ni mobili della moglie, per dimostrare che l'estraneo non era il padrone di casa.\ne scrut\u00f2 con attenzione e un po' di disprezzo un foglio di calcoli matematici che lo sconosciuto\ncalcoli matematici che l'estraneo aveva lasciato. Quando si ritir\u00f2 per la notte\nnotte diede istruzioni alla signora Hall di guardare molto da vicino il bagaglio dello straniero\nbagagli dello sconosciuto quando sarebbero arrivati il giorno dopo.\n\n Tu pensa agli affari tuoi, Hall, disse la signora Hall, e io penser\u00f2 ai miei.\nmiei.\n\nEra tanto pi\u00f9 propensa a scattare contro Hall perch\u00e9 lo sconosciuto era\nsenza dubbio un tipo di straniero insolitamente strano, e lei non era per nulla\naffatto sicura di lui nella sua mente. Nel cuore della notte si\nsi svegliava sognando enormi teste bianche, simili a rape, che le venivano dietro\ndietro di lei, alla fine di colli interminabili, e con enormi occhi neri.\nMa, essendo una donna assennata, dom\u00f2 i suoi terrori, si gir\u00f2 e si riaddorment\u00f2.\ne si addorment\u00f2 di nuovo.\n\n\n\n\nCAPITOLO III.\nLE MILLE E UNA BOTTIGLIA\n\n\nFu cos\u00ec che il ventinove febbraio, all'inizio del disgelo, questa persona singolare\ndisgelo, questa singolare persona cadde dall'infinito nel villaggio di Iping.\nIl giorno successivo il suo bagaglio arriv\u00f2 attraverso la fanghiglia e fu un bagaglio davvero notevole.\nbagaglio era davvero notevole. C'erano un paio di bauli, come quelli che un uomo razionale potrebbe\nuomo razionale, ma in pi\u00f9 c'era una scatola di libri grandi,\nlibri grandi e grossi, alcuni dei quali erano scritti in una calligrafia\ne una dozzina o pi\u00f9 di casse, scatole e custodie, che contenevano oggetti\noggetti impacchettati nella paglia, come sembr\u00f2 a Hall, che si avvicin\u00f2 con casuale\ncuriosit\u00e0 le bottiglie di vetro di paglia. Lo sconosciuto, avvolto in un cappello,\ncappotto, guanti e borsetta, usc\u00ec con impazienza per andare incontro al carro di Fearenside, mentre Hall parlava con lui.\nFearenside, mentre Hall spettegolava un po' prima di\ndi aiutarli a entrare. Usc\u00ec, senza accorgersi del cane di Fearenside che\nche stava annusando con spirito _dilettante_ le gambe di Hall.  Vieni con quelle\ncon quelle scatole, disse.  Ho aspettato abbastanza.\n\nE scese i gradini verso la coda del carro come se volesse mettere le mani\nmani sulla cassa pi\u00f9 piccola.\n\nIl cane di Fearenside, per\u00f2, non appena lo vide, inizi\u00f2 a\ncominci\u00f2 a irretire e a ringhiare selvaggiamente, e quando lui si precipit\u00f2 gi\u00f9 per i gradini\ndiede un balzo indeciso e poi scatt\u00f2 dritto verso la sua mano.  Whup!\ngrid\u00f2 Hall, saltando indietro, perch\u00e9 non era un eroe con i cani, e Fearenside url\u00f2: \"Stenditi!\nFearenside ulul\u00f2: \"Stenditi!\" e afferr\u00f2 la frusta.\n\nVidero che i denti del cane avevano fatto scivolare la mano, udirono un calcio, videro il cane eseguire un salto laterale e\ncane eseguire un salto di fianco e arrivare a casa sulla gamba dello straniero, e\nsentirono lo strappo dei pantaloni. A quel punto l'estremit\u00e0 pi\u00f9 sottile della frusta di Fearenside\nFearenside raggiunse la sua propriet\u00e0, e il cane, guaendo di sgomento, si ritir\u00f2\nsotto le ruote del carro. Fu tutto un affare di un rapido\nmezzo minuto. Nessuno parl\u00f2, tutti gridarono. Lo straniero si guard\u00f2\nguanto strappato e alla gamba, fece come se volesse chinarsi su quest'ultima, poi si volt\u00f2 e si precipit\u00f2 su per la strada.\npoi si volt\u00f2 e si affrett\u00f2 a salire i gradini della locanda.\nLo sentirono attraversare a capofitto il passaggio e salire le scale non pavimentate fino alla sua\nscale che portavano alla sua camera da letto.\n\n Bruto, tu! disse Fearenside, scendendo dal vagone con la frusta in mano, mentre il cane lo guardava attraverso la ruota.\nfrusta in mano, mentre il cane lo guardava attraverso la ruota.  Vieni\nqui, disse Fearenside \u00c8 meglio.\n\nHall era rimasto a bocca aperta.  \u00c8 stato morso, disse Hall.  \u00c8 meglio che vada a vedere\ne si mise a trottare dietro lo straniero. Incontr\u00f2 la signora Hall nel\npassaggio.  Carrier s darg, disse, \u00e8 stato morso.\n\nSal\u00ec subito al piano di sopra e, poich\u00e9 la porta dello sconosciuto era socchiusa, la spinse ed entr\u00f2 senza alcuna cerimonia.\nsocchiusa, l'apr\u00ec ed entr\u00f2 senza alcuna cerimonia, essendo di natura\nnaturalmente solidale.\n\nLa tenda era abbassata e l'ambiente era buio. Scorse una cosa molto singolare, che sembrava\nsingolare, quello che sembrava un braccio senza mano che si agitava verso di lui e un\ntre enormi macchie indefinite sul bianco, molto simili a quelle di una pallida viola del pensiero.\nuna pallida viola del pensiero. Poi fu colpito violentemente al petto, scagliato all'indietro,\ne la porta gli fu sbattuta in faccia e chiusa a chiave. Fu un'azione cos\u00ec rapida che\nche non gli diede il tempo di osservare. Un ondeggiare di forme indecifrabili, un colpo,\ne una commozione. Rimase in piedi sul piccolo pianerottolo buio, chiedendosi\ncosa potesse aver visto.\n\nUn paio di minuti dopo, si ricongiunse al gruppetto che si era formato\nfuori dal Coach and Horses.  C'era Fearenside che raccontava\ntutto per la seconda volta; c'era la signora Hall che diceva che il suo cane\nHall dicendo che il suo cane non aveva il diritto di mordere i suoi ospiti; c'era Huxter, il commerciante di\nHuxter, il commerciante generale che veniva dall'altra parte della strada, interrogativo; e Sandy Wadgers, della fucina, giudiziario.\nSandy Wadgers, della fucina, che faceva il giudice; oltre a donne e bambini, tutti\nche dicevano fatuit\u00e0:  Non lascerei che mi mordessero, lo so; non \u00e8 giusto\navere tali dardi; perch\u00e9 mordere qualcuno, allora? e cos\u00ec via.\n\nIl signor Hall, che li guardava dai gradini e ascoltava, trovava incredibile che avesse visto accadere qualcosa di cos\u00ec straordinario.\nincredibile che avesse visto accadere qualcosa di cos\u00ec notevole\nal piano di sopra. Inoltre, il suo vocabolario era troppo limitato per esprimere\nle sue impressioni.\n\n Non vuole aiuto, ha detto, in risposta alla domanda della moglie.\nmoglie.  Sar\u00e0 meglio portare dentro il suo bagaglio.\n\n Dovrebbe essere cauterizzato subito, disse il signor Huxter, soprattutto se \u00e8\nse \u00e8 infiammato.\n\n Io gli sparerei, ecco cosa farei, disse una signora del gruppo.\n\nImprovvisamente il cane ricominci\u00f2 a ringhiare.\n\n Venite, grid\u00f2 una voce arrabbiata all'ingresso, e l\u00ec si trovava lo straniero ammutolito con il colletto alzato e la tesa del cappello abbassata.\nsconosciuto ammutolito con il colletto alzato e la tesa del cappello piegata verso il basso.\n Prima porti dentro quelle cose e meglio sar\u00e0 per me.  \u00c8 stato\nun anonimo passante che i pantaloni e i guanti erano stati cambiati.\ncambiati i pantaloni e i guanti.\n\n Siete stato ferito, signore? disse Fearenside.  Mi dispiace molto che il darg\n\n Neanche un po', disse lo straniero.  Non ha mai rotto la pelle. Sbrigati con\nquelle cose.\n\nHa poi giurato su se stesso, come afferma il signor Hall.\n\nAppena la prima cassa fu portata, secondo le sue indicazioni, nel salotto,\nnel salotto, lo straniero vi si gett\u00f2 sopra con straordinaria\ncon straordinaria foga e cominci\u00f2 a disfarla, spargendo la paglia\ncon assoluta noncuranza del tappeto della signora Hall. E da l\u00ec cominci\u00f2 a\nbottiglie piccole e grasse, contenenti polveri, piccole e sottili\nbottiglie piccole e sottili contenenti fluidi colorati e bianchi, bottiglie blu scanalate\nbottiglie blu scanalate con l'etichetta Poison, bottiglie con corpo rotondo e collo sottile,\nbottiglie di vetro verde, bottiglie di vetro bianco, bottiglie con tappi di vetro ed etichette smerigliate.\ntappi di vetro ed etichette smerigliate, bottiglie con tappi fini, bottiglie con tappi\nbottiglie con tappi, bottiglie con tappi di legno, bottiglie di vino, bottiglie di olio per insalata.\nbottiglie di vino, di olio per insalata, mettendole in fila sullo chiffonnier, sulla mensola, sul\nsul tavolo sotto la finestra, sul pavimento, sulla libreria, ovunque.\nLa farmacia di Bramblehurst non ne poteva vantare nemmeno la met\u00e0. Un bel\nuno spettacolo. Una cassa dopo l'altra produceva bottiglie, finch\u00e9 tutte e sei erano vuote e il tavolo era pieno di paglia.\nvuoti e il tavolo era pieno di paglia; le uniche cose che uscivano da queste casse oltre alle bottiglie erano\nda queste casse, oltre alle bottiglie, furono una serie di provette e una bilancia accuratamente\nuna bilancia accuratamente impacchettata.\n\nE subito dopo aver disfatto le casse, lo straniero and\u00f2 alla finestra e si mise al lavoro.\ne si mise al lavoro, senza preoccuparsi minimamente della lettiera di paglia,\nil fuoco che si era spento, la scatola di libri fuori, n\u00e9 per i bauli e gli altri bagagli che erano stati\nn\u00e9 per i bauli e gli altri bagagli che erano saliti al piano di sopra.\n\nQuando la signora Hall gli port\u00f2 la cena, lui era gi\u00e0 cos\u00ec assorto nel suo lavoro, versando piccole gocce in provette.\nlavoro, versando piccole gocce dalle bottiglie nelle provette, che non la sent\u00ec finch\u00e9 non ebbe spazzato via la maggior parte della paglia e\nche non la sent\u00ec finch\u00e9 lei non ebbe spazzato via la maggior parte della paglia e messo il vassoio sul tavolo.\ne pos\u00f2 il vassoio sul tavolo, forse con un po' di enfasi, visto lo stato in cui si trovava il pavimento.\nlo stato in cui si trovava il pavimento. Allora gir\u00f2 per met\u00e0 la testa e\nsubito dopo la gir\u00f2 di nuovo. Ma lei vide che aveva tolto gli occhiali\nocchiali; erano accanto a lui sul tavolo e le sembr\u00f2 che le sue orbite fossero straordinariamente\nche le sue orbite fossero straordinariamente incavate. Si rimise gli occhiali\ndi nuovo gli occhiali, poi si gir\u00f2 e la affront\u00f2. Stava per lamentarsi della\npaglia sul pavimento quando lui la anticip\u00f2.\n\n Vorrei che non entrasse senza bussare\", disse con quel tono di esasperazione anomala che gli sembrava cos\u00ec caratteristico.\nesasperazione anormale che gli sembrava cos\u00ec caratteristico.\n\n Ho bussato, ma apparentemente\n\n Forse \u00e8 cos\u00ec. Ma nelle mie indagini, davvero molto urgenti e\nindagini necessarie il minimo disturbo, il rumore di una porta, devo\ndeve chiedervi\n\n Certamente, signore. Pu\u00f2 girare la serratura se vuole, sa?\nQuando vuole.\n\n Un'ottima idea, disse lo straniero.\n\n Questo stror, signore, se posso permettermi di fare un'osservazione cos\u00ec ardita\n\n Non farlo. Se la pagliuzza crea problemi, mettilo nel conto.  E lui\nborbott\u00f2 parole sospette come bestemmie.\n\nEra cos\u00ec strano, in piedi, cos\u00ec aggressivo ed esplosivo, con la bottiglia in una mano e la provetta nell'altra, che la signora Hall era piuttosto allarmata.\nuna mano e la provetta nell'altra, che la signora Hall si allarm\u00f2.\nMa era una donna risoluta.  In questo caso, vorrei sapere,\nsignore, cosa considera\n\n Uno scellino per uno scellino. Sicuramente uno scellino \u00e8 sufficiente?\n\n Cos\u00ec sia, disse la signora Hall, prendendo la tovaglia e iniziando a stenderla sul tavolo.\na stenderla sul tavolo.  Se siete soddisfatti, naturalmente\n\nSi gir\u00f2 e si sedette, con il colletto del cappotto rivolto verso di lei.\n\nPer tutto il pomeriggio lavor\u00f2 con la porta chiusa a chiave e, come testimonia la signora Hall, per la maggior parte del tempo in silenzio.\ncome testimonia la signora Hall, per la maggior parte del tempo in silenzio. Ma una volta ci fu un\nun rumore di bottiglie che risuonavano tra loro come se il tavolo fosse stato colpito, e il fracasso di una bottiglia\ncome se il tavolo fosse stato colpito, e il fracasso di una bottiglia scagliata violentemente a terra, e poi\nun rapido camminare per la stanza. Temendo che ci fosse qualcosa che non andava,\nsi avvicin\u00f2 alla porta e ascolt\u00f2, senza curarsi di bussare.\n\n Non riesco ad andare avanti, stava vaneggiando.  Non posso continuare. Trecento\nmila, quattrocentomila! L'immensa moltitudine! Imbrogliati! Per tutta la mia\nvita mi porter\u00e0 via! ... Pazienza! Pazienza davvero! ... Stupido! Stupido!\n\nNel bar si sent\u00ec un rumore di unghie sui mattoni e la signora Hall dovette lasciare il resto del suo soliloquio.\ndovette lasciare, a malincuore, il resto del suo soliloquio. Quando torn\u00f2\nquando torn\u00f2, la stanza era di nuovo silenziosa, tranne che per il debole scricchiolio della\ndella sua sedia e l'occasionale tintinnio di una bottiglia. Era tutto finito; lo\nsconosciuto aveva ripreso a lavorare.\n\nQuando prese il t\u00e8, vide un vetro rotto nell'angolo della stanza, sotto lo specchio concavo.\nsotto lo specchio concavo, e una macchia dorata che era stata\npulita. Richiam\u00f2 l'attenzione su di essa.\n\n Mettilo nel conto, disse il suo visitatore.  Per l'amor di Dio, non\npreoccuparmi. Se c'\u00e8 un danno, mettilo in conto, e continu\u00f2 a spuntare una lista sul quaderno che aveva davanti.\ne continu\u00f2 a spuntare una lista sul quaderno che aveva davanti.\n\n Vi dir\u00f2 una cosa, disse Fearenside, misteriosamente. Era tardo pomeriggio\npomeriggio e si trovavano nella piccola birreria di Iping Hanger.\nHanger.\n\n Ebbene? disse Teddy Henfrey.\n\n Il tipo di cui parla, quello che il mio cane ha morso. Beh, \u00e8 nero.\nAlmeno, lo sono le sue gambe. Ho visto attraverso lo strappo dei suoi pantaloni e\nlo strappo del guanto. Ci si aspettava che si vedesse una specie di mignolo,\nnon \u00e8 vero? Ebbene, non c'era. Solo il nero. Vi dico che \u00e8\nnero come il mio cappello.\n\n Per carit\u00e0! disse Henfrey.  \u00c8 un caso del tutto assurdo. Perch\u00e9, il suo naso\n\u00e8 rosa come la vernice!\n\n \u00c8 vero, disse Fearenside.  Lo so. E gli dico quello che penso.\npensando. Quel cane \u00e8 un ponybald, Teddy. Nero qui e bianco l\u00e0 a chiazze.\na chiazze. E se ne vergogna. \u00c8 una specie di meticcio, e il colore\ncolore \u00e8 venuto fuori a chiazze invece di mescolarsi. Ho sentito parlare di queste cose\nprima d'ora. Ed \u00e8 il modo comune con i cavalli, come chiunque pu\u00f2 vedere.\n\n\n\n\nCAPITOLO IV.\nMR. GALLO INTERVISTA LO STRANIERO\n\n\nHo raccontato le circostanze dell'arrivo dello straniero a Iping con una certa\ncon una certa dovizia di particolari, affinch\u00e9 la curiosa impressione che egli\nche ha suscitato nel lettore. Ma a parte due strani episodi, le circostanze del suo\nincidenti, le circostanze della sua permanenza fino al giorno straordinario del\ndella festa del club possono essere ripercorse molto brevemente. Ci sono stati alcuni\ncon la signora Hall per questioni di disciplina domestica,\nma in ogni caso, fino alla fine di aprile, quando cominciarono i primi segni di penuria, la signora Hall\ndi penuria, egli la super\u00f2 con il facile espediente di un pagamento extra. Hall\nHall non lo amava e ogni volta che osava parlava dell'opportunit\u00e0 di sbarazzarsi di lui.\ndi sbarazzarsi di lui; ma mostrava la sua antipatia principalmente nascondendola\nostentatamente ed evitando il pi\u00f9 possibile il suo visitatore.  Aspettate\naspettare l'estate, disse saggiamente la signora Hall, quando gli artigiani cominceranno a\nquando gli artigiani cominceranno a venire. Allora vedremo. Potrebbe essere un po' prepotente, ma\nle fatture saldate puntualmente sono fatture saldate puntualmente, qualunque cosa si voglia dire.\ndire.\n\nLo straniero non andava in chiesa e non faceva differenza tra la domenica e i giorni non religiosi, nemmeno nel costume.\ntra la domenica e i giorni non religiosi, anche nel costume. Lavorava, come\nsignora Hall, lavorava in modo molto discontinuo. Alcuni giorni scendeva presto e\ne si dava continuamente da fare. In altri si alzava tardi, camminava nella sua stanza,\nper ore e ore, fumava, dormiva sulla poltrona accanto al fuoco.\ndel fuoco. Non aveva contatti con il mondo al di fuori del villaggio.\nIl suo temperamento continuava a essere molto incerto; per la maggior parte del tempo i suoi modi erano\nper lo pi\u00f9 il suo modo di fare era quello di un uomo che soffriva per una provocazione quasi insopportabile.\ne una volta o l'altra le cose vennero spezzate, strappate, frantumate o rotte in spasmodiche\nspasmodiche raffiche di violenza. Sembrava affetto da un'irritazione cronica della massima intensit\u00e0.\nintensit\u00e0. L'abitudine di parlare a bassa voce a se stesso si fece sempre pi\u00f9 forte.\nma, sebbene la signora Hall ascoltasse coscienziosamente, non riusciva a capire\nnon riusciva a capire n\u00e9 capo n\u00e9 coda di ci\u00f2 che sentiva.\n\nRaramente usciva di giorno, ma al crepuscolo usciva invisibile, anche se il tempo non era freddo.\ninvisibile, sia che il tempo fosse freddo o meno, e sceglieva i sentieri pi\u00f9 solitari e quelli pi\u00f9 oscurati dagli alberi.\nsceglieva i sentieri pi\u00f9 solitari e quelli pi\u00f9 oscurati da alberi e\nargini. I suoi occhiali a mascherina e il suo viso orribilmente bendato sotto l'attico del cappello\ncappello, si affacciavano con una sgradevole rapidit\u00e0 dall'oscurit\u00e0 su uno o due\ndall'oscurit\u00e0 su uno o due braccianti che andavano a casa e su Teddy Henfrey,\nTeddy Henfrey, una sera, alle nove e mezza, uscendo dallo Scarlet Coat, fu spaventato in modo vergognoso dallo sconosciuto\nspaventato in modo vergognoso dalla testa di teschio dello sconosciuto (che camminava con il cappello in mano) illuminata dalla luce improvvisa.\nin mano) illuminata dalla luce improvvisa della porta aperta della locanda. I bambini\nche lo vedevano al calar della notte sognavano i marosi, e sembrava dubbio se non gli piacessero pi\u00f9 i bambini\nse i ragazzi gli fossero pi\u00f9 antipatici di quanto loro fossero antipatici a lui, o il contrario;\nma di certo c'era un'antipatia abbastanza viva da entrambe le parti.\n\nEra inevitabile che una persona dall'aspetto e dal portamento cos\u00ec notevoli\naspetto e di portamento cos\u00ec notevoli fosse un argomento frequente in un villaggio come Iping.\nLe opinioni erano molto discordanti sulla sua occupazione. La signora Hall era\nsensibile su questo punto. Quando veniva interrogata, spiegava con molta attenzione\nche si trattava di un ricercatore sperimentale, passando con cautela sulle\nsillabe come chi teme le insidie. Quando le si chiedeva cosa fosse un\nsperimentale, lei rispondeva con un pizzico di superiorit\u00e0 che la maggior parte delle persone\npersone istruite sapevano cose del genere, e quindi spiegava che\nche lui scopriva le cose.  Il suo visitatore aveva avuto un incidente, disse,\nche gli aveva temporaneamente scolorito il viso e le mani, ed essendo di carattere\ndi carattere sensibile, non voleva che il fatto venisse reso noto al pubblico.\n\nAl di fuori della sua udienza \u00e8 stata largamente diffusa l'opinione che si trattasse di un\ncriminale che cercava di sfuggire alla giustizia, avvolgendosi in modo da\nnascondersi completamente agli occhi della polizia. Questa idea \u00e8 nata\ndal cervello del signor Teddy Henfrey. Nessun crimine di una certa entit\u00e0 risalente\ndi qualsiasi portata risalente alla met\u00e0 o alla fine di febbraio.\nElaborata dall'immaginazione del signor Gould, l'assistente in prova della National School, questa teoria ha preso piede.\ndella Scuola Nazionale, questa teoria prese la forma di un anarchico travestito.\nanarchico sotto mentite spoglie, che stava preparando degli esplosivi.\ndi intraprendere le operazioni investigative che il tempo gli consentiva. Queste\nconsistevano per la maggior parte nel guardare molto attentamente lo sconosciuto\nogni volta che si incontravano, o nel porre a persone che non avevano mai visto lo straniero,\ndomande allettanti su di lui. Ma non scopr\u00ec nulla.\n\nUn'altra scuola di opinione ha seguito il signor Fearenside e ha accettato il punto di vista del piebaldino o qualche sua modifica.\nl'opinione del piebaldino o qualche sua modifica; come, per esempio, Silas\nDurgan, che si sente affermare che se sceglie di presentarsi alle fiere\nfiere avrebbe fatto fortuna in poco tempo, ed essendo un po' teologo, paragon\u00f2 lo straniero\nteologo, paragonava lo straniero all'uomo con un solo talento. Un altro punto di vista\nun'altra opinione spiegava l'intera faccenda considerando lo straniero come un\ninnocuo pazzo. Questo aveva il vantaggio di spiegare tutto\nsubito.\n\nTra questi gruppi principali c'erano esitanti e compromessi. La gente del Sussex\nSussex ha poche superstizioni, e fu solo dopo gli eventi dell'inizio di aprile che il pensiero del soprannaturale\naprile che il pensiero del soprannaturale fu sussurrato per la prima volta nel villaggio.\nvillaggio. Anche allora era accreditato solo tra le donne.\n\nMa qualunque cosa pensassero di lui, la gente di Iping, nel complesso, era concorde nell'apprezzarlo\nnell'antipatia verso di lui. La sua irritabilit\u00e0, per quanto potesse essere\ncomprensibile per un cervellone di citt\u00e0, era una cosa sorprendente per questi\ntranquilli abitanti del Sussex. I gesti frenetici che sorprendevano di tanto in tanto\ndi tanto in tanto, l'incedere a capofitto dopo il tramonto che lo travolgeva\nangoli tranquilli, il randellamento disumano di tutti i tentativi di curiosit\u00e0\ndi curiosit\u00e0, il gusto per il crepuscolo che portava a chiudere le porte,\nporte, l'abbattimento delle persiane, l'estinzione di candele e lampade.\nchi poteva essere d'accordo con queste cose? Si allontanarono mentre lui passava per il\nvillaggio, e quando passava, i giovani umoristi si alzavano con i collari\ncon i colletti dei cappotti e con le tese dei cappelli, e andavano nervosamente dietro a lui\nimitando il suo portamento occulto. C'era una canzone popolare a quel tempo\ncanzone popolare a quel tempo, intitolata \"The Bogey Man\" (L'uomo nero). La signorina Statchell la cant\u00f2 al concerto della scuola\n(per aiutare le lampade della chiesa) e, in seguito, ogni volta che uno o due abitanti del villaggio\nuno o due abitanti del villaggio si riunivano e lo straniero appariva,\nuna battuta di questa melodia, pi\u00f9 o meno acuta o piatta, veniva fischiettata in mezzo a loro.\nin mezzo a loro. Anche i bambini in ritardo chiamavano Bogey Man!\ne se ne andavano tremantemente euforici.\n\nCuss, il medico generico, era divorato dalla curiosit\u00e0. Le bende\nbendaggi hanno suscitato il suo interesse professionale, il resoconto delle mille e una\nbottiglie suscit\u00f2 il suo geloso interesse. Per tutto il mese di aprile e maggio\nmaggio ha bramato l'opportunit\u00e0 di parlare con lo straniero, e alla fine, verso\ndi Pentecoste, non riusc\u00ec pi\u00f9 a sopportarlo, ma si imbatt\u00e9 nell'elenco di\nlista di sottoscrizione per un'infermiera del villaggio come scusa. Fu sorpreso di scoprire\nche il signor Hall non conoscesse il nome del suo ospite.  Lui ha un nome,\ndisse la signora Hall, un'affermazione del tutto infondata, ma che io non ho sentito.\nnon l'ho sentita bene.  Le sembrava cos\u00ec sciocco non conoscere il nome di quell'uomo.\nnome dell'uomo.\n\nCuss buss\u00f2 alla porta del salotto ed entr\u00f2. Ci fu un'imprecazione abbastanza udibile\nimprecazioni dall'interno.  Perdonate la mia intrusione, disse Cuss, e poi la porta si richiuse, tagliando fuori la signora Hall dal resto della conversazione.\nporta si chiuse e tagli\u00f2 fuori la signora Hall dal resto della conversazione.\n\nPer i dieci minuti successivi sent\u00ec un mormorio di voci, poi un grido di sorpresa, un agitarsi di piedi, una sedia scostata, un abbaiare.\nun grido di sorpresa, un agitarsi di piedi, una sedia scostata, un latrato di risa, passi veloci verso la porta e Cuss apparve, con il volto bianco.\nrisate, passi veloci verso la porta e Cuss apparve, con il volto bianco,\ngli occhi fissi alle spalle. Lasci\u00f2 la porta aperta dietro di s\u00e9,\ne senza guardarla attravers\u00f2 il corridoio e scese i gradini.\ne lei sent\u00ec i suoi piedi affrettarsi lungo la strada. Portava il cappello\ncappello in mano. Lei rimase dietro la porta, guardando la porta aperta del salotto.\ndel salotto. Poi sent\u00ec lo sconosciuto ridere sommessamente, e poi i suoi passi\npassi che attraversavano la stanza. Non riusciva a vedere il suo volto\nin piedi. La porta del salotto sbatt\u00e9 e l'ambiente torn\u00f2 a essere silenzioso.\n\nCuss \u00e8 andato dritto in paese da Bunting, il vicario.  Sono pazzo?\nesord\u00ec bruscamente Cuss, entrando nel piccolo studio malandato.  Ho l'aspetto\nun pazzo?\n\n Cosa \u00e8 successo? disse il parroco, mettendo l'ammonite sui fogli sciolti del suo imminente sermone.\nfogli del suo imminente sermone.\n\n Quel tipo alla locanda\n\n Allora?\n\n Datemi qualcosa da bere, disse Cuss, e si sedette.\n\nQuando i suoi nervi si furono calmati con un bicchiere di sherry a buon mercato, l'unica bevanda che il buon vicario aveva a disposizione, gli raccont\u00f2 del colloquio che aveva avuto con lui.\nil buon vicario aveva a disposizione, gli raccont\u00f2 il colloquio appena avuto.\nappena avuto.  Entr\u00f2, ansim\u00f2, e cominci\u00f2 a chiedere una sottoscrizione per il\nquel fondo per le infermiere. Quando entrai si ficc\u00f2 le mani in tasca e\ne si \u00e8 seduto in maniera rigida sulla sua sedia. Annus\u00f2. Gli dissi che avevo sentito che si interessava\ninteresse per le cose scientifiche. Mi ha risposto di s\u00ec. Annus\u00f2 di nuovo. Continuava ad\nannusare tutto il tempo; evidentemente aveva preso da poco un raffreddore infernale. Non\nmeraviglia, avvolto in quel modo! Sviluppai l'idea dell'infermiera, e per tutto il tempo\ntenendo gli occhi aperti. Bottiglie chimiche ovunque. Equilibrio,\nprovette nei banchi e un odore di enotera. Si\nabbonarsi? Ha detto che ci avrebbe pensato. Gli ho chiesto, a bruciapelo, se stava\nricerca. Ha risposto che lo stava facendo. Una lunga ricerca? Si \u00e8 arrabbiato parecchio.  Una ricerca dannatamente\nlunga ricerca, disse, facendo saltare il tappo, per cos\u00ec dire.  Oh, disse\nI. E venne fuori la lamentela. Quell'uomo era in piena fase di ebollizione e la mia domanda lo fece\ndomanda lo fece ribollire. Gli era stata data una prescrizione, molto\npreziosa, per quale motivo non volle dirlo. Era una ricetta medica?  Dannazione!\nte! Cosa stai cercando di fare?  Mi sono scusato. Un'annusata e un colpo di tosse dignitosi.\ntosse. Ha ripreso. L'aveva letto. Cinque ingredienti. Lo mise gi\u00f9; gir\u00f2 la testa.\nla testa. La corrente d'aria dalla finestra sollev\u00f2 il foglio. Fruscio, fruscio.\nHa detto che stava lavorando in una stanza con un camino aperto. Ha visto un\nsfarfallio, ed ecco che la prescrizione bruciava e si sollevava\ncamino. Si precipit\u00f2 verso di essa proprio mentre saliva su per il camino. Cos\u00ec!\nProprio in quel momento, per illustrare la sua storia, gli usc\u00ec il braccio.\n\n Allora?\n\n Nessuna mano, solo una manica vuota. Signore! Ho pensato: \u00e8 una deformit\u00e0!\nAvr\u00e0 avuto un braccio di sughero, suppongo, e se l'\u00e8 tolto. Poi ho pensato,\nc'\u00e8 qualcosa di strano in questo. Cosa diavolo tiene alzata e aperta quella manica\naperta, se non c'\u00e8 niente dentro? Non c'era niente dentro, ve lo dico io.\nNon c'era niente, fino alla giuntura. Potevo vedere fino al gomito\ngomito, e c'era un barlume di luce che brillava attraverso uno strappo della\ndella stoffa.  Buon Dio!  dissi. Poi si ferm\u00f2. Mi fiss\u00f2 con quei suoi\nocchiali neri e poi la manica.\n\n Allora?\n\n Tutto qui. Non disse una parola, si limit\u00f2 a guardare e a rimettere rapidamente la manica in tasca.\nin tasca velocemente.  Stavo dicendo, disse, che c'era la ricetta che bruciava, vero?\nricetta che bruciava, non \u00e8 vero?  Tosse interrogativa.  Come diavolo\nho detto, come si fa a muovere una manica vuota in quel modo?   Una manica vuota?\n S\u00ec, ho detto, una manica vuota.\n\n \u00c8 una manica vuota, vero? Ha visto che era una manica vuota?  Lui\nsi \u00e8 subito alzato. Mi sono alzato anch'io. Si \u00e8 avvicinato a me con tre passi molto\npassi molto lenti e si \u00e8 avvicinato molto. Annus\u00f2 velenosamente. Non indietreggiai,\nanche se mi chiedo se quel suo pomello fasciato e quei paraocchi,\nnon siano sufficienti a innervosire qualcuno, avvicinandosi silenziosamente a te.\n\n Ha detto che era una manica vuota?  Certo, ho detto. A\nfissare e non dire nulla un uomo a viso scoperto, senza occhiali, inizia a\ngrattarsi. Poi, molto silenziosamente, tir\u00f2 fuori dalla tasca la manica\ne alz\u00f2 il braccio verso di me come se volesse mostrarmela di nuovo.\ndi nuovo. Lo fece molto, molto lentamente. Lo guardai. Sembrava un'eternit\u00e0.\n Ebbene? dissi, schiarendomi la gola, non c'\u00e8 nulla.\n\n Dovevo dire qualcosa. Cominciavo a sentirmi spaventato. Potevo vedere\nproprio in basso. Lo allung\u00f2 verso di me, lentamente, lentamente, cos\u00ec\ncos\u00ec, fino a quando il polsino fu a quindici centimetri dal mio viso. Che cosa strana\nvedere una manica vuota che ti viene incontro in quel modo! E poi\n\n Allora?\n\n Qualcosa di esattamente simile a un dito e a un pollice mi ha morso il naso.\n\nBunting si mise a ridere.\n\n Non c'era niente l\u00ec! Disse Cuss, con la voce che si era trasformata in uno strillo al\nurlo a quel punto.   Va bene che tu rida, ma ti dico che ero cos\u00ec spaventato che\nche ero cos\u00ec spaventato che gli ho dato un forte colpo sul polsino, mi sono girato e sono uscito dalla stanza.\ndalla stanza in cui l'avevo lasciato\n\nCuss si ferm\u00f2. La sincerit\u00e0 del suo panico non poteva essere fraintesa. Si\nsi gir\u00f2 in modo impotente e prese un secondo bicchiere dell'eccellente\nvicario di uno sherry molto scadente.  Quando ho colpito il suo polsino, disse Cuss, vi dico che\nti dico che \u00e8 stato come colpire un braccio. E non c'era un braccio!\nNon c'era il fantasma di un braccio!\n\nMr. Bunting ci pens\u00f2 su. Guard\u00f2 con sospetto Cuss.  \u00c8 una\nstoria davvero notevole, disse. Aveva un'aria molto saggia e seria.\n \u00c8 davvero, disse il signor Bunting con enfasi giudiziaria, una storia\nnotevole.\n\n\n\n\nCAPITOLO V.\nIL FURTO CON SCASSO ALLA CANONICA\n\n\nI fatti del furto con scasso alla canonica ci sono giunti principalmente attraverso\nattraverso il vicario e sua moglie. Si \u00e8 verificato nelle ore piccole del\nLuned\u00ec di Pentecoste, il giorno dedicato a Iping ai festeggiamenti del Club. Mrs.\nBunting, a quanto pare, si \u00e8 svegliata all'improvviso nella quiete che precede l'alba, con la forte impressione di essere\ndell'alba, con la forte impressione che la porta della loro camera da letto si fosse\naperta e chiusa. Non dest\u00f2 subito il marito, ma rimase seduta nel letto ad ascoltare.\nletto ad ascoltare. Poi sent\u00ec distintamente il rumore dei piedi nudi che uscivano dalla stanza adiacente.\npiedi nudi che uscivano dallo spogliatoio adiacente e camminavano lungo il\npassaggio verso la scala. Non appena ne ebbe la certezza, svegli\u00f2 il reverendo Mr.\nsvegli\u00f2 il reverendo Mr. Bunting il pi\u00f9 silenziosamente possibile. Lui non accese la luce\nnon accese la luce, ma, indossati gli occhiali, la vestaglia e le ciabatte da bagno, usc\u00ec sul pianerottolo.\npantofole da bagno, usc\u00ec sul pianerottolo per ascoltare. Sent\u00ec abbastanza\ndistintamente un armeggiare alla scrivania del suo studio al piano di sotto, e poi\nuno starnuto violento.\n\nA quel punto torn\u00f2 in camera da letto, si arm\u00f2 con l'arma pi\u00f9 ovvia, l'attizzatoio, e scese le scale senza far rumore, come se fosse un'arma\narma pi\u00f9 ovvia, l'attizzatoio, e scese le scale il pi\u00f9 silenziosamente possibile.\npossibile. La signora Bunting usc\u00ec sul pianerottolo.\n\nErano circa le quattro e l'oscurit\u00e0 definitiva della notte era passata.\npassato. C'era un debole barlume di luce nel corridoio, ma la porta dello studio\nstudio sbadigliava impenetrabilmente nero. Tutto era immobile, tranne il\nscricchiolio delle scale sotto il calpestio del signor Bunting e i lievi movimenti nello studio.\nmovimenti nello studio. Poi qualcosa scatt\u00f2, il cassetto fu aperto,\ne ci fu un fruscio di carte. Poi arriv\u00f2 un'imprecazione, fu acceso un fiammifero e lo studio fu inondato\nun fiammifero e lo studio fu inondato di luce gialla. Il signor Bunting era\nBunting si trovava ora nel corridoio e, attraverso la fessura della porta, poteva vedere la scrivania e il cassetto aperto.\nla scrivania, il cassetto aperto e una candela che ardeva sulla scrivania. Ma il\nladro non riusciva a vederlo. Rimase l\u00ec nel corridoio indeciso sul da farsi, e Mrs.\ne la signora Bunting, con il viso bianco e intento, scese lentamente al piano di\ndi sotto dopo di lui. Una cosa mantenne il coraggio del signor Bunting: la persuasione che il ladro fosse\nconvinzione che il ladro fosse un abitante del villaggio.\n\nSentirono il tintinnio del denaro e capirono che il ladro aveva trovato la riserva d'oro della casa, due sterline e dieci in mezze sovrane.\nla riserva d'oro della casa, due sterline e dieci in mezze sovrane.\nin tutto. A quel suono, Mr. Bunting fu spinto a un'azione repentina.\nImpugnando saldamente l'attizzatoio, si precipit\u00f2 nella stanza, seguito a ruota dalla signora Bunting.\nMrs. Bunting.  Arrendetevi! grid\u00f2 Mr. Bunting, ferocemente, e poi si chin\u00f2 stupito.\nsi chin\u00f2 stupito. A quanto pare la stanza era perfettamente vuota.\n\nEppure la loro convinzione di aver sentito, proprio in quel momento, qualcuno\nmuoversi nella stanza era diventata una certezza. Per mezzo minuto,\nforse, rimasero a bocca aperta, poi la signora Bunting attravers\u00f2 la stanza e guard\u00f2 dietro il paravento.\ndietro il paravento, mentre il signor Bunting, per un impulso analogo,\nsbirci\u00f2 sotto la scrivania. Poi la signora Bunting ha chiuso le tende della finestra e il signor\ntende della finestra e il signor Bunting guard\u00f2 il camino e lo sond\u00f2 con l'attizzatoio.\ncon l'attizzatoio. Poi la signora Bunting scrut\u00f2 il cestino dei rifiuti\ne il signor Bunting apr\u00ec il coperchio della carboniera. Poi si fermarono e rimasero\nfermarono e rimasero con gli occhi che si interrogavano a vicenda.\n\n Avrei giurato che avesse detto il signor Bunting.\n\n La candela! disse il signor Bunting.  Chi ha acceso la candela?\n\n Il cassetto! disse la signora Bunting.  E i soldi sono spariti!\n\nSi avvicin\u00f2 frettolosamente alla porta.\n\n Di tutti gli avvenimenti strani\n\nNel passaggio si ud\u00ec un violento starnuto. Si precipitarono fuori e mentre lo facevano\ne mentre lo facevano la porta della cucina sbatteva.  Portate la candela, disse il signor Bunting,\ne fece strada. Entrambi udirono un rumore di catenacci che venivano frettolosamente\nindietro.\n\nQuando apr\u00ec la porta della cucina, vide attraverso il retrocucina che la porta sul retro si stava aprendo.\nche la porta sul retro si stava aprendo e che la debole luce dell'alba mostrava le\nmasse scure del giardino al di l\u00e0. \u00c8 certo che nulla \u00e8 uscito\ndalla porta. Si \u00e8 aperta, \u00e8 rimasta aperta per un attimo e poi si \u00e8 chiusa con un\nsbattere. Mentre lo faceva, la candela che la signora Bunting stava portando con s\u00e9 dallo studio\ntremol\u00f2 e si accese. Pass\u00f2 un minuto o pi\u00f9 prima che entrassero in cucina.\ncucina.\n\nIl locale era vuoto. Riabbottonarono la porta sul retro, esaminarono accuratamente la\ncucina, la dispensa e il retrocucina e infine scesero in cantina.\ncantina. Non c'era anima viva in casa, per quanto si potesse cercare.\nper quanto volessero.\n\nLa luce del giorno trov\u00f2 il vicario e sua moglie, una piccola coppia in costume caratteristico\ncoppia, ancora intenti a stupirsi al loro piano terra alla\nluce inutile di una candela di grondaia.\n\n\n\n\nCAPITOLO VI.\nIL MOBILE IMPAZZITO\n\n\nAccadde che nelle prime ore del luned\u00ec di Pentecoste, prima che Millie fosse cacciata per il giorno, il signor Hall e la signora Hall si alzarono e andarono entrambi a casa.\nprima che Millie venisse cacciata per il giorno, il signor Hall e la signora Hall si alzarono e scesero entrambi\nsilenziosamente in cantina. La loro attivit\u00e0 era di natura privata e aveva a che fare\ndi natura privata e aveva a che fare con la gravit\u00e0 specifica della loro birra.\nbirra. Non erano ancora entrati in cantina quando la signora Hall si accorse di aver\nHall si accorse di aver dimenticato di portare gi\u00f9 una bottiglia di salsapariglia dalla sala comune.\nEssendo lei l'esperta e l'operatore principale in questa faccenda, Hall and\u00f2 molto opportunamente di sopra a prenderla.\nHall and\u00f2 a prenderla al piano di sopra.\n\nSul pianerottolo fu sorpreso di vedere che la porta dello straniero era\nsocchiusa. Entr\u00f2 nella propria stanza e trov\u00f2 la bottiglia come gli era stato\ncome gli era stato indicato.\n\nMa tornando con la bottiglia, not\u00f2 che i chiavistelli della porta d'ingresso erano stati\nporta d'ingresso erano stati rimossi, e che la porta era in realt\u00e0 semplicemente chiusa a chiavistello.\nE con un lampo di ispirazione colleg\u00f2 questo fatto con la stanza dello sconosciuto al\nstanza dello sconosciuto al piano di sopra e i suggerimenti del signor Teddy Henfrey. Ricordava distintamente\nricordava distintamente di aver tenuto la candela mentre la signora Hall sparava quei chiavistelli\ndurante la notte. Alla vista si ferm\u00f2, sbalordito, poi con la bottiglia ancora in mano torn\u00f2 al piano di sopra.\nin mano, sal\u00ec di nuovo al piano di sopra. Buss\u00f2 alla porta dello sconosciuto.\nNon ci fu risposta. Buss\u00f2 ancora, poi spalanc\u00f2 la porta ed entr\u00f2.\ned entr\u00f2.\n\nEra come si aspettava. Il letto, e anche la stanza, erano vuoti. E ci\u00f2 che era\npi\u00f9 strano, anche per la sua pesante intelligenza, sulla sedia della camera da letto e\nsulla sedia della camera da letto e lungo la sponda del letto erano sparsi gli abiti, gli unici\nindumenti, per quanto ne sapeva, e le bende del loro ospite. Il suo grande\ncappello a cilindro era perfino arroccato in modo sbarazzino sopra la spalliera del letto.\n\nMentre Hall era l\u00ec in piedi, sent\u00ec la voce di sua moglie che usciva dalla profondit\u00e0 della cantina.\ndella cantina, con quel rapido allungamento delle sillabe e l'innalzamento\nsillabe e con l'accostamento interrogativo delle ultime parole a una nota acuta, con cui\ncon cui il paesano del West Sussex \u00e8 solito indicare una vivace impazienza.\n George! Hai capito che cosa \u00e8 una bacchetta?\n\nA quel punto si volt\u00f2 e si precipit\u00f2 da lei.  Janny, disse, scavalcando la\ndella scala della cantina, di sentire la verit\u00e0 su ci\u00f2 che dice Henfrey.  Non \u00e8 in camera, e non c'\u00e8.\nE la porta d'ingresso \u00e8 sprangata.\n\nAll'inizio la signora Hall non cap\u00ec, ma appena lo cap\u00ec si decise a vedere di persona la stanza vuota.\ndecise di vedere di persona la stanza vuota. Hall, che aveva ancora in mano la\nbottiglia, and\u00f2 per primo.  Se c'\u00e8, disse, \u00e8 vicino. E\ncosa si fa senza la vicinanza, allora?  \u00c8 una faccenda molto curiosa.\n\nMentre salivano i gradini della cantina, entrambi, come \u00e8 stato poi accertato, credevano di aver sentito la porta d'ingresso aprirsi e chiudersi.\naccertato, credettero di aver sentito la porta d'ingresso aprirsi e chiudersi, ma\nma vedendola chiusa e senza nulla, nessuno dei due disse una parola all'altro\nparola all'altro in quel momento. La signora Hall ha superato il marito nel passaggio e\ncorse per prima al piano di sopra. Qualcuno starnut\u00ec sulle scale. Hall,\nHall, che seguiva sei passi indietro, pens\u00f2 di averla sentita starnutire. Lei,\nstarnutire, aveva l'impressione che Hall stesse starnutendo. Lei\nspalanc\u00f2 la porta e si mise a osservare la stanza.  Che cosa curiosa!\ndisse.\n\nSent\u00ec un fiuto dietro la sua testa e, voltandosi, fu sorpresa di vedere Hall a una dozzina di metri di distanza\nsorpresa di vedere Hall a una dozzina di metri di distanza, sulla scala pi\u00f9 alta. Ma in un\nun altro momento era accanto a lei. Si chin\u00f2 in avanti e mise la mano sul\nsul cuscino e poi sotto i vestiti.\n\n Freddo, ha detto.  \u00c8 in piedi da almeno un'ora.\n\nMentre lo faceva, accadde un fatto straordinario. Le lenzuola\nsi riunirono, si sollevarono all'improvviso formando una specie di picco,\ne poi saltarono a capofitto oltre la sponda inferiore. Era esattamente come se una\nmano le avesse afferrate al centro e le avesse scagliate via. Immediatamente\nsubito dopo, il cappello dello sconosciuto salt\u00f2 gi\u00f9 dalla spalliera del letto, descrivendo un vorticoso\nvolo vorticoso nell'aria attraverso la parte migliore di un cerchio, e poi si scagli\u00f2\ndritto in faccia alla signora Hall. Poi, con altrettanta rapidit\u00e0, arriv\u00f2 la spugna dal\nlavabo; e poi la sedia, gettando con noncuranza il cappotto e i pantaloni dello sconosciuto\ne i pantaloni dello sconosciuto con noncuranza, e ridendo con una voce singolarmente\ncome quella dello sconosciuto, si gir\u00f2 a quattro zampe verso la signora Hall,\nsembr\u00f2 prenderla di mira per un attimo e la caric\u00f2. Lei\nurl\u00f2 e si gir\u00f2, e allora le gambe della sedia si posarono delicatamente ma fermamente\ncontro la sua schiena e spinsero lei e Hall fuori dalla stanza. La porta\nsbatt\u00e9 violentemente e fu chiusa a chiave. La sedia e il letto sembrarono eseguire\ndanza di trionfo per un momento, e poi improvvisamente tutto\ntutto era fermo.\n\nLa signora Hall fu lasciata quasi svenuta tra le braccia del signor Hall sul pianerottolo.\nsul pianerottolo. Fu con estrema difficolt\u00e0 che il signor Hall e\nMillie, che erano stati svegliati dal suo grido d'allarme, riuscirono a portarla al piano di sotto e ad applicarle i ricostituenti che si usano in questi casi.\na portarla di sotto e ad applicarle i ricostituenti che si usano in questi casi.\ncasi.\n\n Tas sperits, disse la signora Hall.  Conosco i tas sperits. Ho letto sui\ngiornali. Tavoli e sedie che saltano e ballano...\n\n Prendi ancora un goccio, Janny, disse Hall.  Ti far\u00e0 stare tranquilla.\n\n Chiudetelo fuori, disse la signora Hall.  Non lasciatelo entrare di nuovo. Ho quasi\nimmaginavo di poterlo sapere. Con quegli occhi sgranati e la testa fasciata,\ne che non va mai in chiesa di domenica. E tutte le loro bottiglie sono pi\u00f9\n\u00e8 giusto che uno abbia. Ha messo gli spermatozoi nei mobili....\nIl mio buon vecchio mobile!  Proprio su quella sedia si sedeva la mia povera e cara madre quando ero bambina.\nsi sedeva quando ero piccola. E pensare che ora si ribella\ncontro di me ora!\n\n Ancora un goccio, Janny, disse Hall.  I tuoi nervi sono tutti scossi.\n\nMandarono Millie dall'altra parte della strada, sotto il sole dorato delle cinque, a svegliare il signor Sandy Wadgers, il fabbro.\nsole per svegliare il signor Sandy Wadgers, il fabbro. Il signor Hall\nHall e i mobili al piano di sopra si stavano comportando in modo straordinario.\nIl signor Wadgers sarebbe venuto? Il signor Wadgers era un uomo esperto,\ne molto intraprendente. Aveva una visione piuttosto seria del caso.  Arma\narmate se si tratta di stregoneria, era l'opinione del signor Sandy Wadgers.  Si\nnon si possono usare i ferri di cavallo per un gentiluomo come lui.\n\nSi avvicin\u00f2 molto preoccupato. Volevano che fosse lui a fare da guida\ndi sopra verso la stanza, ma lui non sembrava avere fretta. Preferiva\npreferiva parlare nel passaggio. Di l\u00e0 \u00e8 uscito l'apprendista di Huxter\nHuxter e inizi\u00f2 a smontare le persiane della finestra del tabacco. Fu chiamato per unirsi alla discussione.\nchiamato a partecipare alla discussione. Il signor Huxter lo segu\u00ec naturalmente\nnel giro di pochi minuti. Il genio anglosassone per il governo\ngoverno parlamentare si \u00e8 affermato; ci sono state molte chiacchiere e nessuna azione\ndi chiacchiere e nessuna azione decisiva.  Prima dobbiamo conoscere i fatti, ha insistito Mr.\nSandy Wadgers.  Assicuriamoci di aver agito in modo del tutto corretto\nquella porta aperta. Una porta sfondata \u00e8 sempre aperta, ma non si pu\u00f2 sfondare una porta una volta\nnon si pu\u00f2 sfondare una porta una volta che la si \u00e8 sfondata.\n\nE all'improvviso e in modo meraviglioso la porta della stanza di sopra si apr\u00ec\ndi propria iniziativa, e mentre guardavano in alto stupiti, videro\nscendere le scale la figura ovattata dello sconosciuto che fissava in maniera pi\u00f9\npi\u00f9 nero e vuoto che mai con quei suoi occhi di vetro blu irragionevolmente grandi.\nocchi di vetro blu irragionevolmente grandi. Scese rigidamente e lentamente, sempre con lo sguardo fisso; attravers\u00f2 il passaggio fissando\nattravers\u00f2 il passaggio fissando, poi si ferm\u00f2.\n\n Guardate l\u00ec! disse, e i loro occhi seguirono la direzione del suo\ndito guantato e videro una bottiglia di salsapariglia vicino alla porta della cantina.\nPoi entr\u00f2 nel salotto e all'improvviso, con rapidit\u00e0 e cattiveria, sbatt\u00e9 la porta in faccia.\nsbatt\u00e9 loro la porta in faccia.\n\nNon fu pronunciata una parola finch\u00e9 non si spensero gli ultimi echi del colpo.\nSi fissarono l'un l'altro.  Beh, se questo non lecca tutto!\nWadgers, lasciando in sospeso l'alternativa.\n\n Andr\u00f2 a chiedere di questo, disse Wadgers, al signor Hall.  Chiederei una\nuna spiegazione.\n\nCi volle un po' di tempo per portare il marito della padrona di casa a quel livello. Alla fine\nfinalmente buss\u00f2, apr\u00ec la porta e arriv\u00f2 a dire: \"Mi scusi\".\n\n Vai al diavolo! disse lo straniero con voce tremenda, e chiuse quella porta dopo di te.\nquella porta dopo di te.  Cos\u00ec si concluse quel breve colloquio.\n\n\n\n\nCAPITOLO VII.\nLO SVELAMENTO DELLO STRANIERO\n\n\nLo straniero entr\u00f2 nel salottino del Coach and Horses\nverso le cinque e mezza del mattino, e l\u00ec rimase fin quasi a mezzogiorno.\nmezzogiorno, con le tende abbassate, la porta chiusa e nessuno, dopo il rifiuto di Hall,\ndopo il respingimento di Hall, nessuno si avventurava vicino a lui.\n\nPer tutto quel tempo deve aver digiunato. Suon\u00f2 tre volte il suo campanello, la terza volta\nvolta furiosamente e continuamente, ma nessuno gli rispose.  Lui e il suo\n lui e la sua vita! disse la signora Hall. Di l\u00ec a poco giunse una voce imperfetta\nvoce del furto con scasso alla canonica, e due pi\u00f9 due furono messi insieme.\ndue e due. La Hall, assistita da Wadgers, and\u00f2 a cercare il signor Shuckleforth,\nShuckleforth, il magistrato, e chiedere il suo parere. Nessuno si avventur\u00f2 al piano superiore. Come si sia occupato lo\ncome lo straniero si occupasse \u00e8 sconosciuto. Di tanto in tanto camminava violentemente\nviolentemente su e gi\u00f9, e per due volte si scatenava un'esplosione di imprecazioni, uno strappo di carta\ndi carta e un violento fracasso di bottiglie.\n\nIl piccolo gruppo di persone spaventate ma curiose aument\u00f2. La signora Huxter\nHuxter; alcuni giovani gaudenti, splendenti in giacche nere gi\u00e0 pronte e\ngiacche nere pronte per l'uso e cravatte di carta, perch\u00e9 era luned\u00ec di Pentecoste.\ncon domande confuse. Il giovane Archie Harker si distinse\nsi distinse salendo in cortile e cercando di sbirciare sotto le tende delle finestre. Non riusc\u00ec a\nnon riusc\u00ec a vedere nulla, ma diede motivo di supporre che fosse cos\u00ec, e\naltri giovani di Iping si unirono a lui.\n\nEra il pi\u00f9 bello di tutti i luned\u00ec di Pentecoste, e lungo la strada del villaggio si trovavano\nstrada del paese c'era una fila di quasi una dozzina di bancarelle, un tiro a segno, e sull'erba vicino alla fucina c'erano\nsull'erba vicino alla fucina c'erano tre vagoni gialli e color cioccolato e alcuni\npittoreschi sconosciuti di entrambi i sessi che allestivano una timida noce di cocco. I\nsignori indossavano maglie blu, le signore grembiuli bianchi e cappelli alla moda con pesanti pennacchi.\ncappelli alla moda con pesanti pennacchi. Wodger, del Purple Fawn, e il signor\nJaggers, il calzolaio, che vendeva anche vecchie biciclette di seconda mano\nbiciclette ordinarie di seconda mano, tendevano una serie di union-jack e di bandiere reali (che in origine avevano celebrato il primo\n(che in origine avevano celebrato il primo Giubileo vittoriano) attraverso la strada.\nstrada.\n\nE all'interno, nell'oscurit\u00e0 artificiale del salotto, nel quale penetrava solo un\nluce del sole, il forestiero, affamato, supponiamo, e impaurito, nascosto nei suoi scomodi involucri caldi, ansimava\ne impaurito, nascosto nei suoi scomodi involucri caldi, frugava attraverso i suoi occhiali scuri\nattraverso i suoi occhiali scuri sulla sua carta, o armeggiava con le sue sporche bottiglie\nbottiglie, e di tanto in tanto imprecava selvaggiamente contro i ragazzi, udibili anche se invisibili, fuori dalle finestre.\ninvisibili, fuori dalle finestre. Nell'angolo vicino al camino giacevano i\ndi una mezza dozzina di bottiglie rotte, e un pungente tintinnio di cloro impregnava l'aria.\ndi cloro che impregnava l'aria. Questo \u00e8 quanto sappiamo da ci\u00f2 che \u00e8 stato udito in quel momento e da ci\u00f2 che \u00e8 stato visto in seguito.\nmomento e da ci\u00f2 che fu visto in seguito nella stanza.\n\nVerso mezzogiorno apr\u00ec improvvisamente la porta del suo salotto e rimase a fissare\nfisso alle tre o quattro persone presenti nel bar.  La signora Hall, disse.\nQualcuno si mise a pecora e chiam\u00f2 la signora Hall.\n\nLa signora Hall apparve dopo un intervallo, con il fiato un po' corto ma\npi\u00f9 feroce per questo. Hall era ancora fuori. Aveva riflettuto su questa\nscena, e arriv\u00f2 con in mano un piccolo vassoio con sopra una banconota non\nun conto non saldato.  Vuole il suo conto, signore? disse.\n\n Perch\u00e9 la mia colazione non \u00e8 stata preparata? Perch\u00e9 non hai preparato i miei pasti e\nrisposto al mio campanello? Pensi che io viva senza mangiare?\n\n Perch\u00e9 la mia bolletta non \u00e8 stata pagata?  \u00c8 questo che voglio sapere.\n\n Tre giorni fa vi ho detto che ero in attesa di una rimessa\n\n Ti ho detto due giorni fa che non avrei aspettato nessuna rimessa. Non puoi\nNon puoi lamentarti se la tua colazione aspetta un po', se il mio conto ha aspettato\nquesti cinque giorni, vero?\n\nLo straniero imprec\u00f2 brevemente, ma con vivacit\u00e0.\n\n Nar, nar! dal bar.\n\n E vi ringrazierei gentilmente, signore, se teneste per voi le vostre imprecazioni, signore.\nper s\u00e9, signore, disse la signora Hall.\n\nL'estraneo si trovava in piedi con l'aspetto pi\u00f9 che mai arrabbiato di un casco da sub.\nNel bar era opinione comune che la signora Hall avesse la meglio su di lui.\nHall avesse la meglio su di lui. Le sue parole successive lo dimostrarono.\n\n Guarda qui, mia buona donna, cominci\u00f2.\n\n Non mi faccia la brava donna\", disse la signora Hall.\n\n Le ho detto che la mia rimessa non \u00e8 arrivata.\n\n Davvero una rimessa! disse la signora Hall.\n\n Tuttavia, oserei dire che nella mia tasca\n\n Tre giorni fa mi hai detto che non avevi altro che una sovrana\nd'argento.\n\n Beh, ho trovato altri\n\n Ul-lo! dal bar.\n\n Mi chiedo dove l'abbia trovato, disse la signora Hall.\n\nCi\u00f2 sembr\u00f2 infastidire molto lo straniero. Batt\u00e9 il piede.  Cosa\ncosa vuoi dire? disse.\n\n Che mi chiedo dove l'abbia trovato, disse la signora Hall.  E prima che io prenda\nbollette, di prendere colazioni o di fare qualsiasi altra cosa del genere, dovete\nmi devi dire una o due cose che non capisco, e che nessuno capisce\ne che nessuno capisce, e che tutti sono ansiosi di capire. I\nVoglio sapere cosa hai fatto sulla mia sedia al piano di sopra, e voglio sapere\nsapere come mai la tua stanza era vuota e come hai fatto a rientrare. Chi si ferma in questa casa\nin questa casa entrano dalle porte, \u00e8 la regola della casa,\ne tu non l'hai fatto, e quello che voglio sapere \u00e8 come hai fatto a entrare.\nentrare. E voglio sapere\n\nImprovvisamente lo straniero sollev\u00f2 le mani guantate e serrate, batt\u00e9 il piede e disse: \"Fermo!\npiede, e disse: \"Fermati!\" con una violenza cos\u00ec straordinaria che\nche la fece tacere all'istante.\n\n Non capisci, disse, chi sono o cosa sono. Te lo dimostrer\u00f2.\nPer l'amor del cielo! Te lo dimostrer\u00f2.  Poi si pass\u00f2 il palmo della mano aperta sul viso e\ne lo ritir\u00f2. Il centro del suo viso divenne una cavit\u00e0 nera.  Qui, disse\ndisse. Fece un passo avanti e porse alla signora Hall qualcosa che lei, fissando il suo volto metamorfosato, accett\u00f2 automaticamente,\nche lei, fissando il suo volto metamorfosato, accett\u00f2 automaticamente. Poi, quando\nquando vide di cosa si trattava, url\u00f2 forte, lo lasci\u00f2 cadere e barcoll\u00f2\nindietro. Il naso, il naso dello sconosciuto, rosa e lucente, rotol\u00f2 sul pavimento.\nsul pavimento.\n\nPoi si tolse gli occhiali e tutti i presenti rimasero a bocca aperta. Si tolse\ncappello e con un gesto violento si strapp\u00f2 i baffi e le bende.\nbende. Per un attimo gli resistettero. Un lampo di orribile\nattesa attravers\u00f2 il bar.  Oh, mio Gard! disse qualcuno. Poi\nsi allontanarono.\n\nEra peggio di qualsiasi altra cosa. La signora Hall, rimasta a bocca aperta e\ne colpita dall'orrore, url\u00f2 per quello che vide e si diresse verso la porta della casa.\ncasa. Tutti cominciarono a muoversi. Erano preparati alle cicatrici,\nsfigurazioni, orrori tangibili, ma niente! Le bende e i capelli finti\ncapelli finti volarono attraverso il passaggio nel bar, facendo saltare uno zoppo per evitarli.\nevitarli. Tutti caddero su tutti gli altri gi\u00f9 per i gradini. Per l'uomo\nuomo che stava l\u00ec a gridare qualche spiegazione incoerente, era una solida\nfigura gesticolante fino al colletto del cappotto, e poi il nulla, nessuna cosa visibile.\npoi il nulla, nessuna cosa visibile!\n\nLa gente del villaggio sent\u00ec urla e grida, e guardando su per la strada vide il Coach and Horses che sparava violentemente la sua umanit\u00e0.\nstrada videro il Coach and Horses che sparava violentemente la sua umanit\u00e0.\nVidero la signora Hall cadere a terra e il signor Teddy Henfrey saltare per evitare di\ndi cadere e il signor Teddy Henfrey saltare per evitare di cadere su di lei, e poi sentirono le urla spaventose di Millie,\nche, sbucando all'improvviso dalla cucina al rumore del tumulto, si era imbattuta nello sconosciuto senza testa\naveva raggiunto lo straniero senza testa da dietro. Queste aumentarono improvvisamente.\n\nE allora tutti in strada, il venditore di dolciumi, il proprietario timido e il suo assistente, l'uomo dell'altalena, i bambini e le bambine, i ragazzi e le bambine.\ne il suo assistente, l'uomo dell'altalena, i bambini e le bambine,\ndandy rustici, signorine eleganti, anziani con il camice e zingari con il grembiule cominciarono a\ne in un lasso di tempo miracolosamente breve una folla di forse quaranta persone, e\nfolla di forse quaranta persone, in rapido aumento, ondeggiava e\ne si chiedeva, esclamava e suggeriva, di fronte al locale della signora Hall.\nHall. Tutti sembravano ansiosi di parlare e il risultato era Babele.\nrisultato fu una Babele. Un piccolo gruppo ha sostenuto la signora Hall, che \u00e8 stata raccolta\nin uno stato di collasso. Ci fu una conferenza e l'incredibile testimonianza\nincredibile di un testimone oculare vociante.  O Bogey!   Che cosa ha fatto?\nallora?   Non ha fatto del male alla ragazza, vero?   L'ha aggredita con un coltello, credo\ncredo.   Non \u00e8 vero, ve lo dico io. Non intendevo in nessun modo. I\nIntendo dire \"senza un taglio\"!   Non ci credo! \u00c8 un trucco da prestigiatore.\n La carta \u00e8 stata tolta, e ha fatto\n\nNel tentativo di vedere attraverso la porta aperta, la folla si \u00e8 formata\nun cuneo irregolare, con il vertice pi\u00f9 avventuroso pi\u00f9 vicino alla locanda.\nalla locanda.  Rimase un attimo in piedi, sentii la ragazza gridare e si volt\u00f2.\nVidi le sue gonne frullare e lui le and\u00f2 dietro. Non ci sono voluti dieci secondi.\nTorn\u00f2 con un coltello in mano e una pagnotta; rimase in piedi come se stesse fissando.\nstava fissando. Non \u00e8 passato un attimo. \u00c8 entrato da quella porta. Ti dico che non\nnon \u00e8 affatto partito. Ti sei appena perso\n\nSi sent\u00ec un rumore dietro, e l'oratore si ferm\u00f2 per farsi da parte\nun piccolo corteo che stava marciando con decisione verso la\nprima il signor Hall, molto rosso e determinato, poi il signor Bobby Jaffers,\nil poliziotto del villaggio, e poi il prudente signor Wadgers. Erano venuti ora\narmati di un mandato.\n\nLa gente ha gridato informazioni contrastanti sulle recenti circostanze.\n Ed o no, disse Jaffers, devo riposare, e riposare lo far\u00f2.\nriposare e lo far\u00f2.\n\nIl signor Hall sal\u00ec i gradini, and\u00f2 dritto alla porta del salotto e la spalanc\u00f2.\nsalotto e la spalanc\u00f2.  Agente, disse, faccia il suo dovere.\n\nI Jaffers sono entrati. Hall dopo, Wadgers per ultimo. Nella penombra videro\nla figura acefala che li fronteggiava, con una crosta di pane rosicchiata in una\nmano guantata e un pezzo di formaggio nell'altra.\n\n \u00c8 lui! disse Hall.\n\n Che diavolo \u00e8 questo? venne in un tono di rabbiosa esortazione da\nsopra il colletto della figura.\n\n Lei \u00e8 un dannato cliente del rum, signore, disse il signor Jaffers.  Ma con o senza\nno, il mandato dice corpo, e il dovere \u00e8 dovere.\n\n Non ti muovere! disse la figura, tornando indietro.\n\nAll'improvviso butt\u00f2 gi\u00f9 il pane e il formaggio, e il signor Hall fece appena in tempo ad afferrare il coltello sul tavolo per salvarlo.\nafferrare il coltello sul tavolo in tempo per salvarlo. Il guanto sinistro dello\nguanto sinistro dello sconosciuto e fu schiaffeggiato in faccia a Jaffers. In un altro\nin un altro momento Jaffers, tagliando corto su una dichiarazione riguardante un mandato, lo aveva\naveva afferrato lo sconosciuto per il polso senza mani e gli aveva preso la gola invisibile. Egli\nun calcio sonoro sullo stinco che lo fece gridare, ma mantenne la presa.\npresa. Hall fece scivolare il coltello sul tavolo verso Wadgers, che fungeva da portiere per l'offensiva.\ncome portiere per l'offensiva, per cos\u00ec dire, e poi fece un passo avanti\nmentre Jaffers e lo straniero ondeggiavano e barcollavano verso di lui, stringendo e colpendo.\ne colpendo. Una sedia si trovava in mezzo, e fu scostata con uno schianto\nquando i due caddero insieme.\n\n Prendete i piedi, disse Jaffers tra i denti.\n\nIl signor Hall, nel tentativo di agire secondo le istruzioni, ricevette un sonoro calcio\nalle costole che lo elimin\u00f2 per un attimo, e il signor Wadgers, vedendo che lo sconosciuto decapitato si era rotolato\nche lo straniero decapitato era rotolato e aveva preso il sopravvento su Jaffers, si ritir\u00f2 verso la porta.\nJaffers, si ritir\u00f2 verso la porta, con il coltello in mano, scontrandosi cos\u00ec con Mr.\ncon il signor Huxter e il carrettiere di Sidderbridge che intervennero in soccorso della legge e dell'ordine.\ne dell'ordine. Nello stesso momento scesero tre o quattro bottiglie dallo\nchiffonnier e spararono una ragnatela di pungente nell'aria della stanza.\n\n Mi arrendo, grid\u00f2 lo straniero, anche se aveva Jaffers a terra, e in un attimo si rialz\u00f2 ansimante.\nin un attimo si alz\u00f2 in piedi ansimando, una strana figura, senza testa e senza mani, perch\u00e9 ora si era tolto il guanto destro e il sinistro.\nsenza testa e senza mani, perch\u00e9 si era tolto il guanto destro e il sinistro.\n Non va bene, disse, come se singhiozzasse in cerca di fiato.\n\nEra la cosa pi\u00f9 strana del mondo sentire quella voce che veniva come\ndallo spazio vuoto, ma i contadini del Sussex sono forse le persone pi\u00f9\npi\u00f9 concrete che esistano al mondo. Anche Jaffers si alz\u00f2 ed estrasse un\nmanette. Poi fiss\u00f2.\n\n Dico io! Disse Jaffers, fermato da una debole consapevolezza dell'incongruenza dell'intera faccenda.\ndell'incongruenza dell'intera faccenda, Dannazione! Non posso usarli, a quanto vedo.\nvedere.\n\nLo sconosciuto fece scorrere il braccio lungo il panciotto e, come per miracolo, i bottoni che la manica vuota\nbottoni su cui puntava la manica vuota si slacciarono. Poi disse\nqualcosa sullo stinco e si chin\u00f2. Sembrava che stesse armeggiando\ncon le scarpe e i calzini.\n\n Ma! disse Huxter, all'improvviso, quello non \u00e8 affatto un uomo. \u00c8 solo un vestito\nvestiti. Guardate! Si vedono il colletto e le fodere dei vestiti.\nvestiti. Potrei mettere il braccio\n\nAllung\u00f2 la mano; sembr\u00f2 incontrare qualcosa a mezz'aria e la ritrasse con una brusca esclamazione.\nritrasse con un'esclamazione acuta.  Vorrei che tenesse le sue dita\nfuori dai miei occhi, disse la voce aerea, con un tono di selvaggia\nselvaggio.  Il fatto \u00e8 che sono tutto qui, testa, mani, gambe e tutto il resto.\nil resto, ma si d\u00e0 il caso che io sia invisibile. \u00c8 una fastidiosa\nfastidio, ma lo sono. Non c'\u00e8 motivo per cui debba essere fatto a pezzi da tutti gli\nogni stupido bifolco di Iping, no?\n\nL'abito, ora tutto sbottonato e appeso allentato ai suoi supporti invisibili, si alz\u00f2 in piedi, con le braccia aperte.\nsupporti invisibili, si alz\u00f2 in piedi, con le braccia alzate.\n\nDiversi altri uomini erano entrati nella stanza, cos\u00ec che era\naffollata.  Invisibile, eh? disse Huxter, ignorando le offese dello straniero.\nsconosciuto.  Chi ha mai sentito una cosa del genere?\n\n \u00c8 strano, forse, ma non \u00e8 un crimine. Perch\u00e9 sono stato aggredito da un\npoliziotto in questo modo?\n\n Ah! Questo \u00e8 un altro discorso, disse Jaffers.  Senza dubbio sei un po' difficile da\ndifficile da vedere sotto questa luce, ma ho un mandato ed \u00e8 tutto corretto.\ncorretto. Quello che cerco non \u00e8 invisibilit\u00e0, \u00e8 furto con scasso. C'\u00e8 una\ncasa \u00e8 stata scassinata e sono stati presi dei soldi.\n\n Allora?\n\n E le circostanze indicano certamente\n\n Cose e sciocchezze! disse l'Uomo Invisibile.\n\n Lo spero, signore; ma ho le mie istruzioni.\n\n Bene, disse lo straniero, verr\u00f2. Vengo. Ma niente manette.\n\n \u00c8 una cosa normale, ha detto Jaffers.\n\n Niente manette, ha stabilito lo straniero.\n\n Mi scusi, ha detto Jaffers.\n\nAll'improvviso la figura si sedette e, prima che qualcuno potesse rendersi conto di ci\u00f2 che si stava facendo, le pantofole, i calzini e i pantaloni erano stati tolti a calci sotto il\nprima che qualcuno potesse rendersi conto di quello che stava facendo, le pantofole, i calzini e i pantaloni erano stati tolti da sotto il\nsotto il tavolo. Poi scatt\u00f2 di nuovo in piedi e si tolse il cappotto.\n\n Ecco, smettila, disse Jaffers, rendendosi improvvisamente conto di ci\u00f2 che stava accadendo.\nAfferr\u00f2 il gilet, che si dimen\u00f2, e la camicia scivol\u00f2 via lasciandola floscia e vuota nella sua mano.\ne la camicia scivol\u00f2 via, lasciandola floscia e vuota nella sua mano.  Tenetelo! disse Jaffers,\na voce alta.  Una volta che si sar\u00e0 tolto le cose di dosso\n\n Tenetelo! gridarono tutti, e ci fu una corsa alla camicia bianca svolazzante che era ormai tutto ci\u00f2 che era visibile dello straniero.\ncamicia bianca svolazzante che era ormai tutto ci\u00f2 che era visibile dello straniero.\n\nLa manica della camicia piant\u00f2 in faccia a Hall un colpo astuto che ferm\u00f2 la sua avanzata a braccia aperte e lo fece indietreggiare verso il vecchio Dente di Leone.\na braccia aperte e lo mand\u00f2 all'indietro contro il vecchio\ne in un altro momento l'indumento venne sollevato e divenne\nconvulso e svolazzante sulle braccia, proprio come una camicia che viene\ncome una camicia che viene infilata sulla testa di un uomo. Jaffers si aggrapp\u00f2 ad essa e contribu\u00ec solo a toglierla.\nJaffers si aggrapp\u00f2 alla camicia e contribu\u00ec solo a tirarla via; fu colpito in bocca dall'aria e\nincontinente lanci\u00f2 il suo manganello e colp\u00ec selvaggiamente Teddy Henfrey sulla\nsulla corona della testa.\n\n Attenzione! dissero tutti, tirando a caso e non colpendo nulla.\n Tenetelo! Chiudete la porta! Non lasciatelo andare! Ho preso qualcosa! Eccolo\n\u00e8!  Una perfetta babele di rumori. Sembrava che tutti venissero colpiti\ntutti in una volta, e Sandy Wadgers, consapevole come sempre e con l'ingegno affilato da uno spaventoso colpo al naso, riapr\u00ec la porta e condusse la gente alla porta.\naguzzato da una spaventosa botta al naso, riapr\u00ec la porta e guid\u00f2\nla fuga. Gli altri, che seguivano incontinenti, rimasero bloccati per un momento nell'angolo\nnell'angolo vicino alla porta. I colpi continuarono. Phipps, l'unitariano\nUnitariano, ebbe un dente anteriore rotto e Henfrey fu ferito alla cartilagine dell'orecchio.\ncartilagine dell'orecchio. Jaffers fu colpito sotto la mascella e, girandosi,\ne, girandosi, si \u00e8 impigliato in qualcosa che si \u00e8 frapposto tra lui e Huxter nella\nmento che si frapponeva tra lui e Huxter e ne impediva l'avvicinamento. Sent\u00ec un petto muscoloso,\ne in un altro momento l'intera massa di uomini in lotta ed eccitati\nnella sala affollata.\n\n L'ho preso! grid\u00f2 Jaffers, soffocando e rinculando tra tutti, e lottando con il volto violaceo e le vene gonfie contro il nemico invisibile.\nlottava con il volto violaceo e le vene gonfie contro il suo nemico invisibile.\n\nGli uomini barcollarono a destra e a sinistra mentre lo straordinario conflitto ondeggiava\nrapidamente verso la porta della casa e scendevano di scatto la mezza dozzina di gradini della locanda.\ngradini della locanda. Jaffers grid\u00f2 con voce strozzata tenendosi stretto,\ne, giocando con il ginocchio, si gir\u00f2 e cadde pesantemente con la testa in basso.\npesantemente con la testa sulla ghiaia. Solo allora le sue\ndita si rilassarono.\n\nCi furono grida eccitate di \"Tenetelo!   Invisibile! e cos\u00ec via, e\nun giovane, un estraneo al luogo il cui nome non \u00e8 stato\nsi precipit\u00f2 subito, afferr\u00f2 qualcosa, manc\u00f2 la presa e cadde sul corpo\nsul corpo prostrato dell'agente. A met\u00e0 della strada una donna\nurlava mentre qualcosa la spingeva; un cane, apparentemente preso a calci, gua\u00ec e corse ululando verso Huxter.\ne corse ululando nel cortile di Huxter, e con ci\u00f2 il transito dell'Uomo Invisibile fu completato.\nUomo Invisibile era compiuto. Per un po' la gente rimase stupita e\ngesticolava, poi arriv\u00f2 il panico e li disperse per il villaggio come una raffica di vento\nil villaggio come una folata disperde le foglie morte.\n\nMa Jaffers giaceva immobile, con la faccia rivolta verso l'alto e le ginocchia piegate, ai piedi dei gradini della locanda.\ndei gradini della locanda.\n\n\n\n\nCAPITOLO VIII.\nIN TRANSITO\n\n\nL'ottavo capitolo \u00e8 estremamente breve e racconta che Gibbons, il naturalista dilettante del distretto\nnaturalista dilettante del distretto, mentre era sdraiato sulle ampie\ndistese, senza che vi fosse anima viva nel raggio di un paio di miglia da lui, come pensava, e quasi assopito, sent\u00ec vicino a s\u00e9 il suono di un uomo\ne quasi sonnecchiando, sent\u00ec vicino a s\u00e9 il rumore di un uomo che\ntosse, starnutire e poi imprecare selvaggiamente tra s\u00e9 e s\u00e9; e guardando,\nnon vide nulla. Eppure la voce era indiscutibile. Continuava a imprecare\ncon quell'ampiezza e quella variet\u00e0 che contraddistinguono le imprecazioni di un uomo\nuomo colto. Arriv\u00f2 al culmine, diminu\u00ec di nuovo e si spense in lontananza.\nin lontananza, andando, come gli sembrava, in direzione di Adderdean.\nSi sollev\u00f2 fino a uno starnuto spasmodico e fin\u00ec. Gibbons non aveva sentito nulla degli\ndella mattinata, ma il fenomeno era cos\u00ec impressionante e inquietante che la sua tranquillit\u00e0 filosofica\nche la sua tranquillit\u00e0 filosofica svan\u00ec; si alz\u00f2 frettolosamente e si precipit\u00f2 gi\u00f9\nsi alz\u00f2 in fretta e si precipit\u00f2 gi\u00f9 per la ripida collina verso il villaggio, il pi\u00f9 velocemente possibile.\nvillaggio, il pi\u00f9 velocemente possibile.\n\n\n\n\nCAPITOLO IX.\nMR. THOMAS MARVEL\n\n\nDovete immaginarvi il signor Thomas Marvel come una persona dal viso copioso e flessibile, dal naso\nnaso cilindrico, una bocca liquorosa, ampia e fluttuante e una barba di irta eccentricit\u00e0,\nbocca fluttuante e una barba di irta eccentricit\u00e0. La sua figura\ninclinazione all'imbronciatura; le sue membra corte accentuavano questa inclinazione.\nPortava un cappello di seta pelosa e la frequente sostituzione dei bottoni con spago e lacci delle scarpe\nlacci delle scarpe al posto dei bottoni, evidenti nei punti critici del suo costume,\nun uomo essenzialmente scapolo.\n\nIl signor Thomas Marvel era seduto con i piedi in un fosso sul ciglio della strada\nverso Adderdean, a circa un miglio e mezzo da Iping.\nI suoi piedi, tranne che per i calzini irregolari traforati, erano nudi, le dita dei piedi erano larghe e\ndita dei piedi erano larghe e punzecchiate come le orecchie di un cane da guardia. In modo\ncon calma tutto quello che faceva con calma stava\nstava pensando di provare un paio di stivali. Erano gli stivali pi\u00f9 solidi\nche avesse trovato da molto tempo, ma troppo grandi per lui; mentre quelli che aveva\nquelli che aveva erano, con il tempo asciutto, molto comodi, ma troppo\ntroppo sottili per l'umidit\u00e0. Il signor Thomas Marvel odiava le scarpe larghe, ma poi odiava l'umidit\u00e0.\nodiava l'umidit\u00e0. Non aveva mai pensato bene a quale delle due cose odiasse di pi\u00f9.\nera una giornata piacevole e non c'era niente di meglio da fare. Cos\u00ec mise\nle quattro scarpe in un grazioso gruppo sul tappeto erboso e le guard\u00f2. E\nvedendole l\u00ec tra l'erba e l'agrimonia primaverile, gli venne improvvisamente in mente che\nche entrambe le paia erano estremamente brutte da vedere. Non fu\nper nulla spaventato da una voce alle sue spalle.\n\n Sono comunque stivali, disse la Voce.\n\n Sono stivali di carit\u00e0, disse il signor Thomas Marvel, con la testa da un lato, guardandoli con disgusto.\ncon la testa da un lato, guardandoli con disgusto; e quale sia il paio pi\u00f9 brutto di tutto il\ndi tutto il benedetto universo, che io sia dannato se lo so!\n\n H m, disse la Voce.\n\n Ho indossato di peggio, anzi, non ho indossato nulla. Ma nessuno cos\u00ec brutto, se permettete l'espressione.\nse mi permettete l'espressione. Ho rubato stivali in particolare per\ngiorni. Perch\u00e9 non ne potevo pi\u00f9. Sono abbastanza sani, naturalmente.\nMa un gentiluomo in viaggio vede un sacco di stivali cos\u00ec fragorosi. E\nse mi credete, non ho cresciuto nulla in tutto il benedetto paese,\nper quanto mi sforzi, se non questi. Guardateli! E un buon paese per gli stivali,\nanche per gli stivali, in generale. Ma \u00e8 solo la mia fortuna promiscua. Ho i miei stivali\nstivali in questo paese da dieci anni o pi\u00f9. E poi ti trattano cos\u00ec.\ncos\u00ec.\n\n \u00c8 una bestia di paese, disse la Voce.  E i maiali per la gente.\n\n Non \u00e8 cos\u00ec? disse il signor Thomas Marvel.  Signore! Ma quegli stivali! Batte\nche non...\n\nGir\u00f2 la testa sopra la spalla a destra, per guardare gli stivali del suo interlocutore, per fare un confronto.\ndel suo interlocutore in un'ottica di confronto, ed ecco che al posto degli stivali del suo interlocutore non c'erano n\u00e9 gambe n\u00e9 stivali.\ndel suo interlocutore non c'erano n\u00e9 gambe n\u00e9 stivali. Egli\nfu irradiato dall'alba di un grande stupore.  Dove sei?\ndisse il signor Thomas Marvel alzando le spalle e mettendosi a quattro zampe. Vide\nvide una distesa di pianure vuote con il vento che faceva ondeggiare i remoti cespugli di\ncespugli di foraggio a punta verde.\n\n Sono ubriaco? disse il signor Marvel.  Ho avuto delle visioni? Stavo parlando con\nme stesso? Che cosa\n\n Non si allarmi, disse una voce.\n\n Non mi fate il ventriloquo, disse il signor Thomas Marvel, alzandosi\nin piedi con decisione.  Dove siete? Allarmato, davvero!\n\n Non allarmatevi, ripet\u00e9 la Voce.\n\n Ti allarmerai subito, sciocco, disse il signor Thomas.\nMeraviglia.  Dove sei? Lascia che ti segni...\n\n Sei stato sepolto? disse il signor Thomas Marvel, dopo un intervallo.\n\nNon ci fu risposta. Il signor Thomas Marvel rimase in piedi, senza stivali e stupito, con la giacca quasi\ngiacca quasi buttata via.\n\n Un pisello, disse un pisello, molto distante.\n\n Peewit, appunto! disse il signor Thomas Marvel.  Non \u00e8 il momento di fare\nsciocchezze.  Il terreno era desolato, a est e a ovest, a nord e a sud; la strada, con i suoi fossati poco profondi e i pali bianchi di confine, correva liscia\nstrada, con i suoi fossati poco profondi e i pali bianchi di confine, correva liscia e vuota a nord e a sud.\ne vuota a nord e a sud, e, a parte quel pisello, anche il cielo blu era vuoto.\nvuoto anche il cielo blu.  Che mi venga un colpo, disse il signor Thomas Marvel, rimettendosi il cappotto sulle spalle.\nsulle spalle.  \u00c8 la bevanda! Avrei potuto saperlo.\n\n Non \u00e8 il drink, disse la Voce.  Tieni i nervi saldi.\n\n Ahi! disse il signor Marvel, e il suo viso divenne bianco tra le macchie.\n \u00c8 la bevanda! ripeterono le sue labbra senza far rumore. Rimase a fissare\nintorno a s\u00e9, ruotando lentamente all'indietro.  Avrei giurato di aver sentito una voce\nvoce, sussurr\u00f2.\n\n Certo che s\u00ec.\n\n \u00c8 di nuovo l\u00ec, disse Mr. Marvel, chiudendo gli occhi e stringendo la mano sulla fronte con un gesto tragico.\nmano sulla fronte con un gesto tragico. All'improvviso fu preso per il\ncollare e scosso violentemente, e rimase pi\u00f9 stordito che mai.  Non essere sciocco\nsciocco, disse la Voce.\n\n Mi tolgo il mio scemo in fiore, disse il signor Marvel.  Non va bene. \u00c8\n\u00e8 preoccupato per quegli stivali sbocconcellati. Sono fuori dalla mia benedetta zucca fiorita.\nOppure \u00e8 uno spirito.\n\n N\u00e9 una cosa n\u00e9 l'altra, disse la Voce.  Ascoltate!\n\n Sciocco, disse il signor Marvel.\n\n Un minuto, disse la Voce, penetrante, tremante di\nautocontrollo.\n\n Ebbene? disse il signor Thomas Marvel, con la strana sensazione di essere stato\nscavato nel petto da un dito.\n\n Pensi che sia solo immaginazione? Solo immaginazione?\n\n Che altro pu\u00f2 essere? disse il signor Thomas Marvel, strofinandosi la nuca.\ncollo.\n\n Molto bene, disse la Voce, in tono di sollievo.  Allora ho intenzione di\nlanciare pietre focaie finch\u00e9 non la penserai in modo diverso.\n\n Ma dove sei?\n\nLa Voce non rispose. Arriv\u00f2 una pietra focaia, apparentemente\ndall'aria, e manc\u00f2 la spalla del signor Marvel per un soffio. Il signor Marvel,\nsi gir\u00f2 e vide una pietra focaia alzarsi in aria, tracciare un percorso complicato,\nun attimo, e poi scagliarsi ai suoi piedi con una rapidit\u00e0 quasi invisibile.\nrapidit\u00e0 quasi invisibile. Era troppo stupito per schivare. La scheggia arriv\u00f2 e rimbalz\u00f2\nda un dito del piede nudo nel fosso. Il signor Thomas Marvel salt\u00f2 di un piede e\nulul\u00f2 ad alta voce. Poi inizi\u00f2 a correre, inciamp\u00f2 in un ostacolo invisibile,\ne si mise a testa in gi\u00f9 in posizione seduta.\n\n _Ora_, disse la Voce, mentre una terza pietra si incurvava verso l'alto e pendeva nell'aria sopra il vagabondo.\naria sopra il vagabondo.  Sono forse immaginazione?\n\nIl signor Marvel, per tutta risposta, si alz\u00f2 in piedi a fatica e venne immediatamente\nrotolare di nuovo. Rimase in silenzio per un momento.  Se ti dimeni ancora\nancora, disse la Voce, le tirer\u00f2 la pietra focaia in testa.\n\n \u00c8 una cosa giusta, disse il signor Thomas Marvel, alzandosi a sedere, prendendo in mano l'alluce ferito e fissando lo sguardo sul terzo missile.\nalluce ferito e fissando lo sguardo sul terzo missile.  Non capisco\ncapisco. Pietre che si lanciano. Pietre che parlano. Mettiti\na terra. Marcisci. Ho finito.\n\nLa terza pietra focaia cadde.\n\n \u00c8 molto semplice, disse la Voce.  Sono un uomo invisibile.\n\n Ci dica qualcosa che non so, disse il signor Marvel, ansimando per il dolore.\n Dove vi siete nascosti e come lo fate non lo so. Sono distrutto.\n\n \u00c8 tutto, disse la Voce.  Sono invisibile. \u00c8 questo che voglio che tu\ncapire.\n\n Chiunque pu\u00f2 vederlo. Non c'\u00e8 bisogno che lei sia cos\u00ec confuso\nimpaziente, signore. Ora, allora. Dacci un'idea. Come vi siete nascosti?\n\n Sono invisibile. Questo \u00e8 il grande punto. E quello che voglio farvi capire\ncapire \u00e8 questo\n\n Ma dove? interruppe il signor Marvel.\n\n Qui! Sei metri davanti a te.\n\n Oh, vieni! Non sono cieco. La prossima volta mi dirai che sei solo aria.\naria. Non sono uno dei tuoi vagabondi ignoranti.\n\n S\u00ec, sono aria sottile. Stai guardando attraverso di me.\n\n Che c'\u00e8? Non c'\u00e8 niente per te. Cosa c'\u00e8? \u00c8\nquello?\n\n Sono solo un essere umano solido, che ha bisogno di mangiare e di bere, che ha bisogno anche di\nMa sono invisibile. Lo vedete? Invisibile. Un'idea semplice.\nInvisibile.\n\n Cosa, come in realt\u00e0?\n\n S\u00ec, reale.\n\n Fatti dare una mano, disse Marvel, se sei reale. Non sar\u00e0\nnon sar\u00e0 cos\u00ec dannatamente fuori mano, allora _Signore_! disse, come mi hai fatto saltare!\nsaltare! afferrandomi in quel modo!\n\nSent\u00ec la mano che si era chiusa intorno al suo polso con le dita disimpegnate.\ne le sue dita risalirono timorosamente lungo il braccio, accarezzarono un petto muscoloso e\npetto muscoloso ed esplorarono un viso barbuto. Il volto di Marvel era stupito.\n\n Sono distrutto! disse.  Se questo non batte la lotta tra galli! Molto\nnotevole! E riesco a vedere un coniglio attraverso di te, a un miglio di distanza!\ndi distanza! Non si vede nulla di te, tranne\n\nScrut\u00f2 con attenzione lo spazio apparentemente vuoto.  Hai mangiato pane e formaggio?\npane e formaggio? chiese, stringendo il braccio invisibile.\n\n Hai ragione, e non \u00e8 del tutto assimilato nel sistema.\n\n Ah! disse il signor Marvel.  Una specie di fantasma, per\u00f2.\n\n Naturalmente, tutto questo non \u00e8 cos\u00ec meraviglioso come si pensa.\n\n \u00c8 abbastanza meraviglioso per le mie modeste esigenze, disse il signor Thomas.\nMeraviglia.  Come si fa! Come diavolo si fa?\n\n \u00c8 una storia troppo lunga. E poi\n\n Vi dir\u00f2, l'intera faccenda mi sconcerta, disse il signor Marvel.\n\n Quello che voglio dire al momento \u00e8 questo: Ho bisogno di aiuto. Sono arrivato a\nche mi sono imbattuto in voi all'improvviso. Stavo vagando, pazzo di rabbia, nudo,\nimpotente. Avrei potuto uccidere. E ti ho visto\n\n Signore! disse il signor Marvel.\n\n Sono arrivato dietro di te, ho esitato e sono andato avanti.\n\nL'espressione del signor Marvel era eloquente.\n\n poi si ferm\u00f2.  Qui, ho detto, c'\u00e8 un emarginato come me. Questo \u00e8 l'uomo\nuomo per me.  Cos\u00ec sono tornata indietro e sono venuta da voi. E\n\n Signore! disse il signor Marvel.  Ma io sono tutto in fibrillazione. Posso chiedere Come va?\ncome stanno le cose? E cosa vi serve come aiuto? Invisibile!\n\n Voglio che mi aiutiate a procurarmi vestiti e un riparo e poi, con altre\ncose. Le ho lasciate abbastanza a lungo. Se non vuoi, bene! Ma tu\ndovrai farlo.\n\n Guarda qui, disse il signor Marvel.  Sono troppo sbalordito. Non mi faccia pi\u00f9\npi\u00f9. E lasciatemi andare. Devo stabilizzarmi un po'. E tu mi hai\nquasi rotto l'alluce. \u00c8 tutto cos\u00ec irragionevole. Vuoto in basso, vuoto\ncielo. Nulla di visibile per chilometri se non il seno della natura. E poi\narriva una voce. Una voce dal cielo! E pietre! E un pugno del Signore!\n\n Riprenditi, disse la Voce, perch\u00e9 devi fare il lavoro che ho scelto per te.\nche ho scelto per te.\n\nIl signor Marvel ha le guance gonfie e gli occhi rotondi.\n\n Ho scelto te, disse la Voce.  Sei l'unico uomo, a parte alcuni di quegli\ndi quei pazzi laggi\u00f9, che sa che esiste una cosa come l'uomo invisibile.\nuomo. Devi essere il mio aiutante. Aiutami e far\u00f2 grandi cose per\nte. Un uomo invisibile \u00e8 un uomo di potere\".  Si ferm\u00f2 un attimo per\nstarnutire violentemente.\n\n Ma se mi tradite, ha detto, se non fate quello che vi dico, non potete fare quello che vi dico...\".\nFece una pausa e batt\u00e9 con decisione sulla spalla del signor Marvel. Il signor Marvel emise un\nun guaito di terrore al tocco.  Non voglio tradirla, disse Mr.\nMarvel, allontanandosi dalla direzione delle dita.  Non vada a pensare che, qualunque cosa faccia\na pensare questo, qualunque cosa tu faccia. Tutto quello che voglio fare \u00e8 aiutarla.\ndimmi cosa devo fare. (Qualunque cosa tu voglia fare, io sono molto\ndisposto a farlo.\n\n\n\n\nCAPITOLO X.\nMR. VISITA DI MARVEL A IPING\n\n\nDopo che la prima raffica di panico si era esaurita, Iping divenne\npolemico. Lo scetticismo ha improvvisamente rialzato la testa piuttosto nervoso\nscetticismo, per nulla sicuro di s\u00e9, ma pur sempre scetticismo.\nscetticismo. \u00c8 molto pi\u00f9 facile non credere a un uomo invisibile;\ne coloro che l'avevano visto dissolversi nell'aria o che avevano sentito la forza del suo braccio\nforza del suo braccio, si potevano contare sulle dita di due mani. E\ndi questi testimoni il signor Wadgers era scomparso di l\u00ec a poco, essendosi ritirato\ndietro i catenacci e le sbarre di casa sua, e Jaffers giaceva stordito nel salotto.\nJaffers giaceva stordito nel salotto del Coach and Horses.  Le grandi e\ne strane, che trascendono l'esperienza, hanno spesso meno effetto su uomini e donne\nmeno effetto su uomini e donne di considerazioni pi\u00f9 piccole e tangibili. Iping era allegra\ndi festoni e tutti erano in abito di gala. Il luned\u00ec di Pentecoste era stato\natteso con ansia per un mese o pi\u00f9. Nel pomeriggio anche coloro che credevano\ncredevano nell'invisibile stavano cominciando a riprendere i loro piccoli divertimenti\nin modo incerto, supponendo che se ne fosse andato del tutto,\ne per gli scettici era gi\u00e0 una burla. Ma la gente, scettici e\nscettici e credenti, fu straordinariamente socievole per tutto il giorno.\n\nIl prato di Haysman era animato da una tenda, in cui la signora Bunting e altre signore stavano preparando il t\u00e8.\nBunting e altre signore stavano preparando il t\u00e8, mentre, all'esterno, i bambini della scuola domenicale\ncorsa e giocavano sotto la guida rumorosa del curato e delle signorine Cuss e Sackbut.\ndelle signorine Cuss e Sackbut. Senza dubbio c'era una leggera inquietudine nell'aria, ma la maggior parte delle persone\nma la maggior parte della gente aveva il buon senso di nascondere qualsiasi\nimmaginazione che provavano. Sul prato del villaggio c'era una\ninclinato [corda?], lungo il quale, aggrappandosi a una carrucola\nuna carrucola, si poteva essere scagliati violentemente contro un sacco all'altra estremit\u00e0,\nGli adolescenti hanno riscosso un notevole favore, cos\u00ec come le altalene e il\naltalene e gli scivoli di cocco. C'erano anche le passeggiate e l'organo a vapore\norgano a vapore attaccato a una piccola rotonda riempiva l'aria con un\ndi olio e con una musica altrettanto pungente. I membri del\nclub, che avevano frequentato la chiesa al mattino, erano splendidi con i distintivi\ndi rosa e verde, e alcuni dei pi\u00f9 gaudenti avevano anche adornato le loro bombette con\nbombette con bomboniere di nastri dai colori brillanti. Il vecchio Fletcher,\nil vecchio Fletcher, la cui concezione delle vacanze era severa, era visibile attraverso il\ngelsomino intorno alla sua finestra o attraverso la porta aperta (a seconda di come si sceglieva di guardare), in bilico sul gelsomino\ndalla porta aperta (a seconda della direzione in cui si sceglieva di guardare), in bilico delicato su un'asse sostenuta da due\nsedie e imbiancando il soffitto della sua stanza.\n\nVerso le quattro un forestiero entr\u00f2 nel villaggio dalla direzione delle\ndelle colline. Era una persona bassa e robusta, con un cappello a cilindro straordinariamente malandato.\ncappello a cilindro e sembrava avere il fiato molto corto. Le sue guance erano\nalternativamente flosce e rigonfie. Il suo volto screziato era apprensivo,\ne si muoveva con una sorta di alacrit\u00e0 riluttante. Gir\u00f2 l'angolo della\nchiesa e si diresse verso il Coach and Horses.  Tra gli altri\ntra gli altri, il vecchio Fletcher ricorda di averlo visto, e in effetti l'anziano gentiluomo\nfu cos\u00ec colpito dalla sua particolare agitazione che inavvertitamente lasci\u00f2 che una quantit\u00e0 di\nuna quantit\u00e0 di bianco nella manica del cappotto mentre lo guardava.\nmentre lo guardava.\n\nQuesto straniero, secondo le percezioni del proprietario del negozio di\ntimido, sembrava parlare da solo, e il signor Huxter osserv\u00f2 la stessa cosa.\nstessa cosa. Si ferm\u00f2 ai piedi della scalinata del Coach and Horses,\ne, secondo il signor Huxter, sembr\u00f2 sottoporsi a una forte lotta interna\nlotta interiore prima di riuscire a convincersi a entrare in casa. Alla fine\nInfine sal\u00ec i gradini e fu visto dal signor Huxter girare a sinistra e aprire la porta del salotto.\ne aprire la porta del salotto. Il signor Huxter sent\u00ec delle voci dall'interno\ndalla stanza e dal bar che lo mettevano al corrente del suo errore.  Quella stanza \u00e8\nprivata! disse Hall, e lo straniero chiuse maldestramente la porta ed entr\u00f2 nel bar.\nnel bar.\n\nNel giro di pochi minuti riapparve, pulendosi le labbra con il dorso della mano con un'aria di tranquilla soddisfazione che in qualche modo\ncon il dorso della mano con un'aria di tranquilla soddisfazione che in qualche modo\nHuxter come presunta. Rimase a guardarsi intorno per alcuni\nHuxter lo vide camminare in modo stranamente furtivo verso i cancelli del cortile.\nverso i cancelli del cortile, sui quali si apriva la finestra del salotto.\nLo straniero, dopo qualche esitazione, si appoggi\u00f2 a uno dei pali della\npali del cancello, prese una corta pipa di argilla e si prepar\u00f2 a riempirla. Le sue\ndita tremavano mentre lo faceva. L'accese maldestramente e, piegando le braccia, cominci\u00f2 a fumare\nbraccia e inizi\u00f2 a fumare in un atteggiamento languido, un atteggiamento che le sue\noccasionali sguardi verso il cortile smentivano del tutto.\n\nTutto ci\u00f2 il signor Huxter lo vide al di l\u00e0 dei barattoli della finestra del tabacco, e la singolarit\u00e0 del comportamento dell'uomo lo spinse a mantenere la sua posizione.\nLa singolarit\u00e0 del comportamento di quell'uomo lo spinse a continuare a osservarlo.\nosservazione.\n\nA un certo punto lo straniero si alz\u00f2 bruscamente e mise la pipa in tasca.\ntasca. Poi spar\u00ec nel cortile. Subito il signor Huxter,\npensando di essere testimone di un piccolo furto, fece un balzo sul suo\ne corse in strada per intercettare il ladro. Mentre lo faceva,\nMarvel \u00e8 riapparso, con il cappello scucito, un grosso fagotto in una tovaglia blu in una mano e\ntovaglia blu in una mano e tre libri legati insieme, come si dimostr\u00f2 in seguito, con le bretelle del Vicario.\ncome si dimostr\u00f2 in seguito, con le bretelle del Vicario, nell'altra. Appena vide Huxter\ndiede una specie di sussulto e, voltandosi bruscamente a sinistra, cominci\u00f2 a correre.\n Fermati, ladro! grid\u00f2 Huxter, e si mise all'inseguimento. Le sensazioni del signor Huxter\nHuxter furono vivaci ma brevi. Vide l'uomo proprio davanti a lui e\ne che si dirigeva a passo svelto verso l'angolo della chiesa e la strada della collina. Vide le bandiere del\nbandiere del villaggio e i festeggiamenti, e un volto o poco pi\u00f9 rivolto verso di lui.\nverso di lui. Grid\u00f2 di nuovo: \"Fermati!\". Aveva fatto appena dieci passi prima che\nprima che il suo stinco venisse afferrato in qualche modo misterioso e non stesse pi\u00f9 correndo, ma volando con una rapidit\u00e0 inconcepibile\nnon correva pi\u00f9, ma volava con una rapidit\u00e0 inconcepibile nell'aria. Vide\nil terreno improvvisamente vicino al suo viso. Il mondo sembrava schizzare in\nin un milione di puntini luminosi vorticosi e il seguito non lo interess\u00f2 pi\u00f9.\nnon lo interessarono pi\u00f9.\n\n\n\n\nCAPITOLO XI.\nIN CARROZZA E A CAVALLO\n\n\nPer capire cosa fosse successo nella locanda, \u00e8 necessario tornare al momento in cui Mr.\n\u00e8 necessario tornare indietro al momento in cui il signor Marvel si \u00e8 affacciato per la prima volta alla\nalla finestra del signor Huxter.\n\nIn quel preciso momento il signor Cuss e il signor Bunting erano nel salotto.\nStavano indagando seriamente sugli strani avvenimenti della mattina e, con il permesso di Mr.\nmattina e, con il permesso del signor Hall, stavano effettuando un'accurata\ncon il permesso del signor Hall, di esaminare a fondo gli effetti personali dell'Uomo Invisibile. Jaffers si era parzialmente\nJaffers si era parzialmente ripreso dalla caduta ed era tornato a casa affidato ad\namici comprensivi. Gli indumenti sparsi dello straniero erano stati rimossi dalla signora Hall e la stanza era stata riordinata.\ndalla signora Hall e la stanza era stata riordinata. E sul tavolo sotto la finestra\ndove lo sconosciuto era solito lavorare, Cuss aveva trovato quasi subito tre grandi libri manoscritti\ntre grandi libri manoscritti con l'etichetta Diario.\n\n Diario! disse Cuss, mettendo i tre libri sul tavolo.  Ora, in ogni caso\nora, in ogni caso, impareremo qualcosa.  Il Vicario rimase con le mani sul tavolo.\ntavolo.\n\n Diario, ripet\u00e9 Cuss, sedendosi, mettendo due volumi a sostenere\nil terzo e lo apr\u00ec.  Non c'\u00e8 il nome sul frontespizio.\nChe palle! Cifrario. E le cifre.\n\nIl vicario si gir\u00f2 per guardare alle sue spalle.\n\nCuss gir\u00f2 le pagine con un volto improvvisamente deluso.  Io, caro\nme! \u00c8 tutto cifrato, Bunting.\n\n Non ci sono diagrammi? chiese il signor Bunting.  Non ci sono illustrazioni che\nluce\n\n Guardate voi stessi, disse il signor Cuss.  In parte \u00e8 matematico e in parte \u00e8\nrussa o una lingua simile (a giudicare dalle lettere), e in parte \u00e8 greco.\nparte \u00e8 greco. Ora, il greco pensavo che _voi_\n\n Certo, disse Mr. Bunting, togliendosi e pulendosi gli occhiali e sentendosi improvvisamente a disagio perch\u00e9 non aveva pi\u00f9 il greco nella sua testa.\nsentirsi improvvisamente a disagio, perch\u00e9 non aveva pi\u00f9 un greco\ngreco di cui valga la pena parlare; s\u00ec, il greco, ovviamente, pu\u00f2 fornire un indizio.\nindizio.\n\n Ti trover\u00f2 un posto.\n\n Preferirei dare un'occhiata ai volumi, disse Mr. Bunting, continuando a pulire.\npulendo.  Prima un'impressione generale, Cuss, e poi, sai, possiamo andare alla ricerca di indizi.\ncercare indizi.\n\nToss\u00ec, si mise gli occhiali, li sistem\u00f2 con cura, toss\u00ec di nuovo e si augur\u00f2 che accadesse qualcosa per scongiurare l'apparentemente\ntossiva di nuovo e desiderava che accadesse qualcosa per evitare l'apparentemente\ninevitabile esposizione. Poi prese il volume che Cuss gli porgeva in modo\ncon calma il volume che Cuss gli porgeva. E poi qualcosa accadde.\n\nLa porta si apr\u00ec all'improvviso.\n\nEntrambi i signori trasalirono violentemente, si guardarono intorno e furono sollevati dal vedere\nvedere un viso sporadicamente roseo sotto un cappello di seta peloso.  Tap? chiese il\nviso, e rimase a fissarlo.\n\n No, dissero entrambi i signori contemporaneamente.\n\n Dall'altra parte, amico mio, disse il signor Bunting. E per favore, chiudete quella\nporta, disse il signor Cuss, irritato.\n\n Va bene, disse l'intruso, come sembrava, con una voce bassa curiosamente\ndiversa da quella roca della prima richiesta.  Hai ragione,\ndisse l'intruso con la voce di prima.  Non si muova! E spar\u00ec\ne chiuse la porta.\n\n Un marinaio, direi, disse il signor Bunting.  Sono tipi divertenti\nsono. Non si muova! Un termine nautico, che si riferisce al suo\nuscire dalla stanza, suppongo.\n\n Oserei dire di s\u00ec, disse Cuss.  Oggi ho i nervi a pezzi. Mi ha fatto\nmi ha fatto sobbalzare il fatto che la porta si sia aperta in quel modo.\n\nMr. Bunting sorrise come se non avesse fatto un salto.  E ora, disse con un\nsospiro, questi libri.\n\nQualcuno ha annusato mentre lo faceva.\n\n Una cosa \u00e8 indiscutibile, disse Bunting, sedendosi accanto a Cuss.\nquella di Cuss.  Negli ultimi giorni a Iping sono successe cose molto strane.\nIping negli ultimi giorni, molto strane. Naturalmente non posso credere\na questa assurda storia dell'invisibilit\u00e0\n\n \u00c8 incredibile, disse Cuss incredible. Ma resta il fatto che ho\nho visto, certamente ho visto fino in fondo alla manica\n\n Ma ne siete sicuri? Supponiamo che uno specchio, per esempio\nle allucinazioni si producono cos\u00ec facilmente. Non so se avete mai visto\nvisto un prestigiatore davvero bravo\n\n Non discuter\u00f2 pi\u00f9, disse Cuss.  L'abbiamo chiarito, Bunting.\nE proprio ora ci sono questi libri Ah! Ecco alcuni di quelli che io ritengo essere\ngreco! Lettere greche, certamente.\n\nIndic\u00f2 il centro della pagina. Mr. Bunting arross\u00ec leggermente e\navvicin\u00f2 il viso, apparentemente trovando qualche difficolt\u00e0 con gli occhiali.\nocchiali. Improvvisamente si accorse di una strana sensazione alla nuca.\nnuca. Cerc\u00f2 di alzare la testa, ma incontr\u00f2 una resistenza inamovibile.\nresistenza. La sensazione era quella di una curiosa pressione, la presa di una mano pesante,\nmano pesante e decisa, che gli fece aderire irresistibilmente il mento al tavolo.  Non muoverti,\nomini, sussurr\u00f2 una voce, o vi faccio il cervello a tutti e due!  Guard\u00f2\nCuss, vicino al suo, e ciascuno vide il riflesso inorridito del proprio malato stupore.\nriflesso inorridito del proprio malato stupore.\n\n Mi dispiace trattarla in modo cos\u00ec brusco, disse la Voce, ma \u00e8 inevitabile.\ninevitabile.\n\n Da quando hai imparato a ficcare il naso nelle memorie private di un investigatore\nmemorandum di un investigatore, disse la Voce; e due menti colpirono contemporaneamente il tavolo\nsimultaneamente, e due serie di denti fecero rumore.\n\n Da quando hai imparato a invadere le stanze private di un uomo in\ne la commozione si ripet\u00e9.\n\n Dove hanno messo i miei vestiti?\n\n Ascolta, disse la Voce.  Le finestre sono chiuse e ho tolto la chiave dalla porta.\nchiave dalla porta. Sono un uomo abbastanza forte e ho l'attizzatoio a portata di mano, oltre a essere invisibile.\na portata di mano, oltre a essere invisibile. Non c'\u00e8 il minimo dubbio che potrei\nche potrei uccidervi entrambi e andarmene facilmente se volessi, capito?\navete capito? Molto bene. Se vi lascio andare, promettete di non fare sciocchezze e di fare quello che vi dico?\nsciocchezze e di fare quello che vi dico?\n\nIl vicario e il medico si guardarono e il medico fece una smorfia.\nfaccia.  S\u00ec, disse il signor Bunting, e il dottore lo ripet\u00e9. Poi la\npressione sul collo si allent\u00f2 e il dottore e il vicario si alzarono a sedere,\nentrambi molto rossi in viso e con la testa che si dimenava.\n\n Per favore, continuate a sedervi dove siete, disse l'Uomo Invisibile.  Qui c'\u00e8\nl'attizzatoio, vedete.\n\n Quando sono entrato in questa stanza, ha continuato l'Uomo Invisibile, dopo aver\ndopo aver puntato l'attizzatoio sulla punta del naso di ognuno dei suoi visitatori, non mi aspettavo di trovarla occupata.\nnon mi aspettavo di trovarla occupata, e mi aspettavo di trovare, oltre ai miei libri di memorie, anche\noltre ai miei libri di appunti, un vestito. Dov'\u00e8? No, non\nalzarsi. Vedo che non c'\u00e8 pi\u00f9. Ora, proprio in questo momento, anche se le giornate sono abbastanza calde\nabbastanza calde da permettere a un uomo invisibile di girare a vuoto, la sera\nsono piuttosto fredde. Voglio vestiti e altre sistemazioni; e devo avere anche quei tre libri.\nanche quei tre libri.\n\n\n\n\nCAPITOLO XII.\nL'UOMO INVISIBILE PERDE LE STAFFE\n\n\n\u00c8 inevitabile che a questo punto la narrazione si interrompa di nuovo\nper una ragione molto dolorosa che sar\u00e0 presto evidente.\nevidente. Mentre queste cose accadevano nel salotto, e mentre Mr.\nHuxter osservava il signor Marvel che fumava la pipa contro il cancello,\na non pi\u00f9 di una dozzina di metri di distanza il signor Hall e Teddy Henfrey discutevano in uno stato di\nstato di torbida perplessit\u00e0 su un unico argomento.\n\nAll'improvviso si ud\u00ec un violento tonfo contro la porta del salotto, un grido acuto e poi il silenzio.\nun grido acuto e poi il silenzio.\n\n Hul-lo! disse Teddy Henfrey.\n\n Hul-lo! dal Tap.\n\nIl signor Hall cap\u00ec le cose lentamente ma inesorabilmente.  Non \u00e8 giusto, disse,\ne si avvicin\u00f2 da dietro il bancone alla porta del salotto.\n\nLui e Teddy si avvicinarono alla porta insieme, con le facce intente. I loro\nocchi consideravano.  Sommamente sbagliato, disse Hall, e Henfrey annu\u00ec.\nd'accordo. Un odore chimico sgradevole li accolse e ci fu un suono ovattato di conversazione, molto rapido e sommesso.\nun suono ovattato di conversazione, molto rapido e sommesso.\n\n Tutto bene? Chiese Hall, rappando.\n\nIl borbottio si interruppe bruscamente, per un attimo si fece silenzio, poi\nla conversazione \u00e8 stata ripresa, con sussurri sibilanti, poi un grido acuto di\n No! No, tu non lo fai!  Ci fu un movimento improvviso e il rovesciamento di una sedia, una breve lotta.\nuna sedia, una breve lotta. Di nuovo silenzio.\n\n Ma che diavolo? esclam\u00f2 Henfrey, a bassa voce.\n\n State bene? chiese di nuovo il signor Hall, in modo brusco.\n\nLa voce del Vicario rispose con una curiosa intonazione a scatti:  Abbastanza\ngiusto. Non interrompere, per favore.\n\n Strano! disse il signor Henfrey.\n\n Strano! disse il signor Hall.\n\n Dice: \"Non interrompere\", disse Henfrey.\n\n Ho sentito, disse Hall.\n\n E un'annusata, disse Henfrey.\n\nRimasero in ascolto. La conversazione era rapida e sommessa.  I\nNon posso, disse Mr. Bunting, alzando la voce; vi dico, signore, che non lo far\u00f2.\nnon lo far\u00f2.\n\n Cos'\u00e8 stato? chiese Henfrey.\n\n Ha detto che non ha paura, ha detto Hall.  Non stava parlando con noi, vero?\n\n Disgustoso! disse il signor Bunting, all'interno.\n\n Disgustoso, ha detto il signor Henfrey.  L'ho sentito distintamente.\n\n Chi \u00e8 che parla adesso? chiese Henfrey.\n\n Signor Cuss, credo, disse Hall.  Riesce a sentire qualcosa?\n\nSilenzio. I suoni all'interno sono indistinti e perplessi.\n\n Sembra che si stia gettando la tovaglia, ha detto Hall.\n\nLa signora Hall apparve dietro il bancone. Hall fece gesti di silenzio e di\ninvito. Ci\u00f2 suscit\u00f2 l'opposizione della signora Hall.  Cosa stai\nPerch\u00e9 stai l\u00ec ad ascoltare, Hall? chiese.  Non hai niente di meglio da fare\nfare in una giornata cos\u00ec impegnativa?\n\nHall cerc\u00f2 di far capire tutto con smorfie e mutevoli esibizioni, ma Mrs.\nHall era ostinata. Alz\u00f2 la voce. Cos\u00ec Hall e Henfrey, piuttosto\npiuttosto sconcertati, tornarono in punta di piedi al bar, gesticolando per spiegarle.\n\nAll'inizio si rifiut\u00f2 di vedere qualcosa in quello che avevano sentito.\nPoi insistette perch\u00e9 Hall tacesse, mentre Henfrey le raccontava la sua storia.\nstoria. Era incline a pensare che l'intera faccenda fosse senza senso, forse\nche stessero solo spostando i mobili.  Ho sentito n dire\n vergognoso; l'ho fatto, disse Hall.\n\n L'ho sentito, signora Hall, disse Henfrey.\n\n Come non ha iniziato la signora Hall.\n\n Disse il signor Teddy Henfrey.  Non ho sentito la finestra?\n\n Quale finestra? chiese la signora Hall.\n\n Finestra del salotto, disse Henfrey.\n\nTutti rimasero ad ascoltare con attenzione. Gli occhi della signora Hall, rivolti\ndavanti a s\u00e9, vedevano senza vedere il brillante oblungo della porta della locanda,\nla strada bianca e vivida, e la facciata del negozio di Huxter che brillava nel\nsole di giugno. All'improvviso la porta di Huxter si apr\u00ec e Huxter apparve, con gli occhi\nfissi per l'eccitazione e le braccia che gesticolavano.  Yap! grid\u00f2 Huxter.  Fermate\nladro! e corse obliquamente attraverso l'oblungo verso i cancelli del cortile,\ne spar\u00ec.\n\nContemporaneamente si ud\u00ec un tumulto dal salotto e un rumore di finestre chiuse.\nfinestre che venivano chiuse.\n\nHall, Henfrey e il contenuto umano del rubinetto si precipitarono subito fuori\nin strada. Vedevano qualcuno che girava l'angolo\nverso la strada, e il signor Huxter che eseguiva un complicato salto in\nin aria che fin\u00ec sulla faccia e sulla spalla. In fondo alla strada la gente\nstupita o correva verso di loro.\n\nIl signor Huxter era sbalordito. Henfrey si ferm\u00f2 per scoprirlo, ma Hall e i due operai del Tap si precipitarono subito all'angolo, gridando\nHall e i due operai del Tap si precipitarono subito all'angolo, gridando cose incoerenti, e videro Mr.\nincoerenti, e videro il signor Marvel sparire dall'angolo del muro della chiesa.\nmuro della chiesa. Sembra che siano saltati alla conclusione impossibile\nche si trattasse dell'Uomo Invisibile diventato improvvisamente visibile, e si misero subito all'inseguimento\nsubito lungo il vicolo all'inseguimento. Ma Hall aveva percorso a malapena una dozzina di metri\nprima di lanciare un forte grido di stupore e di volare a capofitto\ndi lato, afferrando uno dei braccianti e facendolo cadere a terra.\na terra. Era stato caricato proprio come si carica un uomo a calcio. Il\nIl secondo manovale si mise in cerchio, fiss\u00f2 e pens\u00f2 che Hall fosse caduto di sua iniziativa.\nHall era caduto di sua iniziativa, si gir\u00f2 per riprendere l'inseguimento,\nsolo per essere inciampato dalla caviglia proprio come era successo a Huxter. Poi, mentre il\nprimo manovale si sforzava di rimettersi in piedi, fu calciato di lato da un colpo\nche avrebbe potuto abbattere un bue.\n\nMentre scendeva, la folla proveniente dalla direzione del parco del villaggio\ndietro l'angolo. Il primo a comparire fu il proprietario della\nnoce, un uomo corpulento in maglia blu. Era stupito di vedere\nil vicolo vuoto, a parte tre uomini assurdamente accasciati a terra. E\nPoi gli accadde qualcosa al piede pi\u00f9 arretrato, and\u00f2 a testa in gi\u00f9 e rotol\u00f2 di lato appena in tempo per\nrotol\u00f2 di lato appena in tempo per sfiorare i piedi del fratello e del compagno, che lo seguivano a testa in gi\u00f9.\nfratello e del compagno, che lo seguivano a testa in gi\u00f9. I due sono stati presi a calci, inginocchiati, caduti e maledetti da un bel po' di persone.\ne maledetti da un certo numero di persone troppo frettolose.\n\nQuando Hall, Henfrey e i braccianti uscirono di casa, Mrs.\nHall, che era stata disciplinata da anni di esperienza, rimase nel\nbar accanto alla cassa. All'improvviso la porta del salotto si apr\u00ec e apparve Mr.\nCuss, che senza guardarla si precipit\u00f2 subito gi\u00f9 per i gradini verso l'angolo.\ngradini verso l'angolo.  Tenetelo! grid\u00f2.  Non lasciategli cadere quel\npacco.\n\nNon sapeva nulla dell'esistenza della Marvel. Perch\u00e9 l'Uomo Invisibile aveva\nconsegnato i libri e il fagotto in cortile. Il volto del signor Cuss era\narrabbiato e risoluto, ma il suo costume era difettoso, una sorta di kilt bianco\nkilt bianco che avrebbe potuto essere accettato solo in Grecia.  Tenetelo!\ngrid\u00f2.  Ha preso i miei pantaloni! E ogni punto dei vestiti del Vicario!\nVicario!\n\n Occupati di lui tra un minuto! grid\u00f2 a Henfrey mentre passava davanti al\nHuxter prostrato e, girando l'angolo per unirsi al tumulto, fu prontamente\nprontamente sbalzato in piedi in un indecoroso sprofondamento. Qualcuno in\nin pieno volo gli calpest\u00f2 pesantemente un dito. Url\u00f2, lott\u00f2 per riprendere i piedi, fu sbattuto e\npiedi, fu sbattuto e gettato di nuovo a quattro zampe e si rese conto di essere coinvolto non in una\nconsapevolezza di essere coinvolto non in una cattura, ma in una disfatta. Tutti stavano\ntutti correvano verso il villaggio. Si rialz\u00f2 di nuovo e fu colpito gravemente dietro\ndietro l'orecchio. Barcoll\u00f2 e torn\u00f2 subito al Coach and Horses, saltando sopra l'abbandonato Huxter.\ne Cavalli, saltando sopra l'abbandonato Huxter, che ora era seduto, mentre\nstrada.\n\nDietro di lui, mentre era a met\u00e0 dei gradini della locanda, ud\u00ec un improvviso urlo di rabbia.\ndi rabbia, che si levava acuto dalla confusione delle grida, e un sonoro\nun sonoro schiaffo in faccia a qualcuno. Riconobbe la voce come quella dell'Uomo\nUomo Invisibile, e la nota era quella di un uomo improvvisamente infuriato da un colpo doloroso.\ncolpo doloroso.\n\nIn un attimo il signor Cuss era di nuovo nel salotto.  Sta tornando,\nBunting! disse, entrando di corsa.  Salvati!\n\nMr. Bunting era in piedi alla finestra, impegnato nel tentativo di rivestirsi di\ndi vestirsi con il copri focolare e una _West Surrey Gazette_.  Chi sta arrivando?\ndisse, cos\u00ec spaventato che il suo costume sfugg\u00ec per poco alla disintegrazione.\n\n L'Uomo Invisibile, disse Cuss, e si precipit\u00f2 alla finestra.  \u00c8 meglio\nuscire da qui! Sta lottando come un pazzo! Pazzo!\n\nIn un altro momento era fuori nel cortile.\n\n Santo cielo! disse Mr. Bunting, esitando tra due orribili alternative.\nalternative. Sent\u00ec una lotta spaventosa nel passaggio della locanda,\ne la sua decisione fu presa. Si arrampic\u00f2 fuori dalla finestra, si sistem\u00f2 frettolosamente il suo\ncostume frettolosamente, e fugg\u00ec su per il villaggio pi\u00f9 velocemente che le sue grasse gambette\ngambe grasse lo portassero.\n\nDal momento in cui l'Uomo Invisibile url\u00f2 di rabbia e Mr.\nBunting fece il suo memorabile volo su per il villaggio, divenne impossibile\ndi dare un resoconto consecutivo delle vicende di Iping. Forse l'intenzione originaria dell'Uomo\nUomo Invisibile aveva semplicemente l'intenzione di coprire la ritirata di Marvel\ncon i vestiti e i libri. Ma il suo temperamento, che non era mai stato molto buono, sembra che\nsembra che sia andato completamente in tilt per un colpo fortuito, e subito si \u00e8 messo a\na colpire e rovesciare, per la semplice soddisfazione di fare del male.\n\nDovete immaginare la strada piena di figure in corsa, di porte che sbattono\ne di lotte per nascondersi. Dovete immaginare il tumulto che improvvisamente\nsull'equilibrio instabile delle assi e delle due sedie del vecchio Fletcher con risultati\nsedie, con risultati catastrofici. Dovete immaginare una coppia atterrita\nimpigliata tristemente in un'altalena. E poi tutto l'impeto tumultuoso \u00e8 passato\ne la strada di Iping, con le sue decorazioni e le sue bandiere, \u00e8 deserta, tranne che per la\nper l'imperversare dell'invisibile, e disseminata di noci di cocco, paraventi di tela rovesciati\ndi cocacola, paraventi di tela rovesciati e le scorte sparse di una bancarella di dolciumi.\nDappertutto c'\u00e8 un rumore di persiane che si chiudono e di chiavistelli che si chiudono, e l'unica umanit\u00e0 visibile \u00e8 un'occasionale\nl'unica umanit\u00e0 visibile \u00e8 un occhio occasionale che si muove sotto un sopracciglio alzato\nsopracciglio alzato nell'angolo del vetro di una finestra.\n\nL'Uomo Invisibile si divert\u00ec per un po' a rompere tutte le finestre del Coach and Horses.\nfinestre del Coach and Horses, e poi infil\u00f2 un lampione nella finestra del salotto della signora Gribble.\nattraverso la finestra del salotto della signora Gribble. Deve essere stato lui a\ntagliare il filo del telegrafo per Adderdean appena dopo il cottage di Higgins sulla\nstrada di Adderdean. E dopo di che, come le sue qualit\u00e0 peculiari gli consentivano, egli\ndi uscire del tutto dalla percezione umana, e non fu n\u00e9 sentito,\nvisto n\u00e9 sentito a Iping. Svan\u00ec del tutto.\n\nMa passarono pi\u00f9 di due ore prima che un essere umano si avventurasse di nuovo\nnella desolazione di Iping Street.\n\n\n\n\nCAPITOLO XIII.\nMR. MARVEL DISCUTE LE SUE DIMISSIONI\n\n\nQuando il crepuscolo si avvicinava e Iping cominciava appena a fare capolino\ntimorosamente di nuovo sui rottami del suo Bank Holiday,\nun uomo basso e tarchiato, con un cappello di seta malandato, stava marciando dolorosamente\nnel crepuscolo dietro i faggi sulla strada per Bramblehurst.\nPortava con s\u00e9 tre libri legati insieme da una specie di ornamentale\nlegatura elastica e un fagotto avvolto in una tovaglia blu. Il suo\nviso rubicondo esprimeva costernazione e stanchezza; sembrava avere una sorta di\nuna sorta di fretta spasmodica. Era accompagnato da una voce diversa dalla sua\ne ogni tanto trasaliva sotto il tocco di mani invisibili.\n\n Se mi dai di nuovo il benservito, disse la Voce, se tenti di darmi di nuovo il benservito\ndi darmi di nuovo il foglio di via\n\n Signore! disse il signor Marvel.  Quella spalla \u00e8 gi\u00e0 una massa di lividi.\n\n Sul mio onore, disse la Voce, ti uccider\u00f2.\n\n Non ho cercato di fregarti, disse Marvel, con una voce che non era lontana dalle lacrime.\nnon lontano dalle lacrime.  Giuro che non l'ho fatto. Non sapevo che la benedetta\nsvolta, ecco tutto! Come diavolo facevo a conoscere la benedetta svolta?\nPer come stanno le cose, sono stato sbattuto in giro\n\n Se non ti dispiace, verrai picchiato ancora un bel po', disse la Voce.\nla Voce, e il signor Marvel tacque bruscamente. Si soffi\u00f2 le guance\nguance e i suoi occhi erano eloquenti di disperazione.\n\n \u00c8 gi\u00e0 abbastanza brutto lasciare che questi bifolchi facciano esplodere il mio piccolo segreto.\nsegreto, senza che tu possa tagliare i ponti con i miei libri. \u00c8 una fortuna che alcuni\ndi loro che abbiano tagliato la corda quando l'hanno fatto! Eccomi qui... Nessuno sapeva che ero\ninvisibile! E ora cosa devo fare?\n\n Che cosa devo fare? chiese Marvel, a bassa voce.\n\n Si tratta di. Sar\u00e0 sui giornali! Tutti mi cercheranno\ntutti in guardia La voce si interruppe in vivaci imprecazioni e cess\u00f2.\ne cess\u00f2.\n\nLa disperazione del volto di Mr. Marvel si fece pi\u00f9 profonda e il suo passo si allent\u00f2.\n\n Vai! disse la Voce.\n\nIl volto del signor Marvel assunse una tonalit\u00e0 grigiastra tra le macchie pi\u00f9 rosse.\n\n Non far cadere quei libri, stupido, disse la Voce, superandolo bruscamente.\nlui.\n\n Il fatto \u00e8, disse la Voce, che dovr\u00f2 servirmi di te....\nSei un povero strumento, ma devo farlo.\n\n Sono uno strumento miserabile\", disse Marvel.\n\n Lo sei, disse la Voce.\n\n Sono il peggior strumento che possiate avere\", ha detto Marvel.\n\n Non sono forte\", disse dopo un silenzio scoraggiante.\n\n Non sono troppo forte, ha ripetuto.\n\n No?\n\n E il mio cuore \u00e8 debole. Per quella piccola faccenda ho tirato avanti, naturalmente\nCerto, ma che tu sia benedetto! Avrei potuto cadere.\n\n Allora?\n\n Non ho il coraggio e la forza per fare una cosa del genere.\n\n Ti stimoler\u00f2.\n\n Vorrei che non lo facesse. Non vorrei rovinare i suoi piani, sa?\nMa potrei farlo per puro divertimento e infelicit\u00e0.\n\n Meglio di no, disse la Voce, con tranquilla enfasi.\n\n Vorrei essere morto, disse Marvel.\n\n Non \u00e8 giustizia, disse; devi ammettere.... Mi sembra di avere un\ndiritto perfetto\n\n Salite! disse la Voce.\n\nIl signor Marvel riprese il suo passo e per un po' di tempo tornarono in silenzio.\n\n \u00c8 diabolicamente difficile, disse il signor Marvel.\n\nQuesto fu del tutto inefficace. Tent\u00f2 un'altra strada.\n\n Che cosa ci guadagno? ricominci\u00f2 con un tono di insopportabile torto.\n\n Oh! _Zitto_! disse la Voce, con improvviso e sorprendente vigore.  Mi occuper\u00f2\na te tutto bene. Fai quello che ti \u00e8 stato detto. Farai tutto bene.\nSei uno sciocco e tutto il resto, ma lo farai.\n\n Le dico, signore, che non sono l'uomo adatto. Con tutto il rispetto, ma \u00e8 cos\u00ec.\n\n Se non stai zitto ti torcer\u00f2 di nuovo il polso, disse l'Uomo Invisibile.\nUomo Invisibile.  Voglio pensare.\n\nDi l\u00ec a poco, attraverso gli alberi, apparvero due obl\u00f2 di luce gialla e il campanile quadrato di una chiesa\nil campanile quadrato di una chiesa si stagliava nella penombra.  Terr\u00f2\nla mia mano sulla tua spalla, disse la Voce, per tutto il villaggio. Andate\ndritto e non cercare di fare sciocchezze. Sar\u00e0 peggio per te se\nse lo fai.\n\n Lo so, sospir\u00f2 il signor Marvel, lo so bene.\n\nLa figura dall'aspetto infelice con il cappello di seta obsoleto pass\u00f2 lungo la\nstrada del piccolo villaggio con i suoi fardelli e scomparve nell'oscurit\u00e0\nbuio crescente oltre le luci delle finestre.\n\n\n\n\nCAPITOLO XIV.\nA PORTO STOWE\n\n\nAlle dieci del mattino successivo il signor Marvel, non rasato, sporco e macchiato dal viaggio, era seduto con i libri accanto a s\u00e9 e le mani immerse nel lavoro.\nviaggio, seduto con i libri accanto a s\u00e9 e le mani in tasca, con un'aria molto stanca, nervosa e a disagio.\nmani in tasca, con un'aria molto stanca, nervosa e a disagio, che\ne gonfiando le guance a intervalli infrequenti, sulla panchina fuori da una\npiccola locanda alla periferia di Port Stowe. Accanto a lui c'erano i libri,\nma ora erano legati con uno spago. Il fagotto era stato abbandonato\npineta oltre Bramblehurst, in seguito a un cambiamento nei piani dell'Uomo Invisibile.\npiani dell'Uomo Invisibile. Il signor Marvel era seduto sulla panchina e, anche se\nnessuno lo degnasse della minima attenzione, la sua agitazione rimase a\nfebbre. Le sue mani andavano sempre pi\u00f9 spesso alle varie tasche\ncon un curioso armeggiare nervoso.\n\nQuando era seduto da quasi un'ora, per\u00f2, un anziano marinaio, che portava un giornale, usc\u00ec dalla locanda e si sedette.\nun anziano marinaio, con un giornale in mano, usc\u00ec dalla locanda e si sedette accanto a lui.\naccanto a lui.  Giornata piacevole, disse il marinaio.\n\nIl signor Marvel si guard\u00f2 intorno con qualcosa di molto simile al terrore.  Molto,\ndisse.\n\n \u00c8 solo un tempo stagionale per il periodo dell'anno, disse il marinaio,\nsenza negare nulla.\n\n Proprio cos\u00ec, disse il signor Marvel.\n\nIl marinaio prese uno stuzzicadenti e (risparmiando il suo sguardo) rimase impegnato\nper alcuni minuti. Nel frattempo, i suoi occhi erano liberi di esaminare\nla figura polverosa del signor Marvel e i libri accanto a lui. Mentre si era\nMarvel aveva sentito un suono simile al cadere di monete\nin una tasca. Fu colpito dal contrasto dell'aspetto del signor Marvel\ncon questa suggestione di opulenza. Poi la sua mente torn\u00f2 a vagare\na un argomento che aveva preso curiosamente piede nella sua immaginazione.\n\n Libri? disse all'improvviso, finendo rumorosamente di mangiare lo stuzzicadenti.\n\nIl signor Marvel si mise in moto e li guard\u00f2.  Oh, s\u00ec, disse.  S\u00ec,\nsono libri.\n\n Nei libri ci sono cose straordinarie, disse il marinaio.\n\n Ti credo, disse il signor Marvel.\n\n E ne sono uscite cose straordinarie, disse il marinaio.\n\n Anche questo \u00e8 vero, disse il signor Marvel. Guard\u00f2 il suo interlocutore e poi\nguard\u00f2 intorno a s\u00e9.\n\n Ci sono cose straordinarie nei giornali, per esempio, disse\nil marinaio.\n\n Ci sono.\n\n In _questo_ giornale, disse il marinaio.\n\n Ah! disse il signor Marvel.\n\n C'\u00e8 una storia, disse il marinaio, fissando il signor Marvel con uno sguardo\nfermo e deliberato; c'\u00e8 una storia che parla di un Uomo Invisibile, per esempio.\nper esempio.\n\nMr. Marvel storse la bocca, si gratt\u00f2 la guancia e sent\u00ec le sue orecchie brillare.\norecchie che brillano.  Cosa scriveranno dopo? si chiese debolmente.\n L'Ostria o l'America?\n\n N\u00e9 l'uno n\u00e9 l'altro, disse il marinaio.  Qui.\n\n Signore! disse il signor Marvel, iniziando a muoversi.\n\n Quando dico _qui_, disse il marinaio, con grande sollievo del signor Marvel,\n non intendo naturalmente qui in questo posto, ma qui intorno.\n\n Un Uomo Invisibile! disse il signor Marvel.  E che cosa ha fatto?\n\n Tutto, disse il marinaio, controllando la Meraviglia con l'occhio, e poi amplificando, ogni cosa benedetta.\npoi amplificando, ogni cosa benedetta.\n\n Non ho visto un giornale in questi quattro giorni, disse Marvel.\n\n Iping \u00e8 il luogo da cui \u00e8 partito, disse il marinaio.\n\n In realt\u00e0! disse il signor Marvel.\n\n Ha iniziato l\u00ec. E da dove sia venuto, nessuno sembra saperlo.\nEccola qui:  Storia particolare di Iping.  E in questo documento si dice\nche le prove sono straordinariamente forti.\n\n Signore! disse il signor Marvel.\n\n Ma \u00e8 una storia straordinaria. C'\u00e8 un ecclesiastico e un medico\nmedico che mi hanno visto bene o almeno non mi hanno visto.\no perlomeno non l'hanno visto. Si dice che alloggiava al Coach an Horses e nessuno sembra essersi accorto del suo malessere.\nnessuno sembra essersi accorto della sua disgrazia, si legge, della sua\ndisgrazia, fino a quando in un litigio nella locanda, si dice, gli furono strappate le bende\nsulla testa gli furono strappate. Si not\u00f2 allora che la sua testa era\ninvisibile. Si tent\u00f2 subito di metterlo al sicuro, ma, gettando via le vesti, si dice che\nma, come si dice, riusc\u00ec a fuggire, ma solo dopo una lotta disperata, nella quale aveva\nlotta disperata, durante la quale aveva inflitto gravi ferite, si dice\nferite gravi al nostro degno e abile agente, il signor J. A. Jaffers. Una storia\nstoria diretta, eh? Nomi e tutto il resto.\n\n Signore! disse il signor Marvel, guardandosi nervosamente intorno, cercando di contare i soldi nelle sue tasche\ndi contare i soldi che aveva in tasca senza l'aiuto del tatto, e pieno di un'idea strana e nuova.\nidea strana e nuova.  Sembra davvero sorprendente.\n\n Non \u00e8 vero? Straordinario, lo chiamo io. Non ho mai sentito parlare di Uomini Invisibili prima d'ora.\nUomini Invisibili prima d'ora, ma al giorno d'oggi si sente parlare di cose cos\u00ec\ncose straordinarie che\n\n \u00c8 tutto quello che ha fatto? chiese Marvel, cercando di sembrare a suo agio.\n\n \u00c8 sufficiente, vero? disse il marinaio.\n\n Non \u00e8 per caso tornato indietro? chiese Marvel.  Sono solo scappato e questo \u00e8\ntutto, eh?\n\n Tutto! disse il marinaio.  Perch\u00e9, non \u00e8 abbastanza?\n\n Abbastanza, ha detto Marvel.\n\n Penso che sia sufficiente, disse il marinaio.  Penso che sia\nsufficiente.\n\n Non c'\u00e8 scritto che aveva degli amici, vero?\nMr. Marvel, ansioso.\n\n Non te ne basta uno di questo tipo? chiese il marinaio.  No, grazie al\ncielo, come si potrebbe dire, non lo ha fatto.\n\nAnnu\u00ec lentamente con la testa.  Mi mette regolarmente a disagio, al solo\npensiero di quel tipo in giro per il paese! Attualmente \u00e8 in libert\u00e0\nIn libert\u00e0, e da alcune prove si suppone che abbia\nabbia preso, suppongo, la strada per Port Stowe. Vedete\nci siamo dentro! Questa volta niente meraviglie americane. E pensate\npensare alle cose che potrebbe fare! Dove saresti, se prendesse una goccia sopra\ne avesse la voglia di andare a prenderti? Supponiamo che voglia rapinare chi\nchi pu\u00f2 impedirglielo? Pu\u00f2 violare la propriet\u00e0, pu\u00f2 scassinare, pu\u00f2 attraversare un cordone di poliziotti con la stessa facilit\u00e0\nun cordone di poliziotti con la stessa facilit\u00e0 con cui lo faccio io o lo fai tu con un cieco!\ncieco! Pi\u00f9 facile! Perch\u00e9 questi ciechi sentono molto bene, mi dicono.\nmi hanno detto. E dovunque ci fosse del liquore, pensava che\n\n Ha un enorme vantaggio, certamente, disse il signor Marvel.\n E beh...\n\n Hai ragione, disse il marinaio.  L'ha fatto.\n\nPer tutto questo tempo il signor Marvel si era guardato intorno con attenzione,\nin cerca di deboli passi, cercando di individuare movimenti impercettibili.\nmovimenti. Sembrava sul punto di prendere una grande decisione. Toss\u00ec\ndietro la mano.\n\nSi guard\u00f2 di nuovo intorno, ascolt\u00f2, si chin\u00f2 verso il marinaio e abbass\u00f2 la voce.\nIl fatto \u00e8 che si d\u00e0 il caso che io sappia un paio di cose su questo\ndue su questo Uomo Invisibile. Da fonti private.\n\n Oh! disse il marinaio, interessato.  Tu?\n\n S\u00ec, disse il signor Marvel.  Io.\n\n Certo! disse il marinaio.  E posso chiedere\n\n Rimarrete stupiti, disse il signor Marvel dietro la mano.  \u00c8\ntremenjous.\n\n Certo! disse il marinaio.\n\n Il fatto \u00e8 che il signor Marvel inizi\u00f2 con impazienza in un tono confidenziale.\nImprovvisamente la sua espressione cambi\u00f2 meravigliosamente.  Ahi! disse. Si alz\u00f2\nrigidamente sulla sedia. Il suo volto era eloquente della sofferenza fisica.\n Wow! disse.\n\n Cosa c'\u00e8? disse il marinaio, preoccupato.\n\n Mal di denti, disse il signor Marvel, e si port\u00f2 la mano all'orecchio. Ha afferrato\ni suoi libri.  Credo di stare andando avanti, si disse. Si spost\u00f2\nin modo curioso lungo il sedile, allontanandosi dal suo interlocutore.  Ma lei\nMa lei stava per parlarmi di questo Uomo Invisibile!\nil marinaio. Il signor Marvel sembr\u00f2 consultarsi con se stesso.  Bufala, disse una\nvoce.  \u00c8 un imbroglio, disse il signor Marvel.\n\n Ma \u00e8 sul giornale, disse il marinaio.\n\n Una bufala lo stesso, ha detto Marvel.  Conosco il tizio che ha iniziato la\nmenzogna. Non c'\u00e8 nessun Uomo Invisibile, perbacco!\n\n Ma che ne dici di questo giornale? Intende dire?\n\n Non una parola, disse Marvel, con fermezza.\n\nIl marinaio lo fiss\u00f2, con il foglio in mano. Il signor Marvel si gir\u00f2 nervosamente.\n Aspetti un po', disse il marinaio, alzandosi e parlando lentamente.\ndire?\n\n \u00c8 vero, disse il signor Marvel.\n\n Allora perch\u00e9 mi hai lasciato andare avanti a raccontarti tutte queste cose sboccate,\nallora? Cosa intendi quando lasci che un uomo si renda ridicolo in questo modo?\nperch\u00e9? Eh?\n\nMr. Marvel si soffi\u00f2 le guance. Il marinaio era improvvisamente molto rosso\ndavvero molto rosso; si strinse le mani.  Ho parlato qui per dieci minuti,\ne tu, piccolo panciuto e coriaceo figlio di un vecchio stivale, non sei riuscito ad avere le maniere elementari.\nstivale, non riesci ad avere le elementari maniere\n\n Non venite a fare il battibecco con me\", disse il signor Marvel.\n\n Un gioco di parole! Io sono una mente molto buona\n\n Salite, disse una voce, e il signor Marvel fu improvvisamente fatto ruotare su se stesso e inizi\u00f2 a marciare\ne si mise a marciare in un curioso modo spasmodico.  \u00c8 meglio che vi muoviate\ndire il marinaio.  Chi sta andando avanti? disse il signor Marvel. Stava\nobliquamente con una curiosa andatura frettolosa, con occasionali e violenti\nviolenti scatti in avanti. A un certo punto della strada cominci\u00f2 un monologo\nmonologo, di proteste e recriminazioni.\n\n Stupido diavolo! disse il marinaio, con le gambe divaricate e i gomiti al vento,\nguardando la figura che si allontanava.  Te lo faccio vedere io, sciocco imbroglione\nme_! \u00c8 qui sulla carta!\n\nIl signor Marvel replic\u00f2 incoerentemente e, allontanandosi, fu nascosto da una curva della strada.\nstrada, ma il marinaio rimase ancora magnificamente in mezzo alla strada, finch\u00e9 l'avvicinarsi di un carro di macellai lo fece sloggiare.\nstrada, finch\u00e9 l'avvicinarsi di un carro di macellai non lo fece sloggiare. Allora si\nsi gir\u00f2 verso Port Stowe.  Pieno di asini straordinari, si\ndisse dolcemente a se stesso.  Solo per abbattermi un po', questo era il suo sciocco gioco.\ngioco \u00c8 sul giornale!\n\nE c'era un'altra cosa straordinaria che avrebbe sentito di l\u00ec a poco,\nche era accaduta vicino a lui. Si trattava della visione di un pugno\ndi denaro (nientemeno) che viaggiava, senza un'agenzia visibile, lungo il muro all'angolo di St.\nmuro all'angolo di St. Michael's Lane. Un fratello marinaio aveva\naveva visto questo meraviglioso spettacolo proprio quella mattina. Aveva afferrato subito il\nsubito il denaro, era stato sbalzato a testa in gi\u00f9 e quando si era rimesso in piedi la farfalla\npiedi la farfalla di denaro era sparita. Il nostro marinaio era in vena di\ndi credere a qualsiasi cosa, dichiar\u00f2, ma questo era un po' troppo rigido.\nIn seguito, per\u00f2, cominci\u00f2 a riflettere.\n\nLa storia del denaro volante era vera. E tutti in quel\nquartiere, anche dall'augusta London and Country Banking Company,\ndalle casse dei negozi e dalle porte delle locande, in quel tempo soleggiato\naperto, quel giorno il denaro era stato speso tranquillamente e abilmente\nmanciate e rouleaux, fluttuando tranquillamente vicino ai muri e ai luoghi ombreggiati, schivando rapidamente le\nluoghi ombrosi, schivando rapidamente gli occhi degli uomini che si avvicinavano. E lo aveva fatto,\ne, sebbene nessun uomo l'avesse rintracciata, aveva invariabilmente terminato la sua misteriosa fuga nella tasca di quel\nin tasca a quell'agitato signore con un obsoleto cappello di seta, seduto\nfuori dalla piccola locanda alla periferia di Port Stowe.\n\nFu dieci giorni dopo, e in effetti solo quando la storia di Burdock era gi\u00e0\nBurdock era gi\u00e0 vecchia, il marinaio mise insieme questi fatti e cominci\u00f2 a capire\ncapire quanto fosse stato vicino al meraviglioso Uomo Invisibile.\n\n\n\n\nCAPITOLO XV.\nL'UOMO CHE CORREVA\n\n\nNelle prime ore della sera il dottor Kemp era seduto nel suo studio nel\nbelvedere sulla collina che domina Burdock. Era una piccola e piacevole\ncon tre finestre a nord, ovest e sud e scaffali coperti di libri e pubblicazioni scientifiche.\ndi libri e pubblicazioni scientifiche, un ampio tavolo per scrivere e, sotto la finestra nord, un microscopio,\nsotto la finestra nord, un microscopio, vetrini, strumenti minuti,\nalcune colture e bottiglie di reagenti sparse. La lampada solare del dottor Kemp\nKemp era accesa, anche se il cielo era ancora illuminato dalla luce del tramonto, e le sue tende erano alzate perch\u00e9 non c'era bisogno di\nLe sue persiane erano alzate perch\u00e9 non c'era il reato di scrutare gli esterni per\nche le si dovesse abbassare. Il dottor Kemp era un giovane alto e snello,\ncon i capelli di lino e i baffi quasi bianchi, e il lavoro che stava svolgendo\nlavoro che stava svolgendo gli sarebbe valso, sperava, la borsa di studio della Royal Society.\nche ne aveva un'alta opinione.\n\nE il suo sguardo, distraendosi dal suo lavoro, ha colto il tramonto\nche ardeva alle spalle della collina che si trova di fronte alla sua. Per un\nper un minuto forse rimase seduto, con la penna in bocca, ad ammirare il ricco colore dorato\nd'oro sopra la cresta, e poi la sua attenzione \u00e8 stata attratta dalla piccola\nfigura di un uomo, nero come l'inchiostro, che correva sul dorso della collina verso di lui. Era\nera un ometto basso, portava un cappello alto e correva cos\u00ec veloce che le sue gambe\ncos\u00ec velocemente che le sue gambe scintillavano.\n\n Un altro di quei pazzi, disse il dottor Kemp.  Come quell'asino che mi \u00e8 venuto addosso\nstamattina dietro l'angolo, con l'Uomo Visibile in arrivo, signore!  I\nnon riesco a immaginare cosa possieda la gente. Si potrebbe pensare che siamo nel\ntredicesimo secolo.\n\nSi alz\u00f2, and\u00f2 alla finestra e fiss\u00f2 la collina crepuscolare e la piccola figura scura che la percorreva.\nla piccola figura scura che la percorreva.  Sembra che abbia una fretta\nfretta, disse il dottor Kemp, ma non sembra andare avanti. Se le sue\ntasche fossero piene di piombo, non potrebbe correre pi\u00f9 pesantemente.\n\n Spruzzato, signore, ha detto il dottor Kemp.\n\nIn un altro momento, la pi\u00f9 alta delle ville che si erano arrampicate sulla\ncollina da Burdock aveva occultato la figura in corsa. Era di nuovo visibile\nper un attimo, e ancora, e ancora, per tre volte tra le tre case unifamiliari che venivano dopo, e poi la terrazza lo nascose.\ncase indipendenti che venivano dopo, e poi la terrazza lo nascose.\n\n Culi! disse il dottor Kemp, girando sui talloni e tornando al suo tavolo di scrittura.\nal suo tavolo da lavoro.\n\nMa coloro che videro il fuggitivo pi\u00f9 vicino e percepirono il terrore abissale\nsul suo volto sudato, trovandosi all'aperto, non condivisero il disprezzo del medico.\nnon condivisero il disprezzo del dottore. L'uomo batteva e, mentre correva, tintinnava come un borsellino ben riempito.\ntintinnava come un borsellino ben riempito che viene sballottato di qua e di l\u00e0. Non guardava\nnon guardava n\u00e9 a destra n\u00e9 a sinistra, ma i suoi occhi dilatati fissavano\na valle, dove si accendevano i lampioni e la gente si affollava in strada.\nnella strada. La sua bocca malformata si stacc\u00f2 e una schiuma glabra si pos\u00f2 sulle sue labbra.\nuna schiuma lattiginosa sulle labbra e il suo respiro era rauco e rumoroso. Tutti quelli che passavano\nsi fermarono e cominciarono a guardare su e gi\u00f9 per la strada e a interrogarsi l'un l'altro con\nl'un l'altro con un pizzico di disagio sul motivo della sua fretta.\n\nE di l\u00ec a poco, in cima alla collina, un cane che giocava sulla strada gua\u00ec e corse sotto un cancello.\ne corse sotto un cancello, e mentre loro si chiedevano ancora qualcosa, un vento\npad, pad, pad, un suono simile a un respiro ansimante, si affrett\u00f2 a passare.\n\nLa gente urlava. La gente scese dal marciapiede: Pass\u00f2 tra le grida,\npass\u00f2 d'istinto gi\u00f9 per la collina. Gridavano in strada\nprima che la Marvel fosse a met\u00e0 strada. Entravano di corsa nelle case e\nsbattendo le porte dietro di loro, con la notizia. Lui la sent\u00ec e fece un\nultimo disperato scatto. La paura pass\u00f2, si precipit\u00f2 davanti a lui, e in un attimo\nin un attimo si era impadronita della citt\u00e0.\n\n L'Uomo Invisibile sta arrivando! L'Uomo Invisibile!\n\n\n\n\nCAPITOLO XVI.\nNEI GRILLI ALLEGRI\n\n\nIl Jolly Cricketers si trova proprio in fondo alla collina, dove iniziano i\nlinee del tram. Il barista appoggia le sue grasse braccia rosse sul bancone e parla di cavalli con un tassista anemico.\ndi cavalli con un tassista anemico, mentre un uomo dalla barba nera e grigia\ngrigio si \u00e8 fatto un biscotto e un formaggio, ha bevuto Burton e ha conversato in americano con un poliziotto di turno.\namericano con un poliziotto fuori servizio.\n\n Che cosa c'\u00e8 da gridare?\" disse il tassista anemico, partendo per la tangente, cercando di vedere la collina al di l\u00e0 della persiana gialla e sporca.\ntangente, cercando di vedere la collina al di l\u00e0 della tenda gialla e sporca del finestrino basso della locanda.\nfinestra bassa della locanda. Qualcuno correva fuori.  Forse un incendio, disse\nil barista.\n\nI passi si avvicinarono, correndo pesantemente, la porta fu spalancata\ncon violenza e Marvel, piangente e spettinato, senza cappello e con il collo del cappotto strappato, si precipit\u00f2 dentro, si gir\u00f2 convulsamente e tent\u00f2 di\ndel cappotto, si precipit\u00f2 dentro, fece un giro convulso e cerc\u00f2 di chiudere la porta.\ndi chiudere la porta. Era tenuta semiaperta da una cinghia.\n\n Arriva! grid\u00f2, con la voce che gridava di terrore.  Sta arrivando. L'\n Uomo Visibile! Dopo di me! Per l'amor di Dio!  Elp!  Elp!  Elp!\n\n Chiudete le porte, disse il poliziotto.  Chi sta arrivando? Qual \u00e8 la fila?\nSi avvicin\u00f2 alla porta, rilasci\u00f2 la cinghia e questa sbatt\u00e9. L'americano\nchiuse l'altra porta.\n\n Lemme go inside\", disse Marvel, barcollando e piangendo, ma ancora\nstringendo i libri.  Lasciami entrare. Chiudimi dentro da qualche parte. Vi dico che\nche mi sta cercando. Gli ho dato il benservito. Ha detto che mi avrebbe ucciso e lo far\u00e0.\n\n Siete al sicuro, disse l'uomo con la barba nera.  La porta \u00e8 chiusa.\nDi che cosa si tratta?\n\n Lasciami entrare\", disse Marvel, e grid\u00f2 ad alta voce quando un colpo improvviso\nfece tremare la porta serrata e fu seguito da un frettoloso battimani e da un\ngrida all'esterno.  Salve, grid\u00f2 il poliziotto, chi c'\u00e8?  Mr.\nMarvel cominci\u00f2 ad afferrare freneticamente dei pannelli che sembravano porte.\n Mi uccider\u00e0, ha un coltello o qualcosa del genere. Per l'amor di Dio!\n\n Ecco a voi, disse il barman.  Venga qui.  E alz\u00f2 la\nlembo del bancone.\n\nIl signor Marvel si precipit\u00f2 dietro il bancone mentre veniva ripetuto il richiamo all'esterno.\n Non aprite la porta, grid\u00f2.  Per favore, non aprite la porta.\nDove mi nascondo?\n\n Questo, questo Uomo Invisibile, allora? chiese l'uomo con la barba nera,\ncon una mano dietro di s\u00e9.  Credo sia giunto il momento di vederlo.\n\nLa finestra della locanda fu improvvisamente sfondata e ci furono urla e corse per la strada.\nurla e corse in strada. Il poliziotto era rimasto\nin piedi sul divano e guardava fuori, cercando di vedere chi fosse alla porta.\nSi abbass\u00f2 con le sopracciglia alzate.  \u00c8 quello, disse. Il barman\nIl barman era in piedi davanti alla porta del bar che ora era chiusa a chiave su Mr.\nMarvel, fiss\u00f2 la finestra sfondata e si avvicin\u00f2 agli altri due uomini.\nuomini.\n\nTutto era improvvisamente tranquillo.  Vorrei avere il manganello\", disse il poliziotto, andando irresponsabilmente verso la porta.\npoliziotto, andando irresolutamente verso la porta.  Una volta aperta, entra.\nNon c'\u00e8 modo di fermarlo.\n\n Non abbia troppa fretta per quella porta, disse il tassista anemico, ansioso.\ntassista, ansioso.\n\n Estraete i bulloni, disse l'uomo con la barba nera, e se arriva\nMostr\u00f2 un revolver in mano.\n\n Non va bene, disse il poliziotto; \u00e8 un omicidio.\n\n So in quale Paese mi trovo, disse l'uomo con la barba.  Sto per\ndi colpire le sue gambe. Tira i bulloni.\n\n Non con quella cosa che lampeggia dietro di me, disse il barman,\nche si era sporto dalla tenda.\n\n Molto bene, disse l'uomo con la barba nera e, chinandosi,\nrevolver pronto, li estrasse lui stesso. Il barman, il tassista e il poliziotto si fronteggiarono\ndi fronte.\n\n Entrate, disse l'uomo barbuto in tono sommesso, stando indietro e rivolto verso le porte sbarrate\ndi fronte alle porte sbarrate, con la pistola alle spalle. Nessuno entr\u00f2,\nla porta rimase chiusa. Cinque minuti dopo, quando un secondo tassista\nquando un secondo tassista entr\u00f2 con cautela, erano ancora in attesa e un volto ansioso si affacci\u00f2 dal bancone del bar.\nun volto ansioso si affacci\u00f2 dalla sala del bar e forn\u00ec informazioni.  Tutte le porte della casa sono\ntutte le porte della casa sono chiuse? chiese Marvel.  Sta andando in giro ad aggirarsi\nin giro. \u00c8 astuto come il diavolo.\n\n Buon Dio! disse il corpulento barman.  Ecco il retro! Attenti alle\nporte! Dico io!  Si guard\u00f2 intorno impotente. La porta del bar\nsbattuta e sentirono la chiave girare.  C'\u00e8 la porta del cortile e la\nporta privata. La porta del cortile\n\nSi precipit\u00f2 fuori dal bar.\n\nIn un minuto riapparve con un coltello da intaglio in mano.  La porta del cortile\nLa porta del cortile era aperta! disse, e il suo grasso labbro inferiore cadde.  Potrebbe essere in\ncasa! disse il primo tassista.\n\n Non \u00e8 in cucina, disse il barman.  Ci sono due donne,\ne io ne ho infilzato ogni centimetro con questa piccola affettatrice. E\nnon pensano che sia entrato. Non si sono accorte\n\n L'avete allacciata? chiese il primo tassista.\n\n Ho finito i vestiti, disse il barista.\n\nL'uomo con la barba sostitu\u00ec il suo revolver. E mentre lo faceva, lo sportello del\nsportello del bar fu chiuso e il chiavistello scatt\u00f2, e poi con un tremendo tonfo il fermo della porta scatt\u00f2 e la porta del bar-tabacchi\ntremendo tonfo il fermo della porta si spezz\u00f2 e la porta del bar si apr\u00ec\nsi spalanc\u00f2. Sentirono Marvel stridere come una lepre catturata, e\nsubito si arrampicarono sul bancone per salvarlo. Il revolver dell'uomo barbuto\nuomo barbuto crepitava e lo specchio sul fondo del salotto\nsi accese e cadde con fragore e tintinnio.\n\nQuando il barman entr\u00f2 nella stanza vide Marvel, curiosamente accartocciata e\ncontro la porta che conduceva al cortile e alla cucina. La porta\nsi apr\u00ec di scatto mentre il barman esitava, e Marvel fu trascinato in cucina.\ncucina. Ci fu un urlo e un rumore di pentole. Marvel, a testa bassa,\ne si trascinava ostinatamente all'indietro, fu costretta a raggiungere la porta della cucina e i\ne i catenacci vennero tirati.\n\nA quel punto il poliziotto, che aveva cercato di superare il barista, si precipit\u00f2 dentro,\nseguito da uno dei tassisti, afferr\u00f2 il polso della mano invisibile che\nche aveva afferrato Marvel, fu colpito in faccia e indietreggi\u00f2. La porta si apr\u00ec e\nporta si apr\u00ec e Marvel fece uno sforzo frenetico per ottenere un alloggio\ndietro di essa. A quel punto il tassista fece una collisione.  L'ho preso, disse il\ntassista. Le mani rosse del barman si avvicinarono artigliando l'invisibile.  Eccolo\n\u00e8 qui! disse il barman.\n\nIl signor Marvel, liberato, cadde improvvisamente a terra e tent\u00f2 di strisciare dietro le gambe dei combattenti.\ntentativo di strisciare dietro le gambe dei combattenti. La lotta\nsi \u00e8 arenata intorno allo spigolo della porta. La voce dell'Uomo Invisibile\nsi ud\u00ec per la prima volta la voce dell'Uomo Invisibile, che gridava acutamente, mentre il poliziotto\npoliziotto gli calpestava il piede. Poi grid\u00f2 appassionatamente e i suoi pugni volarono\ncome fiocine. Il tassista improvvisamente emise un fischio e raddoppi\u00f2, colpito da un calcio\nsotto il diaframma. La porta del bar dalla cucina sbatt\u00e9 e copr\u00ec il signor Marvel.\nsbattuta e copr\u00ec la ritirata del signor Marvel. Gli uomini in cucina si ritrovarono\nsi trovarono a stringere e a lottare con l'aria vuota.\n\n Dov'\u00e8 andato? grid\u00f2 l'uomo con la barba.  Fuori?\n\n Da questa parte, disse il poliziotto, entrando nel cortile e fermandosi.\n\nUn pezzo di tegola gli sfior\u00f2 la testa e si infranse tra le stoviglie sul tavolo della cucina.\ntavolo della cucina.\n\n Gliela faccio vedere io, grid\u00f2 l'uomo con la barba nera, e all'improvviso una canna d'acciaio brill\u00f2 sopra la spalla del poliziotto.\nd'acciaio brill\u00f2 sopra la spalla del poliziotto, e cinque proiettili si erano\ncinque proiettili si erano susseguiti nella penombra da cui era arrivato il missile. Mentre\nmentre sparava, l'uomo con la barba muoveva la mano in una curva orizzontale,\norizzontale, in modo che i suoi colpi si irradiassero nello stretto cortile come raggi di una ruota.\nruota.\n\nSegu\u00ec un silenzio.  Cinque cartucce, disse l'uomo con la barba nera.\nbarba nera.  \u00c8 la migliore di tutte. Quattro assi e un jolly. Prendi una lanterna,\ne venite a cercare il suo corpo.\n\n\n\n\nCAPITOLO XVII.\nDR. VISITA DI KEMP\n\n\nIl dottor Kemp aveva continuato a scrivere nel suo studio fino a quando gli spari lo avevano destato.\nlui. Crepitii, crepitii, crepitii, si susseguivano uno dopo l'altro.\n\n Hullo! disse il dottor Kemp, rimettendo la penna in bocca e ascoltando.\nascoltando.  Chi sta sparando con le pistole a Burdock? Cosa stanno facendo gli asini\na che punto sono gli asini?\n\nAnd\u00f2 alla finestra sud, la alz\u00f2, e sporgendosi fiss\u00f2 il reticolo di finestre\nla rete di finestre, lampioni a gas e negozi, con i suoi interstizi neri di tetti e cortili, che componevano la citt\u00e0 di notte.\ninterstizi neri di tetti e cortili che costituivano la citt\u00e0 di notte.  Sembra\nSembra che ci sia una folla gi\u00f9 dalla collina, disse, vicino ai Cricketers, e rimase a guardare.\ne rimase a guardare. Poi i suoi occhi vagarono per la citt\u00e0 fino a lontano\ndove brillavano le luci delle navi, e il molo brillava un po' di\nilluminato, un padiglione sfaccettato come una gemma di luce gialla. La luna, nel suo\nprimo quarto pendeva sulla collina a ovest, e le stelle erano chiare e quasi\ne quasi tropicamente luminose.\n\nDopo cinque minuti, durante i quali la sua mente aveva viaggiato in una remota\nspeculazioni sulle condizioni sociali del futuro, perdendosi alla fine\nnella dimensione temporale, il dottor Kemp si dest\u00f2 con un sospiro, abbass\u00f2 di nuovo il finestrino e torn\u00f2 alla sua scrivania.\nabbassare di nuovo la finestra e torn\u00f2 alla sua scrivania.\n\nDoveva essere passata circa un'ora da questo momento che il campanello della porta d'ingresso\nsuon\u00f2. Aveva scritto a rilento e con intervalli di astrazione,\ndopo gli spari. Si sedette ad ascoltare. Sent\u00ec la serva rispondere alla\ne aspett\u00f2 i suoi piedi sulle scale, ma non arriv\u00f2.\n Mi chiedo cosa sia successo, disse il dottor Kemp.\n\nCerc\u00f2 di riprendere il suo lavoro, non ci riusc\u00ec, si alz\u00f2, scese dallo studio al pianerottolo, suon\u00f2 e chiam\u00f2 oltre la balaustra\nstudio al pianerottolo, suon\u00f2 e chiam\u00f2 sopra la balaustra la cameriera che apparve nella\ndomestica che si affacciava nell'atrio sottostante.  \u00c8 una lettera?\nchiese.\n\n Solo un anello che \u00e8 scappato, signore, rispose lei.\n\n Sono inquieto stanotte, si disse. Torn\u00f2 nel suo studio,\ne questa volta si dedic\u00f2 al lavoro con determinazione. In poco tempo era di nuovo al lavoro\ndi nuovo alacremente al lavoro, e gli unici suoni nella stanza erano il ticchettio dell'orologio e lo stridore sommesso della sua penna.\ndell'orologio e il sommesso stridore della sua penna d'oca, che si affrettava proprio al centro del cerchio di luce\ncentro del cerchio di luce che il paralume proiettava sul tavolo.\n\nErano le due prima che il dottor Kemp terminasse il suo lavoro notturno.\nSi alz\u00f2, sbadigli\u00f2 e scese a letto. Si era gi\u00e0 tolto il cappotto e il\ncappotto e il gilet, quando si accorse di avere sete. Prese una candela\ne scese in sala da pranzo in cerca di un sifone e di un whisky.\n\nLe attivit\u00e0 scientifiche del dottor Kemp lo hanno reso un uomo molto attento e, mentre riattraversava la sala, not\u00f2 una macchia scura sul linoleum vicino al\nmentre attraversava il corridoio, not\u00f2 una macchia scura sul linoleum vicino al tappetino ai piedi delle scale.\nal tappetino ai piedi delle scale. Prosegu\u00ec al piano di sopra e all'improvviso gli venne in mente di chiedersi\nimprovvisamente gli venne in mente di chiedersi cosa potesse essere quella macchia sul linoleum.\nlinoleum. Evidentemente era all'opera qualche elemento del subconscio. In ogni caso\nin ogni caso, si volt\u00f2 con il suo fardello, torn\u00f2 in corridoio, pos\u00f2 il sifone e il whisky e, chinandosi, si mise a guardare.\nsifone e il whisky e, chinandosi, tocc\u00f2 la macchia. Senza\nsenza grande sorpresa, scopr\u00ec che aveva l'appiccicosit\u00e0 e il colore del sangue\nsangue.\n\nRiprese il suo fardello e torn\u00f2 al piano di sopra, guardandosi intorno e cercando di spiegare\ne cercando di spiegare la macchia di sangue. Sul pianerottolo vide\nqualcosa e si ferm\u00f2 stupito. La maniglia della porta della sua stanza era\nsporca di sangue.\n\nSi guard\u00f2 la mano. Era abbastanza pulita, e poi si ricord\u00f2 che\nche la porta della sua stanza era aperta quando era sceso dallo studio e che quindi non aveva toccato la maniglia.\nstudio e che quindi non aveva toccato la maniglia. And\u00f2\nand\u00f2 dritto in camera sua, con il viso tranquillo, forse un po' pi\u00f9\nrisoluto del solito. Lo sguardo, vagando con curiosit\u00e0, si pos\u00f2 sul letto.\nletto. Sul copriletto c'era una macchia di sangue e il lenzuolo era stato strappato.\nstrappato. Non se n'era accorto prima, perch\u00e9 era andato dritto verso la toeletta.\nalla toeletta. Sul lato opposto, le lenzuola erano abbassate, come se qualcuno vi si fosse seduto di recente.\ncome se qualcuno vi si fosse seduto di recente.\n\nPoi ebbe la strana impressione di aver sentito una voce bassa dire: \"Buon Dio!\nCielo! Kemp!  Ma il dottor Kemp non credeva alle voci.\n\nRimase a fissare le lenzuola rovesciate. Era davvero una voce? Guard\u00f2 di nuovo\nguard\u00f2 di nuovo intorno, ma non not\u00f2 altro che il letto disordinato e\nletto sporco di sangue. Poi sent\u00ec distintamente un movimento dall'altra parte della stanza,\nvicino al lavatoio. Tutti gli uomini, anche se molto istruiti, conservano qualche\nsuperstizione. La sensazione che si chiama inquietudine si fece strada in lui.\nsensazione di inquietudine. Chiuse la porta della stanza, si avvicin\u00f2 alla\ntavolo da toeletta e pos\u00f2 i suoi fardelli. Improvvisamente, con un sussulto, percep\u00ec\npercep\u00ec una benda di stracci di lino arrotolata e macchiata di sangue che pendeva a\na mezz'aria, tra lui e il lavabo.\n\nLo fiss\u00f2 con stupore. Si trattava di una benda vuota, una benda\nlegata correttamente, ma del tutto vuota. Avrebbe voluto avanzare per afferrarla, ma\nun tocco lo ferm\u00f2 e una voce che parlava molto vicino a lui.\n\n Kemp! ha detto la Voce.\n\n Eh? disse Kemp, a bocca aperta.\n\n Mantieni i nervi saldi, disse la Voce.  Sono un Uomo Invisibile.\n\nKemp non rispose per un attimo, limitandosi a fissare la benda.\n L'Uomo Invisibile, disse.\n\n Sono un uomo invisibile, ha ripetuto la Voce.\n\nLa storia che era stato attivo a ridicolizzare solo quella mattina si \u00e8 precipitata\nKemp. Non sembra essere stato n\u00e9 molto spaventato n\u00e9 molto\nspaventato o molto sorpreso al momento. La consapevolezza \u00e8 arrivata\npi\u00f9 tardi.\n\n Pensavo che fosse tutta una bugia\", disse. Il pensiero pi\u00f9 vivo nella sua mente\nmente erano le ripetute argomentazioni del mattino.  Ha una benda\nha chiesto.\n\n S\u00ec, disse l'Uomo Invisibile.\n\n Oh! disse Kemp, poi si alz\u00f2.  Dico io! disse.  Ma questo\n\u00e8 una sciocchezza. \u00c8 un trucco.  Fece un passo avanti all'improvviso e la sua\nmano, allungata verso la benda, incontr\u00f2 dita invisibili.\n\nSi ritrasse al tocco e il suo colore cambi\u00f2.\n\n Stai fermo, Kemp, per l'amor di Dio! Voglio assolutamente essere aiutato. Fermatevi!\n\nLa mano gli afferr\u00f2 il braccio. La colp\u00ec.\n\n Kemp! grid\u00f2 la Voce.  Kemp! Tieni duro! e la presa si fece pi\u00f9 salda.\n\nUn desiderio frenetico di liberarsi si impossess\u00f2 di Kemp. La mano del\nbraccio fasciato gli afferr\u00f2 la spalla, e lui fu improvvisamente inciampato e scaraventato\ne fu scaraventato all'indietro sul letto. Apr\u00ec la bocca per gridare e l'angolo del lenzuolo gli fu infilato tra i denti.\nangolo del lenzuolo gli fu infilato tra i denti. L'Uomo Invisibile lo tenne\na terra, ma le sue braccia erano libere e lui colp\u00ec e cerc\u00f2 di calciare selvaggiamente.\nselvaggiamente.\n\n Ascolta la ragione, vuoi? Disse l'Uomo Invisibile, rimanendo attaccato a lui\nnonostante un pugno nelle costole.  Per l'amor del cielo, mi farai impazzire in un minuto!\nminuto!\n\n Stai fermo, sciocco! url\u00f2 l'Uomo Invisibile all'orecchio di Kemp.\n\nKemp si dimen\u00f2 per un altro momento e poi rimase immobile.\n\n Se gridi, ti spacco la faccia, disse l'Uomo Invisibile, sollevando la bocca.\nla bocca.\n\n Sono un Uomo Invisibile. Non \u00e8 una sciocchezza, n\u00e9 una magia. Sono davvero\nun Uomo Invisibile. E voglio il vostro aiuto. Non voglio farti del male, ma\nse ti comporti come un rustico frenetico, devo farlo. Non ti ricordi di me?\nKemp? Griffin, dell'University College?\n\n Lasciatemi alzare, disse Kemp.  Mi fermer\u00f2 dove sono. E lasciatemi sedere in silenzio\nper un minuto.\n\nSi alz\u00f2 a sedere e si tast\u00f2 il collo.\n\n Sono Griffin, dell'University College, e mi sono reso invisibile.\nSono solo un uomo comune, un uomo che avete conosciuto reso invisibile.\n\n Griffin? ha detto Kemp.\n\n Griffin, rispose la Voce. Uno studente pi\u00f9 giovane di te, quasi\nun albino, alto un metro e ottanta e largo, con il viso bianco e rosa e gli occhi rossi, che ha vinto la medaglia per la chimica.\nocchi rossi, che vinse la medaglia per la chimica.\n\n Sono confuso, ha detto Kemp.  Il mio cervello \u00e8 in rivolta. Cosa c'entra questo\ncon Griffin?\n\n Io sono Griffin.\n\nPens\u00f2 Kemp.  \u00c8 orribile, si disse.  Ma quale diavoleria deve accadere\nper rendere un uomo invisibile?\n\n Non \u00e8 una diavoleria. \u00c8 un processo, abbastanza sano e comprensibile.\n\n \u00c8 orribile! disse Kemp.  Come mai?\n\n \u00c8 gi\u00e0 abbastanza orribile. Ma sono ferito e dolorante, e stanco... Grande\nDio! Kemp, sei un uomo. Tienilo fermo. Dammi da mangiare e da bere,\ne fatemi sedere qui.\n\nKemp fiss\u00f2 la benda mentre si muoveva per la stanza, poi vide una\nuna sedia a cesto trascinata sul pavimento e appoggiata vicino al letto. Scricchiolava\nscricchiolava e il sedile era abbassato di circa un quarto di pollice. Egli\nsi strofin\u00f2 gli occhi e si tast\u00f2 di nuovo il collo.  Questo batte i fantasmi, si disse,\ne rise stupidamente.\n\n Cos\u00ec va meglio. Grazie al cielo, stai diventando ragionevole!\n\n O sciocco, disse Kemp, e si stropicci\u00f2 gli occhi.\n\n Datemi del whisky. Sono quasi morto.\n\n Non mi sembrava cos\u00ec. Dove sei? Se mi alzo ti incontro?\nEcco! Va bene. Whisky? Qui. Dove te lo do?\n\nLa sedia scricchiol\u00f2 e Kemp sent\u00ec il vetro allontanarsi da lui. Lasci\u00f2\ncon uno sforzo; l'istinto glielo impediva. Il bicchiere si ferm\u00f2\na una ventina di centimetri sopra il bordo anteriore del sedile della sedia. Egli\nla fiss\u00f2 con infinita perplessit\u00e0.  Questo deve essere ipnotismo.\nAvete suggerito di essere invisibili.\n\n Sciocchezze, disse la Voce.\n\n \u00c8 frenetico.\n\n Ascoltatemi.\n\n Stamattina ho dimostrato in modo definitivo, ha esordito Kemp, che\ninvisibilit\u00e0\n\n Non importa quello che hai dimostrato! Sto morendo di fame, disse la Voce,\n e la notte \u00e8 fredda per un uomo senza vestiti.\n\n Cibo? ha detto Kemp.\n\nIl tumbler di whisky si inclin\u00f2 da solo.  S\u00ec, disse l'Uomo Invisibile\nabbassandolo.  Ha una vestaglia?\n\nKemp fece un'esclamazione sottovoce. Si avvicin\u00f2 a un armadio e\nuna vestaglia di un color scarlatto sbiadito.  Questa va bene? chiese. Gli fu tolta\nda lui. Rimase per un attimo sospesa a mezz'aria, svolazzando in modo strano,\nsi abbotton\u00f2 in modo completo e decoroso e si sedette sulla sedia.\n Cassetti, calze, pantofole sarebbero di conforto, disse l'invisibile, in modo brusco.\n E cibo.\n\n Qualsiasi cosa. Ma questa \u00e8 la cosa pi\u00f9 assurda a cui abbia mai partecipato in vita mia!\n\nRivolt\u00f2 i cassetti per gli articoli e poi scese al piano di sotto a\na mettere a soqquadro la dispensa. Torn\u00f2 con delle cotolette fredde e del pane,\nun tavolo leggero e li mise davanti al suo ospite.  Non importa\ncoltelli, disse il suo ospite, e una cotoletta rimase sospesa a mezz'aria, con un suono di\ndi rosicchiamento.\n\n Invisibile! disse Kemp, e si sedette su una sedia della camera da letto.\n\n Mi piace sempre avere qualcosa su di me prima di mangiare\", disse l'Uomo Invisibile, con la bocca piena, mangiando avidamente.\nUomo Invisibile, con la bocca piena, mangiando avidamente.  Strana fantasia!\n\n Suppongo che il polso sia a posto, disse Kemp.\n\n Fidatevi di me, disse l'Uomo Invisibile.\n\n Di tutte le cose strane e meravigliose\n\n Esattamente. Ma \u00e8 strano che mi imbuchi in casa vostra per prendere la mia\nfasciatura. Il mio primo colpo di fortuna! Comunque volevo dormire in questa\ncasa stanotte. Dovete sopportarlo! E' un fastidio immondo, il mio sangue...\nil mio sangue, vero? C'\u00e8 un bel grumo laggi\u00f9. Diventa visibile quando\ncoagula, vedo. \u00c8 solo il tessuto vivente che ho cambiato, e solo\nper tutto il tempo in cui sono vivo. Sono in casa da tre ore.\n\n Ma come si fa?\" esord\u00ec Kemp, in tono esasperato.  Confondere\nconfusione! L'intera faccenda \u00e8 irragionevole dall'inizio alla fine.\n\n Piuttosto ragionevole, disse l'Uomo Invisibile.  Perfettamente ragionevole.\n\nSi avvicin\u00f2 e fiss\u00f2 la bottiglia di whisky. Kemp fiss\u00f2 la vestaglia\nvestaglia divorante. Un raggio di luce di candela, penetrando in una zona strappata della spalla destra\nnella spalla destra, creava un triangolo di luce sotto le costole della sinistra.\n Quali sono stati gli spari?  Come \u00e8 iniziata la sparatoria?\n\n C'era un uomo davvero stupido, una specie di mio confratello, maledizione!\nche ha cercato di rubare i miei soldi. L'ha fatto.\n\n Anche lui \u00e8 invisibile?\n\n No.\n\n Allora?\n\n Posso mangiare ancora un po' prima di dirvi tutto questo? Sono\naffamata dal dolore. E tu vuoi che ti racconti delle storie!\n\nKemp si alz\u00f2.  Non hai sparato? chiese.\n\n Non io, disse il suo visitatore.  Un pazzo che non ho mai visto ha sparato a caso.\nMolti di loro si sono spaventati. Si sono spaventati tutti con me. Che siano maledetti! I\ndico che voglio mangiare di pi\u00f9 di questo, Kemp.\n\n Vedr\u00f2 cosa c'\u00e8 da mangiare al piano di sotto, disse Kemp.  Non molto, temo\ntemo.\n\nDopo aver finito di mangiare e aver fatto un pasto pesante, l'Uomo Invisibile\nchiese un sigaro. Morse selvaggiamente l'estremit\u00e0 prima che Kemp potesse trovare un\ncoltello, e imprec\u00f2 quando la foglia esterna si allent\u00f2. Era strano vederlo\nfumare; la sua bocca, la gola, la faringe e le narici diventavano visibili\ncome una specie di getto di fumo vorticoso.\n\n Questo benedetto dono del fumo! disse, e soffi\u00f2 vigorosamente.  Sono\nfortunato ad essere capitato su di te, Kemp. Devi aiutarmi. Immagino di essere caduto\nsu di te proprio ora! Sono in un guaio infernale. Sono stato pazzo, credo. Le cose che ho passato\ncose che ho passato! Ma faremo ancora qualcosa. Lasciate che vi dica\nvi dico\n\nSi serv\u00ec di altro whisky e soda. Kemp si alz\u00f2, si guard\u00f2 intorno\ne and\u00f2 a prendere un bicchiere nella stanza degli ospiti.  \u00c8 selvaggio, ma suppongo che\nche io possa bere.\n\n Non sei cambiato molto, Kemp, in questa dozzina di anni. Voi uomini onesti non cambiate.\nFreddo e metodico dopo il primo crollo. Devo dirvelo. Noi\nlavoreremo insieme!\n\n Ma come \u00e8 stato fatto tutto questo? ha detto Kemp, e come hai fatto a diventare cos\u00ec?\n\n Per l'amor di Dio, lasciatemi fumare in pace per un po'! E poi comincer\u00f2 a\ninizier\u00f2 a raccontarvi.\n\nMa la storia non fu raccontata quella sera. Il polso dell'Uomo Invisibile era\ndolorante; era febbricitante, esausto, e la sua mente tornava a rimuginare sulla\na rimuginare sull'inseguimento gi\u00f9 per la collina e sulla lotta intorno alla locanda. Parlava\nparlava a frammenti di Marvel, fumava pi\u00f9 velocemente, la sua voce si faceva rabbiosa.\nKemp cerc\u00f2 di raccogliere quello che poteva.\n\n Aveva paura di me, vedevo che aveva paura di me, disse l'Uomo Invisibile pi\u00f9 volte.\nL'Uomo Invisibile ha ripetuto pi\u00f9 volte.  Intendeva darmi la fregatura che\nsempre in giro! Che sciocco sono stato!\n\n Il riccio!\n\n Avrei dovuto ucciderlo!\n\n Dove ha preso i soldi? chiese Kemp, bruscamente.\n\nL'Uomo Invisibile rimase in silenzio per un po'.  Non posso dirtelo stasera,\ndisse.\n\nGemette improvvisamente e si chin\u00f2 in avanti, sostenendo la sua testa invisibile su\nmani invisibili.  Kemp, disse, non ho dormito per quasi tre giorni, a parte un paio di sonnellini di un'ora o poco pi\u00f9.\ngiorni, tranne un paio di sonnellini di un'ora o poco pi\u00f9. Devo dormire presto.\n\n Beh, la mia stanza ha questa stanza.\n\n Ma come posso dormire? Se dormo, lui se ne andr\u00e0. Ah! Che cosa\nimporta?\n\n Qual \u00e8 la ferita da arma da fuoco? chiese Kemp, bruscamente.\n\n Niente graffi e sangue. Oh, Dio! Come vorrei dormire!\n\n Perch\u00e9 no?\n\nL'Uomo Invisibile sembrava riguardare Kemp.  Perch\u00e9 ho una particolare\nparticolare obiezione a essere catturato dai miei simili, disse lentamente.\n\nKemp ha iniziato.\n\n Stupido che sono! disse l'Uomo Invisibile, colpendo con forza il tavolo.\n Ti ho messo in testa l'idea.\n\n\n\n\nCAPITOLO XVIII.\nL'UOMO INVISIBILE DORME\n\n\nEsausto e ferito com'era, l'Uomo Invisibile si rifiut\u00f2 di accettare la parola di Kemp che la sua libert\u00e0 doveva essere rispettata.\nKemp che la sua libert\u00e0 doveva essere rispettata. Esamin\u00f2 le due\nfinestre della camera da letto, tir\u00f2 su le persiane e apr\u00ec le ante, per confermare la dichiarazione di Kemp\nKemp, che aveva affermato che sarebbe stato possibile ritirarsi da esse.\nFuori la notte era molto silenziosa e immobile, e la luna nuova stava tramontando sul\nluna nuova stava tramontando. Poi esamin\u00f2 le chiavi delle porte della camera da letto e delle\ndue porte dello spogliatoio, per accertarsi che anche queste potessero essere\nuna garanzia di libert\u00e0. Infine si dichiar\u00f2 soddisfatto.\nSi mise in piedi sul tappeto del focolare e Kemp sent\u00ec il suono di uno sbadiglio.\n\n Mi dispiace, disse l'Uomo Invisibile, se non posso raccontarvi tutto ci\u00f2 che ho\nho fatto questa notte. Ma sono esausto. \u00c8 grottesco, senza dubbio. \u00c8\norribile! Ma credimi, Kemp, nonostante le tue argomentazioni di stamattina.\nstamattina, \u00e8 una cosa possibile. Ho fatto una scoperta. Volevo\ndi tenerla per me. Non posso. Devo avere un partner. E tu.... Noi\npossiamo fare queste cose... Ma domani. Ora, Kemp, mi sento come se dovessi\ndi dover dormire o morire.\n\nKemp rimase in piedi al centro della stanza a fissare l'indumento senza testa.\n Suppongo di dovervi lasciare, disse.  \u00c8 incredibile. Tre cose\naccadono in questo modo, ribaltando tutti i miei preconcetti, mi farebbero impazzire.\npazzo. Ma \u00e8 reale! C'\u00e8 qualcos'altro che posso darvi?\n\n Mi dia solo la buonanotte, disse Griffin.\n\n Buonanotte, disse Kemp, e strinse una mano invisibile. Si diresse\nlateralmente verso la porta. Improvvisamente la vestaglia si diresse velocemente verso di lui.\nverso di lui.  Capiscimi! disse la vestaglia.  Nessun tentativo di ostacolare\ndi ostacolarmi o di catturarmi! O\n\nIl volto di Kemp cambi\u00f2 leggermente.  Pensavo di averle dato la mia parola\", disse.\n\nKemp chiuse dolcemente la porta dietro di s\u00e9 e la chiave fu subito girata su di lui.\nimmediatamente. Poi, mentre rimaneva in piedi con un'espressione di passivo stupore sul\ndi stupore passivo, i piedi veloci arrivarono alla porta dello spogliatoio e anche quella fu chiusa.\nanche quella era chiusa a chiave. Kemp si schiaffeggi\u00f2 la fronte con la mano.  Sto sognando?\n\u00c8 il mondo che \u00e8 impazzito o sono io?\n\nRise e mise la mano alla porta chiusa a chiave.  Sbarrato dalla mia camera da letto\ncamera da letto, per una palese assurdit\u00e0! disse.\n\nArriv\u00f2 alla testa della scala, si gir\u00f2 e fiss\u00f2 le porte chiuse a chiave.\nporte chiuse a chiave.  \u00c8 un dato di fatto, si disse. Si port\u00f2 le dita al collo leggermente\nlivido sul collo.  Un fatto innegabile!\n\n Ma\n\nScosse la testa senza speranza, si volt\u00f2 e scese al piano di sotto.\n\nAccese la lampada della sala da pranzo, tir\u00f2 fuori un sigaro e cominci\u00f2 a camminare per la stanza, eiaculando.\nstanza, eiaculando. Di tanto in tanto discuteva con se stesso.\n\n Invisibile! ha detto.\n\n Esiste un animale invisibile? ... Nel mare, s\u00ec.\nMigliaia di milioni. Tutte le larve, tutti i piccoli nauplii e i tornari, tutte le cose microscopiche.\ntornari, tutte le cose microscopiche, i pesci-gelatina. Nel mare ci sono\nci sono pi\u00f9 cose invisibili che visibili! Non ci avevo mai pensato prima.\nE anche negli stagni! Tutte quelle piccole cose che vivono negli stagni sono\ngelatina incolore e traslucida! Ma nell'aria? No!\n\n Non pu\u00f2 essere.\n\n Ma in fondo perch\u00e9 no?\n\n Se un uomo fosse fatto di vetro sarebbe comunque visibile.\n\nLa sua meditazione divenne profonda. Il pacchetto di tre sigari era passato\nnell'invisibile o si era diffuso come cenere bianca sul tappeto prima che egli parlasse di nuovo.\nparlasse di nuovo. Allora fu solo un'esclamazione. Si gir\u00f2 di lato, usc\u00ec dalla\ndalla stanza, usc\u00ec dal suo piccolo studio e accese il gas.\ngas. Era una piccola stanza, perch\u00e9 il dottor Kemp non viveva di\ne in essa c'erano i giornali del giorno. Il giornale del mattino giaceva\naperto con noncuranza e gettato da parte. Lo prese, lo gir\u00f2,\ne lesse il resoconto di una strana storia di Iping che il marinaio di Port Stowe\ndi Port Stowe aveva raccontato cos\u00ec dolorosamente al signor Marvel. Kemp lo lesse\nrapidamente.\n\n Avvolto! disse Kemp.  Travestito! Nascosto!  Nessuno sembra essersi accorto\nnessuno sembra essersi accorto della sua disgrazia.  A che diavolo sta giocando?\n\nLasci\u00f2 cadere il foglio e il suo occhio si mise a cercare.  Ah! disse, e\ne prese la _St. James Gazette_, che giaceva piegata al suo arrivo.  Ora\nOra arriveremo alla verit\u00e0, disse il dottor Kemp. Apr\u00ec il giornale; un paio di colonne\nun paio di colonne che gli si pararono davanti.  Un intero villaggio del Sussex diventa\nimpazzisce era il titolo.\n\n Santo cielo! disse Kemp, leggendo avidamente un incredulo resoconto degli eventi di Iping, del pomeriggio precedente, che sono gi\u00e0 stati raccontati.\ndegli avvenimenti di Iping del pomeriggio precedente, che sono gi\u00e0 stati\ndescritto. Sopra la foglia era stato ristampato il resoconto del giornale del mattino.\nristampato il resoconto del giornale del mattino.\n\nLo rilesse.  Corse per le strade colpendo a destra e a manca.\nJaffers insensibile. Il signor Huxter, molto sofferente, non \u00e8 ancora in grado di descrivere\nci\u00f2 che ha visto. Dolorosa umiliazione del vicario. Donna malata di terrore! Finestre\nsfondate. Questa storia straordinaria \u00e8 probabilmente un'invenzione. Troppo bello per non\nstampare _cum grano_!\n\nLasci\u00f2 cadere il foglio e fiss\u00f2 il vuoto davanti a s\u00e9.  Probabilmente \u00e8 una\nfabbricazione!\n\nRiprese il giornale e rilesse l'intera vicenda.  Ma quando\nil vagabondo? Perch\u00e9 mai stava inseguendo un vagabondo?\n\nSi sedette bruscamente sul banco di chirurgia.  Non solo \u00e8 invisibile,\ndisse, ma \u00e8 pazzo! Omicida!\n\nQuando l'alba arriv\u00f2 a confondere il suo pallore con la luce delle lampade e il fumo dei sigari della sala da pranzo.\ndella sala da pranzo, Kemp camminava ancora su e gi\u00f9, cercando di afferrare l'incredibile.\nl'incredibile.\n\nEra troppo eccitato per dormire. I suoi servitori, scendendo\nsonnolenti, lo scoprirono e furono propensi a pensare che il troppo studio\navesse provocato in lui questo male. Diede loro istruzioni straordinarie ma\nistruzioni esplicite di preparare la colazione per due nello studio del belvedere\ne poi di limitarsi al seminterrato e al piano terra.\nPoi continu\u00f2 a camminare nella sala da pranzo finch\u00e9 non arriv\u00f2 il giornale del mattino.\ndel mattino. Questo aveva molto da dire e poco da raccontare, al di l\u00e0 della conferma\ndella sera precedente e un resoconto scritto molto male di un altro\ndi un'altra storia straordinaria proveniente da Port Burdock. Questo diede a Kemp l'essenza degli\ndegli avvenimenti al Jolly Cricketers e il nome di Marvel.  Mi ha\nmi ha fatto stare con lui ventiquattro ore, ha testimoniato Marvel. Alcuni\nfatti secondari sono stati aggiunti alla storia di Iping, in particolare il taglio del\ndel telegrafo del villaggio. Ma non c'era nulla che potesse gettare luce sul\ncollegamento tra l'Uomo Invisibile e il Vagabondo, perch\u00e9 il signor Marvel non aveva fornito\nMarvel non aveva fornito alcuna informazione sui tre libri o sul denaro con cui\ncon cui era stato finanziato. Il tono incredulo era svanito e una marea di giornalisti e investigatori\ngiornalisti e investigatori erano gi\u00e0 al lavoro per approfondire la questione.\n\nKemp lesse ogni stralcio del rapporto e mand\u00f2 la cameriera a prendere tutti i giornali del mattino.\ntutti i giornali del mattino che poteva. Anche questi li divorava.\n\n \u00c8 invisibile! ha detto.  E si legge come una rabbia che cresce fino alla mania!\nLe cose che pu\u00f2 fare! Le cose che pu\u00f2 fare! Ed \u00e8 libero come l'aria.\ncome l'aria. Cosa mai dovrei fare?\n\n Per esempio, sarebbe una violazione della fede se ? No.\n\nSi avvicin\u00f2 a una piccola scrivania disordinata nell'angolo e inizi\u00f2 a scrivere un appunto. Ha\nstrapp\u00f2 questa nota, scritta a met\u00e0, e ne scrisse un'altra. Lo rilesse e lo\ne lo consider\u00f2. Poi prese una busta e la indirizz\u00f2 al colonnello\nAdye, Port Burdock.\n\nL'Uomo Invisibile si svegli\u00f2 proprio mentre Kemp stava facendo questo. Si svegli\u00f2 con un\ne Kemp, all'erta per ogni suono, sent\u00ec il suo ticchettio di piedi\nche si precipitavano all'improvviso sul soffitto della camera da letto. Poi una sedia fu rovesciata\ne il bicchiere del lavabo fu distrutto. Kemp si precipit\u00f2 al piano di sopra e\ne buss\u00f2 con impazienza.\n\n\n\n\nCAPITOLO XIX.\nALCUNI PRINCIPI PRIMI\n\n\n Qual \u00e8 il problema? chiese Kemp, quando l'Uomo invisibile lo ammise.\n\n Niente, fu la risposta.\n\n Ma, perplessit\u00e0! Il colpo?\n\n Un attacco d'ira, disse l'Uomo Invisibile.  Ho dimenticato questo braccio, e mi fa\ndolorante.\n\n Lei \u00e8 piuttosto soggetto a questo genere di cose.\n\n Lo sono.\n\nKemp attravers\u00f2 la stanza e raccolse i frammenti di vetro rotto.\nvetro.  Tutti i fatti su di lei sono stati resi noti\", disse Kemp, alzandosi in piedi con il vetro in mano.\ntutto quello che \u00e8 successo a Iping e gi\u00f9 per la collina.\nIl mondo ha preso coscienza del suo cittadino invisibile. Ma nessuno sa\nche lei \u00e8 qui.\n\nL'Uomo invisibile giur\u00f2.\n\n Il segreto \u00e8 stato svelato. Mi pare di capire che fosse un segreto. Non so quali siano i vostri\npiani, ma naturalmente sono ansioso di aiutarvi.\n\nL'Uomo Invisibile si sedette sul letto.\n\n C'\u00e8 la colazione di sopra, disse Kemp, parlando nel modo pi\u00f9 semplice possibile.\ne fu lieto di constatare che il suo strano ospite si era alzato\nvolentieri. Kemp fece strada su per la stretta scala che portava al belvedere.\n\n Prima di poter fare qualsiasi altra cosa, disse Kemp, devo capire un po' di pi\u00f9\nun po' di pi\u00f9 su questa sua invisibilit\u00e0\".  Si era seduto, dopo\nun'occhiata nervosa fuori dalla finestra, con l'aria di un uomo che deve\nparlare. I suoi dubbi sulla sanit\u00e0 mentale dell'intera faccenda sono balenati e svaniti\ne svanirono di nuovo quando guard\u00f2 Griffin seduto al tavolo della colazione.\ntavolo della colazione, una vestaglia senza testa e senza mani, che si puliva labbra invisibili su un tovagliolo miracolosamente\nsu un tovagliolo miracolosamente tenuto.\n\n \u00c8 abbastanza semplice e credibile, disse Griffin, mettendo da parte il tovagliolo e appoggiando la testa invisibile sulla mano invisibile.\ne appoggi\u00f2 la testa invisibile su una mano invisibile.\n\n Senza dubbio, per voi, ma Kemp ha riso.\n\n Beh, s\u00ec; a me all'inizio \u00e8 sembrato meraviglioso, senza dubbio. Ma ora,\ngrande Dio! ... Ma faremo ancora grandi cose! Sono arrivato sulla roba\nprima a Chesilstowe.\n\n Chesilstowe?\n\n Ci sono andato dopo aver lasciato Londra. Sa che ho abbandonato la medicina e ho intrapreso\nfisica? No; beh, l'ho fatto. La luce mi affascinava.\n\n Ah!\n\n Densit\u00e0 ottica! L'intero argomento \u00e8 una rete di enigmi, una rete\ncon soluzioni che si intravedono in modo sfuggente. Ed essendo solo\ndue anni e venti e pieno di entusiasmo, dissi: \"Dedicher\u00f2 la mia vita a questo\na questo. Ne vale la pena.  Sapete che sciocchi siamo a\ndue anni e venti?\n\n Stupidi allora o stupidi oggi, ha detto Kemp.\n\n Come se sapere potesse essere una soddisfazione per un uomo!\n\n Ma sono andato a lavorare come uno schiavo. E non avevo quasi lavorato e riflettuto sei mesi prima che la luce\nsei mesi prima che la luce entrasse attraverso una delle maglie\nimprovvisamente accecante! Ho trovato un principio generale sui pigmenti e sulla\nrifrazione, una formula, un'espressione geometrica che coinvolgeva quattro\ndimensioni. Gli sciocchi, gli uomini comuni, persino i matematici comuni, non sanno\nnulla di ci\u00f2 che un'espressione generale pu\u00f2 significare per lo studente di\nfisica molecolare. Nei libri che quel vagabondo ha nascosto ci sono\nci sono meraviglie, miracoli! Ma questo non era un metodo, era un'idea, che poteva\nche avrebbe potuto portare a un metodo con il quale sarebbe stato possibile, senza cambiare\nsenza cambiare nessun'altra propriet\u00e0 della materia, tranne, in alcuni casi, abbassare l'indice di rifrazione di una sostanza.\ndi abbassare l'indice di rifrazione di una sostanza, solida o liquida, a quello dell'aria\ndell'aria per quanto riguarda tutti gli scopi pratici.\n\n Phew! disse Kemp.  \u00c8 strano! Ma comunque non vedo proprio... Posso capire che\nPosso capire che in questo modo si possa rovinare una pietra di valore, ma l'invisibilit\u00e0 personale\ninvisibilit\u00e0 personale \u00e8 ben altra cosa.\n\n Esattamente, ha detto Griffin.  Ma considerate che la visibilit\u00e0 dipende dall'azione\nazione dei corpi visibili sulla luce. Un corpo assorbe la luce, oppure\nla riflette o la rifrange, o fa tutte queste cose. Se non riflette\nnon riflette n\u00e9 rifrange n\u00e9 assorbe la luce, non pu\u00f2 essere di per s\u00e9\nvisibile. Si vede una scatola rossa opaca, per esempio, perch\u00e9 il colore\nassorbe parte della luce e riflette il resto, tutta la parte rossa della luce.\nluce. Se non assorbisse una parte particolare della luce, ma la riflettesse tutta.\nluce, ma la riflettesse tutta, allora sarebbe una scatola bianca e brillante.\nArgento! Una scatola di diamanti non assorbirebbe gran parte della luce n\u00e9 rifletterebbe molto dalla\nn\u00e9 rifletterebbe molto dalla superficie generale, ma solo qui e l\u00e0 dove le superfici\ndove le superfici sono favorevoli, la luce verrebbe riflessa e rifratta, in modo tale da\nrifratta, in modo da ottenere una brillante apparizione di riflessi e traslucenze.\nriflessi e traslucenze, una sorta di scheletro di luce. Una scatola di vetro\nnon sarebbe cos\u00ec brillante, n\u00e9 cos\u00ec chiaramente visibile, come una scatola di diamanti,\nperch\u00e9 ci sarebbero meno rifrazioni e riflessioni. Lo vedete? Da\nda certi punti di vista si vedrebbe abbastanza chiaramente attraverso di essa. Alcuni\nvetro sarebbero pi\u00f9 visibili di altri, una scatola di vetro di selce\nuna scatola di vetro di selce sarebbe pi\u00f9 luminosa di una scatola di normale vetro da finestra. Una scatola di vetro comune molto\nuna scatola di vetro comune molto sottile sarebbe difficile da vedere in caso di cattiva luce, in quanto\nassorbire quasi nulla della luce e rifrangere e riflettere molto poco. E se si\nse si mette una lastra di vetro bianco comune nell'acqua, e ancor pi\u00f9 se la si mette in un liquido pi\u00f9 denso dell'acqua, essa\nun liquido pi\u00f9 denso dell'acqua, il vetro scomparirebbe quasi del tutto,\nperch\u00e9 la luce che passa dall'acqua al vetro \u00e8 solo leggermente rifratta o\nriflesso o influenzato in alcun modo. \u00c8 quasi invisibile come un\ngetto di gas di carbone o di idrogeno nell'aria. E proprio per lo stesso motivo!\nmotivo!\n\n S\u00ec, ha detto Kemp, \u00e8 una cosa piuttosto semplice.\n\n Ed ecco un altro fatto che saprete essere vero. Se una lastra di vetro\nSe una lastra di vetro viene frantumata, Kemp, e ridotta in polvere, diventa molto pi\u00f9\nvisibile mentre \u00e8 in aria; alla fine diventa una polvere bianca opaca.\npolvere opaca. Questo perch\u00e9 la polverizzazione moltiplica le superfici del vetro in corrispondenza delle quali\nvetro in cui si verificano la rifrazione e la riflessione. Nella lastra di vetro\nvetro ci sono solo due superfici; nella polvere la luce viene riflessa o rifratta da ogni singolo\nrifratta da ogni granello che attraversa, e ben poco riesce a passare\nattraverso la polvere. Ma se il vetro bianco in polvere viene messo in acqua,\nsvanisce immediatamente. Il vetro in polvere e l'acqua hanno lo stesso indice di rifrazione.\nindice di rifrazione, cio\u00e8 la luce subisce pochissima rifrazione o riflessione nel passare dall'uno all'altra.\no riflessione nel passaggio dall'uno all'altro.\n\n Si rende invisibile il vetro mettendolo in un liquido che abbia quasi lo stesso indice di rifrazione.\ndi rifrazione; una cosa trasparente diventa invisibile se viene\nse viene messa in un mezzo che ha quasi lo stesso indice di rifrazione. E se volete\nun attimo, vedrete anche che la polvere di vetro pu\u00f2 essere\npolvere di vetro potrebbe scomparire nell'aria, se si riuscisse a rendere il suo indice di rifrazione uguale a quello dell'aria.\nstesso indice di rifrazione dell'aria, perch\u00e9 in tal caso non ci sarebbe n\u00e9 rifrazione n\u00e9 riflessione\nriflessione nel passaggio della luce dal vetro all'aria.\n\n S\u00ec, s\u00ec, disse Kemp.  Ma un uomo non \u00e8 vetro in polvere!\n\n No, ha detto Griffin.  \u00c8 pi\u00f9 trasparente!\n\n Sciocchezze!\n\n Da un medico! Come si dimentica! Hai gi\u00e0 dimenticato la tua\nfisica, in dieci anni? Pensate a tutte le cose che sono\ntrasparenti e che sembrano non esserlo. La carta, per esempio, \u00e8 composta da fibre\nfibre trasparenti, ed \u00e8 bianca e opaca solo per lo stesso motivo per cui una polvere di vetro \u00e8 bianca e opaca.\nche una polvere di vetro \u00e8 bianca e opaca. Carta bianca, riempire gli interstizi\nriempire gli interstizi tra le particelle con olio, in modo che non vi sia pi\u00f9\ndi olio, riempire gli interstizi tra le particelle con olio, in modo che non ci sia pi\u00f9 rifrazione o riflessione se non in corrispondenza delle superfici, e diventa\ntrasparente come il vetro. E non solo la carta, ma anche le fibre di cotone, di lino, di lana e di legno.\nfibra di cotone, di lino, di lana, di legno e di _osso_, Kemp, _carne_, Kemp,\ncapelli, Kemp, le unghie e i nervi, Kemp, in realt\u00e0 l'intero tessuto dell'uomo, eccetto il rosso del sangue e il rosso dei nervi.\nuomo, ad eccezione del rosso del sangue e del pigmento nero dei capelli, sono tutte\ntessuto trasparente e incolore. Basta cos\u00ec poco per renderci\nvisibili l'uno all'altro. Per la maggior parte le fibre di un essere vivente non sono pi\u00f9 opache\ndi una creatura vivente non sono pi\u00f9 opache dell'acqua.\n\n Santo cielo! grid\u00f2 Kemp.  Certo, certo! Stavo pensando solo\nieri sera alle larve marine e a tutti i pesci gelatinosi!\n\n Ora mi avete preso! E tutto ci\u00f2 che sapevo e avevo in mente un anno dopo aver lasciato\nlasciato Londra sei anni fa. Ma l'ho tenuto per me. Ho dovuto fare il mio lavoro\nin condizioni di svantaggio spaventose. Oliver, il mio professore, era un\nscientifico, un giornalista per istinto, un ladro di idee che\nficcanasare! E voi conoscete il sistema infame del mondo scientifico. I\nsemplicemente non avrei pubblicato e avrei lasciato che si dividesse i miei meriti. Continuai a\nlavoro; mi avvicinavo sempre di pi\u00f9 a trasformare la mia formula in un esperimento,\nuna realt\u00e0. Non lo dissi ad anima viva, perch\u00e9 intendevo far balenare il mio lavoro al mondo con effetto\nmondo con un effetto schiacciante e diventare famoso in un colpo solo. Ho affrontato\nla questione dei pigmenti per colmare alcune lacune. E all'improvviso, non per\nper caso, feci una scoperta in fisiologia.\n\n S\u00ec?\n\n Conoscete la materia colorante rossa del sangue; essa pu\u00f2 essere resa\nbianco incolore e rimanere con tutte le funzioni che ha ora!\n\nKemp emise un grido di incredulo stupore.\n\nL'Uomo Invisibile si alz\u00f2 e cominci\u00f2 a camminare nel piccolo studio.  Si pu\u00f2 benissimo\nesclamare. Ricordo quella notte. Era notte fonda e di giorno ci si preoccupava di\ndi giorno si era infastiditi da studenti sciocchi e sprovveduti e io lavoravo allora\na volte fino all'alba. Arriv\u00f2 all'improvviso, splendido e completo nella mia\nmente. Ero solo; il laboratorio era immobile, con le luci alte che\nche bruciavano luminose e silenziose. In tutti i miei grandi momenti sono stato\nsolo.  Si poteva rendere un animale un tessuto trasparente! Si poteva rendere\ninvisibile! Tutto, tranne i pigmenti, potrei essere invisibile!  dissi,\nrendendomi improvvisamente conto di cosa significasse essere un albino con una tale conoscenza.\nEra travolgente. Lasciai il lavoro di filtraggio che stavo facendo e andai a\ne andai a fissare le stelle fuori dalla grande finestra.  Potevo essere invisibile!  I\nripetuto.\n\n Fare una cosa del genere significherebbe trascendere la magia. E vidi,\nsenza dubbio, una magnifica visione di tutto ci\u00f2 che l'invisibilit\u00e0 pu\u00f2 significare per un uomo.\nper un uomo: il mistero, il potere, la libert\u00e0. Svantaggi non ne vedevo\nnessuno. Basta pensare! E io, un manifestante malandato e povero,\ne povero, che insegnava a degli sciocchi in un collegio di provincia, potrei\nimprovvisamente diventare questo. Ti chiedo, Kemp, se tu... Chiunque, vi dico,\nsi sarebbe buttato su quella ricerca. E ho lavorato tre anni,\ne ogni montagna di difficolt\u00e0 su cui mi affannavo ne mostrava un'altra dalla sua\ncima. Gli infiniti dettagli! E l'esasperazione! Un professore, un\nprofessore di provincia, sempre indiscreto.  Quando pubblicher\u00e0\nquesto tuo lavoro? era la sua eterna domanda. E gli studenti,\ni mezzi angusti! Ho avuto tre anni di tempo\n\n E dopo tre anni di segretezza e di esasperazione, mi sono accorto che completarlo era impossibile.\ncompletarlo era impossibile.\n\n Come? chiese Kemp.\n\n Soldi, disse l'Uomo Invisibile, e torn\u00f2 a fissare fuori dalla finestra.\nfinestra.\n\nSi volt\u00f2 bruscamente.  Ho derubato il vecchio che ha derubato mio padre.\n\n Il denaro non era suo e si \u00e8 sparato.\n\n\n\n\nCAPITOLO XX.\nNELLA CASA DI GREAT PORTLAND STREET\n\n\nPer un attimo Kemp rimase in silenzio, fissando la schiena della figura senza testa alla finestra.\nfigura senza testa alla finestra. Poi si alz\u00f2, colpito da un pensiero, si alz\u00f2, prese il braccio dell'Uomo Invisibile e lo allontan\u00f2 dal panorama.\nbraccio dell'Uomo Invisibile e lo allontan\u00f2 dal panorama.\n\n Sei stanco, disse, e mentre io mi siedo, tu vai in giro. Prendi la mia\nsedia.\n\nSi mise tra Griffin e la finestra pi\u00f9 vicina.\n\nPer un po' Griffin rimase in silenzio, poi riprese bruscamente:\n\n Mi ha detto che avevo gi\u00e0 lasciato il cottage di Chesilstowe quando \u00e8 successo.\naccadde. Era il dicembre scorso. Avevo preso una stanza a Londra, una grande camera\nstanza non ammobiliata in un grande alloggio mal gestito in una baraccopoli vicino a Great Portland Street.\nGreat Portland Street. La stanza fu presto piena di apparecchi che avevo comprato con i suoi soldi.\nacquistati con i suoi soldi; il lavoro procedeva costantemente, con successo,\ne si avvicinava alla fine. Ero come un uomo che esce da una boscaglia e si imbatte in una tragedia senza senso.\nall'improvviso una tragedia senza senso. Andai a seppellirlo. La mia mente\nmente a questa ricerca e non ho mosso un dito per salvare il suo personaggio.\npersonaggio. Ricordo il funerale, il carro funebre da quattro soldi, la scarsa\ncerimonia, la collina ventosa e gelata, e il vecchio amico di universit\u00e0 che\nche lesse la funzione su di lui, un vecchio malandato, nero e curvo con un\nun raffreddore piagnucoloso.\n\n Ricordo di aver camminato fino alla casa vuota, attraversando il luogo che un tempo era stato un villaggio e che ora era stato rattoppato e aggiustato dalle taniche.\nun tempo era stato un villaggio e che ora era stato rattoppato e\ncostruttori in una brutta immagine di citt\u00e0. Le strade si snodavano in ogni direzione\nnei campi profanati e finivano in cumuli di macerie ed erbacce umide.\nerbacce umide. Ricordo me stesso come una figura nera e spigolosa, che percorreva il marciapiede\nscivoloso e lucido marciapiede, e lo strano senso di distacco che sentivo\ndalla squallida rispettabilit\u00e0, dal sordido commercio del luogo.\n\n Non mi dispiaceva affatto per mio padre. Mi sembrava la vittima del suo\nvittima del suo stesso sciocco sentimentalismo. L'attuale situazione richiedeva la mia\nfunerale, ma in realt\u00e0 non era affar mio.\n\n Ma percorrendo la High Street, la mia vecchia vita mi torn\u00f2 per un po' di tempo.\nperch\u00e9 incontrai la ragazza che avevo conosciuto dieci anni prima. I nostri occhi si incontrarono.\n\n Qualcosa mi ha spinto a tornare indietro e a parlare con lei. Era una persona molto\npersona comune.\n\n \u00c8 stato tutto come un sogno, quella visita ai luoghi antichi. Non sentivo\ndi essere solo, di essere uscito dal mondo in un luogo desolato.\nluogo desolato. Apprezzavo la mia perdita di simpatia, ma la attribuivo all'inanit\u00e0 generale delle cose.\nall'inanit\u00e0 generale delle cose. Rientrare nella mia stanza mi sembr\u00f2 come\nrecupero della realt\u00e0. C'erano le cose che conoscevo e amavo. L\u00ec\nc'erano gli apparecchi, gli esperimenti disposti e in attesa. E ora\nnon rimaneva quasi nessuna difficolt\u00e0, al di l\u00e0 della pianificazione dei dettagli.\n\n Le dir\u00f2, Kemp, prima o poi, tutti i complicati processi.\nNon \u00e8 il caso di parlarne ora. Per la maggior parte, salvo alcune lacune che ho deciso di\ndi ricordare, sono scritti in codice in quei libri che il vagabondo ha nascosto.\nha nascosto. Dobbiamo dargli la caccia. Dobbiamo recuperare quei libri. Ma\nLa fase essenziale consisteva nel collocare l'oggetto trasparente di cui si voleva abbassare l'indice di rifrazione tra due centri radianti di un\nindice di rifrazione doveva essere abbassato tra due centri di irradiazione di una\nuna sorta di vibrazione eterea, di cui vi parler\u00f2 pi\u00f9 diffusamente in seguito.\nNo, non quelle vibrazioni R ntgen, non so se queste mie altre sono state descritte.\nsono state descritte. Eppure sono abbastanza evidenti. Avevo bisogno di due piccole\ndue piccole dinamo, che ho fatto funzionare con un economico motore a gas. Il mio primo\nesperimento fu con un po' di tessuto di lana bianca. Era la cosa pi\u00f9 strana del mondo\npi\u00f9 strano del mondo vederlo nello sfarfallio dei lampi morbido e\nbianco, e poi vederlo sfumare come una corona di fumo e svanire.\n\n Non riuscivo a credere di averlo fatto. Misi la mano nel\nvuoto, ed ecco la cosa solida come sempre. L'ho toccata\ngoffamente e la gettai sul pavimento. Feci un po' di fatica a ritrovarla.\ndi nuovo.\n\n E poi \u00e8 arrivata un'esperienza curiosa. Ho sentito un miagolio dietro di me e\ne, voltandomi, vidi un gatto bianco e magro, molto sporco, sul coperchio della cisterna fuori dalla finestra.\nfinestra. Mi venne in mente un pensiero.  \u00c8 tutto pronto per te, mi\ndissi, andai alla finestra, la aprii e la chiamai dolcemente. Lei entr\u00f2\nfusa, la povera bestia stava morendo di fame e le ho dato un po' di latte. Tutto\ncibo era in una credenza nell'angolo della stanza. Dopo di che\nannus\u00f2 per la stanza, evidentemente con l'idea di mettersi a\ncasa. Lo straccio invisibile l'ha un po' turbata; avreste dovuto vederla sputare!\nsputare! Ma la misi a suo agio sul cuscino del mio letto a castello.\nE le ho dato del burro per farla lavare.\n\n E tu l'hai elaborata?\n\n L'ho elaborata. Ma dare farmaci a un gatto non \u00e8 uno scherzo, Kemp! E il\nprocesso \u00e8 fallito.\n\n Fallito!\n\n In due particolari. Si tratta degli artigli e del pigmento, cos'\u00e8?\ncos'\u00e8? nella parte posteriore dell'occhio del gatto. Avete presente?\n\n _Tapetum_.\n\n S\u00ec, il _tapetum_. Non \u00e8 andata. Dopo aver dato la roba per sbiancare\nil sangue e averle fatto altre cose, ho dato l'oppio alla bestia,\ne misi lei e il cuscino su cui dormiva, sull'apparecchio. E\ndopo che tutto il resto era sbiadito e svanito, rimasero due piccoli\nfantasmi dei suoi occhi.\n\n Strano!\n\n Non riesco a spiegarlo. Era bendata e bloccata, ovviamente, in modo da tenerla al sicuro.\nal sicuro; ma si \u00e8 svegliata quando era ancora annebbiata, e ha miagolato tristemente,\ne qualcuno buss\u00f2. Era un'anziana donna del piano di sotto, che\nsospettava che stessi vivisezionando una vecchia creatura ubriaca, con solo un gatto bianco da accudire in tutto l'ambiente.\ngatto bianco di cui prendersi cura in tutto il mondo. Tirai fuori del cloroformio,\nlo applicai, e aprii la porta.  Ho sentito un gatto? chiese.  Il mio\ngatto?   Non qui, dissi io, molto educatamente. Era un po' dubbiosa e\ne cerc\u00f2 di scrutarmi nella stanza; abbastanza strana per lei, senza dubbio.\nsenza dubbio le pareti nude, le finestre non oscurate, il letto a carrelli, con il motore a gas che vibrava e il\nvibrante del motore a gas, e il fetore dei punti radianti, e quel lieve spettrale\npungente del cloroformio nell'aria. Alla fine dovette accontentarsi e\ne se ne and\u00f2 di nuovo.\n\n Quanto tempo ci \u00e8 voluto? ha chiesto Kemp.\n\n Tre o quattro ore il gatto. Le ossa, i tendini e il grasso erano gli ultimi\nultimi ad andarsene, e le punte dei peli colorati. E, come ho detto, la parte posteriore\nparte posteriore dell'occhio, dura e iridescente, non se ne andava affatto.\n\n Fuori era gi\u00e0 notte da un pezzo, e non si vedeva nulla se non gli occhi fiochi e gli artigli.\nera visibile se non gli occhi fiochi e gli artigli. Ho fermato il motore a gas\nmotore a gas, ho cercato e accarezzato la bestia, che era ancora insensibile, e poi, stanco, l'ho lasciata dormire sul cuscino invisibile e sono andato a casa.\npoi, stanco, la lasciai dormire sul cuscino invisibile e andai a letto.\nletto. Ho fatto fatica a dormire. Rimasi sveglio a pensare a cose deboli e senza scopo,\nripassando l'esperimento pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, o sognando febbrilmente\ndi cose che si annebbiavano e sparivano intorno a me, fino a quando tutto, il terreno su cui mi trovavo, svan\u00ec.\nterra su cui mi trovavo, svan\u00ec, e cos\u00ec arrivai a quella strana caduta\nincubo che si ha. Verso le due, il gatto cominci\u00f2 a miagolare per la stanza. I\nHo cercato di zittirlo parlandogli e poi ho deciso di spegnerlo. I\nRicordo lo shock che ebbi quando, accendendo una luce, vennero fuori solo gli\nocchi rotondi che brillavano di verde e niente intorno. Avrei voluto dargli del\nlatte, ma non ne avevo. Non voleva stare in silenzio, si sedeva e\nmiagolava alla porta. Cercai di prenderlo, con l'idea di metterlo\ndalla finestra, ma non si lasciava prendere e spariva. Poi\nPoi cominci\u00f2 a miagolare in diversi punti della stanza. Alla fine aprii la finestra e\nfinestra e ho fatto un po' di confusione. Suppongo che alla fine sia uscito. Non ho mai visto\npi\u00f9 nulla.\n\n Allora il cielo sa perch\u00e9 caddi pensando di nuovo al funerale di mio padre,\ne a quella lugubre collina ventosa, finch\u00e9 non arriv\u00f2 il giorno. Mi accorsi che dormire\nera senza speranza e, chiusa a chiave la porta, uscii per le strade del mattino.\nstrade del mattino.\n\n Non vorrai dire che c'\u00e8 un gatto invisibile in libert\u00e0! disse Kemp.\n\n Se non \u00e8 stato ucciso, disse l'Uomo Invisibile.  Perch\u00e9 no?\n\n Perch\u00e9 no? disse Kemp.  Non volevo interrompere.\n\n Molto probabilmente \u00e8 stato ucciso, disse l'Uomo Invisibile.  Era vivo\nquattro giorni dopo, lo so, e gi\u00f9 per una grata in Great Titchfield Street;\nperch\u00e9 ho visto una folla intorno al posto, che cercava di capire da dove venisse quel\nmiagolio.\n\nRimase in silenzio per quasi un minuto. Poi riprese bruscamente:\n\n Ricordo molto bene quella mattina prima del cambiamento. Devo aver\nGreat Portland Street. Ricordo la caserma in Albany\nAlbany Street, e i soldati a cavallo che uscivano, e alla fine trovai la cima di Primrose Hill.\nPrimrose Hill. Era una giornata soleggiata di gennaio, una di quelle\ngiorni di sole e di gelo che quest'anno hanno preceduto la neve. Il mio cervello stanco\ncercava di formulare la posizione, di tracciare un piano d'azione.\n\n Ero sorpreso di scoprire, ora che il mio premio era a portata di mano, quanto\ninconcludente il suo raggiungimento. In effetti ero esaurito; lo stress intenso di quasi quattro anni di lavoro\nLo stress intenso di quasi quattro anni di lavoro ininterrotto mi aveva lasciato\ndi quasi quattro anni di lavoro continuo mi aveva lasciato incapace di qualsiasi forza d'animo. Ero apatico e cercavo invano di recuperare l'entusiasmo\ndi recuperare l'entusiasmo delle mie prime ricerche, la passione per la scoperta che mi aveva permesso di\nscoperta che mi aveva permesso di raggiungere anche la caduta dei capelli grigi di mio padre.\nmio padre. Sembrava che nulla avesse importanza. Vedevo abbastanza chiaramente\nche si trattava di uno stato d'animo passeggero, dovuto al sovraccarico di lavoro e alla mancanza di sonno, e che\nche con i farmaci o con il riposo sarebbe stato possibile recuperare le mie energie.\n\n L'unica cosa che riuscivo a pensare con chiarezza era che la cosa doveva essere portata a termine.\nl'idea fissa mi dominava ancora. E presto, perch\u00e9 il denaro che avevo\nera quasi esaurito. Guardai la collina, con i bambini che giocavano e le ragazze che li guardavano.\ncon i bambini che giocavano e le ragazze che li guardavano, e cercai di pensare a tutti i vantaggi\nfantastici vantaggi che un uomo invisibile avrebbe avuto nel mondo. Dopo un po\ndopo un po' di tempo strisciai verso casa, presi del cibo e una forte dose di stricnina,\ne andai a dormire vestito sul mio letto sfatto. La stricnina \u00e8 un grande\ntonico, Kemp, per togliere la flaccidit\u00e0 a un uomo.\n\n \u00c8 il diavolo, disse Kemp.  \u00c8 il paleolitico in bottiglia.\n\n Mi sono svegliato molto rinvigorito e piuttosto irritabile. Capite?\n\n Conosco la materia.\n\n E qualcuno buss\u00f2 alla porta. Era il mio padrone di casa con\nminacce e richieste di informazioni, un vecchio ebreo polacco con un lungo cappotto grigio e ciabatte unte\npantofole unte. Avevo tormentato un gatto durante la notte, era sicuro che la lingua della vecchia\ndonna si fosse data da fare. Insisteva per sapere tutto. Le leggi\nleggi di questo paese contro la vivisezione erano molto severe.\nresponsabile. Io negai il gatto. Poi la vibrazione del piccolo motore a gas\nsi sentiva in tutta la casa, disse. Questo era vero, certamente. Egli\nmi ha aggirato nella stanza, scrutando con i suoi occhiali tedeschi d'argento.\nocchiali d'argento, e un'improvvisa paura mi assal\u00ec: che potesse portarsi via\nqualcosa del mio segreto. Cercai di tenermi tra lui e l'apparato\nconcentrante che avevo predisposto, ma questo non fece altro che renderlo pi\u00f9\ncuriosit\u00e0. Che cosa stavo facendo? Perch\u00e9 ero sempre solo e riservato? Era\nlegale? Era pericoloso? Non pagavo altro che il solito affitto. La sua\nera sempre stata una casa rispettabilissima in un quartiere malfamato.\nImprovvisamente il mio temperamento cedette. Gli dissi di andarsene. Cominci\u00f2 a\na protestare, a blaterare del suo diritto d'ingresso. In un attimo lo presi per il\nun attimo lo presi per il colletto; qualcosa si strapp\u00f2 e lui usc\u00ec di scatto nel suo stesso\npassaggio. Sbattei e chiusi a chiave la porta e mi sedetti tremante.\n\n Fuori ha fatto un po' di confusione, che io ho ignorato, e dopo un po' \u00e8 andato via.\nand\u00f2 via.\n\n Ma questo port\u00f2 la situazione a una crisi. Non sapevo cosa avrebbe fatto,\ne nemmeno cosa avesse il potere di fare. Trasferirsi in nuovi appartamenti avrebbe\navrebbe significato ritardare; in tutto mi erano rimaste appena venti sterline al mondo, per la maggior parte\nin gran parte in banca e non potevo permettermelo. Sparisci!\nEra irresistibile. Ci sarebbe stata un'inchiesta, il saccheggio della mia stanza.\nstanza.\n\n Al pensiero della possibilit\u00e0 che il mio lavoro venga esposto o\ninterrotto proprio nel suo momento culminante, mi arrabbiai molto e mi attivai. I\ncon i miei tre libretti di banconote, il mio libretto degli assegni, il vagabondo li ha\ne li ho indirizzati dal pi\u00f9 vicino Ufficio Postale a una casa di\npostale pi\u00f9 vicina a una casa di recapito per lettere e pacchi in Great Portland Street. Ho cercato di uscire\nuscire senza far rumore. Rientrando, trovai il mio padrone di casa che saliva tranquillamente al piano di sopra;\nsuppongo che avesse sentito la porta chiudersi. Avreste riso nel vederlo\nvederlo saltare di lato sul pianerottolo mentre io gli andavo dietro. Mi ha guardato\nmi ha guardato mentre lo superavo e ho fatto tremare la casa sbattendo la mia porta.\ndella mia porta. L'ho sentito arrivare scalpitando al mio piano, esitare e scendere.\nscendere. Mi misi subito al lavoro per prepararmi.\n\n Tutto \u00e8 stato fatto quella sera e quella notte. Mentre ero ancora seduto\nsotto l'influenza malaticcia e sonnolenta dei farmaci che decolorano il sangue,\nbussarono ripetutamente alla porta. Cess\u00f2, i passi si allontanarono e tornarono\npassi si allontanarono e tornarono, e i colpi ripresero. Ci fu un tentativo\ndi spingere qualcosa sotto la porta, una carta blu. Allora, in un impeto di\nirritazione mi alzai e andai a spalancare la porta.  E adesso?\ndissi.\n\n Era il mio padrone di casa, con un avviso di espulsione o qualcosa del genere. Me lo teneva\nmi ha teso la mano, ha visto qualcosa di strano nelle mie mani, credo, e ha alzato gli occhi sul mio viso.\ni suoi occhi sul mio viso.\n\n Per un attimo rimase a bocca aperta. Poi emise una specie di grido inarticolato,\nlasci\u00f2 cadere insieme la candela e lo scritto e and\u00f2 a sbattere nel buio\npassaggio verso le scale. Chiusi la porta, la chiusi a chiave e andai allo specchio.\nspecchio. Allora capii il suo terrore.... Il mio viso era bianco come\npietra bianca.\n\n Ma era tutto orribile. Non mi aspettavo la sofferenza. Una notte di\nangoscia, di malessere e di svenimenti. Ho messo i denti, anche se la mia pelle\npelle era in fiamme, tutto il mio corpo era in fiamme; ma rimasi sdraiata l\u00ec come una cupa\nmorte. Ora capivo come mai il gatto avesse ululato finch\u00e9 non l'avevo\ncloroformio. Per fortuna vivevo da sola e non curata nella mia stanza.\nCi furono momenti in cui singhiozzai, gemetti e parlai. Ma mi sono attenuta a\nit.... Divenni insensibile e mi svegliai languidamente nell'oscurit\u00e0.\n\n Il dolore era passato. Credevo che mi stessi uccidendo e non me ne\ncura. Non dimenticher\u00f2 mai quell'alba, e lo strano orrore di vedere\nche le mie mani erano diventate come un vetro annebbiato, e di vederle diventare\nsempre pi\u00f9 chiare e sottili man mano che il giorno passava, finch\u00e9 alla fine riuscii a vedere il disordine malaticcio della mia stanza attraverso\ndisordine malaticcio della mia stanza, anche se chiudevo le palpebre trasparenti.\npalpebre trasparenti. Le mie membra divennero vitree, le ossa e le arterie svanirono,\nsvanite, e i piccoli nervi bianchi si spensero. Strinsi i denti e\ne rimasi l\u00ec fino alla fine. Alla fine rimasero solo le punte morte delle unghie, pallide e bianche.\npallide e bianche e la macchia marrone di un acido sulle mie dita.\ndita.\n\n Mi sono alzato a fatica. All'inizio ero incapace, come un neonato\nneonato che camminava con arti che non vedevo. Ero debole e molto affamato.\nAndavo a fissare il nulla nel mio vetro da barba, il nulla tranne quello in cui\nun pigmento attenuato rimaneva ancora dietro la retina dei miei occhi,\npi\u00f9 debole della nebbia. Dovevo aggrapparmi al tavolo e premere la fronte contro il vetro.\ncontro il vetro.\n\n Solo con un frenetico sforzo di volont\u00e0 mi sono trascinata fino all'apparato e ho portato a termine il processo.\nall'apparecchio e completare il processo.\n\n Dormii durante il pomeriggio, tirando il lenzuolo sugli occhi per spegnere la luce.\nverso mezzogiorno fui nuovamente svegliato da un colpo. Le mie\nforze erano tornate. Mi alzai, ascoltai e sentii un sussurro. I\nin piedi e, nel modo pi\u00f9 silenzioso possibile, cominciai a staccare le connessioni del mio\ndell'apparato e a distribuirlo nella stanza, in modo da distruggere\ndi distribuirlo nella stanza, in modo da distruggere le suggestioni della sua disposizione. Poco dopo il bussare\nbussare di nuovo e si udirono delle voci, prima quella del mio padrone di casa e poi altre due.\naltre due. Per guadagnare tempo risposi. Lo straccio e il cuscino invisibili furono\na portata di mano, aprii la finestra e li gettai sul coperchio della cisterna.\ncoperchio. Mentre la finestra si apriva, un forte urto si abbatt\u00e9 sulla porta. Qualcuno\nqualcuno l'aveva caricata con l'idea di rompere la serratura. Ma i robusti catenacci\nche avevo montato qualche giorno prima lo fermarono. Questo mi spavent\u00f2, mi fece\narrabbiato. Cominciai a tremare e a fare le cose di fretta.\n\n Ho messo insieme un po' di carta sciolta, paglia, carta da imballaggio e cos\u00ec via,\nal centro della stanza e accesi il gas. Cominciarono a piovere forti colpi\npiovere sulla porta. Non riuscivo a trovare i fiammiferi. Battei le mani sul\nsul muro dalla rabbia. Abbassai di nuovo il gas, uscii dalla finestra sul coperchio della cisterna, abbassai molto dolcemente il battente e mi sedetti\nfinestra sul coperchio della cisterna, abbassai molto dolcemente l'anta e mi sedetti, sicuro e invisibile, ma tremante di rabbia, per\nsicuro e invisibile, ma fremente di rabbia, per osservare gli eventi.\nHanno spaccato un pannello, ho visto, e in un altro momento hanno staccato le graffe dei bulloni.\nle graffe dei catenacci e si trovavano nel vano della porta aperta. Erano il\npadrone di casa e i suoi due figliastri, giovani robusti di tre o quattro e\nventi. Dietro di loro svolazzava la vecchia megera del piano di sotto.\n\n Potete immaginare il loro stupore nel trovare la stanza vuota. Uno dei\ngiovani si precipit\u00f2 subito alla finestra, la alz\u00f2 e fiss\u00f2 fuori.\nI suoi occhi fissi e il suo viso barbuto dalle labbra spesse arrivavano a un metro dal mio\nviso. Avevo una mezza idea di colpire il suo viso sciocco, ma arrestai il mio pugno raddoppiato.\npugno raddoppiato. Mi guard\u00f2 dritto negli occhi. E cos\u00ec fecero gli altri quando\nsi unirono a lui. Il vecchio and\u00f2 a sbirciare sotto il letto e poi si precipitarono tutti verso l'armadio.\ntutti si precipitarono verso l'armadio. Dovettero discutere a lungo\nin yiddish e in inglese cockney. Giunsero alla conclusione che non avevo risposto,\nche la loro immaginazione li aveva ingannati. Un sentimento di straordinaria\nstraordinario di euforia prese il posto della mia rabbia mentre mi sedevo fuori dalla finestra e\nfuori dalla finestra e osservavo queste quattro persone, perch\u00e9 la vecchia signora entr\u00f2, guardando\nsospettosa intorno a s\u00e9 come un gatto, cercando di capire l'enigma del mio comportamento.\nmio comportamento.\n\n Il vecchio, per quanto potessi capire i suoi _patois_, era d'accordo con la signora che io fossi un vivisezionatore.\ncon l'anziana signora che ero un vivisezionatore. I figli protestarono in un inglese stentato\ninglese che ero un elettricista e si appellarono alle dinamo e ai radiatori.\nradiatori. Erano tutti nervosi per il mio arrivo, anche se poi scoprii che avevano sprangato la porta d'ingresso.\nche avevano sprangato la porta d'ingresso. La vecchia signora sbirci\u00f2\nnell'armadio e sotto il letto, e uno dei giovani spinse il registro e fiss\u00f2 il camino.\nuno dei giovani spinse il registro e fiss\u00f2 il camino. Uno dei miei inquilini, un\nun commerciante che divideva la stanza di fronte con un macellaio, apparve sul pianerottolo.\nsul pianerottolo, fu chiamato e gli furono dette cose incoerenti.\n\n Mi venne in mente che i radiatori, se fossero finiti nelle mani di qualche persona acutamente\ndi qualche persona acutamente istruita, mi avrebbero rivelato troppo, e\ne, vista l'opportunit\u00e0, entrai nella stanza e rovesciai una delle\nuna delle piccole dinamo dal suo compagno su cui si trovava, e distrusse\nentrambi gli apparecchi. Poi, mentre loro cercavano di spiegare il fracasso, io\nschivai fuori dalla stanza e scesi dolcemente al piano di sotto.\n\n Sono andata in uno dei salotti e ho aspettato che scendessero,\nancora a speculare e a discutere, tutti un po' delusi di non trovare\norrori e tutti un po' perplessi per come si ponevano legalmente nei miei confronti.\nnei miei confronti. Poi sono risalito con una scatola di fiammiferi, ho acceso il mio\nmucchio di carta e spazzatura, misi le sedie e le lenzuola, portai il gas alla faccenda per mezzo del\ngas alla faccenda, per mezzo di un tubo di gomma india, e salutando la stanza l'ho lasciata per\naddio alla stanza, lasciandola per l'ultima volta.\n\n Avete sparato alla casa! ha esclamato Kemp.\n\n Ho sparato alla casa. Era l'unico modo per coprire le mie tracce e senza dubbio era\nera assicurata. Scavalcai silenziosamente i catenacci della porta d'ingresso e uscii in strada.\nin strada. Ero invisibile, e stavo appena iniziando a rendermi conto dello straordinario vantaggio\na rendermi conto dello straordinario vantaggio che la mia invisibilit\u00e0 mi dava. La mia testa\ndi tutte le cose selvagge e meravigliose che potevo fare.\nche avevo ora l'impunit\u00e0 di fare.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXI.\nIN OXFORD STREET\n\n\n La prima volta, scendendo le scale, ho trovato una difficolt\u00e0 inaspettata perch\u00e9 non vedevo i piedi.\nperch\u00e9 non riuscivo a vedere i miei piedi; in effetti sono inciampata due volte e ho provato una\nun'impacciata goffaggine nell'afferrare il chiavistello. Non guardando in basso,\nTuttavia, sono riuscito a camminare in piano abbastanza bene.\n\n Il mio stato d'animo, lo dico, era di esaltazione. Mi sentivo come un uomo vedente\ncon i piedi imbottiti e i vestiti senza rumore, in una citt\u00e0 di ciechi. I\nun impulso selvaggio a scherzare, a spaventare la gente, a dare pacche sulle spalle agli uomini, a scagliare i cappelli\nalle spalle, a scagliare i cappelli della gente e, in generale, a gioire del mio straordinario vantaggio.\nstraordinario vantaggio.\n\n Tuttavia, non ero ancora arrivata in Great Portland Street (il mio alloggio era vicino al negozio di\nalloggio era vicino al grande negozio di drappiere), quando sentii una commozione\nuna commozione e fui colpita violentemente alle spalle, e girandomi vidi un uomo\nun uomo che portava un cesto di sifoni per l'acqua gassata e che guardava stupito il suo\nil suo fardello. Sebbene il colpo mi avesse davvero ferito, trovai qualcosa di cos\u00ec\nirresistibile nel suo stupore che risi ad alta voce.  Il diavolo \u00e8 nel\nIl diavolo \u00e8 nel cestino, dissi, e glielo strappai improvvisamente di mano. Lasci\u00f2 la presa\nincontinente, e io feci oscillare tutto il peso in aria.\n\n Ma uno sciocco tassista, che si trovava fuori da un locale pubblico, si precipit\u00f2 all'improvviso su questo\ne le sue dita allungate mi presero con atroce violenza sotto l'orecchio.\nviolenza sotto l'orecchio. Lasciai cadere il tutto con un colpo secco sul\ne poi, tra le grida e lo sferragliare dei piedi intorno a me, la gente che usciva dai negozi, i veicoli che si fermavano\ngente che usciva dai negozi, veicoli che si accostavano, mi resi conto di ci\u00f2 che avevo fatto\ne maledicendo la mia follia, mi appoggiai a una vetrina e mi preparai a schivare la confusione.\ne mi preparai a schivare la confusione. In un attimo sarei stato incastrato nella folla e inevitabilmente\nin mezzo alla folla e inevitabilmente scoperto. Mi spinsi accanto a un garzone di macelleria, che per fortuna non si\nfortunatamente non si volt\u00f2 per vedere il nulla che lo spingeva da parte, e schivai dietro i quattro tassisti.\nschivando dietro la quattro ruote del tassista. Non so come abbiano\ncome abbiano risolto l'affare. Mi affrettai ad attraversare la strada, che era felicemente\nfortunatamente sgombra, e senza curarmi della direzione in cui andavo, nel terrore di essere scoperto che mi aveva dato l'incidente, mi tuffai\npaura di essere scoperto, mi immersi nella folla pomeridiana di Oxford Street.\ndi Oxford Street.\n\n Cercai di entrare nel flusso di persone, ma erano troppo fitte per me e in un attimo i miei talloni furono calpestati.\ne in un attimo i miei talloni furono calpestati. Mi misi a camminare nel\nche mi faceva male ai piedi, e subito l'albero di un carro attrezzi strisciante mi scav\u00f2\ne subito l'asta di un carro attrezzi strisciante mi colp\u00ec con forza sotto la\nscapola, ricordandomi che ero gi\u00e0 gravemente ammaccato. I\nbarcollando, evitai con un movimento convulso un perambulatore e mi ritrovai a fare i conti con la\nun perambulatore con un movimento convulso e mi ritrovai dietro il calesse. Un pensiero felice\nun pensiero felice mi salv\u00f2, e mentre questa procedeva lentamente seguii la sua\nscia immediata, tremando e stupito per la piega che aveva preso la mia avventura.\nE non solo tremavo, ma tremavo anche. Era una luminosa giornata di gennaio\ne io ero completamente nudo e la sottile melma di fango che ricopriva la strada\nera gelida. Per quanto mi sembri sciocco ora, non avevo calcolato che,\ntrasparente o meno, ero ancora suscettibile alle intemperie e a tutte le loro conseguenze.\nconseguenze.\n\n Poi, all'improvviso, mi venne un'idea brillante. Ho fatto il giro e sono salito\nnel taxi. E cos\u00ec, tremante, spaventata, annusando le prime avvisaglie di raffreddore, e con i lividi nella zona della schiena\ndi raffreddore, e con i lividi nella parte bassa della schiena\ncon i lividi nella parte bassa della schiena che si facevano sempre pi\u00f9 evidenti, guidai lentamente lungo Oxford Street e oltre\nTottenham Court Road. Il mio stato d'animo era tanto diverso da quello in cui ero uscito dieci minuti prima quanto\ndieci minuti prima, come \u00e8 possibile immaginare. Questa\ninvisibilit\u00e0! L'unico pensiero che mi assaliva era come avrei potuto\nuscire dalla situazione in cui mi trovavo.\n\n Passammo davanti a Mudie s, e l\u00ec una donna alta con cinque o sei libri\nlibri con l'etichetta gialla, e io scesi appena in tempo per sfuggirle.\nsfuggirle, sfiorando per un soffio un furgone della ferrovia. Ho risalito la\nstrada che porta a Bloomsbury Square, con l'intenzione di dirigermi verso nord, oltre il\nMuseo e quindi entrare nel quartiere tranquillo. Ora ero crudelmente raffreddato,\ne la stranezza della mia situazione mi innervos\u00ec a tal punto che piagnucolavo mentre\ncorrere. All'angolo nord della piazza, un cagnolino bianco usc\u00ec di corsa dagli uffici della Societ\u00e0 Farmaceutica.\ndagli uffici della Societ\u00e0 Farmaceutica e si diresse incontinente verso di me,\nnaso all'ingi\u00f9.\n\n Non me ne ero mai reso conto prima, ma il naso \u00e8 per la mente di un cane\nquello che l'occhio \u00e8 per la mente di un uomo che vede. I cani percepiscono l'odore di\nun uomo in movimento come gli uomini percepiscono la sua vista. Questo bruto cominci\u00f2 ad abbaiare e a\na saltare, mostrando, come mi sembr\u00f2, fin troppo chiaramente che si accorgeva di me.\nche si era accorto di me. Attraversai Great Russell Street, guardandomi alle spalle, e mi diressi verso la strada.\ne percorsi un po' di strada lungo Montague Street prima di rendermi conto di cosa stavo\nprima di rendermi conto di ci\u00f2 verso cui stavo correndo.\n\n Poi mi accorsi di un suono di musica, e guardando lungo la strada\ndi Russell Square, con le camicie rosse e lo striscione dell'Esercito della Salvezza in primo piano.\nlo striscione dell'Esercito della Salvezza in primo piano. Una tale folla, che canta sulla\nstrada e che si lamentava sul marciapiede, non potevo sperare di penetrare.\ne temendo di tornare indietro e di allontanarmi ancora di pi\u00f9 da casa, e decidendo su due piedi di\ne decidendo su due piedi, salii di corsa i gradini bianchi di una casa\ndi una casa che si affacciava sul parapetto del museo e rimasi l\u00ec fino a quando la folla non fosse\nfolla fosse passata. Fortunatamente anche il cane si ferm\u00f2 al rumore della banda,\nesit\u00f2 e gir\u00f2 la coda, correndo di nuovo verso Bloomsbury Square.\n\n La banda si mise a suonare con inconsapevole ironia un inno su Quando vedremo il Suo volto?\nQuando vedremo il Suo volto? e mi sembr\u00f2 un tempo interminabile prima che\nche la marea della folla si riversasse sul marciapiede accanto a me. Thud, thud,\ntamburo con una risonanza vibrante, e per il momento non mi accorsi di due monelli che si erano fermati.\nper il momento non mi accorsi di due ricci fermi alla ringhiera vicino a me.  Vediamoli,\ndisse uno.  Vedere cosa? disse l'altro.  Perch\u00e9 quelle impronte sono nude. Come\ncome quelle che si fanno nel fango.\n\n Guardai in basso e vidi che i ragazzi si erano fermati e stavano osservando con stupore le\nle impronte di fango che avevo lasciato dietro di me su per i gradini appena imbiancati.\nLe persone che passavano li gomitarono e li spintonarono, ma la loro confusa intelligenza\nintelligenza era stata arrestata.  Thud, thud, thud, quando, thud, vedremo,\nil suo volto, tonfo, tonfo.   C'\u00e8 un uomo scalzo che ha salito quei\no non so nulla, disse uno.  E non \u00e8 mai sceso\nsceso di nuovo. E il suo piede sanguinava.\n\n Il grosso della folla era gi\u00e0 passato.  Guarda l\u00ec, Ted, disse\nil pi\u00f9 giovane dei detective, con l'asprezza della sorpresa nella sua voce.\nvoce, e indic\u00f2 i miei piedi. Abbassai lo sguardo e vidi subito\nla debole suggestione della loro sagoma tratteggiata da schizzi di fango. Per un\nmomento rimasi paralizzato.\n\n Ma quello \u00e8 rum, disse l'anziano.  Rum schiacciato! \u00c8 proprio come il\nfantasma di un piede, vero?  Esit\u00f2 e avanz\u00f2 con la mano tesa.\nmano. Un uomo si ferm\u00f2 per vedere cosa stesse prendendo, e poi una ragazza.\nragazza. In un altro momento mi avrebbe toccato. Allora capii cosa fare.\nfare. Feci un passo, il ragazzo indietreggi\u00f2 con un'esclamazione e con un rapido movimento\ncon un movimento rapido mi fiondai nel portico della casa accanto.\nMa il ragazzo pi\u00f9 piccolo aveva l'occhio abbastanza acuto da seguire il movimento e\nprima che io scendessi i gradini e fossi sul marciapiede, si era gi\u00e0\nsi era ripreso dal suo momentaneo stupore e stava gridando che i piedi\npiedi avevano scavalcato il muro.\n\n Si affrettarono a girarsi e videro le mie nuove impronte nascere sul\ngradino inferiore e sul marciapiede.  Che succede? chiese qualcuno.  Piedi!\nGuardate! Piedi che corrono!\n\n Tutti sulla strada, tranne i miei tre inseguitori, si stavano riversando\ndell'Esercito della Salvezza, e questo colpo non ostacolava solo me, ma anche loro.\nCi fu un'ondata di sorpresa e di interrogativi. A costo di far cadere un giovane\na costo di far cadere un ragazzo, riuscii a passare e in un altro momento mi stavo\nun attimo dopo stavo correndo a capofitto per il circuito di Russell Square, con sei o sette persone\npersone stupite che seguivano le mie orme. Non c'era tempo per\nspiegazioni, altrimenti l'intero gruppo mi avrebbe inseguito.\n\n Due volte ho doppiato gli angoli, tre volte ho attraversato la strada e sono tornato sui miei passi.\nPoi, mentre i piedi si scaldavano e si asciugavano, le impronte umide cominciarono a svanire.\nimpressioni umide cominciarono a svanire. Alla fine ho avuto un po' di respiro e mi sono strofinata\ni piedi con le mani e cos\u00ec me ne andai del tutto. L'ultima volta che vidi\nl'ultima volta che vidi l'inseguimento fu un gruppetto di forse una dozzina di persone che studiava\ncon infinita perplessit\u00e0 un'impronta che si stava lentamente asciugando e che era stata\nda una pozzanghera in Tavistock Square, un'impronta isolata e incomprensibile per loro quanto\nincomprensibile come la scoperta solitaria di Crusoe.\n\n Questa corsa mi ha riscaldato in una certa misura, e ho proseguito con un\ncoraggio attraverso il labirinto di strade meno frequentate che si snoda\nstrade meno frequentate che si snodano da queste parti. La schiena era diventata molto rigida e dolorante, le tonsille mi facevano male a causa delle dita del tassista\ntonsille erano doloranti a causa delle dita del tassista e la pelle del collo era stata\ngraffiata dalle sue unghie; i piedi mi facevano molto male ed ero zoppo a causa di una\nun piccolo taglio su un piede. Vidi in tempo un uomo cieco che si avvicinava a me, e\ne fuggii zoppicando, perch\u00e9 temevo le sue sottili intuizioni. Una o due volte\nsi sono verificate collisioni accidentali e ho lasciato la gente a bocca aperta, con\ncon imprecazioni inspiegabili che risuonavano nelle orecchie. Poi arriv\u00f2 qualcosa di silenzioso\ne silenzioso contro il mio viso, e sulla piazza cadde un sottile velo di fiocchi di neve.\nfiocchi di neve che cadevano lentamente. Avevo preso freddo e, per quanto volessi, non potevo evitare di starnutire di tanto in tanto.\nnon riuscivo a evitare uno starnuto occasionale. E ogni cane che mi capitava a tiro,\ncon il suo naso puntato e il suo curioso annusare, mi terrorizzava.\n\n Poi arrivarono uomini e ragazzi che correvano, prima uno e poi gli altri, e\ngridando mentre correvano. Era un incendio. Correvano in direzione del mio\nalloggio, e guardando indietro lungo una strada vidi una massa di fumo nero\nfumo nero che si alzava sopra i tetti e i fili del telefono. Era il mio alloggio\nin fiamme; i miei vestiti, il mio apparecchio, tutte le mie risorse, tranne il mio libretto degli assegni e i tre volumi di\nil mio libretto degli assegni e i tre volumi di memorandum che mi aspettavano a Great Portland Street, erano l\u00ec.\nPortland Street, erano l\u00ec. Bruciava! Avevo bruciato le mie barche, se mai un uomo\nuomo! Il posto era in fiamme.\n\nL'Uomo Invisibile si ferm\u00f2 a riflettere. Kemp guard\u00f2 nervosamente fuori dalla\nfinestra.  S\u00ec? disse.  Continua.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXII.\nNELL'EMPORIO\n\n\n Cos\u00ec lo scorso gennaio, con l'inizio di una tempesta di neve nell'aria che mi circondava e che se si fosse posata su di me mi avrebbe tradito!\ne che se si fosse posata su di me mi avrebbe tradito! stanco, freddo, dolorante,\ninesprimibile, e ancora convinto solo per met\u00e0 della mia qualit\u00e0 invisibile, ho iniziato questa nuova vita\ndella mia qualit\u00e0 invisibile, ho iniziato questa nuova vita alla quale mi sto dedicando. Non avevo\nrifugio, nessun apparecchio, nessun essere umano al mondo in cui potessi\nconfidare. Se avessi rivelato il mio segreto, avrei fatto di me una semplice\nspettacolo e rarit\u00e0 di me. Ciononostante, avevo una mezza idea di avvicinarmi a qualche\npassante e affidarmi alla sua clemenza. Ma sapevo troppo chiaramente il terrore e la brutale\nterrore e la brutale crudelt\u00e0 che le mie avances avrebbero suscitato. Non feci progetti per strada.\nstrada. Il mio unico obiettivo era ripararmi dalla neve, coprirmi e riscaldarmi.\ncoprirmi e riscaldarmi; poi avrei potuto sperare di pianificare. Ma anche per me, un\nuomo invisibile, le file di case londinesi si presentavano chiuse, sbarrate e\nsprangate in modo inespugnabile.\n\n Solo una cosa potevo vedere chiaramente davanti a me: la fredda esposizione e la\ndella tempesta di neve e della notte.\n\n Poi ho avuto un'idea brillante. Girai per una delle strade che\nche porta da Gower Street a Tottenham Court Road, e mi trovai\nOmniums, il grande negozio dove si pu\u00f2 comprare di tutto.\ncarne, generi alimentari, biancheria, mobili, abbigliamento,\ndipinti a olio, persino un'enorme collezione di negozi piuttosto che un negozio.\nnegozio. Pensavo di trovare le porte aperte, ma erano chiuse,\ne mentre mi trovavo nell'ampio ingresso, una carrozza si ferm\u00f2 fuori e un uomo in uniforme, come si suol dire.\nuomo in uniforme, il tipo di personaggio con l'Omnium sul berretto, ha aperto la porta.\ncon l'Omnium sul berretto, apr\u00ec la porta. Riuscii a entrare e, camminando per il negozio, mi accorsi che il reparto era\nnegozio era un reparto in cui si vendevano nastri e guanti e calze\ne calze e questo genere di cose, per poi arrivare a una zona pi\u00f9 spaziosa dedicata\nai cestini da picnic e ai mobili di vimini.\n\n Tuttavia, non mi sentivo al sicuro l\u00ec; la gente andava e veniva, e io mi aggiravo inquieta finch\u00e9 non mi sono imbattuta in un'enorme sezione nella parte superiore della citt\u00e0.\nMi aggiravo inquieto, finch\u00e9 non mi imbattei in un'enorme sezione al piano superiore che conteneva\npiano superiore che conteneva moltissimi giacigli, sui quali mi arrampicai,\ne alla fine trovai un posto per riposare tra un enorme mucchio di materassi\nmaterassi di fieno piegati. Il posto era gi\u00e0 illuminato e piacevolmente caldo, e io decisi di rimanere dov'ero, mantenendo la mia posizione\nDecisi di rimanere dove mi trovavo, tenendo d'occhio con cautela i due o tre gruppi di negozianti e clienti che\ndue o tre gruppi di negozianti e clienti che si aggiravano per il\nfino all'ora di chiusura. A quel punto sarei stato in grado, pensai, di\nderubare il posto di cibo e vestiti e, mascherato, aggirarmi per il luogo\ne esaminare le sue risorse, magari dormendo su qualche lenzuolo. Questo\nsembrava un piano accettabile. La mia idea era di procurarmi degli abiti per\nuna figura ovattata ma accettabile, di procurarmi del denaro, e poi di\nrecuperare i miei libri e i miei pacchi dove mi aspettavano, prendere un alloggio da qualche parte e\nun alloggio da qualche parte ed elaborare dei piani per la completa realizzazione dei\nvantaggi che la mia invisibilit\u00e0 mi dava (come ancora immaginavo) rispetto al mio\nuomini.\n\n L'ora di chiusura \u00e8 arrivata abbastanza rapidamente. Non poteva essere passata pi\u00f9 di\nnon poteva essere passata pi\u00f9 di un'ora da quando avevo preso posizione sui materassi prima di notare\nche le persiane delle finestre venivano tirate e che i clienti venivano accompagnati\nclienti verso la porta. E poi un certo numero di giovani alacri cominciarono con notevole\nalacremente a riordinare la merce rimasta in disordine. Lasciai la mia tana\nmentre la folla diminuiva e mi aggiravo con cautela nelle parti meno\nmeno desolate del negozio. Rimasi davvero sorpreso nell'osservare quanto\ncon quanta rapidit\u00e0 i giovani uomini e le donne portassero via la merce esposta in\nin vendita durante il giorno. Tutte le scatole di merci, le stoffe appese, i festoni di pizzo\nfestoni di pizzo, le scatole di dolci nel reparto drogheria, le esposizioni di questo e di quello.\ndi questo e di quello, venivano sbattute, ripiegate, sbattute in contenitori ordinati.\nin contenitori ordinati, e tutto ci\u00f2 che non poteva essere smontato e messo via\ntutto ci\u00f2 che non poteva essere smontato e riposto, veniva ricoperto con fogli di materiale grossolano, come un sacco.\nInfine, tutte le sedie vennero rovesciate sui banchi, lasciando il pavimento libero.\npavimento libero. Appena ognuno di questi giovani ebbe fatto, si diresse prontamente verso la porta con una tale\nsi diresse prontamente verso la porta con un'espressione di animazione che raramente ho osservato in un commesso\nraramente osservato in una commessa. Poi arrivarono molti\ngiovani che spargevano segatura e portavano secchi e scope. Ho dovuto\nschivare per togliermi di mezzo e, come se non bastasse, la caviglia mi \u00e8 stata punta dalla segatura.\nsegatura. Per un po' di tempo, vagando per i reparti avvolti e oscurati, ho sentito il rumore delle scope.\nreparti, sentii le scope al lavoro. E alla fine, un'ora buona\no pi\u00f9 dopo che il negozio era stato chiuso, arriv\u00f2 un rumore di porte chiuse.\nIl silenzio si fece sentire, e mi ritrovai a vagare tra i vasti e intricati negozi, le gallerie e i locali.\nvasti e intricati negozi, gallerie, sale d'esposizione del luogo, da sola. Era\nera molto immobile; in un punto ricordo di essere passata vicino a uno degli ingressi di Tottenham Court Road.\nTottenham Court Road e di aver ascoltato il battito dei tacchi dei passanti.\ntacchi degli stivali dei passanti.\n\n La mia prima visita \u00e8 stata nel luogo in cui avevo visto calze e guanti\nin vendita. Era buio e ho fatto una gran fatica a cercare i fiammiferi,\nche alla fine trovai nel cassetto della piccola cassa. Poi ho dovuto\nuna candela. Dovetti strappare degli involucri e mettere a soqquadro un certo numero di scatole e cassetti.\ncassetti e scatole, ma alla fine riuscii a trovare quello che cercavo; l'etichetta della scatola li chiamava\nL'etichetta della scatola li chiamava pantaloni di lana d'agnello e gilet di lana d'agnello. Poi calzini,\nun piumino spesso, e poi sono andato al negozio di abbigliamento e ho preso\npantaloni, una giacca da salotto, un soprabito e un cappello a falda larga, una specie di cappello\ntipo di cappello clericale con la tesa rivolta verso il basso. Cominciai a sentirmi di nuovo un essere umano,\ne il mio pensiero successivo fu il cibo.\n\n Al piano superiore c'era un reparto di ristoro e l\u00ec ho preso della carne fredda.\nC'era ancora del caff\u00e8 nell'urna, ho acceso il gas e l'ho riscaldato di nuovo.\ne nel complesso non mi \u00e8 andata male. In seguito, aggirandomi per il\nin cerca di coperte, alla fine dovetti accontentarmi di un mucchio di piumini.\npiumini, mi sono imbattuta in un reparto di alimentari con un sacco di cioccolato e frutta candita.\ncioccolato e frutta candita, pi\u00f9 di quanto mi facesse comodo, e un po' di\nbordeaux. Vicino c'era un reparto di giocattoli e mi venne un'idea brillante.\nidea brillante. Ho trovato dei nasi artificiali, dei nasi finti, sapete, e ho pensato a degli occhiali scuri.\ne pensai a degli occhiali scuri. Ma Omniums non aveva un reparto di ottica. Il mio\nnaso era stato un problema e avevo pensato alla vernice. Ma la scoperta\nscoperta mi fece pensare a parrucche, maschere e simili. Alla fine\nInfine andai a dormire in un mucchio di piumini, molto caldi e confortevoli.\n\n I miei ultimi pensieri prima di dormire furono i pi\u00f9 piacevoli che avevo avuto\ndal cambiamento. Ero in uno stato di serenit\u00e0 fisica, che si rifletteva nella mia mente.\nche si rifletteva nella mia mente. Pensavo che al mattino sarei stata in grado di sgattaiolare fuori\ninosservata al mattino con i miei vestiti addosso, coprendomi il viso con un\ncon un involucro bianco che avevo preso, acquistando, con i soldi che avevo preso,\nocchiali e cos\u00ec via, e completare cos\u00ec il mio travestimento. Sono caduto in sogni disordinati\nsogni disordinati di tutte le cose fantastiche che erano accadute negli ultimi giorni.\nultimi giorni. Vidi quel piccolo e brutto ebreo del padrone di casa che vociferava\nnelle sue stanze; vidi i suoi due figli che si meravigliavano, e la vecchia rugosa\nvecchia rugosa mentre chiedeva del suo gatto. Ho provato di nuovo la\nstrana sensazione di veder scomparire la stoffa, e cos\u00ec mi avvicinai alla\nal versante ventoso della collina e al vecchio ecclesiastico annusante che borbottava Terra a terra, cenere a cenere, terra a terra, cenere a cenere.\nterra, cenere alla cenere, polvere alla polvere, sulla tomba aperta di mio padre.\n\n Anche tu, disse una voce, e all'improvviso fui spinto verso la tomba.\ntomba. Mi dimenai, gridai, mi appellai ai luttuosi, ma questi continuarono a seguire\nma loro continuavano a seguire la funzione; anche il vecchio prete non ha mai\nnon ha mai smesso di blaterare e annusare il rituale. Mi resi conto di essere\ninvisibile e impercettibile, che forze schiaccianti avevano la loro presa su di me.\nLottai invano, fui costretto a superare l'orlo del baratro, la bara risuon\u00f2 vuota quando vi caddi sopra.\nvuoto quando vi caddi sopra, e la ghiaia vol\u00f2 dietro di me in\nvangate. Nessuno mi ascoltava, nessuno si accorgeva di me. Ho lottato in modo convulso\nconvulse e mi svegliai.\n\n La pallida alba londinese era arrivata, l'ambiente era pieno di una luce grigia e fredda che filtrava\nluce fredda e grigia che filtrava ai bordi delle tende delle finestre. Mi alzai a sedere e\nper un po' di tempo non riuscii a pensare dove si trovasse questo ampio appartamento, con i suoi\nbanconi, le pile di roba arrotolata, il mucchio di trapunte e cuscini,\ni suoi pilastri di ferro. Poi, mentre i ricordi mi tornavano alla mente, sentii\nvoci in conversazione.\n\n Poi, in fondo al locale, nella luce pi\u00f9 chiara di qualche reparto\nche aveva gi\u00e0 alzato le tende, vidi due uomini avvicinarsi. I\nin piedi, cercando una via di fuga, ma mentre lo facevo il rumore del mio movimento\nmentre lo facevo, il rumore del mio movimento li rese consapevoli di me. Suppongo che\nche abbiano visto solo una figura che si allontanava silenziosamente e velocemente.  Chi \u00e8?\ngrid\u00f2 uno, e fermati! grid\u00f2 l'altro. Mi precipitai dietro un\ne mi ritrovai di fronte a una figura senza volto, badate bene, su un ragazzo allampanato di quindici anni.\ndi quindici anni. Lui url\u00f2 e io lo buttai a terra, lo superai di corsa, girai un altro angolo e con una felice ispirazione\nun altro angolo e, per una felice ispirazione, mi buttai dietro un\nbancone. In un attimo passarono dei piedi di corsa e sentii delle voci che gridavano\ngridare: \"Tutti alle porte!\", chiedendo cosa stesse succedendo e dandosi consigli su come prendermi.\ne si davano consigli su come prendermi.\n\n Sdraiato a terra, mi sentivo spaventato a morte. Ma per quanto possa sembrare strano\nper quanto possa sembrare strano, non mi venne in mente di spogliarmi come avrei dovuto.\ncome avrei dovuto fare. Avevo deciso, suppongo, di andarmene con i vestiti\ne questo mi ha governato. E poi, dalla vista dei banchi, arriv\u00f2 un grido di\nun grido di \"Eccolo!\n\n Mi alzai di scatto, tirai gi\u00f9 una sedia dal bancone e la feci volare contro lo sciocco che aveva gridato, si gir\u00f2, fece un altro giro e si mise in ginocchio.\nche aveva gridato, si era girato, si era imbattuto in un altro dietro l'angolo, l'aveva fatto girare e si era precipitato su per le scale.\nangolo, lo feci girare e mi precipitai su per le scale. Si tenne in piedi\npiede, fece un cenno di saluto e sal\u00ec le scale di corsa dopo di me. Su\nscale erano ammassate una moltitudine di quelle pentole dai colori vivaci.\ncosa sono?\n\n Vasi d'arte, ha suggerito Kemp.\n\n Ecco! Vasi d'arte. Beh, mi sono girata sul gradino pi\u00f9 alto e ho fatto il giro,\nne ho preso uno dal mucchio e gliel'ho sbattuto sulla sua stupida testa mentre mi veniva incontro.\nverso di me. L'intera pila di vasi fin\u00ec a testa in gi\u00f9 e sentii urla e passi che correvano da tutte le parti.\nurla e passi che correvano da tutte le parti. Mi precipitai di corsa verso il punto di ristoro.\ne c'era un uomo vestito di bianco, come un cuoco, che si mise all'inseguimento.\ninseguimento. Feci un ultimo disperato giro e mi ritrovai tra lampade e ferramenta.\nferramenta. Andai dietro il bancone di quest'ultima e aspettai il mio cuoco,\ne quando si lanci\u00f2 alla testa dell'inseguimento, lo raddoppiai con una lampada.\nlampada. Scese, io mi accovacciai dietro il bancone e cominciai a togliermi i vestiti il pi\u00f9 velocemente possibile.\na togliermi i vestiti il pi\u00f9 velocemente possibile. Cappotto, giacca, pantaloni,\nscarpe andavano bene, ma un gilet di lana d'agnello si adatta a un uomo come una pelle. I\nsentivo arrivare altri uomini, il mio cuoco se ne stava tranquillo dall'altra parte del\nil mio cuoco se ne stava tranquillo dall'altra parte del bancone, stordito o spaventato, senza parole.\ncome un coniglio cacciato da una catasta di legna.\n\n Da questa parte, poliziotto!  Ho sentito qualcuno gridare. Mi ritrovai di nuovo nel mio\nletto e in fondo a una selva di armadi.\nMi sono fiondato tra di essi, mi sono appiattito, mi sono liberato del giubbotto dopo un'infinita\ne rimasi di nuovo un uomo libero, ansimante e spaventato, mentre il poliziotto e tre commessi\npoliziotto e tre commessi che giravano l'angolo. Si affrettarono a\ngilet e i pantaloni, e hanno messo il collare ai pantaloni.  Ha lasciato cadere\nsta lasciando il suo bottino, disse uno dei giovani.  Deve essere qui da qualche parte.\n\n Ma non mi hanno trovato lo stesso.\n\n Rimasi a guardarli mentre mi cercavano per un po', maledicendo la mia sfortuna di aver perso i vestiti.\ndi aver perso i vestiti. Poi andai nella sala da pranzo, bevvi un po' di latte che trovai l\u00ec e mi sedetti accanto al fuoco per riflettere sul mio destino.\nun po' di latte che avevo trovato l\u00ec, e mi sedetti accanto al fuoco per riflettere sulla mia\nposizione.\n\n Di l\u00ec a poco entrarono due assistenti e cominciarono a parlare della\nmolto eccitati e come degli sciocchi. Ho sentito un\nun resoconto esagerato delle mie depredazioni e altre speculazioni su dove mi trovassi.\ndove mi trovassi. Poi ricominciai a tramare. L'insormontabile difficolt\u00e0\ndifficolt\u00e0 del luogo, soprattutto ora che era allarmato, era di ricavarne un po' di\nbottino. Scesi nel magazzino per vedere se c'era la possibilit\u00e0 di\npossibilit\u00e0 di imballare e indirizzare un pacco, ma non riuscivo a capire il sistema di controllo.\ncapire il sistema di controllo. Verso le undici, la neve si era\nscongelata mentre cadeva, e la giornata era pi\u00f9 bella e un po' pi\u00f9 calda\npi\u00f9 bella e un po' pi\u00f9 calda della precedente, decisi che l'Emporio era senza speranza e uscii di nuovo, esasperata\ne uscii di nuovo, esasperato per l'insuccesso, con solo il pi\u00f9 vago dei piani d'azione in testa.\nvaghi piani d'azione nella mia mente.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXIII.\nIN VICOLO DRURY\n\n\n Ma ora cominci a renderti conto, disse l'Uomo Invisibile, di tutti gli svantaggi della mia condizione.\nsvantaggio della mia condizione. Non avevo un riparo, non avevo una copertura\nvestirmi significava rinunciare a tutti i miei vantaggi, rendermi una cosa strana e\nterribile. Stavo digiunando, perch\u00e9 mangiare, riempirmi di materia non\nmateria non assimilata, sarebbe diventato di nuovo grottescamente visibile.\n\n Non ci avevo mai pensato\", ha detto Kemp.\n\n E la neve mi aveva avvertito di altri pericoli. Non potevo andare\nall'estero con la neve, si sarebbe posata su di me e mi avrebbe esposto. Anche la pioggia\nmi avrebbe reso una sagoma acquosa, una superficie scintillante di un uomo, una bolla. E\nnebbia sarei come una bolla pi\u00f9 debole nella nebbia, una superficie, un barlume di umanit\u00e0\nun barlume di umanit\u00e0. Inoltre, quando andavo in giro per l'aria di Londra, mi\nmi sono sporcato le caviglie, ho fatto fluttuare sulla mia pelle le polveri e le fumaggini. I\nnon sapevo quanto tempo sarebbe passato prima di diventare visibile anche per\nanche per questa causa. Ma vidi chiaramente che non sarebbe stato per molto tempo.\n\n Non a Londra, in ogni caso.\n\n Mi addentrai nei bassifondi verso Great Portland Street e mi ritrovai in fondo alla strada in cui avevo alloggiato.\nalla fine della strada in cui avevo alloggiato. Non sono andato da quella parte,\na causa della folla che si trovava a met\u00e0 strada, di fronte alle rovine ancora fumanti della casa a cui avevo sparato.\nrovine della casa in cui avevo sparato. Il mio problema pi\u00f9 immediato era quello di procurarmi\nabbigliamento. Cosa fare del mio viso mi lasciava perplesso. Poi vidi in uno di quei\nnegozietti di novit\u00e0, dolciumi, giocattoli, cartoleria,\nscherzi natalizi tardivi, e cos\u00ec via, una serie di maschere e nasi.\nMi resi conto che il problema era risolto. In un attimo ho visto la mia strada. I\nnon pi\u00f9 senza meta, e mi diressi in modo tortuoso, per evitare le vie trafficate, verso il retro.\nper evitare le vie trafficate, verso le strade secondarie a nord dello Strand; perch\u00e9\nRicordavo, anche se non molto bene dove, che alcuni costumisti teatrali\nteatrali avevano dei negozi in quel quartiere.\n\n La giornata era fredda, con un vento pungente lungo le strade che correvano verso nord.\nstrade in direzione nord. Camminavo velocemente per evitare di essere sorpassato. Ogni incrocio era un\npericolo, ogni passeggero un elemento da tenere d'occhio. Un uomo, mentre stavo per\nstava per superarlo all'inizio di Bedford Street, si volt\u00f2 bruscamente verso di me e mi venne addosso, facendomi finire sulla strada e quasi sotto la ruota.\ne mi venne addosso, facendomi finire sulla strada e quasi sotto la ruota di una carrozza\ndi una carrozza di passaggio. Il verdetto dei tassisti fu che aveva avuto una specie di\nuna specie di ictus. Fui cos\u00ec sconvolto da questo incontro che andai a\nnel mercato di Covent Garden e mi sedetti per un po' di tempo in un angolo tranquillo\nvicino a una bancarella di violette, ansimando e tremando. Mi accorsi di aver preso un\nraffreddore e dovetti uscire dopo un po' di tempo per evitare che i miei starnuti attirassero\nattirare l'attenzione.\n\n Alla fine raggiunsi l'oggetto della mia ricerca, un piccolo negozio sporco e pieno di mosche\nin una strada secondaria vicino a Drury Lane, con una vetrina piena di abiti di orpelli, gioielli finti, parrucche, pantofole, domino e fotografie teatrali,\ngioielli, parrucche, pantofole, domino e fotografie teatrali. Il negozio\nnegozio era antiquato, basso e buio, e la casa si ergeva sopra di esso per quattro piani, scura e lugubre.\nper quattro piani, buia e lugubre. Sbirciai dalla finestra e, non vedendo nessuno all'interno, entrai,\nnon vedendo nessuno all'interno, entrai. L'apertura della porta fece risuonare un campanello\ncampanello che suonava. La lasciai aperta e mi avvicinai a un banco di costumi spoglio,\nin un angolo dietro a un vetro di cristallo. Per circa un minuto non arriv\u00f2 nessuno.\nPoi sentii dei piedi pesanti attraversare una stanza e un uomo apparve in fondo al negozio.\nil negozio.\n\n I miei piani erano ormai perfettamente definiti. Mi proponevo di entrare in casa\ncasa, nascondermi al piano di sopra, osservare l'occasione e, quando tutto fosse stato\nquando tutto fosse stato tranquillo, avrei tirato fuori parrucca, maschera, occhiali e costume,\ne andare nel mondo, forse grottesco ma comunque credibile.\nE ovviamente potevo derubare la casa di tutto il denaro disponibile.\ndenaro disponibile.\n\n L'uomo che era appena entrato nel negozio era basso, esile, ingobbito,\ncon le braccia lunghe e le gambe molto corte. A quanto pare\nSembrava che avessi interrotto un pasto. Fissava il negozio con un'espressione\ndi attesa. Questa lasci\u00f2 il posto alla sorpresa e poi alla rabbia, quando vide il negozio vuoto.\nil negozio vuoto.  Maledetti ragazzi! disse. And\u00f2 a guardare su e gi\u00f9 per\nstrada. Rientr\u00f2 in un minuto, diede un calcio alla porta con il piede\npiede con dispetto e torn\u00f2 borbottando alla porta di casa.\n\n Mi sono avvicinato per seguirlo e al rumore del mio movimento si \u00e8\nsi ferm\u00f2 di botto. Lo feci anch'io, sorpreso dalla sua rapidit\u00e0 d'orecchio. Mi ha\nmi sbatt\u00e9 la porta di casa in faccia.\n\n Rimasi in piedi esitando. Improvvisamente sentii i suoi passi veloci che ritornavano,\ne la porta si riapr\u00ec. Si guard\u00f2 intorno al negozio come uno che non era\nancora insoddisfatto. Poi, mormorando tra s\u00e9 e s\u00e9, esamin\u00f2 il retro del bancone e\ndel bancone e sbirci\u00f2 dietro alcuni mobili. Poi rimase dubbioso.\nAveva lasciato la porta di casa aperta e io mi infilai nella stanza interna.\n\n Era una strana stanzetta, male arredata e con una serie di grandi maschere in un angolo.\nmaschere nell'angolo. Sul tavolo c'era la sua colazione tardiva e per me, Kemp, era una cosa\nuna cosa terribilmente esasperante per me, Kemp, dover annusare il suo caff\u00e8 e stare a guardare mentre lui entrava e riprendeva il suo pasto.\ncaff\u00e8 e stare a guardare mentre lui entrava e riprendeva il suo pasto. E\nle sue maniere a tavola erano irritanti. Nella piccola stanza si aprivano tre porte\nuna di sopra e una di sotto, ma erano tutte chiuse. Non potevo\nnon potevo uscire dalla stanza mentre lui era l\u00ec; riuscivo a malapena a muovermi a causa della sua attenzione\na malapena riuscivo a muovermi a causa della sua attenzione, e c'era una corrente d'aria che mi scendeva lungo la schiena. Due volte ho\nstarnutire appena in tempo.\n\n La qualit\u00e0 spettacolare delle mie sensazioni era curiosa e nuova, ma\nMa ero gi\u00e0 stanca e arrabbiata molto prima che lui finisse di mangiare.\nmangiare. Ma alla fine mise fine alle sue misere stoviglie e le mise sul vassoio di latta nera su cui aveva messo la teiera.\nsul vassoio nero di latta su cui aveva appoggiato la teiera, e raccogliendo tutte le briciole sul\nbriciole sul panno macchiato di senape, si port\u00f2 dietro l'intero lotto di\ncose dietro di s\u00e9. Il suo fardello gli imped\u00ec di chiudersi la porta alle spalle come avrebbe fatto.\nNon ho mai visto un uomo cos\u00ec bravo a chiudere le porte.\nporte e lo seguii in una cucina sotterranea e in un retrocucina molto sporchi.\ncucina sotterranea molto sporca e nel retrocucina. Ho avuto il piacere di vederlo iniziare a lavarsi e poi,\nnon trovando nulla di buono nel rimanere l\u00ec sotto, e il pavimento di mattoni essendo freddo\nfreddo ai piedi, tornai di sopra e mi sedetti sulla sua sedia accanto al fuoco. Il fuoco\nIl fuoco era basso e, senza pensarci, misi su un po' di carbone. Il rumore\nrumore di questo lo fece subito alzare e si mise in piedi. Scrut\u00f2\nscrut\u00f2 la stanza e fu a un passo dal toccarmi. Anche dopo questo\nesame, non sembrava affatto soddisfatto. Si ferm\u00f2 sulla soglia della porta\ne fece un'ultima ispezione prima di scendere.\n\n Aspettai nel salottino per un'eternit\u00e0, poi lui sal\u00ec e apr\u00ec la porta del piano di sopra.\ne apr\u00ec la porta del piano di sopra. Riuscii appena a passare da lui.\n\n Sulle scale si ferm\u00f2 all'improvviso, tanto che per poco non gli andai addosso.\ncontro di lui. Si \u00e8 fermato guardandomi in faccia e ascoltando.  I\navrei giurato, disse. La sua mano lunga e pelosa si tirava il labbro\nlabbro inferiore. Il suo sguardo andava su e gi\u00f9 per le scale. Poi grugn\u00ec e torn\u00f2\ndi nuovo su.\n\n La sua mano era sulla maniglia di una porta, e poi si ferm\u00f2 di nuovo con\nla stessa rabbia perplessa sul volto. Si stava accorgendo dei deboli\nrumori dei miei movimenti intorno a lui. Quell'uomo doveva avere un udito diabolicamente\ndiabolicamente acuto. All'improvviso ebbe un'esplosione di rabbia.  Se c'\u00e8 qualcuno in questa\nSe c'\u00e8 qualcuno in questa casa, grid\u00f2 con un giuramento e lasci\u00f2 la minaccia incompiuta. Mise\nmento in tasca, non trov\u00f2 quello che voleva e, sfrecciando davanti a me, and\u00f2 a sbattere rumorosamente e con fare rissoso\ne si precipit\u00f2 davanti a me, scendendo di sotto in modo rumoroso e rissoso. Ma io non\nnon lo seguii. Rimasi seduto in cima alle scale fino al suo ritorno.\n\n Di l\u00ec a poco torn\u00f2 su, sempre borbottando. Apr\u00ec la porta della\nstanza e, prima che potessi entrare, me la sbatt\u00e9 in faccia.\n\n Decisi di esplorare la casa e passai un po' di tempo a farlo nel modo pi\u00f9\nsilenziosamente possibile. La casa era molto vecchia e fatiscente, umida, cos\u00ec\numida, tanto che la carta delle soffitte si staccava dalle pareti, e infestata dai topi.\ninfestata dai topi. Alcune maniglie delle porte erano rigide e avevo paura di girarle.\ndi girarle. Diverse stanze che ho ispezionato non erano arredate e altre erano\naltre erano disseminate di legname teatrale, comprato di seconda mano, giudicai dall'aspetto.\ndall'aspetto. In una stanza accanto alla sua trovai molti vestiti vecchi. I\niniziando a rovistare tra questi, e nella mia foga dimenticai di nuovo l'evidente\nl'evidente acutezza delle sue orecchie. Sentii un passo furtivo e, alzando gli occhi appena in tempo, lo vidi scrutare l'interno\nin tempo, lo vidi che sbirciava nel mucchio e che teneva in mano un\nrevolver d'epoca in mano. Rimasi perfettamente immobile mentre lui\nfissava a bocca aperta e sospettoso.  Doveva essere lei, disse lentamente.\ndisse lentamente.  Maledetta!\n\n Chiuse la porta in silenzio e subito sentii la chiave girare nella serratura.\nserratura. Poi i suoi passi si ritirarono. Mi resi conto bruscamente di essere\nchiuso dentro. Per un attimo non seppi cosa fare. Passai dalla porta alla\nalla finestra e viceversa, e rimasi perplesso. Una folata di rabbia mi assal\u00ec.\nMa decisi di ispezionare i vestiti prima di fare qualsiasi altra cosa e\nIl mio primo tentativo fece cadere un mucchio da uno scaffale superiore. Questo lo riport\u00f2\nquesto lo riport\u00f2 indietro, pi\u00f9 sinistro che mai. Quella volta mi tocc\u00f2 davvero,\nsalt\u00f2 all'indietro per lo stupore e rimase in piedi, attonito, al centro della stanza.\nstanza.\n\n Poi si calm\u00f2 un po'.  Ratti, disse sottovoce, con le dita sulle labbra.\nsulle labbra. Era evidentemente un po' spaventato. Uscii silenziosamente dalla\nstanza, ma un'asse scricchiol\u00f2. Allora quel piccolo bruto infernale cominci\u00f2 a girare\nper tutta la casa, con il revolver in mano, chiudendo porta dopo porta e intascando le chiavi.\ne ad intascare le chiavi. Quando mi resi conto di ci\u00f2 che stava facendo ebbi un attacco di\nrabbia e a stento riuscii a controllarmi abbastanza da guardare la mia\nopportunit\u00e0. A quel punto sapevo che era solo in casa e quindi non feci altro che bussare alla porta.\nnon feci altro, ma gli diedi un colpo in testa.\n\n L'ha colpito in testa? esclam\u00f2 Kemp.\n\n S\u00ec, lo ha stordito mentre scendeva le scale. L'ha colpito da dietro con uno\nsgabello che si trovava sul pianerottolo. E' sceso di sotto come un sacco di vecchi\nstivali.\n\n Ma io dico! Le comuni convenzioni dell'umanit\u00e0\n\n Sono tutte cose che vanno bene per la gente comune. Ma il punto \u00e8, Kemp, che dovevo uscire da quella casa\ndovevo uscire da quella casa sotto mentite spoglie senza che lui mi vedesse. I\nnon riuscivo a pensare a nessun altro modo per farlo. E poi l'ho imbavagliato con\nun gilet Louis Quatorze e lo legai con un lenzuolo.\n\n Lo ha legato in un lenzuolo!\n\n Ne ho fatto una specie di sacchetto. Era una buona idea per tenere l'idiota spaventato e tranquillo.\nspaventato e tranquillo, e una cosa diabolicamente difficile da togliere dalla testa\ndalla corda. Mio caro Kemp, non \u00e8 un bene che tu stia seduto a fissare come\ncome se fossi un assassino. Doveva essere fatto. Aveva la sua pistola. Se\nuna volta che mi avesse visto sarebbe stato in grado di descrivermi\n\n Ma comunque, disse Kemp, in Inghilterra oggi. E l'uomo era in casa sua\ncasa sua, e tu stavi bene, a rubare.\n\n Rapina! Che confusione! La prossima volta mi chiamerai ladro! Di certo, Kemp,\nnon sei cos\u00ec sciocco da ballare sulle vecchie corde. Non vedi la mia\nposizione?\n\n E anche il suo, ha detto Kemp.\n\nL'Uomo Invisibile si alz\u00f2 bruscamente.  Che cosa intende dire?\n\nIl volto di Kemp divenne un po' duro. Stava per parlare e si ferm\u00f2.\nse stesso.  Suppongo che, dopo tutto, disse con un improvviso cambiamento di\nmodo di fare, che la cosa andasse fatta. Eravate in difficolt\u00e0. Ma comunque\n\n Naturalmente ero in difficolt\u00e0, una difficolt\u00e0 infernale. E lui mi fece impazzire\nmi dava la caccia per tutta la casa, armeggiando con il suo revolver,\nchiudendo e sbloccando le porte. Era semplicemente esasperante. Non mi biasima, vero?\nbiasimarmi, vero? Non mi biasima?\n\n Non do mai la colpa a nessuno\", ha detto Kemp.  \u00c8 abbastanza fuori moda. Cosa ha fatto\nha fatto dopo?\n\n Avevo fame. Al piano di sotto trovai una pagnotta e del formaggio di qualit\u00e0 pi\u00f9 che\nsufficiente a soddisfare la mia fame. Presi un po' di brandy e acqua, e poi\npoi salii, passando davanti alla mia borsa improvvisata che giaceva immobile, nella stanza\ncontenente i vecchi vestiti. Questa si affacciava sulla strada, con due tende di pizzo\ntende di pizzo marroni di sporcizia che proteggevano la finestra. Andai a sbirciare fuori\nattraverso i loro interstizi. Fuori il giorno era luminoso per contrasto con\nle ombre marroni della casa lugubre in cui mi trovavo,\nabbagliante. C'era un traffico vivace, carretti di frutta, una carrozza,\nun quadriciclo con una pila di scatole, un carretto del pescivendolo. Mi sono girato con\nmacchie di colore che nuotavano davanti ai miei occhi verso gli apparecchi in ombra dietro di me.\ndietro di me. La mia eccitazione stava lasciando il posto a una chiara percezione della mia posizione.\nposizione. Nella stanza c'era un leggero odore di benzolina, usata, suppongo, per pulire gli indumenti,\nsuppongo per la pulizia degli indumenti.\n\n Iniziai una ricerca sistematica del luogo. Dovevo ritenere che il gobbo\nfosse rimasto da solo in casa per un po' di tempo. Era una persona curiosa.\nTutto ci\u00f2 che poteva essermi utile lo raccolsi nel magazzino dei\nmagazzino dei vestiti, e poi feci una selezione deliberata. Trovai una\nuna borsetta che ritenevo adatta, della cipria, del rossetto e del cerotto.\ncerotto.\n\n Avevo pensato di dipingere e incipriare il mio volto e tutto ci\u00f2 che c'era da mostrare\ndi me, per rendermi visibile, ma lo svantaggio era che\nsvantaggio di questo consisteva nel fatto che avrei avuto bisogno di acquaragia e di altre\ne di altri strumenti e di un tempo considerevole prima di poter svanire\ndi scomparire di nuovo. Alla fine scelsi una maschera di tipo migliore, leggermente grottesca ma non pi\u00f9\nma non pi\u00f9 di molti esseri umani, occhiali scuri, baffi grigi,\ne una parrucca. Non trovai biancheria intima, ma quella potevo comprarla in seguito.\nsuccessivamente, e per il momento mi avvolsi in un domino di calico e in una sciarpa di cashmere\ndi domino di calico e di alcune sciarpe di cachemire bianco. Non ho trovato calzini, ma gli stivali del gobbo\ngobbo erano piuttosto larghi e bastavano. In una scrivania del negozio c'erano\ntre sovrane e circa trenta scellini d'argento, e in un armadio chiuso a chiave feci irruzione nel\narmadio chiuso a chiave che avevo scovato nella stanza interna c'erano otto sterline d'oro. I\npotevo andare di nuovo per il mondo, equipaggiato.\n\n Poi \u00e8 arrivata una curiosa esitazione. Il mio aspetto era davvero credibile? I\ncon un piccolo specchio da camera, ispezionandomi da ogni punto di vista per scoprire\nda tutti i punti di vista per scoprire qualche spiraglio dimenticato, ma tutto\nsembrava tutto a posto. Ero grottesco al punto giusto, un miserabile da palcoscenico,\nma non ero certo un'impossibilit\u00e0 fisica. Raccogliendo fiducia,\ndi fiducia, portai il mio cannocchiale gi\u00f9 nel negozio, abbassai le tende\ne mi osservai da ogni punto di vista con l'aiuto del vetro di\ndel vetro di Cheval nell'angolo.\n\n Passai alcuni minuti a farmi coraggio, poi aprii la porta del negozio e uscii in strada.\ne sono uscito in strada, lasciando che l'omino uscisse di nuovo dal suo\ndal suo lenzuolo quando voleva. In cinque minuti una dozzina di svolte\ntra me e il negozio del costumista. Nessuno sembrava avermi notato\nnessuno sembrava avermi notato in modo particolare. La mia ultima difficolt\u00e0 sembrava superata.\n\nSi ferm\u00f2 di nuovo.\n\n E non hai pi\u00f9 problemi con il gobbo? disse Kemp.\n\n No, disse l'Uomo Invisibile.  N\u00e9 ho saputo cosa ne \u00e8 stato di lui. I\nsuppongo che si sia slegato o che si sia buttato fuori. I nodi erano piuttosto\nstretti.\n\nSi \u00e8 ammutolito, si \u00e8 avvicinato alla finestra e ha fissato l'esterno.\n\n Cosa \u00e8 successo quando siete usciti nello Strand?\n\n Oh, di nuovo la disillusione. Pensavo che i miei problemi fossero finiti.\nPraticamente pensavo di avere l'impunit\u00e0 di fare tutto quello che volevo,\ntutto, tranne rivelare il mio segreto. Cos\u00ec pensavo. Qualsiasi cosa facessi,\nqualunque fossero le conseguenze, non era nulla per me. Dovevo solo\ngettare i miei abiti e sparire. Nessuno poteva trattenermi. Potevo\nprendere i miei soldi dove li trovavo. Decisi di concedermi un\nsontuoso banchetto, per poi sistemarmi in un buon albergo e accumulare un nuovo\ndi propriet\u00e0. Mi sentivo incredibilmente sicuro di me; non \u00e8 particolarmente\nnon \u00e8 particolarmente piacevole ricordare che ero un asino. Entrai in un locale e stavo gi\u00e0\npranzo, quando mi venne in mente che non potevo mangiare se non\nse non avessi esposto il mio volto invisibile. Ho finito di ordinare il pranzo, ho detto al\nche sarei tornato tra dieci minuti e uscii esasperato. I\nNon so se vi \u00e8 mai capitato di essere delusi dal vostro appetito.\n\n Non proprio cos\u00ec male, ha detto Kemp, ma posso immaginarlo.\n\n Avrei potuto spaccare quegli stupidi diavoli. Alla fine, svenuta per il desiderio di\ndi cibo gustoso, entrai in un altro locale e chiesi una stanza privata\nstanza privata.  Sono sfigurato, dissi.  Male.  Mi guardarono con curiosit\u00e0,\nma naturalmente non era affar loro e cos\u00ec alla fine ho avuto il mio pranzo. Non era\nnon era servito particolarmente bene, ma era sufficiente; e quando lo ebbi consumato, mi sedetti davanti a un sigaro, cercando di pianificare\ne quando lo ebbi consumato, mi sedetti davanti a un sigaro, cercando di pianificare la mia linea d'azione. E fuori stava iniziando una\ntempesta di neve.\n\n Pi\u00f9 ci pensavo, Kemp, pi\u00f9 mi rendevo conto dell'impotente assurdit\u00e0 di un\nassurdit\u00e0 di un Uomo Invisibile in un clima freddo e sporco e in una citt\u00e0 affollata e civilizzata.\ncitt\u00e0 civilizzate e affollate. Prima di fare questo folle esperimento avevo sognato mille vantaggi.\nmille vantaggi. Quel pomeriggio mi sembrarono tutte delusioni.\nHo scavalcato le teste delle cose che un uomo considera desiderabili. Senza dubbio\nl'invisibilit\u00e0 ha reso possibile ottenerle, ma ha reso impossibile godersele una volta ottenute.\ngodersele una volta ottenute. L'ambizione a cosa serve l'orgoglio di\nposto quando non si pu\u00f2 apparire? A cosa serve l'amore per la\ndonna quando il suo nome deve essere Dalila? Non mi piace la\nper la politica, per i trabocchetti della fama, per la filantropia, per lo sport.\nCosa dovevo fare? E per questo ero diventato un mistero avvolto, una caricatura\nuna caricatura d'uomo fasciata e bendata!\n\nFece una pausa e il suo atteggiamento sugger\u00ec un'occhiata vagante alla finestra.\n\n Ma come siete arrivati a Iping? disse Kemp, ansioso di far parlare il suo ospite.\noccupato a parlare.\n\n Sono andato l\u00ec per lavorare. Avevo una speranza. Era una mezza idea! L'ho ancora\nancora. Ora \u00e8 un'idea a tutto tondo. Un modo per tornare indietro! Per ripristinare\nquello che ho fatto. Quando scelgo. Quando ho fatto tutto ci\u00f2 che intendevo fare\ninvisibilmente. Ed \u00e8 di questo che voglio parlarvi principalmente ora.\n\n Sei andato direttamente a Iping?\n\n S\u00ec. Dovevo solo prendere i miei tre volumi di memorandum e il mio\nil mio libretto degli assegni, il mio bagaglio e la mia biancheria intima, ordinare una quantit\u00e0 di\ndi prodotti chimici per realizzare questa mia idea.\nvi mostrer\u00f2 i calcoli non appena avr\u00f2 i miei libri e poi sono partito. Giove! I\nricordo ora la tempesta di neve e la maledetta fatica di evitare che la neve\nneve dal bagnare il mio naso di cartone.\n\n Alla fine, disse Kemp, l'altro ieri, quando vi hanno scoperto\na giudicare dai giornali, piuttosto\n\n L'ho fatto. Piuttosto. Ho ucciso quello stupido agente?\n\n No, ha detto Kemp.  Si prevede che si riprender\u00e0.\n\n Questa \u00e8 la sua fortuna, allora. Ho pulito, ho perso le staffe, che sciocchi! Perch\u00e9 non potevano\nlasciarmi in pace? E quello zotico del droghiere?\n\n Non si prevedono decessi, ha detto Kemp.\n\n Non so nulla di quel mio vagabondo, disse l'Uomo Invisibile, con una risata sgradevole.\nuna risata sgradevole.\n\n Per l'amor del cielo, Kemp, non sai cos'\u00e8 la rabbia! ... Aver lavorato per\nanni, di aver pianificato e progettato, e poi ritrovarsi con un idiota\nidiota cieco che ti fa perdere la rotta! ... Ogni tipo di creatura sciocca\ndi creatura sciocca che sia mai stata creata \u00e8 stata mandata ad attraversarmi.\n\n Se ne avr\u00f2 ancora per molto, mi scatener\u00f2 e inizier\u00f2 a falciarli.\n\n Cos\u00ec com'\u00e8, hanno reso le cose mille volte pi\u00f9 difficili.\n\n Non c'\u00e8 dubbio che sia esasperante, disse Kemp, con tono drastico.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXIV.\nIL PIANO FALLITO\n\n\n Ma ora, disse Kemp, con uno sguardo laterale fuori dal finestrino, cosa dobbiamo fare?\ncosa dobbiamo fare?\n\nMentre parlava, si avvicin\u00f2 al suo ospite in modo tale da evitare che\ndi scorgere all'improvviso i tre uomini che stavano avanzando\nsulla strada della collina con una lentezza insopportabile, come sembr\u00f2 a Kemp.\n\n Cosa avevate in mente di fare quando vi siete diretti a Port Burdock?\nAvevate un piano?\n\n Avevo intenzione di lasciare il Paese. Ma ho cambiato il mio piano\nda quando ti ho visto. Ho pensato che sarebbe stato saggio, ora che il clima \u00e8\ncaldo e l'invisibilit\u00e0 \u00e8 possibile, dirigersi verso il Sud. Soprattutto perch\u00e9 il mio\nsegreto era noto, e tutti sarebbero stati alla ricerca di un uomo mascherato e\nmascherato. Avete una linea di piroscafi da qui alla Francia. La mia idea\nera di salire a bordo di uno di essi e correre i rischi del passaggio. Poi potrei\nandare in treno in Spagna, oppure raggiungere Algeri. Non sarebbe\ndifficile. L\u00ec un uomo potrebbe essere sempre invisibile e tuttavia vivere. E fare\ncose. Usavo quel barbone come salvadanaio e portabagagli,\nfino a quando non decisi come farmi spedire i libri e le cose.\n\n Questo \u00e8 chiaro.\n\n E poi quel lurido bruto deve cercare di derubarmi! Ha nascosto\ni miei libri, Kemp. Ha nascosto i miei libri! Se riesco a mettergli le mani addosso!\n\n Il piano migliore \u00e8 quello di tirargli fuori prima i libri.\n\n Ma dov'\u00e8? Lo sapete?\n\n \u00c8 nella stazione di polizia della citt\u00e0, rinchiuso, per sua stessa richiesta, nella cella pi\u00f9\ncella pi\u00f9 solida del posto.\n\n Cur! disse l'Uomo invisibile.\n\n Ma questo blocca un po' i vostri piani.\n\n Dobbiamo procurarci quei libri; quei libri sono vitali.\n\n Certamente, disse Kemp, un po' nervosamente, chiedendosi se avesse sentito dei\npassi all'esterno.  Certamente dobbiamo prendere quei libri. Ma non sar\u00e0\nsar\u00e0 difficile, se non sa che sono per lei.\n\n No, disse l'Uomo Invisibile, e pens\u00f2.\n\nKemp cerc\u00f2 di pensare a qualcosa per far proseguire il discorso, ma l'Uomo Invisibile riprese di sua iniziativa.\nL'Uomo Invisibile riprese di sua iniziativa.\n\n Entrare in casa tua, disse Kemp, cambia tutti i miei piani. Perch\u00e9\nlei \u00e8 un uomo che pu\u00f2 capire. Nonostante tutto quello che \u00e8 successo,\nnonostante la pubblicit\u00e0, la perdita dei miei libri, quello che ho sofferto, ci sono ancora grandi possibilit\u00e0, enormi possibilit\u00e0.\nNonostante tutto quello che \u00e8 successo, nonostante la pubblicit\u00e0, la perdita dei miei libri, quello che ho sofferto, ci sono ancora grandi possibilit\u00e0, enormi possibilit\u00e0.\n\n Non avete detto a nessuno che sono qui? chiese bruscamente.\n\nKemp ha esitato.  Questo era implicito, ha detto.\n\n Nessuno? insistette Griffin.\n\n Non un'anima.\n\n L'Uomo Invisibile si alz\u00f2 e, con le braccia alzate, inizi\u00f2 a camminare nello studio.\ncominci\u00f2 a camminare nello studio.\n\n Ho commesso un errore, Kemp, un errore enorme, nel portare avanti questa cosa\nda solo. Ho sprecato forze, tempo, opportunit\u00e0. Da solo \u00e8\nmeraviglioso quanto poco un uomo possa fare da solo! Rubare un po', ferire un po\nun po', ed ecco la fine.\n\n Quello che voglio, Kemp, \u00e8 un portiere, un aiutante e un nascondiglio, una soluzione che mi permetta di dormire, mangiare e riposare in pace.\nuna sistemazione che mi permetta di dormire, mangiare e riposare in pace e senza essere\nsenza essere sospettato. Devo avere un confederato. Con un confederato, con il cibo\ne riposo mille cose sono possibili.\n\n Finora sono andato sul vago. Dobbiamo considerare tutto ci\u00f2 che\ninvisibilit\u00e0 significa e tutto ci\u00f2 che non significa. Significa poco\nvantaggio per chi origlia e fa rumore. \u00c8 di\nun piccolo aiuto forse per le effrazioni e cos\u00ec via. Una volta\nuna volta che mi avrete preso, potrete facilmente imprigionarmi. Ma d'altra parte io\ndifficile da catturare. Questa invisibilit\u00e0, infatti, va bene solo in due\ncasi: \u00c8 utile per scappare, \u00e8 utile per avvicinarsi. \u00c8\nparticolarmente utile, quindi, per uccidere. Posso girare intorno a un uomo,\nqualunque arma abbia, scegliere il mio punto, colpire come voglio. Schivare a piacimento.\nschivare come voglio. Scappare come voglio.\n\nKemp si mise una mano sui baffi. C'era un movimento al piano di sotto?\n\n Ed \u00e8 un'uccisione che dobbiamo fare, Kemp.\n\n \u00c8 un'uccisione che dobbiamo fare, ha ripetuto Kemp.  Sto ascoltando il suo piano,\nGriffin, ma non sono d'accordo. Perch\u00e9 uccidere?\n\n Non si tratta di un'uccisione volontaria, ma di un'uccisione oculata. Il punto \u00e8 che loro sanno\nche esiste un Uomo Invisibile cos\u00ec come noi sappiamo che esiste un Uomo Invisibile.\nE quell'Uomo Invisibile, Kemp, deve ora instaurare un Regno del Terrore.\nS\u00ec, senza dubbio \u00e8 sconvolgente. Ma dico sul serio. Un Regno del Terrore. Deve\nprendere una citt\u00e0 come Burdock e terrorizzarla e dominarla. Deve\nimpartire i suoi ordini. Pu\u00f2 farlo in mille modi.\ninfilati sotto le porte sono sufficienti. E tutti coloro che disobbediscono ai suoi ordini\ndeve uccidere, e uccidere tutti coloro che li difendono.\n\n Humph! disse Kemp, non ascoltando pi\u00f9 Griffin ma il suono della porta d'ingresso che si apriva e si chiudeva.\nporta d'ingresso che si apre e si chiude.\n\n A me sembra, Griffin, disse, per coprire la sua attenzione errante, che il vostro confederato si troverebbe in una posizione difficile,\n che il vostro confederato si trovi in una posizione difficile.\n\n Nessuno saprebbe che \u00e8 un confederato, disse l'Uomo Invisibile,\ncon impazienza. E poi, all'improvviso, Zitto! Cosa c'\u00e8 di sotto?\n\n Niente, disse Kemp, e improvvisamente inizi\u00f2 a parlare forte e velocemente.  I\nnon sono d'accordo, Griffin, disse.  Mi capisca, non sono d'accordo\na questo. Perch\u00e9 sognare di giocare una partita contro la razza? Come puoi sperare\ndi ottenere la felicit\u00e0? Non essere un lupo solitario. Pubblicate i vostri risultati; prendete il mondo\nmondo, almeno la nazione, nella vostra fiducia. Pensate a cosa potreste\ncon un milione di aiutanti\n\nL'Uomo Invisibile interrompe il braccio teso.  Ci sono dei passi che vengono\ndi sopra, disse a bassa voce.\n\n Sciocchezze, ha detto Kemp.\n\n Fammi vedere\", disse l'Uomo Invisibile e avanz\u00f2, con il braccio teso, verso la porta.\nalla porta.\n\nE poi le cose sono accadute molto rapidamente. Kemp esit\u00f2 per un secondo e\npoi si mosse per intercettarlo. L'Uomo Invisibile trasal\u00ec e rimase immobile.\n Traditore! grid\u00f2 la Voce, e all'improvviso la vestaglia si apr\u00ec e l'invisibile inizi\u00f2 a spogliarsi.\nseduto, l'invisibile inizi\u00f2 a spogliarsi. Kemp fece tre rapidi passi verso la porta\nverso la porta e subito l'Uomo invisibile, le cui gambe erano\ngambe erano scomparse, balz\u00f2 in piedi con un grido. Kemp spalanc\u00f2 la porta.\n\nQuando si apr\u00ec, si sent\u00ec un rumore di piedi affrettati al piano di sotto e di voci.\nvoci.\n\nCon un rapido movimento Kemp spinse indietro l'Uomo Invisibile, si fece da parte,\ne sbatt\u00e9 la porta. La chiave era fuori e pronta. In un altro momento\nGriffin sarebbe stato solo nello studio del belvedere, prigioniero. Salvo\nper una piccola cosa. La chiave era stata infilata frettolosamente quella mattina.\nQuando Kemp sbatt\u00e9 la porta, cadde rumorosamente sul tappeto.\n\nIl volto di Kemp divenne bianco. Cerc\u00f2 di afferrare la maniglia della porta con entrambe le\nmani. Per un attimo rimase in piedi a strattonare. Poi la porta cedette di 15 centimetri.\nMa riusc\u00ec a chiuderla di nuovo. La seconda volta fu spalancata di 30 centimetri,\ne la vestaglia si incune\u00f2 nell'apertura. La gola\ndita invisibili, e lasci\u00f2 la presa sulla maniglia per difendersi.\ndifendersi. Fu spinto all'indietro, inciamp\u00f2 e cadde pesantemente nell'angolo del pianerottolo.\nnell'angolo del pianerottolo. La vestaglia vuota fu gettata sopra di lui.\nsopra di lui.\n\nA met\u00e0 della scala c'era il colonnello Adye, il destinatario della lettera di Kemp, il capo della polizia di Burdock.\nKemp, il capo della polizia di Burdock. Stava fissando sbigottito l'improvvisa\nimprovvisa apparizione di Kemp, seguita dalla straordinaria visione di\nabiti lanciati a vuoto nell'aria. Vide Kemp abbattuto e che lottava per alzarsi.\nin piedi. Lo vide correre in avanti e ricadere a terra, abbattuto come un bue.\nbue.\n\nPoi, all'improvviso, fu colpito violentemente. Dal nulla! Un peso enorme, come\nsembrava che un peso enorme gli fosse piombato addosso e che lo avesse scaraventato a capofitto gi\u00f9 per le scale,\ncon una presa alla gola e un ginocchio nell'inguine. Un piede invisibile\npiede invisibile gli calpestava la schiena, un ticchettio spettrale passava al piano di sotto, sentiva i due agenti di polizia nel corridoio gridare e\npoliziotti nel corridoio gridare e correre, e la porta di casa sbatt\u00e9 violentemente.\ncasa sbatt\u00e9 violentemente.\n\nSi rotol\u00f2 e si alz\u00f2 a sedere con lo sguardo fisso. Vide, barcollando gi\u00f9 per le\nscala, Kemp, impolverato e spettinato, con un lato del viso bianco a causa di un colpo, il labbro sanguinante, e una vestaglia rosa e qualche pezzo di ricambio.\nun colpo, il labbro sanguinante, e una vestaglia rosa e alcuni indumenti intimi\nbiancheria intima tra le braccia.\n\n Mio Dio! grid\u00f2 Kemp, la partita \u00e8 finita! \u00c8 andato!\n\n\n\n\nCAPITOLO XXV.\nLA CACCIA ALL'UOMO INVISIBILE\n\n\nPer un po' di tempo Kemp rimase troppo inarticolato per far capire ad Adye le rapide\ncose che erano appena accadute. Erano in piedi sul pianerottolo, Kemp che parlava\nrapidamente, con le grottesche strisce di Griffin ancora sul braccio. Ma\nAdye cominci\u00f2 a capire qualcosa della situazione.\n\n \u00c8 pazzo, disse Kemp, disumano. \u00c8 puro egoismo. Non pensa ad altro che\na nient'altro che al proprio vantaggio, alla propria sicurezza. Ho ascoltato questa mattina una\nstoria stamattina di brutale ricerca di s\u00e9.... Ha ferito degli uomini. Ha ferito degli uomini.\nli uccider\u00e0, a meno che non riusciamo a impedirglielo. Creer\u00e0 il panico.\nNiente pu\u00f2 fermarlo. Ora sta uscendo furioso!\n\n Deve essere catturato, disse Adye.  Questo \u00e8 certo.\n\n Ma come? grid\u00f2 Kemp, e improvvisamente si riemp\u00ec di idee.  Dovete\niniziare subito. Dovete mettere al lavoro tutti gli uomini disponibili, dovete\nimpedire che lasci questo distretto. Una volta che se ne sar\u00e0 andato, potr\u00e0 andare in giro per\ncampagna a suo piacimento, uccidendo e mutilando. Sogna un regno di terrore!\ndel terrore! Un regno di terrore, vi dico. Dovete sorvegliare i treni\ntreni, strade e spedizioni. La guarnigione deve aiutare. Dovete chiamare\nper chiedere aiuto. L'unica cosa che potrebbe trattenerlo qui \u00e8 il pensiero di recuperare\nrecuperare alcuni libri di banconote che ritiene di valore. Vi dir\u00f2 di\nquesto! C'\u00e8 un uomo nella vostra stazione di polizia Marvel.\n\n Lo so, disse Adye, lo so. Quei libri s\u00ec. Ma il barbone....\n\n Dice di non averli. Ma pensa che il vagabondo li abbia. E dovete impedirgli di\nche non mangi o dorma; giorno e notte il paese deve essere\nper lui. Il cibo deve essere chiuso a chiave e messo in sicurezza, tutto il cibo, in modo che debba\nin modo tale che debba farsi strada per ottenerlo. Le case devono essere sbarrate ovunque\ncontro di lui. Che il cielo ci mandi notti fredde e pioggia! L'intera\ncampagna deve iniziare a cacciare e continuare a farlo. Ti dico, Adye, che \u00e8 un pericolo\n\u00e8 un pericolo, una catastrofe; se non viene bloccato e messo al sicuro, \u00e8\nspaventoso pensare alle cose che potrebbero accadere.\n\n Che altro possiamo fare? disse Adye.  Devo scendere subito e iniziare a\nad organizzare. Ma perch\u00e9 non venire? S\u00ec, vieni anche tu! Vieni, e dobbiamo tenere\nuna sorta di consiglio di guerra, con l'aiuto di Hopps e dei dirigenti delle ferrovie. Per Giove!\nPer Giove! \u00c8 urgente. Vieni con me e raccontami mentre andiamo. Cos'altro possiamo fare?\npossiamo fare? Metti gi\u00f9 quella roba.\n\nIn un altro momento Adye stava scendendo al piano di sotto. Trovarono la\nporta d'ingresso aperta e i poliziotti in piedi fuori a fissare il vuoto.\naria vuota.  \u00c8 scappato, signore, disse uno.\n\n Dobbiamo andare subito alla stazione centrale\", disse Adye.  Uno di voi vada\nuno di voi scenda a prendere un taxi che ci raggiunga in fretta. E ora, Kemp,\ncos'altro?\n\n Cani, ha detto Kemp.  Prendete i cani. Non lo vedono, ma lo fiutano.\nPrendete i cani.\n\n Bene, ha detto Adye.  Non \u00e8 noto a tutti, ma gli ufficiali del carcere di\ndi Halstead conoscono un uomo con dei segugi. Cani. Che altro?\n\n Tenete presente, ha detto Kemp, che il suo cibo si vede. Dopo aver mangiato, il cibo\nmostra finch\u00e9 non viene assimilato. Quindi, dopo aver mangiato, deve nascondersi. Dovete\ndeve continuare a battere. Ogni boschetto, ogni angolo tranquillo. E mettere via tutte\narmi, tutti gli strumenti che potrebbero essere armi, via. Non pu\u00f2 portare queste\ncose per molto tempo. E ci\u00f2 che pu\u00f2 afferrare e colpire gli uomini deve essere\nnascosto.\n\n Ancora bene, disse Adye.  Lo avremo ancora!\n\n E sulle strade, disse Kemp, ed esit\u00f2.\n\n S\u00ec? disse Adye.\n\n Vetro in polvere, disse Kemp.  \u00c8 crudele, lo so. Ma pensate a cosa potrebbe\npotrebbe fare!\n\nAdye tir\u00f2 bruscamente l'aria tra i denti.  \u00c8 antisportivo.\nNon lo so. Ma far\u00f2 preparare del vetro in polvere. Se si spinge troppo in l\u00e0\nlontano....\n\n Quell'uomo \u00e8 diventato disumano, vi dico, disse Kemp.  Sono sicuro che instaurer\u00e0\nterrore non appena avr\u00e0 superato l'emozione di questa fuga, cos\u00ec come sono sicuro di parlare con voi.\nemozioni di questa fuga, cos\u00ec come sono sicuro di parlare con voi. La nostra unica\npossibilit\u00e0 \u00e8 quella di essere in vantaggio. Ha tagliato i ponti con la sua specie. Il suo sangue\nsia sulla sua testa.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXVI.\nL'OMICIDIO DI WICKSTEED\n\n\nL'Uomo Invisibile sembra essere uscito di corsa dalla casa di Kemp in uno stato di cieca furia.\ndi furia cieca. Un bambino che stava giocando vicino al portone di Kemp fu violentemente\nviolentemente e gettato di lato, tanto da rompergli la caviglia, e per alcune ore l'Uomo invisibile\nper alcune ore l'Uomo Invisibile \u00e8 uscito dalla percezione umana.\npercezione umana. Nessuno sa dove sia andato n\u00e9 cosa abbia fatto. Ma si pu\u00f2\nMa si pu\u00f2 immaginare che si affretti nel caldo pomeriggio di giugno, su per la collina e poi\nverso l'aperta pianura alle spalle di Port Burdock, infuriato e disperato per il suo\nintollerabile destino, per poi rifugiarsi, accaldato e stanco, tra i boschetti di Hintondean.\nboschetti di Hintondean, per rimettere insieme i suoi piani in frantumi\ncontro la sua specie. Quello sembra essere il rifugio pi\u00f9 probabile per lui, poich\u00e9\n\u00e8 stato l\u00ec che si \u00e8 riaffermato in modo lugubremente tragico verso le due del pomeriggio.\ndue del pomeriggio.\n\nCi si chiede quale potesse essere il suo stato d'animo in quel periodo e quali piani avesse escogitato.\nquali piani avesse escogitato. Senza dubbio era quasi estaticamente esasperato dal tradimento di Kemp.\nKemp, e anche se siamo in grado di comprendere i motivi che hanno portato a quell'inganno, possiamo comunque immaginare e\nmotivi che portarono a quell'inganno, possiamo comunque immaginare e perfino\ne persino simpatizzare un po' con la furia che il tentativo di sorpresa deve aver\nsorpresa deve aver provocato. Forse qualcosa dello stupore attonito delle sue esperienze a Oxford Street gli \u00e8 tornato in mente.\nOxford Street, perch\u00e9 evidentemente contava sulla collaborazione di Kemp.\nevidentemente contava sulla collaborazione di Kemp nel suo brutale sogno di un mondo terrorizzato.\nmondo terrorizzato. In ogni caso, spar\u00ec dalla memoria umana verso mezzogiorno e nessun testimone vivente pu\u00f2 dire che cosa fece fino a quando\nnessun testimone vivente pu\u00f2 dire cosa abbia fatto fino alle due e mezza circa. \u00c8 stata una\nfortuna, forse, per l'umanit\u00e0, ma per lui fu un'inazione fatale.\nfatale inazione.\n\nIn quel periodo una moltitudine crescente di uomini sparsi per le\ncampagna erano impegnati. Al mattino era ancora solo una leggenda, un\nleggenda, un terrore; nel pomeriggio, in virt\u00f9 soprattutto del proclama di Kemp\nKemp, era stato presentato come un antagonista tangibile, da\nferito, da catturare o da sconfiggere, e la campagna cominci\u00f2 a organizzarsi con\ncon una rapidit\u00e0 inconcepibile. Alle due anche lui avrebbe potuto ancora\navrebbe potuto allontanarsi dal distretto salendo su un treno, ma dopo le due ci\u00f2 divenne impossibile.\ndopo le due ci\u00f2 divenne impossibile. Ogni treno passeggeri lungo le linee\ndi un grande parallelogramma tra Southampton, Manchester, Brighton e Horsham.\nHorsham, viaggiavano con le porte chiuse e il traffico merci era quasi del tutto sospeso.\nquasi del tutto sospeso. E in un grande cerchio di venti miglia intorno a Port\nBurdock, uomini armati di pistole e randelli stavano uscendo a gruppi di tre o quattro con\na gruppi di tre o quattro, con i cani, per battere le strade e i campi.\n\nPoliziotti a cavallo percorrevano le stradine di campagna, fermandosi ad ogni\ncasolare e avvertendo la gente di chiudere a chiave le case e di stare in casa a meno che non fossero armati.\nTutte le scuole elementari si sono sciolte alle tre e i bambini, impauriti e in attesa, sono rimasti in casa.\nscuole elementari erano gi\u00e0 state sciolte alle tre e i bambini, spaventati e\nspaventati e si tenevano in gruppo, si affrettavano a tornare a casa. Il proclama di Kemp, firmato\nda Adye era stato affisso in quasi tutto il distretto alle quattro o alle cinque del pomeriggio.\ncinque del pomeriggio. Il proclama di Kemp, firmato da Adye, era stato affisso in quasi tutto il distretto alle quattro o alle cinque del pomeriggio.\ncondizioni della lotta, la necessit\u00e0 di tenere l'Uomo Invisibile lontano dal cibo e dal sonno, la necessit\u00e0 di\ndi cibo e di sonno, la necessit\u00e0 di un'incessante vigilanza e di una pronta attenzione\nattenzione a qualsiasi indizio dei suoi movimenti. E cos\u00ec rapida e decisa fu l'azione delle autorit\u00e0\nrapida e decisa fu l'azione delle autorit\u00e0, cos\u00ec pronta e universale fu\nche prima del tramonto un'area di diverse centinaia di miglia quadrate era stata\ndiverse centinaia di miglia quadrate era in un rigoroso stato di assedio. E\nprima del tramonto, un brivido di orrore attravers\u00f2 l'intera campagna\ncampagna nervosa. Passando da un sussurro di bocca in bocca,\ndi bocca in bocca, rapida e certa, in tutto il paese, pass\u00f2 la storia dell'omicidio di Mr.\nla storia dell'omicidio del signor Wicksteed.\n\nSe la nostra supposizione che il rifugio dell'Uomo Invisibile fosse la boscaglia di Hintondean\nboschetti, allora dobbiamo supporre che nel primo pomeriggio egli sia uscito di nuovo\nuscire di nuovo con qualche progetto che implicava l'uso di un'arma. Non possiamo\nnon possiamo sapere quale fosse il progetto, ma la prova che aveva il bastone di ferro in mano prima di incontrare Wick.\ndi ferro prima di incontrare Wicksteed \u00e8 per me schiacciante.\n\nNaturalmente non possiamo sapere nulla dei dettagli di quell'incontro. L'incontro\navvenne sul bordo di una cava di ghiaia, a non pi\u00f9 di duecento metri dal cancello di Lord Burdock.\nBurdock. Tutto fa pensare a una lotta disperata\nterreno calpestato, le numerose ferite riportate dal signor Wicksteed, il suo bastone da passeggio\nbastone da passeggio scheggiato; ma perch\u00e9 l'attacco sia stato sferrato, se non in preda a una\nfrenesia omicida, \u00e8 impossibile da immaginare. In effetti la teoria della\nfollia \u00e8 quasi inevitabile. Il signor Wicksteed era un uomo di quarantacinque o quarantasei anni, attendente del signor Wicksteed.\nquarantacinque o quarantasei anni, attendente di Lord Burdock, di abitudini e aspetto inoffensivi.\ndi abitudini e aspetto inoffensivi, l'ultima persona al mondo che avrebbe potuto provocare un cos\u00ec\nterribile antagonista. Contro di lui sembrerebbe che l'Uomo Invisibile abbia usato\nun bastone di ferro estratto da un pezzo di recinzione rotto. Ha fermato quest'uomo tranquillo\nuomo, che tornava tranquillamente a casa per il suo pasto di mezzogiorno, lo ha attaccato, ha abbattuto le sue deboli difese, gli ha rotto un braccio.\ndeboli difese, gli ha spezzato un braccio, lo ha abbattuto e gli ha ridotto la testa a una gelatina.\ngelatina.\n\nNaturalmente, deve aver tirato fuori l'asta dalla recinzione prima di incontrare la sua vittima.\nincontrare la sua vittima, doveva averla gi\u00e0 pronta in mano. Solo\ndue dettagli, oltre a quanto gi\u00e0 detto, sembrano influire sulla questione.\nquestione. Uno \u00e8 la circostanza che la cava di ghiaia non si trovava nel percorso diretto del signor Wicksteed verso casa.\nWicksteed, ma a circa duecento metri dalla sua strada.\ndalla sua strada. L'altra \u00e8 l'affermazione di una ragazzina secondo cui\nche, andando a scuola nel pomeriggio, ha visto l'uomo assassinato\n trottare in modo particolare attraverso un campo verso la cava di ghiaia.\nLa sua pantomima del gesto fa pensare a un uomo che insegue qualcosa sul\na terra davanti a s\u00e9 e che lo colpisce ripetutamente con il suo bastone.\nbastone. \u00c8 stata l'ultima persona a vederlo vivo. Lui \u00e8 uscito dalla\nmorte, mentre la lotta era nascosta solo da un gruppo di faggi e da un\nun gruppo di faggi e da un leggero avvallamento del terreno.\n\nQuesto, almeno per la mente di chi scrive, fa uscire l'omicidio dal\ndall'ambito dell'assolutamente sconsiderato. Possiamo immaginare che Griffin abbia\ncome un'arma, ma senza l'intenzione deliberata di usarla per uccidere.\ndi usarla per uccidere. Wicksteed potrebbe quindi essere passato di l\u00ec e aver notato questa\nasta che si muoveva inspiegabilmente nell'aria. Senza pensare alla\nUomo Invisibile, perch\u00e9 Port Burdock \u00e8 a dieci miglia di distanza, pu\u00f2 averla inseguita.\nl'ha inseguita. \u00c8 abbastanza probabile che non abbia nemmeno sentito parlare dell'Uomo Invisibile.\nUomo invisibile. Si pu\u00f2 quindi immaginare che l'Uomo Invisibile se ne sia andato in silenzio\nper evitare di scoprire la sua presenza nei dintorni, e Wicksteed\ne Wicksteed, eccitato e curioso, che segue questo\noggetto inspiegabilmente locomotore e che alla fine lo colpisca.\n\nSenza dubbio l'Uomo Invisibile avrebbe potuto distanziare facilmente il suo inseguitore di mezza et\u00e0 in circostanze normali.\ninseguitore in circostanze normali, ma la posizione in cui \u00e8 stato trovato il corpo di\nWicksteed \u00e8 stato ritrovato fa pensare che abbia avuto la sfortuna di spingere la sua preda in un angolo\nla sua preda in un angolo, tra una distesa di ortiche e la cava di ghiaia.\nghiaia. Per coloro che apprezzano la straordinaria irascibilit\u00e0 dell'Uomo Invisibile, il resto della storia\ndell'Uomo Invisibile, il resto dell'incontro sar\u00e0 facile da immaginare.\n\nMa questa \u00e8 una pura ipotesi. Gli unici fatti innegabili, perch\u00e9 le storie di\nbambini sono spesso inaffidabili sono la scoperta del corpo di Wicksteed,\ne del bastone di ferro macchiato di sangue gettato tra le ortiche.\nortiche. L'abbandono della verga da parte di Griffin suggerisce che nella\nemotiva della vicenda, lo scopo per cui l'aveva presa, se aveva uno scopo, sia stato abbandonato.\nscopo per il quale l'aveva presa \u00e8 stato abbandonato. Era certamente un uomo intensamente\negoista e insensibile, ma la vista della sua vittima, la sua prima vittima, insanguinata e pietosa.\nprima vittima, insanguinata e pietosa ai suoi piedi, pu\u00f2 aver liberato qualche lunga\ndi rimorso, che per un certo periodo avrebbe potuto inondare qualsiasi\npiano d'azione che aveva escogitato.\n\nDopo l'omicidio di Mr. Wicksteed, sembra che abbia attraversato il paese per\ncampagna verso la pianura. Si narra di una voce udita\nverso il tramonto da una coppia di uomini in un campo vicino a Fern Bottom. Era\ne rideva, singhiozzava e gemeva, e di continuo gridava.\ngridava. Deve essere stato un udito strano. Si \u00e8 spinto in mezzo a un campo di trifoglio e si \u00e8 spento\ndi un campo di trifoglio e si allontan\u00f2 verso le colline.\n\nQuel pomeriggio l'Uomo Invisibile doveva aver appreso qualcosa dell'uso\nrapido uso che Kemp aveva fatto delle sue confidenze. Avr\u00e0 trovato case\nchiuse a chiave e messe in sicurezza; pu\u00f2 essersi aggirato per le stazioni ferroviarie e\nstazioni ferroviarie e si \u00e8 aggirato nelle locande, e senza dubbio ha letto i proclami e ha compreso\nqualcosa della natura della campagna contro di lui. E mentre la sera\navanz\u00f2, i campi divennero punteggiati qua e l\u00e0 da gruppi di tre o quattro uomini e rumorosi di\no quattro uomini, e rumorosi di guaiti di cani. Questi uomini-cacciatori avevano\nistruzioni particolari, in caso di scontro, sul modo in cui dovevano\ncome dovevano sostenersi l'un l'altro. Ma lui li evit\u00f2 tutti. Possiamo capire\nqualcosa della sua esasperazione, e non poteva essere altrimenti\nperch\u00e9 era stato lui stesso a fornire le informazioni che venivano usate cos\u00ec\nspietatamente contro di lui. Almeno per quel giorno si perse d'animo; per quasi ventiquattro ore, tranne quando\nper quasi ventiquattro ore, a parte quando si rivolse a Wicksteed, era un uomo\nun uomo braccato. Durante la notte, deve aver mangiato e dormito, perch\u00e9 al mattino era di nuovo se stesso, attivo, attivo, attivo, attivo.\nmattina era di nuovo se stesso, attivo, potente, arrabbiato e maligno,\npronto per la sua ultima grande lotta contro il mondo.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXVII.\nL'ASSEDIO DI CASA KEMP\n\n\nKemp lesse una strana missiva, scritta a matita su un foglio unto.\ncarta.\n\n Questa lettera \u00e8 stata incredibilmente energica e intelligente,\n anche se non riesco a immaginare cosa ci guadagniate. Lei \u00e8 contro\nme. Per un giorno intero mi avete inseguito; avete cercato di privarmi di una notte di riposo.\nnotte di riposo. Ma ho mangiato nonostante voi, ho dormito nonostante voi, e il gioco \u00e8 solo all'inizio.\nnonostante voi, e il gioco \u00e8 solo all'inizio. Il gioco \u00e8 solo\ninizio. Non c'\u00e8 altro da fare che iniziare il Terrore. Questo\nannuncia il primo giorno del Terrore. Port Burdock non \u00e8 pi\u00f9 sotto\nRegina, ditelo al vostro Colonnello di Polizia e a tutti gli altri; \u00e8 sotto il mio controllo il Terrore!\nsotto di me il Terrore! Questo \u00e8 il primo giorno del primo anno della nuova epoca, l'Epoca dell'Invisibile.\nEpoca dell'Uomo Invisibile. Io sono l'Uomo Invisibile Primo. Per cominciare\nla regola sar\u00e0 semplice. Il primo giorno ci sar\u00e0 un'esecuzione per\nesempio, un uomo di nome Kemp. La morte inizia per lui oggi. Egli\npu\u00f2 rinchiudersi, nascondersi, avere guardie intorno a s\u00e9, indossare\narmatura se vuole La morte, la morte invisibile, sta arrivando. Lasciategli prendere\nprecauzioni; impressioner\u00e0 il mio popolo. La Morte parte dal palco dei pilastri\na mezzogiorno. La lettera cadr\u00e0 quando arriver\u00e0 il postino, e poi...\nvia! Inizia il gioco. La Morte inizia. Non aiutatelo, popolo mio, altrimenti la Morte\nsi abbatta anche su di voi. Oggi Kemp deve morire.\n\nKemp ha letto questa lettera due volte, non \u00e8 una bufala, ha detto.  Questa \u00e8 la sua\nvoce! E dice sul serio.\n\nGir\u00f2 il foglio piegato e vide sul lato indirizzato il timbro postale di Hintondean e il prosaico dettaglio 2d. da pagare.\ntimbro postale di Hintondean, e il prosaico dettaglio 2d. da pagare.\n\nSi alz\u00f2 lentamente, lasciando il pranzo incompiuto, perch\u00e9 la lettera era arrivata all'una, e and\u00f2 nello studio.\nla lettera era arrivata con la posta dell'una e and\u00f2 nel suo studio. Chiam\u00f2 la sua\ncasa e le disse di fare subito il giro della casa, di controllare tutte le\ntutte le chiusure delle finestre e di chiudere tutte le imposte. Chiuse lui stesso\nle persiane del suo studio. Da un cassetto chiuso a chiave della sua camera da letto\nprese un piccolo revolver, lo esamin\u00f2 con attenzione e lo mise nella tasca della sua\ntasca della sua giacca da salotto. Scrisse una serie di brevi appunti, uno al\nColonnello Adye, li diede alla sua domestica perch\u00e9 li prendesse, con esplicite\nistruzioni esplicite su come lasciare la casa.  Non c'\u00e8 pericolo,\ndisse, aggiungendo una riserva mentale, per voi.  Rimase\nmeditativo per un po' di tempo dopo aver fatto questo, e poi torn\u00f2 al suo\npranzo freddo.\n\nMangiava con vuoti di riflessione. Alla fine colp\u00ec bruscamente il tavolo.  Noi\nlo prenderemo! disse; e io sono l'esca. Arriver\u00e0 troppo lontano.\n\nSal\u00ec al belvedere, chiudendo accuratamente ogni porta.\n \u00c8 un gioco, disse, un gioco strano, ma le possibilit\u00e0 sono tutte per me,\nSignor Griffin, nonostante la sua invisibilit\u00e0. Griffin _contra mundum_ ...\ncon vendetta.\n\nRimase alla finestra a fissare la collina calda.  Deve procurarsi il cibo\nogni giorno e non lo invidio. Ha davvero dormito la notte scorsa? All'aperto, in un posto\nall'aperto, al sicuro da collisioni. Vorrei che ci fosse un po' di\nun po' di tempo freddo e umido al posto del caldo.\n\n Forse ora mi sta osservando.\n\nSi avvicin\u00f2 alla finestra. Qualcosa batt\u00e9 con forza contro i mattoni\nmattoni del telaio e lo fece indietreggiare violentemente.\n\n Mi sto innervosendo\", ha detto Kemp. Ma passarono cinque minuti prima che\ndi nuovo alla finestra.  Doveva essere un passero, si disse.\n\nDopo un po' sent\u00ec suonare il campanello della porta d'ingresso e si affrett\u00f2 a scendere le scale.\nSbullon\u00f2 e sblocc\u00f2 la porta, esamin\u00f2 la catena, la rialz\u00f2 e apr\u00ec con cautela senza farsi vedere.\napr\u00ec con cautela senza farsi vedere. Una voce familiare lo salut\u00f2.\nEra Adye.\n\n Il vostro servitore \u00e8 stato aggredito, Kemp\", disse girando la porta.\n\n Cosa! esclam\u00f2 Kemp.\n\n Le hanno portato via il suo biglietto. \u00c8 qui vicino. Lasciatemi entrare.\nentrare.\n\nKemp rilasci\u00f2 la catena e Adye entr\u00f2 attraverso un'apertura il pi\u00f9 possibile stretta\nil pi\u00f9 possibile. Rimase in piedi nel corridoio, guardando con infinito sollievo Kemp\nche richiudeva la porta.  Il biglietto le fu strappato di mano. L'ha spaventata\nterribilmente. \u00c8 scesa alla stazione. Isterica. Lui \u00e8 qui vicino. Che cosa\nera?\n\nKemp ha giurato.\n\n Che stupido sono stato, disse Kemp.  Avrei potuto saperlo. Non \u00e8 un'ora di cammino\ndi cammino da Hintondean. Di gi\u00e0?\n\n Che c'\u00e8? disse Adye.\n\n Guarda qui! disse Kemp, e fece strada nel suo studio. Porse ad Adye\nla lettera dell'Uomo Invisibile. Adye la lesse e fischi\u00f2 dolcemente.  E tu?\ntu? disse Adye.\n\n Ho proposto una trappola come uno sciocco, disse Kemp, e ho inviato la mia proposta tramite\nuna cameriera. A lui.\n\nAdye ha seguito la bestemmia di Kemp.\n\n Se ne andr\u00e0, disse Adye.\n\n Non lui, ha detto Kemp.\n\nDal piano di sopra giunse un sonoro fracasso di vetri. Adye intravide un'argentea\nun'occhiata argentea a un piccolo revolver mezzo fuori dalla tasca di Kemp.  \u00c8 una finestra,\ndi sopra! disse Kemp, e fece strada verso l'alto. Arriv\u00f2 un secondo colpo\nmentre erano ancora sulle scale. Quando raggiunsero lo studio\ndue delle tre finestre, met\u00e0 della stanza era disseminata di vetri scheggiati e una grossa pietra focaia giaceva a terra.\ndi vetri scheggiati e una grossa pietra focaia che giaceva sul tavolo da scrittura.\nI due uomini si fermarono sulla porta, contemplando i rottami. Kemp\nKemp imprec\u00f2 di nuovo e, mentre lo faceva, la terza finestra si ruppe con uno schiocco simile a quello di una pistola.\npistola, rimase appesa per un attimo e croll\u00f2 in triangoli frastagliati e tremanti nella stanza.\ntriangoli frastagliati e tremanti nella stanza.\n\n A cosa serve questo? disse Adye.\n\n \u00c8 un inizio, ha detto Kemp.\n\n Non c'\u00e8 modo di salire qui?\n\n Non per un gatto, ha detto Kemp.\n\n Niente persiane?\n\n Non qui. Tutte le stanze del piano di sotto Hullo!\n\nUn colpo e poi un colpo di tavole colpite duramente provenivano dal piano di sotto.\n Che si fotta! disse Kemp.  Deve essere una delle camere da letto.\nHa intenzione di fare tutta la casa. Ma \u00e8 un pazzo. Le persiane sono alzate,\ne i vetri cadranno fuori. Si taglier\u00e0 i piedi.\n\nUn'altra finestra ne annunciava la distruzione. I due uomini rimasero sul\nperplessi.  Ce l'ho! disse Adye.  Datemi un bastone o qualcosa\no qualcosa del genere, poi andr\u00f2 alla stazione e far\u00f2 mettere i segugi\ndi cani da caccia. Questo dovrebbe sistemarlo! Sono vicini a non pi\u00f9 di dieci minuti\n\nUn'altra finestra ha fatto la fine delle altre.\n\n Non hai un revolver? chiese Adye.\n\nLa mano di Kemp and\u00f2 alla tasca. Poi esit\u00f2.  Non ne ho almeno uno\nalmeno da parte.\n\n Ve lo riporto, disse Adye, qui sarete al sicuro.\n\nKemp, vergognandosi della sua momentanea mancanza di veridicit\u00e0, gli porse l'arma.\narma.\n\n Ora la porta, disse Adye.\n\nMentre esitavano nel corridoio, udirono una delle finestre della camera da letto al primo piano\ncamera da letto del primo piano che si rompeva e sbatteva. Kemp and\u00f2 alla porta e cominci\u00f2 a\na scassinare i catenacci il pi\u00f9 silenziosamente possibile. Il suo volto era un po' pi\u00f9 pallido\npi\u00f9 pallido del solito.  Devi uscire subito, disse Kemp. In un altro momento\nAdye era sulla soglia della porta e i bulloni stavano rientrando nelle graffe.\ngraffe. Esit\u00f2 un attimo, sentendosi pi\u00f9 a suo agio con la schiena contro la porta.\nschiena contro la porta. Poi si mise a marciare, dritto e squadrato, gi\u00f9 per i gradini.\ngradini. Attravers\u00f2 il prato e si avvicin\u00f2 al cancello. Una piccola brezza\nsembrava increspare l'erba. Qualcosa si mosse vicino a lui.  Fermati un\nun po', disse una voce, e Adye si ferm\u00f2 di botto e la sua mano si strinse sul\nrevolver.\n\n Ebbene? disse Adye, bianco e torvo, con tutti i nervi tesi.\n\n Obbligatemi a tornare a casa\", disse la voce, tesa e cupa come quella di Adye.\ntesa e cupa come quella di Adye.\n\n Scusa, disse Adye un po' raucamente, e si inumid\u00ec le labbra con la lingua.\nlingua. La voce era sul fronte sinistro, pens\u00f2. E se dovesse sfidare la sorte con un\nfortuna con un colpo di pistola?\n\n Cosa stai facendo? disse la Voce, e ci fu un rapido movimento dei due, e un lampo di luce solare dal labbro aperto di una stanza.\nmovimento dei due, e un lampo di luce solare dal labbro aperto della tasca di Adye.\ntasca di Adye.\n\nAdye desistette e pens\u00f2.  Dove vado, disse lentamente, sono affari miei.\naffari miei.  Le parole erano ancora sulle sue labbra, quando un braccio gli circond\u00f2 il collo, la schiena sent\u00ec una ginocchiata e si ritrov\u00f2 a stramazzare all'indietro.\ncollo, la sua schiena sent\u00ec una ginocchiata e lui si ritrov\u00f2 a stramazzare all'indietro. Tir\u00f2\ngoffamente e spar\u00f2 in modo assurdo, e in un altro momento fu colpito alla bocca e il revolver gli fu strappato\nbocca e il revolver gli fu strappato dalla presa. Si aggrapp\u00f2 invano a un\nun arto scivoloso, cerc\u00f2 di rialzarsi e cadde all'indietro.  Dannazione! disse Adye.\nLa Voce rise.  Ti ucciderei subito, se non fosse per lo spreco di una\nproiettile, disse. Vide il revolver a mezz'aria, a due metri di distanza,\nche lo copriva.\n\n Ebbene? disse Adye, alzandosi a sedere.\n\n Alzati, disse la Voce.\n\nAdye si alz\u00f2 in piedi.\n\n Attenzione, disse la Voce, e poi ferocemente: \"Non fare giochetti\".\nRicorda che posso vedere il tuo volto se tu non puoi vedere il mio. Devi tornare\ntornare a casa.\n\n Non mi lascia entrare, disse Adye.\n\n \u00c8 un peccato, disse l'Uomo Invisibile.  Non ho nulla da ridire su di te.\nte.\n\nAdye si inumid\u00ec di nuovo le labbra. Distolse lo sguardo dalla canna del\nrevolver e vide il mare lontano, molto blu e scuro sotto il sole di mezzogiorno, la\nsole di mezzogiorno, la liscia e verde discesa, la bianca scogliera del Capo, e la citt\u00e0\ncitt\u00e0, e improvvisamente cap\u00ec che la vita era molto dolce. I suoi\nocchi tornarono a quella piccola cosa metallica sospesa tra cielo e terra, a sei metri di distanza.\nterra, a sei metri di distanza.  Cosa devo fare? si disse imbronciato.\n\n Cosa devo fare? chiese l'Uomo invisibile.  Troverai aiuto. L'unica\nsola cosa \u00e8 che tu torni indietro.\n\n Ci prover\u00f2. Se mi fa entrare, prometti di non affrettare la porta?\n\n Non ho nulla in contrario con te\", disse la Voce.\n\nKemp si era affrettato a salire al piano di sopra dopo aver fatto uscire Adye, e ora si accovacciava tra i vetri rotti e scrutava con cautela oltre il bordo\ntra i vetri rotti e scrutando cautamente oltre il davanzale della finestra dello studio, vide Adye\ndavanzale dello studio, vide Adye che parlava con l'invisibile.  Perch\u00e9\nnon spara? sussurr\u00f2 Kemp tra s\u00e9. Poi il revolver si mosse un po\ne il luccichio della luce del sole balen\u00f2 negli occhi di Kemp. Si scherm\u00f2\nocchi e cerc\u00f2 di vedere la fonte del raggio accecante.\n\n Sicuramente! disse, Adye ha rinunciato al revolver.\n\n Promettete di non affrettare la porta, diceva Adye.  Non forzare troppo un gioco\ngioco vincente. Date a un uomo una possibilit\u00e0.\n\n Lei torna a casa. Ti dico chiaramente che non ti prometter\u00f2\nnulla.\n\nLa decisione di Adye sembr\u00f2 improvvisamente presa. Si volt\u00f2 verso la casa,\ncamminando lentamente con le mani dietro di s\u00e9. Kemp lo guard\u00f2 perplesso. Il\nrevolver spar\u00ec, torn\u00f2 a balenare alla vista, spar\u00ec di nuovo e divenne\nevidente a un esame pi\u00f9 attento come un piccolo oggetto scuro che seguiva Adye.\nPoi le cose accaddero molto rapidamente. Adye fece un balzo all'indietro, si gir\u00f2,\nquesto piccolo oggetto, lo manc\u00f2, alz\u00f2 le mani e cadde in avanti sulla faccia.\ne cadde in avanti sulla faccia, lasciando un piccolo sbuffo di blu nell'aria. Kemp non sent\u00ec\nnon sent\u00ec il rumore dello sparo. Adye si contorse, si sollev\u00f2 su un braccio\nbraccio, cadde in avanti e rimase immobile.\n\nPer un po' Kemp rimase a fissare la tranquilla noncuranza dell'atteggiamento di Adye.\natteggiamento di Adye. Il pomeriggio era molto caldo e immobile, niente sembrava muoversi\nin tutto il mondo, a parte un paio di farfalle gialle che si rincorrevano\ntra i cespugli tra la casa e il cancello della strada. Adye si sdrai\u00f2 sul\nprato vicino al cancello. Le persiane di tutte le ville lungo la strada\nerano tirate, ma in una piccola casa estiva verde c'era una figura bianca,\napparentemente un vecchio addormentato. Kemp scrut\u00f2 i dintorni della casa alla ricerca\ncasa per scorgere il revolver, ma era sparito. I suoi occhi tornarono\ntorn\u00f2 ad Adye. Il gioco si stava aprendo bene.\n\nPoi suonarono e bussarono alla porta d'ingresso, che alla fine si fecero tumultuosi.\ntumultuosi, ma secondo le istruzioni di Kemp i domestici si erano chiusi nelle loro\nchiusi nelle loro stanze. Segu\u00ec un silenzio. Kemp rimase seduto\nascolt\u00f2 e poi inizi\u00f2 a sbirciare cautamente dalle tre finestre,\nuna dopo l'altra. Si avvicin\u00f2 alla testata della scala e rimase ad ascoltare\ninquieto. Si arm\u00f2 con l'attizzatoio della camera da letto e and\u00f2 a esaminare di nuovo\nle chiusure interne delle finestre del piano terra. Tutto\nera sicuro e tranquillo. Torn\u00f2 al belvedere. Adye giaceva immobile\nsul bordo della ghiaia proprio come era caduto. Lungo la strada\nstrada vicino alle ville c'erano la domestica e due poliziotti.\n\nTutto era mortalmente immobile. Le tre persone sembravano molto lente ad\navvicinarsi. Si chiese cosa stesse facendo il suo antagonista.\n\nHa iniziato. Si sent\u00ec un rumore dal basso. Esit\u00f2 e scese di nuovo\ndi nuovo al piano di sotto. Improvvisamente la casa risuon\u00f2 di colpi pesanti e di schegge di legno.\nschegge di legno. Sent\u00ec un fracasso e il fragore distruttivo delle persiane di ferro.\nferro delle persiane. Gir\u00f2 la chiave e apr\u00ec la\ncucina. Nel farlo, le persiane, spaccate e scheggiate, volarono verso l'interno.\nvolavano verso l'interno. Rimase sbigottito. Il telaio della finestra, tranne una\ntraversa, era ancora intatto, ma nel telaio erano rimasti solo piccoli denti di vetro.\ntelaio. Le persiane erano state forzate con un'ascia, e ora l'ascia stava\ncolpi di mannaia sul telaio della finestra e sulle sbarre di ferro che la difendevano.\nferro che la difendevano. Poi, all'improvviso, balz\u00f2 di lato e scomparve. Vide\nla rivoltella che giaceva sul sentiero esterno, e poi la piccola arma\nscatt\u00f2 in aria. Schiv\u00f2 all'indietro. Il revolver scoppi\u00f2 troppo tardi\ntroppo tardi, e una scheggia dal bordo della porta che si chiudeva gli balen\u00f2 sulla testa.\ntesta. Sbatt\u00e9 e chiuse a chiave la porta e, mentre era fuori, sent\u00ec Griffin gridare e ridere.\nGriffin gridare e ridere. Poi i colpi d'ascia, con le loro conseguenze\nconseguenze di spaccature e frantumazioni, furono ripresi.\n\nKemp rimase nel passaggio cercando di pensare. Tra un attimo l'Uomo Invisibile\nIn un attimo l'Uomo Invisibile sarebbe stato in cucina. Questa porta non lo avrebbe trattenuto un attimo, e poi\npoi\n\nLa porta d'ingresso fu nuovamente suonata. Sarebbero stati i poliziotti. Egli\ncorse in corridoio, alz\u00f2 la catena e tir\u00f2 i catenacci. Fece parlare la\nragazza a parlare prima di far cadere la catena, e le tre persone entrarono di soppiatto in casa\nin casa in un mucchio e Kemp sbatt\u00e9 di nuovo la porta.\n\n L'Uomo Invisibile! disse Kemp.  Ha un revolver, con due\ncolpi. Ha ucciso Adye. Gli ha sparato comunque. Non l'hai visto sul\nsul prato? \u00c8 sdraiato l\u00ec.\n\n Chi? disse uno dei poliziotti.\n\n Adye, ha detto Kemp.\n\n Siamo entrati dal retro, disse la ragazza.\n\n Cos'\u00e8 questo fracasso? chiese uno dei poliziotti.\n\n \u00c8 in cucina o lo sar\u00e0. Ha trovato un'ascia\n\nImprovvisamente la casa si riemp\u00ec di colpi sonori dell'Uomo Invisibile sulla porta della cucina.\nsulla porta della cucina. La ragazza fiss\u00f2 la cucina, rabbrivid\u00ec e si ritir\u00f2 nella sala da pranzo.\ne si ritir\u00f2 in sala da pranzo. Kemp cerc\u00f2 di spiegare con frasi\nfrasi spezzate. Sentirono la porta della cucina che si apriva.\n\n Da questa parte, disse Kemp, entrando in azione e portando i poliziotti in un fascio\npoliziotti verso la porta della sala da pranzo.\n\n Poker, disse Kemp, e si precipit\u00f2 al parafango. Pass\u00f2 l'attizzatoio che aveva\nal poliziotto e quello della sala da pranzo all'altro. All'improvviso\nimprovvisamente si gett\u00f2 all'indietro.\n\n Un poliziotto disse: \"Whup!\", si abbass\u00f2 e prese l'ascia sul suo attizzatoio.\nLa pistola spar\u00f2 il suo penultimo colpo e strapp\u00f2 un prezioso Sidney Cooper.\nCooper. Il secondo poliziotto fece cadere il suo attizzatoio sull'arma\narma, come si fa con una vespa, e la fece cadere a terra sferragliando.\npavimento.\n\nAl primo urlo la ragazza url\u00f2, rimase per un attimo accanto al camino e poi corse ad aprire le persiane.\ncamino e poi corse ad aprire le imposte, forse con l'idea di fuggire dalla finestra\ndi fuggire dalla finestra in frantumi.\n\nL'ascia si ritir\u00f2 nel passaggio e cadde a circa un metro e mezzo da terra.\ndal suolo. Sentivano l'Uomo Invisibile respirare.  Allontanatevi\nallontanatevi, voi due, disse.  Voglio quell'uomo, Kemp.\n\n Vogliamo te, disse il primo poliziotto, facendo un rapido passo avanti\ne pul\u00ec con l'attizzatoio la Voce. L'Uomo Invisibile deve essere\nessere indietreggiato e ha sbattuto contro il portaombrelli.\n\nPoi, mentre il poliziotto barcollava per il colpo infertogli, l'Uomo Invisibile contrattacc\u00f2 con l'ascia.\nl'Uomo Invisibile contrattacc\u00f2 con l'ascia, l'elmetto si accartocci\u00f2 come carta e il colpo mand\u00f2 l'uomo in testacoda sul pavimento.\ncome carta, e il colpo mand\u00f2 l'uomo in testacoda sul pavimento alla\ndelle scale della cucina. Ma il secondo poliziotto, mirando dietro l'ascia con il suo attizzatoio, colp\u00ec qualcosa di morbido che\ncon il suo attizzatoio, colp\u00ec qualcosa di morbido che si spezz\u00f2. Ci fu un'acuta\nesclamazione di dolore e poi l'ascia cadde a terra. Il poliziotto\nIl poliziotto si mise di nuovo a colpire a vuoto e non colp\u00ec nulla; mise il piede sull'ascia e colp\u00ec di nuovo.\ne colp\u00ec di nuovo. Poi rimase in piedi, con l'attizzatoio, ascoltando con attenzione il minimo movimento.\nminimo movimento.\n\nSent\u00ec la finestra della sala da pranzo aprirsi e un rapido movimento di piedi all'interno.\nIl suo compagno si gir\u00f2 e si mise a sedere, con il sangue che gli colava\ntra l'occhio e l'orecchio.  Dov'\u00e8? chiese l'uomo sul pavimento.\n\n Non lo so. L'ho colpito. \u00c8 in piedi da qualche parte nel corridoio. A meno che\nnon le sia sfuggito. Il dottor Kemp, signore.\n\nPausa.\n\n Dottor Kemp, grid\u00f2 di nuovo il poliziotto.\n\nIl secondo poliziotto cominci\u00f2 a lottare per alzarsi. Si alz\u00f2 in piedi.\nImprovvisamente si sent\u00ec il lieve rumore dei piedi nudi sulle scale della cucina.\nsi sentiva.  Yap! grid\u00f2 il primo poliziotto, e con incontinenza gett\u00f2 l'attizzatoio.\nattizzatoio. Il suo colpo and\u00f2 a infrangersi su una piccola staffa del gas.\n\nFece come se volesse inseguire l'Uomo Invisibile al piano di sotto. Poi\npoi ci ripens\u00f2 ed entr\u00f2 nella sala da pranzo.\n\n Il dottor Kemp inizi\u00f2 e si ferm\u00f2 di colpo.\n\n Il dottor Kemp \u00e8 un eroe\", disse, mentre la sua compagna si guardava alle spalle.\nspalla.\n\nLa finestra della sala da pranzo era spalancata e non si vedevano n\u00e9 la cameriera n\u00e9 Kemp.\nsi vedevano.\n\nL'opinione del secondo poliziotto su Kemp \u00e8 stata concisa e vivida.\n\n\n\n\nCAPITOLO XXVIII.\nIL CACCIATORE BRACCATO\n\n\nIl signor Heelas, il pi\u00f9 vicino al signor Kemp tra i proprietari della villa, stava\ndormiva nella sua casa estiva quando inizi\u00f2 l'assedio alla casa di Kemp. Il Sig.\nHeelas faceva parte di quella robusta minoranza che si rifiutava di credere a tutte le\ntutte queste sciocchezze sull'Uomo Invisibile. Sua moglie, invece, come gli fu ricordato in seguito, ci credeva.\ncome gli fu ricordato in seguito, ci credeva. Insisteva a camminare nel suo\ngiardino come se nulla fosse, e and\u00f2 a dormire nel pomeriggio secondo le\npomeriggio, secondo la consuetudine degli anni. Dorm\u00ec per tutto il tempo in cui\nfinestre e si svegli\u00f2 all'improvviso con la curiosa convinzione di qualcosa di sbagliato.\ncon la curiosa convinzione che ci fosse qualcosa di sbagliato. Guard\u00f2 la casa di Kemp, si strofin\u00f2 gli occhi e guard\u00f2 di nuovo.\nocchi e guard\u00f2 di nuovo. Poi mise i piedi a terra e si sedette ad ascoltare.\nad ascoltare. Disse che era dannato, ma la cosa strana era ancora\nvisibile. La casa aveva l'aspetto di una casa abbandonata per\nsettimane dopo una violenta sommossa. Ogni finestra era rotta e tutte le finestre, tranne quelle dello studio sul belvedere, erano accecate\nogni finestra, tranne quelle dello studio del belvedere, era accecata dalle\npersiane interne.\n\n Avrei giurato che fosse tutto a posto se avesse guardato l'orologio venti\nminuti fa.\n\nSi accorse di una misurata commozione e di un rumore di vetri, lontano\nin lontananza. E poi, mentre era seduto a bocca aperta, arriv\u00f2 una cosa ancora pi\u00f9\nancora pi\u00f9 meraviglioso. Le persiane della finestra del salotto furono\nviolentemente, e la domestica, con il suo cappello e i suoi abiti da esterno, apparve\ne gli indumenti da esterno, si affannava a tirare su l'anta.\nImprovvisamente apparve un uomo accanto a lei, aiutandola con il dottor Kemp! In un altro\nin un altro momento la finestra era aperta e la domestica stava uscendo a fatica.\nsi sporse in avanti e spar\u00ec tra i cespugli. Il signor Heelas si alz\u00f2,\nesclamando vagamente e con veemenza tutte queste cose meravigliose. Vide\nKemp salire sul davanzale, spuntare dalla finestra e riapparire quasi istantaneamente\nistantaneamente correre lungo un sentiero tra i cespugli e chinarsi mentre correva, come un uomo che\ncome un uomo che sfugge all'osservazione. Scomparve dietro un\ndietro un maggiociondolo e riapparve arrampicandosi su una staccionata che dava sul\nla discesa aperta. In un attimo era ruzzolato e correva a gran velocit\u00e0 gi\u00f9 per il\na passo spedito lungo il pendio verso il signor Heelas.\n\n Signore! esclam\u00f2 il signor Heelas, colpito da un'idea; \u00e8 quell'Uomo Invisibile\nbruto! \u00c8 giusto, dopo tutto!\n\nPer il signor Heelas pensare cose del genere significava agire, e la sua cuoca, che lo guardava dalla finestra in alto, si stup\u00ec nel vederlo arrivare a pelare.\nche lo osservava dalla finestra in alto rimase stupita nel vederlo arrivare\nverso la casa a ben nove miglia all'ora. Ci fu uno sbattere di\nporte, un suono di campane e la voce di Mr. Heelas che muggisce come un toro.\ntoro.  Chiudete le porte, chiudete le finestre, chiudete tutto! L'Uomo Invisibile sta arrivando!\nUomo invisibile sta arrivando!  Immediatamente la casa si riemp\u00ec di urla e indicazioni,\ne di piedi che correvano. Corse lui stesso a chiudere le porte-finestre che\nche si aprivano sulla veranda; mentre lo faceva, la testa, le spalle e il ginocchio di Kemp\nKemp e le spalle e le ginocchia apparvero oltre il bordo della recinzione del giardino. In un altro momento Kemp aveva\naveva solcato gli asparagi e stava correndo attraverso il prato del tennis\nverso la casa.\n\n Non pu\u00f2 entrare, disse il signor Heelas, chiudendo i chiavistelli.  Mi dispiace molto\nMi dispiace se vi sta cercando, ma non potete entrare!\n\nKemp apparve con il volto terrorizzato vicino al vetro, battendo e poi scuotendo freneticamente la portafinestra.\ne poi scuotendo freneticamente la portafinestra. Poi, vedendo che i suoi sforzi\ninutile, corse lungo la veranda, ne scavalc\u00f2 l'estremit\u00e0 e and\u00f2 a\na martellare la porta laterale. Poi fece il giro del cancello laterale fino al\ndavanti alla casa e quindi sulla strada della collina. Il signor Heelas fissava\ndalla finestra con un volto di orrore aveva appena visto Kemp scomparire,\nprima che gli asparagi venissero calpestati di qua e di l\u00e0 da piedi non visti.\nA quel punto il signor Heelas fugg\u00ec precipitosamente al piano di sopra, e il resto dell'inseguimento\ninseguimento \u00e8 fuori dalla sua portata. Ma mentre passava davanti alla finestra della scala, sent\u00ec sbattere il cancello laterale.\nsent\u00ec sbattere il cancello laterale.\n\nSbucando sulla strada di collina, Kemp prese naturalmente la direzione di discesa\ne fu cos\u00ec che arriv\u00f2 a correre di persona la gara che aveva osservato con occhio critico dallo studio del belvedere.\nche aveva osservato con occhio critico dallo studio del belvedere solo quattro giorni prima.\nquattro giorni prima. La corse bene, per essere un uomo fuori allenamento, e anche se il suo viso era bianco e bagnato, il suo\nil suo viso era bianco e bagnato, la sua mente era fredda fino all'ultimo. Correva con\ncon ampie falcate, e ogni volta che c'era un tratto di terreno accidentato, ogni volta che\ndi selci grezze o un pezzo di vetro rotto che brillava\nabbagliante, lo attraversava e lasciava che i piedi nudi e invisibili che seguivano\ndi prendere la linea che volevano.\n\nPer la prima volta nella sua vita Kemp scopr\u00ec che la strada delle colline era\nindescrivibilmente vasta e desolata, e che gli inizi della citt\u00e0\nai piedi della collina erano stranamente remoti. Non c'era mai stato\nun metodo di progressione pi\u00f9 lento o pi\u00f9 doloroso della corsa. Tutte le\ntutte le ville spoglie, addormentate nel sole pomeridiano, sembravano chiuse e sbarrate;\nsenza dubbio erano chiuse e sbarrate per suo ordine. Ma in ogni caso\navrebbero potuto tenere d'occhio un'eventualit\u00e0 come questa! La citt\u00e0\nLa citt\u00e0 si stava sollevando, il mare era scomparso dalla vista e la gente di sotto si agitava.\nla gente in basso si agitava. Un tram stava arrivando ai piedi della collina.\npiedi della collina. Oltre c'era la stazione di polizia. Erano passi quelli che sentiva\ndietro di lui? Sprint.\n\nLe persone sotto di lui lo fissavano, una o due stavano correndo e il suo respiro cominciava a\nrespiro cominciava a mancargli in gola. Il tram era ormai vicino,\ne il Jolly Cricketers sbarrava rumorosamente le porte. Oltre il\ntram c'erano pali e cumuli di ghiaia, le opere di drenaggio. Ebbe un'idea\nidea transitoria di saltare sul tram e sbattere le porte, poi decise di andare verso la\npoi decise di andare alla stazione di polizia. In un altro momento aveva\nin un altro momento aveva superato la porta del Jolly Cricketers e si trovava nell'arroventato\ndi strada, con esseri umani intorno a lui. Il conducente del tram e il suo\ne il suo aiutante, arrestati dalla vista della sua fretta furiosa, stavano in piedi a fissare\ncon i cavalli del tram disarcionati. Pi\u00f9 avanti, i lineamenti stupiti dei\ndi marinai apparivano al di sopra dei cumuli di ghiaia.\n\nIl suo passo si interruppe un po', poi sent\u00ec il passo veloce dell'inseguitore e balz\u00f2 di nuovo in avanti.\ninseguitore e balz\u00f2 di nuovo in avanti.  L'Uomo Invisibile! grid\u00f2 ai marinai, con un gesto\ncon un vago gesto indicativo, e per ispirazione salt\u00f2 lo scavo e mise un gruppo corpulento tra lui e l'inseguitore.\ne si mise tra lui e l'inseguitore con un gruppo corpulento. Poi\nabbandonando l'idea della stazione di polizia, svolt\u00f2 in una stradina laterale\nstrada secondaria, pass\u00f2 accanto a un carretto di fruttivendolo, esit\u00f2 per un decimo di secondo davanti alla porta di una pasticceria\ndecimo di secondo davanti alla porta di un negozio di dolciumi e poi si diresse verso l'imboccatura di un\nun vicolo che si immetteva di nuovo nella principale Hill Street. Due o tre\nbambini che stavano giocando e che gridarono e si dispersero alla sua apparizione.\ne subito le porte e le finestre si aprirono e le madri eccitate\nrivelarono i loro cuori. Usc\u00ec di nuovo in Hill Street, a trecento\ntrecento metri dal capolinea del tram, e subito si accorse di un vociare tumultuoso.\ndi un vociare tumultuoso e di gente che correva.\n\nGuard\u00f2 su per la strada verso la collina. A una dozzina di metri di distanza correva\nun enorme marinaio, che imprecava a pezzi e colpiva ferocemente con una vanga,\ne dietro di lui il conduttore del tram con i pugni stretti. Su per la\nstrada altri seguivano questi due, colpendo e gridando. In basso\nverso la citt\u00e0, uomini e donne correvano, e lui not\u00f2 chiaramente\nun uomo che usciva dalla porta di un negozio con un bastone in mano.  Sparpagliatevi\nsparpagliatevi! Sparpagliatevi! grid\u00f2 qualcuno. Kemp colse all'improvviso l'alterazione delle condizioni\ncondizione dell'inseguimento. Si ferm\u00f2 e si guard\u00f2 intorno, ansimando.  \u00c8\nqui vicino! grid\u00f2.  Formate una linea attraverso\n\nVenne colpito con forza sotto l'orecchio e si agit\u00f2, cercando di voltarsi verso il suo\nverso il suo invisibile antagonista. Riusc\u00ec appena a tenersi in piedi, e\ne fece una vana controffensiva in aria. Poi fu colpito di nuovo sotto la mascella,\ne si accasci\u00f2 a testa in gi\u00f9 sul terreno. In un altro momento un ginocchio\ndiaframma e un paio di mani impazienti gli afferrarono la gola.\ngola, ma la presa di una era pi\u00f9 debole dell'altra; afferr\u00f2 i polsi, sent\u00ec un grido di dolore\npolsi, sent\u00ec un grido di dolore da parte del suo assalitore e poi la vanga del marinaio\nvolava nell'aria sopra di lui e colpiva qualcosa\ncon un tonfo sordo. Sent\u00ec una goccia di umidit\u00e0 sul viso. La presa alla\ngola si allent\u00f2 all'improvviso e, con uno sforzo convulso, Kemp si sciolse\nsi sciolse, afferr\u00f2 una spalla floscia e rotol\u00f2 verso l'alto. Afferr\u00f2 i gomiti\ngomiti invisibili vicino al suolo.  L'ho preso! url\u00f2 Kemp.  Aiuto!\nAiuto! \u00c8 a terra! Tenetegli i piedi!\n\nIn un altro secondo ci fu una corsa simultanea alla lotta, e un estraneo che fosse arrivato all'improvviso sulla strada\nun estraneo che fosse arrivato all'improvviso sulla strada avrebbe potuto pensare che fosse in corso una\nuna partita di rugby eccezionalmente selvaggia. E non ci fu\nnon ci furono grida dopo l'urlo di Kemp, ma solo un rumore di colpi e di piedi e di\nrespiri pesanti.\n\nPoi, con uno sforzo poderoso, l'Uomo Invisibile si liber\u00f2 di un paio di antagonisti e si alz\u00f2 in ginocchio.\ndei suoi antagonisti e si alz\u00f2 in ginocchio. Kemp gli si aggrapp\u00f2 davanti come\ncome un segugio a un cervo, e una dozzina di mani afferrarono, strinsero e strapparono l'invisibile.\ninvisibile. Il conduttore del tram prese improvvisamente il collo e le spalle e lo\ne lo trascin\u00f2 indietro.\n\nL'ammasso di uomini in lotta cadde di nuovo a terra e rotol\u00f2. Ci furono,\ntemo, dei calci selvaggi. Poi all'improvviso un urlo selvaggio di\n Piet\u00e0! Misericordia! che si spense rapidamente in un suono simile al soffocamento.\n\n Indietro, sciocchi! grid\u00f2 la voce soffocata di Kemp, e ci fu un vigoroso spingere indietro\nvigorose spinte all'indietro di forme robuste.  \u00c8 ferito, ve lo dico io. State\nindietro!\n\nCi fu una breve lotta per liberare uno spazio, e poi il cerchio di visi impazienti vide il dottore inginocchiarsi, come sembrava, a quindici centimetri di distanza.\ndi visi impazienti vide il dottore inginocchiato, come sembrava, a quindici centimetri in\nin aria e tenere le braccia invisibili a terra. Dietro di lui un\nagente stringeva caviglie invisibili.\n\n Non lasciatelo andare, grid\u00f2 il grosso marinaio, con in mano una vanga macchiata di sangue.\nvanga macchiata di sangue; sta fingendo.\n\n Non sta fingendo, disse il dottore, sollevando cautamente il ginocchio; e\nLo tengo io.  Il viso era livido e gi\u00e0 arrossato; parlava fitto a causa del labbro sanguinante.\nparlava fitto a causa di un labbro che sanguinava. Rilasci\u00f2 una mano e sembr\u00f2\ne sembrava che si stesse tastando il viso.  La bocca \u00e8 tutta bagnata, disse. E poi: \"Buon\nDio!\n\nSi alz\u00f2 bruscamente e poi si inginocchi\u00f2 a terra al fianco della\ndella cosa non vista. Ci fu uno spingere e uno scalpitare, un rumore di piedi pesanti\npiedi, mentre nuove persone si alzavano per aumentare la pressione della folla.\nLa gente ora usciva dalle case. Le porte del Jolly\nCricketers si spalancarono improvvisamente. Si parl\u00f2 pochissimo.\n\nKemp si tast\u00f2 intorno, con la mano che sembrava attraversare l'aria vuota.  Non respira\nNon respira, disse, e poi: \"Non riesco a sentire il suo cuore\". Il suo fianco!\n\nAll'improvviso una donna anziana, che sbirciava sotto il braccio del grosso marinaio, grid\u00f2\nacutamente.  Guarda l\u00e0! disse, e tir\u00f2 fuori un dito rugoso.\n\nE guardando dove lei indicava, tutti videro, tenue e trasparente come\ndi vetro, in modo che si potessero distinguere vene e arterie, ossa e nervi, il profilo di una mano.\nnervi, la sagoma di una mano, una mano zoppicante e\nflaccida e prona. Si annebbiava e si opacizzava anche mentre li fissavano.\n\n Salve! grid\u00f2 il poliziotto.  Ecco i suoi piedi in mostra!\n\nE cos\u00ec, lentamente, iniziando dalle mani e dai piedi e insinuandosi lungo le membra fino ai centri vitali del corpo, quello strano cambiamento continuava.\narti fino ai centri vitali del suo corpo, quello strano cambiamento continu\u00f2.\nEra come il lento diffondersi di un veleno. Prima vennero i piccoli nervi bianchi\nnervi bianchi, un abbozzo grigio e nebuloso di arto, poi le ossa vitree e le arterie intricate, poi ancora i nervi\narterie intricate, poi la carne e la pelle, dapprima una debole nebbia,\ne poi sempre pi\u00f9 densa e opaca. Presto poterono vedere il suo\ntorace schiacciato e le spalle, e i contorni sfumati dei suoi lineamenti disegnati e\nlineamenti martoriati.\n\nQuando finalmente la folla fece spazio a Kemp per alzarsi in piedi, giaceva,\nnudo e pietoso a terra, il corpo contuso e spezzato di un giovane di circa trent'anni.\nuomo di circa trent'anni. I suoi capelli e la sua fronte erano bianchi, non grigi per l'et\u00e0, ma\nbianco con il candore dell'albinismo e i suoi occhi erano come granati.\nAveva le mani strette, gli occhi spalancati e un'espressione di rabbia e sgomento.\ndi rabbia e sgomento.\n\n Copritegli la faccia! disse un uomo.  Per l'amor di Dio, coprite quella faccia! e\ntre bambini, che si spingevano in avanti tra la folla, vennero improvvisamente\ngirati e mandati via di nuovo.\n\nQualcuno port\u00f2 un lenzuolo dai Jolly Cricketers e, dopo averlo coperto, lo portarono in quella casa.\nlo portarono in quella casa. Ed eccolo l\u00ec, su un letto malandato in una camera da letto\nletto in una camera da letto squallida e male illuminata, circondato da una folla di persone ignoranti ed eccitate, rotto e ferito, tradito e non graziato.\ned eccitati, distrutto e ferito, tradito e non graziato, che Griffin, il primo di tutti gli uomini\nGriffin, il primo di tutti gli uomini a rendersi invisibile, Griffin, il fisico pi\u00f9 dotato della\nfisico pi\u00f9 dotato che il mondo abbia mai visto, ha concluso con un infinito\ndisastroso la sua strana e terribile carriera.\n\n\n\nL'EPILOGO\n\n\nCos\u00ec si conclude la storia degli strani e malvagi esperimenti dell'Uomo Invisibile.\nUomo invisibile. E se volete saperne di pi\u00f9 su di lui, dovete andare in una piccola locanda\nvicino a Port Stowe e parlare con l'oste. L'insegna della locanda \u00e8 una\n\u00e8 una tavola vuota, a parte un cappello e degli stivali, e il nome \u00e8 il titolo di questa storia.\nstoria. L'oste \u00e8 un ometto basso e corpulento, con un naso di proporzioni cilindriche, un'aria segaligna e un'aria da barbone.\nproporzioni cilindriche, capelli ispidi e un viso sporadicamente roseo.\nBevete generosamente, e vi racconter\u00e0 generosamente tutte le cose\ndi tutte le cose che gli sono accadute dopo quel momento e di come gli avvocati hanno cercato di\ndi fargli perdere il tesoro trovato su di lui.\n\n Quando hanno scoperto di non poter dimostrare di chi fossero i soldi, sono stato benedetto, ha detto, se non hanno cercato di farmi passare per un fior di uomo.\nbenedetto, dice, se non hanno cercato di farmi passare per un tesoro\ntesoro! Sembro forse un tesoro? E poi un signore\nmi ha dato una ghinea a sera per raccontare la storia all'Empire Music.\n Tutto solo per raccontarla con le mie parole, tranne una.\n\nE se si vuole interrompere bruscamente il flusso delle sue reminiscenze, si pu\u00f2 sempre farlo\nsi pu\u00f2 sempre farlo chiedendo se non ci fossero tre libri manoscritti nel\nstoria. Lui ammette che c'erano e procede a spiegare, con\nasseverazioni che tutti pensano che _lui_ li abbia! Ma benedetto! Non li ha.\nL'Uomo Invisibile li ha tolti per nasconderli quando ho tagliato e sono scappato a Port Stowe.\ne sono scappato a Port Stowe. \u00c8 che il signor Kemp ha messo in giro la gente con l'idea\nche io li abbia.\n\nPoi si abbassa in uno stato pensoso, vi osserva furtivamente,\nsi agita nervosamente con i bicchieri e, di l\u00ec a poco, lascia il bar.\n\n\u00c8 un uomo scapolo, i suoi gusti sono sempre stati scapoli, e non ci sono donne in casa.\ndonne in casa. Esternamente si abbottona, come ci si aspetta da lui, ma\nnelle sue intimit\u00e0 pi\u00f9 vitali, ad esempio in materia di apparecchi ortodontici, si\nancora di spago. Conduce la sua casa senza intraprendenza, ma con\nma con un decoro eminente. I suoi movimenti sono lenti ed \u00e8 un grande pensatore.\npensatore. Ma ha una reputazione di saggezza e di rispettabile parsimonia nel villaggio.\nparsimonia nel villaggio, e la sua conoscenza delle strade del sud dell'Inghilterra\ndell'Inghilterra batterebbe Cobbett.\n\nE la domenica mattina, tutte le domeniche mattina, per tutto l'anno, mentre \u00e8 chiuso al mondo esterno, e ogni sera dopo le dieci.\nchiuso al mondo esterno, e tutte le sere dopo le dieci, si reca nel salotto del suo bar\nnel salotto del suo bar, portando un bicchiere di gin leggermente tinto d'acqua,\ne, dopo averlo posato, chiude la porta a chiave e controlla le tende,\ne guarda anche sotto il tavolo. E poi, soddisfatto della sua\nsolitudine, apre la credenza, una scatola nella credenza e un\ncassetto di quella scatola, e tira fuori tre volumi rilegati in pelle marrone,\ne li pone solennemente al centro del tavolo. Le copertine sono\nsono logorate dalle intemperie e tinte di un verde algale per aver soggiornato un tempo in un fosso\nun fosso e alcune pagine sono state cancellate dall'acqua sporca.\nIl padrone di casa si siede su una poltrona e riempie una lunga pipa di argilla\ngongolando lentamente sui libri. Poi ne tira uno verso di s\u00e9\ne lo apre, e inizia a studiarlo rigirando le foglie avanti e indietro.\ne in avanti.\n\nLe sue sopracciglia sono aggrottate e le sue labbra si muovono dolorosamente.  Hex, piccoli due in aria\nin aria, con la croce e il piffero. Signore! Che tipo era per\nl'intelletto!\n\nPoi si rilassa, si appoggia allo schienale e sbatte le palpebre, attraverso il fumo, su cose invisibili agli altri occhi.\nattraverso la stanza, cose invisibili agli altri occhi.  Pieno di segreti,\ndice.  Segreti meravigliosi!\n\n Una volta che li avr\u00f2 catturati, Signore!\n\n Io non farei quello che ha fatto lui; io farei solo bene!  Tira la pipa.\n\nCos\u00ec cade in un sogno, l'eterno meraviglioso sogno della sua vita. E\nKemp ha pescato incessantemente, ma nessun essere umano, a parte il padrone di casa, sa che quei libri sono l\u00ec.\nsa che quei libri sono l\u00ec, con il sottile segreto dell'invisibilit\u00e0 e\ne una dozzina di altri strani segreti scritti al loro interno. E nessun altro ne sapr\u00e0\ndi essi fino alla sua morte."},{"titolo":"La macchina del tempo","autore":"H.G. Wells","categoria":"Fantascienza","contenuto":"I.\nIntroduzione\n\n\nIl Viaggiatore del Tempo (perch\u00e9 cos\u00ec sar\u00e0 conveniente parlare di lui) stava\nci stava esponendo una questione recondita. I suoi occhi grigi e chiari brillavano e\nscintillavano e il suo viso, solitamente pallido, era arrossato e animato. Il fuoco\nIl fuoco ardeva vivacemente e il tenue splendore delle luci incandescenti dei gigli d'argento\ngigli d'argento catturava le bollicine che lampeggiavano e passavano nei nostri bicchieri.\nbicchieri. Le nostre sedie, essendo le sue brevettate, ci abbracciavano e ci accarezzavano piuttosto che\npiuttosto che sottoporsi a una seduta, e c'era quella lussuosa atmosfera da\ndopo cena, quando il pensiero corre leggiadro e libero dai vincoli della precisione.\ndi precisione. E ce lo spieg\u00f2 in questo modo, segnando i punti\ncon un indice magro, mentre noi eravamo seduti e ammiravamo pigramente la sua\nla sua seriet\u00e0 per questo nuovo paradosso (come noi lo pensavamo) e la sua fecondit\u00e0.\n\n Dovete seguirmi con attenzione. Dovr\u00f2 contestare un paio di idee\nidee che sono quasi universalmente accettate. La geometria, per esempio,\nche vi hanno insegnato a scuola si basa su un'idea sbagliata.\n\n Non \u00e8 una cosa piuttosto grande da cui aspettarsi che iniziamo?\nFilby, una persona polemica dai capelli rossi.\n\n Non intendo chiedervi di accettare qualcosa senza un ragionevole motivo\nragionevole. Presto ammetterete quanto ho bisogno di voi. Sapete naturalmente\nche una linea matematica, una linea di spessore _nullo_, non ha un'esistenza reale.\nesistenza. Ve l'hanno insegnato? E nemmeno un piano matematico.\nQueste cose sono mere astrazioni.\n\n Non c'\u00e8 problema, disse lo psicologo.\n\n N\u00e9, avendo solo lunghezza, larghezza e spessore, un cubo pu\u00f2 avere un'esistenza reale.\nesistenza reale.\n\n Mi oppongo, disse Filby.  \u00c8 ovvio che un corpo solido pu\u00f2 esistere. Tutte\ncose reali\n\n Cos\u00ec pensa la maggior parte delle persone. Ma aspettate un momento. Pu\u00f2 esistere un cubo _istantaneo\nesistere?\n\n Non ti seguo, disse Filby.\n\n Un cubo che non dura per nessun tempo pu\u00f2 avere un'esistenza reale?\nesistenza?\n\nFilby divenne pensieroso.  \u00c8 chiaro, prosegu\u00ec il Viaggiatore del Tempo, che qualsiasi corpo reale\ncorpo reale deve avere estensione in _quattro_ direzioni: deve avere\nLunghezza, Larghezza, Spessore e Durata. Ma per una naturale\ninfermit\u00e0 naturale della carne, che vi spiegher\u00f2 tra poco, tendiamo a trascurare questo fatto.\ntendiamo a trascurare questo fatto. In realt\u00e0 le dimensioni sono quattro, tre\nche chiamiamo i tre piani dello Spazio, e una quarta, il Tempo. C'\u00e8,\nTuttavia, si tende a fare una distinzione irreale tra le prime tre dimensioni e le seconde.\ntre dimensioni e le seconde, perch\u00e9 accade che la nostra\ncoscienza si muova a intermittenza in una direzione lungo quest'ultima\ndall'inizio alla fine della nostra vita.\n\n Questo, disse un uomo molto giovane, facendo sforzi spasmodici per riaccendere il suo sigaro sulla\nsigaro sopra la lampada; che ... ... davvero molto chiaro.\n\n \u00c8 davvero notevole che questo aspetto sia cos\u00ec ampiamente trascurato,\ncontinu\u00f2 il Viaggiatore del Tempo, con un leggero accenno di allegria.\n \u00c8 davvero questo il significato della Quarta Dimensione, anche se alcuni\npersone che parlano di Quarta Dimensione non sanno di intenderla. \u00c8\n\u00e8 solo un altro modo di vedere il tempo. Non c'\u00e8 differenza tra\nTempo e nessuna delle tre dimensioni dello Spazio, tranne il fatto che la nostra coscienza si\ncoscienza si muove lungo di esso_. Ma alcuni sciocchi si sono impadroniti\nil lato sbagliato di questa idea. Avete sentito tutti cosa hanno da dire\nsu questa Quarta Dimensione?\n\n Io non l'ho fatto, ha detto il sindaco di provincia.\n\n \u00c8 semplicemente questo. Che lo spazio, secondo i nostri matematici, \u00e8\ncome i nostri matematici, si parla di tre dimensioni, che si possono chiamare lunghezza, larghezza e spessore, ed \u00e8 sempre definibile in riferimento a tre dimensioni,\nlarghezza e spessore, ed \u00e8 sempre definibile facendo riferimento a tre piani\npiani, ciascuno perpendicolare agli altri. Ma alcuni filosofi\nfilosofici si sono chiesti perch\u00e9 _tre_ dimensioni, in particolare perch\u00e9 non\nperch\u00e9 non un'altra direzione perpendicolare alle altre tre?\ndi costruire una geometria quadridimensionale. Il professor Simon Newcomb\nSimon Newcomb ha esposto questo concetto alla Societ\u00e0 Matematica di New York solo un mese fa\nun mese fa o gi\u00f9 di l\u00ec. Sapete che su una superficie piana, che ha solo due dimensioni, possiamo rappresentare una figura di\ndimensioni, possiamo rappresentare una figura di un solido tridimensionale, e\nAllo stesso modo pensano che con modelli di tre dimensioni potrebbero\ndi quattro se riuscissero a padroneggiare la prospettiva dell'oggetto.\ncosa. Vedete?\n\n Credo di s\u00ec, mormor\u00f2 il sindaco di provincia; e, aggrottando le sopracciglia,\ncadde in uno stato introspettivo, con le labbra che si muovevano come uno che\nmento delle labbra come chi ripete parole mistiche.  S\u00ec, credo di vederlo ora\", disse dopo un po' di tempo.\ndopo un po' di tempo, illuminandosi in modo del tutto transitorio.\n\n Ebbene, non mi dispiace dirvi che da tempo sto lavorando a questa geometria\ndelle Quattro Dimensioni da qualche tempo. Alcuni dei miei risultati sono curiosi. Per esempio\nPer esempio, qui c'\u00e8 il ritratto di un uomo a otto anni, un altro a quindici, un altro a diciassette, un altro a ventitr\u00e9 e cos\u00ec via.\nquindici, un altro a diciassette, un altro a ventitr\u00e9 e cos\u00ec via. Tutti\nsono evidentemente delle sezioni, per cos\u00ec dire, tridimensionali\ntridimensionali del suo essere quadridimensionale, che \u00e8 una cosa fissa e inalterabile.\ninalterabile.\n\n Le persone scientifiche, ha proseguito il Viaggiatore del Tempo, dopo la pausa\nnecessaria per assimilarla, sanno bene che il Tempo \u00e8 solo una specie di Spazio.\n\u00e8 solo una specie di spazio. Ecco un diagramma scientifico popolare, una\nmeteorologico. Questa linea che traccio con il dito mostra il movimento del barometro.\nbarometro. Ieri era cos\u00ec alto, ieri sera \u00e8 diminuito, poi\nstamattina \u00e8 salito di nuovo, e cos\u00ec dolcemente verso l'alto fino a qui. Sicuramente il\nmercurio non ha tracciato questa linea in nessuna delle dimensioni dello Spazio\ngeneralmente riconosciute? Ma di certo ha tracciato una linea di questo tipo e quella\nlinea, quindi, dobbiamo concludere che era lungo la dimensione del tempo.\n\n Ma, disse l'Uomo Medico, fissando intensamente un carbone sul fuoco, se il tempo \u00e8 davvero solo la quarta dimensione dello spazio, perch\u00e9 lo \u00e8 e perch\u00e9 \u00e8 stato creato il tempo?\nse il tempo \u00e8 davvero solo una quarta dimensione dello spazio, perch\u00e9 \u00e8, e perch\u00e9 \u00e8 sempre stato\n\u00e8 sempre stato considerato qualcosa di diverso? E perch\u00e9 non possiamo muoverci nel\nnel tempo come ci muoviamo nelle altre dimensioni dello spazio?\n\nIl Viaggiatore del Tempo sorrise.  Sei cos\u00ec sicuro che possiamo muoverci liberamente nello\nSpazio? A destra e a sinistra possiamo andare, avanti e indietro abbastanza liberamente,\ne gli uomini lo hanno sempre fatto. Ammetto che ci muoviamo liberamente in due dimensioni.\nMa che dire dell'alto e del basso? La gravitazione ci limita.\n\n Non esattamente, disse l'Uomo Medico.  Ci sono dei palloncini.\n\n Ma prima dei palloni, a parte i salti spasmodici e le disuguaglianze della superficie, l'uomo non aveva libert\u00e0 di movimento verticale.\ndisuguaglianze della superficie, l'uomo non aveva libert\u00e0 di movimento verticale.\n\n Tuttavia potevano muoversi un po' su e gi\u00f9, disse il medico.\n\n \u00c8 pi\u00f9 facile, molto pi\u00f9 facile scendere che salire.\n\n E non ci si pu\u00f2 muovere nel tempo, non ci si pu\u00f2 allontanare dal momento presente.\nmomento presente.\n\n Mio caro signore, \u00e8 proprio qui che si sbaglia. \u00c8 proprio qui che il\nmondo intero ha sbagliato. Ci allontaniamo sempre dal momento presente.\nmomento. Le nostre esistenze mentali, che sono immateriali e non hanno dimensioni, passano lungo la dimensione del tempo con una\ndimensioni, passano lungo la dimensione del tempo con una velocit\u00e0 uniforme\nvelocit\u00e0 uniforme dalla culla alla tomba. Proprio come dovremmo viaggiare _in basso_\nse avessimo iniziato la nostra esistenza a cinquanta miglia dalla superficie terrestre.\n\n Ma la grande difficolt\u00e0 \u00e8 questa, interruppe lo psicologo.  Voi\nmuoversi in tutte le direzioni dello spazio, ma non ci si pu\u00f2 muovere nel tempo.\nnel tempo.\n\n Questo \u00e8 il germe della mia grande scoperta. Ma si sbaglia a dire che\nnon possiamo muoverci nel tempo. Per esempio, se sto ricordando un\nun incidente in modo molto vivido, torno indietro all'istante in cui si \u00e8 verificato: I\ndivento distratto, come dice lei. Faccio un salto indietro per un momento. Naturalmente\nnaturalmente non abbiamo modo di restare indietro per un certo periodo di tempo, pi\u00f9 di quanto\nun selvaggio o un animale di rimanere a due metri da terra. Ma un\nuomo civilizzato \u00e8 migliore del selvaggio da questo punto di vista. Pu\u00f2 andare\ncontro la gravitazione in un pallone aerostatico, e perch\u00e9 non dovrebbe sperare che alla fine possa\nalla fine potrebbe essere in grado di fermare o accelerare la sua deriva lungo la\ndimensione temporale, o addirittura di invertire la rotta e viaggiare nella direzione opposta?\n\n Oh, _questo_, cominci\u00f2 Filby, \u00e8 tutto\n\n Perch\u00e9 no? disse il Viaggiatore del Tempo.\n\n \u00c8 contro la ragione, ha detto Filby.\n\n Per quale motivo? disse il Viaggiatore del tempo.\n\n Potete dimostrare che il nero \u00e8 bianco con un'argomentazione, disse Filby, ma non mi convincerete mai.\nmai convincermi.\n\n Forse no, disse il Viaggiatore del Tempo.  Ma ora cominciate a vedere l'oggetto\noggetto delle mie indagini sulla geometria delle Quattro Dimensioni. Molto tempo fa\ntempo fa ho avuto un vago sentore di una macchina\n\n Viaggiare nel tempo! esclam\u00f2 il Giovanissimo.\n\n Che viagger\u00e0 indifferentemente in qualsiasi direzione dello Spazio e del Tempo, come\nil guidatore decide.\n\nFilby si accontent\u00f2 di una risata.\n\n Ma ho una verifica sperimentale, disse il Viaggiatore del Tempo.\n\n Sarebbe molto conveniente per lo storico, sugger\u00ec lo psicologo.\nha suggerito.  Si potrebbe tornare indietro e verificare il resoconto accettato della battaglia di Hastings, per esempio!\ndella battaglia di Hastings, per esempio!\n\n Non crede che attirerebbe l'attenzione? disse l'uomo di medicina.\n I nostri antenati non avevano una grande tolleranza per gli anacronismi.\n\n Si potrebbe imparare il greco dalle labbra di Omero e Platone, pens\u00f2 il giovanissimo.\nGiovanissimo pens\u00f2.\n\n In tal caso, vi arerebbero sicuramente per il Little-go. Gli\nstudiosi tedeschi hanno migliorato molto il greco.\n\n Poi c'\u00e8 il futuro, disse il Giovanissimo.  Pensate! Si potrebbe\ninvestire tutto il proprio denaro, lasciarlo accumulare con gli interessi, e\ne andare avanti in fretta!\n\n Scoprire una societ\u00e0, dicevo, eretta su base rigorosamente comunista\nbase comunista.\n\n Di tutte le teorie stravaganti e selvagge! inizi\u00f2 lo psicologo.\n\n S\u00ec, cos\u00ec mi \u00e8 sembrato, e cos\u00ec non ne ho mai parlato fino a che\n\n Verifiche sperimentali! Ho esclamato. Avete intenzione di verificare _questo_?\n\n L'esperimento! grid\u00f2 Filby, che si stava stancando del cervello.\n\n Vediamo comunque il tuo esperimento, disse lo Psicologo, anche se \u00e8\ntutte baggianate, lo sai.\n\nIl Viaggiatore del Tempo ci sorrise. Poi, sempre sorridendo debolmente, e\nmani nelle tasche dei pantaloni, usc\u00ec lentamente dalla stanza.\ndalla stanza e sentimmo le sue ciabatte scivolare lungo il lungo corridoio che portava al suo laboratorio.\nlaboratorio.\n\nLo psicologo ci guard\u00f2.  Mi chiedo che cosa abbia?\n\n Un gioco di prestigio o altro, disse il medico, e Filby cerc\u00f2 di raccontarci di un prestigiatore che aveva visto a Burslem.\nFilby cerc\u00f2 di parlarci di un prestigiatore che aveva visto a Burslem, ma prima di finire la sua prefazione il\nprima di finire la sua prefazione, il Viaggiatore del Tempo torn\u00f2 e l'aneddoto di Filby croll\u00f2.\naneddoto di Filby croll\u00f2.\n\n\n\n\n II.\n La macchina\n\n\nL'oggetto che il Viaggiatore del Tempo teneva in mano era una struttura metallica scintillante\nmetallico scintillante, appena pi\u00f9 grande di un piccolo orologio, e molto delicatamente\ndelicatamente. C'era dell'avorio e una sostanza cristallina trasparente.\nsostanza cristallina trasparente. E ora devo essere esplicito, perch\u00e9 ci\u00f2 che segue se non si accetta la sua spiegazione\nspiegazione deve essere accettata, \u00e8 una cosa assolutamente inspiegabile. Egli\nprese uno dei tavolini ottagonali sparsi per la stanza e lo pose davanti al\nstanza e lo pose di fronte al fuoco, con due gambe sul copri focolare.\nSu questo tavolo pose il meccanismo. Poi tir\u00f2 su una sedia e si sedette.\ne si sedette. L'unico altro oggetto presente sul tavolo era una piccola lampada a luce diffusa, la cui\nluce intensa che cadeva sul modello. C'erano anche forse una\nuna dozzina di candele, due in candelabri d'ottone sul caminetto e diverse in applique.\ndiverse applique, cosicch\u00e9 la stanza era brillantemente illuminata. Mi sedetti\nin una poltrona bassa pi\u00f9 vicina al fuoco e l'ho portata in avanti in modo da essere quasi\nin modo da trovarmi quasi tra il Viaggiatore del Tempo e il camino. Filby si sedette\ndietro di lui, guardando alle sue spalle. Il medico e il sindaco\nSindaco di provincia lo osservavano di profilo da destra, lo psicologo da sinistra.\nPsicologo da sinistra. Il giovanissimo si trovava dietro lo\nPsicologo. Eravamo tutti in allerta. Mi sembra incredibile\nche qualsiasi tipo di trucco, per quanto sottilmente concepito e per quanto abilmente\nconcepito e per quanto abilmente realizzato, possa essere stato messo in atto in queste condizioni.\n\nIl Viaggiatore del Tempo ci guard\u00f2 e poi guard\u00f2 il meccanismo.  Ebbene?\ndisse lo Psicologo.\n\n Questo piccolo affare, disse il Viaggiatore del Tempo, poggiando i gomiti sul tavolo e stringendo le mani sopra l'apparato\nsul tavolo e premendo le mani insieme sopra l'apparecchio, \u00e8 solo\nun modello. \u00c8 il mio progetto di una macchina per viaggiare nel tempo. Noterete che\nnoterete che ha un aspetto singolarmente storto e che questa barra ha uno strano\naspetto scintillante su questa barra, come se fosse in qualche modo\nirreale.  Indic\u00f2 la parte con il dito.  Inoltre, qui c'\u00e8 una\nleva bianca, ed eccone un'altra.\n\nL'uomo di medicina si alz\u00f2 dalla sedia e guard\u00f2 dentro l'oggetto.\n \u00c8 di ottima fattura, disse.\n\n Ci sono voluti due anni per realizzarlo, replic\u00f2 il Viaggiatore del Tempo. Poi, quando tutti\ntutti avevano imitato l'azione dell'Uomo Medico, disse:  Ora voglio che capiate chiaramente\nche capiate chiaramente che questa leva, se premuta, fa scivolare la macchina nel futuro.\nmacchina nel futuro, e quest'altra inverte il movimento.\nmovimento. Questa sella rappresenta il sedile di un viaggiatore del tempo. In questo momento\nPremero' la leva e la macchina partira'. Svanir\u00e0, passer\u00e0 nel\nsvanir\u00e0, passer\u00e0 nel tempo futuro e scomparir\u00e0. Guardate bene questa\ncosa. Guardate anche il tavolo e accertatevi che non ci sia nessun\ntrucco. Non voglio sprecare questo modello, per poi sentirmi dire che sono un\nciarlatano.\n\nCi fu forse un minuto di pausa. Lo psicologo sembrava sul punto di\nparlarmi, ma cambi\u00f2 idea. Poi il Viaggiatore del Tempo mise\nil dito verso la leva.  No, disse improvvisamente.  Prestami la tua\nmano.  E, rivolgendosi allo Psicologo, prese la mano di quell'individuo\nnella sua e gli disse di allungare il dito indice. In questo modo fu lo\nPsicologo stesso a far partire il modello di Macchina del Tempo nel suo\ninterminabile viaggio. Tutti abbiamo visto la leva girare. Sono assolutamente certo\nche non c'\u00e8 stato alcun inganno. C'\u00e8 stato un soffio di vento e la fiamma della lampada \u00e8 saltata.\nsalt\u00f2. Una delle candele sul caminetto si spense e la piccola macchina si gir\u00f2 improvvisamente, divenne indistinta, fu vista come un fantasma.\nmacchina si \u00e8 improvvisamente girata, \u00e8 diventata indistinta, \u00e8 stata vista come un fantasma\nforse per un secondo, come un gorgo di ottone e avorio debolmente scintillante;\ne poi spar\u00ec, svan\u00ec! A parte la lampada, il tavolo era spoglio.\n\nTutti rimasero in silenzio per un minuto. Poi Filby disse che era dannato.\n\nLo psicologo si riprese dal suo torpore e guard\u00f2 improvvisamente sotto il tavolo.\nil tavolo. Il Viaggiatore del Tempo rise allegramente.  Allora?\ndisse, ricordando lo Psicologo. Poi, alzandosi, and\u00f2\nal barattolo del tabacco sul caminetto e, dandoci le spalle, inizi\u00f2 a riempire la pipa.\na riempire la pipa.\n\nCi fissammo l'un l'altro.  Senta, disse l'uomo di medicina, lei \u00e8 davvero\nseriamente su questo? Crede davvero che quella macchina abbia\nha viaggiato nel tempo?\n\n Certo, disse il Viaggiatore del Tempo, chinandosi ad accendere un getto d'acqua sul fuoco.\nfuoco. Poi si volt\u00f2, accendendo la pipa, per guardare il volto dello Psicologo.\npsicologo. (Lo Psicologo, per dimostrare che non era impazzito, si aiut\u00f2 con un sigaro e cerc\u00f2 di accenderlo non tagliato.\nun sigaro e cerc\u00f2 di accenderlo non tagliato).  Per di pi\u00f9, ho una\nuna grande macchina quasi terminata l\u00ec dentro, indicava il\nlaboratorio, e quando sar\u00e0 pronta intendo fare un viaggio per conto mio.\nmio conto.\n\n Intende dire che quella macchina ha viaggiato nel futuro?\nFilby.\n\n Nel futuro o nel passato, non so con certezza quale.\n\nDopo un intervallo, lo psicologo ebbe un'ispirazione.  Deve essere\nse \u00e8 andato da qualche parte, si disse.\n\n Perch\u00e9? disse il Viaggiatore del Tempo.\n\n Perch\u00e9 presumo che non si sia mosso nello spazio, e se viaggiasse nel futuro sarebbe ancora qui per tutto questo tempo.\nnel futuro sarebbe ancora qui per tutto questo tempo, dato che deve\naver viaggiato in questo tempo.\n\n Ma, dissi io, se avesse viaggiato nel passato sarebbe stato\nvisibile quando siamo entrati per la prima volta in questa stanza; e gioved\u00ec scorso, quando eravamo\ngioved\u00ec scorso, quando eravamo qui, e il gioved\u00ec precedente, e cos\u00ec via!\n\n Obiezioni serie, osserv\u00f2 il Sindaco di Provincia, con aria imparziale, rivolgendosi al Viaggiatore del Tempo.\nimparziale, rivolgendosi al Viaggiatore del Tempo.\n\n Neanche un po', disse il Viaggiatore del Tempo, e allo Psicologo:  Tu\npensi. Questo lo puoi spiegare tu. \u00c8 una presentazione al di sotto della soglia,\nsai, una presentazione diluita.\n\n Certo, disse lo psicologo, e ci rassicur\u00f2.  Questo \u00e8 un semplice\npsicologia. Avrei dovuto pensarci. \u00c8 abbastanza chiaro,\ne aiuta deliziosamente il paradosso. Non possiamo vedere, n\u00e9 apprezzare questa macchina\napprezzare questa macchina, pi\u00f9 di quanto non si possa fare con il raggio di una ruota\ndi una ruota che gira o di un proiettile che vola nell'aria. Se sta viaggiando\nnel tempo cinquanta volte o cento volte pi\u00f9 velocemente di noi, se\nse percorre un minuto mentre noi lo percorriamo in un secondo, l'impressione che\nl'impressione che crea sar\u00e0 ovviamente solo un cinquantesimo o un centesimo di quella che\nse non viaggiasse nel tempo. Questo \u00e8 abbastanza chiaro.  Egli\npass\u00f2 la mano attraverso lo spazio in cui si trovava la macchina.  Vedete\nVedi? disse ridendo.\n\nRimanemmo seduti a fissare il tavolo libero per circa un minuto. Poi il Viaggiatore del Tempo\nViaggiatore ci chiese cosa ne pensassimo di tutto questo.\n\n Stasera sembra abbastanza plausibile, ha detto l'Uomo Medico; ma aspetta\nfino a domani. Aspettate il buon senso del mattino.\n\n Volete vedere la macchina del tempo?\nViaggiatore del Tempo. E con ci\u00f2, prendendo la lampada in mano, fece strada\nlungo il corridoio lungo e pieno di correnti d'aria fino al suo laboratorio. Ricordo vividamente\nla luce tremolante, la sua strana testa larga in silhouette, la danza delle ombre, come tutti noi seguivamo\nd'ombra, come lo seguimmo tutti, perplessi ma increduli e come\nnel laboratorio vedemmo un'edizione pi\u00f9 grande del piccolo meccanismo\nmeccanismo che avevamo visto svanire sotto i nostri occhi. Alcune parti erano di\ndi nichel, parti di avorio, parti erano state certamente limate o tagliate in\ncristallo di rocca. L'oggetto era generalmente completo, ma le barre cristalline contorte giacevano\ncristallini contorti giacevano incompiuti sul banco, accanto ad alcuni fogli di disegni.\ndisegni, e ne presi uno per osservarlo meglio. Sembrava essere quarzo.\nsembrava essere quarzo.\n\n Senta, disse l'Uomo Medico, \u00e8 perfettamente serio? O \u00e8\nun trucco come quel fantasma che ci ha mostrato lo scorso Natale?\n\n Su quella macchina, disse il Viaggiatore del Tempo, tenendo la lampada in alto,\n intendo esplorare il tempo. \u00c8 chiaro? Non sono mai stato cos\u00ec serio in\nvita.\n\nNessuno di noi sapeva come prenderla.\n\nHo incrociato lo sguardo di Filby dietro le spalle dell'Uomo Medico e lui mi ha fatto l'occhiolino solenne.\nmi strizz\u00f2 l'occhio in modo solenne.\n\n\n\n\n III.\n Il ritorno del viaggiatore del tempo\n\n\nCredo che all'epoca nessuno di noi credesse alla macchina del tempo.\nMacchina del Tempo. Il fatto \u00e8 che il Viaggiatore del Tempo era uno di quegli uomini troppo intelligenti per essere creduti.\ntroppo intelligenti per essere creduti: non si aveva mai la sensazione di vedere tutto intorno a lui;\nsi sospettava sempre che dietro la sua lucida franchezza si nascondesse un sottile riserbo, un'ingegnosit\u00e0 in agguato,\ndietro la sua lucida franchezza. Se Filby avesse mostrato il modello e spiegato\ncon le parole del Viaggiatore del Tempo, avremmo mostrato a _lui_ molto meno scetticismo.\nmeno scetticismo. Perch\u00e9 avremmo percepito le sue motivazioni: un\nun macellaio di maiali poteva capire Filby. Ma il Viaggiatore del Tempo aveva pi\u00f9\nun pizzico di capriccio tra i suoi elementi, e noi diffidammo di lui. Cose\nche avrebbero fatto la fama di un uomo meno intelligente sembravano trucchi nelle sue\nmani. \u00c8 un errore fare le cose con troppa facilit\u00e0. Le persone serie che lo\nche lo prendevano sul serio non si sentivano mai del tutto sicure del suo comportamento.\nerano in qualche modo consapevoli che affidare a lui la propria reputazione di giudizio era come\ncon lui era come arredare una cameretta con porcellane di guscio d'uovo. Quindi non credo che nessuno di noi\ndi viaggiare nel tempo nell'intervallo tra quel gioved\u00ec e quello successivo.\ngioved\u00ec e l'altro, anche se le sue strane potenzialit\u00e0 erano indubbiamente nella mente di molti di noi.\nla maggior parte delle nostre menti: la sua plausibilit\u00e0, cio\u00e8, la sua pratica\nla sua plausibilit\u00e0, cio\u00e8 la sua incredibilit\u00e0 pratica, le curiose possibilit\u00e0 di anacronismo e di totale\nconfusione che suggeriva. Per quanto mi riguarda, ero particolarmente preoccupato\ndal trucco del modello. Ricordo di averne discusso con il\nMedico, che incontrai il venerd\u00ec al Linn an. Mi disse che aveva visto una cosa\nuna cosa simile a T-Bingen e di aver dato molta importanza allo spegnimento della candela.\nspegnimento della candela. Ma come fosse stato fatto il trucco non era in grado di\nspiegare.\n\nIl gioved\u00ec successivo mi recai di nuovo a Richmond.\nViaggiatore del Tempo e, arrivando in ritardo, trovai quattro o cinque uomini gi\u00e0\ncinque uomini gi\u00e0 riuniti nel suo salotto. L'uomo di medicina era\nin piedi davanti al fuoco con un foglio di carta in una mano e l'orologio nell'altra.\norologio nell'altra. Mi sono guardato intorno per cercare il Viaggiatore del Tempo, e Sono le sette e mezza ormai, ha detto l'uomo medico.\nSono le sette e mezza, disse il medico.  Suppongo che sia meglio cenare\ncena?\n\n Dov'\u00e8? dissi io, facendo il nome del nostro ospite.\n\n \u00c8 appena arrivato? \u00c8 piuttosto strano. \u00c8 inevitabilmente trattenuto. In questo biglietto mi chiede\ndi iniziare con la cena alle sette, se non torna. Dice\nche mi spiegher\u00e0 quando arriver\u00e0.\n\n Sembra un peccato lasciare che la cena si rovini, disse il direttore di un noto quotidiano.\nun noto quotidiano; e a quel punto il Dottore suon\u00f2 il campanello.\n\nLo psicologo era l'unica persona, oltre al dottore e a me, che aveva partecipato alla cena precedente.\nche aveva partecipato alla cena precedente. Gli altri uomini erano Blank, il direttore\nun certo giornalista e un altro uomo tranquillo e timido con la barba che non conoscevo e che, per quanto ne sapevo, era un uomo\ntimido con la barba che non conoscevo e che, per quanto ho potuto osservare,\nnon apr\u00ec mai bocca per tutta la sera. A tavola c'erano alcune speculazioni\na tavola sull'assenza del Viaggiatore del Tempo, e io suggerii di viaggiare nel tempo, in maniera\ndi viaggiare nel tempo, con uno spirito mezzo scherzoso. L'Editore volle che gli fosse\ne lo Psicologo si offr\u00ec di fornire un resoconto di legno del\nun resoconto legnoso dell'ingegnoso paradosso e del trucco a cui avevamo assistito quel giorno della settimana. Egli\nera nel bel mezzo della sua esposizione, quando la porta del corridoio si apr\u00ec\nsi apr\u00ec lentamente e senza rumore. Io ero di fronte alla porta e la vidi per primo.\nper primo.  Salve!  dissi.  Finalmente!  La porta si spalanc\u00f2 e il\nViaggiatore del Tempo era in piedi davanti a noi. Lanciai un grido di sorpresa.  Buon\ncielo, che succede? grid\u00f2 l'Uomo Medico, che lo vide subito dopo.\ndopo. E tutta la tavolata si gir\u00f2 verso la porta.\n\nEra in una condizione incredibile. Il suo cappotto era polveroso e sporco, e imbrattato di verde\nverde lungo le maniche; i suoi capelli erano in disordine e mi sembravano\nmi sembravano pi\u00f9 grigi o per la polvere e la sporcizia o perch\u00e9 il loro colore era effettivamente\nsbiadito. Il suo viso era orribilmente pallido; il mento aveva un taglio marrone, un taglio\nmezzo cicatrizzato; la sua espressione era contratta e tirata, come per un'intensa sofferenza.\nsofferenza. Per un attimo esit\u00f2 sulla soglia, come se fosse stato abbagliato dalla luce.\nabbagliato dalla luce. Poi entr\u00f2 nella stanza. Camminava con\nzoppicando come ho visto fare ai vagabondi con i piedi. Lo guardammo in\nsilenzio, aspettandoci che parlasse.\n\nNon disse una parola, ma si avvicin\u00f2 faticosamente al tavolo e fece un movimento verso il vino.\nverso il vino. Il direttore riemp\u00ec un bicchiere di champagne e lo spinse verso di lui.\nverso di lui. Lo scol\u00f2 e sembr\u00f2 fargli bene, perch\u00e9 guard\u00f2 intorno al tavolo e il fantasma del suo vecchio sorriso si accese.\nguard\u00f2 intorno al tavolo e il fantasma del suo vecchio sorriso gli sfior\u00f2 il\nviso il fantasma del suo vecchio sorriso.  Cosa mai hai fatto, amico? disse il Dottore. Il\nViaggiatore del Tempo non sembr\u00f2 sentire.  Non lasciate che vi disturbi, disse\ndisse, con una certa articolazione incerta.  Sto bene.  Si ferm\u00f2\nsi ferm\u00f2, allung\u00f2 il bicchiere per prenderne dell'altro e lo bevve con un sorso.\n \u00c8 buono, disse. I suoi occhi si illuminarono e un leggero colore si fece strada sulle sue guance.\nun leggero colore sulle guance. Il suo sguardo sfior\u00f2 i nostri volti con una certa\napprovazione, e poi gir\u00f2 per la stanza calda e confortevole. Poi\nparl\u00f2 di nuovo, ancora come se stesse tastando il terreno tra le sue parole.  Io\nvado a lavarmi e a vestirmi, poi scender\u00f2 e spiegher\u00f2 le cose....\nRisparmiami un po' di quel montone. Sto morendo di fame per un po' di carne.\n\nGuard\u00f2 il redattore, che era un visitatore raro, e sper\u00f2 che stesse bene.\nche stesse bene. Il redattore inizi\u00f2 una domanda.  Glielo dir\u00f2 tra poco, disse\nil Viaggiatore del Tempo.  Sono divertente! Tra un minuto sar\u00e0 tutto a posto.\n\nPos\u00f2 il bicchiere e si diresse verso la porta delle scale. Ancora una volta\ndi nuovo la sua zoppia e il suono morbido e ovattato del suo calpestio e, alzandomi al mio posto, ho visto i suoi piedi mentre usciva.\nalzandomi al mio posto, vidi i suoi piedi mentre usciva. Non aveva\nsolo un paio di calzini a brandelli e macchiati di sangue. Poi la porta\nsi chiuse su di lui. Avevo una mezza idea di seguirlo, finch\u00e9 non ricordai che lui\ndetestava qualsiasi confusione su di s\u00e9. Per un minuto, forse, la mia mente\ndi lana. Poi, \"Comportamento notevole di un eminente scienziato\", sentii dire all'editore.\nho sentito l'editore dire, pensando (secondo la sua abitudine) ai titoli dei giornali. E questo\nriport\u00f2 la mia attenzione al luminoso tavolo da pranzo.\n\n Qual \u00e8 il gioco? disse il giornalista.  Ha fatto l'Amateur\nCadger? Non lo seguo.  Incontrai lo sguardo dello psicologo e lessi la mia interpretazione nel suo\nmia interpretazione sul suo volto. Pensai al Viaggiatore del Tempo che zoppicava\ndolorosamente al piano superiore. Credo che nessun altro avesse notato la sua zoppia.\n\nIl primo a riprendersi completamente da questa sorpresa fu l'Uomo Medico,\nche suon\u00f2 il campanello che il Viaggiatore del Tempo odiava per far aspettare i domestici a\ncena per un piatto caldo. Il Redattore si volt\u00f2 verso il coltello e la forchetta con un grugnito.\ncon un grugnito, e l'Uomo Silenzioso segu\u00ec l'esempio. La cena riprese.\nLa conversazione fu esclamativa per un po', con intervalli di stupore.\ndi stupore; poi il redattore si fece prendere dalla curiosit\u00e0.  Il nostro\namico si guadagna da vivere con una traversata?\nNabucodonosor? chiese.  Sono sicuro che si tratta di questa\ndella macchina del tempo, dissi, e ripresi il racconto dello psicologo sul nostro precedente incontro.\ndel nostro precedente incontro. I nuovi ospiti erano francamente increduli. Il\nEditore sollev\u00f2 obiezioni.  Che cos'era questo viaggio nel tempo? Un uomo\nnon poteva coprirsi di polvere rotolandosi in un paradosso, no?\nE poi, mentre l'idea gli tornava in mente, ricorse alla caricatura.\nNon c'erano pennelli per abiti nel Futuro? Anche il Giornalista,\nnon volle credere a nessun prezzo e si un\u00ec al direttore nel facile lavoro di\ndi ridicolizzare l'intera faccenda. Erano entrambi il nuovo tipo di\ngiornalisti molto allegri e irriverenti.  Il nostro corrispondente speciale\nIl nostro Corrispondente Speciale nel Giorno dopo Domani riporta che il Giornalista stava\ndicendo o meglio gridando quando il Viaggiatore del Tempo torn\u00f2. Era\nvestito con i normali abiti da sera e nulla, a parte il suo sguardo sparuto, era rimasto del cambiamento\ndel cambiamento che mi aveva spaventato.\n\n Dico io, disse il direttore in modo esilarante, questi signori qui dicono che lei \u00e8 stato\nche avete viaggiato fino a met\u00e0 della prossima settimana! Ci racconti tutto della piccola\nRosebery, per favore? Cosa porterete con voi?\n\nIl Viaggiatore del Tempo arriv\u00f2 al posto a lui riservato senza dire una parola.\nSorrise tranquillamente, nel suo vecchio modo di fare.  Dov'\u00e8 il mio montone?  Che\nche piacere infilare di nuovo la forchetta nella carne!\n\n Storia! grid\u00f2 il direttore.\n\n Al diavolo la storia! disse il Viaggiatore del Tempo.  Voglio mangiare qualcosa. I\nnon dir\u00f2 una parola finch\u00e9 non avr\u00f2 messo un po' di peptone nelle mie arterie. Grazie. E\nil sale.\n\n Una parola, dissi io. Hai viaggiato nel tempo?\n\n S\u00ec, disse il Viaggiatore del Tempo, con la bocca piena, annuendo con la testa.\n\n Darei uno scellino a riga per una nota testuale, disse l'editore. Il\nViaggiatore del Tempo spinse il suo bicchiere verso l'Uomo Silenzioso e lo fece suonare con l'unghia.\ncon l'unghia; al che l'Uomo Silenzioso, che lo stava fissando in faccia, si mise in moto convulsamente e gli vers\u00f2 il vino.\nvolto, si mosse convulsamente e gli vers\u00f2 il vino. Il resto della cena\nfu spiacevole. Da parte mia, domande improvvise continuavano a salire alle labbra.\nalle mie labbra, e oserei dire che era lo stesso per gli altri. Il giornalista\ncerc\u00f2 di alleviare la tensione raccontando aneddoti su Hettie Potter. Il\nViaggiatore del tempo si dedic\u00f2 alla cena e mostr\u00f2 l'appetito di un vagabondo.\nappetito di un vagabondo. L'uomo di medicina fumava una sigaretta e osservava il Viaggiatore del Tempo\nil Viaggiatore del Tempo attraverso le ciglia. L'Uomo Silenzioso sembrava ancora\npi\u00f9 goffo del solito e beveva champagne con regolarit\u00e0 e determinazione per puro nervosismo.\ncon regolarit\u00e0 e determinazione per puro nervosismo. Alla fine il Viaggiatore del Tempo\nspinse via il piatto e si guard\u00f2 intorno.  Suppongo di dovermi\nscusarmi, disse.  Stavo semplicemente morendo di fame. Ho trascorso un periodo davvero\ntempo.  Allung\u00f2 la mano per prendere un sigaro e ne tagli\u00f2 l'estremit\u00e0.  Ma venga\nnella sala fumatori. \u00c8 una storia troppo lunga da raccontare davanti a piatti unti.\npiatti unti.  E suonando di sfuggita il campanello, fece strada nella sala adiacente.\nsala adiacente.\n\n Hai detto a Blank, a Dash e a Chose della macchina?\nmi disse, appoggiandosi alla poltrona e nominando i tre nuovi ospiti.\n\n Ma la cosa \u00e8 un mero paradosso, disse l'Editore.\n\n Non posso discutere stasera. Non mi importa di raccontarvi la storia, ma non posso\ndiscutere. Vi racconter\u00f2, prosegu\u00ec, la storia di ci\u00f2 che mi \u00e8 accaduto, se volete.\nSe volete, vi racconter\u00f2 la storia di quello che mi \u00e8 successo, ma dovete evitare di interrompermi. Io voglio\nraccontarla. Con cattiveria. La maggior parte sembrer\u00e0 una bugia. E cos\u00ec sia! \u00c8\n\u00e8 vera ogni parola, lo stesso. Ero nel mio laboratorio alle quattro\ne da allora ho vissuto otto giorni come nessun essere umano ha mai vissuto prima!\nessere umano ha mai vissuto prima! Sono quasi esausto, ma non dormir\u00f2 finch\u00e9 non avr\u00f2 raccontato questa cosa a te.\nNon dormir\u00f2 finch\u00e9 non ti avr\u00f2 raccontato tutto. Poi andr\u00f2 a letto. Ma niente\ninterruzioni! Siamo d'accordo?\n\n D'accordo, ha detto l'editore, e il resto di noi ha fatto eco all'accordo.  E con questo\ncon ci\u00f2 il Viaggiatore del Tempo inizi\u00f2 la sua storia come l'ho descritta. All'inizio si sedette\nall'inizio seduto sulla sedia e parlava come un uomo stanco. In seguito\npi\u00f9 animato. Nello scriverla sento con troppa acutezza l'inadeguatezza della\nl'inadeguatezza della penna e dell'inchiostro e, soprattutto, della mia\ninadeguatezza a esprimere la sua qualit\u00e0. Voi leggete, suppongo,\nabbastanza attentamente; ma non riuscite a vedere il viso bianco e sincero dell'oratore\nsincero nel cerchio luminoso della piccola lampada, n\u00e9 sentire l'intonazione della sua voce.\ndella sua voce. Non potete sapere come la sua espressione seguiva le svolte del suo racconto!\ndella sua storia! La maggior parte di noi ascoltatori era nell'ombra, perch\u00e9 le candele della sala fumatori non erano state accese.\nfumatori non erano state accese, e solo il volto del Giornalista e le gambe del Silenzioso\ne le gambe dell'Uomo Silenzioso dalle ginocchia in gi\u00f9 erano\nilluminati. All'inizio ci guardammo di tanto in tanto. Dopo un\ndopo un po' smettemmo di farlo e guardammo solo il volto del Viaggiatore del Tempo.\nvolto del Viaggiatore del Tempo.\n\n\n\n\n IV.\n Viaggiare nel tempo\n\n\n Gioved\u00ec scorso ho illustrato ad alcuni di voi i principi della Macchina del Tempo.\nmacchina del tempo e vi ho mostrato l'oggetto vero e proprio, incompleto nel laboratorio.\nofficina. Eccola qui, un po' consumata dal viaggio, in verit\u00e0; una delle barre d'avorio \u00e8 incrinata e una guida d'ottone \u00e8 piegata.\nuna delle barre d'avorio \u00e8 incrinata e una guida d'ottone \u00e8 piegata; ma il resto \u00e8\n\u00e8 abbastanza sano. Mi aspettavo di finirlo venerd\u00ec; ma venerd\u00ec, quando il montaggio era quasi terminato, ho\nvenerd\u00ec, quando il montaggio era quasi ultimato, ho scoperto che una delle barre di nichel\ndi nichel era troppo corta di un pollice e ho dovuto farla rifare.\ncos\u00ec che l'opera non \u00e8 stata completata fino a questa mattina. Oggi alle dieci\ndi oggi che la prima di tutte le Macchine del Tempo ha iniziato la sua carriera. I\ndiede un ultimo colpetto, provai di nuovo tutte le viti, misi un'altra goccia di olio sull'asta di quarzo e\nuna goccia d'olio sull'asta del quarzo e mi sono seduto in sella. Immagino che un\nun suicida che si punta una pistola al cranio provi la stessa meraviglia per\ndi quello che succeder\u00e0 dopo, come l'ho provato io in quel momento. Presi la leva di avviamento con una\nmano e quella di arresto nell'altra, premetti la prima e quasi subito la seconda.\nimmediatamente la seconda. Sembrava che mi muovessi; provai una sensazione di incubo\ndi cadere; e, guardandomi intorno, vidi il laboratorio esattamente come prima.\nEra successo qualcosa? Per un attimo sospettai che il mio intelletto mi avesse\nmi avesse ingannato. Poi notai l'orologio. Un attimo prima, come sembrava, era\nun attimo prima, come sembrava, aveva segnato circa un minuto dopo le dieci; ora erano quasi le tre e mezza!\ntre!\n\n Tirai un respiro, misi i denti, afferrai la leva di avviamento con entrambe le mani e partii con un tonfo.\ne partii con un tonfo. Il laboratorio divenne nebuloso e si oscur\u00f2.\nLa signora Watchett entr\u00f2 e si diresse, apparentemente senza vedermi, verso la porta del giardino.\nverso la porta del giardino. Suppongo che le ci sia voluto un minuto o poco pi\u00f9 per attraversare il luogo.\nma a me sembr\u00f2 che attraversasse la stanza come un razzo. I\npremuto la leva fino alla sua posizione estrema. La notte arriv\u00f2 come lo\nspegnimento di una lampada, e in un altro momento arriv\u00f2 il domani. Il\nlaboratorio divenne debole e nebuloso, poi sempre pi\u00f9 debole. Domani\nnotte venne il nero, poi di nuovo il giorno, di nuovo la notte, di nuovo il giorno, sempre pi\u00f9 velocemente.\nancora pi\u00f9 veloce. Un mormorio vorticoso mi riempiva le orecchie e una strana, muta\nconfusione scese sulla mia mente.\n\n Temo di non riuscire a trasmettere le sensazioni peculiari del viaggio nel tempo.\nviaggiare nel tempo. Sono eccessivamente sgradevoli. C'\u00e8 una sensazione esattamente\ncome quella che si prova su un tornante in un impotente movimento a capofitto! I\nsentivo la stessa orribile anticipazione di un imminente schianto. Mentre\npasso, la notte seguiva il giorno come il battito di un'ala nera. La\nsuggestione del laboratorio sembr\u00f2 presto allontanarsi da me,\ne vidi il sole che saltellava velocemente nel cielo, saltando ogni\nminuto, e ogni minuto segnava un giorno. Pensai che il laboratorio fosse stato\ndistrutto e che fossi venuto all'aria aperta. Ho avuto una vaga impressione\ndi impalcature, ma andavo gi\u00e0 troppo veloce per essere consapevole di qualsiasi\ncose in movimento. La lumaca pi\u00f9 lenta che abbia mai strisciato pass\u00f2 troppo velocemente\nper me. Il susseguirsi scintillante di buio e luce era eccessivamente\neccessivamente dolorosa per l'occhio. Poi, nelle tenebre intermittenti, ho visto la luna\nluna che girava velocemente attraverso i suoi quarti, da nuova a piena, e avevo una\nun debole scorcio delle stelle che giravano. A un certo punto, mentre andavo avanti, sempre\nvelocit\u00e0, il palpitare della notte e del giorno si fondeva in un unico\ngrigiore continuo; il cielo assunse una meravigliosa profondit\u00e0 di blu, uno splendido colore luminoso come quello del\nsplendido colore luminoso, come quello del primo crepuscolo; il sole che sussultava\ndivenne una striscia di fuoco, un arco brillante, nello spazio; la luna una banda fluttuante pi\u00f9 debole\nfluttuante; e non si vedeva nulla delle stelle, se non di tanto in tanto un cerchio pi\u00f9 luminoso\nun cerchio pi\u00f9 luminoso che tremolava nel blu.\n\n Il paesaggio era nebbioso e vago. Ero ancora sul pendio della collina\nsu cui ora sorge questa casa, e la spalla si ergeva sopra di me grigia e\ngrigio e fioco. Vedevo alberi che crescevano e cambiavano come sbuffi di vapore, ora marroni,\nora marroni, ora verdi; crescevano, si espandevano, tremavano e sparivano. Ho visto enormi\nedifici che si ergevano deboli e leggiadri e passavano come sogni. L'intera\nsuperficie della terra sembrava cambiare sciogliendosi e scorrendo sotto i miei occhi.\nLe lancette dei quadranti che registravano la mia velocit\u00e0 giravano\nsempre pi\u00f9 velocemente. Presto notai che la cintura solare oscillava su e gi\u00f9, da solstizio a solstizio.\nda solstizio a solstizio, in un minuto o meno, e che di conseguenza il mio passo era di oltre un anno\ndi conseguenza il mio passo era di pi\u00f9 di un anno al minuto; e minuto dopo minuto la neve bianca\nbianco della neve baluginava sul mondo, scompariva e veniva seguito dal\nil verde brillante e breve della primavera.\n\n Le sensazioni sgradevoli dell'inizio erano ora meno forti. Esse\nsi fondevano infine in una sorta di euforia isterica. Notai,\nun goffo ondeggiamento della macchina, di cui non riuscivo a spiegarmi.\nspiegare. Ma la mia mente era troppo confusa per farci caso, cos\u00ec con una specie di\nuna sorta di follia, mi gettai nel futuro. All'inizio\ndi fermarmi, di non pensare ad altro che a queste nuove sensazioni.\nsensazioni. Ma presto una nuova serie di impressioni fece crescere nella mia mente una certa\nuna certa curiosit\u00e0 e con essa un certo timore, finch\u00e9 alla fine\nfino a quando non si impossessarono completamente di me. Quali strani sviluppi dell'umanit\u00e0\ndell'umanit\u00e0, quali meravigliosi progressi rispetto alla nostra civilt\u00e0 rudimentale, pensavo, potrebbero\ncivilt\u00e0 rudimentale, pensavo, non sarebbero potuti apparire quando fossi arrivato a guardare da vicino il mondo\nmondo sfuggente che correva e fluttuava davanti ai miei occhi! Vedevo grandi e splendide\nsplendida architettura che si innalzava intorno a me, pi\u00f9 massiccia di qualsiasi edificio\ndel nostro tempo, eppure, a quanto pareva, costruite di barlumi e di nebbia. I\nho visto un verde pi\u00f9 ricco scorrere lungo il pendio della collina e rimanervi, senza alcun\nintervallo invernale. Anche attraverso il velo della mia confusione la terra\nsembrava molto bella. E cos\u00ec mi venne in mente di fermarmi.\nfermarsi.\n\n Il rischio particolare risiedeva nella possibilit\u00e0 che trovassi qualche sostanza\nnello spazio che io, o la macchina, occupavamo. Finch\u00e9 viaggiavo ad alta velocit\u00e0 nel\nad alta velocit\u00e0 nel tempo, questo non aveva importanza: Ero, per cos\u00ec dire, attenuato\nper cos\u00ec dire, attenuato, scivolavo come un vapore attraverso gli interstizi delle sostanze\nsostanze interposte! Ma fermarsi comportava l'incastrarsi di\nmolecola per molecola, in qualsiasi cosa si trovasse sulla mia strada, significava\nportare i miei atomi in un contatto cos\u00ec intimo con quelli dell'ostacolo\nche una profonda reazione chimica, probabilmente un'esplosione di vasta portata\nesplosione di vasta portata, facendo saltare me stesso e il mio apparato fuori da ogni\ndimensioni possibili verso l'ignoto. Questa possibilit\u00e0 mi si era presentata\nmentre costruivo la macchina; ma poi l'avevo accettata allegramente come un'eventualit\u00e0 inevitabile.\nma l'avevo accettata allegramente come un rischio inevitabile, uno dei rischi che un uomo deve correre!\nun uomo deve correre! Ora che il rischio era inevitabile, non lo vedevo pi\u00f9 sotto la stessa\nstessa luce allegra. Il fatto \u00e8 che, insensibilmente, l'assoluta\nstranezza di tutto, lo stridore e l'oscillazione stucchevole della macchina, soprattutto la sensazione di\nmacchina, soprattutto la sensazione di una caduta prolungata, mi avevano assolutamente\nassolutamente sconvolto i miei nervi. Mi dissi che non avrei mai potuto fermarmi, e con una folata di petulanza decisi di\ndi petulanza decisi di fermarmi immediatamente. Come uno sciocco impaziente, mi\ncome uno sciocco impaziente, mi sono spinto oltre la leva e, in modo incontinente, la cosa si \u00e8 ribaltata,\ne fui scaraventato a capofitto nell'aria.\n\n Ho sentito il rumore di un tuono nelle orecchie. Forse sono rimasto\nstordito per un attimo. Una grandine impietosa sibilava intorno a me, ed ero\nseduto su un soffice manto erboso di fronte alla macchina in sovrappi\u00f9. Tutto sembrava ancora\ngrigio, ma presto notai che la confusione nelle orecchie era sparita.\norecchie era sparita. Mi guardai intorno. Ero su quello che sembrava un piccolo prato di un giardino, circondato da cespugli di rododendro.\ngiardino, circondato da cespugli di rododendro, e notai che i loro fiori di\nfiori viola e malva stavano cadendo a pioggia sotto i colpi della grandine.\ndei chicchi di grandine. La grandine, che rimbalzava e danzava, pendeva in una nuvoletta\nsopra la macchina e si spingeva sul terreno come fumo. In un attimo\nero bagnato fino alla pelle.  Bella ospitalit\u00e0, mi dissi, per un uomo che ha\nviaggiato innumerevoli anni per vederti.\n\n Poi pensai che ero stato uno stupido a bagnarmi. Mi alzai e\ne mi guardai intorno. Una figura colossale, scolpita apparentemente in una pietra bianca, si stagliava indistinta\npietra bianca, si stagliava indistinta al di l\u00e0 dei rododendri attraverso la nebulosa\nnebbioso acquazzone. Ma tutto il resto del mondo era invisibile.\n\n Le mie sensazioni sono difficili da descrivere. Man mano che le colonne di grandine si assottigliavano\nsi assottigliavano, vidi pi\u00f9 distintamente la figura bianca. Era molto grande, perch\u00e9\nuna betulla d'argento le toccava le spalle. Era di marmo bianco, con una forma\nforma simile a una sfinge alata, ma le ali, invece di essere portate verticalmente ai lati, erano\nverticali ai lati, erano distese in modo che sembrasse\nlibrarsi. Il piedistallo, mi parve, era di bronzo, ed era denso di\ndi verderame. Il volto era rivolto verso di me; gli occhi privi di vista sembravano osservarmi.\nocchi sembravano osservarmi; sulle labbra c'era la debole ombra di un sorriso.\nlabbra. Era molto consumato dalle intemperie e questo dava una sgradevole\nsgradevole suggestione di malattia. Rimasi a guardarla per un po' di tempo, mezzo\nminuto, forse, o mezz'ora. Sembrava che avanzasse e si allontanasse\nla grandine si addensava o si assottigliava davanti a lui. Alla fine ho staccato gli occhi da\ne vidi che la cortina di grandine si era consumata e che il cielo si stava illuminando con il\nche il cielo si stava illuminando con la promessa del sole.\n\n Alzai di nuovo lo sguardo verso la sagoma bianca accovacciata, e la piena temerariet\u00e0 del mio viaggio\ndel mio viaggio mi colse all'improvviso. Cosa sarebbe apparso quando quella nebulosa\nsipario fosse stato completamente ritirato? Cosa non sarebbe successo agli uomini?\nSe la crudelt\u00e0 fosse diventata una passione comune? E se in questo\nintervallo di tempo la razza avesse perso la sua virilit\u00e0 e si fosse sviluppata in qualcosa di\nin qualcosa di disumano, insensibile e prepotentemente potente? Potrei\nsembrare un animale selvaggio del vecchio mondo, solo pi\u00f9 terribile e disgustoso\ndisgustoso per la nostra comune somiglianza, una creatura ripugnante da uccidere incontinentemente.\nuccidere.\n\n Vedevo gi\u00e0 altre forme vaste, enormi edifici con intricati parapetti e alte colonne.\ne alte colonne, con una collina boscosa che si insinuava debolmente su di me\nattraverso il diminuire della tempesta. Fui colto da una paura panica. Mi voltai\nfreneticamente verso la Macchina del Tempo e mi sforzai di riaggiustarla. Mentre\nmentre lo facevo, i raggi del sole attraversavano il temporale. Il grigio\ngrigio fu spazzato via e svan\u00ec come le vesti strascicate di un fantasma.\nfantasma. Sopra di me, nel blu intenso del cielo estivo, alcuni deboli brandelli di nuvola\nbruni brandelli di nuvole vorticavano nel nulla. I grandi edifici\nintorno a me si stagliavano chiari e distinti, brillanti dell'umido del\ntemporale, e messi in risalto in bianco dai chicchi di grandine non sciolti ammucchiati\nlungo i loro percorsi. Mi sentivo nudo in un mondo sconosciuto. Mi sentivo come forse\ncome forse si sente un uccello nell'aria limpida, sapendo che il falco si alza in volo e si\nin picchiata. La mia paura divenne frenesia. Presi fiato, misi i denti,\ne di nuovo lottai ferocemente, con polso e ginocchio, contro la macchina. Essa cedette\nsotto il mio disperato assalto e si gir\u00f2. Mi colp\u00ec violentemente il mento.\nCon una mano sulla sella e l'altra sulla leva, rimasi in piedi ansimando pesantemente\nin attesa di rimontare.\n\n Ma con questo recupero di una pronta ritirata il mio coraggio si \u00e8 ripreso. I\npi\u00f9 curioso e meno timoroso di questo mondo del futuro remoto.\nfuturo. In un'apertura circolare, in alto nel muro della casa pi\u00f9 vicina,\nvidi un gruppo di figure vestite con ricchi e morbidi abiti. Mi avevano visto e\ni loro volti erano rivolti verso di me.\n\n Poi sentii delle voci avvicinarsi a me. Attraverso i cespugli vicino alla\nSfinge Bianca c'erano teste e spalle di uomini che correvano. Uno di questi\nuno di questi sbucava in un sentiero che portava dritto al piccolo prato sul quale mi\nstavo con la mia macchina. Era una creatura esile, alta forse un metro e mezzo\nalto un metro e mezzo, vestito con una tunica color porpora, cinta in vita da una cintura di cuoio.\nAi piedi aveva dei sandali o dei cespugli che non riuscivo a distinguere chiaramente\ngambe erano nude fino alle ginocchia e la testa era nuda. Notando\nquesto, notai per la prima volta quanto fosse calda l'aria.\n\n Mi \u00e8 sembrato una creatura molto bella e aggraziata, ma\nindescrivibilmente fragile. Il suo viso arrossato mi ricordava il tipo pi\u00f9 bello di\ntipo di consumatore, quella bellezza frenetica di cui si sente tanto parlare.\ntanto. Alla sua vista riacquistai improvvisamente fiducia. Ho tolto le mani dalla\nmani dalla macchina.\n\n\n\n\n V.\n Nell'et\u00e0 dell'oro\n\n\n In un altro momento ci trovammo faccia a faccia, io e quella fragile\ncosa del futuro. Si avvicin\u00f2 a me e rise nei miei occhi.\nocchi. L'assenza di qualsiasi segno di paura nel suo portamento mi colp\u00ec subito.\nsubito l'assenza di qualsiasi segno di paura. Poi si rivolse agli altri due che lo seguivano e parl\u00f2 loro in una lingua strana, molto dolce e liquida.\ne parl\u00f2 loro in una lingua strana, molto dolce e liquida.\n\n Ne arrivarono altri e in breve un gruppetto di forse otto o dieci\notto o dieci di queste squisite creature erano intorno a me. Uno di loro\nmi rivolse la parola. Mi venne in mente, stranamente, che la mia voce era troppo\ntroppo aspra e profonda per loro. Cos\u00ec scossi la testa e, indicando le orecchie,\nscossi di nuovo. Fece un passo avanti, esit\u00f2 e poi mi tocc\u00f2 la mano.\nmano. Poi sentii altri piccoli tentacoli morbidi sulla schiena e sulle spalle.\nspalle. Volevano assicurarsi che fossi reale. Non c'era nulla di\nnulla di allarmante. Anzi, c'era qualcosa in queste graziose\npersone graziose che ispiravano fiducia, una leggiadra dolcezza, un certo\nfacilit\u00e0 infantile. E poi, sembravano cos\u00ec fragili che potevo immaginare di\nche potevo immaginare di scagliare l'intera dozzina di loro come birilli. Ma feci\nun movimento improvviso per metterle in guardia quando vidi le loro manine rosa che tastavano\nalla Macchina del Tempo. Fortunatamente, quando non era troppo tardi, pensai a un pericolo che fino a quel momento avevo\ndi un pericolo che avevo fino ad allora dimenticato, e allungando la mano oltre le sbarre della macchina\nmacchina ho svitato le piccole leve che l'avrebbero messa in moto e le ho messe in tasca.\ne le misi in tasca. Poi mi voltai di nuovo per vedere cosa potevo fare per\ncomunicazione.\n\n E poi, guardando pi\u00f9 da vicino i loro lineamenti, ho visto alcune ulteriori\nparticolarit\u00e0 nella loro bellezza da porcellana di Dresda. I loro capelli,\nuniformemente ricci, terminavano in modo netto sul collo e sulle guance;\nnon c'era il minimo accenno di capelli sul viso e le orecchie erano singolarmente\norecchie erano singolarmente minute. Le bocche erano piccole, con labbra rosse e piuttosto sottili.\nlabbra sottili e di colore rosso vivo, e il mento era a punta. Gli occhi erano grandi e\nmite; e questo pu\u00f2 sembrare egoismo da parte mia, ho persino pensato che ci fosse una certa mancanza di\nche in essi mancasse l'interesse che mi sarei aspettata.\n\n Poich\u00e9 non fecero alcuno sforzo per comunicare con me, ma si limitarono a starmi intorno sorridendo e parlando tra di loro con dolci note di coccole, iniziai a parlare con loro.\nsorridendo e parlando tra di loro con note dolci, iniziai la conversazione.\nconversazione. Indicai la Macchina del Tempo e me stesso. Poi,\nesitando per un momento su come esprimere il Tempo, indicai il sole. Subito\nsubito una piccola figura pittorescamente graziosa in viola e bianco a scacchi\nsegu\u00ec il mio gesto, e poi mi stup\u00ec imitando il suono di un tuono.\ntuono.\n\n Per un attimo rimasi sbalordito, anche se l'importanza del suo gesto era\nabbastanza chiaro. La domanda mi era venuta in mente all'improvviso: quelle creature erano forse\ncreature erano degli sciocchi? Potete difficilmente capire come mi prese. Vedete, io\navevo sempre previsto che gli abitanti dell'anno ottocentoduemila\nDuemila dispari sarebbe stato incredibilmente davanti a noi in quanto a conoscenza, arte,\ntutto. Poi, all'improvviso, uno di loro mi fece una domanda che dimostrava\nche si trovava al livello intellettuale di uno dei nostri bambini di cinque anni.\nmi chiese, infatti, se fossi venuto dal sole in un temporale!\ntemporale! Questo ha fatto cadere il giudizio che avevo sospeso sui loro\nvestiti, le loro membra leggere e fragili e i loro lineamenti fragili. Un flusso di\ndelusione attravers\u00f2 la mia mente. Per un attimo sentii di aver costruito\ncostruito la Macchina del Tempo invano.\n\n Annuii, indicai il sole e diedi loro una rappresentazione cos\u00ec vivida di un tuono da spaventarli.\nun tuono che li fece trasalire. Si ritirarono tutti di circa un passo e\nsi inchinarono. Poi uno venne verso di me ridendo, portando una catena di bellissimi fiori\nfiori del tutto nuova per me, e me la mise al collo. L'idea fu accolta\nl'idea fu accolta da un melodioso applauso; e di l\u00ec a poco tutte correvano\na cercare fiori e a gettarmeli addosso ridendo, finch\u00e9 non fui quasi soffocata dai fiori.\nquasi soffocata di fiori. Chi non ha mai visto nulla di simile pu\u00f2\nche fiori delicati e meravigliosi che innumerevoli anni di\nanni di cultura. Poi qualcuno sugger\u00ec di esporre il loro giocattolo\ndi esporre il loro gioco nell'edificio pi\u00f9 vicino, e cos\u00ec fui condotto davanti alla sfinge di marmo bianco che sembrava\ndi marmo bianco, che sembrava avermi osservato per tutto il tempo con un\nsorriso per il mio stupore, verso un vasto edificio grigio di pietra traforata.\nMentre andavo con loro, il ricordo delle mie fiduciose anticipazioni di una posterit\u00e0\ndi una posterit\u00e0 profondamente seria e intellettuale mi torn\u00f2 alla mente, con irresistibile\ncon irresistibile allegria.\n\n L'edificio aveva un'enorme entrata ed era complessivamente di dimensioni colossali.\ndimensioni colossali. Naturalmente ero molto occupato dalla crescente folla di persone e dai grandi portali che si aprivano davanti a me.\npersone, e dai grandi portali aperti che si aprivano davanti a me\nombrosi e misteriosi. La mia impressione generale del mondo che vedevo sopra\nsopra le loro teste era un'intricata distesa di bei cespugli e fiori, un luogo da tempo\nun giardino a lungo trascurato e tuttavia privo di erbacce. Vidi un certo numero di alte spighe di\nfiori bianchi, che misuravano forse un metro e mezzo in tutta l'estensione dei\npetali di cera. Crescevano sparsi, come se fossero selvatici, tra gli arbusti variegati.\narbusti variegati, ma, come ho detto, non li ho esaminati da vicino in questo momento. La\nMacchina del Tempo fu lasciata abbandonata sul prato tra i rododendri.\n\n L'arco della porta era riccamente intagliato, ma naturalmente non l'ho osservato molto da vicino.\nnon ho osservato l'intaglio molto da vicino, anche se mi \u00e8 sembrato di scorgere\ndi antiche decorazioni fenice mentre passavo, e mi ha colpito che\nmi ha colpito il fatto che fossero molto rovinate e logorate dalle intemperie. Diverse altre persone vestite\npersone vestite in modo vivace mi raggiunsero all'ingresso, e cos\u00ec entrammo, io, vestita con un\nabiti squallidi del diciannovesimo secolo, con un aspetto abbastanza grottesco, addobbato con fiori e circondato da una\ndi fiori e circondato da una massa vorticosa di abiti\nabiti dai colori tenui e dalle membra bianche e lucenti, in un vortice melodioso di\ndi risate e di discorsi ridenti.\n\n Il grande portone si apriva in una sala proporzionalmente grande, appesa con\nmarrone. Il tetto era in ombra e le finestre, in parte vetrate con vetri colorati e in parte non vetrate, davano una luce temperata.\nvetri colorati e in parte non vetrate, davano una luce temperata. Il pavimento\nIl pavimento era costituito da enormi blocchi di un metallo bianco molto duro, non\nnon lastre n\u00e9 blocchi di lastre, ed era talmente consumato, come giudicavo dal\ngenerazioni passate, da essere profondamente incanalato lungo le vie pi\u00f9\nle vie pi\u00f9 frequentate. Trasversalmente alla lunghezza c'erano innumerevoli\ninnumerevoli tavoli fatti di lastre di pietra levigata, sollevati forse di un piede dal\ndal pavimento, e su questi c'erano cumuli di frutta. Alcuni li ho riconosciuti come una\nlamponi e arance ipertrofizzate, ma per la maggior parte erano strani.\nerano strani.\n\n Tra i tavoli erano sparsi numerosi cuscini. Su questi\nquesti i miei conduttori si sedettero, facendomi segno di fare altrettanto.\nCon una certa assenza di cerimonie, cominciarono a mangiare la frutta con le mani, gettando bucce e gambi\ncon le mani, gettando bucce e gambi, e cos\u00ec via, nelle aperture rotonde\nnelle aperture rotonde ai lati dei tavoli. Non mi dispiaceva seguire il loro\nesempio, perch\u00e9 mi sentivo assetato e affamato. Mentre lo facevo, osservavo la sala\na mio piacimento.\n\n E forse la cosa che mi ha colpito di pi\u00f9 \u00e8 stato il suo aspetto fatiscente.\nLe vetrate, che mostravano solo un motivo geometrico, erano rotte in molti punti,\nerano rotte in molti punti e le tende appese nella parte inferiore erano spesse di polvere.\ninferiore erano spesse di polvere. E mi accorsi che l'angolo del tavolo di marmo vicino a me era rotto.\ntavolo di marmo vicino a me era rotto. Tuttavia, l'effetto generale\nera estremamente ricco e pittoresco. C'erano forse un paio di centinaia di persone\ncentinaia di persone che pranzavano nella sala e la maggior parte di loro, seduta il pi\u00f9 vicino a me, mi osservava con interesse.\na me, mi osservavano con interesse, con gli occhietti che brillavano per la frutta che stavano mangiando.\nocchietti che brillavano per la frutta che stavano mangiando. Tutti erano vestiti con la stessa\nmorbido, ma robusto, materiale di seta.\n\n La frutta, tra l'altro, era tutta la loro dieta. Queste persone del futuro remoto\nfuturo erano rigorosamente vegetariani e mentre ero con loro, nonostante le\nqualche desiderio carnale, dovetti essere anch'io fruttariano. Infatti, ho scoperto\nche cavalli, bovini, pecore, cani, avevano seguito l'Ichthyosaurus nell'estinzione.\nIchthyosaurus nell'estinzione. Ma i frutti erano davvero deliziosi;\nuno in particolare, che sembrava essere di stagione per tutto il tempo in cui sono stato l\u00ec\nuna cosa farinosa in una buccia a tre lati era particolarmente buona e ne feci il mio piatto forte.\ne ne feci il mio piatto forte. All'inizio ero perplesso per tutti questi strani frutti,\ne dagli strani fiori che vedevo, ma poi cominciai a percepirne l'importanza.\nimportanza.\n\n Tuttavia, vi sto raccontando della mia cena a base di frutta in un lontano futuro\nora. Non appena il mio appetito fu un po' placato, decisi di fare un tentativo risoluto di imparare la lingua di questi miei nuovi uomini.\nun tentativo risoluto di imparare la parlata di questi miei nuovi uomini.\n\u00c8 chiaro che questa era la prossima cosa da fare. I frutti mi sembrarono una cosa conveniente\ne tenendone uno in mano iniziai una serie di suoni e gesti interrogativi.\nsuoni e gesti interrogativi. Ebbi qualche difficolt\u00e0 a trasmettere il mio significato.\ndifficolt\u00e0 a trasmettere il mio significato. All'inizio i miei sforzi sono stati accolti da uno sguardo di\ndi sorpresa o di risate inestinguibili, ma ben presto una piccola creatura dai capelli chiari\ncapelli chiari sembr\u00f2 afferrare la mia intenzione e ripet\u00e9 un nome. Essi\ndovettero chiacchierare e spiegarsi l'un l'altro la faccenda a lungo,\ne i miei primi tentativi di emettere i piccoli e squisiti suoni della loro lingua\ndella loro lingua provocarono un'immensa quantit\u00e0 di divertimento genuino, anche se incivile.\nTuttavia, mi sentivo come un maestro di scuola in mezzo ai bambini e ho insistito.\ne ben presto ebbi almeno una ventina di sostantivi sostantivati a mia disposizione;\ne poi arrivai ai pronomi dimostrativi e persino al verbo mangiare.\nMa era un lavoro lento, e i piccoli si stancarono presto e vollero allontanarsi dalle mie domande.\ndi allontanarsi dai miei interrogatori, cos\u00ec decisi, un po' per forza di cose,\ndi lasciare che fossero loro a impartire le lezioni a piccole dosi, quando se la sentivano.\nE in breve tempo mi accorsi che si trattava di piccole dosi, perch\u00e9 non ho mai incontrato persone pi\u00f9 indolenti o pi\u00f9 facilmente\npersone pi\u00f9 indolenti o pi\u00f9 facilmente affaticabili.\n\n\n\n\n VI.\n Il tramonto dell'umanit\u00e0\n\n\n Una cosa strana che scoprii ben presto dei miei piccoli ospiti fu la\nla loro mancanza di interesse. Venivano da me con grida di stupore, come i bambini.\ndi stupore, come i bambini, ma, come i bambini, smettevano presto di\ndi esaminarmi e si allontanavano alla ricerca di qualche altro giocattolo. La cena e i miei\ne i miei inizi di conversazione si conclusero, notai per la prima volta che quasi tutti coloro che mi avevano circondato all'inizio\nche quasi tutti quelli che mi avevano circondato all'inizio erano spariti. \u00c8 strano, inoltre, come\nrapidamente a ignorare queste piccole persone. Uscii attraverso\ndal portale nel mondo illuminato dal sole, non appena la mia fame fu soddisfatta.\nsoddisfatta. Incontravo continuamente altri uomini del futuro,\nche mi seguivano a poca distanza, chiacchieravano e ridevano di me e..,\nsorridendo e gesticolando in modo amichevole, mi lasciavano di nuovo alle mie\nmiei pensieri.\n\n Quando uscii dalla grande sala, il mondo era immerso nella calma della sera e la scena era illuminata dal caldo bagliore del sole al tramonto.\ne la scena era illuminata dal caldo bagliore del sole al tramonto. All'inizio\nall'inizio le cose erano molto confuse. Tutto era cos\u00ec completamente diverso\ndal mondo che avevo conosciuto, persino dai fiori. Il grande edificio che avevo lasciato\nlasciato era situato sul pendio di un'ampia vallata fluviale, ma il Tamigi\nma il Tamigi si era spostato forse di un miglio rispetto alla sua posizione attuale. Decisi di\ndi salire sulla cima di una cresta, distante forse un miglio e mezzo, dalla quale avrei potuto\nda cui avrei potuto avere una visione pi\u00f9 ampia di questo nostro pianeta nell'anno Otto\nDuemila e settecentouno d.C. Perch\u00e9 questa, devo spiegarlo, era la data del piccolo quadrante.\nspiegare, era la data che i piccoli quadranti della mia macchina registravano.\n\n Mentre camminavo, cercavo ogni impressione che potesse\nche potesse contribuire a spiegare la condizione di rovinoso splendore in cui trovavo il mondo.\nmondo, per quanto rovinoso fosse. Un po' pi\u00f9 in alto sulla collina, per esempio, c'era un\ndi granito, legati insieme da masse di alluminio, un vasto labirinto di\nun vasto labirinto di pareti a strapiombo e di cumuli accartocciati, in mezzo ai quali c'erano\nfitti cumuli di piante molto belle simili a pagode, forse ortiche, ma\nma meravigliosamente tinte di marrone sulle foglie e incapaci di pungere.\npungere. Si trattava evidentemente dei resti abbandonati di una vasta struttura,\nnon saprei dire a quale scopo fosse stata costruita. Era qui che ero destinato, in un secondo momento, a\ndestinato, in un secondo momento, a vivere un'esperienza molto strana, la prima\ndi una scoperta ancora pi\u00f9 strana, ma di questo parler\u00f2 nella\ndi una scoperta ancora pi\u00f9 strana, ma di cui parler\u00f2 nella sua sede appropriata.\n\n Guardandomi intorno, con un pensiero improvviso, da una terrazza su cui mi sono riposato per un po', mi sono reso conto che non c'erano casette da vedere.\nmi resi conto che non si vedevano casette.\nA quanto pare la casa singola, e forse anche il nucleo familiare, era\nscomparsa. Qua e l\u00e0 tra il verde c'erano edifici simili a palazzi,\nma la casa e il cottage, che sono elementi caratteristici del nostro paesaggio\ndel nostro paesaggio inglese, erano scomparsi.\n\n Il comunismo, mi sono detto.\n\n E su questa scia \u00e8 arrivato un altro pensiero. Guardai la\nmezza dozzina di piccole figure che mi seguivano. Poi, in un lampo, mi resi conto\nche tutte avevano lo stesso costume, lo stesso viso morbido e senza peli\nviso e la stessa rotondit\u00e0 femminile delle membra. Pu\u00f2 sembrare strano,\nforse, che non l'avessi notato prima. Ma tutto era cos\u00ec\nstrano. Ora vedevo il fatto abbastanza chiaramente. Nel costume e in tutte le differenze di\ndifferenze di consistenza e di portamento che oggi distinguono i sessi\nqueste persone del futuro si assomigliavano. E i bambini\nai miei occhi non sembravano altro che le miniature dei loro genitori. Giudicai\nallora che i bambini di quel tempo erano estremamente precoci,\nalmeno dal punto di vista fisico, e in seguito trovai un'abbondante conferma della mia opinione.\nopinione.\n\n Vedendo l'agio e la sicurezza in cui vivevano queste persone, ho pensato che questa stretta somiglianza tra i sessi\nche questa stretta somiglianza tra i sessi era in fondo ci\u00f2 che ci si aspettava; perch\u00e9 la forza di un uomo e la morbidezza di una donna, la\nperch\u00e9 la forza dell'uomo e la morbidezza della donna, l'istituzione della famiglia e la differenziazione delle\nfamiglia e la differenziazione delle occupazioni sono semplici necessit\u00e0\nsono mere necessit\u00e0 militanti di un'epoca di forza fisica. Dove la popolazione\npopolazione \u00e8 equilibrata e abbondante, la prole diventa un male piuttosto che una benedizione per lo Stato.\nun male piuttosto che una benedizione per lo Stato; dove la violenza arriva solo raramente e la prole \u00e8 sicura, c'\u00e8 meno bisogno di\ne la prole \u00e8 sicura, c'\u00e8 meno necessit\u00e0, anzi, non c'\u00e8 alcuna necessit\u00e0 di una famiglia efficiente.\nfamiglia efficiente e la specializzazione dei sessi in relazione ai bisogni dei figli scompare.\ndei figli scompare. Ne vediamo gli inizi anche nel nostro tempo\ndi questo fenomeno anche nel nostro tempo, e in quest'epoca futura \u00e8 stato completo. Questo, devo\ndevo ricordare che si trattava di una mia speculazione di allora. Pi\u00f9 tardi, mi sarei reso conto di quanto\nquanto fosse lontana dalla realt\u00e0.\n\n Mentre riflettevo su queste cose, la mia attenzione \u00e8 stata attratta da una piccola struttura\nuna piccola e graziosa struttura, come un pozzo sotto una cupola. Ho pensato in modo\nin modo transitorio alla stranezza dei pozzi ancora esistenti, e poi ho ripreso il filo delle mie\nil filo delle mie speculazioni. Non c'erano grandi edifici verso\nverso la cima della collina, e dato che le mie capacit\u00e0 di camminare erano evidentemente\nmiracolose, di l\u00ec a poco fui lasciato solo per la prima volta. Con uno strano\nstrano senso di libert\u00e0 e avventura mi spinsi fino alla cresta.\n\n L\u00ec ho trovato un sedile di un metallo giallo che non ho riconosciuto,\ncorroso in alcuni punti da una specie di ruggine rosata e mezzo ricoperto di muschio\nmuschio, i braccioli fusi e limati in modo da assomigliare a teste di grifoni.\nteste di grifoni. Mi sedetti su di essa e osservai l'ampio panorama del nostro\nvecchio mondo sotto il tramonto di quel lungo giorno. Era una vista dolce e bella come\ndolce e bella che abbia mai visto. Il sole era gi\u00e0 sceso sotto l'orizzonte\ne l'ovest era d'oro fiammeggiante, sfiorato da alcune barre orizzontali di\nviola e cremisi. In basso c'era la valle del Tamigi, in cui il fiume\nfiume si stendeva come una fascia di acciaio brunito. Ho gi\u00e0 parlato dei\ngrandi palazzi sparsi tra la vegetazione variegata, alcuni in rovina e altri ancora occupati.\ne alcuni ancora occupati. Qua e l\u00e0 si ergeva una figura bianca o argentata\nnel giardino della terra, qua e l\u00e0 si stagliava la linea verticale\nverticale di qualche cupola o obelisco. Non c'erano siepi, n\u00e9 segni di diritti\ndi diritti di propriet\u00e0, di agricoltura; tutta la terra era diventata un giardino.\nera diventata un giardino.\n\n Cos\u00ec, guardando, cominciai a dare la mia interpretazione alle cose che avevo visto.\ne come mi si present\u00f2 quella sera, la mia interpretazione fu\nqualcosa del genere. (In seguito scoprii che avevo ottenuto solo una mezza verit\u00e0 o solo un\nverit\u00e0 o solo un assaggio di una sfaccettatura della verit\u00e0).\n\n Mi sembrava di essere capitato davanti a un'umanit\u00e0 in declino. Il\ntramonto rossastro mi fece pensare al tramonto dell'umanit\u00e0. Per la prima\nper la prima volta ho cominciato a rendermi conto di una strana conseguenza dello sforzo sociale in cui\nsociale in cui siamo attualmente impegnati. Eppure, a pensarci bene, si tratta di una conseguenza\nconseguenza abbastanza logica. La forza \u00e8 il risultato del bisogno; la sicurezza\nla sicurezza d\u00e0 un premio alla debolezza. Il lavoro di miglioramento delle condizioni di vita\ndella vita, il vero processo di civilizzazione che rende la vita sempre pi\u00f9\nsicurezza, era giunta costantemente al suo culmine. Un trionfo dell'umanit\u00e0 unita sulla\numanit\u00e0 unita sulla natura era seguito da un altro. Cose che ora sono solo sogni\nsogni erano diventati progetti deliberatamente messi in atto e portati avanti.\ne portati avanti. E il raccolto \u00e8 stato quello che ho visto!\n\n Dopotutto, i servizi igienici e l'agricoltura di oggi sono ancora allo stadio\nrudimentali. La scienza del nostro tempo ha attaccato solo un\nun piccolo settore del campo delle malattie umane, ma, nonostante ci\u00f2,\ndiffonde le sue operazioni in modo molto costante e persistente. La nostra agricoltura\nagricoltura e l'orticoltura distruggono un'erbaccia qua e l\u00e0 e coltivano\nforse una ventina di piante sane, lasciando che il maggior numero di piante\ndi piante sane, lasciando che il maggior numero di piante lotti per l'equilibrio. Miglioriamo le nostre piante e i nostri animali preferiti\nanimali preferiti, e sono pochi, grazie alla riproduzione selettiva; ora una pesca nuova e migliore, ora un seme di\npesca nuova e migliore, ora un'uva senza semi, ora un fiore pi\u00f9 dolce e pi\u00f9 grande, ora una razza pi\u00f9 conveniente.\nun fiore pi\u00f9 dolce e pi\u00f9 grande, ora una razza di bestiame pi\u00f9 conveniente. Li miglioriamo\ngradualmente, perch\u00e9 i nostri ideali sono vaghi e incerti e le nostre conoscenze sono molto\nconoscenze sono molto limitate; perch\u00e9 anche la natura \u00e8 timida e lenta nelle nostre\nmani maldestre. Un giorno tutto questo sar\u00e0 organizzato meglio, e ancora meglio.\nmeglio. Questa \u00e8 la deriva della corrente, nonostante i gorghi. Il mondo intero\nmondo intero sar\u00e0 intelligente, istruito e collaborativo; le cose si muoveranno sempre pi\u00f9 velocemente\nsi muover\u00e0 sempre pi\u00f9 velocemente verso l'asservimento della Natura. Alla fine\nalla fine, con saggezza e attenzione, riadatteremo l'equilibrio della vita animale e vegetale\nvita animale e vegetale per soddisfare i nostri bisogni umani.\n\n Questo aggiustamento, dico, deve essere stato fatto, e fatto bene; fatto davvero per tutto il tempo, nello spazio di tempo che la mia macchina aveva attraversato.\nper tutto il tempo, nello spazio di tempo che la mia macchina ha attraversato.\nmacchina ha fatto un balzo. L'aria era libera da moscerini, la terra da erbacce o funghi;\ndappertutto c'erano frutti e fiori dolci e deliziosi; brillanti farfalle volavano\nfarfalle brillanti volavano qua e l\u00e0. L'ideale della medicina preventiva era stato raggiunto.\nera stato raggiunto. Le malattie erano state debellate. Non ho visto alcuna traccia di malattie\nmalattie contagiose durante il mio soggiorno. E dovr\u00f2 dirvi in seguito che\nche anche i processi di putrefazione e decomposizione erano stati profondamente\nprofondamente influenzati da questi cambiamenti.\n\n Anche i trionfi sociali sono stati realizzati. Ho visto l'umanit\u00e0 ospitata in splendidi\nsplendidi rifugi, vestiti in modo glorioso, e per ora non li avevo trovati\nimpegnati in nessuna fatica. Non c'erano segni di lotta, n\u00e9 sociale n\u00e9 economica.\neconomica. Il negozio, la pubblicit\u00e0, il traffico, tutto quel\ncommercio che costituisce il corpo del nostro mondo, erano scomparsi. Era\nnaturale, in quella sera dorata, che mi venisse in mente l'idea di un paradiso sociale.\nparadiso sociale. La difficolt\u00e0 di aumentare la popolazione era stata superata,\nImmaginavo, e la popolazione aveva smesso di aumentare.\n\n Ma con questo cambiamento di condizione arrivano inevitabilmente gli adattamenti al\ncambiamento. A meno che la scienza biologica non sia una massa di errori, qual \u00e8 la causa dell'intelligenza e del vigore umano?\ncausa dell'intelligenza e del vigore dell'uomo? Le difficolt\u00e0 e la libert\u00e0:\ncondizioni in cui chi \u00e8 attivo, forte e sottile sopravvive e chi \u00e8 pi\u00f9 debole va in rovina.\npi\u00f9 deboli, le condizioni che danno valore all'alleanza leale degli uomini capaci, all'autosufficienza e alla\nalleanza di uomini capaci, all'autocontrollo, alla pazienza e alla decisione.\nL'istituzione della famiglia e le emozioni che ne derivano,\nla feroce gelosia, la tenerezza per la prole, la devozione dei genitori.\ngenitoriale, trovavano tutti la loro giustificazione e il loro sostegno nel\npericoli imminenti dei giovani. Ora, dove sono questi pericoli imminenti?\nSta nascendo un sentimento, che crescer\u00e0, contro la gelosia connubiale, contro l'accanimento\ngelosia coniugale, contro la maternit\u00e0 feroce, contro le passioni di ogni genere;\ncose inutili e che ci mettono a disagio, sopravvivenze selvagge, discordie in un ambiente\nsopravvivenze selvagge, dissonanze in una vita raffinata e piacevole.\n\n Pensai all'esiguit\u00e0 fisica della gente, alla loro mancanza di\nintelligenza, e a quelle grandi e abbondanti rovine, e ho rafforzato la mia\nconvinzione di una perfetta conquista della Natura. Perch\u00e9 dopo la battaglia arriva\nTranquillit\u00e0. L'umanit\u00e0 era stata forte, energica e intelligente, e aveva\naveva usato tutta la sua abbondante vitalit\u00e0 per modificare le condizioni in cui viveva.\ncondizioni in cui viveva. E ora \u00e8 arrivata la reazione alle condizioni alterate.\n\n Nelle nuove condizioni di perfetta comodit\u00e0 e sicurezza, quell'energia\nenergia irrequieta, che per noi \u00e8 forza, diventerebbe debolezza. Anche\nnel nostro tempo certe tendenze e certi desideri, un tempo necessari alla\nsopravvivenza, sono una fonte costante di fallimento. Il coraggio fisico e l'amore per la\ncoraggio fisico e l'amore per la battaglia, per esempio, non sono di grande aiuto e possono addirittura essere\nun ostacolo per un uomo civile. E in uno stato di equilibrio fisico e di sicurezza\nsicurezza, il potere, intellettuale e fisico, sarebbe fuori luogo.\nluogo. Per innumerevoli anni ho ritenuto che non ci fosse stato alcun pericolo di guerra o di\nviolenza solitaria, nessun pericolo di bestie selvagge, nessuna malattia che richiedesse\nmalattie deperenti che richiedessero forza di costituzione, nessuna necessit\u00e0 di faticare. Per una vita del genere,\nquelli che dovremmo chiamare i deboli sono ben equipaggiati come i forti, anzi non sono pi\u00f9 deboli.\nanzi, non sono pi\u00f9 deboli. Anzi, sono meglio equipaggiati, perch\u00e9 i forti\nsarebbero stati agitati da un'energia per la quale non c'era alcuno sbocco. Senza dubbio\nsenza dubbio la squisita bellezza degli edifici che ho visto \u00e8 stata il risultato degli ultimi\ndell'energia dell'umanit\u00e0, ormai priva di scopo, prima che si stabilizzasse in\nprima che si stabilizzasse in perfetta armonia con le condizioni in cui viveva.\ndi quel trionfo che ha dato inizio all'ultima grande pace. Questo \u00e8\ndestino dell'energia nella sicurezza; essa si d\u00e0 all'arte e all'erotismo, e poi viene a mancare.\nall'erotismo, e poi arrivano il languore e la decadenza.\n\n Anche questo slancio artistico si sarebbe infine spento, era quasi morto nel\nil Tempo che ho visto. Adornarsi con i fiori, ballare, cantare alla luce del\nalla luce del sole: tanto era rimasto dello spirito artistico, e nulla pi\u00f9.\nAnche quello sarebbe svanito alla fine in una contenta inattivit\u00e0. Siamo\nsiamo tenuti sulla macina del dolore e della necessit\u00e0, e mi sembrava\nche questa odiosa macina fosse finalmente rotta!\n\n Mentre me ne stavo l\u00ec, nel buio che stava calando, pensai che con questa semplice\nspiegazione avevo padroneggiato il problema del mondo, avevo padroneggiato l'intero\nsegreto di queste persone deliziose. Forse i controlli che avevano escogitato per\nper l'aumento della popolazione erano riusciti troppo bene, e il loro\nnumero era diminuito piuttosto che rimanere stazionario. Questo spiegherebbe\ndelle rovine abbandonate. La mia spiegazione era molto semplice e plausibile, come la maggior parte delle teorie sbagliate!\nplausibile, come lo sono la maggior parte delle teorie sbagliate!\n\n\n\n\n VII.\n Uno shock improvviso\n\n\n Mentre stavo l\u00ec a riflettere su questo trionfo troppo perfetto dell'uomo, la luna piena, gialla e gibbosa, spunt\u00f2 da una luce argentea\nluna piena, gialla e gibbosa, spuntava da un eccesso di luce argentata a nord-est.\nnord-est. Le piccole figure luminose cessarono di muoversi sotto di me, un\nun gufo silenzioso pass\u00f2 e io rabbrividii per il freddo della notte. I\ndecisi di scendere e di trovare un posto dove poter dormire.\n\n Ho cercato l'edificio che conoscevo. Poi il mio sguardo si \u00e8 spinto fino alla\nfigura della Sfinge Bianca sul piedistallo di bronzo, che si distingueva sempre pi\u00f9\ndistintamente con l'aumentare della luce della luna nascente. Potevo vedere la\nbetulla argentata. C'era il groviglio di cespugli di rododendro,\nnero nella luce pallida, e c'era il piccolo prato. Guardai il\nprato. Uno strano dubbio agghiacci\u00f2 il mio compiacimento.  No, mi dissi con fermezza\na me stesso, quello non era il prato.\n\n Ma era il prato. Perch\u00e9 il volto bianco e lebbroso della sfinge era\nverso di essa. Riuscite a immaginare cosa provai quando questa convinzione si fece strada in me?\nme? Ma non potete. La Macchina del Tempo era sparita!\n\n Subito, come una sferzata in pieno viso, arriv\u00f2 la possibilit\u00e0 di perdere\ndi perdere la mia et\u00e0, di essere lasciato indifeso in questo nuovo e strano mondo. Il solo pensiero\npensiero era una vera e propria sensazione fisica. Sentivo che mi attanagliava\nalla gola e fermare il mio respiro. In un altro momento ero in preda a una\npassione per la paura e correvo a grandi balzi lungo il pendio.\nUna volta caddi di testa e mi tagliai la faccia; non persi tempo a tamponare il sangue, ma saltai su e corsi via.\nsangue, ma saltai in piedi e continuai a correre, con un rivolo caldo lungo la guancia e il mento.\nmento. Per tutto il tempo che correvo mi dicevo:  L'hanno spostato un po\nhanno spostato un po', l'hanno spinto sotto i cespugli per evitare la strada.  Tuttavia, ho corso\ncon tutte le mie forze. Per tutto il tempo, con la certezza che a volte\nche a volte si accompagna a un eccessivo timore, sapevo che tale sicurezza era una follia, sapevo\nistintivamente che la macchina era stata rimossa dalla mia portata. Il mio respiro\nmi veniva dal dolore. Suppongo di aver coperto l'intera distanza dalla cresta della collina al\nal piccolo prato, forse due miglia, in dieci minuti. E non sono\nnon sono un giovanotto. Mentre correvo, imprecavo ad alta voce per la mia fiduciosa follia di\nlasciare la macchina, sprecando cos\u00ec del buon fiato. Ho gridato ad alta voce e\nnessuno rispose. Sembrava che nessuna creatura si muovesse in quel mondo\nluna.\n\n Quando ho raggiunto il prato, i miei peggiori timori si sono avverati. Non c'era traccia di\ndi quella cosa. Mi sentii svenire e infreddolito quando mi trovai di fronte allo spazio vuoto\nspazio vuoto tra il nero groviglio di cespugli. Mi misi a correre furiosamente intorno ad esso, come se\ncome se la cosa potesse essere nascosta in un angolo, e poi mi fermai bruscamente, con le mani\nmani che si stringevano nei capelli. Sopra di me troneggiava la sfinge, sul\npiedistallo di bronzo, bianca, splendente, lebbrosa, alla luce della luna nascente.\nluna crescente. Sembrava sorridere in segno di scherno per il mio sgomento.\n\n Avrei potuto consolarmi immaginando che le piccole persone avessero messo\nmeccanismo in qualche riparo per me, se non mi fossi sentita sicura della loro\ninadeguatezza fisica e intellettuale. \u00c8 questo che mi sgomenta: la\nsensazione di un potere fino ad allora insospettabile, attraverso il cui intervento la mia\ninvenzione era svanita. Eppure, di una cosa mi sentivo sicuro: a meno che qualche\na meno che qualche altra epoca non avesse prodotto il suo esatto duplicato, la macchina non avrebbe potuto\nnon si sarebbe potuta muovere nel tempo. Il fissaggio delle leve di cui vi mostrer\u00f2 il metodo in seguito\npi\u00f9 tardi, impediva a chiunque di manometterla in quel modo una volta\nrimosse. Si era mossa, e si era nascosta, solo nello spazio. Ma allora, dove\npoteva essere?\n\n Credo di aver avuto una sorta di frenesia. Ricordo di aver corso violentemente\ntra i cespugli illuminati dalla luna intorno alla sfinge e di aver spaventato un animale bianco che, nella penombra, ho scambiato per un piccolo cervo.\nun animale bianco che, nella penombra, avevo scambiato per un piccolo cervo. I\nRicordo anche che quella notte, a tarda ora, picchiavo i cespugli con il pugno chiuso\npugno finch\u00e9 le mie nocche non furono squarciate e sanguinarono dai ramoscelli spezzati.\nPoi, singhiozzando e deliziando per l'angoscia, scesi al grande edificio di pietra.\ngrande edificio di pietra. La grande sala era buia, silenziosa e deserta. I\nscivolai sul pavimento sconnesso e caddi su uno dei tavoli di malachite,\nquasi rompendomi la tibia. Accesi un fiammifero e proseguii oltre le tende polverose di cui ho parlato.\npolverose tende, di cui vi ho parlato.\n\n L\u00ec trovai una seconda grande sala coperta di cuscini, sulla quale,\nforse una ventina di persone stavano dormendo. Non ho dubbi che\ndubbio che trovarono abbastanza strana la mia seconda apparizione, venuta improvvisamente\ndall'oscurit\u00e0 silenziosa con rumori inarticolati e con lo stridore e lo scoppiettio di un fiammifero.\ndi un fiammifero. Perch\u00e9 si erano dimenticati dei fiammiferi.  Dov'\u00e8 la mia\nMacchina del Tempo?  Cominciai a piangere come un bambino arrabbiato, imponendo loro le mani e scuotendoli insieme.\nmani su di loro e li scossi insieme. Doveva essere molto strano per\nloro. Alcuni risero, la maggior parte sembrava molto spaventata. Quando vidi\nquando li vidi in piedi intorno a me, mi venne in mente che stavo facendo la cosa pi\u00f9\nche stavo facendo la cosa pi\u00f9 sciocca che mi fosse possibile fare in quelle circostanze.\ncircostanze, cercando di far rivivere la sensazione di paura. Infatti,\nragionando sul loro comportamento alla luce del giorno, pensavo che la paura dovesse essere\ndimenticata.\n\n Improvvisamente, mi precipitai sul fiammifero e, facendo cadere una delle persone\ne mi sono precipitato nella grande sala da pranzo, uscendo di nuovo\nsotto la luce della luna. Sentii grida di terrore e i loro piccoli piedi\nche correvano e inciampavano di qua e di l\u00e0. Non ricordo tutto quello che feci mentre\nla luna si insinuava nel cielo. Suppongo che sia stata la natura inaspettata della mia\nperdita che mi fece impazzire. Mi sentivo irrimediabilmente tagliato fuori dalla mia specie, uno\nanimale strano in un mondo sconosciuto. Devo aver inveito da una parte e dall'altra,\ngridando e invocando Dio e il destino. Ho un ricordo di orribile\nfatica, mentre la lunga notte di disperazione si consumava; di cercare in questo e in quel\nluogo impossibile e in quello; di brancolare tra le rovine illuminate dalla luna e di toccare\nstrane creature nelle ombre nere; infine, di essermi sdraiato per terra\nvicino alla sfinge e di piangere con assoluta miseria, perfino con rabbia per la\nla rabbia per la follia di aver abbandonato la macchina, che era trapelata con le mie forze. I\nnon mi restava altro che la miseria. Poi mi sono addormentato e quando mi sono risvegliato era gi\u00e0 giorno\ngiorno e un paio di passeri mi saltellavano intorno sul prato a portata di braccio.\na portata di braccio.\n\n Mi alzai nella freschezza del mattino, cercando di ricordare come ero arrivato l\u00ec e perch\u00e9 provavo un cos\u00ec profondo senso di abbandono.\ncome ero arrivata l\u00ec e perch\u00e9 provavo un senso cos\u00ec profondo di abbandono e di disperazione.\ndisperazione. Poi le cose mi furono chiare. Con la chiara e ragionevole\nluce del giorno, potevo guardare in faccia la mia situazione. Vidi la\nfolle della mia frenesia durante la notte e potei ragionare con me stesso.\n Supponiamo il peggio?  Mi dissi.  Supponiamo che la macchina sia\nperduta, forse distrutta? Mi conviene essere calmo e paziente, imparare il modo in cui\nil modo di fare della gente, per avere un'idea chiara del metodo della mia perdita,\ne dei mezzi per procurarmi materiali e strumenti, in modo che, alla fine,\nalla fine, forse, potr\u00f2 farne un'altra.  Questa sarebbe la mia unica speranza, una speranza povera, forse, ma migliore della disperazione,\nforse, ma meglio della disperazione. E, dopo tutto, era un mondo bello e\ne curioso mondo.\n\n Ma probabilmente la macchina era stata solo portata via. Tuttavia, devo essere\ncalma e pazienza, trovare il suo nascondiglio e recuperarla con la forza o con l'astuzia.\nastuzia. E cos\u00ec mi misi in piedi e mi guardai intorno,\nchiedendomi dove potessi fare il bagno. Mi sentivo stanco, rigido e sporco di viaggio.\nLa freschezza del mattino mi faceva desiderare una freschezza uguale. Avevo\nesaurito le mie emozioni. Infatti, mentre andavo avanti con le mie faccende, mi ritrovavo a chiedermi\nmi sono chiesta come mai avessi provato un'intensa eccitazione durante la notte. Ho esaminato attentamente\nesame del terreno intorno al piccolo prato. Persi un po' di tempo in\nfutili domande, rivolte, per quanto possibile, a quei\npersone che passavano di l\u00ec. Tutti non capirono i miei gesti;\nalcuni rimasero semplicemente impassibili, altri pensarono a uno scherzo e risero di me.\nHo avuto il compito pi\u00f9 difficile del mondo di tenere le mani lontane dai loro graziosi\nvisi ridenti. Era un impulso sciocco, ma il demone generato dalla paura e dalla cieca rabbia\npaura e dalla rabbia cieca era mal frenato e ancora desideroso di approfittare\ndella mia perplessit\u00e0. Il manto erboso mi consigli\u00f2 meglio. Trovai un solco scavato\nun solco scavato, a met\u00e0 strada tra il piedistallo della sfinge e le impronte dei miei piedi.\npiedi dove, all'arrivo, avevo lottato con la macchina rovesciata.\nC'erano altri segni di rimozione in giro, con strane impronte strette come quelle\ncome quelle che potrei immaginare fatte da un bradipo. Questo ha indirizzato la mia attenzione\nattenzione al piedistallo. Era, come credo di aver detto, di bronzo.\nNon era un semplice blocco, ma altamente decorato con profondi pannelli incorniciati su entrambi i lati.\nsu entrambi i lati. Andai a toccare questi pannelli. Il piedistallo era vuoto.\nEsaminando con cura i pannelli, li trovai discontinui con le cornici.\ncornici. Non c'erano maniglie o buchi per le chiavi, ma forse i pannelli, se erano porte, come supponevo, si aprivano dall'interno.\nse erano porte, come supponevo, si aprivano dall'interno. Una cosa era chiara\nsufficientemente chiara alla mia mente. Non ci volle un grande sforzo mentale per dedurre che la mia macchina del tempo era\nMacchina del Tempo si trovava all'interno di quel piedistallo. Ma come ci fosse arrivata era un\nproblema diverso.\n\n Vidi le teste di due persone vestite di arancione che attraversavano i cespugli\ne sotto alcuni meli in fiore verso di me. Mi voltai sorridendo\nverso di loro e feci loro cenno di raggiungermi. Si avvicinarono e allora, indicando il piedistallo di\npiedistallo di bronzo, cercai di comunicare il mio desiderio di aprirlo. Ma al mio\nprimo gesto in tal senso si comportarono in modo molto strano. Non so come comunicarvi la loro\ncome trasmettervi la loro espressione. Supponete di usare un gesto grossolanamente\ngesto grossolano a una donna dall'animo delicato, ecco come apparirebbe.\nSe ne andarono come se avessero ricevuto l'ultimo insulto possibile. Ho provato\nun piccolo uomo dall'aspetto dolce, vestito di bianco, con lo stesso risultato.\nrisultato. In qualche modo, il suo modo di fare mi ha fatto vergognare di me stessa. Ma, come\nMa, come sapete, volevo la Macchina del Tempo e lo provai ancora una volta. Quando si \u00e8\nspento, come gli altri, il mio temperamento ebbe la meglio su di me. In tre\ntre passi lo inseguii, lo afferrai per la parte libera della veste intorno al collo e cominciai a trascinarlo verso la\ncollo e cominciai a trascinarlo verso la sfinge. Allora vidi l'orrore e la ripugnanza\norrore e la ripugnanza del suo volto, e all'improvviso lo lasciai andare.\n\n Ma non ero ancora stato sconfitto. Sbattei con il pugno contro i pannelli di bronzo.\nMi sembrava di sentire qualcosa che si agitava all'interno, per essere esplicito, credevo di aver\ndi aver sentito un suono come una risatina, ma devo essermi sbagliato. Poi ho preso\nun grosso ciottolo dal fiume, e mi misi a martellare finch\u00e9 non ebbi appiattito\nuna spirale nelle decorazioni, e il verderame si stacc\u00f2 in fiocchi di polvere.\nscaglie di polvere. I piccoli e delicati abitanti dovevano avermi sentito martellare in\ncon raffiche di vento a un miglio di distanza da una parte e dall'altra, ma non se ne fece nulla. I\nvidi una folla di loro sui pendii, che mi guardava furtivamente. Alla fine,\ncaldo e stanco, mi sedetti per osservare il posto. Ma ero troppo inquieto per\ntroppo inquieto per vegliare a lungo; sono troppo occidentale per una lunga veglia. Potrei lavorare su un\nper anni, ma aspettare inattivo per ventiquattro ore \u00e8 un'altra cosa.\nun'altra questione.\n\n Dopo un po' di tempo mi alzai e cominciai a camminare senza meta tra i cespugli\nverso la collina.  Pazienza, mi dissi.  Se vuoi di nuovo la tua\nmacchina devi lasciare in pace quella sfinge. Se vogliono portarti via la\nSe intendono portarti via la macchina, non serve a molto che tu distrugga i loro pannelli di bronzo,\ne se non lo fanno, la riavrai appena potrai chiederla.\nStare seduti in mezzo a tutte quelle cose sconosciute davanti a un rompicapo come quello \u00e8\nsenza speranza. Da quella parte c'\u00e8 la monomania. Affrontate questo mondo. Imparate le sue vie,\nosservarlo, fare attenzione alle ipotesi troppo affrettate sul suo significato. Alla fine\ntroverete gli indizi di tutto.  Poi, all'improvviso, mi venne in mente l'umorismo della\nsituazione mi venne in mente: il pensiero degli anni che avevo trascorso in\nstudio e fatica per entrare nell'et\u00e0 futura, e ora la mia passione di\nansia di uscirne. Mi ero creato la trappola pi\u00f9 complicata e\nla trappola pi\u00f9 complicata e senza speranza che un uomo abbia mai escogitato. Anche se a mie spese, non potevo\nspese, non potevo fare a meno di farlo. Ho riso ad alta voce.\n\n Attraversando il grande palazzo, mi sembrava che il piccolo popolo\nmi evitassero. Forse \u00e8 stata la mia fantasia, o forse ha avuto qualcosa a che fare con\na che fare con il mio martellare sulle porte di bronzo. Tuttavia mi sentivo abbastanza sicuro\ndell'evitamento. Feci attenzione, tuttavia, a non mostrare alcuna preoccupazione e a\ndi non mostrare alcuna preoccupazione e di astenermi da qualsiasi ricerca, e nel corso di un giorno o due\nle cose tornarono come prima. Ho fatto i progressi che potevo nella\nlingua, e in pi\u00f9 spingevo le mie esplorazioni qua e l\u00e0.\nO mi sfuggiva qualche punto sottile o il loro linguaggio era eccessivamente\neccessivamente semplice, composto quasi esclusivamente da sostantivi e verbi concreti.\nSembravano esserci pochi, o addirittura nessuno, termini astratti, o un uso limitato del linguaggio figurato.\nlinguaggio figurato. Le loro frasi erano di solito semplici e di due\nparole e io non riuscivo a trasmettere o capire se non le proposizioni pi\u00f9 semplici.\nproposizioni pi\u00f9 semplici. Decisi di mettere il pensiero della mia macchina del tempo e il mistero delle porte di bronzo\nil mistero delle porte di bronzo sotto la sfinge, il pi\u00f9 possibile\nin un angolo della memoria, fino a quando la mia crescente conoscenza non mi avrebbe riportato a\na loro in modo naturale. Tuttavia, una certa sensazione, come potete capire,\nmi ha legato a un cerchio di poche miglia intorno al punto di arrivo.\n\n\n\n\n VIII.\n Spiegazione\n\n\n Per quanto potevo vedere, tutto il mondo presentava la stessa esuberante\nricchezza della valle del Tamigi. Da ogni collina che ho scalato ho visto la stessa\ndi splendidi edifici, infinitamente vari per materiale e stile, gli stessi boschetti di sempreverdi\nstile, gli stessi boschetti di sempreverdi, gli stessi alberi e le stesse\nalberi in fiore e felci arboree. Qua e l\u00e0 l'acqua brillava come\nd'argento, e oltre, la terra si ergeva in colline blu e ondulate, e cos\u00ec\nsfumate nella serenit\u00e0 del cielo. Una caratteristica particolare, che attir\u00f2 subito la mia attenzione\nattir\u00f2 la mia attenzione, fu la presenza di alcuni pozzi circolari,\ndiversi, come mi sembr\u00f2, di grande profondit\u00e0. Uno si trovava vicino al sentiero\nsentiero che avevo seguito durante la mia prima passeggiata. Come gli altri,\ncome gli altri, era orlato di bronzo, curiosamente lavorato, e protetto da una cupola\ncupola dalla pioggia. Seduto al lato di questi pozzi, e scrutando\nnell'oscurit\u00e0, non riuscivo a vedere alcuno spiraglio d'acqua, n\u00e9 a far scaturire alcun riflesso con la luce.\nn\u00e9 riuscivo ad avviare alcun riflesso con un fiammifero acceso. Ma in tutti ho sentito un\nun certo suono: un tonfo tonfo, come il battito di un grosso motore.\ne scoprii, dal bagliore dei miei fiammiferi, che una corrente d'aria costante\ncorrente d'aria che faceva scendere gli alberi. Inoltre, ho gettato un pezzo di carta\ndi carta nella gola di uno di essi e, invece di svolazzare lentamente verso il basso, \u00e8 stato subito\ninvece di svolazzare lentamente verso il basso, fu subito risucchiato rapidamente fuori dalla vista.\n\n Dopo un po' di tempo, mi accorsi che questi pozzi erano collegati ad alte torri\nche si ergevano qua e l\u00e0 sui pendii; perch\u00e9 sopra di esse si vedeva spesso\nspesso un tremolio nell'aria come quello che si vede in una giornata calda sopra una spiaggia\nspiaggia bruciata dal sole. Mettendo insieme le cose, ho raggiunto una forte\ndi un esteso sistema di ventilazione sotterraneo, la cui\ndi ventilazione sotterranea, di cui era difficile immaginare la reale portata. All'inizio ero propenso ad associarlo\nall'apparato sanitario di queste persone. Era una conclusione\nconclusione ovvia, ma assolutamente sbagliata.\n\n E qui devo ammettere di aver imparato ben poco di scarichi, campanelli, modi di trasporto e simili comodit\u00e0.\ndi scarichi, campanelli, mezzi di trasporto e simili, durante il mio soggiorno in questo\nquesto futuro reale. In alcune di queste visioni di utopie e tempi futuri che ho letto, c'\u00e8 una grande quantit\u00e0 di dettagli\nche ho letto, c'\u00e8 una grande quantit\u00e0 di dettagli sull'edilizia, sulla\nsociali e cos\u00ec via. Ma mentre questi dettagli sono abbastanza facili da\ndi dettagli sono abbastanza facili da ottenere quando l'intero mondo \u00e8 contenuto nella\nimmaginazione, sono del tutto inaccessibili per un viaggiatore reale in mezzo a\nrealt\u00e0 come quella che ho trovato qui. Immaginate il racconto di Londra che un\nnegro, appena arrivato dall'Africa centrale, porterebbe alla sua trib\u00f9! Che cosa\ndi compagnie ferroviarie, di movimenti sociali, di fili del telefono e del telegrafo.\ntelegrafo, della Parcels Delivery Company, dei vaglia postali e simili?\ne simili? Eppure noi, almeno, dovremmo essere abbastanza disposti a spiegargliele!\nqueste cose! E anche di ci\u00f2 che sapeva, quanto avrebbe potuto far\nsuo amico inesperto, n\u00e9 di capire n\u00e9 di credere? Pensate poi a quanto\nquanto sia ridotto il divario tra un negro e un bianco dei nostri tempi, e quanto sia ampio l'intervallo\nquanto sia ampio l'intervallo tra me e questi dell'Et\u00e0 dell'Oro! Ero\ndi molte cose che non si vedevano e che contribuivano al mio benessere;\nma, a parte un'impressione generale di organizzazione automatica, temo di poter trasmettere ben poco\ntemo di poter trasmettere alla vostra mente ben poco della differenza.\n\n Per quanto riguarda le sepolture, ad esempio, non ho visto segni di crematori o di tombe.\ncrematori n\u00e9 nulla che facesse pensare a tombe. Ma mi \u00e8 venuto in mente\nche, forse, potevano esserci cimiteri (o crematori) da qualche parte\nal di l\u00e0 del raggio d'azione delle mie esplorazioni. Anche in questo caso si trattava di una domanda che\ndeliberatamente a me stesso, e all'inizio la mia curiosit\u00e0 era completamente\nsconfitto su questo punto. La cosa mi lasci\u00f2 perplesso e fui indotto a fare un'ulteriore osservazione che mi lasci\u00f2 perplesso.\nun'ulteriore osservazione, che mi lasci\u00f2 ancora pi\u00f9 perplesso: che tra questo popolo non c'erano anziani e infermi.\nquesto popolo non c'erano.\n\n Devo confessare che la mia soddisfazione per le mie prime teorie di una\ncivilt\u00e0 automatica e di un'umanit\u00e0 decadente non \u00e8 durata a lungo. Eppure\nnon potevo pensare ad altro. Permettetemi di esporre le mie difficolt\u00e0. I diversi grandi palazzi che avevo esplorato\ngrandi palazzi che avevo esplorato erano semplici luoghi di vita, grandi sale da pranzo e\nappartamenti per dormire. Non trovavo macchinari, n\u00e9 apparecchiature di alcun tipo.\nalcun tipo di apparecchiatura. Eppure queste persone erano vestite con tessuti piacevoli, che a volte dovevano essere\nche a volte dovevano essere rinnovati, e i loro sandali, anche se non decorati, erano esemplari piuttosto\nesemplari abbastanza complessi di lavorazione del metallo. In qualche modo queste cose dovevano essere fatte. E\nil piccolo popolo non mostrava alcuna traccia di tendenza creativa. Non c'erano\nNon c'erano negozi, n\u00e9 officine, n\u00e9 segni di importazioni tra di loro. Trascorrevano\ntutto il tempo a giocare dolcemente, a fare il bagno nel fiume, a fare l'amore in modo\na fare l'amore in modo semi-giocoso, a mangiare frutta e a dormire. I\nnon riuscivo a capire come le cose andassero avanti.\n\n Poi, di nuovo, a proposito della Macchina del Tempo: qualcosa, non sapevo cosa, l'aveva\nl'aveva portata nel piedistallo cavo della Sfinge Bianca. Perch\u00e9?\nvita mia non riuscivo a immaginarlo. Anche quei pozzi senz'acqua, quei\npilastri tremolanti. Sentivo che mi mancava un indizio. Mi sentivo come dire?\nSupponiamo di aver trovato un'iscrizione, con frasi qua e l\u00e0 in\nin ottimo inglese, e interpolate, altre composte da parole, persino da lettere, assolutamente sconosciute.\nparole, o addirittura di lettere, a voi assolutamente sconosciute? Ebbene, il terzo giorno\ngiorno della mia visita, questo era il modo in cui il mondo dell'Ottocentodue\nMille e Settecentouno si \u00e8 presentato a me!\n\n Anche quel giorno mi feci una specie di amico. Accadde che, mentre stavo\nmentre osservavo alcuni piccoli che facevano il bagno in una secca, uno di loro\nuno di loro fu colto da un crampo e cominci\u00f2 ad andare alla deriva. La corrente principale\nLa corrente principale era piuttosto veloce, ma non troppo forte per un nuotatore moderato.\nVi dar\u00f2 un'idea, quindi, della strana carenza di queste\ncreature, quando vi dir\u00f2 che nessuno fece il minimo tentativo di\ndi salvare la piccola cosa che piangeva debolmente e che stava annegando sotto i loro occhi.\nocchi. Quando me ne resi conto, mi sfilai in fretta e furia i vestiti e..,\ne, immergendomi in un punto pi\u00f9 basso, afferrai il povero acaro e lo trassi in salvo a terra.\na terra sana e salva. Un po' di strofinamento delle membra la riport\u00f2 presto in vita, e\nebbi la soddisfazione di vedere che stava bene prima di lasciarla. I\navevo raggiunto una stima cos\u00ec bassa della sua specie che non mi aspettavo alcuna\ngratitudine da parte sua. In questo, per\u00f2, mi sbagliavo.\n\n Questo \u00e8 successo al mattino. Nel pomeriggio ho incontrato la mia piccola donna,\ncome credo che fosse, mentre tornavo verso il mio centro da un'esplorazione.\nesplorazione, mi accolse con grida di gioia e mi present\u00f2 una grande ghirlanda di fiori\nuna grande ghirlanda di fiori evidentemente fatta per me e solo per me. La cosa\ncosa mi ha rapito l'immaginazione. Molto probabilmente mi ero sentita desolata.\nIn ogni caso, feci del mio meglio per mostrare il mio apprezzamento per il dono. Ci siamo\npresto seduti insieme in un piccolo pergolato di pietra, impegnati in una conversazione\nconversazione, soprattutto di sorrisi. La cordialit\u00e0 della creatura mi colp\u00ec\nmi colp\u00ec esattamente come avrebbe potuto fare quella di un bambino. Ci passammo dei fiori,\ne lei mi baci\u00f2 le mani. Io feci lo stesso con le sue. Poi provai a parlare e scoprii che si chiamava\ne scoprii che il suo nome era Weena, che, sebbene non sapessi cosa significasse, mi sembr\u00f2 abbastanza appropriato.\nsignificato, in qualche modo sembrava abbastanza appropriato. Fu l'inizio di una strana\nstrana amicizia che dur\u00f2 una settimana e fin\u00ec come vi dir\u00f2!\n\n Era esattamente come una bambina. Voleva stare sempre con me. Cercava di\ncercava di seguirmi dappertutto, e al mio prossimo viaggio in giro mi veniva voglia di\nmi \u00e8 venuto in mente di stancarla e di lasciarla alla fine, esausta e\nesausta e che mi chiamava in modo piuttosto lamentoso. Ma i problemi del mondo dovevano essere\nessere affrontati. Non sono venuto nel futuro, mi sono detto, per\nun flirt in miniatura. Eppure la sua angoscia quando la lasciai fu\nmolto grande, le sue richieste di separazione erano a volte frenetiche,\ne credo che, nel complesso, la sua devozione mi abbia dato tanto fastidio quanto conforto.\ndevozione. Tuttavia era, in qualche modo, un grande conforto. I\npensavo che fosse solo l'affetto infantile a farla stringere a me. Finch\u00e9\ntroppo tardi, non capii chiaramente cosa le avevo inflitto quando l'avevo lasciata.\nquando l'ho lasciata. N\u00e9, fino a quando non fu troppo tardi, capii con chiarezza\ncosa fosse per me. Infatti, sembrando semplicemente affezionata a me e mostrando nel suo modo debole e inutile\ndebole e futile che le importava di me, quella piccola bambola di creatura\nbambolina diede al mio ritorno nei pressi della Sfinge Bianca quasi la sensazione di arrivare\nSfinge Bianca quasi la sensazione di un ritorno a casa; e avrei guardato per la sua\npiccola figura bianca e dorata non appena arrivavo oltre la collina.\n\n Fu anche da lei che appresi che la paura non aveva ancora lasciato il mondo.\nmondo. Era abbastanza impavida alla luce del giorno e aveva una strana fiducia in me.\nuna volta, in un momento di follia, le feci delle smorfie minacciose e lei si limit\u00f2 a ridere.\nsmorfie minacciose, e lei si limit\u00f2 a riderne. Ma temeva il buio\nbuio, temeva le ombre, temeva le cose nere. L'oscurit\u00e0 per lei era\nper lei il buio era l'unica cosa terribile. Era un'emozione singolarmente appassionata e mi fece pensare e osservare.\nmi ha fatto pensare e osservare. Scoprii allora, tra le altre cose, che\nche queste piccole persone si radunavano nelle grandi case dopo il tramonto e\ndormivano a frotte. Entrare in casa loro senza una luce significava metterli in\nin un tumulto di apprensione. Non ne ho mai trovato uno fuori dalle porte o uno che dormisse\ndormire da solo all'interno delle porte, dopo il tramonto. Eppure ero ancora una tale\ntesta di legno che non avevo capito la lezione di quella paura e, nonostante l'angoscia di\nWeena, insistetti nel voler dormire lontano da queste\nmoltitudini assopite.\n\n La cosa la turbava molto, ma alla fine il suo strano affetto per me\ne per cinque notti della nostra conoscenza, compresa l'ultima, ha dormito con la testa appoggiata al mio braccio.\nl'ultima di tutte, dorm\u00ec con la testa appoggiata al mio braccio. Ma\nla mia storia mi sfugge mentre parlo di lei. Deve essere stata la notte\nnotte prima del suo salvataggio che fui svegliato verso l'alba. Ero stata\ninquieto, sognando in modo sgradevole di essere annegato e che gli anemoni di mare\nanemoni di mare mi tastavano il viso con le loro morbide palpebre. Mi svegliai di soprassalto\ne con la strana sensazione che qualche animale grigiastro si fosse appena precipitato\nfuori dalla camera. Cercai di riaddormentarmi, ma mi sentivo inquieto e a disagio.\ne a disagio. Era quell'ora grigia e fioca in cui le cose stanno\nappena escono dall'oscurit\u00e0, quando tutto \u00e8 incolore e chiaro,\neppure irreale. Mi alzai e scesi nella sala grande, per poi uscire\nsulle lastre di pietra di fronte al palazzo. Ho pensato di fare di necessit\u00e0 virt\u00f9\nvirt\u00f9 della necessit\u00e0 e di vedere l'alba.\n\n La luna stava tramontando e la luce lunare morente e il primo pallore dell'alba si mescolavano in una spettrale penombra.\ndell'alba si mescolavano in una spettrale penombra. I cespugli erano neri come l'inchiostro,\nil terreno di un grigio cupo, il cielo incolore e senza allegria. E su per la\ncollina mi sembrava di vedere dei fantasmi. Tre volte, mentre scrutavo il\nil pendio, ho visto figure bianche. Due volte mi \u00e8 sembrato di vedere una creatura bianca solitaria,\nscimmia che correva piuttosto velocemente su per la collina, e una volta, vicino alle rovine, ne vidi una\nrovine ne vidi una al guinzaglio che trasportava un corpo scuro. Si muovevano\nfrettolosamente. Non ho visto cosa ne \u00e8 stato di loro. Sembrava che fossero\nsvaniti tra i cespugli. L'alba era ancora indistinta, dovete capire\ncapire. Provavo quella sensazione di freddo, di incertezza, di prima mattina\nche forse conoscete. Dubitavo dei miei occhi.\n\n Mentre il cielo orientale si rischiarava e la luce del giorno tornava a colorare il mondo, scrutavo il paesaggio.\ne la sua vivace colorazione tornava sul mondo, scrutai il panorama con\nvista con attenzione. Ma non vidi alcuna traccia delle mie figure bianche. Erano solo\ncreature della penombra.  Dovevano essere fantasmi, dissi; mi chiedo da dove venissero.\nmi chiedo da dove venissero.  Perch\u00e9 un'idea bizzarra di Grant Allen mi venne\nGrant Allen mi venne in mente e mi divert\u00ec. Se ogni generazione muore e lascia dei fantasmi,\nsosteneva, alla fine il mondo ne sar\u00e0 sovraffollato. In base a questa\nteoria sarebbero diventati innumerevoli circa ottocentomila anni dopo.\nanni dopo, e non era una grande meraviglia vederne quattro in una volta. Ma la\nscherzo era insoddisfacente e rimasi a pensare a queste figure per tutta la mattina, fino a quando\nmattina, finch\u00e9 il salvataggio di Weena non me le fece uscire dalla testa. Ho associato\nin qualche modo indefinito con l'animale bianco che avevo spaventato nella mia prima\nprima appassionata ricerca della Macchina del Tempo. Ma Weena era un piacevole\nsostituto. Tuttavia, erano destinati a prendere ben presto possesso di\nmolto pi\u00f9 micidiale della mia mente.\n\n Credo di aver detto che il clima di questa et\u00e0 dell'oro era molto pi\u00f9 caldo del nostro.\nquesta Et\u00e0 dell'Oro. Non riesco a spiegarmelo. Pu\u00f2 darsi che il sole fosse\npi\u00f9 caldo, o che la terra fosse pi\u00f9 vicina al sole. \u00c8 consuetudine supporre che il sole\ncontinuer\u00e0 a raffreddarsi costantemente in futuro. Ma le persone che non hanno familiarit\u00e0 con\nspeculazioni come quelle del giovane Darwin, dimenticano che i pianeti\npianeti devono alla fine ricadere uno dopo l'altro nel corpo madre. Mentre\nqueste catastrofi, il sole si infiammer\u00e0 con una nuova energia e\npu\u00f2 darsi che qualche pianeta interno abbia subito questo destino. Qualunque sia la\nragione, resta il fatto che il sole era molto pi\u00f9 caldo di quanto non lo conosciamo.\ndi come lo conosciamo.\n\n Ebbene, una mattina molto calda, la mia quarta, credo mentre cercavo riparo dal calore e dal bagliore in una colossale rovina vicino alla grande casa dove\ndal calore e dal bagliore in una colossale rovina vicino alla grande casa dove dormivo e mi nutrivo, accadde una cosa strana.\ndormivo e mi nutrivo, accadde una cosa strana. Arrampicandomi tra\ntra questi cumuli di muratura, trovai una stretta galleria, le cui finestre di fondo e laterali\nfinestre laterali erano bloccate da masse di pietra cadute. Per contrasto con la\nluminosit\u00e0 dell'esterno, all'inizio mi sembr\u00f2 impenetrabilmente buio. I\na tentoni, perch\u00e9 il passaggio dalla luce al nero faceva nuotare davanti a me macchie di colore.\ndi colore nuotavano davanti a me. All'improvviso mi fermai incantato. Un paio di occhi,\nluminosi per il riflesso della luce diurna, mi stavano guardando\ndall'oscurit\u00e0.\n\n L'antica paura istintiva delle bestie selvatiche mi assal\u00ec. Strinsi le mani e\nmani e guardai fermamente negli occhi scintillanti. Avevo paura di\nvoltarmi. Poi mi venne in mente il pensiero dell'assoluta sicurezza in cui l'umanit\u00e0\numanit\u00e0 sembrava vivere mi venne in mente. E poi mi ricordai di quello\nstrano terrore del buio. Superando in parte la mia paura, avanzai di un passo e parlai.\navanzare di un passo e parlai. Ammetto che la mia voce era dura e mal controllata.\nmal controllata. Allungai la mano e toccai qualcosa di morbido. Subito\ngli occhi si sporsero di lato e qualcosa di bianco mi pass\u00f2 davanti. Mi girai\ncon il cuore in gola e vidi una strana figura scimmiesca, con la testa abbassata in modo particolare, che attraversava lo spazio illuminato dal sole.\ntesta abbassata in modo particolare, che attraversava lo spazio illuminato dal sole\ndietro di me. And\u00f2 a sbattere contro un blocco di granito, barcoll\u00f2 di lato,\ne in un attimo si nascose in un'ombra nera sotto un'altra catasta di\nmuratura in rovina.\n\n La mia impressione \u00e8, ovviamente, imperfetta; ma so che era di un bianco opaco e aveva strani occhi grandi e grigiastri.\nbianco opaco e che aveva degli strani e grandi occhi grigio-rossi; so anche che aveva dei\ncapelli di lino sulla testa e sulla schiena. Ma, come ho detto, andava troppo\nveloce per poter vedere distintamente. Non so nemmeno dire se correva a quattro zampe o\na quattro zampe o solo con gli avambracci tenuti molto bassi. Dopo un istante di\npausa lo seguii nel secondo cumulo di rovine. Non riuscii a trovarlo\nma, dopo un po' di tempo nella profonda oscurit\u00e0, mi sono imbattuto in una di quelle\ndi quelle aperture rotonde simili a pozzi di cui vi ho parlato, semichiuse da un pilastro caduto.\nda un pilastro caduto. Mi venne un pensiero improvviso. Possibile che questa Cosa sia\nsparita nel pozzo? Accesi un fiammifero e, guardando in basso, vidi una creatura piccola, bianca e mobile, con grandi e luminosi\nuna piccola creatura bianca che si muoveva, con grandi occhi luminosi che mi osservavano\nfermamente mentre si ritirava. Mi fece rabbrividire. Era cos\u00ec simile a un ragno\nragno umano! Si stava arrampicando lungo la parete e ora vidi per la prima volta\nper la prima volta una serie di poggiapiedi e mani metallici che formavano una specie di scala\nlungo il pozzo. Poi la luce mi bruci\u00f2 le dita e mi cadde dalla mano, spegnendosi mentre cadeva.\nmano, spegnendosi mentre cadeva, e quando ne accesi un'altra il piccolo mostro era scomparso.\nmostro era scomparso.\n\n Non so per quanto tempo rimasi seduto a scrutare quel pozzo. Non fu per\nper un po' di tempo che riuscii a convincermi che la cosa che avevo visto\nvista fosse umana. Ma, a poco a poco, mi apparve la verit\u00e0: che l'Uomo\nnon era rimasto una sola specie, ma si era differenziato in due animali distinti.\nanimali distinti: che i miei graziosi figli del Mondo Superiore non erano gli unici\ndella nostra generazione, ma che questa cosa sbiancata, oscena, notturna,\nnotturno, sbiancato, osceno, che mi era balenato davanti, era anch'esso erede di tutte le\nsecoli.\n\n Ho pensato ai pilastri tremolanti e alla mia teoria di una ventilazione sotterranea.\nventilazione. Cominciai a sospettare la loro vera importanza. E che cosa, mi\nche cosa ci faceva questo Lemure nel mio schema di un'organizzazione perfettamente equilibrata?\norganizzazione perfettamente equilibrata? Che rapporto aveva con l'indolente serenit\u00e0 degli\nbella gente del mondo? E cosa si nascondeva laggi\u00f9, ai piedi di quel pozzo?\nquel pozzo? Mi sedetti sull'orlo del pozzo dicendomi che, in ogni caso, non c'era nulla da temere\nnon c'era nulla da temere e che dovevo scendere per risolvere le mie difficolt\u00e0.\nsoluzione delle mie difficolt\u00e0. Eppure avevo assolutamente paura di andarci!\nMentre esitavo, due dei bellissimi abitanti del mondo superiore vennero a correre nel loro\nil loro sport amoroso attraverso la luce del giorno nell'ombra. Il maschio inseguiva\nla femmina, lanciandole fiori mentre correva.\n\n Sembravano angosciati nel trovarmi, con il braccio appoggiato al pilastro rovesciato, a scrutare il pozzo\npilastro rovesciato, che scrutavo il pozzo. A quanto pare era considerata una cattiva forma\ndi queste aperture, perch\u00e9 quando indicai questa e cercai di formulare una domanda nella loro lingua\ndi porre una domanda in merito nella loro lingua, si mostrarono ancora pi\u00f9 visibilmente\nancora pi\u00f9 visibilmente angosciati e si sono allontanati. Ma erano interessati ai miei fiammiferi e\nNe accesi alcuni per divertirli. Ho provato di nuovo a interrogarli sul pozzo e\nancora una volta non ci riuscii. Cos\u00ec, di l\u00ec a poco, li lasciai, con l'intenzione di tornare da Weena,\ne vedere cosa potevo ottenere da lei. Ma la mia mente era gi\u00e0 in\nrivoluzione; le mie congetture e le mie impressioni scivolavano e scivolano verso un\nnuovo assetto. Ora avevo un indizio sull'importanza di questi pozzi, sulle torri di ventilazione, sul mistero del\ntorri di ventilazione, al mistero dei fantasmi; per non parlare di un indizio sul\nper non parlare del significato dei cancelli di bronzo e del destino della Macchina del Tempo!\nMacchina del Tempo! E molto vagamente arriv\u00f2 un suggerimento verso la soluzione del problema economico\ndel problema economico che mi aveva lasciato perplesso.\n\n Ecco la nuova visione. \u00c8 evidente che questa seconda specie di uomo era\nsotterraneo. C'erano tre circostanze in particolare che mi facevano\nmi hanno fatto pensare che la sua rara comparsa in superficie fosse il risultato di una\ndi un'abitudine sotterranea protratta nel tempo. In primo luogo, c'era l'aspetto\naspetto sbiancato, comune alla maggior parte degli animali che vivono in gran parte al buio.\npesce bianco delle grotte del Kentucky, per esempio. Poi, quei grandi occhi,\ncon la loro capacit\u00e0 di riflettere la luce, sono caratteristiche comuni degli animali notturni.\nnotturni, come il gufo e il gatto. E infine, quell'evidente confusione\nevidente confusione alla luce del sole, quel volo frettoloso ma goffo verso l'ombra\nfuga verso l'ombra scura, e quel particolare portamento della testa\nalla luce, rafforzano la teoria dell'estrema sensibilit\u00e0 della retina.\nsensibilit\u00e0 estrema della retina.\n\n Sotto i miei piedi, quindi, la terra doveva essere enormemente scavata e questi\nqueste gallerie erano l'habitat della Nuova Razza. La presenza di pozzi\npozzi e pozzetti di ventilazione lungo i pendii delle colline, ovunque, infatti,\nlungo i pendii delle colline ovunque, infatti, tranne che lungo la valle del fiume, mostrava quanto fossero universali le sue\nramificazioni. Cosa c'\u00e8 di cos\u00ec naturale, quindi, da supporre che sia stato in questo mondo sotterraneo artificiale\nartificiale del Mondo Sotterraneo il lavoro necessario al benessere della razza diurna?\ndella razza diurna? L'idea era cos\u00ec plausibile che la accettai subito.\naccettata e passai a ipotizzare il _come_ di questa scissione della\nspecie umana. Oserei dire che anticipate la forma della mia teoria;\nanche se, per quanto mi riguarda, sentii subito che era molto lontana dalla verit\u00e0.\nverit\u00e0.\n\n All'inizio, partendo dai problemi della nostra epoca, mi \u00e8 sembrato chiaro come il sole che il graduale allargamento del presente non fa che\nche l'allargamento progressivo dell'attuale differenza sociale\ntemporanea e sociale tra il capitalista e il lavoratore\nera la chiave dell'intera situazione. Senza dubbio vi sembrer\u00e0 grottesco e\ne selvaggiamente incredibile, eppure anche oggi ci sono\ncircostanze esistenti che indicano questa direzione. C'\u00e8 una tendenza a\nutilizzare lo spazio sotterraneo per gli scopi meno ornamentali della civilt\u00e0.\ncivilt\u00e0; a Londra, ad esempio, c'\u00e8 la Metropolitan Railway, ci sono nuove\nLondra, per esempio, ci sono le nuove ferrovie elettriche, le metropolitane, i locali di lavoro e i ristoranti sotterranei.\nci sono sale di lavoro e ristoranti sotterranei, e aumentano e si moltiplicano.\nEvidentemente, pensai, questa tendenza si era accentuata fino a quando l'Industria aveva\ngradualmente perso il suo diritto di nascita nel cielo. Intendo dire che si era spinta\nsempre pi\u00f9 in profondit\u00e0 in fabbriche sotterranee sempre pi\u00f9 grandi,\nsempre pi\u00f9 grandi, trascorrendovi una quantit\u00e0 di tempo sempre maggiore, fino a quando, alla fine!\nfine! Ancora oggi, un operaio dell'East-end non vive in condizioni cos\u00ec artificiali da essere praticamente tagliato fuori\ncondizioni artificiali tali da essere praticamente tagliato fuori dalla superficie naturale della terra?\nterra?\n\n Anche in questo caso, la tendenza esclusiva delle persone pi\u00f9 ricche, dovuta senza dubbio alla\nalla crescente raffinatezza della loro educazione e al crescente divario tra loro e la violenza dei poveri.\ne la rude violenza dei poveri, sta gi\u00e0 portando alla chiusura, nel loro interesse, di\ndi chiudere, nel loro interesse, porzioni considerevoli della superficie della terra.\ndella terra. Intorno a Londra, per esempio, forse met\u00e0 della campagna pi\u00f9 bella \u00e8 chiusa all'intrusione.\n\u00e8 chiusa all'intrusione. E questo stesso divario crescente, dovuto alla lunghezza e alle spese delle\nalla lunghezza e alle spese del processo educativo superiore e alla\ne alle maggiori facilitazioni e tentazioni di abitudini raffinate da parte dei ricchi\ndei ricchi render\u00e0 quello scambio tra classe e classe, quella promozione\npromozione attraverso il matrimonio, che al momento ritarda la divisione della nostra\ndella nostra specie lungo le linee della stratificazione sociale, sempre meno\nfrequente. Quindi, alla fine, in superficie bisogna avere gli \"Haves\",\nche perseguono il piacere, il comfort e la bellezza, e sotto terra gli\ni lavoratori che si adattano continuamente alle condizioni del loro lavoro.\ndel loro lavoro. Una volta l\u00ec, dovranno senza dubbio pagare l'affitto, e non poco.\naffitto, e non poco, per la ventilazione delle loro caverne; e\nse si rifiutassero, morirebbero di fame o verrebbero soffocati per gli arretrati. Quelli che\ndi loro erano costituiti in modo tale da essere miserabili e ribelli, sarebbero morti.\nalla fine, essendo l'equilibrio permanente, i sopravvissuti sarebbero diventati\nalla fine, essendo l'equilibrio permanente, i sopravvissuti si sarebbero adattati alle condizioni della vita sotterranea e sarebbero stati\nfelicemente alle condizioni della vita sotterranea, come gli abitanti del Mondo di Sopra lo erano alle loro. Come mi\ncome mi sembrava, la bellezza raffinata e il pallore eziolato seguivano\nabbastanza naturalmente.\n\n Il grande trionfo dell'Umanit\u00e0 che avevo sognato prese una forma diversa\nnella mia mente. Non si trattava di un trionfo dell'educazione morale e della cooperazione\ncooperazione generale come avevo immaginato. Vedevo invece una vera e propria aristocrazia,\narmata di una scienza perfezionata e che portava a termine il sistema industriale di oggi.\nsistema industriale di oggi. Il suo trionfo non era stato semplicemente un trionfo\nsulla natura, ma un trionfo sulla natura e sul prossimo. Questa, devo\nvi avverto, era la mia teoria di allora. Non avevo un cicerone conveniente nel\nmodello dei libri utopici. La mia spiegazione potrebbe essere assolutamente\nsbagliata. Penso comunque che sia la pi\u00f9 plausibile. Ma anche su questa\nsupposizione la civilt\u00e0 equilibrata che alla fine fu raggiunta doveva\ndoveva aver superato da tempo il suo apice ed essere ormai caduta in decadenza.\nLa sicurezza troppo perfetta degli abitanti dell'Oltremondo li aveva portati a un lento movimento di degenerazione.\ndegenerazione, a una diminuzione generale delle dimensioni, della forza e dell'intelligenza.\nintelligenza. Questo lo vedevo gi\u00e0 abbastanza chiaramente. Cosa fosse\nai Sotterranei non lo sospettavo ancora; ma, da quello che avevo visto dei Morlock che\ndai Morlocks, che tra l'altro era il nome con cui venivano chiamate queste\ncreature, potevo immaginare che la modificazione del\ntipo umano fosse ancora pi\u00f9 profonda che tra gli Eloi, la bella razza che gi\u00e0 conoscevo.\nbella razza che gi\u00e0 conoscevo.\n\n Poi arrivarono dubbi fastidiosi. Perch\u00e9 i Morlock avevano preso la mia macchina del tempo?\nMacchina del Tempo? Ero sicuro che fossero stati loro a prenderla. E perch\u00e9, se gli\nEloi erano i padroni, non potevano restituirmi la macchina? E perch\u00e9\navevano cos\u00ec tanta paura del buio? Procedetti, come ho gi\u00e0 detto,\ninterrogare Weena su questo Mondo Sotterraneo, ma anche in questo caso fui\ndeluso. All'inizio non capiva le mie domande e poi si rifiutava di rispondere.\ne poi si rifiut\u00f2 di rispondere. Tremava come se l'argomento fosse\ncome se l'argomento fosse insopportabile. E quando la incalzai, forse un po' duramente, scoppi\u00f2 a piangere.\nscoppi\u00f2 a piangere. Furono le uniche lacrime, a parte le mie, che vidi in quell'et\u00e0 dell'oro.\nin quell'Et\u00e0 dell'Oro. Quando le vidi smisi bruscamente di preoccuparmi dei\ndei Morlock, e mi preoccupai solo di scacciare questi segni della sua\neredit\u00e0 umana dagli occhi di Weena. E ben presto lei sorrise e\nbattendo le mani, mentre io bruciavo solennemente un fiammifero.\n\n\n\n\n IX.\n I Morlocks\n\n\n Potr\u00e0 sembrarvi strano, ma sono passati due giorni prima che potessi seguire\nl'indizio ritrovato in quello che era palesemente il modo corretto. Sentivo un\nparticolare ritrosia nei confronti di quei corpi pallidi. Erano proprio del\ncolore mezzo sbiancato dei vermi e delle cose che si vedono conservate in\nspirito in un museo zoologico. Ed erano schifosamente freddi al\ntatto. Probabilmente la mia ritrosia era dovuta in gran parte alla simpatica\ninfluenza degli Eloi, di cui ora cominciavo ad apprezzare il disgusto per i Morlock.\napprezzare.\n\n La notte successiva non ho dormito bene. Probabilmente la mia salute era un po'\ndisordinata. Ero oppresso da perplessit\u00e0 e dubbi. Una o due volte ho\nuna o due volte ho avuto una sensazione di paura intensa per la quale non riuscivo a percepire alcun\nragione. Ricordo di essermi insinuata senza far rumore nella grande sala in cui i piccoli\npiccoli dormivano al chiaro di luna, quella notte in cui Weena era tra loro, e mi sentii rassicurata dalla loro presenza.\ne di essermi sentita rassicurata dalla loro presenza. Gi\u00e0 allora mi venne in mente\nche nel giro di pochi giorni la luna avrebbe attraversato il suo ultimo quarto e le notti sarebbero diventate buie.\ne le notti si faranno buie, quando le apparizioni di queste sgradevoli creature dal basso, le\nsgradevoli creature del sottosuolo, questi Lemuri sbiancati, questo nuovo parassita\nche avevano sostituito i vecchi, potrebbero essere pi\u00f9 abbondanti. E in entrambi i giorni\ngiorni ho provato l'inquietudine di chi si sottrae a un dovere inevitabile. I\nche la Macchina del Tempo si sarebbe potuta recuperare solo penetrando con coraggio\npenetrare questi misteri del sottosuolo. Eppure non riuscivo ad affrontare il\nmistero. Se solo avessi avuto un compagno sarebbe stato diverso.\nMa ero cos\u00ec terribilmente solo, e persino scendere nell'oscurit\u00e0 del pozzo mi spaventava.\ndel pozzo mi spaventava. Non so se capirete i miei sentimenti, ma non mi sono mai sentita\nsentimento, ma non mi sono mai sentita al sicuro alle mie spalle.\n\n \u00c8 stata questa irrequietezza, questa insicurezza, forse, a spingermi\nsempre pi\u00f9 lontano nelle mie spedizioni esplorative. Andando verso\nverso sud-ovest, in direzione di quel paese in ascesa che oggi si chiama Combe\nWood, osservai in lontananza, in direzione della ottocentesca\nBanstead, una vasta struttura verde, diversa da tutte quelle che avevo visto fino ad allora.\nfino a quel momento. Era pi\u00f9 grande del pi\u00f9 grande dei palazzi o delle rovine che conoscevo.\ndi palazzi o di rovine che conoscevo, e la facciata aveva un aspetto orientale: aveva la lucentezza, oltre che il\nla faccia aveva la lucentezza e la tinta verde pallido, una specie di verde-bluastro, di un certo tipo di porcellana cinese.\ndi un certo tipo di porcellana cinese. Questa differenza di aspetto suggeriva\nuna differenza d'uso, ed ero intenzionato a proseguire l'esplorazione. Ma il giorno\ngiorno si stava facendo tardi e mi ero imbattuto nella vista del luogo dopo un lungo e faticoso\ndopo un lungo e faticoso giro; decisi quindi di rimandare l'avventura al giorno successivo e tornai a casa.\nl'avventura per il giorno successivo e tornai all'accoglienza e alle carezze della piccola Weena.\ndella piccola Weena. Ma il mattino seguente mi resi conto con sufficiente chiarezza che la mia\ncuriosit\u00e0 nei confronti del Palazzo di Porcellana Verde era un pezzo di\nautoinganno, per permettermi di sottrarmi, un altro giorno, a un'esperienza che temevo.\ntemuta. Decisi di affrontare la discesa senza perdere altro tempo e mi avviai di buon'ora\ntempo e mi avviai di prima mattina verso un pozzo vicino alle rovine di granito e alluminio.\nrovine di granito e alluminio.\n\n La piccola Weena correva con me. Danzava accanto a me fino al pozzo, ma quando\nquando mi vide chinarmi sulla bocca e guardare verso il basso, sembr\u00f2 stranamente\nsconcertata.  Addio, piccola Weena\", le dissi baciandola; poi, mettendola a terra, iniziai a tastare il terreno.\ne poi, mettendola a terra, cominciai a cercare sul parapetto i ganci per l'arrampicata.\nganci per l'arrampicata. Piuttosto frettolosamente, posso anche confessarlo, perch\u00e9 temevo che il mio coraggio\ndi perdere il coraggio! All'inizio mi guard\u00f2 stupita. Poi emise un\nun grido di dolore e, correndo verso di me, cominci\u00f2 a tirarmi con le sue manine.\nmanine. Credo che la sua opposizione mi abbia spinto a procedere. I\nscrollarla di dosso, forse un po' bruscamente, e in un altro momento ero nella\nnella gola del pozzo. Vidi il suo volto agonizzante oltre il parapetto e sorrisi per rassicurarla.\ne sorrisi per rassicurarla. Poi dovetti guardare i ganci instabili a cui mi aggrappavo.\na cui ero aggrappato.\n\n Ho dovuto calarmi in un pozzo di circa duecento metri. La\nLa discesa avveniva per mezzo di sbarre metalliche che sporgevano dalle\ndal pozzo ed essendo queste ultime adatte alle esigenze di una creatura\nmolto pi\u00f9 piccoli e leggeri di me, fui rapidamente affaticato e\naffaticato dalla discesa. E non semplicemente affaticato! Una delle barre si pieg\u00f2\nimprovvisamente sotto il mio peso, facendomi quasi cadere nel buio sottostante.\nsottostante. Per un attimo rimasi appeso a una mano e dopo quell'esperienza non osai pi\u00f9 riposare.\ndopo questa esperienza non osai pi\u00f9 riposare. Sebbene le braccia e la schiena fossero\ndolorose, continuai ad arrampicarmi lungo la discesa a strapiombo con il\ncon la massima rapidit\u00e0 possibile. Guardando verso l'alto, vidi l'apertura, un piccolo disco blu, nel quale una stella\nun piccolo disco blu, in cui era visibile una stella, mentre la testa della piccola Weena\nWeena si presentava come una proiezione rotonda e nera. Il rumore di una macchina\nmacchina sottostante si faceva sempre pi\u00f9 forte e opprimente. Tutto, tranne quel piccolo disco\ndisco in alto era profondamente buio, e quando guardai di nuovo in alto Weena era\nscomparsa.\n\n Ero in un'agonia di disagio. Ho pensato di provare a risalire il\nil pozzo e lasciare il Mondo Sotterraneo da solo. Ma anche mentre\nmente questo pensiero, continuai a scendere. Alla fine, con\ncon intenso sollievo, vidi avvicinarsi debolmente, a un piede alla mia destra, una\nun'esile fessura nella parete. Dondolandomi, scoprii che si trattava dell'apertura di un\ndi una stretta galleria orizzontale in cui potevo sdraiarmi e riposare.\nriposare. Non fu troppo presto. Mi facevano male le braccia, avevo i crampi alla schiena e tremavo per il terrore prolungato di\ntremavo per il terrore prolungato di una caduta. Oltre a questo, l'oscurit\u00e0\nbuio ininterrotto aveva avuto un effetto angosciante sui miei occhi. L'aria\nera piena del pulsare e del ronzio dei macchinari che pompavano aria lungo il pozzo.\n\n Non so per quanto tempo rimasi sdraiato. Una mano morbida mi tocc\u00f2 il viso.\nil mio viso. Nell'oscurit\u00e0 mi alzai e presi i fiammiferi,\nfiammiferi e, accendendone uno, vidi tre creature bianche chinate, simili a quelle che avevo visto in superficie nella\nsimili a quelle che avevo visto in superficie nella rovina, che si ritiravano frettolosamente davanti alla\nluce. Vivendo, come facevano, in quella che mi appariva un'oscurit\u00e0 impenetrabile\noscurit\u00e0, i loro occhi erano abnormemente grandi e sensibili, proprio come le\ncome le pupille dei pesci abissali, e riflettevano la luce allo stesso modo.\nstesso modo. Non ho dubbi che potessero vedermi in quell'oscurit\u00e0 senza raggi,\ne non sembravano avere alcun timore di me al di fuori della luce. Ma,\nappena ho acceso un fiammifero per vederli, sono fuggiti incontinentemente\nincontinente, scomparendo in cunicoli e gallerie buie, dalle quali\ni loro occhi mi guardavano nel modo pi\u00f9 strano.\n\n Cercai di chiamarli, ma la loro lingua era apparentemente diversa da quella degli abitanti di Overworld.\nlingua era apparentemente diversa da quella degli abitanti dell'Oltremondo, cos\u00ec che fui lasciato\ncos\u00ec che dovetti fare a meno dei miei sforzi e il pensiero della fuga prima dell'esplorazione\ndi fuga prima dell'esplorazione. Ma mi dissi: \"Ora sei in ballo\".\ne, sentendo la mia strada lungo il tunnel, mi accorsi che il rumore dei macchinari\nmacchinari si faceva pi\u00f9 forte. Presto le pareti si staccarono da me e giunsi a un grande spazio aperto.\nun grande spazio aperto e, accendendo un altro fiammifero, vidi che ero entrato in una vasta caverna ad archi\nche ero entrato in una vasta caverna ad arco, che si estendeva nell'oscurit\u00e0 pi\u00f9 totale\noltre la portata della mia luce. La visione che ne avevo era quanto di pi\u00f9\nche si poteva vedere bruciando un fiammifero.\n\n Necessariamente la mia memoria \u00e8 vaga. Grandi forme, come grandi macchine, sorgevano\ndalla penombra e proiettavano ombre nere e grottesche, nelle quali si rifugiavano dal bagliore\nspettrali Morlock si riparavano dal bagliore. Il luogo, inoltre, era molto\nmolto soffocante e opprimente, e nell'aria si sentiva il lieve alito del sangue appena versato.\nsangue appena versato. In fondo al panorama centrale c'era un piccolo tavolo di metallo\nmetallo bianco, apparecchiato con quello che sembrava un pasto. I Morlock, in ogni caso, erano\nerano carnivori! Anche all'epoca, ricordo di essermi chiesto quale grande animale\nanimale potesse essere sopravvissuto per fornire la giuntura rossa che vedevo. Era tutto\nmolto indistinto: l'odore pesante, le grandi forme senza significato, le oscene\nfigure oscene in agguato nell'ombra e che aspettavano solo l'oscurit\u00e0 per\ndi tornare a colpirmi! Poi il fiammifero si \u00e8 bruciato, mi ha punto le dita e\ncadde, una macchia rossa che si contorceva nel buio.\n\n Da allora ho pensato a quanto fossi particolarmente mal equipaggiato per un'esperienza del genere.\nesperienza. Quando ho iniziato con la Macchina del Tempo, ho iniziato con l'assurdo presupposto\ncon l'assurdo presupposto che gli uomini del futuro sarebbero stati certamente\nsarebbero stati infinitamente pi\u00f9 avanti di noi in tutti i loro apparecchi. Ero venuto\nsenza armi, senza medicine, senza nulla da fumare, a volte mi mancava terribilmente il tabacco!\ntabacco mi mancava terribilmente! Anche senza fiammiferi a sufficienza. Se solo avessi pensato\npensato a una Kodak! Avrei potuto immortalare quello scorcio di mondo sotterraneo in un secondo\nin un secondo, per poi esaminarlo con calma. Ma, cos\u00ec com'\u00e8 stato, sono rimasto l\u00ec\ncon le sole armi e i poteri di cui la Natura mi aveva dotato\ndi mani, piedi e denti; queste, e quattro fiammiferi di sicurezza che ancora mi\nmi rimanevano.\n\n Avevo paura di farmi strada tra tutti questi macchinari al buio,\ne solo con l'ultimo scorcio di luce scoprii che la mia scorta di fiammiferi\nche la mia scorta di fiammiferi si era esaurita. Fino a quel momento non mi era mai venuto in mente\nche fosse necessario risparmiare, e avevo sprecato quasi met\u00e0 della scatola per stupire\nquasi met\u00e0 della scatola per stupire gli abitanti dell'Oltremondo, per i quali il fuoco era una novit\u00e0.\nuna novit\u00e0. Ora, come ho detto, me ne rimanevano quattro e, mentre ero in piedi nel buio,\nuna mano tocc\u00f2 la mia, dita allampanate si avvicinarono al mio viso e fui avvertito da una particolare\nun particolare odore sgradevole. Mi sembr\u00f2 di sentire il\nrespiro di una folla di quei terribili piccoli esseri intorno a me. Sentii\nla scatola di fiammiferi che avevo in mano che veniva delicatamente staccata, e altre mani\ndietro di me che mi strappavano i vestiti. La sensazione di queste creature invisibili\nche mi esaminavano era indescrivibilmente sgradevole. L'improvvisa consapevolezza della mia\nignoranza dei loro modi di pensare e di fare mi torn\u00f2 molto\nvividamente nell'oscurit\u00e0. Gridai verso di loro pi\u00f9 forte che potevo. Loro si allontanarono\nSi allontanarono e poi sentii che si avvicinavano di nuovo a me. Essi\nsi aggrapparono a me con pi\u00f9 coraggio, sussurrandosi suoni strani. I\nrabbrividii violentemente e gridai di nuovo in modo piuttosto discordante. Questa volta\nquesta volta non erano cos\u00ec seriamente allarmati e facevano uno strano rumore di\nstrano rumore di risa mentre tornavano verso di me. Confesso che ero terribilmente\nspaventato. Decisi di accendere un altro fiammifero e di fuggire sotto la\nprotezione del suo bagliore. Lo feci e, spegnendo il bagliore con un pezzo di carta\ncon un pezzo di carta dalla tasca, mi ritirai nello stretto tunnel.\ntunnel. Ma non ero ancora entrato che la mia luce fu spenta e nel buio sentii il rumore della\nnell'oscurit\u00e0 sentivo i Morlock frusciare come il vento tra le\ncome il vento tra le foglie e il ticchettio della pioggia, mentre si affrettavano a seguirmi.\n\n In un attimo fui afferrato da diverse mani e non ci fu alcun dubbio sul fatto che stessero cercando di tirarmi indietro.\nche stavano cercando di tirarmi indietro. Ho acceso un'altra\nluce e la sventolai sui loro volti abbagliati. Non potete immaginare quanto\nnauseantemente disumani quei visi pallidi e senza mento e le grandi labbra senza\nsenza palpebre e con gli occhi grigio-rosa, mentre li fissavano nella loro cecit\u00e0 e nello smarrimento.\nsmarrimento. Ma non rimasi a guardare, ve lo assicuro: Mi sono ritirato\ne quando il mio secondo fiammifero fin\u00ec, colpii il terzo. Era quasi\nquasi bruciato quando raggiunsi l'apertura del pozzo. Mi sdraiai\nsul bordo, perch\u00e9 il pulsare della grande pompa sottostante mi dava le vertigini.\nPoi cercai di lato i ganci sporgenti e, mentre lo facevo, i miei piedi furono afferrati da dietro.\npiedi furono afferrati da dietro e fui violentemente tirato all'indietro. I\naccesi l'ultimo fiammifero e si spense incontinentemente. Ma ormai avevo la mano sulle\nsulle barre di arrampicata e, scalciando violentemente, mi sono liberato dalle grinfie del Morl.\ndalle grinfie dei Morlock e mi arrampicai rapidamente su per il pozzo,\nmentre loro rimanevano a scrutare e a sbattere le palpebre su di me: tutti tranne un piccolo\nche mi segu\u00ec per un po' e per poco non si assicur\u00f2 il mio stivale come trofeo.\ntrofeo.\n\n La salita mi sembrava interminabile. Negli ultimi venti o trenta\nmetri mi assal\u00ec una nausea mortale. Ho avuto la massima difficolt\u00e0\ndifficolt\u00e0 a mantenere la presa. Gli ultimi metri sono stati una lotta spaventosa contro\nsvenimento. Pi\u00f9 volte la testa mi \u00e8 nuotata e ho avvertito tutte le\nsensazioni di caduta. Alla fine, per\u00f2, riuscii a superare la bocca di pozzo\nin qualche modo, e barcollai fuori dalla rovina nella luce accecante del sole. I\ncaddi sulla faccia. Anche la terra aveva un odore dolce e pulito. Poi ricordo\nWeena che mi baciava le mani e le orecchie e le voci degli altri Eloi.\nEloi. Poi, per un po', rimasi insensibile.\n\n\n\n\n X.\n Quando arriv\u00f2 la notte\n\n\n Ora, in effetti, sembravo in una situazione peggiore di prima. Fino a quel momento, a parte\ndurante la mia notte di angoscia per la perdita della Macchina del Tempo, avevo sentito una speranza\nsperanza di una fuga definitiva, ma questa speranza era stata\nqueste nuove scoperte. Fino a quel momento mi ero limitato a pensare di essere ostacolato dalla semplicit\u00e0\nsemplicit\u00e0 infantile del piccolo popolo e da alcune forze sconosciute che dovevo solo capire per\nforze sconosciute che dovevo solo capire per superare; ma c'era un elemento del tutto nuovo nella\nun elemento del tutto nuovo nella qualit\u00e0 nauseante dei Morlocks, un\nqualcosa di inumano e maligno. Istintivamente li detestavo. Prima\nprima mi ero sentito come si sente un uomo che \u00e8 caduto in una fossa: la mia preoccupazione era la fossa e come uscirne.\ndella fossa e di come uscirne. Ora mi sentivo come una bestia in trappola\ntrappola, il cui nemico lo avrebbe raggiunto presto.\n\n Il nemico che temevo potrebbe sorprendervi. Era l'oscurit\u00e0 della nuova\nluna nuova. Weena me l'aveva messo in testa con alcune osservazioni all'inizio incomprensibili sulle\nosservazioni sulle notti oscure. Non era pi\u00f9 un problema cos\u00ec difficile\nproblema indovinare cosa potesse significare l'arrivo delle notti buie. La luna era\nluna era in declino: ogni notte c'era un intervallo di buio pi\u00f9 lungo. E io\nora comprendevo almeno in minima parte la ragione della paura dei\ndei piccoli abitanti del Mondo Superiore per il buio. Mi domandai vagamente quale turpe\ncattiveria che i Morlock compivano sotto la luna nuova. Mi sentivo\nabbastanza sicuro che la mia seconda ipotesi fosse del tutto sbagliata. Il popolo del Mondo Superiore\ndel Mondo Superiore potevano essere stati un tempo l'aristocrazia favorita, e i Morlock\ni loro servitori meccanici: ma tutto ci\u00f2 era passato da tempo. Le due\nspecie che erano risultate dall'evoluzione dell'uomo stavano scivolando verso la\nverso, o erano gi\u00e0 arrivate a, un rapporto del tutto nuovo. Gli\nEloi, come i re Carlovignan, erano decaduti a una mera e bella\nfutilit\u00e0. Possedevano ancora la terra in modo sofferente: da quando i\nMorlocks, sotterranei per innumerevoli generazioni, erano arrivati alla fine a trovare\na trovare intollerabile la superficie illuminata a giorno. E i Morlock confezionavano i loro\nindumenti, ne deduco, e li mantenevano nei loro bisogni abituali,\nforse grazie alla sopravvivenza di un'antica abitudine al servizio. Lo facevano come\ncome un cavallo in piedi scalpita con il piede, o come un uomo si diverte a uccidere gli animali per\nperch\u00e9 le necessit\u00e0 antiche e scomparse lo avevano impresso nell'organismo.\nl'organismo. Ma, evidentemente, il vecchio ordine era gi\u00e0 in parte invertito.\nLa nemesi dei delicati stava avanzando a passi da gigante. Secoli fa,\nmigliaia di generazioni fa, l'uomo aveva cacciato suo fratello dall'agio e dal sole.\ndall'agio e dalla luce del sole. E ora quel fratello stava tornando cambiato!\nGli Eloi avevano gi\u00e0 iniziato a imparare di nuovo una vecchia lezione. Stavano\nri-conoscendo la Paura. E all'improvviso mi venne in mente\nil ricordo della carne che avevo visto nel Mondo Sotterraneo. Sembrava strano come\nfluttuasse nella mia mente, non suscitato per cos\u00ec dire dalla corrente delle mie\nmeditazioni, ma che arrivasse quasi come una domanda dall'esterno. Ho cercato\ndi ricordarne la forma. Avevo una vaga sensazione di qualcosa di familiare,\nma non riuscivo a capire cosa fosse in quel momento.\n\n Tuttavia, per quanto i piccoli esseri umani fossero indifesi di fronte alla loro\nmisteriosa Paura, io ero diversamente costituito. Sono uscito da questa nostra et\u00e0\nnostra, questa maturit\u00e0 della razza umana, quando la Paura non paralizza\ne il mistero ha perso i suoi terrori. Almeno io mi sarei difeso.\nSenza indugiare oltre, decisi di costruirmi delle armi e un riparo\ndove poter dormire. Con quel rifugio come base, avrei potuto affrontare questo\nstrano mondo con un po' di quella fiducia che avevo perso nel rendermi conto di quali\na quali creature, notte dopo notte, ero esposto. Sentivo che non avrei mai potuto dormire\nfinch\u00e9 il mio letto non fosse stato al sicuro da loro. Rabbrividivo di orrore al pensiero\npensare a come dovevano avermi gi\u00e0 esaminato.\n\n Durante il pomeriggio ho girovagato lungo la valle del Tamigi, ma non ho trovato nulla che mi sembrasse inaccessibile.\nma non ho trovato nulla che mi sembrasse inaccessibile. Tutti gli\nedifici e gli alberi sembravano facilmente praticabili da abili\nscalatori come devono essere i Morlock, a giudicare dai loro pozzi. Poi gli\nalti pinnacoli del Palazzo di Porcellana Verde e lo scintillio lucido delle sue\ndelle sue mura mi tornarono alla memoria; e la sera, prendendo Weena come una bambina sulla mia spalla,\ncome una bambina sulla mia spalla, salii sulle colline in direzione di\nsud-ovest. La distanza, secondo i miei calcoli, era di sette o otto miglia, ma\ndoveva essere pi\u00f9 vicina alle diciotto. Avevo visto il posto per la prima volta in un\npomeriggio umido, quando le distanze si riducono in modo ingannevole. Inoltre,\nil tacco di una delle mie scarpe era allentato e un chiodo stava passando attraverso la suola.\nErano vecchie scarpe comode che indossavo in casa, tanto che ero zoppo.\nzoppo. Ed era gi\u00e0 passato da un pezzo il tramonto quando arrivai in vista del palazzo.\nil palazzo, che si stagliava nero contro il giallo pallido del cielo.\n\n Weena era stata felicissima quando avevo iniziato a portarla in braccio, ma dopo un po' desiderava che la lasciassi scendere e correva al mio fianco.\ndopo un po' ha voluto che la lasciassi scendere e ha corso al mio fianco,\ndi tanto in tanto si allontanava da una parte e dall'altra per raccogliere fiori da infilare nelle mie\ntasche. Le mie tasche avevano sempre lasciato perplessa Weena, ma alla fine aveva concluso che erano\nalla fine aveva concluso che si trattava di un tipo eccentrico di vasi per la decorazione\ndecorazione floreale. Almeno lei le usava a questo scopo. E questo\nmi ricorda! Nel cambiarmi la giacca ho trovato\n\nIl Viaggiatore del Tempo fece una pausa, mise la mano in tasca e pose silenziosamente\ndue fiori appassiti, non dissimili da grossi soffioni bianchi, sul tavolino.\nsul tavolino. Poi riprese la sua narrazione.\n\n Mentre il silenzio della sera si insinuava nel mondo e noi procedevamo oltre la\ncollina verso Wimbledon, Weena si stanc\u00f2 e volle tornare alla casa di pietra grigia.\ncasa di pietra grigia. Ma io le indicai i lontani pinnacoli del Palazzo di\nPalazzo di Porcellana Verde e riuscii a farle capire che stavamo cercando un rifugio\nche stavamo cercando l\u00ec un rifugio dalla sua Paura. Conoscete quella grande\npausa che si fa sulle cose prima del crepuscolo? Anche la brezza si ferma sugli\nalberi. Per me c'\u00e8 sempre un'aria di attesa in quella\nsera. Il cielo era limpido, distante e vuoto, tranne qualche\nbarre orizzontali in fondo al tramonto. Ebbene, quella sera l'aspettativa\naspettativa prese il colore delle mie paure. In quella calma oscura i miei\nsensi sembravano preternaturalmente acuiti. Mi sembrava di poter sentire persino\nl'avvallamento del terreno sotto i miei piedi: potevo, infatti, quasi vedere\nattraverso di esso i Morlocks sul loro formicaio che andavano di qua e di l\u00e0 e\naspettando il buio. Nella mia eccitazione pensai che avrebbero accolto\nche avrebbero accolto la mia invasione delle loro tane come una dichiarazione di guerra. E perch\u00e9\navevano preso la mia Macchina del Tempo?\n\n Cos\u00ec proseguimmo nella quiete e il crepuscolo si fece notte. Il\nblu chiaro della lontananza svan\u00ec e spunt\u00f2 una stella dopo l'altra.\nIl terreno si fece pi\u00f9 scuro e gli alberi neri. Le paure di Weena e la sua stanchezza\ndi Weena e la sua stanchezza si fecero sentire. La presi in braccio, le parlai e la accarezzai.\ne l'ho accarezzata. Poi, mentre l'oscurit\u00e0 si faceva pi\u00f9 profonda, mi mise le braccia intorno al collo,\ne, chiudendo gli occhi, strinse forte il viso contro la mia spalla. Quindi\nscendemmo per un lungo pendio in una valle, e l\u00ec, nella penombra, stavo quasi per\nquasi camminato in un piccolo fiume. Lo guadai e risalii il versante opposto della\nlato opposto della valle, passando accanto a un certo numero di case addormentate e a una statua di\nstatua di un Fauno, o di una figura simile, senza la testa. Anche qui c'erano\nacacie. Fino a quel momento non avevo visto nulla dei Morlock, ma era ancora\npresto, e le ore pi\u00f9 buie, prima che sorgesse la vecchia luna, dovevano ancora arrivare.\nancora di arrivare.\n\n Dalla sommit\u00e0 della collina successiva vidi un fitto bosco che si estendeva ampio e\nnero davanti a me. A questo punto esitai. Non ne vedevo la fine, n\u00e9 a\nn\u00e9 a destra n\u00e9 a sinistra. Sentendomi stanco e soprattutto con i piedi molto doloranti\ncon attenzione, abbassai Weena dalla spalla mentre mi fermavo e mi sedetti sull'erba.\ne mi sedetti sull'erba. Non riuscivo pi\u00f9 a vedere il Palazzo di Porcellana Verde\nPorcellana Verde ed ero in dubbio sulla direzione da prendere. Guardai nello spessore del\nspessore del bosco e pensai a ci\u00f2 che poteva nascondere. Sotto quel\nfitto groviglio di rami si sarebbe perso di vista il cielo. Anche\nanche se non ci fossero stati altri pericoli in agguato, per i quali non volevo dare sfogo alla mia\nnon mi importava di dare sfogo alla mia immaginazione, ci sarebbero state comunque tutte le radici\ninciampare e le buche degli alberi contro cui sbattere. Ero anche molto stanco, dopo\ndopo le emozioni della giornata; cos\u00ec decisi di non affrontarlo, ma di passare la notte sulla\ndi passare la notte sulla collina aperta.\n\n Weena, fui felice di constatare, dormiva profondamente. L'ho avvolta con cura nella\ngiacca e mi sedetti accanto a lei per aspettare il sorgere della luna. La\ncollina era silenziosa e deserta, ma dal nero del bosco si sentiva ogni tanto un\ndal nero del bosco si sentiva di tanto in tanto un movimento di esseri viventi. Sopra di me brillavano le stelle,\nperch\u00e9 la notte era molto chiara. Sentivo un certo senso di amichevole\nconforto nel loro scintillio. Tutte le vecchie costellazioni erano scomparse dal\ndal cielo: quel lento movimento, impercettibile in cento vite umane, aveva da tempo riorganizzato\ncentinaia di vite umane, le aveva da tempo riorganizzate in gruppi sconosciuti.\nraggruppamenti sconosciuti. Ma la Via Lattea, mi sembrava, era sempre la stessa\ndi polvere stellare di un tempo. A sud (come giudicavo)\nuna stella rossa molto luminosa che per me era nuova; era ancora pi\u00f9\nsplendida della nostra verde Sirio. E in mezzo a tutti questi punti luminosi\npunti di luce un pianeta luminoso brillava gentile e costante come il\ncome il volto di un vecchio amico.\n\n Guardare queste stelle ha fatto improvvisamente passare in secondo piano i miei problemi e tutte le\ngravit\u00e0 della vita terrestre. Pensavo alla loro insondabile\ndistanza, e alla lenta e inevitabile deriva dei loro movimenti dal\nsconosciuto passato verso l'ignoto futuro. Ho pensato al grande ciclo\nciclo precessionale che il polo terrestre descrive. Solo quaranta\nsolo quaranta volte quella rivoluzione silenziosa si era verificata durante tutti gli anni che avevo\nattraversato. E durante queste poche rivoluzioni tutta l'attivit\u00e0, tutte le\ntradizioni, le organizzazioni complesse, le nazioni, le lingue,\nletterature, aspirazioni, persino il semplice ricordo dell'uomo come lo conoscevo,\nera stato spazzato via dall'esistenza. Al loro posto c'erano queste fragili creature che\nche avevano dimenticato la loro alta ascendenza, e le Cose bianche di cui andavo\nterrore. Poi pensai alla Grande Paura che c'era tra le due specie.\nspecie e per la prima volta, con un brivido improvviso, mi venne la chiara consapevolezza di ci\u00f2 che la carne che avevo visto\nconsapevolezza di cosa potesse essere la carne che avevo visto. Ma era troppo\norribile! Guardai la piccola Weena che dormiva accanto a me, il suo viso bianco e stellato sotto le stelle, e guardai la piccola Weena\nbianco e stellato sotto le stelle, e subito allontanai il pensiero.\n\n Durante quella lunga notte tenni la mente lontana dai Morlock il pi\u00f9 possibile.\ne passai il tempo cercando di trovare i segni delle vecchie costellazioni nella nuova confusione.\ndelle vecchie costellazioni nella nuova confusione. Il cielo si manteneva molto\nchiaro, tranne che per una nuvola vaporosa o gi\u00f9 di l\u00ec. Senza dubbio a volte mi sono appisolato. Poi,\nPoi, man mano che la mia veglia si protraeva, nel cielo di levante si fece strada una svenevolezza, come il riflesso di un fuoco incolore.\ncome il riflesso di un fuoco incolore, e la vecchia luna si alz\u00f2, sottile, a picco e bianca.\nsottile, a picco e bianca. E dietro di lei, superandola e travolgendola, arriv\u00f2 l'alba\nl'alba, dapprima pallida e poi sempre pi\u00f9 rosa e calda. Nessun\nMorlocks si era avvicinato a noi. In effetti, quella notte non ne avevo visto nessuno sulla collina.\nnotte. E nella fiducia di un nuovo giorno mi sembr\u00f2 quasi che\nche la mia paura fosse stata irragionevole. Mi alzai in piedi e trovai il mio piede con il tallone\ntacco gonfio alla caviglia e dolorante sotto il tallone; allora mi sedetti di nuovo, mi tolsi le scarpe e\nsedetti di nuovo, mi tolsi le scarpe e le gettai via.\n\n Svegliai Weena e scendemmo nel bosco, ora verde e piacevole invece che nero e proibito.\npiacevole invece che nero e proibitivo. Trovammo della frutta con cui\nper rompere il nostro digiuno. Ben presto incontrammo altre di quelle graziose, che ridevano e\nalla luce del sole come se in natura non esistesse la notte.\nla notte. E allora pensai ancora una volta alla carne che avevo visto. I\nmi sentivo ormai sicuro di ci\u00f2 che era, e dal profondo del mio cuore\npiet\u00e0 per quest'ultimo flebile rivolo del grande fiume dell'umanit\u00e0. Chiaramente,\na un certo punto del Lungo-Ago della decadenza umana, il cibo dei Morlocchi si era esaurito.\na corto di cibo. Forse avevano vissuto di ratti e di parassiti simili. Anche oggi\nl'uomo \u00e8 molto meno esigente ed esclusivo nei confronti del cibo di quanto\ndi quanto non lo fosse per le scimmie. Il suo pregiudizio nei confronti della carne umana non \u00e8\nistinto radicato. E cos\u00ec questi disumani figli di uomini! Ho cercato di\nguardare la cosa con spirito scientifico. Dopo tutto, erano meno\numani e pi\u00f9 remoti dei nostri antenati cannibali di tre o quattromila anni fa.\ntre o quattro mila anni fa. E l'intelligenza che avrebbe reso questo\nstato delle cose un tormento era sparita. Perch\u00e9 dovrei preoccuparmi? Questi\nEloi erano semplici capi di bestiame ingrassati, che i Morlock, simili a formiche, conservavano e\npredati, probabilmente si occupavano dell'allevamento. Ed ecco Weena\nche danzava al mio fianco!\n\n Allora cercai di preservarmi dall'orrore che mi stava per\ncome una rigorosa punizione dell'egoismo umano. L'uomo\nuomo si era accontentato di vivere nell'agio e nel piacere sulle fatiche dei suoi simili, aveva preso la necessit\u00e0 come parola d'ordine e come scusa.\ndei suoi simili, aveva preso la necessit\u00e0 come parola d'ordine e come scusa, e nella pienezza dei tempi la necessit\u00e0 aveva\npienezza dei tempi la necessit\u00e0 gli \u00e8 tornata a casa. Ho persino provato a disprezzare\nCarlyle di questa misera aristocrazia in decadenza. Ma questo\natteggiamento mentale era impossibile. Per quanto grande fosse il loro degrado intellettuale\nper quanto grande fosse la loro degradazione intellettuale, gli Eloi avevano conservato troppo della forma umana\nla mia simpatia e per rendermi per forza partecipe della loro degradazione e della loro paura.\ndella loro paura.\n\n A quel tempo avevo idee molto vaghe sulla strada da seguire.\nLa prima cosa che mi venne in mente fu di assicurarmi un posto sicuro dove rifugiarmi e di costruirmi\narmi di metallo o di pietra che potessi trovare. Questa necessit\u00e0 era\nimmediata. Poi speravo di procurarmi qualche mezzo di fuoco, in modo da avere un'arma\nper avere a portata di mano l'arma di una torcia, perch\u00e9 niente, lo sapevo,\nsarebbe stato pi\u00f9 efficace contro quei Morlock. Poi volevo\nqualche espediente per aprire le porte di bronzo sotto la Sfinge Bianca.\nSfinge Bianca. Avevo in mente un ariete. Ero convinto che se\nse fossi riuscito a entrare in quelle porte e a portare una fiammella di luce davanti a me, avrei scoperto la Macchina del Tempo e sarei fuggito.\nscoprire la Macchina del Tempo e fuggire. Non potevo pensare che i Morlock\nfossero abbastanza forti da spostarla lontano. Weena avevo deciso di portare\ncon me nel nostro tempo. E ripensando a questi piani, proseguii il cammino verso l'edificio\nverso l'edificio che la mia immaginazione aveva scelto come nostra\ndimora.\n\n\n\n\n XI.\n Il Palazzo della Porcellana Verde\n\n\n Ho trovato il Palazzo di Porcellana Verde, quando ci siamo avvicinati verso mezzogiorno, deserto e in rovina.\nmezzogiorno, deserto e in rovina. Solo le vestigia di vetro delle finestre\ndi vetro alle finestre e grandi lastre del rivestimento verde si erano\nverde si erano staccati dall'intelaiatura metallica corrosa. Si trovava molto in alto su\nsu un terreno erboso e, guardando verso nord-est prima di entrarvi, fui sorpreso di vedere un grande estuario\nun grande estuario, o addirittura un torrente, dove ritenevo che Wandsworth e Battersea dovessero\nWandsworth e Battersea. Pensai allora, anche se non\nnon ho mai dato seguito al pensiero di ci\u00f2 che poteva essere accaduto, o che stava\nagli esseri viventi nel mare.\n\n Il materiale del palazzo si \u00e8 rivelato, ad un esame, essere davvero\nporcellana, e lungo la sua faccia vidi un'iscrizione in qualche\ncarattere sconosciuto. Pensai, un po' stupidamente, che Weena potesse aiutarmi a interpretarla.\na interpretarla, ma seppi solo che la sola idea di scrivere\nnon le era mai passata per la testa. Mi \u00e8 sempre sembrata, credo, pi\u00f9 umana di quanto non fosse.\numana di quanto non fosse, forse perch\u00e9 il suo affetto era cos\u00ec umano.\n\n All'interno delle grandi valve della porta che erano aperte e rotte abbiamo trovato,\ninvece della consueta sala, una lunga galleria illuminata da numerose finestre laterali.\nAl primo sguardo mi \u00e8 venuto in mente un museo. Il pavimento piastrellato era\nspessa di polvere e una notevole serie di oggetti vari era\nera avvolta dalla stessa coltre grigia. Poi vidi, al centro della stanza, uno strano\nal centro della sala, quello che era chiaramente la parte inferiore di un enorme scheletro.\nun enorme scheletro. Riconobbi dai piedi obliqui che si trattava di qualche\ncreatura estinta alla maniera del Megatherium. Il cranio e\nossa superiori giacevano accanto ad esso nella polvere spessa e in un punto,\nin un punto, dove l'acqua piovana era caduta attraverso una falla nel tetto, la cosa\nera stata consumata. Pi\u00f9 avanti nella galleria c'era l'enorme scheletro di un Brontosauro.\ndi un Brontosauro. La mia ipotesi del museo era confermata. Andando\nverso il lato, trovai quelli che sembravano scaffali inclinati e, togliendo la polvere spessa, trovai le vecchie e familiari teche di vetro di\ne togliendo la polvere spessa, trovai le vecchie e familiari teche di vetro dei nostri tempi.\nnostri tempi. Ma dovevano essere a tenuta d'aria, a giudicare dalla discreta\nconservazione di alcuni dei loro contenuti.\n\n Era chiaro che ci trovavamo tra le rovine di una South Kensington dei giorni nostri!\nQui, a quanto pare, si trovava la Sezione ontologica di Pal, e una splendida\nfossili, anche se l'inevitabile processo di decadimento che era stato\ndecadimento, che era stato evitato per un certo periodo e che, attraverso l'estinzione di batteri e funghi, aveva\nestinzione di batteri e funghi, aveva perso i novantanove centesimi della sua forza.\nforza, era comunque, con estrema sicurezza anche se con estrema lentezza\ncon estrema sicurezza, anche se con estrema lentezza, era di nuovo al lavoro su tutti i suoi tesori. Qua e l\u00e0 ho trovato tracce di\ntracce del piccolo popolo sotto forma di rari fossili fatti a pezzi o\ninfilati in corde su canne. E in alcuni casi le custodie erano state\nerano stati portati via dai Morlock, come giudicai. Il luogo era molto\nsilenzioso. La polvere spessa rendeva silenziosi i nostri passi. Weena, che stava\nun riccio di mare sul vetro inclinato di una teca, arriv\u00f2 di l\u00ec a poco,\nmentre guardavo intorno a me, con molta calma mi prese la mano e si mise accanto a me.\naccanto a me.\n\n E all'inizio ero cos\u00ec sorpreso da questo antico monumento di un'et\u00e0\nintellettuale che non pensai alle possibilit\u00e0 che presentava.\npossibilit\u00e0 che presentava. Persino la mia preoccupazione per la Macchina del Tempo si era un po'\ndalla mia mente.\n\n A giudicare dalle dimensioni del luogo, questo Palazzo della Porcellana Verde\naveva molto di pi\u00f9 di una Galleria di Pal ontologia; forse era una galleria storica; forse era anche una biblioteca!\ngallerie storiche; forse anche una biblioteca! Per me, almeno nelle\ncircostanze attuali, queste sarebbero molto pi\u00f9 interessanti di questo\nquesto spettacolo di geologia d'altri tempi in decadenza. Esplorando, ho trovato un'altra\nbreve galleria che correva trasversalmente alla prima. Questa sembrava essere\nminerali e la vista di un blocco di zolfo mi ha fatto venire in mente la polvere da sparo.\ndi zolfo mi ha fatto venire in mente la polvere da sparo. Ma non trovai salnitro, n\u00e9 nitrati di alcun tipo.\nnitrati di qualsiasi tipo. Senza dubbio si erano dissolti da tempo. Eppure lo\nzolfo mi rimase in mente e mi fece pensare. Per quanto riguarda il\nresto dei contenuti di quella galleria, bench\u00e9 nel complesso fossero i meglio conservati di tutti quelli che ho visto, ho provato poco interesse\nmeglio conservati di tutti quelli che ho visto, ho avuto poco interesse. Non sono uno specialista di\nmineralogia, e proseguii lungo un corridoio molto rovinato che correva parallelo\nparallelo alla prima sala in cui ero entrato. Apparentemente questa sezione era stata\nstoria naturale, ma tutto era ormai da tempo irriconoscibile.\nriconoscimento. Alcune vestigia raggrinzite e annerite di quelli che un tempo erano stati\nanimali imbalsamati, mummie disseccate in vasi che un tempo contenevano spirito, una polvere bruna di animali scomparsi.\nspirito, una polvere marrone di piante scomparse: questo \u00e8 tutto! Mi dispiaceva\nperch\u00e9 sarei stato lieto di ripercorrere i pazienti riadattamenti\nriaggiustamenti con cui era stata raggiunta la conquista della natura animata.\nnatura animata. Poi arrivammo a una galleria di proporzioni semplicemente colossali, ma\nsingolarmente poco illuminata, il cui pavimento scendeva con un leggero angolo\ndall'estremit\u00e0 in cui sono entrato. A intervalli, dal soffitto pendevano globi bianchi\ndal soffitto, molti dei quali incrinati e frantumati, il che suggerisce che in origine il luogo era stato\nche in origine il luogo era illuminato artificialmente. Qui ero pi\u00f9 nel mio\nelemento, perch\u00e9 ai miei lati si ergevano le enormi masse di grossi\nmacchine, tutte molto corrose e molte rotte, ma alcune ancora\nabbastanza completi. Sapete che ho un certo debole per i meccanismi, e\nero propenso a soffermarmi tra questi, tanto pi\u00f9 che per la maggior parte\navevano l'interesse di un rompicapo e potevo fare solo le pi\u00f9 vaghe\nvaghe ipotesi sul loro scopo. Immaginavo che se fossi riuscito a risolvere i loro enigmi\nenigmi mi sarei trovato in possesso di poteri che avrebbero potuto essere\ncontro i Morlock.\n\n Improvvisamente Weena si avvicin\u00f2 molto al mio fianco. Cos\u00ec all'improvviso che\nmi ha spaventato. Se non fosse stato per lei, non credo che avrei notato che il pavimento della galleria\nche il pavimento della galleria fosse in pendenza. [Nota: Pu\u00f2 darsi che il pavimento\nessere, naturalmente, che il pavimento non fosse in pendenza, ma che il museo fosse\ncostruito sul fianco di una collina. ED.] L'estremit\u00e0 da cui ero entrato era\nLa parte da cui ero entrato era piuttosto in alto ed era illuminata da rare finestre a fessura. Man mano che si scendeva\nman mano che si scendeva in lunghezza, il terreno si avvicinava a queste finestre, finch\u00e9 alla fine\nfino a che, alla fine, davanti a ognuna di esse si apriva una fossa simile a quella di una casa londinese, e solo\nuna stretta linea di luce naturale in cima. Andavo avanti lentamente, perplesso per le macchine\nmacchine, ed ero troppo concentrato su di esse per accorgermi della graduale\ngraduale diminuzione della luce, fino a quando le crescenti preoccupazioni di Weena\nWeena attirarono la mia attenzione. Allora vidi che la galleria scendeva in una fitta oscurit\u00e0.\nfitta oscurit\u00e0. Esitai e poi, guardandomi intorno, vidi che la polvere era meno abbondante e la sua\nche la polvere era meno abbondante e la sua superficie meno uniforme. Pi\u00f9 lontano\nverso la penombra, sembrava essere interrotta da una serie di piccole\norme strette. Il mio senso della presenza immediata dei Morlocks\nsi ravviv\u00f2 a quel punto. Sentivo che stavo perdendo tempo nell'esame accademico dei macchinari.\nesame accademico dei macchinari. Ricordai che il pomeriggio era gi\u00e0 molto\npomeriggio e che non avevo ancora un'arma, n\u00e9 un rifugio, n\u00e9 un mezzo per accendere un fuoco,\ne nessun mezzo per accendere un fuoco. E poi gi\u00f9, nella remota oscurit\u00e0 della\ndella galleria sentii uno strano ticchettio e gli stessi strani rumori che avevo sentito\nsentito nel pozzo.\n\n Presi la mano di Weena. Poi, colpito da un'idea improvvisa, l'ho lasciata e mi sono\nmacchina dalla quale sporgeva una leva non dissimile da quella di una cassetta di\nuna scatola di segnali. Arrampicandomi sul cavalletto e afferrando questa leva tra le mani, la misi di traverso con tutto il mio peso.\nmani, vi appoggiai tutto il mio peso lateralmente. Improvvisamente Weena, abbandonata\nnella navata centrale, cominci\u00f2 a piagnucolare. Avevo giudicato la forza della\ndella leva, perch\u00e9 si spezz\u00f2 dopo un minuto di sforzo.\nLa raggiunsi con una mazza in mano pi\u00f9 che sufficiente, a mio avviso,\nper qualsiasi cranio di Morlock che avrei potuto incontrare. E desideravo molto uccidere\nun Morlock o gi\u00f9 di l\u00ec. Molto disumano, penserete, voler uccidere\ni propri discendenti! Ma era impossibile, in qualche modo, sentire una qualsiasi\numanit\u00e0 in queste cose. Solo il mio rifiuto di lasciare Weena e la persuasione che se avessi cominciato a\ndi lasciare Weena e la persuasione che, se avessi iniziato a soddisfare la mia sete di omicidio, la mia macchina del tempo avrebbe potuto\nmacchina del tempo avrebbe potuto soffrire, mi trattennero dal scendere direttamente nella\ngalleria e uccidere i bruti che avevo sentito.\n\n Ebbene, con la mazza in una mano e la Weena nell'altra, uscii da quella\ngalleria ed entrai in un'altra ancora pi\u00f9 grande, che a prima vista mi ricordava una cappella militare\nprima occhiata mi ricordava una cappella militare appesa a bandiere a brandelli. Gli stracci marroni e carbonizzati che\nstracci marroni e carbonizzati che pendevano ai suoi lati, presto li riconobbi come le vestigia\nriconosciute come vestigia decadenti di libri. Erano da tempo\na pezzi e ogni parvenza di stampa li aveva abbandonati. Ma qua e l\u00e0\nMa qua e l\u00e0 c'erano tavole deformate e fermagli metallici incrinati che raccontavano la storia\nche raccontavano abbastanza bene la storia. Se fossi stato un uomo di lettere avrei potuto forse\nmorale sulla futilit\u00e0 di ogni ambizione. Ma cos\u00ec com'era, la cosa\nche mi colp\u00ec con pi\u00f9 forza fu l'enorme spreco di lavoro a cui\nche questo cupo deserto di carta in decomposizione testimoniava. In quel momento\nconfesso di aver pensato soprattutto alle _Transazioni filosofiche_ e ai miei diciassette lavori sulle\ne ai miei diciassette lavori sull'ottica fisica.\n\n Poi, salendo un'ampia scalinata, siamo arrivati a quella che un tempo poteva essere una\ngalleria di chimica tecnica. E qui nutrivo non poche speranze di\nscoperte utili. Tranne che in un'estremit\u00e0, dove il tetto era crollato,\nquesta galleria era ben conservata. Mi avvicinai con impazienza a ogni cassa intatta.\nE alla fine, in una delle teche veramente ermetiche, trovai una scatola di fiammiferi.\nfiammiferi. Li provai molto volentieri. Erano perfettamente funzionanti. Non erano\nnemmeno umidi. Mi voltai verso Weena.  Danza, le gridai nella sua lingua.\nlingua. Ora avevo davvero un'arma contro le orribili creature che temevamo.\ntemevamo. E cos\u00ec, in quel museo abbandonato, sulla spessa e soffice moquette di polvere, per la grande gioia di Weena, eseguii solennemente una danza\ndi polvere, con grande gioia di Weena, mi esibii solennemente in una sorta di\ndanza composita, fischiettando _La Terra del Leal_ il pi\u00f9 allegramente possibile.\nche potevo. In parte era un modesto _cancan_, in parte una danza di passi, in parte\nin parte un ballo in gonnella (per quanto il mio frac lo permettesse), e in parte originale.\nPerch\u00e9, come sapete, ho un'inventiva naturale.\n\n Ora, continuo a pensare che questa scatola di fiammiferi sia sfuggita all'usura del tempo per anni immemorabili\ntempo per anni immemorabili sia stata una cosa stranissima, come per me \u00e8 stata una\nuna cosa molto fortunata. Eppure, stranamente, ho trovato una sostanza molto pi\u00f9 improbabile.\nsostanza molto pi\u00f9 improbabile: la canfora. L'ho trovata in un barattolo sigillato, che per\nper caso, suppongo, fosse stato davvero chiuso ermeticamente. All'inizio ho pensato che\nall'inizio che si trattasse di cera di paraffina e ho rotto il vetro di conseguenza. Ma\nl'odore di canfora era inconfondibile. Nella decomposizione universale questa\nsostanza volatile era sopravvissuta, forse per molte migliaia di secoli.\nmigliaia di secoli. Mi ricordava un dipinto color seppia che avevo visto una volta\nuna volta dall'inchiostro di una Belemnite fossile, che doveva essere morta e\ne fossilizzato milioni di anni fa. Stavo per buttarlo via, ma\nma mi ricordai che era infiammabile e che, bruciato con una bella\nfiamma viva era, infatti, un'ottima candela e la misi in tasca.\ntasca. Non ho trovato esplosivi, per\u00f2, n\u00e9 mezzi per abbattere le porte di bronzo.\nle porte di bronzo. Il mio piede di porco di ferro era la cosa pi\u00f9 utile che mi fosse\nche avevo trovato. Ciononostante, lasciai quella galleria molto euforico.\n\n Non posso raccontarvi tutta la storia di quel lungo pomeriggio. Richiederebbe\nrichiederebbe un grande sforzo di memoria per rievocare le mie esplorazioni nel\nl'ordine corretto. Ricordo una lunga galleria di banchi d'armi arrugginiti,\ne di come esitavo tra il mio piede di porco e un'accetta o una spada. I\nNon potevo portarle entrambe, per\u00f2, e la mia spranga di ferro prometteva meglio contro i cancelli di bronzo.\ncontro i cancelli di bronzo. C'erano molti fucili, pistole e carabine. La maggior parte\nLa maggior parte erano ammassi di ruggine, ma molte erano di metallo nuovo e ancora\nabbastanza solidi. Ma tutte le cartucce o la polvere che potevano esserci state un tempo si erano\npolvere. Un angolo che vidi era carbonizzato e in frantumi; forse, pensai, a causa di un'esplosione tra gli esemplari,\nForse, pensai, a causa di un'esplosione tra gli esemplari. In un altro luogo c'era una\ndi idoli polinesiani, messicani, greci, fenici, di tutti i paesi della terra, credo.\nogni paese della terra, credo. E qui, cedendo a un impulso irresistibile, scrissi il mio nome su un\nimpulso, scrissi il mio nome sul naso di un mostro di steatite del Sud America che\nAmerica che mi ha particolarmente colpito.\n\n Con l'avanzare della serata, il mio interesse si \u00e8 affievolito. Ho attraversato una galleria\ngalleria dopo galleria, polverosa, silenziosa, spesso in rovina, con i reperti a volte\na volte semplici cumuli di ruggine e lignite, a volte pi\u00f9 freschi. In un luogo mi\nimprovvisamente mi trovai vicino al modello di una miniera di stagno, e poi, per puro caso, scoprii, in un\nper puro caso ho scoperto, in una custodia ermetica, due cartucce di dinamite!\ncartucce di dinamite! Ho gridato Eureka! e ho spaccato la valigetta dalla gioia. Poi\nvenne un dubbio. Esitai. Poi, scegliendo una piccola galleria laterale, ho\nil mio saggio. Non ho mai provato una tale delusione come quando ho aspettato\ncinque, dieci, quindici minuti per un'esplosione che non \u00e8 mai arrivata. Naturalmente\nnaturalmente si trattava di manichini, come avrei potuto intuire dalla loro presenza. I\nCredo davvero che se non fossero stati cos\u00ec, sarei corso via\nincontinente e fatto saltare la Sfinge, le porte di bronzo e (come si dimostr\u00f2) le mie possibilit\u00e0 di trovare la Macchina del Tempo.\npossibilit\u00e0 di trovare la Macchina del Tempo, tutti insieme nell'inesistenza.\n\n Fu dopo, credo, che arrivammo in un piccolo cortile aperto all'interno del palazzo.\ndel palazzo. Era erboso e aveva tre alberi da frutto. Cos\u00ec ci riposammo e\nrinfrescarci. Verso il tramonto cominciai a riflettere sulla nostra posizione.\nLa notte stava calando su di noi e il mio inaccessibile nascondiglio doveva ancora essere trovato.\ntrovare il mio inaccessibile nascondiglio. Ma questo mi preoccupava ben poco. Avevo in mio possesso\nuna cosa che era, forse, la migliore di tutte le difese contro i Morlock.\ncontro i Morlock che avevo incontrato! Avevo anche la canfora in tasca, se fosse stata necessaria una\nse fosse stata necessaria una fiammata. Mi sembrava che la cosa migliore che potessimo fare\nsarebbe stata quella di passare la notte all'aperto, protetti da un fuoco. Al mattino\nmattina c'era da prendere la Macchina del Tempo. Per questo, per ora\nancora, avevo solo la mia mazza di ferro. Ma ora, con la mia crescente conoscenza, mi\ndi conoscenza, mi sentivo molto diverso nei confronti di quelle porte di bronzo. Fino a quel momento mi ero\nfino a quel momento, mi ero astenuto dal forzarle, soprattutto a causa del mistero che si celava dall'altra parte.\ndall'altra parte. Non mi avevano mai impressionato per la loro robustezza, e speravo di trovare la mia barra di ferro\nsperavo di trovare la mia barra di ferro non del tutto inadeguata al lavoro.\n\n\n\n\n XII.\n Nelle tenebre\n\n\n Siamo usciti dal Palazzo mentre il sole era ancora in parte sopra l'orizzonte.\norizzonte. Ero deciso a raggiungere la Sfinge Bianca la mattina presto e prima del tramonto\nmattina presto, e prima del crepuscolo mi proposi di attraversare i boschi che mi avevano\nche mi avevano fermato nel viaggio precedente. Il mio piano era di andare il pi\u00f9 lontano possibile\npossibile quella notte e poi, accendendo un fuoco, dormire al riparo del suo bagliore.\nprotezione del suo bagliore. Di conseguenza, man mano che procedevamo, raccoglievo ogni\nbastoni o erba secca che vedevo, e ben presto mi ritrovai con le braccia piene di tale\ndi questo tipo di lettiera. Cos\u00ec carichi, i nostri progressi furono pi\u00f9 lenti di quanto avessi previsto,\ne inoltre Weena era stanca. E anch'io cominciai a soffrire di\nsonnolenza, tanto che fu notte fonda prima di raggiungere il bosco.\nSulla collina arbustiva ai suoi margini Weena si sarebbe fermata, temendo l'oscurit\u00e0 che ci attendeva.\nbuio davanti a noi; ma una singolare sensazione di imminente calamit\u00e0, che\nche avrebbe dovuto servirmi da monito, mi spinse ad andare avanti. Ero stato\nsenza dormire da una notte e due giorni, ed ero febbricitante e irritabile.\nirritabile. Sentivo che il sonno mi stava assalendo, e con esso i Morlocks.\n\n Mentre esitavamo, tra i cespugli neri alle nostre spalle, e in penombra nella loro oscurit\u00e0, vidi tre figure accovacciate.\nnere, vidi tre figure accovacciate. Intorno a noi c'erano macchie e\nerba lunga tutto intorno a noi e non mi sentivo al sicuro dal loro insidioso\ninsidioso avvicinamento. Calcolai che la foresta era lunga meno di un miglio.\nSe fossimo riusciti ad attraversarla fino al pendio spoglio, l\u00ec, come mi sembrava, c'era un posto pi\u00f9 sicuro.\nun luogo di riposo pi\u00f9 sicuro; pensai che con i miei fiammiferi e la mia canfora avrei potuto\nfiammiferi e la mia canfora avrei potuto trovare il modo di tenere illuminato il mio cammino\nattraverso il bosco. Tuttavia, era evidente che se avessi voluto far brillare i fiammiferi con le mani\nfiammiferi con le mani avrei dovuto abbandonare la mia legna da ardere; quindi, piuttosto\na malincuore, la misi a terra. E poi mi venne in mente che avrei stupito i nostri amici\nstupire i nostri amici dietro di me accendendola. Avrei scoperto l'atroce\natroce follia di questo procedimento, ma mi venne in mente come una mossa\nmossa ingegnosa per coprire la nostra ritirata.\n\n Non so se avete mai pensato a che cosa rara deve essere la fiamma\nin assenza di uomo e in un clima temperato. Il calore del sole \u00e8\nraramente \u00e8 abbastanza forte da bruciare, anche quando \u00e8 concentrato dalle gocce di rugiada, come\ncome a volte accade nelle regioni tropicali. Il fulmine pu\u00f2 far esplodere\ne anneriscono, ma raramente danno origine a incendi diffusi. La vegetazione in decomposizione\nvegetazione in decomposizione pu\u00f2 occasionalmente bruciare con il calore della sua fermentazione,\nma raramente si verifica un incendio. In questa decadenza, anche l'arte di fare il fuoco\ndel fuoco era stata dimenticata sulla terra. Le lingue rosse che andavano a\nche andavano a leccare il mio mucchio di legna erano una cosa del tutto nuova e strana per\nWeena.\n\n Voleva correre verso di essa e giocarci. Credo che si sarebbe\nsi sarebbe gettata dentro se non l'avessi trattenuta. Ma l'ho afferrata e, nonostante le sue\nnonostante le sue lotte, si tuff\u00f2 coraggiosamente davanti a me nel bosco. Per\nper un po' di strada il bagliore del mio fuoco illumin\u00f2 il sentiero. Di l\u00ec a poco mi guardai indietro,\npotevo vedere, attraverso gli steli affollati, che dal mio mucchio di bastoni la fiamma si era\nche dal mio mucchio di bastoni la fiamma si era propagata ad alcuni cespugli adiacenti e che una linea curva di fuoco si stava\ndi fuoco che si insinuava sull'erba della collina. Ne risi e mi voltai di nuovo verso gli alberi scuri\nverso gli alberi scuri davanti a me. Era molto nero, e Weena si aggrapp\u00f2 a me\nma c'era ancora, man mano che i miei occhi si abituavano all'oscurit\u00e0, una luce sufficiente per\nluce sufficiente per evitare i fusti. In alto era\nnero, a parte uno squarcio di cielo azzurro remoto che ci illuminava\nqua e l\u00e0. Non accesi nessuno dei miei fiammiferi perch\u00e9 non avevo una mano libera.\nSul braccio sinistro portavo il mio piccolo, nella mano destra avevo la mia\nbarra di ferro.\n\n Per qualche tempo non sentii altro che lo scricchiolio dei ramoscelli sotto i miei piedi,\nil debole fruscio della brezza sopra di me, e il mio stesso respiro e il\npulsazione dei vasi sanguigni nelle mie orecchie. Poi mi sembr\u00f2 di sentire un\nticchettio dietro di me. Mi spinsi avanti con decisione. Il ticchettio divenne pi\u00f9\ne poi colsi lo stesso strano suono e le stesse voci che avevo sentito negli Inferi.\nnell'Oltretomba. C'erano evidentemente diversi Morlock e si stavano avvicinando a me.\nsi stavano avvicinando a me. In effetti, nel giro di un minuto sentii uno strattone alla\nal mio cappotto, poi qualcosa al mio braccio. Weena rabbrivid\u00ec violentemente e divenne\ndivenne del tutto immobile.\n\n Era il momento di un incontro. Ma per ottenerlo dovevo metterla a terra. Lo feci,\ne, mentre armeggiavo con la mia tasca, inizi\u00f2 una lotta nell'oscurit\u00e0\nsulle mie ginocchia, perfettamente silenziosa da parte di lei e con lo stesso peculiare\nsuoni particolari dei Morlocks. Mani piccole e morbide si insinuavano anche\nsul mio cappotto e sulla schiena, toccandomi anche il collo. Poi il fiammifero gratt\u00f2\ne si sprigion\u00f2. Lo tenni acceso e vidi i dorsi bianchi dei Morlocks\nin volo tra gli alberi. Presi frettolosamente una zolletta di canfora dalla tasca e mi preparai ad accenderla come\ntasca e mi preparai ad accenderla non appena il fiammifero si fosse spento. Poi\nguardai Weena. Era sdraiata ai miei piedi e del tutto\nimmobile, con la faccia a terra. Con uno spavento improvviso mi chinai verso di lei.\nverso di lei. Sembrava che respirasse a stento. Accesi il blocco di canfora e lo\ne l'ho gettato a terra, e mentre si spaccava e divampava e ricacciava indietro\ni Morlock e le ombre, mi inginocchiai e la sollevai. Il bosco\ndietro sembrava pieno dell'agitazione e del mormorio di una grande compagnia!\n\n Sembrava che fosse svenuta. L'ho appoggiata con cura sulla mia spalla e\ne mi alzai per proseguire, ma poi mi resi conto di una cosa orribile. Nel\ncon i miei fiammiferi e con Weena, mi ero girato diverse volte e ora non avevo la pi\u00f9 pallida idea\npi\u00f9 volte e ora non avevo la pi\u00f9 pallida idea di quale fosse la direzione del mio cammino.\nstrada. Per quanto ne sapevo, potevo trovarmi di fronte al Palazzo di Porcellana Verde.\nPorcellana Verde. Mi ritrovai a sudare freddo. Dovevo pensare rapidamente\na cosa fare. Decisi di accendere un fuoco e di accamparci dove eravamo. I\nWeena, ancora immobile, su un tronco erboso e, molto frettolosamente,\nmentre la mia prima zolletta di canfora si esauriva, cominciai a raccogliere bastoni e foglie.\nfoglie. Qua e l\u00e0, nell'oscurit\u00e0 intorno a me, gli occhi dei Morlocks\nbrillavano come carboni.\n\n La canfora tremol\u00f2 e si spense. Accesi un fiammifero e, mentre lo facevo,\ndue forme bianche che si erano avvicinate a Weena si allontanarono precipitosamente.\nUna era cos\u00ec accecata dalla luce che venne dritta verso di me, e io sentii le sue ossa scricchiolare sotto i colpi del mio pugno.\nsentii le sue ossa scricchiolare sotto il colpo del mio pugno. Emise un grido di\nsgomento, barcoll\u00f2 un po' e cadde a terra. Accesi un altro pezzo di\ncanfora e continuai a raccogliere il mio fal\u00f2. Poco dopo notai quanto fossero secche\ndi fogliame sopra di me, perch\u00e9 dal mio arrivo sulla Macchina del Tempo, una settimana\nMacchina del Tempo, questione di una settimana, non era caduta alcuna pioggia. Cos\u00ec, invece di cercare tra gli alberi\ntra gli alberi in cerca di ramoscelli caduti, cominciai a saltare in alto e a trascinare\nrami. Ben presto ebbi un fuoco soffocante e fumoso di legna verde e\ne bastoni secchi, e potei risparmiare la canfora. Poi mi voltai verso il punto in cui\nWeena giaceva accanto alla mia mazza di ferro. Cercai di rianimarla, ma giaceva come una morta.\ngiaceva come morta. Non riuscivo nemmeno a capire se respirasse o meno.\nrespirasse o meno.\n\n Ora, il fumo del fuoco batteva verso di me e deve avermi appesantito all'improvviso.\nmi ha appesantito all'improvviso. Inoltre, nell'aria c'era il vapore della canfora.\nIl mio fuoco non avrebbe avuto bisogno di essere rifornito per circa un'ora. Mi sentivo molto\nstanchezza dopo lo sforzo e mi sedetti. Anche il bosco era pieno di un\nun mormorio lugubre che non capivo. Mi sembr\u00f2 di annuire e di\naprire gli occhi. Ma tutto era buio e i Morlock avevano le mani su di me.\nsu di me. Scostando le loro dita avvinghiate, cercai frettolosamente in tasca la scatola di fiammiferi.\nla scatola di fiammiferi, ma era sparita! Allora mi afferrarono e mi chiusero\ndi nuovo. In un attimo capii cosa era successo. Avevo dormito e il mio fuoco si era\nsi era spento e l'amarezza della morte si era abbattuta sulla mia anima. La foresta\nsembrava piena di odore di legna bruciata. Sono stato preso per il collo, per i capelli, per\ncapelli, per le braccia, e tirato gi\u00f9. Era indescrivibilmente orribile\nnell'oscurit\u00e0 sentire tutte queste morbide creature ammassate su di me. Mi sentivo\ncome se fossi in una mostruosa ragnatela. Fui sopraffatto e caddi a terra.\na terra. Sentii dei piccoli denti che mi mordevano il collo. Mi sono girata e, mentre lo facevo, la mia mano\nla mano contro la mia leva di ferro. Mi diede forza. I\nmi sono alzato a fatica, scuotendo i topi umani da me e, tenendo la barra\ne, tenendo la barra corta, mi spinsi dove ritenevo potessero essere i loro volti. Potevo sentire il\nsucculento cedimento della carne e delle ossa sotto i miei colpi, e per un attimo fui libero.\nero libero.\n\n La strana esultanza che cos\u00ec spesso sembra accompagnare i duri combattimenti\nmi assal\u00ec. Sapevo che sia io che Weena eravamo perduti, ma decisi di far pagare ai Morlock la loro carne.\ndi far pagare ai Morlock la loro carne. Mi misi di spalle a un albero\nalbero, facendo oscillare la spranga di ferro davanti a me. L'intero bosco era pieno di\ne delle loro grida. Pass\u00f2 un minuto. Le loro voci sembravano salire\nun tono pi\u00f9 alto di eccitazione e i loro movimenti si fecero pi\u00f9 rapidi. Ma nessuno\nsi avvicin\u00f2. Rimasi a fissare il buio. Poi, all'improvviso, arriv\u00f2\nla speranza. E se i Morlock avessero avuto paura? E subito dopo\nuna cosa strana. L'oscurit\u00e0 sembr\u00f2 diventare luminosa. Molto debolmente\nCominciai a vedere i Morlock intorno a me, tre che si accanivano sui miei piedi, e poi riconobbi, con incredula sorpresa, che gli altri stavano correndo.\nriconobbi, con incredula sorpresa, che gli altri stavano correndo,\nin un flusso incessante, come sembrava, da dietro di me, e via attraverso\nil bosco di fronte. E le loro spalle non sembravano pi\u00f9 bianche, ma rossastre.\nMentre rimanevo a bocca aperta, vidi una piccola scintilla rossa che attraversava una fessura di\nluce stellare tra i rami e svanire. E in quel momento capii\nl'odore della legna che brucia, il mormorio di melma che stava crescendo ora\nin un rombo rabbioso, il bagliore rosso e il volo dei Morlocks.\n\n Uscendo da dietro il mio albero e guardando indietro, vidi, attraverso i pilastri neri degli alberi pi\u00f9 vicini, le fiamme della foresta in fiamme.\nnere degli alberi pi\u00f9 vicini, le fiamme della foresta in fiamme. Era\nera il mio primo fuoco che mi inseguiva. Con ci\u00f2 cercai Weena, ma non c'era pi\u00f9.\nera sparita. Il sibilo e lo scoppiettio dietro di me, il tonfo esplosivo\nogni nuovo albero che prendeva fuoco, lasciavano poco tempo per riflettere.\nCon la mia spranga di ferro ancora in mano, seguii il cammino dei Morlocchi. Era una\ncorsa serrata. Una volta le fiamme avanzarono cos\u00ec rapidamente alla mia destra mentre correvo che fui aggirato.\nche fui messo alle strette e dovetti spostarmi a sinistra. Ma alla fine\nalla fine sono sbucato in un piccolo spazio aperto e, mentre lo facevo, un Morlock \u00e8 arrivato\nverso di me, mi super\u00f2 e and\u00f2 dritto verso il fuoco!\n\n E ora stavo per vedere la cosa pi\u00f9 strana e orribile, penso, di\ndi tutte quelle che vidi in quell'epoca futura. L'intero spazio era luminoso come\ngiorno con il riflesso del fuoco. Al centro c'era una collinetta o\ntumulo, sormontato da un biancospino bruciato. Al di l\u00e0 di questo c'era un altro braccio\ndella foresta in fiamme, da cui gi\u00e0 si diramavano lingue gialle,\nche circondava completamente lo spazio con un recinto di fuoco. Sul fianco della collina\nc'erano circa trenta o quaranta Morlocks, abbagliati dalla luce e dal calore, e\ne che si sbattevano l'uno contro l'altro nel loro smarrimento.\nAll'inizio non mi resi conto della loro cecit\u00e0 e li colpii furiosamente con la mia spranga, in modo\ncon la mia spranga, in preda alla paura, quando si avvicinavano a me, uccidendone uno e storpiandone altri.\nuno e ne ho azzoppati altri. Ma dopo aver osservato i gesti di uno di loro\nuno di loro che brancolava sotto il biancospino contro il cielo rosso e ho sentito i loro gemiti.\ni loro gemiti, ebbi la certezza della loro assoluta impotenza e miseria nel\nnel bagliore, e non li colpii pi\u00f9.\n\n Eppure, di tanto in tanto, uno veniva dritto verso di me, scatenando un\nun fremito di orrore che mi spingeva a sfuggirgli. A un certo punto\nle fiamme si spensero un po' e temevo che le creature immonde sarebbero state in grado di\nsarebbero state in grado di vedermi. Pensavo di iniziare la lotta uccidendo\ndi iniziare la lotta uccidendo alcuni di loro prima che ci\u00f2 accadesse; ma il fuoco scoppi\u00f2 nuovamente\ndi nuovo con forza e mi trattenni. Camminai per la collina tra\ntra loro e li evitai, cercando qualche traccia di Weena. Ma Weena era\nsparita.\n\n Alla fine mi sedetti sulla cima della collina e osservai questa strana e incredibile compagnia di ciechi\nincredibile compagnia di esseri ciechi che brancolava avanti e indietro e che\ne si facevano rumori strani l'uno con l'altro, mentre il bagliore del fuoco li\nsu di loro. L'ondata di fumo si snodava nel cielo e attraverso i rari brandelli di quel rosso\nrari brandelli di quella tettoia rossa, remoti come se appartenessero a un altro universo, brillavano le piccole stelle.\nun altro universo, brillavano le piccole stelle. Due o tre Morlock mi vennero\nmi sono venuti addosso e io li ho respinti a suon di pugni,\ntremando.\n\n Per la maggior parte di quella notte ero convinto che si trattasse di un incubo. I\nmi mordevo e urlavo nel desiderio appassionato di svegliarmi. Battevo il suolo con le\nterra con le mani, mi sono alzato e mi sono seduto di nuovo, ho vagato di qua e di l\u00e0 e mi sono seduto di nuovo.\ne l\u00e0, e di nuovo seduto. Poi cadevo a strofinarmi gli occhi e a invocare\ninvocando Dio perch\u00e9 mi svegliasse. Per tre volte ho visto dei Morlock abbassare la testa\nin una sorta di agonia e precipitarsi tra le fiamme. Ma alla fine, al di sopra\nil rosso del fuoco che si attenuava, al di sopra delle masse di fumo nero che scorrevano\ndi fumo nero e i ceppi d'albero che sbiancavano e annerivano, e il diminuire\ndi queste creature fioche, arriv\u00f2 la luce bianca del giorno.\n\n Cercai di nuovo tracce di Weena, ma non ce n'erano. Era\nera chiaro che avevano lasciato il suo povero corpicino nella foresta. Non posso\nnon posso descrivere il sollievo che mi diede il pensare che era sfuggito al terribile destino\na cui sembrava destinato. Quando pensai a questo, fui quasi spinto a iniziare un\ndi iniziare un massacro degli abomini indifesi che mi circondavano, ma mi contenni.\nmi contenni. La collinetta, come ho detto, era una specie di isola nella foresta.\nforesta. Dalla sua sommit\u00e0 riuscivo a scorgere, attraverso una nebbia di fumo, il Palazzo della Porcellana Verde.\nfumo il Palazzo di Porcellana Verde e da l\u00ec potevo orientarmi verso la Sfinge Bianca.\norientarmi verso la Sfinge Bianca. E cos\u00ec, lasciando il residuo di quelle\nanime dannate che ancora andavano di qua e di l\u00e0 e si lamentavano, mentre il giorno\ngiorno pi\u00f9 chiaro, mi legai un po' d'erba ai piedi e zoppicai attraverso\nceneri fumanti e tra steli neri che ancora pulsavano internamente di\nfuoco, verso il nascondiglio della Macchina del Tempo. Camminai lentamente,\nperch\u00e9 ero quasi esausto, oltre che zoppo, e provavo la pi\u00f9 intensa\nmiseria per l'orribile morte della piccola Weena. Sembrava una\ncalamit\u00e0 schiacciante. Ora, in questa vecchia stanza familiare, \u00e8 pi\u00f9 simile al\nil dolore di un sogno che una perdita reale. Ma quella mattina mi lasci\u00f2\nassolutamente sola, di nuovo terribilmente sola. Cominciai a pensare a questa casa\na questa mia casa, a questo focolare, a qualcuno di voi, e con questi pensieri mi \u00e8 venuto\nun desiderio che era dolore.\n\n Ma, mentre camminavo sulle ceneri fumanti sotto il cielo luminoso del mattino,\nho fatto una scoperta. Nella tasca dei miei pantaloni c'erano ancora dei fiammiferi sparsi.\nLa scatola doveva essere trapelata prima di essere persa.\n\n\n\n\n XIII.\n La trappola della Sfinge Bianca\n\n\n Verso le otto o le nove del mattino giunsi allo stesso posto di metallo giallo da cui avevo visto il mondo la sera del mio arrivo.\nmetallo da cui avevo visto il mondo la sera del mio arrivo.\nPensai alle mie conclusioni affrettate di quella sera e non riuscii a trattenere\ntrattenermi dal ridere amaramente della mia sicurezza. C'era la stessa\nbella scena, lo stesso abbondante fogliame, gli stessi splendidi palazzi e le stesse\ne magnifiche rovine, lo stesso fiume d'argento che scorreva tra le sue\nfertili sponde. Le vesti allegre della bella gente si muovevano qua e l\u00e0 tra gli alberi.\ntra gli alberi. Alcuni stavano facendo il bagno proprio nel luogo in cui avevo salvato\navevo salvato Weena, e questo mi diede improvvisamente una fitta di dolore. E\ncome macchie sul paesaggio si ergevano le cupole che sovrastavano le vie per l'Oltretomba.\nMondo Sotterraneo. Ora capivo cosa copriva tutta la bellezza del Mondo di Sopra.\ncopriva la gente. La loro giornata era molto piacevole, come quella del bestiame nei campi.\ndel bestiame nei campi. Come il bestiame, non conoscevano nemici e non\nnon avevano bisogno di nulla. E la loro fine fu la stessa.\n\n Mi addolorava pensare a quanto breve fosse stato il sogno dell'intelletto umano.\nera stato. Si era suicidato. Si era orientato con fermezza verso il comfort e l'agio, una societ\u00e0\nuna societ\u00e0 equilibrata con la sicurezza e la permanenza come parola d'ordine.\nuna societ\u00e0 equilibrata con la sicurezza e la permanenza come parola d'ordine, aveva raggiunto le sue speranze di arrivare finalmente a questo. Una volta,\nvita e la propriet\u00e0 dovevano raggiungere una sicurezza quasi assoluta. Il ricco\nricchezza e il comfort, il lavoratore la sua vita e il suo lavoro.\nvita e del lavoro. Senza dubbio in quel mondo perfetto non c'era nessun\nproblema dei disoccupati, nessuna questione sociale lasciata irrisolta. E una grande tranquillit\u00e0\nera seguita una grande quiete.\n\n \u00c8 una legge di natura che trascuriamo, che la versatilit\u00e0 intellettuale sia\n\u00e8 la compensazione per i cambiamenti, i pericoli e i problemi. Un animale perfettamente\nin armonia con il suo ambiente \u00e8 un meccanismo perfetto. La natura non fa mai\nnon fa appello all'intelligenza finch\u00e9 l'abitudine e l'istinto non sono inutili. Non c'\u00e8\nintelligenza dove non c'\u00e8 cambiamento e non c'\u00e8 bisogno di cambiamento. Solo\nanimali che devono far fronte a una grande variet\u00e0 di esigenze e pericoli.\ndi bisogni e pericoli.\n\n Cos\u00ec, a mio avviso, l'uomo del Mondo Superiore era andato alla deriva verso il suo debole\nbellezza, e il Mondo di Sotto verso la mera industria meccanica. Ma a quello\nstato perfetto mancava di una cosa, anche per la perfezione meccanica.\nperfezione meccanica la permanenza assoluta. A quanto pare, con il passare del tempo, l'alimentazione\ndi un Mondo Sotterraneo, in qualsiasi modo venisse effettuata, era diventata disarticolata.\nMadre Necessit\u00e0, che era stata tenuta a bada per qualche migliaio di anni,\n\u00e8 tornata di nuovo e ha cominciato dal basso. Essendo il mondo sotterraneo a contatto con\ncon macchinari che, per quanto perfetti, hanno ancora bisogno di un po' di riflessione\nfuori dall'abitudine, aveva probabilmente conservato un po' pi\u00f9 di iniziativa,\ndi iniziativa, anche se meno di ogni altro carattere umano, rispetto all'Alto. E quando altre carni\ncarne li abbandonava, si rivolgevano a ci\u00f2 che la vecchia abitudine aveva fino ad allora proibito.\nCos\u00ec dico di aver visto nella mia ultima visione del mondo dell'ottocentodue\nMillesettecentouno. Potrebbe essere la spiegazione pi\u00f9 sbagliata che\nche l'ingegno mortale possa inventare. \u00c8 il modo in cui la cosa si \u00e8 presentata a me e\ncome tale la do a voi.\n\n Dopo le fatiche, le emozioni e i terrori dei giorni passati, e nonostante il mio dolore, questo posto, la vista tranquilla e il caldo\nnonostante il mio dolore, questo posto, la vista tranquilla e la calda luce del sole\nluce del sole erano molto piacevoli. Ero molto stanco e assonnato, e ben presto le mie\nteorizzazione si trasform\u00f2 in sonnolenza. Per questo motivo, ho seguito il mio stesso suggerimento e mi sono distesa\ne, stendendomi sul tappeto erboso, feci un lungo sonno ristoratore.\nsonno ristoratore.\n\n Mi svegliai un po' prima del tramonto. Ora mi sentivo al sicuro dal rischio di essere\ndi essere colto di sorpresa dai Morlock, e, stiracchiandomi, scesi dalla\ncollina verso la Sfinge Bianca. In una mano tenevo il piede di porco e con l'altra mano giocavo con i fiammiferi\nl'altra mano giocava con i fiammiferi che avevo in tasca.\n\n E ora arriv\u00f2 una cosa inaspettata. Avvicinandomi al piedistallo della\nsfinge mi accorsi che le valvole di bronzo erano aperte. Erano scivolate gi\u00f9 in\nscanalature.\n\n A quel punto mi fermai di fronte a loro, esitando a entrare.\n\n All'interno c'era un piccolo appartamento e, in un angolo rialzato, c'era la Macchina del Tempo.\nquesto c'era la Macchina del Tempo. Avevo le piccole leve in tasca. Quindi\nDopo tutti i miei elaborati preparativi per l'assedio della Sfinge Bianca, ecco una mite resa.\nSfinge Bianca, era una mite resa. Gettai via la mia spranga di ferro, quasi dispiaciuto\ndi non averla usata.\n\n Un pensiero improvviso mi balen\u00f2 in testa mentre mi chinavo verso il portale.\nPer una volta, almeno, avevo compreso le operazioni mentali dei Morlock.\nSopprimendo una forte inclinazione a ridere, attraversai la cornice di bronzo e salii sulla Macchina del Tempo.\nbronzo e raggiunsi la Macchina del Tempo. Fui sorpreso di scoprire che era stata\naccuratamente oliata e pulita. Da allora ho sempre sospettato che i Morlock\nMorlocks l'avessero fatta parzialmente a pezzi cercando, a loro modo, di\ndi afferrare il suo scopo.\n\n Ora, mentre ero in piedi e lo esaminavo, trovando un piacere nel solo toccare\ndell'artificio, accadde ci\u00f2 che mi aspettavo. I pannelli di bronzo\nbronzo scivolarono improvvisamente verso l'alto e colpirono il telaio con un fragore. Mi ritrovai nel\nbuio intrappolato. Cos\u00ec pensavano i Morlock. Io ridacchiai allegramente.\n\n Sentivo gi\u00e0 le loro risate mormoranti mentre si avvicinavano a me.\nCon molta calma cercai di accendere il fiammifero. Dovevo solo fissare le\nleve e partire come un fantasma. Ma avevo trascurato una piccola\ncosa. I fiammiferi erano di quel tipo abominevole che si accendono solo sulla\nscatola.\n\n Potete immaginare come sia svanita tutta la mia calma. I piccoli bruti mi erano\nsu di me. Uno mi tocc\u00f2. Nel buio li ho colpiti con un colpo secco\ncon le leve, e cominciai a sgomitare per salire sulla sella della macchina.\nPoi una mano mi ha colpito e un'altra ancora. A quel punto dovetti semplicemente lottare\ncontro le loro dita insistenti per prendere le mie leve, e allo stesso tempo\nle mie leve, e allo stesso tempo cercare i perni su cui si innestavano. Uno, in effetti, mi \u00e8 quasi\nmi hanno quasi portato via. Mentre mi sfuggiva di mano, dovevo fare i conti con il buio.\ncon la testa sentivo il cranio del Morlock suonare per recuperarla. Era\n\u00e8 stata una cosa pi\u00f9 vicina del combattimento nella foresta, credo, quest'ultimo\nstrapazzo.\n\n Ma alla fine la leva fu fissata e accostata. Le mani aggrappate\nscivolarono via da me. L'oscurit\u00e0 cadde subito dai miei occhi. Mi ritrovai\nmi ritrovai nella stessa luce grigia e nello stesso tumulto che ho gi\u00e0 descritto.\n\n\n\n\n XIV.\n La visione ulteriore\n\n\n Vi ho gi\u00e0 parlato del malessere e della confusione che si creano quando si viaggia nel tempo.\nviaggiare nel tempo. E questa volta non ero seduto correttamente in sella,\nma di lato e in modo instabile. Per un tempo indefinito mi sono aggrappata\nalla macchina che ondeggiava e vibrava, senza curarsi di come andavo,\ne quando riuscii a guardare di nuovo i quadranti rimasi stupito nel vedere\ndi scoprire dove ero arrivato. Un quadrante segnava i giorni, un altro le migliaia\ndi giorni, un altro milioni di giorni e un altro ancora migliaia di milioni.\nOra, invece di invertire le leve, le avevo accostate in modo da andare avanti con esse.\ne quando sono andato a vedere questi indicatori ho scoperto che la lancetta delle migliaia\nquando sono arrivato a guardare questi indicatori, ho scoperto che la lancetta delle migliaia\ndi un orologio verso il futuro.\n\n Mentre procedevo, un particolare cambiamento si insinu\u00f2 nell'aspetto delle cose.\nIl grigiore palpitante si fece pi\u00f9 scuro; poi, anche se stavo ancora\nvelocit\u00e0 prodigiosa, il susseguirsi lampeggiante del giorno e della notte, che di solito indicava un'andatura pi\u00f9 lenta, torn\u00f2 a farsi sentire.\nnotte, che di solito era indicativo di un'andatura pi\u00f9 lenta, torn\u00f2 e divenne sempre pi\u00f9\nsempre pi\u00f9 marcata. All'inizio questo mi lasci\u00f2 molto perplesso. L'alternanza\nalternanza di giorno e notte diventava sempre pi\u00f9 lenta, cos\u00ec come il passaggio del sole nel cielo.\ndel sole nel cielo, fino a quando sembrarono estendersi per secoli.\nsecoli. Alla fine, sulla terra si fece strada un crepuscolo costante, un crepuscolo\ncrepuscolo che si interrompeva solo di tanto in tanto quando una cometa brillava nel cielo scuro.\nLa striscia di luce che indicava il sole era scomparsa da tempo.\nscomparso; poich\u00e9 il sole aveva smesso di tramontare, semplicemente si alzava e si abbassava a ovest e si allargava sempre di pi\u00f9.\novest e diventava sempre pi\u00f9 ampio e rosso. Ogni traccia della luna era\nsvanita ogni traccia della luna. Il cerchio delle stelle, sempre pi\u00f9 lento, aveva lasciato il posto a punti striscianti\naveva lasciato il posto a striscianti punti di luce. Infine, qualche tempo prima che mi\nfermato, il sole, rosso e molto grande, si ferm\u00f2 immobile all'orizzonte, una vasta cupola che brillava\nall'orizzonte, un'immensa cupola che brillava di un calore sordo e che di tanto in tanto\ndi tanto in tanto si spegneva per un attimo. Una volta, per un po' di tempo, aveva\nper un po' di tempo aveva ripreso a brillare pi\u00f9 intensamente, ma era subito ritornato al suo cupo\nrosso cupo. Da questo rallentamento del suo sorgere e del suo tramontare ho percepito\nche il lavoro di trascinamento delle maree era terminato. La terra era tornata a riposare\ncon una faccia verso il sole, come ai nostri giorni la luna \u00e8 rivolta verso la terra.\nterra. Con molta cautela, perch\u00e9 ricordavo la mia precedente caduta a capofitto, iniziai a invertire il mio movimento.\ncominciarono a invertire il moto. Le mani che giravano in tondo si muovevano sempre pi\u00f9 lentamente\nfinch\u00e9 le migliaia non sembrarono immobili e quella del giorno non fu pi\u00f9\ngiornaliera non era pi\u00f9 una semplice nebbia sulla sua scala. Ancora pi\u00f9 lentamente, fino a quando non si intravidero i contorni\ndi una spiaggia desolata.\n\n Mi fermai molto delicatamente e mi sedetti sulla Macchina del Tempo, guardandomi intorno.\nIl cielo non era pi\u00f9 blu. A nord-est era nero come l'inchiostro, e dal nero\ndall'oscurit\u00e0 brillavano luminose e costanti le pallide stelle bianche.\nIn alto era di un rosso indiano intenso e privo di stelle, e a sud-est diventava pi\u00f9 luminoso fino a\nverso sud-est si schiariva fino a diventare uno scarlatto incandescente dove, tagliato dall'orizzonte, si trovava l'enorme scafo del sole, rosso\nenorme scafo del sole, rosso e immobile. Le rocce intorno a me erano di un\nrossastro e tutte le tracce di vita che riuscivo a vedere all'inizio erano\ndi vita che riuscii a vedere all'inizio fu la vegetazione intensamente verde che ricopriva ogni punto\nsporgenti sul loro versante sud-orientale. Era lo stesso verde ricco che si vede\nche si vede sul muschio della foresta o sui licheni delle grotte: piante che come queste\ncrescono in un perpetuo crepuscolo.\n\n La macchina si trovava su una spiaggia in pendenza. Il mare si estendeva a\na sud-ovest, fino a diventare un orizzonte luminoso e nitido contro il cielo\ncielo. Non c'erano frangenti n\u00e9 onde, perch\u00e9 non si muoveva un alito di vento.\nun alito di vento. Solo una leggera mareggiata oleosa si alzava e si abbassava come un dolce\nrespiro, e mostrava che il mare eterno si muoveva e viveva ancora.\nE lungo il margine, dove l'acqua a volte si rompeva, c'era una spessa incrostazione di sale rosa\nincrostazioni di sale rosa sotto il cielo luccicante. C'era un senso di\noppressione alla testa e mi accorsi che respiravo molto velocemente.\nLa sensazione mi ricordava l'unica esperienza di alpinismo che avevo avuto, e da ci\u00f2 giudicai l'aria\ne da ci\u00f2 ho dedotto che l'aria era pi\u00f9 rarefatta di adesso.\n\n Lontano, su per il pendio desolato, sentii un urlo acuto e vidi una cosa\nuna cosa simile a un'enorme farfalla bianca salire obliquamente e svolazzare nel cielo\ne, volteggiando, scomparire sopra alcune basse colline. Il suono della\nvoce era cos\u00ec lugubre che rabbrividii e mi sedetti pi\u00f9 saldamente sulla\nsulla macchina. Guardando di nuovo intorno a me, vidi che, molto vicino, quello che avevo ritenuto essere un\nche avevo ritenuto essere una massa rossastra di roccia si muoveva lentamente verso di me.\nPoi vidi che si trattava di una mostruosa creatura simile a un granchio. Riuscite a\nimmaginare un granchio grande come il tavolo, con le sue molte zampe che si muovono lentamente e incerta\nlentamente e in modo incerto, le sue grandi chele che ondeggiano, le sue lunghe antenne che sembrano\ncome fruste di un carrettiere, che si agitano e si sentono, e i suoi occhi peduncolati che scintillano\nai lati della sua fronte metallica? Il suo dorso era corrugato e\nornato da sgraziate protuberanze, e un'incrostazione verdastra lo macchiava qua e l\u00e0.\nincrostazioni verdastre che la macchiavano qua e l\u00e0. Potevo vedere i numerosi palpi della sua complicata bocca\nche tremolavano e si sentivano mentre si muoveva.\n\n Mentre fissavo questa sinistra apparizione che strisciava verso di me, ho sentito un\nsolletico sulla guancia come se una mosca vi si fosse posata. Cercai di\ndi sfiorarla con la mano, ma in un attimo torn\u00f2 e quasi subito ne arriv\u00f2 un'altra vicino all'orecchio.\nsubito ne arriv\u00f2 un'altra vicino all'orecchio. L'ho colpito e ho afferrato qualcosa di\nqualcosa di simile a un filo. Mi fu tolto rapidamente dalla mano. Con un\ncon un brivido spaventoso, mi girai e vidi che avevo afferrato l'antenna di un altro granchio\nun altro granchio mostruoso che si trovava proprio dietro di me. I suoi occhi maligni si\nsi agitavano sui loro peduncoli, la sua bocca era tutta viva di appetito e\nle sue vaste e sgraziate chele, imbrattate di una melma algale, stavano scendendo su di me.\nsu di me. In un attimo la mia mano era sulla leva, e avevo messo un mese\ntra me e questi mostri. Ma ero ancora sulla stessa spiaggia,\ne li vidi distintamente non appena mi fermai. Decine di loro\nsembravano strisciare qua e l\u00e0, nella luce cupa, tra le\nfogli di verde intenso.\n\n Non riesco a trasmettere il senso di abominevole desolazione che incombeva sul mondo.\nmondo. Il cielo rosso dell'est, il nero del nord, il salato Mar Morto,\nla spiaggia sassosa brulicante di questi mostri immondi e lenti, il verde uniforme e velenoso delle piante licheni\nverde uniforme e velenoso delle piante lichenose, l'aria sottile che fa male ai polmoni\nche fa male ai polmoni: tutto contribuisce a un effetto spaventoso. Sono andato avanti\ncento anni, e c'era lo stesso sole rosso, un po' pi\u00f9 grande, un po' pi\u00f9 spento.\nlo stesso mare morente, la stessa aria gelida e la stessa folla di crostacei terrosi.\ncrostacei terrosi che entravano e uscivano dalle erbacce verdi e dalle rocce rosse.\nle rocce rosse. E nel cielo a ovest vidi una linea curva e pallida come un'immensa luna nuova.\nimmensa luna nuova.\n\n Cos\u00ec ho viaggiato, fermandomi sempre, a grandi passi di mille anni o pi\u00f9, trascinato dal mistero del destino della terra.\nmille anni o pi\u00f9, trascinato dal mistero del destino della terra,\nguardando con uno strano fascino il sole diventare sempre pi\u00f9 grande e spento nel\nnel cielo di occidente, e la vita della vecchia terra svanire. Alla fine, pi\u00f9 di\nmilioni di anni dopo, l'enorme cupola rovente del sole era arrivata a oscurare\nera arrivata a oscurare quasi un decimo dei cieli tenebrosi. Allora mi\nmi fermai ancora una volta, perch\u00e9 la moltitudine strisciante di granchi era scomparsa,\ne la spiaggia rossa, a parte le epatiche e i licheni di un verde livido, sembrava priva di vita,\nsembravano privi di vita. E ora era punteggiata di bianco. Un freddo pungente\nmi assal\u00ec. Rari fiocchi bianchi scendevano sempre pi\u00f9 numerosi. A nord\nverso nord-est, il bagliore della neve si stendeva sotto la luce delle stelle del cielo di\ncielo, e potevo vedere una cresta ondulata di colline bianco-rosa.\nC'erano frange di ghiaccio lungo il margine del mare, con masse alla deriva\nma la distesa principale di quell'oceano salato, tutta insanguinata sotto il\nl'eterno tramonto, non era ancora ghiacciato.\n\n Mi guardai intorno per vedere se era rimasta qualche traccia di vita animale. A\nindefinibile apprensione mi teneva ancora in sella alla macchina.\nmacchina. Ma non vidi nulla in movimento, n\u00e9 in terra n\u00e9 in cielo n\u00e9 in mare. La melma verde\nverde sulle rocce testimoniava che la vita non era estinta. Un banco di sabbia\nun banco di sabbia poco profondo e l'acqua si era ritirata dalla spiaggia.\nspiaggia. Mi sembr\u00f2 di vedere un oggetto nero che galleggiava su questo banco,\nma, mentre lo guardavo, diventava immobile e giudicai che il mio occhio era stato ingannato e che\nche il mio occhio era stato ingannato e che l'oggetto nero era solo una roccia. Le\nstelle nel cielo erano intensamente luminose e mi sembravano scintillare molto\npoco.\n\n Improvvisamente mi accorsi che il profilo circolare del sole verso ovest era\nche una concavit\u00e0, una baia, era apparsa nella curva. Vidi che questa\ningrandirsi. Per un minuto, forse, rimasi a guardare sbigottito questo nero\nche si stava insinuando nel giorno, e poi capii che stava iniziando un'eclissi.\ninizio di un'eclissi. La luna o il pianeta Mercurio stavano attraversando il disco del sole.\ndisco del Sole. Naturalmente, all'inizio ho pensato che fosse la luna, ma ci sono molte cose che mi fanno pensare che si tratti di\nmolto che mi induce a credere che quello che ho visto in realt\u00e0 era il transito di un pianeta interno\nun pianeta interno che passava molto vicino alla Terra.\n\n L'oscurit\u00e0 cresceva sempre pi\u00f9; un vento freddo cominci\u00f2 a soffiare a raffiche da est e i fiocchi bianchi nell'aria aumentavano\nda est e i fiocchi bianchi nell'aria aumentavano di numero.\nnumero. Dal bordo del mare giungeva un'increspatura e un sussurro. Al di l\u00e0 di\nquesti suoni senza vita il mondo era silenzioso. Silenzioso? Sarebbe difficile\ndifficile rendere l'idea della sua immobilit\u00e0. Tutti i suoni dell'uomo, il belare delle pecore, le grida degli uccelli, il ronzio degli insetti, l'agitazione che rende\npecore, le grida degli uccelli, il ronzio degli insetti, l'agitazione che fa da sfondo alle nostre vite.\nsfondo della nostra vita, tutto questo era finito. Mentre l'oscurit\u00e0 si addensava,\ni fiocchi che si muovevano diventavano pi\u00f9 abbondanti, danzando davanti ai miei occhi; e il freddo dell'aria pi\u00f9 intenso.\nfreddo dell'aria pi\u00f9 intenso. Alla fine, uno dopo l'altro, rapidamente, uno dopo l'altro\nl'altro, le cime bianche delle colline lontane svanirono nel\nnero. La brezza si alz\u00f2 fino a diventare un vento lamentoso. Vidi la nera ombra centrale\ncentrale dell'eclissi che si dirigeva verso di me. In un altro momento le pallide\npallide stelle erano visibili. Tutto il resto era oscurit\u00e0 senza raggi. Il cielo era\nassolutamente nero.\n\n L'orrore di questa grande oscurit\u00e0 mi assal\u00ec. Il freddo, che mi percuoteva il midollo, e il dolore che provavo nel respirare\nmidollo, e il dolore che provavo nel respirare, mi sopraffacevano. Rabbrividii e\nuna nausea mortale mi colse. Poi, come un arco rovente nel cielo, apparve il bordo del sole.\nil bordo del sole. Scesi dalla macchina per riprendermi. Mi sentivo\nmi sentivo stordito e incapace di affrontare il viaggio di ritorno. Mentre ero in piedi, malato e confuso\nconfuso, vidi di nuovo la cosa in movimento sulla secca.\nnon c'era alcun errore: era una cosa che si muoveva contro l'acqua rossa del mare.\nmare. Era una cosa rotonda, grande forse come un pallone da calcio o, forse, pi\u00f9 grande.\npi\u00f9 grande, e i tentacoli scendevano da essa; sembrava nera contro l'acqua rossa\nl'acqua rossa e sanguigna, e saltellava in modo irregolare. Poi\nSentii che stavo per svenire. Ma un terribile timore di giacere inerme in quella\nremoto e terribile crepuscolo mi sostenne mentre salivo in sella.\nsella.\n\n\n\n\n XV.\n Il ritorno del viaggiatore nel tempo\n\n\n Cos\u00ec tornai indietro. Per molto tempo devo essere rimasto insensibile sulla\nmacchina. La successione lampeggiante dei giorni e delle notti era ripresa,\nil sole torn\u00f2 ad essere dorato, il cielo azzurro. Respiravo con maggiore\nlibert\u00e0. I contorni fluttuanti della terra si sono fatti pi\u00f9 fluidi. Le\nlancette dei quadranti giravano all'indietro. Alla fine vidi di nuovo le ombre fioche\ndi case, le testimonianze di un'umanit\u00e0 decadente. Anche queste sono cambiate e\npassarono, e ne arrivarono altre. A un certo punto, quando il milione di quadranti era a zero, rallentai la velocit\u00e0,\nrallentai la velocit\u00e0. Cominciai a riconoscere la nostra bella e familiare architettura.\narchitettura, la lancetta delle migliaia tornava al punto di partenza, la notte e il giorno\nnotte e il giorno si muovevano sempre pi\u00f9 lentamente. Poi le vecchie mura del\nlaboratorio mi circondarono. Molto delicatamente, ora, rallentai il meccanismo.\nrallentare il meccanismo.\n\n Ho visto una piccola cosa che mi \u00e8 sembrata strana. Credo di avervi detto\nche quando sono partito, prima che la mia velocit\u00e0 diventasse molto alta, la signora Watchett\nWatchett aveva attraversato la stanza, viaggiando, come mi era sembrato, come un razzo.\nrazzo. Mentre tornavo indietro, ho attraversato di nuovo quel minuto in cui lei\nattraversava il laboratorio. Ma ora ogni suo movimento sembrava essere\ninversione esatta di quelli precedenti. La porta in basso si apr\u00ec,\ne lei scivol\u00f2 silenziosamente su per il laboratorio, con la schiena in primo piano, e scomparve dietro la porta\ne scomparve dietro la porta da cui era entrata in precedenza. Poco prima\nprima mi sembr\u00f2 di vedere Hillyer per un attimo; ma pass\u00f2 come un lampo.\nun lampo.\n\n Poi ho fermato la macchina e ho rivisto intorno a me il vecchio laboratorio familiare, i miei strumenti e i miei apparecchi come li avevo lasciati.\nlaboratorio, i miei strumenti, i miei apparecchi proprio come li avevo lasciati. Scesi\nmolto tremante e mi sedetti sul mio banco. Per diversi minuti\ntremavo violentemente. Poi mi tranquillizzai. Intorno a me c'era di nuovo il mio vecchio\nlaboratorio, esattamente com'era prima. Avrei potuto dormire l\u00ec e\ntutto il resto \u00e8 stato un sogno.\n\n Eppure, non esattamente! La cosa era partita dall'angolo sud-est del laboratorio.\ndel laboratorio. Si era fermato di nuovo a nord-ovest, contro la\nmuro dove l'avete vista. Questo vi d\u00e0 la distanza esatta dal mio\ndal mio piccolo prato al piedistallo della Sfinge Bianca, nel quale i\nMorlock avevano portato la mia macchina.\n\n Per un certo periodo il mio cervello ristagn\u00f2. Poi mi alzai e attraversai il\nil passaggio qui, zoppicando, perch\u00e9 il tallone mi faceva ancora male e\ne mi sentivo molto affaticato. Vidi la _Pall Mall Gazette_ sul tavolo vicino alla porta.\nporta. Ho scoperto che la data era proprio quella di oggi e, guardando l'orologio, ho visto che l'ora era quasi quella di oggi.\norologio, vidi che l'ora era quasi le otto. Ho sentito le vostre voci\ne il rumore dei piatti. Ho esitato, mi sentivo cos\u00ec male e debole. Poi ho\nannusato della buona carne salutare e vi ho aperto la porta. Il resto lo conoscete\nresto. Mi sono lavato, ho cenato e ora vi racconto la storia.\n\n\n\n\n XVI.\n Dopo la storia\n\n\n So, disse dopo una pausa, che tutto questo sar\u00e0 assolutamente\nincredibile per voi, ma per me l'unica cosa incredibile \u00e8 che sono qui\nin questa vecchia stanza familiare a guardare i vostri volti amichevoli e a raccontarvi queste\ne vi racconto queste strane avventure.  Guard\u00f2 il medico.\n No. Non posso aspettarmi che ci crediate. Prendetela come una bugia o una profezia.\nDite che l'ho sognato in officina. Considerate che ho speculato sui\nsui destini della nostra razza, finch\u00e9 non ho concepito questa finzione. Considerate la mia\nasserzione della sua verit\u00e0 come un mero colpo d'arte per accrescerne l'interesse.\nE considerandola come una storia, cosa ne pensate?\n\nPrese la pipa e cominci\u00f2 a battere nervosamente sulle sbarre della grata, come era solito fare.\ncon essa nervosamente sulle sbarre della grata. Ci fu un momento di\nsilenzio. Poi le sedie cominciarono a scricchiolare e le scarpe a raschiare sul tappeto.\ntappeto. Distolsi lo sguardo dal volto del Viaggiatore del Tempo e guardai in giro\nal suo pubblico. Erano al buio, e piccole macchie di colore nuotavano\ndavanti a loro. L'Uomo Medico sembrava assorto nella contemplazione del\ndel nostro ospite. Il redattore guardava intensamente l'estremit\u00e0 del suo sigaro.\nsesto. Il Giornalista armeggiava con l'orologio. Gli altri, per quanto ricordo, erano\nricordo, erano immobili.\n\nL'editore si alz\u00f2 con un sospiro.  Che peccato che lei non sia uno scrittore di storie!\ndi storie! disse, mettendo una mano sulla spalla del Viaggiatore del Tempo.\nspalla del Viaggiatore del Tempo.\n\n Non ci credi?\n\n Bene\n\n Pensavo di no.\n\nIl Viaggiatore del Tempo si rivolse a noi.  Dove sono i fiammiferi? Accese un fiammifero e\nne accese uno e parl\u00f2 sopra la sua pipa, sbuffando.  A dire la verit\u00e0... I\nquasi non ci credo..... Eppure...\n\nIl suo sguardo cadde con una muta indagine sui fiori bianchi appassiti sul\nsul tavolino. Poi gir\u00f2 la mano che reggeva la pipa e vidi che guardava\nvidi che stava osservando alcune cicatrici semicancellate sulle nocche.\n\nL'uomo di medicina si alz\u00f2, si avvicin\u00f2 alla lampada ed esamin\u00f2 i fiori.  Il\ngineceo \u00e8 strano, disse. Lo psicologo si chin\u00f2 in avanti per vedere,\ntendendo la mano per prendere un campione.\n\n Impicco se non \u00e8 l'una meno un quarto, disse il giornalista.  Come\ntorneremo a casa?\n\n Ci sono molti taxi alla stazione, disse lo psicologo.\n\n \u00c8 una cosa curiosa, disse l'Uomo Medico, ma di certo non conosco l'ordine naturale di questi fiori.\nconoscere l'ordine naturale di questi fiori. Posso averli?\n\nIl Viaggiatore del Tempo esit\u00f2. Poi, improvvisamente:  Certamente no.\n\n Dove li hai presi davvero? disse l'Uomo Medico.\n\nIl Viaggiatore del Tempo si port\u00f2 una mano alla testa. Parlava come uno che cercava di\ncome uno che cerca di trattenere un'idea che gli sfugge.  Mi sono stati messi in tasca da\ntasca da Weena, quando ho viaggiato nel Tempo.  Fiss\u00f2 la stanza.\n Che io sia dannato se non sta andando tutto bene. Questa stanza, voi e l'atmosfera di ogni giorno\ndi ogni giorno \u00e8 troppo per la mia memoria. Ho mai costruito una macchina del tempo,\no un modello di macchina del tempo? O \u00e8 tutto solo un sogno? Dicono che la vita\n\u00e8 un sogno, un sogno prezioso e povero a volte, ma non riesco a sopportarne un altro\nche non si adatta. \u00c8 una follia. E da dove viene il sogno?   I\nDevo guardare quella macchina. Se c'\u00e8!\n\nPrese al volo la lampada e la port\u00f2, rossa e fiammeggiante, attraverso la porta nel corridoio.\nporta nel corridoio. Lo seguimmo. Alla luce tremolante della lampada\ndella lampada c'era sicuramente la macchina, tozza, brutta e storta, una cosa di ottone, ebano, avorio e\ndi ottone, ebano, avorio e quarzo traslucido e scintillante. Solido\nal tatto, perch\u00e9 allungai la mano e ne tastai la rotaia, e con le macchie e le sbavature marroni sull'avorio.\nmacchie e sbavature marroni sull'avorio, e pezzi di erba e muschio sulle\nparti inferiori, e un binario piegato.\n\nIl Viaggiatore del Tempo pos\u00f2 la lampada sulla panchina e fece scorrere la mano\nlungo il binario danneggiato.  Ora \u00e8 tutto a posto, disse.  La storia che ti ho\nraccontata era vera. Mi dispiace di averti portato qui al freddo.\nRiprese il lume e, in un silenzio assoluto, tornammo nella\nsala da fumo.\n\nEntr\u00f2 nella sala con noi e aiut\u00f2 il Direttore a indossare il cappotto.\nIl medico lo guard\u00f2 in faccia e, con una certa esitazione,\ngli disse che soffriva di sovraccarico di lavoro, e lui si mise a ridere di gusto. I\nRicordo che rimase in piedi sulla soglia della porta aperta, augurando la buonanotte.\n\nHo condiviso il taxi con il redattore. Pensava che il racconto fosse una palese bugia.  Per\nmia parte non riuscivo a giungere a una conclusione. La storia era cos\u00ec\nfantastica e incredibile, il racconto cos\u00ec credibile e sobrio. Rimasi sveglio\nsveglia per quasi tutta la notte a pensarci. Decisi di andare il giorno dopo\ne vedere di nuovo il Viaggiatore del Tempo. Mi dissero che era in laboratorio,\ned essendo in buoni rapporti con la casa, andai da lui. Il laboratorio,\nlaboratorio, per\u00f2, era vuoto. Fissai per un minuto la Macchina del Tempo, allungai la mano e toccai la leva.\nmano e toccai la leva. A quel punto la massa tozza e\nmassa dall'aspetto sostanziale ondeggi\u00f2 come un ramo scosso dal vento. La sua\ninstabilit\u00e0 mi spavent\u00f2 moltissimo, ed ebbi una strana reminiscenza dei giorni infantili quando\ndi quando mi era stato proibito di immischiarmi. Tornai indietro\nattraverso il corridoio. Il Viaggiatore del Tempo mi raggiunse nella sala fumatori. Stava\nveniva dalla casa. Aveva una piccola macchina fotografica sotto un braccio e uno zaino sotto l'altro.\nzaino sotto l'altro. Quando mi ha visto, ha riso e mi ha dato una\ngomito da stringere.  Sono terribilmente occupato, disse, con quella cosa l\u00ec dentro.\nl\u00ec dentro.\n\n Ma non \u00e8 una bufala?  Ho detto.  Viaggiate davvero nel tempo?\n\n Davvero e sinceramente lo voglio.  E mi guard\u00f2 francamente negli occhi. Ha\nesitava. Il suo sguardo vagava per la stanza.  Voglio solo mezz'ora,\ndisse.  So perch\u00e9 \u00e8 venuto, ed \u00e8 molto gentile da parte sua. Ci sono\nalcune riviste qui. Se si fermer\u00e0 a pranzare, questa volta le dimostrer\u00f2\nche viaggiavi fino in fondo, con i suoi esemplari e tutto il resto. Se mi perdonate se vi lascio\nlasciarti ora?\n\nAcconsentii, comprendendo a malapena l'importanza delle sue parole,\ne lui annu\u00ec e prosegu\u00ec lungo il corridoio. Sentii sbattere la porta del\nlaboratorio, mi sedetti su una sedia e presi in mano un quotidiano.\nCosa avrebbe fatto prima dell'ora di pranzo? Poi, all'improvviso, mi venne in mente\nda un annuncio pubblicitario che avevo promesso di incontrare Richardson, l'editore, alle due.\nRichardson, l'editore, alle due. Guardai l'orologio e vidi che potevo a malapena salvare quell'impegno.\nsalvare quell'impegno. Mi alzai e scesi nel corridoio per dire al\nViaggiatore del tempo.\n\nMentre afferravo la maniglia della porta, sentii un'esclamazione, stranamente\ntroncata alla fine, e uno scatto e un tonfo. Una folata d'aria turbin\u00f2 intorno a me\nd'aria mi circond\u00f2 mentre aprivo la porta e dall'interno giunse il rumore di vetri rotti che cadevano sul\nvetri rotti che cadevano sul pavimento. Il Viaggiatore del Tempo non c'era. Mi sembr\u00f2\nuna figura spettrale e indistinta, seduta in una massa vorticosa di nero e ottone.\ne di ottone, per un attimo, una figura cos\u00ec trasparente che il banco dietro di essa, con i suoi fogli di\ncon i suoi fogli di disegni era assolutamente distinto; ma questo fantasma \u00e8 svanito\nsvan\u00ec quando mi strofinai gli occhi. La Macchina del Tempo era sparita. A parte un\nun'ondata di polvere che si attenuava, l'altra parte del laboratorio era vuota. A\ndel lucernario, a quanto pareva, era appena saltato.\n\nProvai un irragionevole stupore. Sapevo che era successo qualcosa di strano\nqualcosa di strano, ma per il momento non riuscivo a distinguere che cosa\ncosa potesse essere. Mentre stavo fissando, la porta del giardino si apr\u00ec,\ne apparve l'uomo-servo.\n\nCi siamo guardati l'un l'altro. Poi cominciarono ad arrivare le idee.  Il signor \u00e8 uscito\ndi l\u00e0? dissi io.\n\n No, signore. Nessuno \u00e8 venuto da questa parte. Mi aspettavo di trovarlo\nqui.\n\nA questo punto ho capito. Rischiando di deludere Richardson, sono rimasto\nin attesa del Viaggiatore del Tempo; in attesa della seconda storia, forse ancora\nstoria ancora pi\u00f9 strana, e gli esemplari e le fotografie che avrebbe portato con s\u00e9.\ncon s\u00e9. Ma ora comincio a temere di dover aspettare una vita intera.\nIl Viaggiatore del Tempo \u00e8 scomparso tre anni fa. E, come tutti sanno\ncome tutti sanno, non \u00e8 pi\u00f9 tornato.\n\n\n\n\n Epilogo\n\n\nNon si pu\u00f2 fare a meno di chiedersi. Torner\u00e0 mai? Potrebbe essere che\nnel passato e sia caduto tra i selvaggi pelosi e sanguinari dell'et\u00e0 della pietra grezza.\nselvaggi dell'et\u00e0 della pietra grezza, negli abissi del Mar Cretaceo o tra i grotteschi sauri\nCretaceo o tra i grotteschi sauri, gli enormi rettili del Giurassico.\nbruti del Giurassico. Potrebbe anche ora, se posso usare l'espressione\nse posso usare l'espressione, vagare su qualche barriera corallina oolitica infestata da plesiosauri, oppure\no nei solitari mari salini del Triassico. Oppure \u00e8 andato\nin una delle epoche pi\u00f9 vicine, in cui gli uomini sono ancora uomini, ma con gli enigmi del nostro tempo.\ncon gli enigmi del nostro tempo risolti e i suoi logoranti problemi\nrisolti i suoi logoranti problemi? Nella virilit\u00e0 della razza: perch\u00e9 io, da parte mia, non posso pensare che questi ultimi giorni di debole sperimentazione\nnon posso pensare che questi ultimi giorni di esperimenti deboli, di teorie frammentarie\ne di discordia reciproca siano davvero il momento culminante dell'uomo! Dico, per quanto mi riguarda\nparte mia. Lui, lo so, perch\u00e9 la questione era stata discussa tra noi molto tempo prima\nprima che la macchina del tempo venisse realizzata, pensava con gioia al progresso dell'umanit\u00e0.\nprogresso dell'umanit\u00e0, e vedeva nel crescente ammasso di civilt\u00e0\nsolo uno sciocco ammasso che alla fine doveva inevitabilmente ricadere e distruggere\ni suoi creatori alla fine. Se \u00e8 cos\u00ec, non ci resta che vivere come se non lo fosse.\ncome se non fosse cos\u00ec. Ma per me il futuro \u00e8 ancora nero e vuoto \u00e8\nuna vasta ignoranza, illuminata in pochi punti casuali dal ricordo della sua storia.\nstoria. E ho vicino a me, come conforto, due strani fiori bianchi\nfiori bianchi ormai raggrinziti, marroni, piatti e fragili, a testimoniare che\nanche quando la mente e la forza se ne erano andate, la gratitudine e la tenerezza reciproca\nnel cuore dell'uomo."},{"titolo":"La guerra nell'aria","autore":"H.G. Wells","categoria":"Fantascienza","contenuto":"CAPITOLO I COME MIA MADRE HA AVUTO IL SUO VISO MORBIDO\n\n\nIl giorno della mia nascita comprammo sei sedie con il fondo di capelli e nella nostra piccola casa fu un evento, la prima grande vittoria\ncasa era un evento, la prima grande vittoria della lunga campagna di una donna.\ncampagna di una donna; come erano state faticosamente acquistate, le sterline e i trenta penny\ntre penny che costavano, l'ansia che c'era per l'acquisto, lo spettacolo che fecero nel\nspettacolo che fecero quando presero possesso della stanza ovest, la freddezza innaturale di mio padre\nmio padre quando li port\u00f2 dentro (ma il suo viso era bianco).\nin seguito ho sentito il racconto e ho condiviso, come ragazzo e uomo, tanti trionfi simili, che\ntrionfi simili, che l'arrivo delle sedie sembra essere qualcosa che ricordo,\ncome se fossi saltato gi\u00f9 dal letto il primo giorno e fossi corso a vedere come erano fatte.\ncome apparivano.  Sono sicura che i piedi di mia madre stavano per essere\nprima che ci si potesse fidare di loro, e che nel momento in cui era stata lasciata sola con me\nsola con me fu scoperta a piedi nudi nella stanza ovest, a medicare una cicatrice (cosa che aveva fatto per prima).\nuna cicatrice (che lei era stata la prima a individuare) su una delle sedie, oppure\nsedute in modo regale, oppure si ritirava e riapriva la porta improvvisamente\nper cogliere i sei di sorpresa.  E poi, credo, le fu gettato addosso uno scialle\n(\u00e8 strano per me pensare che non fui io a correrle dietro con lo scialle), e lei fu messa in ginocchio.\nscialle), fu accompagnata con severit\u00e0 a letto e le fu ricordato che aveva promesso di non muoversi, di\nche aveva promesso di non muoversi, al che la sua risposta fu probabilmente che era\nche si era allontanata solo per un istante, con l'implicazione che quindi non si era\nera andata via del tutto.  Cos\u00ec mi fu rivelato un pezzetto di lei in una volta sola:\nMi chiedo se ne ho preso nota.  I vicini vennero a vedere il ragazzo e le sedie.\nsedie.  Mi chiedo se mi abbia ingannato quando ha fatto finta di pensare che\nche ci fossero altri come noi, o se l'avessi capito fin dal primo momento,\nlei era cos\u00ec facile da capire.  Quando sembrava d'accordo con loro che\nche sarebbe stato impossibile darmi un'istruzione universitaria, ero cos\u00ec facilmente\no sapevo gi\u00e0 quali ambizioni ardevano dietro quel caro viso?\nquando parlavano delle cattedre come di una meta da raggiungere in fretta, ero forse un\nun tale nuovo arrivato che le sue timide labbra dovevano dire Sono solo un inizio\nprima di aver sentito le parole?  E quando ci siamo lasciati insieme, ho forse riso delle\ngrandi cose che aveva in mente, o doveva sussurrarle a me per prima\ne poi l'ho abbracciata e le ho detto che l'avrei aiutata?\naiuto?  Cos\u00ec \u00e8 stato per tanto tempo: \u00e8 strano per me sentire che non \u00e8 stato cos\u00ec fin dall'inizio.\nche non sia stato cos\u00ec fin dall'inizio.\n\nSono sei anni di congetture, e colei che vedo in essi \u00e8 la donna che \u00e8 apparsa all'improvviso quando erano finiti.\ndonna che \u00e8 apparsa all'improvviso quando erano finiti.  Le sue timide\nlabbra timide, ho detto, ma allora non erano timide e quando l'ho conosciuta le\nlabbra timide erano arrivate.  Il viso morbido dicono che non era cos\u00ec morbido\nallora.  Lo scialle che le fu gettato addosso non avevamo ancora cominciato a cacciarla\ncon uno scialle, n\u00e9 a fare dei nostri corpi uno schermo tra lei e le\ncorrenti d'aria, n\u00e9 ad insinuarci nella sua stanza una ventina di volte nella notte per\nnotte per guardarla mentre dormiva.  Non la vedevamo diventare piccola\nn\u00e9 ci siamo voltati bruscamente quando ci ha detto con stupore quanto fossero diventate piccole le sue braccia.\nbraccia erano diventate piccole.  Nei suoi momenti pi\u00f9 felici, e mai donna fu pi\u00f9 felice, la sua bocca\ndonna pi\u00f9 felice, la sua bocca non inizi\u00f2 improvvisamente a contorcersi e le lacrime si posarono sui\nocchi azzurri e muti in cui ho letto tutto quello che so e che vorrei scrivere.\nscrivere.  Perch\u00e9 quando guardavi negli occhi di mia madre sapevi, come se Lui te lo avesse detto, perch\u00e9 Dio l'aveva mandata nel mondo.\nperch\u00e9 Dio l'aveva mandata nel mondo, era per aprire la mente di tutti coloro che\nche guardano a pensieri belli.  E questo \u00e8 l'inizio e la fine della\nletteratura.  Quegli occhi che non ho potuto vedere fino all'et\u00e0 di sei anni mi hanno guidato per tutta la vita.\nmi hanno guidato per tutta la vita e prego Dio che possano rimanere il mio unico giudice\ngiudice terreno fino all'ultimo.  Non sono mai stati la mia guida pi\u00f9 di quando ho contribuito a mettere\na metterla sulla terra, non piagnucolando perch\u00e9 mia madre era stata portata via\ndopo settantasei gloriosi anni di vita, ma esultando in lei anche nella tomba.\ntomba.\n\n                                * * * * *\n\nAveva un figlio che era lontano a scuola.  Ricordo molto poco di lui\ndi lui, solo che era un bambino dalla faccia allegra che correva come uno scoiattolo su un albero\ne mi scuoteva le ciliegie in grembo.  Quando lui aveva tredici anni e io la met\u00e0 della sua et\u00e0\ntredici anni e io avevo la met\u00e0 dei suoi anni, arriv\u00f2 la terribile notizia.\nmadre era terribilmente calma mentre si metteva tra la Morte e suo figlio.\nsuo figlio.  Con lei scendemmo lungo la collina fino alla stazione di legno e io credo di averle invidiato la\nCredo di averle invidiato il viaggio nei misteriosi vagoni; so che abbiamo giocato intorno a lei, orgogliosi del nostro diritto\nso che giocavamo intorno a lei, orgogliosi del nostro diritto di essere l\u00ec, ma non lo ricordo, parlo solo per sentito dire.\nnon ricordo, parlo solo per sentito dire.  Il suo biglietto era stato preso, ci aveva salutato con quel\nci aveva salutato con quella faccia da combattente che non riesco a vedere, e poi mio padre\nmio padre usc\u00ec dall'ufficio del telegrafo e disse a bassa voce: \"Se n'\u00e8 andato!   Allora noi\nmolto tranquillamente e tornammo a casa su per la piccola brae.  Ma non parlo pi\u00f9\nnon parlo pi\u00f9 per sentito dire; ormai conoscevo mia madre per sempre.\n\n\u00c8 cos\u00ec che ha ottenuto il suo viso morbido, i suoi modi patetici e la sua grande carit\u00e0.\ncarit\u00e0, e perch\u00e9 altre madri correvano da lei quando avevano perso un figlio.\n Non salutare, povera Janet, diceva loro; e loro rispondevano,\n Ah, Margaret, ma tu stai salutando te stessa\".   Margaret Ogilvy era il suo nome da\nil suo nome da ragazza, e secondo l'usanza scozzese era ancora Margaret\nOgilvy per i suoi vecchi amici.  Margaret Ogilvy mi piaceva chiamarla.  Spesso\nquando ero ragazzo, Margaret Ogilvy, ci sei?   chiamavo su per le\nscala.\n\nDa quell'ora \u00e8 sempre stata delicata e per molti mesi \u00e8 stata molto\nmalata.  Ho sentito dire che la prima cosa che aveva espresso il desiderio di vedere era\nla veste battesimale, la guard\u00f2 a lungo e poi volt\u00f2 il viso verso il muro.\nverso il muro.  \u00c8 stato questo che mi ha fatto pensare, da ragazzo, che fosse sempre la veste con cui\nvestaglia con la quale era stato battezzato, ma pi\u00f9 tardi seppi che tutti eravamo stati battezzati con essa, dalla\nbattezzati con essa, dal pi\u00f9 vecchio della famiglia al pi\u00f9 giovane, tra i quali c'erano venti anni.\nche si trovavano a vent'anni di distanza l'uno dall'altro.  Centinaia di altri bambini furono battezzati con questa veste.\nAnche centinaia di altri bambini furono battezzati con questa veste, che allora era un bene raro, e il prestito della nostra\ntra le glorie di mia madre.  Veniva portata con cura di casa in casa,\ncome se fosse esso stesso un bambino; mia madre se ne prendeva cura, lo lisciava, lo accarezzava e gli sorrideva,\naccarezzarlo, sorridergli prima di metterlo tra le braccia di coloro ai quali veniva prestato.\nprestato; era nel nostro banco per vederlo portare magnificamente\n(ora c'\u00e8 qualcosa dentro) lungo la navata fino al pulpito, quando un'agitazione di attesa ha attraversato la chiesa e\ndi attesa attravers\u00f2 la chiesa e noi ci scalciammo i piedi l'un l'altro\nsotto il leggio, ma eravamo riverenti in viso; e per quanto il bambino potesse comportarsi\nbambino si comportasse, ridendo sfacciatamente o facendo i capricci per la vergogna della madre,\ne qualsiasi cosa facesse il padre quando lo teneva in braccio, guardando probabilmente\ne inchinarsi al momento sbagliato, la veste battesimale della lunga esperienza li aiutava a superare\nli aiut\u00f2 a superare la cosa.  E quando le fu riportato, lo prese tra le braccia con la stessa delicatezza\ntra le braccia come se stesse dormendo, e inconsciamente la strinse al petto.\nal suo petto: non c'era mai stato nulla in casa che le parlasse cos\u00ec\ncos\u00ec eloquente come quella piccola veste bianca; era l'unico dei suoi figli che\nche rimaneva sempre un bambino.  E non l'aveva fatta lei stessa, il che era la cosa pi\u00f9\nla cosa pi\u00f9 meravigliosa per me, perch\u00e9 sembrava che avesse fatto tutte le altre cose.\naltre cose.  Tutti i vestiti della casa erano fatti da lei, e non la si conosce minimamente se\nnon la conoscete affatto se pensate che fossero fuori moda;\nlei li rigirava e li rifaceva, li batteva e li rifaceva, e poi li convinceva a fare il lavoro di un'altra persona.\ne poi li ha fatti tornare nuovi solo per l'ultima volta.\nli ha fatti uscire, li ha portati dentro e ha messo una nuova treccia, aggiungendo un pezzo sul\ne cos\u00ec passavano da un membro all'altro della famiglia fino a quando\nfamiglia all'altra, fino ad arrivare alla pi\u00f9 giovane, e anche quando avevamo finito con loro\nriapparivano sotto forma di qualcos'altro.  Alla moda!  Devo tornare\ntornare su questo.  Non c'\u00e8 mai stata una donna con un tale occhio di riguardo.  Non aveva\nmoda; non ne aveva bisogno.  La moglie del ministro (un mantello),\nle figlie del banchiere (la nuova manica), bastava che passassero una volta davanti alla nostra finestra e lo scalpo, per cos\u00ec dire, era\nuna volta, e lo scalpo, per cos\u00ec dire, era nelle mani di mia madre.  Osservatela\nforbici in mano, filo in bocca, ai cassetti dove le figlie indossavano gli abiti del sabato.\nfiglie per il sabato.  Oppure andate in chiesa la domenica successiva e\nuna certa famiglia che entrava, con il ragazzo che alzava le gambe in alto per mostrare i suoi\nper mostrare i suoi stivali nuovi, ma tutti gli altri pudicamente, soprattutto la timida,\ntimida, dall'aspetto poco attento, in fondo a loro.  Se quel giorno eri la moglie del\nministro quel giorno o le figlie del banchiere, avreste avuto uno shock.\nshock.  Ma lei compr\u00f2 la veste battesimale e quando le chiedevo perch\u00e9,\nquando le chiedevo il perch\u00e9, si illuminava e sembrava consapevole, dicendo che voleva essere stravagante.\nuna volta.  E mi diceva, sempre sorridendo, che pi\u00f9 una donna si dedicava al cucito e al\na cucire e a fare cose per se stessa, maggiore era il suo appassionato\ndesiderio di correre di tanto in tanto nei negozi e fare delle sciocchezze.   La\nveste da battesimo con i suoi patetici fronzoli ha ormai pi\u00f9 di mezzo secolo,\ne ha cominciato ad afflosciarsi un po', come una margherita il cui tempo \u00e8 passato; ma \u00e8 tenuta insieme con lo stesso affetto di sempre.\n\u00e8 tenuta insieme con lo stesso affetto di sempre: l'ho vista di nuovo in uso solo l'altro giorno.\nsolo l'altro giorno.\n\nMia madre giaceva a letto con la vestaglia del battesimo accanto, e io sbirciavo pi\u00f9 volte dalla porta, poi andavo sulle scale e mi sedevo su di esse.\npi\u00f9 volte alla porta e poi andavo sulle scale e mi sedevo su di esse e\nsinghiozzava.  Non so se fu quel primo giorno, o molti giorni dopo,\nche arriv\u00f2 da me, mia sorella, la figlia che mia madre amava di pi\u00f9;\ns\u00ec, sono sicura anche pi\u00f9 di quanto amasse me, la cui grande gloria era\ngrande gloria da quando avevo sei anni.  Questa sorella, che allora stava per finire l'adolescenza\nadolescenza, venne da me con un viso molto ansioso e torcendosi le mani,\ne mi disse di andare da mia madre e di dirle che aveva ancora\nun altro bambino.  Andai eccitata, ma la stanza era buia e quando sentii la porta chiudersi e nessun suono provenire.\nquando sentii la porta chiudersi e nessun suono provenire dal letto, ebbi paura e rimasi ferma.\nrimasi immobile.  Forse respiravo a fatica, o forse stavo piangendo,\nperch\u00e9 dopo un po' di tempo sentii una voce svogliata che non era mai stata svogliata\nprima, dire: \"Sei tu?   Credo che il tono mi abbia ferito, perch\u00e9 non ho risposto.\nrisposta, e poi la voce disse di nuovo, pi\u00f9 ansiosa, Sei tu?  I\npensai che fosse il ragazzo morto a cui stava parlando e dissi con una vocina solitaria: \"No, \u00e8 il mio ragazzo\".\nvoce solitaria: \"No, non \u00e8 lui, sono solo io\".   Poi sentii un grido e\nmia madre si gir\u00f2 nel letto e, anche se era buio, capii che stava\nche stava tendendo le braccia.\n\nDopo di che rimasi molto tempo nel suo letto cercando di farglielo dimenticare,\nQuesto era il mio modo astuto di fare il medico, e se vedevo qualcuno fuori casa fare\nfuori casa fare qualcosa che faceva ridere gli altri, mi precipitavo subito in quella\nstanza buia e lo facevo davanti a lei.  Immagino di essere stata una strana figura\nMi \u00e8 stato detto che la mia ansia di rallegrarla dava al mio viso un'aria tesa e mi faceva tremare.\nsguardo teso e che metteva un po' di tremore nello scherzo (mi mettevo a testa in gi\u00f9 nel letto, con i piedi contro il muro).\nletto, con i piedi contro il muro, e poi gridavo eccitata: \"Stai ridendo, mamma?\nstai ridendo, mamma? ) e forse ci\u00f2 che la faceva ridere era qualcosa di cui ero inconsapevole.\nma di tanto in tanto rideva all'improvviso, al che io gridavo esultante a quella\nurlavo esultante alla cara sorella, che era sempre in attesa, di venire a vedere lo spettacolo.\nma quando arriv\u00f2 il viso morbido era di nuovo bagnato.\nCos\u00ec fui privata di un po' della mia gloria, e ricordo che una volta la feci ridere solo\nridere davanti a dei testimoni.  Tenevo un registro delle sue risate su un pezzo di carta.\nsu un foglio di carta, un tratto per ognuna, ed era mia abitudine mostrarlo con orgoglio al medico ogni mattina.\nal medico ogni mattina.  La prima volta che glielo feci avere erano cinque\nglielo feci scivolare in mano e, quando gliene spiegai il significato, si mise a ridere in maniera cos\u00ec\nquando gli fu spiegato il loro significato, si mise a ridere cos\u00ec fragorosamente che io gridai: \"Vorrei che fosse uno dei suoi!\nPoi fu comprensivo e mi chiese se mia madre avesse gi\u00e0 visto il giornale.\ne quando ho scosso la testa ha detto che se glielo avessi mostrato ora e le avessi detto che quelle erano le sue cinque risate.\nche se glielo avessi mostrato ora e le avessi detto che queste erano le sue cinque risate, avrebbe pensato che avrei potuto vincerne un'altra.\nIo ero meno fiduciosa, ma lui era l'uomo misterioso per il quale si correva nel cuore della notte (si buttava via il giornale).\ndi notte (si gettava sabbia alla finestra per svegliarlo, e se era solo mal di denti\nse si trattava solo di mal di denti, estraeva il dente attraverso la finestra aperta.\nma quando si trattava di qualcosa di pi\u00f9 grave era subito con te nella piazza buia,\ncome un uomo che dorme nel suo soprabito), cos\u00ec feci come mi aveva detto, e non solo lei rise allora, ma anche quando\nnon solo ha riso allora, ma anche quando ho messo gi\u00f9 la risata, cos\u00ec che\nche, sebbene fosse in realt\u00e0 una sola risata con una lacrima in mezzo, la considerai come\ndue.\n\nFu senza dubbio quella stessa sorella a dirmi di non tenere il broncio quando mia madre\nmia madre pensava a lui, ma di cercare invece di farla parlare di lui.  I\nnon vedevo come questo potesse farla tornare la madre allegra che era stata, ma\nMi dissero che se non potevo farlo io non poteva farlo nessuno, e questo mi rese ansiosa di\ndi iniziare.  All'inizio, dicono, ero spesso gelosa, interrompendo i suoi ricordi affettuosi con il grido: \"Ti dispiace?\nricordi con il grido: \"Non ti importa nulla di me?\nnon dur\u00f2; il suo posto fu preso da un intenso desiderio (ancora una volta, credo, mia sorella\nmia sorella deve averlo fatto nascere) di diventare cos\u00ec simile a lui che anche mia\nmadre non avrebbe dovuto vedere la differenza, e molte e ingegnose erano le\ndomande che ponevo a questo scopo.  Poi mi esercitai in segreto, ma dopo una settimana\nsettimana ero ancora piuttosto simile a me stessa.  Aveva un modo cos\u00ec\nmodo allegro di fischiettare, mi aveva detto, l'aveva sempre rallegrata nel suo lavoro\nlavoro sentirlo fischiettare, e quando fischiava stava con le gambe\ngambe divaricate e le mani nelle tasche dei calzettoni.  I\ndecisi di affidarmi a questo, cos\u00ec un giorno, dopo aver imparato il suo fischietto (ogni ragazzo intraprendente si inventa un\n(ogni ragazzo d'impresa si inventa un fischio tutto suo) da ragazzi che erano stati suoi\ncompagni, indossai di nascosto un suo vestito, grigio scuro, con delle piccole macchie.\ngrigio scuro, con piccole macchie, che mi andarono bene molti anni dopo,\ne cos\u00ec travestito scivolai, all'insaputa degli altri, nella stanza di mia madre.\nmadre.  Tremando, non ne dubito, eppure cos\u00ec contenta, rimasi immobile finch\u00e9 lei non mi vide.\nfinch\u00e9 non mi vide, e allora come dovette sentirsi ferita!   Ascoltate!  Gridai in un bagliore di\ntrionfo, allargai le gambe e affondai le mani nelle tasche dei miei\nnelle tasche dei calzettoni e cominciai a fischiare.\n\nVisse ventinove anni dopo la morte di lui, anni cos\u00ec attivi fino alla\nverso la fine, che non sapevi mai dove fosse se non la prendevi in braccio.\ne, sebbene fosse ormai fragile e sempre pi\u00f9 fragile, la sua\ncasa divenne di nuovo famosa, tanto che le spose si recavano di norma a guardarla preparare e\nper vedere come lavorava, carteggiava e cuciva: ci sono ancora persone anziane, una o due, che\nanziani, uno o due, che raccontano con lo stupore negli occhi come riusciva a\ncome riuscisse a cuocere ventiquattro focacce in un'ora, senza che in nessuna di esse si formasse una scheggia.\nE quante ne regalava, quante ne regalava di tutto quello che aveva, e che modi graziosi aveva di regalarle.\nche bei modi aveva di darlo!  Il suo viso era raggiante e increspato di\ndi allegria come prima, e la sua risata, che avevo cercato di costringere con tanta fatica, torn\u00f2 a\ndi nuovo a casa.  Non ho mai sentito una risata come la sua, se non da parte di bambini allegri.\nbambini; la risata della maggior parte di noi invecchia e si consuma con il corpo,\nma la sua rimase allegra fino all'ultimo, come se fosse nata di nuovo ogni\nmattina.  C'era sempre qualcosa di bambino in lei, e la sua risata era la sua voce, come eloquente.\nera la sua voce, eloquente del passato per me come la veste del battesimo per lei.\nper lei.  Ma non le avevo fatto dimenticare la parte di lei che era morta.\nIn quei nove e vent'anni egli non si allontan\u00f2 un giorno di pi\u00f9 da lei.\nMolte volte si addormentava parlando con lui, e anche mentre dormiva le sue\nlabbra si muovevano e lei sorrideva come se lui fosse tornato da lei, e quando si svegliava\nquando si svegliava, lui scompariva cos\u00ec all'improvviso che lei si alzava sconcertata e si\ne si guardava intorno, e poi diceva lentamente: \"Il mio David \u00e8 morto!\nrimasto abbastanza a lungo per sussurrarle perch\u00e9 doveva lasciarla adesso, e poi lei\ne poi rimase in silenzio con gli occhi lucidi.  Quando divenni un uomo e lui era ancora un ragazzo\ndi tredici anni, scrissi un piccolo saggio intitolato Dead this Twenty Years,\nche riguardava una tragedia simile nella vita di un'altra donna, ed \u00e8 l'unica cosa che ho scritto che lei non ha mai scritto.\n\u00e8 l'unica cosa che ho scritto di cui lei non ha mai parlato, nemmeno alla figlia che amava di pi\u00f9.\nfiglia che amava di pi\u00f9.  Nessuno le ha mai parlato di questo libro o le ha chiesto se l'avesse letto.\nse l'avesse letto: non si chiede a una madre se sa che c'\u00e8 una piccola bara in casa.\nuna piccola bara in casa.  Aveva letto molte volte il libro in cui\nma quando arrivava a quel capitolo si metteva le mani sul cuore o addirittura sulle orecchie.\nal cuore o addirittura sulle orecchie.\n\n\n\n\nCAPITOLO II CI\u00d2 CHE ERA STATA\n\n\nQuello che lei era stata, quello che io sarei dovuto essere, questi erano i due grandi argomenti\ntra di noi durante la mia infanzia, e mentre discutevamo dell'uno stavamo decidendo\nl'altro, anche se nessuno dei due lo sapeva.\n\nPrima che raggiungessi il mio decimo anno di et\u00e0, un gigante entr\u00f2 nella mia casa natale nella\nnotte, e al nostro risveglio lo trovammo in possesso della casa.  La trasform\u00f2 in una nuova\nuna nuova citt\u00e0 a una velocit\u00e0 con cui noi ragazzi potevamo solo stare al passo, perch\u00e9 mentre lui costruiva dighe noi\ncostruiva dighe, noi costruivamo zattere per navigarci dentro; abbatteva case e noi gridavamo Pilly!\ncase, e noi gridavamo \"Pilly!\" tra le rovine; scavava trincee e noi le saltavamo; dovevamo essere trasportati in un'altra citt\u00e0.\nle saltavamo; dovevamo essere trascinati per le gambe da sotto i suoi motori,\naffondava pozzi e noi ci entravamo.  Ma anche se non ci sono mai state circostanze\na cui i ragazzi non potessero adattarsi in mezz'ora, le persone pi\u00f9 anziane sono\npi\u00f9 lenta e sono sicuro che rimasero a bocca aperta di fronte ai cambiamenti\ncos\u00ec improvvisi in mezzo a noi, e non sapevano quasi pi\u00f9 come tornare a casa al buio.\nnel buio.  Dove prima c'era solo lo scatto della navetta, presto c'era il rombo della potenza, della mano.\npresto il ruggito della forza, i telai a mano venivano spinti in un angolo come una sala\ncome si sgombra una sala per un ballo; ogni mattina alle cinque e mezza la citt\u00e0 veniva\nogni mattina alle cinque e mezza la citt\u00e0 veniva svegliata con un urlo, e da una ciminiera che si ergeva alta nell'aria\naria chiamante il conquistatore sventolava per sempre la sua bandiera di fumo.  Un'altra\nera sorta un'altra epoca, nuovi costumi, nuove mode si erano affermate, tutte\ncome se fossero nate a ventuno anni; con la stessa rapidit\u00e0 con cui due persone possono\ndue persone si scambiano il posto, la figlia, che fino a quel momento lavorava solo a maglia per le calze, diventava\nil capofamiglia, colui che era stato il capofamiglia si sedette a sferruzzare calze.\ndi calze: quello che ieri era un nido di tessitori, oggi \u00e8 una citt\u00e0 di ragazze.\ndi ragazze.\n\nNon sono di quelli che scagliano pietre contro il cambiamento; \u00e8 gi\u00e0 qualcosa,\n\u00e8 sicuramente qualcosa che le schiene non siano pi\u00f9 piegate prematuramente; non si pu\u00f2 pi\u00f9 guardare, attraverso i vetri oscuri, i poveri anziani che\nattraverso i vetri opachi i poveri invecchiati che si affannano per il loro piccolo\nun po' di terra nel cimitero.  Piuttosto i loro anni di lavoro sono troppo\ntroppo pochi, non perch\u00e9 lo vogliano loro, ma perch\u00e9 \u00e8 con la giovinezza che i telai devono essere alimentati.\ni telai elettrici devono essere alimentati.  Ebbene, questo insegna loro a fare provviste,\ne ne hanno i mezzi come non ne avevano mai avuti prima.  I ragazzi non vengono mandati all'universit\u00e0\nNon si mandano pi\u00f9 i ragazzi all'universit\u00e0 a lotti; la mezza dozzina all'anno si \u00e8 ridotta a uno,\nperch\u00e9 di questi tempi possono iniziare a percepire un salario non appena\nquattordicesimo anno di et\u00e0.  In questo caso c'\u00e8 sicuramente una perdita, ma tutte le\nperdite non sarebbero che un sassolino in un mare di guadagno se non fosse per il fatto che\ncon tanti membri della famiglia, tra cui le giovani madri, che lavorano in fabbrica, la vita domestica non \u00e8 cos\u00ec\nfabbriche, la vita domestica non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec bella come un tempo.  Gran parte di ci\u00f2 che \u00e8\nin Scozia \u00e8 nato dalla vicinanza dei legami familiari; \u00e8 l\u00ec che a volte temo che il mio Paese sia\n\u00e8 l\u00ec che a volte temo che il mio Paese venga colpito.  Che stiamo tutti\nche ci stiamo riducendo tutti a un livello morto, che il carattere non abbonda pi\u00f9 e la vita stessa\nmeno interessante, queste cose le ho lette, ma non ci credo.\nma non ci credo.  Le ho anche viste addotte come motivo per scrivere di un'epoca passata.\ntempo passato, e almeno in questo non c'\u00e8 verit\u00e0.  Nella nostra piccola citt\u00e0, che\nesempio di molte altre, la vita \u00e8 interessante, patetica e gioiosa come non lo \u00e8 mai stata.\nmai stata; nessun gruppo di tessitori era pi\u00f9 bello da guardare o da pensare\ndi quel rivolo di ragazze affascinanti che invade le nostre strade ogni volta che\nogni volta che si alza la saracinesca, la commedia delle sere d'estate e dei caminetti d'inverno\nd'estate e dei caminetti d'inverno \u00e8 interpretata con l'antico gusto e ogni finestra \u00e8 il sipario di una storia d'amore.\nstoria d'amore.  Una volta che le luci di una piccola citt\u00e0 sono accese, chi potrebbe mai sperare di raccontare\ndi raccontare tutta la sua storia, o la storia di un solo vicolo?  E chi\nguardando le finestre illuminate ha bisogno di rivolgersi ai libri?  Il motivo per cui i miei libri\nsi occupano del passato invece che della vita che io stesso ho conosciuto \u00e8 semplicemente questo, che\nche mi stanco presto di scrivere storie se non vedo una bambina di cui mia madre mi ha parlato.\nbambina, di cui mi ha parlato mia madre, che si aggira fiduciosa tra le pagine.\npagine.  Il ricordo della sua infanzia ha avuto una tale presa su di me da quando ero un ragazzo di sei anni.\nero un ragazzo di sei anni.\n\nQuelle innumerevoli chiacchierate con lei mi resero la sua giovinezza vivida come la mia,\ne molto pi\u00f9 pittoresca, perch\u00e9 per un bambino la cosa pi\u00f9 strana, e il libro di immagini pi\u00f9\nlibro illustrato pi\u00f9 ricco di colori, \u00e8 che anche sua madre un tempo era una bambina\nanche lei, e il contrasto tra ci\u00f2 che \u00e8 e ci\u00f2 che era \u00e8 forse\nfonte di tutto l'umorismo.  Il padre di mia madre, l'unico eroe della sua vita,\nmor\u00ec nove anni prima che io nascessi, e lo ricordo con sconcerto,\ncos\u00ec familiarmente la figura del muratore, battuta dalle intemperie, si erge di fronte a me dalla\ndalla vecchia sedia su cui sono stato allattato e su cui ora scrivo i miei libri.  In superficie\nsuperficie \u00e8 duro come la pietra su cui ha scalpellato, e il suo viso \u00e8 tinto di rosso dalla sua polvere.\ntinta di rosso dalla sua polvere, \u00e8 arrotondato nelle spalle e una zaffata lo perseguita sempre\nprima o poi quella tosse lo porter\u00e0 via, ma fino ad allora non lo terr\u00e0 lontano dalla\nnon lo terr\u00e0 lontano dalla cava, n\u00e9 le sue mani screpolate, finch\u00e9\nfinch\u00e9 riusciranno ad afferrare il mell.  \u00c8 una notte di pioggia o di neve, e mia madre, la bambina in\nmadre, la ragazzina con il grembiulino che \u00e8 gi\u00e0 la sua governante, \u00e8 stata molte volte alla porta per\n\u00e8 stata molte volte alla porta per cercarlo.  Finalmente si avvicina,\nbrindando.  Oppure lo vedo avviarsi verso la chiesa, perch\u00e9 era un gran bifolco\ndella chiesa di Auld Licht, e la sua bocca \u00e8 molto ferma, come se ci fosse un caso di disciplina da affrontare.\ncaso di disciplina da affrontare, ma mentre torna a casa \u00e8 piegato dalla piet\u00e0.\nForse la sua figlioletta, che l'ha visto cos\u00ec severo un'ora fa, non capisce perch\u00e9 si dimeni cos\u00ec a lungo.\nnon capisce perch\u00e9 stasera lotti cos\u00ec a lungo in preghiera, o perch\u00e9 quando si alza dalle ginocchia\nquando si alza dalle ginocchia la stringe a s\u00e9 con inusitata tenerezza.  Oppure\n\u00e8 su questa sedia che le ripete la sua poesia preferita, Il sogno di\nCameronian's Dream, e ai primi versi cos\u00ec solennemente pronunciati,\n\n     In un sogno notturno sono stato portato via,\n\nurla per l'eccitazione, proprio come ho urlato io molto tempo dopo quando mi ha\nquando me le ripeteva con la sua voce.  Oppure osservo, come da una finestra, mentre\nmentre lei si avvia attraverso i lunghi parchi verso il luogo lontano dove lui \u00e8 al lavoro, con in mano il fiasco che contiene la sua cena.\nlavoro, con in mano il fiasco che contiene la sua cena.  Canta tra s\u00e9 e s\u00e9\ne fa oscillare allegramente il fiasco, salta la bruciatura e misura con orgoglio il salto\nmisura con orgoglio il salto con l'occhio, ma non si diletta mai, a meno che non incontri un bambino.\nbambino, perch\u00e9 era cos\u00ec affezionata ai bambini che doveva abbracciare tutti quelli che incontrava,\nma mentre li abbracciava notava anche come erano tagliate le loro vesti e\ne in seguito ne fece dei modelli di carta, che nascose gelosamente.\nla prima veste per il suo primogenito fu fatta da uno di questi modelli, realizzati quando era\nda uno di questi modelli, realizzato quando era al dodicesimo anno.\n\nAveva otto anni quando la morte della madre la rese padrona di casa e madre del fratellino.\nmadre del fratellino, e da quel momento si occup\u00f2 di pulire e rammendare, cucinare e cucire.\ne cucinare e cucire, e litigare con il carnaio per il quarto di libbra di manzo e l'osso da un penny\ndi manzo e un centesimo di osso che fornivano la cena per due giorni (ma se pensate che questa fosse povert\u00e0 non\nse pensate che questa sia povert\u00e0 non conoscete il significato della parola), e\nacqua dalla pompa, e aveva i suoi giorni di lavaggio e di stiro e una calza sempre addosso.\nstiro e una calza sempre sul filo per i momenti pi\u00f9 strani, e spettegolava come una matrona con le altre donne.\ncome una matrona con le altre donne e assecondava gli uomini con un sorriso tollerante.\nsorriso, tutte queste cose le faceva per forza, saltando con gioia dal letto la mattina\ndal letto al mattino perch\u00e9 c'era molto da fare, e lo faceva con\ncon la stessa calma e accuratezza con cui le spose dovevano gi\u00e0 ricevere una lezione,\ne poi si precipitava in un impeto di infantilismo a giocare a dumps o a palaulays\ncon altri della sua et\u00e0.  Vedo che i suoi abiti si allungano, sebbene non siano mai stati\nmai molto corti, e i giochi abbandonati con riluttanza. L'orrore della mia\ninfanzia era che sapevo che sarebbe arrivato il momento in cui anch'io avrei dovuto abbandonare i giochi.\ngiochi, e non sapevo come fare (questa angoscia mi ritorna ancora in sogno, quando mi sorprendo a\nin sogno, quando mi sorprendo a giocare a biglie e mi guardo con fredda\ncon freddo dispiacere); sentivo che dovevo continuare a giocare in segreto e portai quest'ombra a lei, quando mi disse\nquesta ombra a lei, che mi raccont\u00f2 la sua esperienza, convincendomi che eravamo molto simili.\nche entrambi eravamo molto simili dentro.  Lei aveva scoperto\nche il lavoro, in fondo, \u00e8 il miglior divertimento, e io l'ho imparato col tempo, ma ho avuto i miei vuoti, e lo stesso vale per me.\ni miei errori, e anche lei.\n\nSo qual era il suo costume preferito quando aveva l'et\u00e0 in cui si fanno le eroine.\neroine: era un azzurro pallido con una cuffietta azzurra, i cui nastri bianchi si annodavano in modo aggravante sotto il mento.\nnastri bianchi che si annodavano in modo fastidioso sotto il mento.\ndi questo abbigliamento non ammetteva mai di essere carina, ma diceva, arrossendo, che\narrossendo, diceva che il blu era il suo colore, e poi poteva sorridere, come per un ricordo, e\nsorridere, come a un ricordo, e iniziare a parlarci di un uomo che, per\u00f2, finiva l\u00ec con un altro sorriso pi\u00f9 lungo.\nma finiva l\u00ec con un altro sorriso che si allontanava pi\u00f9 a lungo.  Non ha mai\nnon disse mai, anzi neg\u00f2 strenuamente, di aver guidato gli uomini in una danza,\nma di nuovo il sorriso torn\u00f2 e si frappose tra noi e la piena convinzione.  S\u00ec,\naveva le sue piccole vanit\u00e0; quando ricevette l'anello di Mizpah port\u00f2 quel dito in modo tale che\nquando ricevette l'anello di Mizpah, port\u00f2 quel dito in un modo tale che anche i pi\u00f9 riluttanti avrebbero dovuto vederlo.  Era molto\nguanti e nascondeva gli stivali in modo che nessun altro potesse indossarli.\nper non farli indossare a nessun altro, ma poi dimenticava il nascondiglio e sospettava\ndi chi li trovava.  Un buon modo per farla arrabbiare era quello di dire che\nche la sua cuffietta dell'anno scorso sarebbe andata bene anche per quest'anno senza modifiche, o che\nche avrebbe sfidato la faccia di argilla a contare il numero dei suoi scialli.  In uno\nuno dei miei libri c'\u00e8 una madre che sta per partire con il figlio per la citt\u00e0\ncitt\u00e0 in cui era stato chiamato come ministro, e si ferma sulla soglia per chiedergli con ansia se\nsoglia per chiedergli ansiosamente se pensa che la sua cuffietta le doni.  A\nrecensore ha detto che si \u00e8 comportata cos\u00ec non perch\u00e9 le importasse di apparire, ma\nper il bene del figlio.  Ricordo che questo divert\u00ec molto mia madre.\n\nHo visto molte nevicate stancanti, ma quella che ricordo meglio \u00e8 avvenuta quasi vent'anni prima della mia nascita.\npi\u00f9 bella si \u00e8 verificata quasi vent'anni prima della mia nascita.  Fu all'epoca del matrimonio di mia madre con\nmatrimonio di mia madre con un uomo che si dimostr\u00f2 un marito molto affettuoso e sempre amato.\nun marito molto amato, un uomo che sono molto orgogliosa di poter chiamare padre.\nNon so da quanti giorni cadesse la neve, ma arriv\u00f2 un giorno in cui la gente si perse d'animo e si fece coraggio.\nquando la gente si perse d'animo e non volle pi\u00f9 fare canaloni, e la mattina dopo era impossibile farlo.\nal mattino seguente era impossibile farlo, non riuscivano a gettare la neve\nabbastanza in alto.  Quando arriv\u00f2 la domenica, le spalle erano contro tutte le porte e nessuno si arrischiava ad uscire\nnessuno si avventur\u00f2 fuori, tranne pochi valorosi, che si fecero strada a casa di mia madre per\nmia madre per discutere della sua situazione, perch\u00e9 se non fosse stata gridata in chiesa quel giorno\nquel giorno non si sarebbe potuta sposare per un'altra settimana, e come avrebbe potuto essere\ncome avrebbe potuto piangere con il ministro a un campo di distanza e la chiesa sepolta fino alla cintola?\nPer ore parlarono, e alla fine alcuni uomini si avviarono verso la chiesa, che\ndistante diverse centinaia di metri.  Tre di loro trovarono una finestra e\ne, forzando un passaggio, gridarono alla coppia, e fu cos\u00ec che mio padre e mia madre si sposarono.\nche mio padre e mia madre si sposarono il primo marzo.\n\nQuesta sarebbe la fine, suppongo, se fosse una storia, ma per mia madre era solo un altro inizio e non l'ultimo.\nera solo un altro inizio, e non l'ultimo.  La vedo china sulla culla del suo\nculla del suo primogenito, con il college gi\u00e0 negli occhi (e mio padre non meno ambizioso), e subito una ragazza\npadre non meno ambizioso), e subito una ragazza nella culla,\ne poi un'altra ragazza, gi\u00e0 una figura tragica per chi conosce la fine.\nMi chiedo se qualche istinto abbia detto a mia madre che il grande giorno della sua vita\ndella sua vita fu quando partor\u00ec questa bambina; quello che sono sicuro \u00e8 che fin dal primo momento\nil bambino l'ha seguita con gli occhi pi\u00f9 malinconici e ha visto come lei avesse bisogno di\naiuto e desiderava alzarsi per darlo.  Perch\u00e9 di forza fisica mia madre\nmia madre non ne ha mai avuta molta; era il suo spirito che portava avanti il lavoro, e a quei tempi era spesso cos\u00ec malata che\nin quei giorni era spesso cos\u00ec malata che la sabbia pioveva sulla finestra del medico e gli uomini correvano\nmedico, e gli uomini correvano avanti e indietro con le sanguisughe, e lei \u00e8 in vita, non possiamo dire di pi\u00f9.\nNon possiamo dire altro, fu l'informazione per coloro che bussarono alla porta.\n Sono addolorato di dire, scrive il padre in una vecchia lettera che mi \u00e8 stata consegnata,\n che Margaret \u00e8 in uno stato che non \u00e8 mai stato cos\u00ec grave in questo mondo.\nmondo.  Fino a mercoled\u00ec sera era nelle condizioni pi\u00f9 precarie che si possano\nche si possa pensare per essere viva.  Tuttavia, dopo le emorragie, le sanguisughe, eccetera, il dott.\ndice stamattina che ora si spera che stia meglio, ma al momento non possiamo dire altro, se non che \u00e8 viva e che \u00e8 in grado di sopravvivere.\nma al momento non possiamo dire altro se non che \u00e8 viva e nelle mani di Colui nelle cui mani sono tutte le nostre vite.\nsono tutte le nostre vite.  Non posso darvi un'idea adeguata dei miei sentimenti,\nanzi, sono un fardello troppo pesante per me e non riesco a descriverli.  I\nguardo la mia mano destra e sinistra e non trovo alcun conforto, e se non fosse per la roccia che \u00e8 pi\u00f9 alta di me.\nse non fosse per la roccia che \u00e8 pi\u00f9 alta di me, il mio spirito crollerebbe del tutto.\nsia benedetto il Suo nome che pu\u00f2 consolare coloro che sono abbattuti.  Oh, per avere pi\u00f9\nfede nella Sua grazia di sostegno in quest'ora di prova.\n\nAllora \u00e8 in via di guarigione, potrebbe riprendersi se si prendessero molta cura di lei, cosa che noi saremo pronti a fare.\ndi lei, e noi saremo pronti a farlo.   Il quarto figlio muore a poche settimane\npoche settimane di vita e il successivo a due anni.  Era la compagna del nonno\nnonno, e cos\u00ec scrisse della sua morte, questo severo e autodidatta Auld Licht con le mani screpolate.\nLicht con le mani screpolate:\n\n     Spero che abbiate ricevuto la mia ultima lettera in cui parlavo della cara piccola Lydia\n    non stava bene.  Ora, con profondo dolore, devo dirvi che ieri ho assistito\n    ho assistito alla deposizione dei suoi cari resti nella tomba solitaria.  \u00c8 morta alle\n    alle 7 di mercoled\u00ec sera, suppongo quando hai ricevuto la lettera.\n    lettera.  Il dottore ha pensato che si trattasse di croup fino a marted\u00ec sera tardi.\n    Marted\u00ec sera, e tutto ci\u00f2 che il medico poteva prescrivere \u00e8 stato fatto, ma il dott.\n    non aveva pi\u00f9 speranze dopo aver visto che il croup era confermato, e duro sarebbe stato il cuore di chi avrebbe voluto\n    difficile sarebbe stato il cuore di chi non si fosse sciolto nel vedere\n    che la cara creaturina ha sofferto per tutto il mercoled\u00ec, fino a quando il suo debole\n    debolezza della sua struttura.  Era abbastanza sensibile fino a due ore prima\n    della sua morte, e poi \u00e8 sprofondata fino a quando la scintilla vitale \u00e8 scomparsa,\n    e tutte le medicine che ha ricevuto le ha prese con la massima prontezza,\n    come se temesse che l'avrebbero fatta guarire.  Non posso descrivere bene\n    i miei sentimenti in quell'occasione.  Pensavo che la fonte delle mie lacrime fosse ormai\n    lacrime si fosse ormai esaurita, ma mi sono sbagliata, perch\u00e9 devo confessare che\n    devo confessare che i rivoli salati scendevano veloci sulle mie guance solcate,\n    Era una bambina cos\u00ec attraente, aveva un tale riguardo per me e veniva sempre a raccontarmi tutte le sue piccole cose.\n    veniva a raccontarmi tutte le sue piccole cose e, mentre parlava,\n    alcune delle sue chiacchiere mi prendevano molto, e le immagini vivaci di queste cose\n    immagini vivaci di queste cose si intrufolano nella mia mente pi\u00f9 di quanto dovrebbero.\n    ma in queste occasioni si pu\u00f2 tollerare un dolore moderato.  Ma\n    Ma quando vi parlo del mio dolore e della mia tristezza, non so cosa dire della madre in lutto.\n    non so cosa dire della madre in lutto, che non ha mai incontrato nulla al mondo\n    mondo prima d'ora che l'abbia colpita cos\u00ec da vicino.  Non ha avuto\n    non ha potuto occuparsi dell'ultima, perch\u00e9 non era in grado di farlo in quel momento, perch\u00e9 l'ha avuta in braccio solo una volta.\n    l'aveva avuta solo una volta tra le braccia e i suoi affetti non avevano avuto il tempo di essere\n    di essere cos\u00ec ben intrecciati intorno a lei.  Ho molta paura che non superer\u00e0\n    presto o mai superer\u00e0 questa prova.  Anche se prima era debole,\n    ma questo non ha colpito solo la sua mente, ma anche il suo corpo.\n    la sua mente, ma il suo corpo \u00e8 cos\u00ec colpito che non \u00e8 in grado di\n    di stare seduta per tutto il tempo in cui si fa il letto e non ha quasi mai assaggiato la carne.\n    [da luned\u00ec sera e fino a quando non sar\u00e0 trascorso un po' di tempo non potremo dire come potr\u00e0 stare.\n    non possiamo dire come potr\u00e0 stare.  Non c'\u00e8 nessuno che non sia un genitore\n    che possa comprendere appieno una persona in questo stato.  Davide\n    David \u00e8 molto colpito, ma non \u00e8 cos\u00ec noto, e i rami pi\u00f9 giovani della famiglia sono colpiti ma\n    rami pi\u00f9 giovani della famiglia sono colpiti ma sar\u00e0 solo\n    momentaneo.  Ma ahim\u00e8, in tutto questo grande clamore, c'\u00e8 solo il dolore\n    del mondo che opera la morte.  Quanto sarebbe bello se fossimo cos\u00ec amareggiati\n    se fossimo tanto amareggiati per il peccato quanto per la perdita di un primogenito.\n    Quanto sono inadatte alla prova le persone o le famiglie che non conoscono l'arte divina di\n    l'arte divina di gettare tutte le proprie preoccupazioni sul Signore, e quali sono le moltitudini che quando\n    moltitudine di persone che, quando gli vengono tolte le comodit\u00e0 terrene, possono dire: \"Che cos'ho di pi\u00f9?\n    che quando gli vengono tolte le comodit\u00e0 terrene, possono dire: \"Che cosa ho di pi\u00f9?\n    in una cosa o in un'altra del mondo, e chi pu\u00f2 biasimarli se non vogliono\n    di separarsi da ci\u00f2 che considerano il loro bene principale?  Oh, se fossimo saggi\n    di accumulare tesori per il momento del bisogno, perch\u00e9 \u00e8 davvero un affare solenne\n    \u00e8 davvero un affare solenne entrare nelle liste con il re dei terrori.  \u00c8 strano\n    che i vivi tengano cos\u00ec poco a cuore le cose finch\u00e9 non devono\n    impegnarsi in quella guerra in cui non c'\u00e8 congedo.  Oh, se la mia testa fosse\n    acqua e i miei occhi una fontana di lacrime, per poter piangere giorno e notte\n    notte per la mia e l'altrui stupidit\u00e0 in questa grande questione.  O per\n    grazia di fare ogni giorno il lavoro nel suo tempo giusto e di vivere al di sopra della\n    tentazione delle cose terrene.  Il resto della famiglia\n    stanno moderatamente bene.  Da qualche giorno sto peggio di quanto non sia stato\n    otto mesi, ma forse presto star\u00f2 meglio.  Mi trovo nello stesso\n    sono spesso nella stessa situazione di prima, ma non c'\u00e8 sicurezza che sia sempre cos\u00ec, perch\u00e9 so che non pu\u00f2 essere lontano.\n    che sia sempre cos\u00ec, perch\u00e9 so che non \u00e8 lontano il momento in cui\n    quando sar\u00f2 uno di quelli che lo erano un tempo.  Non ho altre notizie da inviarvi\n    e non ho altrettanto cuore per loro.  Spero che coglierete la prima occasione\n    prima occasione possibile per scrivermi, e siate particolari riguardo a Margaret, perch\u00e9 ha bisogno di essere consolata.\n    Margherita, perch\u00e9 ha bisogno di consolazione.\n\nMor\u00ec esattamente una settimana dopo aver scritto questa lettera, ma mia madre sarebbe vissuta per altri quarantaquattro anni.\nmia madre sarebbe vissuta per altri quarantaquattro anni.  E le gioie di un tipo mai condiviso da lui\nlui le sarebbero arrivate cos\u00ec abbondanti e cos\u00ec a lungo che, per quanto strano potesse sembrare a lui saperlo, la sua vita pi\u00f9 piena\nper quanto strano sarebbe sembrato a lui saperlo, la sua vita pi\u00f9 piena non era ancora\niniziata.  E con le gioie dovevano arrivare i loro dolci, spaventati compagni\nil dolore e la tristezza; ancora una volta doveva essere toccata nel vivo, ancora e ancora\ndi essere cos\u00ec malata da essere in vita, non possiamo dire di pi\u00f9, ma aveva ancora\nassistenti molto avanti per aiutarla, alcuni dei quali non erano nati ai tempi di suo\npadre.\n\nMi ha raccontato tutto, e cos\u00ec i miei ricordi della nostra piccola citt\u00e0 rossa sono\nsono colorati dai suoi ricordi.  La conoscevo come era stata per generazioni, e all'improvviso l'ho vista cambiare.\nall'improvviso l'ho vista cambiare, e la trasformazione non poteva non colpire\nun ragazzo, perch\u00e9 i primi anni sono i pi\u00f9 impressionabili (nulla di ci\u00f2 che accade dopo i dodici anni conta molto).\ndopo i dodici anni non ha molta importanza); sono anche gli anni pi\u00f9 vividi quando ci guardiamo indietro.\nsono anche gli anni pi\u00f9 vividi quando ci guardiamo indietro, e tanto pi\u00f9 vividi quanto pi\u00f9 lontano dobbiamo\nfinch\u00e9, alla fine, ci\u00f2 che sta in mezzo si piega come un cerchio e gli estremi si incontrano.\nestremi si incontrano.  Ma anche se la nuova citt\u00e0 \u00e8 per me un vetro attraverso il quale guardo la vecchia\nguardare la vecchia, le persone che vedo passare su e gi\u00f9 per questi vicoli,\nseduti, incappucciati di notte, sulle loro carriole, zoppicando sui loro neri per andare in\ndomenica in chiesa, sono meno quelli che ho visto nella mia infanzia che i loro padri e le loro madri\ne madri che facevano queste cose allo stesso modo quando mia madre era giovane.\ngiovane.  Non posso immaginare il luogo senza vedere lei, da bambina,\ndi una certa casa e battere il suo basso contro la porta.\no che stasera c'\u00e8 un matrimonio e la carrozza con il cavallo dalle orecchie bianche viene mandata per un\ncavallo dalle orecchie bianche viene mandata a prendere una fanciulla vestita di blu pallido, il cui cordoncino della cuffietta\nsotto il mento.\n\n\n\n\nCAPITOLO III COSA DOVREI ESSERE\n\n\nMia madre era una grande lettrice, e con dieci minuti di anticipo rispetto alla preparazione dell'amido\namido fosse pronto, iniziava il Declino e la Caduta e lo finiva anche,\nquell'inverno.  Le parole straniere nel testo la infastidivano e le facevano rimpiangere la mancanza di un'educazione classica.\ndi un'educazione classica, aveva frequentato solo una scuola di dame\naveva frequentato solo la scuola di una dama durante alcuni mesi facili, ma non passava mai sopra alle parole straniere finch\u00e9\nil loro significato le era stato spiegato, e quando lei e loro si incontrarono di nuovo fu come\ncome conoscenti, cosa che ritengo intelligente da parte sua.  Uno dei suoi piaceri\nuno dei suoi piaceri era quello di imparare da me frammenti di Orazio, per poi portarli nella sua\nconversazione con gli uomini del collegio.   L'ho incontrata in luoghi solitari,\ncome la tromba delle scale o la sala est, borbottando queste citazioni ad alta voce\ne ricordo bene come diceva ai visitatori: \"Ay!\nS\u00ec, \u00e8 vero, dottore, ma come lei sa, Eheu fugaces, Postume,\nPostume, labuntur anni, o Sal, signor Tal dei Tali, la mia ragazza sta prosperando\nbene, ma non sarebbe pi\u00f9 opportuno dire: O matra pulchra\nfilia pulchrior? che li stupiva molto se riusciva ad arrivare alla fine senza essere\nma di solito aveva un attacco di risa nel mezzo, e cos\u00ec la scoprirono.\nmet\u00e0, e cos\u00ec la scoprirono.\n\nLe biografie e le esplorazioni erano le sue letture preferite, per scelta le biografie di uomini che erano stati buoni con le loro madri.\nbiografia di uomini che erano stati buoni con le loro madri, e le piaceva che gli esploratori fossero vivi per poter rabbrividire al pensiero del loro\nesploratori fossero ancora vivi, in modo da poter rabbrividire al pensiero che si avventurassero di nuovo\ndi avventurarsi di nuovo; ma, sebbene esprimesse la speranza che avrebbero\nche avessero il buon senso di rimanere a casa d'ora in poi, brillava di ammirazione quando\nquando la deludevano.  In seguito ho avuto un'amica esploratrice dell'Africa.\nesploratore africano, e lei era combattuta su di lui; era uno dei mortali pi\u00f9 affascinanti da\nuno dei mortali pi\u00f9 affascinanti per lei, lo ammirava in modo prodigioso, lo immaginava alla testa della sua carovana.\nalla testa della sua carovana, ora attaccata dai selvaggi, ora dalle bestie selvagge, e lo adorava perch\u00e9\nbestie selvagge, e lo adorava per le ore di inquietudine che le regalava, ma temeva anche che lui volesse portarmi con s\u00e9.\ntemeva che volesse portarmi con s\u00e9, e allora pensava che avrebbe dovuto\nche avrebbe dovuto essere abbattuto per legge.  Anche le madri esploratrici la interessavano molto;\ni libri potevano non dirle nulla su di loro, ma lei poteva crearle\nper se stessa e stringere le mani in segno di solidariet\u00e0 con loro quando non avevano\ndi lui per sei mesi.  Eppure, c'erano momenti in cui lo rimproverava\na loro come il giorno del suo ritorno vittorioso.  Allora quello che aveva davanti agli occhi\nnon era il figlio che tornava a casa marciando, ma una vecchia donna che lo scrutava\nuna vecchia donna che lo scrutava dietro la tenda della finestra e cercava di non sembrare sollevata.  I\ngiornali avrebbero parlato del figlio, ma il commento di mia madre era\n Questa sera \u00e8 una donna orgogliosa.\n\nAbbiamo letto molti libri insieme quando ero ragazzo, Robinson Crusoe \u00e8 stato il primo (e il secondo).\ne il secondo), e Le mille e una notte avrebbe dovuto essere il primo.\nLe Mille e una notte avrebbero dovuto essere il prossimo, perch\u00e9 le avevamo prese in biblioteca (un penny per tre giorni).\nscoprendo che si trattava di notti in cui avevamo pagato per i cavalieri, mandammo quel volume in\nquel volume, e da allora ho arricciato le labbra per questo.   Il\nIl Progresso del Pellegrino lo avevamo in casa (era un bene comune come la testa di un com\u00f2), e\nun com\u00f2), e ne ero cos\u00ec innamorato che trasformai il nostro giardino in\nin una palude di deserto, con bastoncini di piselli per rappresentare Christian nei suoi\nviaggio e uno sgabello da buffet per il suo fardello, ma quando trascinai mia madre a vedere il mio lavoro\nmia madre a vedere il mio lavoro si spavent\u00f2 e io sentii per giorni, con una certa euforia, di essere stato\ncon una certa euforia, di essere stato un personaggio oscuro.  Oltre a leggere tutti i\nlibri che potevamo noleggiare o prendere in prestito, ne compravo anche uno di tanto in tanto, e mentre compravo (era un'occupazione\nmentre compravo (era l'occupazione delle settimane) leggevo, in piedi al banco,\nla maggior parte degli altri libri del negozio, che \u00e8 forse il modo pi\u00f9 squisito di leggere.\nmodo di leggere.  E ho preso in mano una rivista chiamata Sunshine, il periodico pi\u00f9\ndelizioso periodico, ne sono certo, di tutti i giorni.  Costava mezzo penny o un\npenny al mese, e sempre, come ricordo con affetto, aveva una storia continua\ndella ragazza pi\u00f9 cara, che vendeva crescione, che \u00e8 una delizia non coltivata\ne suppongo che non si sia mai visto nella mia citt\u00e0 natale.  Questa piccola e romantica\ncreatura romantica si impadron\u00ec della mia immaginazione al punto che non riesco a mangiare il crescione\nancora oggi senza provare emozione.  Mi sono sdraiata a letto chiedendomi cosa avrebbe fatto nel prossimo numero.\nnel numero successivo; ho perso delle trote perch\u00e9 quando le sgranocchiavo la mia mente vagava con lei; la mia vita \u00e8 stata un'avventura.\nLa mia prima vita \u00e8 stata rovinata dal fatto che lei non arrivava\nregolarmente il primo del mese.  Non so se sia dipeso dal fatto che\nse fosse dovuto al fatto che un mese si era attardata sulla strada fino a un punto che la carne e il sangue non avrebbero potuto\no perch\u00e9 avevamo esaurito la biblioteca dei penny, ma un giorno concepii un'idea gloriosa o\nun giorno ho concepito un'idea magnifica, o mi \u00e8 stata messa in testa da mia madre, allora\nmia madre, desiderosa di fare progressi con il suo nuovo copri-cuore di colore scuro.  L'idea\nera che perch\u00e9 non avrei dovuto scrivere io stesso i racconti?  I\nLe scrissi in soffitta, ma non l'aiutarono affatto a portare avanti il suo lavoro.\nquando finivo un capitolo, mi precipitavo al piano di sotto per leggerglielo.\ne cos\u00ec brevi erano i capitoli, cos\u00ec pronta era la penna, che tornavo con un nuovo manoscritto prima che\nche tornavo con un nuovo manoscritto prima che un altro colpo fosse aggiunto al tappeto.\ntappeto.  La scrittura sembrava, come la cottura delle bannock, consistere nel correre\ntra due punti.  Erano tutti racconti d'avventura (il pi\u00f9 felice \u00e8 colui che scrive d'avventura).\nd'avventura), nessun personaggio era ammesso all'interno, se ne conoscevo il\ncome in carne e ossa, la scena si svolgeva in zone sconosciute, isole deserte,\ngiardini incantati, con cavalieri (nessuno dei vostri notturni) su corazzieri neri,\ne dietro il primo angolo una signora che vendeva crescioni.\n\nA dodici anni o poco pi\u00f9 ho messo da parte la vocazione letteraria per un certo periodo,\navendo frequentato una scuola dove il cricket e il calcio erano pi\u00f9 apprezzati,\nma durante l'anno prima di andare all'universit\u00e0 si \u00e8 risvegliata e ho scritto gran parte di un romanzo in tre volumi.\ne scrissi gran parte di un romanzo in tre volumi.  L'editore mi rispose che la\nche la cifra per cui l'avrebbe stampato era di cento e comunque non era questo il punto\npunto importante (io avevo sei pence): dove ci pugnal\u00f2 entrambi fu nel\nscrivere che mi considerava una donna intelligente.   Risposi rigidamente che ero un\nche ero un gentiluomo, e da allora ho tenuto nascosto quel manoscritto.  I\nl'ho sfogliato di recente e, oh, ma \u00e8 noioso!  Sfido chiunque a\nleggerlo.\n\nLa malignit\u00e0 degli editori, tuttavia, non poteva farmi tornare indietro.  Dal giorno in cui\ngiorno in cui ho assaggiato per la prima volta il sangue nella soffitta, la mia mente si \u00e8 fatta strada;\nnon c'era professione per me; la letteratura era il mio gioco.\nletteratura era il mio gioco.  Non era molto considerato da coloro che mi auguravano il meglio.  I\nRicordo che due signorine mi chiesero, all'incirca quando lasciai l'universit\u00e0, che cosa avrei fatto.\nuniversit\u00e0, cosa sarei diventato e quando risposi sfacciatamente: \"Un autore\",\nsi sono alzate le mani e una ha esclamato con rimprovero: \"E tu sei uno scrittore!\nM.A.!   All'inizio le opinioni di mia madre non erano dissimili; per molto tempo ha preso\nper molto tempo prese le mie in modo scherzoso, come qualcosa da cui sarei cresciuta, e in seguito le fecero male\nin seguito l'hanno ferita a tal punto che ho cercato di rinunciarvi.  Essere un ministro, secondo lei, era\nera tra le prospettive pi\u00f9 rosee, ma era una donna molto ambiziosa, e\na volte aggiungeva, mezza spaventata dal suo appetito, che c'erano dei\nche c'erano ministri che erano diventati professori, ma che non era saggio pensare a queste cose.\ncose del genere.\n\nAvevo una sola persona dalla mia parte, un vecchio sarto, uno degli uomini pi\u00f9 completi che io abbia\nche abbia mai conosciuto, e il pi\u00f9 bravo a parlare.  Era uno scapolo (mi disse tutto ci\u00f2 che\ntutto ci\u00f2 che c'\u00e8 da sapere sulle donne), un uomo magro, pallido in viso, con le gambe\nquando camminava, come se avesse sempre qualcosa in grembo;\nle sue passeggiate erano brevissime, dalla teiera sul piano di cottura alla tavola su cui cuciva, dal\nsu cui cuciva, dalla tavola al piano cottura, e quindi a letto.  Avrebbe potuto\nsarebbe potuto uscire se gli fosse venuta l'idea, ma negli anni in cui l'ho conosciuto, gli ultimi della sua vita coraggiosa, ho\nultimi della sua coraggiosa vita, credo che sia uscito solo due volte, quando\n cambi\u00f2 la sua stanza per un'altra vicina.  Non l'ho visto fare\nquesti viaggi, ma mi sembra di vederlo ora, ed \u00e8 un po' stordito dalla strana atmosfera.\nstrana atmosfera; in una mano porta un ferro da stiro, solleva l'altra, chiedendosi cosa ci sia su questo\nl'altra, chiedendosi cosa ci sia sulla sua testa, \u00e8 un cappello; un leggero odore di\ndi stoffa bruciata.  Quest'uomo aveva sentito parlare del mio set di\nfotografie dei poeti e ha chiesto di vederle, il che ha portato al nostro primo incontro.\nprimo incontro.  Ricordo che le stese sulla sua lavagna e, dopo averle guardate a lungo, rivolse il suo sguardo\ndopo averle guardate a lungo, volse lo sguardo su di me e disse solennemente,\n\n    Cosa posso fare per essere conosciuto per sempre,\n    e fare mia l'et\u00e0 che verr\u00e0?\n\nQueste frasi di Cowley erano nuove per me, ma il sentimento non era nuovo, e mi meravigliai di come il vecchio sarto potesse vedermi cos\u00ec bene.\nMi meravigliai di come il vecchio sarto potesse vedere cos\u00ec bene attraverso di me.  Perci\u00f2 fu\nstrano scoprire che non stava affatto pensando a me, ma ai suoi giorni\nma ai suoi giorni giovanili, quando quel distico gli risuonava in testa,\ne che anche lui aveva avuto sete di partire per Grub Street, ma aveva paura, e mentre esitava\nmentre esitava, arriv\u00f2 la vecchiaia e poi la Morte, e lo trov\u00f2 ad afferrare un ferro da stiro.\nferro da stiro.\n\nMi affrettai a tornare a casa con il boccone, ma i vicini erano passati di l\u00ec e questo\nera solo per le sue orecchie, cos\u00ec la attirai verso le scale e le dissi imperiosamente,\n\n    Cosa posso fare per essere conosciuto per sempre,\n    e fare mia l'et\u00e0 che verr\u00e0?\n\nEra una richiesta strana per cui attirarla da un tavolo da t\u00e8, e lei deve esserne rimasta sorpresa.\ndeve essere rimasta sorpresa, ma credo che non abbia riso, e negli anni successivi\nanni avrebbe ripetuto le frasi con affetto, con un rossore sul suo viso morbido.\n Questo \u00e8 il tipo di persona che vorresti essere tu stessa!\ne lei rispondeva quasi appassionatamente: \"No, ma sarei stanca di essere sua madre\".\ndi essere sua madre.   \u00c8 possibile che avrebbe potuto essere sua madre se l'altro figlio fosse vissuto.\nse l'altro figlio fosse vissuto, avrebbe potuto farlo per puro amore di lei.\nma, da parte mia, posso sorridere a una delle due figure sulle scale.\nora, avendo rinunciato da tempo al sogno di essere conosciuto per sempre, e vedendomi pi\u00f9 simile al mio amico.\npi\u00f9 simile al mio amico, il sarto, perch\u00e9 come lui \u00e8 stato trovato alla fine\nalla sua tavola, cos\u00ec spero di essere trovato al mio telaio a mano, facendo onestamente\nil lavoro che pi\u00f9 mi si addice.  Chi dovrebbe sapere bene come me che non \u00e8 che\nun telaio a mano rispetto ai grandi cannoni che risuonano nei tempi a venire?\nvenire?  Ma colei che si trovava con me sulle scale quel giorno era una donna molto semplice, abituata da sempre a\ndonna molto semplice, abituata per tutta la vita a trarre il meglio dalle piccole cose, e io\ntessere sufficientemente bene per farle piacere, che \u00e8 stata la mia unica e ferma\nambizione fin da quando ero un ragazzino.\n\nNon meno del mio divenne il suo desiderio che io facessi a modo mio ma, ah,\ni sedili di ferro in quel parco di orribile reputazione, e quella stanza spoglia in cima a molte rampe di scale!\nin cima a molte rampe di scale!  Mentre ero all'universit\u00e0, lei svuotava\ntutte le biblioteche disponibili per trovare libri su coloro che vanno a Londra per vivere di\nLondra per vivere di penna, e tutti raccontavano la stessa storia da brivido.  Londra, che lei\nLondra, che non aveva mai visto, era per lei un mostro che leccava i giovani di campagna quando\nscesi dal treno; c'erano le soffitte in cui sedevano abietti,\ne i sedili del parco dove passavano la notte.  Quei sedili del parco erano\nocchi del mostro per lei, e quando ci passo davanti ora lei \u00e8 pi\u00f9 vicina a me\na me che in qualsiasi altra parte di Londra.  Oserei dire che quando\nHyde Park, che di giorno \u00e8 cos\u00ec allegro, sia infestato dai fantasmi di molte madri che corrono\nfantasmi di molte madri, che corrono, con gli occhi di fuori, da un posto all'altro, alla ricerca dei loro figli.\ndi sedile in sedile, alla ricerca dei loro figli.\n\nMa se riuscivamo a evitare quei tristi posti, lei desiderava vedermi tentare la fortuna.\nfortuna, e io cercai di escluderli dal quadro disegnando mappe di\nLondra con Hyde Park escluso.  Londra era strana per me come per lei,\nma molto prima che mi sparassero addosso la conoscevo attraverso le mappe, e le disegnavo con pi\u00f9\naccuratamente di quanto potrei fare ora.  Molte volte io e lei abbiamo fatto la nostra\ngita insieme attraverso la mappa, ed eravamo molto allegri, facendo un salto negli uffici del\ntelegrafo per avvisare mio padre e mia sorella che non saremmo tornate a casa\nche non saremmo tornate a casa fino a tardi, strizzando l'occhio ai miei libri nelle vetrine signorili, pranzando in\nristoranti (ricordandosi di non chiamarlo cena), dicendo \"Come va?\" al signor Alfred Tennyson.\nAlfred Tennyson quando lo incrociavamo in Regent Street, chiamando gli uffici degli editori per l'assegno quando\neditori per l'assegno, quando ci penserai tu o ci penser\u00f2 io?\nI?  chiesi allegramente, e lei sarebbe stata certa di rispondere: \"Penso che sarebbe meglio portarlo in banca e\nmeglio portarlo in banca e prendere i soldi, perch\u00e9 lei si sentiva sempre pi\u00f9 sicura\ndi denaro che di assegni; cos\u00ec andammo in banca (due decine di euro e il resto in oro), e poi subito in banca.\nd'oro), e poi subito (in taxi) al posto dove si comprano\ncappotti di pelle di foca per le signore di mezza et\u00e0.  Ma prima che la risata fosse finita il\nparco sarebbe passato attraverso la mappa come una macchia.\n\n Se solo si potesse essere sicuri di quanto serve a tenere insieme anima e corpo\nmia madre direbbe con un sospiro.\n\n Con qualcosa da mandare a te, mamma.\n\n Non ci si poteva aspettare questo all'inizio.\n\nLa donna che avrei dovuto corteggiare adesso era il giornalismo, quella grisetta della letteratura che\ndella letteratura che ha un sorriso e una mano per tutti i principianti, accogliendoli alla\nche li accoglie sulla soglia, insegnando loro tante cose che vale la pena di conoscere,\npresentando loro l'altra donna che hanno venerato da lontano,\ne poi li saluta con un bel sorriso e una mano per tutti i principianti.\nDio, se fosse un ingrato che, dopo aver avuto la sua gioiosa compagnia, non le d\u00e0 pi\u00f9 un bacio quando\nnon le lancia pi\u00f9 un bacio al suo passaggio.  Ma anche se lei non porta rancore\nquando viene abbandonata, dovete servirla fedelmente finch\u00e9 siete suoi, e dovete\ndevi cercarla e fare molte cose con lei e, finch\u00e9 non potrai contare sulla sua\nfinch\u00e9 non potrete contare sulla sua bont\u00e0 d'animo (notate bene), non una parola sull'altra signora.  Quando finalmente\nmi accolse, mi affezionai cos\u00ec tanto a lei che la chiamai con il nome dell'altra.\nnome, e ancora oggi penso che a volte la sorellina mi divertiva di pi\u00f9.\nsorella minore, ma iniziai a corteggiarla con contributi che erano tutti\ndisadattati.  In un vecchio libro trovo colonne di appunti su opere progettate in questo periodo, quasi tutte\nquasi tutte consistenti in saggi su argomenti poco interessanti.\nargomenti poco interessanti; il pi\u00f9 leggero doveva essere un volume sui vecchi satirici,\na cominciare da Skelton e Tom Nash.\nmet\u00e0 di quel manoscritto giace ancora in un baule polveroso, l'unica storia era quella di Maria Regina di Scozia, che\ndi Maria Regina di Scozia, anch'essa oggetto di molti documenti non scritti.  La regina Maria sembra aver\nmi ha attirato verso la mia rovina fin da quando ho visto Holyrood, e ho l'orribile paura di poter scrivere che\norribile paura di poter ancora scrivere quel romanzo.  Che si possa scrivere qualcosa\nscritto qualcosa sul mio luogo natale non mi ha mai colpito.  Avevamo letto da qualche parte\nche un romanziere \u00e8 meglio equipaggiato della maggior parte del suo mestiere se conosce\nse conosce se stesso e una donna, e mia madre disse: \"Conosci te stesso, perch\u00e9 tutti devono conoscere se stessi\".\nognuno deve conoscere se stesso (non c'\u00e8 mai stata una donna che conoscesse meno di lei).\ndi lei), e aggiungeva tristemente: \"Ma dubito di essere l'unica donna che conosci bene\".\ndonna che conosci bene.\n\n Allora devo fare di te la mia eroina\", dissi con leggerezza.\n\n Un'eroina da gey auld-farrant! disse, ed entrambi ridemmo all'idea, tanto poco leggevamo il futuro.\nnozione, tanto poco leggevamo il futuro.\n\n\u00c8 quindi ovvio quali fossero le mie qualifiche quando fui ingaggiato in modo avventato come capo-scrittore (fu mia sorella a vedere l'annuncio).\ncome capo-scrittore (fu mia sorella a vedere l'annuncio) in un giornale di provincia inglese.\ngiornale di provincia inglese.  In quel momento ero euforico come gli altri,\nperch\u00e9 l'occasione era finalmente arrivata, con uno stipendio che tutti consideravamo prodigioso.\nMa all'inizio della settimana mi cercarono, e improvvisamente mi resi conto che i capi erano i pi\u00f9 importanti.\nall'inizio della settimana, e improvvisamente mi resi conto che i capi erano l'unica cosa che avevo sempre\nsaltato.  Le guide!  Come si scrivevano? Di cosa parlavano?  Mia\nmadre era gi\u00e0 seduta trionfante tra i miei calzini, e non potevo permetterle di vedermi tremare.\nche mi vedesse tremare.  Mi ritirai a riflettere, e di l\u00ec a poco lei venne da me\ncon il giornale.  Quali erano i leader? Voleva sapere, quindi\nevidentemente non potevo ottenere alcun aiuto da lei.  Aveva altri giornali?  I\ne, dopo aver rovistato, ne tir\u00f2 fuori alcuni con cui aveva foderato le sue scatole.\nerano state foderate.  Altri, molto polverosi, vennero fuori da sotto i tappeti, e infine un fagotto\ninfine un fagotto fuligginoso fu trascinato gi\u00f9 dal camino.  Circondata da questi oggetti, mi sedetti\ne studiai come diventare giornalista.\n\n\n\n\nCAPITOLO IV UN EDITORE\n\n\nUna signora devota, alla quale un amico aveva regalato uno dei miei libri, era solita dire, quando le veniva chiesto come se la passava\nquando le chiedevano come se la stesse cavando, diceva: \"Sal, \u00e8 un lavoro noioso, faticoso, in salita\",\nlavoro in salita, ma ho affrontato lavori pi\u00f9 difficili ai miei tempi, e..,\ne, per favore, Dio, ce la far\u00f2 anche con questo\".   Era con questo spirito,\ntemo, anche se non me l'ha mai detto, che mia madre ha lottato per l'anno successivo o pi\u00f9 con i miei capi, e\nanno o pi\u00f9 con le mie guide, e in effetti ero sempre sinceramente dispiaciuta per\nle persone che vedevo leggere.  Nelle ore libere mi cimentavo in un giornalismo\ndi un altro genere e lo inviavo a Londra, ma passarono quasi diciotto mesi\ntrascorsero quasi diciotto mesi prima che mi venisse in mente, inaspettatamente come un telegramma, il\nche c'era qualcosa di caratteristico nel mio luogo natio.  Un ragazzo che\nche si fosse trovato un coltello in tasca durante la notte non avrebbe potuto essere pi\u00f9 sorpreso.\nnon avrebbe potuto essere pi\u00f9 sorpreso.  Qualche giorno dopo inviai a mia madre un\nLondra con un articolo intitolato An Auld Licht Community,\ne mi hanno detto che quando ha visto il titolo si \u00e8 messa a ridere, perch\u00e9 c'era\nperch\u00e9 c'era qualcosa di divertente per lei nel vedere le parole Auld Licht stampate.\nPer lei, come per me, quel giornale avrebbe presto avuto il volto di un amico.\nAncora oggi non passo mai davanti ai suoi cartelloni per strada senza stringergli la mano.\nmano, e lei ne cuciva le pagine con lo stesso amore con cui le cuciva\ncome se si trattasse di un vestitino per bambini; ma, a dire il vero, quando lesse il primo articolo si allarm\u00f2 e si mise in allarme.\nprimo articolo si allarm\u00f2 e, temendo che la citt\u00e0 ne parlasse, nascose il giornale agli occhi di tutti.\nil giornale agli occhi di tutti.  Per qualche tempo dopo, mentre immaginavo con orgoglio\nmentre immaginavo che mostrasse questo e altri articoli simili a tutti coloro che si interessavano\ninteresse per me, in realt\u00e0 li nascondeva con timore in una cassetta per le\nscala della soffitta.  E voleva sapere per posta se ero stato pagato per questi articoli quanto\nse per questi articoli venissi pagata quanto per gli articoli veri e propri; quando ha saputo che venivo pagata di pi\u00f9, ha\nquando ha sentito che mi pagavano meglio, ha riso di nuovo e li ha tirati fuori dalla cassetta per rileggerli.\ne non si pu\u00f2 negare che pensasse che il redattore di Londra fosse un bravo ragazzo, ma un po' troppo tenero.\nLondra fosse un bravo ragazzo, ma un po' troppo morbido.\n\nQuando ho inviato il primo schizzo pensavo di aver esaurito l'argomento,\nma il nostro editore mi scrisse che avrebbe voluto qualcosa di pi\u00f9, cos\u00ec gli mandai un matrimonio e lui lo accett\u00f2.\ngli ho mandato un matrimonio, e lui l'ha accettato, e poi ho provato con un funerale, e lui l'ha accettato, e davvero cominciava a sembrare che l'avessimo in pugno,\ne lui l'ha accettato, e in realt\u00e0 cominciava a sembrare che l'avessimo in pugno.  Ora mia\nmadre avrebbe potuto essere scoperta, in risposta a certe lettere eccitate,\nche gettava dalle sue ginocchia il fascio di calzini intonsi e si metteva a cercare la letteratura.\nletteratura; si stava scervellando, su richiesta, per trovare ricordi che avrei potuto\nin articoli, e mi arrivavano nelle lettere che dettava alle mie sorelle.\nalle mie sorelle.  Come potevo sentire i suoi discorsi tra le righe:  Ma\nMa l'uomo-redattore non lo sopporter\u00e0 mai, \u00e8 una perfetta stroncatura.\nposta deve andare, vi dico; dobbiamo prendere il redattore quando \u00e8 affamato, non possiamo essere biasimati per questo.\nNon possiamo essere biasimati per questo, no? Lui li stampa di sua spontanea volont\u00e0, quindi il testo \u00e8 suo.\nMa sono quasi terrorizzato. Se la gente di Londra li legge siamo\nsiamo spacciati.   E sono stato interrogato sull'opportunit\u00e0 di mandargli in regalo un\ndi un biscotto di pasta frolla, che doveva essere il suo modo astuto di\ndi aggirarlo.  A questo punto, sebbene io e mia madre fossimo distanti centinaia di chilometri\nmiglia di distanza, potete immaginarci mentre ci sventoliamo le mani l'un l'altra attraverso\npaese e gridando Urr\u00e0!   Potete anche immaginare l'editore nel suo\nufficio pensando di comportarsi come un accorto uomo d'affari, inconsapevole del fatto che nel nord\ninconsapevole che al nord c'era un'anziana signora che rideva cos\u00ec tanto di lui da\nche a stento riusciva a raschiare le patate.\n\nOra potevo vedere di nuovo mia madre e i posti nel parco non erano pi\u00f9\nnon erano pi\u00f9 cos\u00ec evidenti nella nostra mappa di Londra.  Eppure erano l\u00ec e fu con uno sforzo che\ncon uno sforzo che lei trov\u00f2 il coraggio di lasciarmi andare.  Temeva\ntemeva i cambiamenti, e chi poteva dire che l'editore avrebbe continuato a essere gentile?\nForse quando mi avrebbe visto\n\nSembrava che avesse molta paura che lui mi vedesse, e questo, vorrei farle notare, era una riflessione sul mio aspetto o sul mio modo di fare.\nsottolineare che si trattava di una riflessione sul mio aspetto o sul mio modo di fare.\n\nNo, intendeva dire che sembravo cos\u00ec giovane, e questo l'avrebbe sconcertato, perch\u00e9 non avevo scritto come un uomo anziano?\nperch\u00e9 non avevo scritto come un uomo anziano?\n\n Ma lui sa la mia et\u00e0, madre.\n\n Ne sono felice, ma forse non gli saresti piaciuto quando ti ha visto.\n\n Oh, \u00e8 il mio modo di fare, allora!\n\n Non dico questo, ma\n\nQui mia sorella si intrufolava:  Il punto \u00e8 che lei pensa che nessuno abbia le sue stesse maniere.\nche lei pensa che nessuno abbia le sue stesse maniere.  Puoi negarlo,\ndonna vanitosa?   Mia madre lo negherebbe con forza.\n\n Mia sorella mi direbbe, con affettuoso disprezzo, che non pensi di poter avere la meglio su quell'uomo pi\u00f9 velocemente di chiunque altro.\nche non pensi di poter avere la meglio su quell'uomo pi\u00f9 velocemente di tutti noi?\nnoi?\n\n Sal, penso che potrei gestirlo, dice mia madre, con una risatina.\n\n Come si pu\u00f2 procedere?\n\nPoi mia madre si mise a ridere.   Prima scoprivo se aveva una famiglia\nfamiglia, e poi avrei detto che era la pi\u00f9 bella famiglia di Londra.\n\n S\u00ec, \u00e8 proprio quello che faresti tu, donna astuta!  Ma se lui non ha\nfamiglia?\n\n Direi che i direttori sono dei grandi uomini!\n\n Lui ti vedrebbe attraverso di te.\n\n Non lui!\n\n Non capite che ci\u00f2 che si impone alla gente comune non\nincappucciato un editore.\n\n \u00c8 qui che vi sbagliate.  Gentili o semplici, stupidi o intelligenti, gli uomini\nsono tutti uguali nelle mani di una donna che li lusinga.\n\n Ah, sono sicuro che ci sono modi migliori per aggirare un editore che\nquesto.\n\n Oserei dire che ci sono, direbbe mia madre con convinzione, ma se provate questo piano non avrete mai bisogno di provarne un altro.\nprovare questo piano non avrete mai bisogno di provarne un altro.\n\n Come sei abile, madre, con il tuo viso tenero!  Non pensi che\nvergogna?\n\n Pooh! dice mia madre sfacciatamente.\n\n Capisco il motivo per cui siete cos\u00ec popolari tra gli uomini.\n\n Ay, tu puoi vederlo, ma loro non lo vedranno mai.\n\n Beh, come ti vestiresti se dovessi andare nell'ufficio di quel redattore?\nufficio?\n\n Naturalmente avrei indossato la mia seta e la mia cuffietta del sabato.\n\n Sei tu che sei miope ora, madre.  Ti dico che lo gestiresti meglio\nse ti mettessi il tuo vecchio scialle grigio e una delle tue belle mutande bianche, e andassi a dirgli, un po' sorridente e un po' timida.\ne fossi entrata mezza sorridente e mezza timida e avessi detto: \"Sono la madre di colui che scrive di Auld Licht\".\nSono la madre di colui che scrive sugli Auld Lichts e voglio che tu mi prometta che non dovr\u00e0 mai dormire.\npromettere che non dovr\u00e0 mai dormire all'aria aperta.\n\nMa mia madre scuoteva la testa e rispondeva quasi con calore: \"Ti dico che se mai entrer\u00f2 in un ufficio di quell'uomo, ci andr\u00f2 in seta\".\nse mai entrer\u00f2 nell'ufficio di quell'uomo, ci andr\u00f2 in seta.\n\nScrissi e chiesi all'editore se dovevo venire a Londra, e lui mi rispose di no,\nCos\u00ec andai, carica di accuse da parte di mia madre di camminare in mezzo alla strada (ti saltano addosso mentre stai girando l'angolo), di non\nstrada (ti saltano addosso mentre giri l'angolo), di non avventurarmi mai dopo il tramonto e di chiudere sempre tutto\ndopo il tramonto e di chiudere sempre tutto a chiave (io che non riuscivo a chiudere nulla, se non il mio cuore).\nnon sono mai riuscita a chiudere nulla, tranne il mio cuore in compagnia).  Grazie a questo\neditore, perch\u00e9 gli altri non avevano nulla da dirmi anche se io picchiavo\nporte, fu presto in grado di dormire di notte senza il terrore che mi svegliassi\npaura che mi svegliassi di l\u00ec a poco con la ferraglia di alcuni\ndi alcuni sedili sulla mia persona, e ci\u00f2 che la sollev\u00f2 molto fu che io\nche avevo cominciato a scrivere come se gli Auld Lichts non fossero le uniche persone che conoscevo.\nFinch\u00e9 mi limitavo a loro, lei temeva che, anche se l'editore rimaneva cieco di fronte ai suoi migliori\nanche se l'editore rimaneva cieco di fronte ai suoi interessi, qualcosa si sarebbe\nun giorno si sarebbe incrinato dentro di me (come la molla di un orologio si rompe) e la mia penna si sarebbe rifiutata di scrivere per sempre.\npenna si rifiutasse di scrivere per sempre.   S\u00ec, l'articolo mi piace, diceva timidamente.\ntimidamente, ma dubito che sia l'ultimo.\nterrore che il nuovo articolo possa essere l'ultimo, e se passassero molti giorni prima che\nl'arrivo di un altro articolo, il suo viso avrebbe detto mestamente: \"Il colpo \u00e8 caduto\".\n\u00e8 caduto, non riesce a pensare a nient'altro da scrivere.   Se mai ho condiviso\nse mai ho condiviso i suoi timori, non gliel'ho mai detto, e gli articoli che non erano scozzesi sono aumentati di numero fino a quando\nscozzesi si moltiplicarono fino a diventare centinaia, tutti accuratamente conservati da lei.\nerano centinaia, tutti accuratamente conservati da lei: erano l'unica cosa in casa che, avendo\nnon si trasformava in qualcos'altro, eppure le procuravano momenti di ansia.\npotevano darle momenti di inquietudine.  Questo perch\u00e9 quasi sempre assumevo un personaggio\nun personaggio quando scrivevo; dovevo essere un signorotto di campagna, o un\nun laureato, o un maggiordomo, o un membro della Camera dei Lord, o una dowager, o una signora chiamata\no una dama chiamata Sweet Seventeen, o un ingegnere in India, altrimenti la mia penna si intasava\naltrimenti la mia penna era intasata, e anche se questo dava a mia madre certe paurose gioie,\nche la facevano ridere inaspettatamente (per quanto riguarda i miei articoli\nquasi sempre rideva nel posto sbagliato), la spaventava anche.  Con grande\ncon suo grande divertimento, il direttore continu\u00f2 a preferire i giornali di Auld Licht,\nTuttavia, come dimostrato (per chi lo conosceva) dal suo modo di pensare\nche gli altri sarebbero passati cos\u00ec com'erano, mentre rimandava questi e mi chiedeva di migliorarli.\ne mi chiese di migliorarle.  Anche in questo caso lei mi venne in aiuto.  Avevo detto\nche la fila di calze era appesa a un filo vicino al fuoco, cosa che era un\nricordo di me, ma lei sapeva dirmi se erano appese\nal contrario.  Divenne abbastanza abile nel mandarmi o nel darmi (perch\u00e9 ora potevo stare con lei per tutto l'anno)\nora potevo stare con lei per met\u00e0 dell'anno) i dettagli giusti, ma sorrideva ancora\nsorridere all'editore, e nei suoi momenti di allegria diceva: \"Avevo quindici anni quando ho\nquando ho avuto il mio primo paio di stivali con l'elastico.  Ditegli che il mio compenso per questa\nnotizia importante \u00e8 di due sterline e dieci.\n\n Ay, ma anche se stiamo facendo bene, non \u00e8 come se fossero un libro con il tuo nome.\nlibro con il tuo nome sopra.   Cos\u00ec diceva l'ambiziosa donna con un sospiro\ne ho fatto del mio meglio per trasformare gli schizzi di Auld Licht in un libro con il mio nome.\nmio nome.  Allora forse capimmo meglio quanto fosse stato buono il nostro amico\nil nostro editore, perch\u00e9 proprio come io non ero riuscita a trovare nessuna rivista\nrivista, e credo di averle provate tutte, che pubblicasse un articolo o un racconto sui\nsui poveri della mia terra natale, cos\u00ec ora gli editori, scozzesi e inglesi, si rifiutarono di accettare il libro.\ninglesi, si rifiutavano di accettare il libro come regalo.  Ero disposto a presentarlo\nma non lo volevano sotto nessuna forma; sembrava che ci fosse una macchia su tutto ci\u00f2 che era scozzese.\nSembrava che ci fosse una macchia su tutto ci\u00f2 che era scozzese.  Oserei dire che abbiamo sospirato, ma mai\nmai collaboratori furono pi\u00f9 pronti al rifiuto, e anche se mia madre\nmia madre a volte guardava malinconicamente il manoscritto disprezzato e mormorava: \"Povera piccola creatura fredda chiusa in casa\".\npovera piccola creatura fredda chiusa in un cassetto, sei morta o solo\ndormi? aveva ancora il suo editore a cui dire grazie.  E alla fine\neditori, sufficientemente audaci e molto pi\u00f9 che sufficientemente generosi,\nun caro amico ci trov\u00f2 degli editori che fecero sollevare una donna.\nAnche lui era un editore, e ha avuto un ruolo altrettanto importante nel farmi diventare una scrittrice di\nlibri, cos\u00ec come l'altro ha contribuito a determinare il tema dei libri.\n\nOra che sono un autore devo entrare in un club.  Ma avresti dovuto sentire\nsentire mia madre sui club!  Non ne conosceva altri, se non quelli a cui ci si\nuna misera somma settimanale in previsione dei giorni di pioggia, e i club di Londra\nLondra erano il suo disprezzo.  Spesso la sentivo parlare, alzava la voce per farmi sentire, in qualsiasi stanza io fossi.\nper farmi sentire, indipendentemente dalla stanza in cui mi trovavo, ed era proprio quando era\nsarcastica che mi rifugiavo di pi\u00f9: \"Trenta sterline \u00e8 quanto dovr\u00e0 pagare il primo anno, e dieci sterline\npagare il primo anno, e dieci sterline all'anno dopo.  Pensi che sia un\nmolto siller?  Oh no, ti sbagli, non \u00e8 niente di che.  Per la terza\nparte di trenta sterline si potrebbe affittare una casa di quattro stanze, ma cos'\u00e8 una casa di quattro stanze, cos'\u00e8 trenta sterline?\nma che cos'\u00e8 una casa di quattro stanze, che cos'\u00e8 trenta sterline, in confronto alla gloria di essere\nmembro di un club?  Dove sta la gloria?  Sal, non c'\u00e8 bisogno di chiederlo a\nSono solo un vecchio zoticone che non ha mai messo piede in un club, quindi \u00e8\npoco di gloria.  Ma posso dirvi che se state a Londra e non potete\ne non puoi diventare membro di un club, la cosa migliore che puoi fare \u00e8 legarti una corda intorno al collo e\nal collo e scappare dal mondo.  A cosa servono?  Oh, sono\nterribilmente utili.  Vedete, per un uomo a Londra non va bene cenare nel suo alloggio.\ncena nel suo alloggio.  Gli altri uomini scuotono la testa.  Deve\nandare al suo club se vuole essere rispettato.  Ha buone cene al club?\nclub?  Oh, sono delle vacche!  Non c'\u00e8 carne comune nei club; c'\u00e8 una\nc'\u00e8 un'infinit\u00e0 di cose diverse, tutte condite in modo da essere diverse da loro.  Anche le\npatate non sembrano patate.  Se il cibo in un club assomiglia a\ni soci corrono in giro, alzando le mani e gridando: \"Guai a me!\n Guai a me!   E poi c'\u00e8 un'altra cosa: le lettere vengono spedite al club invece che\nal club invece che al vostro alloggio.  Vedete che le ricevereste prima\nprima al vostro alloggio, e magari dovrete arrancare per chilometri fino al club per riceverle, ma \u00e8 un grande vantaggio.\nma questo \u00e8 un grande vantaggio, e costa poco con trenta sterline, no?\nno?  Mi meraviglio che possano farlo a quel prezzo.\n\nLa mia politica pi\u00f9 saggia \u00e8 stata quella di rimanere al piano di sotto quando questi soffi\nma probabilmente sono salito per autodifesa.\n\n Non ti ho mai visto cos\u00ec combattivo prima d'ora, mamma.\n\n Oh, rispondeva prontamente, non ci si pu\u00f2 aspettare che io sia acuta nella\nquando non sono membro di un club.\n\n Ma la difficolt\u00e0 sta nel diventare membro.  Sono molto esigenti\nsu chi eleggere, e oserei dire che non riuscir\u00f2 a entrare.\n\n Beh, io non sono che un povero crittur (non essendo membro di un club), ma credo di potervi dire di stare tranquilli su questo argomento.\ndi potervi dire di stare tranquilli su questo punto.  Lei entrer\u00e0, se\ne anche le tue trenta sterline entreranno.\n\n Se riuscir\u00f2 a entrare sar\u00e0 perch\u00e9 l'editore mi sostiene.\n\n \u00c8 la prima cosa malata che ho sentito su di lui.\n\n Non credete che gli spetti una parte delle trenta sterline, vero?\n\n Se lo facessi sarei pi\u00f9 contento, perch\u00e9 \u00e8 stato un buon amico per noi.\nma quello che mi fa arrabbiare \u00e8 che ogni centesimo vada a quelle\nfurfanti a volto scoperto.\n\n Quali furfanti a volto scoperto?\n\n Quelli che hanno il club.\n\n Ma tutti i membri hanno il club tra di loro.\n\n Havers!  Non voglio essere catturato con la pula.\n\n Ma non mi credete?\n\n Credo che ti abbiano riempito la testa con le loro storie fino a farti ingoiare\nqualsiasi cosa ti raccontino.  Se il posto \u00e8 dei soci, perch\u00e9 devono pagare trenta sterline?\nperch\u00e9 devono pagare trenta sterline?\n\n Per continuare a farlo.\n\n Non devono pagare le loro cene, quindi?\n\n Oh s\u00ec, devono pagare un extra per la cena.\n\n E un prezzo nero, penso.\n\n Beh, cinque o sei scellini.\n\n \u00c8 tutto qui?  Non \u00e8 niente, mi meraviglio che non abbiano aumentato il prezzo.\n\nTuttavia mia madre era di un sesso che disprezzava i pregiudizi e, lasciando cadere il sarcasmo, a volte mi controinterrogava come se la sua mente non fosse ancora\nsarcasmo, a volte mi controinterrogava come se non avesse ancora deciso di\ndeciso.   Dimmi questo: se ti ammalassi, ti verrebbe corrisposta una\nsettimanale dal club?\n\nNo, non era quel tipo di club.\n\n Capisco.  Beh, sto solo cercando di scoprire che tipo di club \u00e8.  Si ottiene qualcosa\nne ricava qualcosa per gli incidenti?\n\nNon un centesimo.\n\n Qualcosa a Capodanno?\n\nNon tanto come un'oca.\n\n C'\u00e8 una sola cosa mortale che si ottiene gratuitamente da quel club?\n\nNon c'era una sola cosa mortale.\n\n E trenta sterline \u00e8 quanto si paga per questo?\n\nSe il comitato mi ha eletto.\n\n Quanti sono i membri del comitato?\n\nCirca una dozzina, ho pensato.\n\n Una dozzina!  Ay, ay, fanno due sterline e dieci a testa.\n\nQuando sono stato eletto, ho pensato che fosse saggio mandare mia sorella di sopra con la\nla notizia.  Mia madre stava stirando e non fece alcun commento, se non con il ferro da stiro, che sentii tintinnare con pi\u00f9 violenza nella sua scatola.\nferro da stiro, che sentivo sferragliare pi\u00f9 violentemente nella sua scatola.  A un certo punto la sentii\nsentirla ridere di me, senza dubbio, ma aveva recuperato il controllo sul\ndel suo volto prima di scendere a congratularsi con me in modo sarcastico.\nQuesta \u00e8 una notizia grandiosa, disse senza giri di parole, e devo scrivere e ringraziare il comitato, il nobile Critt.\ne ringraziare il comitato, i nobili critturi.  Io avevo visto dietro la sua maschera e\ne mantenni un dignitoso silenzio, ma lei avrebbe avuto un'altra occasione.\n E d\u00ec loro, disse dalla porta, che dubitavi di essere eletto.\ndi essere eletto, ma la tua vecchia madre era molto fiduciosa che ti avrebbero\nche ti avrebbero fatto entrare.   La sentii ridere sommessamente mentre saliva le scale, ma\nma anche se le avevo fornito uno scherzo, sapevo che stava bruciando per dire alla\ncomitato cosa pensava di loro.\n\nIl denaro, come vedete, significava molto per lei, anche se anche quando era pi\u00f9 povera era\npi\u00f9 povera era la pi\u00f9 allegra nel dare.  Un tempo, quando arrivava l'articolo, non lo leggeva subito.\nnon lo leggeva subito, ma prima contava le righe per scoprire quanto avremmo dovuto\nper scoprire quanto avremmo dovuto ricevere in cambio.\naveva calcolato il pagamento per riga, e ricordo di aver ascoltato una volta una discussione tra loro\ndiscussione tra loro se quel sottotitolo significasse un altro\nsei pence.  S\u00ec, conosceva il valore del denaro; alla fine aveva sempre ottenuto le cose che voleva.\nalla fine aveva sempre ottenuto le cose che voleva, ma ora poteva ottenerle pi\u00f9 facilmente, e questo\ntrasformato la sua vita semplice in una favola.  Spesso, in quei giorni, si inginocchiava\nin ginocchio all'improvviso; noi ci imbattevamo in lei e ce ne andavamo via senza\nsenza far rumore.  Dopo la sua morte scoprii che aveva conservato in una piccola scatola\nin una piccola scatola, con una fotografia di me da bambino, le buste che contenevano i miei primi assegni.\nche contenevano i miei primi assegni.  C'era un nastrino che le avvolgeva.\n\n\n\n\nCAPITOLO V UN GIORNO DELLA SUA VITA\n\n\nVorrei rievocare un giorno della sua vita com'era in questo periodo, quando il suo spirito era brillante come sempre e la sua mano desiderosa\nquando il suo spirito era brillante come sempre e la sua mano desiderosa, ma non era pi\u00f9 in grado di\nnon era pi\u00f9 in grado di lavorare molto.  Non dovrebbe essere difficile, perch\u00e9 lei\nnon doveva essere difficile, perch\u00e9 si ripeteva di giorno in giorno eppure lo faceva con un'irragionevolezza\nirragionevolezza che le dava sempre nuove soddisfazioni.  Il nostro amore per lei\nera tale che potevamo facilmente prevedere che cosa avrebbe fatto in determinate\ncircostanze, ma lei aveva sempre un modo nuovo di farlo.\n\nEbbene, all'alba si sveglia, si alza dal letto e si mette in piedi al centro della stanza.\nal centro della stanza.  Era cos\u00ec agile al mattino (uno dei nostri problemi con lei) che queste tre azioni devono essere considerate come un'unica\nproblemi con lei) che queste tre azioni devono essere considerate come una sola;\n\u00e8 sul pavimento prima che si abbia il tempo di contarle.  Ha l'ordine tassativo di\nordini precisi di non alzarsi finch\u00e9 il suo fuoco non \u00e8 acceso, e dopo averli infranti c'\u00e8 una\nuna pudica euforia sul suo volto.  Il problema \u00e8 cosa fare prima che venga\ndi essere catturata e rimessa a letto in fretta e furia.  Le sue dita fremono per preparare la\ncolazione; le piacerebbe molto fare il piombo nero alla griglia, ma questo potrebbe\nsvegliare la figlia dalla quale \u00e8 scivolata cos\u00ec astutamente.  Vede il paravento\nintravede il paravento ai piedi del letto e subito il suo viso morbido diventa\nviso dolce diventa molto determinato.  Per proteggerla dalle correnti d'aria, il paravento\nper proteggerla dalle correnti d'aria, il paravento era stato portato qui dalla signorile stanza est, dove non serviva a nulla.\ndi alcuna utilit\u00e0.  Ma secondo lei era troppo bello per essere usato; apparteneva alla stanza di levante, dove poteva\napparteneva alla stanza est, dove poteva dare piacevoli occhiate; si era opposta alla sua rimozione, diventando addirittura\nsi era opposta alla sua rimozione, diventando persino di cattivo umore.  Ora \u00e8 la sua\nopportunit\u00e0.  Il paravento \u00e8 una cosa ingombrante, ma lei lo trasporta come un topo e sono ben al di sotto di esso.\ne sono ben al di sotto del peso quando urta contro la staffa del gas nel passaggio.\nquando urta contro la staffa del gas nel passaggio.  Un attimo dopo, una mano rimproverante la arresta.\nLe viene contestato di essersi alzata dal letto e lei lo nega stando in piedi nel passaggio.\npassaggio.  Docilmente o ostinatamente torna a letto, e non \u00e8 certo una soddisfazione per voi poter dire: \"Non \u00e8 vero che non c'\u00e8 niente\".\nsoddisfazione per voi che potete dire: \"Bene, bene, di tutte le donne!\ne cos\u00ec via, oppure Sicuramente sapevate che il paravento era stato portato qui per proteggere\nperch\u00e9 lei risponder\u00e0 sprezzante: \"Chi ha toccato il paravento?\n\nA questo punto mi sono svegliato (sono attraverso il muro) e mi unisco a loro con\nansioso: cos\u00ec spesso mia madre si \u00e8 ammalata durante la notte che il\nche il minimo rumore proveniente dalla sua stanza sveglia la casa.  \u00c8 di nuovo a letto,\ncome se non ne fosse mai uscita, ma io la conosco e ascolto severamente il racconto del suo\ncon severit\u00e0 il racconto delle sue malefatte.  Non \u00e8 contrita.  S\u00ec, forse\naveva promesso di non avventurarsi sui pavimenti freddi all'alba, ma si era alzata solo per un attimo.\nma si era alzata solo per un momento e noi l'abbiamo appena tranquillizzata con i nostri discorsi sulla\nNon c'erano cose come le correnti d'aria nei suoi giorni giovanili e\ne non pu\u00f2 fare altro (qui tenta di nuovo di alzarsi, ma noi la teniamo ferma) che stare l\u00ec sdraiata\nma noi la teniamo ferma) stare l\u00ec sdraiata a guardare quel bellissimo schermo che viene\nrovinato.  Le rispondo che la bellezza del paravento \u00e8 sempre stata il suo misero difetto.\nmiserabile difetto: ecco un coltello con cui rovinare la sua bellezza e fare della camera da letto la sua casa\ne rendere la camera da letto la sua casa adatta.  Poich\u00e9 non c'\u00e8 un coltello a portata di mano, il mio\npiede; alzo il piede e lei, vedendo che \u00e8 nudo, mi grida eccitata di andare in camera da letto.\nmi grida eccitata di tornare a letto per non prendere freddo.  Perch\u00e9, anche se,\nsempre incurante di se stessa, si aggira per la casa senza scarpe, e ci dice di non\ndi non parlare di havers quando la rimproveriamo, la vista di uno di noi similmente\nnegligente la mette subito in ansia.  Ora \u00e8 disposta a firmare qualsiasi voto\nse solo riporter\u00f2 i miei piedi nudi a letto, ma probabilmente mi seguir\u00e0 subito con i suoi per assicurarsi che\nmi seguir\u00e0 nel suo per assicurarsi che io sia ben coperta.\n\nSono appena le sei e abbiamo promesso a tutti di dormire ancora un'ora.\nun'altra ora, ma tra dieci minuti \u00e8 sicura che siano gi\u00e0 scoccate le otto (casa\ndisgraziata), o che, se non \u00e8 cos\u00ec, c'\u00e8 qualcosa che non va nell'orologio.\nUn attimo dopo viene catturata mentre scende al piano di sotto per caricare l'orologio.\nQuindi, evidentemente, dobbiamo essere in piedi e fare qualcosa e, dato che non abbiamo una serva, mia sorella sparisce in cucina, avendo\nmia sorella sparisce in cucina, dopo avermi chiesto di vedere che\n che quella donna stia ferma, e quella donna dice di stare sempre\nche lei sta sempre ferma, quindi di cosa stiamo chiacchierando?\n\nOra \u00e8 in piedi, vestita con il suo spesso involucro marrone; sulle spalle (per evitare che si allontani nonostante la nostra vigilanza) c'\u00e8 uno scialle.\nspalle (per evitare che si allontani nonostante la nostra vigilanza) \u00e8 uno scialle,\nnon messo l\u00ec dalle sue stesse mani, e sulla testa una deliziosa mutanda.  O\nse potessi cantare il p an della mutch bianca (e la nenia dell'elaborato berretto nero) dal giorno in cui\ndel berretto nero elaborato) dal giorno in cui chiam\u00f2 la stregoneria in aiuto\ne lo fece di fiocchi di neve, e le care mani consumate che lo lavavano\nteneramente in una bacinella, e l'inamidatura, e il ferro da stiro a dito per le sue\nsquisite balze che sembravano riccioli di zucchero e le dolci fasce con cui si legava sotto il mento.\ncon cui si legava sotto il mento!  L'onorata mutanda di neve, come mi piace\ncome mi piace vederla sorridere dalle porte e dalle finestre dei poveri; \u00e8 sempre sorridente, a volte forse un\n\u00e8 sempre sorridente, a volte forse un sorriso malinconico e vacillante, come se una lacrima\nlacrima nascosta tra i fronzoli.  Cento volte ho tolto dalla testa di mia madre il\ncappello senza carattere dalla testa di mia madre e ho messo al suo posto il mutch\ne le ho legato le fascette sotto il mento, mentre lei protestava ma era ben\nben contenta.  Perch\u00e9 in cuor suo sapeva cosa le si addiceva di pi\u00f9 e lo ammetteva, raggiante, quando le mettevo il cappello.\ne lo ammetteva, raggiante, quando le mettevo in mano uno specchio e le dicevo di guardare; ma\nTuttavia il berretto non costava meno di cos\u00ec e cos\u00ec, mentre Era un bussare alla porta?\nbussare alla porta?  \u00c8 andata a mettersi il cappello!\n\nInizia la giornata davanti al camino con il Nuovo Testamento tra le mani,\nun vecchio volume con le pagine staccate e le copertine ricucite e ricucite da lei, in modo che si direbbe che non possa mai cadere.\ncucite e ricucite da lei, tanto che si direbbe che non possa mai andare in frantumi.\npezzi.  Ora \u00e8 mio, e per me i fili neri con cui l'ha cucito sono come parte del\ncucito fanno parte del contenuto.  Gli altri libri li leggeva in modo\nmodo ordinario, ma questo in modo diverso, le sue labbra si muovevano ad ogni parola\ncome se leggesse ad alta voce, e il suo viso era molto solenne.  Il Testamento\ngiace aperto sulle sue ginocchia molto tempo dopo che ha smesso di leggere, e l'espressione del suo viso non \u00e8 cambiata.\nespressione del suo volto non \u00e8 cambiata.\n\nL'ho vista leggere altri libri nelle prime ore del giorno, ma mai senza uno sguardo colpevole sul\nsguardo colpevole, perch\u00e9 riteneva che la lettura fosse poco rispettabile\nrispettabile fino a quando non fosse arrivata la sera.  Trascorre il pomeriggio in quello che lei chiama il non fare\nche pu\u00f2 consistere nel cucire cos\u00ec intensamente che si potrebbe giurare che sia una\nche si giurerebbe che si tratti di una sarta sovraccarica di lavoro, oppure la si trova su un tavolo con le unghie in bocca.\ntavolo con le unghie in bocca, e subito dopo deve essere cacciata dal\ndalla soffitta (ha deciso all'improvviso di cambiare le tende), oppure \u00e8 sotto il letto a cercare\nsotto il letto a cercare le scatole di band e a chiedere con tono severo dove abbiamo messo\ndove abbiamo messo quella cuffietta.  Nel complesso, oggi si sta comportando in modo esemplare (non una volta l'abbiamo sorpresa a cercare di\n(non una volta l'abbiamo sorpresa mentre cercava di uscire in lavanderia),\ne le facciamo i complimenti a cena, in parte perch\u00e9 se li merita e in parte per farle credere di essere cos\u00ec brava.\nparte perch\u00e9 se lo merita, e in parte per farle credere di essere cos\u00ec brava da mangiare qualcosa,\nsolo per mantenere il suo nuovo carattere.  Mi chiedo se un'ora di tutta la sua\nvita sia stata dedicata al cibo; nei suoi grandi giorni mangiare le sembrava una perdita di tempo.\nmangiare le sembrava una perdita di tempo, e dopo mangiava solo per vantarsene,\ncome qualcosa che aveva fatto per farci piacere.  Raramente si ricordava se\nse aveva cenato, ma presumeva sempre di averlo fatto, e mentre mi raccontava in tutta buona fede\nin buona fede di che cosa consisteva il pasto, poteva essere portato in tavola.\nQuando ero a Londra dovevo sentire ogni giorno cosa mangiava, e forse aveva rifiutato tutti i piatti fino a quando non avevano prodotto\naveva rifiutato tutti i piatti fino a quando non le avevano portato la penna e l'inchiostro.  Questi venivano\nche le venivano sventolati davanti, e allora lei diceva con un sospiro: \"Digli che devo mangiare un uovo\".\ndi mangiare un uovo.   Ma loro non si lasciavano ingannare cos\u00ec facilmente; aspettavano, penna in mano, finch\u00e9 l'uovo non veniva\nin mano, finch\u00e9 l'uovo non fu mangiato.\n\nNon ha mai fatto una passeggiata in vita sua.  Molte lunghe camminate le ha fatte da ragazza\nda ragazza, quando portava la cena del padre in un fiasco fino alla\ndi campagna dove lui lavorava, ma camminare senza un fine se non quello della propria salute\nsalute le sembrava una procedura molto divertente.  Ai tempi della sua giovinezza, era\nera certo che nessuno era mai andato a passeggio e non perse mai la convinzione che fosse un'assurdit\u00e0 introdotta da\nche si trattasse di un'assurdit\u00e0 introdotta da una nuova generazione con troppo tempo a disposizione.\ntempo a disposizione.  Non poteva credere che si divertissero; era solo una forma di ostentazione e\nera solo una forma di ostentazione, e quando passavano davanti alla finestra di casa sua\ncon satira sferzante: \"Ay, Jeames, vai a fare la tua passeggiata?\ne aggiungeva con fervore: \"Piuttosto tu che io!   Io ero uno di quelli che\ne anche se lei sorrideva e poteva dire una parola sarcastica quando mi vedeva\nquando mi vedeva infilare gli stivali, era lei che li aveva scaldati per prepararsi\nper la mia partenza.  L'accordo tra noi era che lei si coricasse fino al mio ritorno, e per assicurarsi che ci\u00f2 avvenisse\ne per assicurarmi che venisse rispettato l'ho vista a letto prima di partire.\nprima di partire, ma allo sbattere della porta si sarebbe affacciata alla finestra per vedermi andare via.\nc'\u00e8 un punto della strada in cui mille volte mi sono girato per sventolare il mio bastone.\nvolte mi sono girato per salutarla con il bastone, mentre lei annuiva, sorrideva e mi baciava la mano.\ne mi baciava la mano.  Il bacio della mano era l'unica usanza inglese\ninglese che aveva imparato.\n\nDopo circa un'ora torno e forse la trovo a letto, come promesso, ma sono comunque sospettoso.\npromessa, ma sono comunque sospettoso.  La strada che porta alla sua individuazione \u00e8\n\u00e8 tortuosa.\n\n Ora devo alzarmi\", dice, con uno sbadiglio che potrebbe essere sincero.\n\n Da quanto tempo siete a letto?\n\n Mi hai visto andare via.\n\n E poi ti ho visto alla finestra.  Sei tornato subito a letto?\n\n Sicuramente avevo tanto buon senso.\n\n La verit\u00e0!\n\n Avrei potuto dare prima un'occhiata all'orologio.\n\n \u00c8 una cosa terribile avere una madre che prevarica.  Sei stato\nsdraiato da quando sono partito?\n\n Pi\u00f9 o meno.\n\n Che cosa significa esattamente?\n\n Spento e acceso.\n\n Sei stato nella soffitta?\n\n Cosa devo fare in soffitta?\n\n Ma tu l'hai fatto?\n\n Potrei aver guardato su per le scale della soffitta.\n\n Hai di nuovo arrossato la soffitta!\n\n Non si pu\u00f2 certo dire che sia un'operazione di \"redd up\".\n\n Oh, donna, donna, credo che tu non sia stata affatto a letto!\n\n Mi ci vedi dentro.\n\n La mia opinione \u00e8 che tu sia saltata a letto quando mi hai sentito aprire la porta.\n\n Havers.\n\n E tu?\n\n No.\n\n Allora, quando mi hai sentito al cancello?\n\n Forse \u00e8 stato quando ti ho sentito al cancello.\n\nQuando si fa giorno, lo segue con il suo cucito fino alla finestra e ne ricava un altro ago\nun altro ago, come si pu\u00f2 correre dietro a un visitatore che \u00e8 partito per\nMa ora il gas \u00e8 acceso e non \u00e8 pi\u00f9 vergognoso sedersi a leggere.\nletteratura.  Se il libro \u00e8 un racconto di George Eliot o di Mrs.\nOliphant, le sue preferite (e le mie) tra le scrittrici, o se si tratta di un libro di Carlyle, e ci muoviamo dolcemente.\nCarlyle, e ci muoviamo dolcemente, lei legger\u00e0, incantata, per ore.  Il suo\nCarlyle era cos\u00ec noto che diverse brave persone le inviavano libri che contenevano\nlibri che contenevano una pagina su di lui; lei era in grado di mettere il dito su qualsiasi\nsu qualsiasi passaggio della biografia con la stessa rapidit\u00e0 con cui cercava\ndi un articolo nel suo cassetto e, data una data, era spesso in grado di dire di cosa si trattava.\nspesso era in grado di dire cosa facevano quel giorno a Cheyne Row.\nCarlyle, decise, non era tanto un uomo malato con cui vivere, quanto uno che aveva bisogno di essere gestito.\nma quando le chiesi se pensava di poterlo gestire, mi rispose solo con un modesto\ndi gestirlo, mi rispose solo con un modesto sorriso che significava Oh no!\nse avessi avuto la faccia di Sal, mi sarebbe piaciuto provarci.\n\nUna signora le prest\u00f2 alcune decine di lettere di Carlyle che non sono mai state pubblicate.\ne la scrittura era scabrosa, ma sebbene a mia madre piacesse farsi leggere le lettere ad alta voce\nle lettere le venissero lette ad alta voce, lei stessa leggeva tutte le lettere e le citava nei suoi discorsi,\ne le citava nei suoi discorsi.  Accanto alle lettere di Carlyle\nCarlyle, che lo mostrano nella sua luce pi\u00f9 gentile, c'erano molte lettere di sua moglie a un'amica.\nmoglie a un'amica, e in una di queste viene descritta un'avventura romantica che cito a memoria, ed \u00e8 un'avventura\ncito a memoria, ed \u00e8 una memoria povera rispetto a quella di mia madre, che registrava tutto con un metodo tutto suo.\nche registrava tutto con un metodo tutto suo:  Quale potrebbe essere l'et\u00e0 di\nBell Tibbits?  Beh, \u00e8 nata la settimana in cui ho comprato la caldaia, quindi sar\u00e0\nun anno e cinquanta (non di meno!) a Natale.   La signora Carlyle era salita sul\ntreno alla stazione di Londra e si sentiva molto sola, perch\u00e9 il viaggio verso la Scozia la attendeva\nviaggio verso la Scozia e nessuno era venuto a salutarla.\nPoi, proprio mentre il treno stava partendo, un uomo salt\u00f2 nella carrozza, con suo grande dispiacere, finch\u00e9 non ne vide il volto.\ncon suo rammarico, finch\u00e9 non lo vide in faccia, quando, ecco, erano vecchi amici,\ne l'ultima volta che si erano incontrati (non ricordo quanti anni prima) lui le aveva chiesto di diventare\ndi diventare sua moglie.  Era molto gentile e, se non ricordo male, l'ha accompagnata fino alla fine del suo\nfino alla fine del viaggio, anche se aveva intenzione di fermarsi a met\u00e0 strada.\nluogo a met\u00e0 strada.  Questa la chiamo un'avventura, e sono sicura che a mia madre sembr\u00f2\nmia madre l'avventura pi\u00f9 toccante e memorabile che possa capitare nella vita di una donna.\ndonna.   Vedete che non se n'\u00e8 dimenticato, diceva lei con orgoglio, come se questo fosse un\ncome se questo fosse un complimento che tutto il suo sesso potesse condividere, e sul suo vecchio e tenero volto\nbrillava un po' dell'euforia con cui la signora Carlyle scrisse quella lettera.\n\nMa c'erano momenti, sosteneva, in cui Carlyle doveva rendere sua moglie una donna\ndonna gloriosa.   Quando?  Potrei chiedere.\n\n Quando entr\u00f2 dalla porta del suo studio e disse a se stessa: \"Il mondo intero risuona della sua fama e lui \u00e8 il mio uomo!\nIl mondo intero risuona della sua fama, e lui \u00e8 il mio uomo!\n\n E poi, mi permetto di farle notare, lui le urlava di chiudere la porta.\n\n Pooh! disse mia madre, il ruggito di un uomo non \u00e8 n\u00e9 qui n\u00e9 l\u00e0.   Ma\nil suo verdetto nel complesso fu: \"Avrei preferito essere sua madre piuttosto che sua\nmoglie.\n\nCos\u00ec l'abbiamo messa sulla sedia con i Carlyles e tutto va bene.\nInoltre, per fare un po' di chiarezza, mio padre si \u00e8 messo dalla parte opposta del\ndel camino ed \u00e8 immerso nelle ultime cinque colonne di Gladstone, che \u00e8 il suo Carlyle.\nil suo Carlyle.  Lui deve assicurarsi che lei non scivoli via spinta da una\nconvinzione, che all'improvviso ha preso il sopravvento sulle sue pagine, che la cucina sta andando\nche la cucina sta andando in rovina per mancanza di lei, e deve richiamarlo a s\u00e9\nse lui dovesse mettere il piede nel fuoco e tenerlo l\u00ec, dimentico di tutto\ndi tutto, tranne che dell'eloquenza del suo eroe.  (Eravamo una famiglia che aveva bisogno di essere sorvegliata).\ndi sorveglianza).  Non \u00e8 interessata a ci\u00f2 che Mr. Gladstone ha da dire;\nNon \u00e8 mai riuscita a considerare la politica come una questione seria per le persone adulte.\npolitica come un argomento di serio interesse per le persone adulte (una classe in cui non includeva quasi mai l'uomo).\nha abbandonato con gratitudine la lettura dei leader il giorno in cui ho smesso di scriverli.\nMa, come la mancanza di ragionevolezza, l'amore per l'ultima parola, la mancanza di\ndi umorismo e simili, la politica era secondo lei un attributo maschile da\ntollerare, e Gladstone era il nome di quel qualcosa che rende tutti i personaggi\nnostro sesso come personaggi bizzarri.  Aveva una profonda fiducia in lui come aiuto alla conversazione.\nconversazione, e se c'erano uomini silenziosi in compagnia gli dava\nuomini silenziosi, gli dava da parlare, proprio come si divide una torta tra i bambini.\nbambini.  E poi, con un sorriso materno, li lasciava a rimpinzarsi di lui.\nsu di lui.  Ma nell'idolatria di Gladstone riconosceva comunque una certa inevitabilit\u00e0,\nuna certa inevitabilit\u00e0, e non avrebbe cercato di contrastarla pi\u00f9\nche di spazzare via un'ombra dal pavimento.  Gladstone era, e c'era una fine\nfine nella sua filosofia pratica.  N\u00e9 lo accett\u00f2 con freddezza;\nCome una vera donna, simpatizzava con chi soffriva gravemente, e loro lo sapevano e si facevano consigliare.\nLo sapevano e si rivolgevano a lei nel momento del bisogno.  Ricordo un\nardente gladstoniano che, all'approssimarsi delle elezioni generali, si trovava in gravi difficolt\u00e0, perch\u00e9 non credeva\nperch\u00e9 non credeva nella Home Rule, ma come poteva votare contro l'uomo di Gladstone?\nvotare contro l'uomo di Gladstone?  La sua angoscia era cos\u00ec reale che gli dava\nun aspetto da cane bastonato.  Le espose il suo caso in modo cupo e, fino al giorno delle elezioni.\nFino al giorno dell'elezione lei lo ha tempestato di sarcasmo; credo che lui sia andato da lei solo perch\u00e9 aveva trovato una\nCredo che sia andato da lei solo perch\u00e9 trovava un mesto divertimento nel vedere un falso\nGladstoniano torturato.\n\nPer lui era tutto cos\u00ec semplice, ha sottolineato, non gli piaceva questa Home Rule e quindi doveva votare contro.\nquesta Home Rule, e quindi doveva votare contro.\n\nLei lo ha messo in chiaro in modo pietoso, lui ha risposto con un gemito.\n\nMa era come un'altra donna per lui quando le si present\u00f2 davanti mentre si recava alla cabina elettorale.\nverso la cabina elettorale.\n\n Penso che questo sia un sabato d'acqua per te, disse lei con simpatia, ma senza abbandonare i suoi fili per il governo nazionale o meno.\ncon simpatia, ma senza abbandonare i fili del regolamento interno o meno.\nregola che i piedi delle calze devono essere girati prima delle dodici.\n\nUn sabato acquatico significa un giorno triste, e un sabato acquatico \u00e8, rispose con sentimento.\nrispose con sentimento.  Segu\u00ec un silenzio, rotto solo dallo scatto dei fili.\ndei fili.  Di tanto in tanto mormorava: \"S\u00ec, beh, andr\u00f2 a votare\".\nvotare, non pensavo che il giorno sarebbe arrivato, e cos\u00ec via, ma se si alzava era solo per sedersi di nuovo e\nma se si alzava era solo per sedersi di nuovo, e alla fine lei si avvicin\u00f2 a lui e disse\ndolcemente (senza sarcasmo nella voce): \"Vattene e vota per l'uomo di Gladstone!\nGladstone!   Lui si alz\u00f2 di scatto e se ne and\u00f2 senza dire una parola, ma dalla finestra a est lo guardammo impettito\nfinestra a est lo guardammo impettito lungo il viale.  Io risi, ma lei disse\nlei disse: \"Non sono sicura che sia una cosa da ridere\" e poi: \"Mi sarebbe piaciuto che Gladstone fosse un uomo\navrei voluto essere la madre di quel Gladstone.\n\nSono le nove ora, le nove e un quarto, le nove e mezza, per me \u00e8 lo stesso momento.\nmomento per me, perch\u00e9 sono in una frase che non vuole scrivere.  So, anche se\nso, anche se non sento, che mia sorella \u00e8 andata di sopra a dire a mia madre:\n\n Sono andato da lui alle nove e mi ha detto: \"Tra cinque minuti\", cos\u00ec ho messo la bistecca sulla branditrice.\nma da allora sono tornato tre volte e ogni volta mi dice: \"Tra cinque minuti\".\ndice: \"Tra cinque minuti\", e quando cerco di togliere il copritavolo,\nquando cerco di togliere il copritavolo, lui ci preme sopra con i gomiti e ringhia.  La sua cena sar\u00e0\ncompletamente rovinata.\n\n Oh, che scrittura stanca!\n\n Non posso fare altro, madre, quindi devi scendere e fermarlo.\n\n Non ho alcun potere su di lui, dice mia madre, ma si alza sorridendo e di l\u00ec a poco apre la mia porta.\npoco dopo sta aprendo la mia porta.\n\n Tra cinque minuti!  Piango, ma quando vedo che \u00e8 lei mi alzo e le metto un braccio intorno.\nbraccio intorno a lei.   Che cestino pieno! dice lei, guardando il cestino della carta\ncestino della carta straccia, che contiene la maggior parte del mio lavoro della notte, e con un gesto caro solleva una pagina strappata e la bacia.\nun gesto caro, solleva una pagina strappata e la bacia.   Poverina, dice\ndice, e ti sarebbe piaciuto cos\u00ec tanto essere stampata! e mette una mano sulla mia scrivania per evitare che\nmette la mano sulla scrivania per impedirmi di scrivere di pi\u00f9.\n\n Negli ultimi cinque minuti, inizio, si pu\u00f2 spesso fare di pi\u00f9 che nella prima ora.\nprima ora.\n\n L'ho detto molte volte nei miei giorni giovanili, dice lentamente.\n\n E l'ha anche provato! grida una voce dalla porta, la voce di uno che era pi\u00f9 orgoglioso di lei anche di me.\nera pi\u00f9 orgoglioso di lei persino di me; \u00e8 vero, eppure \u00e8 quasi incredibile,\nche qualcuno potesse essere pi\u00f9 orgoglioso di me.\n\n Ma quei giorni sono passati, dice solennemente mia madre, andati per non tornare pi\u00f9.\npi\u00f9.  Adesso metti da parte il tuo lavoro, amico, e mangia la tua cena, e poi\npoi salirai e ti siederai accanto a tua madre per un po', perch\u00e9 presto la\npresto la porterai nel cortile della chiesa.\n\nSento un piccolo grido vicino alla porta.\n\nCos\u00ec io e mia madre saliamo insieme le scale.   Abbiamo cambiato posto,\nlei dice: era proprio cos\u00ec che ti aiutavo a salire, ma ora sono io il bambino.\nora sono io il bambino.\n\nTira fuori di nuovo il Testamento, che era sempre a portata di mano.\n\u00e8 la ciocca di capelli che mi ha lasciato quando \u00e8 morta.  E quando ha letto per molto tempo\na lungo, mi lancia uno sguardo, come si dice al nord, e io esco,\nper lasciarla sola con Dio.  Era solo una bambina quando sua madre mor\u00ec\nmadre, e cos\u00ec si \u00e8 abituata presto a dire le sue preghiere senza\nascoltatori terreni.  Spesso e volentieri l'ho trovata in ginocchio, ma io me ne sono sempre\nma me ne andavo sempre piano, chiudendo la porta.  Non l'ho mai sentita pregare, ma so bene come\nso bene come pregava e che, quando la porta era chiusa, non c'era un giorno in cui\nnon c'era un giorno di differenza tra la donna consumata e il bambino.\n\n\n\n\nCAPITOLO VI LA SUA CAMERIERA DI TUTTI I LAVORI\n\n\nE a volte ero la sua cameriera di tutti i lavori.\n\n\u00c8 mattina presto e mia madre \u00e8 entrata silenziosamente nella mia stanza.  I\nso che \u00e8 lei, anche se ho gli occhi chiusi e sono sveglia solo a met\u00e0.\nForse la stavo sognando, perch\u00e9 accolgo la sua presenza senza\nsorpresa, come se al risveglio l'avessi vista uscire da una porta per rientrare da un'altra.\nentrare da un'altra.  Ma sta parlando da sola.\n\n Non credo che lo sveglier\u00f2. Dubito che stesse lavorando fino a tardi.\nscrivere no, non lo sveglier\u00f2.\n\nMi avvio.  Si sta torcendo le mani.   Cosa c'\u00e8 che non va?  Piango, ma lo so prima che\nso prima che mi risponda.  Mia sorella \u00e8 affetta da uno di quei mal di testa\ncontro cui nemmeno lei pu\u00f2 lottare, e mia madre, che sopporta il dolore fisico come se fosse una compagna, \u00e8 molto dispiaciuta quando\ndolore fisico come se fosse un compagno, \u00e8 molto dispiaciuta quando a soffrire \u00e8 sua figlia.\nfiglia che soffre.   E non mi lascia scendere le scale per fare una tazza di t\u00e8 per lei.\nper lei, si lamenta.\n\n Preparer\u00f2 presto il t\u00e8, mamma.\n\n Lo farai? mi dice con impazienza.  \u00c8 per questo che \u00e8 venuta da me, ma...\n\u00e8 un peccato svegliarti, dice.\n\n Oggi mi occuper\u00f2 della casa, accender\u00f2 il fuoco e laver\u00f2 i piatti.\ni piatti\n\n No, oh no; no, non potrei chiederti questo, e tu sei un autore.\n\n Non sar\u00e0 la prima volta, madre, da quando sono un autore.\n\n Pi\u00f9 che altro il cinquantesimo! dice quasi allegramente, quindi ho iniziato bene, perch\u00e9 tenere alto il morale \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante oggi.\nbene, perch\u00e9 tenere alto il suo spirito \u00e8 la cosa pi\u00f9 importante oggi.\n\nBussano alla porta.  \u00c8 il fornaio.  Prendo il pane e lo guardo cos\u00ec\nsevero che non osa sorridere.\n\nBussano alla porta.  \u00c8 il postino. (Spero che non si sia accorto che avevo\nil coperchio del bollitore nell'altra mano).\n\nBusso furioso in una parte remota.  Questo significa che l'autore si trova nella\ncantina del carbone.\n\nAnon porto in trionfo due colazioni al piano di sopra.  Entro in camera da letto\ncome un semplice figlio, ma come un cameriere di Glasgow.  I\ndevo dire di pi\u00f9 su di lui.  Era stato l'unico cameriere di mia madre, l'unico\ncameriere di mia madre, l'unico domestico con cui sia mai entrata in contatto.\nGlasgow che lei era ansiosa di vedere, avendo sentito parlare di quelle cose mostruose,\ne li considerava simili a locande di campagna con altre dodici camere da letto.\nRicordo che era raggiante, ma cercava di dare l'impressione che si trattasse di un'esperienza normale.\nesperienza ordinaria quando scendemmo alla porta dell'albergo, ma anche se non disse nulla\nnon disse nulla, le lessi subito in faccia la delusione.  Sapeva quanto io fossi\nesultare per il fatto di averla l\u00ec, quindi non avrebbe detto una parola per smorzarmi, ma io l'ho tirata fuori con astuzia.\nastutamente le ho tirato fuori.  No, era molto a suo agio e la casa era grandiosa oltre ogni dire.\nera grandiosa oltre ogni dire, ma dov'era lui?\ncordiale.   Era il padrone di casa; si aspettava che ci ricevesse alla porta e ci chiedesse se eravamo in buone condizioni.\ne che ci chiedesse se eravamo in buona salute e come avevamo lasciato gli altri,\ne poi gli avrebbe chiesto se sua moglie stava bene e quanti figli avevano.\nquanti figli avevano, dopodich\u00e9 ci saremmo seduti tutti insieme a\ncena.  Due cameriere entrarono nella sua stanza e la prepararono senza\nuna sola parola sul suo viaggio o su qualsiasi altro argomento, e quando se ne furono andate.\nQuando se ne furono andate, \"Sono due signorine altezzose\", disse mia madre con spirito.\nMa la cosa che le dava pi\u00f9 fastidio era il cameriere con il suo vestito nero spavaldo e i suoi passi\npasso svelto e l'asciugamano sul braccio.  Senza nemmeno un cenno di saluto\n Benvenuti a Glasgow! ci accompagn\u00f2 ai nostri posti, senza il minimo riconoscimento della nostra gentilezza nel dare\nriconoscimento della nostra gentilezza nel dare ordini cos\u00ec munifici.\ndi ordini cos\u00ec munifici, si \u00e8 aggirato intorno al tavolo come se non fosse sicuro lasciarci con i suoi coltelli e i suoi\nlasciarci con i suoi coltelli e le sue forchette (avrebbe dovuto vedere i suoi coltelli e le sue forchette).\nforchette), quando parlavamo tra di noi faceva finta di non sentire, potevamo anche ridere ma questo\nridere, ma questo tipo arrogante non si univa a noi.  Ci siamo ritirati, schiacciati, e\ne lui ebbe l'impudenza finale di aprirci la porta.  Ma sebbene questo abbia ferito\nmia madre in quel momento, l'umorismo delle nostre esperienze l'ha riempita di riflessione\nl'umorismo delle nostre esperienze la riempiva, e a casa sua le descriveva con unzione,\na volte a chi era stato in molti alberghi, spesso a chi non ne aveva mai visitato uno.\ne a chiunque la ascoltasse faceva ridere, anche se non sempre della stessa cosa.\nnon sempre della stessa cosa.\n\nCos\u00ec ora, quando entro in camera da letto con il vassoio, sul mio braccio c'\u00e8 il distintivo dell'orgoglio, l'asciugamano.\norgoglio, l'asciugamano; e mi avvicino con passo deciso per informare la signora che la\nche la colazione \u00e8 pronta, e lei indossa i modi della societ\u00e0 e si rivolge a me come\ncome Signore, e mi chiede con crudele sarcasmo a quale scopo (se non per vantarsi)\nIo porto l'asciugamano e dico C'\u00e8 altro che posso fare per la signora?\ne la signora risponde che c'\u00e8 un'altra cosa che posso fare, cio\u00e8 mangiare la colazione per lei.\nla colazione per lei.  Ma io non ci faccio caso, perch\u00e9 il mio obiettivo \u00e8 quello di\ndi accendere in lei lo spirito del gioco, in modo che mangi inconsapevolmente.\n\nOra che ho lavato le cose della colazione dovrei dedicarmi alla scrittura,\ne sono ansiosa di farlo, perch\u00e9 ho un'idea in testa che, se ha un qualche valore, \u00e8 stata quasi certamente messa da lei.\nse ha un qualche valore, \u00e8 stata quasi certamente messa l\u00ec da lei.  Ma oso\nazzardare?  So che la casa non \u00e8 ancora stata sistemata a dovere,\nci sono dei letti da rifare, l'esterno della teiera \u00e8 bello, ma supponiamo che qualcuno guardi all'interno?\nqualcuno guardasse dentro?  Che peccato aver rovesciato il\nbarile di farina!  Posso sperare che per una volta mia madre si dimentichi di indagare su queste\nsu queste cose?  Mia sorella \u00e8 disposta a lasciare che il disordine regni fino a\ndomani?  Decido di rischiare.  Forse sono al lavoro da mezz'ora quando sento\nmezz'ora quando sento dei movimenti sopra la testa.  Uno o l'altro si sta chiedendo\nsi chiede perch\u00e9 la casa sia cos\u00ec silenziosa.  Faccio tintinnare le pinze, ma nemmeno questo li soddisfa.\nma anche questo non li soddisfa, cos\u00ec le mie carte tornano nella scrivania, e ora quello che si sente non \u00e8 il grattare\nora quello che si sente non \u00e8 il graffio di una penna ma il risciacquo di pentole e padelle, oppure\nSto rifacendo i letti, e li sto rifacendo accuratamente, perch\u00e9 dopo che me ne sar\u00f2 andata mia madre verr\u00e0 (la conosco).\nmadre verr\u00e0 (la conosco) e guarder\u00e0 con sospetto sotto il copriletto.\n\nLa cucina \u00e8 ora senza macchie, non c'\u00e8 un piatto non lavato in vista, a meno che non si guardi sotto il tavolo.\nsotto il tavolo.  Sento di essermi guadagnata il tempo per un'ora di scrittura.\ndi scrittura, e lo faccio con vigore.  Una pagina, due pagine, davvero\nSto facendo progressi, quando si \u00e8 aperta una porta?  Ma ho in mente il passo leggero di mia\nMa ho in mente il passo leggero di mia madre, cos\u00ec mi rimetto in sella e un attimo dopo lei \u00e8 accanto a me.\n\u00e8 accanto a me.  Non ha proprio lasciato la sua stanza, mi ha fatto capire\nma all'improvviso si era convinta che stavo scrivendo\nsenza una stuoia calda ai piedi.  Ne porta una in mano.  Ora che\nora che \u00e8 qui si ferma per un po', e anche se \u00e8 nella poltrona accanto al fuoco, dove si siede\nfuoco, dove siede in posizione eretta (amava avere cuscini sulle sedie inutilizzate, ma detestava metterli\nsedie inutilizzate, ma detestava appoggiarvi la schiena), e io sono piegata\nbasso sulla mia scrivania, so che la contentezza e la piet\u00e0 stanno lottando per\nper il possesso del suo volto: la contentezza vince quando guarda la sua stanza, la piet\u00e0 quando guarda me.\nquando guarda me.  Ogni mobile, dalle sedie che sono venute al mondo con me\nche sono venute al mondo con me e che si sono consumate molto meglio, anche se io ero\nnuovo e loro erano di seconda mano, al bordo del mantello di design alla moda\nche ha cucito nel suo settantesimo anno di et\u00e0, dopo aver imparato il punto a\nha la sua storia di lotta e di conquista per lei, da cui la sua soddisfazione.\nma sospira alla vista di suo figlio, che intinge e strappa e mastica l'odiosa penna.\nmasticare l'odiosa penna.\n\n Oh, che scrittura stanca!\n\nInvano le dico che scrivere \u00e8 piacevole per me quanto lo \u00e8 mai stata per lei la prospettiva di una giornata di\nprospettiva di una tremenda giornata di stiro per lei; che (per alcuni, ma non per me) i nuovi capitoli sono facili da produrre come i nuovi bannock.\nper me) i nuovi capitoli sono facili da produrre come nuove focacce.  No, sostiene\nNo, sostiene, perch\u00e9 un bannock \u00e8 il midollo di un altro, mentre capitoli e\nE allora, forse, i suoi occhi scintillano e dice sorniona: \"Ma, Sal, potresti avere ragione, perch\u00e9 a volte i tuoi bannock\nche tu abbia ragione, perch\u00e9 a volte i tuoi bannock sono uguali ai miei!\n\nO potrei essere svegliato dalla mia scrittura dal suo grido che sto facendo di nuovo delle strane\nfacce strane.  \u00c8 una mia spregevole debolezza che se dico che un personaggio\nsorride vacuamente, devo sorridere vacuamente; se aggrotta le sopracciglia o fa le smorfie, io aggrotto le sopracciglia o faccio le smorfie; se \u00e8 vigliacco o si contorce, io\nse \u00e8 un vigliacco o si contorce, mi acciglio o mi torco le gambe fino a dover smettere di scrivere per\ngambe fino a dover smettere di scrivere per sciogliere il nodo.  Mi inchino con lui, mangio con lui\ncon lui, mangio con lui e mi rosicchio i baffi con lui.  Se il personaggio \u00e8 una signora\ncon una risata squisita, improvvisamente vi terrorizzo ridendo squisitamente.\nSi legge della stupefacente versatilit\u00e0 di un attore che \u00e8 robusto e magro nella stessa sera.\nnella stessa sera, ma che cos'\u00e8 per il romanziere che \u00e8 una dozzina di persone nel giro di un'ora?\npersone nel giro di un'ora?  Moralmente, temo, dobbiamo deteriorarci ma questo\n\u00e8 un argomento dal quale potrei saggiamente allontanarmi.\n\nCi siamo sempre parlati in scozzese (credo ancora in scozzese), ma ogni tanto lei usava una parola nuova per me o\ndi tanto in tanto usava una parola nuova per me, o potevo sentirla usare da un suo\nuno dei suoi contemporanei.  Ora ho l'opportunit\u00e0 di cercare il suo\nsignificato.  Se chiedo, con coraggio, qual \u00e8 la parola di chat che ha usato poco fa,\nqualcosa di simile a bilbie o silvendy? Arrossisce e dice di non aver mai\nche non ha mai detto nulla di cos\u00ec comune, o che si tratta di una parola\ndi cui non sa dirmi nulla.  Ma se nel corso della conversazione io\nse nel corso della conversazione faccio notare casualmente: \"Ha trovato bilbie?\" o \"\u00c8 stato abbastanza silenzioso?\".\n(anche se il senso della domanda per me \u00e8 vago), lei cade nella trappola e le parole si spiegano da sole.\ntrappola, e le parole si spiegano da sole nelle sue risposte.  O forse oggi\nsi rende conto di dove la sto portando e la sua sensibilit\u00e0 \u00e8 tale che\nche si sente ferita.  L'umorismo se ne va dal suo viso (per trovare bilbie in qualche\ndi trovare un posto pi\u00f9 tranquillo) e i suoi occhi di rimprovero, ma ora sono sul braccio della sua sedia e abbiamo fatto pace.\ndella sua sedia e abbiamo fatto pace.  Tuttavia, non otterr\u00f2 pi\u00f9\nscozzese del vecchio mondo da lei questo pomeriggio, lei interrompe la sua conversazione\ncon determinazione, ed \u00e8 una caduta cos\u00ec grande come quando il mutch lascia il posto al\nposto al cappello.\n\nVado a fare la mia passeggiata pomeridiana e lei ha promesso di sbarrare la porta dietro di me\ndietro di me e di non aprire a nessuno.  Quando torno, beh, la porta \u00e8 ancora sbarrata, ma lei ha un'aria furtiva ed euforica.\nsbarrata, ma lei ha un'aria furtiva ed euforica.  Dovrei dire che\nche sta bruciando per dirmi qualcosa, ma non pu\u00f2 dirmelo senza esporsi.\nse stessa.  Ha aperto la porta e, se s\u00ec, perch\u00e9?  Non chiedo, ma osservo.\nosservo.  \u00c8 lei che ora \u00e8 scaltra.\n\n Sei stato nella stanza est da quando sei entrato?\napparente indifferenza.\n\n No; perch\u00e9 me lo chiede?\n\n Oh, ho solo pensato che potessi aver dato un'occhiata.\n\n C'\u00e8 qualcosa di nuovo?\n\n Non dico che ci sia, ma basta andare a vedere.\n\n Non ci pu\u00f2 essere nulla di nuovo se hai tenuto la porta sbarrata, dico io\nintelligentemente.\n\nLa cosa la sconvolge per un attimo; ma la sua ansia di vedermi \u00e8 pi\u00f9 forte della sua paura.\n\u00e8 pi\u00f9 grande della sua paura.  Mi avvio verso la sala est e lei mi segue,\ncon umilt\u00e0, ma con il trionfo negli occhi.  Quante volte queste piccole\nscene!  Non mi era mai stato detto del nuovo acquisto, venivo attirato alla sua presenza.\ne poi lei aspettava timidamente il mio inizio di sorpresa.\n\n Lo vedi? dice ansiosa, e io lo vedo e lo sento, perch\u00e9 questa volta \u00e8 una sedia di vimini nuova di zecca, di quelle che sussurrano a chi le vuole bene.\nquesta volta \u00e8 una sedia di vimini nuova di zecca, di quelle che sussurrano a\nche si sussurrano per i primi sei mesi.\n\n Mia madre esordisce con un carretto in cui un uomo che andava in giro li vendeva, e ci\u00f2 che segu\u00ec si presenta ai miei occhi prima che possa pronunciare un'altra parola.\nquello che segu\u00ec si presenta ai miei occhi prima che lei possa pronunciare un'altra\nparola.  Per almeno dieci minuti rimase davanti alla porta a litigare\ncon quell'uomo.  Ma sarebbe crudele rimproverare una donna cos\u00ec sollevata.\n\n Voleva quindici scellini, grida lei, ma a quanto pensi che l'abbia battuto?\na cui l'ho battuto?\n\n Sette e sei pence?\n\nBatte le mani con gioia.   Quattro scellini, come una donna viva!\ndonna! grida: mai una donna \u00e8 stata pi\u00f9 affezionata a un affare.\n\nOsservo l'acquisto con lo stupore che ci si aspetta da me, e la sedia stessa si contorce e rabbrividisce nel sentire a quanto \u00e8 costata (o \u00e8 solo una questione di prezzo).\nsi scricchiola e rabbrividisce nel sentire a quanto \u00e8 servita (o sta semplicemente\nridendo di lei?).   E l'uomo ha detto che \u00e8 costata cinque scellini,\ncontinua mia madre esultante.  Avreste pensato che fosse la persona pi\u00f9\nse un bussare al muro non ci avesse richiamato a quell'ora al fianco di mia sorella.\nsorella.  Anche se a letto, ha ascoltato, e questo \u00e8 ci\u00f2 che\ncon una voce che rende mia madre molto indignata: \"Tu fai un affare!\nun affare!   Penso che dieci scellini fossero pi\u00f9 vicini a quanto avete pagato.\n\n Quattro scellini per un penny! dice mia madre.\n\n Oserei dire, dice mia sorella; ma dopo che gli hai pagato i soldi ti ho sentito nella\nnella piccola pressa della camera da letto.  Cosa stavi facendo l\u00ec?\n\nMia madre trasalisce.   Forse gli ho regalato un vecchio cappotto,\nesita.   Sembrava infelice.  Ma \u00e8 stato dopo che ho fatto l'affare.\npatto.\n\n C'erano bambini nel carro?\n\n Forse c'era un po' di Lassie nel carrello.\n\n Lo pensavo anch'io.  Cosa le hai dato?  Ti ho sentito nella dispensa.\n\n Per quattro scellini ho comprato quella sedia, risponde mia madre con fermezza.\nSe non intervengo, ci sar\u00e0 freddezza tra loro per almeno un minuto.\nminuto.   Hai del sangue sul dito, dico a mia madre.\n\n Cos\u00ec \u00e8, dice lei, nascondendo la mano.\n\n Sangue! esclama mia sorella ansiosa, e poi con un grido di trionfo, garantisco che \u00e8 gelatina.\ngarantisco che \u00e8 gelatina.  Hai dato a quella ragazza uno dei barattoli di gelatina!\n\nIl cameriere di Glasgow porta il t\u00e8 e subito mia sorella riesce ad alzarsi.\ndopo un'aspra lotta mi espelle dalla cucina.  L'ultima\ndi lavoro \u00e8 trasportare al piano di sopra il cesto dei vestiti\nche \u00e8 appena arrivato con il mangano.  Ora c'\u00e8 della biancheria deliziosa\nmia madre a diteggiare; c'era sempre un'estasi sul suo volto quando il cesto dei panni arrivava\ncesto dei vestiti; non mancava mai di renderla di nuovo il genio attivo della casa.\ngenio attivo della casa.  Ora posso lasciarla con le sue lenzuola, i suoi colletti, i suoi tovaglioli e i suoi frontali.\ntovaglioli e le fronti.  Anzi, probabilmente mi ordina di andarmene.  Un figlio va bene\nmolto bene, ma supponiamo che calpesti quel copriletto!\n\nMia sorella \u00e8 ma e io sono ben Cio\u00e8 lei \u00e8 nell'est e io nell'ovest tuts, tuts!\ntuts, tuts! Arriviamo all'inglese di questo sforzandoci: lei \u00e8 in cucina e io sono alla mia scrivania in salotto.\n\u00e8 in cucina e io sono alla mia scrivania in salotto.  Spero di non essere disturbato\nspero di non essere disturbata, perch\u00e9 stasera devo far dire al mio eroe \"Darling\" e\ne ha bisogno di privacy e concentrazione.  In una parola, lasciatemi ammettere (anche se vorrei\nvorrei evitare di dire che mi sono seduto su un capitolo d'amore.\ncapitolo d'amore.  Troppo a lungo \u00e8 stato evitato, Albert ha chiamato Marion\n solo per ora (detto tra noi, questi non sono i loro veri nomi),\nma anche se il pubblico probabilmente legger\u00e0 la parola senza battere ciglio, nelle mie mani \u00e8\nnelle mie mani ha fatto il botto.  Mi dicono che i Sassenach dicono\nSassenach mi dicono che col tempo sar\u00f2 in grado di far dire ad Alberto, senza arrossire, \"tesoro\", e persino\n tesoro, e persino di prenderla in braccio, ma comincio a dubitarne;\nil momento mi vede timida come sempre; trovo ancora consigliabile chiudere a chiave la\ne poi nessun testimone a parte il cane, lo faccio a malincuore a denti stretti, mentre il cane si ritira.\ndenti stretti, mentre il cane si ritira nell'angolo pi\u00f9 lontano e geme.  L'inglese pi\u00f9\ninglese pi\u00f9 audace (mi dicono) scriver\u00e0 un capitolo d'amore e poi uscir\u00e0,\nma queste cose sono contrarie alla natura scozzese.\nscozzese; nemmeno i grandi romanzieri osano farlo.  Immaginate Mr. Stevenson lasciato\nStevenson lasciato solo con un eroe, un'eroina e una proposta imminente (non sa dove guardare).\ndove guardare).  Sir Walter, nelle stesse circostanze, riesce a uscire dalla\ndalla stanza facendo in modo che le sue scene d'amore si svolgano tra la fine di un capitolo e l'inizio del successivo.\ncapitolo e l'inizio di quello successivo, ma pu\u00f2 permettersi di fare qualsiasi cosa e\ni pesci piccoli devono fare il loro dovere, per quanto il cane possa lamentarsi.  Cos\u00ec ho\naggiogato al mio quando, entra mia madre, con aria malinconica.\n\n Immagino che tu sia un terribile thrang\", dice.\n\n Beh, sono piuttosto occupato, ma cosa vuole che faccia?\n\n Sarebbe un peccato chiederlo a te.\n\n Tuttavia, chiedetemi.\n\n Ho il terrore che possano essere archiviati.\n\n Vuoi che lo faccia?\n\n Se tu salissi e mi aiutassi a piegare le lenzuola!\n\nLe lenzuola sono piegate e torno da Albert.  Chiudo la porta a chiave e finalmente\nFinalmente sto facendo avanzare bene il mio eroe (il mio ginocchio nella parte inferiore della sua\nschiena), quando mia sorella mi rivolge una domanda sorprendente attraverso il buco della serratura.\nbuco della serratura\n\n Dove hai messo la grattugia per le carote?\n\nDovr\u00f2 rifare tutto da capo se lascio andare Albert per un momento,\ncos\u00ec, afferrandolo con forza, grido con indignazione che non ho visto la\ngrattugia-carota.\n\n Allora su cosa hai grattugiato le carote? chiede la voce, e la maniglia della porta viene scossa proprio mentre io scuoto Albert.\nmaniglia della porta viene scossa proprio mentre io scuoto Albert.\n\n Su una tazza rotta, rispondo con sorprendente prontezza, e mi metto di nuovo al lavoro, ma sono meno preso.\nma sono meno presa, perch\u00e9 mi convinco di aver messo la grattugia per le carote nel cassetto della macchina da cucire.\ngrattugia carote nel cassetto della macchina da cucire.\n\nMi sto chiedendo se devo confessare o fare finta di niente, quando sento mia sorella salire di corsa al piano di\nmia sorella salire frettolosamente al piano di sopra.  Ho il presentimento che sia andata a\na parlare di me, e con cattiveria apro la porta e ascolto.\n\n Guarda un po', mamma!\n\n \u00c8 uno strofinaccio?\n\n Questo \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8 ora.\n\n \u00c8 uno dei nuovi tovaglioli.\n\n Ecco cos'era.  Ci ha lucidato la griglia della cucina!\n\n(Mi ricordo!)\n\n Guai a me!  Questo \u00e8 ci\u00f2 che deriva dal fatto che non mi fa muovere da questa\nstanza.  Oh, \u00e8 un sabato d'acqua quando gli uomini si mettono a fare il lavoro delle donne!\n\n Sfida la faccia d'argilla, madre, a capire cosa lo renda cos\u00ec\ninsensato.\n\n Oh, \u00e8 quella scrittura stanca.\n\n E la cosa peggiore \u00e8 che domani parler\u00e0 come se avesse fatto\nmeraviglie.\n\n Questo \u00e8 il modo in cui l'intero clan-frammento di loro si comporta.\n\n S\u00ec, ma come al solito lo asseconderai, mamma.\n\n Oh, beh, gli fa piacere, vedi, dice mia madre, e possiamo farci una risata quando la sua porta \u00e8 chiusa.\nridere quando la sua porta \u00e8 chiusa.\n\n \u00c8 terribilmente senza mani.\n\n \u00c8 tutto questo, ma, povera anima, fa del suo meglio.\n\n\n\n\nCAPITOLO VII R. L. S.\n\n\nQueste iniziali familiari sono, credo, le pi\u00f9 amate della letteratura recente.\nletteratura recente, di certo sono le pi\u00f9 dolci per me, ma c'\u00e8 stato un periodo in cui\nin cui mia madre non le sopportava.  Diceva che l'uomo Stevenson con\ncon un ghigno, e per lei non \u00e8 mai stato facile ghignare.  Al pensiero di lui il suo\nal pensiero di lui il suo viso diventava quasi duro, il che sembra incredibile, e lei socchiudeva\nle labbra e piegava le braccia, e rispondeva con un rigido oh se si nominava\nil suo nome cos\u00ec fastidioso.  Nei romanzi abbiamo un modo di scrivere della nostra\neroina, lei si ritraeva in modo altezzoso, e quando i miei si ritraggono in modo altezzoso\nquando le mie si disegnano altezzose, vedo mia madre che pensa a Robert Louis Stevenson.  Conosceva\nsapeva la sua opinione su di lui e scriveva: \"Ieri mi formicolavano le orecchie; dubito che mi abbia chiamato di nuovo in modo sbagliato\".\ndubito che mi abbia chiamato di nuovo in modo sbagliato.   Ma pi\u00f9 lei lo chiamava male\npi\u00f9 lui si compiaceva di lei, e lei ne fu informata e subito disse: \"Che mascalzone!\ndisse: \"Che mascalzone!   Se volete sapere qual \u00e8 stato il suo imperdonabile\nse volete sapere qual \u00e8 stato il suo crimine imperdonabile, \u00e8 stato questo: ha scritto libri migliori dei miei.\n\nRicordo il giorno in cui lo scopr\u00ec, che per\u00f2 non fu il giorno in cui lo ammise.\nammetterlo.  Quel giorno, quando avrei dovuto essere al lavoro, mi raggiunse in cucina, con accanto Il Maestro di Ballantrae.\nin cucina, con Il Maestro di Ballantrae accanto a me, ma non stavo\nNon stavo leggendo: la mia testa poggiava pesantemente sul tavolo e ai suoi occhi ansiosi, non dubito\ndubbio, ero l'immagine della tristezza.   Non stavo scrivendo!  Gli feci eco, no, non stavo\nscrivere, non vedevo l'utilit\u00e0 di provare a scrivere di nuovo.  E, suppongo, la mia testa\nsuppongo, la mia testa si abbass\u00f2 ancora una volta.  Lei aveva frainteso e pensava che il colpo fosse caduto.\nche il colpo fosse caduto; mi ero svegliata con la scoperta, sempre temuta da lei, che\nche mi ero prosciugato; non ero meglio di una bottiglia d'inchiostro vuota.  Lei\nSi strinse le mani, ma l'indignazione la raggiunse con la mia spiegazione, che era\nche mentre R. L. S. lavorava, noi altri eravamo solo dei precari che si tagliavano le dita sugli\ndita sui suoi strumenti.   Non avrei mai potuto rubare i suoi libri, disse subito mia madre, e in effetti\nmadre immediatamente, e in effetti in modo vendicativo.\n\n Non ne hai letto nessuno\", le ricordai.\n\n E non lo far\u00e0 mai, disse lei con spirito.\n\nE non ho dubbi che quel giorno lo defin\u00ec un personaggio oscuro.\nPer settimane, se non per mesi, si \u00e8 attenuta alla sua determinazione di non leggerlo.\ndi non leggerlo, anche se io, essendo rinsavita e avendo visto che c'\u00e8 un posto per la\nposto per il ragazzo, provavo un piacere, quasi maligno, a mettere\nIl Maestro di Ballantrae.  Lo mettevo sul suo tavolo\ntavolo in modo che le desse il buongiorno quando si alzava.  Lei si\naccigliata, e portandolo di sotto, come se l'avesse preso con le pinze, lo rimetteva sulla\nsullo scaffale dei libri.  Io l'avrei avvolto nella copertina che aveva fatto per l'ultimo\nl'ultimo Carlyle: l'avrebbe scuoiato con disprezzo e l'avrebbe portato di nuovo gi\u00f9.\ngi\u00f9.  Ci avrei nascosto dentro i suoi occhiali, l'avrei appoggiato sopra il cesto dei panni e l'avrei\nsopra il cesto dei vestiti e lo appoggiavo invitantemente aperto contro la sua teiera.  E\nalla fine la presi, anche se non ricordo con quale dei tanti espedienti.  Quello che ricordo\nricordo vividamente \u00e8 la vista di un buco della serratura, a cui mi invit\u00f2 un altro membro della famiglia.\nmi invit\u00f2.  Poi vidi mia madre avvolta nel libro \"The Master of\nBallantrae e borbottare la musica tra s\u00e9, annuendo con la testa in segno di\napprovazione e che dava un'occhiata furtiva ai piedi di ogni pagina prima di\ndi ogni pagina prima di iniziare la prima.  Tuttavia, aveva un orecchio per la porta, perch\u00e9 quando\nquando entrai era stata troppo furba per me; non c'era nessun libro da vedere, solo un grembiule sulla\nNon si vedeva nessun libro, solo un grembiule sulle ginocchia e lei guardava fuori dalla finestra.\nSegu\u00ec una conversazione come questa:\n\n Sei stata seduta molto silenziosamente, mamma.\n\n Sto sempre seduto in silenzio, non faccio mai niente, sono solo una calza finita.\ncalza finita.\n\n Hai letto?\n\n Leggo mai a quest'ora del giorno?\n\n Cos'\u00e8 quello che hai in grembo?\n\n Solo il mio grembiule.\n\n \u00c8 un libro quello sotto il grembiule?\n\n Potrebbe essere un libro.\n\n Vediamo.\n\n Andate con voi al lavoro.\n\nMa ho sollevato il grembiule.   Ma \u00e8 il Maestro di Ballantrae!   I\nesclamai, scioccato.\n\n Cos\u00ec \u00e8! disse mia madre, altrettanto sorpresa.  Ma io la guardai severamente\nlei, e forse arross\u00ec.\n\n Ebbene, cosa ne pensi: non \u00e8 all'altezza della mia? dissi con umorismo.\n\n Niente di simile a loro\", disse decisa.\n\n Neanche un po', dissi io, anche se se con un sorriso o un gemito \u00e8 irrilevante.\nnon ha importanza; avrebbero significato la stessa cosa.  Devo rimettere il libro\nsullo scaffale?  chiesi, e lei rispose che potevo metterlo dove mi pareva, per quanto le interessasse.\ndove volevo, purch\u00e9 lo togliessi dalla sua vista (l'implicazione era che l'avesse rubato\nche le era stato rubato in grembo mentre guardava la finestra).\nalla finestra).  Il mio comportamento pu\u00f2 sembrare poco, ma le ho dato un'ultima possibilit\u00e0.\npossibilit\u00e0, perch\u00e9 dissi che per alcuni era un libro che non si poteva mettere\nlibro che non si pu\u00f2 mettere gi\u00f9 finch\u00e9 non si arriva all'ultima pagina.\n\n Non sono quel tipo di persona, rispose mia madre.\n\nCiononostante il nostro vecchio gioco con l'haver of a thing, come lo chiamava lei,\ncon la differenza che ora era lei a portare il libro di nascosto al piano di sopra e io a rimetterlo sullo scaffale.\ndi nascosto il libro al piano di sopra, e io a rimetterlo sullo scaffale, e diverse volte ci siamo\ne pi\u00f9 volte ci siamo colti in flagrante, ma nessuno dei due ha detto una parola;\neravamo diventati coscienti di noi stessi.  Senza dubbio ho dimenticato gran parte della commedia, ma un episodio lo ricordo chiaramente.\nun episodio lo ricordo chiaramente.  Era scesa a sedersi accanto a me mentre\nmentre scrivevo, e a volte, quando alzavo lo sguardo, i suoi occhi non erano su di me,\nma sullo scaffale dove si trovava Il maestro di Ballantrae che la invitava.\nI libri di Mr. Stevenson non sono per lo scaffale, sono per la mano; anche quando li posate, lasciate che sia la mano ad invitarvi.\nquando li posate, lasciateli sul tavolo per il prossimo arrivato.  Essendo\npi\u00f9 socievoli che l'uomo abbia scritto nel nostro tempo, si sentono molto soli\nlass\u00f9 in una fila maestosa.  Credo che il loro sguardo sia puntato su di voi nel momento in cui\nNella stanza si \u00e8 attratti dal loro sguardo e si prende il volume con l'impulso che ci spinge a\nvolume con l'impulso che spinge a liberare il cane.  E\nil risultato non \u00e8 dissimile, perch\u00e9 in un altro momento voi due siete in gioco.\nC'\u00e8 qualche altro scrittore moderno che ti aggira in questo modo?  Beh,\naveva rivolto a mia madre lo sguardo che nella sala da ballo significa: \"Chiedimi questo valzer\".\nvalzer, e lei era intenzionata a farlo, ma riteneva che il suo comportamento pi\u00f9 doveroso\npi\u00f9 doveroso era quello di rimanere a ballare con quest'altro partner meno\nmeno divertente.  Io continuavo a scrivere, ma sentivo il sussurro.\n\n Devo essere un fiore da parete? chiese James Durie con rimprovero.  (Doveva essere\nessere stato l'anno bisestile).\n\n Parla pi\u00f9 piano, rispose mia madre, con uno sguardo inquieto verso di me.\n\n Pooh! disse James sprezzante, quel kail-runtle!\n\n Non voglio che venga chiamato in modo sbagliato, disse mia madre, accigliata.\n\n Ho finito con lui, disse James (pulendosi il bastone con il fazzoletto di cambra), e la sua spada fece un delizioso rumore (non si pu\u00f2 pensare che sia stato un colpo di\nfazzoletto), e la sua spada fece un delizioso rumore (non posso pensare che sia stato\nnon posso pensare che sia stato accidentale), cosa che fece sospirare mia madre.  Da uomo qual era, segu\u00ec il suo vantaggio\nsegu\u00ec il suo vantaggio con un paragone che mi fece intingere ferocemente.\n\n \u00c8 un suono pi\u00f9 bello, disse, facendo tintinnare di nuovo la spada, che il\ndel ticchettio della navetta del vostro giovane amico.\n\n Whist! grid\u00f2 mia madre, che mi aveva visto immergermi.\n\n Allora dammi il braccio\", disse James, abbassando la voce.\n\n Non oso, rispose mia madre.   \u00c8 cos\u00ec suscettibile nei tuoi confronti.\n\n Vieni, vieni, la incalz\u00f2, sei sicura di farlo prima o poi,\nquindi perch\u00e9 non ora?\n\n Aspetta che sia andato a fare la sua passeggiata, disse mia madre; e, a parte questo,\nsono troppo vecchia per ballare con te.\n\n Quanti anni hai?\n\n Sei bella e bella! grid\u00f2 mia madre.\n\n Hai settant'anni?\n\n A tratti, ha ammesso.\n\n Pooh, disse, una semplice ragazza!\n\nLei rispose all'istante: \"Non voglio essere catturata con la pula\"; ma sorrise e si alz\u00f2 come se lui le avesse teso la mano e l'avesse presa per mano.\ne si alz\u00f2 come se lui avesse allungato la mano e l'avesse presa per il\npunta delle dita.\n\nDopo di che sussurrarono a voce cos\u00ec bassa (cosa che potevano fare visto che ora erano\nmolto pi\u00f9 vicini l'uno all'altro) che riuscii a cogliere solo un'osservazione.  Venne da\nGiacomo, e sembra mostrare il tenore dei loro sussurri, perch\u00e9 le sue parole furono\nLe sue parole furono: \"\u00c8 abbastanza facile, se mi fai scivolare sotto il tuo scialle\".\n\nQuesto \u00e8 ci\u00f2 che ha fatto, e inoltre ha lasciato la stanza con un senso di colpa,\nborbottando qualcosa a proposito di arrossare i cassetti.  Suppongo di aver sorriso\no che la coscienza stesse tormentando mia madre, perch\u00e9 in meno di cinque minuti era di nuovo qui, con il suo complice in braccio.\nin meno di cinque minuti era di ritorno, con il suo complice in mano,\ne lo ficc\u00f2 con assoluta cattiveria nel punto in cui il mio\nStevenson aveva perso un dente (come avrebbe detto lo scrittore a cui assomigliava di pi\u00f9).\navrebbe detto).  E poi, da brava madre, prese in mano uno dei libri di suo figlio e lo lesse con grande determinazione.\nfiglio e lo lesse con grande determinazione.  Era diventato un episodio toccante\nper me, e ricordo che in quell'occasione concordammo un compromesso per cui lei avrebbe\nche lei avrebbe letto quella cosa allettante solo per convincersi della sua\ninferiorit\u00e0.\n\n Il Maestro di Ballantrae non \u00e8 il migliore.  Immaginate la gloria, che\nera di mia madre, di sapere da una fonte affidabile che ci sono almeno tre\nalmeno tre migliori che ti aspettano sullo stesso scaffale.  Non conosceva ancora Alan\nBreck e lui era ansioso di dimettersi come lo stesso signor Bally.  John\nSilver era l\u00ec, stava entrando nella sua gamba, in modo che lei non dovesse aspettare un momento, e ruggendo\ne ruggendo: \"Ci penso io!\", quando lei mi disse in modo consolatorio che non avrebbe potuto\nconsolante che non poteva raccontare storie di pirati.  Non conoscere questi\nsignori, cosa si prova?  \u00c8 come non essersi mai innamorati.  Ma\nsono in casa!  \u00c8 come sapere che ci si innamorer\u00e0\ndomani mattina.  Con una sola parola, disegnando un volto addolorato, avrei potuto\navrei potuto convincere mia madre a rinunciare allo scaffale della marmellata.\ndicendo semplicemente che le era piaciuto Il Maestro di Ballantrae.   Perch\u00e9\ndovete ricordare che l'aveva letto solo per convincere se stessa (e me) della sua indegnit\u00e0.\ndella sua indegnit\u00e0, e che la ragione per cui voleva leggere gli altri era\nper avere un'ulteriore prova.  Tutto questo me lo disse chiaramente, guardandomi un po' con\nansioso, e naturalmente accettai la spiegazione.  Alan \u00e8\nAlan \u00e8 il bambino pi\u00f9 grande di tutti, e non dubito che lei lo pensasse, ma\ncuriosamente le sue opinioni su di lui sono tra le cose che ho dimenticato.\nMa quanto era innamorata dell'Isola del Tesoro, e quanto cercava di essermi fedele per tutto il tempo.\ncercava di essermi fedele per tutto il tempo in cui lo leggeva!  Dovevo metterle le mani sugli occhi\nmani sugli occhi per farle capire che ero entrato nella stanza, e anche in quel caso\npoteva cercare di leggere tra le mie dita, tornando subito in s\u00e9,\ndi dire: \"\u00c8 un gran bel libro\".\n\n Queste storie di pirati sono cos\u00ec poco interessanti, risposi senza timore,\nperch\u00e9 era troppo presa da me per capirmi.   Pensi che finirai\nfinire questa?\n\n Potrei anche continuare, visto che ho iniziato, dice mia madre, in modo cos\u00ec sornione che io e mia sorella scuotiamo la testa l'una contro l'altra per far intendere\nsorniona che io e mia sorella scuotiamo la testa per dire: \"C'\u00e8 mai stata una donna cos\u00ec!\nc'\u00e8 mai stata una donna cos\u00ec!\n\n Nei miei libri non c'\u00e8 nessuno di quei furfanti con una gamba sola, dico io.\n\n Meglio senza, risponde prontamente.\n\n Mi chiedo, madre, cosa c'\u00e8 in quell'uomo che infatua cos\u00ec tanto il pubblico?\npubblico?\n\n Lui non mi prende, insiste lei.   Preferirei leggere i tuoi libri.\ni suoi libri.\n\nMi offro cortesemente di portargliene uno e lei mi guarda con sospetto.\ncon sospetto.   Credete sicuramente che mi piaccia di pi\u00f9 il vostro?\ncon immediata inquietudine, e io la tranquillizzo con delle rassicurazioni, e mi ritiro consigliandole di\ndi continuare a leggere, per vedere se riesce a scoprire come lui inganna il pubblico.\n Oh, forse tra un po' gli dar\u00f2 un'altra occhiata, dice con indifferenza,\nma \u00e8 comunque probabile che, mentre la porta si chiude, il libro si\nlibro si apre, come se fosse un congegno meccanico.  Ricordo come leggeva\n L'isola del tesoro, tenendolo vicino alle costole del fuoco (perch\u00e9 non poteva\nnon poteva perdere un attimo per alzarsi e accendere il gas) e come, quando arrivava l'ora della\nquando arrivava l'ora di andare a letto e noi la esortavamo, la rimproveravamo e la rimproveravamo, lei diceva con\nferocemente, aggrappandosi al libro: \"Questa notte non poser\u00f2 la testa su un cuscino\nquesta notte finch\u00e9 non avr\u00f2 visto come quel ragazzo \u00e8 uscito dalla botte.\n\nDopo di ci\u00f2, credo che per lei fosse ammaliante come il ragazzo nel barile.\nNon era forse lui stesso un ragazzo nella botte, che si arrampicava sulle mele\nmele, mentre tutti noi stavamo in piedi, come dei giocatori, in attesa di un boccone?  Lui\nera lo spirito della fanciullezza che tirava le gonne di questo nostro vecchio mondo\ne lo costringeva a tornare a giocare.  E suppongo che mia madre lo sentisse\ncome l'hanno provato in tanti: come altri, all'inizio era un po' spaventata\nall'inizio aveva un po' di paura di ritrovarsi a saltare di nuovo, con questo\nma presto gli diede la mano e part\u00ec con lui per il prato,\nnon una scusa tra i due per l'autore lasciato indietro.  Ma\nMa quasi alla fine ammise (a parole) che lui aveva un modo di fare che\nche era al di l\u00e0 di suo figlio.   Seta e sacchi, ecco cosa siamo, le fu detto.\nal che lei rispondeva ostinatamente: \"Bene, allora preferisco il sacco\".\ni sacchi.\n\n Ma se fosse stato suo figlio?\n\n Ma non lo \u00e8.\n\n Vorresti che lo fosse?\n\n Non nego che avrei potuto trovare spazio per lui.\n\nE ancora a volte lo infangava con l'appellativo di \"nero\" (con sua grande\ngioia di lui quando ne apprese il motivo).  Fu allora che arriv\u00f2 da Vailima una lettera\ncroce blu arriv\u00f2 da Vailima, invitandomi a recarmi l\u00ec.\n(Le sue indicazioni erano: \"Prendi la nave a San Francisco e poi la mia casa \u00e8 la seconda a sinistra.\ncasa mia \u00e8 la seconda a sinistra. )  Anche Londra le sembrava che mi portasse\ncos\u00ec lontano che spesso impiegavo una settimana per il viaggio (i primi sei giorni per abituarla all'idea).\nper abituarla all'idea), e queste lettere la terrorizzavano.  Non era\nnon era il dito di Jim Hawkins che ora vedeva farmi cenno di attraversare i\nmare, ma John Silver, che agitava una stampella.  Raramente, credo, ho letto\nuna di queste lettere di Vailima; quando a met\u00e0 mi ricordavo chi c'era al piano di sopra e cosa\nimprovvisamente mi ricordai chi c'era di sopra e cosa probabilmente stava facendo, e\ne corsi da lei, facendo tre passi di corsa, per trovarla, con le labbra serrate e le mani\nmani giunte, un'immagine di tristezza.\n\n Ho una lettera di\n\n Cos\u00ec ho sentito dire.\n\n Volete ascoltarlo?\n\n No.\n\n Non riuscite a sopportarlo?\n\n Lo cauna thole.\n\n \u00c8 un nero?\n\n Lui \u00e8 tutto questo.\n\nBeh, Vailima era l'unico posto sulla terra che avevo una gran voglia di visitare,\nma credo che lei abbia sempre saputo che non l'avrei mai lasciata.  Un giorno, disse,\navrebbe voluto che ci andassi, ma non prima di essere stata messa a riposo.   E come\nsono diventata piccola in quest'ultimo inverno.  Guardate i miei polsi.  Non pu\u00f2 essere\nlunghi ora.   No, non ho mai pensato di andarmene, non sono mai stata assente per un giorno da lei senza\nsenza riluttanza, e non ho mai camminato cos\u00ec velocemente come quando stavo per\nritorno.  Nel frattempo accadde una cosa che mise fine per sempre al mio\nprogetto di viaggio.  Non risalir\u00f2 mai pi\u00f9 la Strada dei Cuori Amanti, in una meravigliosa notte di stelle\n una meravigliosa notte limpida di stelle, per incontrare l'uomo che viene verso di me a cavallo.\ncavallo.  \u00c8 ancora una meravigliosa notte di stelle, ma la strada \u00e8 vuota.\nvuota.  Cos\u00ec non ho mai visto il caro re di tutti noi.  Ma prima che scrivesse\nlibri, era dalle mie parti con una bacchetta da pesca in mano.\ne mi piace pensare di essere stato il ragazzo che l'ha incontrato quel giorno vicino a\nQueen Margaret Burn, dove ci sono le canne, e gli ho fatto una mosca,\ne rimasi a guardare, mentre la sua figura flessuosa si alzava e si abbassava mentre lanciava e\naccennava di nuovo dalle acque cristalline del Noran-side.\n\n\n\n\nCAPITOLO VIII IL PANICO IN CASA\n\n\nEro seduto alla mia scrivania a Londra quando arriv\u00f2 un telegramma che annunciava che mia madre era di nuovo pericolosamente malata.\nmia madre era di nuovo pericolosamente malata, presi il cappello e mi precipitai alla stazione.\nstazione.  Non \u00e8 un ricordo di una sola notte.  Sono sicuro che una ventina di volte\nsono sicura, sono stata chiamata a nord cos\u00ec all'improvviso e ho raggiunto la nostra piccola citt\u00e0 tremando.\ntremante, con la testa fuori dal finestrino della carrozza ferroviaria per dare un'occhiata a un volto conosciuto che\nvolto conosciuto che avrebbe risposto alla mia domanda.  Queste malattie arrivavano\nregolarmente come la fine dell'anno, ma erano meno regolari nell'andare, e\nattraverso tutte, di notte e di giorno, ho visto mia sorella muoversi cos\u00ec\nstancamente, con tanto amore, anche se con le forze che vengono meno, che chino il capo in segno di riverenza per lei.\ntesta in segno di riverenza per lei.  Si stava consumando.  Il medico\nIl medico ci consigli\u00f2 di assumere un'infermiera, ma la sola parola spavent\u00f2 mia madre, e\ne ci mettemmo tra lei e la porta come se la donna fosse gi\u00e0 sulle scale.\nAvere una donna sconosciuta nella stanza di mia madre, voi che siete abituati\nnon pu\u00f2 concepire cosa significasse per noi.\n\nAllora dobbiamo avere un servitore.  Questo sembrava solo meno orribile.  Mio padre\nsi rimbocc\u00f2 le maniche e strinse la scopa.  Io misi da parte le mie carte,\ne mi preparai a sbrigare le commissioni.  Lui rispondeva alla porta, io tenevo acceso il fuoco, lui mi dava una lezione di cucina.\nmi ha dato lezioni di cucina, io gli ho mostrato come si rifanno i letti, uno di noi due indossava il grembiule.\nuno di noi due indossava il grembiule.  Non dur\u00f2 a lungo.  Mi condussero alla mia scrivania, il\ngiornale nelle mani di mio padre.   Ma un servo! gridavamo, e\navremmo voluto ricadere.   Nessun servitore entra in questa casa, disse mia\nmia sorella con ferocia e, oh, ma mia madre era sollevata nel sentirla!\nCi furono molte scene del genere, un anno, oserei dire, prima di cedere.\ncedere.\n\nNon so dire chi di noi due lo abbia sentito di pi\u00f9.  A Londra ero abituata alla servit\u00f9,\ne nei momenti di irritazione li chiamavo furiosamente, anche se\nsenza dubbio il mio modo di fare cambiava quando aprivano la porta.  Ho persino tenuto testa ai\ncon i gentiluomini in felpa, dando a uno il mio cappello, a un altro il mio bastone e a un terzo il mio cappotto.\nil mio cappello, a un altro il mio bastone e a un terzo il mio cappotto, e il tutto con poco pi\u00f9 disturbo di quello che avrei dovuto\ndi quanto avrei speso per mettere io stesso i tre articoli sulla sedia.  Ma questa\nquesta azione audace, e altre grandi cose del genere, le feci per poterle raccontare in seguito a mia\nmadre, mentre mi sedevo sulla sponda del suo letto, e il suo viso era raggiante di stupore e di\nviso si illuminava di stupore e di gioia.\n\nFin dai primi giorni di vita avevo visto la servit\u00f9.  La casa padronale aveva un servitore, la\nbanca ne aveva un altro; uno dei loro usi era quello di aggredire e portare via in maniera\nin modo maestoso, certi ragazzini dispettosi che giocavano con me.  Il banchiere\nnon mi sembrava davvero grande, ma il suo servitore s\u00ec.  I suoi stivali facevano un rumore\nper tutta la navata della chiesa; si dice che mangiasse carne ogni giorno per cena.\ncarne ogni giorno per la sua cena; invece di incontrare il suo amante alla pompa\ninvece di incontrare il suo amante alla pompa, lo accompagnava in campagna e lui tornava con le rose selvatiche all'occhiello, con la mano alzata per nascondere\nrose selvatiche all'occhiello, con la mano alzata per nasconderle e sul viso l'espressione turbata di chi sa che se si prende una decisione\ndi chi sa che se si prende questa signora deve rinunciare per sempre a bere\ndal piattino per sempre.  Perch\u00e9 gli amanti erano davvero uomini comuni,\nfinch\u00e9 lei non lanci\u00f2 loro quell'occhiata da sopra la spalla che, come ho notato,\n\u00e8 il dono fatale dei servi.\n\nSecondo la leggenda, una volta avevamo una serva.\nil suo segno sulla fronte e persino indicarla agli altri ragazzi,\nanche se ora era solo una moglie con una casa tutta sua.  Ma anche mentre\nmi vantavo, dubitavo.  Ridotta a grandezza naturale poteva essere solo una donna\nche era venuta ad aiutare.  Non dir\u00f2 di pi\u00f9 su di lei, per evitare che qualcuno si faccia avanti\nche si faccia avanti per dimostrare che \u00e8 tornata a casa di notte.\n\nNon dimenticher\u00f2 mai il mio primo servitore.  Avevo otto o nove anni, in\nvellutate, calzini a rombi (\"Incrocia le gambe quando ti guardano\", aveva detto mia madre, \"metti il pollice in tasca e lascia la parte superiore\").\nmia madre mi aveva detto di incrociare le gambe quando ti guardano, di mettere il pollice in tasca e di lasciar vedere il\nfazzoletto), e avevo viaggiato in treno per visitare un parente.\nparente.  Lui aveva una serva e, dato che ero sua ospite, lei doveva essere anche la mia serva per il momento.\nper il momento, potete essere certi che avevo chiesto a mia madre di mettermi\nmia madre prima di partire.  Il mio parente mi accolse alla\nstazione, ma non persi tempo a sperare di trovarlo bene.  Non ho nemmeno\nnon ho nemmeno incrociato le gambe per lui, tanto ero ansiosa di sapere se lei fosse ancora l\u00ec.\nl\u00ec.  Una sorella mi accolse alla porta, ma mi seccava dover essere baciata; mi diressi subito verso la casa.\nbaciata; mi diressi subito verso la cucina, dove sapevo che risiedevano, e lei era l\u00ec.\ne lei era l\u00ec, accavallai le gambe e misi un pollice in tasca, e il fazzoletto si vedeva.\nil fazzoletto si vedeva.  In seguito ho fermato degli sconosciuti sulla\nstrada con l'offerta di mostrarla loro attraverso la finestra della cucina, e\nNon dubito che la prima lettera che ho scritto abbia raccontato a mia madre come sono\nquando sono cos\u00ec vicini da poterci infilare le dita.\n\nMa ora che avremmo potuto avere dei domestici per noi stessi, mi sono tirato indietro dal\npensiero.  Non sarebbe stata la stessa casa; avremmo dovuto dissimulare; mi vedevo a parlare inglese per tutto il giorno.\nmi vedevo a parlare in inglese per tutto il giorno.  Si conosce l'involucro di uno scozzese solo\ndi uno scozzese solo dopo essere entrato nella sua cerchia familiare; nel suo ufficio, nei club, nelle riunioni sociali dove\nclub, alle riunioni sociali dove sembra che tu e lui andiate cos\u00ec d'accordo da essere\nbene che in realt\u00e0 \u00e8 una casa con le imposte chiuse e la porta chiusa.\nchiusa.  Non \u00e8 opaco di proposito, spesso \u00e8 contro la sua volont\u00e0, ma certamente contro la mia.\n\u00e8 certamente contro la mia, cerco di tenere le mie persiane aperte e il mio piede nella\nla porta, ma loro sbattono.  Per molti versi mia madre era reticente come me, anche se i suoi modi erano\nmia, anche se i suoi modi erano cortesi quanto i miei erano rudi (invano, ahim\u00e8!\ninvano, ahim\u00e8! tutti gli onesti olii), e mia sorella era la pi\u00f9 riservata di tutte.\nriservata di tutti noi; a volte si poteva vedere una luce attraverso una delle mie\nfessure: era chiusa a doppia mandata.  Ora, sembra che sia una legge di natura\nche dobbiamo mostrare il nostro vero io a un certo punto, e come gli scozzesi devono farlo a casa e\na casa, e comprimere un giorno in un'ora, ci\u00f2 che ne consegue \u00e8 che l\u00ec egli\n\u00e8 rivelazione di s\u00e9 al grado superlativo, i sentimenti cos\u00ec a lungo arginati\ne cos\u00ec una famiglia scozzese probabilmente si conosce meglio l'una con l'altra e non \u00e8\ne pi\u00f9 ignorante della vita al di fuori della loro cerchia, di qualsiasi altra famiglia al mondo.\ndi qualsiasi altra famiglia al mondo.  E poich\u00e9 la conoscenza \u00e8 simpatia, l'affetto\ntra di loro \u00e8 quasi doloroso nella sua intensit\u00e0; non hanno\nnon hanno pi\u00f9 da dare dei loro vicini, ma viene elargito a pochi invece di essere distribuito a molti.\nsono ritenuti avari, ma per l'affetto familiare pagano almeno in oro.\naffetto familiare almeno pagano a peso d'oro.  In questo, credo, troveremo la vera spiegazione\nspiegazione del motivo per cui la letteratura scozzese, da molto prima dei\nBurns, \u00e8 stata cos\u00ec spesso ispirata dal focolare domestico e l'ha trattato con una comprensione appassionata.\ne l'ha trattato con una comprensione appassionata.\n\nDoveva forse una donna entrare in casa nostra e scoprire che non ero un\ncane tetro come avevo la fama di essere?  Dovevo essere visto finalmente\ncon il velo del grigiore sollevato?  La mia voce di compagnia \u00e8 cos\u00ec bassa e\nche il mio primo commento \u00e8 solo un'avvisaglia del fatto che sto per\ndi parlare (come il ticchettio dell'orologio prima che suoni): deve essere\nrivelare che avevo un'altra voce, che c'era una porta che non aprivo mai\nsenza lasciare la mia riserva sul tappeto?  Ah, quella stanza, i suoi segreti devono\ndevono essere svelati?  Erano cos\u00ec gioiosi quando mia madre stava bene, non c'\u00e8 da stupirsi che fossimo\neravamo allegri.  Pi\u00f9 e pi\u00f9 volte ci era stata restituita; era per il glorioso oggi che ringraziavamo Dio.\nper quel giorno glorioso che ringraziavamo Dio; nei nostri cuori sapevamo e nelle nostre preghiere confidavamo\npreghiere confessavamo che il pieno di gioia ci era stato dato, qualsiasi cosa\nqualsiasi cosa potesse accadere.  Non dovevamo aspettare che tutto fosse finito per conoscerne il valore; mia madre era solita dire: \"Non capiamo mai\".\nmia madre era solita dire: \"Non capiamo mai quanto poco ci serva in questo mondo\nfinch\u00e9 non ne conosciamo la perdita, e ci sono poche parole pi\u00f9 vere.\nDurante i suoi ultimi anni abbiamo esultato ogni giorno per il possesso di lei, tanto quanto\nquanto possiamo esultare nel suo ricordo.  Non c'\u00e8 da stupirsi, dico, che fossimo felici, ma\nma ci piaceva mostrarlo solo a Dio, e a Lui solo la nostra agonia durante quelle\ndi notte, quando le luci tremolavano in casa e le facce bianche erano\nal capezzale di mia madre.  Non per altri occhi quelle lunghe veglie\nquando, notte dopo notte, stavamo seduti a vegliare, n\u00e9 le terribili notti in cui stavamo\ninsieme, a denti stretti, aspettando che fosse ora.  E non lo fu allora;\nla sua mano divenne pi\u00f9 fresca, il suo respiro pi\u00f9 facile; ci sorrise.  Ancora una volta\ndi nuovo potevo lavorare a scatti, e ne ero felice, ma cosa era per me il risultato rispetto alla gioia di sentire che\nper me rispetto alla gioia di sentire quella voce dall'altra stanza?  L\u00ec\nl\u00ec si trovava tutto il lavoro di cui ero orgoglioso, il resto non era che onesta\nil resto non \u00e8 che onesto lavoro artigianale fatto per darle carbone, cibo e cuscini pi\u00f9 morbidi.  Le mie\nmigliaia di lettere che lei conservava con tanta cura, dormendo sempre con\nl'ultima sotto il lenzuolo, dove ne \u00e8 stata trovata una quando \u00e8 morta.\nsono gli unici miei scritti di cui potr\u00f2 mai vantarmi.  Non vorrei che ce ne fosse\nfosse stato di meno, anche se avrei potuto scrivere un libro immortale per questo.\n\nCome si \u00e8 affannata mia sorella per evitare che un estraneo si introducesse in casa!\ncasa!  E come, con lo stesso obiettivo, mia madre si sforz\u00f2 di fare per\nse stessa ancora una volta.  Fingeva di stare sempre bene e nascondeva i suoi malanni con tanta astuzia\nnascondeva i suoi disturbi in modo cos\u00ec astuto che dovevamo indagare per scoprirli:\n\n Penso che non si senta bene oggi?\n\n Sto benissimo.\n\n Dov'\u00e8 il dolore?\n\n Non ho dolori di cui parlare.\n\n \u00c8 nel tuo cuore?\n\n No.\n\n La respirazione vi fa male?\n\n Non \u00e8 cos\u00ec.\n\n Sente di nuovo quei rumori nella sua testa?\n\n No, no, vi dico che non c'\u00e8 niente che non vada in me.\n\n Avete un dolore al fianco?\n\n Davvero, \u00e8 molto provocante: non posso mettere la mano sul fianco senza che tu pensi che ho un dolore l\u00ec.\npensare che ho un dolore l\u00ec.\n\n Hai un dolore al fianco!\n\n Potrei avere un dolore al fianco.\n\n E tu cercavi di nasconderlo!  \u00c8 molto doloroso?\n\n Non \u00e8 cos\u00ec male, ma posso sopportarlo.\n\nNon so dire chi dei due si arrese per primo, anche se a me tocc\u00f2 il compito di persuaderli.\ndi persuaderle, perch\u00e9, qualunque fosse, si ribellava non appena\nl'altra mostrava segni di cedimento, cos\u00ec che a volte avevo due convertiti\nnella settimana, ma mai entrambi nello stesso giorno.  Li prendevo\nseparatamente e facevo pressione perch\u00e9 l'una cedesse per il bene dell'altra, ma\nma si accorgevano facilmente del mio artificio.  Mia madre poteva andare coraggiosamente da mia\nsorella e dire: \"Ci ho pensato bene e credo che mi piacerebbe avere una serva\nuna serva, una volta che ci saremo abituati a lei.\n\n Ti ha detto lui di dire cos\u00ec? chiede mia sorella in modo brusco.\n\n Lo dico di mia spontanea volont\u00e0.\n\n Sono sicuro che ti ha spinto a farlo e ti ha detto di non dire che l'hai fatto per alleggerire il mio lavoro.\nl'hai fatto per alleggerire il mio lavoro.\n\n Forse l'ha fatto, ma credo che dovremmo prenderne uno.\n\n Non per il mio bene, dice ostinatamente mia sorella, e allora mia madre viene da me a dire deliziata: \"Non vuole sentire ragioni!\na me per dire con gioia: \"Non vuole sentire ragioni!\n\nMa alla fine fu ingaggiato un servitore; si potrebbe dire che eravamo alla finestra,\ne fu con parole come queste che cercammo di consolarci l'un l'altro e con noi stessi.\nche cercavamo di confortarci a vicenda e a noi stessi:\n\n Andr\u00e0 presto a letto.\n\n Non deve farsi vedere spesso al piano di sopra.\n\n La faremo camminare ogni giorno.\n\n Ci saranno molte commissioni da sbrigare.  Le diremo di prendersi il suo\ntempo per farle.\n\n Ogni sabato andr\u00e0 tre volte in chiesa e la incoraggeremo a frequentare le conferenze nella sala.\na frequentare le conferenze nella sala.\n\n Sicuramente avr\u00e0 degli amici in citt\u00e0.  Le permetteremo di andare a trovarli\nspesso.\n\n Se osa entrare nella tua stanza, madre!\n\n Badate a questo, ognuno di voi, servo o non servo, io piego tutta la biancheria\nda solo.\n\n Non riuscir\u00e0 a pulire la stanza est.\n\n N\u00e9 di mettere in ordine la mia cassettiera.\n\n N\u00e9 riordinare i miei manoscritti.\n\n Spero per\u00f2 che sia una lettrice.  Potresti metterla a letto con un libro, e\ne poi chiuderle la porta in faccia.\n\nE cos\u00ec via.  Mai servo fu atteso con tanta apprensione?  E poi lei\narriv\u00f2 in un momento ansioso, quando il suo valore poteva essere messo alla prova subito\ne dal primo all'ultimo fu un tesoro.  Non so cosa avremmo fatto senza di lei.\nnon so cosa avremmo fatto senza di lei.\n\n\n\n\nCAPITOLO IX LA MIA EROINA.\n\n\nQuando si sapeva che avevo iniziato un'altra storia, mia madre mi chiedeva di cosa si trattasse questa volta.\ndi cosa si trattasse questa volta.\n\n Bene, possiamo indovinare di chi si tratta\", direbbe mia sorella con tono deciso.\n\n Forse puoi indovinare, ma non \u00e8 possibile per me, dice mia madre, con la mitezza di chi sa di essere una persona noiosa.\nmitezza di chi sa di essere una persona noiosa.\n\nMia sorella la disprezzava in questi momenti.   Quale donna c'\u00e8 in tutti i suoi libri?\nchiedeva.\n\n Sono sicura di non poterlo dire, risponde mia madre con determinazione.   Pensavo che le\ndonne fossero sempre diverse.\n\n Madre, mi meraviglio che tu possa essere cos\u00ec audace!  Bene, sai che donna intendo.\nintendo.\n\n Come posso saperlo?  Che donna \u00e8?  Dovresti tenere a mente che io ho\nla tua intelligenza (si davano continuamente dei piccoli colpi).\n\n Non vi dar\u00f2 la soddisfazione di dire il suo nome.  Ma dir\u00f2 questo\ndir\u00f2 che era ora che la tenesse fuori dai suoi libri.\n\nE poi, come al solito, mia madre si concedeva inconsapevolmente.   Questo\n\u00e8 quello che gli dico, dice ridacchiando, e lui cerca di tenermi fuori,\nma non ci riesce; \u00e8 pi\u00f9 di quanto possa fare!\n\nUna sera, dopo che mia madre era andata a letto, il primo capitolo veniva portato al piano di sopra.\ndi sopra, e io leggevo, seduta ai piedi del letto, mentre mia sorella guardava per far comportare mia madre\nsorella guardava perch\u00e9 mia madre si comportasse bene, e mio padre gridava\nH sh! quando c'erano interruzioni.  All'inizio tutto andava bene, le\nriflessioni venivano accettate con un piccolo cenno del capo, le descrizioni di paesaggi\ndi paesaggi come solchi sulla strada da superare a passo d'uomo (mia madre non amava i paesaggi).\n(mia madre non amava i paesaggi, ed \u00e8 per questo che ce n'\u00e8 cos\u00ec poco nei miei libri).\nnei miei libri).  Ma ora sto leggendo troppo velocemente, un po' con\napprensione, perch\u00e9 so che il paragrafo successivo inizia con, diciamo, \"lungo il sentiero\".\ndiciamo con: \"Lungo questo sentiero arriv\u00f2 una donna\".\ncon voce prepotente, ma Lungo questo sentiero venne una donna leggo e mi fermo.\nfermarsi.  Ho sentito un suono debole dall'altra parte del letto?  Forse non\nForse no; forse stavo solo ascoltando, ma vacillo e alzo lo sguardo.\nIo e mia sorella guardiamo mia madre con severit\u00e0.  Lei si morde il labbro inferiore e\nsi morde il labbro inferiore e stringe il letto con entrambe le mani, in realt\u00e0 sta facendo del suo meglio per me,\nma prima arriva un gorgoglio soffocato, poi la sua presa su di s\u00e9 si rilassa e si agita\nsi rilassa e trema di gioia.\n\n Questo \u00e8 un modo di comportarsi! grida mia sorella.\n\n Non posso farci niente, mia madre sussulta.\n\n E non c'\u00e8 nulla da ridere.\n\n \u00c8 quella donna, spiega inutilmente mia madre.\n\n Forse non \u00e8 la donna che pensi tu, dico io, affranto.\n\n Forse no, dice mia madre dubbiosa.   Come si chiamava?\n\n Il suo nome, rispondo con trionfo, non era Margaret; ma questo la fa\nincrespato di nuovo.   Ho cos\u00ec tanti nomi al giorno d'oggi, mormora.\n\n H sh! dice mio padre, e si riprende la lettura.\n\nForse la donna che si presentava lungo il sentiero era di figura alta e maestosa.\nfigura alta e maestosa, il che avrebbe dovuto far capire a mia madre che questa volta ero riuscito a far partire\nil mio treno senza di lei questa volta.  Ma non fu cos\u00ec.\n\n Che cosa ridi adesso? dice mia sorella con severit\u00e0.   Non hai sentito\nsentito che era una donna alta e maestosa?\n\n \u00c8 la prima volta che lo sento dire di lei, risponde mia madre.\n\n Ma lo \u00e8.\n\n Ke fy, havers!\n\n Il libro lo dice.\n\n Nel libro ci saranno molte cose strane.  Cosa indossava?\n\nNon ho descritto i suoi vestiti.   \u00c8 un errore, dice mia madre.\n Quando trovo una donna in un libro, la prima cosa che voglio sapere di lei \u00e8 se era bella e\nprima cosa che voglio sapere di lei \u00e8 se era bella, e la seconda \u00e8 come era vestita.\n\nLa donna sul sentiero aveva diciotto anni ed era di notevole bellezza.\nbellezza.\n\n Questo ti accontenta, dice mia sorella.\n\n A diciotto anni non ero certo una bellezza, ammette mia madre, ma qui mio padre\ninterferisce inaspettatamente.   A diciotto anni non c'era nessuno come te in questa campagna\ndiciotto anni, dice con fermezza.\n\n Pooh! dice lei, ben contenta.\n\n Eravate semplici, allora? Chiediamo.\n\n Sal, risponde vivacemente, ero tutt'altro che semplice.\n\n H sh!\n\nForse nel prossimo capitolo questa signora (o un'altra) apparir\u00e0 in carrozza.\n\n Ti assicuro che stiamo montando il mondo, sento mia madre mormorare, ma mi affretto a proseguire senza alzare lo sguardo.\nMi affretto ad andare avanti senza alzare lo sguardo.  La signora vive in una casa dove ci sono\nma i camerieri sono entrati in scena troppo frettolosamente.   Questo \u00e8\n\u00e8 pi\u00f9 di quanto io possa sopportare, sussulta mia madre, e proprio mentre sta per avere la meglio su un\ndi una crisi di risate: \"Cameriere, dammi da bere\", grida, e questo la fa scattare in piedi.\npiange, e questo la fa scattare di nuovo.  Spesso le letture dovevano finire\nbruscamente perch\u00e9 la sua allegria provocava violenti attacchi di tosse.\n\nA volte leggevo a mia sorella da sola, e lei mi assicurava di non aver visto mia madre tra le donne questa volta.\nche questa volta non vedeva mia madre tra le donne.  Lo diceva per assecondarmi.\nDi l\u00ec a poco sarebbe scivolata di sopra per annunciare trionfalmente: \"Sei di nuovo in casa!\ndi nuovo!\n\nOppure, nelle ore piccole, potevo confidarmi con mio padre e, quando avevo finito di leggere, lui diceva pensieroso\nfinito di leggere, lui diceva pensieroso: \"Quella ragazza \u00e8 molto\nnaturale.  Alcuni dei modi in cui dici che aveva, tua madre li aveva proprio\nstesso.  Hai mai notato che tua madre \u00e8 una donna straordinaria?\n\nAllora cercavo conforto da mia madre.  Lei era tanto pi\u00f9 pronta a darlo\nera pi\u00f9 pronta a darmelo a causa della sua profonda convinzione che se fossi stata scoperta, cio\u00e8 se\nse i lettori avessero scoperto quanto spesso e in quante vesti lei appariva nei miei libri\nnei miei libri, la vicenda sarebbe diventata uno scandalo pubblico.\n\n Vede, Jess non \u00e8 veramente lei\", esordisco curioso.\n\n Oh no, \u00e8 proprio un altro tipo di donna\", dice mia madre, e poi rovina il complimento aggiungendo con leggerezza: \"Non aveva che due stanze\".\ne poi rovina il complimento aggiungendo con cattiveria: \"Lei aveva solo due stanze e io ne ho sei\".\nIo ne ho sei.\n\nSospiro.   Senza contare la dispensa, ed \u00e8 una dispensa molto grande, lei\nborbotta.\n\nNon era il tipo di differenza di cui potevo vantarmi,\ne l'onest\u00e0 mi costringeva a dire: \"Per quanto riguarda questo, un tempo\nquando tu stesso avevi solo due stanze\n\n Da tempo, irrompe in casa.   Ho iniziato con un piano di sopra, ma ho sempre avuto in mente di\nsempre avuto in mente, non ne ho mai parlato, ma c'era l'idea di avere anche il\nanche il piano inferiore.  Ay, e l'ho avuto per molti anni.\n\n Tuttavia, non si pu\u00f2 negare che Jess avesse la stessa ambizione.\n\n L'aveva fatto, ma alla sua casa di due stanze era rimasta attaccata per tutti i giorni della sua vita.\nEra come me?\n\n No, ma voleva\n\n Lei voleva e io volevo, ma io ho ottenuto e lei no.  Questa \u00e8 la\ndifferenza tra me e lei.\n\n Se la differenza \u00e8 tutta qui, il merito di averla creata \u00e8 poco.\naverla creata.\n\nMia madre vede che ho bisogno di essere calmata.   Questo \u00e8 ben lungi dal fare la\ndifferenza, direbbe con impazienza.   C'\u00e8 la mia seta, per esempio.\nAnche se lo dico io, non c'\u00e8 seta migliore nella valle di Strathmore.\nStrathmore.  Jess aveva una seta di qualsiasi tipo, per non parlare di una seta come quella?\nseta come quella?\n\n Beh, non aveva seta, ma ricordate come si \u00e8 procurata il mantello con le perline.\nperline.\n\n Un undici e qualcosa!  Accidenti, di cosa ci si pu\u00f2 vantare!  Vi dico che\nogni singolo metro della mia seta \u00e8 costato\n\n Mamma, \u00e8 proprio cos\u00ec che Jess ha parlato del suo mantello!\n\nLascia passare, forse senza sentirlo, perch\u00e9 la preoccupazione per la sua seta l'ha spinta verso l'armadio dove \u00e8 appesa.\nseta l'ha spinta verso l'armadio dove \u00e8 appeso.\n\n Ah, madre, temo che sia stato molto simile a Jess!\n\n Come pu\u00f2 essere come lei quando non ha nemmeno un guardaroba?  Ti dico\nSe ci fosse stata una vera Jess e lei si fosse vantata con me del suo mantello con le perline, le avrei risposto con una certa noncuranza.\ndel suo mantello con le perline, le avrei detto con voce noncurante: \"Vieni con me, Jess, e ti far\u00f2 vedere il tuo guardaroba\".\ncon voce noncurante: \"Vieni con me, Jess, e ti far\u00f2 vedere qualcosa che \u00e8\nappeso nel mio guardaroba.   Questo avrebbe abbassato il suo orgoglio!\n\n Non credo che sia quello che avresti fatto tu, madre.\n\nPoi un'espressione pi\u00f9 dolce si affacciava sul suo volto.   No, avrebbe detto\nriflessivamente, non \u00e8 cos\u00ec.\n\n Cosa avreste fatto voi?  Credo di saperlo.\n\n Non si pu\u00f2 sapere.  Ma penso che avrei ricordato che era una povera donna.\nera una povera donna, malata e terribilmente ventosa per il suo mantello, e avrei detto che era una bellezza e che avrei voluto averne uno cos\u00ec.\navrei detto che era una bellezza e che avrei voluto averne uno simile.\ncome quello.\n\n S\u00ec, sono certa che \u00e8 quello che avresti fatto.  Ma oh, madre,\n\u00e8 proprio il modo in cui Jess si sarebbe comportata se una donna pi\u00f9 povera di lei le avesse\nle avesse mostrato uno scialle nuovo.\n\n Forse, ma anche se non mi fossi vantato della mia seta avrei voluto\nfarlo.\n\n Proprio come Jess che si agitava per mostrare i suoi undici anni e un po' di pi\u00f9!\nun po'!\n\nSembra consigliabile passare a un altro libro, non al mio primo,\nperch\u00e9, essendo il mio primo, ci sarebbe stato naturalmente qualcosa di mia madre.\nmadre in esso, e non al secondo, perch\u00e9 era il mio primo romanzo e non era\nmolto apprezzato anche nella nostra famiglia.  (Ma i piccoli tocchi di mia madre\ndi mia madre non sono poi cos\u00ec male).  Proviamo la storia del ministro.\n\nLa prima osservazione di mia madre \u00e8 decisamente smorzante.   Molte volte nei miei giovani giorni\ngiovani, dice, ho giocato intorno al maniero di Auld Licht, ma non pensavo di vivere per diventarne la padrona!\npensavo che sarei vissuta fino a diventarne la padrona!\n\n Ma Margaret non \u00e8 lei.\n\n N-no, oh no.  Aveva una vita molto diversa dalla mia.  Non ho mai fatto capire\nad anima viva che lei \u00e8 me!\n\n Non era destinata ad essere te quando ho iniziato.  Madre, che modo hai di\ndi entrare in modo strisciante!\n\n Dovresti sorvegliarti meglio.\n\n Forse se avessi chiamato Margaret con qualche altro nome\n\n Avrei dovuto vedere la sua presenza lo stesso.  Appena ho saputo che era\nera la madre ho cominciato a ridere.  Per certi versi, per\u00f2, non \u00e8 cos\u00ec tanto\ncome me.  Ci ha messo molto a scoprire Babbie.  Sono convinta che avrei dovuto\navrei dovuto essere pi\u00f9 veloce.\n\n Babbie, come vedete, si teneva vicino al muro del giardino.\n\n Non \u00e8 il muro della villa che me l'avrebbe nascosta.\n\n \u00c8 uscita al buio.\n\n Penso che mi avrebbe trovato a cercarla con una candela.\n\n E Gavin era riservato.\n\n Questo mi avrebbe messo alla prova.\n\n Non ha mai sospettato nulla.\n\n Mi meraviglio di lei.\n\nMa la mia nuova eroina sar\u00e0 una bambina.  Cosa ne pensa la signora?\n\nUn bambino!  S\u00ec, ha qualcosa da dire anche su questo.   Questo batte tutti!\nsono le parole.\n\n Su, su, mamma, capisco cosa stai pensando, ma ti assicuro che questa volta\nquesta volta\n\n Certo che no, dice con tono rassicurante, oh no, non pu\u00f2 essere me; ma subito i suoi veri pensieri si rivelano con l'osservazione incauta\ni suoi veri pensieri sono rivelati da questa osservazione senza arte ne parte, ma dubito,\n\u00e8 un lavoro duro quello che hai a disposizione, \u00e8 passato tanto tempo da quando ero una bambina.\n\nIn quei colloqui ci siamo avvicinati molto.   \u00c8 una cosa strana,\nlei diceva dolcemente, che quasi tutto quello che scrivi riguarda questo piccolo\nluogo.  Non te lo aspettavi quando hai iniziato.  Ricordo bene il periodo\nquando non ti \u00e8 mai passato per la testa, cos\u00ec come non \u00e8 passato per la testa a me, che tu potessi scrivere\nuna pagina sulle nostre piazze e sui nostri vicoli.  Mi chiedo come si sia arrivati a questo punto.\n\nC'\u00e8 stato un tempo in cui non avrei potuto rispondere a questa domanda, ma quel tempo \u00e8 passato da tempo.\ntempo \u00e8 passato da tempo.   Suppongo, madre, che sia stato perch\u00e9 tu eri pi\u00f9\na casa tua, nella tua citt\u00e0, e non mi ha mai fatto molto piacere\nscrivere di persone che non potevano conoscerti, n\u00e9 di piazze e vicoli che non avevi mai attraversato, n\u00e9 di una citt\u00e0\ndi piazze e vicoli che non hai mai attraversato, n\u00e9 di una campagna in cui non hai mai portato\nla cena di tuo padre in un fiasco.  In tutti i miei libri non c'\u00e8 quasi una casa\nlibri in cui non mi sia sembrato di vederti migliaia di volte, chino sul\ncamino o a caricare l'orologio.\n\n Eppure eri cos\u00ec in difficolt\u00e0 perch\u00e9 non conoscevi nessuno che potesse\ndi cui potessi fare le tue donne!  Ti ricordi di questo, e di come entrambi\nridevamo entrambi all'idea che tu dovessi farle con me?\n\n Mi ricordo.\n\n E ora sei tornato ai tempi di mio padre.  Sono passati pi\u00f9 di sessanta\nanni da quando ho portato la sua cena in un carro attraverso i lunghi parchi di\nKinnordy.\n\n Spesso vado nei parchi lunghi, mamma, e mi siedo sul filo del bosco finch\u00e9 non mi sembra di vedere una bambina\ndel bosco fino a quando mi sembra di vedere una bambina che viene verso di me con un\nun fiasco in mano.\n\n Saltare il fuoco (una volta ero cos\u00ec orgoglioso dei miei salti!) e far ruotare il\nil carro cos\u00ec velocemente che quello che c'era dentro non aveva il tempo di cadere.  I\nindossavo un abito magenta e un grembiulino bianco.  Te l'ho mai detto?\nquesto?\n\n Mamma, la bambina della mia storia indossa un abito magenta e un grembiulino bianco.\ngrembiulino bianco.\n\n Ci hai fatto caso!  Ma penso che non fosse una ragazza in grembiule quella che hai visto\nche hai visto nei lunghi parchi di Kinnordy, era solo una vecchia signora.\n\n Era una ragazza con un grembiule, mamma, quando era lontana, ma quando si avvicinava era una donna\nquando si avvicinava era una vecchia donna.\n\n E un brutto colpo!\n\n La pi\u00f9 bella che abbia mai visto.\n\n Mi meraviglio di sentirtelo dire.  Guarda la mia vecchia faccia rugosa.\n\n \u00c8 il volto pi\u00f9 dolce del mondo.\n\n Guarda come cadono gli anelli dal mio povero dito sciupato.\n\n Ci sar\u00e0 sempre qualcuno vicino, madre, per indossarli di nuovo.\n\n Ay, ci sar\u00e0!  Lo so bene.  Ti ricordi che quando eri solo un bambino\nbambino dicevi: \"Aspetta che sia un uomo e non avrai pi\u00f9 motivo di salutare\"?\nmotivo di salutare di nuovo?\n\nMi sono ricordato.\n\n Tu venivi di corsa in casa e dicevi: \"C'\u00e8 una fiera signora\nche scende lungo la Marywellbrae con un mantello nero da un lato e bianco dall'altro.\nbianco da un lato e dall'altro; aspetta che io sia un uomo e ne avrai uno uguale.\nstesso.   E quando mi sdraiavo su letti duri come il ghiaccio, tu dicevi: \"Quando sar\u00f2 un uomo, ti sdraierai su delle piume\".\nsu piume.   Non hai visto nulla di bello, non hai mai sentito parlare di me che ho messo\nil mio cuore su qualcosa, ma hai alzato la testa e hai gridato: \"Aspetta che io sia un uomo\".\nche io sia un uomo.   Mi hai svergognato di fronte ai vicini, eppure ero anche\nventoso anch'io.  E ora tutto si \u00e8 avverato come un sogno.  Non riesco a ricordare\nnon riesco a ricordare una sola piccola cosa che ho cercato nei miei giorni lussuriosi e che non \u00e8 stata\nche non sia stata messa nelle mie mani nella mia vecchiaia; me ne sto seduto qui, inutile, circondato dal\ndi tutti i miei desideri e di tutte le mie ambizioni, e a volte sono quasi terrorizzato, perch\u00e9 \u00e8 come se fosse\nquasi terrorizzato, perch\u00e9 \u00e8 come se Dio mi avesse scambiato per un'altra donna.\n\n Le tue speranze e le tue ambizioni erano cos\u00ec semplici, direi, ma a lei non piaceva\nnon le piaceva.   Non erano cos\u00ec semplici, avrebbe risposto, arrossendo.\n\nSono riluttante a lasciare quei giorni felici, ma la fine deve essere affrontata e, mentre scrivo, mi sembra di vedere mia madre rimpicciolirsi e il suo viso diventare sempre pi\u00f9 scuro.\nmentre scrivo mi sembra di vedere mia madre sempre pi\u00f9 piccola e il suo viso pi\u00f9\nmalinconico, eppure si sofferma ancora con noi, come se Dio avesse detto: \"Figlia mia, \u00e8 giunta la tua ora, non temere\".\nfiglia mia, \u00e8 giunta la tua ora, non temere\".   E lei non aveva paura, ma\nancora indugiava, e Lui aspettava, sorridendo.  Non le ho mai letto nulla di quell\nlibro; quando fu finito era troppo appesantita dagli anni per seguire una storia.\nseguire una storia.  Per me era come se il mio libro dovesse uscire freddo nel mondo (come tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 venire dopo).\nmondo (come tutto ci\u00f2 che poteva venire dopo di me), e mia sorella, che pensava pi\u00f9 agli altri e meno a se stessa\npi\u00f9 pensiero per gli altri e meno per se stessa di qualsiasi altro essere umano che ho conosciuto, se ne accorse e\nche ho conosciuto, se ne accorse e, con mezzi insondabili per un uomo, convinse mia madre ad essere di nuovo la donna che\nmadre a tornare a essere la donna che era stata.  Un giorno, tre settimane prima della sua\nsettimane prima della sua morte, mio padre e io fummo chiamati dolcemente al piano di sopra.  Mia madre\nmia madre era seduta in piedi, come amava fare, sulla sua vecchia sedia vicino alla finestra, con un manoscritto\nfinestra, con un manoscritto tra le mani.  Ma si guardava intorno\nsenza capire granch\u00e9.   Per fargli piacere, mia sorella\nmia sorella sussurr\u00f2, e poi con voce bassa e tremante mia madre inizi\u00f2 a leggere.  I\nguardai mia sorella.  Lacrime di dolore le rigavano il viso.  Ben presto la\nlettura divenne molto lenta e si interruppe.  Dopo una pausa, c'era qualcosa\nc'era qualcosa che dovevi dirgli, le ricord\u00f2 mia sorella.   Fortuna,\nmormor\u00f2 una voce come di un morto, fortuna.   E allora il vecchio sorriso torn\u00f2\ncome un accendino, e mi disse: \"Sono troppo avanti per leggere, ma penso di essere\ntroppo lontana per leggere, ma penso di esserci di nuovo dentro!   Mio padre le mise in mano il suo\nTestamento tra le sue mani, e si apr\u00ec come sempre alla\nQuattordicesimo di Giovanni.  Si sforz\u00f2 di leggere, ma non ci riusc\u00ec.  Improvvisamente\nsi chin\u00f2 e baci\u00f2 l'ampia pagina.   Andr\u00e0 bene questo?\nchiese.\n\n\n\n\nCAPITOLO X HAI PAURA CHE IL SUO POTERE VENGA MENO?\n\n\nPer anni ho cercato di prepararmi alla morte di mia madre,\ncercando di prevedere come sarebbe morta, vedendomi quando sarebbe morta.\nGi\u00e0 allora sapevo che era una cosa vana quella che facevo, ma sono sicura che non c'era\nmorbosit\u00e0.  Speravo di essere con lei alla fine, non come colui che aveva guardato per ultimo ma come\ncome colui che aveva guardato per ultimo, ma come colui dal quale si sarebbe voltata solo per guardare\nnon fosse il mio braccio ma quello di mia sorella a circondarla quando sarebbe morta, non la mia mano ma quella di mia sorella.\nquando sarebbe morta, non la mia mano ma quella di mia sorella avrebbe dovuto chiudere i suoi occhi.  Sapevo\nsapevo che avrei potuto raggiungerla troppo tardi; mi vedevo aprire una porta dove non c'era\nnessuno ad accogliermi, e salire la vecchia scala nella vecchia stanza.  Ma quello che\nnon avevo previsto quello che accadde.  Non pensavo che potesse accadere\nche avrei dovuto salire la vecchia scala, oltrepassare la porta oltre la quale mia madre giaceva morta ed entrare in un'altra stanza.\nmia madre giaceva morta, ed entrare per prima in un'altra stanza e inginocchiarmi l\u00ec.\nl\u00ec.\n\nLa parafrasi preferita di mia madre \u00e8 quella che in casa nostra \u00e8 nota come David\nperch\u00e9 \u00e8 stata l'ultima che ha imparato a ripetere.  \u00c8 stata anche l'ultima cosa\nche ha letto\n\n    Hai paura che il suo potere venga meno\n    quando verr\u00e0 il tuo giorno malvagio?\n    E pu\u00f2 un braccio onnipotente\n    stancarsi o decadere?\n\nHo sentito la sua voce prendere forza mentre lo leggeva, ho visto il suo volto timido prendere coraggio.\nma quando arriv\u00f2 il mio giorno malvagio, all'alba, ahim\u00e8 per me, ebbi paura.\npaura.\n\nIn quelle ultime settimane, anche se non lo sapevamo, mia sorella stava morendo in\npiedi.  Per molti anni aveva dato la sua vita, un po' alla volta, per un altro anno, un altro mese, infine per un altro giorno.\nper un altro anno, per un altro mese, infine per un altro giorno, di sua madre.\nmadre, e ora era esausta.   Non ti lascer\u00f2 mai, mamma. Bene\nSo che non mi lascerai mai.   In quel momento pensai che quel pianto fosse cos\u00ec patetico\npatetico, ma non avrei conosciuto il suo significato fino a quando non sarebbe stato solo l'eco di un grido.\neco di un grido.  Guardando queste due persone mi sembrava che mia madre fosse partita per un nuovo paese e\nfosse partita per il nuovo paese e mia sorella l'avesse trattenuta.  Ma ora vedo\ncon una visione pi\u00f9 chiara.  Non \u00e8 pi\u00f9 la madre, ma la figlia\nche si trova davanti, e grida: \"Mamma, ti stai attardando cos\u00ec tanto alla fine, ti ho aspettato male\".\nfine, sono malata e ti sto aspettando.\n\nMa lei non sapeva pi\u00f9 di noi come doveva essere; se sembrava stanca quando la incontravamo sulle\nquando la incontravamo sulle scale, era ancora la figura pi\u00f9 luminosa e attiva della stanza di mia madre.\nnella stanza di mia madre; non si lamentava mai, tranne quando doveva\nquando doveva partire per quella passeggiata che le separava per mezz'ora.  Con quanta riluttanza\ncon quanta riluttanza si metteva la cuffietta, come dovevamo spingerla a farlo e come\nspesso, dopo essere andata fino alla porta, tornava a stare al fianco di mia madre.\nmadre.  A volte, mentre guardavamo dalla finestra, non potevo fare a meno di\nridere, eppure con una fitta al cuore, nel vederla andare avanti caparbiamente\nsenza un occhio a destra o a sinistra, con in testa solo il ritorno.\nIn casa c'era sempre mio padre, che non \u00e8 mai stato un marito pi\u00f9\nmarito pi\u00f9 devoto, e spesso c'erano altri, una figlia in particolare,\nma non osavano quasi mai avvicinare mia madre, che strappava gelosamente la coppa dalle loro mani.\ndalle loro mani.  A mia madre piaceva di pi\u00f9 da lei.  Lo sapevamo tutti.\n Mi piacciono, ma non posso fare a meno di te.   Mia sorella, cos\u00ec altruista\nin tutte le altre cose, aveva una passione instancabile nel mostrarlo davanti a noi.\nEra la ricca ricompensa della sua vita.\n\nLe altre parlavano tra di loro di ci\u00f2 che sarebbe accaduto presto, e le lacrime le aiutavano.\nlacrime per aiutarle, ma questa figlia non ne voleva parlare e le sue\nlacrime erano sempre lente a venire.  Sapevo che notte e giorno cercava di\ndi prepararsi a un mondo senza sua madre, ma doveva rimanere muta.\nnessuno di noi era cos\u00ec scozzese come lei, doveva sopportare la sua agonia da sola, una tragica e solitaria scozzese.\ntragica scozzese solitaria.  Persino mia madre, che ci parlava con tanta calma dell'imminente\ndell'imminente momento, non poteva parlarne con lei.  Queste due, l'una a letto e l'altra\nletto e l'altra china su di lei, potevano solo guardarsi a lungo,\nfinch\u00e9, lentamente, le lacrime affioravano agli occhi di mia sorella, e allora mia madre\nmia madre distoglieva il viso bagnato.  E comunque nessuna delle due diceva una parola, ognuna sapeva cos\u00ec bene\nche ognuna sapeva cos\u00ec bene cosa c'era nei pensieri dell'altra, che parlavano cos\u00ec eloquentemente in silenzio,\n Madre, mi dispiace lasciarti andare, e oh figlia mia, ora che la mia ora \u00e8 vicina, vorrei che tu non fossi pi\u00f9 qui.\n\u00e8 vicina, vorrei che non fossi cos\u00ec affezionata a me.   Ma quando la figlia\nfiglia si allontanava, mia madre mi stringeva la mano e piangeva: \"La lascio a te; vedi come si \u00e8 afflosciata?\nTu hai visto come ha seminato, dipender\u00e0 da te come raccoglier\u00e0.\nE io le feci delle promesse, ma suppongo che nessuno di noi due si accorgesse che aveva gi\u00e0\nraccolto.\n\nDi notte mia madre si svegliava e si alzava a sedere nel letto, confusa da ci\u00f2 che vedeva.\nvedeva.  Mentre dormiva, sei o pi\u00f9 decenni erano tornati indietro e lei era di nuovo una ragazzina.\nera di nuovo nella sua giovinezza; richiamata all'improvviso da quel momento aveva le vertigini, come\ncome per la fretta degli anni.  Come era entrata in questa stanza?  Quando\nQuando era andata a letto la notte scorsa, dopo aver preparato la cena del padre, c'era\nc'era una cassettiera alla finestra: che ne era stato del secchio del sale, del\nil recipiente per i pasti, i prosciutti che dovevano essere appesi alle travi?  Non c'erano\nNon c'erano travi; era un soffitto di carta.  Aveva sentito spesso parlare di letti aperti,\nma come mai era sdraiata in uno di essi?  Per capire queste cose cercava di\nper capire queste cose, cercava di alzarsi dal letto e si stupiva di trovare un travaglio, come se si fosse ammalata di notte.\ncome se si fosse ammalata durante la notte.  Sentendola muoversi, avrei potuto bussare al muro che ci separava.\nmuro che ci separava, segno, concordato tra noi, che ero vicino.\nche ero vicino e che quindi tutto andava bene, ma a volte i colpi sembravano\na volte il bussare sembrava appartenere al passato e lei gridava: \"\u00c8 mio padre che bussa alla porta.\nmio padre che bussa alla porta, devo alzarmi e lasciarlo entrare\".   Le sembrava di vederlo ed era uno\nmolto pi\u00f9 giovane di lei che vedeva coperto di neve, che calciava le zolle\ndi neve, scalciando zolle dagli stivali, con le mani gonfie e screpolate dalla sabbia e dal bagnato.\nPoi sentivo dire che era un'esperienza comune della notte che mia sorella\nla tranquillizzava amorevolmente, accendeva la luce per mostrarle dove si trovava, la aiutava a raggiungere la finestra per\nluce per farle vedere dove si trovava, l'aiutava ad andare alla finestra per farle vedere che non era una notte di\nneve, persino assecondandola scendendo al piano di sotto e aprendo la porta esterna,\ne chiamando nell'oscurit\u00e0: \"C'\u00e8 nessuno?\".\nSe questo non bastava, avvolgeva mia madre in fasce e la portava in giro per le\nstanze della casa, illuminandole una per una, indicandole oggetti familiari e guidandola cos\u00ec lentamente\noggetti familiari, e cos\u00ec la guidava lentamente attraverso i sessant'anni che lei aveva\nsaltati troppo in fretta.  E forse la fine fu che mia madre si avvicin\u00f2 al mio capezzale e disse malinconicamente\nal mio capezzale e disse malinconicamente: \"Sono una vecchia donna?\n\nMa con la luce del giorno, anche durante l'ultima settimana in cui l'ho vista, si alzava e si dava da fare.\nera in piedi e si dava da fare, perch\u00e9 anche se pietosamente fragile non soffriva pi\u00f9 di\ndi alcun disturbo.  Sembrava stare cos\u00ec bene, in confronto, che io, avendo ancora\nresidui di una malattia da scrollarsi di dosso, avrei fatto una vacanza in Svizzera e sarei tornata a prenderla.\nSvizzera, per poi tornare a prenderla, quando ci saremmo recati tutti alla\ndi suo fratello, molto amato, nella campagna occidentale.  Cos\u00ec aveva\naveva in mente molti preparativi, e la mattina era il momento in cui\naveva le forze per portarli a termine.  Lasciare la sua casa era sempre stato un\nun mese di lavoro per lei, doveva essere lasciata in un ordine cos\u00ec perfetto, ogni angolo\nogni angolo, visitato e ripulito, ogni scrigno sondato fino in fondo, la biancheria\nla biancheria sollevata, esaminata e rimessa a posto con amore, come per renderla pi\u00f9\nper renderla pi\u00f9 facile da stendere in sua assenza, gli scaffali dovevano essere ridipinti, una settimana faticosa\nsettimana dedicata alla soffitta.  In modo meno esaustivo, ma con molta della vecchia\nesultanza in casa sua, questo fu fatto per l'ultima volta, e poi ci fu\npoi ci fu il tirare fuori i propri vestiti, lo stenderli sul letto e il diteggiarli con piacere.\nletto e il piacere di sfogliarli, e le consultazioni su quale\nche cosa avrebbe dovuto essere lasciato.  Ah, che bel sogno! Mi ci aggrappavo ogni\nmattina; non guardavo quando mia sorella scuoteva la testa, ma molto prima che il giorno finisse\nprima che ogni giorno fosse finito, sapevo anch'io che non sarebbe mai stato possibile.  Si era avverato\ntante volte, ma mai pi\u00f9.  Noi due lo sapevamo, ma quando mia madre,\nmia madre, che deve sempre essere preparata con tanto anticipo, chiamava il suo baule e le sue\ne le scatole a nastro, glieli portammo e restammo in silenzio a guardare, mentre\nlei faceva le valigie.\n\nArriv\u00f2 il mattino in cui dovevo partire.  Era venuto centinaia di volte,\nquando ero un ragazzo, quando ero un laureando, quando ero un uomo, quando lei mi era sembrata grande e forte, quando era cresciuta cos\u00ec piccola e\nquando mi era sembrata grande e forte, quando era cresciuta cos\u00ec piccola ed ero\nio che le mettevo le braccia intorno.  Ma era sempre la stessa scena.  Non ho intenzione di\ndi scriverla, della separazione e del tornare indietro sulle scale, e\ndue persone che cercano di sorridere, e il ripartire, e il grido che mi ha riportato indietro.\nmi ha riportato indietro.  N\u00e9 dir\u00f2 di pi\u00f9 della figura silenziosa sullo sfondo, sempre sullo sfondo.\nsfondo, sempre in secondo piano, sempre vicino a mia madre.  L'ultima volta che\ndi questi due fu dal cancello.  Erano alla finestra che non passa mai\nnon passa mai dai miei occhi.  Non potevo vedere il volto della mia cara sorella, perch\u00e9 era\nmia madre, indicandomi e dicendole di agitare la mano e sorridere, perch\u00e9 mi piaceva tanto.\nmano e di sorridere, perch\u00e9 mi piaceva tanto.  Quell'azione era l'epitome della\nvita di mia sorella.\n\nEro via da quindici giorni quando mi fu recapitato il telegramma.  I\nAvevo ricevuto una lettera da mia sorella, poche ore prima, in cui si diceva che tutto era\na casa tutto bene.  Il telegramma diceva in cinque parole che era morta improvvisamente\nla notte precedente.  Non si parlava di mia madre e io ero a tre giorni di viaggio da casa.\ntre giorni di viaggio da casa.\n\nLa notizia che ho ricevuto quando sono arrivata a Londra \u00e8 stata questa: mia madre non capiva\nche sua figlia era morta e stavano aspettando che glielo dicessi io.\n\nNon dovevo essere cos\u00ec codardo.  \u00c8 per questo che questi due sono morti,\ndopotutto, ero in ritardo di dodici ore per vedere mia madre viva.\n\nLa loro ultima notte \u00e8 stata quasi giuliva.  Ai vecchi tempi quell'ora prima che mia madre\nmadre fosse abbassato il gas era stata cos\u00ec spesso la pi\u00f9 felice che la mia penna vi ritorna sempre\ntorna sempre ad essa mentre scrivo: era l'ora in cui mia madre giaceva sorridente nel letto e noi ci riunivamo intorno a lei come bambini in una festa.\nmadre giaceva sorridente nel letto e noi eravamo riuniti intorno a lei come bambini al\ncome bambini che giocano, con le nostre reticenze sparse sul pavimento o lanciate di mano in mano, con l'autore diventato cos\u00ec\nmano a mano, l'autore era diventato cos\u00ec chiassoso che nelle pause lo tenevano a freno con la forza.\nlo tenevano a freno con la forza.  Piuttosto inutili erano stati alcuni tentativi\ndi rinnovare quelle serate, quando mia madre poteva essere portata sull'orlo del\ncome se un'eco familiare la chiamasse, ma dove si trovasse non lo sapeva chiaramente, perch\u00e9 il passato\nnon sapeva chiaramente dove si trovasse, perch\u00e9 il passato le ruggiva nelle orecchie come un\ngrande mare.  Ma questa notte fu un ultimo regalo per mia sorella.  L'allegria\ndelle loro voci attirava gli altri abitanti della casa al piano di sopra, dove per pi\u00f9 di un'ora\nper pi\u00f9 di un'ora mia madre fu al centro di un'allegra festa e cos\u00ec chiara agli occhi dei\nocchi della mente che loro, dapprima cauti, si abbandonarono allo sport e qualsiasi cosa dicessero\ne qualsiasi cosa dicessero, a mo' di comizio umoristico, lei\ncome un tempo, rivolgeva i loro dardi contro se stessi fino a che\nper autodifesa erano tre contro uno, e i tre duramente pressati.  Come\nmia sorella deve aver gioito.  Ancora una volta pot\u00e9 gridare: \"C'\u00e8 mai stata una\nmai una donna cos\u00ec!   Mi raccontano che sul viso della figlia c'era una tale felicit\u00e0 che\nfiglia che mia madre comment\u00f2, che dopo essersi alzate per andare\nsi sedettero di nuovo, affascinate dallo splendore di quei due.  E quando\nalla fine se ne andarono, le ultime parole che sentirono furono: \"Se ne sono andati, vedi, mamma, ma io sono qui\".\nmadre, ma io sono qui, non ti lascer\u00f2 mai, e Na, tu non mi lascerai mai.\nlasciarmi; lo so bene.   Per qualche tempo dopo le loro voci si sentirono\nsi sentivano le loro voci dal piano di sotto, ma non si sa di cosa parlassero.  E poi\nvenne il silenzio.  Se fossi stata a casa, sarei tornata nella stanza pi\u00f9 volte.\npi\u00f9 volte, girando dolcemente la maniglia della porta, rilasciandola in modo che non\nche non scricchiolasse, e rimanendo in piedi a guardarli.  Era stato cos\u00ec migliaia di volte.\nmigliaia di volte.  Ma quella notte, sarei sgattaiolata fuori di nuovo, con la mente a riposo\nmente a riposo, o avrei dovuto vedere il cambiamento in atto mentre loro dormivano?\n\nChe sia raccontato con poche parole.  Mia sorella si svegli\u00f2 la mattina dopo con\nmal di testa.  Era sempre stata una martire del mal di testa, ma questo, come molti altri, sembrava\nmolti altri, sembrava essere insolitamente forte.  Ciononostante si alz\u00f2 e\naccendere il fuoco di mia madre e preparare la colazione, poi dovette tornare a letto.\na letto.  Non era in grado di scrivermi la sua lettera quotidiana, per dirmi come stava mia madre.\nmadre, e quasi l'ultima cosa che fece fu quella di chiedere a mio padre di\ndi scriverla e di non dire che era malata, perch\u00e9 mi avrebbe angosciato.\nFu chiamato il medico, ma lei perse rapidamente i sensi.  In questo stato\nfu trasferita dal letto di mia madre a un altro.  Si scopr\u00ec che\nche soffriva di una malattia interna.  Nessuno l'aveva immaginato.  Lei stessa\nlei stessa non l'aveva mai saputo.  Non si poteva fare nulla.  In questa incoscienza\nspir\u00f2, senza sapere che stava lasciando sua madre.  Se avessi saputo\nsaputo, quando ho saputo della sua morte, che le era stato risparmiato quel dolore,\nsicuramente sarei potuta tornare a casa pi\u00f9 coraggiosamente con queste parole,\n\n    Hai paura che il suo potere venga meno\n    Quando verr\u00e0 il tuo giorno malvagio?\n\nAh, lo pensereste, lo avrei pensato, ma ora mi conosco.\nQuando sono arrivata a Londra ho saputo che mia sorella era morta, ma avevo comunque paura.\npaura.  Mi sono vista nella stanza di mia madre a dirle perch\u00e9 la porta della stanza accanto era chiusa a chiave, e ho avuto paura.\nstanza accanto era chiusa a chiave, e avevo paura.  Dio aveva fatto cos\u00ec tanto, eppure non potevo\nnon riuscivo a guardare con fiducia a Lui per il poco che restava da fare.   O\nvoi di poca fede!   Queste sono le parole che mi sembra di sentire pronunciare da mia madre\nmia madre, che mi guarda con tanta tristezza.\n\nL'ha fatto molto facilmente, e ha smesso di sembrarmi meraviglioso perch\u00e9\nera cos\u00ec palesemente opera Sua.  La mia timida madre ha visto colui che non l'avrebbe mai lasciata\nnon l'avrebbe mai lasciata, portato fuori dalla stanza privo di sensi, e non si scompose.\ncrollare.  Lei, che era solita torcersi le mani se sua figlia si allontanava per un momento, non chiese pi\u00f9 di lei.\nnon chiedeva pi\u00f9 di lei, avevano paura di nominarla;\nun senso di soggezione li avvolgeva.  Ma sono sicura che non dovevano essere cos\u00ec ansiosi.\nCi sono misteri nella vita e nella morte, ma questo non era uno di quelli.  A\nbambino pu\u00f2 capire cosa \u00e8 successo.  Dio ha detto che mia sorella doveva venire\nma in quel momento mise la sua mano sugli occhi di mia madre e lei si trasform\u00f2.\nalterata.\n\nLe hanno detto che stavo tornando a casa e lei ha risposto con un sorriso fiducioso: \"Arriver\u00e0 il prima possibile\".\nsorriso: \"Verr\u00e0 il pi\u00f9 presto possibile, se i treni riusciranno a portarlo\".   Questa \u00e8 la mia\nricompensa, questo \u00e8 ci\u00f2 che ho ottenuto per i miei libri.  Tutto quello che ho potuto fare per\nper lei in questa vita l'ho fatto fin da ragazzo; guardo indietro negli anni e non riesco a vedere la pi\u00f9 piccola\nanni e non riesco a vedere la pi\u00f9 piccola cosa non fatta.\n\nFurono seppelliti insieme il giorno del settantaseiesimo compleanno di mia madre, anche se\nerano passati tre giorni tra le loro morti.  L'ultimo giorno, mia\nmadre insistette per alzarsi dal letto e andare in casa.  Le braccia\nche l'avevano cos\u00ec spesso aiutata in quel viaggio erano ormai fredde nella morte, ma\nc'erano altre solo meno affettuose, e lei pass\u00f2 lentamente da una stanza all'altra\ncome una persona che si accomiata, e nella mia disse: \"Le belle file di libri\".\nfile di libri, e lui rispose che ognuno di essi era mio, tutto mio!\nstanza est, che era il suo pi\u00f9 grande trionfo, disse con carezza: \"Mia\nnain bonny room!   Per tutto questo tempo sembrava che ci fosse qualcosa che lei\nma era morto colui che sapeva sempre cosa voleva, e le produssero molte cose che la fecero vacillare.\nproducevano molte cose per le quali lei scuoteva la testa.  Allora non sapevano\nche stava morendo, ma la seguirono per tutta la casa con un po' di\napprensione e, dopo che fu tornata a letto, videro che si stava\nmolto debole.  Una volta disse con impazienza: \"Sei tu, Davide?\ne un'altra volta le sembr\u00f2 di sentire il padre che si toglieva la neve dagli stivali.\nIl desiderio di ci\u00f2 che non sapeva nominare le torn\u00f2 in mente e alla fine videro che ci\u00f2 che desiderava era\nfinalmente videro che ci\u00f2 che voleva era la vecchia veste del battesimo.  Le fu portata\nLe fu portata, lei la dispieg\u00f2 con mani tremanti ed esultanti, e\ne quando si fu assicurata che era ancora di una vergine fierezza, le sue vecchie braccia\nle sue vecchie braccia la avvolsero adoranti e sul suo viso si manifest\u00f2 l'ineffabile\nmisterioso bagliore della maternit\u00e0.  All'improvviso disse: \"Chi \u00e8 il mio bambino morto?\n\u00e8 morto un mio bambino? ma chi guardava non osava parlare, e allora\nlentamente, come con uno sforzo di memoria, ripet\u00e9 ad alta voce i nostri nomi nell'ordine in cui eravamo nati.\nnell'ordine in cui eravamo nati.  Solo uno, che avrebbe dovuto essere il terzo tra\ndieci, quella che si trovava nella stanza accanto, ma alla fine, dopo una pausa, disse il suo nome e\npausa, disse il suo nome e lo ripet\u00e9 ancora e ancora e ancora,\ncome se fosse la musica pi\u00f9 squisita e fosse il suo canto in punto di morte.\ncanzone in punto di morte.  Eppure era un nome molto banale.\n\nOra sapevano che stava morendo.  Disse loro di ripiegare la\nveste battesimale e quasi acutamente li guard\u00f2 mentre la riponevano, e poi per un po' parl\u00f2 della lunga e bella vita che era stata la sua.\nPoi, per un po' di tempo, parl\u00f2 della lunga e bella vita che era stata la sua,\ne di Colui al quale la doveva.  Si accomiat\u00f2 da tutti, e alla fine\ninfine volse il viso verso il lato in cui giaceva il suo migliore amico e per pi\u00f9 di un'ora\nper pi\u00f9 di un'ora preg\u00f2.  Solo di tanto in tanto coglievano le parole, e le ultime che udirono furono\ne le ultime che udirono furono Dio e amore.   Credo che Dio stesse sorridendo quando\nquando la port\u00f2 a Lui, come aveva sorriso spesso a lei durante quei settantasei anni.\nsettantasei anni.\n\nL'ho vista giacere morta e il suo volto era bello e sereno.  Ma fu\nl'altra stanza in cui entrai per prima, e fu al fianco di mia sorella che mi\nginocchia.  La completezza rotonda della vita di una donna che era\nmia madre non era stata per lei.  Non l'avrebbe avuta a quel prezzo.\n Non ti lascer\u00f2 mai, madre. So che non mi lascerai mai.   La\ngioia feroce di amare troppo, \u00e8 una cosa terribile.  La bocca di mia sorella\nera saldamente chiusa, come se avesse ottenuto il suo scopo.\n\nE ora sono rimasta senza di loro, ma confido che la mia memoria torner\u00e0 sempre a quei giorni felici, senza affrettare il passo, ma indugiando qui e l\u00e0.\na quei giorni felici, non per sfogliarli in fretta, ma per dilungarmi qua e l\u00e0, anche\nqua e l\u00e0, anche se mia madre si aggira tra i miei libri.  E se anche io vivr\u00f2 fino a\nun'epoca in cui l'et\u00e0 dovr\u00e0 offuscare la mia mente e il passato torner\u00e0 a scorrere come\ncome le ombre della notte sulla strada spoglia del presente, non sar\u00e0, credo, la mia giovinezza a\nnon sar\u00e0 la mia giovinezza che vedr\u00f2, ma la sua, non un ragazzo che si aggrappa alla gonna della madre e grida\nmadre e piangendo: \"Aspetta che io sia un uomo e ti sdraierai sulle piume\".\npiume, ma una bambina con una veste magenta e un grembiulino bianco, che viene verso di me attraverso i lunghi parchi\nche viene verso di me attraverso i lunghi parchi, cantando tra s\u00e9 e s\u00e9 e portando la cena del padre in un fiasco.\nla cena di suo padre in un fiasco."},{"titolo":"La guerra dei mondi","autore":"H.G. Wells","categoria":"Fantascienza","contenuto":"I.\nLA VIGILIA DELLA GUERRA.\n\n\nNessuno avrebbe mai creduto negli ultimi anni del XIX secolo\nche questo mondo fosse osservato acutamente e da vicino da intelligenze\npi\u00f9 grandi dell'uomo eppure mortali come la sua; che mentre gli uomini si affaccendavano nelle loro\ndi lavoro per le loro varie preoccupazioni, erano scrutati e studiati\nstudiati, forse quasi con la stessa attenzione con cui un uomo con un microscopio potrebbe\nmicroscopio potrebbe scrutare le creature transitorie che brulicano e si moltiplicano in una goccia d'acqua.\nd'acqua. Con infinito compiacimento gli uomini andavano e venivano da questo globo\nper i loro piccoli affari, sereni nella certezza del loro impero sulla materia.\nsulla materia. \u00c8 possibile che gli infusori al microscopio facciano lo stesso.\nlo stesso. Nessuno ha pensato ai mondi pi\u00f9 antichi dello spazio come fonti di pericolo per l'uomo, n\u00e9 li ha considerati\ndi pericolo per l'uomo, o ha pensato a loro solo per scartare l'idea di una vita\nvita su di essi come impossibile o improbabile. \u00c8 curioso ricordare alcune\nabitudini mentali di quei tempi andati. Al massimo gli uomini terrestri\nterrestri immaginavano che su Marte potessero esserci altri uomini, forse inferiori a loro\ninferiori a loro e pronti ad accogliere un'impresa missionaria. Eppure, al di l\u00e0 dell'abisso\nspazio, menti che sono per le nostre menti come le nostre sono per quelle delle bestie che periscono, intelletti che sono per noi come le nostre\nbestie che periscono, intelletti vasti e freddi e indifferenti,\nguardavano questa terra con occhi invidiosi e, lentamente e inesorabilmente, disegnavano i loro piani contro di noi.\npiani contro di noi. E all'inizio del ventesimo secolo arriv\u00f2 la grande\ndisillusione.\n\nIl pianeta Marte, \u00e8 superfluo ricordarlo al lettore, ruota intorno al Sole a una distanza media di 140.000.000 di chilometri.\nsole a una distanza media di 140.000.000 di chilometri, e la luce e il calore che riceve dal sole sono appena la met\u00e0 di quelli ricevuti da questo mondo.\nriceve dal sole \u00e8 appena la met\u00e0 di quella ricevuta da questo mondo. Deve\ndeve essere, se l'ipotesi nebulare \u00e8 vera, pi\u00f9 antico del nostro mondo;\ne molto tempo prima che questa terra cessasse di essere fusa, la vita sulla sua superficie\nvita sulla sua superficie deve aver iniziato il suo corso. Il fatto che sia appena un settimo del volume della Terra\nvolume della Terra deve aver accelerato il suo raffreddamento fino alla temperatura\ntemperatura alla quale la vita potrebbe iniziare. Ha aria e acqua e tutto ci\u00f2 che \u00e8\ntutto ci\u00f2 che \u00e8 necessario per sostenere l'esistenza animata.\n\nEppure l'uomo \u00e8 cos\u00ec vanitoso e cos\u00ec accecato dalla sua vanit\u00e0 che nessuno scrittore, fino alla fine del XIX secolo, ha espresso l'idea che il\nfino alla fine del diciannovesimo secolo, ha espresso l'idea che la vita intelligente\nche la vita intelligente possa essersi sviluppata molto, o addirittura per nulla,\noltre il livello terrestre. N\u00e9 \u00e8 stato generalmente compreso che, poich\u00e9\nMarte \u00e8 pi\u00f9 antico della nostra Terra, con appena un quarto della superficie\nsuperficie e pi\u00f9 distante dal sole, ne consegue necessariamente che\nnon solo \u00e8 pi\u00f9 distante dall'inizio del tempo, ma anche pi\u00f9 vicino alla sua fine.\n\nIl raffreddamento secolare che un giorno dovr\u00e0 colpire il nostro pianeta si \u00e8 gi\u00e0\ngi\u00e0 andato molto lontano con il nostro vicino. Le sue condizioni fisiche sono ancora\nun mistero, ma ora sappiamo che anche nella sua regione equatoriale\nla temperatura di mezzogiorno si avvicina appena a quella del nostro inverno pi\u00f9 freddo.\nLa sua aria \u00e8 molto pi\u00f9 attenuata della nostra, i suoi oceani si sono ridotti fino a coprire solo un terzo della sua superficie.\nsi sono ridotti fino a coprire solo un terzo della sua superficie, e con il lento alternarsi delle stagioni\nenormi calotte di neve si raccolgono e si sciolgono ai due poli e periodicamente inondano le zone temperate.\ninondano periodicamente le zone temperate. L'ultimo stadio di esaurimento, che per noi \u00e8 ancora\nper noi \u00e8 ancora incredibilmente remota, \u00e8 diventata un problema attuale per gli abitanti di Marte.\nabitanti di Marte. La pressione immediata della necessit\u00e0 ha illuminato\ni loro intelletti, ha ampliato i loro poteri e ha indurito i loro cuori. E\ne guardando attraverso lo spazio con strumenti e intelligenze come noi\na malapena sognate, essi vedono, alla distanza pi\u00f9 vicina, solo\n35.000.000 di chilometri verso il sole, una stella mattutina di speranza, il nostro pianeta pi\u00f9 caldo, verde con vegetazione e\npianeta pi\u00f9 caldo, verde di vegetazione e grigio d'acqua, con un'atmosfera nuvolosa che parla di fertilit\u00e0.\natmosfera nuvolosa che parla di fertilit\u00e0 e che lascia intravedere, attraverso i ciuffi di nuvole alla deriva, ampie distese di\nnuvole di ampie distese di paesi popolosi e di mari stretti e affollati,\nmari affollati di marina.\n\nE noi uomini, le creature che popolano questa terra, dobbiamo essere per loro almeno\nper loro almeno quanto le scimmie e i lemuri per noi. Il lato intellettuale dell'uomo\nlato intellettuale dell'uomo ammette gi\u00e0 che la vita \u00e8 un'incessante\nlotta incessante per l'esistenza, e sembrerebbe che anche questa sia la convinzione\ndelle menti su Marte. Il loro mondo \u00e8 molto lontano nel suo raffreddamento e questo\nmondo \u00e8 ancora affollato di vita, ma solo di quelli che essi\nanimali inferiori. Portare la guerra verso il sole \u00e8, in effetti, la loro\nunica via di fuga dalla distruzione che, generazione dopo generazione,\nsi insinua su di loro.\n\nE prima di giudicarli con troppa severit\u00e0, dobbiamo ricordare quale spietata e totale distruzione\ne totale distruzione della nostra specie, non solo sugli animali, come il bisonte e il dodo\nanimali, come il bisonte scomparso e il dodo, ma anche sulle sue razze inferiori.\nrazze inferiori. I Tasmaniani, nonostante la loro somiglianza con gli esseri umani, sono stati interamente\ndi una guerra di sterminio condotta dagli immigrati europei, nell'arco di cinquant'anni.\neuropei, nel giro di cinquant'anni. Siamo forse cos\u00ec apostoli della misericordia\nda lamentarci se i marziani combattessero con lo stesso spirito?\n\nI marziani sembrano aver calcolato la loro discesa con una sorprendente\nsottigliezza, le loro conoscenze matematiche sono evidentemente di gran lunga superiori alle nostre.\ne che abbiano eseguito i loro preparativi con un'unanimit\u00e0 quasi perfetta.\nperfetta unanimit\u00e0. Se i nostri strumenti ce lo avessero permesso, avremmo potuto vedere\nl'accumulo di problemi gi\u00e0 nel diciannovesimo secolo. Uomini come\nSchiaparelli hanno osservato il pianeta rosso.\nMarte sia stato per innumerevoli secoli la stella della guerra, ma non sia riuscito a interpretare le\nle apparenze fluttuanti dei segni che avevano mappato cos\u00ec bene.\nbene. Per tutto questo tempo i marziani devono essersi preparati.\n\nDurante l'opposizione del 1894 \u00e8 stata osservata una grande luce sulla parte illuminata del disco.\ndel disco, prima all'Osservatorio di Lick, poi da Perrotin di Nizza e infine da altri osservatori.\nNizza e poi da altri osservatori. I lettori inglesi ne hanno sentito parlare per la prima volta nel\nnel numero di _Nature_ del 2 agosto. Sono propenso a pensare che questo\nche questa fiammata possa essere stata la gettata dell'enorme cannone, nel vasto pozzo affondato\nnel loro pianeta, da cui sono stati sparati i loro colpi verso di noi. Particolari\nsegni particolari, ancora inspiegabili, sono stati visti vicino al luogo di quello scoppio\ndurante le due successive opposizioni.\n\nLa tempesta si \u00e8 abbattuta su di noi sei anni fa. Mentre Marte si avvicinava all'opposizione\nall'opposizione, Lavelle di Giava ha fatto palpitare i fili della borsa astronomica\ncon la sorprendente intelligenza di un'enorme esplosione di gas incandescente sul pianeta.\ndi gas incandescente sul pianeta. Si era verificato verso la mezzanotte del\ndel 12; e lo spettroscopio, al quale aveva subito fatto ricorso,\nindicava una massa di gas infuocato, principalmente idrogeno, che si muoveva con una\nenorme velocit\u00e0 verso la Terra. Questo getto di fuoco era diventato\ninvisibile verso le dodici e un quarto. Lo paragon\u00f2 a un colossale\ncolossale sbuffo di fiamma che si sprigiona improvvisamente e violentemente dal pianeta, come\ncome i gas infuocati che escono da un cannone.\n\nUna frase singolarmente appropriata. Eppure il giorno dopo non c'era\nnulla di tutto ci\u00f2 sui giornali, se non una piccola nota sul _Daily\nTelegraph_, e il mondo rimase nell'ignoranza di uno dei pi\u00f9 gravi\npericoli che abbiano mai minacciato la razza umana. Forse non avrei mai sentito parlare\ndell'eruzione se non avessi incontrato Ogilvy, il noto astronomo, a Ottershaw.\nOttershaw. Era immensamente emozionato per la notizia e, nell'eccesso dei suoi sentimenti, mi invit\u00f2 a salire a prendere parte a un'escursione\ndei suoi sentimenti mi invit\u00f2 a partecipare con lui, quella sera, all'esame del pianeta rosso.\npianeta rosso.\n\nNonostante tutto quello che \u00e8 successo da allora, ricordo ancora molto bene quella veglia.\nl'osservatorio nero e silenzioso, la lanterna ombreggiata che\nche gettava un debole bagliore sul pavimento nell'angolo, il ticchettio costante del\nticchettio costante dell'orologio del telescopio, la piccola fessura nel tetto una\nuna profondit\u00e0 oblunga con la polvere di stelle che la attraversa. Ogilvy si muoveva\nOgilvy si muoveva, invisibile ma udibile. Guardando attraverso il telescopio, si vedeva un\nun cerchio di un blu intenso e il piccolo pianeta rotondo che nuotava nel campo.\nSembrava una cosa cos\u00ec piccola, cos\u00ec luminosa e piccola e immobile, debolmente\nstriature trasversali e leggermente appiattito rispetto alla perfetta forma rotonda.\nrotondo. Ma era cos\u00ec piccolo, cos\u00ec argenteo e caldo come una capocchia di spillo! Era\nEra come se tremasse, ma in realt\u00e0 era il telescopio che vibrava con l'attivit\u00e0 dell'orologio che\nl'attivit\u00e0 dell'orologio che teneva in vista il pianeta.\n\nMentre guardavo, il pianeta sembrava ingrandirsi e rimpicciolirsi, avanzare e indietreggiare.\navanzare e indietreggiare, ma era semplicemente perch\u00e9 il mio occhio era stanco. Quaranta\nmilioni di chilometri da noi, pi\u00f9 di quaranta milioni di chilometri di vuoto.\nvuoto. Pochi si rendono conto dell'immensit\u00e0 del vuoto in cui nuota la polvere dell'universo materiale.\ndell'universo materiale nuota.\n\nVicino ad essa, sul campo, ricordo che c'erano tre deboli punti di luce,\ntre stelle telescopiche infinitamente lontane, e tutto intorno c'era l'oscurit\u00e0 insondabile dello spazio\ninsondabile oscurit\u00e0 dello spazio vuoto. Sapete come appare quel nero\nin una gelida notte di stelle. In un telescopio sembra molto pi\u00f9 profonda.\nE invisibile per me, perch\u00e9 era cos\u00ec lontano e piccolo, volava rapido e costante verso di me\ne costantemente verso di me attraverso quella distanza incredibile, avvicinandosi\nogni minuto di cos\u00ec tante migliaia di chilometri, \u00e8 arrivata la Cosa che ci stavano\nche ci stavano mandando, la Cosa che avrebbe portato tanta lotta e calamit\u00e0\ne morte sulla terra. Non l'ho mai sognato, mentre guardavo; nessuno sulla terra sognava\nsulla terra sognava quel missile infallibile.\n\nAnche quella notte ci fu un'altra fuoriuscita di gas dal lontano pianeta.\npianeta. L'ho visto. Un lampo rossastro sul bordo, la minima proiezione della sagoma\ndella sagoma proprio mentre il cronometro segnava la mezzanotte; e allora lo dissi a Ogilvy e lui prese il mio posto.\nOgilvy e lui prese il mio posto. La notte era calda e io avevo sete,\ne andai stiracchiandomi goffamente le gambe e tastando la strada nell'oscurit\u00e0, fino al tavolino dove si trovava il\nbuio, fino al tavolino dove si trovava il sifone, mentre Ogilvy\nesclamava al getto di gas che usciva verso di noi.\n\nQuella notte un altro missile invisibile ha iniziato il suo viaggio verso la terra\nda Marte, appena un secondo o poco meno di ventiquattro ore dopo il primo\nmissile. Ricordo che ero seduto sul tavolo, nell'oscurit\u00e0, con\nmacchie di verde e cremisi che nuotavano davanti ai miei occhi. Avrei voluto avere una\nluce per fumare, sospettando poco il significato del minuto bagliore che avevo visto e tutto ci\u00f2 che\nche avevo visto e di tutto ci\u00f2 che mi avrebbe portato di l\u00ec a poco. Ogilvy guard\u00f2 fino all'una\nOgilvy osserv\u00f2 fino all'una, poi rinunci\u00f2; accendemmo la lanterna e ci incamminammo verso casa sua.\ncasa. Sotto, nell'oscurit\u00e0, c'erano Ottershaw e Chertsey e tutte le loro centinaia di persone, che dormivano in pace.\ncentinaia di persone, che dormivano in pace.\n\nQuella sera era pieno di speculazioni sulle condizioni di Marte, e si burlava dell'idea volgare che avesse degli abitanti\ne si schern\u00ec all'idea volgare che ci fossero degli abitanti che\nche ci segnalano. La sua idea era che i meteoriti potessero cadere in una forte pioggia sul pianeta, o che fosse in corso un'enorme esplosione vulcanica.\nsul pianeta, o che fosse in corso un'enorme esplosione vulcanica.\nin corso. Mi fece notare quanto fosse improbabile che l'evoluzione organica\norganica avesse preso la stessa direzione nei due pianeti adiacenti.\n\n Le possibilit\u00e0 che qualcosa di simile all'uomo si trovi su Marte sono di un milione a uno, ha detto.\nha detto.\n\nCentinaia di osservatori videro la fiamma quella notte e la notte seguente\ncirca a mezzanotte, e di nuovo la notte successiva; e cos\u00ec per dieci notti, una\nfiamma ogni notte. Perch\u00e9 gli spari siano cessati dopo la decima, nessuno al mondo ha cercato di spiegarlo.\nha cercato di spiegare. Pu\u00f2 darsi che i gas dello sparo abbiano causato ai\nmarziani. Dense nubi di fumo o di polvere, visibili attraverso\nun potente telescopio sulla Terra come piccole macchie grigie e fluttuanti,\nsi sono diffuse attraverso la limpidezza dell'atmosfera del pianeta e hanno oscurato\nle sue caratteristiche pi\u00f9 familiari.\n\nAnche i quotidiani si sono finalmente accorti delle perturbazioni e sono comparse note popolari\nnote popolari sono apparse qui, l\u00e0 e ovunque riguardo ai vulcani\nsu Marte. Il periodico serio-comico _Punch_, ricordo, ne fece un felice uso nella\nuso nella vignetta politica. E, tutto insospettabile, quei\nmissili che i marziani avevano sparato contro di noi si dirigevano verso la terra, sfrecciando ora ad un\na un ritmo di molte miglia al secondo attraverso il vuoto golfo dello spazio, ora dopo ora e giorno dopo giorno, avvicinandosi\nora e giorno dopo giorno, sempre pi\u00f9 vicini. Ora mi sembra quasi\nincredibilmente meraviglioso che, con quel rapido destino che incombeva su di noi, gli uomini potessero\nuomini potessero occuparsi delle loro piccole preoccupazioni come facevano. Ricordo quanto\nMarkham fosse esultante per aver ottenuto una nuova fotografia del pianeta per il giornale\nillustrato che dirigeva a quei tempi. Le persone in questi ultimi tempi\nsi rende conto a malapena dell'abbondanza e dell'intraprendenza dei nostri giornali del diciannovesimo secolo.\nXIX. Per quanto mi riguarda, sono stato molto occupato a imparare ad andare in\nbicicletta, e mi sono occupato di una serie di articoli che discutevano i probabili\nsviluppo delle idee morali con il progredire della civilt\u00e0.\n\nUna notte (il primo missile non poteva essere a 10.000.000 di chilometri di distanza) andai a fare una passeggiata con mia moglie.\nmiglia di distanza) andai a fare una passeggiata con mia moglie. C'era la luce delle stelle e io\nle spiegai i segni dello Zodiaco e le indicai Marte, un puntino luminoso che si avvicinava\nluminoso puntino di luce che strisciava verso lo zenit, verso il quale erano puntati tanti\ntelescopi erano puntati. Era una notte calda. Tornando a casa, un gruppo di\ngitanti di Chertsey o Isleworth ci pass\u00f2 davanti cantando e suonando.\nmusica. C'erano luci alle finestre superiori delle case, mentre la gente andava a letto.\npersone andavano a letto. Dalla stazione ferroviaria in lontananza proveniva il\ndi treni in manovra, risuonando e rimbombando, ammorbidito quasi in una\nmelodia per la distanza. Mia moglie mi fece notare la luminosit\u00e0 dei segnali\nsegnali rossi, verdi e gialli che si stagliavano contro il cielo.\ncielo. Sembrava cos\u00ec sicuro e tranquillo.\n\n\n\n\nII.\nLA STELLA CADENTE.\n\n\nPoi arriv\u00f2 la notte della prima stella cadente. Fu vista di prima mattina\nmattina, sfrecciando sul Winchester verso est, una linea di fiamma alta nell'atmosfera.\natmosfera. Centinaia di persone devono averla vista e presa per una normale stella cadente.\nstella cadente. Albin l'ha descritta come se avesse lasciato dietro di s\u00e9 una striscia verdognola\nche ha brillato per alcuni secondi. Denning, la nostra massima autorit\u00e0 in materia di\nmeteoriti, ha dichiarato che l'altezza della sua prima apparizione era di circa\nnovanta o cento miglia. Gli \u00e8 sembrato che sia caduto sulla terra\ncirca cento miglia a est di lui.\n\nA quell'ora ero a casa e stavo scrivendo nel mio studio; e sebbene la mia porta-finestra si affacciasse su Ottershaw\nporta finestra verso Ottershaw e la persiana fosse alzata (perch\u00e9 in quei giorni amavo\nguardare il cielo notturno), non vidi nulla. Eppure\nquesta pi\u00f9 strana di tutte le cose che siano mai arrivate sulla terra dallo spazio esterno\ndeve essere caduta mentre ero seduto l\u00ec, visibile per me se solo avessi\nse solo avessi alzato lo sguardo al suo passaggio. Alcuni di coloro che hanno visto il suo volo dicono che\nche ha viaggiato con un sibilo. Io stesso non ho sentito nulla di tutto ci\u00f2. Molte persone\nBerkshire, Surrey e Middlesex devono aver visto la sua caduta e, al massimo, hanno pensato che fosse sceso un altro meteorite.\ne, al massimo, avranno pensato che fosse caduto un altro meteorite. Nessuno\nnessuno sembra essersi preoccupato di cercare la massa caduta quella notte.\n\nMa la mattina presto il povero Ogilvy, che aveva visto la stella cadente e che era convinto che un meteorite si trovasse da qualche parte sulla\nstella cadente e che era convinto che un meteorite si trovasse da qualche parte sulla\ntra Horsell, Ottershaw e Woking, si alz\u00f2 presto con l'idea di trovarlo.\ntrovarlo. Lo trov\u00f2, poco dopo l'alba, non lontano dalle cave di sabbia.\ncave di sabbia. L'impatto del proiettile aveva provocato un enorme buco e la sabbia e la ghiaia\ne la sabbia e la ghiaia erano state scagliate violentemente in ogni direzione sulla brughiera.\ndirezione della brughiera, formando cumuli visibili a un miglio e mezzo di distanza.\nL'erica era in fiamme verso est e un sottile fumo blu si levava contro l'alba.\nl'alba.\n\nLa Cosa stessa giaceva quasi interamente sepolta nella sabbia, tra le schegge sparse di un abete che aveva ridotto in frantumi nel corso del suo\nschegge sparse di un abete che aveva ridotto in frantumi nella sua\ndiscesa. La parte scoperta aveva l'aspetto di un enorme cilindro,\ne i suoi contorni erano ammorbiditi da una spessa incrostazione squamosa di colore\nincrostazioni squamose di colore marrone. Il diametro era di circa trenta metri. Si avvicin\u00f2\nmassa, sorpreso dalle dimensioni e ancor pi\u00f9 dalla forma, dato che la maggior parte delle\nmeteoriti sono pi\u00f9 o meno completamente arrotondate. Tuttavia, era ancora\nera ancora cos\u00ec calda per il suo volo attraverso l'aria da impedirgli di avvicinarsi.\nUn rumore di agitazione all'interno del cilindro fu attribuito al raffreddamento ineguale della superficie.\ndella sua superficie, perch\u00e9 a quel tempo non gli era venuto in mente che potesse essere\nche potesse essere cavo.\n\nRimase in piedi sul bordo della fossa che la Cosa si era creata.\nfissando il suo strano aspetto, stupendosi soprattutto della sua\nforma e del colore insoliti e percependo vagamente, anche in quel momento, qualche indizio di\ndi un disegno nel suo arrivo. Il primo mattino era meravigliosamente immobile e\nil sole, appena schiarito dai pini verso Weybridge, era gi\u00e0 caldo.\ncaldo. Non ricordava di aver sentito alcun uccello quella mattina, non c'era di certo\ndi certo non si muoveva la brezza, e gli unici suoni erano i flebili\nmovimenti provenienti dall'interno del cilindro di ciliegio. Era tutto solo sulla\ncomune.\n\nPoi, all'improvviso, si accorse che parte del clinker grigio, l'incrostazione cinerea che ricopriva il meteorite, si stava staccando,\nincrostazioni di cenere che ricoprivano il meteorite, si stava staccando dal bordo circolare dell'estremit\u00e0.\nbordo circolare dell'estremit\u00e0. Stava cadendo a fiocchi e pioveva sulla sabbia.\nsulla sabbia. Un grosso pezzo si stacc\u00f2 all'improvviso e cadde con un rumore acuto che gli fece venire il cuore in gola.\nrumore acuto che gli fece venire il cuore in bocca.\n\nPer un minuto non si rese conto di cosa significasse e, nonostante il caldo eccessivo, si arrampic\u00f2 nella fossa vicino alla massa per\ncalore eccessivo, si arrampic\u00f2 nella fossa vicino alla massa per\nvedere meglio la Cosa. Gi\u00e0 allora pens\u00f2 che il raffreddamento del corpo potesse spiegare\ndel corpo, ma a disturbare questa idea fu il fatto che la cenere cadeva solo\nche la cenere cadeva solo dall'estremit\u00e0 del cilindro.\n\nE poi percep\u00ec che, molto lentamente, la parte superiore circolare del cilindro\ncilindro ruotava sul suo corpo. Era un movimento cos\u00ec graduale che\nche lo scopr\u00ec solo notando che un segno nero che cinque minuti prima si trovava vicino a lui\ncinque minuti prima era vicino a lui, ora si trovava dall'altra parte della circonferenza.\ncirconferenza. Anche allora non riusc\u00ec a capire cosa indicasse,\nfino a quando non ud\u00ec un suono ovattato di grattugia e vide il segno nero sobbalzare\nin avanti di circa un centimetro. A quel punto la cosa gli venne in mente in un lampo. Il cilindro\ncilindro era una cavit\u00e0 artificiale con un'estremit\u00e0 che si avvitava! Qualcosa\nall'interno del cilindro stava svitando la parte superiore!\n\n Santo cielo! disse Ogilvy.  C'\u00e8 un uomo dentro, c'\u00e8 un uomo dentro! Mezzo\narrostito a morte! Che cerca di scappare!\n\nSubito, con un rapido balzo mentale, colleg\u00f2 la Cosa con il bagliore\nsu Marte.\n\nIl pensiero di quella creatura confinata era cos\u00ec terribile per lui che\ndimentic\u00f2 il calore e si avvicin\u00f2 al cilindro per aiutarlo a girare. Ma\nfortunatamente la radiazione sorda lo arrest\u00f2 prima che potesse scottarsi le mani\nsul metallo ancora incandescente. A quel punto rimase irresoluto per un momento,\npoi si volt\u00f2, usc\u00ec dalla fossa e si mise a correre all'impazzata verso Woking.\nWoking. Dovevano essere le sei circa. Incontr\u00f2\nIncontr\u00f2 un vagabondo e cerc\u00f2 di farglielo capire, ma la storia che raccontava e il suo aspetto erano cos\u00ec selvaggi\ne il suo aspetto erano cos\u00ec selvaggi che il suo cappello era caduto nella fossa che l'uomo si limit\u00f2 a proseguire.\nche l'uomo si limit\u00f2 a proseguire. Non ebbe lo stesso successo con il venditore di pentole che stava\nche stava aprendo le porte del pub presso Horsell Bridge.\nL'uomo pens\u00f2 che si trattasse di un pazzo in libert\u00e0 e tent\u00f2, senza successo, di chiuderlo nella sala da t\u00e8.\ntentativo di chiuderlo nella sala da t\u00e8. Questo gli fece passare la sbornia e\nQuando vide Henderson, il giornalista londinese, nel suo giardino, chiam\u00f2 oltre le recinzioni e si fece capire.\nHenderson, il giornalista londinese, nel suo giardino, chiam\u00f2 oltre le recinzioni e si fece capire.\n\n Henderson, ha chiamato, hai visto quella stella cadente ieri sera?\n\n Ebbene? disse Henderson.\n\n Ora \u00e8 a Horsell Common.\n\n Buon Dio! disse Henderson.  Un meteorite caduto! \u00c8 una buona cosa.\n\n Ma \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 di un meteorite. \u00c8 un cilindro.\ncilindro artificiale, amico! E dentro c'\u00e8 qualcosa.\n\nHenderson si alz\u00f2 in piedi con la vanga in mano.\n\n Che cos'\u00e8? Era sordo da un orecchio.\n\nOgilvy gli raccont\u00f2 tutto quello che aveva visto. Henderson rimase per circa un minuto\nad assimilare il tutto. Poi lasci\u00f2 cadere la vanga, prese la giacca e usc\u00ec sulla strada.\ne usc\u00ec sulla strada. I due uomini si affrettarono subito a tornare in comune,\ne trovarono il cilindro ancora nella stessa posizione. Ma ora i suoni\nsuoni all'interno erano cessati, e un sottile cerchio di metallo brillante mostrava\ntra la parte superiore e il corpo del cilindro. L'aria entrava o\no fuoriusciva dal bordo con un suono sottile e sfrigolante.\n\nAscoltarono, picchiettarono con un bastone sul metallo squamoso e bruciato e, non ricevendo alcuna risposta, conclusero che l'uomo o gli uomini che si trovavano all'interno erano stati uccisi,\ne non ottenendo alcuna risposta, conclusero che l'uomo o gli uomini all'interno\ndovevano essere insensibili o morti.\n\nNaturalmente i due non poterono fare nulla. Gridarono\nconsolazione e promesse, e tornarono di nuovo in citt\u00e0 a cercare\naiuto. Li si pu\u00f2 immaginare, coperti di sabbia, eccitati e disordinati,\nche corrono per la stradina, alla luce del sole, proprio mentre i negozianti\nnegozianti stavano abbassando le saracinesche e le persone aprivano le finestre delle loro\nfinestre delle camere da letto. Henderson and\u00f2 subito alla stazione ferroviaria, per\nper telegrafare la notizia a Londra. Gli articoli di giornale avevano\navevano preparato le menti degli uomini a ricevere l'idea.\n\nAlle otto un certo numero di ragazzi e di disoccupati si era gi\u00e0\nper vedere gli uomini morti di Marte.  Questa era la\nforma della storia. Ne ho sentito parlare per la prima volta dal mio ragazzo del giornale verso le nove\nalle nove meno un quarto, quando uscii per prendere il mio _Daily Chronicle_. Ero naturalmente\nnaturalmente spaventato, e non persi tempo a uscire e ad attraversare il ponte di\nOttershaw fino alle cave di sabbia.\n\n\n\n\nIII.\nSU HORSELL COMMON.\n\n\nHo trovato una piccola folla di forse venti persone che circondava l'enorme\nbuco in cui giaceva il cilindro. Ho gi\u00e0 descritto l'aspetto di quella\ndi quella massa colossale, conficcata nel terreno. L'erba e la ghiaia\nintorno sembravano carbonizzate come per un'esplosione improvvisa. Senza dubbio il suo\nsenza dubbio il suo impatto aveva provocato un lampo di fuoco. Henderson e Ogilvy non c'erano.\nCredo che avessero capito che non c'era nulla da fare per il momento e che fossero\nerano andati a fare colazione a casa di Henderson.\n\nC'erano quattro o cinque ragazzi seduti sul bordo della fossa, con i piedi a penzoloni, che si divertivano fino a quando non li ho fermati lanciandogli un'occhiata.\npiedi a penzoloni, e si divertivano finch\u00e9 non li ho fermati lanciando\npietre contro la massa gigante. Dopo che gliene ho parlato, hanno iniziato a giocare a\nDopo aver parlato con loro, cominciarono a giocare al tocco dentro e fuori il gruppo di astanti.\n\nTra questi c'erano un paio di ciclisti, un giardiniere che lavorava per me, una ragazza che portava un bambino, Gregg e il suo piccolo macellaio.\nuna ragazza con un bambino in braccio, Gregg il macellaio e il suo bambino, e due o tre mocassini e caddie di golf\nGregg il macellaio e il suo bambino, e due o tre mocassini e caddy del golf che erano soliti\ndella stazione ferroviaria. Si parlava molto poco. Poche persone\npersone comuni in Inghilterra avevano solo le pi\u00f9 vaghe idee astronomiche.\nidee astronomiche pi\u00f9 vaghe a quei tempi. La maggior parte di loro fissava in silenzio il grande tavolo\ndel cilindro, che era ancora come Ogilvy e Henderson l'avevano lasciato.\nlasciato da Ogilvy e Henderson. Immagino che l'aspettativa popolare di un mucchio di cadaveri carbonizzati\ndeluse di fronte a questa massa inanimata. Alcuni sono andati via mentre ero\nmentre ero l\u00ec, e altre persone arrivarono. Mi sono arrampicato nella fossa e mi \u00e8 sembrato di sentire\ndi aver sentito un leggero movimento sotto i miei piedi. La cima aveva certamente smesso di\nrotazione.\n\n\u00c8 stato solo quando mi sono avvicinato ad esso che la stranezza di questo\noggetto mi fu del tutto evidente. A prima vista non era davvero pi\u00f9\npi\u00f9 eccitante di una carrozza ribaltata o di un albero\nstrada. Anzi, non lo era affatto. Sembrava un galleggiante arrugginito. Occorreva una certa\nrichiedeva una certa dose di educazione scientifica per percepire che le\ngrigia della Cosa non era un comune ossido, che il metallo bianco-giallastro che brillava nella fessura tra il coperchio e il cilindro\nmetallo bianco-giallastro che brillava nella fessura tra il coperchio e il cilindro aveva una\ntonalit\u00e0 sconosciuta.  L'extraterrestre non aveva alcun significato per la maggior parte degli\nspettatori.\n\nA quel tempo avevo ben chiaro che la Cosa proveniva dal pianeta Marte.\ndal pianeta Marte, ma ritenevo improbabile che contenesse qualche\ncreatura vivente. Pensavo che lo svitamento potesse essere automatico. Nonostante\nOgilvy, credevo ancora che ci fossero uomini su Marte. La mia mente correva\nfantasiosamente sulle possibilit\u00e0 che contenesse un manoscritto, sulle\ndifficolt\u00e0 di traduzione che sarebbero potute sorgere, se avremmo potuto trovare\nmonete e modelli, e cos\u00ec via. Tuttavia era un po' troppo grande per\nper essere sicuri di questa idea. Sentivo l'impazienza di vederlo aperto. Verso le\nverso le undici, visto che non sembrava accadere nulla, tornai a piedi, pieno di questi pensieri, a casa mia a Maybury.\npensieri, a casa mia a Maybury. Ma trovai difficile mettermi al lavoro\nalle mie indagini astratte.\n\nNel pomeriggio l'aspetto del comune era molto cambiato.\nLe prime edizioni dei quotidiani della sera avevano fatto trasalire Londra con\ntitoli enormi:\n\n UN MESSAGGIO RICEVUTO DA MARTE.\n\n\n UNA STORIA STRAORDINARIA DA WOKING,\n\n\ne cos\u00ec via. Inoltre, il telegramma di Ogilvy alla Borsa astronomica\naveva risvegliato tutti gli osservatori dei tre regni.\n\nC'erano una mezza dozzina o pi\u00f9 di mosconi della stazione di Woking che stavano\nstrada vicino alle cave di sabbia, una cesta di Chobham e una carrozza piuttosto signorile.\ncarrozza piuttosto signorile. Inoltre, c'era un bel mucchio di biciclette.\nbiciclette. Inoltre, un gran numero di persone deve aver camminato, nonostante il caldo della giornata.\nnonostante il caldo della giornata, da Woking e Chertsey, cosicch\u00e9 c'era complessivamente una folla considerevole\nc'era in tutto una folla considerevole, una o due signore vestite\nsignore tra le altre.\n\nFaceva un caldo torrido, non c'era una nuvola in cielo n\u00e9 un alito di vento, e l'unica ombra era quella dei pochi pini sparsi.\nl'unica ombra era quella dei pochi pini sparsi. L'erica ardente\nerica era stata spenta, ma il terreno pianeggiante verso Ottershaw\nOttershaw era annerito a perdita d'occhio e continuava a emanare\nverticali di fumo. Un intraprendente commerciante di dolciumi sulla Chobham\nChobham Road aveva mandato suo figlio con una carriola di mele verdi e di birra allo zenzero.\ne di birra allo zenzero.\n\nAndando verso il bordo della fossa, la trovai occupata da un gruppo di circa mezza dozzina di uomini.\nuna mezza dozzina di uomini, Henderson, Ogilvy e un uomo alto e dai capelli chiari che\nche in seguito seppi essere Stent, l'Astronomo Reale, con diversi operai che\noperai che brandivano vanghe e picconi. Stent dava indicazioni con una voce\nvoce chiara e acuta. Era in piedi sul cilindro, che ora era\nera evidentemente molto pi\u00f9 freddo; il suo viso era cremisi e grondante di sudore, e qualcosa sembrava\nsudore e sembrava che qualcosa lo avesse irritato.\n\nUn'ampia porzione del cilindro era stata scoperta, anche se la sua parte inferiore era ancora incastrata.\nestremit\u00e0 inferiore era ancora incastrata. Non appena Ogilvy mi vide tra la folla che fissava\nfolla sul bordo della fossa, mi chiam\u00f2 per farmi scendere e mi chiese se mi sarebbe dispiaciuto andare da Lord Hilton, il signore del maniero.\nmi chiese se mi sarebbe dispiaciuto andare a trovare Lord Hilton, il signore del maniero.\n\nLa folla crescente, ha detto, stava diventando un serio ostacolo ai loro scavi.\nscavi, soprattutto i ragazzi. Volevano una ringhiera leggera,\ne un aiuto per tenere indietro la gente. Mi disse che di tanto in tanto si sentiva ancora un debole\ndi tanto in tanto era ancora udibile all'interno della cassa, ma che gli operai non avevano\nche gli operai non erano riusciti a svitare la parte superiore, perch\u00e9 non offriva loro alcuna presa. La cassa\nsembrava essere enormemente spessa, ed era possibile che i deboli suoni che sentivamo\nsuoni che sentivamo rappresentavano un rumoroso tumulto all'interno.\n\nEro molto felice di fare ci\u00f2 che mi chiedeva, diventando cos\u00ec uno degli spettatori privilegiati\nspettatori all'interno del recinto previsto. Non riuscii a trovare Lord\nHilton a casa sua, ma mi dissero che era atteso da Londra con il treno delle sei da Waterloo.\nLondra con il treno delle sei da Waterloo; e siccome erano le cinque e un quarto, tornai a casa, mangiai un po' di vino e mi misi in contatto con lui.\ncinque e un quarto, tornai a casa, presi un po' di t\u00e8 e mi diressi verso la stazione per\nstazione per ostacolarlo.\n\n\n\n\nIV.\nIL CILINDRO SI APRE.\n\n\nQuando sono tornato in comune il sole stava tramontando. Gruppi sparsi\nsi stavano affrettando dalla direzione di Woking, e una o due persone stavano\ndi ritorno. La folla intorno al pozzo era aumentata e si distingueva nera\ncontro il giallo limone del cielo un paio di centinaia di persone,\nforse un paio di centinaia di persone. C'erano voci alzate e sembrava che ci fosse una specie di lotta\nuna sorta di lotta intorno alla fossa. Strane immagini mi passarono per la mente.\nmente strane. Avvicinandomi, sentii la voce di Stent:\n\n State indietro! State indietro!\n\nUn ragazzo venne verso di me correndo.\n\n \u00c8 in movimento\", mi ha detto mentre passava, \"si sta muovendo e si sta muovendo\".\nfuori. Non mi piace. Me ne vado, davvero.\n\nMi sono avvicinato alla folla. C'erano davvero, credo, due o trecento persone\ngomitate e si spintonavano l'una con l'altra, mentre l'una o due signore\nnon erano affatto le meno attive.\n\n \u00c8 caduto nella fossa! grid\u00f2 qualcuno.\n\n State indietro! dissero in molti.\n\nLa folla ondeggiava un po' e io mi feci strada a gomitate. Tutti\nsembravano molto eccitati. Sentii un singolare ronzio provenire dalla buca.\n\n Dico io! disse Ogilvy; aiutateci a tenere indietro questi idioti. Non sappiamo\ncosa c'\u00e8 in questa maledetta cosa, sapete!\n\nHo visto un giovane, credo un commesso di un negozio di Woking,\nin piedi sul cilindro e che cercava di uscire di nuovo dal buco.\nLa folla lo aveva spinto dentro.\n\nL'estremit\u00e0 del cilindro si stava avvitando dall'interno. Quasi due\ndi vite lucente. Qualcuno si \u00e8 scontrato con me e io ho evitato per un pelo di essere\nper un pelo di non essere sbalzato sulla cima della vite. Mi sono girato e\ne mentre lo facevo la vite doveva essere uscita, perch\u00e9 il coperchio del cilindro\ncadde sulla ghiaia con una fragorosa commozione. Ho infilato il gomito nella\nnella persona dietro di me e girai di nuovo la testa verso la Cosa. Per un\nmomento quella cavit\u00e0 circolare sembr\u00f2 perfettamente nera. Avevo il tramonto negli\nocchi il tramonto.\n\nCredo che tutti si aspettassero di vedere emergere un uomo, magari un po' diverso da noi\nun po' diverso da noi uomini terrestri, ma in ogni caso un uomo. Io so che\nso che l'ho fatto. Ma, guardando, vidi subito qualcosa che si muoveva all'interno dell'ombra.\nombra: movimenti grigiastri e vaporosi, uno sopra l'altro, e poi due\ndischi luminosi come occhi. Poi qualcosa che assomigliava a un serpentello grigio\nserpente grigio, dello spessore di un bastone da passeggio, che si arrotolava dal\ndal centro che si contorceva e si dimenava nell'aria verso di me e poi verso un altro.\n\nUn brivido improvviso mi colse. Si sent\u00ec un forte grido da parte di una donna\ndietro. Mi voltai a met\u00e0, tenendo gli occhi fissi sul cilindro,\ndal quale ora spuntavano altri tentacoli, e cominciai a spingermi\ndal bordo della fossa. Vidi lo stupore che lasciava il posto all'orrore\norrore sui volti delle persone che mi circondavano. Sentii esclamazioni inarticolate\nesclamazioni inarticolate da tutte le parti. C'era un movimento generale all'indietro. I\nvidi il negoziante che si dibatteva ancora sul bordo della fossa. Mi ritrovai\nsolo, e vidi le persone dall'altra parte del pozzo che scappavano,\nStent tra loro. Guardai di nuovo il cilindro e un terrore ingovernabile mi attanagli\u00f2.\nterrore ingovernabile. Rimasi impietrito a guardare.\n\nUna grossa massa grigia e tondeggiante, grande forse come un orso, si stava alzando\nlentamente e dolorosamente dal cilindro. Quando si gonfiava e catturava la luce\nluce, luccicava come cuoio bagnato.\n\nDue grandi occhi scuri mi guardavano con attenzione. La massa\nche li incorniciava, la testa dell'oggetto, era arrotondata e aveva, si potrebbe dire, un volto.\nsi potrebbe dire, un volto. Sotto gli occhi c'era una bocca, il cui orlo privo di labbra\nche fremeva e ansimava e lasciava cadere la saliva. L'intera creatura\nsi contorceva e pulsava in modo convulso. Un'appendice tentacolare allampanata si aggrappava\nil bordo del cilindro, un'altra ondeggiava nell'aria.\n\nChi non ha mai visto un marziano vivo pu\u00f2 difficilmente immaginare lo strano\nstrano orrore del suo aspetto. La particolare bocca a forma di V con il labbro superiore\nlabbra superiori appuntite, l'assenza di creste sopraccigliari, l'assenza di un mento\nsotto il labbro inferiore cuneiforme, il tremolio incessante di questa bocca,\ni gruppi di tentacoli da Gorgone, la respirazione tumultuosa dei polmoni in un'atmosfera strana, la pesantezza evidente\nin un'atmosfera sconosciuta, l'evidente pesantezza e dolorosit\u00e0 di\nmovimenti a causa della maggiore energia gravitazionale della terra, soprattutto\nl'intensit\u00e0 straordinaria degli occhi immensi erano al tempo stesso\nvitali, intensi, inumani, storpi e mostruosi. C'era qualcosa di\nfungoide nella pelle bruna e oleosa, qualcosa nella goffa deliberazione dei\nmovimenti tediosi qualcosa di indicibilmente sgradevole. Gi\u00e0 a questo primo incontro,\nquesto primo sguardo, fui sopraffatto dal disgusto e dal terrore.\n\nImprovvisamente il mostro scomparve. Si era rovesciato oltre l'orlo del cilindro ed era caduto nella fossa, con un tonfo simile alla caduta di un grosso\ncilindro e caduto nella fossa, con un tonfo simile alla caduta di una grande massa di pelle.\nmassa di cuoio. Lo sentii emettere un grido strano e denso, e subito dopo\nun'altra di queste creature apparve oscuramente nell'ombra profonda dell'apertura.\napertura.\n\nMi voltai e, correndo all'impazzata, mi diressi verso il primo gruppo di alberi, distante forse un centinaio di metri.\nun centinaio di metri di distanza; ma correvo obliquamente e inciampando, perch\u00e9 non potevo\nnon riuscivo a distogliere il viso da quelle cose.\n\nL\u00ec, tra alcuni giovani pini e cespugli di pelliccia, mi fermai,\nansimando, e attesi ulteriori sviluppi. La zona intorno alle\ndi sabbia era costellata di persone che, come me, guardavano con\nterrore, fissando queste creature o, piuttosto, la ghiaia ammassata ai margini del\nghiaia ammassata sul bordo della fossa in cui giacevano. E poi, con\ncon rinnovato orrore, vidi un oggetto rotondo e nero che andava su e gi\u00f9 sul\nsul bordo della fossa. Era la testa del negoziante che era caduto,\nma che si mostrava come un piccolo oggetto nero contro il caldo sole occidentale. Ora\nora si alzava la spalla e il ginocchio, e di nuovo sembrava scivolare indietro fino a quando\nfino a quando non fu visibile solo la testa. Improvvisamente scomparve, e avrei potuto immaginare un\nche un debole grido mi avesse raggiunto. Ebbi un momentaneo impulso a tornare indietro e\ndi tornare indietro e aiutarlo, ma le mie paure ebbero il sopravvento.\n\nTutto era allora abbastanza invisibile, nascosto dalla profonda fossa e dal cumulo di sabbia che la caduta del cilindro aveva\ndalla profonda fossa e dal cumulo di sabbia che la caduta del cilindro aveva creato. Chiunque venisse\nstrada da Chobham o da Woking sarebbe rimasto stupito di fronte alla\nuna moltitudine in diminuzione di forse un centinaio di persone o pi\u00f9\nin piedi in un grande cerchio irregolare, nei fossati, dietro i cespugli, dietro i cancelli e le siepi.\ndietro cancelli e siepi, che si parlavano poco e con brevi grida eccitate,\nbrevi e concitate grida, e fissando, fissando intensamente alcuni cumuli di sabbia. Il\ndi birra allo zenzero stava in piedi, uno strano derelitto, nero contro il cielo\ncielo infuocato, e nelle fosse di sabbia c'era una fila di veicoli deserti con i cavalli\ncon i loro cavalli che si nutrivano dai sacchi del naso o che scalpitavano per terra.\n\n\n\n\nV.\nIL RAGGIO DI CALORE.\n\n\nDopo aver visto i marziani emergere dal cilindro con cui erano arrivati sulla terra dal loro pianeta, una specie di\ncon cui erano arrivati sulla terra dal loro pianeta, una sorta di\nfascino paralizz\u00f2 le mie azioni. Rimasi in piedi fino alle ginocchia nell'erica\nerica, fissando il cumulo che li nascondeva. Ero un campo di battaglia di\npaura e curiosit\u00e0.\n\nNon osavo tornare verso il pozzo, ma sentivo un desiderio appassionato di scrutare\ndesiderio di sbirciare al suo interno. Cominciai quindi a camminare in una grande curva,\ncercando un punto d'osservazione e guardando continuamente i cumuli di sabbia che\nche nascondevano questi nuovi arrivati sulla nostra terra. Una volta un guinzaglio di sottili fruste nere\nsottili fruste nere, come le braccia di un polipo, balen\u00f2 sul tramonto e fu subito ritirato.\nsubito ritirato, e poi un'asta sottile si alz\u00f2, giuntura dopo giuntura, con al vertice una\ngiuntura, portando all'apice un disco circolare che girava con un movimento\nmovimento. Cosa poteva succedere?\n\nLa maggior parte degli spettatori si era radunata in uno o due gruppi: uno un po' di folla verso Woking, l'altro un nodo di persone in direzione\nverso Woking, l'altro un nodo di persone in direzione di\nChobham. Evidentemente condividevano il mio conflitto mentale. Pochi erano vicini a me.\nvicino a me. Un uomo a cui mi avvicinai era, mi parve, un mio vicino,\nanche se non conoscevo il suo nome e lo avvicinai. Ma non era certo il momento per\nper una conversazione articolata.\n\n Che brutti _brutti_! disse.  Buon Dio! Che brutti bruti!  Egli\nripetuto pi\u00f9 e pi\u00f9 volte.\n\n Hai visto un uomo nella fossa?  Dissi; ma lui non rispose.\nRimanemmo in silenzio e rimanemmo a guardare per un po' di tempo fianco a fianco, traendo, credo, un certo conforto dalla reciproca compagnia,\ncredo, un certo conforto nella reciproca compagnia. Poi spostai la mia posizione\nposizione su una collinetta che mi dava il vantaggio di un metro o pi\u00f9 di elevazione\ndi un metro o pi\u00f9 di altezza e quando lo cercai di l\u00ec a poco stava camminando in direzione di\nWoking.\n\nIl tramonto si \u00e8 affievolito fino al crepuscolo prima che accadesse qualcosa di pi\u00f9. La folla\nfolla lontana sulla sinistra, in direzione di Woking, sembrava crescere, e io sentivo\nora un debole mormorio. Il piccolo gruppo di persone in direzione di Chobham\nsi disperse. Non c'era quasi nessun segnale di movimento dalla fossa.\n\n\u00c8 stato questo, pi\u00f9 di ogni altra cosa, a dare coraggio alla gente, e suppongo che anche i nuovi arrivati da Woking abbiano contribuito a ripristinare la fiducia.\nsuppongo che anche i nuovi arrivi da Woking abbiano contribuito a ripristinare la fiducia.\nIn ogni caso, con l'arrivo del crepuscolo inizi\u00f2 un lento e intermittente movimento sulle\ndi sabbia, un movimento che sembrava prendere forza man mano che la\ndella sera intorno al cilindro rimaneva ininterrotta. Figure verticali\nfigure nere verticali, a due o a tre, avanzavano, si fermavano, guardavano, e\navanzano, si fermano, guardano e avanzano di nuovo, allargandosi in una sottile mezzaluna irregolare che\nche prometteva di racchiudere la fossa nei suoi corni attenuati. I,\nanch'io, dal mio lato, cominciai a muovermi verso la fossa.\n\nPoi vidi che alcuni tassisti e altri erano entrati audacemente nelle fosse di sabbia,\ne sentii lo sferragliare degli zoccoli e il rumore delle ruote. Vidi un ragazzo\nun ragazzo che portava via un carretto di mele. E poi, a trenta metri dalla fossa\ndella fossa, avanzando dalla direzione di Horsell, notai un piccolo nodo nero di uomini.\nnodo nero di uomini, il pi\u00f9 importante dei quali sventolava una bandiera bianca.\n\nQuesta era la Deputazione. C'era stata una consultazione frettolosa e poich\u00e9\nmarziani erano evidentemente, nonostante le loro forme ripugnanti, creature intelligenti,\ncreature intelligenti, si era deciso di mostrare loro, avvicinandosi con\navvicinandoli con dei segnali, che anche noi eravamo intelligenti.\n\nLa bandiera sventolava, sventolava, prima a destra e poi a sinistra.\nEra troppo lontano perch\u00e9 potessi riconoscere qualcuno, ma in seguito venni a sapere che Ogilvy, Stent e Henderson erano con altri in questo\nche Ogilvy, Stent e Henderson erano insieme ad altri in questo\ntentativo di comunicazione. Questo piccolo gruppo aveva trascinato nella sua avanzata\nverso l'interno, per cos\u00ec dire, la circonferenza dell'ormai quasi completo\ncerchio di persone, e un certo numero di fioche figure nere lo seguivano a\ndiscrete distanze.\n\nImprovvisamente ci fu un lampo di luce e una quantit\u00e0 di fumo luminoso e verdastro usc\u00ec dal pozzo in tre distinti sbuffi.\nfumo luminoso e verdastro usc\u00ec dal pozzo in tre distinti sbuffi che si spinsero, uno dopo l'altro, nell'aria ferma.\nche si spinsero, uno dopo l'altro, dritti nell'aria immobile.\n\nQuesto fumo (o fiamma, forse, sarebbe la parola migliore per definirlo) era talmente\nche il cielo blu intenso e le distese brune verso Chertsey, con i pini neri, sembravano scurirsi.\nmarrone verso Chertsey, con alberi di pino nero, sembravano scurirsi\nbruscamente al sorgere di questi sbuffi, e di rimanere pi\u00f9 scuri dopo la loro\ndispersione. Nello stesso momento si ud\u00ec un leggero sibilo.\n\nAl di l\u00e0 della fossa si trovava il piccolo cuneo di persone con la bandiera bianca al suo apice.\nal suo apice, arrestato da questi fenomeni, un piccolo nodo di piccole forme nere verticali\nforme nere verticali sul terreno nero. Quando il fumo verde si alzava, i loro\ni loro volti si illuminavano di un verde pallido, per poi svanire di nuovo quando il fumo si dissolveva. Poi\nlentamente il sibilo si trasform\u00f2 in un ronzio, in un lungo, forte, ronzio.\nrumore. Lentamente una forma gobba si lev\u00f2 dalla fossa e il fantasma di un raggio di luce sembr\u00f2 sfarfallare.\ndi un fascio di luce che sembrava sfarfallare.\n\nDa quel momento lampi di fiamme vere e proprie, un bagliore luminoso che saltava da uno all'altro, si sprigionarono dal gruppo di uomini sparsi.\nun altro, si sprigionarono dal gruppo sparso di uomini. Era come se un getto\ngetto invisibile li avesse colpiti e si fosse trasformato in una fiamma bianca. Era\ncome se ogni uomo fosse improvvisamente e momentaneamente trasformato in fuoco.\n\nPoi, alla luce della loro stessa distruzione, li vidi barcollare e cadere, e i loro sostenitori si voltarono per correre.\ne cadere, e i loro sostenitori voltarsi per correre.\n\nRimasi a guardare, non rendendomi ancora conto che si trattava della morte che saltava di\nuomo a uomo in quella piccola folla lontana. Sentivo solo che era\nqualcosa di molto strano. Un lampo di luce quasi silenzioso e accecante, e un uomo cadde a testa in gi\u00f9 e rimase immobile.\nluce, e un uomo cadde a testa in gi\u00f9 e rimase immobile; e mentre l'invisibile fascio di calore passava su di loro, i pini\ndi calore passava su di loro, i pini si incendiavano e ogni cespuglio secco di\ncespuglio di pellicce secche divenne con un tonfo sordo una massa di fiamme. E lontano\nverso Knaphill vidi i bagliori di alberi e siepi ed edifici in legno\ndi alberi e siepi e di edifici in legno che improvvisamente si incendiavano.\n\nLa morte fiammeggiante, questa invisibile e inevitabile spada di calore, si aggirava rapida e costante.\ninvisibile, inevitabile spada di calore. Ho percepito che veniva verso di me\ndai cespugli lampeggianti che toccava, ed ero troppo sbalordito e stupefatto per\nper muovermi. Sentii lo scoppiettio del fuoco nelle fosse di sabbia e l'improvviso\nstridio di un cavallo che si era improvvisamente fermato. Poi fu come se un dito\ninvisibile ma intensamente riscaldato fosse stato tracciato un dito attraverso l'erica\ntra me e i marziani, e lungo tutta la linea curva oltre le fosse di sabbia\npozzi di sabbia il terreno scuro fumava e crepitava. Qualcosa cadde con uno\ncon uno schianto lontano, a sinistra, dove la strada che parte dalla stazione di Woking si apre\nsulla strada comune. In seguito il sibilo e il ronzio cessarono e l'oggetto nero, simile a una cupola, affond\u00f2.\nnero, simile a una cupola, sprofond\u00f2 lentamente nella fossa.\n\nTutto questo era accaduto con una tale rapidit\u00e0 che ero rimasto immobile,\nmuto e abbagliato dai lampi di luce. Se la morte avesse fatto un giro completo\nun cerchio completo, mi avrebbe inevitabilmente ucciso nella mia sorpresa.\nMa pass\u00f2 e mi risparmi\u00f2, lasciando la notte intorno a me improvvisamente buia e sconosciuta.\ne sconosciuta.\n\nL'ondulata pianura sembrava ormai scura quasi fino all'oscurit\u00e0, tranne dove\nle sue strade grigie e pallide sotto il cielo blu intenso della prima notte.\nnotte. Era buio e improvvisamente vuoto di uomini. In alto le stelle si stavano\ne a ovest il cielo era ancora di un azzurro pallido e luminoso, quasi verdastro.\nazzurro verdastro. Le cime dei pini e i tetti di Horsell si stagliavano nitidi e neri contro il chiarore occidentale.\nHorsell si stagliavano nitide e nere contro il bagliore occidentale. I marziani e le loro\nmarziani e le loro apparecchiature erano del tutto invisibili, se non per quel sottile albero\nsu cui traballava il loro specchio inquieto. Macchie di cespugli e alberi isolati\nalberi isolati qua e l\u00e0 fumavano e brillavano ancora, e le case verso la stazione di\nverso la stazione di Woking stavano inviando guglie di fiamme nella quiete dell'aria serale.\nl'aria della sera.\n\nNulla era cambiato, se non questo e un terribile stupore. Il\ngruppo di macchioline nere con la bandiera bianca era stato spazzato via\ne la quiete della sera, cos\u00ec mi sembr\u00f2, era stata appena interrotta.\na malapena interrotta.\n\nMi venne in mente che mi trovavo su questo comune oscuro, indifeso, senza protezione,\ne solo. Improvvisamente, come una cosa che mi cade addosso dall'esterno,\narriv\u00f2 la paura.\n\nCon uno sforzo mi voltai e cominciai a correre incespicando nell'erica.\n\nLa paura che provai non era una paura razionale, ma un terrore panico non solo dei marziani, ma anche del crepuscolo e della quiete intorno a me.\nmarziani, ma anche del crepuscolo e dell'immobilit\u00e0 intorno a me. Ebbe un effetto cos\u00ec\nstraordinario effetto nel disorientarmi che corsi piangendo in silenzio\ncome potrebbe fare un bambino. Una volta girato, non osai voltarmi indietro.\n\nRicordo di aver provato la straordinaria convinzione di essere stato preso in giro\nche di l\u00ec a poco, quando ero sull'orlo della salvezza, questa misteriosa morte, rapida come il passaggio della luce, mi sarebbe saltata addosso.\nmorte misteriosa, rapida come il passaggio della luce, sarebbe balzata dietro di me\ndal pozzo del cilindro e mi avrebbe colpito.\n\n\n\n\nVI.\nIL RAGGIO DI CALORE NELLA STRADA DI CHOBHAM.\n\n\nRimane ancora da chiedersi come i marziani siano in grado di uccidere gli uomini cos\u00ec\nrapidamente e in modo cos\u00ec silenzioso. Molti pensano che in qualche modo siano in grado di\ndi generare un calore intenso in una camera di non conduttivit\u00e0\nnon conduttivit\u00e0. Questo calore intenso viene proiettato in un fascio parallelo\ncontro un oggetto a scelta, per mezzo di uno specchio parabolico levigato di composizione sconosciuta.\ndi composizione sconosciuta, proprio come lo specchio parabolico di un faro\nproietta un fascio di luce. Ma nessuno ha dimostrato in modo assoluto questi\ndettagli. Comunque sia, \u00e8 certo che un fascio di calore \u00e8 l'essenza della materia.\nessenza della materia. Calore e luce invisibile, anzich\u00e9 visibile.\nTutto ci\u00f2 che \u00e8 combustibile si infiamma al suo tocco, il piombo scorre come l'acqua, ammorbidisce il ferro, incrina il ferro e lo spacca.\nacqua, ammorbidisce il ferro, incrina e fonde il vetro, e quando cade sull'acqua, incontinentemente questa esplode.\nacqua, incontinentemente esplode in vapore.\n\nQuella notte quasi quaranta persone giacevano alla luce delle stelle intorno alla fossa,\ncarbonizzate e deformate in modo irriconoscibile, e per tutta la notte la strada comune da\nda Horsell a Maybury era deserta e in fiamme.\n\nLa notizia del massacro raggiunse probabilmente Chobham, Woking e Ottershaw nello stesso momento.\nOttershaw pi\u00f9 o meno nello stesso momento. A Woking i negozi erano chiusi quando \u00e8 avvenuta la tragedia.\ntragedia, e un certo numero di persone, negozianti e cos\u00ec via,\nattratti dalle storie che avevano sentito, stavano camminando sul ponte di Horsell e lungo la strada tra le siepi.\nHorsell Bridge e lungo la strada tra le siepi che finisce sulla\ncomune. Si pu\u00f2 immaginare che i giovani si siano ripuliti dopo le\nfatiche della giornata, e che facessero di questa novit\u00e0, come di qualsiasi\nnovit\u00e0, la scusa per passeggiare insieme e godersi un banale\nflirtare. Si pu\u00f2 immaginare il ronzio delle voci lungo la strada\nnella penombra. . . .\n\nNaturalmente, a Woking pochi sapevano che il cilindro era stato aperto, anche se il povero Henderson aveva inviato un messaggero in bicicletta a\nanche se il povero Henderson aveva mandato un messaggero in bicicletta all'ufficio postale con un\nall'ufficio postale con un telegramma speciale per un giornale della sera.\n\nQuando queste persone uscirono a due o a tre all'aperto, trovarono piccoli nodi di persone che parlavano eccitate e che scrutavano\ndi persone che parlavano animatamente e scrutavano lo specchio che girava\nspecchio rotante sopra i pozzi di sabbia, e i nuovi arrivati furono, senza dubbio, ben presto\ncontagiati dall'eccitazione dell'occasione.\n\nAlle otto e mezza, quando la Deputazione fu distrutta, forse c'erano trecento o pi\u00f9 persone in questo luogo.\ntrecento persone o pi\u00f9 in questo luogo, oltre a coloro che avevano lasciato la strada per\noltre a coloro che avevano lasciato la strada per avvicinarsi ai marziani. C'erano\nc'erano anche tre poliziotti, di cui uno a cavallo, che facevano del loro meglio, sotto\nistruzioni di Stent, per tenere indietro la gente e dissuaderla dall'avvicinarsi al cilindro.\navvicinarsi al cilindro. Ci furono alcuni fischi da parte delle anime pi\u00f9\nsconsiderati ed eccitabili per i quali una folla \u00e8 sempre un'occasione di\nper cui una folla \u00e8 sempre un'occasione di rumore e di gioco.\n\nStent e Ogilvy, prevedendo la possibilit\u00e0 di una collisione, avevano telegrafato da Horsell alla caserma\nHorsell aveva telegrafato alla caserma, non appena i marziani erano emersi, per chiedere l'aiuto di una compagnia di soldati per proteggere questi strani\nmarziani, per chiedere l'aiuto di una compagnia di soldati per proteggere queste strane\ncreature dalla violenza. Dopo di che tornarono a guidare quella\nsfortunata avanzata. La descrizione della loro morte, cos\u00ec come \u00e8 stata vista dalla\nfolla, corrisponde molto bene alle mie impressioni: i tre sbuffi di fumo verde, la profonda\nsbuffi di fumo verde, il profondo ronzio e i lampi di fiamma.\n\nMa quella folla di persone ha avuto una via di fuga molto pi\u00f9 stretta della mia. Solo il\nfatto che un cumulo di sabbia erbosa intercettasse la parte inferiore del\nraggio di calore li ha salvati. Se l'elevazione dello specchio parabolico fosse stata di pochi metri pi\u00f9\nse l'elevazione dello specchio parabolico fosse stata di qualche metro pi\u00f9 alta, nessuno sarebbe sopravvissuto per raccontarlo. Hanno visto i\nlampi e gli uomini che cadevano e una mano invisibile, per cos\u00ec dire, illuminava i cespugli mentre si precipitava verso di loro.\ncespugli mentre si affrettava verso di loro attraverso il crepuscolo. Poi, con un\nsibilante che si elevava al di sopra del ronzio della fossa, il raggio oscill\u00f2\nsopra le loro teste, illuminando le cime dei faggi che costeggiano la strada e spaccando i mattoni.\nstrada, spaccando i mattoni, distruggendo le finestre, incendiando gli infissi e facendo crollare i mattoni.\nfinestre, incendiando gli infissi e facendo crollare una porzione di timpano della casa pi\u00f9 vicina all'angolo.\ndella casa pi\u00f9 vicina all'angolo.\n\nNell'improvviso tonfo, sibilo e bagliore degli alberi in fiamme, la folla in preda al panico sembra aver esitato per qualche istante.\npanico, la folla sembra aver esitato per qualche istante.\nmomenti. Scintille e ramoscelli incandescenti cominciarono a cadere sulla strada, e singole foglie come sbuffi di fiamma.\nsingole foglie come sbuffi di fiamma. Cappelli e vestiti presero fuoco. Poi\nun grido proveniente dalla comunit\u00e0. Ci furono urla e grida, e all'improvviso un poliziotto a cavallo\nall'improvviso un poliziotto a cavallo arriv\u00f2 al galoppo in mezzo alla confusione con\nle mani giunte sulla testa, urlando.\n\n Stanno arrivando! grid\u00f2 una donna, e incontinentemente tutti si voltarono e spinsero quelli che stavano dietro per liberare la strada.\nsi giravano e spingevano quelli che stavano dietro, per liberarsi la strada verso\nWoking. Dovevano essere scappati alla cieca come un gregge di pecore.\nNel punto in cui la strada si fa stretta e nera tra le alte rive, la folla si blocc\u00f2 e si scaten\u00f2 una lotta disperata.\nsi blocc\u00f2 e si scaten\u00f2 una lotta disperata. Tutta quella folla non \u00e8\nnon riusc\u00ec a fuggire; almeno tre persone, due donne e un bambino, furono\nschiacciate e calpestate e lasciate morire nel terrore e nell'oscurit\u00e0.\nbuio.\n\n\n\n\nVII.\nCOME SONO ARRIVATO A CASA.\n\n\nDa parte mia, non ricordo nulla del mio volo, se non lo stress di sbattere contro gli alberi e di inciampare nell'erica.\ndi sbattere contro gli alberi e di inciampare nell'erica. Intorno a\nintorno a me si addensavano i terrori invisibili dei marziani; quella spada impietosa di calore\nspietata spada di calore sembrava vorticare, sventolando in alto prima di\ndi scendere e di togliermi la vita. Arrivai sulla strada tra il bivio e\nincrocio e Horsell, e corsi lungo questa fino all'incrocio.\n\nAlla fine non riuscii ad andare oltre; ero esausto per la violenza dell'emozione e della fuga, e barcollai e caddi sul ciglio della strada.\nemozione e della fuga, e barcollai e caddi sul ciglio della strada. Questo\nera vicino al ponte che attraversa il canale presso l'officina del gas. Caddi e\ne rimasi immobile.\n\nDevo essere rimasto l\u00ec per un po' di tempo.\n\nMi alzai a sedere, stranamente perplesso. Per un momento, forse, non riuscivo a\nchiaramente come fossi arrivato l\u00ec. Il terrore mi era caduto di dosso come\nun indumento. Il cappello era sparito e il colletto si era staccato dal suo\nchiusura. Pochi minuti prima, c'erano state solo tre cose reali\nl'immensit\u00e0 della notte, dello spazio e della natura, la mia debolezza e la mia angoscia, e l'immensit\u00e0 della notte, dello spazio e della natura.\ndebolezza e l'angoscia, e l'avvicinarsi della morte. Ora era come\ncome se qualcosa si fosse ribaltato e il punto di vista fosse cambiato bruscamente. Non c'era\nnon c'era una transizione sensibile da uno stato d'animo all'altro. Ero\nimmediatamente il me stesso di ogni giorno, di nuovo un cittadino rispettabile e ordinario. Il\ncomune silenzioso, l'impulso della mia fuga, le fiamme che si sprigionavano, erano come\ncome in un sogno. Mi chiesi se queste ultime cose fossero\nerano davvero accadute? Non potevo crederci.\n\nMi alzai e camminai instabilmente lungo la ripida salita del ponte. La mia\nmente era vuota di meraviglia. I miei muscoli e i miei nervi sembravano svuotati della loro\nforza. Oserei dire che barcollavo da ubriaco. Una testa si alz\u00f2 oltre l'arco\ne apparve la figura di un operaio che portava un cesto. Accanto a lui correva\nun ragazzino. Mi pass\u00f2 accanto, augurandomi la buona notte. Avevo intenzione di\ndi parlargli, ma non lo feci. Risposi al suo saluto con un borbottio\nborbottio e proseguii sul ponte.\n\nSopra l'arco di Maybury un treno, un tumulto di fumo bianco, illuminato dal fuoco, e un lungo bruco di finestre illuminate, pass\u00f2 sopra l'arco di Maybury.\nfumo bianco e illuminato dal fuoco, e un lungo bruco di finestrini illuminati, volava verso\na sud, sferragliando, battendo le mani, e se n'era andato. Un gruppo di persone\ndi persone che parlavano al cancello di una delle case della graziosa fila di frontoni\ndi frontoni che si chiamava Oriental Terrace. Era tutto cos\u00ec reale e cos\u00ec\nfamiliare. E quello dietro di me! Era frenetico, fantastico! Queste cose, mi\nmi dissi che non potevano essere.\n\nForse sono un uomo di umore eccezionale. Non so fino a che punto la mia\nesperienza sia comune. A volte soffro di uno stranissimo senso di\ndi distacco da me stesso e dal mondo che mi circonda; mi sembra di osservare tutto\ndall'esterno, da un luogo inconcepibilmente lontano, fuori dal tempo, fuori dallo spazio, fuori dallo stress e dalla\ndallo spazio, dallo stress e dalla tragedia di tutto questo. Questa sensazione era\nmolto forte in me quella notte. C'era un altro aspetto del mio sogno.\n\nMa il problema era la vuota incongruenza tra questa serenit\u00e0 e la rapida morte che volava laggi\u00f9, a poche miglia di distanza.\nmorte veloce che volava laggi\u00f9, a non pi\u00f9 di due miglia di distanza. C'era un rumore di\ndi lavoro dall'impianto del gas e le lampade elettriche erano tutte accese. I\nmi fermai sul gruppo di persone.\n\n Che notizie dal comune?\n\nAl cancello c'erano due uomini e una donna.\n\n Eh? disse uno degli uomini, voltandosi.\n\n Quali notizie dal comune?  Ho detto.\n\n Non siete appena stati l\u00ec? chiesero gli uomini.\n\n La gente sembra piuttosto sciocca riguardo al comune, disse la donna oltre il\ncancello.  Che cos'\u00e8 tutto questo?\n\n Hai sentito parlare degli uomini di Marte? Ho detto io; delle creature di\nMarte?\n\n Abbastanza, disse la donna al di l\u00e0 del cancello.  Poi, tutti e tre si misero a ridere.\nrisero tutti e tre.\n\nMi sentivo sciocca e arrabbiata. Ho provato e mi sono accorto che non riuscivo a dire loro ci\u00f2 che\navevo visto. Ridevano di nuovo delle mie frasi spezzate.\n\n Ne sentirete ancora parlare, dissi, e mi avviai verso casa.\n\nHo spaventato mia moglie all'ingresso, tanto ero affaticato. Sono andato in sala da pranzo, mi sono seduto, ho bevuto un po' di vino e appena ho potuto mi sono ripreso.\nsala da pranzo, mi sedetti, bevvi un po' di vino e, non appena riuscii a riprendermi abbastanza, le raccontai le cose che avevo visto.\nappena fui in grado di riprendermi a sufficienza, le raccontai le cose che avevo visto. La cena, che era\nfredda, era gi\u00e0 stata servita e rimase trascurata sul tavolo mentre raccontavo la mia storia.\ntavola mentre raccontavo la mia storia.\n\n C'\u00e8 una cosa, dissi, che dissipa i timori che avevo suscitato: sono le cose pi\u00f9 lente che abbia mai visto strisciare.\nsono le cose pi\u00f9 lente che abbia mai visto strisciare. Possono tenere la fossa\ne uccidere le persone che si avvicinano, ma non possono uscirne. . .\n. Ma che orrore!\n\n Non farlo, cara! disse mia moglie, aggrottando le sopracciglia e mettendo la mano sulla mia.\nmia.\n\n Povero Ogilvy!  Ho detto.  E pensare che potrebbe giacere morto l\u00ec!\n\nAlmeno mia moglie non ha trovato incredibile la mia esperienza. Quando vidi che il suo\nbianco mortale del suo viso, smisi bruscamente.\n\n Potrebbero venire qui\", ha ripetuto pi\u00f9 volte.\n\nLa spinsi a prendere il vino e cercai di rassicurarla.\n\n Si muovono a malapena, ho detto.\n\nCominciai a confortare lei e me stesso ripetendo tutto quello che Ogilvy mi aveva detto sull'impossibilit\u00e0\ndell'impossibilit\u00e0 che i marziani si stabilissero sulla terra.\nterra. In particolare, insistetti sulla difficolt\u00e0 gravitazionale. Sulla\nsuperficie della Terra la forza di gravit\u00e0 \u00e8 tre volte superiore a quella di Marte.\nsulla superficie di Marte. Un marziano, quindi, peserebbe tre volte di pi\u00f9 che su Marte.\ntre volte di pi\u00f9 che su Marte, anche se la sua forza muscolare sarebbe la stessa. Il suo\ncorpo sarebbe quindi un piviale di piombo per lui. Questa era l'opinione generale.\nl'opinione generale. Sia il _The Times_ che il _Daily Telegraph_, per esempio, insistevano su questo punto la mattina dopo.\ninsistevano su questo punto la mattina dopo, ed entrambi trascuravano, proprio come me, due ovvie influenze modificatrici.\ncome ho fatto io, due ovvie influenze modificatrici.\n\nL'atmosfera terrestre, come sappiamo, contiene molto pi\u00f9 ossigeno o argon (a seconda dei casi) di Marte.\nargon (a seconda di come la si voglia mettere) rispetto a Marte. Le\ninfluenze rinvigorenti di questo eccesso di ossigeno sui marziani\nmarziani ha fatto indiscutibilmente molto per controbilanciare l'aumento di peso dei loro corpi.\npeso dei loro corpi. E, in secondo luogo, abbiamo tutti trascurato il fatto che l'intelligenza meccanica che i marziani possedevano\nintelligenza meccanica come quella dei marziani fosse in grado di\ndi fare a meno dello sforzo muscolare in un batter d'occhio.\n\nMa all'epoca non avevo considerato questi punti, e quindi il mio ragionamento\nera un'ipotesi sbagliata rispetto alle possibilit\u00e0 degli invasori. Con il vino e il cibo, la\nfiducia della mia tavola e la necessit\u00e0 di rassicurare mia moglie, mi\ncon il vino e il cibo, con la sicurezza della mia tavola e con la necessit\u00e0 di rassicurare mia moglie, mi sono fatto insensibilmente pi\u00f9 coraggioso e sicuro.\n\n Hanno fatto una sciocchezza\", dissi io, stringendo il mio bicchiere di vino.  Sono\nsono pericolosi perch\u00e9, senza dubbio, sono pazzi di terrore. Forse si aspettavano\nsi aspettavano di non trovare nessun essere vivente, certamente nessun essere vivente intelligente.\nesseri viventi intelligenti.\n\n Una conchiglia nella fossa, dissi, se il peggio viene al peggio, li uccider\u00e0 tutti.\nucciderli tutti.\n\nL'intensa eccitazione degli eventi aveva senza dubbio lasciato i miei poteri percettivi in uno stato di\nin uno stato di eretismo. Ricordo quella cena con\nstraordinaria vividezza anche adesso. Il dolce viso ansioso della mia cara moglie\nche mi scrutava da sotto il paralume rosa, la tovaglia bianca con i mobili d'argento e di vetro, perch\u00e9 in quegli anni\nd'argento e di vetro, perch\u00e9 a quei tempi anche gli scrittori filosofi\nfilosofici avevano molti piccoli lussi, il vino viola cremisi nel mio bicchiere,\nsono fotograficamente distinti. Alla fine di esso mi sono seduto, temperando le noci\ncon una sigaretta, rimpiangendo l'imprudenza di Ogilvy e denunciando la miope timidezza della\nmiope timidezza dei marziani.\n\nCos\u00ec qualche dodo rispettabile delle Mauritius avrebbe potuto troneggiare nel suo nido\nnido, e aver discusso dell'arrivo di quel manipolo di marinai spietati in\nin cerca di cibo per animali.  Domani li beccheremo a morte, mia cara.\n\nNon lo sapevo, ma quella fu l'ultima cena civilizzata che avrei consumato\nper molti giorni strani e terribili.\n\n\n\n\nVIII.\nVENERDI' SERA.\n\n\nLa cosa pi\u00f9 straordinaria, a mio avviso, di tutte le cose strane e meravigliose che accaddero quel venerd\u00ec\ncose strane e meravigliose che accaddero quel venerd\u00ec, fu l'incastro delle\nabitudini comuni del nostro ordine sociale con i primi inizi della\nserie di eventi che avrebbero fatto crollare quell'ordine sociale. Se\nvenerd\u00ec sera aveste preso un paio di compassi e aveste tracciato un cerchio con un raggio di cinque miglia\ncon un raggio di cinque miglia intorno alle cave di sabbia di Woking, dubito che si sarebbe trovato un solo essere umano\ndubito che ci sarebbe stato un solo essere umano al di fuori di esso, a meno che non si trattasse di qualche parente di Stent o dei tre o tre\ndi Stent o dei tre o quattro ciclisti o dei londinesi che giacevano morti sulla\nsulla strada, le cui emozioni o abitudini fossero minimamente influenzate dai nuovi arrivati.\nnuovi arrivati. Molti avevano sentito parlare del cilindro, naturalmente, e ne parlavano nel tempo libero.\ne ne parlavano nel tempo libero, ma di certo non faceva il\nsensazione che avrebbe fatto un ultimatum alla Germania.\n\nA Londra, quella sera, il telegramma del povero Henderson che descriveva il graduale\nsvitato il colpo fu giudicato una frottola e il giornale della sera, dopo aver chiesto l'autenticazione del\ngiornale della sera, dopo aver chiesto l'autenticazione da parte sua e non aver ricevuto alcuna\nrisposta che l'uomo era stato ucciso, decise di non stampare un'edizione speciale.\n\nAnche all'interno del cerchio di cinque miglia la grande maggioranza delle persone era\ninerte. Ho gi\u00e0 descritto il comportamento degli uomini e delle donne con cui ho parlato.\ncon cui ho parlato. In tutto il distretto la gente pranzava e cenava;\nGli operai facevano giardinaggio dopo le fatiche della giornata, i bambini venivano messi a letto, i giovani erano\nbambini venivano messi a letto, i giovani si aggiravano per i vicoli\namoreggiando, studenti seduti sui loro libri.\n\nForse c'era un mormorio per le strade del villaggio, un argomento nuovo e dominante nelle\nun argomento nuovo e dominante nei locali pubblici, e qua e l\u00e0 un messaggero, o addirittura un\ntestimone oculare degli avvenimenti successivi, provocava un vortice di eccitazione, un\ndi eccitazione, di grida e di corse; ma per lo pi\u00f9 la routine quotidiana di lavorare, mangiare, bere e\nroutine quotidiana di lavorare, mangiare, bere, dormire, continu\u00f2 come aveva fatto per innumerevoli anni.\nper innumerevoli anni, come se non esistesse il pianeta Marte nel cielo. Anche\nstazione di Woking, Horsell e Chobham era cos\u00ec.\n\nNel raccordo di Woking, fino a tarda ora, i treni si fermavano e proseguivano, altri facevano manovra sui binari, i passeggeri scendevano e\naltri erano in manovra sui binari, i passeggeri scendevano e aspettavano, e tutto procedeva nel modo pi\u00f9 ordinario.\npasseggeri scendevano e aspettavano, e tutto procedeva nel modo pi\u00f9 ordinario. Un ragazzo\ndella citt\u00e0, sfruttando il monopolio di Smith, vendeva giornali con le notizie del pomeriggio.\nnotizie del pomeriggio. L'impatto sonoro dei camion, il fischio acuto delle motrici\ndei motori provenienti dall'incrocio, mescolati alle loro grida di \"Uomini di Marte\".\nda Marte!  Uomini eccitati sono arrivati in stazione verso le nove con\nnotizie incredibili, e non hanno causato pi\u00f9 disordini di quanto avrebbero potuto fare gli ubriachi.\nubriachi. La gente che sferragliava verso Londra scrutava nell'oscurit\u00e0 fuori dai finestrini delle carrozze\nfuori dai finestrini delle carrozze, e hanno visto solo una rara, tremolante, svanente scintilla\nuna rara scintilla tremolante e svanente che saliva dalla direzione di Horsell, un bagliore rosso e un sottile velo di fumo che attraversava le stelle.\nfumo che attraversava le stelle, e pens\u00f2 che non ci fosse nulla di pi\u00f9 serio\ndi un incendio di brughiera. Fu solo ai margini della\ncomune che si percepiva qualche disturbo. C'era una mezza dozzina di\nville che bruciavano al confine con Woking. C'erano luci in tutte le\ncase sul lato comune dei tre villaggi, e la gente l\u00ec\nvegliavano fino all'alba.\n\nUna folla curiosa indugiava inquieta, persone che andavano e venivano ma la folla rimaneva, sia sul ponte di Chobham che su quello di Horsell.\nfolla, sia sul ponte di Chobham che su quello di Horsell. Uno o due\navventurosi, si scopr\u00ec in seguito, si addentrarono nell'oscurit\u00e0 e si avvicinarono ai marziani.\ne si sono avvicinati ai marziani; ma non sono pi\u00f9 tornati, perch\u00e9 di tanto in tanto un\ndi tanto in tanto un raggio di luce, come il fascio di un faro di una nave da guerra, spazzava la zona.\ncomune e il raggio di calore era pronto a seguirli. Tranne che per questo, quella grande\ngrande area comune era silenziosa e desolata, e i corpi carbonizzati giacevano\nper tutta la notte sotto le stelle e per tutto il giorno successivo. Un rumore di\nmartellamento dalla fossa fu sentito da molte persone.\n\nEcco la situazione di venerd\u00ec sera. Al centro,\nconficcato nella pelle del nostro vecchio pianeta Terra come un dardo avvelenato,\nc'era questo cilindro. Ma il veleno non aveva ancora fatto effetto. Intorno\nera una macchia di comune silenziosa, a tratti fumante e con alcuni oggetti scuri e poco visibili\noggetti scuri e poco visibili che giacevano qua e l\u00e0 in atteggiamenti contorti.\nQua e l\u00e0 c'era un cespuglio o un albero in fiamme. Oltre c'era una frangia di\ndi eccitazione, e oltre quella frangia l'infiammazione non si era ancora\nnon si era ancora insinuata l'infiammazione. Nel resto del mondo, il flusso della vita scorreva ancora come\ncome era fluito per anni immemorabili. La febbre della guerra che presto avrebbe\nche presto avrebbe intasato vene e arterie, spento i nervi e distrutto il cervello, doveva ancora svilupparsi.\nsvilupparsi.\n\nPer tutta la notte i marziani martellarono e si agitarono, insonni,\ninstancabile, al lavoro sulle macchine che stavano preparando, e\ne di tanto in tanto uno sbuffo di fumo bianco-verdastro si levava verso il cielo stellato.\ncielo stellato.\n\nVerso le undici, una compagnia di soldati pass\u00f2 per Horsell e si schier\u00f2\nlungo il bordo del campo per formare un cordone. Pi\u00f9 tardi una seconda compagnia\nmarciava attraverso Chobham per schierarsi sul lato nord del comune.\nDiversi ufficiali della caserma di Inkerman si erano recati sul campo di battaglia prima\ne uno di loro, il maggiore Eden, era stato dato per disperso.\nIl colonnello del reggimento arriv\u00f2 al ponte di Chobham e fu impegnato a interrogare la folla a mezzanotte.\ninterrogare la folla a mezzanotte. Le autorit\u00e0 militari erano\ncertamente consapevoli della gravit\u00e0 dell'affare. Verso le undici, i giornali del\nmattina seguente i giornali erano in grado di dire che uno squadrone di ussari, due\nMaxim e circa quattrocento uomini del reggimento Cardigan sono partiti da Aldershot.\nda Aldershot.\n\nPochi secondi dopo la mezzanotte, la folla in Chertsey Road, a Woking,\nvide una stella cadere dal cielo nella pineta a nord-ovest. Aveva\naveva un colore verdastro e provocava una luminosit\u00e0 silenziosa come un\nd'estate. Si trattava del secondo cilindro.\n\n\n\n\nIX.\nINIZIA IL COMBATTIMENTO.\n\n\nSabato vive nella mia memoria come un giorno di suspense. \u00c8 stato anche un giorno di\nspossatezza, caldo e freddo, con, mi dicono, un barometro che oscillava rapidamente.\nbarometro. Avevo dormito poco, anche se mia moglie era riuscita a dormire, e mi alzai presto.\na dormire, e mi alzai presto. Prima di fare colazione andai nel mio giardino e\nprima di fare colazione e mi misi ad ascoltare, ma verso la piazza non si muoveva nulla, se non un'allodola.\nun'allodola.\n\nIl lattaio \u00e8 arrivato come al solito. Ho sentito lo sferragliare della sua carrozza e sono andato a chiedere\nal cancello laterale per chiedere le ultime notizie. Mi disse che durante la notte\nnotte i marziani erano stati circondati da truppe e che si aspettavano i cannoni.\nche i cannoni erano attesi. Poi, con una nota familiare e rassicurante, sentii un treno in corsa verso Woking.\nverso Woking.\n\n Non vanno uccisi, disse il lattaio, se \u00e8 possibile evitarlo.\nevitare.\n\nHo visto il mio vicino di casa che faceva giardinaggio, ho chiacchierato con lui per un po' di tempo e poi\ncolazione. \u00c8 stata una mattinata non eccezionale. Il mio\nmio vicino era dell'opinione che le truppe sarebbero state in grado di catturare o di\ndistruggere i marziani nel corso della giornata.\n\n \u00c8 un peccato che si rendano cos\u00ec inavvicinabili, ha detto.  Sarebbe\nsarebbe curioso sapere come vivono su un altro pianeta; potremmo imparare\nimparare un paio di cose.\n\nSi avvicin\u00f2 al recinto e allung\u00f2 una manciata di fragole, perch\u00e9 il suo giardinaggio era tanto generoso quanto entusiasta.\ngiardinaggio era tanto generoso quanto entusiasta. Allo stesso tempo\nmi raccont\u00f2 dell'incendio della pineta intorno al Byfleet Golf Links.\n\n Dicono, disse, che c'\u00e8 un'altra di quelle benedette cose\ncaduto l\u00ec numero due. Ma uno \u00e8 sufficiente, sicuramente. Questo lotto coster\u00e0 alle\nassicurazioni un bel po' di soldi prima che tutto sia sistemato.  Egli\nrideva con un'aria di grande buonumore mentre lo diceva. I\nboschi, disse, stavano ancora bruciando e mi indic\u00f2 una nebbia di fumo.\nfumo.  Saranno caldi sotto i piedi per giorni, a causa del terreno spesso\ndi aghi di pino e di erba, disse, e poi si preoccup\u00f2 del povero Ogilvy.\nOgilvy.\n\nDopo la colazione, invece di lavorare, decisi di fare una passeggiata verso la\ncomune. Sotto il ponte della ferrovia trovai un gruppo di soldati genieri, credo, uomini con piccoli berretti rotondi, sporche giacche rosse sbottonate e\nuomini con piccoli berretti rotondi, giacche rosse sporche e sbottonate, che mostravano le loro camicie blu, i pantaloni scuri e gli stivali che arrivavano al polpaccio.\ne mostravano le loro camicie blu, i pantaloni scuri e gli stivali che arrivavano al polpaccio.\nMi dissero che nessuno poteva attraversare il canale e, guardando lungo la strada verso il ponte, vidi uno di loro.\nstrada verso il ponte, vidi uno degli uomini di Cardigan che stava\ndi sentinella. Parlai con questi soldati per un po'; raccontai loro di aver visto i marziani sulla\ndi aver visto i marziani la sera precedente. Nessuno di loro aveva visto i\nnessuno di loro aveva visto i marziani e ne avevano un'idea molto vaga, tanto che\ndomande. Dissero che non sapevano chi avesse\nnon sapevano chi avesse autorizzato i movimenti delle truppe; la loro idea era che fosse sorta una disputa\nche fosse sorta una disputa all'Horse Guards. Il comune geniere \u00e8 molto\nmolto pi\u00f9 istruito del soldato comune, e discutevano delle\ncondizioni particolari del possibile scontro con una certa acutezza. I\nDescrissi loro il raggio di calore e cominciarono a discutere tra loro.\ntra loro.\n\n Striscia sotto il riparo e colpiscili, dissi io, disse uno.\n\n Andatevene! disse un altro.  Cosa c'\u00e8 da coprire contro questo cibo? Bastoni\nper cucinare! Quello che dobbiamo fare \u00e8 avvicinarci quanto pi\u00f9 possibile al terreno\ne poi scavare una trincea.\n\n Fate saltare le vostre trincee! Tu vuoi sempre le trincee; avresti dovuto nascere\nnato un coniglio Snippy.\n\n Allora non hanno il collo? disse un terzo, un po' bruscamente,\nuomo scuro e contemplativo, che fumava la pipa.\n\nHo ripetuto la mia descrizione.\n\n Polpi, disse, \u00e8 cos\u00ec che li chiamo. A proposito di pescatori di\nuomini e di pescatori di pesci questa volta!\n\n Non \u00e8 un omicidio uccidere bestie come quelle, disse il primo oratore.\n\n Perch\u00e9 non sgusciare via quelle maledette cose e finirle?\npiccolo uomo scuro.  Non si pu\u00f2 sapere cosa potrebbero fare.\n\n Dove sono le tue conchiglie? disse il primo oratore.  Non c'\u00e8 tempo. Fallo di corsa, questo \u00e8 il mio consiglio, e fallo subito.\n\u00e8 il mio consiglio, e fatelo subito.\n\nCos\u00ec ne discussero. Dopo un po' li ho lasciati e sono andata alla stazione\nstazione ferroviaria per prendere il maggior numero possibile di giornali del mattino.\n\nMa non voglio tediare il lettore con la descrizione di quella lunga mattina\ne del pomeriggio pi\u00f9 lungo. Non riuscii a scorgere il comune, perch\u00e9 anche i campanili di Horsell e Chobham\ncomune, perch\u00e9 anche i campanili delle chiese di Horsell e Chobham erano nelle mani delle autorit\u00e0\nHorsell e le torri della chiesa di Chobham erano nelle mani delle autorit\u00e0 militari. I soldati a cui mi rivolsi non sapevano\nnon sapevano nulla; gli ufficiali erano misteriosi e indaffarati. Trovai la gente\nin citt\u00e0 abbastanza sicure della presenza dei militari, e ho sentito per la prima volta Marshall\ne per la prima volta sentii dire da Marshall, il tabaccaio, che suo figlio era\nche suo figlio era tra i morti della citt\u00e0. I soldati avevano fatto in modo che la gente\nperiferia di Horsell a chiudere a chiave e a lasciare le loro case.\n\nSono tornata a pranzo verso le due, molto stanca perch\u00e9, come ho detto, la giornata \u00e8 stata molto calda e noiosa.\nestremamente calda e noiosa; e per rinfrescarmi ho fatto un\nbagno freddo nel pomeriggio. Verso le quattro e mezza sono salito alla\nstazione ferroviaria per prendere un giornale della sera, perch\u00e9 i giornali del mattino avevano\ngiornali del mattino contenevano solo una descrizione molto imprecisa dell'uccisione di Stent,\nHenderson, Ogilvy e gli altri. Ma c'era ben poco che non sapessi.\nI marziani non mostravano un centimetro di loro stessi. Sembravano occupati nella loro\nSembravano occupati nella loro fossa e si sentiva un rumore di martellamento e un flusso di fumo quasi continuo.\ndi fumo. A quanto pare erano impegnati a prepararsi per una lotta.\nlotta.  Sono stati fatti nuovi tentativi di segnalazione, ma senza\nsuccesso, era la formula stereotipata dei giornali. Un geniere mi ha detto che\nun geniere mi ha detto che il segnale veniva fatto da un uomo in un fosso con una bandiera su una lunga asta. I\nmarziani hanno fatto caso a questi progressi tanto quanto noi al\nmento di una mucca.\n\nDevo confessare che la vista di tutto questo armamento, di tutta questa preparazione,\nmi eccit\u00f2 molto. La mia immaginazione \u00e8 diventata bellicosa e ha sconfitto gli\ninvasori in una dozzina di modi sorprendenti; mi torn\u00f2 in mente qualcosa dei miei sogni scolastici di battaglia e di eroismo.\nbattaglia e di eroismo. In quel momento non mi sembrava un combattimento leale.\nquel momento. Sembravano molto indifesi in quella loro fossa.\n\nVerso le tre cominci\u00f2 il tonfo di un cannone a intervalli misurati\nda Chertsey o Addlestone. Venni a sapere che la pineta fumante\nin cui era caduto il secondo cilindro era stata bombardata, nella\nsperanza di distruggere quell'oggetto prima che si aprisse. Solo verso le\nsolo verso le cinque, tuttavia, un cannone da campo raggiunse Chobham per essere usato contro il primo corpo di marziani.\nprimo corpo di marziani.\n\nVerso le sei di sera, mentre ero seduto a prendere il t\u00e8 con mia moglie nel\nestiva a parlare vigorosamente della battaglia che stava per\nsent\u00ec una detonazione soffocata proveniente dalla zona comune e subito dopo una raffica di spari.\nuna raffica di fuoco. Subito dopo arriv\u00f2 un violento sferragliamento, molto vicino a noi.\nche scuoteva il terreno; e, uscendo sul prato, vidi le cime dei\nsul prato, vidi le cime degli alberi intorno all'Oriental College scoppiare\nin fiamme rosse e fumose, e la torre della chiesetta accanto a essa\nscivolare gi\u00f9 in rovina. Il pinnacolo della moschea era scomparso e la linea del tetto del college stesso sembrava\ndel tetto del college stesso sembrava che un cannone da cento tonnellate fosse stato\nun cannone da cento tonnellate. Uno dei nostri camini si spezz\u00f2 come se un colpo l'avesse colpito,\nun pezzo di esso \u00e8 caduto gi\u00f9 dalle tegole e ha fatto un mucchio di frammenti rossi e rotti sul giardino.\ndi frammenti rossi rotti sull'aiuola vicino alla finestra del mio studio.\n\nIo e mia moglie siamo rimasti a bocca aperta. Poi mi sono reso conto che la cresta della collina di Maybury\nMaybury Hill doveva essere nel raggio di azione del raggio di calore dei marziani, ora che il\ncollege era stato sgomberato.\n\nA quel punto afferrai il braccio di mia moglie e, senza tante cerimonie, la feci uscire in strada.\nstrada. Poi andai a chiamare la serva, dicendole che sarei andato io stesso di\ndi sopra a prendere la scatola che chiedeva a gran voce.\n\n Non possiamo assolutamente rimanere qui, dissi; e mentre parlavo il fuoco\nriaperto per un attimo sulla piazza.\n\n Ma dove dobbiamo andare? disse mia moglie terrorizzata.\n\nPensai perplesso. Poi mi ricordai dei suoi cugini di Leatherhead.\n\n Leatherhead!  gridai al di sopra del rumore improvviso.\n\nDistoglieva lo sguardo da me in discesa. Le persone stavano uscendo dalle loro\ncase, stupita.\n\n Come facciamo ad arrivare a Leatherhead? disse.\n\nIn fondo alla collina vidi un gruppo di ussari passare sotto il ponte della ferrovia;\ntre galoppavano attraverso i cancelli aperti del Collegio Orientale; due\naltri due smontarono e cominciarono a correre di casa in casa. Il sole,\nche brillava attraverso il fumo che saliva dalle cime degli alberi,\nsembrava rosso sangue e gettava su tutto una luce sconosciuta e luccicante.\n\n Fermati qui, dissi; qui sei al sicuro; e partii subito per lo Spotted Dog, perch\u00e9 sapevo che l'oste aveva un cavallo e un carro per cani.\nSpotted Dog, perch\u00e9 sapevo che il padrone di casa aveva un cavallo e un carro per cani. I\ncorrevo, perch\u00e9 mi rendevo conto che in un attimo tutti da questa parte della\ncollina si sarebbero mossi. Lo trovai nel suo bar, del tutto ignaro di ci\u00f2 che stava\ndietro casa sua. Un uomo mi dava le spalle e parlava con lui.\nlui.\n\n Devo avere una sterlina, disse il padrone di casa, e non ho nessuno che la guidi.\nper guidarla.\n\n Te ne dar\u00f2 due, dissi, al di l\u00e0 della spalla dello sconosciuto.\n\n Perch\u00e9?\n\n E glielo riporter\u00f2 entro mezzanotte, dissi.\n\n Signore! disse il padrone di casa; che fretta c'\u00e8? Sto vendendo il mio pezzo di\nmaiale. Due sterline e me lo riporti? Che succede adesso?\n\nHo spiegato frettolosamente che dovevo lasciare la mia casa e ho messo al sicuro il carrello del cane.\ncarrello. All'epoca non mi sembrava cos\u00ec urgente che il padrone di casa lasciasse la sua\npadrone di casa lasciasse la sua. Mi preoccupai di avere il carretto l\u00ec per l\u00ec,\ne, lasciandolo in custodia a mia moglie e al mio servitore, mi precipitai nella mia casa.\nmia moglie e del mio servo, mi precipitai in casa e impacchettai alcuni oggetti di valore, i piatti che avevamo e cos\u00ec via.\nche avevamo, e cos\u00ec via. I faggi sotto la casa stavano bruciando\nmentre facevo questo, e i pali lungo la strada brillavano di rosso. Mentre ero\noccupato in questo modo, uno degli ussari smontati si avvicin\u00f2 di corsa. Egli\nandava di casa in casa, avvertendo la gente di andarsene. Stava continuando\nmentre uscivo dalla porta di casa, portando con me i miei tesori, avvolti in una tovaglia.\ntovaglia. Gli gridai dietro:\n\n Quali novit\u00e0?\n\nSi gir\u00f2, fiss\u00f2, borbott\u00f2 qualcosa sul fatto di strisciare fuori con una cosa tipo\nun copripiatto, e corse verso il cancello della casa sulla cresta. A\nvortice improvviso di fumo nero che attraversava la strada lo nascose per un momento.\nmomento. Corsi alla porta del mio vicino e bussai per accertarmi di ci\u00f2 che gi\u00e0 sapevo, cio\u00e8 che sua moglie\nche sua moglie era andata a Londra con lui e aveva chiuso la casa.\nLondra con lui e aveva chiuso a chiave la casa. Entrai di nuovo, secondo la mia promessa, per prendere la scatola della mia\nla scatola della mia serva, l'ho trascinata fuori, l'ho appoggiata accanto a lei sulla coda del\ncane, poi presi le redini e saltai sul sedile del conducente accanto a mia moglie.\naccanto a mia moglie. In un attimo fummo lontani dal fumo e dal rumore e\nfumo e dal rumore e stavamo sculettando lungo il versante opposto di Maybury Hill verso Old Woking.\nWoking.\n\nDavanti c'era un paesaggio tranquillo e soleggiato, un campo di grano su entrambi i lati della strada, e il Maybury Inn con la sua insegna oscillante.\nlato della strada, e il Maybury Inn con la sua insegna oscillante. Vidi il carro del\nmedico davanti a me. In fondo alla collina ho girato la testa per guardare la collina che stavo lasciando.\nper guardare il pendio che stavo lasciando. Dense stelle di fumo nero\ndi fumo nero con filamenti di fuoco rosso si spingevano nell'aria immobile e\ne gettavano ombre scure sulle verdi cime degli alberi verso est. Il fumo\nsi estendeva gi\u00e0 molto lontano, a est e a ovest, verso le pinete di Byfleet e verso Wok.\nByfleet a est e a Woking a ovest. La strada era costellata di\npersone che correvano verso di noi. E ora, molto debolmente, ma molto distintamente\nattraverso l'aria calda e silenziosa, si sentiva il ronzio di una mitragliatrice che\nche si spegneva subito, e uno scoppiettio intermittente di fucili.\nA quanto pare i marziani stavano dando fuoco a tutto ci\u00f2 che si trovava nel raggio d'azione dei loro raggi di calore.\nraggio di calore.\n\nNon sono un guidatore esperto e ho dovuto subito rivolgere la mia attenzione al cavallo.\nal cavallo. Quando mi guardai indietro, la seconda collina aveva nascosto il fumo nero.\nfumo nero. Colpii il cavallo con la frusta e gli diedi una mano a briglie sciolte finch\u00e9 Woking e Send non si frapposero tra noi e quel tumulto tremolante.\nfinch\u00e9 Woking e Send non si frapposero tra noi e quel tumulto fremente. I\nsorpassai e superai il dottore tra Woking e Send.\n\n\n\n\nX.\nNELLA TEMPESTA.\n\n\nLeatherhead dista circa dodici miglia da Maybury Hill. Il profumo del fieno\ndi fieno nei prati lussureggianti oltre Pyrford e le siepi su entrambi i lati erano\nsu entrambi i lati erano dolci e allegre con moltitudini di rose canine. Il\nfuoco pesante che era scoppiato mentre stavamo percorrendo la Maybury Hill\nHill cessarono bruscamente come erano iniziati, lasciando la serata molto pacifica e\ne tranquilla. Arrivammo a Leatherhead senza disavventure verso le nove.\ne il cavallo si ripos\u00f2 per un'ora mentre io cenavo con i miei cugini e raccomandavo mia moglie a\ncugini e affidato mia moglie alle loro cure.\n\nMia moglie rimase stranamente in silenzio per tutto il viaggio, e sembrava oppressa da\ncon presagi di male. Le ho parlato in modo rassicurante, facendole notare che\nche i marziani erano legati alla fossa dalla pura pesantezza e che al massimo potevano\nal massimo potevano uscirne strisciando un po'; ma lei rispondeva solo a monosillabi.\nmonosillabi. Se non fosse stato per la promessa che avevo fatto all'oste, avrebbe\ncredo che mi avrebbe spinto a rimanere a Leatherhead quella notte. Vorrei\nse l'avessi fatto! Ricordo che il suo viso era molto bianco quando ci separammo.\n\nDa parte mia, ero stato febbrilmente eccitato per tutto il giorno. Qualcosa di molto\ncome la febbre di guerra che di tanto in tanto attraversa le comunit\u00e0 civilizzate.\nmi era entrata nel sangue, e in cuor mio non ero molto dispiaciuto di dover tornare a Maybury quella sera.\ndi dover tornare a Maybury quella sera. Avevo persino paura che l'ultima\nche avevo sentito potesse significare lo sterminio dei nostri invasori da Marte.\nMarte. Posso esprimere al meglio il mio stato d'animo dicendo che avrei voluto essere\nalla morte.\n\nErano quasi le undici quando iniziai a tornare. La notte era\ninaspettatamente buia; a me, che uscivo dal passaggio illuminato della casa dei miei cugini, sembrava davvero nera.\ncasa dei miei cugini, sembrava davvero nera, ed era calda e vicina come il giorno.\ngiorno. Sopra di noi le nuvole si muovevano velocemente, anche se non un soffio\nsmuoveva gli arbusti intorno a noi. L'uomo di mio cugino accese entrambe le lampade. Fortunatamente, io\nconoscevo bene la strada. Mia moglie rimase alla luce dell'ingresso,\ne mi osserv\u00f2 fino a quando non saltai sul carro del cane. Poi, bruscamente, si\nsi \u00e8 girata ed \u00e8 entrata, lasciando i miei cugini fianco a fianco ad augurarmi buon\nfortuna.\n\nAll'inizio ero un po' depresso per il contagio delle paure di mia moglie.\nma ben presto il mio pensiero torn\u00f2 ai marziani. In quel momento\nero assolutamente all'oscuro dell'andamento dei combattimenti della sera.\ncombattimento. Non conoscevo nemmeno le circostanze che avevano scatenato il conflitto.\nil conflitto. Mentre passavo per Ockham (perch\u00e9 quella era la strada per cui tornavo, e non per Send e Old Woking) vidi lungo la strada che costeggiava la citt\u00e0\ndi ritorno, e non attraverso Send e Old Woking) vidi lungo l'orizzonte occidentale un bagliore rosso sangue.\norizzonte un bagliore rosso sangue che, man mano che mi avvicinavo, saliva lentamente nel cielo.\ncielo. Le nuvole portanti del temporale in arrivo si mescolavano l\u00ec\ncon masse di fumo nero e rosso.\n\nRipley Street era deserta e, a parte qualche finestra illuminata, il villaggio non mostrava alcun segno di vita.\nvillaggio non mostrava alcun segno di vita; ma sono sfuggito per un pelo a un incidente\nall'angolo della strada per Pyrford, dove un nodo di persone si trovava con le\nspalle. Non mi hanno detto nulla mentre passavo. Non so\nnon so cosa sapessero delle cose che stavano accadendo al di l\u00e0 della collina, n\u00e9 so se le case silenziose che ho superato nel mio cammino\nse le case silenziose che ho attraversato sulla mia strada dormissero al sicuro, o fossero\ndeserte e vuote, o tormentate e vigilanti contro il terrore della notte.\nnotte.\n\nDa Ripley fino a Pyrford mi trovavo nella valle del\nWey e il bagliore rosso mi era nascosto. Quando sono salito sulla piccola\nPyrford Church, il bagliore torn\u00f2 a farsi vedere e gli alberi intorno a me tremarono per la prima avvisaglia di tempesta.\nalberi intorno a me tremarono per la prima avvisaglia della tempesta che si stava\nsu di me. Poi sentii lo scampanio della mezzanotte dalla chiesa di Pyrford dietro di me.\ne poi la sagoma di Maybury Hill, con le cime degli alberi e i tetti neri e nitidi contro il cielo.\ne i tetti neri e nitidi contro il rosso.\n\nMentre guardavo questo, un luccicante bagliore verde illuminava la strada intorno a me e mostrava i boschi lontani verso Addlestone.\ne mostrava i boschi lontani verso Addlestone. Sentii uno strattone alle redini.\nVidi che le nuvole che guidavano erano state trafitte come da un filo di fuoco verde, che improvvisamente illuminava la loro confusione e cadeva nella\ndi fuoco verde, che improvvisamente illuminava la loro confusione e cadeva nel campo alla mia\ncampo alla mia sinistra. Era la terza stella cadente!\n\nVicino alla sua apparizione, e per contrasto di un viola accecante, danz\u00f2 il primo lampo della tempesta che si stava preparando.\nil primo lampo della tempesta che si stava preparando, e il tuono scoppi\u00f2 come un\nun razzo sopra la testa. Il cavallo prese il morso tra i denti e si imbizzarr\u00ec.\n\nUna moderata pendenza corre verso i piedi della collina di Maybury, e gi\u00f9 per questa\nci siamo buttati gi\u00f9. Una volta iniziati i lampi, essi continuarono con una successione di lampi cos\u00ec rapida\nrapida successione di lampi che io abbia mai visto. I tuoni, che si susseguivano uno dietro l'altro e con\nuno dietro l'altro e con uno strano accompagnamento di crepitii,\ndi una gigantesca macchina elettrica piuttosto che i soliti riverberi detonanti.\nsoliti riverberi detonanti. La luce tremolante era accecante e\ne confusa, e una sottile grandine mi colpiva violentemente il viso mentre scendevo dalla\npendio.\n\nAll'inizio non guardavo altro che la strada davanti a me, poi improvvisamente la mia attenzione fu\nattenzione \u00e8 stata catturata da qualcosa che si muoveva rapidamente lungo il\nversante opposto di Maybury Hill. All'inizio pensai che fosse il tetto bagnato di una casa.\nuna casa, ma un lampo dopo l'altro mostr\u00f2 che era in rapido movimento.\nmovimento rotatorio. Era una visione sfuggente, un momento di sconcertante oscurit\u00e0 e poi, in un momento di\ne poi, in un lampo come la luce del giorno, le masse rosse dell'Orfanotrofio vicino alla cresta della montagna.\nOrfanotrofio vicino alla cresta della collina, le cime verdi dei pini,\ne l'oggetto problematico si presentarono chiari, nitidi e luminosi.\n\nE questa cosa che ho visto! Come posso descriverla? Un mostruoso treppiede, pi\u00f9 alto\npi\u00f9 alto di molte case, che si muoveva sopra i giovani pini e li\nun motore ambulante di metallo scintillante, che camminava ora\ndi metallo scintillante, che camminava ora sull'erica; corde d'acciaio articolate che penzolavano da esso, e il tumulto del suo passaggio\nrumore del suo passaggio che si mescolava al tumulto del tuono.\nUn lampo, ed ecco che appare vividamente, sbandando da una parte con due piedi in\nper scomparire e riapparire quasi all'istante, mentre sembrava, con il lampo successivo\nsuccessivo lampo, un centinaio di metri pi\u00f9 vicino. Riuscite a immaginare uno sgabello da mungitura\ninclinato e sbattuto violentemente sul terreno? Questa era l'impressione\nche quei lampi istantanei davano. Ma invece di uno sgabello per la mungitura immaginate un\nun grande macchinario su un cavalletto.\n\nPoi, all'improvviso, gli alberi della pineta davanti a me si sono separati, come\ncome si dividono le canne friabili quando un uomo le trapassa; si staccarono e vennero spinti a capofitto.\nschiodati e spinti a capofitto, e apparve un secondo enorme treppiede,\nche si precipitava, come sembrava, a capofitto verso di me. E io galoppavo forte per\nincontrarlo! Alla vista del secondo mostro mi saltarono i nervi.\nSenza fermarmi a guardare di nuovo, ho girato con forza la testa del cavallo verso\ndestra e in un attimo il carro dei cani si era rovesciato sul cavallo.\ncavallo; le aste si infransero rumorosamente e io fui sbalzato di lato e caddi pesantemente in una pozza poco profonda.\ne caddi pesantemente in una pozza d'acqua poco profonda.\n\nUscii quasi subito strisciando, e mi accovacciai, con i piedi ancora in\nacqua, sotto un ciuffo di foraggio. Il cavallo giaceva immobile (aveva il collo\nera rotto, povero bruto!) e dai bagliori dei lampi vidi la massa nera\ndel carro per cani rovesciato e la sagoma della ruota che ancora\nruota che girava lentamente. In un altro momento il colossale meccanismo mi pass\u00f2 davanti\ne pass\u00f2 in salita verso Pyrford.\n\nVista pi\u00f9 da vicino, la Cosa era incredibilmente strana, perch\u00e9 non era una semplice\nmacchina insensata che procedeva per la sua strada. Era una macchina, con un ritmo metallico\npasso metallico, e lunghi tentacoli flessibili e scintillanti (uno dei quali\nun giovane pino) che oscillavano e si agitavano intorno al suo strano corpo.\ncorpo. Sceglieva la sua strada mentre procedeva a passi da gigante, e il cappuccio sfacciato che lo sormontava\nche lo sormontava si muoveva avanti e indietro con l'inevitabile suggerimento di una testa che\ntesta che si guarda intorno. Dietro il corpo principale c'era un'enorme massa di metallo bianco\ndi metallo bianco, come un gigantesco cesto da pescatore, e sbuffi di fumo verde sprizzavano\ndalle giunture degli arti mentre il mostro mi passava accanto. E in un\nistante era sparito.\n\nHo visto molte cose allora, tutte vagamente per il tremolio dei lampi, in\naccecanti luci e dense ombre nere.\n\nAl suo passaggio emise un ululato assordante ed esultante, che anneg\u00f2 il tuono\ntuono Aloo! Aloo! e in un altro minuto era con il suo compagno,\na mezzo miglio di distanza, chino su qualcosa nel campo. Non ho dubbi\nche questa cosa nel campo fosse il terzo dei dieci cilindri che ci avevano sparato da Marte.\nsparato su di noi da Marte.\n\nPer alcuni minuti rimasi l\u00ec, sotto la pioggia e l'oscurit\u00e0, a guardare, alla luce intermittente, questi\nluce intermittente, questi mostruosi esseri di metallo che si muovevano in\nin lontananza sopra le cime delle siepi. Stava iniziando una sottile grandinata e, man mano che si\ne le loro figure si annebbiavano e poi tornavano a essere chiare.\ndi nuovo in trasparenza. Di tanto in tanto i lampi si interrompevano e la notte li inghiottiva.\nli inghiott\u00ec.\n\nEro bagnato dalla grandine sopra e dall'acqua delle pozzanghere sotto. Pass\u00f2 un po' di tempo\nprima che il mio stupore mi permettesse di risalire l'argine fino a una posizione pi\u00f9\nposizione pi\u00f9 asciutta, o di pensare al mio imminente pericolo.\n\nNon lontano da me c'era una piccola capanna abusiva di legno con una sola stanza,\ncircondata da un orto di patate. Alla fine mi misi in piedi a fatica,\ne, rannicchiandomi e sfruttando ogni possibilit\u00e0 di riparo, mi diedi alla fuga\nper questa. Picchiai alla porta, ma non riuscii a farmi sentire dalla gente (se c'erano persone all'interno).\n(se c'erano persone all'interno), e dopo un po' desistetti e,\nun fossato per la maggior parte del tragitto, riuscii a strisciare, inosservato.\na strisciare, inosservato da queste macchine mostruose, nella pineta verso Maybury.\npineta verso Maybury.\n\nAl riparo di questo, mi sono spinto, bagnato e tremante, verso la mia casa.\ncasa. Camminai tra gli alberi cercando di trovare il sentiero. Era\nera davvero molto buio nel bosco, perch\u00e9 i lampi stavano diventando\nlampi stavano diventando infrequenti e la grandine, che cadeva a torrenti, cadeva a colonne attraverso le fessure dei pesanti alberi.\ncolonne attraverso le fessure del fogliame.\n\nSe avessi compreso appieno il significato di tutte le cose che avevo visto, avrei dovuto subito fare il giro di Byfleet fino a Street\navrei dovuto immediatamente fare il giro di Byfleet fino a Street\nCobham, per poi tornare a ricongiungermi con mia moglie a Leatherhead. Ma quella\nnotte la stranezza delle cose che mi circondavano e la mia miseria fisica me lo impedirono,\nmi impedirono di farlo, perch\u00e9 ero ammaccato, stanco, bagnato fino alla pelle, assordato e accecato dalla tempesta.\naccecato dalla tempesta.\n\nAvevo una vaga idea di andare a casa mia, e questo era l'unico motivo che avevo.\nmotivazione che avevo. Barcollando tra gli alberi, caddi in un fossato e\ne mi ammaccai le ginocchia contro un'asse, e alla fine schizzai fuori nella\nche scendeva dal College Arms. Dico schizzare, perch\u00e9 l'acqua della tempesta\nacqua stava spazzando la sabbia gi\u00f9 per la collina in un torrente fangoso. L\u00ec, nel\nnell'oscurit\u00e0 un uomo mi sbatt\u00e9 contro e mi fece indietreggiare.\n\nLanci\u00f2 un grido di terrore, si mise di traverso e si precipit\u00f2 prima che io potessi\nraccogliere i miei pensieri a sufficienza per parlargli. La tempesta era cos\u00ec forte\nche il compito pi\u00f9 arduo fu quello di farmi strada verso la collina.\nsu per la collina. Mi avvicinai alla staccionata sulla sinistra e mi feci strada\nlungo i suoi pali.\n\nIn prossimit\u00e0 della cima inciampai su qualcosa di morbido e, grazie a un lampo, vidi tra i miei piedi un mucchio di tela nera e un paio di\nlampo, vidi tra i miei piedi un mucchio di tela nera e un paio di stivali.\nstivali. Prima che potessi distinguere chiaramente come giaceva l'uomo, il guizzo di luce era passato.\ndi luce era passato. Rimasi sopra di lui in attesa del lampo successivo. Quando\nQuando arriv\u00f2, vidi che era un uomo robusto, vestito in modo economico ma non scadente\nLa testa era piegata sotto il corpo e giaceva accartocciato vicino al recinto, come se fosse\nvicino alla staccionata, come se fosse stato sbattuto violentemente contro di essa.\n\nSuperando la naturale ripugnanza di chi non aveva mai toccato un cadavere, mi chinai e lo girai per tastare il cuore.\ncorpo morto, mi chinai e lo girai per sentire il suo cuore. Era\ncompletamente morto. A quanto pare il collo era stato spezzato. Il lampo lampeggi\u00f2\nper la terza volta e il suo volto mi balz\u00f2 addosso. Scattai in piedi. Era\nera l'oste dello Spotted Dog, di cui avevo preso il trasporto.\n\nLo scavalcai con cautela e mi spinsi su per la collina. Passai accanto alla stazione di polizia e al\nstazione di polizia e il College Arms verso casa mia. Non c'era nulla\nnon bruciava nulla sul fianco della collina, anche se dal comune arrivava ancora un\nrosso e un tumulto di fumo rossastro che batteva contro la grandine inzuppante.\ngrandine. Per quanto potevo vedere dai lampi, le case intorno a me erano per lo pi\u00f9\nintorno a me erano per lo pi\u00f9 illese. Vicino al College Arms un cumulo scuro giaceva sulla strada.\nstrada.\n\nLungo la strada verso Maybury Bridge c'erano voci e rumore di piedi, ma non avevo il coraggio di gridare o di andare da loro.\npiedi, ma non avevo il coraggio di gridare o di andare da loro. Entrai\ncon il mio chiavistello, chiusi, bloccai e sprangai la porta, barcollai fino ai piedi delle scale e mi sedetti.\nai piedi della scala e mi sedetti. La mia immaginazione era piena di\ndi quei mostri metallici che camminavano e del cadavere schiacciato contro la\nla recinzione.\n\nMi accovacciai ai piedi della scala con le spalle al muro,\nrabbrividendo violentemente.\n\n\n\n\nXI.\nALLA FINESTRA.\n\n\nHo gi\u00e0 detto che le mie tempeste di emozioni hanno il trucco di\nesaurirsi da sole. Dopo un po' di tempo mi accorsi di essere fredda e\nbagnata e con piccole pozze d'acqua intorno a me sul tappeto delle scale. Mi alzai\nquasi meccanicamente, andai in sala da pranzo e bevvi un po' di whisky.\nwhisky, e poi mi sono cambiato d'abito.\n\nDopo averlo fatto, sono salito nel mio studio, ma non so perch\u00e9 l'ho fatto.\nnon lo so. La finestra del mio studio si affaccia sugli alberi e sulla ferrovia verso\nferrovia verso Horsell Common. Nella fretta della nostra partenza questa\nfinestra era stata lasciata aperta. Il passaggio era buio e, per contrasto con l'immagine\nil quadro che la cornice della finestra racchiudeva, il lato della stanza sembrava\nimpenetrabilmente buia. Mi fermai brevemente sull'uscio.\n\nIl temporale era passato. Le torri del Collegio Orientale e i pini che lo circondavano erano spariti.\npini che lo circondavano, e molto lontano, illuminato da un vivido bagliore rosso\nrosso vivido, si vedeva la zona delle cave di sabbia. Attraverso la luce\nenormi forme nere, grottesche e strane, si muovevano affannosamente avanti e indietro.\n\nSembrava infatti che l'intero paese in quella direzione fosse in fiamme.\nun'ampia collina con minuscole lingue di fiamme, che ondeggiavano e si contorcevano\nondeggiando e contorcendosi con le raffiche della tempesta morente, e gettando un riflesso rosso\nrosso sulla coltre di nubi. Di tanto in tanto una nebbia di fumo\nfumo di qualche conflagrazione pi\u00f9 vicina attraversava la finestra e nascondeva le forme marziane.\nle forme marziane. Non riuscivo a vedere che cosa stessero facendo, n\u00e9 la loro chiara\nforma, n\u00e9 riconoscere gli oggetti neri su cui erano impegnati.\nNon riuscivo nemmeno a vedere il fuoco pi\u00f9 vicino, anche se i suoi riflessi\ndanzassero sulla parete e sul soffitto dello studio. Un odore acuto e resinoso di\ndi bruciato nell'aria.\n\nChiusi la porta senza fare rumore e strisciai verso la finestra. Mentre lo facevo\nla vista si apriva fino a raggiungere, da un lato, le case della stazione di\ncase intorno alla stazione di Woking, e dall'altra alle pinete carbonizzate e annerite di Byfleet.\nannerite pinete di Byfleet. C'era una luce sotto la collina,\nsulla ferrovia, vicino all'arco, e diverse case lungo la Maybury road e le strade vicino all'arco.\nMaybury e le strade vicino alla stazione erano rovine incandescenti. La\nluce sulla ferrovia mi ha lasciato perplesso all'inizio; c'era un cumulo nero e un bagliore vivido.\nun bagliore vivido, e a destra di questo una fila di oblunghi gialli. Poi\nPoi capii che si trattava di un treno distrutto, con la parte anteriore distrutta e in fiamme,\nle carrozze posteriori ancora sulle rotaie.\n\nTra questi tre centri principali di luce, le case, il treno e la contea in fiamme verso Chobham si estendevano macchie irregolari di buio.\nla contea in fiamme verso Chobham, si estendevano macchie irregolari di campagna\ndi campagna scura, interrotta qua e l\u00e0 da intervalli di terreno fiocamente\nfumanti. Era uno spettacolo stranissimo, quella distesa nera incendiata.\ndi fuoco. Mi ricordava, pi\u00f9 di ogni altra cosa, le Potterie di notte.\nnotte. All'inizio non riuscivo a distinguere nessuna persona, anche se scrutavo\ncon attenzione. Pi\u00f9 tardi vidi contro la luce della stazione di Woking una serie di figure nere\nuna serie di figure nere che si affrettavano l'una dopo l'altra attraverso la linea.\n\nE questo era il piccolo mondo in cui avevo vissuto saldamente per anni.\nanni, questo caos infuocato! Cosa fosse successo nelle ultime sette ore non lo sapevo\nnon lo sapevo ancora; n\u00e9 sapevo, anche se cominciavo a intuirlo,\nla relazione tra questi colossi meccanici e i lentissimi grumi che avevo visto\nche avevo visto sboccare dal cilindro. Con una strana sensazione di\ninteresse impersonale, girai la sedia della scrivania verso la finestra, mi sedetti e fissai il paese annerito.\ne fissai il paese annerito, e in particolare le tre gigantesche cose nere che andavano\ncose nere gigantesche che andavano avanti e indietro nel bagliore intorno alle\npozzi di sabbia.\n\nSembravano incredibilmente impegnati. Cominciai a chiedermi cosa potessero essere.\nErano forse meccanismi intelligenti? Una cosa del genere mi sembrava impossibile.\nOppure in ognuno di essi si trovava un marziano che governava, dirigeva, usava, proprio come il cervello di un uomo si trova e governa nel suo corpo?\ncome il cervello di un uomo siede e governa nel suo corpo? Cominciai a paragonare gli oggetti\na macchine umane, a chiedermi per la prima volta in vita mia come una\ncome una nave di ferro o una macchina a vapore sarebbero sembrate a un animale inferiore intelligente.\n\nLa tempesta aveva lasciato il cielo sereno, e sopra il fumo della terra in fiamme\nterra in fiamme, il piccolo evanescente puntino di Marte si stava abbassando a ovest,\nquando un soldato entr\u00f2 nel mio giardino. Sentii un leggero raschiare alla\ne, svegliandomi dalla letargia che mi aveva assalito, guardai gi\u00f9 e lo vidi, in modo confuso.\nguardai in basso e lo vidi, in modo confuso, arrampicarsi sulle palizzate. Alla\ndi un altro essere umano il mio torpore pass\u00f2 e mi affacciai alla finestra con\nfinestra con impazienza.\n\n Hist! dissi in un sussurro.\n\nSi ferm\u00f2 a cavallo della staccionata in preda ai dubbi. Poi si avvicin\u00f2 e attravers\u00f2\nil prato fino all'angolo della casa. Si chin\u00f2 e fece un passo leggero.\n\n Chi c'\u00e8? disse, sempre sottovoce, stando sotto la finestra e scrutando in alto.\nscrutando verso l'alto.\n\n Dove stai andando?  Ho chiesto.\n\n Dio lo sa.\n\n Stai cercando di nasconderti?\n\n Questo \u00e8 tutto.\n\n Vieni in casa, ho detto.\n\nSono scesa, ho aperto la porta, l'ho fatto entrare e ho chiuso di nuovo la porta a chiave.\ndi nuovo. Non riuscivo a vedere il suo volto. Era senza cappello e il cappotto era\nsbottonato.\n\n Mio Dio! disse, mentre lo attiravo verso di me.\n\n Che cosa \u00e8 successo?  Ho chiesto.\n\n Nell'oscurit\u00e0 ho visto che ha fatto un gesto di disperazione.\ndisperazione.  Ci hanno spazzato via, semplicemente ci hanno spazzato via\", ripeteva ancora e ancora.\nancora.\n\nMi segu\u00ec, quasi meccanicamente, nella sala da pranzo.\n\n Prendi un po' di whisky\", dissi, versandone una dose abbondante.\n\nLo bevve. Poi, all'improvviso, si sedette davanti al tavolo, appoggi\u00f2 la testa sulle braccia e cominci\u00f2 a singhiozzare e a piangere come un ragazzino, in perfetto stato.\nsulle braccia e cominci\u00f2 a singhiozzare e a piangere come un ragazzino, in preda a una perfetta\npassione emotiva, mentre io, con una curiosa dimenticanza della mia recente\nrecente disperazione, stavo accanto a lui, meravigliato.\n\nCi volle molto tempo prima che riuscisse a mantenere i nervi saldi per rispondere alle mie domande.\ndomande, e poi rispose in maniera perplessa e frammentaria. Era un\ndell'artiglieria ed era entrato in azione solo verso le sette. In quel momento\nin quel momento si sparava attraverso la piazza, e si diceva che il primo gruppo di marziani\nmarziani stavano strisciando lentamente verso il secondo cilindro, sotto la copertura di uno scudo metallico.\ncilindro sotto la copertura di uno scudo metallico.\n\nIn seguito questo scudo si alz\u00f2 su gambe a treppiede e divenne la prima delle\nmacchine da combattimento che avevo visto. Il cannone che guidava era stato sguainato vicino a Horsell, per comandare le fosse di sabbia.\nvicino a Horsell, per comandare le fosse di sabbia, e fu il suo arrivo a far precipitare l'azione.\nche aveva fatto precipitare l'azione. Mentre gli artiglieri si dirigevano verso le\ncavallo ha calpestato una tana di coniglio ed \u00e8 sceso, scaraventandolo in un avvallamento del terreno.\nun avvallamento del terreno. Nello stesso momento il cannone esplose dietro di lui, le munizioni saltarono in aria.\nalle sue spalle, le munizioni sono saltate in aria, il fuoco lo ha circondato e si \u00e8 ritrovato sotto un cumulo di ceneri.\ne si ritrov\u00f2 sotto un cumulo di uomini e cavalli morti carbonizzati.\n\n Rimasi immobile, disse, spaventato a morte, con il quarto anteriore di un cavallo sopra di me.\ndi un cavallo sopra di me. Eravamo stati spazzati via. E l'odore, buon Dio!\nCome di carne bruciata! La caduta del cavallo mi aveva ferito alla schiena,\ne dovetti rimanere sdraiato finch\u00e9 non mi sentii meglio. Proprio come in una parata\nera stata un minuto prima, poi inciampo, bang, swish!\n\n Spazzato via! ha detto.\n\nSi era nascosto a lungo sotto il cavallo morto, scrutando furtivamente\nattraverso la strada. Gli uomini di Cardigan avevano tentato un assalto, in ordine di schermaglia, alla fossa, semplicemente per essere spazzati via.\nordine di battaglia, alla fossa, semplicemente per essere spazzati via dall'esistenza. Poi il\nmostro si era alzato in piedi e aveva iniziato a passeggiare tranquillamente\ntra i pochi fuggiaschi, con il suo cappuccio a forma di testa che girava\ntesta che girava esattamente come la testa di un essere umano incappucciato. Una specie di\nbraccio portava una complicata valigetta metallica, intorno alla quale scintillavano lampi verdi\nscintillavano, e dall'imbuto di questo fumava il Raggio di Calore.\n\nIn pochi minuti, per quanto il soldato potesse vedere, non c'era pi\u00f9 un\nnon c'era pi\u00f9 un essere vivente sulla pianura, e ogni cespuglio o albero che non fosse gi\u00e0 uno scheletro annerito\nche non fosse gi\u00e0 uno scheletro annerito stava bruciando. Gli ussari erano stati\nsulla strada oltre la curvatura del terreno e lui non vide nulla di loro.\ndi loro. Sent\u00ec i Massimi sferragliare per un po' e poi diventare immobili. Il\ngigante salv\u00f2 la stazione di Woking e il suo gruppo di case fino all'ultimo;\nPoi, in un attimo, il Raggio di Calore fu portato a segno e la citt\u00e0 divent\u00f2\nun cumulo di rovine infuocate. Poi la Cosa spense il Raggio di calore e\ne, voltando le spalle all'artigliere, cominci\u00f2 ad allontanarsi a passo d'uomo verso le\nverso la pineta fumante che proteggeva il secondo cilindro. Mentre\nmentre lo faceva, un secondo Titano scintillante si ergeva dalla fossa.\n\nIl secondo mostro segu\u00ec il primo, e a quel punto l'artigliere\ninizi\u00f2 a strisciare con molta cautela sulla cenere calda dell'erica in direzione di\nHorsell. Riusc\u00ec a infilarsi vivo nel fossato a lato della\nstrada, riuscendo cos\u00ec a fuggire a Woking. L\u00ec la sua storia divenne eiaculatoria. Il luogo\nluogo era impraticabile. Sembra che ci fossero alcune persone vive l\u00ec,\nper la maggior parte impazzite e molte bruciate e scottate. Egli fu messo da parte\ndal fuoco e si nascose tra alcuni cumuli di muri rotti quasi roventi, mentre uno dei giganti marziani tornava a\nmuro, mentre tornava uno dei giganti marziani. Vide questo gigante inseguire un\nuomo, afferrarlo con uno dei suoi tentacoli d'acciaio e sbattergli la testa contro il tronco di un pino.\ncontro il tronco di un pino. Finalmente, dopo il tramonto, l'artigliere\nartigliere si precipit\u00f2 verso di lui e super\u00f2 il terrapieno della ferrovia.\n\nDa allora si era nascosto in direzione di Maybury, nella speranza di\ndi uscire dal pericolo verso Londra. La gente si nascondeva nelle trincee e nelle\ncantine e molti dei sopravvissuti si erano diretti verso il villaggio di Woking e Send.\ne Send. Era stato divorato dalla sete finch\u00e9 non trov\u00f2 una delle condutture dell'acqua vicino all'arco ferroviario\ndell'acqua vicino all'arco ferroviario e l'acqua sgorgava come una sorgente sulla strada.\ncome una sorgente sulla strada.\n\nQuesta fu la storia che mi raccont\u00f2, un po' alla volta. Diventava sempre pi\u00f9 calmo, raccontando\ne cercava di farmi capire le cose che aveva visto. Non aveva mangiato nulla da\ncibo da mezzogiorno, mi disse all'inizio della sua narrazione, e io trovai del montone e del pane nella dispensa e lo portai in casa.\ndi montone e pane nella dispensa e lo portai nella stanza. Non accendemmo nessuna\nnon accendemmo nessuna lampada per paura di attirare i marziani, e di tanto in tanto le nostre mani\ntoccavano il pane o la carne. Mentre parlava, le cose intorno a noi uscivano\noscuramente dall'oscurit\u00e0, e i cespugli calpestati e i roseti spezzati\nfuori dalla finestra si distinguevano. Sembrava che un certo numero di\nuomini o animali si fossero precipitati sul prato. Cominciai a vedere il suo volto,\nannerito e abbattuto, come senza dubbio lo era anche il mio.\n\nQuando finimmo di mangiare salimmo dolcemente nel mio studio e io guardai di nuovo fuori dalla finestra aperta.\nguardai di nuovo fuori dalla finestra aperta. In una notte la valle era diventata\nuna valle di cenere. Gli incendi si erano ridotti. Dove c'erano state le fiamme\nc'erano state le fiamme, ora c'erano festoni di fumo; ma le innumerevoli rovine di case sventrate e distrutte\ne sventrate e di alberi distrutti e anneriti che la notte aveva nascosto\nnascoste dalla notte si stagliavano ora, spoglie e terribili, nella luce impietosa dell'alba.\nEppure, qua e l\u00e0, qualche oggetto aveva avuto la fortuna di sfuggire a un bianco\nun segnale ferroviario qui, l'estremit\u00e0 di una serra l\u00ec, bianca e fresca\ntra i rottami. Mai nella storia della guerra la distruzione era stata\ndistruzione era stata cos\u00ec indiscriminata e universale. E, con la luce crescente dell'est, tre\nluce crescente dell'est, tre dei giganti metallici stavano intorno alla fossa.\ntre giganti metallici stavano in piedi intorno alla fossa, con i loro cappucci che ruotavano come se stessero osservando la\ndesolazione che avevano fatto.\n\nMi sembr\u00f2 che la fossa si fosse allargata, e sempre pi\u00f9 spesso\nsbuffi di vapore verde vivido salivano e uscivano da essa verso l'alba\nl'alba luminosa si alzavano, turbinavano, si rompevano e sparivano.\n\nAl di l\u00e0 c'erano le colonne di fuoco di Chobham. Diventavano colonne di fumo\nfumo sanguigno al primo tocco del giorno.\n\n\n\n\nXII.\nCOSA HO VISTO DELLA DISTRUZIONE DI WEYBRIDGE E SHEPPERTON.\n\n\nQuando l'alba si fece pi\u00f9 luminosa ci ritirammo dalla finestra da cui avevamo osservato i marziani e scendemmo molto silenziosamente al piano di sotto.\nosservato i marziani e scendemmo molto silenziosamente al piano di sotto.\n\nL'artigliere era d'accordo con me che la casa non era un posto dove stare.\nSi proponeva di dirigersi verso Londra e di ricongiungersi alla sua batteria n. 12 dell'artiglieria a cavallo.\nbatteria n. 12 dell'artiglieria a cavallo. Il mio piano era di tornare subito a\na Leatherhead; e la forza dei marziani mi aveva impressionato cos\u00ec tanto che avevo deciso di\nche avevo deciso di portare mia moglie a Newhaven e di andarmene subito dal paese.\ncon lei di lasciare immediatamente il paese. Perch\u00e9 gi\u00e0 percepivo chiaramente\nche il paese intorno a Londra doveva inevitabilmente essere la scena di una\nuna lotta disastrosa prima che creature come queste potessero essere distrutte.\n\nTra noi e Leatherhead, tuttavia, si trovava il terzo cilindro, con i suoi\ngiganti a guardia. Se fossi stato da solo, penso che avrei colto l'occasione per\npossibilit\u00e0 e attraversare il paese. Ma l'artigliere mi dissuase:\n Non \u00e8 una gentilezza verso il tipo giusto di moglie, disse, renderla vedova.\ne alla fine ho accettato di andare con lui, al riparo dei boschi, verso nord fino a Street.\nboschi, verso nord fino a Street Cobham prima di separarmi da lui.\nDi l\u00ec avrei fatto una grande deviazione da Epsom per raggiungere Leatherhead.\n\nAvrei dovuto partire subito, ma il mio compagno era stato in servizio attivo e sapeva bene come fare.\nservizio attivo e sapeva bene come comportarsi. Mi fece rovistare in casa per trovare\nuna fiaschetta, che riemp\u00ec di whisky; e riempimmo ogni tasca disponibile con pacchetti di biscotti e fette di carne.\ntasca con pacchetti di biscotti e fette di carne. Poi uscimmo di nascosto\ndalla casa e corremmo il pi\u00f9 velocemente possibile lungo la strada mal fatta per\nche avevo percorso durante la notte. Le case sembravano deserte. Sulla strada giaceva\nun gruppo di tre corpi carbonizzati vicini l'uno all'altro, colpiti a morte dal\nraggi di calore; e qua e l\u00e0 c'erano cose che la gente aveva fatto cadere.\norologio, una pantofola, un cucchiaio d'argento e altri oggetti di scarso valore. All'angolo\nall'angolo che svolta verso l'ufficio postale un carretto, pieno di scatole e mobili, e senza cavalli.\nscatole e mobili, e senza cavalli, si \u00e8 ribaltato su una ruota rotta. A\ncassa era stata frettolosamente aperta e gettata sotto i detriti.\n\nTranne la casetta dell'Orfanotrofio, che era ancora in fiamme, nessuna delle case aveva sofferto molto.\nnessuna delle case aveva sofferto molto. Il raggio di calore aveva rasato le\ncime dei camini e sono passate. Eppure, a parte noi stessi, non sembrava esserci\nun'anima viva a Maybury Hill. La maggior parte degli abitanti era\nla maggior parte degli abitanti era scappata, suppongo, dalla strada di Old Woking, la strada che avevo preso io quando\nquando andavo a Leatherhead, oppure si erano nascosti.\n\nScendemmo lungo il viottolo, accanto al corpo dell'uomo in nero, ormai zuppo per la grandine della notte, e ci inoltrammo nel bosco ai piedi della collina.\ndalla grandine della notte, e ci inoltrammo nel bosco ai piedi della collina.\nCi spingemmo attraverso di essi verso la ferrovia senza incontrare anima viva. I\nboschi al di l\u00e0 della linea non erano altro che le rovine sfregiate e annerite di\ndi boschi; per la maggior parte gli alberi erano caduti, ma una certa percentuale di alberi\ndi alberi erano caduti, ma una certa percentuale si ergeva ancora, con fusti grigi e lugubri, con un fogliame marrone scuro invece che verde.\nverde.\n\nDalla nostra parte il fuoco non aveva fatto altro che bruciare gli alberi pi\u00f9 vicini; non aveva\nnon era riuscito a stabilizzarsi. In un luogo i boscaioli erano stati al lavoro\nsabato; gli alberi, abbattuti e appena tagliati, giacevano in una radura,\ncon cumuli di segatura vicino alla segatrice e al suo motore. L\u00ec vicino c'era\nuna capanna temporanea, abbandonata. Non c'era un alito di vento questa mattina,\ne tutto era stranamente immobile. Anche gli uccelli erano silenziosi e, mentre\nmentre ci affrettavamo a camminare, io e l'artigliere parlavamo sottovoce e ci guardavamo\ndi tanto in tanto alle spalle. Una volta o due ci fermammo ad ascoltare.\n\nDopo un po' di tempo ci avvicinammo alla strada e, mentre lo facevamo, sentimmo lo sferragliare degli zoccoli e vedemmo attraverso i fusti degli alberi tre soldati della cavalleria\nrumore di zoccoli e vedemmo attraverso i fusti degli alberi tre soldati della cavalleria\nche cavalcavano lentamente verso Woking. Li salutammo ed essi si fermarono mentre noi ci\nci affrettammo verso di loro. Si trattava di un tenente e di un paio di soldati dell'8\u00b0 Ussari.\ndell'8\u00b0 Ussari, con un supporto simile a un teodolite, che l'artigliere mi disse essere un eliografo.\nmi disse che era un eliografo.\n\n Siete i primi uomini che vedo venire da questa parte stamattina\", disse il tenente.\nil tenente.  Cosa sta succedendo?\n\nLa sua voce e il suo volto erano impazienti. Gli uomini dietro di lui lo guardavano con curiosit\u00e0. L'artigliere\nartigliere salt\u00f2 gi\u00f9 dall'argine verso la strada e salut\u00f2.\n\n Il fucile \u00e8 stato distrutto ieri sera, signore. Mi sono nascosto. Sto cercando di ricongiungermi\nbatteria, signore. I marziani saranno in vista, credo, a circa\nmezzo miglio lungo questa strada.\n\n Come diavolo sono? chiese il tenente.\n\n Giganti in armatura, signore. Alti un centinaio di metri. Tre gambe e un corpo come\n alluminio, con una testa enorme in un cappuccio, signore.\n\n Fuori! disse il tenente.  Che sciocchezze!\n\n Vedr\u00e0, signore. Portano una specie di scatola, signore, che spara fuoco e\nti colpisce a morte.\n\n Cosa intendi per pistola?\n\n No, signore, e l'artigliere cominci\u00f2 a raccontare in modo vivace l'Heat-Ray.\nA met\u00e0 strada il tenente lo interruppe e mi guard\u00f2. I\nero ancora in piedi sulla riva al lato della strada.\n\n \u00c8 perfettamente vero, ho detto.\n\n Beh, disse il tenente, suppongo che sia anche mio dovere vederlo.\nGuardate l'artigliere, siamo qui per sgomberare la gente dalle case.\ndalle loro case. \u00c8 meglio che tu vada a fare rapporto al\nGenerale di Brigata Marvin e dirgli tutto quello che sai. \u00c8 a Weybridge.\nConosce la strada?\n\n Lo voglio, dissi; e lui gir\u00f2 di nuovo il cavallo verso sud.\n\n Mezzo miglio, hai detto? disse lui.\n\n Al massimo, risposi, e indicai le cime degli alberi verso sud. Lui\nmi ringrazi\u00f2, prosegu\u00ec e non li vedemmo pi\u00f9.\n\nPi\u00f9 avanti ci siamo imbattuti in un gruppo di tre donne e due bambini sulla\nstrada, intenti a ripulire la casetta di un bracciante. Avevano preso in mano un piccolo\nun piccolo camioncino a mano e lo stavano riempiendo di fagotti dall'aspetto\ne mobili malandati. Erano troppo assiduamente impegnati per parlare con noi mentre\nparlare con noi al nostro passaggio.\n\nA Byfleet siamo usciti dai pini e abbiamo trovato il paese calmo e tranquillo sotto la luce del sole.\npaese calmo e tranquillo sotto la luce del sole mattutino. Eravamo molto\ndi calore, e se non fosse stato per l'abbandono silenzioso di alcune case, il movimento agitato del\nsilenzioso abbandono di alcune case, l'agitato movimento di\ndi imballaggio in altre, e il nodo di soldati in piedi sul ponte sopra la\nferrovia e che fissavano la linea in direzione di Woking, la giornata sarebbe sembrata\nsarebbe sembrata una domenica come le altre.\n\nDiversi carri agricoli si muovevano scricchiolando lungo la strada per Addlestone.\nAddlestone, e all'improvviso, attraverso il cancello di un campo, vedemmo, in una\nun tratto di prato pianeggiante, sei cannoni da dodici libbre che si ergevano ordinatamente a distanze uguali\ndistanze che puntavano verso Woking. Gli artiglieri stavano accanto ai cannoni\nin attesa, e i carri delle munizioni erano a una distanza simile a quella del lavoro.\nGli uomini stavano in piedi quasi come se fossero sotto ispezione.\n\n Bene! dissi io. In ogni caso avranno un'occasione giusta.\n\nL'artigliere esit\u00f2 davanti al cancello.\n\n Andr\u00f2 avanti, ha detto.\n\nPi\u00f9 avanti, in direzione di Weybridge, appena superato il ponte, c'erano alcuni\nuomini in giacca da fatica bianca che stavano erigendo un lungo bastione, e altri\narmi dietro.\n\n Sono archi e frecce contro i fulmini, comunque, disse l'artigliere.\nartigliere.  Non hanno ancora visto quel raggio di fuoco.\n\nGli ufficiali che non erano impegnati attivamente stavano a fissare le cime degli alberi verso\ncime degli alberi in direzione sud-ovest, e gli uomini che scavavano si fermavano di tanto in tanto per\ndi tanto in tanto per guardare nella stessa direzione.\n\nByfleet era in tumulto; la gente faceva le valigie e una ventina di ussari, alcuni smontati, altri a cavallo, li inseguivano.\nsmontati, alcuni a cavallo, li stavano braccando. Tre o quattro\ntre o quattro carri governativi neri, con croci in cerchi bianchi, e un vecchio omnibus, tra gli altri veicoli.\nun vecchio omnibus, tra gli altri veicoli, venivano caricati nella strada del villaggio.\nvillaggio. C'erano decine di persone, la maggior parte delle quali sufficientemente\nsufficientemente sabbatici da aver indossato i loro abiti migliori. I soldati stavano avendo\ndifficolt\u00e0 a far capire loro la gravit\u00e0 della loro posizione.\nposizione. Abbiamo visto un vecchio rinsecchito con un'enorme scatola e una ventina di vasi di fiori con orchidee\nvasi di fiori contenenti orchidee, che discuteva con rabbia con il caporale che le avrebbe lasciate.\ncon il caporale che li avrebbe lasciati indietro. Mi fermai e gli afferrai il braccio.\nbraccio.\n\n Sai cosa c'\u00e8 laggi\u00f9?  Ho detto, indicando le cime dei pini che\nnascondevano i marziani.\n\n Eh? disse lui, voltandosi.  Stavo spiegando che questi sono validi.\n\n Morte!  Ho gridato.  La morte sta arrivando! Morte! E lasciandolo a digerire\nche potesse, mi affrettai a seguire l'artigliere. All'angolo mi\nguardai indietro. Il soldato l'aveva lasciato e lui era ancora in piedi accanto alla sua\ncassetta, con i vasi di orchidee sul coperchio, e fissava vagamente\nsugli alberi.\n\nNessuno a Weybridge seppe dirci dove si trovava il quartier generale.\nL'intero posto era in una tale confusione che non avevo mai visto\nin nessuna citt\u00e0 prima d'ora. Carretti, carrozze ovunque, la pi\u00f9 sorprendente\nmiscellanea di mezzi di trasporto e di carne di cavallo. I rispettabili abitanti del luogo\ndel luogo, uomini in costume da golf e da barca, mogli vestite in modo grazioso,\nstavano preparando le valigie, i mocassini sul fiume aiutavano energicamente, i bambini\nbambini eccitati e, per la maggior parte, molto contenti di questa sorprendente\nvariazione delle loro esperienze domenicali. In mezzo a tutto questo il\ndegno vicario stava tenendo con grande coraggio una celebrazione anticipata e la sua\ncampana tintinnava al di sopra dell'eccitazione.\n\nIo e l'artigliere, seduti sul gradino della fontana,\nabbiamo fatto un pasto passabile con quello che avevamo portato con noi. Pattuglie di soldati\nsoldati, non pi\u00f9 ussari, ma granatieri in bianco, avvertivano la gente di spostarsi subito o di rifugiarsi nelle cantine\ndi muoversi subito o di rifugiarsi nelle cantine non appena fosse iniziato il fuoco.\nsparare. Attraversando il ponte della ferrovia vedemmo che una folla crescente di persone si era radunata\nche una folla crescente di persone si era radunata all'interno e intorno alla stazione ferroviaria, e la piattaforma brulicante era\nLa piattaforma brulicante era piena di scatole e pacchi. Il traffico ordinario\ntraffico ordinario era stato interrotto, credo, per consentire il passaggio delle truppe e dei cannoni a\ndi truppe e cannoni a Chertsey, e da allora ho sentito dire che si \u00e8 scatenata una lotta selvaggia\nche si \u00e8 verificata una lotta selvaggia per i posti nei treni speciali che sono stati messi in\nun'ora pi\u00f9 tarda.\n\nRimanemmo a Weybridge fino a mezzogiorno e a quell'ora ci trovammo nel punto in cui, vicino alla chiusa di Shepperton, il Wey e il Tamigi\nvicino a Shepperton Lock, dove il Wey e il Tamigi si uniscono.\ne il Tamigi. Una parte del tempo l'abbiamo trascorsa aiutando due donne anziane a preparare un carretto.\ncarrello. Il Wey ha una foce a tre, e a questo punto si possono noleggiare barche.\ne a questo punto si possono noleggiare barche e c'era un traghetto che attraversava il fiume. Sul lato di Shepperton\nc'era una locanda con un prato e, oltre, la torre della chiesa di Shepperton.\nLa torre della chiesa di Shepperton, che \u00e8 stata sostituita da una guglia, si ergeva al di sopra degli alberi.\n\nQui trovammo una folla eccitata e rumorosa di fuggitivi. La fuga non era ancora\nfuga non era ancora sfociata nel panico, ma c'era gi\u00e0 molta pi\u00f9 gente di quanta\ndi quante ne potessero attraversare le barche che andavano e venivano. La gente veniva\nansimante sotto pesanti fardelli; un marito e una moglie stavano addirittura\nmarito e moglie stavano addirittura trasportando una piccola porta di una dependance, con alcune\ncasa, con alcune delle loro masserizie accatastate. Un uomo ci disse che intendeva provare a scappare dalla stazione di Shepperton.\ndalla stazione di Shepperton.\n\nCi sono state molte grida e un uomo ha persino scherzato. L'idea\nl'idea che la gente sembrava avere qui era che i marziani fossero semplicemente dei formidabili\nesseri umani, che avrebbero potuto attaccare e saccheggiare la citt\u00e0, per essere sicuramente\ndistrutta alla fine. Di tanto in tanto la gente guardava nervosamente\nnervosamente oltre il Wey, verso i prati in direzione di Chertsey, ma tutto laggi\u00f9 era\nlaggi\u00f9 era immobile.\n\nDall'altra parte del Tamigi, tranne che nel punto in cui sbarcavano i battelli, tutto era\ntranquillo, in netto contrasto con il lato del Surrey. Le persone che sbarcavano\nsbarcati dai battelli se ne andavano a zonzo per il vicolo. Il grande traghetto\naveva appena fatto un viaggio. Tre o quattro soldati stavano in piedi sul prato della\ndella locanda, fissando e scherzando i fuggiaschi, senza offrirsi di\naiuto. L'osteria era chiusa, come lo erano ormai le ore proibite.\n\n Che cos'\u00e8? grid\u00f2 un barcaiolo, e Zitto, stupido! disse un uomo vicino a me a un cane che guaisce.\nvicino a me a un cane che guaisce. Poi il suono arriv\u00f2 di nuovo, questa volta dalla\ndirezione di Chertsey, un tonfo soffocato, il suono di una pistola.\n\nIl combattimento stava iniziando. Quasi subito batterie invisibili dall'altra parte del\nfiume alla nostra destra, non visibili a causa degli alberi, si sono messe a suonare il\nsparando pesantemente una dopo l'altra. Una donna url\u00f2. Tutti\ntutti rimasero bloccati dall'improvviso agitarsi della battaglia, vicina a noi eppure invisibile\na noi. Non si vedeva nulla se non prati pianeggianti, mucche che si nutrivano\nmucche che si nutrivano con noncuranza, e salici argentei immobili nella calda luce del sole.\nnella calda luce del sole.\n\n I sojers li fermeranno, disse una donna accanto a me, dubbiosa. A\nnebbia si alz\u00f2 sulle cime degli alberi.\n\nPoi, all'improvviso, vedemmo un getto di fumo lontano, lungo il fiume, uno sbuffo di fumo che si alz\u00f2 in aria e rimase sospeso.\nfumo che si sollevava in aria e rimaneva sospeso; e subito il terreno\ne una forte esplosione scosse l'aria, mandando in frantumi due o tre finestre delle case vicine e lasciandoci di stucco.\ndue o tre finestre delle case vicine e ci lasci\u00f2 di stucco.\n\n Eccoli! grid\u00f2 un uomo in maglia blu.  L\u00e0! Li vedete\nli? L\u00e0!\n\nRapidamente, uno dopo l'altro, uno, due, tre, quattro marziani corazzati apparvero, lontano, sopra i piccoli alberi, attraverso la pianura.\nmarziani corazzati apparvero, lontano, sopra i piccoli alberi, attraverso i prati\nprati che si estendevano verso Chertsey e si dirigevano frettolosamente verso il fiume.\nil fiume. All'inizio sembravano piccole figure codificate, che si muovevano con un\nmovimento rotatorio e veloci come uccelli in volo.\n\nPoi, avanzando obliquamente verso di noi, ne arriv\u00f2 un quinto. I loro corpi corazzati\nscintillavano al sole mentre avanzavano veloci sui cannoni, ingrandendosi rapidamente man mano che si avvicinavano.\ncannoni, ingrandendosi rapidamente man mano che si avvicinavano. Uno all'estrema\nsinistra, la pi\u00f9 lontana, faceva volare in aria un'enorme cassa, e la spettrale e terribile\ne lo spettrale, terribile raggio di calore che avevo gi\u00e0 visto venerd\u00ec sera si diresse\nverso Chertsey e colp\u00ec la citt\u00e0.\n\nAlla vista di queste strane, rapide e terribili creature, la folla che si trovava vicino alla\ndell'acqua mi sembr\u00f2 per un attimo sconvolta dall'orrore. Non c'erano urla o grida, ma\nnon ci furono urla o grida, ma un silenzio. Poi un rauco mormorio e un\nmovimento di piedi e uno schizzo dall'acqua. Un uomo, troppo spaventato per\ntroppo spaventato per lasciar cadere il borsello che portava in spalla, si gir\u00f2 e mi fece barcollare\nmi fece barcollare con un colpo inferto dall'angolo del suo fardello. Una donna mi spinse\ncon la mano e mi super\u00f2 di corsa. Mi voltai con l'impeto della gente, ma non ero troppo\ngente, ma non ero troppo terrorizzato per pensare. Il terribile raggio di calore\nera nella mia mente. Andare sott'acqua! Ecco!\n\n Vai sott'acqua!  Gridai, senza essere ascoltato.\n\nMi sono girato di nuovo e mi sono precipitato verso il marziano in avvicinamento, precipitato\nsulla spiaggia ghiaiosa e mi buttai a capofitto nell'acqua. Altri fecero\nlo stesso. Una barca carica di persone che stavano tornando indietro \u00e8 saltata fuori mentre io\npassava di corsa. Le pietre sotto i miei piedi erano fangose e scivolose e il fiume era cos\u00ec basso che\nIl fiume era cos\u00ec basso che correvo per una ventina di metri, a malapena alla vita.\nPoi, mentre il marziano svettava in alto a poche centinaia di metri di distanza, mi lanciai\nmetri, mi lanciai in avanti sotto la superficie. Gli schizzi delle\ndelle persone sulle barche che si tuffavano nel fiume suonavano come\ncome tuoni nelle mie orecchie. La gente sbarcava frettolosamente su entrambi i lati del fiume.\ndel fiume. Ma la macchina marziana non fece caso, per il momento, alle persone che correvano di qua e di l\u00e0.\ndelle persone che correvano di qua e di l\u00e0 pi\u00f9 di quanto un uomo si accorgerebbe della\nconfusione di formiche in un nido contro cui il suo piede ha scalciato. Quando,\nmezzo soffocato, sollevai la testa fuori dall'acqua, il cappuccio del marziano\nmarziano puntava verso le batterie che stavano ancora sparando dall'altra parte del fiume.\nmentre avanzava, si staccava quello che doveva essere il generatore del\nRaggio di calore.\n\nIn un altro momento era sulla riva e, a grandi passi, stava guadando la met\u00e0 del\nattraverso. Le ginocchia delle zampe anteriori si piegarono sulla sponda pi\u00f9 lontana e in un altro momento si alz\u00f2 di nuovo in tutta la sua altezza, vicino alla riva.\nun altro momento si era sollevato di nuovo a tutta altezza, vicino al villaggio di Shepperton.\nvillaggio di Shepperton. In quel momento i sei cannoni che, all'insaputa di tutti sulla riva\nnessuno sulla riva destra, erano stati nascosti dietro la periferia del villaggio, spararono simultaneamente.\nvillaggio, spararono simultaneamente. L'improvvisa e vicina commozione, l'ultimo\nvicino al primo, mi fece sobbalzare il cuore. Il mostro stava gi\u00e0\nil mostro stava gi\u00e0 sollevando la cassa che generava il raggio termico quando la prima granata scoppi\u00f2 sei\nmetri sopra il cofano.\n\nLanciai un grido di stupore. Non vidi e non pensai agli altri\nquattro mostri marziani; la mia attenzione era rivolta all'incidente pi\u00f9 vicino.\nincidente pi\u00f9 vicino. Contemporaneamente altri due proiettili scoppiarono in aria vicino al corpo.\ncorpo, mentre il cappuccio si girava in tempo per ricevere, ma non per schivare, il quarto proiettile.\nschivare la quarta granata.\n\nIl proiettile scoppi\u00f2 di netto sulla faccia della Cosa. Il cappuccio si \u00e8 rigonfiato,\nlampeggi\u00f2, e fu fatto volare via in una dozzina di brandelli di carne rossa e di metallo\nmetallo scintillante.\n\n Colpisci!\", gridai, con una sorta di urlo e di esultanza.\n\nHo sentito le grida di risposta delle persone in acqua intorno a me. Avrei potuto\navrei potuto saltare fuori dall'acqua con quell'esultanza momentanea.\n\nIl colosso decapitato si agit\u00f2 come un gigante ubriaco, ma non cadde.\ncadere. Recuper\u00f2 l'equilibrio per miracolo e, non badando pi\u00f9 ai suoi passi e con la telecamera che sparava il Raggio di Calore ormai\nnon badando pi\u00f9 ai suoi passi e con la macchina fotografica che sparava il Raggio di Calore ora\nrigidamente sostenuta, si precipit\u00f2 rapidamente su Shepperton. L'intelligenza vivente\nintelligenza vivente, il marziano dentro il cappuccio, fu ucciso e sparpagliato ai quattro venti del cielo.\nai quattro venti del cielo, e la Cosa non era ora che un mero e intricato\nintricato congegno di metallo che vorticava verso la distruzione. Si muoveva in linea retta, incapace di\nlinea retta, incapace di guidarsi. Colp\u00ec la torre della chiesa di Shepperton,\ne la fece crollare come avrebbe potuto fare l'impatto di un ariete,\nha deviato, ha sbandato ed \u00e8 crollato con forza tremenda nel fiume, fuori dalla mia vista.\nnel fiume, fuori dalla mia vista.\n\nUna violenta esplosione scosse l'aria e un getto di acqua, vapore, fango e metallo in frantumi schizz\u00f2 lontano nel cielo,\ne metallo in frantumi si \u00e8 levato in cielo. Quando la telecamera del\nHeat-Ray colp\u00ec l'acqua, questa si trasform\u00f2 immediatamente in vapore.\nIn un altro momento un'onda enorme, simile a una marea fangosa, ma quasi\nquasi scottante, si rivers\u00f2 sulla curva a monte. Vidi persone\nche si dibattevano verso la riva e sentivo le loro urla e le loro grida\nal di sopra del ruggito e del fragore del crollo marziano.\n\nPer un attimo non badai al caldo, dimenticai la necessit\u00e0 di autoconservazione.\ndi autoconservazione. Sguazzai nell'acqua tumultuosa, spingendo via un uomo in nero per farlo\nspingere un uomo in nero per farlo, finch\u00e9 non riuscii a vedere dietro la curva. Mezza dozzina di\nmezza dozzina di imbarcazioni deserte che si afflosciavano senza meta nella confusione delle onde.\nIl marziano caduto fu avvistato a valle, disteso sul fiume,\ne per la maggior parte sommerso.\n\nDense nubi di vapore si stavano sprigionando dai rottami e, attraverso i ciuffi tumultuosamente vorticosi, potevo vedere, a intermittenza e vagamente, le\nvorticosi ciuffi potevo vedere, a intermittenza e vagamente,\nle gigantesche membra che agitavano l'acqua e lanciavano in aria spruzzi e spruzzi di fango e schiuma.\ndi fango e schiuma nell'aria. I tentacoli ondeggiavano e colpivano come\nbraccia viventi e, a parte l'impotente mancanza di scopo di questi\nmovimenti, era come se qualche cosa di ferito stesse lottando per la sua vita\ntra le onde. Enormi quantit\u00e0 di un fluido marrone rossastro stavano\ngetti rumorosi dalla macchina.\n\nLa mia attenzione fu distolta da questo turbine di morte da un urlo furioso,\ncome quello di una cosa chiamata sirena nelle nostre citt\u00e0 manifatturiere. A\nuomo, in ginocchio vicino al sentiero di traino, mi grid\u00f2 in modo impercettibile e mi indic\u00f2.\nindic\u00f2. Guardando indietro, vidi gli altri marziani che avanzavano con passi giganteschi\ncon passi giganteschi lungo la riva del fiume dalla direzione di Chertsey. I\nShepperton parlarono questa volta inutilmente.\n\nA quel punto mi tuffai subito sott'acqua e, trattenendo il fiato finch\u00e9 il movimento non fu un'agonia, andai dolorosamente avanti sotto la superficie\nun'agonia, andai avanti dolorosamente sotto la superficie il pi\u00f9 possibile\nsotto la superficie il pi\u00f9 a lungo possibile. L'acqua era in tumulto intorno a me e si stava rapidamente\nrapidamente pi\u00f9 calda.\n\nQuando per un attimo alzai la testa per prendere fiato e gettare i capelli e l'acqua dagli occhi, il vapore saliva in una nebbia bianca e vorticosa.\ne l'acqua dagli occhi, il vapore si alzava in una vorticosa nebbia bianca\nche all'inizio nascondeva del tutto i marziani. Il rumore era assordante.\nPoi li vidi debolmente, figure colossali di colore grigio, ingrandite dalla nebbia.\nMi erano passati accanto e due erano chini sulle rovine tumultuose e spumeggianti della loro nave,\nrovine tumultuose del loro compagno.\n\nIl terzo e il quarto erano accanto a lui nell'acqua, uno forse a duecento metri da me, l'altro verso Laleham.\ncento metri da me, l'altro verso Laleham. I generatori dei\nRaggi di Calore si agitavano in alto e i fasci sibilanti scendevano di qua e di l\u00e0.\ndi qua e di l\u00e0.\n\nL'aria era piena di suoni, un conflitto assordante e confuso di rumori.\nrumori: il clangore dei marziani, lo schianto delle case che cadevano,\nil tonfo di alberi, staccionate, capannoni che prendevano fuoco e il crepitio\ne il ruggito del fuoco. Un denso fumo nero saliva a mescolarsi con il vapore del fiume.\nvapore del fiume, e mentre l'Heat-Ray andava avanti e indietro sopra Weybridge\nWeybridge il suo impatto era segnato da lampi di bianco incandescente che\nche lasciavano subito il posto a una fumosa danza di fiamme luccicanti. Le case pi\u00f9 vicine\ncase pi\u00f9 vicine erano ancora intatte, in attesa del loro destino, ombreggiate, deboli e pallide nel vapore, con il fuoco alle spalle.\nvapore, con il fuoco dietro di loro che andava avanti e indietro.\n\nPer un momento forse rimasi l\u00ec, a petto in gi\u00f9 nell'acqua quasi bollente, stupefatto della mia posizione, senza speranza di fuga.\nacqua, stupefatto della mia posizione, senza speranza di scampo. Attraverso il puzzo\npotevo vedere le persone che erano state con me nel fiume che uscivano dall'acqua\ndall'acqua attraverso le canne, come piccole rane che si affrettano nell'erba per\ncome piccole rane che si affrettano tra l'erba per l'avanzata di un uomo, o che corrono avanti e indietro con grande sgomento\nsul sentiero di traino.\n\nPoi, all'improvviso, i lampi bianchi del raggio di calore si sono diretti verso di me.\nverso di me. Le case crollarono, dissolvendosi al suo tocco, e si sprigionarono fiamme; gli alberi si trasformarono in fuoco con un ruggito.\nfiamme; gli alberi si trasformarono in fuoco con un boato. Il raggio tremolava su e\nlungo il sentiero di traino, leccando le persone che correvano di qua e di l\u00e0,\ne scese sul bordo dell'acqua a non pi\u00f9 di cinquanta metri da dove mi trovavo.\nAttravers\u00f2 il fiume fino a Shepperton, e l'acqua sulla sua scia si alz\u00f2 in una cresta ribollente.\nsi alzava in una corrente ribollente e piena di vapore. Mi voltai verso la riva.\n\nIn un altro momento l'enorme onda, quasi in ebollizione, si era\nsi precipit\u00f2 su di me. Urlai ad alta voce e mi scottai, mezzo accecato, agonizzante,\nbarcollai tra i salti e i sibili dell'acqua verso la riva. Se\nse il mio piede fosse inciampato, sarebbe stata la fine. Caddi impotente, in\nvista dei marziani, sull'ampio e nudo spiedo di ghiaia che\nche scende a segnare l'angolo tra il Wey e il Tamigi. Non mi aspettavo altro\nse non la morte.\n\nHo un vago ricordo del piede di un marziano che scendeva a una ventina di metri dalla mia testa.\na una ventina di metri dalla mia testa, che si conficcava nella ghiaia smossa, facendola vorticare\ndi una lunga suspense e poi di quattro che portavano i detriti del loro compagno tra di loro, ora\ni quattro che trasportavano tra loro le macerie del loro compagno, ora chiaro\ne poi presto deboli attraverso un velo di fumo, che si allontanava\ninterminabile, come mi sembrava, attraverso un vasto spazio di fiume e di\nprato. E poi, molto lentamente, mi resi conto che per miracolo ero riuscito a\nscampato.\n\n\n\n\nXIII.\nCOME SONO ENTRATO IN CONTATTO CON IL CURATO.\n\n\nDopo aver ricevuto questa improvvisa lezione sulla potenza delle armi terrestri,\ni marziani si ritirarono nella loro posizione originale su Horsell Common;\ne nella loro fretta, ingombrati dai detriti del loro compagno distrutto, senza dubbio trascurarono molti\ncompagni, senza dubbio hanno trascurato molte vittime\nvittima come me. Se avessero lasciato il loro compagno e si fossero spinti subito avanti,\na quel tempo tra loro e Londra non c'era altro che batterie di cannoni da 12 libbre.\ndi cannoni da dodici libbre, e avrebbero certamente raggiunto la capitale\nin anticipo rispetto alla notizia del loro avvicinamento; il loro avvento sarebbe stato improvviso, terribile e distruttivo come\ndistruttivo come il terremoto che distrusse Lisbona un secolo fa.\nLisbona un secolo fa.\n\nMa non avevano fretta. Il cilindro seguiva il cilindro nel suo\nvolo interplanetario; ogni ventiquattro ore portavano loro\nrinforzi. E nel frattempo le autorit\u00e0 militari e navali, ora\ndella tremenda potenza dei loro antagonisti, lavoravano con\nfuriosa energia. Ogni minuto un nuovo cannone entrava in posizione finch\u00e9,\nprima del crepuscolo, ogni boschetto, ogni fila di ville suburbane sui pendii collinari di\ncolline intorno a Kingston e a Richmond, mascherava un muso nero in attesa.\nE attraverso l'area carbonizzata e desolata, forse venti miglia quadrate\nche circondava l'accampamento marziano di Horsell Common,\nattraverso villaggi carbonizzati e in rovina tra gli alberi verdi, attraverso i portici anneriti e fumanti che avevano\nanneriti e fumanti che fino a un giorno prima erano stati spinney di pino\npini, strisciavano i devoti esploratori con gli eliografi che dovevano\nche avrebbero presto avvertito gli artiglieri dell'avvicinamento dei marziani. Ma i marziani\nmarziani avevano ormai compreso il nostro comando dell'artiglieria e il pericolo della vicinanza umana.\ne non un uomo si avventur\u00f2 a meno di un miglio da entrambi i cilindri,\nse non a prezzo della vita.\n\nSembrerebbe che questi giganti abbiano trascorso la prima parte del pomeriggio\nper andare e tornare, trasferendo tutto dal secondo e dal terzo cilindro.\ncilindri, il secondo ad Addlestone Golf Links e il terzo a Pyrford, alla fossa originaria di Horsell Common.\nPyrford alla fossa originaria di Horsell Common. Su questo, sopra l'erica annerita e gli edifici\nerica annerita e gli edifici in rovina che si estendevano in lungo e in largo,\nsi ergeva uno come sentinella, mentre gli altri abbandonavano le loro enormi\nmacchine da combattimento e scendevano nella fossa. Lavorarono alacremente\nfino a notte inoltrata, e l'imponente colonna di fumo verde e denso che si alzava\ndenso fumo verde che si levava da l\u00ec poteva essere visto dalle colline di Merrow e\npersino, si dice, da Banstead e Epsom Downs.\n\nE mentre i marziani dietro di me si preparavano per la loro prossima\ne davanti a me l'Umanit\u00e0 si radunava per la battaglia, io mi facevo strada con infiniti dolori e fatica\ncon infiniti sforzi e fatiche dal fuoco e dal fumo di Weybridge in fiamme verso Londra.\nWeybridge verso Londra.\n\nVidi una barca abbandonata, molto piccola e remota, che andava alla deriva;\ne, gettando via la maggior parte dei miei vestiti fradici, la inseguii, la raggiunsi e cos\u00ec riuscii a fuggire da quella distruzione.\ne cos\u00ec riuscii a sfuggire a quella distruzione. Non c'erano remi nella\nremi nella barca, ma riuscii a remare, per quanto le mie mani bollite potessero\nle mie mani parboiled, lungo il fiume in direzione di Halliford e Walton, andando molto\nnoiosamente e guardandomi continuamente alle spalle, come potete ben capire.\ncapire. Seguivo il fiume, perch\u00e9 ritenevo che l'acqua\nche l'acqua mi desse le migliori possibilit\u00e0 di fuga in caso di ritorno di questi giganti.\n\nL'acqua calda del rovesciamento marziano \u00e8 scesa a valle con me,\ncos\u00ec che per buona parte del chilometro potevo vedere poco di entrambe le sponde.\nUna volta, per\u00f2, riuscii a scorgere una serie di figure nere che attraversavano di corsa i prati\nprati dalla direzione di Weybridge. Halliford, a quanto pare, era\nHalliford, a quanto pareva, era deserta e molte delle case che si affacciavano sul fiume erano in fiamme. Era strano vedere\nera strano vedere il luogo tranquillo, desolato sotto il caldo cielo azzurro, con il fumo e il\ncielo azzurro e caldo, con il fumo e i piccoli fili di fiamma che salivano\nverso l'alto nel calore del pomeriggio. Mai prima d'ora avevo visto case\ncase che bruciano senza l'accompagnamento di una folla ostruzionista. Un po\npi\u00f9 in l\u00e0 le canne secche sulla riva fumavano e brillavano, e una linea di fuoco verso l'interno marciava\nlinea di fuoco nell'entroterra marciava costantemente attraverso un campo di fieno in ritardo.\n\nPer molto tempo andai alla deriva, tanto ero dolorante e stanco dopo la violenza subita e il caldo intenso dell'acqua.\nviolenza che avevo subito e il calore dell'acqua era cos\u00ec intenso.\nPoi le mie paure ebbero di nuovo la meglio e ripresi a remare.\nIl sole mi bruciava la schiena nuda. Alla fine, mentre il ponte di Walton si stava\nin vista della curva, la febbre e lo svenimento ebbero la meglio sui miei timori.\npaura, sbarcai sulla riva del Middlesex e mi sdraiai, mortalmente malato,\ntra l'erba lunga. Suppongo che fossero le quattro o le cinque del pomeriggio.\no le cinque. Di l\u00ec a poco mi alzai, camminai per circa mezzo miglio senza incontrare nessuno.\nun'anima, e poi mi sdraiai di nuovo all'ombra di una siepe. Mi sembra di\nricordo di aver parlato da solo, vagamente, durante quell'ultimo sprint. Avevo\nanche molto assetato e mi pentii amaramente di non aver bevuto altra acqua. \u00c8\n\u00e8 curioso che mi sentissi arrabbiato con mia moglie; non so spiegarmene il motivo, ma il mio desiderio impotente di raggiungere la citt\u00e0\nma il mio desiderio impotente di raggiungere Leatherhead mi preoccupava eccessivamente.\n\nNon ricordo chiaramente l'arrivo del curato, per cui probabilmente mi sono\nassopito. Mi accorsi di lui come di una figura seduta, in maniche di camicia sporche di fuliggine, e con il viso rivolto verso l'alto e rasato\ne con il viso rivolto verso l'alto e rasato, che fissava un debole\ntremolio che danzava nel cielo. Il cielo era quello che si chiama\nsgombro, file e file di deboli pennacchi di nuvole, appena colorate dal tramonto di mezza estate.\ndel tramonto di mezza estate.\n\nMi alzai a sedere e lui, al fruscio del mio movimento, mi guard\u00f2 velocemente.\n\n Avete dell'acqua?  Chiesi bruscamente.\n\nScosse la testa.\n\n \u00c8 da un'ora che chiedete acqua\", ha detto.\n\nPer un attimo rimanemmo in silenzio, facendo il punto l'uno sull'altro. Oserei dire che\nche mi trov\u00f2 una figura abbastanza strana, nuda, a parte i pantaloni e i calzini inzuppati d'acqua, scottata e con il viso e le spalle anneriti dal\npantaloni e calzini inzuppati d'acqua, scottato e con il viso e le spalle anneriti dal fumo.\nfumo. Il suo viso era di una certa debolezza, il mento ritirato e i capelli\ncapelli si stendevano in riccioli croccanti, quasi lino, sulla fronte bassa; gli occhi erano piuttosto grandi, di un azzurro pallido e\npiuttosto grandi, di un azzurro pallido, e fissi. Parl\u00f2 bruscamente,\nguardando con aria assente da me.\n\n Che cosa significa?  Cosa significano queste cose?\n\nLo fissai e non risposi.\n\nAllung\u00f2 una mano bianca e sottile e parl\u00f2 in tono quasi lamentoso.\n\n Perch\u00e9 queste cose sono permesse? Quali peccati abbiamo commesso? La funzione mattutina\nLa funzione mattutina era finita, stavo camminando per le strade per schiarirmi le idee per il\npomeriggio, e poi il fuoco, il terremoto, la morte! Come se fosse Sodoma\ne Gomorra! Tutto il nostro lavoro disfatto, tutto il lavoro... Che cosa sono questi\nMarziani?\n\n Cosa siamo?  Risposi schiarendomi la gola.\n\nSi strinse le ginocchia e si gir\u00f2 di nuovo a guardarmi. Per mezzo minuto,\nforse, mi fiss\u00f2 in silenzio.\n\n Camminavo per le strade per schiarirmi le idee\", ha detto.  E\nall'improvviso il fuoco, il terremoto, la morte!\n\nRicadde nel silenzio, con il mento ormai affondato quasi fino alle ginocchia.\n\nPoi cominci\u00f2 ad agitare la mano.\n\n Tutto il lavoro, tutte le scuole domenicali Cosa abbiamo fatto, cosa ha fatto Weybridge?\nWeybridge? Tutto distrutto. La chiesa! L'abbiamo\nricostruita solo tre anni fa. Sparita! Spazzata via dall'esistenza! Perch\u00e9?\n\nUn'altra pausa e scoppi\u00f2 di nuovo come un demente.\n\n Il fumo del suo rogo salir\u00e0 per i secoli dei secoli!\", grid\u00f2.\n\nI suoi occhi si sono infiammati e ha puntato un dito magro in direzione di\nWeybridge.\n\nA questo punto cominciavo a prendere le sue misure. La tremenda\ntragedia in cui era stato coinvolto, era evidente che era un fuggiasco\nda Weybridge lo aveva portato al limite della ragione.\n\n Siamo lontani da Sunbury?  Dissi, con un tono di seriet\u00e0.\n\n Cosa dobbiamo fare? si \u00e8 chiesto.  Queste creature sono ovunque? La terra \u00e8 stata\nterra \u00e8 stata consegnata a loro?\n\n Siamo lontani da Sunbury?\n\n Solo questa mattina ho officiato una celebrazione anticipata\n\n Le cose sono cambiate\", dissi a bassa voce.  Devi tenere la testa a posto. C'\u00e8\nancora speranza.\n\n Speranza!\n\n S\u00ec. Una speranza abbondante per tutta questa distruzione!\n\nCominciai a spiegare il mio punto di vista sulla nostra posizione. All'inizio mi ascolt\u00f2, ma\nma, man mano che proseguivo, l'interesse che stava nascendo nei suoi occhi\nsguardo, e il suo sguardo si allontan\u00f2 da me.\n\n Questo deve essere l'inizio della fine\", disse interrompendomi.  La\nfine! Il grande e terribile giorno del Signore! Quando gli uomini invocheranno\ni monti e le rocce perch\u00e9 cadano su di loro e li nascondano\ndalla faccia di Colui che siede sul trono!\n\nCominciai a capire la posizione. Smisi di ragionare faticosamente,\nin piedi e, stando in piedi sopra di lui, gli posai una mano sulla spalla.\nspalla.\n\n Sii uomo! Ho detto. Sei spaventato a morte! A cosa serve la\nreligione se crolla sotto le calamit\u00e0? Pensate a ci\u00f2 che terremoti e\ninondazioni, guerre e vulcani, hanno fatto prima agli uomini! Pensavate che Dio\navesse esentato Weybridge? Non \u00e8 un agente assicurativo.\n\nPer un po' rimase in silenzio.\n\n Ma come possiamo fuggire? chiese all'improvviso.  Sono invulnerabili,\nsono spietati.\n\n N\u00e9 l'uno n\u00e9, forse, l'altro, risposi.  E quanto pi\u00f9\npi\u00f9 sono potenti, pi\u00f9 dovremmo essere sani e prudenti. Uno di loro \u00e8 stato\nucciso laggi\u00f9 non pi\u00f9 di tre ore fa.\n\n Ucciso! disse, guardandosi intorno.  Come possono i ministri di Dio essere\nuccisi?\n\n L'ho visto accadere.  Ho continuato a dirglielo.  Ci siamo trovati per caso\nin pieno, dissi, e questo \u00e8 tutto.\n\n Cos'\u00e8 quel tremolio nel cielo? chiese bruscamente.\n\nGli ho detto che era l'eliografo che segnalava il segno dell'aiuto e dello sforzo umano nel cielo.\ndell'aiuto e dello sforzo umano nel cielo.\n\n Ci siamo in mezzo, ho detto, per quanto sia silenzioso. Quel tremolio nel\ncielo indica l'avvicinarsi della tempesta. Immagino che laggi\u00f9 ci siano i\nmarziani, e a Londra, dove le colline si ergono intorno a Richmond e Kingston e gli alberi fanno da copertura, si stanno costruendo dei terrapieni.\nKingston e gli alberi fanno da copertura, si stanno costruendo dei terrapieni e si stanno posizionando\ncannoni. Presto i marziani verranno di nuovo da questa parte.\ndi nuovo da questa parte.\n\nE mentre parlavo \u00e8 scattato in piedi e mi ha fermato con un gesto.\n\n Ascolta! ha detto.\n\nDalle basse colline al di l\u00e0 dell'acqua giungeva la sorda risonanza di cannoni lontani e uno strano pianto remoto.\ncannoni lontani e uno strano pianto remoto. Poi tutto rimase immobile. A\ngallo cedrone pass\u00f2 con un ronzio oltre la siepe e ci super\u00f2. In alto a ovest\nla luna crescente pendeva debole e pallida sopra il fumo di Weybridge e Shepperton e lo splendore caldo e immobile del tramonto.\nShepperton e lo splendore caldo e immobile del tramonto.\n\n \u00c8 meglio seguire questo sentiero, ho detto, verso nord.\n\n\n\n\nXIV.\nA LONDRA.\n\n\nMio fratello minore era a Londra quando i marziani caddero a Woking. Era\nstudente di medicina che lavorava per un esame imminente, e non ha sentito nulla dell'arrivo fino a sabato mattina.\ndell'arrivo fino al sabato mattina. I giornali del mattino di\nsabato contenevano, oltre a lunghi articoli speciali sul pianeta\npianeta Marte, sulla vita nei pianeti e cos\u00ec via, un telegramma breve e vagamente\nun telegramma breve e vago, tanto pi\u00f9 sorprendente per la sua brevit\u00e0.\n\nI marziani, allarmati dall'avvicinarsi di una folla, avevano ucciso un certo numero di persone con una pistola a fuoco rapido.\ndi persone con una pistola a fuoco rapido, cos\u00ec si raccontava. Il telegramma\nconcludeva con queste parole:  Per quanto formidabili possano sembrare, i marziani\nnon si sono mossi dalla fossa in cui sono caduti e, anzi,\nsembrano incapaci di farlo. Probabilmente ci\u00f2 \u00e8 dovuto alla relativa\nforza dell'energia gravitazionale terrestre.  Su quest'ultimo testo il loro\nleader-scrittore si \u00e8 allargato in modo molto confortante.\n\nNaturalmente tutti gli studenti della classe di biologia del crammer, in cui mio fratello si era recato quel giorno, erano intensamente interessati.\nmio fratello quel giorno, erano intensamente interessati, ma non c'erano segni di\nsegni di un'insolita eccitazione per le strade. I giornali del pomeriggio\nsbufalavano notizie sotto grandi titoli. Non avevano nulla da raccontare\noltre ai movimenti delle truppe intorno al comune e all'incendio delle pinete tra Woking e\npineta tra Woking e Weybridge, fino alle otto. Poi la _St.\nJames's Gazette_, in un'edizione straordinaria, annunci\u00f2 il semplice fatto\ndell'interruzione delle comunicazioni telegrafiche. Si pensava che ci\u00f2 fosse dovuto\na causa della caduta di pini in fiamme attraverso la linea. Nulla\ndi pi\u00f9 sui combattimenti quella notte, la notte del mio viaggio in macchina verso\nLeatherhead e ritorno.\n\nMio fratello non era in ansia per noi, perch\u00e9 sapeva dalla descrizione dei giornali che il cilindro era a due miglia da casa mia.\nche il cilindro si trovava a ben due miglia da casa mia. Egli\ndecise di correre da me quella notte, per poter vedere le Cose prima che venissero uccise.\nvedere le Cose prima che venissero uccise. Invi\u00f2 un telegramma, che non mi\nche non mi raggiunse mai, verso le quattro, e pass\u00f2 la serata in un music hall.\nsala di musica.\n\nAnche a Londra, sabato sera, c'\u00e8 stato un temporale e mio fratello ha raggiunto Waterloo in taxi.\nfratello raggiunse Waterloo in taxi. Sul binario da cui di solito parte il\ntreno di mezzanotte di solito parte, dopo un po' di attesa, seppe che un\nincidente aveva impedito ai treni di raggiungere Woking quella notte. La natura\ndell'incidente non era in grado di accertarla; infatti, le autorit\u00e0 ferroviarie\nnon lo sapevano chiaramente in quel momento. C'era poca agitazione in\nstazione, in quanto i funzionari, non rendendosi conto che qualcosa di pi\u00f9\nche si fosse verificato qualcosa di pi\u00f9 di un guasto tra Byfleet e il bivio di Woking, stavano facendo passare i treni del teatro che di solito passavano per\ni treni del teatro che di solito passano da Woking per Virginia Water o Guildford.\nVirginia Water o Guildford. Erano impegnati a prendere le disposizioni necessarie per\nper modificare il percorso delle escursioni della Sunday League di Southampton e Portsmouth.\nSunday League. Un cronista notturno, scambiando mio fratello per il responsabile del traffico, si rivolse a lui.\nmio fratello per il responsabile del traffico, al quale assomiglia leggermente,\nha cercato di intervistarlo. Poche persone, a parte i funzionari delle ferrovie\nfunzionari delle ferrovie, collegarono il guasto ai marziani.\n\nHo letto, in un altro resoconto di questi eventi, che la domenica mattina\n tutta Londra era elettrizzata dalle notizie provenienti da Woking.  In realt\u00e0\nin realt\u00e0, non c'era nulla che giustificasse questa frase cos\u00ec stravagante. Moltissimi\nlondinesi non hanno sentito parlare dei marziani fino al panico del luned\u00ec mattina.\nmattina. Quelli che l'hanno saputo hanno impiegato un po' di tempo per rendersi conto di tutto ci\u00f2 che i telegrammi frettolosamente\nfrettolosi telegrammi pubblicati sui giornali della domenica. La maggioranza delle persone\nLondra non legge i giornali della domenica.\n\nL'abitudine alla sicurezza personale, inoltre, \u00e8 cos\u00ec profondamente radicata nella mente dei londinesi.\nlondinese, e le informazioni sconvolgenti sono cos\u00ec scontate nei giornali\nnei giornali, che possono leggere senza alcun tremito personale:\n Verso le sette di ieri sera i marziani sono usciti dal cilindro,\ne, muovendosi sotto una corazza di scudi metallici, hanno completamente\nWoking con le case adiacenti e hanno massacrato un intero battaglione dei Cardigan.\nun intero battaglione del Cardigan Regiment. Non si conoscono i dettagli. Le massime\nsono state assolutamente inutili contro la loro corazza; i cannoni da campo sono stati\nsono stati disattivati. Ussari volanti si sono lanciati al galoppo verso\nChertsey. I marziani sembrano muoversi lentamente verso Chertsey o Windsor.\nWindsor. Nel Surrey occidentale regna una grande inquietudine e si stanno erigendo opere di sbarramento per\nper controllare l'avanzata verso Londra.  Cos\u00ec scriveva il\nIl Sun_, e un articolo del _Referee_, un manuale intelligente e molto tempestivo, ha riportato la notizia.\narticolo del _Referee_ ha paragonato la vicenda a un serraglio improvvisamente\nun serraglio improvvisamente liberato in un villaggio.\n\nNessuno a Londra conosceva con certezza la natura dei marziani corazzati.\nmarziani, e c'era ancora l'idea fissa che questi mostri dovessero essere\nlentezza: strisciare, strisciare dolorosamente, queste espressioni ricorrevano in\nquasi tutti i rapporti precedenti. Nessuno dei telegrammi poteva essere stato scritto da un\nscritto da un testimone oculare della loro avanzata. I giornali della domenica stampavano\nedizioni separate man mano che giungevano ulteriori notizie, alcuni anche in assenza di\ndi notizie, alcuni anche in mancanza di esse. Ma non c'era praticamente pi\u00f9 nulla da dire alla gente fino al tardo pomeriggio, quando le autorit\u00e0 hanno dato alla stampa\npomeriggio, quando le autorit\u00e0 hanno dato alle agenzie di stampa le notizie in loro possesso.\nin loro possesso. \u00c8 stato dichiarato che la popolazione di Walton e di\nWeybridge e di tutto il distretto si stavano riversando lungo le strade di Londra.\nLondra, e questo \u00e8 tutto.\n\nMio fratello and\u00f2 in chiesa al Foundling Hospital la mattina,\nancora ignaro di ci\u00f2 che era accaduto la notte precedente. L\u00ec ha sentito\nallusioni all'invasione e una preghiera speciale per la pace.\nUscendo, compr\u00f2 un _Referee_. Si allarm\u00f2 per le notizie\ne si rec\u00f2 di nuovo alla stazione di Waterloo per sapere se le comunicazioni erano state ripristinate.\nse le comunicazioni fossero state ripristinate. Gli omnibus, le carrozze, i ciclisti e le innumerevoli persone che passeggiavano nei loro abiti migliori\ninnumerevoli persone che passeggiavano nei loro abiti migliori sembravano scarsamente interessati alla\nstrane informazioni che i venditori di notizie stavano diffondendo. La gente\ninteressati o, se allarmati, allarmati solo a causa dei residenti locali.\nresidenti. Alla stazione sent\u00ec per la prima volta che le linee di Windsor e Chertsey erano ora interrotte.\ne Chertsey erano interrotte. I portinai gli dissero che\nche in mattinata erano stati ricevuti diversi telegrammi di rilievo da\nByfleet e Chertsey, ma che erano improvvisamente cessati. Mio\nfratello riusc\u00ec a ricavarne pochi dettagli precisi.\n\n La lotta in corso a Weybridge era il massimo delle loro informazioni.\ninformazioni.\n\nIl servizio ferroviario era ormai molto disorganizzato. Un certo numero di\ndi persone che aspettavano amici da localit\u00e0 della rete South-Western\ndella rete South-Western erano in piedi alla stazione. Un vecchio signore dalla testa grigia\n\u00e8 venuto e ha rimproverato aspramente la Compagnia South-Western a mio fratello.  Vuole\nvuole farsi vedere, disse.\n\nSono arrivati uno o due treni da Richmond, Putney e Kingston,\ndi persone che erano uscite per una giornata di navigazione e avevano trovato le chiuse\nchiuse e una sensazione di panico nell'aria. Un uomo con un blazer blu e\nblazer bianco e blu si rivolse a mio fratello, con una serie di strane notizie.\n\n C'\u00e8 una schiera di persone che arriva a Kingston con trappole, carretti e altro, con scatole di oggetti di valore e tutto il resto, ha detto.\ncose, con scatole di oggetti di valore e tutto il resto, ha detto.  Vengono da\nMolesey, Weybridge e Walton, e dicono che a Chertsey si sono sentiti dei cannoni, dei forti spari, e che i soldati a cavallo hanno detto loro di stare attenti.\na Chertsey, sparando pesantemente, e che i soldati a cavallo hanno detto loro di\ndi andarsene subito perch\u00e9 stanno arrivando i marziani. Abbiamo sentito sparare\nalla stazione di Hampton Court, ma pensavamo fosse un tuono. Cosa diavolo\ndiavolo significa tutto questo? I marziani non possono uscire dalla loro fossa, vero?\nvero?\n\nMio fratello non poteva dirglielo.\n\nIn seguito scopr\u00ec che il vago sentimento di allarme si era diffuso tra i clienti della metropolitana.\nclienti della ferrovia sotterranea e che gli escursionisti della domenica\nche i gitanti della domenica cominciarono a tornare da tutto il polmone sud-occidentale di Barnes,\nWimbledon, Richmond Park, Kew e cos\u00ec via ad ore innaturalmente precoci;\nma non c'era nessuno che avesse qualcosa di pi\u00f9 di un vago sentito dire.\nTutti coloro che avevano a che fare con il capolinea sembravano maldisposti.\n\nVerso le cinque la folla radunata nella stazione era immensamente\ndi comunicazione, che \u00e8 quasi sempre chiusa, tra la South-Eastern e la South-Western.\nquasi sempre chiusa, tra la stazione di Sud-Est e quella di Sud-Ovest, e il passaggio di carrozze con enormi cannoni e\ne il passaggio di carrozze con enormi cannoni e carrozze piene di soldati.\ncarrozze piene di soldati. Questi erano i cannoni portati da\nda Woolwich e Chatham per coprire Kingston. Ci fu uno scambio di\ndi convenevoli:  Sarete mangiati!   Siamo i domatori di bestie! e cos\u00ec via.\ne cos\u00ec via. Poco dopo una squadra di polizia entr\u00f2 in stazione e inizi\u00f2 a\nstazione e inizi\u00f2 a sgomberare il pubblico dai binari e mio fratello usc\u00ec di nuovo in strada.\nmio fratello usc\u00ec di nuovo in strada.\n\nLe campane della chiesa stavano suonando per il canto del pomeriggio e una squadra di ragazze dell'Esercito della Salvezza\ndell'Esercito della Salvezza scendeva cantando lungo Waterloo Road. Sul ponte un certo numero di\nmocassini stavano osservando una curiosa melma marrone che scendeva a chiazze dal\nranno a chiazze lungo il corso d'acqua. Il sole stava tramontando e la Clock Tower e le Houses of Parliament si stagliavano su uno dei due lati.\ndel Parlamento si stagliavano su uno dei cieli pi\u00f9 tranquilli che si possano immaginare, un cielo di\nuno dei cieli pi\u00f9 tranquilli che si possano immaginare, un cielo d'oro, barrato da lunghe strisce trasversali di\nstrisce trasversali di nubi rosso-violacee. Si parlava di un corpo galleggiante. Uno\nuno degli uomini presenti, un riservista che diceva di essere, disse a mio fratello di aver\naveva visto l'eliografo sfarfallare a ovest.\n\nIn Wellington Street mio fratello incontr\u00f2 una coppia di robusti rozzi che erano stati\nerano appena usciti di corsa da Fleet Street con giornali ancora bagnati e\ncon cartelli che li fissavano.  Terribile catastrofe! Si lamentavano l'uno con l'altro\nin Wellington Street.  Combattimento a Weybridge! Descrizione completa!\nRespingimento dei marziani! Londra in pericolo!  Doveva dare tre pence\nper una copia di quel giornale.\n\nFu allora, e solo allora, che si rese conto della piena potenza e del terrore di quei mostri.\npotenza e del terrore di questi mostri. Apprese che non erano\nnon erano solo un manipolo di piccole creature pigre, ma che erano menti\nche agitavano vasti corpi meccanici; e che potevano muoversi velocemente e\ncon una tale potenza che nemmeno i cannoni pi\u00f9 potenti avrebbero potuto\ncontro di loro.\n\nVenivano descritte come enormi macchine simili a ragni, alte quasi cento piedi\ndi altezza, capaci di raggiungere la velocit\u00e0 di un treno espresso e in grado di sparare un\nun fascio di calore intenso.  Batterie mascherate, principalmente di cannoni da campo, erano state\nerano state installate nelle campagne intorno a Horsell Common e soprattutto\ntra il distretto di Woking e Londra. Cinque di queste macchine sono state\nerano state viste muoversi verso il Tamigi e una, per un fortunato caso, era stata distrutta.\ndistrutto. Negli altri casi le granate erano state mancate, e le batterie\nerano state subito annientate dai raggi di calore. Sono state menzionate pesanti perdite di soldati\nma il tono del dispaccio era ottimista.\n\nI marziani erano stati respinti; non erano invulnerabili. Si erano\nsi erano ritirati di nuovo nel loro triangolo di cilindri, nel cerchio intorno a Woking.\nWoking. I segnalatori con gli eliografi si spingevano su di loro da tutti i lati.\ntutti i lati. I cannoni erano in rapido transito da Windsor, Portsmouth,\nAldershot, Woolwich, persino dal nord; tra gli altri, lunghi cannoni a filo\ndi novantacinque tonnellate da Woolwich. Complessivamente centosedici\nerano in posizione o in fase di frettoloso posizionamento, soprattutto a copertura di Londra.\nMai prima d'ora in Inghilterra c'era stata una cos\u00ec vasta e rapida concentrazione di materiale militare.\nrapida concentrazione di materiale militare.\n\nSi sperava che eventuali altri cilindri che fossero caduti potessero essere distrutti subito da\ncon esplosivi ad alto potenziale, che venivano rapidamente fabbricati e distribuiti.\ndistribuiti. Senza dubbio, si leggeva nel rapporto, la situazione era della pi\u00f9 strana e grave\npi\u00f9 strana e grave, ma il pubblico \u00e8 stato esortato a evitare il panico.\ne scoraggiare il panico. Senza dubbio i marziani erano strani e terribili\nma all'esterno non potevano essere pi\u00f9 di venti contro i nostri milioni.\ndi loro contro i nostri milioni.\n\nLe autorit\u00e0 avevano ragione di supporre, dalle dimensioni dei cilindri,\nche all'esterno non potessero essercene pi\u00f9 di cinque in ogni cilindro, quindici in tutto.\ncilindro, quindici in tutto. E almeno uno \u00e8 stato smaltito forse\ndi pi\u00f9. Il pubblico sarebbe stato avvisato dell'avvicinarsi del pericolo e si stavano adottando\ne si stavano adottando elaborate misure per la protezione della popolazione della\nminacciata periferia sud-occidentale. E cos\u00ec, con ripetute assicurazioni sulla sicurezza di\ndella sicurezza di Londra e della capacit\u00e0 delle autorit\u00e0 di far fronte alle difficolt\u00e0.\ndifficolt\u00e0, questo quasi-proclama si chiudeva.\n\nQuesto era stampato a caratteri enormi su carta cos\u00ec fresca che era ancora\nbagnata, e non c'era stato il tempo di aggiungere una parola di commento. \u00c8 stato\ncurioso, disse mio fratello, vedere con quanta spietatezza il contenuto abituale del\ndel giornale fosse stato tagliato e tolto per dare spazio a questo.\n\nIn tutta Wellington Street si vedevano persone che sventolavano i fogli rosa e leggevano.\nfogli rosa e leggere, e lo Strand divenne improvvisamente rumoroso con le voci\ndi un esercito di venditori ambulanti che seguivano questi pionieri. Gli uomini scesero di corsa dagli\nautobus per assicurarsi le copie. Certamente questa notizia eccitava intensamente la gente,\nqualunque fosse la loro precedente apatia. Le serrande di un negozio di mappe nello\nStrand stavano per essere tolte, mi disse mio fratello, e un uomo in tenuta domenicale, con tanto di guanti giallo limone, era visibile all'interno del negozio.\ndomenicale, con tanto di guanti giallo limone, era visibile all'interno della vetrina\nfissando frettolosamente le mappe del Surrey al vetro.\n\nProseguendo lungo lo Strand fino a Trafalgar Square, con il giornale in mano,\nmio fratello vide alcuni dei fuggitivi del West Surrey. C'era un uomo\ncon la moglie e i due figli e alcuni mobili in un carro\ncome quelli che usano i fruttivendoli. Stava guidando in direzione di\nWestminster Bridge; e dietro di lui arrivava un carro di fieno con cinque o sei persone dall'aspetto rispettabile.\ncinque o sei persone dall'aspetto rispettabile e alcune casse e fagotti. I volti di queste\nvolti di queste persone erano sparuti, e il loro aspetto\ncontrastava vistosamente con l'aspetto migliore del sabato delle persone\nsugli omnibus. Persone in abiti alla moda li sbirciavano dai\ndai taxi. Si fermarono a Square come se fossero indecisi sulla strada da prendere e alla fine svoltarono verso est\ninfine svoltarono verso est lungo lo Strand. Dietro di loro arriv\u00f2 un uomo in\nuomo in abiti da lavoro, in sella a uno di quei tricicli antiquati\ncon una piccola ruota anteriore. Era sporco e bianco in viso.\n\nMio fratello scese verso Victoria e incontr\u00f2 un certo numero di queste persone.\npersone. Aveva la vaga idea di poter vedere qualcosa di me. Not\u00f2 un numero insolito di poliziotti\nnot\u00f2 un numero insolito di poliziotti che regolavano il traffico. Alcuni rifugiati\nrifugiati si scambiavano notizie con le persone sugli omnibus. Uno di loro\nuno di loro affermava di aver visto i marziani.  Caldaie su palafitte, vi dico,\nche camminavano come uomini.  La maggior parte di loro era eccitata e animata dalla\ndalla loro strana esperienza.\n\nAl di l\u00e0 di Victoria i locali pubblici facevano un vivace commercio con questi\narrivi. In tutti gli angoli delle strade gruppi di persone leggevano\ngiornali, parlando animatamente o fissando questi insoliti visitatori domenicali.\nSembravano aumentare man mano che la notte si avvicinava, finch\u00e9 alla fine le strade, disse mio fratello, erano come Epsom High\nfratello disse che le strade erano come Epsom High Street in un giorno di Derby. Mio fratello\nmio fratello si rivolse a diversi di questi fuggitivi e ottenne risposte insoddisfacenti\nrisposte insoddisfacenti dalla maggior parte di loro.\n\nNessuno di loro seppe dargli notizie di Woking, tranne un uomo, che gli assicur\u00f2 che Woking era stata interamente distrutta il giorno precedente.\nche gli assicur\u00f2 che Woking era stata interamente distrutta la notte precedente.\nnotte.\n\n Vengo da Byfleet, ha detto; un uomo in bicicletta \u00e8 passato da qui la mattina presto e ha corso di porta in porta per avvertirci di\ndi prima mattina e correva di porta in porta per avvertirci di\ndi allontanarci. Poi sono arrivati i soldati. Siamo usciti a vedere e c'erano\nnuvole di fumo a sud, nient'altro che fumo, e non c'era anima viva che venisse\nda quella parte. Poi sentimmo i cannoni di Chertsey e la gente che arrivava da\nWeybridge. Cos\u00ec ho chiuso la casa e sono venuto.\n\nA quel tempo nelle strade era forte il sentimento che le autorit\u00e0\nautorit\u00e0 erano da biasimare per la loro incapacit\u00e0 di sbarazzarsi degli\ninvasori senza tutti questi inconvenienti.\n\nVerso le otto un rumore di spari pesanti \u00e8 stato distintamente udito in tutta la zona sud di Londra.\nLondra. Mio fratello non poteva sentirlo per il traffico\nnelle arterie principali, ma percorrendo le tranquille strade secondarie fino al fiume\nstrade secondarie verso il fiume, riusc\u00ec a distinguerlo chiaramente.\n\nSi \u00e8 recato a piedi da Westminster ai suoi appartamenti vicino a Regent s Park, verso le due.\ndue. Era molto preoccupato per me e turbato dall'evidente entit\u00e0 del problema.\nevidente entit\u00e0 del problema. La sua mente era incline a correre, proprio come\nmia il sabato, ai dettagli militari. Pensava a tutti quei\ncannoni silenziosi e in attesa, alla campagna improvvisamente nomade; cercava di immaginare\ndi immaginare caldaie su palafitte alte un centinaio di metri.\n\nC'erano uno o due carri di rifugiati che passavano in Oxford Street e diversi in Marylebone Road.\nOxford Street e diversi in Marylebone Road, ma la notizia si diffondeva cos\u00ec lentamente che Regent Street e Portland Place erano piene di rifugiati.\nche Regent Street e Portland Place erano piene dei soliti passeggiatori della domenica sera.\ndi domenica sera, anche se parlavano in gruppo, e lungo il bordo di Regent Park c'erano\ndi Regent Park c'erano altrettante coppie silenziose che camminavano\nsotto le lampade a gas sparse, come non ce n'erano mai state. La notte era\nnotte era calda e immobile, e un po' opprimente; il suono dei cannoni continuava a intermittenza, e dopo mezzanotte\nIl rumore dei cannoni continuava a intermittenza e dopo la mezzanotte sembrava che ci fossero\nlampi a sud.\n\nLesse e rilesse il giornale, temendo che mi fosse successo il peggio. Era\nera inquieto e dopo cena si aggir\u00f2 di nuovo senza meta. Torn\u00f2\ne cerc\u00f2 invano di distogliere l'attenzione dai suoi appunti d'esame. And\u00f2 a letto\nand\u00f2 a letto poco dopo la mezzanotte, e fu svegliato da sogni torbidi nelle piccole ore del luned\u00ec\nnelle ore piccole del luned\u00ec dal suono dei battenti delle porte, dei piedi che correvano\npiedi che correvano per strada, tamburi lontani e un clamore di campane. Riflessi rossi\nrossi che danzavano sul soffitto. Per un attimo rimase a bocca aperta,\nchiedendosi se fosse arrivato il giorno o se il mondo fosse impazzito. Poi salt\u00f2\ndal letto e corse alla finestra.\n\nLa sua stanza era una mansarda e quando spingeva la testa fuori, su e gi\u00f9 per la strada c'erano decine di echi al rumore dei battenti della sua finestra.\nstrada c'era una dozzina di echi al rumore dell'anta della sua finestra, e apparivano teste in ogni tipo di disordine notturno.\ne apparivano teste in ogni tipo di disordine notturno. Si chiedevano informazioni\ngridate.  Stanno arrivando! grid\u00f2 un poliziotto, battendo alla porta;\n stanno arrivando i marziani! e si precipit\u00f2 alla porta accanto.\n\nIl suono dei tamburi e delle trombe proveniva dalla caserma di Albany Street.\ncaserma di Albany Street, e ogni chiesa a portata d'orecchio era al lavoro per uccidere il sonno\nsonno con un veemente e disordinato tocsin. C'era un rumore di porte\ndi porte che si aprivano, e una finestra dopo l'altra delle case di fronte passava dal\ndall'oscurit\u00e0 a un'illuminazione gialla.\n\nIn strada arriv\u00f2 al galoppo una carrozza chiusa, che scoppi\u00f2 bruscamente in\nrumore all'angolo, salendo a un culmine sferragliante sotto la finestra,\ne si spegneva lentamente in lontananza. Dietro a questa si avvicinavano un paio di\nun paio di taxi, precursori di una lunga processione di veicoli volanti, per la maggior parte\nveicoli volanti, per la maggior parte diretti alla stazione di Chalk Farm, dove i treni speciali del\nNorth-Western stavano caricando i treni speciali, invece di scendere\nla pendenza verso Euston.\n\nPer molto tempo mio fratello rimase a guardare fuori dalla finestra con\nstupore, osservando i poliziotti che martellavano una porta dopo l'altra e che\ne che consegnavano il loro messaggio incomprensibile. Poi la porta dietro di lui\nsi apr\u00ec ed entr\u00f2 l'uomo che abitava sul pianerottolo, vestito solo di camicia, pantaloni e ciabatte.\ncamicia, pantaloni e pantofole, con le bretelle allentate in vita e i capelli scompigliati dal cuscino.\ncapelli scompigliati dal cuscino.\n\n Che diavolo \u00e8? chiese.  Un incendio? Che diavolo di fila!\n\nEntrambi hanno sporto la testa fuori dal finestrino, sforzandosi di sentire cosa\ni poliziotti stavano gridando. La gente usciva dalle strade\nstrade laterali e si trovava in gruppi agli angoli a parlare.\n\n Di che diavolo si tratta? disse il compagno di stanza di mio fratello.\n\nMio fratello gli rispose vagamente e cominci\u00f2 a vestirsi, correndo ad ogni capo verso la finestra per non perdersi nulla del crescere del numero di persone.\nalla finestra per non perdersi nulla della crescente eccitazione.\neccitazione. E di l\u00ec a poco, uomini che vendevano giornali innaturalmente presto\nche vendevano giornali con un anticipo innaturale:\n\n Londra rischia di soffocare! Le difese di Kingston e Richmond\nforzate! Paurosi massacri nella Thames Valley!\n\nE tutto intorno a lui, nelle stanze sottostanti, nelle case su ogni lato e\nstrada, e dietro, nelle Park Terraces e nelle altre cento strade di quella parte di Marylebone e di Westbourne Park.\naltre centinaia di strade di quella parte di Marylebone e del quartiere di Westbourne Park e di St.\ne di St. Pancras, e a ovest e a nord di Kilburn e di St.\nJohn's Wood e Hampstead, e a est di Shoreditch e Highbury e Haggerston e Hoxton.\nHaggerston e Hoxton, e, in effetti, in tutta la vastit\u00e0 di Londra\nda Ealing a East Ham la gente si strofinava gli occhi e apriva le finestre per guardare fuori e chiedere senza meta\nfinestre per guardare fuori e fare domande senza meta, vestendosi frettolosamente come il primo soffio della tempesta di\nprimo alito dell'imminente tempesta di paura soffiava per le strade. Era\nera l'alba del grande panico. Londra, che era andata a letto la domenica sera\ndomenica sera ignara e inerte, fu svegliata, nelle piccole ore del luned\u00ec mattina, da una viva sensazione di\nluned\u00ec mattina, con una vivida sensazione di pericolo.\n\nNon potendo dalla finestra capire cosa stesse succedendo, mio fratello scese e usc\u00ec in strada.\nmio fratello scese e usc\u00ec in strada, proprio quando il cielo tra i parapetti delle case\ndelle case si tingeva di rosa con le prime luci dell'alba. Le persone che volavano a piedi e\na piedi e sui veicoli diventava ogni momento pi\u00f9 numerosa.  Fumo nero!\ngridare la gente, e ancora Fumo nero!  Il contagio di una tale\npaura unanime era inevitabile. Mentre mio fratello esitava sulla\nsulla soglia della porta, vide avvicinarsi un altro venditore di notizie e prese subito un giornale.\nsubito un giornale. Quell'uomo stava scappando con gli altri e vendeva i suoi giornali per uno scellino\nscellini l'uno mentre correva, in un grottesco miscuglio di profitto e panico.\npanico.\n\nE da questo giornale mio fratello lesse quel catastrofico dispaccio del\nComandante in capo:\n\n I marziani sono in grado di scaricare enormi nubi di un vapore nero e velenoso per mezzo di razzi.\nvapore nero e velenoso per mezzo di razzi. Hanno soffocato le nostre\nbatterie, hanno distrutto Richmond, Kingston e Wimbledon e stanno avanzando lentamente verso Londra, distruggendo tutto ci\u00f2 che si trova sul cammino.\navanzano lentamente verso Londra, distruggendo tutto quello che trovano sulla strada. \u00c8\n\u00e8 impossibile fermarli. Non c'\u00e8 salvezza dal Fumo Nero se non nella\nse non nella fuga istantanea.\n\n\nQuesto \u00e8 tutto, ma \u00e8 sufficiente. L'intera popolazione della grande citt\u00e0\ncitt\u00e0 di sei milioni di abitanti si agitava, scivolava, correva; presto si sarebbe riversata\nsi sarebbe riversata in massa verso nord.\n\n Fumo nero! gridavano le voci.  Fuoco!\n\nLe campane della chiesa vicina fecero un tumulto tintinnante, un carro guidato incautamente\nun carro guidato incautamente si \u00e8 schiantato, tra grida e imprecazioni, contro l'acquedotto\nd'acqua lungo la strada. Le luci gialle e malate andavano e venivano dalle case\ncase e alcuni taxi di passaggio ostentavano lampade non spente. E\nsopra di noi l'alba stava diventando pi\u00f9 luminosa, chiara, stabile e calma.\n\nSent\u00ec dei passi che correvano avanti e indietro nelle stanze, e su e gi\u00f9 per le\nscale dietro di lui. La sua padrona di casa si affacci\u00f2 alla porta, avvolta in una vestaglia e in uno scialle.\nvestaglia e scialle; il marito lo segu\u00ec, eiaculando.\n\nQuando mio fratello cominci\u00f2 a rendersi conto della portata di tutte queste cose, si\nsi diresse frettolosamente verso la propria stanza, mise in tasca tutto il denaro disponibile, circa dieci\ndieci sterline in tutto, e usc\u00ec di nuovo per le strade.\nstrada.\n\n\n\n\nXV.\nCOSA ERA SUCCESSO A SURREY.\n\n\nFu mentre il curato si era seduto e mi parlava in modo cos\u00ec selvaggio sotto la\nsiepe nei prati pianeggianti vicino a Halliford, e mentre mio fratello guardava\nmio fratello osservava il flusso dei fuggitivi sul ponte di Westminster, che i\nmarziani avevano ripreso l'offensiva. Per quanto si possa accertare dalle\ndai resoconti contrastanti che sono stati presentati, la maggior parte di essi\ndi loro rimase impegnata nei preparativi nella fossa di Horsell fino alle nove di quella sera.\nnotte, affrettando qualche operazione che disinnescava enormi volumi di fumo verde.\nfumo verde.\n\nMa tre sono usciti verso le otto e, avanzando lentamente e con cautela, si sono diretti attraverso Byfleet e Pyrford verso\ne con cautela, si fecero strada attraverso Byfleet e Pyrford verso Ripley e Weybridge.\nRipley e Weybridge, arrivando cos\u00ec in vista delle batterie che si aspettavano\ncontro il sole al tramonto. Questi marziani non avanzavano in massa, ma in linea\nin fila, ognuno a circa un miglio e mezzo dal suo compagno pi\u00f9 vicino. Comunicavano\ncomunicavano tra loro per mezzo di ululati simili a sirene, che correvano su\nsirena, salendo e scendendo la scala da una nota all'altra.\n\nErano gli ululati e gli spari dei cannoni a Ripley e a St.\nHill che avevamo sentito a Upper Halliford. Gli artiglieri di Ripley,\nvolontari d'artiglieria senza esperienza che non avrebbero mai dovuto essere messi in una\nposizione, hanno sparato una raffica selvaggia, prematura e inefficace, e sono fuggiti a cavallo e a piedi attraverso il campo.\na cavallo e a piedi attraverso il villaggio abbandonato, mentre il\nmarziano, senza usare il suo raggio termico, camminava serenamente sopra i loro cannoni,\nsi muoveva con passo felpato in mezzo a loro, passava davanti a loro, e cos\u00ec giunse\ninaspettatamente sui cannoni di Painshill Park, che distrusse.\n\nGli uomini di St. George's Hill, tuttavia, erano meglio guidati o di migliore\ncoraggio. Nascosti da un bosco di pini, sembra che siano stati\nSembra che il marziano pi\u00f9 vicino a loro non si sia accorto di nulla. Hanno piazzato i loro fucili\ndeliberatamente come se fossero in parata e spararono a circa mille metri di distanza.\nmille metri di distanza.\n\nI proiettili gli rimbombarono intorno e lo videro avanzare di qualche passo, barcollare e cadere.\npassi, barcollare e cadere. Tutti gridarono insieme e i fucili\nfurono ricaricati in fretta e furia. Il marziano rovesciato emise un\nun'ululazione prolungata e subito un secondo gigante scintillante,\nche gli rispondeva, apparve oltre gli alberi a sud. Sembrerebbe che\nSembrava che una gamba del treppiede fosse stata frantumata da una delle granate. L'intera\ndella seconda raffica vol\u00f2 lontano dal marziano a terra e, simultaneamente, entrambi i suoi compagni\nsimultaneamente, entrambi i suoi compagni portarono i loro raggi di calore contro\nsulla batteria. Le munizioni saltarono in aria, i pini intorno ai cannoni si infiammarono e solo il fuoco\npini intorno ai cannoni, e solo uno o due degli uomini che gi\u00e0 stavano\nche stavano gi\u00e0 correndo sulla cresta della collina.\n\nDopo di che sembra che i tre si siano consultati e si siano fermati.\ne si siano fermati, e gli esploratori che li stavano osservando riferiscono che sono rimasti\nassolutamente fermi per la mezz'ora successiva. Il marziano che era stato\nche era stato rovesciato strisci\u00f2 noiosamente fuori dal suo cappuccio, una piccola figura marrone,\nuna piccola figura marrone, stranamente suggestiva da quella distanza di un puntino di ruggine, e\napparentemente impegnato a riparare il suo supporto. Verso le nove aveva finito\naveva finito, perch\u00e9 il suo cappuccio fu visto di nuovo al di sopra degli alberi.\n\nErano passate da poco le nove di quella sera quando le tre sentinelle furono raggiunte da altri quattro marziani, ognuno dei quali portava con s\u00e9 uno spesso tubo nero.\nfurono raggiunte da altri quattro marziani, ognuno dei quali portava con s\u00e9 uno spesso tubo nero. A\ntubo simile a ciascuno dei tre e i sette procedettero a distribuirsi a distanze uguali\ndistribuirsi a distanze uguali lungo una linea curva tra St.\nGeorge's Hill, Weybridge, e il villaggio di Send, a sud-ovest di Ripley.\nRipley.\n\nUna dozzina di razzi spuntarono dalle colline davanti a loro non appena iniziarono a muoversi.\nnon appena iniziarono a muoversi, e avvisarono le batterie in attesa di Ditton ed Esher.\nNello stesso momento quattro delle loro macchine da combattimento, similmente armate di tubi, attraversarono il fiume.\ndi tubi, attraversarono il fiume e due di loro, neri contro il cielo occidentale, vennero avvistati da me e da altri.\ncielo, vennero in vista di me e del curato mentre ci affrettavamo stancamente e dolorosamente\nfaticosamente lungo la strada che porta a nord di Halliford. Essi\nsi muovevano, come ci sembrava, su una nuvola, perch\u00e9 una nebbia lattiginosa copriva i campi e si alzava a un terzo della loro superficie.\ncampi e si alzava a un terzo della loro altezza.\n\nA questa vista, il curato emise un debole grido in gola e cominci\u00f2 a correre.\nma io sapevo che non era il caso di scappare da un marziano, e mi voltai di lato e strisciai tra ortiche e rovi rugiadosi verso il largo\ne strisciai tra ortiche e rovi bagnati di rugiada fino all'ampio\nnel largo fossato al lato della strada. Si guard\u00f2 indietro, vide cosa stavo facendo e si volt\u00f2 per raggiungermi,\ne si volt\u00f2 per raggiungermi.\n\nI due si fermarono, il pi\u00f9 vicino a noi in piedi e rivolto verso Sunbury, il pi\u00f9 lontano era una grigia indistinzione verso la stella della sera, lontano\npi\u00f9 lontana era un'indistinzione grigia verso la stella della sera, lontano\nverso Staines.\n\nGli occasionali ululati dei marziani erano cessati; essi presero posizione nell'enorme mezzaluna attorno ai loro cilindri\nposizioni nell'enorme mezzaluna attorno ai loro cilindri in assoluto\nsilenzio. Era una mezzaluna con dodici miglia tra i suoi corni. Mai\ndall'invenzione della polvere da sparo l'inizio di una battaglia era stato cos\u00ec immobile.\nPer noi e per un osservatore nei pressi di Ripley avrebbe avuto esattamente lo stesso effetto\nstesso effetto i marziani sembravano in possesso solitario della notte oscura, illuminata solo\nnotte, illuminata solo dall'esile luna, dalle stelle, dal bagliore della luce del giorno e dalla\ndiurno e dal bagliore rossastro della collina di San Giorgio e dei boschi di Painshill.\ndi San Giorgio e dai boschi di Painshill.\n\nMa di fronte a quella mezzaluna ovunque a Staines, Hounslow, Ditton,\nEsher, Ockham, dietro le colline e i boschi a sud del fiume, e attraverso i prati pianeggianti a nord di esso.\nprati pianeggianti a nord, ovunque un gruppo di alberi o di case di un villaggio\no di case di paese dava sufficiente copertura, i cannoni erano in attesa. I\nrazzi di segnalazione scoppiarono e fecero piovere le loro scintille nella notte e poi svanirono.\ne svanirono, e lo spirito di tutti coloro che guardavano le batterie sal\u00ec a una tesa attesa.\ntesa aspettativa. I marziani non dovevano far altro che avanzare sulla linea di\ndi fuoco, e all'istante quelle forme nere e immobili di uomini, quei cannoni\nscintillanti nella prima notte, sarebbero esplose in un\nuna fragorosa furia di battaglia.\n\nSenza dubbio il pensiero che era in cima a migliaia di quelle menti vigili\nmente, cos\u00ec come lo era nella mia, era l'indovinello di quanto\ndi noi. Si rendevano conto che noi, in milioni, eravamo\norganizzati, disciplinati, che lavoravano insieme? O interpretavano i nostri\nfuoco, l'improvviso pungere delle nostre granate, il nostro costante\ncostante investimento del loro accampamento, come avremmo dovuto interpretare la furiosa unanimit\u00e0 di un\ndi un assalto in un alveare disturbato di api? Sognavano forse di poterci\nsterminarci? (A quel tempo nessuno sapeva di quale cibo avessero bisogno).\ncento di queste domande si affollavano nella mia mente mentre osservavo quella\nsentinella. E in fondo alla mia mente c'era la sensazione di tutte le\nenormi forze sconosciute e nascoste verso Londra. Avevano preparato\ninsidie? Le polveriere di Hounslow erano pronte come una trappola? I londinesi avrebbero avuto il\nlondinesi avrebbero avuto il cuore e il coraggio di fare una Mosca pi\u00f9 grande della loro\ndella loro potente provincia di case?\n\nPoi, dopo un tempo interminabile, come ci sembrava, accovacciati e\nscrutare attraverso la siepe, giunse un suono simile alla lontana commozione di un\nun cannone. Un altro pi\u00f9 vicino, e poi un altro ancora. E poi il marziano accanto a noi\nsollev\u00f2 il suo tubo in alto e lo scaric\u00f2, a mo' di arma da fuoco, con un pesante rapporto\nche fece tremare il terreno. Quello verso Staines gli rispose. Non ci fu\nNon ci fu nessun lampo, nessun fumo, solo quella detonazione carica.\n\nEro cos\u00ec eccitato da questi pesanti cannoni che si susseguivano che\ndimenticai a tal punto la mia sicurezza personale e le mie mani scottate da arrampicarmi sulla siepe e fissare\nsulla siepe e guardare verso Sunbury. Mentre lo facevo, segu\u00ec un secondo\nun secondo rapporto, e un grosso proiettile si scagli\u00f2 in alto verso\nHounslow. Mi aspettavo almeno di vedere del fumo o del fuoco, o qualche altra\nprova del suo lavoro. Ma tutto ci\u00f2 che vidi fu il cielo blu intenso, con una sola stella, e il cielo bianco.\nuna stella solitaria, e la nebbia bianca che si estendeva larga e bassa sotto di me.\nE non c'era stato alcuno schianto, alcuna esplosione di risposta. Il silenzio era\nIl silenzio fu ristabilito; il minuto si allung\u00f2 fino a tre.\n\n Che cosa \u00e8 successo? disse il curato, alzandosi accanto a me.\n\n Lo sa il cielo!\n\nUn pipistrello pass\u00f2 e scomparve. Un lontano tumulto di grida cominci\u00f2 e\ncessato. Guardai di nuovo il marziano e vidi che ora si stava muovendo\nverso est lungo la riva del fiume, con un movimento rapido e ondeggiante.\n\nOgni momento mi aspettavo che il fuoco di qualche batteria nascosta si scatenasse su di lui\nma la calma della sera era intatta. La figura del marziano diventava\npi\u00f9 piccola man mano che si allontanava, e ben presto la nebbia e la notte che si avvicinava\nlo avevano inghiottito. Con un impulso comune ci arrampicammo pi\u00f9 in alto. Verso\nSunbury c'era un'apparenza scura, come se una collina conica fosse improvvisamente\nconica, come se fosse sorta all'improvviso, nascondendoci la vista del paese pi\u00f9 lontano.\npoi, pi\u00f9 lontano, oltre il fiume, sopra Walton, vedemmo un'altra cima di questo tipo.\ncima. Queste forme simili a colline diventavano sempre pi\u00f9 basse e pi\u00f9 larghe mentre le guardavamo.\n\nMosso da un pensiero improvviso, guardai verso nord e mi accorsi che un terzo di questi kopjes neri e nuvolosi era sorto.\nun terzo di questi kopjes neri e nuvolosi.\n\nTutto era diventato improvvisamente molto immobile. Lontano, a sud-est,\nche segnava la quiete, sentimmo i marziani che si urlavano l'un l'altro, e poi\npoi l'aria torn\u00f2 a fremere con il tonfo lontano dei loro cannoni. Ma\nl'artiglieria terrestre non rispondeva.\n\nAll'epoca non potevamo capire queste cose, ma pi\u00f9 tardi avrei appreso il significato di questi\nsignificato di questi minacciosi kopjes che si radunavano al crepuscolo.\ncrepuscolo. Ognuno dei marziani, in piedi nella grande mezzaluna che ho descritto, aveva scaricato, per mezzo di un tubo simile a una pistola\ndescritto, aveva scaricato, per mezzo del tubo simile a una pistola che portava con s\u00e9, un\nun'enorme bomboletta su qualsiasi collina, boschetto, gruppo di case o altro\npossibile copertura per le armi, si trovasse di fronte a lui. Alcuni sparavano solo\nuno solo di questi, altri due come nel caso di quello che abbiamo visto noi; quello di Ripley si dice che abbia sparato\nSi dice che quello di Ripley ne abbia sparati non meno di cinque in quel momento.\nQuesti barattoli si frantumavano al momento dell'impatto con il terreno, ma non esplodevano e\nun enorme volume di vapore pesante e colorato,\ne si \u00e8 riversato verso l'alto in un'enorme nube cumuliforme color ebano, una collina gassosa che si \u00e8 inabissata e si \u00e8 diffusa lentamente.\ngassosa che sprofondava e si diffondeva lentamente sul paese circostante.\nE il contatto con quel vapore, l'inalazione dei suoi ciuffi pungenti, era\nmorte per tutto ci\u00f2 che respira.\n\nEra pesante, questo vapore, pi\u00f9 pesante del fumo pi\u00f9 denso, tanto che,\ndopo il primo tumultuoso impeto e la fuoriuscita del suo impatto, sprofond\u00f2 nell'aria e si rivers\u00f2 sul terreno\naria e si rivers\u00f2 sul terreno in modo pi\u00f9 liquido che gassoso, abbandonando le colline.\nliquido che gassoso, abbandonando le colline e riversandosi nelle valli, nei fossi e nei corsi d'acqua.\nvallate, nei fossi e nei corsi d'acqua, proprio come ho sentito fare al gas\ngas acido-carbonico che si riversa dalle fenditure vulcaniche. E\ndove si imbatteva nell'acqua si verificava un'azione chimica e la superficie\nsuperficie si ricopriva istantaneamente di una schiuma polverosa che affondava lentamente e\nlentamente e ne lasciava spazio ad altre. La feccia era assolutamente insolubile, ed \u00e8 una cosa strana, vedendo l'effetto istantaneo\nstrano, visto l'effetto istantaneo del gas, che si potesse\nbere senza danni l'acqua da cui era stata estratta. Il vapore\nvapore non si diffondeva come farebbe un vero gas. Si \u00e8 unito in banchi, scorrendo\nin banchi, scorrendo pigramente lungo il pendio della terra e guidando\ncon riluttanza davanti al vento, e molto lentamente si combin\u00f2 con la nebbia e l'umidit\u00e0 dell'aria\ne all'umidit\u00e0 dell'aria e affondava sulla terra sotto forma di polvere.\nA parte il fatto che si tratta di un elemento sconosciuto che d\u00e0 un gruppo di quattro linee nel blu dello spettro, si tratta di un elemento sconosciuto che d\u00e0 un gruppo di quattro linee nel blu dello\ndello spettro, siamo ancora del tutto ignoranti sulla natura di questa\nnatura di questa sostanza.\n\nUna volta terminato il tumultuoso sconvolgimento della sua dispersione, il fumo nero si aggrapp\u00f2 cos\u00ec strettamente al terreno, anche prima della sua precipitazione.\nfumo nero si aggrappava cos\u00ec strettamente al suolo, anche prima della sua precipitazione,\nche a cinquanta metri d'altezza, sui tetti e sui piani alti delle case e sui grandi alberi, c'era la possibilit\u00e0 di sfuggire al suo veleno.\ntetti e i piani alti delle case e sui grandi alberi, c'era la possibilit\u00e0 di sfuggire completamente al suo veleno.\ncome fu dimostrato anche quella notte a Street Cobham e Ditton.\n\nL'uomo che \u00e8 fuggito nel luogo precedente racconta una storia meravigliosa sulla\nstranezza del suo flusso serpeggiante, e di come guard\u00f2 gi\u00f9 dalla guglia della chiesa e vide le case del villaggio sorgere come fantasmi dal suo\nguglia della chiesa e vide le case del villaggio sorgere come fantasmi dal suo\ndal nulla. Per un giorno e mezzo rimase l\u00ec, stanco,\nstanco, affamato e bruciato dal sole, la terra sotto il cielo blu e contro la prospettiva delle colline lontane\ndelle colline lontane, una distesa nera e vellutata, con tetti rossi, alberi verdi e, pi\u00f9 tardi, neri,\nalberi verdi e, pi\u00f9 tardi, arbusti velati di nero e cancelli, fienili,\nfienili, casette e muri, che spuntavano qua e l\u00e0 alla luce del sole.\n\nMa questo \u00e8 avvenuto a Street Cobham, dove il vapore nero \u00e8 stato lasciato rimanere fino a quando\nrimanere fino a quando non sprofondava di sua iniziativa nel terreno. Di norma i\nmarziani, quando aveva raggiunto il suo scopo, ripulivano di nuovo l'aria\ndi nuovo l'aria, immergendosi in essa e dirigendo un getto di vapore su di essa.\n\nQuesto fecero con i banchi di vapore vicino a noi, come vedemmo alla luce delle stelle dalla finestra di una casa abbandonata a Upper Halliford.\ndalla finestra di una casa deserta a Upper Halliford, dove eravamo tornati.\nritorno. Da l\u00ec potevamo vedere i fari su Richmond Hill e Kingston Hill che andavano e venivano.\nRichmond Hill e Kingston Hill che andavano e venivano, e verso le undici le finestre hanno fatto rumore,\ne sentimmo il rumore degli enormi cannoni d'assedio che erano stati posizionati l\u00ec.\nposizione. Questi continuarono a intermittenza per un quarto d'ora.\nper un quarto d'ora, mandando colpi a caso contro i marziani invisibili di\nHampton e Ditton, poi i pallidi fasci di luce elettrica svanirono e furono sostituiti da una\nsvanirono e furono sostituiti da un bagliore rosso vivo.\n\nPoi il quarto cilindro cadde, come ho saputo in seguito, una brillante meteora verde\nin seguito, a Bushey Park. Prima che i cannoni sulle colline di Richmond e\nRichmond e Kingston, ci fu un cannoneggiamento irregolare a sud-ovest.\na sud-ovest, dovuto, credo, al fatto che i cannoni erano stati sparati a casaccio prima che il vapore nero potesse\nvapore nero potesse sopraffare gli artiglieri.\n\nCos\u00ec, con la stessa metodicit\u00e0 con cui un uomo potrebbe eliminare un nido di vespe, i marziani sparsero questo strano vapore soffocante sul\nnido di vespe, i marziani sparsero questo strano vapore soffocante sulla\nLondra. I corni della mezzaluna si allontanarono lentamente, finch\u00e9\nfino a formare una linea da Hanwell a Coombe e Malden. Per tutta la notte\nper tutta la notte i loro tubi distruttivi avanzarono. Mai una volta, dopo che il marziano\ndi St. George Hill fu abbattuto, non diedero all'artiglieria il fantasma di una possibilit\u00e0\ndi una possibilit\u00e0 contro di loro. Ovunque ci fosse la possibilit\u00e0 di\ndi cannoni non visti, veniva scaricata una nuova bombola di vapore nero.\ne dove i cannoni erano esposti apertamente, il raggio di calore era\ndi calore.\n\nA mezzanotte gli alberi infuocati lungo le pendici di Richmond Park e il bagliore di Kingston Hill gettavano la loro luce su una rete di fumo nero.\ndi Kingston Hill gettavano la loro luce su una rete di fumo nero,\nfumo nero, che oscurava l'intera valle del Tamigi e si estendeva a perdita d'occhio.\nl'occhio. E attraverso questa rete due marziani si inoltrarono lentamente, e girarono\ni loro sibilanti getti di vapore da una parte e dall'altra.\n\nQuella sera non usarono il raggio di calore, sia perch\u00e9 avevano una scorta limitata di materiale per la produzione\nmateriale per la sua produzione o perch\u00e9 non volevano distruggere il paese ma solo\nnon volevano distruggere il Paese, ma solo schiacciare e sopraffare l'opposizione che avevano\nopposizione che avevano suscitato. In quest'ultimo obiettivo sono certamente\nsuccesso. La notte di domenica \u00e8 stata la fine dell'opposizione organizzata ai loro movimenti.\nai loro movimenti. Dopo di allora nessun corpo di uomini avrebbe potuto opporsi a loro, tanto era\nsenza speranza l'impresa. Persino gli equipaggi delle torpediniere e dei cacciatorpedinieri che avevano portato i loro cannoni veloci sul Tamigi\nche avevano portato i loro caccia veloci sul Tamigi si rifiutarono di fermarsi, si ammutinarono e andarono via.\nsi rifiutarono di fermarsi, si ammutinarono e tornarono a terra. L'unica operazione offensiva che gli uomini\ndopo quella notte fu la preparazione di mine e trabocchetti.\nmine e trabocchetti, ma anche in questo caso le loro energie furono frenetiche e spasmodiche.\n\nSi deve immaginare, per quanto possibile, il destino di quelle batterie\nverso Esher, in attesa cos\u00ec tesa nel crepuscolo. Sopravvissuti non ce n'erano\nnessuno. Si pu\u00f2 immaginare l'attesa ordinata, gli ufficiali attenti e vigili, gli artiglieri pronti, le munizioni.\nvigili, gli artiglieri pronti, le munizioni ammucchiate a portata di mano, i mitraglieri\nartiglieri con i loro cavalli e i loro vagoni, i gruppi di spettatori civili\ncivili che si avvicinavano il pi\u00f9 possibile, l'immobilit\u00e0 della sera, le ambulanze e gli ospedali.\nla quiete della sera, le ambulanze e le tende dell'ospedale con gli ustionati e i feriti di\ndi Weybridge con i feriti e gli ustionati; poi la sorda risonanza dei colpi sparati dai\nmarziani e il goffo proiettile che vorticava sopra gli alberi e le case e si schiantava tra le case.\ncase e si infrangeva nei campi vicini.\n\nSi pu\u00f2 anche immaginare l'improvviso spostamento dell'attenzione, le spire e i ventri di quell'oscurit\u00e0 che avanza a capofitto.\nspire e ventri di quell'oscurit\u00e0 che avanza a capofitto,\ntorreggiando verso il cielo, trasformando il crepuscolo in un'oscurit\u00e0 palpabile, uno strano e orribile antagonista di vapore\nuno strano e orribile antagonista di vapore che si avventa sulle sue vittime,\nuomini e cavalli vicino ad essa, visti di sfuggita, che correvano, gridavano, cadevano\na capofitto, urla di sgomento, i fucili improvvisamente abbandonati, uomini che soffocavano e si contorcevano a terra\ne si contorcevano a terra, e il rapido allargarsi del cono opaco di fumo.\ncono di fumo opaco. E poi la notte e l'estinzione, nient'altro che una silenziosa massa\ndi vapore impenetrabile che nasconde i suoi morti.\n\nPrima dell'alba il vapore nero si riversava per le strade di Richmond.\nRichmond, e l'organismo di governo in disfacimento, con un ultimo sforzo, stava\ncon un ultimo estenuante sforzo, risvegliando la popolazione di Londra alla necessit\u00e0 di\ndi fuggire.\n\n\n\n\nXVI.\nL'ESODO DA LONDRA.\n\n\nCapite quindi l'ondata di paura che ha investito la pi\u00f9 grande citt\u00e0 del mondo proprio all'alba del luned\u00ec?\npi\u00f9 grande citt\u00e0 del mondo proprio all'alba del luned\u00ec, la corrente di\ndi fuga che saliva rapidamente fino a diventare un torrente, sferzando in un tumulto spumeggiante le stazioni\nle stazioni ferroviarie, si \u00e8 sollevato in un'orribile lotta intorno alle\nnel Tamigi, e si precipitava per ogni canale disponibile\nverso nord e verso est. Alle dieci l'organizzazione della polizia, e a mezzogiorno anche quella delle\nmezzogiorno anche le organizzazioni ferroviarie, stavano perdendo coerenza, forma ed efficienza.\nforma e l'efficienza, si stavano smagrendo, ammorbidendo, finendo in quella rapida liquefazione della\nrapida liquefazione del corpo sociale.\n\nTutte le linee ferroviarie a nord del Tamigi e quelle della South-Eastern\na Cannon Street erano stati avvertiti entro la mezzanotte di domenica e i treni erano stati riempiti.\nriempivano i treni. La gente lottava selvaggiamente per avere posto in piedi nelle\ncarrozze gi\u00e0 alle due. Alle tre la gente veniva calpestata e schiacciata anche a Bishopsgate\ncalpestate e schiacciate anche a Bishopsgate Street, a qualche centinaio di metri o pi\u00f9 dalla stazione di Liverpool Street.\ndalla stazione di Liverpool Street; si sparava con le pistole, si accoltellava la gente,\ne i poliziotti che erano stati mandati a dirigere il traffico, esausti e infuriati, stavano rompendo le\ne infuriati, rompevano le teste delle persone che erano state chiamate a proteggere.\nper proteggere.\n\nE mentre il giorno avanzava e i macchinisti e i fuochisti si rifiutavano di tornare a Londra, la pressione del volo spingeva la gente in un'atmosfera di grande tensione.\nLondra, la pressione della fuga spingeva la gente, in una moltitudine sempre pi\u00f9\nsempre pi\u00f9 numerosa a lasciare le stazioni e a percorrere le strade\nstrade che correvano verso nord. A mezzogiorno era stato avvistato un marziano a Barnes,\ne una nuvola di vapore nero che scendeva lentamente si spingeva lungo il Tamigi e\nLambeth, tagliando ogni via di fuga dai ponti nella sua lenta avanzata.\nla sua lenta avanzata. Un altro banco si \u00e8 spinto su Ealing e ha circondato un'isoletta di sopravvissuti su Castle\nun'isoletta di sopravvissuti su Castle Hill, vivi ma incapaci di fuggire.\n\nDopo una lotta infruttuosa per salire su un treno della North-Western a Chalk Farm.\nFarm, le motrici dei treni che avevano caricato nello scalo merci di l\u00ec\ntra la gente urlante, e una dozzina di uomini robusti lottarono per impedire che la folla\nper evitare che la folla schiacciasse il macchinista contro la sua fornace.\nsbuc\u00f2 sulla strada di Chalk Farm, schiv\u00f2 attraverso uno sciame di veicoli\ndi veicoli, ed ebbe la fortuna di trovarsi in prima linea nel sacco di una\nnegozio di biciclette. Il pneumatico anteriore della macchina che aveva preso si era forato nel\ntrascinandola attraverso la vetrina, ma nonostante ci\u00f2 si \u00e8 rialzato e\ncon solo un polso tagliato. I piedi ripidi della Haverstock\nHaverstock Hill era impraticabile a causa di alcuni cavalli ribaltati e mio fratello\nmio fratello ha imboccato Belsize Road.\n\nCos\u00ec si sottrasse alla furia del panico e, costeggiando Edgware Road,\nEdgware verso le sette, digiuno e stanco, ma in netto anticipo sulla folla.\nfolla. Lungo la strada la gente era in piedi sulla carreggiata, curiosa,\ncuriosi. Gli passarono accanto alcuni ciclisti, alcuni cavalieri e due auto.\ndue automobili. A un miglio da Edgware il cerchione della ruota si ruppe e la macchina divenne impraticabile.\nmacchina divenne inguidabile. La lasci\u00f2 sul ciglio della strada e arranc\u00f2 attraverso il villaggio.\nattraverso il villaggio. Nella via principale del paese c'erano negozi aperti a met\u00e0 e la gente si affollava sulla\nLa gente si accalcava sul marciapiede, sulle porte e alle finestre e guardava stupita\nfinestre, fissando attonita questa straordinaria processione di\nfuggitivi che stava iniziando. Riusc\u00ec a procurarsi del cibo in una\nlocanda.\n\nPer un certo periodo rimase a Edgware senza sapere cosa fare. Le\npersone volanti aumentavano di numero. Molti di loro, come mio fratello,\nsembravano inclini a bighellonare nel posto. Non c'erano nuove notizie sugli\ninvasori da Marte.\n\nA quell'ora la strada era affollata, ma non ancora congestionata. La maggior parte\ndei fuggitivi a quell'ora erano in bicicletta, ma ben presto arrivarono auto, taxi e carrozze.\nma ben presto arrivarono auto, carrozze e carrozze, e la polvere si alz\u00f2 in pesanti nuvole lungo la strada per St.\npolvere lungo la strada per St. Albans.\n\nFu forse una vaga idea di recarsi a Chelmsford, dove vivevano alcuni suoi amici, a indurre mio fratello a intraprendere il cammino verso la\nsuoi amici, che alla fine indusse mio fratello a imboccare un\ntranquillo viottolo che correva verso est. Poco dopo si imbatt\u00e9 in un'aiuola e, attraversandola, segu\u00ec un sentiero a nord,\ne, attraversandolo, segu\u00ec un sentiero verso nord-est. Pass\u00f2 vicino a diverse\ncascine e ad alcune piccole localit\u00e0 di cui non seppe il nome. Vide\npochi fuggitivi, finch\u00e9, in un viottolo erboso verso High Barnet, incontr\u00f2 due signore che divennero sue compagne di viaggio.\ndue signore che divennero sue compagne di viaggio. Le raggiunse\nappena in tempo per salvarle.\n\nSent\u00ec le loro urla e, girando in fretta l'angolo, vide un paio di uomini che lottavano per trascinarli fuori dal piccolo pony-chaise in cui si trovavano.\nun paio di uomini che lottavano per trascinarli fuori dal piccolo pony-chaise sul quale\nmentre un terzo, con difficolt\u00e0, teneva la testa del pony spaventato.\nspaventato. Una delle signore, una donna bassa vestita di bianco, non faceva altro che\nuna delle due signore, una donna bassa e vestita di bianco, non faceva altro che urlare; l'altra, una figura scura e slanciata, si scagliava contro l'uomo che\nche le stringeva il braccio con la frusta che teneva nella mano disimpegnata.\n\nMio fratello ha capito subito la situazione, ha gridato e si \u00e8 precipitato verso la lotta.\nverso la lotta. Uno degli uomini desistette e si gir\u00f2 verso di lui,\nmio fratello, capendo dalla faccia del suo antagonista che la lotta era\nche la lotta era inevitabile, ed essendo un pugile esperto, si avvent\u00f2 immediatamente su di lui e lo\ne lo fece cadere contro la ruota della carrozza.\n\nNon era tempo di cavalleria pugilistica e mio fratello lo mise a tacere con un calcio e afferr\u00f2 il colletto dell'uomo che tirava\ncon un calcio e afferr\u00f2 il colletto dell'uomo che tirava il braccio dell'esile signora.\nbraccio dell'esile signora. Sent\u00ec lo sferragliare degli zoccoli, la frusta gli punse il viso, un terzo antagonista lo colp\u00ec\nsul viso, un terzo antagonista lo colp\u00ec in mezzo agli occhi, e l'uomo che teneva in pugno si strapp\u00f2.\nl'uomo che teneva in pugno si liber\u00f2 e se ne and\u00f2 lungo il viottolo nella\ndirezione da cui era venuto.\n\nUn po' stordito, si trov\u00f2 di fronte all'uomo che aveva tenuto la testa del cavallo e si accorse che la carrozza si allontanava da lui lungo la strada.\ncavallo, e si accorse che la carrozza si allontanava da lui lungo la\nstrada, ondeggiando da un lato all'altro e con le donne al suo interno che guardavano indietro.\nL'uomo davanti a lui, un rozzo corpulento, cerc\u00f2 di avvicinarsi e lui lo ferm\u00f2 con un colpo in faccia.\ncon un colpo in faccia. Poi, rendendosi conto di essere abbandonato, schiv\u00f2 e si allontan\u00f2\nschiv\u00f2 e si allontan\u00f2 lungo il viottolo dietro la carrozza, con l'uomo robusto alle sue spalle e\nuomo robusto dietro di lui e il fuggitivo, che ora si era voltato,\nseguiva a distanza.\n\nImprovvisamente inciamp\u00f2 e cadde; il suo immediato inseguitore si butt\u00f2 a capofitto e si alz\u00f2 in piedi per ritrovarsi di nuovo con una coppia di antagonisti.\nsi alz\u00f2 in piedi e si ritrov\u00f2 di nuovo con una coppia di antagonisti.\nAvrebbe avuto poche possibilit\u00e0 contro di loro se l'esile signora non si fosse\nmolto coraggiosamente si fosse rialzata e fosse tornata in suo aiuto. Sembra che avesse\nun revolver per tutto questo tempo, ma era sotto il sedile quando lei e il suo compagno furono\ncompagno sono stati attaccati. Ha sparato a sei metri di distanza, mancando per poco\nmio fratello. Il meno coraggioso dei rapinatori se ne and\u00f2 e il suo compagno lo segu\u00ec.\nil suo compagno lo segu\u00ec, maledicendo la sua codardia. Entrambi si fermarono in vista\nvista lungo il viottolo, dove il terzo uomo giaceva insensibile.\n\n Prendi questo! disse l'esile signora, e diede a mio fratello il suo\nrevolver.\n\n Torna alla chaise, disse mio fratello, pulendosi il sangue dal labbro spaccato.\nlabbro spaccato.\n\nLei si gir\u00f2 senza dire una parola, ansimavano entrambi e tornarono indietro verso\ndove la dama in bianco lottava per trattenere il pony spaventato.\n\nI rapinatori ne avevano evidentemente abbastanza. Quando mio fratello guard\u00f2\nquando mio fratello guard\u00f2 di nuovo, si stavano ritirando.\n\n Mi sieder\u00f2 qui, disse mio fratello, se posso; e sal\u00ec sul sedile anteriore vuoto.\nsedile anteriore vuoto. La signora si guard\u00f2 alle spalle.\n\n Dammi le redini, disse, e appoggi\u00f2 la frusta sul fianco del pony.\nIn un attimo una curva della strada nascose i tre uomini agli occhi di mio fratello.\nmio fratello.\n\nCos\u00ec, del tutto inaspettatamente, mio fratello si ritrov\u00f2, ansimante, con la bocca tagliata, la mascella ammaccata e le nocche sporche di sangue, a guidare lungo una strada\ncon la bocca tagliata, la mascella ammaccata e le nocche sporche di sangue, a guidare lungo una\nstrada sconosciuta con queste due donne.\n\nVenne a sapere che si trattava della moglie e della sorella minore di un chirurgo\ndi un chirurgo che viveva a Stanmore e che era arrivato a ore piccole da un caso pericoloso a Pinner.\ncaso a Pinner, e aveva saputo in qualche stazione ferroviaria lungo la strada dell'avanzata marziana.\nmarziano. Si era precipitato a casa, aveva svegliato le donne che il loro servitore aveva lasciato due giorni prima.\naveva lasciato loro due giorni prima, aveva preparato delle provviste, aveva messo il suo revolver sotto il sedile.\nsotto il sedile, per fortuna di mio fratello, e aveva detto loro di proseguire fino a\nEdgware, con l'idea di prendere un treno l\u00ec. Si ferm\u00f2 dietro per\nper avvertire i vicini. Disse che li avrebbe raggiunti alle quattro e mezza del mattino.\nquattro e mezza del mattino, ma ora erano quasi le nove e non avevano visto nulla di lui.\nnulla di lui. Non potevano fermarsi a Edgware per via del crescente traffico\ntraffico che la attraversa, e cos\u00ec erano entrati in questo vicolo laterale.\n\nQuesta fu la storia che raccontarono in frammenti a mio fratello quando di l\u00ec a poco\nsi fermarono di nuovo, vicino a New Barnet. Promise di rimanere con\nalmeno finch\u00e9 non avessero deciso cosa fare o finch\u00e9 non fosse arrivato l'uomo scomparso.\nuomo scomparso, e si professava esperto nel tiro con il revolver, un'arma a lui sconosciuta.\nrevolver, un'arma a lui sconosciuta, per dare loro fiducia.\n\nFecero una specie di accampamento sul ciglio della strada e il pony divenne\nfelice nella siepe. Raccont\u00f2 della sua fuga da Londra e di tutto ci\u00f2 che sapeva di questi\ntutto ci\u00f2 che sapeva di questi marziani e delle loro abitudini. Il sole saliva nel cielo\nnel cielo e dopo un po' i loro discorsi si spensero e lasciarono il posto a un'inquieta attesa.\nstato di inquietudine e di attesa. Diversi viandanti arrivarono lungo la strada,\ne mio fratello raccolse le notizie che pot\u00e9. Ogni risposta\nrisposta che riceveva approfondiva la sua impressione del grande disastro che si era\nche si era abbattuto sull'umanit\u00e0, aumentava la sua persuasione della necessit\u00e0 immediata\ndi proseguire la fuga. Li sollecit\u00f2.\n\n Abbiamo i soldi, disse la donna esile, ed esit\u00f2.\n\nI suoi occhi incontrarono quelli di mio fratello e la sua esitazione fin\u00ec.\n\n Anch'io, disse mio fratello.\n\nSpieg\u00f2 che avevano fino a trenta sterline d'oro, oltre a una banconota da cinque sterline.\ne sugger\u00ec che con quello avrebbero potuto prendere un treno a St.\ntreno a St. Albans o a New Barnet. Mio fratello pensava che fosse\nsenza speranza, vista la furia dei londinesi di accalcarsi sui treni,\ne propose la sua idea di attraversare l'Essex in direzione di Harwich e di fuggire dal paese\nHarwich e da l\u00ec fuggire completamente dal paese.\n\nLa signora Elphinstone, questo era il nome della donna vestita di bianco, non volle sentire ragioni e continu\u00f2 a chiamare George.\nnon volle ascoltare alcun ragionamento e continu\u00f2 a chiamare George; ma la cognata era sorprendentemente\ncognata era sorprendentemente tranquilla e deliberata, e alla fine acconsent\u00ec alla\nsuggerimento di mio fratello. Cos\u00ec, decidendo di attraversare la Great North Road, si diressero verso Barnet.\ndi attraversare la Great North Road, si diressero verso Barnet, con mio fratello che guidava il pony per salvarlo il pi\u00f9 possibile.\nil pi\u00f9 possibile. Man mano che il sole saliva nel cielo la giornata diventava eccessivamente\ne sotto i piedi una sabbia spessa e biancastra diventava rovente e accecante, cos\u00ec che\nche si viaggiava solo molto lentamente. Le siepi erano grigie di polvere.\nE man mano che avanzavano verso Barnet un mormorio tumultuoso diventava\npi\u00f9 forte.\n\nCominciarono a incontrare altre persone. Per la maggior parte di queste persone\ndavanti a loro, mormorando domande indistinte, stanchezza, stanchezza, sporcizia.\nUn uomo in abito da sera li super\u00f2 a piedi, con gli occhi a terra.\nSentirono la sua voce e, voltandosi a guardarlo, videro una mano stretta tra i capelli e l'altra che batteva\ntra i capelli e l'altra che batteva cose invisibili. Il suo parossismo di\nrabbia, prosegu\u00ec per la sua strada senza voltarsi indietro.\n\nMentre il gruppo di mio fratello proseguiva verso il bivio a sud di\nBarnet, videro una donna che si avvicinava alla strada attraverso i campi sulla\nsinistra una donna che portava in braccio un bambino e altri due bambini; e poi\nun uomo vestito di nero sporco, con un bastone spesso in una mano e un piccolo\nun bastone spesso in una mano e un piccolo portamonete nell'altra. Poi, dietro l'angolo del viottolo, tra le ville che lo sorvegliano\ntra le ville che lo sorvegliavano alla confluenza con la strada maestra, arriv\u00f2 un carrettino\nstrada, arriv\u00f2 un piccolo carro trainato da un pony nero e sudato e guidato da un\nun giovane magro con una bombetta grigia di polvere. C'erano tre ragazze,\ndell'East End, e un paio di bambini piccoli ammassati nel carretto.\ncarretto.\n\n Questo ci porter\u00e0 a Edgware? chiese l'autista, con gli occhi di ghiaccio,\ne quando mio fratello gli disse che l'avrebbe fatto se avesse svoltato a sinistra, si alz\u00f2 subito senza ringraziare.\nsinistra, si mise subito in moto senza la minima formalit\u00e0 di ringraziamento.\n\nMio fratello not\u00f2 un fumo grigio pallido o una nebbia che si alzava tra le case di fronte e\ndi fronte a loro, e velando la facciata bianca di una terrazza al di l\u00e0 della\nstrada che appariva tra le spalle delle ville. La signora Elphinstone\nElphinstone grid\u00f2 improvvisamente ad alcune lingue di fiamma rossa e fumosa che si alzavano\nsopra le case di fronte a loro contro il cielo azzurro e caldo. Il\nrumore tumultuoso si risolveva ora nel mescolarsi disordinato di\ndi molte voci, il rumore di molte ruote, lo scricchiolio dei carri e lo stacchetto degli zoccoli.\nstaccato di zoccoli. Il viottolo si stringeva bruscamente a non pi\u00f9 di cinquanta metri dall'incrocio.\nincrocio.\n\n Santo cielo! grid\u00f2 la signora Elphinstone.  In che cosa ci state portando\nin cui ci state trascinando?\n\nMio fratello si \u00e8 fermato.\n\nPerch\u00e9 la strada principale era un flusso ribollente di persone, un torrente di esseri umani che si\nesseri umani che si precipitano verso nord, uno sull'altro. Un grande banco di\ndi polvere, bianco e luminoso nel bagliore del sole, rendeva tutto\nnel raggio di sei metri dal suolo grigio e indistinto e veniva\ne veniva continuamente rinnovato dai piedi frettolosi di una fitta folla di cavalli e di uomini e donne a piedi.\nuomini e donne a piedi e dalle ruote di veicoli di ogni tipo.\nogni tipo di veicolo.\n\n Via! Mio fratello ha sentito delle voci che gridavano.  Fate largo!\n\nEra come cavalcare nel fumo di un incendio per avvicinarsi al punto di incontro tra la strada e la\npunto d'incontro tra il vicolo e la strada; la folla ruggiva come un incendio e la polvere era calda e pungente.\npolvere era calda e pungente. E, in effetti, poco pi\u00f9 avanti sulla strada una villa stava\nuna villa che stava bruciando e che mandava masse di fumo nero attraverso la strada per\nconfusione.\n\nDue uomini passarono davanti a loro. Poi una donna sporca, che portava un fagotto pesante e\npiangere. Un cane da riporto smarrito, con la lingua penzoloni, girava dubbioso intorno a loro, spaventato e\nintorno a loro, impaurito e miserabile, e fugg\u00ec alla minaccia di mio fratello.\n\nPer quanto potevano vedere della strada verso Londra, tra le case a destra c'era un flusso tumultuoso di gente sporca e frettolosa, che si accalcava in un'area\na destra c'era un flusso tumultuoso di persone sporche e frettolose, stipate\ntra le ville su entrambi i lati; le teste nere, le forme affollate,\nsi distinguevano man mano che si affrettavano verso l'angolo, passavano di fretta,\ne fondevano di nuovo la loro individualit\u00e0 in una moltitudine che si allontanava e che alla fine veniva\ninghiottita alla fine in una nuvola di polvere.\n\n Andate avanti! Vai! gridavano le voci.  Via! Via!\n\nLe mani di un uomo premevano sulla schiena di un altro. Mio fratello si trovava alla\ntesta del pony. Irresistibilmente attratto, avanzava lentamente, passo dopo passo,\nlungo il vicolo.\n\nEdgware era stata una scena di confusione, Chalk Farm un tumulto, ma questa era un'intera popolazione in movimento.\nquesta era un'intera popolazione in movimento. \u00c8 difficile immaginare che\nospite. Non aveva un carattere proprio. Le figure si riversavano oltre l'angolo\nangolo e si allontanavano dando le spalle al gruppo nel vicolo. Lungo\nmargine arrivavano quelli che erano a piedi, minacciati dalle ruote,\ninciampavano nei fossati, si scontravano gli uni con gli altri.\n\nI carri e le carrozze si accalcavano l'uno sull'altro, facendo poca strada ai veicoli pi\u00f9 veloci e pi\u00f9 impazienti che sfrecciavano in avanti.\npi\u00f9 veloci e impazienti che sfrecciavano in avanti di tanto in tanto quando si presentava l'occasione\ndi tanto in tanto, quando se ne presentava l'occasione,\ndi farlo, facendo disperdere la gente contro le recinzioni e i cancelli delle ville.\nville.\n\n Il grido era: \"Spingi!  Spingete! Stanno arrivando!\n\nIn un carro c'era un cieco con l'uniforme dell'Esercito della Salvezza,\ngesticolava con le dita storte e gridava: Eternit\u00e0!\nEternit\u00e0!  La sua voce era rauca e molto alta, tanto che mio fratello pot\u00e9 sentirlo a lungo\nmio fratello poteva sentirlo molto tempo dopo aver perso la vista nella polvere. Alcune delle\npersone che si affollavano sui carri frustavano stupidamente i loro cavalli e\nlitigavano con gli altri conducenti; alcuni stavano seduti immobili, fissando il nulla\ncon gli occhi infelici; alcuni si rosicchiavano le mani per la sete, o giacevano\nmani per la sete o giacevano prostrati sul fondo dei loro veicoli. I morsi dei cavalli erano\ndi schiuma e gli occhi iniettati di sangue.\n\nC'erano taxi, carrozze, carretti, vagoni che non si contano; un carro postale, un carro per la pulizia delle strade con la scritta Vestry of St.\nun carro postale, un carro per la pulizia delle strade con la scritta Vestry of St.\nun enorme carro di legname affollato di rozzi. Un carretto da birra passava con le due ruote vicine\ndue ruote vicine schizzate di sangue fresco.\n\n Liberate la strada! gridavano le voci.  Liberate la strada!\n\n Eter-nit\u00e0! Eter-nit\u00e0! risuonava lungo la strada.\n\nC'erano donne tristi e stanche che camminavano, ben vestite, con bambini che piangevano e inciampavano.\nche piangevano e inciampavano, i loro abiti delicati soffocati dalla polvere, i loro volti stanchi\nvolti stanchi e imbrattati di lacrime. Con molte di queste venivano anche gli uomini, a volte\na volte servizievoli, a volte bassi e selvaggi. Combattendo fianco a fianco con loro\nspingeva qualche stanco emarginato di strada in stracci neri sbiaditi, con gli occhi spalancati,\nvocianti e sboccati. C'erano robusti operai che si facevano strada a forza di\ndi lavoro robusti che si facevano strada, uomini miseri e trasandati, vestiti come commessi o bottegai,\nche si dimenavano spasmodicamente; un soldato ferito che mio fratello not\u00f2, uomini\nuomini vestiti da facchini, una misera creatura in camicia da notte con un cappotto\nuna misera creatura in camicia da notte con sopra un cappotto.\n\nMa, per quanto variegata fosse la sua composizione, alcune cose avevano in comune\ncomune. C'erano paura e dolore sui loro volti, e paura dietro di loro.\nUn tumulto lungo la strada, una lite per un posto in un vagone, fece accelerare il passo a tutta la schiera.\ndi loro ad accelerare il passo; perfino un uomo cos\u00ec spaventato e distrutto\nche le ginocchia si piegavano sotto di lui, fu galvanizzato per un momento in una rinnovata attivit\u00e0.\nattivit\u00e0. Il caldo e la polvere avevano gi\u00e0 agito su questa moltitudine.\nmoltitudine. Le loro pelli erano secche, le labbra nere e screpolate. Erano\nerano tutti assetati, stanchi e con i piedi a pezzi. E tra le varie grida si sentivano\nsi sentivano dispute, rimproveri, gemiti di stanchezza e di fatica; le voci della maggior parte di loro erano rauche e deboli.\ndi molti di loro erano rauche e deboli. In tutto questo correva un ritornello:\n\n Via! Via! I marziani stanno arrivando!\n\nPochi si fermarono e si allontanarono da quel diluvio. Il vicolo si apriva obliquamente\nsulla strada principale con una stretta apertura, e aveva l'illusoria apparenza di provenire\ndi provenire dalla direzione di Londra. Eppure, una specie di maretta di persone\ndi persone che si spingevano alla sua imboccatura, di deboli che si spingevano fuori dalla corrente e che per lo pi\u00f9\nche per la maggior parte si riposavano solo un attimo prima di tuffarsi di nuovo. Un po\nlungo il viottolo, con due amici che si chinavano su di lui, giaceva un uomo con una\ngamba nuda, avvolta da stracci insanguinati. Era un uomo fortunato ad avere\namici.\n\nUn vecchietto, con i baffi grigi da militare e un sudicio cappotto nero, usc\u00ec zoppicando e si sedette accanto alla trappola.\nzoppicando, si sedette accanto alla trappola, si tolse lo stivale, il calzino sporco di sangue, tir\u00f2 fuori un sassolino e si mise a zoppicare.\nstivale, si tolse il calzino macchiato di sangue, tir\u00f2 fuori un sassolino e riprese a zoppicare.\ne poi una bambina di otto o nove anni, tutta sola, si butt\u00f2\nsotto la siepe vicino a mio fratello, piangendo.\n\n Non posso continuare! Non posso continuare!\n\nMio fratello si svegli\u00f2 dal suo torpore di stupore e la sollev\u00f2,\nparlandole dolcemente, e la port\u00f2 dalla signorina Elphinstone. Appena\nmio fratello la tocc\u00f2, lei rimase immobile, come se fosse spaventata.\n\n Ellen! grid\u00f2 una donna tra la folla, con le lacrime nella voce.\nvoce Ellen!  E la bambina si allontan\u00f2 improvvisamente da mio fratello,\npiangendo Madre!\n\n Stanno arrivando, disse un uomo a cavallo che passava lungo la strada.\n\n Fuori dai piedi, l\u00e0! grid\u00f2 un cocchiere, imponente; e mio fratello vide una carrozza chiusa che girava nel vicolo.\nfratello vide una carrozza chiusa che svoltava nel vicolo.\n\nLe persone si schiacciarono l'una sull'altra per evitare il cavallo. Mio fratello\nmio fratello spinse il pony e la carrozza dentro la siepe e l'uomo pass\u00f2\ne si ferm\u00f2 alla svolta della strada. Era una carrozza, con un palo per un paio di cavalli.\nuna coppia di cavalli, ma solo uno era sulle tracce. Mio fratello vide debolmente\nattraverso la polvere che due uomini sollevarono qualcosa su una barella bianca\ne lo posarono delicatamente sull'erba sotto la siepe di ligustro.\n\nUno degli uomini corse da mio fratello.\n\n Dove si trova l'acqua?  Sta morendo velocemente e ha molta\nsete. \u00c8 Lord Garrick.\n\n Lord Garrick! disse mio fratello; il Presidente della Corte Suprema?\n\n L'acqua? ha detto.\n\n Forse c'\u00e8 un rubinetto, disse mio fratello, in alcune case. Noi non abbiamo\nacqua. Non oso lasciare la mia gente.\n\nL'uomo si spinse contro la folla verso il cancello della casa d'angolo.\n\n Vai! disse il popolo, spingendolo.  Stanno arrivando! Vai avanti!\n\nPoi l'attenzione di mio fratello \u00e8 stata distratta da un uomo barbuto e dal viso d'aquila\nun uomo barbuto e dal viso d'aquila che trasportava una piccola borsetta, che si spacc\u00f2 mentre gli occhi di mio fratello si posavano su di essa\ndi mio fratello e che ha sbocconcellato una massa di sovrane che sembravano\nin monete separate al momento dell'impatto con il suolo. Rotolavano di qua e di l\u00e0\ntra i piedi di uomini e cavalli che arrancavano. L'uomo si ferm\u00f2\ne guard\u00f2 stupidamente il mucchio, e l'asta di un taxi gli colp\u00ec la spalla e lo fece sbandare.\nspalla e lo fece sbandare. Emise un grido e schiv\u00f2 all'indietro, mentre una\nuna carambola che lo rasent\u00f2 per un soffio.\n\n Via! gridarono gli uomini intorno a lui.  Fate largo!\n\nNon appena il taxi fu passato, si gett\u00f2, con entrambe le mani aperte,\nsul mucchio di monete e cominci\u00f2 a ficcarsene in tasca manciate. A\nun cavallo si alz\u00f2 su di lui e in un altro momento, mezzo rialzato, era stato\nsotto gli zoccoli del cavallo.\n\n Fermati! url\u00f2 mio fratello, e spingendo una donna fuori dalla sua strada, cerc\u00f2 di\ndi afferrare il morso del cavallo.\n\nPrima che potesse raggiungerlo, sent\u00ec un urlo sotto le ruote e vide, attraverso la polvere, il cerchione che passava sulla schiena del povero disgraziato.\nattraverso la polvere il cerchio che passava sulla schiena del povero disgraziato. Il\nconducente del carro sferr\u00f2 un colpo di frusta a mio fratello, che corse dietro il\ndietro il carro. Il gran numero di grida gli confuse le orecchie. L'uomo si stava\nsi contorceva nella polvere tra i suoi soldi sparsi, incapace di alzarsi, perch\u00e9 la ruota gli aveva spezzato la schiena e\nruota gli aveva spezzato la schiena e gli arti inferiori giacevano flosci e morti. Mio\nmio fratello si alz\u00f2 in piedi e grid\u00f2 al conducente successivo, e un uomo su un cavallo nero\nun uomo su un cavallo nero che lo aiut\u00f2.\n\n Portatelo fuori dalla strada, disse; e, afferrando il colletto dell'uomo con la mano libera, mio fratello lo trascin\u00f2 di lato.\ncon la mano libera, mio fratello lo trascin\u00f2 di lato. Ma l'uomo continuava a\ndenaro e guard\u00f2 mio fratello con ferocia, martellandogli il braccio con una manciata d'oro.\nmartellando il suo braccio con una manciata d'oro.  Vai avanti! Vai! gridarono voci arrabbiate\ndietro.  Via! Via!\n\nIl palo di una carrozza si schiant\u00f2 contro il carro che l'uomo a cavallo aveva fermato.\nl'uomo a cavallo si era fermato. Mio fratello alz\u00f2 lo sguardo e l'uomo con\nd'oro gir\u00f2 la testa e morse il polso che teneva il colletto.\nCi fu una commozione e il cavallo nero barcoll\u00f2 di lato,\ne il cavallo da corsa gli si affianc\u00f2. Uno zoccolo manc\u00f2 il piede di mio fratello per\nun soffio dal piede di mio fratello. Rilasci\u00f2 la presa sull'uomo caduto e fece un salto\nindietro. Vide la rabbia trasformarsi in terrore sul volto del povero disgraziato a terra.\na terra, e in un attimo fu nascosto e mio fratello fu trascinato all'indietro e trasportato\nall'indietro e portato oltre l'imbocco del viottolo, e dovette lottare duramente nel torrente per recuperarlo.\nnel torrente per recuperarlo.\n\nVide la signorina Elphinstone che si copriva gli occhi, e un bambino, con tutta la sua\ndi immaginazione, che fissava con gli occhi dilatati un\nun qualcosa di polveroso che giaceva nero e immobile, macinato e schiacciato sotto le\nruote in movimento.  Torniamo indietro! grid\u00f2, e cominci\u00f2 a far girare il pony.\npony.  Non possiamo attraversare questo inferno, disse, e tornarono indietro di un centinaio di metri dalla\ncentinaia di metri da dove erano venuti, fino a quando la folla in lotta fu\nnascosta. Mentre passavano la curva del viottolo, mio fratello vide il volto dell'uomo morente nel fosso sotto il quale si trovava.\nmorente nel fosso sotto il ligustro, bianco come la morte e tirato,\ne lucido di sudore. Le due donne rimasero in silenzio, rannicchiate sui loro\nsedute e rabbrividendo.\n\nPoi, oltre la curva, mio fratello si ferm\u00f2 di nuovo. La signorina Elphinstone era\nbianca e pallida, e la cognata era seduta a piangere, troppo miserabile persino per\nchiamare George.  Mio fratello era inorridito e perplesso. Non appena\nsi erano ritirati si rese conto di quanto fosse urgente e inevitabile tentare\ntentare la traversata. Si gir\u00f2 verso la signorina Elphinstone, improvvisamente\nrisoluto.\n\n Dobbiamo andare da quella parte, disse, e guid\u00f2 di nuovo il pony.\n\nPer la seconda volta quel giorno la ragazza dimostr\u00f2 le sue qualit\u00e0. Per forzare\nper farsi strada nel torrente di persone, mio fratello si tuff\u00f2 nel traffico e trattenne il cavallo di un taxi.\ntraffico e trattenne il cavallo di un taxi, mentre lei guidava il pony attraverso la sua\ntesta. Un vagone blocc\u00f2 le ruote per un momento e strapp\u00f2 una lunga scheggia dalla carrozza.\ndalla carrozza. In un altro momento vennero presi e travolti in avanti\ndalla corrente. Mio fratello, con i segni della frusta del tassista arrossati sul\nviso e sulle mani, si arrampic\u00f2 sulla carrozza e le prese le redini.\n\n Puntate la rivoltella contro l'uomo dietro di voi, disse, dandola a lei, se\nse ci fa troppa pressione. No! Puntala al suo cavallo.\n\nPoi inizi\u00f2 a cercare una possibilit\u00e0 di spigolare a destra attraverso la strada.\nstrada. Ma una volta nel torrente sembr\u00f2 perdere la volont\u00e0, diventare\nparte di quel percorso polveroso. Attraversarono Chipping Barnet con il torrente.\ntorrente; erano quasi un miglio oltre il centro della citt\u00e0 prima che\ndi aver combattuto per raggiungere il lato opposto della strada. Era un frastuono e una\nconfusione indescrivibile; ma all'interno e al di l\u00e0 della citt\u00e0 la strada si biforcava\nripetutamente, e questo alleviava in qualche modo la tensione.\n\nSi diressero verso est passando per Hadley e l\u00ec, su entrambi i lati della strada, e in un altro punto pi\u00f9 avanti, si imbatterono in una grande folla.\nstrada, e in un altro punto pi\u00f9 avanti si imbatterono in una grande folla\ndi persone che bevevano al ruscello, alcune delle quali si azzuffavano per raggiungere l'acqua.\nE pi\u00f9 avanti, da una pausa vicino a East Barnet, videro due treni\nche correvano lentamente l'uno dopo l'altro, senza segnali o ordini.\nbrulicante di persone, con uomini anche tra le braci dietro le motrici, che si dirigevano verso nord lungo la Great Northern\nmotori che si dirigevano verso nord lungo la Great Northern Railway. Mio fratello\nmio fratello suppone che dovevano essere fuori Londra, perch\u00e9 a quel tempo il terrore furioso della gente\nterrore furioso del popolo aveva reso impossibili i termini centrali.\nimpossibile.\n\nNei pressi di questo luogo si fermarono per il resto del pomeriggio, poich\u00e9 la violenza della giornata aveva gi\u00e0 esaurito\nviolenza della giornata li aveva gi\u00e0 esauriti tutti e tre.\nCominciarono a soffrire i primi sintomi della fame; la notte era fredda e nessuno di loro osava dormire.\nnessuno di loro osava dormire. E la sera molte persone arrivarono\nlungo la strada vicina al loro luogo di sosta, fuggendo da pericoli sconosciuti che li attendevano.\npericoli sconosciuti che avevano davanti e che andavano nella direzione da cui era venuto mio fratello.\nfratello era venuto.\n\n\n\n\nXVII.\nIL BAMBINO DEL TUONO .\n\n\nSe i marziani avessero avuto come unico obiettivo la distruzione, luned\u00ec avrebbero potuto\nl'intera popolazione di Londra, mentre si diffondeva lentamente nelle contee\nattraverso le contee. Non solo lungo la strada che attraversa Barnet, ma anche\nanche attraverso Edgware e Waltham Abbey, e lungo le strade a est verso Southend e Shoeburyness.\nSouthend e Shoeburyness, e a sud del Tamigi fino a Deal e\nBroadstairs, si riversava lo stesso frenetico via vai. Se si fosse potuto appendere quella\nmattina di giugno in un pallone aerostatico nel blu ardente sopra Londra ogni\nstrada a nord e a est che usciva dall'intricato labirinto di strade\nsarebbe sembrata punteggiata di nero dai fuggiaschi in fuga, ogni puntino\nun'agonia umana di terrore e sofferenza fisica. Ho descritto a lungo nell'ultimo capitolo\nnell'ultimo capitolo il resoconto di mio fratello della strada attraverso\nChipping Barnet, in modo che i miei lettori possano rendersi conto di come quel brulicare di puntini neri\ndi punti neri a una delle persone coinvolte. Mai nella storia del\nstoria del mondo una tale massa di esseri umani si era mossa e aveva sofferto insieme.\ninsieme. Le leggendarie schiere di Goti e Unni, i pi\u00f9 grandi eserciti che l'Asia abbia mai visto, non sarebbero state che una massa di persone\nAsia abbia mai visto, non sarebbero state che una goccia in quella corrente. E questa non era\nuna marcia disciplinata; era una calca, una calca gigantesca e terribile, senza ordine e senza meta.\ngigantesca e terribile senza ordine e senza meta, sei milioni di persone disarmate e senza\ne senza mezzi, che si buttavano a capofitto. Fu l'inizio della rotta della civilt\u00e0\ndella civilt\u00e0, del massacro dell'umanit\u00e0.\n\nDirettamente sotto di lui l'aeronauta avrebbe visto il reticolo di\nstrade in lungo e in largo, case, chiese, piazze, mezzelune,\ngiardini gi\u00e0 abbandonati si estendeva come un'enorme mappa, e in\nverso sud _blotted_. Su Ealing, Richmond, Wimbledon, sarebbe sembrato che una mostruosa penna\ncome se una penna mostruosa avesse gettato inchiostro sulla carta. Continuamente,\nincessantemente, ogni schizzo nero cresceva e si diffondeva, spargendo\nramificazioni di qua e di l\u00e0, ora appoggiandosi a un terreno\nterreno, ora riversandosi rapidamente su una cresta in una nuova valle,\nesattamente come un getto d'inchiostro si spalma sulla carta assorbente.\n\nE oltre, sulle colline azzurre che si ergono a sud del fiume, i marziani scintillanti andavano avanti e indietro, con calma e metodo.\nmarziani scintillanti andavano e venivano, spargendo con calma e metodo la loro\nla loro nube velenosa su questo e quell'altro lembo di terra,\ne la riponevano con i loro getti di vapore quando aveva raggiunto il suo scopo,\ne prendevano possesso del paese conquistato. Non sembra che abbiano\nsterminio, quanto la completa demoralizzazione e la distruzione di ogni opposizione.\ndemoralizzazione completa e alla distruzione di qualsiasi opposizione. Fecero esplodere tutti i depositi di polvere\ndi polvere da sparo, tagliando ogni telegrafo e distruggendo le ferrovie qua e l\u00e0.\ne l\u00ec. Stavano ostacolando l'umanit\u00e0. Non sembravano avere fretta di\ndi estendere il campo delle loro operazioni e per tutto quel giorno non andarono oltre la\ncentro di Londra per tutto il giorno. \u00c8 possibile che un numero\n\u00e8 possibile che un numero considerevole di persone a Londra sia rimasto in casa per tutta la\nluned\u00ec mattina. \u00c8 certo che molti sono morti in casa soffocati dal fumo nero.\nFumo nero.\n\nFino a mezzogiorno circa la piscina di Londra era una scena sorprendente.\nBattelli a vapore e imbarcazioni di ogni tipo giacevano l\u00ec, tentati dalle enormi somme di denaro offerte dai fuggitivi.\nenormi somme di denaro offerte dai fuggitivi, e si dice che molti di coloro che nuotavano verso queste navi\nsi dice che molti di coloro che nuotavano verso queste navi venissero spinti via con i ganci delle barche e annegassero. Verso l'una\nl'una del pomeriggio, tra gli archi di mare apparve il resto di una nube di vapore nero.\nvapore nero apparve tra gli archi del Blackfriars Bridge. In quel momento\nLo stagno divenne una scena di folle confusione, combattimenti e collisioni, e per un certo tempo una moltitudine di imbarcazioni\nper un po' di tempo una moltitudine di barche e chiatte si incastr\u00f2 nell'arco settentrionale del Tower Bridge.\ndel Tower Bridge, e i marinai e gli accendini dovettero combattere selvaggiamente\nselvaggiamente contro la gente che si accalcava su di loro dalla riva del fiume.\nLa gente si arrampicava sui piloni del ponte dall'alto.\ndall'alto.\n\nQuando, un'ora dopo, un marziano apparve al di l\u00e0 della Torre dell'Orologio e si gett\u00f2 nel fiume, sopra Limehouse galleggiavano solo rottami.\ne scese lungo il fiume, sopra Limehouse galleggiavano solo rottami.\n\nDella caduta del quinto cilindro devo parlare tra poco. La\nsesta stella cadde a Wimbledon. Mio fratello, che vegliava accanto alle\ndonne in carrozza in un prato, ne vide il bagliore verde ben oltre le\nle colline. Il marted\u00ec il piccolo gruppo, ancora intenzionato ad attraversare il mare, si fece strada attraverso il brulicante\nmare, si fece strada attraverso la campagna brulicante verso Colchester.\nLa notizia che i marziani erano ormai in possesso di tutta Londra fu confermata.\nLondra era confermata. Erano stati visti a Highgate e persino, si diceva, a Neasden.\nsi diceva, a Neasden. Ma non vennero alla vista di mio fratello fino all'indomani.\nil giorno dopo.\n\nQuel giorno le moltitudini disperse cominciarono a rendersi conto dell'urgente bisogno di\ndi provviste. Man mano che cresceva la fame, i diritti di propriet\u00e0 cessarono di essere\ndi essere considerati. I contadini si misero a difendere con le armi in pugno le loro stalle, i granai e le\ne le coltivazioni di radici in via di maturazione con le armi in pugno. Un certo numero di persone ora,\ncome mio fratello, avevano la faccia rivolta a est, e c'erano alcuni\ndisperati che tornavano a Londra per procurarsi il cibo. Si trattava\nsoprattutto persone dei sobborghi settentrionali, la cui conoscenza del Fumo Nero era\nFumo Nero per sentito dire. Aveva sentito dire che circa la met\u00e0 dei membri del\ngoverno si erano riuniti a Birmingham, e che erano state preparate enormi quantit\u00e0 di\ndi esplosivo per le miniere automatiche nelle contee del Midland.\nnelle contee del Midland.\n\nGli fu anche detto che la Midland Railway Company aveva rimpiazzato le diserzioni del primo giorno di panico e aveva ripreso il traffico.\ndiserzioni del primo giorno di panico, aveva ripreso il traffico e stava\ntreni diretti a nord da St. Albans per alleviare la congestione delle contee\ncontee. C'era anche un cartellone a Chipping Ongar\nChipping Ongar annunciava che nelle citt\u00e0 del nord erano disponibili grandi scorte di farina e che entro ventiquattr'ore\ncitt\u00e0 del nord e che entro ventiquattro ore sarebbe stato distribuito il pane\npane tra gli affamati del circondario. Ma queste informazioni\nnon lo dissuase dal piano di fuga che aveva preparato, e i tre si spinsero verso est per tutto il giorno.\nsi spinsero verso est per tutto il giorno e non seppero pi\u00f9 nulla della distribuzione di pane\ndi questa promessa. N\u00e9, a dire il vero, nessun altro ne sent\u00ec pi\u00f9 parlare.\ndi essa. Quella notte cadde la settima stella su Primrose Hill. Cadde\nmentre la signorina Elphinstone stava vegliando, poich\u00e9 svolgeva quel compito\nalternandosi con mio fratello. La vide.\n\nMercoled\u00ec i tre fuggitivi, che avevano passato la notte in un campo di grano acerbo, raggiunsero Chelmsford.\ndi grano acerbo, giunsero a Chelmsford e l\u00ec un corpo di abitanti, che si faceva chiamare\nabitanti, che si faceva chiamare Comitato per l'Approvvigionamento Pubblico, sequestr\u00f2 il pony come provvista\npony come provviste, e non volle dare nulla in cambio se non la\npromessa di una parte di esso il giorno dopo. Qui si vociferava di\nmarziani a Epping e la notizia della distruzione della Polveriera di Waltham Abbey\nWaltham Abbey Powder Mills nel vano tentativo di far saltare in aria uno degli invasori.\n\nQui la gente osservava i marziani dai campanili della chiesa. Mio\nfratello, per sua fortuna, prefer\u00ec proseguire subito verso la costa piuttosto che aspettare il cibo.\nverso la costa piuttosto che aspettare il cibo, anche se tutti e tre avevano\nerano molto affamati. A mezzogiorno passarono per Tillingham, che,\nstranamente sembrava del tutto silenziosa e deserta, a parte qualche furtivo saccheggiatore\nqualche furtivo saccheggiatore a caccia di cibo. Vicino a Tillingham improvvisamente\nin vista del mare e della pi\u00f9 incredibile folla di imbarcazioni di ogni genere che si possa immaginare.\ndi ogni genere che sia possibile immaginare.\n\nInfatti, dopo che i marinai non poterono pi\u00f9 risalire il Tamigi, si diressero verso la costa dell'Essex, a Harwich, Walton e Clacton.\nsulla costa dell'Essex, a Harwich, Walton e Clacton, e poi a Foulness e Shoebury, per portare via la gente.\na Foulness e Shoebury, per portare via la gente. Si stendevano in un'enorme\ncurva a forma di falce che alla fine scompariva nella nebbia verso il Naze.\nVicino alla costa c'era una moltitudine di pescherecci inglesi, scozzesi,\nfrancesi, olandesi e svedesi; barche a vapore provenienti dal Tamigi, yacht,\nbarche elettriche; e al di l\u00e0 c'erano navi di maggior peso, una moltitudine di\nuna moltitudine di luridi colliers, di mercantili in assetto, di navi per il bestiame, di imbarcazioni per il trasporto di passeggeri, di petroliere, di vagabondi oceanici,\npetroliere, vagabondi oceanici, persino un vecchio trasporto bianco, lindi transatlantici bianchi e grigi di Southampton.\ne grigie di Southampton e Amburgo; e lungo la costa blu, oltre il Blackwater, mio fratello poteva\nlungo la costa azzurra, al di l\u00e0 del Blackwater, mio fratello riusciva a scorgere un fitto sciame di\ndi imbarcazioni che si intrattenevano con le persone sulla spiaggia, uno sciame che si\nrisaliva il Blackwater fino a Maldon.\n\nA circa un paio di miglia di distanza si trovava una nave da guerra, molto bassa nell'acqua,\nquasi, a detta di mio fratello, come una nave che si fosse arenata. Si trattava\nl'ariete _Thunder Child_. Era l'unica nave da guerra in vista, ma lontano\na destra, sulla superficie liscia del mare, perch\u00e9 quel giorno c'era\ncalma piatta si stendeva un serpente di fumo nero che segnalava le prossime navi da guerra della\ndella Flotta della Manica, che si libravano in una linea estesa, a vapore e pronte all'azione, attraverso il Tamigi.\nvapore e pronte all'azione, attraverso l'estuario del Tamigi nel corso della conquista marziana.\nconquista marziana, vigili e tuttavia impotenti a impedirla.\n\nAlla vista del mare, Mrs. Elphinstone, nonostante le rassicurazioni della cognata, cedette al panico.\ndella cognata, cedette al panico. Non era mai uscita dall'Inghilterra\nInghilterra, avrebbe preferito morire piuttosto che affidarsi all'amicizia in un paese\npaese straniero, e cos\u00ec via. Sembrava, povera donna, immaginare che\nche i francesi e i marziani potessero essere molto simili. Aveva\nsempre pi\u00f9 isterica, impaurita e depressa durante i due giorni di viaggio.\ngiorni di viaggio. La sua grande idea era quella di tornare a Stanmore. Le cose erano\nsempre bene e al sicuro a Stanmore. Avrebbero trovato George a\nStanmore....\n\nCon grande difficolt\u00e0 riuscirono a portarla sulla spiaggia.\nspiaggia, dove poco dopo mio fratello riusc\u00ec ad attirare l'attenzione\ndi alcuni uomini su un piroscafo a pale proveniente dal Tamigi. Mandarono una barca e\ne fecero un accordo per trentasei sterline per i tre. Il piroscafo era\nIl piroscafo era diretto, dissero questi uomini, a Ostenda.\n\nErano circa le due quando mio fratello, dopo aver pagato il biglietto alla passerella, si trov\u00f2 al sicuro a bordo del battello a vapore con il suo\nalla passerella, si ritrov\u00f2 al sicuro a bordo del battello a vapore con i suoi\nspese. A bordo c'era del cibo, anche se a prezzi esorbitanti, e i tre riuscirono a mangiare su uno dei sedili della nave.\ntre riuscirono a mangiare su uno dei sedili di prua.\n\nA bordo c'erano gi\u00e0 una ventina di passeggeri, alcuni dei quali avevano speso i loro ultimi soldi per assicurarsi un passaggio.\navevano speso i loro ultimi soldi per assicurarsi un passaggio, ma il capitano\nil capitano rimase al largo della Blackwater fino alle cinque del pomeriggio, facendo salire\npasseggeri finch\u00e9 i ponti seduti non furono pericolosamente affollati. Probabilmente\nprobabilmente sarebbe rimasto pi\u00f9 a lungo se non fosse stato per il suono dei\ncannoni che inizi\u00f2 verso quell'ora a sud. Come in risposta, la\ncome in risposta, la ferrata di fronte spar\u00f2 un piccolo cannone e iss\u00f2 una serie di bandiere. Un getto\ndi fumo dai suoi fumaioli.\n\nAlcuni passeggeri ritenevano che gli spari provenissero da Shoeburyness.\nShoeburyness, fino a quando non si accorsero che il rumore aumentava. Nello stesso momento\nNello stesso momento, lontano, a sud-est, gli alberi e le strutture superiori di tre\ndi tre navi di ferro emergevano una dopo l'altra dal mare, sotto nuvole di fumo nero.\nfumo nero. Ma l'attenzione di mio fratello torn\u00f2 subito agli spari\nspari lontani a sud. Gli sembr\u00f2 di vedere una colonna di fumo che si levava\ndalla lontana foschia grigia.\n\nIl piccolo piroscafo si stava gi\u00e0 muovendo verso est rispetto alla grande\nmezzaluna di navi, e la bassa costa dell'Essex si stava facendo azzurra e\nquando apparve un marziano, piccolo e debole in lontananza,\nche avanzava lungo la costa fangosa dalla direzione di Foulness. In quel momento\nil capitano in plancia imprec\u00f2 a squarciagola per la paura e la rabbia del suo\nrabbia per il suo ritardo, e le pale sembravano contagiate dal suo terrore.\nterrore. Ogni anima a bordo rimase in piedi sulle murate o sui sedili del piroscafo e fiss\u00f2 quel lontano\ndel piroscafo e fissava quella sagoma lontana, pi\u00f9 alta degli alberi e dei campanili della\ncampanili dell'entroterra e che avanzava con una piacevole parodia di passo umano.\npasso umano.\n\nEra il primo marziano che mio fratello vedeva, e rimase in piedi, pi\u00f9 stupito che terrorizzato, a guardare questo Titano che avanzava deliberatamente verso il\npi\u00f9 stupito che terrorizzato, a guardare questo Titano che avanzava deliberatamente verso il\nnavigazione, immergendosi sempre pi\u00f9 nell'acqua man mano che la costa si allontanava.\ncosta. Poi, molto lontano, al di l\u00e0 del Crouch, ne arriv\u00f2 un altro, che camminava su\nalcuni alberi stentati, e poi un altro ancora, ancora pi\u00f9 lontano, che guadava\nuna distesa di fango lucido che sembrava sospesa a met\u00e0 strada tra il mare e il cielo.\nmare e il cielo. Tutti si dirigevano verso il mare, come se volessero intercettare la fuga delle\nfuga della moltitudine di imbarcazioni che si affollavano tra Foulness\ne il Naze. Nonostante gli sforzi palpitanti dei motori del piccolo battello a pale e il\npiccolo battello a pale e la schiuma che le ruote scagliavano dietro di lei, si allontanava con terrore\ncon terrificante lentezza, si allontan\u00f2 da questa minacciosa avanzata.\n\nGuardando verso nord-ovest, mio fratello vide la grande mezzaluna di navi\ngi\u00e0 si contorceva per l'avvicinarsi del terrore; una nave che passava dietro un'altra\nun'altra, un'altra che si avvicinava dalla fiancata all'estremit\u00e0, piroscafi che\nfischiando e sprigionando volumi di vapore, vele spiegate,\nvele, lance che sfrecciavano di qua e di l\u00e0. Era cos\u00ec affascinato da tutto questo e\ndal pericolo strisciante a sinistra che non aveva occhi per\nnulla verso il mare. E poi un rapido movimento del battello a vapore (si era improvvisamente\nimprovvisamente per evitare di essere investito) lo scaravent\u00f2 a testa in gi\u00f9 dal\ndal sedile su cui si trovava. Intorno a lui si sent\u00ec un grido, un\nun calpestio di piedi e un'esultanza a cui sembrava si rispondesse\ndebolmente. Il battello a vapore si mosse e lo fece rotolare sulle mani.\n\nScatt\u00f2 in piedi e vide a dritta, a non pi\u00f9 di cento metri dalla loro imbarcazione\ndalla loro barca che sbandava e beccheggiava, un'enorme massa di ferro, come la lama di un aratro, che squarciava l'acqua, sballottandola su entrambi i lati con enormi\ncome la lama di un aratro che squarciava l'acqua, sballottandola da una parte e dall'altra in enormi\nonde enormi di schiuma che saltavano verso il piroscafo, che lanciava le sue pale\nin aria e poi risucchiando il ponte fino quasi alla linea di galleggiamento.\nlinea di galleggiamento.\n\nUna goccia di spray accec\u00f2 mio fratello per un attimo. Quando i suoi occhi furono di nuovo\ndi nuovo limpidi, vide che il mostro era passato e si stava precipitando verso terra. Grandi\ndi ferro che si ergevano da questa struttura a capofitto, e da cui si proiettavano due imbarcazioni\nfumaioli proiettavano e sputavano un'esplosione fumante di fuoco. Era l'ariete\ntorpediniere, il _Thunder Child_, che si lanciava a capofitto, venendo a salvare\ndella navigazione minacciata.\n\nMantenendosi sul ponte ansante e aggrappandosi ai pennoni, mio fratello guard\u00f2 di nuovo i marziani oltre il leviatano in carica.\nmio fratello guard\u00f2 di nuovo i marziani al di l\u00e0 di questo leviatano in carica, e\ne vide che i tre erano ormai vicini e si trovavano cos\u00ec al largo che i supporti dei treppiedi erano quasi completamente\nmare che i loro sostegni a tripode erano quasi completamente sommersi. Cos\u00ec\naffondati e visti in una prospettiva remota, apparivano molto meno\nformidabile dell'enorme massa di ferro sulla cui scia il piroscafo stava\nnella cui scia il piroscafo si muoveva cos\u00ec impotente. Sembrava che guardassero questo nuovo\nantagonista con stupore. Per la loro intelligenza, forse, il\ngigante era addirittura un altro come loro. Il _Thunder Child_ non spar\u00f2 alcun\npistola, ma si limit\u00f2 a dirigersi a tutta velocit\u00e0 verso di loro. Probabilmente il fatto di non aver sparato\nsparare che le permise di avvicinarsi cos\u00ec tanto al nemico. Non sapevano\nnon sapevano cosa fare di lei. Una sola granata e l'avrebbero mandata\na fondo con l'Heat-Ray.\n\nStava viaggiando a un ritmo tale che in un minuto sembr\u00f2 a met\u00e0 strada tra il battello a vapore e i marziani.\ntra il battello a vapore e i marziani, una massa nera in diminuzione contro\nla distesa orizzontale della costa dell'Essex.\n\nImprovvisamente il primo marziano abbass\u00f2 il tubo e scaric\u00f2 una bombola di gas nero sulla\nun contenitore di gas nero contro la ferrocisterna. Colp\u00ec la fiancata di sinistra e\nun getto color inchiostro che rotol\u00f2 via verso il mare, un torrente di fumo nero\nun torrente di fumo nero, dal quale la nave si allontan\u00f2. Per gli\nosservatori del piroscafo, bassi nell'acqua e con il sole negli occhi, sembrava che la nave fosse\nocchi, sembrava che fosse gi\u00e0 tra i marziani.\n\nVedevano le figure smunte separarsi e emergere dall'acqua mentre\nsi ritiravano verso la riva, e uno di loro sollev\u00f2 la macchina fotografica\ngeneratore del Raggio di Calore. Lo tenne puntato obliquamente verso il basso, e\ne un banco di vapore emerse dall'acqua al suo tocco. Deve aver attraversato\nferro della fiancata della nave come un tondino di ferro rovente attraverso la carta.\ncarta.\n\nUn guizzo di fiamma sal\u00ec attraverso il vapore che saliva, e poi il marziano si agit\u00f2 e barcoll\u00f2.\nmarziano si agit\u00f2 e barcoll\u00f2. In un altro momento fu abbattuto, e un\nun grande corpo d'acqua e vapore sparato in alto nell'aria. I cannoni della\nTuono Bambino_ risuonarono attraverso il puzzo, esplodendo uno dopo l'altro.\ne un colpo schizz\u00f2 l'acqua in alto vicino al piroscafo,\nrimbalz\u00f2 verso le altre navi volanti a nord, e fece un\nun colpo in legno di fiammifero.\n\nMa nessuno ci fece caso. Alla vista del crollo del marziano\nmarziano, il capitano in plancia url\u00f2 in modo inarticolato e tutti i passeggeri che si affollavano a poppa del piroscafo gridarono\npasseggeri a poppa del piroscafo gridarono insieme. E poi\nurlarono di nuovo. Perch\u00e9, emergendo al di l\u00e0 del tumulto bianco, spingeva\nqualcosa di lungo e nero, con le fiamme che uscivano dalle sue parti centrali,\ni suoi ventilatori e i suoi fumaioli sputavano fuoco.\n\nEra ancora viva; la timoneria, a quanto pare, era intatta e i motori funzionavano.\nmotori funzionanti. Si diresse dritta verso un secondo marziano ed era\na un centinaio di metri da lui quando il raggio di calore si abbatt\u00e9 su di lui. Poi, con\nun violento tonfo, un lampo accecante, i suoi ponti, i suoi fumaioli, saltarono\nverso l'alto. Il marziano barcoll\u00f2 per la violenza dell'esplosione, e in un attimo\nin un altro momento il relitto in fiamme, che avanzava con l'impeto del suo passo, aveva\nimpeto del suo passo, lo colp\u00ec e lo accartocci\u00f2 come un oggetto di cartone.\ncartone. Mio fratello grid\u00f2 involontariamente. Un tumulto di vapore bollente\nnascose di nuovo tutto.\n\n Due! url\u00f2 il capitano.\n\nTutti gridavano. L'intero piroscafo, da un capo all'altro, risuonava di un tifo\ndi un tifo frenetico che fu ripreso prima da uno e poi da tutti nella folla di navi e imbarcazioni che si stava\nmoltitudine di navi e imbarcazioni che si stava dirigendo verso il mare.\n\nIl vapore rimase sospeso sull'acqua per molti minuti, nascondendo il terzo marziano e la costa.\nmarziano e la costa. Per tutto questo tempo la barca\npagaiando costantemente verso il mare e lontano dal combattimento; e quando finalmente\nconfusione, il banco di vapore nero alla deriva era intervenuto,\ne non si riusciva a scorgere nulla del _Thunder Child_, n\u00e9 il terzo marziano.\nterzo marziano. Ma le navi da guerra verso il mare erano ormai\nvicino e si avvicinavano alla riva oltre il piroscafo.\n\nIl piccolo vascello continuava a battere la sua strada verso il mare, mentre le corazzate di ferro\nsi allontanavano lentamente verso la costa, che era ancora nascosta da un banco di vapori\ndi vapore, in parte vapore, in parte gas nero, che si muoveva e si combinava in un modo\nin maniera stranissima. La flotta di rifugiati si stava disperdendo a\nnord-est; diversi smack navigavano tra le navi di ferro e il battello a vapore.\nbattello a vapore. Dopo un po' di tempo, e prima che raggiungessero il banco di nuvole\nle navi da guerra virarono verso nord, poi virarono bruscamente e passarono nella nebbia\ne passarono nella foschia della sera che si addensava verso sud. La costa divenne\nla costa diventava sempre pi\u00f9 debole e infine indistinguibile tra i bassi banchi di nubi che si stavano\nche si stavano addensando intorno al sole che stava tramontando.\n\nPoi, all'improvviso, dalla foschia dorata del tramonto emerse la vibrazione dei fucili e una forma di ombre nere che si muovevano.\ndi armi e una forma di ombre nere che si muoveva. Tutti si affannarono a raggiungere il\ndel piroscafo e scrutarono nella fornace accecante dell'ovest,\nma non si riusciva a distinguere chiaramente nulla. Una massa di fumo si alz\u00f2\nobliqua e sbarrava la faccia al sole. Il piroscafo continuava a pulsare\ninterminabile suspense.\n\nIl sole \u00e8 sprofondato tra le nuvole grigie, il cielo si \u00e8 arrossato e oscurato, la stella della sera ha tremato alla vista.\nstella della sera si affacciava tremante alla vista. Era il crepuscolo profondo quando il capitano\ngrid\u00f2 e indic\u00f2. Mio fratello tese gli occhi. Qualcosa si precipit\u00f2\nnel cielo dal grigiore si precipit\u00f2 obliquamente verso l'alto e molto velocemente\nverso l'alto e molto rapidamente nella luminosa chiarezza sopra le nuvole del cielo occidentale.\nqualcosa di piatto e largo, e molto grande, che si muoveva in un'ampia curva, si rimpiccioliva e si inabissava.\ncurva, si rimpicciol\u00ec, sprofond\u00f2 lentamente e scomparve di nuovo nel grigio mistero della notte.\nmistero della notte. E mentre volava pioveva buio sulla terra.\nterra.\n\n\n\n\nLIBRO SECONDO\nLA TERRA SOTTO I MARZIANI.\n\n\n\n\nI.\nSOTTO I PIEDI.\n\n\nNel primo libro ho divagato talmente tanto dalle mie avventure per\nraccontare le esperienze di mio fratello, tanto che negli ultimi due capitoli io e il curato siamo stati\ncapitoli io e il curato ci siamo appostati nella casa vuota di\nHalliford dove ci siamo rifugiati per sfuggire al Fumo Nero. L\u00ec riprender\u00f2\nriprender\u00f2. Ci siamo fermati l\u00ec tutta la notte di domenica e tutto il giorno successivo, il giorno\ndel panico, in una piccola isola di luce del giorno, isolata dal Fumo Nero\ndal resto del mondo. Non abbiamo potuto fare altro che aspettare in una dolorosa\ninattivit\u00e0 durante quei due giorni di stanchezza.\n\nLa mia mente era occupata dall'ansia per mia moglie. La immaginavo a\nLeatherhead, terrorizzata, in pericolo, che mi piangeva gi\u00e0 come un uomo morto. I\nstanze e piangevo ad alta voce quando pensavo a come ero stato tagliato fuori da lei\nda lei, a tutto ci\u00f2 che le sarebbe potuto accadere in mia assenza. Mia cugina, che\nmio cugino sapeva essere abbastanza coraggioso per qualsiasi emergenza, ma non era il tipo di uomo\ndi rendersi conto del pericolo in fretta, di alzarsi prontamente. Ci\u00f2 che serviva ora non era\nnon era il coraggio, ma la circospezione. La mia unica consolazione era credere\nche i marziani si stessero spostando verso Londra, allontanandosi da lei. Queste vaghe\nansie rendono la mente sensibile e dolorosa. Ero molto stanca e irritabile\nirritabile per le continue eiaculazioni del curato; mi stancavo di vedere\nvista della sua egoistica disperazione. Dopo qualche rimostranza inefficace, mi allontanai da lui.\nDopo alcune inefficaci rimostranze, mi allontanai da lui, rimanendo in una stanza evidentemente\nbambini che conteneva mappamondi, formulari e quaderni. Quando mi segu\u00ec\nQuando mi segu\u00ec, mi recai in una stanza in cima alla casa e, per stare da sola con le mie sofferenze\nper stare da sola con le mie dolorose sofferenze, mi chiusi dentro.\n\nSiamo stati irrimediabilmente accerchiati dal fumo nero per tutto il giorno e la mattina del\nmattina del giorno successivo. Nella casa accanto, la domenica sera, c'erano segni di persone.\ndomenica sera, un volto alla finestra e luci in movimento, e poi lo sbattere di una porta.\nsbattere una porta. Ma non so chi fossero queste persone, n\u00e9 cosa ne sia\ncosa ne sia stato di loro. Il giorno dopo non abbiamo visto nulla di loro. Il fumo nero\nsi \u00e8 spostato lentamente verso il fiume per tutta la mattina del luned\u00ec, avvicinandosi sempre pi\u00f9\nsempre pi\u00f9 vicino a noi, fino ad arrivare a percorrere la carreggiata fuori dalla casa che ci nascondeva.\nche ci nascondeva.\n\nUn marziano attravers\u00f2 i campi verso mezzogiorno, stendendo la roba con un getto di vapore surriscaldato che sibil\u00f2 contro le pareti, spaccando tutti i muri.\ngetto di vapore surriscaldato che sibil\u00f2 contro i muri, mand\u00f2 in frantumi tutte le finestre che tocc\u00f2\nfinestre che toccava e scottava la mano del curato che usciva dalla sala d'ingresso.\nstanza d'ingresso. Quando alla fine attraversammo le stanze inzuppate e guardammo di nuovo fuori, il paese verso nord era\nquando finalmente ci infilammo nelle stanze fradice e guardammo di nuovo fuori, il paese a nord era come se fosse passato\nuna tempesta di neve nera. Guardando verso il fiume, fummo stupiti di vedere un\nun rossore inspiegabile che si mescolava al nero dei prati bruciati.\n\nPer un po' di tempo non capimmo come questo cambiamento avesse influenzato la nostra posizione, se non che\nche eravamo sollevati dalla paura del Fumo Nero. Ma pi\u00f9 tardi\nMa pi\u00f9 tardi mi resi conto che non eravamo pi\u00f9 chiusi in casa, che ora potevamo scappare.\nNon appena mi resi conto che la via di fuga era aperta, il mio sogno d'azione ritorn\u00f2.\nd'azione. Ma il curato era letargico, irragionevole.\n\n Siamo al sicuro qui, ripeteva, al sicuro qui.\n\nHo deciso di lasciarlo, se l'avessi fatto! Pi\u00f9 saggio ora per l'insegnamento\nper l'insegnamento dell'artigliere, cercai cibo e bevande. Avevo trovato olio\ne stracci per le mie ustioni, e presi anche un cappello e una camicia di flanella che trovai in una camera da letto.\ntrovato in una delle camere da letto. Quando gli fu chiaro che intendevo andare da solo, si era\nche intendevo andare da sola e che mi ero riconciliata con l'idea di andarci da sola, si alz\u00f2 improvvisamente per\nsi svegli\u00f2 all'improvviso per venire. E, essendo tutto tranquillo per tutto il pomeriggio, partimmo verso le cinque\nverso le cinque, a quanto pare, lungo la strada annerita per Sunbury.\nverso Sunbury.\n\nA Sunbury, e a intervalli lungo la strada, c'erano corpi morti che giacevano in\nin atteggiamenti contorti, cavalli e uomini, carri e bagagli rovesciati, tutti coperti di polvere nera.\ncarri e bagagli rovesciati, tutti coperti da una fitta coltre di polvere nera. Quella coltre di polvere cenerina\npolvere mi fece pensare a ci\u00f2 che avevo letto sulla distruzione di Pompei.\nArrivammo ad Hampton Court senza disavventure, con la mente piena di apparizioni strane e sconosciute.\ne sconosciute, e ad Hampton Court i nostri occhi furono sollevati dal trovare una macchia di verde\ndi trovare una macchia di verde che era sfuggita alla deriva soffocante. Abbiamo\nBushey Park, con i suoi cervi che andavano e venivano sotto gli\ncastagni e alcuni uomini e donne che si affrettavano in lontananza verso Hampton.\nHampton, e cos\u00ec arrivammo a Twickenham. Queste furono le prime persone che\nviste.\n\nDall'altra parte della strada i boschi oltre Ham e Petersham erano ancora\nincendiati. Twickenham non \u00e8 stata danneggiata n\u00e9 dai raggi di calore n\u00e9 dal fumo nero, e\nc'era pi\u00f9 gente in giro, anche se nessuno poteva darci notizie. Per la maggior parte\nper la maggior parte erano come noi, approfittando di una tregua per\ndi una tregua per spostare i loro alloggi. Ho l'impressione che molte delle case qui\noccupate da abitanti impauriti, troppo spaventati anche per\nfuga. Anche qui le prove di una fuga precipitosa erano abbondanti lungo la strada.\nstrada. Ricordo in modo molto vivido tre biciclette sfasciate in un mucchio, sbattute\nsulla strada dalle ruote dei carri successivi. Abbiamo attraversato il Richmond\nBridge verso le otto e mezza. Attraversammo in fretta il ponte esposto, ovviamente\nNaturalmente ci affrettammo ad attraversare il ponte esposto, ma notai una serie di masse rosse che galleggiavano lungo il torrente,\nalcune larghe diversi metri. Non sapevo cosa fossero, non c'era tempo per esaminarle.\nper esaminarle e le interpretai in modo pi\u00f9 orribile di quanto meritassero.\ndi quanto meritassero. Anche qui, sul versante del Surrey, c'era polvere nera che un tempo era stata fumo, e corpi morti.\nfumo, e cadaveri ammassati vicino all'ingresso della stazione;\nma non vedemmo i marziani finch\u00e9 non fummo un po' pi\u00f9 vicini a Barnes.\nBarnes.\n\nAbbiamo visto in lontananza, annerito, un gruppo di tre persone che correvano lungo una\nstrada secondaria verso il fiume, ma per il resto sembrava deserta. Sulla\nRichmond bruciava vivacemente; al di fuori della citt\u00e0 di Richmond non c'era traccia del fumo nero.\nnon c'era traccia del Fumo Nero.\n\nPoi all'improvviso, mentre ci avvicinavamo a Kew, arriv\u00f2 una serie di persone che correvano,\ne la parte superiore di una macchina da combattimento marziana si profilava sopra le\ncime delle case, a non pi\u00f9 di cento metri da noi. Rimanemmo sbigottiti di fronte al nostro\npericolo, e se il marziano avesse guardato in basso saremmo morti immediatamente.\nmorti. Eravamo cos\u00ec terrorizzati che non osammo proseguire, ma ci allontanammo e ci nascondemmo in un capannone.\nma ci allontanammo e ci nascondemmo in un capanno in un giardino. L\u00ec il curato si accovacci\u00f2, piangendo\nsilenziosamente e si rifiutava di muoversi di nuovo.\n\nMa la mia idea fissa di raggiungere Leatherhead non mi lasciava riposare e al crepuscolo mi sono avventurato di nuovo fuori.\ncrepuscolo mi avventurai di nuovo fuori. Attraversai un cespuglio, e\nlungo un passaggio accanto a una grande casa che sorgeva nel suo parco, e cos\u00ec\nstrada verso Kew. Il curato l'ho lasciato nella rimessa, ma\nmi segu\u00ec di corsa.\n\nQuella seconda partenza \u00e8 stata la cosa pi\u00f9 avventata che abbia mai fatto. Perch\u00e9 era\nevidente che i marziani erano intorno a noi. Non appena il curato mi super\u00f2, vedemmo o la macchina da combattimento che avevamo visto prima\nche vedemmo o la macchina da combattimento che avevamo visto prima o\nun'altra, lontana, attraverso i prati in direzione di Kew Lodge.\nQuattro o cinque piccole figure nere si affrettavano davanti ad essa attraverso il verde-grigio del campo e\nverde-grigio del campo, e in un attimo fu evidente che questo marziano\nli inseguiva. In tre passi era in mezzo a loro, e correvano\nirradiando dai suoi piedi in tutte le direzioni. Non us\u00f2 il raggio di calore per\nper distruggerli, ma li raccolse uno per uno. A quanto pare li gett\u00f2\nnel grande contenitore metallico che si proiettava dietro di lui, proprio come un cesto da operaio\ncesto di un operaio appeso alla sua spalla.\n\n\u00c8 stata la prima volta che mi sono reso conto che i marziani potevano avere altri\nscopo che la distruzione dell'umanit\u00e0 sconfitta. Rimanemmo per un attimo\npietrificati, poi ci voltammo e fuggimmo attraverso un cancello dietro di noi in un giardino recintato.\ngiardino, siamo caduti in un fosso fortunato, anzich\u00e9 trovarlo, e siamo rimasti l\u00ec,\na malapena il coraggio di sussurrarsi l'un l'altro finch\u00e9 le stelle non si spensero.\n\nCredo che fossero quasi le undici prima che trovassimo il coraggio di ripartire.\ndi ripartire, senza pi\u00f9 avventurarci sulla strada, ma sgattaiolando lungo le\nsiepi e tra le piantagioni, osservando attentamente nell'oscurit\u00e0, lui a destra e io a sinistra, i marziani che\nbuio, lui a destra e io a sinistra, per i marziani, che sembravano\nmarziani, che sembravano essere tutti intorno a noi. In un punto ci imbattemmo in un'area bruciata e annerita, che ora si stava raffreddando e\ne annerita, ora raffreddata e cinerea, e una serie di cadaveri di uomini sparsi, bruciati orribilmente\ndi uomini, orribilmente bruciati sulle teste e sui tronchi, ma con le gambe e gli stivali per lo pi\u00f9 intatti.\ngambe e gli stivali per lo pi\u00f9 intatti; e di cavalli morti, a una cinquantina di metri,\nforse, dietro una fila di quattro cannoni squarciati e di carri armati distrutti.\n\nSheen, a quanto pare, era scampata alla distruzione, ma il luogo era silenzioso e\ndeserto. Qui non abbiamo trovato nessun morto, anche se la notte era troppo buia per\ntroppo buia per poter vedere le strade secondarie del luogo. A Sheen il mio compagno\nsvenimento e sete, e decidemmo di provare una delle case.\ndelle case.\n\nLa prima casa in cui entrammo, dopo qualche difficolt\u00e0 con la finestra,\nera una villetta bifamiliare e non trovai nulla di commestibile se non del formaggio ammuffito.\nmangiare, se non del formaggio ammuffito. C'era per\u00f2 dell'acqua da bere;\ne presi un'accetta, che prometteva di essere utile per il prossimo\nprossima violazione di una casa.\n\nAbbiamo poi attraversato un punto in cui la strada gira verso Mortlake. Qui\nqui si trovava una casa bianca all'interno di un giardino recintato, e nella dispensa di questo\ndi questa casa trovammo una scorta di cibo: due pagnotte in una teglia, una bistecca non\nbistecca non cotta e met\u00e0 di un prosciutto. Riporto questo catalogo cos\u00ec\nproprio perch\u00e9, come accadde, eravamo destinati a sussistere con questa\ndi questa scorta per i successivi quindici giorni. Sotto uno scaffale c'erano delle bottiglie di birra\ne c'erano due sacchi di fagioli e alcune lattughe flosce. Questa\ndispensa si apriva in una specie di cucina per lavare i panni e in questa c'era la legna da ardere;\nc'era anche una credenza, nella quale trovammo quasi una dozzina di zuppe di\nbordeaux, zuppe e salmone in scatola e due scatole di biscotti.\n\nCi sedemmo nella cucina adiacente, al buio perch\u00e9 non osavamo accendere la luce, e mangiammo pane e prosciutto e bevemmo birra dalla stessa bottiglia.\ne abbiamo mangiato pane e prosciutto e bevuto birra dalla stessa bottiglia. Il\ncurato, che era ancora timoroso e irrequieto, ora, stranamente, era per\ne io lo stavo esortando a mantenersi in forze mangiando, quando accadde ci\u00f2 che avrebbe imprigionato\nquando accadde ci\u00f2 che ci avrebbe imprigionato.\n\n Non pu\u00f2 essere ancora mezzanotte, ho detto, e poi \u00e8 arrivato un bagliore accecante di\nluce verde vivida. Tutto quello che c'era in cucina balz\u00f2 fuori, chiaramente\nchiaramente visibile in verde e nero, e scomparve di nuovo. E poi segu\u00ec una tale\nuna commozione che non ho mai sentito n\u00e9 prima n\u00e9 dopo. Cos\u00ec vicino a questo\ncos\u00ec vicino da sembrare istantaneo, arriv\u00f2 un tonfo dietro di me, un cozzare di vetri, uno schianto\ndi vetri, uno schianto e un rumore di muratura che cadeva intorno a noi, e l'intonaco del soffitto venne gi\u00f9\nl'intonaco del soffitto ci \u00e8 piombato addosso, frantumandosi in una moltitudine di\nframmenti sulle nostre teste. Fui sbattuto a testa in gi\u00f9 sul pavimento\ncontro la maniglia del forno e rimasi stordito. Rimasi a lungo insensibile,\nIl curato mi ha detto che quando mi sono ripreso eravamo di nuovo al buio e lui, con il viso bagnato come un\nlui, con il volto bagnato, come scoprii in seguito, dal sangue di un taglio sulla\nfronte, mi stava tamponando con l'acqua.\n\nPer qualche tempo non riuscii a ricordare cosa fosse successo. Poi le cose mi sono\nlentamente. Si manifest\u00f2 un livido sulla tempia.\n\n Stai meglio? chiese il curato in un sussurro.\n\nAlla fine gli risposi. Mi sono alzato a sedere.\n\n Non muoverti, disse.  Il pavimento \u00e8 coperto di stoviglie frantumate dal\ndel com\u00f2. Non ci si pu\u00f2 muovere senza fare rumore, e io credo che\ncredo che siano fuori.\n\nEntrambi stavamo seduti in silenzio, tanto che a malapena ci sentivamo respirare.\nrespirare. Tutto sembrava mortalmente immobile, ma una volta qualcosa vicino a noi,\nun intonaco o un mattone rotto, \u00e8 scivolato gi\u00f9 con un suono rimbombante.\nAll'esterno, molto vicino, si sentiva un intermittente rantolo metallico.\n\n Questo! disse il curato, quando di l\u00ec a poco accadde di nuovo.\n\n S\u00ec, ho detto.  Ma che cos'\u00e8?\n\n Un marziano! disse il curato.\n\nHo ascoltato di nuovo.\n\n Non era come l'Heat-Ray, dissi, e per un po' fui portato a pensare che una delle grandi macchine da combattimento fosse inciampata\nuna delle grandi macchine da combattimento fosse inciampata contro la casa, come ne avevo vista una\ncasa, come ne avevo vista una inciampare contro la torre della chiesa di Shepperton.\nChiesa.\n\nLa nostra situazione era cos\u00ec strana e incomprensibile che per tre o quattro ore, fino all'alba, non ci siamo quasi mossi.\nquattro ore, fino all'alba, non ci siamo quasi mossi. E poi la luce\nfiltrava, non attraverso la finestra, che rimaneva nera, ma attraverso\nun'apertura triangolare tra una trave e un mucchio di mattoni rotti nel muro dietro di noi.\nmuro alle nostre spalle. L'interno della cucina lo vedemmo grigio per la prima volta.\nper la prima volta.\n\nLa finestra era stata sfondata da una massa di muffa da giardino che si era riversata sul tavolo su cui eravamo seduti e\nsul tavolo su cui eravamo seduti e si \u00e8 posata sui nostri piedi.\nAll'esterno, la terra era alta contro la casa. In cima al telaio della\nfinestra si vedeva un tubo di scarico sradicato. Il pavimento era disseminato\nIl pavimento era disseminato di ferramenta distrutte; la parte della cucina verso la casa era stata\ncucina verso la casa era stata sfondata e, dato che la luce del giorno splendeva l\u00ec, era evidente che la maggior parte della\nche la maggior parte della casa era crollata. In netto contrasto con questa\nrovina c'era il com\u00f2 ordinato, macchiato alla moda, verde chiaro, e con\ndi rame e di stagno, la carta da parati che imitava le piastrelle\npiastrelle bianche e blu, e un paio di supplementi colorati che svolazzavano\ndalle pareti sopra la cucina.\n\nQuando l'alba si fece pi\u00f9 chiara, vedemmo attraverso la fessura del muro il corpo di un marziano, che stava di guardia, suppongo, sopra le luci ancora incandescenti.\ndi un marziano, che stava di guardia, suppongo, al cilindro ancora incandescente.\ncilindro. Alla sua vista strisciammo il pi\u00f9 possibile in modo circospetto\ndalla penombra della cucina all'oscurit\u00e0 del retrocucina.\n\nImprovvisamente mi venne in mente la giusta interpretazione.\n\n Il quinto cilindro, ho sussurrato, il quinto colpo di Marte, ha colpito questa casa e ci ha seppellito sotto le rovine!\nha colpito questa casa e ci ha seppellito sotto le rovine!\n\nPer un po' il curato rimase in silenzio, poi sussurr\u00f2:\n\n Dio abbia piet\u00e0 di noi!\n\nLo sentii subito mugolare tra s\u00e9 e s\u00e9.\n\nA parte quel suono, restammo immobili nel retrocucina; io, da parte mia, non osavo respirare.\nrespirare, e rimasi con gli occhi fissi alla debole luce della\ndella porta della cucina. Riuscivo appena a vedere il volto del curato, una forma ovale e fioca\novale, e il suo colletto e i polsini. Fuori inizi\u00f2 un martellamento metallico\nmetallico, poi un fischio violento e poi di nuovo, dopo un intervallo di silenzio, un sibilo\nun sibilo come quello di un motore. Questi rumori, per lo pi\u00f9 problematici\nper lo pi\u00f9 problematici, continuavano a intermittenza e sembravano semmai\nsembravano aumentare di numero con il passare del tempo. Presto un tonfo misurato e una vibrazione\ne una vibrazione che fece tremare tutto ci\u00f2 che ci circondava e\nnella dispensa, iniziarono e continuarono. Una volta la\nluce si ecliss\u00f2 e la spettrale porta della cucina divenne assolutamente\nbuio. Per molte ore dobbiamo essere rimasti accovacciati l\u00ec, silenziosi e tremanti,\nfinch\u00e9 la nostra attenzione stanca non venne meno. . . .\n\nAlla fine mi ritrovai sveglio e molto affamato. Sono propenso a credere che\nche avessimo trascorso la maggior parte del giorno prima di quel risveglio.\nLa mia fame era cos\u00ec insistente che mi spinse all'azione. I\nal curato che sarei andato a cercare del cibo e mi diressi verso la dispensa.\ndispensa. Non mi rispose, ma non appena iniziai a mangiare, il lieve rumore che feci lo fece alzare e lo fece alzare.\nrumore che feci lo fece svegliare e lo sentii strisciare dietro di me.\n\n\n\n\nII.\nCOSA ABBIAMO VISTO DALLA CASA IN ROVINA.\n\n\nDopo aver mangiato tornammo di soppiatto nel retrocucina e l\u00ec devo essermi appisolata di nuovo, perch\u00e9 quando mi guardai intorno ero sola.\nperch\u00e9 quando mi guardai intorno ero solo. Il tonfo\nvibrazione continuava con stancante persistenza. Sussurrai pi\u00f9 volte al\npi\u00f9 volte il curato, e alla fine mi sentii arrivare alla porta della cucina.\ncucina. Era ancora giorno e lo vidi dall'altra parte della stanza,\nsdraiato contro il buco triangolare che dava sui marziani.\nLe sue spalle erano ingobbite, cos\u00ec che la sua testa mi era nascosta.\n\nSi sentivano diversi rumori, quasi come quelli di una rimessa di motori;\ne l'ambiente dondolava con quel tonfo pulsante. Attraverso l'apertura nel\nmuro potevo vedere la cima di un albero toccata dall'oro e il caldo blu di un tranquillo cielo serale.\nblu di un tranquillo cielo serale. Per circa un minuto rimasi a guardare\nil curato, e poi avanzai, accovacciandomi e calpestando con estrema attenzione\ncon estrema cautela tra le stoviglie rotte che sporcavano il pavimento.\n\nToccai la gamba del curato, che trasal\u00ec cos\u00ec violentemente che una massa di intonaco scivol\u00f2 all'esterno e cadde con un forte impatto.\nintonaco scivol\u00f2 all'esterno e cadde con un forte impatto. I\ngli ho afferrato il braccio, temendo che potesse gridare, e per molto tempo ci siamo\naccovacciati immobili. Poi mi voltai per vedere quanto fosse rimasto del nostro bastione.\nbastione. Il distacco dell'intonaco aveva lasciato aperta una fessura verticale tra le macerie.\ne, sollevandomi con cautela su una trave, riuscii a vedere da questa fenditura\nda questa fessura in quella che da un giorno all'altro era stata una tranquilla strada\nstrada di periferia. Il cambiamento che abbiamo visto \u00e8 stato davvero enorme.\n\nIl quinto cilindro deve essere caduto proprio nel mezzo della casa\nche avevamo visitato la prima volta. L'edificio era scomparso, completamente frantumato,\npolverizzato e disperso dal colpo. Il cilindro giaceva ora molto al di sotto\nfondamenta originali, in una buca gi\u00e0 molto pi\u00f9 grande della fossa in cui avevo guardato a Wok.\nfossa in cui avevo guardato a Woking. La terra intorno ad esso era schizzata\nsotto quel tremendo impatto, schizzata \u00e8 l'unica parola che si pu\u00f2 usare, e giaceva in cumuli che nascondevano i\ncumuli che nascondevano le masse delle case adiacenti. Si era comportata\nesattamente come il fango sotto il colpo violento di un martello. La nostra casa era\ncrollata all'indietro; la parte anteriore, anche al piano terra, era stata completamente distrutta.\ncompletamente distrutta; per un caso fortuito la cucina e il retrocucina si erano\nper caso la cucina e il retrocucina erano scampati e si trovavano ora sepolti sotto terra e rovine, chiusi da tonnellate di terra da ogni lato\ndi terra da ogni lato, tranne che verso il cilindro. Su quell'aspetto eravamo\nsu quell'aspetto eravamo sospesi proprio sull'orlo della grande fossa circolare che i marziani stavano\nimpegnati a costruire. Il forte rumore del battito era evidentemente alle nostre spalle.\ne di tanto in tanto un vapore verde brillante si spingeva come un velo\nattraverso il nostro spioncino.\n\nIl cilindro era gi\u00e0 stato aperto al centro della fossa, e sul bordo pi\u00f9 lontano della fossa, tra gli arbusti frantumati e ricoperti di ghiaia, si trovavano\nsul bordo opposto della fossa, tra gli arbusti distrutti e ricoperti di ghiaia,\nuna delle grandi macchine da combattimento, abbandonata dal suo occupante, si ergeva rigida e alta contro il cielo della sera.\nsi ergeva rigida e alta contro il cielo della sera. All'inizio ho notato a malapena la\nfossa e il cilindro, anche se \u00e8 stato conveniente descriverli per primi, per via dello straordinario luccichio\nper lo straordinario meccanismo scintillante che vidi impegnato nello scavo, e per lo straordinario meccanismo\nnello scavo, e per le strane creature che strisciavano lentamente e dolorosamente\nstrisciavano lentamente e dolorosamente sul terriccio ammassato vicino ad esso.\n\n\u00c8 stato sicuramente il meccanismo a catturare per primo la mia attenzione. Era uno\ndi quei tessuti complicati che da allora sono stati chiamati\nmacchine per la manipolazione e il cui studio ha gi\u00e0 dato un\nenorme impulso all'invenzione terrestre. Come mi \u00e8 apparso per la prima volta,\nmi si present\u00f2 come una specie di ragno metallico con cinque zampe snodate e agili,\ne con un numero straordinario di leve snodate, barre, tentacoli che raggiungono e\ne di tentacoli che si aggrappano al suo corpo. La maggior parte delle braccia erano\nretratte, ma con tre lunghi tentacoli estraeva un certo numero di\ndi aste, piastre e barre che rivestivano il rivestimento e apparentemente\nche rivestivano il rivestimento e apparentemente rinforzavano le pareti del cilindro. Queste, man mano che le estraeva,\nvenivano sollevati e depositati su una superficie piana di terra alle sue spalle.\n\nIl suo movimento era cos\u00ec rapido, complesso e perfetto che all'inizio non lo vedevo come una macchina, nonostante il suo scintillio metallico.\nmacchina, nonostante il suo scintillio metallico. Le\nmacchine da combattimento erano coordinate e animate in modo straordinario.\nma niente di paragonabile a questo. Chi non ha mai visto queste\nqueste strutture e hanno a disposizione solo gli sforzi mal immaginati degli artisti o le descrizioni imperfette\ndescrizioni imperfette di testimoni oculari come me,\nsi rende conto a malapena di questa qualit\u00e0 vivente.\n\nRicordo in particolare l'illustrazione di uno dei primi opuscoli a\nche davano un resoconto consecutivo della guerra. L'artista aveva evidentemente fatto uno studio\nuno studio frettoloso di una delle macchine da combattimento, e l\u00ec la sua conoscenza\nfiniva l\u00ec la sua conoscenza. Le presentava come treppiedi inclinati e rigidi, privi di flessibilit\u00e0 e sottigliezza.\nflessibilit\u00e0 o sottigliezza e con una monotonia d'effetto del tutto fuorviante.\nmonotonia dell'effetto. L'opuscolo che conteneva queste rappresentazioni ebbe una notevole\ne le cito qui semplicemente per mettere in guardia il lettore dall'impressione che possono\nimpressione che possono aver suscitato. Non assomigliano ai marziani che ho visto in\nin azione di quanto una bambola olandese sia simile a un essere umano. A mio parere, l'opuscolo\na mio avviso, l'opuscolo sarebbe stato molto meglio senza di loro.\n\nAll'inizio, dico, la macchina di manipolazione non mi ha impressionato come una macchina,\nma come una creatura simile a un granchio con un tegumento scintillante, il\nmarziano che controllava i suoi movimenti con i suoi delicati tentacoli.\nsembrava essere semplicemente l'equivalente della parte cerebrale del granchio. Ma\nMa poi mi accorsi della somiglianza del suo tegumento grigio-marrone, lucido e coriaceo\npelle, grigio-marrone e lucida, a quella degli altri corpi tentacolari al di l\u00e0, e la vera natura di questo\nnatura di questo abile lavoratore. Con questa consapevolezza\nil mio interesse si spost\u00f2 su quelle altre creature, i veri marziani.\nNe avevo gi\u00e0 avuto un'impressione transitoria e la prima nausea non mi aveva pi\u00f9 oscurato l'osservazione.\nnon oscurava pi\u00f9 la mia osservazione. Inoltre, ero nascosto e\nimmobile e non avevo urgenza di agire.\n\nErano, ora lo vedevo, le creature pi\u00f9 ultraterrene che si possano\nconcepire. Erano enormi corpi rotondi o, piuttosto, teste di circa un metro e mezzo di diametro.\ndi diametro, ogni corpo aveva davanti a s\u00e9 un volto. Questo volto non aveva\nnarici, infatti, i marziani non sembrano avere il senso dell'olfatto, ma aveva un paio di narici.\nolfatto, ma aveva un paio di occhi molto grandi di colore scuro e, appena sotto di essi, una specie di\nsotto di essi una specie di becco carnoso. Nella parte posteriore della testa o del corpo\ncorpo, non so come definirlo, c'era un'unica superficie timpanica,\nche da allora si sa essere anatomicamente un orecchio, anche se deve essere stato quasi\ninutile nella nostra aria densa. Intorno alla bocca, in gruppo, c'erano sedici\ntentacoli sottili, quasi simili a fruste, disposti in due gruppi da otto\nciascuno. Questi grappoli sono stati chiamati in modo piuttosto appropriato da quell'illustre anatomista che \u00e8 il professor Howes.\nillustre anatomista, il professor Howes, le _mani_. Anche quando vidi per la prima volta questi\nper la prima volta questi marziani sembravano sforzarsi di\ndi sollevarsi su queste mani, ma naturalmente, con l'aumento del peso delle condizioni terrestri, questo\npeso delle condizioni terrestri, questo era impossibile. C'\u00e8 ragione di\ndi supporre che su Marte potessero avanzare su di esse con una certa\nfacilit\u00e0.\n\nL'anatomia interna, come la dissezione ha dimostrato, era quasi altrettanto semplice,\nera quasi altrettanto semplice. La maggior parte della struttura era costituita dal\ncervello, che inviava enormi nervi agli occhi, all'orecchio e ai tentacoli tattili.\nOltre a questo c'erano i polmoni voluminosi, in cui si apriva la bocca, il cuore e i suoi vasi.\ncuore e i suoi vasi. La sofferenza polmonare causata dall'atmosfera pi\u00f9 densa e dall'attrazione\natmosfera pi\u00f9 densa e dalla maggiore attrazione gravitazionale era fin troppo evidente nei\nmovimenti convulsi della pelle esterna.\n\nE questa era la somma degli organi marziani. Per quanto strano possa sembrare a un\numano, tutto il complesso apparato di digestione, che costituisce il\ndel nostro corpo, non esisteva nei marziani. Erano\nteste, semplicemente teste. Non avevano interiora. Non mangiavano e tanto meno\ndigerire. Prendevano invece il sangue fresco e vivo di altre creature,\ne lo iniettavano nelle loro vene. Io stesso ho assistito a questa\ncome dir\u00f2 a suo tempo. Ma, per quanto possa sembrare schizzinoso, non posso\nnon riesco a descrivere ci\u00f2 che non potrei sopportare nemmeno di\ncontinuare a guardare. \u00c8 sufficiente dire che il sangue ottenuto da un animale ancora vivo, nella maggior parte dei casi\nanimale ancora in vita, nella maggior parte dei casi da un essere umano, veniva fatto scorrere direttamente con una\nuna piccola pipetta nel canale ricevente... . .\n\nLa sola idea di questo \u00e8 senza dubbio terribilmente ripugnante per noi, ma allo stesso tempo credo che dovremmo ricordare quanto sia ripugnante la nostra\nallo stesso tempo credo che dovremmo ricordare quanto le nostre abitudini carnivore\nabitudini carnivore a un coniglio intelligente.\n\nI vantaggi fisiologici della pratica dell'iniezione sono innegabili, se si pensa all'enorme perdita di tempo e di\ninnegabili, se si pensa all'enorme spreco di tempo ed energia umano\ndi tempo e di energia dell'uomo a causa dell'alimentazione e del processo digestivo. Il nostro corpo \u00e8\nghiandole, tubi e organi, occupati a trasformare il cibo eterogeneo in sangue.\neterogeneo in sangue. I processi digestivi e la loro\nreazione sul sistema nervoso, che ci indeboliscono le forze e colorano la mente.\nGli uomini sono felici o infelici perch\u00e9 hanno fegati sani o malsani, o ghiandole gastriche sane.\nghiandole gastriche sane. Ma i Marziani erano al di sopra di tutte queste\nfluttuazioni organiche dell'umore e delle emozioni.\n\nLa loro innegabile preferenza per gli uomini come fonte di nutrimento \u00e8\n\u00e8 in parte spiegata dalla natura dei resti delle vittime che avevano\nportati con s\u00e9 come provviste da Marte. Queste creature, a giudicare\ndai resti striminziti che sono caduti nelle mani dell'uomo, erano\nbipedi, con scheletri inconsistenti e silicei (quasi come quelli delle spugne\nspugne silicee) e con una muscolatura debole, alti circa due metri e mezzo\ne con teste rotonde ed erette e grandi occhi in orbite di selce. Due o\ndi questi sembrano essere stati portati in ogni cilindro e tutti sono stati uccisi prima di raggiungere la terra.\nuccisi prima di raggiungere la terra. \u00c8 stato un bene per loro, perch\u00e9 il solo tentativo di stare in piedi sulla\nperch\u00e9 il solo tentativo di stare in piedi sul nostro pianeta avrebbe spezzato ogni\ndel loro corpo.\n\nE mentre sono impegnato in questa descrizione, posso aggiungere in questo luogo\nalcuni ulteriori dettagli che, sebbene non fossero tutti evidenti a noi\nall'epoca, consentiranno al lettore che non li conosce di farsi un'idea pi\u00f9 chiara di queste\nun'immagine pi\u00f9 chiara di queste creature offensive.\n\nIn altri tre punti la loro fisiologia differiva stranamente dalla nostra.\nI loro organismi non dormivano, cos\u00ec come non dorme il cuore dell'uomo.\nPoich\u00e9 non disponevano di un meccanismo muscolare esteso per recuperare, la\nestinzione periodica era loro sconosciuta. Avevano poco o nessun senso della\ndella fatica, a quanto pare. Sulla terra non avrebbero mai potuto muoversi senza\nsforzo, eppure fino all'ultimo si sono mantenuti in azione. In ventiquattro ore\nhanno fatto ventiquattro ore di lavoro, come forse accade anche sulla terra per le formiche.\nterra \u00e8 forse il caso delle formiche.\n\nIn secondo luogo, per quanto possa sembrare meraviglioso in un mondo sessuato, i\nmarziani erano assolutamente privi di sesso, e quindi di tutte quelle\nemozioni tumultuose che derivano da questa differenza tra gli uomini. Un giovane\nmarziano, non c'\u00e8 dubbio, \u00e8 nato davvero sulla Terra durante la guerra.\nguerra, ed \u00e8 stato trovato attaccato al suo genitore, in parte _budded_\ncome i giovani bulbi di giglio, o come i giovani animali nel polipo d'acqua dolce.\npolipo d'acqua dolce.\n\nNell'uomo, in tutti gli animali terrestri superiori, questo metodo di accrescimento \u00e8 scomparso.\ndi accrescimento \u00e8 scomparso; ma anche su questa terra era certamente il metodo\nmetodo primitivo. Tra gli animali inferiori, fino ai primi cugini dei vertebrati, i tunicati, i due metodi di accrescimento sono stati\ncugini degli animali vertebrati, i tunicati, i due processi si verificano\nsi verificano fianco a fianco, ma alla fine il metodo sessuale ha soppiantato il suo\nconcorrente. Su Marte, invece, sembra essere avvenuto il contrario.\ncaso, a quanto pare, \u00e8 stato il contrario.\n\n\u00c8 degno di nota il fatto che un certo scrittore speculativo di fama quasi\nquasi-scientifico, scrivendo molto prima dell'invasione marziana, prevedeva per l'uomo una struttura finale\nprevedeva per l'uomo una struttura finale non dissimile dall'attuale condizione marziana.\nmarziana. La sua profezia, ricordo, \u00e8 apparsa nel novembre o dicembre 1893, in una rivista ormai defunta,\n1893, in una pubblicazione da tempo scomparsa, il _Pall Mall Budget_, e ricordo una sua caricatura in una rivista di\nricordo una sua caricatura in un periodico pre-marziano chiamato _Punch_.\nEgli sottolineava, scrivendo in tono sciocco e faceto, che la perfezione delle apparecchiature meccaniche\ndi apparecchi meccanici deve alla fine soppiantare gli arti; la perfezione dei dispositivi\nperfezione dei dispositivi chimici, la digestione; che organi come i capelli,\nnaso esterno, i denti, le orecchie e il mento non erano pi\u00f9 parti essenziali dell'essere umano\ndell'essere umano e che la tendenza della selezione naturale sarebbe stata\nche la tendenza della selezione naturale sarebbe stata quella di una loro costante diminuzione nelle epoche a venire.\nSolo il cervello rimaneva una necessit\u00e0 fondamentale. Solo un'altra parte del corpo\nsolo un'altra parte del corpo aveva una forte possibilit\u00e0 di sopravvivenza, ed era la mano,\n insegnante e agente del cervello.  Mentre il resto del corpo diminuiva,\nle mani si sarebbero ingrandite.\n\nCi sono molte parole vere scritte per scherzo, e qui nei marziani abbiamo\nmarziani abbiamo, al di l\u00e0 di ogni dubbio, l'effettiva realizzazione di una tale soppressione del\ndell'organismo da parte dell'intelligenza. Per me \u00e8 abbastanza\ncredibile che i marziani possano discendere da esseri non dissimili da noi, attraverso un\nnoi, attraverso un graduale sviluppo del cervello e delle mani (quest'ultimo\nche ha dato origine ai due grappoli di delicati tentacoli) a spese del resto del corpo.\na spese del resto del corpo. Senza il corpo il cervello diventerebbe, ovviamente\nsenza il corpo il cervello diventerebbe una mera intelligenza egoistica, senza alcun\nsubstrato emotivo dell'essere umano.\n\nL'ultimo punto saliente in cui i sistemi di queste creature si differenziano\nda quello che si potrebbe ritenere un particolare molto banale.\nI microrganismi, che causano tante malattie e dolori sulla Terra, o non sono mai comparsi su Marte o la scienza sanitaria marziana li ha eliminati.\nsu Marte non sono mai comparsi oppure la scienza sanitaria marziana li ha eliminati\nmarziana li ha eliminati secoli fa. Un centinaio di malattie, tutte le febbri e i contagi della\ndella vita umana, la tisi, i cancri, i tumori e altre malattie del genere, non entrano mai nello schema della loro vita.\nnon entrano mai nello schema della loro vita. E parlando delle differenze tra\nvita su Marte e quella terrestre, posso alludere alle curiose suggestioni dell'erba rossa.\nsuggerimenti dell'erbaccia rossa.\n\nA quanto pare, il regno vegetale di Marte, invece di avere il verde come colore\ncolore dominante, \u00e8 di una vivida tonalit\u00e0 rosso sangue. In ogni caso, i semi\nche i marziani (intenzionalmente o accidentalmente) hanno portato con s\u00e9\nhanno dato origine in tutti i casi a crescite di colore rosso. Solo quella conosciuta\npopolarmente conosciuta come erba rossa, tuttavia, ha guadagnato terreno nella competizione\ncon le forme terrestri. Il rampicante rosso era una crescita piuttosto transitoria,\ne poche persone l'hanno vista crescere. Per un certo periodo, tuttavia, l'erba rossa\nper un certo periodo, tuttavia, la gramigna rossa \u00e8 cresciuta con un vigore e un rigoglio sorprendenti. Si estendeva lungo i lati della\ndella fossa gi\u00e0 dal terzo o quarto giorno di prigionia, e i suoi rami simili a cactus\nrami simili a cactus formavano una frangia color carminio ai bordi della nostra\nfinestra triangolare. In seguito la trovai diffusa in tutto il\ncampagna, soprattutto dove c'era un corso d'acqua.\n\nI marziani possedevano quello che sembra essere stato un organo uditivo, un singolo tamburo rotondo\ntamburo rotondo nella parte posteriore della testa-corpo, e occhi con una gamma visiva non molto diversa dalla nostra\nnon molto diverso dal nostro, tranne per il fatto che, secondo Philips, il blu e il violetto\ne viola erano come il nero per loro. Si ritiene comunemente che comunicassero\ncomunicassero attraverso suoni e gesti tentacolari; questo \u00e8 asserito,\nper esempio, nell'abile ma frettoloso pamphlet (scritto evidentemente da qualcuno che non \u00e8 un oculista)\n(scritto evidentemente da qualcuno che non \u00e8 stato testimone oculare delle azioni marziane) a cui ho gi\u00e0 accennato, e che\ncui ho gi\u00e0 accennato e che, finora, \u00e8 stata la principale fonte di informazioni su di loro.\ninformazioni su di loro. Ora, nessun essere umano sopravvissuto ha visto cos\u00ec tanto\ndei marziani in azione quanto me. Non mi prendo il merito di un\nincidente, ma \u00e8 cos\u00ec. E affermo di averli osservati da vicino\ne che ho visto quattro, cinque e (una volta) sei marziani\ndi quattro, cinque e (una volta) sei di loro eseguire lentamente le operazioni pi\u00f9 elaborate e complicate\nsenza alcun suono o gesto. Il loro peculiare grugnito\nprecedeva invariabilmente l'alimentazione; non aveva alcuna modulazione e non era, credo,\nun segnale, ma solo l'espirazione dell'aria preparatoria all'operazione di aspirazione.\nl'operazione di aspirazione. Ho una certa pretesa di avere almeno\nconoscenza elementare della psicologia, e in questa materia sono\nsono convinto con la stessa fermezza con cui sono convinto di qualsiasi cosa che i marziani\nmarziani si scambiavano pensieri senza alcuna intermediazione fisica. E ne sono\nconvinto di questo nonostante i forti preconcetti. Prima dell'invasione\nprima dell'invasione marziana, come qualche lettore occasionale ricorder\u00e0, avevo scritto con un po' di\navevo scritto con una certa veemenza contro la teoria telepatica.\n\nI marziani non indossavano abiti. Il loro concetto di ornamento e decoro\ndecoro erano necessariamente diverse dalle nostre; inoltre, non solo erano\ndi temperatura rispetto a noi, ma le variazioni di pressione non sembrano aver influito sulla loro salute.\nma i cambiamenti di pressione non sembrano aver influito sulla loro salute in modo\nseriamente. Tuttavia, anche se non indossavano vestiti, era nelle altre\nartificiali alle loro risorse corporee che la loro grande\nsuperiorit\u00e0 rispetto all'uomo. Noi uomini, con le nostre biciclette e i nostri pattini da strada,\nLilienthal, le nostre pistole e i nostri bastoni e cos\u00ec via, siamo solo all'inizio dell'evoluzione che\nsiamo solo all'inizio dell'evoluzione che i marziani hanno elaborato.\nmarziani. Sono diventati praticamente dei semplici cervelli, che indossano corpi diversi\na seconda delle loro esigenze, proprio come gli uomini indossano vestiti e prendono una\nbicicletta quando hanno fretta o un ombrello quando \u00e8 bagnato. E dei loro apparecchi,\nforse nulla \u00e8 pi\u00f9 meraviglioso per un uomo del fatto curioso che\nche quella che \u00e8 la caratteristica dominante di quasi tutti i dispositivi umani nel meccanismo\n\u00e8 assente, la ruota \u00e8 assente; tra tutte le cose che hanno portato sulla terra non c'\u00e8 traccia o accenno di\nterra non c'\u00e8 traccia o suggerimento dell'uso di ruote. Ci si sarebbe\nci si sarebbe aspettati almeno la locomozione. E a questo proposito \u00e8\ncurioso osservare che anche su questa terra la Natura non ha mai trovato la ruota\nruota, o ha preferito altri espedienti al suo sviluppo. E non\nmarziani non solo non conoscevano (il che \u00e8 incredibile) o si astenevano dalla ruota, ma\no si sono astenuti dalla ruota, ma nel loro apparato si fa singolarmente poco uso\nsingolarmente poco del perno fisso o del perno relativamente fisso, con movimenti circolari\nmovimenti circolari limitati a un solo piano. Quasi tutti i giunti dei macchinari\nmacchinari presentano un complicato sistema di parti scorrevoli che si muovono su\npiccoli ma ben curvati cuscinetti a frizione. E mentre su questo\ndi dettaglio, \u00e8 notevole il fatto che le lunghe leve delle macchine\nmacchine sono nella maggior parte dei casi azionate da una sorta di muscolatura finta di\ndischi in una guaina elastica; questi dischi si polarizzano e si tirano\npolarizzati e attirati l'uno verso l'altro con forza quando sono attraversati da una corrente elettrica.\nelettrica. In questo modo il curioso parallelismo con i movimenti degli animali,\nanimale, cos\u00ec sorprendente e inquietante per l'osservatore umano.\numano. Tali quasi-muscoli abbondavano nella macchina di manipolazione simile a un granchio\nche, al mio primo sbirciare dalla fessura, ho visto disfare il cilindro.\ncilindro. Sembrava infinitamente pi\u00f9 viva dei veri marziani\nche giacevano al di l\u00e0 di esso nella luce del tramonto, ansimando, agitando tentacoli inefficaci e muovendosi debolmente\ntentacoli e si muovevano debolmente dopo il loro immenso viaggio attraverso lo spazio.\n\nMentre osservavo i loro movimenti lenti alla luce del sole e notavo ogni strano dettaglio delle loro\ne notavo ogni strano dettaglio della loro forma, il curato mi ricord\u00f2 della sua\npresenza tirandomi violentemente il braccio. Mi voltai verso un volto corrucciato,\ne labbra silenziose ed eloquenti. Voleva la fessura, che consentiva a uno solo di noi di sbirciare\ndi noi di sbirciare attraverso; e cos\u00ec dovetti rinunciare a guardarli per un po' di tempo\nmentre lui si godeva questo privilegio.\n\nQuando guardai di nuovo, l'indaffarata macchina di manipolazione aveva gi\u00e0 rimesso insieme\ndiversi pezzi dell'apparecchio che aveva estratto dal cilindro in una forma\ncilindro in una forma inconfondibilmente simile alla sua; e in basso, a sinistra, era apparso un piccolo meccanismo di scavo\na sinistra era apparso un piccolo meccanismo di scavo, che emetteva\ngetti di vapore verde e che si muoveva intorno alla fossa, scavando e\ne arginando in modo metodico e preciso. Era questo che\nche aveva provocato il regolare rumore di battito e le scosse ritmiche che avevano\nche avevano fatto tremare il nostro rovinoso rifugio. Il rumore e il fischio si susseguivano mentre lavorava.\nPer quanto potevo vedere, la cosa era priva di una regia marziana.\nmarziano.\n\n\n\n\nIII.\nI GIORNI DELLA PRIGIONIA.\n\n\nL'arrivo di una seconda macchina da combattimento ci spinse dal nostro spioncino\nnel retrocucina, perch\u00e9 temevamo che dall'alto della sua posizione il marziano\nmarziano potesse vederci da dietro la nostra barriera. In seguito cominciammo a sentirci meno in pericolo\nmeno il pericolo dei loro occhi, perch\u00e9 per un occhio nell'abbagliamento della luce solare fuori dal nostro rifugio\nluce del sole all'esterno del nostro rifugio doveva essere buio assoluto, ma all'inizio\nall'inizio il minimo accenno di avvicinamento ci spingeva nel retrocucina\nin una ritirata straziante. Tuttavia, per quanto terribile fosse il pericolo che correvamo,\nl'attrazione di sbirciare era per entrambi irresistibile. E ricordo\ncon una sorta di meraviglia che, nonostante l'infinito pericolo in cui eravamo\npericolo in cui ci trovavamo tra la fame e una morte ancora pi\u00f9 terribile, riuscimmo a lottare\nnonostante il pericolo infinito che ci separava dalla fame e da una morte ancora pi\u00f9 terribile, riuscimmo a lottare aspramente per quell'orribile privilegio della vista. Noi\ncorrere per la cucina in modo grottesco tra la foga e il timore di fare rumore.\npaura di fare rumore, e ci colpivamo, ci spingevamo e scalciavamo, a pochi centimetri dall'esposizione.\ncalci, a pochi centimetri dall'esposizione.\n\nIl fatto \u00e8 che avevamo disposizioni e abitudini di pensiero e di azione assolutamente incompatibili.\ndi pensiero e di azione, e il pericolo e l'isolamento non facevano altro che accentuare\nl'incompatibilit\u00e0. A Halliford avevo gi\u00e0 cominciato a odiare il\ncurato di esclamare impotente, la sua stupida rigidit\u00e0 mentale.\nIl suo interminabile monologo borbottante viziava ogni mio sforzo di pensare ad una\ndi pensare a una linea d'azione, e a volte mi spingeva, cos\u00ec represso e\nintensificato, quasi al limite della follia. Era privo di\ndi ritegno come una donna sciocca. Piangeva per ore e ore, e credo proprio che fino alla fine\ncredo sinceramente che fino alla fine questo figlio viziato della vita pensasse\nche le sue deboli lacrime fossero in qualche modo efficaci. E io me ne stavo seduta nell'oscurit\u00e0\nincapace di distogliere la mente da lui a causa delle sue insistenze. Mangiava\nmangiava pi\u00f9 di me, e invano gli facevo notare che la nostra unica possibilit\u00e0 di vita\ndi vita era quella di fermarci in casa fino a quando i marziani non avessero finito la loro\nche in quella lunga pazienza sarebbe potuto arrivare un momento in cui\nbisogno di cibo. Mangiava e beveva impulsivamente con pasti pesanti a lunghi intervalli.\nintervalli. Dormiva poco.\n\nCon il passare dei giorni, la sua totale noncuranza per qualsiasi considerazione\nintensific\u00f2 a tal punto la nostra angoscia e il nostro pericolo che dovetti, per quanto mi dispiacesse farlo\ndi farlo, a ricorrere alle minacce e infine alle botte. Questo lo fece ragionare\nragione per un po'. Ma era una di quelle creature deboli, prive di orgoglio, timorose e\ndi orgoglio, timorose, un mic, anime odiose, piene di astuzie sfuggenti, che non affrontano n\u00e9 Dio n\u00e9 gli uomini, che affrontano\nnon affrontano n\u00e9 Dio n\u00e9 gli uomini, non affrontano nemmeno se stessi.\n\n\u00c8 spiacevole per me ricordare e scrivere queste cose, ma le ho scritte perch\u00e9 non manchi nulla alla mia storia.\nle scrivo perch\u00e9 non manchi nulla alla mia storia. Chi \u00e8 sfuggito agli aspetti\naspetti oscuri e terribili della vita troveranno la mia brutalit\u00e0, il mio lampo di rabbia nella\nrabbia nella nostra tragedia finale, abbastanza facile da biasimare; perch\u00e9 sanno cosa \u00e8 sbagliato come chiunque altro, ma non\nsanno cosa \u00e8 sbagliato come tutti, ma non cosa \u00e8 possibile fare a uomini torturati. Ma\ncoloro che sono stati sotto l'ombra, che sono scesi alla fine a\ncose elementari, avranno una carit\u00e0 pi\u00f9 ampia.\n\nE mentre all'interno combattevamo la nostra oscura e fioca gara di sussurri,\ndi cibo e di bevande strappate, di mani e di colpi, fuori, alla luce spietata del sole di quel terribile giugno, era\nspietata luce del sole di quel terribile giugno, c'era la strana meraviglia, la\nroutine sconosciuta dei marziani nella fossa. Lasciatemi tornare a quelle\nprime nuove esperienze. Dopo molto tempo mi avventurai di nuovo verso lo spioncino, per scoprire che\nallo spioncino, per scoprire che i nuovi arrivati erano stati rinforzati dagli\noccupanti di non meno di tre macchine da combattimento. Queste ultime\navevano portato con s\u00e9 alcune attrezzature fresche che si trovavano ordinatamente\nin modo ordinato intorno al cilindro. La seconda macchina di manipolazione era ormai\nera completata e stava servendo uno dei nuovi congegni che la grande macchina aveva portato.\ngrande macchina aveva portato. Si trattava di un corpo che assomigliava a un barattolo di latte nella sua forma\nlattiera, al di sopra del quale oscillava un recipiente a forma di pera, dal quale scorreva un flusso di polvere bianca.\nun recipiente a forma di pera, da cui usciva un flusso di polvere bianca che confluiva in un bacino circolare sottostante.\n\nIl movimento oscillatorio \u00e8 stato impartito da un tentacolo della macchina di\nmacchina di manipolazione. Con due mani spatolate la macchina manipolatrice stava\nscavando e gettando masse di argilla nel recipiente a forma di pera\na forma di pera, mentre con un altro braccio apriva periodicamente uno sportello e rimuoveva\narrugginiti e anneriti dalla parte centrale della macchina.\nUn altro tentacolo d'acciaio dirigeva la polvere dal bacino lungo un\ncanale scanalato verso un ricevitore che mi era nascosto dalla\ncumulo di polvere bluastra. Da questo ricevitore invisibile un piccolo filo di fumo verde\nfumo verde si alzava verticalmente nell'aria silenziosa. Mentre guardavo, la\nmacchina di manipolazione, con un debole e musicale tintinnio, estese,\ntelescopico, un tentacolo che un attimo prima era una semplice\nproiezione smussata, finch\u00e9 la sua estremit\u00e0 non fu nascosta dietro il cumulo di argilla. In un altro\nun altro secondo aveva sollevato alla vista una barra di alluminio bianco,\nalluminio bianco, ancora incontaminato e splendente, e l'aveva depositata in una pila crescente di barre\nuna pila crescente di barre che si trovava a lato della fossa. Tra il tramonto\ne la luce delle stelle questa macchina abile deve aver ricavato pi\u00f9 di un centinaio di barre\ndi barre dall'argilla grezza, e il cumulo di polvere bluastra si alz\u00f2 costantemente fino a raggiungere la sommit\u00e0 del\npolvere bluastra si alzava costantemente fino a sormontare il lato della fossa.\n\nIl contrasto tra i movimenti rapidi e complessi di questi\ne la goffaggine inerte e ansimante dei loro padroni era acutissimo.\nacuto, e per giorni dovetti ripetere a me stesso che questi ultimi\nche questi ultimi erano davvero i pi\u00f9 vivi tra le due cose.\n\nIl curato aveva il possesso della fessura quando i primi uomini furono portati\nalla fossa. Io ero seduto sotto, rannicchiato, ad ascoltare con tutte le mie\norecchie. Fece un improvviso movimento all'indietro e io, temendo di essere osservato, mi accovacciai in preda a uno spasmo di terrore.\nosservati, mi accovacciai in preda a uno spasmo di terrore. Lui scivol\u00f2 gi\u00f9 dalla\nrifiuti e si mise accanto a me nell'oscurit\u00e0, inarticolato,\ngesticolava e per un attimo condivisi il suo panico. Il suo gesto\nsuggeriva la rassegnazione della fessura, e dopo un po' la mia curiosit\u00e0 mi diede coraggio e mi alzai.\ncuriosit\u00e0 mi diede coraggio, mi alzai, lo attraversai e mi arrampicai su di essa.\ne mi arrampicai su di essa. All'inizio non riuscivo a vedere il motivo del suo comportamento frenetico.\ncomportamento frenetico. Era ormai giunto il crepuscolo, le stelle erano poche e deboli,\nma la fossa era illuminata dal tremolante fuoco verde che proveniva dalla\ndalla produzione di alluminio. L'intero quadro era uno schema tremolante di\nbagliori verdi e di ombre nere e arrugginite, stranamente\nocchi. I pipistrelli passavano attraverso tutto questo, senza farci caso. I\nmarziani tentacolari non si vedevano pi\u00f9, il cumulo di polvere blu-verde si era alzato per coprirli.\npolvere blu-verde si era alzato per coprirli dalla vista, e una macchina da combattimento, con le gambe contratte, si era accartocciata.\ngambe contratte, accartocciate e abbreviate, si trovava nell'angolo della fossa.\ndella fossa. E poi, tra il clangore del macchinario, arriv\u00f2 un\nsospetto di voci umane, che in un primo momento avevo pensato solo di\nrespingere.\n\nMi accovacciai, osservando da vicino questa macchina da combattimento, soddisfacendo me stesso\nper la prima volta che il cofano conteneva davvero un marziano. Quando\nle fiamme verdi si sollevavano, potevo vedere il luccichio oleoso della sua pelle\ne la luminosit\u00e0 dei suoi occhi. E all'improvviso sentii un urlo e vidi un lungo tentacolo\nun lungo tentacolo che si protendeva oltre la spalla della macchina verso la piccola\ngabbia che si accovacciava sulla sua schiena. Poi qualcosa che si dibatteva\nviolentemente si sollev\u00f2 in alto contro il cielo, un nero, vago enigma\nnero, un vago enigma contro la luce delle stelle; e mentre questo oggetto nero scendeva di nuovo, vidi\ndalla verde luminosit\u00e0 che si trattava di un uomo. Per un istante fu\nchiaramente visibile. Era un uomo robusto, rubicondo, di mezza et\u00e0, ben vestito;\ntre giorni prima, doveva essere in giro per il mondo, un uomo di\nun uomo di notevole importanza. Potevo vedere i suoi occhi fissi e i bagliori di luce sulle borchie e sulla catena dell'orologio.\nluce sulle borchie e sulla catena dell'orologio. Scomparve dietro la collinetta e\nper un attimo ci fu silenzio. Poi inizi\u00f2 un urlo e un\nurlo sostenuto e allegro da parte dei marziani.\n\nScivolai gi\u00f9 dalla spazzatura, mi misi in piedi a fatica, mi misi le mani sulle orecchie e mi precipitai nel retrocucina.\norecchie e mi precipitai nel retrocucina. Il curato, che se ne stava rannicchiato in silenzio con le braccia sopra la testa\nin silenzio con le braccia sopra la testa, alz\u00f2 lo sguardo al mio passaggio e grid\u00f2\na gran voce per il mio abbandono e mi corse dietro.\n\nQuella notte, mentre ci appostavamo nel retrocucina, in bilico tra l'orrore e il fascino terribile di questa\ne il fascino terribile che esercitava questo sbirciare, sebbene sentissi l'urgenza di agire, cercai invano di concepire un piano di fuga.\nbisogno urgente di agire, cercai invano di concepire un piano di fuga;\nma in seguito, durante il secondo giorno, fui in grado di considerare la nostra posizione con\nposizione con grande chiarezza. Il curato, mi accorsi, era del tutto incapace di discutere.\ndi discutere; questa nuova e culminante atrocit\u00e0 lo aveva privato di ogni\nvestigia di ragione o di riflessione. Praticamente era gi\u00e0 sceso al livello\nlivello di un animale. Ma, come si suol dire, mi afferrai con le mani\nentrambe le mani. Una volta affrontati i fatti, mi resi conto che, per quanto terribile fosse la nostra posizione, non c'era ancora alcuna giustificazione.\nper quanto terribile fosse la nostra posizione, non c'era ancora alcuna giustificazione per la\ndisperazione assoluta. La nostra principale possibilit\u00e0 risiedeva nella possibilit\u00e0 che i\nmarziani che la fossa non fosse altro che un accampamento temporaneo. O\nanche se l'avessero mantenuta in modo permanente, avrebbero potuto non ritenere necessario sorvegliarla.\ndi sorvegliarla e ci sarebbe stata offerta una possibilit\u00e0 di fuga. Ho anche\nvalutato con molta attenzione la possibilit\u00e0 di scavare una via d'uscita in una\ndirezione lontana dalla fossa, ma le probabilit\u00e0 di emergere a portata di\ndi emergere alla vista di qualche macchina da combattimento di sentinella mi sembrarono inizialmente troppo alte. E\nAvrei dovuto scavare tutto da solo. Il curato mi avrebbe\ncertamente mi avrebbe deluso.\n\nFu il terzo giorno, se la memoria non mi inganna, che vidi il ragazzo ucciso.\nragazzo ucciso. \u00c8 stata l'unica occasione in cui ho visto i marziani nutrirsi.\nmarziani nutrirsi. Dopo quell'esperienza ho evitato il buco nel muro per\nper buona parte della giornata. Andai nel retrocucina, rimossi la porta,\ne passai alcune ore a scavare con l'accetta nel modo pi\u00f9 silenzioso possibile;\nma quando avevo fatto un buco profondo un paio di metri, la terra smossa croll\u00f2 rumorosamente.\ncroll\u00f2 rumorosamente e non osai continuare. Mi persi d'animo e mi sdraiai sul\na lungo sul pavimento del retrocucina, senza avere lo spirito nemmeno per\nmuovermi. Dopo di che abbandonai del tutto l'idea di fuggire con lo\nscavo.\n\nQuesto la dice lunga sull'impressione che i marziani avevano fatto su di me, se all'inizio non nutrivo alcuna speranza\nall'inizio ho nutrito poche o nessuna speranza che la nostra fuga potesse essere\ndal loro rovesciamento attraverso qualsiasi sforzo umano. Ma la quarta o quinta notte\nnotte sentii un suono simile a quello di armi pesanti.\n\nEra notte fonda e la luna splendeva luminosa. I\nmarziani avevano portato via la macchina per scavare e, a parte una macchina da combattimento che si trovava nel\nmacchina da combattimento che si trovava nella sponda pi\u00f9 remota della fossa e una macchina di\nmacchina di movimentazione che era sepolta fuori dalla mia vista in un angolo della fossa\nsotto il mio spioncino, il luogo era abbandonato da loro. A parte\nil pallido bagliore della macchina di movimentazione e le barre e le macchie di luce bianca della luna, il pozzo era al buio.\nbianco della luna, il pozzo era al buio e, a parte il tintinnio della macchina di movimentazione, era\ndel macchinario di manipolazione, era del tutto immobile. Quella notte era di una bella\nserenit\u00e0; a parte un pianeta, la luna sembrava avere il cielo tutto per s\u00e9.\na se stessa. Sentii un cane che ululava, e quel suono familiare mi fece\nmi fece ascoltare. Poi sentii distintamente un boato, esattamente come\nun boato esattamente come il suono di grandi cannoni. Ho contato sei segnali distinti e, dopo un lungo intervallo, di nuovo sei.\nlungo intervallo ancora sei. E questo \u00e8 tutto.\n\n\n\n\nIV.\nLA MORTE DEL CURATO.\n\n\nFu il sesto giorno di prigionia che sbirciai per l'ultima volta.\nper l'ultima volta e mi ritrovai da solo. Invece di starmi vicino e di cercare di\ne di cercare di estromettermi dalla feritoia, il curato era tornato nel\nretrocucina. Fui colpito da un pensiero improvviso. Tornai velocemente e\nsilenziosamente nel retrocucina. Nell'oscurit\u00e0 sentii il curato che beveva.\nMi avvicinai all'oscurit\u00e0 e le mie dita afferrarono una bottiglia di bordeaux.\n\nPer qualche minuto ci fu una colluttazione. La bottiglia colp\u00ec il pavimento e si ruppe.\nsi ruppe, io desistetti e mi alzai. Rimanemmo in piedi ansimando e minacciandoci a vicenda.\nl'un l'altro. Alla fine mi misi tra lui e il cibo e gli dissi che ero decisa a iniziare una disciplina.\ne gli dissi della mia determinazione a iniziare una disciplina. Divisi il cibo nella\ndispensa, in razioni che ci sarebbero durate dieci giorni. Non gli avrei permesso di mangiare\naltro quel giorno. Nel pomeriggio fece un debole sforzo per prendere il cibo.\nil cibo. Stavo sonnecchiando, ma in un attimo mi svegliai. Per tutto il giorno e\ntutta la notte rimanemmo seduti faccia a faccia, io stanca ma risoluta, lui piangente e\ne lui che piangeva e si lamentava della sua fame immediata. Fu, lo so, una notte e un giorno,\nma a me sembr\u00f2 un tempo interminabile.\n\nE cos\u00ec la nostra crescente incompatibilit\u00e0 sfoci\u00f2 finalmente in un conflitto aperto. Per\ndue giorni abbiamo lottato con sfumature e gare di lotta. Ci furono\nvolte l'ho picchiato e preso a calci in modo folle, altre volte l'ho\ne persuaso, e una volta cercai di corromperlo con l'ultima bottiglia di\nbordeaux, perch\u00e9 c'era una pompa per l'acqua piovana da cui potevo prendere l'acqua.\nMa n\u00e9 la forza n\u00e9 la gentilezza sono servite; era davvero fuori di testa. Non voleva\nnon desisteva n\u00e9 dai suoi attacchi al cibo n\u00e9 dal suo rumoroso\nborbottio tra s\u00e9 e s\u00e9. Le rudimentali precauzioni per rendere piacevole la nostra\nprigionia, non le osservava. Lentamente cominciai a rendermi conto\nil completo annullamento della sua intelligenza, a percepire che il mio unico\ncompagno in questa oscurit\u00e0 stretta e malata era un uomo folle.\n\nDa alcuni vaghi ricordi sono propenso a pensare che la mia stessa mente vagasse\na volte. Facevo sogni strani e orribili ogni volta che dormivo. Sembra\nparadossale, ma sono propenso a pensare che la debolezza e la pazzia del curato\ndel curato mi avessero messo in guardia, mi avessero sostenuto e mi avessero mantenuto sano di mente.\n\nL'ottavo giorno cominci\u00f2 a parlare ad alta voce invece di sussurrare e nulla di ci\u00f2 che potevo fare riusciva a moderare i suoi discorsi.\nNiente di ci\u00f2 che potevo fare avrebbe moderato il suo discorso.\n\n \u00c8 giusto, o Dio! diceva, pi\u00f9 e pi\u00f9 volte.  \u00c8 giusto. Su\nme e i miei sia il castigo. Abbiamo peccato, siamo caduti\nnon siamo stati all'altezza. C'era povert\u00e0, dolore; i poveri erano calpestati nella polvere,\ne io ho taciuto. Ho predicato una follia accettabile, mio Dio, che follia!\nquando avrei dovuto alzarmi in piedi, anche se fossi morto per questo, e invitare a pentirsi!\na chiedere loro di pentirsi, di pentirsi! . . . Oppressori dei poveri e dei bisognosi... .\n. ! Il torchio di Dio!\n\nPoi, all'improvviso, tornava a parlare del cibo che gli avevo negato, pregando, implorando, piangendo e infine minacciando.\npregava, implorava, piangeva, infine minacciava. Cominci\u00f2 ad alzare\nvoce e lo pregai di non farlo. Avendo percepito una presa su di me, minacci\u00f2\nche avrebbe gridato e che avrebbe portato i marziani su di noi. Per un po' questo mi spavent\u00f2\nma ogni concessione avrebbe accorciato le nostre possibilit\u00e0 di fuga oltre ogni limite.\nstimabili. Lo sfidai, anche se non avevo alcuna certezza che non avrebbe\ndi non fare questa cosa. Ma quel giorno, in ogni caso, non lo fece. Parlava\ncon la voce che si alzava lentamente, per la maggior parte dell'ottavo e del nono giorno\ne nono giorno minacce, implorazioni, mescolate a un torrente di pentimenti semisani e sempre\ne sempre spumeggiante di pentimento per la sua vacua finzione del servizio di Dio, tale da farmi compatire.\nche mi facevano pena. Poi si addorment\u00f2 per un po' e ricominci\u00f2 con rinnovata\nforza, cos\u00ec forte che dovetti farlo desistere.\n\n Stai fermo!  Ho implorato.\n\nSi alz\u00f2 in ginocchio, perch\u00e9 era rimasto seduto nell'oscurit\u00e0 vicino al rame.\nrame.\n\n Sono stato fermo troppo a lungo\", disse, con un tono che doveva arrivare fino alla\nla fossa, e ora devo portare la mia testimonianza. Guai a questa citt\u00e0 infedele\ncitt\u00e0! Guai! Guai! Guai! Guai! Guai! Agli abitanti della terra per\na causa delle altre voci della tromba\n\n Zitto!  dissi, alzandomi in piedi e con il terrore che i marziani ci sentissero.\nci sentissero.  Per l'amor di Dio\n\n No, grid\u00f2 il curato, a squarciagola, alzandosi in piedi anche lui\ne allargando le braccia.  Parlate! La parola del Signore \u00e8 su di me!\n\nIn tre passi fu alla porta che dava sulla cucina.\n\n Devo portare la mia testimonianza! Io vado! \u00c8 gi\u00e0 stato rimandato troppo a lungo.\n\nAllungai la mano e sentii il tritacarne appeso alla parete. In un\nun lampo gli fui alle calcagna. Ero ferocemente spaventato. Prima che fosse a met\u00e0 strada\ndella cucina, l'avevo superato. Con un ultimo tocco di umanit\u00e0\ngirai la lama all'indietro e lo colpii con il calcio. Si butt\u00f2 a capofitto\nin avanti e si distese a terra. Io inciampai su di lui e rimasi in piedi\nansimando. Lui rimase immobile.\n\nImprovvisamente sentii un rumore esterno, un rumore di intonaco che scivolava, e l'apertura triangolare nel muro si oscur\u00f2.\nintonaco, e l'apertura triangolare nel muro si oscur\u00f2. Guardai\ne vidi la superficie inferiore di una macchina di movimentazione che attraversava lentamente il foro.\nil buco. Uno dei suoi arti di presa si accartocci\u00f2 tra i detriti; un altro\nun altro arto apparve, tastando la strada sulle travi cadute. Rimasi\npietrificato, con lo sguardo fisso. Poi vidi attraverso una specie di lastra di vetro vicino al bordo del corpo il\ndel corpo il volto, come possiamo chiamarlo, e i grandi occhi scuri di un marziano che scruta\ndi un marziano, che scrutavano, e poi un lungo serpente metallico di tentacoli che\nlentamente attraverso il foro.\n\nMi girai con uno sforzo, inciampai sul curato e mi fermai sulla porta del retrocucina.\nporta del retrocucina. Il tentacolo si trovava ormai da qualche parte, a due o pi\u00f9 metri di distanza, nella\nstanza e si contorceva e girava, con strani movimenti improvvisi, di qua e di l\u00e0.\ne di l\u00e0. Per un po' rimasi affascinato da quell'avanzata lenta e irregolare.\nPoi, con un grido debole e rauco, mi costrinsi ad attraversare il gabinetto. I\ntremavo violentemente; riuscivo a malapena a stare in piedi. Aprii la porta\ndella carbonaia e rimasi l\u00ec, nell'oscurit\u00e0, a fissare l'ingresso\nporta della cucina, debolmente illuminata, e ascoltavo. Il marziano mi aveva\nmi aveva visto? Che cosa stava facendo ora?\n\nQualcosa si muoveva l\u00ec, molto silenziosamente, di tanto in tanto\npicchiettava contro il muro, o iniziava i suoi movimenti con un debole\nmetallico, come il movimento dei tasti su un anello sdoppiato. Poi un\ncorpo pesante che sapevo troppo bene cosa fosse, venne trascinato sul pavimento della\ncucina verso l'apertura. Irresistibilmente attratto, mi avvicinai alla porta e sbirciai in cucina.\nporta e sbirciai in cucina. Nel triangolo di luce esterna\nluce del sole vidi il marziano, nel suo Briareus di macchina per la movimentazione,\nscrutare la testa del curato. Pensai subito che avrebbe dedotto la mia presenza\nla mia presenza dal segno del colpo che gli avevo inferto.\n\nMi rintanai nella carbonaia, chiusi la porta e cominciai a coprirmi il pi\u00f9 possibile e il pi\u00f9 silenziosamente possibile nella\na coprirmi il pi\u00f9 possibile, e nel modo pi\u00f9 silenzioso possibile nell'oscurit\u00e0, tra la legna e il carbone.\nbuio, tra la legna e il carbone che c'erano. Di tanto in tanto mi\ndi tanto in tanto mi soffermavo, rigida, per sentire se il marziano avesse spinto i suoi tentacoli attraverso\nl'apertura.\n\nPoi torn\u00f2 il lieve tintinnio metallico. Lo rintracciai lentamente sentendo\nin cucina. Presto lo sentii pi\u00f9 vicino, nel retrocucina, come\ngiudicavo. Pensai che la sua lunghezza potesse essere insufficiente per raggiungermi. I\npregai copiosamente. Pass\u00f2, raschiando debolmente la porta della cantina.\nTrascorse un'ora di suspense quasi intollerabile; poi lo sentii\narmeggiare con il chiavistello! Aveva trovato la porta! I marziani capiscono\nporte!\n\nSi \u00e8 preoccupato di bloccare la presa per un minuto, forse, e poi la porta si \u00e8 aperta.\nsi apr\u00ec.\n\nNell'oscurit\u00e0 potevo solo vedere la cosa come una proboscide di elefante\npi\u00f9 di ogni altra cosa che si agitava verso di me e toccava ed esaminava\nil muro, i carboni, la legna e il soffitto. Era come un verme nero che ondeggiava la sua\ntesta cieca che va e viene.\n\nUna volta, addirittura, ha toccato il tacco del mio stivale. Ero sul punto di\nurlare; mi morsi la mano. Per un po' il tentacolo tacque. Avrei potuto\navrei potuto pensare che fosse stato ritirato. Poi, con uno scatto improvviso, afferr\u00f2 qualcosa che pensavo mi\nafferr\u00f2 qualcosa che pensavo mi avesse preso! e sembr\u00f2 uscire di nuovo dalla cantina.\ncantina. Per un attimo non ne fui sicuro. A quanto pare aveva preso un\ncarbone da esaminare.\n\nColsi l'occasione per spostare leggermente la mia posizione, che era diventata\nposizione, che era diventata angusta, e poi mi misi in ascolto. Sussurrai preghiere appassionate per\nsicurezza.\n\nPoi sentii di nuovo il suono lento e deliberato che si avvicinava a me.\nLentamente, lentamente si avvicinava, grattando contro le pareti e picchiettando i mobili.\ni mobili.\n\nMentre ero ancora dubbioso, ha battuto con forza contro la porta della cantina\ne la chiuse. Lo sentii entrare nella dispensa, e le scatole di biscotti\ne una bottiglia che si rompeva, e poi un forte urto contro la porta della cantina.\nporta della cantina. Poi un silenzio che si trasform\u00f2 in un'infinit\u00e0 di suspense.\n\nSe n'\u00e8 andato?\n\nAlla fine ho deciso che era cos\u00ec.\n\nNon venne pi\u00f9 nel retrocucina; ma rimasi per tutto il decimo giorno nell'oscurit\u00e0 stretta, sepolto tra carboni e legna da ardere, non osando nemmeno osare.\nbuio, sepolto tra carboni e legna da ardere, non osando nemmeno strisciare fuori per\nstrisciare fuori per bere quello che desideravo. Fu l'undicesimo giorno\nprima di avventurarmi cos\u00ec lontano dalla mia sicurezza.\n\n\n\n\nV.\nLA STALLIZZAZIONE.\n\n\nIl mio primo gesto prima di entrare nella dispensa fu quello di chiudere la porta\ntra la cucina e il retrocucina. Ma la dispensa era vuota; ogni\nogni briciola di cibo era sparita. A quanto pareva, il marziano aveva preso tutto il giorno\ngiorno precedente. A quella scoperta mi disperai per la prima volta. Non presi\nnon presi cibo, n\u00e9 bevanda, n\u00e9 l'undicesimo n\u00e9 il dodicesimo giorno.\n\nAll'inizio la mia bocca e la mia gola erano riarse e le mie forze diminuivano sensibilmente.\nsensibilmente. Rimasi seduto nell'oscurit\u00e0 del retrocucina, in uno stato di\ndi sconforto. La mia mente correva a mangiare. Pensavo di essere diventata\nsorda, perch\u00e9 i rumori di movimento che ero abituata a sentire dal\npozzo erano cessati del tutto. Non mi sentivo abbastanza forte per gattonare\nsenza rumore fino allo spioncino, altrimenti ci sarei andato.\n\nIl dodicesimo giorno la gola mi faceva cos\u00ec male che, cogliendo l'occasione di allarmare i marziani, attaccai la pompa dell'acqua piovana che scricchiolava\nallarmare i marziani, ho attaccato la scricchiolante pompa dell'acqua piovana che si trovava\nche si trovava accanto al lavandino e ho preso un paio di bicchieri di acqua piovana annerita e contaminata.\nacqua piovana annerita e contaminata. Ne fui molto rinfrancato, e confortato dal fatto che nessuna tenda che chiedeva informazioni\ndal fatto che nessun tentacolo indagatore seguiva il rumore della mia pompa.\n\nDurante questi giorni, in modo sconclusionato e inconcludente, ho pensato molto al\ndel curato e alle modalit\u00e0 della sua morte.\n\nIl tredicesimo giorno bevvi ancora un po' d'acqua, mi appisolai e pensai in modo disordinato a mangiare e a vaghi piani di fuga impossibili.\ndisordinatamente a mangiare e a vaghi e impossibili piani di fuga.\nOgni volta che dormivo sognavo orribili fantasmi, la morte del curato o cene sontuose.\ncurato, o di cene sontuose; ma, addormentato o sveglio, sentivo un dolore acuto che mi spingeva a bere di nuovo.\ndolore che mi spingeva a bere ancora e ancora. La luce che entrava nel\nnel retrocucina non era pi\u00f9 grigia, ma rossa. Alla mia immaginazione disordinata\nsembrava il colore del sangue.\n\nIl quattordicesimo giorno andai in cucina e fui sorpreso di scoprire che le fronde dell'erba rossa erano cresciute\nche le fronde dell'erbaccia rossa erano cresciute proprio attraverso il buco nel muro.\nmuro, trasformando la penombra del locale in un'oscurit\u00e0 color cremisi.\noscurit\u00e0 color cremisi.\n\nFu nelle prime ore del quindicesimo giorno che sentii una curiosa e familiare sequenza di suoni in\nfamiliare sequenza di suoni in cucina e, ascoltando, l'ho identificata come lo\ndi un cane. Entrando in cucina, vidi il muso di un cane\nnaso di un cane che sbirciava da una fessura tra le fronde color rubino. Questo mi ha molto\nmi sorprese molto. All'odore di me abbai\u00f2 brevemente.\n\nHo pensato che se fossi riuscito a indurlo a venire qui senza far rumore avrei potuto\nforse sarei stato in grado di ucciderlo e mangiarlo; e in ogni caso, sarebbe stato\nsarebbe stato consigliabile ucciderlo, per evitare che le sue azioni attirassero l'attenzione dei\nMarziani.\n\nMi sono avvicinata, dicendo a bassa voce Buon cane!\nritir\u00f2 la testa e scomparve.\n\nHo ascoltato, non ero sordo, ma certamente la fossa era immobile. Sentii un\nun suono simile al battito d'ali di un uccello e un gracchiare rauco, ma\nma non c'era altro.\n\nPer molto tempo rimasi vicino allo spioncino, senza osare scostare le piante rosse che lo oscuravano.\nle piante rosse che lo oscuravano. Una volta o due sentii un debole\ncome i piedi di un cane che andavano di qua e di l\u00e0 sulla\nsabbia molto sotto di me, e c'erano altri suoni simili a quelli degli uccelli, ma questo era\ntutto. Alla fine, incoraggiato dal silenzio, guardai fuori.\n\nTranne che nell'angolo, dove una moltitudine di corvi saltellava e si azzuffava con gli scheletri dei morti che i marziani avevano consumato, non c'era un'ombra.\nscheletri dei morti che i marziani avevano consumato, nella fossa non c'era un\nnon c'era un essere vivente nella fossa.\n\nMi guardai intorno, quasi non credendo ai miei occhi. Tutti i macchinari erano\nspariti. Tranne il grande cumulo di polvere grigio-blu in un angolo,\nalcune barre di alluminio in un altro, gli uccelli neri e gli scheletri degli uccisi.\nscheletri degli uccisi, il posto era solo una buca circolare vuota nella sabbia.\nsabbia.\n\nLentamente mi spinsi fuori attraverso l'erbaccia rossa e mi trovai sulla\ncumulo di macerie. Potevo vedere in ogni direzione, tranne che dietro di me, a nord, e non si vedevano n\u00e9 marziani n\u00e9 tracce di marziani.\nnord, e non si vedevano n\u00e9 marziani n\u00e9 segni di marziani. La\nLa fossa cadeva a picco dai miei piedi, ma un po' pi\u00f9 in l\u00e0 i rifiuti\nun pendio praticabile fino alla cima delle rovine. La mia possibilit\u00e0 di\ndi fuga era arrivata. Cominciai a tremare.\n\nEsitai per qualche tempo e poi, in un impeto di disperata determinazione,\ne con il cuore che palpitava violentemente, mi arrampicai in cima al tumulo in cui ero stato\nmonticello in cui ero stato sepolto cos\u00ec a lungo.\n\nGuardai di nuovo intorno. Anche a nord non si vedeva nessun marziano.\n\nQuando avevo visto per l'ultima volta questa parte di Sheen alla luce del giorno, era stata una strada\nstrada di case confortevoli bianche e rosse, intervallate da\nda abbondanti alberi ombrosi. Ora mi trovavo su un cumulo di mattoni frantumati,\nargilla e ghiaia, su cui si estendeva una moltitudine di piante rosse a forma di cactus, alte fino al ginocchio e senza\npiante rosse a forma di cactus, alte fino alle ginocchia, senza una sola crescita terrestre a contestare\nil loro appoggio. Gli alberi vicino a me erano morti e marroni, ma pi\u00f9 in l\u00e0 un\nuna rete di fili rossi che scalavano i fusti ancora vivi.\n\nLe case vicine erano state tutte distrutte, ma nessuna era stata bruciata;\ni loro muri si ergevano, a volte fino al secondo piano, con le finestre sfondate\ne porte in frantumi. L'erba rossa cresceva tumultuosamente nelle loro stanze senza tetto.\nstanze senza tetto. Sotto di me c'era la grande fossa, con i corvi che lottavano per i suoi\nrifiuti. Altri uccelli saltellavano tra le rovine. Lontano\nvidi un gatto spelacchiato che strisciava rannicchiato lungo un muro, ma tracce di uomini non ce n'erano.\ndi uomini non ce n'erano.\n\nLa giornata sembrava, in contrasto con la mia recente prigionia, abbagliante e luminosa.\nluminoso, il cielo di un azzurro splendente. Una leggera brezza faceva ondeggiare dolcemente l'erbaccia rossa che\nche copriva ogni brandello di terreno non occupato, ondeggiava dolcemente. E oh! la\ndolcezza dell'aria!\n\n\n\n\nVI.\nIL LAVORO DI QUINDICI GIORNI.\n\n\nPer un po' di tempo rimasi in piedi, barcollante, sulla collinetta, incurante della mia sicurezza.\nAll'interno di quella tana rumorosa da cui ero emerso, avevo pensato con una\ncon un'intensit\u00e0 limitata solo alla nostra sicurezza immediata. Non mi ero reso conto\ndi ci\u00f2 che stava accadendo al mondo, non avevo previsto questa\nvisione sorprendente di cose sconosciute. Mi aspettavo di vedere Sheen in\nSheen in rovina, ho trovato intorno a me il paesaggio, strano e lurido, di un altro pianeta.\npianeta.\n\nIn quel momento ho provato un'emozione che va oltre la comune portata degli uomini,\nma che i poveri bruti che dominiamo conoscono fin troppo bene. Mi sono sentito come\nun coniglio che rientra nella sua tana e si trova improvvisamente di fronte\nlavoro di una dozzina di marinai impegnati a scavare le fondamenta di una casa. I\nsent\u00ec il primo sentore di una cosa che presto divenne molto chiara nella mia mente, che\nche mi opprimeva da molti giorni, un senso di detronizzazione, la persuasione di non essere pi\u00f9\ndi detronizzazione, la persuasione di non essere pi\u00f9 un padrone, ma un animale tra gli animali, sotto il\nanimali, sotto il tallone marziano. Con noi sarebbe stato come con loro, per\nappostarsi e guardare, correre e nascondersi; la paura e l'impero dell'uomo erano passati\npaura e l'impero dell'uomo.\n\nMa non appena mi resi conto di questa stranezza, pass\u00f2, e il mio motivo dominante divenne la fame del mio lungo e lugubre digiuno.\nmotivo dominante divenne la fame del mio lungo e lugubre digiuno. In direzione\ndirezione lontana dalla fossa vidi, al di l\u00e0 di un muro ricoperto di rosso, una zona di terreno\ndi giardino non sepolto. Questo mi diede un suggerimento e mi addentrai fino alle ginocchia,\ne a volte fino al collo, nell'erbaccia rossa. La densit\u00e0 dell'erba mi ha dato\nun rassicurante senso di nascondimento. Il muro era alto circa due metri e mezzo e\nQuando tentai di arrampicarmi, scoprii che non riuscivo a sollevare i piedi fino alla\ncresta. Cos\u00ec mi misi a costeggiarlo e giunsi a un angolo e a una parete rocciosa che mi permise di arrivare alla cresta.\nrocce che mi permisero di arrivare in cima e di precipitare nel giardino che desideravo.\nche desideravo. Qui trovai alcune cipolle giovani, un paio di bulbi di gladiolo,\ne una quantit\u00e0 di carote immature, che ho preso al volo e..,\ne, scavalcando un muro diroccato, mi incamminai tra alberi scarlatti e cremisi verso Kew.\nalberi cremisi verso Kew, era come camminare in un viale di gigantesche gocce di sangue.\ngigantesche gocce di sangue con due idee: procurarmi altro cibo e zoppicare il pi\u00f9 presto possibile.\ne di uscire, non appena e per quanto le mie forze me lo permettessero, da questa maledetta regione\nmaledetta regione ultraterrena della fossa.\n\nPoco pi\u00f9 in l\u00e0, in un luogo erboso, c'era un gruppo di funghi che\nche ho divorato, e poi mi sono imbattuto in uno specchio d'acqua marrone che scorreva poco\nacqua bassa e fluente, dove un tempo c'erano i prati. Questi frammenti di nutrimento servirono\nsolo a stuzzicare la mia fame. All'inizio fui sorpreso da questa inondazione in un'estate calda e secca.\nestate calda e secca, ma poi scoprii che era causata dall'esuberanza tropicale della\ntropicale della gramigna rossa. Appena questa straordinaria crescita\nacqua \u00e8 diventata subito gigantesca e di una fecondit\u00e0 senza pari.\nfecondit\u00e0. I suoi semi venivano semplicemente versati nelle acque del Wey e del Tamigi.\ne del Tamigi, e le sue fronde d'acqua, che crescevano rapidamente e in maniera titanica\nrapidamente soffocarono entrambi i fiumi.\n\nA Putney, come vidi in seguito, il ponte era quasi perso in un groviglio di questa\ndi questa erbaccia, e anche a Richmond l'acqua del Tamigi si riversava in un flusso ampio e poco profondo\ne poco profondo attraverso i prati di Hampton e Twickenham. Man mano che l'acqua\nacqua si diffondeva, l'erbaccia la seguiva, fino a quando le ville in rovina della\nvalle del Tamigi si persero per un certo tempo in questa palude rossa, il cui margine ho esplorato.\nesplorato, e gran parte della desolazione che i marziani avevano provocato era\nnascosta.\n\nAlla fine l'erbaccia rossa ha ceduto quasi con la stessa rapidit\u00e0 con cui si era diffusa. A\nmalattia della corteccia, dovuta, si ritiene, all'azione di alcuni batteri.\nbatteri, l'ha subito colpita. Ora, grazie all'azione della selezione\nselezione naturale, tutte le piante terrestri hanno acquisito un potere di resistenza\ncontro le malattie batteriche non soccombono mai senza una dura\nlotta, ma l'erbaccia rossa marc\u00ec come una cosa gi\u00e0 morta. Le fronde\nsbiancate e poi raggrinzite e fragili. Si spezzavano al minimo tocco\nal minimo tocco, e le acque che avevano stimolato la loro crescita iniziale\nportarono in mare le loro ultime vestigia.\n\nLa prima cosa che feci quando arrivai a quest'acqua fu, ovviamente, quella di dissetarmi.\nsete. Ne bevvi un bel po' e, spinto da un impulso, rosicchiai alcune fronde di erba rossa.\nalcune fronde di erba rossa, ma erano acquose e avevano un sapore stucchevole e metallico,\nsapore metallico. Mi accorsi che l'acqua era sufficientemente bassa da permettermi di\nguadare con sicurezza, anche se la gramigna rossa mi ostacolava un po' i piedi; ma la piena evidentemente diventava pi\u00f9 profonda verso il\nevidentemente la piena si faceva pi\u00f9 profonda verso il fiume e tornai indietro verso\nMortlake. Riuscii a distinguere la strada grazie a sporadiche rovine di ville e recinzioni e\ndi ville, staccionate e lampioni, e cos\u00ec di l\u00ec a poco uscii da questo\ne mi diressi verso la collina che sale verso Roehampton e sbucai su Putney Common.\nPutney Common.\n\nQui lo scenario cambiava da quello strano e sconosciuto a quello dei\ndi quello familiare: alcune chiazze di terreno mostravano la devastazione\ndi un ciclone, e in poche decine di metri mi imbattevo in spazi perfettamente\nperfettamente indisturbati, case con le persiane ben tirate e le porte chiuse, come se fossero state lasciate\nchiuse, come se fossero state lasciate per un giorno dai proprietari o come se i loro abitanti dormissero all'interno.\ncome se i loro abitanti dormissero all'interno. L'erbaccia rossa era meno abbondante, gli alberi\nalberi alti lungo il viale erano liberi dalla liana rossa. Andai a caccia di\ncibo tra gli alberi, ma non ho trovato nulla, e ho anche fatto irruzione in un paio di\ncase silenziose, ma erano gi\u00e0 state scassinate e saccheggiate. I\nriposai per il resto della giornata in un cespuglio, essendo, nella mia condizione di debilitazione, troppo\ntroppo affaticato per proseguire.\n\nPer tutto questo tempo non ho visto nessun essere umano e nessun segno dei marziani. I\nun paio di cani dall'aspetto affamato, ma entrambi si sono allontanati\nma entrambi si affrettarono ad allontanarsi dalle mie avances. Vicino a Roehampton avevo\ndue scheletri umani, non corpi, ma scheletri, raccolti in modo pulito, e nel bosco vicino a me\nnel bosco vicino a me trovai le ossa frantumate e sparse di diversi gatti e conigli e il cranio di un\ne conigli e il cranio di una pecora. Ma anche se ho rosicchiato parti di\ndi queste in bocca, non se ne ricavava nulla.\n\nDopo il tramonto ho proseguito lungo la strada verso Putney, dove credo che l'Heat-Ray sia stato usato per qualche motivo.\nPenso che il raggio termico sia stato usato per qualche motivo. E nel\ngiardino oltre Roehampton ho preso una quantit\u00e0 di patate immature,\nsufficiente a placare la mia fame. Da questo giardino si vedeva Putney e il fiume.\nPutney e il fiume. L'aspetto del luogo nel crepuscolo era\nsingolarmente desolato: alberi anneriti, rovine annerite e desolate, e\ngi\u00f9 per la collina le acque del fiume in piena, tinte di rosso dalla\nerbaccia. E su tutto il silenzio. Mi riempiva di indescrivibile terrore pensare a quanto rapidamente\nterrore al pensiero della rapidit\u00e0 con cui era avvenuto quel desolante cambiamento.\n\nPer un certo periodo ho creduto che l'umanit\u00e0 fosse stata spazzata via dall'esistenza e che io fossi l\u00ec da solo, l'ultimo uomo rimasto in vita.\nche io fossi l\u00ec da solo, l'ultimo uomo rimasto in vita. Vicino alla cima di\nPutney Hill mi sono imbattuto in un altro scheletro, con le braccia slogate e\nbraccia dislocate e staccate dal resto del corpo per parecchi metri. Man mano che procedevo mi\nsempre pi\u00f9 convinta che lo sterminio dell'umanit\u00e0 fosse ormai imminente,\ndell'umanit\u00e0, tranne che per i ritardatari come me, fosse gi\u00e0 compiuto in questa parte del mondo.\ndel mondo. I marziani, pensavo, erano andati via e avevano lasciato il paese\ndesolato, cercando cibo altrove. Forse anche adesso stavano\nBerlino o Parigi, o forse erano andati verso nord.\n\n\n\n\nVII.\nL'UOMO SULLA COLLINA DI PUTNEY.\n\n\nHo trascorso quella notte nella locanda che si trova in cima a Putney Hill,\ndormire in un letto fatto per la prima volta dal mio volo per\nLeatherhead. Non racconter\u00f2 l'inutile fatica che feci per entrare in quella casa dopo aver scoperto che la porta d'ingresso era chiusa a chiave.\ncasa dopo aver scoperto che la porta d'ingresso era chiusa a chiavistello, n\u00e9 come ho\nrovistando in ogni stanza in cerca di cibo, finch\u00e9, sull'orlo della disperazione, in quella che mi sembrava\ncamera da letto della servit\u00f9, trovai una crosta rosicchiata dai topi e due scatole di ananas.\ne due scatole di ananas. Il posto era gi\u00e0 stato perquisito e\nsvuotato. Nel bar trovai poi dei biscotti e dei panini che erano stati trascurati.\nche erano stati trascurati. Questi ultimi non li ho potuti mangiare, erano troppo\ntroppo marci, ma i primi non solo hanno placato la mia fame, ma mi hanno anche riempito le tasche.\ntasche. Non accesi nessuna lampada, temendo che qualche marziano potesse venire a battere in quella\nLondra in cerca di cibo durante la notte. Prima di andare a letto ho avuto un\nprima di andare a letto e mi aggiravo da una finestra all'altra per scrutare\nfinestra, scrutando fuori alla ricerca di qualche segno di questi mostri. Dormii poco. Mentre ero a letto mi\nmi ritrovai a pensare consecutivamente a una cosa che non ricordavo di aver\ndall'ultima discussione con il curato. Durante tutto il tempo trascorso\ntempo la mia condizione mentale era stata un susseguirsi frettoloso di vaghi stati\nstati emotivi o una sorta di stupida ricettivit\u00e0. Ma nella notte il mio\ncervello, rafforzato, suppongo, dal cibo che avevo mangiato, divenne chiaro\ndi nuovo chiaro e pensai.\n\nTre cose lottavano per il possesso della mia mente: l'uccisione del curato, l'ubicazione dei marziani e il possibile destino della mia famiglia.\ncurato, la posizione dei marziani e il possibile destino di mia moglie.\nmoglie. La prima non mi dava alcuna sensazione di orrore o di rimorso nel ricordarla; la vedevo semplicemente come una cosa fatta, un ricordo infinitamente sgradevole.\nsemplicemente come una cosa fatta, un ricordo infinitamente sgradevole ma\nma senza la qualit\u00e0 del rimorso. Mi vedevo allora come mi vedo adesso\nora, spinto passo dopo passo verso quel colpo frettoloso, la creatura di una\nsequenza di incidenti che portavano inevitabilmente a quello. Non provai alcuna\ncondanna; eppure il ricordo, statico, non progressivo, mi perseguitava. Nel\nsilenzio della notte, con quella sensazione di vicinanza di Dio che\nche a volte arriva nella quiete e nell'oscurit\u00e0, ho affrontato la mia prova,\nla mia unica prova, per quel momento di ira e di paura. Ho ripercorso ogni passo\ndella nostra conversazione dal momento in cui lo avevo trovato accovacciato\naccanto a me, incurante della mia sete, e indicava il fuoco e il fumo\nche salivano dalle rovine di Weybridge. Eravamo stati incapaci di\ncooperazione il caso non ne aveva tenuto conto. Se avessi previsto, avrei\navrei dovuto lasciarlo a Halliford. Ma non l'avevo previsto; e il crimine \u00e8\nprevedere e fare. E scrivo questo come ho scritto in tutta questa storia...\nstoria, cos\u00ec com'\u00e8 stata. Non c'erano testimoni per tutte queste cose che avrei potuto\nnascosto. Ma l'ho scritto e il lettore deve giudicare come vuole.\ncome vuole.\n\nE quando, con uno sforzo, avevo messo da parte l'immagine di un corpo prostrato, affrontai il problema dei marziani e il destino di mia moglie.\ncorpo, affrontai il problema dei marziani e il destino di mia moglie. Per\nprima non avevo dati; potevo immaginare centinaia di cose, e cos\u00ec,\npurtroppo, anche per la seconda. E improvvisamente quella notte divenne\nterribile. Mi ritrovai seduto nel letto a fissare il buio. I\nmi ritrovai a pregare che il raggio di calore potesse averla colpita improvvisamente e\nindolore l'avesse eliminata dall'esistenza. Dalla notte del mio ritorno da\nLeatherhead non avevo pi\u00f9 pregato. Avevo pronunciato preghiere, preghiere feticcio,\navevo pregato come i pagani mormorano incantesimi quando sono nell'estremo; ma ora pregavo davvero, supplicando con fermezza\nma ora pregavo davvero, implorando con fermezza e con spirito sano, faccia a faccia con l'oscurit\u00e0 di Dio.\ntenebre di Dio. Strana notte! Ma la cosa pi\u00f9 strana \u00e8 che appena l'alba\nio, che avevo parlato con Dio, sgattaiolai fuori di casa come un ratto\nlasciando nel suo nascondiglio una creatura appena pi\u00f9 grande, un animale inferiore\nanimale inferiore, una cosa che per qualsiasi capriccio passeggero dei nostri padroni poteva essere\nper un capriccio passeggero dei nostri padroni, poteva essere cacciata e uccisa. Forse anche loro hanno pregato con fiducia Dio. Sicuramente,\nse non abbiamo imparato nient'altro, questa guerra ci ha insegnato a provare piet\u00e0 per\nquelle anime senza cervello che subiscono il nostro dominio.\n\nIl mattino era luminoso e bello, e il cielo orientale brillava di rosa e\nera pieno di nuvolette dorate. Nella strada che va dalla cima di Putney Hill a\nPutney Hill a Wimbledon c'erano alcune povere vestigia del torrente di panico che doveva essersi riversato a Londra la domenica sera.\npanico che deve essersi riversato a Londra la domenica sera dopo l'inizio dei combattimenti.\ndopo l'inizio dei combattimenti. C'era un piccolo carro a due ruote con l'iscrizione\nnome di Thomas Lobb, fruttivendolo di New Malden, con una ruota distrutta e un baule di latta abbandonato.\nun baule di latta abbandonato; c'era un cappello di paglia calpestato nel fango ormai indurito e\nfango ormai indurito, e in cima a West Hill un sacco di vetri macchiati di sangue\nvetro macchiato di sangue intorno all'abbeveratoio rovesciato. I miei movimenti\nlanguidi, i miei piani erano i pi\u00f9 vaghi. Avevo l'idea di andare a\nLeatherhead, anche se sapevo che l\u00ec avrei avuto le pi\u00f9 scarse possibilit\u00e0 di trovare\ntrovare mia moglie. Certamente, a meno che la morte non li avesse colti all'improvviso,\ni miei cugini e lei sarebbero fuggiti da l\u00ec; ma mi sembrava che avrei potuto trovare o sapere\ntrovare o sapere dove fossero fuggiti gli abitanti del Surrey. Sapevo di voler\ntrovare mia moglie, che il mio cuore soffriva per lei e per il mondo degli uomini, ma\nnon avevo un'idea chiara di come trovarla. Ero anche fortemente\nconsapevolezza della mia intensa solitudine. Dall'angolo andai, al riparo di un\ndi un boschetto di alberi e cespugli, ai margini del Wimbledon Common,\nche si estendeva in lungo e in largo.\n\nQuella distesa scura era illuminata a chiazze da ginestre e ginestre gialle; non si vedevano erbacce rosse.\nNon si vedeva un'erbaccia rossa, e mentre mi aggiravo, esitante, sull'orlo dell'aperto, si alz\u00f2 il sole, inondando il tutto di luce e vitalit\u00e0.\ndell'aperto, il sole sorse, inondando il tutto di luce e vitalit\u00e0. I\nun brulichio di piccole rane in una zona paludosa tra gli alberi.\nalberi. Mi sono fermato a guardarle, traendo una lezione dalla loro\ndeterminazione a vivere. E poi, voltandomi all'improvviso, con la strana sensazione di essere osservato, ho visto qualcosa accovacciato\ndi essere osservato, vidi qualcosa accovacciato in mezzo a un gruppo di cespugli.\nRimasi a guardarlo. Feci un passo verso di lui, che si alz\u00f2 in piedi e divenne\nun uomo armato di una sciabola. Mi avvicinai lentamente. Rimase\nsilenzioso e immobile, a guardarmi.\n\nAvvicinandomi, mi accorsi che era vestito con abiti polverosi e sudici come i miei.\ncome i miei; sembrava, infatti, che fosse stato trascinato in un canale di scolo.\nattraverso un canale di scolo. Avvicinandomi, distinguevo la melma verde dei fossati\nsi mescolava al pallido grigiore dell'argilla secca e alle macchie lucide di carbone. I suoi\ncapelli neri gli ricadevano sugli occhi, e il suo viso era scuro, sporco e\nscuro, sporco e infossato, tanto che all'inizio non lo riconobbi. C'era un taglio rosso\nrosso sulla parte inferiore del viso.\n\n Fermati! grid\u00f2, quando ero a meno di dieci metri da lui, e mi fermai.\nLa sua voce era roca.  Da dove vieni? disse.\n\nHo pensato, osservandolo.\n\n Ho detto che vengo da Mortlake.  Sono stato sepolto vicino alla fossa che i marziani\nhanno fatto sul loro cilindro. Mi sono fatto strada e sono fuggito.\n\n Qui non c'\u00e8 cibo\", ha detto.  Questo \u00e8 il mio paese. Tutta questa\ncollina fino al fiume, e indietro fino a Clapham, e su fino al bordo del\ncomune. C'\u00e8 cibo solo per uno. Da che parte vai?\n\nRisposi lentamente.\n\n Non lo so, ho detto.  Sono stato sepolto nelle rovine di una casa\ntredici o quattordici giorni. Non so cosa sia successo.\n\nMi guard\u00f2 dubbioso, poi si mise in moto e guard\u00f2 con un'espressione cambiata.\nespressione.\n\n Non voglio fermarmi qui, dissi. Penso che andr\u00f2 a Leatherhead, perch\u00e9 mia moglie era l\u00ec.\nLeatherhead, perch\u00e9 mia moglie era l\u00ec.\n\nHa puntato il dito.\n\n \u00c8 lei, disse, l'uomo di Woking. E non sei stato ucciso a\nWeybridge?\n\nL'ho riconosciuto nello stesso momento.\n\n Lei \u00e8 l'artigliere che \u00e8 entrato nel mio giardino.\n\n Buona fortuna!  ha detto.  Siamo fortunati! Che fortuna!  Tese una\nmano e io la presi.  Ho strisciato su un tombino, disse.  Ma non hanno\nuccisero tutti. E dopo che se ne sono andati sono sceso verso Walton attraverso\ni campi. Ma non sono ancora passati sedici giorni e i tuoi capelli sono gi\u00e0\ngrigi.  Si guard\u00f2 improvvisamente alle spalle.  \u00c8 solo una cornacchia, disse.\n Si sa che gli uccelli hanno l'ombra in questi giorni. Questo \u00e8 un po'\naperto. Strisciamo sotto quei cespugli e parliamo.\n\n Hai visto dei marziani?  Ho detto.  Da quando sono strisciato fuori\n\n Si sono allontanati da Londra, disse.  Immagino che abbiano un\ncampo pi\u00f9 grande. Di notte, laggi\u00f9, sulla via di Hampstead, il cielo si anima di luci.\n\u00e8 vivo con le loro luci. \u00c8 come una grande citt\u00e0, e nel bagliore\nsi riesce a vederli muovere. Alla luce del giorno non si possono vedere.\nnon le ho viste (cont\u00f2 sulle dita) per cinque giorni. Poi ho visto\nuna coppia attraverso Hammersmith way che trasportava qualcosa di grosso. E la notte\nsi \u00e8 fermato e ha parlato in modo impressionante: \"Era solo una questione di luci\".\ndi luci, ma era qualcosa in aria. Credo che abbiano costruito una\nmacchina volante e stiano imparando a volare.\n\nMi fermai, a mani e ginocchia, perch\u00e9 eravamo arrivati ai cespugli.\n\n Vola!\n\n S\u00ec, ha detto, vola.\n\nEntrai in un piccolo pergolato e mi sedetti.\n\n \u00c8 tutto finito con l'umanit\u00e0, ho detto.  Se riusciranno a farlo, faranno\nsemplicemente il giro del mondo.\n\nAnnu\u00ec.\n\n Lo faranno. Ma questo alleggerir\u00e0 un po' la situazione qui. E\nInoltre mi guard\u00f2.  Non sei convinto che sia tutto a posto con l'umanit\u00e0?\numanit\u00e0? Lo sono. Siamo a terra, siamo sconfitti.\n\nLo fissai. Per quanto strano possa sembrare, non ero arrivato a questo fatto, un fatto\nperfettamente evidente non appena aveva parlato. Avevo ancora una vaga speranza;\nanzi, avevo mantenuto un'abitudine mentale che durava da sempre. Ripet\u00e9 le sue parole,\n Siamo sconfitti.  Erano assolutamente convinte.\n\n \u00c8 tutto finito, disse.  Hanno perso _uno_, solo _uno_. E hanno\nhanno fatto il loro dovere e hanno azzoppato la pi\u00f9 grande potenza del mondo.\nCi hanno scavalcato. La morte di quello a Weybridge \u00e8 stata un\nincidente. E questi sono solo pionieri. Hanno continuato a venire. Queste stelle verdi\nstelle verdi non ne ho vista nessuna in questi cinque o sei giorni, ma non ho dubbi che stiano\nche cadano da qualche parte ogni notte. Non c'\u00e8 niente da fare. Siamo sotto! Siamo\nbattuti!\n\nNon gli risposi. Rimasi seduto a guardare davanti a me, cercando invano di escogitare\nqualche pensiero contrario.\n\n Questa non \u00e8 una guerra, disse l'artigliere.  Non \u00e8 mai stata una guerra, come\npi\u00f9 di quanto non lo sia la guerra tra l'uomo e le formiche.\n\nImprovvisamente ricordai la notte nell'osservatorio.\n\n Dopo il decimo colpo non spararono pi\u00f9, almeno fino al primo\ncilindro.\n\n Come lo sa? disse l'artigliere. Glielo spiegai. Lui pens\u00f2.\n C'\u00e8 qualcosa che non va nel fucile, disse.  E se ci fosse? Lo rimetteranno a posto\nla rimetteranno a posto. E anche se c'\u00e8 un ritardo, come pu\u00f2 alterare il finale?\nfine? Sono solo uomini e formiche. Le formiche costruiscono le loro citt\u00e0, vivono la loro vita, fanno guerre e rivoluzioni.\nle loro citt\u00e0, vivono la loro vita, fanno guerre, rivoluzioni, finch\u00e9 gli uomini non le vogliono togliere di mezzo e allora\nfinch\u00e9 gli uomini non vogliono toglierle di mezzo, e allora si tolgono di mezzo. Ecco cosa siamo ora, solo formiche.\nSolo\n\n S\u00ec, ho detto.\n\n Siamo formiche mangiabili.\n\nCi siamo seduti guardandoci l'un l'altro.\n\n E cosa ne faranno di noi?  Ho detto.\n\n \u00c8 quello che stavo pensando, disse; \u00e8 quello che stavo pensando.\npensando. Dopo Weybridge sono andato a sud a pensare. Ho visto cosa c'era.\nLa maggior parte della gente era impegnata a strillare e a eccitarsi.\nMa a me non piace tanto strillare. Sono stato in vista della morte una o due volte\ndue volte; non sono un soldato ornamentale, e nel migliore e nel peggiore dei casi,\nla morte \u00e8 solo morte. E l'uomo che continua a pensare ce la fa.\nattraverso. Ho visto tutti allontanarsi verso sud. Dissi: \"Il cibo non durer\u00e0\nda questa parte, e sono tornato indietro. Ho cercato i marziani come un\npassero va verso l'uomo. Tutto intorno ha agitato una mano verso l'orizzonte.\nall'orizzonte, stanno morendo di fame a mucchi, scappano, si calpestano l'un l'altro. .\n. .\n\nMi ha visto in faccia e si \u00e8 fermato impacciato.\n\n Senza dubbio molti di quelli che avevano soldi sono andati in Francia, ha detto. Sembrava\nSembrava esitare se scusarsi, mi guard\u00f2 negli occhi e continu\u00f2:\n Qui c'\u00e8 cibo dappertutto. Cose in scatola nei negozi; vini, liquori,\nacque minerali; e gli acquedotti e gli scarichi sono vuoti. Beh, stavo\ndicendovi quello che pensavo.  Qui ci sono cose intelligenti, ho detto,\n e sembra che ci vogliano come cibo. Per prima cosa, ci distruggeranno le navi,\nmacchine, armi, citt\u00e0, tutto l'ordine e l'organizzazione. Tutto questo\ntutto questo. Se fossimo grandi come formiche, potremmo farcela. Ma non lo siamo.\n\u00c8 tutto troppo ingombrante per essere fermato. Questa \u00e8 la prima certezza.  Eh?\n\nHo acconsentito.\n\n Lo \u00e8; ci ho pensato. Molto bene, allora la prossima; al momento siamo\ncatturati come si vuole. A un marziano basta fare qualche miglio per avere\nfolla in fuga. E ne ho visto uno, un giorno, dalle parti di Wandsworth, che faceva a pezzi\ncase a pezzi e rovistare tra i rottami. Ma non continueranno a\na farlo. Non appena avranno sistemato tutti i nostri cannoni e le nostre navi, e\ne distrutto le nostre ferrovie e fatto tutto quello che stanno facendo laggi\u00f9, cominceranno a prenderci.\nlaggi\u00f9, inizieranno a catturarci sistematicamente, a scegliere i migliori e a\ne ci metteranno in gabbie e cose del genere. \u00c8 quello che inizieranno a fare tra poco.\nun po'. Signore! Non hanno ancora cominciato con noi. Non lo vedi?\n\n Non \u00e8 iniziato!  Ho esclamato.\n\n Non \u00e8 iniziata. Tutto ci\u00f2 che \u00e8 accaduto finora \u00e8 dovuto al fatto che non abbiamo avuto il\ndi non preoccuparci di loro con le armi e simili sciocchezze. E\ne abbiamo perso la testa e ci siamo precipitati in massa dove non c'era pi\u00f9\npi\u00f9 sicuro di quello in cui eravamo. Non vogliono ancora disturbarci.\nStanno preparando le loro cose, tutte quelle che non hanno potuto portare con s\u00e9.\ncon loro, preparando le cose per il resto della loro gente. Molto\nmolto probabilmente \u00e8 per questo che i cilindri si sono fermati per un po', per paura di colpire chi \u00e8 qui.\ncolpire coloro che sono qui. E invece di correre alla cieca, sull'ululato, o di prendere la dinamite.\no di procurarci della dinamite con la possibilit\u00e0 di farli saltare in aria, dobbiamo\ndobbiamo sistemarci in base al nuovo stato di cose. Questo \u00e8\n\u00e8 il mio modo di vedere le cose. Non \u00e8 proprio in funzione di ci\u00f2 che un uomo vuole per la sua\nspecie, ma a ci\u00f2 che i fatti indicano. E questo \u00e8 il\nprincipio su cui ho agito. Le citt\u00e0, le nazioni, la civilt\u00e0, il progresso sono\ntutto finito. Il gioco \u00e8 finito. Siamo sconfitti.\n\n Ma se \u00e8 cos\u00ec, che cosa c'\u00e8 da vivere?\n\nL'artigliere mi guard\u00f2 per un attimo.\n\n Non ci saranno pi\u00f9 concerti benedetti per un milione di anni o gi\u00f9 di l\u00ec;\nnon ci sar\u00e0 pi\u00f9 la Royal Academy of Arts e non ci saranno pi\u00f9 i piccoli pasti al ristorante.\nristoranti. Se \u00e8 il divertimento che cercate, credo che il gioco sia finito.\nSe avete buone maniere da salotto o non vi piace mangiare i piselli con il coltello o far cadere i punti.\ncon il coltello o a far cadere i punti, \u00e8 meglio che li buttiate via. Non servono\npi\u00f9 utili.\n\n Vuoi dire\n\n Voglio dire che gli uomini come me continuano a vivere per il bene della razza.\nVi dico che sono deciso a vivere. E se non mi sbaglio, tra poco anche tu\nmostrerai anche tu quali sono le tue viscere, tra non molto. Non saremo sterminati.\nsterminati. E non intendo nemmeno essere catturato, addomesticato e\ningrassato e allevato come un bue tonante. Ah! Che meraviglia quei\nmarrone!\n\n Non intende dire\n\n Lo faccio. Vado avanti, sotto i loro piedi. L'ho pianificato, l'ho pensato.\npensato. Noi uomini siamo sconfitti. Non ne sappiamo abbastanza. Dobbiamo\nimparare prima di avere una possibilit\u00e0. E dobbiamo vivere e mantenerci indipendenti\nindipendenti mentre impariamo. Vedi! \u00c8 questo che bisogna fare.\n\nLo fissai, stupito e profondamente scosso dalla risoluzione di quell'uomo.\n\n Grande Dio! esclamai io. Ma tu sei davvero un uomo!  E improvvisamente\nafferr\u00f2 la sua mano.\n\n Eh! disse, con gli occhi che brillavano.  Ci ho pensato, eh?\n\n Continua, ho detto.\n\n Ebbene, coloro che intendono sfuggire alla loro cattura devono prepararsi. Io mi\npronto. Non tutti siamo fatti per le bestie selvatiche.\nbestie selvagge; ed \u00e8 quello che deve essere. Per questo ti ho osservato. Ho avuto\ndubbi. Lei \u00e8 esile. Non sapevo che fossi tu, capisci, o\ncome eri stata sepolta. Tutti questi tipi di persone che vivevano in queste\nqueste case, e tutti quei dannati piccoli impiegati che vivevano in quella\nin quella strada non vanno bene. Non hanno alcuno spirito in loro, n\u00e9 sogni\nsogni e desideri orgogliosi; e un uomo che non ha l'uno o l'altro Signore!\nChe cos'\u00e8, se non un po' di fumo e di precauzioni? Si sono limitati ad andare al lavoro\nHo visto centinaia di loro, con un pezzo di colazione in mano, correre selvaggiamente\ne lucidi per prendere il loro piccolo treno in abbonamento, per paura di essere licenziati se non\ndi essere licenziati se non lo facevano; lavorare in aziende che avevano paura di\ndi prendersi la briga di capirli; di tornare a piedi per paura di non fare\ndi non arrivare in tempo per la cena; di restare in casa dopo cena per paura delle strade secondarie\nstrade secondarie, e andare a letto con le mogli che avevano sposato, non perch\u00e9\nnon perch\u00e9 le volessero, ma perch\u00e9 avevano un po' di soldi che avrebbero reso\nsicurezza nel loro piccolo e miserabile viaggio attraverso il mondo.\nVite assicurate e un po' investite per paura di incidenti. E la domenica\ndomenica la paura dell'aldil\u00e0. Come se l'inferno fosse stato costruito per i conigli! Ebbene,\ni marziani saranno una manna dal cielo per questi. Gabbie belle e spaziose,\ncibo ricco di grassi, allevamento accurato, nessuna preoccupazione. Dopo una settimana o poco pi\u00f9 a rincorrere\nper i campi e le terre a stomaco vuoto, arriveranno e si faranno catturare\ncatturati allegri. Dopo un po' saranno contenti. Si chiederanno cosa\nprima che ci fossero i marziani a prendersi cura di loro. E i baristi\ne gli schiacciatori e i cantanti li immagino. Posso immaginarli\ncon una sorta di cupo compiacimento.  Ci sar\u00e0 qualsiasi\ndi sentimenti e di religione tra di loro. Ci sono centinaia di\ncentinaia di cose che ho visto con i miei occhi e che ho cominciato a vedere chiaramente solo in questi\nultimi giorni. Molti prenderanno le cose per come sono, grasse e stupide.\nstupide; e molti saranno preoccupati da una sorta di sentimento che \u00e8 tutto sbagliato e che dovrebbero\nsbagliato e che dovrebbero fare qualcosa. Ogni volta che le cose\nogni volta che le cose sono tali che molte persone sentono che dovrebbero fare qualcosa, i deboli e quelli che si indeboliscono\ndeboli, e quelli che si indeboliscono con un sacco di pensieri complicati, fanno sempre\nuna sorta di religione del nulla, molto pia e superiore, e si sottomettono alla persecuzione e alla volont\u00e0 di\ne si sottomettono alla persecuzione e alla volont\u00e0 del Signore. Molto probabilmente avete visto\nla stessa cosa. \u00c8 un'energia in fibrillazione, che si \u00e8 trasformata in un'energia pulita\nfuori. Queste gabbie saranno piene di salmi, inni e piet\u00e0. E quelli\nmeno semplici ci metteranno un po' di erotismo.\n\nFece una pausa.\n\n Molto probabilmente questi marziani faranno di alcuni di loro degli animali domestici; li addestreranno a fare dei trucchi, chi lo sa?\naddestrarli a fare dei trucchi, chiss\u00e0... fare del sentimentalismo per l'animale domestico che \u00e8 cresciuto\ne ha dovuto essere ucciso. E alcuni, forse, li addestreranno a darci la caccia.\n\n No, ho gridato, \u00e8 impossibile! Nessun essere umano\n\n Che senso ha continuare con queste bugie? disse l'artigliere.\n Ci sono uomini che lo farebbero allegramente. Che assurdit\u00e0 fingere che non ci siano!\nnon c'\u00e8!\n\nE io ho ceduto alla sua convinzione.\n\n Se mi inseguono, disse; Signore, se mi inseguono! e si abbandon\u00f2 a una cupa meditazione.\ne si abbandon\u00f2 a una cupa meditazione.\n\nMi sono seduto a contemplare queste cose. Non riuscivo a trovare nulla da opporre\nil ragionamento di quest'uomo. Nei giorni precedenti l'invasione nessuno avrebbe messo in dubbio la mia superiorit\u00e0\nnessuno avrebbe messo in dubbio la mia superiorit\u00e0 intellettuale rispetto alla sua.\nscrittore di fama su temi filosofici, e lui, un soldato comune;\neppure aveva gi\u00e0 formulato una situazione di cui io non avevo quasi\nrealizzato.\n\n Cosa stai facendo?  Ho detto subito.  Che progetti hai fatto?\n\nHa esitato.\n\n Beh, \u00e8 cos\u00ec, disse.  Cosa dobbiamo fare? Dobbiamo inventare\nun tipo di vita in cui gli uomini possano vivere e riprodursi, ed essere sufficientemente sicuri\nper crescere i figli. S\u00ec, aspettate un po' e vi chiarir\u00f2 cosa penso si debba fare.\nPenso che si debba fare. Quelli addomesticati se ne andranno come tutte le bestie addomesticate;\nin poche generazioni saranno grandi, belli e ricchi di sangue,\nstupidi rifiuti! Il rischio \u00e8 che noi, che teniamo i selvatici, diventiamo\nselvaggio degeneri in una sorta di grande ratto selvaggio. ... . . Vedete, il modo in cui\nvivere \u00e8 sottoterra. Ho pensato agli scarichi. Naturalmente chi non conosce gli scarichi\nNaturalmente chi non conosce le fognature pensa a cose orribili; ma sotto questa\nsotto questa Londra ci sono miglia e miglia, centinaia di miglia, e qualche giorno di pioggia e Londra vuota\ne Londra vuota li lascer\u00e0 dolci e puliti. Le fognature principali sono\nabbastanza grandi e ariosi per chiunque. Poi ci sono le cantine, le volte,\nmagazzini, da cui si possono ricavare passaggi per gli scarichi. E le\ngallerie ferroviarie e le metropolitane. Eh? Comincia a vedere? E formiamo una\ngruppo di uomini abili e puliti. Non raccoglieremo i rifiuti che\nspazzatura che arriva. I deboli escono di nuovo.\n\n Come volevate che andassi?\n\n Ho parlato, non \u00e8 vero?\n\n Non litigheremo per questo. Continua.\n\n Chi si ferma obbedisce agli ordini. Vogliamo donne capaci e con una mentalit\u00e0 pulita\nanche madri e insegnanti. No alle donne ciondolanti, no ai maledetti\nocchi. Non possiamo avere nessuna debole o sciocca. La vita \u00e8 di nuovo reale e le\ninutili, ingombranti e dispettosi devono morire. Devono morire.\nDovrebbero essere disposti a morire. \u00c8 una sorta di slealt\u00e0, dopo tutto,\nvivere e macchiare la razza. E non possono essere felici. Inoltre, morire non \u00e8\nnon \u00e8 cos\u00ec terribile; \u00e8 il divertimento che lo rende brutto. E in tutti questi\nluoghi ci riuniremo. Il nostro distretto sar\u00e0 Londra. E potremmo anche essere in grado di\ndi guardia e correre all'aperto quando i marziani si tengono lontani.\nlontani. Giocare a cricket, forse. \u00c8 cos\u00ec che salveremo la razza. Eh?\n\u00c8 una cosa possibile? Ma salvare la razza non \u00e8 nulla di per s\u00e9. Come ho detto\ncome dico io, \u00e8 solo essere topi. \u00c8 salvare la nostra conoscenza e aggiungerla\n\u00e8 il punto. \u00c8 qui che entrano in gioco uomini come lei. Ci sono libri, ci sono\nmodelli. Dobbiamo creare grandi luoghi sicuri in profondit\u00e0 e prendere tutti i libri possibili.\nNon romanzi e poesie, ma idee, libri di scienza. \u00c8 qui che\n\u00e8 qui che entrano in gioco uomini come voi. Dobbiamo andare al British Museum e raccogliere\ntutti quei libri. Soprattutto dobbiamo continuare a imparare la scienza\npi\u00f9. Dobbiamo sorvegliare questi marziani. Alcuni di noi devono andare come spie. Quando\ntutto funziona, forse lo far\u00f2. Se mi beccano, intendo. E la cosa pi\u00f9 importante\n\u00e8 che dobbiamo lasciare in pace i marziani. Non dobbiamo nemmeno rubare. Se\nSe ci mettiamo sulla loro strada, ce ne andiamo. Dobbiamo dimostrare loro che non vogliamo fare del male.\nS\u00ec, lo so. Ma sono intelligenti e non ci daranno la caccia se hanno tutto quello che vogliono.\nse hanno tutto quello che vogliono e pensano che siamo solo parassiti innocui.\n\nL'artigliere si ferm\u00f2 e pos\u00f2 una mano marrone sul mio braccio.\n\n Dopotutto, forse non \u00e8 tanto che dobbiamo imparare prima di\nImmaginatevi questo: quattro o cinque delle loro macchine da combattimento che improvvisamente\na destra e a manca, e non c'\u00e8 un marziano. Non un marziano\nma uomini che hanno imparato come si fa. Potrebbe essere nel mio tempo,\nanche quegli uomini. Immaginate di avere una di quelle belle cose, con il suo\nraggio di calore ampio e libero! Immaginate di poterlo controllare! Cosa importerebbe\ncosa importa se alla fine della corsa vi sfracellate in mille pezzi, dopo una\ndopo un colpo del genere? Credo che i marziani apriranno i loro begli occhi!\nNon li vedi, amico? Non li vedi che si affrettano, che si affrettano sbuffando\ne soffiando e schiamazzando verso i loro altri affari meccanici? Qualcosa\nqualcosa che non funziona in ogni caso. E swish, bang, rattle, swish! Proprio mentre\nproprio mentre si arrovellano, ecco che arriva il raggio di calore ed ecco che l'uomo \u00e8 tornato alla sua\ntornato al suo posto.\n\nPer un po' l'audacia fantasiosa dell'artigliere e il tono di sicurezza e coraggio che assunse, dominarono completamente la mia mente.\nsicurezza e di coraggio che assunse, dominarono completamente la mia mente. I\nsenza esitazione sia nella sua previsione del destino umano che nella\nsia nella sua previsione del destino umano, sia nella praticabilit\u00e0 del suo stupefacente progetto.\nche mi ritenga suscettibile e sciocco deve contrastare la sua posizione, leggendo costantemente\ncon tutti i suoi pensieri sull'argomento, e la mia, rannicchiata timorosa\ntra i cespugli ad ascoltare, distratta dall'apprensione. Parlammo in questo\nin questo modo per tutto il primo mattino, poi uscimmo di soppiatto dai cespugli e, dopo aver scrutato il paesaggio\ncespugli e, dopo aver scrutato il cielo alla ricerca di marziani, ci affrettammo a raggiungere la casa di Putney Hill dove\nalla casa di Putney Hill dove aveva fatto la sua tana. Era la cantina del carbone\ncarbone del posto e quando vidi il lavoro che aveva fatto per una settimana era un cunicolo\nera un cunicolo lungo appena dieci metri che aveva progettato di\nche avrebbe dovuto raggiungere lo scarico principale di Putney Hill, ebbi il primo sentore dell'abisso tra i suoi sogni e i suoi poteri.\ndell'abisso tra i suoi sogni e le sue capacit\u00e0. Un buco del genere avrei potuto scavarlo in\nun giorno. Ma credevo abbastanza in lui da lavorare con lui per tutta quella\nmattina fino a mezzogiorno passato a scavare. Avevamo una carriola da giardino e\ne sparammo la terra rimossa contro la cucina. Ci siamo rifocillati\ncon un barattolo di zuppa di finta tartaruga e vino dalla vicina dispensa.\nvicina dispensa. Trovavo un curioso sollievo dalla dolorosa estraneit\u00e0 del mondo in questo lavoro costante.\nmondo in questo lavoro costante. Mentre lavoravamo, mi sono messa a pensare al suo progetto.\ne ben presto cominciarono a sorgere obiezioni e dubbi; ma lavorai l\u00ec tutta la mattina, cos\u00ec felice\nMa lavorai l\u00ec tutta la mattina, tanto ero felice di ritrovarmi di nuovo con uno scopo.\nscopo. Dopo un'ora di lavoro cominciai a fare ipotesi sulla\ndistanza che si doveva percorrere prima di raggiungere la cloaca, sulle possibilit\u00e0 che avevamo di\npossibilit\u00e0 di perderla del tutto. Il mio problema immediato era perch\u00e9 avremmo dovuto\nscavare questo lungo tunnel, quando era possibile entrare subito nello scarico\nquando era possibile entrare subito nello scarico da uno dei tombini e tornare alla casa. Mi sembrava\nche la casa fosse stata scelta in modo inopportuno e che richiedesse un tunnel inutilmente lungo.\ninutile lunghezza del tunnel. E proprio mentre cominciavo ad affrontare queste\ncose, l'artigliere smise di scavare e mi guard\u00f2.\n\n Stiamo lavorando bene, disse. Pos\u00f2 la vanga.  Facciamo un po' di\nun po', disse.  Penso che sia ora di fare una ricognizione dal tetto della casa.\ncasa.\n\nIo ero favorevole a proseguire e lui, dopo un po' di esitazione, riprese a vangare;\ne poi, all'improvviso, fui colpito da un pensiero. Mi fermai, e cos\u00ec fece lui\nsubito.\n\n Perch\u00e9 stavi passeggiando in comune, ho detto, invece di essere\nqui?\n\n Prendendo l'aria, ha detto.  Stavo tornando indietro. \u00c8 pi\u00f9 sicuro di notte.\n\n Ma il lavoro?\n\n Oh, non si pu\u00f2 sempre lavorare, disse, e in un lampo vidi l'uomo\nsemplice. Esit\u00f2, tenendo in mano la vanga.  Dovremmo fare una ricognizione ora,\ndisse, perch\u00e9 se qualcuno si avvicinasse potrebbe sentire le vanghe e piombare su di noi senza\ne piombare su di noi all'improvviso.\n\nNon ero pi\u00f9 disposto a oppormi. Andammo insieme sul tetto e\nin piedi su una scala che sbirciava dalla porta del tetto. Non si vedevano marziani\nmarziani e ci avventurammo sulle tegole e scivolammo al riparo del parapetto.\ndel parapetto.\n\nDa questa posizione una vegetazione arbustiva nascondeva la maggior parte di Putney, ma potevamo vedere il fiume sottostante, una massa spumeggiante di erbacce rosse e\nsi poteva vedere il fiume sottostante, una massa spumeggiante di erbacce rosse, e le parti basse di Lambeth\nLambeth allagate e rosse. Il rampicante rosso brulicava sugli alberi\nintorno al vecchio palazzo, e i loro rami si allungavano smunti e morti, e\ncon le foglie raggrinzite, in mezzo ai suoi grappoli. Era strano come\ncompletamente dipendenti dall'acqua corrente per la loro propagazione.\npropagazione. Intorno a noi nessuno dei due aveva guadagnato terreno; maggiociondoli, mays rosa, palle di neve e alberi.\nmays, palle di neve e alberi di arbor-vitae, si ergevano da allori e\nortensie, verdi e brillanti alla luce del sole. Oltre Kensington\nsi levava un fumo denso che, insieme a una foschia blu, nascondeva le colline a nord.\ncolline verso nord.\n\nL'artigliere inizi\u00f2 a parlarmi del tipo di persone che ancora\nLondra.\n\n Una notte della scorsa settimana, ha raccontato, alcuni sciocchi hanno messo in funzione la luce elettrica e\ne tutta Regent Street e il Circus erano in fiamme, affollati di ubriachi\ndi uomini e donne ubriachi, verniciati e stracciati, che ballavano e gridavano\nfino all'alba. Me l'ha detto un uomo che era l\u00ec. E quando arriv\u00f2 il giorno si accorsero\nuna macchina da combattimento che si trovava vicino al Langham e li guardava dall'alto.\nverso di loro. Il cielo sa da quanto tempo era l\u00ec. Deve aver\nad alcuni di loro un brutto colpo. Scese lungo la strada verso di loro,\ne ne raccolse quasi un centinaio, troppo ubriachi o spaventati per scappare.\n\nBagliori grotteschi di un'epoca che nessuna storia potr\u00e0 mai descrivere appieno!\n\nDa qui, in risposta alle mie domande, \u00e8 tornato ai suoi grandiosi\npiani. Si entusiasm\u00f2. Parlava in modo cos\u00ec eloquente della\npossibilit\u00e0 di catturare una macchina da combattimento, che io\ndi nuovo a credere in lui. Ma ora che cominciavo a capire qualcosa\nqualcosa delle sue qualit\u00e0, potevo intuire l'enfasi che poneva nel non fare\nnulla di precipitoso. E notai che ora non c'era pi\u00f9 alcun dubbio sul fatto che\nche sarebbe stato lui personalmente a catturare e combattere la grande macchina.\n\nDopo un po' scendemmo in cantina. Nessuno dei due sembrava disposto a\ndi riprendere a scavare, e quando propose di mangiare, non ebbi nulla da ridire.\nDivenne improvvisamente molto generoso e quando mangiammo se ne and\u00f2 e torn\u00f2 con degli ottimi sigari.\ne torn\u00f2 con degli ottimi sigari. Li accendemmo e il suo ottimismo\nottimismo. Era propenso a considerare la mia venuta come una grande occasione.\n\n C'\u00e8 dello champagne in cantina, disse.\n\n Possiamo scavare meglio su questo bordeaux del Tamigi, dissi io.\n\n No, disse lui, oggi sono il padrone di casa. Champagne! Grande Dio! Abbiamo un compito\ncompito abbastanza pesante davanti a noi! Riposiamoci e raccogliamo le forze finch\u00e9 possiamo.\npossiamo. Guardate queste mani piene di vesciche!\n\nE in base a questa idea di vacanza, ha insistito per giocare a carte\ndopo aver mangiato. Mi insegn\u00f2 l'euchre e, dopo aver diviso Londra tra noi, io con il lato nord e lui con quello sud, giocammo a euchre.\nLondra tra di noi, io il lato settentrionale e lui quello meridionale, giocavamo\nper i punti della parrocchia. Per quanto questo possa sembrare grottesco e sciocco al lettore sobrio, \u00e8 assolutamente vero.\nlettore sobrio, \u00e8 assolutamente vero e, cosa ancora pi\u00f9 notevole, ho trovato il gioco delle carte e altri\ngioco di carte e molti altri che abbiamo fatto sono stati estremamente interessanti.\n\nStrana mente quella dell'uomo che, con la nostra specie sull'orlo dello sterminio o della degradazione\nsterminio o di un'atroce degradazione, senza una chiara prospettiva davanti a noi\ndi sterminio o di degradazione spaventosa, con nessuna prospettiva chiara davanti a noi se non la possibilit\u00e0 di una morte orribile, possiamo sederci a seguire la\ndi questo cartoncino dipinto, e giocare al burlone con vivo\ncon vivo piacere. In seguito mi insegn\u00f2 a giocare a poker e lo battei in tre difficili partite di\npartite a scacchi. Quando arriv\u00f2 il buio decidemmo di correre il rischio e accendemmo una lampada.\nlampada.\n\nDopo un'interminabile serie di giochi, cenammo e l'artigliere fin\u00ec lo champagne.\nha finito lo champagne. Continuammo a fumare i sigari. Non era pi\u00f9\nenergico rigeneratore della sua specie che avevo incontrato la mattina.\nmattina. Era ancora ottimista, ma si trattava di un ottimismo meno cinetico e pi\u00f9\nottimismo riflessivo. Ricordo che fin\u00ec con il parlare della mia salute, proposta in\nun discorso di scarsa variet\u00e0 e di notevole intermittenza. Presi un\nsigaro e andai al piano di sopra a guardare le luci di cui aveva parlato\nche brillavano cos\u00ec verdi lungo le colline di Highgate.\n\nAll'inizio ho fissato in modo incomprensibile la valle di Londra. Le colline\ncolline settentrionali erano avvolte nell'oscurit\u00e0; i fuochi nei pressi di Kensington\nKensington brillavano di rosso, e di tanto in tanto una lingua di fiamma rosso-arancione baluginava\ne scompariva nel blu profondo della notte. Tutto il resto di Londra era nero.\nPoi, pi\u00f9 vicino, percepii una strana luce, un pallido bagliore violetto-violetto\nfluorescente, che fremeva sotto la brezza notturna. Per un attimo non riuscii a\nnon riuscii a capirlo, ma poi capii che doveva essere l'erba rossa da cui\nda cui proveniva questa debole irradiazione. Con questa consapevolezza il mio\nsenso di meraviglia sopito, il mio senso della proporzione delle cose, si risvegli\u00f2\ndi nuovo. Guardai da l\u00ec a Marte, rosso e limpido, che brillava alto a ovest, e poi guardai a lungo e a lungo.\novest, e poi guardai a lungo e intensamente l'oscurit\u00e0 di Hampstead e Highgate.\ne Highgate.\n\nRimasi molto a lungo sul tetto, meravigliandomi dei grotteschi\ncambiamenti del giorno. Ricordai i miei stati mentali dalla preghiera di mezzanotte\npreghiera fino allo sciocco gioco delle carte. Ebbi una violenta repulsione di\nsentimenti. Ricordo che gettai via il sigaro con un certo simbolismo di spreco.\nsimbolismo. La mia follia mi apparve con evidente esagerazione. Sembravo un\ntraditore di mia moglie e della mia razza; ero pieno di rimorsi. I\ndeciso di lasciare questo strano sognatore indisciplinato di grandi cose al suo\nal suo bere e alla sua ingordigia, e di andare a Londra. L\u00ec, mi sembrava\nl\u00ec, mi sembrava di avere le migliori possibilit\u00e0 di scoprire cosa stavano facendo i marziani e i miei\nmarziani e i miei compagni. Ero ancora sul tetto quando si alz\u00f2 la luna tardiva.\nsorse la luna tardiva.\n\n\n\n\nVIII.\nLONDRA MORTA.\n\n\nDopo essermi separato dall'artigliere, scesi dalla collina e, passando per High Street, attraversai il ponte fino a Fulham.\nHigh Street e attraversai il ponte fino a Fulham. L'erbaccia rossa era\ntumultuosa a quell'ora e quasi soffocava la carreggiata del ponte; ma le sue fronde erano gi\u00e0 sbiancate a chiazze dalla malattia che si stava diffondendo.\nfronde erano gi\u00e0 sbiancate a chiazze dalla malattia che si diffondeva e che\nche la rimuoveva cos\u00ec rapidamente.\n\nAll'angolo del vicolo che porta alla stazione di Putney Bridge ho trovato un uomo\nuomo disteso. Era nero come uno spazzino con la polvere nera, vivo, ma\nvivo, ma impotente e senza parole. Non riuscii a ottenere da lui altro che\nimprecazioni e furiosi affondi alla mia testa. Credo che sarei dovuto rimanere accanto a lui\nse non fosse stato per l'espressione brutale del suo volto.\n\nC'era polvere nera lungo la carreggiata dal ponte in poi, e si addensava a Fulham.\nsi addensava a Fulham. Le strade erano terribilmente silenziose. Ho trovato\ncibo acido, duro e ammuffito, ma abbastanza mangiabile in una panetteria qui.\nVerso Walham Green le strade si sono liberate dalla polvere e ho superato una terrazza bianca di case in fiamme.\ne passai davanti a una terrazza bianca di case in fiamme; il rumore dell'incendio fu un sollievo assoluto.\nun sollievo assoluto. Proseguendo verso Brompton, le strade erano di nuovo tranquille.\ndi nuovo tranquille.\n\nQui mi sono imbattuto ancora una volta nella polvere nera nelle strade e nei cadaveri.\ncadaveri. Ne vidi in tutto una dozzina in tutta Fulham Road.\nFulham Road. Erano morti da molti giorni, cos\u00ec mi affrettai a superarli.\nli ho superati in fretta. La polvere nera li ricopriva e ne attenuava i contorni.\nUno o due erano stati disturbati dai cani.\n\nDove non c'era polvere nera, era curiosamente come una domenica in citt\u00e0, con i negozi chiusi, le case chiuse e le persiane tirate.\ncitt\u00e0, con i negozi chiusi, le case chiuse e le persiane tirate,\nla diserzione e l'immobilit\u00e0. In alcuni luoghi i saccheggiatori erano stati al\nma raramente in negozi diversi da quelli di provviste e di vino. A\nuna vetrina di un gioielliere, ma a quanto pare il ladro era stato disturbato.\nladro era stato disturbato, e una serie di catene d'oro e un orologio giacevano\ngiacevano sparsi sul marciapiede. Non mi sono preoccupato di toccarli. Pi\u00f9 avanti\nuna donna a brandelli su un gradino della porta; la mano che pendeva sul ginocchio era squarciata e sanguinava.\nginocchio era squarciata e sanguinava lungo il vestito marrone arrugginito, e una magnum di champagne frantumata formava una pozza\nuna magnum di champagne frantumata formava una pozza sul marciapiede. Sembrava\naddormentata, ma era morta.\n\nPi\u00f9 mi addentravo a Londra, pi\u00f9 la quiete si faceva profonda.\nquiete. Ma non era tanto la quiete della morte quanto la\ndella morte, ma la quiete della suspense, dell'attesa. In qualsiasi momento la distruzione che\naveva gi\u00e0 incendiato i confini nord-occidentali della metropoli e aveva annientato\nEaling e Kilburn, avrebbe potuto colpire queste case e lasciarle\nrovine fumanti. Era una citt\u00e0 condannata e abbandonata. . . .\n\nA South Kensington le strade erano sgombre di morti e di polvere nera.\nFu vicino a South Kensington che sentii per la prima volta l'ululato. Si insinu\u00f2\nquasi impercettibilmente nei miei sensi. Era un'alternanza singhiozzante di\ndue note, Ulla, ulla, ulla, ulla, continuando ininterrottamente. Quando\nstrade che correvano verso nord, aumentava di volume, e le case e gli edifici sembravano\nedifici sembravano attutirlo e tagliarlo di nuovo. Arrivava in piena marea\nlungo Exhibition Road. Mi fermai, fissando i Kensington Gardens,\nstupendomi di questo strano e remoto lamento. Era come se quel poderoso\ndeserto di case avesse trovato una voce per la sua paura e la sua solitudine.\n\n Ulla, ulla, ulla, ulla, ulla, strillava quella nota sovrumana, grandi ondate di suono\ndi suono che si propagavano lungo l'ampia carreggiata illuminata dal sole, tra gli alti\nedifici su ogni lato. Mi voltai verso nord, meravigliato, verso i cancelli di ferro di Hyde Park.\ncancelli di ferro di Hyde Park. Avevo una mezza idea di entrare nel Museo di Storia\nMuseo di Storia Naturale e trovare la strada per salire in cima alle torri, al fine di\nper vedere il parco. Ma decisi di rimanere a terra,\ndove era possibile nascondersi rapidamente, e cos\u00ec proseguii lungo Exhibition Road.\nTutti i grandi palazzi su ogni lato della strada erano vuoti e immobili,\ne i miei passi risuonavano contro i lati delle case. In cima,\nvicino al cancello del parco, mi sono imbattuto in uno strano spettacolo: un autobus rovesciato e lo scheletro di un cavallo\nlo scheletro di un cavallo, ripulito. Rimasi perplesso per un po' di tempo,\ne poi proseguii fino al ponte sulla Serpentine. La voce diventava\nsempre pi\u00f9 forte, anche se non riuscivo a vedere nulla al di sopra delle cime delle case\nsul lato nord del parco, tranne una nebbia di fumo a nord-ovest.\n\n Ulla, ulla, ulla, ulla, gridava la voce, proveniente, come mi sembrava,\ndal quartiere di Regent Park. Il grido desolante lavor\u00f2 sulla\nla mia mente. Lo stato d'animo che mi aveva sostenuto pass\u00f2. Il lamento si impossess\u00f2 di me.\npossesso di me. Mi accorsi di essere intensamente stanco, dolorante per i piedi e ora\ndi nuovo fame e sete.\n\nEra gi\u00e0 mezzogiorno passato. Perch\u00e9 vagavo da solo in questa citt\u00e0 di morti?\nmorti? Perch\u00e9 ero solo quando tutta Londra giaceva in stato di riposo e nel suo\nnero sudario? Mi sentivo intollerabilmente solo. La mia mente correva a vecchi amici\nche avevo dimenticato da anni. Pensavo ai veleni nelle\nfarmacie, ai liquori che i mercanti di vino conservavano; ricordavo le due\nle due creature sature di disperazione che, per quanto ne sapevo, condividevano la citt\u00e0 con me.\ncitt\u00e0 con me. . . .\n\nSono entrato in Oxford Street dal Marble Arch, e anche qui c'erano polvere nera e diversi cadaveri.\npolvere nera e diversi cadaveri, oltre a un odore malefico e minaccioso proveniente dalle grate\ndelle cantine di alcune case. Dopo il caldo della mia lunga camminata, avevo molta sete.\ncaldo della lunga camminata. Con infinita fatica riuscii a entrare in un\nun'osteria e a prendere da mangiare e da bere. Dopo aver mangiato ero stanco e sono andato\nnel salottino dietro il bar e mi misi a dormire su un divano di crine nero che avevo\ndivano nero di crine di cavallo che trovai l\u00ec.\n\nMi svegliai e trovai quel lugubre ululato ancora nelle mie orecchie, Ulla, ulla,\nulla, ulla.  Era ormai l'imbrunire e dopo aver scovato dei biscotti e del formaggio nel bar c'era una cassaforte per la carne, ma non conteneva nulla.\ne un formaggio nel bar c'era una cassaforte per la carne, ma conteneva solo vermi.\nvermi, ho continuato a vagare per le silenziose piazze residenziali fino a Baker Street.\nBaker Street Portman Square \u00e8 l'unica che riesco a nominare e quindi sono sbucato\nfinalmente su Regent s Park. E quando uscii dalla cima di Baker Street\nBaker Street, vidi lontano, sopra gli alberi, nella limpidezza del tramonto\nil cappuccio del gigante marziano da cui proveniva questo ululato. Non ero\nnon ero terrorizzato. Mi avvicinai a lui come se fosse una cosa ovvia. I\nlo osservai per un po' di tempo, ma non si mosse. Sembrava che stesse\nin piedi e urlare, senza alcun motivo che io potessi scoprire.\n\nCercai di formulare un piano d'azione. Quel suono perpetuo di Ulla,\nulla, ulla, ulla, mi confondeva la mente. Forse ero troppo stanco per essere\npaura. Di certo ero pi\u00f9 curioso di conoscere il motivo di questo\nmonotono pianto che di avere paura. Mi allontanai dal parco e\nPark Road, con l'intenzione di costeggiare il parco, passai sotto la\nal riparo delle terrazze e vidi questo marziano fermo e ululante dalla direzione di St.\nmarziano fermo e ululante dalla direzione di St. John's Wood. Un paio di centinaia di metri\ncentinaia di metri da Baker Street ho sentito un coro di guaiti e ho visto, prima, un cane con un pezzo di\nun cane con un pezzo di carne rossa putrescente tra le fauci che veniva a capofitto\nverso di me, e poi un branco di bastardi affamati che lo inseguivano. Il cane\ncurva per evitarmi, come se temesse che potessi essere un nuovo concorrente.\nun nuovo concorrente. Mentre i guaiti si spegnevano lungo la strada silenziosa, il suono del\nsuono lamentoso di Ulla, ulla, ulla, ulla, si riafferm\u00f2.\n\nMi sono imbattuto nel relitto della macchina di movimentazione a met\u00e0 strada dalla stazione di St.\nJohn's Wood. All'inizio ho pensato che una casa fosse caduta dall'altra parte della strada. \u00c8 stato\nsolo quando mi sono arrampicato tra le rovine ho visto, con un sussulto, questo\nmeccanico che giaceva, con i tentacoli piegati, frantumati e contorti, tra le rovine in cui si trovava.\ncontorto, tra le rovine che aveva creato. La parte anteriore era in frantumi. Sembrava\nSembrava che si fosse diretto alla cieca verso la casa e che fosse stato\ntravolto nel suo rovesciamento. Mi sembr\u00f2 allora che ci\u00f2 potesse essere\nche questo potesse essere accaduto a causa di una macchina che sfuggiva alla guida del suo\nmarziano. Non potevo arrampicarmi tra le rovine per vederla, e il crepuscolo era ormai cos\u00ec avanzato che\ncrepuscolo era ormai cos\u00ec avanzato che il sangue di cui era imbrattata la sede\nsangue di cui era imbrattato il suo sedile, e la cartilagine rosicchiata del marziano che i cani avevano lasciato,\nerano invisibili per me.\n\nAncora pi\u00f9 meravigliato per tutto ci\u00f2 che avevo visto, mi sono spinto in direzione di\nPrimrose Hill. Lontano, attraverso una fessura tra gli alberi, vidi un secondo marziano, immobile come il primo, in piedi nel parco verso la collina.\nun secondo marziano, immobile come il primo, in piedi nel parco verso il\nGiardini Zoologici, e silenzioso. Poco oltre le rovine della\nmacchina di movimentazione distrutta, mi imbattei di nuovo nell'erbaccia rossa e trovai il\nRegent's Canal, una massa spugnosa di vegetazione rosso scuro.\n\nMentre attraversavo il ponte, il suono di Ulla, ulla, ulla, ulla, cess\u00f2.\nEra come tagliato fuori. Il silenzio arriv\u00f2 come un tuono.\n\nLe case crepuscolari intorno a me si ergevano deboli e alte e fioche; gli alberi\nverso il parco stavano diventando neri. Intorno a me l'erba rossa\nsi arrampicava tra le rovine, contorcendosi per arrivare sopra di me nella penombra.\nLa notte, madre della paura e del mistero, stava arrivando su di me. Ma mentre\nquella voce la solitudine, la desolazione, era stata sopportabile; in virt\u00f9 di essa Londra sembrava ancora\nLondra mi era sembrata ancora viva e il senso di vita intorno a me mi aveva sostenuto.\nvita intorno a me mi aveva sostenuto. Poi, all'improvviso, un cambiamento, il passaggio di qualcosa che non sapevo cosa\nnon sapevo cosa e poi una quiete che si poteva sentire. Nient'altro che questa\nsilenzio.\n\nLondra intorno a me mi guardava in modo spettrale. Le finestre delle case bianche\nerano come le orbite di teschi. Intorno a me la mia immaginazione trovava\nmille nemici senza rumore che si muovevano. Il terrore mi colse, un orrore per la mia\ntemerariet\u00e0. Davanti a me la strada divenne nera come la pece, come se fosse stata\ne vidi una forma contorta che attraversava il sentiero. Non potevo\nnon riuscivo a proseguire. Girai per St. John's Wood Road e corsi via da quell'insopportabile\nda questa quiete insopportabile verso Kilburn. Mi nascosi dalla\ndalla notte e dal silenzio, fino a mezzanotte inoltrata, in un rifugio per tassisti in Harrow Road.\ndi Harrow Road. Ma prima dell'alba il mio coraggio torn\u00f2, e\nmentre le stelle erano ancora nel cielo, mi diressi ancora una volta verso Regent Park.\nRegent Park. Mi sono perso tra le strade e ho visto subito\nlungo un lungo viale, nella penombra dell'alba, la curva di Primrose Hill.\nPrimrose Hill. Sulla cima, che svettava verso le stelle in dissolvenza, c'era un terzo marziano, eretto e immobile.\nun terzo marziano, eretto e immobile come gli altri.\n\nUna folle determinazione mi possedeva. Sarei morto e avrei messo fine a tutto questo. E avrei\nrisparmiarmi anche la fatica di uccidermi. Marciai in modo sconsiderato\nverso questo Titano e poi, mentre mi avvicinavo e la luce aumentava, vidi che una moltitudine di uccelli neri\nvidi che una moltitudine di uccelli neri volteggiava e si ammassava intorno al\nil cappuccio. A quel punto il mio cuore ebbe un sussulto e cominciai a correre lungo la strada.\nstrada.\n\nMi affrettai ad attraversare l'erbaccia rossa che soffocava la Terrazza di St.\ndi un torrente d'acqua che scendeva dall'acquedotto verso Albert Road), e sbucai sull'erba.\ndall'acquedotto verso Albert Road) e sbucai sull'erba prima del sorgere del sole.\nprima del sorgere del sole. Grandi cumuli erano stati ammassati sulla\ndella collina, formando un'enorme ridotta.\npi\u00f9 grande che i marziani avessero costruito e da dietro questi cumuli si\nsi levava un fumo sottile contro il cielo. Contro la linea del cielo un cane impaziente\ncorreva e scompariva. Il pensiero che mi era balenato in mente divent\u00f2\nreale, diventava credibile. Non provai paura, ma solo un'esultanza selvaggia e tremante,\nmentre correvo su per la collina verso il mostro immobile. Dal cappuccio\npendevano brandelli di marrone, che gli uccelli affamati beccavano e strappavano.\n\nIn un altro momento mi arrampicai sul bastione di terra e mi trovai sulla sua cresta.\nsulla sua cresta e l'interno della ridotta era sotto di me. Uno spazio imponente\ncon macchine gigantesche qua e l\u00e0, enormi cumuli di materiale e strani rifugi.\nmateriali e strani rifugi. E sparsi in giro, alcuni nelle\nnelle loro macchine da guerra rovesciate, altri nelle macchine di movimentazione ormai rigide,\ne una dozzina di loro, spogli e silenziosi, disposti in fila, erano i\nmarziani morti, uccisi dai batteri putrefattivi e dalle malattie contro le quali\ncontro i quali i loro sistemi erano impreparati; uccisi mentre l'erbaccia rossa veniva uccisa.\nuccisi; uccisi, dopo che tutti i dispositivi dell'uomo avevano fallito, dalle cose pi\u00f9 umili che Dio, nella sua saggezza\ncose che Dio, nella sua saggezza, ha messo su questa terra.\n\nPerch\u00e9 cos\u00ec era avvenuto, come in effetti io e molti altri avremmo potuto prevedere\nse il terrore e il disastro non avessero accecato le nostre menti. Questi germi di malattia\nsi sono abbattuti sull'umanit\u00e0 fin dall'inizio delle cose.\nnostri antenati pre-umani da quando la vita \u00e8 iniziata qui. Ma in virt\u00f9 di questa\nselezione naturale della nostra specie abbiamo sviluppato un potere di resistenza; a nessun germe soccombiamo senza\na nessun germe soccombiamo senza lottare, e a molti di quelli che provocano\nputrefazione nella materia morta, per esempio, i nostri telai vivi sono\ndel tutto immuni. Ma su Marte non ci sono batteri, e direttamente\nquesti invasori sono arrivati, subito hanno bevuto e si sono nutriti, i nostri microscopici\nmicroscopici alleati hanno iniziato a lavorare al loro rovesciamento. Gi\u00e0 quando li osservavo erano\nerano irrimediabilmente condannati, morivano e marcivano anche mentre andavano e\ndi corsa. Era inevitabile. Con il tributo di un miliardo di morti l'uomo ha acquistato\nil suo diritto di nascita sulla terra, ed \u00e8 suo contro tutti gli altri.\nsarebbe ancora sua se i marziani fossero dieci volte pi\u00f9 potenti di loro. Perch\u00e9\ngli uomini non vivono n\u00e9 muoiono invano.\n\nQua e l\u00e0 erano sparpagliati, quasi cinquanta in tutto, in quel\ngrande abisso che avevano creato, travolti da una morte che deve essere sembrata loro\nincomprensibile come nessuna morte poteva essere. Anche per me, in quel momento\nquesta morte era incomprensibile. Sapevo solo che queste cose che\nerano state vive e cos\u00ec terribili per gli uomini erano morte. Per un momento ho\nche la distruzione di Sennacherib si fosse ripetuta, che Dio si fosse pentito, che l'angelo della morte avesse ucciso\nDio si fosse pentito, che l'Angelo della Morte li avesse uccisi nella notte.\n\nRimasi a fissare la fossa, e il mio cuore si illumin\u00f2 gloriosamente, anche\nmentre il sole nascente incendiava il mondo intorno a me con i suoi raggi. La\npozzo era ancora nell'oscurit\u00e0; i possenti motori, cos\u00ec grandi e meravigliosi nella loro\nnella loro potenza e complessit\u00e0, cos\u00ec ultraterreni nelle loro forme tortuose,\nsi levavano strani e vaghi e strani dall'ombra verso la luce.\nUna moltitudine di cani, si sentiva, si batteva sui corpi che giacevano\noscuramente nella profondit\u00e0 della fossa, molto al di sotto di me. Dall'altra parte della fossa, sul\nsul bordo pi\u00f9 lontano, piatta, vasta e strana, giaceva la grande macchina volante\ncon la quale stavano sperimentando la nostra atmosfera pi\u00f9 densa quando\nil decadimento e la morte li arrestarono. La morte era arrivata non un giorno di troppo. Al\nal suono di un gracchiare sopra la testa guardai l'enorme macchina da combattimento\nche non avrebbe pi\u00f9 combattuto per sempre, ai brandelli di carne rossa che gocciolavano sul\nche gocciolavano sui sedili rovesciati sulla cima di Primrose Hill.\nPrimrose Hill.\n\nMi voltai e guardai gi\u00f9 per il pendio della collina dove, esaltati ora dagli uccelli, stavano gli altri due marziani che avevo visto durante la notte.\ndi uccelli, stavano gli altri due marziani che avevo visto durante la notte,\nproprio quando la morte li aveva sopraffatti. L'uno era morto, proprio mentre stava\ncompagni; forse era stato l'ultimo a morire, e la sua voce era continuata perennemente fino a quando la forza\nvoce era andata avanti ininterrottamente fino all'esaurimento della forza della sua macchina.\nOra scintillavano, innocue torri tripodi di metallo lucente, nella luminosit\u00e0 del sole nascente.\nluminosit\u00e0 del sole nascente.\n\nIntorno alla fossa, e salvata come per miracolo da un'eterna\ndistruzione eterna, si estendeva la grande Madre delle citt\u00e0. Chi ha visto solo\nLondra velata dalle sue cupe vesti di fumo, difficilmente pu\u00f2 immaginare\nla nuda chiarezza e la bellezza di quella silenziosa selva di case.\n\nVerso est, sopra le rovine annerite della Albert Terrace e la guglia\nguglia della chiesa, il sole splendeva abbagliante in un cielo limpido,\ne qua e l\u00e0 qualche sfaccettatura della grande selva di tetti catturava la\nluce e brillava con un'intensit\u00e0 bianca.\n\nA nord c'erano Kilburn e Hampsted, blu e affollate di case;\na ovest la grande citt\u00e0 era offuscata; e a sud, oltre i marziani,\nle onde verdi di Regent Park, il Langham Hotel, la cupola dell'Albert Hall, l'Imperial Institute e i giganteschi palazzi.\nAlbert Hall, l'Istituto Imperiale e i giganteschi palazzi di Brompton Road.\nBrompton Road si stagliavano chiari e piccoli nell'alba, mentre le rovine frastagliate di Westminster si ergevano\nfrastagliate rovine di Westminster che si ergevano vagamente oltre. Lontano e blu erano le\ncolline del Surrey, e le torri del Crystal Palace scintillavano come due\naste d'argento. La cupola di St. Paul era scura contro il sorgere del sole, e\nferita, come vidi per la prima volta, da un'enorme cavit\u00e0 sul lato occidentale.\nlato occidentale.\n\nE mentre guardavo questa vasta distesa di case, fabbriche e chiese, silenziose e abbandonate.\nchiese, silenziose e abbandonate; mentre pensavo alle innumerevoli speranze e agli sforzi\ne agli sforzi, alle innumerevoli schiere di vite che erano state impiegate per costruire questa\nscogliera umana, e alla rapida e spietata distruzione che aveva incombente\nquando mi resi conto che l'ombra era stata ritirata e che gli uomini potevano ancora vivere nelle strade.\nche gli uomini potevano ancora vivere per le strade e questa mia cara e vasta citt\u00e0 morta\nmia citt\u00e0 morta fosse ancora una volta viva e potente, provai un'ondata di emozioni che\nche era quasi simile alle lacrime.\n\nIl tormento era finito. Anche quel giorno sarebbe iniziata la guarigione. I\nsopravvissuti del popolo si sparsero per il paese senza capo n\u00e9 coda, senza legge,\ncome pecore senza pastore, le migliaia di persone che erano fuggite via mare, avrebbero cominciato a tornare.\nmare, avrebbero cominciato a ritornare; il battito della vita, sempre pi\u00f9 forte, sarebbe tornato a battere\nsempre pi\u00f9 forte, sarebbe tornato a battere nelle strade vuote e si sarebbe riversato sulle piazze\npiazze vuote. Qualunque distruzione fosse stata fatta, la mano del\ndistruttore era stata fermata. Tutti i relitti spossati, gli scheletri anneriti delle\ncase che fissavano cos\u00ec lugubremente l'erba assolata della collina, sarebbero presto risuonati\ndi case che si affacciavano cos\u00ec lugubremente sull'erba soleggiata della collina, avrebbero presto risuonato con i martelli dei restauratori e\nil picchiettio delle loro cazzuole. Al pensiero allungai le mani verso il cielo\nverso il cielo e cominciai a ringraziare Dio. Tra un anno, pensai tra un anno.\n. . .\n\nCon forza schiacciante arriv\u00f2 il pensiero di me stesso, di mia moglie e della\nvecchia vita di speranza e di tenera disponibilit\u00e0 che era cessata per sempre.\n\n\n\n\nIX.\nROTTURA.\n\n\nE ora arriva la cosa pi\u00f9 strana della mia storia. Eppure, forse, non \u00e8\ndel tutto strana. Ricordo, chiaramente e freddamente e vividamente, tutto ci\u00f2 che\ntutto ci\u00f2 che feci quel giorno fino al momento in cui mi trovai a piangere e a lodare\nDio sulla cima di Primrose Hill. E poi me ne dimentico.\n\nDei tre giorni successivi non so nulla. Da allora ho imparato che, lungi dall'essere\nlungi dall'essere il primo scopritore del rovesciamento marziano,\ndiversi vagabondi come me l'avevano gi\u00e0 scoperto la notte precedente.\nnotte precedente. Uno dei primi era andato a St. Martin-le-Grand,\ne, mentre io mi rifugiavo nella capanna dei tassisti, era riuscito a telegrafare a Parigi.\na Parigi. Da l\u00ec la lieta notizia aveva fatto il giro del mondo; migliaia di citt\u00e0, raffreddate dal gelo, si erano\nmigliaia di citt\u00e0, raggelate da terribili apprensioni, si sono improvvisamente illuminate\nin frenetiche illuminazioni; lo sapevano a Dublino, Edimburgo,\nManchester, Birmingham, nel momento in cui io mi trovavo sull'orlo della\nfossa. Gi\u00e0 gli uomini, piangendo di gioia, come ho sentito, gridavano e\ne interrompendo il lavoro per stringersi la mano e gridare, stavano preparando i treni,\nfino a Crewe, per scendere a Londra. Le campane delle chiese, che\navevano smesso di suonare da quindici giorni, improvvisamente\nInghilterra suonava le campane. Uomini in bicicletta, con la faccia magra e trasandata, si sono riversati\nlungo ogni viottolo di campagna gridando un'insperata liberazione, gridando a\nfigure spelacchiate e fisse di disperazione. E per il cibo! Attraverso la\nManica, attraverso il Mare d'Irlanda, attraverso l'Atlantico, il mais, il pane e la carne\ncarne ci stavano portando in soccorso. Tutte le navi del mondo sembravano\nLondra in quei giorni. Ma di tutto questo non ho memoria. I\nalla deriva come un demente. Mi ritrovai in una casa di persone gentili, che mi avevano trovato il terzo giorno\nche mi avevano trovato il terzo giorno a vagare, piangere e delirare per le strade di St.\nper le strade di St. John's Wood. Da allora mi hanno detto che stavo\nche stavo cantando una folle canzoncina sull'Ultimo Uomo Rimasto Vivo! Evviva!\nL'ultimo uomo rimasto vivo!  Afflitti com'erano dai loro affari,\nqueste persone, il cui nome, per quanto vorrei esprimere la mia gratitudine a loro\nnon posso nemmeno pronunciarlo in questa sede, si sono comunque\ncon me, mi hanno protetto e mi hanno protetto da me stesso. A quanto pare, essi\navevano appreso da me qualcosa della mia storia durante i giorni del mio abbandono.\n\nCon molta delicatezza, quando la mia mente si rassicur\u00f2 di nuovo, mi raccontarono ci\u00f2 che\navevano appreso del destino di Leatherhead. Due giorni dopo la mia prigionia\nimprigionata era stata distrutta, con tutte le sue anime, da un marziano.\nL'aveva spazzata via dall'esistenza, come sembrava, senza alcuna\nprovocazione, come un ragazzo potrebbe schiacciare un formicaio, nella pura e semplice volont\u00e0\ndi potere.\n\nEro un uomo solo e loro sono stati molto gentili con me. Ero un uomo solo\ne triste, e loro mi hanno sopportato. Sono rimasto con loro quattro giorni\ndopo la mia guarigione. Per tutto il tempo sentii una vaga, crescente voglia di\ndi guardare ancora una volta a ci\u00f2 che restava della piccola vita che sembrava cos\u00ec\nfelice e luminosa nel mio passato. Era solo un desiderio disperato di rifocillarmi\ndella mia miseria. Mi dissuasero. Fecero tutto il possibile per distogliermi\nda questa morbosit\u00e0. Ma alla fine non riuscii pi\u00f9 a resistere all'impulso,\ne, promettendo fedelmente di tornare da loro, e separandomi, come confesser\u00f2, da questi amici di quattro giorni con\ncome confesser\u00f2, da questi amici di quattro giorni con le lacrime, uscii di nuovo nelle\nstrade che ultimamente erano state cos\u00ec buie, strane e vuote.\n\nErano gi\u00e0 occupati da persone che stavano tornando; in alcuni punti c'erano persino dei negozi aperti\nnegozi aperti e ho visto una fontana che faceva scorrere l'acqua.\n\nRicordo come mi sembr\u00f2 beffardamente luminosa la giornata mentre tornavo al mio\nmalinconico pellegrinaggio alla casetta di Woking, quanto fossero affollate le strade e vivace la\nstrade e la vivacit\u00e0 della vita in movimento intorno a me. C'era cos\u00ec tanta gente in giro\ndappertutto, occupata in mille attivit\u00e0, che sembrava incredibile\nche una gran parte della popolazione potesse essere stata uccisa. Ma\nMa poi notai che la pelle delle persone che incontravo era gialla, i capelli arruffati degli uomini\ncapelli arruffati degli uomini, quanto grandi e luminosi fossero i loro occhi, e che\nogni altro uomo portava ancora i suoi sporchi stracci. I loro volti sembravano tutti con\nuna delle due espressioni: un'esultanza e un'energia saltellanti o una cupa\nrisoluzione. A parte l'espressione dei volti, Londra sembrava una citt\u00e0 di barboni.\ndi barboni. Le sagrestie distribuivano indiscriminatamente il pane inviatoci dal governo francese.\ndal governo francese. Le costole dei pochi cavalli mostravano\ntristemente. Agli angoli di ogni strada stavano degli sparuti agenti speciali con il distintivo bianco.\nangoli di ogni strada. Non vidi molto del male fatto dai marziani finch\u00e9 non raggiunsi Wellington Street.\nmarziani fino a quando non raggiunsi Wellington Street, e l\u00ec vidi l'erbaccia rossa che si arrampicava sui\nrossa che si arrampicava sui contrafforti del Waterloo Bridge.\n\nAll'angolo del ponte, inoltre, vidi uno dei comuni contrasti di quel periodo grottesco: un foglio di carta che si stagliava contro un boschetto di\nquel tempo grottesco, un foglio di carta che sventolava contro un cespuglio di erbaccia rossa, fissato da un bastone che lo teneva fermo.\nerbaccia rossa, fissato da un bastone che lo teneva al suo posto. Era il\ndel primo giornale a riprendere le pubblicazioni, il _Daily Mail_.\nNe comprai una copia per uno scellino annerito che avevo in tasca. La maggior parte\nera in bianco, ma il compositore solitario che aveva fatto la cosa si era\nsi era divertito a creare un grottesco schema di pubblicit\u00e0 stereotipa\npagina posteriore. La materia stampata era emotiva; l'organizzazione delle notizie\nl'organizzazione delle notizie non aveva ancora ritrovato la sua strada. Non ho appreso nulla di nuovo\nse non che gi\u00e0 in una settimana l'esame dei meccanismi marziani\nmarziano aveva dato risultati sorprendenti. Tra l'altro, l'articolo\narticolo mi assicurava ci\u00f2 che all'epoca non credevo, ovvero che il Segreto del Volo era stato scoperto.\ndel volo era stato scoperto. A Waterloo trovai i treni gratuiti che\nche portavano le persone alle loro case. La prima corsa era gi\u00e0 finita.\nC'erano poche persone nel treno e non ero dell'umore adatto per una conversazione casuale.\nconversazione casuale. Presi uno scompartimento tutto per me e mi sedetti a braccia conserte,\ne mi sedetti a braccia conserte, guardando con sguardo grigio la devastazione illuminata dal sole che scorreva davanti ai finestrini.\nE appena fuori dal capolinea il treno sobbalz\u00f2 su rotaie provvisorie,\ne su entrambi i lati della ferrovia le case erano rovine annerite. Fino a\nClapham Junction la faccia di Londra era sporca della polvere del fumo nero, nonostante due giorni di\nfumo nero, nonostante due giorni di temporali e pioggia, e a Clapham Junction la linea era stata distrutta.\nClapham Junction la linea era stata nuovamente distrutta; c'erano centinaia di\ncentinaia di commessi e bottegai disoccupati che lavoravano fianco a fianco con i soliti marinai.\ne noi fummo sballottati per una frettolosa riattrezzatura.\n\nDa l\u00ec in poi l'aspetto del paese era spento e sconosciuto.\nsconosciuto; Wimbledon in particolare ne aveva risentito. Walton, in virt\u00f9 delle sue\ndi pini non bruciati, sembrava il meno danneggiato di tutti i luoghi lungo la linea.\nlinea. Il Wandle, il Mole, ogni piccolo corso d'acqua, era una massa ammassata di\ndi erbacce rosse, con un aspetto a met\u00e0 tra la carne di macelleria e il cavolo in salamoia. I boschi di pini del\nSurrey erano troppo secche per i festoni della pianta rossa.\nrosso. Al di l\u00e0 di Wimbledon, in vista della linea, in alcuni vivai, c'erano le masse ammassate di\ndi Wimbledon, in vista della linea, in alcuni vivai, c'erano le masse di terra ammassate intorno al sesto cilindro. A\npersone in piedi intorno ad esso e alcuni genieri erano impegnati nel\nin mezzo ad esso. Sopra di esso sventolava una Union Jack, che si muoveva allegramente nella\nbrezza mattutina. Il terreno del vivaio era ovunque cremisi per la\nun'ampia distesa di colore livido tagliata da ombre violacee e molto dolorosa per l'occhio.\nmolto dolorosa per gli occhi. Lo sguardo passava con infinito sollievo dai grigi\ngrigi bruciati e ai rossi cupi del primo piano alla morbidezza verde-azzurra delle colline a est.\nmorbidezza delle colline a est.\n\nLa linea sul lato londinese della stazione di Woking era ancora in fase di riparazione.\nLa linea sul lato londinese della stazione di Woking era ancora in riparazione, cos\u00ec scesi alla stazione di Byfleet e presi la strada per Maybury,\npassando per il luogo in cui io e l'artigliere avevamo parlato con gli ussari,\ne passando per il punto in cui il marziano mi era apparso durante il temporale.\ntemporale. Qui, mosso dalla curiosit\u00e0, mi voltai per trovare, tra un groviglio di fronde rosse, il\nun groviglio di fronde rosse, il carro del cane deformato e rotto, con le ossa sbiancate del cavallo sparse e\nossa del cavallo sparse e rosicchiate. Per un po' di tempo rimasi a guardare\nqueste vestigia. . . .\n\nPoi tornai attraverso la pineta, alta fino al collo con erbacce rosse qua e l\u00e0, per scoprire che il padrone dello Spotted Dog aveva gi\u00e0 trovato\ne ho scoperto che l'oste dello Spotted Dog aveva gi\u00e0 trovato sepoltura.\nsepoltura, e cos\u00ec tornai a casa passando davanti al College Arms. Un uomo in piedi davanti alla porta\nporta di un cottage aperto mi salut\u00f2 per nome al mio passaggio.\n\nGuardai la mia casa con un rapido lampo di speranza che svan\u00ec immediatamente.\nLa porta era stata forzata; era slacciata e si apriva lentamente mentre mi avvicinavo.\nmi avvicinavo.\n\nSbatt\u00e9 di nuovo. Le tende del mio studio svolazzarono fuori dalla finestra aperta da cui\nfinestra aperta da cui io e l'artigliere avevamo guardato l'alba. Nessuno\nl'aveva chiusa da allora. I cespugli distrutti erano esattamente come li avevo lasciati\nquasi quattro settimane prima. Inciampai nel corridoio e la casa mi sembr\u00f2\nvuota. Il tappeto delle scale era arruffato e scolorito nel punto in cui mi ero\naccovacciata, bagnata fino alla pelle a causa del temporale della notte della\ncatastrofe. Ho visto che i nostri passi fangosi salivano ancora le scale.\n\nLi seguii nel mio studio e trovai ancora sul mio tavolo da scrittura, con sopra un peso di selenite, il foglio di lavoro che avevo lasciato nel mio studio,\ncon il peso di carta alla selenite, il foglio che avevo lasciato il pomeriggio dell'apertura del cilindro.\npomeriggio dell'apertura del cilindro. Per un po' rimasi in piedi\na rileggere le mie argomentazioni abbandonate. Si trattava di uno scritto sul probabile\nsviluppo delle idee morali con lo sviluppo del processo di civilizzazione.\nprocesso di civilizzazione; e l'ultima frase era l'inizio di una profezia:  Tra circa\ntra circa duecento anni, avevo scritto, possiamo aspettarci che la frase finisca\nbruscamente. Ricordai la mia incapacit\u00e0 di fissare la mente quella mattina,\nun mese fa, e di come mi ero interrotto per prendere il mio _Daily Chronicle_ dal giornalaio.\nChronicle_ dal giornalaio. Mi ricordai di come scesi al cancello del giardino\ngiardino, mentre lui arrivava, e come avevo ascoltato la sua strana storia di Uomini di\nda Marte.\n\nScesi e andai nella sala da pranzo. C'erano il montone e\nil pane, entrambi ormai in decomposizione, e una bottiglia di birra rovesciata,\nproprio come io e l'artigliere li avevamo lasciati. La mia casa era desolata. I\npercepivo la follia della debole speranza che avevo coltivato cos\u00ec a lungo. E poi\naccadde una cosa strana.  \u00c8 inutile, disse una voce.  La casa \u00e8\ndeserta. Nessuno \u00e8 stato qui in questi dieci giorni. Non rimanere qui a\ntormentarti. Nessuno \u00e8 fuggito tranne te.\n\nSono rimasto sbigottito. Avevo detto il mio pensiero ad alta voce? Mi voltai e la portafinestra era\nportafinestra era aperta dietro di me. Feci un passo verso di essa e rimasi a guardare fuori.\n\nE l\u00ec, stupiti e impauriti, come lo ero io, c'erano mio cugino e mia moglie.\nmia cugina e mia moglie, mia moglie bianca e senza lacrime. Ella emise un debole grido.\n\n Sono venuta, ha detto.  Sapevo di sapere\n\nSi port\u00f2 la mano alla gola e ondeggi\u00f2. Feci un passo in avanti e\nla presi tra le braccia.\n\n\n\n\nX.\nL'EPILOGO.\n\n\nNon posso che rammaricarmi, ora che sto concludendo il mio racconto, di quanto poco io possa\ndi poter contribuire alla discussione delle molte questioni discutibili che\nche sono ancora irrisolte. In un aspetto susciter\u00f2 certamente delle\ncritiche. Il mio campo d'azione \u00e8 la filosofia speculativa. La mia\nconoscenza della fisiologia comparata \u00e8 limitata a uno o due libri, ma mi sembra che\nmi sembra che il suggerimento di Carver sulla ragione della rapida\nmorte dei marziani sia cos\u00ec probabile da essere considerata quasi una conclusione\nconclusione provata. L'ho assunto nel corpo della mia narrazione.\n\nIn ogni caso, in tutti i corpi dei marziani esaminati dopo la guerra, non c'erano batteri se non quelli gi\u00e0 noti come specie terrestri.\nguerra, non sono stati trovati batteri se non quelli gi\u00e0 noti come specie terrestri.\nterrestri. Il fatto che non abbiano seppellito nessuno dei loro morti e la sconsiderata\nmassacro che hanno perpetrato, indicano anche una completa ignoranza del processo\nprocesso putrefattivo. Ma per quanto probabile, questa non \u00e8 affatto una conclusione\nconclusione provata.\n\nNon si conosce nemmeno la composizione del Fumo Nero, che i marziani usavano con\nche i marziani usavano con un effetto cos\u00ec letale, e il generatore dei raggi di calore\nrimane un enigma. I terribili disastri avvenuti nei laboratori di Ealing e South\nKensington hanno disincentivato gli analisti a svolgere ulteriori\nindagini su quest'ultimo. L'analisi dello spettro della polvere nera\nindica inequivocabilmente la presenza di un elemento sconosciuto con un gruppo brillante di tre linee nel verde.\nun gruppo brillante di tre linee nel verde, ed \u00e8 possibile che si combini con l'argon per formare un composto.\nche si combini con l'argon per formare un composto che agisce subito con effetto letale su\neffetto letale su qualche componente del sangue. Ma queste speculazioni non provate\nspeculazioni non comprovate non interesseranno il lettore generale, al quale\na cui \u00e8 rivolta questa storia. Nessuna delle scorie marroni che scendevano lungo il Tamigi dopo la distruzione di She Sheffield.\nTamigi dopo la distruzione di Shepperton \u00e8 stata esaminata all'epoca.\nShepperton fu esaminata all'epoca, e ora non se ne trova traccia.\n\nI risultati di un esame anatomico dei marziani, nella misura in cui i cani da caccia hanno reso possibile tale esame, sono gi\u00e0 stati\ncani da caccia avevano reso possibile un tale esame, ho gi\u00e0\ndato. Ma tutti conoscono il magnifico e quasi completo\nmagnifico e quasi completo esemplare conservato al Museo di Storia Naturale e gli innumerevoli disegni\ndi storia naturale e gli innumerevoli disegni che ne sono stati fatti.\ninteresse della loro fisiologia e struttura \u00e8 puramente scientifico.\n\nUna questione di interesse pi\u00f9 grave e universale \u00e8 la possibilit\u00e0 di un\nun altro attacco da parte dei marziani. Non credo che si stia prestando abbastanza attenzione\nattenzione a questo aspetto della questione. Attualmente il pianeta\npianeta Marte \u00e8 in congiunzione, ma ad ogni ritorno all'opposizione io,\nper quanto mi riguarda, prevedo un rinnovo della loro avventura. In ogni caso, dobbiamo\ndovremmo essere preparati. Mi sembra che dovrebbe essere possibile definire\nla posizione del cannone da cui vengono sparati i colpi, per tenere un\ndi tenere sotto controllo questa parte del pianeta e anticipare l'arrivo del prossimo attacco.\nl'arrivo del prossimo attacco.\n\nIn questo caso il cilindro potrebbe essere distrutto con la dinamite o l'artiglieria\nprima che fosse sufficientemente freddo per permettere ai marziani di emergere, oppure potrebbero essere\npotrebbero essere massacrati con i cannoni non appena la vite si apre. Mi sembra che\nmi sembra che abbiano perso un grande vantaggio nel fallimento della loro\ndella loro prima sorpresa. Forse anche loro la vedono sotto la stessa luce.\n\nLessing ha avanzato ottime ragioni per ipotizzare che i marziani\nsiano effettivamente riusciti ad atterrare sul pianeta Venere.\nSette mesi fa Venere e Marte erano allineati con il Sole;\ncio\u00e8 Marte era in opposizione dal punto di vista di un osservatore su Venere.\nosservatore su Venere. In seguito, un particolare segno luminoso e sinuoso\nsulla met\u00e0 non illuminata del pianeta interno e, quasi contemporaneamente, un debole segno scuro di\nquasi contemporaneamente \u00e8 stato rilevato un debole segno scuro di simile carattere sinuoso\nsu una fotografia del disco marziano. \u00c8 necessario vedere i disegni di queste\ndisegni di queste apparizioni per apprezzare appieno la loro\nnotevole somiglianza di carattere.\n\nIn ogni caso, che ci si aspetti o meno un'altra invasione, la nostra visione del futuro dell'umanit\u00e0\nfuturo dell'uomo deve essere notevolmente modificata da questi eventi. Abbiamo\nabbiamo imparato che non possiamo considerare questo pianeta come un luogo recintato e sicuro per l'uomo.\nun luogo di residenza sicuro per l'uomo; non possiamo mai anticipare il bene o il male invisibile che\no il male che pu\u00f2 arrivare su di noi all'improvviso dallo spazio. Pu\u00f2 darsi che nel\nnel disegno pi\u00f9 ampio dell'universo questa invasione da Marte non sia priva di\nnon \u00e8 priva di benefici per gli uomini; ci ha privato di quella serena fiducia nel futuro che \u00e8 la cosa pi\u00f9\nfiducia nel futuro, che \u00e8 la fonte pi\u00f9 feconda di decadenza.\ndecadenza, i doni alla scienza umana che ha portato sono enormi e\nha fatto molto per promuovere la concezione del bene comune dell'umanit\u00e0.\ndell'umanit\u00e0. Pu\u00f2 darsi che nell'immensit\u00e0 dello spazio i marziani abbiano osservato il destino di questi pionieri\nmarziani abbiano osservato il destino di questi loro pionieri e abbiano imparato la lezione,\ne che sul pianeta Venere abbiano trovato un insediamento pi\u00f9 sicuro. Sia\nche sia cos\u00ec, per molti anni ancora non ci sar\u00e0 di certo un\nallentamento dell'ansioso scrutinio del disco marziano, e quei dardi infuocati del cielo, i\nstelle cadenti del cielo porteranno con s\u00e9, mentre cadono, un'inevitabile apprensione per i\nun'inevitabile apprensione per tutti i figli degli uomini.\n\nL'allargamento delle vedute degli uomini che ne \u00e8 derivato \u00e8 difficilmente\nesagerato. Prima che il cilindro cadesse c'era la convinzione generale\nche in tutte le profondit\u00e0 dello spazio non esistesse alcuna vita al di l\u00e0 della meschina\nsuperficie della nostra minuscola sfera. Ora vediamo di pi\u00f9. Se i marziani possono\nVenere, non c'\u00e8 motivo di supporre che la cosa sia impossibile per gli uomini.\nquando il lento raffreddamento del sole render\u00e0 questa Terra inabitabile, come\ninabitabile, come alla fine dovr\u00e0 accadere, pu\u00f2 darsi che il filo della vita che \u00e8 iniziato qui\ndi vita che ha avuto inizio qui sar\u00e0 sgorgato e avr\u00e0 catturato il nostro pianeta gemello\nnelle sue fatiche.\n\nLa visione che ho evocato nella mia mente della vita \u00e8 tenue e meravigliosa\nche si diffonde lentamente da questo piccolo semenzaio del sistema solare\nnella vastit\u00e0 inanimata dello spazio siderale. Ma questo \u00e8 un\nsogno remoto. Pu\u00f2 darsi, d'altra parte, che la distruzione dei\nmarziani sia solo una tregua. A loro, e non a noi, forse, \u00e8 stato ordinato il\nfuturo.\n\nDevo confessare che lo stress e il pericolo di quel periodo hanno lasciato un persistente\nsenso di dubbio e insicurezza nella mia mente. Mi siedo nel mio studio a scrivere alla\nluce della lampada, e improvvisamente vedo di nuovo la valle curativa sotto di me\nfiamme, e sento la casa dietro e intorno a me vuota e desolata.\ndesolata. Esco in Byfleet Road e mi passano davanti dei veicoli, un macellaio con un carretto, un\nun macellaio su un carretto, un taxi pieno di visitatori, un operaio in bicicletta,\nbambini che vanno a scuola, e improvvisamente diventano vaghi e irreali,\ne io mi affretto di nuovo con l'artigliere nel caldo, covante\nsilenzio. Di notte vedo la polvere nera oscurare le strade silenziose e i corpi contorti\nle strade silenziose e i corpi contorti avvolti in quello strato; si alzano su di me\nsu di me a brandelli e a morsi di cane. Balbettano e diventano pi\u00f9 feroci, pi\u00f9 pallidi,\npi\u00f9 brutti, folli distorsioni dell'umanit\u00e0, e io mi sveglio, freddo e miserabile, nell'oscurit\u00e0.\nmiserabile, nell'oscurit\u00e0 della notte.\n\nVado a Londra e vedo le folle indaffarate in Fleet Street e nello Strand, e mi viene da pensare che non sono altro che i fantasmi del\nStrand, e mi viene in mente che non sono altro che i fantasmi del\npassato, che infestano le strade che ho visto silenziose e miserabili, che vanno\nfantasmi in una citt\u00e0 morta, la parodia della vita in un corpo galvanizzato.\ncorpo galvanizzato. Ed \u00e8 strano anche trovarsi a Primrose Hill, come\ncome ho fatto solo un giorno prima di scrivere quest'ultimo capitolo, per vedere la grande\nprovincia di case, fioca e azzurra attraverso la foschia del fumo e della nebbia, che svanisce alla fine nella\nnebbia, scomparendo infine nel vago cielo inferiore, vedere le persone che\npersone che andavano e venivano tra le aiuole della collina, vedere i\ndi vedere gli osservatori intorno alla macchina marziana che sta l\u00ec immobile, di sentire\nil tumulto dei bambini che giocano, e ricordare il tempo in cui l'ho visto\ntutto luminoso e chiaro, duro e silenzioso, all'alba di quell'ultimo grande giorno.\ngrande giorno. . . .\n\nE la cosa pi\u00f9 strana \u00e8 stringere di nuovo la mano di mia moglie e pensare che l'ho annoverata\ndi averla annoverata, e che lei ha annoverato me, tra i morti."},{"titolo":"Quando il dormiente si sveglia","autore":"H.G. Wells","categoria":"Fantascienza","contenuto":"PREFAZIONE\n\n\nLa storia di questo romanzo (la cui nascita nella sua forma attuale \u00e8 stata\nritardata dalle necessit\u00e0 di una pubblicazione periodica) \u00e8 brevemente\ncome segue. Il progetto \u00e8 stato abbozzato nel 1890, sulla base di appunti presi nel 1887 e\ne successivi, alcune delle circostanze sono state suggerite dalla morte di una\ndonna nell'anno precedente. Le scene sono state rivisitate nell'ottobre del 1892;\nla narrazione fu scritta a grandi linee nel 1892 e nella primavera del 1893,\ne, come appare ora, dall'agosto del 1893 fino all'anno successivo.\nl'anno successivo; il tutto, con l'eccezione di alcuni capitoli, era gi\u00e0 nelle mani dell'editore\nnelle mani dell'editore alla fine del 1894. Era stato iniziato come\nHARPER S MAGAZINE alla fine di novembre del 1894 e fu proseguito in parti mensili.\ncontinu\u00f2 in parti mensili.\n\nMa, come nel caso di _Tess of the D Urbervilles_, la versione in rivista \u00e8 stata, per varie ragioni, abbreviata e modificata in una certa misura.\nrivista \u00e8 stata, per varie ragioni, abbreviata e modificata in una certa misura,\nla presente edizione \u00e8 la prima in cui l'intero testo appare come\nscritto in origine. E nella difficolt\u00e0 di giungere a una decisione\ndecisione sul titolo, il racconto \u00e8 stato pubblicato con un nome provvisorio.\ncon un nome provvisorio, due titoli di questo tipo sono stati infatti\nadottati successivamente. Il titolo attuale e definitivo, ritenuto nel complesso il migliore, fu uno dei primi ad essere pensato.\nuno dei primi a cui si \u00e8 pensato.\n\nPer un romanzo indirizzato da un uomo a uomini e donne in piena et\u00e0, che\nche tenta di affrontare senza preoccupazioni l'agitazione e la febbre, la derisione e il\nche possono incalzare sulla scia della passione pi\u00f9 forte che l'umanit\u00e0 conosca.\ne di evidenziare, senza giri di parole, la tragedia di\nobiettivi non raggiunti, non sono consapevole che ci sia qualcosa nel trattamento\nche si possa sollevare un'eccezione.\n\nCome le precedenti produzioni di questa penna, _Giuda l'oscuro_ \u00e8 semplicemente un\ndi dare forma e coerenza a una serie di apparizioni, o impressioni personali, la cui consistenza o\nimpressioni personali, la questione della loro coerenza o discordanza, della loro permanenza o transitoriet\u00e0.\ndiscordanza, della loro permanenza o della loro transitoriet\u00e0, essendo\ndi coerenza o di discordanza, di permanenza o di transitoriet\u00e0, non \u00e8 considerata di primo piano.\n\nT.H.\n\n\nAgosto 1895.\n\n\n\n\nPrima parte A MARYGREEN\n\n\nS\u00ec, ci sono molti che hanno perso il senno per le donne e sono diventati servi per loro.\ne sono diventati servi per il loro bene. Anche molti sono periti, hanno sbagliato,\ne hanno peccato, per le donne O uomini, come pu\u00f2 essere che le donne siano forti, visto che fanno cos\u00ec?\nforti, visto che fanno cos\u00ec? ESDRAS.\n\n\n\n\nI\n\n\nIl maestro di scuola stava lasciando il villaggio e tutti sembravano dispiaciuti.\nIl mugnaio di Cresscombe gli ha prestato il piccolo carro bianco inclinato e il cavallo\nper trasportare le sue merci nella citt\u00e0 di destinazione, a circa venti miglia di distanza.\ndi destinazione, distante una ventina di miglia.\nper gli effetti dell'insegnante in partenza. Poich\u00e9 l'edificio scolastico era stato in parte arredato dai gestori e l'unico ingombro era quello della\nLa scuola, infatti, era stata in parte arredata dai gestori e l'unico oggetto ingombrante posseduto dal maestro, oltre al\noltre alla valigetta dei libri, era un pianoforte a casetta che aveva\ncomprato a un'asta durante l'anno in cui pensava di imparare la musica\nmusica strumentale. Ma l'entusiasmo era svanito e non aveva mai\nnon aveva mai acquisito alcuna abilit\u00e0 nel suonare, e l'articolo acquistato era stato per lui un\nda allora, nei traslochi, era stato per lui un problema continuo.\n\nIl rettore era andato via per la giornata, essendo un uomo che non amava la vista dei\nvista dei cambiamenti. Non intendeva tornare fino a sera, quando la nuova maestra sarebbe arrivata e si sarebbe sistemata\nnuovo insegnante sarebbe arrivato e si sarebbe sistemato e tutto sarebbe stato\ntutto sarebbe stato di nuovo tranquillo.\n\nIl fabbro, l'ufficiale giudiziario della fattoria e lo stesso maestro di scuola erano\nperplessi nel salottino davanti allo strumento.\nIl maestro aveva osservato che, anche se fosse riuscito a metterlo nel carro, non avrebbe saputo che farsene al suo arrivo a Christminster, in citt\u00e0.\nnon avrebbe saputo cosa farne al suo arrivo a Christminster, la citt\u00e0 verso cui\ncitt\u00e0 verso la quale era diretto, dato che all'inizio avrebbe alloggiato solo\nall'inizio.\n\nUn ragazzino di undici anni, che aveva assistito premurosamente all'imballaggio, si un\u00ec al gruppo di uomini.\nSi un\u00ec al gruppo di uomini e, mentre questi si sfregavano il mento, parl\u00f2, arrossendo al suono della sua stessa voce.\nparl\u00f2, arrossendo al suono della sua voce:  La zia ha una grande\ngrande deposito di combustibile, e si potrebbe mettere l\u00ec, forse, fino a quando non avrete trovato\nun posto dove stabilirsi, signore.\n\n Una buona idea, disse il fabbro.\n\nSi decise che una deputazione avrebbe atteso la zia del ragazzo, un'anziana residente, e le avrebbe chiesto di ospitare il pianoforte fino a quando il signor\nzia del ragazzo, un'anziana residente, e chiederle di ospitare il pianoforte fino a quando Mr.\nPhillotson. Il fabbro e l'ufficiale giudiziario si misero in moto per vedere\nper verificare la praticabilit\u00e0 del rifugio suggerito e il ragazzo e il maestro di scuola rimasero soli.\nmaestro rimasero soli.\n\n Mi dispiace andare via, Jude? chiese gentilmente quest'ultimo.\n\nAl ragazzo salirono le lacrime agli occhi, perch\u00e9 non era tra i normali studenti diurni, che si avvicinavano in modo poco romantico alla vita del maestro.\nche si avvicinavano in modo poco romantico alla vita del maestro, ma uno che aveva frequentato la scuola serale solo\nche aveva frequentato la scuola serale solo durante il mandato dell'attuale insegnante.\nmandato dell'attuale insegnante. Gli studenti regolari, se la verit\u00e0 deve essere detta, si trovavano\nin questo momento lontani, come certi discepoli storici,\nindisponibili a qualsiasi aiuto volontario ed entusiasta.\n\nIl ragazzo apr\u00ec goffamente il libro che teneva in mano e che Mr.\nPhillotson come regalo d'addio, e ammise di essere dispiaciuto.\ndi essere dispiaciuto.\n\n Anch'io, disse il signor Phillotson.\n\n Perch\u00e9 se ne va, signore? chiese il ragazzo.\n\n Sarebbe una lunga storia. Non capiresti le mie ragioni,\nJude. Le capirai, forse, quando sarai pi\u00f9 grande.\n\n Penso che dovrei farlo ora, signore.\n\n Non parlatene dappertutto. Sapete cos'\u00e8 un'universit\u00e0,\ne una laurea? \u00c8 il segno distintivo necessario per un uomo che vuole\nche vuole fare qualcosa nell'insegnamento. Il mio progetto, o sogno, \u00e8 quello di essere un\nlaureato e poi essere ordinato. Andando a vivere a\nChristminster, o nelle sue vicinanze, sar\u00f2 per cos\u00ec dire al quartier generale, e\nse il mio progetto \u00e8 realizzabile, ritengo che essere sul posto\nmi offrir\u00e0 maggiori possibilit\u00e0 di realizzarlo rispetto a quelle che avrei\naltrove.\n\nIl fabbro e il suo compagno tornarono. La casetta della vecchia signorina Fawley era\nera asciutta e perfettamente praticabile; e sembrava disposta a dare allo strumento un\nstrumento in quel luogo. Di conseguenza, fu lasciato nella scuola\nfino a sera, quando sarebbero state disponibili altre mani per rimuoverlo;\ne il maestro diede un'ultima occhiata in giro.\n\nIl ragazzo Jude lo aiut\u00f2 a caricare alcuni piccoli oggetti e alle nove il signor Phillotson mont\u00f2 accanto alla sua scatola di libri e altri oggetti.\nalle nove il signor Phillotson mont\u00f2 accanto alla sua scatola di libri e altri\ne di altri _impedimenta_ e salut\u00f2 gli amici.\n\n Non mi dimenticher\u00f2 di te, Jude\", disse sorridendo, mentre il carro si allontanava.\n Sii un bravo ragazzo, ricorda; e sii gentile con gli animali e gli uccelli, e leggi\ntutto quello che puoi. E se mai verrai a Christminster ricordati di darmi la caccia\nper una vecchia conoscenza.\n\nIl carro attravers\u00f2 il verde scricchiolando e scomparve dietro l'angolo vicino alla\ndella casa canonica. Il ragazzo torn\u00f2 al pozzo ai margini del prato, dove aveva lasciato i secchi\nverde, dove aveva lasciato i suoi secchi quando era andato ad aiutare il suo\nsuo mecenate e maestro nel caricare. Ora il suo labbro fremeva e, dopo aver aperto il coperchio del pozzo\ne dopo aver aperto il coperchio del pozzo per iniziare a calare il secchio si ferm\u00f2\ne si appoggi\u00f2 con la fronte e le braccia all'intelaiatura, con la faccia\ncon la fissit\u00e0 di un bambino pensieroso che ha sentito i morsi della vita un po' prima del tempo.\ndella vita un po' prima del tempo. Il pozzo in cui stava guardando era\nantico quanto il villaggio stesso, e dalla sua posizione attuale appariva come una lunga prospettiva circolare\ndalla posizione in cui si trovava, appariva come una lunga prospettiva circolare che terminava in un disco luminoso di acqua\nd'acqua tremolante a una distanza di un centinaio di metri. C'era un\ndi muschio verde vicino alla cima, e pi\u00f9 vicino ancora la lingua di cervo.\nfelce.\n\nSi disse, con i toni melodrammatici di un ragazzo capriccioso, che il maestro aveva attinto a quel pozzo decine di volte al mattino.\nche il maestro aveva attinto a quel pozzo decine di volte in una mattina come quella\nuna mattina come questa, e che non avrebbe mai pi\u00f9 disegnato l\u00ec.  L'ho visto guardare\nquando era stanco di disegnare, proprio come faccio io ora, e quando si riposava un po' prima di riprendere il lavoro.\nquando si riposava un po' prima di portare i secchi a casa! Ma era troppo\nintelligente per restare ancora qui, in un posto piccolo e sonnolento come questo!\n\nUna lacrima gli scivol\u00f2 dall'occhio nelle profondit\u00e0 del pozzo. Il mattino era\nun po' di nebbia, e il respiro del ragazzo si dispieg\u00f2 come una nebbia pi\u00f9 fitta\nnebbia sull'aria immobile e pesante. I suoi pensieri furono interrotti da un\ngrido improvviso:\n\n Portate l'acqua, per favore, oziosi giovani arlecchini!\n\nVeniva da un'anziana donna che era uscita dalla sua porta verso il\ngiardino di una casetta dai tetti verdi poco distante. Il ragazzo fece rapidamente\nun segnale di assenso, attinse l'acqua con uno sforzo notevole per la sua statura, atterr\u00f2 e svuot\u00f2 il grande secchio nel suo\nper una persona della sua statura, atterr\u00f2 e svuot\u00f2 il secchio grande nel suo\nun paio di secchi pi\u00f9 piccoli e, fermandosi un attimo per riprendere fiato, si avvi\u00f2 con essi\ncon loro il pezzo di prato verde e umido su cui si trovava il pozzo\npozzo si trovava quasi al centro del piccolo villaggio, o meglio frazione di\nMarygreen.\n\nEra tanto antiquata quanto piccola, e si trovava nel grembo di una\nondulati altipiani adiacenti alle Downs del Wessex settentrionale. Per quanto vecchio,\nper quanto vecchio, il pozzo era probabilmente l'unica reliquia della storia locale rimasta assolutamente\nstoria locale che \u00e8 rimasta assolutamente immutata. Molte delle case con tetto di paglia e\ndorate sono state abbattute negli ultimi anni e molti alberi sono stati abbattuti sul verde.\nalberi abbattuti sul prato. Soprattutto la chiesa originaria, con la schiena a gobba,\ncon la schiena a gobba, le torri di legno e i caratteristici archi, era stata abbattuta e o\ne trasformata in cumuli di lamiera nel vicolo, oppure utilizzata come\ncome muri di cinta per maiali, sedili da giardino, pietre di guardia per recinzioni e roccie nelle\naiuole del quartiere. Al suo posto un nuovo alto edificio di\ngotico moderno, sconosciuto agli occhi degli inglesi, era stato eretto su un nuovo\nun nuovo terreno da parte di un certo cancellatore di documenti storici che\nche era corso gi\u00f9 da Londra e tornato in un giorno. Il luogo dove da tempo sorgeva l'antico tempio\nl'antico tempio delle divinit\u00e0 cristiane non era stato nemmeno\nsul prato verde e pianeggiante che era stato immemorabilmente il cimitero della chiesa.\ncimitero della chiesa, le cui tombe cancellate sono state commemorate da\ncroci di ghisa da diciotto centesimi, garantite per cinque anni.\n\n\n\n\nII\n\n\nL'esile struttura di Jude Fawley port\u00f2 i due secchi d'acqua traboccanti fino al cottage senza riposare.\nd'acqua fino al cottage senza riposare. Sopra la porta\nc'era un piccolo pezzo rettangolare di cartoncino blu, sul quale era dipinto in\nlettere gialle, Drusilla Fawley, Baker.  All'interno dei piccoli vetri di piombo\ndella finestra, essendo questa una delle poche case antiche rimaste, c'erano cinque\nbottiglie di caramelle e tre panini su un piatto a forma di salice.\n\nMentre svuotava i secchi sul retro della casa poteva sentire una\nconversazione animata tra la prozia, la Drusilla del cartello, e altri abitanti del villaggio,\nla Drusilla del cartello e altri abitanti del villaggio. Avendo visto\nil maestro di scuola partire, stavano riassumendo i particolari dell'evento e si sbizzarrivano in previsioni\ndell'evento e si sbizzarrivano in previsioni sul suo futuro.\n\n E chi \u00e8? chiese uno, relativamente estraneo, quando il ragazzo entr\u00f2.\nentrato.\n\n Beh, potete chiederlo, signora Williams. \u00c8 il mio pronipote, venuto da quando siete\n\u00e8 stato qui l'ultima volta\".  L'anziana abitante che rispose era una donna alta e\ndonna alta e smunta, che parlava in modo tragico degli argomenti pi\u00f9 banali\nuna frase della sua conversazione a ciascun uditore a turno.  Veniva da\nMellstock, nel Wessex meridionale, circa un anno fa, peggio per n,\nBelinda (girandosi verso destra) dove viveva suo padre, ed \u00e8 stato\nprese le scosse per la morte, e mor\u00ec in due giorni, come sapete,\nCaroline (girandosi a sinistra).  Sarebbe stata una benedizione se\nDio onnipotente avesse preso anche te, con tua madre e tuo padre, povero inutile\nragazzo inutile! Ma l'ho preso qui per stare con me finch\u00e9 non vedr\u00f2 cosa si deve\nanche se sono obbligato a fargli guadagnare ogni centesimo che pu\u00f2.\nProprio ora sta scacciando gli uccelli per conto del contadino Troutham. Lo tiene lontano\ndalla tristezza. Perch\u00e9 ti volti, Jude? continu\u00f2 lei, mentre il ragazzo,\nsentendo l'impatto dei loro sguardi come schiaffi sul viso, si scost\u00f2.\ndi lato.\n\nLa lavandaia locale rispose che forse era un ottimo piano di Miss o Mrs.\nMiss o Mrs. Fawley (come la chiamavano con indifferenza) di averlo con s\u00e9 per\ncon lei per farle compagnia nella sua solitudine, per andare a prendere l'acqua, per pulire gli\ndi notte, e aiutare a cucinare.\n\nLa signorina Fawley ne dubitava.    Perch\u00e9 non avete chiesto al maestro di portarla a Christminster\n a Christminster con lui e a farne uno studioso, continu\u00f2,\ncon accigliata simpatia.  Sono sicura che non avrebbe potuto prenderne uno migliore.\nIl ragazzo va matto per i libri, \u00e8 vero. \u00c8 una caratteristica della nostra famiglia.\nSua cugina Sue \u00e8 uguale, cos\u00ec ho sentito dire; ma non ho visto la bambina per anni, anche se \u00e8 nata\nbambina da anni, anche se \u00e8 nata in questo posto, tra queste quattro\nmura, come \u00e8 successo. Mia nipote e suo marito, dopo il loro\nsposati, non hanno avuto una casa propria per qualche anno o pi\u00f9; e poi ne hanno avuta una solo fino a quando\nne ebbero solo una fino a quando... Beh, non mi dilungher\u00f2 su questo. Jude, figlia mia,\nnon sposarti mai.  Non \u00e8 pi\u00f9 il caso che i Fawley facciano questo passo.\npi\u00f9. Lei, la loro unica figlia, era come una figlia mia, Belinda, fino a quando\nfino a quando non \u00e8 arrivata la separazione! Ah, che una piccola fanciulla possa conoscere tali cambiamenti!\n\nJude, trovando l'attenzione generale di nuovo concentrata su di s\u00e9, si rec\u00f2 al forno, dove mangi\u00f2 la torta che gli era stata fornita per colazione.\nuscire per andare al forno, dove mangi\u00f2 la torta prevista per la sua colazione.\nEra ormai giunta la fine del suo tempo libero e, uscendo dal giardino, superando la siepe sul retro, prosegu\u00ec per un sentiero verso nord, fino a quando\ngiardino, scavalcando la siepe sul retro, segu\u00ec un sentiero verso nord, fino a quando\nfino ad arrivare a un ampio e solitario avvallamento nel livello generale dell'altopiano.\ndell'altopiano, che era stato seminato come campo di grano. Questo vasto concavo fu la scena\nTroutham, l'agricoltore, e scese in mezzo ad esso.\nin mezzo ad essa.\n\nLa superficie marrone del campo saliva verso il cielo tutto intorno,\ndove si perdeva per gradi nella nebbia che escludeva il bordo vero e proprio e accentuava la solitudine.\ne accentuava la solitudine. Gli unici segni sull'uniformit\u00e0 della\nscena erano un mucchio di prodotti dell'anno scorso in mezzo al seminativo, le cornacchie che\nun'aiuola di prodotti dell'anno scorso in mezzo al seminativo, le cornacchie che si alzavano al suo avvicinarsi e il sentiero che attraversava il maggese\nincolto da cui era venuto, calpestato ora da non si sa chi, anche se un tempo da molti dei suoi familiari morti.\nanche se un tempo da molti della sua stessa famiglia morta.\n\n Com'\u00e8 brutto qui! mormor\u00f2.\n\nLe linee fresche dell'erpice sembravano estendersi come le scanalature di una\ndi un pezzo di velluto a coste nuovo, conferendo un'aria meschinamente utilitaristica alla distesa,\nle sue gradazioni e privandola di ogni storia oltre a quella degli ultimi mesi.\ndegli ultimi mesi, anche se a ogni zolla e a ogni pietra si sono\nassociazioni sufficienti e per risparmiare gli echi di canti di antiche\ndi antichi giorni di raccolto, di parole pronunciate e di azioni robuste. Ogni centimetro di\nterreno era stato il luogo, prima o dopo, di energia, allegria, giochi a cavallo,\nbattibecchi, stanchezza. Gruppi di spigolatori si erano accovacciati al sole su ogni\nogni metro quadrato. Gli incontri amorosi che avevano popolato la frazione adiacente\nerano stati fatti l\u00ec, tra la mietitura e il trasporto. Sotto la siepe\nche divideva il campo da una lontana piantagione le ragazze si erano date\nsi erano concesse ad amanti che non avrebbero voltato la testa per guardarle entro il\ne in quell'antico campo di mais molti uomini avevano fatto\npromesse d'amore a una donna alla cui voce aveva tremato al momento della semina successiva.\nseme dopo averle mantenute nella chiesa adiacente. Ma questo\nn\u00e9 Jude n\u00e9 i corvi intorno a lui lo consideravano. Per loro era un luogo\nluogo solitario, che possedeva, da un lato, solo la qualit\u00e0 di un terreno di lavoro, e dall'altro\nun terreno di lavoro, e dall'altra quella di un granaio in cui nutrirsi.\n\nIl ragazzo si trovava sotto il palo prima menzionato, e ogni pochi secondi\ne ogni pochi secondi usava il suo clacson o sonaglio in modo vivace. A ogni colpo i corvi smettevano di beccare e si alzavano\ndi beccare, si alzavano e si allontanavano sulle loro ali tranquille, brunite\ncome nappe di posta, per poi tornare indietro e osservarlo\ncon attenzione e scendevano a nutrirsi a una distanza pi\u00f9 rispettosa.\n\nSuon\u00f2 il clacson fino a farsi venire il mal di braccio, e alla fine il suo cuore divent\u00f2\nsimpatia per i desideri contrastati degli uccelli. Sembravano, come\ncome lui, di vivere in un mondo che non li voleva. Perch\u00e9 dovrebbe\nspaventarli? Assumevano sempre pi\u00f9 l'aspetto di gentili amici e pensionati.\namici e pensionati, gli unici che poteva vantare di essere minimamente interessati a lui.\ndi lui, perch\u00e9 la zia gli aveva spesso detto di non esserlo.\nnon lo era. Cess\u00f2 di rumoreggiare e loro scesero di nuovo.\n\n Poveri piccoli cari! disse Jude, ad alta voce.  Avrete una cena\ncena. Ce n'\u00e8 abbastanza per tutti. Il contadino Troutham pu\u00f2\nTroutham pu\u00f2 permettersi di farvela avere. Mangiate, allora, miei cari uccellini, e fate\nun buon pasto!\n\nRimasero e mangiarono, macchie di inchiostro sul terreno marrone nocciola, e Jude apprezz\u00f2\nil loro appetito. Un filo magico di amicizia univa la sua vita a quella degli altri.\ncon la loro. Per quanto fossero misere e pietose, quelle vite assomigliavano molto alla sua.\nla sua.\n\nIl suo clacker lo aveva ormai gettato via, in quanto strumento meschino e sordido, offensivo sia per gli uccelli che per lui stesso, in quanto strumento\nstrumento meschino e sordido, offensivo sia per gli uccelli che per lui stesso come amico.\nloro amico. All'improvviso si accorse di un colpo secco sulle sue\nnatiche, seguito da un forte sferragliamento, che annunci\u00f2 ai suoi sensi sorpresi\nsensi che il clacker era stato lo strumento di offesa usato. Gli\nuccelli e Jude si alzarono simultaneamente e gli occhi storditi di quest'ultimo videro il contadino in persona.\nquest'ultimo videro l'agricoltore in persona, il grande Troutham in persona, il suo viso rosso\nrosso che fissava il telaio rannicchiato di Jude, con il clacker che dondolava in mano.\nmano il clacker.\n\n Allora \u00e8 Mangia i miei cari uccellini, vero, giovanotto?  Mangiate, cari uccellini,\ndavvero! Ti faccio il solletico ai calzoni e vediamo se dici di nuovo: Mangia, cari uccellini!\nuccellini, di nuovo in tutta fretta! E sei stato a oziare dal\nmaestro, invece di venire qui, vero? \u00c8 cos\u00ec che\nCos\u00ec ti guadagni i tuoi sei penny al giorno per tenere lontane le cornacchie dal mio grano!\n\nMentre salutava le orecchie di Jude con questa appassionata retorica, Troutham\naveva afferrato la sua mano sinistra con la propria, e facendo ruotare la sua esile struttura intorno a lui\nintorno a lui a distanza di braccio, colp\u00ec di nuovo Jude sulle parti posteriori con il lato piatto del sonaglio di Jude.\ncon il lato piatto del sonaglio di Jude, finch\u00e9 il campo non risuon\u00f2 dei colpi,\nche venivano sferrati una o due volte a ogni giro.\n\n Non lo faccia, signore, la prego, non lo faccia! grid\u00f2 il bambino vorticoso, impotente di fronte alla tendenza centrifuga della sua persona come un pesce all'amo.\nsotto la tendenza centrifuga della sua persona, come un pesce all'amo che\ne vedeva la collina, la collina, la piantagione, il sentiero e i corvi che giravano intorno a lui.\nsentiero e i corvi che giravano intorno a lui in un'incredibile corsa circolare.\ncircolare.  Io, signore, intendevo solo dire che c'era un buon raccolto nel terreno.\nho visto che lo seminavano e le cornacchie potevano mangiarne un po' per cena e voi non ne avreste sentito la mancanza.\ne il signor Phillotson ha detto che dovevo essere gentile con loro.\n Oh, oh, oh!\n\nQuesta spiegazione veritiera sembr\u00f2 esasperare il contadino ancora di pi\u00f9\nche se Jude avesse negato con fermezza di aver detto qualcosa.\nil riccio vorticoso, e i colpi dello strumento continuarono a risuonare per tutto il campo\nrisuonare per tutto il campo e fino alle orecchie dei lontani lavoratori che si\nlavoratori, i quali si accorsero che Jude stava portando avanti il suo lavoro di\ncon grande assiduit\u00e0 e che risuonava dal campanile della chiesa nuova di zecca, dietro la nebbia, verso il\nnuova chiesa proprio dietro la nebbia, per la cui costruzione l'agricoltore aveva\nper la costruzione della quale il contadino aveva largamente sottoscritto, per testimoniare il suo amore per Dio e per l'uomo.\n\nA un certo punto Troutham si stanc\u00f2 del suo compito punitivo e, deponendo il ragazzo tremante sulle sue gambe, prese dalla tasca una moneta da sei pence e gliela diede.\nragazzo tremante sulle sue gambe, prese dalla tasca una moneta da sei pence e gliela diede in pagamento per il lavoro della giornata, dicendogli di andare a casa e di non lasciare mai\ncome compenso per la giornata di lavoro, dicendogli di andare a casa e di non farsi pi\u00f9 vedere in quei campi.\ndi tornare a casa e di non farsi pi\u00f9 vedere in uno di quei campi.\n\nJude salt\u00f2 fuori dalla portata delle braccia e si incammin\u00f2 lungo il sentiero\npiangeva non per il dolore, anche se era abbastanza forte; non per la percezione della falla nel\nnon per la percezione della falla nello schema terrestre, per cui ci\u00f2 che era buono per gli uccelli di Dio\nper gli uccelli di Dio era cattivo per il giardiniere di Dio, ma dalla terribile\nsenso che si era completamente disonorato prima di essere stato un anno nella\nparrocchia, e che quindi avrebbe potuto essere un peso per la prozia per tutta la vita.\n\nCon quest'ombra in testa, non si cur\u00f2 di farsi vedere in paese e torn\u00f2 a casa per un sentiero circolare\nvillaggio e torn\u00f2 a casa per una strada circolare dietro un'alta siepe e\ne attraverso un pascolo. Qui vide decine di lombrichi accoppiati che giacevano\nsulla superficie del terreno umido, come facevano sempre in quel periodo del tempo.\nin quel periodo dell'anno. Era impossibile avanzare\na passi regolari senza schiacciarne qualcuno a ogni passo.\n\nAnche se il contadino Troutham gli aveva appena fatto del male, era un ragazzo che non poteva\nnon poteva sopportare di fare del male a qualcosa. Non aveva mai portato a casa un nido di\ndi giovani uccelli senza rimanere sveglio in preda all'angoscia per tutta la notte successiva e\ne spesso reintegrare i piccoli e il nido al loro posto la mattina dopo.\nmattina. Non sopportava di vedere alberi abbattuti o tagliati, perch\u00e9 pensava che li danneggiassero.\ne la potatura tardiva, quando la linfa era salita e l'albero sanguinava abbondantemente, aveva\nQuando la linfa era salita e l'albero sanguinava abbondantemente, la potatura tardiva era stata per lui una vera e propria sofferenza fin dall'infanzia.\nQuesta debolezza di carattere, come si pu\u00f2 definire, suggeriva che egli era\nche era il tipo di uomo nato per soffrire molto prima che il calare del sipario sulla sua inutile vita\ndella sua inutile vita significhi che tutto \u00e8 tornato a posto.\ndi nuovo tutto bene. Si fece strada con attenzione, in punta di piedi, tra i lombrichi,\nsenza ucciderne nemmeno uno.\n\nEntrando nel cottage trov\u00f2 la zia che vendeva una pagnotta da un centesimo a una ragazzina.\nbambina, e quando il cliente se ne fu andato disse: \"Beh, come fai a tornare qui a met\u00e0 mattina in questo modo?\ncome mai sei tornato qui a met\u00e0 mattina in questo modo?\n\n Sono stato respinto.\n\n Cosa?\n\n Mr. Troutham mi hanno allontanato perch\u00e9 ho lasciato che le cornacchie avessero qualche\ndi mais. Ed ecco il mio salario, l'ultimo che avr\u00f2 mai!\n\nGett\u00f2 tragicamente i sei pence sul tavolo.\n\n Ah! disse la zia, sospendendo il respiro. E gli apr\u00ec una lezione su come\nuna ramanzina su come lo avrebbe fatto stare tutta la primavera con le mani in mano\nsenza fare nulla.  Se non puoi spaventare gli uccelli, cosa puoi fare? Ecco! Non\nNon sembri cos\u00ec scemo! Il contadino Troutham non \u00e8 molto meglio di me,\na dirla tutta. Ma \u00e8 come disse Giobbe: \"Ora quelli che sono pi\u00f9 giovani di me\nmi deridono, i cui padri avrei disdegnato di mettere\ncon i cani del mio gregge.  Suo padre era il garzone di mio padre,\ne io devo essere stato uno sciocco a lasciarlo lavorare per me, cosa che non avrei fatto se non per mantenere la mia famiglia.\nche non avrei dovuto fare se non per tenerlo lontano dalla miseria.\n\nPi\u00f9 arrabbiata con Jude per averla umiliata venendo l\u00ec che per la\ndi una negligenza del dovere, lo valutava soprattutto da questo punto di vista,\ne solo secondariamente da quello morale.\n\n Non che avreste dovuto lasciare che gli uccelli mangiassero ci\u00f2 che il contadino Troutham\nTroutham. Certo che hai sbagliato. Jude, Jude, perch\u00e9 non sei andato\ncon quel tuo maestro di scuola a Christminster o da qualche parte? Ma,\nOh, no, povero o nullo, non c'\u00e8 mai stato alcuno sprawl dalla tua parte della famiglia, e mai ci sar\u00e0!\nfamiglia e mai ci sar\u00e0!\n\n Dov'\u00e8 questa bella citt\u00e0, Zia questo posto dove \u00e8 andato il signor Phillotson?\nchiese il ragazzo, dopo aver meditato in silenzio.\n\n Signore, dovresti sapere dove si trova la citt\u00e0 di Christminster. Quasi una\nuna ventina di miglia da qui. \u00c8 un posto troppo bello perch\u00e9 tu possa mai\navere molto a che fare con te, povero ragazzo, credo.\n\n E il signor Phillotson sar\u00e0 sempre presente?\n\n Come faccio a capirlo?\n\n Posso andare a trovarlo?\n\n Signore, no! Non sei cresciuto da queste parti, altrimenti non chiederesti una cosa del genere.\nquesto. Non abbiamo mai avuto nulla a che fare con la gente di Christminster, n\u00e9\ngente di Christminster con noi.\n\nJude usc\u00ec e, sentendo pi\u00f9 che mai che la sua esistenza era una\nnon richiesta, si sdrai\u00f2 supino su un mucchio di strame vicino alla\nporcile. La nebbia era ormai diventata pi\u00f9 traslucida e la posizione del sole si poteva\nposizione del sole si poteva vedere attraverso di essa. Si tir\u00f2 il cappello di paglia sul\ne scrut\u00f2 attraverso gli interstizi delle trecce la luminosit\u00e0 bianca, vagamente\nla luminosit\u00e0 bianca, vagamente riflettente. Crescere portava con s\u00e9\nresponsabilit\u00e0, scopr\u00ec. Gli eventi non erano in rima come aveva pensato.\npensato. La logica della natura era troppo orrenda perch\u00e9 potesse interessarsene. Che la misericordia\nverso una serie di creature fosse una crudelt\u00e0 verso un'altra gli dava il voltastomaco.\nsenso di armonia. Quando si invecchiava e ci si sentiva al centro del proprio tempo, e non in un punto della sua circonferenza.\ncentro del proprio tempo e non in un punto della sua circonferenza, come ci si era sentiti\ncome ci si era sentiti da piccoli, si veniva colti da una sorta di\nbrivido, ha percepito. Intorno a voi sembrava esserci qualcosa di\nsgargiante, sgargiante, sferragliante, e i rumori e i bagliori si abbattevano sulla\npiccola cella chiamata vita, la scuotevano e la deformavano.\n\nSe solo potesse impedirsi di crescere! Non voleva essere un\nuomo.\n\nPoi, come un ragazzo naturale, dimentic\u00f2 lo sconforto e si alz\u00f2 in piedi.\nPer il resto della mattinata aiut\u00f2 la zia e nel pomeriggio, quando non c'era pi\u00f9 nulla da fare, and\u00f2 in casa.\npomeriggio, quando non c'era pi\u00f9 nulla da fare, and\u00f2 in paese.\nvillaggio. Qui chiese a un uomo dove si trovasse Christminster.\n\n Christminster? Oh, beh, laggi\u00f9, anche se non ci sono mai stato.\nNon ho mai avuto a che fare con un posto del genere.\n\nL'uomo indic\u00f2 il nord-est, proprio nella direzione in cui si trovava il campo in cui Jude si era tanto disonorato.\ncampo in cui Jude si era tanto disonorato. C'era qualcosa di\nsgradevole della coincidenza per il momento, ma la temibilit\u00e0 di questo fatto\ndi questo fatto aument\u00f2 la sua curiosit\u00e0 per la citt\u00e0. Il contadino\ncontadino aveva detto che non sarebbe mai pi\u00f9 stato visto in quel campo; eppure Christminster\nChristminster si trovava di fronte e il sentiero era pubblico. Cos\u00ec, uscendo di nascosto dal\ndal borgo, si cal\u00f2 nella stessa cavit\u00e0 che aveva visto la sua\npunizione del mattino, senza mai deviare di un centimetro dal sentiero e salendo per la lunga e noiosa\ne si arrampic\u00f2 sulla lunga e noiosa salita dall'altra parte fino a quando il sentiero\nfino a quando il sentiero non si congiunse con l'autostrada presso un piccolo gruppo di alberi. Qui il terreno arato finiva\narato, e davanti a lui c'era solo un'arida pianura.\n\n\n\n\nIII\n\n\nNon si vedeva anima viva sulla strada senza siepi, n\u00e9 ai suoi lati, e la strada bianca sembrava salire e diminuire fino a congiungersi con il\ne la strada bianca sembrava salire e diminuire fino a raggiungere il cielo.\ncielo. In cima era attraversata perpendicolarmente da una verde strada\n verde, la Ickneild Street e l'originale strada romana che attraversava il distretto.\ndistretto. Questo antico tracciato correva a est e a ovest per molte miglia, e fin quasi a memoria d'uomo era stato utilizzato\nquasi a memoria d'uomo \u00e8 stata usata per condurre greggi e mandrie a fiere e mercati.\ngreggi e mandrie alle fiere e ai mercati. Ma ora era trascurata e ricoperta di vegetazione.\n\nIl ragazzo non si era mai spinto cos\u00ec a nord dal piccolo borgo in cui era stato depositato dal trasportatore della ferrovia.\nfrazione in cui era stato depositato dal corriere dalla stazione ferroviaria verso sud, una sera buia di qualche mese prima.\nstazione ferroviaria verso sud, una sera buia di qualche mese prima, e fino ad ora non aveva\nfino ad ora non aveva mai sospettato che un paese cos\u00ec ampio, piatto e basso\npianeggiante e bassa si trovava cos\u00ec vicino, proprio ai margini del suo mondo montano. L'intero\nsemicerchio settentrionale tra est e ovest, a una distanza di quaranta o cinquanta miglia, si estendeva davanti a lui.\no cinquanta miglia, si estendeva davanti a lui; un'atmosfera pi\u00f9 blu e pi\u00f9 umida,\nevidentemente pi\u00f9 azzurra e umida di quella che respirava quass\u00f9.\n\nPoco distante dalla strada si trovava un vecchio fienile di mattoni e tegole grigio-rosse, battuto dalle intemperie.\nmattoni e tegole. La gente del posto lo chiamava Casa Brown.\nlocalit\u00e0. Stava per passarci davanti quando not\u00f2 una scala a pioli contro la grondaia.\nuna scala contro la grondaia; e la riflessione che pi\u00f9 in alto si saliva, pi\u00f9 lontano si poteva\npoteva vedere, indusse Jude a fermarsi e a guardarla. Sul pendio del tetto\ndue uomini stavano riparando le piastrelle. Svolt\u00f2 nel sentiero di crinale e si avvicin\u00f2 al fienile.\nverso il fienile.\n\nDopo aver osservato malinconicamente gli operai per un po' di tempo, prese coraggio e sal\u00ec la scala fino a trovarsi accanto a loro.\ncoraggio e sal\u00ec la scala fino a trovarsi accanto a loro.\n\n Allora, ragazzo mio, cosa vuoi da qui?\n\n Volevo sapere dove si trova la citt\u00e0 di Christminster, per favore.\n\n Christminster \u00e8 l\u00ec di fronte, vicino a quel gruppo di alberi. Si pu\u00f2 vedere, almeno\nalmeno nelle giornate limpide. Ah, no, ora non si vede.\n\nAnche l'altro piastrellista, contento di un qualsiasi tipo di distrazione dalla monotonia del suo\nlavoro, si era voltato anche lui a guardare verso il quartiere designato.  Non si vede spesso con questo tempo\nnon si vede spesso con un tempo come questo, disse.  Il momento in cui l'ho notato\n\u00e8 quando il sole sta tramontando in un'esplosione di fiamme e sembra non so cosa.\nsembra non so cosa.\n\n La Gerusalemme celeste, sugger\u00ec il serio riccio.\n\n Anche se non ci avrei mai pensato.   Ma non posso vedere\nnessun Christminster oggi.\n\nAnche il ragazzo tese gli occhi, ma non riusc\u00ec a vedere la citt\u00e0 lontana.\ncitt\u00e0. Scese dal fienile e, abbandonando Christminster con la versatilit\u00e0 della sua et\u00e0, si incammin\u00f2 lungo il sentiero della cresta, alla ricerca di qualsiasi cosa.\nChristminster con la versatilit\u00e0 della sua et\u00e0, si incammin\u00f2 lungo il sentiero del crinale, alla ricerca di qualsiasi\noggetti naturali di interesse che potessero trovarsi nelle rive circostanti.\nQuando pass\u00f2 di nuovo davanti al fienile per tornare a Marygreen, osserv\u00f2 che la scala era ancora al suo posto.\nscala era ancora al suo posto, ma che gli uomini avevano finito il loro\ngiornata di lavoro e se ne erano andati.\n\nStava calando la sera; c'era ancora una leggera foschia, ma si era un po' schiarito, tranne che nei tratti pi\u00f9 umidi del paese adiacente.\nma si era un po' diradata, tranne che nei tratti pi\u00f9 umidi della campagna adiacente e\nlungo i corsi d'acqua. Ripens\u00f2 a Christminster e desider\u00f2,\nvisto che era venuto apposta a due o tre miglia da casa della zia,\nche avrebbe potuto vedere per una volta questa attraente citt\u00e0 di cui gli avevano parlato.\ndi cui gli avevano parlato. Ma anche se avesse aspettato qui, difficilmente l'aria si sarebbe schiarita prima di sera.\nprima di sera. Eppure non voleva lasciare il posto, perch\u00e9 la distesa settentrionale si perdeva\ndistesa settentrionale si perdeva alla vista quando ci si ritirava verso il villaggio\na poche centinaia di metri.\n\nSal\u00ec la scala per dare un'altra occhiata al punto designato dagli uomini.\ne si appollai\u00f2 sul gradino pi\u00f9 alto, sopra le tegole.\ntegole. Forse non sarebbe riuscito ad arrivare fino a qui per molti giorni.\nForse, se avesse pregato, il desiderio di vedere Christminster sarebbe stato esaudito.\nSi diceva che, se si pregava, a volte le cose arrivavano, anche se a volte no.\nanche se a volte non arrivavano. Aveva letto in un opuscolo che un uomo che aveva iniziato a costruire una chiesa\naveva iniziato a costruire una chiesa e non aveva i soldi per finirla, si inginocchi\u00f2 e preg\u00f2.\ne preg\u00f2, e i soldi arrivarono con la posta successiva. Un altro uomo ha provato\nlo stesso esperimento, e il denaro non arriv\u00f2; ma scopr\u00ec in seguito che i calzoni che aveva inginocchiato\nche le braghe in cui si era inginocchiato erano state fatte da un ebreo malvagio.\nLa cosa non lo scoraggi\u00f2 e, girando per la scala, Jude si inginocchi\u00f2 sul terzo gradino.\nterzo piolo, dove, appoggiato a quelli superiori, preg\u00f2 che la nebbia si alzasse.\nnebbia si alzasse.\n\nPoi si sedette di nuovo e aspett\u00f2. Nel corso di dieci o quindici minuti\nquindici minuti la nebbia che si diradava si dissolse del tutto dal\ndall'orizzonte settentrionale, come aveva gi\u00e0 fatto altrove, e circa un quarto d'ora prima del tramonto\ncirca un quarto d'ora prima dell'ora del tramonto, le nubi verso ovest si divisero e la posizione del sole fu parzialmente scoperta.\nposizione del sole, che \u00e8 stato parzialmente scoperto, e i raggi che si sono diffusi\nin linee visibili tra due barre di nubi a lamelle. Il ragazzo guard\u00f2 subito\nguard\u00f2 indietro nella vecchia direzione.\n\nIn qualche modo, entro i limiti della distesa di paesaggio, punti di luce\ncome il topazio. L'aria aumentava di trasparenza con il\nminuti, finch\u00e9 i punti di topazio non si rivelarono essere le\nfinestre, le ardesie bagnate dei tetti e altri punti luminosi su guglie, cupole e freestoni.\nguglie, cupole, freestoni e vari contorni che si intravedevano debolmente.\nche si intravedevano debolmente. Si trattava indubbiamente di Christminster, visto direttamente o\no miracolato dall'atmosfera particolare.\n\nLo spettatore rimase a guardare fino a quando le finestre e le pale non persero la loro\nluce, spegnendosi quasi all'improvviso come candele spente. La vaga\ncitt\u00e0 si vel\u00f2 di nebbia. Volgendosi verso ovest, vide che il sole era\nera scomparso. Il primo piano della scena era diventato funestamente scuro,\ne gli oggetti vicini assumevano le tinte e le forme delle chimere.\n\nScese ansiosamente la scala e si avvi\u00f2 di corsa verso casa,\ncercando di non pensare ai giganti, a Herne il cacciatore, ad Apollyon che aspettava\na Christian, o al capitano con il buco sanguinante sulla fronte\ne ai cadaveri intorno a lui che si rimutinavano ogni notte a bordo della\nnave stregata. Sapeva di aver smesso di credere a questi\norrori, eppure era contento quando vedeva il campanile della chiesa e le luci alle finestre dei cottage, anche se\nfinestre del cottage, anche se quella non era la sua casa natale,\ne la prozia non si preoccupasse molto di lui.\n\n\nAll'interno e intorno alla vetrina di quella vecchia signora, con i suoi\nventiquattro piccoli vetri incastonati nel piombo, alcuni dei quali ossidati dall'et\u00e0.\nossidati dall'et\u00e0, tanto che si vedevano a malapena i poveri articoli da un penny\nesposti all'interno e che facevano parte di una scorta che un uomo forte avrebbe potuto\navrebbe potuto portare con s\u00e9, Jude, il suo essere esteriore per un lungo periodo di tempo senza sbocco. Ma\ni suoi sogni erano tanto giganteschi quanto piccolo era l'ambiente che lo circondava.\n\nAttraverso la solida barriera di freddi altipiani cretacei verso nord, egli\nsempre una splendida citt\u00e0, il luogo immaginato che lui aveva paragonato\nalla nuova Gerusalemme, anche se forse nei suoi sogni c'era pi\u00f9 dell'immaginazione del pittore e meno di quella del\npittore e meno di quello del commerciante di diamanti nei suoi sogni\nche in quelli dello scrittore apocalittico. E la citt\u00e0 acquis\u00ec una\ntangibilit\u00e0, una permanenza, una presa sulla sua vita, principalmente dall'unico\ndal fatto che l'uomo per la cui conoscenza e i cui scopi nutriva tanta venerazione\nvenerazione ci viveva davvero; e non solo, ma viveva tra i pi\u00f9\ntra i pi\u00f9 riflessivi e mentalmente brillanti.\n\nNelle tristi stagioni umide, pur sapendo che doveva piovere anche a Christminster,\nnon riusciva a credere che l\u00ec piovesse cos\u00ec tanto. Ogni volta che\ndi allontanarsi dai confini del borgo per un'ora o due,\ne non capitava spesso, si allontanava dalla Brown House sulla collina\ne sforzava gli occhi con insistenza, a volte per essere ricompensato dalla vista\ndi una cupola o di una guglia, altre volte da un po' di fumo che, secondo lui, aveva un che di mistico.\nche, secondo lui, aveva un po' del misticismo dell'incenso.\n\nPoi arriv\u00f2 il giorno in cui improvvisamente gli venne in mente che se fosse salito al punto di vista dopo il tramonto\nal punto di vista dopo il tramonto, o se avesse proseguito per uno o due chilometri, avrebbe visto le luci notturne della citt\u00e0.\navrebbe visto le luci notturne della citt\u00e0. Sarebbe stato\nsarebbe stato necessario tornare indietro da solo, ma anche questa considerazione non lo scoraggi\u00f2.\nma anche questa considerazione non lo dissuadeva, perch\u00e9 avrebbe potuto dare un tocco di virilit\u00e0 al suo stato d'animo, senza dubbio.\n\nIl progetto fu debitamente eseguito. Non era tardi quando arriv\u00f2 al\nluogo di avvistamento, appena dopo il tramonto, ma un cielo nero da nord-est,\naccompagnato da un vento proveniente dallo stesso quartiere, rendeva l'occasione\nsufficientemente buio. Fu premiato, ma ci\u00f2 che vide non furono le lampade in fila, come si aspettava.\ncome si aspettava. Non si vedeva nessuna luce individuale, ma solo un alone o una\nnebbia che sovrastava il luogo contro il cielo nero alle sue spalle,\nche faceva sembrare la luce e la citt\u00e0 distanti solo un miglio o poco pi\u00f9.\n\nSi \u00e8 chiesto quale fosse il punto esatto del bagliore in cui potesse trovarsi il\nmaestro che non comunicava mai con nessuno a Marygreen.\nMarygreen ora; che era come morto per loro qui. Nel bagliore gli sembr\u00f2 di vedere\ndi vedere Phillotson che passeggiava a suo agio, come una delle forme di\nNabucodonosor.\n\nAveva sentito dire che le brezze viaggiavano alla velocit\u00e0 di dieci miglia all'ora,\ne il fatto gli torn\u00f2 in mente. Divaric\u00f2 le labbra guardando verso\nnord-est e aspir\u00f2 il vento come se fosse un dolce liquore.\n\n Voi, disse, rivolgendosi alla brezza in modo carezzevole, eravate a\nChristminster tra una e due ore fa, fluttuando per le strade, tirando le banderuole, toccando Mr.\nstrade, tirando le banderuole, sfiorando il viso di Mr.\nPhillotson, respirando da lui; e ora siete qui, respirando da me,\nlo stesso.\n\nImprovvisamente arriv\u00f2 lungo questo vento qualcosa verso di lui, un messaggio\ndal luogo, da qualche anima che vi risiedeva, a quanto pare. Sicuramente era\nil suono delle campane, la voce della citt\u00e0, flebile e musicale, che lo chiamava: \"Siamo felici qui!\na lui: \"Siamo felici qui!\n\nDurante questo salto mentale si era perso completamente nella sua situazione corporea\ne vi ritorn\u00f2 solo con un brusco richiamo. Pochi metri sotto\ndella collina su cui si era fermato, fece la sua apparizione una squadra di cavalli che aveva raggiunto il posto\nche aveva raggiunto il luogo dopo mezz'ora di cammino\nmezz'ora di cammino serpeggiante dal fondo dell'immenso dirupo. Avevano\nun carico di carbone dietro di loro, un combustibile che poteva essere portato in\nsolo per questa via particolare. Erano accompagnati da un carrettiere, un\nun secondo uomo e un ragazzo, che ora dava un calcio a una grossa pietra dietro una delle ruote\nuna delle ruote e permise agli animali ansimanti di riposare a lungo, mentre i responsabili\nmentre i responsabili prendevano un carro dal carico e si concedevano un giro di bevute.\ntondo.\n\nErano uomini anziani e avevano una voce geniale. Jude si rivolse a loro,\nchiedendo se fossero venuti da Christminster.\n\n Il cielo non voglia, con questo carico! dissero.\n\n Il posto che intendo \u00e8 quello laggi\u00f9.  Stava diventando cos\u00ec romanticamente\na Christminster che, come un giovane amante che allude alla sua amante, si sentiva in imbarazzo a nominarla di nuovo.\namante, si sentiva in imbarazzo a nominarlo di nuovo. Indic\u00f2\nluce nel cielo appena percettibile ai loro occhi pi\u00f9 anziani.\n\n S\u00ec. Sembra che ci sia una macchia un po' pi\u00f9 luminosa nel nord-est rispetto a\naltrove, anche se io stesso non l'ho notato, e senza dubbio \u00e8\nsenza dubbio si tratta di Christminster.\n\nQui c'era un piccolo libro di racconti che Jude aveva nascosto sotto il braccio,\nper leggerli durante il tragitto prima che facesse buio,\nscivol\u00f2 e cadde sulla strada. Il carrettiere lo guard\u00f2 mentre lo raccoglieva\ne raddrizzava le foglie.\n\n Ah, giovanotto, osserv\u00f2, devi mettere la testa da un'altra parte prima di poter leggere quello che leggono l\u00ec.\ndall'altra parte prima di poter leggere quello che leggono l\u00ec.\n\n Perch\u00e9? chiese il ragazzo.\n\n Oh, non guardano mai a qualcosa che gente come noi possa capire,\ncontinu\u00f2 il carrettiere, per passare il tempo.  Sulle lingue straniere\nche si usavano ai tempi della Torre di Babele, quando non c'erano due famiglie che parlavano\nuguali. Leggono questo genere di cose con la stessa velocit\u00e0 di un falco notturno.\n \u00c8 tutto da imparare, non c'\u00e8 altro che da imparare, tranne la religione. E\nanche quella \u00e8 un apprendimento, perch\u00e9 non sono mai riuscito a capirla. S\u00ec, \u00e8 un luogo\nluogo di mentalit\u00e0 seria. Non ci sono solo le donnine per le strade, di notte.\nSapete, suppongo, che l\u00ec crescono i figli come ravanelli in un letto?\nletto? E anche se ci vogliono quanti anni, Bob? Cinque anni per trasformare un\nun tipo lirrugginoso e zoppo in un solenne predicatore senza\npassioni corrotte, ci riusciranno, se si pu\u00f2 fare, e lo lucideranno\ncome gli operai che sono, e lo faranno uscire con un viso lungo, un lungo cappotto nero e un gilet\nnero e gilet, e un colletto e un cappello religioso, come si usava nelle Scritture.\ncome si usava nelle Scritture, in modo che sua madre non lo riconosca\na volte.   Ecco, sono affari loro, come di chiunque altro.\n\n Ma come si fa a sapere\n\n Non interrompere, ragazzo mio. Non interrompere mai i tuoi senatori. Scosta\nil cavallo anteriore da parte, Bobby; ecco che arriva qualcuno.\nsto parlando della vita universitaria.  Em vive su un livello elevato; non c'\u00e8 dubbio, anche se\nnon si pu\u00f2 negare, anche se io stesso non ne ho una grande opinione. Mentre noi siamo\nqui, nei nostri corpi, su questa altura, anche loro sono\nmente uomini dall'animo nobile, e senza dubbio alcuni di loro sono in grado di guadagnare centinaia di euro\ncentinaia di euro pensando ad alta voce. E alcuni di loro sono giovani e forti\nche possono guadagnare altrettanto in coppe d'argento. Per quanto riguarda la musica, c'\u00e8\nbella musica ovunque a Christminster. Si pu\u00f2 essere religiosi o\nreligioso, oppure no, ma non si pu\u00f2 fare a meno di suonare la propria nota familiare con\nresto. E c'\u00e8 una strada in questo posto, la strada principale, che non ha un'altra al mondo.\nun'altra simile al mondo. Pensavo di conoscere un po' Christminster!\nChristminster!\n\nA questo punto i cavalli avevano ripreso fiato e si piegarono di nuovo ai collari.\ndi nuovo. Jude, lanciando un ultimo sguardo adorante all'aureola lontana, si volt\u00f2 e si mise a camminare accanto al suo amico notevolmente ben informato, che non aveva\ne cammin\u00f2 accanto al suo amico notevolmente ben informato, che non ebbe alcuna\nche non ebbe nulla da obiettare nel raccontargli, man mano che procedevano, della citt\u00e0, delle sue torri, delle sale e delle chiese.\ntorri, sale e chiese. Il vagone svolt\u00f2 in un incrocio,\nJude ringrazi\u00f2 calorosamente il carrettiere per le sue informazioni e disse che avrebbe voluto\nche avrebbe voluto poter parlare di Christminster anche solo in parte come lui.\n\n Beh, \u00e8 solo quello che mi \u00e8 capitato tra i piedi\", disse il carrettiere.\ncon noncuranza.  Non ci sono mai stato, non pi\u00f9 di voi, ma ho raccolto le conoscenze\nma ho raccolto le nozioni qua e l\u00e0, e tu sei la benvenuta. A-vendo il mondo come\nmondo come faccio io, e frequentando tutte le classi sociali, uno\nnon si pu\u00f2 fare a meno di sentirne parlare. Un mio amico, che era solito fare il clown di\nal Crozier Hotel di Christminster quando era nel fiore degli anni,\nlo conoscevo bene come mio fratello in et\u00e0 avanzata.\n\nJude continu\u00f2 a camminare da solo verso casa, riflettendo cos\u00ec profondamente che\ndimentic\u00f2 di sentirsi timido. Improvvisamente era invecchiato. Era stato il desiderio del suo cuore\ndel suo cuore di trovare qualcosa a cui ancorarsi, a cui aggrapparsi per qualche posto\nche potesse definire ammirevole. Avrebbe dovuto trovare quel posto in questa citt\u00e0\nse fosse riuscito a raggiungerlo? Sarebbe stato un luogo in cui, senza timore di\ncontadini, o di ostacoli, o di ridicolo, avrebbe potuto guardare e aspettare, e dedicarsi a qualche\ndi un'impresa grandiosa, come gli uomini di un tempo di cui aveva sentito parlare?\nsentito parlare? Come l'aureola era stata per i suoi occhi quando l'aveva guardata un quarto d'ora prima, cos\u00ec era il posto\nun quarto d'ora prima, lo era anche per lui mentre proseguiva il suo cammino oscuro.\nstrada.\n\n \u00c8 una citt\u00e0 di luce, si disse.\n\n L'albero della conoscenza cresce l\u00ec, aggiunse qualche passo pi\u00f9 avanti.\n\n \u00c8 un luogo da cui nascono e si recano gli insegnanti degli uomini.\n\n \u00c8 quello che si pu\u00f2 definire un castello, presidiato dall'erudizione e dalla religione.\n\nDopo questa figura rimase a lungo in silenzio, finch\u00e9 non aggiunse:\n\n Mi starebbe bene.\n\n\n\n\nIV\n\n\nCamminando un po' lentamente a causa della sua concentrazione, il ragazzo \u00e8 un uomo antico in alcune fasi del pensiero, molto pi\u00f9 giovane dei suoi anni.\nuomo antico in alcune fasi del pensiero, molto pi\u00f9 giovane dei suoi anni in altre.\naltre, fu sorpassato da un pedone dai piedi leggeri, che,\nnonostante l'oscurit\u00e0, riusc\u00ec a percepire che indossava un cappello straordinariamente alto, un\nun cappello straordinariamente alto, un cappotto a coda di rondine e una catena di orologio che\nche danzava follemente e gettava intorno scintille di luce del cielo mentre il suo proprietario\nmentre il suo proprietario si muoveva su un paio di gambe sottili e stivali silenziosi. Jude,\ncominciando a sentirsi solo, si sforz\u00f2 di stargli dietro.\n\n Bene, amico mio! Sono di fretta, quindi dovrai camminare piuttosto velocemente se\nse mi stai a fianco. Sai chi sono?\n\n S\u00ec, credo. Il medico Vilbert?\n\n Ah, sono conosciuto ovunque, vedo! \u00c8 una conseguenza dell'essere un benefattore\nbenefattore.\n\nVilbert era un medico ciarlatano itinerante, ben noto alla popolazione rustica e\npopolazione, ma assolutamente sconosciuto a tutti gli altri, come del resto si preoccupava di fare\ndi essere, per evitare indagini scomode. I contadini erano i suoi\npazienti e la sua fama in tutto il Wessex era solo tra di loro. La sua\nposizione era pi\u00f9 umile e il suo campo pi\u00f9 oscuro di quello dei ciarlatani con capitali e\nciarlatani con capitali e un sistema organizzato di pubblicit\u00e0. Era, di fatto\ndi fatto, una sopravvivenza. Le distanze che percorreva a piedi erano enormi, e si estendevano\nenormi e si estendevano quasi per tutta la lunghezza e la larghezza del Wessex. Jude un giorno lo aveva\nJude l'aveva visto un giorno vendere un barattolo di lardo colorato a un'anziana donna come cura certa per una gamba malata.\ncome cura certa per una gamba malandata, la donna aveva deciso di pagare una ghinea, in\nuna ghinea, a rate di uno scellino a quindici giorni, per la preziosa pomata, che,\nsecondo il medico, poteva essere ottenuta solo da un particolare animale\nanimale che pascolava sul Monte Sinai, e che doveva essere catturato solo a\nrischio della vita e dell'incolumit\u00e0 fisica. Jude, pur avendo gi\u00e0 dei dubbi sulle\nsulle medicine di questo gentiluomo, riteneva che fosse senza dubbio un personaggio\npersonaggio di viaggio e che potesse essere una fonte attendibile di\ninformazioni su questioni non strettamente professionali.\n\n Immagino che lei sia stato a Christminster, medico?\n\n L'ho fatto molte volte, rispose l'uomo lungo e sottile.  Questo \u00e8 uno dei miei\ncentri.\n\n \u00c8 una citt\u00e0 meravigliosa per lo studio e la religione?\n\n Lo diresti, ragazzo mio, se l'avessi visto. Perch\u00e9, i figli stessi delle vecchie\ndonne che lavano i collegi possono parlare in latino, non un buon latino, lo ammetto, come critico.\nlatino, questo lo ammetto, come critico: cane-latino-gatto-latino, come lo chiamavamo ai miei tempi universitari.\ncome lo chiamavamo ai tempi della mia laurea.\n\n E il greco?\n\n Questo \u00e8 pi\u00f9 che altro per gli uomini che si stanno formando per diventare vescovi, affinch\u00e9\nche siano in grado di leggere il Nuovo Testamento nell'originale.\n\n Voglio imparare anch'io il latino e il greco.\n\n Un desiderio elevato. \u00c8 necessario ottenere una grammatica di ogni lingua.\n\n Voglio andare a Christminster un giorno.\n\n Ogni volta che lo fate, dite che il dottor Vilbert \u00e8 l'unico proprietario di quelle celebri pillole\ndi quelle celebri pillole che curano infallibilmente tutti i disturbi dell'apparato\nsistema alimentare, nonch\u00e9 l'asma e la mancanza di respiro. Due e\ne tre pence a scatola appositamente autorizzata dal timbro del governo.\n\n Puoi procurarmi le grammatiche se prometto di dirlo qui intorno?\n\n Vi vender\u00f2 con piacere i miei che ho usato come studente.\n\n Oh, grazie, signore! disse Jude con gratitudine, ma a fatica, perch\u00e9 la velocit\u00e0 sorprendente della camminata del medico\nvelocit\u00e0 sorprendente della camminata del medico lo teneva in una corsa a perdifiato che gli stava\nche gli procurava una fitta al fianco.\n\n Credo sia meglio che tu rimanga indietro, giovanotto. Ora ti dir\u00f2 cosa\nfar\u00f2. Ti procurer\u00f2 le grammatiche e ti dar\u00f2 una prima lezione, se te ne ricorderai, in ogni casa del villaggio.\nse te ne ricorderai, in ogni casa del villaggio, per raccomandare l'unguento d'oro del medico\nVilbert, l'unguento d'oro, le gocce di vita e le pillole femminili.\n\n Dove si trover\u00e0 con le grammatiche?\n\n Passer\u00f2 di qui, in questa quindicina di giorni, esattamente a quest'ora di\ncinque e venti minuti dopo le sette. I miei movimenti sono cronometrati come\ncome quelli dei pianeti nel loro corso.\n\n Sono qui per incontrarvi\", disse Jude.\n\n Con gli ordini dei miei farmaci?\n\n S\u00ec, Medico.\n\nJude si ritir\u00f2, aspett\u00f2 qualche minuto per recuperare il fiato e torn\u00f2 a casa con la consapevolezza di aver inferto un duro colpo\ne torn\u00f2 a casa con la consapevolezza di aver sferrato un colpo a Christminster.\nChristminster.\n\nDurante i quindici giorni che intercorsero, egli si mise a correre e a sorridere esteriormente ai suoi\ni suoi pensieri interiori, come se fossero persone che si incontrano e annuiscono a lui.\nsorrideva con quella singolare e bellissima irradiazione che si vede diffondere sui\nsui volti dei giovani all'inizio di un'idea gloriosa, come se una lampada soprannaturale\ncome se una lampada soprannaturale si trovasse all'interno delle loro nature trasparenti, dando luogo alla\nche il cielo sia intorno a loro in quel momento.\n\nEgli mantenne onestamente la promessa fatta all'uomo di molte guarigioni, in cui ora credeva sinceramente, camminando per miglia e miglia in mezzo alla gente.\nsinceramente, camminando per miglia e miglia tra i villaggi circostanti come\nfra i villaggi circostanti come agente del medico in anticipo. La sera\nsera stabilita, rimase immobile sull'altopiano, nel luogo in cui si era separato da Vilbert.\nVilbert, e l\u00ec attese il suo arrivo. Il medico di strada\nera in perfetto orario; ma, con grande sorpresa di Jude, al momento dell'impatto con la sua\nil suo passo, che il pedone non diminu\u00ec di una sola unit\u00e0 di forza, quest'ultimo sembr\u00f2 quasi non riconoscerlo.\nquest'ultimo sembrava quasi non riconoscere il suo giovane compagno,\nanche se con il passare dei quindici giorni le serate si erano fatte pi\u00f9 chiare.\nJude pens\u00f2 che forse era dovuto al fatto che indossava un altro cappello e salut\u00f2 il medico con dignit\u00e0.\nsalut\u00f2 il medico con dignit\u00e0.\n\n Ebbene, ragazzo mio? disse quest'ultimo in modo astratto.\n\n Sono venuto, disse Jude.\n\n Tu? Chi sei? Oh s\u00ec, per essere sicuri! Hai qualche ordine, ragazzo?\n\n S\u00ec.  E Jude gli disse i nomi e gli indirizzi degli abitanti del cottage che\ndisposti a testare le virt\u00f9 delle pillole e della pomata di fama mondiale.\nIl ciarlatano li registr\u00f2 mentalmente con grande attenzione.\n\n E le grammatiche latine e greche?  La voce di Jude tremava per l'ansia.\n\n E loro?\n\n Dovevi portarmi il tuo, che hai usato prima di laurearti.\nlaurea.\n\n Ah, s\u00ec, s\u00ec! Mi ero dimenticato di tutto questo! Ci sono cos\u00ec tante vite che dipendono dalla mia\nattenzione, capisci, amico mio, che non posso dedicare ad altro il pensiero che\nvorrei ad altre cose.\n\nJude si controll\u00f2 abbastanza a lungo da essere sicuro della verit\u00e0;\ne ripet\u00e9, con voce di secca miseria: \"Non li avete portati!\n\n No. Ma devi farmi avere altri ordini da persone malate, e io porter\u00f2 le grammatiche la prossima volta.\nporter\u00f2 le grammatiche la prossima volta.\n\nJude rimase indietro. Era un ragazzo non sofisticato, ma il dono dell'intuizione improvvisa che a volte \u00e8 concesso ai bambini\nintuizione improvvisa che a volte viene concessa ai bambini, gli fece capire subito\nsubito di quale scadente umanit\u00e0 fosse fatto quel ciarlatano. Non ci sarebbe stata nessuna\nluce intellettuale da questa fonte. Le foglie caddero dalla sua\ncorona d'alloro immaginaria; si volt\u00f2 verso un cancello, si appoggi\u00f2 ad esso e\npiangeva amaramente.\n\nAlla delusione segu\u00ec un intervallo di vuoto. Avrebbe potuto,\nForse avrebbe potuto procurarsi delle grammatiche da Alfredston, ma per farlo\nma per farlo occorreva denaro e la conoscenza dei libri da ordinare; e anche se\nfisicamente agiato, si trovava in una situazione di dipendenza assoluta, tanto da essere\nsenza un soldo proprio.\n\nA questo punto il signor Phillotson mand\u00f2 a prendere il suo pianoforte, che diede a Jude un\nun'idea. Perch\u00e9 non scrivere al maestro di scuola e chiedergli di essere cos\u00ec gentile da procurargli le grammatiche a Christminster?\ngentile da fargli avere le grammatiche a Christminster? Potrebbe infilare una\nlettera all'interno della custodia dello strumento, e sarebbe stato sicuro di raggiungere gli occhi desiderati.\nagli occhi desiderati. Perch\u00e9 non chiedergli di inviare qualche vecchia copia di seconda mano,\nche avrebbero il fascino di essere ammorbidite dall'atmosfera universitaria?\nuniversitario?\n\nComunicare alla zia la sua intenzione sarebbe stato come vanificarla. Era\nnecessario agire da solo.\n\nDopo un'ulteriore riflessione di qualche giorno, egli ag\u00ec e il giorno della partenza del pianoforte, che coincideva con il suo compleanno\ndella partenza del pianoforte, che coincideva con il suo prossimo compleanno,\nclandestinamente la lettera all'interno della valigia, indirizzata al suo\namico, temendo di rivelare l'operazione alla zia Drusilla, per evitare che\nzia Drusilla, per evitare che scoprisse il suo motivo e lo costringesse ad abbandonare il suo piano.\na rinunciare al suo piano.\n\nIl pianoforte fu spedito e Jude aspett\u00f2 giorni e settimane, chiamando ogni mattina all'ufficio postale del cottage prima che la prozia si svegliasse.\nall'ufficio postale del cottage prima che la prozia si svegliasse.\nFinalmente un pacchetto arriv\u00f2 al villaggio e vide dalle estremit\u00e0 che conteneva due libri sottili.\nche conteneva due libri sottili. Lo port\u00f2 in un luogo\nluogo solitario e si sedette su un olmo abbattuto per aprirlo.\n\nFin dalla sua prima estasi o visione di Christminster e delle sue possibilit\u00e0, Jude aveva meditato molto sulle probabili\npossibilit\u00e0, Jude aveva meditato molto e curiosamente sul probabile\ntipo di processo implicato nella trasformazione delle espressioni di una\nlingua in quelle di un'altra. Concludeva che una grammatica della\nlingua richiesta avrebbe contenuto, in primo luogo, una regola, una prescrizione o un indizio\ndi un cifrario segreto che, una volta conosciuto, gli avrebbe permesso,\ndi cambiare a volont\u00e0 tutte le parole della propria lingua in quelle della lingua straniera.\nin quelle della lingua straniera. La sua idea infantile era, in realt\u00e0, una\nspingere all'estremo della precisione matematica quella che ovunque \u00e8 nota come\nlegge di Grimm, un'esaltazione di regole approssimative fino a una completezza ideale.\ncompletezza ideale. Cos\u00ec egli ipotizz\u00f2 che le parole della lingua richiesta\ndella lingua richiesta si trovassero sempre da qualche parte latenti nelle parole della lingua data\nlingua data da coloro che avevano l'arte di scoprirle, arte fornita dai libri di cui sopra.\ntale arte era fornita dai libri di cui sopra.\n\nQuando, quindi, not\u00f2 che il plico recava il timbro postale di\nChristminster, tagli\u00f2 lo spago, apr\u00ec i volumi e pass\u00f2 alla grammatica latina che si trovava in alto.\ngrammatica latina, che si trovava in alto, non riusciva a credere ai suoi occhi.\ncredere ai suoi occhi.\n\nIl libro era un vecchio libro di trent'anni, sporco, scarabocchiato\ncon uno strano nome in ogni variet\u00e0 di inimicizia con la stampa,\ne segnato a caso con date precedenti di vent'anni rispetto ai suoi giorni.\nMa non fu questa la causa dello stupore di Jude. Impar\u00f2 per la prima volta che\nper la prima volta che non esisteva una legge di trasmutazione, come nella sua innocenza aveva\nsupposto (c'era, in una certa misura, ma il grammatico non la riconosceva), ma che ogni parola\nche ogni parola, sia in latino sia in greco, doveva essere\nsia in latino che in greco doveva essere memorizzata individualmente, a costo di anni di lavoro.\n\nJude gett\u00f2 a terra i libri, si sdrai\u00f2 all'indietro lungo l'ampio tronco dell'olmo e rimase un ragazzo del tutto infelice per un quarto d'ora.\ne rimase un ragazzo assolutamente infelice per un quarto d'ora.\nun quarto d'ora. Come aveva fatto spesso in precedenza, si tir\u00f2 il cappello sul viso e osserv\u00f2 il sole che scrutava insidioso\ne guard\u00f2 il sole che lo scrutava insidioso attraverso gli interstizi della paglia.\ndella paglia. Era latino e greco, dunque, questa grande illusione!\nL'incanto che aveva creduto di avere in serbo per lui era in realt\u00e0 un travaglio come\nquello di Israele in Egitto.\n\nChe cervello devono avere a Christminster e nelle grandi scuole, pens\u00f2 subito, per imparare le parole una per una fino a decine di migliaia!\npens\u00f2 subito, per imparare le parole una per una fino a decine di migliaia!\nNella sua testa non c'era un cervello all'altezza di questo lavoro; e mentre i piccoli raggi di sole continuavano a\npiccoli raggi di sole che continuavano a entrare attraverso il cappello, desiderava\ndesider\u00f2 di non aver mai visto un libro, di non vederne mai un altro, di non essere mai nato.\nnon fosse mai nato.\n\nIn quella strada sarebbe potuto arrivare qualcuno che gli avrebbe chiesto il suo\nproblemi, e avrebbe potuto rallegrarlo dicendo che le sue nozioni erano\npi\u00f9 avanzate di quelle del suo grammatico. Ma non arriv\u00f2 nessuno,\nperch\u00e9 nessuno lo fa; e sotto lo schiacciante riconoscimento del suo gigantesco errore\nerrore, Jude continu\u00f2 a desiderare di uscire dal mondo.\n\n\n\n\nV\n\n\nNei tre o quattro anni successivi, un veicolo caratteristico e singolare\nveicolo caratteristico e singolare che si muoveva lungo i vicoli e le strade secondarie nei pressi di\nMarygreen, guidato in modo caratteristico e singolare.\n\nNel corso di un mese o due, dopo aver ricevuto i libri, Jude si era\ndivenuto insensibile allo squallido scherzo che gli avevano fatto le lingue morte. In effetti\nInfatti, la sua delusione per la natura di quelle lingue, dopo un po' di tempo, aveva\ndopo un po' di tempo, era stato il mezzo per glorificare ancora di pi\u00f9 l'erudizione di\nChristminster. Acquisire le lingue, morte o vive, nonostante la\nostinazione che ora sapeva che possedevano per natura, era una prestazione\nerculeo, che lo port\u00f2 gradualmente a un interesse maggiore per la\ninteresse per essa pi\u00f9 che per il processo di brevetto presupposto. Il peso della montagna di\ndi materiale sotto il quale le idee giacevano in quei polverosi volumi chiamati\nclassici lo spinse a tentare con ostinazione e sottigliezza di smuovere le idee\ndi smuoverlo in modo frammentario.\n\nSi era sforzato di rendere la sua presenza tollerabile per la sua croccante zia\nzia, assistendola al meglio delle sue possibilit\u00e0, e gli affari della piccola panetteria\npanetteria del piccolo cottage era cresciuta di conseguenza. Un cavallo anziano con\ntesta pendente era stato acquistato per otto sterline a una svendita, un carro scricchiolante con\nun carro scricchiolante con un'inclinazione marrone biancastra ottenuto per qualche sterlina in pi\u00f9,\ne in questo periodo Jude si occupava tre volte alla settimana di portare pagnotte agli abitanti del villaggio.\npagnotte agli abitanti del villaggio e ai contadini solitari nei dintorni di Marygreen.\nMarygreen.\n\nLa singolarit\u00e0 di cui sopra non risiedeva, in fin dei conti, tanto nel trasporto in s\u00e9 quanto nel modo in cui Jude lo conduceva lungo il suo percorso.\nquanto nel modo in cui Jude lo conduceva lungo il suo percorso. Il suo interno\nfu la scena della maggior parte dell'educazione di Jude attraverso lo studio privato.  Non appena\nnon appena il cavallo ebbe imparato la strada e le case in cui avrebbe dovuto\nsosta, il ragazzo, seduto davanti, faceva scivolare le redini sul suo braccio, fissava ingegnosamente\nbraccio, fissava ingegnosamente aperto, per mezzo di una cinghia attaccata all'inclinazione,\nil volume che stava leggendo, stendeva il dizionario sulle ginocchia e si immergeva nei passi pi\u00f9 semplici.\ne si immergeva nei passi pi\u00f9 semplici di Cesare, Virgilio o Orazio, a seconda dei casi, nel suo\ndi Cesare, di Virgilio o di Orazio, a seconda dei casi, nel suo modo cieco e incespicante e con un dispendio di lavoro\ndi lavoro che avrebbe fatto versare lacrime a un pedagogo dal cuore tenero;\neppure, in qualche modo, riusciva a cogliere il significato di ci\u00f2 che leggeva, intuendo pi\u00f9 che\npiuttosto che vedere lo spirito dell'originale, che spesso per la sua mente era\nche spesso per la sua mente era qualcosa di diverso da quello che gli era stato insegnato a cercare.\n\nLe uniche copie su cui era riuscito a mettere le mani erano le vecchie edizioni Delphin\nDelphin, perch\u00e9 erano state superate e quindi costavano poco. Ma, male\nper gli scolari oziosi, si dava il caso che fossero passabilmente buone per\nlui. L'itinerante solitario e ostacolato copriva coscienziosamente le letture\nmarginali e li utilizzava solo per le questioni costruttive, cos\u00ec come\ncome avrebbe fatto con un compagno o un precettore che fosse passato di l\u00ec.\ndi passaggio. E anche se Giuda poteva avere poche possibilit\u00e0 di diventare un\nstudioso con questi mezzi approssimativi, era in grado di entrare nel\ndi entrare nel solco che desiderava seguire.\n\nMentre era occupato con queste antiche pagine, che erano gi\u00e0 state\nsfogliate da mani che forse si trovavano nella tomba, scavando i pensieri di queste\nmenti cos\u00ec remoti eppure cos\u00ec vicini, il vecchio cavallo ossuto continuava il suo giro e\ne Giuda veniva destato dalle pene di Didone dall'arresto del suo carro e dalla voce di qualche\ndel suo carro e dalla voce di qualche vecchia che gridava: \"Due oggi, fornaio,\ne ti restituisco questo raffermo.\n\nNei vicoli veniva spesso incontrato da pedoni e da altre persone senza che li vedesse.\nsenza che lui li vedesse, e a poco a poco la gente del vicinato cominci\u00f2 a parlare\na parlare del suo metodo di combinare il lavoro e il gioco (come consideravano la sua lettura), che, sebbene probabilmente abbastanza conveniente\nche, sebbene probabilmente fosse abbastanza comodo per lui, non era del tutto\nper lui stesso, non era del tutto sicuro per gli altri viaggiatori\nlungo le stesse strade. Ci furono mormorii. Poi un privato residente in una localit\u00e0\nun luogo adiacente inform\u00f2 il poliziotto locale che al ragazzo del fornaio\nnon avrebbe dovuto leggere mentre guidava e ha insistito sul fatto che era dovere del poliziotto\nche era dovere del poliziotto coglierlo in flagrante e portarlo al tribunale di polizia di\ntribunale di Alfredston e farlo multare per pratiche pericolose\npratiche pericolose sulla strada. Il poliziotto si mise in attesa di Jude e un giorno lo avvicin\u00f2 e lo ammon\u00ec.\nun giorno lo avvicin\u00f2 e lo ammon\u00ec.\n\nDato che Jude doveva alzarsi alle tre del mattino per riscaldare il forno,\ne impastare e mettere a cuocere il pane che avrebbe distribuito pi\u00f9 tardi, era obbligato ad andare a letto la sera subito dopo aver steso la spugna.\nera obbligato ad andare a letto la sera subito dopo aver steso la spugna;\ncos\u00ec che, se non poteva leggere i suoi classici in autostrada, non poteva\nstudiare a malapena. L'unica cosa da fare era, quindi, tenere\ntenere gli occhi aperti davanti a s\u00e9 e intorno a s\u00e9, come meglio poteva nelle circostanze.\ncircostanze, e togliere i libri non appena qualcuno si profilava in lontananza, in particolare il poliziotto.\npoliziotto in particolare. Per rendere giustizia a quel funzionario, egli\nnon si mise molto in mezzo al carretto del pane di Jude, considerando che in un quartiere cos\u00ec solitario\nche in un quartiere cos\u00ec solitario il pericolo principale era per Jude stesso,\ne spesso, vedendo l'inclinazione bianca oltre le siepi, si spostava in un'altra direzione.\nun'altra direzione.\n\nUn giorno in cui Fawley stava diventando abbastanza avanzato, avendo ormai circa sedici anni, e stava inciampando nel Carmen S culare, sul suo\nsedici anni, e stava inciampando nel Carmen S culare, mentre tornava a casa, si trov\u00f2 a passare sopra l'alto margine del\nstrada per tornare a casa, si trov\u00f2 a passare sul bordo alto dell'altopiano\nalto dell'altopiano vicino alla Brown House. La luce era cambiata, e fu la sensazione di questo\ndi ci\u00f2 che lo aveva spinto ad alzare lo sguardo. Il sole stava tramontando e\nla luna piena stava sorgendo simultaneamente dietro i boschi nel\nquarto opposto. La sua mente si era impregnata a tal punto di quella poesia che\nche, in un momento della stessa emozione impulsiva che anni prima lo aveva portato a inginocchiarsi sulla\nche anni prima lo aveva spinto a inginocchiarsi sulla scala, ferm\u00f2 il cavallo, scese e si guard\u00f2 intorno per vedere che non c'era nessuno.\ne, guardandosi intorno per vedere che non ci fosse nessuno in vista, si inginocchi\u00f2 sulla riva del\nstrada con il libro aperto. Si rivolse per prima cosa alla dea lucente, che\nche sembrava guardare in modo cos\u00ec delicato e critico le sue azioni, poi alla\nluminare che scompariva dall'altra parte, mentre iniziava:\n\n Ph be silvarumque potens Diana!\n\nIl cavallo rimase fermo fino a quando non ebbe terminato l'inno, che Jude\nJude ripet\u00e9 sotto l'influenza di una fantasia politeista che non avrebbe mai\navrebbe mai pensato di assecondare in pieno giorno.\n\nArrivato a casa, pens\u00f2 alla sua curiosa superstizione, innata o acquisita, nel fare ci\u00f2, e alla strana dimenticanza che lo aveva portato a fare il suo lavoro.\ninnata o acquisita, nel fare ci\u00f2, e sulla strana dimenticanza che aveva portato a una tale\na un tale allontanamento dal buon senso e dalle consuetudini in uno che desiderava, oltre che essere\nessere uno studioso, essere un divino cristiano. Tutto era nato dalla lettura di opere\nesclusivamente opere pagane. Pi\u00f9 ci pensava e pi\u00f9 si convinceva\npi\u00f9 si convinceva della sua incoerenza. Cominci\u00f2 a chiedersi se stesse leggendo\nleggere i libri giusti per il suo scopo nella vita. Certamente c'era\nletteratura pagana e la letteratura dei collegi di Christminster, quella ecclesiastica.\ncollegi di Christminster, quel romanzo ecclesiastico in pietra.\n\nAlla fine decise che nel suo puro amore per la lettura aveva preso\nun'emozione sbagliata per un giovane cristiano. Si era dilettato con Omero di Clarke\nOmero, ma non aveva mai lavorato molto sul Nuovo Testamento in greco,\ngreco, anche se ne possedeva una copia, ottenuta per posta da un libraio di\ndi libri di seconda mano. Abbandon\u00f2 lo ionico, ormai familiare, per un nuovo dialetto e\nper un nuovo dialetto, e per molto tempo limit\u00f2 la sua lettura quasi interamente ai\nVangeli e alle Epistole nel testo di Griesbach. Inoltre, entrando un giorno ad\nAlfredston, un giorno, fu introdotto alla letteratura patristica\ndi libri dei Padri che erano stati lasciati da un clerico insolvente.\ndi un ecclesiastico insolvente del quartiere.\n\nCome ulteriore risultato di questo cambiamento di rotta, visit\u00f2 di domenica tutte le\nchiese nel raggio di una passeggiata e ha decifrato le iscrizioni latine su\ne tombe del XV secolo. In uno di questi pellegrinaggi incontr\u00f2\ncon una vecchia gobba di grande intelligenza, che leggeva\ntutto ci\u00f2 su cui riusciva a mettere le mani, e gli raccont\u00f2 ancora di pi\u00f9 del fascino\nfascino romantico della citt\u00e0 della luce e del sapere. Decise di andarci con la stessa\nfermamente di andarci.\n\nMa come vivere in quella citt\u00e0? Al momento non aveva alcun reddito. Non aveva\nnon aveva un mestiere o una professione di una qualche dignit\u00e0 o stabilit\u00e0 con cui\ndi dignit\u00e0 o di stabilit\u00e0 che gli permettesse di vivere mentre svolgeva un lavoro intellettuale\nche avrebbe potuto estendersi per molti anni.\n\nChe cosa era pi\u00f9 richiesto dai cittadini? Cibo, vestiti e alloggio. Un\nun reddito derivante da un qualsiasi lavoro di preparazione del primo sarebbe troppo esiguo; per la preparazione del secondo\nper la preparazione del secondo sentiva un certo disgusto; per la preparazione del terzo\nrequisito era incline alla preparazione del terzo. Costruivano in una citt\u00e0; quindi avrebbe\nimparare a costruire. Pens\u00f2 allo zio sconosciuto, il padre di sua cugina Susanna, un operaio ecclesiastico.\npadre di sua cugina Susanna, un ecclesiastico che lavorava il metallo, e in qualche modo l'arte della mediazione in qualsiasi materiale\nin qualsiasi materiale era un mestiere per il quale aveva una certa passione. Non poteva sbagliare\nseguire le orme dello zio e dedicarsi alle carcasse che\ncon le carcasse che contenevano le anime degli studiosi.\n\nCome primo passo, si procur\u00f2 alcuni piccoli blocchi di pietra calcarea, non essendo disponibile il metallo, e sospendendo gli studi per un po', occup\u00f2 i ritagli di tempo.\nmetallo, e sospendendo per un po' i suoi studi, occup\u00f2 le sue mezze ore libere\nmezz'ora a copiare le teste e i capitelli della sua chiesa parrocchiale.\n\nAd Alfredston c'era un muratore di pietra di tipo umile e non appena aveva trovato un sostituto\nappena trov\u00f2 un sostituto nella piccola attivit\u00e0 della zia, offr\u00ec i suoi servizi a quest'uomo per una paga irrisoria.\noffriva i suoi servizi a quest'uomo per una paga irrisoria. Qui Jude ebbe l'opportunit\u00e0 di\nl'opportunit\u00e0 di imparare almeno i rudimenti della lavorazione delle pietre.\nQualche tempo dopo si rec\u00f2 da un costruttore di chiese nello stesso luogo e\nsotto la direzione dell'architetto divenne abile nel restaurare le murature\nmurature fatiscenti di alcune chiese dei villaggi circostanti.\n\nNon dimenticando che stava seguendo questo artigianato solo come un puntello\nper appoggiarsi mentre preparava quei motori pi\u00f9 grandi che, si lusingava\nche si era illuso sarebbero stati pi\u00f9 adatti a lui, era comunque interessato alla sua\nper il suo stesso motivo. Durante la settimana alloggiava nella piccola citt\u00e0.\ncittadina, da cui tornava al villaggio di Marygreen ogni sabato sera.\nsera. Cos\u00ec raggiunse e pass\u00f2 il suo diciannovesimo anno.\n\n\n\n\nVI\n\n\nIn questa data memorabile della sua vita si trovava, un sabato, di ritorno da Alfredston a Marygreen verso le tre del pomeriggio.\nAlfredston a Marygreen verso le tre del pomeriggio. Era\nd'estate, caldo e soffice, ed egli camminava con i suoi attrezzi alle spalle, i suoi piccoli scalpelli che tintinnavano leggermente contro quelli pi\u00f9 grandi.\nalle spalle, i suoi piccoli scalpelli tintinnavano leggermente contro quelli pi\u00f9 grandi\nnel suo cesto. Essendo la fine della settimana, aveva lasciato il lavoro prima e\ndalla citt\u00e0 per una via circolare che non frequentava di solito, avendo promesso di passare a\ndi solito frequentava, avendo promesso di fermarsi in un mulino vicino a\nCresscombe per eseguire una commissione per sua zia.\n\nEra di umore entusiasta. Sembrava vedere la strada per vivere\nChristminster nel giro di un anno o due e bussare alle porte di una di quelle roccaforti del sapere\nbussare alle porte di una di quelle roccaforti dell'apprendimento di cui\nche aveva tanto sognato. Avrebbe potuto, ovviamente, andarci ora, in qualche\nin una veste o nell'altra, ma preferiva entrare in citt\u00e0 con un\ncon un po' pi\u00f9 di sicurezza sui mezzi di cui si pu\u00f2 dire che si senta al momento\nattualmente. Un caldo autocompiacimento lo soffocava quando considerava ci\u00f2 che aveva gi\u00e0 fatto.\naveva gi\u00e0 fatto. Di tanto in tanto, mentre procedeva, si voltava a guardare le\ndi campagna ai suoi lati. Ma quasi non li vedeva; il gesto era\nera una ripetizione automatica di ci\u00f2 che era abituato a fare quando era\nmeno occupati; e l'unica cosa che lo impegnava davvero era la valutazione\nmentale dei suoi progressi fino a quel momento.\n\n Ho acquisito una discreta capacit\u00e0 di lettura dei comuni classici antichi, in particolare del latino.\nclassici antichi, in particolare il latino.  Questo era vero, Jude possedeva una\nJude possedeva una facilit\u00e0 in quella lingua che gli permetteva di\ndi abbellire le sue passeggiate solitarie con conversazioni immaginarie.\n\n Ho letto due libri dell'_Iliade_, oltre ad avere una discreta familiarit\u00e0 con\npassaggi come il discorso di Ph nix nel nono libro, il combattimento di Ettore e Aiace nel quattordicesimo, l'apparizione di Achille\ndi Ettore e Aiace nel quattordicesimo, l'apparizione di Achille\ndisarmato e la sua armatura celeste nel diciottesimo, e i giochi funebri nel ventitreesimo.\ngiochi funebri nel ventitreesimo. Ho fatto anche un po' di Esiodo, un pezzetto di Tucidide e un po' di\ndi Tucidide e molto del Testamento greco.\nun solo dialetto, tutto uguale.\n\n Ho fatto un po' di matematica, compresi i primi sei e l'undicesimo e dodicesimo libro di\ne dodicesimo libro di Euclide; e l'algebra fino a semplici equazioni.\n\n So qualcosa dei Padri e qualcosa della storia romana e inglese.\nstoria romana e inglese.\n\n Queste cose sono solo un inizio. Ma non far\u00f2 molti altri passi avanti\navanzare qui, a causa della difficolt\u00e0 di reperire i libri. Devo quindi concentrare le mie energie\nconcentrare tutte le mie energie per stabilirmi a Christminster. Una volta l\u00ec\nuna volta l\u00ec, con l'assistenza che otterr\u00f2, progredir\u00f2 a tal punto che le mie conoscenze attuali\nconoscenza attuale mi apparir\u00e0 come un'ignoranza infantile. Devo\nrisparmiare, e lo far\u00f2; e uno di quei collegi mi aprir\u00e0 le sue porte\na me accoglier\u00e0 chi ora rifiuta, se aspetto vent'anni per l'accoglienza.\nl'accoglienza.\n\n Sar\u00f2 D.D. prima di aver finito!\n\nE poi continu\u00f2 a sognare, e pens\u00f2 che avrebbe potuto diventare anche un\nvescovo conducendo una vita pura, energica, saggia e cristiana. E che esempio\nesempio che avrebbe dato! Se il suo reddito fosse stato di 5000 dollari l'anno, ne avrebbe regalati\n4500 in una forma o in un'altra, e vivrebbe sontuosamente (per lui) con il\nil resto. A pensarci bene, un vescovo era assurdo. Avrebbe\nun arcidiacono. Forse un uomo poteva essere altrettanto bravo e\ndotto e utile nella veste di arcidiacono quanto in quella di\nvescovo. Tuttavia, pens\u00f2 di nuovo al vescovo.\n\n Nel frattempo legger\u00f2, non appena mi sar\u00f2 sistemata a Christminster, i libri che non sono riuscita a procurarmi qui.\nlibri che non sono riuscito a procurarmi qui: Livio, Tacito,\nErodoto, Scilo, Sofocle, Aristofane\n\n Ha, ha, ha! Hoity-toity!  I suoni erano espressi con voci leggere dall'altra parte della\ndall'altra parte della siepe, ma lui non li not\u00f2. I suoi pensieri\ncontinuarono:\n\n Euripide, Platone, Aristotele, Lucrezio, Epitteto, Seneca, Antonino.\nPoi devo padroneggiare altre cose: i Padri in modo approfondito, Beda e la storia\nstoria ecclesiastica in genere; un'infarinatura di ebraico di cui conosco solo\nle lettere per ora\n\n Hoity-toity!\n\n ma posso lavorare sodo. Ho forza di volont\u00e0 in abbondanza, grazie a Dio!\ned \u00e8 quello che dice S\u00ec, Christminster sar\u00e0 la mia Alma Mater;\ne io sar\u00f2 il suo figlio prediletto, nel quale si compiacer\u00e0.\n\nNella sua profonda concentrazione su queste transazioni del futuro, Jude\nJude aveva rallentato la sua camminata e ora stava fermo, guardando il terreno come se il futuro\nterra come se il futuro vi fosse proiettato da una lanterna magica. All'improvviso\nall'improvviso qualcosa lo colp\u00ec bruscamente all'orecchio ed egli si rese conto che una sostanza morbida e fredda\nche una sostanza morbida e fredda gli era stata lanciata addosso ed era caduta ai suoi piedi.\npiedi.\n\nUn'occhiata gli fece capire che si trattava di un pezzo di carne, la parte caratteristica\ndi un maiale da cortile, che i compaesani usavano per ungere gli stivali, visto che\nper ungere gli stivali, dato che era inutile per qualsiasi altro scopo. I maiali erano piuttosto abbondanti\nda queste parti, essendo allevati e ingrassati in gran numero in alcune zone del Wessex settentrionale.\nWessex settentrionale.\n\nDall'altra parte della siepe c'era un ruscello, da cui, come ora per la prima volta si rese conto, provenivano i lievi suoni delle voci e delle risate.\nper la prima volta, da cui provenivano i lievi suoni di voci e risa\nche si erano mescolati ai suoi sogni. Sal\u00ec sull'argine e guard\u00f2 oltre\nla recinzione. Sul lato opposto del ruscello si trovava una piccola fattoria,\ncon giardino e porcilaie annesse; davanti ad essa, accanto al ruscello, tre giovani donne erano inginocchiate\nruscello, tre giovani donne erano inginocchiate, con secchi e piatti\ncon accanto secchi e vassoi contenenti mucchi di porcellini, che stavano\nche stavano lavando nell'acqua corrente. Uno o due paia di occhi guardarono furbescamente\ne, vedendo che la sua attenzione era stata finalmente attirata e che li stava osservando, si sono avvicinati.\ne che li stava osservando, si prepararono per l'ispezione mettendo\nbocca e riprendendo le operazioni di risciacquo con assiduit\u00e0.\nsciacquatura con assiduit\u00e0.\n\n Grazie! disse severamente Jude.\n\n Non l'ho lanciato io, ti dico! afferm\u00f2 una ragazza alla sua vicina,\ncome se fosse inconsapevole della presenza del giovane.\n\n Neanche io, rispose il secondo.\n\n Oh, Anny, come puoi! disse il terzo.\n\n Se avessi lanciato qualcosa, non sarebbe dovuto essere quello!\n\n Pooh! Non mi interessa!  E ridevano e continuavano il loro\nlavoro, senza alzare lo sguardo, continuando ad accusarsi ostentatamente a vicenda.\n\nJude divenne sarcastico mentre si asciugava il viso e coglieva le loro osservazioni.\n\n Non siete stati voi, oh no! disse a uno dei tre che risaliva la corrente.\n\nLa ragazza a cui si rivolgeva era una bella ragazza dagli occhi scuri, non proprio affascinante,\nma in grado di passare per tale a poca distanza, nonostante una certa\nrozzezza della pelle e delle fibre. Aveva un seno rotondo e prominente, labbra piene, denti perfetti\nlabbra, denti perfetti e la carnagione ricca di un uovo di gallina di Cochin. Era\nera un animale femminile completo e sostanziale, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno; e Jude\nera quasi certo che a lei fosse attribuibile l'impresa di\nattirare la sua attenzione dai sogni delle lettere umane a ci\u00f2 che ribolliva nelle menti\ndi lettere pi\u00f9 umane a ci\u00f2 che ribolliva nelle menti intorno a lui.\n\n Questo non te lo dir\u00e0 mai, disse lei con fare deciso.\n\n Chiunque l'abbia fatto ha sprecato la propriet\u00e0 altrui.\n\n Oh, non \u00e8 niente.\n\n Ma lei vuole parlare con me, suppongo?\n\n Oh s\u00ec, se vi piace.\n\n Devo arrampicarmi per attraversare, o vuoi venire sull'asse qui sopra?\n\nForse aveva intravisto un'opportunit\u00e0, perch\u00e9 in un modo o nell'altro gli occhi della\nragazza bruna si posarono su quelli di lui quando lui pronunci\u00f2 quelle parole, e ci fu un lampo di intelligenza\nun lampo di intelligenza, un muto annuncio di affinit\u00e0 tra lei e lui.\ntra lei e lui che, per quanto riguardava Jude Fawley, non aveva nulla di premeditato.\nper Jude Fawley, non aveva alcun tipo di premeditazione. Vide che lui l'aveva\naveva scelto lei tra le tre, come si sceglie una donna in questi casi, senza\ncasi, senza alcuno scopo ragionato di ulteriore conoscenza, ma per\nobbedienza banale agli ordini congiuntivi del quartier generale,\ninconsapevolmente ricevuti da uomini sfortunati quando l'ultima intenzione della loro vita\ndella loro vita \u00e8 quella di essere occupati con le donne.\n\nAlzandosi in piedi, disse:  Riportaci quello che c'\u00e8 l\u00ec.\n\nJude era ora consapevole che nessun messaggio su alcuna questione legata agli affari del padre\npadre aveva spinto il suo segnale verso di lui. Pos\u00f2 il cesto degli attrezzi\ncesto di attrezzi, raccolse il pezzo di frattaglie, si fece strada con il bastone e super\u00f2 la siepe.\nun sentiero con il bastone e super\u00f2 la siepe. Camminarono in file parallele\nparalleli, uno su ogni sponda del ruscello, verso il piccolo ponte di assi.\nQuando la ragazza si avvicin\u00f2 ad esso, diede, senza che Jude se ne accorgesse, un'abile succhiatina all'interno del\nun'abile succhiatina in successione all'interno di ciascuna delle sue guance,\ncon questa curiosa e originale manovra port\u00f2 come per magia sulla sua\nsuperficie liscia e rotonda una fossetta perfetta, che fu in grado di mantenere\ndi una fossetta perfetta, che era in grado di mantenere fino a quando continuava a sorridere. Questa produzione di\ndi fossette a volont\u00e0 era un'operazione non sconosciuta, che molti tentavano, ma che solo pochi\nsolo pochi sono riusciti a portarla a termine.\n\nSi incontrarono al centro della tavola e Jude, respingendo il suo missile, sembr\u00f2 aspettarsi che lei le spiegasse perch\u00e9 aveva audacemente\nmissile, sembrava aspettarsi che lei spiegasse perch\u00e9 lo aveva audacemente\nfermarlo con questa nuova artiglieria invece di chiamarlo.\n\nMa lei, guardando furbescamente in un'altra direzione, si muoveva avanti e indietro\navanti e indietro sulla mano che stringeva il parapetto del ponte, finch\u00e9,\nmossa da una curiosit\u00e0 amatoria, volse lo sguardo critico su di lui.\n\n Non credi che io ti farei la corte?\n\n Oh no.\n\n Lo facciamo per mio padre, che naturalmente non vuole che si butti via nulla.\nbuttato via. Lo trasforma in dubbin.  Fece un cenno verso il\nframmento sull'erba.\n\n Cosa ha spinto gli altri a lanciarlo, mi chiedo?  chiese Jude,\naccettando gentilmente la sua affermazione, anche se nutriva forti dubbi sulla sua veridicit\u00e0.\nsulla sua veridicit\u00e0.\n\n Impudenza. Non dite alla gente che sono stato io, mi raccomando!\n\n Come posso? Non conosco il suo nome.\n\n Ah, no. Devo raccontarlo a te?\n\n Fallo!\n\n Arabella Donn. Vivo qui.\n\n Dovevo saperlo se ero venuto spesso da queste parti. Ma per lo pi\u00f9 vado\ndritto lungo la strada principale.\n\n Mio padre \u00e8 un allevatore di maiali, e queste ragazze mi aiutano a lavare le\nper i sanguinacci e simili.\n\nParlarono ancora un po' e ancora un po', mentre stavano l'uno di fronte all'altro e si appoggiavano al corrimano del ponte.\nl'un l'altro e appoggiati al corrimano del ponte. Il\nrichiamo senza voce della donna all'uomo, pronunciato molto distintamente dalla personalit\u00e0 di Arabella.\nArabella, trattenne Jude sul posto contro la sua intenzione e quasi contro la sua volont\u00e0.\nintenzione, quasi contro la sua volont\u00e0, e in un modo nuovo per la sua esperienza.\nNon \u00e8 certo esagerato dire che fino a quel momento Jude non aveva mai\ndonna non l'aveva mai guardata per considerarla tale, ma aveva vagamente\nvagamente il sesso come esseri al di fuori della sua vita e dei suoi scopi. Guard\u00f2 dagli\nocchi di lei alla bocca, poi al seno e alle braccia nude e rotonde, bagnate e screziate di\nbraccia, bagnate, screziate dal freddo dell'acqua e sode come il marmo.\n\n Che bella ragazza che sei! mormor\u00f2, anche se le parole non erano necessarie per esprimere il suo magnetismo.\nnon fossero state necessarie per esprimere la sua sensazione di magnetismo.\n\n Ah, dovreste vedermi la domenica! disse piccata.\n\n Non credo di poterlo fare? Rispose lui\n\n Questo lo devi pensare tu. Al momento non c'\u00e8 nessuno che mi cerca, anche se\nci sar\u00e0 tra una settimana o due.  L'aveva detto senza sorridere,\ne le fossette erano scomparse.\n\nJude si sentiva stranamente alla deriva, ma non poteva farne a meno.  Mi\nlasciarmi fare?\n\n Non mi importa.\n\nA quel punto era riuscita a recuperare una fossetta girando per un attimo il volto\nun momento e ripetendo la strana operazione di suzione di cui si parlava prima.\nJude non era ancora consapevole di qualcosa di pi\u00f9 di un'impressione generale del suo aspetto.\nimpressione generale del suo aspetto.  Domenica prossima? azzard\u00f2.  Domani,\ncio\u00e8?\n\n S\u00ec.\n\n Devo chiamare?\n\n S\u00ec.\n\nLei si illumin\u00f2 con un piccolo bagliore di trionfo, lo sfior\u00f2 quasi con tenerezza\ncon gli occhi mentre si voltava e, tornando sui suoi passi lungo l'erba del ruscello, si ricongiunse ai suoi compagni.\nerba e si ricongiunse ai suoi compagni.\n\nJude Fawley prese il suo cestino degli attrezzi e riprese la sua strada solitaria,\npieno di un ardore che mentalmente lo lasciava esterrefatto. Aveva appena\nun unico respiro da una nuova atmosfera, che evidentemente lo circondava ovunque andasse, per\nevidentemente lo circondava ovunque andasse, non sapeva da quanto tempo, ma si era in qualche modo\nma che in qualche modo era stata divisa dalla sua respirazione reale come da una lastra di vetro.\nLe intenzioni di leggere, lavorare e imparare, che aveva formulato con tanta precisione solo pochi minuti prima.\nformulate con tanta precisione solo pochi minuti prima, stavano subendo un\ncurioso crollo in un angolo, non sapeva come.\n\n Beh, \u00e8 solo un po' di divertimento, si disse, leggermente consapevole che al buon senso mancava qualcosa.\nche al senso comune mancava qualcosa, e ancora di pi\u00f9\novviamente qualcosa di superfluo nella natura di questa ragazza che lo aveva attirato a s\u00e9\nche lo aveva attirato a s\u00e9, che rendeva necessario che egli affermasse la mera\nsportivit\u00e0 da parte sua come ragione per cercare in lei qualcosa di\nqualcosa in lei che era del tutto antipatico a quella parte di lui che si era occupata di\nstudi letterari e il magnifico sogno di Christminster. Non era stata una\nvestale a scegliere quel missile per iniziare il suo attacco contro di lui. Lui se ne accorse\ncon il suo occhio intellettuale, solo per un breve istante, come alla luce di una lampada che cade\nluce di una lampada che cade si pu\u00f2 vedere momentaneamente un'iscrizione su un muro prima di essere\nun muro prima di essere avvolto dalle tenebre. E poi questo potere discriminatorio\npotere discriminatorio si ritirava e Jude si perdeva in tutte le condizioni delle cose.\ndelle cose, nell'avvento di un piacere nuovo e selvaggio, quello di aver\ndi aver trovato un nuovo canale per l'interesse emotivo fino ad allora insospettato, anche se\nera stato accanto a lui. Avrebbe incontrato questa accesa dell'altro sesso la domenica successiva.\ndell'altro sesso la domenica successiva.\n\nNel frattempo la ragazza aveva raggiunto le sue compagne e riprese in silenzio a\na scuotere e ad allattare i cinguettii nel torrente limpido.\n\n Hai preso, mia cara? chiese laconicamente la ragazza di nome Anny.\n\n Non lo so. Vorrei aver lanciato qualcosa di diverso da quello!\nmormor\u00f2 con rammarico Arabella.\n\n Signore! Non \u00e8 nessuno, anche se voi lo pensate. Guidava il carretto del pane della vecchia\nDrusilla Fawley a Marygreen, finch\u00e9 non si \u00e8 trasferito ad Alfredston.\nsi \u00e8 trasferito ad Alfredston. Da allora \u00e8 stato molto attaccato, e sempre\nleggere. Dicono che voglia diventare uno studioso.\n\n Oh, non mi interessa cosa sia, n\u00e9 nulla di n. Non pensarci,\nfiglia mia!\n\n Oh, non fatelo! Non devi cercare di ingannarci! Perch\u00e9 sei rimasta a parlare con lui, se non lo volevi?\ncon lui, se non lo volevi? Che tu lo voglia o no,\n\u00e8 semplice come un bambino. L'ho visto mentre vi corteggiavate sul ponte,\nquando ti guardava come se non avesse mai visto una donna prima d'ora nei suoi\nnati. Beh, lo pu\u00f2 avere qualsiasi donna che riesca a convincerlo a prendersi un po' cura di lei.\nse le piace prenderlo nel modo giusto.\n\n\n\n\nVII\n\n\nIl giorno successivo Jude Fawley si soffermava nella sua camera da letto con il soffitto spiovente\nsoffitto spiovente, guardando i libri sul tavolo e poi il segno nero sull'intonaco sopra di essi, fatto dal fumo della lampada\nsull'intonaco sopra di essi, fatto dal fumo della sua lampada nei mesi passati.\nmesi passati.\n\nEra domenica pomeriggio, quattro ore e venti dopo l'incontro con Arabella Donn.\nArabella Donn. Per tutta la settimana trascorsa aveva deciso di riservare questo pomeriggio\npomeriggio per uno scopo speciale, la rilettura del suo Testamento greco.\nIl nuovo Testamento greco, con caratteri migliori della vecchia copia,\ntesto di Griesbach, modificato da numerosi correttori, e con letture\ncon letture variorum a margine. Era orgoglioso di questo libro, che aveva\nottenuto scrivendo con coraggio all'editore londinese, cosa che non aveva mai fatto prima.\nmai fatto prima.\n\nAveva previsto un grande piacere nella lettura pomeridiana, sotto il tetto tranquillo della casa della prozia, dove ora dormiva.\ntranquillo della casa della prozia, come un tempo, dove ora dormiva solo due notti alla settimana.\nsolo due notti alla settimana. Ma ieri \u00e8 successa una cosa nuova, un grande intoppo\nieri nella corrente scorrevole e silenziosa della sua vita, ed egli si sentiva\ncome si sente un serpente che si \u00e8 liberato della sua pelle invernale e non riesce a capire\nla luminosit\u00e0 e la sensibilit\u00e0 di quella nuova.\n\nDopotutto, non sarebbe uscito per incontrarla. Si sedette, apr\u00ec il libro\nlibro e, con i gomiti ben appoggiati sul tavolo e le mani alle tempie, inizi\u00f2 dall'inizio\nmani alle tempie, cominci\u00f2 dall'inizio:\n\n     .\n\nAveva promesso di chiamarla? Certamente! Lei avrebbe aspettato in casa,\npovera ragazza, e avrebbe sprecato tutto il pomeriggio a causa di lui. C'era un\nqualcosa in lei che era molto accattivante, al di l\u00e0 delle promesse. Lui\nnon avrebbe dovuto rompere la fiducia con lei. Anche se aveva solo le domeniche e le sere dei giorni feriali per leggere\nserate dei giorni feriali per leggere, poteva permettersi un pomeriggio, visto che\nvisto che gli altri giovani ne hanno a disposizione cos\u00ec tanti. Dopo oggi non l'avrebbe pi\u00f9\nprobabilmente non l'avrebbe pi\u00f9 rivista. Anzi, sarebbe stato impossibile, considerando\ni suoi progetti.\n\nIn breve, come se materialmente, un braccio irresistibile di straordinaria potenza muscolare\nforza muscolare si impadron\u00ec di lui e non aveva nulla in comune con gli spiriti e le influenze che lo avevano mosso fino a quel momento.\nspiriti e le influenze che lo avevano mosso fino a quel momento. Sembrava che a questo\ndella sua ragione e della sua volont\u00e0, nulla per le sue cosiddette elevate\nintenzioni, e lo muoveva come un violento maestro di scuola\nha afferrato per il colletto, in una direzione che tendeva verso l'abbraccio di una donna per la quale\ndonna per la quale non aveva alcun rispetto e la cui vita non aveva nulla in comune con la sua, se non la localizzazione.\nvita non aveva nulla in comune con la sua, se non la localit\u00e0.\n\n      non fu pi\u00f9 ascoltato, e il predestinato Jude si alz\u00f2 di scatto\ne attravers\u00f2 la stanza. Prevedendo un simile evento, si era gi\u00e0 vestito\ncon i suoi abiti migliori. In tre minuti era fuori di casa\ne stava scendendo per il sentiero che attraversa l'ampia conca vuota di terreno coltivato a grano\nche si trovava tra il villaggio e l'isolata casa di Arabella nel\ndi Arabella nell'avvallamento oltre l'altopiano.\n\nMentre camminava, guard\u00f2 l'orologio. Poteva tornare in due ore,\nfacilmente, e gli sarebbe rimasto ancora un bel po' di tempo per leggere\ndopo il t\u00e8.\n\nSuperati i pochi abeti malsani e la casetta dove il sentiero si congiungeva alla\nstrada, si affrett\u00f2 a percorrerlo e si allontan\u00f2 a sinistra, scendendo\nscendendo il lato scosceso del paese a ovest della Brown House. Qui, alla\nalla base della formazione di gesso, si avvicin\u00f2 al ruscello che sgorgava da essa,\ne segu\u00ec il ruscello fino a raggiungere la sua dimora. Un odore di\ndi porcilaia e il grugnito di chi ha dato origine a quell'odore.\nquell'odore. Entr\u00f2 nel giardino e buss\u00f2 alla porta con il\npomello del suo bastone.\n\nQualcuno l'aveva visto attraverso la finestra, perch\u00e9 una voce maschile all'interno disse: \"Non \u00e8 vero che non c'\u00e8 nessuno?\nall'interno disse:\n\n Arabella! Ecco il tuo giovanotto che viene a coorting! Mizzle, ragazza mia!\n\nJude trasal\u00ec a quelle parole. Il corteggiamento in un aspetto cos\u00ec affaristico come quello che\nevidentemente indossava l'oratore, era l'ultima cosa a cui pensava. Avrebbe\navrebbe passeggiato con lei, forse l'avrebbe baciata; ma il corteggiamento era troppo\nfreddamente intenzionale per non essere altro che ripugnante per le sue idee. La porta\naperta e lui entr\u00f2, proprio mentre Arabella scendeva di sotto in radioso\nradiosi abiti da passeggio.\n\n Prenda una sedia, signor Come si chiama? Disse il padre, un uomo energico,\nenergico e con il baffo nero, con lo stesso tono affaristico che Jude aveva sentito da\ndall'esterno.\n\n Preferirei uscire subito, tu no? sussurr\u00f2 a Jude.\n\n S\u00ec, disse.  Andremo a piedi fino alla Casa Brown e torneremo indietro, possiamo farlo\nin mezz'ora.\n\nArabella era cos\u00ec bella nel suo ambiente disordinato che lui si sent\u00ec felice di essere venuto.\ncontento di essere venuto, e tutti i dubbi che fino ad allora lo avevano perseguitato svanirono.\nlo avevano perseguitato.\n\nPer prima cosa si arrampicarono in cima alla grande calata, e durante la salita\ndurante la quale lui doveva di tanto in tanto prenderle la mano per assisterla. Poi si allontanarono\na sinistra, lungo la cresta, nel sentiero di crinale, che seguirono fino a quando\nfino a quando non intersec\u00f2 la strada principale presso la suddetta Brown House, il luogo in cui\nil punto in cui un tempo desiderava ardentemente vedere Christminster. Ma li aveva dimenticati\nora li aveva dimenticati. Parl\u00f2 ad Arabella delle pi\u00f9 comuni sciocchezze locali con maggiore\ncon Arabella con pi\u00f9 entusiasmo di quanto ne avrebbe provato discutendo di tutte le filosofie con tutti i Don del\nfilosofie con tutti i professori dell'universit\u00e0 recentemente adorata, e pass\u00f2 davanti al luogo\ndove si era inginocchiato a Diana e al Ph bus senza ricordare che nella mitologia\nche nella mitologia esistevano persone di questo tipo, o che il sole era altro\nche il sole non fosse altro che una lampada utile per illuminare il volto di Arabella. Una\nindescrivibile leggerezza del tallone serviva a sollevarlo; e Jude, lo studioso incipiente, aspirante\nincipiente studioso, futuro D.D., professore, vescovo o altro,\nsi sentiva onorato e glorificato dalla condiscendenza di questa bella ragazza di campagna\nbella ragazza di campagna nell'accettare di fare una passeggiata con lui nella sua\nDomenica in vestaglia e nastri.\n\nRaggiunsero il fienile di Brown House, il punto in cui aveva pianificato di tornare indietro.\ntornare indietro. Mentre guardavano il vasto paesaggio settentrionale da questo\nda questo punto furono colpiti dall'alzarsi di un denso volume di fumo dalla\ndalla cittadina che si trovava sotto di loro a un paio di miglia di distanza.\ndistanza di un paio di miglia.\n\n \u00c8 un incendio, disse Arabella.  Corriamo a vederlo! Non \u00e8\nlontano!\n\nLa tenerezza che era cresciuta nel petto di Jude non gli lasciava la volont\u00e0 di contrastare la sua inclinazione\ndi contrastare l'inclinazione di lei, che lo soddisfaceva offrendogli la scusa per\nper stare pi\u00f9 a lungo con lei. Cominciarono a scendere dalla collina quasi al\nal trotto; ma quando raggiunsero il terreno pianeggiante e percorsero un chilometro,\nscoprirono che il punto in cui era stato acceso il fuoco era molto pi\u00f9 lontano di quanto\nsembrava.\n\nTuttavia, dopo aver iniziato il viaggio, si spinsero avanti; ma non fu prima delle cinque che si trovarono sul posto.\nfino alle cinque del pomeriggio si trovarono sul posto, la distanza\ndistanza complessiva di una mezza dozzina di miglia da Marygreen e tre da Arabella.\nLa conflagrazione era gi\u00e0 stata domata quando la raggiunsero.\nDopo una breve ispezione delle malinconiche rovine, tornarono sui loro passi.\ndopo una breve ispezione delle malinconiche rovine, tornarono sui loro passi attraversando la citt\u00e0 di Alfredston.\n\nArabella disse che avrebbe voluto un po' di t\u00e8, entrarono in una locanda di classe inferiore e ordinarono.\ndi classe inferiore e ordinarono. Poich\u00e9 non si trattava di birra, dovettero aspettare\nmolto tempo per aspettare. La cameriera riconobbe Jude e sussurr\u00f2 alla sua padrona, in sottofondo, la sua sorpresa per il fatto che\nsorpresa alla sua padrona in sottofondo, che lui, lo studente che si teneva\nche si teneva cos\u00ec in alto, fosse sceso improvvisamente cos\u00ec in basso\ndi fare compagnia ad Arabella. Quest'ultima intu\u00ec cosa si stava\ne rise mentre incontrava lo sguardo serio e tenero del suo amante.\ndel suo amante, la risata bassa e trionfante di una donna noncurante che vede che sta\nvincere il suo gioco.\n\nSi sedettero e guardarono la stanza, il quadro di Sansone e Dalila appeso alla parete e le macchie circolari di birra sulla parete.\nDalila appeso alla parete, le macchie circolari di birra sul tavolo e le sputacchiere sotto i piedi piene di\ntavolo e le sputacchiere piene di segatura sotto i piedi. L'intero\naspetto della scena aveva su Jude quell'effetto deprimente che pochi luoghi\ncome quello di una birreria la domenica sera, quando il sole tramonta e non c'\u00e8 pi\u00f9\ne non ci sono alcolici, e lo sfortunato viandante non ha altro rifugio per riposare.\ndi riposo.\n\nCominciava ad imbrunire. Non potevano aspettare di pi\u00f9, in realt\u00e0, per il t\u00e8,\ndissero.  Ma cos'altro possiamo fare? chiese Jude.  \u00c8 una passeggiata di tre miglia\ntre miglia di cammino per voi.\n\n Suppongo che possiamo bere un po' di birra\", disse Arabella.\n\n Birra, oh s\u00ec. L'avevo dimenticato. In qualche modo sembra strano venire in una\nper la birra la domenica sera.\n\n Ma non l'abbiamo fatto.\n\n No, non l'abbiamo fatto. Jude a questo punto desiderava essere fuori da un'atmosfera cos\u00ec poco accogliente.\natmosfera poco accogliente; ma ordin\u00f2 la birra, che fu prontamente portata.\nportata.\n\nArabella lo assaggi\u00f2.  Disse.\n\nJude assaggi\u00f2.  Qual \u00e8 il problema? chiese.  Non capisco\nbirra, \u00e8 vero. Mi piace abbastanza, ma non \u00e8 buona per leggere.\nleggere, e trovo migliore il caff\u00e8. Ma questa mi sembra buona.\n\n Adulterato, non posso toccarlo!  Menzion\u00f2 tre o quattro ingredienti\nche aveva individuato nel liquore oltre al malto e al luppolo, con grande sorpresa di Jude.\nsorpresa di Jude.\n\n Quante cose sai! disse bonariamente.\n\nCiononostante, torn\u00f2 alla birra e bevve la sua parte, e i due si avviarono per la loro strada.\nproseguirono per la loro strada. Era ormai quasi buio e appena si allontanarono dalle luci della citt\u00e0\nsi erano allontanati dalle luci della citt\u00e0, camminarono pi\u00f9 vicini, finch\u00e9\nfino a toccarsi. Lei si chiese perch\u00e9 lui non le avesse messo il braccio intorno alla vita.\nma non lo fece; si limit\u00f2 a dire ci\u00f2 che a se stesso sembrava una cosa\nabbastanza audace: \"Prendi il mio braccio\".\n\nLei lo prese, accuratamente, fino alla spalla. Lui sent\u00ec il calore del suo\ncorpo di lei contro il suo, e mettendo il bastone sotto l'altro braccio tenne con la\ncon la mano destra la destra di lei che riposava al suo posto.\n\n Ora stiamo bene insieme, cara, vero? osserv\u00f2.\n\n S\u00ec, disse lei, aggiungendo a se stessa:  Piuttosto mite!\n\n Come sono diventato veloce! pensava.\n\nCamminarono cos\u00ec fino a raggiungere i piedi dell'altopiano, dove potevano\npotevano vedere la strada bianca che saliva davanti a loro nell'oscurit\u00e0. Da questo punto\nda questo punto l'unico modo per arrivare ad Arabella era quello di risalire la\nArabella era risalire il pendio e scendere di nuovo nella sua valle sulla destra. Prima che\nprima di salire, furono quasi investiti da due uomini che stavano\nche camminavano sull'erba senza essere visti.\n\n Questi amanti li trovate fuori casa in tutte le stagioni e in tutte le\nin tutte le stagioni e in tutte le condizioni atmosferiche, solo amanti e cani senza fissa dimora, disse uno degli uomini mentre\nsparirono gi\u00f9 per la collina.\n\nArabella ridacchi\u00f2 leggermente.\n\n Siamo amanti? chiese Jude.\n\n Lo sai meglio di me.\n\n Ma puoi dirmelo?\n\nPer tutta risposta lei inclin\u00f2 la testa sulla sua spalla. Jude colse il suggerimento,\ne cingendole la vita con il braccio la tir\u00f2 a s\u00e9 e la baci\u00f2.\ne la baci\u00f2.\n\nOra non camminavano pi\u00f9 a braccetto ma, come lei aveva desiderato, stretti l'uno all'altro.\ninsieme. In fondo, cosa importava visto che era buio, disse Jude a se stesso.\nJude. Quando furono a met\u00e0 della lunga collina si fermarono come per\naccordo, e lui la baci\u00f2 di nuovo. Arrivarono in cima e lui\nbaciarla ancora una volta.\n\n Puoi tenere il braccio l\u00ec, se vuoi\", disse dolcemente.\n\nLo fece, pensando a quanto fosse fiduciosa.\n\nCos\u00ec si avviarono lentamente verso la casa di lei. Lui era uscito dal suo cottage alle\nalle tre e mezza, con l'intenzione di sedersi di nuovo a leggere il Nuovo\nTestamento per le cinque e mezza. Erano le nove quando, con un altro\nabbraccio, si alz\u00f2 per consegnarla alla porta del padre.\n\nGli chiese di entrare, anche solo per un minuto, perch\u00e9 altrimenti sarebbe sembrato cos\u00ec strano e come se fosse uscita da sola al buio.\naltrimenti, e come se fosse uscita da sola al buio. Lui cedette,\ne la segu\u00ec dentro. Subito dopo aver aperto la porta, trov\u00f2, oltre ai genitori di lei, diversi vicini di casa.\noltre ai genitori di lei, diversi vicini di casa seduti intorno. Tutti\nparlavano in modo congratulatorio e lo prendevano sul serio come il partner di Arabella.\nArabella.\n\nNon appartenevano al suo gruppo o alla sua cerchia, e lui si sentiva fuori posto e in imbarazzo.\nimbarazzato. Non aveva intenzione di fare questo: un semplice pomeriggio di piacevole\npasseggiata con Arabella, questo era tutto ci\u00f2 che intendeva. Non si ferm\u00f2\nNon si trattenne pi\u00f9 a lungo che per parlare con la matrigna, una donna semplice e tranquilla senza\nsenza lineamenti n\u00e9 carattere; e augurando a tutti la buona notte si immerse con un\nsenso di sollievo nel sentiero che portava alla discesa.\n\nMa questa sensazione fu solo temporanea: Arabella torn\u00f2 presto a esercitare il suo dominio\nnella sua anima. Camminava come se si sentisse un altro uomo rispetto al Jude di ieri.\nJude di ieri. Cosa erano per lui i suoi libri? Quali erano le sue\nintenzioni, fino a quel momento rispettate cos\u00ec rigorosamente, da non sprecare un solo\nminuto di tempo giorno per giorno?  Sprecare!  Dipendeva dai punti di vista definirlo\ndipendeva dal punto di vista: lui stava solo vivendo per la prima volta: non sprecava la vita.\nvita. Era meglio amare una donna che essere un laureato, o un parroco;\no un papa!\n\nQuando torn\u00f2 a casa, la zia era andata a letto e la coscienza generale della sua negligenza sembrava scritta sulla faccia di tutte le cose.\nconsapevolezza della sua negligenza sembrava scritta sul volto di tutte le cose che\ndi fronte a lui. Sal\u00ec al piano di sopra senza luce e l'interno fioco della sua stanza lo accolse con una triste indagine.\ndella sua stanza lo accolse con una triste indagine. L\u00ec giaceva il suo libro aperto,\nproprio come l'aveva lasciato, e le lettere maiuscole sul frontespizio\nlo guardavano con rimprovero fisso nella luce grigia delle stelle, come gli occhi\nocchi chiusi di un morto:\n\n     .\n\n\n\n\nJude doveva partire il mattino presto per la sua solita settimana di assenza in\ne fu con un senso di inutilit\u00e0 che gett\u00f2 nel cesto degli attrezzi e delle altre necessit\u00e0 il libro non letto che aveva\ncesto con gli attrezzi e gli altri beni di prima necessit\u00e0 il libro non letto che aveva\nportato con s\u00e9.\n\nTenne quasi segreto a se stesso il suo appassionato agire. Arabella,\nArabella, al contrario, le rese pubbliche a tutti i suoi amici e conoscenti.\nconoscenti.\n\nRipercorrendo, alla luce dell'alba, la strada che aveva seguito poche ore prima\npoche ore prima, al buio, con la sua dolce met\u00e0 al fianco, raggiunse il fondo della collina.\nraggiunse il fondo della collina, dove cammin\u00f2 lentamente e si ferm\u00f2.\nimmobile. Era nel punto in cui le aveva dato il primo bacio. Poich\u00e9 il\nsole era appena sorto, era possibile che nessuno fosse passato l\u00ec\nda allora. Jude guard\u00f2 per terra e sospir\u00f2. Guard\u00f2 attentamente e\ne riusc\u00ec a scorgere nella polvere umida le impronte dei loro piedi mentre\nerano rimasti chiusi l'uno nelle braccia dell'altra. Lei non c'era pi\u00f9, e il\nricamo dell'immaginazione sulla materia della natura, cos\u00ec\npresenza passata che nel suo cuore c'era un vuoto che nulla avrebbe potuto colmare. A\nun salice da cortile si trovava vicino a quel luogo e quel salice era diverso da tutti gli altri salici del mondo.\nda tutti gli altri salici del mondo. L'annientamento totale dei sei giorni\nche dovevano trascorrere prima di poterla rivedere, come aveva promesso.\nsarebbe stato il suo desiderio pi\u00f9 intenso se avesse avuto solo una settimana di vita.\n\nUn'ora e mezza pi\u00f9 tardi Arabella fece la stessa strada con le due compagne del sabato.\ncompagni del sabato. Pass\u00f2 senza far caso al luogo del bacio e al salice che lo\nbacio e il salice che lo segnava, pur chiacchierando liberamente sull'argomento\nargomento con le altre due.\n\n E poi cosa ha detto?\n\n Poi ha detto E lei ha raccontato quasi parola per parola alcuni dei suoi\ndiscorsi pi\u00f9 teneri. Se Jude fosse stato dietro la recinzione si sarebbe sentito\navrebbe provato una certa sorpresa nell'apprendere che ben poche delle sue\nfatti della sera precedente fossero stati privati.\n\n Hai avuto modo di prenderti cura di lui un po', anche se non lo farai!\nAnny con giudizio.  \u00c8 bello essere te!\n\nIn pochi istanti Arabella rispose con un tono curiosamente basso, affamato di\nsensualit\u00e0 latente:  Ho fatto in modo che si prendesse cura di me: s\u00ec! Ma voglio che\nche non si occupi solo di me; voglio che mi abbia per sposarmi! Devo\navere lui. Non posso fare a meno di lui. \u00c8 il tipo di uomo che desidero. I\nimpazzir\u00f2 se non riesco a dedicarmi completamente a lui! Ho sentito che avrei dovuto\nquando l'ho visto per la prima volta!\n\n Se \u00e8 un tipo romantico, schietto e onesto, lo si pu\u00f2 avere,\ne come marito, se si cerca di prenderlo nel modo giusto.\n\nArabella rimase a pensare per un po'.  Quale sarebbe il modo giusto?\nchiese.\n\n Oh, non lo sai, non lo sai! Disse Sarah, la terza ragazza.\n\n Parola mia, non lo faccio! Non oltre, cio\u00e8, il semplice corteggiamento, e\nfacendo attenzione che non si spinga troppo oltre!\n\nLa terza ragazza guard\u00f2 la seconda.  Non lo sa!\n\n \u00c8 chiaro che non lo fa! disse Anny.\n\n E avendo anche vissuto in una citt\u00e0, come si suol dire! Beh, possiamo insegnare\n ee som at allora, cos\u00ec come voi.\n\n Si. E come intende un modo sicuro per conquistare un uomo? Prendetemi per un\ninnocente, e non ci pensare pi\u00f9!\n\n Come marito.\n\n Come marito.\n\n Un compaesano onesto e serio come lui; Dio non voglia che io dica\nDio non voglia che io dica un sojer, o un marinaio, o un uomo d'affari di\ncitt\u00e0, o uno qualsiasi di quelli che sono viscidi con le povere donne! Non farei del male a nessun\namico che faccia del male!\n\n Beh, come lui, naturalmente!\n\nI compagni di Arabella si guardarono l'un l'altro e, alzando gli occhi al cielo, cominciarono a sorridere.\ncon aria divertita e cominciarono a sorridere. Poi uno si avvicin\u00f2 ad Arabella e, sebbene non ci fosse nessuno vicino, le comunic\u00f2 alcune informazioni a bassa voce,\ne, nonostante non ci fosse nessuno vicino, le diede qualche informazione a bassa voce.\nl'altro osservava curioso l'effetto su Arabella.\n\n Ah! disse lentamente l'ultimo nominato.  Non ci avevo pensato!  \nMa supponiamo che non sia onorevole? Una donna avrebbe fatto meglio a non provarci\nuna donna avrebbe fatto meglio a non provarci!\n\n Non c'\u00e8 nulla di azzardato! Inoltre, prima di iniziare, assicuratevi che sia\nonesto prima di iniziare. Con il tuo saresti abbastanza al sicuro. Vorrei avere\navere l'occasione! Molte ragazze lo fanno; oppure pensi che si sposino\naffatto?\n\nArabella prosegu\u00ec il suo cammino in silenzio.  Ci prover\u00f2!\nsussurr\u00f2; ma non a loro.\n\n\n\n\nVIII\n\n\nAlla fine di una settimana Jude si stava recando, come di consueto, dalla zia a Marygreen\ndall'alloggio di Alfredston, una passeggiata che ora aveva grandi attrattive per lui, oltre al desiderio di vedere il suo vecchio e morigerato\nper lui, oltre al desiderio di vedere la sua anziana e morigerata parente.\nparente anziano e morigerato. Prima di salire sulla collina, devi\u00f2 a destra con l'unico scopo di guadagnare, durante la salita, la\ncon l'unico scopo di scorgere, lungo il cammino, un'Arabella che\nnon dovesse rientrare nel computo degli appuntamenti regolari. Prima di\ndi raggiungere la fattoria, il suo occhio attento percep\u00ec la sommit\u00e0 della testa di lei\ntesta di lei che si muoveva velocemente di qua e di l\u00e0 della siepe del giardino. Entrando\nil cancello scopr\u00ec che tre giovani maiali non nutriti erano scappati dal loro\ndal loro pollaio saltando di netto sopra, e che lei stava tentando\ndi farli entrare attraverso la porta che aveva aperto.\nI tratti del suo viso cambiarono dalla rigidit\u00e0 del lavoro alla dolcezza dell'amore quando vide\nmorbidezza dell'amore quando vide Jude e chin\u00f2 gli occhi su di lui.\nlanguidamente su di lui. Gli animali approfittarono della pausa\nraddoppiando e scappando dalla strada.\n\n Sono state messe solo questa mattina! grid\u00f2, stimolata a proseguire\nnonostante la presenza dell'amante.  Sono stati portati dalla fattoria di Spaddleholt solo ieri.\nSpaddleholt Farm solo ieri, dove il padre li aveva comprati a un prezzo abbastanza alto.\nVogliono tornare a casa, quegli stupidi rospi! Vuoi chiudere il\ncancello del giardino, cara, e aiutarmi a farli entrare. Non ci sono uomini a casa, solo la mamma.\nNon ci sono uomini in casa, solo la mamma, e si perderanno se non ci preoccupiamo.\n\nSi mise ad assistere, schivando di qua e di l\u00e0 dai filari di patate e dai cavoli.\ne i cavoli. Di tanto in tanto correvano insieme, quando lui\nla prendeva per un attimo e la baciava. Il primo maiale fu recuperato\nil secondo con qualche difficolt\u00e0; il terzo, una creatura dalle zampe lunghe, era pi\u00f9 ostinato e\nuna creatura dalle gambe lunghe, era pi\u00f9 ostinato e agile. Si tuff\u00f2 attraverso un buco nella\nun buco nella siepe del giardino e nel viottolo.\n\n Si perder\u00e0 se non lo seguo! disse lei.  Vieni con me!\n\nSi precipit\u00f2 all'inseguimento fuori dal giardino, Jude la segu\u00ec,\nriuscendo a malapena a tenere in vista la fuggitiva. Di tanto in tanto\ndi tanto in tanto gridavano a qualche ragazzo di fermare l'animale, ma lui si divincolava sempre\ne correva come prima.\n\n Lascia che ti prenda la mano, tesoro, disse Jude.  Ti sta venendo il fiatone.\nfiato.  Lei gli diede la mano ormai calda con apparente disponibilit\u00e0 e\ne si misero a trottare insieme.\n\n Si tratta di accompagnarli a casa, ha osservato.  Conoscono sempre la\nstrada del ritorno, se si fa cos\u00ec. Avrebbero dovuto essere trasportati.\n\nA quel punto il maiale aveva raggiunto un cancello non chiuso che dava accesso alla\naperto, attraverso il quale sfrecciava con tutta l'agilit\u00e0 che le sue zampette\nagilit\u00e0 che le sue piccole zampe gli consentivano. Non appena gli inseguitori furono entrati e salirono in cima all'altura, fu evidente che avrebbero dovuto correre per tutta la\ndell'altura, fu evidente che avrebbero dovuto correre fino al\nfino al contadino se avessero voluto raggiungerlo. Da questa cima\nsi poteva vedere come un puntino minuscolo, che seguiva una linea inflessibile verso\nla sua vecchia casa.\n\n Non va bene! grid\u00f2 Arabella.  Sar\u00e0 l\u00ec molto prima che noi arriviamo\nl\u00ec. Non importa, ora sappiamo che non \u00e8 stato perso o rubato durante il viaggio.\nVedranno che \u00e8 nostro e lo rimanderanno indietro. Oh cielo, come sono accaldata!\n\nSenza abbandonare la mano di Jude, devi\u00f2 di lato e si gett\u00f2 sulla\ne si butt\u00f2 a terra sulla zolla sotto una spina stentata, tirando precipitosamente\ntirando contemporaneamente Jude in ginocchio.\n\n Oh, ti chiedo scusa, ti ho quasi buttato a terra, vero? Ma sono cos\u00ec\nstanca!\n\nGiaceva supina, dritta come una freccia, sulla zolla inclinata di questa\ncollina, con lo sguardo rivolto alle miglia di cielo blu, e continuando a tenere la sua\ncalda mano di Jude. Lui si sdrai\u00f2 su un gomito vicino a lei.\n\n Abbiamo fatto tutta questa strada per niente, continu\u00f2, la sua forma ansimava e cadeva in rapidi ansimi, il suo viso era arrossato, le sue labbra rosse e piene si dividevano.\ne cadendo in rapidi ansimi, il viso arrossato, le labbra rosse e piene divaricate, e una sottile rugiada di sudore sulla pelle.\nuna sottile rugiada di sudore sulla pelle.  Ebbene, perch\u00e9 non parli,\ncara?\n\n Anch'io sono stato spazzato via. Era tutto in salita.\n\nErano in assoluta solitudine, la pi\u00f9 apparente di tutte le solitudini, quella\ndello spazio vuoto circostante. Nessuno poteva avvicinarsi a loro per pi\u00f9 di un miglio\nsenza che questi lo vedessero. Si trovavano, infatti, su una delle cime della contea, e il paesaggio lontano intorno a Christminster poteva essere\ndella contea e da dove si trovavano si poteva scorgere il paesaggio lontano di Christminster.\nChristminster da dove si trovavano. Ma Jude non ci pens\u00f2 in quel momento.\n\n Oh, vedo una cosa cos\u00ec bella su quest'albero\", disse Arabella.  A\nuna specie di bruco, del verde e del giallo pi\u00f9 belli che si siano mai visti!\nincontrato!\n\n Dove? disse Jude, alzandosi a sedere.\n\n Non puoi vederlo l\u00ec, devi venire qui, disse lei.\n\nSi chin\u00f2 pi\u00f9 vicino e mise la testa davanti a quella di lei.  No, non riesco a vederlo,\ndisse.\n\n Ma sul ramo l\u00ec dove si dirama vicino alla foglia in movimento!\nfoglia in movimento!  Lo tir\u00f2 delicatamente gi\u00f9 accanto a s\u00e9.\n\n Non lo vedo, ripet\u00e9, appoggiando la nuca sulla guancia di lei.\n Ma forse posso, in piedi.  Si alz\u00f2 di conseguenza, mettendosi\nin piedi, mettendosi in linea diretta con lo sguardo di lei.\n\n Come sei stupido! disse con stizza, distogliendo il viso.\n\n Non mi interessa vederlo, cara, perch\u00e9 dovrei?\nsu di lei.  Alzati, Abby.\n\n Perch\u00e9?\n\n Voglio che tu mi permetta di baciarti. Lo aspettavo da tanto tempo!\n\nGir\u00f2 il viso, rimase per un attimo a guardarlo con sguardo\nPoi, con un leggero arricciamento del labbro, scatt\u00f2 in piedi e, esclamando bruscamente\nesclamando bruscamente: \"Devo fare la spia!\", si incammin\u00f2 velocemente verso casa. Jude\nla segu\u00ec e la raggiunse.\n\n Solo uno!\n\n Shan t! ha detto.\n\nLui, sorpreso:  Cosa c'\u00e8?\n\nLei tenne le due labbra unite con risentimento, e Jude la segu\u00ec come un agnellino\ncome un agnellino da compagnia, finch\u00e9 lei non rallent\u00f2 il passo e cammin\u00f2 accanto a lui, parlando con\ncon calma su argomenti indifferenti, e lo bloccava sempre se cercava di\ndi prenderle la mano o di stringerle la vita. Cos\u00ec scesero fino al recinto\ndella casa paterna, e Arabella entr\u00f2, salutandolo con un cenno di saluto\ncon un'aria superba e offesa.\n\n Credo di essermi preso troppe libert\u00e0 con lei, in qualche modo\", disse Jude a se stesso, mentre si ritirava con un sospiro e si dirigeva verso Marygreen.\nmentre si ritirava con un sospiro e si dirigeva verso Marygreen.\n\nLa domenica mattina l'interno della casa di Arabella era, come di consueto, teatro della grande cucina settimanale, della preparazione del\ndi una grande cucina settimanale, la preparazione della speciale cena domenicale.\ncena domenicale. Suo padre si stava facendo la barba davanti a un piccolo vetro appeso alla\nfinestra, mentre la madre e la stessa Arabella stavano\nsgranare i fagioli nelle vicinanze. Una vicina pass\u00f2 di l\u00ec mentre tornava a casa dalla\nalla chiesa pi\u00f9 vicina e, vedendo Donn impegnato alla finestra con il rasoio, fece un cenno di saluto.\ncon il rasoio, fece un cenno ed entr\u00f2.\n\nSubito si rivolse ad Arabella in modo scherzoso:  Ho visto che correvi con\n un hee-hee! Spero che si arrivi a qualcosa?\n\nArabella si limit\u00f2 a lanciare uno sguardo di consapevolezza sul suo volto senza\nalzare gli occhi.\n\n Ho sentito che \u00e8 diretto a Christminster, non appena riuscir\u00e0 ad arrivarci.\n\n L'hai sentito ultimamente? chiese Arabella con un respiro geloso e tigrato.\ngeloso e tigrato respiro.\n\n Oh no! Ma si sa da tempo che \u00e8 il suo piano. Sta\naspetta qui un'apertura. Ah beh: deve andare in giro con\nqualcuno, suppongo. I giovani non contano molto al giorno d'oggi.  \u00c8 un sorso\nun sorso qui e un sorso l\u00e0 con loro.  Ai miei tempi era diverso.\n\nQuando i pettegoli se ne furono andati, Arabella disse improvvisamente a sua madre:  I\nVoglio che tu e pap\u00e0 andiate a chiedere come stanno gli Edlin, questa sera\ndopo il t\u00e8. Oppure no, c'\u00e8 la funzione serale a Fensworth e potete andarci a piedi.\na piedi.\n\n Oh? Che succede stasera, allora?\n\n Niente. Solo che voglio la casa tutta per me. \u00c8 timido; e non riesco a convincerlo a\na entrare quando sei qui. Me lo lascer\u00f2 sfuggire dalle dita\nse non mi dispiace, per quanto ci tenga a lui!\n\n Se va bene, possiamo anche andare, visto che lo desiderate.\n\nNel pomeriggio Arabella si incontr\u00f2 e passeggi\u00f2 con Jude, che ormai da settimane non guardava pi\u00f9\nsettimane aveva smesso di sfogliare un libro di greco, di latino o di qualsiasi altra lingua.\nVagarono su per i pendii fino a raggiungere il sentiero verde lungo il crinale, che seguirono fino al terrapieno circolare britannico.\nche seguirono fino all'argine circolare di terra inglese che\nJude pens\u00f2 alla grande et\u00e0 della pista e ai mandriani che l'avevano frequentata.\nche l'avevano frequentata, probabilmente prima che i Romani conoscessero il paese.\npaese. Dalle terre pianeggianti sotto di loro fluttuavano i rintocchi delle campane delle chiese.\ncampane della chiesa. Presto si ridussero a una nota, che si acceler\u00f2 e poi si ferm\u00f2.\nsi ferm\u00f2.\n\n Ora torniamo indietro, disse Arabella, che si era occupata dei suoni.\n\nJude acconsent\u00ec. Finch\u00e9 era vicino a lei, non gli importava dove si trovava.\ndove si trovava. Quando arrivarono a casa di lei, lui disse con tono prolungato:  Non voglio entrare\nentrare. Perch\u00e9 hai tanta fretta di entrare stasera? Non \u00e8 ancora vicino\nbuio.\n\n Aspetta un momento, disse. Prov\u00f2 la maniglia della porta e la trov\u00f2\nchiusa.\n\n Ah, sono andati in chiesa, aggiunse. E cercando dietro la\ndietro la ruspa, trov\u00f2 la chiave e apr\u00ec la porta.  Ora, verrai tra un attimo?\nun momento? chiese con leggerezza.  Saremo tutti soli.\n\n Certamente, disse Jude con alacrit\u00e0, essendo il caso inaspettatamente\nmodificato.\n\nEntrarono in casa. Voleva del t\u00e8? No, era troppo tardi: avrebbe preferito\nprefer\u00ec sedersi e parlare con lei. Lei si tolse la giacca e il cappello, e si sedettero\nsi sedettero abbastanza naturalmente vicini.\n\n Non toccarmi, ti prego, disse dolcemente.  Sono in parte guscio d'uovo. O\nforse \u00e8 meglio che lo metta in un posto sicuro.  Cominci\u00f2 a slacciare il\ncolletto dell'abito.\n\n Cosa c'\u00e8? disse il suo amante.\n\n Un uovo di cochin. Sto covando una specie molto rara. Lo porto\novunque con me e si schiuder\u00e0 in meno di tre settimane.\nsettimane.\n\n Dove lo portate?\n\n Proprio qui.  Mise la mano in seno e tir\u00f2 fuori l'uovo,\nche era avvolto nella lana, mentre fuori c'era un pezzo di vescica di maiale,\nin caso di incidenti. Dopo averglielo mostrato, lo rimise a posto: \"Ora\nnon avvicinarti a me. Non voglio che si rompa e che si debba ricominciare da capo.\niniziare un'altra.\n\n Perch\u00e9 fai una cosa cos\u00ec strana?\n\n \u00c8 una vecchia usanza. Suppongo che sia naturale per una donna desiderare di\nportare al mondo cose vive.\n\n \u00c8 molto imbarazzante per me in questo momento\", disse ridendo.\n\n Ti fa comodo. Questo \u00e8 tutto ci\u00f2 che puoi avere di me\n\nSi era girata sulla sedia e, allungando la mano sullo schienale,\ngli present\u00f2 la guancia con delicatezza.\n\n E' davvero squallido da parte tua!\n\n Avreste dovuto cogliermi un minuto fa, quando ho messo gi\u00f9 l'uovo!\nEcco! disse con aria di sfida, ora sono senza!  Aveva ritirato rapidamente l'uovo\naveva ritirato l'uovo una seconda volta; ma prima che lui potesse raggiungerla\nprima che lui potesse raggiungerla, lo aveva rimesso a posto altrettanto velocemente, ridendo per l'eccitazione della sua strategia.\nstrategia. Poi ci fu una piccola lotta, Jude si tuff\u00f2 per prenderlo\ne lo cattur\u00f2 trionfalmente. Il viso di lei arross\u00ec; e diventando improvvisamente\nconsapevolezza, anche lui arross\u00ec.\n\nSi guardarono, ansimando; finch\u00e9 lui si alz\u00f2 e disse:  Un bacio,\nora posso farlo senza danni alla propriet\u00e0; e me ne vado!\n\nMa anche lei era saltata in piedi.  Dovete trovarmi prima! grid\u00f2.\n\nIl suo amante la segu\u00ec mentre si ritirava. Era ormai buio all'interno della\ne la finestra era piccola, non riusc\u00ec a scoprire per molto tempo\ncosa ne fosse stato di lei, finch\u00e9 una risata gli rivel\u00f2 che si era precipitata su per le scale.\nscale, e Jude si precipit\u00f2 alle sue calcagna.\n\n\n\n\nIX\n\n\nErano passati circa due mesi e i due si erano incontrati costantemente durante l'intervallo.\ncostantemente durante l'intervallo. Arabella sembrava insoddisfatta; era sempre\nsempre a immaginare, ad aspettare e a chiedersi.\n\nUn giorno incontra l'ambulante Vilbert. Lei, come tutti i contadini\nconosceva bene il ciarlatano e cominci\u00f2 a raccontargli le sue esperienze.\nesperienze. Arabella era stata cupa, ma prima che lui la lasciasse era diventata pi\u00f9 luminosa.\nera diventata pi\u00f9 luminosa. Quella sera prese appuntamento con Jude, che sembrava triste.\nsembrava triste.\n\n Vado via\", le disse.  Penso che dovrei andare. Credo che\nche sar\u00e0 meglio sia per te che per me. Vorrei che certe cose non fossero mai\niniziate! Ho avuto molte colpe, lo so. Ma non \u00e8 mai troppo tardi per riparare.\n\nArabella cominci\u00f2 a piangere.  Come fai a sapere che non \u00e8 troppo tardi? disse.\n Non c'\u00e8 niente di male a dirlo! Non te l'ho ancora detto! E lo guard\u00f2 in faccia con gli occhi che le lacrimavano.\nin faccia con gli occhi lucidi.\n\n Cosa? chiese, impallidendo.  Non ?\n\n S\u00ec! E cosa far\u00f2 se mi abbandonerai?\n\n Oh, Arabella, come puoi dire questo, mia cara! Sai che non ti abbandonerei mai!\nabbandonarti!\n\n Allora\n\n Non ho ancora quasi nessuno stipendio, sapete; o forse avrei dovuto pensarci prima.\nMa, naturalmente, se \u00e8 cos\u00ec, dobbiamo sposarci!\nsposarci! Quale altra cosa pensi che possa sognare di fare?\n\n Ho pensato, caro, che forse te ne saresti andato ancora di pi\u00f9 per\ne lasciarmi da solo ad affrontarlo!\n\n Lo sapevi bene! Naturalmente non ho mai sognato sei mesi fa, e nemmeno\ntre, di sposarmi. \u00c8 un completo smantellamento dei miei piani, intendo dire dei miei\nprogetti prima di conoscerti, mia cara. Ma che cosa sono, dopo tutto! Sogni\ndi libri, lauree, borse di studio impossibili e tutto il resto.\nCertamente ci sposeremo: dobbiamo!\n\nQuella sera usc\u00ec da solo e cammin\u00f2 al buio in autocomunicazione. Sapeva\nsapeva bene, troppo bene, nel centro segreto del suo cervello, che Arabella\nnon valeva molto come esemplare di donna. Eppure, essendo questa\nl'usanza dei distretti rurali tra i giovani uomini onorabili che si erano\nche si erano spinti cos\u00ec lontano nell'intimit\u00e0 con una donna, come purtroppo aveva fatto lui,\nera pronto ad attenersi a ci\u00f2 che aveva detto e a subirne le conseguenze.\nPer sua stessa ammissione, continuava a credere in lei in modo fittizio. L'idea che aveva di\ndi lei era la cosa pi\u00f9 importante, non Arabella in s\u00e9, diceva a volte laconicamente.\na volte diceva laconicamente.\n\nI bandi sono stati emessi e pubblicati la domenica successiva. La gente della\ndella parrocchia dissero tutti che il giovane Fawley era un semplice sciocco. Tutte le sue\nlettura era arrivato solo a questo, che avrebbe dovuto vendere i suoi libri per\ncomprare pentole. Coloro che avevano intuito il probabile stato delle cose,\ntra i quali i genitori di Arabella, dichiararono che era il tipo di comportamento\ndi comportamento che si sarebbero aspettati da un giovane onesto come Jude per\nJude per riparare al torto che aveva fatto alla sua innocente innamorata. Il parroco\nche li aveva sposati sembr\u00f2 ritenerlo soddisfacente. E cos\u00ec, in piedi\ndavanti al suddetto officiante, i due giurarono che in ogni altro momento della loro vita, fino a quando\ndella loro vita fino a che la morte non li avesse presi, avrebbero sicuramente creduto,\ne desiderare esattamente ci\u00f2 che avevano creduto, sentito e desiderato\nnelle settimane precedenti. Ci\u00f2 che era notevole quanto l'impresa\nimpresa stessa fu il fatto che nessuno sembr\u00f2 affatto sorpreso di ci\u00f2 che\nquello che giuravano.\n\nLa zia di Fawley, che era una panettiera, gli fece una torta nuziale, dicendogli amaramente che era l'ultima cosa che poteva fare per lui, povero sciocco.\nche era l'ultima cosa che poteva fare per lui, povero sciocco; e che sarebbe stato molto meglio se, invece di vivere nei guai\nche sarebbe stato molto meglio se, invece di vivere per disturbarla, fosse andato in clandestinit\u00e0\nlei, se ne fosse andato sottoterra anni prima con suo padre e sua madre.\nDi questa torta Arabella prese alcune fette, le avvolse in una carta da\ncarta da lettere bianca e le mand\u00f2 alle sue compagne di sartoria, Anny e Sarah.\nAnny e Sarah, etichettando ogni pacchetto con la dicitura _In ricordo dei\nbuoni consigli_.\n\nLe prospettive della coppia appena sposata non erano certo molto\nbrillanti anche per le menti pi\u00f9 sanguigne. Lui, apprendista scalpellino\napprendista, diciannovenne, lavorava a met\u00e0 stipendio fino a che\nfino a quando non avrebbe finito il suo tempo. Sua moglie era assolutamente inutile in un\ncitt\u00e0, dove in un primo momento aveva pensato che sarebbe stato necessario\ndi vivere per loro. Ma l'impellente necessit\u00e0 di aumentare le entrate in misura sempre minore\npoco, lo spinse a prendere un cottage solitario sul ciglio della strada tra\nBrown House e Marygreen, in modo da poter avere i profitti di un\ndi un orto e di sfruttare le sue esperienze passate facendole tenere un maiale.\nun maiale. Ma non era il tipo di vita che si era prefissato, ed era\nera una lunga strada da percorrere a piedi per andare e tornare da Alfredston ogni giorno. Arabella, tuttavia,\nArabella, tuttavia, sentiva che tutti questi cambiamenti erano temporanei; aveva ottenuto un marito.\nmarito; questo era l'importante, un marito con molta capacit\u00e0 di guadagnare\ndi guadagno per comprarle abiti e cappelli quando avrebbe iniziato a spaventarsi un po'.\nspaventato un po', e di attenersi al suo mestiere, e di lasciare da parte quegli stupidi\nlibri per le imprese pratiche.\n\nCos\u00ec la port\u00f2 al cottage la sera del matrimonio, rinunciando alla sua vecchia stanza presso la zia, dove aveva lavorato duramente al lavoro greco.\nla sua vecchia stanza presso la zia, dove si era svolto tanto duro lavoro di greco\ne latino.\n\nUn piccolo brivido lo avvolse al primo svestirsi di lei. Una lunga coda di\ncapelli, che Arabella portava attorcigliati in un enorme pomello sulla nuca, fu deliberatamente sciolta, accarezzata e appesa alla\ndietro la testa, fu deliberatamente sciolta, accarezzata e appesa al\nspecchio che lui le aveva comprato.\n\n Cosa non era tuo? disse, con un improvviso disgusto per lei.\n\n Oh no, non lo \u00e8 mai al giorno d'oggi con la classe migliore.\n\n Sciocchezze! Forse non in citt\u00e0. Ma in campagna dovrebbe essere\ndiverso. E poi, ne avete gi\u00e0 abbastanza di vostro, no?\n\n S\u00ec, abbastanza per quanto riguarda le nozioni di campagna. Ma in citt\u00e0 gli uomini si aspettano di pi\u00f9,\ne quando ero barista ad Aldbrickham\n\n Barista a Aldbrickham?\n\n Beh, non proprio barista, ero solita servire da bere in un pub\nsolo per un po' di tempo; tutto qui. Alcune persone mi hanno spinto a\ne l'ho comprato solo per sfizio. Pi\u00f9 ne hai e meglio \u00e8\nmeglio \u00e8 ad Aldbrickham, che \u00e8 una citt\u00e0 pi\u00f9 bella di tutte le vostre\nNatale. Ogni signora di rango porta i capelli finti, me l'ha detto l'assistente del barbiere.\nbarbiere me l'ha detto.\n\nJude pens\u00f2 con una sensazione di malessere che, sebbene questo potesse essere vero\nin una certa misura, per quanto ne sapeva, molte ragazze non sofisticate sarebbero\ne sono andate in citt\u00e0 e vi sono rimaste per anni senza perdere la loro\nsemplicit\u00e0 di vita e di abbellimenti. Altre, ahim\u00e8, avevano nel sangue l'istinto\nverso l'artificiosit\u00e0 nel sangue, e diventavano adepte nella\ncontraffazione al primo sguardo. Tuttavia, forse non c'era\nnon c'era un grande peccato in una donna che si arricciava i capelli, e decise di non pensarci pi\u00f9.\npi\u00f9 di questo.\n\nUna moglie appena nata di solito riesce a suscitare interesse per qualche settimana,\nanche se le prospettive dei modi e dei mezzi della casa sono nebulose.\nC'\u00e8 una certa vivacit\u00e0 nella sua situazione e nei suoi modi di fare nei confronti di chi la conosce\nconoscenti, che allontana la cupezza dei fatti,\ne rende anche la sposa pi\u00f9 umile indipendente un po' dal reale.\nLa signora Jude Fawley passeggiava per le strade di Alfredston un giorno di mercato\ngiorno di mercato con questa qualit\u00e0 nella sua carrozza, quando incontr\u00f2 Anny, la sua ex amica, che non aveva pi\u00f9 visto.\nche non aveva pi\u00f9 visto dopo il matrimonio.\n\nCome al solito ridevano prima di parlare; il mondo sembrava loro divertente\nsenza dirlo.\n\n Quindi si \u00e8 rivelato un buon piano, vedete!\", osserv\u00f2 la ragazza alla moglie.\n Sapevo che sarebbe successo con uno come lui. \u00c8 un bravo ragazzo e voi dovreste essere orgogliosi di lui.\ndovrebbe essere orgoglioso di lui.\n\n Lo sono, disse tranquillamente la signora Fawley.\n\n E quando si aspetta?\n\n Ssh! Non \u00e8 affatto cos\u00ec.\n\n Che cosa!\n\n Mi sono sbagliato.\n\n Oh, Arabella, Arabella; sei una persona profonda! Errore! Beh, questo \u00e8\nintelligente \u00e8 un vero colpo di genio! \u00c8 una cosa che non avevo mai pensato,\ncon tutta la mia esperienza! Non ho mai pensato di realizzare la cosa vera\nnon che si potesse far finta di niente!\n\n Non siate troppo precipitosi nel gridare alla vergogna!  Non era una finzione. Non lo sapevo.\n\n Parola mia, non sar\u00e0 in grado di prendere! Lo dar\u00e0 a tutti i sabati\nsera! Qualunque cosa fosse, dir\u00e0 che era un trucco, un doppio trucco, per il Signore!\nSignore!\n\n Mi accontenter\u00f2 della prima, ma non della seconda Pooh non se ne curer\u00e0!\nSar\u00e0 contento che mi sono sbagliato in quello che ho detto. Si scroller\u00e0 di dosso, benedetto\n Gli uomini lo fanno sempre. Cosa possono fare altrimenti? Sposato \u00e8 sposato.\n\nCiononostante, Arabella si avvicin\u00f2 con un po' di inquietudine al momento in cui, nel corso naturale delle cose, avrebbe dovuto rivelare\nil momento in cui, nel corso naturale delle cose, avrebbe dovuto rivelare\nche l'allarme che aveva suscitato era privo di fondamento. L'occasione\nuna sera, all'ora di andare a dormire, e si trovavano nella loro camera nella\ncasetta solitaria sul ciglio della strada verso la quale Jude tornava a casa dal lavoro\nlavoro ogni giorno. Aveva lavorato duramente per tutte le dodici ore e si era ritirato a riposare\na riposare prima della moglie. Quando lei entr\u00f2 nella stanza, lui era tra il\ntra il sonno e la veglia, e si accorse a malapena che lei si stava spogliando davanti alla\nalla piccola lente d'ingrandimento mentre giaceva.\n\nUn'azione di lei, tuttavia, lo port\u00f2 alla piena consapevolezza. Il suo volto\nriflesso verso di lui mentre era seduta, lui pot\u00e9 percepire che lei si stava\nsi divertiva a produrre artificialmente in ogni guancia la fossetta di cui si parlava prima.\nuna curiosa tecnica di cui era padrona,\ndi cui era padrona, ottenuta con un'aspirazione momentanea. Per la prima volta gli sembr\u00f2\nper la prima volta che le fossette erano molto pi\u00f9 spesso assenti dal suo viso durante i\nrapporti con lei al giorno d'oggi rispetto alle prime settimane di conoscenza.\ndella loro conoscenza.\n\n Non farlo, Arabella! disse improvvisamente.  Non c'\u00e8 niente di male,\nma non mi piace vederti.\n\nSi volt\u00f2 e rise.  Signore, non sapevo che fossi sveglio! disse.\n Come sei provinciale! Non \u00e8 niente.\n\n Dove l'hai imparato?\n\n Da nessuna parte che io sappia. Quando andavo al pub, restavano senza problemi, ma ora non lo fanno pi\u00f9.\nquando andavo al pub; ma ora non vogliono. Il mio viso era pi\u00f9 grasso allora.\n\n Non mi interessano le fossette. Non credo che migliorino una\nuna donna, in particolare una donna sposata e di corporatura robusta come lei.\n\n La maggior parte degli uomini la pensa diversamente.\n\n Non mi interessa quello che pensa la maggior parte degli uomini, se lo pensa. Come fai a saperlo?\n\n Me lo dicevano sempre quando servivo in sala.\n\n Ah, l'esperienza in un locale pubblico spiega perch\u00e9 sapevi dell'adulterazione della birra\nquando siamo andati a berne un po' quella domenica sera.\nQuando ti ho sposato pensavo che avessi sempre vissuto nella casa di tuo padre.\ncasa di tuo padre.\n\n Avresti dovuto saperlo meglio di cos\u00ec, e vedere che ero un po' pi\u00f9\nfinito di quanto avrei potuto essere restando nel luogo in cui sono nato. A casa non c'era\nNon c'era molto da fare a casa, e io mi stavo mangiando la testa, cos\u00ec me ne sono andato\nper tre mesi.\n\n Avrai presto molto da fare, cara, non \u00e8 vero?\n\n In che senso?\n\n Certo, piccole cose da fare.\n\n Oh.\n\n Quando sar\u00e0? Non pu\u00f2 dirmelo con esattezza, invece che in termini cos\u00ec generici come\ntermini come quelli che ha usato?\n\n Te l'ho detto?\n\n S\u00ec, la data.\n\n Non c'\u00e8 niente da dire. Ho commesso un errore.\n\n Cosa?\n\n \u00c8 stato un errore.\n\nSi alz\u00f2 di scatto sul letto e la guard\u00f2.  Com'\u00e8 possibile?\n\n Le donne hanno voglia di cose sbagliate, a volte.\n\n Ma! Certo, impreparata com'ero, senza un pezzo di mobilia e a malapena uno scellino, non avrei dovuto affrettarmi a partire.\nmobili e a malapena uno scellino, non avrei dovuto affrettare i tempi della nostra\ne portarti in una capanna mezza arredata prima di essere pronto, se non fosse stato per la notizia che mi hai dato, che ha reso necessario\nse non fosse stato per la notizia che mi hai dato e che ha reso necessario salvarti, pronto o no.\nsalvarti, pronto o no Buon Dio!\n\n Non accettare, cara. Ci\u00f2 che \u00e8 stato fatto non pu\u00f2 essere annullato.\n\n Non ho altro da dire!\n\nLui rispose semplicemente e si sdrai\u00f2; e tra loro ci fu silenzio.\ntra loro.\n\nQuando Jude si svegli\u00f2 la mattina dopo, gli sembr\u00f2 di vedere il mondo con un occhio\nocchio diverso. Per quanto riguarda il punto in questione, fu costretto ad accettare la parola di\nparola di lei; nelle circostanze non avrebbe potuto agire diversamente se\nnozioni ordinarie. Ma come avevano fatto a prevalere?\n\nGli sembrava, vagamente, qualcosa di sbagliato in un rituale sociale che rendeva necessario annullare\nrituale sociale che rendeva necessaria la cancellazione di schemi ben formati\nche comportavano anni di pensiero e di lavoro, di rinunciare all'unica occasione\ndi mostrarsi superiore agli animali inferiori e di contribuire con le sue unit\u00e0 di lavoro alla\ndi contribuire con le sue unit\u00e0 di lavoro al progresso generale della sua generazione.\ngenerazione, a causa di una sorpresa momentanea da parte di un istinto nuovo e transitorio che non ha nulla\nistinto che non ha nulla della natura del vizio e che pu\u00f2 essere chiamato solo\ne che poteva essere chiamato al massimo debolezza. Era propenso a chiedersi cosa avesse\nche cosa avesse fatto, o che lei avesse perso, per quel che importa, che lui meritasse di essere preso\nin un gin che avrebbe paralizzato lui, se non anche lei, per il resto della vita?\nvita? C'era forse qualcosa di fortunato nel fatto che la ragione immediata del suo\nmotivo immediato del suo matrimonio si era rivelato inesistente. Ma il\nmatrimonio rimaneva.\n\n\n\n\nX\n\n\nArriv\u00f2 il momento di uccidere il maiale che Jude e sua moglie avevano ingrassato nel loro porcile durante i mesi autunnali.\nJude e sua moglie avevano ingrassato nel loro porcile durante i mesi autunnali.\nmacellazione era stata programmata per avvenire non appena fosse spuntata la luce del mattino, in modo che\nJude potesse arrivare ad Alfredston senza perdere pi\u00f9 di un quarto di giornata.\ngiorno.\n\nLa notte era sembrata stranamente silenziosa. Jude guard\u00f2 fuori dalla finestra\nmolto prima dell'alba e si accorse che il terreno era coperto di\nneve piuttosto alta per la stagione, a quanto pareva, e qualche fiocco stava ancora\ncadere qualche fiocco.\n\n Temo che l'ammazza-maiali non potr\u00e0 venire\", disse ad Arabella.\n\n Oh, verr\u00e0. Devi alzarti e rendere l'acqua calda, se vuoi che Challow lo scotti.\nChallow lo scotti. Anche se a me piace di pi\u00f9 l'acqua calda.\n\n Mi alzer\u00f2, disse Jude.  Mi piace la strada della mia contea.\n\nScese al piano di sotto, accese il fuoco sotto il rame e cominci\u00f2 ad alimentarlo con steli di fagioli, sempre senza candela.\ncon gambi di fagioli, per tutto il tempo senza candela, e la fiammella gettava un'allegra luce nella stanza.\nallegro nella stanza; anche se per lui il senso di allegria\nera attenuato dai pensieri sulla ragione di quella fiammata: scaldare l'acqua per\nper scaldare l'acqua per scottare le setole del corpo di un animale ancora vivo e la cui voce si sentiva continuamente da\nla cui voce si sentiva continuamente da un angolo del giardino. Alle\nsei e mezza, ora dell'appuntamento con il macellaio, l'acqua bolliva e la moglie di Jude\nbolliva e la moglie di Jude scese al piano di sotto.\n\n \u00c8 arrivato Challow? chiese.\n\n No.\n\nAspettarono e si fece pi\u00f9 chiaro, con la luce tetra di un'alba nevosa.\nalba. Lei usc\u00ec, guard\u00f2 lungo la strada e tornando disse: \"Non viene\".\nnon viene. Immagino sia stato ubriaco ieri sera. La neve non \u00e8 sufficiente a ostacolarlo.\nsicuramente la neve non \u00e8 sufficiente a ostacolarlo!\n\n Allora dobbiamo rimandare. \u00c8 solo l'acqua bollita per niente. La\nneve potrebbe essere alta nella valle.\n\n Non si pu\u00f2 rimandare. Non c'\u00e8 pi\u00f9 cibo per il maiale. Ha mangiato l'ultima\nl'ultimo miscuglio di farina d'orzo ieri mattina.\n\n Ieri mattina? Di cosa ha vissuto da allora?\n\n Niente.\n\n Che cosa \u00e8 stato affamato?\n\n Si. Lo facciamo sempre l'ultimo giorno o due, per evitare di disturbare con le\ninterni. Che ignoranza, non saperlo!\n\n Questo spiega perch\u00e9 piange cos\u00ec tanto. Povera creatura!\n\n Beh, devi fare l'incolonnamento, non c'\u00e8 aiuto che tenga. Vi mostrer\u00f2\ncome. Oppure lo far\u00f2 io stesso, credo di poterlo fare. Anche se, essendo un maiale cos\u00ec grande\nmaiale, avrei preferito che lo facesse Challow. Comunque, il suo cesto di coltelli e\ncoltelli e le sue cose sono gi\u00e0 stati mandati qui e possiamo usarli.\n\n Certo che non lo farai, disse Jude.  Lo far\u00f2 io, visto che deve essere\nfatto.\n\nUsc\u00ec nel porcile, spal\u00f2 via la neve per un paio di metri o pi\u00f9, e mise davanti lo sgabello con i coltelli.\nun paio di metri o pi\u00f9, e mise lo sgabello davanti, con i coltelli e le corde a portata di mano.\ne le corde a portata di mano. Un pettirosso scrut\u00f2 i preparativi dall'albero pi\u00f9 vicino e, non vedendo di buon occhio i\ndall'albero pi\u00f9 vicino e, non gradendo l'aspetto sinistro della scena, vol\u00f2 via, anche se affamato.\ne, non gradendo l'aspetto sinistro della scena, vol\u00f2 via, anche se affamato. A quel punto Arabella raggiunse il marito e Jude, corda alla mano, si mise in marcia.\nJude, corda alla mano, entr\u00f2 nel porcile e leg\u00f2 l'animale spaventato,\nche, dopo aver emesso uno squittio di sorpresa, si alz\u00f2 in grida di rabbia.\nrabbia. Arabella apr\u00ec la porta del porcile e insieme issarono la vittima sullo sgabello.\nvittima sullo sgabello, con le gambe all'ins\u00f9, e mentre Jude lo teneva fermo Arabella lo leg\u00f2\nArabella lo leg\u00f2, facendo passare la corda sulle gambe per impedirgli di lottare.\ndi dimenarsi.\n\nIl verso dell'animale cambi\u00f2 qualit\u00e0. Non era pi\u00f9 rabbia, ma un grido di disperazione.\ndi disperazione; lungo, lento e senza speranza.\n\n Per l'amor del cielo, avrei preferito andare senza il maiale piuttosto che dover fare questo!\nquesto! disse Jude.  Una creatura che ho nutrito con le mie mani.\n\n Non fare lo sciocco dal cuore tenero! Ecco il coltello a serramanico, quello\nquello con la punta. Ora, qualunque cosa tu faccia, non infilzarlo troppo in profondit\u00e0.\n\n Lo attaccher\u00f2 efficacemente, in modo da renderlo breve. Questa \u00e8 la\ncosa principale.\n\n Non dovete! grid\u00f2.  La carne deve essere ben dissanguata, e per farlo\ndeve morire lentamente. Perderemo uno scellino a testa se la carne \u00e8 rossa e sanguinolenta!\ne sanguinolenta! Basta toccare la vena, tutto qui. Sono stato educato a questo,\ne lo so. Ogni buon macellaio non fa sanguinare a lungo. Dovrebbe morire\notto o dieci minuti almeno.\n\n Non ci metter\u00e0 mezzo minuto se posso evitarlo, per quanto la carne possa sembrare\naspetto della carne, disse Jude con determinazione. Raschiando le setole dalla gola rovesciata del maiale, come aveva visto fare ai macellai, tagli\u00f2 il grasso.\ngola rovesciata del maiale, come aveva visto fare ai macellai, tagli\u00f2 il grasso; poi\naffond\u00f2 il coltello con tutta la sua forza.\n\n Maledizione a tutto! grid\u00f2, che io lo dica! Hai\nbloccato troppo! E io ti ho detto tutto il tempo\n\n Stai tranquilla, Arabella, e abbi un po' di piet\u00e0 per la creatura!\n\n Tenete su il secchio per raccogliere il sangue e non parlate!\n\nPer quanto poco laborioso, l'atto era stato compiuto con misericordia. Il sangue\nsangue sgorg\u00f2 come un torrente invece che come un ruscello che lei aveva\ndesiderato. Il grido dell'animale morente assunse il suo terzo e ultimo tono, l'urlo di agonia.\ngrido di agonia; i suoi occhi lucidi si fissarono su Arabella con il\ncon il rimprovero eloquentemente acuto di una creatura che riconosce finalmente il\ntradimento di coloro che erano sembrati i suoi unici amici.\n\n Fatelo smettere! disse Arabella.  Un tale rumore porter\u00e0 qualcuno\no altri qui, e non voglio che si sappia che lo stiamo facendo noi.\nnoi stessi.  Raccogliendo il coltello da terra dove Jude l'aveva gettato, lo infil\u00f2 nello squarcio e tagli\u00f2 la gola.\nJude, lo infil\u00f2 nello squarcio e tagli\u00f2 la trachea. Il maiale fu\nIl maiale si ammutol\u00ec all'istante, il suo respiro agonizzante usc\u00ec dal buco.\n\n \u00c8 meglio, ha detto.\n\n \u00c8 una faccenda odiosa! disse.\n\n I maiali devono essere uccisi.\n\nL'animale si \u00e8 accasciato in un'ultima convulsione e, nonostante la corda, ha scalciato con tutta la sua ultima forza.\ncon tutte le sue ultime forze. Un cucchiaio di coagulo nero fuoriesce\ndi coagulo nero, mentre il rivolo di sangue rosso era cessato da qualche secondo.\n\n Ecco, ora se ne andr\u00e0, disse lei.  Creature astute che tengono sempre\nuna goccia del genere il pi\u00f9 a lungo possibile!\n\nL'ultimo tuffo era arrivato cos\u00ec inaspettato da far barcollare Jude, che nel riprendersi aveva dato un calcio al vaso in cui il sangue era finito.\nnel riprendersi diede un calcio al recipiente in cui il sangue si era\nsangue.\n\n Ecco! grid\u00f2, in preda alla passione.  Ora non posso fare alcun\nnero. C'\u00e8 uno spreco, tutto in te!\n\nJude mise il secchio in posizione verticale, ma solo un terzo del liquido fumante era rimasto dentro.\nliquido fumante, la maggior parte era stata spruzzata sulla neve, formando uno spettacolo lugubre, sordido e brutto per chi lo vedeva come gli altri.\ne formando uno spettacolo lugubre, sordido e orribile per coloro che non lo vedevano come un\nche non fosse un normale piatto di carne. Le labbra e le narici dell'animale\ndell'animale divennero lividi, poi bianchi, e i muscoli delle sue membra si rilassarono.\n\n Grazie a Dio!  Disse Jude.  \u00c8 morto.\n\n Cosa c'entra Dio con un lavoro cos\u00ec disordinato come l'uccisione di un maiale, vorrei saperlo!\nVorrei saperlo! disse sprezzante.  La povera gente deve vivere.\n\n Lo so, lo so, disse.  Non ti rimprovero.\n\nImprovvisamente si accorsero di una voce che li accompagnava.\n\n Ben fatto, giovane volk sposato! Non avrei potuto fare di meglio\nmeglio io stesso, che io sia maledetto!  La voce, che era roca, proveniva\ndal cancello del giardino e, alzando gli occhi dalla scena del massacro, videro la corpulenta figura di Mr.\ndi massacro, videro la corpulenta figura del signor Challow che si sporgeva dal cancello, osservando criticamente\nche osservava con occhio critico la loro performance.\n\n \u00c8 bene che tu stia l\u00ec a guardare! disse Arabella.  A causa\nal vostro ritardo, la carne \u00e8 al sangue e mezza rovinata!  Non si guadagna cos\u00ec tanto\ntanto da uno scellino al pezzo!\n\nChallow ha espresso il suo pentimento.  Avresti dovuto aspettare un po', disse\ndisse, scuotendo la testa, e non farlo nello stato delicato,\nin cui vi trovate attualmente, signora.  Sta rischiando troppo.\n\n Non devi preoccuparti di questo, disse Arabella, ridendo. Anche Jude\nAnche Jude rise, ma c'era un forte sapore di amarezza nel suo divertimento.\ndivertimento.\n\nChallow compens\u00f2 la sua negligenza nell'uccidere con lo zelo nello scottare e raschiare.\ne raschiare. Jude si sentiva insoddisfatto di se stesso come uomo per quello che aveva fatto, pur essendo consapevole della sua mancanza di buon senso e del fatto che l'atto\ndi quello che aveva fatto, pur essendo consapevole della sua mancanza di buon senso e del fatto che l'azione\nche l'azione sarebbe stata la stessa se fosse stata compiuta da un vicesceriffo. La\nneve bianca, macchiata dal sangue del suo compagno mortale, aveva un aspetto\nillogico per lui che era un amante della giustizia, per non dire un cristiano;\nma non riusciva a capire come si potesse risolvere la questione. Senza dubbio era,\ncome lo aveva definito sua moglie, uno sciocco dal cuore tenero.\n\nLa strada per Alfredston ora non gli piaceva. Lo fissava cinicamente in\nfaccia. Gli oggetti lungo la strada gli ricordavano cos\u00ec tanto il corteggiamento di sua moglie che, per tenerli lontani dagli occhi, leggeva ogni volta che poteva.\nsua moglie che, per tenerli lontani dagli occhi, leggeva ogni volta che poteva\nmentre andava e tornava dal lavoro. Tuttavia, a volte sentiva che, occupandosi di libri\nlibri non sfuggiva ai luoghi comuni n\u00e9 acquisiva idee rare,\ntutti gli operai sono ormai di quel gusto. Quando passava vicino al punto\nvicino al ruscello in cui aveva fatto la sua prima conoscenza, un giorno sent\u00ec delle voci\nun giorno sent\u00ec delle voci, proprio come aveva fatto in quell'occasione. Una delle ragazze\nche erano state compagne di Arabella stava parlando con un'amica in un capanno,\nlui stesso era l'argomento del discorso, forse perch\u00e9 lo avevano visto\nin lontananza. Erano del tutto ignare del fatto che le pareti del capannone fossero cos\u00ec\ncos\u00ec sottili che lui poteva sentire le loro parole al suo passaggio.\n\n Comunque, sono io che l'ho spinta a farlo!  Non c'\u00e8 niente di azzardato,\nHo detto. Se non l'avessi fatto, lei non sarebbe stata la sua cattiva persona pi\u00f9 di me.\n\n Sono convinto che lei sapesse che non c'era nulla di male quando gli ha detto\nche era\n\nChe cosa aveva fatto Arabella con questa donna, perch\u00e9 lui la facesse diventare\nsua mis ess, altrimenti moglie? L'idea era terribilmente\nsgradevole, e lo tormentava a tal punto che, invece di entrare nel suo cottage, quando vi giunse, gett\u00f2 il cesto all'interno della casa.\ncasa quando la raggiunse, gett\u00f2 il suo cesto all'interno del cancello del giardino e pass\u00f2 oltre, determinato\ngiardino e pass\u00f2 oltre, deciso ad andare a trovare la vecchia zia e a cenare l\u00ec.\nzia e di cenare l\u00ec.\n\nQuesto fece s\u00ec che il suo arrivo a casa fosse piuttosto tardivo. Arabella, tuttavia, era impegnata a\ndi sciogliere il lardo dal grasso del maiale deceduto, perch\u00e9 era stata fuori tutto il giorno a\nuna gita tutto il giorno, ritardando cos\u00ec il suo lavoro. Temendo che ci\u00f2 che aveva sentito lo\nsentito lo portasse a dirle qualcosa di spiacevole, parl\u00f2 poco.\npoco. Ma Arabella era molto loquace e disse, tra l'altro, che voleva del denaro.\nche voleva del denaro. Vedendo il libro che spuntava dalla sua tasca\naggiunse che avrebbe dovuto guadagnare di pi\u00f9.\n\n Il salario di un apprendista non \u00e8 sufficiente a mantenere una moglie, di norma, mia cara.\ndi norma, mia cara.\n\n Allora non avresti dovuto averne uno.\n\n Vieni, Arabella! \u00c8 un peccato, se si sa come \u00e8 andata a finire.\n\n Dichiarer\u00f2 al cielo che pensavo che quello che vi ho detto fosse vero.\nIl dottor Vilbert lo pensava. \u00c8 stato un bene per te che non fosse cos\u00ec!\ncos\u00ec!\n\n Non intendo questo, disse frettolosamente.  Intendo prima di quel momento. So che\nche non \u00e8 stata colpa tua, ma quelle tue amiche ti hanno dato un cattivo\nconsigli. Se non l'avessero fatto, o se tu non l'avessi seguito, in questo momento ci saremmo\nsaremmo stati liberi da un legame che, senza giri di parole, ci fa\nentrambi in modo diabolico. Pu\u00f2 essere molto triste, ma \u00e8 vero.\n\n Chi ti ha parlato dei miei amici? Quale consiglio? Insisto perch\u00e9\nche tu me lo dica.\n\n Pooh, preferirei di no.\n\n Ma dovrete farlo. \u00c8 meschino da parte tua non farlo!\n\n Molto bene.  E accenn\u00f2 delicatamente a ci\u00f2 che gli era stato rivelato.  Ma io\nnon voglio soffermarmi su di esso. Non parliamone pi\u00f9.\n\nIl suo atteggiamento difensivo croll\u00f2.  Non \u00e8 stato niente\", disse ridendo\nfreddamente.  Ogni donna ha il diritto di fare una cosa del genere. Il rischio \u00e8 suo.\n\n Lo nego, Bella. Potrebbe farlo se non ci fosse una sanzione a vita per l'uomo o, in caso di inadempienza, per lei stessa.\nper l'uomo o, in caso di inadempienza di lui, per lei stessa; se la debolezza del momento\nmomento potesse finire con il momento, o addirittura con l'anno. Ma quando\neffetti si estendono cos\u00ec tanto, non dovrebbe fare ci\u00f2 che intrappola un uomo, se \u00e8 onesto, o se stessa.\nun uomo se \u00e8 onesto, o lei stessa se lo \u00e8 altrimenti.\n\n Cosa avrei dovuto fare?\n\n Perch\u00e9 ti affanni a sciogliere il grasso di quel maiale stasera?\ngrasso di maiale stasera? Per favore, mettilo via!\n\n Allora devo farlo domani mattina. Non si manterr\u00e0.\n\n Molto bene.\n\n\n\n\nXI\n\n\nLa mattina dopo, che era domenica, riprese le operazioni verso le dieci.\ne la ripresa del lavoro richiam\u00f2 la conversazione che l'aveva accompagnata la sera prima e la riport\u00f2 nella stessa\nche l'aveva accompagnata la sera prima, e la riport\u00f2 nello stesso\ncarattere intrattabile.\n\n Questa \u00e8 la storia di me a Marygreen, \u00e8 che ho intrappolato ee?\nSei stato proprio un buon partito, Signore!  Mentre si riscaldava, vide alcuni dei cari\nJude su un tavolo dove non avrebbero dovuto essere posati.\nessere posati.  Non voglio che quei libri siano qui tra i piedi!\npetulante; e afferrandoli uno a uno cominci\u00f2 a gettarli sul pavimento.\npavimento.\n\n Lascia stare i miei libri!  Avresti potuto gettarli da parte se\nma sporcarli in questo modo \u00e8 disgustoso!  Nell'operazione di\nNell'operazione di preparazione del lardo le mani di Arabella si erano imbrattate di\ngrasso caldo e le sue dita avevano lasciato impronte molto percettibili\nimpronte sulle copertine dei libri. Continu\u00f2 deliberatamente a gettare i libri\nlibri sul pavimento, finch\u00e9 Jude, incattivito oltre ogni limite di sopportazione,\nla prese per le braccia per farla smettere. In qualche modo, nel fare ci\u00f2, egli\nallent\u00f2 la chiusura dei capelli, che le rotolarono intorno alle orecchie.\n\n Lasciatemi andare! disse.\n\n Promettete di lasciare i libri in pace.\n\nEsitava.  Lasciatemi andare! ripet\u00e9.\n\n Promesso!\n\nDopo una pausa:  Lo voglio.\n\nJude abbandon\u00f2 la presa e lei attravers\u00f2 la stanza fino alla porta, dalla quale usc\u00ec con il volto assorto\ndalla quale usc\u00ec con il viso imbambolato e si avvi\u00f2 verso l'autostrada. Qui cominci\u00f2\na passeggiare su e gi\u00f9, tirandosi perversamente i capelli in un modo peggiore\npeggiore di quello che lui aveva provocato, e slacciando diversi bottoni della sua\nabito. Era una bella domenica mattina, asciutta, limpida e gelida, e le campane della chiesa di Alfredston potevano\ncampane della chiesa di Alfredston si sentivano nella brezza proveniente da nord.\nLungo la strada passavano persone vestite con i loro abiti da vacanza;\nErano soprattutto coppie di innamorati, come Jude e Arabella, quando\nquando, qualche mese prima, avevano fatto sport lungo la stessa strada. Questi\npedoni si giravano a guardare lo straordinario spettacolo che lei ora\nsenza cuffietta, con i capelli scompigliati che si agitavano al vento, il corpetto aperto, le maniche\ncorpetto, le maniche arrotolate sopra i gomiti per il lavoro e le mani che puzzavano di grasso fuso.\nmani che puzzavano di grasso fuso. Uno dei passanti disse con finto terrore:\n Buon Dio, liberaci!\n\n Vedete come mi ha servito! grid\u00f2.  Mi fa lavorare la domenica mattina\nquando dovrei andare in chiesa, e mi strappa i capelli dalla testa,\ne il mio abito dalla schiena!\n\nJude era esasperato e usc\u00ec per trascinarla dentro con la forza. Poi\nimprovvisamente perse il suo calore. Illuminato dalla sensazione che tutto fosse finito\ntra loro, e che non importava cosa facesse lei o lui, suo marito\nrimase immobile, guardandola. Le loro vite erano rovinate, pens\u00f2; rovinate\nrovinate dall'errore fondamentale della loro unione matrimoniale: quello di aver\ncontratto permanente su un sentimento temporaneo che non aveva alcun\nche non aveva alcun legame necessario con le affinit\u00e0 che sole rendono tollerabile un\ntollerabile un cameratismo che dura tutta la vita.\n\n Mi maltratterai per principio, come tuo padre maltrattava tua madre,\ne la sorella di tuo padre maltrattava suo marito? chiese.  Siete tutti\nuna strana gente come mariti e mogli!\n\nJude le rivolse uno sguardo arrestato e sorpreso. Ma lei non disse altro,\ne continu\u00f2 a passeggiare finch\u00e9 non fu stanca. Lasci\u00f2 il posto e, dopo aver vagato un po',\ndopo aver vagato per un po', si incammin\u00f2 in direzione di Marygreen.\nMarygreen. Qui fece visita alla prozia, le cui infermit\u00e0 aumentavano di giorno in giorno.\naumentavano.\n\n Zia: mio padre ha maltrattato mia madre e mia zia suo marito?\nJude, sedendosi accanto al fuoco.\n\nAlz\u00f2 gli occhi antichi sotto il bordo della cuffietta che portava sempre.\nche portava sempre.  Chi te l'ha detto? disse.\n\n Ne ho sentito parlare e voglio sapere tutto.\n\n Lei \u00e8 cos\u00ec bravo, immagino; anche se sua moglie, credo, deve essere stata una sciocca\nessere stata una sciocca ad aprirlo! In fondo non c'\u00e8 molto da sapere.\nTuo padre e tua madre non riuscivano ad andare d'accordo e si sono separati. Era\ntornando a casa dal mercato di Alfredston, quando eri un bambino sulla\ncollina vicino al fienile di Brown House che ebbero l'ultima divergenza e si lasciarono per l'ultima volta.\ne si congedarono l'uno dall'altra per l'ultima volta. Tua madre poco dopo\nmor\u00ec, si anneg\u00f2, insomma, e tuo padre se ne and\u00f2 con te nel South Wessex.\ncon te nel Wessex meridionale e non venne mai pi\u00f9 qui.\n\nJude ricord\u00f2 il silenzio di suo padre sul North Wessex e sulla madre di Jude.\nmadre, che non parl\u00f2 mai di nessuno dei due fino alla morte.\n\n \u00c8 stato lo stesso per la sorella di tuo padre. Suo marito la offese,\ne in seguito non le piaceva pi\u00f9 vivere con lui, tanto che se ne and\u00f2 a Londra con la sua cameriera.\nLondra con la sua piccola cameriera. I Fawley non sono fatti per il matrimonio.\nnon ci \u00e8 mai piaciuto. C'\u00e8 qualcosa nel nostro sangue che\nche non accetta di buon grado l'idea di essere vincolati a fare quello che facciamo\nabbastanza facilmente se non si \u00e8 vincolati. Per questo avresti dovuto darmi retta e non sposarti.\ne non sposarti.\n\n Dove si sono separati il padre e la madre dalla Casa Brown, hai detto?\n\n Un po' pi\u00f9 avanti, dove si dirama la strada per Fenworth, e dove si trova il\npalo della mano. Un tempo l\u00ec si trovava una gogna non collegata alla nostra storia.\nstoria. Ma lasciamo perdere.\n\nAll'imbrunire di quella sera Jude si allontan\u00f2 dalla vecchia zia come se volesse\ncome se volesse tornare a casa. Ma non appena raggiunse la strada aperta, la percorse fino ad arrivare\nfino ad arrivare a un grande stagno rotondo. Il gelo continuava, anche se non era\nnon era particolarmente pungente, e le stelle pi\u00f9 grandi in alto spuntavano lente e tremolanti.\ne tremolanti. Jude mise un piede sul bordo del ghiaccio e poi l'altro.\nL'altro: si incrin\u00f2 sotto il suo peso, ma questo non lo scoraggi\u00f2. Egli\nverso il centro, mentre il ghiaccio produceva rumori acuti.\nrumore acuto. Quando fu quasi al centro si guard\u00f2 intorno e fece un salto.\nsalto. Lo scricchiolio si ripet\u00e9, ma lui non scese. Salt\u00f2 di nuovo\ndi nuovo, ma lo scricchiolio era cessato. Jude torn\u00f2 sul bordo e\ne calpest\u00f2 il terreno.\n\nEra curioso, pens\u00f2. Per cosa era riservato? Supponeva di non essere\nnon fosse una persona sufficientemente dignitosa per il suicidio. La morte pacifica\nlo aborriva come soggetto e non lo avrebbe preso.\n\nChe cosa poteva fare di pi\u00f9 basso rispetto all'auto-estinzione; che cosa c'era di meno nobile, di pi\u00f9 consono alla sua attuale posizione degradata?\nmeno nobile, pi\u00f9 consono alla sua attuale posizione degradata?\nPoteva ubriacarsi. Certo, era cos\u00ec; l'aveva dimenticato. Bere\nera la risorsa abituale e stereotipata dell'inutile disperato. Cominciava a capire\ncominciava a capire perch\u00e9 alcuni uomini si ubriacavano nelle locande. Scese la collina\nverso nord e giunse a un'oscura locanda. Quando entr\u00f2 e si sedette\nla vista dell'immagine di Sansone e Dalila sulla parete gli fece riconoscere il luogo come quello che aveva visitato con Arabica.\ndi Sansone e Dalila sulla parete gli fece riconoscere il posto che aveva visitato con Arabella la prima domenica sera del loro\nprima domenica sera del loro corteggiamento. Chiam\u00f2 il liquore e bevve\nbriamente per un'ora o pi\u00f9.\n\nQuella sera, tornando a casa a tarda ora, con il senso di depressione svanito e con la testa ancora abbastanza lucida, cominci\u00f2 a ridere in modo esuberante.\ne con la testa ancora abbastanza lucida, cominci\u00f2 a ridere in modo esuberante,\ne a chiedersi come Arabella lo avrebbe accolto nel suo nuovo aspetto. La casa\ncasa era al buio quando entr\u00f2 e, nel suo stato di inciampo, pass\u00f2 un po' di tempo prima che potesse\nincespicando, pass\u00f2 un po' di tempo prima che riuscisse a fare luce. Poi scopr\u00ec che, sebbene\ni segni della svestizione del maiale, dei grassi e delle capesante, erano visibili, i materiali\nmateriali stessi erano stati portati via. Una riga scritta dalla moglie all'interno di una\nuna vecchia busta era stata appuntata sul soffiatore di cotone del caminetto: \"La moglie aveva scritto\ncamino:\n\n Sono andato dai miei amici. Non torner\u00f2.\n\nPer tutto il giorno successivo rimase a casa e mand\u00f2 la carcassa del maiale ad Alfredston.\nmaiale ad Alfredston. Poi pul\u00ec i locali, chiuse la porta a chiave,\nla chiave in un posto che lei avrebbe conosciuto se fosse tornata, e torn\u00f2 ai suoi lavori di muratura ad Alfredston.\ndi Alfredston e torn\u00f2 al suo lavoro di muratore.\n\nLa sera, quando torn\u00f2 a casa, scopr\u00ec che lei non era venuta a trovarlo.\ncasa. Il giorno successivo and\u00f2 allo stesso modo, e quello dopo ancora. Poi arriv\u00f2\nuna lettera di lei.\n\nAmmise francamente di essersi stancata di lui. Era una carrozza cos\u00ec lenta\nlento e non le piaceva il tipo di vita che conduceva. Non c'era\nnessuna prospettiva di migliorare se stesso o lei. Continu\u00f2 a dire che i suoi genitori\nche i suoi genitori, come lui sapeva, avevano preso in considerazione per un po' la\ndi emigrare in Australia, dato che l'attivit\u00e0 di allevamento di maiali era\nsuini \u00e8 un'attivit\u00e0 povera al giorno d'oggi. Alla fine avevano deciso di partire, e lei aveva proposto di\ndi andare con loro, se lui non avesse avuto obiezioni. Una donna del suo genere avrebbe avuto\npi\u00f9 possibilit\u00e0 laggi\u00f9 che in questo stupido paese.\n\nJude rispose che non aveva la minima obiezione a che lei andasse. Egli\npensava che fosse una scelta saggia, visto che lei desiderava andarci, e che avrebbe potuto essere\nvantaggio per entrambi. Nel plico che conteneva la lettera\nlettera il denaro ricavato dalla vendita del maiale, con tutto quello che aveva in pi\u00f9, che non era\ntutto quello che aveva in pi\u00f9, che non era molto.\n\nDa quel giorno non sent\u00ec pi\u00f9 parlare di lei se non indirettamente, anche se il padre e la sua famiglia non se ne andarono subito, ma attesero fino a quando il padre di lei\npadre e la sua famiglia non se ne andarono immediatamente, ma aspettarono che i suoi\nbeni e gli altri effetti personali. Quando Jude seppe che ci sarebbe stata\nche ci sarebbe stata un'asta a casa dei Donn, caric\u00f2 le sue\nsu un carro e le mand\u00f2 alla suddetta casa, affinch\u00e9 vendesse le sue cose.\ncasa, perch\u00e9 li vendesse insieme agli altri, o quanti ne voleva\ndi loro, o di quanti ne avesse scelti.\n\nPoi and\u00f2 ad alloggiare ad Alfredston e vide in una vetrina il volantino che annunciava la vendita dei mobili del suocero.\nun piccolo volantino che annunciava la vendita dei mobili del suocero.\nPrese nota della data, che pass\u00f2 senza che Jude si avvicinasse al luogo, n\u00e9 si accorgesse che il traffico in uscita da Alfredston\nsenza che Jude si avvicinasse al luogo o che si accorgesse che il traffico da Alfredston per la strada meridionale\nstrada meridionale fosse materialmente aumentato dall'asta. Qualche giorno dopo\nentr\u00f2 in una squallida bottega di broker nella strada principale della citt\u00e0 e, in mezzo a un'eterogenea collezione di\nun'eterogenea collezione di pentole, un cavallo da bucato, un\ncandelabro d'ottone, un vetro oscillante e altre cose nel retro del negozio, evidentemente appena portate\nnegozio, evidentemente appena portato da una svendita, vide una fotografia incorniciata, che si rivel\u00f2 essere la sua\nuna fotografia incorniciata, che si rivel\u00f2 essere il suo ritratto.\n\nSi trattava di una foto che aveva fatto scattare e incorniciare appositamente da un uomo del posto in acero\nin acero a occhio di uccello, come regalo per Arabella, e che le aveva debitamente donato il giorno delle nozze.\nil giorno delle nozze. Sul retro si leggeva ancora: _Giuda ad Arabella_, con la data.\nArabella_, con la data. Doveva averla gettata insieme al resto delle sue\nsue propriet\u00e0 all'asta.\n\n Oh, disse l'intermediario, vedendolo guardare questo e gli altri oggetti\nnel mucchio, senza accorgersi che il ritratto era suo: \"\u00c8 un piccolo lotto di roba\n\u00c8 un piccolo lotto di roba che mi \u00e8 stata venduta a un cottage\nsulla strada per Marygreen. La cornice \u00e8 molto utile, se si toglie l'effigie.\nse si toglie l'effigie. Lo avrete per uno scellino.\n\nLa morte totale di ogni sentimento di tenerezza nella moglie, come gli \u00e8 stato fatto notare da questa\ndi ogni sentimento tenero in sua moglie, cos\u00ec come gli era stata portata a conoscenza da questa prova muta e non progettata della vendita del suo ritratto\ne del suo regalo, fu il piccolo colpo conclusivo necessario per demolire ogni\nsentimento in lui. Pag\u00f2 lo scellino, port\u00f2 via la fotografia e la bruci\u00f2.\ne la bruci\u00f2, con tutta la cornice, quando raggiunse il suo alloggio.\n\nDue o tre giorni dopo venne a sapere che Arabella e i suoi genitori erano\nerano partiti. Aveva inviato un messaggio in cui si offriva di vederla per un congedo formale.\nma lei aveva risposto che sarebbe stato meglio altrimenti, visto che era intenzionata a partire.\nera decisa a partire, il che forse era vero. La sera successiva alla\nemigrazione, quando la sua giornata di lavoro era terminata, usc\u00ec dalla porta dopo cena e passeggi\u00f2\ndopo cena, e passeggi\u00f2 alla luce delle stelle lungo la strada troppo familiare\nverso l'altopiano dove aveva vissuto le principali emozioni della sua vita.\ndella sua vita. Sembrava essere di nuovo sua.\n\nNon riusciva a realizzare se stesso. Sul vecchio sentiero sembrava essere ancora un ragazzo.\nun giorno in pi\u00f9 di quando era rimasto a sognare in cima a quella collina.\nquella collina, con dentro per la prima volta l'ardore per Christminster e l'universit\u00e0.\nChristminster e di studio.  Eppure sono un uomo, si disse.  Ho una\nmoglie. Di pi\u00f9, sono arrivato allo stadio ancora pi\u00f9 maturo di essere in disaccordo con lei, di non amarla, di aver litigato con lei.\ncon lei, non mi piace, ho litigato con lei e mi sono separato da lei.\n\nSi ricord\u00f2 allora che si trovava non lontano dal luogo in cui si diceva che il padre e la madre si fossero separati\nsi dice che sia avvenuta la separazione tra suo padre e sua madre.\nsi era verificato.\n\nPoco pi\u00f9 avanti c'era la vetta da cui Christminster, o ci\u00f2 che aveva preso per quella citt\u00e0, sembrava\nsembrava essere visibile. Una pietra miliare, ora come\nsempre, si trovava sul ciglio della strada. Jude si avvicin\u00f2 ad essa e sent\u00ec\npiuttosto che leggere il chilometraggio della citt\u00e0. Si ricord\u00f2 che una volta, tornando a casa\ncasa aveva inciso con orgoglio, con il suo nuovo scalpello, un'iscrizione sul retro di quella pietra miliare.\nsul retro di quella pietra miliare, incarnando le sue aspirazioni. Era stata\nnella prima settimana del suo apprendistato, prima che fosse\nprima di essere distolto dai suoi propositi da una donna inadatta. Si chiese se l'iscrizione\nse l'iscrizione fosse ancora leggibile, e andando sul retro della pietra miliare\nspazzol\u00f2 via le ortiche. Alla luce di un fiammifero poteva ancora\nscorgere ci\u00f2 che aveva tagliato con tanto entusiasmo tanto tempo prima:\n\n[SOTTOVOCE J. F. [con un dito puntato]]\n\nLa vista di essa, intatta, all'interno del suo schermo di erba e ortiche,\naccese nella sua anima una scintilla del vecchio fuoco. Sicuramente il suo piano doveva essere quello di\nandare avanti nella buona e nella cattiva sorte per evitare il dolore morboso, anche se\nanche se vedeva le brutture del mondo? _Bene agere et l tari_ per fare il bene\nche aveva sentito dire essere la filosofia di uno Spinoza,\npotrebbe essere la sua anche adesso.\n\nPotrebbe combattere con la sua stella cattiva e seguire la sua intenzione originale.\nintenzione.\n\nSpostandosi in un punto un po' distante, scopr\u00ec l'orizzonte in direzione nord-est.\ndirezione nord-est. L\u00ec effettivamente si ergeva il debole alone, una piccola\nnebulosa, difficilmente riconoscibile se non dall'occhio della fede. Era\nsufficiente per lui. Sarebbe andato a Christminster non appena fosse scaduto il termine dell'apprendistato.\napprendistato.\n\nTorn\u00f2 al suo alloggio di buon umore e disse le sue preghiere.\n\n\n\n\nParte seconda A NATALE\n\n{\\an8}Salvo la sua anima, non ha una stella. SWINBURNE.\n\nNotitiam primosque gradus vicinia fecit;\nTempore crevit amor. OVID.\n\n\n\n\nI\n\n\nLa successiva mossa degna di nota nella vita di Jude \u00e8 stata quella in cui \u00e8 apparso\nche scivolava costantemente attraverso un paesaggio crepuscolare di circa tre anni\ndi tre anni dopo il corteggiamento di Arabella e l'interruzione della sua rozza vita coniugale con lei.\ndi Arabella e l'interruzione della sua rozza vita coniugale con lei. Stava camminando verso\nChristminster City, in un punto a un paio di chilometri a sud-ovest della citt\u00e0.\n\nFinalmente si era liberato di Marygreen e Alfredston: aveva terminato l'apprendistato e con i suoi attrezzi alle spalle sembrava\napprendistato, e con i suoi attrezzi alle spalle sembrava essere\nun nuovo inizio che, a parte l'interruzione dovuta alla sua intimit\u00e0 e all'esperienza matrimoniale con\ninterruzione dell'intimit\u00e0 e dell'esperienza coniugale con Arabella, non vedeva l'ora di ricominciare.\nArabella, aveva atteso con ansia per circa dieci anni.\n\nGiuda sarebbe stato descritto come un giovane uomo con un carattere\nmeditativo e serio piuttosto che bello. Era\ndi carnagione scura, con occhi scuri e armoniosi, e portava una barba nera ben curata\nbarba nera ben curata, di una crescita pi\u00f9 avanzata di quella abituale alla sua et\u00e0.\nQuesta, insieme alla grande massa di capelli neri e ricci, gli creava qualche problema nel pettinarsi e lavarsi.\nper lui un certo fastidio nel pettinare e lavare la polvere di pietra che vi si depositava\npolvere di pietra che vi si depositava nell'esercizio del suo mestiere. Le sue capacit\u00e0 in quest'ultimo\nacquisite in campagna, erano a tutto tondo,\nmonumentali, lavori gotici in pietra libera per il restauro delle chiese e l'intaglio di\nrestauro delle chiese e l'intaglio di tipo generale. A Londra\nLondra si sarebbe probabilmente specializzato e sarebbe diventato un muratore\n un muratore di modanatura, uno scultore di fogliame, forse uno statuario.\n\nQuel pomeriggio aveva guidato un carro da Alfredston fino al villaggio pi\u00f9\npi\u00f9 vicino alla citt\u00e0 in questa direzione, e ora camminava per le restanti quattro miglia\nquattro miglia piuttosto per scelta che per necessit\u00e0, avendo sempre\nimmaginato di arrivare cos\u00ec.\n\nL'impulso finale a venire aveva avuto un'origine curiosa, pi\u00f9 legata al lato emotivo che a quello intellettuale.\npi\u00f9 legata al lato emotivo di lui che a quello intellettuale, come spesso accade ai\ncome spesso accade ai giovani uomini. Un giorno, mentre alloggiava ad Alfredston, si era recato a Marygreen\nera andato a Marygreen a trovare la vecchia zia e aveva osservato tra i candelabri d'ottone della sua\ntra i candelabri di ottone sulla mensola del camino la fotografia di un bel\nviso femminile, con un ampio cappello con pieghe radianti sotto la tesa come\nraggi di un'aureola. Aveva chiesto chi fosse. La zia aveva risposto burberamente\nzia aveva risposto burberamente che si trattava di sua cugina Sue Bridehead, del ramo inimico della famiglia.\ndella famiglia; e a ulteriori domande la vecchia aveva risposto che la ragazza\nche la ragazza viveva a Christminster, anche se non sapeva dove e cosa\ndove, n\u00e9 cosa facesse.\n\nSua zia non gli avrebbe dato la fotografia. Ma lo perseguitava e alla fine\ne alla fine costitu\u00ec un ingrediente accelerante nel suo intento latente di\ndi seguire il suo amico maestro di scuola.\n\nSi ferm\u00f2 ora in cima a un dolce declivio e ottenne la prima vista ravvicinata della citt\u00e0.\ne ottenne la prima vista ravvicinata della citt\u00e0. Con le sue pietre grigie e i suoi tetti di terracotta,\nsi trovava a poca distanza dal confine del Wessex, e quasi con la punta di un\npunta di un piccolo dito all'interno, nel punto pi\u00f9 settentrionale della linea increspata\nlungo la quale il Tamigi, con la sua calma, lambisce i campi di quell'antico regno.\nantico regno. Gli edifici ora giacevano tranquilli nel tramonto, una banderuola qua e l\u00e0\nsulle loro numerose guglie e cupole, che davano luce a un quadro di\nsobrie tonalit\u00e0 secondarie e terziarie.\n\nRaggiunto il fondo, si spost\u00f2 lungo il sentiero pianeggiante tra salici pollastri\nsalici sempre pi\u00f9 indistinti nella luce del crepuscolo, e presto si trov\u00f2 di fronte alle\nlampade pi\u00f9 esterne della citt\u00e0, alcune di quelle lampade che avevano mandato in cielo il bagliore e la gloria\ncielo il bagliore e la gloria che avevano catturato il suo sguardo teso nei giorni del suo\nsogno, tanti anni fa. Gli strizzarono l'occhio con i loro occhi gialli\ndubbiosi, e come se, pur avendolo aspettato per tutti questi anni\ndelusione per il suo ritardo, non lo desiderassero pi\u00f9 di tanto.\n\nEra una specie di Dick Whittington, il cui spirito era toccato da questioni pi\u00f9 sottili\ndi un mero guadagno materiale. Percorreva le strade periferiche\ncon il passo cauto di un esploratore. Non vide nulla della vera citt\u00e0\nnei sobborghi di questo lato. Il suo primo desiderio era un alloggio\nscrut\u00f2 con attenzione le localit\u00e0 che sembravano offrire a condizioni economiche\na basso costo il tipo di alloggio modesto che chiedeva; e dopo aver chiesto informazioni\nprese una stanza in un sobborgo soprannominato Beersheba, anche se al momento non lo sapeva.\nanche se all'epoca non lo sapeva. Qui si install\u00f2 e, dopo aver preso un po' di t\u00e8, usc\u00ec.\nusc\u00ec.\n\nEra una notte ventosa, sussurrante e senza luna. Per orientarsi apr\u00ec\nsotto una lampada una mappa che aveva portato con s\u00e9. La brezza la fece arruffare e svolazzare,\nma riusc\u00ec a vedere abbastanza per decidere la direzione da prendere per\nraggiungere il cuore del luogo.\n\nDopo molti giri, giunse al primo antico mucchio di medi val che aveva incontrato.\nche aveva incontrato. Si trattava di un collegio, come pot\u00e9 vedere dal portale.\nEntr\u00f2, fece il giro e si addentr\u00f2 in angoli bui che non raggiungevano la luce della\nluce della lampada. Vicino a questo collegio ce n'era un altro; e un po' pi\u00f9 in l\u00e0 un altro ancora.\ne un po' pi\u00f9 avanti un altro ancora; e poi cominci\u00f2 a essere circondato come da un\nil respiro e il sentimento della venerabile citt\u00e0. Quando passava davanti a oggetti\nnon in armonia con l'espressione generale, lasciava scivolare gli occhi su di essi, come se non li vedesse.\ncome se non li vedesse.\n\nUna campana cominci\u00f2 a suonare, ed egli ascolt\u00f2 finch\u00e9 non furono suonati centouno colpi.\nsuonati. Deve aver commesso un errore, pens\u00f2: doveva essere per\ncento.\n\nQuando i cancelli vennero chiusi e non pot\u00e9 pi\u00f9 entrare nel\nquadrangoli, si aggirava sotto i muri e le porte, tastando con le dita i contorni delle\ni contorni delle modanature e degli intagli. I minuti\nsempre meno persone erano visibili e lui continuava a serpeggiare tra le ombre.\ntra le ombre, perch\u00e9 non aveva immaginato queste scene da dieci\nanni passati, e cosa importava una notte di riposo per una volta? Alto contro\ncielo nero, il bagliore di una lampada avrebbe mostrato pinnacoli\nmerli frastagliati. Per oscuri vicoli, apparentemente mai calpestati\ndall'uomo e la cui stessa esistenza sembrava essere dimenticata,\nsi affacciavano sul sentiero portici, portici, portoni di arricchito e florido design medioevale.\narricchiti e floridi del Medioevo, la cui aria spenta \u00e8 accentuata dalla marcescenza delle pietre.\ndalla marcescenza delle pietre. Sembrava impossibile che il pensiero moderno\nche il pensiero moderno potesse trovare posto in stanze cos\u00ec decrepite e superate.\n\nNon conoscendo alcun essere umano, Jude cominci\u00f2 a essere colpito dall'isolamento della sua personalit\u00e0, come da un'autospettro.\nisolamento della propria personalit\u00e0, come con un autospettro, la sensazione\nera quella di uno che camminava ma non poteva farsi vedere o sentire.\nTir\u00f2 il fiato pensieroso e, sembrando cos\u00ec quasi il suo stesso fantasma,\npensieri alle altre presenze spettrali di cui gli angoli erano infestati.\nerano infestati.\n\nDurante l'intervallo di preparazione a questa impresa, dalla scomparsa senza compromessi di sua moglie e di\nmoglie e i mobili sono scomparsi nello spazio, aveva letto e imparato quasi tutto ci\u00f2 che\nquasi tutto ci\u00f2 che poteva essere letto e imparato da una persona nella sua posizione,\ndei grandi che avevano trascorso la loro giovinezza tra queste riverenti mura,\ne le cui anime li avevano perseguitati in et\u00e0 matura. Alcuni di loro, per\nincidenti della sua lettura, si profilavano nella sua immaginazione\nsproporzionatamente grandi rispetto agli altri. Lo sfiorare del vento\nvento contro gli angoli, i contrafforti e gli stipiti delle porte erano come il passaggio di questi\ndi questi unici altri abitanti, il picchiettio di ogni foglia d'edera sul vicino\nogni foglia d'edera sul suo vicino erano come i borbottii delle loro anime\nombre come le loro forme sottili in movimento nervoso, che gli facevano compagnia\nnella sua solitudine. Nella penombra era come se corresse contro di loro senza\nsentire le loro strutture corporee.\n\nLe strade erano ormai deserte, ma a causa di queste cose egli non poteva\nnon poteva entrare. C'erano poeti all'estero, di prima e di seconda mano, dall'amico ed elogiatore di Shakespeare fino a colui che \u00e8 passato di recente.\namico ed elogiatore di Shakespeare fino a colui che recentemente \u00e8 passato\nsilenzio, e quello musicale della trib\u00f9 che \u00e8 ancora tra noi.\nI filosofi speculativi si sono avvicendati, non sempre con la fronte rugosa\ne i capelli sfibrati come nei ritratti incorniciati, ma con il viso roseo, snello e attivo come in giovent\u00f9.\ncome in giovent\u00f9; divinatori moderni con il lenzuolo in cotta, tra i quali i pi\u00f9 reali per Jude Fawley.\npi\u00f9 reali per Jude Fawley erano i fondatori della scuola religiosa chiamata Tractarian\nTractarian; i tre ben noti, l'entusiasta, il poeta e il formulare\nil formularista, gli echi dei cui insegnamenti lo avevano influenzato anche nella sua\nnella sua oscura casa. Un inizio di avversione apparve nella sua fantasia per muovere\nalla vista di quegli altri figli del luogo, la forma nella\nparrucca, statista, libertino, ragionatore e scettico; lo storico dalla barba liscia, cos\u00ec ironicamente\nstorico dalla barba liscia, cos\u00ec ironicamente civile nei confronti del cristianesimo; con altri dello stesso\ndella stessa indole incredula, che conoscevano ogni quadrupede come i\nfedeli e si prendevano la stessa libert\u00e0 nel frequentare i suoi chiostri.\n\nEgli considerava gli statisti nelle loro diverse tipologie, uomini di\ne di aria meno sognante; lo studioso, l'oratore, l'uomo che\nl'uomo la cui mente cresceva con l'avanzare degli anni, e l'uomo la cui\nmente si contraeva con gli stessi.\n\nGli scienziati e i filologi si susseguivano nella sua vista mentale in una strana\ncombinazione impossibile, uomini dai volti meditativi, dalle fronti tese,\ne con gli occhi deboli come quelli di un pipistrello che ha fatto ricerche continue; poi personaggi ufficiali come\nufficiali, come governatori generali e luogotenenti, per i quali non provava\ndi interesse; capi-giustizieri e cancellieri, figure silenziose e\nfigure silenziose e dalle labbra sottili di cui conosceva a malapena i nomi. Un occhio di riguardo\nper i prelati, a causa delle sue precedenti speranze. Di loro aveva\naveva un'ampia schiera, alcuni uomini di cuore, altri piuttosto di testa; lui che\nche faceva l'apologia della Chiesa in latino, il santo autore del\ne vicino a loro il grande predicatore itinerante, scrittore di inni e zelota, che si stagliava come un'ombra su\nzelante, oscurato come Giuda dalle sue difficolt\u00e0 matrimoniali.\n\nJude si \u00e8 trovato a parlare ad alta voce, a conversare con loro\ncome un attore di un melodramma che apostrofa il pubblico dall'altra parte dei riflettori.\ndall'altra parte delle luci della ribalta; finch\u00e9 all'improvviso smise con un\ncon un inizio di assurdit\u00e0. Forse quelle parole incoerenti del vagabondo\nsono state udite all'interno delle mura da qualche studente o pensatore sopra la sua lampada;\ne pu\u00f2 darsi che abbia alzato la testa e si sia chiesto che voce fosse e cosa significasse.\ncosa significasse. Jude ora si rendeva conto che, per quanto riguardava la carne solida,\naveva tutta l'antica citt\u00e0 per s\u00e9, ad eccezione di qualche cittadino tardivo\nin ritardo, e che sembrava stesse prendendo freddo.\n\nUna voce lo raggiunse dall'ombra; una voce reale e locale:\n\n Sei rimasto a lungo su quel piedistallo, giovanotto.\nChe cosa hai in mente?\n\n\u00c8 arrivato da un poliziotto che aveva osservato Jude senza che quest'ultimo lo osservasse.\nosservarlo.\n\nJude torn\u00f2 a casa e and\u00f2 a letto, dopo essersi documentato un po' su questi uomini e sui loro diversi messaggi al mondo\ne i loro diversi messaggi al mondo da uno o due libri che aveva portato con s\u00e9 sui figli dell'universit\u00e0.\nportato con s\u00e9 riguardo ai figli dell'universit\u00e0. Mentre si avvicinava al\nverso il sonno, diverse loro parole memorabili che aveva appena\nche aveva appena imparato, sembravano pronunciate da loro in borbottii; alcune udibili,\nalcune udibili, altre incomprensibili per lui. Uno degli spettri (che in seguito piangeva\nChristminster come la casa delle cause perse, anche se Jude non lo ricordava) stava ora apostrofando\nnon lo ricordava) la stava apostrofando in questo modo:\n\n Bella citt\u00e0, cos\u00ec venerabile, cos\u00ec bella, cos\u00ec non devastata dalla feroce vita intellettuale del nostro secolo, cos\u00ec serena!\nvita intellettuale del nostro secolo, cos\u00ec serena!   Il suo fascino ineffabile\ncontinua a richiamarci alla vera meta di tutti noi, all'ideale, alla perfezione.\nperfezione.\n\nUn'altra voce era quella del convertitore della Corn Law, il cui fantasma aveva appena\naveva appena visto nel quadrilatero con una grande campana. Jude pens\u00f2 che la sua anima\nche la sua anima stesse dando forma alle parole storiche del suo maestro:\n\n Signore, forse mi sbaglio, ma la mia impressione \u00e8 che il mio dovere nei confronti di un paese minacciato dalla carestia\npaese minacciato dalla carestia richieda che si ricorra a quello che \u00e8 stato il rimedio ordinario in\nrimedio ordinario in tutte le circostanze simili debba essere utilizzato\ne cio\u00e8 che ci sia libero accesso al cibo dell'uomo da qualsiasi parte esso provenga.\nda qualsiasi parte esso provenga.\nnon potrete mai privarmi della consapevolezza di avere esercitato i poteri\npoteri che mi sono stati affidati senza motivi di corruzione o di interesse, senza desiderio di\ndi gratificare l'ambizione, per nessun tornaconto personale.\n\nPoi lo scaltro autore dell'immortale Capitolo sul Cristianesimo:  Come giustificare la supina disattenzione del mondo pagano e filosofico\ncome scusare la supina disattenzione del mondo pagano e filosofico nei confronti di quelle prove\na quelle prove [miracoli] che furono presentate dall'Onnipotenza?   I\nsaggi della Grecia e di Roma si sono voltati dall'altra parte di fronte a questo spettacolo terribile e\ne apparivano inconsapevoli di qualsiasi alterazione nel governo\nmorale o fisica del mondo.\n\nPoi l'ombra del poeta, l'ultimo degli ottimisti:\n\nCome il mondo \u00e8 fatto per ciascuno di noi!\n\n\n\nE ognuno dei Molti contribuisce a reclutare\nLa vita della razza con un piano generale.\n\nPoi uno dei tre appassionati che aveva visto poco prima, l'autore della\nl'_Apologia_:\n\n La mia argomentazione era che la certezza assoluta sulle verit\u00e0 della teologia naturale\nteologia naturale era il risultato di un insieme di probabilit\u00e0 concomitanti e convergenti.\nprobabilit\u00e0 che non raggiungono la certezza logica, ma che\ncertezza logica potrebbero creare una certezza mentale.\n\nIl secondo, senza polemica, mormorava cose pi\u00f9 tranquille:\n\nPerch\u00e9 dovremmo svenire e temere di vivere da soli,\nvisto che da soli, come vuole il Cielo, si muore?\n\nSent\u00ec anche alcune frasi pronunciate dal fantasma con la faccia corta, lo Spectator\nviso corto, il geniale Spettatore:\n\n Quando guardo le tombe dei grandi, ogni moto d'invidia muore in me; quando leggo gli epitaffi dei belli, ogni desiderio smodato\nQuando leggo gli epitaffi dei belli, ogni desiderio smodato si spegne.\nQuando incontro il dolore dei genitori su una lapide, il mio cuore si scioglie di\nquando incontro il dolore dei genitori su una lapide, il mio cuore si scioglie di compassione.\ngenitori stessi, considero la vanit\u00e0 di addolorarsi per coloro che dobbiamo\nseguire rapidamente.\n\nE infine parl\u00f2 un prelato dalla voce gentile, durante la cui mite, familiare\nrima, a lui cara fin dalla prima infanzia, Jude si addorment\u00f2:\n\nInsegnami a vivere, affinch\u00e9 io possa temere la tomba\nla tomba quanto il mio letto.\nInsegnami a morire\n\nSi svegli\u00f2 solo al mattino. Il passato spettrale sembrava essere sparito, e\ntutto parlava di oggi. Si alz\u00f2 dal letto, pensando di essersi\ndi aver dormito troppo e poi disse:\n\n Per Giove, avevo dimenticato la mia dolce cugina, che \u00e8 sempre qui!\nche \u00e8 sempre qui! E anche il mio vecchio maestro di scuola.  Le sue parole sul suo\nmaestro di scuola avevano, forse, meno brio di quelle relative alla cugina.\ncugina.\n\n\n\n\nII\n\n\nLe necessarie meditazioni sulla realt\u00e0, compresa la questione del\npane e formaggio, dissiparono il fantasma per un po' di tempo e\ncostrinse Jude a soffocare i pensieri elevati sotto i bisogni immediati. Doveva\nalzarsi e cercare un lavoro, un lavoro manuale, l'unico che molti professori ritengono essere un lavoro\nmolti dei suoi professori di essere un lavoro.\n\nPassando per le strade per questa missione, scopr\u00ec che i collegi avevano cambiato a tradimento\navevano cambiato a tradimento il loro aspetto simpatico: alcuni erano\npomposo; alcuni avevano assunto l'aspetto di tombe di famiglia in superficie;\nQualcosa di barbarico si profilava nelle murature di tutti. Gli spiriti dei grandi uomini\ngrandi uomini erano scomparsi.\n\nLe innumerevoli pagine architettoniche che lo circondavano le leggeva, naturalmente, meno\ncome un artista-critico delle loro forme, ma come un artigiano e un compagno dei\nartigiani morti i cui muscoli avevano effettivamente eseguito quelle forme.\nforme. Esaminava le modanature, le accarezzava come uno che conosceva il loro inizio, diceva che erano difficili o facili.\ninizio, diceva che erano difficili o facili nella lavorazione, che avevano richiesto\ntempo o poco, che erano impegnativi per il braccio o convenienti per l'utensile.\n\nCi\u00f2 che di notte era stato perfetto e ideale, di giorno era il reale pi\u00f9 o meno difettoso.\ndifettoso. Aveva percepito che erano state inflitte delle crudelt\u00e0, degli insulti, alle\nalle erezioni invecchiate. La condizione di alcuni di essi lo commuoveva come\ncommosso da esseri senzienti mutilati. Erano feriti, rotti,\nche stavano perdendo la loro forma esterna nella lotta mortale contro gli anni,\ntempo e l'uomo.\n\nLa putredine di questi documenti storici gli ricord\u00f2 che non si stava\nnon si stava affrettando a cominciare la mattinata praticamente come aveva\ncome intendeva fare. Era venuto per lavorare e per vivere di lavoro e la mattinata era quasi finita.\nquasi finita. In un certo senso, era incoraggiante pensare che in un luogo\ndi pietre fatiscenti ci doveva essere molto da fare per uno del suo mestiere nel\ndi ristrutturazioni. Si diresse verso il cantiere dello scalpellino il cui nome era stato dato.\nscalpellino il cui nome gli era stato dato ad Alfredston; e ben presto sent\u00ec il suono familiare dei gommini\nil suono familiare di gomme e scalpelli.\n\nIl cortile era un piccolo centro di rigenerazione. Qui, con spigoli vivi e\ncurve morbide, c'erano forme che assomigliavano esattamente a quelle che lui aveva visto\nabrasi e consumati dal tempo sui muri. Queste erano le idee in prosa moderna\nprosa che i collegi lichenizzati presentavano nella vecchia poesia. Anche alcuni di\ndi quei pezzi d'antiquariato avrebbero potuto essere chiamati prosa quando erano nuovi. Essi\nnon avevano fatto altro che aspettare ed erano diventati poetici. Come \u00e8 facile per il\npi\u00f9 piccolo edificio; quanto impossibile per la maggior parte degli uomini.\n\nChiese del capomastro e si guard\u00f2 intorno tra le nuove traccie,\nmontanti, traversi, pozzi, pinnacoli e merlature che si trovavano sui\nbanchieri, met\u00e0 lavorati o in attesa di essere rimossi. Erano caratterizzati da\nprecisione, rettilineit\u00e0 matematica, levigatezza, esattezza: l\u00ec, nei vecchi muri, c'erano le linee spezzate di\nvecchie mura c'erano le linee spezzate dell'idea originale; le curve frastagliate, il disprezzo della precisione\ncurve frastagliate, disprezzo della precisione, irregolarit\u00e0, disordine.\n\nPer un attimo cadde su Jude una vera e propria illuminazione; che qui, nel cortile di pietra, c'era un centro di lavoro degno come quello di cui si fregiava la\ndi pietra c'era un centro di lavoro degno come quello che viene chiamato\nnome di studio erudito all'interno del pi\u00f9 nobile dei collegi. Ma la perse\nsotto la spinta della sua vecchia idea. Avrebbe accettato qualsiasi impiego che\nche gli sarebbe stato offerto sulla base della raccomandazione del suo defunto datore di lavoro.\nraccomandazione del suo defunto datore di lavoro; ma l'avrebbe accettato solo in via provvisoria.\nQuesta era la sua forma del moderno vizio del disordine.\n\nInoltre, si accorse che qui si copiava, si rattoppava e si imitava soltanto.\nimitazione; e pensava che ci\u00f2 fosse dovuto a qualche causa temporanea e locale.\ntemporanea e locale. A quel tempo non si rendeva conto che il mediovalismo era morto come una\ncome una foglia di felce in un pezzo di carbone; che altri sviluppi si stavano delineando nel mondo\nmondo che lo circondava, nel quale l'architettura gotica e le sue associazioni\ngotica e le sue associazioni non avevano posto. L'ostilit\u00e0 mortale della logica e della visione contemporanee\nlogica e della visione contemporanea nei confronti di gran parte di ci\u00f2 che egli\nnon gli era ancora stata rivelata.\n\nNon avendo ancora trovato lavoro qui, se ne and\u00f2 e pens\u00f2 di nuovo a suo cugino, di cui gli sembrava di sentire la presenza da qualche parte.\ndi suo cugino, la cui presenza da qualche parte a portata di mano gli sembrava di sentire\ndi interesse, se non di emozione. Come avrebbe voluto avere quel\nbel ritratto di lei! Alla fine scrisse alla zia di inviarglielo. Lei\ncon la richiesta, per\u00f2, di non recare disturbo in famiglia andando a trovare la ragazza o i suoi parenti.\nin famiglia andando a trovare la ragazza o i suoi parenti. Jude, un tipo\nJude, un tipo ridicolmente affettuoso, non promise nulla, mise la fotografia sul caminetto, baci\u00f2\nsulla mensola del camino, la baci\u00f2, non sapeva perch\u00e9, e si sent\u00ec pi\u00f9 a casa.\ncasa. Sembrava che lei guardasse in basso e presiedesse al suo t\u00e8. Era\nrallegrante l'unica cosa che lo univa alle emozioni della citt\u00e0 viva.\n\nRimaneva il maestro di scuola, probabilmente ora reverendo parroco. Ma lui\nnon poteva ancora cacciare un uomo cos\u00ec rispettabile; tanto era grezza e\ngrezzo e non rifinito era il suo stato, cos\u00ec precaria era la sua fortuna. Cos\u00ec egli\nrimaneva ancora nella solitudine. Sebbene la gente si muovesse intorno a lui\nvirtualmente non vedeva nessuno. Non essendosi ancora mescolato con la vita attiva del luogo\ndel luogo, essa era in gran parte inesistente per lui. Ma i santi e i profeti\nprofeti nelle vetrate, i dipinti nelle gallerie, le statue, i busti, i doccioni.\nstatue, i busti, i doccioni, le teste di cornicione sembravano\nrespirare la sua atmosfera. Come tutti i nuovi arrivati in un luogo in cui il passato \u00e8 profondamente\n\u00e8 profondamente inciso, egli sentiva quel passato annunciarsi con un'enfasi\ncon un'enfasi del tutto insospettata e persino incredibile per i residenti abituali.\nresidenti abituali.\n\nPer molti giorni si aggir\u00f2 per i chiostri e i quadrilateri dei collegi\ne, nei momenti pi\u00f9 strani, li sorprendeva con l'eco impetuoso dei suoi\ndei suoi passi, forti come i colpi di un maglio. Il sentimento di Christminster\n Christminster, come \u00e8 stato chiamato, si \u00e8 sempre pi\u00f9 radicato in lui;\nfino a quando, probabilmente, conosceva meglio quegli edifici dal punto di vista materiale,\nartisticamente e storicamente, di tutti i loro abitanti.\n\nSolo ora, quando si trov\u00f2 effettivamente sul posto del suo\nentusiasmo, Jude si rese conto di quanto fosse lontano dall'oggetto di quell'entusiasmo.\nentusiasmo fosse in realt\u00e0. Solo un muro lo divideva da quei felici\ngiovani e felici suoi coetanei con i quali condivideva una vita mentale comune;\nuomini che non avevano nulla da fare dalla mattina alla sera se non leggere, segnare, imparare e digerire interiormente,\nimparare e digerire interiormente. Solo un muro, ma che muro!\n\nOgni giorno, ogni ora, mentre andava in cerca di lavoro, li vedeva andare e venire, si strofinava con loro, sentiva le loro voci.\nandare e venire, si strusciava con loro, sentiva le loro voci,\nsegnava i loro movimenti. La conversazione di alcuni dei pi\u00f9 riflessivi\ntra di loro sembrava spesso, a causa della sua lunga e persistente\npreparazione a questo luogo, fossero particolarmente affini ai suoi pensieri.\nEppure era lontano da loro come se fosse agli antipodi. Naturalmente\nCerto che lo era. Era un giovane operaio in camicetta bianca, e con\npolvere di pietra nelle pieghe dei vestiti; e nel passargli accanto non lo videro e non lo sentirono.\nnon lo videro e non lo sentirono, piuttosto videro attraverso di lui come attraverso una lastra di vetro\ndi vetro i loro familiari al di l\u00e0. Qualunque cosa fossero per lui, lui per\nper loro non era affatto sul posto; eppure aveva immaginato che sarebbe stato\nvicino alle loro vite venendo l\u00ec.\n\nMa il futuro, dopotutto, lo aspettava; e se solo fosse stato cos\u00ec\nfortunato da trovare un buon impiego, avrebbe sopportato l'inevitabile.\ninevitabile. Cos\u00ec ringrazi\u00f2 Dio per la sua salute e la sua forza e si fece coraggio.\ncoraggio. Per il momento era fuori dai cancelli di tutto,\ncollegi compresi: forse un giorno sarebbe entrato. Quei palazzi\ndi luce e di guida; un giorno avrebbe potuto guardare il mondo attraverso i loro\ni loro vetri.\n\nAlla fine ricevette un messaggio dal cantiere dello scalpellino che gli annunciava un lavoro\nche un lavoro lo aspettava. Fu il suo primo incoraggiamento e chiuse prontamente l'offerta.\ncon l'offerta prontamente.\n\nEra giovane e forte, altrimenti non avrebbe mai potuto portare a termine con tanto zelo\ncon tanto zelo le imprese a cui si dedicava ora, dato che comportavano\nleggere per gran parte della notte dopo aver lavorato tutto il giorno. Per prima cosa compr\u00f2 una\nuna lampada a luce diffusa per quattro penny e sei, e ottenne una buona luce. Poi\npoi si procur\u00f2 penne, carta e altri libri necessari che non aveva potuto\nnon era riuscito a procurarsi altrove. Poi, con grande costernazione della padrona di casa, spost\u00f2 tutti i mobili della stanza\nspost\u00f2 tutti i mobili della sua stanza in un'unica stanza per vivere e dormire.\nuna sola per vivere e per dormire, mont\u00f2 una tenda su una corda al centro, per farne una camera\nuna camera doppia, appese una spessa persiana affinch\u00e9 nessuno sapesse come\nche nessuno sapesse come stava riducendo le ore di sonno, dispose i libri e si sedette.\nsi sedette.\n\nEssendo stato molto gravato dal matrimonio, dall'acquisto di un cottage e di\nmobili che erano scomparsi al seguito della moglie, non era mai riuscito a\nnon era mai stato in grado di risparmiare dal momento di quelle\ndisastrose, e fino a quando non cominci\u00f2 ad arrivare il salario fu costretto a\na vivere nel modo pi\u00f9 ristretto. Dopo aver comprato un libro o due non poteva\nnon poteva nemmeno permettersi un fuoco; e quando le notti puzzavano dell'aria cruda e fredda dei prati\naria cruda e fredda dei prati, si sedeva davanti alla sua lampada in cappotto, cappello e guanti di lana,\ne guanti di lana.\n\nDalla finestra si vedeva la guglia della cattedrale e la cupola ogivale sotto la quale risuonava la grande campana della citt\u00e0.\ncupola ogivale sotto la quale risuonava la grande campana della citt\u00e0. L'alta\ntorre, le alte finestre del campanile e gli alti pinnacoli del collegio presso il ponte\nponte si potevano scorgere anche salendo le scale. Questi\nQuesti oggetti gli servivano da stimolo quando la sua fede nel futuro si affievoliva.\n\nCome gli appassionati in generale, non si \u00e8 informato sui dettagli della procedura.\nprocedura. Raccogliendo nozioni generali da una conoscenza casuale, non si\nnon si sofferm\u00f2 mai su di esse. Per il momento, diceva a se stesso, l'unica cosa\nnecessario prepararsi accumulando denaro e conoscenze,\ne attendere qualsiasi possibilit\u00e0 di diventare un figlio dell'Universit\u00e0.\nfiglio dell'Universit\u00e0.  Perch\u00e9 la saggezza \u00e8 una difesa, e il denaro \u00e8 una difesa\nma l'eccellenza del sapere \u00e8 che la saggezza d\u00e0 vita a chi la possiede.\na coloro che la possiedono.  Il suo desiderio lo assorbiva e non lasciava alcuna parte di lui a soppesare\nsoppesare la sua praticabilit\u00e0.\n\nIn quel momento ricevette una lettera nervosamente ansiosa dalla povera vecchia zia, su un argomento che l'aveva precedentemente angosciata per il timore che\nzia, sull'argomento che in precedenza l'aveva angosciata: il timore che Jude non fosse abbastanza forte da tenersi lontano dalla cugina Sue.\nJude non fosse abbastanza forte da tenersi lontano dalla cugina Sue Bridehead e dai suoi parenti.\nBridehead e dai suoi parenti. Il padre di Sue, secondo la zia, era tornato a Londra.\nLondra, ma la ragazza era rimasta a Christminster. Per renderla\nancora pi\u00f9 discutibile, era un'artista o disegnatrice di qualche tipo in\nun magazzino ecclesiastico, che era un perfetto semenzaio di idolatria.\nun perfetto semenzaio di idolatria, e per questo era senza dubbio abbandonata alle mummie\nper questo motivo, se non proprio papista. (La signorina Drusilla Fawley era evangelica).\ndata, evangelica).\n\nPoich\u00e9 Jude era piuttosto su una pista intellettuale che teologica, la notizia delle probabili opinioni di Sue non lo influenz\u00f2 pi\u00f9 di tanto.\ndi Sue non lo influenz\u00f2 molto in un senso o nell'altro, ma l'indizio su dove si trovasse era decisamente interessante.\nma l'indizio su dove si trovasse era decisamente interessante.\nCon un piacere del tutto singolare, nei primi minuti liberi pass\u00f2 davanti ai negozi\nminuti liberi, pass\u00f2 davanti ai negozi che rispondevano alla descrizione della prozia; e\nin uno di essi vide una ragazza seduta dietro una scrivania, che assomigliava in modo sospetto all'originale del\nsospettosamente simile all'originale del ritratto. Si azzard\u00f2 a entrare per\nper una banale commissione e, dopo aver fatto l'acquisto, si sofferm\u00f2 sulla scena.\nIl negozio sembrava essere gestito interamente da donne. Conteneva libri anglicani\nanglicana, cancelleria, testi e oggettistica: angioletti in gesso su mensole, cornici gotiche\nangeli di gesso su mensole, immagini di santi con cornice gotica, croci di ebano che erano\ncroci d'ebano che erano quasi crocifissi, libri di preghiere che erano quasi messali. Si sentiva molto\ntimore di guardare la ragazza della scrivania; era cos\u00ec bella che non riusciva a credere\nche non riusciva a credere che potesse appartenere a lui. Poi lei parl\u00f2\nuna delle due donne pi\u00f9 anziane dietro il bancone; e lui riconobbe negli accenti alcune qualit\u00e0 della sua stessa\nnegli accenti alcune qualit\u00e0 della sua stessa voce; ammorbidita e addolcita,\nma la sua. Che cosa stava facendo? Lanci\u00f2 un'occhiata intorno. Davanti a lei\nun pezzo di zinco, tagliato a forma di rotolo lungo tre o quattro piedi e rivestito da un lato con una vernice a superficie morta.\ne rivestito da un lato con una vernice a superficie morta. Su di esso stava\ndisegnando o illuminando, in caratteri di testo ecclesiastico, la singola parola\nparola\n\n[A L L E L U J A]\n\n Un'attivit\u00e0 dolce, santa e cristiana, la sua! pens\u00f2.\n\nLa sua presenza qui era ora abbastanza spiegata, la sua abilit\u00e0 in questo tipo di lavoro\nquesto tipo di lavoro \u00e8 stata senza dubbio acquisita grazie all'occupazione del padre come\necclesiastico in metallo. Le scritte su cui era impegnata\nera chiaramente destinata a essere affissa in qualche presbiterio per aiutare la devozione.\ndevozione.\n\nUsc\u00ec. Sarebbe stato facile parlarle l\u00ec per l\u00ec,\nma sembrava poco onorevole nei confronti della zia ignorare la sua\nrichiesta in modo cos\u00ec incontinente. Lo aveva usato in modo rude, ma lo aveva educato.\ne il fatto che lei fosse impotente a controllarlo conferiva una forza patetica a un desiderio che avrebbe\npatetica forza a un desiderio che sarebbe stato inoperante come\nargomento.\n\nQuindi Jude non diede alcun segno. Non avrebbe chiamato Sue per il momento. Aveva altre\nmotivi per non farlo quando si era allontanato. Sembrava cos\u00ec graziosa\naccanto a lui, nella sua giacca da lavoro e nei pantaloni impolverati, che lui sentiva di non essere ancora pronto ad affrontarla, come aveva fatto con i suoi amici.\nche sentiva di non essere ancora pronto a incontrarla, come si era sentito con Mr.\nPhillotson. E come era possibile che lei avesse ereditato le\nantipatie della sua famiglia e che lo avrebbe disprezzato, per quanto un cristiano potesse\nper quanto un cristiano possa fare, soprattutto quando lui le aveva raccontato quella parte sgradevole della sua\ndella sua storia, che lo aveva portato a legarsi a una donna del suo stesso\nsesso che lei non avrebbe certo ammirato.\n\nCos\u00ec la sorvegliava e gli piaceva sentire che era presente. La\ncoscienza della sua presenza viva lo stimolava. Ma lei rimase\npi\u00f9 o meno un personaggio ideale, sulla cui forma egli cominci\u00f2 a tessere\nsogni ad occhi aperti curiosi e fantastici.\n\nTra le due e le tre settimane successive Jude era impegnato con altri uomini\nuomini, fuori dal Crozier College in Old-time Street, per prendere un blocco di\ndi calcare lavorato da un vagone attraverso il marciapiede, prima di issarlo\nal parapetto che stavano riparando. In posizione, il capo ha detto\nuomo disse: \"Spaik quando si solleva! He-ho!  E loro hanno tirato.\n\nAll'improvviso, mentre si sollevava, la cugina si avvicin\u00f2 al suo gomito,\nfermandosi un attimo sulla curva del piede fino a quando l'oggetto che ostacolava\nche l'oggetto che ostacolava fosse stato rimosso. Lo guard\u00f2 dritto in faccia con occhi liquidi\nocchi liquidi e intraducibili, che combinavano, o sembravano combinare, acutezza e tenerezza,\nl'acutezza con la tenerezza e il mistero con entrambe, la loro espressione, cos\u00ec come quella delle sue labbra, che\ncome quella delle sue labbra, che prendeva vita da alcune parole appena pronunciate\na una compagna, e che si trasferiva sul viso di lui in modo del tutto inconsapevole.\nLei non osservava la sua presenza pi\u00f9 di quanto non facessero le briciole di polvere che le sue\nmanipolazioni sollevavano nei raggi del sole.\n\nLa vicinanza con lei era cos\u00ec suggestiva che lui trem\u00f2 e distolse il viso con un istinto timido per evitare che lei lo riconoscesse.\nvolto con un istinto di timidezza per evitare che lei lo riconoscesse, anche se, non avendolo mai visto una volta, non avrebbe potuto farlo.\nnon l'avesse mai visto, non avrebbe potuto farlo; e avrebbe potuto benissimo non sentire nemmeno il suo nome.\nbenissimo non aver mai sentito nemmeno il suo nome. Lui percepiva che, sebbene\nera in fondo una ragazza di campagna, dopo una giovinezza di qualche anno a\nLondra e una vita da donna qui, le avevano tolto tutta la crudezza.\n\nQuando lei se ne and\u00f2, lui continu\u00f2 a lavorare, riflettendo su di lei. Era stato\ntalmente preso dall'influenza di lei che non aveva tenuto conto della sua\ne della sua corporatura in generale. Ora si ricordava che non era una figura grande,\nche era leggera e snella, del tipo definito elegante. Questo era\nera tutto ci\u00f2 che aveva visto. Non c'era nulla di statuario in lei, tutto era\nmovimento nervoso. Era mobile, viva, eppure un pittore non avrebbe potuto definirla\navrebbe potuto definirla bella o bellissima. Ma il molto che era lo sorprese\nlo sorprese. Era molto lontana dalla rusticit\u00e0 che era la sua.\nCome avrebbe potuto una persona della sua stirpe, sfortunata e quasi maledetta, raggiungere questo livello di rusticit\u00e0?\ncome poteva una persona della sua stirpe, sfortunata e quasi maledetta, raggiungere questo livello di bellezza? Londra l'aveva fatto, supponeva\nsupponeva.\n\nDa questo momento l'emozione che si era accumulata nel suo petto come effetto\ncome effetto della solitudine e della localit\u00e0 poetizzata in cui viveva.\nin cui viveva, cominci\u00f2 insensibilmente a precipitare su questa forma semi-visionaria;\ne si rese conto che, qualunque fosse stato il suo desiderio obbediente di\ndirezione, non sarebbe stato in grado di resistere al desiderio di farsi conoscere da lei.\ndi farsi conoscere da lei.\n\nSi sforzava di pensare a lei in modo familiare, dato che c'erano ragioni schiaccianti per cui non doveva e non poteva pensare a lei in nessun modo.\nmotivi per cui non avrebbe dovuto e potuto pensare a lei in altro modo.\naltro.\n\nIl primo motivo era che era sposato e sarebbe stato sbagliato. Il\nsecondo motivo era che erano cugini. Non era bene che i cugini si innamorassero\ninnamorarsi anche quando le circostanze sembravano favorire la passione. Il\nterzo: anche se fosse stato libero, in una famiglia come la sua in cui il matrimonio\ndi solito significava una tragica tristezza, il matrimonio con un consanguineo avrebbe\ncondizioni avverse, e una tragica tristezza poteva essere\ntristezza si sarebbe intensificata fino a diventare un tragico orrore.\n\nPerci\u00f2, ancora una volta, avrebbe dovuto pensare a Sue solo con un rapporto di interesse reciproco nei confronti di una persona che gli appartiene.\ninteresse reciproco per una persona che gli appartiene; considerarla in modo pratico\ncome una persona di cui andare fieri, con cui parlare e annuire; pi\u00f9 tardi, da cui essere invitati a prendere il t\u00e8.\nda invitare a prendere il t\u00e8, l'emozione spesa per lei \u00e8 stata rigorosamente quella di un parente\ne di benefattore. Cos\u00ec lei sarebbe stata per lui una stella gentile, una forza elevatrice\nuna forza elevante, una compagna nel culto anglicano, un'amica tenera.\n\n\n\n\nIII\n\n\nMa sotto le varie influenze dissuasive l'istinto di Jude fu quello di\ntimidamente, e la domenica successiva si rec\u00f2 alla funzione mattutina nella chiesa\nnella chiesa cattedrale del Cardinal College per vederla meglio.\ndi lei, poich\u00e9 aveva scoperto che vi partecipava spesso.\n\nLei non venne e lui l'aspett\u00f2 nel pomeriggio, che era pi\u00f9 bello.\nSapeva che, se fosse venuta, si sarebbe avvicinata all'edificio lungo il\nlato est del grande quadrilatero verde da cui si accedeva.\ne si mise in un angolo mentre il campanello suonava. Pochi minuti prima\npochi minuti prima dell'ora della funzione apparve come una delle figure\nsotto le mura del collegio, e alla sua vista avanz\u00f2 sul lato opposto e la segu\u00ec.\ndi fronte e la segu\u00ec all'interno dell'edificio, pi\u00f9 che mai felice di non aver ancora\nsempre pi\u00f9 contento di non essersi ancora rivelato. Vedere lei e non essere\nessere lui stesso non visto e sconosciuto, era sufficiente per lui al momento.\n\nSi attard\u00f2 un po' nel vestibolo e la funzione era gi\u00e0 avanzata quando fu fatto accomodare.\nquando fu fatto accomodare. Era un pomeriggio luttuoso, triste, immobile.\npomeriggio, quando una religione di qualche tipo sembra una necessit\u00e0 per gli uomini comuni\nuomini pratici, e non solo un lusso per le classi emotive e\nclassi emotive e colte. Nella luce fioca e nel bagliore sconcertante delle finestre del cleristorio\nfinestre riusciva a distinguere solo indistintamente i fedeli di fronte a lui,\nma vide che Sue era tra loro. Non aveva ancora scoperto il posto esatto che occupava\nposto esatto che occupava, quando il canto del 119\u00b0 Salmo in cui il coro era impegnato\nche il coro stava eseguendo raggiunse la seconda parte, _In quo corriget_,\nl'organo cambi\u00f2 in una patetica melodia gregoriana, mentre i cantori si\navanti:\n\nCon quali mezzi un giovane pu\u00f2 purificare la sua strada?\n\nEra proprio la domanda che stava attirando l'attenzione di Jude in quel momento.\nmomento. Che uomo malvagio e privo di valore era stato per dare sfogo come aveva fatto a una passione\npassione animalesca per una donna e permettere che portasse a conseguenze cos\u00ec\nconseguenze disastrose; poi pensare di porre fine a se stesso;\npoi di andare a ubriacarsi in modo sconsiderato. Le grandi onde della musica a pedali\ne, nutrito dal soprannaturale come era stato, non \u00e8 sorprendente che abbia\nnon \u00e8 sorprendente che non riuscisse a credere che il salmo non fosse stato\nche il salmo non fosse stato appositamente predisposto da una Provvidenza premurosa per questo momento di\nper questo momento del suo primo ingresso nell'edificio solenne. Eppure era il salmo ordinario\nsalmo ordinario per la ventiquattresima sera del mese.\n\nLa ragazza per la quale stava iniziando a nutrire una straordinaria\ntenerezza, era in quel momento animata dalle stesse armonie che\nche fluttuavano nelle sue orecchie; e il pensiero era per lui una delizia. Lei\nprobabilmente era una frequentatrice di questo luogo e, immersa anima e corpo nei sentimenti della\nsentimento ecclesiastico, come doveva essere per occupazione e abitudine, aveva, senza dubbio,\nmolto in comune con lui. Per un giovane impressionabile e solitario la consapevolezza di aver\ncoscienza di aver finalmente trovato un ancoraggio per i suoi pensieri, che\nche prometteva di fornire possibilit\u00e0 sia sociali che spirituali, era come\nrugiada dell'Hermon e rimase per tutta la funzione in un'atmosfera di estasi.\nun'atmosfera di estasi che lo sostenne.\n\nAnche se era restio a sospettarlo, qualcuno avrebbe potuto dirgli che l'atmosfera soffiava\nche l'atmosfera soffiava distintamente da Cipro come dalla Galilea.\n\nJude aspett\u00f2 che lei lasciasse il suo posto e passasse sotto il paravento\nprima di muoversi lui stesso. Lei non guard\u00f2 verso di lui e quando lui raggiunse la porta\nlui raggiunse la porta, lei era gi\u00e0 a met\u00e0 dell'ampio sentiero. Essendo vestito\nvestito della domenica, era propenso a seguirla e a rivelarsi.\nMa non era ancora pronto e, ahim\u00e8, avrebbe dovuto farlo con il tipo di sentimento che si stava risvegliando in lui.\nsentimento che si stava risvegliando in lui?\n\nInfatti, anche se durante la funzione sembrava avere una base ecclesiastica e\ne si era persuaso che fosse cos\u00ec, non poteva essere completamente\nnon poteva essere del tutto cieco alla vera natura del magnetismo. Lei era\ntalmente estranea che la parentela era un'affettazione e lui si disse: \"Non pu\u00f2 essere!\nnon pu\u00f2 essere! Io, un uomo con una moglie, non devo conoscerla!  Eppure Sue _era_ sua parente, e il fatto\ne il fatto che avesse una moglie, anche se non era in evidenza in questo\nin evidenza in questo emisfero, poteva essere un aiuto in un certo senso. Avrebbe messo\ndi un tenero desiderio da parte sua, e avrebbe reso i suoi rapporti con lui\ne avrebbe reso i suoi rapporti con lui liberi e senza paura. Fu con un po' di dolore\ncon un certo dispiacere che si rese conto di quanto poco gli importasse della libert\u00e0 e dell'impavidit\u00e0 che\nlibert\u00e0 e senza paura che sarebbero scaturite in lei da tale conoscenza.\n\n\nPoco tempo prima della data di questa funzione nella cattedrale, la giovane Sue Bridehead, dagli occhi liquidi e dai piedi leggeri, aveva avuto un\nSue Bridehead, una giovane donna dagli occhi liquidi e dai piedi leggeri, aveva un pomeriggio di vacanza.\nun pomeriggio di vacanza e, lasciando l'edificio ecclesiastico in cui\nin cui non solo assisteva ma alloggiava, fece una passeggiata in campagna\ncon un libro in mano. Era una di quelle giornate senza nuvole che\nche a volte si verificano nel Wessex e altrove tra giorni di freddo e umidit\u00e0,\ncome se fossero intercalate dal capriccio del dio del tempo. And\u00f2 avanti per un\nmiglio o due finch\u00e9 non giunse su un terreno molto pi\u00f9 alto di quello della citt\u00e0\ncitt\u00e0 che si era lasciata alle spalle. La strada passava tra campi verdi e\nSue si ferm\u00f2 a una traversa per finire la pagina che stava leggendo,\ne poi guard\u00f2 le torri, le cupole e i pinnacoli nuovi e vecchi.\n\nDall'altra parte del cancello, sul sentiero, vide uno straniero con i capelli neri e il viso pallido, seduto sull'erba accanto a un grande albero.\ncon i capelli neri e il viso pallido, seduto sull'erba accanto a un grande\nuna grande tavola quadrata sulla quale erano fissate, il pi\u00f9 vicino possibile, una serie di\nstatuette di gesso, alcune delle quali bronzate, che egli stava\nriordinate prima di proseguire con loro il cammino. Si trattava per lo pi\u00f9 di\ncopie ridotte di marmi antichi e comprendevano divinit\u00e0 di carattere\ndivinit\u00e0 di carattere molto diverso da quelle che la ragazza era abituata a vedere raffigurate.\ntra cui una Venere di modello standard, una Diana e, dell'altro sesso, Apollo, Apollo e Diana,\ndell'altro sesso, Apollo, Bacco e Marte. Sebbene le figure fossero\na molti metri di distanza da lei, il sole di sud-ovest le faceva risaltare in modo cos\u00ec\nbrillantemente contro il verde della vegetazione che poteva distinguere i loro\ncontorni con luminosa distinzione; ed essendo quasi in linea tra lei e i campanili della\ntra lei e i campanili della citt\u00e0, risvegliarono in lei una serie di idee stranamente\nstranamente estranee e contrastanti al confronto. L'uomo si alz\u00f2 e,\nsi tolse gentilmente il cappello e grid\u00f2: \"I-i-i-maghi!\" con un accento che si accordava con il suo aspetto.\naccento che si accordava con il suo aspetto. In un attimo sollev\u00f2 con destrezza\nsollev\u00f2 con destrezza sulle ginocchia la grande tavola con i suoi notabili riuniti\ndivini e umani, e la sollev\u00f2 in cima alla sua testa, portandoli su di lei e appoggiando la tavola\nsu di lei e appoggi\u00f2 la tavola sul parapetto. Per prima cosa le offr\u00ec i suoi\npiccoli oggetti: busti di re e regine, poi un menestrello, poi un Cupido alato.\nCupido alato. Lei scosse la testa.\n\n Quanto costano questi due? disse, toccando con il dito la Venere e l'Apollo, le figure pi\u00f9 grandi del vassoio.\ne l'Apollo, le figure pi\u00f9 grandi del vassoio.\n\nDisse che avrebbe dovuto averli per dieci scellini.\n\n Non posso permettermelo, disse Sue. Offr\u00ec molto meno e, con sua grande sorpresa, l'uomo delle immagini\nsorpresa, l'uomo delle immagini li estrasse dalla loro rete metallica e li consegn\u00f2\ne le consegn\u00f2 al di l\u00e0 dello spartitraffico. Lei le strinse come un tesoro.\n\nQuando furono pagati e l'uomo se ne and\u00f2, cominci\u00f2 a preoccuparsi di cosa avrebbe dovuto fare.\npreoccupata di cosa avrebbe dovuto fare con loro. Sembravano cos\u00ec grandi\nora che erano in suo possesso, e molto nudi. Essendo di temperamento\ntemperamento nervoso, tremava per l'impresa. Quando li maneggi\u00f2\nmaneggiandoli, il pipeclay bianco si stacc\u00f2 dai guanti e dalla giacca. Dopo\ndopo averle trasportate per un po' di tempo, le venne un'idea e..,\ne, strappando dalla siepe alcune enormi foglie di bardana, prezzemolo e altri\ndalla siepe, avvolse il suo fardello il pi\u00f9 possibile in queste, in modo che ci\u00f2 che portava sembrasse\ncos\u00ec che quello che portava sembrava un enorme braccio di roba verde\nraccolta da uno zelante amante della natura.\n\n Beh, qualsiasi cosa \u00e8 meglio di quegli eterni fallimenti della chiesa!\ndisse. Ma era ancora in uno stato di tremore e sembrava quasi che desiderasse\ndi non aver comprato le figure.\n\nDi tanto in tanto sbirciava dentro le foglie per vedere che il braccio di Venere non fosse\nVenere non si fosse rotto il braccio, entr\u00f2 con il suo carico pagano nella citt\u00e0 pi\u00f9 cristiana del paese\ndella nazione attraverso una strada oscura parallela a quella principale,\ne dietro un angolo fino alla porta laterale dell'azienda a cui era legata.\nera legata. I suoi acquisti furono portati direttamente nella sua camera,\ne cerc\u00f2 subito di chiuderli in una scatola che era di sua propriet\u00e0.\nma, ritenendoli troppo ingombranti, li avvolse in grossi fogli di carta\ndi carta marrone e li mise a terra in un angolo.\n\nLa padrona di casa, Miss Fontover, era un'anziana signora con gli occhiali, vestita quasi come una badessa.\nocchiali da vista, vestita quasi come una badessa; un'esperta di rituali, come\nuno dei suoi affari, e un'adoratrice della chiesa cerimoniale di San Silas, nel sobborgo di Beersheba.\nSilas, nel gi\u00e0 citato sobborgo di Beersheba, che anche Jude aveva iniziato a frequentare.\naveva iniziato a frequentare. Era figlia di un ecclesiastico in condizioni ridotte e alla sua morte, che\ne alla morte di quest'ultimo, avvenuta diversi anni prima di questa\nanni prima di questa data, evit\u00f2 coraggiosamente la penuria rilevando un piccolo negozio di articoli per la\nnegozio di articoli per la chiesa e l'ha sviluppato fino alle attuali\nproporzioni. Portava al collo una croce e delle perline come unico ornamento e conosceva l'anno cristiano.\ncome unico ornamento e conosceva a memoria l'Anno cristiano.\n\nOra era venuta a chiamare Sue per il t\u00e8 e, vedendo che la ragazza non rispondeva per un momento, entr\u00f2 nella stanza proprio mentre l'altra si stava affrettando a\nun attimo, entr\u00f2 nella stanza proprio mentre l'altra stava frettolosamente\nfrettolosamente un laccio intorno a ogni pacco.\n\n Ha comprato qualcosa, signorina Bridehead?\ngli oggetti incartati.\n\n S\u00ec, solo qualcosa per abbellire la mia stanza, disse Sue.\n\n Avrei pensato di averne gi\u00e0 messo abbastanza qui\", disse la signorina Fontover, guardando le stampe gotiche di santi, di santi e di santi.\nFontover, guardando le stampe di santi con cornice gotica, le pergamene di testi ecclesiastici e altri oggetti che, essendo diventati troppo vecchi, non sono pi\u00f9\npergamene di testi ecclesiastici e altri articoli che, divenuti troppo stantii per essere venduti, erano stati usati per arredare questa\nper essere venduti, erano stati usati per arredare questa oscura camera.  Che cos'\u00e8?\nChe ingombro!  Fece un piccolo buco, grande come un'ostia, nella carta marrone e cerc\u00f2 di sbirciare\ncarta marrone e cerc\u00f2 di sbirciare all'interno.  Perch\u00e9, statuaria? Due figure? Dove\ndove le hai prese?\n\n Li ho comprati da un viaggiatore che vende calchi.\n\n Due santi?\n\n S\u00ec.\n\n Quali?\n\n San Pietro e Santa Maria Maddalena.\n\n Bene, ora scendete a prendere il t\u00e8 e andate a finire quel testo per organo, se\nse dopo c'\u00e8 abbastanza luce.\n\nQuesti piccoli ostacoli all'indulgenza di quella che era stata la pi\u00f9 semplice\ndi fantasia, crearono in Sue una grande voglia di disfare i suoi oggetti e di guardarli.\ne di guardarli; e al momento di andare a letto, quando era sicura di essere\ndi essere indisturbata, svest\u00ec le divinit\u00e0 in tutta comodit\u00e0. Posizionando la coppia di\nsul cassettone, con una candela su ogni lato, si ritir\u00f2 sul letto, gett\u00f2 una candela sul\nsi ritir\u00f2 sul letto, vi si butt\u00f2 a terra e inizi\u00f2 a leggere un libro\nlibro che aveva preso dalla sua scatola e di cui la signorina Fontover non sapeva nulla.\nEra un volume di Gibbon e lesse il capitolo sul regno di Giuliano l'Apostata.\nregno di Giuliano l'Apostata. Di tanto in tanto alzava lo sguardo verso le\nstatuette, che le apparivano strane e fuori posto, e si dava il caso che ci fosse una stampa del Calvario\ntra loro c'era una stampa del Calvario e, come se la scena suggerisse l'azione, salt\u00f2 a lungo in aria.\ncome se la scena le suggerisse l'azione, alla fine si alz\u00f2 di scatto e prese un altro libro dalla sua scatola.\ndalla sua scatola, un volume di versi, e si mise a leggere la nota poesia\n\nHai vinto, o pallido galileo:\nIl mondo \u00e8 diventato grigio per il tuo respiro!\n\nche lesse fino alla fine. Poi spense le candele,\nsi spogli\u00f2 e infine spense la propria luce.\n\nAveva un'et\u00e0 che di solito dorme profondamente, eppure stanotte continuava a svegliarsi e ogni volta che apriva gli occhi\ne ogni volta che apriva gli occhi c'era abbastanza luce diffusa dalla strada per mostrarle le figure bianche di gesso, in piedi\nluce diffusa dalla strada per mostrarle le figure di gesso bianco, che stavano\nsul com\u00f2, in strano contrasto con l'ambiente in cui si trovavano, il testo e il martire\ne martire, e il Crocifisso-immagine con cornice gotica, che era solo\nsolo una croce latina, dato che la figura era oscurata dalle tende.\ndalle tende.\n\nIn una di queste occasioni gli orologi della chiesa suonarono un'ora scarsa. Il suono\ndi un'altra persona che sedeva china sui suoi libri in un punto non molto distante della stessa citt\u00e0.\nun punto non molto distante della stessa citt\u00e0. Essendo sabato sera, il\nsabato sera, l'indomani Jude non aveva puntato la sveglia per farsi chiamare alla\ndi solito presto, e quindi era rimasto sveglio, come era sua abitudine,\ndue o tre ore pi\u00f9 tardi di quanto potesse permettersi di fare in qualsiasi altro giorno della settimana.\nsettimana. Proprio in quel momento stava leggendo seriamente dal suo testo di Griesbach.\nNel momento stesso in cui Sue si stava rigirando e fissava le sue figure, il poliziotto e i cittadini ritardatari che passavano lungo la strada\npoliziotto e i cittadini in ritardo che passavano sotto la sua finestra avrebbero potuto\navrebbero potuto udire, se fossero rimasti fermi, strane sillabe borbottate con\nfervore all'interno di parole che per Jude avevano un fascino indescrivibile:\nsuoni inspiegabili come questi:\n\n _Tutti gli hemin heis Theos ho Pater, ex hou ta panta, kai hemeis eis\nauton:_\n\nFinch\u00e9 i suoni rotolarono con riverente intensit\u00e0, mentre si sentiva un libro chiudersi.\nchiuso:\n\n _Kai heis Kurios Iesous Christos, di hou ta panta kai hemeis di\nautou!_\n\n\n\n\nIV\n\n\nEra un uomo abile nel suo mestiere, un uomo a tutto tondo, come sono soliti essere gli artigiani di\ncitt\u00e0 di campagna. A Londra l'uomo che intaglia il capo o il pomello di\ndi fogliame rifiuta di tagliare il frammento di modanatura che si fonde\nin quel fogliame, come se fosse una degradazione fare la seconda met\u00e0 di un\nun tutto. Quando per Jude non c'erano molte modanature gotiche da eseguire o\no di finestre sui banchieri, si dedicava all'incisione di monumenti o lapidi\no lapidi, e provava piacere nel cambiare lavoro.\n\nLa volta successiva che l'ha vista \u00e8 stato quando era su una scala per eseguire un\nlavoro di questo tipo all'interno di una delle chiese. C'era una breve funzione mattutina\ne quando il parroco entr\u00f2 Jude scese dalla sua scala,\ne si sedette con la mezza dozzina di persone che componevano la congregazione, finch\u00e9 la preghiera non fu terminata e pot\u00e9\npreghiera e potesse riprendere il suo lavoro. Non si accorse\nnon si accorse fino a met\u00e0 della funzione che una delle donne era Sue,\nche aveva accompagnato per forza l'anziana signorina Fontover.\n\nJude si sedette a osservare le sue belle spalle, le sue alzate e sedute facili e curiosamente disinvolte\ne sedute, e le sue perfunzionali genuflessioni, e pensava che\nche aiuto sarebbe stato per lui una tale anglicana in circostanze pi\u00f9 felici.\ncircostanze pi\u00f9 felici. Non era tanto l'ansia di portare avanti il suo lavoro\nche lo spingeva a salire subito dopo che i fedeli cominciavano a congedarsi.\ndi congedarsi: era che non osava, in quel luogo sacro, confrontarsi con la donna che stava iniziando a influenzarlo\ndonna che cominciava a influenzarlo in modo cos\u00ec indescrivibile.\nmodo indescrivibile. Questi tre enormi motivi per cui non doveva tentare una conoscenza intima con Sue Bridehead\nconoscenza di Sue Bridehead, ora che il suo interesse per lei si era dimostrato inequivocabilmente\ndi tipo sessuale, incombevano con la stessa ostinazione di sempre.\nsempre. Ma era anche ovvio che l'uomo non poteva vivere di solo lavoro;\nche quell'uomo in particolare, Jude, in ogni caso, voleva qualcosa da amare.\nAlcuni uomini si sarebbero precipitati con incontinenza da lei, strappandole il piacere di una facile amicizia che lei difficilmente poteva rifiutare.\ndi una facile amicizia che lei difficilmente avrebbe potuto rifiutare, e avrebbero lasciato il resto al caso.\nresto al caso. Non cos\u00ec Jude all'inizio.\n\nMa con il passare dei giorni, e soprattutto delle serate solitarie,\nsi trovava, con sua grande costernazione morale, a pensare di pi\u00f9 a lei anzich\u00e9\npensare di pi\u00f9 a lei, invece di pensare di meno a lei, e sperimentare\nuna spaventosa beatitudine nel fare ci\u00f2 che era irregolare, informale e inaspettato.\nCircondato dalla sua influenza per tutto il giorno, camminando davanti ai luoghi che lei\nfrequentati, pensava sempre a lei e doveva ammettere a se stesso che la sua coscienza avrebbe potuto\nche la sua coscienza era probabilmente perdente in questa battaglia.\n\nA dire il vero, lei era ancora quasi un'idealit\u00e0 per lui. Forse conoscerla\nsarebbe stato guarire da questa passione inaspettata e non autorizzata. A\nvoce sussurrava che, pur desiderando di conoscerla, non desiderava\ndi essere curato.\n\nNon c'era il minimo dubbio che dal suo punto di vista ortodosso\nla situazione era sempre pi\u00f9 immorale. Per Sue essere l'amata di un uomo che aveva il permesso\nche le leggi del suo paese autorizzavano ad amare Arabella e nessun'altra fino alla fine della sua vita.\nArabella e nessun'altra fino alla fine della sua vita, era un secondo inizio piuttosto brutto quando l'uomo\nuomo era deciso a seguire una strada come quella che Jude si era prefissato. Questa convinzione era cos\u00ec\nche un giorno, quando, come spesso accadeva, si trovava da solo al lavoro nella chiesa di un villaggio vicino, si sent\u00ec\nvillaggio, si sent\u00ec in dovere di pregare contro la sua debolezza.\ncontro la sua debolezza. Ma, per quanto desiderasse essere un esempio in queste\nin queste cose, non riusciva ad andare avanti. Si accorse che era del tutto impossibile chiedere di essere\ndi essere liberato dalla tentazione quando il desiderio del tuo cuore era di essere\ntentazione fino a settanta volte sette. Cos\u00ec si scus\u00f2.  Dopo tutto,\ndisse, non \u00e8 del tutto un'_erotolia_ il mio problema, come la prima volta.\ncome la prima volta. Vedo che \u00e8 eccezionalmente brillante;\ne si tratta in parte di un desiderio di simpatia intellettuale, e di una voglia di\namorevolezza nella mia solitudine\".  Cos\u00ec continu\u00f2 ad adorarla, temendo di rendersi conto che era\ndi rendersi conto che si trattava di perversione umana. Per qualsiasi virt\u00f9 di Sue,\ntalenti o la saturazione ecclesiastica, era certo che quegli elementi\nnon erano affatto la causa del suo affetto per lei.\n\nUn pomeriggio di questo periodo una ragazza entr\u00f2 nel cortile dello scalpellino con un po' di esitazione e, sollevando le gonne per evitare di essere trascinata\ncon una certa esitazione e, sollevando le gonne per non trascinarle nella polvere bianca, si diresse verso l'ufficio.\npolvere bianca, si diresse verso l'ufficio.\n\n \u00c8 una bella ragazza\", disse uno degli uomini, noto come zio Joe.\n\n Chi \u00e8? chiese un altro.\n\n Non so, l'ho vista qua e l\u00e0. S\u00ec, \u00e8 la figlia di quel\nfiglia di quel bravo ragazzo, Bridehead, che ha fatto tutti i lavori in ferro battuto a St.\na St. Silas dieci anni fa, e poi \u00e8 andato a Londra. I\nNon so cosa stia facendo ora, non molto, credo, visto che lei \u00e8 tornata qui.\nqui.\n\nNel frattempo la giovane donna aveva bussato alla porta dell'ufficio e aveva chiesto se il Sig.\nJude Fawley era al lavoro in cortile. Era successo che Jude era uscito da qualche parte quel pomeriggio.\nJude era uscito da qualche parte quel pomeriggio.\nricevette con uno sguardo di disappunto e se ne and\u00f2 immediatamente. Quando\nJude torn\u00f2 glielo dissero e gliela descrissero, al che lui esclam\u00f2,\n \u00c8 mia cugina Sue!\n\nLa cerc\u00f2 lungo la strada, ma non la vide. Non aveva\nnon pensava pi\u00f9 di evitarla in modo coscienzioso e decise di\ndi andare a trovarla quella sera stessa. E quando raggiunse il suo alloggio\nun biglietto di lei, un primo biglietto, uno di quei documenti che, semplici e banali di per s\u00e9, si vedono\nsemplici e banali di per s\u00e9, si vedono retrospettivamente essere stati\nconseguenze appassionate. La stessa inconsapevolezza di un\ndramma incombente che si manifesta in queste innocenti prime epistole di donne\ndonne agli uomini, o viceversa, fa s\u00ec che, quando tale dramma segue e vengono lette dalla porpora o dalla\ndramma e vengono lette alla luce violacea o luccicante di esso, sono tanto pi\u00f9\nimpressionante, solenne e, in alcuni casi, terribile.\n\nSue era del tipo pi\u00f9 naturale e senza arte n\u00e9 parte. Si rivolse a lui chiamandolo\nsuo caro cugino Jude; disse che aveva appena appreso per puro caso\nche viveva a Christminster e lo rimprover\u00f2 di non averla informata.\ndi non averglielo fatto sapere. Avrebbero potuto passare dei momenti cos\u00ec belli insieme, disse.\nperch\u00e9 lei era molto presa da se stessa e non aveva quasi nessun\namico congeniale. Ma ora c'era la probabilit\u00e0 che lei partisse presto.\ndi andarsene, cos\u00ec che la possibilit\u00e0 di stare in compagnia sarebbe stata persa forse per sempre.\nper sempre.\n\nUn sudore freddo ricopr\u00ec Jude alla notizia della sua partenza. Questo\nera un'eventualit\u00e0 a cui non aveva mai pensato e che lo spronava a scriverle\nancora pi\u00f9 velocemente a scriverle. L'avrebbe incontrata la sera stessa, disse\nun'ora dall'ora in cui scriviamo, alla croce sul marciapiede che segnava il luogo del martirio.\nche segnava il luogo dei Martiri.\n\nQuando ebbe spedito il biglietto per mezzo di un ragazzo, si rammaric\u00f2 di aver suggerito a lei, nella fretta, di incontrarlo fuori casa.\ndi averle suggerito di incontrarlo fuori casa, quando invece avrebbe potuto\navrebbe potuto dire che l'avrebbe chiamata. Era infatti consuetudine del paese\ndi incontrarsi in questo modo e non gli era venuto in mente nient'altro. Arabella era stata\nArabella era stata incontrata allo stesso modo, purtroppo, e poteva non sembrare rispettabile\na una cara ragazza come Sue. Tuttavia, non si poteva fare a meno di farlo ora, ed egli si diresse verso il punto pochi minuti prima\nsi avvi\u00f2 verso il punto pochi minuti prima dell'ora, sotto il\nluce delle lampade appena accese.\n\nL'ampia strada era silenziosa e quasi deserta, sebbene non fosse\ntardi. Vide una figura dall'altra parte, che si rivel\u00f2 essere quella di lei,\ned entrambi si diressero verso la croce nello stesso momento.\nPrima che uno dei due lo raggiungesse, lei lo chiam\u00f2:\n\n Non ho intenzione di incontrarti solo l\u00ec, per la prima volta nella mia vita!\nVieni pi\u00f9 avanti.\n\nLa voce, sebbene positiva e argentea, era stata tremolante. Camminarono\nin linee parallele e, in attesa del piacere di lei, Jude la osserv\u00f2 finch\u00e9 lei non mostr\u00f2 segni di avvicinamento.\nsegni di avvicinamento, e allora fece lo stesso, essendo il luogo dove di giorno si trovavano i carri\ndove di giorno si trovavano i carri, anche se allora non c'era nessuno sul posto.\ndi giorno, anche se in quel momento non c'era nessuno sul posto.\n\n Mi dispiace di averti chiesto di incontrarmi e di non averti chiamato, esord\u00ec Jude\ncon la timidezza di un innamorato.  Ma ho pensato che avremmo risparmiato tempo se\navremmo camminato.\n\n Oh, non mi dispiace, disse con la libert\u00e0 di un'amica.  Non ho\ndavvero nessun posto in cui chiedere a qualcuno di entrare. Intendevo dire che il posto che hai scelto\nche hai scelto era cos\u00ec orrido... Forse non dovrei dire orrendo, ma\ncupo e infausto nelle sue associazioni.\niniziare cos\u00ec, quando ancora non ti conosco?  Lo guard\u00f2 su e gi\u00f9\ncuriosamente, anche se Jude non la guard\u00f2 molto.\n\n Sembra che tu mi conosca pi\u00f9 di quanto io conosca te\", aggiunse.\n\n S\u00ec, ti ho visto di tanto in tanto.\n\n E tu sapevi chi ero e non hai parlato? E ora me ne vado!\n\n S\u00ec, \u00e8 vero. \u00c8 una sfortuna. Non ho quasi nessun altro amico. Ho,\nun vecchio amico, qui da qualche parte, ma non mi piace\ndi chiamarlo per il momento. Mi chiedo se lei sappia qualcosa di lui, Mr.\nPhillotson? Credo sia un parroco da qualche parte nella contea.\n\n No, conosco solo un signor Phillotson. Vive in campagna, a Lumsdon.\ncampagna, a Lumsdon. \u00c8 un maestro di scuola del villaggio.\n\n Ah! Mi chiedo se sia lo stesso. Sicuramente \u00e8 impossibile! Solo un\nmaestro di scuola! Sapete qual \u00e8 il suo nome di battesimo? Richard?\n\n S\u00ec, \u00e8 cos\u00ec; gli ho indirizzato dei libri, anche se non l'ho mai visto.\n\n Allora non poteva farlo!\n\nIl volto di Jude si abbatt\u00e9, perch\u00e9 come avrebbe potuto riuscire in un'impresa\nin cui il grande Phillotson aveva fallito? Avrebbe avuto un giorno di\ndisperazione se la notizia non fosse arrivata durante la presenza della sua dolce Sue,\nma anche in quel momento aveva la visione di come il fallimento di Phillotson nel grande progetto universitario\nPhillotson nel grande progetto universitario lo avrebbe depresso quando lei se ne fosse andata.\n\n Visto che stiamo andando a fare una passeggiata, potremmo andare a chiamarlo?\nJude all'improvviso.  Non \u00e8 tardi.\n\nLei acconsent\u00ec e si incamminarono su per una collina, attraversando una graziosa campagna\nboscosa. Poco dopo, la torre merlata e la torretta quadrata della chiesa\nchiesa si stagliavano nel cielo, e poi la casa della scuola. Chiesero a una persona\nse il signor Phillotson fosse in casa e furono informati che era sempre in casa.\ne vennero informati che era sempre in casa. Un bussare lo port\u00f2 alla porta della\nalla porta della scuola, con una candela in mano e uno sguardo indagatore sul\nsul suo volto, che era diventato magro e consumato dall'ultima volta che Jude l'aveva visto.\nJude lo aveva visto per l'ultima volta.\n\nIl fatto che, dopo tutti questi anni, l'incontro con Mr.\ndi questo colorito casalingo distruggesse in un colpo solo l'aureola che aveva\nfigura del maestro di scuola nell'immaginazione di Jude fin dalla loro\ndalla loro separazione. Allo stesso tempo cre\u00f2 in lui una simpatia nei confronti di\nPhillotson come uomo evidentemente molto castigato e deluso. Jude\ngli disse il suo nome e che era venuto a trovarlo come un vecchio amico che era stato gentile con lui in giovent\u00f9.\nera stato gentile con lui in giovent\u00f9.\n\n Non mi ricordo minimamente di te, disse il maestro di scuola\npensieroso.  Era uno dei miei alunni, dice? S\u00ec, senza dubbio; ma\nma sono cos\u00ec tante migliaia a quest'epoca della mia vita, e sono naturalmente cos\u00ec\nnaturalmente sono cambiati cos\u00ec tanto che ne ricordo pochissimi, a parte quelli pi\u00f9 recenti.\nrecenti.\n\n Era a Marygreen, disse Jude, desiderando di non essere venuto.\n\n S\u00ec, sono stato l\u00ec per poco tempo. Sono stato l\u00ec per poco tempo. E anche questo \u00e8 un vecchio allievo?\n\n No, \u00e8 mio cugino. Ti ho scritto per avere delle grammatiche, se ti ricordi.\nricordi, e tu me li hai mandati?\n\n Ah s\u00ec! Ricordo vagamente quell'incidente.\n\n \u00c8 stato molto gentile da parte tua farlo. Ed \u00e8 stato lei a iniziarmi\na quel percorso. La mattina in cui hai lasciato Marygreen, quando le tue merci erano\nsul vagone, mi salutasti e dicesti che il tuo progetto era quello di diventare un universitario e di entrare nella Chiesa.\nuniversitario e di entrare nella Chiesa, che la laurea era il necessario\nnecessario per chi volesse fare qualcosa come teologo o insegnante.\n\n Ricordo di aver pensato tutto questo in privato; ma mi meraviglio di non aver mantenuto\nil mio stesso consiglio. L'idea \u00e8 stata abbandonata anni fa.\n\n Non l'ho mai dimenticato. \u00c8 stato questo a portarmi in questa parte\ndel Paese e a venire a trovarvi questa sera.\n\n Entrate, disse Phillotson.  E anche tuo cugino.\n\nEntrarono nel salone della casa della scuola, dove c'era una lampada\ncon un paralume di carta che faceva luce su tre o quattro libri.\nPhillotson la tolse, in modo che potessero vedersi meglio, e i raggi caddero sul visino nervoso e sugli occhi scuri e vivaci di Phillotson.\ni raggi cadevano sul visino nervoso, sugli occhi scuri e vivaci e sui capelli di Sue.\ncapelli di Sue, sui lineamenti seriosi della cugina e sul viso e i capelli scuri e vivaci del maestro.\ne sul volto e sulla figura del maestro, mostrandolo come una persona\ne riflessivo di circa cinque anni e quaranta, con le labbra sottili,\nbocca un po' raffinata, un'abitudine leggermente china e un cappotto nero, che per i continui attriti\nnero che, a causa di continui attriti, brillava un po' alle\nscapole, al centro della schiena e ai gomiti.\n\nL'antica amicizia si rinnov\u00f2 impercettibilmente, il maestro parl\u00f2 delle sue esperienze e i cugini delle loro.\ndelle sue esperienze e i cugini delle loro. Disse loro che a volte\nche a volte pensava ancora alla Chiesa e che, anche se non poteva\nentrare in essa come aveva intenzione di fare negli anni passati, avrebbe potuto entrarvi come\nlicenza. Nel frattempo, disse, si sentiva a suo agio nella sua posizione attuale, anche se\nposizione attuale, anche se gli mancava un allievo insegnante.\n\nNon si fermarono a cena, perch\u00e9 Sue doveva rientrare in casa prima che si facesse\ntardi e la strada fu ripercorsa fino a Christminster. Sebbene avessero\nparlato solo di argomenti generici, Jude fu sorpreso nel constatare\nche rivelazione di donna fosse sua cugina per lui. Era cos\u00ec\nvibrante che tutto ci\u00f2 che faceva sembrava avere la sua fonte nel sentimento.\nUn pensiero eccitante la faceva camminare cos\u00ec veloce che lui riusciva a malapena a starle dietro.\ne la sua sensibilit\u00e0 su alcuni punti era tale che avrebbe potuto\nche avrebbe potuto essere fraintesa come vanit\u00e0. Fu con il mal di cuore\npercep\u00ec che, mentre i sentimenti di lei nei suoi confronti erano solo di\npi\u00f9 sinceri, lui l'amava pi\u00f9 di prima di conoscerla.\ne la tristezza della camminata verso casa non risiedeva nella notte\nnotte, ma nel pensiero della sua partenza.\n\n Perch\u00e9 devi lasciare Christminster?  Come si pu\u00f2\ncome non aggrapparsi a una citt\u00e0 nella cui storia uomini come Newman, Pusey, Ward, Keble, sono cos\u00ec importanti!\nPusey, Ward, Keble, sono cos\u00ec importanti!\n\n S\u00ec, \u00e8 vero. Ma quanto incidono nella storia del mondo?\nmondo?   Che strano motivo per preoccuparsi di restare! Non avrei mai dovuto\npensato!  Rideva.\n\n Devo andare\", continu\u00f2.  La signorina Fontover, una delle socie\nche servo, si \u00e8 offesa con me, e io con lei; ed \u00e8 meglio andare.\nandare.\n\n Come \u00e8 successo?\n\n Ha rotto una mia statua.\n\n Oh? Volutamente?\n\n Si. L'ha trovato nella mia stanza e, nonostante fosse di mia propriet\u00e0, l'ha gettato\nper terra e l'ha calpestato, perch\u00e9 non era di suo gusto.\ne ha fatto a pezzi con il tacco le braccia e la testa di una delle figure.\ncon il suo tacco, una cosa orribile!\n\n Troppo cattolico-apostolico per lei, suppongo? Senza dubbio le chiamava\nimmagini popiste e parlava dell'invocazione dei santi.\n\n No No, non l'ha fatto. Vedeva la questione in modo diverso.\n\n Ah! Allora sono sorpreso!\n\n Si. Era per ben altri motivi che non le piacevano i miei\nsanti protettori. Cos\u00ec fui portato a ribattere a lei; e la fine fu che decisi di non rimanere.\nche ho deciso di non rimanere, ma di intraprendere un'occupazione in cui\npi\u00f9 indipendente.\n\n Perch\u00e9 non riprova a insegnare? Una volta l'hai fatto, ho sentito dire.\n\n Non ho mai pensato di riprenderlo, perch\u00e9 stavo facendo carriera come\nart-designer.\n\n Permettetemi di chiedere al signor Phillotson di farvi provare la sua scuola.\nSe ti piace, vai in un istituto di formazione e diventi un'amministratrice di prima classe\ndi prima classe, otterrete un reddito doppio rispetto a quello di qualsiasi designer o artista\no artista ecclesiastico, e il doppio della libert\u00e0.\n\n Chiedetelo a lui. Ora devo entrare. Addio, caro Jude! Sono cos\u00ec felice che\nche ci siamo incontrati finalmente. Non dobbiamo litigare perch\u00e9 i nostri genitori l'hanno fatto, vero?\n\nJude non volle farle vedere quanto fosse d'accordo con lei e si avvi\u00f2 verso la strada remota in cui aveva l'alloggio.\ne si avvi\u00f2 verso la strada isolata in cui alloggiava.\n\nTenere Sue Bridehead vicino a s\u00e9 era ormai un desiderio che operava senza\nconseguenze, e la sera successiva si mise di nuovo in viaggio per\nLumsdon, temendo di affidarsi solo agli effetti persuasivi di un biglietto. Il\nmaestro era impreparato a una simile proposta.\n\n Quello che volevo era piuttosto un trasferimento del secondo anno, come viene chiamato,\nmi disse.  Certo che tua cugina andrebbe bene, personalmente; ma non ha avuto\nesperienza. Oh, l'ha avuta, vero? Pensa davvero di adottare\nl'insegnamento come professione?\n\nJude disse che era disposta a farlo, pens\u00f2, e le sue ingegnose argomentazioni sulla sua naturale idoneit\u00e0 ad assistere Mr.\nargomenti sulla sua naturale idoneit\u00e0 ad assistere il signor Phillotson, di cui Jude non sapeva nulla, influenzarono a tal punto il maestro che questi disse che la ragazza era pronta ad assistere il signor Phillotson.\nJude non sapeva nulla, influenzarono a tal punto il maestro di scuola che disse\ndi ingaggiarla, assicurando a Jude come amico che, a meno che suo cugino non intendesse davvero\ncugino non avesse davvero intenzione di seguire lo stesso percorso e considerasse questo passo come\ncome la prima fase di un apprendistato, di cui la sua formazione in una scuola normale\nscuola normale sarebbe stata la seconda fase, il suo tempo sarebbe stato del tutto sprecato e lo stipendio\nstipendio puramente nominale.\n\nIl giorno successivo a questa visita Phillotson ricevette una lettera da Jude,\ncontenente l'informazione che aveva consultato di nuovo la cugina, la quale\nsempre pi\u00f9 caldamente l'idea della lezione e che lei aveva accettato di venire.\naccettato di venire. Al maestro di scuola e al recluso non venne in mente nemmeno per un momento che l'ardore di Jude\nche l'ardore di Jude nel promuovere l'accordo derivasse da qualsiasi altro\nsentimenti verso Sue che non fossero l'istinto di collaborazione comune\ntra i membri di una stessa famiglia.\n\n\n\n\nV\n\n\nIl maestro sedeva nella sua accogliente abitazione annessa alla scuola,\nEntrambe le costruzioni sono moderne, e guardava dall'altra parte della strada la vecchia casa in cui\ncasa in cui la maestra Sue aveva un alloggio. L'accordo era stato\nconcluso molto rapidamente. Un'allieva-insegnante che doveva essere\nPhillotson era venuto a mancare e Sue era stata presa come\nSue era stata presa come ripiego. Tutti gli accordi provvisori come questi potevano\nprovvisorie come queste potevano durare solo fino alla prossima visita annuale dell'Ispettore di S.M.\nl'approvazione del quale era necessaria per renderli permanenti. Avendo insegnato per circa due anni a\nLondra, anche se negli ultimi tempi aveva abbandonato quella vocazione, la signorina\nBridehead non era esattamente una novizia e Phillotson pensava che non ci sarebbe stata alcuna\nPhillotson pensava che non ci sarebbero state difficolt\u00e0 a mantenere i suoi servizi.\ndi mantenere i suoi servizi, cosa che desiderava gi\u00e0 fare, anche se era stata con lui solo tre o quattro settimane. L'aveva trovata\nbrillante come Jude l'aveva descritta; e quale commerciante non vorrebbe\ne quale commerciante non desidera tenere un'apprendista che gli risparmia met\u00e0 del lavoro?\ndel suo lavoro?\n\nErano poco pi\u00f9 delle otto e mezza del mattino e lui aspettava di vederla attraversare la strada che portava alla scuola.\naspettava di vederla attraversare la strada verso la scuola, quando l'avrebbe seguita.\nAlle nove meno venti lei attravers\u00f2, con un cappello leggero calato sulla testa.\ne lui la guardava incuriosito. Una nuova emanazione, che non aveva\nche non aveva nulla a che fare con la sua abilit\u00e0 di insegnante, sembrava circondarla questa mattina.\nmattina. Anche lui and\u00f2 a scuola, e Sue rimase a governare la sua\nSue rimase a governare la sua classe all'altro capo della stanza, tutto il giorno sotto il suo sguardo. Lei\nera certamente un'insegnante eccellente.\n\nFaceva parte del suo dovere darle lezioni private la sera, e\nun articolo del Codice prevedeva che una donna anziana e rispettabile\nrispettabile e anziana, quando l'insegnante e l'allievo erano di sesso diverso.\ninsegnante e l'allievo erano di sesso diverso. Richard Phillotson pens\u00f2 all'assurdit\u00e0\ndell'assurdit\u00e0 del regolamento in questo caso, quando era abbastanza grande da essere il padre della ragazza.\npadre della ragazza; ma si comport\u00f2 fedelmente e si sedette con lei in una stanza dove Mrs.\nin una stanza dove la signora Hawes, la vedova in casa della quale Sue alloggiava,\nsi dedicava al cucito. Il regolamento, in effetti, non era facile da\nnon era facile da eludere, perch\u00e9 non c'erano altri salotti nella casa.\n\nA volte, mentre immaginava che stessero lavorando all'aritmetica, alzava involontariamente lo sguardo con un piccolo sorriso interrogativo\ndi aritmetica su cui stavano lavorando, alzava involontariamente lo sguardo con un piccolo sorriso indagatore verso\nlui, come se pensasse che, essendo il maestro, dovesse percepire tutto ci\u00f2 che\ntutto ci\u00f2 che passava nel suo cervello, giusto o sbagliato che fosse. Phillotson non stava\nPhillotson non stava affatto pensando all'aritmetica, ma a lei, in un modo nuovo\nche in qualche modo gli sembrava strano come precettore. Forse lei sapeva che\nche lui pensava a lei in questo modo.\n\nPer alcune settimane il loro lavoro era andato avanti con una monotonia che di per s\u00e9 era\nera un piacere per lui. Poi accadde che i bambini dovevano essere\na Christminster per assistere a una mostra itinerante, sotto forma di\nun modello di Gerusalemme, a cui le scuole erano ammesse a un penny a testa\nnell'interesse dell'istruzione. Marciarono lungo la strada a due a due,\nlei accanto alla sua classe con il suo semplice parasole di cotone, il suo pollice\ndi cotone, con il pollice piccolo alzato contro lo stelo; e Phillotson dietro, con il suo lungo cappotto penzolante\ncappotto, maneggiando con garbo il suo bastone da passeggio, nello stato d'animo pensieroso che\nche lo aveva colpito dal suo arrivo. Il pomeriggio era di sole e polvere\ne di polvere, e quando entrarono nella sala espositiva erano presenti poche persone oltre a loro.\nsolo loro. Il modello dell'antica citt\u00e0 si trovava al centro dell'appartamento.\ne il proprietario, con una bella filantropia religiosa scritta sui suoi lineamenti, camminava intorno\nfilantropia religiosa, camminava intorno ad esso con un puntatore in mano,\ni vari quartieri e luoghi conosciuti per nome dalla lettura della Bibbia.\nper nome dalla lettura delle loro Bibbie: il Monte Moriah, la Valle di\nGiosafat, la citt\u00e0 di Sion, le mura e le porte, al di fuori di una delle quali c'era un grande tumulo come\ndi una delle quali c'era un grande tumulo, come un tumulo, e sul tumulo una piccola croce bianca.\ncroce bianca. Il luogo, disse, era il Calvario.\n\n Penso, disse Sue al maestro, mentre stava con lui un po' sullo sfondo, che questo modello, per quanto elaborato\nsullo sfondo, che questo modello, per quanto elaborato, sia una produzione molto\nproduzione immaginaria. Come si fa a sapere che Gerusalemme fosse cos\u00ec\nGerusalemme ai tempi di Cristo? Sono sicura che quest'uomo non lo sa.\n\n \u00c8 stato realizzato sulla base delle migliori mappe congetturali, basate su visite effettive alla citt\u00e0 come\ncitt\u00e0 come esiste attualmente.\n\n Credo che ne abbiamo abbastanza di Gerusalemme, disse, considerando che non discendiamo dagli ebrei.\nnon discendiamo dagli ebrei. Non c'era nulla di eccellente in quel\nluogo, o la gente, dopo tutto, non c'era nulla di prim'ordine come ad Atene, Roma,\nAlessandria e altre citt\u00e0 antiche.\n\n Ma mia cara ragazza, pensa a quello che \u00e8 per noi!\n\nRimase in silenzio, perch\u00e9 si reprimeva facilmente; poi percep\u00ec, dietro il gruppo di bambini che si stringevano intorno al modello, un giovane uomo vestito di bianco.\ndietro il gruppo di bambini che si stringevano attorno alla modella, un giovane uomo con una giacca di flanella bianca\ngiacca di flanella bianca, con la forma cos\u00ec bassa nell'intento di ispezionare la valle di\ndella Valle di Giosafat che il suo volto era quasi nascosto dal Monte degli Ulivi.\nil Monte degli Ulivi.  Guarda tuo cugino Giuda, continu\u00f2 il maestro.\nmaestro.  Non crede che ne abbiamo abbastanza di Gerusalemme!\n\n Ah, non l'ho visto! grid\u00f2 con la sua voce veloce e leggera.  Jude come\nseriamente la stai prendendo!\n\nJude si alz\u00f2 dalle sue fantasticherie e la vide.  Oh Sue! disse, con\nuna felice vampata di imbarazzo.  Questi sono i tuoi scolari, ovviamente!\nNaturalmente! Ho visto che le scuole sono ammesse nel pomeriggio e ho pensato che saresti venuta.\nche saresti potuta venire; ma ero cos\u00ec profondamente interessata che non mi sono ricordata\ndove mi trovavo. Come ci si riporta indietro, vero? Potrei esaminarlo\nper ore, ma purtroppo ho solo pochi minuti, perch\u00e9 sono nel bel mezzo di un lavoro qui fuori.\nlavoro qui fuori.\n\n Tua cugina \u00e8 cos\u00ec terribilmente intelligente che lo critica\nsenza piet\u00e0, disse Phillotson, con satira bonaria.  \u00c8\npiuttosto scettica sulla sua correttezza.\n\n No, signor Phillotson, non lo sono del tutto! Odio essere quella che viene chiamata una\nragazza intelligente, ce ne sono troppe di questo genere!\ncon sensibilit\u00e0.  Volevo solo dire che non so cosa volevo dire, se non che era\nquello che tu non capisci!\n\n So cosa intendi, disse Jude con ardore (anche se non lo sapeva).  E\ncredo che tu abbia ragione.\n\n E' un buon Jude, so che _tu_ credi in me!  Impulsivamente afferr\u00f2 la mano di\nmano di lui e, lasciando uno sguardo di rimprovero al maestro, si allontan\u00f2 da Jude.\nJude, con la voce che rivelava un tremito che lei stessa riteneva\nassurdamente fuori luogo per un sarcasmo cos\u00ec gentile. Non aveva la minima idea\ncome i cuori dei due si strinsero per lei a questa\nrivelazione momentanea del sentimento, e di quale complicazione stava\ncomplicazione che stava creando nei futuri di entrambi.\n\nIl modello aveva un aspetto troppo educativo perch\u00e9 i bambini non si stancassero presto.\nstancarsi presto, e un po' pi\u00f9 tardi nel pomeriggio furono tutti\nLumsdon, Jude torn\u00f2 al suo lavoro. Osservava il\ngiovani, nei loro abiti e grembiulini puliti, che percorrevano la strada verso la campagna accanto a Phill.\nstrada verso la campagna, accanto a Phillotson e Sue, e un triste,\nsenso di insoddisfazione per il fatto di essere fuori dallo schema delle loro vite.\nsi impossess\u00f2 di lui. Phillotson lo aveva invitato ad andare a trovarli il venerd\u00ec sera.\nvenerd\u00ec sera, quando non ci sarebbero state lezioni da impartire a Sue, e Jude aveva promesso con entusiasmo di andare a trovarli.\nJude aveva promesso con entusiasmo di approfittare dell'occasione.\n\nNel frattempo gli studenti e gli insegnanti tornarono a casa e il giorno dopo,\nguardando la lavagna della classe di Sue, Phillotson fu sorpreso di trovarvi, abilmente disegnata con il gesso, una veduta\ndi trovare su di essa, abilmente disegnata con il gesso, una veduta prospettica di Gerusalemme, con ogni edificio al suo posto.\nGerusalemme, con ogni edificio al suo posto.\n\n Pensavo che non ti interessasse il modello e che lo guardassi appena?\nha detto.\n\n Non l'ho quasi mai fatto, disse lei, ma mi sono ricordata di quella parte.\n\n \u00c8 pi\u00f9 di quanto ricordassi io stesso.\n\nL'ispettore scolastico di Sua Maest\u00e0 faceva allora visite a sorpresa in questo quartiere\n visite a sorpresa in questo quartiere per mettere alla prova l'insegnamento senza saperlo;\ne due giorni dopo, nel bel mezzo delle lezioni del mattino, il chiavistello della\nla porta fu sollevato dolcemente ed entr\u00f2 il mio gentiluomo, il re dei terrori per gli alunni-insegnanti.\nterrore degli allievi-insegnanti.\n\nPer il signor Phillotson la sorpresa non fu grande; come la signora della storia, gli era stato fatto quel trucco troppe volte per essere impreparato.\nCome la signora della storia, gli era stato fatto questo scherzo troppe volte per essere impreparato.\nMa la classe di Sue si trovava in fondo alla stanza e le sue spalle erano rivolte all'ingresso.\nl'ingresso; l'ispettore si mise quindi dietro di lei e la osserv\u00f2 fare lezione\ne osserv\u00f2 il suo insegnamento per circa mezzo minuto prima che lei si accorgesse della sua presenza.\ndella sua presenza. Si volt\u00f2 e cap\u00ec che era arrivato il momento tanto temuto.\nera arrivato. L'effetto sulla sua timidezza fu tale che emise un grido di paura.\npaura. Phillotson, con uno strano istinto di sollecitudine che sfuggiva al suo controllo, le fu accanto appena in tempo per evitare che lei\ncontrollo, fu al suo fianco appena in tempo per evitare che cadesse per lo svenimento.\nsvenimento. Si riprese subito e si mise a ridere; ma quando l'ispettore se ne fu andato ci fu una reazione\nispettore se ne and\u00f2 ci fu una reazione, ed era cos\u00ec bianca che\nPhillotson la port\u00f2 nella sua stanza e le diede del brandy per farla riprendere.\nper farla tornare in s\u00e9. Lo trov\u00f2 che le teneva la mano.\n\n Avresti dovuto dirmelo, disse petulante, che una delle visite a sorpresa dell'ispettore era imminente!\nispettore era imminente! Oh, cosa devo fare! Ora\nOra scriver\u00e0 e dir\u00e0 ai dirigenti che non sono brava e sar\u00f2 disonorata per sempre!\ndisonorata per sempre!\n\n Non lo far\u00e0, mia cara bambina. Sei la migliore insegnante che abbia mai\nche abbia mai avuto!\n\nLa guard\u00f2 con tanta dolcezza che lei si commosse e si pent\u00ec di averlo rimproverato.\ndi averlo rimproverato. Quando si sent\u00ec meglio, torn\u00f2 a casa.\n\nNel frattempo Jude aveva aspettato con impazienza il venerd\u00ec. Sia il\nmercoled\u00ec e gioved\u00ec era stato talmente influenzato dal desiderio di vederla che\ndesiderio di vederla che, dopo il tramonto, aveva camminato per un po' lungo la\nstrada in direzione del villaggio e, tornato nella sua stanza per leggere, si trov\u00f2 a non riuscire a concentrarsi sulla\nleggere, si trov\u00f2 del tutto incapace di concentrare la mente sulla pagina.\nIl venerd\u00ec, non appena si era alzato come pensava che Sue avrebbe voluto vederlo, si era preparato\nSue avrebbe voluto vederlo, e preparato un t\u00e8 frettoloso, si mise in cammino, nonostante la serata fosse\nla serata era umida. Gli alberi sopra la testa rendevano ancora pi\u00f9 cupa l'ora,\ne gocciolavano tristemente su di lui, impressionandolo con\npresentimenti illogici; perch\u00e9, pur sapendo di amarla, sapeva anche di non poter essere\nsapeva anche che non poteva essere per lei pi\u00f9 di quello che era.\n\nSvoltando l'angolo ed entrando nel villaggio, la prima vista che lo accolse\nprima vista fu quella di due figure sotto un ombrello che uscivano dal cancello della\ndal cancello della canonica. Era troppo indietro perch\u00e9 potessero accorgersi di lui, ma\nsapeva in un attimo che si trattava di Sue e Phillotson. Quest'ultimo\nl'ombrello sulla testa, ed evidentemente stavano facendo visita al vicario.\nvisita al vicario, probabilmente per qualche affare legato al lavoro scolastico.\nlavoro scolastico. E mentre camminavano lungo il viottolo umido e deserto, Jude vide\nJude vide Phillotson mettere il suo braccio intorno alla vita della ragazza; al che lei lo tolse delicatamente.\ngentilmente lo tolse; ma lui lo rimise al suo posto; e lei lo lasci\u00f2 rimanere, guardandosi rapidamente intorno con un'aria\nrapidamente intorno a lei con aria preoccupata. Non guard\u00f2 assolutamente\ndietro di s\u00e9, e quindi non vide Jude, che sprofond\u00f2 nella siepe\ncome uno colpito da una peronospora. L\u00ec rimase nascosto finch\u00e9 non raggiunsero\nSue non raggiunsero il cottage e lei non entr\u00f2, mentre Phillotson si dirigeva verso la\nscuola nelle vicinanze.\n\n Oh, \u00e8 troppo vecchio per lei, troppo vecchio! grid\u00f2 Jude in tutta la terribile\nmalattia dell'amore handicappato e senza speranza.\n\nNon poteva interferire. Non era forse di Arabella? Non riusc\u00ec a proseguire e torn\u00f2 sui suoi passi verso Christminster.\ne torn\u00f2 sui suoi passi verso Christminster. Ogni battito di piedi\npiedi sembrava dirgli che non doveva in alcun modo ostacolare il maestro con Sue.\nmaestro con Sue. Phillotson aveva forse vent'anni in pi\u00f9 di lei\nma molti matrimoni felici sono stati fatti in queste condizioni di et\u00e0.\net\u00e0. Il tocco ironico al suo dolore era dato dal pensiero che\nche l'intimit\u00e0 tra sua cugina e il maestro di scuola era stata provocata\nera stata provocata interamente da lui stesso.\n\n\n\n\nVI\n\n\nLa vecchia e amareggiata zia di Jude giaceva malata a Marygreen, e la domenica successiva and\u00f2 a trovarla.\ndomenica successiva and\u00f2 a trovarla, una visita che fu il risultato di una lotta vittoriosa\nlotta vittoriosa contro la sua inclinazione a girare per il villaggio di\nvillaggio di Lumsdon e ottenere un misero colloquio con il cugino, in cui la parola pi\u00f9 vicina al suo cuore non poteva\nin cui la parola che gli stava pi\u00f9 a cuore non poteva essere pronunciata e la vista che lo aveva torturato non poteva essere\nche lo aveva torturato non poteva essere rivelata.\n\nSua zia non era pi\u00f9 in grado di lasciare il letto e gran parte della breve giornata di Jude fu occupata a fare in modo che la sua salute venisse soddisfatta.\nbreve giornata fu occupata nel prendere accordi per il suo benessere. La piccola\npiccola panetteria era stata venduta a un vicino, e con i proventi di questa e i suoi risparmi\ncon il ricavato di questa e con i suoi risparmi era comodamente rifornita di\ndi generi di prima necessit\u00e0 e altro ancora, una vedova dello stesso villaggio viveva con lei e\ncon lei una vedova dello stesso villaggio che si occupava delle sue necessit\u00e0. Solo quando era quasi giunto il momento di andarsene\ndi andarsene, riusc\u00ec a parlare tranquillamente con lei e le sue parole\nparole tendevano insensibilmente verso la cugina.\n\n Sue \u00e8 nata qui?\n\n Lei era in questa stanza. All'epoca vivevano qui. Cosa l'ha spinto a\n chiedere questo?\n\n Oh, volevo saperlo.\n\n Ora l'hai frequentata! disse la vecchia severa.  E che cosa ho\ndetto?\n\n Ebbene, non dovevo vederla.\n\n Hai spettegolato con lei?\n\n S\u00ec.\n\n Allora non continuare. Suo padre l'ha educata a odiare la famiglia della madre.\nmadre, e non vedr\u00e0 di buon occhio un lavoratore come te.\ncome te, una ragazza di citt\u00e0 come ormai \u00e8 diventata. Non mi \u00e8 mai importato molto\ndi lei. Era una piccola e sgarbata ragazza, troppo spesso, con i suoi nervi\nnervi tesi. Molte volte l'ho presa a schiaffi per la sua\nimpertinenza. Perch\u00e9, un giorno, mentre camminava nello stagno senza scarpe e calze e con le\nscarpe e calze, e le sottovesti tirate sopra le ginocchia,\nprima che potessi gridare per la vergogna, disse:  Spostati, zia! Questo non \u00e8\nvista per occhi modesti!\n\n Allora era una bambina.\n\n Aveva dodici anni al giorno.\n\n Beh, certo. Ma ora che \u00e8 pi\u00f9 grande \u00e8 di natura riflessiva, tremante,\ne tenera, e sensibile come\n\n Jude! grid\u00f2 la zia, alzandosi di scatto dal letto.  Non fare lo sciocco con\nlei!\n\n No, no, certo che no.\n\n Il fatto che tu abbia sposato quella donna, Arabella, \u00e8 stata la cosa pi\u00f9 negativa che un uomo\npotesse fare per se stesso sforzandosi. Ma lei \u00e8 andata dall'altra parte del\ndall'altra parte del mondo e non ti disturber\u00e0 mai pi\u00f9. E ci sar\u00e0\npeggiore se tu, legato e vincolato come sei, dovessi avere un debole per Sue.\nper Sue. Se tua cugina \u00e8 civile con te, prendi la sua civilt\u00e0 per quello che vale.\nvalore. Ma se c'\u00e8 qualcosa di pi\u00f9 dei buoni auspici di un parente, \u00e8 una\nfollia darle. Se \u00e8 una donna di citt\u00e0 e volgare, ti porter\u00e0 alla rovina.\n alla rovina.\n\n Non dire nulla contro di lei, zia! Non farlo, ti prego!\n\nUn sollievo gli fu dato dall'ingresso della compagna e infermiera della zia.\nzia, che doveva aver ascoltato la conversazione, perch\u00e9 inizi\u00f2 un\nperch\u00e9 inizi\u00f2 a commentare gli anni passati, introducendo Sue Bridehead come personaggio\nSue Bridehead come personaggio dei suoi ricordi. Descrisse che strana cameriera\nSue era stata un'alunna della scuola del villaggio di fronte al verde, prima che il padre andasse a Londra.\ndi fronte, prima che suo padre andasse a Londra, come, quando il parroco organizzava\nletture e recitazioni, lei si presentava sulla pedana, la pi\u00f9 piccola di\ndi tutte, con la sua piccola tonaca bianca, le scarpe e la fascia rosa; come\ncome recit\u00f2 Excelsior, There was a sound of revelry by night e The Raven.\n Il corvo; come durante la consegna aggrottava le piccole sopracciglia\ne guardava intorno tragicamente, e diceva all'aria vuota, come se qualche creatura reale\ncreatura fosse l\u00ec\n\n Spaventoso, lugubre e antico Corvo,\n    che vaga dalla riva della notte,\nDimmi qual \u00e8 il tuo nome signorile\n    sulla riva plutoniana della Notte!\n\n Ha portato su quel brutto uccello carogna che \u00e8 chiaro, conferm\u00f2 la donna malata a malincuore, mentre si trovava l\u00ec nella sua piccola fascia.\nmalata a malincuore, mentre se ne stava l\u00ec con la sua piccola fascia e le sue\ne le sue cose, che si potevano vedere sotto i propri occhi. Anche tu,\nJude, da bambino avevi lo stesso trucco di sembrare di vedere le cose nell'aria.\naria.\n\nIl vicino raccont\u00f2 anche dei successi di Sue in altri campi:\n\n Non era esattamente un maschiaccio, sapete, ma sapeva fare cose che di solito fanno solo i ragazzi.\nsolo i ragazzi, di solito. L'ho vista entrare e scendere dal lungo scivolo del laghetto, con i suoi riccioli che si muovevano.\nscivolo di quel laghetto, con i suoi riccioli che si agitavano, in una fila di venti che si muovevano contro il cielo\nventi che si muovevano contro il cielo come sagome dipinte su vetro, e\ne risalire lo scivolo posteriore senza fermarsi. Tutti i ragazzi tranne lei; e poi\ne poi la acclamavano, e lei diceva: \"Non fate gli sbruffoni, ragazzi\" e correva improvvisamente in casa.\ne improvvisamente correva in casa. Cercarono di farla uscire di nuovo. Ma una volta non\nvenire.\n\nQueste visioni retrospettive di Sue non fecero altro che rendere Jude ancora pi\u00f9 infelice per l'impossibilit\u00e0 di corteggiarla.\ndi non poterla corteggiare e quel giorno lasci\u00f2 il cottage della zia con il cuore pesante.\nzia con il cuore pesante. Avrebbe voluto dare un'occhiata alla scuola per\nper vedere la stanza in cui la piccola figura di Sue si era tanto glorificata, ma\nma fren\u00f2 il suo desiderio e prosegu\u00ec.\n\nEssendo domenica sera, alcuni abitanti del villaggio che lo avevano conosciuto durante la sua residenza qui\nresidenza qui si trovavano in gruppo con i loro abiti migliori. Jude fu\nJude fu sorpreso dal saluto di uno di loro:\n\n Ci siamo arrivati abbastanza bene, allora!\n\nJude mostr\u00f2 di non capire.\n\n Perch\u00e9, alla sede della Citt\u00e0 della Luce di cui ci parlavi da bambino!\ndi cui ci parlavi da bambino! \u00c8 tutto quello che ti aspettavi?\n\n S\u00ec, di pi\u00f9! grid\u00f2 Jude.\n\n Quando ci sono stato una volta per un'ora, non ci ho visto granch\u00e9;\nvecchi edifici fatiscenti, met\u00e0 chiesa e met\u00e0 ospizio, e non c'\u00e8 molto da fare.\ne non c'\u00e8 molto da fare.\n\n Ti sbagli, John; c'\u00e8 molto di pi\u00f9 di quanto possa sembrare a un uomo che cammina per strada.\nuomo che cammina per le strade. \u00c8 un centro unico di pensiero e di\nreligione, il granaio intellettuale e spirituale di questo Paese. Tutto questo\nsilenzio e l'assenza di movimento sono la quiete del movimento infinito, il sonno della trottola.\nmovimento, il sonno della trottola, per riprendere la similitudine di un noto scrittore.\nnoto scrittore.\n\n Oh, beh, pu\u00f2 essere tutto questo, oppure no. Come ho detto, non ho visto\nnon ho visto nulla di tutto ci\u00f2 durante l'ora o le due ore in cui sono stato l\u00ec; cos\u00ec sono entrato e ho bevuto una birra\nbirra, una pagnotta da un centesimo e un po' di formaggio e ho aspettato che arrivasse l'ora di tornare a casa.\ndi tornare a casa. A quest'ora hai iniziato un'universit\u00e0, immagino?\nsuppongo?\n\n Ah, no! disse Jude.  Sono quasi sempre pi\u00f9 lontano.\n\n In che senso?\n\nJude si schiaffeggi\u00f2 la tasca.\n\n Proprio come pensavamo! Questi luoghi non sono per quelli come voi, ma solo per quelli\ncon molti soldi.\n\n Ti sbagli, disse Jude, con una certa amarezza.  Sono per\ntali!\n\nTuttavia, l'osservazione fu sufficiente per distogliere l'attenzione di Jude dal mondo\nmondo immaginativo in cui aveva vissuto negli ultimi tempi, in cui una figura astratta,\npi\u00f9 o meno se stesso, stava immergendo la sua mente in una sublimazione delle\ndelle arti e delle scienze, rendendo sicura la sua vocazione e la sua elezione a un posto\nnel paradiso dei dotti. Le sue prospettive sono state collocate in una\nfredda luce del nord. Negli ultimi tempi sentiva di non riuscire a soddisfare del tutto\ndi non riuscire a soddisfare se stesso nel suo greco, in particolare nel greco dei drammaturghi. Cos\u00ec\naffaticato a volte dopo la giornata di lavoro che non poteva\nmantenere l'attenzione critica necessaria per un'applicazione completa. Sentiva\nsentiva di volere un allenatore, un amico al suo fianco che gli dicesse in un momento\nun amico al suo fianco che gli dicesse in un attimo ci\u00f2 che a volte lo avrebbe impegnato per un mese\nlibri imprevedibili e maldestri.\n\nEra decisamente necessario considerare i fatti un po' pi\u00f9 da vicino di quanto\nche aveva fatto negli ultimi tempi. A cosa serviva, dopo tutto, impiegare le ore libere in un vago lavoro chiamato\nore di tempo libero in un vago lavoro chiamato studio privato senza dare una\nsenza dare un'occhiata alle possibilit\u00e0 pratiche?\n\n Avrei dovuto pensarci prima, si disse mentre tornava indietro.\nritorno.  Sarebbe stato meglio non essersi mai imbarcati in questo piano\npiuttosto che farlo senza vedere chiaramente dove sto andando o a cosa sto mirando.\nQuesto librarsi fuori dalle mura dei collegi, come se ci si aspettasse\ncome se mi aspettassi che un braccio si allunghi da loro per sollevarmi all'interno,\nnon va bene! Devo ottenere informazioni speciali.\n\nLa settimana successiva, quindi, la cerc\u00f2. Quella che all'inizio sembrava un'opportunit\u00e0\nopportunit\u00e0 si present\u00f2 un pomeriggio, quando vide un anziano signore,\nche gli era stato indicato come il capo di un particolare collegio, che camminava\nnel sentiero pubblico di un parco vicino al punto in cui Jude era seduto.\nJude si trovava seduto. Il signore si avvicin\u00f2 e Jude lo guard\u00f2 ansiosamente in faccia.\nansiosamente il suo volto. Sembrava benevolo, premuroso, ma piuttosto\nriservato. Ripensandoci, Jude ritenne di non potersi avvicinare e rivolgersi a lui.\nrivolgersi a lui; ma fu sufficientemente influenzato dall'incidente da pensare\nche sarebbe stata una cosa saggia per lui esporre le sue difficolt\u00e0\nper lettera ad alcuni tra i migliori e pi\u00f9 giudiziosi di questi vecchi maestri,\ne ottenere il loro consiglio.\n\nDurante la settimana o le due successive si posizion\u00f2 di conseguenza in posizioni\nposizioni in citt\u00e0 che gli permettessero di scorgere alcuni dei pi\u00f9 illustri\npi\u00f9 illustri tra i prevosti, i guardiani e gli altri capi delle case.\ne, alla fine, ne scelse cinque la cui fisionomia gli sembrava\nfisionomie sembravano dirgli che si trattava di uomini attenti e lungimiranti. A questi\na questi cinque indirizz\u00f2 delle lettere in cui esponeva brevemente le sue difficolt\u00e0 e chiedeva\ne chiedendo la loro opinione sulla sua situazione di stallo.\n\nQuando le lettere furono spedite, Jude cominci\u00f2 a criticarle mentalmente; avrebbe voluto che non fossero state inviate.\navrebbe voluto che non fossero state inviate.  \u00c8 solo una di quelle richieste invadenti,\nvolgari, pressanti, che sono cos\u00ec comuni di questi tempi, pens\u00f2.\npens\u00f2.  Perch\u00e9 non posso fare di meglio che rivolgermi a dei perfetti sconosciuti in\nin questo modo? Potrei essere un impostore, un fannullone, un uomo con un pessimo carattere.\nper quanto ne sappiano del contrario Forse \u00e8 questo che sono!\nsono!\n\nCiononostante, si trov\u00f2 ad aggrapparsi alla speranza di una qualche risposta sulla\nl'ultima possibilit\u00e0 di riscatto. Aspett\u00f2 giorno dopo giorno, dicendo che\nche era perfettamente assurdo aspettarsi, eppure aspettava. Mentre aspettava, fu\nfu improvvisamente scosso da notizie su Phillotson. Phillotson stava abbandonando\nla scuola vicino a Christminster, per una pi\u00f9 grande pi\u00f9 a sud, nel Mid-Wessex.\nMid-Wessex. Che cosa significasse, che effetto avrebbe avuto su suo cugino, se, come sembrava possibile, si trattasse di una soluzione pratica,\nse, come sembrava possibile, si trattasse di una mossa pratica del maestro di scuola\nse si trattasse di una mossa pratica del maestro di scuola per ottenere un reddito maggiore, in vista di una sistemazione per due persone invece che per una,\nnon si permise di dirlo. E i teneri rapporti tra\nPhillotson e la giovane ragazza di cui Jude era appassionatamente innamorato\ndi cui Jude era appassionatamente innamorato, rendevano di fatto ripugnante per i gusti di Jude\nper avere consigli sul suo progetto.\n\nNel frattempo, i dignitari accademici a cui Jude aveva scritto non avevano dato\nnessuna risposta e il giovane si ritrov\u00f2 cos\u00ec completamente ripiegato su se stesso,\ncome in precedenza, con in pi\u00f9 la cupezza di una speranza indebolita. Tramite indagini indirette\nindagini indirette percep\u00ec presto con chiarezza ci\u00f2 che aveva a lungo sospettato\nche qualificarsi per alcune borse di studio ed esposizioni aperte era l'unica strada brillante.\nborse di studio e mostre aperte era l'unica strada percorribile. Ma per farlo sarebbe stata necessaria una buona\ndi allenamento e molta abilit\u00e0 naturale. Era quasi\nquasi impossibile che un uomo che legge il proprio sistema, per quanto ampio e\nper quanto ampio e approfondito, anche nel corso di un periodo prolungato di dieci anni, fosse in grado di\ndi competere con coloro che avevano trascorso la loro vita sotto la guida di insegnanti preparati\ne che avevano lavorato secondo linee prestabilite.\n\nL'altra strada, quella di comprarsi, per cos\u00ec dire, l'ingresso, sembrava l'unica davvero aperta a uomini come lui.\nl'unica veramente aperta a uomini come lui, la difficolt\u00e0 era semplicemente di tipo\nmateriale. Con l'aiuto delle sue informazioni, inizi\u00f2 a calcolare l'entit\u00e0 di questo ostacolo materiale.\ndi questo ostacolo materiale e si accorse, con sgomento, che,\nal ritmo con cui, con la migliore delle fortune, sarebbe stato in grado di risparmiare denaro, dovevano passare quindici anni\nrisparmiare, dovevano passare quindici anni prima che potesse essere in grado di\ndi presentare le testimonianze al direttore di un college e di passare all'esame di maturit\u00e0.\nesame di maturit\u00e0. L'impresa era senza speranza.\n\nSi rese conto del fascino curioso e astuto che le vicinanze del luogo\nluogo avesse esercitato su di lui. Arrivarci e viverci, muoversi tra le\ntra le chiese e le sale e impregnarsi del _genius loci_,\nera sembrato alla sua giovinezza sognante, cos\u00ec come il luogo gli aveva modellato il suo fascino\ndal suo alone all'orizzonte, la cosa pi\u00f9 ovvia e ideale da fare.  Lasciatemi\nsolo di arrivarci, si era detto con la fatuit\u00e0 di Crusoe sulla sua\ngrande barca, e il resto \u00e8 solo una questione di tempo e di energia.  Sarebbe stato\nsarebbe stato di gran lunga meglio per lui, sotto ogni punto di vista, se non fosse mai arrivato a\ndi vista e di rumore dei recinti illusori, fosse andato in qualche affollata citt\u00e0 commerciale\ncitt\u00e0 commerciale con l'unico scopo di fare soldi con il suo ingegno, e\ne da l\u00ec avesse esaminato il suo piano in una prospettiva reale. Ebbene, tutto ci\u00f2 che era chiaro\nche l'intero piano era esploso come una bolla di sapone iridescente.\ncome una bolla di sapone iridescente, sotto il tocco di un'indagine ragionata. Egli\nguard\u00f2 a se stesso lungo il panorama dei suoi anni passati e il suo pensiero fu simile a quello di Heine.\npensiero era simile a quello di Heine:\n\nAl di sopra degli occhi ispirati e lampeggianti dei giovani\nVedo sorgere il beffardo berretto da sciocco!\n\nFortunatamente non gli era stato permesso di portare la sua delusione nella vita della sua cara Sue\nsua cara, coinvolgendola in questo crollo. E i dolorosi\ndettagli dolorosi del suo risveglio alla consapevolezza dei propri limiti\nrisparmiarle il pi\u00f9 possibile. Dopo tutto, lei aveva conosciuto solo una piccola\nparte della miserabile lotta in cui lui era stato impegnato cos\u00ec\nnon equipaggiato, povero e imprevedibile.\n\nRicordava sempre l'aspetto del pomeriggio in cui si era svegliato dal sogno.\ndal suo sogno. Non sapendo bene cosa fare di se stesso, sal\u00ec\nin una camera ottagonale nella lanterna di un teatro di singolare costruzione\nche si trovava in mezzo a questa pittoresca e singolare citt\u00e0. Aveva finestre su tutto il\nfinestre tutt'intorno, da cui si poteva ammirare l'intera citt\u00e0 e i suoi edifici.\ncitt\u00e0 e dei suoi edifici. Gli occhi di Jude scrutarono tutti i panorami in successione, meditativamente,\ncon tristezza, ma con fermezza. Quegli edifici, le loro associazioni e i loro\nprivilegi non erano per lui. Dal tetto incombente della grande\nbiblioteca, in cui non aveva quasi mai il tempo di entrare, il suo sguardo\nghiere, sale, timpani, strade, cappelle, giardini, quadrilateri, che componevano i vari edifici,\ngiardini, quadrilateri, che componevano l'insieme di questo impareggiabile panorama.\npanorama. Si rese conto che il suo destino non era tra questi, ma tra i lavoratori manuali\ntra i lavoratori manuali della squallida purlieu che lui stesso occupava,\nnon riconosciuto affatto come parte della citt\u00e0 dai suoi visitatori e panegiristi, ma senza il quale\npanegiristi, eppure senza i cui abitanti i duri lettori non potrebbero leggere\nn\u00e9 i grandi pensatori potrebbero vivere.\n\nGuard\u00f2 oltre la citt\u00e0, verso la campagna, verso gli alberi che\nla presenza di colei che all'inizio era stata il sostegno del suo cuore,\ne la cui perdita era ora una tortura straziante. Ma per questo colpo avrebbe potuto\navrebbe potuto sopportare il suo destino. Con Sue come compagna avrebbe potuto rinunciare alle sue\nalle sue ambizioni con un sorriso. Senza di lei era inevitabile che la\nreazione al lungo sforzo a cui si era sottoposto avrebbe dovuto\ndisastroso. Phillotson era senza dubbio passato attraverso una\ndelusione intellettuale simile a quella che ora lo avvolgeva.\nMa il maestro era stato poi benedetto dalla consolazione della dolce Sue.\nSue, mentre per lui non c'era alcun consolatore.\n\nScendendo per le strade, and\u00f2 avanti svogliatamente finch\u00e9 non arriv\u00f2 ad una\nuna locanda ed entr\u00f2. Qui bevve diversi bicchieri di birra in rapida\ne quando usc\u00ec era notte. Alla luce delle lampade\nlampade tremolanti, torn\u00f2 a casa per la cena e non era ancora\nquando la padrona di casa gli port\u00f2 una lettera che era appena\narrivata per lui. La pos\u00f2 come se fosse impressionata dalla sua possibile importanza.\ne guardandola Jude si accorse che recava il timbro in rilievo di uno dei suoi amici.\nil timbro in rilievo di uno dei collegi a cui si era rivolto.\n Finalmente uno! grid\u00f2 Jude.\n\nLa comunicazione fu breve e non esattamente come se l'aspettava;\nanche se in realt\u00e0 proveniva dal padrone in persona. Recitava cos\u00ec:\n\nCOLLEGIO BIBLIOTECARIO.\n\n\nSIR, ho letto con interesse la sua lettera e, a giudicare dalla sua\ndescrizione di te stesso come lavoratore, mi azzardo a pensare che avrai\nche avr\u00e0 molte pi\u00f9 possibilit\u00e0 di successo nella vita rimanendo nel suo\nambito e attenendovi al vostro mestiere piuttosto che adottando qualsiasi altro\ncorso. \u00c8 quindi quello che le consiglio di fare. Cordiali saluti,\n\n\nT. TETUPHENAY.\n\n\nAl signor J. FAWLEY, scalpellino.\n\nQuesto consiglio terribilmente sensato esasper\u00f2 Jude. Aveva saputo tutto questo\nprima. Sapeva che era vero. Eppure gli sembrava un duro schiaffo dopo dieci anni di lavoro.\ndi lavoro, e il suo effetto su di lui in questo momento fu quello di farlo alzare\nincautamente dal tavolo e, invece di leggere come al solito, di andare\nscendere le scale e andare in strada. Si ferm\u00f2 a un bar e butt\u00f2 gi\u00f9 due o tre bicchieri.\ntre bicchieri, poi, inconsciamente, si mise a passeggiare finch\u00e9 non arriv\u00f2 in un posto chiamato\nun posto chiamato The Fourways, in mezzo alla citt\u00e0, e guardava astrattamente\ngruppi di persone come uno in trance, finch\u00e9, tornando in s\u00e9,\nfinch\u00e9, tornando in s\u00e9, inizi\u00f2 a parlare con il poliziotto che si trovava l\u00ec.\n\nQuell'ufficiale sbadigli\u00f2, allung\u00f2 i gomiti, si sollev\u00f2 di un centimetro e mezzo sulle punte dei piedi, sorrise e, guardando in modo umoristico, si mise a guardare.\nun pollice e mezzo sulle punte dei piedi, sorrise e, guardando ironicamente Jude, disse: \"Ti sei bagnato, giovanotto\".\nJude, disse: \"Ti sei bagnato, giovanotto.\n\n No, ho solo iniziato\", rispose cinicamente.\n\nA prescindere dalla sua umidit\u00e0, il suo cervello era abbastanza asciutto. Ascolt\u00f2 solo in parte\nle ulteriori osservazioni del poliziotto, dopo aver riflettuto su quali persone\npersone in difficolt\u00e0 come lui si erano fermate a quell'incrocio, a cui nessuno pensava pi\u00f9.\nnessuno ci pensava pi\u00f9. Aveva pi\u00f9 storia del pi\u00f9 antico college della citt\u00e0.\ncitt\u00e0. Era letteralmente brulicante, stratificato, con le sfumature dei gruppi umani che si erano\ngruppi umani, che si erano incontrati l\u00ec per tragedie, commedie, farse; vere e proprie rappresentazioni\ndel tipo pi\u00f9 intenso. A Fourways gli uomini erano rimasti a parlare di\nNapoleone, della perdita dell'America, dell'esecuzione di Re Carlo, del rogo dei Martiri, del\ndei Martiri, delle Crociate, della Conquista normanna, forse dell'arrivo di Cesare.\nl'arrivo di Cesare. Qui i due sessi si erano incontrati per amarsi, odiarsi,\naccoppiarsi, separarsi; hanno aspettato, hanno sofferto, l'uno per l'altro, hanno\ntrionfato l'uno sull'altro; si sono maledetti nella gelosia, si sono benedetti nel\nl'un l'altro nel perdono.\n\nCominci\u00f2 a vedere che la vita di citt\u00e0 era un libro di umanit\u00e0 infinitamente\npi\u00f9 palpitante, vario e compendioso della vita di citt\u00e0. Questi\nuomini e donne in difficolt\u00e0 davanti a lui erano la realt\u00e0 di Christminster,\nanche se sapevano poco di Cristo o di Minster. Questo era uno degli\numore delle cose. La popolazione fluttuante di studenti e insegnanti,\nche in un certo senso conoscevano entrambi, non erano affatto Christminster in senso locale.\nlocale.\n\nGuard\u00f2 l'orologio e, seguendo questa idea, prosegu\u00ec finch\u00e9 non arriv\u00f2 a una sala pubblica, dove era in corso un concerto.\nfino ad arrivare a una sala pubblica, dove era in corso un concerto.\nJude entr\u00f2 e trov\u00f2 la sala piena di giovani e ragazze di bottega,\nsoldati, apprendisti, ragazzi di undici anni che fumavano sigarette, e donne leggere\ndonne leggere della classe pi\u00f9 rispettabile e amatoriale. Aveva toccato con mano la vera\nvita di Christminster. Una banda stava suonando, la folla camminava e si spingeva l'una contro l'altra, e ogni persona\ne si spintonavano l'un l'altra, e di tanto in tanto un uomo saliva su una piattaforma\ne cantava una canzone comica.\n\nLo spirito di Sue sembrava aleggiare intorno a lui e impedirgli di flirtare e di bere\ne di bere con le ragazze allegre che gli facevano avances malinconiche per\ndi ottenere un po' di gioia. Alle dieci se ne and\u00f2, scegliendo un percorso tortuoso per tornare a casa\npercorso verso casa per passare davanti ai cancelli del college il cui direttore gli aveva appena\ngli aveva appena inviato il biglietto.\n\nI cancelli erano chiusi e, d'impulso, prese dalla tasca il gessetto che, come operaio, portava sempre con s\u00e9.\ngesso che, come operaio, portava sempre con s\u00e9, e scrisse\nlungo il muro:\n\n Io ho intelligenza quanto voi, non sono inferiore a voi,\nchi non conosce queste cose? Giobbe xii. 3.\n\n\n\n\nVII\n\n\nIl colpo di disprezzo gli allegger\u00ec la mente e il mattino dopo rise della sua presunzione.\ndella sua presunzione. Ma la risata non era sana. Rilesse\nla lettera del maestro, e la saggezza delle sue righe, che all'inizio lo aveva esasperato, lo raggelava e lo deprimeva.\nprima lo aveva esasperato, ora lo raggelava e lo deprimeva. Si vedeva come\nuno sciocco.\n\nPrivato degli oggetti dell'intelletto e dell'emotivit\u00e0, non poteva\nprocedere al suo lavoro. Ogni volta che si sentiva riconciliato con il suo destino di studente, arrivava a turbare la sua tranquillit\u00e0\nstudente, arrivava a turbare la sua calma l'irrimediabile rapporto con Sue.\nSue. Il fatto che l'unica anima affine che avesse mai incontrato fosse andata perduta con il suo\nmatrimonio gli tornava in mente con crudele insistenza, finch\u00e9, non potendo pi\u00f9\nsopportare pi\u00f9 a lungo, si precipit\u00f2 di nuovo a cercare distrazione nella vera vita di\nvita di Christminster. Ora la cercava in una taverna oscura e dai soffitti bassi, in una corte\ntaverna in una corte che era ben nota a certi personaggi del luogo.\ndel luogo e che, in tempi migliori, lo avrebbe interessato semplicemente per la sua\npittoresca. Qui rimase seduto pi\u00f9 o meno tutto il giorno, convinto di essere in fondo un personaggio\nin fondo un personaggio vizioso, dal quale era impossibile aspettarsi\nqualcosa.\n\nLa sera i frequentatori della casa entrarono uno alla volta, Jude\nJude continuava a mantenere il suo posto nell'angolo, anche se i suoi soldi erano tutti spesi,\ne non avesse mangiato nulla per tutto il giorno, tranne un biscotto. Egli\ncon tutta l'equanimit\u00e0 e la filosofia di un uomo che ha bevuto.\nfilosofia di un uomo che ha bevuto a lungo e lentamente, e fece amicizia con alcuni di loro.\namicizia con alcuni di loro: per esempio, Tinker Taylor, un mercante di ferro\nferraio decaduto che sembrava essere stato un uomo religioso negli anni\nreligioso negli anni precedenti, ma ora era un po' blasfemo; anche un banditore dal naso rosso\nanche un banditore d'asta dal naso rosso; e due muratori gotici come lui, chiamati Zio Jim e Zio Joe.\nZio Joe. Erano presenti anche alcuni commessi e un assistente di abiti e di\ne un'assistente di un fabbricante di camice; due signore che avevano un carattere morale di\ndi varie sfumature, a seconda della compagnia, soprannominate Bower o Bliss e Freckles.\no Bliss e Freckles; alcuni uomini di cavalli che conoscevano i circoli di scommesse\nun attore di teatro itinerante e due giovani \"diavoletti\" che si sono dimostrati\ndue giovani che si rivelarono essere studenti universitari privi di toga; erano entrati di nascosto per\nerano entrati di nascosto per incontrare un uomo che si occupava di cuccioli di toro e si erano fermati a bere e fumare\nfumare pipe corte con i suddetti signori delle corse, guardando l'orologio di tanto in tanto.\ndi tanto in tanto.\n\nLa conversazione divenne generale. La societ\u00e0 di Christminster fu criticata,\ni dons, i magistrati e le altre persone di autorit\u00e0 erano sinceramente\nsinceramente compatiti per le loro mancanze, mentre le opinioni su come avrebbero dovuto\ne i loro affari per essere rispettati in modo adeguato, venivano\ndi come dovrebbero comportarsi e come dovrebbero essere rispettati i loro affari.\n\nJude Fawley, con la presunzione, la sfacciataggine e l'aplomb di un tipo\ndi un tipo dal cervello forte in preda all'alcol, fece le sue osservazioni in maniera\nperentoriamente; e poich\u00e9 i suoi obiettivi erano quelli che erano per tanti anni, tutto ci\u00f2 che dicevano gli altri\nanni, tutto ci\u00f2 che gli altri dicevano si rivolgeva alla sua lingua, per una sorta di\nmeccanica, all'argomento dell'erudizione e dello studio, e l'ampiezza delle sue conoscenze era\ndi studio e di erudizione, e l'entit\u00e0 delle sue conoscenze veniva sottolineata con un'insistenza che sarebbe apparsa\nsarebbe apparsa pietosa a lui stesso nelle ore in cui era sano di mente.\n\n Non mi importa un accidente, diceva, di qualsiasi rettore, direttore, collega o maledetto maestro d'arte dell'universit\u00e0!\npreside, collega o maledetto maestro d'arte dell'universit\u00e0! Quello che so\nso che li leccherei sul loro stesso terreno se mi dessero una\ne gli mostrerei un po' di cose che non sono ancora in grado di fare!\n\n Udite, udite! dissero i laureandi dall'angolo, dove stavano\nparlavano in privato dei cuccioli.\n\n Ho sentito dire che sei sempre stato appassionato di libri, disse Tinker Taylor, e non dubito di quello che dici.\nnon dubito di quanto affermi. Con me \u00e8 stato diverso. Ho sempre visto che\nche c'era pi\u00f9 da imparare fuori da un libro che dentro; e ho fatto i miei passi di conseguenza, altrimenti non sarei diventato\ndi conseguenza, altrimenti non sarei diventato l'uomo che sono.\n\n Lei mira alla Chiesa, credo? Disse lo zio Joe.  Se sei cos\u00ec studioso\nstudioso da riporre cos\u00ec tante speranze, perch\u00e9 non ci dai un\nesempio della tua erudizione? Sai dire il Credo in latino? Questo\n\u00c8 cos\u00ec che una volta l'hanno chiesto a un ragazzo del mio paese.\n\n Credo proprio di s\u00ec! disse Jude altezzosamente.\n\n Non lui! Come la sua presunzione! url\u00f2 una delle signore.\n\n Stai zitto, Bower o Bliss! disse uno dei laureandi.\n Silenzio!  Bevve il liquore nel suo bicchiere, lo batt\u00e9 sul bancone e annunci\u00f2: \"Il signore nell'angolo sta andando a fare un salto.\nsul bancone e annunci\u00f2: \"Il gentiluomo nell'angolo sta per\ngli articoli del suo credo, in lingua latina, per l'edificazione della\nper l'edificazione della compagnia.\n\n Non lo far\u00f2! disse Jude.\n\n S\u00ec, provaci! disse il fabbricante di camice.\n\n Non puoi! disse lo zio Joe.\n\n S\u00ec, pu\u00f2! ha detto Tinker Taylor.\n\n Giuro che posso! disse Jude.  Beh, suvvia, datemi un piccolo Scotch\nfreddo, e lo far\u00f2 subito.\n\n \u00c8 un'offerta equa\", disse il laureato, gettando i soldi per il whisky.\nper il whisky.\n\nLa barista prepar\u00f2 la miscela con il portamento di una persona\ncostretta a vivere tra animali di specie inferiore, e il bicchiere fu consegnato a Jude che, dopo aver bevuto il contenuto, si alz\u00f2 in piedi.\nIl bicchiere fu consegnato a Jude, che, dopo averne bevuto il contenuto, si alz\u00f2 in piedi e\nretoricamente, senza esitazione:\n\n _Credo in unum Deum, Patrem omnipotentem, Factorem coeli et terrae,\nvisibilium omnium et invisibilium._\n\n Bene! Eccellente latino! grid\u00f2 uno dei laureandi, che, tuttavia,\nnon aveva la minima concezione di una sola parola.\n\nIl silenzio regnava tra gli altri nel bar e la cameriera rimase immobile,\nLa voce di Jude risuon\u00f2 sonoramente nel salottino interno, dove il padrone di casa stava\npadrone di casa stava sonnecchiando e lo port\u00f2 fuori a vedere cosa stava succedendo.\nJude aveva declamato con fermezza e stava continuando:\n\n _Crucifixus etiam pro nobis: sub Pontio Pilato passus, et sepultus\nest. Et resurrexit tertia die, secundum Scripturas._\n\n Questo \u00e8 il Niceno, sogghign\u00f2 il secondo laureato.  E noi volevamo\ngli Apostoli!\n\n Non l'hai detto tu! E tutti gli sciocchi sanno, tranne te, che il Credo Niceno\n\u00e8 il credo pi\u00f9 storico!\n\n Lasciatelo andare, lasciatelo andare! disse il banditore.\n\nMa la mente di Jude sembr\u00f2 presto confondersi e non riusc\u00ec ad andare avanti.\nSi port\u00f2 una mano alla fronte e il suo volto assunse un'espressione di dolore.\ndolore.\n\n Dategli un altro bicchiere e poi si riprender\u00e0 e lo superer\u00e0, disse\nTinker Taylor.\n\nQualcuno gett\u00f2 tre pence, il bicchiere fu consegnato, Jude allung\u00f2 il braccio per prenderlo senza guardare e, dopo aver inghiottito il liquore, si mise a bere.\nJude allung\u00f2 il braccio per prenderlo senza guardare e, dopo aver inghiottito il liquore,\nun attimo dopo, con voce rinnovata, alzando la voce man mano che si avvicinava alla fine.\ncon il piglio di un sacerdote che guida una congregazione:\n\n _Et in Spiritum Sanctum, Dominum et vivificantem, qui ex Patre\nFilioque procedit. Qui cum Patre et Filio simul adoratur et\nconglorificatur. Qui locutus est per prophetas._\n\n _Et unam Catholicam et Apostolicam Ecclesiam. Confiteor unum Baptisma\nin remissionem peccatorum. Et exspecto Resurrectionem mortuorum. Et\nvitam venturi saeculi. Amen._\n\n Ben fatto! dissero in molti, apprezzando l'ultima parola, in quanto la prima e l'unica che avevano riconosciuto.\ne unica che avevano riconosciuto.\n\nPoi Jude sembr\u00f2 scrollarsi di dosso i fumi del cervello, mentre fissava\nsu di loro.\n\n Branco di sciocchi! grid\u00f2.  Chi di voi sa se l'ho detto o no?\ndetto o no? Potrebbe essere stata la Figlia dell'Acchiapparatti in doppio\nOlandese, per quanto le vostre teste stravaganti possano dire! Vedete cosa ho\nalla ciurma in cui mi sono imbattuto!\n\nIl padrone di casa, a cui era gi\u00e0 stata annullata la licenza per aver ospitato personaggi\npersonaggi bizzarri, temeva una sommossa e venne fuori dal bancone; ma Jude, nel suo improvviso lampo di ragione, si era voltato disgustato e aveva lasciato il locale.\nJude, nel suo improvviso lampo di ragione, si era girato disgustato e aveva lasciato la scena\nscena, sbattendo la porta con un tonfo sordo alle sue spalle.\n\nSi affrett\u00f2 a scendere lungo il viottolo e a imboccare la strada diritta e larga,\nche segu\u00ec fino a quando non si confuse con l'autostrada e ogni suono dei suoi\ncompagni era stato lasciato alle spalle. Andava ancora avanti, sotto l'influenza\nsotto l'influenza di un desiderio infantile per l'unico essere al mondo a cui\ncui sembrava possibile far volare un desiderio irragionevole, il cui cattivo\ngiudizio non gli era ancora chiaro. Nel corso di un'ora, quando\ntra le dieci e le undici, entr\u00f2 nel villaggio di Lumsdon.\nLumsdon e, raggiunto il cottage, vide che una luce era accesa in una\nstanza al piano di sotto, che ritenne, a ragione, essere quella di lei.\n\nJude si avvicin\u00f2 al muro e batt\u00e9 con il dito sul vetro,\ndicendo con impazienza: Sue, Sue!\n\nDeve aver riconosciuto la sua voce, perch\u00e9 la luce spar\u00ec dall'appartamento e in un secondo o due la porta si apr\u00ec e fu aperta.\ne in un secondo o due la porta si apr\u00ec e apparve Sue con una candela in mano.\nSue apparve con una candela in mano.\n\n \u00c8 Jude? S\u00ec, \u00e8 lui! Mio caro, caro cugino, che succede?\n\n Oh, sono io che non ho potuto fare a meno di venire, Sue! disse, sprofondando sulla\nsoglia di casa.  Sono cos\u00ec malvagio, Sue, il mio cuore \u00e8 quasi spezzato e non potrei sopportare la mia vita cos\u00ec com'\u00e8!\nnon potrei sopportare la mia vita cos\u00ec com'\u00e8! Cos\u00ec ho bevuto e bestemmiato,\no vicino ad esso, e ho detto cose sacre in ambienti disdicevoli.\nin ambienti disdicevoli, ripetendo con vana spavalderia parole che non dovrebbero mai essere\npronunciate se non con riverenza! Oh, fate di me qualsiasi cosa, Sue uccidetemi, non mi interessa!\nnon mi interessa! Solo non odiarmi e non disprezzarmi come tutto il resto del mondo!\nmondo!\n\n Sei malata, povera cara! No, non ti disprezzer\u00f2, certo che no!\nEntra e riposa, e lascia che veda cosa posso fare per te. Ora appoggiati a me,\ne non preoccuparti.  Con una mano che reggeva la candela e l'altra che lo sosteneva\nlo condusse all'interno e lo fece accomodare sull'unica poltrona\nsedia facile che la casa, arredata in modo scarso, offriva, gli fece appoggiare i piedi su un'altra e gli tolse gli stivali.\nun'altra e gli tolse gli stivali. Jude, che ora stava riacquistando il suo sobrio\nsensi, riusc\u00ec solo a dire: \"Cara, cara Sue!\" con voce rotta dal dolore e dalla contrizione.\ne dalla contrizione.\n\nGli chiese se voleva qualcosa da mangiare, ma lui scosse la testa. Allora\ndicendogli di andare a dormire e che sarebbe scesa di buon mattino per portargli la colazione, gli diede la buonanotte e\nmattina presto e gli avrebbe portato la colazione, gli diede la buonanotte e\ne sal\u00ec le scale.\n\nQuasi subito cadde in un sonno pesante e non si svegli\u00f2 fino all'alba.\nl'alba. All'inizio non sapeva dove si trovasse, ma a poco a poco la sua situazione gli si schiar\u00ec e la vide con tutta la crudezza di una persona che non ha mai visto.\nsituazione gli si schiar\u00ec, e la vide con tutta la spavalderia di un\nmente retta. Lei conosceva il peggio di lui, il peggiore. Come poteva affrontarla\nlei ora? Presto sarebbe scesa a fare colazione, come aveva detto.\ncome aveva detto, e lui l'avrebbe affrontata in tutta la sua vergogna. Non riusciva a\nNon poteva sopportare il pensiero e, infilandosi dolcemente gli stivali e prendendo il cappello dal chiodo a cui l'aveva appeso, si\nil cappello dal chiodo a cui l'aveva appeso, usc\u00ec di casa senza far rumore.\nuscire dalla casa.\n\nLa sua idea fissa era quella di scappare in qualche luogo oscuro, nascondersi e forse pregare.\ne forse pregare; e l'unico posto che gli venne in mente fu Marygreen. Si rec\u00f2 al suo alloggio a Christminster, dove trov\u00f2 ad attenderlo\na Christminster, dove trov\u00f2 ad attenderlo una lettera di licenziamento del suo datore di lavoro.\nuna lettera di licenziamento da parte del suo datore di lavoro; e dopo aver fatto le valigie, volt\u00f2 le spalle alla citt\u00e0 che gli era stata tanto cara.\ncitt\u00e0 che era stata una spina nel fianco e si diresse verso sud, nel Wessex.\nverso sud, nel Wessex. Non aveva pi\u00f9 soldi in tasca, i suoi piccoli risparmi, depositati in uno dei\nrisparmi, depositati in una delle banche di Christminster, che fortunatamente erano\nfortunatamente non erano stati toccati. Per arrivare a Marygreen, quindi, la sua\nper arrivare a Marygreen, quindi, l'unica strada era quella di camminare.\ntempo per completare il processo di sobriet\u00e0 iniziato in lui.\niniziato in lui.\n\nA una certa ora della sera raggiunse Alfredston. Qui impegn\u00f2 il suo\ne, dopo essersi allontanato dalla citt\u00e0 per un paio di chilometri, dorm\u00ec sotto un palo.\nsotto un pino quella notte. All'alba si alz\u00f2, si scroll\u00f2 di dosso i semi di fieno e gli steli dai\ne si rimise in marcia, percorrendo la lunga strada bianca su per la\ncollina verso le colline, che erano state visibili da molto lontano, e super\u00f2 la pietra miliare in cima.\ne super\u00f2 la pietra miliare in cima, su cui aveva inciso le sue speranze anni prima.\nanni prima.\n\nRaggiunse l'antico borgo mentre la gente era a colazione. Stanco\ne sporchi di fango, ma in possesso della sua normale lucidit\u00e0 di\ncervello, si sedette vicino al pozzo, pensando mentre lo faceva a che povero\nCristo. Vedendo un abbeveratoio vicino, si bagn\u00f2 il viso e si avvi\u00f2 verso la casa del suo\ne si diresse verso la casa della prozia, che trov\u00f2 a colazione a letto, assistita dalla donna che viveva con lui.\na letto, assistito dalla donna che viveva con lei.\n\n Che cosa \u00e8 senza lavoro? chiese il parente, guardandolo attraverso gli occhi\nocchi infossati, sotto le palpebre pesanti come coperchi di pentole, senza che nessun'altra causa per il suo\nper il suo aspetto malandato, che non si spiegava con un'altra causa.\nlotta con le cose materiali.\n\n S\u00ec, disse Jude pesantemente.  Credo di dovermi riposare un po'.\n\nRinfrescato da un po' di colazione, sal\u00ec nella sua vecchia stanza e si sdrai\u00f2 in maniche di camicia, come si conviene a un artigano.\nin maniche di camicia, alla maniera degli artigiani. Si addorment\u00f2 per\npoco tempo e quando si svegli\u00f2 fu come se si fosse svegliato all'inferno.\nEra l'inferno, l'inferno del fallimento consapevole, sia nell'ambizione che nell'amore.\namore. Ripens\u00f2 al precedente abisso in cui era caduto prima di lasciare\ndi lasciare questa parte del paese; il pi\u00f9 profondo che aveva supposto allora.\nma non era cos\u00ec profondo come questo. Quello era stato l'irruzione\ndei bastioni esterni della sua speranza; questo era della seconda linea.\n\nSe fosse stato una donna avrebbe dovuto urlare per la tensione nervosa\nche stava subendo. Ma essendo questo sollievo negato alla sua\nvirilit\u00e0, strinse i denti in preda all'angoscia, facendo apparire sulla sua bocca delle linee\nbocca come quelle del Laoco n, e corrugamenti tra le sopracciglia.\n\nUn vento luttuoso soffiava tra gli alberi e suonava nel camino come le note del pedale di un organo.\ncome le note del pedale di un organo. Ogni foglia d'edera che sovrastava il muro del cortile della\nsenza chiesa, ormai abbandonato, beccava il suo vicino in maniera\ne la banderuola della nuova chiesa gotico-vittoriana nel nuovo luogo aveva gi\u00e0 iniziato a scricchiolare.\nnuovo posto aveva gi\u00e0 iniziato a scricchiolare. Ma a quanto pare non era sempre il vento\nvento esterno a produrre i profondi mormorii; era una voce. Ne indovin\u00f2 l'origine\norigine in un attimo o due: il curato stava pregando con la zia nella stanza adiacente.\nstanza adiacente. Ricordava che lei gli aveva parlato di lui. Presto i suoni\ncessarono e un passo sembr\u00f2 attraversare il pianerottolo. Jude si alz\u00f2 a sedere e\ngrid\u00f2 Hoi!\n\nIl passo si diresse verso la porta, che era aperta, e un uomo si affacci\u00f2. Era\nun giovane ecclesiastico.\n\n Credo che lei sia il signor Highridge\", disse Jude.  Mia zia mi ha parlato di lei\npi\u00f9 di una volta. Ebbene, eccomi qui, appena tornato a casa; un ragazzo andato in malora; anche se un tempo avevo le migliori intenzioni del mondo.\nmale; anche se un tempo avevo le migliori intenzioni del mondo. Ora sono\nsono malinconicamente pazzo, a causa del bere, di una cosa e dell'altra.\n\nLentamente Jude spieg\u00f2 al curato i suoi ultimi progetti e movimenti, con un\ninconsapevole, soffermandosi meno sul lato intellettuale e ambizioso del suo sogno e pi\u00f9 su quello\ndel suo sogno e pi\u00f9 su quello teologico, anche se questo, fino a quel momento, era stato\nfino ad ora, era stata solo una parte del piano generale di avanzamento.\n\n Ora so di essere stato uno sciocco, e che la follia \u00e8 con me, aggiunse Giuda\nin conclusione.  E non rimpiango affatto il crollo delle mie speranze universitarie.\nun solo punto. Non ricomincerei se fossi sicuro di avere successo. Non mi interessa\ndel successo sociale non mi interessa affatto. Ma sento che mi piacerebbe fare\nqualche cosa di buono; e rimpiango amaramente la Chiesa e la perdita della mia possibilit\u00e0 di essere\npossibilit\u00e0 di essere il suo ministro ordinato.\n\nIl curato, che era nuovo di questo quartiere, si era interessato profondamente e alla fine disse\ninteressato, e alla fine disse:  Se sentite una vera chiamata al\nministero, e dalla sua conversazione non posso dire che non lo sia, perch\u00e9 \u00e8\n\u00e8 quella di un uomo riflessivo e istruito, potreste entrare nella Chiesa come\ncome licenziato. Solo che deve decidere di evitare le bevande forti.\nbevande forti.\n\n Potrei evitarlo abbastanza facilmente, se avessi una qualche speranza che mi sostenga!\nme!\n\n\n\n\nParte terza A MELCHESTER\n\nPerch\u00e9 non c'era un'altra ragazza, o sposo, come lei! _\n SAPPHO (H. T. Wharton).\n\n\n\n\nI\n\n\nEra una nuova idea la vita ecclesiastica e altruistica, distinta dalla vita intellettuale ed emulativa.\ndalla vita intellettuale ed emulativa. Un uomo poteva predicare e fare del\nbene ai suoi simili senza aver preso il doppio diploma nelle scuole di\nscuole di Christminster, o avere altro che una conoscenza ordinaria.\nLa vecchia fantasia che aveva portato alla visione culminante del vescovado\nvescovile non era stato affatto un entusiasmo etico o teologico, ma un'ambizione mondana\nun'ambizione mondana mascherata da una toga. Temeva che il suo intero\nche il suo progetto fosse degenerato, anche se non era stato originato da,\nun'agitazione sociale che non aveva alcun fondamento negli istinti pi\u00f9 nobili; che era un prodotto\nera un prodotto puramente artificiale della civilt\u00e0. C'erano migliaia di\ndi giovani sulla stessa linea di ricerca di s\u00e9 in questo momento. Il\nsensuale che mangiava, beveva e viveva con noncuranza con la moglie nei giorni della sua vanit\u00e0.\ni giorni della sua vanit\u00e0 era un essere pi\u00f9 simpatico di lui.\n\nMa entrare nella Chiesa in un modo cos\u00ec poco scientifico da non poter\ndi carriera non avrebbe potuto raggiungere un grado superiore a quello dell'umile curato\ndell'umile curato che consuma la sua vita in un oscuro villaggio o in una citt\u00e0\nche potrebbe avere un tocco di bont\u00e0 e di grandezza; che potrebbe essere una vera religione e una\npotrebbe essere la vera religione e un percorso purgatoriale degno di essere\nun percorso purgatoriale degno di essere seguito da un uomo pentito.\n\nLa luce favorevole in cui questo nuovo pensiero si presentava in\nin contrasto con le sue intenzioni scontate rincuor\u00f2 Jude, mentre sedeva l\u00ec,\nmalandato e solitario; e si pu\u00f2 dire che abbia dato, nei giorni successivi, il _coup de gr ce_ alla sua carriera intellettuale.\npochi giorni, il _coup de gr ce_ alla sua carriera intellettuale, una carriera che si era estesa per gran parte della\ncarriera intellettuale che si era estesa per gran parte di una dozzina d'anni. Non fece nulla,\nTuttavia, per un lungo periodo di tempo stagnante, non fece nulla per portare avanti il suo nuovo desiderio,\noccupandosi di piccoli lavori locali come l'affissione e l'iscrizione di lapidi\nlapidi nei villaggi vicini e accettando di essere considerato\ndi essere considerato un fallimento sociale, un acquisto di ritorno, da quella mezza dozzina\ndi contadini e di altri abitanti della campagna che si permettevano di fargli un cenno.\n\nL'interesse umano della nuova intenzione e un interesse umano \u00e8\nindispensabile per il pi\u00f9 spirituale e autosacrificante \u00e8 stato creato da una\nuna lettera di Sue, con un nuovo timbro postale. Evidentemente scriveva con\nansia, e raccontava pochissimo dei suoi fatti, se non che aveva\nche aveva superato una specie di esame per una borsa di studio della Regina e che stava per\nun college di formazione a Melchester per completarsi per la vocazione che aveva scelto.\nper completare la vocazione che aveva scelto, in parte grazie alla sua influenza. A Melchester c'era un\nMelchester era un luogo tranquillo e rilassante, quasi interamente ecclesiastico.\nMelchester era un luogo tranquillo e rasserenante, quasi interamente ecclesiastico; un luogo in cui l'apprendimento mondano\nmondano e l'intelligenza intellettuale non si erano affermati; dove il sentimento\nsentimento altruistico che possedeva sarebbe stato forse pi\u00f9 apprezzato\npi\u00f9 apprezzato di una brillantezza che non possedeva.\n\nDato che sarebbe stato necessario che continuasse a lavorare per un certo periodo di tempo\nmestiere mentre studiava la Divinit\u00e0, che aveva trascurato a\nChristminster per la normale attivit\u00e0 classica, quale migliore soluzione per lui che\nche trovare un impiego in un'altra citt\u00e0 e perseguire questo piano di lettura?\nlettura? Che il suo eccessivo interesse umano per il nuovo luogo fosse\nche il suo eccessivo interesse umano per il nuovo posto era interamente opera di Sue, mentre allo stesso tempo Sue doveva essere considerata\ndi prima come la persona adatta a crearlo, aveva una contraddittoriet\u00e0 etica\ncontraddittoriet\u00e0 etica alla quale non era cieco. Ma questo lo concedeva alla fragilit\u00e0 umana\nalla fragilit\u00e0 umana e sperava di imparare ad amarla solo come amica e parente.\ncome amica e parente.\n\nPensava di poter segnare gli anni a venire in modo da iniziare il suo ministero a trent'anni.\nministero all'et\u00e0 di trent'anni, un'et\u00e0 che lo attraeva molto in quanto\ncome quella del suo modello quando inizi\u00f2 a insegnare in Galilea.\nQuesto gli avrebbe permesso di avere tutto il tempo necessario per studiare con attenzione e per\ndi acquisire un capitale con il suo mestiere per aiutarlo a mantenere le\ndi mantenere le condizioni necessarie in un collegio teologico.\n\n\nIl Natale era passato e Sue era andata alla Melchester Normal School.\nMelchester Normal School. Il periodo dell'anno era il peggiore per Jude per trovare un nuovo impiego.\nun nuovo impiego, e lui le aveva scritto suggerendole di\ndi rimandare il suo arrivo di circa un mese, fino a quando le giornate si fossero\nallungate. Lei aveva acconsentito cos\u00ec prontamente che lui avrebbe preferito non averglielo proposto.\nevidentemente non le importava molto di lui, anche se non lo aveva mai rimproverato per le sue stranezze.\nnon l'aveva mai rimproverato per la sua strana condotta nel venire da lei quella\nnotte e la sua scomparsa silenziosa. N\u00e9 aveva mai detto una parola\nuna parola sui suoi rapporti con il signor Phillotson.\n\nAll'improvviso, per\u00f2, arriv\u00f2 una lettera molto appassionata da parte di Sue. Si sentiva\nsola e infelice, gli disse. Odiava il posto in cui si trovava\nera peggiore di quello degli stilisti ecclesiastici, peggiore di qualsiasi altro posto.\ndi qualsiasi altro posto. Si sentiva del tutto priva di amici; poteva lui venire subito?\nAnche se, quando sarebbe arrivato, avrebbe potuto vederlo solo\nle regole dell'istituto in cui si trovava erano rigide fino a un certo punto.\nerano rigide fino a un certo punto. Era stato il signor Phillotson a consigliarle di venire l\u00ec.\ndi venire l\u00ec, e lei avrebbe voluto non avergli mai dato retta.\n\nLa causa di Phillotson non stava esattamente prosperando, evidentemente, e Jude si sentiva\nirragionevolmente felice. Impacchett\u00f2 le sue cose e and\u00f2 a Melchester con il cuore pi\u00f9 leggero\nun cuore pi\u00f9 leggero di quello che aveva conosciuto per mesi.\n\nEssendo questo il momento di voltare pagina, si mise alla ricerca di un albergo di\nun albergo per la temperanza e trov\u00f2 un piccolo locale di quella descrizione\nnella strada che porta alla stazione. Quando ebbe mangiato qualcosa\nmangiato, usc\u00ec nella luce uggiosa dell'inverno sul ponte della citt\u00e0 e gir\u00f2 l'angolo verso la\ne gir\u00f2 l'angolo verso il Close. La giornata era nebbiosa e, stando sotto le\nsotto le mura del pi\u00f9 grazioso complesso architettonico d'Inghilterra, si ferm\u00f2 e guard\u00f2 in alto.\nsi ferm\u00f2 e guard\u00f2 in alto. L'imponente edificio era visibile fino al\ntetto; al di sopra, la guglia in diminuzione si innalzava sempre pi\u00f9 lontanamente, fino a che\nfino a quando il suo apice non si perse nella nebbia che lo attraversava.\n\nLe lampade cominciarono ad essere accese e, voltandosi verso la facciata ovest, fece il giro.\ngir\u00f2 intorno. Consider\u00f2 di buon auspicio il fatto che numerosi blocchi di pietra\ndi pietra, il che significava che la cattedrale era in fase di\ndi restauro o di riparazione in misura considerevole. Gli sembr\u00f2, pieno di superstizioni\nsuperstizioni delle sue credenze, che questo fosse un esercizio di\ndi un potere dominante, che avrebbe potuto trovare molto da fare nell'arte che esercitava mentre\nnell'arte che esercitava, in attesa di essere chiamato a mansioni pi\u00f9 elevate.\n\nPoi un'ondata di calore lo invest\u00ec quando pens\u00f2 a quanto fosse vicino alla\nalla ragazza vivace dagli occhi brillanti, con la fronte ampia e il mucchio di capelli\ncapelli scuri; la ragazza con lo sguardo acceso, a volte audacemente morbido, simile a quello delle ragazze\naudacemente morbido, a volte simile a quello delle ragazze che aveva visto nelle incisioni dei\ndipinti della scuola spagnola. Era qui, in questo quartiere, in una delle\nuna delle case che si affacciano su questa stessa facciata ovest.\n\nScese l'ampio sentiero di ghiaia verso l'edificio. Si trattava di un\nantico edificio del XV secolo, un tempo palazzo, ora scuola di formazione.\nscuola, con finestre a bifora e a traforo e un cortile antistante chiuso dalla strada da un muro.\ncortile antistante chiuso dalla strada da un muro. Jude apr\u00ec il cancello e sal\u00ec\ne si avvicin\u00f2 alla porta attraverso la quale, dopo aver chiesto di suo cugino, venne\ndi sua cugina, fu ammesso con delicatezza in una sala d'attesa, e in pochi minuti lei arriv\u00f2.\n\nAnche se era qui da cos\u00ec poco tempo, non era come l'aveva vista l'ultima volta.\nl'ultima volta. Tutti i suoi modi vivaci erano spariti; le sue curve di movimento erano diventate\nerano diventate linee sommesse. I paraventi e le sottigliezze delle convenzioni erano\nerano scomparsi anche i paraventi e le sottigliezze delle convenzioni. Ma non era nemmeno la donna che aveva\nlettera che lo aveva convocato. Quella era stata palesemente buttata via\nin un impulso che i ripensamenti avevano in qualche modo rimpianto.\nche forse si riferivano alla sua recente autodisgrazia. Jude era abbastanza sopraffatto\ndall'emozione.\n\n Non mi consideri un miserabile demoralizzato per essere venuto da te cos\u00ec com'ero e per essermene andato in modo cos\u00ec vergognoso, Sue?\ne per essermene andato in modo cos\u00ec vergognoso, Sue?\n\n Oh, ho cercato di non farlo! Hai detto abbastanza per farmi capire cosa\ncausato. Spero di non avere mai dubbi sul tuo valore, mio povero Jude!\npovero Jude! E sono felice che tu sia venuto!\n\nIndossava un abito color malva con un piccolo colletto di pizzo. Era fatto\npiuttosto semplice, e pendeva sulla sua figura esile con aggrappante\nleggiadria. I capelli, che prima portava secondo l'usanza del giorno, ora erano attorcigliati\nsecondo l'usanza del giorno, erano ora strettamente attorcigliati e aveva l'aria di una donna\nl'aria di una donna tagliata e potata da una severa disciplina, una\nuna scarsa luminosit\u00e0 che traspariva dalle profondit\u00e0 che quella disciplina\ndisciplina non era ancora riuscita a raggiungere.\n\nLei si era fatta avanti in modo grazioso, ma Jude sentiva che difficilmente si aspettava che lui la baciasse, come\nche non si aspettava che lui la baciasse, come stava ardendo di fare, sotto altri colori\nche quelli della cuginanza. Non riusciva a percepire il minimo segno che Sue\nlo considerasse un amante, o che lo avrebbe mai fatto, ora che conosceva il peggio di lui, anche se lui avesse\npeggiore di lui, anche se aveva il diritto di comportarsi come tale; e questo\nquesto contribu\u00ec alla sua crescente decisione di raccontarle del suo\nmatrimonio, cosa che aveva rimandato di tanto in tanto per il puro timore di perdere\npaura di perdere la gioia della sua compagnia.\n\nSue usc\u00ec in citt\u00e0 con lui, e camminarono e parlarono con\nlingue incentrate solo sui momenti che passano. Jude disse che avrebbe voluto\nun piccolo regalo di qualche tipo, e allora lei confess\u00f2, con\ncon un po' di vergogna, che era terribilmente affamata. In collegio avevano\ncon una paghetta molto bassa al college e una cena, un t\u00e8 e un'altra cena\ncena, t\u00e8 e cena in un'unica soluzione erano il regalo che pi\u00f9 desiderava al mondo. Jude allora\nJude la port\u00f2 in una locanda e ordin\u00f2 quello che la casa offriva, che non era molto.\nnon molto. Il posto, tuttavia, offr\u00ec loro una deliziosa opportunit\u00e0 per un\nIl posto, tuttavia, offr\u00ec loro una piacevole opportunit\u00e0 di parlare, dato che non c'era nessun altro nella stanza, e parlarono liberamente.\n\nGli parl\u00f2 della scuola com'era all'epoca, della vita rozza e del carattere eterogeneo dei suoi compagni.\nvita rude e del carattere eterogeneo dei suoi compagni di scuola, riuniti\nda tutte le parti della diocesi, e di come dovesse alzarsi e lavorare alla luce del\nlavorare alla luce del gas al mattino presto, con tutta l'amarezza di una giovane\ngiovane per il quale la costrizione era nuova. Lui ascolt\u00f2 tutto questo, ma non era\nnon era quello che voleva, soprattutto conoscere i suoi rapporti con Phillotson.\nPhillotson. Era questo che lei non raccontava. Quando si furono seduti e\nmangiato, Jude pose impulsivamente la sua mano su quella di lei; lei alz\u00f2 lo sguardo, sorrise e prese la sua con estrema libert\u00e0.\nsorrise e prese liberamente la sua nella sua piccola e morbida mano,\ndita e le esamin\u00f2 con freddezza, come se fossero le dita di un guanto che stava acquistando.\ndita di un guanto che stava acquistando.\n\n Le tue mani sono piuttosto ruvide, Jude, vero? disse lei.\n\n Si. Anche i vostri lo sarebbero se tenessero in mano un martello e uno scalpello tutto il giorno.\n\n Non mi dispiace, sai. Penso che sia nobile vedere le mani di un uomo\ndi un uomo che lavora in questo campo.\nscuola di formazione, dopotutto. Vedrai come sar\u00f2 indipendente dopo i\ndue anni di formazione! Mi aspetto di passare abbastanza in alto, e il Sig.\nPhillotson user\u00e0 la sua influenza per farmi ottenere una grande scuola.\n\nAlla fine aveva toccato l'argomento.  Avevo il sospetto, il timore, disse Jude, che tenesse a te in modo piuttosto caloroso.\nJude, che tenesse molto a te e che forse volesse sposarti.\nsposarti.\n\n Non fare lo sciocco!\n\n Immagino che abbia detto qualcosa al riguardo.\n\n Se lo avesse fatto, che importanza avrebbe avuto? Un vecchio come lui!\n\n Oh, andiamo, Sue; non \u00e8 poi cos\u00ec vecchio. E so cosa gli ho visto fare\n\n Non mi ha baciato, ne sono certo!\n\n No, ma ti ha messo il braccio intorno alla vita.\n\n Ah, mi ricordo. Ma non sapevo che l'avrebbe fatto.\n\n Ti stai dimenando, Sue, e non \u00e8 del tutto gentile!\n\nIl suo labbro sempre sensibile cominci\u00f2 a fremere e il suo occhio a sbattere, per\nqualcosa che questo rimprovero le stava facendo dire.\n\n So che ti arrabbierai se ti racconto tutto, ed \u00e8 per questo che non voglio farlo!\nnon voglio!\n\n Molto bene, allora, cara\", disse con tono rassicurante.  Non ho il diritto di chiederlo\ndi chiedertelo, e non desidero saperlo.\n\n Te lo dir\u00f2! disse lei, con la pervicacia che era parte di lei.\ndi lei.  Questo \u00e8 ci\u00f2 che ho fatto: Ho promesso che lo sposer\u00f2 quando\nche lo sposer\u00f2 quando uscir\u00f2 dalla scuola di formazione, tra due anni,\ne avr\u00f2 ottenuto il mio certificato; il suo piano \u00e8 che allora prenderemo un\nuna grande scuola doppia in una grande citt\u00e0, lui i ragazzi e io le ragazze come\ncome fanno spesso gli insegnanti sposati, e guadagnare bene tra di noi.\n\n Oh, Sue!   Ma naturalmente \u00e8 giusto che tu non abbia potuto fare di meglio!\n\nLe lanci\u00f2 un'occhiata e i loro occhi si incontrarono, con il rimprovero di lui che smentiva le sue parole.\nle sue parole. Poi allontan\u00f2 la mano da quella di lei e gir\u00f2 il viso verso la finestra.\nvolto, estraniandosi da lei, verso la finestra. Sue lo guardava passivamente\nsenza muoversi.\n\n Sapevo che ti saresti arrabbiato! disse con un'aria priva di qualsiasi emozione\nqualsiasi emozione.  Molto bene, mi sono sbagliata, suppongo! Non avrei dovuto permetterti di\nvenire a trovarmi! \u00c8 meglio che non ci incontriamo pi\u00f9; e ci corrisponderemo solo\na lunghi intervalli, su questioni puramente commerciali!\n\nQuesta era proprio l'unica cosa che lui non sarebbe stato in grado di sopportare, come lei probabilmente sapeva.\nprobabilmente lo sapeva, e lo fece tornare subito sui suoi passi.  Oh s\u00ec, lo faremo, disse\ndisse rapidamente.  Il fatto che tu sia fidanzata non fa alcuna differenza per me\nqualsiasi cosa. Ho il diritto di vederti quando voglio e lo far\u00f2!\nlo far\u00f2!\n\n Allora non parliamone pi\u00f9. Sta rovinando la nostra\nserata insieme. Cosa importa di quello che si far\u00e0 tra due anni?\nanni a venire!\n\nLei era una specie di enigma per lui e lasci\u00f2 che l'argomento andasse alla deriva.\nlontano.  Andiamo a sederci nella cattedrale? chiese, quando il pasto fu terminato.\nfinito il pasto.\n\n Cattedrale? Si. Anche se credo che preferirei sedermi alla stazione ferroviaria,\nrispose lei, con un residuo di irritazione ancora nella voce.  \u00c8 il centro della vita\ncentro della vita cittadina. La cattedrale ha fatto il suo tempo!\n\n Come siete moderni!\n\n Lo sareste anche voi se aveste vissuto nel Medioevo come ho fatto io in questi ultimi anni!\nquesti ultimi anni! La cattedrale era un luogo molto bello quattro o cinque secoli fa.\ncinque secoli fa, ma ora \u00e8 distrutta.\nSono pi\u00f9 antico del medio valismo, se solo lo sapeste.\n\nJude sembrava angosciato.\n\n Non dir\u00f2 altro! grid\u00f2.  Solo che non sai\nquanto sono cattiva, dal tuo punto di vista, o non penseresti cos\u00ec tanto a me, o non ti importerebbe se fossi fidanzata o meno.\no non ti importerebbe se fossi fidanzata o meno. Ora c'\u00e8 solo il tempo per noi\ndi fare il giro del vicinato, poi devo entrare, o sar\u00f2 chiusa fuori per la notte.\nper la notte.\n\nLa port\u00f2 al cancello e si separarono. Jude era convinto che la sua\nvisita infelice a lei in quella triste notte avesse fatto precipitare questo fidanzamento\ne non aveva fatto altro che accrescere la sua felicit\u00e0. Il suo rimprovero\naveva preso quella forma, allora, e non quella delle parole. Tuttavia, il giorno dopo\ngiorno si mise alla ricerca di un impiego, che non era cos\u00ec facile da ottenere come a Christminster.\nChristminster, dato che in questa tranquilla citt\u00e0, di norma, si tagliavano meno pietre.\nin questa tranquilla citt\u00e0, e le mani erano per lo pi\u00f9 fisse. Ma\nsi \u00e8 fatto strada a poco a poco. Il suo primo lavoro fu un'incisione al\ncimitero sulla collina; e alla fine si dedic\u00f2 al lavoro che pi\u00f9 desiderava, le\npi\u00f9 desiderata: le riparazioni della cattedrale, che erano molto estese, in quanto l'intero\nl'intera opera di pietra interna era stata revisionata, per essere in gran parte sostituita\nnuova. Potrebbe essere un lavoro di anni per portare a termine il tutto, e lui aveva abbastanza fiducia nella propria abilit\u00e0 con i\nfiducia nella propria abilit\u00e0 con il martello e lo scalpello per sentire che\nche sarebbe stata una questione di scelta tra lui stesso e la durata della sua permanenza.\nrimanere.\n\nL'alloggio che prese vicino alla Close Gate non avrebbe disonorato un curato.\nl'affitto rappresentava una percentuale sul salario pi\u00f9 alta di quella che i\nmeccanici di qualsiasi tipo si preoccupino di pagare. Il suo letto e il suo\nsalotto era arredato con fotografie incorniciate delle canoniche e dei decanati in cui la sua padrona di casa\nrettorie e decanati in cui la sua padrona di casa aveva vissuto come servo fidato ai suoi tempi.\ne il salotto al piano di sotto portava un orologio sulla mensola del caminetto\nun orologio sulla mensola del camino con l'iscrizione che era stato regalato alla stessa\ndonna dalla mentalit\u00e0 seria in occasione del suo matrimonio.\nmatrimonio. Jude arricch\u00ec l'arredamento della sua stanza disimballando\nfotografie delle sculture e dei monumenti ecclesiastici che aveva\nche aveva realizzato con le sue mani; e fu ritenuto un'acquisizione soddisfacente come inquilino\nsoddisfacente come inquilino dell'appartamento vacante.\n\nNelle librerie della citt\u00e0 trov\u00f2 un'ampia disponibilit\u00e0 di libri di teologia,\ne con questi ricominci\u00f2 i suoi studi in uno spirito e in una direzione diversi da quelli precedenti.\ndirezione diversa da quella precedente. Per rilassarsi dai Padri e da opere\nPaley e Butler, lesse Newman, Pusey e molti altri autori moderni.\nmolte altre luci moderne. Noleggi\u00f2 un armonium, lo sistem\u00f2 nel suo alloggio,\ne si esercitava con i canti, singoli e doppi.\n\n\n\n\nII\n\n\n Domani \u00e8 il nostro grande giorno, lo sai. Dove andremo?\n\n Ho un permesso dalle tre alle nove. Ovunque possiamo arrivare e tornare\ntornare in quel lasso di tempo. Non le rovine, Jude non mi interessa.\n\n Bene il Castello di Wardour. E poi possiamo fare Fonthill, se vogliamo, nello stesso pomeriggio.\nstesso pomeriggio.\n\n Wardour \u00e8 una rovina gotica e io odio il gotico!\n\n No. Non \u00e8 cos\u00ec. Tutt'altro. \u00c8 un classico edificio corinzio, credo;\ncon molte immagini.\n\n Ah, questo andr\u00e0 bene. Mi piace il suono della Corinthian. Andremo.\n\nLa loro conversazione si era svolta cos\u00ec qualche settimana dopo, e la mattina dopo si prepararono a partire.\nsi prepararono a partire. Ogni dettaglio della gita era una sfaccettatura\nche rifletteva una scintilla per Jude, che non si azzard\u00f2 a meditare sulla vita incoerente che stava conducendo.\nvita di incoerenza che stava conducendo. La condotta di Sue Sue era per lui un delizioso\nenigma per lui; non poteva dire altro.\n\nA quel punto si present\u00f2 il fascino di chiamare la porta del collegio per lei; la sua\nin una semplicit\u00e0 di costumi da suora che era pi\u00f9 obbligata che desiderata\ndi una semplicit\u00e0 di costumi da suora che era pi\u00f9 forzata che desiderata; il tragitto verso la stazione, i portinai B\ne le urla dei treni, tutto formava la base di una bella cristallizzazione.\nbella cristallizzazione. Nessuno fissava Sue, perch\u00e9 era vestita cos\u00ec\nvestito in modo sobrio, il che confortava Jude nel pensiero che solo lui\nche solo lui conosceva il fascino che quegli abiti sottomettevano. Una questione di dieci sterline spese\nin un negozio di tendaggi, che non aveva alcun legame con la sua vita reale o la sua vera\nreale, avrebbe fatto sbellicare tutta Melchester. La guardia del\ntreno pens\u00f2 che fossero amanti e li mise in uno scompartimento tutto per\nda soli.\n\n \u00c8 una buona intenzione sprecata! disse lei.\n\nJude non rispose. Pensava che l'osservazione fosse inutilmente crudele e in parte falsa.\nin parte falsa.\n\nRaggiunsero il parco e il castello e girovagarono per le\ngallerie di quadri, Jude si ferm\u00f2 di preferenza davanti ai quadri devozionali di\ndevozionali di Del Sarto, Guido Reni, Spagnoletto, Sassoferrato, Carlo Dolci e altri,\nSassoferrato, Carlo Dolci e altri. Sue si ferm\u00f2 pazientemente accanto a lui,\ne gli lanciava sguardi critici sul volto che, guardando le Vergini, le Sacre\nFamiglie e Santi, diventava riverente e astratto. Quando aveva\nvalutato a fondo questo aspetto, si spostava e lo aspettava\ndavanti a un Lely o a un Reynolds. Era evidente che suo cugino la interessava profondamente\ncome si pu\u00f2 essere interessati a un uomo che sta cercando di trovare la sua\nun labirinto da cui si \u00e8 fuggiti.\n\nQuando uscirono mancava ancora molto tempo e Jude propose che, non appena avessero mangiato qualcosa, avrebbero attraversato la citt\u00e0 a piedi.\nJude propose che, non appena avessero mangiato qualcosa, avrebbero dovuto attraversare a piedi\na piedi attraverso l'altopiano a nord della loro posizione attuale, e di intercettare\nil treno di un'altra ferrovia che riportava a Melchester, a una stazione\ndi Melchester, a una stazione distante circa sette miglia. Sue, che era propensa a qualsiasi avventura che\nche intensificasse il senso di libert\u00e0 di quel giorno, acconsent\u00ec prontamente.\ne partirono, lasciandosi alle spalle la stazione adiacente.\n\nEra davvero un paese aperto, ampio e alto. Parlarono e andarono avanti,\nJude tagli\u00f2 da un piccolo nascondiglio un lungo bastone da passeggio per Sue alto come\nalto come lei, con un grande bastone che la faceva sembrare una pastorella.\nA met\u00e0 strada circa del loro viaggio attraversarono una strada principale che correva\nest e ovest, la vecchia strada da Londra a Land s End. Si fermarono e\ne la guardarono su e gi\u00f9 per un momento, e osservarono la desolazione\ndesolazione che si era abbattuta su questa strada un tempo vivace, mentre il vento\nmentre il vento scendeva sulla terra e raccoglieva pagliuzze e steli di fieno dal terreno.\n\nAttraversarono la strada e proseguirono, ma durante il mezzo miglio successivo Sue sembr\u00f2\nSue sembr\u00f2 stancarsi e Jude cominci\u00f2 a preoccuparsi per lei. Avevano\navevano percorso una buona distanza e se non fossero riusciti a raggiungere l'altra stazione\nstazione sarebbe stato piuttosto imbarazzante. Per molto tempo non c'era nessun\nnon c'era nessun casolare visibile nell'ampia distesa di terra e di rape; ma\nma di l\u00ec a poco giunsero a un ovile e, accanto al pastore, a degli ostacoli.\nostacoli. Egli disse loro che l'unica casa vicina era quella di sua madre e della sua\nsua madre e la sua, indicando un piccolo avvallamento davanti a s\u00e9 da cui si levava un debole fumo azzurro\nfumo azzurro, e raccomand\u00f2 loro di proseguire e riposare l\u00ec.\n\nCos\u00ec fecero ed entrarono in casa, accolti da una vecchia signora senza\nun solo dente, con la quale furono gentili come possono esserlo gli estranei quando\nquando l'unica possibilit\u00e0 di riposo e riparo \u00e8 il favore del padrone di casa.\npadrone di casa.\n\n Un bel villino, disse Jude.\n\n Oh, non so quanto sia bello. Presto dovr\u00f2 ricoprirlo di paglia,\ne da dove verr\u00e0 la paglia non lo so, perch\u00e9 la paglia \u00e8 cos\u00ec cara che presto sar\u00e0 pi\u00f9 conveniente\nche presto sar\u00e0 pi\u00f9 conveniente ricoprire la casa con lastre di\ndi piastre di caicco che di paglia.\n\nSi sedettero a riposare e il pastore entr\u00f2.  Non badate a me, disse\ncon un gesto sprezzante della mano; restate qui quanto volete. Ma\npensate di tornare a Melchester stanotte in treno?\nPerch\u00e9 non lo farete mai in questo mondo, visto che non conoscete le bugie del paese.\ndel paese. Non mi dispiace andare con voi per qualche strada, ma anche\nanche in quel caso il treno sar\u00e0 gi\u00e0 partito.\n\nSi sono messi in moto.\n\n Puoi restare qui, sai, per tutta la notte, vero, mamma? Il\nposto \u00e8 il benvenuto.  \u00c8 difficile mentire, piuttosto, ma i volk possono fare\npeggio.  Si rivolse a Jude e chiese in privato:  Siete una coppia sposata?\nsposati?\n\n No! disse Jude.\n\n Oh, non volevo dire nulla! Bene, allora pu\u00f2 andare nella stanza di mamma\ne io e te potremo sdraiarci nella stanza esterna dopo che saranno passati\ndopo che saranno passati. Posso chiamarvi abbastanza presto per prendere il primo treno di ritorno.\nQuesto ormai l'hai perso.\n\nDopo averci riflettuto, decisero di accettare l'offerta e si prepararono a condividere con il pastore e la madre\ne condivisero con il pastore e sua madre la pancetta bollita e le verdure per la cena.\ncena.\n\n Mi piace questo, disse Sue, mentre i loro intrattenitori sparecchiavano i piatti.\npiatti.  Al di fuori di tutte le leggi, tranne la gravitazione e la germinazione.\n\n Pensi solo che ti piaccia, ma non \u00e8 cos\u00ec: sei un prodotto della civilt\u00e0\", disse Jude.\ncivilt\u00e0, disse Jude, ricordando il suo fidanzamento e ravvivando un po' il suo dolore.\ndolore un po'.\n\n Infatti non lo sono, Jude. Mi piace leggere e tutto il resto, ma ho voglia di tornare\ntornare alla vita della mia infanzia e alla sua libert\u00e0.\n\n Se lo ricorda cos\u00ec bene? Non mi sembra che tu abbia nulla di\ndi anticonvenzionale in te.\n\n Oh, non l'ho fatto! Non sai cosa c'\u00e8 dentro di me.\n\n Cosa?\n\n L'Ismaelita.\n\n Sei una urban miss, ecco cosa sei.\n\nLei ha avuto un'espressione di grave disaccordo e si \u00e8 girata dall'altra parte.\n\nIl pastore li svegli\u00f2 il mattino seguente, come aveva detto. Era\nluminoso e limpido, e le quattro miglia fino al treno furono compiute\npiacevolmente. Quando raggiunsero Melchester, e camminarono fino al Close,\ne i timpani del vecchio edificio in cui sarebbe stata nuovamente\nSue sembrava un po' spaventata.  Credo che lo prender\u00f2!\ndi prenderlo! mormor\u00f2.\n\nSuonarono la grande campana e attesero.\n\n Oh, ho comprato una cosa per te, che avevo quasi dimenticato\", disse rapidamente, frugando nella tasca.\ndisse rapidamente, frugando nella tasca.  \u00c8 una nuova piccola fotografia di\nme. Ti piacerebbe?\n\n Lo farei!  La prese volentieri e arriv\u00f2 il facchino. Sembrava che ci fosse\nuno sguardo minaccioso sul suo volto quando apr\u00ec il cancello. Lei entr\u00f2,\nguardando Jude e agitando la mano.\n\n\n\n\nIII\n\n\nLe settanta giovani donne, di et\u00e0 variabile per lo pi\u00f9 tra i diciannove e i\ne venti, anche se molte erano pi\u00f9 anziane, che a questa data riempivano il\nspecie di convento conosciuto come Scuola di Formazione a Melchester, formavano una comunit\u00e0 molto mista, che comprendeva\nuna comunit\u00e0 molto eterogenea, che comprendeva le figlie di meccanici,\ndi meccanici, curati, chirurghi, negozianti, agricoltori, casari, soldati, marinai e abitanti dei villaggi,\ne abitanti del villaggio. La sera descritta si sedettero nella grande aula scolastica della struttura\nla sera precedentemente descritta, e si sparse la voce che Sue Bridehead non era entrata alla chiusura.\nBridehead non era arrivata all'ora di chiusura.\n\n \u00c8 uscita con il suo ragazzo, ha detto una studentessa del secondo anno, che conosceva i giovani uomini.\nche se ne intendeva di giovani uomini.  E la signorina Traceley l'ha vista alla stazione con\ncon lui. Avr\u00e0 un bel po' di caldo quando verr\u00e0.\n\n Ha detto che era suo cugino, ha osservato una nuova ragazza giovane.\n\n Questa scusa \u00e8 stata addotta un po' troppo spesso in questa scuola per essere\nper essere efficace nel salvare le nostre anime, disse la direttrice dell'anno, con tono drastico.\n\nIl fatto \u00e8 che, solo dodici mesi prima, si era verificato un\ndeplorevole seduzione di una delle allieve che aveva fatto la stessa\ndichiarazione per ottenere un incontro con il suo amante. La vicenda aveva\nscandalo e di conseguenza la direzione era stata dura con le\ncugini da allora.\n\nAlle nove furono chiamati i nomi, e Sue s fu pronunciata tre volte sonoramente dalla signorina Traceley senza\ntre volte sonoramente dalla signorina Traceley senza ottenere risposta.\n\nAlle nove e un quarto i settanta si alzarono per cantare l'inno della sera,\ne poi si inginocchiarono per le preghiere. Dopo le preghiere sono entrate a cena,\ne ogni ragazza pensava: \"Dov'\u00e8 Sue Bridehead? Alcune studentesse, che avevano visto\nstudenti, che avevano visto Jude dalla finestra, pensavano che non gli sarebbe dispiaciuto rischiare la sua punizione per\nnon si sarebbero preoccupate di rischiare la sua punizione per il piacere di essere baciate da un\ngiovane dal volto gentile. Quasi nessuno di loro credeva alla\ncuginanza.\n\nMezz'ora dopo erano tutte sdraiate nei loro cubicoli, con i loro teneri visi femminili rivolti verso i getti di gas che si sprigionavano a intervalli.\nvolti femminili rivolti verso i getti di gas che a intervalli si estendevano\nche ad intervalli si estendevano lungo i lunghi dormitori, ogni volto recava la legenda The\npi\u00f9 debole, come pena del sesso in cui erano state plasmate,\nche, senza alcuno sforzo del loro cuore e delle loro capacit\u00e0\ndi cuore e delle loro capacit\u00e0, che non possono essere resi forti finch\u00e9 le leggi inesorabili della natura restano\nsono. Costituivano uno spettacolo grazioso, suggestivo e patetico, del cui\npathos e della bellezza di cui essi stessi erano inconsapevoli e che non avrebbero scoperto finch\u00e9\ndi cui erano inconsapevoli e che non avrebbero scoperto fino a quando, tra le tempeste e le fatiche degli anni successivi, con le loro\ningiustizia, solitudine, maternit\u00e0 e lutti, le loro menti sarebbero tornate a questa esperienza di\ndi questa esperienza, come di qualcosa che era stato lasciato\nche era stato lasciato scivolare via senza essere sufficientemente considerato.\n\nUna delle padrone entr\u00f2 per spegnere le luci e, prima di farlo, diede un'ultima occhiata al lettino di Sue, che era rimasto vuoto, e alla sua stanza.\nun'ultima occhiata alla branda di Sue, che rimase vuota, e al suo piccolo tavolo da toeletta ai piedi, che, come tutti gli altri, era\ne alla sua piccola toeletta ai piedi che, come tutte le altre, era ornata con\ncome tutti gli altri, era ornato da varie sciocchezze femminili, tra le quali spiccavano le fotografie incorniciate.\nfotografie incorniciate, che non erano le meno appariscenti. Al tavolo di Sue c'era un'esposizione moderata, due\ndue uomini con le loro cornici di filigrana e velluto, in piedi accanto al suo\nspecchio.\n\n Chi sono questi uomini ha mai detto? chiese la padrona.  A rigore\nche su questi tavoli sono ammessi solo i ritratti delle relazioni, sai\nsa.\n\n Un uomo di mezza et\u00e0, ha detto uno studente nel letto accanto, \u00e8 il maestro di scuola che ha servito sotto il signor Phillotson.\nmaestro di scuola che ha servito sotto il signor Phillotson.\n\n E l'altro, questo laureando in giacca e cravatta, chi \u00e8?\n\n \u00c8 un amico, o lo era. Non ha mai detto il suo nome.\n\n \u00c8 stato uno di questi due a venire a prenderla?\n\n No.\n\n Sei sicuro che non si tratti di un laureato?\n\n Abbastanza. Era un giovane uomo con la barba nera.\n\nLe luci vennero prontamente spente e, fino a quando non si addormentarono, le ragazze si abbandonarono a congetture su Sue e si chiesero quali fossero i suoi giochi.\nragazze si lasciarono andare a congetture su Sue e si chiesero quali giochi avesse fatto a Londra e a Christminster prima di venire qui.\na Londra e a Christminster prima di venire qui,\nalcune delle pi\u00f9 irrequiete si alzarono dal letto e guardarono dalle finestre a bifora\nbifore la vasta facciata ovest della cattedrale di fronte e la guglia che si ergeva dietro di essa.\nla guglia che si ergeva alle sue spalle.\n\nQuando si svegliarono la mattina dopo, diedero un'occhiata all'angolo di Sue, trovandolo ancora senza inquilino.\nche non c'era ancora un inquilino. Dopo le lezioni mattutine alla luce del gas, in\ne quando erano saliti per vestirsi per la colazione, si sent\u00ec suonare forte il campanello del cancello d'ingresso.\ndel cancello d'ingresso fu sentito suonare forte. La padrona del dormitorio\ndormitorio si allontan\u00f2 e di l\u00ec a poco torn\u00f2 per dire che la direttrice aveva ordinato che nessuno\nordini della direttrice erano che nessuno doveva parlare con Bridehead senza\npermesso.\n\nQuando, di conseguenza, Sue entr\u00f2 nel dormitorio per riordinarsi frettolosamente,\narrossata e stanca, and\u00f2 nel suo cubicolo in silenzio, nessuno di loro usc\u00ec a salutarla o a chiedere informazioni.\nnessuno di loro usc\u00ec a salutarla o a fare domande. Quando furono scese\ndi sotto si accorsero che non li aveva seguiti nella sala da pranzo per la\nper la colazione e vennero a sapere che era stata severamente\nrimprovero e che le era stato ordinato di stare in una stanza solitaria per una settimana.\nconfinata, a consumare i pasti e a dedicarsi alla lettura.\n\nA questo punto i settanta mormorarono, ritenendo che la sentenza fosse troppo\ntroppo severa. Fu preparato un appello e inviato al preside per chiedere la remissione della punizione di Sue.\ndi una remissione della punizione di Sue. Non se ne tenne conto. Verso sera, quando\nsera, quando l'insegnante di geografia inizi\u00f2 a dettare il suo tema, le ragazze della classe si sedettero a braccia conserte.\nragazze della classe si sedettero a braccia conserte.\n\n Volete dire che non andrete a lavorare? disse infine la padrona.\n Posso anche dirvi che \u00e8 stato accertato che il giovane con cui Bridehead \u00e8 uscita non era suo cugino.\nBridehead non era suo cugino, per l'ottima ragione che non ha nessun parente.\nche lei non ha nessun parente. Abbiamo scritto a Christminster per\naccertare.\n\n Siamo disposti a fidarci della sua parola, disse la direttrice.\n\n Questo giovane \u00e8 stato dimesso dal suo lavoro a Christminster per\nper ubriachezza e blasfemia nei locali pubblici, ed \u00e8 venuto qui a vivere\nvivere, interamente per stare vicino a lei.\n\nTuttavia, rimasero fermi e immobili, e la padrona lasci\u00f2 la stanza per chiedere ai suoi superiori che cosa si dovesse fare.\nstanza per chiedere ai suoi superiori che cosa si dovesse fare.\n\nPoco dopo, verso l'imbrunire, le allieve, mentre erano sedute, sentirono le esclamazioni delle ragazze del primo anno in un'aula adiacente.\ndalle ragazze del primo anno che si trovavano in un'aula attigua e una si precipit\u00f2 a dire che Sue Bridehead era uscita dalla finestra sul retro dell'aula.\nuna si precipit\u00f2 a dire che Sue Bridehead era uscita dalla finestra sul retro della camera\nin cui era stata rinchiusa, era fuggita nel buio attraverso il prato,\ne scomparso. Come fosse riuscita a uscire dal giardino nessuno lo sapeva\ncome sia riuscita a uscire dal giardino, visto che era delimitato dal fiume in fondo e la porta laterale era chiusa a chiave.\nporta laterale era chiusa a chiave.\n\nAndarono a guardare la stanza vuota, la cui anta tra i montanti centrali era aperta.\nmontanti della stanza era aperta. Il prato fu nuovamente perlustrato con una\ncon la lanterna, esaminando ogni cespuglio e arbusto, ma la donna non era\nnascosta. Allora fu interrogato il portiere del cancello d'ingresso e, riflettendoci, disse di ricordare di aver sentito un\nriflessione disse che ricordava di aver sentito una specie di spruzzi nel\nnel ruscello sul retro, ma non ci aveva fatto caso, pensando che alcune anatre\nche qualche anatra fosse scesa nel fiume dall'alto.\n\n Deve aver attraversato il fiume! disse un'amante.\n\n O annegata, disse la portinaia.\n\nLa mente della matrona era inorridita non tanto per la possibile morte di Sue, quanto per la possibile mezza colonna che descriveva quell'evento in tutte le\ndi Sue, quanto per la possibile pubblicazione di una mezza colonna su tutti i giornali.\ngiornali, che, sommato allo scandalo dell'anno precedente, avrebbe dato al\nil collegio una notoriet\u00e0 poco invidiabile per molti mesi a venire.\n\nSi procurarono altre lanterne e si esamin\u00f2 il fiume; poi, finalmente,\nsulla riva opposta, che era aperta sui campi, si scorsero nel fango alcune piccole\ntracce di stivale nel fango, che non lasciavano dubbi sul fatto che la ragazza troppo\neccitabile ragazza aveva guadato una profondit\u00e0 d'acqua che le arrivava quasi alle spalle.\nQuesto era il fiume principale della contea e veniva menzionato in tutti i libri di geografia con\nquesto fiume era il principale della contea ed era citato con rispetto in tutti i libri di geografia. Dato che Sue non aveva\nnon aveva portato disonore alla scuola annegandosi, la direttrice cominci\u00f2 a parlare\na parlare di lei con superbia e a esprimere la propria gioia per la sua scomparsa.\nse ne fosse andata.\n\nLa sera stessa Jude era seduto nel suo alloggio presso la porta del Close.\nSpesso a quest'ora, dopo il crepuscolo, entrava nel silenzioso Close e si metteva di fronte alla casa di Sue\ndi fronte alla casa di Sue e guardava le ombre delle teste delle ragazze\ndelle teste delle ragazze che passavano da una parte all'altra delle persiane, e desiderava non avere altro da fare che\naltro da fare che starsene seduto a leggere e imparare tutto il giorno ci\u00f2 che molte delle\nsconsiderati, che disprezzavano. Ma stasera, dopo aver finito il t\u00e8 e\ne si era dato una ripulita, era immerso nella lettura del Ventinovesimo\nvolume della Biblioteca dei Padri di Pusey, un insieme di libri che aveva\nacquistato da un rivenditore di libri usati a un prezzo che gli era sembrato\nun prezzo miracolosamente basso per quell'opera inestimabile. Gli sembr\u00f2 di aver\ndi aver sentito qualcosa che si era leggermente infranto contro la finestra; poi l'aveva sentito di nuovo.\ndi nuovo. Sicuramente qualcuno aveva gettato della ghiaia. Si alz\u00f2 e sollev\u00f2 delicatamente\nl'anta.\n\n Jude!  (dal basso).\n\n Sue!\n\n S\u00ec, \u00e8 cos\u00ec! Posso salire senza essere visto?\n\n Oh s\u00ec!\n\n Allora non scendere. Chiudete la finestra.\n\nJude aspett\u00f2, sapendo che poteva entrare abbastanza facilmente, essendo la porta d'ingresso\nLa porta d'ingresso si apriva semplicemente con un pomello che chiunque poteva girare, come nella maggior parte delle vecchie\ncitt\u00e0 di campagna. Palpitava al pensiero che lei si fosse rivolta a lui nei suoi\nnei suoi problemi come lui era andato da lei nei suoi. Che controparti erano!\nApr\u00ec la porta della sua stanza, sent\u00ec un fruscio furtivo sulle scale buie e in un attimo apparve lei.\ne in un attimo lei apparve alla luce della sua lampada. Si avvicin\u00f2\nper afferrarle la mano e scopr\u00ec che era viscida come una divinit\u00e0 marina e che i suoi vestiti le si appiccicavano addosso come\ne che i suoi vestiti le si appiccicavano addosso come le vesti delle figure del\nPartenone.\n\n Ho tanto freddo! disse tra i denti.  Posso venire vicino al\nal tuo fuoco, Jude?\n\nSi avvicin\u00f2 alla sua piccola grata e al suo piccolissimo fuoco, ma poich\u00e9 l'acqua le gocciolava addosso mentre si muoveva, l'idea di asciugarsi era assurda.\ngocciolava da lei quando si muoveva, l'idea di asciugarsi era assurda.\n Che cosa hai fatto, tesoro? chiese lui, con allarme, l'epiteto tenero\ntenero epiteto che le era sfuggito di bocca.\n\n Ho attraversato il fiume pi\u00f9 grande della contea, ecco cosa ho fatto!\nMi hanno rinchiuso perch\u00e9 ero fuori con te; e mi \u00e8 sembrato cos\u00ec ingiusto che non ho potuto sopportarlo.\nche non potevo sopportarlo, cos\u00ec sono uscito dalla finestra e sono scappato attraverso il torrente!\ntorrente!  Aveva iniziato la spiegazione con i suoi soliti toni un po'\ntoni indipendenti, ma prima che avesse finito le sottili labbra rosa\ntremavano e a stento riusc\u00ec a trattenere il pianto.\n\n Cara Sue! disse.  Devi toglierti tutte le tue cose! E fammi vedere\nvedere che devi prenderne in prestito qualcuna dalla padrona di casa. Glielo chieder\u00f2.\n\n No, no! Non farglielo sapere, per l'amor di Dio! Siamo cos\u00ec vicini alla scuola\nche verranno a cercarmi!\n\n Allora devi indossare il mio. Non ti dispiace?\n\n Oh no.\n\n Il mio vestito della domenica, insomma. \u00c8 qui vicino.  In effetti, tutto era\nvicino e a portata di mano nella camera singola di Jude, perch\u00e9 non c'era spazio\nperch\u00e9 non c'era spazio per altro. Apr\u00ec un cassetto, tir\u00f2 fuori il suo miglior abito scuro e, dando una scrollata ai capi, apr\u00ec un cassetto.\ne, dando una scrollata agli indumenti, disse: \"Quanto tempo ti devo dare?\nquanto tempo vi dar\u00f2?\n\n Dieci minuti.\n\nJude lasci\u00f2 la stanza e and\u00f2 in strada, dove cammin\u00f2 su e gi\u00f9.\ngi\u00f9. Un orologio batt\u00e9 le sette e mezza ed egli torn\u00f2. Seduto nella sua\npoltrona, vide un essere esile e fragile che si mascherava come lui\ndi domenica, cos\u00ec patetico nella sua indifendibilit\u00e0 che il suo cuore si sentiva grande\nil suo cuore si sentiva grande per il senso di ci\u00f2. Su altre due sedie davanti al fuoco c'erano i suoi indumenti bagnati.\nindumenti bagnati. Arross\u00ec quando lui si sedette accanto a lei, ma solo per un attimo.\n\n Immagino, Jude, che sia strano che tu mi veda cos\u00ec, con tutte le mie cose appese l\u00ec?\ncose appese l\u00ec? Ma che sciocchezze! Sono solo vestiti da donna\nvestiti e biancheria senza sesso Vorrei non sentirmi cos\u00ec male e malata!\nVuoi asciugare i miei vestiti adesso? Per favore, Jude, fallo e io trover\u00f2 una sistemazione\ne poi... Non \u00e8 ancora tardi.\n\n No, non puoi, se sei malato. Devi restare qui. Cara, cara Sue,\ncosa posso fare per te?\n\n Non lo so! Non posso fare a meno di rabbrividire. Vorrei potermi riscaldare.  Jude\nle mise addosso anche il suo cappotto e poi corse al locale pi\u00f9 vicino, da dove torn\u00f2 con una bottiglietta in mano.\npi\u00f9 vicino, da dove torn\u00f2 con una bottiglietta in mano.\n Ecco sei bicchieri del miglior brandy\", disse.  Ora bevilo, cara, tutto\ntutto.\n\n Non posso uscire dalla bottiglia, vero?  Jude prese il bicchiere dal\ntore e le somministr\u00f2 lo spirito in un po' d'acqua. Lei boccheggi\u00f2 un\nun po', ma lo trangugi\u00f2 e si sdrai\u00f2 sulla poltrona.\n\nCominci\u00f2 quindi a raccontare in modo circostanziato le esperienze vissute da quando si erano\nma a met\u00e0 del racconto la sua voce vacill\u00f2, la testa annu\u00ec e si ferm\u00f2.\ntesta annu\u00ec e smise. Era in un sonno profondo. Jude, morente per l'ansia\ndi ansia per non aver preso un raffreddore che avrebbe potuto\nferirla, fu felice di sentire il respiro regolare. Si avvicin\u00f2 dolcemente\nsi avvicin\u00f2 a lei e osserv\u00f2 che un caldo rossore le\nguance blu, e sent\u00ec che la sua mano appesa non era pi\u00f9 fredda. Poi\ncon le spalle al fuoco e la guard\u00f2, vedendo in lei quasi una divinit\u00e0.\ndivinit\u00e0.\n\n\n\n\nIV\n\n\nLe fantasticherie di Jude furono interrotte dallo scricchiolio dei passi che salivano le scale.\nscale.\n\nPrese i vestiti di Sue dalla sedia dove erano ad asciugare, li spinse sotto il letto e si sedette sul suo libro.\nsotto il letto e si sedette a leggere il suo libro. Qualcuno buss\u00f2 e apr\u00ec\nsubito la porta. Era la padrona di casa.\n\n Oh, non sapevo se ci fosse o meno, signor Fawley. Volevo sapere\nsapere se desiderava cenare. Vedo che avete un giovane gentiluomo\n\n S\u00ec, signora. Ma credo che non scender\u00f2 stasera. Potresti portare\nla cena su un vassoio, e prender\u00f2 anche una tazza di t\u00e8.\n\nEra abitudine di Jude scendere in cucina e consumare i pasti con la famiglia, per evitare problemi.\ncon la famiglia, per evitare problemi. La sua padrona di casa port\u00f2 su la cena,\nTuttavia, in questa occasione, la padrona di casa port\u00f2 la cena e lui la prese da lei sulla porta.\n\nQuando lei scese, lui mise la teiera sul fornello e tir\u00f2 fuori i vestiti di Sue.\nma erano tutt'altro che asciutti. Una spessa veste di lana, scopr\u00ec\nspessa di lana, si accorse che tratteneva molta acqua. Cos\u00ec li appese di nuovo, allarg\u00f2 il fuoco e si mise a riflettere mentre il vapore\nfuoco e si mise a riflettere mentre il vapore degli indumenti risaliva il camino.\n\nAll'improvviso disse: \"Jude!\n\n S\u00ec... Va bene. Come si sente ora?\n\n Meglio. Molto bene. Perch\u00e9, mi sono addormentato, vero? Che ora \u00e8? Non \u00e8\nNon \u00e8 tardi, vero?\n\n Sono le dieci passate.\n\n \u00c8 davvero cos\u00ec? Che cosa devo fare?\", disse, alzandosi di scatto.\n\n Rimanete dove siete.\n\n S\u00ec, \u00e8 quello che voglio fare. Ma non so cosa direbbero!\nE tu cosa farai?\n\n Mi sieder\u00f2 qui accanto al fuoco tutta la notte e legger\u00f2. Domani \u00e8\ndomenica e non devo uscire da nessuna parte. Forse vi risparmierete una\nuna grave malattia riposando qui. Non si spaventi. Sto bene.\nGuarda qui, cosa ho portato per te. Un po' di cena.\n\nQuando si fu seduta in posizione eretta, respir\u00f2 con tono di voce e disse: \"Mi sento ancora un po' debole\".\nancora piuttosto debole. Pensavo di stare bene; e non dovrei essere qui,\nnon \u00e8 vero?  Ma la cena la fortific\u00f2 un po' e quando ebbe bevuto un po' di t\u00e8 e si fu sdraiata di nuovo\nun po' di t\u00e8 e si era sdraiata di nuovo, era luminosa e allegra.\n\nIl t\u00e8 doveva essere verde, o troppo lungo, perch\u00e9 dopo sembrava\nsembrava straordinariamente sveglia, anche se Jude, che non ne aveva preso,\ncominci\u00f2 a sentirsi appesantito; finch\u00e9 la conversazione di lei non fiss\u00f2 la sua attenzione.\n\n Mi hai definito una creatura della civilt\u00e0, o qualcosa del genere, vero?\ndisse lei, rompendo il silenzio.  \u00c8 stato molto strano che tu abbia fatto\nquesto.\n\n Perch\u00e9?\n\n Beh, perch\u00e9 \u00e8 provocatoriamente sbagliato. Io sono una sorta di negazione.\n\n Lei \u00e8 molto filosofo.  Una negazione \u00e8 un discorso profondo.\n\n Lo \u00e8? Le sembro una persona colta? chiese, con un pizzico di\ndi ironia.\n\n No, non ho imparato. Solo che non parli proprio come una ragazza, beh, una ragazza che\nche non ha avuto vantaggi.\n\n Ho avuto dei vantaggi. Non conosco il latino e il greco, anche se conosco le grammatiche di quelle lingue.\ngrammatiche di quelle lingue. Ma conosco la maggior parte dei classici greci e latini\nclassici attraverso le traduzioni, e anche altri libri. Ho letto Lempri re,\nCatullo, Marziale, Giovenale, Luciano, Beaumont e Fletcher, Boccaccio,\nScarron, De Brant me, Sterne, De Foe, Smollett, Fielding, Shakespeare,\nla Bibbia e altre cose simili; e ho scoperto che ogni interesse per la parte\nparte malsana di quei libri finiva con il suo mistero.\n\n Hai letto pi\u00f9 di me\", disse con un sospiro.  Come hai fatto a leggere\nalcuni di quelli pi\u00f9 strani?\n\n Beh, disse pensierosa, \u00e8 stato un caso. La mia vita \u00e8 stata\ninteramente plasmata da quella che la gente chiama una mia peculiarit\u00e0. Non ho paura\ndegli uomini in quanto tali, n\u00e9 dei loro libri. Ho mescolato con loro uno o due\ndi loro, in particolare, quasi come uno del loro stesso sesso. Voglio dire che non ho\nnon mi sono sentita nei loro confronti come la maggior parte delle donne \u00e8 abituata a sentirsi in guardia\ncontro gli attacchi alla loro virt\u00f9; perch\u00e9 nessun uomo medio, a meno che non si tratti di un\nsensuale selvaggio molesta una donna di giorno o di notte, in casa o all'estero,\na meno che lei non lo inviti. Finch\u00e9 lei non gli dice con uno sguardo Vieni, lui ha sempre paura di farlo.\nSe lei non lo dice o non lo guarda, lui non viene mai.\nTuttavia, quello che stavo per dire \u00e8 che quando avevo diciotto anni ho stretto un'intimit\u00e0\namicizia con un laureando di Christminster, che mi ha insegnato molto e mi ha prestato\nmi ha insegnato molte cose e mi ha prestato libri che altrimenti non avrei mai potuto\naltrimenti.\n\n La vostra amicizia si \u00e8 interrotta?\n\n Oh s\u00ec. Mor\u00ec, poveretto, due o tre anni dopo aver preso la sua\nlaurea e aveva lasciato Christminster.\n\n Immagino che tu l'abbia visto molto spesso.\n\n Si. Andavamo in giro insieme per passeggiate, visite di lettura e\ncose del genere, quasi come due uomini. Mi chiese di vivere con lui,\ne io ho accettato per lettera. Ma quando l'ho raggiunto a Londra ho scoperto che intendeva\nche lui intendeva una cosa diversa da quella che intendevo io. Voleva che fossi la sua\nsua amante, ma io non ero innamorata di lui e quando gli dissi che me ne sarei andata se non avesse acconsentito\nche me ne sarei andata se lui non avesse accettato il mio piano, lo fece. Abbiamo condiviso un\nsalotto per quindici mesi; e lui \u00e8 diventato un capo-scrittore per uno dei\nuno dei grandi quotidiani di Londra, finch\u00e9 non si ammal\u00f2 e dovette andare all'estero.\nall'estero. Diceva che gli stavo spezzando il cuore a tenergli testa cos\u00ec a lungo a\na lungo a distanza cos\u00ec ravvicinata; non avrebbe mai potuto crederlo da parte di una donna.\nDiceva che avrei potuto giocare a quel gioco una volta di troppo. Era tornato a casa solo per\nmorire. La sua morte ha provocato in me un terribile rimorso per la mia crudelt\u00e0, anche se spero che sia morto di tisi e non di\nspero che sia morto di tisi e non completamente di me. Sono andato a\nSandbourne al suo funerale e fui l'unica a piangerlo. Mi ha lasciato un\ndenaro perch\u00e9 gli avevo spezzato il cuore, suppongo. \u00c8 cos\u00ec che gli uomini\nsono molto meglio delle donne!\n\n Santo cielo, cosa avete fatto allora?\n\n Ah, ora sei arrabbiato con me! disse, una nota contraltina di tragedia\nche si affacciava all'improvviso nella sua voce argentea.  Non te l'avrei detto se\nse l'avessi saputo!\n\n No, non lo sono. Mi dica tutto.\n\n Beh, ho investito i suoi soldi, poverino, in un progetto di bolla e li ho persi.\ne li ho persi. Ho vissuto da solo a Londra per qualche tempo, poi sono tornato a Christminster.\nChristminster, dato che mio padre, che era a Londra e aveva iniziato a lavorare come\nmio padre, anch'egli a Londra, che aveva iniziato a lavorare come artista metallurgico vicino a Long-Acre, non voleva che tornassi.\noccupazione nella bottega dell'artista dove mi hai trovato.\nche non sapevi quanto fossi cattivo!\n\nJude guard\u00f2 intorno alla poltrona e a chi la occupava, come per leggere\npi\u00f9 attentamente la creatura a cui aveva dato rifugio. La sua voce trem\u00f2\nmentre diceva:  Per quanto tu sia vissuta, Sue, credo che tu sia tanto innocente quanto\ninnocente quanto anticonformista!\n\n Non sono particolarmente innocente, come vede, ora che ho\n\n                                         ha fatto scorrere l'accappatoio\nDa quella vuota figura distesa la tua fantasia drappeggi\u00f2,\n\ndisse lei, con un apparente sogghigno, anche se lui poteva sentire che stava\ntraboccante di lacrime.  Ma io non mi sono mai concessa a nessun amante, se \u00e8 questo che intendi!\nse \u00e8 questo che intendi! Sono rimasta come ho iniziato.\n\n Ti credo. Ma alcune donne non sarebbero rimaste come\niniziato.\n\n Forse no. Le donne migliori non lo farebbero. La gente dice che devo essere\nfredda e senza sesso per questo motivo. Ma io non lo voglio! Alcuni dei poeti pi\u00f9\npoeti pi\u00f9 appassionatamente erotici sono stati i pi\u00f9 chiusi nella loro\nvita quotidiana.\n\n Ha parlato al signor Phillotson di questo amico studioso universitario?\n\n S\u00ec, molto tempo fa. Non l'ho mai nascosto a nessuno.\n\n Che cosa ha detto?\n\n Non fece alcuna critica, disse solo che ero tutto per lui,\nqualsiasi cosa facessi; e cose del genere.\n\nJude si sentiva molto depresso; lei sembrava allontanarsi sempre pi\u00f9\nda lui con i suoi modi strani e la sua curiosa inconsapevolezza del genere.\n\n Non sei davvero arrabbiato con me, caro Jude? chiese lei all'improvviso, con una voce di tale straordinaria tenerezza che quasi non sembrava\nvoce di una tenerezza cos\u00ec straordinaria che quasi non sembrava provenire\ndalla stessa donna che aveva appena raccontato la sua storia con tanta leggerezza.  Preferirei\noffenderei chiunque al mondo piuttosto che te, credo!\n\n Non so se sono arrabbiato o meno. So che ci tengo molto a\nte!\n\n Tengo a te come a chiunque altro abbia mai incontrato.\n\n Non ti interessa pi\u00f9! Ecco, non dovrei dirlo. Non rispondere\nnon rispondere!\n\nCi fu un altro lungo silenzio. Lui sentiva che lei lo stava trattando\ncrudelmente, anche se non riusciva a dire in che modo. La sua stessa\nimpotenza sembrava renderla molto pi\u00f9 forte di lui.\n\n Sono terribilmente ignorante in materia generale, anche se mi sono impegnato tanto per\nduramente, mi ha detto, per cambiare argomento.  Sono assorbito dalla teologia, lo\nsai. E cosa pensi che dovrei fare ora, se tu non fossi qui?\nnon fossi qui? Dovrei recitare le preghiere della sera. Immagino che\nnon ti piacerebbe\n\n Oh no, no, rispose lei, preferirei di no, se non le dispiace. I\nsembrerei un'ipocrita.\n\n Pensavo che non vi sareste uniti, quindi non ve l'ho proposto. Devi ricordare\nche spero di essere un ministro utile un giorno.\n\n Per essere ordinato, mi pare che lei abbia detto?\n\n S\u00ec.\n\n Allora non hai rinunciato all'idea? Pensavo che forse l'avessi gi\u00e0\nquesto momento.\n\n Certo che no. All'inizio ho pensato che la pensassi come me a questo proposito, dato che eri cos\u00ec invischiato nell'anglicanesimo di Christminster.\nche tu fossi cos\u00ec coinvolto nell'anglicanesimo di Christminster. E Mr.\nPhillotson\n\n Non ho alcun rispetto per Christminster, se non, in misura qualificata, per il suo lato intellettuale.\nse non per il suo lato intellettuale, disse Sue Bridehead con seriet\u00e0.  Il mio\namico di cui ho parlato me l'ha tolto. Era l'uomo pi\u00f9 irreligioso\nche abbia mai conosciuto, e il pi\u00f9 morale. E l'intelletto a Christminster \u00e8\nvino nuovo in bottiglie vecchie. Il mediovalismo di Christminster deve sparire, deve essere\nessere eliminato, o Christminster stesso dovr\u00e0 andarsene. A dire il vero, a volte\na volte non si pu\u00f2 fare a meno di provare una certa simpatia per le tradizioni della\ndella vecchia fede, cos\u00ec come sono state conservate da una parte dei pensatori in\ntoccante e semplice sincerit\u00e0; ma quando ero nel mio stato d'animo pi\u00f9 triste e giusto\nmente pi\u00f9 triste e giusta, mi sentivo sempre,\n\n O glorie spettrali di santi, membra morte di Dei gibbati!\n\n Sue, non sei una buona amica se parli cos\u00ec!\n\n Allora non lo far\u00f2, caro Jude!  La nota emotiva della gola era tornata, e\ne lei gir\u00f2 il viso dall'altra parte.\n\n Continuo a pensare che Christminster abbia molto di glorioso, anche se mi sono\nrisentito perch\u00e9 non potevo arrivarci.  Parl\u00f2 con dolcezza e resistette all'impulso\nall'impulso di spingerla alle lacrime.\n\n \u00c8 un luogo ignorante, tranne che per i cittadini, gli artigiani,\nubriachi e poveri\", disse, ancora perversa per il fatto che si differenziasse da lei.\nlei.  Loro vedono la vita com'\u00e8, naturalmente, ma pochi di quelli che frequentano i collegi lo fanno.\ncollegiali lo fanno. Lo dimostri tu stesso. Siete proprio uno degli uomini\nChristminster quando furono fondati i collegi; un uomo con la passione per l'apprendimento, ma senza\ncon la passione per l'apprendimento, ma senza soldi, n\u00e9 opportunit\u00e0, n\u00e9 amici.\namici. Ma lei \u00e8 stato spinto fuori dal marciapiede dai figli dei milionari.\nfigli.\n\n Beh, posso fare a meno di ci\u00f2 che conferisce. Mi interessa qualcosa di pi\u00f9 elevato.\n\n E io per qualcosa di pi\u00f9 ampio, pi\u00f9 vero, insisteva.  Attualmente\nl'intelletto a Christminster spinge da una parte e la religione dall'altra;\ne cos\u00ec rimangono fermi, come due montoni che si scontrano.\n\n Cosa farebbe il signor Phillotson\n\n \u00c8 un luogo pieno di feticisti e di fantasisti!\n\nNot\u00f2 che ogni volta che cercava di parlare del maestro di scuola lei\ndi parlare del maestro di scuola, la conversazione si spostava su alcune generalizzazioni sull'universit\u00e0\nuniversit\u00e0. Jude era estremamente, morbosamente, curioso di conoscere la sua vita da\nPhillotson e promessa sposa; eppure lei non lo illuminava.\n\n Beh, \u00e8 proprio quello che sono anch'io, disse.  Ho paura della vita,\ne vedo sempre gli spettri.\n\n Ma tu sei buono e caro! mormor\u00f2.\n\nIl cuore gli batteva forte e non rispondeva.\n\n Siete nella fase Tractariana, non \u00e8 vero? aggiunse,\nmettendo in scena la leggerezza per nascondere i veri sentimenti, un trucco comune con lei.\n Vediamo quando ci sono stato? Nell'anno millenovecento e\n\n C'\u00e8 un sarcasmo in questo che \u00e8 piuttosto sgradevole per me, Sue. Ora\nfarai quello che voglio io? A quest'ora leggo un capitolo, e poi\nrecito le preghiere, come ti ho detto. Ora vuoi concentrare la tua attenzione su\ndi questi libri, sedendoti di spalle e lasciandomi fare le mie abitudini?\nalle mie abitudini? Sei sicuro di non volerti unire a me?\n\n Ti guarder\u00f2.\n\n No. Non prendermi in giro, Sue!\n\n Molto bene, far\u00f2 come mi hai detto e non ti disturber\u00f2, Jude, rispose lei, con il tono di una bambina che sarebbe stata buona per sempre.\nJude, rispose lei, con il tono di una bambina che si sarebbe comportata bene per sempre, voltandogli le spalle.\ne gli volt\u00f2 le spalle di conseguenza. Una piccola Bibbia diversa da quella\ndi quella che lui stava usando, e durante la sua ritirata la prese e ne sfogli\u00f2 le pagine.\ne la prese e ne sfogli\u00f2 le pagine.\n\n Jude, disse brillantemente, quando lui ebbe finito e torn\u00f2 da lei;\n mi permetti di farti un _nuovo_ Testamento, come quello che ho fatto per me a\nper me a Christminster?\n\n Oh, s\u00ec. Come \u00e8 stato realizzato?\n\n Ho modificato la mia vecchia edizione tagliando tutte le epistole e i vangeli in\nin opuscoli separati, e riordinandoli in ordine cronologico come\nscritto, iniziando il libro con i Tessalonicesi, proseguendo con le Epistole e mettendo i Vangeli molto pi\u00f9 avanti.\nEpistole e mettendo i Vangeli molto pi\u00f9 avanti. Poi ho fatto rilegare il\nvolume. Il mio amico universitario, il signor, ma non importa il suo nome, povero ragazzo, disse che era un'idea eccellente.\npovero ragazzo, disse che era un'idea eccellente. So che leggerlo dopo\nlo rese due volte pi\u00f9 interessante di prima e due volte pi\u00f9 comprensibile.\n\n H m! disse Jude, con un senso di sacrilegio.\n\n E che enormit\u00e0 letteraria \u00e8 questa, si disse, guardando le pagine del Cantico di Salomone.\nle pagine del Canto di Salomone.  Intendo dire la sinossi in testa a ogni\ncapitolo, che spiega la vera natura di quella rapsodia. Non c'\u00e8 bisogno di\nallarmarsi: nessuno rivendica l'ispirazione per i titoli dei capitoli. Anzi,\nanzi, molti divini li trattano con disprezzo. Sembra la cosa pi\u00f9 buffa\nsembra la cosa pi\u00f9 buffa pensare ai quattro e venti anziani, o vescovi, o qualunque sia il numero\no vescovi, o qualunque fosse il loro numero, seduti con il muso lungo a scrivere cose del genere.\n\nJude sembr\u00f2 addolorato.  Sei proprio un Voltairiano! mormor\u00f2.\n\n Davvero? Allora non dir\u00f2 altro, se non che la gente non ha il diritto di falsificare la Bibbia!\nfalsificare la Bibbia! Io detesto i cretini che cercano di ingessare con astrazioni ecclesiastiche\ncon astrazioni ecclesiastiche un amore cos\u00ec estatico, naturale, umano\nnaturale e umano come quello contenuto in quel grande e appassionato canto!  Il suo discorso era diventato\ne quasi petulante al suo rimprovero, e gli occhi umidi.  I\nVorrei avere qui un amico che mi sostenga; ma nessuno \u00e8 mai dalla mia parte!\ndalla mia parte!\n\n Ma mia cara Sue, mia cara Sue, io non sono contro di te!\nprendendole la mano e sorprendendosi che lei introducesse un sentimento personale in una\nin una mera argomentazione.\n\n S\u00ec, s\u00ec, s\u00ec, s\u00ec, s\u00ec! grid\u00f2 lei, voltando il viso per evitare che lui\nnon vedesse i suoi occhi pieni di gioia.  Siete dalla parte del popolo della\ndella scuola di formazione, almeno cos\u00ec sembra! Quello su cui insisto\n\u00e8 che per spiegare versi come questo:  Dov'\u00e8 andato il tuo amato?\no tu pi\u00f9 bella tra le donne? con la nota: _La Chiesa professa la sua fede_, \u00e8 sommamente ridicolo.\nfede_, \u00e8 sommamente ridicolo!\n\n Beh, allora lascia perdere! Ne fai una questione cos\u00ec personale di tutto! I\nsono troppo incline ad applicare le parole in modo profano. Sapete\nche tu sei la pi\u00f9 bella tra le donne per me, e che non \u00e8 cos\u00ec!\n\n Ma non devi dirlo adesso!  Sue rispose, cambiando la sua voce nella sua\nnota di severit\u00e0 pi\u00f9 tenue. Poi i loro sguardi si incontrarono e si strinsero la mano\ncome due amici in una taverna, e Jude vide l'assurdit\u00e0 di litigare su un argomento cos\u00ec\nsu un argomento cos\u00ec ipotetico, e lei la sciocchezza di piangere per ci\u00f2 che\nscritto in un vecchio libro come la Bibbia.\n\n Non voglio disturbare le tue convinzioni, davvero!\ncon calma, perch\u00e9 ora lui era pi\u00f9 agitato di lei.  Ma io volevo\ndesideravo e desideravo nobilitare qualche uomo ad alti scopi; e quando ti ho visto, e ho saputo che volevi essere mio compagno, devo confessarlo?\ne sapevo che volevi essere mio compagno, devo confessarlo?\nuomo potessi essere tu. Ma ti fidi cos\u00ec tanto delle tradizioni che non so cosa dire.\nnon so cosa dire.\n\n Beh, cara, suppongo che si debbano prendere alcune cose sulla fiducia. La vita non \u00e8\nabbastanza lunga per capire tutto nei problemi di Euclide prima di\ncredere. Io prendo il cristianesimo.\n\n Beh, forse potreste prendere qualcosa di peggio.\n\n In effetti potrei. Forse l'ho fatto!  Pens\u00f2 ad Arabella.\n\n Non voglio chiedere cosa, perch\u00e9 saremo molto gentili l'uno con l'altro, vero?\ne non ci faremo mai, mai, mai pi\u00f9 dispiacere l'un l'altro?  Lei\nalzava lo sguardo fiducioso e la sua voce sembrava volersi annidare nel petto di lui.\npetto di lui.\n\n Mi prender\u00f2 sempre cura di te! disse Jude.\n\n E io per te. Perch\u00e9 sei un cuore solo, e perdona la tua\ndifettosa e stancante piccola Sue!\n\nLui distolse lo sguardo, perch\u00e9 quella tenerezza epicena di lei era troppo straziante.\nEra questo che aveva spezzato il cuore del povero leader-scrittore; e lui sarebbe stato il prossimo?\ne lui sarebbe stato il prossimo?   Ma Sue era cos\u00ec cara!   Se solo potesse\nsuperare il senso del suo sesso, come lei sembrava essere in grado di fare con tanta facilit\u00e0\ndel suo, che compagna sarebbe stata; perch\u00e9 le loro divergenze di opinione su argomenti\ndi opinioni su argomenti congetturali li avvicinava solo su questioni di\nquotidiana esperienza umana. Era pi\u00f9 vicina a lui di qualsiasi altra donna che avesse mai incontrato.\nmai incontrato e difficilmente avrebbe potuto credere che il tempo, il credo o l'assenza\nassenza, lo avrebbero mai diviso da lei.\n\nMa il dolore per le incertezze di lei torn\u00f2 a farsi sentire. Rimasero seduti finch\u00e9 lei non si addorment\u00f2\naddormentata di nuovo, e lui annu\u00ec sulla sua sedia. Ogni volta che si svegliava\nsi svegliava, le rigirava le cose e riaccendeva il fuoco. Verso le sei\nverso le sei si svegli\u00f2 completamente e, accendendo una candela, scopr\u00ec che i vestiti di lei erano asciutti.\nvestiti erano asciutti. Essendo la sua sedia molto pi\u00f9 comoda di quella di lui\nlei dormiva ancora all'interno del suo cappotto, calda come una focaccia nuova e\ncome una focaccia nuova e un ragazzo come Ganimede. Posizionando gli indumenti accanto a lei e toccandola sulle\nspalla, scese al piano di sotto e si lav\u00f2 alla luce delle stelle in cortile.\ncortile.\n\n\n\n\nV\n\n\nQuando lui torn\u00f2, lei era vestita come al solito.\n\n Ora posso uscire senza che nessuno mi veda? chiese.  La citt\u00e0\nnon \u00e8 ancora sveglia.\n\n Ma non avete fatto colazione.\n\n Oh, non ne voglio! Temo che non sarei dovuta scappare da quella scuola!\nscuola! Le cose sembrano cos\u00ec diverse alla fredda luce del mattino, vero?\nnon \u00e8 vero? Non so cosa dir\u00e0 il signor Phillotson! \u00c8 stato per suo\ndesiderio che ci andassi. \u00c8 l'unico uomo al mondo per il quale ho\nrispetto o timore. Spero che mi perdoner\u00e0; ma mi sgrider\u00e0\nterribilmente, mi aspetto!\n\n Andr\u00f2 da lui e gli spiegher\u00f2 l'inizio di Jude.\n\n Oh no, non puoi. Non mi importa di lui! Pu\u00f2 pensare quello che vuole, io\nfar\u00f2 come mi pare!\n\n Ma proprio in questo momento hai detto\n\n Beh, se lo facessi, farei come mi pare per tutti lui! Ho pensato a\na cosa fare per andare dalla sorella di una delle mie compagne di studio alla\nscuola di formazione, che mi ha chiesto di farle visita. Ha una scuola vicino a\nShaston, a circa diciotto miglia da qui, e mi fermer\u00f2 l\u00ec fino a quando\nfinch\u00e9 non sar\u00e0 tutto finito e non torner\u00f2 alla scuola di formazione.\n\nAll'ultimo momento la convinse a lasciarsi preparare una tazza di caff\u00e8, in un apparecchio portatile che teneva nella sua stanza per\ncaff\u00e8, in un apparecchio portatile che teneva in camera sua per usarlo quando si alzava\nper andare al lavoro ogni giorno prima che la famiglia fosse sveglia.\n\n Ora un bocconcino da mangiare, ha detto, e via. Potrete fare una\ncolazione normale quando arriverete l\u00ec.\n\nUscirono tranquillamente di casa, Jude l'accompagn\u00f2 alla stazione.\nstazione. Mentre si allontanavano lungo la strada, una testa fu spinta fuori da una\nfinestra superiore del suo alloggio e rapidamente ritirata. Sue sembrava ancora\ndispiaciuta per la sua imprudenza e desiderare di non essersi ribellata; al momento di separarsi gli disse che gli avrebbe fatto sapere\nche glielo avrebbe fatto sapere non appena fosse stata riammessa alla scuola di formazione.\nalla scuola di formazione. Rimasero insieme, piuttosto miseramente, sulla\ne si vedeva che lui voleva dire di pi\u00f9.\n\n Voglio dirle due cose\", disse frettolosamente mentre il treno arrivava.\ntreno \u00e8 arrivato.  Uno \u00e8 caldo, l'altro \u00e8 freddo!\n\n Jude, ha detto.  Conosco uno di loro. E tu non devi!\n\n Cosa?\n\n Non devi amarmi. Devo piacerti e basta!\n\nIl volto di Jude divenne cos\u00ec pieno di complicate tenebre che il suo fu agitato\nin simpatia mentre lo salutava dal finestrino della carrozza. E poi\nil treno and\u00f2 avanti e lei, salutandolo con la sua bella mano, spar\u00ec\nvia.\n\nMelchester era un luogo abbastanza lugubre per Jude quella domenica di partenza.\ne la vicinanza era cos\u00ec odiosa che non and\u00f2 nemmeno una volta alle funzioni della cattedrale.\ncattedrale. La mattina dopo arriv\u00f2 una lettera di lei,\nche, con la sua solita prontezza, aveva scritto subito dopo aver raggiunto la casa dell'amica.\ncasa del suo amico. Gli raccontava del suo arrivo sicuro e del suo\ndi un arrivo sicuro e di un alloggio confortevole, e poi aggiunse\n\nCi\u00f2 di cui scrivo veramente, caro Jude, \u00e8 qualcosa che ti ho detto al momento della\nseparazione. Eri stato cos\u00ec buono e gentile con me che quando ti sei allontanato dalla mia vista\ndi vista mi sono sentita una donna crudele e ingrata a dirlo,\ne da allora mi ha sempre rimproverato. Se vuoi amarmi, Jude, puoi...\npuoi_: Non mi importa affatto; e non dir\u00f2 mai pi\u00f9 che non devi!\n    Ora non scriver\u00f2 pi\u00f9 su questo argomento. Perdoni la tua\n    amica sconsiderata per la sua crudelt\u00e0? E non la renderai infelice dicendo che non lo fai?\n    dicendo che non lo fai? Mai,\n\n\nSUE.\n\nSarebbe superfluo dire quale fu la sua risposta, e come pensava\nche cosa avrebbe fatto se fosse stato libero, il che avrebbe reso inutile per Sue una\nuna lunga permanenza con un'amica donna non fosse necessaria per Sue. Sentiva\nche avrebbe potuto essere abbastanza sicuro della propria vittoria se si fosse arrivati a un conflitto\nconflitto tra lui e Phillotson per il possesso di lei.\n\nTuttavia, Jude rischiava di attribuire alla nota impulsiva di Sue un significato pi\u00f9\nSue pi\u00f9 di quanto fosse realmente destinato a contenere.\n\nDopo qualche giorno si ritrov\u00f2 a sperare che lei gli scrivesse di nuovo.\nscrivere di nuovo. Ma non ricevette pi\u00f9 alcuna comunicazione e, nell'intensit\u00e0 della sua\ne nell'intensit\u00e0 della sua sollecitudine le invi\u00f2 un altro biglietto, suggerendole che\ndi farle visita una domenica, essendo la distanza inferiore alle diciotto miglia.\nmiglia.\n\nSi aspettava una risposta la seconda mattina dopo l'invio della missiva.\nma non arriv\u00f2. Arriv\u00f2 la terza mattina; il postino non si ferm\u00f2.\nfermarsi. Era sabato e, in preda a un'ansia febbrile per lei, invi\u00f2 tre brevi lettere in cui dichiarava che sarebbe arrivato l'indomani.\ntre brevi righe in cui affermava che sarebbe venuto il giorno seguente, perch\u00e9 era sicuro che qualcosa\nche sarebbe venuto l'indomani, perch\u00e9 si sentiva sicuro che fosse successo qualcosa.\n\nIl suo primo e naturale pensiero era stato che fosse malata a causa dell'immersione.\nimmersione; ma presto gli venne in mente che qualcuno avrebbe scritto per lei\nper lei in un caso del genere. Le congetture vennero messe a tacere dal suo arrivo\nalla scuola del villaggio vicino a Shaston, nella luminosa mattina di domenica, tra le undici e le dodici.\ndomenica, tra le undici e le dodici, quando la parrocchia era vuota come un deserto, con la maggior parte delle persone che\nla parrocchia era vuota come un deserto, la maggior parte degli abitanti si era radunata all'interno della\nchiesa, da dove ogni tanto si sentivano le loro voci all'unisono.\n\nUna bambina apr\u00ec la porta.  La signorina Bridehead \u00e8 di sopra, disse.\n E potrebbe andare da lei per favore?\n\n \u00c8 malata? chiese Jude frettolosamente.\n\n Solo un po', non molto.\n\nJude entr\u00f2 e sal\u00ec. Quando raggiunse il pianerottolo, una voce gli disse\nda che parte girarsi, la voce di Sue che chiamava il suo nome. Super\u00f2 la\ne la trov\u00f2 distesa in un lettino in una stanza di una dozzina di metri quadrati.\nquadrati.\n\n Oh, Sue! grid\u00f2, sedendosi accanto a lei e prendendole la mano.  Come\n\u00e8 questo! Non sei riuscita a scrivere?\n\n No, non era quello! rispose lei.  Ho preso un brutto raffreddore, ma avrei potuto\nscrivere. Solo che non l'avrei fatto!\n\n Perch\u00e9 no? Spaventarmi in questo modo!\n\n S\u00ec, era questo che temevo! Ma avevo deciso di non scriverti pi\u00f9\npi\u00f9 di scriverti. Non mi vogliono pi\u00f9 a scuola, per questo non potevo scrivere.\nnon potevo scrivere. Non il fatto, ma il motivo!\n\n Allora?\n\n Non solo non mi hanno voluto, ma mi hanno dato un consiglio d'addio.\nconsiglio\n\n Cosa?\n\nNon rispose direttamente.  Ho giurato che non te l'avrei mai detto, Jude...\n\u00e8 cos\u00ec volgare e angosciante!\n\n Si tratta di noi?\n\n S\u00ec.\n\n Ma ditemi!\n\n Ebbene, qualcuno ha inviato loro notizie infondate su di noi, e dicono che\nche io e te dovremmo sposarci al pi\u00f9 presto, per il bene della mia reputazione!\nreputazione!   Ora te l'ho detto, e vorrei non averlo fatto!\n\n Oh, povera Sue!\n\n Non penso a te in questo modo! Mi \u00e8 appena venuto in mente di\ndi considerarti nel modo in cui loro pensano che io pensi, ma non avevo iniziato a farlo. Ho riconosciuto\nriconosciuto che la cuginanza era solo nominale, dal momento che ci siamo incontrati come\ncompletamente estranei. Ma il mio matrimonio con te, caro Jude, perch\u00e9, naturalmente, se avessi\nse avessi pensato di sposarti non sarei venuta da te cos\u00ec spesso!\nE non ho mai pensato che tu pensassi a una cosa del genere fino all'altra sera.\nfino all'altra sera, quando ho cominciato a pensare che mi amassi un po'.\nForse non avrei dovuto essere cos\u00ec intimo con te. \u00c8 tutta colpa mia\ncolpa. Tutto \u00e8 sempre colpa mia!\n\nIl discorso sembrava un po' forzato e irreale, e i due si guardarono con\ncon un'angoscia reciproca.\n\n All'inizio ero cos\u00ec cieca!  Non vedevo affatto quello che provavi\naffatto. Oh, sei stato scortese con me, hai dovuto guardarmi come una\nsenza dire una parola e lasciandomi scoprire da sola!\nIl tuo atteggiamento nei miei confronti \u00e8 diventato noto; e naturalmente pensano che ci siamo\nche ci siamo comportati male! Non mi fider\u00f2 mai pi\u00f9 di te!\n\n S\u00ec, Sue, disse con semplicit\u00e0; la colpa \u00e8 mia pi\u00f9 di quanto pensi. Ero\nche tu non sospettassi, fino all'ultimo incontro o due, quello che provavo per te.\ndue incontri quello che provavo per te. Ammetto che il nostro incontro come estranei\nimpedisse un senso di relazione, e che sia stato una sorta di sotterfugio\nper approfittarne. Ma non credi che io meriti un po' di considerazione\nconsiderazione per aver nascosto i miei sentimenti sbagliati, molto sbagliati, dal momento che\nnon potevo fare a meno di averli?\n\nLei gir\u00f2 gli occhi dubbiosi verso di lui e poi distolse lo sguardo come se\ncome se temesse di perdonarlo.\n\nPer ogni legge della natura e del sesso, un bacio era l'unica risposta che si adattava all'umore e al momento.\nche si adattava allo stato d'animo e al momento, sotto la cui spinta Sue\nSue non dimostrativa nei suoi confronti non avrebbe potuto cambiare inconcepibilmente la sua temperatura.\ntemperatura. Alcuni uomini avrebbero gettato gli scrupoli al vento, e\ne l'avrebbero azzardata, ignorando sia la dichiarazione di Sue di essere neutrale\nsentimenti neutrali, sia della coppia di autografi nella cassapanca della chiesa parrocchiale di Arabella.\nArabella. Jude no. In effetti, era venuto in parte\nper raccontare la sua storia fatale. Era sulle sue labbra, ma nell'ora dell'angoscia non poteva rivelarla.\ndi questa angoscia non poteva rivelarla. Prefer\u00ec soffermarsi sulle\nbarriere riconosciute tra loro.\n\n Naturalmente so che non ti importa di me in modo particolare, si\naddolorato.  Non dovresti, e hai ragione. Tu appartieni a Mr.\nPhillotson. Suppongo che sia venuto a trovarla?\n\n S\u00ec\", rispose brevemente, con il volto un po' cambiato.  Anche se non gli ho\ngli ho chiesto di venire. Sei contenta, naturalmente, che sia venuto! Ma a me non dovrebbe importare se\nnon mi importerebbe se non venisse pi\u00f9!\n\nEra molto sconcertante per il suo amante che lei fosse irritata per la sua onesta acquiescenza al rivale.\nonesta acquiescenza nei confronti del rivale, se i sentimenti d'amore di Jude erano\nJude erano deprecati da lei. Continu\u00f2 a parlare di qualcos'altro.\n\n Tutto questo passer\u00e0, cara Sue, disse.  Le autorit\u00e0 della scuola di formazione\nnon sono tutto il mondo. Puoi diventare una studentessa in qualche\naltro, senza dubbio.\n\n Chieder\u00f2 al signor Phillotson, disse con decisione.\n\nLa gentile padrona di casa di Sue torn\u00f2 ora dalla chiesa e non ci furono pi\u00f9\nconversazione intima. Jude se ne and\u00f2 nel pomeriggio, irrimediabilmente infelice.\nMa l'aveva vista e si era seduto con lei. Un rapporto come quello avrebbe dovuto\navrebbe dovuto accontentarlo per il resto della sua vita. La lezione della\nrinuncia era necessario e opportuno che lui, come parroco,\nparroco, imparasse.\n\nMa la mattina dopo, quando si svegli\u00f2, si sent\u00ec piuttosto irritato con lei e decise che era piuttosto irragionevole, per non dire capricciosa.\ne decise che lei era piuttosto irragionevole, per non dire capricciosa. Poi,\na dimostrazione di quella che aveva cominciato a riconoscere come una delle sue caratteristiche\ncaratteristiche di lei, arriv\u00f2 prontamente un biglietto, che lei doveva aver scritto\nquasi subito dopo essersi allontanato da lei:\n\nPerdonami per la mia petulanza di ieri! Sono stata orribile con voi, lo so,\ne mi sento perfettamente infelice per la mia orribilit\u00e0. \u00c8 stato cos\u00ec caro da parte vostra\nnon arrabbiarti! Jude, ti prego di tenermi ancora come tua amica e\namico e socio, con tutti i miei difetti. Cercher\u00f2 di non comportarmi pi\u00f9 cos\u00ec.\n    Sabato verr\u00f2 a Melchester per portare via le mie cose dal T. S., ecc.\n    T. S., &c. Potrei passeggiare con te per mezz'ora, se ti fa piacere?\n    se ti va? Il tuo pentito\n\n\nSUE.\n\nJude la perdon\u00f2 subito e le chiese di venire a trovarlo alle\ncattedrale quando sarebbe arrivata.\n\n\n\n\nVI\n\n\nNel frattempo un uomo di mezza et\u00e0 stava sognando un sogno di grande bellezza\nche riguardava l'autore della lettera di cui sopra. Si trattava di Richard Phillotson,\nche aveva da poco lasciato la scuola mista del villaggio di Lumsdon, vicino a Christminster, per intraprendere una grande scuola maschile nella sua citt\u00e0 natale.\nChristminster, per intraprendere una grande scuola maschile nella sua citt\u00e0 natale, Shaston.\nShaston, che si trovava su una collina a sessanta miglia a sud-ovest in linea d'aria.\nsud-ovest in linea d'aria.\n\nUn'occhiata al luogo e ai suoi accessori era quasi sufficiente a rivelare che i piani e i sogni del maestro di scuola, cos\u00ec a lungo assecondati, erano stati\nche i piani e i sogni del maestro cos\u00ec a lungo assecondati erano stati abbandonati per\nabbandonati per qualche nuovo sogno con cui n\u00e9 la Chiesa n\u00e9 la letteratura avevano\nletteratura avevano molto in comune. Essenzialmente un uomo poco pratico, si era\ndi guadagnare e risparmiare denaro per uno scopo pratico, quello di\nmoglie, che, se lo avesse scelto, avrebbe potuto dirigere una delle scuole femminili\nscuola femminile attigua alla sua; a questo scopo le aveva consigliato di\ndi addestrarsi, visto che non lo avrebbe sposato su due piedi.\n\nNel periodo in cui Jude si stava trasferendo da Marygreen a Melchester, e in quest'ultimo luogo\ne di intraprendere un'avventura in quest'ultimo luogo con Sue, il direttore della scuola\nsi stava sistemando nella nuova casa-scuola di Shaston. Tutti i mobili\ntutti i mobili, i libri accantonati e i chiodi piantati, aveva cominciato a\nnel suo salotto durante le buie notti d'inverno e a riprendere alcuni dei suoi vecchi studi.\nvecchi studi, un ramo dei quali comprendeva le antichit\u00e0 romano-britanniche.\nantichit\u00e0 romano-britanniche, un lavoro poco remunerativo per un maestro di scuola nazionale, ma una materia che, dopo aver abbandonato\nma un argomento che, dopo l'abbandono del progetto universitario, lo aveva interessato in quanto\ndopo l'abbandono del progetto universitario, lo aveva interessato come una miniera relativamente inesplorata.\nper coloro che, come lui, avevano vissuto in luoghi solitari dove questi resti erano\nerano abbondanti e si vedevano costretti a trarre deduzioni in sorprendente contrasto\ndi civilt\u00e0 dell'epoca.\n\nLa ripresa di questa indagine era l'hobby esteriore e apparente di Phillotson.\ndi Phillotson, la sua ragione apparente per andare da solo nei campi in cui\nnei campi dove abbondavano dighe, dighe e tumuli, o chiudersi in casa con alcune urne, tegole e mosaici che aveva raccolto.\nin casa con alcune urne, tegole e mosaici che aveva raccolto,\ninvece di fare visita ai suoi nuovi vicini, che da parte loro si erano\nsi erano dimostrati abbastanza disponibili ad essere amichevoli con lui. Ma non era\nnon era il vero motivo, o l'intero motivo, dopo tutto. Cos\u00ec, in una particolare\nsera del mese, quando si era fatto piuttosto tardi, verso mezzanotte,\ne la luce della sua lampada, che brillava dalla sua finestra su un angolo saliente della citt\u00e0\ndella citt\u00e0 in cima alla collina su infinite miglia di valle verso ovest,\nannunciava come a parole un luogo e una persona dediti allo studio, egli non stava\nnon stava esattamente studiando.\n\nL'interno della stanza, i libri, i mobili, il cappotto largo del maestro, il suo atteggiamento al tavolo, persino il tremolio del fuoco\ncappotto largo, il suo atteggiamento al tavolo, persino il tremolio del fuoco,\ndi una ricerca non distratta, pi\u00f9 che credibile per un uomo che non aveva avuto\ndi un uomo che non aveva avuto altri vantaggi oltre a quelli che si era creato da solo.\npropri. Eppure la storia, abbastanza vera fino a poco tempo fa, non era vera ora.\nCi\u00f2 di cui si occupava non era storia. Erano appunti storici,\nscritti da un'audace mano femminile su sua dettatura qualche mese prima, e\nera la resa clericale di una parola dopo l'altra che lo assorbiva.\n\nDi l\u00ec a poco prese da un cassetto un fascio di lettere accuratamente legate,\npoche, pochissime, come conta la corrispondenza al giorno d'oggi. Ognuna era nella sua\nbusta proprio come era arrivata, e la calligrafia era dello stesso carattere\nfemminile delle note storiche. Le dispieg\u00f2 una per una\ne li lesse con attenzione. A prima vista sembrava che in questi piccoli\ndocumenti non c'era assolutamente nulla su cui riflettere. Erano\nlettere schiette e dirette, firmate Sue B; proprio come quelle che si scrivono\nscritte durante brevi assenze, senza pensare ad altro che alla loro\nche alla loro rapida distruzione, e che riguardavano soprattutto libri di lettura e\ndi lettura e altre esperienze di una scuola di formazione, dimenticate senza dubbio dalla\nscrittore con il passare del giorno della loro scrittura. In una di queste\ndi recente, la giovane donna affermava di aver ricevuto la sua premurosa lettera e di essere stata onorata di\nlettera premurosa di lui e che era stato onorevole e generoso da parte sua\nche era stato onorevole e generoso da parte sua dire che non sarebbe venuto a trovarla pi\u00f9 spesso di quanto lei desiderasse (la scuola\n(essendo la scuola un luogo cos\u00ec scomodo per i visitatori) e che lei desiderava fortemente\nche il suo fidanzamento con lui non venisse reso noto, cosa che sarebbe\nche sarebbe stato inevitabile se lui fosse andato a trovarla spesso). Su queste frasi il\nil maestro di scuola si sofferm\u00f2 su queste frasi. Quale precisa sfumatura di soddisfazione si poteva\ndi soddisfazione da parte di una donna per il fatto che l'uomo che l'amava non era stato\nnon era stato spesso a trovarla? Il problema lo occupava, lo distraeva.\n\nApr\u00ec un altro cassetto e vi trov\u00f2 una busta da cui estrasse una fotografia di Sue da bambina, molto prima di conoscerla.\nuna fotografia di Sue da bambina, molto prima di conoscerla,\nin piedi sotto un graticcio con un piccolo cestino in mano. C'era\nc'era un'altra di lei da giovane donna, i cui occhi e capelli scuri ne facevano un'immagine molto\nun'immagine distinta e attraente di lei, che rivelava anche la\nriflessivo che si celava dietro i suoi stati d'animo pi\u00f9 leggeri. Era un duplicato di\ndi quella che aveva dato a Jude e che avrebbe dato a qualsiasi uomo. Phillotson\nla port\u00f2 a met\u00e0 strada verso le labbra, ma la ritir\u00f2 in preda al dubbio di fronte alle sue\nfrasi perplesse di lei: alla fine baci\u00f2 il cartoncino morto con tutta la\npassionalit\u00e0 e pi\u00f9 che altro con la devozione di un giovane di diciotto anni.\ndiciotto anni.\n\nIl maestro aveva un viso dall'aspetto malsano e antiquato,\nreso ancora pi\u00f9 antiquato dal suo stile di rasatura. Una certa\ngentiluomo gli era stata impartita dalla natura, suggerendo un desiderio intrinseco di\ndesiderio intrinseco di comportarsi bene con tutti. La sua parlantina era un po' lenta, ma\ni suoi toni erano abbastanza sinceri da rendere la sua esitazione un difetto. I suoi\ncapelli ingrigiti erano ricci e si irradiavano da un punto al centro della corona.\ncorona. Aveva quattro rughe sulla fronte e portava gli occhiali solo quando\nocchiali quando leggeva di notte. Quasi certamente si trattava di una\nrinuncia impostagli dal suo scopo accademico, piuttosto che una\nche gli aveva impedito di unirsi in matrimonio con una donna.\nsesso in matrimonio.\n\nAtti silenziosi come quelli di questa sera si sono ripetuti molte e\ne spesso quando non era sotto l'occhio dei ragazzi, il cui sguardo rapido e penetrante diventava spesso quasi insopportabile per i\nsguardo rapido e penetrante diventava spesso quasi insopportabile per il padrone\npadrone consapevole di s\u00e9 nella sua attuale ansiosa cura per Sue, facendogli temere,\nnelle ore grigie del mattino, temeva di incontrare di nuovo quegli sguardi penetranti,\nper timore che leggessero il sogno che aveva dentro di s\u00e9.\n\nAveva accettato con onore il desiderio annunciato da Sue di non andare spesso a trovarla alla scuola di formazione.\ndi non andare spesso a trovarla alla scuola di formazione; ma alla fine, la sua pazienza\npazienza era stata messa a dura prova, un sabato pomeriggio si mise in viaggio per farle una visita inaspettata.\nvisita inaspettata. L\u00ec gli giunse la notizia della sua espulsione, come si sarebbe potuto quasi considerare\nquasi considerata, gli fu fatta balenare addosso senza preavviso n\u00e9 attenuanti.\nattenuazione, mentre si trovava davanti alla porta e si aspettava di vedere in pochi minuti il suo volto.\ndi vederla in faccia; e quando si volt\u00f2 riusc\u00ec a malapena a vedere la strada davanti a lui.\nstrada davanti a s\u00e9.\n\nSue, infatti, non aveva mai scritto una riga al suo spasimante sull'argomento,\nanche se era vecchia di quattordici giorni. Una breve riflessione gli fece capire che\nche questo non provava nulla: la naturale delicatezza \u00e8 una ragione per il\nsilenzio tanto quanto un qualsiasi grado di colpevolezza.\n\nLo avevano informato della scuola in cui viveva, e non avendo alcuna ansia immediata per il suo benessere, i suoi pensieri presero la direzione della scuola.\nnon avendo alcuna preoccupazione immediata per il suo benessere, i suoi pensieri presero la direzione di una\nun'indignazione bruciante contro il comitato della scuola di formazione. Nel suo\nsconcerto Phillotson entr\u00f2 nella cattedrale adiacente, proprio ora in uno stato\nin uno stato terribilmente smantellato a causa dei lavori di riparazione. Si sedette su un\ndi pietra, senza curarsi dell'impronta polverosa che lasciava sui suoi calzoni.\ne i suoi occhi svogliati seguivano i movimenti degli operai.\nsi rese conto che il presunto colpevole, l'amante di Sue Jude,\nJude, era uno di loro.\n\nGiuda non aveva mai parlato con il suo ex eroe dopo l'incontro con il modello di Gerusalemme.\ndi Gerusalemme. Avendo inavvertitamente assistito al timido corteggiamento di Phillotson nei confronti di Sue\ncorteggiamento di Phillotson a Sue nel vicolo, era cresciuta nella mente del giovane una curiosa antipatia\nmente una curiosa avversione a pensare all'anziano, a incontrarlo, a comunicare in qualsiasi modo con lui.\ncomunicare in qualsiasi modo con lui; e da quando il successo di Phillotson nell'ottenere almeno la promessa di\nPhillotson nell'ottenere almeno la sua promessa, Jude aveva riconosciuto francamente di non voler vedere\ndi non voler pi\u00f9 vedere o sentire parlare del suo anziano,\ndi sapere qualcosa delle sue attivit\u00e0, o anche solo immaginare di nuovo quali eccellenze\nche potessero appartenere al suo carattere. Proprio il giorno della visita del\nvisita del maestro, Jude aspettava Sue, come lei aveva promesso, e quando vide il maestro in casa\nquando quindi vide il maestro nella navata dell'edificio,\ne vide, inoltre, che stava venendo a parlargli, prov\u00f2 non poco imbarazzo.\nimbarazzo, cosa che lo stesso imbarazzo di Phillotson gli imped\u00ec di osservare.\nosservare.\n\nJude si un\u00ec a lui ed entrambi si allontanarono dagli altri operai per raggiungere il punto in cui Phillotson era seduto.\npunto in cui Phillotson era seduto. Jude gli offr\u00ec un pezzo di\ndi tela di sacco come cuscino e gli disse che era pericoloso sedersi sul blocco nudo.\nblocco nudo.\n\n S\u00ec, s\u00ec, disse Phillotson astrattamente, mentre si riposizionava, con gli occhi a terra come se cercasse di ricordare dove si trovava.\nocchi a terra come se cercasse di ricordare dove si trovava.\ndove si trovava.  Non vi tratterr\u00f2 a lungo. \u00c8 solo che ho sentito che avete\nche avete visto la mia piccola amica Sue di recente. Mi \u00e8 venuto in mente di parlarle\ncon lei per questo motivo. Voglio solo chiederle di lei.\n\n Credo di sapere cosa!  disse Jude frettolosamente.  Riguardo alla sua fuga dalla\ndalla scuola di addestramento e che \u00e8 venuta da me?\n\n S\u00ec.\n\n Ebbene Jude per un momento prov\u00f2 un desiderio diabolico e senza principi di\ndi annientare il suo rivale a tutti i costi. Con l'esercizio di quel tradimento\nche l'amore per la stessa donna rende possibile agli uomini pi\u00f9\npi\u00f9 onorevoli in ogni altro rapporto della vita, poteva mandare via\nPhillotson in agonia e sconfitta dicendo che lo scandalo era vero e che Sue aveva irrimediabilmente\nche Sue si era impegnata irrimediabilmente con lui. Ma la sua azione\nnon rispose per un attimo al suo istinto animale; e quello che disse fu\nfu: \"Sono lieto della vostra gentilezza nel venire a parlarmene apertamente\".\ndi questo. Sai cosa dicono? Che dovrei sposarla.\n\n Che cosa!\n\n E vorrei con tutta l'anima poterlo fare!\n\nPhillotson trem\u00f2 e il suo viso, naturalmente pallido, acquis\u00ec un'acutezza corporea\ncorporeo nei suoi tratti.  Non avevo idea che fosse di questa natura! Dio\nnon voglia!\n\n No, no! disse Jude sbigottito.  Credevo che tu avessi capito. Voglio dire che se fossi\ndi sposare lei, o qualcuna, e di sistemarmi, invece di\nvivere in alloggi qua e l\u00e0, ne sarei felice!\n\nIn realt\u00e0 intendeva semplicemente dire che l'amava.\n\n Ma dal momento che questa dolorosa questione \u00e8 stata aperta, che cosa \u00e8 successo veramente?\nPhillotson, con la fermezza di un uomo che ritiene che una brusca strigliata ora sia meglio di una lunga agonia di suspense in seguito.\nche una brusca risposta ora era meglio di una lunga agonia di suspense in seguito.\n Ci sono casi, e questo \u00e8 uno di quelli, in cui anche le domande ingenerose devono essere\nper rendere impossibili le false supposizioni e per eliminare lo scandalo.\n\nJude spieg\u00f2 prontamente, raccontando l'intera serie di avventure,\nla notte dal pastore, l'arrivo bagnato di lei all'alloggio di lui,\nl'indisposizione per l'immersione, la loro veglia di discussione e la partenza di lui il mattino dopo.\ndi discussione e la partenza di lui il mattino dopo.\n\n Bene, disse Phillotson alla fine, prendo per buona la sua ultima parola, e so che posso crederle, che il sospetto che ha portato alla sua morte\nparola, e so che posso credervi, che il sospetto che ha portato alla sua\nruggine \u00e8 assolutamente infondato?\n\n Lo \u00e8, disse Jude solennemente.  Assolutamente. Che Dio mi aiuti!\n\nIl maestro si alz\u00f2. Ognuno dei due sentiva che il colloquio non avrebbe potuto\nnon si sarebbe potuto fondere comodamente in un'amichevole discussione delle loro recenti\nesperienze recenti, come si fa tra amici; e quando Jude gli fece fare un giro e gli mostr\u00f2 alcuni aspetti della ristrutturazione\nJude gli aveva fatto fare il giro e gli aveva mostrato alcuni aspetti della ristrutturazione che la vecchia\ncattedrale, Phillotson salut\u00f2 il giovane e se ne and\u00f2.\ne se ne and\u00f2.\n\nQuesta visita \u00e8 avvenuta verso le undici del mattino, ma non \u00e8 apparso Sue.\nSue. Quando Jude and\u00f2 a cena all'una, vide la sua amata davanti a s\u00e9 nella strada che portava a North Gate.\nnella strada che sale dalla Porta Nord, che camminava come se non lo cercasse.\ncome se non lo cercasse. Superandola in fretta, le disse che le aveva chiesto di venire da lui\nle aveva chiesto di raggiungerlo alla cattedrale e lei aveva promesso.\n\n Sono andata a prendere le mie cose all'universit\u00e0, disse lei, un'osservazione che lui si aspettava di prendere come risposta.\nosservazione che lui doveva prendere come una risposta, anche se non lo era.\nrisposta, anche se non lo era. Trovandola in questo stato d'animo evasivo, si sent\u00ec incline a\ndi darle l'informazione cos\u00ec a lungo taciuta.\n\n Non avete visto il signor Phillotson oggi? si azzard\u00f2 a chiedere.\n\n Non l'ho fatto. Ma non ho intenzione di essere interrogato su di lui; e se mi chiedete altro non risponder\u00f2!\nse mi chiedete altro, non vi risponder\u00f2!\n\n \u00c8 molto strano che Egli si sia fermato, riguardo a lei.\n\n Cosa?\n\n Che spesso, in presenza reale, non sei cos\u00ec gentile come lo sei nelle\nlettere!\n\n Ti sembra davvero cos\u00ec? disse lei, sorridendo con veloce\ncuriosit\u00e0.  Beh, \u00e8 strano; ma io provo la stessa cosa per te,\nJude. Quando non ci sei sembro una persona cos\u00ec fredda.\n\nConoscendo il sentimento di lui nei suoi confronti, Jude si rese conto che si stavano\nterreno pericoloso. Ora, pens\u00f2, doveva parlare da uomo onesto.\nuomo onesto.\n\nMa lui non parl\u00f2 e lei continu\u00f2:  \u00c8 stato questo a farmi scrivere\nscrivere e dire che non mi dispiaceva che tu mi amassi se volevi, molto!\n\nL'esultanza che avrebbe potuto provare per ci\u00f2 che questo implicava, o sembrava importare\nera annullata dalla sua intenzione, e rimase rigido fino a quando non\ninizi\u00f2:  Non ti ho mai detto\n\n S\u00ec, l'hai fatto, mormor\u00f2 lei.\n\n Insomma, non vi ho mai raccontato tutta la mia storia.\n\n Ma lo immagino. Lo so quasi.\n\nJude alz\u00f2 lo sguardo. Possibile che lei sapesse di quella performance mattutina\ncon Arabella, che nel giro di pochi mesi aveva cessato di essere un matrimonio\npi\u00f9 completamente che con la morte? Vide che non lo sapeva.\n\n Non posso dirvelo qui in strada, continu\u00f2 con una lingua\nlingua.  E faresti meglio a non venire nel mio alloggio. Entriamo\nqui.\n\nL'edificio presso il quale si trovavano era la casa del mercato, l'unico posto disponibile.\ne sono entrati, dato che il mercato era finito e le bancarelle e le aree\nbancarelle e le aree vuote. Avrebbe preferito un luogo pi\u00f9 congeniale,\nma, come di solito accade, al posto di un campo romantico o di una solenne navata\nper la sua storia, fu raccontata mentre camminavano su e gi\u00f9 per un pavimento\ndi foglie di cavolo marce, e in mezzo a tutti i soliti squallori di\nvegetali in decomposizione e di rifiuti invendibili. Inizi\u00f2 e fin\u00ec\nil suo breve racconto, che si limitava ad informare che aveva\naveva sposato una moglie alcuni anni prima e che la moglie viveva ancora.\nQuasi prima che il suo volto avesse il tempo di cambiare, si affrett\u00f2 a pronunciare le parole\nparole,\n\n Perch\u00e9 non me l'hai detto prima!\n\n Non potevo. Mi sembrava cos\u00ec crudele raccontarlo.\n\n A te stesso, Jude. Quindi era meglio essere crudeli con me!\n\n No, cara! grid\u00f2 Jude appassionatamente. Cerc\u00f2 di prenderle la mano,\nma lei la ritir\u00f2. I loro vecchi rapporti di fiducia sembravano improvvisamente\ndi fiducia sembravano improvvisamente terminati, e gli antagonismi di sesso in sesso erano rimasti senza alcuna\npredilezioni contrapposte. Lei non era pi\u00f9 la sua compagna, la sua amica, la sua inconsapevole\ninconsapevole, non era pi\u00f9 la sua fidanzata; e i suoi occhi lo guardavano in un silenzio estraniato.\n\n Mi vergognavo dell'episodio della mia vita che aveva portato al\nmatrimonio, ha continuato.  Ora non riesco a spiegarlo con precisione. Avrei potuto\navrei potuto farlo se tu l'avessi presa diversamente!\n\n Ma come posso?  Ho detto, o scritto,\nche tu mi amassi, o qualcosa del genere! Solo per carit\u00e0 e tutto il tempo.\nper carit\u00e0 e per tutto il tempo, oh, \u00e8 assolutamente dannoso come stanno le cose!\ndisse, battendo il piede in un fremito nervoso.\n\n Mi hai frainteso, Sue! Non ho mai pensato che ti importasse di me, fino a poco tempo fa.\nfino a poco tempo fa; cos\u00ec ho pensato che non avesse importanza! Ti importa di me, Sue?\nsai cosa intendo? Non mi piace affatto per carit\u00e0!\n\nSi trattava di una domanda alla quale, date le circostanze, Sue non aveva scelto di\nrispondere.\n\n Suppongo che sua moglie sia una donna molto bella, anche se malvagia?\nchiese rapidamente.\n\n \u00c8 abbastanza carina, per quanto riguarda questo aspetto.\n\n Pi\u00f9 bella di me, senza dubbio!\n\n Non vi somigliate affatto. E non la vedo da anni, ma\n\u00e8 sicuro che torner\u00e0, lo fanno sempre!\n\n Che strano da parte tua stare cos\u00ec lontano da lei! disse Sue, con il labbro tremante e la gola bitorzoluta che nascondevano la sua ironia.\nlabbra tremanti e la gola bitorzoluta che nascondevano la sua ironia.  Tu, un uomo cos\u00ec\nuomo religioso. Come intercederanno i semidei del tuo pantheon, cio\u00e8 quelle\nleggendarie persone che chiamate santi intercederanno per voi dopo questo? Ora, se\nse io avessi fatto una cosa del genere sarebbe stato diverso, e non\nperch\u00e9 almeno io non considero il matrimonio come un sacramento. Le vostre\nteorie non sono cos\u00ec avanzate come la vostra pratica!\n\n Sue, sei terribilmente tagliente quando ti piace essere un perfetto Voltaire!\nMa devi trattarmi come vuoi!\n\nQuando si accorse della sua miseria si intener\u00ec e, cercando di asciugare le sue lacrime\nle sue lacrime compassionevoli, disse con tutta l'accattivante rimprovero di una donna\ndonna ferita al cuore:  Ah, avresti dovuto dirmelo prima di darmi quell'idea\nidea che volevi essere autorizzato ad amarmi! Non avevo alcun sentimento prima\nquel momento alla stazione ferroviaria, se non che per una volta Sue era\nmiserabile come lui, nei suoi tentativi di mantenersi libera dalle emozioni e nel suo\ndi tenersi lontana dalle emozioni e di avere meno di un mezzo successo.\n\n Non piangere, cara!\n\n Non piango perch\u00e9 volevo amarti, ma per la tua mancanza di fiducia!\ndi fiducia!\n\nErano abbastanza protetti dalla piazza del mercato, e lui non pot\u00e9 fare a meno di allungare il braccio verso la vita di lei.\nnon pot\u00e9 fare a meno di allungare il braccio verso la vita di lei. Il suo desiderio momentaneo\nera il mezzo per farla riprendere.  No, no! disse lei, ritraendosi\ncon decisione e asciugandosi gli occhi.  Certo che no! Sarebbe ipocrita\nsarebbe un'ipocrisia fingere che sia da parte di mio cugino; e non pu\u00f2 essere in\naltro modo.\n\nAvanzarono di una dozzina di passi e lei si mostr\u00f2 guarita. Era\ndistrazione per Jude, e il suo cuore avrebbe sofferto meno se lei fosse apparsa comunque\nse lei fosse apparsa in ogni modo, ma come appariva: essenzialmente di larghe vedute e\ngenerosa, nonostante l'esercizio precedente di quegli umori femminili\numori femminili che erano necessari per il suo sesso.\n\n Non ti biasimo per ci\u00f2 che non hai potuto evitare\", disse sorridendo.  Come\nessere cos\u00ec sciocca? Ti biasimo un po' per non avermelo detto prima.\nprima. Ma, in fondo, non ha importanza. Avremmo dovuto stare lontani\nanche se non ci fosse stato questo nella tua vita.\n\n No, non dovremmo, Sue! Questo \u00e8 l'unico ostacolo.\n\n Dimentichi che devo averti amato e che volevo essere tua moglie,\nanche se non ci fosse stato alcun ostacolo\", disse Sue, con una dolce seriet\u00e0 che non\nseriet\u00e0 che non rivelava la sua mente.  E poi siamo cugini,\ned \u00e8 brutto che i cugini si sposino. E io sono fidanzata con un altro.\nSe avessimo continuato insieme come stavamo facendo, in una specie di\nmodo amichevole, le persone intorno a noi avrebbero reso impossibile continuare. Le loro\ndelle relazioni tra uomo e donna sono limitate, come \u00e8 dimostrato dalla\nespulsione dalla scuola. La loro filosofia riconosce solo\nrelazioni basate sul desiderio animale. L'ampio campo del forte attaccamento\nin cui il desiderio gioca, almeno, solo un ruolo secondario, viene ignorato da\nloro la parte di chi \u00e8? Venere Urania.\n\nIl fatto che fosse in grado di parlare con cognizione di causa dimostrava che era di nuovo padrona di\ndi se stessa; e prima che si separassero aveva quasi riacquistato il suo sguardo vivace, la sua\nsguardo vivace, la reciprocit\u00e0 del tono, i modi allegri e l'atteggiamento di grandezza critica\natteggiamento di ampiezza critica verso gli altri della sua et\u00e0 e del suo sesso.\ne sesso.\n\nOra poteva parlare pi\u00f9 liberamente.  C'erano diverse ragioni che mi impedivano di\ndi dirvelo in modo avventato. Una era ci\u00f2 che ho detto; un'altra, che mi \u00e8 sempre stato\nche non dovevo sposarmi, perch\u00e9 appartenevo a una famiglia strana e particolare.\nuna famiglia strana e particolare, la razza sbagliata per il matrimonio.\n\n Ah, chi te lo diceva?\n\n La mia prozia. Diceva che con noi Fawley finiva sempre male.\n\n \u00c8 strano. Mio padre mi diceva sempre la stessa cosa!\n\nErano posseduti dallo stesso pensiero, abbastanza brutto, anche come\nche un'unione tra loro, se fosse stata possibile, avrebbe significato una terribile\navrebbe significato una terribile intensificazione dell'inadattabilit\u00e0 due amari in un\npiatto.\n\n Oh, ma non ci pu\u00f2 essere niente! disse con nervosa\nleggerezza.  La nostra famiglia \u00e8 stata sfortunata negli ultimi anni nella scelta dei\ncompagni, tutto qui.\n\nE poi finsero di convincersi che tutto quello che era\ntutto quello che era successo non aveva alcuna importanza, e che potevano ancora essere cugini\ne amici e corrispondere calorosamente, e avere momenti felici e geniali quando si incontravano, anche se\nanche se si incontravano meno spesso di prima. La loro separazione\nLa loro separazione fu all'insegna della buona amicizia, ma l'ultimo sguardo di Jude negli occhi di lei\ntato di indagine, perch\u00e9 sentiva di non conoscere del tutto la mente di\nmente la sua mente.\n\n\n\n\nVII\n\n\nLe notizie di Sue, un giorno o due dopo, passarono su Jude come un'inarrestabile\nsoffio.\n\nPrima di leggere la lettera fu indotto a sospettare che il suo contenuto fosse di\ndi una certa gravit\u00e0, vedendo la firma con il suo nome completo, mai usato nella sua corrispondenza con lui da quando\nnome e cognome di lei, mai usato nella sua corrispondenza con lui dalla sua\nprima nota:\n\nMIO CARO GIUDICE, ho qualcosa da dirle che forse non sar\u00e0 sorpreso di sentire.\nnon sar\u00e0 sorpreso di sentirla, anche se di certo potrebbe colpirla come\naccelerata (come dicono le compagnie ferroviarie dei loro treni). Il Sig.\nPhillotson e io ci sposeremo molto presto, tra tre o quattro settimane.\nAvevamo intenzione, come sapete, di aspettare che io avessi completato il mio corso di formazione e ottenuto il\ncorso di formazione e avessi ottenuto il mio certificato, in modo da poterlo assistere, se\nnecessario, nell'insegnamento. Ma lui dice generosamente che non vede alcuno scopo nell'aspettare.\ndi aspettare, ora che non sono pi\u00f9 alla scuola di formazione. \u00c8 molto buono\nperch\u00e9 l'imbarazzo della mia situazione \u00e8 dovuto proprio alla mia colpa\nper colpa mia che sono stata espulsa.\n    Augurami di essere felice. Ricordati che ti ho detto di farlo, e non devi\n    rifiutare! Il tuo affettuoso cugino,\n\n\nSUSANNA FLORENCE MARY BRIDEHEAD.\n\nJude barcollava per la notizia; non riusciva a fare colazione e continuava a\nbere il t\u00e8 perch\u00e9 la bocca era cos\u00ec secca. Poi, di l\u00ec a poco, torn\u00f2\nal suo lavoro e si mise a ridere con la solita risata amara di un uomo che si trovava cos\u00ec di fronte.\nTutto sembrava volgere alla satira. Eppure, cosa poteva fare la povera ragazza?\ncosa poteva fare la povera ragazza? si chiese, e si sent\u00ec peggio che versare lacrime.\n\n O Susanna Florence Mary! disse mentre lavorava.  Non sai cosa significa\nmatrimonio!\n\nNon \u00e8 possibile che l'annuncio del proprio matrimonio l'abbia\ndi matrimonio l'avesse convinta a farlo, cos\u00ec come la sua visita a lei, quando era in stato di ubriachezza, poteva\nl'aveva spinta al fidanzamento? Certo, sembravano esistere\nEsistevano altre e sufficienti ragioni, pratiche e sociali, per la sua decisione.\nma Sue non era una persona molto pratica o calcolatrice; e\ne lui era costretto a pensare che la rabbia per il fatto che il suo segreto fosse stato spiattellato\nche l'avesse spinta a cedere alle probabili dichiarazioni di Phillotson,\nche il modo migliore per dimostrare l'infondatezza dei sospetti delle autorit\u00e0 scolastiche fosse quello di sposarlo.\nautorit\u00e0 scolastiche sarebbe stato quello di sposarlo di punto in bianco, come in adempimento di un\nun normale fidanzamento. Sue, infatti, si era trovata in una situazione imbarazzante.\nangolo. Povera Sue!\n\nDecise di fare la parte dello spartano, di fare la cosa migliore e di sostenerla.\nMa non pot\u00e9 scrivere gli auguri richiesti prima di un giorno o due.\nNel frattempo arriv\u00f2 un altro biglietto dalla sua piccola cara impaziente:\n\nJude, mi porteresti via? Non ho nessun altro che possa farlo cos\u00ec\nconveniente come te, che sei l'unico parente sposato che ho qui sul posto.\nanche se mio padre fosse abbastanza amichevole da essere disposto a farlo, cosa che non lo \u00e8.\nSpero che non lo riterrai un problema. Ho dato un'occhiata alla\nmatrimonio nel libro delle preghiere, e mi sembra molto\numiliante che si richieda una donazione. Secondo\nsecondo la cerimonia cos\u00ec come \u00e8 stampata, il mio sposo mi sceglie di sua spontanea volont\u00e0\nvolont\u00e0 e piacere; ma io non scelgo lui. Qualcuno mi dona a lui, come una\nuna pecora o una capra, o qualsiasi altro animale domestico. Sia benedetta la tua esaltata\nvisione della donna, o uomo di chiesa! Ma dimentico: non ho pi\u00f9 il privilegio di\nstuzzicarti. Mai,\n\n\nSUSANNA FLORENCE MARY BRIDEHEAD.\n\nJude si avvit\u00f2 in chiave eroica e rispose:\n\nMIA CARA SUE, Naturalmente ti auguro di essere felice! E naturalmente ti regaler\u00f2\nti. Quello che suggerisco \u00e8 che, dato che non hai una casa tua, non ti\nnon vi sposate dalla vostra compagna di scuola, ma dalla mia. Sarebbe pi\u00f9\npi\u00f9 corretto, credo, dal momento che sono, come dite, la persona pi\u00f9 vicina a voi\npi\u00f9 vicina a voi in questa parte del mondo.\n    Non capisco perch\u00e9 firmate la vostra lettera in un modo cos\u00ec nuovo e terribilmente\n    formale? Sicuramente ci tieni ancora un po' a me! Sempre il vostro\n    affettuoso,\n\n\nGIUDICE.\n\nCi\u00f2 che lo aveva colpito ancor pi\u00f9 della firma era un piccolo pungolo\nera stato silenzioso sulla frase \"relazione coniugale\".\nlo faceva sembrare il suo amante! Se Sue l'avesse scritta per satira, difficilmente l'avrebbe perdonata.\nSe Sue l'aveva scritto per satira, difficilmente poteva perdonarla; se per sofferenza, era un'altra cosa!\n\nL'offerta del suo alloggio deve aver convinto Phillotson, in ogni caso.\nPhillotson, perch\u00e9 il maestro gli invi\u00f2 un messaggio di ringraziamento,\naccettando la convenienza. Anche Sue lo ringrazi\u00f2. Jude si trasfer\u00ec immediatamente\nin un alloggio pi\u00f9 confortevole, per sfuggire allo spionaggio della sospettosa padrona di casa che era stata\nsospettosa della padrona di casa, che era stata una delle cause della sgradevole esperienza di Sue, ma anche per\nSue, quanto per avere pi\u00f9 spazio.\n\nPoi Sue gli scrisse per comunicargli il giorno fissato per il matrimonio; e Jude decise, dopo aver chiesto informazioni, che lei sarebbe venuta a vivere il giorno del matrimonio.\nJude decise, dopo aver chiesto informazioni, che lei sarebbe dovuta venire a risiedere il sabato\nsabato successivo, il che avrebbe consentito una permanenza di dieci giorni in citt\u00e0 prima della\nprima della cerimonia, il che rappresentava sufficientemente una residenza nominale di quindici giorni.\nquindici.\n\nLei arriv\u00f2 con il treno delle dieci il giorno sopra indicato, Jude non\nJude non and\u00f2 ad incontrarla alla stazione, per sua speciale richiesta, affinch\u00e9 non perdesse una mattinata di lavoro e di paga, disse (se questa era la sua richiesta).\ndi non perdere una mattinata di lavoro e di paga, disse (se questo era il suo vero motivo).\nragione). Ma ormai conosceva cos\u00ec bene Sue che il ricordo della loro reciproca sensibilit\u00e0\nche il ricordo della loro reciproca sensibilit\u00e0 alle crisi emotive avrebbe potuto, pensava, pesare su di lei.\npensare che avesse pesato su di lei in questo. Quando torn\u00f2 a casa per la cena lei\naveva preso possesso del suo appartamento.\n\nViveva nella stessa casa con lui, ma in un piano diverso, e si vedevano poco.\nsi vedevano poco, una cena occasionale era l'unico pasto che facevano insieme.\ncena era l'unico pasto che consumavano insieme, quando Sue aveva un atteggiamento simile a quello di una\nbambino spaventato. Cosa provasse lui non lo sapeva; la loro conversazione era\nmeccanica, anche se lei non sembrava n\u00e9 pallida n\u00e9 malata. Phillotson veniva spesso\nspesso, ma soprattutto quando Jude era assente. La mattina del\nmatrimonio, quando Jude si era concesso una vacanza, Sue e il cugino fecero colazione insieme per la prima e ultima volta.\ncolazione insieme per la prima e ultima volta durante questo curioso intervallo.\nintervallo; nella sua stanza, il salotto che aveva affittato per il periodo di residenza di Sue.\nSue. Vedendo, come fanno le donne, quanto lui fosse impotente nel rendere l'ambiente confortevole, Sue si affann\u00f2.\nconfortevole, si diede da fare.\n\n Cosa c'\u00e8, Jude? disse all'improvviso.\n\nEra appoggiato con i gomiti sul tavolo e il mento sulle mani,\nun futuro che sembrava disegnato sulla tovaglia.\ntovaglia.\n\n Oh, niente!\n\n Sei un padre, lo sai. \u00c8 cos\u00ec che chiamano l'uomo che ti\nti porta via.\n\nJude avrebbe potuto dire che l'et\u00e0 di Phillotson lo autorizza a essere chiamato cos\u00ec!\nMa non l'avrebbe infastidita con una replica cos\u00ec dozzinale.\n\nParlava incessantemente, come se temesse la sua indulgenza alla riflessione,\ne prima che il pasto finisse sia lui che lei si augurarono di non aver riposto tanta fiducia nella loro\nfiducia nella loro nuova visione delle cose e di aver fatto colazione\ncolazione a parte. Quello che opprimeva Jude era il pensiero che, avendo fatto lui stesso una cosa sbagliata\nuna cosa sbagliata del genere, stesse aiutando e favorendo la donna che amava a fare una cosa altrettanto sbagliata.\ndonna che amava nel fare una cosa altrettanto sbagliata, invece di implorarla e metterla in guardia\ncontro di essa. Gli venne voglia di dire: \"Hai deciso?\ndecisione?\n\nDopo colazione uscirono insieme per una commissione, mossi dal pensiero reciproco che fosse l'ultima occasione\npensiero che quella era l'ultima occasione che avrebbero avuto per concedersi\ndi una compagnia senza cerimonie. Per ironia della sorte, e per il curioso\ndella natura di Sue di tentare la Provvidenza nei momenti critici, lei gli prese il braccio mentre\nprese il braccio di lui mentre camminavano per la strada fangosa, cosa che non aveva mai\nfangosa, cosa che non aveva mai fatto in vita sua, e girato l'angolo si trovarono\nsi trovarono vicino a una chiesa grigia e perpendicolare, con un tetto basso\ntetto basso, la chiesa di San Tommaso.\n\n \u00c8 la Chiesa, disse Jude.\n\n Dove mi sposer\u00f2?\n\n S\u00ec.\n\n Infatti! esclam\u00f2 con curiosit\u00e0.  Come vorrei entrare e vedere\nvedere com'\u00e8 il luogo dove presto mi inginocchier\u00f2 e lo far\u00f2.\n\nAncora una volta si disse: \"Lei non si rende conto di cosa significhi il matrimonio!\n\nLui acconsent\u00ec passivamente al suo desiderio di entrare ed entrarono dalla porta occidentale.\nporta occidentale. L'unica persona che si trovava all'interno del tetro edificio era una\ndonna delle pulizie. Sue teneva ancora il braccio di Jude, quasi come se lo amasse.\ncome se lo amasse. In effetti, quella mattina era stata crudelmente dolce con lui; ma i pensieri di una penitenza per lei erano mitigati da un dolore.\npensieri di una penitenza in serbo per lei erano mitigati da un dolore:\n\n                                          Non riesco a trovare un modo\ncome un colpo debba cadere, come quello che cade sugli uomini,\nn\u00e9 si riveli eccessivo per la tua femminilit\u00e0!\n\nRisalirono la navata in modo indimostrato verso la ringhiera dell'altare,\nche rimasero in silenzio, per poi voltarsi e scendere di nuovo lungo la navata, con la mano di lei ancora sul braccio di lui.\nnavata, con la mano di lei ancora sul braccio di lui, proprio come una coppia appena\nsposati. L'incidente troppo suggestivo, interamente creato da lei, fece quasi crollare Jude.\nfece quasi crollare Jude.\n\n Mi piace fare cose come questa\", disse con la voce delicata di un'epicurea delle emozioni, che lasciava il dubbio di dire la verit\u00e0.\nepicureo nelle emozioni, che non lasciava dubbi sul fatto che dicesse la verit\u00e0.\n\n Lo so! disse Jude.\n\n Sono interessanti, perch\u00e9 probabilmente non sono mai state fatte\nprima d'ora. Camminer\u00f2 per la chiesa in questo modo con mio marito tra circa\ndue ore, vero?\n\n Non c'\u00e8 dubbio che lo farete!\n\n Era cos\u00ec anche quando eravate sposati?\n\n Buon Dio, Sue, non essere cos\u00ec spietata!   Ecco, cara, non volevo\nnon volevo!\n\n Ah, sei irritato! disse con rammarico, mentre sbatteva via un accesso di umidit\u00e0 dagli occhi.\ndi umidit\u00e0 agli occhi.  E avevo promesso di non irritarti mai!   Suppongo che non avrei dovuto\nnon averti chiesto di portarmi qui. Oh, non dovrei! Lo vedo\nora. La mia curiosit\u00e0 di cercare una nuova sensazione mi porta sempre in questi\nguai. Perdonatemi!   Lo farai, vero, Jude?\n\nL'appello era cos\u00ec pieno di rimorso che gli occhi di Jude erano ancora pi\u00f9 umidi dei suoi.\ndi lei mentre le premeva la mano per ottenere il s\u00ec.\n\n Ora ce ne andremo in fretta e non lo far\u00f2 pi\u00f9!\ncon umilt\u00e0; e uscirono dall'edificio, con Sue che intendeva andare alla\nstazione per incontrare Phillotson. Ma la prima persona che incontrarono\nstrada principale fu il maestro di scuola in persona, il cui treno\nera arrivato prima di quanto Sue si aspettasse. Non c'era nulla di cui demordere\ndi lei che si appoggiava al braccio di Jude; ma lei ritir\u00f2 la mano e Jude pens\u00f2 che Phillotson avesse guardato\nJude pens\u00f2 che Phillotson avesse un'aria sorpresa.\n\n Abbiamo fatto una cosa cos\u00ec buffa! disse lei, sorridendo candidamente.\n Siamo stati in chiesa, a fare le prove, per cos\u00ec dire. Non \u00e8 vero, Jude?\n\n Come? disse Phillotson con curiosit\u00e0.\n\nJude deplorava interiormente quella che riteneva un'inutile franchezza; ma lei era andata troppo oltre per non spiegare tutto.\nlei era andata troppo oltre per non spiegare tutto, cosa che fece di conseguenza,\nraccontandogli come si erano recati all'altare.\n\nVedendo quanto Phillotson sembrasse perplesso, Jude disse nel modo pi\u00f9 allegro possibile\nJude disse il pi\u00f9 allegramente possibile: \"Le comprer\u00f2 un altro regalino. Volete entrambi\nvenire al negozio con me?\n\n No, disse Sue, andr\u00f2 a casa con lui; e chiedendo al suo amante di non tardare, part\u00ec con il maestro di scuola.\ndi non tardare molto, part\u00ec con il maestro di scuola.\n\nJude li raggiunse subito nelle sue stanze e poco dopo si prepararono per la cerimonia.\ncerimonia. I capelli di Phillotson erano stati spazzolati in modo doloroso e il colletto della sua camicia appariva pi\u00f9 rigido\nil colletto della sua camicia appariva pi\u00f9 rigido di quanto non lo fosse stato nei precedenti\nvent'anni. Al di l\u00e0 di questo, aveva un aspetto dignitoso e riflessivo e\ne nel complesso un uomo di cui non era pericoloso prevedere che sarebbe stato\nmarito gentile e premuroso. Che adorasse Sue era ovvio;\ne si vedeva quasi che lei sentiva di non meritare la sua adorazione.\nadorazione.\n\nNonostante la distanza fosse cos\u00ec breve, aveva noleggiato una mosca dal Red Lion.\nLion e, quando uscirono, sei o sette donne e bambini si erano radunati davanti alla porta.\nuscirono. Il maestro di scuola e Sue erano sconosciuti, anche se Jude stava\nJude si stava facendo riconoscere come un cittadino; e la coppia fu giudicata da lontano come\ndi lui da lontano, poich\u00e9 nessuno supponeva che Sue fosse una recente\nche Sue fosse un'allieva recente della scuola di formazione.\n\nIn carrozza Jude prese dalla tasca il suo piccolo regalo di nozze.\nregalo di nozze, che si rivel\u00f2 essere due o tre metri di tulle bianco\ntulle bianco, che le gett\u00f2 sopra la cuffietta e tutto il resto, come velo.\n\n Sembra cos\u00ec strano sopra una cuffietta, disse.  Mi tolgo la cuffia.\n\n Oh no, lascia che rimanga, disse Phillotson. E lei obbed\u00ec.\n\nQuando furono saliti in chiesa e rimasero al loro posto, Jude si accorse che la visita precedente aveva certamente tolto la tensione.\nJude si accorse che la visita precedente aveva sicuramente tolto\ndi questa esibizione, ma quando furono a met\u00e0 della funzione\nservizio desiderava con tutto il cuore di non aver intrapreso la\ndi non aver intrapreso l'impresa di portarla via. Come aveva potuto Sue avere la temerariet\u00e0 di chiedergli di farlo?\ndi chiedergli di farlo, una crudelt\u00e0 forse per lei stessa oltre che per lui? Le donne\nerano diverse dagli uomini in queste cose. Non \u00e8 che fossero, invece di\npi\u00f9 sensibili, come si credeva, pi\u00f9 insensibili e meno romantiche; oppure erano pi\u00f9 eroiche?\npi\u00f9 eroiche? Oppure Sue era semplicemente cos\u00ec perversa da far soffrire intenzionalmente\ne a lui di soffrire per il bizzarro e luttuoso lusso di praticare\ndi praticare la sofferenza nella sua persona e di essere toccata da una tenera piet\u00e0 per lui\nper lui per avergliela fatta praticare? Lui poteva percepire che il suo viso\nnervoso, e quando giunsero alla prova della consegna di Jude a Phillotson.\nJude che la consegnava a Phillotson, a stento riusciva a controllarsi,\npiuttosto, come sembrava, dalla consapevolezza di ci\u00f2 che doveva provare il cugino,\nche non avrebbe dovuto avere l\u00ec, piuttosto che per autoconsiderazione.\nForse avrebbe continuato a infliggere tali dolori ancora e ancora, e a dolersi per chi ne soffriva.\ne si sarebbe addolorata per chi ne soffriva, in tutta la sua colossale incoerenza.\nincoerenza.\n\nPhillotson sembrava non accorgersene, circondato da una nebbia che gli impediva di vedere le emozioni degli altri.\nche gli impediva di vedere le emozioni degli altri. Non appena avevano firmato i loro nomi e se ne erano andati, e la suspense era finita, Jude si sent\u00ec\ni loro nomi e se ne andarono, e la suspense era finita, Jude si sent\u00ec\nsollevato.\n\nIl pasto nel suo alloggio fu molto semplice, e alle due si and\u00f2 via.\nandarono via. Nell'attraversare il marciapiede verso la mosca, lei si guard\u00f2 indietro e\nc'era una luce spaventata nei suoi occhi. Era possibile che Sue avesse agito\naveva agito con una tale insolita follia da immergersi in non si sa bene che cosa\nper affermare la sua indipendenza da lui, per vendicarsi della sua segretezza?\ndi ritorcersi contro di lui per la sua segretezza? Forse Sue era cos\u00ec avventurosa con gli uomini perch\u00e9\nperch\u00e9 ignorava infantilmente quel lato della loro natura che logorava il cuore e la vita delle donne.\nche logora il cuore e la vita delle donne.\n\nQuando il suo piede fu sul gradino della carrozza si gir\u00f2, dicendo che\nche aveva dimenticato qualcosa. Jude e la padrona di casa si offrirono di prenderla.\n\n No, disse lei, tornando indietro di corsa.  \u00c8 il mio fazzoletto. So dove l'ho\nlasciato.\n\nJude la segu\u00ec a ritroso. Lei l'aveva trovato e lo teneva in mano.\nmano. Lo guard\u00f2 negli occhi con i suoi occhi pieni di lacrime e le sue labbra\ne le sue labbra si aprirono all'improvviso come se stesse per dichiarare qualcosa. Ma and\u00f2 avanti\ne qualsiasi cosa avesse intenzione di dire rimase inespressa.\n\n\n\n\nVIII\n\n\nJude si chiese se avesse davvero lasciato il fazzoletto dietro di s\u00e9, oppure se\no se non fosse che aveva miseramente desiderato di parlargli di un amore\nche all'ultimo momento non era riuscita a esprimere.\n\nNon poteva rimanere nel suo alloggio silenzioso quando se ne erano andati, e\ntemendo di essere tentato di annegare la sua miseria nell'alcol, sal\u00ec al piano di sopra, cambi\u00f2 i suoi abiti scuri con quelli bianchi, i suoi scarponi sottili con altri\ndi sopra, cambi\u00f2 i suoi abiti scuri con quelli bianchi, i suoi scarponi sottili con quelli spessi\nstivali sottili per quelli spessi, e si dedic\u00f2 al suo consueto lavoro pomeridiano.\n\nMa nella cattedrale gli sembr\u00f2 di sentire una voce alle sue spalle e di essere\nposseduto dall'idea che lei sarebbe tornata. Non poteva assolutamente\ntornare a casa con Phillotson, pensava. Il sentimento cresceva e si agitava. Nel momento in cui\nl'orologio segn\u00f2 l'ultima ora di lavoro, gett\u00f2 gli attrezzi e si precipit\u00f2 a casa.\ngli attrezzi e si precipit\u00f2 a casa.  C'\u00e8 qualcuno che \u00e8 venuto a cercarmi?\nchiese.\n\nNon c'era nessuno.\n\nDato che poteva usufruire del salotto al piano di sotto fino alle dodici di quella\nquella sera, vi rimase seduto per tutta la sera; e anche quando l'orologio aveva battuto le undici e la famiglia si era ritirata, non riusciva a liberarsi dalla sensazione di essere\nundici e la famiglia si era ritirata, non riusc\u00ec a liberarsi della sensazione\nche lei sarebbe tornata a dormire nella piccola stanza adiacente alla sua\nin cui aveva dormito tanti giorni prima. Le sue azioni erano sempre\nimprevedibili: perch\u00e9 non dovrebbe venire? Avrebbe volentieri compensato\nper il rifiuto di lei come fidanzata e moglie, facendola vivere in questo modo\ncome compagna di stanza e amica, anche se a distanza. La sua\nLa cena era ancora pronta e, andando alla porta d'ingresso e aprendola dolcemente, torn\u00f2 alla\naperta, torn\u00f2 nella stanza e si sedette come gli osservatori nelle\nvecchie vigilie di mezza estate, aspettandosi il fantasma dell'amata. Ma lei non\nnon venne.\n\nDopo essersi abbandonato a questa folle speranza, sal\u00ec al piano di sopra, guard\u00f2 fuori dalla finestra e la immagin\u00f2 durante il viaggio serale verso Londra.\ndalla finestra e la immagin\u00f2 durante il viaggio serale verso Londra,\ndove lei e Phillotson erano andati per le vacanze; il loro sferragliare nella notte umida fino all'albergo, sotto lo stesso cielo di\nnella notte umida fino al loro albergo, sotto lo stesso cielo di\nnuvole a nodi come quello che lui vedeva, attraverso il quale la luna mostrava la sua\nposizione piuttosto che la sua forma, e una o due delle stelle pi\u00f9 grandi si rendevano\nvisibili solo come deboli nebulose. Era un nuovo inizio della storia di\nstoria di Sue. Si proiett\u00f2 con la mente nel futuro e la vide con dei figli pi\u00f9 o meno simili a lei.\nbambini pi\u00f9 o meno a sua immagine e somiglianza. Ma la\nconsolazione di considerarli come una continuazione della sua identit\u00e0 era\ncome a tutti i sognatori di questo tipo, era negata dall'ostinazione della natura nel\nnatura nel non permettere la discendenza da un solo genitore. Ogni rinnovamento desiderato di un'esistenza\nesistenza \u00e8 svilita dall'essere a met\u00e0.  Se all'allontanamento o alla\nmorte del mio amore perduto, potessi andare a vedere il figlio di lei solo\nsarebbe di conforto! disse Jude. E poi vide di nuovo con disagio, come\ncome aveva visto negli ultimi tempi con sempre maggiore frequenza, il disprezzo della Natura\nper le emozioni pi\u00f9 sottili dell'uomo e il suo disinteresse per le sue aspirazioni.\n\nLa forza opprimente del suo affetto per Sue si manifest\u00f2 il giorno dopo e i giorni seguenti ancora pi\u00f9 chiaramente.\ne nei giorni successivi si manifest\u00f2 ancora pi\u00f9 chiaramente. Non poteva pi\u00f9 sopportare\nla luce delle lampade di Melchester; la luce del sole era come una vernice scialba e il cielo azzurro come zinco.\nil cielo blu come zinco. Poi ricevette la notizia che la sua vecchia zia era\nzia era pericolosamente malata a Marygreen, notizia che coincise quasi con\nuna lettera del suo ex datore di lavoro a Christminster, che gli offriva un lavoro permanente di\nlavoro permanente di buon livello se fosse tornato. Le lettere furono\nquasi un sollievo per lui. And\u00f2 a trovare zia Drusilla e decise di proseguire per Christminster.\ndi andare a Christminster per vedere quanto potesse valere l'offerta del costruttore.\ncostruttore.\n\nJude trov\u00f2 la zia ancora peggio di quanto la comunicazione della vedova Edlin gli avesse fatto immaginare.\nEdlin gli aveva fatto credere. C'erano tutte le possibilit\u00e0 che lei\nche si protraesse per settimane o mesi, anche se c'erano poche probabilit\u00e0. Scrisse a\nSue, informandola delle condizioni della zia e suggerendole che avrebbe voluto\nche le avrebbe fatto piacere vedere la sua anziana parente viva. L'avrebbe incontrata ad\nAlfredston Road, la sera seguente, luned\u00ec, di ritorno da Christminster.\nChristminster, se lei avesse potuto prendere il treno superiore che incrociava il suo\ntreno che incrociava il suo treno diretto in quella stazione. La mattina dopo, secondo, and\u00f2 a\nChristminster, con l'intenzione di ritornare ad Alfredston abbastanza presto per rispettare\nl'appuntamento suggerito con Sue.\n\nLa citt\u00e0 del sapere aveva un aspetto estraneo e lui aveva perso ogni sentimento per le sue associazioni.\nsentimento per le sue associazioni. Tuttavia, mentre il sole rendeva vivide le luci e le\nluci e le ombre dell'architettura a bifore delle facciate, e disegnava i motivi delle merlature\ndei merli increspati sul giovane manto erboso dei quadrilateri, Jude pensava di non aver mai visto quel luogo\nJude pensava di non aver mai visto il posto pi\u00f9 bello. Arriv\u00f2 alla\nstrada in cui aveva visto per la prima volta Sue. La sedia che aveva occupato\nquando, china sulle sue pergamene ecclesiastiche, con un pennello di pelo di maiale in mano, la sua figura femminile aveva\nla sua figura di ragazza aveva catturato lo sguardo dei suoi occhi indagatori,\nsi trovava esattamente al suo posto, vuota. Era come se fosse morta,\ne non si fosse trovato nessuno in grado di succedere a lei in quella\nartistico. Il suo era ormai il fantasma della citt\u00e0, mentre quelli dei dotti intellettuali e devozionali che avevano\ne devozionali che un tempo lo avevano commosso non erano pi\u00f9 in grado di\nnon erano pi\u00f9 in grado di affermare la loro presenza.\n\nTuttavia, eccolo qui; e per adempiere al suo intento si rec\u00f2 al suo vecchio alloggio a Beersheba, vicino alla chiesa rituale di San Paolo.\na Beersheba, vicino alla chiesa rituale di San Silas.\nSilas. L'anziana padrona di casa che gli apr\u00ec la porta sembr\u00f2 contenta di rivederlo, e portandogli il pranzo lo inform\u00f2 che il costruttore\ne portandogli un po' di pranzo lo inform\u00f2 che il costruttore che lo aveva assunto\nche lo aveva assunto aveva chiamato per chiedere il suo indirizzo.\n\nJude prosegu\u00ec verso il cortile di pietra dove aveva lavorato. Ma i vecchi capannoni\ne i banchieri gli erano sgraditi; sentiva che non era possibile impegnarsi a\ndi tornare e rimanere in quel luogo di sogni svaniti. Desiderava\nl'ora del treno di ritorno per Alfredston, dove forse avrebbe incontrato Sue.\nprobabilmente incontrare Sue.\n\nPoi, per un'orribile mezz'ora di depressione causata da queste scene,\ntorn\u00f2 su di lui quel sentimento che pi\u00f9 volte era stato la sua rovina\npi\u00f9 di una volta di non valere la pena di essere accudito n\u00e9 da s\u00e9 n\u00e9 dagli altri.\ndi essere accudito da se stesso o da altri; e durante questa mezz'ora incontr\u00f2 Tinker\nTaylor, il commerciante di ferro ecclesiastico in bancarotta, a Fourways, che\nche propose di andare in un bar a bere insieme. I due\ncamminarono lungo la strada finch\u00e9 non si trovarono di fronte a uno dei grandi centri\npalpitante della vita di Christminster, la locanda in cui un tempo aveva\nin cui aveva risposto alla sfida di recitare il Credo in latino, ora una taverna popolare con\ntaverna popolare con un ingresso spazioso e invitante, che dava accesso a un bar\ningresso spazioso e invitante, che dava accesso a un bar che era stato interamente rinnovato e riattato in\nstile moderno da quando Jude vi risiedeva.\n\nTinker Taylor bevve il suo bicchiere e se ne and\u00f2, dicendo che era troppo\nper sentirsi a casa sua, a meno che non fosse pi\u00f9 ubriaco di quanto\ndi quanto avesse soldi per esserlo in quel momento. Jude stava finendo il suo e\ne rimase in astratto silenzio nel locale, per il momento quasi vuoto.\nIl bar era stato sventrato e sistemato ex novo, gli arredi in mogano avevano preso il posto di quelli in legno.\nmogano avevano preso il posto di quelle vecchie dipinte, mentre in fondo al locale c'erano\nin fondo allo spazio in piedi c'erano dei divanetti imbottiti. La sala\nLa stanza era divisa in scompartimenti, come da prassi, tra i quali si trovavano\ntra i quali c'erano paraventi di vetro smerigliato con incorniciatura di mogano, per evitare che i camerieri di uno scomparto\ndi un compartimento venissero messi in imbarazzo dal riconoscimento di quelli del\nsuccessivo. All'interno del bancone due bariste si chinavano sui\nmotori della birra dal manico bianco e la fila di piccoli rubinetti argentati all'interno,\nche gocciolavano in un abbeveratoio di peltro.\n\nSentendosi stanco e non avendo pi\u00f9 nulla da fare fino alla partenza del treno, Jude si\nsi sedette su uno dei divani. In fondo alle bariste si ergevano\nspecchi smussati, con ripiani di vetro che correvano lungo la parte anteriore, sui quali si trovavano liquidi preziosi di cui Jude non conosceva il nome.\nsu cui si trovavano liquidi preziosi di cui Jude non conosceva il nome, in\nin bottiglie di topazio, zaffiro, rubino e ametista. Il momento fu ravvivato\ndall'ingresso di alcuni clienti nello scompartimento successivo e dal\ndi denaro ricevuto, che emetteva un tintinnio ogni volta che un cliente\nche emetteva un tintinnio ogni volta che veniva inserita una moneta.\n\nLa barista che si occupava di questo scompartimento era invisibile allo sguardo diretto di Jude.\nsguardo diretto di Jude, anche se il riflesso della sua schiena nel vetro dietro di lei\ndi tanto in tanto veniva catturato dai suoi occhi. L'aveva osservato solo\nsvogliatamente, quando lei gir\u00f2 per un attimo il viso verso il vetro per sistemarsi i capelli.\ncapelli. Allora scopr\u00ec con stupore che il volto era quello di Arabella.\nArabella.\n\nSe si fosse avvicinata al suo scompartimento lo avrebbe visto. Ma non\nnon lo fece, essendo questo presieduto dalla fanciulla dall'altra parte. Abby\nera in abito nero, con polsini di lino bianco e un ampio colletto bianco,\ne la sua figura, pi\u00f9 sviluppata che in passato, era accentuata da un mazzo di narcisi che\nun mazzo di narcisi che portava sul seno sinistro. Nello scompartimento\nNel compartimento in cui prestava servizio si trovava una fontana d'acqua elettro-placcata sopra una\nlampada a spirito, la cui fiamma azzurra mandava un vapore dall'alto, tutto ci\u00f2 era\ntutto questo era visibile solo nello specchio dietro di lei, che rifletteva anche i\nvolti degli uomini di cui si occupava, uno dei quali era un bel giovane dissipato,\nun giovane bello e dissipato, forse un laureando, che le aveva raccontato un'esperienza\nche le aveva raccontato un'esperienza di tipo umoristico.\n\n Oh, signor Cockman, ora! Come potete raccontarmi una storia del genere nella mia innocenza?\ninnocenza! grid\u00f2 allegramente.  Signor Cockman, cosa usa per rendere i suoi baffi\nbaffi cos\u00ec belli?  Dato che il giovane era rasato, la risposta provoc\u00f2 una\nrisposta provoc\u00f2 una risata a sue spese.\n\n Vieni! disse, prendo una cura ao; e un lume, per favore.\n\nLei serv\u00ec il liquore da una delle belle bottiglie e, accendendo un fiammifero, lo accese sulla sua sigaretta con\nfiammifero lo accost\u00f2 alla sigaretta con minuziosa arroganza mentre lui\nsniffare.\n\n Ebbene, ha avuto notizie di suo marito ultimamente, mia cara? chiese.\n\n Non un suono, disse lei.\n\n Dov'\u00e8?\n\n L'ho lasciato in Australia e suppongo che sia ancora l\u00ec.\n\nGli occhi di Jude si sono fatti pi\u00f9 rotondi.\n\n Cosa l'ha spinta a separarsi da lui?\n\n Non fate domande e non sentirete bugie.\n\n Allora, dammi il mio resto, che mi hai tenuto nascosto nell'ultimo quarto d'ora.\nun quarto d'ora; e sparir\u00f2 romanticamente per le strade di questa pittoresca citt\u00e0.\ndi questa pittoresca citt\u00e0.\n\nLei le pass\u00f2 gli spiccioli sul bancone, e lui le afferr\u00f2 le dita e le strinse.\ndita e le strinse. Ci fu una leggera lotta e una risatina, lui la salut\u00f2 e se ne and\u00f2.\nlui la salut\u00f2 e se ne and\u00f2.\n\nJude aveva guardato con l'occhio di un filosofo stordito. Era\nstraordinario quanto Arabella sembrasse ora lontana dalla sua vita.\nNon riusciva a rendersi conto della loro vicinanza nominale. E, stando cos\u00ec le cose,\nnel suo attuale stato d'animo, era indifferente al fatto che\nArabella fosse davvero sua moglie.\n\nLo scompartimento che serviva si svuot\u00f2 dei visitatori e, dopo una breve riflessione, entr\u00f2 e si avvicin\u00f2 al bancone.\nbreve riflessione, vi entr\u00f2 e si avvicin\u00f2 al bancone. Arabella\nnon lo riconobbe per un attimo. Poi i loro sguardi si incontrarono. Lei\nfinch\u00e9 un'umoristica impudenza le scintill\u00f2 negli occhi e parl\u00f2.\n\n Beh, sono fortunato! Pensavo che fossi sottoterra da anni!\n\n Oh!\n\n Non ho mai sentito parlare di te, altrimenti non so se sarei dovuta venire qui.\nqui. Ma non importa! Cosa le offro oggi pomeriggio? A\nScotch e soda? Venite, tutto ci\u00f2 che la casa pu\u00f2 offrire, in nome di una vecchia conoscenza!\nvecchia conoscenza!\n\n Grazie, Arabella, disse Jude senza sorridere.  Ma non voglio\nniente di pi\u00f9 di quello che ho avuto.  Il fatto \u00e8 che la sua inaspettata presenza\ndi lei aveva distrutto in un colpo solo il suo momentaneo gusto per i liquori forti\ncome se l'avesse riportato alla sua infanzia nutrita di latte.\n\n \u00c8 un peccato, ora si potrebbe ottenere per niente.\n\n Da quanto tempo sei qui?\n\n Circa sei settimane. Sono tornata da Sydney tre mesi fa. Mi \u00e8 sempre\nmi \u00e8 sempre piaciuto questo mestiere.\n\n Mi meraviglio che tu sia venuto in questo posto!\n\n Beh, come ho detto, pensavo che foste andati in gloria, ed essendo a Londra\nHo visto la situazione in un annuncio. \u00c8 probabile che nessuno mi conosca\nqui, anche se mi fosse importato, perch\u00e9 non sono mai stata a Christminster nella mia\ncrescita a Christminster.\n\n Perch\u00e9 \u00e8 tornato dall'Australia?\n\n Oh, avevo le mie ragioni Allora non sei ancora un don?\n\n No.\n\n Nemmeno un reverendo?\n\n No.\n\n N\u00e9 tanto meno di un reverendo gentiluomo dissenziente?\n\n Sono come ero.\n\n \u00c8 vero che sembri cos\u00ec.  Lasci\u00f2 che le sue dita si posassero pigramente sul\ndella birra, mentre lo ispezionava criticamente. Lui osserv\u00f2 che le sue\nmani erano pi\u00f9 piccole e pi\u00f9 bianche rispetto a quando viveva con lei e che\nsulla mano che tirava il motore portava un anello ornamentale con incastonato\ncon quelli che sembravano zaffiri veri e propri, che in effetti lo erano e come tali venivano\nerano veri e propri zaffiri e come tali erano molto ammirati dai giovani che frequentavano il bar.\n\n Cos\u00ec si passa per avere un marito vivo\", ha proseguito.\n\n Si. Ho pensato che sarebbe stato imbarazzante chiamarmi vedova, come mi sarebbe piaciuto.\navrei voluto.\n\n \u00c8 vero. Sono un po' conosciuto qui.\n\n Non intendevo questo, perch\u00e9, come ho detto, non mi aspettavo di vederla. Era\nera per altre ragioni.\n\n Che cos'erano?\n\n Non mi interessa approfondire, rispose evasiva.  Mi guadagno da vivere molto\ne non so se voglio la sua compagnia.\n\nQui arriv\u00f2 un tipo senza mento e con i baffi come il sopracciglio di una signora,\ne chiese una bevanda stranamente composta, e Arabella fu costretta ad andare ad occuparsi di lui.\nArabella fu costretta ad andare ad occuparsi di lui.  Non possiamo parlare qui, disse,\nallontanandosi un attimo.  Non potete aspettare fino alle nove? Di' di s\u00ec, e non\nfare lo sciocco. Posso uscire dal servizio due ore prima del solito, se lo chiedo. I\nnon vivo in casa al momento.\n\nRiflett\u00e9 e disse cupamente: \"Torner\u00f2\". Suppongo che sia meglio\norganizzare qualcosa.\n\n Oh, che fastidio organizzare! Non ho intenzione di organizzare nulla!\n\n Ma devo sapere una cosa o due e, come dice lei, non possiamo parlare qui.\nMolto bene; la chiamer\u00f2.\n\nDepositato il bicchiere non svuotato, usc\u00ec e cammin\u00f2 su e gi\u00f9 per la strada.\nstrada. Ecco un brusco salto nel sentimentalismo pellucido del suo\ntriste attaccamento a Sue. Sebbene la parola di Arabella fosse assolutamente\ninaffidabile, pens\u00f2 che potesse esserci del vero nella sua insinuazione\nche non avesse voluto disturbarlo e che lo avesse davvero creduto morto.\nmorto. Tuttavia, c'era solo una cosa da fare adesso, ed era quella di\nuna cosa sola da fare: recitare la parte del diretto interessato, la legge \u00e8 la legge e la donna\ntra i quali non c'era pi\u00f9 unit\u00e0 che tra est e ovest, essendo nell'occhio del giudice.\nOccidente, agli occhi della Chiesa era una persona sola con lui.\n\nDovendo incontrare Arabella qui, era impossibile incontrare Sue ad\nAlfredston come aveva promesso. Ad ogni pensiero una fitta lo aveva attraversato.\nma la congiuntura non poteva essere evitata. Arabella era\nforse un intervento voluto per punirlo del suo amore non autorizzato.\namore non autorizzato. Pass\u00f2 la sera, quindi, in un'attesa incostante per la citt\u00e0, evitando di\ncitt\u00e0, evitando i recinti di ogni chiostro e sala,\nperch\u00e9 non poteva sopportare di vederli, si rec\u00f2 al bar della taverna\nmentre i centouno colpi risuonavano dalla Grande Campana del Cardinal College.\ndel Collegio Cardinalizio, una coincidenza che gli sembr\u00f2 un'ironia gratuita.\nironia. La locanda era ora brillantemente illuminata e la scena era\npi\u00f9 vivace e gay. I volti delle cameriere erano cresciuti di colore, ognuno aveva un\ncolore, ognuna aveva un rossore rosa sulla guancia; i loro modi erano ancora\npi\u00f9 vivaci di prima, pi\u00f9 abbandonati, pi\u00f9 eccitati, pi\u00f9 sensuali,\ne esprimevano i loro sentimenti e desideri in modo meno eufemistico,\nridendo in tono disteso, senza riserve.\n\nIl bar era stato affollato da uomini di ogni genere durante l'ora precedente.\ne aveva sentito dall'esterno il frastuono delle loro voci; ma i clienti erano finalmente diminuiti.\nclienti erano finalmente diminuiti. Fece un cenno ad Arabella e le disse che lo avrebbe trovato\nche lo avrebbe trovato fuori dalla porta quando sarebbe uscita.\n\n Ma prima devi avere qualcosa con me\", disse con grande buonumore.\numore.  Solo un bicchierino: Lo faccio sempre. Poi puoi uscire e\naspettare un minuto, perch\u00e9 \u00e8 meglio che non ci vedano andare insieme.  Lei\nun paio di bicchieri da liquore di brandy; e anche se, dal suo volto, aveva evidentemente\nevidentemente, dal suo volto, aveva gi\u00e0 assunto abbastanza alcol sia bevendo\nbevendo o, pi\u00f9 probabilmente, dall'atmosfera che aveva respirato per tante ore, fin\u00ec il suo velocemente.\nore, fin\u00ec rapidamente il suo. Anche lui bevve il suo e usc\u00ec\nfuori dalla casa.\n\nIn pochi minuti arriv\u00f2, con una giacca spessa e un cappello con una piuma nera.\npiuma nera.  Abito qui vicino, disse prendendolo per il braccio, e posso entrare con la chiave a scatto in qualsiasi momento.\nentrare con la chiave a chiavistello in qualsiasi momento. Che accordo vuoi trovare?\nvenire?\n\n Oh, nessuno in particolare, rispose lui, completamente malato e stanco, con il pensiero di nuovo rivolto ad Alfredston e al treno che non aveva preso.\npensieri tornarono ad Alfredston e al treno che non aveva preso;\nalla probabile delusione di Sue per il fatto che lui non fosse l\u00ec quando lei\ne il piacere mancato della sua compagnia nella lunga e solitaria\nlunga e solitaria salita alla luce delle stelle fino a Marygreen.  Avrei dovuto tornare\ntornare indietro, davvero! Temo che mia zia sia sul letto di morte.\n\n Verr\u00f2 con voi domani mattina. Penso di poter avere un giorno\nlibero.\n\nC'era qualcosa di particolarmente sgradevole nell'idea di Arabella,\nche non aveva pi\u00f9 simpatia di una tigre per i suoi parenti o per lui,\nal capezzale della zia morente e di incontrare Sue. Eppure disse,\n Certo, se vuoi, puoi farlo.\n\n Beh, questo lo prenderemo in considerazione Ora, finch\u00e9 non avremo raggiunto un accordo\n\u00e8 imbarazzante il nostro stare insieme qui, dove lei \u00e8 conosciuto e io mi faccio conoscere, anche se senza\nconosciuto, anche se non c'\u00e8 il sospetto che io abbia qualcosa a che fare\ncon voi. Dato che stiamo andando verso la stazione, supponiamo di prendere il treno delle nove e quaranta per Aldor.\ntreno delle nove e quaranta per Aldbrickham? Saremo l\u00ec in poco pi\u00f9 di\nmezz'ora, nessuno ci riconoscer\u00e0 per una notte e saremo liberi di agire come vogliamo fino a quando\nsaremo liberi di agire come vogliamo fino a quando non avremo deciso se\nse rendere pubblica la cosa o meno.\n\n Come preferite.\n\n Allora aspetta che io prenda due o tre cose. Questo \u00e8 il mio alloggio.\nA volte, quando faccio tardi, dormo nell'albergo in cui sono impegnato, cos\u00ec nessuno\nnessuno penser\u00e0 che sono rimasto fuori.\n\nLei torn\u00f2 subito e loro andarono alla ferrovia e fecero il viaggio di mezz'ora fino ad Aldbrickham.\nmezz'ora di viaggio fino ad Aldbrickham, dove entrarono in una locanda di terza categoria vicino alla stazione\nvicino alla stazione in tempo per una cena tardiva.\n\n\n\n\nIX\n\n\nIl giorno dopo, tra le nove e mezza, stavano tornando a Christminster.\nChristminster, unici due occupanti di uno scompartimento in una carrozza di terza classe.\nterza classe. Avendo fatto, come Jude, una toilette piuttosto frettolosa per prendere il treno, Arabella aveva un'aria un po' scontrosa.\nper prendere il treno, Arabella aveva un aspetto un po' scontroso e il suo viso era molto\nil suo viso era molto lontano dall'animazione che l'aveva caratterizzato al bar la sera prima.\nla sera prima. Quando uscirono dalla stazione, si accorse che aveva ancora mezz'ora di tempo\naveva ancora mezz'ora di tempo prima di arrivare al bar. Camminarono\ncamminarono in silenzio un po' fuori dalla citt\u00e0 in direzione di\nAlfredston. Jude guard\u00f2 l'autostrada lontana.\n\n Ah, povero debole me! mormor\u00f2 alla fine.\n\n Cosa?\n\n Questa \u00e8 la stessa strada per la quale sono arrivata a Christminster anni fa\npieno di progetti!\n\n Beh, qualunque sia la strada, credo che il mio tempo sia quasi scaduto, visto che devo essere\nessere al bar per le undici. E come ho gi\u00e0 detto, non chieder\u00f2 il giorno\ngiorno per andare con te a trovare tua zia. Quindi forse \u00e8 meglio che ci lasciamo\nqui. Preferirei non camminare con te per Chief Street, visto che non siamo arrivati a nessuna\nconclusione.\n\n Molto bene. Ma stamattina, mentre ci alzavamo, ha detto che aveva\nche volevi dirmi qualcosa prima che partissi?\n\n Quindi avevo due cose, una in particolare. Ma non mi hai promesso di\ndi mantenere il segreto. Te lo dico ora, se me lo prometti? Da donna onesta\nDesidero che tu lo sappia \u00c8 quello che ho iniziato a raccontarti la notte\nnotte di quel signore che gestiva l'hotel di Sydney.  Arabella\nparl\u00f2 un po' frettolosamente per lei.  Lo terrai stretto?\n\n S\u00ec, s\u00ec, te lo prometto! disse Jude con impazienza.  Naturalmente non voglio rivelare\nrivelare i tuoi segreti.\n\n Ogni volta che lo incontravo per una passeggiata, diceva sempre di essere molto\nera molto affascinato dal mio aspetto e continuava a chiedermi di sposarlo. Non ho mai\ndi tornare in Inghilterra; e trovandomi l\u00e0 fuori, in Australia, senza una casa mia dopo aver lasciato mio padre, ho pensato\nAustralia, senza una casa tutta mia dopo aver lasciato mio padre, alla fine ho\nacconsentito e lo feci.\n\n Cosa lo sposa?\n\n S\u00ec.\n\n Si va regolarmente in chiesa?\n\n S\u00ec. E ho vissuto con lui fino a poco prima di partire. E ho vissuto con lui fino a poco prima di partire. \u00c8 stato stupido, lo\nLo so, ma l'ho fatto! Ecco, ora ve l'ho detto. Non mi stia addosso! Lui\nparla di tornare in Inghilterra, povero vecchio. Ma se lo fa, non\n\u00e8 probabile che non mi trovi.\n\nJude rimase pallido e fisso.\n\n Perch\u00e9 diavolo non me l'hai detto ieri sera?\n\n Beh, non ho voluto che tu facessi pace con me, allora?\n\n Quindi parlando di suo marito ai signori del bar si riferiva a lui, ovviamente non a me!\nnaturalmente non a me!\n\n Certo Come, non si preoccupi.\n\n Non ho altro da dire! rispose Jude.  Non ho proprio nulla da\ndire sul crimine che avete confessato!\n\n Crimine! Pooh. Non pensano molto a queste cose laggi\u00f9! Molti di loro\n Beh, se la prendi cos\u00ec, torner\u00f2 da lui! Lui\nera molto affezionato a me, e vivevamo in modo abbastanza onorevole e rispettabile\ncome qualsiasi coppia sposata della colonia! Come facevo a sapere dov'eri?\n\n Non voglio incolparti. Potrei dire molte cose, ma forse sarebbero\nsarebbe fuori luogo. Cosa desidera che faccia?\n\n Niente. C'era un'altra cosa che volevo dirti; ma credo che\nche ci siamo visti abbastanza per ora! Rifletter\u00f2 su\na quello che mi hai detto sulla tua situazione e ti far\u00f2 sapere.\n\nCos\u00ec si separarono. Jude la guard\u00f2 scomparire in direzione dell'hotel e\nalbergo ed entr\u00f2 nella stazione ferroviaria vicina. Scoprendo che ci volevano\ntre quarti d'ora rispetto all'orario in cui avrebbe potuto prendere un treno per\ndi ritorno ad Alfredston, passeggi\u00f2 meccanicamente per la citt\u00e0 fino a\nFourways, dove si ferm\u00f2 come aveva fatto tante volte in passato e osserv\u00f2\nChief Street che si estendeva davanti a lui, con i suoi college dopo i college,\nin una pittoresca bellezza che non ha eguali, se non in panorami continentali come la\npalazzi di Genova; le linee degli edifici erano cos\u00ec distinte\ndistinte nell'aria del mattino come in un disegno architettonico. Ma Jude\nera ben lungi dal vedere o criticare queste cose; erano nascoste da una\nindescrivibile consapevolezza della contiguit\u00e0 di Arabella a mezzanotte, un senso di\ndi degradazione per le esperienze che aveva fatto di nuovo con lei, del suo aspetto\nmentre giaceva addormentata all'alba, che posava sul suo volto immobile uno sguardo come\ndi una persona accurata. Se solo avesse potuto provare risentimento nei suoi confronti sarebbe stato\nsarebbe stato meno infelice; ma la compiangeva mentre la contemplava.\n\nJude si volt\u00f2 e torn\u00f2 sui suoi passi. Tornando verso la stazione\nsi \u00e8 spaventato sentendo pronunciare il suo nome, non tanto per il nome quanto per la voce.\nvoce. Con sua grande sorpresa, nientemeno che Sue si trovava come una visione davanti a lui.\nil suo sguardo corporeo e ansioso come in un sogno, la sua piccola bocca nervosa e i suoi occhi tesi che parlavano\nnervosa e gli occhi tesi che parlavano di un'indagine di rimprovero.\n\n Oh, Jude, sono cos\u00ec contenta di conoscerti in questo modo!\naccenti irregolari, non lontani da un singhiozzo. Poi arross\u00ec osservando il pensiero di lui\nche non si erano pi\u00f9 incontrati dopo il suo matrimonio.\n\nSi guardarono l'un l'altro per nascondere l'emozione, si presero per mano senza parlare e proseguirono insieme per un po'.\nmano l'uno dell'altra senza parlare ulteriormente e proseguirono insieme per un po', fino a quando\nlei lo guard\u00f2 con furtiva premura.  Sono arrivato alla stazione di Alfredston\nAlfredston ieri sera, come mi avevi chiesto, e non c'era nessuno ad accogliermi!\nnessuno! Ma ho raggiunto Marygreen da sola e mi hanno detto che la zia stava un po' meglio.\nun po' meglio. Mi sono seduta con lei e, visto che non sei venuto per tutta la notte, mi sono spaventata per te.\nero spaventata per te, pensavo che forse, trovandoti di nuovo nella vecchia citt\u00e0, fossi\ndi nuovo nella vecchia citt\u00e0, ti fossi arrabbiata pensando che fossi sposata e non\nsposata e che non ci fossi pi\u00f9 come una volta; e che non avessi nessuno con cui parlare; cos\u00ec avevi cercato di\ncos\u00ec hai cercato di affogare la tua tristezza, come hai fatto in passato quando\ndeluso per essere entrato come studente, e avevi dimenticato la tua\npromessa a me che non l'avresti mai pi\u00f9 fatto. E questo, pensai, era il motivo per cui\nche non eri venuto a conoscermi!\n\n E tu sei venuto a cercarmi e a liberarmi, come un angelo buono!\n\n Ho pensato di venire con il treno del mattino e di cercare di trovarvi in\ncaso in caso\n\n Ho pensato alla promessa che ti ho fatto, caro, continuamente! Non far\u00f2 mai pi\u00f9\nscoppiare di nuovo come ho fatto, ne sono certa. Forse non ho fatto nulla di\nmeglio, ma non ho fatto che detestare il pensiero.\n\n Sono felice che il tuo soggiorno non abbia nulla a che fare con questo. Ma, disse,\nil pi\u00f9 lieve broncio nel suo tono, non sei tornato ieri sera per incontrarmi, come ti eri impegnato a fare!\nieri sera per incontrarmi, come ti eri impegnato a fare!\n\n Non l'ho fatto, mi dispiace dirlo. Avevo un appuntamento alle nove, troppo\ntardi per prendere il treno che avrebbe incontrato il vostro, o per tornare a casa.\ncasa.\n\nGuardando la sua amata cos\u00ec come gli appariva ora, nel suo tenero\npensiero la compagna pi\u00f9 dolce e disinteressata che avesse mai avuto.\nche avesse mai avuto, vivendo in gran parte in vivide immagini, una creatura cos\u00ec eterea che\nche il suo spirito poteva essere visto tremare attraverso le sue membra, si sentiva\nvergognarsi della sua terrestrit\u00e0 nel trascorrere le ore in compagnia di Arabella.\nArabella. C'era qualcosa di scortese e immorale nell'imporre a quella donna\nquesti fatti recenti della sua vita nella mente di una persona che, per lui, era cos\u00ec\nincarnata da sembrare a volte impossibile come moglie umana per qualsiasi uomo medio.\nuomo medio. Eppure era di Phillotson. Come fosse diventata tale, come vivesse come tale, superava la sua comprensione.\ncome avesse vissuto come tale, sfuggiva alla sua comprensione quando la guardava oggi.\n\n Tornerai con me? disse.  C'\u00e8 un treno proprio adesso. Mi chiedo come\ncome star\u00e0 mia zia a quest'ora E cos\u00ec, Sue, sei davvero venuta per conto mio\nper tutta questa strada! A che ora devi essere partita, poverina!\n\n S\u00ec. Stare in piedi a guardare da solo mi ha fatto venire i nervi per te, e invece di andare a letto quando si \u00e8 fatto giorno.\ndi andare a letto quando si \u00e8 fatto giorno, ho iniziato. E ora non vuoi spaventarmi\nspaventarmi di nuovo in questo modo sulla tua morale per niente?\n\nNon era cos\u00ec sicuro che lei si fosse spaventata della sua moralit\u00e0 per\nnulla. Le lasci\u00f2 la mano finch\u00e9 non furono entrati nel treno.\nsembrava la stessa carrozza da cui era sceso di recente con un'altra dove\nsi sedettero fianco a fianco, Sue tra lui e il finestrino. Osserv\u00f2\nle linee delicate del profilo di lei e le piccole convessit\u00e0 del suo corpetto\nconvessit\u00e0 del suo corpetto, cos\u00ec diverse dalle ampiezze di Arabella.\nPur sapendo che lui la stava guardando, non si volt\u00f2 verso di lui, ma tenne gli occhi in avanti, come se avesse paura che lui la guardasse.\ngli occhi in avanti, come se temesse che, incontrando i suoi, si sarebbe aperta una discussione\ndiscussione.\n\n Sue, lei \u00e8 sposata, come me, eppure abbiamo avuto cos\u00ec tanta fretta che non ne abbiamo parlato!\nfretta che non abbiamo detto una parola al riguardo!\n\n Non ce n'\u00e8 bisogno, ha subito risposto.\n\n Oh beh forse no Ma vorrei\n\n Jude, non parlare di me, vorrei che non lo facessi.  Mi\nmi angoscia, piuttosto. Perdonate se ve lo dico!   Dove sei stato ieri sera?\nnotte?\n\nLei aveva fatto la domanda in perfetta innocenza, per cambiare argomento.\nLui lo sapeva e si limit\u00f2 a dire: \"In una locanda\", anche se sarebbe stato un sollievo dirle dell'incontro con una locanda inaspettata.\nsollievo raccontarle del suo incontro con una inaspettata. Ma l'annuncio finale di quest'ultima\nquest'ultimo annuncio finale del suo matrimonio in Australia lo sconcerta\nper timore che ci\u00f2 che avrebbe potuto dire potesse ferire la sua ignara moglie.\n\nI loro discorsi procedettero in modo imbarazzante fino a quando non raggiunsero Alfredston. Che\nSue non era pi\u00f9 quella di prima, ma era stata etichettata come Phillotson, paralizzava\nJude ogni volta che voleva entrare in contatto con lei come individuo. Eppure lei\nsembrava inalterata e non sapeva dire perch\u00e9. Rimaneva il viaggio extra di cinque miglia\ndi cinque miglia in pi\u00f9 verso la campagna, che era altrettanto facile percorrere a piedi che in auto.\na piedi come in auto, essendo la maggior parte in salita. Jude non aveva mai fatto in\nin vita sua quella strada con Sue, anche se l'aveva percorsa con un'altra. Era\nora come se portasse con s\u00e9 una luce brillante che scacciava temporaneamente le\nassociazioni ombrose del tempo precedente.\n\nSue parlava, ma Jude not\u00f2 che continuava a non parlare di s\u00e9.\nse stessa. Alla fine chiese se il marito stesse bene.\n\n S\u00ec, ha detto.  \u00c8 obbligato a stare a scuola tutto il giorno, altrimenti sarebbe venuto con me.\nsarebbe venuto con me. \u00c8 cos\u00ec buono e gentile che per accompagnarmi\navrebbe lasciato la scuola per una volta, anche contro i suoi principi.\nprincipi, perch\u00e9 \u00e8 fortemente contrario a concedere vacanze occasionali, solo che io\nnon glielo avrei permesso. Ho pensato che sarebbe stato meglio venire da sola. Zia\nDrusilla, lo sapevo, era molto eccentrica; e il fatto di essere quasi un'estranea per lei ora avrebbe\nestraneo a lei ora avrebbe reso la cosa fastidiosa per entrambi. Dal momento che \u00e8 emerso che\nche lei \u00e8 a malapena cosciente, sono contenta di non averglielo chiesto.\n\nJude aveva camminato di malumore mentre si tessevano le lodi di Phillotson.\nespresso.  Il signor Phillotson vi obbliga in tutto, come \u00e8 giusto che sia, disse.\ndisse.\n\n Naturalmente.\n\n Dovresti essere una moglie felice.\n\n E naturalmente lo sono.\n\n Sposa, avrei quasi detto, non ancora. Non sono passate molte settimane da quando\nti ho dato a lui, e\n\n S\u00ec, lo so! Lo so!  C'era qualcosa nel suo viso che smentiva le parole di rassicurazione\nparole rassicuranti, cos\u00ec rigorosamente appropriate e cos\u00ec prive di vita che\nche avrebbero potuto essere tratte da un elenco di discorsi modello della Guida alla\nGuida alla condotta della moglie.  Jude conosceva la qualit\u00e0 di ogni vibrazione della voce di Sue\nvoce, poteva leggere ogni sintomo della sua condizione mentale; ed era convinto che lei fosse infelice.\nera convinto che lei fosse infelice, anche se era sposata da neanche un mese.\nsposata. Ma la sua fuga da casa, per vedere l'ultimo parente che non conosceva quasi mai.\nparente che aveva conosciuto a malapena in vita sua, non dimostrava nulla; perch\u00e9 Sue\nSue faceva naturalmente cose del genere.\n\n Beh, ora ha i miei auguri come sempre, signora Phillotson.\n\nLo rimprover\u00f2 con uno sguardo.\n\n No, lei non \u00e8 la signora Phillotson, mormor\u00f2 Jude.  Sei la cara, libera\nSue Bridehead, solo che non lo sai! La libert\u00e0 della moglie non ti ha ancora schiacciato\ne ti ha digerito nella sua immensa bocca come un atomo che non ha pi\u00f9\nindividualit\u00e0.\n\nSue assunse un'aria offesa, finch\u00e9 non rispose: \"N\u00e9 ti ha\nmarito, per quanto posso vedere!\n\n Ma \u00e8 cos\u00ec! disse, scuotendo tristemente la testa.\n\nQuando raggiunsero la casetta solitaria sotto gli abeti, tra la Brown House e Marygreen, in cui Jude e Arabella avevano vissuto.\nBrown e Marygreen, in cui Jude e Arabella avevano vissuto e litigato, si volt\u00f2 a guardarlo.\nlitigato, si volt\u00f2 a guardarlo. Ora ci viveva una famiglia squallida.\nNon pot\u00e9 fare a meno di dire a Sue:  Questa \u00e8 la casa che io e mia moglie abbiamo\nmia moglie e io abbiamo occupato per tutto il tempo in cui abbiamo vissuto insieme. L'ho portata a casa in\nquella casa.\n\nL'ha guardata.  Per te era quello che la casa-scuola di Shaston \u00e8 per me.\nper me.\n\n S\u00ec, ma non ero molto felice l\u00ec come lo siete voi nel vostro.\n\nLei chiuse le labbra in un silenzio retorico e camminarono per un po' fino a quando\nlei lo guard\u00f2 per vedere come l'aveva presa.  Naturalmente potrei aver\nesagerato la vostra felicit\u00e0, non si sa mai\", continu\u00f2 blandamente.\n\n Non pensarlo, Jude, nemmeno per un momento, anche se l'hai detto per pungermi!\nper pungermi! \u00c8 il pi\u00f9 buono che un uomo possa avere con me, e mi d\u00e0 una libert\u00e0 perfetta.\nlibert\u00e0, cosa che i mariti anziani non fanno in generale.\nSe pensi che non sia felice perch\u00e9 \u00e8 troppo vecchio per me, ti sbagli.\n\n Non penso nulla contro di lui per te, cara.\n\n E non direte cose che mi angosciano, vero?\n\n Non lo far\u00f2.\n\nNon disse altro, ma sapeva che, per una causa o per l'altra, accettando Phillotson come marito, Sue sentiva di aver fatto ci\u00f2 che non avrebbe dovuto fare.\nPhillotson come marito, Sue sentiva di aver fatto ci\u00f2 che non avrebbe dovuto fare.\nfare quello che non avrebbe dovuto fare.\n\nSi tuffarono nel campo concavo dall'altra parte del quale sorgeva il villaggio.\nvillaggio, il campo in cui Jude era stato picchiato dal contadino molti anni prima.\nmolti anni prima. Salendo verso il villaggio e avvicinandosi alla casa, trovarono la signora Edlin in piedi sulla porta.\ncasa trovarono la signora Edlin in piedi davanti alla porta, che alla loro vista\nsollev\u00f2 le mani con aria sprezzante.  \u00c8 di sotto, se mi credete!\nse mi credete! grid\u00f2 la vedova.  Si alz\u00f2 dal letto e nulla la fece desistere.\nCosa succeder\u00e0 non lo so!\n\nEntrando, la vecchia donna era seduta accanto al camino, avvolta in coperte\ncoperte e con un volto simile a quello del Lazzaro di Sebastiano.\nLazzaro di Sebastiano. Devono aver guardato con stupore, perch\u00e9 lei\ndisse con voce vuota:\n\n Vi ho spaventato, vero? Non ho intenzione di restare lass\u00f9 ancora a lungo, per\nper non compiacere nessuno!  \u00c8 pi\u00f9 di quanto la carne e il sangue possano sopportare, essere ordinati\ndi fare questo e quello da uno che non ne sa neanche la met\u00e0 di quanto ne sai tu!\nte stesso!   Ah, ti pentirai di questo matrimonio quanto lui! aggiunse,\nrivolgendosi a Sue.  Tutta la nostra famiglia lo fa e quasi tutti gli altri.\navresti dovuto fare come me, sempliciotta! E Phillotson, il maestro\nmaestro di scuola, tra tutti! Perch\u00e9 l'hai sposato?\n\n Cosa spinge la maggior parte delle donne a sposarsi, zia?\n\n Ah! Vuoi dire che amavi quell'uomo!\n\n Non intendevo dire nulla di preciso.\n\n Lo amate?\n\n Non chiedermelo, zia.\n\n Posso badare a quest'uomo molto bene. Un fegato molto civile e onorevole; ma\nSignore! Non voglio turbare i vostri sentimenti, ma ci sono alcuni uomini\nche nessuna donna di buon gusto riesce a digerire. Avrei dovuto\navrei detto che lui era uno di questi. Non lo dico ora, visto che tu devi saperlo meglio di me, ma...\ndi me, ma \u00e8 quello che avrei dovuto dire!\n\nSue si alz\u00f2 di scatto e usc\u00ec. Jude la segu\u00ec e la trov\u00f2 nel gabinetto, piangendo.\nbagno, che piangeva.\n\n Non piangere, cara! disse Jude affranto.  Ha buone intenzioni, ma \u00e8 molto\ncroccante e strana ora, sai.\n\n Oh no, non \u00e8 questo! disse Sue, cercando di asciugarsi gli occhi.  Non mi dispiace\nla sua ruvidit\u00e0.\n\n Che cos'\u00e8, allora?\n\n \u00c8 che quello che dice \u00e8 vero!\n\n Dio cosa non ti piace? chiese Jude.\n\n Non intendevo questo! disse frettolosamente.  Che forse avrei dovuto\nnon mi sarei dovuta sposare!\n\nSi chiese se lei avesse davvero intenzione di dirlo all'inizio. Tornarono\nTornarono indietro, l'argomento fu chiarito e la zia fu piuttosto gentile con Sue.\nzia si dimostr\u00f2 piuttosto gentile con Sue, dicendole che non molte giovani donne appena sposate\nche non molte giovani donne appena sposate avrebbero fatto tanta strada per andare a trovare una vecchia strega malata come lei. Nel pomeriggio\npomeriggio Sue si prepar\u00f2 a partire, Jude assunse un vicino per accompagnarla ad Alfredston.\nad Alfredston.\n\n Se vuole, l'accompagno alla stazione di polizia\", disse.\n\nLei non glielo permise. L'uomo si avvicin\u00f2 con la trappola e Jude la aiut\u00f2 a entrarvi, forse con un'attenzione non necessaria.\nJude l'aiut\u00f2 a entrarvi, forse con un'attenzione non necessaria, perch\u00e9 lei lo guard\u00f2 in modo\nlo guardava in modo proibitivo.\n\n Immagino che un giorno, quando torner\u00f2 a Melchester, potr\u00f2 venire a trovarvi?\nMelchester? osserv\u00f2 in modo semicrudo.\n\nSi chin\u00f2 e disse dolcemente:  No, cara, non devi ancora venire. I\nnon credo che tu sia di buon umore.\n\n Molto bene, disse Jude.  Arrivederci!\n\n Addio!  Agit\u00f2 la mano e se ne and\u00f2.\n\n Ha ragione! Non ci andr\u00f2! mormor\u00f2.\n\nPass\u00f2 la sera e i giorni seguenti a mortificare con tutti i mezzi possibili il suo\nogni mezzo possibile il suo desiderio di vederla, quasi morendo di fame nel tentativo di\ndi spegnere con il digiuno la sua appassionata tendenza ad amarla. Leggeva\nsermoni sulla disciplina e cercava nella storia della Chiesa passi che trattavano\nche trattavano degli asceti del secondo secolo. Prima di tornare da\nMarygreen a Melchester arriv\u00f2 una lettera di Arabella. La\ndi Arabella gli fece rivivere un sentimento di autocondanna pi\u00f9 forte per il suo\nbreve ritorno alla sua societ\u00e0 che per il suo attaccamento a Sue.\n\nLa lettera, si accorse, recava un timbro postale di Londra anzich\u00e9 di\nChristminster. Arabella lo informava che qualche giorno dopo la loro\ndi Christminster, era stata sorpresa da una lettera affettuosa del marito australiano\nlettera affettuosa del marito australiano, ex direttore dell'hotel di Sydney.\ndell'hotel di Sydney. Era venuto in Inghilterra apposta per trovarla; e\ne aveva preso un locale libero, con licenza completa, a Lambeth, dove desiderava che lei lo raggiungesse\ndi unirsi a lui nella conduzione dell'attivit\u00e0, che si preannunciava molto fiorente.\nmolto fiorente, essendo la casa situata in una zona eccellente, densamente popolata e\nquartiere densamente popolato e dedito al consumo di gin, e che gi\u00e0 faceva un commercio di\n 200 al mese, che potevano essere facilmente raddoppiati.\n\nPoich\u00e9 aveva detto di amarla ancora moltissimo e l'aveva implorata di dirgli dove si trovava, e poich\u00e9 si erano lasciati solo con un leggero litigio.\ndi dirgli dove si trovava, e visto che si erano lasciati con un leggero litigio,\ne visto che il suo impegno a Christminster era solo temporaneo, lei era appena\nera andata a raggiungerlo, come lui le aveva chiesto. Non poteva fare a meno di sentire che\ndi appartenere a lui pi\u00f9 che a Jude, dal momento che l'aveva sposato correttamente,\ne aveva vissuto con lui molto pi\u00f9 a lungo che con il suo primo marito. In questo modo\nJude, non gli portava rancore e confidava che lui non si sarebbe\ndonna debole, non si sarebbe rivoltato contro di lei, informandola e portandola alla rovina.\nalla rovina, ora che aveva la possibilit\u00e0 di migliorare le sue condizioni e di\ndi migliorare le sue condizioni e di condurre una vita signorile.\n\n\n\n\nX\n\n\nJude torn\u00f2 a Melchester, che aveva il discutibile pregio di trovarsi a una dozzina di chilometri da Sue.\ndi essere a una dozzina di chilometri e mezzo dalla sua residenza permanente.\nresidenza permanente di Sue. All'inizio pens\u00f2 che questa vicinanza fosse una ragione precisa per\ndi non andare affatto a sud; ma Christminster era un luogo troppo triste da sopportare, mentre la vicinanza di\ntroppo triste da sopportare, mentre la vicinanza di Shaston a Melchester poteva permettergli di\nla gloria di sconfiggere il nemico in un impegno ravvicinato, come quello che era\ndeliberatamente cercato dai sacerdoti e dalle vergini della Chiesa primitiva,\nche, rifiutando di fuggire ignominiosamente dalla tentazione, diventavano persino\nimpunemente anche compagni di camera. Giuda non si \u00e8 soffermato a ricordare che, nelle\nparole dello storico, la natura insultata a volte\nrivendicava i suoi diritti in tali circostanze.\n\nOra torn\u00f2 con febbrile disperazione a studiare per il sacerdozio, riconoscendo che i suoi obiettivi\nsacerdozio, riconoscendo che l'unicit\u00e0 dei suoi obiettivi e la fedelt\u00e0 alla causa\ne la sua fedelt\u00e0 alla causa erano state pi\u00f9 che discutibili negli ultimi tempi.\nLa passione per Sue gli turbava l'anima; tuttavia il suo legittimo abbandono alla societ\u00e0 di Arabella per dodici ore\nalla societ\u00e0 di Arabella per dodici ore sembrava istintivamente una cosa peggiore\nanche se lei non gli aveva detto del marito di Sydney fino a dopo.\nmarito di Sydney fino a dopo. In verit\u00e0, credeva di aver superato ogni tendenza a ricorrere agli alcolici.\nalcolici, cosa che in realt\u00e0 non aveva mai fatto per gusto, ma solo per sfuggire a un'insopportabile miseria.\nfuga da un'intollerabile miseria mentale. Eppure si rendeva conto con\nche, nel complesso, era un uomo con troppe passioni per essere un buon ecclesiastico.\nper essere un buon ecclesiastico; il massimo che poteva sperare era che in una vita\ndi una costante guerra interiore tra carne e spirito, la prima non\nnon fosse sempre vittorioso.\n\nCome hobby, ausiliario alle sue letture di Divinit\u00e0, svilupp\u00f2 la sua lieve abilit\u00e0 nella musica da chiesa e nel basso profondo.\nmusica da chiesa e il basso profondo, fino a poter partecipare al canto di parti\ncanto parziale dalla notazione con una certa precisione. A un paio di chilometri da\nMelchester c'era una chiesa di paese restaurata, in cui Jude era andato inizialmente a\nJude era andato a sistemare le nuove colonne e i capitelli. In questo modo aveva\naveva fatto conoscenza con l'organista, e il risultato finale fu che\nche si un\u00ec al coro come voce bassa.\n\nSi recava in questa parrocchia due volte ogni domenica e a volte durante la settimana.\nsettimana. Una sera, verso Pasqua, il coro si riun\u00ec per le prove, e un nuovo inno di cui Jude aveva sentito parlare come di un compositore del Wessex\nun nuovo inno di cui Jude aveva sentito parlare come di un compositore del Wessex.\nun nuovo inno che Jude aveva sentito dire essere di un compositore del Wessex, da provare e preparare per la settimana successiva. Si rivel\u00f2 una composizione\nstranamente emozionante. Mentre tutti lo cantavano pi\u00f9 e pi\u00f9 volte\npi\u00f9 e pi\u00f9 volte, le sue armonie si fecero strada in Jude e lo commossero oltremodo.\n\nQuando ebbero finito, si rec\u00f2 dall'organista per chiedere informazioni.\nLo spartito era manoscritto, con il nome del compositore in testa e il titolo dell'inno.\nnome del compositore e il titolo dell'inno:  I piedi della croce.\n\n S\u00ec, ha detto l'organista.  \u00c8 un uomo del posto. \u00c8 un musicista\nmusicista professionista a Kennetbridge, tra qui e Christminster. Il vicario\nlo conosce. \u00c8 stato cresciuto ed educato nelle tradizioni di Christminster,\nil che spiega la qualit\u00e0 del pezzo. Credo che suoni nella grande\ngrande chiesa di Melchester, con un coro di clavicole. Viene a Melchester\ne una volta ha cercato di ottenere l'organo della cattedrale quando il posto era vacante.\nvacante. L'inno \u00e8 diffuso ovunque in questa Pasqua.\n\nMentre camminava canticchiando l'aria sulla via di casa, Jude si mise a riflettere sul suo compositore e sulle ragioni per cui lo aveva composto.\nsul suo compositore e sulle ragioni per cui l'aveva composta. Che uomo di\nsimpatia deve essere! Perplesso e tormentato come lui stesso era per\nSue e Arabella, e turbato come era dalla sua coscienza dalla\ncomplicazione della sua posizione, come avrebbe voluto conoscere quell'uomo!  Lui\ntra tutti gli uomini capirebbe le mie difficolt\u00e0, disse l'impulsivo Jude.\nSe ci fosse una persona al mondo da scegliere come confidente, questo compositore sarebbe la persona giusta.\ncompositore sarebbe quello giusto, perch\u00e9 deve aver sofferto, palpitato e\ne desiderato.\n\nIn breve, se poteva permettersi il tempo e il denaro per il viaggio,\nFawley decise, da bambino qual era, di andare a Kennetbridge la domenica successiva.\ndomenica successiva. Si mise in viaggio, di buon mattino, perch\u00e9 era\nsolo attraverso una serie di ferrovie storte poteva raggiungere la citt\u00e0.\nVerso mezzogiorno la raggiunse e, attraversando il ponte che conduceva al pittoresco\ne, attraversato il ponte, si inform\u00f2 sulla casa del compositore.\n\nGli dissero che si trattava di un edificio di mattoni rossi poco pi\u00f9 avanti.\nE che lo stesso signore era passato per la strada non pi\u00f9 di\ncinque minuti prima.\n\n Da che parte? chiese Jude con alacrit\u00e0.\n\n Dalla chiesa, sempre dritto verso casa.\n\nJude si affrett\u00f2 a proseguire e presto ebbe il piacere di osservare un uomo con un cappotto nero e un cappello di feltro nero\nun cappotto nero e un cappello di feltro nero a una distanza considerevole\navanti. Allungando ancora di pi\u00f9 le gambe, lo segu\u00ec.  A\nun'anima affamata alla ricerca di un'anima sazia! si disse.  Devo parlare con quell\nuomo!\n\nNon riusc\u00ec per\u00f2 a superare il musicista prima che fosse entrato in casa sua.\ncasa propria, e allora si pose il problema se quello fosse un momento opportuno\ndi chiamare. Che decidesse o meno di farlo l\u00ec per l\u00ec, ora che era arrivato qui, visto che la distanza da casa era troppo grande perch\u00e9 potesse\nora che era arrivato qui, dato che la distanza da casa era troppo grande perch\u00e9 potesse aspettare fino al\ntardo pomeriggio. Quest'uomo d'animo non capirebbe le\ncerimonia e potrebbe essere un perfetto consigliere in un caso in cui una passione terrena e illegittima\npassione terrena e illegittima aveva ottenuto con astuzia l'ingresso nel suo\nnel suo cuore attraverso l'apertura offerta dalla religione.\n\nJude suon\u00f2 quindi il campanello e fu ammesso.\n\nIl musicista lo raggiunse in un attimo ed essendo vestito in modo rispettabile,\ndi bell'aspetto e di modi franchi, Jude fu accolto favorevolmente.\naccoglienza. Tuttavia, era consapevole che ci sarebbe stato un certo\nimbarazzo nello spiegare la sua missione.\n\n Ho cantato nel coro di una piccola chiesa vicino a Melchester,\nha detto.  E questa settimana ci siamo esercitati con I piedi della croce,\nche, a quanto mi risulta, lei ha composto?\n\n L'ho fatto circa un anno fa.\n\n Mi piace. Lo trovo estremamente bello!\n\n Ah beh, l'hanno detto anche altre persone. S\u00ec, c'\u00e8 del denaro, se potessi\nse solo riuscissi a pubblicarlo. Ho anche altre composizioni da abbinare\nche si accompagnano ad essa; vorrei poterle pubblicare, perch\u00e9 non ho ancora fatto\ndi una banconota da cinque sterline. Questi editori vogliono\nvogliono i diritti d'autore di un'opera di un compositore oscuro, come \u00e8 la mia, per\nper quasi meno di quanto dovrei pagare una persona per fare una copia\ncopia manoscritta della partitura. Quella di cui parla lei l'ho prestata a\namici di qui e di Melchester, e quindi \u00e8 stata cantata un po'.\nun po'. Ma la musica \u00e8 un pessimo strumento su cui appoggiarsi.\ncompletamente. Se si vuole fare soldi al giorno d'oggi bisogna dedicarsi al commercio.\nSto pensando al commercio del vino. Questo \u00e8 il mio prossimo\nnon \u00e8 ancora stato pubblicato, ma potete prenderne uno.\n\nConsegn\u00f2 a Jude un elenco pubblicitario di diverse pagine in forma di libretto,\nornato da una linea rossa, in cui erano indicati i vari claret, champagne, porti, sherry e altri vini con\nclaret, champagne, porto, sherry e altri vini con i quali intendeva iniziare la sua\ncon cui intendeva avviare la sua nuova impresa. Jude fu pi\u00f9 che sorpreso\nsorpresa che l'uomo con l'anima fosse cos\u00ec e cos\u00ec; e sentiva di non poter aprire le sue confidenze.\ndi non poter aprire le sue confidenze.\n\nParlarono ancora un po', ma a fatica, perch\u00e9 quando il musicista scopr\u00ec che Jude era un poveraccio\nquando il musicista scopr\u00ec che Jude era un uomo povero, i suoi modi cambiarono rispetto a prima.\nmentre l'aspetto e l'indirizzo di Jude lo ingannavano circa la sua posizione e le sue attivit\u00e0.\nposizione e le sue attivit\u00e0. Jude balbett\u00f2 qualcosa sui suoi sentimenti nel desiderare di\ncongratularsi con l'autore per una composizione cos\u00ec eccelsa, e si conged\u00f2 imbarazzato.\ncongedo imbarazzato.\n\nPer tutto il viaggio di ritorno con il lento treno domenicale, seduto nelle sale d'attesa senza fuoco in quella fredda giornata di primavera, era gi\u00e0 abbastanza depresso per il suo\nsale d'aspetto in questa fredda giornata di primavera, era abbastanza depresso per la sua\nsemplicit\u00e0 nell'affrontare un simile viaggio. Ma non appena raggiunse il suo\nMelchester che trov\u00f2 ad attenderlo una lettera che era\nlettera che era arrivata quella mattina pochi minuti dopo che era uscito di casa. Era\nun piccolo biglietto contrito di Sue, in cui diceva, con dolce umilt\u00e0, di sentirsi\numilt\u00e0, che sentiva di essere stata orribile nel dirgli che non sarebbe venuto a trovarla.\nche non sarebbe venuto a trovarla, che disprezzava se stessa per essere stata cos\u00ec\nconvenzionale; e che lui doveva essere sicuro di venire con il treno delle\ntreno delle undici e quarantacinque quella stessa domenica e di cenare con loro all'una e mezza.\nall'una e mezza.\n\nJude quasi si strappava i capelli per aver perso questa lettera fino a quando non era troppo tardi per\ntroppo tardi per agire in base al suo contenuto; ma negli ultimi tempi si era\nnotevolmente negli ultimi tempi, e alla fine la sua chimerica spedizione a\nKennetbridge sembrava davvero essere stato un altro intervento speciale della\ndella Provvidenza per tenerlo lontano dalle tentazioni. Ma una crescente\nimpazienza della fede, che aveva notato in se stesso pi\u00f9 di una volta di\ndi fede, che aveva notato in se stesso pi\u00f9 di una volta negli ultimi tempi, gli fece passare per ridicola l'idea che Dio mandasse la gente a\ncommissioni sciocche. Desiderava vederla, era arrabbiato per averla mancata.\ne le scrisse subito, raccontandole quello che era successo e dicendole che non aveva abbastanza pazienza per\nche non aveva abbastanza pazienza per aspettare la domenica successiva, ma che sarebbe venuto in qualsiasi giorno della settimana\nsarebbe venuto in qualsiasi giorno della settimana che lei avesse voluto nominare.\n\nPoich\u00e9 lui scriveva in modo un po' eccessivo, Sue, com'era sua abitudine, ritard\u00f2 la risposta fino al gioved\u00ec prima del Venerd\u00ec Santo.\nrisposta fino al gioved\u00ec prima del Venerd\u00ec Santo, quando gli disse che poteva venire nel pomeriggio se lo desiderava.\npomeriggio se lo desiderava, essendo questo il primo giorno in cui poteva accoglierlo.\ndi accoglierlo, perch\u00e9 ora era assistente insegnante nella scuola del marito.\nmarito. Jude ottenne quindi un permesso dai lavori della cattedrale al\nun'interruzione dello stipendio, e and\u00f2.\n\n\n\n\nParte quarta A SHASTON\n\nChi preferisce il matrimonio o un'altra ordinanza al bene dell'uomo e all'esigenza della carit\u00e0.\ndell'uomo e alla semplice esigenza della carit\u00e0, che si professi papista o protestante o quello che vuole, non \u00e8 migliore di un fariseo.\nprotestante, o quello che vuole, non \u00e8 migliore di un fariseo. _ J.\nMILTON.\n\n\n\n\nI\n\n\nShaston, l'antico Palladour britannico,\n\nDa dove nascono queste strane notizie,\n\n(come cantava Drayton), era, ed \u00e8, di per s\u00e9 la citt\u00e0 di un sogno. Le vaghe\nvaghe immagini del suo castello, delle sue tre zecche, della sua magnifica abbazia absidata\nabbazia absidale, la principale gloria del Wessex meridionale, delle sue dodici chiese, dei suoi\nsantuari, le cantorie, gli ospedali, i suoi palazzi a capanna in pietra\nspietatamente spazzate via gettano il visitatore, anche contro la sua volont\u00e0, in una\nmalinconia pensosa, che l'atmosfera stimolante e il paesaggio sconfinato\nstimolante e il paesaggio illimitato che lo circonda possono difficilmente dissipare. Il luogo \u00e8 stato il luogo di sepoltura\ndi un re e di una regina, di abati e badesse, di santi e vescovi,\ncavalieri e scudieri. Le ossa del re Edoardo il martire, accuratamente\ndi re Edoardo il Martire, accuratamente rimosse per essere conservate, hanno portato a Shaston una fama che\nfama che la rese meta di pellegrini provenienti da ogni parte d'Europa e le permise di mantenere una reputazione\ndi mantenere una reputazione che si estendeva ben oltre le coste inglesi. A\nquesta bella creazione del grande Medioevo la Dissoluzione fu, come raccontano gli storici, la morte\nstorici, la Dissoluzione fu il colpo di grazia. Con la distruzione dell'enorme\nenorme abbazia, l'intero luogo croll\u00f2 in una rovina generale: le ossa del\nLe ossa del martire fecero la stessa fine del sacro cumulo che le custodiva, e non \u00e8 rimasta nemmeno una pietra\nnon \u00e8 rimasta una pietra che indichi dove giacciono.\n\nLa naturale pittoreschezza e la singolarit\u00e0 della citt\u00e0 rimangono ancora;\nma \u00e8 strano dire che queste qualit\u00e0, che sono state notate da molti scrittori in epoche\nin epoche in cui si dice che la bellezza paesaggistica non fosse apprezzata, sono state\ne uno dei luoghi pi\u00f9 bizzarri e pittoreschi d'Inghilterra non viene praticamente visitato.\nd'Inghilterra \u00e8 oggi praticamente non visitato.\n\nHa una posizione unica sulla cima di una ripida e imponente scarpata,\nche si erge sui lati nord, sud e ovest del distretto dalla profonda valle alluvionale di Blackmoor.\nprofonda valle alluvionale di Blackmoor, la vista dal Castle Green spazia su tre contee di pascoli verdeggianti, South, Mid e Nether Walls.\ntre contee di pascoli verdeggianti del Sud, del Mid e del Nether Wessex.\nsorpresa improvvisa per gli occhi del viaggiatore inatteso, cos\u00ec come l'aria\nl'aria medicinale per i suoi polmoni. Impossibile da raggiungere con la ferrovia, pu\u00f2 essere raggiunto\na piedi e poi con veicoli leggeri; e per questi ultimi \u00e8 difficilmente\na questi ultimi \u00e8 difficilmente accessibile se non attraverso una sorta di istmo a nord-est, che la collega\nche la collega all'altopiano di gesso su quel lato.\n\nTale \u00e8, e tale era, l'ormai dimenticata Shaston o Palladour.\nLa sua posizione rendeva l'acqua il grande bisogno della citt\u00e0 e, a memoria d'uomo, si sono visti cavalli, asini e uomini\na memoria d'uomo, cavalli, asini e uomini possono essere stati visti percorrere le strade\nper le vie tortuose che portano in cima all'altura, carichi di mastelli e barili\nriempite dai pozzi sotto la montagna, e venditori ambulanti che vendevano il loro contenuto al\ncontenuto al prezzo di mezzo penny a secchio.\n\nQuesta difficolt\u00e0 di approvvigionamento idrico, insieme ad altri due fatti strani,\nche il cimitero principale sale ripido come un tetto dietro la chiesa, e che in passato la citt\u00e0 ha attraversato\nchiesa, e che in passato la citt\u00e0 ha attraversato un curioso periodo di corruzione\nperiodo di corruzione, conventuale e domestica, hanno fatto nascere l'affermazione\nche Shaston fosse notevole per tre consolazioni per l'uomo, che il mondo non offre altrove.\nmondo non offre altrove. Era un luogo in cui il cimitero della chiesa si trovava\npi\u00f9 vicino al cielo che al campanile della chiesa, dove la birra era pi\u00f9 abbondante\ndell'acqua, e dove c'erano pi\u00f9 donne vogliose che mogli e cameriere oneste.\ne cameriere oneste. Si dice anche che, dopo il Medioevo, gli abitanti fossero\ntroppo poveri per pagare i loro sacerdoti, e quindi furono costretti ad abbattere le loro chiese e a rinunciare a\nchiese e ad astenersi completamente dal culto pubblico di Dio.\nDio; una necessit\u00e0 di cui si lamentavano davanti alle loro tazze nelle\ndelle loro locande la domenica pomeriggio. A quei tempi gli Shastoniani non erano\napparentemente non erano privi di senso dell'umorismo.\n\nC'era un'altra particolarit\u00e0, questa s\u00ec moderna, che Shaston sembra\nche Shaston sembrava dover essere il luogo in cui si trovava. Era il luogo di riposo e il quartier generale dei proprietari di\nproprietari di furgoni ambulanti, spettacoli, poligoni di tiro e altre imprese\nitineranti, la cui attivit\u00e0 si svolgeva in gran parte in fiere e mercati. Come\nstrani uccelli selvatici si vedono riuniti su qualche promontorio alto,\nmeditativamente in pausa per voli pi\u00f9 lunghi, o per tornare indietro per la strada\npercorso che hanno seguito fino a l\u00ec, cos\u00ec qui, in questa citt\u00e0 di scogli, stavano in stolida\nsilenzio le carovane gialle e verdi con nomi non locali, come se fossero\ncome se fossero sorprese da un cambiamento del paesaggio cos\u00ec violento da impedire il loro\ne qui di solito rimanevano per tutto l'inverno fino a che\nfino a quando, nella primavera successiva, non si volgevano a cercare di nuovo le loro vecchie tracce.\n\nFu in questo luogo ventilato e stravagante che Jude sal\u00ec dalla stazione pi\u00f9 vicina per la prima volta nella sua vita, alle quattro del mattino.\nstazione pi\u00f9 vicina per la prima volta nella sua vita, verso le quattro di un pomeriggio.\npomeriggio alle quattro circa, ed entrando in cima alla vetta dopo una faticosa\nfaticosa salita, pass\u00f2 davanti alle prime case dell'aerea citt\u00e0 e si diresse verso la scuola.\nscuola. L'ora era troppo presto; gli alunni erano ancora a scuola,\nronzano piccoli, come uno sciame di moscerini; e lui si ritir\u00f2 di qualche passo lungo\nAbbey Walk, da cui guardava il luogo che il destino aveva reso la casa di\ntutto ci\u00f2 che amava di pi\u00f9 al mondo. Davanti alle scuole, che erano\nestese e costruite in pietra, crescevano due enormi faggi dal tronco liscio e color topo, come\ncolor topo, come quelli che crescono solo sulle alture di gesso.\nDalle finestre a bifora e a traforo poteva vedere le chiome nere, marroni e lino,\nmarrone e lino degli studiosi sopra i davanzali e, per passare il tempo, scese a piedi fino a\nil tempo scese sulla terrazza pianeggiante dove un tempo si estendevano i giardini dell'abbazia.\nabbazia si estendevano, con il cuore che palpitava nonostante lui.\n\nNon volendo entrare finch\u00e9 i bambini non si fossero congedati, rimase qui\nfinch\u00e9 non si sentirono voci giovani all'aria aperta e le ragazze in grembiulino bianco\ngrembiulini bianchi su camicioni rossi e blu, danzando lungo i sentieri\nche la badessa, la priora, la sottopriora e una cinquantina di suore avevano pudicamente\ntre secoli prima. Ritornando sui suoi passi, si accorse di aver aspettato troppo a lungo e che\nche aveva aspettato troppo a lungo e che Sue era uscita in citt\u00e0 alle calcagna dell'ultimo studioso, il signor\ndell'ultimo studioso, poich\u00e9 il signor Phillotson era stato assente per tutto il pomeriggio\npomeriggio a una riunione di insegnanti a Shottsford.\n\nJude entr\u00f2 nell'aula scolastica vuota e si sedette.\nche stava spazzando il pavimento lo aveva informato che la signora Phillotson sarebbe tornata\nPhillotson sarebbe tornata tra pochi minuti. Vicino c'era un pianoforte, il vecchio pianoforte\nche Phillotson aveva posseduto a Marygreen e, sebbene il buio del pomeriggio gli impedisse quasi di vedere le\npomeriggio gli impediva quasi di vedere le note, Jude le tocc\u00f2 nel suo\nsuo modo umile e non pot\u00e9 fare a meno di modulare l'inno che lo aveva tanto colpito la settimana precedente.\nche lo aveva tanto colpito la settimana precedente.\n\nUna figura si mosse dietro di lui e, pensando che fosse ancora la ragazza con la scopa, Jude non ci fece caso.\nscopa Jude non ci fece caso, finch\u00e9 la persona non si avvicin\u00f2 e pos\u00f2 le sue\ndita sulla sua mano bassa. La mano imposta era una piccola\ngli sembr\u00f2 di conoscere, e si volt\u00f2.\n\n Non fermarti, disse Sue.  Mi piace. L'ho imparato prima di lasciare\nMelchester. La suonavano alla scuola di formazione.\n\n Non posso strimpellare prima di te! Suonala per me.\n\n Oh beh, non mi dispiace.\n\nSue si sedette e la sua interpretazione del pezzo, sebbene non fosse notevole,\nsembrava divina rispetto a quella di lui. Anche lei, come lui, era evidentemente\nevidentemente toccata con sorpresa dall'aria richiamata; e quando ebbe finito e lui mosse la mano verso la sua, questa si incontr\u00f2 a met\u00e0 strada con la sua.\nfinito e lui mosse la mano verso la sua, questa si incontr\u00f2 a met\u00e0 strada con la sua.\nJude la afferr\u00f2 proprio come aveva fatto prima del matrimonio.\n\n \u00c8 strano, disse lei, con voce del tutto diversa, che io mi preoccupi di quell'aria.\ndi quell'aria, perch\u00e9\n\n Perch\u00e9?\n\n Non sono proprio quel tipo di persona.\n\n Non \u00e8 facile da spostare?\n\n Non intendevo proprio questo.\n\n Oh, ma voi siete proprio una di queste, perch\u00e9 siete proprio come me in fondo!\ncuore!\n\n Ma non in testa.\n\nLei continu\u00f2 a giocare e all'improvviso si gir\u00f2; e per un istinto non premeditato\nistinto, ognuno dei due strinse di nuovo la mano dell'altro.\n\nLei emise una piccola risata forzata mentre gli cedeva rapidamente il suo.  Che\ndivertente! disse.  Mi chiedo perch\u00e9 l'abbiamo fatto entrambi.\n\n Suppongo perch\u00e9 siamo entrambi simili, come ho detto prima.\n\n Non nei nostri pensieri! Forse un po' nei nostri sentimenti.\n\n E governano i pensieri Non basta a far bestemmiare che il compositore di quell'inno \u00e8 uno degli uomini pi\u00f9 banali che abbia mai conosciuto?\ncompositore di questo inno \u00e8 uno degli uomini pi\u00f9 banali che abbia mai conosciuto!\n\n Come lo conosci?\n\n Sono andato a trovarlo.\n\n Oh, sei andato a fare proprio quello che avrei dovuto fare io! Perch\u00e9 l'hai fatto?\n\n Perch\u00e9 non siamo uguali\", ha detto con tono drastico.\n\n Ora prendiamo un po' di t\u00e8, disse Sue.  Vogliamo prenderlo qui invece che\na casa mia? Non \u00e8 un problema portare il bollitore e le altre cose.\nNon viviamo nella scuola, sai, ma in quell'antica dimora che si chiama\ndall'altra parte della strada, chiamata Old-Grove Place. \u00c8 cos\u00ec antica e lugubre che\nche mi deprime terribilmente. Queste case vanno bene per essere visitate, ma non per viverci.\nMi sento schiacciata nella terra dal peso di tante vite precedenti trascorse l\u00ec.\nvite precedenti trascorse l\u00ec. In un posto nuovo come queste scuole c'\u00e8\nsolo la propria vita da sostenere. Siediti, e dir\u00f2 ad Ada di portare le\nt\u00e8.\n\nAspett\u00f2 alla luce della stufa, la cui porta fu spalancata prima di uscire.\nprima di uscire, e quando lei torn\u00f2, seguita dalla fanciulla con il t\u00e8, si sedettero alla stessa luce, aiutati dai raggi blu di una lampada da cucina.\nt\u00e8, si sedettero alla stessa luce, aiutati dai raggi azzurri di una lampada a spirito sotto il bollitore di ottone sul\ndi una lampada a spirito sotto il bollitore d'ottone sul supporto.\n\n Questo \u00e8 uno dei vostri regali di nozze per me\", disse lei, intendendo quest'ultimo\nquest'ultimo.\n\n S\u00ec, disse Jude.\n\nIl bollitore del suo regalo cantava con una certa satira nella sua nota, alla sua mente;\ne per cambiare argomento disse: \"Conosci qualche buona edizione leggibile\nedizione leggibile dei libri non canonici del Nuovo Testamento? Non li leggete\nNon li leggete a scuola, suppongo?\n\n Oh, santo cielo, no! Si allarmerebbe il vicinato S\u00ec, ce n'\u00e8 uno. Non lo conosco ora, anche se\nnon ne sono a conoscenza ora, anche se mi interessava quando il mio vecchio\namico era vivo. I _Vangeli apocrifi_ di Cowper.\n\n Sembra proprio quello che voglio.  Il suo pensiero, tuttavia, torn\u00f2 con una\nall'ex amico con il quale lei intendeva, come lui sapeva, il\ncompagno di universit\u00e0 dei suoi primi giorni. Si chiese se avesse parlato di\ndi lui a Phillotson.\n\n Il Vangelo di Nicodemo \u00e8 molto bello, lei ha continuato a tenerlo lontano dai\ndai suoi pensieri gelosi, che lei leggeva chiaramente, come faceva sempre. Infatti\nquando parlavano di un argomento indifferente, come adesso, c'era sempre una seconda\nconversazione silenziosa tra le loro emozioni, tanto perfetta era la reciprocit\u00e0 tra loro.\nperfetta la reciprocit\u00e0 tra loro.  \u00c8 proprio come l'autentico\narticolo. E poi \u00e8 tutto tagliato in versi, cos\u00ec che sembra uno degli altri evangelisti\nevangelisti letti in sogno, quando le cose sono uguali eppure non sono\nuguali. Ma, Jude, sei ancora interessato a queste domande?\nStai prendendo in mano l'_Apologetica_?\n\n Si. Sto leggendo Divinity pi\u00f9 intensamente che mai.\n\nLo guard\u00f2 con curiosit\u00e0.\n\n Perch\u00e9 mi guardi cos\u00ec? disse Jude.\n\n Perch\u00e9 lo vuoi sapere?\n\n Sono sicuro che potrete dirmi tutto ci\u00f2 che potrei ignorare in questo\nargomento. Devi aver imparato molto di tutto dal tuo caro amico morto!\namico morto!\n\n Non ci arriveremo adesso!  La settimana prossima tornerai a scolpire in\nchiesa la prossima settimana, dove hai imparato quel bell'inno?\n\n S\u00ec, forse.\n\n Sar\u00e0 molto bello. Posso venire a trovarvi l\u00ec? \u00c8 in questa\ndirezione, e potrei venire un pomeriggio qualsiasi in treno per mezz'ora?\n\n No. Non venire!\n\n Cosa non saremo pi\u00f9 amici, allora, come lo eravamo un tempo?\ncome un tempo?\n\n No.\n\n Non lo sapevo. Pensavo che saresti stato sempre gentile con me!\n\n No, non lo sono.\n\n Che cosa ho fatto, allora? Sono sicura di aver pensato che noi due Il _tremolo_ nella sua voce la fece interrompere.\nvoce le fece interrompere il discorso.\n\n Sue, a volte penso che tu sia un flirt\", disse bruscamente.\n\nCi fu una pausa momentanea, finch\u00e9 lei non balz\u00f2 in piedi all'improvviso e, con sua grande sorpresa, vide alla fiamma del bollitore che il suo viso era arrossato.\nsorpresa, vide alla fiamma del bollitore che il suo viso era arrossato.\n\n Non posso pi\u00f9 parlare con te, Jude! disse, la tragica nota contraltina che era tornata come un tempo.\ntragica nota contraltina che era tornata come un tempo.  Sta diventando troppo buio per stare\ninsieme in questo modo, dopo aver suonato brani morbosi del Venerd\u00ec Santo che fanno\nche fanno sentire ci\u00f2 che non si dovrebbe!   Non dobbiamo pi\u00f9 sederci e parlare in questo modo.\npi\u00f9. S\u00ec, dovete andarvene, perch\u00e9 mi confondete! Io sono proprio il\ncontrario di ci\u00f2 che dite in modo cos\u00ec crudele Oh, Jude, \u00e8 stato crudele dirlo!\nquesto! Eppure non riesco a dirti la verit\u00e0, ti sconvolgerei se ti facessi sapere\ncome cedo ai miei impulsi, e quanto sento che non avrei dovuto essere\ndi essere stata dotata di attrattiva se non fosse stata destinata a\nper essere esercitata! L'amore di alcune donne per l'essere amate \u00e8 insaziabile; e cos\u00ec, spesso, \u00e8 anche l'amore per il\ndi essere amate \u00e8 insaziabile; e cos\u00ec, spesso, lo \u00e8 anche il loro amore per l'amore; e in quest'ultimo caso possono scoprire che\nche non possono darlo in modo continuativo all'ufficiale di camera nominato\ndalla licenza vescovile per riceverlo. Ma voi siete cos\u00ec schietto,\nJude, che non riesci a capirmi!   Ora devi andare. Mi dispiace che mio\nmarito non sia in casa.\n\n E tu?\n\n Mi sembra di averlo detto in una semplice convenzione! Onestamente non credo\nMi dispiace. Non ha importanza, in ogni caso, \u00e8 triste dirlo!\n\nSiccome qualche tempo prima avevano esagerato con la stretta di mano, lei toccava\nle dita di lui, ma con leggerezza, quando lui usc\u00ec. Era appena uscito dalla\ndalla porta quando, con uno sguardo insoddisfatto, salt\u00f2 su un modulo e apr\u00ec l'anta di ferro di una finestra\ndi ferro di una finestra sotto la quale lui stava passando nel\nil sentiero esterno.  Quando parti per prendere il treno, Jude?\nchiese.\n\nAlz\u00f2 lo sguardo con una certa sorpresa.  La carrozza che va a prenderlo parte\ntre quarti d'ora circa.\n\n Cosa farete di voi stessi in questo periodo?\n\n Oh, vagabondare, suppongo. Forse andr\u00f2 a sedermi nella vecchia\nchiesa.\n\n Mi sembra difficile da parte mia impacchettarvi in questo modo! Hai gi\u00e0 pensato abbastanza alle\nchiese, lo sa il cielo, senza entrare in una al buio. Rimani\nl\u00ec.\n\n Dove?\n\n Dove sei. Posso parlarti meglio cos\u00ec che quando eri dentro.\n\u00c8 stato cos\u00ec gentile e tenero da parte tua rinunciare a mezza giornata di lavoro per venire a trovarmi!\nper venire a trovarmi!   Tu sei Giuseppe, il sognatore di sogni, caro Jude.\nE un tragico Don Chisciotte. E a volte sei Santo Stefano, che mentre lo lapidavano\nmentre lo lapidavano, vedeva il cielo aperto. Oh, mio povero amico e\ncompagno, soffrirai ancora!\n\nOra che l'alto davanzale della finestra era tra loro, in modo che lui non potesse\ndi raggiungerla, sembrava che non le dispiacesse abbandonarsi a una franchezza che aveva temuto da\ntemeva da vicino.\n\n Ho pensato, ha proseguito, sempre con il tono di chi \u00e8 pieno di sentimenti, che le forme sociali in cui ci incastra la civilt\u00e0\ndi sentimento, che gli stampi sociali in cui ci incastra la civilt\u00e0 non hanno\nnon hanno pi\u00f9 relazione con le nostre forme reali di quanta ne abbiano le forme convenzionali delle\ncostellazioni con i veri disegni delle stelle. Mi chiamo Mrs.\nPhillotson, che vive una tranquilla vita di coppia con la mia controparte con questo nome.\nMa in realt\u00e0 non sono la signora Richard Phillotson, bens\u00ec una donna sballottata,\nsola, con passioni aberranti e antipatie inspiegabili.\nnon dovete aspettare oltre, o perderete la carrozza. Venite a trovarmi\ndi nuovo. Allora dovete venire a casa.\n\n S\u00ec! disse Jude.  Quando sar\u00e0?\n\n Domani settimana. Addio, addio!  Allung\u00f2 la mano e\naccarezz\u00f2 pietosamente la fronte solo una volta. Jude la salut\u00f2 e se ne and\u00f2\nnell'oscurit\u00e0.\n\nPassando per Bimport Street gli sembr\u00f2 di sentire le ruote della\ne, in effetti, quando raggiunse il Duke's Arms nella Market Place, la carrozza se n'era andata.\nMarket Place la carrozza se n'era andata. Era impossibile per lui arrivare\nalla stazione a piedi in tempo per questo treno e si accontent\u00f2 di aspettare\ndi aspettare il prossimo, l'ultimo per Melchester, quella sera.\n\nGironzol\u00f2 un po', prese qualcosa da mangiare e poi, avendo un'altra mezz'ora a disposizione, i piedi lo portarono involontariamente in giro per la citt\u00e0.\nun'altra mezz'ora di tempo, i suoi piedi lo portarono involontariamente attraverso il\nil venerabile cimitero della Trinity Church, con i suoi viali di tigli,\nin direzione delle scuole. Erano completamente al buio.\nLei aveva detto che abitava da quelle parti, a Old-Grove Place, una casa che lui scopr\u00ec subito dalla sua descrizione.\ncasa che lui scopr\u00ec subito dalla descrizione della sua antichit\u00e0.\n\nLa luce di una candela scintillante brillava da una finestra, le cui persiane non erano ancora chiuse.\nancora chiuse. Si vedeva chiaramente l'interno, il pavimento che sprofondava di un paio di gradini sotto la\ndi un paio di gradini sotto la strada, che si era alzata nel corso dei secoli.\nsecoli dalla costruzione della casa. Sue, evidentemente appena arrivata,\nera in piedi, con il cappello in testa, in questo salotto o salottino,\nle cui pareti erano rivestite da una boiserie di quercia pannellata che arrivava dal pavimento al soffitto.\nsoffitto, quest'ultimo attraversato da enormi travi modanate solo\nsopra la sua testa. La mensola del camino era della stessa pesante\npesante, intagliata con lesene e volute giacobiane. I\nsecoli sovrastavano davvero in modo ponderoso una giovane moglie che passava il suo\ntempo qui.\n\nAveva aperto una scatola da lavoro in palissandro e stava guardando una fotografia.\nDopo averla contemplata per un po', se la strinse al petto,\ne la rimise al suo posto.\n\nPoi, rendendosi conto di non aver oscurato le finestre, si avvicin\u00f2 per farlo, con una candela in mano.\navanti per farlo, con la candela in mano. Era troppo buio perch\u00e9 lei potesse vedere Jude\nJude, ma lui riusciva a vedere distintamente il viso di lei, e c'era un'inconfondibile\ninconfondibile lacrimosit\u00e0 negli occhi scuri e dalle lunghe palpebre.\n\nLei chiuse le persiane e Jude si allontan\u00f2 per proseguire il suo cammino solitario verso\nviaggio verso casa.  Di chi era la fotografia che stava guardando? si disse. Una volta le aveva dato la sua\nuna volta le aveva dato la sua; ma lei ne aveva altre, lo sapeva. Eppure era la sua,\nsicuramente?\n\nSapeva che sarebbe andato a trovarla di nuovo, secondo il suo invito.\nQuegli uomini seri di cui aveva letto, i santi, che Sue, con gentile irriverenza, chiamava i suoi semidei, avrebbero evitato tali incontri.\nSue, con dolce irriverenza, chiamava i suoi semidei, avrebbero evitato tali incontri\nse avessero dubitato della propria forza. Ma lui non poteva. Poteva digiunare e\npregare durante l'intero intervallo, ma l'umano era pi\u00f9 potente in lui\npi\u00f9 potente del divino.\n\n\n\n\nII\n\n\nTuttavia, se Dio non dispose, lo fece la donna. Il mattino seguente, una sola persona\ngli port\u00f2 questo biglietto da parte di lei:\n\nNon venire la prossima settimana. Per conto tuo non farlo! Eravamo troppo liberi,\nsotto l'influenza di quell'inno morboso e del crepuscolo. Non pensare pi\u00f9\ndi pi\u00f9 di quanto non si possa fare per\n\n\nSUSANNA FIRENZE MARIA.\n\nLa delusione era forte. Conosceva il suo stato d'animo, l'espressione del suo viso,\nquando si era iscritta in questo modo. Ma, qualunque fosse il suo stato d'animo, lui\nnon poteva dire che lei avesse torto nel suo punto di vista. Rispose:\n\nMi rassegno. Hai ragione. \u00c8 una lezione di rinuncia che credo di dover imparare in questa stagione.\nsuppongo di dover imparare in questa stagione.\n\n\nGIUDICE.\n\nLa vigilia di Pasqua ha spedito il biglietto e la decisione \u00e8 sembrata definitiva.\ndecisioni. Ma altre forze e leggi, diverse dalle loro, erano in\ndi loro. La mattina del luned\u00ec di Pasqua ricevette un messaggio dalla vedova Edlin.\nVedova Edlin, alla quale aveva detto di telegrafare se fosse successo qualcosa di grave.\naccadesse qualcosa di grave:\n\nVostra zia sta affondando. Venite subito.\n\nGett\u00f2 gli attrezzi e se ne and\u00f2. Tre ore e mezza dopo stava\nattraversava le colline intorno a Marygreen e, di l\u00ec a poco, si immerse nel campo concavo\ncampo concavo attraverso il quale si trovava la scorciatoia per il villaggio. Mentre\nsal\u00ec dall'altra parte, un uomo che lavorava, che aveva osservato il suo avvicinamento da un cancello\nda un cancello di fronte al sentiero, si mosse inquieto e si prepar\u00f2 a parlare.\nparlare.  Gli si legge in faccia che \u00e8 morta\", disse Jude.  Povera zia\nDrusilla!\n\nEra come aveva supposto e la signora Edlin aveva mandato l'uomo a dargli la notizia.\nla notizia.\n\n Non l'avrebbe riconosciuto. Giaceva come una bambola con gli occhi di vetro; quindi\nnon importava che tu non fossi qui, disse.\n\nJude prosegu\u00ec verso la casa e nel pomeriggio, quando tutto era finito e i muratori avevano finito la loro birra e se ne erano andati, si sedette a tavola.\nfinito e i muratori avevano finito la loro birra e se ne erano andati, si sedette\nda solo in quel luogo silenzioso. Era assolutamente necessario comunicare con\ncon Sue, anche se due o tre giorni prima si erano accordati per una reciproca\nseparazione. Scrisse nei termini pi\u00f9 brevi:\n\nLa zia Drusilla \u00e8 morta, rapita quasi all'improvviso. Il funerale\n\u00e8 venerd\u00ec pomeriggio.\n\nRimase a Marygreen e nei dintorni per tutti i giorni che seguirono, usc\u00ec il venerd\u00ec mattina per vedere che la tomba era stata completata e si meravigli\u00f2\nvenerd\u00ec mattina per vedere che la tomba era finita e si chiedeva se Sue sarebbe venuta.\nse Sue sarebbe venuta. Non gli aveva scritto e questo sembrava significare\nche sarebbe venuta piuttosto che non sarebbe venuta. Dopo averla cronometrata con\nl'unico treno possibile, chiuse la porta a chiave verso mezzogiorno e attravers\u00f2 il campo cavo fino all'orlo del\nil campo cavo fino all'orlo dell'altopiano vicino alla Brown House, dove si ferm\u00f2 a guardare il vasto panorama\ndove si ferm\u00f2 e guard\u00f2 la vasta prospettiva verso nord e il paesaggio pi\u00f9 vicino\npaesaggio pi\u00f9 vicino in cui si trovava Alfredston. Due miglia dietro di essa un getto di\ngetto di vapore bianco che viaggiava da sinistra a destra dell'immagine.\ndell'immagine.\n\nC'era molto tempo da aspettare, anche adesso, prima che lui sapesse se lei era\narrivata. Aspett\u00f2, tuttavia, e alla fine un piccolo veicolo a noleggio si ferm\u00f2 in fondo alla collina.\nalla base della collina e una persona scese.\nil mezzo tornava indietro, mentre il passeggero iniziava a risalire la collina. La conosceva;\ne oggi aveva un aspetto cos\u00ec esile che sembrava potesse essere schiacciata\nschiacciata dall'intensit\u00e0 di un abbraccio troppo appassionato che non era\nnon spettava a lui. A due terzi della salita la testa di lei assunse improvvisamente una\nun portamento premuroso e lui cap\u00ec che in quel momento lei lo aveva riconosciuto.\nlui. Sul suo volto inizi\u00f2 subito un sorriso pensoso, che dur\u00f2 fino a quando, dopo essere sceso un po', incontr\u00f2 il suo sguardo.\nsceso un po', la incontr\u00f2.\n\n Ho pensato, esord\u00ec lei con una rapidit\u00e0 nervosa, che sarebbe stato cos\u00ec triste\nlasciarti partecipare al funerale da sola! E cos\u00ec all'ultimo momento sono venuta.\n\n Cara fedele Sue! mormor\u00f2 Jude.\n\nCon l'elusivit\u00e0 della sua curiosa doppia natura, tuttavia, Sue non si ferm\u00f2 per un ulteriore saluto.\nnon rimase ferma per nessun altro saluto, anche se ci volle un po' di tempo per la\nsepoltura. Un pathos cos\u00ec insolitamente composto come quello legato a quest'ora non si sarebbe ripetuto per anni, se non mai.\nora difficilmente si sarebbe ripetuto per anni, se non mai, e Jude avrebbe\navrebbe fatto una pausa, avrebbe meditato e avrebbe conversato. Ma Sue o non lo vedeva affatto\no, vedendolo pi\u00f9 di lui, non si permetteva di sentirlo.\n\nLa triste e semplice cerimonia si concluse presto, il loro cammino verso la chiesa fu quasi al trotto.\nchiesa quasi al trotto, perch\u00e9 l'affollato impresario funebre aveva un funerale pi\u00f9 importante un'ora dopo, a tre miglia di distanza.\nfunerale pi\u00f9 importante un'ora dopo, a tre miglia di distanza. Drusilla fu messa nel nuovo\nterra, lontano dai suoi antenati. Sue e Jude erano andati fianco a fianco alla\nalla tomba, e ora si sedevano a prendere il t\u00e8 nella casa familiare; le loro vite si univano almeno in quest'ultima attenzione.\nvita si univano almeno in quest'ultima attenzione ai morti.\n\n Era contraria al matrimonio, dalla prima all'ultima volta, dici?\nSue.\n\n S\u00ec. Soprattutto per i membri della nostra famiglia.\n\nI suoi occhi incontrarono i suoi e rimasero su di lui per un po'.\n\n Siamo una famiglia piuttosto triste, non credi, Jude?\n\n Ha detto che siamo dei cattivi mariti e delle cattive mogli. Certamente ne facciamo di infelici\ninfelici. In ogni caso, io lo faccio, per esempio!\n\nSue rimase in silenzio.  \u00c8 sbagliato, Jude?\", disse con un tremito incerto,\n che un marito o una moglie dicano a una terza persona che sono infelici nel loro matrimonio?\nmatrimonio? Se la cerimonia di matrimonio \u00e8 un fatto religioso, \u00e8 forse\nse si tratta solo di un sordido contratto, basato sulla convenienza materiale di\nconvenienza materiale nella conduzione della casa, nella valutazione e nella tassazione, e nell'eredit\u00e0 di\ndi terra e di denaro da parte dei figli, rendendo necessario che il genitore maschio\nche il genitore maschio sia conosciuto, cosa che sembra essere, perch\u00e9 sicuramente una persona pu\u00f2 dire, anche\nproclamare sui tetti delle case che ci\u00f2 lo ferisce e lo addolora?\n\n L'ho detto, in ogni caso, a voi.\n\nPoi continu\u00f2:  Pensi che ci siano molte coppie in cui uno dei due\nnon piace all'altro senza una colpa precisa?\n\n S\u00ec, credo. Se uno dei due si prende cura di un'altra persona, per esempio.\n\n Ma anche a prescindere da questo? La donna, ad esempio, non sarebbe forse molto\nse non le piacesse vivere con il marito; la sua voce si limitava ad ondeggiare e lui indovinava le cose solo perch\u00e9 aveva una\nvoce ondeggiava, e lui indovinava le cose solo perch\u00e9 aveva un sentimento personale contro\nun sentimento personale contrario, un'obiezione fisica, un'ostinazione, o come la si voglia chiamare.\no come si voglia chiamare, anche se lei lo rispettava e gli era grata?\nlui? Sto solo esponendo un caso. Dovrebbe cercare di superare le sue\nprudenza?\n\nJude le lanci\u00f2 uno sguardo preoccupato. Disse, distogliendo lo sguardo:  Sarebbe\nuno di quei casi in cui le mie esperienze sono contrarie ai miei dogmi.\ndogmi. Parlando da uomo amante dell'ordine, quale spero di essere, anche se temo di non esserlo, direi di s\u00ec.\ntemo di non esserlo, direi di s\u00ec. Parlando per esperienza e senza pregiudizi\nnatura, dovrei dire: no.   Sue, credo che lei non sia felice!\n\n Ma certo che lo sono!  Come pu\u00f2 essere infelice una donna che si \u00e8\nsposata da sole otto settimane con un uomo che ha scelto liberamente?\n\n Scegliete liberamente!\n\n Perch\u00e9 lo ripete?   Ma devo tornare con il treno delle sei.\ntreno delle sei. Lei rimarr\u00e0 qui, suppongo?\n\n Per qualche giorno per sistemare gli affari della zia. Questa casa non c'\u00e8 pi\u00f9.\nVado al treno con te?\n\nSue fece una piccola risata di disapprovazione.  Non credo. Potete venire\nuna parte della strada.\n\n Ma fermati, non puoi andare stasera! Quel treno non vi porter\u00e0 a Shaston.\nDovete restare e tornare domani. La signora Edlin ha un sacco di stanze, se non ti piace stare qui?\nse non ti piace stare qui?\n\n Molto bene, disse dubbiosa.  Non gli ho detto che sarei venuta per\ncerto.\n\nJude and\u00f2 a casa della vedova adiacente per informarla e, dopo pochi minuti, torn\u00f2 a sedersi.\ne torn\u00f2 dopo pochi minuti e si sedette di nuovo.\n\n \u00c8 orribile la situazione in cui ci troviamo, Sue, orribile!\nbruscamente, con gli occhi chini sul pavimento.\n\n No! Perch\u00e9?\n\n Non posso dirvi tutta la mia parte di tristezza. La tua parte \u00e8 che non avresti dovuto\nsposarlo. L'ho capito prima che tu lo facessi, ma ho pensato che non dovevo interferire.\ndi non interferire. Ho sbagliato. Avrei dovuto farlo!\n\n Ma cosa ti fa supporre tutto questo, cara?\n\n Perch\u00e9 ti vedo attraverso le tue piume, mio povero uccellino!\n\nLa sua mano era appoggiata sul tavolo e Jude vi pose sopra la sua. Sue ritir\u00f2 la sua\nlontano.\n\n \u00c8 assurdo, Sue, grid\u00f2, dopo quello che abbiamo detto! I\nsono pi\u00f9 severo e formale di te, se si tratta di questo; e il fatto che tu ti opponga a un'azione cos\u00ec innocente\nche tu ti opponga a un'azione cos\u00ec innocente dimostra che sei\nridicolmente incoerente!\n\n Forse era troppo prudente, disse pentita.  Solo che ho\nimmaginato che fosse una sorta di nostro trucco troppo frequente. Ecco, puoi\npuoi tenerlo quanto vuoi. \u00c8 una cosa buona da parte mia?\n\n S\u00ec, molto.\n\n Ma devo dirglielo.\n\n Chi?\n\n Richard.\n\n Certo, se lo ritenete necessario. Ma dato che non significa nulla, potrebbe\npotrebbe infastidirlo inutilmente.\n\n Sei sicuro di intenderlo solo come mio cugino?\n\n Assolutamente sicuro. Non ho pi\u00f9 sentimenti d'amore in me.\n\n Questa \u00e8 una notizia. Come si \u00e8 arrivati a questa notizia?\n\n Ho visto Arabella.\n\nLei trasal\u00ec per il colpo; poi disse curiosa: \"Quando l'hai vista?\n\n Quando ero a Christminster.\n\n Cos\u00ec \u00e8 tornata; e non me l'hai mai detto! Suppongo che vivrai\ncon lei ora?\n\n Naturalmente, proprio come lei vive con suo marito.\n\nGuard\u00f2 i vasi della finestra con i gerani e i cactus, appassiti per la mancanza di attenzioni, e attraverso di essi la distanza esterna, fino a che la sua mente non fu in grado di vedere\nper mancanza di attenzioni, e li attravers\u00f2 in lontananza, finch\u00e9 i suoi occhi cominciarono a inumidirsi.\nocchi cominciarono a inumidirsi.  Cosa c'\u00e8? disse Jude, in tono attenuato.\n\n Perch\u00e9 dovresti essere cos\u00ec contento di tornare da lei se quello che mi dicevi \u00e8 ancora vero?\na me \u00e8 ancora vero, cio\u00e8 se era vero allora! Certo che non lo \u00e8\nora! Come pu\u00f2 il tuo cuore tornare ad Arabella cos\u00ec presto?\n\n Una Provvidenza speciale, suppongo, l'ha aiutata nel suo cammino.\n\n Ah, non \u00e8 vero! Disse con dolce risentimento.  Mi stai prendendo in giro\nperch\u00e9 pensi che io non sia felice!\n\n Non lo so. Non voglio saperlo.\n\n Se fossi infelice sarebbe colpa mia, della mia cattiveria; non che abbia il diritto di disprezzarlo!\nnon che io abbia il diritto di disprezzarlo! \u00c8 premuroso con me in\nin tutto e per tutto; ed \u00e8 molto interessante, per la quantit\u00e0 di conoscenze generali\nconoscenza che ha acquisito leggendo tutto ci\u00f2 che gli capita a tiro.\n  Pensi, Jude, che un uomo dovrebbe sposare una donna della sua et\u00e0, o una pi\u00f9 giovane di lui di diciotto anni?\nuna pi\u00f9 giovane di lui di diciotto anni come me?\n\n Dipende da ci\u00f2 che provano l'uno per l'altro.\n\nLui non le diede alcuna possibilit\u00e0 di autocompiacimento, e lei dovette proseguire\ncon un tono sconfitto, che sfiorava le lacrime:\n\n Credo di dover essere onesto con voi come voi lo siete stati con me.\nForse avete capito cosa voglio dire: che, sebbene il signor Phillotson mi piaccia come amico, non mi piace.\nPhillotson come amico, non mi piace, \u00e8 una tortura vivere con lui come marito!\ncon lui come marito! Ecco, ora che mi sono sfogata non ho potuto farne a meno,\nanche se ho fatto finta di essere felice. Ora avrete un disprezzo\nper me per sempre, suppongo!  Si chin\u00f2 con il viso sulle mani che giacevano sul\nmani mentre erano appoggiate sul panno e singhiozzava silenziosamente con piccoli scatti che facevano tremare il fragile tavolo a tre gambe.\nil fragile tavolo a tre gambe.\n\n Sono sposata solo da un mese o due! continu\u00f2 lei, rimanendo ancora\npiegata sul tavolo e singhiozzando tra le mani.  E si dice che\nche ci\u00f2 che una donna teme nei primi giorni del suo matrimonio lo\ncon confortevole indifferenza in una mezza dozzina di anni. Ma questo\n\u00e8 come dire che l'amputazione di un arto non \u00e8 un'afflizione,\nperch\u00e9 una persona si abitua comodamente all'uso di una gamba o di un braccio di legno nel corso del tempo!\ndi legno nel corso del tempo!\n\nJude riusciva a malapena a parlare, ma disse: \"Pensavo che ci fosse qualcosa che non andava, Sue!\nsbagliato, Sue! Oh, pensavo che ci fosse!\n\n Ma non \u00e8 come pensate! Non c'\u00e8 nulla di male, se non la mia cattiveria.\ncattiveria, suppongo che la chiamiate ripugnanza da parte mia, per un motivo che non posso rivelare.\nper una ragione che non posso rivelare e che non sarebbe ammessa dal mondo in generale!\nmondo in generale!   Ci\u00f2 che mi tortura cos\u00ec tanto \u00e8 la necessit\u00e0 di essere\ndi rispondere a quest'uomo ogni volta che lo desidera, per quanto bravo sia moralmente!\nterribile contratto di sentirsi in un modo particolare in una questione la cui essenza\n\u00e8 la sua volontariet\u00e0!   Vorrei che mi picchiasse, o che mi fosse infedele,\no che facesse qualche cosa di aperto di cui potrei parlare come giustificazione per\nsentirmi come mi sento! Ma non fa nulla, a parte il fatto che \u00e8 diventato un po' pi\u00f9\nfreddo da quando ha scoperto come mi sento. Ecco perch\u00e9 non \u00e8 venuto al\nOh, sono molto triste, non so cosa fare!   Non\nNon avvicinarti a me, Jude, perch\u00e9 non devi. Non farlo!\n\nMa lui era saltato in piedi e aveva messo il viso contro il suo, o meglio contro il suo orecchio.\norecchio, dato che il viso di lei era inaccessibile.\n\n Ti avevo detto di non farlo, Jude!\n\n So che l'hai fatto e desidero solo consolarti! Tutto \u00e8 nato dal fatto che io\nsposato prima che ci incontrassimo, non \u00e8 vero? Saresti stata mia moglie,\nSue, non \u00e8 vero, se non fosse stato per quello?\n\nInvece di rispondere, si alz\u00f2 in fretta e, dicendo che avrebbe camminato fino alla tomba della zia nel cimitero della chiesa per riprendersi, usc\u00ec.\nalla tomba della zia nel cimitero della chiesa per riprendersi, usc\u00ec di casa.\ncasa. Jude non la segu\u00ec. Venti minuti dopo la vide\nla vide attraversare il verde del villaggio verso la signora Edlin e subito dopo mand\u00f2 una ragazzina a prendere la sua borsa.\nbambina a prendere la sua borsa e a dirgli che era troppo stanca per rivederlo quella sera.\ndi rivederlo quella sera.\n\nNella stanza solitaria della casa della zia, Jude era seduto a guardare il cottage della vedova Edlin\ndella vedova Edlin mentre scompariva dietro l'ombra della notte. Sapeva\nche Sue era seduta tra le sue mura, altrettanto sola e scoraggiata;\ne mise di nuovo in discussione il suo motto devozionale secondo cui tutto era per il meglio.\n\nSi ritir\u00f2 presto a riposare, ma il suo sonno fu agitato dalla sensazione che Sue fosse cos\u00ec vicina.\nSue era cos\u00ec vicina. A un certo punto, verso le due, quando stava cominciando a dormire\nquando stava iniziando a dormire pi\u00f9 serenamente, fu svegliato da uno stridulo cigolio che\nche gli era stato abbastanza familiare quando viveva regolarmente a Marygreen.\nEra il verso di un coniglio impigliato in uno stagno. Come era abitudine della piccola\ncreatura, non ripet\u00e9 subito il suo grido e probabilmente non lo avrebbe fatto pi\u00f9 di una o due volte.\ne probabilmente non l'avrebbe fatto pi\u00f9 di una o due volte, ma sarebbe rimasto a sopportare la sua tortura fino a quando\nfino all'indomani, quando il cacciatore sarebbe arrivato e l'avrebbe colpita alla testa.\n\nColui che nella sua infanzia aveva salvato la vita dei lombrichi, ora cominci\u00f2 a immaginare le\na immaginare le agonie del coniglio dalla zampa lacerata. Se si trattava di\nse si trattava di una cattiva cattura per la zampa posteriore, l'animale avrebbe strattonato per le sei ore successive finch\u00e9 i denti di ferro della trappola non avessero\nsei ore finch\u00e9 i denti di ferro della trappola non avessero spolpato l'osso della zampa.\ncarne, quando, nel caso in cui uno strumento a molle deboli gli permettesse di fuggire,\nmorire nei campi a causa della mortificazione dell'arto. Se\nse si trattava di una buona cattura, cio\u00e8 per la zampa anteriore, l'osso sarebbe stato rotto e l'arto quasi strappato in due.\ne l'arto quasi strappato in due nel tentativo di una fuga impossibile.\n\nPass\u00f2 quasi mezz'ora e il coniglio ripet\u00e9 il suo grido. Jude non poteva\nnon poteva pi\u00f9 riposare finch\u00e9 non l'avesse fatto smettere di soffrire, cos\u00ec si vest\u00ec velocemente e scese\nscese e, alla luce della luna, attravers\u00f2 il verde in direzione del suono.\nverde in direzione del suono. Arriv\u00f2 alla siepe che delimitava il\ngiardino della vedova, quando si ferm\u00f2. Il lieve scatto della trappola\ntrascinato dall'animale che si contorceva, lo guid\u00f2 e, raggiunto il punto in cui si trovava, colp\u00ec il coniglio sul\ne, giunto sul posto, colp\u00ec il coniglio sulla nuca con il lato del palmo della mano.\npalmo della mano e il coniglio si distese morto.\n\nStava per allontanarsi quando vide una donna che guardava fuori dall'anta aperta\nfinestra al piano terra della villetta adiacente.\n Jude! disse una voce timidamente Sue s voice.  Sei tu, non \u00e8 vero?\n\n S\u00ec, cara!\n\n Non sono riuscita a dormire per niente, poi ho sentito il coniglio e non ho potuto fare a meno di pensare a quello che ha sofferto.\ne non ho potuto fare a meno di pensare a quello che ha sofferto, finch\u00e9 ho sentito che dovevo scendere e ucciderlo!\nscendere e ucciderlo! Ma sono cos\u00ec contenta che tu sia arrivato per primo.\nnon dovrebbero avere il permesso di piazzare queste trappole d'acciaio, vero?\n\nJude aveva raggiunto la finestra, che era piuttosto bassa, cosicch\u00e9 lei era\nvisibile fino alla vita. Lasci\u00f2 andare la cassa e pose la mano su quella di lui.\nmano sulla sua, con il viso illuminato dalla luna che lo guardava con desiderio.\n\n Ti ha tenuto sveglio? ha detto.\n\n No, ero sveglio.\n\n Come \u00e8 andata?\n\n Oh, ora lo sapete! So che voi, con le vostre dottrine religiose, pensate che\nche una donna sposata in un guaio come il mio commette un peccato mortale\npeccato nel rendere un uomo confidente, come ho fatto io con voi. Vorrei non averlo fatto,\nora!\n\n Non desiderarlo, cara, disse.  Forse questo era il mio punto di vista, ma le mie\ndottrine e io cominciamo a separarci.\n\n Lo sapevo, lo sapevo! Ed \u00e8 per questo che ho giurato che non avrei disturbato la tua\nconvinzione. Ma sono cos\u00ec felice di vederti! E, oh, non volevo vederti di nuovo, ora che l'ultimo legame tra noi, zia Drusilla, \u00e8 morto!\nora che l'ultimo legame tra noi, zia Drusilla, \u00e8 morto!\n\nJude le prese la mano e la baci\u00f2.  Ne \u00e8 rimasta una pi\u00f9 forte!\ndisse.  Non mi preoccuper\u00f2 pi\u00f9 delle mie dottrine o della mia religione! Lasciate\nlasciarle andare! Lasciate che vi aiuti, anche se vi amo, e anche se vi\n\n Non dirlo! So cosa vuoi dire; ma non posso ammettere tanto.\nEcco! Indovini quello che vuole, ma non mi costringa a rispondere alle domande!\n\n Vorrei che tu fossi felice, qualunque cosa io sia!\n\n Non posso! Pochi riuscirebbero a immedesimarsi in questo mio sentimento, direbbero che \u00e8\nla mia fantasiosa fastidiosit\u00e0, o qualcosa del genere, e mi condannerebbero.\nNon si tratta di una delle tragedie naturali dell'amore, la solita tragedia dell'amore nella vita civile.\nnella vita civile, ma una tragedia creata artificialmente per le persone che\nche in uno stato naturale troverebbero sollievo nel separarsi!   Sarebbe stato\nsarebbe stato sbagliato, forse, raccontarvi la mia angoscia, se fossi stato in grado di raccontarla a chiunque altro.\nse avessi potuto dirlo a qualcun altro. Ma non ho nessuno. E devo dirlo a\na qualcuno! Jude, prima di sposarlo non avevo mai pensato fino in fondo a cosa significasse\nmatrimonio, anche se lo sapevo. \u00c8 stata un'idiozia da parte mia, non c'\u00e8\nscusa. Ero abbastanza grande e pensavo di avere molta esperienza. Cos\u00ec mi\nquando mi sono ritrovata in quel pasticcio della scuola di formazione, con tutta la\ncon tutta la sicurezza dell'idiota che ero!   Sono certo che si dovrebbe\ndi poter rimediare a ci\u00f2 che si \u00e8 fatto con tanta ignoranza! Oserei dire che\nche succede a molte donne, solo che loro si sottomettono, e io do un calcio Quando le persone di un'et\u00e0 pi\u00f9 avanzata ripensano a quel bar\nQuando le persone di un'epoca successiva ripenseranno alle barbare usanze e superstizioni dei tempi\ndei tempi in cui abbiamo la sfortuna di vivere, cosa diranno?\ndiranno!\n\n Sei molto amara, cara Sue! Come vorrei che fosse cos\u00ec\n\n Dovete entrare subito!\n\nIn un momento d'impulso si chin\u00f2 sul davanzale e pos\u00f2 il viso sui capelli di\ncapelli di lui, piangendo, e poi imprimendo un piccolo bacio appena percettibile\nbacio sulla sommit\u00e0 del capo, si ritrasse rapidamente, in modo che lui non potesse\nbraccia intorno a lei, come altrimenti avrebbe indubbiamente fatto.\nfatto. Lei chiuse la porta e lui torn\u00f2 al suo cottage.\n\n\n\n\nIII\n\n\nL'angosciosa confessione di Sue ricorreva nella mente di Jude per tutta la notte come un\ncome un vero e proprio dolore.\n\nLa mattina dopo, quando fu il momento di andare, i vicini videro il suo compagno e lei sparire a piedi lungo il sentiero che portava alla collina.\nil suo compagno e lei stessa scomparire a piedi lungo il sentiero della collina che\nche conduceva alla strada solitaria per Alfredston. Pass\u00f2 un'ora prima che\nritorno per la stessa strada, e sul suo volto c'era uno sguardo di\nesaltazione non disgiunta da incoscienza. Era accaduto un incidente.\n\nSi erano separati sull'autostrada silenziosa, e i loro stati d'animo tesi e appassionati avevano portato a chiedersi l'uno all'altro come fosse possibile\ne passionali si erano chiesti l'un l'altro in modo sconcertante fino a dove\nfino a che punto la loro intimit\u00e0 avrebbe dovuto spingersi; finch\u00e9 non avevano quasi litigato e lei aveva detto\nlei disse lacrimosamente che non era affatto appropriato che lui, come parroco in\nin embrione di pensare a una cosa del genere, come baciare lei anche solo per\ncome ora desiderava fare. Poi aveva ammesso che il fatto del bacio non sarebbe stato\nnulla: tutto sarebbe dipeso dal suo spirito. Se dato con lo spirito\ncugino e di un amico, non vedeva obiezioni; se nello spirito di un amante, non poteva permetterlo.\ndi un amante non poteva permetterlo.  Giurerete che non sar\u00e0\nin quello spirito? aveva detto.\n\nNo: non l'avrebbe fatto. E poi si erano allontanati l'uno dall'altro\nallontanarsi e si erano allontanati, finch\u00e9 a una distanza di venti o trenta metri\no trenta metri entrambi si erano guardati intorno contemporaneamente. Quello sguardo alle spalle\nera stato fatale per la riserva pi\u00f9 o meno mantenuta fino a quel momento. Avevano\nrapidamente tornati indietro, si erano incontrati e, abbracciandosi senza alcuna premeditazione, si erano baciati\nstretto e a lungo. Quando si separarono per sempre fu con le guance arrossate da parte di\ndi lei e con il cuore che batteva a mille per lui.\n\nIl bacio rappresenta una svolta nella carriera di Jude. Tornato di nuovo nel\ne lasciata alla riflessione, vide una cosa: che sebbene il suo bacio a quell'essere aereo\ndi quell'essere aereo fosse sembrato il momento pi\u00f9 puro della sua vita difettosa,\nfinch\u00e9 avesse nutrito questa tenerezza non autorizzata, era palesemente\nincoerente per lui perseguire l'idea di diventare il soldato e il servitore di una religione in cui il sesso\ndi una religione in cui l'amore sessuale era considerato nel migliore dei casi una\nuna fragilit\u00e0 e nel peggiore dei casi una dannazione. Quello che Sue aveva detto con calore era\nera in realt\u00e0 la fredda verit\u00e0. Quando difendere il suo affetto con le unghie e con i denti, perseverare con forza\npersistere con forza nelle appassionate attenzioni verso di lei, era tutto ci\u00f2 che\npensava, veniva condannato _ipso facto_ come professore della scuola di\nscuola di morale accettata. Era ovviamente inadatto, per natura, come lo era stato per\nper natura, come lo era per posizione sociale, a ricoprire il ruolo di propugnatore di\ndogma accreditato.\n\nStrano che la sua prima aspirazione alla competenza accademica sia stata\ndonna, e che anche la sua seconda aspirazione all'apostolato sia stata\napostolato sia stata anch'essa frenata da una donna.  \u00c8 forse, si disse, che\n\u00e8 colpa delle donne o \u00e8 il sistema artificiale delle cose, sotto il quale i normali impulsi sessuali\nin cui i normali impulsi sessuali vengono trasformati in diabolici gins domestici\ne molle per legare e trattenere coloro che vogliono progredire?\n\nIl suo desiderio era quello di diventare un profeta, per quanto umile, per i suoi compagni di lotta.\nsuoi compagni di lotta, senza pensare a un tornaconto personale.\nTuttavia, con una moglie che vive lontano da lui con un altro marito, e lui stesso innamorato in modo irregolare, la rivolta dell'amata contro il suo stato.\ninnamorato in modo irregolare, con la rivolta della donna amata contro il suo stato\nforse per colpa sua, era sprofondato fino a essere appena rispettabile secondo\nsecondo le opinioni del regolamento.\n\nNon spettava a lui riflettere ulteriormente: doveva solo affrontare l'ovvio.\nche si era fatto passare per un impostore come un insegnante di religione\ninsegnante di religione rispettoso della legge.\n\nQuella sera, all'imbrunire, si rec\u00f2 in giardino e scav\u00f2 una buca poco profonda, nella quale port\u00f2 tutte le opere teologiche ed etiche che\nche port\u00f2 fuori tutte le opere teologiche ed etiche che possedeva e che aveva\nche possedeva e che aveva conservato qui. Sapeva che, in questo paese di veri\ndi veri credenti, la maggior parte di esse non era vendibile a un prezzo molto pi\u00f9 alto del\nvalore di carta straccia, e preferiva sbarazzarsene a modo suo,\nanche se avrebbe dovuto sacrificare un po' di denaro al sentimento di\ndistruggerli. Per cominciare, ha acceso alcuni opuscoli sciolti e ha tagliato i volumi\ni volumi in pezzi come meglio poteva e con una forchetta a tre punte li\ncon una forchetta a tre punte li scosse sulle fiamme. Queste si accesero e illuminarono il retro della casa, il porcile e il\ndella casa, il porcile e la sua stessa faccia, finch\u00e9 non furono pi\u00f9 o meno consumati.\nconsumati.\n\nAnche se ormai era quasi un estraneo, i contadini che passavano gli parlavano\ncon lui oltre la siepe del giardino.\n\n Bruciare la spazzatura di tua zia, suppongo? S\u00ec; molte cose si accumulano\nnegli angoli quando si vive da ottant'anni in una casa.\n\nEra quasi l'una di notte prima che i fogli, le copertine e le rilegature di Jeremy Taylor, Butler, Doddridge, Paley, Pusey, Newman e\ndi Jeremy Taylor, Butler, Doddridge, Paley, Pusey, Newman e tutti gli altri.\ndi Jeremy Taylor, Butler, Doddridge, Paley, Pusey, Newman e gli altri erano andati in cenere, ma la notte era tranquilla e mentre girava\ne rigirava i brandelli di carta con la forchetta, la sensazione di non essere pi\u00f9 un\nipocrita a se stesso gli dava un sollievo che lo tranquillizzava.\nPoteva continuare a credere come prima, ma non professava nulla, e non possedeva e non esibiva pi\u00f9 i motori della fede.\ne non possedeva e non esibiva pi\u00f9 i motori della fede che, in quanto proprietario,\nnaturalmente si supponeva che esercitasse prima di tutto su se stesso. Nella\nNella sua passione per Sue non poteva stare come un peccatore comune, n\u00e9 come un sepolcro imbiancato.\ncome un sepolcro imbiancato.\n\nNel frattempo Sue, dopo essersi separata da lui all'inizio della giornata, era andata\nalla stazione, con le lacrime agli occhi per essere corsa indietro e\nper essere tornata indietro e avergli permesso di baciarla. Jude non avrebbe dovuto far finta di non essere un\namante, facendola cedere all'impulso di agire in modo non convenzionale, se non addirittura\nse non sbagliato. Era propensa a chiamarlo quest'ultimo, perch\u00e9 la logica di Sue\nlogica di Sue era straordinariamente composta e sembrava sostenere che prima di fare una cosa\nprima di fare una cosa poteva essere giusto farla, ma che una volta fatta diventava\nsbagliato; o, in altre parole, che le cose che erano giuste in teoria erano\nsbagliate in pratica.\n\n Sono stata troppo debole, credo!\nscuotendo di tanto in tanto le gocce di lacrime.  Bruciava, come un\namante, oh, lo era! E non gli scriver\u00f2 pi\u00f9, o almeno per molto tempo.\nper molto tempo, per impressionarlo con la mia dignit\u00e0! E spero che gli faccia molto male\nspero che gli faccia molto male aspettarsi una lettera domani mattina, e la prossima, e la prossima, e la prossima, e nessuna lettera.\ne la successiva, e nessuna lettera in arrivo. Soffrir\u00e0 allora per la suspense, vero?\nsoffrir\u00e0 per l'attesa, tutto qui! E ne sono molto felice! Lacrime di piet\u00e0 per le imminenti sofferenze di Jude\nJude si mischiarono a quelle che erano scaturite dalla piet\u00e0 per se stessa.\ndi piet\u00e0 per se stessa.\n\nPoi l'esile mogliettina di un marito la cui persona le era sgradita.\nla ragazza eterea, dai nervi sottili e sensibili, del tutto inadeguata per\ntemperamento e dall'istinto a soddisfare le condizioni del rapporto matrimoniale con Phillotson\nrelazione coniugale con Phillotson, e forse con nessun altro uomo, camminava\ne ansimava, e portava la stanchezza nei suoi occhi guardando e\ne si preoccupava senza speranza.\n\nPhillotson la incontr\u00f2 alla stazione di arrivo e, vedendo che era turbata, pens\u00f2 che doveva essere a causa dell'effetto deprimente del suo\npreoccupata, pens\u00f2 che ci\u00f2 fosse dovuto all'effetto deprimente della morte e del funerale della\nmorte e del funerale della zia. Cominci\u00f2 a raccontarle la sua giornata e come il suo amico Gillingham, un uomo di\ne di come il suo amico Gillingham, un vicino maestro di scuola che non vedeva da anni, gli avesse fatto visita.\nnon vedeva da anni, gli avesse fatto visita. Mentre saliva verso la citt\u00e0,\nseduto in cima all'omnibus accanto a lui, lei disse all'improvviso e con un'aria di auto-castigo\ncon aria di auto-castigo, guardando la strada bianca e i cespugli di nocciolo che la delimitavano\ncespugli di nocciolo:\n\n Richard Ho lasciato che il signor Fawley mi tenesse la mano a lungo. Non so\nse pensi che sia sbagliato?\n\nLui, svegliandosi apparentemente da pensieri di ben altro stampo, disse\nvagamente: \"Oh, l'hai fatto? Perch\u00e9 l'hai fatto?\n\n Non lo so. Voleva farlo e gliel'ho permesso.\n\n Spero che gli sia piaciuto. Penso che non sia una novit\u00e0.\n\nCaddero nel silenzio. Se si fosse trattato di un caso davanti a un giudice\ngiudice onnisciente, avrebbe potuto annotare sui suoi appunti il fatto curioso\nche Sue aveva messo il minore al posto della maggiore indiscrezione, e non aveva\nuna parola sul bacio.\n\nQuella sera, dopo il t\u00e8, Phillotson si sedette a riordinare i registri scolastici.\nRimase in una condizione insolitamente silenziosa, tesa e inquieta e alla fine, dicendo che era stanca, and\u00f2 a letto presto.\nalla fine, dicendosi stanca, and\u00f2 a letto presto. Quando Phillotson\nquando Phillotson arriv\u00f2 al piano di sopra, stanco della fatica dei numeri di presenza, erano le dodici e un quarto.\nerano le dodici meno un quarto. Entrando nella loro camera, che di giorno\ndi giorno da cui si godeva una vista di circa trenta o quaranta miglia sulla valle di\nBlackmoor e persino del Wessex esterno, si avvicin\u00f2 alla finestra e, premendo il viso contro il vetro\ne, premendo il viso contro il vetro, guard\u00f2 con fissit\u00e0\nnell'oscurit\u00e0 misteriosa che ora copriva la scena di vasta portata.\nStava riflettendo, credo, disse alla fine, senza girare la testa,\n che devo convincere il comitato a cambiare la stazione scolastica. Tutti i\ntutti i libretti sono stati mandati male questa volta.\n\nNon ci fu risposta. Pensando che Sue stesse dormendo, continu\u00f2:\n\n E deve essere riorganizzato il ventilatore nell'aula.\naula. Il vento soffia sulla mia testa senza piet\u00e0 e mi fa venire il\nmal d'orecchi.\n\nPoich\u00e9 il silenzio sembrava pi\u00f9 assoluto del solito, si gir\u00f2.\nIl pesante e tetro rivestimento in quercia, che si estendeva sulle pareti del piano superiore e di quello inferiore\ne gi\u00f9 nella fatiscente Old-Grove Place, e il massiccio comignolo che arrivava al soffitto, facevano uno strano contrasto con la nuova\ncamino che arrivava fino al soffitto, facevano uno strano contrasto con il nuovo\nletto d'ottone nuovo e splendente e il nuovo corredo di mobili di betulla che aveva comprato per lei.\nche lui aveva comprato per lei, i due stili sembravano annuire l'uno all'altro\nattraverso tre secoli sul pavimento che tremava.\n\n Soo! disse (questo \u00e8 il modo in cui pronunciava il suo nome).\n\nNon era nel letto, anche se apparentemente c'era stata, visto che gli\nvestiti sul fianco erano stati gettati all'indietro. Pensando che potesse aver dimenticato\nqualche dettaglio della cucina e di essere scesa un attimo per occuparsene, si tolse il cappotto e si mise a oziare abbastanza tranquillamente per qualche minuto.\nsi tolse il cappotto e ozi\u00f2 abbastanza tranquillamente per qualche minuto, quando,\nquando, vedendo che lei non arrivava, usc\u00ec sul pianerottolo, con la candela in mano,\ne disse di nuovo Soo!\n\n S\u00ec! gli torn\u00f2 in mente la voce di lei, dal lontano quartiere della cucina.\n\n Cosa ci fai laggi\u00f9 a mezzanotte a stancarti per\nniente!\n\n Non ho sonno, sto leggendo e qui c'\u00e8 un fuoco pi\u00f9 grande.\n\nAnd\u00f2 a letto. A un certo punto della notte si svegli\u00f2. Lei non c'era,\nanche adesso. Accese una candela e usc\u00ec frettolosamente sul pianerottolo,\ne chiam\u00f2 di nuovo il suo nome.\n\nLei rispose S\u00ec! come prima, ma i toni erano piccoli e confinati,\ne non riusc\u00ec a capire da dove provenissero. Sotto la\nscala c'era un grande armadio per i vestiti, senza finestra, da cui sembravano provenire.\nprovenire da esso. La porta era chiusa, ma non c'era serratura o altro.\nchiusura. Phillotson, allarmato, si diresse verso di essa, chiedendosi se fosse diventata\nimprovvisamente impazzita.\n\n Cosa ci fai l\u00ec dentro? chiese.\n\n Per non disturbarvi sono venuto qui, visto che era cos\u00ec tardi.\n\n Ma non c'\u00e8 un letto, vero? E non c'\u00e8 ventilazione! Perch\u00e9?\nsoffocare se si rimane tutta la notte!\n\n Oh no, non credo. Non si preoccupi per me.\n\n Ma Phillotson afferr\u00f2 il pomello e tir\u00f2 la porta. Lei aveva\nfissata all'interno con un pezzo di corda, che si ruppe al suo tiro.\nNon essendoci una rete, aveva buttato gi\u00f9 alcuni tappeti e si era fatta un piccolo\nnido per s\u00e9 negli spazi molto angusti che l'armadio offriva.\n\nQuando lui la guard\u00f2, lei balz\u00f2 fuori dalla sua tana, con occhi grandi e\ntremante.\n\n Non avresti dovuto aprire la porta! grid\u00f2 eccitata.  Non \u00e8\nnon si addice a te! Oh, volete andarvene, vi prego!\n\nAveva un'aria cos\u00ec pietosa e implorante nella sua camicia da notte bianca contro la\nche lui era molto preoccupato. Continuava a pregarlo di\ndi non disturbarla.\n\nDisse:  Sono stato gentile con te e ti ho dato ogni libert\u00e0; ma \u00e8 mostruoso che tu ti senta cos\u00ec!\nmostruoso che tu ti senta cos\u00ec!\n\n S\u00ec, disse lei, piangendo.  Lo so! \u00c8 sbagliato e malvagio da parte mia, suppongo!\nsuppongo! Mi dispiace molto. Ma non \u00e8 tutta colpa mia!\n\n Chi \u00e8 allora? Sono io?\n\n No, non lo so! L'universo, suppongo le cose in generale, perch\u00e9\nsono cos\u00ec orribili e crudeli!\n\n Beh, \u00e8 inutile parlare cos\u00ec. Rendere la casa di un uomo cos\u00ec indecorosa\na quest'ora della notte! Eliza sentir\u00e0 se non ci dispiace.  (Si riferiva alla\nservo.)  Pensate se uno dei parroci di questa citt\u00e0 ci vedesse\nci vedesse ora! Odio queste eccentricit\u00e0, Sue. Non c'\u00e8 ordine o regolarit\u00e0\nnei tuoi sentimenti!   Ma non voglio intromettermi ulteriormente, solo vorrei\nconsigliarti di non chiudere troppo la porta, altrimenti ti trover\u00f2 soffocata\ndomani.\n\nLa mattina dopo, quando si alz\u00f2, guard\u00f2 subito nell'armadio, ma Sue era gi\u00e0 scesa al piano di sotto.\nSue era gi\u00e0 scesa al piano di sotto. C'era un piccolo nido dove si era\ne le ragnatele pendevano sopra la testa.  Quale deve essere l'avversione di una donna\nquando \u00e8 pi\u00f9 forte della paura dei ragni! si disse amaramente.\n\nLa trov\u00f2 seduta al tavolo della colazione e il pasto inizi\u00f2 quasi in silenzio.\nin silenzio, mentre i cittadini passavano sul marciapiede o meglio sulla carreggiata.\nstrada, visto che qui i marciapiedi scarseggiano, che era due o tre piedi sopra il livello del pavimento del\nsopra il livello del pavimento del salotto. Fecero un cenno alla coppia felice\ni loro saluti mattutini, mentre proseguivano.\n\n Richard, disse tutto d'un fiato, ti dispiacerebbe se vivessi lontano da te?\nda te?\n\n Lontano da me? \u00c8 quello che stavi facendo quando ti ho sposato. Che cosa\nche senso aveva sposarsi?\n\n Non vi piacer\u00f2 di pi\u00f9 per avervelo detto.\n\n Non ho nulla da obiettare.\n\n Perch\u00e9 pensavo di non poter fare altro. Avevi ricevuto la mia promessa molto\nmolto tempo prima, ricorda. Poi, con il passare del tempo, mi sono pentito di averti fatto una\ndi avertelo promesso e cercavo di trovare un modo onorevole per rompere con te.\nrompere. Ma non riuscendo a farlo, sono diventato piuttosto imprudente e incurante delle\nconvenzioni. Poi sai quali scandali sono stati diffusi e come sono stato\ndalla scuola di formazione per la quale avevi impiegato tanto tempo e fatica per\nper prepararmi e farmi entrare; e questo mi ha spaventato e mi \u00e8 sembrato\nche l'unica cosa che potevo fare era lasciare il fidanzamento.\nfidanzamento. Naturalmente io, pi\u00f9 di chiunque altro, non avrei dovuto preoccuparmi di ci\u00f2 che veniva\nperch\u00e9 era proprio quello che pensavo non mi fosse mai importato. Ma ero una\nvigliacca, come lo sono molte donne, e il mio anticonformismo teorico\nsi \u00e8 rotto. Se questo non fosse stato il caso, sarebbe stato meglio\nsarebbe stato meglio ferire i tuoi sentimenti una volta per tutte, piuttosto che sposarti e ferirli per tutta la vita.\ne ferirli per tutta la mia vita.\ncredito per un momento alla voce.\n\n Sono obbligato in tutta onest\u00e0 a dirvi che ho valutato la sua probabilit\u00e0 e mi sono\ne mi sono informato presso vostro cugino.\n\n Ah! disse con dolorosa sorpresa.\n\n Non dubitavo di te.\n\n Ma lei ha chiesto informazioni!\n\n Mi sono fidato della sua parola.\n\nGli occhi le si erano riempiti.  Non avrebbe chiesto nulla! disse.  Ma tu\nnon mi hai risposto. Mi lascerai andare via? So quanto sia irregolare\n\u00e8 irregolare da parte mia chiederlo\n\n \u00c8 irregolare.\n\n Ma io lo chiedo! Le leggi nazionali dovrebbero essere fatte in base ai\ntemperamenti, che dovrebbero essere classificati. Se le persone hanno un carattere particolare\ndi carattere, devono soffrire per le stesse regole che producono\nbenessere negli altri!   Me lo permettete?\n\n Ma ci siamo sposati\n\n A cosa serve pensare a leggi e ordinanze, esclam\u00f2,\n se ti rendono infelice quando sai che non stai commettendo alcun peccato?\n\n Ma lei sta commettendo un peccato a non piacermi.\n\n Mi piaci! Ma non pensavo che sarebbe stato molto pi\u00f9 di questo.\nche per un uomo e una donna vivere in intimit\u00e0 quando si sente\nquando uno si sente come me \u00e8 adulterio, in qualsiasi circostanza, anche se legale.\nEcco, l'ho detto!   Me lo permetti, Richard?\n\n Mi affliggi, Susanna, con questa importunit\u00e0!\n\n Perch\u00e9 non possiamo accettare di liberarci a vicenda? Abbiamo fatto il patto, e sicuramente\npossiamo annullarlo, non dal punto di vista legale, naturalmente, ma dal punto di vista morale, soprattutto perch\u00e9\nnon sono sorti nuovi interessi, sotto forma di bambini, di cui occuparsi.\ndi bambini da curare. Allora potremo essere amici e incontrarci senza dolore per nessuno dei due. Oh\nRichard, sii mio amico e abbi piet\u00e0! Saremo entrambi morti tra pochi\nanni, e allora cosa importer\u00e0 a qualcuno che tu mi abbia sollevato\ndalla costrizione per un po'? Oserei dire che mi consideri eccentrica,\no supersensibile, o qualcosa di assurdo. Ebbene, perch\u00e9 dovrei soffrire per\nper quello che sono nato ad essere, se non fa male agli altri?\n\n Ma fa male a me! E tu hai giurato di amarmi.\n\n S\u00ec, \u00e8 cos\u00ec! Sono nel torto. Lo sono sempre! \u00c8 altrettanto colpevole legarsi sempre all'amore\nlegarsi sempre all'amore come credere sempre a un credo, ed \u00e8 sciocco come\ncome giurare di amare sempre un particolare cibo o bevanda!\n\n E per vivere lontano da me, intendi vivere da solo?\n\n Beh, se hai insistito, s\u00ec. Ma io intendevo vivere con Jude.\n\n Come sua moglie?\n\n Come scelgo io.\n\nPhillotson si contorse.\n\nSue ha continuato:  Lei, o lui, che lascia che il mondo, o la sua porzione di mondo, scelga il suo piano di vita per lui, non ha bisogno di nessun'altra facolt\u00e0.\ndi vita al posto suo, non ha bisogno di nessun'altra facolt\u00e0 che non sia quella\nche quella apelide dell'imitazione.  Queste sono le parole di J. S. Mill. I\nho letto. Perch\u00e9 non riesci ad agire su di esse? Vorrei farlo,\nsempre.\n\n Che mi importa di J. S. Mill! si lamentava.  Voglio solo condurre una\nvita tranquilla! Vi dispiace se vi dico che ho intuito ci\u00f2 che non mi \u00e8 mai venuto in mente\nprima del nostro matrimonio, che tu eri e sei innamorata di Jude Fawley!\ninnamorato di Jude Fawley!\n\n Potete continuare a supporre che io lo sia, visto che avete iniziato. Ma credete\nsupponi che se lo fossi stata ti avrei chiesto di lasciarmi andare a vivere con lui?\nvivere con lui?\n\nIl suono della campanella della scuola evit\u00f2 a Phillotson di dover rispondere al momento a ci\u00f2 che apparentemente non lo colpiva.\nrispondere a quello che apparentemente non gli sembrava un _argomento convincente\nun convincente _argumentum ad verecundiam_ come lei, nella sua perdita di coraggio all'ultimo momento\nall'ultimo momento, voleva far credere. Stava cominciando a essere cos\u00ec\nsconcertante e inesplicabile che lui era pronto a buttare in mezzo alle altre sue piccole\npiccole peculiarit\u00e0 di lei, la richiesta pi\u00f9 estrema che una moglie potesse fare.\n\nQuella mattina si recarono a scuola come al solito, Sue entr\u00f2 nell'aula magna, dove poteva vedere la sua testa attraverso il vetro.\nclasse, dove lui riusciva a vedere la sua nuca attraverso il vetro divisorio\nvetro divisorio ogni volta che volgeva lo sguardo in quella direzione. Mentre continuava a dare\ne ad ascoltare le lezioni, la sua fronte e le sue sopracciglia si contorcevano per l'agitazione\ndall'agitazione concentrata del pensiero, finch\u00e9 alla fine strapp\u00f2 un pezzo da un foglio di\nun foglio di carta da scrivere e scrisse:\n\nLa sua richiesta mi impedisce di lavorare. Non so cosa sto facendo!\nsto facendo! \u00c8 stata fatta sul serio?\n\nPieg\u00f2 il pezzo di carta molto piccolo e lo diede a un ragazzino perch\u00e9 lo portasse a Sue.\nportarlo a Sue. Il bambino sgambett\u00f2 nell'aula. Phillotson vide\nsua moglie voltarsi e prendere il biglietto, e il piegarsi della sua bella testa mentre lo\nleggere, con le labbra leggermente increspate per evitare espressioni indebite sotto il fuoco di\nsotto il fuoco di tanti giovani occhi. Non riusc\u00ec a vedere le mani, ma lei cambi\u00f2 posizione e presto il bambino torn\u00f2.\nposizione, e presto il bambino torn\u00f2, senza portare nulla in risposta.\nIn pochi minuti, per\u00f2, apparve uno della classe di Sue, con un bigliettino simile al suo.\nun bigliettino simile al suo. Vi erano scritte a penna solo queste parole:\n\nSono sinceramente dispiaciuto di dire che \u00e8 stato fatto sul serio.\n\nPhillotson sembrava pi\u00f9 turbato di prima e il punto di incontro delle sue\ndelle sue sopracciglia si contorceva di nuovo. Nel giro di dieci minuti richiam\u00f2 il bambino che aveva appena\nappena mandato a lei e invi\u00f2 un'altra missiva:\n\nDio sa che non voglio ostacolarvi in alcun modo ragionevole. Il mio intero\npensiero \u00e8 quello di farvi sentire a vostro agio e felici. Ma non posso accettare\nun'idea cos\u00ec assurda come quella di andare a vivere con il tuo amante. Perderesti\nperderesti il rispetto e la stima di tutti, e anche io dovrei farlo!\n\nDopo un intervallo, una parte analoga fu recitata in aula, e venne data una risposta: \"Non \u00e8 vero che non si pu\u00f2 fare niente\".\nrisposta:\n\nSo che intende il mio bene. Ma non voglio essere rispettabile! Produrre\n sviluppo umano nella sua pi\u00f9 ricca diversit\u00e0 (per citare il vostro Humboldt)\n\u00e8 per me molto al di sopra della rispettabilit\u00e0. Senza dubbio i miei gusti sono bassi\nvostri gusti irrimediabilmente bassi! Se non mi permettete di andare da lui, mi concedete questa\nmi concederete questa richiesta di vivere in casa vostra in modo separato?\n\nA questo non rispose.\n\nHa scritto di nuovo:\n\nSo cosa pensate. Ma non potete avere piet\u00e0 di me? Vi supplico; vi imploro di essere\nvi imploro di essere misericordiosi! Non ve lo chiederei se non fossi quasi\ncostretta da ci\u00f2 che non posso sopportare! Nessuna povera donna ha mai desiderato pi\u00f9 di\nIo avrei voluto che Eva non fosse caduta, cos\u00ec che (come credevano i cristiani primitivi)\ncome credevano i cristiani primitivi) qualche forma di vegetazione innocua avrebbe potuto popolare il Paradiso.\nMa non voglio scherzare! Siate gentili con me anche se io non lo sono stata con voi!\nte! Andr\u00f2 via, andr\u00f2 all'estero, ovunque, e non ti disturber\u00f2 mai.\n\nTrascorse quasi un'ora, e poi la risposta arriv\u00f2:\n\nNon voglio farti soffrire. Come sai bene che non lo faccio! Datemi un\nun po' di tempo. Sono disposto ad accettare la vostra ultima richiesta.\n\nUna sua frase:\n\nGrazie di cuore, Richard. Non merito la tua gentilezza.\n\nPer tutto il giorno Phillotson la guard\u00f2 stralunato attraverso il vetro divisorio\ne si sent\u00ec solo come quando non la conosceva.\n\nMa lui fu di parola e acconsent\u00ec che lei vivesse da sola in casa.\ncasa. All'inizio, quando si incontravano per i pasti, lei sembrava pi\u00f9\npi\u00f9 composta con la nuova sistemazione; ma la scomodit\u00e0 della loro posizione\nposizione ha agito sul suo temperamento, e le fibre della sua natura sembravano\ntese come corde d'arpa. Parlava in maniera vaga e indiscriminata per\nper evitare che lui parlasse in modo pertinente.\n\n\n\n\nIV\n\n\nPhillotson era seduto fino a tardi, come era spesso sua abitudine, cercando di mettere insieme i materiali per il suo hobby, da tempo trascurato, dei romani.\nmateriale per il suo hobby, da tempo trascurato, delle antichit\u00e0 romane.\nantichit\u00e0 romane. Per la prima volta da quando aveva ripreso in mano l'argomento sentiva\nper la prima volta da quando aveva ripreso l'argomento, sentiva il ritorno dell'antico interesse per esso. Dimentic\u00f2 il tempo e il luogo, e quando si ricord\u00f2 di s\u00e9 e sal\u00ec a riposare\nquando si ricord\u00f2 di s\u00e9 e sal\u00ec a riposare erano quasi le due.\n\nLa sua preoccupazione era tale che, sebbene ora dormisse dall'altra parte della casa, si recava meccanicamente nella stanza in cui lui e la moglie avevano\ndella casa, si recava meccanicamente nella stanza che lui e la moglie avevano occupato quando\noccupata da lui e da sua moglie quando era diventato un inquilino di Old-Grove Place, che da quando\ndifferenze con Sue era stata esclusivamente sua. Entr\u00f2 e\ninconsciamente inizi\u00f2 a spogliarsi.\n\nCi fu un grido dal letto e un rapido movimento. Prima che il\nprima che il maestro si rendesse conto di dove si trovava, percep\u00ec Sue alzarsi di scatto\nmezza sveglia, con lo sguardo perso nel vuoto, e balzare sul pavimento dal lato opposto a lui, che era verso la finestra.\nlato lontano da lui, che era verso la finestra. Questa era in qualche modo\nnascosta dal baldacchino del letto, e in un attimo la sent\u00ec\nscuotere l'anta. Prima che lui pensasse che lei volesse fare altro che\ndi prendere aria, era salita sul davanzale ed era saltata fuori. Scomparve\nscomparve nell'oscurit\u00e0 e lui la sent\u00ec cadere di sotto.\n\nPhillotson, inorridito, corse di sotto, sbattendo bruscamente contro il\ncontro la ringhiera nella fretta. Aprendo la pesante porta, sal\u00ec i due o tre gradini fino al livello del terreno.\ntre gradini fino al livello del terreno, e l\u00ec sulla ghiaia davanti a lui\nun mucchietto bianco. Phillotson lo prese tra le braccia e, portando Sue nella sala, la fece sedere.\nSue nella sala la fece sedere su una sedia, dove la osserv\u00f2 alla luce\nluce tremolante della candela che aveva appoggiato nella corrente d'aria\nscala inferiore.\n\nDi certo non si era rotta il collo. Lo guardava con occhi che sembravano\nche sembravano non volerlo prendere in considerazione; e anche se non particolarmente grandi in generale\nora apparivano tali. Si strinse il fianco e si strofin\u00f2 il braccio, come se fosse consapevole del dolore.\ndolore; poi si alz\u00f2 in piedi, distogliendo il viso, in evidente\nevidente disagio per il suo sguardo.\n\n Grazie a Dio non siete stati uccisi! Anche se non \u00e8 per mancanza di tentativi non \u00e8\nSpero che non vi siate fatti molto male.\n\nLa sua caduta, in effetti, non era stata grave, probabilmente a causa della\nbasse delle vecchie stanze e all'alto livello del terreno esterno.\nAl di l\u00e0 di un gomito sbucciato e di un colpo al fianco, apparentemente non si era\napparentemente non si era fatta molto male.\n\n Stavo dormendo, credo!\", esord\u00ec lei, con il viso pallido ancora rivolto\nda lui.  E qualcosa mi ha spaventato, un sogno terribile, mi \u00e8 sembrato di vederti.\nLe circostanze reali sembrarono tornarle in mente e lei tacque.\nsilenzio.\n\nIl suo mantello era appeso dietro la porta e il misero Phillotson lo avvolse.\nPhillotson lo gett\u00f2 intorno a lei.  Devo aiutarvi a salire di sopra?\ntristemente; perch\u00e9 il significato di tutto questo lo disgustava di se stesso e di tutto.\ndi tutto.\n\n No, grazie, Richard. Sono molto poco ferito. Posso camminare.\n\n Dovresti chiudere la porta a chiave\", disse meccanicamente, come se stesse facendo una lezione a scuola.\nscuola.  Cos\u00ec nessuno potrebbe intromettersi nemmeno per sbaglio.\n\n Ho provato, non si blocca. Tutte le porte sono fuori uso.\n\nL'aspetto delle cose non \u00e8 stato migliorato dalla sua ammissione. Sal\u00ec\nla scala lentamente, con la luce ondeggiante della candela che la illuminava.\nPhillotson non si avvicin\u00f2 a lei, n\u00e9 tent\u00f2 di salire lui stesso, finch\u00e9 non la sent\u00ec entrare nella sua stanza.\nfinch\u00e9 non la sent\u00ec entrare nella sua stanza. Poi chiuse la porta d'ingresso e, rientrando, si sedette\ne, tornando, si sedette sulle scale inferiori, reggendo il montante con una mano e chinando il viso verso la\nmano e chinando il viso nell'altra. Cos\u00ec rimase per molto\nper molto tempo un oggetto abbastanza pietoso per chi lo aveva visto; finch\u00e9,\nsollevando la testa e tirando un sospiro che sembrava dire che il lavoro della sua vita doveva\nche gli affari della sua vita dovevano essere portati avanti, che avesse o meno una moglie,\nprese la candela e sal\u00ec al piano di sopra, nella sua stanza solitaria dall'altra parte del pianerottolo.\nlato del pianerottolo.\n\nNon si verificarono altri incidenti tra i due fino alla sera successiva.\nsera successiva, quando, appena finita la scuola, Phillotson usc\u00ec da Shaston, dicendo di non aver bisogno del t\u00e8 e non informando Sue di dove fosse.\nShaston, dicendo di non aver bisogno di t\u00e8 e non informando Sue su dove stesse andando.\ndove stesse andando. Scese dal livello della citt\u00e0 per una strada ripida in direzione\ndirezione nord-ovest e continu\u00f2 a scendere fino a quando il terreno\nil terreno pass\u00f2 dalla sua bianca aridit\u00e0 a una dura argilla marrone. Si trovava ora sui\nbassi letti alluvionali\n\nDove Duncliffe \u00e8 il segno del viaggiatore,\ne lo Stour \u00e8 un'oscura corrente.\n\nPi\u00f9 di una volta si guard\u00f2 indietro nella crescente oscurit\u00e0 della sera.\nContro il cielo c'era Shaston, debolmente visibile\n\nSulla grigia altezza di Paladore\ndi Paladore, mentre il giorno pallido si allontanava\nvia [1]\n\n\n [1] William Barnes.\n\nLe luci nuove delle finestre bruciavano con una luce costante come se lo osservassero.\ncome se lo osservassero, e una di queste finestre era la sua. Sopra di essa poteva appena\nla torre pinnacolata della Trinity Church. L'aria quaggi\u00f9,\ntemperata dallo spesso letto umido di argilla tenace, non era come quella di\nnon era come quella di sopra, ma morbida e rilassante, tanto che, dopo aver camminato per un miglio o due\ndue miglia, fu costretto a pulirsi il viso con il fazzoletto.\n\nLasciando la collina di Duncliffe sulla sinistra, procedette senza esitazione\nnell'ombra, come un uomo che procede, di notte o di giorno, in un territorio\nche ha frequentato da ragazzo. Aveva camminato in tutto circa quattro miglia e mezzo\nmiglia e mezzo\n\ndove lo Stour riceve la sua forza,\nda sei chiare sorgenti alimentate,[2]\n\n\n [2] Drayton.\n\nquando attravers\u00f2 un affluente dello Stour e raggiunse Leddenton, una cittadina di tre o quattromila abitanti.\ncittadina di tre o quattromila abitanti, dove si rec\u00f2 alla\nscuola maschile e buss\u00f2 alla porta della residenza del maestro.\n\nUn allievo-insegnante apr\u00ec e alla domanda di Phillotson se Mr.\nGillingham fosse in casa, rispose di s\u00ec, andando subito a casa sua e lasciando a Phillotson la possibilit\u00e0 di entrare come poteva.\ncasa sua, lasciando a Phillotson il compito di trovare la strada per entrare. Scopr\u00ec che l'amico\nscopr\u00ec che l'amico stava mettendo via alcuni libri dai quali aveva\nlezioni serali. La luce della lampada a paraffina cadde sul\nIl viso di Phillotson era pallido e miserabile, in contrasto con quello dell'amico, che aveva un'aria fredda e pratica.\nche aveva uno sguardo freddo e pratico. Erano stati compagni di scuola da ragazzi, e\ne compagni di studi al Wintoncester Training College, molti anni prima di questo\nquesto momento.\n\n Sono contento di vederti, Dick! Ma non hai un bell'aspetto! Non c'\u00e8 niente che non va?\n\nPhillotson avanz\u00f2 senza rispondere, e Gillingham chiuse l'armadio e si accost\u00f2 al suo visitatore.\narmadio e si accost\u00f2 al suo visitatore.\n\n Perch\u00e9 non sei venuto qui, fammi vedere, da quando ti sei sposato? Ho chiamato,\nsai, ma eri fuori; e sulla mia parola \u00e8 una tale salita dopo il\nbuio che ho aspettato che le giornate fossero pi\u00f9 lunghe prima di\ndi risalire. Sono comunque contenta che tu non abbia aspettato.\n\nPur essendo maestri ben addestrati e persino competenti, di tanto in tanto usavano\nuna parola dialettale della loro infanzia, in privato.\n\n Sono venuto, George, per spiegarti le ragioni del passo che sto per compiere, in modo che tu possa capire le mie ragioni.\nche sto per fare, in modo che almeno tu possa comprendere le mie motivazioni\nse altre persone le metteranno in dubbio, come potrebbero, anzi sicuramente faranno.\nMa qualsiasi cosa \u00e8 meglio dell'attuale condizione delle cose. Dio\nDio non voglia che voi facciate mai un'esperienza come la mia!\n\n Siediti. Non intende dire che c'\u00e8 qualcosa di sbagliato tra lei e Mrs.\nPhillotson?\n\n Lo faccio La mia misera condizione \u00e8 che ho una moglie che amo che non solo non mi ama, ma...\nnon solo non mi ama, ma anche Beh, non lo dico. Conosco i suoi sentimenti! Preferirei\npreferire l'odio da parte sua!\n\n Ssh!\n\n E la cosa triste \u00e8 che la colpa non \u00e8 tanto sua quanto mia.\nera un'allieva-insegnante sotto di me, come sapete, e io ho approfittato della sua\ninesperienza, l'ho portata a spasso e le ho fatto accettare un lungo fidanzamento\nun lungo fidanzamento prima che conoscesse bene la sua mente. In seguito ha visto\nun altro, ma ha rispettato ciecamente il suo impegno.\n\n Amare l'altro?\n\n S\u00ec, con una curiosa e tenera sollecitudine, a quanto pare; anche se l'esatto sentimento che lei provava per lui\nsentimento per lui \u00e8 un enigma per me e anche per lui, credo forse per lei stessa.\nlei stessa. \u00c8 una delle creature pi\u00f9 strane che abbia mai incontrato. Tuttavia, sono\nsono stata colpita da questi due fatti: la straordinaria simpatia, o\nsomiglianza tra i due. Lui \u00e8 suo cugino, il che forse spiega\nin parte. Sembrano una persona sola divisa in due! E con la sua\navversione insopprimibile nei miei confronti come marito, anche se le piaccio come\ncome marito, anche se le piaccio come amico, \u00e8 troppo da sopportare ancora. Ha lottato coscienziosamente\ncoscienziosamente contro di essa, ma senza successo. Non posso sopportarlo, non posso! I\nNon posso rispondere alle sue argomentazioni, lei ha letto dieci volte pi\u00f9 di me.\nscintilla come un diamante, mentre il mio si affloscia come carta marrone.\ncarta marrone \u00c8 di troppo per me!\n\n Le passer\u00e0, bene, ora?\n\n Mai! Lo \u00e8, ma non voglio entrare nel merito, ci sono ragioni per cui non lo far\u00e0 mai.\nlo far\u00e0. Alla fine chiese con calma e fermezza se poteva lasciarmi e andare da lui.\nda lui. Il culmine si \u00e8 raggiunto ieri sera, quando, a causa del mio ingresso nella sua camera\nper caso, \u00e8 saltata dalla finestra, tanto era forte la sua paura di me!\nHa finto che fosse un sogno, ma questo per tranquillizzarmi. Ora, quando una\ndonna salta dalla finestra senza preoccuparsi di rompersi il collo o meno, non \u00e8\nnon si sbaglia, e stando cos\u00ec le cose sono arrivato a una conclusione: che \u00e8 sbagliato\nconclusione: che \u00e8 sbagliato torturare cos\u00ec tanto una creatura\ne non sar\u00f2 io il disumano che lo far\u00e0, costi quel che costi!\n\n Cosa la lascerai andare? E con il suo amante?\n\n Con chi \u00e8 il problema. La lascer\u00f2 andare; con lui sicuramente, se\nse lei lo desidera. So che potrei sbagliare, so che non posso difendere logicamente, o\nreligiosamente, difendere la mia concessione a questo suo desiderio, o armonizzarla\ncon le dottrine in cui sono stato educato. So solo una cosa:\nqualcosa dentro di me mi dice che sto sbagliando a rifiutarla. Io, come\naltri uomini, ritengo che se un marito riceve dalla moglie una richiesta cosiddetta\nrichiesta assurda da parte di sua moglie, l'unica cosa che pu\u00f2 essere considerata\nessere considerata giusta, appropriata e onorevole da parte sua \u00e8 rifiutarla,\ne metterla virtuosamente sotto chiave e uccidere il suo amante.\nforse. Ma questo \u00e8 essenzialmente giusto, corretto e onorevole, oppure\no \u00e8 spregevolmente meschino ed egoista? Non ho la pretesa di deciderlo. I\nagir\u00f2 semplicemente d'istinto e lascer\u00f2 che i principi si occupino di\nda soli. Se una persona che si \u00e8 cacciata alla cieca in un pantano chiede aiuto, sono propenso a darlo, se possibile.\naiuto, sono propenso a darlo, se possibile.\n\n Ma, vedete, c'\u00e8 la questione dei vicini e della societ\u00e0.\nse tutti\n\n Oh, non voglio pi\u00f9 essere un filosofo! Vedo solo quello che c'\u00e8\nsotto i miei occhi.\n\n Non sono d'accordo con il tuo istinto, Dick! disse Gillingham con tono grave.\n Sono piuttosto stupito, a dire la verit\u00e0, che un tipo cos\u00ec sedentario e\ncome te abbia avuto una tale mania per un momento. Lei\nQuando ti ho chiamato hai detto che lei era particolare e sconcertante: credo che tu lo sia!\nlo sia!\n\n Vi \u00e8 mai capitato di trovarvi di fronte ad una donna che sapete essere intrinsecamente una\nbuona donna, mentre implorava di essere liberata dall'uomo a cui si era\ninginocchiato e implorato l'indulgenza?\n\n Sono grato di poter dire che non l'ho fatto.\n\n Allora non credo che lei sia nella posizione di dare un'opinione. Io sono\nsono stato quell'uomo, e fa tutta la differenza del mondo, se uno ha\nun minimo di virilit\u00e0 o cavalleria. Non avevo la pi\u00f9 pallida idea di vivere\ndi vivere lontano dalle donne, come ho fatto per tanti anni, che il solo fatto di portare una donna in chiesa\ndonna in chiesa e di metterle un anello al dito potesse in qualche modo\nuna tragedia quotidiana e continua come quella che ora condividiamo io e lei!\nche ora condividiamo io e lei!\n\n Beh, potrei ammettere una scusa per lasciarla andare via da te, a patto che\nsi tenesse per s\u00e9. Ma andare con un cavaliere fa una certa differenza.\ndifferenza.\n\n Neanche un po'. Supponiamo, come credo, che preferisca sopportare la sua attuale\npiuttosto che farsi promettere di stare lontana da lui? Tutto questo \u00e8 una\nquestione per lei stessa. Non \u00e8 affatto la stessa cosa del tradimento\ndi continuare a vivere con un marito e di far finta di niente.\nnon ha detto chiaramente di vivere con lui come moglie, anche se credo che intenda\ndi farlo... E, per quanto ne so, non si tratta di un sentimento ignobile,\nanimale, tra i due: questo \u00e8 il peggio;\nperch\u00e9 mi fa pensare che il loro affetto sar\u00e0 duraturo. Non intendevo\nnon intendevo confessarvi che nelle prime gelose settimane del mio matrimonio,\nprima di tornare in me, mi sono nascosta a scuola una sera in cui\nuna sera in cui erano insieme e ho sentito quello che si dicevano. Ora me ne vergogno, anche se\nora me ne vergogno, anche se suppongo che stessi solo esercitando un diritto legale.\ndiritto. Dal loro modo di fare ho capito che nel loro attaccamento c'era una straordinaria affinit\u00e0 o\nsimpatia nel loro attaccamento, che in qualche modo toglieva ogni\nsapore di grossolanit\u00e0. Il loro desiderio supremo \u00e8 quello di stare insieme per condividere\nemozioni, le fantasie e i sogni dell'altro.\n\n Platonico!\n\n Beh, no. Shelleyano sarebbe pi\u00f9 vicino. Mi ricordano come si chiamano\ni loro nomi Laon e Cythna. E anche un po' Paul e Virginia. Pi\u00f9\npi\u00f9 rifletto, pi\u00f9 sono _interamente_ dalla loro parte!\n\n Ma se la gente facesse come lei vuole fare, ci sarebbe una generale\ndisintegrazione domestica. La famiglia non sarebbe pi\u00f9 l'unit\u00e0 sociale.\n\n S\u00ec, sono tutto all'estero, suppongo! disse Phillotson con tristezza.  Non sono mai stato un\nragionatore molto brillante, ricordate.   Eppure, non vedo perch\u00e9 la donna e i\ndonna e i bambini non debbano essere l'unit\u00e0 senza l'uomo.\n\n Per il Signore Harry! Matriarcato!   Anche lei dice tutto questo?\n\n Oh no. Pensa che io abbia superato Sue in tutto questo nelle ultime dodici ore!\ndodici ore!\n\n Sconvolger\u00e0 tutte le opinioni diffuse qui intorno. Buon Dio, cosa dir\u00e0\nShaston!\n\n Non dico che non lo far\u00e0. Non lo so, non lo so!   Come ho detto, sono\nsolo una sensazione, non un ragionamento.\n\n Ora, disse Gillingham, prendiamola con calma e beviamoci sopra qualcosa.\nbere qualcosa.  And\u00f2 sotto le scale e tir\u00f2 fuori una bottiglia di sidro di\nsidro di vino, di cui bevvero un sorso a testa.  Credo che tu sia incappucciato,\ne non in te stesso, continu\u00f2.  Tornate indietro e decidete di\nsopportare qualche capriccio. Ma tienila. Ho sentito dire da tutte le parti che \u00e8 una\ngiovane e affascinante.\n\n Ah s\u00ec! Questa \u00e8 l'amarezza! Beh, non rester\u00f2. Ho una lunga\ncammino davanti a me.\n\nGillingham accompagn\u00f2 l'amico per un chilometro e mezzo e, al momento di separarsi, espresse la speranza che questa consultazione, per quanto singolare fosse l'argomento, potesse\nha espresso la speranza che questa consultazione, per quanto singolare fosse l'argomento,\nsarebbe stato il rinnovo del loro vecchio cameratismo.  Rimani con lei! furono le sue\nparole, lanciate nell'oscurit\u00e0 dopo Phillotson; al che l'amico rispose\namico rispose S\u00ec, s\u00ec!\n\nMa quando Phillotson si trov\u00f2 da solo sotto le nuvole della notte, e nessun suono era udibile se non quello degli affluenti dello Stour\nera udibile solo quello degli affluenti dello Stour, disse,\n Allora Gillingham, amico mio, non avevi argomenti pi\u00f9 forti contro di lui\ndi quelli!\n\n Penso che dovrebbe essere picchiata e fatta rinsavire, ecco cosa penso!\nPenso questo! mormor\u00f2 Gillingham, mentre tornava da solo.\n\nArriv\u00f2 il mattino seguente e a colazione Phillotson raccont\u00f2 tutto a Sue:\n\n Potete andare con chi volete. Sono assolutamente e incondizionatamente\nsono d'accordo.\n\nUna volta giunti a questa conclusione, a Phillotson sembr\u00f2 sempre pi\u00f9\nsempre pi\u00f9 indubitabilmente quella vera. La sua mite serenit\u00e0 nel sentire che stava\nche stava facendo il suo dovere con una donna che era alla sua merc\u00e9, super\u00f2 quasi\nil dolore per averla abbandonata.\n\nPassarono alcuni giorni e la sera del loro ultimo pasto insieme era\nuna sera nuvolosa e con un vento che, in effetti, era molto raramente assente in questo\nquesto luogo elevato. Come \u00e8 rimasto impresso in modo permanente nella sua visione;\nquello sguardo di lei mentre scivolava nel salotto per prendere il t\u00e8; una figura snella e flessibile; un volto\nuna figura snella e flessibile, un viso teso dalla sua rotondit\u00e0 e segnato dai pallori\ndi giorni e notti inquieti, che suggerivano possibilit\u00e0 tragiche del tutto\ntragiche, in contrasto con i suoi momenti di allegria; la ricerca di questo e quel boccone,\ne l'incapacit\u00e0 di mangiare l'uno o l'altro. Il suo modo di fare nervoso, generato dal timore\npaura che lui potesse essere ferito dal suo comportamento, avrebbe potuto essere interpretato da un estraneo come\nun estraneo come un dispiacere per l'intrusione di Phillotson nella sua presenza\nper i pochi e brevi minuti che rimanevano.\n\n Meglio che tu prenda una fetta di prosciutto o un uovo, o qualcosa con il tuo\nt\u00e8? Non si pu\u00f2 viaggiare con un boccone di pane e burro.\n\nLei prese la fetta che lui l'aveva aiutata a prendere; e mentre erano seduti discussero di\ndi questioni banali di economia domestica, come ad esempio dove trovare la chiave di questo o quell'armadio, quali bollette erano state pagate e cos\u00ec via.\ndi questo o quell'armadio, di quali piccole fatture fossero state pagate e cos\u00ec via.\n\n Sono uno scapolo per natura, come sai, Sue\", disse, in un eroico tentativo di metterla a suo agio.\ntentativo di metterla a suo agio.  Cos\u00ec che essere senza moglie non sar\u00e0\nnon sar\u00e0 davvero fastidioso per me, come potrebbe esserlo per altri uomini che hanno avuto una\nun po' di tempo. Inoltre, ho in testa il grande hobby di scrivere Le\nAntichit\u00e0 romane del Wessex, che occuper\u00e0 tutte le mie ore libere.\n\n Se mi manderai in qualsiasi momento un po' di manoscritto da copiare, come eri solita fare, lo far\u00f2 con molto piacere!\nLo far\u00f2 con molto piacere! disse con amabile gentilezza.\ndolcezza.  Mi piacerebbe molto essere ancora di aiuto per voi come\nun'amica.\n\nPhillotson riflett\u00e9 e disse:  No, credo che dovremmo essere davvero\nseparati, se vogliamo esserlo. E per questo motivo, che non voglio\ndomande, e in particolare vorrei che non mi desse informazioni sui suoi movimenti\ninformazioni sui tuoi spostamenti e nemmeno sul tuo indirizzo.\nvolete? Dovete averne un po', sapete.\n\n Oh, certo, Richard, non potevo pensare di avere un po' del tuo denaro\nper andarmene da te! Non ne voglio nemmeno io. Ho abbastanza soldi miei per\nper un bel po' di tempo, e Jude mi lascer\u00e0 avere\n\n Preferirei non sapere nulla di lui, se non le dispiace. Siete\nlibera, assolutamente; e la vostra strada \u00e8 la vostra.\n\n Molto bene. Ma dir\u00f2 solo che ho messo in valigia solo un paio di cambi\ndi abbigliamento personale, e un paio di cosette a parte che\nche sono di mia propriet\u00e0. Vorrei che guardaste nel mio baule prima che sia\nchiuso. A parte questo, ho solo un piccolo pacchetto che andr\u00e0 nel\nJude.\n\n Naturalmente non esaminer\u00f2 i vostri bagagli! Vorrei che\nprendesse tre quarti dei mobili di casa. Non voglio\nessere disturbata. Ho una sorta di affetto per un po' di roba che\napparteneva ai miei poveri madre e padre. Ma il resto \u00e8 il benvenuto\nquando vorrete mandarlo a prendere.\n\n Non lo far\u00f2 mai.\n\n Lei prende il treno delle sei e mezza, vero? Ora sono le sei e un quarto.\nsei.\n\n Non sembri molto dispiaciuto che io me ne vada, Richard!\n\n Oh no, forse no.\n\n Mi piaci molto per come ti sei comportato. \u00c8 curioso che\ndirettamente che ho iniziato a considerarti non come mio marito, ma come il mio vecchio\ninsegnante, mi piaci. Non sar\u00f2 cos\u00ec interessata da dire che ti amo,\nperch\u00e9 sai che non ti amo, se non come amico. Ma lo sembri per me!\na me!\n\nSue rimase per qualche istante un po' in lacrime di fronte a queste riflessioni, e poi\npoi l'omnibus della stazione pass\u00f2 a prenderla. Phillotson vide le sue\nle sue cose, la fece salire e fu obbligato a fare la figura di chi la bacia per salutarla.\ndi baciarla mentre le dava l'addio, cosa che lei cap\u00ec e imit\u00f2.\ncap\u00ec e imit\u00f2. Dal modo allegro in cui si separarono\nl'uomo dell'omnibus non ebbe altra idea se non che lei stava andando a fare una breve visita.\nvisita.\n\nQuando Phillotson rientr\u00f2 in casa, sal\u00ec al piano superiore e apr\u00ec la finestra nella direzione\nfinestra nella direzione in cui aveva preso l'omnibus. Ben presto il rumore delle ruote\nruote si attenu\u00f2. Scese allora, con il volto compresso come quello di una persona\ncome uno che soffre; si mise il cappello e usc\u00ec, seguendo la stessa strada per quasi un miglio.\nstrada per quasi un miglio. All'improvviso si volt\u00f2 e torn\u00f2 a casa.\n\nNon era ancora entrato che la voce dell'amico Gillingham lo salut\u00f2 dalla sala d'ingresso.\nlo salut\u00f2 dalla sala d'ingresso.\n\n Non riuscivo a farmi sentire da nessuno; cos\u00ec, trovando la porta aperta, sono entrato e mi sono\nmi sono messo comodo. Ho detto che avrei chiamato, ricordi?\n\n Si. Vi sono molto grato, Gillingham, in particolare per essere venuto\nstasera.\n\n Come sta Mrs.\n\n Sta abbastanza bene. Se n'\u00e8 andata e basta. Quella \u00e8 la sua tazza di t\u00e8, da cui\nha bevuto solo un'ora fa. E questo \u00e8 il piatto in cui la gola di Phillotson\nPhillotson si strozz\u00f2 in gola e non riusc\u00ec a continuare. Si volt\u00f2 e mise da parte le\nt\u00e8 da parte.\n\n A proposito, avete preso un po' di t\u00e8?\nvoce.\n\n No, s\u00ec, non importa, disse Gillingham, preoccupato.  Hai detto che se n'\u00e8 andata\n\u00e8?\n\n S\u00ec, sarei morto per lei, ma non sarei stato crudele con lei in nome della legge.\nnome della legge. A quanto ho capito, \u00e8 andata a raggiungere il suo amante. Cosa\ncosa faranno non posso dirlo. Qualunque cosa sia, ha il mio pieno consenso\nconsenso.\n\nC'era una stabilit\u00e0, una zavorra, nella dichiarazione di Phillotson che\nche fren\u00f2 il commento dell'amico.  Devo lasciarvi? chiese.\n\n No, no. \u00c8 una grazia per me che siate venuti. Ho alcuni articoli\nda sistemare e da sgomberare. Mi aiuterebbe?\n\nGillingham acconsent\u00ec; e dopo essersi recati nelle stanze superiori, il maestro apr\u00ec i cassetti e cominci\u00f2 a tirare fuori tutte le cose di Sue che\nil maestro apr\u00ec i cassetti e cominci\u00f2 a tirare fuori tutte le cose di Sue che\nche aveva lasciato e le mise in una grande scatola.  Non ha voluto prendere\ntutto quello che volevo, continu\u00f2.  Ma quando mi decisi a farle fare una vita\ndi andare a vivere a modo suo, mi sono deciso.\n\n Alcuni uomini si sarebbero fermati a un accordo di separazione.\n\n Ho affrontato tutto questo e non voglio discuterne. Ero e sono\nl'uomo pi\u00f9 all'antica del mondo sulla questione del matrimonio.\nInfatti non avevo mai pensato in modo critico alla sua etica. Ma\ncerti fatti mi guardavano in faccia e non potevo oppormi.\n\nContinuarono a fare i bagagli in silenzio. Una volta terminato, Phillotson\nchiuse la scatola e gir\u00f2 la chiave.\n\n L\u00ec, ha detto.  Per adornarla agli occhi di qualcuno; mai pi\u00f9 ai miei!\nmiei!\n\n\n\n\nV\n\n\nQuattro ore e venti prima di questo momento Sue aveva scritto la seguente\nnota a Jude:\n\n\u00c8 come ti ho detto, e partir\u00f2 domani sera. Richard e io\npensavamo che si potesse fare con meno invadenza dopo il tramonto. Mi sento\npiuttosto spaventata, e quindi vi chiedo di assicurarvi di essere sul binario di\nMelchester per incontrarmi. Arrivo alle sette meno un quarto. So che\nnaturalmente, caro Jude, ma mi sento cos\u00ec timida che non posso fare a meno di pregarti di essere puntuale.\ndi pregarti di essere puntuale. \u00c8 stato cos\u00ec _molto_ gentile con me in tutto questo...\ntutto questo!\n    E ora il nostro incontro!\n\n\nS.\n\nMentre veniva trasportata dall'omnibus sempre pi\u00f9 gi\u00f9 dalla citt\u00e0 di montagna, l'unico passeggero di quella sera\ncitt\u00e0 di montagna, l'unica passeggera di quella sera, guardava la strada\nstrada che si allontanava con un volto triste. Ma non c'era alcuna esitazione.\n\nIl treno di salita con cui stava partendo si ferm\u00f2 solo per un segnale. A Sue\nsembrava strano che un'organizzazione cos\u00ec potente come un treno ferroviario\nferroviario si fermasse apposta per lei, una fuggitiva dalla sua casa legale.\ndalla sua legittima casa.\n\nIl viaggio di venti minuti volgeva al termine e Sue inizi\u00f2 a raccogliere le sue cose per scendere.\na raccogliere le sue cose per scendere. Nel momento in cui il treno\nsi ferm\u00f2 al binario di Melchester, una mano si pos\u00f2 sulla porta e vide Jude.\nporta e vide Jude. Egli entr\u00f2 prontamente nello scompartimento. Aveva una\nborsa nera in mano ed era vestito con l'abito scuro che indossava la domenica e la sera dopo il lavoro.\ndomenica e la sera dopo il lavoro. Nel complesso sembrava un giovane molto\nun bel ragazzo, con un affetto ardente per lei che gli bruciava negli occhi.\nocchi il suo ardente affetto per lei.\n\n Oh Jude!  Gli strinse la mano con entrambe le sue, e il suo stato di tensione\nle caus\u00f2 una piccola successione di singhiozzi secchi.  Sono\ncos\u00ec felice! Sono uscito da qui?\n\n No. Entro, cara! Ho fatto i bagagli. Oltre a questa borsa ho solo una grande\nscatola che \u00e8 etichettata.\n\n Ma non devo uscire? Non dobbiamo restare qui?\n\n Non potremmo mai, non capisci. Siamo conosciuti qui Io, ad ogni modo,\nsono molto conosciuto. Ho prenotato per Aldbrickham; ed ecco il vostro biglietto per lo stesso posto, visto che ne avete solo uno per qui.\nstesso posto, visto che ne avete solo uno per qui.\n\n Pensavo che saremmo dovuti rimanere qui\", ripet\u00e9.\n\n Non sarebbe servito a nulla.\n\n Ah! Forse no.\n\n Non c'era tempo per scrivere e dire il luogo che avevo deciso.\nAldbrickham \u00e8 una citt\u00e0 molto pi\u00f9 grande, con sessanta o settantamila abitanti.\nabitanti e l\u00ec nessuno sa nulla di noi.\n\n E ha rinunciato al suo lavoro in cattedrale?\n\n Si. Il suo messaggio \u00e8 stato piuttosto improvviso e inaspettato. Rigorosamente,\navrei potuto finire la settimana. Ma ho invocato l'urgenza\ne sono stato lasciato libero. Avrei disertato in qualsiasi giorno al tuo comando, cara\nSue. Ho disertato molto di pi\u00f9 per te!\n\n Temo di farvi molto male. Rovinando le vostre prospettive nella\nChiesa; rovinando i tuoi progressi nel commercio; tutto!\n\n La Chiesa non \u00e8 pi\u00f9 per me. Lasciatela stare! Io non voglio essere uno dei\n\n    I santi-soldati che, fila dopo fila,\nbruciano verso l'alto, ognuno verso il suo punto di beatitudine,\n\nse ne esistono! Il mio punto di beatitudine non \u00e8 in alto, ma qui.\n\n Oh, mi sembra cos\u00ec brutto sconvolgere i corsi degli uomini in questo modo!\ncon la sua voce l'emozione che era iniziata in quella di lui. Ma recuper\u00f2\nla sua equanimit\u00e0 quando avevano gi\u00e0 percorso una dozzina di miglia.\n\n \u00c8 stato cos\u00ec bravo a lasciarmi andare, ha ripreso.  Ed ecco un biglietto\nche ho trovato sulla mia toeletta, indirizzato a te.\n\n S\u00ec. Non \u00e8 un tipo indegno, disse Jude, dando un'occhiata al biglietto.\n E mi vergogno di me stesso per averlo odiato perch\u00e9 ha sposato te.\n\n Secondo la regola dei capricci delle donne, suppongo che dovrei improvvisamente\nperch\u00e9 mi ha lasciata andare cos\u00ec generosamente e inaspettatamente, rispose lei sorridendo.\nrispose sorridendo.  Ma io sono cos\u00ec fredda, o priva di gratitudine, o cos\u00ec\nqualcosa, che nemmeno questa generosit\u00e0 mi ha fatto amare, o pentire, o desiderare di restare con lui.\npentimento, n\u00e9 mi ha fatto desiderare di rimanere con lui come moglie; anche se sento di apprezzare la sua\nla sua mentalit\u00e0 ampia e lo rispetto pi\u00f9 che mai.\n\n Potrebbe non funzionare cos\u00ec bene per noi come se lui fosse stato meno gentile e tu fossi scappato contro la sua volont\u00e0\ne tu fossi scappato contro la sua volont\u00e0, mormor\u00f2 Jude.\n\n Non l'avrei mai fatto.\n\nGli occhi di Jude si posarono sul viso di lei. Poi improvvisamente la baci\u00f2;\ne stava per baciarla di nuovo.  No, solo una volta, per favore, Jude!\n\n \u00c8 piuttosto crudele, rispose; ma si rassegn\u00f2.  Mi \u00e8 successa una cosa\nmi \u00e8 successa una cosa cos\u00ec strana\", continu\u00f2 Jude dopo un po' di silenzio.  Arabella\nArabella mi ha scritto per chiedermi di divorziare da lei per gentilezza, dice\nlei, dice. Vuole sposare onestamente e legalmente quell'uomo che ha gi\u00e0\nha gi\u00e0 sposato virtualmente; e mi prega di permetterle di farlo.\n\n Che cosa hai fatto?\n\n Ho accettato. All'inizio ho pensato che non avrei potuto farlo senza metterla nei\nproblemi per il secondo matrimonio, e non voglio ferirla in alcun modo.\nin alcun modo. Forse non \u00e8 peggiore di me, dopo tutto! Ma nessuno\nnessuno lo sa qui, e trovo che non sar\u00e0 affatto difficile\ndifficile procedere. Se vuole ricominciare da capo, ho motivi fin troppo ovvi per non ostacolarla.\nragioni per non ostacolarla.\n\n Allora sarete liberi?\n\n S\u00ec, sar\u00f2 libero.\n\n Dove siamo prenotati? chiese, con la discontinuit\u00e0 che la contraddistingueva\nche la contraddistingueva questa sera.\n\n Aldbrickham, come ho detto.\n\n Ma sar\u00e0 molto tardi quando arriveremo l\u00ec?\n\n S\u00ec, ci ho pensato. Ci ho pensato e ho prenotato una stanza per noi al\nTemperance Hotel.\n\n Uno?\n\n S\u00ec, uno.\n\nLo guard\u00f2.  Oh Jude!  Sue chin\u00f2 la fronte contro lo spigolo del\ndello scompartimento.  Ho pensato che avresti potuto farlo, e che ti stavo\ningannandoti. Ma non volevo dire questo!\n\nNella pausa che segu\u00ec, gli occhi di Jude si fissarono con un'espressione\nespressione stordita sul sedile di fronte.  Bene! disse Bene!\n\nLui rimase in silenzio e lei, vedendo il suo sconforto, gli appoggi\u00f2 il viso sulla guancia mormorando\nviso contro la sua guancia, mormorando: \"Non ti irritare, caro!\n\n Non c'\u00e8 niente di male, ha detto.  Ma io l'ho intesa cos\u00ec.\nun improvviso cambio di idea?\n\n Non avete il diritto di farmi una domanda del genere; e non posso rispondere!\ndisse, sorridendo.\n\n Mia cara, la tua felicit\u00e0 mi sta a cuore pi\u00f9 di ogni altra cosa, anche se sembriamo\nsembra che stiamo per litigare cos\u00ec spesso! e la tua volont\u00e0 \u00e8 legge per me. Sono\nqualcosa di pi\u00f9 di un semplice egoista, spero. Che sia come\ndesideri!  Riflettendo, la sua fronte si mostr\u00f2 perplessa.  Ma forse \u00e8\nche non mi ami, non che sei diventato convenzionale! Per quanto,\nsotto il tuo insegnamento, odio le convenzioni, spero che sia questo e non l'altra terribile alternativa!\naltra terribile alternativa!\n\nAnche in questo ovvio momento di candore Sue non poteva essere del tutto sincera\nsullo stato di quel mistero, il suo cuore.  Attribuisci la colpa alla mia\ntimidezza, disse con frettolosa evasivit\u00e0; alla naturale timidezza di una donna\ntimidezza di una donna quando arriva la crisi. Posso sentire come voi che ho il perfetto diritto di vivere con voi come\ndiritto di vivere con te come hai pensato da questo momento. Posso\nche, in uno stato sociale corretto, il padre di una donna\ndi una donna sar\u00e0 una questione privata come il taglio della sua biancheria intima.\ndella sua biancheria intima, su cui nessuno avr\u00e0 il diritto di interrogarla. Ma\nin parte, forse, perch\u00e9 \u00e8 grazie alla sua generosit\u00e0 che ora sono libera, vorrei\npreferisco essere solo un po' rigida. Se ci fosse stata una\nscala di corda e lui ci avesse inseguito con le pistole, sarebbe stato diverso e avrei agito\ndiverso, e forse avrei agito diversamente. Ma non farmi pressione e non criticarmi, Jude!\ncriticarmi, Jude! Supponi che io non abbia il coraggio delle mie opinioni. I\nso di essere una povera e miserabile creatura. La mia natura non \u00e8 cos\u00ec passionale come\nla tua!\n\nHa ripetuto semplicemente!  Ho pensato quello che mi veniva spontaneo pensare. Ma se non siamo\nnon siamo amanti, non lo siamo. Phillotson lo pensava, ne sono certo. Vedete, ecco\necco cosa mi ha scritto\".  Apr\u00ec la lettera che lei aveva portato e\ne lesse:\n\n Pongo solo una condizione: che siate teneri e gentili con lei. So che\nche la ami. Ma anche l'amore pu\u00f2 essere crudele a volte. Siete fatti l'uno per\nsiete fatti l'uno per l'altra: \u00e8 evidente, palpabile, per qualsiasi persona anziana e imparziale. Tu\nsei stato per tutto il tempo il terzo in ombra della mia breve vita con lei. Ripeto,\nprenditi cura di Sue.\n\n \u00c8 un bravo ragazzo, vero?\", disse lei con lacrime latenti. A ripensarci aggiunse: \"Era molto rassegnato\nripensandoci, aggiunse: \"Anche lui era molto rassegnato a lasciarmi andare.\nquasi rassegnato! Non sono mai stata cos\u00ec vicina a essere innamorata di lui come quando ha\nquando ha preso disposizioni cos\u00ec premurose per farmi stare bene durante il mio\nviaggio e si offr\u00ec di fornirmi del denaro. Eppure non lo ero. Se l'avessi amato\nse lo amassi cos\u00ec poco come moglie, tornerei da lui anche adesso.\n\n Ma tu non lo fai, vero?\n\n \u00c8 vero, terribilmente vero! Io non lo faccio.\n\n Nemmeno io, temo! disse con tono ironico.  N\u00e9 forse nessuno!\nSue, a volte, quando sono irritata con te, penso che tu non sia capace di\nvero amore.\n\n Non \u00e8 bello e leale da parte tua! disse lei, e allontanandosi da lui il pi\u00f9 possibile\nallontanandosi il pi\u00f9 possibile da lui e guardando severamente nell'oscurit\u00e0. Aggiunse\ncon toni feriti, senza voltarsi:  La mia simpatia per te non \u00e8 come quella di alcune\ndonne, forse. Ma \u00e8 un piacere stare con te, di un tipo supremamente\ndelicato, e non voglio andare oltre e rischiare con un tentativo di intensificarlo!\ndi intensificarlo! Mi sono resa conto che, in quanto donna con uomo, era un\nrischio di venire. Ma, come me con te, ho deciso di confidare che tu ponga i miei desideri al di sopra della tua\ndesideri al di sopra della tua gratificazione. Non discutere oltre, caro Jude!\n\n Certo, se questo ti fa rimproverare te stessa, ma io ti piaccio molto, Sue?\nmolto, Sue? Di' che ti piace! Di' che fai un quarto, un decimo, quanto\nquanto io faccio con te, e io sar\u00f2 contento!\n\n Mi sono lasciata baciare da te, e questo dice abbastanza.\n\n Solo una volta o poco pi\u00f9!\n\n Non essere un ragazzo avido.\n\nSi appoggi\u00f2 all'indietro e non la guard\u00f2 per molto tempo. Quell'episodio della\nstoria passata di cui lei gli aveva parlato del povero laureato di Christminster\nChristminster che lei aveva trattato in questo modo, torn\u00f2 alla mente di Jude; e lui si vide come un possibile secondo\ne si vide come un possibile secondo in un destino cos\u00ec torturante.\n\n \u00c8 una strana fuga! mormor\u00f2.  Forse mi stai prendendo in giro con Phillotson\ngatto di me con Phillotson per tutto questo tempo. Parola mia, sembra quasi\nsembra quasi che sia cos\u00ec, vedendoti seduto lass\u00f9, cos\u00ec elegante!\n\n Ora non devi arrabbiarti, non te lo permetter\u00f2!\", lo esorta lei, voltandosi e avvicinandosi a lui.\ne si avvicin\u00f2 a lui.  Mi hai baciato poco fa, sai, e non mi \u00e8 dispiaciuto\nnon mi piaceva, lo ammetto, Jude. Solo che non voglio che tu lo faccia di nuovo.\ndi nuovo, visto come siamo messi, non vedi?\n\nNon avrebbe mai potuto resisterle quando la supplicava (come lei ben sapeva). E loro\nseduti l'uno accanto all'altra con le mani giunte, finch\u00e9 lei non si dest\u00f2 per qualche\npensiero.\n\n Non posso andare in quel Temperance Inn, dopo che mi hai telegrafato quel messaggio!\nquel messaggio!\n\n Perch\u00e9 no?\n\n Si vede abbastanza bene!\n\n Molto bene; senza dubbio ce ne sar\u00e0 un altro aperto. A volte ho pensato\nda quando avete sposato Phillotson per uno stupido scandalo,\nche, sotto l'apparenza di indipendenza di vedute, tu sia schiava del codice sociale come\nal codice sociale come tutte le donne che conosco!\n\n Non mentalmente. Ma non ho il coraggio delle mie idee, come ho detto prima.\nNon l'ho sposato del tutto a causa dello scandalo. Ma a volte una\ndonna ha la meglio sulla sua coscienza e, anche se si sente in colpa al pensiero\ne, sebbene sia angosciata al pensiero di trattare un uomo in modo crudele, lo incoraggia ad amarla mentre lei\nlo incoraggia ad amarla mentre lei non lo ama affatto. Poi,\nquando lo vede soffrire, il rimorso si fa strada e fa quello che pu\u00f2 per riparare al torto.\nper riparare al torto subito.\n\n Vuoi semplicemente dire che hai flirtato in modo scandaloso con lui, povero vecchio,\ne che poi si \u00e8 pentita e, per riparare, lo ha sposato, anche se\ntorturandoti a morte nel farlo.\n\n Ebbene, se vuoi dirla brutalmente, \u00e8 stato un po' cos\u00ec, quello e lo scandalo insieme\nlo scandalo insieme e il fatto che mi hai nascosto ci\u00f2 che avresti dovuto\ndirmi prima!\n\nEgli vide che era afflitta e lacrimosa per le sue critiche e la tranquillizz\u00f2, dicendole: \"Non \u00e8 vero che non \u00e8 cos\u00ec?\ne la tranquillizz\u00f2 dicendole:  Ecco, cara, non farci caso! Crocifiggimi pure, se vuoi!\nSai che sei tutto il mondo per me, qualunque cosa tu faccia!\n\n Sono molto cattiva e senza principi, so che lo pensi! disse lei,\ncercando di asciugare le lacrime.\n\n Penso e so che tu sei la mia cara Sue, dalla quale n\u00e9 la lunghezza n\u00e9 la larghezza, n\u00e9 le cose presenti n\u00e9 quelle a venire\nlarghezza, n\u00e9 le cose presenti n\u00e9 quelle future, possono dividermi!\n\nPur essendo cos\u00ec sofisticata in molte cose, era talmente bambina in altre\nche questo la soddisfaceva, e giunsero alla fine del viaggio in\ndi un ottimo rapporto. Erano circa le dieci quando arrivarono a\nAldbrickham, la citt\u00e0 della contea del Wessex settentrionale. Poich\u00e9 lei non voleva andare al\nTemperance Hotel a causa della forma del telegramma, Jude ne chiese un altro.\nun altro; e un giovane che si offr\u00ec di trovarne uno port\u00f2 i loro bagagli al George pi\u00f9 avanti.\nbagagli al George, pi\u00f9 avanti, che si rivel\u00f2 essere la locanda in cui Jude aveva alloggiato con Arabella il giorno prima.\nJude aveva alloggiato con Arabella in quell'unica occasione in cui si erano incontrati\ndopo essersi divisi per anni.\n\nTuttavia, a causa del loro ingresso da un'altra porta e delle sue preoccupazioni, non riconobbe subito il luogo.\npreoccupazione, all'inizio non riconobbe il luogo. Quando avevano\nimpegnate le rispettive stanze, scesero a cenare tardi. Durante\nJude, durante la sua temporanea assenza, la cameriera parl\u00f2 a Sue.\n\n Credo, signora, di ricordare che il suo parente, o amico, o qualunque cosa sia.\nsia, sia venuto qui una volta, prima che fosse tardi, proprio cos\u00ec, con sua moglie, una signora,\nin ogni caso, che non era affatto come voi, ma che era con voi ora.\nora con voi.\n\n Oh, davvero? disse Sue, con un certo mal di cuore.  Anche se\ncredo che tu ti stia sbagliando! Quanto tempo fa \u00e8 stato?\n\n Circa un mese o due. Una donna affascinante e piena di vita. Avevano questa\nstanza.\n\nQuando Jude torn\u00f2 e si sedette per la cena, Sue sembr\u00f2 triste e\ninfelice.  Jude, gli disse con tono pietoso, quando si separarono quella sera sul pianerottolo, non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec bello e piacevole come un tempo.\nsera sul pianerottolo, non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec bello e piacevole come una volta\ncome era una volta con noi! Non mi piace questo posto, non lo sopporto! E tu non mi piaci\nE tu non mi piaci pi\u00f9 come una volta!\n\n Come sembri agitata, cara! Perch\u00e9 cambi cos\u00ec?\n\n Perch\u00e9 \u00e8 stato crudele portarmi qui!\n\n Perch\u00e9?\n\n Ultimamente eri qui con Arabella. Ecco, ora l'ho detto!\n\n Caro mio, perch\u00e9 disse Jude guardandosi intorno.  S\u00ec, \u00e8 lo stesso! I\ndavvero non lo sapevo, Sue. Beh, non \u00e8 crudele, visto che siamo venuti come\nabbiamo due parenti che stanno insieme.\n\n Quanto tempo fa sei stato qui? Dimmi, dimmi!\n\n Il giorno prima di incontrarti a Christminster, quando siamo tornati a\nMarygreen insieme. Ti ho detto che l'avevo incontrata.\n\n S\u00ec, hai detto di averla incontrata, ma non mi hai detto tutto. La sua storia\nera che vi eravate incontrati come persone estranee, che non erano affatto marito e moglie\nnon che tu avessi fatto pace con lei.\n\n Non ci siamo inventati nulla, disse tristemente.  Non posso spiegare, Sue.\n\n Sei stato falso con me; tu, la mia ultima speranza! E non lo dimenticher\u00f2 mai\nmai!\n\n Ma per tua stessa volont\u00e0, cara Sue, noi dobbiamo essere solo amici, non amanti!\n\u00c8 cos\u00ec incoerente da parte tua\n\n Gli amici possono essere gelosi!\n\n Non lo vedo. Lei non mi concede nulla e io devo concederle tutto.\ntutto a lei. Dopo tutto, lei era in buoni rapporti con suo marito\nall'epoca.\n\n No, non lo ero, Jude. Oh, come puoi pensarlo! E tu mi hai accolto,\nanche se non ne avevi intenzione.  Era cos\u00ec mortificata che lui fu costretto a\ndi portarla in camera sua e di chiudere la porta per evitare che la gente\nsentisse.  Era questa la stanza? S\u00ec, lo vedo dal tuo sguardo! Non voglio\nnon la voglio per me! Oh, \u00e8 stato infido da parte tua averla di nuovo con te! _I_\nsono saltato fuori dalla finestra!\n\n Ma Sue, dopo tutto, era la mia moglie legale, se non\n\nScivolando in ginocchio, Sue seppell\u00ec il viso nel letto e pianse.\n\n Non ho mai conosciuto un sentimento cos\u00ec irragionevole come quello di un cane nella mangiatoia,\ndisse Jude.  Non devo avvicinarmi a te, n\u00e9 a nessun altro!\n\n Non capisci il mio sentimento? Perch\u00e9 non lo capisci? Perch\u00e9 sei cos\u00ec\nvolgare? Sono saltato dalla finestra?\n\n Si \u00e8 buttato dalla finestra?\n\n Non riesco a spiegarmi!\n\n\u00c8 vero che non capiva bene i sentimenti di lei. Ma un po' lo cap\u00ec\nun po', e cominci\u00f2 ad amarla sempre di pi\u00f9.\n\n Pensavo che non ti importasse di nessuno, non desideravi nessuno al mondo tranne me, in quel momento e da allora!\ne da allora! continu\u00f2 Sue.\n\n \u00c8 vero. Non l'ho fatto e non lo faccio ora! disse Jude, angosciato quanto lei.\nlei.\n\n Ma devi aver pensato molto a lei! O\n\n No, non \u00e8 necessario, non mi capisci nemmeno tu, le donne non mi capiscono mai! Perch\u00e9\nPerch\u00e9 dovresti fare i capricci per niente?\n\nAlzando lo sguardo dalla trapunta, fece un broncio provocatorio:  Se non fosse stato per\nse non fosse stato per questo, forse sarei andata al Temperance Hotel, dopo tutto, come\ncome mi avevi proposto, perch\u00e9 cominciavo a pensare di appartenerti!\nte!\n\n Oh, non ha alcuna importanza! disse Jude a distanza.\n\n Pensavo, ovviamente, che non fosse mai stata veramente tua moglie da quando\nti ha lasciato di sua spontanea volont\u00e0 anni e anni fa! La mia sensazione era\nche una separazione come la vostra da lei, e la mia da lui, ponesse fine al matrimonio.\nmatrimonio.\n\n Non posso dire di pi\u00f9 senza parlare contro di lei, e non voglio farlo.\nquesto, disse.  Tuttavia, devo dirvi una cosa, che risolverebbe la\nquestione in ogni caso. Ha sposato un altro uomo, l'ha sposato davvero! I\nNon ne sapevo nulla fino alla visita che abbiamo fatto qui.\n\n sposato un altro?   \u00c8 un crimine come lo considera il mondo, ma non lo\ncredere.\n\n Ora sei di nuovo te stesso. S\u00ec, \u00e8 un crimine, come tu non\nnon ritenete, ma lo ammettereste con timore. Ma non informer\u00f2 mai contro di lei!\nlei! Ed \u00e8 evidentemente un pungolo di coscienza che l'ha portata a sollecitarmi il divorzio.\na chiedermi di divorziare, per potersi risposare legalmente con quest'uomo. Quindi\ncapite che non ho intenzione di rivederla.\n\n E non ne sapevate davvero nulla quando l'avete vista?\nSue con pi\u00f9 delicatezza, mentre si alzava.\n\n Non l'ho fatto. Considerando tutte le cose, non credo che dovresti essere\narrabbiata, tesoro!\n\n Non lo sono. Ma non posso andare al Temperance Hotel!\n\nRideva.  Non importa, disse.  Se sono vicino a te, sono relativamente\nrelativamente felice. \u00c8 pi\u00f9 di quanto questo miserabile terrestre chiamato Me\nche si merita, tu spirito, tu creatura disincarnata, tu caro, dolce,\ndolce, allettante fantasma quasi per niente in carne; cos\u00ec che quando ti metto le braccia intorno\nintorno a te mi aspetto quasi che ti attraversino come l'aria!\nPerdonami se sono grossolano, come lo chiami tu! Ricorda che il nostro chiamarci\ncugini, quando in realt\u00e0 erano estranei, era un'insidia. L'inimicizia dei nostri genitori\nha dato ai miei occhi una piccantezza che \u00e8 stata pi\u00f9 intensa anche della\nnovit\u00e0 di una normale nuova conoscenza.\n\n Di' quei bei versi, allora, dall'Epipsychidion di Shelley come se si riferissero a me!\ncome se si riferissero a me!\", sollecit\u00f2 lei, avvicinandosi a lui mentre stavano in piedi.\n Non li conosci?\n\n Non conosco quasi nessuna poesia\", rispose mestamente.\n\n Non lo fate anche voi? Questi sono alcuni di loro:\n\nC'era un Essere che il mio spirito spesso\nincontrato nei suoi vagabondaggi visionari in alto.\n\n\n\n\n\nUn serafino del cielo, troppo gentile per essere umano,\nche si cela sotto quella radiosa forma di donna\n\nOh, \u00e8 troppo lusinghiero, quindi non continuer\u00f2! Ma dite che sono io! Dite che sono\nme!\n\n Sei tu, cara; esattamente come te!\n\n Ora ti perdono! E mi bacerai solo una volta, non molto a lungo.\na lungo.  Mise la punta del dito con delicatezza sulla sua guancia; e lui fece\ncome ordinato.  Tieni molto a me, vero, nonostante io non lo sappia?\nnon lo sai?\n\n S\u00ec, dolce! disse con un sospiro; e le diede la buonanotte.\n\n\n\n\nVI\n\n\nRitornando a Shaston, sua citt\u00e0 natale, come maestro di scuola, Phillotson\naveva conquistato l'interesse e risvegliato la memoria degli abitanti, che,\nanche se non lo onoravano per le sue svariate acquisizioni come sarebbe stato\ncome sarebbe stato onorato altrove, conservavano per lui una sincera stima.\nQuando, poco dopo il suo arrivo, port\u00f2 a casa una bella moglie\nmoglie goffamente bella per lui, se non avesse fatto attenzione, dissero di essere felici di averla\nerano contenti di averla stabilita tra loro.\n\nPer un po' di tempo dopo la sua fuga da quella casa, l'assenza di Sue non\nnon suscit\u00f2 commenti. Il suo posto come sorvegliante nella scuola fu preso da un'altra\nun'altra giovane donna pochi giorni dopo che l'aveva lasciato.\nsostituzione \u00e8 passata inosservata, dato che i servizi di Sue erano di natura\nprovvisori. Quando, per\u00f2, era passato un mese e Phillotson ammise casualmente a un conoscente che\nPhillotson ammise casualmente a un conoscente di non sapere dove la moglie\nmoglie, la curiosit\u00e0 cominci\u00f2 ad aumentare; finch\u00e9, saltando alle conclusioni,\nla gente si azzard\u00f2 ad affermare che Sue lo aveva ingannato ed era scappata da lui.\nda lui. Il crescente languore e la svogliatezza del maestro nel suo lavoro\nlavoro davano credito all'idea.\n\nSebbene Phillotson avesse tenuto la lingua a freno il pi\u00f9 a lungo possibile, tranne che con l'amico Gillingham, la sua onest\u00e0 e la sua franchezza non gli avrebbero permesso\nGillingham, la sua onest\u00e0 e la sua franchezza non gli avrebbero permesso di farlo quando\ndi farlo quando si diffusero all'estero i malintesi sulla condotta di Sue. Un luned\u00ec mattina\nluned\u00ec mattina il presidente del comitato scolastico convoc\u00f2 e dopo aver\ndopo aver sbrigato gli affari della scuola, prese Phillotson in disparte, lontano dalle orecchie dei bambini.\nbambini.\n\n Mi scusi se glielo chiedo, Phillotson, visto che tutti ne parlano:\n\u00e8 vero, per quanto riguarda le sue faccende domestiche, che sua moglie \u00e8 andata via\nnon era in visita, ma una fuga segreta con un amante? Se \u00e8 cos\u00ec, mi dispiace\ncon voi.\n\n Non farlo, disse Phillotson.  Non c'era alcun segreto.\n\n \u00c8 andata a trovare degli amici?\n\n No.\n\n Allora cosa \u00e8 successo?\n\n Se n'\u00e8 andata in circostanze che di solito richiedono condoglianze\ncon il marito. Ma io ho dato il mio consenso.\n\nIl presidente sembrava non aver colto l'osservazione.\n\n Quello che dico \u00e8 del tutto vero\", continu\u00f2 Phillotson in modo provocatorio.  Ha chiesto il permesso di\ndi andare via con il suo amante e io l'ho lasciata fare. Perch\u00e9 non dovrei? A\nUna donna maggiorenne, era una questione di coscienza per lei, non per me.\nNon ero il suo carceriere. Non posso spiegare oltre. Non voglio essere\ninterrogata.\n\nI bambini osservarono che i volti dei due uomini erano molto seri.\nuomini, e tornarono a casa e dissero ai loro genitori che era successo qualcosa di nuovo sulla\nqualcosa di nuovo sulla signora Phillotson. Allora la piccola serva di Phillotson,\nche era una studentessa appena uscita dai suoi standard, disse che il Sig.\nPhillotson aveva aiutato la moglie a fare le valigie, le aveva offerto il denaro di cui aveva bisogno e le aveva scritto una lettera amichevole.\ndi cui aveva bisogno e aveva scritto una lettera amichevole al suo giovane uomo,\ngiovane, dicendogli di prendersi cura di lei. Il presidente della commissione ha riflettuto sulla\ne parl\u00f2 con gli altri direttori della scuola, finch\u00e9 non arriv\u00f2 la richiesta a Phillotson di\nrichiesta a Phillotson di incontrarli privatamente. L'incontro dur\u00f2 a lungo\na lungo e alla fine il direttore della scuola torn\u00f2 a casa con il solito aspetto\npallido e stanco. Gillingham era seduto in casa ad aspettarlo.\n\n Bene, \u00e8 come ha detto lei\", osserv\u00f2 Phillotson, buttandosi stancamente sulla sedia.\nstancamente su una sedia.  Mi hanno chiesto di rassegnare le mie dimissioni\na causa della mia condotta scandalosa nel concedere la libert\u00e0 a mia moglie torturata o\nlibert\u00e0 o, come la chiamano loro, di condonare il suo adulterio. Ma non mi dimetto!\ndimettermi!\n\n Penso che lo farei.\n\n Non lo far\u00f2. Non sono affari loro. Non mi riguarda affatto nella mia\npubblica. Possono espellermi se vogliono.\n\n Se fai storie finir\u00e0 sui giornali e non sarai mai nominato in un'altra scuola.\ndi un'altra scuola. Vede, devono considerare ci\u00f2 che lei ha fatto come\nfatto da un insegnante della giovent\u00f9 e i suoi effetti in quanto tale sulla morale della citt\u00e0.\nmorale della citt\u00e0 e, secondo l'opinione comune, la sua posizione \u00e8 indifendibile.\nindifendibile. Dovete lasciarmi dire questo.\n\nA questo buon consiglio, per\u00f2, Phillotson non volle dare ascolto.\n\n Non mi interessa, ha detto.  Non me ne vado se non vengo espulso. E per\nper questo motivo: che dimettendomi riconosco di aver agito male nei suoi confronti.\nquando sono ogni giorno pi\u00f9 convinto che, agli occhi del cielo e di tutta la naturale e schietta umanit\u00e0, ho agito male nei suoi confronti.\nCielo e di tutta la naturale e schietta umanit\u00e0, ho agito\ngiustamente.\n\nGillingham si rese conto che il suo amico, piuttosto testardo, non sarebbe stato in grado di\nposizione; ma non disse altro e, a tempo debito, in un quarto d'ora, la lettera formale di licenziamento\na tempo debito, in un quarto d'ora, arriv\u00f2 la lettera formale di licenziamento.\nlettera formale di licenziamento, essendo i dirigenti rimasti a scriverla dopo il ritiro di Phillotson.\nPhillotson. Quest'ultimo rispose che non avrebbe accettato\nlicenziamento; e convoc\u00f2 un'assemblea pubblica, alla quale partecip\u00f2, sebbene sembrasse cos\u00ec debole e malato che\nun'assemblea pubblica, alla quale partecip\u00f2, anche se sembrava cos\u00ec debole e malato che i suoi amici lo implorarono di rimanere a casa.\nQuando si alz\u00f2 per esporre le sue ragioni per contestare la decisione dei dirigenti\ndirigenti, le ha esposte con fermezza, come aveva fatto con l'amico, e ha sostenuto, inoltre, che la questione\nInoltre, sostenne che la questione era una teoria domestica che non li riguardava.\nnon li riguardava. I dirigenti hanno respinto la richiesta, insistendo sul fatto che le eccentricit\u00e0 private di un\neccentricit\u00e0 private di un insegnante rientravano nella loro sfera di controllo,\nin quanto riguardava la morale di coloro a cui insegnava. Phillotson rispose che\nnon vedeva come un atto di carit\u00e0 naturale potesse ledere la morale.\n\nTutti gli abitanti rispettabili e gli abitanti benestanti della citt\u00e0\ncitt\u00e0 erano tutti contro Phillotson. Ma, con una certa sorpresa,\nuna dozzina o pi\u00f9 di campioni si alzarono in sua difesa come da terra.\n\n\u00c8 stato detto che Shaston era il punto di ancoraggio di un curioso e interessante gruppo di\ngruppo interessante di itineranti, che frequentavano le numerose fiere e i mercati che si tenevano\nmercati che si tenevano su e gi\u00f9 per il Wessex durante i mesi estivi e autunnali.\nSebbene Phillotson non avesse mai parlato con uno di questi gentiluomini, essi ora\nnobilmente la speranza abbandonata in sua difesa. Il corpo comprendeva due Jack da quattro soldi, un\nJacks, il proprietario di un poligono di tiro e le signore che caricavano le armi, un paio di pugili\nun paio di maestri di pugilato, un gestore di una giostra a vapore, due\ndue fabbricanti di scope ambulanti che si facevano chiamare vedove, una\nun proprietario di una bancarella di pan di zenzero, un proprietario di un'imbarcazione\n un uomo che fa le prove di forza.\n\nQuesta generosa falange di sostenitori, e alcuni altri di giudizio indipendente, le cui esperienze domestiche\ngiudizio, le cui esperienze domestiche non erano state prive di\nvicissitudini, si avvicinarono e strinsero calorosamente la mano a Phillotson.\nDopo di che hanno espresso il loro pensiero in modo cos\u00ec forte all'assemblea che\nIl risultato fu una rissa generale, in cui una tavola nera fu spaccata, tre lastre di vetro\nuna tavola nera, tre vetri delle finestre della scuola sono stati rotti, una bottiglia d'inchiostro \u00e8 stata rovesciata.\nuna bottiglia d'inchiostro \u00e8 stata rovesciata sul davanti della camicia di un consigliere comunale, un\nun amministratore della chiesa \u00e8 stato colpito con la mappa della Palestina, tanto che la sua testa ha attraversato\nche la sua testa ha attraversato la Samaria, e sono stati fatti molti occhi neri e nasi sanguinanti.\nocchi neri e nasi sanguinanti, uno dei quali, con orrore di tutti, fu quello del venerabile\nuno dei quali, con orrore di tutti, fu quello del venerabile incumbent, a causa dello zelo di uno spazzacamino emancipato che si schier\u00f2 dalla parte di Phillotson.\nche si schier\u00f2 dalla parte di Phillotson. Quando Phillotson vide il sangue\nsangue che scorreva sul viso del rettore, deplor\u00f2 quasi con dei gemiti le\ncircostanze disdicevoli e degradanti, si rammaricava di non essersi\ndi non aver rassegnato le dimissioni quando era stato chiamato, e torn\u00f2 a casa cos\u00ec malato che il mattino seguente\nche la mattina dopo non riusciva a lasciare il letto.\n\nL'evento farsesco ma malinconico fu per lui l'inizio di una grave malattia.\ne giaceva nel suo letto solitario nel patetico stato d'animo di un uomo di mezza et\u00e0 che si rende conto che la sua vita, in quanto vita, non \u00e8 pi\u00f9 un'impresa.\npatetico stato d'animo di un uomo di mezza et\u00e0 che si rende conto che la sua vita, intellettuale e domestica, tende al fallimento e alla tristezza,\nintellettuale e domestica, tende al fallimento e alla tristezza. Gillingham\nveniva a trovarlo la sera e in un'occasione fece il nome di Sue.\nnome di Sue.\n\n Non le importa nulla di me! disse Phillotson.  Perch\u00e9 dovrebbe\ndovrebbe?\n\n Non sa che sei malato.\n\n Tanto meglio per entrambi.\n\n Dove vivono il suo amante e lei?\n\n A Melchester, suppongo; almeno, qualche tempo fa viveva l\u00ec.\n\nQuando Gillingham arriv\u00f2 a casa, si sedette a riflettere e alla fine scrisse una riga anonima a Sue.\nanonimo a Sue, nella remota possibilit\u00e0 che la raggiungesse.\nlettera in una busta indirizzata a Jude nella capitale diocesana.\ndiocesana. Arrivata in quel luogo, fu inoltrata a Marygreen, nel North Wessex, e poi a Jude.\nWessex e poi ad Aldbrickham dall'unica persona che conosceva il suo indirizzo attuale, la vedova che aveva curato Jude.\nindirizzo, la vedova che aveva assistito la zia.\n\nTre giorni dopo, la sera, quando il sole stava calando con\nsulle pianure di Blackmoor, rendendo le finestre di Shaston come lingue di fuoco agli occhi dei rustici di quella valle.\ncome lingue di fuoco agli occhi dei rustici di quella valle,\nil malato credette di aver sentito qualcuno entrare in casa, e qualche minuto dopo\npochi minuti dopo un colpetto alla porta della camera da letto. Phillotson non parl\u00f2\nnon parl\u00f2; la porta fu aperta con esitazione ed entr\u00f2 Sue.\n\nEra vestita con abiti leggeri e primaverili, e il suo avvento sembrava spettrale come\nil passaggio di una falena. Lui gir\u00f2 gli occhi su di lei e arross\u00ec;\nma sembr\u00f2 trattenere l'impulso primario di parlare.\n\n Non ho niente da fare qui\", disse lei, chinando il viso spaventato verso di lui.\na lui.  Ma ho sentito che eravate molto malato; e siccome so che voi riconoscete\ntra uomo e donna altri sentimenti oltre all'amore fisico, sono venuta.\nsono venuta.\n\n Non sono molto malato, mio caro amico. Solo poco bene.\n\n Non lo sapevo e temo che solo una grave malattia avrebbe giustificato la mia venuta!\navrebbe giustificato la mia venuta!\n\n S\u00ec, s\u00ec. E quasi vorrei che non fossi venuto! \u00c8 un po' troppo\ntroppo presto, tutto qui. Tuttavia, cerchiamo di fare del nostro meglio. Non avete\nsentito parlare della scuola, suppongo?\n\n No, cosa c'\u00e8?\n\n Solo che me ne vado da qui in un altro posto. I dirigenti e\nio e i dirigenti non siamo d'accordo e ci lasceremo, tutto qui.\n\nSue non sospett\u00f2 nemmeno per un attimo, n\u00e9 ora n\u00e9 in seguito, quali problemi gli fossero derivati dal lasciarla andare.\nche problemi gli fossero derivati dal fatto di averla lasciata andare; non le era mai passato per la testa e non aveva ricevuto alcuna notizia da Shaston.\nnon le era mai passato per la testa e non aveva ricevuto alcuna notizia da Shaston. Parlarono\nparlarono di argomenti leggeri ed effimeri, e quando gli fu portato il t\u00e8 disse alla piccola serva stupita\nQuando gli fu portato il t\u00e8, disse alla piccola serva stupita che doveva essere preparata una tazza per Sue.\nQuella giovane persona era molto pi\u00f9 interessata alla loro storia di quanto\ne mentre scendeva le scale sollev\u00f2 gli occhi e le mani in segno di grottesco stupore.\nin segno di grottesco stupore. Mentre sorseggiavano, Sue and\u00f2 alla finestra e disse pensosamente\npensieroso disse: \"\u00c8 un tramonto cos\u00ec bello, Richard.\n\n Da qui sono per lo pi\u00f9 belle, grazie ai raggi che attraversano la nebbia della valle.\nnebbia della valle. Ma io li perdo tutti, perch\u00e9 non brillano in questo\nangolo tetro in cui mi trovo.\n\n Non vi piacerebbe vedere questo particolare? \u00c8 come se il cielo\naperto.\n\n Ah s\u00ec! Ma non posso.\n\n Vi aiuter\u00f2 a farlo.\n\n No, la rete non pu\u00f2 essere spostata.\n\n Ma capite cosa intendo.\n\nSi avvicin\u00f2 a un bicchiere a bilico e, prendendolo in mano, lo port\u00f2 in un punto vicino alla finestra\nport\u00f2 il bicchiere in un punto della finestra dove potesse catturare la luce del sole,\nmuovendo il vetro finch\u00e9 i raggi non si riflettevano sul viso di Phillotson.\n\n Ora si vede il grande sole rosso! disse.  E sono sicura che\nti rallegrer\u00e0, lo spero tanto!  Parlava con una gentilezza infantile,\ngentilezza pentita, come se non potesse fare troppo per lui.\n\nPhillotson sorrise tristemente.  Siete una strana creatura! mormor\u00f2 mentre il sole\nsole gli brillava negli occhi.  L'idea che tu venga a trovarmi dopo quello che\n\u00e8 passato!\n\n Non lasciateci tornare indietro su questo! disse rapidamente.  Devo prendere\nomnibus per il treno, perch\u00e9 Jude non sa che sono venuta; era fuori quando sono partita; quindi devo tornare a casa quasi subito.\nera fuori quando sono partita; quindi devo tornare a casa quasi subito. Richard, sono cos\u00ec\nfelice che tu stia meglio. Non mi odi, vero? Sei stato un amico cos\u00ec\nun amico cos\u00ec gentile con me!\n\n Sono lieto di sapere che la pensi cos\u00ec\", disse Phillotson con tono dolce.  No. Non ti odio!\nodio!\n\nDurante le loro intermittenti chiacchierate, nella tetra stanza si fece rapidamente buio,\ne quando vennero portate le candele e fu il momento di andarsene, lei mise la sua mano nella sua o\nmano di lui, o piuttosto la lasciava scorrere tra le sue, poich\u00e9 era\nsignificativamente leggera al tatto. Aveva quasi chiuso la porta quando lui\ndisse: \"Sue!  Aveva notato che, voltandosi, aveva le lacrime sul viso e un fremito nel\nlacrime sul viso e un fremito sul labbro.\n\nEra una cattiva politica ricordarle che lo sapeva mentre lo perseguiva. Ma non poteva\nnon poteva evitarlo. Lei torn\u00f2.\n\n Sue, mormor\u00f2, vuoi fare pace e restare? Io ti perdoner\u00f2\nti perdoner\u00f2 e ti perdoner\u00f2 tutto!\n\n Oh, non puoi, non puoi! disse frettolosamente.  Non puoi perdonarlo\nora!\n\n In effetti, intende dire che ora \u00e8 suo marito?\n\n Potete immaginarlo. Sta ottenendo il divorzio dalla moglie Arabella.\n\n Sua moglie! Per me \u00e8 una novit\u00e0 assoluta che abbia una moglie.\n\n \u00c8 stato un matrimonio sbagliato.\n\n Come il tuo.\n\n Come il mio. Non lo fa tanto per conto suo quanto per conto di lei.\nLei gli ha scritto e gli ha detto che sarebbe stata una gentilezza per lei, perch\u00e9 cos\u00ec avrebbe potuto\navrebbe potuto sposarsi e vivere in modo rispettabile. E Jude ha accettato.\n\n Una moglie Una gentilezza per lei. Ah, s\u00ec; una gentilezza nei suoi confronti liberarla\nMa non mi piace come suona. Posso perdonare, Sue.\n\n No, no! Non potete riavermi indietro ora che sono stato cos\u00ec malvagio da fare quello che ho fatto!\nho fatto!\n\nSul volto di Sue era sorto quell'incipiente spavento che si manifestava ogni volta che\nogni volta che lui si trasformava da amico a marito, e che le faceva adottare\nadottare qualsiasi linea di difesa contro il sentimento coniugale in lui.  Devo andare\nora. Torner\u00f2 di nuovo, vero?\n\n Non vi chiedo di andarvene, nemmeno adesso. Ti chiedo di restare.\n\n Ti ringrazio, Richard, ma devo farlo. Visto che non sei cos\u00ec malato come pensavo,\nnon posso restare!\n\n Lei \u00e8 sua dalle labbra ai piedi! disse Phillotson; ma cos\u00ec debolmente che, chiudendo la porta, non lo sent\u00ec.\nchiudendo la porta non lo sent\u00ec. Il timore di un cambiamento\nreazionario nei sentimenti del maestro, unito, forse, a una leggera vergogna\nvergogna di far sapere anche a lui quale scadente mancanza di\ndi accuratezza, dal punto di vista di un uomo, caratterizzasse il suo trasferimento di\nfedelt\u00e0, le imped\u00ec di parlargli dei suoi rapporti, finora incompleti, con Jude.\nrelazioni incomplete con Jude; e Phillotson si contorceva come un uomo all'inferno quando\nsi immaginava il grazioso composto di simpatia e avversione che portava il suo nome.\nsimpatia e avversione che portava il suo nome, che tornava impaziente a casa del suo amante.\namante.\n\nGillingham era cos\u00ec interessato agli affari di Phillotson, e cos\u00ec seriamente\nche si recava a Shaston a piedi due o tre volte alla settimana, anche se, andata e ritorno, era un viaggio di nove ore.\nShaston due o tre volte alla settimana, anche se, andata e ritorno, si trattava di un viaggio di nove\nche doveva essere fatto tra il t\u00e8 e la cena, dopo una dura giornata di lavoro a scuola.\ngiornata di lavoro a scuola. Quando chiam\u00f2 l'occasione successiva alla visita di Sue, il suo amico era di sotto.\nvisita di Sue, il suo amico era di sotto e Gillingham not\u00f2 che il suo umore inquieto era stato\nche il suo stato d'animo irrequieto era stato sostituito da uno pi\u00f9 fisso e composto.\n\n \u00c8 qui dall'ultima volta che hai chiamato, disse Phillotson.\n\n Non la signora Phillotson?\n\n S\u00ec.\n\n Ah! Te lo sei inventato?\n\n No. \u00c8 venuta, ha accarezzato il mio cuscino con la sua manina bianca, ha fatto l'infermiera premurosa per mezz'ora e se n'\u00e8 andata.\ninfermiera premurosa per mezz'ora e se ne and\u00f2.\n\n Sono impiccata! Una femminuccia!\n\n Che ne dici?\n\n Oh, niente!\n\n In che senso?\n\n Voglio dire, che piccola donna allettante e capricciosa! Se non fosse\ntua moglie\n\n Non lo \u00e8; \u00e8 un altro uomo, se non di nome e di diritto. E ho pensato che\nPensavo che una conversazione con lei mi ha suggerito che, per gentilezza nei suoi confronti\nche, per gentilezza, avrei dovuto sciogliere del tutto il vincolo legale.\nche, cosa abbastanza singolare, credo di poterlo fare, ora che lei \u00e8 tornata e ha rifiutato la mia richiesta di\nora che \u00e8 tornata e ha rifiutato la mia richiesta di restare dopo che le ho detto che l'avevo perdonata.\nperdonato. Credo che questo fatto mi darebbe l'opportunit\u00e0 di farlo,\nanche se al momento non l'ho vista. A cosa serve tenerla\nincatenata a me se non mi appartiene? So che mi sento assolutamente\nche lei accoglierebbe con favore il fatto che io faccia un passo del genere come la pi\u00f9 grande\ncarit\u00e0 nei suoi confronti. Perch\u00e9 anche se come creatura simpatizza con me e mi compatisce,\ne mi compatisce, e persino piange per me, come marito non pu\u00f2 sopportarmi, mi detesta.\nmi detesta, \u00e8 inutile stare a sottilizzare, mi detesta e\nl'unico modo virile, dignitoso e misericordioso \u00e8 quello di portare a termine ci\u00f2 che ho iniziato.\niniziato e, anche per ragioni mondane, sar\u00e0 meglio per lei\nessere indipendente. Ho irrimediabilmente rovinato le mie prospettive a causa della mia decisione di\ndecisione su ci\u00f2 che era meglio per noi, anche se lei non lo sa; vedo solo una terribile povert\u00e0\nsolo una miseria spaventosa dai piedi alla tomba, perch\u00e9 non posso pi\u00f9 essere accettata come\nnon posso pi\u00f9 essere accettata come insegnante. Probabilmente avr\u00f2 abbastanza da fare per\nper il resto della mia vita, ora che la mia occupazione non c'\u00e8 pi\u00f9.\ne sar\u00f2 in grado di sopportarlo meglio da sola. Posso anche dirvi\nche ci\u00f2 che mi ha suggerito di lasciarla andare \u00e8 una notizia che mi ha portato.\nche mi ha portato la notizia che Fawley sta facendo lo stesso.\n\n Oh, anche lui aveva una moglie? Una strana coppia, questi amanti!\n\n Non voglio la sua opinione in merito. Quello che volevo dire \u00e8\nche la mia liberazione non pu\u00f2 farle alcun male e le aprir\u00e0 una possibilit\u00e0 di felicit\u00e0\npossibilit\u00e0 di felicit\u00e0 che finora non ha mai sognato. Perch\u00e9\nPerch\u00e9 allora potranno sposarsi, come avrebbero dovuto fare all'inizio.\n\nGillingham non si affrett\u00f2 a rispondere.  Posso non essere d'accordo con le sue motivazioni,\ndisse gentilmente, perch\u00e9 rispettava le opinioni che non poteva condividere.  Ma credo che\nche lei abbia ragione nella sua determinazione, se riesce a portarla a termine. Dubito,\ntuttavia, che tu possa farlo.\n\n\n\n\nQuinta parte A ALDBRICKHAM E DINTORNI\n\nLa tua parte aerea e tutte le parti di fuoco che sono mescolate in te,\nanche se per natura hanno una tendenza verso l'alto, tuttavia in obbedienza alla\ndisposizione dell'universo, sono sovralimentate qui nella\nmassa composta del corpo. M. ANTONINUS (lungo).\n\n\n\n\nI\n\n\nIl modo in cui i dubbi di Gillingham vennero sciolti apparir\u00e0 pi\u00f9 rapidamente passando in rassegna\ndi mesi e di incidenti che seguirono gli eventi dell'ultimo capitolo.\neventi dell'ultimo capitolo e arrivando a una domenica di febbraio dell'anno successivo.\nfebbraio dell'anno successivo.\n\nSue e Jude vivevano ad Aldbrickham, esattamente negli stessi\nrapporti che avevano instaurato tra loro quando lei aveva lasciato\nShaston per raggiungerlo l'anno prima. I procedimenti giudiziari\navevano raggiunto le loro coscienze, ma come un suono lontano e una\ncome un suono distante e una missiva occasionale che comprendevano a malapena.\n\nSi erano incontrati, come al solito, per fare colazione insieme nella casetta con il nome di Jude, che lui aveva preso a quindici sterline l'anno.\nJude, che aveva preso a quindici sterline l'anno, con tre sterline e dieci in pi\u00f9 per le tasse e le imposte, e che aveva arredato con la sua casa.\ntre sterline e dieci in pi\u00f9 per le tariffe e le tasse, e arredata con i beni antichi e\nzia e con i suoi beni antichi e legnosi, che gli erano costati circa il loro valore\nvalore per portarli da Marygreen. Sue teneva la casa e gestiva\ntutto.\n\nQuando questa mattina \u00e8 entrato nella stanza, Sue ha preso in mano una lettera che aveva appena\nricevuto.\n\n Ebbene, di che cosa si tratta?\", disse dopo averla baciata.\n\n Che il decreto _nisi_ nella causa di Phillotson _versus_ Phillotson e Fawley\ne Fawley, pronunciato sei mesi fa, \u00e8 stato appena reso assoluto.\n\n Ah, disse Jude, sedendosi.\n\nLo stesso episodio conclusivo della causa di Jude contro Arabella si era\nera avvenuto circa un mese o due prima. Entrambi i casi erano stati troppo\ninsignificanti per essere riportati dai giornali, se non con il nome in un\nun lungo elenco di altri casi non difesi.\n\n Allora, Sue, in ogni caso, puoi fare quello che vuoi!  Guard\u00f2\nla sua dolce met\u00e0 con curiosit\u00e0.\n\n Siamo liberi come se non ci fossimo mai sposati?\n\n Altrettanto libero, tranne, credo, che un ecclesiastico pu\u00f2 opporsi personalmente\ndi risposarsi e di affidare il lavoro a qualcun altro.\n\n Ma mi chiedo: pensate che sia davvero cos\u00ec per noi? So che \u00e8\nin generale. Ma ho la spiacevole sensazione che la mia libert\u00e0 sia stata ottenuta\nottenuta con falsi pretesti!\n\n Come?\n\n Beh, se la verit\u00e0 su di noi fosse stata conosciuta, il decreto non sarebbe stato\nsarebbe stato pronunciato. \u00c8 solo perch\u00e9 non ci siamo difesi,\ne li abbiamo indotti a una falsa supposizione? Perci\u00f2 la mia libert\u00e0 \u00e8\n\u00e8 lecita, per quanto giusta possa essere?\n\n Perch\u00e9 l'hai lasciato fare con un pretesto? La colpa \u00e8 solo\nte stesso da biasimare\", disse maliziosamente.\n\n Jude no! Non dovresti essere ancora permaloso per questo. Devi prendermi\nme cos\u00ec come sono.\n\n Molto bene, tesoro: lo far\u00f2. Forse avevi ragione. Per quanto riguarda la tua\ndomanda, non eravamo obbligati a dimostrare nulla. Questo era il loro\naffari loro. In ogni caso, viviamo insieme.\n\n Si. Anche se non nel loro senso.\n\n Una cosa \u00e8 certa: in qualunque modo il decreto possa essere emanato, un\nmatrimonio \u00e8 sciolto quando viene sciolto. C'\u00e8 questo vantaggio nell'essere\ndi essere dei poveri oscuri come noi, che queste cose vengono fatte per noi in modo\nin maniera approssimativa e pronta. \u00c8 stato cos\u00ec anche per me e Arabella. Temevo\ntemevo che il suo secondo matrimonio criminale sarebbe stato scoperto e lei punita.\nma nessuno si interessava a lei, nessuno indagava, nessuno lo sospettava.\nnessuno lo sospettava. Se fossimo state delle nobili brevettate avremmo avuto\nproblemi infiniti, e giorni e settimane sarebbero stati spesi in\nindagini.\n\nA poco a poco Sue acquis\u00ec l'allegria dell'amante per il senso di libert\u00e0.\nlibert\u00e0, e propose di fare una passeggiata nei campi, anche se\na costo di sopportare una cena fredda. Jude accett\u00f2,\ne Sue and\u00f2 di sopra e si prepar\u00f2 a partire, indossando un gioioso abito colorato in segno di\nabito colorato in segno di libert\u00e0, e Jude si mise una cravatta pi\u00f9 leggera.\ncravatta pi\u00f9 leggera.\n\n Ora ci pavoneggeremo a braccetto, ha detto, come qualsiasi altra coppia di fidanzati.\nAbbiamo il diritto legale di farlo.\n\nUscirono dalla citt\u00e0 e percorsero un sentiero sulle terre basse che la costeggiavano, anche se ora erano gelate e le vaste aree erano\nche la costeggiavano, anche se ora erano gelate e i vasti campi di semina erano privi di\ncampi di semina erano privi di colore e di prodotti. La coppia, tuttavia, era cos\u00ec\nassorbiti dalla loro situazione che l'ambiente circostante non era\nconsapevolezza di ci\u00f2 che li circondava.\n\n Ebbene, mia cara, il risultato di tutto questo \u00e8 che possiamo sposarci dopo un\nintervallo decente.\n\n S\u00ec, suppongo di s\u00ec\", disse Sue, senza entusiasmo.\n\n E non lo faremo?\n\n Non mi piace dire di no, caro Jude, ma la penso esattamente come\nora come ho sempre fatto. Ho lo stesso timore che un contratto di ferro\ncontratto di ferro possa spegnere la tua tenerezza per me e la mia per te, cos\u00ec come\ntra i nostri sfortunati genitori.\n\n Tuttavia, cosa possiamo fare? Ti amo, come sai, Sue.\n\n Lo so abbondantemente. Ma credo che preferirei continuare a vivere\nsempre come amanti, come stiamo vivendo ora, e solo incontrandoci di giorno in giorno. \u00c8\nmolto pi\u00f9 dolce almeno per la donna e quando \u00e8 sicura dell'uomo.\nuomo. E d'ora in poi non dovremo pi\u00f9 essere cos\u00ec attenti alle apparenze.\napparenze.\n\n Le nostre esperienze matrimoniali con altri non sono state incoraggianti, lo ammetto, con un po' di malinconia.\ncon un po' di tristezza; sia per la nostra natura insoddisfatta e poco pratica, sia per la nostra sfortuna,\ninsoddisfatti e poco pratici, o per la nostra sfortuna. Ma noi due\n\n Dovrebbero essere due insoddisfatti legati insieme, il che sarebbe due volte\nPenso che comincerei ad avere paura di te, Jude, dal momento in cui\nnel momento in cui tu avessi contratto di amarmi con il timbro del governo e io fossi stata autorizzata\ne io avessi la licenza di essere amata da te in loco.\nsordido! Sebbene tu sia libero, mi fido di te pi\u00f9 di qualsiasi altro uomo al mondo.\nal mondo.\n\n No, no, non dite che dovrei cambiare!\ndubbio anche nella sua stessa voce.\n\n A parte noi stessi e le nostre infelici peculiarit\u00e0, \u00e8 estraneo alla natura di un uomo continuare ad amare una persona\nnatura di un uomo continuare ad amare una persona quando gli viene detto che deve\ne sar\u00e0 l'amante di quella persona. Ci sarebbero molte pi\u00f9 probabilit\u00e0 che lo faccia\nche lo faccia se gli venisse detto di non amare. Se la cerimonia di matrimonio\nconsisteva in un giuramento e in un contratto firmato tra le parti per smettere di\ndi non amare pi\u00f9 da quel giorno in poi, in cambio di un possesso personale\ne di evitare il pi\u00f9 possibile di frequentarsi in pubblico, ci sarebbero pi\u00f9 innamorati.\npubblico, ci sarebbero pi\u00f9 coppie che si amano di quante ce ne siano ora. Fantasia\ngli incontri segreti tra marito e moglie che spergiurano, le negazioni di essersi visti, le\ndi essersi visti, l'arrampicarsi sulle finestre delle camere da letto e il nascondersi negli armadi!\nnascondersi negli armadi! Allora ci sarebbe poco raffreddamento.\n\n S\u00ec; ma ammettendo che questo, o qualcosa di simile, sia vero, tu non sei\nl'unica al mondo a vederlo, cara piccola Sue. Le persone continuano a\nsposarsi perch\u00e9 non riesce a resistere alle forze naturali, anche se molti di loro sanno perfettamente\nmolte di loro sanno perfettamente che forse stanno comprando un mese di piacere\nun mese di piacere con una vita di disagi. Senza dubbio mio padre e mia madre, e\nmio padre e mia madre, e vostro padre e vostra madre, se ci assomigliavano nelle abitudini di osservazione.\ndi osservazione. Ma poi sono andati a sposarsi lo stesso, perch\u00e9\navevano passioni comuni. Ma tu, Sue, sei una creatura fantasmatica,\ncreatura senza corpo, che se mi permetti di dirlo ha cos\u00ec poche\npassione animale in te, che puoi agire sulla base della ragione, quando\nnoi poveri disgraziati di sostanza pi\u00f9 grossolana non possiamo.\n\n Beh, sospir\u00f2, hai capito che probabilmente sarebbe finita in miseria per noi.\nper noi. E io non sono una donna cos\u00ec eccezionale come pensi. Ci sono meno donne\nmeno donne amano il matrimonio di quanto pensiate, solo che lo intraprendono per la dignit\u00e0\ndignit\u00e0 che si presume conferisca, e per i vantaggi sociali che ne derivano.\na volte una dignit\u00e0 e un vantaggio di cui sono ben disposta a fare a meno.\nsenza.\n\nJude ricorse alla sua vecchia lamentela che, per quanto fossero intimi, non aveva mai\nnon aveva mai ricevuto da lei una dichiarazione onesta e sincera che lei\ndi amarlo o di poterlo amare.  A volte temo davvero che tu non possa\ndisse, con un dubbio che si avvicinava alla rabbia.  E tu sei cos\u00ec reticente. I\nso che alle donne viene insegnato da altre donne che non devono mai ammettere\ntutta la verit\u00e0 a un uomo. Ma la pi\u00f9 alta forma di affetto si basa sulla\nsincerit\u00e0 da entrambe le parti. Non essendo uomini, queste donne non sanno\nche, ripensando alle persone con cui ha avuto rapporti teneri, il cuore di un uomo torna\ncuore dell'uomo torna pi\u00f9 vicino a colei che \u00e8 stata l'anima della verit\u00e0 nella sua condotta.\nLa classe migliore dell'uomo, anche se \u00e8 colta da ariosi vezzi di schivare\ne di parata, non viene trattenuto da esse. Una nemesi accompagna la donna che\nche gioca troppo spesso al gioco dell'elusivit\u00e0, nel disprezzo totale per lei\nche, prima o poi, i suoi vecchi ammiratori provano; e cos\u00ec le permettono di andare\nche le permettano di andare alla tomba senza alcun lutto.\n\nSue, che guardava in lontananza, aveva assunto uno sguardo colpevole; e all'improvviso rispose con voce tragica: \"Non credo che tu mi piaccia.\ne improvvisamente rispose con voce tragica: \"Non credo che oggi mi piaci\noggi cos\u00ec bene come prima, Jude!\n\n Non lo fai? Perch\u00e9?\n\n Oh, beh, anche tu non sei gentile, Sermony. Anche se suppongo di essere cos\u00ec cattivo\ne inutile da meritare il massimo rigore della lezione!\n\n No, non sei cattivo. Sei un caro. Ma sei scivoloso come un'anguilla quando voglio\nvoglio ottenere una confessione da te.\n\n Oh s\u00ec, sono cattivo, ostinato e di ogni tipo! \u00c8 inutile che tu\nfingere che non lo sia! Le persone che sono buone non vogliono essere rimproverate come me.\nMa ora che non ho nessuno a parte te, e nessuno che mi difenda, \u00e8 molto\ndifficile che io non possa decidere a modo mio come vivere con te,\ne se mi sposer\u00f2 o meno!\n\n Sue, mia compagna e tesoro, non voglio costringerti n\u00e9 a sposarti n\u00e9 a fare l'altra cosa.\na sposarti o a fare l'altra cosa, certo che no! \u00c8 troppo malvagio\ntroppo malvagio da parte tua essere cos\u00ec meschino! Ora non ne parliamo pi\u00f9 e andiamo avanti come abbiamo fatto finora.\ncome abbiamo fatto finora; e durante il resto della nostra passeggiata parleremo\nparleremo solo dei prati, delle inondazioni e delle prospettive dei contadini per l'anno prossimo.\nagricoltori per l'anno prossimo.\n\nDopo di ci\u00f2, l'argomento del matrimonio non fu pi\u00f9 menzionato da loro per\nper diversi giorni, anche se, vivendo come erano con solo un pianerottolo tra\ndi un pianerottolo tra di loro, il tema era sempre presente nei loro pensieri. Sue assisteva Jude in modo molto\nJude in modo molto concreto: negli ultimi tempi si era occupato per conto suo di\na lavorare e scrivere lapidi, che teneva in un piccolo cortile sul retro della sua casetta.\ndietro la sua casetta, dove lei, negli intervalli tra le faccende domestiche, tracciava le lettere a grandezza naturale per lui.\nle lettere a grandezza naturale e le anneriva dopo che lui le aveva tagliate.\nle aveva tagliate. Si trattava di un'attivit\u00e0 artigianale di classe inferiore rispetto alle sue precedenti\ndi muratore della cattedrale, e i suoi unici committenti erano i poveri che vivevano nel suo\nche vivevano nel suo quartiere e che sapevano quanto fosse tirchio questo Jude Fawley.\nquesto Jude Fawley: Muratore Monumentale (come si faceva chiamare sulla sua\nper i semplici monumenti commemorativi che richiedevano per i loro morti.\nmorti. Ma sembrava pi\u00f9 indipendente di prima, ed era l'unica soluzione che Sue, che si chiamava particolarmente\nche Sue, che desiderava particolarmente non essere di peso per lui, poteva\nche desiderava particolarmente non essere un peso per lui, avrebbe potuto aiutarlo.\n\n\n\n\nII\n\n\nEra una sera di fine mese, e Jude era appena tornato a casa dopo aver ascoltato una conferenza sulla storia antica\na casa dopo aver ascoltato una conferenza sulla storia antica nella sala pubblica non\npoco distante. Quando entr\u00f2, Sue, che era rimasta in casa durante la sua assenza, gli prepar\u00f2 la cena.\nassenza, gli prepar\u00f2 la cena. Contrariamente all'abitudine, non parl\u00f2.\nJude aveva preso in mano un giornale illustrato, che sfogli\u00f2 finch\u00e9,\nalz\u00f2 gli occhi e vide che il suo volto era turbato.\n\n Sei depressa, Sue? disse.\n\nSi ferm\u00f2 un attimo.  Ho un messaggio per lei\", rispose.\n\n Qualcuno ha chiamato?\n\n S\u00ec, una donna. Una donna.  La voce di Sue trem\u00f2 mentre parlava, e improvvisamente si sedette\nsi sedette improvvisamente, pos\u00f2 le mani in grembo e guard\u00f2 il fuoco.\nil fuoco.  Non so se ho fatto bene o no! continu\u00f2.  I\nHo detto che non eravate in casa e quando lei ha detto che avrebbe aspettato, ho detto che pensavo\nche forse non sareste riusciti a vederla.\n\n Perch\u00e9 l'hai detto, cara? Suppongo che volesse una lapide. Era\nin lutto?\n\n No. Non era in lutto e non voleva una lapide; e ho pensato che non potevi vederla.\nPensavo che non potessi vederla.  Sue lo guard\u00f2 in modo critico e implorante.\nlui.\n\n Ma chi era? Non l'ha detto?\n\n No. Non ha voluto dire il suo nome. Ma io so chi era, credo di saperlo!\nEra Arabella!\n\n Che il cielo ci salvi! Perch\u00e9 Arabella dovrebbe venire? Cosa ti ha fatto pensare che\nfosse lei?\n\n Oh, non saprei dire. Ma so che era cos\u00ec! Sono perfettamente certa che fosse\ndalla luce nei suoi occhi mentre mi guardava. Era una donna carnosa,\ngrossolana.\n\n Beh, non avrei dovuto chiamare Arabella grossolana, se non a parole, anche se a quest'ora potrebbe diventarlo a causa dei suoi doveri.\nse non nel linguaggio, anche se a questo punto potrebbe diventarlo a causa dei doveri della\ncasa pubblica. Era piuttosto bella quando la conoscevo.\n\n Bello! Ma s\u00ec! Cos\u00ec \u00e8!\n\n Mi sembra di aver sentito un fremito nella tua boccuccia. Beh, rinunciando a questo, visto che\nlei non \u00e8 nulla per me, ed \u00e8 virtuosamente sposata con un altro uomo, perch\u00e9 dovrebbe\nvenire a disturbarci?\n\n \u00c8 sicuro che sia sposata? Avete notizie certe?\n\n No, non \u00e8 una notizia certa. Ma \u00e8 per questo che mi ha chiesto di rilasciarla.\nSia lei che l'uomo volevano condurre una vita corretta, a quanto ho capito.\n\n Oh Jude, era, era Arabella! grid\u00f2 Sue, coprendosi gli occhi con la mano.\nmano.  E io sono cos\u00ec infelice! Sembra proprio un cattivo presagio, qualunque\nche sia venuta a fare. Non \u00e8 possibile che tu l'abbia vista, vero?\n\n Non credo di poterlo fare. Sarebbe molto doloroso parlare con\ncon lei, sia per lei che per me. Tuttavia, se n'\u00e8 andata. Ha detto che\nche sarebbe tornata?\n\n No. Ma se ne and\u00f2 molto a malincuore.\n\nSue, a cui la minima cosa dava fastidio, non riusc\u00ec a mangiare la cena, e quando Jude ebbe finito la sua si prepar\u00f2 ad andare a letto.\nJude aveva finito la sua, si prepar\u00f2 ad andare a letto. Non aveva fatto in tempo a spegnere il fuoco, a chiudere le porte e ad arrivare in cima alle scale che\nnon aveva appena spento il fuoco, chiuso le porte e raggiunto la cima delle scale che\nquando si sent\u00ec bussare. Sue usc\u00ec immediatamente dalla sua stanza, dove era appena entrata.\nera appena entrata.\n\n Eccola di nuovo!  Sue sussurr\u00f2 con accenti atterriti.\n\n Come lo sai?\n\n L'ultima volta ha bussato cos\u00ec.\n\nAscoltarono e il bussare si ripet\u00e9. In casa non c'era nessun servitore\ncasa, e se si voleva rispondere alla convocazione uno di loro avrebbe dovuto\navrebbe dovuto farlo di persona.  Aprir\u00f2 la finestra, disse Jude.  Chiunque sia\nChiunque sia non pu\u00f2 essere fatto entrare a quest'ora.\n\nDi conseguenza, and\u00f2 in camera da letto e sollev\u00f2 l'anta. La strada solitaria\nstrada solitaria di lavoratori che si ritiravano presto era vuota da un capo all'altro, salvo una figura\nuna figura, quella di una donna che camminava su e gi\u00f9 accanto al lampione a pochi metri di distanza.\ndi distanza.\n\n Chi c'\u00e8?\n\n \u00c8 il signor Fawley?\" disse la donna, con una voce che era inequivocabilmente di Arabella.\ninconfondibilmente di Arabella.\n\nJude rispose che lo era.\n\n \u00c8 lei? chiese Sue dalla porta, a labbra divaricate.\n\n S\u00ec, cara, disse Jude.  Cosa vuoi, Arabella? chiese.\n\n Ti chiedo scusa, Jude, se ti ho disturbato, disse Arabella con umilt\u00e0.\n Ma ho chiamato prima che volevo vederti in particolare stasera, se potevo.\nse possibile. Sono nei guai e non ho nessuno che mi aiuti!\n\n Sei nei guai?\n\n S\u00ec.\n\nC'\u00e8 stato un silenzio. Una scomoda simpatia sembr\u00f2 sorgere nel petto di\nJude all'appello.  Ma non sei sposato? disse.\n\nArabella esit\u00f2.  No, Jude, non lo sono\", riprese.  Non lo farebbe,\ndopo tutto. E io sono in grande difficolt\u00e0. Spero di trovare presto un'altra\nbarista presto. Ma ci vuole tempo e sono davvero in grande difficolt\u00e0 per una\nsono davvero in difficolt\u00e0 a causa di un'improvvisa responsabilit\u00e0 che mi \u00e8 stata fatta pesare dall'Australia; altrimenti non vi disturberei, credetemi.\ndall'Australia, altrimenti non vi disturberei, credetemi, non lo farei.\nparlarvene.\n\nSue rimase con lo sguardo fisso, in una tensione dolorosa, ascoltando ogni parola, ma senza\nnessuna parola.\n\n Non siete davvero a corto di denaro, Arabella?\ntono decisamente addolcito.\n\n Ho abbastanza per pagare il pernottamento che ho ottenuto, ma\nma a malapena per tornare a casa.\n\n Dove vivi?\n\n Ancora a Londra.  Stava per dare l'indirizzo, ma disse: \"Ho paura che qualcuno possa sentire.\nTemo che qualcuno possa sentire, quindi non mi piace dare informazioni su di me a voce cos\u00ec alta.\nme ad alta voce. Se potesse scendere e camminare un po' con me verso il Prince Inn, dove allogger\u00f2 stanotte.\nverso il Prince Inn, dove allogger\u00f2 stanotte, vi spiegher\u00f2 tutto.\ntutto. Potresti anche farlo, in nome dei vecchi tempi!\n\n Poverina! Devo farle la cortesia di sapere qual \u00e8 il problema, suppongo, disse Jude molto perplesso.\nsuppongo, disse Jude molto perplesso.  Visto che torner\u00e0 domani\nnon pu\u00f2 fare molta differenza.\n\n Ma puoi andare a trovarla domani, Jude! Non andare ora, Jude!\nin accenti lamentosi dall'ingresso.  Oh, \u00e8 solo per intrappolarti, so che \u00e8 cos\u00ec, come ha fatto prima!\nso che \u00e8 cos\u00ec, come ha fatto prima! Non andare, caro! \u00c8 una donna cos\u00ec\ndonna cos\u00ec poco appassionata che posso vederlo nella sua forma e sentirlo nella sua voce!\nvoce!\n\n Ma io andr\u00f2, disse Jude.  Non cercare di trattenermi, Sue. Dio\nDio sa che la amo abbastanza poco, ma non voglio essere crudele con lei.\nlei.  Si volt\u00f2 verso le scale.\n\n Ma non \u00e8 tua moglie! grid\u00f2 Sue distrattamente.  E io\n\n E non lo sei nemmeno tu, cara, per ora\", disse Jude.\n\n Oh, ma stai andando da lei? Non farlo! Resta a casa! Ti prego, ti prego, resta a casa, Jude, e non andare da lei.\na casa, Jude, e non andare da lei, ora non \u00e8 pi\u00f9 tua moglie come non lo sono io!\nI!\n\n Ebbene, lei lo \u00e8, pi\u00f9 di te, a ben vedere\", disse lui, prendendo il suo cappello\ncappello con decisione.  Ho voluto che tu fossi, e ho aspettato con la pazienza di Giobbe.\npazienza di Giobbe, e non mi pare di aver ottenuto nulla con la mia\nabnegazione. Le dar\u00f2 sicuramente qualcosa, e sentir\u00f2 cosa \u00e8\nche \u00e8 cos\u00ec ansiosa di dirmi; nessun uomo potrebbe fare di meno!\n\nNel suo modo di fare c'era qualcosa a cui lei sapeva che sarebbe stato inutile opporsi.\nopporsi. Non disse altro, ma, voltandosi verso la sua stanza docilmente come una martire, lo sent\u00ec scendere al piano di sotto, scardinare la porta e chiuderla dietro di s\u00e9.\nmartire, lo sent\u00ec scendere, aprire la porta e chiuderla dietro di s\u00e9.\ndietro di s\u00e9. Con la noncuranza di una donna per la sua dignit\u00e0 quando si trova in presenza di\ndi nessuno se non di se stessa, scese anch'essa al trotto, singhiozzando articolatamente mentre\nmentre lo faceva. Lei ascoltava. Sapeva esattamente quanto mancava alla locanda che Arabella aveva indicato come suo alloggio.\nArabella aveva indicato come suo alloggio. Ci sarebbero voluti circa sette minuti\nper arrivarci a passo normale; sette per tornare indietro. Se\nse non fosse tornato entro quattordici minuti, avrebbe indugiato. Lei\nguard\u00f2 l'orologio. Mancavano venticinque minuti alle undici. Potrebbe\nentrare nella locanda con Arabella, visto che l'avrebbero raggiunta prima dell'orario di chiusura; lei avrebbe potuto convincerlo a bere con lei.\nprima dell'orario di chiusura; lei avrebbe potuto convincerlo a bere con lei e il cielo solo sapeva quali\ndisastri gli sarebbero capitati in quel momento.\n\nIn un'immobile suspense attendeva. Sembrava che tutto il tempo fosse\nquasi trascorso quando la porta si apr\u00ec di nuovo e apparve Jude.\n\nSue emise un piccolo grido estatico.  Sapevo che potevo fidarmi di te!\nsei! cominci\u00f2.\n\n Non l'ho trovata da nessuna parte in questa strada e sono uscita solo con le mie\npantofole. Lei \u00e8 andata avanti, pensando che io sia stato cos\u00ec duro di cuore da\nrifiutare completamente le sue richieste, povera donna. Sono tornata a prendere gli\nstivali, perch\u00e9 sta iniziando a piovere.\n\n Oh, ma perch\u00e9 dovresti preoccuparti tanto per una donna che ti ha servito cos\u00ec male?\nSue disse in un impeto di geloso disappunto.\n\n Ma, Sue, \u00e8 una donna e una volta mi sono preso cura di lei; e non si pu\u00f2 essere bruti in queste circostanze.\nbruto in queste circostanze.\n\n Non \u00e8 pi\u00f9 tua moglie! esclam\u00f2 Sue, appassionatamente eccitata.\n Non devi uscire a cercarla! Non \u00e8 giusto! Non puoi raggiungerla\nnon puoi raggiungerla, ora che \u00e8 un'estranea per te. Come puoi dimenticare una cosa del genere, mia\ncara, cara!\n\n Sembra sempre la stessa, una creatura errante, disattenta e poco riflessiva\", disse.\ndisse, continuando a infilarsi gli stivali.  Quello che quei\nlegali a Londra non fa differenza nei miei reali rapporti con lei.\nrapporti reali con lei. Se era mia moglie mentre era in Australia con un altro marito, \u00e8 mia moglie.\nAustralia con un altro marito, \u00e8 mia moglie anche adesso.\n\n Ma non lo era! E' proprio quello che ho in mano! Ecco l'assurdit\u00e0!\nBeh, tornerai subito dopo qualche minuto, vero, cara?\n\u00c8 troppo bassa, troppo rozza per parlare a lungo con te, Jude, e lo \u00e8 sempre stata!\nsempre!\n\n Forse anch'io sono grossolano, peggio per voi! Ho i germi di ogni infermit\u00e0 umana\ninfermit\u00e0 umana in me, credo proprio che sia per questo che ho visto che era cos\u00ec\nassurdo da parte mia pensare di fare il curato. Sono guarito dall'ubriachezza\ndall'ubriachezza, credo; ma non so mai sotto quale nuova forma un vizio soppresso\nvizio soppresso si manifester\u00e0 in me! Ti voglio bene, Sue, anche se ho ballato cos\u00ec a lungo con te\nfrequentarti cos\u00ec a lungo per un compenso cos\u00ec scarso! Tutto il meglio e il pi\u00f9 nobile\npi\u00f9 nobile in me ti ama, e la tua libert\u00e0 da tutto ci\u00f2 che \u00e8 grossolano\nmi ha elevato e mi ha permesso di fare ci\u00f2 di cui non mi sarei mai immaginato\ndi cui non avrei mai sognato di essere capace, n\u00e9 alcun uomo, un anno o due fa. \u00c8 molto bello\npredicare l'autocontrollo e la malvagit\u00e0 di costringere una donna.\nMa vorrei solo che alcune persone virtuose che mi hanno condannato in passato\nin passato, a proposito di Arabella e di altre cose, si fossero trovate nella mia\nallettante posizione con voi in queste ultime settimane! credono,\ncredo, che io abbia esercitato un po' di moderazione nel cedere sempre ai tuoi desideri\ndi assecondare i vostri desideri, vivendo qui in un'unica casa, senza che ci fosse un'anima in mezzo a noi.\n\n S\u00ec, sei stato buono con me, Jude; so che lo sei stato, mio caro\nprotettore.\n\n Arabella mi ha chiesto aiuto. Devo uscire e parlarle.\nSue, almeno!\n\n Non posso dire altro! Oh, se devi, devi! disse, scoppiando in singhiozzi che sembravano strapparle il cuore.\nin singhiozzi che sembravano strapparle il cuore.  Non ho nessuno all'infuori di te,\nJude, e tu mi stai abbandonando! Non sapevo che fossi cos\u00ec.\nNon posso sopportarlo, non posso! Se fosse tua sarebbe diverso!\n\n O se lo eri.\n\n Molto bene, allora se devo, devo. Dal momento che lo volete, sono d'accordo! I\nsar\u00f2. Solo che non volevo farlo! E non volevo sposarmi di nuovo,\nnemmeno io!   Ma s\u00ec, sono d'accordo, sono d'accordo! Io ti amo. Avrei dovuto sapere\navrei dovuto sapere che alla lunga avresti vinto, vivendo in questo modo!\n\nCorse dall'altra parte e gli gett\u00f2 le braccia al collo.  Non sono una\ncreatura fredda e senza sesso, vero, per tenerti cos\u00ec a distanza?\ndistanza? Sono sicura che non lo pensi! Aspetta e vedrai! Io appartengo\nti appartengo, non \u00e8 vero? Mi arrendo!\n\n E organizzer\u00f2 il nostro matrimonio domani, o quando lo vorrai.\ndesideri.\n\n S\u00ec, Jude.\n\n Allora la lascer\u00f2 andare\", disse, abbracciando dolcemente Sue.  Sento che\nche sarebbe ingiusto per voi vederla, e forse anche per lei. Lei non \u00e8\nnon \u00e8 come te, tesoro mio, e non lo \u00e8 mai stata.\nche. Non piangere pi\u00f9. Ecco, ecco, ecco!  La baci\u00f2\nda un lato, e dall'altro, e nel mezzo, e riabbatt\u00e9 la porta d'ingresso.\nporta d'ingresso.\n\n\nLa mattina dopo era bagnata.\n\n Ora, cara, disse Jude allegramente a colazione, visto che questo \u00e8 sabato intendo\ndi chiedere subito i bandi di matrimonio, in modo da avere la prima pubblicazione\ndomani, altrimenti perderemo una settimana. I bandi andranno bene? Risparmieremo una\nsterlina o due.\n\nSue acconsent\u00ec assiduamente al bando. Ma la sua mente, per il momento, correva\nsu qualcos'altro. Il bagliore era scomparso da lei e la depressione si posava\ndepressione sui suoi lineamenti.\n\n Sento di essere stata perfidamente egoista ieri sera! mormor\u00f2.  \u00c8 stata una pura\nscortesia da parte mia o peggio trattare Arabella come ho fatto. Non mi importava\nNon mi importava che fosse nei guai e di quello che voleva dirvi! Forse era\nera davvero qualcosa che era giustificata a dire a te. Questo \u00e8 un altro\ndella mia cattiveria, suppongo! L'amore ha una sua morale oscura quando entra in gioco la rivalit\u00e0.\nalmeno la mia, se quella degli altri non lo \u00e8 Mi chiedo come se la sia cavata.\nChiss\u00e0 come se l'\u00e8 cavata? Spero che abbia raggiunto la locanda senza problemi, povera donna.\n\n Oh s\u00ec: se l'\u00e8 cavata bene, disse Jude placidamente.\n\n Spero che non sia stata esclusa e che non abbia dovuto camminare per strada sotto la pioggia.\npioggia. Le dispiace se mi metto l'impermeabile e vado a vedere se \u00e8 entrata?\nse \u00e8 entrata? \u00c8 tutta la mattina che penso a lei.\n\n E' necessario? Non avete la minima idea di come Arabella sia in grado di\ndi muoversi da sola. Comunque, cara, se vuoi andare a informarti puoi\npu\u00f2.\n\nNon c'era limite alle penitenze strane e inutili che Sue\nSue si impegnava docilmente quando era in uno stato d'animo contrito; e questo andare a vedere\nogni sorta di persone straordinarie il cui rapporto con lei era proprio\ndi un tipo che avrebbe fatto s\u00ec che altre persone le evitassero, era il suo istinto.\nsempre, cos\u00ec che la richiesta non lo sorprese.\n\n E quando tornerete, aggiunse, sar\u00f2 pronto a fare il bando.\nbando. Verrai con me?\n\nSue acconsent\u00ec, e se ne and\u00f2 sotto il mantello e l'ombrello lasciando che Jude la baciasse\ne di ricambiare i suoi baci in un modo che non aveva mai fatto prima.\nI tempi erano decisamente cambiati.  L'uccellino \u00e8 stato finalmente catturato!\ndisse, con una tristezza che traspariva dal suo sorriso.\n\n No, solo nidificato, le ha assicurato.\n\nCammin\u00f2 lungo la strada fangosa fino a raggiungere la casa pubblica\nmenzionata da Arabella, che non era molto lontana. Fu informata\nche Arabella non era ancora uscita e, nel dubbio su come annunciarsi in modo che il suo predecessore\nche il suo predecessore negli affetti di Jude la riconoscesse, mand\u00f2 a dire che un'amica di Spring Street\nche un'amica di Spring Street aveva chiamato, indicando il luogo di residenza di Jude.\ndi Jude. Le fu chiesto di salire al piano di sopra e, quando le fu mostrata una stanza, scopr\u00ec che si trattava di un arabo.\nin una stanza scopr\u00ec che si trattava della camera da letto di Arabella e che quest'ultima\nche quest'ultima non si era ancora alzata. Si ferm\u00f2 sulla punta del piede finch\u00e9 Arabella non grid\u00f2 dal letto: \"Entra\".\nArabella grid\u00f2 dal letto: \"Entra e chiudi la porta\".\nSue lo fece.\n\nArabella si sdrai\u00f2 di fronte alla finestra e non volt\u00f2 subito la testa; e\nSue era abbastanza malvagia, nonostante la sua penitenza, da desiderare per un momento che\nJude potesse vedere la sua antesignana ora, con la luce del giorno su di lei.\nPoteva sembrare abbastanza bella di profilo sotto le lampade, ma questa mattina era evidente una\nma questa mattina si notava una certa freddezza; e la vista del suo fascino fresco\nfascino fresco nel vetro di osservazione rese i modi di Sue brillanti, finch\u00e9 non riflett\u00e9 che\nriflett\u00e9 su quale emozione meschinamente sessuale fosse in lei, e si odi\u00f2 per questo.\nse stessa per questo.\n\n Ho solo dato un'occhiata per vedere se sei tornato comodamente ieri sera,\ntutto qui\", disse gentilmente.  Temevo che dopo avessi avuto qualche\navessi avuto qualche contrattempo?\n\n Oh, quanto \u00e8 stupido! Pensavo che il mio visitatore fosse il suo amico, suo\nmarito, la signora Fawley, come suppongo vi chiamiate? disse Arabella,\ne gett\u00f2 la testa all'indietro sui cuscini con un gesto di disappunto e\ne smettendo di conservare la fossetta che si era appena presa la briga di produrre.\n\n Infatti non lo so\", disse Sue.\n\n Oh, pensavo che l'avreste fatto, anche se non \u00e8 proprio vostro. La decenza\n\u00e8 decenza, a qualsiasi ora delle ventiquattro.\n\n Non capisco cosa intendi dire, disse Sue rigidamente.  Lui \u00e8 mio, se si tratta di questo!\nse si arriva a questo!\n\n Ieri non lo era.\n\nSue si color\u00f2 di rosa e disse: \"Come fai a saperlo?\n\n Dal tuo modo di fare quando mi hai parlato alla porta. Beh, mia cara,\nsei stata veloce, e credo che la mia visita di ieri sera l'abbia aiutata\na farglielo capire. Ma non voglio allontanarlo da te.\n\nSue guard\u00f2 la pioggia, il copriwater sporco e la coda di capelli di Arabella appesa allo specchio.\ncoda di capelli di Arabella che pendeva dallo specchio, proprio come\ncome aveva fatto ai tempi di Jude, e desider\u00f2 che non fosse venuta. Nella pausa\nbussarono alla porta e la cameriera port\u00f2 un telegramma per Mrs.\ntelegramma per Mrs. Cartlett.\n\nArabella la apr\u00ec mentre era sdraiata e il suo sguardo arruffato scomparve.\n\n Vi sono molto grata per l'ansia che avete nei miei confronti, disse blandamente\nquando la cameriera se ne fu andata; ma non \u00e8 necessario che la sentiate. Il mio\nmio uomo scopre di non poter fare a meno di me e accetta di mantenere la promessa di risposarsi qui\npromessa di risposarsi qui che mi ha sempre fatto. Vedi\nqui! Questo \u00e8 in risposta a un mio telegramma.  Tese il telegramma perch\u00e9 Sue lo leggesse.\nSue per leggerlo, ma Sue non lo prese.  Mi chiede di tornare. Il suo\nIl suo piccolo angolo di pubblico a Lambeth andrebbe in rovina senza di me, dice.\nMa non ha intenzione di farmi fuori quando ha bevuto un goccio, non pi\u00f9\ndopo che saremo stati uniti dalla legge inglese, pi\u00f9 di quanto non lo fossimo prima!   Per quanto riguarda te, dovrei\nJude di portarmi subito davanti al parroco e farla finita, se fossi al tuo posto.\nse fossi al tuo posto. Lo dico da amico, mio caro.\n\n Sta aspettando di farlo, da un giorno all'altro, rispose Sue, con gelido orgoglio.\n\n Allora lasciamolo fare, in nome del Cielo. La vita con un uomo \u00e8 pi\u00f9 professionale\ne le questioni di denaro funzionano meglio. E poi, vedete, se avete\ne lui vi caccia fuori di casa, potete farvi proteggere dalla legge, cosa che non potete fare altrimenti.\naltrimenti non si pu\u00f2, a meno che non ti trafigga con un coltello o ti spacchi il naso.\ncoltello o ti spacchi il naso con un attizzatoio. E se si allontana da voi\nda te, lo dico amichevolmente, da donna a donna, perch\u00e9 non si sa mai cosa pu\u00f2 fare un uomo.\nnon si sa mai cosa fa un uomo.\nnon sarai guardata come una ladra. Sposer\u00f2 di nuovo il mio uomo, ora che lui \u00e8\nora che \u00e8 disposto, perch\u00e9 c'era un piccolo difetto nella prima cerimonia. Nel mio\ntelegramma di ieri sera, a cui questa \u00e8 una risposta, gli ho detto che avevo quasi fatto pace con\nfatto pace con Jude; e questo l'ha spaventato, immagino! Forse avrei\nforse l'avrei fatto se non fosse stato per te, disse lei ridendo.\nridendo; e poi come sarebbero state diverse le nostre storie da oggi!\noggi! Mai uno sciocco tenero come Jude \u00e8 se una donna sembra in\nproblemi, e lo tranquillizza un po'! Proprio come era solito fare con gli uccelli e\ncose. Comunque, per come stanno le cose, \u00e8 meglio come se me lo fossi inventato.\ne ti perdono. E, come ho gi\u00e0 detto, vi consiglio di concludere l'affare\naffari legalmente il pi\u00f9 presto possibile. Troverete una terribile seccatura\nfastidio in seguito se non lo farete.\n\n Vi ho detto che mi sta chiedendo di sposarlo per rendere legale il nostro\nmatrimonio legale\", disse Sue, con ancora pi\u00f9 dignit\u00e0.  \u00c8 stato proprio\nmio desiderio che non lo facesse nel momento in cui ero libera.\n\n Ah, s\u00ec, anche lei \u00e8 un'attrice unica, come me\", disse Arabella, guardando la sua\nvisitatore con umorismo critico.  Sei scappata dalla prima, vero?\ncome me?\n\n Buongiorno! Devo andare, disse Sue frettolosamente.\n\n E anch'io devo alzarmi e andarmene! rispose l'altra, alzandosi di scatto dal letto\ncos\u00ec all'improvviso da far tremare le parti molli della sua persona. Sue fece un salto di lato\ncon trepidazione.  Signore, io sono solo una donna, non un sojer di due metri!   Solo un\nUn momento, cara, continu\u00f2, mettendo la mano sul braccio di Sue.  Io volevo davvero\nvolevo davvero consultare Jude su una piccola questione di affari, come gli ho detto.\nSono venuta pi\u00f9 per questo che per altro. Potrebbe venire a parlarmi alla stazione\nalla stazione mentre sto andando? Lei pensa di no. Beh, gli scriver\u00f2\na questo proposito. Non volevo scriverglielo, ma non importa, lo far\u00f2.\n\n\n\n\nIII\n\n\nQuando Sue arriv\u00f2 a casa, Jude la aspettava sulla porta per fare il primo passo verso il matrimonio.\npasso iniziale verso il loro matrimonio. Lei gli strinse il braccio e andarono avanti in\ninsieme in silenzio, come spesso fanno i veri compagni. Lui vide che lei\npreoccupata e non le fece domande.\n\n Oh Jude, ho parlato con lei, disse alla fine.  Vorrei non averlo fatto!\nEppure \u00e8 meglio ricordarsi delle cose.\n\n Spero che sia stata civile.\n\n Si. Non posso fare a meno di apprezzarla un po'! Non \u00e8 una\nnon \u00e8 una natura ingenerosa; e sono cos\u00ec contenta che le sue difficolt\u00e0 siano improvvisamente\nfinite.  Spieg\u00f2 che Arabella era stata richiamata e che avrebbe potuto recuperare la sua posizione.\ndi recuperare la sua posizione.  Mi riferivo alla nostra vecchia questione.\nQuello che mi ha detto Arabella mi ha fatto sentire pi\u00f9 che mai quanto sia\nquanto il matrimonio legale sia un'istituzione irrimediabilmente volgare, una specie di trappola per\nuna specie di trappola per catturare un uomo, non riesco a sopportarne il pensiero. Vorrei non aver promesso di\ndi farvi affiggere i bandi stamattina!\n\n Oh, non badare a me. Per me va bene qualsiasi momento. Ho pensato che volesse\ndi farla finita in fretta, adesso.\n\n In effetti, ora non mi sento pi\u00f9 ansioso di prima. Forse\ncon qualsiasi altro uomo potrei essere un po' ansiosa; ma tra le pochissime virt\u00f9 possedute dalla tua famiglia e dalla mia, cara, credo di poter annoverare le\nvirt\u00f9 possedute dalla tua famiglia e dalla mia, cara, credo di poter inserire la\nla fermezza. Quindi non mi spaventa affatto l'idea di perderti, ora che io sono davvero tua\nora sono davvero tua e tu sei davvero mia. Anzi, la mia mente \u00e8 pi\u00f9 facile\nmente pi\u00f9 facile di quanto non lo fossi, perch\u00e9 la mia coscienza \u00e8 pulita riguardo a Richard, che ora ha\ndiritto alla sua libert\u00e0. Prima sentivo che lo stavamo ingannando.\n\n Sue, quando sei cos\u00ec, sembri una delle donne di una qualche\ncivilt\u00e0 antica, di cui leggevo nei miei tempi passati, sprecati,\nclassici, piuttosto che un'abitante di un semplice paese cristiano. I\nMi aspetto quasi che in questi momenti diciate che avete appena parlato\ncon qualche amico incontrato sulla Via Sacra, delle ultime notizie su Ottavia o Livia; oppure di aver parlato di\nOttavia o Livia; o che abbiate ascoltato l'eloquenza di Aspasia, o che abbiate guardato\no avete osservato Prassitele che scalpellava la sua ultima Venere,\nmentre Frine si lamentava di essere stanca di posare.\n\nAvevano ormai raggiunto la casa dell'impiegato della parrocchia. Sue rimase indietro,\nmentre il suo amante si avvicin\u00f2 alla porta. La sua mano era alzata per bussare quando\nlei disse:  Jude!\n\nSi guard\u00f2 intorno.\n\n Aspetti un attimo, le dispiace?\n\nTorn\u00f2 da lei.\n\n Lasciaci pensare, disse timidamente.  Una notte ho fatto un sogno cos\u00ec orribile\nnotte!   E Arabella\n\n Cosa ti ha detto Arabella? chiese.\n\n Oh, ha detto che quando le persone erano legate si poteva ottenere la legge di un uomo meglio\nuomo meglio se ti picchiava e come quando le coppie litigavano Jude, pensi che quando dovrai avermi con te per legge\npensi che quando dovrai avermi con te per legge, saremo cos\u00ec felici\ncome lo siamo ora? Gli uomini e le donne della nostra famiglia sono molto generosi quando\nquando tutto dipende dalla loro buona volont\u00e0, ma si oppongono sempre alla\ncostrizione. Non temete l'atteggiamento che insensibilmente nasce da un\nobblighi legali? Non credete che sia distruttivo per una passione la cui\nessenza \u00e8 la gratuit\u00e0?\n\n Parola mia, amore, stai iniziando a spaventare anche me, con tutti questi\nquesto presentimento! Beh, torniamo indietro e riflettiamo.\n\nIl suo volto si illumin\u00f2.  S\u00ec, lo faremo! disse. E si allontanarono dalla\nSue lo prese sottobraccio e mormor\u00f2, mentre si incamminavano verso casa: \"Non \u00e8 vero!\nverso casa:\n\nSi pu\u00f2 impedire all'ape di spaziare,\no il collo della colomba dal cambiare?\nNo! N\u00e9 l'amore \u00e8 legato\n\nCi hanno riflettuto o hanno rimandato il pensiero. Di certo hanno rimandato\nazione e sembravano vivere in un paradiso sognante. Alla fine di quindici o tre settimane\nquindici o tre settimane le cose non erano ancora andate avanti e nessun bando era stato\ndi matrimonio alle orecchie di qualsiasi congregazione di Aldbrickham.\n\nMentre rimandavano e rimandavano cos\u00ec, una mattina, prima di colazione, arrivarono una lettera e un\nprima di colazione, una mattina, arrivarono una lettera e un giornale da parte di Arabella. Vedendo\nla calligrafia Jude sal\u00ec in camera di Sue e glielo disse, e non appena si fu vestita si affrett\u00f2 a scendere.\nappena si fu vestita si affrett\u00f2 a scendere. Sue apr\u00ec il giornale; Jude la lettera.\nlettera. Dopo aver dato un'occhiata al giornale, gli porse la prima pagina con il dito su un paragrafo.\ncon il dito su un paragrafo; ma lui era cos\u00ec assorto nella sua\nlettera che non si volt\u00f2 un attimo.\n\n Guarda! disse lei.\n\nGuard\u00f2 e lesse. Il giornale era uno di quelli che circolavano solo nel sud di Londra\nLondra, e l'annuncio segnalato era semplicemente quello di un matrimonio\nmatrimonio nella chiesa di St. John, Waterloo Road, sotto il nome di,\n CARTLETT DONN; la coppia unita era composta da Arabella e dal locandiere.\n\n Beh, \u00e8 soddisfacente\", disse Sue compiaciuta.  Anche se, dopo questo,\nsembra piuttosto basso fare altrettanto, e ne sono felice. Comunque, lei \u00e8\ncomunque, in un certo senso, suppongo, a prescindere dai suoi difetti, poverina.\n\u00c8 pi\u00f9 bello poterlo pensare, piuttosto che essere preoccupati per lei.\nlei. Dovrei anche scrivere a Richard e chiedergli come se la cava, forse?\ncome se la cava, forse?\n\nMa l'attenzione di Jude era ancora assorbita. Dopo aver dato solo un'occhiata all'annuncio\nannuncio, disse con voce disturbata:  Ascoltate questa lettera. Che cosa\ncosa devo dire o fare?\n\nI TRE CORNI, LAMBETH.\n\n\nCARO JUDE (non sar\u00f2 cos\u00ec distante da chiamarla Mr. Fawley), le invio oggi un giornale, dal quale apprender\u00e0 l'utile documento che ho scritto.\noggi un giornale, dal cui utile documento apprenderete che mi sono\nsono stato risposato con Cartlett marted\u00ec scorso. Quindi la faccenda \u00e8\nfinalmente risolta nel migliore dei modi. Ma ci\u00f2 di cui scrivo pi\u00f9 in particolare\n\u00e8 quella faccenda privata di cui volevo parlarvi quando sono scesa ad\nAldbrickham. Non ho potuto parlarne con la vostra amica e avrei voluto farvelo sapere\navrei voluto farvelo sapere per bocca, come avrei potuto\nspiegarmi meglio che per lettera. Il fatto \u00e8, Jude, che, sebbene non ti abbia mai\nnon ti ho mai informato prima, dal nostro matrimonio \u00e8 nato un bambino,\notto mesi dopo averti lasciato, quando ero a Sydney e vivevo con mio padre e mia madre.\npadre e mia madre. Tutto ci\u00f2 \u00e8 facilmente dimostrabile. Poich\u00e9 mi ero separato da\nprima di pensare che una cosa del genere sarebbe accaduta, e mi trovavo laggi\u00f9, e il nostro litigio era stato\ne il nostro litigio era stato forte, non ho ritenuto conveniente\nscrivere della nascita. Stavo cercando una buona situazione, cos\u00ec i miei genitori presero il bambino.\ni miei genitori presero il bambino, che da allora \u00e8 sempre stato con loro. Per questo\nPer questo motivo non ne ho parlato quando vi ho incontrato a Christminster, n\u00e9 in occasione del\nal procedimento giudiziario. Ora ha un'et\u00e0 intelligente, naturalmente, e mia madre e mio padre mi hanno scritto di recente\nmia madre e mio padre mi hanno scritto di recente per dirmi che, visto che hanno\nuna dura lotta laggi\u00f9, mentre io mi sono sistemata comodamente qui, non vedono perch\u00e9\nnon vedono il motivo per cui dovrebbero essere ulteriormente gravati dal bambino, essendo i suoi\ngenitori sono vivi. Lo vorrei qui con me in un attimo, ma non \u00e8 abbastanza grande per essere\nnon \u00e8 abbastanza grande per essere utile nell'avvocatura e non lo sar\u00e0 per anni e anni.\nanni, e naturalmente Cartlett potrebbe pensare che sia d'intralcio. Hanno,\ncomunque, me l'hanno affidato a degli amici che per caso stavano tornando a casa.\ne devo chiederle di prenderlo quando arriva, perch\u00e9 non so cosa farne.\nnon so cosa fare di lui. \u00c8 legittimamente vostro, lo giuro solennemente.\ngiuro. Se qualcuno dice che non lo \u00e8, chiamatelo bugiardo, per il mio bene.\nper il mio bene. Qualunque cosa io abbia fatto prima o dopo, sono stata onesta con\nonesto con te da quando ci siamo sposati fino a quando sono partito, e rimango,\ntua, &c.,\n\n\nARABELLA CARTLETT.\n\nLo sguardo di Sue era di sgomento.  Cosa farai, cara?\ndebolmente.\n\nJude non rispose e Sue lo guard\u00f2 con ansia, con il respiro pesante.\n\n Mi colpisce molto! disse sottovoce.  Potrebbe essere vero! I\nnon riesco a capirlo. Certamente, se la sua nascita \u00e8 avvenuta esattamente quando lei dice,\n\u00e8 mio. Non riesco a pensare al motivo per cui non me l'ha detto quando l'ho incontrata a\nChristminster e sono venuta qui con lei quella sera!   Ah, ora ricordo\nora ricordo che mi disse di avere una cosa in mente\nche avrebbe voluto che io sapessi, se mai avessimo vissuto di nuovo insieme.\n\n La povera bambina sembra non essere desiderata da nessuno!  Sue rispose, e i suoi\nocchi si riempirono.\n\nJude era ormai tornato in s\u00e9.  Che visione della vita deve avere\nmia o non mia! si disse.  Devo dire che, se stessi meglio, non mi fermerei\nse stessi meglio, non mi fermerei un attimo a pensare a chi potrebbe essere. Lo prenderei e lo farei crescere.\nlo prenderei e lo farei crescere. La mera questione della parentela cos'\u00e8, in fondo?\nche cos'\u00e8, dopo tutto? Che importanza ha, a pensarci bene,\nse un bambino \u00e8 tuo per sangue o no? Tutti i piccoli del nostro\ndel nostro tempo sono collettivamente i figli di noi adulti del tempo, e\ne hanno diritto alle nostre cure generali. L'eccessiva considerazione dei genitori per\ngenitori per i propri figli e l'avversione per quelli altrui \u00e8, come il sentimento di classe, il patriottismo, il\ncome il sentimento di classe, il patriottismo, il salvinismo e altre virt\u00f9, \u00e8 in fondo un\nun meschino esclusivismo di fondo.\n\nSue balz\u00f2 in piedi e baci\u00f2 Jude con appassionata devozione.  S\u00ec, \u00e8 cos\u00ec,\ncarissima! E lo avremo qui! E se non \u00e8 tuo, \u00e8 tutto pi\u00f9 bello.\nmeglio. Spero che non lo sia, anche se forse non dovrei sentirlo del tutto!\nquesto! Se non lo \u00e8, vorrei tanto che lo avessimo come figlio adottivo!\nfiglio adottivo!\n\n Beh, devi pensare di lui ci\u00f2 che ti piace di pi\u00f9, mio curioso compagno!\ncurioso compagno! disse.  Sento che, in ogni caso, non mi piace lasciare\nlasciare lo sfortunato piccolo all'incuria. Pensate alla sua vita\nin un bordello di Lambeth, e a tutte le sue influenze negative, con un genitore che non lo vuole e che ha\nche non lo vuole, anzi lo ha visto a malapena, e un patrigno che non lo conosce.\nche non lo conosce.  Che perisca il giorno in cui sono nato e la notte in cui \u00e8 stato detto: \"C'\u00e8 un'altra cosa\".\nnotte in cui si disse: \"\u00c8 stato concepito un figlio maschio!  Questo \u00e8\n\u00c8 quello che il ragazzo _il mio_ ragazzo, forse, si trover\u00e0 a dire tra non molto!\n\n Oh no!\n\n Essendo io l'autore della petizione, ho diritto alla sua custodia, suppongo.\nsuppongo.\n\n Che sia o no, dobbiamo averlo. Lo vedo. Far\u00f2 del mio meglio per essere\nessere una madre per lui, e possiamo permetterci di tenerlo in qualche modo. Lavorer\u00f2\npi\u00f9 duramente. Mi chiedo quando arriver\u00e0.\n\n Nel corso di qualche settimana, suppongo.\n\n Vorrei Quando avremo il coraggio di sposarci, Jude?\n\n Quando lo avrete, credo che lo far\u00f2. Rimane interamente a te,\ncara. Basta una parola e il gioco \u00e8 fatto.\n\n Prima che arrivi il bambino?\n\n Certamente.\n\n Forse sarebbe una casa pi\u00f9 naturale per lui, mormor\u00f2.\n\nJude scrisse quindi in termini puramente formali per chiedere che il ragazzo\ndi essere mandato da loro non appena fosse arrivato, senza fare alcuna osservazione\nsulla natura sorprendente dell'informazione di Arabella, n\u00e9\nn\u00e9 di esprimere una sola parola di opinione sulla paternit\u00e0 del ragazzo, n\u00e9 se, se avesse saputo tutto questo, avrebbe potuto\nse, se avesse saputo tutto questo, la sua condotta nei suoi confronti sarebbe stata\nsarebbe stata la stessa.\n\n\nNel treno che scendeva alla stazione di Aldbrickham verso le dieci della sera successiva.\nsera successiva, nella penombra di una carrozza di terza classe si intravedeva il volto di un bambino piccolo e pallido.\nnella penombra di una carrozza di terza classe. Aveva occhi grandi e spaventati e indossava un\ndi lana bianca, su cui era sospesa una chiave al collo con un pezzo di\nal collo una chiave sospesa a un pezzo di spago comune, che attirava l'attenzione per il suo\noccasionalmente alla luce della lampada. Nella fascia del cappello era incastrato il\nmezzo biglietto era incastrato. I suoi occhi rimanevano per lo pi\u00f9 fissi sullo schienale del\nsedile di fronte e non si voltava mai verso il finestrino nemmeno quando si raggiungeva e si chiamava una stazione.\nstazione. Sull'altro sedile c'erano due o tre passeggeri,\nuna delle quali era una donna che lavorava e teneva in grembo un cestino, nel quale era\nun gattino soriano. La donna apriva di tanto in tanto il coperchio e il gattino\ngattino tirava fuori la testa e si abbandonava a buffonate giocose. A queste\ni compagni di viaggio ridevano, tranne il ragazzo solitario che portava la chiave e il biglietto.\ne il biglietto, che, guardando il gattino con i suoi occhi a piattino, sembrava dire\nsembrava dire: \"Non \u00e8 vero:  Tutte le risate derivano da un'errata comprensione. Se si guarda bene\nnon c'\u00e8 nulla di ridicolo sotto il sole.\n\nDi tanto in tanto, durante una sosta, la guardia guardava nello scompartimento e diceva al ragazzo: \"Va bene, amico mio\".\ne diceva al ragazzo: \"Va bene, amico mio. La sua scatola \u00e8 al sicuro nel furgone.\nIl ragazzo rispondeva: \"S\u00ec\", senza animarsi, cercava di sorridere e non ci riusciva.\nfallisce.\n\nEra l'Et\u00e0 che si mascherava da Giovinezza, e lo faceva cos\u00ec male che il suo vero\nche il suo vero io traspariva dalle fessure. Un'ondata di terra proveniente da antichi anni di\nnotte sembrava di tanto in tanto sollevare il bambino in questa sua vita mattutina,\nquando il suo volto si affacciava su un grande Atlantico del tempo e sembrava non curarsi di ci\u00f2 che\ne sembrava non curarsi di ci\u00f2 che vedeva.\n\nQuando gli altri viaggiatori chiusero gli occhi, e lo fecero uno dopo l'altro, anche il gattino che si rannicchiava nel cesto\nanche il gattino che si rannicchiava nella cesta, stanco del suo gioco troppo circoscritto, il ragazzo rimase come prima.\ngioco troppo circoscritto, il ragazzo rimase come prima. Sembrava allora\ndoppiamente sveglio, come una divinit\u00e0 asservita e nanizzata, seduto passivamente e\ne guardava i suoi compagni come se vedesse le loro intere vite rotonde\npiuttosto che le loro figure immediate.\n\nEra il figlio di Arabella. Con la sua solita noncuranza, aveva rimandato la scrittura di\nJude fino alla vigilia del suo sbarco, quando non pot\u00e9 pi\u00f9 rimandare, sebbene sapesse da settimane del suo arrivo.\nquando non pot\u00e9 pi\u00f9 rimandare, anche se sapeva da settimane del suo\ne, come disse veramente, si era recata ad Aldbrickham soprattutto per rivelare l'esistenza del ragazzo e\nsoprattutto per rivelare a Jude l'esistenza del ragazzo e il suo prossimo arrivo a casa.\nProprio il giorno in cui aveva ricevuto la risposta del suo ex marito, a un certo punto del pomeriggio, il bambino\npomeriggio il bambino raggiunse i docks di Londra e la famiglia a cui era stato affidato\nfamiglia a cui era stato affidato, dopo averlo fatto salire su un taxi per\nLambeth e aver indirizzato il tassista a casa della madre, lo salutarono e si avviarono per la loro strada.\naddio e se ne andarono per la loro strada.\n\nAl suo arrivo al Three Horns, Arabella lo aveva guardato con un'espressione che equivaleva a dire: \"Sei proprio come me\".\ncon un'espressione che equivaleva a dire: \"Sei proprio come mi aspettavo che fossi\".\nmi aspettavo che fossi, gli aveva dato un buon pasto, un po' di soldi e, visto che si stava facendo tardi, lo aveva spedito a Jude con il treno successivo,\ne, visto che si stava facendo tardi, lo aveva spedito a Jude con il treno successivo,\naugurandosi che il marito Cartlett, che era fuori, non lo vedesse.\n\nIl treno raggiunse Aldbrickham e il ragazzo fu depositato sul binario solitario accanto alla sua scatola.\nbinario solitario accanto alla sua cassetta. L'esattore prese il suo biglietto e, con una\ncon un senso meditativo di inadeguatezza delle cose, gli chiese dove andasse da solo a quell'ora di notte.\nandare da solo a quell'ora della notte.\n\n Vado a Spring Street\", disse il piccolo impassibile.\n\n Ma \u00e8 molto lontano da qui, un po' in campagna, e la gente sar\u00e0 gi\u00e0 andata a letto.\ngente sar\u00e0 andata a letto.\n\n Devo andarci.\n\n Dovete avere una mosca per la vostra scatola.\n\n No. Devo camminare.\n\n Oh bene: \u00e8 meglio che lasciate qui la vostra scatola e la mandiate a prendere. C'\u00e8 un\n autobus a met\u00e0 strada, ma per il resto dovrete camminare.\n\n Non ho paura.\n\n Perch\u00e9 i tuoi amici non sono venuti a conoscerti?\n\n Suppongo che non sapessero che stavo arrivando.\n\n Chi sono i tuoi amici?\n\n La mamma non voleva che lo dicessi.\n\n Tutto ci\u00f2 che posso fare, quindi, \u00e8 occuparmi di questo. Ora cammina il pi\u00f9 velocemente possibile.\npossibile.\n\nNon dicendo altro, il ragazzo usc\u00ec in strada, guardandosi intorno\nper vedere che nessuno lo seguisse o lo osservasse. Dopo aver percorso un po' di\ndistanza, chiese la via della sua destinazione. Gli fu detto\ndi proseguire dritto fino alla periferia del luogo.\n\nIl bambino si lasci\u00f2 andare a un costante movimento meccanico, che aveva una qualit\u00e0\nqualit\u00e0 impersonale del movimento dell'onda, della brezza o della nuvola.\ndella nuvola. Segu\u00ec le indicazioni alla lettera, senza guardare nulla.\nsguardo su qualcosa. Si vedeva che le idee di vita del ragazzo erano diverse da quelle dei ragazzi del luogo.\ndella vita erano diverse da quelle dei ragazzi del posto. I bambini iniziano con\ndettaglio e imparano fino al generale; iniziano con il contiguo e gradualmente comprendono l'universale,\ne gradualmente comprendono l'universale. Il ragazzo sembrava aver iniziato\ngenerale della vita e non si fosse mai preoccupato dei particolari.\nparticolari. Per lui le case, i salici, gli oscuri campi al di l\u00e0,\nerano apparentemente considerati non come residenze di mattoni, giardini, prati;\nma come abitazioni umane in astratto, vegetazione e il vasto mondo oscuro.\nmondo.\n\nTrov\u00f2 la strada per il vicolo e buss\u00f2 alla porta della casa di Jude.\ncasa di Jude. Jude si era appena ritirato a letto e Sue stava per entrare nella sua camera adiacente quando sent\u00ec bussare e scese.\ncamera adiacente quando sent\u00ec bussare e scese.\n\n \u00c8 qui che vive pap\u00e0? chiese il bambino.\n\n Chi?\n\n Il signor Fawley, questo \u00e8 il suo nome.\n\nSue corse in camera di Jude e glielo disse, e lui si affrett\u00f2 a scendere il prima possibile.\nanche se per l'impazienza di lei sembrava lungo.\n\n Cosa c'\u00e8 che non va?\" chiese lei mentre Jude arrivava.\n\nScrut\u00f2 i lineamenti della bambina e all'improvviso si allontan\u00f2 nel salottino adiacente.\nsalottino adiacente. Jude sollev\u00f2 il ragazzo al livello di\nJude sollev\u00f2 il ragazzo al suo livello, lo guard\u00f2 con cupa tenerezza e, dicendogli che sarebbe stato accolto se avessero saputo del suo arrivo cos\u00ec presto, lo fece accomodare.\nche gli sarebbero venuti incontro se avessero saputo del suo arrivo cos\u00ec presto, lo sistem\u00f2 provvisoriamente su una sedia\nprovvisoriamente su una sedia, mentre lui andava a cercare Sue, la cui\nsupersensibilit\u00e0 era disturbata, come lui sapeva. La trov\u00f2 al buio,\nchina su una poltrona. La cinse con il braccio e, avvicinando il suo viso a quello di\nil suo viso vicino a quello di lei, sussurr\u00f2: \"Cosa c'\u00e8 che non va?\n\n Quello che dice Arabella \u00e8 vero! Ti vedo in lui!\n\n Ebbene: questa \u00e8 una cosa della mia vita come dovrebbe essere, in ogni caso.\n\n Ma l'altra met\u00e0 di lui \u00e8 _lui_! Ed \u00e8 questo che non riesco a sopportare! Ma\nDovrei cercare di abituarmi; s\u00ec, dovrei!\n\n Piccola Sue invidiosa! Ritiro tutte le osservazioni sulla tua mancanza di sesso.\nNon importa! Il tempo pu\u00f2 sistemare le cose E Sue, cara, ho un'idea!\nLo educheremo e formeremo in vista dell'universit\u00e0. Quello che non ho potuto\nnon sono riuscito a fare da solo, forse posso farlo attraverso di lui?\nlui? Ora stanno facilitando gli studenti poveri, lo sai.\n\n Oh sognatore! disse lei, e prendendogli la mano torn\u00f2 dal bambino\ncon lui. Il bambino la guard\u00f2 come lei aveva guardato lui.  Sei tu\nche \u00e8 la mia vera madre, alla fine? chiese.\n\n Perch\u00e9? Assomiglio alla moglie di tuo padre?\n\n Beh, s\u00ec, solo che lui sembra affezionato a te e tu a lui. Posso chiamarti\nMadre?\n\nPoi uno sguardo struggente si pos\u00f2 sul bambino e cominci\u00f2 a piangere. Sue\nnon pot\u00e9 trattenersi dal fare immediatamente altrettanto, essendo un'arpa\nche il minimo vento di emozione proveniente da un cuore altrui poteva far vibrare\nvibrare con la stessa facilit\u00e0 di un'agitazione radicale nel proprio.\n\n Puoi chiamarmi madre, se vuoi, mia povera cara! disse,\npiegando la guancia contro la sua per nascondere le lacrime.\n\n Che cos'hai al collo? chiese Jude con una calma affettata.\n\n La chiave della mia scatola \u00e8 alla stazione.\n\nSi affrettarono a procurargli la cena e a preparargli un letto provvisorio, dove si addorment\u00f2 presto.\nletto provvisorio, dove si addorment\u00f2 subito. Entrambi andarono a guardarlo mentre giaceva.\n\n Ti ha chiamato mamma due o tre volte prima di andarsene,\nmormor\u00f2 Jude.  Non \u00e8 strano che abbia voluto farlo!\n\n \u00c8 stato significativo, ha detto Sue.  C'\u00e8 pi\u00f9 da pensare in quel piccolo cuore affamato\nin quel piccolo cuore affamato che in tutte le stelle del cielo.\nSuppongo, cara, che dobbiamo farci coraggio e portare a termine la cerimonia?\n\u00c8 inutile lottare contro la corrente e sento che mi sto intrecciando con la mia specie.\nintrecciarmi con la mia specie. Oh Jude, mi amerai molto, vero?\ndopo? Voglio essere gentile con questo bambino ed essere una madre per lui.\ne l'aggiunta della forma legale al nostro matrimonio potrebbe renderlo pi\u00f9 facile per me.\nper me.\n\n\n\n\nIV\n\n\nIl loro successivo e secondo tentativo fu fatto pi\u00f9 deliberatamente,\nanche se fu iniziato la mattina successiva all'arrivo della singolare\narrivo a casa loro.\n\nLo trovarono che aveva l'abitudine di stare seduto in silenzio, con il suo strano e caratteristico\nstrana faccia, e i suoi occhi si posavano su cose che non vedevano nel\nmondo sostanziale.\n\n Il suo volto \u00e8 come la maschera tragica di Melpomene, disse Sue.  Come ti chiami, cara?\nil tuo nome, cara? Ce l'hai detto?\n\n Il piccolo Padre Tempo \u00e8 quello che mi hanno sempre chiamato. \u00c8 un soprannome;\nperch\u00e9 ho un aspetto cos\u00ec invecchiato, dicono.\n\n E anche tu parli cos\u00ec, disse Sue con tenerezza.  \u00c8 strano, Jude, che\nquesti ragazzi straordinariamente vecchi provengano quasi sempre da nuovi Paesi.\nMa come sei stato battezzato?\n\n Non lo sono mai stato.\n\n Perch\u00e9?\n\n Perch\u00e9, se morissi in dannazione, risparmierei le spese di un funerale cristiano.\nfunerale cristiano.\n\n Allora non ti chiami Jude? Disse il padre con un certo disappunto.\ndelusione.\n\nIl ragazzo scosse la testa.  Non l'ho mai sentito.\n\n Certo che no, disse Sue in fretta; visto che ti odiava per tutto il tempo!\ntempo!\n\n Lo faremo battezzare, disse Jude, e in privato a Sue:  Il giorno\nci sposeremo.  Tuttavia, l'arrivo del bambino lo turb\u00f2.\n\nLa loro posizione li rendeva timidi e avevano l'impressione che un matrimonio presso l'ufficio di stato civile del sovrintendente\nmatrimonio presso l'ufficio del sovrintendente dell'anagrafe fosse pi\u00f9 privato di quello\necclesiastico, decisero di evitare la chiesa questa volta. Entrambi\nSue e Jude si recarono insieme all'ufficio del distretto per dare la\ndi preavviso: erano diventati cos\u00ec amici che difficilmente riuscivano a fare\ndi importanza se non in compagnia l'uno dell'altra.\n\nJude Fawley firm\u00f2 il modulo di notifica, Sue si guard\u00f2 alle spalle e osserv\u00f2 la sua mano mentre tracciava le parole.\ne osservava la sua mano mentre tracciava le parole. Mentre leggeva l'impegno\nimpegno a quattro zeri, mai visto prima, in cui erano inseriti i nomi suoi e di\ne Jude erano inseriti, e con il quale la loro essenza volatile, il loro amore reciproco, era\nvolatile, il loro amore reciproco, doveva essere reso permanente,\nil suo volto sembr\u00f2 diventare dolorosamente apprensivo.  Nomi e cognomi delle\ndelle parti (ora dovevano essere parti, non amanti, pens\u00f2).\n Condizione (un'idea orribile) Grado o occupazione Et\u00e0 Abitazione\nin cui il matrimonio sar\u00e0 solennizzato Distretto e luogo di residenza\nin cui verr\u00e0 celebrato il matrimonio Distretto e Contea in cui le parti\nrispettivamente, risiedono.\n\n Rovina il sentimento, vero?\", disse mentre tornavano a casa.  Sembra\nsembra che sia un affare pi\u00f9 sordido della firma del\ncontratto in sagrestia. C'\u00e8 un po' di poesia in una chiesa. Ma cercheremo di\ncercheremo di concludere, cara, ora.\n\n Lo faremo.  Perch\u00e9 qual \u00e8 l'uomo che ha promesso una moglie e non l'ha\npresa? Che se ne vada e torni a casa sua, perch\u00e9 non muoia in battaglia e un altro uomo la prenda.\nbattaglia e un altro uomo la prenda\".  Cos\u00ec disse il legislatore ebraico.\n\n Come conosci le Scritture, Jude! Avresti dovuto essere un\nparroco. Posso solo citare scrittori profani!\n\nDurante l'intervallo che precedeva il rilascio del certificato, Sue, durante le sue\ncommissioni domestiche, a volte passava davanti all'ufficio, e furtivamente\nfurtivamente l'ufficio e vedeva affisso alla parete l'avviso di una clinica\nalla loro unione. Non riusciva a sopportarne l'aspetto. Dopo la sua precedente\nprecedente esperienza di matrimonio, tutto il romanticismo del loro attaccamento\nsembrava essere eliminato dal collocare il suo caso attuale nella stessa categoria.\ncategoria. Di solito conduceva il piccolo Padre Tempo per mano, e\nche la gente lo considerasse suo, e che considerasse la cerimonia prevista come il\ncerimonia come la riparazione di un vecchio errore.\n\nNel frattempo Jude decise di collegare in qualche misura il suo presente con il suo passato\ninvitando al matrimonio l'unica persona rimasta sulla terra\nche era stata associata alla sua prima vita a Marygreen, l'anziana vedova Mrs.\nEdlin, che era stata amica e infermiera della prozia nella sua ultima malattia.\nmalattia. Non si aspettava che venisse, ma venne, portando dei regali singolari, sotto forma di\nsingolari regali, sotto forma di mele, marmellata, tabacchiere d'ottone, un antico piatto di peltro, uno scaldavivande.\nun antico piatto di peltro, uno scaldavivande e un enorme sacco di piume d'oca\npiume d'oca per un letto. Le fu assegnata la stanza libera della casa di Jude, dove si ritir\u00f2 presto.\ncasa di Jude, dove si ritirava presto e dove potevano sentirla attraverso il soffitto sottostante\ndal soffitto sottostante, pronunciando onestamente il Padre Nostro a voce alta,\ncome indicato nella Rubrica.\n\nPoich\u00e9, tuttavia, non riusciva a dormire e aveva scoperto che Sue e Jude erano ancora\nerano ancora seduti, essendo in effetti solo le dieci, si vest\u00ec di nuovo e scese.\nsi vest\u00ec di nuovo e scese, e rimasero tutti seduti accanto al fuoco fino a tarda ora, Padre Tempo compreso.\nfino a tarda ora, Padre Tempo compreso; anche se, poich\u00e9 non parlava mai, non se ne accorgevano quasi\ndi lui.\n\n Beh, non sono contraria a sposarmi come lo era la tua prozia, disse la vedova.\nvedova.  E spero che per voi sia un matrimonio felice sotto tutti i punti di vista.\nquesta volta. Nessuno pu\u00f2 sperarlo di pi\u00f9, sapendo quello che so delle vostre famiglie,\ne cio\u00e8, suppongo, pi\u00f9 di chiunque altro sia in vita. Perch\u00e9 sono\nsono stati sfortunati in questo senso, Dio solo lo sa.\n\nSue respirava con disagio.\n\n Sono sempre state persone di buon cuore, che non ucciderebbero una mosca nemmeno se lo\nse lo sapessero, continu\u00f2 l'invitato al matrimonio.  Ma le cose accadevano per ostacolarli\n e se non era tutto rose e fiori si arrabbiavano. Senza dubbio \u00e8\ncome colui di cui si narra sia arrivato a fare ci\u00f2 che ha fatto, se fosse stato uno della vostra famiglia.\ndella vostra famiglia.\n\n Che cos'\u00e8 stato? disse Jude.\n\n Ebbene, questa storia la conoscete: colui che \u00e8 stato impiccato proprio sul ciglio della\ncollina presso la Brown House, non lontano dalla pietra miliare tra Marygreen e Alfredston, dove si dirama l'altra strada.\ne Alfredston, dove si dirama l'altra strada. Ma Signore, era ai tempi di\ntempo di mio nonno; e non pu\u00f2 essere stato uno dei vostri.\n\n So molto bene dove si dice che si trovava la gogna, mormor\u00f2\nJude.  Ma non ho mai sentito parlare di questo. Cosa ha fatto quest'uomo, mio antenato e\nSue s ha ucciso sua moglie?\n\n Non \u00e8 esattamente cos\u00ec. Lei \u00e8 scappata da lui, con il loro bambino, da\namici; e mentre era l\u00ec il bambino \u00e8 morto. Lui voleva il\ncorpo, per seppellirlo dove giaceva la sua gente, ma lei non volle cederlo. Il marito\nmarito arriv\u00f2 di notte con un carro ed entr\u00f2 in casa per rubare la bara.\nbara; ma fu catturato e, ostinandosi, non volle dire per quale motivo era entrato in casa,\nnon volle dire per quale motivo si era introdotto. Lo accusarono di furto con scasso e\nper questo fu impiccato e impiccato sulla collina di Brown House. Sua moglie\nimpazz\u00ec dopo la sua morte. Ma non \u00e8 vero che apparteneva pi\u00f9 a voi che a me.\nvoi pi\u00f9 che a me.\n\nUna piccola voce lenta si lev\u00f2 dall'ombra del focolare, come se venisse fuori dalla\ndalla terra: \"Se fossi in te, mamma, non sposerei mio padre!  Veniva\ndal piccolo Time, ed essi trasalirono, perch\u00e9 lo avevano dimenticato.\n\n Oh, \u00e8 solo una storia\", disse Sue rallegrandosi.\n\nDopo questa esilarante tradizione della vedova, alla vigilia della solennizzazione, si alzarono e, augurando la buonanotte all'ospite, si ritirarono.\nsi alzarono e, augurando la buonanotte all'ospite, si ritirarono.\n\nLa mattina dopo Sue, il cui nervosismo si intensificava con il passare delle ore,\nport\u00f2 Jude in privato in salotto prima di iniziare.  Jude, voglio\nJude, voglio che tu mi baci, come un amante, in modo incorporeo, disse lei, tremando\naccoccolandosi a lui, con le ciglia umide.  Non sar\u00e0 mai pi\u00f9 cos\u00ec\npi\u00f9 cos\u00ec, vero? Vorrei che non avessimo iniziato l'affare. Ma suppongo che dobbiamo\ndobbiamo andare avanti. Com'era orribile quella storia ieri sera! Mi ha rovinato i pensieri\ndi oggi. Mi ha fatto sentire come se un tragico destino incombesse sulla nostra famiglia, come\ncome la casa di Atreo.\n\n O la casa di Geroboamo, diceva il teologo quondam.\n\n Si. E mi sembra una terribile temerariet\u00e0 da parte di noi due sposarci! Io sto per\ngiurare a te con le stesse parole con cui ho giurato all'altro mio marito, e tu a me con le stesse\na me con le stesse parole che hai usato con l'altra tua moglie; senza tener conto della\nlezione dissuasiva che ci \u00e8 stata impartita da quegli esperimenti!\n\n Se tu sei infelice, io sono infelice\", disse.  Speravo che vi sentiste\nche ti sentissi felice. Ma se non lo fai, non lo fai. \u00c8 inutile\nfingere. Per te \u00e8 una faccenda triste, e questo la rende tale per me!\nme!\n\n \u00c8 sgradevole come l'altra mattina, tutto qui, mormor\u00f2.\n Andiamo avanti.\n\nSi sono avviati a braccetto verso l'ufficio suddetto, senza testimoni che li accompagnassero\nnessun testimone che li accompagnasse, tranne la vedova Edlin. La giornata era fredda e uggiosa,\ne una nebbia umida attraversava la citt\u00e0 dalla Royal Tower a Thame.  Sui gradini dell'ufficio\nsui gradini dell'ufficio c'erano le impronte fangose delle persone che\ndi persone che erano entrate, e all'ingresso c'erano ombrelli umidi. All'interno dell'ufficio\ndiverse persone erano riunite e la nostra coppia percep\u00ec che un matrimonio tra un soldato e una giovane donna\nun matrimonio tra un soldato e una giovane donna. Sue, Jude,\ne la vedova stavano in disparte mentre questo accadeva, Sue\nSue leggeva gli avvisi di matrimonio affissi alla parete. La stanza era un luogo tetro\nper due persone del loro temperamento, anche se per i suoi abituali frequentatori sembrava senza dubbio\nfrequentatori abituali, senza dubbio sembrava abbastanza ordinario. Libri di legge in vitello ammuffito ricoprivano una\nuna parete, e altrove c'erano elenchi postali e altri libri di riferimento.\nriferimento. I documenti in pacchetti legati con nastro rosso erano in piccionaia e alcune casseforti di ferro\ne alcune casseforti di ferro riempivano una nicchia, mentre il pavimento di legno nudo\nlegno nudo era, come la soglia della porta, macchiato dai visitatori precedenti.\n\nIl soldato era imbronciato e riluttante, la sposa triste e timida; lei, ovviamente, sarebbe diventata presto madre e aveva un occhio nero.\npresto, ovviamente, sarebbe diventata madre e aveva un occhio nero. Il loro\naffari furono presto conclusi e i due, insieme ai loro amici, si allontanarono.\nuno dei testimoni disse casualmente a Jude e Sue di sfuggita, come se li conoscesse.\nJude e Sue di sfuggita, come se li avesse gi\u00e0 conosciuti:  Vedi la coppia appena entrata?\nAh, ah! Quel tipo \u00e8 appena uscito di prigione stamattina. L'ha incontrato ai cancelli del\ncancello del carcere e l'ha portato direttamente qui. Paga lei\ntutto.\n\nSue gir\u00f2 la testa e vide un uomo sfavorito, con una donna\ncon al braccio una donna dal viso largo e con i segni dei brufoli, arrossata dal liquore e dalla\nsoddisfazione di essere sull'orlo di un desiderio appagato. Salutarono scherzosamente\nsalutarono scherzosamente la coppia uscente e avanzarono davanti a Jude e Sue,\nla cui diffidenza stava aumentando. Quest'ultima si ritrasse e si rivolse al suo\namante, con la bocca che si modellava come quella di un bambino che sta per cedere al\nal dolore:\n\n Jude Non mi piace questo posto! Vorrei che non fossimo venuti! Questo posto mi d\u00e0\ngli orrori: sembra cos\u00ec innaturale come il culmine del nostro amore! Vorrei che fosse\nfosse stato in chiesa, se proprio doveva essere. L\u00ec non \u00e8 cos\u00ec volgare!\n\n Cara bambina, disse Jude.  Come sei turbata e pallida!\n\n Ora deve essere eseguita qui, immagino.\n\n No, forse non necessariamente.\n\nParl\u00f2 con l'impiegato e torn\u00f2 indietro.  No, non dobbiamo sposarci n\u00e9 qui n\u00e9\no da nessuna parte, a meno che non ci piaccia, anche adesso, disse.  Possiamo sposarci in chiesa, se non\nchiesa, se non con lo stesso certificato con un altro che ci dar\u00e0, credo.\ncredo. Comunque, usciamo finch\u00e9 non sei pi\u00f9 calma, cara, e anch'io, e parliamo di questo.\nparlarne.\n\nUscirono furtivamente e con senso di colpa, come se avessero commesso un\nchiudendo la porta senza far rumore e dicendo alla vedova, che era rimasta nell'ingresso, di andare a casa ad aspettarli,\nche era rimasta nell'ingresso, di andare a casa ad aspettarli; che avrebbero\nche, se necessario, avrebbero chiamato a testimoniare i passanti occasionali. Quando furono in\nstrada, svoltarono in un vicolo laterale poco frequentato, dove\ndove camminarono su e gi\u00f9 come avevano fatto tempo addietro nella casa del mercato di\nMelchester.\n\n Ora, tesoro, cosa facciamo? Stiamo combinando un pasticcio, mi sembra che\nmi sembra. Comunque, qualsiasi cosa che ti faccia piacere mi far\u00e0 piacere.\n\n Ma Jude, carissimo, ti sto preoccupando! Volevi che ci fosse,\nnon \u00e8 vero?\n\n Beh, a dire il vero, quando sono entrato mi sembrava che non mi importasse\nmolto. Quel posto mi deprimeva quasi quanto te, era\nera brutto. E poi ho pensato a quello che avevi detto stamattina sul\nse fosse il caso di farlo.\n\nCamminarono vagamente, finch\u00e9 lei non fece una pausa e la sua vocina ricominci\u00f2\ndi nuovo:  Sembra cos\u00ec debole, anche, vacillare in questo modo! E tuttavia quanto\nmeglio che agire avventatamente una seconda volta Quanto \u00e8 stata terribile per me quella scena!\nper me quella scena! L'espressione del volto di quella donna flaccida, che la spingeva a concedersi a quell'uccello da galera\na darsi a quell'uccello da galera, non per qualche ora, come avrebbe voluto, ma per una\nvita, come deve fare. E l'altra povera anima, per sfuggire a una nominale\nvergogna nominale che era dovuta alla debolezza del suo carattere, degradandosi alla\nalla vera vergogna della schiavit\u00f9 di un tiranno che la disprezzava, un uomo\nche evitare per sempre era la sua unica possibilit\u00e0 di salvezza.\nchiesa parrocchiale, vero? \u00c8 qui che dovrebbe essere, se lo facessimo nel solito modo?\nse lo facessimo nel solito modo? Sembra che sia in corso una funzione o qualcosa del genere.\n\nJude si avvicin\u00f2 e guard\u00f2 la porta.  Anche qui c'\u00e8 un matrimonio,\ndisse.  Sembra che tutti siano sulla nostra strada oggi.\n\nSue disse che pensava che fosse perch\u00e9 era appena finita la Quaresima, quando c'era\nsempre una folla di matrimoni.  Ascoltiamo, ha detto, e scopriamo cosa ci\ncome ci si sente quando viene eseguita in chiesa.\n\nSono entrati e si sono seduti in un posto in fondo e hanno osservato il procedimento\nall'altare. La coppia contraente sembrava appartenere alla\nclasse media benestante, e il matrimonio nel complesso era di ordinaria\ngrazioso e interessante. Potevano vedere i fiori tremare nella mano della\ndella sposa, anche a quella distanza, e potevano sentire il suo meccanico\nmormorare parole il cui significato il suo cervello sembrava non cogliere affatto\nsotto la pressione della sua autocoscienza. Sue e Jude ascoltavano\ne si videro in passato passare attraverso la stessa forma di\ndi autoimpegno.\n\n Per lei, poverina, non \u00e8 la stessa cosa che sarebbe per me rifarlo con le mie attuali conoscenze\", sussurr\u00f2 Sue.\ncon le mie attuali conoscenze, sussurr\u00f2 Sue.  Vedete, loro\nsono nuove, e prendono il procedimento come una cosa ovvia. Ma\nMa essendo stati risvegliati alla sua terribile solennit\u00e0 come noi, o almeno come me, dall'esperienza\nio, dall'esperienza e dai miei sentimenti forse troppo schizzinosi, a volte\na volte, mi sembra davvero immorale andare a intraprendere di nuovo la\nstessa cosa ad occhi aperti. Venire qui e vedere questo mi ha\nmi ha spaventato da un matrimonio in chiesa tanto quanto l'altro mi ha spaventato da un matrimonio all'anagrafe.\nSiamo una coppia debole e tremolante, Jude, e ci\u00f2 in cui gli altri possono sentirsi sicuri di\nsentirsi sicuri di s\u00e9, io dubito di essere in grado di resistere alle sordide\ncondizioni di un contratto d'affari!\n\nPoi si sforzarono di ridere e continuarono a discutere sottovoce della\noggetto della lezione che avevano davanti. E Jude disse che anche lui pensava che fossero entrambi\ntroppo sottili che non sarebbero mai dovuti nascere e tanto meno riunirsi per la pi\u00f9 assurda delle\nche non avrebbero mai dovuto nascere e tanto meno riunirsi per la pi\u00f9 assurda delle imprese congiunte\nmatrimonio.\n\nLa sua promessa sposa rabbrivid\u00ec e gli chiese seriamente se davvero pensava che non avrebbero dovuto\nnon dovessero andare a sangue freddo e firmare di nuovo quell'impegno di vita?\ndi vita?  \u00c8 terribile se pensi che non siamo abbastanza forti per questo\ne che, sapendo questo, stiamo proponendo di giurare il falso,\ndisse.\n\n Credo di pensarlo, visto che me lo chiedi, disse Jude.  Ricorda che lo far\u00f2\nse lo desideri, tesoro mio.  Mentre lei esitava, lui continu\u00f2 a confessare che, sebbene pensasse che avrebbero dovuto farlo\nche, nonostante pensasse che avrebbero dovuto essere in grado di farlo, si sentiva frenato\ndal timore dell'incompetenza, proprio come lei per le loro peculiarit\u00e0,\nforse, perch\u00e9 erano diversi dagli altri.  Siamo terribilmente\nsensibili; \u00e8 proprio questo il nostro problema, Sue! dichiar\u00f2.\n\n Credo che molti siano come noi pi\u00f9 di quanto pensiamo!\n\n Beh, non lo so. L'intenzione del contratto \u00e8 buona e giusta per molti, senza dubbio.\nper molti, senza dubbio; ma nel nostro caso potrebbe vanificare i suoi stessi fini perch\u00e9\nsiamo un tipo strano di persone in cui i legami domestici di tipo forzato\nforzati soffocano la cordialit\u00e0 e la spontaneit\u00e0.\n\nSue continuava a pensare che non ci fosse nulla di strano o di eccezionale in loro:\nche tutti erano cos\u00ec.  Tutti stanno iniziando a sentirsi come noi. Siamo un po'\nun po' in anticipo, tutto qui. Tra cinquanta, cento anni i\ndiscendenti di questi due agiranno e si sentiranno peggio di noi. Vedranno\nl'umanit\u00e0 in crisi in modo ancora pi\u00f9 vivido di quanto non lo vediamo noi ora, come\n\nForme simili a noi stessi orrendamente moltiplicate,\n\ne avranno paura di riprodurli.\n\n Che terribile verso di poesia! Anche se l'ho provato io stesso nei confronti dei\nmiei simili, in momenti morbosi.\n\nCos\u00ec continuarono a mormorare, finch\u00e9 Sue non disse pi\u00f9 vivacemente:\n\n La questione generale non ci riguarda, e perch\u00e9 dovremmo tormentarci?\ntormentarci su di essa? Per quanto diverse siano le nostre ragioni, arriviamo\nalla stessa conclusione: che per noi due particolari, un giuramento irrevocabile\n\u00e8 rischioso. Allora, Jude, torniamo a casa senza uccidere il nostro sogno! S\u00ec?\nCome sei bravo, amico mio: cedi a tutti i miei capricci!\n\n Sono molto simili alle mie.\n\nLe diede un piccolo bacio dietro un pilastro, mentre l'attenzione di tutti i presenti era presa dall'osservazione del corteo nuziale.\ntutti i presenti era presa dall'osservazione del corteo nuziale\nche entrava nella sagrestia; poi uscirono dall'edificio. Vicino alla porta\naspettarono che due o tre carrozze, che si erano allontanate per un po', tornassero.\ndi ritorno, e i due novelli sposi sono usciti alla luce del giorno.\nluce del giorno. Sue sospir\u00f2.\n\n I fiori nella mano della sposa sono tristemente simili alla ghirlanda che\nadornava le giovenche del sacrificio nei tempi passati!\n\n Eppure, Sue, non \u00e8 peggio per la donna che per l'uomo. Questo \u00e8 ci\u00f2 che\nalcune donne non riescono a vedere e invece di protestare contro le condizioni\ncondizioni, protestano contro l'uomo, l'altra vittima; cos\u00ec come una donna in mezzo alla folla maltratta l'uomo che le si schiaccia contro.\ndonna in mezzo a una folla maltratta l'uomo che le si schiaccia contro, mentre lui \u00e8 solo il\nquando \u00e8 solo l'inerme trasmettitore della pressione esercitata su di lui.\n\n S\u00ec, alcuni sono cos\u00ec, invece di unirsi all'uomo contro il nemico comune, la coercizione.\nnemico comune, la coercizione.  A questo punto la sposa e lo sposo si erano gi\u00e0\nsposi si erano allontanati e i due si allontanarono con il resto degli oziosi.\n No, non fatelo, continu\u00f2.  Almeno, per ora.\n\nArrivarono a casa, e passando davanti alla finestra a braccetto videro la vedova\nche li guardava.  Bene, esclam\u00f2 l'ospite quando entrarono, io\nmi sono detto quando vi ho visto arrivare cos\u00ec amorevolmente alla porta: \"Si sono decisi alla fine, allora!\nsi sono decisi alla fine, allora!\n\nHanno accennato brevemente al contrario.\n\n Cosa e non l'hai fatto davvero? Che io abbia vissuto per vedere un buon vecchio detto\ndi vedere un vecchio detto come \"sposarsi in fretta e pentirsi a tempo debito\" rovinato in questo modo da voi due!\npentirsi a tempo debito rovinato in questo modo da voi due!  \u00c8 ora che torni di nuovo a\nMarygreen, se \u00e8 a questo che ci portano le nuove nozioni!\na questo! Nessuno pensava di temere il matrimonio ai miei tempi, n\u00e9 di molto altro\naltro che una palla di cannone o un armadio vuoto! Quando io e il mio povero uomo ci siamo sposati\nsposati non pensavamo ad altro che a una partita a carte!\n\n Non ditelo al bambino quando arriva, sussurr\u00f2 Sue nervosamente.\n Penser\u00e0 che sia andato tutto bene e sar\u00e0 meglio che non sia sorpreso e sconcertato.\nnon sia sorpreso e sconcertato. Naturalmente \u00e8 solo rimandato per\nriconsiderazione. Se siamo felici cos\u00ec, cosa importa a qualcuno?\nqualcuno?\n\n\n\n\nV\n\n\nLo scopo di un cronista di stati d'animo e di azioni non richiede che egli esprima\nesprimere le sue opinioni personali sulla grave controversia di cui sopra. Che\nche i due fossero felici tra i loro momenti di tristezza era indubbio.\nE quando l'inaspettata apparizione del figlio di Jude in casa si era dimostrata non\nsi era rivelata non un evento cos\u00ec sconvolgente come sembrava, ma un evento che\nche aveva portato nelle loro vite un nuovo e tenero interesse di tipo nobilitante e\nnobilitante e disinteressato, contribu\u00ec pi\u00f9 che a danneggiare la loro felicit\u00e0.\n\nCerto, con esseri cos\u00ec piacevolmente ansiosi com'erano, la venuta del ragazzo portava con s\u00e9 anche molti pensieri per il futuro.\nla venuta del ragazzo portava con s\u00e9 anche molti pensieri per il futuro, soprattutto perch\u00e9\nin particolare perch\u00e9 al momento sembrava essere singolarmente carente di tutte le solite\nsperanze dell'infanzia. Ma la coppia cerc\u00f2 di allontanare, almeno per un po', una\nalmeno per un po' di tempo, una visione troppo ottimistica.\n\nNell'Alto Wessex c'\u00e8 un'antica citt\u00e0 di nove o diecimila anime, che potrebbe chiamarsi Stoke-Barehills.\npotrebbe essere chiamata Stoke-Barehills. Si erge con la sua chiesa\nchiesa antica, poco attraente, e il suo nuovo sobborgo di mattoni rossi, in mezzo alle\ndi gesso, al centro di un triangolo immaginario che ha come tre angoli le citt\u00e0 di Stoke-Barehills.\nche ha come tre angoli le citt\u00e0 di Aldbrickham e Wintoncester, e l'importante\nWintoncester e l'importante stazione militare di Quartershot. La\ngrande autostrada occidentale da Londra passa attraverso di essa, in prossimit\u00e0 di un punto in cui\nin un punto in cui la strada si divide in due, per poi ricongiungersi a una ventina di miglia\npi\u00f9 a ovest. Da questa biforcazione e ricongiungimento nascevano\ntra i viaggiatori su ruote, prima dell'avvento della ferrovia, infinite questioni di\ndi scelta tra le rispettive strade. Ma la questione \u00e8 ormai morta\ncome il proprietario di un terreno, il trasportatore e il cocchiere che lo contendevano.\nche se la contendevano; e probabilmente non c'\u00e8 un solo abitante di\nStoke-Barehills sa che le due strade che si dividono nella sua citt\u00e0 si incontrano di nuovo.\ncitt\u00e0 si incontrino di nuovo, perch\u00e9 nessuno ora guida su e gi\u00f9 per la grande autostrada occidentale\nautostrada occidentale.\n\nL'oggetto pi\u00f9 familiare di Stoke-Barehills \u00e8 oggi il suo cimitero,\ntra alcune pittoresche rovine di media valenza accanto alla ferrovia; le cappelle moderne, le tombe moderne e gli arbusti moderni hanno un aspetto di\ncappelle moderne, tombe moderne e arbusti moderni che hanno un aspetto\nun aspetto invadente in mezzo alla decadenza fatiscente e ricoperta d'edera delle antiche mura.\nmura.\n\nIn un certo giorno, tuttavia, nell'anno particolare che \u00e8 stato raggiunto da questa\ndi questa narrazione, il mese \u00e8 l'inizio di giugno, le caratteristiche della citt\u00e0\ncitt\u00e0 suscitano scarso interesse, anche se molti visitatori arrivano in\ntreni; in particolare, alcuni treni di linea si svuotano quasi completamente qui.\n\u00c8 la settimana della Grande Mostra Agricola del Wessex, il cui vasto accampamento si estende su tutto il territorio.\naccampamento si estende nella periferia aperta della citt\u00e0 come le tende di un esercito\ndi un esercito che investe. File di tensostrutture, capanne, stand, padiglioni,\nportici, porticati, ogni tipo di struttura che non sia permanente\npermanente copre il campo verde per uno spazio di mezzo chilometro quadrato, e la folla degli arrivi attraversa il campo\nfolla di arrivi attraversa la citt\u00e0 in massa e si dirige direttamente verso la\nper il quartiere fieristico. La strada \u00e8 fiancheggiata da spettacoli, bancarelle e venditori ambulanti a piedi,\ne ambulanti a piedi, che fanno di tutta la strada che porta alla fiera un mercato\nl'esposizione vera e propria e inducono alcuni degli sprovveduti ad alleggerirsi le tasche\nalleggerirsi sensibilmente le tasche prima di arrivare ai cancelli della mostra che\nche sono venuti espressamente a vedere.\n\nE' il giorno popolare, il giorno dello scellino, e dei treni da escursione che arrivano velocemente due da direzioni diverse entrano nelle due zone contigue.\ntreni da escursione che arrivano velocemente, due da direzioni diverse entrano nelle due stazioni\nstazioni ferroviarie contigue quasi nello stesso minuto. Uno, come molti altri che l'hanno\nche l'hanno preceduto, proviene da Londra; l'altro, con una linea trasversale, da Aldbrickham; e da Aldbrickham.\nAldbrickham; e dal treno londinese sale una coppia: un uomo basso e\nun uomo basso e piuttosto gonfio, con un ventre globoso e gambe piccole, che assomigliava\nun uomo basso e gonfio, con la pancia globosa e le gambe piccole, che assomigliavano a una trottola su due pioli, accompagnato da una donna dalla figura piuttosto fine e dal\nviso piuttosto rosso, vestito di stoffa nera e ricoperto di perline dal cappello alla gonna, che\nperline dalla cuffia alla gonna, che la facevano luccicare come se fosse vestita di una cotta di maglia.\n\nSi guardarono intorno. L'uomo stava per noleggiare una mosca, come avevano fatto altri.\naltri, quando la donna disse: \"Non avere fretta\",\nCartlett. Non \u00e8 molto lontano il cortile dello spettacolo. Camminiamo lungo la\nstrada verso il posto. Forse posso prendere un mobile a buon mercato\no una vecchia porcellana. Sono passati anni dall'ultima volta che sono stata qui, da quando vivevo da ragazza ad Aldbrickham.\nragazza ad Aldbrickham e venivo a volte a fare una gita con il mio ragazzo.\nil mio ragazzo.\n\n Non si possono portare a casa i mobili con il treno delle escursioni, disse, con voce roca, il marito, proprietario di The Three Horns, a Lambeth.\nsuo marito, il padrone di casa di The Three Horns, a Lambeth; perch\u00e9 erano entrambi scesi dalla taverna in quell'eccellente, fitto\nerano entrambi scesi dalla taverna di quel quartiere eccellente, densamente\npopoloso quartiere di bevitori di gin, che avevano occupato da quando\nda quando l'annuncio con quelle parole li aveva attirati l\u00ec. La\nconfigurazione del padrone di casa mostrava che anche lui, come i suoi clienti,\nclienti, stava subendo l'effetto dei liquori che vendeva.\n\n Allora me lo far\u00f2 spedire, se ne vedo uno che vale la pena di avere, disse la moglie.\n\nSi incamminarono, ma erano appena entrati in citt\u00e0 quando la sua attenzione fu attirata da una giovane coppia che conduceva un bambino\nquando la sua attenzione fu attratta da una giovane coppia con un bambino, che era uscita dal\ndal secondo binario, dove era passato il treno proveniente da Aldbrickham.\nCamminavano proprio di fronte ai gestori della locanda.\n\n Per carit\u00e0, viva! disse Arabella.\n\n Che cos'\u00e8? disse Cartlett.\n\n Chi pensi che sia quella coppia? Non riconosci l'uomo?\n\n No.\n\n Non dalle foto che vi ho mostrato?\n\n \u00c8 Fawley?\n\n S\u00ec, certo.\n\n Oh, beh. Immagino che volesse fare un po' di turismo, come tutti noi.\ncome tutti noi.  L'interesse di Cartlett per Jude, per quanto possa essere stato\nquando Arabella era nuova per lui, era palesemente scemato da quando il suo fascino e le sue\nle sue idiosincrasie, le sue spire di capelli in sovrannumero e le sue fossette facoltative\nfossette, stavano diventando come una storia che viene raccontata.\n\nArabella regol\u00f2 il suo passo e quello del marito in modo da tenersi appena dietro agli altri tre.\ndietro agli altri tre, cosa che era facile fare senza farsi notare in una tale\nun tale flusso di pedoni. Le sue risposte alle osservazioni di Cartlett erano vaghe e\ne lievi, perch\u00e9 il gruppo di fronte la interessava pi\u00f9 di tutto il resto dello spettacolo.\nresto dello spettacolo.\n\n Sono piuttosto affezionati l'uno all'altro e al loro bambino, a quanto pare,\ncontinu\u00f2 il pubblicano.\n\n Il loro bambino!  Non \u00e8 il loro bambino, disse Arabella con una curiosa,\nimprovvisa bramosia.  Non sono stati sposati abbastanza a lungo perch\u00e9 sia\nessere loro!\n\nMa anche se l'istinto materno era abbastanza forte in lei da indurla a\ndi suo marito, non era disposta a ripensarci per essere pi\u00f9 sincera del necessario.\nripensandoci, non era disposta a essere pi\u00f9 sincera del necessario. Il signor Cartlett non aveva altra\nnon aveva altra idea se non che il figlio di sua moglie, avuto dal primo marito, fosse con i suoi\nnonni agli Antipodi.\n\n Immagino di no. Sembra proprio una ragazza.\n\n Sono solo amanti, o sposati da poco, e hanno il bambino a carico,\ncome chiunque pu\u00f2 vedere.\n\nTutti continuarono ad andare avanti. Gli inconsapevoli Sue e Jude, la coppia in questione, avevano deciso di fare questa\nin questione, avevano deciso di fare di questa mostra agricola a venti miglia dalla\na venti miglia dalla loro citt\u00e0, l'occasione per un'escursione di una giornata che\nche avrebbe dovuto combinare l'esercizio fisico e il divertimento con l'istruzione, a costi contenuti.\nspese. Non pensando solo a se stessi, si erano preoccupati di portare con s\u00e9 Padre Tempo, di provare tutti i mezzi\ndi portare con s\u00e9 Padre Tempo, per tentare in tutti i modi di farlo divertire e ridere come gli altri ragazzi.\ncome gli altri ragazzi, anche se in un certo senso ostacolava i rapporti\ndi rapporti deliziosamente liberi durante i loro pellegrinaggi che\npiaceva tanto. Ma ben presto smisero di considerarlo un osservatore e\ne continuarono ad avere quella tenera attenzione l'uno verso l'altro che il pi\u00f9 timido\ntimidezza che difficilmente riescono a dissimulare, e che questi, in mezzo a perfetti estranei, come immaginavano\nimmaginavano, si preoccupavano di dissimulare meno di quanto avrebbero fatto a casa.\ncasa. Sue, nei suoi nuovi abiti estivi, flessibile e leggera come un uccello, con il pollice infilato dal gambo del\npollice infilato nel gambo del suo parasole di cotone bianco, andava avanti come se\ncome se non toccasse quasi terra e come se un soffio di vento moderatamente forte la facesse galleggiare\ncome se un soffio di vento moderatamente forte la facesse volare oltre la siepe fino al campo successivo. Jude,\nnel suo completo grigio chiaro da vacanza, era davvero orgoglioso della sua compagnia,\nnon pi\u00f9 per la sua attrattiva esteriore che per le sue parole e i suoi modi simpatici.\ne modi di fare. Quella completa comprensione reciproca, in cui ogni sguardo e movimento\nmovimento era efficace come la parola per trasmettere l'intelligenza tra\nli rendeva quasi le due parti di un unico insieme.\n\nI due, con il loro carico, passarono i tornelli, Arabella e il marito non lontano da loro.\nmarito non lontano da loro. All'interno del recinto la moglie del\nmoglie del pubblicano pot\u00e9 constatare che i due avanti cominciarono a preoccuparsi del\ncon il giovane, indicandogli e spiegandogli i molti oggetti di interesse, vivi e morti.\ndi interesse, vivi e morti; e una tristezza passeggera sfiorava i loro volti\nper ogni volta che non riuscivano a turbare la sua indifferenza.\n\n Come si attacca a lui! disse Arabella.  Oh no, immagino che non siano\nsposati, altrimenti non sarebbero cos\u00ec legati l'uno all'altra, mi chiedo!\n\n Ma non avevi detto che l'aveva sposata?\n\n Ho sentito che stava per farlo, per fare un altro tentativo,\ndopo aver rimandato una o due volte.\nper quanto riguarda loro stessi, sono gli unici due nello spettacolo. Dovrei vergognarmi di\ndi rendermi cos\u00ec sciocco se fossi in lui!\n\n Non vedo come ci sia qualcosa di notevole nel loro comportamento. I\nnon avrei mai notato che sono innamorati, se non l'avesse detto lei.\n\n Non vedi mai nulla\", replic\u00f2 lei. Tuttavia l'opinione di Cartlett sulla\ncondotta degli amanti o della coppia di sposi era indubbiamente quella della\nfolla in generale, la cui attenzione non sembrava in alcun modo attratta da ci\u00f2 che\nArabella, che aveva la vista acuta, non sembrava in alcun modo attratta da ci\u00f2 che si vedeva.\n\n \u00c8 affascinato da lei come se fosse una fata! continu\u00f2 Arabella.\n Guardate come la guarda e lascia che i suoi occhi si posino su di lei. Sono\nsono propensa a pensare che lei non tenga a lui quanto lui a lei.\nper lei. Non \u00e8 una creatura particolarmente calorosa, a mio avviso,\nanche se si preoccupa di lui per quanto \u00e8 in grado di fare;\ne lui potrebbe farle soffrire un po' il cuore se volesse, ma \u00e8 troppo semplice per farlo.\ntroppo semplice per farlo. Ora stanno andando verso le stalle dei cavalli da tiro.\nstalle. Venite con noi.\n\n Non voglio vedere i cavalli da tiro. Non \u00e8 affar nostro seguire\nseguire questi due. Se siamo venuti a vedere lo spettacolo, vediamolo a modo nostro, come loro.\nnostro modo, come fanno loro.\n\n Supponiamo di incontrarci da qualche parte tra un'ora, per esempio in quella tenda di\ntenda di ristoro laggi\u00f9, e di procedere in modo indipendente? Allora lei pu\u00f2\nguardare quello che vuoi, e anch'io potr\u00f2 farlo.\n\nCartlett non era restio ad acconsentire, e si separarono procedendo verso il capannone dove si esponevano i processi di maltaggio.\nverso il capannone dove erano esposti i processi di maltaggio, e Arabella\nnella direzione presa da Jude e Sue. Prima, per\u00f2, di aver raggiunto\ndi aver ripreso la loro scia, un volto ridente la incontr\u00f2 e si trov\u00f2 di fronte ad Anny, l'amica di lei.\nAnny, l'amica della sua infanzia.\n\nAnny era scoppiata in una fragorosa risata per il solo fatto dell'incontro casuale.\nincontro casuale.  Vivo ancora laggi\u00f9, disse, non appena si fu ricomposta.\ncomposta.  Presto mi sposer\u00f2, ma il mio promesso sposo non \u00e8 potuto venire qui oggi.\nvenire qui oggi. Ma ci sono molti di noi venuti in escursione, anche se ho\nper ora ho perso gli altri.\n\n Hai conosciuto Jude e la sua giovane donna, o moglie, o qualunque cosa sia? I\nli ho gi\u00e0 visti.\n\n No. Sono anni che non se ne vede uno!\n\n Beh, sono qui vicino da qualche parte. S\u00ec, sono l\u00ec vicino a quel\ncavallo grigio!\n\n Oh, hai detto che \u00e8 la sua attuale giovane moglie? Si \u00e8 sposato\ndi nuovo?\n\n Non lo so.\n\n \u00c8 bella, vero?\n\n S\u00ec, non c'\u00e8 nulla di cui lamentarsi o di cui preoccuparsi. Non c'\u00e8 molto da dipendere, per\u00f2;\nuna cosina cos\u00ec esile e agitata.\n\n E' anche un bel tipo! Avresti dovuto tenertelo stretto,\nArabella.\n\n Non so, ma dovrei, mormor\u00f2 lei.\n\nAnny rise.  Sei tu, Arabella! Sempre a desiderare un altro uomo che\ntuo.\n\n Beh, e quale donna non mi piacerebbe sapere? Quanto a quel corpo\ncon lui non sa cosa sia l'amore, almeno quello che io chiamo amore! Posso\nPosso vedere nel suo viso che non lo sa.\n\n E forse, cara Abby, non sai come lei chiama l'amore.\n\n Sono sicuro di non volerlo fare!   Ah, stanno facendo per il dipartimento artistico.\nVorrei vedere anch'io qualche immagine. E se andassimo da quella parte?\nSe non c'\u00e8 tutto il Wessex, credo proprio di s\u00ec! Ecco il dottor Vilbert.\nNon lo vedo da anni e non sembra pi\u00f9 vecchio di quando lo conoscevo.\nquando lo conoscevo. Come va, dottore? Stavo giusto dicendo che\nche lei non sembra pi\u00f9 vecchio di quando mi conosceva da ragazza.\n\n Semplicemente il risultato dell'assunzione regolare delle mie pillole, signora. Solo due e\ntre pence a scatola, garantite efficaci dal timbro del governo. Ora lasciate che\ndi acquistare la stessa immunit\u00e0 dalle ingiurie del tempo seguendo il mio esempio?\nseguendo il mio esempio? Solo due e tre.\n\nIl medico aveva estratto una scatola dalla tasca del panciotto e Arabella fu indotta a fare l'acquisto.\nArabella fu indotta a fare l'acquisto.\n\n Allo stesso tempo, continu\u00f2, quando le pillole furono pagate, lei ha un vantaggio su di me, signora.\nha il vantaggio di me, signora Sicuramente non la signora Fawley, un tempo signorina Donn,\ndei dintorni di Marygreen?\n\n S\u00ec. Ma la signora Cartlett ora... Ma la signora Cartlett ora.\n\n L'avete perso, allora? Un giovane promettente! Un mio allievo, sapete\nsai. Gli ho insegnato le lingue morte. E credetemi, presto ne ha conosciute\nquasi quanto me.\n\n L'ho perso, ma non come pensi tu, disse Arabella seccamente.  Gli avvocati\nci hanno slegato. Eccolo l\u00ec, guardate, vivo e voglioso; insieme a quella giovane donna\ndonna, che entrano alla mostra d'arte.\n\n Ah, caro me! A quanto pare, mi sono affezionato a lei.\n\n Dicono di essere cugini.\n\n La parentela \u00e8 una grande comodit\u00e0 per i loro sentimenti, direi?\n\n Si. Cos\u00ec pensava il marito, senza dubbio, quando ha chiesto il divorzio.\nguardare anche le foto?\n\nIl trio attravers\u00f2 il green ed entr\u00f2. Jude e Sue, con il bambino\nbambino, ignari dell'interesse che stavano suscitando, erano saliti su un\nmodello a un'estremit\u00e0 dell'edificio, che osservarono con notevole\nattenzione per molto tempo prima di proseguire. Arabella e le sue\nArabella e i suoi amici lo raggiunsero a tempo debito e l'iscrizione che recava era:\n Modello del Cardinal College, Christminster; opera di J. Fawley e S. F. M.\nBridehead.\n\n Ammirando il proprio lavoro, disse Arabella.  Come Jude che pensa sempre\npensare ai collegi e a Christminster, invece di occuparsi dei suoi\naffari!\n\nHanno dato un'occhiata sommaria alle immagini e hanno proseguito verso il\nband-stand. Quando rimasero per un po' ad ascoltare la musica degli artisti\ndegli artisti militari, Jude, Sue e il bambino si avvicinarono dall'altro lato.\ndall'altro lato. Arabella non si preoccup\u00f2 che la riconoscessero, ma erano troppo assorbiti dalle loro\nma erano troppo assorbiti dalla loro vita, tradotta in\nemozioni della banda militare, per percepirla sotto il suo velo di perline.\nCammin\u00f2 all'esterno della folla in ascolto, passando dietro agli amanti, i cui movimenti erano inaspettati.\ngli amanti, i cui movimenti avevano per lei un fascino inaspettato.\ninaspettato per lei oggi. Scrutandoli da dietro, not\u00f2 che la mano di Jude cercava quella di Sue.\nla mano di Jude cercava quella di Sue mentre stavano in piedi, le due erano vicine\nin modo da nascondere, come si supponeva, questa tacita espressione della loro\nrisposta reciproca.\n\n Sciocchi come due bambini!  Arabella sussurr\u00f2 a se stessa\ncon malinconia, mentre si ricongiungeva alle sue compagne, con le quali manteneva un\nsilenzio preoccupato.\n\nNel frattempo, Anny aveva scherzato con Vilbert sul desiderio di Arabella di\ninteresse per il suo primo marito.\n\n Ora, disse il medico ad Arabella, a parte, volete qualcosa di\ncome questo, signora Cartlett? Non \u00e8 composto dalla mia normale farmacopea, ma\nfarmacopea, ma a volte mi viene richiesta una cosa del genere.  Produsse una\nuna piccola fiala di liquido chiaro.  Un filtro d'amore, come quello usato dagli antichi con\nantichi con grande effetto. L'ho scoperto studiando i loro scritti,\ne non ho mai visto che fallisse.\n\n Di che cosa \u00e8 fatto? chiese Arabella con curiosit\u00e0.\n\n Ebbene, un distillato di succhi di cuori di colombe o di piccioni \u00e8 uno degli ingredienti.\npiccioni \u00e8 uno degli ingredienti. Ci sono voluti quasi cento cuori per\nprodurre quella piccola bottiglia piena.\n\n Come si fa a far bastare i piccioni?\n\n Per svelare un segreto, mi procuro un pezzo di sale grosso, di cui i piccioni sono\ndi cui i piccioni sono straordinariamente ghiotti, e lo metto in una colombaia sul mio tetto. In poche ore\ngli uccelli vi si avvicinano da tutti i punti della bussola: est, ovest, nord e sud,\ne sud e cos\u00ec me ne assicuro quanti ne voglio. Si usa il liquido\ndi liquido facendo in modo che l'uomo desiderato ne prenda una decina di gocce nella sua bevanda.\nbevanda. Ma ricordate, tutto questo vi \u00e8 stato detto perch\u00e9 dalle vostre domande ho capito che intendete\ndomande che lei intende diventare un acquirente. Dovete mantenere la fiducia in\nme?\n\n Molto bene, non mi dispiacerebbe una bottiglia da dare a qualche amico o amica per provarla\nsul suo giovane uomo.  La donna tir\u00f2 fuori cinque scellini, il prezzo richiesto, e\ne infil\u00f2 la fiala nel suo capiente seno. Dicendo di l\u00ec a poco che doveva\nche aveva un appuntamento con il marito, si allontan\u00f2 verso il bar.\nJude, il suo compagno e il bambino erano andati verso la tenda dell'orticoltura.\ntenda dell'orticoltura, dove Arabella li vide di sfuggita\nin piedi davanti a un gruppo di rose in fiore.\n\nAspett\u00f2 qualche minuto ad osservarli e poi raggiunse il suo sposo con\nconiuge con sentimenti non proprio amichevoli. Lo trov\u00f2 seduto su uno sgabello\nal bancone, che parlava con una delle cameriere elegantemente vestite che gli avevano servito i liquori.\nche gli avevano servito i liquori.\n\n Penso che ne abbiate abbastanza di questi affari a casa!  Arabella\nosserv\u00f2 cupamente.  Di certo non sei venuta a cinquanta miglia dal tuo\nbar per entrare in un altro? Vieni, portami in giro per lo spettacolo, come gli altri uomini fanno con le loro mogli!\nle loro mogli! Dammy, si direbbe che tu sia un giovane scapolo, con nessuno a cui badare se non tu stesso!\nnessuno a cui badare se non te stesso!\n\n Ma avevamo deciso di incontrarci qui; e cosa potevo fare se non aspettare?\n\n Bene, ora che ci siamo incontrati, vieni con noi, ritorn\u00f2, pronta a litigare\ncon il sole per aver brillato su di lei. E lasciarono la tenda insieme, questo\nuomo panciuto e la donna florida, nell'umore antipatico e recriminatorio\nrecriminatorio della media dei mariti e delle mogli della cristianit\u00e0.\n\nNel frattempo la coppia pi\u00f9 eccezionale e il ragazzo indugiavano ancora\nnel padiglione dei fiori, un palazzo incantato per i loro apprezzamenti.\nSue guance, solitamente pallide, riflettevano il rosa delle rose colorate che\nche guardava; per i panorami allegri, l'aria, la musica e l'eccitazione di una giornata\ndi una giornata di gita con Jude le avevano fatto accelerare il sangue e fatto brillare gli occhi di vivacit\u00e0.\ni suoi occhi scintillavano di vivacit\u00e0. Adorava le rose, e ci\u00f2 che Arabella aveva visto era\nArabella aveva assistito al fatto che Sue tratteneva Jude quasi contro la sua volont\u00e0 mentre lei\nmentre imparava i nomi di questa e quella variet\u00e0 e metteva il viso a un centimetro dai loro\na un centimetro dai loro fiori per annusarli.\n\n Mi piacerebbe spingere la mia faccia dentro quei cari!\ndetto.  Ma suppongo che sia contro le regole toccarli, non \u00e8 vero?\nJude?\n\n S\u00ec, piccola, disse lui, e poi le diede scherzosamente una spintarella, in modo che il suo naso finisse tra i petali.\nche il suo naso finisse tra i petali.\n\n Il poliziotto ci sar\u00e0 addosso e io dir\u00f2 che \u00e8 stata colpa di mio marito!\nmio marito!\n\nPoi alz\u00f2 lo sguardo su di lui e sorrise in un modo che disse molto ad Arabella.\nArabella.\n\n Felice? mormor\u00f2.\n\nLei annu\u00ec.\n\n Perch\u00e9? Perch\u00e9 siete venuti alla grande Mostra Agricola del Wessex o perch\u00e9\nperch\u00e9 siamo venuti noi?\n\n Cerchi sempre di farmi confessare ogni sorta di assurdit\u00e0.\nPerch\u00e9 sto migliorando la mia mente, naturalmente, vedendo tutte queste\naratri a vapore, trebbiatrici, tagliapula, mucche, maiali e pecore.\nmaiali e pecore.\n\nJude si accontent\u00f2 di una risposta del suo sempre evasivo compagno.\nMa quando si dimentic\u00f2 di aver posto la domanda, e poich\u00e9 non desiderava pi\u00f9 una risposta, continu\u00f2: \"Non \u00e8 vero.\nnon desiderava pi\u00f9 una risposta, lei continu\u00f2:  Sento che siamo tornati alla\ngreca e ci siamo accecati di fronte alla malattia e al dolore.\ne al dolore, e abbiamo dimenticato ci\u00f2 che venticinque secoli hanno insegnato alla razza\nalla razza dal loro tempo, come dice uno dei vostri luminari di Christminster.\nDice che c'\u00e8 un'ombra immediata, ma solo una.  E guard\u00f2\nil bambino invecchiato, che, sebbene lo avessero portato a tutto ci\u00f2 che poteva\ndi attrarre una giovane intelligenza, non erano riusciti a interessarlo.\n\nSapeva cosa stavano dicendo e pensando.  Sono molto, molto dispiaciuto,\nPadre e Madre, disse.  Ma vi prego di non farci caso! Non posso farci niente. I\nfiori mi piacerebbe molto, se non continuassi a pensare che\nche tra qualche giorno saranno tutti appassiti!\n\n\n\n\nVI\n\n\nLa vita inosservata che la coppia aveva condotto fino a quel momento inizi\u00f2, dal giorno del\ndel matrimonio sospeso in poi, a essere osservate e discusse da altre\npersone che non fossero Arabella. La societ\u00e0 di Spring Street e del quartiere\ndi Spring Street e del vicinato in generale non capiva, e probabilmente non avrebbe potuto\nSue e Jude, le loro emozioni, le loro posizioni e le loro paure,\nposizioni e paure. I fatti curiosi di un bambino che arrivava\ninaspettatamente, che chiamava Jude padre e Sue madre, e un intoppo in una cerimonia di matrimonio che doveva essere\ndi una cerimonia di matrimonio che doveva essere celebrata in un ufficio\ndi un matrimonio destinato a svolgersi tranquillamente in un ufficio di stato civile, insieme alle voci sulle cause non\ntribunali, avevano un'unica traduzione per le menti pi\u00f9 semplici.\n\nLittle Time, anche se formalmente era stato trasformato in Jude, l'azzeccato soprannome gli rimase impresso.\nsoprannome gli era rimasto appiccicato, tornava a casa da scuola la sera e\ne ripeteva le domande e le osservazioni che gli erano state fatte dagli altri ragazzi.\ne causavano a Sue e a Jude, quando li sentiva, una grande sofferenza e tristezza.\ne tristezza.\n\nIl risultato \u00e8 stato che poco dopo l'attentato all'anagrafe la coppia si \u00e8 recata a Londra.\ncoppia si rec\u00f2 a Londra per diversi giorni, assumendo\nqualcuno che si occupasse del ragazzo. Quando tornarono lasciarono intendere indirettamente\nindirettamente, e con totale indifferenza e stanchezza, che erano legalmente\nche finalmente erano legalmente sposati. Sue, che in precedenza era stata\nera stata chiamata signora Bridehead, ora adott\u00f2 apertamente il nome di signora Fawley.\nIl suo modo di fare spento, codardo e svogliato per giorni sembr\u00f2 avvalorare\ntutto questo.\n\nMa l'errore (come \u00e8 stato chiamato) di partire cos\u00ec di nascosto per\nper fare gli affari, manteneva molto del mistero della loro vita; e si accorsero che non facevano\nscoprirono che non facevano cos\u00ec tanti progressi con i loro vicini come\ncome si aspettavano di fare. Un mistero vivente non era molto meno\ninteressante di uno scandalo morto.\n\nIl ragazzo del fornaio e il ragazzo del droghiere, che all'inizio erano soliti sollevare\ncappello a Sue quando venivano a fare le loro commissioni, in questi giorni non si prendevano pi\u00f9 la briga di renderle quell'omaggio.\nin questi giorni non si prendevano pi\u00f9 la briga di renderle questo omaggio, e\nle mogli dei vicini artigiani guardavano dritto lungo il marciapiede\nquando la incontravano.\n\nNessuno li molestava, \u00e8 vero, ma un'atmosfera opprimente cominciava a\na circondare le loro anime, soprattutto dopo l'escursione allo spettacolo,\ncome se quella visita avesse esercitato su di loro un'influenza maligna. E\nil loro temperamento era proprio di tipo tale da soffrire di questa\natmosfera e di essere indisposti ad alleggerirla con dichiarazioni vigorose e aperte.\ndichiarazioni aperte. Il loro apparente tentativo di riparazione era arrivato troppo tardi per essere efficace.\nessere efficace.\n\nGli ordini per la lapide e l'epitaffio caddero e due o tre mesi dopo, con l'arrivo dell'autunno, Jude cap\u00ec che avrebbe dovuto tornare a casa.\ndue o tre mesi dopo, quando arriv\u00f2 l'autunno, Jude si rese conto che avrebbe dovuto tornare a lavorare\ndi nuovo al lavoro di viaggiatore, un percorso tanto pi\u00f9 sfortunato in quanto\nnon aveva ancora saldato il debito che aveva inevitabilmente contratto per\npagamento delle spese legali dell'anno precedente.\n\nUna sera si sedette a condividere il pasto comune con Sue e il bambino, come di consueto.\ncome al solito.  Sto pensando, le disse, che non resister\u00f2 pi\u00f9 qui.\npi\u00f9. La vita ci si addice, certo; ma se potessimo andarcene in un luogo\nluogo dove non siamo conosciuti, saremmo pi\u00f9 tranquilli e avremmo pi\u00f9 possibilit\u00e0.\npossibilit\u00e0 migliori. E quindi temo che dovremo lasciarci qui, per quanto\nimbarazzante per te, povera cara!\n\nSue era sempre molto colpita da un'immagine di se stessa come oggetto di\npiet\u00e0, e si rattristava.\n\n Beh, non sono dispiaciuta\", disse subito.  Sono molto depressa per il\nmodo in cui mi guardano qui. E tu hai tenuto questa casa e i mobili\nmobili interamente per me e per il ragazzo! Non li vuoi tu stessa e la spesa \u00e8\nle spese non sono necessarie. Ma qualsiasi cosa faremo, ovunque andremo, non me lo porterai via, Jude caro?\nnon me lo porterai via, Jude cara? Non posso lasciarlo andare ora! La\nnuvola sulla sua giovane mente lo rende cos\u00ec patetico per me; spero di poterla sollevare un giorno!\nsollevarla un giorno! E lui mi ama cos\u00ec tanto. Non me lo porterete via?\n\n Certo che no, cara bambina! Troveremo una bella sistemazione, ovunque\nandremo. Probabilmente mi sposter\u00f2 per trovare un lavoro qui e uno l\u00e0.\nl\u00e0.\n\n Far\u00f2 qualcosa anch'io, naturalmente, fino a quando non potr\u00f2 essere utile nel lettering.\nutile nel lettering, mi conviene dedicarmi ad altro.\naltro.\n\n Non si affretti a trovare un impiego, disse con rammarico.  Non voglio che\nvoglio che tu lo faccia. Vorrei che non lo facessi, Sue. Il ragazzo e te stessa sono\nsono abbastanza per te da occuparti.\n\nBussarono alla porta e Jude rispose. Sue riusc\u00ec a sentire la\nconversazione:\n\n Il signor Fawley \u00e8 in casa?   Biles e Willis, gli imprenditori edili,\nmi hanno mandato a chiedere se si occuper\u00e0 di riscrivere i dieci\ncomandamenti in una chiesetta che stanno restaurando di recente nella\ncampagna qui vicino.\n\nJude riflett\u00e9 e disse che poteva farlo.\n\n Non \u00e8 un lavoro molto artistico, ha continuato il messaggero.  Il\necclesiastico \u00e8 un tipo molto all'antica e si \u00e8 rifiutato di lasciare che\nche la chiesa sia sottoposta a lavori di pulizia e riparazione.\n\n Un eccellente vecchio! disse Sue a se stessa, che era sentimentalmente contraria\nagli orrori di un restauro eccessivo.\n\n I Dieci Comandamenti sono fissati all'estremit\u00e0 orientale, prosegu\u00ec il messaggero, e vogliono fare il resto del muro l\u00ec.\ne vogliono che siano sistemati l\u00ec con il resto del muro, dato che non vuole che vengano portati via come vecchi materiali dell'appaltatore.\nnon vuole che vengano portati via come vecchi materiali di propriet\u00e0 dell'appaltatore.\ncome si fa di solito in questo mestiere.\n\nFu fatto un accordo sulle condizioni e Jude entr\u00f2 in casa.  Ecco, vedete\nvedi, disse allegramente.  In ogni caso, c'\u00e8 ancora un lavoro e tu puoi aiutarci, almeno per provare.\naiutare, almeno puoi provarci. Avremo la chiesa tutta per noi\nper noi, visto che il resto del lavoro \u00e8 finito.\n\nIl giorno dopo Jude si rec\u00f2 alla chiesa, che distava solo due miglia. Trov\u00f2 che ci\u00f2 che aveva detto l'impiegato dell'appaltatore era vero.\nscopr\u00ec che ci\u00f2 che aveva detto l'impiegato dell'appaltatore era vero. Le tavole della\ndella legge ebraica sovrastavano severamente gli utensili della grazia cristiana, come\ncome ornamento principale del presbiterio, nel raffinato stile asciutto del secolo scorso.\nsecolo scorso. E dato che la loro struttura era costruita in intonaco ornamentale\ndi intonaco, non potevano essere smontati per essere riparati. Una parte, sgretolata dall'umidit\u00e0\nuna parte, sgretolata dall'umidit\u00e0, doveva essere rinnovata.\npulito, inizi\u00f2 a rinnovare le scritte. La seconda mattina Sue\nSue venne per vedere che tipo di aiuto poteva dare e anche perch\u00e9\nperch\u00e9 amavano stare insieme.\n\nIl silenzio e il vuoto dell'edificio le diedero fiducia e..,\nin piedi su una piattaforma bassa e sicura eretta da Jude, sulla quale era tuttavia\nJude, su cui tuttavia non aveva paura di salire, cominci\u00f2 a dipingere le lettere della\ndella prima tavola, mentre lui si accingeva a riparare una parte della seconda. Era abbastanza soddisfatta dei suoi poteri\nera abbastanza soddisfatta dei suoi poteri; li aveva acquisiti nei giorni in cui dipingeva\naveva acquisito nei giorni in cui dipingeva testi illuminati per il negozio di arredi sacri di Christminster.\nNessuno sembrava poterli disturbare; e il piacevole cinguettio degli uccelli e il fruscio delle foglie di ottobre\ndegli uccelli e il fruscio delle foglie di ottobre entravano da una finestra aperta,\ne si mescolavano ai loro discorsi.\n\nTuttavia, non sarebbero stati lasciati cos\u00ec comodi e tranquilli a lungo.\nVerso le dodici e mezza si sentirono dei passi sulla ghiaia. Il vecchio vicario e il suo\nvicario e il suo attendente entrarono e, avvicinandosi per vedere cosa si stava facendo, sembrarono sorpresi di scoprire che una giovane donna stava\nper vedere cosa si stava facendo, sembrarono sorpresi di scoprire che una giovane donna stava\nuna giovane donna che assisteva. Passarono in una navata, poi la porta si apr\u00ec di nuovo e un'altra figura entr\u00f2 in una piccola stanza.\ne un'altra figura entr\u00f2, piccola, quella della piccola Time, che piangeva,\nche stava piangendo. Sue gli aveva detto dove avrebbe potuto trovarla tra le ore di scuola, se\nscuola, se lo desiderava. Scese dal suo trespolo e disse,\n Cosa c'\u00e8 che non va, mio caro?\n\n Non potevo rimanere a mangiare la mia cena a scuola, perch\u00e9 mi dicevano che non c'era pi\u00f9 niente da fare.\ndescrisse come alcuni ragazzi lo avessero preso in giro per la sua madre nominale e Sue, addolorata, espresse la sua indignazione a Jude in alto.\nSue, addolorata, espresse la sua indignazione a Jude in alto. Il bambino and\u00f2\nnel cimitero della chiesa e Sue torn\u00f2 al suo lavoro. Nel frattempo la porta\nsi era riaperta, ed entr\u00f2 con aria affaccendata la donna dal grembiule bianco che puliva\ndonna con il cappello bianco che si occupava delle pulizie della chiesa. Sue la riconobbe come una\nche aveva degli amici a Spring Street, ai quali faceva visita. La donna delle pulizie\nguard\u00f2 Sue, rimase a bocca aperta e sollev\u00f2 le mani; evidentemente aveva riconosciuto la compagna di Jude come\nevidentemente aveva riconosciuto la compagna di Jude come quest'ultima aveva riconosciuto lei. Poi arrivarono\ndue signore e, dopo aver parlato con la donna delle pompe funebri, si fecero avanti anche loro,\ne, mentre Sue si protendeva verso l'alto, osserv\u00f2 la sua mano che tracciava le lettere,\ne osservava criticamente la sua persona in rilievo contro la parete bianca,\nfinch\u00e9 non divenne cos\u00ec nervosa da tremare visibilmente.\n\nTornarono dove stavano gli altri, parlando a bassa voce.\ne uno disse che Sue non riusciva a sentire: \"\u00c8 sua moglie, suppongo?\nsuppongo?\n\n Alcuni dicono S\u00ec, altri dicono No, fu la risposta della salumiera.\n\n No? Allora dovrebbe esserlo, o qualcuno lo sa bene!\n\n Sono sposati da pochissime settimane, che sia o no.\n\n Una strana coppia per dipingere i due tavoli! Mi chiedo se Biles e\nWillis abbiano potuto pensare a una cosa del genere come ingaggiarli!\n\nIl guardiano della chiesa suppose che Biles e Willis non sapessero nulla di male,\ne poi l'altro, che aveva parlato con l'anziana donna, spieg\u00f2\ncosa intendeva quando li chiamava \"gente strana\".\n\nIl probabile andamento della conversazione sommessa che segu\u00ec fu reso evidente dal\nIl probabile andamento della conversazione sommessa che segu\u00ec fu reso evidente dall'interruzione dell'aneddoto da parte del guardiano della chiesa, con una voce che\ntutti i presenti in chiesa, anche se ovviamente suggerita dalla\nsituazione attuale:\n\n Beh, \u00e8 una cosa curiosa, ma mio nonno mi ha raccontato una strana storia di un caso\ndi un caso molto immorale accaduto in occasione della pittura dei\nComandamenti in una chiesa a Gaymead, a pochi passi da questa.\nquesta. A quei tempi i Comandamenti erano perlopi\u00f9 dipinti con lettere dorate su\nsu fondo nero, ed \u00e8 cos\u00ec che si trovavano dove dico io, prima che la vecchia chiesa venisse ricostruita.\nvecchia chiesa fosse ricostruita. Dev'essere stato circa un centinaio di anni fa\nanni fa che quei Comandamenti volevano essere rifatti proprio come i nostri qui,\ne dovettero chiamare uomini da Aldbrickham per farlo. Ora volevano\nfinire il lavoro entro una particolare domenica, cos\u00ec gli uomini dovettero lavorare\nsabato sera tardi, contro la loro volont\u00e0, perch\u00e9 allora gli straordinari non erano pagati\ncome oggi. A quel tempo non c'era una vera religione nel Paese,\nnon c'era una vera religione nel paese a quell'epoca, n\u00e9 tra i figli di pap\u00e0, n\u00e9 tra gli impiegati, n\u00e9 tra la gente, e per tenere gli uomini al lavoro\nlavoro, il vicario doveva farli bere in abbondanza durante il pomeriggio.\npomeriggio. Quando si avvicinava la sera, essi stessi ne mandavano a prendere dell'altro;\nrum, a detta di tutti. Si faceva sempre pi\u00f9 tardi, e loro erano sempre pi\u00f9\nsempre pi\u00f9 confusi, finch\u00e9 alla fine si misero a mettere la bottiglia di rum e i rummers\nsul tavolo della comunione, tirarono su un cavalletto o due, si sedettero comodi e si versarono di nuovo\ne si sedettero comodamente intorno a loro, versando ancora una volta delle belle bombe. Non appena\nnon appena avevano gettato i bicchieri che, cos\u00ec si racconta, caddero\ncaddero a terra senza sensi, tutti quanti. Per quanto tempo rimasero cos\u00ec non lo sapevano,\nma quando si ripresero c'era una terribile tempesta di tuoni\ne gli sembr\u00f2 di vedere nella penombra una figura scura con gambe molto sottili e un curioso\ngambe molto sottili e un curioso voot, in piedi sulla scala, che stava finendo di\nil loro lavoro. Quando si fece giorno, poterono vedere che il lavoro era veramente\nfinito, e non si preoccuparono affatto di finirlo loro stessi. Andarono a casa\nTornarono a casa e la cosa successiva che sentirono fu che un grande scandalo era stato\nscandalo in chiesa quella domenica mattina, perch\u00e9 quando la gente arriv\u00f2 e inizi\u00f2 la funzione, tutti videro che il\ne inizi\u00f2 la funzione, tutti videro che i Dieci Comandamenti erano stati dipinti con le\ni no. La gente perbene non avrebbe partecipato alle funzioni per molto tempo.\nper molto tempo e si dovette chiamare il vescovo per riconsacrare la chiesa.\nchiesa. Questa \u00e8 la tradizione che sentivo raccontare da bambino. Dovete\nprenderla per quello che \u00e8, ma il caso di oggi me lo ha ricordato,\ncome dico io.\n\nI visitatori si diedero un'altra occhiata, come per vedere se Jude e Sue\navevano lasciato fuori anche i no, e poi lasciarono la chiesa separatamente,\nanche l'anziana donna alla fine. Sue e Jude, che non avevano smesso di lavorare,\nrimandarono il bambino a scuola e rimasero senza parlare, finch\u00e9,\nfinch\u00e9, guardandola attentamente, si accorse che stava piangendo in silenzio.\n\n Non importa, compagno! disse.  So cos'\u00e8!\n\n Non posso sopportare che loro, e tutti, pensino che le persone siano malvagie perch\u00e9\nperch\u00e9 hanno scelto di vivere a modo loro! Sono proprio queste\nopinioni che rendono le persone con le migliori intenzioni imprudenti, e in realt\u00e0\ndiventare immorali!\n\n Non abbatterti mai! Era solo una storia divertente.\n\n Ah, ma l'abbiamo suggerito noi! Temo di averti fatto un torto, Jude,\ninvece di aiutarti venendo!\n\nL'aver suggerito una storia del genere non era certo molto esaltante, in\nuna visione seria della loro posizione. Tuttavia, in pochi minuti Sue sembr\u00f2\nche la loro posizione di questa mattina avesse un lato ridicolo, e\ne, asciugandosi gli occhi, si mise a ridere.\n\n \u00c8 curioso, dopo tutto, ha detto, che proprio noi due, con la nostra storia bizzarra, ci troviamo qui a dipingere le Dieci.\ncon la nostra storia bizzarra, ci troviamo qui a dipingere i Dieci Comandamenti!\nComandamenti! Tu sei un reprobo, e io nella mia condizione, oh caro!    E\ncon la mano sugli occhi rideva di nuovo, silenziosamente e\nintermittente, fino a quando non fu del tutto debole.\n\n Meglio cos\u00ec, disse Jude allegramente.  Ora siamo di nuovo a posto, vero?\nbambina!\n\n Oh, ma \u00e8 una cosa seria, lo stesso! sospir\u00f2 mentre riprendeva la spazzola e si raddrizzava.\nspazzola e si raddrizz\u00f2.  Ma vedi che non pensano che siamo\nsposati? Non ci credono! \u00c8 straordinario!\n\n Non mi interessa se lo pensano o meno, disse Jude.  Non mi prender\u00f2 altri\npi\u00f9 problemi a farli.\n\nSi sedettero per il pranzo che avevano portato con s\u00e9 per non intralciare il tempo e, dopo averlo consumato, stavano per rimettersi al lavoro.\ntempo e, dopo aver mangiato, stavano per rimettersi al lavoro quando un uomo\nentr\u00f2 in chiesa e Giuda riconobbe in lui l'appaltatore Willis.\nEgli fece un cenno a Jude e gli parl\u00f2 a parte.\n\n Ho appena ricevuto un reclamo a questo proposito\", disse, con un po' di\ncon un po' di imbarazzo e senza fiato.  Non voglio entrare nel merito della questione perch\u00e9 ovviamente\novviamente non sapevo cosa stesse succedendo, ma temo di dover chiedere a voi e a lei di lasciar perdere\ne a lei di lasciar perdere e di lasciare che qualcun altro finisca questa storia! \u00c8 meglio, per\nevitare ogni sgradevolezza. Vi pagher\u00f2 comunque per la settimana.\n\nJude era troppo indipendente per fare storie; e l'appaltatore lo pag\u00f2,\ne se ne and\u00f2. Jude raccolse i suoi attrezzi e Sue pul\u00ec il suo pennello. Poi\ni loro occhi si incontrarono.\n\n Come abbiamo potuto essere cos\u00ec semplici da pensare di poterlo fare?\ncadendo nella sua nota tragica.  Certo che non avremmo dovuto... Non sarei dovuta venire!\nessere venuti!\n\n Non immaginavo che qualcuno potesse intromettersi in un luogo cos\u00ec solitario e\nluogo solitario e vederci!  Jude torn\u00f2.  Beh, non si pu\u00f2 fare altrimenti, cara; e\nNaturalmente non vorrei danneggiare i rapporti commerciali di Willis rimanendo.\nrimanere.  Rimasero seduti passivamente per qualche minuto, uscirono dalla chiesa e, superando il ragazzo, proseguirono il loro cammino\ndalla chiesa e, superando il ragazzo, proseguirono pensierosi verso\nAldbrickham.\n\nFawley aveva ancora un discreto zelo per la causa dell'istruzione e, come era naturale per le sue esperienze, era attivo nel promuovere l'uguaglianza tra i sessi.\ncome era naturale per la sua esperienza, era attivo nel promuovere l'uguaglianza di\nopportunit\u00e0 con ogni umile mezzo a sua disposizione. Si era unito a una\nArtizans Mutual Improvement Society istituita in citt\u00e0 all'incirca all'epoca del suo arrivo.\ndi Artizans, fondata in citt\u00e0 all'incirca all'epoca del suo arrivo; i suoi membri erano giovani di ogni credo e confessione, compresi gli ecclesiastici\ne denominazioni, tra cui ecclesiastici, congregazionalisti, battisti, unitari, positivisti, ecc,\nUnitariani, Positivisti e altri Agnostici, di cui a quel tempo non si sentiva quasi parlare.\ndi cui si sentiva parlare a quel tempo, il loro comune desiderio di allargare le menti formava un\nun legame sufficientemente stretto di unione. La sottoscrizione era piccola e la stanza\nL'iscrizione era piccola e la stanza accogliente; e l'attivit\u00e0 di Jude, le sue acquisizioni non abituali e, soprattutto, la sua singolare intuizione su cosa\nsoprattutto, l'intuizione singolare su cosa leggere e su come affrontarlo.\ne come affrontarlo, frutto di anni di lotta contro le stelle maligne, lo avevano portato a far parte del comitato.\ndi essere inserito nel comitato.\n\nAlcune sere dopo il suo licenziamento dalle riparazioni della chiesa, e prima che\nprima di aver ottenuto altro lavoro da fare, si rec\u00f2 a partecipare a una riunione della\nsuddetto comitato. Era tardi quando arriv\u00f2: tutti gli altri erano venuti, e quando entr\u00f2 lo guardarono con aria dubbiosa.\nerano venuti tutti, e quando entr\u00f2 lo guardarono dubbiosi e a stento\nuna parola di saluto. Immagin\u00f2 che fosse stato discusso o discusso qualcosa che\nche era stato discusso o discusso qualcosa che lo riguardava. Furono trattati alcuni affari ordinari\ndi ordinaria amministrazione, e fu rivelato che il numero di sottoscrizioni aveva\ndi sottoscrizioni aveva mostrato un improvviso calo per quel trimestre. Un membro, un uomo davvero\nun uomo davvero benintenzionato e integerrimo, inizi\u00f2 a parlare per enigmi di certe\npossibili cause: che era opportuno che esaminassero bene la loro\nse il comitato non fosse stato rispettato e non avesse almeno\nse il comitato non fosse stato rispettato e non avesse avuto almeno, nelle sue divergenze, uno standard comune di _condotta_, avrebbe\navrebbero fatto crollare l'istituzione. Non fu detto altro in presenza di Jude\nJude, ma lui sapeva cosa significava; e voltandosi verso il tavolo scrisse un\nnota in cui rassegnava le dimissioni dal suo incarico.\n\nCos\u00ec la coppia supersensibile fu sempre pi\u00f9 spinta ad andarsene.\nPoi vennero inviate le fatture e ci si chiese cosa avrebbe potuto fare Jude con i pesanti mobili della prozia se avesse lasciato la citt\u00e0 per\ncon i vecchi e pesanti mobili della prozia, se avesse lasciato la citt\u00e0 per\nper andare, non si sa dove, in giro per il mondo? Questo e la necessit\u00e0 di avere denaro pronto\ndi denaro pronto, lo costrinsero a decidere per una vendita all'asta, anche se avrebbe preferito\ntenere i venerabili beni.\n\nArriv\u00f2 il giorno della vendita e Sue, per l'ultima volta, prepar\u00f2 la sua colazione,\nla bambina e la colazione di Jude nella casetta che lui aveva arredato.\nSi dava il caso che fosse una giornata piovosa; inoltre Sue non stava bene e non voleva abbandonare il suo povero Jude in circostanze cos\u00ec cupe, perch\u00e9 era\nabbandonare il suo povero Jude in circostanze cos\u00ec tristi, visto che lui era costretto a\ncostretto a rimanere per un po', segu\u00ec il suggerimento del banditore,\ne si rifugi\u00f2 in una stanza superiore, che poteva essere svuotata dei suoi\ne quindi chiusa agli offerenti. Qui Jude la scopr\u00ec;\ne con il bambino, i pochi bauli, le ceste e i fagotti, e due sedie e un tavolo che non erano in casa.\nsedie e un tavolo che non facevano parte della vendita, i due si sedettero a meditare.\nmeditativo.\n\nI passi cominciarono a salire e scendere per le scale spoglie, i visitatori\nispezionare le merci, alcune delle quali erano di fattura cos\u00ec pittoresca e antica da\nantichi da acquisire un valore avventizio come arte. La porta \u00e8 stata tentata una o due volte\nuna o due volte, e per difendersi da eventuali intrusioni Jude scrisse\n Private su un pezzo di carta e lo attacc\u00f2 al pannello.\n\nBen presto si accorsero che, al posto dei mobili, le loro storie personali e la loro\nstoria personale e la condotta passata cominciarono a essere discusse in misura inaspettata e\ninaspettate e intollerabili da parte degli offerenti. Solo a questo punto scoprirono\nche scoprirono in quale assurdo paradiso di presunto non riconoscimento\nin cui avevano vissuto negli ultimi tempi. Sue prese silenziosamente la mano del suo\ne con gli occhi puntati l'uno sull'altro ascoltarono queste osservazioni di passaggio sulla\npersonalit\u00e0 pittoresca e misteriosa di Padre Tempo, un argomento che\nche costituiva un ingrediente importante di allusioni e insinuazioni. Alla fine l'asta\nnella stanza sottostante, da dove potevano sentire ogni articolo familiare che veniva\nogni articolo familiare, quelli pi\u00f9 pregiati a buon mercato, quelli non considerati\na un prezzo inaspettato.\n\n La gente non ci capisce, sospir\u00f2 pesantemente.  Sono contento che abbiamo\ndeciso di andare.\n\n La domanda \u00e8: dove?\n\n Dovrebbe essere a Londra. L\u00ec si pu\u00f2 vivere come si vuole.\n\n No, non Londra, cara! La conosco bene. Saremmo infelici l\u00ec.\n\n Perch\u00e9?\n\n Non riesci a pensare?\n\n Perch\u00e9 c'\u00e8 Arabella?\n\n Questo \u00e8 il motivo principale.\n\n Ma in campagna sar\u00f2 sempre inquieto per il rischio che si verifichino altre\ndi un'altra esperienza come quella che abbiamo vissuto in passato. E non mi interessa attenuarlo spiegando\nspiegando, per prima cosa, tutta la storia del ragazzo. Per tagliarlo fuori\ndal suo passato ho deciso di tacere. Sono stufo del lavoro\nlavoro ecclesiastico e non vorrei accettarlo, se mi venisse offerto!\nmi venisse offerto!\n\n Avresti dovuto imparare il classico. Il gotico \u00e8 un'arte barbarica, dopo tutto.\nPugin si sbagliava e Wren aveva ragione. Ricordate l'interno della\nChristminster, quasi il primo luogo in cui ci siamo guardati in faccia.\nl'un l'altro. Sotto la pittoresca bellezza di quei dettagli normanni\nsi pu\u00f2 vedere l'infantilismo grottesco di persone rozze che cercano di\nimitare le forme romane scomparse, ricordate solo dalla tradizione.\n\n S\u00ec, mi hai mezzo convertito a questa visione con quello che hai detto\nprima. Ma si pu\u00f2 lavorare e disprezzare ci\u00f2 che si fa. Devo fare\nqualcosa, anche se non in stile gotico.\n\n Vorrei che entrambi potessimo seguire un'occupazione in cui le circostanze personali\ncircostanze personali non contano\", disse sorridendo malinconicamente.  Sono squalificata per l'insegnamento\nsqualificata per l'insegnamento come voi per l'arte ecclesiastica. Dovete\nstazioni ferroviarie, ponti, teatri, music-hall, alberghi, tutto ci\u00f2 che non ha a che fare con la condotta,\nalberghi, tutto ci\u00f2 che non ha a che fare con la condotta.\n\n Non sono abile in quelle che dovrei prendere per la panificazione. Sono cresciuta\nnel settore della panificazione con la zia, sapete. Ma anche un fornaio deve essere\nconvenzionale, per avere clienti.\n\n A meno che non tenga una bancarella di torte e pan di zenzero nei mercati e nelle fiere,\ndove la gente \u00e8 gloriosamente indifferente a tutto tranne che alla\nqualit\u00e0 della merce.\n\nI loro pensieri furono distolti dalla voce del banditore:  Ora questo\nquercia antica si insedia un esempio unico di vecchio mobile inglese, degno\nl'attenzione di tutti i collezionisti!\n\n Quello era il mio bisnonno\", disse Jude.  Vorrei che avessimo potuto\ntenere quella povera vecchia cosa!\n\nUno dopo l'altro gli articoli andarono via e il pomeriggio pass\u00f2. Jude e\nJude e gli altri due erano stanchi e affamati, ma dopo la conversazione che avevano ascoltato\navevano sentito, erano timidi di uscire mentre gli acquirenti erano in\ndi ritirata degli acquirenti. Tuttavia, i lotti successivi si avvicinavano e divenne necessario uscire presto sotto la pioggia.\nnecessario uscire presto sotto la pioggia, per portare le cose di Sue al loro\nal loro alloggio temporaneo.\n\n Ora il prossimo lotto: due coppie di piccioni, tutti vivi e paffuti, una bella torta per qualcuno per la cena di domenica prossima!\nper qualcuno per la cena di domenica prossima!\n\nL'imminente vendita di questi uccelli era stata l'incognita pi\u00f9\ndell'intero pomeriggio. Erano gli animali domestici di Sue, e quando si scopr\u00ec che non potevano essere\nche non potevano essere tenuti, la tristezza fu maggiore di quella che si provava a\ntristezza pi\u00f9 di quella causata dalla separazione da tutti i mobili. Sue cerc\u00f2 di far sparire le lacrime quando\ndi lacrime mentre sentiva la cifra irrisoria che si riteneva valessero i suoi cari\nche i suoi cari erano ritenuti di valore, avanzando a piccoli passi fino al prezzo\nabbattuti. L'acquirente era un vicino allevatore di pollame, e loro erano indubbiamente\nsenza dubbio destinati a morire prima del prossimo giorno di mercato.\n\nNotando la sua dissimulata angoscia, Jude la baci\u00f2 e disse che era ora di andare a vedere se gli alloggi erano pronti.\ndi andare a vedere se l'alloggio era pronto. Avrebbe proseguito con il ragazzo e\ne sarebbe andato a prenderla presto.\n\nQuando fu lasciata sola, aspett\u00f2 pazientemente, ma Jude non torn\u00f2.\nritorno. Finalmente si avvi\u00f2, visto che la costa era libera, e passando davanti al negozio di pollame, poco distante, vide i suoi piccioni in un cesto vicino al\nnegozio di pollame, poco distante, vide i suoi piccioni in un cesto vicino alla porta.\nporta. L'emozione alla loro vista, aiutata dal crescente crepuscolo della sera, le fece agire d'impulso.\nsera, la spinse ad agire d'impulso e, guardandosi rapidamente intorno, tir\u00f2 fuori il piolo\nprima di tutto guard\u00f2 rapidamente intorno a s\u00e9, tir\u00f2 fuori il chiodo che fissava il coperchio e and\u00f2 avanti.\ne prosegu\u00ec. Il coperchio venne sollevato dall'interno e i piccioni volarono via con un\ncon uno sferragliamento che port\u00f2 l'avventore, contrariato, a imprecare e\nalla porta.\n\nSue raggiunse l'alloggio tremando e trov\u00f2 Jude e il ragazzo che la mettevano a suo agio.\nconfortevole per lei.  I compratori pagano prima di portare via le cose?\ncose? chiese senza fiato.\n\n S\u00ec, credo. Perch\u00e9?\n\n Perch\u00e9, allora, ho fatto una cosa cos\u00ec malvagia!  E spieg\u00f2, in\namara contrizione.\n\n Dovr\u00f2 pagare il pollaio per loro, se non li cattura,\ndisse Jude.  Ma non importa. Non preoccuparti, cara.\n\n \u00c8 stato cos\u00ec sciocco da parte mia! Oh, perch\u00e9 la legge della natura dovrebbe essere\nmassacro!\n\n \u00c8 cos\u00ec, mamma? chiese il ragazzo con attenzione.\n\n S\u00ec! disse Sue con veemenza.\n\n Beh, ora devono correre il rischio, poverini, disse Jude.  Appena\nAppena il conto di vendita sar\u00e0 chiuso e i conti pagati, ce ne andremo.\n\n Dove andiamo? chiese il Tempo, in preda all'ansia.\n\n Dobbiamo salpare con ordini sigillati, in modo che nessuno possa rintracciarci Non dobbiamo\nandare ad Alfredston, o a Melchester, o a Shaston, o a Christminster.\nA parte questi, possiamo andare ovunque.\n\n Perch\u00e9 non dobbiamo andare l\u00ec, padre?\n\n A causa di una nube che si \u00e8 addensata su di noi; anche se non abbiamo fatto torto a nessuno, non abbiamo corrotto nessuno, non abbiamo frodato nessuno!\nnessun uomo, non abbiamo corrotto nessuno, non abbiamo defraudato nessuno!  Anche se forse abbiamo\n fatto ci\u00f2 che era giusto ai nostri occhi.\n\n\n\n\nVII\n\n\nDa quella settimana Jude Fawley e Sue non camminarono pi\u00f9 nella citt\u00e0 di\nAldbrickham.\n\nDove fossero andati nessuno lo sapeva, soprattutto perch\u00e9 a nessuno interessava saperlo.\nsapere. Chiunque fosse stato sufficientemente curioso da ripercorrere i passi di una coppia cos\u00ec oscura\noscura coppia avrebbe potuto scoprire senza grossi problemi che avevano\navevano approfittato della sua abilit\u00e0 di adattamento per intraprendere una vita mutevole, quasi nomade,\nvita mutevole, quasi nomade, che per un certo periodo non era priva di piacevolezza.\ntempo non era priva di piacevolezza.\n\nOvunque Jude sentisse parlare di lavori in pietra libera da fare, vi si recava,\nSceglieva di preferenza luoghi lontani dalle sue vecchie case e da Sue.\nlavoro, a lungo o brevemente, fino a quando non era finito; e poi\npoi passava ad altro.\n\nPassarono cos\u00ec due anni e mezzo interi. A volte lo si poteva trovare\ndi un palazzo di campagna, a volte di un parapetto di un municipio, a volte di un albergo di Sandbourne.\nparapetto di un municipio, a volte a bugnare un albergo a Sandbourne,\na volte un museo a Casterbridge, a volte fino a Exonbury,\na volte a Stoke-Barehills. Pi\u00f9 tardi \u00e8 stato a Kennetbridge, una fiorente citt\u00e0\nuna fiorente cittadina a non pi\u00f9 di una dozzina di chilometri a sud di Marygreen, che era\nera il luogo pi\u00f9 vicino al villaggio in cui era conosciuto, perch\u00e9 aveva un\naveva un forte timore di essere interrogato sulla sua vita e sulle sue fortune\ndi essere interrogato sulla sua vita e sulle sue fortune da coloro che l'avevano conosciuto durante la sua ardente giovent\u00f9\nstudi e promesse e la sua breve e infelice vita coniugale in quel periodo.\ndi studio e di promesse e la sua breve e infelice vita coniugale in quel periodo.\n\nIn alcuni di questi luoghi sarebbe stato trattenuto per mesi, in altri solo\npoche settimane. La sua curiosa e improvvisa antipatia per il lavoro ecclesiastico,\nsia episcopale che anticonformista, che era sorta in lui quando soffriva di\nun senso di incomprensione, \u00e8 rimasta con lui a sangue freddo, non tanto per\nsangue freddo, non tanto per il timore di nuove censure, quanto per una\nche non gli consentiva di cercare di guadagnarsi da vivere con chi\ndi coloro che avrebbero disapprovato i suoi modi di fare; inoltre, da un senso di incoerenza\nincoerenza tra i suoi precedenti dogmi e la sua pratica attuale,\nquasi un briciolo delle convinzioni con cui era salito a Christminster.\nChristminster, che ora gli rimanevano. Si stava avvicinando mentalmente alla posizione\nposizione che Sue aveva occupato quando l'aveva incontrata per la prima volta.\n\nUn sabato sera di maggio, quasi tre anni dopo il riconoscimento di Sue e di lui da parte di Arabella.\nriconoscimento di Sue e di lui alla fiera agricola, alcuni di coloro che si erano\nche si erano incontrati in quell'occasione si incontrarono di nuovo.\n\nEra la fiera di primavera a Kennetbridge e, anche se questo antico incontro commerciale si era molto ridotto rispetto alle dimensioni di un tempo, la\ndi questo antico incontro commerciale si sia molto ridimensionato rispetto alle dimensioni di un tempo,\nla lunga strada rettilinea del quartiere presentava una scena vivace verso mezzogiorno.\nmezzogiorno. A quell'ora una trappola leggera, tra gli altri veicoli, veniva condotta\ncitt\u00e0 dalla strada settentrionale e fino alla porta di una locanda di temperanza.\ntemperanza. L\u00ec scesero due donne, l'autista, una normale persona di campagna, l'altra\nuna persona comune di campagna, l'altra una figura finemente costruita e in profondo lutto da\nvedova. Il suo abito cupo, di taglio pronunciato, la faceva apparire un po' fuori posto nella\nun po' fuori luogo nella confusione e nel trambusto di una fiera di provincia.\n\n Scoprir\u00f2 dov'\u00e8, Anny\", disse la vedova alla sua compagna, quando il cavallo e il carro furono presi da un uomo che era arrivato\nquando il cavallo e il carro furono presi da un uomo che si fece avanti.\nPoi torner\u00f2 e ti raggiunger\u00f2 qui; entreremo e mangeremo e berremo qualcosa.\ne mangeremo e berremo qualcosa. Comincio a sentirmi sprofondare.\n\n Con tutto il cuore, disse l'altro.  Anche se avrei preferito sistemarmi\nal Chequers o al The Jack. Non si ottiene molto in queste case di temperanza.\ntemperanza.\n\n Non cedere a desideri golosi, figlia mia, disse la donna con le erbacce con tono di rimprovero.\ndonna delle erbacce con tono di rimprovero.  Questo \u00e8 il posto giusto. Molto bene: ci incontreremo\ntra mezz'ora, a meno che tu non venga con me a scoprire dove si trova la nuova cappella.\nnuova cappella?\n\n Non mi interessa. Puoi dirmelo tu.\n\nLe compagne si avviarono quindi per la loro strada, quella in crapa camminava fermamente\ncon un'espressione di disinteresse per il suo ambiente\ndintorni. Indagando, giunse a una tettoia, all'interno della quale c'erano scavi\nscavi che denotavano le fondamenta di un edificio; e sui pannelli senza\ntavole senza uno o due grandi manifesti che annunciavano che la pietra di fondazione della cappella\nche la prima pietra della cappella che stava per essere eretta sarebbe stata posata quel pomeriggio alle tre\npomeriggio alle tre da un predicatore londinese di grande popolarit\u00e0\ntra il suo corpo.\n\nDopo essersi accertata di ci\u00f2, la vedova immensamente infestante torn\u00f2 sui suoi passi\npassi e si concesse il tempo di osservare i movimenti della fiera.\nA poco a poco la sua attenzione fu catturata da una piccola bancarella di torte e pan di zenzero\npan di zenzero, che si trovava tra le pi\u00f9 pretenziose costruzioni di\ncavalletti e tele. Era coperta da un panno immacolato e curata da una giovane donna apparentemente\ne curata da una giovane donna apparentemente non abituata al mestiere, accompagnata da un ragazzo con un\naccompagnata da un ragazzo dal viso ottuagenario che la assisteva.\n\n In preda ai sensi! mormor\u00f2 la vedova tra s\u00e9 e s\u00e9.  Sua moglie Sue se \u00e8 cos\u00ec\n\u00e8 cos\u00ec!  Si avvicin\u00f2 alla bancarella.  Come sta, signora Fawley?\ndisse blandamente.\n\nSue cambi\u00f2 colore e riconobbe Arabella attraverso il velo di velluto.\n\n Come sta, signora Cartlett? disse rigidamente. E poi, vedendo l'abbigliamento di\nArabella, la sua voce si fece comprensiva, suo malgrado.\n Cosa? Avete perso\n\n Il mio povero marito. S\u00ec, \u00e8 morto all'improvviso, sei settimane fa. \u00c8 morto all'improvviso, sei settimane fa, lasciandomi non troppo\ntroppo bene, anche se era un marito gentile con me. Ma qualsiasi profitto\nc'\u00e8 nella gestione dei locali pubblici va a chi produce i liquori,\ne non a quelli che li vendono al dettaglio. E tu, mio piccolo vecchio! Non mi conosci\nmi conosci, immagino?\n\n S\u00ec, lo so. Tu sei la donna che per un po' ho creduto fosse mia madre, finch\u00e9 non ho scoperto che non lo eri.\nfinch\u00e9 non ho scoperto che non lo eri\", rispose Padre Tempo, che ormai aveva imparato a usare con naturalezza la lingua del\nlingua del Wessex in modo del tutto naturale.\n\n Va bene. Non importa. Sono un amico.\n\n Juey, disse Sue all'improvviso, vai gi\u00f9 al binario della stazione con questo\nvassoio, c'\u00e8 un altro treno in arrivo, credo.\n\nQuando se ne fu andato, Arabella continu\u00f2:  Non sar\u00e0 mai una bellezza, vero?\npovero ragazzo! Sa che sono davvero sua madre?\n\n No. Pensa che ci sia un mistero sulla sua discendenza, tutto qui.\nJude glielo dir\u00e0 quando sar\u00e0 un po' pi\u00f9 grande.\n\n Ma come si arriva a fare questo? Sono sorpreso.\n\n \u00c8 solo un'occupazione temporanea, una nostra fantasia mentre siamo in difficolt\u00e0.\ndifficolt\u00e0.\n\n Allora vivi ancora con lui?\n\n S\u00ec.\n\n Sposato?\n\n Naturalmente.\n\n Ci sono bambini?\n\n Due.\n\n E un altro in arrivo, vedo.\n\nSue si contorse sotto l'interrogatorio duro e diretto, e la sua tenera bocca\ntenera boccuccia cominci\u00f2 a fremere.\n\n Signore, voglio dire, santo cielo, cosa c'\u00e8 da piangere? Alcune persone\nsarebbe abbastanza orgogliosa!\n\n Non \u00e8 che mi vergogno, non come pensate voi! Ma sembra una cosa cos\u00ec\nterribilmente tragico mettere al mondo esseri cos\u00ec\npresuntuosi che a volte metto in dubbio il mio diritto di farlo!\n\n Calma, mia cara, ma non mi dici perch\u00e9 fai una cosa del genere?\ncome questa? Jude era un tipo orgoglioso, al di sopra di qualsiasi affare.\nquasi, per non parlare del mantenimento di un posto in piedi.\n\n Forse mio marito \u00e8 cambiato un po' da allora. Sono sicura che non \u00e8\nnon \u00e8 orgoglioso ora!  E le labbra di Sue fremettero di nuovo.  Lo faccio perch\u00e9\nperch\u00e9 si \u00e8 preso un raffreddore all'inizio dell'anno, mentre sistemava i lavori in pietra di una\ndi una sala da musica, a Quartershot, che ha dovuto fare sotto la pioggia, il lavoro\nlavoro doveva essere eseguito entro un giorno prestabilito. Sta meglio di prima, ma \u00e8 stato\n\u00e8 stato un periodo lungo e faticoso! Abbiamo avuto con noi una vecchia vedova amica che ci ha\nci ha aiutato a superare la situazione, ma presto se ne andr\u00e0.\n\n Beh, anche io sono rispettabile, grazie a Dio, e con un modo di pensare serio\ndi pensare seriamente dopo la mia perdita. Perch\u00e9 ha scelto di vendere pan di zenzero?\n\n \u00c8 stato un puro incidente. \u00c8 stato educato al mestiere di panettiere e gli \u00e8 venuto in mente di cimentarsi con queste\ne gli \u00e8 venuto in mente di cimentarsi con questi, che pu\u00f2 fare senza uscire di casa.\nuscire di casa. Le chiamiamo torte di Natale. Sono un grande\nsuccesso.\n\n Non ne ho mai visti di simili. Sono finestre, torri e pinnacoli!\npinnacoli! E sulla mia parola sono molto belli\".  Si era servita\ne stava sgranocchiando senza tanti complimenti una delle torte.\n\n Si. Sono reminiscenze dei Collegi di Christminster. Finestre\nfinestre e chiostri, vedete. \u00c8 stato un suo capriccio farli in\npasticceria.\n\n Continua a parlare di Christminster anche nelle sue torte! rise Arabella.\n Proprio come Jude. Una passione dominante. Che tipo strano \u00e8, e\nsar\u00e0 sempre!\n\nSue sospir\u00f2 e guard\u00f2 la sua angoscia nel sentirlo criticare.\n\n Non credi che lo sia? Suvvia, lo pensi, anche se sei cos\u00ec affezionata a lui!\nlui!\n\n Naturalmente Christminster \u00e8 per lui una sorta di visione fissa, alla quale\nsuppongo che non riuscir\u00e0 mai a smettere di crederci. Pensa ancora che sia un\nun grande centro di pensiero alto e impavido, invece di quello che \u00e8, un\nun nido di banali maestri di scuola la cui caratteristica \u00e8 la timida\ntimido ossequio alla tradizione.\n\nArabella stava interrogando Sue con pi\u00f9 attenzione a come parlava che a ci\u00f2 che diceva.\ndi quello che diceva.  Che strano sentire una donna che vende torte parlare\ncos\u00ec! si disse.  Perch\u00e9 non torni a fare la maestra?\n\nScosse la testa.  Non mi vogliono.\n\n A causa del divorzio, suppongo?\n\n Questo e altre cose. E non c'\u00e8 motivo di desiderarlo. Abbiamo rinunciato\nogni ambizione e non siamo mai stati cos\u00ec felici in vita nostra finch\u00e9 non \u00e8 arrivata la sua malattia.\nmalattia.\n\n Dove vivi?\n\n Non mi interessa dirlo.\n\n Qui a Kennetbridge?\n\nIl modo di fare di Sue dimostr\u00f2 ad Arabella che la sua ipotesi era giusta.\n\n Ecco che il ragazzo torna di nuovo, continu\u00f2 Arabella.  Il mio ragazzo e\nJude!\n\nGli occhi di Sue scoccarono una scintilla.  Non c'\u00e8 bisogno di rinfacciarmelo!\ngrid\u00f2.\n\n Molto bene, anche se ho la sensazione di volerlo avere con me!\n  Ma Signore, non voglio portarlo via da te.\nparlare in modo cos\u00ec blasfemo, anche se penso che tu ne abbia gi\u00e0 abbastanza di tuo!\ntuo! \u00c8 in ottime mani, questo lo so; e non sono la donna adatta a trovare difetti in ci\u00f2 che il Signore ha o\ntrovare difetti in ci\u00f2 che il Signore ha ordinato. Ho raggiunto uno stato d'animo pi\u00f9\nrassegnata.\n\n Infatti! Vorrei essere stato in grado di farlo.\n\n Dovresti provarci, rispose la vedova, dall'alto della serenit\u00e0 di un'anima\nconsapevole non solo della superiorit\u00e0 spirituale ma anche di quella sociale.  Non mi vanto del mio\nvanto del mio risveglio, ma non sono pi\u00f9 quella che ero. Dopo la morte di Cartlett\nDopo la morte di Cartlett, passavo davanti alla cappella nella strada accanto alla nostra ed entrai per ripararmi da una\nper ripararmi da uno scroscio di pioggia. Sentivo il bisogno di una sorta di sostegno\ne, dato che era pi\u00f9 giusto del gin, presi ad andarci regolarmente e lo trovai di grande conforto.\nregolarmente, e lo trovai di grande conforto. Ma ora ho lasciato Londra, sapete\ne attualmente vivo ad Alfredston, con la mia amica Anny, per stare vicino al mio vecchio paese.\nper stare vicino al mio vecchio paese. Oggi non verr\u00f2 alla fiera.\nOggi pomeriggio ci sar\u00e0 la posa della prima pietra di una nuova cappella da parte di un popolare predicatore londinese.\nda un popolare predicatore londinese, e sono venuta in macchina con Anny. Ora devo tornare\ntornare indietro per incontrarla.\n\nPoi Arabella salut\u00f2 Sue e prosegu\u00ec.\n\n\n\n\nVIII\n\n\nNel pomeriggio Sue e le altre persone che si aggiravano per la fiera di Kennetbridge\nKennetbridge potevano sentire cantare all'interno del cartellone pubblicitario in fondo alla strada.\nstrada. Chi sbirciava attraverso l'apertura vedeva una folla di persone in\nin borghese, con i libri di inni in mano, in piedi intorno agli scavi per la nuova cappella\nscavi per i muri della nuova cappella. Arabella Cartlett e le sue erbacce\nsi trovavano in mezzo a loro. Aveva una voce chiara e potente, che poteva essere\ndistintamente con gli altri, che si alzava e si abbassava a seconda della melodia.\ngonfio seno che si vedeva fare altrettanto.\n\nDue ore dopo, lo stesso giorno, Anny e la signora Cartlett,\ndopo aver preso il t\u00e8 al Temperance Hotel, iniziarono il loro viaggio di ritorno\nattraverso l'alta e aperta campagna che si estende tra Kennetbridge e Alfredston.\ne Alfredston. Arabella era di umore pensieroso; ma i suoi pensieri non erano\nma i suoi pensieri non riguardavano la nuova cappella, come Anny aveva ipotizzato in un primo momento.\n\n No, \u00e8 qualcos'altro, disse infine Arabella imbronciata.  Sono venuta qui\noggi non ho mai pensato ad altri che al povero Cartlett, o a qualsiasi altra cosa che non fosse\ndiffondere il Vangelo per mezzo di questo nuovo tabernacolo che hanno iniziato oggi pomeriggio.\npomeriggio. Ma \u00e8 successo qualcosa che mi ha fatto cambiare idea.\nabbastanza. Anny, ho sentito di nuovo parlare di lei e l'ho vista!\n\n Chi?\n\n Ho sentito parlare di Jude e ho visto sua moglie. E da allora, checch\u00e9 ne dica, pur cantando gli inni con tutte le mie forze\ne nonostante abbia cantato gli inni con tutte le mie forze, non ho potuto fare a meno di pensare a N.\nnon ho potuto fare a meno di pensare a N., cosa che non ho il diritto di fare come membro della cappella.\nmembro della cappella.\n\n Non potete fissare la vostra mente su ci\u00f2 che \u00e8 stato detto dal predicatore di Londra\ne cercare di liberarvi delle vostre fantasie erranti in questo modo?\n\n Lo faccio. Ma il mio cuore malvagio divagher\u00e0 nonostante me stesso!\n\n Beh, anch'io so cosa vuol dire avere una mente vogliosa! Se tu\nsapeste cosa sogno a volte nelle notti contro la mia volont\u00e0,\ndireste che ho avuto le mie difficolt\u00e0!  (Anche Anny era diventata piuttosto seria negli ultimi tempi.\nil suo amante l'aveva abbandonata).\n\n Che cosa devo fare? esort\u00f2 Arabella in modo morboso.\n\n Potreste prendere una ciocca di capelli del vostro defunto marito e farne una spilla da lutto.\nuna ciocca di capelli del marito scomparso, farne una spilla a lutto e guardarla a ogni ora del giorno.\n\n Non ho un boccone! E se lo avessi non servirebbe a nulla Dopo tutto quello che \u00e8 stato detto sulle comodit\u00e0 di questa religione, vorrei avere Jude indietro.\nsulle comodit\u00e0 di questa religione, vorrei avere di nuovo Jude!\ndi nuovo!\n\n Dovete lottare valorosamente contro il sentimento, perch\u00e9 \u00e8 un altro s. E ho sentito che un'altra cosa buona per esso, quando affligge volupshious.\nHo sentito dire che un'altra cosa buona per questo sentimento, quando affligge le vedove\nvedove, \u00e8 andare alla tomba del proprio marito al tramonto della sera e\ne stare per molto tempo a testa in gi\u00f9.\n\n Pooh! So bene quanto te cosa dovrei fare; solo che non lo faccio!\n\nGuidarono in silenzio lungo la strada diritta fino a quando non furono all'orizzonte di\ndi Marygreen, che si trovava non lontano a sinistra del loro percorso.\nGiunsero all'incrocio tra l'autostrada e la corsia trasversale che portava a quel villaggio, il cui campanile si intravedeva nella conca.\nquel villaggio, il cui campanile si intravedeva nella conca. Quando\nancora pi\u00f9 avanti, e passarono davanti alla casa solitaria in cui\nArabella e Jude avevano vissuto nei primi mesi del loro matrimonio,\ne dove aveva avuto luogo l'uccisione del maiale, non riusc\u00ec pi\u00f9 a controllarsi.\npi\u00f9.\n\n \u00c8 pi\u00f9 mio che suo!  Che diritto ha lei su di lui?\nVorrei saperlo! Glielo porterei via se potessi!\n\n Fie, Abby! E tuo marito se n'\u00e8 andato da sole sei settimane! Prega contro questo!\n\n Che sia dannato se lo faccio! I sentimenti sono sentimenti! Non sar\u00f2 pi\u00f9 un ipocrita\nipocrita, quindi ecco!\n\nArabella aveva estratto frettolosamente dalla tasca un fascio di opuscoli che aveva portato con s\u00e9 per distribuire alla fiera.\nche aveva portato con s\u00e9 per distribuire alla fiera e di cui aveva\nregalato parecchi. Mentre parlava, gett\u00f2 l'intero resto della\npacchetto nella siepe.  Ho provato quel tipo di medicina e ho fallito.\ncon essa. Devo essere come sono nata!\n\n Zitta! Sei emozionata, cara! Ora tornate a casa tranquilli e prendete una\nuna tazza di t\u00e8 e non lasciarci pi\u00f9 parlare di niente. Non usciremo pi\u00f9 da questa\nquesta strada, visto che porta a dove si trova, perch\u00e9 ci infiamma cos\u00ec tanto.\ncos\u00ec. Presto starai di nuovo bene.\n\nArabella si calm\u00f2 a poco a poco; e attraversarono il\nstrada del crinale. Quando cominciarono a scendere la lunga e diritta collina, videro\ndavanti a loro un uomo anziano, di bassa statura e dall'andatura\nandatura pensierosa. In mano portava un cesto; e c'era un tocco di trasandatezza nel suo\ndi trasandatezza nel suo abbigliamento, insieme a quel qualcosa di indefinibile nel suo\nindefinibile nel suo aspetto che faceva pensare a uno che era il suo\ndomestico, fornitore, confidente e amico di se stesso, non avendo nessun altro al mondo che\nnessun altro al mondo che agisse per lui in quelle funzioni. Il resto del\nIl resto del viaggio era in discesa e, credendo che stesse andando ad Alfredston, gli offrirono un passaggio.\nAlfredston gli offrirono un passaggio, che lui accett\u00f2.\n\nArabella lo guard\u00f2 e lo guard\u00f2 ancora, finch\u00e9 non parl\u00f2.  Se\nSe non sbaglio sto parlando con il signor Phillotson?\n\nIl viandante si gir\u00f2 e la guard\u00f2 a sua volta.  S\u00ec; il mio nome \u00e8\nPhillotson, disse.  Ma non la riconosco, signora.\n\n Mi ricordo abbastanza bene di lei quando era maestro di scuola a\nMarygreen, e io uno dei suoi studenti. Andavo a piedi da\nCresscombe ogni giorno, perch\u00e9 da noi c'era solo una maestra,\ne voi insegnavate meglio. Ma non ti ricorderai di me come dovrei\nvoi? Arabella Donn.\n\nScosse la testa.  No, disse gentilmente, non ricordo il nome.\nE difficilmente riconoscerei nella tua corpulenta persona di oggi l'esile\nbambino di scuola che senza dubbio eri allora.\n\n Beh, ho sempre avuto molta carne al fuoco. Tuttavia, al momento sono\nqui con alcuni amici. Sapete, immagino, chi ho\nsposato?\n\n No.\n\n Anche Jude Fawley \u00e8 stato un suo studioso, per lo meno notturno, per un po' di tempo.\nper un po' di tempo, credo? E conosciuto da voi in seguito, se non mi sbaglio.\nsbaglio.\n\n Caro me, caro me, disse Phillotson, uscendo dalla sua rigidit\u00e0.\n Lei \u00e8 la moglie di Fawley? Certo che aveva una moglie! E lui ho capito\n\n Divorziare da lei come tu hai fatto con il tuo, forse per motivi migliori.\n\n Davvero?\n\n Ebbene, ha avuto ragione nel fare la cosa giusta per entrambi, perch\u00e9 presto mi sono\nmi sono risposata e tutto \u00e8 andato bene fino alla morte di mio marito.\nultimamente. Ma tu hai decisamente sbagliato!\n\n No\", disse Phillotson, con improvvisa stizza.  Preferirei non parlarne\ndi questo, ma sono convinto di aver fatto solo ci\u00f2 che era giusto, equo e morale.\nmorale. Ho sofferto per le mie azioni e le mie opinioni, ma le mantengo;\nAnche se la sua perdita \u00e8 stata per me una perdita in pi\u00f9 di un senso!\n\n Avete perso la scuola e un buon reddito grazie a lei, non \u00e8 vero?\n\n Non mi interessa parlarne. Sono tornato da poco qui a\nMarygreen. Cio\u00e8.\n\n La scuola \u00e8 di nuovo l\u00ec, come in passato?\n\nLa pressione di una tristezza che si sarebbe manifestata lo ha reso inoffensivo.  Sono l\u00ec, rispose\nrispose.  Come prima, no. Solo per sofferenza. Era un'ultima\nrisorsa, una piccola cosa a cui tornare dopo il mio trasferimento verso l'alto e le mie lunghe\nsperanze di tornare a zero, con tutte le sue umiliazioni. Ma \u00e8\n\u00e8 un rifugio. Mi piace l'isolamento del posto, e il vicario mi conosceva gi\u00e0 prima che\nmi aveva conosciuto prima che la mia cosiddetta condotta eccentrica nei confronti di mia moglie\nmia moglie aveva rovinato la mia reputazione di maestro di scuola, ha accettato i miei servizi quando\nquando tutte le altre scuole erano state chiuse contro di me. Tuttavia, sebbene io prenda\ncinquanta sterline all'anno qui dopo averne prese pi\u00f9 di duecento altrove, preferisco\npreferisco correre il rischio di vedermi rinfacciare le mie vecchie esperienze domestiche.\ncome se avessi cercato di fare un passo avanti.\n\n Hai ragione. Una mente soddisfatta \u00e8 un banchetto continuo. Non ha fatto\nmeglio.\n\n Intende dire che non sta bene?\n\n L'ho incontrata per caso a Kennetbridge proprio oggi, e non sta affatto bene.\ntutt'altro che florida. Suo marito \u00e8 malato e lei \u00e8 in ansia. Avete fatto un\nerrore su di lei, te lo ripeto, e il danno che hai fatto a te stesso sporcando il tuo stesso nido ti fa bene, scusandoti per il fatto che il tuo lavoro non \u00e8 stato fatto.\nsporcando il tuo stesso nido ti serve a scusare la libert\u00e0.\nlibert\u00e0.\n\n Come?\n\n Era innocente.\n\n Ma non ha senso! Non hanno nemmeno difeso il caso!\n\n Questo perch\u00e9 non gli interessava. Era del tutto innocente di ci\u00f2 che\nlibert\u00e0, nel momento in cui l'avete ottenuta. L'ho vista poco\ne l'ho dimostrato a me stesso parlando con lei.\n\nPhillotson si aggrapp\u00f2 al bordo del carretto a molla e sembr\u00f2 essere molto\nstressato e preoccupato dall'informazione.  Ma lei voleva comunque andare, disse\ndisse.\n\n S\u00ec. Ma non avresti dovuto permetterglielo. Ma non avresti dovuto lasciarglielo fare. \u00c8 l'unico modo con queste\ndonne fantasiose, che si fanno strada tra l'innocenza e la colpevolezza. Sarebbe tornata indietro\nin tempo. Lo facciamo tutti! La consuetudine lo fa! Alla fine \u00e8 tutto uguale!\nTuttavia, credo che sia ancora affezionata al suo uomo, a prescindere da quanto lui sia affezionato a lei.\nSei stato troppo precipitoso con lei. Non avrei dovuto lasciarla andare! Avrei dovuto\navrei dovuto tenerla incatenata al suo spirito, perch\u00e9 i calci si sarebbero spezzati\nabbastanza presto! Non c'\u00e8 niente di meglio della schiavit\u00f9 e di un maestro sordo come la pietra\nper domare noi donne. Inoltre, hai le leggi dalla tua parte. Mos\u00e8\nlo sapeva. Non ricordate quello che dice?\n\n Non per il momento, signora, mi dispiace dirlo.\n\n Si definisca un maestro di scuola! Ci pensavo sempre quando lo leggevano in\nchiesa, e io andavo avanti un po'.  Allora l'uomo sar\u00e0 senza colpa;\nma la donna porter\u00e0 la sua iniquit\u00e0.  Dannatamente duro per noi donne; ma dobbiamo\ndobbiamo sorridere e sopportare! Ah ah ah! Beh, ora ha avuto i suoi meriti.\n\n S\u00ec, disse Phillotson, con pungente tristezza.  La crudelt\u00e0 \u00e8 la legge\nche pervade tutta la natura e la societ\u00e0; e non possiamo uscirne neanche se lo volessimo!\nvolessimo!\n\n Non dimenticare di provarci la prossima volta, vecchio mio.\n\n Non posso risponderle, signora. Non ho mai conosciuto molto il genere femminile.\n\nAvevano ormai raggiunto i bassi livelli che confinano con Alfredston e, passando per i sobborghi, si avvicinarono a un mulino.\nsi avvicinarono a un mulino, al quale Phillotson disse che lo conduceva la sua missione.\nche Phillotson aveva detto che la sua commissione lo conduceva; quindi si fermarono e lui scese, augurando la buona\nbuonanotte in uno stato d'animo preoccupato.\n\nNel frattempo Sue, pur avendo avuto un notevole successo nel suo esperimento di vendita di torte\nalla fiera di Kennetbridge, aveva perso quella temporanea luminosit\u00e0\nche aveva iniziato a rattristarla a causa di quel successo.\nQuando tutti i suoi dolci di Natale erano stati smaltiti, prese sotto braccio il cesto vuoto e il\nil cesto vuoto e il panno che copriva il banco di lavoro che aveva\nche aveva noleggiato e, dando le altre cose al ragazzo, lasci\u00f2 la strada con lui.\nstrada con lui. Seguirono un viottolo per mezzo miglio, finch\u00e9 incontrarono un'anziana che portava un bambino in braccio.\nfinch\u00e9 non incontrarono una donna anziana che portava un bambino in abiti corti e che conduceva un\nbambino nell'altra mano.\n\nSue baci\u00f2 i bambini e disse: \"Come sta ora?\n\n Ancora meglio! rispose allegramente la signora Edlin.  Prima che tu sia\ndi nuovo al piano di sopra, suo marito star\u00e0 abbastanza bene, non si preoccupi.\n\nGirarono e giunsero ad alcune vecchie casette dalle tegole scure, con giardini e alberi da frutto.\nalberi da frutto. In una di queste entrarono sollevando il chiavistello senza bussare.\nsenza bussare e si trovarono subito nel soggiorno generale. Qui\nsalutarono Jude, che era seduto su una poltrona, con una maggiore\ndelicatezza dei suoi lineamenti, normalmente delicati, e lo sguardo infantilmente\nsguardo infantile di attesa nei suoi occhi, erano sufficienti a mostrare che stava\nche aveva attraversato una grave malattia.\n\n Cosa avete venduto a tutti? disse, con un bagliore di interesse che gli illuminava il viso.\nil suo volto.\n\n S\u00ec. Arcate, timpani, finestre a est e tutto il resto.  Gli raccont\u00f2 i risultati\nrisultati pecuniari e poi esit\u00f2. Alla fine, quando rimasero soli, lo inform\u00f2\nsoli, lo inform\u00f2 dell'incontro inaspettato con Arabella e della\nla vedovanza di quest'ultima.\n\nJude era sconvolto.  Che cosa ci fa qui?\n\n No; ad Alfredston, disse Sue.\n\nIl volto di Jude rimase annebbiato.  Ho pensato che fosse meglio dirtelo?\ncontinu\u00f2 lei, baciandolo con ansia.\n\n S\u00ec Caro mio! Arabella non nelle profondit\u00e0 di Londra, ma quaggi\u00f9! \u00c8\n\u00e8 solo a poco pi\u00f9 di una dozzina di miglia attraverso la campagna fino ad Alfredston.\nCosa ci fa l\u00ec?\n\nGli raccont\u00f2 tutto quello che sapeva.  Ha iniziato a frequentare la cappella, ha aggiunto Sue;\n e parla di conseguenza.\n\n Beh, disse Jude, forse \u00e8 meglio che abbiamo quasi deciso di\ndeciso di andare avanti. Oggi mi sento molto meglio e star\u00f2 abbastanza bene da poter\nda partire tra una o due settimane. Allora la signora Edlin potr\u00e0 tornare a casa, cara\nvecchia anima fedele, l'unica amica che abbiamo al mondo!\n\n Dove pensi di andare?  chiese Sue, con un tono preoccupato.\n\nPoi Jude confess\u00f2 ci\u00f2 che aveva in mente. Disse che l'avrebbe sorpresa\nforse, dopo aver evitato con determinazione tutti i vecchi luoghi\nper cos\u00ec tanto tempo. Ma una cosa e l'altra lo avevano portato a pensare molto a\nChristminster ultimamente e, se a lei non dispiaceva, gli sarebbe piaciuto tornarci.\ntornare l\u00ec. Che cosa gliene importava se erano conosciuti? \u00c8 stato\n\u00c8 eccessivamente sensibile da parte loro preoccuparsi cos\u00ec tanto. Potrebbero continuare a vendere torte\nse lui non poteva lavorare. Non aveva alcun senso di vergogna\ndi povert\u00e0; e forse presto sarebbe stato forte come sempre, e\ne sarebbe stato in grado di lavorare come tagliatore di pietre.\n\n Perch\u00e9 tieni tanto a Christminster? disse pensierosa.\n A Christminster non importa nulla di te, povera cara!\n\n Beh, lo faccio, non posso farne a meno. Amo questo posto, anche se so che odia\ncome odia tutti gli uomini come me, i cosiddetti autodidatti.\nacquisizioni faticose, mentre dovrebbe essere il primo a rispettarle; come\ncome sogghigna le nostre quantit\u00e0 false e le nostre storpiature, quando invece dovrebbe dire\ndire: vedo che hai bisogno di aiuto, povero amico mio!   Tuttavia, \u00e8 il centro dell'universo\ncentro dell'universo per me, a causa del mio sogno precoce, e nulla pu\u00f2\npu\u00f2 alterarlo. Forse si sveglier\u00e0 presto e sar\u00e0 generoso. Lo prego!\n  Vorrei tornare a vivere l\u00ec, forse a morire l\u00ec! Tra due\no tre settimane potrei, credo. Allora sar\u00e0 giugno e vorrei essere l\u00ec\nvorrei essere l\u00ec per un giorno particolare.\n\nLa speranza che si stesse riprendendo si rivel\u00f2 cos\u00ec fondata che in tre settimane erano arrivati nella citt\u00e0 dei tanti ricordi.\ntre settimane erano arrivati nella citt\u00e0 dei tanti ricordi, stavano\ncalpestando i suoi marciapiedi, ricevendo il riflesso del sole dalle sue\nsole dalle sue mura sciupate.\n\n\n\n\nParte sesta A NATALE DI NUOVO\n\nE umili\u00f2 molto il suo corpo, e tutti i luoghi della sua gioia li riemp\u00ec con i suoi capelli strappati.\nriemp\u00ec con i suoi capelli strappati. ESTHER (Apoc.).\n\n    Siamo in due a declinare, io e una donna.\n    {\\an8}e ci godiamo la nostra morte nell'oscurit\u00e0 di qui. _\n                 R. BROWNING.\n\n\n\n\nI\n\n\nAl loro arrivo la stazione era animata da giovani con il cappello di paglia,\nragazze che avevano una notevole somiglianza con i loro accolti e che erano vestite con i colori pi\u00f9 vivaci e leggeri.\nche avevano una notevole somiglianza familiare con i loro accolti, e che erano vestite con gli abiti pi\u00f9 brillanti e leggeri.\nabiti pi\u00f9 vivaci e leggeri.\n\n Il posto sembra gay, disse Sue.  Perch\u00e9 \u00e8 il Giorno della Memoria! Jude che\nfurba che sei venuta apposta oggi!\n\n S\u00ec, disse Jude a bassa voce, mentre prendeva in consegna il bambino e diceva al figlio di Arabella di stare vicino a loro.\ndisse al figlio di Arabella di stare vicino a loro, mentre Sue si occupava del loro\nmaggiore.  Ho pensato che avremmo potuto venire oggi come in qualsiasi altro giorno.\n\n Ma temo che vi deprimer\u00e0! disse lei, guardandolo ansiosamente\nlui su e gi\u00f9.\n\n Oh, non devo lasciare che interferisca con i nostri affari; e abbiamo molto da fare prima di sistemarci qui.\nmolto da fare prima di essere sistemati qui. La prima cosa \u00e8\nl'alloggio.\n\nLasciati i bagagli e gli attrezzi alla stazione, procedettero a piedi per la strada familiare.\na piedi per la strada familiare, con la gente in vacanza che si muoveva nella stessa direzione.\nstessa direzione. Arrivati alle Fourways stavano per svoltare verso\ndove era possibile trovare un alloggio quando, guardando l'orologio e la folla frettolosa, Jude\ne la folla che si affrettava, Jude disse:  Andiamo a vedere la processione,\ne non preoccupiamoci dell'alloggio per ora. Possiamo trovarli dopo.\n\n Non dovremmo prima avere una casa sopra le nostre teste? chiese.\n\nMa la sua anima sembrava piena dell'anniversario, e insieme si avviarono verso Chief Street, con il loro bambino pi\u00f9 piccolo in braccio a Jude, Sue che la guidava.\nChief Street, il loro bambino pi\u00f9 piccolo in braccio a Jude, Sue con la sua bambina e il ragazzo di Arabella\nbambina e il figlio di Arabella che camminava pensieroso e silenzioso\naccanto a loro. Folle di sorelle graziose in costumi ariosi e di genitori docilmente ignoranti che non avevano conosciuto il\ngenitori ignoranti che non avevano conosciuto l'universit\u00e0 in giovent\u00f9, erano\nnella stessa direzione da fratelli e figli con l'opinione, scritta in grande su di loro, che non esistevano\nche nessun essere umano adeguatamente qualificato era vissuto sulla terra prima di\nsulla terra fino a quando non erano venuti ad abbellirla qui e ora.\n\n Il mio fallimento si riflette su di me da parte di ognuno di quei giovani,\ndisse Jude.  Oggi mi aspetta una lezione sulla presunzione! Giornata di umiliazione\nGiorno di umiliazione per me!   Se tu, mio caro, non fossi venuto a salvarmi, sarei andato in malora per la disperazione!\nsarei andato in malora per la disperazione!\n\nLei vide dal suo volto che stava entrando in uno dei suoi tempestosi,\ndi uno dei suoi stati d'animo tempestosi e autolesionisti.  Sarebbe stato meglio se fossimo andati subito\nalle nostre faccende, caro, rispose.  Sono certa che questa vista\nrisvegliare in te vecchi dispiaceri e non servir\u00e0 a nulla!\n\n Siamo vicini, ora lo vedremo\", disse.\n\nSvoltarono a sinistra accanto alla chiesa con il portico italiano, le cui\ncolonne elicoidali erano pesantemente drappeggiate di rampicanti, e proseguirono per il viottolo\nfino a quando non apparve alla vista di Jude il teatro circolare con la famosa\nlanterna, che si ergeva nella sua mente come il triste simbolo delle sue speranze abbandonate.\ndelle sue speranze abbandonate, poich\u00e9 era da quella prospettiva che aveva\nla Citt\u00e0 dei Collegi nel pomeriggio della sua grande meditazione, che lo convinse alla fine\nmeditazione che lo convinse infine dell'inutilit\u00e0 del suo tentativo di essere\ndi essere un figlio dell'universit\u00e0.\n\nOggi, nello spazio aperto che si estendeva tra questo edificio e la\npi\u00f9 vicino, si trovava una folla di persone in attesa. Un passaggio era tenuto libero\nin mezzo a loro da due barriere di legno, che si estendevano dalla porta del\ndal portone del collegio a quello del grande edificio che lo separa dal teatro.\nil teatro.\n\n Ecco il posto dove stanno per passare! grid\u00f2 Jude con improvvisa\neccitazione. E, spingendosi in avanti, si posizion\u00f2 vicino alla barriera, abbracciando ancora il bambino pi\u00f9 piccolo.\nvicino alla barriera, ancora abbracciato al bambino pi\u00f9 piccolo,\nmentre Sue e gli altri si tenevano immediatamente dietro di lui. La folla si riemp\u00ec\nalle loro spalle e si mise a parlare, a scherzare e a ridere mentre una carrozza dopo l'altra\nmentre una carrozza dopo l'altra si avvicinava alla porta inferiore del college e solenni\nsolenni figure maestose in abiti rosso sangue cominciarono a scendere. Il cielo era diventato\ncoperto e livido e i tuoni rimbombavano di tanto in tanto.\n\nPadre Tempo rabbrivid\u00ec.  Sembra proprio il giorno del giudizio!\nsussurr\u00f2.\n\n Sono solo dottori imparati, ha detto Sue.\n\nMentre aspettavano, grosse gocce di pioggia cadevano sulle loro teste e sulle loro spalle,\ne il ritardo divenne noioso. Sue desiderava di nuovo non rimanere.\n\n Non ci metteranno molto, disse Jude, senza girare la testa.\n\nMa il corteo non si mosse, e qualcuno tra la folla, per passare il tempo, guard\u00f2 la facciata del college pi\u00f9 vicino\nper passare il tempo, guard\u00f2 la facciata del collegio pi\u00f9 vicino e disse che si chiedeva cosa significasse\nche si chiedeva cosa significasse l'iscrizione latina al suo centro. Jude,\nJude, che si trovava vicino all'interrogante, glielo spieg\u00f2 e, vedendo che la gente\npersone intorno a lui lo stavano ascoltando con interesse, continu\u00f2 a descrivere la\ndel fregio (che aveva studiato anni prima), e a criticare alcuni dettagli di\ndi alcuni dettagli della muratura di altre facciate di college in tutta la citt\u00e0.\ncitt\u00e0.\n\nLa folla oziosa, compresi i due poliziotti alle porte, guardava come i licaoni Paolo.\ncome i Licaoni a Paolo, perch\u00e9 Giuda era solito entusiasmarsi troppo per qualsiasi argomento\ndi qualsiasi argomento, e sembravano chiedersi come mai lo straniero potesse\ncome lo straniero potesse conoscere gli edifici della loro citt\u00e0 meglio di loro stessi;\nfinch\u00e9 uno di loro disse:  Conosco quell'uomo, lavorava qui anni fa.\nanni fa Jude Fawley, questo \u00e8 il suo nome! Non vi importa se era soprannominato\nNon vi dispiace che fosse soprannominato \"Tutor dei bassifondi\", perch\u00e9 si dedicava a quel tipo di attivit\u00e0?\ndi affari? Allora \u00e8 sposato, suppongo, e questo \u00e8 il figlio che porta in grembo.\nche porta in grembo. Taylor lo conosce, come conosce tutti.\n\nL'oratore era un uomo di nome Jack Stagg, con il quale Jude aveva lavorato in passato per\nJude aveva lavorato per riparare le murature del college; Tinker Taylor era stato visto\nTinker Taylor era in piedi vicino. Avendo richiamato la sua attenzione, quest'ultimo grid\u00f2 a Jude attraverso le\nbarriere a Jude:  Ci hai onorato tornando di nuovo, amico mio!\n\nJude annu\u00ec.\n\n Non ti sembra di aver fatto grandi cose per te stesso andando via?\nvia?\n\nAnche Giuda ha acconsentito a questo.\n\n Salvo trovare altre bocche da riempire!  La voce era nuova e Jude riconobbe che il suo proprietario era lo zio Joe, un altro muratore che aveva conosciuto.\nriconobbe che il proprietario era lo zio Joe, un altro muratore che aveva conosciuto.\n\nJude rispose bonariamente di non poterlo contestare; e di osservazione in osservazione nacque qualcosa di simile a una conversazione generale tra i due.\nosservazione a osservazione, sorse qualcosa di simile a una conversazione generale tra lui e\ntra lui e la folla di oziosi, durante la quale Tinker Taylor chiese a Jude se ricordasse ancora il Credo degli Apostoli in latino, e la notte della\nse si ricordava ancora il Credo degli Apostoli in latino e la notte della\nsfida nella casa pubblica.\n\n Ma la fortuna non ha mentito in questo modo?  I vostri poteri non erano\nsufficienti per farcela?\n\n Non rispondete pi\u00f9!\n\n Non credo che mi piaccia Christminster! mormor\u00f2 mestamente il piccolo Time,\nmentre si trovava sommerso e invisibile tra la folla.\n\nMa trovandosi al centro di curiosit\u00e0, domande e commenti,\nJude non era incline a sottrarsi a dichiarazioni aperte di ci\u00f2 di cui non aveva\nnon aveva motivo di vergognarsi; e in breve tempo fu stimolato a dire a voce alta alla folla in ascolto\na dire a voce alta alla folla in ascolto:\n\n \u00c8 una domanda difficile, amici miei, per qualsiasi giovane.\nche ho dovuto affrontare io e che migliaia di persone stanno soppesando in questo momento in\nin questi tempi di rivolta, se seguire acriticamente la pista\nla strada in cui si trova, senza considerare la propria attitudine,\no considerare quale possa essere la sua attitudine o inclinazione, e ridisegnare il suo percorso di conseguenza.\ndi conseguenza. Ho cercato di fare quest'ultima cosa, e ho fallito. Ma non ammetto che il mio fallimento\nche il mio fallimento abbia dimostrato che la mia visione era sbagliata, o che il mio successo l'avrebbe resa giusta.\nche il mio successo l'avrebbe resa giusta; anche se \u00e8 cos\u00ec che oggi si valutano questi tentativi.\ntentativi al giorno d'oggi, cio\u00e8 non dalla loro solidit\u00e0 essenziale, ma dai loro risultati accidentali.\ndai loro esiti accidentali. Se avessi finito per diventare come uno di questi\nsignori in rosso e nero che abbiamo visto arrivare qui a quest'ora,\ntutti avrebbero detto:  Vedi com'\u00e8 stato saggio quel giovane, a seguire\nla sua natura!  Ma avendo finito non meglio di come ho iniziato\ndicono:  Vedete com'\u00e8 stato sciocco quel ragazzo a seguire la sua\nfantasia!\n\n Tuttavia, \u00e8 stata la mia povert\u00e0 e non la mia volont\u00e0 ad acconsentire a essere picchiata.\nCi vogliono due o tre generazioni per fare quello che io ho cercato di fare in una sola; e i miei impulsi, affetti e vizi, forse, dovrebbero essere chiamati cos\u00ec.\ni miei impulsi, le mie affezioni, i miei vizi, forse, dovrebbero essere chiamati cos\u00ec.\ntroppo forti per non ostacolare un uomo privo di vantaggi, che dovrebbe essere\nsangue freddo come un pesce ed egoista come un maiale per avere una buona possibilit\u00e0 di essere\npossibilit\u00e0 di diventare uno dei valorosi del suo paese. Potete anche ridicolizzarmi, sono\nSono un soggetto adatto, senza dubbio. Ma credo che\nMa credo che se sapeste cosa ho passato in questi ultimi anni mi compatireste.\nPiuttosto mi compatite\". E se lo sapessero, fece un cenno in direzione del collegio\nche i donatori stavano arrivando, \u00e8 possibile che\nfare lo stesso.\n\n Ha un aspetto malato e logoro, \u00e8 vero! disse una donna.\n\nIl volto di Sue si fece pi\u00f9 emotivo; ma pur stando vicino a Jude era\nera schermata.\n\n Potrei fare del bene prima di morire e avere una sorta di successo come esempio spaventoso di cosa non fare.\nun esempio spaventoso di ci\u00f2 che non si deve fare, e cos\u00ec illustrare una storia morale,\ncontinu\u00f2 Jude, cominciando ad amareggiarsi, anche se aveva aperto con serenit\u00e0.\nabbastanza serenamente.  Forse, dopotutto, sono stato una misera vittima dello spirito di irrequietezza\nmentale e sociale che rende cos\u00ec tanti infelici in questi giorni!\ngiorni!\n\n Non dirglielo! sussurr\u00f2 Sue con le lacrime, vedendo lo stato d'animo di Jude.\nstato d'animo di Jude.  Tu non eri cos\u00ec. Hai lottato nobilmente per acquisire\nconoscenza, e solo le anime pi\u00f9 meschine del mondo ti avrebbero biasimato!\n\nJude spost\u00f2 il bambino in una posizione pi\u00f9 agevole sul suo braccio, e concluse: \"Non \u00e8 possibile che il bambino sia\ne concluse:  E quello che sembro, un uomo malato e povero, non \u00e8 il peggio di me.\ndi me. Sono in un caos di principi che brancolano nel buio, agendo per\nistinto e non con l'esempio. Otto o nove anni fa, quando sono arrivato\nqui per la prima volta, avevo un bel bagaglio di opinioni fisse, ma sono cadute una ad una.\nuna dopo l'altra; e pi\u00f9 vado avanti e meno sono sicuro. Dubito di avere\nse la mia attuale regola di vita sia qualcosa di pi\u00f9 che seguire le inclinazioni\nche non fanno male a me e a nessun altro, e che anzi danno piacere a chi\na coloro che amo di pi\u00f9. Ecco, signori, visto che volevate sapere come stavo\nvi ho raccontato. Che vi faccia bene! Non posso spiegare\nnon posso spiegarvi di pi\u00f9. Ho l'impressione che ci sia qualcosa di sbagliato da qualche parte nelle nostre\nformule sociali: cosa sia lo possono scoprire solo uomini o donne con\npi\u00f9 perspicaci di me, se mai lo scopriranno, almeno nel nostro tempo.\nnostro tempo.  Chi pu\u00f2 sapere cosa \u00e8 bene per l'uomo in questa vita e chi pu\u00f2 dire a un uomo cosa sar\u00e0 dopo?\nchi pu\u00f2 dire a un uomo cosa ci sar\u00e0 dopo di lui sotto il sole?\n\n Udite, udite, disse il popolo.\n\n Ben detto! disse Tinker Taylor. E in privato ai suoi vicini:\n Perch\u00e9, uno di quei figli di pap\u00e0 che pullulano da queste parti e che prendono le funzioni\nquando i nostri reverendi vogliono fare una vacanza, non avrebbe\ndiscusso una simile dottrina per meno di una ghinea in meno. Ehi? Giuro che nessuno di loro lo farebbe!\ngiuro che nessuno di loro lo farebbe! E poi deve averla fatta scrivere per\n n. E questo \u00e8 solo un operaio!\n\nCome una sorta di commento oggettivo alle osservazioni di Jude, in quel momento arriv\u00f2\nin quel momento, con un dottore in ritardo, in vestaglia e ansimante, un taxi il cui cavallo\nnon riusc\u00ec a fermarsi nel punto esatto richiesto per far scendere il cliente,\nche salt\u00f2 fuori ed entr\u00f2 nella porta. Il conducente, sceso, cominci\u00f2 a\na prendere a calci l'animale nel ventre.\n\n Se questo pu\u00f2 essere fatto, disse Jude, alle porte del college nella citt\u00e0 pi\u00f9 religiosa ed educativa del mondo.\ncitt\u00e0 pi\u00f9 religiosa ed educativa del mondo, che cosa diremo di quanto\nquanto siamo andati lontano?\n\n Ordine! disse uno dei poliziotti, che era stato impegnato con un compagno ad aprire le grandi porte\nad aprire le grandi porte di fronte al college.  Tieni la lingua\nzitto, amico mio, mentre il corteo passa.  La pioggia si \u00e8 fatta pi\u00f9\npi\u00f9 forte e tutti quelli che avevano l'ombrello lo aprirono. Jude non era uno di questi\nJude non era uno di questi, e Sue ne possedeva solo uno piccolo, mezzo parasole. Era diventata\npallida, anche se Jude non se ne accorse.\n\n Andiamo avanti, caro, sussurr\u00f2 lei, cercando di ripararlo.  Non abbiamo ancora\nnon abbiamo ancora un alloggio, ricordati, e tutte le nostre cose sono alla\nstazione; e tu non stai affatto bene. Ho paura che questo bagnato\nti faccia male!\n\n Stanno arrivando. Un attimo e vado! disse.\n\nUno scampanio di sei campane suon\u00f2, i volti umani cominciarono ad affollare le finestre intorno\ne la processione dei capifamiglia e dei nuovi dottori emerse,\nle loro forme vestite di rosso e nero passarono attraverso il campo visivo di Jude s\ndi Jude come pianeti inaccessibili su un vetro a oggetti.\n\nMan mano che procedevano, i loro nomi venivano chiamati da informatori competenti e quando\nquando raggiunsero il vecchio teatro rotondo di Wren si alz\u00f2 un'acclamazione.\n\n Andiamo di l\u00e0! grid\u00f2 Jude, e anche se ormai pioveva a dirotto, sembrava non accorgersene e li port\u00f2 in giro per il teatro.\nsembrava non accorgersene e li port\u00f2 verso il teatro. Qui si\nsulla paglia che era stata stesa per soffocare il rumore discordante delle ruote.\nruote, dove i pittoreschi e gelati busti in pietra che circondavano l'edificio\nedificio guardavano con pallida tristezza i lavori, e in particolare\nJude, Sue e i loro figli, come le persone ridicole che non avevano mai\npersone ridicole che non avevano nulla a che fare con quel luogo.\n\n Vorrei poter entrare! le disse con fervore.  Ascolta, potrei cogliere qualche\nqualche parola del discorso latino restando qui; le finestre sono aperte.\n\nTuttavia, al di l\u00e0 degli scampanellii dell'organo e delle grida e degli evviva tra un pezzo e l'altro dell'oratorio, la permanenza di Jude sul bagnato non port\u00f2 a nulla.\ntra un pezzo e l'altro dell'oratorio, Jude, in piedi sul bagnato, non portava alla sua intelligenza molto\nlatino alla sua intelligenza pi\u00f9 di una parola sonora in _um_ o _ibus_.\nin _um_ o _ibus_.\n\n Beh, sono un estraneo fino alla fine dei miei giorni! sospir\u00f2 dopo un po'.\n Ora vado, mia paziente Sue. Come sei stata brava ad aspettare sotto la pioggia tutto questo tempo per\npioggia per tutto questo tempo per appagare la mia infatuazione! Non mi preoccuper\u00f2 mai pi\u00f9 di quel\ninfernale luogo maledetto, sulla mia anima non lo far\u00f2! Ma cosa ti ha fatto tremare\ncos\u00ec quando eravamo alla barriera? E come sei pallida, Sue!\n\n Vidi Richard tra le persone dall'altra parte.\n\n Ah, \u00e8 vero!\n\n Evidentemente \u00e8 salito a Gerusalemme per assistere alla festa come tutti gli altri.\ne per questo probabilmente non vive molto lontano. Egli\naveva la stessa voglia di universit\u00e0 che avete voi, in forma pi\u00f9 blanda.\nforma pi\u00f9 blanda. Non credo che mi abbia visto, anche se deve averla sentita parlare alla folla.\nalla folla. Ma sembrava che non ci facesse caso.\n\n Supponiamo che l'abbia fatto. La tua mente \u00e8 libera da preoccupazioni su di lui adesso, mia\nSue?\n\n S\u00ec, credo di s\u00ec. Ma sono debole. Anche se so che \u00e8 tutto a posto con\ni nostri piani, ho provato un curioso timore nei suoi confronti; una soggezione, o un terrore, delle\ndi convenzioni in cui non credo. A volte mi assale una sorta di\nparalisi strisciante, e mi rende cos\u00ec triste!\n\n Ti stai stancando, Sue. Oh, dimenticavo, tesoro! S\u00ec, andiamo subito avanti.\nsubito.\n\nSi misero alla ricerca dell'alloggio e alla fine trovarono qualcosa che sembrava promettere bene, in Mildew Lane.\nche sembrava promettere bene, in Mildew Lane, un posto che per Jude era\nJude era irresistibile, anche se per Sue non era cos\u00ec affascinante.\nvicino al retro di un college, ma senza alcuna comunicazione con esso.\nLe piccole case erano oscurate dagli alti edifici collegiali, all'interno dei quali la vita era cos\u00ec lontana\nedifici collegiali, all'interno dei quali la vita era cos\u00ec lontana da quella degli abitanti del vicolo\ndel vicolo come se si trovasse ai lati opposti del globo; eppure solo uno spessore di muro li divideva.\nuno spessore di muro li divideva. Due o tre delle case avevano\ndi stanze in affitto e i nuovi arrivati bussarono alla porta di una di esse,\nche una donna apr\u00ec.\n\n Ah, senti! disse Jude all'improvviso, invece di rivolgersi a lei.\n\n Cosa?\n\n Perch\u00e9 le campane, quale chiesa pu\u00f2 essere? I toni sono familiari.\n\nUn altro scampanio aveva iniziato a suonare a una certa distanza.\n\n Non lo so! Disse la padrona di casa con tono aspro.  Ha bussato per chiedere questo?\n\n No; per l'alloggio, disse Jude, rientrando in s\u00e9.\n\nIl padrone di casa scrut\u00f2 per un attimo la figura di Sue.  Non abbiamo nessuno da\nlasciar fare, disse, chiudendo la porta.\n\nJude sembrava sconfortato e il ragazzo angosciato.  Ora, Jude, disse Sue,\n lasciami provare. Non conosci la strada.\n\nTrovarono un secondo posto poco distante; ma qui l'occupante, osservando non solo Sue, ma anche il ragazzo e i bambini piccoli, disse civilmente\nSue, ma anche il ragazzo e i bambini piccoli, disse gentilmente: \"Mi dispiace dire che non affittiamo dove ci sono bambini\".\nMi dispiace dire che non permettiamo l'ingresso ai bambini e chiuse la porta.\nporta.\n\nIl bambino ha squadrato la bocca e ha pianto in silenzio, con un istinto\nche i problemi incombono. Il ragazzo sospir\u00f2.  Non mi piace Christminster!\ndisse.  Le grandi case antiche sono forse delle prigioni?\n\n No; collegi, disse Jude, nei quali forse un giorno studierai.\n\n Preferirei di no!\n\n Ora proviamo di nuovo, disse Sue.  Mi tiro il mantello pi\u00f9 intorno\nLasciare Kennetbridge per questo posto \u00e8 come passare da Caifa a Pilato!\nPilato!   Come sto adesso, cara?\n\n Nessuno se ne accorgerebbe ora, disse Jude.\n\nC'era un'altra casa e hanno provato una terza volta. La donna qui\nera pi\u00f9 affabile, ma aveva poco spazio a disposizione e poteva accettare di accogliere Sue e i bambini solo\nSue e i bambini solo se il marito poteva andare altrove.\naltrove. Questo accordo fu adottato per forza, per evitare che\ndi ritardare la ricerca fino a cos\u00ec tardi. Vennero a patti con lei, anche se\nil suo prezzo era piuttosto alto per le loro tasche. Ma non potevano permettersi\nnon potevano permettersi di essere critici fino a quando Jude non avesse avuto il tempo di trovare una dimora pi\u00f9 permanente.\nquesta casa Sue prese possesso di una stanza sul retro al secondo piano con un\nuna stanza interna per i bambini. Jude rimase a prendere una tazza di\nt\u00e8 e fu felice di scoprire che la finestra dava sul retro di un altro college.\nun altro dei collegi. Baciando tutti e quattro, and\u00f2 a prendere qualche\ndi beni di prima necessit\u00e0 e a cercare un alloggio per s\u00e9.\n\nQuando se ne fu andato, la padrona di casa si avvicin\u00f2 per parlare un po' con Sue e\ne capire qualcosa delle circostanze della famiglia che aveva accolto.\nSue non aveva l'arte di tergiversare e, dopo aver ammesso alcuni fatti\nfatti relativi alle loro difficolt\u00e0 e ai loro vagabondaggi, fu spaventata da\nla padrona di casa che disse all'improvviso:\n\n Sei davvero una donna sposata?\n\nSue esit\u00f2 e poi, impulsivamente, disse alla donna che il marito e lei stessa erano stati infelici nei loro primi matrimoni.\nmarito e lei stessa erano stati infelici nei loro primi matrimoni, dopo di che,\nterrorizzati dal pensiero di una seconda unione irrevocabile e che le condizioni del contratto\ncondizioni del contratto uccidessero il loro amore, pur desiderando stare\ninsieme, non avevano letteralmente trovato il coraggio di ripeterlo, anche se\navevano tentato due o tre volte. Perci\u00f2, anche se nel senso proprio\nsenso delle parole era una donna sposata, nel senso della padrona di casa non lo era.\ndella padrona di casa non lo era.\n\nLa casalinga sembr\u00f2 imbarazzata e scese al piano di sotto. Sue si sedette vicino alla\nfinestra in preda alle fantasticherie, osservando la pioggia. La sua quiete fu interrotta dal rumore\nrumore di qualcuno che entrava in casa e poi dalle voci di un uomo e di una donna che\ndonna che conversavano nel passaggio sottostante. Il marito della padrona di casa era\nmarito della padrona di casa era arrivato e lei gli stava spiegando l'arrivo degli inquilini durante la sua assenza.\ndurante la sua assenza.\n\nLa sua voce si alz\u00f2 con improvvisa rabbia.  Chi vuole una donna del genere qui?\nforse un confino!   Inoltre, non ho forse detto che non avrei avuto\nbambini? Il corridoio e le scale dipinte di fresco, per essere prese a calci da\nloro! Dovevi sapere che non era tutto a posto con loro che arrivavano cos\u00ec.\ncos\u00ec. Accogliere una famiglia quando ho detto di essere un uomo solo.\n\nLa moglie si giustific\u00f2, ma, a quanto pare, il marito insistette sul suo punto di vista; infatti, di l\u00ec a poco, un bussare alla porta di Sue e la donna apparve.\nperch\u00e9 di l\u00ec a poco si ud\u00ec un colpetto alla porta di Sue e apparve la donna.\n\n Mi dispiace dirle, signora, che non posso lasciarle la stanza per una settimana.\nla stanza per tutta la settimana. Mio marito si oppone e quindi devo\ndevo chiedervi di andarvene. Non mi dispiace che restiate qui stanotte, visto che si sta\npomeriggio, ma sarei felice se poteste andarvene domattina presto.\nmattina presto.\n\nPur sapendo di avere diritto all'alloggio per una settimana, Sue non volle creare un disturbo tra moglie e marito.\nSue non voleva creare un disturbo tra moglie e marito, e\ne disse che se ne sarebbe andata come richiesto. Quando la padrona di casa se ne fu andata, Sue\nguard\u00f2 di nuovo fuori dalla finestra. Scoprendo che la pioggia era cessata, propose al ragazzo\npropose al ragazzo che, dopo aver messo a letto i piccoli, sarebbero usciti a cercare\nuscire a cercare un altro posto e a chiedere un appuntamento per l'indomani.\nper l'indomani, in modo da non essere cos\u00ec spinti come lo erano stati quel giorno.\ngiorno.\n\nPerci\u00f2, invece di disfare gli scatoloni, appena spediti dalla stazione da Jude, uscirono nell'umido, ma non per questo meno importante, giardino di casa.\ndalla stazione da Jude, uscirono per le strade umide ma non sgradevoli.\nSue decise di non disturbare il marito con la notizia della sua\ndi non disturbare il marito con la notizia del suo preavviso di licenziamento, mentre lui era forse preoccupato di procurarsi un\nun alloggio per s\u00e9. In compagnia del ragazzo si aggir\u00f2 in questa e in quella\nstrada e in quella; ma pur avendo provato una dozzina di case diverse\ndi case diverse, se la cav\u00f2 molto peggio da sola che in compagnia di Jude, e non riusc\u00ec a convincere nessuno a prometterle una camera per\nnessuno che le promettesse una stanza per il giorno seguente. Ogni\nogni padrone di casa guardava con sospetto una donna e una bambina che chiedevano un\ndi una donna e di una bambina che chiedevano un alloggio nell'oscurit\u00e0.\n\n Non dovrei nascere, non \u00e8 vero? disse il ragazzo con malinconia.\n\nFinalmente stanca, Sue torn\u00f2 nel luogo in cui non era benvenuta, ma dove almeno aveva un riparo temporaneo.\nnon era la benvenuta, ma dove almeno aveva un rifugio temporaneo. In sua assenza\nJude aveva lasciato il suo indirizzo; ma sapendo quanto fosse ancora debole, lei\ndi non disturbarlo fino all'indomani.\n\n\n\n\nII\n\n\nSue si sedette a guardare il pavimento spoglio della stanza, essendo la casa poco pi\u00f9 che\ndi un vecchio cottage, e poi guard\u00f2 la scena fuori dalla finestra senza\nfuori dalla finestra non oscurata. Di fronte, a una certa distanza, le mura esterne del\ndel Collegio Sarcofago, silenziose, nere e prive di finestre, gettavano i loro\nquattro secoli di cupezza, bigottismo e decadenza nella stanzetta che lei occupava, escludendo la luce della luna.\noccupata, escludendo la luce della luna di notte e del sole di giorno. I\ndi notte e di giorno. I contorni del Rubric College erano visibili anche oltre l'altro e\nla torre di un terzo ancora pi\u00f9 lontano. Pens\u00f2 allo strano funzionamento\ndi una passione dominante di un uomo semplice, che avrebbe dovuto\nJude, che amava lei e i bambini con tanta tenerezza, a metterli\nin questa deprimente purlieu, perch\u00e9 ancora ossessionato dal suo sogno.\nsogno. Anche ora non sentiva distintamente il gelido negativo che\nquelle pareti scolpite avevano riecheggiato al suo desiderio.\n\nL'impossibilit\u00e0 di trovare un altro alloggio e la mancanza di spazio in questa casa per suo padre\npadre, avevano fatto una profonda impressione sul ragazzo.\norrore non dimostrativo sembrava essersi impadronito di lui. Il silenzio fu\nrotto dal suo dire:  Mamma, cosa faremo domani!\n\n Non lo so! disse Sue con sconforto.  Temo che questo possa turbare\ntuo padre.\n\n Vorrei che pap\u00e0 stesse bene e che ci fosse posto per lui! Allora non\nnon sarebbe cos\u00ec importante! Povero padre!\n\n Non lo farebbe!\n\n Posso fare qualcosa?\n\n No! Tutto \u00e8 problema, avversit\u00e0 e sofferenza!\n\n Pap\u00e0 \u00e8 andato via per dare spazio a noi bambini, non \u00e8 vero?\n\n In parte.\n\n Sarebbe meglio essere fuori dal mondo che dentro, no?\n\n Quasi, cara.\n\n \u00c8 anche a causa di noi bambini che non riuscite a trovare un buon alloggio?\nalloggio?\n\n A volte le persone si oppongono ai bambini.\n\n Allora se i bambini creano cos\u00ec tanti problemi, perch\u00e9 la gente li ha?\n\n Perch\u00e9 \u00e8 una legge di natura.\n\n Ma non chiediamo di nascere?\n\n No, infatti.\n\n E la cosa peggiore per me \u00e8 che tu non sei la mia vera madre,\ne non avresti dovuto avermi se non ti fosse piaciuto. Non avrei dovuto venire\nQuesta \u00e8 la vera verit\u00e0! Li ho turbati in Australia, e\ndisturbo alla gente qui. Vorrei non essere nato!\n\n Non potevi farne a meno, mia cara.\n\n Penso che ogni volta che nascono bambini che non sono desiderati dovrebbero essere\ndovrebbero essere uccisi direttamente, prima che le loro anime vengano a galla, e non si dovrebbe permettere che\ncrescere e andare in giro!\n\nSue non rispose. Stava riflettendo su come trattare questo bambino troppo\nbambino troppo riflessivo.\n\nAlla fine concluse che, per quanto le circostanze lo permettessero, sarebbe stata onesta e sincera con chi\nsarebbe stata onesta e sincera con una persona che si era immedesimata nelle sue difficolt\u00e0\ncome un amico anziano.\n\n Presto ci sar\u00e0 un altro membro della nostra famiglia\", ha\nosserv\u00f2.\n\n Come?\n\n Ci sar\u00e0 un altro bambino.\n\n Cosa? Il ragazzo salt\u00f2 in piedi di scatto.  Oh Dio, mamma, non hai mai chiesto un altro.\nper un altro; e che problemi con quello che hai!\n\n S\u00ec, mi dispiace dirlo! mormor\u00f2 Sue, con gli occhi lucidi di lacrime sospese.\ndi lacrime sospese.\n\nIl ragazzo scoppi\u00f2 a piangere.  Oh, non ti importa, non ti importa!\ngrid\u00f2 con amaro rimprovero.  Come hai potuto, mamma, essere cos\u00ec malvagia e crudele?\ne crudele come questo, quando non avresti dovuto farlo finch\u00e9 non fossimo stati meglio\ne il padre stesse bene! Per portarci tutti in _pi\u00f9_ guai! Non c'\u00e8 posto per\nNon c'\u00e8 posto per noi, e pap\u00e0 \u00e8 stato costretto ad andarsene, e noi siamo stati licenziati domani.\neppure presto avrete un altro di noi!    \u00c8 fatto apposta!\nscopo! \u00c8 cos\u00ec!  Camminava su e gi\u00f9 singhiozzando.\n\n Devi perdonarmi, piccolo Jude! supplic\u00f2 lei, con il petto che si gonfiava\nNon posso spiegare che lo far\u00f2 quando sarai pi\u00f9 grande.\nSembra che l'abbia fatto apposta, ora che siamo in queste difficolt\u00e0!\ndifficolt\u00e0! Non posso spiegare, cara! Ma non l'ho fatto apposta, non posso farci niente!\nnon posso farci niente!\n\n S\u00ec, \u00e8 cos\u00ec, deve essere cos\u00ec! Perch\u00e9 nessuno potrebbe interferire con noi, in questo modo,\na meno che tu non sia d'accordo! Non ti perdoner\u00f2 mai, mai, mai! Non creder\u00f2 mai\nche tu tenga a me, a pap\u00e0 o a tutti noi!\n\nSi alz\u00f2 e and\u00f2 nel ripostiglio adiacente alla sua stanza, dove era stato steso un letto sul pavimento.\nletto era stato steso sul pavimento. L\u00ec lo sent\u00ec dire:  Se noi\nbambini se ne andassero non ci sarebbe alcun problema!\n\n Non pensarlo, cara, grid\u00f2 lei, in modo piuttosto perentorio.  Ma vai a\ndormire!\n\nIl mattino seguente si svegli\u00f2 poco dopo le sei e decise di alzarsi e di correre prima di colazione alla locanda\nalzarsi e correre prima di colazione alla locanda che Jude le aveva comunicato essere il suo\nJude l'aveva informata di essere il suo alloggio, per raccontargli quello che era successo prima che\nche lui uscisse. Si alz\u00f2 piano, per non disturbare i bambini che, come sapeva, dovevano essere affaticati,\nche, come sapeva, dovevano essere affaticati dalle fatiche di ieri.\n\nTrov\u00f2 Jude a colazione nell'oscura taverna che lui aveva scelto come\nper far fronte alle spese del suo alloggio e gli spieg\u00f2 la sua\nla sua mancanza di casa. Lui era stato cos\u00ec in ansia per lei tutta la notte, disse.\nIn qualche modo, ora che era mattina, la richiesta di lasciare l'alloggio non sembr\u00f2\nnon sembrava un incidente cos\u00ec deprimente come lo era sembrato la sera prima, n\u00e9\nn\u00e9 il fatto di non essere riuscita a trovare un altro posto l'aveva colpita cos\u00ec profondamente come all'inizio.\nprima. Jude era d'accordo con lei che non sarebbe valsa la pena di insistere\ndiritto di rimanere una settimana, ma di prendere subito provvedimenti per il trasloco.\n\n Dovete venire tutti in questa locanda per un giorno o due, disse.  \u00c8 un\n\u00e8 un posto rude, e non sar\u00e0 molto piacevole per i bambini, ma avremo\navremo pi\u00f9 tempo per guardarci intorno. Ci sono molti alloggi in periferia\nperiferia nel mio vecchio quartiere di Beersheba. Fai colazione con me ora che sei\nora che sei qui, uccellino mio. Sei sicuro di stare bene? Ci sar\u00e0 tutto il tempo\ntempo per tornare e preparare il pasto ai bambini prima che si sveglino. Anzi, verr\u00f2 con te.\nInfatti, verr\u00f2 con voi.\n\nSi un\u00ec a Jude in un pasto frettoloso, e in un quarto d'ora partirono insieme, decisi a lasciare la casa troppo rispettabile di Sue.\ninsieme, decidendo di lasciare immediatamente l'alloggio troppo rispettabile di Sue\nalloggio di Sue immediatamente. Quando raggiunse il posto e sal\u00ec al piano di sopra, scopr\u00ec che tutto era tranquillo nella stanza dei bambini.\nche tutto era tranquillo nella stanza dei bambini e chiam\u00f2 la padrona di casa con toni timidi\ntimorosamente alla padrona di casa di portare su il bollitore per il t\u00e8 e qualcosa per la\ncolazione. Questo fu fatto in modo superficiale, e producendo un paio di uova che aveva portato con s\u00e9\nun paio di uova che aveva portato con s\u00e9, le mise nel bollitore e chiam\u00f2\nbollente e invit\u00f2 Jude a tenerle d'occhio per i ragazzi, mentre lei andava a chiamarli.\nmentre lei andava a chiamarli, essendo ormai le otto e mezza circa.\n\nJude era chino sul bollitore, con l'orologio in mano, a cronometrare le uova, in modo che le sue spalle fossero rivolte alla piccola camera interna dove si trovava il\nuova, in modo che le sue spalle fossero rivolte alla piccola camera interna dove\ndove giacevano i bambini. Un grido di Sue lo fece improvvisamente voltare.\nVide che la porta della stanza, o meglio dell'armadio che era sembrato\nche era sembrata andare pesantemente sui suoi cardini quando l'aveva spinta indietro, era aperta e che Sue\nera sprofondata sul pavimento proprio all'interno di essa. Affrettandosi a prenderla in braccio\nguard\u00f2 il lettino steso sulle assi; non c'erano bambini.\nnon c'erano bambini. Guard\u00f2 sconcertato per la stanza. In fondo alla\nporta erano fissati due ganci per appendere gli indumenti, e a questi erano sospese le forme dei due bambini pi\u00f9 piccoli.\nforme dei due bambini pi\u00f9 piccoli erano sospese, con un pezzo di\ndi cordicella al collo di ciascuno, mentre da un chiodo a pochi metri di distanza\nil corpo del piccolo Jude era appeso in modo simile. Una sedia rovesciata\nuna sedia rovesciata vicino al ragazzo pi\u00f9 grande, i cui occhi vitrei erano rivolti verso la stanza.\nstanza; ma quelli della ragazza e del bambino erano chiusi.\n\nMezzo paralizzato dallo strano e consumato orrore della scena, lasci\u00f2 Sue a terra, tagli\u00f2 le corde con il suo coltellino e gett\u00f2 i tre\nSue, tagli\u00f2 le corde con il suo coltellino e gett\u00f2 i tre bambini sul letto.\nbambini sul letto; ma la sensazione dei loro corpi nel momento in cui li\nmanipolazione sembrava dire che erano morti. Prese in braccio Sue, che era\nsvenimento, e la mise sul letto dell'altra stanza, dopodich\u00e9\nPoi, trafelato, chiam\u00f2 la padrona di casa e corse a chiamare un medico.\n\nQuando torn\u00f2 Sue era tornata in s\u00e9, e le due donne indifese,\npiegate sui bambini nel tentativo disperato di ristabilirli, e la tripletta di piccoli cadaveri, costituirono uno spettacolo che lo sconvolse.\ncadaveri, costituivano uno spettacolo che gli fece perdere la\nautocontrollo. Arriv\u00f2 il chirurgo pi\u00f9 vicino, ma, come Jude aveva dedotto,\nla sua presenza era superflua. I bambini non erano pi\u00f9 salvabili, perch\u00e9\ni loro corpi erano ancora appena freddi, si ipotizzava che fossero stati\nche fossero stati appesi per pi\u00f9 di un'ora. La probabilit\u00e0 che i genitori avessero\nin seguito, quando furono in grado di ragionare sul caso, era che il ragazzo pi\u00f9 grande, al risveglio, avesse guardato nel\npi\u00f9 grande, al risveglio, abbia cercato Sue nella stanza esterna e, non trovandola\nassente, sia stato colto da un attacco di sconforto aggravato dal fatto che gli eventi e le informazioni della sera prima\ne le informazioni della sera precedente avevano indotto nel suo temperamento\ntemperamento morboso. Inoltre, sul pavimento fu trovato un pezzo di carta, sul quale era scritto\nsu cui era scritto, di pugno del ragazzo, con la matita di piombo che portava con s\u00e9\nche portava con s\u00e9:\n\n_Fatto perch\u00e9 siamo troppo piccoli_.\n\nAlla vista di ci\u00f2 i nervi di Sue cedettero completamente, una terribile convinzione\nche la sua conversazione con il ragazzo fosse stata la causa principale della tragedia,\nla gett\u00f2 in un'agonia convulsa che non conosceva tregua. Essi\nportarono via, contro il suo desiderio, in una stanza al piano inferiore; e l\u00ec giaceva, con la sua figura esile e tremolante.\ne l\u00ec giaceva, con la figura esile scossa dai rantoli e gli occhi che fissavano il soffitto, la donna\nfissi sul soffitto, la donna di casa cercava invano di calmarla.\ndi tranquillizzarla.\n\nDa questa camera potevano sentire le persone che si muovevano in alto, e\nimplor\u00f2 di poter tornare indietro e fu trattenuta dal farlo solo\nsolo con l'assicurazione che, se ci fosse stata speranza, la sua presenza avrebbe potuto nuocere\ne le fu ricordato che era necessario prendersi cura di se stessa\nper non mettere a repentaglio la vita che sta per arrivare. Le sue richieste erano incessanti,\ne alla fine Jude scese e le disse che non c'era speranza. Non appena\nappena fu in grado di parlare, lo inform\u00f2 di ci\u00f2 che aveva detto al ragazzo e di come si riteneva la causa di tutto ci\u00f2.\ncome pensava di esserne la causa.\n\n No, disse Jude.  Era nella sua natura farlo. Il Dottore dice che\nragazzi di questo tipo stanno nascendo tra di noi, di un tipo sconosciuto alla\ngenerazione precedente, frutto di una nuova visione della vita. Sembra che vedano tutti\ntutti i suoi terrori prima di essere abbastanza grandi da avere la forza di resistere\nresistere. Dice che \u00e8 l'inizio del desiderio universale di non vivere.\nvivere. \u00c8 un uomo evoluto, il Dottore: ma non pu\u00f2 dare alcuna consolazione\na\n\nJude aveva trattenuto il proprio dolore a causa di lei, ma ora era crollato.\ne questo stimol\u00f2 Sue a sforzi di solidariet\u00e0 che in qualche modo\nin qualche modo la distrassero dallo struggente dispiacere per se stessa. Quando tutti\nse ne andarono, le fu permesso di vedere i bambini.\n\nIl volto del ragazzo esprimeva tutta la storia della loro situazione. Su quella\nforma si erano concentrate tutte le infauste e le ombre che avevano oscurato\nche avevano oscurato la prima unione di Jude, e tutti gli incidenti, gli errori,\npaure, errori dell'ultima. Lui era il loro punto nodale, il loro fulcro, la loro\nespressione in un unico termine. Per l'imprudenza di quei genitori aveva\nper l'imprudenza di quei genitori, aveva gemuto, per il loro cattivo assortimento aveva tremato, e per le\ndisgrazie di questi era morto.\n\nQuando la casa era silenziosa e non potevano fare altro che aspettare l'inchiesta del medico legale, una voce sommessa, grande e bassa si diffuse nell'aria del\ninchiesta del medico legale, una voce sommessa, grossa e bassa si diffuse nell'aria della stanza da\ndella stanza da dietro le pesanti pareti del fondo.\n\n Cosa c'\u00e8? disse Sue, con il respiro spasmodico sospeso.\n\n L'organo della cappella del college. L'organista si esercita, suppongo.\n\u00c8 l'inno del Salmo settantatreesimo: \"Dio \u00e8 veramente amorevole con Israele\".\nIsraele.\n\nSinghiozz\u00f2 di nuovo.  Oh, oh i miei bambini! Non avevano fatto nulla di male! Perch\u00e9 avrebbero dovuto\nloro sono stati portati via, e non io!\n\nC'era un'altra quiete, interrotta alla fine da due persone che conversavano\nconversazione da qualche parte all'esterno.\n\n Stanno parlando di noi, non c'\u00e8 dubbio! si lament\u00f2 Sue.  Siamo uno spettacolo\nspettacolo per il mondo, per gli angeli e per gli uomini!\n\nJude ascolt\u00f2 No, non stanno parlando di noi, disse.  Sono due\necclesiastici di opinioni diverse, che discutono sulla posizione a est. Bene\nDio, la posizione a est e tutto il creato che geme!\n\nPoi un altro silenzio, finch\u00e9 non fu colta da un'altra incontrollabile\ndi dolore incontrollabile.  C'\u00e8 qualcosa di esterno a noi che dice: \"Non puoi!\nnon puoi!  Prima diceva: Non puoi imparare!  Poi ha detto: \"Non puoi\nlavorare!  Ora dice: Non puoi amare!\n\nLui cerc\u00f2 di tranquillizzarla dicendo: \"\u00c8 amaro da parte tua, tesoro.\n\n Ma \u00e8 vero!\n\nCos\u00ec aspettarono, e lei torn\u00f2 di nuovo nella sua stanza. La vestaglia, le scarpe e i calzini del\nbambino, le scarpe e i calzini, che erano appoggiati su una sedia al momento della sua\nmorte, non li avrebbe tolti, anche se Jude avrebbe voluto toglierli dalla sua vista.\ntoglierli dalla sua vista. Ma ogni volta che lui li toccava, lei lo implorava di\nimplorava di lasciarli l\u00ec, e si scagliava quasi selvaggiamente contro la donna di casa quando anche lei cercava di\ncasa quando anche lei tent\u00f2 di metterli via.\n\nJude temeva i suoi noiosi silenzi apatici quasi pi\u00f9 dei suoi\nparossismi.  Perch\u00e9 non mi parli, Jude? grid\u00f2, dopo uno di questi\ndi questi.  Non allontanarti da me! Non riesco a sopportare la solitudine di\ndi essere lontana dai tuoi sguardi!\n\n Ecco, cara, sono qui\", disse avvicinando il viso a quello di lei.\n\n S\u00ec Oh, mio compagno, la nostra perfetta unione, il nostro due-in-uno \u00e8 ora\nmacchiata di sangue!\n\n ombreggiata dalla morte, tutto qui.\n\n Ah; ma sono io che l'ho incitato davvero, anche se non sapevo di farlo!\ndi farlo! Ho parlato al bambino come si dovrebbe fare solo con le persone in et\u00e0\net\u00e0 matura. Ho detto che il mondo era contro di noi, che era meglio essere\nfuori dalla vita piuttosto che entrarci a questo prezzo; e lui lo prese alla lettera. E io\ngli dissi che avrei avuto un altro figlio. Questo lo sconvolse. Oh, quanto\namaramente mi rimprover\u00f2!\n\n Perch\u00e9 l'hai fatto, Sue?\n\n Non posso dirlo. Volevo essere sincero. Non potevo sopportare\ningannarlo sui fatti della vita. Eppure non sono stata sincera, perch\u00e9\ncon una falsa delicatezza glielo dissi in modo troppo oscuro. Perch\u00e9 ero mezza pi\u00f9 saggia\ndelle mie compagne? E non del tutto pi\u00f9 saggia! Perch\u00e9 non gli ho detto\npiacevoli falsit\u00e0, invece di mezze realt\u00e0? Era la mia mancanza di\ndi autocontrollo, tanto che non riuscivo n\u00e9 a nascondere le cose n\u00e9 a rivelarle!\n\n Il vostro piano poteva essere buono per la maggior parte dei casi; solo che nel nostro caso particolare\nnel nostro caso particolare ha funzionato forse male. Deve averlo\nprima o poi l'avrebbe saputo.\n\n Stavo preparando un vestito nuovo per il mio bambino e ora non lo vedr\u00f2 mai pi\u00f9.\nnon lo vedr\u00f2 mai e non gli parler\u00f2 mai pi\u00f9!   I miei occhi sono cos\u00ec\ngonfi che a malapena riesco a vedere; eppure poco pi\u00f9 di un anno fa mi definivo felice!\nmi definivo felice! Ci siamo amati troppo e ci siamo abbandonati all'egoismo pi\u00f9 totale\ndi egoismo l'uno con l'altro! Dicevamo, ti ricordi?\nche avremmo fatto della gioia una virt\u00f9. Io dicevo che era l'intenzione della\nnatura, la sua legge e la sua ragion d'essere, che dovevamo essere gioiosi in\nistinti che lei ci offriva, istinti che la civilt\u00e0 si era presa la briga di\ncivilt\u00e0 si era assunta l'onere di contrastarli. Che cose terribili ho detto! E ora il destino ci ha\nci ha dato questa pugnalata alle spalle per essere stati cos\u00ec sciocchi da prendere la natura in parola!\nsulla parola!\n\nSi lasci\u00f2 andare a una tranquilla contemplazione, finch\u00e9 non disse: \"\u00c8 meglio, forse, che se ne vadano\",\nforse, che se ne vadano. S\u00ec, lo vedo! Meglio che\nessere colti di fresco piuttosto che rimanere ad appassire miseramente!\n\n S\u00ec, rispose Giuda.  Alcuni dicono che gli anziani dovrebbero rallegrarsi quando\ni loro figli muoiono in tenera et\u00e0.\n\n Ma loro non lo sanno!   Oh bambini miei, bambini miei, potreste essere vivi\nora! Si pu\u00f2 dire che il ragazzo desiderava essere fuori dalla vita, altrimenti non l'avrebbe fatto.\nfatto. Non era irragionevole che morisse: faceva parte della sua natura inguaribilmente triste, povero piccolo.\nnatura inguaribilmente triste, povero piccolo! Ma poi gli altri, i miei figli e i vostri!\nfigli e i vostri!\n\nAncora una volta Sue guard\u00f2 il vestitino appeso e le calze e le scarpe.\nscarpe; e la sua figura fremeva come una corda.  Sono una creatura\ncreatura, si disse, non sono pi\u00f9 buona n\u00e9 per la terra n\u00e9 per il cielo! Sono\nsono fuori di testa per le cose! Che cosa si deve fare?  Fiss\u00f2 Jude\nJude e gli strinse forte la mano.\n\n Non si pu\u00f2 fare nulla, ha risposto.  Le cose sono come sono, e saranno\nal loro destino.\n\nHa fatto una pausa.  S\u00ec! Chi l'ha detto? chiese pesantemente.\n\n \u00c8 nel coro dell'_Agamennone_. Mi \u00e8 rimasta in mente\ncontinuamente da quando \u00e8 successo.\n\n Mio povero Jude, come ti \u00e8 mancato tutto! Tu pi\u00f9 di me, perch\u00e9 io ti ho preso!\nti ho preso! Pensare che dovresti saperlo leggendo senza aiuto, eppure\ne tuttavia essere in povert\u00e0 e disperazione!\n\nDopo questi momentanei diversivi, il suo dolore ritornava a ondate.\n\nLa giuria \u00e8 arrivata e ha visto i corpi, l'inchiesta si \u00e8 svolta e poi \u00e8 arrivata la malinconica mattina del funerale.\nPoi arriv\u00f2 la malinconica mattina del funerale. I resoconti dei\ngiornali avevano portato sul posto curiosi oziosi, che stavano apparentemente\na contare i vetri delle finestre e le pietre dei muri. Il dubbio sulle\ndubbio sulla reale parentela della coppia aggiungeva ulteriore curiosit\u00e0 alla loro curiosit\u00e0. Sue aveva\nSue aveva dichiarato che avrebbe seguito i due piccoli fino alla tomba, ma all'ultimo momento ha ceduto e\nall'ultimo momento ha ceduto e le bare sono state portate silenziosamente fuori dalla casa mentre lei era\ndalla casa mentre lei era sdraiata. Jude sal\u00ec sul veicolo, che si allontan\u00f2\ncon grande sollievo del padrone di casa, che ora aveva tra le mani solo Sue e i suoi bagagli.\nSue e il suo bagaglio, che sperava di liberare nel corso della giornata.\ndi liberare la sua casa dall'esasperante notoriet\u00e0 di cui godeva.\nesasperante notoriet\u00e0 che aveva acquisito nel corso della settimana grazie alla\nmoglie, che aveva accolto sfortunatamente questi estranei. Nel pomeriggio\npomeriggio si consult\u00f2 privatamente con il proprietario della casa e concordarono che\nse fosse sorta qualche obiezione a causa della tragedia che si era verificata l\u00ec\navrebbero cercato di farle cambiare numero.\n\nQuando Jude vide le due scatole che contenevano una il piccolo Jude e l'altra i due pi\u00f9 piccoli depositati in terra, si affrett\u00f2 a tornare alla casa.\nl'altra i due pi\u00f9 piccoli depositati in terra, si affrett\u00f2 a tornare da Sue, che era ancora nella sua stanza.\nSue, che era ancora nella sua stanza e non la disturb\u00f2.\nnon la disturb\u00f2 in quel momento. Tuttavia, sentendosi in ansia, torn\u00f2 verso le quattro.\nLa donna pensava di essere ancora sdraiata, ma torn\u00f2 da lui per dirgli che non era nella sua camera da letto dopo\nche non era in camera da letto. Mancavano anche il cappello e la giacca: era uscita,\ncappello e la giacca erano scomparsi: era uscita. Jude si affrett\u00f2 ad andare al pub\ndove stava dormendo. Lei non c'era. Poi, pensando alle possibilit\u00e0\nalle possibilit\u00e0, and\u00f2 lungo la strada fino al cimitero, dove entr\u00f2 e attravers\u00f2 il luogo in cui si erano svolte le sepolture.\ne attravers\u00f2 il luogo in cui erano state da poco effettuate le sepolture.\nGli oziosi che si erano recati sul posto a causa della tragedia erano tutti\nerano tutti spariti. Un uomo con una pala in mano stava cercando di spargere terra nella tomba comune dei tre bambini.\nnella tomba comune dei tre bambini, ma il suo braccio \u00e8 stato trattenuto da una\nuna donna polemica che si trovava nella buca mezza piena. Si trattava di Sue,\nSue, i cui abiti colorati, che non aveva mai pensato di cambiare per\nlutto che lui aveva comprato, suggerivano all'occhio un dolore pi\u00f9 profondo di quello\ndi quanto l'abito convenzionale del lutto potesse esprimere.\n\n Li sta riempiendo e non lo far\u00e0 finch\u00e9 non avr\u00f2 rivisto i miei piccoli!\ngrid\u00f2 selvaggiamente quando vide Jude.  Voglio vederli ancora una volta\nancora una volta. Oh Jude, ti prego, Jude, voglio vederli! Non sapevo che avresti\nche li avresti portati via mentre dormivo! Hai detto che forse avrei dovuto\nvederli ancora una volta prima che fossero avvitati; e poi non l'hai fatto,\nma li hai portati via! Oh Jude, sei crudele anche con me!\n\n Voleva che scavassi di nuovo la fossa e che le permettessi di raggiungere le bare, disse l'uomo con la vanga.\nle bare, disse l'uomo con la vanga.  Dovrebbe essere portata a casa,\na giudicare dall'aspetto. Sembra che sia poco responsabile, poverina.\nNon possiamo dissotterrarle ora, signora. Andate a casa con vostro marito e\ne ringraziate Dio che presto ce ne sar\u00e0 un'altra a lenire il vostro dolore.\ndolore.\n\nMa Sue continuava a chiedere con tono pietoso:  Non posso vederli ancora una volta, solo una volta!\nNon posso? Solo un minuto, Jude? Non ci vorrebbe molto! E\nSarei cos\u00ec felice, Jude! Sar\u00f2 cos\u00ec buono e non ti disobbedir\u00f2 mai pi\u00f9, Jude, se me lo permetterai.\nmai pi\u00f9, Jude, se me lo permetti? Dopo tornerei a casa tranquillamente,\ne non vorrei pi\u00f9 vederli! Non posso? Perch\u00e9 non posso?\n\nCos\u00ec continu\u00f2. Jude fu gettato in un dolore cos\u00ec acuto che quasi sentiva di\nche quasi sentiva di voler cercare di convincere l'uomo ad accettare. Ma non sarebbe servito a nulla,\ne avrebbe potuto peggiorare ancora di pi\u00f9 la situazione.\ntornare subito a casa. Perci\u00f2 la convinse, le sussurr\u00f2 teneramente e le mise un braccio intorno per sostenerla.\ne le mise un braccio intorno per sostenerla, finch\u00e9 lei cedette impotente e fu indotta a lasciare il cimitero.\ne fu indotta a lasciare il cimitero.\n\nLui avrebbe voluto procurarsi una mosca per riportarla dentro, ma l'economia, essendo cos\u00ec\nimperativo, lei lo sconsigli\u00f2, e camminarono lentamente,\nJude in crapa nera, lei in abiti marroni e rossi. Dovevano andare\navrebbero dovuto andare in un nuovo alloggio quel pomeriggio, ma Jude si accorse che non era\nJude si rese conto che non era possibile, e col tempo entrarono nell'ormai odiata casa.\nSue fu subito messa a letto e il dottore fu mandato a chiamare.\n\nJude aspett\u00f2 tutta la sera al piano di sotto. A un'ora molto tarda gli fu comunicata la notizia\nche un bambino era nato prematuramente e che, come gli altri, era un cadavere,\ne che, come gli altri, era un cadavere.\n\n\n\n\nIII\n\n\nSue era in convalescenza, anche se aveva sperato nella morte, e Jude aveva ottenuto nuovamente\naveva trovato di nuovo lavoro nel suo vecchio mestiere. Ora si trovavano in altri alloggi,\nin direzione di Beersheba e non lontano dalla Chiesa di San Silas.\nCerimonie di San Sila.\n\nSi sarebbero seduti in silenzio, pi\u00f9 presi dall'antagonismo diretto delle cose\nche della loro insensata e stolida ostinazione. Vaghe e pittoresche\nvaghe e pittoresche, nei giorni in cui il suo intelletto scintillava come una stella.\ncome una stella, che il mondo assomigliava a una strofa o a una melodia composta in un sogno.\nsogno; era meravigliosamente eccellente per l'intelligenza semi-arrapata,\nma irrimediabilmente assurdo al risveglio; che la Causa Prima lavorava automaticamente come un\nautomaticamente come un sonnambulo, e non riflessivamente come un saggio;\nche al momento della formazione delle condizioni terrestri non sembrava essere stato mai\nche al momento della creazione delle condizioni terrestri non fosse mai stato contemplato un tale sviluppo della percezione emotiva\ntra le creature soggette a tali condizioni come quello raggiunto dall'umanit\u00e0\numanit\u00e0 pensante e istruita. Ma l'afflizione rende le forze opposte\nantropomorfe; e quelle idee venivano ora scambiate con un senso di fuga di Jude e di lei\ndi Jude e di se stessa in fuga da un persecutore.\n\n Dobbiamo conformarci! disse mestamente.  Tutta l'antica ira del\nPotere che ci sovrasta si \u00e8 sfogata su di noi, sue povere creature, e dobbiamo\nsottometterci. Non c'\u00e8 scelta. Dobbiamo. \u00c8 inutile lottare contro\nDio!\n\n \u00c8 solo contro l'uomo e le circostanze insensate, ha detto Jude.\n\n \u00c8 vero! mormor\u00f2.  A cosa stavo pensando! Sto diventando\nsuperstiziosa come un selvaggio!   Ma chiunque o qualunque sia il nostro nemico, sono\nsono costretto a sottomettermi. Non ho pi\u00f9 forza per combattere, non ho pi\u00f9\npi\u00f9 intraprendenza. Sono sconfitto, sconfitto!    Siamo diventati uno spettacolo per\nmondo, agli angeli e agli uomini!  Ormai lo dico sempre.\n\n Io la penso allo stesso modo!\n\n Cosa dobbiamo fare? Siete al lavoro ora; ma ricordate che potrebbe essere solo perch\u00e9\nperch\u00e9 la nostra storia e le nostre relazioni non sono assolutamente note Forse,\nse sapessero che il nostro matrimonio non \u00e8 stato formalizzato, ti caccerebbero dal lavoro.\ncome hanno fatto ad Aldbrickham!\n\n Non lo so. Forse \u00e8 difficile che lo facciano. Tuttavia, credo\nche dovremmo renderlo legale ora, non appena sarete in grado di uscire.\n\n Pensi che dovremmo farlo?\n\n Certamente.\n\nE Jude si immerse nei suoi pensieri.  Ultimamente mi \u00e8 sembrato di appartenere a quella vasta categoria di uomini\n di appartenere a quella vasta schiera di uomini che i virtuosi evitano di chiamare\nchiamati seduttori. Mi stupisce quando ci penso! Non sono stato\ndi questo, n\u00e9 di alcun torto verso di voi, che amo pi\u00f9 di me stesso.\ndi me stesso. Eppure sono uno di quegli uomini! Mi chiedo se altri di loro\nsono le stesse creature cieche e semplici come me?   S\u00ec, Sue, \u00e8 quello che sono.\nsono. Ti ho sedotto Tu eri un tipo distinto, una creatura raffinata,\nche la natura ha voluto lasciare intatta. Ma non potevo lasciarti in pace!\n\n No, no, Jude! disse rapidamente.  Non rimproverarti di essere\nquello che non sei. Se c'\u00e8 qualcuno da biasimare sono io.\n\n Ti ho sostenuto nella tua decisione di lasciare Phillotson; e senza di me\nforse non l'avreste spinto a lasciarvi andare.\n\n Avrei dovuto farlo lo stesso. Per quanto riguarda noi stessi, il fatto di non\ncontratto legale \u00e8 l'elemento che salva la nostra unione.\nunione. In questo modo abbiamo evitato di insultare, per cos\u00ec dire, la solennit\u00e0 del\ndei nostri primi matrimoni.\n\n Solennit\u00e0?  Jude la guard\u00f2 con una certa sorpresa e si rese conto che non era la Sue di un tempo.\nche lei non era la Sue di un tempo.\n\n S\u00ec, disse lei, con un piccolo fremito nelle parole, ho avuto\nterribili paure, un terribile senso della mia insolenza d'azione. Ho\npensato di essere ancora sua moglie!\n\n Di chi?\n\n Richard s.\n\n Buon Dio, cara, perch\u00e9?\n\n Non riesco a spiegarlo! Mi viene in mente solo il pensiero.\n\n \u00c8 la vostra debolezza, un capriccio malato, senza ragione n\u00e9 significato! Non lasciate che\nche ti disturbi.\n\nSue sospir\u00f2 a disagio.\n\nCome contropartita a tali discussioni era arrivato un\nmiglioramento della loro posizione pecuniaria, che in precedenza nella loro\nesperienza li avrebbe resi felici. Jude aveva inaspettatamente\naveva trovato un buon impiego nel suo vecchio mestiere quasi subito dopo il suo arrivo.\ntempo estivo che si adattava alla sua fragile costituzione; e all'esterno le sue giornate\ncon quella monotona uniformit\u00e0 che \u00e8 di per s\u00e9 cos\u00ec grata\ndopo le vicissitudini. La gente sembrava aver dimenticato che avesse mai\ndi aver mostrato qualche goffa aberrazione, e ogni giorno saliva sui parapetti e sui cornicioni di collegi che non avrebbe mai potuto\ndi collegi in cui non poteva mai entrare, e rinnovava le pietre fatiscenti delle\ndi bifore da cui non avrebbe mai potuto guardare, come se non avesse\ncome se non avesse mai voluto fare altrimenti.\n\nC'\u00e8 stato un cambiamento in lui: non andava spesso a nessuna funzione\nalle chiese. Una cosa lo preoccupava pi\u00f9 di tutte le altre: che\nSue e lui stesso avevano viaggiato mentalmente in direzioni opposte dopo la tragedia.\ntragedia: gli eventi che avevano ampliato la sua visione della vita, delle leggi,\ndella vita, delle leggi, dei costumi e dei dogmi, non avevano agito allo stesso modo su Sue.\nnon era pi\u00f9 la stessa dei giorni dell'indipendenza, quando il suo intelletto\nquando il suo intelletto giocava come un lampo di luce sulle convenzioni e sulle formalit\u00e0 che lui\nrispettava all'epoca, anche se ora non lo faceva pi\u00f9.\n\nUna domenica sera in particolare lui arriv\u00f2 piuttosto tardi. Lei non era in\ncasa, ma torn\u00f2 presto e lui la trov\u00f2 silenziosa e meditabonda.\n\n A cosa stai pensando, piccola donna? chiese curioso.\n\n Oh, non riesco a dirlo chiaramente! Ho pensato che siamo stati egoisti,\ndisattenti, perfino empi, nei nostri percorsi, tu e io. La nostra vita \u00e8 stata un\nvano tentativo di autocelebrazione. Ma l'abnegazione \u00e8 la strada pi\u00f9 alta.\nDovremmo mortificare la carne, la terribile carne della maledizione di Adamo!\n\n Sue! mormor\u00f2.  Cosa ti \u00e8 successo?\n\n Dovremmo sacrificarci continuamente sull'altare del dovere!\nMa io ho sempre cercato di fare ci\u00f2 che mi piaceva. Mi sono meritato\nla flagellazione che ho ricevuto! Vorrei che qualcosa mi togliesse il male\nda me, e tutti i miei mostruosi errori, e tutti i miei modi peccaminosi!\n\n Anche la mia stessa sofferenza, cara! Non c'\u00e8 nessuna donna malvagia in te. I tuoi\nistinti naturali sono perfettamente sani; non cos\u00ec appassionati,\nforse, come vorrei; ma buoni, cari e puri. E come ho detto spesso\ncome ho detto spesso, siete assolutamente la donna pi\u00f9 eterea e meno sensuale che abbia mai\nche abbia mai conosciuto, senza una disumana assenza di sesso. Perch\u00e9 parli in modo cos\u00ec\nmodo cambiato? Non siamo stati egoisti, tranne quando nessuno poteva\nnessuno poteva trarre profitto dal fatto che non lo fossimo. Dicevate che la natura umana era\nnobile e paziente, non vile e corrotta, e alla fine ho pensato che\nche tu parlassi davvero. E ora sembri avere una visione molto pi\u00f9 bassa!\n\n Voglio un cuore umile e una mente castigata, e non li ho mai avuti!\nancora!\n\n Lei \u00e8 stato impavido, sia come pensatore che come sentitore, e ha meritato pi\u00f9 ammirazione di quanta ne abbia data io.\nmeritava pi\u00f9 ammirazione di quanta ne abbia data io. Ero troppo pieno di dogmi ristretti\nper capirlo.\n\n Non dire cos\u00ec, Jude! Vorrei che ogni mia parola e pensiero impavido potesse essere\nessere estirpato dalla mia storia. La rinuncia a se stessi \u00e8 tutto! I\nnon posso umiliarmi troppo. Vorrei pungermi dappertutto con degli spilli\ncon degli spilli e far sanguinare la cattiveria che c'\u00e8 in me!\n\n Zitto! disse, premendo il visino di lei contro il suo petto come se fosse un neonato.\ncome se fosse un neonato.  \u00c8 il lutto che ti ha portato a questo! Questo\nrimorso non \u00e8 per te, mia pianta sensibile, ma per i malvagi della terra che non lo provano mai!\ndella terra che non lo provano mai!\n\n Non dovrei rimanere cos\u00ec, mormor\u00f2, dopo essere rimasta a lungo in questa posizione.\nposizione per molto tempo.\n\n Perch\u00e9 no?\n\n \u00c8 un'indulgenza.\n\n Sempre sulla stessa linea di condotta! Ma c'\u00e8 qualcosa di meglio sulla terra\nche amarci l'un l'altro?\n\n S\u00ec, dipende dal tipo di amore. Dipende dal tipo di amore; e il vostro \u00e8 sbagliato.\n\n Non lo permetter\u00f2, Sue! Vieni, quando vuoi che il nostro matrimonio sia firmato\nin sagrestia?\n\nFece una pausa e alz\u00f2 lo sguardo con disagio.  Mai, sussurr\u00f2.\n\nNon conoscendo l'intero significato di lei, egli accolse serenamente l'obiezione,\ne non disse nulla. Trascorsero alcuni minuti e lui pens\u00f2 che lei si fosse addormentata.\naddormentata; ma parl\u00f2 a bassa voce e scopr\u00ec che lei era ben sveglia\nper tutto il tempo. Si sedette in piedi e sospir\u00f2.\n\n C'\u00e8 uno strano, indescrivibile profumo o atmosfera su di te\nstasera, Sue, ha detto.  Intendo non solo mentalmente, ma anche per quanto riguarda i tuoi\nvestiti. Una specie di profumo vegetale che mi sembra di conoscere, ma che non riesco a ricordare.\nnon riesco a ricordare.\n\n \u00c8 un incenso.\n\n Incenso?\n\n Sono stato alla funzione a St. Silas, e mi sono trovato nei fumi dell'evento.\ndi essa.\n\n Oh San Silas.\n\n S\u00ec, ci vado ogni tanto. Ogni tanto ci vado.\n\n Infatti. Andateci voi!\n\n Vedi, Jude, qui ci si sente soli nelle mattine dei giorni feriali, quando tu sei al lavoro.\nal lavoro, e penso e ripenso al mio Si ferm\u00f2 finch\u00e9 non riusc\u00ec a controllare il\ncontrollare il nodo alla gola.  E ho deciso di entrare,\nvisto che \u00e8 cos\u00ec vicino.\n\n Oh beh, naturalmente non dico nulla contro di essa. Solo che \u00e8 strano, per voi.\nPensano poco a che razza di chiel c'\u00e8 tra di loro!\n\n Cosa vuoi dire, Jude?\n\n Beh, uno scettico, per essere chiari.\n\n Come puoi soffrire cos\u00ec, caro Jude, nei miei guai! Eppure so che\nnon intendevi farlo. Ma non dovresti dirlo.\n\n Non lo far\u00f2. Ma sono molto sorpreso!\n\n Voglio dirti un'altra cosa, Jude. Non ti arrabbierai, vero?\nNon ti arrabbierai, vero? Ci ho pensato molto da quando sono morti i miei bambini. Non credo\nPenso che non dovrei pi\u00f9 essere tua moglie o essere tua moglie.\n\n Cosa? Ma tu lo sei!\n\n Dal vostro punto di vista; ma\n\n Naturalmente avevamo paura della cerimonia, e molti altri sarebbero stati al nostro posto con\nsarebbero stati al nostro posto, con ragioni cos\u00ec forti di timore. Ma\nl'esperienza ha dimostrato come ci siamo giudicati male e abbiamo sopravvalutato le nostre\ninfermit\u00e0; e se state iniziando a rispettare riti e cerimonie,\ncome sembra, mi meraviglio che non diciate che sar\u00e0 eseguito\nimmediatamente? Sei certamente mia moglie, Sue, in tutto e per tutto, tranne che per la legge. Che cosa\ncosa intendi dire con quello che hai detto?\n\n Non credo di esserlo!\n\n No? Ma se avessimo fatto la cerimonia? Sentiresti\ndi esserlo allora?\n\n No. Non dovrei sentirmi nemmeno allora come se lo fossi. Dovrei sentirmi peggio di quanto\nora.\n\n Perch\u00e9 cos\u00ec, in nome di tutto ci\u00f2 che \u00e8 perverso, mia cara?\n\n Perch\u00e9 io sono Richard S.\n\n Ah, mi hai gi\u00e0 accennato a questa assurda fantasia!\n\n Allora era solo un'impressione per me; col passare del tempo mi convinco sempre pi\u00f9\nche appartengo a lui o a nessuno.\n\n Santo cielo, come stiamo cambiando posto!\n\n S\u00ec, forse. Forse s\u00ec.\n\nQualche giorno dopo, nel crepuscolo della sera d'estate, erano seduti nella stessa saletta al piano di sotto.\nnella stessa stanzetta al piano di sotto, quando bussarono alla porta d'ingresso della casa del falegname dove alloggiavano.\nalla porta d'ingresso della casa del falegname dove alloggiavano, e in pochi istanti fu bussato alla porta della loro stanza.\npochi istanti si sent\u00ec bussare alla porta della loro stanza. Prima che potessero\ndi aprire, il visitatore lo fece e apparve una donna.\n\n C'\u00e8 il signor Fawley?\n\nJude e Sue trasalirono quando lui rispose meccanicamente in modo affermativo, perch\u00e9 la voce era di Arabella.\nla voce era quella di Arabella.\n\nLe chiese formalmente di entrare e lei si sedette sulla panca della finestra, dove potevano vedere distintamente la sua sagoma in controluce.\ndove poterono vedere distintamente la sua sagoma in controluce;\nma nessuna caratteristica che permettesse loro di valutarne l'aspetto generale e l'aria\ne l'aria. Tuttavia, qualcosa sembrava indicare che non era cos\u00ec\nconfortevole, n\u00e9 cos\u00ec vivacemente abbigliata, come lo era stata durante la vita di Cartlett.\ndurante la vita di Cartlett.\n\nI tre tentarono una conversazione imbarazzante sulla tragedia, di cui Jude si era sentito in dovere di informarla immediatamente.\nJude aveva ritenuto suo dovere informarla immediatamente, anche se lei non aveva\nnon aveva mai risposto alla sua lettera.\n\n Sono appena arrivata dal cimitero, mi ha detto.  Ho chiesto informazioni e ho trovato\nla tomba del bambino. Non sono potuta venire al funerale.\nper avermi invitata lo stesso. Ho letto tutto sui giornali e ho sentito che non ero desiderata.\nNo, non potevo venire al funerale, ripet\u00e9 Arabella,\nche, sembrando del tutto incapace di raggiungere l'ideale di un modo catastrofico, annaspava con le iterazioni.\ncatastrofico, annaspava con le iterazioni.  Ma sono felice di aver trovato la tomba. Come\n \u00e8 il tuo mestiere, Jude, sarai in grado di mettere una bella pietra a\n em.\n\n Metter\u00f2 una lapide\", disse Jude tristemente.\n\n Era mio figlio e naturalmente mi dispiace per lui.\n\n Lo spero. Lo abbiamo fatto tutti.\n\n Gli altri che non erano miei non li sentivo tanto, com'era naturale.\nnaturale.\n\n Naturalmente.\n\nUn sospiro provenne dall'angolo buio in cui sedeva Sue.\n\n Ho spesso desiderato di avere con me il mio, continu\u00f2 la signora Cartlett.\n Forse non sarebbe successo allora! Ma naturalmente non volevo portarlo via\nportarlo via a sua moglie.\n\n Non sono sua moglie, \u00e8 venuta da Sue.\n\nL'inaspettatezza delle sue parole fece ammutolire Jude.\n\n Oh, ti chiedo scusa, sono sicura, disse Arabella.  Pensavo che lo foste!\n\nJude aveva capito dalla qualit\u00e0 del tono di Sue che le sue nuove e trascendentali opinioni si nascondevano nelle sue parole.\ntrascendentale che si celava nelle sue parole; ma tutto, tranne il loro evidente\nsignificato era naturalmente sfuggito ad Arabella. Quest'ultima, dopo aver lasciato intendere di essere\nche era rimasta colpita dalla dichiarazione di Sue, si riprese e continu\u00f2 a parlare con\ncon placida schiettezza di suo figlio, per il quale, anche se in vita\nin vita non aveva mostrato alcuna cura, ora esibiva un cerimoniale di\nlutto cerimoniale che apparentemente sosteneva la coscienza. Si \u00e8\nalludeva al passato e, facendo qualche osservazione, si appellava di nuovo a Sue.\nNon ci fu risposta: Sue era uscita invisibilmente dalla stanza.\n\n Ha detto di non essere tua moglie? riprese Arabella con un'altra voce.\n Perch\u00e9 avrebbe dovuto farlo?\n\n Non posso informarvi\", disse brevemente Jude.\n\n Lo \u00e8, vero? Una volta me l'ha detto.\n\n Non critico quello che dice.\n\n Ah, capisco! Beh, il mio tempo \u00e8 scaduto. Rimarr\u00f2 qui stanotte e ho pensato che non potevo fare altro che chiamare.\nche non potevo fare a meno di chiamare, dopo la nostra reciproca afflizione. Sto\ndormir\u00f2 nel posto dove facevo la barista e domani torner\u00f2 ad Alfredston.\nad Alfredston. Pap\u00e0 \u00e8 tornato a casa e io vivo con lui.\nlui.\n\n \u00c8 tornato dall'Australia? disse Jude con languida curiosit\u00e0.\n\n Si'. Non sono riuscito ad entrare. \u00c8 stato un periodo difficile. La madre \u00e8 morta di\ncome si dice con il caldo, e il padre e due dei piccoli sono appena tornati.\ngiovani sono appena tornati. Ha preso un cottage vicino alla vecchia casa,\ne per il momento sono io che tengo la casa per lui.\n\nL'ex moglie di Jude aveva mantenuto un modo di fare stereotipato e rigoroso, di buona\nanche ora che Sue se n'era andata, e aveva limitato la sua permanenza a un numero di minuti\ndi minuti che doveva essere conforme alla massima rispettabilit\u00e0. Quando lei\nJude, molto sollevato, and\u00f2 per le scale e chiam\u00f2 Sue.\nSue, che si sentiva ansiosa di sapere cosa ne fosse stato di lei.\n\nNon ci fu risposta e il falegname che teneva l'alloggio disse che non era entrata.\nnon era entrata. Jude rimase perplesso e si allarm\u00f2 per la sua assenza, perch\u00e9 l'ora si stava facendo tarda.\nassenza, perch\u00e9 l'ora si stava facendo tarda. Il falegname chiam\u00f2 sua moglie,\nche ipotizz\u00f2 che Sue potesse essere andata alla chiesa di St.\nSilas, visto che vi si recava spesso.\n\n Di certo non a quest'ora della notte? disse Jude.  \u00c8 chiuso.\n\n Conosce qualcuno che tiene la chiave e la ha quando vuole.\nla vuole.\n\n Da quanto tempo va avanti con questa storia?\n\n Oh, qualche settimana, credo.\n\nJude si diresse vagamente verso la chiesa, alla quale non si era mai avvicinato da quando viveva da quelle parti anni prima.\nuna volta da quando viveva da quelle parti, anni prima, quando le sue\ngiovani opinioni erano pi\u00f9 mistiche di quanto non lo fossero ora. Il luogo era\ndeserto, ma la porta era certamente aperta; sollev\u00f2 il chiavistello senza far rumore e, spingendo verso l'ingresso, si avvicin\u00f2 alla chiesa\nsenza rumore e, spingendo la porta dietro di s\u00e9, rimase assolutamente\nassolutamente immobile all'interno. Il silenzio prevalente sembrava contenere un debole suono,\nspiegabile come un respiro o un singhiozzo, che proveniva dall'altra parte dell'edificio.\ndell'edificio. La stoffa del pavimento attut\u00ec i suoi passi mentre si muoveva in quella\nin quella direzione attraverso l'oscurit\u00e0, rotta solo dalla pi\u00f9 debole\nluce notturna riflessa dall'esterno.\n\nIn alto, sopra i gradini del presbiterio, Jude poteva scorgere un'enorme croce latina,\ncroce latina, solidamente costruita e grande, probabilmente, come l'originale che\noriginale che era stata progettata per commemorare. Sembrava sospesa in aria da fili\nfili invisibili; era incastonata di grandi gioielli, che scintillavano leggermente\nin qualche debole raggio catturato dall'esterno, mentre la croce ondeggiava su e gi\u00f9 in\nun movimento silenzioso e appena percettibile. Sotto, sul pavimento,\ngiaceva quello che sembrava essere un mucchio di vestiti neri, e da qui si ripetevano i singhiozzi che aveva sentito\nda cui si ripetevano i singhiozzi che aveva sentito in precedenza. Erano le sue sembianze,\nprostrata sul selciato.\n\n Sue! sussurr\u00f2.\n\nQualcosa di bianco si rivel\u00f2; lei aveva alzato il viso.\n\n Che cosa vuoi da me, Jude? disse quasi bruscamente.  Tu\nnon dovresti venire! Volevo stare da sola! Perch\u00e9 ti sei intromesso qui?\n\n Come puoi chiederlo! replic\u00f2 con un rapido rimprovero, perch\u00e9 il suo cuore pieno\nera ferito al centro da questo atteggiamento di lei nei suoi confronti.  Perch\u00e9\nPerch\u00e9 vengo? Chi ha il diritto di venire, vorrei sapere, se non io!\nIo, che ti amo pi\u00f9 di me stesso, pi\u00f9 di quanto tu mi abbia amato!\namato me! Cosa ti ha spinto a lasciarmi qui da sola?\n\n Non criticatemi, Jude, non lo sopporto! Te l'ho detto spesso.\nDevi prendermi per quello che sono. Sono un disgraziato distrutto dalle mie distrazioni! I\nNon ho potuto sopportare quando \u00e8 arrivata Arabella, mi sono sentito cos\u00ec infelice che sono dovuto andare via.\ndi andarmene. Sembra che lei sia ancora tua moglie e Richard mio marito!\nmarito!\n\n Ma non sono nulla per noi!\n\n S\u00ec, caro amico, lo sono. Ora vedo il matrimonio in modo diverso. I miei bambini\nmi sono stati portati via per dimostrarmi questo! Il figlio di Arabella che uccide il mio\n\u00e8 stato un giudizio sul giusto che uccide l'ingiusto. Cosa devo fare? Sono\nuna creatura cos\u00ec vile, troppo inutile per mescolarsi con i comuni esseri umani!\n\n \u00c8 terribile! disse Jude, sul punto di piangere.  \u00c8 mostruoso e\ninnaturale che tu sia cos\u00ec pentito quando non hai fatto nulla di male!\n\n Ah, non conoscete la mia cattiveria!\n\nLui rispose con veemenza:  Lo voglio! Ogni atomo e ogni briciola di esso! Tu mi fai\nmi fai odiare il Cristianesimo, o il misticismo, o il Sacerdotalismo, o comunque si chiami, se \u00e8 quello che ha causato questo\nse \u00e8 questo che ha causato questo deterioramento in voi.\nChe una donna poeta, una donna veggente, una donna la cui anima brillava come un diamante\ndiamante, di cui tutti i saggi del mondo sarebbero stati fieri, se avessero potuto sapere che tu\navessero potuto conoscerti, si sia degradata in questo modo! Sono felice di non aver\nnon ho avuto nulla a che fare con la Divinit\u00e0, sono dannatamente felice che ti rovini in questo modo!\nquesto modo!\n\n Tu sei arrabbiato, Jude, e scortese con me, e non vedi come stanno le cose.\n\n Allora vieni a casa con me, cara, e forse lo far\u00f2. Sono\nsovraccarico e anche tu sei scombussolato in questo momento\".  Lui le mise un braccio intorno\ne la sollev\u00f2; ma lei, pur venendo, prefer\u00ec camminare senza il suo sostegno.\nil suo sostegno.\n\n Non mi sei antipatico, Jude, disse con voce dolce e implorante.\n Ti amo come sempre! Solo che non dovrei amarti pi\u00f9. Oh\nNon devo pi\u00f9!\n\n Non posso possederlo.\n\n Ma ho deciso che non sono tua moglie! Io appartengo a lui, mi sono\nmi sono unita sacramentalmente a lui per tutta la vita. Niente pu\u00f2 cambiarlo!\n\n Ma sicuramente siamo marito e moglie, se mai ci sono due persone al mondo?\n\u00c8 il matrimonio della natura, senza dubbio!\n\n Ma non in Paradiso. Un altro \u00e8 stato fatto per me l\u00ec, e ratificato in eterno nella chiesa di Melchester.\neternamente nella chiesa di Melchester.\n\n Sue, la malattia di Sue ti ha portato a questo stato irragionevole! Dopo avermi\ndopo avermi convertito al tuo punto di vista su cos\u00ec tante cose, scoprirti improvvisamente\nche improvvisamente ti giri a destra e a manca senza alcuna ragione, confondendo\ntutto ci\u00f2 che hai detto in precedenza per mero sentimento! Mi avete estirpato\nquel poco di affetto e di riverenza che mi era rimasto per la Chiesa come\nvecchia conoscenza. Quello che non riesco a capire in te \u00e8 la tua\nstraordinaria cecit\u00e0 nei confronti della tua vecchia logica. \u00c8 una tua peculiarit\u00e0,\no \u00e8 comune alle donne? La donna \u00e8 un'unit\u00e0 pensante, o una\nfrazione che vuole sempre il suo intero? Come hai sostenuto che il matrimonio \u00e8\ncontratto maldestro che \u00e8, come hai mostrato tutte le obiezioni a questo\ntutte le assurdit\u00e0! Se due e due facevano quattro quando eravamo felici insieme.\ninsieme, sicuramente fanno quattro ora? Non riesco a capire, ripeto!\n\n Ah, caro Jude, questo perch\u00e9 tu sei come un uomo completamente sordo\nche osserva le persone che ascoltano la musica. Tu dici: \"Che cosa stanno ascoltando?\nNon c'\u00e8 niente.  Ma qualcosa c'\u00e8.\n\n Questo \u00e8 un detto duro da parte tua; e non \u00e8 un vero parallelo! Hai buttato via\nvecchi pregiudizi e mi hai insegnato a farlo; e ora torni su te stesso.\nsu te stesso. Confesso che la mia stima nei tuoi confronti \u00e8 completamente\ndi te.\n\n Caro amico, mio unico amico, non essere duro con me! Non posso fare a meno di essere\nsono convinto di essere nel giusto, di vedere finalmente la luce. Ma\noh, come trarne profitto!\n\nCamminarono ancora per qualche passo fino a quando furono fuori dall'edificio\ne lei aveva restituito la chiave.  Pu\u00f2 essere questa la ragazza?\nquando lei torn\u00f2, sentendo un leggero rinnovamento dell'elasticit\u00e0 ora che era\nstrada; pu\u00f2 essere questa la ragazza che ha portato le divinit\u00e0 pagane in questa citt\u00e0\nin questa citt\u00e0 cristianissima? Che imitava la signorina Fontover quando le\nche ha imitato la signorina Fontover quando le ha schiacciate con il tallone? che ha citato Gibbon, Shelley e Mill? Dove\nsono ora il caro Apollo e la cara Venere!\n\n Oh, non essere cos\u00ec crudele con me, Jude, e io cos\u00ec infelice!\nsinghiozz\u00f2.  Non posso sopportarlo! Mi sono sbagliata, non posso ragionare con te. I\nho sbagliato, orgogliosa della mia presunzione! La venuta di Arabella \u00e8 stata la fine.\nNon fare satira su di me: taglia come un coltello!\n\nLe gett\u00f2 le braccia al collo e la baci\u00f2 appassionatamente l\u00ec nella\nstrada silenziosa, prima che lei potesse impedirglielo. Andarono avanti finch\u00e9 non arrivarono\na un piccolo caff\u00e8.  Jude, disse lei con le lacrime trattenute,\n ti dispiacerebbe prendere un alloggio qui?\n\n Lo far\u00f2 se, se davvero lo desideri? Ma lo vuoi? Lasciatemi andare alla nostra porta e\ncapire.\n\nLui and\u00f2 e la fece entrare. Lei disse che non voleva cenare e and\u00f2 al buio al piano di sopra\nal buio al piano di sopra e accese la luce. Girandosi scopr\u00ec che Jude\nl'aveva seguita ed era in piedi davanti alla porta della camera. Si avvicin\u00f2 a\ngli mise la mano nella sua e gli diede la buonanotte.\n\n Ma Sue! Non viviamo qui?\n\n Hai detto che avresti fatto come volevo io!\n\n Si. Molto bene!   Forse ho sbagliato a discutere in modo sgradevole come ho fatto!\ncome ho fatto! Forse, visto che all'inizio non potevamo sposarci coscienziosamente\nalla vecchia maniera, avremmo dovuto separarci. Forse il mondo non \u00e8\nnon \u00e8 abbastanza illuminato per esperimenti come il nostro! Chi eravamo noi per pensare di\npensare di poter fare i pionieri!\n\n In ogni caso, mi fa piacere che tu lo veda. Non ho mai deliberatamente\nintenzionalmente di fare ci\u00f2 che ho fatto. Sono scivolata nella mia falsa posizione per gelosia e agitazione!\ne l'agitazione!\n\n Ma sicuramente per amore mi hai amato?\n\n S\u00ec. Ma volevo che la cosa si fermasse l\u00ec, e che continuasse sempre come semplici\namanti; finch\u00e9\n\n Ma le persone innamorate non possono vivere per sempre cos\u00ec!\n\n Le donne potrebbero: gli uomini non possono, perch\u00e9 non vogliono. Una donna media \u00e8 in\nquesto superiore a un uomo medio che non istiga mai, ma solo\nrisponde. Avremmo dovuto vivere in comunione mentale, e non di pi\u00f9.\n\n Sono stata la causa infelice del cambiamento, come ho gi\u00e0 detto!   Ebbene,\ncome vuoi tu!   Ma la natura umana non pu\u00f2 fare a meno di essere se stessa.\n\n Oh s\u00ec, \u00e8 proprio quello che serve per imparare la padronanza di s\u00e9.\n\n Ripeto, se uno dei due \u00e8 da biasimare non \u00e8 lei, ma io.\n\n No, sono stato io. La tua malvagit\u00e0 era solo il desiderio dell'uomo naturale di possedere la donna.\npossedere la donna. Il mio non era il desiderio reciproco, finch\u00e9 l'invidia\nmi ha spinto a spodestare Arabella. Ho pensato che avrei dovuto, per carit\u00e0, lasciarti avvicinare a me.\nche fosse dannatamente egoista torturarti come ho fatto con l'altra mia amica.\naltra amica. Ma non avrei dovuto cedere se non mi aveste fatto crollare\nse non mi avessi fatto crollare facendomi temere che saresti tornato da lei.\ndi pi\u00f9 su questo argomento! Jude, mi lascerai da solo ora?\n\n S\u00ec, ma Sue, mia moglie, come sei tu!\", proruppe; il mio vecchio rimprovero nei tuoi confronti era, in fondo, vero.\nrimprovero che ti avevo rivolto era, in fondo, vero. Non mi hai mai amato come io amo\nmai e poi mai! Il tuo non \u00e8 un cuore appassionato il tuo cuore non\nnon brucia in una fiamma! Tu sei, nel complesso, una specie di fay, o folletto, non\nuna donna!\n\n All'inizio non ti amavo, Jude; questo lo so. Quando ti ho conosciuto, volevo\nvolevo solo che tu mi amassi. Non flirtavo esattamente con te, ma\nquella brama innata che mina la morale di alcune donne quasi pi\u00f9\ndella passione sfrenata, il desiderio di attrarre e affascinare, senza curarsi\ndel danno che pu\u00f2 arrecare all'uomo, era in me; e quando mi sono accorta di averti catturato, mi sono spaventata.\nti ho preso, mi sono spaventata. E poi, non so come, non ho sopportato di lasciarti andare.\nnon potevo sopportare di lasciarti andare di nuovo da Arabella e cos\u00ec ho iniziato ad amarti, Jude.\namarti, Jude. Ma vedi, per quanto sia finita con affetto, \u00e8 cominciata con il desiderio egoistico e crudele di\ndesiderio egoista e crudele di far soffrire il tuo cuore per me senza lasciare che il mio soffra per te.\nche il mio soffrisse per te.\n\n E ora aggiungi la tua crudelt\u00e0 abbandonandomi!\n\n Ah s\u00ec! Pi\u00f9 vado a tentoni, pi\u00f9 faccio danni!\n\n O Sue! disse con un improvviso senso di pericolo.  Non fare una cosa\nimmorale per motivi morali! Sei stata la mia salvezza sociale.\nResta con me per amore dell'umanit\u00e0! Sai che sono un uomo debole. I miei\ndue miei acerrimi nemici, conoscete la mia debolezza per le donne e il mio impulso al\nforti alcolici. Non abbandonarmi a loro, Sue, per salvare solo la tua anima!\nsolo per salvare la tua anima! Da quando sei diventata il mio angelo custode sono stati tenuti completamente a distanza!\nangelo custode! Da quando ho te sono in grado di andare incontro a qualsiasi\ntentazioni di questo tipo, senza rischi. La mia sicurezza non vale forse un piccolo\nsacrificio di un principio dogmatico? Ho il terrore che, se mi lasci,\nche per me si ripeta il caso del maiale lavato che torna a sguazzare nel\na sguazzare nel fango!\n\nSue scoppi\u00f2 a piangere.  Oh, ma non devi, Jude! Non lo farai! Pregher\u00f2\npregher\u00f2 per te notte e giorno!\n\n Beh, non importa; non ti affliggere, disse Jude generosamente.  Ho sofferto,\nDio sa, per te a quel tempo; e ora soffro di nuovo. Ma forse\nnon tanto quanto te. Alla lunga \u00e8 la donna ad avere la peggio!\na lungo andare!\n\n Lo fa.\n\n A meno che non sia assolutamente inutile e spregevole. E questa non \u00e8\nnon lo \u00e8, in ogni caso!\n\nSue trasse un paio di respiri nervosi.  Temo che lo sia!   Ora\nJude buonanotte, per favore!\n\n Non devo restare? Non solo un'altra volta? Come \u00e8 stato tante volte.\nSue, moglie mia, perch\u00e9 no?\n\n No, no, non moglie!   Sono nelle tue mani, Jude non tentarmi di tornare indietro ora che sono\nsono avanzata cos\u00ec tanto!\n\n Molto bene. Eseguo i tuoi ordini. Lo devo a te, tesoro, come penitenza\nper come l'ho ignorata la prima volta. Mio Dio, quanto sono stato egoista!\nForse ho rovinato uno degli amori pi\u00f9 alti e puri che siano mai esistiti\nche sia mai esistito tra uomo e donna!   Allora che il velo del nostro tempio sia\nin due da quest'ora!\n\nSi avvicin\u00f2 al letto, tolse uno dei due cuscini e lo gett\u00f2 a terra.\ne lo gett\u00f2 a terra.\n\nSue lo guard\u00f2 e, chinandosi sulla spalliera del letto, pianse in silenzio.  Tu\nnon capisci che per me \u00e8 una questione di coscienza e non di antipatia nei tuoi confronti!\nverso di voi! mormor\u00f2 con forza.  Antipatia nei tuoi confronti! Ma non posso dire altro\nnon posso dire di pi\u00f9, mi spezza il cuore, sarebbe disfare tutto quello che ho iniziato!\nJude, buonanotte!\n\n Buonanotte, disse, e si gir\u00f2 per andarsene.\n\n Oh, ma tu mi bacerai! disse lei, alzandosi.  Non posso sopportare!\n\nLa abbracci\u00f2 e le baci\u00f2 il viso piangente come non aveva quasi mai fatto prima.\ne rimasero in silenzio finch\u00e9 lei non disse: \"Addio\",\naddio!  E poi, spingendolo delicatamente via, si liber\u00f2, cercando di mitigare la tristezza dicendo\ndi mitigare la tristezza dicendo:  Saremo cari amici lo stesso,\nJude, non \u00e8 vero? E ci vedremo qualche volta, s\u00ec! E dimenticheremo tutto questo\ntutto questo e cercheremo di essere come eravamo tanto tempo fa?\n\nJude non si permise di parlare, ma si volt\u00f2 e scese le scale.\nscale.\n\n\n\n\nIV\n\n\nL'uomo che Sue, nella sua _volte-face_ mentale, considerava ormai come suo\nmarito inseparabile, viveva ancora a Marygreen.\n\nIl giorno prima della tragedia dei bambini, Phillotson aveva visto sia lei che Jude\nlei e Jude mentre stavano sotto la pioggia a Christminster a guardare la\ncorteo verso il teatro. Ma al momento non ne aveva parlato\nal suo compagno Gillingham, che, essendo un vecchio amico, alloggiava con lui al\nnel suddetto villaggio e aveva suggerito la gita di un giorno a Christminster.\na Christminster.\n\n A cosa stai pensando? disse Gillingham, mentre tornavano a casa.  La\nlaurea che non hai mai conseguito?\n\n No, no, disse Phillotson burbero.  Di una persona che ho visto oggi.  In un attimo\nun attimo aggiunse: Susanna.\n\n L'ho vista anch'io.\n\n Non hai detto nulla.\n\n Non volevo attirare la vostra attenzione su di lei. Ma, dato che l'avete vista,\navresti dovuto dire:  Come va, mia cara che era?\n\n Ah, beh. Forse l'ho fatto. Ma cosa ne pensi di questo: Ho buone\nragione per supporre che fosse innocente quando ho divorziato da lei che\nsbagliato. S\u00ec, \u00e8 vero! Imbarazzante, vero?\n\n Da allora, a quanto pare, si \u00e8 preoccupata di metterti a posto.\n\n Questo \u00e8 un ghigno da quattro soldi. Avrei dovuto aspettare, senza dubbio.\n\nAlla fine della settimana, quando Gillingham era tornato alla sua scuola vicino a Shaston, Phillotson, come era sua abitudine, and\u00f2 al mercato di Alfredston.\nvicino a Shaston, Phillotson, come era sua abitudine, and\u00f2 al mercato di Alfredston;\nmentre camminava lungo la lunga collina che conosceva prima che Jude la conoscesse.\ncollina che aveva conosciuto prima che Jude la conoscesse, anche se la sua storia non aveva\nnon aveva battuto cos\u00ec intensamente sulla sua pendenza. Arrivato in citt\u00e0, compr\u00f2 il suo\ngiornale locale settimanale; e quando si sedette in una locanda per rifocillarsi in vista delle cinque miglia di cammino per tornare\nper rifocillarsi in vista delle cinque miglia di cammino per il ritorno, tir\u00f2 fuori il giornale dalla sua\ndalla tasca e lesse per un po'. Il racconto dello strano suicidio dei figli di un\nfigli di uno scalpellino.\n\nPer quanto non fosse appassionato, la cosa lo colp\u00ec dolorosamente e lo lasci\u00f2 non poco perplesso, poich\u00e9 non riusciva a capire l'et\u00e0 del figlio maggiore.\nnon poco, perch\u00e9 non riusciva a capire l'et\u00e0 del bambino pi\u00f9 grande\nche l'et\u00e0 del bambino pi\u00f9 grande fosse quella dichiarata. Tuttavia, non c'era dubbio che la\ngiornale fosse in qualche modo vero.\n\n Il loro calice di dolore \u00e8 ormai colmo! disse, e pens\u00f2 e ripens\u00f2 a Sue e a ci\u00f2 che aveva guadagnato lasciandolo.\nSue e a ci\u00f2 che aveva guadagnato lasciandolo.\n\nArabella aveva stabilito la sua dimora ad Alfredston e il maestro di scuola\nche ogni sabato si recava al mercato, non fu strano che nel giro di poche settimane si incontrassero di nuovo.\npoche settimane si incontrarono di nuovo, il momento preciso era appena dopo il ritorno di lei da Christminster, dove era rimasta molto pi\u00f9 a lungo che a\nda Christminster, dove si era trattenuta molto pi\u00f9 a lungo di quanto avesse\ndi quanto avesse voluto, tenendo d'occhio Jude con interesse, anche se Jude non l'aveva pi\u00f9 vista.\nnon l'aveva pi\u00f9 vista. Phillotson stava tornando a casa quando incontr\u00f2 Arabella.\nArabella, che si stava avvicinando alla citt\u00e0.\n\n Le piace uscire da questa parte, signora Cartlett?\n\n Ho appena ricominciato\", rispose lei.  \u00c8 il luogo in cui ho vissuto come cameriera\ne moglie, e tutte le cose passate della mia vita che sono interessanti per i miei sentimenti\nsentimenti sono mescolate a questa strada. E ultimamente si sono risvegliate anche in me\nanche in me, ultimamente, perch\u00e9 sono stata in visita a Christminster. S\u00ec, ho visto\nJude.\n\n Come sopportano la loro terribile afflizione?\n\n In un modo molto strano, molto strano! Lei non vive pi\u00f9 con lui.\nnon vive pi\u00f9 con lui. L'ho saputo come certezza solo poco prima di partire; anche se avevo pensato che le cose stessero andando in quella direzione\navevo pensato che le cose stessero andando in quella direzione dal loro modo di fare quando\nquando li ho chiamati.\n\n Non vive con il marito? Avrei pensato che li avrebbe uniti di pi\u00f9.\nunito di pi\u00f9 i due coniugi.\n\n In fondo non \u00e8 suo marito. Lei non l'ha mai sposato veramente\nnonostante siano passati per tanto tempo come marito e moglie. E ora, invece di\nquesto triste evento la spinge a sbrigarsi e a fare le cose legalmente,\n\u00e8 presa da uno strano senso religioso, proprio come lo ero io nella mia afflizione per la perdita di Cartlett.\nCartlett, solo che la sua \u00e8 di tipo pi\u00f9 sterile della mia. E\ndice, cos\u00ec mi \u00e8 stato detto, che agli occhi del cielo e della Chiesa lei \u00e8 tua moglie e\ndella Chiesa, solo tua; e non pu\u00f2 diventare di nessun altro per un atto dell'uomo.\n\n Ah, davvero?   Si sono separati!\n\n Vedete, il ragazzo pi\u00f9 grande era il mio\n\n Oh, il tuo!\n\n S\u00ec, povero piccolo nato in un matrimonio legittimo, grazie a Dio. E forse\nsente, al di l\u00e0 di tutto, che avrei dovuto essere io al suo posto.\nsuo posto. Non posso dirlo. Comunque, per quanto mi riguarda, me ne andr\u00f2 presto da qui.\nHo un padre da accudire e non possiamo vivere in un posto cos\u00ec umido come questo.\nposto come questo. Spero di tornare presto in un bar a Christminster o in un'altra grande citt\u00e0.\nqualche altra grande citt\u00e0.\n\nSi separarono. Quando Phillotson aveva salito la collina per qualche passo, si\nsi ferm\u00f2, torn\u00f2 indietro in fretta e la chiam\u00f2.\n\n Qual \u00e8, o era, il loro indirizzo?\n\nArabella lo diede.\n\n Grazie. Buon pomeriggio.\n\nArabella sorrise trucemente mentre riprendeva il cammino e si esercitava a fare le fossette per tutta la strada\nper tutta la strada che va dal punto in cui iniziano i salici\nalle vecchie case di riposo nella prima strada della citt\u00e0.\n\nNel frattempo Phillotson sal\u00ec a Marygreen e, per la prima volta, visse con lo sguardo rivolto al futuro.\nper un lungo periodo visse con lo sguardo rivolto al futuro. Attraversando\nsotto i grandi alberi del verde fino all'umile casa della scuola a cui\nera stato ridotto, si ferm\u00f2 un attimo e immagin\u00f2 Sue che usciva dalla porta per incontrarlo.\ndalla porta per incontrarlo. Nessun uomo aveva mai sofferto pi\u00f9 disagi per\ndalla sua stessa carit\u00e0, cristiana o pagana, di quanto non avesse fatto Phillotson nel\nlasciare andare Sue. Era stato sbattuto da un pilastro all'altro per mano dei virtuosi quasi oltre la sopportazione.\nvirtuosi quasi al di l\u00e0 della sopportazione; era quasi morto di fame e ora dipendeva interamente da Sue.\nquasi morto di fame, e ora dipendeva interamente dal piccolissimo stipendio\ndalla scuola di questo villaggio (dove il parroco era stato maltrattato\nper aver fatto amicizia con lui). Aveva spesso pensato alle osservazioni di Arabella secondo cui\nArabella che avrebbe dovuto essere pi\u00f9 severo con Sue, che il suo spirito recalcitrante\nsarebbe stato presto spezzato. Tuttavia, la sua ostinazione e la sua illogicit\u00e0 erano tali da\ne illogica delle opinioni e dei principi a cui era stato educato, che le sue convinzioni\nche le sue convinzioni sulla correttezza del suo comportamento nei confronti della moglie non erano state\nmoglie non erano state turbate.\n\nI principi che potevano essere sovvertiti dal sentimento in una direzione erano\nla stessa catastrofe in un'altra. L'istinto che gli aveva permesso di\nche gli avevano permesso di concedere la libert\u00e0 a Sue, ora gli permettevano di considerarla\ndi considerarla non peggiore per la sua vita con Jude. Desiderava ancora per lei, nel suo\nmodo curioso, anche se non l'amava e, al di l\u00e0 della politica, sent\u00ec presto che sarebbe stato gratificato\nche sarebbe stato gratificato dall'averla di nuovo come sua, sempre a patto che\nsempre a condizione che lei venisse di buon grado.\n\nMa l'artificio era necessario, aveva scoperto, per arginare il freddo e disumano\ndisumano del disprezzo del mondo. E qui c'erano i materiali\ngi\u00e0 pronti. Riavere Sue e risposarla con la rispettabile motivazione di aver avuto un'opinione errata su di lei\nrispettabile di aver nutrito opinioni errate su di lei e di aver ottenuto il divorzio\ndivorzio ingiustamente, avrebbe potuto acquisire un po' di benessere, riprendere i suoi vecchi\ncorsi, forse tornare alla scuola di Shaston, se non addirittura alla Chiesa come\nChiesa come licenziato.\n\nPensava di scrivere a Gillingham per chiedere il suo parere e cosa pensasse dell'invio di una lettera a Phillotson.\ncosa pensasse dell'invio di una lettera da parte di Phillotson. Gillingham\nrispose, naturalmente, che ora che se n'era andata era meglio lasciarla stare,\ne che, se era la moglie di qualcuno, era la moglie dell'uomo da cui aveva avuto tre figli.\ndell'uomo da cui aveva avuto tre figli e a cui doveva avventure cos\u00ec tragiche.\ntragiche avventure. Probabilmente, visto che il suo attaccamento a lei sembrava insolitamente forte,\nla singolare coppia avrebbe reso legale la loro unione nel corso del tempo, e\ntutto sarebbe andato bene, decente e in ordine.\n\n Ma non lo faranno Sue non lo far\u00e0! esclam\u00f2 Phillotson tra s\u00e9 e s\u00e9.\n Gillingham \u00e8 cos\u00ec concreto. \u00c8 influenzata dai sentimenti e dagli insegnamenti di Christminster\ne dagli insegnamenti di Christminster. Posso vedere le sue opinioni sull'indissolubilit\u00e0 del matrimonio\nmatrimonio, e so dove le ha prese. Non sono le mie;\nma ne far\u00f2 uso per promuovere le mie.\n\nHa scritto una breve risposta a Gillingham.  So di avere completamente torto, ma\nnon sono d'accordo con lei. Per quanto riguarda il fatto che lei abbia vissuto con lui e abbia avuto tre\ntre figli da lui, la mia sensazione \u00e8 (anche se non posso avanzare alcuna difesa logica o morale\nmorale, sulla base delle vecchie linee guida) che abbia fatto poco pi\u00f9 che\nche completare la sua educazione. Le scriver\u00f2 e scoprir\u00f2 se ci\u00f2 che ha detto quella donna \u00e8 vero o no.\ndonna \u00e8 vero o no.\n\nDato che aveva deciso di farlo prima di scrivere al suo\namico, non c'era stato alcun motivo per scrivere a quest'ultimo.\na quest'ultimo. Tuttavia, era il modo di agire di Phillotson.\n\nDi conseguenza, indirizz\u00f2 a Sue un'epistola attentamente ponderata e, conoscendo il suo temperamento emotivo,\nconoscendo il suo temperamento emotivo, ha inserito qua e l\u00e0 una severit\u00e0\nnelle righe, nascondendo accuratamente i suoi sentimenti eterodossi,\nper non spaventarla. Dichiarava che, essendo venuto a conoscenza del fatto che le sue opinioni\nche le opinioni di lei erano notevolmente cambiate, si sentiva costretto a dire che\nche anche le sue erano state in gran parte modificate dagli eventi successivi alla loro\nseparazione. Non voleva nasconderle che l'amore passionale aveva poco\npoco a che fare con la sua comunicazione. Nasceva dal desiderio di rendere la loro vita, se non un successo, almeno non un successo,\nse non un successo, almeno un fallimento non cos\u00ec disastroso come\nminacciato di diventare, agendo in base a quello che all'epoca aveva considerato\nun principio di giustizia, carit\u00e0 e ragione.\n\nAssecondare il proprio istintivo e incontrollato senso della giustizia e del diritto\ngiustizia e del diritto, non era permesso impunemente in una civilt\u00e0 antica come la nostra.\ncivilt\u00e0 come la nostra. Era necessario agire in base a un senso acquisito e\nsenso acquisito e coltivato dello stesso, se si desiderava godere di una parte media di\ndi comfort e onore; e lasciare che la cruda gentilezza amorevole si occupi di\nda sola.\n\nLe sugger\u00ec di raggiungerlo l\u00ec a Marygreen.\n\nRipensandoci, tolse l'ultimo paragrafo tranne uno e, dopo aver riscritto la lettera, la sped\u00ec immediatamente.\nriscritto la lettera, la sped\u00ec immediatamente e, con un po' di\nagitazione e attese l'esito.\n\n\nPochi giorni dopo una figura si muoveva attraverso la nebbia bianca che avvolgeva\nil sobborgo Beersheba di Christminster, verso il quartiere in cui Jude Fawley aveva preso alloggio da quando si era separato da Sue.\nJude Fawley aveva preso alloggio dopo la sua divisione da Sue. A\ntimido bussare alla porta della sua dimora.\n\nEra sera, quindi era in casa; e per una specie di divinazione salt\u00f2 su e si precipit\u00f2 alla porta di persona.\nbalz\u00f2 in piedi e si precipit\u00f2 di persona alla porta.\n\n Vuoi uscire con me? Preferirei non entrare. Voglio\nparlare con te e andare con te al cimitero.\n\nQueste parole furono pronunciate con gli accenti tremanti di Sue. Jude\nsi mise il cappello.  \u00c8 noioso per te stare fuori, disse.  Ma se preferisci\npreferisci non entrare, non mi dispiace.\n\n S\u00ec, lo so. Non vi tratterr\u00f2 a lungo.\n\nJude all'inizio era troppo colpita per continuare a parlare; anche lei era ormai un tale ammasso di nervi che ogni potere iniziatico sembrava\nun tale ammasso di nervi che ogni potere iniziatico sembrava averla abbandonata.\ne procedettero nella nebbia come ombre acherontiche per molto tempo, senza\na lungo, senza suoni n\u00e9 gesti.\n\n Voglio dirvelo\", disse subito, con voce ora veloce, ora lenta, per non farvelo sapere per caso.\nlenta, in modo che tu non lo sappia per caso. Sto tornando da\nRiccardo. Ha accettato cos\u00ec magnanimamente di perdonare tutto.\n\n Tornare indietro? Come si pu\u00f2 tornare\n\n Mi sposer\u00e0 di nuovo. Questo per amore della forma e per soddisfare il mondo che non vede le cose come sono.\nmondo, che non vede le cose come sono. Ma naturalmente io sono\nsua moglie. Non c'\u00e8 niente che lo cambi.\n\nSi rivolse a lei con un'angoscia quasi feroce.\n\n Ma tu sei mia moglie! S\u00ec, lo sei. Lo sai. Ho sempre\nrimpianto quella nostra finzione di andar via e fingere di ritornare\nlegalmente sposati, per salvare le apparenze. Io ti amavo e tu mi amavi;\ne abbiamo chiuso l'uno con l'altra; e questo ha fatto il matrimonio. Ti amiamo ancora\nti amiamo, per quanto io lo sappia, Sue! Perci\u00f2 il nostro matrimonio non \u00e8\nannullato.\n\n S\u00ec, so come la vedete, rispose lei con disperata\nautosoppressione.  Ma ho intenzione di sposarlo di nuovo, come si direbbe\ncome lo chiamereste voi. A rigor di termini, anche a te non dispiace che io lo dica,\nJude, dovresti riprenderti Arabella.\n\n Dovrei? Buon Dio, e poi? Ma se io e te ci fossimo sposati\nlegalmente, come stavamo per fare?\n\n Avrei dovuto sentire lo stesso che il nostro non era un matrimonio. E io\ntornerei da Richard senza ripetere il sacramento, se lui me lo chiedesse.\nme lo chiedesse. Ma il mondo e i suoi modi hanno un certo valore (suppongo),\nquindi concedo la ripetizione della cerimonia.\nvita con la satira e l'argomentazione, vi imploro! Ero pi\u00f9 forte\nuna volta, lo so, e forse ti ho trattato in modo crudele. Ma Jude, restituisci il bene\nper il male! Ora sono io il pi\u00f9 debole. Non vendicarti di me, ma sii gentile. Oh\nsii gentile con me, una povera donna malvagia che sta cercando di riparare!\n\nScosse la testa senza speranza, con gli occhi umidi. Il colpo del lutto\nsembrava aver distrutto la sua facolt\u00e0 di ragionamento. La visione un tempo acuta\nera offuscata.  Tutto sbagliato, tutto sbagliato! disse sommessamente.  Errore di perversione!\nMi fa uscire di senno. Tieni a lui? Lo ami?\nLo sai che non lo ami! Sar\u00e0 una prostituzione fanatica, che Dio mi perdoni,\ns\u00ec, sar\u00e0 cos\u00ec!\n\n Non lo amo Devo, devo, ammetterlo, nel pi\u00f9 profondo rimorso! Ma cercher\u00f2\ncercher\u00f2 di imparare ad amarlo obbedendogli.\n\nJude discuteva, esortava, implorava; ma la sua convinzione era inattaccabile da tutti.\nSembrava che fosse l'unica cosa al mondo su cui era ferma, e che la sua fermezza in questo\nla sua fermezza in questa cosa l'avesse lasciata vacillare in ogni altro impulso e desiderio che possedeva.\ndesiderio che possedeva.\n\n Sono stata abbastanza premurosa da farvi sapere tutta la verit\u00e0 e da dirvela io stessa.\ndi dirvela io stessa, disse con toni taglienti; affinch\u00e9 non vi consideriate\nconsiderarti offeso dall'averlo saputo di seconda mano. Ho anche\nho persino ammesso il fatto estremo che non lo amo. Non pensavo che sareste stata\nche saresti stata cos\u00ec dura con me per averlo fatto! Stavo per chiederti\n\n Per darti via?\n\n No. Se volete, mandatemi le mie scatole. Ma suppongo che non lo farai.\n\n Certo che lo far\u00f2. Perch\u00e9 non sta venendo a prenderti per sposarti\nda qui? Non si degner\u00e0 di farlo?\n\n No, non glielo permetter\u00f2. Vado da lui volontariamente, cos\u00ec come mi sono allontanata da lui.\nda lui. Ci sposeremo nella sua chiesetta a Marygreen.\n\nEra cos\u00ec tristemente dolce in quello che lui chiamava il suo essere sbagliata che Jude\nnon pot\u00e9 fare a meno di commuoversi fino alle lacrime pi\u00f9 di una volta per piet\u00e0 di lei.  I\nnon ho mai conosciuto una donna cos\u00ec adatta a fare penitenze impulsive, come te, Sue! Non\nNon appena ci si aspetta che tu vada dritto, come l'unico procedimento razionale\nrazionale, ma tu fai il giro dell'angolo!\n\n Ah, bene; lascia perdere!   Jude, devo salutarti! Ma volevo che tu\nche tu venissi al cimitero con me. Che il nostro addio sia l\u00ec, accanto alle\ntombe di coloro che sono morti per farmi capire l'errore delle mie idee.\n\nHanno girato in direzione del luogo e il cancello \u00e8 stato aperto a\na loro richiesta. Sue era stata spesso l\u00ec e conosceva la strada per arrivare\nil luogo al buio. Lo raggiunsero e rimasero fermi.\n\n \u00c8 qui che vorrei separarmi, disse lei.\n\n E cos\u00ec sia!\n\n Non mi consideri duro perch\u00e9 ho agito con convinzione. La tua generosa\ngenerosa devozione nei miei confronti non ha eguali, Jude! Il tuo fallimento mondano, se hai\nse hai fallito, va a tuo merito piuttosto che a tua colpa. Ricorda che i\nmigliori e pi\u00f9 grandi tra gli uomini sono quelli che non si fanno alcun bene\nbene del mondo. Ogni uomo di successo \u00e8 pi\u00f9 o meno un egoista. Il devoto\nfallisce La carit\u00e0 non cerca il suo proprio.\n\n In quel capitolo siamo una cosa sola, tesoro sempre amato, e su di esso ci lasceremo\nci separeremo da amici. I suoi versi resteranno in piedi quando tutto il resto che voi chiamate\nreligione sar\u00e0 passato!\n\n Ebbene, non parlatene. Addio, Jude; mio compagno di peccato, e gentilissimo\namico!\n\n Addio, mia moglie sbagliata. Addio!\n\n\n\n\nV\n\n\nIl pomeriggio successivo la familiare nebbia di Christminster aleggiava ancora su tutte le\ntutto. L'esile sagoma di Sue era appena distinguibile andando verso la stazione.\nstazione.\n\nQuel giorno Jude non aveva voglia di andare al lavoro. N\u00e9 poteva andare\nnella direzione in cui lei sarebbe probabilmente passata. And\u00f2\nin una direzione opposta, in uno scenario tetro, strano, piatto, dove i rami\ngocciolavano, e tosse e tisi erano in agguato, e dove non era mai stato\nprima.\n\n Sue se n'\u00e8 andato da me! mormor\u00f2 miseramente.\n\nNel frattempo era partita con il treno e aveva raggiunto Alfredston Road,\ndove sal\u00ec sul tram a vapore e fu trasportata in citt\u00e0. La sua richiesta a Phillotson era\nrichiesta a Phillotson di non incontrarla. Desiderava,\ndi venire da lui volontariamente, proprio nella sua casa e nella sua\ncasa e al focolare.\n\nEra la sera del venerd\u00ec, scelta perch\u00e9 il maestro di scuola\nalle quattro di quel giorno fino al luned\u00ec mattina successivo.\nsuccessivo. La piccola macchina che aveva noleggiato all'Orso per portarla a Marygreen\nMarygreen la fece scendere alla fine del viottolo, a mezzo miglio dal villaggio, per suo desiderio, e la precedette.\nvillaggio, per suo desiderio, e l'ha preceduta alla scuola con la parte di bagaglio che aveva\nparte del bagaglio che aveva portato con s\u00e9. Al ritorno lo incontr\u00f2 e chiese al conducente\nincontr\u00f2 e chiese al conducente se avesse trovato la casa del padrone aperta.\naperta. L'uomo la inform\u00f2 che l'aveva fatto e che le sue cose erano state portate\nche le sue cose erano state prese in consegna dal maestro stesso.\n\nOra poteva entrare a Marygreen senza essere osservata. Ha\nattravers\u00f2 il pozzo e sotto gli alberi fino alla nuova e graziosa scuola sul\ndall'altra parte, e sollev\u00f2 il chiavistello dell'abitazione senza bussare.\nPhillotson era in piedi al centro della stanza e la aspettava, come richiesto.\n\n Sono venuta, Richard\", disse lei, pallida e scossa, sprofondando in una sedia.\nsu una sedia.  Non posso credere che tu perdoni tua moglie!\n\n Tutto, cara Susanna, disse Phillotson.\n\nLei trasal\u00ec per l'appellativo, anche se era stato pronunciato con\nsenza fervore. Poi si rianim\u00f2.\n\n I miei figli sono morti ed \u00e8 giusto che lo siano! Sono\nquasi contento. Sono stati generati dal peccato. Sono stati sacrificati per insegnarmi\ncome vivere! La loro morte \u00e8 stata la prima tappa della mia purificazione. Per questo\nper questo non sono morti invano!   Mi riporterai indietro?\n\nLe parole e il tono pietoso di lei lo avevano talmente stimolato che fece pi\u00f9 di quanto\nche aveva intenzione di fare. Si chin\u00f2 e le baci\u00f2 la guancia.\n\nSue si ritrasse impercettibilmente, la sua carne fremette sotto il tocco delle sue\ndelle sue labbra.\n\nIl cuore di Phillotson affond\u00f2, perch\u00e9 il desiderio stava rinascendo in lui.  Tu hai ancora\nhai un'avversione per me!\n\n Oh no, cara, ho guidato nell'umidit\u00e0 e ho avuto freddo!\ndisse, con un frettoloso sorriso di apprensione.  Quando faremo il matrimonio?\nmatrimonio? Presto?\n\n Domani mattina, di buon'ora, se lo desiderate davvero. Sto mandando\nal vicario per fargli sapere che siete arrivati. Gli ho detto tutto,\ne lui approva molto, dice che porter\u00e0 le nostre vite a una conclusione trionfale\ne soddisfacente. Ma sei sicura di te stessa? Non \u00e8 troppo\nrifiutare ora se pensi di non poterlo fare, sai?\nsai?\n\n S\u00ec, s\u00ec, posso! Voglio che sia fatto in fretta. Diglielo, diglielo subito! Le mie\nforza \u00e8 provata dall'impresa, non posso aspettare a lungo!\n\n Mangia e bevi qualcosa, poi vai in camera tua da Mrs.\nEdlin. Dir\u00f2 al vicario che domani alle otto e mezza, prima che ci sia qualcuno, se non \u00e8 troppo presto per te?\nse non \u00e8 troppo presto per te? Il mio amico Gillingham \u00e8 qui\nper aiutarci nella cerimonia. \u00c8 stato cos\u00ec gentile da venire fin qui da Shaston\nda Shaston con grande disagio.\n\nA differenza di una donna comune, il cui occhio \u00e8 cos\u00ec attento alle cose materiali,\nSue sembrava non vedere nulla della stanza in cui si trovavano, n\u00e9 alcun dettaglio del suo ambiente.\ndell'ambiente in cui si trovavano. Ma quando si spost\u00f2 nel salotto per posare il suo manicotto\nemise un piccolo Oh! e divenne pi\u00f9 pallida di prima. Il suo sguardo era\ndi un criminale condannato che vede la sua bara.\n\n Cosa? disse Phillotson.\n\nLo sportello dello scrittoio era per caso aperto e, appoggiandovi la manica, l'occhio aveva colto un documento che giaceva l\u00ec.\nl'occhio aveva colto un documento che giaceva l\u00ec.  Oh, solo una strana\nsorpresa! disse, cercando di ridere mentre tornava al tavolo.\nal tavolo.\n\n Ah! S\u00ec, disse Phillotson.  \u00c8 appena arrivata la licenza.\n\nGillingham li raggiunse ora dalla sua stanza di sopra e Sue si rese nervosamente\nSue si rese gradevole a lui parlando di tutto ci\u00f2 che pensava potesse interessarlo, tranne che di se stessa.\ndi interessarlo, tranne che di se stessa, anche se questo lo interessava pi\u00f9 di tutto.\nMangi\u00f2 obbedientemente un po' di cena e si prepar\u00f2 a partire per il suo alloggio\nvicino. Phillotson attravers\u00f2 il prato con lei, dandole la buonanotte alla porta della signora Edlin.\nalla porta della signora Edlin.\n\nL'anziana donna accompagn\u00f2 Sue nel suo alloggio temporaneo e l'aiut\u00f2 a disfare i bagagli.\na disfare le valigie. Tra le altre cose, mise a disposizione una camicia da notte\nricamata.\n\n Oh, non sapevo che fosse stato messo! disse Sue in fretta.  Non intendevo\nche lo fosse. Eccone un'altra.  Le consegn\u00f2 un indumento nuovo e assolutamente\nun indumento nuovo e assolutamente semplice, di calic\u00f2 grossolano e non sbiancato.\n\n Ma questo \u00e8 il pi\u00f9 bello, disse la signora Edlin.  Quello non \u00e8 meglio\ndi una tela di sacco della Scrittura!\n\n S\u00ec, volevo che lo fosse. Dammi l'altro.\n\nLo prese e cominci\u00f2 a strapparlo con tutte le sue forze, le lacrime risuonarono in casa come uno stridio.\nrisuonarono per tutta la casa come uno stridore di denti.\n\n Ma mio caro, caro! qualunque....\n\n \u00c8 un adulterio! Significa ci\u00f2 che non sento di aver comprato molto tempo fa\nper far piacere a Jude. Deve essere distrutto!\n\nLa signora Edlin sollev\u00f2 le mani e Sue continu\u00f2 a strappare il lino in strisce, deponendo i pezzi nel fuoco.\na strappare la biancheria in strisce e a mettere i pezzi nel fuoco.\n\n Me lo devi dare! disse la vedova.  Mi fa male il cuore\nvedere un lavoro cos\u00ec bello e aperto come quello bruciato dalle fiamme.\nnon che le ringhiere notturne ornamentali possano essere molto utili a una donna ottusa come me.\ngiorni per queste cose sono passati e finiti!\n\n \u00c8 una cosa maledetta che mi ricorda ci\u00f2 che voglio dimenticare!  Sue\nripetuto.  \u00c8 adatto solo al fuoco.\n\n Signore, sei troppo severo! Perch\u00e9 usate queste parole e condannate all'inferno i vostri cari figli innocenti\nall'inferno i vostri cari piccoli figli innocenti che avete perso! Sulla mia\nvita non la chiamo religione!\n\nSue si gett\u00f2 con la faccia sul letto, singhiozzando.  Oh, non farlo, non farlo! Questo mi uccide\nmi uccide!  Rimase scossa dal dolore e scivol\u00f2 in ginocchio.\nginocchia.\n\n Le dir\u00f2 che non deve sposare di nuovo quest'uomo! disse Mrs.\nEdlin con indignazione.  Sei ancora innamorata di un altro!\n\n S\u00ec, devo essere gi\u00e0 suo!\n\n Pshoo! Se non vi piaceva impegnarvi di nuovo in un voto vincolante, solo all'inizio.\nal voto vincolante, solo all'inizio, \u00e8 stato un merito per le vostre coscienze, considerando le vostre ragioni.\ncoscienza, considerando le vostre ragioni, e avete continuato a vivere,\ne alla fine avete sistemato tutto. Dopo tutto, non riguardava nessuno se non i vostri\nse stessi.\n\n Richard dice che mi riavr\u00e0, e io sono obbligato ad andare! Se avesse rifiutato\nrifiutato, forse non sarebbe stato cos\u00ec doveroso per me rinunciare a Jude. Ma\nRimase con il viso tra le lenzuola e la signora Edlin lasci\u00f2 la stanza.\nstanza.\n\nPhillotson, nell'intervallo, era tornato dal suo amico Gillingham, che\nancora seduto al tavolo da pranzo. Si alzarono presto e uscirono sul\nverde per fumare un po'. Nella stanza di Sue c'era una luce accesa e un'ombra si muoveva di tanto in tanto\nun'ombra che si muoveva di tanto in tanto attraverso la tenda.\n\nGillingham era stato evidentemente colpito dall'indefinibile fascino di Sue e, dopo un silenzio, disse: \"Beh, l'avete quasi riavuta.\nSue, e dopo un po' di silenzio disse: \"Bene, finalmente l'avete di nuovo\nalla fine. Non pu\u00f2 certo andarsene una seconda volta. La pera \u00e8 caduta\nnella tua mano.\n\n S\u00ec!   Suppongo di aver ragione nel prenderla in parola. Confesso che c'\u00e8\nun pizzico di egoismo. A parte il fatto che lei \u00e8 quello che \u00e8,\nun lusso per un vecchio come me, mi metter\u00e0 a posto agli occhi del clero e dei laici ortodossi che\nagli occhi del clero e dei laici ortodossi, che non mi hanno mai perdonato per averla\naverla lasciata andare. Cos\u00ec potr\u00f2 tornare in qualche modo sui miei passi.\n\n Se hai un motivo valido per sposarla di nuovo, fallo ora...\nin nome di Dio! Sono sempre stata contraria a che tu aprissi la porta della gabbia e lasciassi andare l'uccello\nlasciare andare l'uccello in un modo cos\u00ec palesemente suicida. A quest'ora avresti potuto\nispettore scolastico o un reverendo, se non fossi stato cos\u00ec debole con lei.\ncos\u00ec debole nei suoi confronti.\n\n Mi sono fatto un danno irreparabile, lo so.\n\n Una volta che l'avete rimessa in casa, seguitela.\n\nPhillotson \u00e8 stato pi\u00f9 evasivo questa sera. Non voleva ammettere chiaramente\nche il fatto di aver portato di nuovo Sue da lui non aveva in fondo nulla a che vedere con il\npentimento per averla lasciata andare, ma era, in primo luogo, un istinto umano\ndi fronte alla consuetudine e alla professione. Disse: \"S\u00ec, lo far\u00f2\".\nquesto. Ora conosco meglio la donna. Qualunque fosse la giustizia nel rilasciarla\nlogica, per uno che ha le mie opinioni su altri argomenti.\nargomenti.\n\nGillingham lo guardava e si chiedeva se sarebbe mai successo\nche lo spirito reazionario indotto dagli sberleffi del mondo e dai suoi stessi desideri fisici\ndesideri fisici avrebbe reso Phillotson pi\u00f9 ortodossamente crudele nei suoi confronti di quanto\nche prima era stato informalmente e perversamente gentile.\n\n Mi rendo conto che non \u00e8 il caso di cedere all'impulso, riprese Phillotson,\nsentendo ogni minuto di pi\u00f9 la necessit\u00e0 di agire all'altezza della sua posizione.\nposizione.  Mi sono opposto all'insegnamento della Chiesa, ma l'ho fatto senza\nsenza malizia e senza pretese. Le donne sono cos\u00ec strane nella loro influenza che\nche ti tentano con una gentilezza fuori luogo. Tuttavia, mi conosco meglio\nora. Un po' di giudiziosa severit\u00e0, forse\n\n S\u00ec, ma dovete stringere le redini solo per gradi. Non siate troppo\ntroppo duro all'inizio. Con il tempo verr\u00e0 a patti con tutti.\n\nL'ammonizione non era necessaria, anche se Phillotson non l'ha detto.  I\nRicordo cosa disse il mio vicario a Shaston, quando me ne andai dopo il litigio che\ndopo il litigio che si era scatenato per il mio consenso alla sua fuga.  L'unica cosa che potete fare\nper recuperare la vostra posizione e quella di lei \u00e8 ammettere il vostro errore nel non\ndi non averla trattenuta con mano saggia e forte, e di riprenderla di nuovo se verr\u00e0\nse verr\u00e0, e di essere fermo in futuro.  Ma io ero cos\u00ec testardo in quel\nche non ci feci caso. E che dopo il divorzio lei avesse pensato di\navrebbe pensato di farlo, non me lo sognavo.\n\nIl cancello della villetta della signora Edlin scatt\u00f2 e qualcuno cominci\u00f2 ad attraversare\nin direzione della scuola. Phillotson diede la buonanotte.\n\n Oh, \u00e8 il signor Phillotson, disse la signora Edlin.  Stavo andando a trovarlo\n ee. Sono stata al piano di sopra con lei, aiutandola a disfare le sue cose; e, perbacco, signore, non credo che questo sia il caso!\nE, parola mia, signore, non credo che questo debba accadere!\n\n Quale matrimonio?\n\n Si. Si sta costringendo a farlo, povera cara piccola cosa; e tu non hai\nnon hai idea di cosa stia soffrendo. Non sono mai stata n\u00e9 a favore n\u00e9 contro la religione, ma\nma non pu\u00f2 essere giusto lasciarle fare questo, e tu dovresti convincerla a non farlo.\nconvincerla a non farlo. Naturalmente tutti diranno che \u00e8 stato molto buono\ne indulgente da parte mia portarla di nuovo da lui. Ma per quanto mi riguarda, io\nnon lo faccio.\n\n \u00c8 un suo desiderio e io sono disposto a farlo\", disse Phillotson con grave riserbo,\nl'opposizione lo rendeva ora illogicamente tenace.  Un grande pezzo di\nlassismo sar\u00e0 corretto.\n\n Non ci credo. Lei \u00e8 sua moglie, se c'\u00e8 qualcuno che lo \u00e8. Ha avuto tre figli da lui e lui la ama molto.\ntre figli da lui, e lui l'ama molto; ed \u00e8 una vergogna malvagia\n\u00e8 un peccato che la spinga a questo, povera piccola cosa tremante! Non ha nessuno dalla\ndalla sua parte. L'unico uomo che le sarebbe amico, la creatura ostinata non le permette di avvicinarsi.\nnon permette di avvicinarsi a lei. Cosa l'ha portata a questo stato d'animo, mi chiedo!\nmi chiedo!\n\n Non posso dirlo. Io no di certo. \u00c8 tutto volontario da parte sua. Ora\nquesto \u00e8 tutto ci\u00f2 che ho da dire.  Phillotson parl\u00f2 in modo rigido.  Si \u00e8 girata\nsignora Edlin. \u00c8 indecoroso da parte sua!\n\n Sapevo che vi sareste offesi per quello che avevo da dire, ma non mi dispiace.\nimporta. La verit\u00e0 \u00e8 la verit\u00e0.\n\n Non sono offeso, signora Edlin. \u00c8 stata una vicina troppo gentile per\nper questo. Ma devo poter sapere cosa \u00e8 meglio per me e per Susanna.\nSuppongo che allora non verrete in chiesa con noi?\n\n No. Che io sia dannato, non so a cosa stiano andando incontro i tempi!\nIl matrimonio \u00e8 diventato cos\u00ec serio di questi tempi che uno si sente davvero\nche si ha davvero paura di muoversi in esso. Ai miei tempi lo prendevamo pi\u00f9\ncon pi\u00f9 noncuranza; e non so se siamo stati peggio per questo! Quando io e\nQuando io e il mio povero amico eravamo confinati, continuavamo a fare baldoria per tutta la settimana, e\ne abbiamo prosciugato la parrocchia, e abbiamo dovuto prendere in prestito mezza corona per cominciare a\ncasa!\n\nQuando Mrs. Edlin fu tornata al suo cottage, Phillotson parl\u00f2 con tono umorale.\n Non so se sia il caso di farlo cos\u00ec rapidamente.\n\n Perch\u00e9?\n\n Se davvero si sta costringendo a questo contro i suoi istinti\nistinti solo per questo nuovo senso del dovere o della religione dovrei\nforse dovrei lasciarla aspettare un po'.\n\n Ora siete arrivati a questo punto, non dovreste tirarvi indietro. Questa \u00e8 la mia\nopinione.\n\n Non posso certo rimandare ora; \u00e8 vero. Ma ho avuto un dubbio quando\nquando ha emesso quel piccolo grido alla vista della licenza.\n\n Non farti scrupoli, vecchio mio. Io intendo darla via domani\nmattina, e tu intendi prenderla. Ho sempre avuto la coscienza sporca\ndi non aver sollevato altre obiezioni al fatto che tu la lasciassi andare, e ora che siamo arrivati a questo punto\nora che siamo arrivati a questo punto non sar\u00f2 contento se non ti aiuto a sistemare\nla questione.\n\nPhillotson annu\u00ec e, vedendo la fermezza del suo amico, divenne pi\u00f9\nfranco.  Non c'\u00e8 dubbio che quando si sapr\u00e0 quello che ho fatto, sar\u00f2 considerato da molti un\nsciocco da molti. Ma loro non conoscono Sue come lo conosco io. Anche se cos\u00ec sfuggente,\n\u00e8 una natura cos\u00ec onesta in fondo che non credo abbia mai fatto\nfatto nulla contro la sua coscienza. Il fatto che abbia vissuto con\nFawley non conta nulla. Quando mi ha lasciato per lui, pensava di essere nel suo\ndi essere nel suo pieno diritto. Ora la pensa diversamente.\n\nIl mattino seguente arriv\u00f2 e l'abnegazione della donna sull'altare di quelli che si compiaceva di chiamare principi\ndi quelli che si compiaceva di chiamare i suoi principi, fu accettato dai due amici, ciascuno dal proprio punto di vista.\ndue amici, ognuno dal proprio punto di vista. Phillotson and\u00f2\ndalla vedova Edlin per andare a prendere Sue pochi minuti dopo le otto.\notto. La nebbia del giorno precedente o dei due giorni precedenti sulle pianure si era ormai\normai era arrivata fin quass\u00f9, e gli alberi sul verde ne catturavano a bracciate,\ne le trasformavano in piogge di grosse gocce. La sposa stava aspettando,\npronta, con la cuffietta e tutto il resto. Non aveva mai avuto in vita sua un aspetto cos\u00ec\nal giglio che il suo nome connota come in quella pallida luce mattutina.\nCastigo, stanchezza, rimorso, la tensione dei suoi nervi si era abbattuta sulla sua carne e sulle sue ossa.\ncarne e le ossa, e appariva pi\u00f9 piccola di quanto\ndi prima, anche se Sue non era stata una donna grande nei suoi giorni di\nsalute.\n\n Presto, disse il maestro, prendendole magnanimamente la mano. Ma lui\nl'impulso di baciarla, ricordando l'inizio di ieri,\nche gli era rimasto sgradevolmente impresso nella mente.\n\nGillingham si un\u00ec a loro e uscirono dalla casa, mentre la vedova Edlin continuava a rifiutare\nferma nel suo rifiuto di assistere alla cerimonia.\n\n Dov'\u00e8 la chiesa? disse Sue. Non viveva l\u00ec da molto tempo, da quando la vecchia chiesa era stata abbattuta.\nda quando la vecchia chiesa era stata abbattuta, e nella sua preoccupazione\ndimentic\u00f2 quella nuova.\n\n Quass\u00f9, disse Phillotson; e subito la torre apparve grande e solenne nella nebbia.\nsolenne nella nebbia. Il vicario aveva gi\u00e0 attraversato l'edificio e, quando entrarono, disse piacevolmente\nquando entrarono disse piacevolmente:  Ci mancano quasi le candele.\n\n Desideri che io sia tua, Richard?\", sussurr\u00f2 Sue in un sussurro.\n\n Certamente, cara; al di sopra di tutte le cose del mondo.\n\nSue non disse altro; e per la seconda o terza volta sent\u00ec di non aver seguito l'istinto umano che lo aveva indotto a lasciare che\nistinto umano che lo aveva indotto a lasciarla andare.\nlasciarla andare.\n\nErano in piedi, cinque in tutto: il parroco, il cancelliere, la coppia e Gillingham,\ne Gillingham; e la sacra ordinanza fu subito celebrata. Nella\nnella navata dell'edificio c'erano due o tre abitanti del villaggio, e quando l'ecclesiastico arriv\u00f2 alle parole\nquando l'ecclesiastico arriv\u00f2 alle parole: \"Ci\u00f2 che Dio ha unito\", si sent\u00ec una voce di donna\ntra questi si sent\u00ec una voce femminile pronunciare in modo udibile:\n\n Dio ha davvero giurato!\n\nEra come una rievocazione, da parte dei fantasmi del loro passato, della\nscena simile che si era svolta a Melchester anni prima. Quando\nfirmati i libri, il vicario si congratul\u00f2 con i coniugi per aver compiuto un'azione nobile, giusta e\nper aver compiuto un atto nobile, giusto e di reciproco perdono.\n Tutto \u00e8 bene quel che finisce bene\", disse sorridendo.  Possiate essere felici a lungo\ninsieme, dopo esservi salvati come dal fuoco.\n\nScesero dall'edificio quasi vuoto e attraversarono l'edificio scolastico.\nscuola. Gillingham voleva tornare a casa quella sera e se ne and\u00f2 presto.\nAnche lui si congratul\u00f2 con la coppia.  Ora, disse nel separarsi da\nPhillotson, che si allontan\u00f2 un po', sar\u00f2 in grado di raccontare alla\ngente del vostro luogo natio una bella storia rotonda; e tutti diranno\n Ben fatto, credeteci.\n\nQuando il maestro torn\u00f2, Sue fece finta di fare le faccende domestiche come se vivesse l\u00ec.\ncome se vivesse l\u00ec. Ma sembrava timida al suo\ntimidezza al suo avvicinarsi e lui si sent\u00ec in colpa alla sua vista.\n\n Naturalmente, mia cara, non mi aspetto di invadere la tua privacy pi\u00f9 di quanto non abbia fatto in passato.\nprivacy pi\u00f9 di quanto non abbia fatto prima\", disse gravemente.  \u00c8 per il nostro\nbene della nostra societ\u00e0 fare questo, e questa \u00e8 la sua giustificazione, se non era\nmia ragione.  Sue si illumin\u00f2 un po'.\n\n\n\n\nVI\n\n\nIl luogo era la porta dell'alloggio di Jude, nella periferia di Christminster, lontano dai recinti di St.\nChristminster, lontano dal recinto di San Sila dove aveva vissuto in passato, e che lo rattristava fino alla malattia.\nSilas dove aveva vissuto in precedenza, cosa che lo rattrist\u00f2 fino a farlo ammalare. Stava piovendo\npioggia. Una donna vestita di nero malandato stava sulla soglia a parlare con Jude,\nche teneva la porta in mano.\n\n Sono solo, indigente e senza casa, ecco cosa sono! Pap\u00e0 mi ha\nmi ha buttato fuori di casa dopo aver preso in prestito ogni centesimo che avevo, per metterlo\nper investirli nella sua attivit\u00e0, e poi accusandomi di pigrizia quando stavo solo\nin attesa di una situazione. Sono in balia del mondo! Se non puoi\nSe non puoi prendermi e aiutarmi, Jude, devo andare all'ospizio o a qualcosa di peggio.\npeggiore. Proprio ora due studenti universitari mi hanno fatto l'occhiolino mentre arrivavo.\n \u00c8 difficile per una donna mantenersi virtuosa quando ci sono cos\u00ec tanti giovani uomini!\nuomini!\n\nLa donna sotto la pioggia che parlava cos\u00ec era Arabella, la sera era quella del giorno dopo il risposo di Sue con Phillotson.\nquella del giorno dopo il risposo di Sue con Phillotson.\n\n Mi dispiace per voi, ma sono solo in un alloggio\", disse Jude freddamente.\n\n Allora mi respingi?\n\n Vi dar\u00f2 abbastanza per procurarvi vitto e alloggio per qualche giorno.\n\n Oh, ma non potete avere la gentilezza di accogliermi? Non posso sopportare\ndi andare a dormire in una casa pubblica e mi sento cos\u00ec sola. Ti prego, Jude, per\ni vecchi tempi!\n\n No, no, disse Jude frettolosamente.  Non voglio che mi vengano ricordate quelle\ne se ne parli non ti aiuter\u00f2.\n\n Allora suppongo di dover andare! disse Arabella. Pieg\u00f2 la testa contro\ncontro lo stipite della porta e cominci\u00f2 a singhiozzare.\n\n La casa \u00e8 piena, disse Jude.  E io ho solo una piccola stanza in pi\u00f9\nmio, non molto di pi\u00f9 di un armadio dove tengo i miei attrezzi, e le\nmodelli e i pochi libri che mi sono rimasti!\n\n Sarebbe una reggia per me!\n\n Non c'\u00e8 una rete da letto.\n\n Sul pavimento si potrebbe creare una specie di letto. Sarebbe sufficiente per\nme.\n\nNon potendo essere duro con lei e non sapendo cosa fare, Jude chiam\u00f2 l'uomo che affittava l'alloggio e disse che si trattava di un suo conoscente.\nl'uomo che affittava l'alloggio e disse che si trattava di una sua conoscente\nin grande difficolt\u00e0 per mancanza di un alloggio temporaneo.\n\n Forse vi ricordate di me come barista al Lamb and Flag?\nArabella.  Mio padre mi ha insultato questo pomeriggio e io l'ho lasciato, anche se senza un soldo!\nlui, anche se senza un soldo!\n\nIl padrone di casa ha detto di non ricordare le sue caratteristiche.  Ma comunque, se\nSe lei \u00e8 un amico del signor Fawley, faremo il possibile per un giorno o due se lui si render\u00e0\nse lui si render\u00e0 responsabile?\n\n S\u00ec, s\u00ec, disse Jude.  Mi ha davvero preso alla sprovvista; ma vorrei aiutarla a uscire dalle sue difficolt\u00e0.\nvorrei aiutarla a uscire dalle sue difficolt\u00e0.  E alla fine si giunse a un accordo\nalla fine si giunse a un accordo in base al quale si sarebbe dovuto gettare un letto nella stanza di Jude\nstanza del legname, per rendere confortevole Arabella finch\u00e9 non fosse riuscita a uscire dalla\ndi uscire dalla situazione in cui si trovava, non per sua colpa, come lei stessa dichiar\u00f2, e\ntornare da suo padre.\n\nMentre aspettavano che ci\u00f2 fosse fatto, Arabella disse:  Sapete\nla notizia, suppongo?\n\n Immagino cosa intendiate, ma non so nulla.\n\n Oggi ho ricevuto una lettera da Anny ad Alfredston. Aveva appena saputo che\nche il matrimonio sarebbe stato celebrato ieri, ma non sapeva se fosse stato\nsi \u00e8 svolto.\n\n Non voglio parlarne.\n\n No, no: certo che no. Solo che dimostra che tipo di donna\n\n Non parlare di lei, ti dico! \u00c8 una sciocca! E anche lei \u00e8 un angelo, povera\ncara!\n\n Se lo far\u00e0, avr\u00e0 la possibilit\u00e0 di tornare alla sua vecchia posizione,\nsecondo tutti, cos\u00ec dice Anny. Tutti i suoi benefattori saranno\ntutti i suoi benefattori saranno contenti, compreso il vescovo stesso.\n\n Risparmiami, Arabella.\n\nArabella fu debitamente installata nella piccola soffitta e all'inizio non si avvicin\u00f2 affatto a Jude.\nnon si avvicin\u00f2 affatto a Jude. Andava avanti e indietro per i suoi affari,\nche, quando si incontravano per un momento sulle scale o nel passaggio, lo informava che\nquando si incontravano per un momento sulle scale o nel passaggio, lo informava che era per ottenere un altro posto nel\nche capiva meglio. Quando Jude sugger\u00ec che Londra offriva la pi\u00f9 probabile\npi\u00f9 probabile un'apertura nel commercio di liquori, scosse la testa.  No, le\nLe tentazioni sono troppe, disse.  Qualsiasi umile taverna in campagna\nprima di quella per me.\n\nLa domenica mattina seguente, quando lui fece colazione pi\u00f9 tardi degli altri giorni, lei gli chiese docilmente se poteva entrare a fare colazione con\nchiese docilmente di poter fare colazione con lui, poich\u00e9 aveva rotto la sua teiera e non poteva sostituirla.\nperch\u00e9 aveva rotto la sua teiera e non poteva sostituirla subito, dato che i negozi erano chiusi.\nnon poteva sostituirla subito, dato che i negozi erano chiusi.\n\n S\u00ec, se volete\", disse con indifferenza.\n\nMentre stavano seduti senza parlare, lei osserv\u00f2 improvvisamente:  Sembri tutto in\nun covo, vecchio mio. Mi dispiace per te.\n\n Io sono tutto in una covata.\n\n Si tratta di lei, lo so. Non \u00e8 affar mio, ma potrei scoprire\ntutto sul matrimonio, se davvero \u00e8 stato celebrato, se vuole\nsapere.\n\n Come hai potuto?\n\n Volevo andare ad Alfredston per prendere alcune cose che avevo lasciato l\u00ec. E ho potuto\nAnny, che sicuramente avr\u00e0 saputo tutto, visto che ha amici a Marygreen.\namici a Marygreen.\n\nGiuda non poteva sopportare di acconsentire a questa proposta; ma la sua suspense si oppose alla sua discrezione e vinse nella lotta.\nsi contrappose alla sua discrezione e vinse nella lotta.  Puoi\nchiedere informazioni, se vuoi\", disse.  Non ho sentito alcun rumore da l\u00ec.\nDev'essere stata una cosa molto intima, se si sono sposati.\n\n Temo di non avere abbastanza soldi per andare e tornare, altrimenti sarei andato prima.\nsarei andato prima. Devo aspettare di averne guadagnati un po'.\n\n Posso pagarvi il viaggio\", disse impaziente. E cos\u00ec la sua\ndi Sue e del possibile matrimonio, lo spinse a spedire per avere informazioni\ninviare per l'intelligence l'ultimo emissario che avrebbe pensato di\nscegliere deliberatamente.\n\nArabella and\u00f2, Jude le chiese di essere a casa non pi\u00f9 tardi del treno delle sette.\ntreno delle sette. Quando lei se ne and\u00f2, lui disse:  Perch\u00e9 avrei dovuto\nperch\u00e9 avrei dovuto chiederle di tornare entro un'ora precisa! Lei non \u00e8 niente per me n\u00e9\nl'altro!\n\nMa, terminato il lavoro, non pot\u00e9 fare a meno di andare alla stazione per incontrare Arabella.\nArabella, trascinato dalla fretta febbrile di ricevere le notizie che lei avrebbe potuto\ne sapere il peggio. Arabella aveva fatto le fossette con grande successo\nper tutto il viaggio di ritorno e quando scese dalla carrozza ferroviaria sorrise.\nsorrise. Lui si limit\u00f2 a dire Beh? con l'esatto contrario di un sorriso.\n\n Sono sposati.\n\n S\u00ec, certo che lo sono! Lei osserv\u00f2, tuttavia, il duro\nduramente il suo labbro mentre parlava.\n\n Anny dice di aver sentito Belinda, la sua parente a Marygreen,\nche \u00e8 stato molto triste e curioso!\n\n Cosa intendi per triste? Lei voleva sposarlo di nuovo, non \u00e8 vero? E lui\nlei!\n\n S\u00ec, \u00e8 cos\u00ec. Voleva farlo in un senso, ma non nell'altro.\nLa signora Edlin era molto turbata da tutto questo e ha detto la sua a Phillotson.\nPhillotson. Ma Sue era cos\u00ec eccitata da bruciare i suoi ricami pi\u00f9 belli che aveva indossato con te, per\nricamo che aveva indossato con te, per cancellarti del tutto. Beh, se\nuna donna se la sente, \u00e8 giusto che lo faccia. Io la elogio per questo, anche se\nArabella sospir\u00f2.  Sentiva che lui era il suo unico marito e\nche non apparteneva a nessun altro al cospetto di Dio.\nvita. Forse anche un'altra donna si sente cos\u00ec!\nArabella sospir\u00f2 di nuovo.\n\n Non voglio nessun cant! esclam\u00f2 Jude.\n\n Non \u00e8 un caso, disse Arabella.  Mi sento esattamente come lei!\n\nHa chiuso la questione commentando bruscamente:  Bene, ora so tutto quello che\nvolevo sapere. Grazie mille per le sue informazioni. Non torner\u00f2\nal mio alloggio per il momento.  E la lasci\u00f2 subito.\n\nNella sua miseria e depressione Jude cammin\u00f2 fino a quasi tutti i luoghi della citt\u00e0 che aveva visitato con Sue.\ndella citt\u00e0 che aveva visitato con Sue; poi non sapeva dove, e\npoi pens\u00f2 di tornare a casa per il solito pasto serale. Ma avendo tutti\nvizi delle sue virt\u00f9 e un po' di riserva, entr\u00f2 in un locale pubblico, per la prima volta in tanti anni\nper la prima volta dopo molti mesi. Tra le possibili\nconseguenze del suo matrimonio Sue non si era soffermata su questo.\n\nArabella, nel frattempo, era tornata indietro. La sera pass\u00f2 e Jude non\nnon torn\u00f2. Alle nove e mezza Arabella stessa usc\u00ec, prima\nprima si rec\u00f2 in un quartiere periferico vicino al fiume dove suo padre\nsuo padre, che ultimamente aveva aperto un piccolo e precario negozio di maiali.\n\n Ebbene, gli disse, per tutto quello che mi hai fatto fare quella sera, sono venuto a trovarti, perch\u00e9 ho qualcosa da dirti.\nsono venuta a trovarti, perch\u00e9 ho qualcosa da dirti. Penso che mi sposer\u00f2\nsposarmi e sistemarmi di nuovo. Solo che tu devi aiutarmi e non puoi fare di meno, dopo quello che ho passato.\ndi meno, dopo quello che ho sopportato.\n\n Far\u00f2 di tutto per toglierti dalle mie mani!\n\n Molto bene. Ora vado a cercare il mio ragazzo. \u00c8 a piede libero\ntemo, e devo riportarlo a casa. Tutto quello che voglio che facciate per stanotte \u00e8\ndi non chiudere la porta, nel caso in cui volessi dormire qui e facessi tardi.\ne dovessi fare tardi.\n\n Pensavo che ti saresti stancato presto di darti delle arie e di stare lontano!\nlontano!\n\n Beh, non fare la porta. Non dico altro.\n\nPoi usc\u00ec di nuovo e, prima di tornare in fretta da Jude per assicurarsi che non fosse tornato, inizi\u00f2 a cercarlo.\nJude per assicurarsi che non fosse tornato, inizi\u00f2 a cercarlo. Una sagace intuizione\ndi lui la port\u00f2 dritta alla taverna che Jude aveva frequentato in passato e dove era stata barista.\nJude aveva frequentato in passato e dove era stata barista per un breve periodo.\nbreve periodo. Non aveva ancora aperto la porta del Private Bar che i suoi occhi si posarono su di lui, seduto all'ombra.\nche il suo sguardo cadde su di lui, seduto all'ombra in fondo allo scompartimento,\ncon gli occhi fissi sul pavimento in uno sguardo vuoto. Stava bevendo\nniente di pi\u00f9 forte della birra proprio in quel momento. Non la osserv\u00f2 e lei entr\u00f2 e si sedette accanto a lui.\nlei entr\u00f2 e si sedette accanto a lui.\n\nJude alz\u00f2 lo sguardo e disse senza sorpresa: \"Sei venuta a prendere qualcosa, Arabella?\nqualcosa, Arabella?   Sto cercando di dimenticarla: tutto qui! Ma non ci riesco\nnon ci riesco e vado a casa.  Lei vide che era un po' avanti con l'alcol, ma solo un po'.\nliquore, ma ancora per poco.\n\n Sono venuto a cercarti, caro ragazzo. Non stai bene. Ora\ndevi avere qualcosa di meglio.  Arabella alz\u00f2 il dito\nalla barista.  Prenderete un liquore che \u00e8 pi\u00f9 adatto a un uomo\ndi educazione che la birra. Avrete maraschino, o cura ao secco o dolce, o brandy di ciliegie.\no dolce, o brandy alla ciliegia. Ti tratter\u00f2, povero ragazzo!\n\n Non mi interessa quale! Diciamo che il brandy alla ciliegia Sue mi ha servito male, molto male.\nmale. Non me lo aspettavo da Sue! Io mi sono attaccato a lei, e lei avrebbe dovuto\nattaccata a me. Avrei venduto la mia anima per il suo bene, ma lei non ha voluto rischiare\nla sua per me. Per salvare la sua anima, lascia che la mia sia dannata!   Ma non \u00e8\nMa non \u00e8 colpa sua, povera ragazza, sono sicuro che non lo \u00e8!\n\nNon si sa come Arabella abbia ottenuto i soldi, ma ordin\u00f2 un liquore a testa e pag\u00f2.\nun liquore a testa e li pag\u00f2. Quando li ebbero bevuti, Arabella\nArabella ne sugger\u00ec un altro e Jude ebbe il piacere di essere, per cos\u00ec dire,\ndi essere condotto personalmente tra le variet\u00e0 di delizie alcoliche da una persona\nuna persona che conosceva bene i punti di riferimento. Arabella si teneva notevolmente\ndietro a Jude; ma anche se si limitava a sorseggiare dove lui beveva, ne prendeva quanto\ndi bere senza perdere la testa, il che non era poco, visto che il cremisi\nnon era poco, come dimostrava il colorito cremisi del suo volto.\n\nIl tono di lei nei suoi confronti, questa sera, era uniformemente rassicurante e\nogni volta che lui diceva: \"Non mi interessa quello che mi succede\", cosa che faceva continuamente.\ncontinuamente, lei rispondeva: \"Ma a me importa moltissimo!  Arriv\u00f2 l'ora di chiusura,\ne furono costretti a uscire; allora Arabella gli mise un braccio attorno alla vita e lo guid\u00f2\nArabella gli mise un braccio intorno alla vita e guid\u00f2 i suoi passi instabili.\n\nQuando erano per strada, lei disse:  Non so cosa dir\u00e0 il nostro padrone di casa\nnon so cosa dir\u00e0 il nostro padrone di casa se vi porto a casa in questo stato. Immagino che siamo\nche siamo legati fuori, cos\u00ec che dovr\u00e0 scendere e farci entrare.\n\n Non lo so, non lo so.\n\n Questo \u00e8 il peggio di non avere una casa propria. Ti dico, Jude,\ncosa \u00e8 meglio fare. Vieni da mio padre, ho fatto un po' di pace con lui oggi.\nun po' con lui oggi. Posso farti entrare, e nessuno ti vedr\u00e0 mai; e per domani mattina sarai gi\u00e0\ndomani mattina starai bene.\n\n Qualsiasi cosa ovunque, rispose Jude.  Che diavolo di importanza ha per\nme?\n\nAndarono avanti insieme, come una qualsiasi altra coppia di innamorati, il braccio di lei ancora\ndi lei intorno alla vita di lui, e quello di lui, infine, intorno a lei; ma senza alcun intento amatorio\nma solo perch\u00e9 lui era stanco, instabile e bisognoso di sostegno.\nsostegno.\n\n Questo \u00e8 il luogo del rogo dei martiri\", balbett\u00f2 mentre si trascinavano\nattraverso un'ampia strada.  Ricordo il vecchio Fuller nel suo _Santo Stato_ e me lo ricordo passando di qui.\nMi viene in mente passando di qui, il vecchio Fuller nel suo _Stato Santo_\ndice che, in occasione del rogo di Ridley, il dottor Smith predic\u00f2 un sermone e prese come testo\ne prese come testo _Anche se do il mio corpo per essere bruciato, e non ho\ncarit\u00e0, non mi giova nulla. Ci penso spesso mentre passo di qui.\nRidley era un\n\n S\u00ec, \u00e8 cos\u00ec. Esattamente. Molto premuroso da parte tua, caro, anche se non ha\nmolto a che fare con i nostri attuali affari.\n\n Ma s\u00ec, \u00e8 cos\u00ec! Sto dando il mio corpo per essere bruciato! Ma tu non capisci!\nvuole che Sue capisca queste cose! E io sono stato il suo\nseduttrice, povera bambina! E lei se n'\u00e8 andata e io non mi preoccupo di me stesso!\nFate di me quello che volete!   Eppure l'ha fatto per amor di coscienza,\npovera piccola Sue!\n\n Impiccatela! Voglio dire, credo che avesse ragione, singhiozz\u00f2 Arabella.  Anch'io ho i miei\nsentimenti, come lei; e sento di appartenere a te agli occhi del cielo, e a nessun altro, finch\u00e9 morte non ci separi!\na nessun altro, finch\u00e9 morte non ci separi! Non \u00e8 mai troppo tardi per\nriparare!\n\nAvevano raggiunto la casa paterna e lei apr\u00ec dolcemente la porta, cercando una luce all'interno.\nporta, cercando una luce all'interno.\n\nLe circostanze non erano del tutto dissimili da quelle del loro ingresso nel cottage di\nnel cottage di Cresscombe, tanto tempo prima. N\u00e9 forse lo erano\nLe motivazioni di Arabella. Ma Jude non ci pens\u00f2, anche se lo fece.\n\n Non riesco a trovare i fiammiferi, cara, disse quando ebbe chiuso la porta.\nporta.  Ma non importa da questa parte. Il pi\u00f9 silenzioso possibile, per favore.\n\n \u00c8 buio come la pece\", disse Jude.\n\n Dammi la mano e ti guider\u00f2. \u00c8 cos\u00ec. Siediti qui,\ne ti toglier\u00f2 gli stivali. Non voglio svegliarlo.\n\n Chi?\n\n Padre. Forse si \u00e8 messo a litigare.\n\nGli tolse gli stivali.  Ora, sussurr\u00f2, prendimi in braccio, senza\nil tuo peso. Ora prima scala, seconda scala\n\n Ma siamo nella nostra vecchia casa vicino a Marygreen?\nJude.  Non ci sono entrato per anni fino ad ora! Ehi? E dove sono\ni miei libri? \u00c8 questo che voglio sapere?\n\n Siamo a casa mia, cara, dove non c'\u00e8 nessuno che possa spiare quanto sei malata.\nsei. Ora terza scala, quarta scala e basta. Ora andiamo avanti.\n\n\n\n\nVII\n\n\nArabella stava preparando la colazione nel retrobottega del piano inferiore di questo\npiccolo appartamento di suo padre, preso in affitto da poco.\nnella piccola porcilaia di fronte e disse al signor Donn che era pronta. Donn,\nDonn, che si sforzava di assomigliare a un norcino, con una camicetta blu unta e\ne con una cinghia in vita da cui penzolava un ferro,\nentr\u00f2 prontamente.\n\n Stamattina devi occuparti del negozio\", disse con disinvoltura.  Devo andare\na prendere un po' di carne e mezzo maiale da Lumsdon, e a chiamare altrove.\naltrove. Se vivi qui devi metterti al lavoro, almeno finch\u00e9 non avvio l'attivit\u00e0!\nalmeno fino a quando non avr\u00f2 avviato l'attivit\u00e0!\n\n Beh, per oggi non posso dirlo.  Lei lo guard\u00f2 in faccia con sguardo profondo.  Ho\nun premio al piano di sopra.\n\n Oh? Che cos'\u00e8?\n\n Quasi un marito.\n\n No!\n\n S\u00ec, \u00e8 Jude. \u00c8 Jude. \u00c8 tornato da me.\n\n Il tuo vecchio originale? Beh, sono dannato!\n\n Beh, mi \u00e8 sempre piaciuto, questo lo dico io.\n\n Ma come fa a essere lass\u00f9? Disse Donn, stupito, annuendo al soffitto.\ne fece un cenno al soffitto.\n\n Non faccia domande scomode, padre. Quello che dobbiamo fare \u00e8 tenerlo\nqui finch\u00e9 io e lui non saremo come prima.\n\n Come \u00e8 stato?\n\n Sposato.\n\n E' la cosa pi\u00f9 assurda che abbia mai sentito, sposare di nuovo un vecchio marito.\nmarito, e cos\u00ec tanto sangue nuovo nel mondo! Non \u00e8 un buon partito, secondo me.\npensiero. Gi\u00e0 che c'ero me ne sarei fatta una nuova.\n\n Non \u00e8 un pettegolezzo che una donna voglia riavere il suo vecchio marito per\nrispettabilit\u00e0, ma che un uomo rivoglia la sua vecchia moglie, beh..,\nforse \u00e8 divertente, piuttosto!  E Arabella fu improvvisamente colta da una\ndi una fragorosa risata, alla quale si un\u00ec pi\u00f9 moderatamente il padre.\n\n Siate civili con lui e io far\u00f2 il resto, disse quando ebbe recuperato la seriet\u00e0.\nseriet\u00e0.  Stamattina mi ha detto che la testa gli faceva male da\ndi scoppiare e che sembrava quasi non sapere dove si trovasse. E non c'\u00e8 da stupirsi,\nvisto come ha mescolato il suo drink ieri sera. Dobbiamo tenerlo allegro\ne allegro qui per un giorno o due, e non lasciarlo tornare al suo\nalloggio. Tutto quello che anticipate ve lo restituir\u00f2. Ma devo andare\nandare a vedere come sta ora, povero caro.\n\nArabella sal\u00ec le scale, apr\u00ec delicatamente la porta della prima\ncamera da letto e sbirci\u00f2 dentro. Trovando che il suo tosato Sansone dormiva, si avvicin\u00f2 al capezzale e si ferm\u00f2 a guardarlo.\nsi avvicin\u00f2 al capezzale e rimase a guardarlo. Il rossore febbrile sul\nsul suo viso per la sbornia della sera precedente attenuava la\nfragilit\u00e0 del suo aspetto ordinario, e le sue lunghe ciglia, le sopracciglia scure,\ne i capelli e la barba riccioluti contro il cuscino bianco completavano la fisionomia di una persona che Arabica\nfisionomia di una persona che Arabella, in quanto donna dalle passioni di rango, sentiva ancora\ndi riconquistare, e che era molto importante riconquistare in quanto donna\ncome donna in difficolt\u00e0 sia in termini di mezzi che di reputazione. Il suo sguardo ardente\nsembra colpirlo; il suo respiro veloce si sospende e lui apre gli occhi.\napr\u00ec gli occhi.\n\n Come stai, cara? disse lei.  Sono io Arabella.\n\n Ah! dove oh s\u00ec, mi ricordo! Mi hai dato un riparo, sono\nbloccato, malato, demoralizzato, maledettamente cattivo! Ecco cosa sono!\n\n Allora rimani qui. In casa non c'\u00e8 nessuno oltre a me e a pap\u00e0, e potrai riposare fino a quando\ne potrai riposare finch\u00e9 non sarai completamente guarita. Dir\u00f2 a quelli della\nche sei incinta.\n\n Mi chiedo cosa stiano pensando negli alloggi!\n\n Andr\u00f2 in giro a spiegare. Forse \u00e8 meglio che mi lasciate pagare, o penseranno che siamo scappati?\npenseranno che siamo scappati?\n\n S\u00ec, \u00e8 cos\u00ec. Troverete abbastanza soldi nella mia tasca.\n\nDel tutto indifferente, e chiudendo gli occhi perch\u00e9 non sopportava la luce del giorno\nluce del giorno nei suoi bulbi oculari pulsanti, Jude sembr\u00f2 assopirsi di nuovo.\nArabella prese la sua borsa, usc\u00ec dolcemente dalla stanza e, indossate le sue cose da esterno, si avvi\u00f2 verso l'alloggio che lei e lui avevano lasciato il giorno prima.\nall'aperto si avvi\u00f2 verso l'alloggio che lei e lui avevano lasciato la sera prima.\nsera prima.\n\nEra trascorsa appena mezz'ora prima che lei ricomparisse dietro l'angolo,\naccanto a un ragazzo che trasportava un camion su cui erano ammassati tutti i beni di Jude e anche le poche cose di Arabella che lei\nJude e anche le poche cose di Arabella che aveva portato all'alloggio per il suo breve soggiorno.\nche aveva portato all'alloggio per il suo breve soggiorno. Jude aveva un tale dolore\ndolore fisico per lo sfortunato guasto della notte precedente,\ne di un tale dolore mentale per la perdita di Sue e per aver ceduto nel suo stato di semi-sonnolenza.\nstato di semi-sonnolenza ad Arabella, che quando vide i suoi pochi beni\ndisfatti e in piedi davanti ai suoi occhi in quella strana camera da letto,\nmescolati a indumenti femminili, non pens\u00f2 quasi pi\u00f9 a come fossero arrivati l\u00ec o a quale fosse il segnale\ncome fossero arrivati l\u00ec, o cosa significasse la loro venuta.\n\n Ora, disse Arabella a suo padre al piano di sotto, dobbiamo tenere in casa un sacco di\nbuoni alcolici in casa nei prossimi giorni. Conosco la sua natura,\ne se una volta si riduce in quello stato terribilmente basso in cui si trova a volte.\nnon far\u00e0 mai una cosa onorevole per me in questo mondo e io sar\u00f2 abbandonata.\ne io verr\u00f2 piantata in asso. Bisogna tenerlo su di morale. Ha un po' di\ndenaro nella cassa di risparmio, e mi ha dato il suo borsellino per pagare\ntutto ci\u00f2 che \u00e8 necessario. Ebbene, questa sar\u00e0 la licenza, perch\u00e9 devo avere\na portata di mano, per coglierlo nel momento in cui \u00e8 in vena. Tu\npagherete gli alcolici. Pochi amici e una tranquilla festa conviviale\nsarebbe la cosa giusta, se riuscissimo a organizzarla. Farebbe pubblicit\u00e0 al negozio,\ne aiuterebbe anche me.\n\n Questo pu\u00f2 essere ottenuto abbastanza facilmente da chiunque possa permettersi cibo e bevande.\nBeh, s\u00ec, farebbe pubblicit\u00e0 al negozio, \u00e8 vero.\n\nTre giorni dopo, quando Jude si era un po' ripreso dalla spaventosa\nocchi e del cervello, ma era ancora molto confuso nella sua mente a causa di quanto\nmente da ci\u00f2 che gli era stato fornito da Arabella durante l'intervallo per mantenerlo\nArabella gli aveva fornito durante l'intervallo per mantenerlo allegro, come aveva detto lei.\nconviviale, suggerita da lei, per portare Jude al punto di partenza,\nsi svolse.\n\nDonn aveva appena aperto il suo misero negozietto di salsicce e maiale,\nche aveva ancora pochi clienti; tuttavia quel partito lo pubblicizz\u00f2 bene e i Donn acquisirono una vera e propria notoriet\u00e0\npubblicizz\u00f2 bene la cosa e i Donn acquisirono una vera e propria notoriet\u00e0 tra una certa classe di Christminster\nuna certa classe di Christminster che non conosceva i collegi, n\u00e9 i loro\ni collegi, n\u00e9 le loro opere, n\u00e9 i loro modi di fare. A Jude fu chiesto se poteva suggerire qualche ospite oltre a\noltre a quelli nominati da Arabella e dal padre, e con un umorismo saturnino\numore saturnino di perfetta incoscienza menzion\u00f2 lo zio Joe, e Stagg, e il\ne Stagg, e il banditore decaduto, e altri che ricordava essere stati\nfrequentatori della nota taverna durante il suo attacco l\u00ec anni\nanni prima. Sugger\u00ec anche Freckles e Bower o Bliss. Arabella lo prese in parola\nArabella lo prese in parola per quanto riguardava gli uomini, ma si ferm\u00f2 alle donne.\ndonne.\n\nUn altro uomo che conoscevano, Tinker Taylor, sebbene abitasse nella stessa strada, non fu invitato.\nnon era stato invitato; ma la sera della festa, mentre tornava a casa dopo un lavoro tardivo, ebbe modo di fare un salto al negozio\nsera della festa, ebbe l'occasione di fare un salto al negozio per comprare delle zampone.\nNon ce n'erano, ma gliene furono promesse alcune il mattino seguente. Mentre\nmentre chiedeva informazioni, Taylor diede un'occhiata alla stanza sul retro e vide gli ospiti\nospiti seduti intorno, che giocavano a carte, bevevano e si divertivano a spese di Donn.\ne si divertivano a spese di Donn. Torn\u00f2 a casa a dormire e, uscendo la mattina\nmattina si chiese come fosse andata la festa. Pens\u00f2 che\nche a quell'ora non valeva la pena di andare a prendere le provviste al negozio,\nDonn e sua figlia probabilmente non erano in piedi, se avevano fatto tardi la sera prima.\nsera prima. Tuttavia, mentre passava, si accorse che la porta era aperta e\ne che poteva sentire delle voci all'interno, anche se le imposte del banco della carne non erano\nnon erano abbassate. And\u00f2 a battere alla porta del salotto e la apr\u00ec.\n\n Certo! disse lui, stupito.\n\nI padroni di casa e gli ospiti erano seduti a giocare a carte, fumare e parlare,\nesattamente come li aveva lasciati undici ore prima; il gas era acceso e le tende tirate, anche se era pieno giorno da due ore.\ngas acceso e le tende tirate, anche se da due ore era pieno giorno\nfuori dalla porta.\n\n S\u00ec! grid\u00f2 Arabella, ridendo.  Eccoci qui, esattamente come prima. Dovremmo\nvergognarci, non \u00e8 vero? Ma \u00e8 una specie di\ninaugurazione della casa, vedete; e i nostri amici non hanno fretta. Entri, Mr.\nTaylor, e si sieda.\n\nLo stagnino, o meglio il ferraio ridotto, non aveva nulla da temere, entr\u00f2 e si sedette.\nentr\u00f2 e si sedette.  Perder\u00f2 un quarto di dollaro, ma non importa, disse.\ndisse.  In realt\u00e0, non potevo credere ai miei occhi quando ho guardato dentro!\nSembrava che fossi stato catapultato di nuovo nella notte scorsa, all'improvviso.\nimprovvisamente.\n\n Quindi sei tu. Versate per il signor Taylor.\n\nOra si accorse che lei era seduta accanto a Jude, con il braccio intorno alla vita di\nvita di lui. Jude, come il resto della compagnia, portava sul viso i segni di quanto\nsegni di quanto si fosse profondamente abbandonato.\n\n Beh, a dire il vero stavamo aspettando che arrivassero certe ore legali.\na dire il vero, continu\u00f2 lei, con fare timido e facendo sembrare il suo cremisi spiritoso il pi\u00f9 possibile\narrossire il pi\u00f9 possibile come una fanciulla.  Jude e io abbiamo deciso\ndi fare la pace tra noi legandoci di nuovo, perch\u00e9 scopriamo di non poter fare a meno l'uno dell'altra.\nnon possiamo fare a meno l'uno dell'altra. Cos\u00ec, come idea brillante, abbiamo\nabbiamo deciso di aspettare che fosse abbastanza tardi e di andare a farlo di persona.\n\nJude sembrava non prestare molta attenzione a ci\u00f2 che lei stava annunciando, o in realt\u00e0\na qualsiasi cosa. L'ingresso di Taylor infuse nuovo spirito nella\ne rimasero seduti finch\u00e9 Arabella non sussurr\u00f2 a suo padre\npadre:  Ora possiamo anche andare.\n\n Ma il parroco non lo sa?\n\n S\u00ec, ieri sera gli ho detto che saremmo potuti arrivare tra le otto e le nove,\nperch\u00e9 c'erano ragioni di decenza per farlo il pi\u00f9 presto e tranquillo possibile.\nper il fatto che si trattava del nostro secondo matrimonio, il che avrebbe potuto rendere\npersone curiose di guardare se lo sapessero. Lui ha approvato con grande entusiasmo.\n\n Molto bene, sono pronto\", disse il padre, alzandosi e scuotendosi.\nscuotendosi.\n\n Ora, vecchio mio, disse a Jude.  Vieni con noi, come hai promesso.\n\n Quando ho promesso qualcosa? chiese lui, che lei aveva reso cos\u00ec brillo con la sua speciale conoscenza di quella\nconoscenza di quella linea di affari, tanto da renderlo quasi\nsobrio o da sembrare tale a chi non lo conosceva.\n\n Perch\u00e9! disse Arabella, con aria costernata.  Hai promesso di sposarmi\npi\u00f9 volte mentre eravamo seduti qui stasera. Questi signori ti hanno sentito\nti hanno sentito.\n\n Non me lo ricordo, disse Jude con ostinazione.  C'\u00e8 solo una donna, ma\nNon la nominer\u00f2 in questo Capharnaum!\n\nArabella guard\u00f2 verso il padre.  Ora, il signor Fawley sia onorevole,\ndisse Donn.  Voi e mia figlia avete vissuto qui insieme in questi tre o quattro giorni.\ntre o quattro giorni, con l'intesa di sposarla.\nsposarla. Certo, non avrei dovuto avere queste cose in casa mia se non l'avessi capito.\nse non l'avessi capito. Per una questione d'onore, dovete farlo ora.\n\n Non dire nulla contro il mio onore!\nin piedi.  Sposerei la W di Babilonia piuttosto che fare qualcosa di\ndisonorevole! Non c'\u00e8 nulla da ridire su di te, mia cara. \u00c8 una mera figura retorica\nfigura retorica che nei libri chiamano iperbole.\n\n Tenete le cifre per i vostri debiti con gli amici che vi ospitano, ha detto\nDonn.\n\n Se sono obbligato per onore a sposarla, come credo, anche se come sono arrivato qui con lei non lo so pi\u00f9 di un morto.\ncome sono arrivato qui con lei, non lo so pi\u00f9 di un uomo morto, la sposer\u00f2.\nlo far\u00f2, che Dio mi aiuti! Non mi sono mai comportato in modo disonorevole con una donna o\na nessun essere vivente. Non sono un uomo che vuole salvare se stesso a spese\na spese del pi\u00f9 debole tra noi!\n\n Non badare a lui, caro, disse lei, appoggiando la guancia a quella di Jude.\nVieni su a lavarti la faccia, mettiti in ordine e andiamo via.\nandremo via. Fatti perdonare da pap\u00e0.\n\nSi strinsero la mano. Jude sal\u00ec con lei al piano di sopra e scese subito dopo\ncon un aspetto ordinato e tranquillo. Anche Arabella si era sistemata in fretta e, accompagnata da Donn, and\u00f2 via.\naccompagnati da Donn si avviarono.\n\n Non andate, disse agli ospiti al momento del commiato.  Ho detto alla cameriera di\ndi preparare la colazione mentre siamo via; e quando torneremo\nne mangeremo tutti un po'. Una buona tazza di t\u00e8 forte metter\u00e0 tutti a posto\nper tornare a casa.\n\n\nQuando Arabella, Jude e Donn furono scomparsi per la loro missione matrimoniale\ndi matrimonio, gli ospiti riuniti si svegliarono di soprassalto e discussero\ne discussero la situazione con grande interesse. Tinker Taylor, essendo il pi\u00f9\npi\u00f9 sobrio, ragion\u00f2 con la massima lucidit\u00e0.\n\n Non voglio parlare contro gli amici, ha detto.  Ma mi sembra una\nrara curiosit\u00e0 che una coppia si sposi di nuovo! Se non sono riusciti ad andare d'accordo\nla prima volta, quando le loro menti erano flosce, non lo faranno neanche la seconda, secondo me.\nmio parere, non lo faranno neanche la seconda.\n\n Pensi che lo far\u00e0?\n\n La donna lo ha messo a dura prova, quindi medita.\n\n Difficilmente lo far\u00e0 subito in questo modo. Non ha la licenza n\u00e9\nniente.\n\n Lo ha capito, che tu sia benedetto. Non l'hai sentita dire a suo padre?\n\n Bene, disse Tinker Taylor, riaccendendo la pipa al getto di gas.  Se la si considera nel suo insieme, arto per arto, non \u00e8 poi cos\u00ec male\nl'insieme, arto per arto, non \u00e8 un pezzo cos\u00ec brutto\nparticolare a lume di candela. Per essere sicuri, le mezze pence che sono state in circolazione\nin circolazione non si pu\u00f2 pretendere che abbiano l'aspetto di quelle nuove di zecca.\nMa per una donna che ha girato per i quattro emisferi per un po' di tempo\nemisferi, \u00e8 abbastanza passabile. Forse \u00e8 un po' troppo spessa nel punto\nforse, ma mi piacciono le donne che un soffio di vento non fa cadere.\n\nI loro occhi seguivano i movimenti della bambina mentre stendeva il panno della colazione sul tavolo che avevano usato, senza\nsul tavolo che stavano usando, senza pulire i residui di liquore.\ndi liquore. Le tende non erano tirate e l'espressione della casa sembrava\ndella casa sembrava mattina. Alcuni degli ospiti, tuttavia, si addormentarono\nsi addormentarono sulle loro sedie. Uno o due andarono alla porta e guardarono pi\u00f9 volte la strada.\nstrada pi\u00f9 di una volta. Tinker Taylor era il principale di questi, e\ndopo un po' di tempo entr\u00f2 con un'espressione di sfida.\n\n Per Gad, stanno arrivando! Credo che l'azione sia compiuta!\n\n No, disse lo zio Joe, seguendolo.  Credetemi, si \u00e8 arrugginito\nall'ultimo minuto. Camminano in un modo molto insolito; e questo \u00e8 il significato!\nsignificato!\n\nAspettarono in silenzio fino a quando non si sent\u00ec la festa di nozze entrare in\ncasa. La prima a entrare nella stanza fu Arabella, con un'espressione esuberante, e il suo viso\nera sufficiente a dimostrare che la sua strategia aveva avuto successo.\n\n La signora Fawley, presumo? disse Tinker Taylor con finta cortesia.\n\n Certamente. Di nuovo la signora Fawley, rispose Arabella blandamente, sfilandosi il guanto e porgendo la mano sinistra.\nguanto e porgendo la mano sinistra.  Ecco il lucchetto, vedi\nBeh, era davvero un uomo molto gentile, un gentiluomo. Intendo l'ecclesiastico.\nMi disse, dolce come un bambino, quando tutto fu finito:  Signora Fawley, mi\ncongratularsi con lei di cuore, disse.  Avendo ascoltato la vostra storia,\ne quella di suo marito, credo che entrambi abbiate fatto la cosa pi\u00f9 giusta e corretta.\ncosa giusta e corretta. E per i vostri errori passati come moglie, e per quelli di lui come marito,\npenso che ora dovreste essere perdonati dal mondo, come vi siete perdonati l'un l'altro, dice.\nl'un l'altro, dice lui. S\u00ec; era un uomo molto gentile, un gentiluomo.  La\nChiesa non riconosce il divorzio nel suo dogma, in senso stretto, dice.\ne tenete presente le parole del servizio divorzile nelle vostre uscite e nelle vostre entrate\nnelle vostre uscite e nei vostri ingressi: Ci\u00f2 che Dio ha unito, l'uomo non lo separi.\nS\u00ec, era un uomo molto simpatico e gentile, ma, Jude, mia cara, eri abbastanza da far ridere un gatto!\ntanto da far ridere un gatto! Camminavi cos\u00ec dritto e ti tenevi cos\u00ec fermo\nche si sarebbe detto che stavi andando da un giudice.\ngiudice; anche se sapevo che vedevi doppio per tutto il tempo, dal modo in cui\ndal modo in cui armeggiavi con il mio dito.\n\n Ho detto che avrei fatto qualsiasi cosa per salvare l'onore di una donna, mormor\u00f2 Jude.  E\nl'ho fatto!\n\n Allora, vecchio mio, vieni a fare colazione.\n\n Voglio un altro po' di whisky\", disse Jude con fermezza.\n\n Sciocchezze, cara. Non ora! Non ce n'\u00e8 pi\u00f9. Il t\u00e8 ci toglier\u00e0 il\nconfusione e saremo freschi come allodole.\n\n Va bene. Ti ho sposato. Mi ha detto che avrei dovuto sposarti di nuovo e...\ne l'ho fatto subito. \u00c8 la vera religione! Ha ha ha!\n\n\n\n\nVIII\n\n\nPass\u00f2 il periodo di Michele e Jude e sua moglie, che avevano vissuto per poco tempo nella casa paterna dopo il loro risposo, si trovavano a casa del padre di lei.\ncasa del padre di lei dopo il loro matrimonio, si trovavano all'ultimo piano di un'abitazione\nall'ultimo piano di una casa pi\u00f9 vicina al centro della citt\u00e0.\ncitt\u00e0.\n\nNei due o tre mesi successivi all'evento aveva lavorato per qualche giorno.\nma la sua salute era stata indifferente e ora era precaria.\nEra seduto su una poltrona davanti al fuoco e tossiva molto.\ntossiva molto.\n\n Ho fatto un affare per il mio disturbo di sposarti di nuovo!\nGli diceva Arabella.  Dovr\u00f2 mantenerti interamente, questo \u00e8\na cosa si arriver\u00e0! Dovr\u00f2 fare pentole nere e salsicce, e\nsalsicce, e venderle per la strada, tutto per mantenere un marito invalido che non ho\ndi essere appesantita. Perch\u00e9 non hai mantenuto la tua salute,\ningannando una persona come questa? Stavi abbastanza bene quando c'\u00e8 stato il matrimonio!\n\n Ah, s\u00ec! disse lui, ridendo acremente.  Ho pensato alla mia\nsciocco sentimento per il maiale che io e te abbiamo ucciso durante il nostro primo\nmatrimonio. Ora sento che la pi\u00f9 grande misericordia che mi si potrebbe concedere\nsarebbe che qualcosa mi servisse come io ho servito quell'animale.\n\nQuesto era il tipo di discorso che si svolgeva tra loro ogni giorno.\nIl padrone di casa, che aveva sentito dire che erano una strana coppia, aveva dubitato che fossero sposati.\ncoppia strana, aveva dubitato che fossero sposati, soprattutto perch\u00e9 aveva visto\naveva visto Arabella baciare Jude una sera che aveva preso un po' di\ncordiale; e stava per intimare loro di andarsene, finch\u00e9, per caso, una notte\nuna sera l'ha sentita arringare Jude con termini sferzanti e alla fine\ne alla fine gli tir\u00f2 una scarpa in testa, riconobbe la nota di un vero matrimonio.\nmatrimonio; e concludendo che dovevano essere rispettabili, non disse altro.\npi\u00f9.\n\nJude non migliorava, e un giorno chiese ad Arabella, con notevole\ncon notevole esitazione, di eseguire una commissione per lui. Lei gli chiese\nindifferentemente di cosa si trattasse.\n\n Per scrivere a Sue.\n\n Per quale motivo vuoi che le scriva?\n\n Per chiederle come sta e se viene a trovarmi, perch\u00e9 sono malato e vorrei rivederla.\ne vorrei rivederla.\n\n \u00c8 da te insultare una moglie legittima chiedendo una cosa del genere!\n\n \u00c8 solo per non offendervi che vi chiedo di farlo. Tu\nsai che amo Sue. Non voglio sminuire la questione, ma \u00e8 un dato di fatto: la amo.\nfatto: la amo. Potrei trovare una dozzina di modi per mandarle una lettera\nsenza che tu lo sappia. Ma voglio essere del tutto onesto con te,\ne con suo marito. Un messaggio attraverso di voi che le chiedete di venire \u00e8 almeno\nalmeno \u00e8 privo di qualsiasi odore di intrigo. Se conserva un po' della sua vecchia\nnatura, verr\u00e0.\n\n Non avete alcun rispetto per il matrimonio, n\u00e9 per i suoi diritti e doveri!\n\n Che importanza ha la mia opinione per un disgraziato come me! Pu\u00f2 forse\nimportanza a qualcuno al mondo che viene a trovarmi per mezz'ora qui\nmezz'ora qui con un piede nella fossa!   Su, ti prego, scrivi, Arabella!\nmi supplic\u00f2.  Ripaga il mio candore con un po' di generosit\u00e0!\n\n Penso proprio di no!\n\n Non solo una volta? Oh, s\u00ec!  Sentiva che la sua debolezza fisica gli aveva tolto\ntutta la sua dignit\u00e0.\n\n Perch\u00e9 vuoi che lei sappia come stai? Non vuole vedere\n ee. \u00c8 il topo che ha abbandonato la nave che affonda!\n\n Non farlo, non farlo!\n\n E io mi sono attenuto ad un'idea tanto pi\u00f9 sciocca! Che quella sgualdrina sia in casa\ndavvero!\n\nNon appena le parole furono pronunciate, Jude scatt\u00f2 dalla sedia e, prima che Arabella si rendesse conto di dove si trovava, la fece sdraiare su un piccolo letto.\nprima che Arabella si rendesse conto di dove si trovava, l'aveva fatta sdraiare su un lettino che stava l\u00ec\ndivano che si trovava l\u00ec, lui inginocchiato sopra di lei.\n\n Di' un'altra parola del genere, sussurr\u00f2, e ti uccider\u00f2 qui e ora!\ne ora! Ho tutto da guadagnarci, la mia stessa morte non \u00e8 l'ultima\nparte. Quindi non pensare che non ci sia alcun significato in quello che dico!\n\n Che cosa vuoi che faccia?\n\n Prometti di non parlare mai di lei.\n\n Molto bene. Lo faccio.\n\n Ti credo sulla parola\", disse sprezzante mentre la allentava.  Ma quanto vale\nvalore non posso dire.\n\n Non hai potuto uccidere il maiale, ma puoi uccidere me!\n\n Ah, eccomi qui! No, non potrei ucciderti nemmeno in preda alla passione. Insulto\nvia!\n\nLui cominci\u00f2 a tossire molto, e lei valut\u00f2 la sua vita con un occhio da perito, mentre lui sprofondava in un pallore spaventoso.\ncon un occhio da perito, mentre lui ricadeva terribilmente pallido.  La mander\u00f2 a chiamare,\nArabella mormor\u00f2, se accetterete che io rimanga nella stanza con voi\nper tutto il tempo in cui lei sar\u00e0 qui.\n\nIl lato pi\u00f9 tenero della sua natura, il desiderio di vedere Sue, lo rendeva incapace di resistere all'offerta anche ora, provocato com'era; e rispose.\ndi resistere all'offerta anche in questo momento, provocato com'era; e rispose\nsenza fiato:  S\u00ec, sono d'accordo. Basta che la mandi a chiamare!\n\nLa sera si inform\u00f2 se le avesse scritto.\n\n S\u00ec, ha detto; le ho scritto un biglietto in cui le dicevo che eri malato e le chiedevo di venire domani o dopodomani.\ndi venire domani o dopodomani. Non l'ho ancora spedito.\n\nIl giorno dopo Jude si chiese se l'avesse davvero imbucato, ma non volle chiederglielo.\ne la sciocca Speranza, che vive di gocce e briciole, lo rendeva inquieto per l'attesa.\nl'attesa lo rendeva inquieto. Conosceva gli orari dei possibili treni\ne in ogni occasione si mise in ascolto per sentire il rumore di lei.\n\nLei non venne, ma Jude non si rivolse pi\u00f9 ad Arabella. Egli\nsper\u00f2 e si aspett\u00f2 tutto il giorno successivo; ma non apparve nessuna Sue, n\u00e9 ci fu alcun\nnessuna nota di risposta. Allora Jude decise, nell'intimit\u00e0 della sua mente, che Arabella non aveva mai inviato la sua\nche Arabella non aveva mai spedito la sua, anche se l'aveva scritta. C'era\nc'era qualcosa nel suo modo di fare che lo diceva. La sua debolezza fisica era\nera tale da fargli versare lacrime per la delusione quando lei non era l\u00ec a vedere.\nvedere. I suoi sospetti erano, in effetti, ben fondati. Arabella, come altre infermiere\nArabella, come altre infermiere, pensava che il suo dovere nei confronti dell'invalido fosse quello di pacificarlo\npacificarlo con qualsiasi mezzo, a meno che non si agisca davvero sulle sue fantasie.\n\nNon le disse pi\u00f9 una parola sul suo desiderio o sulle sue congetture. A\nsilenziosa e discreta determinazione cresceva in lui, che gli dava, se non forza, stabilit\u00e0 e calma.\nforza, stabilit\u00e0 e calma. Un mezzogiorno, quando, dopo due ore di assenza, entr\u00f2 nella stanza\nore, entr\u00f2 nella stanza e vide la sedia vuota.\n\nSi butt\u00f2 sul letto e, seduta, medit\u00f2.  Dove diavolo\ndiavolo \u00e8 andato il mio uomo! si disse.\n\nUna pioggia battente da nord-est era caduta pi\u00f9 o meno a intermittenza per tutta la mattina.\ntutta la mattinata, e guardando dalla finestra le cannelle gocciolanti sembrava impossibile\ngocciolanti, sembrava impossibile credere che un uomo malato potesse\nsi sarebbe avventurato verso una morte quasi certa. Eppure una convinzione possedeva\nArabella che fosse uscito, e divenne una certezza quando ebbe\ncasa.  Se \u00e8 cos\u00ec sciocco, lasciatelo stare! si disse.  Non posso\nnon posso fare altro.\n\nJude si trovava in quel momento su un treno che si stava avvicinando ad Alfredston.\nAlfredston, stranamente vestito, pallido come una figura monumentale di alabastro,\ne molto osservato dagli altri passeggeri. Un'ora dopo la sua forma esile, con\ncon il lungo cappotto e la coperta che aveva portato con s\u00e9, ma senza ombrello.\nombrello, poteva essere vista camminare lungo le cinque miglia di strada verso\nMarygreen. Sul suo volto si leggeva il proposito determinato che da solo\nche da solo lo sosteneva, ma che la sua debolezza aveva messo a dura prova.\nDurante la camminata in salita era completamente spompato, ma continu\u00f2 a camminare; e alle tre e mezza si trovava\nalle tre e mezza si trovava presso il familiare pozzo di Marygreen. La pioggia\nLa pioggia teneva tutti al chiuso; Jude attravers\u00f2 il prato fino alla chiesa senza essere osservato e trov\u00f2 l'edificio\nchiesa senza essere osservato e trov\u00f2 l'edificio aperto. Qui si ferm\u00f2,\nguardando la scuola, da cui poteva sentire i soliti toni cantilenanti delle vocine che avevano\ntoni delle piccole voci che non avevano imparato il gemito della Creazione.\n\nAspett\u00f2 che dalla scuola arrivasse un ragazzino, che evidentemente aveva il permesso di uscire\nuscire prima dell'orario per un motivo o per l'altro. Jude alz\u00f2 la mano e\nil bambino arriv\u00f2.\n\n Per favore, passate alla scuola e chiedete alla signora Phillotson se sar\u00e0 cos\u00ec gentile da venire in chiesa per qualche minuto.\ndi venire in chiesa per qualche minuto.\n\nIl bambino se ne and\u00f2 e Jude lo sent\u00ec bussare alla porta dell'abitazione.\nabitazione. Egli stesso si addentr\u00f2 nella chiesa. Tutto era nuovo,\ntranne alcuni pezzi di scultura conservati dal vecchio tessuto distrutto,\nora fissati contro le nuove pareti. Si ferm\u00f2 davanti a questi: sembravano simili a\ndi quel luogo, che erano stati i suoi antenati e i suoi figli.\n\nUn passo leggero, che avrebbe potuto essere considerato niente di pi\u00f9 che un ulteriore\npioggia, risuon\u00f2 nel portico ed egli si guard\u00f2 intorno.\n\n Oh, non pensavo fossi tu! Non pensavo che fossi tu! Oh, Jude!  Una crisi isterica\nisterica del suo respiro si concluse in una successione. Lui avanz\u00f2, ma lei\nma lei si riprese subito e torn\u00f2 indietro.\n\n Non andare, non andare! implorava.  \u00c8 la mia ultima volta! Pensavo che sarebbe stato\nche sarebbe stato meno invadente che entrare in casa vostra. E non verr\u00f2 mai pi\u00f9\nvenire mai pi\u00f9. Non siate dunque impietosi. Sue, Sue! Stiamo agendo in base alla\nlettera; e la lettera uccide!\n\n Rester\u00f2, non sar\u00f2 scortese! Disse lei, con la bocca tremante e le lacrime che le scorrevano, lasciandolo avvicinare.\nlacrime mentre gli permetteva di avvicinarsi.  Ma perch\u00e9 sei venuto,\ne fare questa cosa sbagliata, dopo aver fatto una cosa giusta come quella che hai fatto?\nfatto?\n\n Quale cosa giusta?\n\n Sposare di nuovo Arabella. Era sul giornale di Alfredston. Non \u00e8 mai stata\nstata altro che tua, Jude in senso proprio. E quindi hai fatto cos\u00ec bene\nOh, cos\u00ec bene! nel riconoscerla e portarla di nuovo a te.\n\n Dio sopra e questo \u00e8 tutto ci\u00f2 che sono venuto a sentire? Se c'\u00e8 qualcosa di pi\u00f9\ndegradante, immorale, innaturale, pi\u00f9 di un'altra nella mia vita, \u00e8 questo\ncontratto meretricio con Arabella che \u00e8 stato chiamato \"fare la cosa giusta\"!\ncosa giusta! E anche tu ti definisci moglie di Phillotson! Sua\nmoglie! Tu sei mia.\n\n Non fatemi scappare da voi, non posso sopportare molto! Ma su questo punto\nsono deciso.\n\n Non riesco a capire come hai fatto, come lo pensi, non riesco!\n\n Non importa. \u00c8 un marito gentile con me e ho lottato e combattuto, digiunato e pregato.\nlottato, ho digiunato e ho pregato. Ho quasi portato il mio corpo in\ncompleta sottomissione. E tu non devi svegliarti\n\n Oh, caro piccolo sciocco, dov'\u00e8 la tua ragione? Sembra che tu abbia\nperdita delle tue facolt\u00e0! Vorrei discutere con te se non sapessi che una donna nel tuo stato d'animo\nse non sapessi che una donna nel tuo stato d'animo \u00e8 ben al di l\u00e0 di ogni appello\nal cervello. O forse vi state prendendo in giro da sola, come fanno tante donne su queste\ndonne su queste cose, e non credi veramente a ci\u00f2 che\ne che non credete a quello che fingete, ma vi concedete solo il lusso dell'emozione suscitata\nda una convinzione affettata?\n\n Lusso! Come puoi essere cos\u00ec crudele!\n\n Tu, caro, triste, tenero, malinconico relitto di un promettente intelletto umano\nintelletto che mi sia mai capitato di vedere! Dov'\u00e8 finito il tuo disprezzo\ndelle convenzioni? Avrei voluto morire di gioco!\n\n Mi schiacci, quasi mi insulti, Jude! Vattene via da me!  Si \u00e8 spenta\nrapidamente.\n\n Lo far\u00f2. Non verrei mai pi\u00f9 a trovarvi, anche se avessi la forza di venire, che non avr\u00f2 pi\u00f9.\nforza di venire, che non avr\u00f2 pi\u00f9. Sue, Sue, non sei\nnon vali l'amore di un uomo!\n\nIl suo seno cominci\u00f2 ad andare su e gi\u00f9.  Non posso sopportare che tu dica questo!\nproruppe, e, dopo aver posato lo sguardo su di lui per un attimo, si volt\u00f2 indietro\nimpulsivamente.  Non, non disprezzarmi! Baciami, oh baciami tante volte,\ne ditemi che non sono una vigliacca e una spregevole canaglia, non posso sopportarlo!\nSi precipit\u00f2 da lui e, con la bocca sulla sua, continu\u00f2:  Devo\ndirti, oh devo, mio caro Amore! \u00c8 stato solo un matrimonio\nun matrimonio apparente, voglio dire! Lui l'ha suggerito all'inizio!\nprima!\n\n Come?\n\n Voglio dire che \u00e8 un matrimonio solo nominale. Non \u00e8 mai stato pi\u00f9 di questo\nda quando sono tornata da lui!\n\n Sue! disse. Stringendola a s\u00e9 tra le braccia, le ha inciso le labbra con\ndi baci.  Se la miseria pu\u00f2 conoscere la felicit\u00e0, io ho un momento di felicit\u00e0\nora! Ora, in nome di tutto ci\u00f2 che ritenete sacro, ditemi la verit\u00e0 e nessuna\nbugia. Mi ami ancora?\n\n Lo so! Lo sai troppo bene!   Ma non devo farlo! Non devo baciarti\ncome vorrei!\n\n Ma fatelo!\n\n Eppure sei cos\u00ec cara! E hai un aspetto cos\u00ec malato\n\n E anche voi! Ce n'\u00e8 uno in pi\u00f9, in memoria dei nostri piccoli figli morti.\nfigli miei e vostri!\n\nLe parole la colpirono come un colpo, e pieg\u00f2 la testa.  Non devo...\nnon posso andare avanti cos\u00ec! rantol\u00f2 subito.  Ma ecco, ecco,\ntesoro, ti restituisco i tuoi baci; lo faccio, lo faccio!   E ora mi _danno_ per sempre per il mio peccato!\nper sempre per il mio peccato!\n\n No, lasciatemi fare il mio ultimo appello. Ascoltate questo! Ci siamo entrambi risposati\nfuori di senno. Io mi sono ubriacato per farlo. Tu hai fatto lo stesso. Io ero\nero ubriaco di gin; tu eri ubriaco di credo. Entrambe le forme di intossicazione tolgono\nla visione pi\u00f9 nobile Scrolliamoci di dosso i nostri errori e scappiamo via\ninsieme!\n\n No; ancora no!   Perch\u00e9 mi tenti cos\u00ec tanto, Jude! \u00c8 troppo spietato!\n  Ma ora ho superato me stesso. Non seguirmi, non guardarmi. Lasciatemi\nLasciami, per piet\u00e0!\n\nLei corse su per la chiesa fino al lato est e Jude fece come le aveva chiesto.\nNon volt\u00f2 la testa, ma prese la sua coperta, che lei non aveva visto, e usc\u00ec subito.\nvista, e usc\u00ec subito. Quando pass\u00f2 davanti alla fine della chiesa\ntosse che si mescolava con la pioggia sulle finestre, e in un ultimo istinto di affetto umano, ancora oggi\nistinto di affetto umano, ancora non soggiogato dalle catene, si alz\u00f2 come per andare a vedere\nsi alz\u00f2 come per andare a soccorrerlo. Ma si inginocchi\u00f2 di nuovo e\ncon le mani fino a quando ogni possibile suono di lui non fu\ndi lui.\n\nEra ormai all'angolo del prato, da cui partiva il sentiero che attraversava i campi in cui aveva spaventato le cornacchie da ragazzo.\nche attraversava i campi in cui da ragazzo aveva spaventato le cornacchie. Si volt\u00f2 e\nguard\u00f2 indietro, una volta, all'edificio che conteneva ancora Sue; e poi\npoi prosegu\u00ec, sapendo che i suoi occhi non si sarebbero pi\u00f9 illuminati su quella scena.\n\nCi sono zone fredde su e gi\u00f9 per il Wessex in autunno e in inverno;\nma il pi\u00f9 freddo di tutti quando soffia un vento da nord o da est \u00e8 la\ncresta della collina vicino alla Brown House, dove la strada per Alfredston\nAlfredston incrocia la vecchia Ridgeway. Qui cadono e si posano i primi nevischi e le prime nevi invernali.\ne si sdraiano, e qui il gelo primaverile indugia per l'ultima volta non scongelato. Qui, nei\nvento di nord-est e la pioggia, Jude proseguiva ora il suo cammino, bagnato\nLa necessaria lentezza del suo cammino, dovuta alla mancanza di forze\nforze precedenti non erano sufficienti a mantenere il calore. Arriv\u00f2 alla\npietra miliare e, per quanto piovesse, stese la sua coperta e si sdrai\u00f2 l\u00ec per\ne si sdrai\u00f2 per riposare. Prima di proseguire, and\u00f2 a tastare il retro della pietra\npietra per trovare la sua incisione. Era ancora l\u00ec, ma quasi cancellata dal muschio.\ndal muschio. Pass\u00f2 davanti al punto in cui si trovava il patibolo del suo antenato e di Sue\ne di Sue, e scese la collina.\n\nEra buio quando raggiunse Alfredston, dove bevve una tazza di t\u00e8, perch\u00e9 il freddo mortale che cominciava a penetrare nelle ossa era troppo forte per lui.\nfreddo mortale che cominciava a insinuarsi nelle sue ossa era troppo per lui\nper sopportare il digiuno. Per tornare a casa dovette viaggiare con un tram a vapore,\ne due rami della ferrovia, con molte attese agli incroci. Non arriv\u00f2 a\nChristminster solo alle dieci.\n\n\n\n\nIX\n\n\nSulla piattaforma c'era Arabella. Lo guard\u00f2 dall'alto in basso.\n\n Sei andato a trovarla? chiese.\n\n Ho, disse Jude, letteralmente crollato per il freddo e la spossatezza.\n\n Beh, ora \u00e8 meglio che torniate a casa.\n\nL'acqua gli col\u00f2 via via, e fu costretto ad appoggiarsi al muro per sostenersi mentre tossiva.\ncontro il muro per sostenersi mentre tossiva.\n\n Questo \u00e8 il tuo lavoro, giovanotto, disse lei.  Non so se lo sai.\nse lo sai.\n\n Certo che s\u00ec. Intendevo farlo per me stesso.\n\n Cosa fare per suicidarsi?\n\n Certamente.\n\n Beh, sono fortunato! Ucciditi per una donna.\n\n Ascoltami, Arabella. Tu pensi di essere il pi\u00f9 forte; e lo sei, in senso fisico, ora.\nin senso fisico, ora. Potresti spingermi come un birillo.\nNon hai spedito quella lettera l'altro giorno, e non potevo risentirmi del tuo comportamento.\ncomportamento. Ma in un altro senso non sono cos\u00ec debole come pensi. Ho deciso di\nche un uomo confinato nella sua stanza da un'infiammazione ai polmoni, un uomo a cui\nun uomo a cui erano rimasti solo due desideri al mondo, vedere una donna in particolare\ndonna in particolare e poi morire, avrebbe potuto realizzare questi due desideri in un colpo solo\nin un colpo solo, intraprendendo questo viaggio sotto la pioggia. Io l'ho fatto. L'ho vista\nper l'ultima volta, e ho messo fine a una vita febbrile che non avrebbe mai dovuto\nvita febbrile che non avrebbe mai dovuto essere iniziata!\n\n Signore, parli in modo altezzoso! Non vuoi bere qualcosa di caldo?\n\n No, grazie. Andiamo a casa.\n\nSi sono avvicinati ai collegi silenziosi e Jude ha continuato a fermarsi.\n\n Cosa stai guardando?\n\n Stupide fantasie. In un certo senso vedo di nuovo quegli spiriti dei morti, in questa\nquesta mia ultima passeggiata, che ho visto quando ho camminato qui per la prima volta!\n\n Che tipo curioso sei!\n\n Mi sembra di vederli e quasi di sentirli frusciare. Ma non li venero tutti\ntutti come allora. Non credo alla met\u00e0 di loro. I\nteologi, gli apologeti, e i loro parenti, i metafisici, gli statisti\nmetafisici, gli statisti arroganti e altri, non mi interessano pi\u00f9. Tutto ci\u00f2 \u00e8\ntutto ci\u00f2 \u00e8 stato rovinato dalla dura realt\u00e0!\n\nL'espressione del volto di Jude, simile a un cadavere, alla luce della lampada acquosa era\ncome se vedesse persone dove non c'\u00e8 nessuno. A momenti rimaneva\ndi un arco, come se stesse osservando una figura che esce; poi guardava una finestra come se\nguardare una finestra come se scorgesse un volto familiare dietro di essa. Sembrava\nvoci, di cui ripeteva le parole come per coglierne il significato.\nsignificato.\n\n Sembra che stiano ridendo di me!\n\n Chi?\n\n Oh, stavo parlando con me stesso! I fantasmi che si aggirano qui intorno, nei\narcate del college e nelle finestre. Erano soliti avere un aspetto amichevole ai vecchi\nin particolare Addison, Gibbon, Johnson e il dottor Browne,\ne il vescovo Ken\n\n Venite con noi! Fantasmi! Non ci sono n\u00e9 vivi n\u00e9 morti qui intorno\ntranne un dannato poliziotto! Non ho mai visto le strade pi\u00f9 vuote.\n\n Fantasia! Il Poeta della Libert\u00e0 passeggiava qui, e il grande Dissettore della Malinconia l\u00ec!\ndella Malinconia!\n\n Non voglio sentirne parlare! Mi annoiano.\n\n Walter Raleigh mi sta chiamando da quella\nWycliffe Harvey Hooker Arnold e un'intera folla di tractariani.\nombre\n\n Non voglio sapere i loro nomi, ve lo dico io! Cosa mi importa di\ndella gente morta e sepolta? Sulla mia anima sei pi\u00f9 sobrio quando hai bevuto\nquando si beve che quando non si beve!\n\n Devo riposare un momento\", disse; e mentre si fermava, aggrappandosi alla ringhiera, misur\u00f2 con lo sguardo l'altezza della facciata di un college.\nringhiera, misur\u00f2 con lo sguardo l'altezza della facciata di un college.  Questo\n\u00e8 il vecchio Rubric. E quel Sarcofago; e su per quella corsia Crozier e Tudor; e laggi\u00f9 il Cardinale.\nTudor; e laggi\u00f9 c'\u00e8 il Cardinale con la sua lunga facciata e le sue\nfinestre con le sopracciglia alzate, che rappresentano la cortese sorpresa dell'universit\u00e0\ndell'universit\u00e0 per gli sforzi di uno come me.\n\n Venite con me, e vi curer\u00f2!\n\n Molto bene. Mi aiuter\u00e0 a tornare a casa, perch\u00e9 sento la gelida nebbia dei prati di\nprati di Cardinal come se gli artigli della morte mi afferrassero da parte a parte.\nda parte a parte. Come disse Antigone, non sono un abitante degli uomini n\u00e9 dei fantasmi.\nMa, Arabella, quando sar\u00f2 morto, vedrai il mio spirito che svolazza su e gi\u00f9\nsu e gi\u00f9 tra questi!\n\n Pooh! Forse non morirai, dopo tutto. Sei gi\u00e0 abbastanza forte, vecchio mio.\n\n\nA Marygreen era notte e la pioggia del pomeriggio non dava segno di diminuire.\ndi diminuire. All'incirca nel momento in cui Jude e Arabella stavano camminando\nle strade di Christminster, la vedova Edlin attravers\u00f2 il verde e apr\u00ec la porta sul retro dell'abitazione del maestro.\nverde e apr\u00ec la porta sul retro dell'abitazione del maestro, cosa che\nspesso prima di andare a letto, per aiutare Sue a mettere a posto le cose.\n\nSue stava confondendo le acque in cucina, perch\u00e9 non era una brava casalinga, anche se si sforzava di esserlo, e diventava insofferente alle faccende domestiche.\ncasalinga, anche se si sforzava di esserlo, e diventava insofferente ai dettagli domestici.\ndettagli domestici.\n\n Signore, che cosa fai tu stesso, quando io sono venuto per un motivo.\nscopo! Sapevi che sarei venuto.\n\n Oh, non lo so, l'ho dimenticato! No, non l'ho dimenticato. L'ho fatto per disciplinare\nme stessa. Ho pulito le scale dalle otto. Devo\nesercitarmi nei miei doveri domestici. Li ho vergognosamente trascurati\nli ho vergognosamente trascurati!\n\n Perch\u00e9 dovreste? Avr\u00e0 una scuola migliore, forse diventer\u00e0 parroco, con il tempo\ne voi manterrete due domestici.  \u00c8 un peccato rovinare quelle belle mani.\nmani.\n\n Non parli delle mie belle mani, signora Edlin. Questo mio bel corpo\n\u00e8 gi\u00e0 stato la mia rovina!\n\n Non hai un corpo di cui parlare! Mi fai pensare pi\u00f9 a uno\nsperrit. Ma sembra che ci sia qualcosa che non va stasera, mia cara. Marito\narrabbiato?\n\n No, non lo \u00e8 mai. \u00c8 andato a letto presto.\n\n Allora che cos'\u00e8?\n\n Non posso dirvelo. Oggi ho sbagliato. E voglio sradicarlo.\nBeh, ti dir\u00f2 che Jude \u00e8 stato qui questo pomeriggio e ho scoperto che lo amo ancora...\ne ho scoperto di amarlo ancora, in modo enorme! Non posso dirvi di pi\u00f9.\n\n Ah! disse la vedova.  Te l'avevo detto come sarebbe andata!\n\n Ma non deve essere cos\u00ec! Non ho detto a mio marito della sua visita; non \u00e8 necessario disturbarlo.\nNon \u00e8 necessario disturbarlo, perch\u00e9 non intendo pi\u00f9 vedere Jude.\nJude. Ma ho intenzione di mettere a posto la mia coscienza sul mio dovere nei confronti di\nRichard facendo una penitenza definitiva. Devo!\n\n Io non lo farei, visto che lui \u00e8 d'accordo che le cose vadano diversamente, e sono passati tre mesi\ntre mesi molto bene cos\u00ec com'\u00e8.\n\n S\u00ec, \u00e8 d'accordo che io viva come voglio; ma sento che \u00e8 un'indulgenza che non dovrei esigere da lui.\nche non dovrei esigere da lui. Non avrei dovuto accettarla.\nda me. Rovesciare la situazione sar\u00e0 terribile, ma devo essere pi\u00f9 giusta con lui. O\nperch\u00e9 sono stato cos\u00ec poco eroico!\n\n Cos'\u00e8 che non ti piace in lui? chiese curiosa la signora Edlin.\n\n Non posso dirvelo. \u00c8 qualcosa che non posso dire. La cosa triste\n\u00e8 che nessuno lo ammetterebbe come motivo per sentirsi come me; quindi non mi resta nessuna scusa.\nnon mi resta alcuna scusa.\n\n Hai mai detto a Jude cos'era?\n\n Mai.\n\n Ho sentito strane storie di mariti ai miei tempi\", osserv\u00f2 la vedova a voce bassa.\na voce bassa.  Dicono che quando i santi erano sulla terra\ni diavoli erano soliti prendere le forme dei mariti nelle notti e mettere le povere donne in\nogni sorta di guai. Ma non so perch\u00e9 mi sia venuto in mente, perch\u00e9 \u00e8 solo un racconto.\nMa non so perch\u00e9 mi sia venuto in mente, perch\u00e9 \u00e8 solo un racconto Che vento e che pioggia c'\u00e8 stasera!\nNon avere fretta di cambiare le cose, mia cara. Pensaci bene.\n\n No, no! Ho messo in crisi la mia anima debole per trattarlo pi\u00f9\ncortese e deve essere fatto subito, prima che io crolli!\n\n Non credo che si debba forzare la propria natura. Nessuna donna dovrebbe\naspettarsi che lo faccia.\n\n \u00c8 il mio dovere. Berr\u00f2 il mio calice fino all'ultima goccia!\n\nMezz'ora dopo, quando la signora Edlin si mise la cuffia e lo scialle per andarsene, Sue sembr\u00f2 essere colta da un vago terrore.\nSue sembr\u00f2 essere colta da un vago terrore.\n\n No, no, non se ne vada, signora Edlin\", implorava, con gli occhi sgranati e con una rapida occhiata nervosa alle spalle.\nun rapido sguardo nervoso alle spalle.\n\n Ma \u00e8 ora di andare a letto, bambina.\n\n S\u00ec, ma c'\u00e8 la piccola stanza di riserva che era la mia stanza. \u00c8 abbastanza\npronta. La prego di restare, signora Edlin! Avr\u00f2 bisogno di lei domattina.\n\n Oh beh, non mi dispiace, se lo desideri. Non accadr\u00e0 nulla alle mie quattro vecchie\nmura, che io sia presente o meno.\n\nPoi chiuse le porte e salirono insieme le scale.\n\n Aspetti qui, signora Edlin, disse Sue.  Vado un attimo nella mia vecchia stanza\nda sola.\n\nLasciando la vedova sul pianerottolo, Sue si diresse verso la camera che era stata sua esclusiva\nera stata esclusivamente sua fin dal suo arrivo a Marygreen, e spingendosi fino alla\nalla porta si inginocchi\u00f2 accanto al letto per un minuto o due. Poi si alz\u00f2 e\ne prendendo la camicia da notte dal cuscino si spogli\u00f2 e si avvicin\u00f2 a Mrs.\nEdlin. Si sentiva un uomo russare nella stanza di fronte. Lei augur\u00f2 alla\nEdlin e la vedova entr\u00f2 nella stanza che Sue aveva appena liberato.\nliberata.\n\nSue apr\u00ec la porta dell'altra camera e, come colta da svenimento,\nsprofond\u00f2 al di fuori di essa. Alzandosi di nuovo, apr\u00ec per met\u00e0 la porta e disse\ne disse: \"Richard\".  Quando la parola le usc\u00ec di bocca, rabbrivid\u00ec visibilmente.\nrabbrivid\u00ec.\n\nIl russare era cessato da tempo, ma lui non rispose. Sue\nsembrava sollevata e si affrett\u00f2 a tornare nella camera della signora Edlin.  \u00c8 a letto, signora Edlin?\na letto, signora Edlin? chiese.\n\n No, cara, disse la vedova aprendo la porta.  Sono vecchia e lenta, e\nmi ci vuole molto tempo per disfare i raggi. Non ho ancora slacciato i miei salti.\n\n Non lo sento! E forse\n\n Cosa, bambina?\n\n Forse \u00e8 morto!  E allora dovrei essere _libera_, e potrei\npotrei andare da Jude!   Ah no, ho dimenticato _lui_ e Dio!\n\n Andiamo ad ascoltare. No, sta russando di nuovo. Ma la pioggia e il vento\n\u00e8 cos\u00ec forte che non si riesce a sentire nulla se non tra un mormorio e l'altro.\n\nSue si era trascinata indietro.  Signora Edlin, ancora buonanotte! Mi dispiace\ndi averla fatta uscire.  La vedova si ritir\u00f2 una seconda volta.\n\nLo sguardo teso e rassegnato torn\u00f2 sul volto di Sue quando rimase sola.\n Devo farlo, devo! Devo bere fino all'ultima goccia! sussurr\u00f2.\n Richard! disse ancora.\n\n Ehi, cosa? Sei tu, Susanna?\n\n S\u00ec.\n\n Cosa vuoi? C'\u00e8 qualcosa che non va? Aspetti un momento.  Indoss\u00f2\nalcuni indumenti e si avvicin\u00f2 alla porta.  Si?\n\n Quando eravamo a Shaston mi sono buttata dalla finestra piuttosto che\nche tu ti avvicinassi a me. Non ho mai cambiato idea su quel trattamento\nora che sono venuto a chiedervi scusa per questo e a chiedervi di lasciarmi entrare.\nentrare.\n\n Forse pensi solo di doverlo fare? Non voglio che tu vada contro i tuoi\ncontro i tuoi impulsi, come ho detto.\n\n Ma chiedo di essere ammessa\".  Aspett\u00f2 un attimo e ripet\u00e9: \"Chiedo di essere ammessa!\ndi essere ammessa! Sono stata in errore anche oggi. Ho oltrepassato i miei\ndiritti. Non volevo dirvelo, ma forse dovrei. Ho peccato\ncontro di voi questo pomeriggio.\n\n Come?\n\n Ho incontrato Jude! Non sapevo che sarebbe venuto. E\n\n Allora?\n\n Lo baciai e lasciai che mi baciasse.\n\n Oh, la vecchia storia!\n\n Richard, non sapevo che ci saremmo baciati finch\u00e9 non l'abbiamo fatto!\n\n Quante volte?\n\n Un buon numero. Non lo so. Sono inorridito nel ripensarci e il minimo che possa fare dopo questo\nil minimo che possa fare dopo questa storia \u00e8 venire da voi in questo modo.\n\n E' una cosa piuttosto brutta, dopo quello che ho fatto! C'\u00e8 altro da\nconfessare?\n\n No. Aveva intenzione di dire:  L'ho chiamato il mio caro Amore.\nMa, poich\u00e9 una donna contrita si trattiene sempre un po', questa parte della\nscena rimase non raccontata. Continu\u00f2:  Non lo vedr\u00f2 mai pi\u00f9\npi\u00f9. Ha parlato di alcune cose del passato e mi ha sopraffatto. Ha\nha parlato dei bambini. Ma, come ho detto, sono felice, quasi felice, intendo dire\nche siano morti, Richard. Questo cancella tutta la mia vita!\n\n Beh, sul fatto di non vederlo pi\u00f9. Ma lo pensi davvero?\nC'era qualcosa nel tono di Phillotson che sembrava mostrare che i suoi tre mesi di matrimonio con Sue\nche i suoi tre mesi di matrimonio con Sue non erano stati in qualche modo cos\u00ec\nsoddisfacenti come la sua magnanimit\u00e0 o la sua pazienza amatoria avevano previsto.\n\n S\u00ec, s\u00ec!\n\n Forse lo giurerete sul Nuovo Testamento?\n\n Lo far\u00f2.\n\nTorn\u00f2 nella stanza e tir\u00f2 fuori un piccolo Testamento marrone.  Ora\nallora: Che Dio ti aiuti!\n\nHa giurato.\n\n Molto bene!\n\n Ora ti supplico, Riccardo, a cui appartengo e che voglio onorare e obbedire, come ho giurato, di lasciarmi entrare.\nonorare e obbedire, come ho giurato, di lasciarmi entrare.\n\n Pensateci bene. Sai cosa significa. Averti di nuovo in\ncasa era una cosa e questa un'altra. Quindi ripensaci.\n\n Ho pensato di desiderare questo!\n\n \u00c8 uno spirito compiacente e forse ha ragione. Con un amante\nun amante in giro, un mezzo matrimonio dovrebbe essere completato. Ma ripeto il mio\nrichiamo per la terza e ultima volta.\n\n \u00c8 il mio desiderio!   O Dio!\n\n Perch\u00e9 hai detto O Dio?\n\n Non lo so!\n\n S\u00ec, \u00e8 cos\u00ec! Ma lui consider\u00f2 malinconicamente la sua forma sottile e fragile un\nancora un attimo, mentre lei si accovacciava davanti a lui in abiti da notte.  Beh, io\npensavo che sarebbe finita cos\u00ec, si disse.  Non ti devo nulla,\ndopo questi segni; ma ti prendo in parola e ti perdono.\n\nLe mise un braccio intorno per sollevarla. Sue si allontan\u00f2.\n\n Cosa c'\u00e8? chiese, parlando per la prima volta con severit\u00e0.\n Ti allontani di nuovo da me? Proprio come prima!\n\n No, Richard, non stavo pensando\n\n Desidera entrare qui?\n\n S\u00ec.\n\n Tieni ancora a mente cosa significa?\n\n Si. \u00c8 mio dovere!\n\nPosizionando il candeliere sul cassettone, la condusse attraverso la\ne, sollevandola di peso, la baci\u00f2. Un rapido sguardo di avversione\ndi avversione sul suo volto, ma stringendo i denti non emise alcun grido.\n\nLa signora Edlin si era ormai spogliata e stava per mettersi a letto, quando si disse\nquando si disse:  Forse \u00e8 meglio che vada a vedere se la\nse la piccola sta bene. Come soffia e piove!\n\nLa vedova usc\u00ec sul pianerottolo e vide che Sue era scomparsa.\n Ah! Povera anima! I matrimoni sono funerali al giorno d'oggi. Cinquantacinque\nanni fa, da quando io e il mio uomo ci siamo sposati! I tempi sono cambiati\nda allora!\n\n\n\n\nX\n\n\nSuo malgrado Jude si riprese un po' e lavor\u00f2 al suo mestiere per\ndiverse settimane. Dopo Natale, per\u00f2, croll\u00f2 di nuovo.\n\nCon il denaro guadagnato spost\u00f2 il suo alloggio in una zona pi\u00f9 centrale della citt\u00e0.\ncentrale della citt\u00e0. Ma Arabella vedeva che non avrebbe lavorato molto per\nlavoro per molto tempo, ed era abbastanza arrabbiata per la piega che avevano preso gli affari\nche le cose avevano preso dopo il suo risposo con lui.  Che mi venga un colpo se non sei stato\nse non sei stato furbo in quest'ultimo colpo! direbbe lei, per avere un'infermiera per niente\nsposandomi!\n\nJude era assolutamente indifferente a ci\u00f2 che lei diceva e anzi, spesso\nconsiderava i suoi abusi sotto una luce umoristica. A volte il suo umore era pi\u00f9\npi\u00f9 serio e, mentre giaceva, spesso divagava sulla sconfitta dei suoi primi\nobiettivi.\n\n Ogni uomo ha un piccolo potere in una direzione, diceva.\n Non sono mai stato abbastanza robusto per il mestiere della pietra, in particolare per il\nfissaggio. Spostare i blocchi mi metteva sempre a dura prova e sopportare le\ncorrenti d'aria negli edifici prima di montare le finestre mi faceva sempre venire il\nraffreddore, e credo che questo sia stato l'inizio dei guai all'interno. Ma sentivo di poter\nuna cosa se ne avessi avuto l'opportunit\u00e0. Potevo accumulare idee e\ne trasmetterle agli altri. Mi chiedo se i fondatori avessero in mente una persona come me.\nun compagno buono per nient'altro che quella cosa in particolare?   I\nHo sentito dire che presto ci sar\u00e0 una possibilit\u00e0 migliore per gli\nstudenti indifesi come me. Ci sono progetti per rendere l'universit\u00e0\nmeno esclusiva ed estendere la sua influenza. Non ne so molto.\nnon ne so molto. Ed \u00e8 troppo tardi, troppo tardi per me! Ah, e per quanti altri pi\u00f9 degni\npi\u00f9 degni prima di me!\n\n Come continui a borbottare! disse Arabella.  Avrei pensato che a quest'ora\nche a quest'ora ti fosse passata la mania dei libri. E cos\u00ec\navresti, se avessi avuto un po' di buon senso all'inizio. Ora sei cattivo come quando ci siamo sposati.\nci siamo sposati la prima volta.\n\nIn un'occasione, mentre stava facendo un soliloquio, la chiam\u00f2 Sue\ninconsciamente.\n\n Vorrei che badasse a chi sta parlando! disse Arabella indignata.\n Chiamare una rispettabile donna sposata con il nome di quella Lei si ricord\u00f2 di s\u00e9 e non colse la parola.\nsi ricord\u00f2 di s\u00e9 e non colse la parola.\n\nMa col passare del tempo, quando vide come stavano andando le cose e quanto poco avesse da temere dalla rivalit\u00e0 di Sue, ebbe un attacco di rabbia.\ndi rivalit\u00e0 di Sue, ebbe un attacco di generosit\u00e0.\ngenerosit\u00e0.  Suppongo che tu voglia vedere la tua Sue? disse.  Beh, non mi\nnon mi dispiace che venga. Puoi tenerla qui se vuoi.\n\n Non desidero rivederla.\n\n Oh, questo s\u00ec che \u00e8 un cambiamento!\n\n E non dirle nulla di me, che sono malato o altro. Lei\nha scelto la sua strada. Lasciatela andare!\n\nUn giorno ricevette una sorpresa. La signora Edlin era venuta a trovarlo, per\nper conto proprio. La moglie di Jude, i cui sentimenti riguardo ai suoi affetti erano ormai\nsentimenti di Jude, i cui sentimenti riguardo al centro dei suoi affetti avevano ormai raggiunto l'indifferenza pi\u00f9 assoluta, usc\u00ec,\nlasciando l'anziana donna sola con Jude. Lui chiese impulsivamente come stava Sue\ne poi disse senza mezzi termini, ricordando ci\u00f2 che Sue gli aveva detto:  I\nSuppongo che siano ancora marito e moglie solo di nome?\n\nLa signora Edlin esit\u00f2.  Beh, no, ora \u00e8 diverso. Ha iniziato a farlo\ndi recente, di sua spontanea volont\u00e0.\n\n Quando ha cominciato? chiese rapidamente.\n\n La notte dopo il tuo arrivo. Ma come punizione per la sua povera persona. Lui\nnon lo voleva, ma lei ha insistito.\n\n Sue, mia Sue, cara sciocca, questo \u00e8 quasi pi\u00f9 di quanto io possa sopportare!  \nSignora Edlin, non si spaventi per le mie divagazioni, devo parlare con me stessa, stando qui da sola per cos\u00ec tante ore.\nSono costretta a parlare con me stessa, stando qui per tante ore da sola.\nintelletto era per il mio come una stella per una lampada alla benzolina: che vedeva tutte le _mie_ superstizioni come ragnatele che\nsuperstizioni come ragnatele che poteva spazzare via con una parola. Poi\nPoi ci fu un'amara afflizione, il suo intelletto si spezz\u00f2 e lei si diresse\nverso l'oscurit\u00e0. Strana differenza di sesso, il tempo e le\ncircostanze, che allargano le vedute della maggior parte degli uomini, restringono quelle delle donne quasi invariabilmente.\ndonne quasi invariabilmente. E ora l'orrore finale l'ha raggiunta\ndarsi in questo modo a ci\u00f2 che detesta, nella sua schiavit\u00f9 alle forme!\nforme! Lei, cos\u00ec sensibile, cos\u00ec restringente, che il vento stesso sembrava\nCome per Sue e me quando eravamo al nostro meglio, tanto tempo fa quando\nal nostro meglio, molto tempo fa, quando le nostre menti erano chiare e il nostro amore per la verit\u00e0\nverit\u00e0, i tempi non erano maturi per noi! Le nostre idee erano cinquant'anni\ntroppo presto per essere utili a noi. E cos\u00ec la resistenza che incontrarono\nport\u00f2 la reazione in lei, e l'imprudenza e la rovina in me!   Ecco, questo,\nsignora Edlin, \u00e8 quanto continuo a ripetere a me stesso, mentre sono qui sdraiato. Devo\nannoiarla terribilmente.\n\n Niente affatto, mio caro ragazzo. Potrei ascoltarti tutto il giorno.\n\nMentre Jude rifletteva sempre di pi\u00f9 sulle sue notizie e diventava sempre pi\u00f9 inquieto, inizi\u00f2 a usare, nella sua agonia mentale, un linguaggio terribilmente profano\nNella sua agonia mentale inizi\u00f2 a usare un linguaggio terribilmente blasfemo sulle\nconvenzioni sociali, il che provoc\u00f2 un attacco di tosse. Di l\u00ec a poco bussarono alla\nbussare alla porta del piano di sotto. Poich\u00e9 nessuno rispose, la signora Edlin stessa\nEdlin stessa scese.\n\nIl visitatore disse blandamente: il Dottore.  La forma allampanata era quella del\nmedico Vilbert, chiamato da Arabella.\n\n Come sta il mio paziente? chiese il medico.\n\n Oh, male, molto male! Povero ragazzo, si \u00e8 eccitato e ha fatto una brutta figura,\ne visto che per sbaglio ho fatto trapelare qualche pettegolezzo, la colpa \u00e8 mia. Ma\nMa bisogna scusare un uomo che soffre per quello che dice, e spero che Dio lo perdoni.\nDio lo perdoni.\n\n Ah. Vado a trovarlo. La signora Fawley \u00e8 in casa?\n\n Al momento non \u00e8 in casa, ma arriver\u00e0 presto.\n\nVilbert and\u00f2; ma sebbene Jude avesse preso fino a quel momento le medicine di quell'abile\nabile medico con la massima indifferenza ogni volta che gli erano state versate\nin gola da Arabella, ora gli eventi lo avevano portato a una tale esasperazione\nche sfog\u00f2 la sua opinione su Vilbert in faccia al medico, e cos\u00ec\ncon tanta forza e con epiteti cos\u00ec forti, che Vilbert si allontan\u00f2 presto\ndi nuovo al piano di sotto. Sulla porta incontr\u00f2 Arabella, la signora Edlin era uscita.\nArabella chiese come pensava che stesse ora suo marito e, vedendo che il Dottore sembrava\nche il Dottore sembrava agitato, gli chiese di prendere qualcosa. Lui acconsent\u00ec.\n\n Te lo porter\u00f2 qui nel passaggio, disse.  Non c'\u00e8 nessuno\nsolo io in casa oggi.\n\nLei gli port\u00f2 una bottiglia e un bicchiere e lui bevve.\n\nArabella cominci\u00f2 a tremare per le risate trattenute.  Che cos'\u00e8 questo, mia\nmia cara? chiese, socchiudendo le labbra.\n\n Un goccio di vino e qualcosa dentro.  Ridendo di nuovo disse:  I\nci ho versato il tuo stesso filtro d'amore che mi hai venduto all'esposizione agricola, non ti ricordi?\nfiera agricola, non ti ricordi?\n\n Lo faccio, lo faccio! Donna intelligente! Ma deve essere preparata alle\nconseguenze.  Mettendo il braccio intorno alle spalle di lei, la baci\u00f2 l\u00ec\ne poi.\n\n Non farlo, sussurr\u00f2, ridendo bonariamente.  Il mio uomo\nsentir\u00e0.\n\nLo fece uscire di casa e mentre tornava indietro si disse:\n Bene! Le donne deboli devono prevedere un giorno di pioggia. E se il mio povero compagno\ndi sopra se ne va, come suppongo che far\u00e0 presto, \u00e8 bene tenere le possibilit\u00e0\naperte. E non posso scegliere ora come quando ero pi\u00f9 giovane.\nE bisogna prendere il vecchio se non si pu\u00f2 avere il giovane.\n\n\n\n\nXI\n\n\nLe ultime pagine su cui il cronista di queste vite chiede l'attenzione del lettore\nattenzione del lettore riguardano la scena dentro e fuori dalla camera da letto di Jude\ncamera da letto di Jude quando l'estate frondosa torn\u00f2 a farsi sentire.\n\nIl suo viso era ormai cos\u00ec magro che i suoi vecchi amici difficilmente l'avrebbero riconosciuto.\nlui. Era pomeriggio e Arabella era davanti allo specchio ad arricciarsi i capelli.\ncapelli, operazione che eseguiva scaldando un bastone da ombrellone alla\nfiamma di una candela che aveva acceso e lo usava sulla ciocca fluente.\nciocca. Quando ebbe finito, si esercit\u00f2 a fare una fossetta e indoss\u00f2 le sue\ne indoss\u00f2 le sue cose, gett\u00f2 gli occhi su Jude. Sembrava che stesse dormendo,\nanche se la sua posizione era elevata, poich\u00e9 la sua malattia gli impediva di\ndi sdraiarsi.\n\nArabella, con il cappello, i guanti e pronta, si sedette e aspett\u00f2, come se si aspettasse che qualcuno venisse a prendere il suo posto di infermiera.\ncome se si aspettasse che qualcuno venisse a prendere il suo posto di infermiera.\n\nAlcuni suoni provenienti dall'esterno rivelarono che la citt\u00e0 era in festa,\nanche se poco della festa, qualunque essa fosse, poteva essere\nqui si poteva vedere ben poco della festa, qualunque essa fosse. Le campane cominciarono a suonare, e le note entrarono nella stanza\ndalla finestra aperta e giravano intorno alla testa di Jude in un ronzio. Le\nla rendevano inquieta e alla fine disse a se stessa:  Perch\u00e9 mai non viene\nPadre non viene?\n\nGuard\u00f2 di nuovo Jude, misur\u00f2 criticamente la sua vita in declino, come aveva fatto tante volte negli ultimi mesi.\ntante volte negli ultimi mesi, e dando un'occhiata all'orologio di lui,\nche era appeso a mo' di segnatempo, si alz\u00f2 impaziente. Ma lui\ndormiva, e, giunta a una decisione, usc\u00ec dalla stanza, chiuse la porta senza rumore e scese\nporta senza far rumore e scese le scale. La casa era vuota. L'attrazione che\nattrazione che aveva spinto Arabella ad andare all'estero aveva evidentemente allontanato\ngli altri inquilini molto tempo prima.\n\nEra una giornata calda, senza nuvole, allettante. Chiuse la porta d'ingresso e\ne si affrett\u00f2 a girare per Chief Street, e quando fu vicino al teatro pot\u00e9 sentire le note dell'organo.\nle note dell'organo, essendo in corso le prove per un concerto imminente.\nconcerto in corso. Entr\u00f2 sotto l'arco dell'Oldgate College, dove gli uomini stavano montando\ndove gli uomini stavano montando le tende da sole intorno al quadrilatero per un ballo nella sala\nquella sera. Le persone che erano venute dalla campagna per la giornata stavano\npicnic sull'erba e Arabella camminava lungo i sentieri di ghiaia e sotto i tigli secolari.\nsotto i tigli secolari. Ma trovando questo posto piuttosto noioso, torn\u00f2\ntorn\u00f2 in strada e osserv\u00f2 le carrozze che si avvicinavano per il concerto,\nnumerosi Dons e le loro mogli, e laureandi con allegre compagne di\ncon allegre compagne, che si affollavano allo stesso modo. Quando le porte furono chiuse e il concerto\nconcerto, si allontan\u00f2.\n\nLe potenti note di quel concerto si diffondevano attraverso le persiane gialle\ngialle delle finestre aperte, oltre i tetti delle case e nell'aria\nl'aria immobile dei vicoli. Arrivarono fino alla stanza in cui giaceva Jude.\nJude; e fu in quel momento che la tosse ricominci\u00f2 a svegliarlo.\nsvegliarlo.\n\nNon appena riusc\u00ec a parlare, mormor\u00f2, con gli occhi ancora chiusi:  Un po' d'acqua\nacqua, per favore.\n\nNient'altro che la stanza deserta accolse il suo appello, ed egli toss\u00ec fino allo sfinimento dicendo ancora pi\u00f9 debolmente: \"Non c'\u00e8 niente da fare.\ntossiva fino allo sfinimento, dicendo ancora pi\u00f9 debolmente:  Acqua un po\nacqua Sue Arabella!\n\nLa stanza rimase immobile come prima. Poi rantol\u00f2 di nuovo:\n Acqua di gola Sue cara goccia d'acqua per favore oh per favore!\n\nNon arriv\u00f2 acqua e le note dell'organo, flebili come il ronzio di un'ape, arrivarono come prima.\nprima.\n\nMentre rimaneva con il volto cambiato, da qualche parte in direzione del fiume giungevano grida e urla.\nda qualche parte in direzione del fiume.\n\n Ah s\u00ec! I giochi della Memoria, mormor\u00f2.  E io qui. E Sue\ncontaminata!\n\nGli urli si ripeterono, affogando le deboli note dell'organo. Il volto di Jude\ncambi\u00f2 ancora: sussurr\u00f2 lentamente, le sue labbra inaridite si muovevano a malapena:\n\nPerisca il giorno in cui sono nato e la notte in cui si \u00e8 detto: \"\u00c8 stato concepito un bambino-uomo\".\n{\\an8}C'\u00e8 un uomo-bambino concepito. _\n\n( Evviva! )\n\nQuel giorno sia tenebra; Dio non lo guardi dall'alto, n\u00e9 vi risplenda la luce.\nche la luce risplenda su di esso. Che quella notte sia solitaria, che non vi giunga alcuna\nvoce gioiosa vi giunga. _\n\n( Evviva! )\n\nPerch\u00e9 non sono morto fin dal grembo materno? Perch\u00e9 non ho abbandonato il fantasma quando sono\nuscito dal ventre?   Perch\u00e9 ora avrei dovuto giacere immobile e stare\ntranquilla. Avrei dovuto dormire: allora avrei riposato! _\n\n( Evviva! )\n\nL\u00e0 i prigionieri riposano insieme; non sentono la voce dell'oppressore.\nIl piccolo e il grande sono l\u00ec; e il servo \u00e8 libero dal suo padrone.\ndal suo padrone. Perch\u00e9 \u00e8 data luce a chi \u00e8 nella miseria e\nla vita a chi \u00e8 amareggiato? _\n\n\nNel frattempo Arabella, nel tentativo di scoprire cosa stava succedendo, prese una\nuna scorciatoia per una strada stretta e attraverso un angolo oscuro entr\u00f2 nella\ndel Cardinale. Era pieno di confusione, e brillante alla luce del sole, con fiori e altri preparativi\ncon fiori e altri preparativi per un ballo anche qui. Un falegname\nle fece un cenno con la mano, uno che in passato era stato compagno di lavoro di Jude.\nun corridoio in corso di costruzione dall'ingresso alle scale del salone.\ndi festoni rossi e colorati. Carichi di scatole contenenti piante\ncontenenti piante luminose in piena fioritura, e la grande scalinata era ricoperta da un telo rosso.\ngrande scalinata era coperta da un drappo rosso. Fece un cenno a un operaio\ne un altro, e sal\u00ec alla sala forte della loro conoscenza, dove stavano mettendo\ndove stavano posando un nuovo pavimento e stavano decorando per il ballo.\nper il ballo.\n\nLa campana della cattedrale, a poca distanza, stava suonando per la funzione delle cinque.\n\n Non mi dispiacerebbe fare un giro l\u00ec con il braccio di un uomo intorno alla mia\ndisse a uno degli uomini.  Ma Signore, devo tornare a casa\nc'\u00e8 molto da fare. Niente balli per me!\n\nQuando arriv\u00f2 a casa fu accolta da Stagg e da un paio di altri compagni di Jude.\naltri colleghi scalpellini di Jude.  Stiamo scendendo al fiume\nfiume, disse il primo, per vedere la barca che salta. Ma abbiamo fatto un salto\nMa abbiamo fatto un salto per chiedere come sta suo marito.\n\n Sta dormendo bene, grazie, disse Arabella.\n\n Esatto. Non pu\u00f2 concedersi mezz'ora di relax, signora Fawley, e venire con noi?\ndi relax, signora Fawley, e venire con noi?  Le farebbe bene.\n\n Mi piacerebbe andarci, disse lei.  Non ho mai visto una gara di barche e ho sentito dire che \u00e8 divertente.\nHo sentito dire che \u00e8 molto divertente.\n\n Venite con noi!\n\n Come vorrei poterlo fare!  Guard\u00f2 con desiderio la strada.  Aspettate un\nun minuto, allora. Corro a vedere come sta adesso. Il padre \u00e8 con\nCredo che pap\u00e0 sia con lui, quindi molto probabilmente potr\u00f2 venire.\n\nAspettarono e lei entr\u00f2. Al piano di sotto i detenuti erano assenti come prima.\ncome prima, infatti si erano recati in massa al fiume dove doveva passare la\nfiume dove doveva passare la processione di barche. Quando raggiunse la camera da letto scopr\u00ec\nche suo padre non era ancora arrivato.\n\n Perch\u00e9 non poteva essere qui! disse con impazienza.  Vuole vedere le\nvedere le barche di persona, ecco cos'\u00e8!\n\nTuttavia, quando si gir\u00f2 verso il letto si illumin\u00f2, perch\u00e9 vide che\nJude stava apparentemente dormendo, anche se non era nella solita posizione\nposizione semi-elevata che gli era stata imposta dalla tosse. Era scivolato a terra,\ne giaceva disteso. Una seconda occhiata la fece trasalire e si avvicin\u00f2 al letto.\nletto. Il suo volto era piuttosto bianco e si stava gradualmente irrigidendo. Tocc\u00f2 le dita\ntocc\u00f2 le sue dita; erano fredde, anche se il corpo era ancora caldo.\nAscolt\u00f2 il suo petto. Tutto era immobile all'interno. L'urto di quasi trent'anni\ntrent'anni erano cessati.\n\nDopo la prima, atterrita percezione di ci\u00f2 che era accaduto, le giunsero all'orecchio le flebili note di una banda militare o di altri ottoni provenienti dal fiume.\nuna banda militare o di altro tipo proveniente dal fiume le giunsero all'orecchio; e con un tono provocato esclam\u00f2: \"Pensare che sia morto proprio ora!\ntono provocatorio esclam\u00f2: \"Pensare che sia morto proprio ora! Perch\u00e9\n\u00e8 morto proprio ora!  Poi, meditando ancora un paio di momenti, and\u00f2 alla\nalla porta, la chiuse dolcemente come prima e scese di nuovo le scale.\n\n Eccola! disse uno degli operai.  Ci chiedevamo se sareste venuti\ndopo tutto. Venite, dobbiamo fare in fretta per trovare un buon posto.\ncome sta? Dorme ancora bene? Certo, non vogliamo trascinarlo via\nse\n\n Oh s\u00ec, sta dormendo abbastanza bene. Non si sveglier\u00e0 ancora, disse frettolosamente.\n\nSi incamminarono con la folla lungo Cardinal Street, dove di l\u00ec a poco\nponte e le allegre chiatte irruppero nella loro vista. Da l\u00ec\npassarono per una stretta fessura fino al sentiero lungo il fiume, ora polveroso, caldo e affollato,\ne affollato. Quasi subito dopo il loro arrivo inizi\u00f2 la grande processione delle\ndi barche; i remi battevano con un forte bacio sulla faccia della corrente, mentre venivano\ndella corrente, mentre venivano calati dalla perpendicolare.\n\n Oh, che allegria! Sono felice di essere venuta, disse Arabella.  E non pu\u00f2\nmale a mio marito la mia assenza.\n\nSul lato opposto del fiume, sulle chiatte affollate, si trovavano splendidi\ndi bellezza femminile, elegantemente disposti in verde, rosa, blu e bianco,\ne bianco. La bandiera blu del club nautico indicava il centro di interesse, sotto il quale una banda in\nsotto la quale una banda in uniforme rossa emetteva le note che lei aveva gi\u00e0 sentito nella\nche aveva gi\u00e0 sentito nella camera della morte. Collegiali di ogni genere, in\ncanoe con le signore, che osservavano con attenzione la nostra barca, sfrecciavano su e gi\u00f9.\nMentre osservava la vivace scena, qualcuno tocc\u00f2 Arabella nelle costole.\nArabella nelle costole, e guardandosi intorno vide Vilbert.\n\n Quella filastrocca \u00e8 in funzione, sai! disse con un'occhiataccia.  Vergognati\n di distruggere un cuore in questo modo!\n\n Non parler\u00f2 d'amore oggi.\n\n Perch\u00e9 no? \u00c8 una festa generale.\n\nLei non rispose. Il braccio di Vilbert le si strinse intorno alla vita, atto che poteva essere\nessere eseguito inosservato tra la folla. Un'espressione arcuata si affacci\u00f2 sul viso di Arabella\nArabella al contatto con il braccio, ma continu\u00f2 a guardare il fiume come se non sapesse dell'abbraccio.\nfiume come se non sapesse dell'abbraccio.\n\nLa folla si accalcava, spingendo Arabella e i suoi amici a volte quasi nel fiume.\nnel fiume, e avrebbe riso di cuore per il gioco di cavalli che\nse l'impronta di un viso pallido e statuario, che aveva visto di recente, non l'avesse un po' rasserenata.\nstatuario pallido che aveva visto di recente non l'avesse un po' rasserenata.\n\nIl divertimento in acqua ha raggiunto l'acme dell'eccitazione; ci sono state immersioni, grida\nimmersioni, grida: la gara \u00e8 stata persa e vinta, le signore rosa, azzurre e gialle si sono ritirate dalle chiatte, e la gente che ha fatto la gara\nrosa, blu e gialle si ritirarono dalle chiatte e la gente che aveva assistito alla gara cominci\u00f2 a\nguardavano, cominciarono a muoversi.\n\n \u00c8 stato molto bello, grid\u00f2 Arabella.  Ma credo di dover tornare\ntornare dal mio povero uomo. Pap\u00e0 \u00e8 l\u00ec, per quanto ne so; ma \u00e8 meglio che torni.\nmeglio tornare.\n\n Che fretta c'\u00e8?\n\n Beh, devo andare Caro, caro, questo \u00e8 imbarazzante!\n\nAlla stretta passerella dove la gente saliva dal sentiero lungo il fiume al ponte\nal ponte, la folla era letteralmente ammassata in un'unica massa calda.\ne Vilbert con tutti gli altri; e qui rimasero immobili, Arabella\nArabella esclamava con sempre maggiore impazienza: \"Caro, caro!\nche se si fosse scoperto che Jude era morto da solo, sarebbe stata necessaria un'inchiesta.\nun'inchiesta sarebbe stata ritenuta necessaria.\n\n Come sei agitata, amore mio, disse il medico, che, essendo stretto a lei dalla folla, non aveva bisogno di sforzi personali.\npremuto contro di lei dalla folla, non aveva bisogno di uno sforzo personale per\nper il contatto.  Abbiate pazienza: non si pu\u00f2 ancora scappare!\n\nPassarono quasi dieci minuti prima che la moltitudine incuneata si spostasse\nsufficientemente per lasciarli passare. Non appena fu in strada, Arabella si affrett\u00f2\nstrada Arabella si affrett\u00f2 a proseguire, proibendo al medico di accompagnarla\ndi accompagnarla quel giorno. Non and\u00f2 direttamente a casa sua, ma alla\ncasa di una donna che svolgeva le ultime pratiche necessarie per i morti pi\u00f9\nmorti pi\u00f9 poveri; dove buss\u00f2.\n\n Mio marito se n'\u00e8 appena andato, povera anima, disse.  Potete venire a stenderlo?\nsteso?\n\nArabella attese qualche minuto e le due donne proseguirono, facendosi strada a gomitate tra la folla di persone alla moda che si riversava\nstrada tra il flusso di gente alla moda che si riversava fuori dal\nCardinal, venendo quasi investite dalle carrozze.\n\n Devo chiamare il sacrestano anche per la campana, disse Arabella.  \u00c8\n\u00e8 proprio qui intorno, vero? Ci vediamo alla mia porta.\n\nAlle dieci di quella sera Jude era sdraiato sulla spalliera del letto del suo alloggio\ncoperto da un lenzuolo e dritto come una freccia. Attraverso la finestra parzialmente\nfinestra parzialmente aperta il gioioso palpito di un valzer entrava dalla sala da ballo di\nCardinale.\n\n\nDue giorni dopo, quando il cielo era ugualmente sgombro di nuvole e l'aria ugualmente immobile, due persone si trovarono accanto alla bara aperta di Jude nella stessa piccola\nl'aria altrettanto immobile, due persone si trovavano accanto alla bara aperta di Jude nella stessa cameretta.\ncamera da letto. Da un lato c'era Arabella, dall'altro la vedova Edlin. Entrambe\nEntrambe guardavano il viso di Jude, mentre le vecchie palpebre della signora Edlin erano\nerano arrossate.\n\n Com'\u00e8 bello! disse lei.\n\n S\u00ec. \u00c8 un bel cadavere, disse Arabella.\n\nLa finestra era ancora aperta per arieggiare la stanza, ed essendo circa mezzogiorno l'aria chiara era\nmezzogiorno, l'aria limpida era immobile e silenziosa. Da lontano\nda lontano provenivano voci e un apparente rumore di persone che battevano i piedi.\n\n Che cos'\u00e8? mormor\u00f2 la vecchia.\n\n Oh, sono i dottori del teatro, che conferiscono lauree ad honorem al Duca di Hamptonshire e a molti altri illustri personaggi del genere.\nal Duca di Hamptonshire e a molti altri illustri personaggi del genere.\n\u00c8 la settimana della memoria, sapete. Gli applausi provengono dai giovani.\n\n S\u00ec, giovane e forte! Non come il nostro povero ragazzo qui.\n\nUna parola occasionale, come se qualcuno stesse facendo un discorso, fluttuava dalle finestre aperte del teatro fino a questo angolo tranquillo.\nfinestre aperte del teatro fino a quell'angolo tranquillo, al che sembrava esserci un sorriso\nsembrava esserci un sorriso di qualche tipo sui lineamenti marmorei di Jude;\nmentre le vecchie edizioni Delphin di Virgilio e Orazio, ormai superate, e il Testamento greco\nil Testamento greco, ormai logoro, sullo scaffale vicino, e i pochi altri\ndi quel genere di cui non si era separato, ruvido di polvere di pietra dove era stato\npolvere di pietra dove aveva l'abitudine di prenderli per qualche minuto tra le sue\ndi catturarli per qualche minuto tra un lavoro e l'altro, sembrarono impallidire fino a diventare malaticcio\nsuoni. Le campane suonarono con gioia e i loro riverberi fecero il giro della stanza da letto.\nsi propagarono per tutta la stanza da letto.\n\nGli occhi di Arabella si spostarono da Jude alla signora Edlin.  Pensate che verr\u00e0?\nverr\u00e0? chiese.\n\n Non potevo dirlo. Giur\u00f2 di non vederlo pi\u00f9.\n\n Come sta?\n\n Stanco e infelice, povero cuore. Anni e anni pi\u00f9 vecchia di quando\nl'ultima volta che l'hai vista. Ormai \u00e8 una donna piuttosto stanca e consumata.  \u00c8 l'uomo che non riesce a\nnon riesce a sopportare, nemmeno ora!\n\n Se Jude fosse stato vivo per vederla, non gli sarebbe importato quasi pi\u00f9 di lei.\npi\u00f9, forse.\n\n Questo \u00e8 ci\u00f2 che non sappiamo Non ti ha mai chiesto di mandarla a chiamare,\nda quando \u00e8 venuto a trovarla in quello strano modo?\n\n No. Non \u00e8 vero. Al contrario. Mi sono offerto di mandare, e lui ha detto che non dovevo\nfarle sapere quanto fosse malato.\n\n L'ha perdonata?\n\n Non che io sappia.\n\n Povera piccola, c'\u00e8 da credere che abbia trovato il perdono\nda qualche parte! Ha detto di aver trovato la pace!\n\n Pu\u00f2 anche giurarlo in ginocchio sulla croce che porta al collo\nfino alla raucedine, ma non sar\u00e0 vero! disse Arabella.  Non ha mai\npace da quando ha lasciato le sue braccia, e non lo far\u00e0 mai pi\u00f9 finch\u00e9 non sar\u00e0 come lui!\nlui ora!"}]